Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.28
PRESIDENTE. Buongiorno colleghi, scusare il ritardo, ma eravamo
riuniti per questo famoso emendamento del Governo sulla
semplificazione.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, essendo ancora in corso il dibattito
sull'emendamento governativo, sospendo la seduta per mezz'ora per
poi riprendere i lavori alle ore 17.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.29, è ripresa alle ore 17.04)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e per la
realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti». (n. 733/A
Stralcio I COMM bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni per l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e
per la realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti». (n.
733/A Stralcio I COMM bis/A), posto al numero 1).
Invito la I Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni per la realizzazione di interventi infrastrutturali
urgenti
1. In relazione all'esigenza di assicurare gli interventi
straordinari necessari a seguito dell'emergenza da pandemia Covid-
19 e nelle more dell'intervento legislativo statale che assicuri un
quadro unitario di misure di semplificazione dei procedimenti
amministrativi, al fine di sostenere la ripresa economica della
Regione e di assicurare l'accelerazione delle procedure ordinarie
per la realizzazione di opere infrastrutturali nonché al fine di
assicurare la riqualificazione, l'adeguamento e la messa in
sicurezza di edifici scolastici di proprietà degli enti locali, il
Presidente della Regione, entro 30 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, nell'ambito delle competenze
attribuite ai singoli enti, con propri decreti, previa delibera di
Giunta, per un termine non superiore a 18 mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, nomina commissari:
a) i sindaci dei comuni interessati per le opere di interesse
comunale e per gli interventi sugli edifici scolastici comunali;
b) i sindaci metropolitani ed i presidenti dei liberi Consorzi
comunali per le opere di interesse sovracomunale e per gli
interventi sugli edifici scolastici delle ex province regionali.
2. Le disposizioni del comma 1 trovano applicazione per le opere
per le quali è stato emesso il decreto di finanziamento nell'ambito
di atti di programmazione anche a valere su risorse extraregionali,
rientranti nelle seguenti tipologie:
a) opere infrastrutturali di interesse comunale e sovracomunale;
b) messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici
di competenza comunale e sovracomunale.
3. Nell'ambito dei livelli essenziali in materia di istruzione e
di procedimenti amministrativi relativi a lavori pubblici, entro il
termine di cinque giorni dalla nomina dei commissari di cui al
comma 1, agli organi di cui al comma 1, in qualità di soggetti
commissari, è trasmesso dagli uffici competenti l'elenco delle
opere di cui al comma 2. Decorsi 15 giorni dal ricevimento
dell'elenco su ogni singolo procedimento è indetta, ove necessaria,
la conferenza dei servizi di cui agli articoli 18 e 19 della legge
regionale 21 maggio 2019, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni. Qualora il responsabile del procedimento, al termine
della conclusione del procedimento o della conferenza dei servizi,
qualora indetta, non abbia adottato nei termini ivi previsti il
provvedimento, questo sarà adottato dai rispettivi segretari
comunali e provinciali, ai sensi dell'articolo 97 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed
integrazioni».
Onorevoli colleghi, possiamo iniziare? Stiamo distribuendo adesso
la riscrittura dell'emendamento del Governo che ha recepito tutte
le eccezioni che erano state poste dagli Uffici.
Cominciamo anche perché ci sono dei nostri colleghi che hanno
degli impegni e mi hanno chiesto di velocizzare.
Abbiamo distribuito adesso la riscrittura del Governo e i
subemendamenti all'emendamento dell'onorevole Compagnone, per
intenderci. Che sono stati presentati dalla Commissione?
(Intervento fuori microfono)
C'è scritto Compagnone e Di Mauro. Per me va benissimo Lo Curto.
C'è scritto Compagnone e Di Mauro, Lo Curto, ma è ovvio che la Lo
Curto è molto più importante di Di Mauro. Invito i colleghi a
prendere posto. Cominciamo con l'analisi e con il voto degli
emendamenti.
Si passa all'emendamento 2.1, di soppressione, a firma degli
onorevoli Damante, Ciancio ed altri. Onorevole Ciancio è
confermato?
CIANCIO. Sì.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento successivo, il 2.2, a firma degli onorevoli Damante
ed altri è già precluso.
(I deputati chiedono la distribuzione del fascicolo)
Scusate, non avete il fascicolo?
Si passa all'emendamento 2.8, a firma degli onorevoli Foti,
Palmeri ed altri. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.9, a firma degli onorevoli Foti ed
altri. C'è un invito al ritiro perché è pleonastico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.9?
CRACOLICI. Sull'emendamento 2.8.
PRESIDENTE. Ma il 2.8 è stato bocciato, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Premesso che l'emendamento non è mio, com'è noto, ma se
uno cessa dalla carica di sindaco, e uno è nominato commissario in
quanto sindaco, se cessa, cessa pure la figura del commissario,
cioè manteniamo un commissario che non è più sindaco? Fatemi
capire: perché è stato dichiarato bocciato?
PRESIDENTE. Sarà il nuovo sindaco il commissario.
CRACOLICI. Ma dobbiamo scriverlo nella legge Presidente, le sue
intenzioni e le mie intenzioni rimangono tali se non c'è una norma
che lo prescrive. Se uno decade da sindaco non può essere più il
commissario Lo dico perché
PRESIDENTE. Ma si è commissari in quanto sindaco, non nome e
cognome.
CRACOLICI. Perfetto. Avete bocciato la norma che dice che cessa.
PRESIDENTE. Ma non c'è bisogno di dirlo, è ovvio Non c'è bisogno
di una norma. Se tu sei commissario in quanto sindaco, nel momento
che decadi da sindaco non sei più commissario.
CRACOLICI. Siccome le note parlamentari sostituiscono la fonte
giurisprudenziale, se il Parlamento boccia la norma che dice che il
sindaco che decade non può più fare il commissario, si intende che
lo può fare, quindi diventa un principio giurisprudenziale. Io
dico: state attenti a quello che state facendo, perché rischiamo di
uscire da questa storia, altro che semplificazione Ci sarà un
caos
PRESIDENTE. Sinceramente, credo che su tutto ci può essere un caos
tranne che su questa interpretazione, onorevole Cracolici, che è
fin troppo ovvia. Noi possiamo precisare che la ratio è questa e lo
lasciamo scritto a verbale in modo che se un domani dovesse esserci
confusione, anche se, sinceramente, non capisco come ci possa
essere.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.9?
FOTI. Presidente, nella parte posteriore dell'Aula c'è un'acustica
ed anche una barriera di rumorosità. Sarei intervenuta proprio per
dire che l'emendamento
PRESIDENTE. Che certamente peggioriamo con la mascherina.
FOTI. Ecco, sarei intervenuta proprio per dire che l'emendamento
che è innocuo però andava a specificare questo passaggio perché
parlando di commissari, solitamente, i commissari superano i
mandati elettorali che normalmente avrebbero i sindaci. Ora noi gli
stiamo dando questo potere, però, secondo me, andava esplicitata
questa cosa.
Ora, l'abbiamo superata. Va bene.
Rimarrà a verbale che la volontà del legislatore era di intenderli
comunque che continueranno ad andare a regime come dei sindaci,
quindi su un mandato, ma non come i commissari che invece
PRESIDENTE. La norma non parla di nome e cognome, parla di carica.
Per cui è commissario il sindaco. Punto. Cioè nel momento in cui
non sei più sindaco, non sei più commissario. Credo che sia
abbastanza evidente. Non stiamo a parlare di lana caprina perché
tanto è, ripeto, non c'è una nomina ad personam che coincide con
quella del sindaco. È una nomina
FOTI. È una nuova tipologia di commissari, perché di solito i
commissari durano oltre, cioè durano sulla base di una
realizzazione di un'opera.
PRESIDENTE. Se vengono nominati come persone. La legge dice che
sono nominati commissari i sindaci dei comuni interessati. Punto,
dai.
FOTI. Ora Presidente, sul 2.9 penso che la Commissione si possa
esprimere in maniera favorevole perché si va a indicare anche che i
commissari operano rispetto a dei principi derivanti
dall'ordinamento dell'Unione europea.
PRESIDENTE. Anche questo è ovvio, onorevole Foti. Non è che
possono lavorare sotto principi di altri? Il principio è quello
della legge e quindi è chiaro che operano sotto quei principi.
FOTI. Sì però, diciamo, questi regimi straordinari che stiamo
introducendo, non vorrei che
PRESIDENTE. Se ci dovessero essere principi straordinari sarà
perché un'altra legge prevederà quelli straordinari, cioè loro
possono, qua non ce n'è, ma loro possono operare soltanto seguendo
i principi della legge. Questo è abbastanza scontato, onorevole
Foti, per questo chiediamo di ritirarlo. È ancora bene il fatto che
ne abbiamo parlato in modo che rimanga a verbale, però lo possiamo
ritirare secondo me.
FOTI. Ecco. E poi, insomma l'acustica è quella che è, dia il
tempo, dia un'occhiata anche dietro perché avevo fatto cenno, però
poi in maniera così rapida avete
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, non me ne sono accorto.
Quindi, l'emendamento 2.9 è ritirato?
Se lo ritiriamo è chiaro quello che abbiamo detto, farlo bocciare
diventerebbe più un problema, per cui la inviterei sinceramente al
ritiro.
FOTI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirare
l'emendamento 2.9.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.3, a firma degli onorevoli Damante ed
altri, è precluso.
Si passa all'emendamento 2.5, a firma degli onorevoli Palmeri ed
altri.
PALEMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, siccome questa è una norma duratura
rispetto alla norma dello Stato che è riferita all'edilizia
scolastica e che permarrà fino a dicembre, si vuole appunto
escludere l'applicazione dell'articolo per tutte quelle opere che
dovranno realizzarsi ad esempio su edifici o in zone sottoposte a
tutela ambientale e a vincolo paesaggistico. Quindi è bene,
diciamo, specificare questa cosa proprio perché sarà una norma
duratura per la Sicilia.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.7, a firma degli onorevoli Foti,
Palmeri ed altri.
Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, il contenuto di questo emendamento è
uguale a quello presentato credo dal proponente del disegno di
legge perché è necessario un coordinamento col testo nazionale
perché a livello nazionale il Governo ha inserito la possibilità di
nominare commissari i sindaci per le opere e per l'edilizia
scolastica. Quindi, deve essere necessariamente coordinato il testo
con la norma nazionale.
Credo che ci sia anche un altro emendamento che va sempre nella
stessa direzione, quindi secondo me è un tema che comunque va
trattato e si deve specificare che per quanto riguarda l'edilizia
scolastica, almeno in questa fase, si applica la legge nazionale,
altrimenti stiamo facendo più danno che altro.
PRESIDENTE. Non mi pare sbagliato quello che lei dice. Un attimo
perché mi sembra corretto.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Sammartino)
Era stato presentato a questo emendamento? A noi non risulta però.
Onorevole Sammartino, ci può spiegare il contenuto del
subemendamento. Così vedremo al limite, di poterlo inserire.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, l'annotazione della collega Ciancio
è corretta. L'articolo in questione, presidente Miccichè, prevede
un sistema ordinario, di impulso attraverso i sindaci affinché le
procedure anche di edilizia scolastica possano essere fatte ai
sensi di questo articolo.
Siccome nel frattempo il legislatore nazionale è intervenuto con
una norma che da qui al 30 dicembre va in deroga ed aiuta molto di
più sull'edilizia scolastica, andando anche oltre le competenze,
ovviamente che la nostra Regione ha, ho presentato un
subemendamento che i vostri Uffici dovrebbero avere che prevede
che, invece, si recepisce quella norma nella temporaneità da qui al
30 dicembre in maniera tale che
PRESIDENTE. Siccome non troviamo questo subemendamento.
SAMMARTINO. Lo posso ripresentare.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. Come, onorevole Ciancio? Se votiamo il 2.7 a questo
punto non risolviamo lo stesso?
Il parere della Commissione e del Governo, a questo punto si
trasforma in positivo?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.4, a firma degli onorevoli Damante ed
altri, che è precluso.
Di fatto l'articolo 2 è concluso ma questo articolo del Governo
che è l'emendamento A1R, abbiamo immaginato, abbiamo deciso di
considerarlo come emendamento aggiuntivo all'articolo 2. Quindi,
come se fosse un altro articolo, quindi farebbe parte di un
articolo 2 bis, per cui bisognerebbe votarlo.
L'emendamento è del Governo. Lo pongo in votazione.
(Proteste in Aula)
Tranquilli Io parlo piano e voi non c'è bisogno che gridiate.
CRACOLICI. Presidente, intanto stabiliamo le regole: è aggiuntivo?
Quindi chiudiamo l'articolo 2. Una cosa alla volta
PRESIDENTE. Siccome in questo momento è presentato all'articolo.
Ho ritenuto che nel caso in cui passasse, più che essere un altro
comma dell'articolo 2, possa essere inserito come un articolo in
più. Questo l'ho detto per precisione. Comunque è un emendamento
all'articolo 2 e va votato all'articolo 2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, sulle procedure parlamentari
dobbiamo evitare questa approssimazione che lei, spesso, in nome di
una presunta efficienza parlamentare, tende a bypassare.
Intanto non c'è un emendamento all'articolo 2 perché io leggo:
dopo l'articolo 2 aggiungere . Vuol dire che è aggiuntivo
all'articolo 2. Quindi, se è aggiuntivo, prima chiuda l'articolo 2.
PRESIDENTE. Per chiarezza dopo l'articolo 2, aggiungere è stato
scritto successivamente. Era stato presentato come emendamento
all'articolo 2.
CRACOLICI. Presidente, ha fatto distribuire questo. Quindi la
questione è prima chiudiamo l'articolo 2 e poi procediamo al 2 bis,
tre, quattro, quello che vuole.
Dopodiché discutiamo di questo articolo. Le ricordo che non solo
non è mai andato in Commissione ma persino stamattina dove la
Commissione era stata convocata per esaminare in Commissione come
lei aveva anche annunciato all'Aula la settimana scorsa, questo
emendamento, è andato alla trasmissione Chi l'ha visto , perché
non è mai arrivato, quindi sto leggendo in diretta il testo che so
che gli Uffici ci hanno lavorato, che hanno costruito un
emendamento accettabile, lo vedremo, però vorrei che seguissimo le
regole. Chiudiamo l'articolo 2, metta in discussione visto che ha
deciso di metterlo in discussione, consenta eventualmente anche
eventuali subemendamenti. Le cito così non intervengo nel merito su
una questione: dire che possiamo nominare commissari i dipendenti
regionali, lo dico a chi le scrive queste norme, che significa
dalla fascia b) al dirigente? Bisogna stabilire le qualifiche, cioè
possono essere nominati commissari i dirigenti, ma dovete scriverle
le cose nelle leggi, non sono nelle vostre intenzioni, perché poi
giudicano i giudici dei Tar, quindi, così come quell'emendamento
che abbiamo bocciato non è come dice lei che resta a verbale,
perché il verbale dell'Assemblea non sarà mai preso in esame da
nessun Tar, quindi il fatto che diciamo possono essere nominati i
sindaci, una volta che sono nominati e decadono possono continuare
a fare i commissari, questo perché lei lo sappia, quindi non è vera
la interpretazione che lei ha dato.
PRESIDENTE. La pensiamo diversamente
CRACOLICI. La pensiamo Questo lo stabilirà poi il giudice, né io
né lei, ma qui siamo un Parlamento e dovremmo provare a fare leggi
che si capiscano. Allora, dico chiudiamo l'articolo 2 e vediamo poi
l'articolo 2 bis nel merito e mi riservo di parlare nel merito.
PRESIDENTE. Scusi lei sta presentando un subemendamento per
correggere questo fatto degli impiegati o no?
CRACOLICI. Chiedo che il Governo veda anche gli svarioni
PRESIDENTE. E ho capito, quindi se c'è un problema, se c'è un
subemendamento che aggiunge
CRACOLICI. Nel suo interesse
PRESIDENTE. Nel suo interesse Se lei fa un appunto poi lo cambia
voglio dire
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
E' in italiano poi se c'è da aggiungere una fascia tra i dirigenti
lo si va a vedere.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
emendamento aggiuntivo o ciò che si deciderà sia, non abbia nulla a
che fare con il testo della legge che stiamo presentando, ma è un
modo surrettizio per fare entrare in questo dibattito, nel vuoto e
dunque in una possibile approvazione, una norma di legge che si
muove su una traiettoria totalmente diversa, perché stiamo
discutendo e votando un insieme di norme che riguardano la
semplificazione burocratica, amministrativa autorizzativa come
prassi e cioè come diciamo fisiologia del rapporto fra
amministrazione e norme e comportamenti sugli interventi
infrastrutturali che non è legata né alla stagione del Covid, né a
nessun altra emergenza sanitaria o di altro tipo che riguardi la
Regione siciliana. L'argomento ci sta ne discutiamo nel merito.
Inserire dentro una cornice di comportamenti di prassi, di
pratica, di normalità, una norma di eccezionalità che nulla ha a
che fare col tentativo di semplificare gli interventi strutturali,
ma che dice nel caso di stato di crisi o di emergenza prevediamo
una serie di cose, una per tutte che il pilastro di questo
emendamento aggiuntivo al Presidente della Regione viene dato
compito e mandato di coordinare gli interventi in attuazione di
attività finalizzate a superare la crisi con una serie di passaggi
successivi.
Credo che sarebbe un atto diciamo di onestà politica, chiudere la
discussione ed il voto su questo disegno di legge che riguarda una
vicenda strutturale e complessiva in tempi di normalità, e poi
andando in Commissione, sottoponendola intanto al vaglio della
Commissione, decidere se questo Parlamento ritenga di attuare di
volere applicare un sistema di norme che vanno utilizzate in caso
di emergenza, cioè crisi ed emergenza, stato di crisi e di
emergenza, con poteri particolari e fortemente derogatori alle
norme di legge che vengono offerti nelle mani del Presidente della
Regione.
Le due cose insieme, Presidente, dal punto di vista ontologico,
normativo, di buon senso, nulla hanno a che fare, per cui il mio
invito è che questo emendamento aggiuntivo torni in Commissione
sotto forma di disegno di legge autonomo e la Giunta abbia come
dire l'onestà politica e il coraggio di offrirlo alla discussione
della Commissione e poi alla discussione del Parlamento, senza
infilarlo di soppiatto, in modo surrettizio dentro una norma di
legge che nulla ha a che fare con i poteri straordinari da
conferire al Presidente in caso di crisi della Regione siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava. Allora, perché sia chiaro:
questo è un emendamento che è stato presentato la settimana scorsa,
e che avrebbe potuto, perché era potere del Governo fare una
riscrittura dell'articolo 2. Si è individuato, invece, in un
possibile emendamento che creasse una situazione diversa da quella
che è la prassi che prevede l'articolo 2, per l'eventualità di
eccezionalità. Ma, dal punto di vista della prassi parlamentare e
delle regole parlamentari, io avrei dovuto potere accettare la
riscrittura che il Governo presentava completamente sull'articolo
2, in cui avrebbe inserito anche questo. E' stato proprio per
tenerli separati e per avere da una parte la cosiddetta situazione
di normalità, e poi fare un articolo a parte sulle situazioni di
eccezionalità, che è stata decisa questa separazione. Ma - ripeto -
dal punto di vista della prassi, la riscrittura che avrebbe
presentato il Governo e che comprendeva la prima parte
dell'articolo 2 e poi la seconda - però a quel punto rischiando,
secondo me, di fare un minimo di confusione - aveva tutto il
diritto di farlo.
(Brusio in Aula)
Ho capito, ma insomma aveva tutto il diritto di farlo e io non gli
avrei certamente potuto obiettare nulla.
Per cui, questo emendamento nasce a seguito di quella possibile
riscrittura che, invece di essere presentata come riscrittura di
tutto l'articolo 2, è stata messa a parte. Questa è la logica per
cui si è arrivato a questo emendamento. Non c'è nulla di anomalo e
quindi non è aggiuntivo nel senso che sta trattando un argomento
diverso, perché sempre di semplificazione amministrativa stiamo
parlando: è la semplificazione amministrativa prevista in caso di
eccezionalità. Non mi sembra che sia niente di particolarmente
sconvolgente.
CRACOLICI. Ma l'articolo 2 lo votiamo o no?
PRESIDENTE. Certo, stia tranquillo. Ci sono altri emendamenti dopo
e, siccome sono successivi, mi faccia arrivare alla fine e poi
decideremo cosa fare; tanto stia tranquillo che va votato tutto,
non ci sono problemi. Ho capito onorevole Cracolici, ma c'è anche
un A.3 successivo a questo, che era stato presentato dall'onorevole
Compagnone prima e che deve essere, anche questo, valutato.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, a parte il fatto che io penso che per
sburocratizzare bisognerebbe toglierle le leggi, anziché
ingarbugliarle tutte tra loro, ora qua c'è un emendamento
aggiuntivo che, secondo me, nulla ha a che vedere con la norma che
stiamo analizzando oggi. E vorrei capire quali ulteriori poteri si
aggiungono ai poteri del Presidente della Regione che non ha già in
questa fase. Perché io mi chiedo, per esempio, il Presidente della
Regione e il Governo regionale perché non mettono mano al Piano
pandemico regionale che è scaduto da nove anni? E' una cosa che
possono fare ora, subito, senza bisogno di emendamenti aggiuntivi.
Perché, per esempio, non presentano un emendamento aggiuntivo per
dimezzare i tempi di pagamento alle imprese, che aspettano i
mandati di pagamenti da mesi.
Questo è sburocratizzare Non aggiungere leggi su leggi e
arrogarsi il diritto di proclamare lo stato di crisi a livello
regionale, una cosa che non esiste e nominare i commissari per 12
mesi per un'emergenza che sulla carta dovrebbe andare a scadenza il
31 luglio.
Quindi, signor Presidente, questo tipo di emendamento aggiuntivo
consideriamolo come una legge che dovrà essere trattata nelle
Commissioni di merito, ma non complichiamo ulteriormente le cose
anziché alleggerirle. Grazie.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io capisco lo sforzo di mediazione che
lei sta cercando di portare avanti su questo disegno di legge, però
queste cose, onestamente, rischiano di destabilizzare l'equilibrio
che in qualche modo si era raggiunto. Anch'io penso che sia materia
totalmente, se non estranea, nuova comunque al disegno di legge che
non è stato, io lo ribadisco qua, trattata nella Commissione di
merito. La ritengo una provocazione in senso buono, nel senso è una
provocazione del Governo a spingerci a fare di più, anche perché,
non so se l'avete letta, ma la relazione al primo emendamento
sinceramente mi ha lasciato un po' perplessa.
PRESIDENTE. Era un refuso, era un errore.
CIANCIO. Ah E' un refuso il fatto che il Governo dica
PRESIDENTE. . Tant'è che ne è stata mandata un'altra idonea.
CIANCIO. Però me lo lasci dire, Presidente, siccome
fondamentalmente l'articolo 2 non serve a niente vi facciamo vedere
noi come si fanno le norme, quindi dico è anche abbastanza
offensivo per il Parlamento e per il lavoro che è stato fatto
finora.
PRESIDENTE. Il fatto è stato segnalato.
CIANCIO. La ringrazio. Anche perché su questo testo ci sono
moltissimi dubbi di incostituzionalità tant'è che io non voglio, a
pensar male si fa peccato, si dice però non vorrei che si vuole
inserirlo all'articolo 2 perché così magari poi viene impugnato
tutto l'articolo 2 e non solo un articolo rispetto agli altri. Ma
queste sono ipotesi.
Io Presidente, lo dico chiaramente, questo emendamento così quanto
meno deve passare dalla Commissione, quanto meno deve essere
trattato compiutamente dalla Commissione, altrimenti noi siamo
pronti a bocciare tutta le legge.
PRESIDENTE. E allora, uno dei motivi per cui è stato messo a parte
è proprio per evitare che possa essere impugnato l'articolo 2, nel
caso viene impugnato il 2 bis, per cui uno dei motivi per cui ne
vogliamo fare un articolo a parte è proprio questo.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, colleghi, come le avevo anticipato in
Conferenza dei Capigruppo e da quello che sta venendo fuori dai
primi interventi che mi hanno preceduto, è chiaro che questa è una
norma ultronea rispetto alla materia del contendere, possiamo dire
che è analogo. Ok, possiamo dire qualunque cosa, però è una materia
che merita, data la non pericolosità ma gravosità delle norme
portate da questo emendamento aggiuntivo, che merita la discussione
in Commissione, quanto meno
Le perplessità e le criticità le abbiamo fatte emergere anche in
conferenza dei capigruppo, io glielo avevo detto, quella sui
rifiuti che poi è stata con un correttivo apportato nella
relazione, ma noi approviamo norme non approviamo relazioni, quindi
se non c'è nella norma il fatto che non si riferisca anche ai
rifiuti, questo non è specificato. Vede questo è il modo di
condurre questo tipo di innovazione normativa.
Presidente, la invito cortesemente ad evitare che entri in questa
materia questa norma, che si riporti in Commissione, perché noi la
troviamo assolutamente scandalosa e voteremo contrario a questa
norma in senso assoluto, con forza e dicendo ai cittadini siciliani
che la Sicilia non ha bisogno di questi super poteri per il
Presidente chiunque esso sia.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, colleghi, Governo, cittadini.
Presidente lei è un ottimo mediatore, cioè in questi due anni e
mezzo se non ci fosse stato lei probabilmente questo Governo già
sarebbe stato, sarebbe andato a casa.
E lo sostiene ovviamente, però riesce in qualche modo a mediare,
cioè riesce in qualche modo a. come dire, da una parte lo sostiene,
dall'altra parte cerca di mediare,
Come hanno detto già altri miei colleghi, signor Presidente,
questo è un altro disegno di legge. E capisco che il Governo
regionale, in ritardo, nel frattempo che l'Assemblea in Commissione
discuteva di un disegno di legge che cercava di sburocratizzare in
via ordinaria, disegno di legge che è stato sottoscritto - ricordo
- da tutti i Gruppi parlamentari, ed è passato un mese e mezzo,
perché io sto facendo una sorta di countdown, è passato un mese e
mezzo da quando abbiamo parlato di sburocratizzazione in Aula.
E capisco anche il suo imbarazzo, il suo imbarazzo nei confronti
dei cittadini siciliani. Ora questo Governo regionale porta in Aula
un altro disegno di legge che, come dicevano alcuni miei colleghi,
riguarda la straordinarietà che possiamo anche normare. Però, dico,
un nuovo disegno di legge fa un percorso all'interno dell'Assemblea
andando prima in Commissione e poi arriva in Aula.
Portare un disegno di legge come emendamento aggiuntivo ad un
altro disegno di legge, rischia di fare un papocchio incredibile.
Perché vede, signor Presidente, noi qua stiamo dando ulteriori
poteri io non sono riuscito ad approfondirlo in poco tempo, però
noi stiamo dando ulteriori poteri eventualmente al Presidente della
Regione, con la Protezione civile, ma non ho ben capito su quali
emergenze. Sono compresi pure i rifiuti in questa emergenza, che
verranno gestiti in via straordinaria anche dal Presidente e dalla
Protezione civile?
E' ovvio che questo emendamento aggiuntivo - che per me è un
disegno di legge - dovrebbe essere approfondito da tutti i
parlamentari all'interno prima delle Commissioni e poi, se ce la
fa, arriva in Aula, e l'Aula deciderà cosa farne di questo nuovo
disegno di legge.
L'Assemblea non può sottostare ad un Governo, perché se noi
facciamo delle norme, se noi facciamo dei disegni di legge, li
portiamo in Commissione, ci lavoriamo, li portiamo in Aula, non è
che poi il Governo regionale, per mettere al solito la bandierina,
le solite bandierine del Presidente Musumeci, deve stravolgere
nuovamente tutto.
Signor Presidente, noi come Movimento Cinque Stelle, eravamo già
diffidenti al primo disegno di legge sulla sburocratizzazione che è
stato presentato, tant'è che noi non lo abbiamo sottoscritto. Con
questo ulteriore disegno di legge, noi stiamo andando a complicare
le cose e a fare un vero e proprio papocchio, che non so se questa
cosa, alla fine, serve o meno ai cittadini siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà. Dopo l'onorevole Tancredi non ci sono altri iscritti a
parlare?
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
discussione cominci a diventare paradossale. Perché,
oggettivamente, questa nuova formulazione, credo che vada a sanare
certe problematiche di carattere costituzionale che erano nel testo
iniziale.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Tancredi, questo è assolutamente
così, perché sono state recepite tutte le obiezioni fatte dagli
Uffici sui problemi lo avevo detto all'inizio e lo confermo
adesso. Le chiedo scusa, prego.
TANCREDI. Quindi, andiamo, di fatto, ad estendere, da un regime
straordinario ad un eventuale regime ordinario, delle modalità
applicative. Quindi non vedo dove siano le enormi difficoltà, basta
leggerlo, non è che ci sia chissà che cosa di aggiuntivo rispetto
alla formulazione, signor Presidente, che è stata ampliamente
dibattuta.
Anche questo è stato ampiamente dibattuto in Commissione, e credo
che tornare in Commissione sarebbe un ulteriore perdita di tempo.
Perché di fatto con questo articolo aggiuntivo, andiamo a sanare
una situazione che sarebbe stata sicuramente oggetto di reprimenda
in fase successiva. Quindi, per quello che leggo e per quello che
posso comprendere da una analisi anche abbastanza approfondita
fatta in Commissione, perché la discussione è stata già abbastanza
profonda su questo, questo è stato già discusso. E credo che non ci
sia altro da aggiungere.
Se poi dobbiamo continuare a perdere tempo, lo possiamo fare
tranquillamente. Una seduta d'Aula può durare un giorno, due
giorni, tre giorni, possiamo andare all'infinito. Se dobbiamo
arrivare ad un risultato credo che andare oltre a discutere sia
assolutamente inutile. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Allora, onorevole Cracolici e poi
l'onorevole Lupo e poi abbiamo chiuso gli interventi. L'onorevole
Cracolici aveva parlato prima, ma essendo molto preciso aveva detto
prima che parlava sull'ordine dei lavori, e poi avrebbe chiesto
l'intervento sull'emendamento. Prego.
CRACOLICI. Devo dire che gli interventi qua sono praticamente
inutili, perché avevo chiesto di chiudere l'articolo 2, e procedere
poi col 2 bis, però siamo ancora - diciamo - non so di cosa stiamo
parlando.
Detto questo, nel merito su questo articolo, ora Presidente,
spacciare questa norma come la norma con la quale noi attuiamo il
Codice di Protezione civile, è un'altra delle bizzarre
interpretazioni di questo modo di legiferare. Vorrei far rilevare
che, con l'articolo 2, stiamo procedendo a nominare commissari i
sindaci, e i sindaci metropolitani; con l'articolo 2 bis, o non so
come si chiamerà questo qui, è previsto che i commissari nominati
dal Governo regionale, di fatto, sostituiscono i commissari
nominati dagli enti locali. Quindi, con l'articolo 2 stiamo facendo
una cosa, col 2 bis
PRESIDENTE. Onorevole, è ovvio che questa è un'altra fattispecie
non vanno a sostituire quelli di prima.
CRACOLICI. No, scusi, c'è scritto questo. Io continuo, Presidente,
lei sa che mi sta simpatico però non se ne approfitti, non se ne
approfitti.
PRESIDENTE. Non ne approfitto.
CRACOLICI. Ecco, perché
PRESIDENTE. Può stare tranquillo.
CRACOLICI. Le mie interpretazioni, non nel senso che lei può
alludere, anche perché, come si suol dire, siamo distanti anni
luce
PRESIDENTE. Né io né lei possiamo alludere a nulla. Prego.
CRACOLICI. Quello che mi preoccupa è che quando noi facciamo
leggi, non sono le nostre convinzioni a confrontarsi e basta, le
leggi poi vanno applicate, e i contenziosi in materia
amministrativa sono quelli più lunghi e più complessi.
Qui stiamo prevedendo di cancellare di fatto l'articolo 2. Prima
questione. Seconda questione: in Commissione il Governo è venuto a
spiegarci, e abbiamo accolto la richiesta del Governo, che pensare
di dimezzare i termini previsti dalla legge 1, dalla legge quella 7
del 2019 era una cosa, diciamo, che non stava né in cielo né in
terra, perché era una norma già quella, è la legge che ha i termini
più bassi rispetto al resto d'Italia.
Bene, con quest'articolo 2 bis si prevede il dimezzamento di quei
termini, quindi, o il Governo era ubriaco prima, o è ubriaco ora,
perché non c'è dubbio che quando propone una legge che prevede, uso
un'espressione che dal punto di vista lessicale è, come dire,
particolarmente forbita, dice al comma b dell'articolo, al punto b
del comma 6 ' dice che i termini di conclusione del procedimento
amministrativo, individuati dalla legge 7 del 2019, sono dimidiati,
ovvero sono dimezzati. Quindi, con questo, contraddicendo la stessa
battaglia che ha fatto il Governo in Commissione, contro il
cosiddetto disegno di legge Sammartino.
L'altra questione, vorrei ricordare che il Codice di Protezione
civile, varato col decreto legislativo 1 del 2018, sostanzialmente,
ha introdotto una novità di fondo, cioè quando c'è una emergenza le
Regioni, ancor prima che venga dichiarato lo stato di calamità e lo
stato di emergenza, come con provvedimento del Consiglio dei
ministri nazionale, le Regioni possono assolvere in autonomia alle
procedure di emergenza con proprie risorse e chiedere risorse allo
Stato.
Non faccia così Assessore, si informi che è come le dico io.
Quindi, con questa norma stiamo sostanzialmente provando a dire, a
voler fare di più, non si capisce in quale direzione, se non in una
sola direzione che con ordinanza del Presidente della Regione,
secondo me questa è una norma che ha scritto Armao, perché dalla
mente diabolica di Armao può uscire questa norma, con ordinanza del
Presidente della Regione si deroga a tutte le leggi della Regione.
Quindi, si dice che tutte le leggi in materia vincolistica,
paesaggistica, sulle discariche, sui vincoli, tutte le leggi di
questa Regione - così vi mettono le manette, direttamente a tutti,
così la diciamo in italiano - tutte le leggi di questa Regione, con
ordinanza del Presidente della Regione, possono essere derogate.
Questa è una norma liberticida. Non c'entra nulla con la
semplificazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Mi faccia dire le cose che penso.
PRESIDENTE. Nei tempi dovuti del Regolamento.
CRACOLICI. O è vietato dire quello che si pensa? Questa è una
norma da criminali.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, intanto la prego di limitare il
suo linguaggio a quello dovuto al Parlamento.
CRACOLICI. Mi assumo la responsabilità delle cose che dico. È una
norma da criminali, non una norma di semplificazione. Vi assumerete
la responsabilità di aprire una strada di deregulation normativa,
per cui il Parlamento possiamo abolirlo. Perché tanto un'ordinanza
del Presidente della Regione potrà derogare a qualunque legge
approvata dal Parlamento.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. È l'ultimo intervento. Poi
all'onorevole Cracolici rispondo. Facciamo finire gli interventi.
Onorevole Cordaro, la prego di stare seduto.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
intanto ci ritroviamo un emendamento in Aula dopo che questa
mattina abbiamo aspettato a lungo che il Governo venisse per potere
valutare, insieme alla Commissione, l'emendamento già presentato
nella precedente seduta. Non è stato possibile perché il Governo
non si è presentato. Apprendiamo in Aula di un emendamento
piuttosto complesso - se posso invitare il Governo a non
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, fa parlare l'onorevole Lupo, per
favore? Prego.
LUPO. L'emendamento presentato in Aula è molto complesso, quindi
io intanto la inviterei a fare distribuire i riferimenti normativi
ai colleghi che, peraltro, i colleghi del mio Gruppo me li hanno
chiesti e io me li sono procurati.
Gli Uffici sono stati gentilissimi, ma penso sia opportuno che
tutti i deputati abbiano i riferimenti normativi citati, che sono
anche particolarmente complessi, vanno approfonditi, e cercherò
anche di darne un po' prova, rispetto alle affermazioni che farò,
anche riprendendo alcuni dei contenuti delle affermazioni, per
esempio per ultimo, dell'onorevole Cracolici.
Le norme che vengono richiamate sono norme che - ripeto - a mio
avviso, meritano degli approfondimenti. Intanto è vero quello che
ha detto l'onorevole Cracolici, perché è scritto che anche a mezzo
di ordinanze motivate, in deroga alle disposizioni regionali
vigenti. Quindi che si va in deroga a disposizioni regionali
vigenti, su questo non c'è ombra di dubbio. È nel rispetto del
diritto dell'Unione Europea, della Costituzione, ci mancherebbe,
dello Statuto speciale della Regione Siciliana, delle leggi dello
Stato e dei principi generali dell'Ordinamento.
Ma che si va in deroga a norme regionali, questo è perfino
scritto, e mi riferisco al comma 4, lettera b). Ci sono, in questo
emendamento, alcune norme in contrasto con quelle votate dalla I
Commissione. Perché, è vero che la norma originariamente proposta
dall'onorevole Sammartino prevedeva, per esempio, di dimezzare i
termini previsti dalla normativa regionale vigente. Dopo una
lunghissima discussione - come ricorderà bene il Presidente
Pellegrino - la Commissione si è determinata a non approvare il
dimezzamento dei termini previsti dalla legge regionale vigente.
Qui viene riproposto che i termini siano dimidiati, e mi riferisco
al comma 6, lettera b). A mio avviso, non si può fare, o meglio, io
credo che per rispetto della Commissione parlamentare, non si debba
fare, considerato che il Governo ha partecipato ai lavori della
Commissione parlamentare.
Voglio richiamare, in particolare, la sua attenzione, Presidente,
sul comma 7, laddove viene detto che i commissari delegati operano
in via prioritaria ai sensi dell'articolo 30, commi 1, 2 e 3 della
legge regionale n. 7 del 2019.
Io credo che su questo sia necessario fare un approfondimento per
vedere esattamente cosa dice questa normativa, così come credo sia
assolutamente necessario fare un approfondimento per riscontrare
che l'ambito delle deroghe a cui si riferisce l'emendamento del
Governo, riguarda tutta la materia delle Soprintendenze, e tutta la
materia ambientale, inclusa quindi la vicenda dei rifiuti.
Io credo che su questo, prima di procedere, è bene che il
Parlamento sia messo adeguatamente a conoscenza, e quindi ritengo
opportuno che anche gli Assessori responsabili dei diversi rami
dell'Amministrazione dichiarino cosa intendano fare, perché siccome
in un pour parler informale è stato detto: No, ma quando mai, la
vicenda rifiuti non riguarda questi intervento legislativo , non è
così, perché la normativa richiamata include con il pretesto della
semplificazione anche - e mi riferisco al citato articolo 30, comma
3, che è citato in questo emendamento del Governo - che le
disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche ai casi in cui è
prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta, comunque
denominati, di amministrazioni preposte alla tutela ambientale dei
Beni culturali e della salute dei cittadini.
Quindi, non si dica che non si sta intervenendo anche sulla
materia che riguarda i rifiuti. Ovviamente, noi su questo siamo
contrarissimi, signor Presidente, e il Governo abbia il coraggio di
dire cosa sta proponendo
PRESIDENTE. Intanto, io devo dire, l'onorevole Cracolici sa che
anche lui mi fa molta simpatia, ma se io considero offensivo per il
Parlamento un invito alle manette, lo considero anche da parte sua.
Non c'è nessuna differenza, onorevole Cracolici, quindi se
potessimo evitare in questo Parlamento, da una parte e dall'altra,
di augurare manette a qualcun altro, per cui io
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Onorevole, neanche il Presidente della Regione aveva
augurato le manette, e lei ha fatto esattamente la stessa
operazione, per cui io la invito, perché io sono una persona da
questo punto di vista molto rigida, così come non l'ho fatto
passare al Presidente della Regione, non lo faccio passare a lei,
perché di manette ne parlano altro genere di impiegati dello Stato,
non certamente all'interno dei Parlamenti, se non quando si parla
delle relazioni della Commissione antimafia, forse là è l'unico
momento in cui se ne può anche parlare, non augurare certamente, ma
discutere e parlare sì.
E allora scusatemi, perché sia chiaro, questo emendamento adesso,
dopo questo dibattito - io sto aspettando soltanto che mi arrivi un
chiarimento dagli Uffici - intanto ha recepito tutte le obiezioni
che gli Uffici avevano fatto dal punto di vista costituzionale.
Poi sto aspettando soltanto un ultimo chiarimento prima di porre
in votazione, ma è chiaro che, comunque, è un nuovo articolo, non è
un emendamento all'articolo 2, per cui io intanto invito l'Aula a
esprimersi sull'articolo 2 che a questo punto si può dichiarare
L'onorevole Palmeri dice che c'era un errore materiale in un
emendamento precedente che abbiamo già votato? Onorevole Palmeri,
qual è il problema?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Niente, allora chiedo scusa. Quindi, possiamo intanto
votare l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
A questo punto, l'emendamento A1R diventa articolo 2bis.
Vorrei sapere soltanto dal Governo una cosa: siccome è evidente
quello che voi scrivete nella relazione, ed è un po' meno evidente
nella norma, noi non possiamo aggiungere alla norma un
subemendamento che inserisca nella norma che non stiamo parlando di
rifiuti o di situazioni di tipo ambientale e paesaggistico, perché
questo è l'unico dubbio che mi è rimasto su questo emendamento, per
il resto non ho dubbi di nessun tipo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, non c'è nessun problema e si possono fare due
subemendamenti, perché la relazione che accompagna l'emendamento
spiega la ratio della norma. Vorrei anche aggiungere che la norma
non è decontestualizzata dal disegno di legge, perché il disegno di
legge che oggi è in esame si prevede una situazione di normalità.
Questo articolo che tanto preoccupa, e dagli interventi che ho
ascoltato dalle opposizioni, in particolare dall'onorevole Lupo,
dall'onorevole Cracolici e dai componenti del Movimento Cinque
Stelle non fa altro che muoversi all'interno della cornice delle
norme nazionali e comunitari, è un emendamento e quindi una
proposta che può arricchire ed essere da ausilio ad un disegno di
legge che è esaminato in questo momento. Era proprio questo lo
spirito che ha mosso inizialmente l'Aula, cioè qui si è parlato che
in un momento di disastro, in un momento di grande difficoltà vi
era una lungaggine nel completamento o nella realizzazione di opere
importanti. E allora noi che cosa diciamo? Il Presidente della
Regione non ha nessun potere e né il Governo si sta arrogando alcun
potere ma stiamo proponendo esattamente che, come hanno fatto altre
Regioni, come vige nelle Regioni a statuto autonomo di Trento e
Bolzano, ma come ha fatto la Puglia con una norma identica nel 2019
ha la possibilità, in caso di emergenza, di dichiarare lo stato di
calamità regionale, e solo per dodici mesi, e solo in casi di
emergenza.
Abbiamo anche aggiunto con delibera di Giunta, ma previo parere
dell'Assemblea regionale, proprio per coinvolgere anche
l'Assemblea, uno stato emergenziale. Le opere che si possono
realizzare derogano alle norme regionali perché sono quelle
richiamate dalle norme di protezione civile. Il richiamo ai
funzionari è esattamente quello che prevede la norma di protezione
civile nazionale, e non abbiamo aggiunto assolutamente altro che
quegli interventi della cornice dell'articolo 25, comma 2, della
protezione civile. I rifiuti sono fuori dall'emergenza, perché
l'emergenza rifiuti è già regolata dal codice delle emergenze.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, mi perdoni, io posso anche essere
convinto di quello che lei dice, però, siccome lei stessa ha
dichiarato all'inizio che non ci sarebbe niente in contrario e
allora, per maggiore sicurezza mia, se la Commissione potesse
scrivere un subemendamento in cui viene chiarito qual è il
perimetro, in maniera inequivocabile, perché il dibattito è stato
un dibattito molto serio, interessante e costruttivo.
Non c'è nessuna volontà di abbattere o non abbattere niente, ma
nella mente del Presidente l'unico dubbio che è rimasto è quello
sui rifiuti perché, siccome si può derogare a legge regionale e
siccome è ancora poco chiaro qual è il perimetro di una eventuale
emergenza, se è una emergenza emigrati può anche fare cambiare se
un tipo di emergenza può coinvolgere anche situazioni diverse da
quella specifica di quella emergenza, e allora, se fosse possibile
avere un subemendamento a questo nuovo articolo 2 bis che mettiamo
in votazione, io intanto vado avanti, il tempo che lo scrivete, e
poi torniamo indietro e votiamo il tutto, che mi sembra la
soluzione migliore.
Intanto votiamo l'emendamento A3 a firma dell'onorevole
Compagnone.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Qual è il problema?
Per quanto riguarda l'A.1R stiamo aspettando la scrittura da parte
della Commissione di un subemendamento, quindi prima di votarlo
dobbiamo fare votare quel subemendamento.
Sull'A.3, onorevole Ciancio?
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto vorrei che
il proponente o i proponenti lo illustrassero, perché anche questo
non è stato discusso in Commissione, perché tutti gli aggiuntivi li
abbiamo ritenuti inammissibili, quindi anche questo non ha avuto un
approfondimento.
Se possiamo averlo spiegato.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, già la settimana scorsa su questo
emendamento che sarebbe stato aggiuntivo, c'è stata una
dichiarazione praticamente da tutti, che era un emendamento che era
stato già passato in Commissione, e che poi è stato previsto dalla
Commissione stessa di rimandarlo direttamente in Aula, non mi può
dire che si tratta di un emendamento aggiuntivo, perché era già
passato in Commissione.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga con voto palese.
PRESIDENTE. Voto palese su questo?
È chiaro, l'argomento è ovvio ed è chiarissimo per cui possiamo
passare... Ci sono due subemendamenti all'emendamento A.3, che sono
il subemendamento A.3.1 della Commissione. Li avete tutti questi
subemendamenti?
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento A.3.2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.3, così come emendato.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 29
Contrari 20
Astenuti 0
(E' approvato)
PRESIDENTE. Su richiesta del presentatore del disegno di legge,
che mi chiede due minuti di sospensione, intanto così possono
scrivere tranquillamente l'emendamento, sospendiamo, sono le 18.00,
riprendiamo alle 18.30.
Siccome l'onorevole Sammartino ha chiesto dieci minuti, non c'è
motivo che non gli si diano.
(La seduta, sospesa alle ore 18.10, è ripresa alle ore 18.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se prendiamo posto, mancano due
voti soltanto.
Scusate, l'onorevole De Domenico ha votato contro, lo dice perché
non risulta niente. Si metta a verbale che l'onorevole De Domenico,
nell'ultima votazione, ha votato contro.
Prima di votare l'ultimo emendamento - siccome c'è stato un errore
materiale nell'emendamento dell'onorevole Palmeri, che va
materialmente corretto - prima della fine, prima dell'ultimo voto,
del voto finale del disegno di legge, voteremo un 117.1 che
corregge l'errore materiale che è stato fatto dall'onorevole
Palmeri. Vi volevo avvertire di questo.
Onorevoli colleghi, dobbiamo votare l'emendamento A.1R.1 che è
quel subemendamento che abbiamo chiesto alla Commissione, che ha
presentato l'onorevole Pellegrino a titolo personale. Scusate, lo
stiamo distribuendo, anzi è già stato distribuito.
Questo è esattamente l'emendamento che è stato presentato la
settimana scorsa, poi ha fatto alcune modifiche per renderlo sì,
il Codice dell'ambiente, lo possiamo avere? Un attimo che lo
prendiamo.
Onorevoli colleghi, visto che perdiamo ancora qualche minuto,
intanto vi chiederei di votare il 117.1 dell'onorevole Palmeri, per
la correzione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi corretto, onorevole Palmeri, corretto il suo emendamento.
E' stato distribuito il subemendamento? Sì? Questo a cui faceva
riferimento l'onorevole Lupo l'abbiamo? Onorevole Lupo l'ha
ricevuto? Sì? A posto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'onorevole Cracolici chiedeva la
parola sul subemendamento di Pellegrino. Prego. Tengo a precisare
che non è della Commissione ma è dell'onorevole Pellegrino. Perché
non tutta la Commissione voleva
CRACOLICI. Però, io vorrei capire, al di là di chi è, a cosa
serve. Cioè, noi stiamo scrivendo che il presente articolo, a cui
ho già dato il mio giudizio e non lo cambio, il presente articolo,
non si applicano le disposizioni previste dal 191 del decreto
legislativo 152. Ma il 191 è un potere di ordinanza del Presidente
della Regione per questioni relative alla salute pubblica, cioè,
quindi che stiamo scrivendo? Che il potere di ordinanza che è
previsto dall'articolo 3 non si applica per quelli che già il
Presidente della Regione può applicare col , cioè ma cosa
stiamo .capisco che possiamo avere opinioni diverse, ma prenderci
in giro no. Cioè stiamo dicendo che le disposizioni dell'articolo 3
non si applicano alle disposizioni del 191, che sono già
disposizioni eccezionali di potere derogatorio in ragione della
salute pubblica, quindi le cose che diceva lei Presidente
dell'Assemblea, il subemendamento che prevedeva di evitare che
potessero applicarsi a norme ambientali o a norme paesaggistiche,
questo subemendamento non lo raggiunge questo risultato.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda i rifiuti, le norme paesaggistiche
non c'entrano onorevole Cracolici, è per i rifiuti non per le norme
paesaggistiche. Onorevole Ciancio, lei ha chiesto la parola? No? E
allora, se prendete posto votiamo.
Si passa all'emendamento A.1R.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Voto palese su quello che ora è un articolo diciamo?
Cioè che di fatto è l'articolo 2 bis. Certo. Ha chiesto il voto
palese l'onorevole Ciancio su questo, sull'A.1R.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.1R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.1R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 29
Contrari 23
Astenuti 0
(E' approvato)
Il 117 lo abbiamo approvato, quindi possiamo votare l'articolo 3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto, se prendete posto, con voto palese, votiamo il
disegno di legge nella sua interezza.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dichiarazione di voto, uno per Gruppo.
CRACOLICI. Signor Presidente, io dichiaro il mio voto contrario,
anche se avevo cercato in Commissione, assieme ai colleghi, di
costruire un disegno di legge che potesse funzionare, avesse
obiettivi effettivi di semplificazione amministrativa e,
soprattutto, di andare incontro ai cittadini. Devo dire che, in
corso d'opera, questo testo è diventato un'altra cosa. Mi dispiace
dirlo, è diventato un autobus', dove sostanzialmente introdurre
una delegificazione di fatto che mette in capo, a qualunque
amministrazione ci sarà, fino a quando ci sarà questa legge, una
responsabilità così enorme che ci sarà da far tremare i polsi.
Perché stiamo dicendo che in Sicilia, in nome di un'emergenza auto-
dichiarata, si potrà derogare alle leggi della Regione. Non è mai
successo nella storia del diritto parlamentare regionale che si
possa dichiarare, con una norma generica e astratta, la possibilità
di derogare a tutte le leggi della Regione. Ecco perché è una legge
liberticida, secondo me è un grave errore politico del Parlamento.
Secondo me anche del Governo, che non si rende conto di che cosa si
mette in mano e i rischi di non riuscire poi a gestirla, ma
vedremo, fino in fondo, quale efficacia avrà in Sicilia questa
norma per snellire le procedure'.
Io credo che non si snellirà nulla, aumenterà la intermediazione e
il tentativo di condizionamento delle rappresentanze elettive per
cercare di riuscire a portare in porto attività e spesso opere che
sono in contrasto, non solo con le norme, ma anche col buon senso,
perché in Sicilia anche il buon senso ha bisogno di essere normato,
visto che spesso si perde di vista persino il buon senso.
Ecco perché voto contro a questo disegno di legge, ripeto, pur
avendo lavorato, perché il primo articolo, in particolare, il
secondo per quello che si poteva, si è cercato di trovare una
strumentazione giuridica a favore dei cittadini e garantire per
davvero l'efficacia e, soprattutto, la certezza del procedimento
amministrativo.
PASQUA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, siamo al passo finale di questo disegno
di legge che oserei definire -con un passo di un film di Mel Brooks
quando l'attore principale dice: Si può fare e aveva creato
Frankenstein, questo stiamo creando, un mostro, mettendo insieme
cose che non c'entrano niente l'una con l'altra, e permettendo
anche delle situazioni che saranno pesanti, perché quelle
perplessità che avevo espresso in Conferenza dei Capigruppo e in
altri incontri con l'assessore e con voi, Presidente
dell'Assemblea, sono concreti. Su tutti, dobbiamo continuare a
citare questo articolo 2bis che mette in mano del Presidente della
Regione, chiunque esso sarà, mette in mano dodici mesi più dodici
mesi di emergenza. Dodici mesi più dodici mesi.
Qualunque cosa in Sicilia è un'emergenza. Qualunque momento di
questa attività in questa Regione è una crisi, e noi gli abbiamo
dato, a qualunque Presidente, questi superpoteri da Super Pippo -
le noccioline gli abbiamo dato - glieli abbiamo dati. Perché con
quest'Aula glieli staremmo dando. Va bene. Ci è stato detto che
l'hanno fatto nella Regione Puglia, e mica è detto che alla Regione
Puglia hanno ragione? Mica hanno solo ragione loro, può essere che
noi sbagliamo; la provincia di Trento e Bolzano, può essere che
fanno anche loro le cavolate, può essere, però noi le facciamo
ancora meglio, le sappiamo fare ancora peggiori.
Questo disegno di legge, quando ci è stato presentato era in corso
la discussione della legge di stabilità, e io, orgogliosamente
rivendico, a nome del mio Gruppo, il fatto di non averlo
sottoscritto, perché dalla lettura delle prime dieci righe era già
palesemente incostituzionale quella prima versione, cosa confermata
dagli Uffici di questa Assemblea, cosa puntualmente confermata.
E, quindi, siamo arrivati adesso in Aula ad avere un mostro
Frankenstein con tante cose appiccicate una all'altra.
Bene, noi lo abbiamo detto prima, lo continuiamo a ribadire, non
ci è piaciuto questo modo di fare la norma in questa situazione,
sia nel merito che non condividiamo assolutamente, pur sapendo e lo
sappiamo tutti in quest'Assemblea che il Governo nazionale sta per
partorire delle riforme vere sulla semplificazione delle norme
sugli appalti. Io avrei preferito attendere quelle norme che,
sicuramente, non saranno incostituzionali, che sicuramente non
metteranno dei super poteri autoassegnati' al Presidente o alla
sua maggioranza, in questo caso.
Per questi motivi, dichiaro a nome del Movimento Cinque Stelle il
voto contrario al voto finale di questo disegno di legge. Grazie.
LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, sin
dall'inizio ho seguito l'iter di questo disegno di legge in
Commissione - essendone anche una dei firmatari in quanto
presidente di un Gruppo parlamentare - ed è stato intendimento non
solo mio, ma certamente del Gruppo UDC, dare impulso a un processo
di semplificazione che è inevitabile e non più rinviabile in
Sicilia.
Faccio riferimento ai ragionamenti che sono stati esposti un
attimo prima dai colleghi che mi hanno preceduto per ribaltare una
visione che è quella catastrofistica di chi preannuncia che questa
delegificazione e il conferimento di responsabilità anche in capo a
chi governa in maniera forte e determinante possa anticipare
situazioni drammatiche in Sicilia. Al contrario, io penso che oggi
più che mai si ha bisogno del principio di responsabilità che è in
capo a chi governa e che di fronte a situazioni gravi e di
emergenza questa responsabilità sia anche esplicitata con atti
chiari, immediati e tempestivi.
Credo che la storia di questi ultimi anni e anche le recenti
indagini che sono emerse sia dalla relazione che è stata trasmessa
a questo Parlamento dalla Commissione Antimafia' sul ciclo dei
rifiuti, sia le vicende che sono attualmente in corso sulla sanità
siciliana e sulla gestione degli appalti della sanità siciliana
dimostrino come ci sia un cancro nella burocrazia, come in malafede
coloro che dovrebbero essere dei funzionari e dirigenti estensori
di procedure che tutelino la Sicilia, la Regione e i siciliani,
siano poi coloro che dopo essersi fatta la cappa, l'aureola,
l'immagine, sono capaci di approfittarsi in maniera squallida e
velenosa.
Bene, io sono convinta, fortemente, che la politica debba avere un
guizzo di dignità, un guizzo di nobiltà, debba potersi
riappropriare della sua responsabilità, quella responsabilità a cui
i cittadini li hanno posti eleggendo i politici che rappresentano
una classe dirigente.
E questa legge va anche in questa direzione. Certo, è vero, ha
avuto un iter complesso, un iter complesso che è stato a lungo
dibattuto in Commissione che ha trovato tanti elementi di confronto
e di riflessione, ma certamente, oggi, deflettere rispetto ad un
processo di semplificazione che va ad individuare i responsabili
dei procedimenti, che indica chiaramente che questi responsabili di
procedimenti non possono trincerarsi di fronte a nulla e devono
dare risposte e che in Sicilia non se ne può più delle eterne
incompiute, bene, io credo che questo sia il giusto momento perché
la politica buona, quella politica che sa scegliere, che si assume
le responsabilità, che fa tutto con la doverosa attenzione che deve
ai cittadini, alla trasparenza delle stesse procedure, faccia il
proprio dovere.
Ecco perché annuncio il voto favorevole. Poteva essere più
semplice questo disegno di legge, forse senza l'ultimo emendamento
che abbiamo approvato, però il Governo aveva anche questa esigenza
di costruire insieme a questo Parlamento una dimensione nuova di
presa in carico dei ruoli e della opportunità di dare risposta
immediata in caso di emergenza. Credo che abbia fatto bene il
Parlamento - ed io tra questi - a votare a favore di
quell'emendamento.
Oggi, adesso, annuncio il voto favorevole dell'intero Gruppo UDC a
questo disegno di legge che ritengo importante, determinante, e
finalmente la finiremo di avere queste eterne incompiute e chi
dovrà assumersi la responsabilità lo farà nella pienezza di un
potere che il Parlamento, con dignità, autorevolezza e forza, gli
ha conferito con l'adozione di questa legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto. E' iscritto a parlare
l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
per esprimere il voto contrario del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico a questo disegno di legge per le ragioni che cercherò
di dire sinteticamente. Intanto voglio ricordare a tutti che in
quest'Aula quando fu presentato l'emendamento originario, a
chiusura della legge di stabilità, dichiarai che il Gruppo del PD
non avrebbe sottoscritto quell'emendamento, perché
quell'emendamento prevedeva poteri commissariali che mortificavano
la funzione di questo Parlamento, prevedendo che i commissari
potessero derogare alla legislazione regionale. Non abbiamo
cambiato idea. Abbiamo lavorato durante queste settimane in
Commissione Affari istituzionali proprio per emendare quel testo
e renderlo compatibile con quella che è la nostra normativa
costituzionale, anche avendo proceduto all'audizione di numerosi
costituzionalisti.
Siamo arrivati in quest'Aula e con un emendamento, che la
Commissione non ha mai visto, il Governo, questa volta il Governo,
che pur originariamente su quell'emendamento non sembrava essere
d'accordo, ha riproposto i poteri commissariali. Noi siamo contro i
poteri commissariali, perché crediamo profondamente nei poteri del
Parlamento, perché chi non crede nel Parlamento non crede nella
democrazia, a prescindere dal fatto che oggi governi il Presidente
Musumeci e domani non si sa chi, noi riteniamo un errore
gravissimo, da un punto di vista democratico, conferire al Governo
poteri che sono propri del Parlamento; conferire a un commissario
il potere di derogare a leggi regionali approvate dall'Assemblea
regionale siciliana. E' stato quindi anche mortificato il lavoro
della Commissione parlamentare. I poteri commissariali mortificano
anche quello che è il ruolo della Pubblica Amministrazione, quindi
siamo alla negazione della semplificazione amministrativa, perché
qualsiasi intervento mirato alla semplificazione amministrativa si
propone di fare funzionare meglio e in tempi più brevi la Pubblica
Amministrazione regionale.
Qui siamo ai poteri sostitutivi rispetto alla Pubblica
Amministrazione e quindi anche la Pubblica Amministrazione viene
mortificata, facendo, quindi, venir meno, Presidente Micciché, quel
ruolo di terzietà, quel ruolo di imparzialità che la costituzione
affida alla Pubblica Amministrazione che non è una serva dei
governi, ma deve applicare le leggi, ma nel momento in cui i
commissari possono derogare alle leggi e sostituirsi alla Pubblica
Amministrazione e udite, udite con questo emendamento presentato
dal Governo, perfino, alle amministrazioni locali, quindi il
Presidente della Regione potrà, perfino, sostituirsi a quelli che
sono i poteri affidati dai cittadini ai sindaci e ai consigli
comunali, quando si arriva a questo punto, si manifesta da parte
del Governo un profondo disprezzo per ogni forma democratica, per
quella che deve essere anche l'imparzialità che la Pubblica
Amministrazione deve potere esercitare, e la relazione del
presidente Fava, in materia di rifiuti, ha messo bene in evidenza
che purtroppo più di una volta si è manifestata una certa debolezza
anche dell'Amministrazione regionale, e invece di rafforzare
l'Amministrazione regionale perché possa garantire il rispetto
delle leggi, si introduce la minaccia surrettizia che se non si
adegua viene commissariata perché questo è l'obiettivo cui tende,
tra l'altro, anche questo disegno di legge.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Concludo. L'emendamento che è stato votato, signor Presidente Di
Mauro, l'A.1R.1 che si sarebbe in teoria proposto l'obiettivo di
escludere dall'ambito di applicazione di questa legge la normativa
sui rifiuti, non raggiunge questo obiettivo perché non fa altro che
richiamare quella che è la normativa vigente in materia di
ordinanze contingibili e urgenti e poteri sostitutivi. Quindi,
nulla dice al riguardo. Se così non è, presidente Di Mauro, è in
contrasto con il comma 7 dell'articolo 2bis che richiamando
l'articolo 30, commi 1, 2 e 3 della legge regionale n. 7 del 2019
interviene, leggo: Anche sulla tutela ambientale , che significa
anche rifiuti, e dei beni culturali, oltre che della salute e dei
cittadini . Quindi, in tal caso, se il Governo intende davvero
escludere dall'ambito di applicazione di questa legge la normativa
in materia di rifiuti, presenti, ai sensi dell'articolo 117, un
emendamento soppressivo del comma 7 dell'articolo 2bis.
Diversamente getti la maschera: vuole intervenire anche in materia
di rifiuti.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da mesi, forse
da anni, si parlava e si parla di semplificazione, di
sburocratizzare.
Ricordo che una delle prime riunioni di Forza Italia, lo ricorderà
l'assessore Grasso, il Presidente Micciché, - onorevole presidente
Pellegrino - ci disse che uno degli obiettivi di Forza Italia in
questa legislatura doveva essere quello di semplificare le
procedure che avevano messo da anni, da troppi anni, in ginocchio,
non soltanto, la Sicilia ma anche l'Italia.
Il drammatico momento che abbiamo vissuto e che in maniera
prudente, diciamo, che ci siamo messi alle spalle, ha reso
necessario un passo diverso verso la semplificazione ed è per
questa ragione che con grande entusiasmo Forza Italia aveva firmato
e sottoscritto quell'emendamento dell'onorevole Sammartino che
prevedeva la semplificazione.
Ci era stato detto ed eravamo d'accordo - e primo fra tutti,
l'onorevole Sammartino insieme a Forza Italia - che era meglio
approfondire, era meglio studiare, era meglio verificare con
attenzione quell'emendamento per poi farlo divenire disegno di
legge, e così è accaduto.
Oggi la Sicilia, da qui a qualche momento, potrà dire di essere
passata dalle sterili parole ai fatti concreti.
Ci si lamenta che viene attribuito troppo potere, i poteri
commissariali. Presidente, è chiaro che una qualche problematica
ogni legge la presenta, perché tutte le leggi, assessore Grasso,
ci è stato insegnato, non sono perfette, ma c'è stato insegnato
sono perfettibili, ma il momento così drammatico non poteva e non
ci poteva permettere di indugiare.
Ora abbiamo una legge, e speriamo che da qui a qualche momento
venga votata dal Parlamento, che potrà consentire di semplificare,
di sburocratizzare. Se qualcuno - lo dico ai garbati colleghi
dell'opposizione - durante la procedura non osserverà le leggi,
beh, onorevole Assenza, lei è un penalista, ognuno si prenderà le
proprie responsabilità; ma questo non ci deve preoccupare e non ci
deve fare preoccupare. Non possiamo preoccuparci che colui che deve
applicare la legge la possa violare, perché altrimenti non andiamo
da nessuna parte. Dobbiamo soltanto preoccuparci che questo
ginepraio inestricabile di leggi, finalmente, possa essere più
snello, più veloce, più agile, nell'interesse dei siciliani, non
certamente nell'interesse di questa o di quella categoria di una
lobby piuttosto che di un'altra.
Quindi, questa idea che è stata di Forza Italia fin dal primo
momento della Legislatura, forse da qui a qualche momento, anzi ne
sono certo, vedrà la luce e anche modestamente un successo del mio
partito; ed è per questa ragione, Presidente e colleghi
parlamentari ,che Forza Italia in maniera convinta voterà questa
legge.
Come - e vado per finire questo mio intervento - l'emendamento 2
bis proposto dal Governo è assolutamente condivisibile, ci hanno
studiato gli Uffici, ci ha studiato il Governo, certamente dobbiamo
ringraziare, soprattutto anche l'onorevole Grasso che da giorni ha
studiato su questa problematica.
Quindi, concludo dichiarando il voto favorevole del mio partito,
cioè di Forza Italia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato tutti
gli interventi dei colleghi che sono intervenuti nelle
dichiarazioni di voto, cercando sino all'ultimo di trovare un
motivo per votare questa legge e francamente non l'ho trovato.
Rimango coerente con l'impressione che ho avuto fin dal primo
momento, quando questa idea è arrivata in Aula attraverso un
emendamento durante la finanziaria nella forma più abominevole con
una firma ampiamente condivisa da quasi tutto il Parlamento, tranne
che, poi, vedere in Commissione falcidiare alcuni commi che erano
veramente impresentabili e provare ad inserire partecipando
attivamente a tutte le sedute degli emendamenti che, in qualche
modo, hanno migliorato, cioè, ad esempio, in questo caso si è
inserito la responsabilizzazione sul silenzio-assenso, questo forse
è l'unico aspetto positivo di questa legge che, però, non vale la
pena votare.
Anche perché, vorrei ricordare colleghi, che il Governo nazionale
in questi mesi attraverso i vari decreti che man mano sono stati
convertiti in legge, in ultimo quello sulla scuola - avete visto
poco fa - la Commissione ha dato parere contrario su una cosa che
invece andava approvata, perché la scuola gli edifici scolastici,
che sono il principale obiettivo palese di questa norma, già vedono
una sensibile velocizzazione grazie all'operato del Governo
nazionale.
A proposito di semplificazione, il Governo nazionale, sempre per
quest'anno, non per sempre come si è previsto fantasiosamente in
questa norma, introduce il principio dell'utilizzo delle
autocertificazioni per una gamma molto molto vasta di adempimenti,
proprio per velocizzare. Ed allora, perché fare questa legge? La
Sicilia ha bisogno di leggi utili, ma non di leggi utili per
ottenere un titolo di giornale o una presa in giro.
Si è parlato di velocizzazione nei pagamenti; signori miei, tutto
quello che proviene da norma europea, da programmazione europea
deve essere certificato con dei collaudi, appunto, è stata inserita
la fideiussione ma per chi ha i soldi sennò si continua a seguire
l'iter normale. Stiamo prendendo in giro i siciliani, questa è una
convinzione. Quello che dovevamo fare lo avevamo fatto con la legge
7 del 2019, che aveva avuto il voto unanime dell'Aula.
Colleghi, questa è una contraddizione di noi stessi; non basta
salire qui sopra e dire il Parlamento non viene preso in
considerazione , non è questo; siamo noi stessi che non ci
prendiamo in considerazione quando andiamo in contrarietà rispetto
a quello che un anno fa praticamente avevamo votato, quando invece
la vera soluzione è quella delle procedure dei concorsi per le
figure apicali, un ammodernamento delle tecnologie a servizio della
burocrazia, burocrazia in cui dobbiamo credere profondamente,
dobbiamo fornirgli strumenti, perché non è un po' di acqua sporca
che ci deve permettere di insultare e gettare anche il bambino che
funziona.
Abbiamo visto, man mano con gli articoli, l'articolo che ha
aggiunto l'onorevole Calderone con tanta buona volontà. Ma signori
cosa stiamo facendo? Stiamo dicendo che l'ufficio progettazione che
già esiste, su opere già finanziate, il Presidente decide di
affidargli senza oneri aggiuntivi di fare procedere con le opere;
ma grazie a che cosa? E' normale.
E allora, andremo domani avremo tutto daremo l'ennesima illusione,
l'ennesimo miraggio ai cittadini che legittimamente si aspettano
chissà che cosa da questa norma.
Quanto a quello che ha aggiunto il Governo, mi dispiace che
diciamo non l'abbia fatto per tempo in Commissione perché quella
era la vera sede dove discutere approfonditamente, ma voglio dire
ci lamentiamo di poteri straordinari che ci stiamo attribuendo
agganciandoci ad una norma nazionale per sempre non fino
all'emergenza Covid.
Quindi, per questo io annuncio il voto contrario del Gruppo
Attiva. Ci rivedremo quando ci sarà un'altra opportunità per
salvare il silenzio-assenso che era un aspetto qualificante di
questa norma, quando ci sarà l'opportunità nella prossima legge
senza perdere nulla e, soprattutto, senza prendere in giro chi si
aspetta delle norme sostanziali e veramente efficaci per i
siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parto proprio
dall'ultimo intervento dell'onorevole Foti, ma mi sembra che il
silenzio-assenso sia legge da oggi se approviamo questa, quindi non
c'è bisogno di rimandarla ad un ulteriore appuntamento. Abbiamo
l'occasione stasera per farlo, abbiamo un silenzio-assenso che a
differenza di come è stato applicato e viene comunemente applicato,
nella norma ha espressamente previsto che l'ufficio deve dichiarare
l'intervenuto silenzio-assenso, il che significa in termini molto
concreti che non può più ritornare su quella posizione,
evidentemente salvo i casi di commissione del reato o di
quant'altro, che però - perdonatemi - non può essere, secondo gli
interventi di alcuni, la regola, perché altrimenti con questo tipo
di interventi noi diffidiamo e pensiamo che la pubblica
amministrazione sia tutta corrotta, sia tutta un continuo groviglio
di malaffare e quant'altro.
Noi dobbiamo rispettare la nostra pubblica amministrazione, ma
dobbiamo far sì che le mele marce vengano scartate e punite come
meritano, nel più breve tempo possibile. Ma non è che complicando
le procedure noi eliminiamo il malaffare Anzi, credetemi - e
questo ve lo dico da avvocato - più complichiamo le procedure, più
aumentiamo l'ammontare della tangente, parliamoci chiaro Perché il
rischio diventa maggiore e, quindi, la persona che vuole
approfittare delle procedure più complesse trova proprio la
naturale acqua in cui nuotare, in cui muoversi.
E allora, partendo da questa premessa, io non vedo quali
stravolgimenti noi abbiamo compiuto con questa normativa. Anzi,
dobbiamo essere soddisfatti che alcune delle norme che abbiamo
introdotto man mano nella Commissione, il Governo nazionale poi,
non dico che le ha copiate, ma ce le siamo trovate già approvate
nei decreti del Presidente del Consiglio e quant'altro.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
E allora, l'articolo 1 dispone, esattamente, le norme per
l'accelerazione dei procedimenti amministrativi. Ma mi volete
spiegare perché siete contrari al fatto che abbiamo introdotto il
silenzio-assenso; abbiamo introdotto la possibilità di accelerare
l'istruttoria attraverso la produzione delle autocertificazioni e
delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà; abbiamo
introdotto come metodo ordinario di lavoro quello delle Conferenze
di servizi in via telematica. Ma voi lo sapete quante Conferenze di
servizi saltano perché una volta manca il rappresentante del comune
x , una volta dell'ARPA, una volta dell'ARTA, una volta la
Sovrintendenza? E le Conferenze di servizi vengono rinviate di
mesi, di anni, e restiamo al palo. Con la Conferenza telematica in
contemporanea tutto questo viene assolutamente meno. Sembra una
sciocchezza, ma è un'abbreviazione veramente notevole dell'iter
procedurale.
E, quindi, tutto questo, così come la possibilità dell'invio in
via telematica di tutta la documentazione e di quant'altro. Ma io
vorrei capire che cosa giustifica un voto contrario di fronte a un
articolo di questo genere.
Il comma 2. Il comma 2 prevede espressamente che in regime di
crisi, come è quello attuale, si possa sveltire la realizzazione di
opere infrastrutturali urgenti di competenza di edilizia scolastica
o di opere essenziali per i comuni e per le province, affidando il
ruolo di commissario a chi? Alle persone democraticamente elette:
ai sindaci dei comuni e ai presidenti. Io auspico che prima o dopo
si torni a votare per le province, o comunque, anche se è
un'elezione di secondo livello, a quello che è il rappresentante
della comunità provinciale.
Però, in Commissione ci eravamo accorti che questa legge mancava
di un tassello: mancava dell'intervento sulle opere di interesse
sovraprovinciale e sovracomunale, delle opere di interesse
regionale e a questo l'emendamento Compagnone ha posto rimedio.
In quest'ottica interviene l'emendamento governativo, che non
stravolge nulla, che applica le norme già previste dal Codice della
Protezione civile con una sola novità. La sola novità è questa:
sulla scia di quanto fatto dalla Regione Puglia e dalle Province di
Trento e Bolzano, cioè la possibilità per l'ente Regione di
dichiarare lo stato di emergenza regionale. L'unica novità è
questa. Poi, tutte le applicazioni, le procedure, sono prese pari
pari dal Codice di procedura civile e questo strapparsi le vesti,
questo suscitare chissà quali spettri dittatoriali oppure di chissà
quale volontà di prevaricazione, siamo veramente fuori dal mondo
Ma voi non capite che se in un momento di così gravissima crisi
noi continuiamo a non dare risposte, continuiamo a far sì che una
pratica deleggi e si annebbi nei meandri dei vari uffici e nei
meandri dei vari assessorati e nei meandri degli uffici
territoriali per anni, noi abbiamo recitato il de profundis a
questa terra Ma diamo veramente una mossa all'economia Cerchiamo
di rimettere in piedi quel poco che resta da rimettere in piedi
prima che le macerie ci sommergano tutte.
Grazie, Presidente Miccichè, per aver lanciato questo input, di
avviarci ad un'opera di velocizzazione della realizzazione delle
opere in questa martoriata terra.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. E' iscritto a parlare
l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, grazie. Le devo dire che è un peccato
trovarci a dover votare un disegno di legge che ha una sua logica e
una sua necessità e che mi porta a condividere, in buona sostanza,
molte delle cose che qui ho ascoltato dal collega Calderone, dal
collega Assenza e che, però, un intervento surrettizio del Governo
ha trasformato, mutuando il Mille proroghe una sorta di Mille
deroghe e di cui questa Regione non aveva alcun bisogno, perché
vero che la Puglia si è data una norma simile, non uguale, a quella
che ci diamo con questo emendamento aggiuntivo, ma noi, Presidente,
viviamo da vent'anni di gestione emergenziale che è diventata
prassi, regola: la deroga in Sicilia è diventata regola.
E allora, lei comprenderà che leggere, che il Governo determina,
decide che vi sia uno stato di crisi o di emergenza che prevede a
cascata tutta una serie di poteri speciali e sostitutivi e tutto
questo lo fa per decisione del Presidente, per decisione della
Giunta, su proposta del Presidente, consultandosi con il
Dipartimento regionale della Protezione civile e alla fine
informando l'Assemblea regionale. A me ricorda un po' le brioches
di Maria Antonietta , quella idea di democrazia. Informeremo
l'Assemblea regionale, una roba da monarchia francese dell'epilogo.
L'Assemblea regionale non ha alcun titolo per potere intervenire e
per potere interloquire con il Governo rispetto ad una decisione
che a cascata determina effetti gravi, perché la sensazione è che
non si voglia una pubblica amministrazione, una amministrazione che
sia rapida, efficiente, libera opportunamente da lacci e lacciuoli,
sottoscrivo quello che ha detto l'onorevole Assenza, ma che si
voglia una amministrazione vassalla, serva, espressione
dell'Esecutivo, espressione della Giunta, espressione di questo
potere speciale e sostitutivo, al punto d'arrivare a poteri
derogatori che questo subemendamento presentato non modifica
assolutamente e che riguardano anche la tutela ambientale e dei
beni culturali.
Disposizione derogatoria in nome dell'emergenza, anche su questo
punto, Presidente, noi non potremo evitare che vengano utilizzate
con le peggiori intenzioni, perché in una norma di legge ciò che
resta agli atti non è la buona intenzione del legislatore e nemmeno
la paginetta di motivazioni che accompagnano la norma, ma è il
testo di legge, è la norma e oggi questa norma così come è scritta
prevede, pretende, permette che ci possano essere interventi
derogatori in nome di una emergenza, di una crisi o di emergenza
che è stata decretata dalla Giunta su proposta del Presidente che
riguardano anche gli assetti ambientali, anche il sistema dei
rifiuti, anche i beni culturali.
Permetterà, Presidente, che su questo qualche punta di
preoccupazione c'è. Naturalmente, Todos Caballeros, buona fede
assoluta che viene riconosciuta a questo Governo e anche ai futuri,
ma potrà anche accadere che domani questa norma venga utilizzata
per esercitarla nella direzione peggiore e non potremo, a quel
punto, impugnare la pagina di motivazioni con cui questo
emendamento è stato presentato in Aula.
Ecco perché io credo che sia un'occasione perduta, questa legge
recava come titolo Interventi infrastrutturali urgenti . Si era
anche costruito un consenso ampio, trasversale, significativo,
sulla cosa che questa Assemblea ritiene prioritaria: lo snellimento
delle pratiche burocratiche amministrative. Una capacità di
limpidezza che, allo stesso tempo, accompagni una rapidità nelle
funzioni e mansioni burocratiche. Per quale ragione il Governo
presenta questo emendamento? Per quale ragione si ritiene di dover
mettere dentro questa legge la richiesta di poteri speciali e
straordinari con una procedura che prevede l'esclusione assoluta di
questa Assemblea regionale siciliana e che mette in capo ai
commissari che verranno nominati dal Governo - ma l'Aula sarà
informata - ogni potere, anche derogatorio, su aspetti essenziali
della nostra economia e della nostra salute pubblica?
Signor Presidente, la scelta del Governo determina che questa
legge avrà il voto contrario da una parte significativa di questa
Assemblea, pur condividendo lo spirito della norma originaria, ma
non condividendo affatto il modo in cui il Governo ha ritenuto,
dentro questa norma originaria, di dover inserire una norma di
legge che, a nostro parere, ha perfetta coerenza con lo stato
d'animo e con la valutazione che il Presidente Musumeci ha
dimostrato nei confronti di questa Assemblea che ogni tanto viene
trattata, ed è cosa che riguarda lei ancor più che noi signor
Presidente, una sorta di capriccio del destino, di scherzo, un
gioco di società.
A volte, signor Presidente, capisco che lei è molto impegnato in
una conversazione con il Capogruppo di un Gruppo di maggioranza,
alcune di queste cose riguardano la sua Presidenza, riguardano
quest'Aula, per cui preferisco che concluda la sua conversazione e
poi concluderò la mia. Io mi sto rivolgendo a lei signor
Presidente, mi sto rivolgendo all'Assemblea e alla sua funzione di
Presidente.
PRESIDENTE. Io la sto ascoltando, mi creda, se vuole le ripeto
tutto quello che ha detto.
FAVA. Non tediamo l'Assemblea, signor Presidente Però, mi
permetta, lei è Presidente di questa Assemblea: ogni tanto avere la
sensazione che l'Assemblea regionale siciliana, nelle intenzioni
del Presidente, valga quanto il Circolo dei civili di Militello Val
di Catania, è cosa francamente malinconica, che ci porta a votare
contro anche una legge sulla quale, buoni principi e buoni elementi
di merito e di diritto, questa Assemblea riteneva di condividere.
PRESIDENTE. Io non conosco il Circolo di Val di Militello, però
conosco questa Assemblea e credo di avere dato fino ad oggi a
questa Assemblea tutta la dignità che questa Assemblea merita,
anche, a volte, andando oltre i miei compiti cosiddetti
istituzionali, onorevole Fava, e lei lo sa bene Dopodiché ho
sempre la massima attenzione così come ce l'ho ancora oggi.
L'ultimo intervento è dell'onorevole Cappello e poi votiamo. Però
ho curiosità di vedere questo famoso Circolo di Val Militello, come
si chiama? Di Militello Val di Catania, sintetizzato in Val
Militello.
Prego, onorevole Cappello.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo partiti per
semplificare la vita dei cittadini siciliani rispetto ai
procedimenti amministrativi, rispetto a questo mostro che è la
burocrazia e che genera altrettanti mostri nei sogni di coloro che
chiedono autorizzazioni, concessioni, che hanno paura del silenzio-
assenso, diniego e via dicendo, e finiamo con il concedere poteri
straordinari a chi già in questa emergenza Covid ha dimostrato di
essere del tutto incapace di gestire poteri che gli venivano
persino concessi da parte dello Stato.
Vi ricordate quando il Presidente Musumeci, in sole 24 ore, cambiò
idea sulla blindatura della Sicilia rispetto a coloro che dovevano
venire dalle altre Regioni? Prima con un comunicato stampa annunciò
che in Sicilia non dovesse più entrare nessuno, 24 ore cambiò idea.
Questo deve darci tutto il senso di un Presidente di come potrebbe
gestire questi poteri straordinari che oggi - e qua io chiamo il
Parlamento ad un maggiore e vero senso di responsabilità - perché
oggi con questo atto, e mi riferisco a coloro che hanno fatto
dichiarazione di voto positiva nei confronti della legge, si
renderà responsabile di spogliare e di spogliarsi di propri poteri
per concederli a un uomo solo al comando. Ed è talmente affezionato
a questa idea il Presidente Musumeci da starsene da solo al comando
a Palazzo d'Orleans, perché è quella la sua sede naturale e invece
di venire qui in Parlamento ad assumersi le proprie responsabilità
come non ha mai fatto, continuando a negarsi a questo Parlamento,
continuando a negarsi a chi rappresenta i cittadini siciliani,
continua dal suo Palazzo a guardarci con il binocolo.
Tutto questo è davvero molto triste ed avvilente. E il fatto
stesso che si parte da una legge di iniziativa legislativa e si
finisca con l'essere inseguiti sul terreno della sburocratizzazione
da parte di un Governo che non ha alcuna idea e che, quindi,
insegue il Parlamento su questo tema, è altrettanto triste e ci dà
tutta la cifra di quanto questo Governo non sia scarso,
assolutamente no, è semplicemente inutile perché privo anche di
qualsiasi idea.
Allora, Presidente Micciché, noi avremmo voluto dare un contributo
migliore anche in termini finali a questa legge. Abbiamo
partecipato in I Commissione affinché questo disegno di legge
uscisse decisamente migliorato; ne abbiamo condiviso qualche
tratto, ma adesso è un disegno di legge totalmente snaturato delle
sue intenzioni iniziali.
E poi, Presidente Micciché, mi lasci dire una cosa, questo metodo
che noi continuiamo ad applicare in Assemblea è inaccettabile,
perché il fatto che il Governo continui in limine litis a
sottoporre questo Governo ad un'attività straordinaria in termini
di studio e di improvvisazione perché la sede naturale degli
emendamenti presentati dal Governo erano quelli della I
Commissione, perché è in Commissione che si approfondiscono i temi.
Non si possono fare imboscate in Parlamento, non ci potete mettere
con le spalle al muro, non ci potete costringere a votare sempre
contro anche gli stessi provvedimenti che potremo condividere
Eppure, Presidente, a questo siamo ridotti, in questo eterno
braccio di ferro in cui abbiamo un Governo che insegue il
Parlamento e che un Parlamento che potrebbe prevalere e che,
talvolta, l'ha fatto perché la maggioranza dei disegni di legge che
abbiamo approvati sono tutti di iniziativa parlamentare, ecco, ne
abbiamo una parte supina a questo Governo che oggi decide
definitivamente di spogliarsi delle proprie prerogative per
concederle a un uomo che in tutta la fase dell'emergenza ha
dimostrato la sua totale incapacità, incompetenza, inadeguatezza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello. Allora se prendete posto
si passa alla votazione finale del disegno di legge.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni per l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e
per la realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti» (n.
733/A Stralcio I COMM bis/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni per l'accelerazione dei
procedimenti amministrativi e per la realizzazione di interventi
infrastrutturali urgenti» (n. 733/A Stralcio I COMM bis/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Se ci siete tutti, dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Chi non ha votato, per favore, si avvicini per votare. Avete
votato tutti? Sto aspettando. Se c'è qualcuno che non ha votato, me
lo dica.
Onorevole Galvagno, non legge la tessera? Aiutate l'onorevole
Galvagno. Cambi banco. Al risultato della votazione aggiungiamo la
dichiarazione dell'onorevole Galvagno che, immagino, sia favorevole
al disegno di legge.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 32
Contrari 24
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Hanno voto a favore 32 più uno dell'onorevole
Galvagno.
Io devo fare una piccola dichiarazione, mi ha chiesto la parola
l'onorevole Sammartino. Ovviamente, mi sono guardato bene
dall'intervenire prima del voto finale, però le dichiarazioni di
voto mi hanno un po' sorpreso. Questa era una legge nata
dall'onorevole Sammartino, è uscita dalla Commissione è quella che
è stata votata, negli articoli usciti dalla Commissione è, di
fatto, assolutamente identica. E' stato aggiunto un articolo per la
situazione emergenziale. Non si è, come dire, stravolto
assolutamente niente.
Io ringrazio, intanto, l'onorevole Sammartino che ha avuto tanta
pazienza e tutti voi deputati, ringrazio anche il Governo che,
rispetto a quello che avrebbe potuto presentare, si è limitato a
fare quello che è nato in un accordo in Conferenza dei Capigruppo
e, peraltro, modificando sulle richieste degli Uffici, riportando
esattamente tutto quello che gli Uffici avevano richiesto, per cui
sarebbe stata certamente una maggiore vittoria di questo Parlamento
se questa legge fosse stata votata da tutti. Mi dispiace che così
non sia ma, veramente, non ho compreso le motivazioni
dell'opposizione per il voto contrario.
(Proteste da parte dell'onorevole Lupo)
Onorevole Lupo, sa benissimo che non è così. Io quello che voglio
capire capisco, ma anche quello che non vorrei capire capisco
spesso.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Sammartino, scusi, prima che comincia. Ho una
comunicazione da dare a tutti. Il Presidente della Regione ha dato
la disponibilità per la giornata sull'attuazione del programma, il
giorno 1 luglio. Per cui ora facciamo l'ordine del giorno di domani
ma, intanto, l'1 luglio è la giornata in cui dibatteremo
sull'attuazione del programma. Prego, onorevole Sammartino.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevole Lupo, onorevoli colleghi,
Governo, volevo semplicemente ringraziare il Parlamento e il
Presidente dell'Assemblea per lo sforzo che la Commissione
presieduta dall'onorevole Pellegrino, a cui va un mio
ringraziamento particolare e a tutti i componenti, ha fatto in
queste lunghe settimane ormai che ci separano dal voto della legge
di stabilità.
Questo disegno di legge poi nato da lei, presidente Miccichè, come
disegno di legge autonomo, come disegno di legge stralcio è stato
un disegno di legge particolarmente travagliato, è stato un disegno
di legge che ha visto impegnati gli Uffici dell'Assemblea, che
ringrazio, e ha visto anche interpellati autorevoli esponenti del
mondo del diritto della nostra Regione, autorevoli docenti,
costituzionalisti, professori di diritto amministrativo.
Si partiva da un emendamento che, a gran voce, gran parte delle
forze parlamentari che oggi hanno approvato questo disegno di legge
diceva essere incostituzionale, inapplicabile. Si è arrivato a un
lavoro condiviso con la Commissione, grazie all'impegno
straordinario di alcuni colleghi parlamentari - ci tengo
ringraziarli, come il collega Antonello Cracolici, l'onorevole Lupo
- che hanno lavorato insieme al collega Assenza e a tanti altri
membri della I Commissione per fare sì che si arrivasse ad una
riscrittura condivisa da parte della Commissione parlamentare.
Dispiace indubbiamente non avere visto un voto unanime favorevole
a questo disegno di legge e dispiace soprattutto perché l'iter -
così come lei ha ricordato, presidente Miccichè - è stato un iter
travagliato, ma un iter dove anche il Governo regionale ha cercato
di rincorrere una prospettiva legislativa differente cercando, in
qualche modo, di migliorare questo testo che oggi porta un
articolo, che è l'articolo 2 bis, a firma del governo Musumeci. Un
articolo che, sicuramente, ripercorre nell'impostazione la prima
riscrittura originaria di quella che era stata la mia volontà, cioè
l'utilizzo delle norme ad aggancio con la Protezione civile, un
articolo che, in alcune delle sue parti, assessore Grasso,
ripercorre, però, quelle criticità che a me oggi continuano a
mantenere e continuo a mantenere sull'applicabilità di questo
emendamento proposto dal Governo e sulla costituzionalità che ne
deriverà dall'applicazione dello stato di emergenza e da quello che
voi oggi avete proposto.
Però, è indubbio, presidente Miccichè, che il Parlamento ha avuto
un sussulto rispetto a quello che in queste settimane si è letto
nei giornali, rispetto anche a delle azioni, presidente Miccichè,
che mi permetterà di definire scomposte nei confronti di questo
Parlamento.
E, allora, alla fine paradossalmente voglio ringraziare quelle
forze politiche che non hanno votato oggi questo disegno di legge,
perché è grazie a quelle forze politiche che si è arrivati in Aula
e se questo disegno di legge è arrivato in Aula è anche grazie alla
collaborazione dei Gruppi di minoranza che oggi hanno espresso un
voto non favorevole a questo disegno di legge per un emendamento
che il Governo ha voluto introdurre.
Però alla fine la democrazia parlamentare vale per tutti, vale per
la maggioranza e vale per l'opposizione.
Il Governo ha avuto i numeri per approvare il 2 bis, il Parlamento
e la dialettica parlamentare, onorevole Cracolici, non può essere a
convenienza, si hanno le maggioranze quando si hanno i numeri.
Il Governo Musumeci ha dimostrato sull'emendamento 2 bis di avere
una larga maggioranza del Parlamento, motivo per il quale sono
contento, alla fine, che il disegno di legge sia stato approvato,
mi dispiace che non sia stato approvato con i voti dei colleghi che
rispetto e che hanno condotto insieme a me, insieme alle forze
parlamentari i lavori in Commissione.
Mi auguro che per il futuro non si debba arrivare ad un ennesimo
scontro inutile che si è voluto aprire in queste settimane e che il
Parlamento possa lavorare in maniera più agile e più snella per
fare sì che le leggi possano essere condivise da tutti.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sammartino. Era iscritta a parlare
l'onorevole Schillaci.
Sull'ordine dei lavori
SAVARINO. Signor Presidente, chiedo scusa, sto anticipando
l'onorevole Schillaci perché il mio non è un intervento ex articolo
83, ma sugli ordini del giorno che abbiamo presentato.
Io stamattina ho tenuto Commissione IV in Sala Gialla - come avevo
anticipato in quest'Aula la scorsa settimana - sul tema delicato
del caro voli e delle tratte che sono venute a mancare da parte
soprattutto dell'Alitalia nei confronti della Sicilia e dei nostri
aeroporti, anche minori.
Abbiamo audito tutti i vertici degli aeroporti, abbiamo audito
anche Alitalia e Ryanair e abbiamo deciso in Commissione di stilare
insieme un ordine del giorno che ho presentato e vorrei venisse
approvato e accettato dal Governo perché accoglie alcuni spunti che
sono arrivati oggi in Commissione, tra questi l'esigenza di
togliere l'addizionale comunale nei confronti degli aeroporti
minori, che è un aggravio di costi che richiedono soprattutto le
compagnie low cost e di insistere e quindi rafforzare l'azione che
questo governo Musumeci sta facendo a Roma proprio in queste ore
presso il Governo nazionale, il Ministero dei trasporti, affinché
si chiuda l'importante vicenda sulla continuità territoriale con il
bando che partirà, dicono, dal 1 novembre e quindi non vorremmo
che si perdesse ulteriore tempo - doveva essere già a luglio - e in
più si avvii un tavolo con il Governo nazionale e la compagnia di
bandiera perché la Sicilia torni ad avere più tratte ed un
abbattimento dei costi che in questo momento sono assolutamente
inaccettabili.
Peraltro abbiamo certezza, anche da quello che viene fuori dai
sondaggi e dai nostri telegiornali, che il 30 per cento degli
italiani vorrebbe trascorrere le proprie vacanze proprio in
Sicilia, dobbiamo far sì che queste condizioni vengano poste.
Nella prossima settimana ho preso impegno con i colleghi di fare
un'altra audizione con il riscontro di quanto in queste giornate
sta avvenendo a Roma tra il governo Musumeci e il governo Conte,
quindi ascoltando l'assessore Falcone ma anche coordinando queste
azioni con l'assessore Manlio Messina.
Questo è quanto è venuto fuori in una importante giornata che
abbiamo tenuto oggi in Assemblea, per cui volevo rendere conto
anche all'Assemblea tutta e coinvolgere i colleghi rispetto ad
iniziative che ritengo sia importante che vengano sostenute da
tutta l'Assemblea proprio per fare sentire in maniera univoca la
voce della Regione siciliana presso il Governo nazionale ma anche
nei confronti e soprattutto delle compagnie aeree.
Per questo chiedo di mettere ai voti l'ordine del giorno che
abbiamo presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, purtroppo gli ordini del giorno
che in tanti abbiamo presentato su varie tematiche, non essendo
strettamente attinenti alla materia che abbiamo trattato oggi, da
Regolamento non possono essere messi in votazione, però domani
abbiamo verosimilmente una seduta dedicata alla mozione che è stata
messa all'ordine del giorno dalla Conferenza dei Capigruppo sulla
insularità, sulle tematiche afferenti al piano di rilancio
economico del Meridione della Sicilia. Era prevista per oggi. E'
all'ordine del giorno, la potremmo trattare oggi. Siccome gran
parte dei deputati sono andati via, vista anche l'ora, domani
abbiamo questo punto, certamente l'argomento dell'aeroporto, come
altre questioni che sono all'ordine del giorno
Ecco ora l'Assessore mi fa sapere che era qui presente per
trattare il punto e domani non ci sarà.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, oggi ho partecipato
all'intera seduta proprio in attesa di questa cosa. Purtroppo,
domani c'è la riunione della Commissione Affari finanziari' della
Conferenza Regioni e poi la Conferenza Regioni giovedì mattina sul
decreto legge rilancio', quindi comprenderete bene che è
importantissima la mia partecipazione, Quindi, pregherei se
possibile o di trattarla ora ma se non ci sono le condizioni anche
per non allungare già una lunga seduta si può rinviare a giovedì
pomeriggio o a martedì. Ecco, ovviamente non posso che rinnovare la
mia disponibilità avendo già la documentazione pronta per
illustrare la posizione del Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Acquisiamo la disponibilità per giovedì vediamo,
vedremo adesso in fase di redazione dell'ordine del giorno se ci
saranno i margini. Purtroppo, in questo momento, Assessore, mancano
tantissimi deputati, quindi è impensabile trattare il punto.
Sull'emergenza Covid
PRESIDENTE. Era iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi e
cittadini da casa soprattutto, la Sicilia si è apprestata a
contrastare l'epidemia del Covid registrando, grazie a Dio, dei
numeri di contagi e di vittime al quale ci stringiamo a casa alle
famiglie ma, oggi, ci troviamo sicuramente in una situazione di
emergenza sanitaria senza pari, perché le cronache dalle corsie lo
dicono.
Il personale medico ospedaliero deve fronteggiare questa
emergenza, ma anche l'ordinarietà senza presidi personali, senza
guanti, senza mascherine e addirittura senza cerotti. Siamo in una
situazione allo sbando.
Io chiedo a questo Governo, ma anche alla classe politica di dare
un segnale forte a casa, ai cittadini, occorre rimodulare i
servizi, le prestazioni sanitarie. Oggi i pazienti, anche affetti
da gravi patologie, devono aspettare delle attese lunghissime,
erano già lunghe prima, figuriamoci oggi dopo la pandemia perché ci
sono stati dei reparti che sono stati e che sono ancora oggi in
stand-by.
Quindi chiediamo a questo Parlamento e a questo Governo di
rimodulare - io parlo qui con gli Assessori presenti, ma chiedo di
farsi portavoce e di chiedere all'assessore Razza - questi servizi,
ad esempio organizzando una turnazione più lunga, doppi servizi per
potere allungare e potere snellire le lunghe attese interminabili.
Il diritto alla salute è tutelato dallo stesso articolo 32 della
Costituzione. Quindi, chiedo a questo Governo di intervenire al più
presto perché a casa abbiamo cittadini come Benny che ogni giorno
fanno segnalazioni, come Maria che ha smesso di curarsi o come
Antonio che non crede più nelle istituzioni. Abbiamo un sistema
sanitario al declino e nello stesso tempo ogni giorno abbiamo degli
scandali nel settore più fragile che è il settore sanitario. Si
spendono cifre incredibili. Vorrei citarne qualcuna: 17 milioni e
635 mila euro per apparecchiature elettromedicali, 126 milioni e
400 mila euro per manutenzione degli impianti tecnologici, 227
milioni per appalti per i servizi igienici e non abbiamo neanche i
cerotti.
Io conosco persone che sono state mandate indietro perché non
potevano ricevere una medicazione perché non c'erano i cerotti.
Quindi, cerchiamo di portare le cose e di garantire i servizi
minimi essenziali. Grazie.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Assessore Armao, lei diceva che domani non potrà
essere presente in Aula?
Quindi dobbiamo spostare la trattazione della mozione a quando?
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Ho già dato la
disponibilità, signor Presidente, per giovedì o martedì prossimo.
Di più non posso fare.
PRESIDENTE. Però giovedì mi sembra complicato. Facciamo per
martedì prossimo.
Discussione dei disegni di legge «Norme per il governo del
territorio» (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A),
«Nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
misure di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
e loro familiari» (nn. 556-124) e «Norme in materia di nomine e
designazioni di competenza regionale» (n. 673/A)
PRESIDENTE. Allora, intanto vorrei incardinare adesso, ci sono tre
disegni di legge, intanto il governo del territorio, quindi
l'urbanistica per essere più chiari. Poi c'è il contrasto al
fenomeno della violenza di genere e poi ci sono le norme in materia
di nomine e designazioni di competenza regionale.
Allora, incardino intanto, assessore Cordaro, l'urbanistica, però
da parte di tutti i Gruppi mi chiedono un po' di tempo per gli
emendamenti, per cui se lei è d'accordo noi possiamo dare questa
settimana e la settimana prossima la cominciamo a votare.
Quindi, per l'urbanistica diamo tempo per la presentazione degli
emendamenti fino a venerdì alle ore 16.00 e poi la mettiamo in
cantiere per la votazione dalla settimana prossima.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
Onorevole Cordaro, mi dica lei. Se rimandiamo di un'altra
settimana, diamo tempo fino alla settimana prossima.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io non ho alcuna difficoltà. Se i colleghi chiedono una
settimana per presentare gli emendamenti, mi rendo conto,
d'altronde è una legge che ha aspettato 42 anni, spero con il
contributo di tutti, possa essere esitata al più presto possibile.
PRESIDENTE. Benissimo, bravo Assessore.
Allora, diamo il tempo, c'era stato qualcuno mi aveva chiesto
dieci giorni, diamoli, tanto tutta la settimana prossima non si può
votare, votiamo l'altra ancora.
Per cui, diamo tempo fino a giovedì prossimo, non questo,
dopodomani, ma materialmente fra dieci giorni per la presentazione
degli emendamenti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io mi limito a
dire ai colleghi presenti, alcuni per altro ne sono protagonisti,
che è una legge che comunque è uscita dalla Commissione votata
all'unanimità, Presidente, per cui auspico che si possa fare anche
in Aula un ragionamento di sintesi.
PRESIDENTE. Siccome questa richiesta sui tempi degli emendamenti
l'ho ricevuta un po' da tutti i Gruppi, rimane deciso così: giovedì
non il prossimo, l'altro, cioè non dopodomani ma fra nove giorni.
Adesso incardiniamo anche il contrasto al fenomeno
della violenza di genere e se voi siete d'accordo invece per
questo, al contrario, diamo pochissimo tempo per la presentazione
degli emendamenti, per esempio domani alle ore 13.00, e domani alle
ore 16.00 votiamo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su che cosa, onorevole?
CIANCIO. Signor Presidente, sull'altro disegno di legge.
Siccome si tratta di un disegno di legge molto semplice di un
articolo, quello sulle nomine.
PRESIDENTE. E quello pure, lo stiamo facendo.
Per cui, se voi siete d'accordo incardiniamo intanto il disegno di
legge sulla violenza di genere e diamo tempo per la presentazione
degli emendamenti fino a domani alle ore 13.00.
Possiamo fare la stessa cosa per il disegno di legge sulle nomine
e designazioni di competenza regionale e diamo tempo per la
presentazione degli emendamenti fino a domani alle ore 13.00 e a
seguire dopo quello sulla violenza di genere votiamo anche quello
della competenza regionale.
Se il Governo è d'accordo, rimane allora così stabilito.
Sull'ordine dei lavori
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per gli
ordini del giorno che erano stati presentati.
PRESIDENTE. Sì, ma mi dicono, lei ha ragione. Le do già ragione,
ma mi hanno detto che non ci sono qua.
PAGANA. Tra gli ordini del giorno che erano stati presentati, io
non so esattamente quali sono stati presentati, ma ce n'era uno
particolarmente attinente al testo che riguardava il discorso dei
controlli delle pubbliche amministrazioni sulla certificazione.
Con questo ordine del giorno impegnavamo il Governo a fare una
cosa che sembra scontata, ma che poi, di fatto, nella realtà non lo
è. Vale a dire omogeneizzare i controlli e renderli e dettare le
linee guida uguali per tutti i Dipartimenti, perché ad oggi così
non è.
PRESIDENTE. Siccome materialmente questi ordini del giorno non li
ho visti, ora me li faccio prendere. Se è così, anche se domani non
sarebbe il giorno indicato li facciamo votare domani, come se fosse
a proseguimento della giornata di oggi, onorevole Pagana. Se me li
fate avere, anche se mi sembra di avere capito che su questo ordine
del giorno, di fatto, è stata fatta la norma per cui Comunque li
vedo e ci sentiamo domani mattina, se non ci sono altri interventi.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sono di
iniziativa parlamentare?
PRESIDENTE. Il primo dell'onorevole La Rocca Ruvolo, che è quello
del contrasto alla violenza di genere e l'altro dell'onorevole
Ciancio.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Come si
intitola?
PRESIDENTE. Si intitola «Norme in materia di nomine e designazione
di competenza regionale».
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rapidamente era
il tema delle Commissioni speciali, quello legato al controllo e
sicurezza in ambito alimentare; avevamo presentato l'ordine del
giorno e c'era l'impegno in Conferenza dei Capigruppo. E' un tema
che riguarda tanto i produttori quanto il tema della sicurezza a
tavola e dei controlli delle merci che arrivano da altri Paesi.
PRESIDENTE. Entro domani daremo una risposta anche su questo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho capito che la
discussione della mozione si sposta alla prossima settimana per via
dell'impossibilità dell'assessore Armao di partecipare ai lavori di
domani, però, mi sento di sollevare la necessità che ho sentito
diffusa in Aula, che venga ampliata anche in quel caso alla
trattazione di altri ordini del giorno, semmai trasformati in
mozione, che erano stati presentati nella speranza fossero discussi
in quanto trattano di argomenti molto sentiti, tipo la questione
degli sconti; l'onorevole Turano ha anticipato, però già sul
territorio vediamo come molte attività li stiano praticando.
Questo crea un problema perché i vigili urbani
PRESIDENTE. La interrompo perché, come ho detto prima
all'onorevole Pagana, oggi stesso verificherò gli ordini del giorno
presentati e vedremo di votarli domani.
FOTI. Ecco, se c'è la possibilità di anticipare perché, altrimenti
arriviamo
PRESIDENTE. Assolutamente d'accordo. Dobbiamo anche liberarci di
lavoro arretrato altrimenti facciamo la parte delle Sovrintendenze.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 17 giugno 2020, alle ore
16.00.
La seduta è tolta alle ore 19.54 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
198a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 17 giugno 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
misure di solidarietà agli orfani per crimini domestici . (nn. 556-
124/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
2) Norme in materia di nomine e designazioni di competenza
regionale . (n. 673/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
3) Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
4) Norme per il funzionamento e i compiti del Corpo
Forestale della Regione siciliana . (n. 733/A Stralcio I COMM ter)
Relatore: on. Pellegrino
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 418 - Iniziative per l'elaborazione e l'attuazione di
obiettivi strategici rivolti al rilancio economico
del Meridione e della Sicilia. (V. allegato)
(9 giugno 2020)
LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - ARANCIO -
BARBAGALLO - DIPASQUALE - CATANZARO - DE
DOMENICO
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea
N. 1092 - Interventi a favore dei titolari di contratti di
comodato su superfici agricole, per l'accesso alla platea dei
potenziali beneficiari della sottomisura 4.4 del PSR Sicilia.
Firmatari: Foti Angela; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 5691/IN.17 del 13 febbraio 2020 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
- da parte dell'Assessore per l'Economia
N. 691 - Procedure di assunzione degli autisti poste in essere
dall'AST.
Firmatari: Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 4616 del 5 giugno 2019, l'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità ha eccepito la propria incompetenza. -
Con nota prot. n. 58/IN.17 del 2 gennaio 2020 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'economia. - La firma dell'on.
Cancelleri è decaduta a seguito della presa d'atto, da parte
dell'Assemblea, delle sue dimissioni dalla carica di deputato
regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).
N. 1095 - Chiarimenti circa l'acquisizione del Villino Messina
Verderame ai sensi dell'art. 13 della l. r. n. 8 del 2018.
Firmatari: Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 5868/IN.17 del 14 febbraio 2020, il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
- Norma transitoria in materia di trasferimenti annuali in favore
di enti (n. 777).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lupo,
Arancio, Barbagallo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale
e Gucciardi l'11 giugno 2020.
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme in materia di protezione civile, semplificazione ed
accelerazione degli interventi a seguito dell'emergenza
epidemiologica da Covid-19 (n. 774).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 9 giugno 2020.
Inviato il 9 giugno 2020.
Parere IV.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per il riordino dell'ordinamento del Governo e
dell'Amministrazione della Regione (n. 757).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
Parere V.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Sostegno economico alle imprese operanti nel settore
dell'organizzazione di eventi, feste e cerimonie, cosiddetti
wedding planner (n. 752).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
- Modifiche di norme per la semplificazione dell'iter burocratico
e accelerazione delle autorizzazioni (n. 754).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Misure urgenti per la riduzione dell'utilizzo delle bottiglie di
plastica monouso attraverso la promozione dell'uso di acqua alla
spina (n. 750).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
Parere I.
- Diposizioni interpretative dell'articolo 24 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 (n. 753).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la
promozione dei Cammini in Sicilia (n. 747).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
- Istituzione della giornata della memoria della Soah (n. 751).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
- Interventi regionali di tutela e valorizzazione processioni
religiose della Settimana Santa in Sicilia (n. 755).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Normativa sulla figura del Caregiver (n. 748).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
- Norme per la prevenzione ed il contrasto all'abuso di alcool e
binge drinking (n. 749).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 giugno 2020.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
competente Commissione
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Procedimento di decadenza del Direttore generale dell'azienda
sanitaria provinciale di Trapani (n. 107/VI).
Pervenuto in data 3 giugno 2020.
Inviato in data 10 giugno 2020.
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
BILANCIO (II) - AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Legge regionale 19 luglio 2019, n. 13, articolo 1, comma 6 -
Centro direzionale della Regione siciliana. Disposizioni attuative
(n. 85/II-IV).
Reso dalla Commissione II in data 3 giugno 2020.
Inviato in data 9 giugno 2020.
BILANCIO (II) - COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI
CONCERNENTI L'ATTIVITÀ DELL'UNIONE EUROPEA
- FSC 2014/2020. Patto per lo Sviluppo della Regione siciliana.
Aggiornamento degli interventi di cui alla deliberazione della
Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - allegato B - Piano
straordinario di messa in sicurezza delle strade nei piccoli comuni
delle aree interne - Atto aggiuntivo al Patto per lo sviluppo della
Regione siciliana (n. 103/II-UE).
Reso dalla Commissione II e dalla Commissione UE in data 27 maggio
2020.
Inviato in data 9 giugno 2020.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la Commissione Bilancio' (II) nella seduta n. 202
del 27 maggio 2020 ha approvato la risoluzione Interventi in
favore delle aree di crisi complessa di Gela e Termini Imerese a
valere sulle risorse FSC 2014/2020 - Patto per il sud della Regione
siciliana' (n. 11/II).
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1355 - Necessaria concertazione con i 'primi Sindaci' del
territorio in merito alla complessa gestione
dell'emergenza sanitaria da COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1356 - Attuazione di un protocollo per la gestione domiciliare
di pazienti paucisintomatici affetti da COVID-19.
- Assessore Salute
Arancio Giuseppe Concetto; Cracolici Antonello; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1357 - Misure urgenti per fronteggiare il disagio psicologico
dei soggetti travolti dalle rilevanti implicazioni dovute
all'emergenza COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1358 - Iniziative presso il Governo nazionale per lo
slittamento del termine per la presentazione delle domande del
personale docente e ATA per l'anno scolastico 2020/2021.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1359 - Chiarimenti in merito al contenuto del Piano aziendale
per la gestione dell'emergenza COVID-19 elaborato dalla Direzione
aziendale dell'ASP di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 282 - Misure a sostegno dell'agricoltura sociale nella
programmazione dei fondi europei 2021-2027
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Amata Elvira
N. 283 - Campagna fondata sui test rapidi, compresi quelli
sierologici, per contenere il contagio da Coronavirus.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Amata Elvira; Lentini Salvatore; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
N. 284 - Chiarimenti su alcune criticità circa l'applicazione
dell'art. 15 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 285 - Corretta verifica dei requisiti richiesti per la nomina a
direttore sanitario di presidio ospedaliero del Servizio sanitario
della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pullara Carmelo
N. 286 - Chiarimenti in merito alle azioni che il Governo
regionale intende intraprendere per affrontare le complesse ed
urgenti problematiche post-emergenza Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 287 - Tutela dei disabili nel quadro delle misure di sostegno
economico adottate dalla Città Metropolitana di Messina nel
contesto dell'emergenza Covid-19.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
De Domenico Francesco; Barbagallo Anthony Emanuele
N. 288 - Iniziative per consentire la vendita diretta dei prodotti
agricoli nei c.d. 'mercati del contadino'.
- Presidente Regione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 289 - Interventi urgenti mirati ad ampliare le categorie di
soggetti esposte a maggior rischio.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cannata Rossana; Amata Elvira
N. 290 - Rispetto da parte delle RSA e delle case di cura per
anziani, della nota del 9/4/2020, emessa dal DASOE e contenente le
linee guida sul comportamento che operatori e ospiti dovranno
tenere per la corretta gestione della emergenza sanitaria ai fini
del contenimento del contagio del Covid-19 attraverso l'invio di
'ispettori Covid'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 291 - Iniziative urgenti a tutela delle persone con disabilità
o con malattie croniche, rare e complesse durante l'emergenza
sanitaria Covid-19 e nella c.d. 'Fase 2'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 418 - Iniziative per l'elaborazione e l'attuazione di obiettivi
strategici rivolti al rilancio economico del Meridione e della
Sicilia.
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
Presentata il 9/06/20
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni