Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.21
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Zafarana e Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
e contestuale nomina di cariche interne
PRESIDENTE. Si comunica che:
-con nota datata 29 maggio 2020, pervenuta alla Segreteria generale
il 1 giugno successivo e protocollata al n. 3614/AulaPG del 3
giugno 2020, l'on. Sergio Tancredi ha comunicato di non far più
parte del Gruppo parlamentare Misto'. Lo stesso deputato, come
meglio si dirà appresso, ha infatti aderito al neocostituito Gruppo
parlamentare ATTIVA Sicilia';
-con nota datata 29 maggio 2020, pervenuta alla Segreteria generale
il 1 giugno successivo e protocollata al n. 3615/AulaPG del 3
giugno 2020, gli on.li Angela Foti, Valentina Palmeri, Elena
Pagana e Matteo Mangiacavallo hanno comunicato di non far più parte
del Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle'. Gli stessi deputati,
come meglio si dirà appresso, hanno infatti aderito al
neocostituito Gruppo parlamentare ATTIVA Sicilia';
-con nota datata 29 maggio 2020, pervenuta alla Segreteria generale
il 1 giugno successivo e protocollata al n. 3616/AulaPG-QPPG del 3
giugno 2020, gli on.li Angela Foti, Matteo Mangiacavallo,
Valentina Palmeri, Elena Pagana e Sergio Tancredi hanno comunicato
che nella riunione del 29 maggio 2020 hanno deliberato di
costituire, ai sensi dell'art. 23 del Regolamento Interno dell'ARS,
il Gruppo parlamentare denominato ATTIVA Sicilia', con decorrenza
1 giugno 2020.
Nella stessa riunione l'on. Palmeri è stata nominata Presidente
del Gruppo, l'on. Pagana Vicepresidente e l'on. Tancredi
Segretario.
Conseguentemente anche l'adesione dei suddetti deputati ai
rispettivi Gruppi parlamentari di provenienza viene meno a far data
dal 1 giugno 2020.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
perché è saltata, abbiamo appreso dalla sua comunicazione, la
trattazione della rubrica degli atti ispettivi per l'assenza
dell'assessore Turano. Peraltro, la conferenza stampa era
stamattina. Abbiamo appreso, sempre dalla conferenza stampa che la
conferenza stampa era saltata, quindi è già finita, quindi mi
sembra inverosimile. Al di là, però, della scusa
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lo abbiamo comunicato stamattina
a tutti i deputati.
BARBAGALLO. Sì, sì. Voglio dire
PRESIDENTE. Poi, quali sono le motivazioni lo sa l'Assessore.
BARBAGALLO. Non mi lamento di questo, Presidente, mi lamento di
un'altra cosa e cioè che il ruolo di tutte le rubriche degli atti
ispettivi, è piuttosto voluminoso. Lo abbiamo sollecitato, la
preghiamo, quindi, mediante il suo tramite, di invitare il Governo
non soltanto ad essere presente, ma di dare un contributo con un
calendario al fine di snellire tutte le risposte alle
interrogazioni ed interpellanze, perché di questo passo neanche tra
due legislature avremo la possibilità, e siccome è un atto di
trasparenza e di democrazia credo che su queste cose, come dire,
non possiamo permetterci disattenzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo. Già nella riunione della
Conferenza dei Capigruppo della settimana scorsa avevamo
individuato nelle riunioni settimanali di dedicare almeno un'ora
agli atti ispettivi; era stato individuato l'onorevole assessore
Turano per la prima di queste ore da dedicare agli atti ispettivi.
Non credo che sia, come dire, da rimproverare nessuno perché se ha
avuto un problema e non è potuto venire ha già avvertito stamattina
stessa.
Noi stamattina stessa abbiamo mandato la nota a tutti i deputati,
dicendo che l'Aula si sarebbe riunita un'ora dopo proprio per
questo motivo, ed è ovvio che ora io sto aspettando dal Governo
qual è l'Assessorato, il merito degli atti ispettivi disponibili
già a partire da domani, perché è ovvio che quello che non abbiamo
fatto oggi si recupererà quanto prima possibile. Per cui, per
quanto mi riguarda, ogni seduta d'Aula può essere anticipata di
un'ora per gli atti ispettivi. Sto aspettando dal Governo che mi
venga riferita questa disponibilità, dopodiché faremo, se così è,
una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in cui
faremo un bilancio ed un calendario di tutte le sedute in cui
saranno presenti gli atti, in cui si discuteranno gli atti
ispettivi.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole De Domenico, aveva chiesto di
parlare prima l'onorevole Lantieri. Onorevole Lantieri, ha facoltà
di parlare.
LANTIERI. Signor Presidente, grazie. Signor Presidente, per
rafforzare quello che ha detto l'onorevole Barbagallo, avevo
presentato un ordine del giorno che riguardava l'ASI di Dittaino.
Bene, sono andata in Commissione per convocare il commissario
dell'ASI di Dittaino e non si hanno notizie. Ci sono delle aziende
che vogliono concludere e delocalizzare le imprese, andare via
dalla provincia di Enna. Lei capisce cosa significa per il
territorio più piccolo della Sicilia e per le problematiche della
pandemia che abbiamo avuto, come tutti del resto in Sicilia,
chiudere delle aziende delle zone di Dittaino.
Allora, io non chiedo più all'assessore Turano, chiedo che
l'assessore Turano venga ripreso dal Presidente della Regione,
perché altrimenti sono costretta ad organizzare manifestazioni e
fare delle cose più forti, perché il territorio di Enna non si può
permettere che un assessore ed un commissario non diano conto ad un
territorio di una provincia. Non so più in quale lingua debbo dirlo
a questo Governo. Allora, o ci organizziamo come Aula e ci
organizziamo con i colleghi perché il territorio è ridotto al
lastrico. Il territorio ha bisogno di insediamenti e non possiamo
permettere che quelli che ci sono vadano via.
Io la ringrazio perché lei è stato sempre solidale nei miei
confronti però, Presidente, la prego, facciamo qualcosa perché non
si può dire solamente che dobbiamo dare qualcosa alle famiglie,
alle imprese. Per chi vuole investire e chi ha i soldi non possiamo
dire non investite Ma allora su che cosa si sta ragionando Si
parla in tutte le trasmissioni di sviluppo, ma questa Regione vuole
investire sullo sviluppo? Oppure dobbiamo sempre rimanere con il
solito pacco sociale o il buono spesa? Cioè, la dobbiamo smettere
Dobbiamo prendere una posizione seria.
La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Lantieri. Mi farò carico di parlare
con il Governo perché se il commissario dell'azienda sanitaria
convocato dalla Commissione
(Interruzione dell'onorevole Lantieri)
dell'ASI, comunque quale che essa sia, se è convocato dalla
Commissione e non viene deve darne giustificazione. L'assessore
Turano ha chiamato stamattina dicendo che non poteva venire e
siccome mi risulta che normalmente quando viene chiamato risponde
regolarmente, quindi, se una volta non viene non succede niente. Se
il direttore dell'ASI, invece, non viene senza neanche comunicare
il fatto che non viene, o comunque, è un qualcosa che si ripete
regolarmente, la Commissione lo deve fare sapere a me e penserò io
a far sì che appena convochiamo qualcuno deve essere presente. Lo
farò, comunque, ovviamente anche questo presente al Governo, anche
se l'onorevole Cordaro ci sta ascoltando quindi penso che ci
penserà lui direttamente.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
riprendere un attimo la questione degli atti ispettivi. Intanto, la
ringrazio che lei ci ha avvertito oggi tempestivamente del rinvio,
però, è una cosa che si ripete ormai dall'inizio della Legislatura.
Cioè è una mancanza di rispetto, a mio avviso, di questa funzione
che specialmente per il deputato di opposizione è l'unico strumento
che ha a disposizione per acquisire informazioni, perché questo
Governo non ha certamente brillato per chiarezza, per trasparenza
delle informazioni e per il colloquio con l'Aula.
Quindi, io dico è una questione di metodo . Quando si fa una
interrogazione o un altro atto ispettivo, se ci vogliono 20 giorni
per acquisirlo, un mese perché il Presidente stabilisca a chi lo
deve assegnare, cinque mesi per rispondere, sono tutte a quel punto
intempestive e non ha nessuna funzione e nessuna logica.
Io credo che lei si debba fare carico, signor Presidente, perché
questo istituto funzioni al meglio perché è uno strumento di
democrazia parlamentare indispensabile e non è più tollerabile che
venga trascurato e svilito in questo modo.
PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, visto che la questione è
delicata ed è il terzo deputato che l'affronta devo essere sincero,
qualche volta è anche capitato che il membro del Governo che era
stato invitato non è potuto venire, ha avvertito comunque prima,
anche il giorno prima, e questo peraltro è avvenuto l'anno passato.
Da alcuni mesi a questa parte sono sempre stati presenti.
Di questo devo darne atto al Governo perché sa che sono uno che
non risparmia critiche quando c'è da farne ma in questo caso non mi
sento di potere fare una critica di questo genere al Governo,
sinceramente perché non è così.
Ma io sto valutando, anzi diciamo che lo farò sicuramente al
prossimo Consiglio di Presidenza, c'è già la norma sulle
interrogazioni, sul Question time, perché io ho intenzione, devo
essere sincero l'avevo introdotta io la prima volta che fui
Presidente, il Question time, e ora mi stavano dicendo che c'è
qualcosa che va modificata perché se no di fatto non diventa
attuabile.
Lo faremo, già nel prossimo Consiglio di Presidenza, ed attueremo
ogni settimana il Question time.
Poi sul fatto che lei ha una ragione indiscutibile sulla lentezza
degli atti, come al solito, amministrativi perché arrivi
l'interrogazione materialmente sul tavolo dell'assessore
competente, questo lo faremo presente e vedremo di capire come si
può ovviare. Però, sicuramente, noi dovremmo, se volete, se posso
dire quella che è la mia esperienza in altro tipo di Parlamento,
aumentare le richieste delle risposte scritte e limitare al
Question time o ad una seduta ogni tanto degli atti ispettivi le
risposte orali perché se noi avessimo la possibilità, no la
possibilità ma la volontà di fare tante richieste di risposta
scritta, tante interrogazioni a risposta scritta comunque
arriverebbero, e se non dovessero arrivare lo faremmo presente e le
facciamo arrivare comunque.
Però, onestamente, devo dire che gli assessori che sono stati
chiamati non posso dire che hanno brillato per assenza, hanno
brillato per presenza. Di questo devo essere sincero e quindi le
cose le devo dire per come stanno.
Comunque, già noi abbiamo il Consiglio giorno 16, purtroppo, ma
l'abbiamo già convocato, però domani è convocata la Commissione
Regolamento, per cui, domani stesso vedrò di inserire all'ordine
del giorno della Commissione queste modifiche che mi dicono, io non
so quali siano, da apportare al Question time e dalla settimana
prossima partiamo con il Question time.
Andiamo alla seduta odierna.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme relative al
funzionamento della forma di Governo regionale, alla nomina ed alla
revoca degli assessori ed alla conclusione anticipata della
legislatura in attuazione degli articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis
dello Statuto della Regione (nn. 66-143 bis/A).
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno
Discussione dei disegno di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Norme relative al funzionamento della forma di Governo regionale,
alla nomina ed alla revoca degli assessori ed alla conclusione
anticipata della legislatura in attuazione degli articoli 9, 10, 41
bis e 8 bis dello Statuto della Regione (nn. 66-143 bis/A), posto
al numero 1). Il relatore è l'onorevole Amata.
Ci sono emendamenti?
Onorevoli colleghi, comunico che, trattandosi di norma statutaria,
questa legge deve essere approvata a maggioranza assoluta dei
componenti dell'Aula con un voto finale che deve essere di 36 sì.
Siccome ora siete presenti in 35, speriamo che da qui al voto
finale possa arrivare qualcun'altro.
Onorevole Amata, vuole intervenire? Siamo già in fase di
emendamenti, abbiamo già fatto la discussione generale.
Partiamo con gli articoli ma sarebbe necessario che venissero
chiamati altri deputati perché se non arriviamo ad un numero
necessario
Onorevole Amata, il resto della Commissione è presente?
AMATA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sinceramente in Aula, la collega è lì, il collega
Cappello
PRESIDENTE. Facciamo una cosa.
Sospendiamo cinque minuti, li chiamate, li facciamo venire
perché se non c'è nemmeno la Commissione è inutile che cominciamo
a parlare di questo disegno di legge.
Facciamo qualche chiamata. In cinque minuti resto qui in Aula
- cinque minuti precisi per fare le chiamate necessarie.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.36, è ripresa alle ore 16.41)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se siete d'accordo, visto che c'è
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevoli
colleghi, il Presidente ha già risposto sul tema interrogazioni,
all'onorevole Barbagallo e, soprattutto, all'onorevole De Domenico
che, essendo un collega di prima legislatura, forse non ha memoria
del passato. Non è a quel passato che noi ci vogliamo richiamare,
un passato dove aspettavamo anche 2 o 3 anni per avere una risposta
ad un'interrogazione. E' vero, onorevole Cappello? Vogliamo
guardare al futuro con spirito costruttivo.
E' la prima volta, è la prima volta che accade. Il Governo è
sempre stato disponibile e presente. Ha, peraltro, comunicato ho
parlato adesso con l'onorevole Turano che mi ha argomentato le sue
ragioni, assolutamente plausibili e desideravo, quindi, comunicare
soltanto che dalla settimana prossima, nella data che deciderà
l'Aula e l'Assemblea, l'assessore Turano sarà a disposizione
dell'Aula, così come tutti gli assessori.
PRESIDENTE. Se siete d'accordo, onorevole Amata, se c'è, così come
c'è, qualche problema di numeri, potremmo invertire l'ordine dei
lavori, facendo prima la parte relativa alla sanità che, credo che
sia la ratifica di un protocollo, credo che siano favorevoli tutti,
e non ci sono problemi, essendoci, comunque, il numero legale,
quindi lo possiamo fare. E credo che sia solo la ratifica di un
protocollo, per cui, non c'è niente di particolare, non ci sono da
fare né interventi né niente, credo ci sia soltanto da votare.
Se l'onorevole Amata è d'accordo invertiamo, con l'accordo
dell'Aula, l'ordine dei lavori.
683/A)
Seguito della discussione del disegno di legge Normotermia
(n. 683/A)
PRESIDENTE. Si procede, pertanto, con il seguito della discussione
del disegno di legge Normotermia (n. 683/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Il Presidente della Commissione e relatore, onorevole La Rocca
Ruvolo, ha facoltà di parlare per svolgere la relazione.
Congedo
PRESIDENTE . Comunico che è in congedo per la seduta odierna
l'onorevole Cannata.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
683/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, allora, se l'onorevole La Rocca
Ruvolo vuole illustrare, velocemente, ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Molto
volentieri, signor Presidente. Si tratta di una norma che non fa
altro che mettere in atto un protocollo, che dovrà servire nelle
sale operatorie
PRESIDENTE. Le posso chiedere la cortesia di mettersi in piedi?
Grazie.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Scusi,
ha ragione, con tutte queste regole stravolte, ha ragione
Presidente, le chiedo scusa, chiedo scusa a lei ad al Parlamento.
Dicevo che non è altro che una norma che va ad applicare un
protocollo da utilizzare nelle sale operatorie, per mantenere la
temperatura del paziente ad una temperatura costante, per evitare
le infezioni ospedaliere, quindi l'obiettivo - peraltro parliamo
di una norma di un solo articolo - non fa altro che mettere quelle
disposizioni in ordine alla normotermia operatoria; sappiamo tutti
che le infezioni ospedaliere, e soprattutto in sala operatoria,
sono fonte di infezioni gravissime per cui talvolta vanno ad
inficiare non solo la vita futura del paziente ma addirittura
portano alla morte.
Quindi, questa è una norma concepita in Commissione, mira ad
introdurre, come dicevo, prima ad evitare l'ipotermia accidentale,
perché è un evento molto comune e nel momento in cui viene
approvato, le aziende sanitarie regionali e le strutture private
accreditate devono dare attuazione alle indicazioni del programma
attraverso l'adozione di un documento aziendale per il recepimento
del programma di cui al comma 1, e l'identificazione delle figure
aziendali responsabili per l'attuazione del programma di cui
abbiamo parlato, l'individuazione di idonei percorsi formativi per
le figure professionali coinvolte, senza oneri a carico del
bilancio regionale.
Quindi in pratica è una norma che mira a dare in qualche maniera
una regola chiara per quello che deve essere il comportamento, di
operatori sanitari tutti, in sala operatoria.
PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, a norma di Regolamento, si
passa direttamente alla votazione finale, poiché non ci sono
emendamenti e l'articolo di fatto, è uno; quindi se prendete posto,
perché ovviamente come voto finale il voto è palese nominale.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Normotermia (n. 683/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Normotermia» (n. 683/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Se prendete posto apriamo la votazione. Ricordo a tutti: estraete
il tesserino mentre state pigiando, senza reinserirlo per favore.
Chi ha votato si può alzare, se quelli che hanno votato si alzano
facciamo entrare gli altri deputati. Avete votato tutti?
L'onorevole Caputo ha votato? La votazione è chiusa.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 46
Votanti 31
Maggioranza 16
Favorevoli 31
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Il numero legale era garantito da 42 presenti.
Quindi, poi il risultato è quello che è, prego onorevole
Calderone, qual è il problema, abbiamo votato. Pazienza, onorevole
Calderone, voti alla prossima. Ritorniamo alla norma statutaria.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme relative al
funzionamento della forma di Governo regionale, alla nomina ed alla
revoca degli assessori ed alla conclusione anticipata della
legislatura in attuazione degli articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis
dello Statuto della Regione (nn. 66-143 bis/A).
PRESIDENTE. Si torna al seguito della discussione del disegno di
legge Norme relative al funzionamento della forma di Governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori ed alla
conclusione anticipata della legislatura in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione (nn. 66-
143 bis/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione speciale Statuto e materia
statutaria a prendere posto al banco delle Commissioni.
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Oggetto
1. La presente legge disciplina il funzionamento della forma di
governo regionale, la nomina e la revoca degli Assessori, nonché la
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.»
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti
da parte della Commissione. Ce li avete tutti? Recante numerazione
1.1 e 1.2. Ne siete in possesso tutti?
Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Insediamento del Presidente della Regione
1. Il Presidente della Regione, eletto a suffragio universale e
diretto contestualmente all'Assemblea regionale, assume le proprie
funzioni all'atto della proclamazione».
Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Nomina e giuramento dei componenti della Giunta regionale
1. Dopo la proclamazione il Presidente nomina gli Assessori, tra
cui un Vicepresidente, preponendoli ai singoli rami
dell'amministrazione, assicurando che ogni genere sia rappresentato
in misura non inferiore ad un terzo.
2. Il Presidente può nominare Assessori regionali anche soggetti
che non rivestano la carica di deputato regionale, scegliendoli tra
cittadini che siano in possesso dei requisiti di eleggibilità alla
carica di deputato regionale e che non si trovino in condizioni di
incandidabilità o incompatibilità alla suddetta carica secondo le
previsioni delle vigenti leggi in materia.
3. Gli Assessori regionali, prima di assumere le funzioni,
giurano, dinanzi al Presidente della Regione, al cospetto
dell'Assemblea regionale siciliana nel corso di una seduta
pubblica, di esercitare le proprie funzioni al fine di perseguire
il bene inseparabile dello Stato e della Regione.
4. Fino al giuramento degli Assessori, il Presidente adotta gli
atti di ordinaria amministrazione di competenza della Giunta
regionale e degli Assessori.»
E' stato presentato l'emendamento 3.3 - di soppressione - a firma
dell'onorevole Aricò che non è presente quindi è decaduto.
Si passa all'emendamento 3.1 a firma dell'onorevole Lupo. È
mantenuto onorevole Lupo?
LUPO. Sì.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMATA, presidente della Commissione e relatore. No, Presidente,
rispetto a questo emendamento io ritengo che quanto previsto dal
disegno di legge sia sufficiente, perché noi abbiamo cercato di
allineare un terzo di presenza dell'altro sesso in Giunta, così
come accade in altri consigli di amministrazione, arrivare ad
aumentare eccessivamente, francamente, non ci trova d'accordo.
PRESIDENTE. Per dirlo una donna
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io solo
per dire che sono assolutamente d'accordo con il Presidente della
Commissione circa il numero degli assessori. Perché è paritario mi
sembra un po' eccessivo, non me ne voglia l'onorevole Lupo perché
andrebbe a compromettere, secondo me, anche la qualità, se magari
ci sono più uomini bravi o donne brave noi dobbiamo imporre il
paritario e credo non sia opportuno.
Garantire il genere - ci mancherebbe altro - siamo d'accordo,
però estenderlo a paritario, ci possono essere più donne brave o
più uomini bravi, assolutamente sì, noi stiamo parlando di genere,
quindi, non significa nulla, ci possono essere più uomini bravi e
più donne brave, quindi mettere un paletto, la metà e la metà, io
credo non sia opportuno, solo questo
PRESIDENTE. Intanto la norma prevede già un terzo, che sia un
terzo di uomini o un terzo di donne, ovviamente, se è un terzo di
uomini saranno due terzi di donne.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intanto per
maggior chiarezza parliamo della presenza di genere nelle Giunte:
in particolare l'articolo 3, comma 1, dice che dopo la
proclamazione, il Presidente nomina gli assessori tra cui un
vicepresidente proponendoli ai singoli rami dell'Amministrazione
assicurando che ogni genere sia rappresentato in misura non
inferiore a un terzo , questo è il disegno di legge approvato dalla
Commissione.
Noi proponiamo con emendamento che il terzo diventi paritaria ,
perché non si può nominare una Giunta composta paritariamente da
donne e da uomini? Io mi rifiuto di pensare che ci possa essere un
problema di qualità, le donne spesso sono molto più brave degli
uomini, io lo trovo giusto perché la società si compone di donne e
di uomini ed è giusto che la rappresentazione - ci auguriamo
prossimamente anche in Parlamento è sempre più - ma anche in
Giunta possa essere paritaria, tanto di uomini quanto di donne.
Ora è antipatico per me sollevare problemi, di numero legale, di
voto segreto, però io su questo credo, signor Presidente, che un
ragionamento serio vada fatto, quindi, chiedo un approfondimento
anche al Governo, mi spiace, peraltro, che la Presidente della
Commissione sia una donna e abbia dato parere negativo ma su questo
per noi è un punto dirimente, non vediamo ragione per la quale non
ci possa essere una parità uomo-donna anche in Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi permetto di correggerla. Nessuno ha
detto che debbano essere 2/3 di uomini ed 1/3 di donne, possono
essere 2/3 di donne ed 1/3 di uomini.
Personalmente, io sono sempre convinto che bisogna scegliere i più
bravi, a prescindere dal sesso che hanno. Ho già chiarito io, ho
già chiarito io, che non è un fatto di uomini o donne, qua parliamo
di genere e basta.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, dico, intervengo qua, e mi sembra di
riprendere una discussione che abbiamo fatto a proposito delle pari
opportunità nelle giunte dei comuni, tra l'altro, questo Parlamento
si era anche espresso contro la cosiddetta quota rosa .
Non ricordo se, allora, cadde con il voto segreto. Ora, io non so
perché si è tirato in ballo il voto segreto. Io lo dico
palesemente: sono contraria, non tanto ai numeri, quanto al fatto
che nel momento in cui si vanno a mettere i numeri, già si prende
atto di una discriminazione, che c'è. Perché esiste la
discriminazione, allora noi dobbiamo mettere i numeri.
Se questo Parlamento si vorrà fare promotore della condizione
della donna in politica, e questo sì che è un tema che deve essere
affrontato e merita di essere affrontato, ed allora parliamone, ma
vincolare, la condizione della donna, le opportunità della donna,
le pari opportunità tra generi a numeri dentro le giunte, non è
sicuramente la soluzione a nulla.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. L'onorevole Pagana, signor Presidente, ricordava un
dibattito che è stato avviato a proposito delle giunte e dei
consigli comunali e della rappresentanza di genere in un disegno di
legge che, però, si è arenato. Non l'abbiamo portato avanti.
In quella circostanza, sono assolutamente d'accordo e vorrei fosse
chiaro il mio pensiero. Le donne non avremmo bisogno, e non
avrebbero bisogno, di dimostrare la loro competenza, la loro
qualità, l'eccellenza nell'essere ottimi amministratori. Direi che
se guasti la politica ha prodotto, anche nel passato, certamente,
di questi guasti le donne non sono autori o autrici. Perché come
sappiamo, da sempre, la politica, il sistema che regge una certa
politica è affidato agli uomini e perpetrata attraverso gli uomini.
E, quindi, in linea di massima, sarei d'accordo con l'onorevole
Pagana, quando dice che le donne non hanno bisogno di quote, loro
riservate. Se non fosse, poi, per la storia che insegna, e la
storia bisogna conoscerla e guardarla, con attenzione, concretezza
e realismo, se non fosse che la storia ci insegna che, appunto,
quel potere, sottile filo di potere, che può tutto, non passa
attraverso le donne. Gli uomini preferiscono gli uomini. I
segretari politici che scelgono i candidati alle politiche sono
uomini. I segretari dei partiti, voglio dire, quasi tutti, dimmi
quale, tranne la Meloni, che è un caso, perché ragiona all'interno
di un partito che è storicamente maschilista, me lo dovete pur
concedere e me ne dispiaccio, ovviamente, molto, perché invece una
donna dovrebbe essere capace di promuovere politiche attive a
favore delle donne, anche del rinnovamento della politica che passa
attraverso le donne.
Ciò posto, quindi, voglio dire, io sarei, e per questo dico, se
non ci fosse stata una legge fatta da questo Parlamento quando io
sono stata deputato la prima volta nella legislatura dal 2000 al
2006, nella quale legislatura abbiamo lavorato con impegno, gomito
a gomito con le associazioni di tutte le donne possibili, di
estrazioni politiche differenti, non saremmo arrivati a mettere
l'alternanza di genere nel listino, che era composto solo da
uomini. Non avremmo ottenuto che, nelle liste provinciali, ci fosse
almeno un terzo di donne.
E la ritrosia e la diffidenza degli uomini nel votare questa legge
nasceva dal fatto: come si trovano le donne che hanno voti? Perché,
appunto, il potere che fa fare consenso in una certa cultura,
onorevole Calderone, passa attraverso l'uomo.
Bene. Oggi noi, siccome io ho memoria di questa storia, non posso
non invocarla per fare comprendere alle giovani donne che si
affacciano alla politica, come l'onorevole Pagana e come altre, che
c'è l'esigenza di mettere i numeri Perché la logica dei numeri è
una logica incontrovertibile, è una logica che promuove, poi, e
produce il rinnovamento dei costumi, e anche il rinnovamento delle
abitudini e della logica politica.
Ecco perché io sarei, assolutamente, favorevole all'iniziativa
dell'onorevole Lupo - lo dico senza timore - che dice una norma
paritaria . Perché ritengo che la parità si impone Le donne
eccellenti ci sono, ma sono proprio gli uomini a non volerle
Quindi, mi sia perdonato questo excursus, anche storico, però la
memoria ha un significato. Quindi, io sono perché, se l'onorevole
Lupo propone quella norma io la voterò a favore, con libertà e
anche in piena autonomia e coscienza.
Una precisazione. Ovviamente è una posizione che non ho condiviso
col mio Gruppo, non ne abbiamo parlato sinceramente e, quindi, non
la prendo come capogruppo. La mia dichiarazione è una dichiarazione
di voto individuale.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo, per la seduta odierna,
l'onorevole Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 66-
143 bis/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi spesso questo
Parlamento ha perso alcune occasioni quando abbiamo affrontato il
tema della rappresentanza di genere.
Nella scorsa legislatura siamo arrivati ad un momento di modifica
della legge elettorale che, in qualche modo, superasse alcuni
limiti dell'attuale sistema elettorale. Uno tra tutti il cosiddetto
listino, in cui era addirittura previsto che il premio di
maggioranza ai presidenti vincenti, si potesse prendere tra i
migliori perdenti nei collegi provinciali delle liste collegate al
presidente che vinceva.
Riforma abbastanza condivisa da tutti che, però, si bloccò sul
tema della rappresentanza di genere.
Perché, com'è noto, l'attuale legge elettorale regionale, lo
ricordava l'onorevole Lo Curto, quando fu proposta, anche allora
con una serie di discussioni era giusto, era sbagliato , si
introdusse una norma che poi fu fatta propria da altre regioni
italiane, e la Sicilia in materia elettorale, paradossalmente, è
sempre stata una regione che ha fatto da apripista a riforma
generali: una per tutte l'elezione diretta dei sindaci che fu
fatta, prima regione in Italia, in Sicilia.
PRESIDENTE. Anche lo sbarramento minimo, se non ricordo male
CRACOLICI. Cinque per cento Noi siamo l'unica regione, e chi le
parla è considerato l'autore del misfatto.
La Regione, in materia elettorale, ha sempre avuto, diciamo, una
marcia in più anche con la sofferenza del Parlamento ad arrivare,
poi, a queste norme. Appunto, fu fatta una norma che stabilì che il
listino e le liste su base provinciale devono contenere un numero
di candidati pari a un terzo degli iscritti al listino, che è di
nomina, è sulla base del sistema alternato. Ripeto, da questo punto
di vista noi abbiamo fatto una norma che poi anche la legge
nazionale, in materia elettorale, parlo del Parlamento nazionale,
ha previsto che le candidature nelle liste provinciali siano,
diciamo, alternativamente uomo-donna o donna-uomo.
Perché ogni volta che si apre questa discussione scatta poi una
sorta di ansia in cui tutti guardiamo al passato? Possiamo dirlo,
io so che per alcuni fra di noi questo tema ogni tanto si
ripropone, noi siamo stati la Regione che ha introdotto la doppia
preferenza di genere alle elezioni amministrative. So che ci sono
alcuni colleghi ogni tanto dopo le comunali vengono e dicono mi,
però è sbagliato perché eleggiamo donne inventate', ma quante donne
sono entrate nei Consigli comunali della Sicilia grazie a una legge
che prima impediva alle donne di potere accedere? E' inutile che
facciamo i finti democratici.
Una legge per favorire un pezzo della società, che sono le donne,
non è sufficiente dire le donne e uomini hanno tutti pari
opportunità, in teoria, in pratica se non avessimo fatto norme
generali e astratte che per tutti i partiti che favorissero in
qualche modo la possibilità di portare nei luoghi della democrazia
anche le donne, non anche gli uomini, gli uomini per tradizione,
non ci scordiamo che questo è il paese che ha dato il diritto di
voto alle donne per la prima volta nel '46.
Noi spesso diamo per scontate delle cose che pensiamo che ci sono
sempre state; fino al 1946 le donne non votavano, lo dico anche
alle colleghe giovani, deputate, che pensano che il mondo è
iniziato da ora, il mondo ha qualche anno di età.
Ecco perché, Presidente, io penso che stabilire in una norma
statutaria, che è una norma di principio e vincolante, in maniera
astratta e generale, che la Giunta, così come il listino, noi già
facciamo così, la Giunta di Governo, debba, non possa, debba
rappresentare i due generi in maniera paritaria perché i due generi
paradossalmente quello femminile è un po' di più di quello
maschile, ma i due generi esistono e come tali ricordiamoci che la
democrazia è innanzitutto rappresentanza, poi è governo, ma la
democrazia è rappresentanza.
Ecco perché io penso che l'emendamento dell'onorevole Lupo è un
emendamento non troppo velleitario, è un emendamento che fa della
Sicilia ancora una volta il luogo di anticipazione e di
modernizzazione dei sistemi istituzionali a partire dal
riconoscimento della parità di genere. Io sostengo questo
emendamento, lo condivido, mi auguro che i colleghi si liberino da
quel sentimento immediato diciamo di conservatorismo che c'è in
ognuno di noi e proviamo a immaginare le istituzioni del futuro.
Cosa sarà l'istituzione del futuro? Pertanto spero che il
Parlamento si renda conto che introdurre questa novità nello
Statuto della regione siciliana, è una novità significativa per
l'Italia, non solo per la Sicilia.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, credo che questo sia un punto diciamo
importante al di là del merito dell'emendamento che riguarda la
nostra attività, la nostra funzione. Io non credo che quest'Aula
abbia il compito di promuovere dibattiti, ha il compito di fare
norme, regole, leggi che stanno dentro quei dibattiti, che li
accompagnano, che li legittimano, ma se qui ci trovassimo soltanto
per discutere, per fare un dibattito che aiuta a promuovere la
condizioni paritaria tra donne e uomini questo sarebbe il circolo
dei civili e non un'Assemblea legislativa. Lo dico pensando a
questa vicenda e a tante altre che ha conosciuto la Sicilia.
Nel 1970 questo era un Paese civile, era già un Paese civile, ma
nel 1970 esisteva una norma nel Codice penale, lei lo ricorderà,
che prevedeva che se una ragazza fosse stata sequestrata e stuprata
e poi sposata, il matrimonio aveva l'effetto riparatore rispetto al
crimine che era stato compiuto e questa norma è stata messa in
discussione, non diciamo da un vago astratto dibattito, ma dal
fatto che venti chilometri da qui Franca Viola, una ragazza di
diciassette anni venne rapita dal fidanzato che aveva rifiutato,
stuprata per otto giorni consecutivi, restituita alla famiglia
affinché la cosiddetta paciata , il matrimonio riparatore,
prevedesse che nessuno pagasse il prezzo di quello che aveva fatto,
né il sequestratore, né i suoi dieci complici. Se questa ragazza
non si fosse messa di traverso chiedendo ed ottenendo processo e
condanna di questi signori, il nostro codice penale avrebbe
conservato questa norma medioevale.
Questo perché la morale non è un'idea astratta sopra di noi,
eterna ed inamovibile, va accompagnata, ma non soltanto dal gusto
di una discussione in cui tutti ci diciamo d'accordo sul fatto che
donne e uomini debbano avere medesime opportunità e medesime
responsabilità, ma sul fatto che un'Assemblea legislativa si assume
anche una funzione prescrittiva, di indirizzo politico di norma di
legge, che aiuta a fare in modo che quel dibattito sul quale qui
possiamo tutti essere d'accordo, e avere tutti un alto livello di
condivisioni, non resti un dibattito da circoli civili, diventa
norma di legge che impegna il costume di una nazione ad adeguarsi
ad un principio morale che noi riteniamo non debba essere offerto
soltanto ad una generica discussione, per cui sono d'accordo
all'emendamento del collega Lupo.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, la Commissione si
è posta, diciamo, rispetto al tema della regolamentazione di ciò
che non è codificato dal nostro Statuto e che quindi occorreva,
faceva sì che fosse necessario l'intervento del Parlamento, in
maniera assolutamente laica. Anche perché ho capito che quando non
si vuole procedere verso l'approvazione di una legge, è sufficiente
ideologizzarne il contenuto.
Ora, voi sapete che il Movimento Cinque Stelle è stato sempre
contro ogni tipo di concezione che riguardi la quota rosa, perché
noi siamo contro il principio di un tanto al chilo , e non per le
motivazioni che qui sono state enunciate e che possono essere anche
condivisibili a chi ci racconta una storia di un Paese, ci
mancherebbe.
Io sono di Caltagirone, ieri ho festeggiato Ottavia Penna che era
fra le venticinque donne che facevano parte dell'Assemblea
Costituente. Ci siamo? Ma non è questo il punto, il punto è un
altro, qua non stiamo parlando della composizione delle liste, qua
stiamo parlando della composizione e della formazione di una Giunta
di Governo.
La Commissione si è rifatta alla giurisprudenza corrente, perché,
cari colleghi è vero quello che dite voi e cioè ciò che è stabilito
dalla legge che prevede una rappresentanza di genere, ma è anche
vero, e dobbiamo dircelo chiaramente che quella norma viene
disapplicata sistematicamente dalle amministrazioni comunali, tanto
che molte volte, su richiesta di consiglieri comunali, di forze di
opposizione e di maggioranza, è costretta ad intervenire la
magistratura, che ha addirittura stabilito che è sufficiente, per
garantire la parità di genere un solo componente.
Allora dico, se noi vogliamo avere un approccio laico con questa
materia, un terzo credo che sia un compromesso utile, d'altro canto
si parla di genere, non si è detto né uomo, né donna, genere, un
terzo può essere di uomini e tutto il resto donne e viceversa. Se
si vuole assolutamente ideologizzare ci stiamo ponendo però fuori
dalla realtà, perdonatemi, perché, ripeto, la Commissione ha
compiuto un ragionamento molto concreto basandosi sulle esperienze
che, da quella legge che ha previsto la parità di genere ad oggi ne
ha visto anche la disapplicazione da parte degli amministratori
locali. Anche perché, diciamocela anche tutta, quella norma non
prevede una sanzione. Quindi, se non interviene la magistratura,
sostanzialmente io posso comporre la Giunta comunale anche senza
garantire la parità di genere.
Questo, dico, è il mio sommesso contributo, anche per chiarire
quale è stato, diciamo, il percorso che ha utilizzato la
Commissione nel proporre all'Aula questa norma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusatemi ma il lavoro della
Commissione è comunque egregio ma questa è una materia da legge
elettorale non da norma statutaria per quanto mi riguarda.
Dopodiché, scusate per favore, io però dico che non dobbiamo farci
prendere da facili demagogie perché non è vietato a nessun
Presidente della Regione di fare una Giunta tutte donne, o più
donne che uomini, o al 50 per cento. Farà parte della sua
sensibilità, della sua educazione, dell'avere trovato un uomo che
si chiami Mario o Maria in funzione della sua bravura, in funzione
della sua capacità, in funzione della sua esperienza a prescindere
se si chiama Mario o Maria.
Ora, il tentativo di rendere al 50 per cento una Giunta regionale
a parità di uomini e donne, secondo me, si mette in seria
difficoltà un Presidente della Regione perché ci sono onestamente
persone bravissime che deve prescindere, devono prescindere dal
loro sesso. Stiamo facendo un dibattito - che, sì - mi pare
ottocentesco, che mi pare medioevale, non ve lo abbiate a male.
Perché il problema è che non ci siano divieti, il problema è che
tutti abbiano la pari opportunità, così come si deve avere e che,
quindi, si possono prendere-
Certo, si faceva riferimento al fatto che fino al fino al 1946,
1947 non potevano votare le donne, viva Dio Quello è un ben altro
problema che non questo perché lì c'era il veto ad un voto, ad un
tipo di voto. Qui noi stiamo valutando una norma statutaria che
veti non ne pone a nessuno e che sul tema della parità di genere,
scusatemi, ma siamo veramente, la Sicilia non ha di che cosa
rimproverarsi. Abbiamo inserito il doppio voto di genere nei
consigli comunali, abbiamo inserito l'obbligo che ci siano presenti
entrambe i generi in qualsiasi Giunta, addirittura in alcune giunte
un terzo, abbiamo previsto che i listini siano alternati per cui
comunque le donne vengono regolarmente elette. Abbiamo preteso che
nelle liste provinciali ci sia la presenza delle liste, diciamo,
per il voto, ci sia la presenza cospicua delle donne o dell'uomo.
Ma voglio dire, mi sembra che si sta un attimo esagerando. Non c'è
dubbio, viva le donne, viva gli uomini, in funzione di chi è più
bravo, ma non si può pensare di obbligare qualcuno, io ho una
persona brava da fare assessore; non lo posso fare perché già ci ho
il numero di assessori maschi o di assessori donne sufficiente che
la legge prevede che io possa avere e, quindi, non lo posso
nominare assessore perché devo nominare per forza una donna o per
forza un uomo perché lo prevede una legge statutaria? Io,
veramente, devo essere sincero, mi sento in un dibattito, lo dico
sinceramente, medioevale Ma ancora stiamo discutendo se c'è la
parità tra uomo e donna? Ma veramente? E per garantire al mondo
intero che la Sicilia garantisce la parità fra uomo e donna
dobbiamo prevedere il 50 per cento? Mi raccomando prevediamolo
anche nei consigli d'amministrazione delle società, collegate alla
Regione, evidentemente è chiaro che va fatto su tutto, ma anche lì
la Sicilia è stata una delle prime che ha messo la presenza
femminile obbligatoria quando, secondo me, è sbagliato pure la
parola obbligatoria. E' chiaro che non può essere obbligatorio il
contrario, che non si possano mettere uomini o donne in funzione di
quello che si vuole. Ma viva Dio, io credo che noi stiamo
costringendo qualcuno a scegliere.
Poi, ci sarà il giorno in cui andranno di moda più le bionde che i
bruni, delle brune o più i bruni che i biondi e cominceremo a dire
che ci devo essere il 50 per cento. Cioè, mi sembra un a follia.
Non posso immaginare che la differenza di un assessore è perché si
chiami Mario o Maria. La differenza di un assessore è perché è
bravo o perché non è bravo e non certamente per il nome che porta e
per il sesso che ha.
Comunque, io ovviamente devo mettere ai voti. La legge, in ogni
caso, si applica nella prossima legislatura, non è per questo.
Questo non c'era bisogno di dirlo. Non è la preoccupazione di
dovere cambiare le cose di questo Governo perché Forza Italia ce le
ha già le donne in questo Governo, ma non c'è dubbio che mi sembra
che stiamo facendo un dibattito che sia troppo preso dalla
demagogia, piuttosto che dalla realtà, piuttosto che della
concretezza dei fatti.
Io sono coordinatore regionale di un partito dal 1994. Vi posso
garantire che nelle liste che si vanno a fare, spesso e volentieri,
le donne, non perché siano quelle più belle o più brutte perché non
ci sia parità, perché evidentemente sono meno disponibili, si fa
fatica a trovarle. Bisogna ad un certo punto dire deve essere per
forza donna, dove l'andiamo a trovare .
Io ritengo che la cosa importante che un Parlamento deve garantire
è la pari opportunità e questo credo che ormai sia garantito da
oltre 50 anni in questo Paese, e in questa Regione prima ancora che
nel resto d'Italia. Per cui vi invito a fare un ragionamento serio,
non demagogico e che sia realmente concreto e che porti ad un
risultato per potere fare una legge che sia una legge ben fatta.
Dico al Presidente della Commissione che non avrebbero scritto
niente. Lo Statuto prevede il numero di assessori, poi le leggi
elettorali fanno questo tipo di valutazioni ma niente di male che
sia stato fatto, infatti io non l'ho stralciato. Però, ripeto, vi
invito a fare una scelta che sia di serenità e non dettata dalla
demagogia. Questo Paese veramente non ne può più di questo tipo di
demagogia. Credo che troppi errori sono stati fatti da questo Paese
sul mal di stomaco del momento o sulla demagogia complessiva.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non posso
che essere d'accordo con Lei signor Presidente.
Oggi qui davanti mi ritrovo il Presidente della Commissione donna,
stimatissima, l'onorevole Amata, accanto l'onorevole Lo Curto che è
una stimata collega, capogruppo. Abbiamo Giusy Savarino, Presidente
della IV Commissione, l'onorevole La Rocca Ruvolo, il primo
vicepresidente donna, l'onorevole Foti, il primo vicepresidente
dell'Assemblea, non ricordo altri ruoli, una donna con un ruolo
così prestigioso all'interno dell'Ufficio di Presidenza
dell'Assemblea. C'è l'assessore Grasso, naturalmente, qui con noi,
tutte donne che hanno conquistato le loro posizioni politiche per
meriti.
Oggi se questa norma dovesse avere valore giuridico, a cominciare
da oggi, cosa che non sarà così perché comunque è stato votato
l'emendamento 1.2 e sarà a valere dalla XVIII legislatura, ma se
paradossalmente dovesse valere oggi, si dovrebbero trovare ogni
sostituto di un assessore, per esempio, che viene a mancare per
dimissioni, per impossibilità di continuare la sua esperienza di
Governo e dovremmo limitare la scelta al Presidente della Regione
di scegliere tra un uomo o tra una donna e questo io lo ritengo,
signor Presidente, anacronistico.
Noi stiamo arrivando alla parità di genere politico con il sudore
di tante donne che ci stanno mettendo la faccia, passione e tanta
dedizione e, a volte, spesso dimostrano, spesso, più delle volte,
dimostrano di essere migliori degli uomini però non credo che sia
questo il sistema, signor Presidente.
Io ho presentato un emendamento, naturalmente l'emendamento
tendeva a valutare la possibilità di fare iniziare tutto dalla
successiva legislatura soprattutto quello successivo, ora non ha
più senso parlare però ritengo che questo sia, come giustamente ha
detto Lei, materia elettorale e non di attuazione dello Statuto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Luca ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 66-
143 bis/A
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
rispondere al collega Aricò che, d'altra parte, non vale da oggi
quindi il problema di turbamento dell'equilibrio di questo Governo
non si pone quindi non credo che debba neppure essere usato come
elemento e come strumento di discussione in questa Aula.
Io sono d'accordo con il fatto che le donne è bene che si
conquistino i loro seggi per meriti loro. La preferenza unica nel
nostro sistema regionale è un punto di merito e chi arriva in
questo Parlamento ci arriva sudandosi la preferenza come gli
uomini, esattamente allo stesso modo, e questo è un fatto che
invece non accade nei consigli comunali dove la doppia preferenza,
onorevole Cracolici, non ha sempre prodotto cose positive, è vero.
Da un lato abbiamo avuto il merito di avere portato le componenti
femminili in consiglio comunale quando prima alle donne era
praticamente precluso il consiglio comunale di qualunque paese, di
qualunque città, ma non sempre questa norma funziona.
Dobbiamo distinguere i due livelli, Presidente Micciché, una cosa
è la doppia preferenza nel sistema elettivo - che io non
incoraggerei per questo Parlamento - altra cosa è la presenza in
Giunta.
Il disegno di legge che ci arriva in Aula già prevede di passare
ad un terzo. Quindi, siamo arrivati a quattro Assessori su dodici
donne. Non è così difficile e neppure così catastrofico pensare che
da quattro si passi a 6. Qual è il ragionamento che deve condurci?
Stiamo dicendo che il seggio e la rappresentanza, la
rappresentanza di un territorio, nel nostro caso di una provincia,
la si conquista sul territorio con la preferenza.
Poi qui si fa una scelta di tipo politico, ed io non posso
minimamente, non voglio immaginare che in un Governo non si
riescano a trovare, signor Presidente, sei uomini bravi e sei donne
brave.
E' molto più semplice fare questo, ed è chiaramente un segnale, è
un gesto, una scelta, è un messaggio che si manda all'intera
Nazione, all'Europa, sarà un gesto contestabile piuttosto che no,
di civiltà piuttosto che no - ognuno lo vede come vuole - ma è un
segnale
Altra cosa è, e non va confuso, l'elezione dell'Assemblea.
Noi siamo assolutamente favorevoli a questo emendamento anche
perché va incontro a quello che ha fatto la Commissione che sotto
questo profilo è stata antesignana.
PRESIDENTE. La Commissione prevede che ci sia un terzo di donne
nella Giunta - cosa che fino ad oggi non c'era - quattro donne.
Ritengo personalmente che l'obbligare al 50 per cento è veramente
pura demagogia - lo dico con molta sincerità perché è quello che
penso - ovviamente lo metterò in votazione non è perché la penso
diversamente posso evitare questo.
Vi dico che se in questo Parlamento, attraverso una legge, che
garantisce tranquillamente il voto alle donne, se questo Parlamento
avesse il 50 per cento delle donne - come dire - pretenderei che ci
fosse il 50 per cento delle donne anche nell'elezione.
Non riesco a capire, trasportiamo le leggi del consiglio comunale
anche qui.
Facciamo in modo che per ogni uomo eletto ci deve essere una donna
eletta, è questo quello che state chiedendo
Il fatto della parità esiste già Le pari opportunità, può essere
preso ad Assessore un uomo come una donna E' una scelta
assolutamente libera.
Anzi, per quanto riguarda la composizione del Parlamento è
obbligatorio che ci sia l'alternanza uomo-donna e almeno un terzo
devono essere donne nelle liste.
Però cosa succede? Onorevole Cracolici, l'ho già detto prima, sto
facendo un discorso di principio, prescindo dalla legge elettorale
o dalla legge statutaria.
Nella legge elettorale prevediamo correttamente il 50 per cento
nel listino di donne e un terzo delle liste provinciali donne. Come
dire? Poi la gente vota e decide di votare non per il nome sia
Mario o Maria ma per la persona di cui ha fiducia.
La stessa cosa deve potere succedere ad un Presidente della
Regione che deve avere possibilità di scegliere gli Assessori fra
le persone di cui ha fiducia e non perché sono donne o uomini
perché diversamente, se fosse così, dovremmo costringere anche
l'elettore a votare un uomo e una donna e non soltanto un uomo. Non
so se è chiaro.
Nel momento in cui costringiamo solo il Presidente della Regione a
dovere scegliere tanti uomini quante donne, perché all'elettorato
non lo chiediamo?
Chiediamo di votare per il migliore o per quello che lui ritiene
essere la migliore o il migliore.
Tant'è che oggi c'è un Parlamento con tante donne, ma certamente
non il 50 per cento. Perché dovremmo costringere un Presidente
della Regione a scegliere il 50% dei suoi assessori donne, perché
donne non perché brave, perché donne? Signori miei, questo è un
dibattito che ci porterà allo sfascio, perché questa è demagogia
pura, scusate se ve lo dico
Già la commissione ha previsto 1/3, non basta, ora votiamo, ha
previsto 1/3 di donne. Evviva Dio E' 1/3 non di donne, è 1/3 di
genere, uomo o donna che sia, perché si abbia la garanzia che siano
rappresentati tutti. Ma l'obbligare un Presidente della Regione a
scegliere un assessore, non perché è bravo, ma perché donna, io lo
ritengo, veramente, una cosa di retroguardia. La ritengo una cosa
vecchia, proprio mentalmente. Siamo nel 2020 Ancora discutiamo di
parità tra uomo e donna
Ma scusate, ma veramente, io non so, parità tra uomo e donna è
assolutamente garantita, assolutamente certa. Non ne dobbiamo
discutere ancora in questo Parlamento.
Onorevole Cracolici, lei viene votato come viene votata la signora
Grasso, esattamente nella stessa maniera, o la signora Lo Curto.
Non c'è alcuno che obbliga qualcuno a votare Lo Curto o a votare
Grasso invece che Cracolici, perché avete la pari opportunità della
candidatura, poi, ognuno vota per quello che vuole.
Esiste già, voglio dire, io non ho, lo dico perché lo devo dire,
perché sento di doverla dire la mia opinione, è quella che è. E,
purtroppo, devo dire che sono preoccupato per il livello di
demagogia che ogni tanto si fa per ottenere qualche risultato.
Onorevole Cracolici, lo dico esattamente come lei dice il
contrario. Io dico questo
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, e poi passiamo alle votazioni.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)
PRESIDENTE. Non ho capito niente, onorevole Lo Curto. Lasci
parlare l'onorevole Catalfamo.
CATALFAMO. Signor Presidente, io sono meravigliato del fatto che
si sia arrivati a presentare questo emendamento, perché lo trovo
offensivo nei confronti delle donne e le prime a non doverlo votare
dovrebbero essere le donne. Perché è un emendamento che esclude che
la giunta possa essere fatta tutta da donne, perché se le donne
hanno merito, possono essere nominate tutte le donne.
Una cosa è garantire 1/3 per genere, una cosa è imporre la metà
delle donne. Le prime a dovere essere offese dovrebbero essere le
donne.
Per quanto mi riguarda, non voterò mai un emendamento del genere.
Per fatto personale
CRACOLICI. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Un minuto, però, e poi votiamo.
Non mi risulta d'averla offesa, però prego onorevole Cracolici,
vada a parlare. Onorevole Cracolici vada a fare il suo intervento.
CRACOLICI. Sono stato attaccato dal Presidente.
PRESIDENTE. Non mi risulta di averla attaccata.
CRACOLICI. Signor Presidente, io volevo soltanto ricordare una
cosa, che la legge elettorale con cui votiamo non è stata una
gentile concessione della politica siciliana. I siciliani con un
referendum hanno bocciato le indicazioni, a partire dal suo
partito, di cui lei era segretario regionale. Ha dato indicazioni
di bocciare quella legge ed i siciliani hanno votato al contrario.
Non faccio, quindi, demagogia.
Grazie alle leggi che hanno consentito alle donne di accedere in
Parlamento, oggi ci sono più donne, anche quelle che oggi dicono
che le donne sono garantite. Se non ci fossero state quelle leggi,
dalla legge elettorale siciliana, che ha consentito ai listini di
avere metà delle donne ed alcune parlamentari sono elette, qui in
Sicilia, grazie al listino, noi non avremmo avuto quell'effetto.
La legge elettorale sui comuni, grazie alla doppia rappresentanza
di genere, ha consentito di portare tante donne nei consigli
comunali. La demagogia, quindi, l'ha fatta lei, non io.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, proprio il fatto che il mio
partito avesse deciso contro quel referendum e, invece, quel
referendum ha vinto, vuol dire che se si vuole votare donna, la si
può votare, non c'è bisogno di essere obbligati a farlo.
bis/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 66-
143 bis/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Stiamo votando per appello nominale, chi vota a favore vota a
favore di sei donne in Parlamento, chi vota rosso vota a favore di
quattro donne in Giunta. Siamo in votazione onorevole Lo Curto, se
vuole votare vota, se no non vota, non so che dirle.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 53
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 10
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.4 che è precluso, l'emendamento 3.2
prevede il 50% di limite degli assessori esterni non obbligatori il
50%?
Il parere della Commissione.
AMATA, Presidente della Commissione e relatore. Presidente, anche
su questo emendamento il parere della Commissione è contrario, in
quanto non possiamo imporre ad un Presidente della Regione, che
viene eletto con voto popolare, quindi con votazione diretta, di
dover stabilire a priori chi deve scegliere ad aiutarlo per portare
avanti quell'azione di Governo che, ripeto, è stata votata dal
popolo.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, siamo già in votazione però, avevo già
chiesto i pareri.
LUPO. Allora Presidente, l'emendamento 3.2 per dichiarazione di
voto se preferisce, con questo emendamento noi chiediamo che non
più del 50% della Giunta..
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei è Vicepresidente di quest'Aula
la prego onorevole Cracolici lei non sarà mai Vicepresidente dei
quest'Aula. Prego, onorevole Lupo.
LUPO. Con l'emendamento noi chiediamo che la legge di cui
discutiamo preveda che non più del 50% della Giunta possa essere
composta da assessori non deputati, per un motivo molto semplice.
c'è già l'elezione diretta del Presidente della Regione, così
come l'elezione diretta del Parlamento. Allora, io credo che è
giusto che il Presidente della Regione della prossima legislatura,
che non sappiamo ovviamente chi sarà, nel formare la Giunta, tenga
conto dell'esigenza almeno di mettere in Giunta un 50% di deputati
rispetto ai dodici che deve andare a nominare, perché credo sia
utile avere un rapporto tra Giunta ed Assemblea, e questo riguarda
sia i deputati che possono andare in Giunta, che il tema delle
donne.
Perché voglio ricordare a tutti che noi abbiamo sedici deputate
donna ma, purtroppo, una sola deputata donna è componente della
Giunta, quindi, è chiaro che c'è in questo caso una discriminazione
assurda, perché non c'è neppure un rapporto tra la rappresentanza
femminile in Aula e la rappresentanza femminile in Giunta. Quindi
io credo che questo principio della rappresentanza della formazione
dell'Aula deve ispirare la formazione della Giunta, sia con
riferimento al tema donne - ma, ahimè, abbiamo perso la battaglia,
ma la riproporremo presto - che con riferimento all'esigenza di
avere in Giunta almeno un 50% di deputati.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace ma
per carità il confronto ed il dibattito è sempre motivo per potersi
arricchire per poter crescere. Ma questa norma è stata ampiamente
dibattuta in Commissione, e ciò che ha detto la Presidente della
Commissione corrisponde al parere che abbiamo chiesto, alla
discussione e ai confronti, a tratti animati, che in Commissione ci
sono stati.
Dico, è legittima la nostra spiegazione, non so se questo
emendamento si possa ritenere, forse, anche ammissibile, perché
come possiamo intervenire a gamba tesa nei confronti di un soggetto
democraticamente eletto dal popolo e che, quindi, ha una
legittimazione dal popolo, e di conseguenza una propria autonomia.
Questo per sottoscrivere le parole, e il nostro parere contrario.
PRESIDENTE. Per il suo intervento sto chiedendo notizie agli
Uffici, su quello che lei ha detto, vediamo se è così.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
Commissione ha lungamente dibattuto su questo problema, perché se
l'è posto. Il problema è che gli Uffici ci hanno detto che
tecnicamente la legge non può entrare dentro i poteri statutari che
lo Statuto riconosce al Presidente della Regione nel conferimento
delle deleghe. Non possiamo stabilire noi quali componenti della
Giunta debbono essere deputati e quali no, perché è un potere che
discende direttamente dallo Statuto, e noi non possiamo modificarlo
attraverso una legge della Regione che ne codifica sostanzialmente
i comportamenti, per cui la Commissione dovrebbe ritenere questo
emendamento, ma questa è sua potestà, Presidente, addirittura
inammissibile, perché sarebbe incostituzionale
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Presentazione del programma di governo all'Assemblea
regionale.
1. Il Presidente della Regione, in un'apposita seduta
dell'Assemblea regionale siciliana, da tenersi nei quindici giorni
successivi all'insediamento dell'Ufficio di Presidenza di
quest'ultima, presenta all'Assemblea regionale il programma di
governo. Nel programma sono individuati gli obiettivi strategici,
gli strumenti e i tempi di realizzazione dello stesso.
2. Annualmente il Presidente della Regione presenta all'Assemblea
regionale una relazione sull'attuazione del programma, nonché
sull'attuazione delle leggi e degli atti di indirizzo approvati
dall'Assemblea?».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Dichiarazioni programmatiche degli Assessori alle
Commissioni permanenti
1. Ciascun Assessore, nei trenta giorni successivi alla
presentazione in Assemblea del programma di governo, presenta alle
competenti Commissioni permanenti le dichiarazioni programmatiche
relative ai singoli rami dell'Amministrazione. Nelle dichiarazioni
programmatiche sono individuati gli obiettivi strategici, gli
strumenti e i tempi di realizzazione.
2. Annualmente ogni Assessore regionale presenta alla Commissione
competente una relazione sull'attuazione degli obiettivi indicati
nelle dichiarazioni programmatiche, nonché sull'attuazione delle
leggi e degli atti di indirizzo approvati dalla Commissione.
3. Ove l'Assessore venga sostituito per qualunque causa, il nuovo
Assessore è tenuto a presentare in Commissione le dichiarazioni di
cui al comma 1 entro trenta giorni dal proprio insediamento».
Onorevoli colleghi, è stato presentato dall'onorevole Aricò, un
emendamento soppressivo dell'articolo. Onorevole Aricò, lo mantiene
o lo ritira?
ARICO'. Lo mantengo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono
sorpreso che il Gruppo Diventerà Bellissima presenti un emendamento
soppressivo dell'articolo 5, che invece io credo sia un articolo
che prevede correttamente che gli assessori nominati in Giunta
illustrino il proprio programma alla Commissione competente. Cosa
c'è di sbagliato? Io vorrei ricordare che stiamo approvando una
legge che regola i rapporti fra il Parlamento e il Governo, ora,
poc'anzi abbiamo ritirato un emendamento perché ci è sembrato
convincente il ragionamento.
PRESIDENTE. L'emendamento soppressivo dell'onorevole Aricò è stato
ritirato.
LUPO. Va bene.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Aspettate, sull'articolo 5 c'è un emendamento tecnico?
AMATA, presidente della Commissione e relatore. Si sull'articolo 5
c'è un emendamento che abbiamo presentato come Commissione, ma è
assolutamente di natura lessicale niente di più.
PRESIDENTE. Allora alla parola relativi c'è da aggiungere
concernenti .
È approvato così, quindi è votato l'articolo 5.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Variazione della composizione della Giunta e della
preposizione degli Assessori.
1. Il Presidente della Regione dà tempestiva comunicazione
all'Assemblea regionale di ogni variazione della composizione della
Giunta nonché della preposizione degli Assessori e ne riferisce
all'Assemblea in apposita seduta».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Termine per la nomina dei nuovi Assessori.
In caso di dimissioni, impedimento permanente e in tutte le altre
ipotesi in cui un Assessorato rimanga vacante, il Presidente della
Regione, al fine di assicurare il buon andamento
dell'Amministrazione regionale, provvede alla nomina del nuovo
Assessore con proprio decreto entro i successivi 15 giorni».
Si passa all'emendamento soppressivo, dell'onorevole Arico'.
Centottanta giorni sono sei mesi?
C'è questo emendamento della Commissione, il 7.5 che prevede che
entro 180 giorni .. , onorevole Cracolici.
Un piccolo appunto alla Commissione: Non potete cambiare
emendamento ogni tre minuti Una volta che lo cambiate, almeno
avvertite prima e ci fermiamo .
Onorevole Amata, avete cambiato di nuovo i giorni?
E' il terzo numero che abbiamo nel giro di quattro minuti. Prenda
la parola, dichiari quella che vuole essere la volontà della
Commissione, era stata di 15 giorni. Ora lo volete portare a 30.
AMATA, presidente della Commissione e relatore. Lo vogliamo
portare a 30 per arrivare anche ad un accordo con altri emendamenti
che prevedevano un tempo eccessivo.
PRESIDENTE. Onorevole Amata, il 7.5 è ritirato?
AMATA, presidente della Commissione e relatore. Sì.
PRESIDENTE. Rimane il 7.5R che prevede di trasformare 15 in 30.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono preclusi.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è per una
riflessione. Quest'articolo, di fatto, non comprime i poteri del
Presidente? E, di fatto, non va contro lo Statuto? Lo chiedo agli
Uffici.
PRESIDENTE. Mi posso permettere? E' un emendamento perfettamente
inutile perché nel momento in cui manca l'assessore il Presidente
della Regione prende l'interim. Per cui l'assessore esiste già,
perché c'è un interim. Sono cose nate così, dal piacere di
scrivere. Ma non c'è problema. Ormai è stato approvato e, quindi,
andiamo avanti.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Mozione di sfiducia
1. L'Assemblea regionale può esprimere la sfiducia nei confronti
del Presidente della Regione mediante mozione motivata sottoscritta
da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata, per appello
nominale, a maggioranza assoluta. La mozione è posta in votazione
non prima di tre giorni e non oltre venti giorni dalla
presentazione.
2. L'approvazione della mozione comporta l'obbligo di dimissioni
del Presidente della Regione e degli Assessori regionali e lo
scioglimento dell'Assemblea regionale».
All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento 8.1.
ARICO'. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.2, dell'onorevole Lupo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo a lei in
particolare, con riferimento all'articolo 8, perché io credo che
dobbiamo evitare di approvare leggi che in realtà riguardano
materie che devono essere normate dal Regolamento interno
dell'Assemblea.
Mi riferisco, in particolare, alla presentazione della mozione di
sfiducia in questo caso.
Il Parlamento in questo si autoregolamenta, stabilendo che una
mozione debba essere sottoscritta da uno, due, tre, quattro, cinque
deputati. Non ha senso.
Io difendo con tutte le mie forze l'autonomia del Parlamento
regionale che, in attuazione dell'articolo 4, si autoregolamenta,
così come il Regolamento oggi prevede quanti deputati devono
sottoscrivere la mozione di sfiducia.
Approvare una legge è un controsenso, è un assurdo giuridico e,
soprattutto
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, le do ragione, e stralcio questo
articolo che non è ammissibile.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lo sistemiamo, eventualmente dal Regolamento. Domani
c'è riunione della Commissione Regolamento, e prendiamo atto di
questa questo lo sistemiamo domani.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, ma non posso considerare emendamenti ad un
articolo che ho stralciato perché considero inammissibile.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Censura al singolo Assessore
1. L'Assemblea regionale può esprimere censura nei confronti di
uno o più Assessori mediante una mozione motivata e approvata a
maggioranza assoluta dei componenti.
2. Il Presidente della Regione comunica entro quindici giorni
all'Assemblea regionale le proprie decisioni conseguenti
all'approvazione della censura, motivando le ragioni della
eventuale mancata rimozione».
C'è un emendamento dell'onorevole Lupo, al primo comma. Guardate,
io anche questo articolo stralcio, perché non ha senso neanche
questo.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Cessazione del mandato di Presidente della Regione
1. Le dimissioni del Presidente della Regione sono presentate al
Presidente dell'Assemblea regionale.
2. Il Presidente dell'Assemblea regionale, con proprio decreto da
pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana,
dichiara l'avvenuta presentazione delle dimissioni, la decadenza,
l'impedimento permanente o la morte del Presidente della Regione
ovvero l'approvazione di una mozione di sfiducia ed il conseguente
scioglimento dell'Assemblea regionale.
3. Nel caso di dimissioni del Presidente della Regione, il decreto
di cui al comma 2 è emanato entro cinque giorni dalla presentazione
delle dimissioni.
4. Nel caso di decadenza o di impedimento permanente del
Presidente della Regione, il decreto di cui al comma 2 è emanato
entro cinque giorni dalla comunicazione di decadenza all'Assemblea
regionale o dall'accertamento dell'impedimento permanente.
5. Nel caso di morte del Presidente della Regione, il decreto di
cui al comma 2 è emanato entro cinque giorni dall'effettiva
conoscenza dell'evento.
6. Nel caso di approvazione di una mozione di sfiducia nei
confronti del Presidente della Regione, il decreto di cui al comma
2 è emanato entro cinque giorni dalla data di approvazione della
mozione medesima.
7. Nel caso di dimissioni, decadenza, impedimento permanente,
morte ovvero di approvazione di una mozione di sfiducia nei
confronti del Presidente della Regione, entro quindici giorni dalla
pubblicazione del decreto di cui al comma 2, sono indette nuove
elezioni per il rinnovo dell'Assemblea regionale e del Presidente
della Regione, da tenersi comunque entro tre mesi dall'evento. In
tali ipotesi, le funzioni di Presidente della Regione sono assunte,
nei limiti dell'ordinaria amministrazione, dal Vicepresidente o, in
mancanza, dall'Assessore più anziano per età, sino all'insediamento
del nuovo Presidente della Regione.
8. L'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea regionale accerta la
natura permanente dell'impedimento del Presidente della Regione».
CAPPELLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io lo stralcio ,
dico, posso anche accettarlo. E' una sua prerogativa, ci
mancherebbe. Però, attualmente, una norma anche regolamentare sulle
modalità di censura, e sulle conseguenze di una censura di un
assessore, noi non ce l'abbiamo. Quindi due sono i punti. O noi lo
facciamo con legge, perché questo è lo scopo di questa norma
(Intervento fuori microfono)
CAPPELLO. Sì però, collega, non disciplina le modalità neanche
delle conseguenze stesse della censura al singolo assessore, tant'è
vero che si fa anche confusione, tra virgolette, parlo per me
stesso, tra mozione di sfiducia all'assessore e mozione di censura.
Allora o lei, Presidente, prende l'impegno di fronte alla
Commissione di regolamentarlo, o di porlo all'ordine del giorno
della Commissione Regolamento oppure, Presidente, lo dobbiamo
affrontare in questa sede perché, altrimenti, non abbiamo fatto
nulla.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Cappello, ha perfettamente ragione.
Cioè, io ritengo questa una norma che non va fatta per legge, ma va
fatta per regolamento e, quindi, come quella precedente, avendo
domani la Commissione Regolamento convocata, teniamo presente anche
di quest'articolo che io ho stralciato per inserirlo domani nel
Regolamento. Assolutamente favorevole alla sua richiesta e alla sua
posizione.
All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento 10.1, a firma
degli onorevoli Lupo ed altri. Il parere della Commissione?
(Un deputato, dal posto, chiede di parlare)
PRESIDENTE. Su questo articolo? Allora, aspetti un attimo che
stiamo votando. Sentiamo prima il parere della Commissione , perché
se è favorevole, non c'è bisogno di illustrarlo.
AMATA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
C'è un altro emendamento, il 10.2, a firma della Commissione. E'
soltanto un fatto tecnico, per me non ci sono problemi e quindi lo
possiamo approvare. A questo punto pongo in votazione l'articolo
10, come emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Autoscioglimento dell'Assemblea
1. Le contemporanee dimissioni della maggioranza assoluta dei
componenti dell'Assemblea regionale siciliana sono presentate al
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana e ne determinano lo
scioglimento anticipato con conseguente conclusione della
legislatura secondo le modalità di cui al presente articolo.
2. Le dimissioni sono contemporanee quando, mediante
sottoscrizione di medesimo atto, sono presentate congiuntamente da
almeno la metà più uno dei Deputati.
3. Le dimissioni si perfezionano e producono effetto al momento
della presentazione. La revoca delle dimissioni da parte dei
deputati che le hanno presentate non è ammessa sotto nessuna forma,
né con atto congiunto né con atti separati.
4. A partire dalla data in cui si perfezionano le dimissioni lo
scioglimento opera di diritto. Non è richiesta né consentita alcuna
votazione dell'Assemblea.
5. Il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana dà immediata
comunicazione dell'avvenuto scioglimento al Presidente della
Regione e a tutti i Deputati. A seguito di tale comunicazione può
svolgersi un dibattito in un'apposita seduta convocata in via
straordinaria ai sensi dell'articolo 11 dello Statuto della
Regione.
6. Quando si verifica l'autoscioglimento dell'Assemblea regionale
siciliana per le contemporanee dimissioni della maggioranza
assoluta non trovano applicazione le norme che regolano gli
ordinari casi di dimissioni di un deputato e l'insediamento del
subentrante.
7. Il Presidente della Regione, entro quindici giorni dalla
ricezione della comunicazione dell'avvenuto scioglimento da parte
del Presidente dell'Assemblea regionale, indìce le elezioni per il
rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana da tenersi entro tre
mesi dal termine di cui al comma 3».
Onorevoli colleghi, Autoscioglimento dell'Assemblea, non lo voglio
nemmeno considerare possibile. Per cui lo stralcio; per cui io
stralcio il concetto di .no, lo so, stralcio il concetto; onorevole
Cracolici, vorrei stralciare il concetto di scioglimento
dell'Assemblea.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego.
CRACOLICI. Presidente, credo che questa norma sia stata presa -
diciamo - per analogia a quanto previsto per l'autoscioglimento dei
comuni, e si fa riferimento ad un'espressione che giuridicamente è
dubbia. Che significa le dimissione congiuntamente? Allora,
dobbiamo intenderci il concetto di congiuntamente, se è un fatto
dichiarativo o se è un fatto temporale, perché se è un fatto
dichiarativo le dimissioni devono avvenire tutte insieme, quindi in
un unico atto, e questo modifica, come dire, la prerogativa
soggettiva dell'istituto delle dimissioni. Se è un fatto temporale
dobbiamo stabilire.
PRESIDENTE. Scusi, ma già gli Uffici avevano preparato un
emendamento, proprio perché non si può scrivere congiuntamente.
CRACOLICI. Va bene.
PRESIDENTE. Quindi
CRACOLICI. E l'emendamento che dice?
PRESIDENTE. Come? L'emendamento è stato presentato è l'11.3 che
elimina la parola congiuntamente'.
CRACOLICI. No, ma al di là se la eliminiamo, lo dobbiamo normare.
Cioè il tema è
PRESIDENTE. Certo, infatti qua dice che al comma 2 la parola
congiuntamente' è cassata e, dopo le parole medesimo atto' si
aggiunge e a pena di ricevibilità', che significa? Questo, quindi
CRACOLICI. No, non ho capito niente.
PRESIDENTE. Nemmeno io. Rileggendolo tutto come verrebbe? Sono
presentate
CRACOLICI. No, ma sul fatto temporale, cioè
PRESIDENTE. Che scrivono gli Uffici nell'emendamento, di fatto
della Commissione, è che deve essere presentato un documento con
37 .
CRACOLICI. E, però questo attenzione, perché l'istituto delle
dimissioni è un atto soggettivo, l'atto collettivo è un'altra ..
PRESIDENTE. Fa un documento a cui si allegano le dimissioni, ma il
documento deve essere unico.
CRACOLICI. Certo, però tu puoi farle anche in tempi diversi. Cioè,
c'è un documento che poi un deputato sottoscrive entro X date, ecco
era questo il concetto che volevo mettere.
PRESIDENTE. Allora, a quel punto, scusi onorevole Cracolici,
quando ci sono le 37 accettazioni si presenta
CRACOLICI. E, ma lo dobbiamo normare, quindi, mi creda Presidente,
se noi non lo normiamo abbiamo contenziosi
PRESIDENTE. Assolutamente d'accordo, tant'è che quello che
scrivono
CRACOLICI. Quindi entro 8 giorni dal deposito di un atto di
dimissioni dei deputati, va congiuntamente sottoscritto, ma un
termine va fissato, altrimenti se uno non è in Aula e non dichiara
le dimissioni, la Segreteria generale li può respingere se viene
mezzora dopo. Non so se è chiaro, al di là delle persone che oggi
ci sono.
PRESIDENTE. Allora, sono assolutamente d'accordo con quello che
lei sta dicendo, quindi se per favore onorevole presidente della
Commissione, se lo possiamo riscrivere meglio, se lo riguardate un
attimo e lo possiamo riscrivere così come cioè ci deve essere un
documento che scrive che 37 persone, con allegate 37 dimissioni, ma
il documento deve essere unico, e deve essere presentato nel
momento in cui si hanno le 37 dimissioni in mano.
Quindi, la dimissione rimane, le dimissioni rimangono un fatto
soggettivo quindi devono essere singolarmente presentate, ma poi ci
deve essere un documento unico che comunica al Presidente
dell'Assemblea che ci sono 37 deputati che hanno presentato le
dimissioni, e in quel momento decade.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego onorevole Aricò. E' chiaro il
concetto? Scusate, allora, siccome il concetto è chiaro, io
accantono un attimo l'articolo 11 in modo che lo possiate
riscrivere meglio, e intanto vado avanti.
ARICO'. Vorrei aiutare a scrivere anche un emendamento in tal
senso agli Uffici, perché nel momento in cui il singolo deputato
dovesse presentare le proprie dimissioni, e lei giustamente dice
dovrebbero essere poi fatte, presentate in un unico documento con
allegate almeno 36 dimissioni.
Nel momento in cui ho consegnato queste mie dimissioni, e non le
consegnerò alla Segreteria generale, ma lo consegnerò forse al
promotore delle dimissioni della maggioranza dei componenti, il
deputato avrà ancora diritto a ritirare le proprie dimissioni,
perché le dimissioni si perfezionano nel momento in cui vengono
presentate contemporaneamente 36 o no? O potrà essere un'arma di
ricatto politico dire
PRESIDENTE. Chiedo scusa, le dimissioni sono sempre
ARICO'. No, perché politicamente
PRESIDENTE. Glielo sto dicendo. Le dimissioni sono sempre
revocabili finché non accettate, per cui finché
ARICO'. E allora, Presidente, poniamo il caso che, le dimissioni
come giustamente dice lei, invece avevo letto che si perfezionano
nel momento in cui vengono consegnate, tutte e 36, ma nel momento
in cui, Presidente, si possono presentare le dimissioni e revocarle
in un momento successivo, a quel punto diventa un'arma di ricatto
(Intervento fuori microfono)
ARICO' Ma il Presidente ha detto una cosa diversa, che può essere
revocata
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Aricò, le posso chiedere una
cortesia? Si sta scrivendo questo articolo; riscriviamolo, perché
ci sono problemi non solo di questo tipo, anche di altri. Per cui,
riscriviamolo serenamente e poi ne parliamo dopo.
Si passa all'articolo 12, ne do lettura:
«Articolo 12.
Prorogatio del Governo regionale
1. Nei casi di scioglimento dell'Assemblea regionale per
conclusione della legislatura, per dimissioni, approvazione di una
mozione di sfiducia, decadenza, impedimento permanente, morte del
Presidente della Regione ovvero per dimissioni contestuali della
maggioranza dei deputati regionali, il Governo regionale provvede
soltanto agli atti di ordinaria amministrazione fino alla
proclamazione del nuovo Presidente della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13.
Annullamento integrale delle elezioni
1. Qualora le elezioni siano integralmente annullate, l'Assemblea
regionale ed il Governo regionale provvedono soltanto agli atti
indifferibili e urgenti fino all'insediamento della nuova Assemblea
regionale e del nuovo Presidente della Regione. Entro quindici
giorni dal passaggio in giudicato del provvedimento che annulla le
elezioni, il Presidente della Regione indìce nuove elezioni da
tenersi entro i successivi tre mesi».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14.
Trasmissione e pubblicità
1. I decreti di costituzione del Governo regionale, tutti i
decreti di nomina e revoca degli Assessori e gli atti con i quali
gli Assessori rassegnano le dimissioni sono trasmessi all'Assemblea
regionale siciliana».
Si passa all'emendamento 14.1, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri. Onorevole Lupo, devono essere trasmessi prima che io ne dia
comunicazione in Aula, possiamo aggiungere e il Presidente che ne
dà comunicazione in Aula ; però, che la Regione lo debba mandare,
sennò non potrei saperlo mai. E' già così, quindi sono d'accordo.
L'emendamento Lupo è assolutamente approvabile; quindi, approvato
l'emendamento, di fatto è approvato l'articolo 14, così come
modificato dall'emendamento.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15.
Sospensione del Presidente della Regione
1. Nel caso di sospensione del Presidente della Regione, ai sensi
dell'articolo 8 del D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 e s.m.i., le
funzioni di Presidente della Regione sono assunte dal
Vicepresidente».
All'articolo 15 è stato presentato, dalla Commissione,
l'emendamento 15.1 alla fine aggiungere Cioè che significa? E
lo stesso è scritto Ai sensi dell'articolo 9 dello Statuto , cioè
un chiarimento, e va bene.
Non sorgendo osservazioni, l'articolo 15 è approvato.
L'articolo 16 è stralciato.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A1, degli onorevole Amata e
Catalfamo. Chiedevo se era il caso di inserirlo in questa legge,
però è una legge statutaria e tutto sommato si può inserire.
Pertanto, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17.
Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14
1. La presente legge è inserita nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana, distintamente dalle altre leggi, senza numero
d'ordine e senza formula di promulgazione, ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14».
Lo pongo in votazione.
(L'articolo risulta approvato)
Dobbiamo aspettare la riscrittura dell'articolo 11, ma per il voto
finale a meno che, come dire, non abbiamo più o meno la certezza
che siamo tutti favorevoli, siamo al limite dei 36, quindi se ci
sono voti astenuti o contrari, sarebbe un peccato. Per cui, o la
rimandiamo a domani oppure facciamo una riunione dei Capigruppo un
secondo, se mi confermate che la votiamo tutti, la faccio votare
oggi. No, allora va bene, ed allora poi il voto finale lo
rimandiamo a domani, aspettiamo soltanto due minuti la riscrittura
dell'articolo 11.
Allora, onorevoli colleghi, siccome si perde ancora tempo con
questo emendamento, lo fate con calma e lo valutiamo domani e
domani votiamo l'articolo 11 e il disegno di legge nel suo
complesso.
Se mi posso permettere, onorevoli colleghi, noi almeno due giorni
dobbiamo lavorare. Non è che dobbiamo lavorare un giorno soltanto
Per cui, domani mi sembra assolutamente corretto. Per cui, io
convoco sia per questa che poi che altro c'è domani? Ci sono altre
cose da vedere? No, ed allora, scusate, se è a solo per questo voto
effettivamente diventa... No, non è tanto è il voto finale che non
si può fare, quindi per una votazione soltanto non convoco domani,
ecco questa è la
(Brusio in Aula)
Onorevoli colleghi, chiedo scusa se mi date una attimo di
attenzione. Onorevole Zito, chiedo scusa, se prestate un attimo
attenzione. Là in fondo, onorevoli colleghi, un minuto, ascoltate
quello che devo dire. Ascoltate un attimo quello che devo dire? Un
attimo solo, grazie.
Discussione del disegno di legge Disposizioni per l'accelerazione
dei procedimenti amministrativi e per la realizzazione di
interventi infrastrutturali urgenti. (n. 733/A Stralcio I COMM
bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, un attimo di
attenzione, anche il Governo. Oggi, in I Commissione, è stata
votata la norma cosiddetta di semplificazione . Se voi siete
favorevoli, altrimenti non ho difficoltà, tanto io sono qui a
Palermo e posso venire anche soltanto io per incardinarla, ma se
voi siete disponibili a farlo, e credo che sia buona cosa che si
faccia, io la incardino e ve la faccio arrivare, al massimo entro
domani il testo via e-mail in modo che voi lo abbiate tutti per
potere presentare gli emendamenti e diamo tempo per gli emendamenti
fino a lunedì prossimo in modo che da martedì prossimo votiamo,
facciamo il voto finale di questa e se non c'è altro possiamo
cominciare a discutere. Però, alle ore 15.00 facciamo atti
ispettivi, se il Governo è favorevole, ma penso di sì, io sto
parlando di martedì. Se i colleghi sono d'accordo, domani non
convoco proprio; chiudiamo oggi con l'incardinamento del disegno di
legge che è stato approvato in I Commissione, diamo tempo fino a
lunedì, alle ore 13.00, per gli emendamenti. Martedì - poi mi dite
sì o no, intanto dico il tutto - alle ore 15.00 atti ispettivi ed
il Governo ci farà sapere velocemente su che cosa e poi dalle ore
16.00 facciamo la votazione finale di questo disegno di legge ed il
successivo che dovrebbe essere quello della I Commissione. Martedì
la votazione finale.
(Intervento fuori microfono)
No, per domani? Perché no? Perché dice Però, in questa
Commissione Regolamento ci sono troppe cose da inserire per cui
vorrei evitare di sconvocarla per domani.
Ed allora, se siete tutti d'accordo, rimane così stabilito.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CAPPELLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, stamattina abbiamo
terminato, come Commissione Sanità , le audizioni che avevamo
richiesto e che il Presidente ci ha accordato, la settimana scorsa
dell'assessore Razza ed oggi dell'assessore Armao, in merito alle
nomine di quei dirigenti che, nominati da questo Governo, per fatti
delittuosi si trovano oggi sottoposti a procedimento penale.
Oggi, caro Presidente, l'assessore Armao ci ha riferito che non
appena giunto in Assessorato al Bilancio pensò immediatamente di
rimuovere l'avvocato Damiani perché quest'ultimo gestiva la CUC ed
era stato nominato a titolo gratuito e questa cosa,
sostanzialmente, lo fece molto insospettire tanto da rimuoverlo
dall'incarico che gli era stato affidato fin dal principio, cioè
fin dal momento della costituzione della Centrale Unica di
Committenza.
Quindi, da questo dibattito che si è svolto in due settimane e che
le cronache - dicono - abbia coinvolto anche lei, nel senso che sia
stato tirato in ballo, apprendiamo che da un lato vi è il
Vicepresidente della Regione che rimuove il capo della Centrale
Unica di Committenza perché non ci vedeva chiaro e dall'altro, poi,
abbiamo una Giunta di Governo che nomina la stessa identica persona
come direttore dell'ASP di Trapani.
Ora, signor Presidente, se noi abbiamo deciso di circoscrivere
questo dibattito della Commissione Sanità penso che commetteremo
un gravissimo errore. Se noi pensiamo che il Presidente della
Regione possa continuare ad esimersi dall'assumere tutta la
responsabilità politica che ha su queste persone che ha nominato, e
mi riferisco a Candela e a Damiani, credo che il convitato di
pietra, che ancora una volta non ci degna della sua presenza e
quindi continua a snobbare questo Parlamento, compia un grave
errore.
Allora, Presidente dell'Assemblea, siccome le informazioni che
abbiamo sono gravi, se non gravissime, io le chiedo, a nome del
Gruppo parlamentare di cui faccio parte, che si svolga un dibattito
sulle nomine in Sanità, che questo Parlamento venga coinvolto su
persone che oggi sono sottoposte a procedimento penale, perché il
Governo non può girarsi dall'altra parte, non può relegare questa
come una questione giornalistica, perché qua parliamo di
responsabilità politiche enormi, perché qua parliamo di un
fallimento di un sistema di prevenzione che vede la politica
sistematicamente inseguire la Magistratura che esercita il proprio
ruolo di repressione.
Questo Parlamento, caro Presidente, deve chiedere, ed ha il dovere
di chiedere, conto e ragione per queste nomine, conto e ragione per
una responsabilità che certamente è politica, ma che deve chiamare
il Presidente della Regione a rispondere di fronte a questo
Parlamento di scelte che oggi, purtroppo, purtroppo per lui, si
deve assumere la responsabilità.
Presidente, questo dibattito è fondamentale per la prosecuzione
dei nostri lavori. Va fatta un'operazione di chiarezza e di verità.
Noi, Presidente, lo pretendiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, con grande tranquillità, lei è
stato anche a lungo Capogruppo per cui sa quali sono le regole,
basta che alla prossima Conferenza dei Capigruppo il suo Partito o
anche altri propongano una giornata di dibattito su questo,
certamente nessuno si tirerà indietro per farla. Per cui, io credo
che una Conferenza dei Capigruppo potremmo immaginarla anche
martedì prossimo prima ancora di fare l'Aula, per cui con la
presenza del Governo che - diciamo - oggi viene preavvertito di
quello che sarà chiesto nella prossima Conferenza dei Capigruppo,
si troverà certamente d'accordo sul dibattito d'Aula che dobbiamo
fare. Non credo ci sia nessun problema in proposito.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Grazie, Presidente. In aggiunta a quanto detto
dall'onorevole Cappello, oggi l'assessore Armao in Commissione ha
anche detto di una perplessità avuta per una norma che noi abbiamo,
come Parlamento, votato in una nostra finanziaria, credo del 2019,
per quanto riguarda dei comandati che ci sono all'interno della CUC
e che - a suo modo di vedere - avevano messo in evidenza criticità.
Ecco, su questo oggi si è aperta un'altra parentesi. Soprattutto
in riferimento ad uno di questi comandati che viene dalla provincia
di Trapani e questa è la vicenda CUC in qualche maniera affrontata
oggi in Commissione con l'Assessore Armao.
PRESIDENTE. Mi fa capire un attimo questa cosa che ha detto?
LA ROCCA RUVOLO. Abbiamo votato una norma
PRESIDENTE. Che riguardava specificatamente la CUC?
LA ROCCA RUVOLO. Sì e in particolare due figure comandate che
avremmo stabilizzato.
PRESIDENTE. Ma per legge possiamo comandare due persone?
LA ROCCA RUVOLO. No, Presidente, queste persone sono - credo - dei
comandati, ma con questa norma che il Parlamento ha votato queste
persone venivano stabilizzate alla CUC. La considerazione che
poneva l'Assessore è circa la modalità e il fatto che queste
persone erano legate al direttore Damiani.
Altra cosa che volevamo comunicare a lei e al Parlamento è che
oggi la Commissione, così come da lei indicato, si è determinata
nel costituire una sottocommissione per potere valutare, visionare,
comprendere durante la fase Covid-19 cosa è accaduto nelle RSA,
nelle case di riposo per gli anziani che hanno anche rimesso in
termini di vite umane. Quindi, martedì formuleremo in modo
ufficiale la sottocommissione, come da lei invocata poco tempo fa
e oggi riproposta dai colleghi Cinque stelle.
PRESIDENTE. La sottocommissione della Commissione Sanità ?
LA ROCCA RUVOLO. Sì.
ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, sinceramente non capisco le
affermazioni dell'onorevole Cappello del Movimento Cinque Stelle
riguardo le responsabilità del Governo. Il Governo non si è mai
trincerato dietro un no comment, o comunque, ha sempre voluto
recarsi nelle Aule istituzionali per i naturali dibattiti.
Personalmente ho partecipato ad una riunione, ad un incontro della
Commissione Salute , nei giorni scorsi, in cui l'assessore Razza
ha risposto punto per punto. E non avrà alcun problema né il
Presidente Musumeci né l'Assessore Razza a rispondere del tema che
l'onorevole Cappello ha posto sulla CUC e su quello che è successo
nei giorni scorsi.
Però, voglio ricordare una cosa, Presidente, con estrema
chiarezza, che sicuramente è vero che le nomine dei direttori
generali delle aziende sono delle nomine che spettano, su proposta
dell'Assessore competente, dell'Assessore per la salute Razza,
spettavano alla Giunta di Governo, ma è anche vero che per la prima
volta e non si era mai verificato in tutti questi anni che fosse
una Commissione a valutare i titoli, i requisiti minimi necessari
per entrare in quella griglia ASP per ASP, Azienda per Azienda. Una
volta valutati i titoli, naturalmente, l'Assessore e la Giunta di
Governo hanno stabilito chi mandare.
Dopodiché, voglio ricordare a chi ci ascolta da casa e a tutti noi
che per i fatti che sono contestati ai due manager, sono fatti
contestati precedenti all'inizio di questa Legislatura, all'inizio
dell'incarico conferito al dott. Candela e al dott. Damiani.
Dopodiché, voglio ricordare sempre a chi ci ascolta da casa che
l'indomani dell'accaduto l'assessore Razza si è recato in
conferenza stampa, casualmente convocata il giorno prima per
discutere di altri temi, annunciando la revoca degli incarichi ai
due soggetti - atto non dovuto, Presidente e cari colleghi non era
dovuto, perchè avrebbe dovuto attendere anche una sentenza passata
in giudicato - ma lui ha parlato di un etica, di una morale in
politica e avendo letto parte delle trascrizioni o degli articoli
di giornale ha ritenuto revocare l'incarico ai due manager.
Quindi, ritengo che un problema di ordine morale non esista, che
il Presidente Musumeci probabilmente avrà altri difetti, ma proprio
questo non glielo possiamo addebitare sull'ordine della morale,
sull'etica politica e lo stesso vale per l'Assessore Razza e per
tutto il Governo regionale.
Ritengo, quindi, signor Presidente, che sarà la Conferenza dei
Capigruppo, da lei guidata, a stabilire una data, proprio per far
sì che si voglia svolgere un dibattito, sicuramente, il Governo non
si tirerà indietro.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, sono d'accordo con lei. Nessuno può
contestare niente, onestamente, al Presidente Musumeci.
Politicamente ognuno è libero di dire quello che vuole ma, da
questo punto di vista, credo che non ci siano dubbi da parte di
alcuno.
Vorrei anche ricordarle, onorevole Aricò, io non so quello che ha
dichiarato oggi l'assessore Armao, ma che l'anomalia era che
Damiani fosse stato mandato alla CUC perché essendo un dirigente
sanitario, la Regione, in questo il Governo attuale non ha fatto
altro che rimetterlo nella sanità, poi, si è scoperto quello che si
è scoperto ma, certamente, non credo che sia L'anomalia era
avvenuta prima, che era stato nominato un dirigente sanitario come
responsabile della CUC. Questa, caso mai, sarebbe una cosa corretta
da contestare. Va bene.
Onorevoli colleghi, la seduta è conclusa ed è rinviata a martedì,
9 giugno 2020, alle ore 15.00 per la trattazione degli atti
ispettivi; assessore Cordaro, attività produttive ? Allora, rimane
confermato atti ispettivi della rubrica attività produttive per
martedì alle ore 15.00 ed alle 16.00
(Intervento fuori microfono)
Prima dell'inizio dell'Aula, mezz'ora prima dell'inizio dell'Aula;
poi, ci sentiamo e la convochiamo in quel momento; l'orario lo
faremo sapere con precisione.
La seduta è tolta alle 18.24 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
195a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 9 giugno 2020 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Attività produttive (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli Assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione . (nn.
66-143 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Amata
2) Disposizioni per l'accelerazione dei procedimenti
amministrativi e per la realizzazione di interventi
infrastrutturali urgenti . (n. 733/A Stralcio I COMM bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 847 - Chiarimenti sul corso di indirizzo professionale per i
servizi socio-sanitari posto in essere dall'Istituto d'istruzione
superiore 'Verga' di Modica (RG).
Firmatari: Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 33825/IN.17 del 9 agosto 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione. - La firma
dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della presa d'atto, da
parte dell'Assemblea, delle sue dimissioni dalla carica di deputato
regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).
N. 1011 - Chiarimenti in merito ai mancati pagamenti del
contributo progettuale di cui all'Avviso 2/2018 - percorsi di
formazione attuati nell'ambito del catalogo regionale dell'offerta
formativa.
Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
- La firma dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della prese
d'atto, da parte dell'Assemblea dalle sue dimissioni dalla carica
di deputato regionale. (v. seduta n. 138 del 17 settembre 2019). -
Con nota prot. n. 3418/IN.17 del 29 gennaio 2020, il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Interventi regionali di tutela e valorizzazione processioni
religiose della Settimana Santa in Sicilia (n. 755).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
27 maggio 2020.
- Disposizioni in materia di turismo rurale (n. 756).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
27 maggio 2020.
- Norme per il riordino dell'ordinamento del Governo e
dell'Amministrazione della Regione (n. 757).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Pullara il 27
maggio 2020.
- Concessione di un contributo annuo all'Associazione Nazionale
Vittime Civili di Guerra (n. 758).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 27
maggio 2020.
- Prodotti a chilometro 0 nelle mense scolastiche (n. 759).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Figuccia e
Lo Giudice il 27 maggio 2020.
- Promozione delle politiche a favore dei diritti allo sport delle
persone con disabilità (n. 760).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
27 maggio 2020.
- Attribuzione dell'attività di promozione e valorizzazione delle
tradizioni e dell'identità siciliana alla Presidenza della Regione
(n. 761).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Mangiacavallo, Palmeri, Pagana e Tancredi il 27 maggio 2020.
- Modifiche all'art.8 della legge regionale 12 marzo 1986, n. 10:
Provvedimenti a favore delle vittime della mafia e della
criminalità organizzata (n. 762).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole De Luca,
Cappello, Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,
Trizzino, Zafarana, Zito, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Campo, Di
Paola, Marano, Pagana, Pasqua e Damante il 27 maggio 2020.
- Istituzione della giornata della memoria del Terremoto di
Messina del 1908 (n. 763).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole De Luca,
Cappello, Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,
Trizzino, Zafarana, Zito, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Campo, Di
Paola, Marano, Pagana, Pasqua e Damante il 27 maggio 2020.
- Istituzione di un pubblico riconoscimento alla memoria di
Pasquale Simone Neri per coloro che si sono distinti in azioni di
alto valore morale (n. 764).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole De Luca,
Cappello, Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,
Trizzino, Zafarana, Zito, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Campo, Di
Paola, Marano, Pagana, Pasqua e Damante il 27 maggio 2020.
- Invecchiamento attivo (n. 765).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Figuccia, Lo
Curto e Lo Giudice il 27 maggio 2020.
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante Abolizione del numero chiuso' per l'accesso ai corsi
universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264 (n.
766).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lentini,
Amata, Cannata e Galvagno il 27 maggio 2020.
- Interventi a favore dell'editoria, modifiche ed integrazioni
all'articolo 31 della legge regionale n. 32 del 23 dicembre 2000
(n. 767).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Caputo, Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 27 maggio
2020.
- Interventi a favore del libero turismo itinerante, sosta camper,
modifica ed integrazione dell'articolo 13 della legge regionale n.
10/2005 (n. 768).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Caputo, Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 27 maggio
2020.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2019. 2 semestre (n. 745).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 28 maggio 2020.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2019. 2 semestre (n. 746).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 28 maggio 2020.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) - avvio
attività commerciali nel territorio siciliano (n. 736).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 maggio 2020.
- Modifiche alle leggi regionali in materia di cooperative
giovanili (n. 738).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 maggio 2020.
- Arretrati contrattuali dei lavoratori di cui all'articolo 45
ter, della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche e integrazioni (n. 740).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 maggio 2020.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Semplificazione edilizia - Interventi di nuova costruzione
subordinati a SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
(n. 734).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 maggio 2020.
- Modifiche all'articolo 14 della legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 - Recepimento con modifiche dell'articolo 36 "Accertamento di
conformità" del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380 (n. 741).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 maggio 2020.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione della giornata conoscitiva dei mulini siciliani (n.
744).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 maggio 2020.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per il rilancio del turismo siciliano (n. 743).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 maggio 2020.
Parere V.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituto regionale del Vino e dell'Olio (I.R.V.O.) -
Designazione Presidente del Consiglio di amministrazione (n.
105/I).
Pervenuto in data 22 maggio 2020.
Inviato in data 28 maggio 2020.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1325 - Chiarimenti in merito alle iniziative intraprese
dall'ASP di Caltanissetta per la gestione a livello
territoriale delle infezioni da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana Elena; De
Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1334 - Chiarimenti circa l'applicazione delle
disposizioni contenute all'articolo 87 del D.L. 17 marzo 2020
n. 18, relativamente al personale ASU e PIP in servizio presso
l'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1337 - Tutela della riserva naturale Isola di Capo
Passero (SR) in relazione al progetto di ristrutturazione con
cambio di destinazione d'uso a turistico alberghiero degli
stabili a rimessaggio barche nell'isola di Capo Passero.
- Assessore Territorio e Ambiente
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1338 - Iniziative urgenti per garantire la disponibilità
del farmaco Tocilizumab nei nosocomi regionali ai fini della
sua sperimentazione nel contrasto all'epidemia da Covid-19.
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe
N. 1339 - Iniziative volte alla salvaguardia del personale
in forza alle strutture sanitarie ed esposto al rischio
contagio da Covid-19.
- Assessore Salute
Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico
Francesco
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 1326 - Gestione dell'emergenza Covid-19 nella Città
Metropolitana di Messina.
- Assessore Salute
De Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1324 - Chiarimenti in merito alla sanificazione di tutti gli
uffici centrali e periferici della Regione in relazione all'attuale
emergenza sanitaria da Covid-19.
- Presidente Regione
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; De
Domenico Francesco
N. 1327 - Iniziative urgenti allo scopo di adottare le modalità di
'smart working' in favore del personale dell'Amministrazione
regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Lupo Giuseppe
N. 1328 - Procedure e strumenti per il miglioramento della
disinfezione delle ambulanze del servizio di emergenza 118 per il
contenimento della diffusione del Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pasqua Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Damante Concetta
N. 1329 - Chiarimenti circa l'attuazione dell'ordinanza n. 7/2020
del Presidente della Regione relativamente allo svolgimento dei
test per la diagnosi del Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1330 - Interventi per fronteggiare l'attuale emergenza
sanitaria da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1331 - Interventi a tutela dei lavoratori dei call center della
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Zitelli Giuseppe; Savarino Giuseppa; Aricò Alessandro; Assenza
Giorgio; Galluzzo Giuseppe
N. 1332 - Chiarimenti in merito all'allarme relativo al presunto
controesodo incontrollato sullo Stretto di Messina in relazione
all'attuale emergenza sanitaria da Covid-19.
- Presidente Regione
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1333 - Intendimenti del Governo circa la sperimentazione del
farmaco Avigan in Sicilia.
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1335 - Chiarimenti in ordine al ricorso alla CIGS per i
lavoratori della SAC s.p.a di Catania.
- Presidente Regione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1336 - Interventi urgenti per la distribuzione di dispositivi
individuali di protezione ai volontari soccorritori che operano
nei servizi di trasporto sanitario pubblico e accertamento delle
eventuali positività tramite tampone.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lentini Salvatore
N. 1340 - Interventi a sostegno delle fasce più deboli a causa
dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Marano Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1341 - Interventi urgenti a tutela del florovivaismo in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Galluzzo Giuseppe; Savarino Giuseppa; Aricò Alessandro; Assenza
Giorgio; Zitelli Giuseppe
N. 1342 - Iniziative urgenti di sostegno e ristoro per le attività
ricettive danneggiate a causa dell'emergenza sanitaria 'COVID-19'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1343 - Chiarimenti circa la dislocazione nel territorio
regionale dei dispositivi per la sanificazione delle ambulanze
dedicate al soccorso per pazienti affetti da Covid-19.
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni