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Resoconto d'Aula della Seduta n. 197 di martedì 16 giugno 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.28

   PRESIDENTE.  Buongiorno colleghi, scusare il ritardo,  ma  eravamo
  riuniti   per   questo  famoso  emendamento   del   Governo   sulla
  semplificazione.

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed  è considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Caronia.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,  essendo  ancora  in  corso   il   dibattito
  sull'emendamento governativo, sospendo la seduta per  mezz'ora  per
  poi riprendere i lavori alle ore 17.00.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.29, è ripresa alle ore 17.04)

   La seduta è ripresa.


   Seguito  della discussione del disegno di legge «Disposizioni  per
  l'accelerazione   dei   procedimenti  amministrativi   e   per   la
  realizzazione  di interventi infrastrutturali urgenti».  (n.  733/A
  Stralcio I COMM bis/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Disposizioni per l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e
  per  la realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti».  (n.
  733/A Stralcio I COMM bis/A), posto al numero 1).
   Invito la I Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
   Disposizioni per la realizzazione di interventi infrastrutturali
                                urgenti

   1.   In   relazione  all'esigenza  di  assicurare  gli  interventi
  straordinari necessari a seguito dell'emergenza da pandemia  Covid-
  19 e nelle more dell'intervento legislativo statale che assicuri un
  quadro  unitario  di  misure  di semplificazione  dei  procedimenti
  amministrativi,  al  fine di sostenere la ripresa  economica  della
  Regione  e  di assicurare l'accelerazione delle procedure ordinarie
  per  la  realizzazione di opere infrastrutturali nonché al fine  di
  assicurare  la  riqualificazione,  l'adeguamento  e  la  messa   in
  sicurezza di edifici scolastici di proprietà degli enti locali,  il
  Presidente della Regione, entro 30 giorni dalla data di entrata  in
  vigore   della   presente  legge,  nell'ambito   delle   competenze
  attribuite ai singoli enti, con propri decreti, previa delibera  di
  Giunta,  per  un  termine non superiore a 18  mesi  dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge, nomina commissari:

   a)  i  sindaci  dei comuni interessati per le opere  di  interesse
  comunale e per gli interventi sugli edifici scolastici comunali;

   b)  i  sindaci  metropolitani ed i presidenti dei liberi  Consorzi
  comunali  per  le  opere  di  interesse  sovracomunale  e  per  gli
  interventi sugli edifici scolastici delle ex province regionali.

   2.  Le  disposizioni del comma 1 trovano applicazione per le opere
  per le quali è stato emesso il decreto di finanziamento nell'ambito
  di atti di programmazione anche a valere su risorse extraregionali,
  rientranti nelle seguenti tipologie:

   a) opere infrastrutturali di interesse comunale e sovracomunale;

   b)  messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici
  di competenza comunale e sovracomunale.

   3.  Nell'ambito dei livelli essenziali in materia di istruzione  e
  di procedimenti amministrativi relativi a lavori pubblici, entro il
  termine  di  cinque giorni dalla nomina dei commissari  di  cui  al
  comma  1,  agli  organi di cui al comma 1, in qualità  di  soggetti
  commissari,  è  trasmesso  dagli uffici competenti  l'elenco  delle
  opere  di  cui  al  comma  2.  Decorsi 15  giorni  dal  ricevimento
  dell'elenco su ogni singolo procedimento è indetta, ove necessaria,
  la  conferenza dei servizi di cui agli articoli 18 e 19 della legge
  regionale   21  maggio  2019,  n.  7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni. Qualora il responsabile del procedimento, al  termine
  della  conclusione del procedimento o della conferenza dei servizi,
  qualora  indetta, non abbia adottato nei termini  ivi  previsti  il
  provvedimento,  questo  sarà  adottato  dai  rispettivi   segretari
  comunali  e  provinciali,  ai sensi dell'articolo  97  del  decreto
  legislativo  18  agosto  2000, n. 267  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni».

   Onorevoli colleghi, possiamo iniziare? Stiamo distribuendo  adesso
  la  riscrittura dell'emendamento del Governo che ha recepito  tutte
  le eccezioni che erano state poste dagli Uffici.
   Cominciamo  anche  perché ci sono dei nostri  colleghi  che  hanno
  degli impegni e mi hanno chiesto di velocizzare.
   Abbiamo  distribuito  adesso  la  riscrittura  del  Governo  e   i
  subemendamenti   all'emendamento  dell'onorevole  Compagnone,   per
  intenderci. Che sono stati presentati dalla Commissione?

                     (Intervento fuori microfono)

   C'è  scritto Compagnone e Di Mauro. Per me va benissimo Lo  Curto.
  C'è  scritto Compagnone e Di Mauro, Lo Curto, ma è ovvio che la  Lo
  Curto  è  molto  più importante di Di Mauro. Invito  i  colleghi  a
  prendere  posto.  Cominciamo con l'analisi  e  con  il  voto  degli
  emendamenti.
   Si  passa  all'emendamento  2.1, di soppressione,  a  firma  degli
  onorevoli   Damante,   Ciancio  ed  altri.  Onorevole   Ciancio   è
  confermato?

   CIANCIO. Sì.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento successivo, il 2.2, a firma degli onorevoli  Damante
  ed altri è già precluso.

         (I deputati chiedono la distribuzione del fascicolo)

   Scusate, non avete il fascicolo?
   Si  passa  all'emendamento  2.8, a  firma  degli  onorevoli  Foti,
  Palmeri ed altri. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.9, a firma degli  onorevoli  Foti  ed
  altri. C'è un invito al ritiro perché è pleonastico.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.9?

   CRACOLICI. Sull'emendamento 2.8.

   PRESIDENTE. Ma il 2.8 è stato bocciato, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Premesso che l'emendamento non è mio, com'è noto, ma se
  uno cessa dalla carica di sindaco, e uno è nominato commissario  in
  quanto  sindaco,  se cessa, cessa pure la figura  del  commissario,
  cioè  manteniamo  un  commissario che non  è  più  sindaco?  Fatemi
  capire: perché è stato dichiarato bocciato?

   PRESIDENTE. Sarà il nuovo sindaco il commissario.

   CRACOLICI. Ma dobbiamo scriverlo nella legge  Presidente,  le  sue
  intenzioni e le mie intenzioni rimangono tali se non c'è una  norma
  che  lo  prescrive. Se uno decade da sindaco non può essere più  il
  commissario  Lo dico perché

   PRESIDENTE.  Ma  si  è commissari in quanto sindaco,  non  nome  e
  cognome.

   CRACOLICI. Perfetto. Avete bocciato la norma che dice che cessa.

   PRESIDENTE. Ma non c'è bisogno di dirlo, è ovvio  Non c'è  bisogno
  di  una norma. Se tu sei commissario in quanto sindaco, nel momento
  che decadi da sindaco non sei più commissario.

   CRACOLICI.  Siccome  le note parlamentari sostituiscono  la  fonte
  giurisprudenziale, se il Parlamento boccia la norma che dice che il
  sindaco che decade non può più fare il commissario, si intende  che
  lo  può  fare,  quindi  diventa un principio giurisprudenziale.  Io
  dico: state attenti a quello che state facendo, perché rischiamo di
  uscire  da  questa storia, altro che semplificazione   Ci  sarà  un
  caos

   PRESIDENTE. Sinceramente, credo che su tutto ci può essere un caos
  tranne  che su questa interpretazione, onorevole Cracolici,  che  è
  fin troppo ovvia. Noi possiamo precisare che la ratio è questa e lo
  lasciamo scritto a verbale in modo che se un domani dovesse esserci
  confusione,  anche  se,  sinceramente, non capisco  come  ci  possa
  essere.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.9?

   FOTI. Presidente, nella parte posteriore dell'Aula c'è un'acustica
  ed  anche una barriera di rumorosità. Sarei intervenuta proprio per
  dire che l'emendamento

   PRESIDENTE. Che certamente peggioriamo con la mascherina.

   FOTI.  Ecco,  sarei intervenuta proprio per dire che l'emendamento
  che  è  innocuo  però andava a specificare questo passaggio  perché
  parlando  di  commissari,  solitamente,  i  commissari  superano  i
  mandati elettorali che normalmente avrebbero i sindaci. Ora noi gli
  stiamo  dando  questo potere, però, secondo me, andava  esplicitata
  questa cosa.
   Ora, l'abbiamo superata. Va bene.
   Rimarrà a verbale che la volontà del legislatore era di intenderli
  comunque  che  continueranno ad andare a regime come  dei  sindaci,
  quindi su un mandato, ma non come i commissari che invece

   PRESIDENTE. La norma non parla di nome e cognome, parla di carica.
  Per  cui è commissario il sindaco. Punto. Cioè nel momento  in  cui
  non  sei  più  sindaco,  non  sei più commissario.  Credo  che  sia
  abbastanza  evidente. Non stiamo a parlare di lana  caprina  perché
  tanto  è,  ripeto, non c'è una nomina ad personam che coincide  con
  quella del sindaco. È una nomina

   FOTI.  È  una  nuova tipologia di commissari, perché di  solito  i
  commissari   durano   oltre,  cioè  durano  sulla   base   di   una
  realizzazione di un'opera.

   PRESIDENTE.  Se vengono nominati come persone. La legge  dice  che
  sono  nominati commissari i sindaci dei comuni interessati.  Punto,
  dai.

   FOTI.  Ora Presidente, sul 2.9 penso che la Commissione  si  possa
  esprimere in maniera favorevole perché si va a indicare anche che i
  commissari    operano    rispetto   a   dei   principi    derivanti
  dall'ordinamento dell'Unione europea.

   PRESIDENTE.  Anche  questo  è ovvio, onorevole  Foti.  Non  è  che
  possono  lavorare  sotto principi di altri? Il principio  è  quello
  della legge e quindi è chiaro che operano sotto quei principi.

   FOTI.  Sì  però,  diciamo, questi regimi straordinari  che  stiamo
  introducendo, non vorrei che

   PRESIDENTE.  Se  ci  dovessero essere principi  straordinari  sarà
  perché  un'altra  legge  prevederà quelli straordinari,  cioè  loro
  possono,  qua non ce n'è, ma loro possono operare soltanto seguendo
  i  principi  della  legge. Questo è abbastanza scontato,  onorevole
  Foti, per questo chiediamo di ritirarlo. È ancora bene il fatto che
  ne  abbiamo parlato in modo che rimanga a verbale, però lo possiamo
  ritirare secondo me.

   FOTI.  Ecco.  E  poi, insomma l'acustica è quella che  è,  dia  il
  tempo, dia un'occhiata anche dietro perché avevo fatto cenno,  però
  poi in maniera così rapida avete

   PRESIDENTE. Le chiedo scusa, non me ne sono accorto.
   Quindi, l'emendamento 2.9 è ritirato?
   Se  lo ritiriamo è chiaro quello che abbiamo detto, farlo bocciare
  diventerebbe più un problema, per cui la inviterei sinceramente  al
  ritiro.

   FOTI.  Anche  a  nome degli altri firmatari dichiaro  di  ritirare
  l'emendamento 2.9.

   PRESIDENTE. L'emendamento 2.3, a firma degli onorevoli Damante  ed
  altri, è precluso.
   Si  passa all'emendamento 2.5, a firma degli onorevoli Palmeri  ed
  altri.

   PALEMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, siccome questa è una  norma  duratura
  rispetto  alla  norma  dello  Stato  che  è  riferita  all'edilizia
  scolastica  e  che  permarrà  fino a  dicembre,  si  vuole  appunto
  escludere  l'applicazione dell'articolo per tutte quelle opere  che
  dovranno  realizzarsi ad esempio su edifici o in zone sottoposte  a
  tutela  ambientale  e  a  vincolo  paesaggistico.  Quindi  è  bene,
  diciamo,  specificare  questa cosa proprio perché  sarà  una  norma
  duratura per la Sicilia.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.7, a  firma  degli  onorevoli  Foti,
  Palmeri ed altri.
   Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, il contenuto di questo emendamento  è
  uguale  a  quello presentato credo dal proponente  del  disegno  di
  legge  perché  è  necessario un coordinamento col  testo  nazionale
  perché a livello nazionale il Governo ha inserito la possibilità di
  nominare  commissari  i  sindaci per  le  opere  e  per  l'edilizia
  scolastica. Quindi, deve essere necessariamente coordinato il testo
  con la norma nazionale.
   Credo  che  ci sia anche un altro emendamento che va sempre  nella
  stessa  direzione,  quindi secondo me è un  tema  che  comunque  va
  trattato  e  si deve specificare che per quanto riguarda l'edilizia
  scolastica,  almeno in questa fase, si applica la legge  nazionale,
  altrimenti stiamo facendo più danno che altro.

   PRESIDENTE. Non mi pare sbagliato quello che lei dice.  Un  attimo
  perché mi sembra corretto.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Sammartino)

   Era stato presentato a questo emendamento? A noi non risulta però.
  Onorevole   Sammartino,   ci   può  spiegare   il   contenuto   del
  subemendamento. Così vedremo al limite, di poterlo inserire.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, l'annotazione della collega Ciancio
  è  corretta. L'articolo in questione, presidente Miccichè,  prevede
  un  sistema ordinario, di impulso attraverso i sindaci affinché  le
  procedure  anche  di edilizia scolastica possano  essere  fatte  ai
  sensi di questo articolo.
   Siccome  nel frattempo il legislatore nazionale è intervenuto  con
  una norma che da qui al 30 dicembre va in deroga ed aiuta molto  di
  più  sull'edilizia scolastica, andando anche oltre  le  competenze,
  ovviamente   che   la   nostra  Regione  ha,   ho   presentato   un
  subemendamento  che i vostri Uffici dovrebbero  avere  che  prevede
  che, invece, si recepisce quella norma nella temporaneità da qui al
  30 dicembre in maniera tale che

   PRESIDENTE. Siccome non troviamo questo subemendamento.

   SAMMARTINO. Lo posso ripresentare.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   PRESIDENTE.  Come, onorevole Ciancio? Se votiamo il 2.7  a  questo
  punto non risolviamo lo stesso?
   Il  parere  della  Commissione e del Governo, a  questo  punto  si
  trasforma in positivo?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.4, a firma degli onorevoli Damante  ed
  altri, che è precluso.
   Di  fatto  l'articolo 2 è concluso ma questo articolo del  Governo
  che  è  l'emendamento A1R, abbiamo immaginato,  abbiamo  deciso  di
  considerarlo  come emendamento aggiuntivo all'articolo  2.  Quindi,
  come  se  fosse  un  altro articolo, quindi  farebbe  parte  di  un
  articolo 2 bis, per cui bisognerebbe votarlo.
   L'emendamento è del Governo. Lo pongo in votazione.

                          (Proteste in Aula)

   Tranquilli  Io parlo piano e voi non c'è bisogno che gridiate.

   CRACOLICI. Presidente, intanto stabiliamo le regole: è aggiuntivo?
  Quindi chiudiamo l'articolo 2. Una cosa alla volta

   PRESIDENTE. Siccome in questo momento è presentato all'articolo.
   Ho  ritenuto che nel caso in cui passasse, più che essere un altro
  comma  dell'articolo 2, possa essere inserito come un  articolo  in
  più.  Questo  l'ho detto per precisione. Comunque è un  emendamento
  all'articolo 2 e va votato all'articolo 2.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  sulle  procedure   parlamentari
  dobbiamo evitare questa approssimazione che lei, spesso, in nome di
  una presunta efficienza parlamentare, tende a bypassare.
   Intanto  non  c'è un emendamento all'articolo 2 perché  io  leggo:
   dopo   l'articolo  2  aggiungere .  Vuol  dire  che  è  aggiuntivo
  all'articolo 2. Quindi, se è aggiuntivo, prima chiuda l'articolo 2.

   PRESIDENTE. Per chiarezza  dopo l'articolo 2, aggiungere  è  stato
  scritto  successivamente.  Era stato  presentato  come  emendamento
  all'articolo 2.

   CRACOLICI.  Presidente,  ha fatto distribuire  questo.  Quindi  la
  questione è prima chiudiamo l'articolo 2 e poi procediamo al 2 bis,
  tre, quattro, quello che vuole.
   Dopodiché discutiamo di questo articolo. Le ricordo che  non  solo
  non  è  mai  andato  in Commissione ma persino stamattina  dove  la
  Commissione  era stata convocata per esaminare in Commissione  come
  lei  aveva  anche annunciato all'Aula la settimana  scorsa,  questo
  emendamento,  è  andato alla trasmissione  Chi l'ha visto ,  perché
  non è mai arrivato, quindi sto leggendo in diretta il testo che  so
  che   gli  Uffici  ci  hanno  lavorato,  che  hanno  costruito   un
  emendamento accettabile, lo vedremo, però vorrei che seguissimo  le
  regole. Chiudiamo l'articolo 2, metta in discussione visto  che  ha
  deciso  di  metterlo  in discussione, consenta eventualmente  anche
  eventuali subemendamenti. Le cito così non intervengo nel merito su
  una  questione: dire che possiamo nominare commissari i  dipendenti
  regionali,  lo  dico  a chi le scrive queste norme,  che  significa
  dalla fascia b) al dirigente? Bisogna stabilire le qualifiche, cioè
  possono essere nominati commissari i dirigenti, ma dovete scriverle
  le  cose nelle leggi, non sono nelle vostre intenzioni, perché  poi
  giudicano  i  giudici dei Tar, quindi, così come  quell'emendamento
  che  abbiamo  bocciato  non è come dice lei che  resta  a  verbale,
  perché  il  verbale dell'Assemblea non sarà mai preso in  esame  da
  nessun  Tar, quindi il fatto che diciamo possono essere nominati  i
  sindaci,  una volta che sono nominati e decadono possono continuare
  a fare i commissari, questo perché lei lo sappia, quindi non è vera
  la interpretazione che lei ha dato.

   PRESIDENTE. La pensiamo diversamente

   CRACOLICI. La pensiamo  Questo lo stabilirà poi il giudice, né  io
  né  lei, ma qui siamo un Parlamento e dovremmo provare a fare leggi
  che si capiscano. Allora, dico chiudiamo l'articolo 2 e vediamo poi
  l'articolo 2 bis nel merito e mi riservo di parlare nel merito.

   PRESIDENTE.  Scusi  lei  sta  presentando  un  subemendamento  per
  correggere questo fatto degli impiegati o no?

   CRACOLICI. Chiedo che il Governo veda anche gli svarioni

   PRESIDENTE.  E  ho capito, quindi se c'è un problema,  se  c'è  un
  subemendamento che aggiunge

   CRACOLICI. Nel suo interesse

   PRESIDENTE. Nel suo interesse  Se lei fa un appunto poi lo  cambia
  voglio dire

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   E' in italiano poi se c'è da aggiungere una fascia tra i dirigenti
  lo si va a vedere.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  questo
  emendamento aggiuntivo o ciò che si deciderà sia, non abbia nulla a
  che  fare con il testo della legge che stiamo presentando, ma è  un
  modo surrettizio per fare entrare in questo dibattito, nel vuoto  e
  dunque  in  una possibile approvazione, una norma di legge  che  si
  muove   su  una  traiettoria  totalmente  diversa,  perché   stiamo
  discutendo  e  votando  un  insieme  di  norme  che  riguardano  la
  semplificazione  burocratica,  amministrativa  autorizzativa   come
  prassi   e   cioè   come  diciamo  fisiologia  del   rapporto   fra
  amministrazione   e   norme   e  comportamenti   sugli   interventi
  infrastrutturali che non è legata né alla stagione del Covid, né  a
  nessun  altra emergenza sanitaria o di altro tipo che  riguardi  la
  Regione siciliana. L'argomento ci sta ne discutiamo nel merito.
   Inserire  dentro  una  cornice  di  comportamenti  di  prassi,  di
  pratica,  di normalità, una norma di eccezionalità che nulla  ha  a
  che  fare col tentativo di semplificare gli interventi strutturali,
  ma  che  dice nel caso di stato di crisi o di emergenza  prevediamo
  una  serie  di  cose,  una  per tutte che  il  pilastro  di  questo
  emendamento  aggiuntivo  al Presidente  della  Regione  viene  dato
  compito  e  mandato di coordinare gli interventi in  attuazione  di
  attività  finalizzate a superare la crisi con una serie di passaggi
  successivi.
   Credo che sarebbe un atto diciamo di onestà politica, chiudere  la
  discussione ed il voto su questo disegno di legge che riguarda  una
  vicenda  strutturale  e complessiva in tempi di  normalità,  e  poi
  andando  in  Commissione, sottoponendola intanto  al  vaglio  della
  Commissione,  decidere se questo Parlamento ritenga di  attuare  di
  volere  applicare un sistema di norme che vanno utilizzate in  caso
  di  emergenza,  cioè  crisi  ed emergenza,  stato  di  crisi  e  di
  emergenza,  con  poteri  particolari e fortemente  derogatori  alle
  norme  di legge che vengono offerti nelle mani del Presidente della
  Regione.
   Le  due  cose  insieme, Presidente, dal punto di vista ontologico,
  normativo,  di buon senso, nulla hanno a che fare, per cui  il  mio
  invito  è  che  questo emendamento aggiuntivo torni in  Commissione
  sotto  forma  di disegno di legge autonomo e la Giunta  abbia  come
  dire  l'onestà politica e il coraggio di offrirlo alla  discussione
  della  Commissione  e  poi alla discussione del  Parlamento,  senza
  infilarlo  di  soppiatto, in modo surrettizio dentro una  norma  di
  legge  che  nulla  ha  a  che  fare con i  poteri  straordinari  da
  conferire al Presidente in caso di crisi della Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Fava. Allora,  perché  sia  chiaro:
  questo è un emendamento che è stato presentato la settimana scorsa,
  e  che  avrebbe  potuto, perché era potere  del  Governo  fare  una
  riscrittura  dell'articolo  2.  Si è  individuato,  invece,  in  un
  possibile emendamento che creasse una situazione diversa da  quella
  che  è  la  prassi  che prevede l'articolo 2, per l'eventualità  di
  eccezionalità.  Ma, dal punto di vista della prassi parlamentare  e
  delle  regole  parlamentari, io avrei dovuto  potere  accettare  la
  riscrittura  che il Governo presentava completamente  sull'articolo
  2,  in  cui  avrebbe  inserito anche questo. E' stato  proprio  per
  tenerli  separati e per avere da una parte la cosiddetta situazione
  di  normalità,  e poi fare un articolo a parte sulle situazioni  di
  eccezionalità, che è stata decisa questa separazione. Ma - ripeto -
  dal  punto  di  vista  della  prassi, la  riscrittura  che  avrebbe
  presentato   il   Governo  e  che  comprendeva   la   prima   parte
  dell'articolo  2  e poi la seconda - però a quel punto  rischiando,
  secondo  me,  di  fare un minimo di confusione  -  aveva  tutto  il
  diritto di farlo.

                           (Brusio in Aula)

   Ho capito, ma insomma aveva tutto il diritto di farlo e io non gli
  avrei certamente potuto obiettare nulla.
   Per  cui,  questo emendamento nasce a seguito di quella  possibile
  riscrittura  che, invece di essere presentata come  riscrittura  di
  tutto  l'articolo 2, è stata messa a parte. Questa è la logica  per
  cui si è arrivato a questo emendamento. Non c'è nulla di anomalo  e
  quindi  non  è aggiuntivo nel senso che sta trattando un  argomento
  diverso,  perché  sempre di semplificazione  amministrativa  stiamo
  parlando: è la semplificazione amministrativa prevista in  caso  di
  eccezionalità.  Non  mi  sembra che sia niente  di  particolarmente
  sconvolgente.

   CRACOLICI. Ma l'articolo 2 lo votiamo o no?

   PRESIDENTE. Certo, stia tranquillo. Ci sono altri emendamenti dopo
  e,  siccome  sono successivi, mi faccia arrivare alla  fine  e  poi
  decideremo  cosa fare; tanto stia tranquillo che va  votato  tutto,
  non  ci sono problemi. Ho capito onorevole Cracolici, ma c'è  anche
  un A.3 successivo a questo, che era stato presentato dall'onorevole
  Compagnone prima e che deve essere, anche questo, valutato.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, a parte il fatto che io penso che per
  sburocratizzare   bisognerebbe   toglierle   le   leggi,    anziché
  ingarbugliarle   tutte  tra  loro,  ora  qua  c'è  un   emendamento
  aggiuntivo che, secondo me, nulla ha a che vedere con la norma  che
  stiamo analizzando oggi. E vorrei capire quali ulteriori poteri  si
  aggiungono ai poteri del Presidente della Regione che non ha già in
  questa fase. Perché io mi chiedo, per esempio, il Presidente  della
  Regione  e  il Governo regionale perché non mettono mano  al  Piano
  pandemico  regionale che è scaduto da nove anni? E'  una  cosa  che
  possono fare ora, subito, senza bisogno di emendamenti aggiuntivi.
   Perché, per esempio, non presentano un emendamento aggiuntivo  per
  dimezzare  i  tempi  di  pagamento alle imprese,  che  aspettano  i
  mandati di pagamenti da mesi.
   Questo  è  sburocratizzare   Non  aggiungere  leggi  su  leggi   e
  arrogarsi  il  diritto di proclamare lo stato di  crisi  a  livello
  regionale, una cosa che non esiste e nominare i commissari  per  12
  mesi per un'emergenza che sulla carta dovrebbe andare a scadenza il
  31 luglio.
   Quindi,  signor Presidente, questo tipo di emendamento  aggiuntivo
  consideriamolo  come  una  legge che dovrà  essere  trattata  nelle
  Commissioni  di merito, ma non complichiamo ulteriormente  le  cose
  anziché alleggerirle. Grazie.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, io capisco lo sforzo di mediazione che
  lei sta cercando di portare avanti su questo disegno di legge, però
  queste  cose, onestamente, rischiano di destabilizzare l'equilibrio
  che in qualche modo si era raggiunto. Anch'io penso che sia materia
  totalmente, se non estranea, nuova comunque al disegno di legge che
  non  è  stato,  io lo ribadisco qua, trattata nella Commissione  di
  merito. La ritengo una provocazione in senso buono, nel senso è una
  provocazione  del Governo a spingerci a fare di più, anche  perché,
  non  so  se  l'avete  letta, ma la relazione al  primo  emendamento
  sinceramente mi ha lasciato un po' perplessa.

   PRESIDENTE. Era un refuso, era un errore.

   CIANCIO. Ah  E' un refuso il fatto che il Governo dica

   PRESIDENTE.  . Tant'è che ne è stata mandata un'altra idonea.

   CIANCIO.   Però   me   lo   lasci   dire,   Presidente,    siccome
  fondamentalmente l'articolo 2 non serve a niente vi facciamo vedere
  noi  come  si  fanno  le  norme, quindi  dico  è  anche  abbastanza
  offensivo  per  il  Parlamento e per il lavoro che  è  stato  fatto
  finora.

   PRESIDENTE. Il fatto è stato segnalato.

   CIANCIO.  La  ringrazio.  Anche perché su  questo  testo  ci  sono
  moltissimi dubbi di incostituzionalità tant'è che io non voglio,  a
  pensar  male  si fa peccato, si dice però non vorrei che  si  vuole
  inserirlo  all'articolo 2 perché così magari  poi  viene  impugnato
  tutto  l'articolo 2 e non solo un articolo rispetto agli altri.  Ma
  queste sono ipotesi.
   Io Presidente, lo dico chiaramente, questo emendamento così quanto
  meno  deve  passare  dalla  Commissione, quanto  meno  deve  essere
  trattato  compiutamente  dalla Commissione,  altrimenti  noi  siamo
  pronti a bocciare tutta le legge.

   PRESIDENTE. E allora, uno dei motivi per cui è stato messo a parte
  è  proprio per evitare che possa essere impugnato l'articolo 2, nel
  caso  viene impugnato il 2 bis, per cui uno dei motivi per  cui  ne
  vogliamo fare un articolo a parte è proprio questo.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, colleghi, come le avevo anticipato  in
  Conferenza  dei  Capigruppo e da quello che sta venendo  fuori  dai
  primi interventi che mi hanno preceduto, è chiaro che questa è  una
  norma ultronea rispetto alla materia del contendere, possiamo  dire
  che è analogo. Ok, possiamo dire qualunque cosa, però è una materia
  che  merita,  data  la  non pericolosità ma gravosità  delle  norme
  portate da questo emendamento aggiuntivo, che merita la discussione
  in Commissione, quanto meno
   Le  perplessità e le criticità le abbiamo fatte emergere anche  in
  conferenza  dei  capigruppo,  io glielo  avevo  detto,  quella  sui
  rifiuti  che  poi  è  stata  con  un  correttivo  apportato   nella
  relazione, ma noi approviamo norme non approviamo relazioni, quindi
  se  non  c'è  nella  norma il fatto che non si riferisca  anche  ai
  rifiuti,  questo  non  è specificato. Vede  questo  è  il  modo  di
  condurre questo tipo di innovazione normativa.
   Presidente, la invito cortesemente ad evitare che entri in  questa
  materia questa norma, che si riporti in Commissione, perché noi  la
  troviamo  assolutamente scandalosa e voteremo  contrario  a  questa
  norma in senso assoluto, con forza e dicendo ai cittadini siciliani
  che  la  Sicilia  non  ha bisogno di questi  super  poteri  per  il
  Presidente chiunque esso sia.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  colleghi,  Governo,  cittadini.
  Presidente  lei è un ottimo mediatore, cioè in questi  due  anni  e
  mezzo  se  non ci fosse stato lei probabilmente questo Governo  già
  sarebbe stato, sarebbe andato a casa.
   E  lo  sostiene ovviamente, però riesce in qualche modo a mediare,
  cioè riesce in qualche modo a. come dire, da una parte lo sostiene,
  dall'altra parte cerca di mediare,
   Come  hanno  detto  già  altri miei colleghi,  signor  Presidente,
  questo  è  un  altro  disegno di legge. E capisco  che  il  Governo
  regionale, in ritardo, nel frattempo che l'Assemblea in Commissione
  discuteva di un disegno di legge che cercava di sburocratizzare  in
  via  ordinaria, disegno di legge che è stato sottoscritto - ricordo
  -  da  tutti i Gruppi parlamentari, ed è passato un mese  e  mezzo,
  perché  io sto facendo una sorta di countdown, è passato un mese  e
  mezzo da quando abbiamo parlato di sburocratizzazione in Aula.
   E  capisco  anche il suo imbarazzo, il suo imbarazzo nei confronti
  dei cittadini siciliani. Ora questo Governo regionale porta in Aula
  un  altro disegno di legge che, come dicevano alcuni miei colleghi,
  riguarda la straordinarietà che possiamo anche normare. Però, dico,
  un nuovo disegno di legge fa un percorso all'interno dell'Assemblea
  andando prima in Commissione e poi arriva in Aula.
   Portare  un  disegno di legge come emendamento  aggiuntivo  ad  un
  altro  disegno di legge, rischia di fare un papocchio  incredibile.
  Perché  vede,  signor  Presidente, noi qua stiamo  dando  ulteriori
  poteri   io non sono riuscito ad approfondirlo in poco tempo,  però
  noi stiamo dando ulteriori poteri eventualmente al Presidente della
  Regione,  con la Protezione civile, ma non ho ben capito  su  quali
  emergenze.  Sono compresi pure i rifiuti in questa  emergenza,  che
  verranno gestiti in via straordinaria anche dal Presidente e  dalla
  Protezione civile?
   E'  ovvio  che questo emendamento aggiuntivo - che  per  me  è  un
  disegno  di  legge  -  dovrebbe  essere  approfondito  da  tutti  i
  parlamentari all'interno prima delle Commissioni e poi,  se  ce  la
  fa,  arriva  in Aula, e l'Aula deciderà cosa farne di questo  nuovo
  disegno di legge.
   L'Assemblea  non  può  sottostare ad un  Governo,  perché  se  noi
  facciamo  delle  norme, se noi facciamo dei disegni  di  legge,  li
  portiamo in Commissione, ci lavoriamo, li portiamo in Aula,  non  è
  che  poi il Governo regionale, per mettere al solito la bandierina,
  le  solite  bandierine  del Presidente Musumeci,  deve  stravolgere
  nuovamente tutto.
   Signor  Presidente, noi come Movimento Cinque Stelle, eravamo  già
  diffidenti al primo disegno di legge sulla sburocratizzazione che è
  stato  presentato, tant'è che noi non lo abbiamo sottoscritto.  Con
  questo  ulteriore disegno di legge, noi stiamo andando a complicare
  le  cose e a fare un vero e proprio papocchio, che non so se questa
  cosa, alla fine, serve o meno ai cittadini siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.  Dopo  l'onorevole Tancredi non ci sono altri  iscritti  a
  parlare?

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questa
  discussione    cominci    a    diventare    paradossale.    Perché,
  oggettivamente, questa nuova formulazione, credo che vada a  sanare
  certe problematiche di carattere costituzionale che erano nel testo
  iniziale.

   PRESIDENTE.  Mi scusi, onorevole Tancredi, questo è  assolutamente
  così,  perché  sono state recepite tutte le obiezioni  fatte  dagli
  Uffici  sui  problemi    lo avevo detto all'inizio  e  lo  confermo
  adesso. Le chiedo scusa, prego.

   TANCREDI.  Quindi, andiamo, di fatto, ad estendere, da  un  regime
  straordinario  ad  un  eventuale regime ordinario,  delle  modalità
  applicative. Quindi non vedo dove siano le enormi difficoltà, basta
  leggerlo,  non è che ci sia chissà che cosa di aggiuntivo  rispetto
  alla  formulazione,  signor Presidente,  che  è  stata  ampliamente
  dibattuta.
   Anche  questo è stato ampiamente dibattuto in Commissione, e credo
  che  tornare in Commissione sarebbe un ulteriore perdita di  tempo.
  Perché  di fatto con questo articolo aggiuntivo, andiamo  a  sanare
  una  situazione che sarebbe stata sicuramente oggetto di reprimenda
  in  fase successiva. Quindi, per quello che leggo e per quello  che
  posso  comprendere  da  una analisi anche  abbastanza  approfondita
  fatta  in Commissione, perché la discussione è stata già abbastanza
  profonda su questo, questo è stato già discusso. E credo che non ci
  sia altro da aggiungere.
   Se  poi  dobbiamo  continuare a perdere tempo,  lo  possiamo  fare
  tranquillamente.  Una  seduta d'Aula  può  durare  un  giorno,  due
  giorni,  tre  giorni,  possiamo andare  all'infinito.  Se  dobbiamo
  arrivare  ad  un risultato credo che andare oltre a  discutere  sia
  assolutamente inutile. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Allora, onorevole  Cracolici  e  poi
  l'onorevole  Lupo e poi abbiamo chiuso gli interventi.  L'onorevole
  Cracolici aveva parlato prima, ma essendo molto preciso aveva detto
  prima  che  parlava sull'ordine dei lavori, e poi  avrebbe  chiesto
  l'intervento sull'emendamento. Prego.

   CRACOLICI.  Devo  dire  che gli interventi qua  sono  praticamente
  inutili, perché avevo chiesto di chiudere l'articolo 2, e procedere
  poi  col 2 bis, però siamo ancora - diciamo - non so di cosa stiamo
  parlando.
   Detto  questo,  nel  merito  su questo articolo,  ora  Presidente,
  spacciare  questa norma come la norma con la quale noi attuiamo  il
  Codice   di   Protezione   civile,  è   un'altra   delle   bizzarre
  interpretazioni di questo modo di legiferare. Vorrei  far  rilevare
  che,  con  l'articolo 2, stiamo procedendo a nominare commissari  i
  sindaci, e i sindaci metropolitani; con l'articolo 2 bis, o non  so
  come  si  chiamerà questo qui, è previsto che i commissari nominati
  dal   Governo  regionale,  di  fatto,  sostituiscono  i  commissari
  nominati dagli enti locali. Quindi, con l'articolo 2 stiamo facendo
  una cosa, col 2 bis

   PRESIDENTE.  Onorevole, è ovvio che questa è un'altra  fattispecie
  non vanno a sostituire quelli di prima.

   CRACOLICI. No, scusi, c'è scritto questo. Io continuo, Presidente,
  lei  sa che mi sta simpatico però non se ne approfitti, non  se  ne
  approfitti.

   PRESIDENTE. Non ne approfitto.

   CRACOLICI. Ecco, perché

   PRESIDENTE. Può stare tranquillo.

   CRACOLICI.  Le  mie  interpretazioni, non nel senso  che  lei  può
  alludere,  anche  perché, come si suol dire,  siamo  distanti  anni
  luce

   PRESIDENTE. Né io né lei possiamo alludere a nulla. Prego.

   CRACOLICI.  Quello  che  mi preoccupa è che  quando  noi  facciamo
  leggi,  non sono le nostre convinzioni a confrontarsi e  basta,  le
  leggi   poi   vanno   applicate,  e  i   contenziosi   in   materia
  amministrativa sono quelli più lunghi e più complessi.
   Qui  stiamo prevedendo di cancellare di fatto l'articolo 2.  Prima
  questione. Seconda questione: in Commissione il Governo è venuto  a
  spiegarci, e abbiamo accolto la richiesta del Governo, che  pensare
  di dimezzare i termini previsti dalla legge 1, dalla legge quella 7
  del  2019  era una cosa, diciamo, che non stava né in cielo  né  in
  terra, perché era una norma già quella, è la legge che ha i termini
  più bassi rispetto al resto d'Italia.
   Bene, con quest'articolo 2 bis si prevede il dimezzamento di  quei
  termini,  quindi, o il Governo era ubriaco prima, o è ubriaco  ora,
  perché non c'è dubbio che quando propone una legge che prevede, uso
  un'espressione  che  dal  punto di vista lessicale  è,  come  dire,
  particolarmente forbita, dice  al comma b dell'articolo, al punto b
  del  comma  6 ' dice che i termini di conclusione del  procedimento
  amministrativo, individuati dalla legge 7 del 2019, sono dimidiati,
  ovvero sono dimezzati. Quindi, con questo, contraddicendo la stessa
  battaglia  che  ha  fatto  il  Governo in  Commissione,  contro  il
  cosiddetto disegno di legge Sammartino.
   L'altra  questione, vorrei ricordare che il Codice  di  Protezione
  civile, varato col decreto legislativo 1 del 2018, sostanzialmente,
  ha introdotto una novità di fondo, cioè quando c'è una emergenza le
  Regioni, ancor prima che venga dichiarato lo stato di calamità e lo
  stato  di  emergenza,  come  con provvedimento  del  Consiglio  dei
  ministri nazionale, le Regioni possono assolvere in autonomia  alle
  procedure di emergenza con proprie risorse e chiedere risorse  allo
  Stato.
   Non  faccia  così  Assessore, si informi che è come  le  dico  io.
  Quindi, con questa norma stiamo sostanzialmente provando a dire,  a
  voler fare di più, non si capisce in quale direzione, se non in una
  sola  direzione  che  con ordinanza del Presidente  della  Regione,
  secondo  me  questa è una norma che ha scritto Armao, perché  dalla
  mente diabolica di Armao può uscire questa norma, con ordinanza del
  Presidente della Regione si deroga a tutte le leggi della Regione.
   Quindi,  si  dice  che  tutte le leggi  in  materia  vincolistica,
  paesaggistica,  sulle discariche, sui vincoli, tutte  le  leggi  di
  questa  Regione - così vi mettono le manette, direttamente a tutti,
  così la diciamo in italiano - tutte le leggi di questa Regione, con
  ordinanza  del  Presidente della Regione, possono essere  derogate.
  Questa   è  una  norma  liberticida.  Non  c'entra  nulla  con   la
  semplificazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Mi faccia dire le cose che penso.

   PRESIDENTE. Nei tempi dovuti del Regolamento.

   CRACOLICI.  O  è vietato dire quello che si pensa?  Questa  è  una
  norma da criminali.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, intanto la prego di limitare  il
  suo linguaggio a quello dovuto al Parlamento.

   CRACOLICI. Mi assumo la responsabilità delle cose che dico. È  una
  norma da criminali, non una norma di semplificazione. Vi assumerete
  la  responsabilità di aprire una strada di deregulation  normativa,
  per  cui il Parlamento possiamo abolirlo. Perché tanto un'ordinanza
  del  Presidente  della  Regione potrà derogare  a  qualunque  legge
  approvata dal Parlamento.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha   facoltà.  È   l'ultimo   intervento.   Poi
  all'onorevole  Cracolici rispondo. Facciamo finire gli  interventi.
  Onorevole Cordaro, la prego di stare seduto.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  intanto  ci  ritroviamo  un emendamento in  Aula  dopo  che  questa
  mattina abbiamo aspettato a lungo che il Governo venisse per potere
  valutare,  insieme alla Commissione, l'emendamento  già  presentato
  nella  precedente seduta. Non è stato possibile perché  il  Governo
  non  si  è  presentato.  Apprendiamo  in  Aula  di  un  emendamento
  piuttosto complesso - se posso invitare il Governo a non

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, fa parlare l'onorevole  Lupo,  per
  favore? Prego.

   LUPO.  L'emendamento presentato in Aula è molto complesso,  quindi
  io  intanto la inviterei a fare distribuire i riferimenti normativi
  ai  colleghi che, peraltro, i colleghi del mio Gruppo me  li  hanno
  chiesti e io me li sono procurati.
   Gli  Uffici  sono stati gentilissimi, ma penso sia  opportuno  che
  tutti  i deputati abbiano i riferimenti normativi citati, che  sono
  anche  particolarmente  complessi, vanno approfonditi,  e  cercherò
  anche  di darne un po' prova, rispetto alle affermazioni che  farò,
  anche  riprendendo  alcuni dei contenuti  delle  affermazioni,  per
  esempio per ultimo, dell'onorevole Cracolici.
   Le  norme che vengono richiamate sono norme che - ripeto -  a  mio
  avviso,  meritano degli approfondimenti. Intanto è vero quello  che
  ha  detto l'onorevole Cracolici, perché è scritto che anche a mezzo
  di  ordinanze  motivate,  in  deroga  alle  disposizioni  regionali
  vigenti.  Quindi  che  si  va in deroga  a  disposizioni  regionali
  vigenti,  su  questo non c'è ombra di dubbio. È  nel  rispetto  del
  diritto  dell'Unione Europea, della Costituzione,  ci  mancherebbe,
  dello  Statuto speciale della Regione Siciliana, delle leggi  dello
  Stato e dei principi generali dell'Ordinamento.
   Ma  che  si  va  in  deroga a norme regionali,  questo  è  perfino
  scritto, e mi riferisco al comma 4, lettera b). Ci sono, in  questo
  emendamento,  alcune norme in contrasto con quelle votate  dalla  I
  Commissione.  Perché, è vero che la norma originariamente  proposta
  dall'onorevole  Sammartino prevedeva, per esempio, di  dimezzare  i
  termini  previsti  dalla  normativa  regionale  vigente.  Dopo  una
  lunghissima  discussione  -  come  ricorderà  bene  il   Presidente
  Pellegrino  -  la Commissione si è determinata a non  approvare  il
  dimezzamento  dei  termini previsti dalla legge regionale  vigente.
  Qui  viene riproposto che i termini siano dimidiati, e mi riferisco
  al comma 6, lettera b). A mio avviso, non si può fare, o meglio, io
  credo che per rispetto della Commissione parlamentare, non si debba
  fare,  considerato che il Governo ha partecipato  ai  lavori  della
  Commissione parlamentare.
   Voglio  richiamare, in particolare, la sua attenzione, Presidente,
  sul  comma 7, laddove viene detto che i commissari delegati operano
  in  via prioritaria ai sensi dell'articolo 30, commi 1, 2 e 3 della
  legge regionale n. 7 del 2019.
   Io  credo che su questo sia necessario fare un approfondimento per
  vedere esattamente cosa dice questa normativa, così come credo  sia
  assolutamente  necessario fare un approfondimento  per  riscontrare
  che  l'ambito  delle deroghe a cui si riferisce  l'emendamento  del
  Governo, riguarda tutta la materia delle Soprintendenze, e tutta la
  materia ambientale, inclusa quindi la vicenda dei rifiuti.
   Io  credo  che  su  questo,  prima di procedere,  è  bene  che  il
  Parlamento  sia messo adeguatamente a conoscenza, e quindi  ritengo
  opportuno  che  anche gli Assessori responsabili dei  diversi  rami
  dell'Amministrazione dichiarino cosa intendano fare, perché siccome
  in un  pour parler  informale è stato detto:  No, ma quando mai, la
  vicenda rifiuti non riguarda questi intervento legislativo , non  è
  così,  perché la normativa richiamata include con il pretesto della
  semplificazione anche - e mi riferisco al citato articolo 30, comma
  3,  che  è  citato  in questo emendamento del  Governo   -  che  le
  disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche ai casi  in  cui  è
  prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta, comunque
  denominati, di amministrazioni preposte alla tutela ambientale  dei
  Beni culturali e della salute dei cittadini.
   Quindi,  non  si  dica  che  non si sta intervenendo  anche  sulla
  materia  che  riguarda i rifiuti. Ovviamente, noi su  questo  siamo
  contrarissimi, signor Presidente, e il Governo abbia il coraggio di
  dire cosa sta proponendo

   PRESIDENTE.  Intanto, io devo dire, l'onorevole Cracolici  sa  che
  anche lui mi fa molta simpatia, ma se io considero offensivo per il
  Parlamento un invito alle manette, lo considero anche da parte sua.
  Non   c'è  nessuna  differenza,  onorevole  Cracolici,  quindi   se
  potessimo  evitare in questo Parlamento, da una parte e dall'altra,
  di augurare manette a qualcun altro, per cui io

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Onorevole, neanche il Presidente della Regione  aveva
  augurato  le  manette,  e  lei  ha  fatto  esattamente  la   stessa
  operazione,  per cui io la invito, perché io sono  una  persona  da
  questo  punto  di  vista molto rigida, così  come  non  l'ho  fatto
  passare al Presidente della Regione, non lo faccio passare  a  lei,
  perché di manette ne parlano altro genere di impiegati dello Stato,
  non  certamente all'interno dei Parlamenti, se non quando si  parla
  delle  relazioni della Commissione antimafia, forse  là  è  l'unico
  momento in cui se ne può anche parlare, non augurare certamente, ma
  discutere e parlare sì.
   E  allora scusatemi, perché sia chiaro, questo emendamento adesso,
  dopo questo dibattito - io sto aspettando soltanto che mi arrivi un
  chiarimento  dagli Uffici - intanto ha recepito tutte le  obiezioni
  che gli Uffici avevano fatto dal punto di vista costituzionale.
   Poi  sto aspettando soltanto un ultimo chiarimento prima di  porre
  in votazione, ma è chiaro che, comunque, è un nuovo articolo, non è
  un  emendamento all'articolo 2, per cui io intanto invito l'Aula  a
  esprimersi sull'articolo 2 che a questo punto si può dichiarare
   L'onorevole  Palmeri  dice che c'era un  errore  materiale  in  un
  emendamento  precedente che abbiamo già votato? Onorevole  Palmeri,
  qual è il problema?

                      (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Niente, allora chiedo scusa. Quindi, possiamo  intanto
  votare l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   A questo punto, l'emendamento A1R diventa articolo 2bis.
   Vorrei  sapere soltanto dal Governo una cosa: siccome  è  evidente
  quello  che voi scrivete nella relazione, ed è un po' meno evidente
  nella   norma,   noi  non  possiamo  aggiungere   alla   norma   un
  subemendamento che inserisca nella norma che non stiamo parlando di
  rifiuti o di situazioni di tipo ambientale e paesaggistico,  perché
  questo è l'unico dubbio che mi è rimasto su questo emendamento, per
  il resto non ho dubbi di nessun tipo.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, non c'è nessun problema e si possono  fare  due
  subemendamenti,  perché  la relazione che accompagna  l'emendamento
  spiega  la ratio della norma. Vorrei anche aggiungere che la  norma
  non è decontestualizzata dal disegno di legge, perché il disegno di
  legge che oggi è in esame si prevede una situazione di normalità.
   Questo  articolo  che tanto preoccupa, e dagli interventi  che  ho
  ascoltato  dalle  opposizioni, in particolare dall'onorevole  Lupo,
  dall'onorevole  Cracolici  e dai componenti  del  Movimento  Cinque
  Stelle  non  fa altro che muoversi all'interno della cornice  delle
  norme  nazionali  e  comunitari, è  un  emendamento  e  quindi  una
  proposta  che può arricchire ed essere da ausilio ad un disegno  di
  legge  che  è  esaminato in questo momento. Era proprio  questo  lo
  spirito che ha mosso inizialmente l'Aula, cioè qui si è parlato che
  in  un  momento di disastro, in un momento di grande difficoltà  vi
  era una lungaggine nel completamento o nella realizzazione di opere
  importanti.  E  allora noi che cosa diciamo?  Il  Presidente  della
  Regione non ha nessun potere e né il Governo si sta arrogando alcun
  potere ma stiamo proponendo esattamente che, come hanno fatto altre
  Regioni,  come vige nelle Regioni a statuto autonomo  di  Trento  e
  Bolzano, ma come ha fatto la Puglia con una norma identica nel 2019
  ha  la possibilità, in caso di emergenza, di dichiarare lo stato di
  calamità  regionale, e solo per dodici mesi,  e  solo  in  casi  di
  emergenza.
   Abbiamo  anche  aggiunto con delibera di Giunta, ma previo  parere
  dell'Assemblea    regionale,   proprio   per   coinvolgere    anche
  l'Assemblea,  uno  stato  emergenziale. Le  opere  che  si  possono
  realizzare  derogano  alle  norme  regionali  perché  sono   quelle
  richiamate  dalle  norme  di  protezione  civile.  Il  richiamo  ai
  funzionari  è esattamente quello che prevede la norma di protezione
  civile  nazionale, e non abbiamo aggiunto assolutamente  altro  che
  quegli  interventi della cornice dell'articolo 25, comma  2,  della
  protezione  civile.  I  rifiuti sono fuori  dall'emergenza,  perché
  l'emergenza rifiuti è già regolata dal codice delle emergenze.

   PRESIDENTE. Onorevole Assessore, mi perdoni, io posso anche essere
  convinto  di  quello  che lei dice, però,  siccome  lei  stessa  ha
  dichiarato  all'inizio  che non ci sarebbe niente  in  contrario  e
  allora,  per  maggiore  sicurezza mia, se  la  Commissione  potesse
  scrivere  un  subemendamento  in  cui  viene  chiarito  qual  è  il
  perimetro, in maniera inequivocabile, perché il dibattito  è  stato
  un dibattito molto serio, interessante e costruttivo.
   Non  c'è  nessuna volontà di abbattere o non abbattere niente,  ma
  nella  mente del Presidente l'unico dubbio che è rimasto  è  quello
  sui  rifiuti  perché, siccome si può derogare a legge  regionale  e
  siccome  è  ancora poco chiaro qual è il perimetro di una eventuale
  emergenza, se è una emergenza emigrati può anche fare cambiare   se
  un  tipo  di emergenza può coinvolgere anche situazioni diverse  da
  quella  specifica di quella emergenza, e allora, se fosse possibile
  avere  un subemendamento a questo nuovo articolo 2 bis che mettiamo
  in  votazione, io intanto vado avanti, il tempo che lo scrivete,  e
  poi  torniamo  indietro  e  votiamo il  tutto,  che  mi  sembra  la
  soluzione migliore.
   Intanto   votiamo   l'emendamento  A3   a   firma   dell'onorevole
  Compagnone.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Qual è il problema?
   Per quanto riguarda l'A.1R stiamo aspettando la scrittura da parte
  della  Commissione di un subemendamento, quindi  prima  di  votarlo
  dobbiamo fare votare quel subemendamento.
   Sull'A.3, onorevole Ciancio?

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto vorrei che
  il  proponente o i proponenti lo illustrassero, perché anche questo
  non è stato discusso in Commissione, perché tutti gli aggiuntivi li
  abbiamo ritenuti inammissibili, quindi anche questo non ha avuto un
  approfondimento.
   Se possiamo averlo spiegato.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, già la settimana scorsa  su  questo
  emendamento   che   sarebbe  stato  aggiuntivo,   c'è   stata   una
  dichiarazione praticamente da tutti, che era un emendamento che era
  stato  già passato in Commissione, e che poi è stato previsto dalla
  Commissione stessa di rimandarlo direttamente in Aula, non  mi  può
  dire  che  si tratta di un emendamento aggiuntivo, perché  era  già
  passato in Commissione.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga con voto palese.

   PRESIDENTE. Voto palese su questo?
   È  chiaro,  l'argomento è ovvio ed è chiarissimo per cui  possiamo
  passare... Ci sono due subemendamenti all'emendamento A.3, che sono
  il  subemendamento A.3.1 della Commissione. Li avete  tutti  questi
  subemendamenti?
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento A.3.2.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A.3, così come emendato.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento A.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            54
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          29
   Contrari            20
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Su richiesta del presentatore del disegno  di  legge,
  che  mi  chiede  due  minuti di sospensione, intanto  così  possono
  scrivere tranquillamente l'emendamento, sospendiamo, sono le 18.00,
  riprendiamo alle 18.30.
   Siccome  l'onorevole Sammartino ha chiesto dieci minuti,  non  c'è
  motivo che non gli si diano.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.10, è ripresa alle ore 18.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se prendiamo posto,  mancano  due
  voti soltanto.
   Scusate, l'onorevole De Domenico ha votato contro, lo dice  perché
  non risulta niente. Si metta a verbale che l'onorevole De Domenico,
  nell'ultima votazione, ha votato contro.
   Prima di votare l'ultimo emendamento - siccome c'è stato un errore
  materiale   nell'emendamento   dell'onorevole   Palmeri,   che   va
  materialmente corretto -  prima della fine, prima dell'ultimo voto,
  del  voto  finale  del  disegno di legge,  voteremo  un  117.1  che
  corregge  l'errore  materiale  che  è  stato  fatto  dall'onorevole
  Palmeri. Vi volevo avvertire di questo.
   Onorevoli  colleghi, dobbiamo votare l'emendamento  A.1R.1  che  è
  quel  subemendamento che abbiamo chiesto alla Commissione,  che  ha
  presentato  l'onorevole Pellegrino a titolo personale. Scusate,  lo
  stiamo distribuendo, anzi è già stato distribuito.
   Questo  è  esattamente  l'emendamento che è  stato  presentato  la
  settimana  scorsa, poi ha fatto alcune modifiche per renderlo   sì,
  il  Codice  dell'ambiente, lo possiamo  avere?  Un  attimo  che  lo
  prendiamo.
   Onorevoli  colleghi,  visto che perdiamo  ancora  qualche  minuto,
  intanto vi chiederei di votare il 117.1 dell'onorevole Palmeri, per
  la correzione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi corretto, onorevole Palmeri, corretto il suo emendamento.
   E'  stato  distribuito il subemendamento? Sì? Questo a cui  faceva
  riferimento  l'onorevole  Lupo  l'abbiamo?  Onorevole   Lupo   l'ha
  ricevuto? Sì? A posto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. L'onorevole  Cracolici  chiedeva  la
  parola  sul subemendamento di Pellegrino. Prego. Tengo a  precisare
  che  non è della Commissione ma è dell'onorevole Pellegrino. Perché
  non tutta la Commissione voleva

   CRACOLICI.  Però,  io vorrei capire, al di là di  chi  è,  a  cosa
  serve. Cioè, noi stiamo scrivendo che il presente articolo,  a  cui
  ho  già dato il mio giudizio e non lo cambio, il presente articolo,
  non  si  applicano  le disposizioni previste dal  191  del  decreto
  legislativo 152. Ma il 191 è un potere di ordinanza del  Presidente
  della  Regione  per questioni relative alla salute pubblica,  cioè,
  quindi  che  stiamo  scrivendo? Che il potere di  ordinanza  che  è
  previsto  dall'articolo 3 non si applica  per  quelli  che  già  il
  Presidente  della  Regione  può  applicare  col   ,  cioè  ma  cosa
  stiamo .capisco che possiamo avere opinioni diverse,  ma  prenderci
  in giro no. Cioè stiamo dicendo che le disposizioni dell'articolo 3
  non   si  applicano  alle  disposizioni  del  191,  che  sono   già
  disposizioni  eccezionali di potere derogatorio  in  ragione  della
  salute   pubblica,  quindi  le  cose  che  diceva  lei   Presidente
  dell'Assemblea,  il  subemendamento che prevedeva  di  evitare  che
  potessero  applicarsi a norme ambientali o a norme  paesaggistiche,
  questo subemendamento non lo raggiunge questo risultato.

   PRESIDENTE. Per quanto riguarda i rifiuti, le norme paesaggistiche
  non c'entrano onorevole Cracolici, è per i rifiuti non per le norme
  paesaggistiche. Onorevole Ciancio, lei ha chiesto la parola? No?  E
  allora, se prendete posto votiamo.
   Si  passa  all'emendamento A.1R.1. Lo pongo in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Voto palese su quello che ora è un articolo  diciamo?
  Cioè  che  di fatto è l'articolo 2 bis. Certo. Ha chiesto  il  voto
  palese l'onorevole Ciancio su questo, sull'A.1R.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.1R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento A.1R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          29
   Contrari            23
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Il  117 lo abbiamo approvato, quindi possiamo votare l'articolo 3.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo  punto, se prendete posto, con voto palese,  votiamo  il
  disegno di legge nella sua interezza.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dichiarazione di voto, uno per Gruppo.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io dichiaro il mio voto  contrario,
  anche  se  avevo  cercato in Commissione, assieme ai  colleghi,  di
  costruire  un  disegno  di  legge che  potesse  funzionare,  avesse
  obiettivi   effettivi   di   semplificazione   amministrativa    e,
  soprattutto,  di andare incontro ai cittadini. Devo  dire  che,  in
  corso  d'opera, questo testo è diventato un'altra cosa. Mi dispiace
  dirlo,  è  diventato un  autobus', dove sostanzialmente  introdurre
  una  delegificazione  di  fatto che  mette  in  capo,  a  qualunque
  amministrazione  ci sarà, fino a quando ci sarà questa  legge,  una
  responsabilità  così  enorme che ci sarà da far  tremare  i  polsi.
  Perché stiamo dicendo che in Sicilia, in nome di un'emergenza auto-
  dichiarata, si potrà derogare alle leggi della Regione. Non  è  mai
  successo  nella  storia del diritto parlamentare regionale  che  si
  possa dichiarare, con una norma generica e astratta, la possibilità
  di derogare a tutte le leggi della Regione. Ecco perché è una legge
  liberticida, secondo me è un grave errore politico del  Parlamento.
  Secondo me anche del Governo, che non si rende conto di che cosa si
  mette  in  mano  e  i  rischi di non riuscire poi  a  gestirla,  ma
  vedremo,  fino  in  fondo, quale efficacia avrà in  Sicilia  questa
  norma per  snellire le procedure'.
   Io credo che non si snellirà nulla, aumenterà la intermediazione e
  il  tentativo di condizionamento delle rappresentanze elettive  per
  cercare di riuscire a portare in porto attività e spesso opere  che
  sono  in contrasto, non solo con le norme, ma anche col buon senso,
  perché in Sicilia anche il buon senso ha bisogno di essere normato,
  visto che spesso si perde di vista persino il buon senso.
   Ecco  perché  voto contro a questo disegno di legge,  ripeto,  pur
  avendo  lavorato,  perché  il primo articolo,  in  particolare,  il
  secondo  per  quello  che si poteva, si è cercato  di  trovare  una
  strumentazione  giuridica a favore dei cittadini  e  garantire  per
  davvero  l'efficacia e, soprattutto, la certezza  del  procedimento
  amministrativo.

   PASQUA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA. Signor Presidente, siamo al passo finale di questo disegno
  di legge che oserei definire -con un passo di un film di Mel Brooks
  quando  l'attore  principale dice:  Si può fare    e  aveva  creato
  Frankenstein,  questo stiamo creando, un mostro,  mettendo  insieme
  cose  che  non  c'entrano niente l'una con l'altra,  e  permettendo
  anche   delle   situazioni  che  saranno  pesanti,  perché   quelle
  perplessità  che avevo espresso in Conferenza dei Capigruppo  e  in
  altri    incontri   con   l'assessore   e   con   voi,   Presidente
  dell'Assemblea,  sono  concreti. Su tutti,  dobbiamo  continuare  a
  citare questo articolo 2bis che mette in mano del Presidente  della
  Regione,  chiunque esso sarà, mette in mano dodici mesi più  dodici
  mesi di emergenza. Dodici mesi più dodici mesi.
   Qualunque  cosa  in Sicilia è un'emergenza. Qualunque  momento  di
  questa  attività in questa Regione è una crisi, e noi  gli  abbiamo
  dato,  a qualunque Presidente, questi superpoteri da Super Pippo  -
  le  noccioline gli abbiamo dato - glieli abbiamo dati.  Perché  con
  quest'Aula  glieli staremmo dando. Va bene. Ci è  stato  detto  che
  l'hanno fatto nella Regione Puglia, e mica è detto che alla Regione
  Puglia hanno ragione? Mica hanno solo ragione loro, può essere  che
  noi  sbagliamo;  la provincia di Trento e Bolzano, può  essere  che
  fanno  anche  loro le cavolate, può essere, però  noi  le  facciamo
  ancora meglio, le sappiamo fare ancora peggiori.
   Questo disegno di legge, quando ci è stato presentato era in corso
  la  discussione  della  legge di stabilità, e  io,  orgogliosamente
  rivendico,  a  nome  del  mio  Gruppo,  il  fatto  di  non   averlo
  sottoscritto, perché dalla lettura delle prime dieci righe era  già
  palesemente incostituzionale quella prima versione, cosa confermata
  dagli Uffici di questa Assemblea, cosa puntualmente confermata.
   E,  quindi,  siamo  arrivati adesso in Aula  ad  avere  un  mostro
  Frankenstein con tante cose appiccicate una all'altra.
   Bene,  noi lo abbiamo detto prima, lo continuiamo a ribadire,  non
  ci  è  piaciuto questo modo di fare la norma in questa  situazione,
  sia nel merito che non condividiamo assolutamente, pur sapendo e lo
  sappiamo tutti in quest'Assemblea che il Governo nazionale sta  per
  partorire  delle  riforme  vere sulla semplificazione  delle  norme
  sugli  appalti.  Io  avrei preferito attendere  quelle  norme  che,
  sicuramente,  non  saranno incostituzionali,  che  sicuramente  non
  metteranno  dei super poteri  autoassegnati' al Presidente  o  alla
  sua maggioranza, in questo caso.
   Per questi motivi, dichiaro a nome del Movimento Cinque Stelle  il
  voto contrario al voto finale di questo disegno di legge. Grazie.

   LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  sin
  dall'inizio  ho  seguito  l'iter di  questo  disegno  di  legge  in
  Commissione  -  essendone  anche  una  dei  firmatari   in   quanto
  presidente di un Gruppo parlamentare - ed è stato intendimento  non
  solo  mio, ma certamente del Gruppo UDC, dare impulso a un processo
  di  semplificazione  che  è inevitabile e  non  più  rinviabile  in
  Sicilia.
   Faccio  riferimento  ai  ragionamenti che sono  stati  esposti  un
  attimo prima dai colleghi che mi hanno preceduto per ribaltare  una
  visione che è quella catastrofistica di chi preannuncia che  questa
  delegificazione e il conferimento di responsabilità anche in capo a
  chi  governa  in  maniera  forte  e determinante  possa  anticipare
  situazioni drammatiche in Sicilia. Al contrario, io penso che  oggi
  più che mai si ha bisogno del principio di responsabilità che è  in
  capo  a  chi  governa  e  che di fronte a  situazioni  gravi  e  di
  emergenza  questa  responsabilità sia anche  esplicitata  con  atti
  chiari, immediati e tempestivi.
   Credo  che  la  storia di questi ultimi anni e  anche  le  recenti
  indagini  che sono emerse sia dalla relazione che è stata trasmessa
  a  questo  Parlamento dalla Commissione  Antimafia' sul  ciclo  dei
  rifiuti, sia le vicende che sono attualmente in corso sulla  sanità
  siciliana  e  sulla gestione degli appalti della  sanità  siciliana
  dimostrino come ci sia un cancro nella burocrazia, come in malafede
  coloro  che dovrebbero essere dei funzionari e dirigenti  estensori
  di  procedure  che tutelino la Sicilia, la Regione e  i  siciliani,
  siano  poi  coloro  che  dopo essersi fatta  la  cappa,  l'aureola,
  l'immagine,  sono  capaci di approfittarsi in maniera  squallida  e
  velenosa.
   Bene, io sono convinta, fortemente, che la politica debba avere un
  guizzo   di   dignità,   un  guizzo  di  nobiltà,   debba   potersi
  riappropriare della sua responsabilità, quella responsabilità a cui
  i  cittadini  li hanno posti eleggendo i politici che rappresentano
  una classe dirigente.
   E  questa  legge va anche in questa direzione. Certo, è  vero,  ha
  avuto  un  iter  complesso, un iter complesso che è stato  a  lungo
  dibattuto in Commissione che ha trovato tanti elementi di confronto
  e  di  riflessione, ma certamente, oggi, deflettere rispetto ad  un
  processo  di  semplificazione che va ad individuare i  responsabili
  dei procedimenti, che indica chiaramente che questi responsabili di
  procedimenti  non possono trincerarsi di fronte a  nulla  e  devono
  dare  risposte  e  che in Sicilia non se ne può  più  delle  eterne
  incompiute, bene, io credo che questo sia il giusto momento  perché
  la  politica buona, quella politica che sa scegliere, che si assume
  le responsabilità, che fa tutto con la doverosa attenzione che deve
  ai  cittadini, alla trasparenza delle stesse procedure,  faccia  il
  proprio dovere.
   Ecco  perché  annuncio  il  voto  favorevole.  Poteva  essere  più
  semplice  questo disegno di legge, forse senza l'ultimo emendamento
  che  abbiamo approvato, però il Governo aveva anche questa esigenza
  di  costruire insieme a questo Parlamento una dimensione  nuova  di
  presa  in  carico  dei ruoli e della opportunità di  dare  risposta
  immediata  in  caso  di emergenza. Credo che abbia  fatto  bene  il
  Parlamento   -  ed  io  tra  questi  -  a  votare   a   favore   di
  quell'emendamento.
   Oggi, adesso, annuncio il voto favorevole dell'intero Gruppo UDC a
  questo  disegno  di legge che ritengo importante,  determinante,  e
  finalmente  la  finiremo di avere queste eterne  incompiute  e  chi
  dovrà  assumersi  la responsabilità lo farà nella  pienezza  di  un
  potere  che il Parlamento, con dignità, autorevolezza e forza,  gli
  ha conferito con l'adozione di questa legge. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lo Curto. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  intervengo
  per esprimere il voto contrario del Gruppo parlamentare del Partito
  Democratico  a questo disegno di legge per le ragioni che  cercherò
  di  dire  sinteticamente. Intanto voglio ricordare a tutti  che  in
  quest'Aula   quando  fu  presentato  l'emendamento  originario,   a
  chiusura della legge di stabilità, dichiarai che il Gruppo  del  PD
  non      avrebbe     sottoscritto     quell'emendamento,     perché
  quell'emendamento prevedeva poteri commissariali che  mortificavano
  la  funzione  di  questo Parlamento, prevedendo  che  i  commissari
  potessero   derogare  alla  legislazione  regionale.  Non   abbiamo
  cambiato  idea.  Abbiamo  lavorato  durante  queste  settimane   in
  Commissione  Affari istituzionali  proprio per emendare quel  testo
  e  renderlo  compatibile  con quella  che  è  la  nostra  normativa
  costituzionale,  anche avendo proceduto all'audizione  di  numerosi
  costituzionalisti.
   Siamo  arrivati  in  quest'Aula  e  con  un  emendamento,  che  la
  Commissione non ha mai visto, il Governo, questa volta il  Governo,
  che  pur  originariamente su quell'emendamento non sembrava  essere
  d'accordo, ha riproposto i poteri commissariali. Noi siamo contro i
  poteri commissariali, perché crediamo profondamente nei poteri  del
  Parlamento,  perché chi non crede nel Parlamento  non  crede  nella
  democrazia, a prescindere dal fatto che oggi governi il  Presidente
  Musumeci  e  domani  non  si  sa  chi,  noi  riteniamo  un   errore
  gravissimo, da un punto di vista democratico, conferire al  Governo
  poteri  che  sono propri del Parlamento; conferire a un commissario
  il  potere  di  derogare a leggi regionali approvate dall'Assemblea
  regionale  siciliana. E' stato quindi anche mortificato  il  lavoro
  della  Commissione parlamentare. I poteri commissariali mortificano
  anche  quello che è il ruolo della Pubblica Amministrazione, quindi
  siamo  alla negazione della semplificazione amministrativa,  perché
  qualsiasi intervento mirato alla semplificazione amministrativa  si
  propone  di fare funzionare meglio e in tempi più brevi la Pubblica
  Amministrazione regionale.
   Qui   siamo   ai   poteri  sostitutivi  rispetto   alla   Pubblica
  Amministrazione  e  quindi anche la Pubblica Amministrazione  viene
  mortificata, facendo, quindi, venir meno, Presidente Micciché, quel
  ruolo  di  terzietà, quel ruolo di imparzialità che la costituzione
  affida  alla  Pubblica Amministrazione che  non  è  una  serva  dei
  governi,  ma  deve  applicare le leggi, ma nel  momento  in  cui  i
  commissari possono derogare alle leggi e sostituirsi alla  Pubblica
  Amministrazione  e  udite, udite con questo emendamento  presentato
  dal  Governo,  perfino,  alle  amministrazioni  locali,  quindi  il
  Presidente  della Regione potrà, perfino, sostituirsi a quelli  che
  sono  i  poteri  affidati dai cittadini ai sindaci  e  ai  consigli
  comunali,  quando si arriva a questo punto, si manifesta  da  parte
  del  Governo un profondo disprezzo per ogni forma democratica,  per
  quella  che  deve  essere  anche  l'imparzialità  che  la  Pubblica
  Amministrazione  deve  potere  esercitare,  e  la   relazione   del
  presidente  Fava, in materia di rifiuti, ha messo bene in  evidenza
  che purtroppo più di una volta si è manifestata una certa debolezza
  anche   dell'Amministrazione  regionale,  e  invece  di  rafforzare
  l'Amministrazione  regionale  perché possa  garantire  il  rispetto
  delle  leggi, si introduce la minaccia surrettizia che  se  non  si
  adegua  viene commissariata perché questo è l'obiettivo cui  tende,
  tra l'altro, anche questo disegno di legge.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Concludo.  L'emendamento che è stato votato, signor Presidente  Di
  Mauro,  l'A.1R.1 che si sarebbe in teoria proposto  l'obiettivo  di
  escludere  dall'ambito di applicazione di questa legge la normativa
  sui rifiuti, non raggiunge questo obiettivo perché non fa altro che
  richiamare  quella  che  è  la  normativa  vigente  in  materia  di
  ordinanze  contingibili  e  urgenti e poteri  sostitutivi.  Quindi,
  nulla  dice al riguardo. Se così non è, presidente Di Mauro,  è  in
  contrasto  con  il  comma  7  dell'articolo  2bis  che  richiamando
  l'articolo 30, commi 1, 2 e 3 della legge regionale n. 7  del  2019
  interviene,  leggo:  Anche sulla tutela ambientale , che  significa
  anche rifiuti,  e dei beni culturali, oltre che della salute e  dei
  cittadini .  Quindi,  in  tal caso, se il Governo  intende  davvero
  escludere  dall'ambito di applicazione di questa legge la normativa
  in  materia  di rifiuti, presenti, ai sensi dell'articolo  117,  un
  emendamento   soppressivo   del   comma   7   dell'articolo   2bis.
  Diversamente getti la maschera: vuole intervenire anche in  materia
  di rifiuti.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, da mesi,  forse
  da   anni,   si   parlava   e  si  parla  di  semplificazione,   di
  sburocratizzare.
   Ricordo che una delle prime riunioni di Forza Italia, lo ricorderà
  l'assessore Grasso, il Presidente Micciché, -  onorevole presidente
  Pellegrino -  ci disse che uno degli obiettivi di Forza  Italia  in
  questa   legislatura  doveva  essere  quello  di  semplificare   le
  procedure  che avevano messo da anni, da troppi anni, in ginocchio,
  non soltanto, la Sicilia ma anche l'Italia.
   Il  drammatico  momento  che abbiamo  vissuto  e  che  in  maniera
  prudente,  diciamo,  che  ci  siamo  messi  alle  spalle,  ha  reso
  necessario  un  passo  diverso verso la semplificazione  ed  è  per
  questa ragione che con grande entusiasmo Forza Italia aveva firmato
  e  sottoscritto  quell'emendamento  dell'onorevole  Sammartino  che
  prevedeva la semplificazione.
   Ci  era  stato  detto ed eravamo d'accordo - e  primo  fra  tutti,
  l'onorevole  Sammartino insieme a Forza Italia -   che  era  meglio
  approfondire,  era  meglio  studiare,  era  meglio  verificare  con
  attenzione  quell'emendamento per poi  farlo  divenire  disegno  di
  legge, e così è accaduto.
   Oggi  la  Sicilia, da qui a qualche momento, potrà dire di  essere
  passata dalle sterili parole ai fatti concreti.
   Ci  si  lamenta  che  viene  attribuito troppo  potere,  i  poteri
  commissariali.  Presidente, è chiaro che una  qualche  problematica
  ogni  legge la presenta,  perché tutte le leggi, assessore  Grasso,
  ci  è  stato  insegnato, non sono perfette, ma c'è stato  insegnato
  sono  perfettibili, ma il momento così drammatico non poteva e  non
  ci poteva permettere di indugiare.
   Ora  abbiamo  una  legge, e speriamo che da qui a qualche  momento
  venga  votata dal Parlamento, che potrà consentire di semplificare,
  di  sburocratizzare.  Se qualcuno -  lo dico  ai  garbati  colleghi
  dell'opposizione  -  durante la procedura non osserverà  le  leggi,
  beh,  onorevole Assenza, lei è un penalista, ognuno si prenderà  le
  proprie responsabilità; ma questo non ci deve preoccupare e non  ci
  deve fare preoccupare. Non possiamo preoccuparci che colui che deve
  applicare la legge la possa violare, perché altrimenti non  andiamo
  da   nessuna  parte.  Dobbiamo  soltanto  preoccuparci  che  questo
  ginepraio  inestricabile  di leggi, finalmente,  possa  essere  più
  snello,  più  veloce, più agile, nell'interesse dei siciliani,  non
  certamente  nell'interesse di questa o di quella categoria  di  una
  lobby piuttosto che di un'altra.
   Quindi,  questa  idea che è stata di Forza Italia  fin  dal  primo
  momento della Legislatura, forse da qui a qualche momento, anzi  ne
  sono certo, vedrà la luce e anche modestamente un successo del  mio
  partito;   ed   è  per  questa  ragione,  Presidente   e   colleghi
  parlamentari  ,che Forza Italia in maniera convinta  voterà  questa
  legge.
   Come  - e vado per finire questo mio intervento - l'emendamento  2
  bis  proposto dal Governo è assolutamente condivisibile,  ci  hanno
  studiato gli Uffici, ci ha studiato il Governo, certamente dobbiamo
  ringraziare, soprattutto anche l'onorevole Grasso che da giorni  ha
  studiato su questa problematica.
   Quindi,  concludo dichiarando il voto favorevole del mio  partito,
  cioè di Forza Italia.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  tutti
  gli   interventi   dei   colleghi  che   sono   intervenuti   nelle
  dichiarazioni  di  voto,  cercando sino all'ultimo  di  trovare  un
  motivo per votare questa legge e francamente non l'ho trovato.
   Rimango  coerente  con l'impressione che ho avuto  fin  dal  primo
  momento,  quando  questa  idea è arrivata  in  Aula  attraverso  un
  emendamento durante la finanziaria nella forma più abominevole  con
  una firma ampiamente condivisa da quasi tutto il Parlamento, tranne
  che,  poi, vedere in Commissione falcidiare alcuni commi  che erano
  veramente   impresentabili  e  provare  ad  inserire   partecipando
  attivamente  a  tutte le sedute degli emendamenti che,  in  qualche
  modo,  hanno  migliorato, cioè, ad esempio,  in questo  caso  si  è
  inserito la responsabilizzazione sul silenzio-assenso, questo forse
  è  l'unico aspetto positivo di questa legge che, però, non vale  la
  pena votare.
   Anche  perché, vorrei ricordare colleghi, che il Governo nazionale
  in  questi  mesi attraverso i vari decreti che man mano sono  stati
  convertiti  in legge, in ultimo quello sulla scuola -  avete  visto
  poco  fa - la Commissione ha dato parere contrario su una cosa  che
  invece  andava approvata, perché la scuola gli edifici  scolastici,
  che sono il principale obiettivo palese di questa norma, già vedono
  una   sensibile  velocizzazione  grazie  all'operato  del   Governo
  nazionale.
   A  proposito di semplificazione, il Governo nazionale, sempre  per
  quest'anno,  non  per sempre come si è previsto fantasiosamente  in
  questa   norma,   introduce   il  principio   dell'utilizzo   delle
  autocertificazioni per una gamma molto molto vasta di  adempimenti,
  proprio  per velocizzare. Ed allora, perché fare questa  legge?  La
  Sicilia  ha  bisogno  di leggi utili, ma non  di  leggi  utili  per
  ottenere un titolo di giornale o una presa in giro.
   Si  è parlato di velocizzazione nei pagamenti; signori miei, tutto
  quello  che  proviene  da norma europea, da programmazione  europea
  deve essere certificato con dei collaudi, appunto, è stata inserita
  la  fideiussione ma per chi ha i soldi sennò si continua a  seguire
  l'iter normale. Stiamo prendendo in giro i siciliani, questa è  una
  convinzione. Quello che dovevamo fare lo avevamo fatto con la legge
  7 del 2019, che aveva avuto il voto unanime dell'Aula.
   Colleghi,  questa  è una contraddizione di noi stessi;  non  basta
  salire  qui  sopra  e  dire   il  Parlamento  non  viene  preso  in
  considerazione ,  non  è  questo;  siamo  noi  stessi  che  non  ci
  prendiamo in considerazione quando andiamo in contrarietà  rispetto
  a  quello che un anno fa praticamente avevamo votato, quando invece
  la  vera  soluzione è quella delle procedure dei  concorsi  per  le
  figure apicali, un ammodernamento delle tecnologie a servizio della
  burocrazia,  burocrazia  in  cui  dobbiamo  credere  profondamente,
  dobbiamo  fornirgli strumenti, perché non è un po' di acqua  sporca
  che  ci deve permettere di insultare e gettare anche il bambino che
  funziona.
   Abbiamo  visto,  man  mano  con gli articoli,  l'articolo  che  ha
  aggiunto l'onorevole Calderone con tanta buona volontà. Ma  signori
  cosa stiamo facendo? Stiamo dicendo che l'ufficio progettazione che
  già  esiste,  su  opere  già finanziate, il  Presidente  decide  di
  affidargli senza oneri aggiuntivi di fare procedere con  le  opere;
  ma grazie a che cosa? E' normale.
   E allora, andremo domani avremo tutto daremo l'ennesima illusione,
  l'ennesimo  miraggio ai cittadini che legittimamente  si  aspettano
  chissà che cosa da questa norma.
   Quanto  a  quello  che  ha aggiunto il Governo,  mi  dispiace  che
  diciamo  non  l'abbia fatto per tempo in Commissione perché  quella
  era  la vera sede dove discutere approfonditamente, ma voglio  dire
  ci  lamentiamo  di  poteri straordinari che ci  stiamo  attribuendo
  agganciandoci   ad  una  norma  nazionale  per  sempre   non   fino
  all'emergenza Covid.
   Quindi,  per  questo  io  annuncio il voto  contrario  del  Gruppo
  Attiva.  Ci  rivedremo  quando  ci sarà  un'altra  opportunità  per
  salvare  il  silenzio-assenso che era un  aspetto  qualificante  di
  questa  norma,  quando ci sarà l'opportunità nella  prossima  legge
  senza  perdere nulla e, soprattutto, senza prendere in giro chi  si
  aspetta  delle  norme  sostanziali  e  veramente  efficaci  per   i
  siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  parto  proprio
  dall'ultimo  intervento dell'onorevole Foti, ma mi  sembra  che  il
  silenzio-assenso sia legge da oggi se approviamo questa, quindi non
  c'è  bisogno  di  rimandarla ad un ulteriore appuntamento.  Abbiamo
  l'occasione  stasera per farlo, abbiamo un silenzio-assenso  che  a
  differenza di come è stato applicato e viene comunemente applicato,
  nella norma ha espressamente previsto che l'ufficio deve dichiarare
  l'intervenuto  silenzio-assenso, il che significa in termini  molto
  concreti   che   non   può  più  ritornare  su  quella   posizione,
  evidentemente  salvo  i  casi  di  commissione  del  reato   o   di
  quant'altro, che però - perdonatemi - non può essere,  secondo  gli
  interventi di alcuni, la regola, perché altrimenti con questo  tipo
  di   interventi   noi  diffidiamo  e  pensiamo  che   la   pubblica
  amministrazione sia tutta corrotta, sia tutta un continuo groviglio
  di malaffare e quant'altro.
   Noi  dobbiamo  rispettare la nostra pubblica  amministrazione,  ma
  dobbiamo  far sì che le mele marce vengano scartate e  punite  come
  meritano,  nel più breve tempo possibile. Ma non è che  complicando
  le  procedure  noi  eliminiamo il malaffare  Anzi,  credetemi  -  e
  questo ve lo dico da avvocato - più complichiamo le procedure,  più
  aumentiamo l'ammontare della tangente, parliamoci chiaro  Perché il
  rischio   diventa  maggiore  e,  quindi,  la  persona   che   vuole
  approfittare  delle  procedure  più  complesse  trova  proprio   la
  naturale acqua in cui nuotare, in cui muoversi.
   E   allora,  partendo  da  questa  premessa,  io  non  vedo  quali
  stravolgimenti  noi  abbiamo compiuto con questa  normativa.  Anzi,
  dobbiamo  essere  soddisfatti che alcune delle  norme  che  abbiamo
  introdotto  man  mano nella Commissione, il Governo nazionale  poi,
  non  dico  che le ha copiate, ma ce le siamo trovate già  approvate
  nei decreti del Presidente del Consiglio e quant'altro.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   E   allora,  l'articolo  1  dispone,  esattamente,  le  norme  per
  l'accelerazione  dei  procedimenti  amministrativi.  Ma  mi  volete
  spiegare  perché siete contrari al fatto che abbiamo introdotto  il
  silenzio-assenso; abbiamo introdotto la possibilità  di  accelerare
  l'istruttoria  attraverso la produzione delle autocertificazioni  e
  delle  dichiarazioni  sostitutive di  atto  di  notorietà;  abbiamo
  introdotto  come metodo ordinario di lavoro quello delle Conferenze
  di servizi in via telematica. Ma voi lo sapete quante Conferenze di
  servizi saltano perché una volta manca il rappresentante del comune
   x ,  una  volta  dell'ARPA,  una volta  dell'ARTA,  una  volta  la
  Sovrintendenza?  E  le Conferenze di servizi  vengono  rinviate  di
  mesi, di anni, e restiamo al palo. Con la Conferenza telematica  in
  contemporanea  tutto questo viene assolutamente  meno.  Sembra  una
  sciocchezza,  ma  è  un'abbreviazione veramente notevole  dell'iter
  procedurale.
   E,  quindi,  tutto questo, così come la possibilità dell'invio  in
  via  telematica di tutta la documentazione e di quant'altro. Ma  io
  vorrei capire che cosa giustifica un voto contrario di fronte a  un
  articolo di questo genere.
   Il  comma  2.  Il comma 2 prevede espressamente che in  regime  di
  crisi, come è quello attuale, si possa sveltire la realizzazione di
  opere infrastrutturali urgenti di competenza di edilizia scolastica
  o  di opere essenziali per i comuni e per le province, affidando il
  ruolo  di commissario a chi? Alle persone democraticamente  elette:
  ai  sindaci dei comuni e ai presidenti. Io auspico che prima o dopo
  si  torni  a  votare  per  le province,  o  comunque,  anche  se  è
  un'elezione  di  secondo livello, a quello che è il  rappresentante
  della comunità provinciale.
   Però,  in Commissione ci eravamo accorti che questa legge  mancava
  di  un  tassello: mancava dell'intervento sulle opere di  interesse
  sovraprovinciale   e  sovracomunale,  delle  opere   di   interesse
  regionale e a questo l'emendamento Compagnone ha posto rimedio.
   In  quest'ottica  interviene l'emendamento  governativo,  che  non
  stravolge nulla, che applica le norme già previste dal Codice della
  Protezione  civile con una sola novità. La sola  novità  è  questa:
  sulla scia di quanto fatto dalla Regione Puglia e dalle Province di
  Trento  e  Bolzano,  cioè  la possibilità  per  l'ente  Regione  di
  dichiarare  lo  stato  di  emergenza regionale.  L'unica  novità  è
  questa.  Poi, tutte le applicazioni, le procedure, sono prese  pari
  pari  dal Codice di procedura civile e questo strapparsi le  vesti,
  questo suscitare chissà quali spettri dittatoriali oppure di chissà
  quale volontà di prevaricazione, siamo veramente fuori dal mondo
   Ma  voi  non capite che se in un momento di così gravissima  crisi
  noi  continuiamo a non dare risposte, continuiamo a far sì che  una
  pratica  deleggi  e si annebbi nei meandri dei vari  uffici  e  nei
  meandri   dei   vari  assessorati  e  nei  meandri   degli   uffici
  territoriali  per  anni, noi abbiamo recitato  il  de  profundis  a
  questa  terra  Ma diamo veramente una mossa all'economia  Cerchiamo
  di  rimettere  in piedi quel poco che resta da rimettere  in  piedi
  prima che le macerie ci sommergano tutte.
   Grazie,  Presidente Miccichè, per aver lanciato questo  input,  di
  avviarci  ad  un'opera di velocizzazione della realizzazione  delle
  opere in questa martoriata terra.

  PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Assenza.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

  FAVA.  Signor  Presidente, grazie. Le devo dire che  è  un  peccato
  trovarci a dover votare un disegno di legge che ha una sua logica e
  una  sua necessità e che mi porta a condividere, in buona sostanza,
  molte  delle  cose che qui ho ascoltato dal collega Calderone,  dal
  collega  Assenza e che, però, un intervento surrettizio del Governo
  ha  trasformato, mutuando il  Mille proroghe  una sorta  di   Mille
  deroghe   e  di cui questa Regione non aveva alcun bisogno,  perché
  vero che la Puglia si è data una norma simile, non uguale, a quella
  che ci diamo con questo emendamento aggiuntivo, ma noi, Presidente,
  viviamo  da  vent'anni  di gestione emergenziale  che  è  diventata
  prassi, regola: la deroga in Sicilia è diventata regola.
  E  allora,  lei comprenderà che leggere, che il Governo  determina,
  decide  che vi sia uno stato di crisi o di emergenza che prevede  a
  cascata  tutta una serie di poteri speciali e sostitutivi  e  tutto
  questo  lo  fa  per decisione del Presidente, per  decisione  della
  Giunta,   su   proposta  del  Presidente,  consultandosi   con   il
  Dipartimento  regionale  della  Protezione  civile  e   alla   fine
  informando l'Assemblea regionale. A me ricorda un po'  le  brioches
  di  Maria  Antonietta ,  quella  idea  di  democrazia.  Informeremo
  l'Assemblea regionale, una roba da monarchia francese dell'epilogo.
  L'Assemblea regionale non ha alcun titolo per potere intervenire  e
  per  potere  interloquire con il Governo rispetto ad una  decisione
  che  a cascata determina effetti gravi, perché la sensazione è  che
  non si voglia una pubblica amministrazione, una amministrazione che
  sia rapida, efficiente, libera opportunamente da lacci e lacciuoli,
  sottoscrivo  quello  che ha detto l'onorevole Assenza,  ma  che  si
  voglia    una    amministrazione   vassalla,   serva,   espressione
  dell'Esecutivo,  espressione della Giunta,  espressione  di  questo
  potere  speciale  e  sostitutivo,  al  punto  d'arrivare  a  poteri
  derogatori  che  questo  subemendamento  presentato  non   modifica
  assolutamente  e  che riguardano anche la tutela ambientale  e  dei
  beni culturali.
  Disposizione  derogatoria in nome dell'emergenza, anche  su  questo
  punto,  Presidente, noi non potremo evitare che vengano  utilizzate
  con  le  peggiori intenzioni, perché in una norma di legge ciò  che
  resta agli atti non è la buona intenzione del legislatore e nemmeno
  la  paginetta  di motivazioni che accompagnano la norma,  ma  è  il
  testo  di legge, è la norma e oggi questa norma così come è scritta
  prevede,  pretende,  permette  che  ci  possano  essere  interventi
  derogatori  in nome di una emergenza, di una crisi o  di  emergenza
  che  è stata decretata dalla Giunta su proposta del Presidente  che
  riguardano  anche  gli  assetti ambientali, anche  il  sistema  dei
  rifiuti, anche i beni culturali.
  Permetterà,   Presidente,   che  su   questo   qualche   punta   di
  preoccupazione  c'è.  Naturalmente, Todos  Caballeros,  buona  fede
  assoluta che viene riconosciuta a questo Governo e anche ai futuri,
  ma  potrà  anche accadere che domani questa norma venga  utilizzata
  per  esercitarla  nella direzione peggiore e non  potremo,  a  quel
  punto,   impugnare  la  pagina  di  motivazioni  con   cui   questo
  emendamento è stato presentato in Aula.
  Ecco  perché  io credo che sia un'occasione perduta,  questa  legge
  recava  come titolo  Interventi infrastrutturali urgenti .  Si  era
  anche  costruito  un  consenso  ampio, trasversale,  significativo,
  sulla cosa che questa Assemblea ritiene prioritaria: lo snellimento
  delle   pratiche  burocratiche  amministrative.  Una  capacità   di
  limpidezza  che, allo stesso tempo, accompagni una  rapidità  nelle
  funzioni  e  mansioni burocratiche. Per quale  ragione  il  Governo
  presenta questo emendamento? Per quale ragione si ritiene di  dover
  mettere  dentro  questa legge la richiesta  di  poteri  speciali  e
  straordinari con una procedura che prevede l'esclusione assoluta di
  questa  Assemblea  regionale siciliana  e  che  mette  in  capo  ai
  commissari  che  verranno nominati dal Governo  -  ma  l'Aula  sarà
  informata  -  ogni potere, anche derogatorio, su aspetti essenziali
  della nostra economia e della nostra salute pubblica?
   Signor  Presidente,  la scelta del Governo  determina  che  questa
  legge  avrà il voto contrario da una parte significativa di  questa
  Assemblea,  pur condividendo lo spirito della norma originaria,  ma
  non  condividendo  affatto il modo in cui il Governo  ha  ritenuto,
  dentro  questa  norma originaria, di dover inserire  una  norma  di
  legge  che,  a  nostro parere, ha perfetta coerenza  con  lo  stato
  d'animo  e  con  la  valutazione  che  il  Presidente  Musumeci  ha
  dimostrato  nei confronti di questa Assemblea che ogni tanto  viene
  trattata,  ed  è  cosa che riguarda lei ancor più  che  noi  signor
  Presidente,  una  sorta di capriccio del destino,  di  scherzo,  un
  gioco di società.
   A  volte, signor Presidente, capisco che lei è molto impegnato  in
  una  conversazione con il Capogruppo di un Gruppo  di  maggioranza,
  alcune  di  queste  cose  riguardano la sua Presidenza,  riguardano
  quest'Aula, per cui preferisco che concluda la sua conversazione  e
  poi   concluderò  la  mia.  Io  mi  sto  rivolgendo  a  lei  signor
  Presidente, mi sto rivolgendo all'Assemblea e alla sua funzione  di
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Io  la sto ascoltando, mi creda, se vuole  le  ripeto
  tutto quello che ha detto.

   FAVA.  Non  tediamo  l'Assemblea,  signor  Presidente   Però,   mi
  permetta, lei è Presidente di questa Assemblea: ogni tanto avere la
  sensazione  che  l'Assemblea regionale siciliana, nelle  intenzioni
  del Presidente, valga quanto il Circolo dei civili di Militello Val
  di  Catania, è cosa francamente malinconica, che ci porta a  votare
  contro anche una legge sulla quale, buoni principi e buoni elementi
  di merito e di diritto, questa Assemblea riteneva di condividere.

   PRESIDENTE.  Io  non conosco il Circolo di Val di Militello,  però
  conosco  questa  Assemblea e credo di avere dato  fino  ad  oggi  a
  questa  Assemblea  tutta  la dignità che questa  Assemblea  merita,
  anche,   a   volte,   andando  oltre  i  miei  compiti   cosiddetti
  istituzionali,  onorevole  Fava, e lei lo  sa  bene   Dopodiché  ho
  sempre la massima attenzione così come ce l'ho ancora oggi.
   L'ultimo intervento è dell'onorevole Cappello e poi votiamo.  Però
  ho curiosità di vedere questo famoso Circolo di Val Militello, come
  si  chiama?  Di  Militello  Val  di Catania,  sintetizzato  in  Val
  Militello.
   Prego, onorevole Cappello.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo partiti per
  semplificare   la   vita  dei  cittadini  siciliani   rispetto   ai
  procedimenti  amministrativi, rispetto a questo  mostro  che  è  la
  burocrazia e che genera altrettanti mostri nei sogni di coloro  che
  chiedono autorizzazioni, concessioni, che hanno paura del silenzio-
  assenso,  diniego e via dicendo, e finiamo con il concedere  poteri
  straordinari  a chi già in questa emergenza Covid ha dimostrato  di
  essere  del  tutto  incapace di gestire  poteri  che  gli  venivano
  persino concessi da parte dello Stato.
   Vi ricordate quando il Presidente Musumeci, in sole 24 ore, cambiò
  idea  sulla blindatura della Sicilia rispetto a coloro che dovevano
  venire dalle altre Regioni? Prima con un comunicato stampa annunciò
  che in Sicilia non dovesse più entrare nessuno, 24 ore cambiò idea.
  Questo  deve darci tutto il senso di un Presidente di come potrebbe
  gestire  questi poteri straordinari che oggi - e qua io  chiamo  il
  Parlamento ad un maggiore e vero senso di responsabilità  -  perché
  oggi  con  questo  atto, e mi riferisco a coloro  che  hanno  fatto
  dichiarazione  di  voto  positiva nei  confronti  della  legge,  si
  renderà responsabile di spogliare e di spogliarsi di propri  poteri
  per concederli a un uomo solo al comando. Ed è talmente affezionato
  a questa idea il Presidente Musumeci da starsene da solo al comando
  a  Palazzo d'Orleans, perché è quella la sua sede naturale e invece
  di  venire qui in Parlamento ad assumersi le proprie responsabilità
  come  non  ha mai fatto, continuando a negarsi a questo Parlamento,
  continuando  a  negarsi  a chi rappresenta i  cittadini  siciliani,
  continua dal suo Palazzo a guardarci con il binocolo.
   Tutto  questo  è  davvero molto triste ed avvilente.  E  il  fatto
  stesso  che  si parte da una legge di iniziativa legislativa  e  si
  finisca con l'essere inseguiti sul terreno della sburocratizzazione
  da  parte  di  un  Governo che non ha alcuna idea  e  che,  quindi,
  insegue il Parlamento su questo tema, è altrettanto triste e ci  dà
  tutta   la   cifra  di  quanto  questo  Governo  non  sia   scarso,
  assolutamente  no, è semplicemente inutile perché  privo  anche  di
  qualsiasi idea.
   Allora, Presidente Micciché, noi avremmo voluto dare un contributo
  migliore   anche   in  termini  finali  a  questa  legge.   Abbiamo
  partecipato  in  I  Commissione affinché questo  disegno  di  legge
  uscisse   decisamente  migliorato;  ne  abbiamo  condiviso  qualche
  tratto, ma adesso è un disegno di legge totalmente snaturato  delle
  sue intenzioni iniziali.
   E  poi, Presidente Micciché, mi lasci dire una cosa, questo metodo
  che  noi  continuiamo  ad applicare in Assemblea  è  inaccettabile,
  perché  il  fatto  che  il  Governo  continui  in  limine  litis  a
  sottoporre  questo Governo ad un'attività straordinaria in  termini
  di  studio  e  di  improvvisazione perché la  sede  naturale  degli
  emendamenti   presentati  dal  Governo   erano   quelli   della   I
  Commissione, perché è in Commissione che si approfondiscono i temi.
  Non  si possono fare imboscate in Parlamento, non ci potete mettere
  con  le  spalle al muro, non ci potete costringere a votare  sempre
  contro anche gli stessi provvedimenti che potremo condividere
   Eppure,  Presidente,  a  questo siamo ridotti,  in  questo  eterno
  braccio  di  ferro  in  cui  abbiamo  un  Governo  che  insegue  il
  Parlamento  e  che  un  Parlamento che potrebbe  prevalere  e  che,
  talvolta, l'ha fatto perché la maggioranza dei disegni di legge che
  abbiamo  approvati sono tutti di iniziativa parlamentare, ecco,  ne
  abbiamo  una  parte  supina  a  questo  Governo  che  oggi   decide
  definitivamente   di  spogliarsi  delle  proprie  prerogative   per
  concederle  a  un  uomo  che  in tutta la  fase  dell'emergenza  ha
  dimostrato la sua totale incapacità, incompetenza, inadeguatezza.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cappello. Allora se prendete  posto
  si passa alla votazione finale del disegno di legge.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni per l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e
   per la realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti» (n.
                     733/A Stralcio I COMM bis/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno   di  legge  «Disposizioni  per  l'accelerazione   dei
  procedimenti  amministrativi  e per la realizzazione  di  interventi
  infrastrutturali urgenti» (n. 733/A Stralcio I COMM bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Se ci siete tutti, dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Chi  non  ha  votato, per favore, si avvicini  per  votare.  Avete
  votato tutti? Sto aspettando. Se c'è qualcuno che non ha votato, me
  lo dica.
   Onorevole  Galvagno,  non  legge la tessera?  Aiutate  l'onorevole
  Galvagno. Cambi banco. Al risultato della votazione aggiungiamo  la
  dichiarazione dell'onorevole Galvagno che, immagino, sia favorevole
  al disegno di legge.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          32
   Contrari            24
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.   Hanno  voto  a  favore  32  più  uno  dell'onorevole
  Galvagno.
   Io  devo  fare una piccola dichiarazione, mi ha chiesto la  parola
  l'onorevole   Sammartino.  Ovviamente,  mi   sono   guardato   bene
  dall'intervenire  prima del voto finale, però le  dichiarazioni  di
  voto   mi  hanno  un  po'  sorpreso.  Questa  era  una  legge  nata
  dall'onorevole Sammartino, è uscita dalla Commissione è quella  che
  è  stata  votata,  negli articoli usciti dalla  Commissione  è,  di
  fatto, assolutamente identica. E' stato aggiunto un articolo per la
  situazione   emergenziale.  Non  si   è,   come   dire,   stravolto
  assolutamente niente.
   Io  ringrazio, intanto, l'onorevole Sammartino che ha avuto  tanta
  pazienza  e  tutti voi deputati, ringrazio anche  il  Governo  che,
  rispetto  a  quello che avrebbe potuto presentare, si è limitato  a
  fare  quello che è nato in un accordo in Conferenza dei  Capigruppo
  e,  peraltro, modificando sulle richieste degli Uffici,  riportando
  esattamente tutto quello che gli Uffici avevano richiesto, per  cui
  sarebbe stata certamente una maggiore vittoria di questo Parlamento
  se  questa legge fosse stata votata da tutti. Mi dispiace che  così
  non   sia   ma,   veramente,   non  ho  compreso   le   motivazioni
  dell'opposizione per il voto contrario.

                (Proteste da parte dell'onorevole Lupo)

   Onorevole Lupo, sa benissimo che non è così. Io quello che  voglio
  capire  capisco,  ma  anche quello che non  vorrei  capire  capisco
  spesso.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole   Sammartino,  scusi,  prima  che   comincia.   Ho   una
  comunicazione da dare a tutti. Il Presidente della Regione ha  dato
  la  disponibilità per la giornata sull'attuazione del programma, il
  giorno 1 luglio. Per cui ora facciamo l'ordine del giorno di domani
  ma,   intanto,  l'1  luglio  è  la  giornata  in  cui   dibatteremo
  sull'attuazione del programma. Prego, onorevole Sammartino.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevole Lupo, onorevoli colleghi,
  Governo,  volevo  semplicemente  ringraziare  il  Parlamento  e  il
  Presidente   dell'Assemblea  per  lo  sforzo  che  la   Commissione
  presieduta   dall'onorevole   Pellegrino,   a   cui   va   un   mio
  ringraziamento  particolare e a tutti i  componenti,  ha  fatto  in
  queste lunghe settimane ormai che ci separano dal voto della  legge
  di stabilità.
   Questo disegno di legge poi nato da lei, presidente Miccichè, come
  disegno  di legge autonomo, come disegno di legge stralcio è  stato
  un disegno di legge particolarmente travagliato, è stato un disegno
  di  legge  che  ha  visto impegnati gli Uffici dell'Assemblea,  che
  ringrazio,  e ha visto anche interpellati autorevoli esponenti  del
  mondo   del  diritto  della  nostra  Regione,  autorevoli  docenti,
  costituzionalisti, professori di diritto amministrativo.
   Si  partiva  da un emendamento che, a gran voce, gran parte  delle
  forze parlamentari che oggi hanno approvato questo disegno di legge
  diceva essere incostituzionale, inapplicabile. Si è arrivato  a  un
  lavoro   condiviso   con   la   Commissione,   grazie   all'impegno
  straordinario   di  alcuni  colleghi  parlamentari   -   ci   tengo
  ringraziarli, come il collega Antonello Cracolici, l'onorevole Lupo
  -  che  hanno  lavorato insieme al collega Assenza e a tanti  altri
  membri  della  I  Commissione per fare sì che si arrivasse  ad  una
  riscrittura condivisa da parte della Commissione parlamentare.
   Dispiace  indubbiamente non avere visto un voto unanime favorevole
  a  questo  disegno di legge e dispiace soprattutto perché l'iter  -
  così  come lei ha ricordato, presidente Miccichè - è stato un  iter
  travagliato, ma un iter dove anche il Governo regionale ha  cercato
  di  rincorrere una prospettiva legislativa differente cercando,  in
  qualche  modo,  di  migliorare  questo  testo  che  oggi  porta  un
  articolo, che è l'articolo 2 bis, a firma del governo Musumeci.  Un
  articolo  che, sicuramente, ripercorre nell'impostazione  la  prima
  riscrittura originaria di quella che era stata la mia volontà, cioè
  l'utilizzo  delle  norme ad aggancio con la Protezione  civile,  un
  articolo  che,  in  alcune  delle  sue  parti,  assessore   Grasso,
  ripercorre,  però,  quelle criticità che a  me  oggi  continuano  a
  mantenere  e  continuo  a  mantenere sull'applicabilità  di  questo
  emendamento  proposto dal Governo e sulla costituzionalità  che  ne
  deriverà dall'applicazione dello stato di emergenza e da quello che
  voi oggi avete proposto.
   Però,  è indubbio, presidente Miccichè, che il Parlamento ha avuto
  un  sussulto rispetto a quello che in queste settimane si  è  letto
  nei  giornali, rispetto anche a delle azioni, presidente  Miccichè,
  che  mi  permetterà di definire scomposte nei confronti  di  questo
  Parlamento.
   E,  allora,  alla  fine paradossalmente voglio ringraziare  quelle
  forze  politiche che non hanno votato oggi questo disegno di legge,
  perché è grazie a quelle forze politiche che si è arrivati in  Aula
  e se questo disegno di legge è arrivato in Aula è anche grazie alla
  collaborazione dei Gruppi di minoranza che oggi hanno  espresso  un
  voto  non  favorevole a questo disegno di legge per un  emendamento
  che il Governo ha voluto introdurre.
   Però alla fine la democrazia parlamentare vale per tutti, vale per
  la maggioranza e vale per l'opposizione.
   Il Governo ha avuto i numeri per approvare il 2 bis, il Parlamento
  e la dialettica parlamentare, onorevole Cracolici, non può essere a
  convenienza, si hanno le maggioranze quando si hanno i numeri.
   Il  Governo Musumeci ha dimostrato sull'emendamento 2 bis di avere
  una  larga  maggioranza del Parlamento, motivo per  il  quale  sono
  contento,  alla fine, che il disegno di legge sia stato  approvato,
  mi dispiace che non sia stato approvato con i voti dei colleghi che
  rispetto  e  che  hanno condotto insieme a me, insieme  alle  forze
  parlamentari i lavori in Commissione.
   Mi  auguro che per il futuro non si debba arrivare ad un  ennesimo
  scontro inutile che si è voluto aprire in queste settimane e che il
  Parlamento  possa lavorare in maniera più agile e  più  snella  per
  fare sì che le leggi possano essere condivise da tutti.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sammartino. Era iscritta  a  parlare
  l'onorevole Schillaci.


                        Sull'ordine dei lavori

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  chiedo  scusa,  sto   anticipando
  l'onorevole Schillaci perché il mio non è un intervento ex articolo
  83, ma sugli ordini del giorno che abbiamo presentato.
   Io stamattina ho tenuto Commissione IV in Sala Gialla - come avevo
  anticipato  in  quest'Aula la scorsa settimana - sul tema  delicato
  del  caro  voli e delle tratte che sono venute a mancare  da  parte
  soprattutto dell'Alitalia nei confronti della Sicilia e dei  nostri
  aeroporti, anche minori.
   Abbiamo  audito  tutti i vertici degli aeroporti,  abbiamo  audito
  anche Alitalia e Ryanair e abbiamo deciso in Commissione di stilare
  insieme  un  ordine del giorno che ho presentato e  vorrei  venisse
  approvato e accettato dal Governo perché accoglie alcuni spunti che
  sono  arrivati  oggi  in  Commissione,  tra  questi  l'esigenza  di
  togliere  l'addizionale  comunale  nei  confronti  degli  aeroporti
  minori,  che  è un aggravio di costi che richiedono soprattutto  le
  compagnie low cost e di insistere e quindi rafforzare l'azione  che
  questo  governo Musumeci sta facendo a Roma proprio in  queste  ore
  presso  il Governo nazionale, il Ministero dei trasporti,  affinché
  si chiuda l'importante vicenda sulla continuità territoriale con il
  bando  che  partirà, dicono, dal 1  novembre e quindi non  vorremmo
  che si perdesse ulteriore tempo - doveva essere già a luglio - e in
  più  si avvii un tavolo con il Governo nazionale e la compagnia  di
  bandiera  perché  la  Sicilia torni  ad  avere  più  tratte  ed  un
  abbattimento  dei  costi che in questo momento  sono  assolutamente
  inaccettabili.
   Peraltro  abbiamo certezza, anche da quello che  viene  fuori  dai
  sondaggi  e  dai  nostri telegiornali, che il 30  per  cento  degli
  italiani  vorrebbe  trascorrere  le  proprie  vacanze  proprio   in
  Sicilia, dobbiamo far sì che queste condizioni vengano poste.
   Nella  prossima settimana ho preso impegno con i colleghi di  fare
  un'altra  audizione con il riscontro di quanto in  queste  giornate
  sta  avvenendo  a Roma tra il governo Musumeci e il governo  Conte,
  quindi  ascoltando l'assessore Falcone ma anche coordinando  queste
  azioni con l'assessore Manlio Messina.
   Questo  è  quanto  è venuto fuori in una importante  giornata  che
  abbiamo  tenuto  oggi  in Assemblea, per cui volevo  rendere  conto
  anche  all'Assemblea  tutta e coinvolgere i  colleghi  rispetto  ad
  iniziative  che  ritengo sia importante che  vengano  sostenute  da
  tutta  l'Assemblea proprio per fare sentire in maniera  univoca  la
  voce  della Regione siciliana presso il Governo nazionale ma  anche
  nei confronti e soprattutto delle compagnie aeree.
   Per  questo  chiedo  di mettere ai voti l'ordine  del  giorno  che
  abbiamo presentato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, purtroppo gli ordini  del  giorno
  che  in  tanti abbiamo presentato su varie tematiche,  non  essendo
  strettamente attinenti alla materia che abbiamo trattato  oggi,  da
  Regolamento  non  possono essere messi in  votazione,  però  domani
  abbiamo verosimilmente una seduta dedicata alla mozione che è stata
  messa  all'ordine del giorno dalla Conferenza dei Capigruppo  sulla
  insularità,   sulle  tematiche  afferenti  al  piano  di   rilancio
  economico  del Meridione della Sicilia. Era prevista per  oggi.  E'
  all'ordine  del  giorno, la potremmo trattare  oggi.  Siccome  gran
  parte  dei  deputati  sono andati via, vista  anche  l'ora,  domani
  abbiamo  questo punto, certamente l'argomento dell'aeroporto,  come
  altre questioni che sono all'ordine del giorno
   Ecco  ora  l'Assessore  mi  fa sapere che  era  qui  presente  per
  trattare il punto e domani non ci sarà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Presidente, oggi ho  partecipato
  all'intera  seduta  proprio in attesa di  questa  cosa.  Purtroppo,
  domani c'è la riunione della Commissione  Affari finanziari'  della
  Conferenza Regioni e poi la Conferenza Regioni giovedì mattina  sul
  decreto   legge   rilancio',  quindi  comprenderete  bene   che   è
  importantissima  la  mia  partecipazione,  Quindi,   pregherei   se
  possibile o di trattarla ora ma se non ci sono le condizioni  anche
  per  non  allungare già una lunga seduta si può rinviare a  giovedì
  pomeriggio o a martedì. Ecco, ovviamente non posso che rinnovare la
  mia   disponibilità  avendo  già  la  documentazione   pronta   per
  illustrare la posizione del Governo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Acquisiamo  la  disponibilità  per  giovedì  vediamo,
  vedremo  adesso in fase di redazione dell'ordine del giorno  se  ci
  saranno i margini. Purtroppo, in questo momento, Assessore, mancano
  tantissimi deputati, quindi è impensabile trattare il punto.


                         Sull'emergenza Covid

   PRESIDENTE.  Era iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, Assessori,  onorevoli  colleghi  e
  cittadini  da  casa  soprattutto, la  Sicilia  si  è  apprestata  a
  contrastare  l'epidemia del Covid registrando, grazie  a  Dio,  dei
  numeri  di contagi e di vittime al quale ci stringiamo a casa  alle
  famiglie  ma,  oggi, ci troviamo sicuramente in una  situazione  di
  emergenza sanitaria senza pari, perché le cronache dalle corsie  lo
  dicono.
   Il   personale   medico   ospedaliero  deve  fronteggiare   questa
  emergenza,  ma  anche l'ordinarietà senza presidi personali,  senza
  guanti, senza mascherine e addirittura senza cerotti. Siamo in  una
  situazione allo sbando.
   Io  chiedo a questo Governo, ma anche alla classe politica di dare
  un  segnale  forte  a  casa,  ai cittadini,  occorre  rimodulare  i
  servizi,  le prestazioni sanitarie. Oggi i pazienti, anche  affetti
  da  gravi  patologie,  devono aspettare delle  attese  lunghissime,
  erano già lunghe prima, figuriamoci oggi dopo la pandemia perché ci
  sono  stati  dei reparti che sono stati e che sono ancora  oggi  in
  stand-by.
   Quindi  chiediamo  a  questo Parlamento  e  a  questo  Governo  di
  rimodulare - io parlo qui con gli Assessori presenti, ma chiedo  di
  farsi portavoce e di chiedere all'assessore Razza - questi servizi,
  ad esempio organizzando una turnazione più lunga, doppi servizi per
  potere allungare e potere snellire le lunghe attese interminabili.
   Il  diritto alla salute è tutelato dallo stesso articolo 32  della
  Costituzione. Quindi, chiedo a questo Governo di intervenire al più
  presto  perché a casa abbiamo cittadini come Benny che ogni  giorno
  fanno  segnalazioni, come Maria che ha smesso  di  curarsi  o  come
  Antonio  che  non crede più nelle istituzioni. Abbiamo  un  sistema
  sanitario al declino e nello stesso tempo ogni giorno abbiamo degli
  scandali  nel  settore più fragile che è il settore  sanitario.  Si
  spendono  cifre incredibili. Vorrei citarne qualcuna: 17 milioni  e
  635  mila  euro per apparecchiature elettromedicali, 126 milioni  e
  400  mila  euro  per manutenzione degli impianti  tecnologici,  227
  milioni per appalti per i servizi igienici e non abbiamo neanche  i
  cerotti.
   Io  conosco  persone  che sono state mandate indietro  perché  non
  potevano  ricevere  una medicazione perché non c'erano  i  cerotti.
  Quindi,  cerchiamo  di  portare le cose e di  garantire  i  servizi
  minimi essenziali. Grazie.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao, lei diceva  che  domani  non  potrà
  essere presente in Aula?
   Quindi dobbiamo spostare la trattazione della mozione a quando?

   ARMAO,  assessore  regionale  per  l'economia.  Ho  già  dato   la
  disponibilità,  signor Presidente, per giovedì o martedì  prossimo.
  Di più non posso fare.

   PRESIDENTE.  Però  giovedì  mi  sembra  complicato.  Facciamo  per
  martedì prossimo.


   Discussione  dei  disegni  di legge  «Norme  per  il  governo  del
  territorio»    (nn.   587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A),
  «Nuove  norme di contrasto al fenomeno della violenza di  genere  e
  misure  di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
  e  loro  familiari» (nn. 556-124) e «Norme in materia di  nomine  e
  designazioni di competenza regionale» (n. 673/A)

   PRESIDENTE. Allora, intanto vorrei incardinare adesso, ci sono tre
  disegni  di  legge,  intanto  il  governo  del  territorio,  quindi
  l'urbanistica  per  essere più chiari.  Poi  c'è  il  contrasto  al
  fenomeno della violenza di genere e poi ci sono le norme in materia
  di nomine e designazioni di competenza regionale.
   Allora, incardino intanto, assessore Cordaro, l'urbanistica,  però
  da  parte  di  tutti i Gruppi mi chiedono un po' di tempo  per  gli
  emendamenti,  per cui se lei è d'accordo noi possiamo  dare  questa
  settimana e la settimana prossima la cominciamo a votare.
   Quindi,  per l'urbanistica diamo tempo per la presentazione  degli
  emendamenti  fino  a venerdì alle ore 16.00 e poi  la  mettiamo  in
  cantiere per la votazione dalla settimana prossima.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   Onorevole  Cordaro,  mi  dica  lei.  Se  rimandiamo  di   un'altra
  settimana, diamo tempo fino alla settimana prossima.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, io non ho alcuna difficoltà. Se i colleghi chiedono una
  settimana   per  presentare  gli  emendamenti,  mi   rendo   conto,
  d'altronde  è  una  legge che ha aspettato 42 anni,  spero  con  il
  contributo di tutti, possa essere esitata al più presto possibile.

   PRESIDENTE. Benissimo, bravo Assessore.
   Allora,  diamo  il  tempo, c'era stato qualcuno mi  aveva  chiesto
  dieci giorni, diamoli, tanto tutta la settimana prossima non si può
  votare, votiamo l'altra ancora.
   Per  cui,  diamo  tempo  fino  a  giovedì  prossimo,  non  questo,
  dopodomani,  ma materialmente fra dieci giorni per la presentazione
  degli emendamenti.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io mi limito  a
  dire  ai  colleghi presenti, alcuni per altro ne sono protagonisti,
  che  è  una  legge  che comunque è uscita dalla Commissione  votata
  all'unanimità, Presidente, per cui auspico che si possa fare  anche
  in Aula un ragionamento di sintesi.

   PRESIDENTE.  Siccome questa richiesta sui tempi degli  emendamenti
  l'ho ricevuta un po' da tutti i Gruppi, rimane deciso così: giovedì
  non il prossimo, l'altro, cioè non dopodomani ma fra nove giorni.
   Adesso    incardiniamo    anche   il   contrasto    al    fenomeno
  della  violenza  di  genere  e se voi siete  d'accordo  invece  per
  questo,  al  contrario, diamo pochissimo tempo per la presentazione
  degli emendamenti, per esempio domani alle ore 13.00, e domani alle
  ore 16.00 votiamo.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su che cosa, onorevole?

   CIANCIO. Signor Presidente, sull'altro disegno di legge.
   Siccome  si  tratta di un disegno di legge molto  semplice  di  un
  articolo, quello sulle nomine.

   PRESIDENTE. E quello pure, lo stiamo facendo.
   Per cui, se voi siete d'accordo incardiniamo intanto il disegno di
  legge  sulla  violenza di genere e diamo tempo per la presentazione
  degli emendamenti fino a domani alle ore 13.00.
   Possiamo fare la stessa cosa per il disegno di legge sulle  nomine
  e  designazioni  di  competenza regionale  e  diamo  tempo  per  la
  presentazione degli emendamenti fino a domani alle ore  13.00  e  a
  seguire  dopo quello sulla violenza di genere votiamo anche  quello
  della competenza regionale.
   Se il Governo è d'accordo, rimane allora così stabilito.


                        Sull'ordine dei lavori

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per  gli
  ordini del giorno che erano stati presentati.

   PRESIDENTE.  Sì, ma mi dicono, lei ha ragione. Le do già  ragione,
  ma mi hanno detto che non ci sono qua.

   PAGANA.  Tra gli ordini del giorno che erano stati presentati,  io
  non  so  esattamente quali sono stati presentati, ma ce  n'era  uno
  particolarmente attinente al testo che riguardava il  discorso  dei
  controlli delle pubbliche amministrazioni sulla certificazione.
   Con  questo  ordine del giorno impegnavamo il Governo a  fare  una
  cosa che sembra scontata, ma che poi, di fatto, nella realtà non lo
  è.  Vale  a dire omogeneizzare i controlli e renderli e dettare  le
  linee  guida uguali per tutti i Dipartimenti, perché ad  oggi  così
  non è.

   PRESIDENTE. Siccome materialmente questi ordini del giorno non  li
  ho visti, ora me li faccio prendere. Se è così, anche se domani non
  sarebbe il giorno indicato li facciamo votare domani, come se fosse
  a  proseguimento della giornata di oggi, onorevole Pagana. Se me li
  fate avere, anche se mi sembra di avere capito che su questo ordine
  del  giorno, di fatto, è stata fatta la norma per cui  Comunque  li
  vedo e ci sentiamo domani mattina, se non ci sono altri interventi.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Sono  di
  iniziativa parlamentare?

   PRESIDENTE. Il primo dell'onorevole La Rocca Ruvolo, che è  quello
  del  contrasto  alla  violenza di genere e  l'altro  dell'onorevole
  Ciancio.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Come  si
  intitola?

   PRESIDENTE. Si intitola «Norme in materia di nomine e designazione
  di competenza regionale».

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, rapidamente  era
  il  tema  delle Commissioni speciali, quello legato al controllo  e
  sicurezza  in  ambito alimentare; avevamo presentato  l'ordine  del
  giorno  e c'era l'impegno in Conferenza dei Capigruppo. E' un  tema
  che  riguarda tanto i produttori quanto il tema della  sicurezza  a
  tavola e dei controlli delle merci che arrivano da altri Paesi.

   PRESIDENTE. Entro domani daremo una risposta anche su questo.

   FOTI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  capito  che  la
  discussione della mozione si sposta alla prossima settimana per via
  dell'impossibilità dell'assessore Armao di partecipare ai lavori di
  domani,  però,  mi sento di sollevare la necessità che  ho  sentito
  diffusa  in  Aula,  che  venga ampliata anche  in  quel  caso  alla
  trattazione  di  altri  ordini del giorno,  semmai  trasformati  in
  mozione, che erano stati presentati nella speranza fossero discussi
  in  quanto  trattano di argomenti molto sentiti, tipo la  questione
  degli  sconti;  l'onorevole  Turano ha  anticipato,  però  già  sul
  territorio vediamo come molte attività li stiano praticando.
   Questo crea un problema perché i vigili urbani

   PRESIDENTE.   La   interrompo  perché,   come   ho   detto   prima
  all'onorevole Pagana, oggi stesso verificherò gli ordini del giorno
  presentati e vedremo di votarli domani.

   FOTI. Ecco, se c'è la possibilità di anticipare perché, altrimenti
  arriviamo

   PRESIDENTE.  Assolutamente d'accordo. Dobbiamo anche liberarci  di
  lavoro arretrato altrimenti facciamo la parte delle Sovrintendenze.
   La  seduta è rinviata a domani, mercoledì 17 giugno 2020, alle ore
  16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.54 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         198a  SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 17 giugno 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1)   Norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
      misure di solidarietà agli orfani per crimini domestici . (nn. 556-
      124/A) (Seguito)

           Relatore: on. La Rocca Ruvolo

    2)    Norme  in materia di nomine e designazioni di competenza
      regionale . (n. 673/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

    3)  Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
      187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

    4)    Norme  per  il  funzionamento  e  i  compiti  del  Corpo
      Forestale della Regione siciliana . (n. 733/A Stralcio  I COMM ter)

           Relatore: on. Pellegrino

   III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

          N. 418  - Iniziative per l'elaborazione e l'attuazione di
              obiettivi  strategici rivolti al  rilancio  economico
              del Meridione e della Sicilia. (V. allegato)

         (9 giugno 2020)

                           LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - ARANCIO -
                           BARBAGALLO - DIPASQUALE - CATANZARO - DE
                           DOMENICO

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e
  la pesca mediterranea

   N.  1092  -  Interventi  a  favore dei titolari  di  contratti  di
  comodato  su  superfici  agricole, per l'accesso  alla  platea  dei
  potenziali beneficiari della sottomisura 4.4 del PSR Sicilia.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con nota prot. n. 5691/IN.17 del 13 febbraio 2020 il Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  l'agricoltura,   lo
  sviluppo rurale e la pesca mediterranea.

   - da parte dell'Assessore per l'Economia

   N.  691  -  Procedure di assunzione degli autisti poste in  essere
  dall'AST.
   Firmatari:  Sunseri  Luigi; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Schillaci  Roberta;  Di  Caro  Giovanni;   Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con  nota prot. n. 4616 del 5 giugno 2019, l'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità ha eccepito la propria incompetenza. -
  Con  nota prot. n. 58/IN.17 del 2 gennaio 2020 il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per l'economia. - La firma dell'on.
  Cancelleri  è  decaduta  a seguito della  presa  d'atto,  da  parte
  dell'Assemblea,  delle  sue dimissioni  dalla  carica  di  deputato
  regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).

   N.  1095  -  Chiarimenti circa l'acquisizione del Villino  Messina
  Verderame ai sensi dell'art. 13 della l. r. n. 8 del 2018.
   Firmatari:  Sunseri  Luigi; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Schillaci  Roberta;  Di  Caro  Giovanni;   Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio
   - Con nota prot. n. 5868/IN.17 del 14 febbraio 2020, il Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   -  Norma transitoria in materia di trasferimenti annuali in favore
  di enti (n. 777).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Lupo,
  Arancio,  Barbagallo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale
  e Gucciardi l'11 giugno 2020.

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  in  materia  di  protezione civile,  semplificazione  ed
  accelerazione    degli   interventi   a   seguito    dell'emergenza
  epidemiologica da Covid-19 (n. 774).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 9 giugno 2020.
   Inviato il 9 giugno 2020.
   Parere IV.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Norme   per  il  riordino  dell'ordinamento  del   Governo   e
  dell'Amministrazione della Regione (n. 757).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.
   Parere V.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -   Sostegno   economico   alle  imprese  operanti   nel   settore
  dell'organizzazione  di  eventi,  feste  e  cerimonie,   cosiddetti
   wedding planner  (n. 752).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

   -  Modifiche di norme per la semplificazione dell'iter burocratico
  e accelerazione delle autorizzazioni (n. 754).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Misure urgenti per la riduzione dell'utilizzo delle bottiglie di
  plastica  monouso attraverso la promozione dell'uso di  acqua  alla
  spina (n. 750).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.
   Parere I.

   -   Diposizioni  interpretative  dell'articolo  24   della   legge
  regionale 5 novembre 2004, n. 15 (n. 753).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disposizioni  per  il riconoscimento, la  valorizzazione  e  la
  promozione dei Cammini in Sicilia (n. 747).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

   - Istituzione della giornata della memoria della Soah (n. 751).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

   -  Interventi  regionali  di  tutela e valorizzazione  processioni
  religiose della Settimana Santa in Sicilia (n. 755).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Normativa sulla figura del Caregiver (n. 748).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

   -  Norme per la prevenzione ed il contrasto all'abuso di alcool  e
  binge drinking (n. 749).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 giugno 2020.

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
                        competente Commissione

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Procedimento  di decadenza del Direttore generale  dell'azienda
  sanitaria provinciale di Trapani (n. 107/VI).
   Pervenuto in data 3 giugno 2020.
   Inviato in data 10 giugno 2020.

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

         BILANCIO (II) - AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Legge  regionale 19 luglio 2019, n. 13, articolo 1, comma  6  -
  Centro  direzionale della Regione siciliana. Disposizioni attuative
  (n. 85/II-IV).
   Reso dalla Commissione II in data 3 giugno 2020.
   Inviato in data 9 giugno 2020.

        BILANCIO (II) - COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI
              CONCERNENTI L'ATTIVITÀ DELL'UNIONE EUROPEA

   -  FSC  2014/2020. Patto per lo Sviluppo della Regione  siciliana.
  Aggiornamento  degli  interventi di cui  alla  deliberazione  della
  Giunta  regionale  n. 3 del 3 gennaio 2019 -  allegato  B  -  Piano
  straordinario di messa in sicurezza delle strade nei piccoli comuni
  delle aree interne - Atto aggiuntivo al Patto per lo sviluppo della
  Regione siciliana       (n. 103/II-UE).
   Reso dalla Commissione II e dalla Commissione UE in data 27 maggio
  2020.
   Inviato in data 9 giugno 2020.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si comunica che la Commissione  Bilancio' (II) nella seduta n. 202
  del  27  maggio  2020  ha approvato la risoluzione   Interventi  in
  favore  delle aree di crisi complessa di Gela e Termini  Imerese  a
  valere sulle risorse FSC 2014/2020 - Patto per il sud della Regione
  siciliana' (n. 11/II).

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1355  -  Necessaria concertazione con i  'primi  Sindaci'  del
  territorio  in  merito  alla  complessa  gestione
   dell'emergenza sanitaria da COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N.  1356 - Attuazione di un protocollo per la gestione domiciliare
  di pazienti paucisintomatici  affetti  da COVID-19.
   - Assessore Salute
   Arancio   Giuseppe   Concetto;  Cracolici   Antonello;   Gucciardi
  Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;  Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N.  1357  - Misure urgenti per fronteggiare il disagio psicologico
  dei   soggetti   travolti  dalle   rilevanti  implicazioni   dovute
  all'emergenza COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco

   N.   1358  -  Iniziative  presso  il  Governo  nazionale  per   lo
  slittamento  del  termine per la presentazione  delle  domande  del
  personale docente e ATA per l'anno scolastico 2020/2021.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1359  - Chiarimenti in merito al contenuto del Piano aziendale
  per  la  gestione dell'emergenza COVID-19 elaborato dalla Direzione
  aziendale dell'ASP di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Zito  Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi  Sergio;  Sunseri
  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.   282  -  Misure  a  sostegno  dell'agricoltura  sociale  nella
  programmazione dei fondi europei 2021-2027
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Amata Elvira

   N.  283  -  Campagna  fondata  sui test  rapidi,  compresi  quelli
  sierologici, per contenere il contagio da Coronavirus.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Amata Elvira; Lentini Salvatore; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana

   N.  284 - Chiarimenti  su  alcune  criticità  circa l'applicazione
  dell'art. 15 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N. 285 - Corretta verifica dei requisiti richiesti per la nomina a
  direttore  sanitario di presidio ospedaliero del Servizio sanitario
  della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pullara Carmelo

   N.  286  -  Chiarimenti  in  merito alle  azioni  che  il  Governo
  regionale  intende  intraprendere per affrontare  le  complesse  ed
  urgenti problematiche post-emergenza Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  287  - Tutela dei disabili nel quadro delle misure di sostegno
  economico  adottate  dalla  Città  Metropolitana  di  Messina   nel
  contesto dell'emergenza Covid-19.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   De Domenico Francesco; Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 288 - Iniziative per consentire la vendita diretta dei prodotti
  agricoli nei c.d. 'mercati del contadino'.
   - Presidente Regione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  289  -  Interventi urgenti mirati ad ampliare le categorie  di
  soggetti esposte a maggior rischio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cannata Rossana; Amata Elvira

   N.  290  -  Rispetto da parte delle RSA e delle case di  cura  per
  anziani, della nota del 9/4/2020, emessa dal DASOE e contenente  le
  linee  guida  sul  comportamento che operatori  e  ospiti  dovranno
  tenere  per la corretta gestione della emergenza sanitaria ai  fini
  del  contenimento del contagio del Covid-19 attraverso  l'invio  di
  'ispettori Covid'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  291 - Iniziative urgenti a tutela delle persone con disabilità
  o  con  malattie  croniche,  rare e complesse  durante  l'emergenza
  sanitaria Covid-19 e nella c.d. 'Fase 2'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N. 418 - Iniziative per l'elaborazione e l'attuazione di obiettivi
  strategici  rivolti  al rilancio economico del  Meridione  e  della
  Sicilia.
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco
   Presentata il 9/06/20

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni