Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.08
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per la concomitanza dei lavori
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la seduta
è sospesa e riprenderà alle ore 17.10.
(La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 17.25)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi in data odierna, ha deliberato
all'unanimità quanto segue:
-L'Aula in data odierna voterà sulla richiesta di procedura
d'urgenza del disegno di legge in materia di clausola sociale in
tema di contratti pubblici;
-il disegno di legge di riforma del sistema di raccolta dei rifiuti
è rinviato in Commissione;
-martedì 16 giugno 2020 l'Aula avvierà la discussione dei disegni
di legge in materia di Governo del territorio, contrasto alla
violenza di genere e nomine e designazioni da parte del Governo
regionale. Nella medesima giornata sarà altresì discussa la mozione
presentata dal PD in materia di fiscalità di vantaggio;
-mercoledì 24 giugno 2020 l'Aula terrà seduta per la discussione
del Piano regionale dei rifiuti.
Le Commissioni daranno priorità all'esame dei disegni di legge in
materia di randagismo, moneta complementare, contributi ad
associazioni, disostruzione pediatrica, ludopatia e funzionamento
del Corpo Forestale della Regione.
Previa intesa con il Presidente della Regione, infine, una seduta
d'Aula sarà dedicata alla discussione della relazione di cui
all'art. 160 bis del Regolamento interno.
Aspettiamo che il Governo per domani ci faccia sapere
esattamente qual è il giorno.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo, per
motivi di salute, fino al 30 giugno 2020.
L'Assemblea ne prende atto.
materia di clausola sociale in tema di contratti pubblici
Votazione di richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge
in materia
di clausola sociale in tema di contratti pubblici
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della richiesta di procedura
di urgenza del disegno di legge in materia di clausola sociale in
tema di contratti pubblici. Se non ci sono obiezioni, avrà la
procedura d'urgenza.
Volevo comunicare all'onorevole Pagana che, in realtà, la lettera
ai Capigruppo da parte del Presidente dell'ARS per la Commissione
parlamentare speciale di indagine e studio sul servizio idrico è
stata già inviata il 19 febbraio 2020.
Poi, evidentemente, per motivi di Covid, una parte dei Gruppi
aveva risposto, un'altra parte dei Gruppi no, per cui ho ritenuto
necessario fare riscrivere come se quella nota fosse abolita, ne
riscriviamo un'altra e ricominciamo l'iter.
Era già stato fatto comunque, non c'era stata una dimenticanza da
parte mia.
Birgi
Sulla cancellazione delle rotte Alitalia sull'aeroporto di Trapani
Birgi
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, prima di iniziare a trattare i punti
all'ordine del giorno dell'Aula odierna, volevo porre l'attenzione
su uno smacco che, come siciliani e come Regione, abbiamo subito in
queste ore.
Mi riferisco alla cancellazione delle rotte di Alitalia
sull'aeroporto di Trapani Birgi.
Trovo, fra l'altro, che la giustificazione di Alitalia, ovvero sia
il fatto che vi sia stato un calo delle prenotazioni sia
assolutamente inaccettabile, dato che, se non erro, Alitalia ha
ricevuto, in passato, degli aiuti pubblici, altrimenti Alitalia non
sarebbe più neanche in vita.
E, soprattutto in un momento così drammatico, in cui si cerca di
ripartire dopo un periodo di fermo totale, dovere, addirittura,
sapere, che Alitalia ha chiesto, per rimanere operativa su Trapani,
ad Airgest, un contributo economico, diventa qualcosa di veramente
odioso e che richiede da parte del Governo regionale la massima
urgenza nell'intervenire.
Ed ecco perché la Lega ha depositato un ordine del giorno, che
desidereremmo fosse apprezzato oggi dall'Aula, per impegnare il
Governo regionale ad intavolare, con tutti gli attori di questa
vicenda, quindi, tutte le istituzioni a tutti i livelli, una
trattativa per cercare di comporre il problema e per garantire a
tutta la Sicilia, soprattutto alla parte occidentale, i servizi di
trasporto che sono, in questo momento, quanto mai fondamentali per
poter riprenderci da una fase così complicata, come quella che
abbiamo appena vissuto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto di
intervenire gli onorevoli Tancredi, Gucciardi e Figuccia.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sempre sullo stesso argomento? Però, scusate,
onorevole Tancredi, se noi siamo d'accordo tutti, mettiamo in
votazione la mozione, alla fine dell'Aula e così discutiamo
dell'argomento alla fine dell'Aula. Siccome c'è anche quella sua, la
mozione e credo che gli altri interventi siano su questo argomento.
No, onorevole Gucciardi non è su questo argomento? Però, se
affrontiamo l'argomento alla fine, quando votiamo l'ordine del
giorno dei colleghi, non è meglio una volta soltanto?
Onorevole Gucciardi, prego, altrimenti devo dare la parola a tutti
e, quindi, all'onorevole Tancredi per primo. Discutiamone ora, però,
è chiaro che l'ordine del giorno lo posso fare votare soltanto a
fine seduta.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Tancredi.
TANCREDI. Signor Presidente, solo per riallacciarmi al tema
perché, è notizia di oggi che, dopo la cancellazione, oggi Alitalia,
invece, raddoppia i voli su Palermo e su Catania. Credo che sia una
chiara disparità di trattamento per dei territori della Regione
siciliana, che non possiamo accettare.
Il nostro ordine del giorno di ieri andava in questa direzione. E,
credo, che sia necessario che l'Aula si esprima in maniera compatta
e totale per questo tipo di atteggiamento nei confronti della
Regione, di territori specifici che vengono fortemente penalizzati
da questa decisione.
PRESIDENTE. Onorevoli Tancredi, se voi volete, possiamo anche
trovare una soluzione all'interno del Parlamento, convocando, in
commissione, in una commissione specifica, i dirigenti di Alitalia e
capire quale è stato il motivo di questa disparità di trattamento
tra Trapani, Palermo e Catania.
TANCREDI. Sarebbe una buona cosa.
PRESIDENTE. Ed allora, piuttosto che impegnare il Governo, perché
il Governo credo che stia facendo la sua parte, in questo momento,
no, assessore Cordaro? Credo che il Governo stia già lavorando con
Alitalia, però, se vogliamo rafforzare l'azione del Governo,
possiamo anche provare a convocare qui, in Parlamento
TANCREDI. Io credo che sarebbe necessario fare entrambe le cose,
signor Presidente, perché ritengo che un'azione forte da parte
dell'Aula, del Governo sia
PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo, quindi, ed io credo che
dovrebbe essere d'accordo, facciamo una
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'argomento? C'erano, però, altri interventi prima.
Onorevole Gucciardi, lei parlava su questo? Intanto che arriva
l'onorevole Gucciardi, ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO. Signor Presidente, proprio sulla proposta che ha fatto
lei adesso, avevo già in programma, per martedì prossimo, come
Commissione Territorio, ambiente e mobilità , di sentire, in
streaming, perché non è permesso, sia i vertici degli aeroporti, che
Alitalia.
Volendo, possiamo farlo in Sala Gialla, così, magari, i colleghi
possono partecipare, anche quelli che non sono componenti della
Commissione, e quelli interessati al tema
PRESIDENTE. E' già organizzata la conferenza?
SAVARINO. Ho già dato mandato ai miei Uffici di organizzarla.
PRESIDENTE. Ed allora, per me, va benissimo.
SAVARINO. Se lei mi autorizza in Sala Gialla, la facciamo in una
sala più ampia
PRESIDENTE. Assolutamente sì, così l'allarghiamo a chi volesse
partecipare, e non soltanto ai membri della Commissione. Per me, va
benissimo.
SAVARINO. Perfetto, grazie.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, colleghi, Governo, capisco che le
mozioni o gli ordini del giorno sono istituti previsti dallo
Statuto, però, credo che un problema così grave, come quello dei
trasporti, che non riguarda solo il territorio, che riguarda il
Paese e la Sicilia nel suo complesso, non possa essere risolto, né
con la corsa ai comunicati stampa - come è avvenuto ieri - né con la
corsa alle approvazioni di ordini del giorno che, poi, si rivelano
assolutamente inutili.
Primo, perché il Governo regionale, che è proprietario delle quote
di Airgest per il 99 per cento e, quindi, è proprietario di Airgest,
la società di gestione dell'aeroporto di Birgi, non ha il diritto,
ha il dovere di occuparsi di questo problema, a prescindere da
qualunque ordine del giorno che venga votato dall'Aula,
semplicemente per farsi il bel comunicato stampa, salva lasciare il
problema esattamente per come è o, addirittura, peggiorare il
problema.
In secondo luogo, possiamo fare tutte le iniziative che vogliamo,
il Governo farà le sue - il Governo regionale intendo - però occorre
sapere - e queste sono iniziative istituzionali - che i ventiquattro
sindaci dei comuni della provincia di Trapani, domani, hanno già
programmato, sin da ieri, una riunione, ovviamente sulle piattaforme
informatiche, tutti i sindaci - di tutti i colori e di tutte le
formazioni politiche, di tutte le maggioranze - con il Ministro per
il Sud e la coesione territoriale, cioè il ministro Provenzano.
Per cui il ministro Provenzano che, già, si sta occupando del
problema, e che ha già interloquito col Ministro dei Trasporti,
onorevole De Micheli, domani evidentemente, dopo questo confronto
con le istituzioni e con la presenza, avevo dimenticato - e non è
cosa da poco - del Presidente di Airgest, il dott. Ombra, si
occuperà del problema in maniera assolutamente terza, senza la
necessità che ci sia la corsa di ogni partito, di ogni parte
politica, di accaparrarsi di un problema che, se non risolto,
sarebbe un disastro, non soltanto per una parte del Territorio, ma
per l'intera Sicilia occidentale.
Ripeto, non dimenticando che la Regione siciliana è proprietaria
di Airgest e della sua concessione ENAC trentennale.
Per cui, io invito i colleghi, piuttosto che fare la corsa alle
mozioni ed agli ordini del giorno per il bel comunicato stampa, con
cui ci mettiamo la coscienza a posto, di occuparci del problema
secondo quelli che sono i profili istituzionali che un problema così
grave e delicato richiede.
Questo era il senso del mio intervento per cui le dicevo,
Presidente, dopo l'ordine del giorno, non ha più senso neppure
parlare del resto.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, mi preme sottolineare, però, che,
da parte dei colleghi c'è stata soltanto la volontà, secondo me più
che corretta, di affrontare l'argomento, e che se il Parlamento
intero affronta l'argomento, non può che rafforzare il lavoro e la
convinzione del Governo su questo argomento. Per cui, non credo che
ci siano problemi se l'onorevole Savarino ha già stabilito per la
settimana prossima l'audizione con Alitalia e con altri. Che faccia
capire a questi signori che c'è un Parlamento intero interessato
alla vicenda, io credo che non ci siano problemi da questo punto di
vista. Non credo che sia un indebolimento da parte di nessuno.
Per cui io, al di là degli ordini del giorno che sono, ovviamente,
legittimi e vengono presentati e ricevuti dal Governo - approvati o
non approvati che siano - credo che sia utile che si possa fare
questa videoconferenza, di cui ci ha parlato prima l'onorevole
Savarino, perché credo che qualsiasi azienda, nazionale o
internazionale, avendo la comunicazione che c'è tutto un Parlamento
che sta seguendo la vicenda, ed è attento alla vicenda, possa
soltanto avere un guadagno nella trattativa che, poi, si andrà a
fare.
Per cui, non vorrei fermare l'onorevole Savarino, che tanto ha
questa riunione la settimana prossima.
Domani ci sarà questa videoconferenza con i sindaci, credo che
sarà utile anche informare la Commissione sull'andamento di questo
incontro di domani, in modo che si possa fare la settimana prossima
questa videoconferenza che può essere, per quanto mi riguarda, solo
utile.
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che ha chiesto congedo
per la seduta odierna l'onorevole Mancuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Sulla Commissione speciale sul tema della sicurezza alimentare
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
ringrazio perché, proprio adesso, in Conferenza di Capigruppo,
registravo la disponibilità sul tema della Commissione speciale.
Mi corre obbligo che questa disponibilità fa il paio con la
disponibilità acquisita, prima della finanziaria e
PRESIDENTE. Colleghi, per favore non si sente l'onorevole
Figuccia. Onorevole Gucciardi, onorevole Bulla, onorevole Lentini,
per favore, se prendete posto e stiamo un attimo in silenzio, perché
se no non si sente niente.
Chiedo scusa, onorevole Figuccia, prego.
FIGUCCIA. La stessa disponibilità era stata registrata quando fu
accolto l'ordine del giorno relativo alla Commissione speciale sul
tema della sicurezza alimentare. In questo momento i produttori in
ambito agroalimentare, ma è una cosa che riguarda anche il settore
della pesca, ad esempio, sono in ginocchio.
Nulla contro la grande distribuzione, nulla contro, non ci sono,
come dire, delle posizioni ideologiche, però siccome ritengo che il
made in Sicily vada tutelato, e che spesso i prodotti che arrivano
da altri Paesi non sono soggetti allo stesso controllo della nostra
merce, ecco, proprio mezz'ora fa ho registrato questa disponibilità,
voglio rinnovare questa istanza in modo da poter verificare con gli
Uffici a che punto è l'istituzione di questa Commissione, in modo da
poterla veramente rendere operativa il prima possibile, e sono certo
che i nostri produttori siciliani ce ne saranno davvero grati.
PRESIDENTE. Assolutamente sarà mio carico informarmi sulla
composizione di questa Commissione, la faremo al più presto
possibile. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
Birgi
Sulla cancellazione delle rotte Alitalia sull'aeroporto di Trapani
Birgi
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è chiaro
che la scelta aziendale di Alitalia non è piaciuta a nessuno, però
prendiamo atto che appunto si tratta di una scelta aziendale e non
di una scelta atta a depotenziare volutamente Birgi, ma rivolta a
tanti scali italiani che, in questo momento di pandemia,
necessariamente, hanno ridotto il loro flusso di passeggeri.
Abbiamo già allertato il nostro vice Ministro Cancelleri, fra
l'altro il Governo nazionale ha sempre avuto un particolare
interesse e voglia di far spiccare il volo ai due aeroporti minori,
appunto di Birgi e Comiso, infatti dal primo novembre partirà la
continuità territoriale con i cinquanta milioni che sono stati
stanziati.
Tra l'altro io ci tengo anche a precisare che è una scelta
temporanea, siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto, perché il
problema è chiaro che lo vogliamo risolvere tutti, quindi che ben
venga l'audizione ascoltando i vertici di Alitalia Enac e, perché
no, anche la parte politica, il Ministero.
E poi volevo anche ricordare che, già in fase di finanziaria, io
avevo preannunciato che ci potevano essere queste difficoltà, e
avevo chiesto al Governo di non stanziare i settantacinque milioni
di euro solo in voucher, ma di pensare anche ad incrementare la
domanda turistica, perché noi abbiamo incrementato l'offerta ma, di
fatto, l'offerta senza flusso di passeggeri non c'è, quindi era
giusto stornare una parte di quelle somme per permettere agli
aeroporti di fare controlli e di poter aumentare la domanda dei
passeggeri. In quel modo non si sarebbe creato purtroppo questo buco
di cui adesso soffre Birgi.
Sull'ordine dei lavori
CALDERONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
indipendentemente da questi interventi che sono stati fatti, e credo
qualcuno ne seguirà, dopo i primi che hanno preso la parola, io
chiederei che venga trattata prima la legge che ha come relatore
l'onorevole Amata, perché è pronta per essere votata, mentre per
l'altra siamo ancora all'articolo 1, ed abbiamo fatto tre
emendamenti. Quindi è questa la mia proposta così verificheremo
PRESIDENTE. Per me se l'Aula è d'accordo io non ho problemi,
diciamo, bisognerebbe votare se va bene così, tranquillamente,
rispondiamo favorevolmente alla proposta dell'onorevole Calderone,
quindi facciamo votare prima
Birgi
Sulla cancellazione delle rotte Alitalia sull'aeroporto di Trapani
Birgi
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori. Oggi
abbiamo assistito ad alcune proposte, una proposta dell'ordine del
giorno, l'iniziativa del presidente Savarino che ci sarà nei
prossimi giorni per la convocazione dell'Alitalia.
Un tema importantissimo, sollevato da questo Governo, in questa
legislatura. Ritengo opportuno che sia fatta, però, un'operazione
verità, perché qualcuno da questo pulpito ha detto che se ne
occupi il Governo , veramente senza annunci, promesse o comunicati
che servono - diciamo - a conquistare un titolo nei giornali della
nostra terra. Niente di più falso, rispetto a quanto ha fatto
questo Governo.
Sappiamo perfettamente che, nella scorsa legislatura, l'aeroporto
di Birgi era fallito, abbiamo lavorato in Commissione V per la
ricapitalizzazione, ricordo perfettamente che abbiamo messo circa
10 milioni di euro in questa legislatura, e siamo disponibili a
portare le carte, lo abbiamo fatto nel 2018: 12 milioni di euro per
gli aeroporti minori.
Un'azienda come l'aeroporto di Birgi, che aveva portato i bilanci
in rosso, era sull'orlo del fallimento, ed è stata salvata. Noi
stiamo chiedendo una cosa diversa, credo, da questi banchi. Stiamo
chiedendo che lo Stato si occupi della Sicilia, è una cosa ben
diversa.
L'Alitalia è stata salvata diverse volte, con centinaia di milioni
di euro degli italiani, i siciliani sono circa il 10% degli
italiani, è giusto che oggi l'Alitalia e lo Stato ci ristorni
quanto dato con le tasse dei siciliani. Questa, Presidente, è la
battaglia che dobbiamo fare, l'Alitalia è costata miliardi di euro
agli italiani, ed anche ai siciliani.
Abbiamo disservizi, ci sono pochissimi collegamenti, un biglietto
oggi pagato all'Alitalia costa centinaia e centinaia di euro.
Addirittura è stato fatto uno studio che arrivare da Milano a
Palermo, costa di più che da Milano recarsi negli Stati Uniti a
volte, e questo noi non ce lo possiamo permettere. Allora, se
facciamo diventare questo una battaglia dell'interno Parlamento,
Diventerà Bellissima ci sta, sappiamo quanto ha speso il Governo in
questi due anni e mezzo per cercare di riammodernare ed avviare un
nuovo percorso per gli aeroporti minori di Birgi e di Comiso, ma
qui non è soltanto un problema di Birgi e di Comiso, è anche un
problema di collegamenti dalla Sicilia al resto d'Italia e
d'Europa, compresi gli aeroporti di Palermo e Catania.
Quindi, Presidente, io sono d'accordo con lei nel ribadire il
concetto che il Parlamento intero si debba occupare della
questione, che abbiamo più volte noi anche sottolineato, rimarcato,
della questione di insularità e, quindi, riteniamo che non sia
soltanto un problema, risoluzione che riteniamo un problema
importante, quello dell'aeroporto di Birgi, così come
dell'aeroporto di Comiso, ma riteniamo che la Sicilia debba avere
un collegamento aereo adeguato allo standard delle altre Regioni
europee.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se passiamo sempre su Birgi? Non glielo posso negare,
però vorrei chiudere l'argomento Birgi ormai, abbiamo già deciso
cosa fare. Ha facoltà di parlare.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io più
che altro volevo utilizzare la scusa dell'aeroporto di Birgi per
fare una richiesta, perché è sacrosanto si faccia l'ordine del
giorno, li ascoltiamo in Commissione, Alitalia viene. Ci devono
essere i voli
PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Colleghi, onorevole Pullara per
favore, non si sente veramente niente. Onorevole Lupo, onorevole Di
Mauro, per favore potete prendere posto, veramente per chi parla,
mi rendo conto sia veramente fastidioso parlare senza sentire se
stesso.
DE LUCA. Grazie Presidente, però sugli aerei ci devono essere
anche delle persone, perché non ha senso pretendere che gli aerei
volino vuoti.
Allora, io vorrei, Presidente, che lei raccogliesse un invito:
l'assessore Messina dovrebbe presentarsi in Aula nella prossima,
nelle prossime due settimane, ed illustrare a quest'Aula qual è il
piano che ha certamente elaborato per sostenere il turismo in
Sicilia, perché altrimenti noi stiamo chiedendo in maniera
sacrosanta che ci siano gli aerei a Birgi, a Catania, a Comiso, a
Palermo, dappertutto decine di aerei, ma questi aerei devono
portare anche delle persone che, al netto dei pendolari, devono
anche essere turisti che portano moneta sonante in Sicilia, perché
diversamente non riusciremmo a soddisfare le esigenze delle imprese
turistiche siciliane che stanno soffrendo.
E allora, signor Presidente, la prego di organizzare una seduta in
cui l'Assessore per il turismo viene in Aula e spiega a quest'Aula
che intenzione ha, che progetto ha immaginato, che piano ha
immaginato per affrontare quest'argomento.
Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. Alla prossima Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, se il suo Gruppo chiederà questa audizione in
Aula, la faremo senz'altro senza problemi.
Votazione finale del disegno di legge «Norme relative al
funzionamento della forma di governo regionale, alla nomina ed alla
revoca degli Assessori, alla conclusione anticipata della
legislatura, in attuazione degli articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis
dello Statuto della Regione» (66-143 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Votazione
finale del disegno di legge Norme relative al funzionamento della
forma di governo regionale, alla nomina ed alla revoca degli
Assessori, alla conclusione anticipata della legislatura, in
attuazione degli articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della
Regione (nn. 66-143 bis/A)
Ricordo che per essere approvata questa legge ha bisogno di 36
voti favorevoli, a prescindere da quella che è la maggioranza. Non
è un problema di maggioranza. Deve avere 36 voti favorevoli.
FAVA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Una telegrafica dichiarazione di voto, per dichiarare il mio
voto a sostegno di questa legge, soprattutto per la norma che
prevede che un terzo dei componenti della Giunta debba garantire
l'equilibrio di genere.
Lo considero un passo avanti; non quello che alcuni di noi avevano
proposto, ma di grande civiltà ed estremamente significativo:
qualcosa di cui credo, quest'Aula debba andare orgogliosa, perché
dalla prossima legislatura avremo la certezza che la presenza delle
donne in questa Giunta sarà, non soltanto affidata alla buona
creanza del Presidente di turno, ma anche a un principio di civiltà
giuridica e politica, che questo Parlamento si è voluto dare con
norma di legge. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà. Poi l'onorevole Cappello.
CARONIA. Grazie, signor Presidente. Devo dire che la scorsa
seduta, o meglio la seduta nella quale si è proceduto
all'approvazione degli articoli di questo disegno di legge, di cui
oggi dovremmo dare il voto finale, o comunque è questo il tema,
purtroppo per motivi personali non ero presente.
Ho ascoltato da casa il dibattito e devo dire che, non soltanto
io, ma anche tanti Siciliani e tante Siciliane, hanno ascoltato con
attenzione. Lo testimoniano il numero incredibile di messaggi che
ho ricevuto su un tema che sembrerebbe in questo momento, come
dire, minore rispetto certamente all'emergenza sanitaria ed
economica che stiamo vivendo.
Nonostante ciò, molte persone, molti cittadini siciliani che hanno
ascoltato il dibattito di quest'Aula, hanno, come dire,
rappresentato a me, sicuramente perché donna e perché comunque
interessata da sempre a una battaglia di cultura, che non è una
battaglia che vuole in qualche modo sovvertire l'ordine delle cose,
ma che vuole in qualche modo introdurre in maniera, purtroppo
forzata - perché così necessità - perché purtroppo scontiamo
centinaia di anni di arretratezza culturale, perché in questo caso
si tratta di un problema culturale, a mio avviso. Non è quello di
favorire le donne anziché gli uomini, ma è quello di creare le
condizioni di parità. Sarebbe un infingimento dire che oggi i
generi sono pari, perché così non è; perché la storia, purtroppo,
ci ha regalato un ruolo diverso.
Oggi io parlo sicuramente, non in quanto donna che viene
discriminata, perché, devo dire, il fatto di essere presente in
questo Parlamento, anche in altre legislature, e anche al Consiglio
comunale, è testimonianza che non sto difendendo me stessa; ma io
ritengo che ci sono tantissime donne, in questa Regione, di grande
valore, di grande esperienza e anche capacità, che purtroppo non
hanno le condizioni economiche e sociali per potere partecipare al
dibattito politico, potere essere elette e potere essere parte
delle giunte.
Allora, oggi, io ritengo che questa norma, che non deve essere una
norma sine die, ma che deve avere una durata, che è quella di far
comprendere che una donna può essere all'altezza, così come un
uomo, per poter rappresentare ruoli di Governo.
Io ritengo, come ho detto anche in passato, che sarò orgogliosa,
se il Signore me ne darà la forza e, soprattutto, se gli elettori
mi riconfermeranno in possibili altre competizioni, a volere essere
io colei la quale firma la norma con la quale si debba ritornare
indietro, quindi non sarà più necessario, come dire, avere un
supporto per legge. Perché a quel punto significherà che nella
mentalità e nella cultura dei Siciliani, sarà veramente entrato in
maniera profonda il concetto della parità di genere: cioè o una
donna, o un uomo è indifferente, quello che fa il discrimine è la
competenza e la capacità.
Signor Presidente, mi perdoni questi toni accorati, però io
ritengo che oggi l'Aula debba avere il coraggio, così come molto
spesso viene chiesto anche per altre cose, di dire in maniera molto
chiara che se questo voto non avrà le trentasei persone in Aula,
sarà perché si vuole in qualche modo, in maniera precisa, non
votare un disegno...., no non votare una legge che contiene più
norme, ma dare un segnale preciso al fatto che la parità di genere
non viene considerata all'altezza di una norma del Parlamento.
Mi scuserà per i toni, ma ritengo che sia una battaglia di civiltà
che non può essere un problema delle donne, ma è un problema di
tutto il Parlamento, e siccome conosco la sua sensibilità, sono
certa che avrà cura di verificare se quest'Aula oggi ha quella
presenza che consentirà a tutti di potere esprimere in maniera
libera e cosciente il proprio voto. Grazie.
PRESIDENTE. Il suo tono è stato è stato un tono assolutamente
garbato e preciso, per cui non ho nessun motivo di doverla scusare,
per niente, perché il suo è un intervento assolutamente perfetto,
gradito, di cuore, ma anche intelligente.
CAPPELLO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Presidente io
preannuncio ovviamente il voto favorevole che il mio Capogruppo ha
chiesto di rappresentare a quest'Aula su questa norma.
Io volevo rivolgere anche un appello all'Aula, perché in realtà vi
invito, diciamo, ad avere un approccio ancora una volta
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, onorevole Zafarana, la prego,
fate parlare, veramente, perché è veramente difficile continuare a
farlo così. Prego onorevole.
CAPPELLO. Grazie, Presidente. Dico, ad avere ancora una volta un
approccio il più laico possibile sulle risultanze, ecco, dei lavori
di questa Commissione che, alla fine, ha fatto una cosa che secondo
me, diciamo, ha un pregio notevole, ha codificato e normato una
serie di rapporti che erano stati demandati da sempre alla prassi
di questo Parlamento, sia per quanto concerne i rapporti tra
Presidente e Parlamento, sia per quanto riguarda la formazione
della Giunta.
E, soprattutto, permettetemi di porre l'accento su un elemento sul
quale ha lavorato la mia collega Valentina Zafarana, che ringrazio
in particolar modo, perché era un disegno di legge presentato nella
scorsa legislatura, e per il quale ormai questo Parlamento,
Presidente, non ha più alibi, perché disciplina finalmente
l'autoscioglimento; lei sa meglio di me, me lo insegna, che quella
norma era lettera morta, perché sostanzialmente non era codificata
attraverso una legge.
E questo, dico secondo me, è anche un elemento di grande
responsabilità di questo Parlamento che, voglio dire, rassegna in
una norma anche la propria possibilità, laddove lo ritenesse
diciamo opportuno, di tornare a casa rassegnando le dimissioni,
secondo le modalità che abbiamo indicato su quella norma.
Noi voteremo a favore, perché crediamo nel lavoro che abbiamo
svolto in questa Commissione, lo abbiamo condiviso con tutti coloro
che hanno inteso dare un contributo e, quindi, auspico che i
trentasei voti si trovino, perché per la prima volta, ribadisco,
dopo più di settant'anni, ecco, abbiamo codificato tutto ciò che si
è formato nel corso di questo tempo attraverso la prassi
parlamentare. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello.
LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, intervengo anch'io per
esprimere il voto favorevole del Partito Democratico a questo
disegno di legge perché, pur non avendo condiviso il lavoro svolto
dalla Commissione nella sua completezza, riconosciamo che durante
l'iter parlamentare, in particolare durante le sedute parlamentari
che si sono svolte, con l'approvazione di alcuni emendamenti, molti
dei quali proposti dal nostro Gruppo parlamentare, il disegno di
legge stesso ha avuto dei miglioramenti.
Avevamo proposto, e purtroppo l'Aula non ha approvato, la parità
di genere in Giunta, ma riteniamo che, ovviamente, sancire adesso
per legge, che un terzo dei componenti delle Giunte di Governo per
il futuro sarà formato da genere maschile e femminile, mi trova
assolutamente d'accordo, lo riteniamo comunque un passo avanti
significativo, un passo avanti importante verso la parità di
genere.
Vorrei sottolineare altri due emendamenti che in particolare
condividiamo e che, peraltro, entrano in vigore già a partire da
questa Legislatura, il primo emendamento è quello che prevede che
le deliberazioni della Giunta regionale recanti schemi di norme di
attuazione dello Statuto della Regione, prima della trasmissione
alla Commissione paritetica sono sottoposte all'Assemblea regionale
perché possa esprimere un parere e questo ci sembra un fatto
importante, da valorizzare già - ripeto - a partire da questa
Legislatura.
Così come riteniamo importante che venga previsto per legge
l'obbligo, per i componenti della Giunta, di rispondere
all'Assemblea regionale, ai suoi organi collegiali - quindi anche
alle Commissioni - qualora dovessero chiedere notizie, informazioni
o anche l'acquisizione di documenti concernenti lo svolgimento
dell'azione di Governo.
Quindi, è un disegno di legge che oggi approveremo, voteremo a
favore, per approvarlo, che a nostro avviso rafforza il ruolo del
Parlamento e stabilisce una corretta collaborazione istituzionale
tra il Parlamento, e quindi l'Assemblea regionale siciliana e il
Governo della Regione siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Grazie, Presidente. Questo intervento, oltre che per la
dichiarazione di voto, sicuramente favorevole, è anche per fare i
complimenti alla Commissione Statuto ed al Presidente della
Commissione Statuto per come sono stati condotti i lavori.
Questo disegno di legge è frutto di più disegni di legge, e quindi
presentati anche nel corso della scorsa Legislatura, condivisi da
tutti i capigruppo e altri, espressione di altri Gruppi
parlamentari. E' stato citato quello dell'onorevole Zafarana. E'
certo, non è il primo disegno di legge sullo Statuto che mi sarei
ripromessa di approvare sicuramente, perché quando si parla di
Statuto mi sarebbe, ecco, piaciuto da fuori, parlare subito di
altro. Però, abbiamo disciplinato degli aspetti importanti a
partire dall'articolo 10, ma abbiamo anche provato a dare
sicuramente più dignità a questo Parlamento, come nel caso
dell'approvazione di norme che poi devono andare alla Commissione
paritetica, quindi quasi a rafforzare, a portare insieme, ancora
più forte, la voce dei siciliani nelle stanze romane.
Quindi, la dichiarazione di voto è favorevole e grazie ancora alla
Commissione e alla Presidente.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
66-143 bis/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se prendete posto diamo inizio
alla votazione. Mi raccomando di non sbagliare. Io spero che non
sia più necessario ripetervi come si deve votare, inserendo il
tesserino premere per il sì o per il no - in questo caso mi auguro
tutti per il sì - e si può, poi, togliere il tesserino mentre si
sta votando.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 56
Votanti 52
Maggioranza 36
Favorevoli 52
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. 52 favorevoli, complimenti Vorrei dire che il
risultato di questa votazione mi inorgoglisce ancora di più
nell'essere Presidente di questo Parlamento, lo dico con grande
sincerità perché oggi è stata approvata una legge onorevoli
colleghi, se potete stare un attimo seduti ed ascoltare. Vi
ringrazio.
Prima di dare la parola alla presidente della Commissione che l'ha
chiesta onorevole Di Mauro, la prego può parlare tra due minuti il
tempo che il Presidente finisce il suo intervento, grazie.
Ed allora, dicevo che il risultato di questa votazione, che è di
52 favorevoli su 52 votanti, di questa sera, mi inorgoglisce,
inorgoglisce tutti noi perché ha dimostrato che questo è un
Parlamento vero, è un Parlamento serio, perché è vero - dice
l'onorevole Pagana - che potevamo in questa prima norma anche
mettere cose maggiori e più importanti di quelle che sono state
messe, ma è vero pure, comunico a tutti, che dopo diverse
legislature è la prima volta che la Commissione Statuto riesce a
portare a casa un risultato concreto come una legge che viene
approvata, per cui i miei complimenti vanno sicuramente alla
Commissione ed alla sua Presidente, ma vanno a tutto questo
Parlamento ed a tutti i Gruppi e credo che abbiamo fatto una cosa
di modernità importante, che ancora una volta mette la Sicilia,
come dire, ai primi posti delle regioni intellettivamente più
importanti d'Italia, perché è stato un voto di intelligenza,
importante che in altre regioni non so se sarebbe avvenuto.
Onorevole Amata la prego di intervenire, grazie ancora a tutti.
AMATA, presidente della Commissione e relatore. Grazie, signor
Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissima anche perché mi ha
praticamente anticipato su tutto. Io volevo a nome, appunto, della
Commissione ringraziare innanzitutto gli Uffici che ci hanno
collaborato in maniera precisa, puntuale ed assolutamente
professionale, i colleghi appunto con i quali è stato sicuramente
arricchito il dibattito, i colleghi che nella precedente
Legislatura, nomino il presidente Savona perché era primo
firmatario di un altro disegno di legge dal quale siamo, appunto,
partiti ed il disegno di legge della collega Zafarana perché
chiaramente avendo valutato che era stato veramente fatto un
ottimo lavoro non abbiamo voluto prescindere da quei due disegni di
legge ed alla fine ne è venuto fuori uno che veramente reputo
assolutamente valido.
Tra le norme sottolineo, a mio modo di vedere, importante quella
che prevede che i decreti che vanno in Commissione paritetica
debbano passare dall'Assemblea, ma non per una questione di
controllo, ma per rafforzare, appunto, il Governo nei confronti,
il nostro Governo nei confronti del Governo centrale.
Vero è, signor Presidente, che oltre questo disegno di legge la
Commissione Statuto può fare tanto altro e può fare molto bene ed
io penso che quest'Aula stasera ha dimostrato, votando in maniera
trasversale, al di là degli steccati, al di là delle ideologie che
ha messo davanti una cosa che siamo tutti siciliani e dobbiamo
lavorare tutti insieme per la nostra terra. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amata.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni per
l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e per la
realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti (n. 733/A
Stralcio I COMM bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
discussione del disegno di legge Disposizioni per l'accelerazione
dei procedimenti amministrativi e per la realizzazione di
interventi infrastrutturali urgenti (n. 733/A Stralcio I COMM
bis/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
E' stato risolto il problema? Vi siete sentiti su tutto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.10, a firma del
Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono sforzato
di capirlo questo articolo che vuole essere una semplificazione
innanzitutto all'interno della Regione, se capisco bene mi ascolti
Assessore, visto che è l'emendamento del Governo di cui stiamo
parlando.
Allora, la domanda è una: in una Conferenza di servizio se ci sono
diversi rami dell'Amministrazione regionale, questi rami esercitano
il loro parere in forza delle norme specifiche alle quali sono
preposti i dirigenti che gestiscono quei servizi.
Faccio un esempio. Se c'è una Conferenza di servizio che attiene a
competenze dell'energia e il soggetto proponente è l'Assessorato
all'energia e, quindi, il suo dirigente di dipartimento, vuol dire
questo che il dirigente di dipartimento dà il parere anche per: la
sovrintendenza della Regione, per l'ARPA, perché è un ente della
Regione, per il Genio civile, per le varie competenze specifiche
laddove ce ne sono di settore. A me sembra una cosa da far tremare
i polsi perché qui non si tratta di semplificazione, si tratta di
cancellazione.
Io non so se una norma del genere può definirsi di
semplificazione. Qui stiamo dicendo che nell'ambito
dell'Amministrazione regionale la Conferenza dei servizi la fa con
se stesso colui che propone la Conferenza dei servizi, cioè il
dirigente del ramo dell'Amministrazione regionale da cui dipende il
provvedimento che è all'esame della Commissione e poi con gli altri
eventuali, laddove ci sono competenze esterne alla Regione, di
altri organi dello Stato, delle amministrazioni locali. Ma stiamo
parlando di una cosa che, signori, è molto delicata, perché in
materia di Sovrintendenza, ad esempio, il sovrintendente risponde
alle leggi sul paesaggio, non risponde alle stesse dinamiche con
cui risponde un Assessorato, un ramo dell'amministrazione.
Allora, io mi chiedo: ma il Governo per davvero pensa che questa
sia una norma di semplificazione e non invece una norma,
paradossalmente, di assunzione di una responsabilità e di una serie
di aggravamenti anche di responsabilità non solo amministrative,
nei confronti dei funzionari che dovrebbero andare a dare un parere
unico per tutta la Regione siciliana.
Io suggerisco al Governo un approfondimento e un eventuale ritiro
di questa norma.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa riguarda non nella
Conferenza di servizi all'interno dell'Amministrazione.
L'emendamento del Governo 1.10 si riferisce alla partecipazione
alla Conferenza tra la Regione e lo Stato, quindi, non fra
amministrazioni all'interno della Regione, perché fra le
amministrazioni all'interno della Regione è già disciplinato dalla
legge 7.
Qui individua e specifica meglio il ruolo; infatti, parla
dell'accordo di programma e viene individuata la posizione
dell'Amministrazione regionale viene con la norma individuato nel
dirigente dell'Amministrazione procedente o previa accettazione
espressa della delega da questa conferita nel dirigente o nel
responsabile di diversa natura dell'Amministrazione regionale.
L'intendimento dell'emendamento era questo. Se comunque ritenete
che possa non semplificare, siccome noi già lo abbiamo disciplinato
nella legge 7, per quanto mi riguarda possiamo anche ritirarlo.
PRESIDENTE. Perfetto. Mi sembra la cosa migliore per cui
l'emendamento è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.8 a firma degli onorevoli Caronia ed
altri.
Onorevole Caronia, anche su questo la inviteremmo al ritiro perché
ci sono delle parti incostituzionale e sarebbe un problema
accettarle.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Se sono
dichiarati inammissibili tutti gli emendamenti che non erano stati
in Commissione, anche questo non è stato presentato in Commissione.
PRESIDENTE. Abbiamo fatto ieri, onorevole Pellegrino, una scelta
precisa proprio per cercare di trovare una sintesi. Abbiamo detto
che alcuni emendamenti li valutavamo anche se - non presentati in
Commissione - e li valutavamo qui direttamente in Aula. Questo, in
particolar modo, riteniamo che non possa essere accettato perché fa
riferimento a una deroga di legge statale che non ci possiamo
permettere di fare.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, la ringrazio per la precisazione in
merito alla possibilità di discutere sulla modalità, rispetto
all'incostituzionalità ritengo che il tema sia piuttosto delicato
nel momento in cui, anche rispetto al dettato della norma, stiamo
andando a modificare alcuni aspetti che ci pongono davanti a un
tema.
La ragione per cui questo emendamento è stato concepito ed è stato
anche ampiamente discusso con soggetti altamente qualificati sta nel
fatto che la prassi ha dimostrato che, purtroppo, proprio perché la
legge nelle due fattispecie che riguardano - il mio collega
Catalfamo vorrà probabilmente intervenire - perché alla luce di uno
studio approfondito il tema è quello di volere riuscire ad avere
certezza rispetto al fatto che la potestà autorizzativa, dopo il
termine assegnato dalla legge, di fatto consenta al cittadino di
potere operare con una certezza, fatta salva la circostanza che non
abbia dato delle dichiarazioni mendaci di fatto quel percorso si sia
chiuso.
Ritengo che questa norma, seppure oggetto di possibile modifica,
si può modificare qualora il Presidente lo volesse prendere in
considerazione per farla valutare all'Aula - il tema è soltanto uno
Si può scrivere meglio, si potrà scrivere diversamente ma oggi il
tema che viene posto all'ordine del giorno, da parte di tutti coloro
i quali approcciano alla pubblica amministrazione, è che non c'è
certezza rispetto alla tempistica. Trascorso il termine del silenzio-
assenso nei diciotto mesi successivi, l'Amministrazione si riserva
la possibilità di potere intervenire.
Sfido chiunque, qualunque cittadino in un momento come questo a
volere approntare qualunque iniziativa di tipo economico sapendo che
in alcuni casi è addirittura sine die. Oppure nell'arco dei diciotto
mesi quel silenzio-assenso può essere anche sovvertito. Chi lo
farebbe? Chi lo fa? In un momento drammatico come quello che stiamo
vivendo
Ritengo, al di là del fatto che la norma possa sicuramente
contenere degli elementi che possono essere smussati, Presidente,
lei che è stato molto sensibile rispetto a questo tema non le potrà
sfuggire senz'altro che la certezza del diritto rispetto al fatto
che un cittadino possa avere la sicurezza che nel momento in cui fa
un investimento, questo non debba essere sovvertito.
Dopo diciotto mesi o quando addirittura non c'è un limite
temporale tutto questo rende fragile il tessuto produttivo di una
terra che è già in grossa difficoltà.
Mi fermo qui perché no so se il collega vuole intervenire con
maggiori dettagli, giusto perché si possa definitivamente stabilire
se potere continuare o no.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Cracolici e
all'onorevole Catalfamo che l'hanno chiesta, credo che ci sia poco
da modificare nel senso che l'intero emendamento è una deroga a una
norma statale bella o brutta che sia. Sono d'accordissimo sul
ragionamento, sono più che d'accordo con lei, ma non ci possiamo
permettere di farlo.
Questa legge è una sorta di messaggio al Governo nazionale perché
alcune cose vengano cambiate, ma non ci possiamo permettere di
cambiarle noi quelle nazionali. Sarebbe automaticamente impugnato e
non la possiamo presentare.
Dal punto di vista logico sono favorevolissimo a quanto detto da
lei, ma materialmente non è presentabile. Deve essere ritirato per
forza perché non lo possiamo accettare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, al di là delle cose che lei ha
appena detto, vorrei dire alla collega, io non so se stiamo
parlando della stessa cosa. Col collega Assenza, in Commissione
siamo pervenuti ad un fatto sostanziale, mi ascolti, signor
Presidente, che io, lo dico così, è l'unica vera novità di questa
legge, ovvero, il procedimento amministrativo del silenzio-assenso
va notificato entro 15 giorni al cittadino, ai soggetti, ai
titolari del provvedimento per i quali si è formato il silenzio-
assenso.
La ratio è chiara: il silenzio-assenso non può essere
PRESIDENTE. Questo è già stato votato
CRACOLICI. No, è già contenuto nel testo
PRESIDENTE. Appunto, fa parte già del testo.
CRACOLICI. Ma non capisco, quindi, l'emendamento, qual è lo scopo?
PRESIDENTE. Il meccanismo dell'autotutela, soltanto questo.
CRACOLICI. Ma è già contenuto nel principio che il silenzio-
assenso va notificato e se non viene notificato entriamo nel campo
del reato di omissione di atti d'ufficio. Siamo, quindi, in
un'altra sfera che non è più amministrativa.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, oggettivamente è così, solo che,
ormai, in Sicilia specialmente, il silenzio-assenso è stato
stravolto perché il silenzio-assenso riguarda il tempo minimo, non
quello massimo, di valutazione di un progetto, perché, normalmente,
fino al giorno prima del silenzio-assenso non viene neanche aperta
la pratica e, poi, viene aperta la pratica. E, quindi, come minimo
devono passare 150 giorni, poi, si comincia a lavorare; per cui, è
veramente, il vero problema che abbiamo in questa Regione e che
segnaliamo da troppo tempo.
E' stato ritirato l'emendamento dell'onorevole Caronia.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.2, a firma degli
onorevoli Pagana ed altri.
Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della commissione e relatore. Anche questo
per noi, siamo contrari.
ASSENZA. Abbiamo già votato il termine dei 15 giorni.
PRESIDENTE. Ha ragione, però, già il termine è stato fissato, per
cui prevederne un altro non è possibile.
Non è ammissibile, onorevole Pagana. Se lo vuole spiegare il
Presidente della Commissione, forse è meglio.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. La
responsabilità deriva per legge, quindi, non c'è bisogno di
aggravare e di appesantire la norma. E' questo quello che volevo
dire.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, però, non lo possiamo valutare,
perciò se potessimo andare avanti sarebbe meglio.
PAGANA. Sì, d'accordo. Oltre al termine dei 90 giorni, che
possiamo benissimo votare, nell'emendamento in questione si
richiamano le responsabilità di cui all'articolo 2, commi 8 e 9,
della legge n. 7 del 2019. E' altrettanto importante, non
appesantisce nulla; quindi, magari bisogna riscrivere l'articolo,
anche se la cosa dei 90 giorni era per dare un termine alla
richiesta dell'interessato.
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione che dice?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. No, ma già
c'è un termine di 15 giorni. Secondo noi, è inammissibile per la
Commissione.
PRESIDENTE. Presidente, se ad un certo punto c'è il parere
negativo, si vota e buonanotte Anche perché, da quello che
capisco, è un aggravamento per l'utente, non è una semplificazione,
per cui, mi sembra Insomma, c'è il parere negativo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.11, a firma del Governo. L'avete tutti?
Si tratta di una parziale riscrittura.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole Di Caro e poi l'onorevole
Barbagallo.
DI CARO. Signor Presidente, vede come complichiamo le cose?
Allora, il Governo modifica il comma 6, era di tre righe, e lo
modifica così, lo voglio leggere: In tutti i casi disciplinati dai
commi 4, 5 e 6 del presente articolo le amministrazioni precedenti
sono tenute ad effettuare idonei controlli - vorrei capire cosa
vuol dire idonei controlli - anche a campione, in misura
proporzionale al rischio ed all'entità dell'obbligazione del
beneficiario ovvero alla tipologia ed alla rilevanza dell'atto
autorizzativo concessorio comunque denominato, oltre che nei casi
di ragionevole dubbio sulla veridicità delle dichiarazioni di cui
all'articolo 4746 del DPR n. 445 del 2000, anche successivamente
all'erogazione dei corrispettivi e dei benefici, ovvero .
Presidente, io da responsabile unico del procedimento, un istante
dopo aver letto questa norma mi dimetto e me ne vado due mesi in
malattia
Questa si chiama fuga dalla firma . Con questa cosa noi facciamo
scappare quei poveri cristi che si trovano a dover applicare poi le
norme della Regione, perché una volta che le scriviamo poi ci deve
essere qualcuno che le deve rispettare ed applicare.
Con questa cosa noi mandiamo al manicomio quei pochi disperati che
si trovano a fare i responsabili unici del procedimento.
PRESIDENTE. Con calma perché, siccome ormai abbiamo preso
l'abitudine di sistemare le cose al meglio e, quindi, se ci sono
problemi si risolvono.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è un recepimento della norma
nazionale, dell'articolo 264. Quindi, tutto sommato, si
applicherebbe comunque ed in questa maniera.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è l'1.11 che
stiamo discutendo? Io vorrei sottolineare ed evidenziare questo. Vi
è scritto, leggo testualmente, le amministrazioni precedenti sono
tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione, in misura
proporzionale al rischio ed all'entità dell'obbligazione o del
beneficio . Qual è? Questo è il punto. Ed ancora, comunque
denominato oltre che nei casi di ragionevole dubbio .
Ed il ragionevole dubbio, io mi permetto suggerire, signor
Assessore, potrebbe essere una norma, signor Presidente della
Commissione, la norma deve essere certa, i consociati devono sapere
a che cosa vanno incontro, qual è la procedura da applicare. Se
parliamo di ragionevole dubbio e, addirittura, si scrive controlli
a campione e misure proporzionali al rischio ed all'entità
dell'obbligazione .
Io ho qualche dubbio, Presidente, mi permetto di suggerirlo al
Governo. Poi, per carità, potete verificare.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura parziale al comma 6
già è nel testo perché, fermo restando l'applicazione delle
disposizioni di cui all'articolo 264, e le disposizioni di cui
all'articolo 264 sono queste. Quindi, avevo invitato il Governo a
ritirarlo proprio per questo, perché è pleonastico.
PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo, chiudiamo la discussione.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Io vorrei fare un chiarimento. Intanto, il Governo ha semplicemente
cassato non la parte che leggevano, solo quella parte generica del
comma 6. Cioè da parte delle pubbliche amministrazioni sono
incrementati, a cura del responsabile del procedimento, i controlli
a campione di cui all'articolo 71 , perché tutto il resto è
previsto dall'articolo 264, dal decreto legge rilancio.
Da che cosa nasce l'esigenza? Poi, fate quello che volete. La
norma, noi oggi stiamo prevedendo la possibilità - ed abbiamo
allargato la platea - delle autocertificazioni.
L'articolo 264, con riferimento a questa norma, ai controlli e,
quindi, alle autocertificazioni, è un decreto legge che dura
temporaneamente, fino al 31 dicembre del 2020.
Noi, anche in tema di autocertificazioni stiamo andando a regime e
lo facciamo oltre il 2020 e, quindi, soprattutto in tema di
certificazioni antimafia, il 264 fa riferimento alla sospensione e
alle autocertificazioni fino alla vigenza del decreto legge, il
264. Nel momento in cui noi potenziamo e, quindi, prevediamo a
regime - perché questo si sta facendo con norma, potenziamo e,
quindi, prevediamo a regime il sistema di ricorrere alle
autocertificazioni e, quindi, lo ampliamo oltre il 31 dicembre 2020
- dico, io ritengo che comunque una norma più dettagliata che fa
riferimento a controlli da farsi, anche alla rilevanza dell'atto
amministrativo, la rilevanza dell'atto amministrativo dipende dal
pagamento soprattutto rispetto alle autocertificazioni, siamo anche
avvocati.
Quindi, la rilevanza dell'atto autorizzativo concessorio,
naturalmente, dico, non puoi non fare un controllo più approfondito
e soprattutto non si può sottrarre a controlli.
Quando il dirigente deve effettuare dei pagamenti e, quindi, con
un'autocertificazione il 264 oltre il 31 dicembre con le
autocertificazioni è superato, il controllo antimafia, è sganciato,
quindi voi nelle norme che stiamo facendo e prevedendo, non si fa
riferimento, facendo riferimento all'articolo 1 del 264, cioè, non
si riferisce, mentre i controlli sono a regime ordinario, le
autocertificazioni sono legate ad un tipo, quindi non è estesa a
tutte le autocertificazioni come si sta facendo con questa norma,
quindi significa che chiunque può presentare un'autocertificazione
per tutto e non è soggetto a nessun controllo, neanche a quello
antimafia. Questo è lo spirito, la ratio della norma. Siccome il
disegno di legge è un disegno di legge parlamentare, il Governo,
avendo anche la responsabilità, nella qualità di Assessore alla
funzione pubblica, io ritengo di sottoporre all'Aula, perché non
abbiamo fatto altro che riprendere la prima parte, tant'è che
nessuno l'ha toccata, la prima parte del comma 6, perché era quella
prevista dalla norma nazionale, quindi non ho capito l'intervento
dell'onorevole Di Caro.
Io elimino semplicemente quelle due righe perché ritengo che un
controllo più dettagliato per norme che noi riteniamo non di
emergenza ma a regime, perché così si è detto, l'Amministrazione
deve avere la possibilità di poterlo fare, perché si può incorrere
in frode, si può incorrere in danno erariale, si può incorrere in
tante di quelle responsabilità di cui io, come Governo, come
rappresentante del Governo, ho il dovere di segnalare all'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Allora io, però, vorrei capire
bene, prima di mettere in votazione qualcosa, tutte queste cose che
mi sono messo nella testa, ma ce n'è qualcuna che è contrastante,
per cui vorrei capire veramente, per esempio se il 264 è soltanto
per emergenza o se invece è a regime, perché mi sembra Per cui io
farei finire gli interventi
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. E' a regime,
perché abbiamo discusso quasi tre ore, quattro ore in Commissione,
è a regime.
PRESIDENTE. Questo lo credo anch'io.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Non è
questione di interpretazione, è pacifico.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Mi riferivo alle autocertificazioni, perché per il controllo, l'ho
già spiegato, è a regime. Per le autocertificazioni è fino al 31
dicembre 2020, articolo 264, primo comma.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo facendo
un po' di confusione, ma io credo che la relazione già è
esplicativa ed è chiara su quegli aspetti su cui stanno discutendo
i colleghi. Io credo, personalmente, signor Presidente, che se
facciamo una scelta che va verso la semplificazione amministrativa,
la sburocratizzazione, dobbiamo avere il coraggio di perseguirla,
quindi ritengo che quest'ulteriore aggravamento del procedimento è,
come dire, contro lo spirito della legge, poi il provvedimento
nazionale temporaneo verrà prorogato, non lo so che fine farà, però
è chiaro che noi dobbiamo dare una linea alla legge che è coerente
con lo spirito e con la ratio della norma, partendo dai lavori che
ci sono stati in commissione. Per cui dico io sono contrario
all'1.11.
PRESIDENTE. Allora, scusatemi, se l'Assessore lo mantiene credo
che ci sia, però, il parere contrario della Commissione lei che
vuole fare, Assessore? Questo è stato detto chiaramente, è inutile
che gli ridiamo la parola.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Quanto meno lasciamo quella dei controlli antimafia, le ultime tre
righe.
PRESIDENTE. I controlli. Per carità, scusate
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. State tranquilli, state sereni.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io,
se pur in un contesto molto confuso, però stranamente vorrei
spezzare una lancia a favore del Governo. Qui non stiamo discutendo
la possibilità che il cittadino presenti con il sistema delle
autocertificazioni documenti al fine di avere valutata una
richiesta, che è una estensione del principio non solo
dell'autocertificazione, ma attenzione c'è anche la dichiarazione
sostitutiva che è un altro istituto rispetto
all'autocertificazione.
Qui il Governo sta, secondo me ancor genericamente, perché poi ci
sarà bisogno comunque di un provvedimento amministrativo che
specifichi che cosa vuol dire, sta intervenendo sui controlli.
Ora, attenzione, non vorrei che qui commettiamo un errore, va bene
la semplificazione, consentiamo la possibilità che il cittadino
abbia il massimo della accessibilità alla Pubblica Amministrazione,
che non deve presentare, ad esempio, documenti che
l'Amministrazione Pubblica ha già, va bene.
Ma attenzione a non fare norme che eliminino i controlli, perché
il principio del controllo è un principio a garanzia
dell'autocertificazione, perché l'autocertificazione tu la fai se
ti assumi la responsabilità di quello che dichiari, e ti assumi la
responsabilità sapendo che qualcuno ti può controllare. Perché se
da un controllo viene fuori che quello che hai dichiarato non è,
diciamo, vero, ci sono due conseguenze: la revoca del provvedimento
amministrativo ma anche le sanzioni connesse alle false
attestazioni di fronte ad un pubblico ufficiale.
Allora, se qui stiamo parlando della modalità di esercizio dei
controlli, che diciamoci la verità anche la norma nazionale è molto
generica perché parla di incrementi', che vuol dire? Sarà
necessario un provvedimento amministrativo che stabilisce che cosa
è la quantità dei controlli, in quale percentuale, rispetto a quale
tempistica, noi abbiamo discusso nel mese, nell'anno, nella
settimana.
Allora, io credo che, se questa è la finalità del provvedimento
del Governo, non sono per dire no a prescindere, quindi valutiamo
un po' meglio magari se riscrivendolo e precisandolo, però
attenzione qui non perdiamo di vista che la tutela
dell'amministratore pubblico, anche di quel funzionario che sennò
fugge, è data dall'esercizio del controllo, non di bloccare la
pratica ma di controllare anche ex post la pratica che ha mandato
avanti, perché dobbiamo avere sempre un equilibrio.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, già in una riunione che abbiamo
avuto precedente all'Aula, io per primo ho chiesto che la funzione
di controllo fosse molto più che rafforzata perché se esiste
l'autocertificazione non c'è dubbio che l'unico strumento che
rimane nelle mani dello Stato, della Regione, è il controllo.
Quindi, questo è fin troppo scontato, addirittura io mi stupisco e
continuo a stupirmi e mi stupirò tutta la vita perché questo non
viene fatto, non esiste in nessun assessorato della Regione
siciliana - ma con serenità vi posso dire che non esiste in nessun
assessorato di nessuna Regione italiana, o in nessun Ministero
dello Stato, nell'organigramma, una previsione di controllo. Non
esiste Cioè non c'è in nessun Assessorato un Ufficio controllo,
così come non c'è in nessun Ministero. Non esiste nell'organigramma
della Regione, come dello Stato, come delle altre Regioni, qualcuno
che viene assunto Capo controllore. Non c'è, perché non esiste
proprio
E allora non c'è dubbio che nella mia visione di semplificazione,
con enorme spazio all'autocertificazione, non c'è dubbio che le
Regioni si debbano attrezzare con strumenti importanti di
controllo, non secondari, importanti
Quindi, non è tanto il concetto di rafforzamento, è il concetto di
costruzione dello strumento di controllo, che in questo momento, di
fatto, non esiste.
E allora io credo che, siccome la volontà del Governo, avendola
discussa prima con loro, sia esattamente questa, io rinvierei un
attimo questo argomento a dopo, e vorrei fare un confronto perché
invece questo si possa tranquillamente fare e si possa introdurre
in maniera inequivocabile il concetto del controllo, perché -
ripeto - parlare di autocertificazione senza avere una forte
capacità di controllo, facciamo un danno colossale.
Per cui votiamo, quale? Questo dell'assessore Grasso va bene così?
Però, siccome ho sentito tanti interventi, mi sembrava il caso di
rivederlo un secondo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Siccome stiamo andando avanti ed è
importante ascoltare alcuni suggerimenti, prego.
FOTI. Signor Presidente, mi scusi, perché lei in questa maniera mi
costringe a essere un po' severa, perché lei non può pensare di
parlare con una parte dell'Aula con cui, come si dice alla
catanese, ci da n'ammugghiata'. Perché la discussione andava
riportata in Commissione
Questa è una legge complicazione . Poco fa ho assistito tutto
d'un fiato alla lettura di qualcosa che è una norma nazionale.
Come ho detto ieri quando ho chiesto, non sarebbe bene fare una
bella seduta in Commissione, dove un attimino ci rischiariamo le
idee, dato che tutto quello che menti geniali hanno voluto
anticipare, già lo Stato lo ha fatto e stiamo creando una grande
confusione?
Lei, non so chi, non lo ha voluto fare. Quindi se io chiedo di
parlare, lei si prenda un appunto. Non è a chi si mette qui sotto a
gridare prima che poi concede la parola e poi mi dice un attimino,
Assenza . Deputato è lui e deputato sono io
PRESIDENTE. Le risulta che qualche volta lei ha chiesto di parlare
e io non le abbia dato la parola?
FOTI. Lei ha già ampiamente utilizzato la discrezionalità.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, le risulta che lei qualche volta mi ha
chiesto di intervenire e io non le abbia dato la parola?
FOTI. Su questo argomento lei già stava procedendo e mi stava
dicendo è utile sentire dei consigli .
PRESIDENTE. Non è inutile niente. L'onorevole Assenza stava
dicendo una cosa e lo volevo sentire. Basta. Faccia l'intervento
sul disegno di legge, è inutile che perdiamo tempo in queste cose,
è veramente disdicevole.
FOTI. Allora, l'articolo 71 del D.P.R. 445, di recente, lo Stato
lo ha messo a servizio della velocizzazione degli iter burocratici,
limitatamente a questo anno 2020. Quindi, già questa norma esiste
ed è applicata, perché è stata convertita recentemente a livello
statale.
Risulta ridondante e, secondo me, può addirittura indurre a delle
difficoltà interpretative anche i nostri Uffici regionali, che già
di loro possono applicare.
Chiaramente questa norma - cosa che io non comprendo - la si vuole
applicare per sempre. Come è stato detto anche dall'onorevole
Cracolici, già esiste tutta una gamma di documenti che in
autocertificazione, ovviamente sotto propria responsabilità per
dichiarazioni mendaci, i cittadini possono fare e utilizzano questo
strumento da un po' di tempo. Poi ci sono gli atti notori, anche
quelli si possono fare.
Qua dentro non si sta inventando nessuna semplificazione, la si
sta buttando in caciara, così si dice.
Ora, il Governo che poveretto, passatemi il termine, mi fa anche
tenerezza, sta inseguendo ulteriori, mettendo pezze ad una cosa che
è una legge non degna di questo Parlamento perché si poteva fare
qualcosa di molto più grazioso, oppure, non fare niente, applicare
le leggi che già il Governo ha messo a disposizione.
In più, l'impianto è già previsto, lo stiamo estendendo in maniera
rocambolesca senza adeguare gli Uffici sine die, per sempre la
velocizzazione, e poi, Presidente, sui controlli a valle, è giusto
che i cittadini, che hanno l'iniziativa, non possono stare ad
aspettare, se sono onesti e poi presentano progetti e li realizzano
in maniera aderente, precisa, loro hanno tutto il diritto di
sbrigarsi ma i controlli devono essere estesi al cento per cento.
Questo concetto in Commissione non è voluto pienamente passare
quindi se lei dice ora fermiamoci, alt, avevo capito che i
controlli c'erano', i controlli non è ben chiaro com'è che verranno
fatti, quindi se possiamo fare una cosa lineare, comprensibile, se
si semplifica i controlli devono essere a tappeto, non si può dire
si fa il venti per cento', e poi? L'ottanta per cento appena sarà
superata quella soglia, potrebbero i furbi e creare un danno alla
legalità alla nostra Regione? Uno; da quali soglie si deve partire?
Controlleremo i progettini' da poche migliaia di Euro lasciando i
grandi approfittatori liberi di potere chiedere con
l'autocertificazione e ottenere autorizzazioni che già in
automatico abbiamo?
Signor Presidente stiamo manipolando una materia molto delicata e
ci sono stati anche segnali dalle Commissioni Antimafia' che ci
hanno detto attenzione, in un momento di crisi di questo tipo già
abbiamo notizia di chi si sta organizzando come per prendere in
giro le amministrazioni e beffarsi di quello che è un risultato
importante che già avevamo ottenuto - ripeto - con la legge 7 del
2019.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima dell'onorevole Lupo l'onorevole
Assenza, se l'onorevole Foti me lo consente.
Un momento di raccordo è un conto, un ritorno in Commissione è un
altro, tutta l'Aula ha chiesto di votare subito. Prego onorevole
Assenza.
ASSENZA. Sì, grazie signor Presidente. Io, intanto, mi voglio
scusare con l'onorevole Foti perché non volevo assolutamente
prevaricare nessuno, avevo chiesto di intervenire ma aspetto come
sempre il mio turno, chi mi conosce sa che non intendo
assolutamente prevaricare qualcuno.
Allora, io credo che stiamo facendo un po' di confusione. Intanto
le critiche alla formulazione dell'emendamento governativo, oggi
presentato, andrebbero rivolte al testo della legge nazionale
perché l'emendamento non fa altro che copiare parola per parola,
comprese le virgole, il testo approvato dal Governo nazionale.
Detto questo, noi già all'articolo 1, comma 4, prevediamo
espressamente Fermo restando l'applicazione delle disposizioni di
cui all'articolo 264 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, ove
non esplicitamente Cioè, noi quella parte dei controlli già
l'abbiamo recepita al punto 4. Qual è l'equivoco in cui - mi
perdoni il Governo - cade il Governo, nel senso di dire Siccome il
Governo nazionale prevede il sistema delle autocertificazioni solo
per i 18 mesi e noi stiamo cercando di portare invece questo
sistema di semplificazione ultra - il tempo è l'emergenza Covid -
ma di renderlo come criterio applicabile sempre, verrebbe meno
anche questo articolo la parte che riguarda i controlli. Non è
così, perché la parte che riguarda i controlli è il comma 1
dell'articolo 71, che non c'entra niente con il 264 di cui abbiamo
parlato, dove si parla espressamente dei controlli. Le
Amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei
controlli e tutto quello che è già riportato. Questo non è
temporaneo, questa materia dei controlli, come è di tutta evidenza,
è una norma che si applica oggi, si applicherà domani, si
applicherà sempre.
Quindi, io invito veramente il Governo a ritirare questo
emendamento, perché nella prima parte è già prevista nell'articolo,
nel quarto comma, la seconda parte, è comunque già prevista nella
norma nazionale ed è una norma di ultra attività, quindi penso che
ci stiamo, al solito, complicando la vita senza eccessiva
motivazione.
PRESIDENTE. E allora, io devo essere sincero, dopo l'intervento
dell'onorevole Assenza mi sembra di avere capito meglio il tutto,
quindi, onorevole Pellegrino, prego, e onorevole Lupo.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. No, l'unica
parte della riscrittura parziale del Governo, che in effetti, non è
contenuta nel 264 è quella, il mancato rispetto dell'obbligo di
potenziamento dei controlli comporta la responsabilità
amministrativo contabile - la sanzione - e questo potremmo
mantenere questa che è l'unica parte che non è prevista
dall'articolo 71, modificata dall'articolo 264 del decreto Conte.
Quindi, questa è l'unica parte che non è contenuta. E'
sostanziale, quindi, dico, potremmo votare subito.
PRESIDENTE. Volevo rispondere di nuovo. Io vorrei capire se il
Governo ritira. Prima l'intervento dell'onorevole Lupo.
LUPO. Grazie signor Presidente, Assessori, colleghi. Io penso che
tutti siamo convinti, soprattutto dopo i recenti fatti di cronaca,
della necessità assoluta di rafforzare il sistema dei controlli
dell'attività amministrativa in genere e, quindi, anche in questo
caso, in tema di semplificazione.
Il tema è farlo con una norma chiara, perché se le norme non sono
chiare invece di semplificare si complica.
Allora, io dico subito quello che penso. Penso che la norma
nell'intento condiviso di intensificare i controlli, ha bisogno di
una norma di attuazione secondaria, cioè serve un decreto
dell'assessore, una delibera di Giunta, che traduca questa
intenzione in fatti concreti, stabilendo come si fanno i controlli,
con quali modalità si misurano questi incrementi, perché dire,
semplicemente, che sono incrementati i controlli, rispetto a che
cosa? Come si misura questo incremento? Perché altrimenti la stessa
previsione di sanzionare il mancato rispetto dell'obbligo di
potenziamento viene meno, perché se non c'è un riferimento assoluto
sul come intensificare e come verificare se si è realizzata questa
intensificazione, non si potrà ovviamente sanzionare.
Allora, io condivido l'intendimento del Governo di rafforzare il
sistema dei controlli, ma credo che è necessario farlo con
chiarezza e poi bisogna che l'Amministrazione regionale sia
conseguente. Se noi facciamo una norma, ma poi ci accorgiamo che in
tutta la Regione, c'è mezza unità di organico che si occupa del
sistema dei controlli è una presa in giro.
Allora, io credo che la norma va bene, bisogna prevedere
l'attuazione da parte del Governo con decreto del Presidente,
decreto proposto dall'assessore e una responsabilità di Governo,
vedete voi, in modo da renderla, veramente, una norma tassativa,
altrimenti rimane un manifesto che crea ulteriori disfunzioni, e
che obbligherà, probabilmente, i funzionari a procedere ad un
controllo a tappeto, di tutto.
Nulla in contrario, ma a quel punto non ci aspettiamo che ci sia
una velocizzazione dei procedimenti.
Quindi, propongo al Governo di valutare la possibilità di
introdurre, per l'attuazione, un decreto di cui il Governo si deve
assumere la responsabilità.
Signor Presidente, penso che noi sul tema dei controlli in
generale, che riguarda la Pubblica Amministrazione regionale,
dobbiamo dedicare molta più attenzione.
Mi chiedo, se sarà possibile farlo, al di là di quello che
scriveremo questa sera in questo emendamento, in occasione di
prossime sedute d'Aula che pure prevedono di trattare norme
riguardanti la Pubblica Amministrazione regionale, mi sembra che
c'è un disegno di legge proposto in particolare, se non ricordo
male, lei ha detto andrà in Aula, dell'onorevole Zito.
Forse quella può essere l'occasione per entrare anche nel merito,
perché la semplificazione si fa migliorando la Pubblica
Amministrazione regionale, investendo, riqualificando, formando il
personale della Regione siciliana, non basta approvare una legge
per poi immaginare che tutto migliori come d'incanto appena la
legge va in Gazzetta Ufficiale.
Quindi, penso che su questo è necessario prevedere almeno un
decreto dell'assessore, se il Governo lo ritiene, sul decreto si
può chiedere il parere anche della Commissione per avere un parere
che ovviamente non è vincolante, ma che probabilmente può essere
utile recepire, anche da parte del Governo.
PRESIDENTE. Allora, onorevole, quello che lei ha detto è - se
vogliamo - un po' il succo della questione cioè non c'è dubbio che
il concetto di semplificazione, il concetto di autocertificazione e
quant'altro, non può che andare assolutamente insieme al
rafforzamento vero del concetto di controllo, perché se oggi le
regioni impiegano anni per autorizzare, così com'è di fatto poi non
controllano, è una follia che è quello che è successo finora che
poi sappiamo bene che gli abusivismi, queste cose, nascono sempre e
soltanto dal fatto che uno è autorizzato a costruire poi come se la
vede lui perché tanto se ne frega di quello che gli hanno detto, ma
non c'è dubbio che - onorevole Lantieri, chiedo scusa - ma non c'è
dubbio che il concetto stesso di autocertificazione non può che
prevedere un sistema forte di controllo.
Ora, io credo che, se vogliamo fare le cose per bene, come
assolutamente credo che vogliamo fare, nell'interesse di tutti, voi
sapete che per me questo è una specie di chiodo fisso per cui lo
voglio assolutamente fare per bene, credo che quello
dell'organizzazione delle strutture di controllo che l'onorevole
Lupo chiedeva, con un decreto dell'assessore, io non credo che sia
necessario aspettare leggi successive, se posso, permettermi,
perché sono disponibile a fermarmi dieci minuti, un quarto d'ora in
attesa che questa cosa venga scritta. La mettiamo ora, perché se
noi ora inseriamo la richiesta nel testo del disegno di legge, di
un'attuazione della struttura attraverso un decreto, previsto
dall'Assessore o dal Presidente, è una cosa che non mi interessa,
perché secondo me ogni assessorato deve avere una struttura di
controllo, quindi, deve essere un qualcosa che sia, e che noi
possiamo quanto meno abbozzare oggi, ma che poi deve essere fatta
bene, eventualmente migliorata dopo, sarei assolutamente favorevole
a fermarmi.
Assessore Grasso, se ci fermiamo un quarto d'ora, venti minuti, in
modo che lo vediamo insieme, lo faccia subito, lo vediamo insieme,
anche perché io ho bisogno di cinque minuti di assenza per motivi
assolutamente personali, per cui se è possibile interrompiamo
cinque minuti; aspettiamo che l'assessore finisca di scrivere, gli
Uffici dell'Assemblea verificano un momento quello che è stato
scritto e ci rivediamo, sono le ore 19,00, alle 19,05 precise qua,
tanto bastano dieci minuti per fare tutto in modo che non perdiamo
tempo ed andiamo avanti. Grazie.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 19.16)
La seduta è ripresa.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, colleghi, stiamo andando un po' a
saltare. In realtà avevo presentato degli emendamenti che io
ritengo tecnici al comma 4 e comma 6, sul recepimento dinamico del
testo nazionale.
Cioè ho presentato la parolina e successive modifiche ed
integrazioni dopo il riferimento .
PRESIDENTE. Per me va benissimo.
CIANCIO. Se votiamo in questa sede il comma 6 vorrei che si
votasse anche.
Potrebbero essere anche dei 117.
PRESIDENTE. Credo che sia stato scritto. Il testo del Governo dice
dei controlli, di cui all'articolo 71, e successive modificazioni
ed integrazioni .
CIANCIO. Fermo restando - proprio l'incipit del comma 4 e del
comma 6 - l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 264
del Decreto 19 maggio ., n. 34 e successive modifiche ed
integrazioni . .
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, gli Uffici mi dicono che
recepiscono la cosa, e lo fanno come coordinamento formale alla
fine.
Gli Uffici sono tenuti a scrivere e successive modifiche ed
integrazioni .
Sono stati presentati degli emendamenti.
Quello della Commissione recita All'articolo 1, comma 6,
sopprimere il secondo periodo , che è quello che era inutile, da
parte delle Pubbliche Amministrazioni sono incrementati, etc.,
etc. .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento del Governo. La Commissione è favorevole?
PELLEGRINO, Presidente della Commissione. Si, assolutamente.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, colleghi, come dicevo già ieri, la
materia è particolarmente delicata.
Anche in Commissione avevamo inserito la previsione dei controlli
a tappeto e, all'esito della Commissione, ci siamo ripromessi di
ripresentare questo emendamento in Aula.
Perché? Noi stiamo introducendo il principio che
l'autocertificazione potrà, anche in futuro, servire per tutto, ed
agganciamo i controlli - siccome lei poco fa si è fatto il suo
bellissimo intervento sui controlli a tappeto, noi abbiamo
presentato un emendamento sui controlli a tappeto.
L'emendamento è il successivo e supererebbe tutte le questioni che
abbiamo affrontato poco fa, supererebbe anche la possibilità di
scrivere nella legge tutto quel papello' che porterebbe
sicuramente i responsabili del procedimento a dimettersi, che poi
altro non è che la norma nazionale, dico, però un riferimento sul
potenziamento dei controlli, o nella formula che ora voteremo o
nella formula dei controlli a tappeto fatti anche successivamente,
significa che intanto la pratica va avanti, l'autocertificazione
serve e funziona, ma io cittadino che presento
un'autocertificazione, so che la Pubblica Amministrazione,
successivamente, verrà a controllarmi tassativamente.
Se poi qua dentro c'è qualcuno che dice Ah ma allora paralizziamo
la Pubblica Amministrazione, perché la Pubblica amministrazione non
sarà nelle condizioni di fare i controlli', ma buongiorno Ma è da
quando è stata presentata la legge che diciamo che il problema è la
Pubblica Amministrazione, che non è in grado di svolgere tutti i
compiti, e forse possibilmente servirebbe di più una legge per
sbloccare le assunzioni, e mettere gli Uffici nelle condizioni di
poter lavorare
Io voglio da questo Parlamento, voglio che l'emendamento sui
controlli a tappeto venga votato con votazione palese nominale,
voglio che da questo Parlamento esca una legge tale per cui noi
diremo ai cittadini Cittadini, l'Assemblea Regionale Siciliana è
vicino a voi, quando presenterete una pratica presenterete una
pratica e la pratica andrà avanti con la vostra autocertificazione,
ma voi cittadini siciliani, onesti e disonesti, soprattutto,
saprete che la Pubblica Amministrazione verrà a controllarvi,
perché noi stiamo imponendo alla Pubblica Amministrazione di
controllare le pratiche, anche dopo '
PRESIDENTE. Benissimo, questo emendamento del Governo, così come è
scritto, arriva esattamente a questa determinazione, cioè il
Governo stesso farà un decreto con cui organizza il sistema dei
controlli, per la prima volta nella storia.
Vorrei che fosse chiaro a tutti, perché in questo momento la
Regione, non solo quella siciliana, tutte le Regioni non hanno, non
prevedono nel proprio organigramma gli strumenti di controllo, per
cui, nel momento in cui si vota questo emendamento del Governo, è
assolutamente quello che è stato chiesto fino a questo momento.
Per cui io, con il parere favorevole della Commissione, pongo in
votazione l'emendamento 1.11R del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto, dopo questo emendamento, gli altri sono tutti
preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 1 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sono già le 19.30, quasi, e ho avuto da un
incontro, anche soltanto attraverso gli occhi di alcuni Capigruppo,
l'autorizzazione a sospendere i lavori e a riaprirli domattina.
Perché no? Onorevole Pasqua, che diceva lei? E a quest'ora per
forza vanno via.
Scusate, c'è nessuno del Governo che può partecipare? Questa non è
una legge che possiamo rimandare alla settimana prossima, per cui
si continua. Di pomeriggio c'è un problema della Lega che non può
partecipare, anche la Commissione Antimafia non ci sarebbe, quindi
andiamo avanti e vediamo fin dove possiamo arrivare.
Scusatemi, il problema è questo, che ora sull'articolo 2 c'è
questo emendamento del Governo che, sicuramente, ci prenderà un po'
di tempo, perché poi superato quello, l'articolo 2, di fatto, è
finita la legge, è soltanto l'articolo 2, per cui andiamo avanti.
L'unica soluzione è questa, domani non si può, per cui si va
avanti. L'emendamento è stato distribuito? Allora se distribuiamo
l'emendamento del Governo.
Scusatemi, colleghi, io avrei bisogno cinque minuti dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, se ci possiamo riunione un attimo in Sala
Lettura e così poi chiudiamo tutto in pochissimo tempo. Onorevole
Grasso, può venire anche lei in Sala Lettura per favore?
(La seduta, sospesa alle ore 19.30, è ripresa alle ore 20.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari ha stabilito di dare del tempo a tutti i Gruppi
parlamentari per poter valutare meglio questo emendamento del
Governo e quindi sono state chieste ventiquattro ore. E' chiaro
che nel momento in cui diamo ventiquattro ore significa che non
possiamo continuare l'esame domani, perché non ci sono
ventiquattrore da qua a domani, significa che siamo costretti ad
andare a martedì prossimo.
Per me non esiste il problema, però vorrei, a proposito di tutto
quello di cui si è discusso - onorevole Cordaro, chiedo scusa
perché credo che interessi anche a voi - io credo che molta parte
di quello che è stato oggetto di discussione nasce ed è nato oggi
dal fatto che la Regione non abbia la capacità di personale, non
capacità intellettiva, ma non abbia poi il personale adatto a
creare queste strutture di controllo che servirebbero
necessariamente a tutti.
Io credo che una valutazione che va fatta, onorevole Cordaro e
onorevole Grasso, è quella che si rimetta mano, perché non è più
possibile, oggi la Regione siciliana ha un personale, fra tutti,
dal commesso al Segretario Generale, con una media di
cinquantasette anni. Io credo che continuare questa assurdità che
non si possono fare assunzioni, continuare a tenere bloccata questa
possibilità di assumere, stia diventando una follia, proprio una
follia Perché noi tra poco avremo una Regione siciliana che fra
due anni avrà un'età media di sessant'anni. E' una cosa che non si
può più sentire dire, perché è chiaro che poi non ci sono le
capacità tecnologiche giuste per poter capire alcune nuove
formalità, alcuni nuovi sistemi che ci vengono proposti dal Governo
nazionale, oltre che da altri.
Per cui, io vorrei che, sinceramente, si chiudesse questo capitolo
che dura dal 1991, cioè sono trent'anni che questa Regione non
assume, da trent'anni E' soltanto un invito che io sto facendo,
sono trent'anni che questa Regione non assume.
Allora, veramente vorrei che si chiudesse un capitolo che è stato
importante un tempo, ma che oggi sta diventando pura demagogia. Né
ci possiamo preoccupare del signor Giletti che ci accusa di essere
in troppi. Per cui, ritengo che la Regione debba chiudere questo
capitolo delle non assunzioni, perché veramente sta diventando una
follia.
Io devo essere sincero, mi sono vergognato quando di fronte ai
dirigenti di Google, mi hanno detto che l'età media dei dipendenti
di Google Europa è di ventotto anni, io ho cercato di fare finta di
niente; ma che quella della Regione sia di cinquantotto anni
veramente sta diventando un'assurdità.
Per cui, invito la Regione a fare dei ragionamenti affinché si
sblocchi questa follia, proprio veramente si possa sbloccare e si
possano, peraltro, fare assunzioni che in questo momento
specialmente servirebbero molto al popolo siciliano.
La seduta è rinviata a martedì, 16 giugno 2020, alle ore 16.00,
per continuare l'esame di questo disegno di legge.
La seduta è tolta alle ore 20.13 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
197a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 16 giugno 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni per l'accelerazione dei procedimenti
amministrativi e per la realizzazione di interventi
infrastrutturali urgenti . (n. 733/A Stralcio I COMM bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
2) Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
187-190-229-356-472-536/A)
Relatore: on. Savarino
3) Nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
misure di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
e loro familiari . (nn. 556-124)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
4) Norme in materia di nomine e designazioni di competenza
regionale . (n. 673/A)
Relatore: on. Ciancio
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 418: Iniziative per
l'elaborazione e l'attuazione di obiettivi strategici rivolti al
rilancio economico del Meridione e della Sicilia .
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interpellanze
N. 264 - Iniziative per incentivare lo smart working nell'Isola.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 265 - Interventi urgenti per contrastare la crisi del
settore florovivaistico a causa dell'emergenza epidemiologica da
COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 266 - Opportune iniziative a sostegno degli studenti
universitari fuori sede.
- Assessore Istruzione e Formazione
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 267 - Esecuzione dei tamponi rino-faringei alle forze
dell'ordine e a tutte le 'categorie a rischio' più a contatto con
il pubblico.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cannata Rossana
N. 268 - Salvaguardia per l'emergenza epidemioligica da COVID-19
nel trasporto pubblico locale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 269 - Sostegno al settore del florovivaismo in Sicilia.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Attività produttive
De Domenico Francesco
N. 270 - Iniziative a tutela degli studenti universitari fuori
sede a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 271 - Risorse per gli utenti di Siciliacque.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Lantieri Annunziata Luisa
N. 272 - Iniziative volte a individuare alloggi riservati al
personale sanitario impegnato nell'emergenza sanitaria da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 273 - Erogazione immediata delle somme stanziate con la
deliberazione di Giunta n. 124 del 28 marzo 2020.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Lentini Salvatore
N. 274 - Adozione di misure di contrasto alla violenza domestica e
alla violenza di genere.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
De Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
N. 275 - Recupero importi previsti per il finanziamento del Giro
di Sicilia e del Giro d'Italia per l'anno 2020.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 276 - Iniziative per il saldo dei contributi in conto interessi
di cui all'art. 11 della legge regionale 21 settembre 2005, n. 11.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 277 - Sostegno al settore del trasporto pubblico locale su
gomma.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Dipasquale Emanuele
N. 278 - Interventi urgenti in favore delle isole minori a seguito
dell'emergenza sanitaria Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Genovese Luigi; Pellegrino Stefano
N. 279 - Interventi a carico del fondo di garanzia del personale
dipendente del settore della formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 280 - Sostegno alle strutture di specialistica ambulatoriale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Amata Elvira
N. 281 - Esami e test rapidi per i dipendenti dell'Amministrazione
regionale soggetti a rischio di contagio.
- Assessore Salute
De Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.