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Resoconto d'Aula della Seduta n. 194 di mercoledì 03 giugno 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Zafarana e Lo Giudice.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
                e contestuale nomina di cariche interne

   PRESIDENTE. Si comunica che:
   -con nota datata 29 maggio 2020, pervenuta alla Segreteria generale
  il  1   giugno  successivo e protocollata al n. 3614/AulaPG  del  3
  giugno  2020, l'on.  Sergio Tancredi ha comunicato di non  far  più
  parte  del  Gruppo parlamentare  Misto'. Lo stesso  deputato,  come
  meglio si dirà appresso, ha infatti aderito al neocostituito Gruppo
  parlamentare  ATTIVA Sicilia';

   -con nota datata 29 maggio 2020, pervenuta alla Segreteria generale
  il  1   giugno  successivo e protocollata al n. 3615/AulaPG  del  3
  giugno   2020,  gli  on.li  Angela Foti, Valentina  Palmeri,  Elena
  Pagana e Matteo Mangiacavallo hanno comunicato di non far più parte
  del  Gruppo parlamentare  Movimento 5 Stelle'. Gli stessi deputati,
  come   meglio   si   dirà  appresso,  hanno  infatti   aderito   al
  neocostituito Gruppo parlamentare  ATTIVA Sicilia';

   -con nota datata 29 maggio 2020, pervenuta alla Segreteria generale
  il 1  giugno successivo e protocollata al n. 3616/AulaPG-QPPG del 3
  giugno   2020,   gli  on.li   Angela  Foti,  Matteo  Mangiacavallo,
  Valentina  Palmeri, Elena Pagana e Sergio Tancredi hanno comunicato
  che  nella  riunione  del  29  maggio  2020  hanno  deliberato   di
  costituire, ai sensi dell'art. 23 del Regolamento Interno dell'ARS,
  il  Gruppo parlamentare denominato  ATTIVA Sicilia', con decorrenza
  1  giugno 2020.
   Nella  stessa  riunione l'on. Palmeri è stata nominata  Presidente
  del   Gruppo,   l'on.  Pagana  Vicepresidente  e   l'on.   Tancredi
  Segretario.
   Conseguentemente  anche  l'adesione  dei  suddetti   deputati   ai
  rispettivi Gruppi parlamentari di provenienza viene meno a far data
  dal 1  giugno 2020.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente, intervengo sull'ordine dei  lavori
  perché  è  saltata,  abbiamo appreso dalla  sua  comunicazione,  la
  trattazione  della  rubrica  degli  atti  ispettivi  per  l'assenza
  dell'assessore   Turano.  Peraltro,  la   conferenza   stampa   era
  stamattina. Abbiamo appreso, sempre dalla conferenza stampa che  la
  conferenza  stampa  era  saltata, quindi è già  finita,  quindi  mi
  sembra inverosimile. Al di là, però, della scusa

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lo abbiamo comunicato stamattina
  a tutti i deputati.

   BARBAGALLO. Sì, sì. Voglio dire

   PRESIDENTE. Poi, quali sono le motivazioni lo sa l'Assessore.

   BARBAGALLO.  Non mi lamento di questo, Presidente, mi  lamento  di
  un'altra  cosa e cioè che il ruolo di tutte le rubriche degli  atti
  ispettivi,  è  piuttosto  voluminoso. Lo  abbiamo  sollecitato,  la
  preghiamo, quindi, mediante il suo tramite, di invitare il  Governo
  non  soltanto ad essere presente, ma di dare un contributo  con  un
  calendario   al   fine   di  snellire  tutte   le   risposte   alle
  interrogazioni ed interpellanze, perché di questo passo neanche tra
  due  legislature  avremo la possibilità, e siccome  è  un  atto  di
  trasparenza  e di democrazia credo che su queste cose,  come  dire,
  non possiamo permetterci disattenzione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo. Già nella riunione della
  Conferenza   dei   Capigruppo  della   settimana   scorsa   avevamo
  individuato  nelle riunioni settimanali di dedicare  almeno  un'ora
  agli  atti  ispettivi; era stato individuato l'onorevole  assessore
  Turano  per la prima di queste ore da dedicare agli atti ispettivi.
  Non credo che sia, come dire, da rimproverare nessuno perché se  ha
  avuto un problema e non è potuto venire ha già avvertito stamattina
  stessa.
   Noi  stamattina stessa abbiamo mandato la nota a tutti i deputati,
  dicendo  che  l'Aula  si sarebbe riunita un'ora  dopo  proprio  per
  questo  motivo,  ed è ovvio che ora io sto aspettando  dal  Governo
  qual  è  l'Assessorato, il merito degli atti ispettivi  disponibili
  già  a partire da domani, perché è ovvio che quello che non abbiamo
  fatto  oggi  si  recupererà quanto prima possibile.  Per  cui,  per
  quanto  mi  riguarda, ogni seduta d'Aula può essere  anticipata  di
  un'ora  per gli atti ispettivi. Sto aspettando dal Governo  che  mi
  venga  riferita questa disponibilità, dopodiché faremo, se così  è,
  una  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  in  cui
  faremo  un  bilancio ed un calendario di tutte  le  sedute  in  cui
  saranno  presenti  gli  atti,  in  cui  si  discuteranno  gli  atti
  ispettivi.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, onorevole De Domenico,  aveva  chiesto  di
  parlare prima l'onorevole Lantieri. Onorevole Lantieri,  ha facoltà
  di parlare.

   LANTIERI.  Signor  Presidente,  grazie.  Signor  Presidente,   per
  rafforzare  quello  che  ha  detto  l'onorevole  Barbagallo,  avevo
  presentato  un ordine del giorno che riguardava l'ASI di  Dittaino.
  Bene,  sono  andata  in  Commissione per convocare  il  commissario
  dell'ASI di Dittaino e non si hanno notizie. Ci sono delle  aziende
  che  vogliono  concludere e delocalizzare le  imprese,  andare  via
  dalla  provincia  di  Enna.  Lei  capisce  cosa  significa  per  il
  territorio  più piccolo della Sicilia e per le problematiche  della
  pandemia  che  abbiamo  avuto, come tutti  del  resto  in  Sicilia,
  chiudere delle aziende delle zone di Dittaino.
   Allora,  io  non  chiedo  più  all'assessore  Turano,  chiedo  che
  l'assessore  Turano  venga  ripreso dal Presidente  della  Regione,
  perché  altrimenti sono costretta ad organizzare  manifestazioni  e
  fare delle cose più forti, perché il territorio di Enna non si  può
  permettere che un assessore ed un commissario non diano conto ad un
  territorio di una provincia. Non so più in quale lingua debbo dirlo
  a  questo  Governo.  Allora,  o  ci organizziamo  come  Aula  e  ci
  organizziamo  con  i  colleghi perché il territorio  è  ridotto  al
  lastrico.  Il territorio ha bisogno di insediamenti e non  possiamo
  permettere che quelli che ci sono vadano via.
   Io  la  ringrazio  perché  lei è stato sempre  solidale  nei  miei
  confronti però, Presidente, la prego, facciamo qualcosa perché  non
  si  può  dire solamente che dobbiamo dare qualcosa  alle  famiglie,
  alle imprese. Per chi vuole investire e chi ha i soldi non possiamo
  dire  non  investite  Ma allora su che cosa si sta  ragionando   Si
  parla in tutte le trasmissioni di sviluppo, ma questa Regione vuole
  investire  sullo sviluppo? Oppure dobbiamo sempre rimanere  con  il
  solito  pacco sociale o il buono spesa? Cioè, la dobbiamo smettere
  Dobbiamo prendere una posizione seria.
   La ringrazio, Presidente.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Lantieri. Mi farò carico  di  parlare
  con  il  Governo  perché  se il commissario dell'azienda  sanitaria
  convocato dalla Commissione

                (Interruzione dell'onorevole Lantieri)

    dell'ASI,  comunque  quale che essa sia,  se  è  convocato  dalla
  Commissione  e  non  viene deve darne giustificazione.  L'assessore
  Turano  ha  chiamato  stamattina dicendo che non  poteva  venire  e
  siccome  mi risulta che normalmente quando viene chiamato  risponde
  regolarmente, quindi, se una volta non viene non succede niente. Se
  il  direttore dell'ASI, invece, non viene senza neanche  comunicare
  il  fatto  che non viene, o comunque, è un qualcosa che  si  ripete
  regolarmente, la Commissione lo deve fare sapere a me e penserò  io
  a  far sì che appena convochiamo qualcuno deve essere presente.  Lo
  farò,  comunque, ovviamente anche questo presente al Governo, anche
  se  l'onorevole  Cordaro  ci sta ascoltando  quindi  penso  che  ci
  penserà lui direttamente.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   DOMENICO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  riprendere un attimo la questione degli atti ispettivi. Intanto, la
  ringrazio che lei ci ha avvertito oggi tempestivamente del  rinvio,
  però, è una cosa che si ripete ormai dall'inizio della Legislatura.
  Cioè  è  una mancanza di rispetto, a mio avviso, di questa funzione
  che specialmente per il deputato di opposizione è l'unico strumento
  che  ha  a  disposizione per acquisire informazioni, perché  questo
  Governo  non  ha certamente brillato per chiarezza, per trasparenza
  delle informazioni e per il colloquio con l'Aula.
   Quindi,  io  dico  è una questione di metodo . Quando  si  fa  una
  interrogazione o un altro atto ispettivo, se ci vogliono 20  giorni
  per  acquisirlo, un mese perché il Presidente stabilisca a  chi  lo
  deve assegnare, cinque mesi per rispondere, sono tutte a quel punto
  intempestive e non ha nessuna funzione e nessuna logica.
   Io  credo che lei si debba fare carico, signor Presidente,  perché
  questo  istituto  funzioni  al meglio perché  è  uno  strumento  di
  democrazia parlamentare indispensabile e non è più tollerabile  che
  venga trascurato e svilito in questo modo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Domenico, visto  che  la  questione  è
  delicata ed è il terzo deputato che l'affronta devo essere sincero,
  qualche  volta è anche capitato che il membro del Governo  che  era
  stato  invitato  non è potuto venire, ha avvertito comunque  prima,
  anche il giorno prima, e questo peraltro è avvenuto l'anno passato.
  Da alcuni mesi a questa parte sono sempre stati presenti.
   Di  questo devo darne atto al Governo perché sa che sono  uno  che
  non risparmia critiche quando c'è da farne ma in questo caso non mi
  sento  di  potere  fare una critica di questo  genere  al  Governo,
  sinceramente perché non è così.
   Ma  io  sto  valutando, anzi diciamo che lo  farò  sicuramente  al
  prossimo   Consiglio  di  Presidenza,  c'è  già  la   norma   sulle
  interrogazioni,  sul Question time,  perché io ho intenzione,  devo
  essere  sincero  l'avevo  introdotta io  la  prima  volta  che  fui
  Presidente,  il  Question time, e ora mi stavano  dicendo  che  c'è
  qualcosa  che  va  modificata perché se no  di  fatto  non  diventa
  attuabile.
   Lo  faremo, già nel prossimo Consiglio di Presidenza, ed attueremo
  ogni settimana il Question time.
   Poi  sul fatto che lei ha una ragione indiscutibile sulla lentezza
  degli   atti,   come  al  solito,  amministrativi   perché   arrivi
  l'interrogazione    materialmente   sul    tavolo    dell'assessore
  competente, questo lo faremo presente e vedremo di capire  come  si
  può  ovviare. Però, sicuramente, noi dovremmo, se volete, se  posso
  dire  quella  che è la mia esperienza in altro tipo di  Parlamento,
  aumentare  le  richieste  delle  risposte  scritte  e  limitare  al
  Question  time o ad una seduta ogni tanto degli atti  ispettivi  le
  risposte  orali  perché  se  noi avessimo  la  possibilità,  no  la
  possibilità  ma  la  volontà di fare tante  richieste  di  risposta
  scritta,   tante   interrogazioni  a  risposta   scritta   comunque
  arriverebbero, e se non dovessero arrivare lo faremmo presente e le
  facciamo arrivare comunque.
   Però,  onestamente,  devo dire che gli assessori  che  sono  stati
  chiamati  non  posso  dire che hanno brillato  per  assenza,  hanno
  brillato  per presenza. Di questo devo essere sincero e  quindi  le
  cose le devo dire per come stanno.
   Comunque,  già  noi abbiamo il Consiglio giorno 16, purtroppo,  ma
  l'abbiamo  già  convocato, però domani è convocata  la  Commissione
  Regolamento,  per  cui, domani stesso vedrò di inserire  all'ordine
  del giorno della Commissione queste modifiche che mi dicono, io non
  so  quali  siano,  da apportare al Question time e dalla  settimana
  prossima partiamo con il Question time.
   Andiamo alla seduta odierna.


   Seguito della discussione del disegno di legge  Norme relative  al
  funzionamento della forma di Governo regionale, alla nomina ed alla
  revoca  degli  assessori  ed  alla  conclusione  anticipata   della
  legislatura  in attuazione degli articoli 9, 10, 41  bis  e  8  bis
  dello Statuto della Regione  (nn. 66-143 bis/A).

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine   del   giorno
  Discussione dei disegno di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Norme  relative al funzionamento della forma di Governo regionale,
  alla  nomina  ed  alla revoca degli assessori ed  alla  conclusione
  anticipata della legislatura in attuazione degli articoli 9, 10, 41
  bis  e 8 bis dello Statuto della Regione  (nn. 66-143 bis/A), posto
  al numero 1). Il relatore è l'onorevole Amata.
   Ci sono emendamenti?
   Onorevoli colleghi, comunico che, trattandosi di norma statutaria,
  questa  legge  deve  essere  approvata a maggioranza  assoluta  dei
  componenti dell'Aula con un voto finale che deve essere di  36  sì.
  Siccome  ora  siete presenti in 35, speriamo che  da  qui  al  voto
  finale possa arrivare qualcun'altro.
    Onorevole  Amata,  vuole intervenire?  Siamo  già  in  fase  di
  emendamenti, abbiamo già fatto la discussione generale.
    Partiamo  con gli articoli ma sarebbe necessario che  venissero
  chiamati  altri  deputati perché se non arriviamo  ad  un  numero
  necessario
    Onorevole Amata, il resto della Commissione è presente?

    AMATA,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  sinceramente in Aula,  la collega è lì,  il  collega
  Cappello

    PRESIDENTE. Facciamo una cosa.
    Sospendiamo  cinque  minuti, li chiamate,  li  facciamo  venire
  perché se non c'è nemmeno la Commissione è inutile che cominciamo
  a parlare di questo disegno di legge.
    Facciamo qualche chiamata. In cinque minuti resto qui  in  Aula
  - cinque minuti precisi per fare le chiamate necessarie.
    La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.36, è ripresa alle ore 16.41)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se siete d'accordo, visto che  c'è

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Onorevoli
  colleghi,  il  Presidente ha già risposto sul tema  interrogazioni,
  all'onorevole Barbagallo e, soprattutto, all'onorevole De  Domenico
  che,  essendo un collega di prima legislatura, forse non ha memoria
  del  passato. Non è a quel passato che noi ci vogliamo  richiamare,
  un passato dove aspettavamo anche 2 o 3 anni per avere una risposta
  ad   un'interrogazione.  E'  vero,  onorevole  Cappello?   Vogliamo
  guardare al futuro con spirito costruttivo.
   E'  la  prima  volta, è la prima volta che accade.  Il  Governo  è
  sempre  stato disponibile e presente. Ha, peraltro, comunicato   ho
  parlato adesso con l'onorevole Turano che mi ha argomentato le  sue
  ragioni,  assolutamente plausibili e desideravo, quindi, comunicare
  soltanto  che  dalla settimana prossima, nella  data  che  deciderà
  l'Aula  e  l'Assemblea,  l'assessore  Turano  sarà  a  disposizione
  dell'Aula, così come tutti gli assessori.

   PRESIDENTE. Se siete d'accordo, onorevole Amata, se c'è, così come
  c'è,  qualche  problema di numeri, potremmo invertire l'ordine  dei
  lavori, facendo prima la parte relativa alla sanità che, credo  che
  sia la ratifica di un protocollo, credo che siano favorevoli tutti,
  e  non  ci  sono  problemi, essendoci, comunque, il numero  legale,
  quindi  lo possiamo fare.  E credo che sia solo la ratifica  di  un
  protocollo, per cui, non c'è niente di particolare, non ci sono  da
  fare né interventi né niente, credo ci sia soltanto da votare.
   Se   l'onorevole  Amata  è  d'accordo  invertiamo,  con  l'accordo
  dell'Aula, l'ordine dei lavori.

   683/A)

     Seguito della discussione del disegno di legge  Normotermia
                              (n. 683/A)

   PRESIDENTE. Si procede, pertanto, con il seguito della discussione
  del disegno di legge  Normotermia  (n. 683/A), posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Il  Presidente  della Commissione e relatore, onorevole  La  Rocca
  Ruvolo, ha facoltà di parlare per svolgere la relazione.

                                Congedo

   PRESIDENTE  .  Comunico  che è in congedo per  la  seduta  odierna
  l'onorevole Cannata.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 683/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, allora, se l'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo vuole illustrare, velocemente, ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.  Molto
  volentieri, signor Presidente. Si tratta di una norma  che  non  fa
  altro  che  mettere in atto un protocollo, che dovrà servire  nelle
  sale operatorie

   PRESIDENTE.  Le posso chiedere la cortesia di mettersi  in  piedi?
  Grazie.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.  Scusi,
  ha   ragione,  con  tutte  queste  regole  stravolte,  ha   ragione
  Presidente, le chiedo scusa, chiedo scusa a lei ad al Parlamento.
     Dicevo  che  non  è altro che una norma che va ad  applicare  un
  protocollo  da utilizzare nelle sale operatorie, per  mantenere  la
  temperatura  del paziente ad una temperatura costante, per  evitare
  le  infezioni ospedaliere, quindi l'obiettivo -  peraltro  parliamo
  di  una norma di un solo articolo - non fa altro che mettere quelle
  disposizioni in ordine alla normotermia operatoria; sappiamo  tutti
  che  le  infezioni  ospedaliere, e soprattutto in sala  operatoria,
  sono  fonte  di  infezioni gravissime per  cui  talvolta  vanno  ad
  inficiare  non  solo  la  vita futura del paziente  ma  addirittura
  portano alla morte.
   Quindi,  questa  è  una  norma concepita in Commissione,  mira  ad
  introdurre,  come dicevo, prima ad evitare l'ipotermia accidentale,
  perché  è  un  evento  molto  comune e nel  momento  in  cui  viene
  approvato,  le  aziende sanitarie regionali e le strutture  private
  accreditate  devono dare attuazione alle indicazioni del  programma
  attraverso l'adozione di  un documento aziendale per il recepimento
  del  programma di cui al comma 1, e l'identificazione delle  figure
  aziendali  responsabili  per  l'attuazione  del  programma  di  cui
  abbiamo parlato, l'individuazione di idonei percorsi formativi  per
  le  figure  professionali  coinvolte,  senza  oneri  a  carico  del
  bilancio regionale.
   Quindi  in pratica è una norma che mira a dare in qualche  maniera
  una  regola chiara per quello che deve essere il comportamento,  di
  operatori sanitari tutti, in sala operatoria.

   PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, a norma di Regolamento,  si
  passa  direttamente  alla  votazione finale,  poiché  non  ci  sono
  emendamenti e l'articolo di fatto, è uno; quindi se prendete posto,
  perché ovviamente come voto finale il voto è palese nominale.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo  per  la
  seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                        Normotermia  (n. 683/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Normotermia» (n. 683/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Se  prendete posto apriamo la votazione. Ricordo a tutti: estraete
  il tesserino mentre state pigiando, senza reinserirlo per favore.
   Chi  ha votato si può alzare, se quelli che hanno votato si alzano
  facciamo   entrare   gli  altri  deputati.  Avete   votato   tutti?
  L'onorevole Caputo ha votato? La votazione è chiusa.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            46
   Votanti             31
   Maggioranza         16
   Favorevoli          31
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Il numero legale era garantito da 42 presenti.
   Quindi,   poi  il  risultato  è  quello  che  è,  prego  onorevole
  Calderone, qual è il problema, abbiamo votato. Pazienza,  onorevole
  Calderone, voti alla prossima. Ritorniamo alla norma statutaria.


   Seguito della discussione del disegno di legge  Norme relative  al
  funzionamento della forma di Governo regionale, alla nomina ed alla
  revoca  degli  assessori  ed  alla  conclusione  anticipata   della
  legislatura  in attuazione degli articoli 9, 10, 41  bis  e  8  bis
  dello Statuto della Regione  (nn. 66-143 bis/A).

   PRESIDENTE. Si torna al seguito della discussione del  disegno  di
  legge   Norme  relative  al funzionamento della  forma  di  Governo
  regionale,  alla  nomina  ed alla revoca degli  assessori  ed  alla
  conclusione  anticipata  della  legislatura  in  attuazione   degli
  articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione  (nn. 66-
  143 bis/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la Commissione speciale  Statuto  e  materia
  statutaria a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                                Oggetto

   1. La  presente legge disciplina il funzionamento della  forma  di
      governo regionale, la nomina e la revoca degli Assessori, nonché la
      conclusione  anticipata della legislatura, in attuazione  degli
      articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.»

   Comunico  che all'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti
   da parte della Commissione. Ce li avete tutti? Recante numerazione
   1.1 e 1.2. Ne siete in possesso tutti?

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.1. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.2. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  1  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
               Insediamento del Presidente della Regione

   1.  Il  Presidente della Regione, eletto a suffragio universale  e
  diretto  contestualmente all'Assemblea regionale, assume le proprie
  funzioni all'atto della proclamazione».
   Non ci sono emendamenti.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
       Nomina e giuramento dei componenti della Giunta regionale

   1.  Dopo la proclamazione il Presidente nomina gli Assessori,  tra
  cui    un    Vicepresidente,   preponendoli   ai    singoli    rami
  dell'amministrazione, assicurando che ogni genere sia rappresentato
  in misura non inferiore ad un terzo.

   2.  Il  Presidente può nominare Assessori regionali anche soggetti
  che non rivestano la carica di deputato regionale, scegliendoli tra
  cittadini che siano in possesso dei requisiti di eleggibilità  alla
  carica di deputato regionale e che non si trovino in condizioni  di
  incandidabilità o incompatibilità alla suddetta carica  secondo  le
  previsioni delle vigenti leggi in materia.

   3.  Gli  Assessori  regionali,  prima  di  assumere  le  funzioni,
  giurano,   dinanzi  al  Presidente  della  Regione,   al   cospetto
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  nel  corso  di   una   seduta
  pubblica,  di esercitare le proprie funzioni al fine di  perseguire
  il bene inseparabile dello Stato e della Regione.

   4.  Fino  al giuramento degli Assessori, il Presidente adotta  gli
  atti  di  ordinaria  amministrazione  di  competenza  della  Giunta
  regionale e degli Assessori.»

   E' stato presentato l'emendamento 3.3 -  di soppressione - a firma
  dell'onorevole Aricò che non è presente quindi è decaduto.
   Si  passa  all'emendamento  3.1  a firma  dell'onorevole  Lupo.  È
  mantenuto onorevole Lupo?

   LUPO. Sì.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMATA,  presidente della Commissione e relatore.  No,  Presidente,
  rispetto  a  questo emendamento io ritengo che quanto previsto  dal
  disegno  di  legge sia sufficiente, perché noi abbiamo  cercato  di
  allineare  un  terzo di presenza dell'altro sesso in  Giunta,  così
  come  accade  in  altri  consigli di amministrazione,  arrivare  ad
  aumentare eccessivamente, francamente, non ci trova d'accordo.

   PRESIDENTE. Per dirlo una donna

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io solo
  per  dire che sono assolutamente d'accordo con il Presidente  della
  Commissione circa il numero degli assessori. Perché è paritario  mi
  sembra  un po' eccessivo, non me ne voglia l'onorevole Lupo  perché
  andrebbe  a compromettere, secondo me, anche la qualità, se  magari
  ci  sono  più  uomini bravi o donne brave noi dobbiamo  imporre  il
  paritario e credo non sia opportuno.
   Garantire  il  genere -  ci mancherebbe altro -  siamo  d'accordo,
  però  estenderlo a paritario, ci possono essere più donne  brave  o
  più  uomini bravi, assolutamente sì, noi stiamo parlando di genere,
  quindi,  non significa nulla, ci possono essere più uomini bravi  e
  più  donne brave, quindi mettere un paletto, la metà e la metà,  io
  credo non sia opportuno, solo questo

   PRESIDENTE.  Intanto la norma prevede già un  terzo,  che  sia  un
  terzo  di uomini o un terzo di donne, ovviamente, se è un terzo  di
  uomini saranno due terzi di donne.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intanto  per
  maggior  chiarezza parliamo della presenza di genere nelle  Giunte:
  in   particolare  l'articolo  3,  comma  1,  dice  che    dopo   la
  proclamazione,  il  Presidente nomina  gli  assessori  tra  cui  un
  vicepresidente  proponendoli ai singoli  rami  dell'Amministrazione
  assicurando  che  ogni  genere  sia  rappresentato  in  misura  non
  inferiore a un terzo , questo è il disegno di legge approvato dalla
  Commissione.
   Noi  proponiamo con emendamento che il terzo diventi   paritaria ,
  perché  non  si può nominare una Giunta composta paritariamente  da
  donne e da uomini? Io mi rifiuto di pensare che ci possa essere  un
  problema  di  qualità, le donne spesso sono molto più  brave  degli
  uomini, io lo trovo giusto perché la società si compone di donne  e
  di  uomini  ed  è  giusto che la rappresentazione  -  ci  auguriamo
  prossimamente  anche in Parlamento è sempre  più  -   ma  anche  in
  Giunta possa essere paritaria, tanto di uomini quanto di donne.
   Ora  è antipatico per me sollevare problemi, di numero legale,  di
  voto  segreto, però io su questo credo, signor Presidente,  che  un
  ragionamento  serio  vada fatto, quindi, chiedo un  approfondimento
  anche  al  Governo,  mi spiace, peraltro, che la  Presidente  della
  Commissione sia una donna e abbia dato parere negativo ma su questo
  per  noi è un punto dirimente, non vediamo ragione per la quale non
  ci possa essere una parità uomo-donna anche in Giunta.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi permetto di correggerla. Nessuno ha
  detto  che  debbano essere 2/3 di uomini ed 1/3 di  donne,  possono
  essere 2/3 di donne ed 1/3 di uomini.
   Personalmente, io sono sempre convinto che bisogna scegliere i più
  bravi,  a prescindere dal sesso che hanno. Ho già chiarito  io,  ho
  già chiarito io, che non è un fatto di uomini o donne, qua parliamo
  di genere e basta.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor Presidente, dico, intervengo qua, e mi  sembra  di
  riprendere una discussione che abbiamo fatto a proposito delle pari
  opportunità nelle giunte dei comuni, tra l'altro, questo Parlamento
  si era anche espresso contro la cosiddetta  quota rosa .
   Non ricordo se, allora, cadde con il voto segreto. Ora, io non  so
  perché  si  è  tirato  in  ballo  il  voto  segreto.  Io  lo   dico
  palesemente: sono contraria, non tanto ai numeri, quanto  al  fatto
  che  nel momento in cui si vanno a mettere i numeri, già si  prende
  atto   di   una   discriminazione,  che  c'è.  Perché   esiste   la
  discriminazione, allora noi dobbiamo mettere i numeri.
   Se  questo  Parlamento  si vorrà fare promotore  della  condizione
  della  donna in politica, e questo sì che è un tema che deve essere
  affrontato e merita di essere affrontato, ed allora parliamone,  ma
  vincolare,  la condizione della donna, le opportunità della  donna,
  le  pari  opportunità tra generi a numeri dentro le giunte,  non  è
  sicuramente la soluzione a nulla.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  L'onorevole  Pagana, signor Presidente,  ricordava  un
  dibattito  che  è  stato avviato a proposito  delle  giunte  e  dei
  consigli comunali e della rappresentanza di genere in un disegno di
  legge che, però, si è arenato. Non l'abbiamo portato avanti.
   In quella circostanza, sono assolutamente d'accordo e vorrei fosse
  chiaro  il  mio  pensiero.  Le donne non  avremmo  bisogno,  e  non
  avrebbero  bisogno,  di  dimostrare la  loro  competenza,  la  loro
  qualità, l'eccellenza nell'essere ottimi amministratori. Direi  che
  se  guasti  la politica ha prodotto, anche nel passato, certamente,
  di  questi  guasti le donne non sono autori o autrici. Perché  come
  sappiamo,  da sempre, la politica, il sistema che regge  una  certa
  politica è affidato agli uomini e perpetrata attraverso gli uomini.
  E,  quindi,  in  linea di massima, sarei d'accordo con  l'onorevole
  Pagana,  quando dice che le donne non hanno bisogno di quote,  loro
  riservate.  Se  non  fosse, poi, per la storia che  insegna,  e  la
  storia  bisogna conoscerla e guardarla, con attenzione, concretezza
  e  realismo,  se non fosse che la storia ci insegna  che,  appunto,
  quel  potere,  sottile  filo di potere, che può  tutto,  non  passa
  attraverso  le  donne.  Gli  uomini  preferiscono  gli  uomini.   I
  segretari  politici  che scelgono i candidati alle  politiche  sono
  uomini.  I  segretari dei partiti, voglio dire, quasi tutti,  dimmi
  quale,  tranne la Meloni, che è un caso, perché ragiona all'interno
  di  un  partito  che è storicamente maschilista, me lo  dovete  pur
  concedere e me ne dispiaccio, ovviamente, molto, perché invece  una
  donna  dovrebbe  essere  capace di promuovere  politiche  attive  a
  favore delle donne, anche del rinnovamento della politica che passa
  attraverso le donne.
   Ciò  posto, quindi, voglio dire, io sarei, e per questo  dico,  se
  non  ci fosse stata una legge fatta da questo Parlamento quando  io
  sono  stata deputato la prima volta nella legislatura dal  2000  al
  2006,  nella quale legislatura abbiamo lavorato con impegno, gomito
  a  gomito  con  le  associazioni di tutte le  donne  possibili,  di
  estrazioni  politiche differenti, non saremmo  arrivati  a  mettere
  l'alternanza  di  genere  nel listino, che  era  composto  solo  da
  uomini. Non avremmo ottenuto che, nelle liste provinciali, ci fosse
  almeno un terzo di donne.
   E la ritrosia e la diffidenza degli uomini nel votare questa legge
  nasceva dal fatto: come si trovano le donne che hanno voti? Perché,
  appunto,  il  potere  che fa fare consenso in  una  certa  cultura,
  onorevole Calderone, passa attraverso l'uomo.
   Bene.  Oggi noi, siccome io ho memoria di questa storia, non posso
  non  invocarla  per  fare comprendere alle  giovani  donne  che  si
  affacciano alla politica, come l'onorevole Pagana e come altre, che
  c'è  l'esigenza di mettere i numeri  Perché la logica dei numeri  è
  una  logica  incontrovertibile, è una logica che promuove,  poi,  e
  produce il rinnovamento dei costumi, e anche il rinnovamento  delle
  abitudini e della logica politica.
   Ecco  perché  io  sarei, assolutamente, favorevole  all'iniziativa
  dell'onorevole  Lupo - lo dico senza timore - che dice   una  norma
  paritaria .  Perché  ritengo  che la parità  si  impone   Le  donne
  eccellenti ci sono, ma sono proprio gli uomini a non volerle
   Quindi,  mi sia perdonato questo excursus, anche storico, però  la
  memoria  ha  un significato. Quindi, io sono perché, se l'onorevole
  Lupo  propone  quella norma io la voterò a favore,  con  libertà  e
  anche in piena autonomia e coscienza.
   Una  precisazione. Ovviamente è una posizione che non ho condiviso
  col  mio Gruppo, non ne abbiamo parlato sinceramente e, quindi, non
  la prendo come capogruppo. La mia dichiarazione è una dichiarazione
  di voto individuale.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che è in congedo, per  la  seduta  odierna,
  l'onorevole Caronia.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 66-
                               143 bis/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  spesso  questo
  Parlamento  ha perso alcune occasioni quando abbiamo affrontato  il
  tema della rappresentanza di genere.
   Nella  scorsa legislatura siamo arrivati ad un momento di modifica
  della  legge  elettorale  che, in qualche  modo,  superasse  alcuni
  limiti dell'attuale sistema elettorale. Uno tra tutti il cosiddetto
  listino,  in  cui  era  addirittura  previsto  che  il  premio   di
  maggioranza  ai  presidenti vincenti, si  potesse  prendere  tra  i
  migliori perdenti nei collegi provinciali delle liste collegate  al
  presidente che vinceva.
   Riforma  abbastanza condivisa da tutti che, però,  si  bloccò  sul
  tema della rappresentanza di genere.
   Perché,  com'è  noto,  l'attuale legge  elettorale  regionale,  lo
  ricordava  l'onorevole Lo Curto, quando fu proposta,  anche  allora
  con  una  serie  di  discussioni  era giusto,  era  sbagliato ,  si
  introdusse  una  norma che poi fu fatta propria  da  altre  regioni
  italiane,  e  la Sicilia in materia elettorale, paradossalmente,  è
  sempre  stata  una  regione che ha fatto  da  apripista  a  riforma
  generali:  una  per  tutte l'elezione diretta dei  sindaci  che  fu
  fatta, prima regione in Italia, in Sicilia.

   PRESIDENTE. Anche lo sbarramento minimo, se non ricordo male

   CRACOLICI. Cinque per cento  Noi siamo l'unica regione, e  chi  le
  parla è considerato l'autore del misfatto.
   La  Regione, in materia elettorale, ha sempre avuto, diciamo,  una
  marcia  in  più anche con la sofferenza del Parlamento ad arrivare,
  poi, a queste norme. Appunto, fu fatta una norma che stabilì che il
  listino  e le liste su base provinciale devono contenere un  numero
  di  candidati pari a un terzo degli iscritti al listino, che  è  di
  nomina, è sulla base del sistema alternato. Ripeto, da questo punto
  di  vista  noi  abbiamo  fatto una norma che  poi  anche  la  legge
  nazionale,  in materia elettorale, parlo del Parlamento  nazionale,
  ha  previsto  che  le  candidature nelle liste  provinciali  siano,
  diciamo, alternativamente uomo-donna o donna-uomo.
   Perché  ogni volta che si apre questa discussione scatta  poi  una
  sorta  di ansia in cui tutti guardiamo al passato? Possiamo  dirlo,
  io  so  che  per  alcuni  fra  di noi questo  tema  ogni  tanto  si
  ripropone, noi siamo stati la Regione che ha introdotto  la  doppia
  preferenza di genere alle elezioni amministrative. So che  ci  sono
  alcuni  colleghi ogni tanto dopo le comunali vengono e dicono   mi,
  però è sbagliato perché eleggiamo donne inventate', ma quante donne
  sono entrate nei Consigli comunali della Sicilia grazie a una legge
  che  prima  impediva alle donne di potere accedere? E' inutile  che
  facciamo i finti democratici.
   Una  legge per favorire un pezzo della società, che sono le donne,
  non  è  sufficiente  dire  le  donne  e  uomini  hanno  tutti  pari
  opportunità,  in  teoria, in pratica se non  avessimo  fatto  norme
  generali  e  astratte che per tutti i partiti  che  favorissero  in
  qualche  modo la possibilità di portare nei luoghi della democrazia
  anche  le  donne, non anche gli uomini, gli uomini per  tradizione,
  non  ci  scordiamo che questo è il paese che ha dato il diritto  di
  voto alle donne per la prima volta nel '46.
   Noi  spesso diamo per scontate delle cose che pensiamo che ci sono
  sempre  state;  fino al 1946 le donne non votavano, lo  dico  anche
  alle  colleghe  giovani,  deputate, che  pensano  che  il  mondo  è
  iniziato da ora, il mondo ha qualche anno di età.
   Ecco  perché,  Presidente, io penso che  stabilire  in  una  norma
  statutaria, che è una norma di principio e vincolante,  in  maniera
  astratta e generale, che la Giunta, così come il listino,  noi  già
  facciamo  così,  la  Giunta di Governo,  debba,  non  possa,  debba
  rappresentare i due generi in maniera paritaria perché i due generi
  paradossalmente  quello  femminile  è  un  po'  di  più  di  quello
  maschile, ma i due generi esistono e come tali ricordiamoci che  la
  democrazia  è  innanzitutto rappresentanza, poi è  governo,  ma  la
  democrazia è rappresentanza.
   Ecco  perché io penso che l'emendamento dell'onorevole Lupo  è  un
  emendamento non troppo velleitario, è un emendamento che  fa  della
  Sicilia   ancora  una  volta  il  luogo  di  anticipazione   e   di
  modernizzazione   dei   sistemi   istituzionali   a   partire   dal
  riconoscimento   della  parità  di  genere.  Io   sostengo   questo
  emendamento, lo condivido, mi auguro che i colleghi si liberino  da
  quel  sentimento immediato diciamo di conservatorismo  che  c'è  in
  ognuno  di  noi e proviamo a immaginare le istituzioni del  futuro.
  Cosa   sarà  l'istituzione  del  futuro?  Pertanto  spero  che   il
  Parlamento  si  renda  conto  che introdurre  questa  novità  nello
  Statuto  della  regione siciliana, è una novità  significativa  per
  l'Italia, non solo per la Sicilia.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, credo che questo sia un  punto  diciamo
  importante  al  di là del merito dell'emendamento che  riguarda  la
  nostra  attività, la nostra funzione. Io non credo  che  quest'Aula
  abbia  il  compito di promuovere dibattiti, ha il compito  di  fare
  norme,  regole,  leggi  che stanno dentro quei  dibattiti,  che  li
  accompagnano, che li legittimano, ma se qui ci trovassimo  soltanto
  per  discutere,  per fare un dibattito che aiuta  a  promuovere  la
  condizioni  paritaria tra donne e uomini questo sarebbe il  circolo
  dei  civili  e  non un'Assemblea legislativa. Lo  dico  pensando  a
  questa vicenda e a tante altre che ha conosciuto la Sicilia.
   Nel  1970 questo era un Paese civile, era già un Paese civile,  ma
  nel  1970  esisteva una norma nel Codice penale, lei lo  ricorderà,
  che prevedeva che se una ragazza fosse stata sequestrata e stuprata
  e poi sposata, il matrimonio aveva l'effetto riparatore rispetto al
  crimine  che  era stato compiuto e questa norma è  stata  messa  in
  discussione,  non  diciamo da un vago astratto  dibattito,  ma  dal
  fatto  che  venti chilometri da qui Franca Viola,  una  ragazza  di
  diciassette  anni  venne rapita dal fidanzato che aveva  rifiutato,
  stuprata  per  otto  giorni consecutivi, restituita  alla  famiglia
  affinché   la   cosiddetta   paciata ,  il  matrimonio  riparatore,
  prevedesse che nessuno pagasse il prezzo di quello che aveva fatto,
  né  il  sequestratore, né i suoi dieci complici. Se questa  ragazza
  non  si  fosse messa di traverso chiedendo ed ottenendo processo  e
  condanna  di  questi  signori,  il  nostro  codice  penale  avrebbe
  conservato questa norma medioevale.
   Questo  perché  la  morale non è un'idea astratta  sopra  di  noi,
  eterna  ed inamovibile, va accompagnata, ma non soltanto dal  gusto
  di  una discussione in cui tutti ci diciamo d'accordo sul fatto che
  donne  e  uomini  debbano  avere medesime  opportunità  e  medesime
  responsabilità, ma sul fatto che un'Assemblea legislativa si assume
  anche una funzione prescrittiva, di indirizzo politico di norma  di
  legge,  che aiuta a fare in modo che quel dibattito sul  quale  qui
  possiamo  tutti essere d'accordo, e avere tutti un alto livello  di
  condivisioni,  non  resti un dibattito da circoli  civili,  diventa
  norma  di  legge che impegna il costume di una nazione ad adeguarsi
  ad  un  principio morale che noi riteniamo non debba essere offerto
  soltanto  ad  una  generica discussione,  per  cui  sono  d'accordo
  all'emendamento del collega Lupo.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, la Commissione  si
  è  posta, diciamo, rispetto al tema della regolamentazione  di  ciò
  che  non  è  codificato dal nostro Statuto e che quindi  occorreva,
  faceva  sì  che  fosse necessario l'intervento del  Parlamento,  in
  maniera assolutamente laica. Anche perché ho capito che quando  non
  si vuole procedere verso l'approvazione di una legge, è sufficiente
  ideologizzarne il contenuto.
   Ora,  voi  sapete che il Movimento Cinque Stelle  è  stato  sempre
  contro  ogni tipo di concezione che riguardi la quota rosa,  perché
  noi siamo contro il principio di  un tanto al chilo , e non per  le
  motivazioni che qui sono state enunciate e che possono essere anche
  condivisibili  a  chi  ci  racconta una  storia  di  un  Paese,  ci
  mancherebbe.
   Io  sono di Caltagirone, ieri ho festeggiato Ottavia Penna che era
  fra   le   venticinque  donne  che  facevano  parte  dell'Assemblea
  Costituente.  Ci siamo? Ma non è questo il punto,  il  punto  è  un
  altro, qua non stiamo parlando della composizione delle liste,  qua
  stiamo parlando della composizione e della formazione di una Giunta
  di Governo.
   La  Commissione si è rifatta alla giurisprudenza corrente, perché,
  cari colleghi è vero quello che dite voi e cioè ciò che è stabilito
  dalla  legge che prevede una rappresentanza di genere, ma  è  anche
  vero,  e  dobbiamo  dircelo  chiaramente  che  quella  norma  viene
  disapplicata sistematicamente dalle amministrazioni comunali, tanto
  che molte volte, su richiesta di consiglieri comunali, di forze  di
  opposizione  e  di  maggioranza,  è  costretta  ad  intervenire  la
  magistratura,  che ha addirittura stabilito che è sufficiente,  per
  garantire la parità di genere un solo componente.
   Allora  dico, se noi vogliamo avere un approccio laico con  questa
  materia, un terzo credo che sia un compromesso utile, d'altro canto
  si  parla  di genere, non si è detto né uomo, né donna, genere,  un
  terzo  può essere di uomini e tutto il resto donne e viceversa.  Se
  si  vuole assolutamente ideologizzare ci stiamo ponendo però  fuori
  dalla  realtà,  perdonatemi,  perché,  ripeto,  la  Commissione  ha
  compiuto  un ragionamento molto concreto basandosi sulle esperienze
  che, da quella legge che ha previsto la parità di genere ad oggi ne
  ha  visto  anche  la disapplicazione da parte degli  amministratori
  locali.  Anche  perché, diciamocela anche tutta, quella  norma  non
  prevede  una  sanzione. Quindi, se non interviene la  magistratura,
  sostanzialmente  io posso comporre la Giunta comunale  anche  senza
  garantire la parità di genere.
   Questo,  dico,  è il mio sommesso contributo, anche  per  chiarire
  quale   è  stato,  diciamo,  il  percorso  che  ha  utilizzato   la
  Commissione nel proporre all'Aula questa norma.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, scusatemi  ma  il  lavoro  della
  Commissione  è  comunque egregio ma questa è una materia  da  legge
  elettorale  non  da  norma  statutaria  per  quanto  mi   riguarda.
  Dopodiché, scusate per favore, io però dico che non dobbiamo  farci
  prendere  da  facili  demagogie  perché  non  è  vietato  a  nessun
  Presidente  della  Regione di fare una Giunta tutte  donne,  o  più
  donne  che  uomini,  o  al  50  per cento.  Farà  parte  della  sua
  sensibilità, della sua educazione, dell'avere trovato un  uomo  che
  si  chiami Mario o Maria in funzione della sua bravura, in funzione
  della  sua capacità, in funzione della sua esperienza a prescindere
  se si chiama Mario o Maria.
   Ora,  il tentativo di rendere al 50 per cento una Giunta regionale
  a  parità  di  uomini  e  donne, secondo  me,  si  mette  in  seria
  difficoltà  un Presidente della Regione perché ci sono  onestamente
  persone  bravissime  che deve prescindere, devono  prescindere  dal
  loro  sesso.  Stiamo  facendo un dibattito -  che,  sì  -  mi  pare
  ottocentesco,  che mi pare medioevale, non ve lo  abbiate  a  male.
  Perché  il problema è che non ci siano divieti, il problema  è  che
  tutti  abbiano la pari opportunità, così come si deve avere e  che,
  quindi, si possono prendere-
   Certo,  si faceva riferimento al fatto che fino al fino  al  1946,
  1947  non potevano votare le donne, viva Dio  Quello è un ben altro
  problema che non questo perché lì c'era il veto ad un voto,  ad  un
  tipo  di  voto.  Qui noi stiamo valutando una norma statutaria  che
  veti  non ne pone a nessuno e che sul tema della parità di  genere,
  scusatemi,  ma  siamo veramente, la Sicilia  non  ha  di  che  cosa
  rimproverarsi.  Abbiamo  inserito il  doppio  voto  di  genere  nei
  consigli comunali, abbiamo inserito l'obbligo che ci siano presenti
  entrambe i generi in qualsiasi Giunta, addirittura in alcune giunte
  un  terzo, abbiamo previsto che i listini siano alternati  per  cui
  comunque le donne vengono regolarmente elette. Abbiamo preteso  che
  nelle  liste  provinciali ci sia la presenza delle liste,  diciamo,
  per il voto, ci sia la presenza cospicua delle donne o dell'uomo.
   Ma voglio dire, mi sembra che si sta un attimo esagerando. Non c'è
  dubbio,  viva le donne, viva gli uomini, in funzione di chi  è  più
  bravo,  ma  non  si può pensare di obbligare qualcuno,  io  ho  una
  persona brava da fare assessore; non lo posso fare perché già ci ho
  il  numero di assessori maschi o di assessori donne sufficiente che
  la  legge  prevede  che  io possa avere e,  quindi,  non  lo  posso
  nominare assessore perché devo nominare per forza una donna  o  per
  forza  un  uomo  perché  lo  prevede  una  legge  statutaria?   Io,
  veramente, devo essere sincero, mi sento in un dibattito,  lo  dico
  sinceramente,  medioevale  Ma ancora stiamo discutendo  se  c'è  la
  parità  tra  uomo e donna? Ma veramente? E per garantire  al  mondo
  intero  che  la  Sicilia  garantisce la parità  fra  uomo  e  donna
  dobbiamo  prevedere  il  50 per cento? Mi  raccomando  prevediamolo
  anche nei consigli d'amministrazione delle società, collegate  alla
  Regione, evidentemente è chiaro che va fatto su tutto, ma anche  lì
  la  Sicilia  è  stata  una delle prime che  ha  messo  la  presenza
  femminile  obbligatoria quando, secondo me,  è  sbagliato  pure  la
  parola  obbligatoria. E' chiaro che non può essere obbligatorio  il
  contrario, che non si possano mettere uomini o donne in funzione di
  quello  che  si  vuole.  Ma  viva Dio,  io  credo  che  noi  stiamo
  costringendo qualcuno a scegliere.
   Poi, ci sarà il giorno in cui andranno di moda più le bionde che i
  bruni, delle brune o più i bruni che i biondi e cominceremo a  dire
  che  ci  devo essere il 50 per cento. Cioè, mi sembra un a  follia.
  Non posso immaginare che la differenza di un assessore è perché  si
  chiami  Mario  o Maria. La differenza di un assessore  è  perché  è
  bravo o perché non è bravo e non certamente per il nome che porta e
  per il sesso che ha.
   Comunque,  io ovviamente devo mettere ai voti. La legge,  in  ogni
  caso,  si  applica nella prossima legislatura, non  è  per  questo.
  Questo  non  c'era  bisogno di dirlo. Non è  la  preoccupazione  di
  dovere cambiare le cose di questo Governo perché Forza Italia ce le
  ha  già le donne in questo Governo, ma non c'è dubbio che mi sembra
  che  stiamo  facendo  un  dibattito  che  sia  troppo  preso  dalla
  demagogia,  piuttosto  che  dalla  realtà,  piuttosto   che   della
  concretezza dei fatti.
   Io  sono  coordinatore regionale di un partito dal 1994. Vi  posso
  garantire che nelle liste che si vanno a fare, spesso e volentieri,
  le donne, non perché siano quelle più belle o più brutte perché non
  ci  sia parità, perché evidentemente sono meno disponibili,  si  fa
  fatica a trovarle. Bisogna ad un certo punto dire  deve essere  per
  forza donna, dove l'andiamo a trovare .
   Io ritengo che la cosa importante che un Parlamento deve garantire
  è  la  pari  opportunità e questo credo che ormai sia garantito  da
  oltre 50 anni in questo Paese, e in questa Regione prima ancora che
  nel resto d'Italia. Per cui vi invito a fare un ragionamento serio,
  non  demagogico  e che sia realmente concreto e  che  porti  ad  un
  risultato per potere fare una legge che sia una legge ben fatta.
   Dico  al  Presidente della Commissione che non  avrebbero  scritto
  niente.  Lo  Statuto prevede il numero di assessori, poi  le  leggi
  elettorali fanno questo tipo di valutazioni ma niente di  male  che
  sia  stato fatto, infatti io non l'ho stralciato. Però, ripeto,  vi
  invito  a  fare una scelta che sia di serenità e non dettata  dalla
  demagogia. Questo Paese veramente non ne può più di questo tipo  di
  demagogia. Credo che troppi errori sono stati fatti da questo Paese
  sul mal di stomaco del momento o sulla demagogia complessiva.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non  posso
  che essere d'accordo con Lei signor Presidente.
   Oggi qui davanti mi ritrovo il Presidente della Commissione donna,
  stimatissima, l'onorevole Amata, accanto l'onorevole Lo Curto che è
  una stimata collega, capogruppo. Abbiamo Giusy Savarino, Presidente
  della  IV  Commissione,  l'onorevole  La  Rocca  Ruvolo,  il  primo
  vicepresidente  donna,  l'onorevole Foti, il  primo  vicepresidente
  dell'Assemblea,  non ricordo altri ruoli, una donna  con  un  ruolo
  così    prestigioso   all'interno   dell'Ufficio   di    Presidenza
  dell'Assemblea. C'è l'assessore Grasso, naturalmente, qui con  noi,
  tutte  donne che hanno conquistato le loro posizioni politiche  per
  meriti.
   Oggi  se questa norma dovesse avere valore giuridico, a cominciare
  da  oggi,  cosa  che non sarà così perché comunque è  stato  votato
  l'emendamento  1.2 e sarà a valere dalla XVIII legislatura,  ma  se
  paradossalmente  dovesse  valere oggi, si dovrebbero  trovare  ogni
  sostituto  di  un assessore, per esempio, che viene a  mancare  per
  dimissioni,  per impossibilità di continuare la sua  esperienza  di
  Governo  e dovremmo limitare la scelta al Presidente della  Regione
  di  scegliere tra un uomo o tra una donna e questo io  lo  ritengo,
  signor Presidente, anacronistico.
   Noi  stiamo arrivando alla parità di genere politico con il sudore
  di  tante donne che ci stanno mettendo la faccia, passione e  tanta
  dedizione  e, a volte, spesso dimostrano, spesso, più delle  volte,
  dimostrano di essere migliori degli uomini però non credo  che  sia
  questo il sistema, signor Presidente.
   Io   ho  presentato  un  emendamento,  naturalmente  l'emendamento
  tendeva  a  valutare  la possibilità di fare iniziare  tutto  dalla
  successiva  legislatura soprattutto quello successivo, ora  non  ha
  più senso parlare però ritengo che questo sia, come giustamente  ha
  detto Lei, materia elettorale e non di attuazione dello Statuto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole De Luca ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 66-
                               143 bis/A

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
  rispondere  al collega Aricò che, d'altra parte, non vale  da  oggi
  quindi  il problema di turbamento dell'equilibrio di questo Governo
  non  si  pone quindi non credo che debba neppure essere usato  come
  elemento e come strumento di discussione in questa Aula.
   Io  sono  d'accordo  con  il fatto che le  donne  è  bene  che  si
  conquistino i loro seggi per meriti loro. La preferenza  unica  nel
  nostro  sistema  regionale è un punto di merito  e  chi  arriva  in
  questo  Parlamento  ci  arriva sudandosi  la  preferenza  come  gli
  uomini,  esattamente  allo stesso modo, e questo  è  un  fatto  che
  invece  non accade nei consigli comunali dove la doppia preferenza,
  onorevole Cracolici, non ha sempre prodotto cose positive, è vero.
   Da  un lato abbiamo avuto il merito di avere portato le componenti
  femminili  in  consiglio  comunale  quando  prima  alle  donne  era
  praticamente precluso il consiglio comunale di qualunque paese,  di
  qualunque città, ma non sempre questa norma funziona.
   Dobbiamo distinguere i due livelli, Presidente Micciché, una  cosa
  è   la  doppia  preferenza  nel  sistema  elettivo  -  che  io  non
  incoraggerei  per questo Parlamento - altra cosa è la  presenza  in
  Giunta.
   Il  disegno di legge che ci arriva in Aula già prevede di  passare
  ad  un  terzo. Quindi, siamo arrivati a quattro Assessori su dodici
  donne. Non è così difficile e neppure così catastrofico pensare che
  da quattro si passi a 6. Qual è il ragionamento che deve condurci?
   Stiamo   dicendo   che   il   seggio  e  la   rappresentanza,   la
  rappresentanza di un territorio, nel nostro caso di una  provincia,
  la si conquista sul territorio con la preferenza.
   Poi  qui  si  fa  una scelta di tipo politico,  ed  io  non  posso
  minimamente,  non  voglio  immaginare che  in  un  Governo  non  si
  riescano a trovare, signor Presidente, sei uomini bravi e sei donne
  brave.
   E' molto più semplice fare questo, ed è chiaramente un segnale,  è
  un  gesto,  una  scelta,  è un messaggio che  si  manda  all'intera
  Nazione, all'Europa, sarà un gesto contestabile piuttosto  che  no,
  di  civiltà piuttosto che no - ognuno lo vede come vuole  - ma è un
  segnale
   Altra cosa è, e non va confuso, l'elezione dell'Assemblea.
   Noi  siamo  assolutamente  favorevoli a questo  emendamento  anche
  perché  va incontro a quello che ha fatto la Commissione che  sotto
  questo profilo è stata antesignana.

   PRESIDENTE.  La Commissione prevede che ci sia un terzo  di  donne
  nella Giunta - cosa che fino ad oggi non c'era - quattro donne.
   Ritengo  personalmente che l'obbligare al 50 per cento è veramente
  pura  demagogia - lo dico con molta sincerità perché è  quello  che
  penso  -  ovviamente lo metterò in votazione non è perché la  penso
  diversamente posso evitare questo.
   Vi  dico  che se in questo Parlamento, attraverso una  legge,  che
  garantisce tranquillamente il voto alle donne, se questo Parlamento
  avesse il 50 per cento delle donne - come dire - pretenderei che ci
  fosse il 50 per cento delle donne anche nell'elezione.
   Non  riesco a capire, trasportiamo le leggi del consiglio comunale
  anche qui.
   Facciamo in modo che per ogni uomo eletto ci deve essere una donna
  eletta, è questo quello che state chiedendo
   Il  fatto della parità esiste già  Le pari opportunità, può essere
  preso   ad  Assessore  un  uomo  come  una  donna   E'  una  scelta
  assolutamente libera.
   Anzi,  per  quanto  riguarda  la  composizione  del  Parlamento  è
  obbligatorio che ci sia l'alternanza uomo-donna e almeno  un  terzo
  devono essere donne nelle liste.
   Però cosa succede? Onorevole Cracolici, l'ho già detto prima,  sto
  facendo  un discorso di principio, prescindo dalla legge elettorale
  o dalla legge statutaria.
   Nella  legge elettorale prevediamo correttamente il 50  per  cento
  nel listino di donne e un terzo delle liste provinciali donne. Come
  dire?  Poi  la gente vota e decide di votare non per  il  nome  sia
  Mario o Maria ma per la persona di cui ha fiducia.
   La  stessa  cosa  deve  potere succedere ad  un  Presidente  della
  Regione  che deve avere possibilità di scegliere gli Assessori  fra
  le  persone  di  cui ha fiducia e non perché sono  donne  o  uomini
  perché  diversamente,  se  fosse così, dovremmo  costringere  anche
  l'elettore a votare un uomo e una donna e non soltanto un uomo. Non
  so se è chiaro.
   Nel momento in cui costringiamo solo il Presidente della Regione a
  dovere  scegliere tanti uomini quante donne, perché  all'elettorato
  non lo chiediamo?
   Chiediamo  di votare per il migliore o per quello che lui  ritiene
  essere la migliore o il migliore.
   Tant'è  che  oggi c'è un Parlamento con tante donne, ma certamente
  non  il  50  per  cento. Perché dovremmo costringere un  Presidente
  della  Regione a scegliere il 50% dei suoi assessori donne,  perché
  donne  non  perché brave, perché donne? Signori miei, questo  è  un
  dibattito  che ci porterà allo sfascio, perché questa  è  demagogia
  pura, scusate se ve lo dico
   Già  la  commissione ha previsto 1/3, non basta, ora  votiamo,  ha
  previsto  1/3 di donne. Evviva Dio  E' 1/3 non di donne, è  1/3  di
  genere, uomo o donna che sia, perché si abbia la garanzia che siano
  rappresentati tutti. Ma l'obbligare un Presidente della  Regione  a
  scegliere un assessore, non perché è bravo, ma perché donna, io  lo
  ritengo,  veramente, una cosa di retroguardia. La ritengo una  cosa
  vecchia, proprio mentalmente. Siamo nel 2020  Ancora discutiamo  di
  parità tra uomo e donna
   Ma  scusate, ma veramente, io non so, parità tra uomo  e  donna  è
  assolutamente  garantita,  assolutamente  certa.  Non  ne  dobbiamo
  discutere ancora in questo Parlamento.
   Onorevole Cracolici, lei viene votato come viene votata la signora
  Grasso,  esattamente nella stessa maniera, o la signora  Lo  Curto.
  Non  c'è  alcuno che obbliga qualcuno a votare Lo Curto o a  votare
  Grasso invece che Cracolici, perché avete la pari opportunità della
  candidatura, poi, ognuno vota per quello che vuole.
   Esiste  già, voglio dire, io non ho, lo dico perché lo devo  dire,
  perché  sento di doverla dire la mia opinione, è quella che  è.  E,
  purtroppo,  devo  dire  che  sono preoccupato  per  il  livello  di
  demagogia che ogni tanto si fa per ottenere qualche risultato.
   Onorevole  Cracolici,  lo  dico  esattamente  come  lei  dice   il
  contrario. Io dico questo

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, e poi passiamo alle votazioni.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)

   PRESIDENTE.  Non  ho  capito  niente, onorevole  Lo  Curto.  Lasci
  parlare l'onorevole Catalfamo.

   CATALFAMO. Signor Presidente, io sono meravigliato del  fatto  che
  si  sia  arrivati a presentare questo emendamento, perché lo  trovo
  offensivo nei confronti delle donne e le prime a non doverlo votare
  dovrebbero essere le donne. Perché è un emendamento che esclude che
  la  giunta  possa essere fatta tutta da donne, perché se  le  donne
  hanno merito, possono essere nominate tutte le donne.
   Una  cosa è garantire 1/3 per genere, una cosa è imporre  la  metà
  delle  donne. Le prime a dovere essere offese dovrebbero essere  le
  donne.
   Per quanto mi riguarda, non voterò mai un emendamento del genere.


                          Per fatto personale

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Un minuto, però, e poi votiamo.
   Non  mi  risulta d'averla offesa, però prego onorevole  Cracolici,
  vada a parlare. Onorevole Cracolici vada a fare il suo intervento.

   CRACOLICI. Sono stato attaccato dal Presidente.

   PRESIDENTE. Non mi risulta di averla attaccata.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io volevo soltanto  ricordare  una
  cosa,  che  la  legge elettorale con cui votiamo non  è  stata  una
  gentile  concessione della politica siciliana. I siciliani  con  un
  referendum  hanno  bocciato  le  indicazioni,  a  partire  dal  suo
  partito,  di  cui lei era segretario regionale. Ha dato indicazioni
  di  bocciare quella legge ed i siciliani hanno votato al contrario.
  Non faccio, quindi, demagogia.
   Grazie  alle leggi che hanno consentito alle donne di accedere  in
  Parlamento,  oggi ci sono più donne, anche quelle che  oggi  dicono
  che  le donne sono garantite. Se non ci fossero state quelle leggi,
  dalla  legge elettorale siciliana, che ha consentito ai listini  di
  avere  metà delle donne ed alcune parlamentari sono elette, qui  in
  Sicilia, grazie al listino, noi non avremmo avuto quell'effetto.
   La  legge elettorale sui comuni, grazie alla doppia rappresentanza
  di  genere,  ha  consentito  di portare tante  donne  nei  consigli
  comunali. La demagogia, quindi, l'ha fatta lei, non io.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, proprio  il  fatto  che  il  mio
  partito  avesse  deciso  contro quel  referendum  e,  invece,  quel
  referendum ha vinto, vuol dire che se si vuole votare donna, la  si
  può votare, non c'è bisogno di essere obbligati a farlo.

   bis/A

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 66-
                               143 bis/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.1.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 3.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Stiamo  votando  per appello nominale, chi vota a  favore  vota  a
  favore di sei donne in Parlamento, chi vota rosso vota a favore  di
  quattro donne in Giunta. Siamo in votazione onorevole Lo Curto,  se
  vuole votare vota, se no non vota, non so che dirle.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  53
   Votanti             44
   Maggioranza         23
   Favorevoli          10
   Contrari            34
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.4 che è precluso,  l'emendamento  3.2
  prevede il 50% di limite degli assessori esterni non obbligatori il
  50%?
   Il parere della Commissione.

   AMATA, Presidente della Commissione e relatore. Presidente,  anche
  su  questo emendamento il parere della Commissione è contrario,  in
  quanto  non  possiamo imporre ad un Presidente della  Regione,  che
  viene  eletto con voto popolare, quindi con votazione  diretta,  di
  dover stabilire a priori chi deve scegliere ad aiutarlo per portare
  avanti  quell'azione di Governo che, ripeto,  è  stata  votata  dal
  popolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, siamo già in votazione però, avevo già
  chiesto i pareri.

   LUPO.  Allora  Presidente, l'emendamento 3.2 per dichiarazione  di
  voto  se  preferisce, con questo emendamento noi chiediamo che  non
  più del 50% della Giunta..

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei è Vicepresidente di quest'Aula
  la  prego  onorevole Cracolici lei non sarà mai Vicepresidente  dei
  quest'Aula. Prego, onorevole Lupo.

   LUPO.  Con  l'emendamento  noi  chiediamo  che  la  legge  di  cui
  discutiamo  preveda che non più del 50% della Giunta  possa  essere
  composta da assessori non deputati, per un motivo molto semplice.
     c'è  già  l'elezione diretta del Presidente della Regione,  così
  come  l'elezione diretta del Parlamento. Allora,  io  credo  che  è
  giusto  che il Presidente della Regione della prossima legislatura,
  che  non sappiamo ovviamente chi sarà, nel formare la Giunta, tenga
  conto  dell'esigenza almeno di mettere in Giunta un 50% di deputati
  rispetto  ai  dodici che deve andare a nominare, perché  credo  sia
  utile  avere un rapporto tra Giunta ed Assemblea, e questo riguarda
  sia  i  deputati che possono andare in Giunta, che  il  tema  delle
  donne.
   Perché  voglio  ricordare a tutti che noi abbiamo sedici  deputate
  donna  ma,  purtroppo, una sola deputata donna è  componente  della
  Giunta, quindi, è chiaro che c'è in questo caso una discriminazione
  assurda,  perché non c'è neppure un rapporto tra la  rappresentanza
  femminile  in Aula e la rappresentanza femminile in Giunta.  Quindi
  io credo che questo principio della rappresentanza della formazione
  dell'Aula  deve  ispirare  la  formazione  della  Giunta,  sia  con
  riferimento al tema donne - ma, ahimè, abbiamo perso la  battaglia,
  ma  la  riproporremo presto - che con riferimento  all'esigenza  di
  avere in Giunta almeno un 50% di deputati.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me  dispiace  ma
  per carità il confronto ed il dibattito è sempre motivo per potersi
  arricchire  per poter crescere. Ma questa norma è stata  ampiamente
  dibattuta  in  Commissione, e ciò che ha detto la Presidente  della
  Commissione  corrisponde  al  parere  che  abbiamo  chiesto,   alla
  discussione e ai confronti, a tratti animati, che in Commissione ci
  sono stati.
   Dico,  è  legittima  la  nostra  spiegazione,  non  so  se  questo
  emendamento  si  possa ritenere, forse, anche  ammissibile,  perché
  come possiamo intervenire a gamba tesa nei confronti di un soggetto
  democraticamente  eletto  dal  popolo  e  che,   quindi,   ha   una
  legittimazione dal popolo, e di conseguenza una propria  autonomia.
  Questo per sottoscrivere le parole, e il nostro parere contrario.

   PRESIDENTE.  Per  il  suo  intervento sto chiedendo  notizie  agli
  Uffici, su quello che lei ha detto, vediamo se è così.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  la
  Commissione ha lungamente dibattuto su questo problema,  perché  se
  l'è  posto.  Il  problema  è  che gli Uffici  ci  hanno  detto  che
  tecnicamente la legge non può entrare dentro i poteri statutari che
  lo  Statuto  riconosce al Presidente della Regione nel conferimento
  delle  deleghe.  Non possiamo stabilire noi quali componenti  della
  Giunta  debbono essere deputati e quali no, perché è un potere  che
  discende direttamente dallo Statuto, e noi non possiamo modificarlo
  attraverso  una legge della Regione che ne codifica sostanzialmente
  i  comportamenti, per cui la Commissione dovrebbe  ritenere  questo
  emendamento,  ma  questa  è  sua potestà,  Presidente,  addirittura
  inammissibile, perché sarebbe incostituzionale

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 3.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
         Presentazione del programma di governo all'Assemblea
                              regionale.

   1.   Il   Presidente   della  Regione,   in   un'apposita   seduta
  dell'Assemblea regionale siciliana, da tenersi nei quindici  giorni
  successivi   all'insediamento   dell'Ufficio   di   Presidenza   di
  quest'ultima,  presenta  all'Assemblea regionale  il  programma  di
  governo.  Nel programma sono individuati gli obiettivi  strategici,
  gli strumenti e i tempi di realizzazione dello stesso.

   2.  Annualmente il Presidente della Regione presenta all'Assemblea
  regionale  una  relazione  sull'attuazione  del  programma,  nonché
  sull'attuazione  delle  leggi e degli atti di  indirizzo  approvati
  dall'Assemblea?».

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
           Dichiarazioni programmatiche degli Assessori alle
                        Commissioni permanenti

   1.   Ciascun   Assessore,  nei  trenta  giorni   successivi   alla
  presentazione in Assemblea del programma di governo, presenta  alle
  competenti  Commissioni permanenti le dichiarazioni  programmatiche
  relative  ai singoli rami dell'Amministrazione. Nelle dichiarazioni
  programmatiche  sono  individuati  gli  obiettivi  strategici,  gli
  strumenti e i tempi di realizzazione.

   2.  Annualmente ogni Assessore regionale presenta alla Commissione
  competente  una relazione sull'attuazione degli obiettivi  indicati
  nelle  dichiarazioni  programmatiche, nonché sull'attuazione  delle
  leggi e degli atti di indirizzo approvati dalla Commissione.

   3.  Ove l'Assessore venga sostituito per qualunque causa, il nuovo
  Assessore è tenuto a presentare in Commissione le dichiarazioni  di
  cui al comma 1 entro trenta giorni dal proprio insediamento».

   Onorevoli  colleghi, è stato presentato dall'onorevole  Aricò,  un
  emendamento soppressivo dell'articolo. Onorevole Aricò, lo mantiene
  o lo ritira?

   ARICO'. Lo mantengo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   sono
  sorpreso che il Gruppo Diventerà Bellissima presenti un emendamento
  soppressivo  dell'articolo 5, che invece io credo sia  un  articolo
  che  prevede  correttamente che gli assessori  nominati  in  Giunta
  illustrino  il proprio programma alla Commissione competente.  Cosa
  c'è  di  sbagliato? Io vorrei ricordare che stiamo  approvando  una
  legge  che  regola i rapporti fra il Parlamento e il Governo,  ora,
  poc'anzi  abbiamo  ritirato un emendamento  perché  ci  è  sembrato
  convincente il ragionamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento soppressivo dell'onorevole Aricò è stato
  ritirato.

   LUPO. Va bene.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 5.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

   Aspettate, sull'articolo 5 c'è un emendamento tecnico?

   AMATA, presidente della Commissione e relatore. Si sull'articolo 5
  c'è  un emendamento che abbiamo presentato come Commissione,  ma  è
  assolutamente di natura lessicale niente di più.

   PRESIDENTE.  Allora  alla  parola   relativi   c'è  da  aggiungere
   concernenti .
   È approvato così, quindi è votato l'articolo 5.

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
          Variazione della composizione della Giunta e della
                     preposizione degli Assessori.

   1.   Il  Presidente  della  Regione  dà  tempestiva  comunicazione
  all'Assemblea regionale di ogni variazione della composizione della
  Giunta  nonché  della preposizione degli Assessori e  ne  riferisce
  all'Assemblea in apposita seduta».

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
              Termine per la nomina dei nuovi Assessori.

   In  caso di dimissioni, impedimento permanente e in tutte le altre
  ipotesi in cui un Assessorato rimanga vacante, il Presidente  della
  Regione,    al    fine    di   assicurare   il    buon    andamento
  dell'Amministrazione  regionale, provvede  alla  nomina  del  nuovo
  Assessore con proprio decreto entro i successivi 15 giorni».

   Si   passa  all'emendamento  soppressivo,  dell'onorevole  Arico'.
  Centottanta giorni sono sei mesi?
   C'è  questo emendamento della Commissione, il 7.5 che prevede  che
   entro 180 giorni .. , onorevole Cracolici.
   Un   piccolo  appunto  alla  Commissione:   Non  potete   cambiare
  emendamento  ogni  tre minuti  Una volta che  lo  cambiate,  almeno
  avvertite prima e ci fermiamo .
   Onorevole Amata, avete cambiato di nuovo i giorni?
   E'  il terzo numero che abbiamo nel giro di quattro minuti. Prenda
  la  parola,  dichiari  quella che vuole  essere  la  volontà  della
  Commissione, era stata di 15 giorni. Ora lo volete portare a 30.

   AMATA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Lo  vogliamo
  portare a 30 per arrivare anche ad un accordo con altri emendamenti
  che prevedevano un tempo eccessivo.

   PRESIDENTE. Onorevole Amata, il 7.5 è ritirato?

   AMATA, presidente della Commissione e relatore. Sì.

   PRESIDENTE. Rimane il 7.5R che prevede di trasformare 15 in 30.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli altri emendamenti sono preclusi.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  per   una
  riflessione.  Quest'articolo, di fatto, non comprime i  poteri  del
  Presidente?  E, di fatto, non va contro lo Statuto? Lo chiedo  agli
  Uffici.

   PRESIDENTE.  Mi posso permettere? E' un emendamento  perfettamente
  inutile  perché nel momento in cui manca l'assessore il  Presidente
  della  Regione  prende l'interim. Per cui l'assessore  esiste  già,
  perché  c'è  un  interim.  Sono cose  nate  così,  dal  piacere  di
  scrivere.  Ma non c'è problema. Ormai è stato approvato e,  quindi,
  andiamo avanti.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                          Mozione di sfiducia

   1.  L'Assemblea regionale può esprimere la sfiducia nei  confronti
  del Presidente della Regione mediante mozione motivata sottoscritta
  da  almeno  un quinto dei suoi componenti e approvata, per  appello
  nominale,  a maggioranza assoluta. La mozione è posta in  votazione
  non   prima   di  tre  giorni  e  non  oltre  venti  giorni   dalla
  presentazione.
   2.  L'approvazione della mozione comporta l'obbligo di  dimissioni
  del  Presidente  della  Regione e degli Assessori  regionali  e  lo
  scioglimento dell'Assemblea regionale».
   All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento 8.1.

   ARICO'.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 8.2, dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo a lei  in
  particolare,  con riferimento all'articolo 8, perché io  credo  che
  dobbiamo  evitare  di  approvare leggi  che  in  realtà  riguardano
  materie   che   devono  essere  normate  dal  Regolamento   interno
  dell'Assemblea.
   Mi  riferisco, in particolare, alla presentazione della mozione di
  sfiducia in questo caso.
   Il  Parlamento  in questo si autoregolamenta, stabilendo  che  una
  mozione debba essere sottoscritta da uno, due, tre, quattro, cinque
  deputati. Non ha senso.
   Io  difendo  con  tutte  le mie forze l'autonomia  del  Parlamento
  regionale  che,  in attuazione dell'articolo 4, si autoregolamenta,
  così  come  il  Regolamento  oggi prevede  quanti  deputati  devono
  sottoscrivere la mozione di sfiducia.
   Approvare  una legge è un controsenso, è un assurdo  giuridico  e,
  soprattutto

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, le do  ragione,  e  stralcio  questo
  articolo che non è ammissibile.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Lo sistemiamo, eventualmente dal Regolamento.  Domani
  c'è  riunione  della Commissione Regolamento, e prendiamo  atto  di
  questa questo lo sistemiamo domani.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Sì,  ma  non  posso  considerare  emendamenti  ad  un
  articolo che ho stralciato perché considero inammissibile.
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                     Censura al singolo Assessore

   1.  L'Assemblea regionale può esprimere censura nei  confronti  di
  uno  o  più  Assessori mediante una mozione motivata e approvata  a
  maggioranza assoluta dei componenti.

   2.  Il  Presidente  della Regione comunica entro  quindici  giorni
  all'Assemblea   regionale   le   proprie   decisioni    conseguenti
  all'approvazione   della  censura,  motivando  le   ragioni   della
  eventuale mancata rimozione».

   C'è  un emendamento dell'onorevole Lupo, al primo comma. Guardate,
  io  anche  questo  articolo stralcio, perché non ha  senso  neanche
  questo.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
          Cessazione del mandato di Presidente della Regione

   1.  Le dimissioni del Presidente della Regione sono presentate  al
  Presidente dell'Assemblea regionale.

   2.  Il Presidente dell'Assemblea regionale, con proprio decreto da
  pubblicarsi  nella  Gazzetta  ufficiale  della  Regione  siciliana,
  dichiara  l'avvenuta presentazione delle dimissioni, la  decadenza,
  l'impedimento  permanente o la morte del Presidente  della  Regione
  ovvero  l'approvazione di una mozione di sfiducia ed il conseguente
  scioglimento dell'Assemblea regionale.

   3. Nel caso di dimissioni del Presidente della Regione, il decreto
  di cui al comma 2 è emanato entro cinque giorni dalla presentazione
  delle dimissioni.

   4.   Nel  caso  di  decadenza  o  di  impedimento  permanente  del
  Presidente  della Regione, il decreto di cui al comma 2  è  emanato
  entro  cinque giorni dalla comunicazione di decadenza all'Assemblea
  regionale o dall'accertamento dell'impedimento permanente.

   5.  Nel caso di morte del Presidente della Regione, il decreto  di
  cui  al  comma  2  è  emanato  entro cinque  giorni  dall'effettiva
  conoscenza dell'evento.

   6.  Nel  caso  di  approvazione di una  mozione  di  sfiducia  nei
  confronti del Presidente della Regione, il decreto di cui al  comma
  2  è  emanato entro cinque giorni dalla data di approvazione  della
  mozione medesima.

   7.  Nel  caso  di  dimissioni, decadenza, impedimento  permanente,
  morte  ovvero  di  approvazione di  una  mozione  di  sfiducia  nei
  confronti del Presidente della Regione, entro quindici giorni dalla
  pubblicazione  del  decreto di cui al comma 2, sono  indette  nuove
  elezioni  per il rinnovo dell'Assemblea regionale e del  Presidente
  della  Regione, da tenersi comunque entro tre mesi dall'evento.  In
  tali ipotesi, le funzioni di Presidente della Regione sono assunte,
  nei limiti dell'ordinaria amministrazione, dal Vicepresidente o, in
  mancanza, dall'Assessore più anziano per età, sino all'insediamento
  del nuovo Presidente della Regione.

   8.  L'Ufficio  di Presidenza dell'Assemblea regionale  accerta  la
  natura permanente dell'impedimento del Presidente della Regione».

   CAPPELLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io lo stralcio ,
  dico,   posso   anche  accettarlo.  E'  una  sua  prerogativa,   ci
  mancherebbe. Però, attualmente, una norma anche regolamentare sulle
  modalità  di  censura, e sulle conseguenze di  una  censura  di  un
  assessore, noi non ce l'abbiamo. Quindi due sono i punti. O noi  lo
  facciamo con legge, perché questo è lo scopo di questa norma

                     (Intervento fuori microfono)

   CAPPELLO.  Sì  però, collega, non disciplina le  modalità  neanche
  delle conseguenze stesse della censura al singolo assessore, tant'è
  vero  che  si  fa anche confusione, tra virgolette,  parlo  per  me
  stesso, tra mozione di sfiducia all'assessore e mozione di censura.
   Allora  o  lei,  Presidente,  prende  l'impegno  di  fronte   alla
  Commissione  di  regolamentarlo, o di porlo all'ordine  del  giorno
  della  Commissione  Regolamento  oppure,  Presidente,  lo  dobbiamo
  affrontare  in  questa sede perché, altrimenti, non  abbiamo  fatto
  nulla.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Cappello, ha perfettamente  ragione.
  Cioè, io ritengo questa una norma che non va fatta per legge, ma va
  fatta  per  regolamento e, quindi, come quella  precedente,  avendo
  domani la Commissione Regolamento convocata, teniamo presente anche
  di  quest'articolo  che io ho stralciato per inserirlo  domani  nel
  Regolamento. Assolutamente favorevole alla sua richiesta e alla sua
  posizione.
   All'articolo  10 è stato presentato l'emendamento  10.1,  a  firma
  degli onorevoli Lupo ed altri. Il parere della Commissione?

              (Un deputato, dal posto, chiede di parlare)

   PRESIDENTE.  Su  questo articolo? Allora, aspetti  un  attimo  che
  stiamo votando. Sentiamo prima il parere della Commissione , perché
  se è favorevole, non c'è bisogno di illustrarlo.

   AMATA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  10.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   C'è  un altro emendamento, il 10.2, a firma della Commissione.  E'
  soltanto un fatto tecnico, per me non ci sono problemi e quindi  lo
  possiamo  approvare.  A questo punto pongo in votazione  l'articolo
  10,  come  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11.
                    Autoscioglimento dell'Assemblea

   1.  Le  contemporanee  dimissioni della maggioranza  assoluta  dei
  componenti  dell'Assemblea regionale siciliana sono  presentate  al
  Presidente  dell'Assemblea regionale siciliana e ne determinano  lo
  scioglimento   anticipato   con   conseguente   conclusione   della
  legislatura secondo le modalità di cui al presente articolo.

   2.    Le    dimissioni   sono   contemporanee   quando,   mediante
  sottoscrizione di medesimo atto, sono presentate congiuntamente  da
  almeno la metà più uno dei Deputati.

   3.  Le  dimissioni si perfezionano e producono effetto al  momento
  della  presentazione.  La  revoca delle  dimissioni  da  parte  dei
  deputati che le hanno presentate non è ammessa sotto nessuna forma,
  né con atto congiunto né con atti separati.

   4.  A  partire dalla data in cui si perfezionano le dimissioni  lo
  scioglimento opera di diritto. Non è richiesta né consentita alcuna
  votazione dell'Assemblea.

   5.  Il  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana dà immediata
  comunicazione   dell'avvenuto  scioglimento  al  Presidente   della
  Regione  e a tutti i Deputati. A seguito di tale comunicazione  può
  svolgersi  un  dibattito  in un'apposita seduta  convocata  in  via
  straordinaria  ai  sensi  dell'articolo  11  dello  Statuto   della
  Regione.

   6.  Quando si verifica l'autoscioglimento dell'Assemblea regionale
  siciliana   per  le  contemporanee  dimissioni  della   maggioranza
  assoluta  non  trovano  applicazione  le  norme  che  regolano  gli
  ordinari  casi  di  dimissioni di un deputato e l'insediamento  del
  subentrante.

   7.  Il  Presidente  della  Regione, entro  quindici  giorni  dalla
  ricezione della comunicazione dell'avvenuto scioglimento  da  parte
  del Presidente dell'Assemblea regionale, indìce le elezioni per  il
  rinnovo  dell'Assemblea regionale siciliana da  tenersi  entro  tre
  mesi dal termine di cui al comma 3».

   Onorevoli colleghi, Autoscioglimento dell'Assemblea, non lo voglio
  nemmeno  considerare  possibile. Per cui lo stralcio;  per  cui  io
  stralcio il concetto di .no, lo so, stralcio il concetto; onorevole
  Cracolici,   vorrei   stralciare  il   concetto   di   scioglimento
  dell'Assemblea.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego.

   CRACOLICI.  Presidente, credo che questa norma sia stata  presa  -
  diciamo - per analogia a quanto previsto per l'autoscioglimento dei
  comuni, e si fa riferimento ad un'espressione che giuridicamente  è
  dubbia.   Che  significa  le  dimissione  congiuntamente?   Allora,
  dobbiamo  intenderci il concetto di congiuntamente, se è  un  fatto
  dichiarativo  o  se  è un fatto temporale, perché  se  è  un  fatto
  dichiarativo le dimissioni devono avvenire tutte insieme, quindi in
  un  unico  atto,  e  questo  modifica, come  dire,  la  prerogativa
  soggettiva dell'istituto delle dimissioni. Se è un fatto  temporale
  dobbiamo stabilire.

   PRESIDENTE.  Scusi,  ma  già  gli  Uffici  avevano  preparato   un
  emendamento, proprio perché non si può scrivere congiuntamente.

   CRACOLICI. Va bene.

   PRESIDENTE.  Quindi

   CRACOLICI. E l'emendamento che dice?

   PRESIDENTE.  Come? L'emendamento è stato presentato è  l'11.3  che
  elimina la parola  congiuntamente'.

   CRACOLICI. No, ma al di là se la eliminiamo, lo dobbiamo  normare.
  Cioè il tema è

   PRESIDENTE.  Certo,  infatti qua dice che al  comma  2  la  parola
   congiuntamente'  è  cassata e, dopo le parole  medesimo  atto'  si
  aggiunge  e a pena di ricevibilità', che significa? Questo, quindi

   CRACOLICI. No, non ho capito niente.

   PRESIDENTE.  Nemmeno  io. Rileggendolo tutto come  verrebbe?  Sono
  presentate

   CRACOLICI. No, ma sul fatto temporale, cioè

   PRESIDENTE.  Che  scrivono gli Uffici nell'emendamento,  di  fatto
  della  Commissione, è che deve essere presentato un  documento  con
  37 .

   CRACOLICI.  E,  però  questo attenzione, perché  l'istituto  delle
  dimissioni è un atto soggettivo, l'atto collettivo è un'altra ..

   PRESIDENTE. Fa un documento a cui si allegano le dimissioni, ma il
  documento deve essere unico.

   CRACOLICI. Certo, però tu puoi farle anche in tempi diversi. Cioè,
  c'è un documento che poi un deputato sottoscrive entro X date, ecco
  era questo il concetto che volevo mettere.

   PRESIDENTE.  Allora,  a  quel  punto, scusi  onorevole  Cracolici,
  quando ci sono le 37 accettazioni si presenta

   CRACOLICI. E, ma lo dobbiamo normare, quindi, mi creda Presidente,
  se noi non lo normiamo abbiamo contenziosi

   PRESIDENTE.  Assolutamente  d'accordo,  tant'è  che   quello   che
  scrivono

   CRACOLICI.  Quindi  entro 8 giorni dal  deposito  di  un  atto  di
  dimissioni  dei  deputati, va congiuntamente  sottoscritto,  ma  un
  termine  va fissato, altrimenti se uno non è in Aula e non dichiara
  le  dimissioni, la Segreteria generale li può respingere  se  viene
  mezzora  dopo. Non so se è chiaro, al di là delle persone che  oggi
  ci sono.

   PRESIDENTE.  Allora, sono assolutamente d'accordo con  quello  che
  lei  sta  dicendo, quindi se per favore onorevole presidente  della
  Commissione, se lo possiamo riscrivere meglio, se lo riguardate  un
  attimo  e lo possiamo riscrivere così come  cioè ci deve essere  un
  documento che scrive che 37 persone, con allegate 37 dimissioni, ma
  il  documento  deve  essere  unico, e deve  essere  presentato  nel
  momento in cui si hanno le 37 dimissioni in mano.
   Quindi,  la  dimissione rimane, le dimissioni rimangono  un  fatto
  soggettivo quindi devono essere singolarmente presentate, ma poi ci
  deve   essere  un  documento  unico  che  comunica  al   Presidente
  dell'Assemblea  che  ci sono 37 deputati che  hanno  presentato  le
  dimissioni, e in quel momento decade.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Prego onorevole Aricò.  E'  chiaro  il
  concetto?  Scusate,  allora,  siccome  il  concetto  è  chiaro,  io
  accantono  un  attimo  l'articolo  11  in  modo  che  lo   possiate
  riscrivere meglio, e intanto vado avanti.

   ARICO'.  Vorrei  aiutare a scrivere anche un  emendamento  in  tal
  senso  agli  Uffici, perché nel momento in cui il singolo  deputato
  dovesse  presentare le proprie dimissioni, e lei  giustamente  dice
  dovrebbero  essere poi fatte, presentate in un unico documento  con
  allegate almeno 36 dimissioni.
   Nel  momento in cui ho consegnato queste mie dimissioni, e non  le
  consegnerò  alla  Segreteria generale, ma lo  consegnerò  forse  al
  promotore  delle  dimissioni della maggioranza dei  componenti,  il
  deputato  avrà  ancora  diritto a ritirare le  proprie  dimissioni,
  perché  le  dimissioni si perfezionano nel momento in  cui  vengono
  presentate  contemporaneamente 36 o no? O potrà essere  un'arma  di
  ricatto politico dire

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, le dimissioni sono sempre

   ARICO'. No, perché politicamente

   PRESIDENTE.   Glielo  sto  dicendo.  Le  dimissioni  sono   sempre
  revocabili finché non accettate, per cui finché

   ARICO'.  E  allora, Presidente, poniamo il caso che, le dimissioni
  come  giustamente dice lei, invece avevo letto che si  perfezionano
  nel  momento in cui vengono consegnate, tutte e 36, ma nel  momento
  in cui, Presidente, si possono presentare le dimissioni e revocarle
  in un momento successivo, a quel punto diventa un'arma di ricatto

                     (Intervento fuori microfono)

   ARICO'  Ma il Presidente ha detto una cosa diversa, che può essere
  revocata

   PRESIDENTE.   Scusi,  onorevole  Aricò,  le  posso  chiedere   una
  cortesia?  Si sta scrivendo questo articolo; riscriviamolo,  perché
  ci  sono problemi non solo di questo tipo, anche di altri. Per cui,
  riscriviamolo serenamente e poi ne parliamo dopo.
   Si passa all'articolo 12, ne do lettura:

                             «Articolo 12.
                   Prorogatio del Governo regionale

   1.   Nei   casi  di  scioglimento  dell'Assemblea  regionale   per
  conclusione della legislatura, per dimissioni, approvazione di  una
  mozione  di sfiducia, decadenza, impedimento permanente, morte  del
  Presidente  della  Regione ovvero per dimissioni contestuali  della
  maggioranza  dei deputati regionali, il Governo regionale  provvede
  soltanto   agli  atti  di  ordinaria  amministrazione   fino   alla
  proclamazione del nuovo Presidente della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13.
                 Annullamento integrale delle elezioni

   1.  Qualora le elezioni siano integralmente annullate, l'Assemblea
  regionale  ed  il Governo regionale provvedono soltanto  agli  atti
  indifferibili e urgenti fino all'insediamento della nuova Assemblea
  regionale  e  del  nuovo Presidente della Regione.  Entro  quindici
  giorni dal passaggio in giudicato del provvedimento che annulla  le
  elezioni,  il  Presidente della Regione indìce  nuove  elezioni  da
  tenersi entro i successivi tre mesi».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14.
                       Trasmissione e pubblicità

   1.  I  decreti  di  costituzione del Governo  regionale,  tutti  i
  decreti  di nomina e revoca degli Assessori e gli atti con i  quali
  gli Assessori rassegnano le dimissioni sono trasmessi all'Assemblea
  regionale siciliana».

   Si  passa  all'emendamento 14.1, a firma degli onorevoli  Lupo  ed
  altri. Onorevole Lupo, devono essere trasmessi prima che io ne  dia
  comunicazione in Aula, possiamo aggiungere  e il Presidente che  ne
  dà  comunicazione in Aula ; però, che la Regione lo debba  mandare,
  sennò  non  potrei saperlo mai. E' già così, quindi sono d'accordo.
  L'emendamento  Lupo è assolutamente approvabile; quindi,  approvato
  l'emendamento,  di  fatto  è approvato  l'articolo  14,  così  come
  modificato dall'emendamento.
   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15.
               Sospensione del Presidente della Regione

   1.  Nel caso di sospensione del Presidente della Regione, ai sensi
  dell'articolo 8 del D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 235  e  s.m.i.,  le
  funzioni   di   Presidente   della   Regione   sono   assunte   dal
  Vicepresidente».

   All'articolo   15   è   stato   presentato,   dalla   Commissione,
  l'emendamento 15.1  alla fine aggiungere    Cioè che  significa?  E
  lo  stesso è scritto  Ai sensi dell'articolo 9 dello Statuto , cioè
  un chiarimento, e va bene.
   Non sorgendo osservazioni, l'articolo 15 è approvato.
   L'articolo 16 è stralciato.
     Si passa all'emendamento aggiuntivo A1, degli onorevole Amata  e
  Catalfamo.  Chiedevo se era il caso di inserirlo in  questa  legge,
  però  è  una  legge  statutaria e tutto sommato  si  può  inserire.
  Pertanto, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                             «Articolo 17.
   Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
                                  14

   1.  La  presente  legge è inserita nella Gazzetta ufficiale  della
  Regione  siciliana, distintamente dalle altre leggi,  senza  numero
  d'ordine  e  senza formula di promulgazione, ai  sensi  e  per  gli
  effetti  dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001,  n.
  14».

   Lo pongo in votazione.
                    (L'articolo risulta approvato)

   Dobbiamo aspettare la riscrittura dell'articolo 11, ma per il voto
  finale  a  meno che, come dire, non abbiamo più o meno la  certezza
  che  siamo tutti favorevoli, siamo al limite dei 36, quindi  se  ci
  sono  voti astenuti o contrari, sarebbe un peccato. Per cui,  o  la
  rimandiamo a domani oppure facciamo una riunione dei Capigruppo  un
  secondo,  se  mi confermate che la votiamo tutti, la faccio  votare
  oggi.  No,  allora  va  bene,  ed allora  poi  il  voto  finale  lo
  rimandiamo  a domani, aspettiamo soltanto due minuti la riscrittura
  dell'articolo 11.
   Allora,  onorevoli  colleghi, siccome si perde  ancora  tempo  con
  questo  emendamento,  lo fate con calma e lo  valutiamo   domani  e
  domani  votiamo  l'articolo  11 e  il  disegno  di  legge  nel  suo
  complesso.
   Se  mi posso permettere, onorevoli colleghi, noi almeno due giorni
  dobbiamo  lavorare. Non è che dobbiamo lavorare un giorno soltanto
  Per  cui,  domani  mi sembra assolutamente corretto.  Per  cui,  io
  convoco sia per questa che  poi che altro c'è domani? Ci sono altre
  cose da vedere? No, ed allora, scusate, se è a solo per questo voto
  effettivamente diventa... No, non è tanto  è il voto finale che non
  si  può fare, quindi per una votazione soltanto non convoco domani,
  ecco questa è la

                           (Brusio in Aula)

   Onorevoli  colleghi,  chiedo  scusa  se  mi  date  una  attimo  di
  attenzione.  Onorevole Zito, chiedo scusa, se  prestate  un  attimo
  attenzione.  Là in fondo, onorevoli colleghi, un minuto,  ascoltate
  quello che devo dire. Ascoltate un attimo quello che devo dire?  Un
  attimo solo, grazie.


   Discussione del disegno di legge  Disposizioni per l'accelerazione
  dei   procedimenti   amministrativi  e  per  la  realizzazione   di
  interventi  infrastrutturali urgenti.  (n. 733/A  Stralcio  I  COMM
  bis/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  favore,  un   attimo   di
  attenzione,  anche  il  Governo. Oggi, in I  Commissione,  è  stata
  votata  la  norma  cosiddetta di  semplificazione .  Se  voi  siete
  favorevoli,  altrimenti non ho difficoltà,  tanto  io  sono  qui  a
  Palermo  e posso venire anche soltanto io per incardinarla,  ma  se
  voi  siete disponibili a farlo, e credo che sia buona cosa  che  si
  faccia,  io la incardino e ve la faccio arrivare, al massimo  entro
  domani  il  testo via e-mail in modo che voi lo abbiate  tutti  per
  potere presentare gli emendamenti e diamo tempo per gli emendamenti
  fino  a  lunedì  prossimo in modo che da martedì prossimo  votiamo,
  facciamo  il  voto  finale di questa e se non  c'è  altro  possiamo
  cominciare  a  discutere.  Però,  alle  ore  15.00  facciamo   atti
  ispettivi,  se  il Governo è favorevole, ma penso  di  sì,  io  sto
  parlando  di  martedì.  Se i colleghi sono  d'accordo,  domani  non
  convoco proprio; chiudiamo oggi con l'incardinamento del disegno di
  legge  che è stato approvato in I Commissione, diamo tempo  fino  a
  lunedì, alle ore 13.00, per gli emendamenti. Martedì - poi mi  dite
  sì  o no, intanto dico il tutto - alle ore 15.00 atti ispettivi  ed
  il  Governo ci farà sapere velocemente su che cosa e poi dalle  ore
  16.00 facciamo la votazione finale di questo disegno di legge ed il
  successivo che dovrebbe essere quello della I Commissione.  Martedì
  la votazione finale.

                     (Intervento fuori microfono)

   No,   per  domani?  Perché  no?  Perché  dice   Però,  in   questa
  Commissione  Regolamento ci sono troppe cose da  inserire  per  cui
  vorrei evitare di sconvocarla per domani.
   Ed allora, se siete tutti d'accordo, rimane così stabilito.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,   Governo,   stamattina   abbiamo
  terminato,   come  Commissione  Sanità , le audizioni  che  avevamo
  richiesto e che il Presidente ci ha accordato, la settimana  scorsa
  dell'assessore Razza ed oggi dell'assessore Armao, in  merito  alle
  nomine di quei dirigenti che, nominati da questo Governo, per fatti
  delittuosi si trovano oggi sottoposti a procedimento penale.
   Oggi,  caro Presidente, l'assessore Armao ci ha riferito  che  non
  appena  giunto  in Assessorato al Bilancio pensò immediatamente  di
  rimuovere l'avvocato Damiani perché quest'ultimo gestiva la CUC  ed
  era   stato   nominato   a   titolo   gratuito   e   questa   cosa,
  sostanzialmente,  lo  fece molto insospettire tanto  da  rimuoverlo
  dall'incarico  che gli era stato affidato fin dal  principio,  cioè
  fin  dal  momento  della  costituzione  della  Centrale  Unica   di
  Committenza.
   Quindi, da questo dibattito che si è svolto in due settimane e che
  le cronache - dicono - abbia coinvolto anche lei, nel senso che sia
  stato  tirato  in  ballo,  apprendiamo che  da  un  lato  vi  è  il
  Vicepresidente  della Regione che rimuove il  capo  della  Centrale
  Unica di Committenza perché non ci vedeva chiaro e dall'altro, poi,
  abbiamo una Giunta di Governo che nomina la stessa identica persona
  come direttore dell'ASP di Trapani.
   Ora,  signor  Presidente, se noi abbiamo deciso  di  circoscrivere
  questo  dibattito della Commissione  Sanità  penso che commetteremo
  un  gravissimo  errore.  Se noi pensiamo che  il  Presidente  della
  Regione  possa  continuare  ad  esimersi  dall'assumere  tutta   la
  responsabilità politica che ha su queste persone che ha nominato, e
  mi  riferisco  a  Candela e a Damiani, credo che  il  convitato  di
  pietra,  che  ancora una volta non ci degna della  sua  presenza  e
  quindi  continua  a  snobbare questo Parlamento,  compia  un  grave
  errore.
   Allora,  Presidente  dell'Assemblea, siccome le  informazioni  che
  abbiamo  sono gravi, se non gravissime, io le chiedo,  a  nome  del
  Gruppo parlamentare di cui faccio parte, che si svolga un dibattito
  sulle  nomine  in Sanità, che questo Parlamento venga coinvolto  su
  persone  che oggi sono sottoposte a procedimento penale, perché  il
  Governo  non può girarsi dall'altra parte, non può relegare  questa
  come   una   questione  giornalistica,  perché  qua   parliamo   di
  responsabilità  politiche  enormi,  perché  qua  parliamo   di   un
  fallimento  di  un  sistema di prevenzione  che  vede  la  politica
  sistematicamente inseguire la Magistratura che esercita il  proprio
  ruolo di repressione.
   Questo Parlamento, caro Presidente, deve chiedere, ed ha il dovere
  di chiedere, conto e ragione per queste nomine, conto e ragione per
  una  responsabilità che certamente è politica, ma che deve chiamare
  il  Presidente  della  Regione  a rispondere  di  fronte  a  questo
  Parlamento  di scelte che oggi, purtroppo, purtroppo  per  lui,  si
  deve assumere la responsabilità.
   Presidente,  questo dibattito è fondamentale per  la  prosecuzione
  dei nostri lavori. Va fatta un'operazione di chiarezza e di verità.
  Noi, Presidente, lo pretendiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, con grande  tranquillità,  lei  è
  stato  anche  a lungo Capogruppo per cui sa quali sono  le  regole,
  basta che alla prossima Conferenza dei Capigruppo il suo Partito  o
  anche  altri  propongano  una  giornata  di  dibattito  su  questo,
  certamente nessuno si tirerà indietro per farla. Per cui, io  credo
  che  una  Conferenza  dei  Capigruppo  potremmo  immaginarla  anche
  martedì  prossimo  prima  ancora di fare l'Aula,  per  cui  con  la
  presenza  del  Governo che - diciamo - oggi viene  preavvertito  di
  quello  che  sarà chiesto nella prossima Conferenza dei Capigruppo,
  si  troverà certamente d'accordo sul dibattito d'Aula che  dobbiamo
  fare. Non credo ci sia nessun problema in proposito.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Chiedo di parlare ai sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Grazie, Presidente. In aggiunta a quanto  detto
  dall'onorevole  Cappello, oggi l'assessore Armao in Commissione  ha
  anche detto di una perplessità avuta per una norma che noi abbiamo,
  come  Parlamento, votato in una nostra finanziaria, credo del 2019,
  per quanto riguarda dei comandati che ci sono all'interno della CUC
  e che - a suo modo di vedere - avevano messo in evidenza criticità.
   Ecco,  su  questo oggi si è aperta un'altra parentesi. Soprattutto
  in riferimento ad uno di questi comandati che viene dalla provincia
  di Trapani  e questa è la vicenda CUC in qualche maniera affrontata
  oggi in Commissione con l'Assessore Armao.

   PRESIDENTE. Mi fa capire un attimo questa cosa che ha detto?

   LA ROCCA RUVOLO. Abbiamo votato una norma

   PRESIDENTE. Che riguardava specificatamente la CUC?

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Sì e in particolare due figure  comandate  che
  avremmo stabilizzato.

   PRESIDENTE. Ma per legge possiamo comandare due persone?

   LA ROCCA RUVOLO. No, Presidente, queste persone sono - credo - dei
  comandati,  ma con questa norma che il Parlamento ha votato  queste
  persone  venivano  stabilizzate alla  CUC.  La  considerazione  che
  poneva  l'Assessore  è  circa la modalità e  il  fatto  che  queste
  persone erano legate al direttore Damiani.
   Altra  cosa  che volevamo comunicare a lei e al Parlamento  è  che
  oggi  la  Commissione, così come da lei indicato, si è  determinata
  nel costituire una sottocommissione per potere valutare, visionare,
  comprendere  durante  la fase Covid-19 cosa è accaduto  nelle  RSA,
  nelle  case  di riposo per gli anziani che hanno anche  rimesso  in
  termini  di  vite  umane.  Quindi,  martedì  formuleremo  in   modo
  ufficiale la sottocommissione, come da lei invocata poco  tempo  fa
  e oggi riproposta dai colleghi Cinque stelle.

   PRESIDENTE. La sottocommissione della Commissione  Sanità ?

   LA ROCCA RUVOLO. Sì.

   ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.   Signor   Presidente,   sinceramente   non   capisco   le
  affermazioni  dell'onorevole Cappello del Movimento  Cinque  Stelle
  riguardo  le responsabilità del Governo. Il Governo non  si  è  mai
  trincerato  dietro  un  no comment, o comunque,  ha  sempre  voluto
  recarsi   nelle  Aule  istituzionali  per  i  naturali   dibattiti.
  Personalmente ho partecipato ad una riunione, ad un incontro  della
  Commissione   Salute , nei giorni scorsi, in cui l'assessore  Razza
  ha  risposto  punto  per punto. E non avrà  alcun  problema  né  il
  Presidente Musumeci né l'Assessore Razza a rispondere del tema  che
  l'onorevole Cappello ha posto sulla CUC e su quello che è  successo
  nei giorni scorsi.
   Però,   voglio  ricordare  una  cosa,  Presidente,   con   estrema
  chiarezza,  che  sicuramente è vero che  le  nomine  dei  direttori
  generali  delle aziende sono delle nomine che spettano, su proposta
  dell'Assessore  competente, dell'Assessore  per  la  salute  Razza,
  spettavano alla Giunta di Governo, ma è anche vero che per la prima
  volta   e non si era mai verificato in tutti questi anni  che fosse
  una  Commissione a valutare i titoli, i requisiti minimi  necessari
  per entrare in quella griglia ASP per ASP, Azienda per Azienda. Una
  volta valutati i titoli, naturalmente, l'Assessore  e la Giunta  di
  Governo hanno stabilito chi mandare.
   Dopodiché, voglio ricordare a chi ci ascolta da casa e a tutti noi
  che  per  i  fatti che sono contestati ai due manager,  sono  fatti
  contestati  precedenti all'inizio di questa Legislatura, all'inizio
  dell'incarico conferito al dott. Candela e al dott. Damiani.
   Dopodiché,  voglio ricordare sempre a chi ci ascolta da  casa  che
  l'indomani   dell'accaduto  l'assessore  Razza  si  è   recato   in
  conferenza  stampa,  casualmente  convocata  il  giorno  prima  per
  discutere  di altri temi, annunciando la revoca degli incarichi  ai
  due  soggetti - atto non dovuto, Presidente e cari colleghi non era
  dovuto,  perchè avrebbe dovuto attendere anche una sentenza passata
  in  giudicato  - ma lui ha parlato di un etica, di  una  morale  in
  politica  e avendo letto parte delle trascrizioni o degli  articoli
  di giornale ha ritenuto revocare l'incarico ai due manager.
   Quindi,  ritengo che un problema di ordine morale non esista,  che
  il Presidente Musumeci probabilmente avrà altri difetti, ma proprio
  questo  non  glielo possiamo addebitare sull'ordine  della  morale,
  sull'etica  politica e lo stesso vale per l'Assessore Razza  e  per
  tutto il Governo regionale.
   Ritengo,  quindi,  signor Presidente, che sarà la  Conferenza  dei
  Capigruppo, da lei guidata, a stabilire una data, proprio  per  far
  sì che si voglia svolgere un dibattito, sicuramente, il Governo non
  si tirerà indietro.

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, sono d'accordo con lei. Nessuno  può
  contestare    niente,   onestamente,   al   Presidente    Musumeci.
  Politicamente  ognuno  è libero di dire quello  che  vuole  ma,  da
  questo  punto di vista, credo che non ci siano dubbi  da  parte  di
  alcuno.
   Vorrei anche ricordarle, onorevole Aricò, io non so quello che  ha
  dichiarato  oggi  l'assessore Armao,  ma  che  l'anomalia  era  che
  Damiani  fosse stato mandato alla CUC perché essendo  un  dirigente
  sanitario,  la Regione, in questo il Governo attuale non  ha  fatto
  altro che rimetterlo nella sanità, poi, si è scoperto quello che si
  è  scoperto  ma,  certamente, non credo che sia     L'anomalia  era
  avvenuta prima, che era stato nominato un dirigente sanitario  come
  responsabile della CUC. Questa, caso mai, sarebbe una cosa corretta
  da contestare. Va bene.
   Onorevoli colleghi, la seduta è conclusa ed è rinviata a  martedì,
  9  giugno  2020,  alle  ore  15.00 per la  trattazione  degli  atti
  ispettivi; assessore Cordaro,  attività produttive ? Allora, rimane
  confermato  atti ispettivi della rubrica  attività produttive   per
  martedì alle ore 15.00 ed alle 16.00

                     (Intervento fuori microfono)

   Prima dell'inizio dell'Aula, mezz'ora prima dell'inizio dell'Aula;
  poi,  ci  sentiamo  e la convochiamo in quel momento;  l'orario  lo
  faremo sapere con precisione.

                   La seduta è tolta alle 18.24 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         195a  SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 9 giugno 2020 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II   -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,  DEL
    REGOLAMENTO  INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE  DELLA
    RUBRICA:  Attività produttive  (V. allegato)

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

          1)  Norme relative al funzionamento della forma di governo
             regionale, alla nomina ed alla revoca degli Assessori, alla
             conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
             articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione . (nn.
             66-143 bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Amata

          2)  Disposizioni  per l'accelerazione  dei  procedimenti
             amministrativi e per la realizzazione  di  interventi
             infrastrutturali urgenti . (n. 733/A Stralcio I COMM bis/A)
             (Seguito)

                Relatore: on. Pellegrino

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N.  847 - Chiarimenti sul corso di indirizzo professionale  per  i
  servizi  socio-sanitari posto in essere dall'Istituto  d'istruzione
  superiore 'Verga' di Modica (RG).
   Firmatari:  Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio  Gianina;
  Foti   Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 33825/IN.17 del 9 agosto 2019 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione. - La firma
  dell'on.  Cancelleri è decaduta a seguito della  presa  d'atto,  da
  parte dell'Assemblea, delle sue dimissioni dalla carica di deputato
  regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).

   N.   1011  -  Chiarimenti  in  merito  ai  mancati  pagamenti  del
  contributo  progettuale  di cui all'Avviso  2/2018  -  percorsi  di
  formazione  attuati nell'ambito del catalogo regionale dell'offerta
  formativa.
   Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio  Gianina;
  Foti   Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio
   -  La  firma dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della  prese
  d'atto,  da parte dell'Assemblea dalle sue dimissioni dalla  carica
  di deputato regionale. (v. seduta n. 138 del 17 settembre 2019).  -
  Con  nota  prot. n. 3418/IN.17 del 29 gennaio 2020,  il  Presidente
  della  Regione,  ha  delegato l'Assessore  per  l'istruzione  e  la
  formazione professionale.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Interventi  regionali  di  tutela e valorizzazione  processioni
  religiose della Settimana Santa in Sicilia (n. 755).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  27 maggio 2020.

   - Disposizioni in materia di turismo rurale (n. 756).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
  27 maggio 2020.

   -   Norme   per  il  riordino  dell'ordinamento  del   Governo   e
  dell'Amministrazione della Regione (n. 757).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Pullara il 27
  maggio 2020.

   -  Concessione  di un contributo annuo all'Associazione  Nazionale
  Vittime Civili di Guerra (n. 758).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 27
  maggio 2020.

   - Prodotti a chilometro 0 nelle mense scolastiche (n. 759).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Figuccia  e
  Lo Giudice il 27 maggio 2020.

   - Promozione delle politiche a favore dei diritti allo sport delle
  persone con disabilità (n. 760).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  27 maggio 2020.

   -  Attribuzione dell'attività di promozione e valorizzazione delle
  tradizioni e dell'identità siciliana alla Presidenza della  Regione
  (n. 761).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Mangiacavallo, Palmeri, Pagana e Tancredi il 27 maggio 2020.

   -  Modifiche all'art.8 della legge regionale 12 marzo 1986, n. 10:
   Provvedimenti  a  favore  delle  vittime  della  mafia   e   della
  criminalità organizzata  (n. 762).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  De  Luca,
  Cappello,   Ciancio,   Foti,  Mangiacavallo,   Palmeri,   Siragusa,
  Trizzino,  Zafarana, Zito, Sunseri, Schillaci, Di Caro,  Campo,  Di
  Paola, Marano, Pagana, Pasqua e Damante il 27 maggio 2020.

   -  Istituzione  della  giornata della  memoria  del  Terremoto  di
  Messina del 1908 (n. 763).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  De  Luca,
  Cappello,   Ciancio,   Foti,  Mangiacavallo,   Palmeri,   Siragusa,
  Trizzino,  Zafarana, Zito, Sunseri, Schillaci, Di Caro,  Campo,  Di
  Paola, Marano, Pagana, Pasqua e Damante il 27 maggio 2020.

   -  Istituzione  di  un  pubblico riconoscimento  alla  memoria  di
   Pasquale Simone Neri  per coloro che si sono distinti in azioni di
  alto valore morale (n. 764).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  De  Luca,
  Cappello,   Ciancio,   Foti,  Mangiacavallo,   Palmeri,   Siragusa,
  Trizzino,  Zafarana, Zito, Sunseri, Schillaci, Di Caro,  Campo,  Di
  Paola, Marano, Pagana, Pasqua e Damante il 27 maggio 2020.

   - Invecchiamento attivo (n. 765).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Figuccia, Lo
  Curto e Lo Giudice il 27 maggio 2020.

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al  Parlamento  della
  Repubblica  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione,
  recante   Abolizione  del  numero chiuso' per  l'accesso  ai  corsi
  universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999,  n.  264   (n.
  766).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Lentini,
  Amata, Cannata e Galvagno il 27 maggio 2020.

   -  Interventi  a  favore dell'editoria, modifiche ed  integrazioni
  all'articolo  31 della legge regionale n. 32 del 23  dicembre  2000
  (n. 767).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Caputo,  Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il  27  maggio
  2020.

   - Interventi a favore del libero turismo itinerante, sosta camper,
  modifica ed integrazione dell'articolo 13 della legge regionale  n.
  10/2005 (n. 768).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Caputo,  Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il  27  maggio
  2020.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  D.F.B. 2019. 2  semestre (n. 745).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 28 maggio 2020.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  D.F.B. 2019. 2  semestre (n. 746).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 28 maggio 2020.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  SCIA  (Segnalazione  Certificata di Inizio  Attività)  -  avvio
  attività commerciali nel territorio siciliano (n. 736).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 maggio 2020.

   -  Modifiche  alle  leggi  regionali  in  materia  di  cooperative
  giovanili (n. 738).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 maggio 2020.

   -  Arretrati  contrattuali dei lavoratori di cui  all'articolo  45
  ter,  della  legge  regionale 6 aprile 1996,  n.  16  e  successive
  modifiche e integrazioni (n. 740).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 maggio 2020.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Semplificazione  edilizia  - Interventi  di  nuova  costruzione
  subordinati  a  SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio  Attività)
  (n. 734).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 maggio 2020.

   -  Modifiche all'articolo 14 della legge regionale 10 agosto 2016,
  n. 16 - Recepimento con modifiche dell'articolo 36 "Accertamento di
  conformità"  del decreto del Presidente della Repubblica  6  giugno
  2001, n. 380 (n. 741).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 maggio 2020.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Istituzione della giornata conoscitiva dei mulini siciliani (n.
  744).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 maggio 2020.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Norme per il rilancio del turismo siciliano (n. 743).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 maggio 2020.
   Parere V.

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     -  Istituto  regionale  del  Vino e  dell'Olio  (I.R.V.O.)  -
   Designazione  Presidente del Consiglio di  amministrazione  (n.
   105/I).
     Pervenuto in data 22 maggio 2020.
     Inviato in data 28 maggio 2020.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

     N.  1325  -  Chiarimenti in merito alle iniziative intraprese
   dall'ASP   di   Caltanissetta  per  la   gestione   a   livello
   territoriale delle infezioni da Covid-19.
     - Presidente Regione
     - Assessore Salute
     Di  Paola  Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti
   Angela;   Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa
   Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zafarana   Valentina;   Zito
   Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta;  Di
   Caro  Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana  Elena;  De
   Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

     N.   1334   -   Chiarimenti   circa   l'applicazione    delle
   disposizioni contenute all'articolo 87 del D.L. 17  marzo  2020
   n.  18, relativamente al personale ASU e PIP in servizio presso
   l'Amministrazione regionale.
     - Presidente Regione
     - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
     - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
     Lupo  Giuseppe;  Cracolici Antonello;  Gucciardi  Baldassare;
   Arancio   Giuseppe   Concetto;  Barbagallo  Anthony   Emanuele;
   Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco

     N.  1337  -  Tutela  della  riserva naturale  Isola  di  Capo
   Passero  (SR) in relazione al progetto di ristrutturazione  con
   cambio  di  destinazione  d'uso a turistico  alberghiero  degli
   stabili a rimessaggio barche nell'isola di Capo Passero.
     - Assessore Territorio e Ambiente
     Barbagallo Anthony Emanuele

     N.  1338  - Iniziative urgenti per garantire la disponibilità
   del  farmaco Tocilizumab nei nosocomi regionali ai  fini  della
   sua sperimentazione nel contrasto all'epidemia da Covid-19.
     - Assessore Salute
     Lupo Giuseppe

     N.  1339  -  Iniziative volte alla salvaguardia del personale
   in  forza  alle  strutture  sanitarie  ed  esposto  al  rischio
   contagio da Covid-19.
     - Assessore Salute
     Cracolici  Antonello;  Gucciardi Baldassare;  Lupo  Giuseppe;
   Arancio   Giuseppe   Concetto;  Barbagallo  Anthony   Emanuele;
   Dipasquale    Emanuele;   Catanzaro   Michele;   De    Domenico
   Francesco

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.   1326   -   Gestione  dell'emergenza  Covid-19   nella   Città
  Metropolitana di Messina.
   - Assessore Salute
   De  Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
  Lupo   Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1324  - Chiarimenti in merito alla sanificazione di tutti  gli
  uffici centrali e periferici della Regione in relazione all'attuale
  emergenza sanitaria da Covid-19.
   - Presidente Regione
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe  Concetto;  Dipasquale  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  De
  Domenico Francesco

   N. 1327 - Iniziative urgenti allo scopo di adottare le modalità di
  'smart   working'  in  favore  del  personale  dell'Amministrazione
  regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Lupo Giuseppe

   N.  1328  -  Procedure  e  strumenti per  il  miglioramento  della
  disinfezione delle ambulanze del servizio di emergenza 118  per  il
  contenimento della diffusione del Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pasqua  Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Damante Concetta

   N.  1329 - Chiarimenti circa l'attuazione dell'ordinanza n. 7/2020
  del  Presidente  della Regione relativamente allo  svolgimento  dei
  test per la diagnosi del Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco

   N.   1330   -  Interventi  per  fronteggiare  l'attuale  emergenza
  sanitaria da Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N. 1331 - Interventi a tutela dei lavoratori dei call center della
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Zitelli  Giuseppe;  Savarino Giuseppa; Aricò  Alessandro;  Assenza
  Giorgio; Galluzzo Giuseppe

   N.  1332  - Chiarimenti in merito all'allarme relativo al presunto
  controesodo  incontrollato sullo Stretto di  Messina  in  relazione
  all'attuale emergenza sanitaria da Covid-19.
   - Presidente Regione
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco

   N.  1333  - Intendimenti del Governo circa la sperimentazione  del
  farmaco Avigan in Sicilia.
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N.  1335  -  Chiarimenti  in ordine al ricorso  alla  CIGS  per  i
  lavoratori della SAC s.p.a di Catania.
   - Presidente Regione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1336  - Interventi urgenti per la distribuzione di dispositivi
  individuali  di protezione ai  volontari soccorritori  che  operano
  nei  servizi  di trasporto sanitario pubblico e accertamento  delle
  eventuali positività tramite tampone.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lentini Salvatore

   N.  1340  - Interventi a sostegno delle fasce più deboli  a  causa
  dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Marano  Jose;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1341  -  Interventi  urgenti a  tutela  del  florovivaismo  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Galluzzo  Giuseppe;  Savarino Giuseppa; Aricò Alessandro;  Assenza
  Giorgio; Zitelli Giuseppe

   N. 1342 - Iniziative urgenti di sostegno e ristoro per le attività
  ricettive danneggiate a causa dell'emergenza sanitaria 'COVID-19'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Zafarana  Valentina;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1343  -  Chiarimenti  circa  la  dislocazione  nel  territorio
  regionale  dei  dispositivi  per la sanificazione  delle  ambulanze
  dedicate al soccorso per pazienti affetti da Covid-19.
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni