Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 196 di mercoledì 10 giugno 2020
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.08

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per la concomitanza  dei  lavori
  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la  seduta
  è sospesa e riprenderà alle ore 17.10.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 17.25)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Lo Giudice.

   L'Assemblea ne prende atto.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  riunitasi in  data  odierna,  ha  deliberato
  all'unanimità quanto segue:

   -L'Aula  in  data  odierna  voterà sulla  richiesta  di  procedura
      d'urgenza del disegno di legge in materia di clausola sociale in
      tema di contratti pubblici;
  -il disegno di legge di riforma del sistema di raccolta dei rifiuti
  è rinviato in Commissione;
  -martedì 16 giugno 2020 l'Aula avvierà la discussione dei disegni
  di legge in materia di Governo del territorio, contrasto alla
  violenza di genere e nomine e designazioni da parte del Governo
  regionale. Nella medesima giornata sarà altresì discussa la mozione
  presentata dal PD in materia di fiscalità di vantaggio;
  -mercoledì 24 giugno 2020 l'Aula terrà seduta per la discussione
  del Piano regionale dei rifiuti.

    Le Commissioni daranno priorità all'esame dei disegni di legge in
  materia   di   randagismo,  moneta  complementare,  contributi   ad
  associazioni,  disostruzione pediatrica, ludopatia e  funzionamento
  del Corpo Forestale della Regione.
    Previa intesa con il Presidente della Regione, infine, una seduta
  d'Aula  sarà  dedicata  alla discussione  della  relazione  di  cui
  all'art. 160 bis del Regolamento interno.
    Aspettiamo   che   il  Governo  per  domani  ci   faccia   sapere
  esattamente qual è il giorno.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Arancio è  in  congedo,  per
  motivi di salute, fino al 30 giugno 2020.

   L'Assemblea ne prende atto.

   materia di clausola sociale in tema di contratti pubblici

  Votazione di richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge
                              in materia
           di clausola sociale in tema di contratti pubblici

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione della richiesta  di  procedura
  di  urgenza  del disegno di legge in materia di clausola sociale  in
  tema  di  contratti  pubblici. Se non ci  sono  obiezioni,  avrà  la
  procedura d'urgenza.
   Volevo  comunicare all'onorevole Pagana che, in realtà, la  lettera
  ai  Capigruppo  da parte del Presidente dell'ARS per la  Commissione
  parlamentare  speciale di indagine e studio sul  servizio  idrico  è
  stata già inviata il 19 febbraio 2020.
   Poi,  evidentemente,  per motivi di Covid,  una  parte  dei  Gruppi
  aveva  risposto, un'altra parte dei Gruppi no, per cui  ho  ritenuto
  necessario  fare  riscrivere come se quella nota fosse  abolita,  ne
  riscriviamo un'altra e ricominciamo l'iter.
   Era  già stato fatto comunque, non c'era stata una dimenticanza  da
  parte mia.

   Birgi

  Sulla cancellazione delle rotte Alitalia sull'aeroporto di Trapani
                                 Birgi

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO. Signor Presidente, prima di iniziare a trattare i  punti
  all'ordine  del giorno dell'Aula odierna, volevo porre  l'attenzione
  su  uno smacco che, come siciliani e come Regione, abbiamo subito in
  queste ore.
   Mi   riferisco   alla   cancellazione  delle  rotte   di   Alitalia
  sull'aeroporto di Trapani Birgi.
   Trovo, fra l'altro, che la giustificazione di Alitalia, ovvero  sia
  il   fatto  che  vi  sia  stato  un  calo  delle  prenotazioni   sia
  assolutamente  inaccettabile, dato che, se  non  erro,  Alitalia  ha
  ricevuto, in passato, degli aiuti pubblici, altrimenti Alitalia  non
  sarebbe più neanche in vita.
   E,  soprattutto in un momento così drammatico, in cui si  cerca  di
  ripartire  dopo  un  periodo di fermo totale,  dovere,  addirittura,
  sapere,  che Alitalia ha chiesto, per rimanere operativa su Trapani,
  ad  Airgest, un contributo economico, diventa qualcosa di  veramente
  odioso  e  che  richiede da parte del Governo regionale  la  massima
  urgenza nell'intervenire.
   Ed  ecco  perché  la Lega ha depositato un ordine del  giorno,  che
  desidereremmo  fosse  apprezzato oggi dall'Aula,  per  impegnare  il
  Governo  regionale  ad intavolare, con tutti gli  attori  di  questa
  vicenda,  quindi,  tutte  le istituzioni  a  tutti  i  livelli,  una
  trattativa  per  cercare di comporre il problema e per  garantire  a
  tutta  la Sicilia, soprattutto alla parte occidentale, i servizi  di
  trasporto  che sono, in questo momento, quanto mai fondamentali  per
  poter  riprenderci  da  una fase così complicata,  come  quella  che
  abbiamo appena vissuto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  hanno  chiesto  di
  intervenire gli onorevoli Tancredi, Gucciardi e Figuccia.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Sempre   sullo  stesso  argomento?   Però,   scusate,
  onorevole  Tancredi,  se  noi  siamo d'accordo  tutti,  mettiamo  in
  votazione   la  mozione,  alla  fine  dell'Aula  e  così  discutiamo
  dell'argomento alla fine dell'Aula. Siccome c'è anche quella sua, la
  mozione e credo che gli altri interventi siano su questo argomento.
   No,  onorevole  Gucciardi  non  è su  questo  argomento?  Però,  se
  affrontiamo  l'argomento  alla fine,  quando  votiamo  l'ordine  del
  giorno dei colleghi, non è meglio una volta soltanto?
   Onorevole Gucciardi, prego, altrimenti devo dare la parola a  tutti
  e, quindi, all'onorevole Tancredi per primo. Discutiamone ora, però,
  è  chiaro  che l'ordine del giorno lo posso fare votare  soltanto  a
  fine seduta.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Tancredi.

   TANCREDI.  Signor  Presidente,  solo  per  riallacciarmi  al   tema
  perché, è notizia di oggi che, dopo la cancellazione, oggi Alitalia,
  invece, raddoppia i voli su Palermo e su Catania. Credo che sia  una
  chiara  disparità  di  trattamento per dei territori  della  Regione
  siciliana, che non possiamo accettare.
   Il  nostro ordine del giorno di ieri andava in questa direzione. E,
  credo,  che sia necessario che l'Aula si esprima in maniera compatta
  e  totale  per  questo  tipo di atteggiamento  nei  confronti  della
  Regione,  di  territori specifici che vengono fortemente penalizzati
  da questa decisione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  Tancredi, se  voi  volete,  possiamo  anche
  trovare  una  soluzione all'interno del Parlamento,  convocando,  in
  commissione, in una commissione specifica, i dirigenti di Alitalia e
  capire  quale  è stato il motivo di questa disparità di  trattamento
  tra Trapani, Palermo e Catania.

   TANCREDI. Sarebbe una buona cosa.

   PRESIDENTE.  Ed allora, piuttosto che impegnare il Governo,  perché
  il  Governo credo che stia facendo la sua parte, in questo  momento,
  no,  assessore Cordaro? Credo che il Governo stia già lavorando  con
  Alitalia,  però,  se  vogliamo  rafforzare  l'azione  del   Governo,
  possiamo anche provare a convocare qui, in Parlamento

   TANCREDI.  Io credo che sarebbe necessario fare entrambe  le  cose,
  signor  Presidente,  perché ritengo che  un'azione  forte  da  parte
  dell'Aula, del Governo sia

   PRESIDENTE.  Se  il Governo è d'accordo, quindi, ed  io  credo  che
  dovrebbe essere d'accordo, facciamo una

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sull'argomento? C'erano, però, altri interventi  prima.
  Onorevole  Gucciardi,  lei  parlava su questo?  Intanto  che  arriva
  l'onorevole Gucciardi, ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.

   SAVARINO.  Signor Presidente, proprio sulla proposta che  ha  fatto
  lei  adesso,  avevo  già  in programma, per martedì  prossimo,  come
  Commissione   Territorio,  ambiente  e  mobilità ,  di  sentire,  in
  streaming, perché non è permesso, sia i vertici degli aeroporti, che
  Alitalia.
   Volendo,  possiamo farlo in Sala Gialla, così, magari,  i  colleghi
  possono  partecipare,  anche quelli che non  sono  componenti  della
  Commissione, e quelli interessati al tema

   PRESIDENTE. E' già organizzata la conferenza?

   SAVARINO. Ho già dato mandato ai miei Uffici di organizzarla.

   PRESIDENTE. Ed allora, per me, va benissimo.

   SAVARINO.  Se lei mi autorizza in Sala Gialla, la facciamo  in  una
  sala più ampia

   PRESIDENTE.  Assolutamente  sì, così l'allarghiamo  a  chi  volesse
  partecipare, e non soltanto ai membri della Commissione. Per me,  va
  benissimo.

   SAVARINO. Perfetto, grazie.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, colleghi, Governo,  capisco  che  le
  mozioni  o  gli  ordini  del  giorno sono  istituti  previsti  dallo
  Statuto,  però,  credo che un problema così grave, come  quello  dei
  trasporti,  che  non riguarda solo il territorio,  che  riguarda  il
  Paese  e la Sicilia nel suo complesso, non possa essere risolto,  né
  con la corsa ai comunicati stampa - come è avvenuto ieri - né con la
  corsa  alle approvazioni di ordini del giorno che, poi, si  rivelano
  assolutamente inutili.
   Primo, perché il Governo regionale, che è proprietario delle  quote
  di Airgest per il 99 per cento e, quindi, è proprietario di Airgest,
  la  società di gestione dell'aeroporto di Birgi, non ha il  diritto,
  ha  il  dovere  di  occuparsi di questo problema, a  prescindere  da
  qualunque   ordine   del   giorno  che   venga   votato   dall'Aula,
  semplicemente per farsi il bel comunicato stampa, salva lasciare  il
  problema  esattamente  per  come  è o,  addirittura,  peggiorare  il
  problema.
   In  secondo luogo, possiamo fare tutte le iniziative che  vogliamo,
  il Governo farà le sue - il Governo regionale intendo - però occorre
  sapere - e queste sono iniziative istituzionali - che i ventiquattro
  sindaci  dei  comuni della provincia di Trapani, domani,  hanno  già
  programmato, sin da ieri, una riunione, ovviamente sulle piattaforme
  informatiche,  tutti i sindaci - di tutti i colori  e  di  tutte  le
  formazioni politiche, di tutte le maggioranze - con il Ministro  per
  il Sud e la coesione territoriale, cioè il ministro Provenzano.
   Per  cui  il  ministro Provenzano che, già, si  sta  occupando  del
  problema,  e  che  ha già interloquito col Ministro  dei  Trasporti,
  onorevole  De  Micheli, domani evidentemente, dopo questo  confronto
  con  le istituzioni e con la presenza, avevo dimenticato - e  non  è
  cosa  da  poco  -  del  Presidente di Airgest, il  dott.  Ombra,  si
  occuperà  del  problema  in maniera assolutamente  terza,  senza  la
  necessità  che  ci  sia  la corsa di ogni  partito,  di  ogni  parte
  politica,  di  accaparrarsi  di un problema  che,  se  non  risolto,
  sarebbe  un disastro, non soltanto per una parte del Territorio,  ma
  per l'intera Sicilia occidentale.
   Ripeto,  non  dimenticando che la Regione siciliana è  proprietaria
  di Airgest e della sua concessione ENAC trentennale.
   Per  cui,  io invito i colleghi, piuttosto che fare la  corsa  alle
  mozioni ed agli ordini del giorno per il bel comunicato stampa,  con
  cui  ci  mettiamo  la coscienza a posto, di occuparci  del  problema
  secondo quelli che sono i profili istituzionali che un problema così
  grave e delicato richiede.
   Questo  era  il  senso  del  mio  intervento  per  cui  le  dicevo,
  Presidente,  dopo  l'ordine del giorno, non  ha  più  senso  neppure
  parlare del resto.

   PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, mi preme sottolineare, però, che,
  da parte dei colleghi c'è stata soltanto la volontà, secondo me più
  che  corretta,  di affrontare l'argomento, e che se  il  Parlamento
  intero affronta l'argomento, non può che rafforzare il lavoro e  la
  convinzione del Governo su questo argomento. Per cui, non credo che
  ci  siano problemi se l'onorevole Savarino ha già stabilito per  la
  settimana prossima l'audizione con Alitalia e con altri. Che faccia
  capire  a  questi signori che c'è un Parlamento intero  interessato
  alla vicenda, io credo che non ci siano problemi da questo punto di
  vista. Non credo che sia un indebolimento da parte di nessuno.
   Per cui io, al di là degli ordini del giorno che sono, ovviamente,
  legittimi e vengono presentati e ricevuti dal Governo - approvati o
  non  approvati  che siano - credo che sia utile che si  possa  fare
  questa  videoconferenza,  di cui ci ha  parlato  prima  l'onorevole
  Savarino,   perché  credo  che  qualsiasi  azienda,   nazionale   o
  internazionale, avendo la comunicazione che c'è tutto un Parlamento
  che  sta  seguendo  la  vicenda, ed è attento alla  vicenda,  possa
  soltanto  avere un guadagno nella trattativa che, poi, si  andrà  a
  fare.
   Per  cui,  non vorrei fermare l'onorevole Savarino, che  tanto  ha
  questa riunione la settimana prossima.
   Domani  ci  sarà questa videoconferenza con i sindaci,  credo  che
  sarà  utile anche informare la Commissione sull'andamento di questo
  incontro di domani, in modo che si possa fare la settimana prossima
  questa videoconferenza che può essere, per quanto mi riguarda, solo
  utile.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna l'onorevole Mancuso.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Sulla Commissione speciale sul tema della sicurezza alimentare

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto   la
  ringrazio  perché,  proprio  adesso, in Conferenza  di  Capigruppo,
  registravo la disponibilità sul tema della Commissione speciale.
   Mi  corre  obbligo  che questa disponibilità fa  il  paio  con  la
  disponibilità acquisita, prima della finanziaria e

   PRESIDENTE.   Colleghi,  per  favore  non  si   sente   l'onorevole
  Figuccia.  Onorevole Gucciardi, onorevole Bulla, onorevole  Lentini,
  per favore, se prendete posto e stiamo un attimo in silenzio, perché
  se no non si sente niente.
   Chiedo scusa, onorevole Figuccia, prego.

   FIGUCCIA.  La stessa disponibilità era stata registrata  quando  fu
  accolto  l'ordine del giorno relativo alla Commissione speciale  sul
  tema  della sicurezza alimentare. In questo momento i produttori  in
  ambito  agroalimentare, ma è una cosa che riguarda anche il  settore
  della pesca, ad esempio, sono in ginocchio.
   Nulla  contro la grande distribuzione, nulla contro, non  ci  sono,
  come dire, delle posizioni ideologiche, però siccome ritengo che  il
  made  in  Sicily vada tutelato, e che spesso i prodotti che arrivano
  da  altri Paesi non sono soggetti allo stesso controllo della nostra
  merce, ecco, proprio mezz'ora fa ho registrato questa disponibilità,
  voglio rinnovare questa istanza in modo da poter verificare con  gli
  Uffici a che punto è l'istituzione di questa Commissione, in modo da
  poterla veramente rendere operativa il prima possibile, e sono certo
  che i nostri produttori siciliani ce ne saranno davvero grati.

   PRESIDENTE.   Assolutamente  sarà  mio  carico   informarmi   sulla
  composizione  di  questa  Commissione,  la  faremo  al  più   presto
  possibile. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   Birgi

  Sulla cancellazione delle rotte Alitalia sull'aeroporto di Trapani
                                 Birgi

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  è  chiaro
  che  la scelta aziendale di Alitalia non è piaciuta a nessuno,  però
  prendiamo atto che appunto si tratta di una scelta aziendale  e  non
  di  una  scelta atta a depotenziare volutamente Birgi, ma rivolta  a
  tanti   scali   italiani  che,  in  questo  momento   di   pandemia,
  necessariamente, hanno ridotto il loro flusso di passeggeri.
   Abbiamo  già  allertato  il  nostro vice Ministro  Cancelleri,  fra
  l'altro   il  Governo  nazionale  ha  sempre  avuto  un  particolare
  interesse e voglia di far spiccare il volo ai due aeroporti  minori,
  appunto  di  Birgi e Comiso, infatti dal primo novembre  partirà  la
  continuità  territoriale  con i cinquanta  milioni  che  sono  stati
  stanziati.
   Tra  l'altro  io  ci  tengo  anche a precisare  che  è  una  scelta
  temporanea,  siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto,  perché  il
  problema  è chiaro che lo vogliamo risolvere tutti, quindi  che  ben
  venga  l'audizione ascoltando i vertici di Alitalia Enac  e,  perché
  no, anche la parte politica, il Ministero.
   E  poi  volevo anche ricordare che, già in fase di finanziaria,  io
  avevo  preannunciato  che ci potevano essere  queste  difficoltà,  e
  avevo  chiesto al Governo di non stanziare i settantacinque  milioni
  di  euro  solo  in  voucher, ma di pensare anche ad incrementare  la
  domanda turistica, perché noi abbiamo incrementato l'offerta ma,  di
  fatto,  l'offerta  senza flusso di passeggeri non  c'è,  quindi  era
  giusto  stornare  una  parte  di quelle somme  per  permettere  agli
  aeroporti  di  fare controlli e di poter aumentare  la  domanda  dei
  passeggeri. In quel modo non si sarebbe creato purtroppo questo buco
  di cui adesso soffre Birgi.


                        Sull'ordine dei lavori

   CALDERONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.      Signor     Presidente,     onorevoli      colleghi,
  indipendentemente da questi interventi che sono stati fatti, e credo
  qualcuno  ne  seguirà, dopo i primi che hanno preso  la  parola,  io
  chiederei  che  venga trattata prima la legge che ha  come  relatore
  l'onorevole  Amata,  perché è pronta per essere votata,  mentre  per
  l'altra   siamo  ancora  all'articolo  1,  ed  abbiamo   fatto   tre
  emendamenti. Quindi è questa la mia proposta così verificheremo

   PRESIDENTE.  Per  me  se l'Aula è d'accordo  io  non  ho  problemi,
  diciamo,  bisognerebbe  votare  se va  bene  così,  tranquillamente,
  rispondiamo  favorevolmente alla proposta dell'onorevole  Calderone,
  quindi facciamo votare prima

   Birgi

  Sulla cancellazione delle rotte Alitalia sull'aeroporto di Trapani
                                 Birgi

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevole colleghi,  assessori.  Oggi
  abbiamo assistito ad alcune proposte, una proposta dell'ordine  del
  giorno,  l'iniziativa  del  presidente Savarino  che  ci  sarà  nei
  prossimi giorni per la convocazione dell'Alitalia.
   Un  tema  importantissimo, sollevato da questo Governo, in  questa
  legislatura.  Ritengo opportuno che sia fatta, però,  un'operazione
  verità,  perché  qualcuno da questo pulpito ha  detto   che  se  ne
  occupi  il Governo , veramente senza annunci, promesse o comunicati
  che  servono - diciamo - a conquistare un titolo nei giornali della
  nostra  terra.  Niente di più falso, rispetto  a  quanto  ha  fatto
  questo Governo.
   Sappiamo  perfettamente che, nella scorsa legislatura, l'aeroporto
  di  Birgi  era fallito, abbiamo lavorato in Commissione  V  per  la
  ricapitalizzazione, ricordo perfettamente che abbiamo  messo  circa
  10  milioni  di  euro in questa legislatura, e siamo disponibili  a
  portare le carte, lo abbiamo fatto nel 2018: 12 milioni di euro per
  gli aeroporti minori.
   Un'azienda come l'aeroporto di Birgi, che aveva portato i  bilanci
  in  rosso,  era sull'orlo del fallimento, ed è stata  salvata.  Noi
  stiamo  chiedendo una cosa diversa, credo, da questi banchi. Stiamo
  chiedendo  che  lo Stato si occupi della Sicilia, è  una  cosa  ben
  diversa.
   L'Alitalia è stata salvata diverse volte, con centinaia di milioni
  di  euro  degli  italiani,  i siciliani sono  circa  il  10%  degli
  italiani,  è  giusto  che oggi l'Alitalia e lo  Stato  ci  ristorni
  quanto  dato con le tasse dei siciliani. Questa, Presidente,  è  la
  battaglia che dobbiamo fare, l'Alitalia è costata miliardi di  euro
  agli italiani, ed anche ai siciliani.
   Abbiamo  disservizi, ci sono pochissimi collegamenti, un biglietto
  oggi  pagato  all'Alitalia costa centinaia  e  centinaia  di  euro.
  Addirittura  è  stato  fatto uno studio che arrivare  da  Milano  a
  Palermo,  costa di più che da Milano recarsi negli  Stati  Uniti  a
  volte,  e  questo  noi  non ce lo possiamo permettere.  Allora,  se
  facciamo  diventare  questo una battaglia dell'interno  Parlamento,
  Diventerà Bellissima ci sta, sappiamo quanto ha speso il Governo in
  questi due anni e mezzo per cercare di riammodernare ed avviare  un
  nuovo  percorso per gli aeroporti minori di Birgi e di  Comiso,  ma
  qui  non  è soltanto un problema di Birgi e di Comiso, è  anche  un
  problema  di  collegamenti  dalla  Sicilia  al  resto  d'Italia   e
  d'Europa, compresi gli aeroporti di Palermo e Catania.
   Quindi,  Presidente,  io sono d'accordo con lei  nel  ribadire  il
  concetto   che  il  Parlamento  intero  si  debba  occupare   della
  questione, che abbiamo più volte noi anche sottolineato, rimarcato,
  della  questione  di insularità e, quindi, riteniamo  che  non  sia
  soltanto   un  problema,  risoluzione  che  riteniamo  un  problema
  importante,   quello   dell'aeroporto   di   Birgi,    così    come
  dell'aeroporto di Comiso, ma riteniamo che la Sicilia  debba  avere
  un  collegamento aereo adeguato allo standard delle  altre  Regioni
  europee.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se passiamo sempre su Birgi? Non glielo posso  negare,
  però  vorrei chiudere l'argomento Birgi ormai, abbiamo  già  deciso
  cosa fare. Ha facoltà di parlare.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io più
  che  altro  volevo utilizzare la scusa dell'aeroporto di Birgi  per
  fare  una  richiesta,  perché è sacrosanto si faccia  l'ordine  del
  giorno,  li  ascoltiamo in Commissione, Alitalia viene.  Ci  devono
  essere i voli

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Colleghi, onorevole Pullara  per
  favore, non si sente veramente niente. Onorevole Lupo, onorevole Di
  Mauro,  per favore potete prendere posto, veramente per chi  parla,
  mi  rendo  conto sia veramente fastidioso parlare senza sentire  se
  stesso.

   DE  LUCA.  Grazie  Presidente, però sugli aerei ci  devono  essere
  anche  delle persone, perché non ha senso pretendere che gli  aerei
  volino vuoti.
   Allora,  io  vorrei, Presidente, che lei raccogliesse  un  invito:
  l'assessore  Messina dovrebbe presentarsi in Aula  nella  prossima,
  nelle prossime due settimane, ed illustrare a quest'Aula qual è  il
  piano  che  ha  certamente elaborato per sostenere  il  turismo  in
  Sicilia,   perché  altrimenti  noi  stiamo  chiedendo  in   maniera
  sacrosanta che ci siano gli aerei a Birgi, a Catania, a  Comiso,  a
  Palermo,  dappertutto  decine  di aerei,  ma  questi  aerei  devono
  portare  anche  delle persone che, al netto dei  pendolari,  devono
  anche  essere turisti che portano moneta sonante in Sicilia, perché
  diversamente non riusciremmo a soddisfare le esigenze delle imprese
  turistiche siciliane che stanno soffrendo.
   E allora, signor Presidente, la prego di organizzare una seduta in
  cui  l'Assessore per il turismo viene in Aula e spiega a quest'Aula
  che  intenzione  ha,  che  progetto ha  immaginato,  che  piano  ha
  immaginato per affrontare quest'argomento.
   Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie. Alla prossima Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, se il suo Gruppo chiederà questa audizione  in
  Aula, la faremo senz'altro senza problemi.

  Votazione   finale  del  disegno  di  legge  «Norme   relative   al
  funzionamento della forma di governo regionale, alla nomina ed alla
  revoca   degli   Assessori,  alla  conclusione   anticipata   della
  legislatura, in attuazione degli articoli 9, 10, 41  bis  e  8  bis
  dello Statuto della Regione» (66-143 bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Votazione
  finale del disegno di legge  Norme relative al funzionamento  della
  forma  di  governo  regionale, alla nomina  ed  alla  revoca  degli
  Assessori,  alla  conclusione  anticipata  della  legislatura,   in
  attuazione degli articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della
  Regione  (nn. 66-143 bis/A)
   Ricordo  che  per essere approvata questa legge ha bisogno  di  36
  voti favorevoli, a prescindere da quella che è la maggioranza.  Non
  è un problema di maggioranza. Deve avere 36 voti favorevoli.

   FAVA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA. Una telegrafica dichiarazione di voto, per dichiarare il mio
  voto  a  sostegno  di questa legge, soprattutto per  la  norma  che
  prevede  che  un terzo dei componenti della Giunta debba  garantire
  l'equilibrio di genere.
   Lo considero un passo avanti; non quello che alcuni di noi avevano
  proposto,  ma  di  grande  civiltà ed  estremamente  significativo:
  qualcosa  di cui credo, quest'Aula debba andare orgogliosa,  perché
  dalla prossima legislatura avremo la certezza che la presenza delle
  donne  in  questa  Giunta sarà, non soltanto  affidata  alla  buona
  creanza del Presidente di turno, ma anche a un principio di civiltà
  giuridica  e politica, che questo Parlamento si è voluto  dare  con
  norma di legge. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà. Poi l'onorevole Cappello.

   CARONIA.  Grazie,  signor  Presidente. Devo  dire  che  la  scorsa
  seduta,   o   meglio  la  seduta  nella  quale   si   è   proceduto
  all'approvazione degli articoli di questo disegno di legge, di  cui
  oggi  dovremmo  dare il voto finale, o comunque è questo  il  tema,
  purtroppo per motivi personali non ero presente.
   Ho  ascoltato  da casa il dibattito e devo dire che, non  soltanto
  io, ma anche tanti Siciliani e tante Siciliane, hanno ascoltato con
  attenzione.  Lo testimoniano il numero incredibile di messaggi  che
  ho  ricevuto  su  un tema che sembrerebbe in questo  momento,  come
  dire,   minore   rispetto  certamente  all'emergenza  sanitaria  ed
  economica che stiamo vivendo.
   Nonostante ciò, molte persone, molti cittadini siciliani che hanno
  ascoltato   il   dibattito  di  quest'Aula,   hanno,   come   dire,
  rappresentato  a  me, sicuramente perché donna  e  perché  comunque
  interessata  da sempre a una battaglia di cultura, che  non  è  una
  battaglia che vuole in qualche modo sovvertire l'ordine delle cose,
  ma  che  vuole  in  qualche modo introdurre in  maniera,  purtroppo
  forzata  -  perché  così  necessità -  perché  purtroppo  scontiamo
  centinaia di anni di arretratezza culturale, perché in questo  caso
  si  tratta di un problema culturale, a mio avviso. Non è quello  di
  favorire  le  donne anziché gli uomini, ma è quello  di  creare  le
  condizioni  di  parità. Sarebbe un infingimento  dire  che  oggi  i
  generi  sono pari, perché così non è; perché la storia,  purtroppo,
  ci ha regalato un ruolo diverso.
   Oggi   io  parlo  sicuramente,  non  in  quanto  donna  che  viene
  discriminata,  perché, devo dire, il fatto di  essere  presente  in
  questo Parlamento, anche in altre legislature, e anche al Consiglio
  comunale, è testimonianza che non sto difendendo me stessa;  ma  io
  ritengo che ci sono tantissime donne, in questa Regione, di  grande
  valore,  di  grande esperienza e anche capacità, che purtroppo  non
  hanno le condizioni economiche e sociali per potere partecipare  al
  dibattito  politico,  potere essere elette e  potere  essere  parte
  delle giunte.
   Allora, oggi, io ritengo che questa norma, che non deve essere una
  norma  sine die, ma che deve avere una durata, che è quella di  far
  comprendere  che  una donna può essere all'altezza,  così  come  un
  uomo, per poter rappresentare ruoli di Governo.
   Io  ritengo,  come ho detto anche in passato, che sarò orgogliosa,
  se  il  Signore me ne darà la forza e, soprattutto, se gli elettori
  mi riconfermeranno in possibili altre competizioni, a volere essere
  io  colei  la quale firma la norma con la quale si debba  ritornare
  indietro,  quindi  non sarà più necessario,  come  dire,  avere  un
  supporto  per  legge.  Perché a quel punto significherà  che  nella
  mentalità e nella cultura dei Siciliani, sarà veramente entrato  in
  maniera  profonda il concetto della parità di genere:  cioè  o  una
  donna, o un uomo è indifferente, quello che fa il discrimine  è  la
  competenza e la capacità.
   Signor  Presidente,  mi  perdoni questi  toni  accorati,  però  io
  ritengo  che oggi l'Aula debba avere il coraggio, così  come  molto
  spesso viene chiesto anche per altre cose, di dire in maniera molto
  chiara  che se questo voto non avrà le trentasei persone  in  Aula,
  sarà  perché  si  vuole  in qualche modo, in maniera  precisa,  non
  votare  un  disegno...., no non votare una legge che  contiene  più
  norme,  ma dare un segnale preciso al fatto che la parità di genere
  non viene considerata all'altezza di una norma del Parlamento.
   Mi scuserà per i toni, ma ritengo che sia una battaglia di civiltà
  che  non  può  essere un problema delle donne, ma è un problema  di
  tutto  il  Parlamento, e siccome conosco la sua  sensibilità,  sono
  certa  che  avrà  cura di verificare se quest'Aula oggi  ha  quella
  presenza  che  consentirà a tutti di potere  esprimere  in  maniera
  libera e cosciente il proprio voto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Il  suo  tono è stato è stato un  tono  assolutamente
  garbato e preciso, per cui non ho nessun motivo di doverla scusare,
  per  niente, perché il suo è un intervento assolutamente  perfetto,
  gradito, di cuore, ma anche intelligente.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Grazie  Presidente, Governo,  colleghi.  Presidente  io
  preannuncio ovviamente il voto favorevole che il mio Capogruppo  ha
  chiesto di rappresentare a quest'Aula su questa norma.
   Io volevo rivolgere anche un appello all'Aula, perché in realtà vi
  invito, diciamo, ad avere un approccio ancora una volta

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, onorevole  Zafarana,  la  prego,
  fate parlare, veramente, perché è veramente difficile continuare  a
  farlo così. Prego onorevole.

   CAPPELLO. Grazie, Presidente. Dico, ad avere ancora una  volta  un
  approccio il più laico possibile sulle risultanze, ecco, dei lavori
  di questa Commissione che, alla fine, ha fatto una cosa che secondo
  me,  diciamo,  ha un pregio notevole, ha codificato e  normato  una
  serie  di rapporti che erano stati demandati da sempre alla  prassi
  di  questo  Parlamento,  sia per quanto  concerne  i  rapporti  tra
  Presidente  e  Parlamento, sia per quanto  riguarda  la  formazione
  della Giunta.
   E, soprattutto, permettetemi di porre l'accento su un elemento sul
  quale  ha lavorato la mia collega Valentina Zafarana, che ringrazio
  in particolar modo, perché era un disegno di legge presentato nella
  scorsa  legislatura,  e  per  il  quale  ormai  questo  Parlamento,
  Presidente,   non  ha  più  alibi,  perché  disciplina   finalmente
  l'autoscioglimento; lei sa meglio di me, me lo insegna, che  quella
  norma  era lettera morta, perché sostanzialmente non era codificata
  attraverso una legge.
   E  questo,  dico  secondo  me,  è  anche  un  elemento  di  grande
  responsabilità di questo Parlamento che, voglio dire,  rassegna  in
  una  norma  anche  la  propria possibilità,  laddove  lo  ritenesse
  diciamo  opportuno,  di tornare a casa rassegnando  le  dimissioni,
  secondo le modalità che abbiamo indicato su quella norma.
   Noi  voteremo  a  favore, perché crediamo nel lavoro  che  abbiamo
  svolto in questa Commissione, lo abbiamo condiviso con tutti coloro
  che  hanno  inteso  dare  un contributo e, quindi,  auspico  che  i
  trentasei  voti  si trovino, perché per la prima volta,  ribadisco,
  dopo più di settant'anni, ecco, abbiamo codificato tutto ciò che si
  è   formato  nel  corso  di  questo  tempo  attraverso  la   prassi
  parlamentare. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello.

   LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, intervengo anch'io per
  esprimere  il  voto  favorevole del Partito  Democratico  a  questo
  disegno di legge perché, pur non avendo condiviso il lavoro  svolto
  dalla  Commissione nella sua completezza, riconosciamo che  durante
  l'iter  parlamentare, in particolare durante le sedute parlamentari
  che si sono svolte, con l'approvazione di alcuni emendamenti, molti
  dei  quali  proposti dal nostro Gruppo parlamentare, il disegno  di
  legge stesso ha avuto dei miglioramenti.
   Avevamo  proposto, e purtroppo l'Aula non ha approvato, la  parità
  di  genere in Giunta, ma riteniamo che, ovviamente, sancire  adesso
  per  legge, che un terzo dei componenti delle Giunte di Governo per
  il  futuro  sarà formato da genere maschile e femminile,  mi  trova
  assolutamente  d'accordo,  lo riteniamo comunque  un  passo  avanti
  significativo,  un  passo  avanti importante  verso  la  parità  di
  genere.
   Vorrei  sottolineare  altri  due emendamenti  che  in  particolare
  condividiamo  e che, peraltro, entrano in vigore già a  partire  da
  questa  Legislatura, il primo emendamento è quello che prevede  che
  le  deliberazioni della Giunta regionale recanti schemi di norme di
  attuazione  dello  Statuto della Regione, prima della  trasmissione
  alla Commissione paritetica sono sottoposte all'Assemblea regionale
  perché  possa  esprimere  un parere e questo  ci  sembra  un  fatto
  importante,  da  valorizzare già - ripeto -  a  partire  da  questa
  Legislatura.
   Così  come  riteniamo  importante che  venga  previsto  per  legge
  l'obbligo,   per   i   componenti  della  Giunta,   di   rispondere
  all'Assemblea regionale, ai suoi organi collegiali -  quindi  anche
  alle Commissioni - qualora dovessero chiedere notizie, informazioni
  o  anche  l'acquisizione  di documenti concernenti  lo  svolgimento
  dell'azione di Governo.
   Quindi,  è  un disegno di legge che oggi approveremo,  voteremo  a
  favore,  per approvarlo, che a nostro avviso rafforza il ruolo  del
  Parlamento  e  stabilisce una corretta collaborazione istituzionale
  tra  il Parlamento, e quindi l'Assemblea regionale siciliana  e  il
  Governo della Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA.  Grazie, Presidente. Questo intervento, oltre che  per  la
  dichiarazione di voto, sicuramente favorevole, è anche per  fare  i
  complimenti  alla  Commissione  Statuto  ed  al  Presidente   della
  Commissione Statuto per come sono stati condotti i lavori.
   Questo disegno di legge è frutto di più disegni di legge, e quindi
  presentati  anche nel corso della scorsa Legislatura, condivisi  da
  tutti   i   capigruppo  e  altri,  espressione  di   altri   Gruppi
  parlamentari.  E' stato citato quello dell'onorevole  Zafarana.  E'
  certo,  non è il primo disegno di legge sullo Statuto che mi  sarei
  ripromessa  di  approvare sicuramente, perché quando  si  parla  di
  Statuto  mi  sarebbe, ecco, piaciuto da fuori,  parlare  subito  di
  altro.  Però,  abbiamo  disciplinato  degli  aspetti  importanti  a
  partire  dall'articolo  10,  ma  abbiamo  anche  provato   a   dare
  sicuramente  più  dignità  a  questo  Parlamento,  come  nel   caso
  dell'approvazione di norme che poi devono andare  alla  Commissione
  paritetica,  quindi quasi a rafforzare, a portare  insieme,  ancora
  più forte, la voce dei siciliani nelle stanze romane.
   Quindi, la dichiarazione di voto è favorevole e grazie ancora alla
  Commissione e alla Presidente.


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
                             66-143 bis/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se prendete  posto  diamo  inizio
  alla  votazione. Mi raccomando di non sbagliare. Io spero  che  non
  sia  più  necessario  ripetervi come si deve votare,  inserendo  il
  tesserino premere per il sì o per il no - in questo caso mi  auguro
  tutti  per  il sì - e si può, poi, togliere il tesserino mentre  si
  sta votando.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .   56
   Votanti             52
   Maggioranza         36
   Favorevoli          52
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  52  favorevoli,  complimenti   Vorrei  dire  che   il
  risultato  di  questa  votazione  mi  inorgoglisce  ancora  di  più
  nell'essere  Presidente di questo Parlamento, lo  dico  con  grande
  sincerità  perché  oggi  è  stata approvata  una  legge   onorevoli
  colleghi,  se  potete  stare  un attimo  seduti  ed  ascoltare.  Vi
  ringrazio.
   Prima di dare la parola alla presidente della Commissione che l'ha
  chiesta  onorevole Di Mauro, la prego può parlare tra due minuti il
  tempo che il Presidente finisce il suo intervento, grazie.
   Ed  allora, dicevo che il risultato di questa votazione, che è  di
  52  favorevoli  su  52  votanti, di questa sera,  mi  inorgoglisce,
  inorgoglisce  tutti  noi  perché ha  dimostrato  che  questo  è  un
  Parlamento  vero,  è  un Parlamento serio, perché  è  vero  -  dice
  l'onorevole  Pagana  -  che potevamo in questa  prima  norma  anche
  mettere  cose  maggiori e più importanti di quelle che  sono  state
  messe,  ma  è  vero  pure,  comunico  a  tutti,  che  dopo  diverse
  legislature  è la prima volta che la Commissione Statuto  riesce  a
  portare  a  casa  un risultato concreto come una  legge  che  viene
  approvata,  per  cui  i  miei complimenti  vanno  sicuramente  alla
  Commissione  ed  alla  sua  Presidente, ma  vanno  a  tutto  questo
  Parlamento ed  a tutti i Gruppi e credo che abbiamo fatto una  cosa
  di  modernità  importante, che ancora una volta mette  la  Sicilia,
  come  dire,  ai  primi  posti delle regioni  intellettivamente  più
  importanti  d'Italia,  perché  è stato  un  voto  di  intelligenza,
  importante che in altre regioni non so se sarebbe avvenuto.
   Onorevole Amata la prego di intervenire, grazie ancora a tutti.

   AMATA,  presidente  della Commissione e relatore.  Grazie,  signor
  Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissima anche perché mi  ha
  praticamente anticipato su tutto. Io volevo a nome, appunto,  della
  Commissione  ringraziare  innanzitutto  gli  Uffici  che  ci  hanno
  collaborato   in   maniera  precisa,  puntuale   ed   assolutamente
  professionale,  i colleghi appunto con i quali è stato  sicuramente
  arricchito   il   dibattito,  i  colleghi  che   nella   precedente
  Legislatura,   nomino  il  presidente  Savona  perché   era   primo
  firmatario di un altro disegno di legge dal  quale siamo,  appunto,
  partiti  ed  il  disegno  di legge della  collega  Zafarana  perché
  chiaramente  avendo  valutato  che era  stato  veramente  fatto  un
  ottimo lavoro non abbiamo voluto prescindere da quei due disegni di
  legge  ed  alla  fine ne è venuto fuori uno che   veramente  reputo
  assolutamente valido.
   Tra  le  norme sottolineo, a mio modo di vedere, importante quella
  che  prevede  che  i  decreti che vanno in  Commissione  paritetica
  debbano  passare  dall'Assemblea,  ma  non  per  una  questione  di
  controllo,  ma per rafforzare, appunto, il Governo  nei  confronti,
  il nostro Governo nei confronti del Governo centrale.
   Vero  è,  signor Presidente, che oltre questo disegno di legge  la
  Commissione Statuto può fare tanto altro e può fare molto  bene  ed
  io  penso che quest'Aula stasera ha dimostrato, votando in  maniera
  trasversale, al di là degli steccati, al di là delle ideologie  che
  ha  messo  davanti  una cosa che siamo tutti siciliani  e  dobbiamo
  lavorare tutti insieme per la nostra terra. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amata.


   Seguito  della discussione del disegno di legge  Disposizioni  per
  l'accelerazione   dei   procedimenti  amministrativi   e   per   la
  realizzazione  di  interventi infrastrutturali urgenti   (n.  733/A
  Stralcio I COMM bis/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  discussione del disegno di legge   Disposizioni per l'accelerazione
  dei   procedimenti   amministrativi  e  per  la  realizzazione   di
  interventi  infrastrutturali urgenti  (n.  733/A  Stralcio  I  COMM
  bis/A).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   E' stato risolto il problema? Vi siete sentiti su tutto.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 1.10, a  firma  del
  Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono sforzato
  di  capirlo  questo  articolo che vuole essere una  semplificazione
  innanzitutto all'interno della Regione, se capisco bene  mi ascolti
  Assessore,  visto  che è l'emendamento del Governo  di  cui  stiamo
  parlando.
   Allora, la domanda è una: in una Conferenza di servizio se ci sono
  diversi rami dell'Amministrazione regionale, questi rami esercitano
  il  loro  parere  in forza delle norme specifiche alle  quali  sono
  preposti i dirigenti che gestiscono quei servizi.
   Faccio un esempio. Se c'è una Conferenza di servizio che attiene a
  competenze  dell'energia e il soggetto proponente  è  l'Assessorato
  all'energia e, quindi, il suo dirigente di dipartimento, vuol  dire
  questo che il dirigente di dipartimento dà il parere anche per:  la
  sovrintendenza della Regione, per l'ARPA, perché è  un  ente  della
  Regione,  per  il Genio civile, per le varie competenze  specifiche
  laddove  ce ne sono di settore. A me sembra una cosa da far tremare
  i  polsi perché qui non si tratta di semplificazione, si tratta  di
  cancellazione.
   Io   non   so   se   una  norma  del  genere  può   definirsi   di
  semplificazione.    Qui    stiamo    dicendo    che     nell'ambito
  dell'Amministrazione regionale la Conferenza dei servizi la fa  con
  se  stesso  colui  che propone la Conferenza dei servizi,  cioè  il
  dirigente del ramo dell'Amministrazione regionale da cui dipende il
  provvedimento che è all'esame della Commissione e poi con gli altri
  eventuali,  laddove  ci sono competenze esterne  alla  Regione,  di
  altri  organi dello Stato, delle amministrazioni locali. Ma  stiamo
  parlando  di  una  cosa che, signori, è molto delicata,  perché  in
  materia  di Sovrintendenza, ad esempio, il sovrintendente  risponde
  alle  leggi  sul paesaggio, non risponde alle stesse dinamiche  con
  cui risponde un Assessorato, un ramo dell'amministrazione.
   Allora,  io mi chiedo: ma il Governo per davvero pensa che  questa
  sia   una  norma  di  semplificazione  e  non  invece  una   norma,
  paradossalmente, di assunzione di una responsabilità e di una serie
  di  aggravamenti  anche di responsabilità non solo  amministrative,
  nei confronti dei funzionari che dovrebbero andare a dare un parere
  unico per tutta la Regione siciliana.
   Io  suggerisco al Governo un approfondimento e un eventuale ritiro
  di questa norma.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questa riguarda  non  nella
  Conferenza    di    servizi    all'interno    dell'Amministrazione.
  L'emendamento  del  Governo 1.10 si riferisce  alla  partecipazione
  alla  Conferenza  tra  la  Regione e  lo  Stato,  quindi,  non  fra
  amministrazioni   all'interno  della   Regione,   perché   fra   le
  amministrazioni all'interno della Regione è già disciplinato  dalla
  legge 7.
   Qui   individua  e  specifica  meglio  il  ruolo;  infatti,  parla
  dell'accordo   di  programma  e  viene  individuata  la   posizione
  dell'Amministrazione regionale viene con la norma  individuato  nel
  dirigente  dell'Amministrazione procedente  o  previa  accettazione
  espressa  della  delega da questa conferita  nel  dirigente  o  nel
  responsabile di diversa natura dell'Amministrazione regionale.
   L'intendimento  dell'emendamento era questo. Se comunque  ritenete
  che possa non semplificare, siccome noi già lo abbiamo disciplinato
  nella legge 7, per quanto mi riguarda possiamo anche ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Perfetto.  Mi  sembra  la  cosa  migliore   per   cui
  l'emendamento è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 1.8 a firma degli onorevoli Caronia  ed
  altri.
   Onorevole Caronia, anche su questo la inviteremmo al ritiro  perché
  ci   sono   delle  parti  incostituzionale  e  sarebbe  un  problema
  accettarle.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Se  sono
  dichiarati  inammissibili tutti gli emendamenti che non erano  stati
  in Commissione, anche questo non è stato presentato in Commissione.

   PRESIDENTE.  Abbiamo fatto ieri, onorevole Pellegrino,  una  scelta
  precisa  proprio per cercare di trovare una sintesi.  Abbiamo  detto
  che  alcuni  emendamenti li valutavamo anche se - non presentati  in
  Commissione - e li valutavamo qui direttamente in Aula.  Questo,  in
  particolar modo, riteniamo che non possa essere accettato perché  fa
  riferimento  a  una  deroga di legge statale  che  non  ci  possiamo
  permettere di fare.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, la ringrazio per la  precisazione  in
  merito  alla  possibilità  di  discutere  sulla  modalità,  rispetto
  all'incostituzionalità  ritengo che il tema sia  piuttosto  delicato
  nel  momento  in cui, anche rispetto al dettato della norma,  stiamo
  andando  a  modificare alcuni aspetti che ci pongono  davanti  a  un
  tema.
   La  ragione per cui questo emendamento è stato concepito ed è stato
  anche ampiamente discusso con soggetti altamente qualificati sta nel
  fatto che la prassi ha dimostrato che, purtroppo, proprio perché  la
  legge  nelle  due  fattispecie  che  riguardano  -  il  mio  collega
  Catalfamo vorrà probabilmente intervenire - perché alla luce di  uno
  studio  approfondito il tema è quello di volere  riuscire  ad  avere
  certezza  rispetto  al fatto che la potestà autorizzativa,  dopo  il
  termine  assegnato dalla legge, di fatto consenta  al  cittadino  di
  potere operare con una certezza, fatta salva la circostanza che  non
  abbia dato delle dichiarazioni mendaci di fatto quel percorso si sia
  chiuso.
   Ritengo  che  questa norma, seppure oggetto di possibile  modifica,
  si  può  modificare  qualora il Presidente lo  volesse  prendere  in
  considerazione per farla valutare all'Aula - il tema è soltanto uno
   Si  può scrivere meglio, si potrà scrivere diversamente ma oggi  il
  tema che viene posto all'ordine del giorno, da parte di tutti coloro
  i  quali  approcciano alla pubblica amministrazione, è che  non  c'è
  certezza rispetto alla tempistica. Trascorso il termine del silenzio-
  assenso  nei diciotto mesi successivi, l'Amministrazione si  riserva
  la possibilità di potere intervenire.
   Sfido  chiunque, qualunque cittadino in un momento  come  questo  a
  volere approntare qualunque iniziativa di tipo economico sapendo che
  in alcuni casi è addirittura sine die. Oppure nell'arco dei diciotto
  mesi  quel  silenzio-assenso può essere  anche  sovvertito.  Chi  lo
  farebbe? Chi lo fa? In un momento drammatico come quello che  stiamo
  vivendo
   Ritengo,  al  di  là  del  fatto che  la  norma  possa  sicuramente
  contenere  degli  elementi che possono essere smussati,  Presidente,
  lei  che è stato molto sensibile rispetto a questo tema non le potrà
  sfuggire  senz'altro che la certezza del diritto rispetto  al  fatto
  che un cittadino possa avere la sicurezza che nel momento in cui  fa
  un investimento, questo non debba essere sovvertito.
   Dopo  diciotto  mesi   o  quando  addirittura  non  c'è  un  limite
  temporale  tutto questo rende fragile il tessuto produttivo  di  una
  terra che è già in grossa difficoltà.
   Mi  fermo  qui  perché  no so se il collega vuole  intervenire  con
  maggiori  dettagli, giusto perché si possa definitivamente stabilire
  se potere continuare o no.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la parola all'onorevole  Cracolici  e
  all'onorevole Catalfamo che l'hanno chiesta, credo che ci  sia  poco
  da  modificare nel senso che l'intero emendamento è una deroga a una
  norma  statale  bella  o  brutta che sia.  Sono  d'accordissimo  sul
  ragionamento,  sono più che d'accordo con lei, ma  non  ci  possiamo
  permettere di farlo.
   Questa  legge è una sorta di messaggio al Governo nazionale  perché
  alcune  cose  vengano  cambiate, ma non ci  possiamo  permettere  di
  cambiarle noi quelle nazionali. Sarebbe automaticamente impugnato  e
  non la possiamo presentare.
   Dal  punto di vista logico sono favorevolissimo a quanto  detto  da
  lei,  ma materialmente non è presentabile. Deve essere ritirato  per
  forza perché non lo possiamo accettare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, al di là delle  cose  che  lei  ha
  appena  detto,  vorrei  dire alla collega,  io  non  so  se  stiamo
  parlando  della  stessa cosa. Col collega Assenza,  in  Commissione
  siamo  pervenuti  ad  un  fatto  sostanziale,  mi  ascolti,  signor
  Presidente, che io, lo dico così, è l'unica vera novità  di  questa
  legge,  ovvero, il procedimento amministrativo del silenzio-assenso
  va  notificato  entro  15  giorni al  cittadino,  ai  soggetti,  ai
  titolari  del  provvedimento per i quali si è formato il  silenzio-
  assenso.
   La ratio è chiara: il silenzio-assenso non può essere

   PRESIDENTE. Questo è già stato votato

   CRACOLICI. No, è già contenuto nel testo

   PRESIDENTE. Appunto, fa parte già del testo.

   CRACOLICI. Ma non capisco, quindi, l'emendamento, qual è lo scopo?

   PRESIDENTE. Il meccanismo dell'autotutela, soltanto questo.

   CRACOLICI.  Ma  è  già contenuto nel principio  che  il  silenzio-
  assenso va notificato e se non viene notificato entriamo nel  campo
  del  reato  di  omissione  di  atti d'ufficio.  Siamo,  quindi,  in
  un'altra sfera che non è più amministrativa.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, oggettivamente è così, solo  che,
  ormai,  in  Sicilia  specialmente,  il  silenzio-assenso  è   stato
  stravolto perché il silenzio-assenso riguarda il tempo minimo,  non
  quello massimo, di valutazione di un progetto, perché, normalmente,
  fino  al giorno prima del silenzio-assenso non viene neanche aperta
  la  pratica e, poi, viene aperta la pratica. E, quindi, come minimo
  devono passare 150 giorni, poi, si comincia a lavorare; per cui,  è
  veramente,  il  vero problema che abbiamo in questa Regione  e  che
  segnaliamo da troppo tempo.
   E' stato ritirato l'emendamento dell'onorevole Caronia.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 1.2, a firma  degli
  onorevoli Pagana ed altri.
   Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della commissione e relatore. Anche  questo
  per noi, siamo contrari.

   ASSENZA. Abbiamo già votato il termine dei 15 giorni.

   PRESIDENTE. Ha ragione, però, già il termine è stato fissato,  per
  cui prevederne un altro non è possibile.
   Non  è  ammissibile,  onorevole Pagana. Se lo  vuole  spiegare  il
  Presidente della Commissione, forse è meglio.

   PELLEGRINO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   La
  responsabilità  deriva  per  legge,  quindi,  non  c'è  bisogno  di
  aggravare  e di appesantire la norma. E' questo quello  che  volevo
  dire.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, però, non lo possiamo valutare,
  perciò se potessimo andare avanti sarebbe meglio.

   PAGANA.  Sì,  d'accordo.  Oltre al  termine  dei  90  giorni,  che
  possiamo   benissimo  votare,  nell'emendamento  in  questione   si
  richiamano le responsabilità di cui all'articolo 2, commi  8  e  9,
  della  legge  n.  7  del  2019.  E'  altrettanto  importante,   non
  appesantisce  nulla; quindi, magari bisogna riscrivere  l'articolo,
  anche  se  la  cosa  dei  90 giorni era per dare  un  termine  alla
  richiesta dell'interessato.

   PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione che dice?

     PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. No, ma  già
  c'è  un  termine di 15 giorni. Secondo noi, è inammissibile per  la
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Presidente,  se  ad un  certo  punto  c'è  il  parere
  negativo,  si  vota  e  buonanotte  Anche  perché,  da  quello  che
  capisco, è un aggravamento per l'utente, non è una semplificazione,
  per cui, mi sembra   Insomma, c'è il parere negativo.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.11, a firma del Governo. L'avete tutti?
  Si tratta di una parziale riscrittura.
   Hanno  chiesto  di parlare l'onorevole Di Caro e poi   l'onorevole
  Barbagallo.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, vede  come  complichiamo  le  cose?
  Allora,  il  Governo modifica il comma 6, era di tre  righe,  e  lo
  modifica così, lo voglio leggere:  In tutti i casi disciplinati dai
  commi  4, 5 e 6 del presente articolo le amministrazioni precedenti
  sono  tenute  ad effettuare idonei controlli - vorrei  capire  cosa
  vuol   dire  idonei  controlli  -  anche  a  campione,  in   misura
  proporzionale  al  rischio  ed  all'entità  dell'obbligazione   del
  beneficiario  ovvero  alla  tipologia ed alla  rilevanza  dell'atto
  autorizzativo concessorio comunque denominato, oltre che  nei  casi
  di  ragionevole dubbio sulla veridicità delle dichiarazioni di  cui
  all'articolo  4746  del DPR n. 445 del 2000, anche  successivamente
  all'erogazione dei corrispettivi e dei benefici, ovvero  .
   Presidente, io da responsabile unico del procedimento, un  istante
  dopo  aver letto questa norma mi dimetto e me ne vado due  mesi  in
  malattia
   Questa  si chiama  fuga dalla firma . Con questa cosa noi facciamo
  scappare quei poveri cristi che si trovano a dover applicare poi le
  norme della Regione, perché una volta che le scriviamo poi ci  deve
  essere qualcuno che le deve rispettare ed applicare.
   Con questa cosa noi mandiamo al manicomio quei pochi disperati che
  si trovano a fare i responsabili unici del procedimento.

   PRESIDENTE.   Con  calma  perché,  siccome  ormai  abbiamo   preso
  l'abitudine di sistemare le cose al meglio e, quindi,  se  ci  sono
  problemi si risolvono.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  un  recepimento  della  norma
  nazionale,   dell'articolo   264.   Quindi,   tutto   sommato,   si
  applicherebbe comunque ed in questa maniera.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è  l'1.11  che
  stiamo discutendo? Io vorrei sottolineare ed evidenziare questo. Vi
  è  scritto, leggo testualmente,  le amministrazioni precedenti sono
  tenute  ad effettuare idonei controlli, anche a campione, in misura
  proporzionale  al  rischio ed all'entità  dell'obbligazione  o  del
  beneficio .  Qual  è?  Questo  è il  punto.  Ed  ancora,   comunque
  denominato oltre che nei casi di ragionevole dubbio   .
   Ed  il  ragionevole  dubbio,  io  mi  permetto  suggerire,  signor
  Assessore,  potrebbe  essere  una norma,  signor  Presidente  della
  Commissione, la norma deve essere certa, i consociati devono sapere
  a  che  cosa  vanno incontro, qual è la procedura da applicare.  Se
  parliamo di ragionevole dubbio e, addirittura, si scrive  controlli
  a   campione  e  misure  proporzionali  al  rischio  ed  all'entità
  dell'obbligazione .
   Io  ho  qualche  dubbio, Presidente, mi permetto di suggerirlo  al
  Governo. Poi, per carità, potete verificare.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura parziale al comma  6
  già  è  nel  testo  perché,  fermo  restando  l'applicazione  delle
  disposizioni  di  cui  all'articolo 264, e le disposizioni  di  cui
  all'articolo 264 sono queste. Quindi, avevo invitato il  Governo  a
  ritirarlo proprio per questo, perché è pleonastico.

   PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo, chiudiamo la discussione.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Io vorrei fare un chiarimento. Intanto, il Governo ha semplicemente
  cassato non la parte che leggevano, solo quella parte generica  del
  comma  6.  Cioè   da  parte  delle pubbliche  amministrazioni  sono
  incrementati, a cura del responsabile del procedimento, i controlli
  a  campione  di  cui  all'articolo 71 , perché  tutto  il  resto  è
  previsto dall'articolo 264, dal decreto legge rilancio.
   Da  che  cosa  nasce l'esigenza? Poi, fate quello che  volete.  La
  norma,  noi  oggi  stiamo prevedendo la possibilità  -  ed  abbiamo
  allargato la platea - delle autocertificazioni.
   L'articolo  264, con riferimento a questa norma, ai  controlli  e,
  quindi,  alle  autocertificazioni, è  un  decreto  legge  che  dura
  temporaneamente, fino al 31 dicembre del 2020.
   Noi, anche in tema di autocertificazioni stiamo andando a regime e
  lo  facciamo  oltre  il  2020 e, quindi,  soprattutto  in  tema  di
  certificazioni antimafia, il 264 fa riferimento alla sospensione  e
  alle  autocertificazioni fino alla vigenza del  decreto  legge,  il
  264.  Nel  momento  in cui noi potenziamo e, quindi,  prevediamo  a
  regime  -  perché  questo si sta facendo con norma,  potenziamo  e,
  quindi,   prevediamo  a  regime  il  sistema  di   ricorrere   alle
  autocertificazioni e, quindi, lo ampliamo oltre il 31 dicembre 2020
  -  dico, io ritengo che comunque una norma più dettagliata  che  fa
  riferimento  a  controlli da farsi, anche alla rilevanza  dell'atto
  amministrativo, la rilevanza dell'atto amministrativo  dipende  dal
  pagamento soprattutto rispetto alle autocertificazioni, siamo anche
  avvocati.
   Quindi,   la   rilevanza   dell'atto  autorizzativo   concessorio,
  naturalmente, dico, non puoi non fare un controllo più approfondito
  e soprattutto non si può sottrarre a controlli.
   Quando  il dirigente deve effettuare dei pagamenti e, quindi,  con
  un'autocertificazione  il  264  oltre  il  31   dicembre   con   le
  autocertificazioni è superato, il controllo antimafia, è sganciato,
  quindi voi nelle norme che stiamo facendo e prevedendo, non  si  fa
  riferimento, facendo riferimento all'articolo 1 del 264, cioè,  non
  si  riferisce,  mentre  i  controlli sono a  regime  ordinario,  le
  autocertificazioni sono legate ad un tipo, quindi non  è  estesa  a
  tutte  le autocertificazioni come si sta facendo con questa  norma,
  quindi  significa che chiunque può presentare un'autocertificazione
  per  tutto  e non è soggetto a nessun controllo, neanche  a  quello
  antimafia.   Questo è lo spirito, la ratio della norma. Siccome  il
  disegno  di  legge è un disegno di legge parlamentare, il  Governo,
  avendo  anche  la responsabilità, nella qualità di  Assessore  alla
  funzione  pubblica, io ritengo di sottoporre all'Aula,  perché  non
  abbiamo  fatto  altro  che riprendere la prima  parte,  tant'è  che
  nessuno l'ha toccata, la prima parte del comma 6, perché era quella
  prevista  dalla norma nazionale, quindi non ho capito  l'intervento
  dell'onorevole Di Caro.
   Io  elimino semplicemente quelle due righe perché ritengo  che  un
  controllo  più  dettagliato per norme  che  noi  riteniamo  non  di
  emergenza  ma  a  regime, perché così si è detto, l'Amministrazione
  deve  avere la possibilità di poterlo fare, perché si può incorrere
  in  frode, si può incorrere in danno erariale, si può incorrere  in
  tante  di  quelle  responsabilità di cui  io,  come  Governo,  come
  rappresentante del Governo, ho il dovere di segnalare all'Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Allora io,  però,  vorrei  capire
  bene, prima di mettere in votazione qualcosa, tutte queste cose che
  mi  sono  messo nella testa, ma ce n'è qualcuna che è contrastante,
  per  cui  vorrei capire veramente, per esempio se il 264 è soltanto
  per  emergenza o se invece è a regime, perché mi sembra Per cui  io
  farei finire gli interventi

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. E' a  regime,
  perché  abbiamo discusso quasi tre ore, quattro ore in Commissione,
  è a regime.

   PRESIDENTE. Questo lo credo anch'io.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Non   è
  questione di interpretazione, è pacifico.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Mi  riferivo alle autocertificazioni, perché per il controllo, l'ho
  già  spiegato, è a regime. Per le autocertificazioni è fino  al  31
  dicembre 2020, articolo 264, primo comma.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  facendo
  un  po'  di  confusione,  ma  io  credo  che  la  relazione  già  è
  esplicativa ed è chiara su quegli aspetti su cui stanno  discutendo
  i  colleghi.  Io  credo, personalmente, signor Presidente,  che  se
  facciamo una scelta che va verso la semplificazione amministrativa,
  la  sburocratizzazione, dobbiamo avere il coraggio di  perseguirla,
  quindi ritengo che quest'ulteriore aggravamento del procedimento è,
  come  dire,  contro  lo spirito della legge, poi  il  provvedimento
  nazionale temporaneo verrà prorogato, non lo so che fine farà, però
  è  chiaro che noi dobbiamo dare una linea alla legge che è coerente
  con  lo spirito e con la ratio della norma, partendo dai lavori che
  ci  sono  stati  in  commissione. Per cui dico  io  sono  contrario
  all'1.11.

   PRESIDENTE.  Allora, scusatemi, se l'Assessore lo  mantiene  credo
  che  ci  sia,  però, il parere contrario della Commissione lei  che
  vuole  fare, Assessore? Questo è stato detto chiaramente, è inutile
  che gli ridiamo la parola.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Quanto meno lasciamo quella dei controlli antimafia, le ultime  tre
  righe.

   PRESIDENTE. I controlli. Per carità, scusate

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. State tranquilli, state sereni.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  io,
  se  pur  in  un  contesto  molto confuso, però  stranamente  vorrei
  spezzare una lancia a favore del Governo. Qui non stiamo discutendo
  la  possibilità  che  il cittadino presenti con  il  sistema  delle
  autocertificazioni  documenti  al  fine  di  avere   valutata   una
  richiesta,   che   è   una  estensione  del  principio   non   solo
  dell'autocertificazione, ma attenzione c'è anche  la  dichiarazione
  sostitutiva     che     è     un    altro     istituto     rispetto
  all'autocertificazione.
   Qui il Governo sta, secondo me ancor genericamente, perché poi  ci
  sarà  bisogno  comunque  di  un  provvedimento  amministrativo  che
  specifichi che cosa vuol dire, sta intervenendo sui controlli.
   Ora, attenzione, non vorrei che qui commettiamo un errore, va bene
  la  semplificazione, consentiamo la possibilità  che  il  cittadino
  abbia il massimo della accessibilità alla Pubblica Amministrazione,
  che    non    deve   presentare,   ad   esempio,   documenti    che
  l'Amministrazione Pubblica ha già, va bene.
   Ma  attenzione a non fare norme che eliminino i controlli,  perché
  il   principio   del   controllo  è   un   principio   a   garanzia
  dell'autocertificazione, perché l'autocertificazione tu la  fai  se
  ti  assumi la responsabilità di quello che dichiari, e ti assumi la
  responsabilità sapendo che qualcuno ti può controllare.  Perché  se
  da  un  controllo viene fuori che quello che hai dichiarato non  è,
  diciamo, vero, ci sono due conseguenze: la revoca del provvedimento
  amministrativo   ma   anche  le  sanzioni   connesse   alle   false
  attestazioni di fronte ad un pubblico ufficiale.
   Allora,  se  qui stiamo parlando della modalità di  esercizio  dei
  controlli, che diciamoci la verità anche la norma nazionale è molto
  generica  perché  parla  di   incrementi',  che  vuol  dire?   Sarà
  necessario un provvedimento amministrativo che stabilisce che  cosa
  è la quantità dei controlli, in quale percentuale, rispetto a quale
  tempistica,  noi  abbiamo  discusso  nel  mese,  nell'anno,   nella
  settimana.
   Allora,  io  credo che, se questa è la finalità del  provvedimento
  del  Governo, non sono per dire no a prescindere, quindi  valutiamo
  un   po'  meglio  magari  se  riscrivendolo  e  precisandolo,  però
  attenzione   qui   non   perdiamo   di   vista   che   la    tutela
  dell'amministratore pubblico, anche di quel funzionario  che  sennò
  fugge,  è  data  dall'esercizio del controllo, non di  bloccare  la
  pratica  ma di controllare anche ex post la pratica che ha  mandato
  avanti, perché dobbiamo avere sempre un equilibrio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, già in una riunione che  abbiamo
  avuto  precedente all'Aula, io per primo ho chiesto che la funzione
  di  controllo  fosse  molto  più che rafforzata  perché  se  esiste
  l'autocertificazione  non  c'è dubbio  che  l'unico  strumento  che
  rimane nelle mani dello Stato, della Regione, è il controllo.
   Quindi, questo è fin troppo scontato, addirittura io mi stupisco e
  continuo  a  stupirmi e mi stupirò tutta la vita perché questo  non
  viene  fatto,  non  esiste  in  nessun  assessorato  della  Regione
  siciliana - ma con serenità vi posso dire che non esiste in  nessun
  assessorato  di  nessuna Regione italiana, o  in  nessun  Ministero
  dello  Stato,  nell'organigramma, una previsione di controllo.  Non
  esiste   Cioè  non c'è in nessun Assessorato un Ufficio  controllo,
  così come non c'è in nessun Ministero. Non esiste nell'organigramma
  della Regione, come dello Stato, come delle altre Regioni, qualcuno
  che  viene  assunto  Capo controllore. Non c'è, perché  non  esiste
  proprio
   E  allora non c'è dubbio che nella mia visione di semplificazione,
  con  enorme  spazio all'autocertificazione, non c'è dubbio  che  le
  Regioni   si   debbano  attrezzare  con  strumenti  importanti   di
  controllo, non secondari, importanti
   Quindi, non è tanto il concetto di rafforzamento, è il concetto di
  costruzione dello strumento di controllo, che in questo momento, di
  fatto, non esiste.
   E  allora  io credo che, siccome la volontà del Governo,  avendola
  discussa  prima con loro, sia esattamente questa, io  rinvierei  un
  attimo  questo argomento a dopo, e vorrei fare un confronto  perché
  invece  questo si possa tranquillamente fare e si possa  introdurre
  in  maniera  inequivocabile il concetto  del  controllo,  perché  -
  ripeto  -  parlare  di  autocertificazione senza  avere  una  forte
  capacità di controllo, facciamo un danno colossale.
   Per cui votiamo, quale? Questo dell'assessore Grasso va bene così?
  Però,  siccome ho sentito tanti interventi, mi sembrava il caso  di
  rivederlo un secondo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Siccome stiamo andando  avanti  ed  è
  importante ascoltare alcuni suggerimenti, prego.

   FOTI. Signor Presidente, mi scusi, perché lei in questa maniera mi
  costringe  a  essere un po' severa, perché lei non può  pensare  di
  parlare  con  una  parte  dell'Aula con  cui,  come  si  dice  alla
  catanese,   ci  da  n'ammugghiata'. Perché  la  discussione  andava
  riportata in Commissione
   Questa  è  una  legge  complicazione . Poco fa ho assistito  tutto
  d'un fiato alla lettura di qualcosa che è una norma nazionale.
   Come  ho  detto ieri quando ho chiesto, non sarebbe bene fare  una
  bella  seduta  in Commissione, dove un attimino ci rischiariamo  le
  idee,  dato  che  tutto  quello  che  menti  geniali  hanno  voluto
  anticipare,  già lo Stato lo ha fatto e stiamo creando  una  grande
  confusione?
   Lei,  non  so chi, non lo ha voluto fare. Quindi se io  chiedo  di
  parlare, lei si prenda un appunto. Non è a chi si mette qui sotto a
  gridare prima che poi concede la parola e poi mi dice  un attimino,
  Assenza . Deputato è lui e deputato sono io

   PRESIDENTE. Le risulta che qualche volta lei ha chiesto di parlare
  e io non le abbia dato la parola?

   FOTI. Lei ha già ampiamente utilizzato la discrezionalità.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, le risulta che lei qualche volta mi ha
  chiesto di intervenire e io non le abbia dato la parola?

   FOTI.  Su  questo argomento lei già stava procedendo  e  mi  stava
  dicendo  è utile sentire dei consigli .

   PRESIDENTE.  Non  è  inutile  niente.  L'onorevole  Assenza  stava
  dicendo  una  cosa e lo volevo sentire. Basta. Faccia  l'intervento
  sul  disegno di legge, è inutile che perdiamo tempo in queste cose,
  è veramente disdicevole.

   FOTI.  Allora, l'articolo 71 del D.P.R. 445, di recente, lo  Stato
  lo ha messo a servizio della velocizzazione degli iter burocratici,
  limitatamente a questo anno 2020. Quindi, già questa  norma  esiste
  ed  è  applicata, perché è stata convertita recentemente a  livello
  statale.
   Risulta ridondante e, secondo me, può addirittura indurre a  delle
  difficoltà interpretative anche i nostri Uffici regionali, che  già
  di loro possono applicare.
   Chiaramente questa norma - cosa che io non comprendo - la si vuole
  applicare  per  sempre.  Come  è stato detto  anche  dall'onorevole
  Cracolici,  già  esiste  tutta  una  gamma  di  documenti  che   in
  autocertificazione,  ovviamente sotto  propria  responsabilità  per
  dichiarazioni mendaci, i cittadini possono fare e utilizzano questo
  strumento  da  un po' di tempo. Poi ci sono gli atti notori,  anche
  quelli si possono fare.
   Qua  dentro non si sta inventando nessuna semplificazione,  la  si
  sta buttando in caciara, così si dice.
   Ora,  il Governo che poveretto, passatemi il termine, mi fa  anche
  tenerezza, sta inseguendo ulteriori, mettendo pezze ad una cosa che
  è  una  legge non degna di questo Parlamento perché si poteva  fare
  qualcosa  di molto più grazioso, oppure, non fare niente, applicare
  le leggi che già il Governo ha messo a disposizione.
   In più, l'impianto è già previsto, lo stiamo estendendo in maniera
  rocambolesca  senza  adeguare gli Uffici sine die,  per  sempre  la
  velocizzazione, e poi, Presidente, sui controlli a valle, è  giusto
  che  i  cittadini,  che hanno l'iniziativa, non  possono  stare  ad
  aspettare, se sono onesti e poi presentano progetti e li realizzano
  in  maniera  aderente,  precisa, loro hanno  tutto  il  diritto  di
  sbrigarsi ma i controlli devono essere estesi al cento per cento.
   Questo  concetto  in  Commissione non è voluto pienamente  passare
  quindi  se  lei  dice  ora  fermiamoci, alt,  avevo  capito  che  i
  controlli c'erano', i controlli non è ben chiaro com'è che verranno
  fatti, quindi se possiamo fare una cosa lineare, comprensibile,  se
  si  semplifica i controlli devono essere a tappeto, non si può dire
   si  fa il venti per cento', e poi? L'ottanta per cento appena sarà
  superata  quella soglia, potrebbero i furbi e creare un danno  alla
  legalità alla nostra Regione? Uno; da quali soglie si deve partire?
  Controlleremo i  progettini' da poche migliaia di Euro lasciando  i
  grandi    approfittatori   liberi   di    potere    chiedere    con
  l'autocertificazione   e  ottenere  autorizzazioni   che   già   in
  automatico abbiamo?
   Signor Presidente stiamo manipolando una materia molto delicata  e
  ci  sono stati anche segnali dalle Commissioni  Antimafia'  che  ci
  hanno detto  attenzione, in un momento di crisi di questo tipo  già
  abbiamo  notizia  di chi si sta organizzando come per  prendere  in
  giro  le  amministrazioni e beffarsi di quello che è  un  risultato
  importante  che già avevamo ottenuto -  ripeto - con la legge 7 del
  2019.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Prima dell'onorevole Lupo  l'onorevole
  Assenza, se l'onorevole Foti me lo consente.
   Un  momento di raccordo è un conto, un ritorno in Commissione è un
  altro,  tutta  l'Aula ha chiesto di votare subito. Prego  onorevole
  Assenza.

   ASSENZA.  Sì,  grazie signor Presidente. Io,  intanto,  mi  voglio
  scusare  con  l'onorevole  Foti  perché  non  volevo  assolutamente
  prevaricare  nessuno, avevo chiesto di intervenire ma aspetto  come
  sempre   il   mio  turno,  chi  mi  conosce  sa  che  non   intendo
  assolutamente prevaricare qualcuno.
   Allora,  io credo che stiamo facendo un po' di confusione. Intanto
  le  critiche  alla formulazione dell'emendamento governativo,  oggi
  presentato,  andrebbero  rivolte al  testo  della  legge  nazionale
  perché  l'emendamento non fa altro che copiare parola  per  parola,
  comprese le virgole, il testo approvato dal Governo nazionale.
   Detto   questo,  noi  già  all'articolo  1,  comma  4,  prevediamo
  espressamente  Fermo restando l'applicazione delle disposizioni  di
  cui  all'articolo 264 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34,  ove
  non  esplicitamente    Cioè, noi quella  parte  dei  controlli  già
  l'abbiamo  recepita  al  punto 4. Qual è l'equivoco  in  cui  -  mi
  perdoni il Governo - cade il Governo, nel senso di dire  Siccome il
  Governo nazionale prevede il sistema delle autocertificazioni  solo
  per  i  18  mesi  e  noi stiamo cercando di portare  invece  questo
  sistema  di semplificazione ultra - il tempo è l'emergenza Covid  -
  ma  di  renderlo  come criterio applicabile sempre,  verrebbe  meno
  anche  questo  articolo la parte che riguarda i  controlli.  Non  è
  così,  perché  la  parte  che riguarda i controlli  è  il  comma  1
  dell'articolo 71, che non c'entra niente con il 264 di cui  abbiamo
  parlato,   dove   si   parla  espressamente   dei   controlli.   Le
  Amministrazioni   procedenti  sono  tenute  ad  effettuare   idonei
  controlli  e  tutto  quello  che è  già  riportato.  Questo  non  è
  temporaneo, questa materia dei controlli, come è di tutta evidenza,
  è  una  norma  che  si  applica  oggi,  si  applicherà  domani,  si
  applicherà sempre.
   Quindi,   io  invito  veramente  il  Governo  a  ritirare   questo
  emendamento, perché nella prima parte è già prevista nell'articolo,
  nel  quarto comma, la seconda parte, è comunque già prevista  nella
  norma nazionale ed è una norma di ultra attività, quindi penso  che
  ci   stiamo,  al  solito,  complicando  la  vita  senza   eccessiva
  motivazione.

   PRESIDENTE.  E  allora, io devo essere sincero, dopo  l'intervento
  dell'onorevole Assenza mi sembra di avere capito meglio  il  tutto,
  quindi, onorevole Pellegrino, prego, e onorevole Lupo.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione e relatore. No,  l'unica
  parte della riscrittura parziale del Governo, che in effetti, non è
  contenuta  nel  264 è quella, il mancato rispetto  dell'obbligo  di
  potenziamento    dei    controlli   comporta   la    responsabilità
  amministrativo  contabile  -  la  sanzione  -  e  questo   potremmo
  mantenere   questa  che  è  l'unica  parte  che  non   è   prevista
  dall'articolo 71, modificata dall'articolo 264 del decreto Conte.
   Quindi,   questa  è  l'unica  parte  che  non  è   contenuta.   E'
  sostanziale, quindi, dico, potremmo votare subito.

   PRESIDENTE.  Volevo rispondere di nuovo. Io vorrei  capire  se  il
  Governo ritira. Prima l'intervento dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Grazie signor Presidente, Assessori, colleghi. Io penso  che
  tutti  siamo convinti, soprattutto dopo i recenti fatti di cronaca,
  della  necessità  assoluta di rafforzare il sistema  dei  controlli
  dell'attività amministrativa in genere e, quindi, anche  in  questo
  caso, in tema di semplificazione.
   Il  tema è farlo con una norma chiara, perché se le norme non sono
  chiare invece di semplificare si complica.
   Allora,  io  dico  subito quello che penso.  Penso  che  la  norma
  nell'intento condiviso di intensificare i controlli, ha bisogno  di
  una   norma  di  attuazione  secondaria,  cioè  serve  un   decreto
  dell'assessore,  una  delibera  di  Giunta,  che   traduca   questa
  intenzione in fatti concreti, stabilendo come si fanno i controlli,
  con  quali  modalità  si misurano questi incrementi,  perché  dire,
  semplicemente,  che sono incrementati i controlli, rispetto  a  che
  cosa? Come si misura questo incremento? Perché altrimenti la stessa
  previsione  di  sanzionare  il  mancato  rispetto  dell'obbligo  di
  potenziamento viene meno, perché se non c'è un riferimento assoluto
  sul  come intensificare e come verificare se si è realizzata questa
  intensificazione, non si potrà ovviamente sanzionare.
   Allora,  io condivido l'intendimento del Governo di rafforzare  il
  sistema  dei  controlli,  ma  credo  che  è  necessario  farlo  con
  chiarezza  e  poi  bisogna  che  l'Amministrazione  regionale   sia
  conseguente. Se noi facciamo una norma, ma poi ci accorgiamo che in
  tutta  la  Regione, c'è mezza unità di organico che si  occupa  del
  sistema dei controlli è una presa in giro.
   Allora,   io  credo  che  la  norma  va  bene,  bisogna  prevedere
  l'attuazione  da  parte  del Governo con  decreto  del  Presidente,
  decreto  proposto dall'assessore e una responsabilità  di  Governo,
  vedete  voi,  in modo da renderla, veramente, una norma  tassativa,
  altrimenti  rimane un manifesto che crea ulteriori  disfunzioni,  e
  che  obbligherà,  probabilmente, i funzionari  a  procedere  ad  un
  controllo a tappeto, di tutto.
   Nulla  in contrario, ma a quel punto non ci aspettiamo che ci  sia
  una velocizzazione dei procedimenti.
   Quindi,  propongo  al  Governo  di  valutare  la  possibilità   di
  introdurre, per l'attuazione, un decreto di cui il Governo si  deve
  assumere la responsabilità.
   Signor  Presidente,  penso  che noi  sul  tema  dei  controlli  in
  generale,  che  riguarda  la  Pubblica  Amministrazione  regionale,
  dobbiamo dedicare molta più attenzione.
   Mi  chiedo,  se  sarà  possibile farlo, al di  là  di  quello  che
  scriveremo  questa  sera  in questo emendamento,  in  occasione  di
  prossime  sedute  d'Aula  che  pure  prevedono  di  trattare  norme
  riguardanti  la Pubblica Amministrazione regionale, mi  sembra  che
  c'è  un  disegno di legge proposto in particolare, se  non  ricordo
  male, lei ha detto andrà in Aula, dell'onorevole Zito.
   Forse  quella può essere l'occasione per entrare anche nel merito,
  perché   la   semplificazione  si  fa   migliorando   la   Pubblica
  Amministrazione regionale, investendo, riqualificando, formando  il
  personale  della Regione siciliana, non basta approvare  una  legge
  per  poi  immaginare  che tutto migliori come d'incanto  appena  la
  legge va in Gazzetta Ufficiale.
   Quindi,  penso  che  su questo è necessario  prevedere  almeno  un
  decreto  dell'assessore, se il Governo lo ritiene, sul  decreto  si
  può  chiedere il parere anche della Commissione per avere un parere
  che  ovviamente non è vincolante, ma che probabilmente  può  essere
  utile recepire, anche da parte del Governo.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevole, quello che lei ha detto  è  -   se
  vogliamo - un po' il succo della questione cioè non c'è dubbio  che
  il concetto di semplificazione, il concetto di autocertificazione e
  quant'altro,   non   può  che  andare  assolutamente   insieme   al
  rafforzamento  vero del concetto di controllo, perché  se  oggi  le
  regioni impiegano anni per autorizzare, così com'è di fatto poi non
  controllano,  è una follia che è quello che è successo  finora  che
  poi sappiamo bene che gli abusivismi, queste cose, nascono sempre e
  soltanto dal fatto che uno è autorizzato a costruire poi come se la
  vede lui perché tanto se ne frega di quello che gli hanno detto, ma
  non  c'è dubbio che - onorevole Lantieri, chiedo scusa - ma non c'è
  dubbio  che  il concetto stesso di autocertificazione non  può  che
  prevedere un sistema forte di controllo.
   Ora,  io  credo  che,  se vogliamo fare le  cose  per  bene,  come
  assolutamente credo che vogliamo fare, nell'interesse di tutti, voi
  sapete  che per me questo è una specie di chiodo fisso per  cui  lo
  voglio    assolutamente   fare   per   bene,   credo   che   quello
  dell'organizzazione  delle strutture di controllo  che  l'onorevole
  Lupo chiedeva, con un decreto dell'assessore, io non credo che  sia
  necessario  aspettare  leggi successive,   se  posso,  permettermi,
  perché sono disponibile a fermarmi dieci minuti, un quarto d'ora in
  attesa  che questa cosa venga scritta. La mettiamo ora,  perché  se
  noi  ora inseriamo la richiesta nel testo del disegno di legge,  di
  un'attuazione  della  struttura  attraverso  un  decreto,  previsto
  dall'Assessore o dal Presidente, è una cosa che non  mi  interessa,
  perché  secondo  me ogni assessorato deve avere  una  struttura  di
  controllo,  quindi,  deve essere un qualcosa che  sia,  e  che  noi
  possiamo  quanto meno abbozzare oggi, ma che poi deve essere  fatta
  bene, eventualmente migliorata dopo, sarei assolutamente favorevole
  a fermarmi.
   Assessore Grasso, se ci fermiamo un quarto d'ora, venti minuti, in
  modo  che lo vediamo insieme, lo faccia subito, lo vediamo insieme,
  anche  perché io ho bisogno di cinque minuti di assenza per  motivi
  assolutamente  personali,  per  cui se  è  possibile  interrompiamo
  cinque minuti; aspettiamo che l'assessore finisca di scrivere,  gli
  Uffici  dell'Assemblea verificano un momento  quello  che  è  stato
  scritto e ci rivediamo, sono le ore 19,00, alle 19,05 precise  qua,
  tanto  bastano dieci minuti per fare tutto in modo che non perdiamo
  tempo ed andiamo avanti. Grazie.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 19.16)

   La seduta è ripresa.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, colleghi, stiamo andando  un  po'  a
  saltare.  In  realtà  avevo  presentato degli  emendamenti  che  io
  ritengo tecnici al comma 4 e comma 6, sul recepimento dinamico  del
  testo nazionale.
   Cioè  ho  presentato  la  parolina   e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  dopo il riferimento .

   PRESIDENTE. Per me va benissimo.

   CIANCIO.  Se  votiamo  in questa sede il comma  6  vorrei  che  si
  votasse anche.
   Potrebbero essere anche dei 117.

   PRESIDENTE. Credo che sia stato scritto. Il testo del Governo dice
   dei  controlli, di cui all'articolo 71, e successive modificazioni
  ed integrazioni .

   CIANCIO.  Fermo restando - proprio l'incipit del  comma  4  e  del
  comma 6 - l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 264
  del   Decreto  19  maggio .,  n.  34  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni . .

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ciancio,  gli  Uffici   mi   dicono   che
  recepiscono  la  cosa, e lo fanno come coordinamento  formale  alla
  fine.
   Gli  Uffici  sono  tenuti  a scrivere  e successive  modifiche  ed
  integrazioni .
   Sono stati presentati degli emendamenti.
   Quello   della  Commissione  recita   All'articolo  1,  comma   6,
  sopprimere  il secondo periodo , che è quello che era inutile,   da
  parte  delle  Pubbliche  Amministrazioni sono  incrementati,  etc.,
  etc.  .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento del Governo. La Commissione è favorevole?

   PELLEGRINO, Presidente della Commissione. Si, assolutamente.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, colleghi, come dicevo  già  ieri,  la
  materia è particolarmente delicata.
   Anche  in Commissione avevamo inserito la previsione dei controlli
  a  tappeto  e, all'esito della Commissione, ci siamo ripromessi  di
  ripresentare questo emendamento in Aula.
   Perché?    Noi    stiamo    introducendo    il    principio    che
  l'autocertificazione potrà, anche in futuro, servire per tutto,  ed
  agganciamo  i  controlli - siccome lei poco fa si è  fatto  il  suo
  bellissimo   intervento  sui  controlli  a  tappeto,  noi   abbiamo
  presentato un emendamento sui controlli a tappeto.
   L'emendamento è il successivo e supererebbe tutte le questioni che
  abbiamo  affrontato poco fa, supererebbe anche  la  possibilità  di
  scrivere   nella   legge  tutto  quel   papello'   che   porterebbe
  sicuramente i responsabili del procedimento a dimettersi,  che  poi
  altro  non è che la norma nazionale, dico, però un riferimento  sul
  potenziamento  dei controlli, o nella formula che  ora  voteremo  o
  nella  formula dei controlli a tappeto fatti anche successivamente,
  significa  che  intanto la pratica va avanti,  l'autocertificazione
  serve    e    funziona,    ma    io    cittadino    che    presento
  un'autocertificazione,   so   che  la   Pubblica   Amministrazione,
  successivamente, verrà a controllarmi tassativamente.
   Se poi qua dentro c'è qualcuno che dice  Ah ma allora paralizziamo
  la Pubblica Amministrazione, perché la Pubblica amministrazione non
  sarà nelle condizioni di fare i controlli', ma buongiorno  Ma è  da
  quando è stata presentata la legge che diciamo che il problema è la
  Pubblica  Amministrazione, che non è in grado di svolgere  tutti  i
  compiti,  e  forse possibilmente servirebbe di più  una  legge  per
  sbloccare  le assunzioni, e mettere gli Uffici nelle condizioni  di
  poter lavorare
   Io  voglio  da  questo  Parlamento, voglio che  l'emendamento  sui
  controlli  a  tappeto venga votato con votazione  palese  nominale,
  voglio  che  da questo Parlamento esca una legge tale per  cui  noi
  diremo  ai cittadini  Cittadini, l'Assemblea Regionale Siciliana  è
  vicino  a  voi,  quando presenterete una pratica  presenterete  una
  pratica e la pratica andrà avanti con la vostra autocertificazione,
  ma  voi  cittadini  siciliani,  onesti  e  disonesti,  soprattutto,
  saprete  che  la  Pubblica Amministrazione  verrà  a  controllarvi,
  perché  noi  stiamo  imponendo  alla  Pubblica  Amministrazione  di
  controllare le pratiche, anche dopo '

   PRESIDENTE. Benissimo, questo emendamento del Governo, così come è
  scritto,  arriva  esattamente  a  questa  determinazione,  cioè  il
  Governo  stesso  farà un decreto con cui organizza il  sistema  dei
  controlli, per la prima volta nella storia.
   Vorrei  che  fosse  chiaro a tutti, perché in  questo  momento  la
  Regione, non solo quella siciliana, tutte le Regioni non hanno, non
  prevedono nel proprio organigramma gli strumenti di controllo,  per
  cui,  nel momento in cui si vota questo emendamento del Governo,  è
  assolutamente quello che è stato chiesto fino a questo momento.
   Per  cui io, con il parere favorevole della Commissione, pongo  in
  votazione  l'emendamento 1.11R del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo  punto,  dopo questo emendamento, gli altri  sono  tutti
  preclusi.
   Pongo  in  votazione  l'articolo  1  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, sono già le 19.30, quasi, e ho  avuto  da  un
  incontro, anche soltanto attraverso gli occhi di alcuni Capigruppo,
  l'autorizzazione  a  sospendere i lavori e a  riaprirli  domattina.
  Perché  no?  Onorevole Pasqua, che diceva lei? E  a  quest'ora  per
  forza vanno via.
   Scusate, c'è nessuno del Governo che può partecipare? Questa non è
  una  legge che possiamo rimandare alla settimana prossima, per  cui
  si  continua. Di pomeriggio c'è un problema della Lega che non  può
  partecipare, anche la Commissione Antimafia non ci sarebbe,  quindi
  andiamo avanti e vediamo fin dove possiamo arrivare.
   Scusatemi,  il  problema  è questo, che ora  sull'articolo  2  c'è
  questo emendamento del Governo che, sicuramente, ci prenderà un po'
  di  tempo,  perché poi superato quello, l'articolo 2, di  fatto,  è
  finita la legge, è soltanto l'articolo 2, per cui andiamo avanti.
   L'unica  soluzione  è questa, domani non si può,  per  cui  si  va
  avanti.  L'emendamento è stato distribuito? Allora se  distribuiamo
  l'emendamento del Governo.
   Scusatemi, colleghi, io avrei bisogno cinque minuti dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, se ci possiamo riunione un attimo in Sala
  Lettura  e  così poi chiudiamo tutto in pochissimo tempo. Onorevole
  Grasso, può venire anche lei in Sala Lettura per favore?

     (La seduta, sospesa alle ore 19.30, è ripresa alle ore 20.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari ha stabilito di dare del tempo a tutti i Gruppi
  parlamentari  per  poter  valutare meglio  questo  emendamento  del
  Governo  e  quindi sono  state chieste ventiquattro ore. E'  chiaro
  che  nel  momento in cui diamo ventiquattro ore significa  che  non
  possiamo   continuare   l'esame  domani,   perché   non   ci   sono
  ventiquattrore  da qua a domani, significa che siamo  costretti  ad
  andare a martedì prossimo.
   Per  me non esiste il problema,  però vorrei, a proposito di tutto
  quello  di  cui  si  è discusso - onorevole Cordaro,  chiedo  scusa
  perché  credo che interessi anche a voi - io credo che molta  parte
  di  quello che è stato oggetto di discussione nasce ed è nato  oggi
  dal  fatto  che la Regione non abbia la capacità di personale,  non
  capacità  intellettiva,  ma non abbia poi  il  personale  adatto  a
  creare    queste   strutture   di   controllo   che    servirebbero
  necessariamente a tutti.
   Io  credo  che una valutazione che va fatta, onorevole  Cordaro  e
  onorevole  Grasso, è quella che si rimetta mano, perché non  è  più
  possibile,  oggi la Regione siciliana ha un personale,  fra  tutti,
  dal   commesso   al   Segretario  Generale,  con   una   media   di
  cinquantasette anni. Io credo che continuare questa  assurdità  che
  non si possono fare assunzioni, continuare a tenere bloccata questa
  possibilità  di assumere, stia diventando una follia,  proprio  una
  follia   Perché noi tra poco avremo una Regione siciliana  che  fra
  due anni avrà un'età media di sessant'anni. E' una cosa che non  si
  può  più  sentire  dire, perché è chiaro che poi  non  ci  sono  le
  capacità   tecnologiche  giuste  per  poter  capire  alcune   nuove
  formalità, alcuni nuovi sistemi che ci vengono proposti dal Governo
  nazionale, oltre che da altri.
   Per cui, io vorrei che, sinceramente, si chiudesse questo capitolo
  che  dura  dal  1991, cioè sono trent'anni che questa  Regione  non
  assume,  da  trent'anni  E' soltanto un invito che io sto  facendo,
  sono trent'anni che questa Regione non assume.
   Allora, veramente vorrei che si chiudesse un capitolo che è  stato
  importante un tempo, ma che oggi sta diventando pura demagogia.  Né
  ci  possiamo preoccupare del signor Giletti che ci accusa di essere
  in  troppi.  Per cui, ritengo che la Regione debba chiudere  questo
  capitolo delle non assunzioni, perché veramente sta diventando  una
  follia.
   Io  devo  essere sincero, mi sono vergognato quando di  fronte  ai
  dirigenti  di Google, mi hanno detto che l'età media dei dipendenti
  di Google Europa è di ventotto anni, io ho cercato di fare finta di
  niente;  ma  che  quella  della Regione sia  di  cinquantotto  anni
  veramente sta diventando un'assurdità.
   Per  cui,  invito la Regione a fare dei ragionamenti  affinché  si
  sblocchi questa follia, proprio veramente si possa sbloccare  e  si
  possano,   peraltro,  fare  assunzioni  che   in   questo   momento
  specialmente servirebbero molto al popolo siciliano.
   La  seduta è rinviata a  martedì, 16 giugno 2020, alle ore  16.00,
  per continuare l'esame di questo disegno di legge.

                 La seduta è tolta alle ore 20.13 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         197a  SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 16 giugno 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1)     Disposizioni   per  l'accelerazione  dei   procedimenti
      amministrativi   e  per  la  realizzazione   di   interventi
      infrastrutturali urgenti . (n. 733/A Stralcio I COMM  bis/A)
      (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

    2)   Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
      187-190-229-356-472-536/A)

           Relatore: on. Savarino

    3)  Nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
      misure di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
      e loro familiari . (nn. 556-124)

           Relatore: on. La Rocca Ruvolo

    4)    Norme  in materia di nomine e designazioni di competenza
      regionale . (n. 673/A)

           Relatore: on. Ciancio

   III   -   DISCUSSIONE  DELLA  MOZIONE  N.  418:   Iniziative   per
    l'elaborazione e l'attuazione di obiettivi strategici rivolti  al
    rilancio economico del Meridione e della Sicilia .

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                       Annunzio di interpellanze

   N. 264 - Iniziative per incentivare lo smart working nell'Isola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N. 265 - Interventi urgenti per contrastare la crisi del
   settore  florovivaistico a causa dell'emergenza epidemiologica  da
  COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.   266   -   Opportune  iniziative  a  sostegno  degli  studenti
  universitari fuori sede.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N.   267  -  Esecuzione  dei  tamponi  rino-faringei  alle   forze
  dell'ordine  e a tutte le 'categorie a rischio' più a contatto  con
  il pubblico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cannata Rossana

   N.  268  - Salvaguardia per l'emergenza epidemioligica da COVID-19
  nel trasporto pubblico locale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N. 269 - Sostegno al settore del florovivaismo in Sicilia.
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Attività produttive
   De Domenico Francesco

   N.  270  -  Iniziative a tutela degli studenti universitari  fuori
  sede a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N. 271 - Risorse per gli utenti di Siciliacque.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Lantieri Annunziata Luisa

   N.  272  -  Iniziative  volte a individuare alloggi  riservati  al
  personale sanitario impegnato nell'emergenza sanitaria da Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  273  -  Erogazione  immediata delle  somme  stanziate  con  la
  deliberazione di Giunta n. 124 del 28 marzo 2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Lentini Salvatore

   N. 274 - Adozione di misure di contrasto alla violenza domestica e
  alla violenza di genere.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   De  Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
  Lupo   Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  275 - Recupero importi previsti per il finanziamento del  Giro
  di Sicilia e del Giro d'Italia per l'anno 2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Marano  Jose;  Pagana Elena; De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N. 276 - Iniziative per il saldo dei contributi in conto interessi
  di cui all'art. 11 della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  277  -  Sostegno al settore del trasporto pubblico  locale  su
  gomma.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Dipasquale Emanuele

   N. 278 - Interventi urgenti in favore delle isole minori a seguito
  dell'emergenza sanitaria Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Genovese Luigi; Pellegrino Stefano

   N.  279  - Interventi a carico del fondo di garanzia del personale
  dipendente del settore della  formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Marano  Jose;  Pagana Elena; De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N. 280 - Sostegno alle strutture di specialistica ambulatoriale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Amata Elvira

   N. 281 - Esami e test rapidi per i dipendenti dell'Amministrazione
  regionale soggetti  a rischio  di contagio.
   - Assessore Salute
   De  Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
  Lupo   Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.