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Resoconto d'Aula della Seduta n. 198 di mercoledì 17 giugno 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.28

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Onorevoli  colleghi,  dovremmo  procedere  con  il  seguito  della
  discussione disegno di legge  Norme di contrasto al fenomeno  della
  violenza di genere e misure di solidarietà agli orfani per  crimini
  domestici  (nn. 556-124/A).
   Non   vedo  l'onorevole  La  Rocca  Ruvolo.  Se  i  deputati  sono
  d'accordo,  potremmo  cambiare  l'ordine  dei  lavori;  l'assessore
  Grasso  è  presente. Qualcuno può darmi notizie  della  Commissione
   Sanità     e   della  Presidente  La  Rocca   Ruvolo,   altrimenti
  invertiamo  l'ordine dei lavori. Dobbiamo capire se l'onorevole  La
  Rocca  Ruvolo c'è e, quindi, possiamo iniziare, altrimenti cambiamo
  l'ordine dei lavori. Allora, aspettiamo altrimenti dobbiamo  votare
  l'inversione dell'ordine di lavori.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna,  gli onorevoli Galluzzo, Barbagallo, Gucciardi, Arancio  e
  Caronia.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


   Seguito della discussione del disegno di legge numero 556-124 /A:
  « Norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e misure
          di solidarietà agli orfani per crimini domestici »

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Norme  di contrasto al fenomeno della violenza di genere e  misure
  di solidarietà agli orfani per crimini domestici» (556-124/A) posto
  al numero 1).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole La Rocca  Ruvolo,  presidente
  della  Commissione  e relatore, per svolgere la  relazione.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.  Vorrei
  ringraziarla,  signor  Presidente, per avere messo  all'ordine  del
  giorno  questo  disegno di legge che nasce da una  condivisione  in
  Commissione dei vari disegni di legge a riguardo.
   Ce   n'era  uno  della  collega,  onorevole  Zafarana  del  Gruppo
  Movimento  Cinque  Stelle, e poi uno a mia firma e  della  collega,
  onorevole  Amata. Alla fine siamo usciti con un unico  testo  della
  Commissione.
   Mi preme sottolineare che, al netto di tutte le misure - ringrazio
  l'Assessore Scavone - previste in questo disegno di legge, la  cosa
  che  voglio  in  primis sottolineare è che se il disegno  di  legge
  verrà  votato  da quest'Aula, se ci sarà la condivisione  da  parte
  dell'Aula,   quest'Aula  andrà  a  normare  una  materia   alquanto
  delicata,  ossia,  quella che riguarda le  vittime  delle  violenze
  domestiche, che sono i figli.
   Quando  ho pensato a questo disegno di legge, anche se in  un'Aula
  vuota voglio dire, ho pensato ad un caso specifico accaduto nel mio
  territorio, ad un bimbo - all'epoca dei fatti aveva cinque  anni  -
  il  padre  massacrò la mamma davanti ai suoi occhi e poi si  buttò,
  per chi conosce il territorio, dal ponte di Castelvetrano.
   Questo ragazzino è rimasto affidato prima ai nonni, poi a una  zia
  -  perché sono morti anche i nonni -  e, oggi, che chiede magari di
  potere studiare, di potere avere un supporto economico, nessuno  si
  può  fare  carico di lui - a meno che tu non abbia alle spalle  una
  famiglia che è facoltosa o nelle possibilità e nelle condizioni  di
  poterti dare sostegno.
   Quindi,  la  prima cosa che voglio mettere in evidenza  è  proprio
  questo:  il  disegno di legge va ad intercettare quelle  che  sono,
  intanto,  i  fenomeni domestici che tutti conosciamo, ma attraverso
  un  supporto  economico -  fino all'età dei 25 anni  -,  dare  alle
  vittime  di queste violenze la possibilità di pensare ad un  minimo
  di futuro.
   Non mi voglio soffermare a lungo, però diciamo nel contesto da  un
  lato i crimini familiari sono diventati all'ordine del giorno, tema
  purtroppo  scottante  ma  attuale, dall'altro  lato  spesso  ci  si
  interroga  che  fine fanno questi ragazzi, dove  sono,  chi  se  ne
  prende cura, in che maniera continuano a vivere la loro vita? E  al
  dramma  psicologico,  evolutivo, perché  sicuramente  hanno  grossi
  problemi  da  un punto di vista psicologico, si aggiunge  anche  il
  dramma  sociale,  il  dramma economico di non poter  fare,  magari,
  quello,  avrebbero  voluto  o quello che  la  vita  avrebbe  potuto
  riservare loro se non avessero avuto all'interno della famiglia  un
  elemento violento.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Il
  tema  delle  politiche per il contrasto alle  violenze  di  genere,
  sicuramente  è un tema che ci deve sempre interrogare. L'attualità,
  i  fatti  di  cronaca, ed anche le istanze educative e di  proporre
  itinerari  di  formazione  per le nuove  generazioni  pongono  alla
  coscienza  del  legislatore una serie di domande che,  secondo  me,
  sono  nette e severe. Cosa fa la Regione per rispondere e per  dare
  risposte   concrete  a  coloro  che  dovessero  venire  in   queste
  situazioni? Quali sono i servizi? Sono efficaci? Come noi riusciamo
  a  dare una mano, non soltanto alla donna vittima di violenza o  di
  crimine  domestico,  ma  anche  ai  figli  che,  come  voi  sapete,
  sicuramente  sono strettamente correlati nelle sorti  della  madre,
  spesso e volentieri.
   Come  si fa a dare un supporto alle donne, allorquando queste  non
  soltanto,  appunto, dopo il penoso accadimento debbano allontanarsi
  da  casa per situazioni incompatibili ed ambientali o anche debbano
  ricominciare  una  nuova  vita,  trovare  la  forza  e  le  risorse
  economiche, e tutto quanto passa dalla dignità del lavoro.
   Ed,  allora, il contributo che, appunto, ho inteso dare con questa
  proposta  di  legge,  ma che è stato apprezzato  dalla  Commissione
  competente  e  che  ha  avuto, pertanto, esito  favorevole,  grande
  accoglimento,  è  stato proprio nel senso di collaborazione  anche,
  cercando   di   interpretare   le   esigenze   dell'Amministrazione
  regionale,  quella di voler dare un contributo in  questi  termini:
  l'istituzione di una cabina di regia che possa essere il luogo dove
  l'assessore  per  la famiglia, dove l'assessore  per  la  sanità  e
  l'assessore  per  l'istruzione  e  formazione,  possano  ancor  più
  parlare  per programmare e per concertare, per condividere percorsi
  in  applicazione del Piano nazionale contro le violenze di  genere,
  che  siano  appunto condivisi, perché la mano destra sappia  sempre
  ciò  che fa la mano sinistra, e perché quell'aspetto, che è  quello
  fondamentale   della  istruzione  della  formazione   delle   nuove
  generazioni,  che  porta  anche al profondo  cambiamento,  dovrebbe
  portare al profondo cambiamento di questa subcultura della violenza
  di  genere,  possa essere anche questo un tassello fondamentale  su
  cui  puntare, perché non dobbiamo mai pensare di poter venire fuori
  da un problema se non pensiamo alle nuove generazioni.
   Questo  il  primo tassello, quindi la creazione di  questa  cabina
  interistituzionale  che possa vedere anche con  la  partecipazione,
  ove  possibile, delle forze dell'ordine, della magistratura,  delle
  prefetture,  di  rappresentanti  dell'Anci,  perché  tanto   lavoro
  svolgono  queste  forze  all'interno di  un  discorso  generale  di
  offerta  di  servizi e perché i Comuni sono fortemente  interessati
  specie  nella  predisposizione nelle strutture di accoglienza,  per
  esempio, delle madri, giovani madri e gestanti, per le quali  molte
  volte  ci sono problemi anche in termini economici nell'adeguamento
  dei  requisiti ai quali spesso non corrispondono risorse economiche
  immediate per farli funzionare.
   Quindi, la necessità di un coordinamento, ulteriormente, oltre ciò
  gli articoli 2 e 3 sono volti a dare impulso all'applicazione delle
  previsione  che   la  legge 4 del 2018 prevede per  le  Regioni,  e
  pertanto,  sostegno  alla  formazione e  al  percorso  formativo  e
  all'avviamento al lavoro dei minori che, come appunto  ribadiva  la
  Presidente, spesso rimangono sconosciuti, invisibili e che è  stata
  appunto  introdotta  nel 2018 e che, secondo  me,  costituisce  una
  importante  rivoluzione  nel mondo della valutazione  delle  tutele
  processuali economiche dei figli minorenni e maggiorenni.
   Ulteriori     disposizioni,    appunto,     vengono     introdotte
  complessivamente in collaborazione alla disponibilità che  ha  dato
  l'Assessorato di volere predisporre sulle riserve politiche  attive
  per  il lavoro realizzato, appunto, per il reinserimento lavorativo
  della donna.
   Chiaramente tutto si colloca all'interno di un percorso che è  già
  segnato   dalla   legge  n.  3  del  2012  che  è   trasversalmente
  riconosciuta come una buona legge. Il forum svolge un lavoro che è,
  dall'Assessorato  lo  abbiamo  sentito  nelle  varie  audizioni  in
  Commissione,  ritenuto fondamentale per l'apporto conoscitivo,  per
  l'apporto  di competenza e per l'apporto di aggiornamento  rispetto
  alle  politiche  che  sul  territorio  nazionale  si  svolgono,  in
  collaborazione con le reti antiviolenza presenti sul territorio.
   Ecco questo vuole essere appunto la creazione di un momento in più
  di   confronto  che  vede  coinvolte  fortemente  in  prima   linea
  l'Amministrazione  perché  si  possa  dare  sempre   una   risposta
  territoriale   pronta  e  calata  sulle  esigenze  del   territorio
  siciliano.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   volevo
  sottolineare  l'importanza di questo disegno  di  legge  alla  luce
  della  necessità di coordinare i lavori di diversi Assessorati  sul
  tema.
   La violenza di genere è diventato oggi molto grave e assolutamente
  da  affrontare in maniera organica. Le donne che subiscono violenza
  sono  il 31% e il 50% dei femminicidi avviene per mano del partner.
  In  Sicilia  grazie  al lavoro del Presidente Musumeci  sono  state
  sostenute  diverse  politiche a favore delle  donne  che  subiscono
  violenza.  Due  milioni di euro, di recente banditi  dall'assessore
  Scavone,  per  i  Centri di accoglienza e per  le  Case-rifugio,  e
  l'assessore  per  la  sanità, Razza, ha invece  indicato  tutte  le
  aziende, e io lo dico con orgoglio, anche quella di Agrigento lo ha
  attivato,  il  codice rosa' in modo tale che le donne che  arrivano
  ai Pronto Soccorso che hanno subìto violenza abbiano un'accoglienza
  e un aiuto già dal momento del loro arrivo.
   Importante  tassello,  inoltre,  è  quello  anche  di  sollecitare
  attraverso la Pubblica istruzione e quindi le scuole una educazione
  culturale che non veda più la donna come oggetto di mercimonio, che
  non veda più la donna come un oggetto che si possiede perché quello
  che  noi  abbiamo  visto,  io ho l'onore  di  rappresentare  questa
  Assemblea  nel forum regionale contro le violenze, quello  che  noi
  abbiamo  avvertito dall'ascolto e dal lavoro che abbiamo fatto  con
  l'assessore  Scavone è proprio che l'uomo, il maschio  che  poi  si
  macchia  di violenza parte dall'assurdo ritenendo la donna  un  suo
  possesso  e  quando  la  donna, oggi più  di  ieri,  fa  scelte  di
  autonomie e libertà queste vengono avvertite come prevaricazione  a
  cui reagire con violenza.
   Ecco  perché  diventa importante coinvolgere fin  da  subito,  fin
  dalle  scuole, i nostri ragazzi. Ognuno di noi lo fa nelle  proprie
  famiglie partendo già dai bambini con l'idea che la donna e l'amore
  non  è  possesso. L'amore è la migliore forma di affetto  ed  è  il
  senso  della nostra vita così come da Cristiani ci hanno insegnato,
  ma  non è assolutamente possedere, non è proprietà.  Non si può mai
  possedere  qualcun  altro, se lo si ama lo si  rispetta  nella  sua
  libertà  anche  quando quella libertà anche quando  quella  libertà
  significa un allontanamento da noi.
   Ecco  l'importanza  di  questo disegno di   legge  oggi,  per  cui
  ringrazio  la  Commissione, colleghi, per avere  tutti  contribuito
  perché  si  ritenesse  utile  fare un coordinamento  tra  le  varie
  politiche  che,  come dicevo poc'anzi, il Governo Musumeci  ha  già
  attivato nelle competenze sia dell'Assessorato alla famiglia,  così
  come  della sanità e così come della pubblica istruzione ma che  si
  venga fatto tutto con un coordinamento che ha nella cabina di regia
  una ragione di esistere ed anche una necessità attuale e avvertita.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente grazie, onorevoli colleghi, mi dispiace
  che  sto  leggendo proprio  adesso perché non ho   avuto  il  tempo
  materiale,  però,  mi  sono  soffermato  a  leggere  l'articolo  3.
  All'articolo  3  si parla di politiche attive del  lavoro.  Conosco
  bene, diciamo, ciò per tanti motivi, anche personali.
   La  cosa  che  mi preme è che io presenterei, se il  Parlamento  è
  d'accordo, un emendamento all'articolo,  se qualcuno non  lo  abbia
  già  presentato, un emendamento per iscrivere queste  persone,  chi
  praticamente  è  rimasto da solo, così come diceva  l'onorevole  La
  Rocca Ruvolo, che sono rimaste sole a casa, ormai con un'età magari
  avanzata  e non hanno nessun sussidio, non hanno niente, non  hanno
  nessuna   rendita,  e  magari  manca  di  lavoro,  alle   categorie
  svantaggiate previste proprio dalla legge ai sensi della  legge  69
  del  '99  -   Assessore  mi  aiuti, la legge  sull'iscrizione  alle
  categorie  protette, sì è la n. 68 del '99,  mi  pare,  se  non  mi
  sbaglio
   Quindi,  chiedevo  signor Presidente, se c'è  la  possibilità,  io
  organizzo  un  emendamento con qualcuno che lo voglia controfirmare
  affinché  queste  persone abbiano anche la  possibilità  di  essere
  iscritte  negli  elenchi degli aventi diritto, che fanno  parte  di
  altre  categorie, ma questa, secondo me, è anche una  categoria  di
  persone che deve essere sicuramente attenzionata. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso  che
  questa norma che arriva in questo periodo particolare -  usciamo da
  un  periodo  di  lockdown,  di  emergenza  del  coronavirus  -  sia
  significativa perché mai come in questi giorni ci siamo resi  conto
  di quanto la problematica sia grave.
   Le  case  per molte donne sono diventate una sorta di prigione.  I
  casi  di  molestie, di denunce sono aumentati del  74,4  per  cento
  proprio durante questo periodo di emergenza  Covid' e questo  è  un
  dato  allarmante,  quindi, sicuramente una  task-force,  una  regia
  unica  che possa coordinare la Regione, la Magistratura,  le  Forze
  dell'Ordine  è indispensabile. Monitorare e sostenere costantemente
  oltre   che   tutti   coloro  che  si  occupano,   appunto,   della
  problematica,  quindi, anche i centri che si occupano  delle  donne
  vittime di violenza che molte volte sono volontari a cui non  viene
  neanche fatto rimborso spese, anzi, devono anticipare spesso  delle
  somme   per  potere  continuare  a  tenere  in  vita  un   servizio
  indispensabile che, anzi, dovrebbe essere un servizio garantito dal
  Pubblico.  Ma  oltre a questo mi ricordo che avevamo affrontato  il
  discorso  del  reddito  di libertà. Ora,  io  non  so  se  è  stato
  monitorato  dalla  Regione e se abbia realmente funzionato,  ma  il
  reddito di libertà era qualcosa di indispensabile perché portare la
  donna  che è vittima di violenza e che ha paura anche a denunciare,
  ad    un'indipendenza   economica,   garantire,   facendo   appunto
  convenzioni  con  tutti  i datori di lavoro  che  possa  facilmente
  essere  inserita  nel  mondo del lavoro,  ci  dava  sicuramente  la
  possibilità  di aiutare, concretamente, queste donne, di  liberarle
  davvero da quella che poi è una prigione domestica, appunto  essere
  vittima nella propria casa.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  la
  violenza di genere è un tema che veramente prende il cuore di tutte
  le  donne ma, soprattutto, di tanti uomini perché ancora oggi  sono
  sette  milioni le donne che subiscono una qualche forma di violenza
  e  ogni  settantadue ore una donna viene uccisa, una vera e propria
  strage  sociale,  tant'è  che  anche il  Consiglio  d'Europa  sulla
  prevenzione  e la lotta e il contrasto alla violenza di  genere  ci
  dice che bisogna intervenire e al più presto.
   Abbiamo  anche  affrontato  in questa sede  istituzionale,  il  25
  novembre, per la Giornata internazionale sulla violenza di  genere,
  in un convegno che ha visto tutto il mondo che si schiera contro la
  violenza,  per riunirsi proprio per capire quali sono le  linee  di
  intervento immediate.
   Questa della cabina di regia è assolutamente un'ottima cosa perché
  interviene  sulla  legge n. 3 del 2012 ma che  crea  quella  cabina
  interistituzionale  che occorre per potere appunto  intervenire  su
  questa strage e su questa emergenza.
   Tantissime  sono  le  cose da fare, bisogna  anche  intervenire  e
  coordinarsi  con le linee di intervento a livello nazionale  perché
  sono  tantissimi i centri di ascolto, importantissimi, che ci  sono
  dislocati sul territorio e che sono i primi punti di ascolto  delle
  donne,  sono fondamentali, ma vanno messi in rete e occorre appunto
  questa cabina di regia.
   Io  mi  associo  anche  alle altre colleghe perché  l'altro  punto
  fondamentale sul quale intervenire, caro Assessore, è  proprio  sul
  reddito di libertà. Reddito di libertà che oggi non è finanziato da
  questa  Regione  ed  è importantissimo perché se  le  donne  devono
  riscattarsi socialmente ed allontanarsi da quello che  è  il  primo
  ostacolo,  che spesso è la famiglia di origine, occorre intervenire
  e  dotarle  di un sussidio per potere allontanarsi, immediatamente,
  dal  luogo  di  abbandono, dal luogo di principale  ostacolo  della
  violenza di genere.
   Quindi,  io  faccio un plauso a tutta la Commissione, ai  colleghi
  che  sono  intervenuti, ma c'è tanto ancora da fare sulla violenza,
  non bisogna mai abbassare la guardia, dobbiamo sempre parlarne.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  volevo
  anch'io fare un ringraziamento agli onorevoli che si sono adoperati
  per  la  presentazione di questo importantissimo disegno di  legge.
  Non  voglio ripetermi su quello che è stato detto dai colleghi  che
  mi  hanno  preceduto, su quello che è il tema e  la  gravità  della
  violenza  di  genere, anche perché sotto questo  aspetto,  ritengo,
  anche  con  altri  colleghi parlamentari  che  affrontano  come  me
  quotidianamente  questo dramma e questo grave fenomeno  all'interno
  delle  aule  di Tribunale, ritengo fondamentale invece sottolineare
  l'importanza  di questa norma relativamente a quelle  che  sono  le
  disposizioni  relative alle vittime di questo fenomeno,  perché  le
  vittime così come è stato detto, sono i minori, sono i bambini  che
  da  questo  grave  fenomeno, da tutto quello  che  vivono  e  hanno
  vissuto  e che hanno portato, poi, a degli episodi che molte  volte
  finiscono  con  il verificarsi episodi letali nei  confronti  delle
  donne,  e  quelle che sono le persone che pagano di  questo  dramma
  sono i bambini.
   Ai  bambini  deve  essere  assicurata, appunto,  -   questa  è  la
  finalità della norma- dalla cabina di regia che è stata creata, non
  solo  l'assistenza  economica,  ed io  ho  condiviso  l'emendamento
  dell'onorevole Lentini ma, ritengo importante che venga effettuato,
  da questa Cabina, qualsiasi intervento di sostegno perché il dramma
  che   vivono   questi  bambini  lo  porteranno  a  vita,   non   lo
  dimenticheranno mai, rimarrà indelebile proprio la  violenza  o  le
  visioni   di   quelli  che  sono  gli  episodi  di   maltrattamenti
  all'interno   della   casa  e,  quindi,  all'interno   dell'habitat
  familiare, che dovrebbe essere, invece, il luogo più sicuro dove un
  bambino  deve  crescere,  invece, quel luogo  si  trasforma,  molte
  volte, ahimé, in un inferno e queste immagini rimangono, purtroppo,
  all'interno delle loro menti e condizionano il loro percorso psico-
  fisico e la loro crescita.
   Ritengo  che questi interventi debbano mirare proprio a  sostenere
  ed  ad  aiutare  questi  minori  e,  per  questo,  auspico  che  il
  componente della Magistratura che è stato indicato nella cabina  di
  regia,  dovrebbe essere proprio un componente del Tribunale  per  i
  minorenni, perché, molte volte, i bambini che vivono e sono vittime
  di  questo  dramma,  non  hanno famigliari  che  possono  avere  la
  possibilità  di  potersene  prendere  cura,  di  assisterli  e   di
  educarli. Spesso i bambini vengono affidati alle comunità che  sono
  oggetto  dei procedimenti di volontaria giurisdizione del Tribunale
  per  i  minorenni,  quindi, questo intervento deve  essere  mirato,
  principalmente,  al recupero e, soprattutto, a far  sì  che  questi
  minori  possano superare questi drammi che hanno vissuto,  mediante
  gli   aiuti   e  gli  interventi  ed  i  progetti  che  le   figure
  istituzionali che ricoprono questa Cabina di regia devono, più  che
  altro, mirare nei confronti di questi ultimi.
   Per  questo, ringrazio ancora gli onorevoli che si sono  adoperati
  per  questo importantissimo disegno di legge e, quindi, auspico che
  l'Aula ed i colleghi possano condividerlo all'unanimità.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,  intervengo   per
  esprimere  apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione  su
  un  argomento così importante. Ed anche per fare una proposta,  che
  valuterà   la  Presidente  della  commissione,  se  l'assessore   è
  d'accordo,  di  abbreviare i termini per l'emanazione  del  decreto
  attuativo,  ai  sensi dell'articolo 3, perché 180  giorni,  sono  6
  mesi,  mi  sembrano  davvero troppi. Possono essere  90,  120,  c'è
  l'estate di mezzo, però, cerchiamo di fare entrare in vigore questa
  legge, di fatto, prima possibile.
   Ho formalizzato anche un emendamento, se è condiviso, lo presento.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli articoli.
   Do lettura dell'articolo 1:

                             «Articolo 1.
    Istituzione Cabina di Regia per il contrasto al fenomeno della
                          Violenza di Genere

   1. Dopo l'articolo 15 della legge regionale 3 gennaio 2012, n. 3 è
  aggiunto il seguente articolo:
    15 bis - Istituzione della Cabina di Regia per il contrasto della
  Violenza di Genere.
   1.  Al  fine di garantire un corretto coordinamento fra gli attori
  dell'amministrazione   regionale   e   delle   forze    dell'ordine
  interessati  dagli  interventi  di  cui  alla  presente  legge,   è
  istituita  la   Cabina di regia per il contrasto alla  violenza  di
  genere .
   2.  Della  Cabina di regia fanno parte l'assessore regionale  alla
  formazione  professionale o un suo delegato, l'assessore  regionale
  per  la  salute  o un suo delegato e l'assessore regionale  per  la
  famiglia, le politiche sociali ed il lavoro o un suo delegato,
   3.  Entro  120 giorni dall'approvazione della presente legge,  con
  decreto   del  presidente  della  Regione  siciliana,  su  proposta
  dell'assessore regionale per la famiglia, le politiche  sociali  ed
  il  lavoro,  previo  parere della commissione legislativa   Salute,
  servizi  sociali e sanitari  dell'Assemblea regionale siciliana,  è
  data  attuazione  alle  previsioni del  presente  articolo  e  sono
  nominati i membri della Cabina di regia.
   4.  La  Cabina di regia è integrata, in forza di appositi  accordi
  istituzionali  da definire entro 90 giorni dall'approvazione  della
  presente  legge,  da rappresentanti dai nove prefetti  delle  città
  siciliane  o  dai  loro  delegati,  dal  comandante  della  legione
  carabinieri  Sicilia o da suo delegato, da un rappresentante  della
  magistratura,  da un rappresentante dell'ANCI, da un rappresentante
  dell'ASAEL,  da  un  rappresentante designato da  forum  permanente
  contro  le  molestie  e  la violenza di genere  e  dal  consigliere
  regionale per le pari opportunità.
   5.  La  presidenza della Cabina di regia è assunta  dall'assessore
  regionale  per  la  famiglia e le politiche sociali  o  da  un  suo
  delegato.
   6.  La  Cabina  di  regia  è indipendente nell'organizzazione  dei
  propri incontri e lavori, ma deve comunque riunirsi al massimo ogni
  30  giorni.  La  Cabina di regia si avvale di  una  segreteria  per
  l'espletamento   delle   proprie  funzioni   avente   sede   presso
  l'assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il
  lavoro  ed  è composta da personale in servizio presso il  medesimo
  assessorato.  La  partecipazione alla cabina di regia  è  a  titolo
  gratuito.
   7.  Compito  della Cabina di regia è definire in  modo  coordinato
  tutti  i  protocolli  di intervento previsti  dalle  iniziative  di
  contrasto  al fenomeno della violenza di genere in ogni loro  fase,
  riguardino   le   stesse   attività  di  prevenzione,   assistenza,
  intervento,  superamento degli episodi, e di mettere  a  punto  gli
  strumenti  per vigilare sulla corretta applicazione dei  protocolli
  stessi.
   8.  Dall'attuazione delle disposizioni del presente  articolo  non
  derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione
  siciliana.»

   Comunico  che all'articolo 1 è stato presentato dalla Commissione,
  l'emendamento 1.2.

   Il parere del Governo?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole, certamente.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  1.1,  a  firma
  dell'onorevole Schillaci.
   Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
         Misure di sostegno agli orfani per crimini domestici

   1.  La  Regione siciliana è autorizzata ad erogare per il triennio
  2020 - 2022 contributi in attuazione dell'articolo 8, lettera d), e
  dell'articolo 11, lettere a) e b), della legge 11 gennaio 2018,  n.
  4, recante  Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice
  di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per
  crimini  domestici   e  successive modifiche ed  integrazioni,  nei
  limiti del contributo statale.
   2.  L'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
  il  lavoro,  con  proprio decreto, previo parere della  Commissione
  legislativa  salute,  servizi  sociali  e  sanitari  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, entro novanta giorni dall'entrata  in  vigore
  della  presente  legge, stabilisce i requisiti e  le  modalità  per
  l'erogazione del sostegno.»

   Comunico  che all'articolo 2 è stato presentato l'emendamento  2.1
  di riscrittura, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 2 risulta già approvato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              Articolo 3.
                      Politiche attive del lavoro

   1.La Regione siciliana sostiene le vittime di crimini domestici  e
   loro familiari anche mediante apposite riserve dei fondi destinati
   alle politiche attive del lavoro in favore delle stesse.
   2.  Con  decreto  dell'assessore regionale  per  la  famiglia,  le
   politiche  sociali  ed il lavoro, previo parere della  Commissione
   legislativa  salute,  servizi sociali  e  sanitari  dell'Assemblea
   regionale    siciliana,   sono   stabiliti   entro   180    giorni
   dall'approvazione della presente legge, i requisiti e le  modalità
   applicative del presente articolo.

   Onorevole Zafarana, l'articolo è soppresso. C'è l'emendamento 3.1R
   della Commissione. E' stato distribuito?

   LA  ROCCA  RUVOLO, presidente della Commissione e relatore  Sì  in
   pratica,  all'articolo  3,  le  parole   e  loro  familiari   sono
   soppresse. Solo questo.

   PRESIDENTE. Il Governo è d'accordo?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi  rivolgo  alla
  Presidenza  della  Commissione, perché siccome,  spesse  volte,  su
  questi  temi,  si  legifera,  e  ci  ritroviamo  in  situazioni  un
  pochettino ,  come è emersa, anche della presenza di organismi  che
  già esistevano, previsti da nuove leggi e poi di nuovi organismi.
   Siccome   nella   finanziaria   del   2018,   su   mia   proposta,
  all'articolo53  è  stato  inserito il   Reddito  di  libertà   come
  supporto  alle  donne vittime di violenza - che  in  qualche  modo,
  diciamo,  non erano nelle condizioni di potersi liberare, di  poter
  uscire  dalle condizioni familiari per esigenze di lavoro  io,  per
  rendere   questa  legge  più  organica,  se  il  Presidente   della
  Commissione  è d'accordo, fra le politiche attive del lavoro  e  di
  sostegno, citerei l'articolo 53 della legge di stabilità del  2018,
  che è una norma già apprezzata da quest'Aula in maniera tale che  ,
  comunque  poi,  queste  norme  siano,  non  solo  delle  previsioni
  normative, ma diventano poi un sostegno effettivo ed una  linea  di
  condotta organica.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cafeo. Presidente La Rocca  Ruvolo,
  scusi, ma devo chiederle di mettersi in piedi, grazie.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. No,  io
  posso  essere, credo, come Commissione siamo d'accordo. Il problema
  è  il bilancio, perché se noi inseriamo il Reddito di libertà, così
  com'è, non lo so se crea problema poi.

   PRESIDENTE. Allora, i problemi li crea certamente. Se  il  Governo
  si   dichiara  favorevole,  per  quanto Ah,  si  deve   andare   in
  Commissione Bilancio, e significa bloccare la legge.
   No,  io  sono d'accordo, nel senso che avendo la fortuna di  avere
  qua, accanto a me, il Presidente della Commissione Bilancio, gli ho
  dato  un'occhiata per capire la sua posizione, e  lui  dice  che  è
  difficile trovare la copertura per questa cosa.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  avrei  una
  proposta. Siccome questo comporterebbe un appesantimento del  testo
  e  delle problematiche, perché lo dovremmo rimandare in Commissione
  Bilancio,  dato che esiste anche un capitolo, potremmo trasformarlo
  in un ordine del giorno ed approvarlo alla fine.

   PRESIDENTE. Questa è una proposta saggia. Per l'onorevole Cafeo va
  bene? Lo trasformiamo in ordine del giorno, in modo che vediamo  se
  è  possibile che poi il Governo Va bene. Appena finisce  la  legge,
  votiamo subito l'ordine del giorno.

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Benissimo.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  3.1R.   Chi   è
   favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  c'è un emendamento  della  Commissione,  che
  dice:   al  comma 2 dell'articolo 3 , le parole  entro 180  giorni
  sono sostituite con le parole  entro 120 giorni .

   LA  ROCCA  RUVOLO,  presidente della  Commissione  e  relatore.  È
  dell'onorevole Lupo, mi pare, l'emendamento.

   PRESIDENTE. Si è dell'onorevole Lupo, e poi la Commissione  sotto,
  tutti e due.

   LA  ROCCA  RUVOLO,  presidente della Commissione  e  relatore.  La
  Commissione lo fa proprio.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ha ragione. La ringrazio  per  la  sua
  generosità ed onestà. Per il Governo va bene? Assessore Scavone, va
  bene   quest'emendamento  da  180  e  120  giorni,   il   comma   2
  dell'articolo 3?

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Sì.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Se prendete posto, votiamo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cannata ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, io vorrei pregarvi tutti di stare seduti se la
  vogliamo approvare, perché siamo ai limiti coi numeri, per  cui  se
  prendete  tutti posto. Onorevole Di Mauro, siamo ai limiti  per  il
  numero legale, per cui se vi sedete tutti e inserite il tesserino.


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Norme  di contrasto al fenomeno della violenza di genere e  misure
  di solidarietà agli orfani per crimini domestici.» (nn. 556-124/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Norme di contrasto al fenomeno della violenza
  di   genere  e  misure  di  solidarietà  agli  orfani  per  crimini
  domestici.» (nn. 556-124/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Ricordo sempre, votare, poi togliere il tesserino e non rimetterlo
  a posto.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            44
   Votanti             35
   Maggioranza         18
   Favorevoli          35
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  I  deputati che avessero avuto  problemi  durante  la
  votazione,   comunicatelo  direttamente  agli   Uffici,   così   lo
  inseriscono.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Io  volevo ringraziare, signor Presidente, i colleghi  che
  hanno  lavorato  in  Commissione,  devo  dire  in  grande  armonia,
  consentendoci di fare un passo avanti rispetto ad una  vicenda  che
  comunque è in divenire.
   Perché  questo  è  un grande atto di civiltà che  oggi  attraversa
  l'Aula,  che  l'Aula approva unanimemente, ed è un  percorso,  devo
  dire,  che  in  questo anno abbiamo cercato di  sostenere  in  ogni
  maniera.
   L'attenzione   sulla  violenza  alle  donne  viene   messa   dalla
  Convenzione  di  Istanbul, e siamo nel 2007, ci stiamo  addirittura
  sei  anni,  a livello nazionale, e sette, a livello regionale,  per
  potere  recepire  già  questo principio, che era  un  principio  di
  civiltà.  Le  prime risorse arrivano nel 2017, con le  risorse  del
  2017  e  2018  abbiamo fatto un piano che ci ha  consentito,  ed  è
  giusto  che  queste  cose questa Assemblea ne  abbia  contezza,  la
  bellezza in Sicilia di 16 case rifugio, di 31 sportelli ascolto, di
  60  borse  lavoro  nelle  strutture che oggi  accolgono,  ascoltano
  queste donne e le proteggono.
   Le  risorse  non sono mai troppe, ma abbiamo cercato di  non  fare
  mancare  a  nessuno, rimodulando quanto è arrivato in  Regione  dal
  2014  al  2017,  e  siamo  riusciti nel piano,  con  la  successiva
  programmazione  2019-2020, a mettere insieme circa tre  milioni  di
  euro.  Aggiungo che l'ultima legge di stabilità, nella  Tabella  G,
  individua altri due milioni e duecento mila euro.
   In  questi  mesi  abbiamo fatto tanti altri bandi,  e  in  maniera
  particolare abbiamo finanziato altre 15 case rifugio. Una serie  di
  interventi   che   pone   la  Sicilia  rispetto   a   questo   tema
  all'avanguardia a livello nazionale, e non solo.
   Grazie  ad  una convenzione che abbiamo fatto col Formez,  abbiamo
  avviato nelle scuole un progetto che si chiama "Che siamo pari,  lo
  impari a scuola", perché come è stato correttamente detto in  Aula,
  se  noi non interveniamo anche modificando quella che è la cultura,
  la  formazione, le idee dei nostri ragazzi, a partire dai banchi di
  scuola,  probabilmente ci ritroveremo da qui ai prossimi  mesi,  da
  qui ai prossimi anni, a parlare ancora di violenza contro le donne,
  il reato più turpe che si possa immaginare.
   Abbiamo    coinvolto   dodici   istituti   di   scuola   primaria,
  duecentocinquanta   alunni,  trentacinque   insegnanti,   cinquanta
  genitori,  con dei lavori anche di video-produzione che sono  stati
  presentati  a Catania, a Palermo ed anche a livello nazionale,  che
  hanno  raccolto un plauso da parte del Ministero. Abbiamo coinvolto
  le Procure, abbiamo sentito qui parlare di un suggerimento giusto a
  proposito  del magistrato, di individuare tra i magistrati  che  si
  possono occupare di minori.
   Ricordo però che nelle Procure ci sono oggi gli sportelli che sono
  dedicati, di solito affidati ad uno degli aggiunti, tra l'altro tra
  i più esperti, quindi io non sottilizzerei rispetto alla fisionomia
  del  ruolo del magistrato da mettere in Commissioni. Sottolineerei,
  invece,  piuttosto  che  in questo atto la cabina  di  regia  mette
  ordine  -  credo  che sia stato questo lo spirito degli  autori  ma
  anche della Commissione - ad una serie di iniziative rispetto  alle
  quali la Regione assume un ruolo di coordinamento con una cabina di
  regia nella quale ci sarà la Magistratura, le forze dell'ordine, ci
  saranno  gli psicologi, ci sarà la Regione nelle sue articolazioni,
  speriamo   davvero   salutando,   ripeto,   con   grande    favore,
  l'approvazione  di questo grande atto di civiltà  che  la  Sicilia,
  ancora una volta, sia corifeo di buone normative che possono essere
  migliorate,  non  vi  è  dubbio, ma  rispetto  alle  quali  abbiamo
  richiamato attenzione e risorse da parte del governo centrale.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore Scavone. Io ringrazio  intanto  lei
  che  so  che per oggi aveva un problema anche ad arrivare e  venire
  qua, quindi la ringraziamo per lo sforzo che ha fatto.
   Dovete  considerare  per  favore il voto dell'onorevole  Catanzaro
  positivo alla legge perché evidentemente non ha funzionato. Il voto
  dell'onorevole  Lo Giudice anch'esso positivo, anche dell'onorevole
  Figuccia, dell'onorevole Lo Curto.
   Ma scusate, posso dire una cosa? Tutti voi, ovviamente è a verbale
  che hanno votato tutti, già fatto.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, anzitutto non risulta il mio voto quindi a verbale  che
  ho  votato per il  sì . Poi, devo avere qualche problema perché  da
  quando  siamo  in Covid mi risulta difficile votare  quindi  questa
  cosa la voglio sottolineare.
   Seconda  cosa,  voglio ringraziare l'Aula in  primis,  i  colleghi
  tutti,  voglio  ringraziare la Commissione,  ribadisco  ancora  una
  volta,  per  il  lavoro in armonia che è stato fatto e  l'assessore
  Scavone  per  il  contributo apportato ma  fondamentalmente  voglio
  lanciare  da  quest'Aula un messaggio a tutti coloro che  purtroppo
  vivono  situazioni  familiari di crisi, stress, difficoltà  e  sono
  soggetti  di  atti  criminosi che oggi, con  questa  norma,  questa
  Assemblea regionale ha intanto recepito norme nazionali,  ha  fatto
  sì  che per loro ci sia una tutela, sia per le donne con l'avvio al
  lavoro  e alla possibilità di poter continuare una vita per  quanto
  si possa dire normale ma soprattutto, ribadisco, per quelle vittime
  innocenti,  come  qualche  collega  ha  detto  prima,   che   hanno
  all'interno e vivono all'interno delle mura domestiche quei  drammi
  che  mai  penserebbero  di dover vivere e di  cui  essere  i  primi
  artefici e purtroppo vittime inconsapevoli.
   Quindi  il grazie oggi va a quest'Aula e soprattutto la  cosa  che
  voglio dire all'assessore Scavone è che mi auguro che questa cabina
  di  regia che è fondamentale, abbiamo previsto tutte le figure, non
  diventi  però  una  pastoia che metta in qualche maniera  ostacoli,
  lentezza,  ecc.  ecc.  perché di fronte a drammi  come  quelli  che
  abbiamo scorso un po' tutti negli interventi che si sono succeduti,
  questi  drammi hanno e meritano anche un'attenzione e una  risposta
  immediata  quindi  l'augurio  è  che  veramente  questa  poi  possa
  diventare una norma attuata e praticabile dopo i 120 giorni.
   Ringrazio l'onorevole Lupo per avere anticipato in qualche modo  i
  tempi perché anche questa è una cosa molto importante.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la  parola  all'onorevole  Zafarana,
  l'onorevole Cafeo sta presentando l'ordine del giorno?
   Onorevole Zafarana ha facoltà di intervenire.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  ringraziare la disponibilità dell'assessore Scavone al dialogo e al
  dibattito,  la disponibilità della Commissione ad approfondire,  ad
  affrontare  il tema, disponibilità è il voto favorevole  di  questa
  Aula  che  in  questo  momento si stringe, quindi,  attorno  ad  un
  problema  che  è  gravissimo e la cui pervasività e  i  cui  numeri
  spesso ci atterriscono e ci spaventano.
   Nel  momento  in  cui  noi siamo, appunto, legislatori  e  abbiamo
  l'obbligo,  l'onere  e  l'onore  di  dovere  pensare  a  come  fare
  funzionare   meglio  e  ottimizzare  sempre  più  i   servizi   per
  fronteggiare, per dare risposte al problema di tutte le  donne  che
  sono  vittime di abusi, di maltrattamenti, di violenza e  questo  è
  chiaramente un tassello in più.
   Questo mi preme sottolinearlo, e colgo l'occasione con questo  mio
  intervento   per  ringraziare  tutte  le  associazioni,   le   reti
  antiviolenza,  anche i magistrati che si mettono a  pieno  servizio
  anche per affrontare i casi più delicati, particolari.
   Spesso  come  rappresentanti  del  popolo  veniamo  sensibilizzati
  rispetto   a  situazioni  che  spesso  non  hanno  una  risoluzione
  immediata.
   Casi  di donne che, purtroppo, ricevono maltrattamenti, con  figli
  disabili, la cui accoglienza diventa ancora più delicata  e  ancora
  più  complessa,  e  io prendo questo momento, signor  Presidente  e
  assessore,  per  dire  che, sempre di più e  sempre  maggiore  deve
  essere la nostra attenzione e il nostro impegno, proprio per potere
  fronteggiare tutte le casistiche, anche in termini di sostenere  le
  case  di  accoglienza, di sostenere, appunto come dicevo prima,  le
  case  per  donne  gestanti  e madri che  spesso  si  trovano  nelle
  condizioni, per il rapporto difficile con le casse comunali, a  non
  riuscire a rendere veramente i servizi essenziali e non pagare  nei
  tempi  gli  operatori che fanno un grandissimo sforzo e  sacrificio
  nella formazione e nell'impegno di dedizione quotidiana.
   Oltre  a  ciò  chiaramente voglio ringraziare gli  uffici  per  il
  lavoro  anche  di  attenzione,  di sostegno  e  di  accompagnamento
  rispetto   ad  una  formulazione  che  è  andata  via  via   sempre
  migliorandosi e che ha visto, appunto, l'esito in questo testo  che
  speriamo  possa dare vita poi ad un contesto di confronto  che  sia
  produttivo.
   Mi  preme  anche  ribadire che la legge n. 3 del 2012  prevede  le
  borse lavoro.
   Spesso  anche queste, in questo momento mi si scuserà per  il  mio
  modo  di essere anche un po' accalorata però sono problemi con  cui
  ci  confrontiamo veramente quotidianamente rispetto alle  esigenze,
  le borse lavoro sono erogate spesso tardivamente.
   Non  si  riesce a dare spesso quella continuità della paga mensile
  che  dà  la  dignità del lavoro pertanto e, quindi,  in  questo  la
  Regione secondo me dovrà impegnarsi sempre di più, nella puntualità
  e chiaramente anche nell'altro canale del reddito di libertà.
   L'articolo  3 vuole ulteriormente prevedere previsioni nell'ambito
  delle  politiche attive, come ci diceva l'assessore in Commissione,
  perché le misure possano essere quanto mai ampie e, soprattutto  le
  chiedo assessore, strutturate e puntuali.
   Anche la puntualità nell'attività dell'Amministrazione, nonostante
  mi  rendo  conto le difficoltà con cui le finanziarie vanno  avanti
  negli anni, le approviamo sempre, purtroppo, a termini scaduti -  a
  maggio - però consideriamo che pure questo diventa un problema.
   Questo  vuole  essere  un  invito a  fare  sempre  meglio  perché,
  appunto,  il problema come detto da tutti è importante  e  grave  e
  penso che sia nostro dovere quotidiano dovercene occupare.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, l'emendamento  a  cui  prima  facevo
  riferimento è stato trasformato in ordine del giorno.
   Considerato  che si tratta di una legge nazionale,  impegniamo  il
  Governo  - in questo caso regionale - a interloquire immediatamente
  col  Governo  nazionale affinché possa inserire  fra  le  categorie
  svantaggiate  anche  le  donne  che  per  abusi  domestici,  o  per
  qualsiasi altra cosa possa mettere in difficoltà le famiglie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo trasferirvi dei complimenti
  ricevuti con una lettera della Presidente D'Amelio, Presidente  del
  Consiglio   regionale  della  Campania  nonché   Presidente   della
  Conferenza dei Consigli regionali e delle Assemblee regionali,  che
  mi  ha  scritto  proprio ieri sull'approvazione  all'unanimità  del
  nostro disegno di legge sulla forma di governo e in particolar modo
  per il numero obbligatorio di genere all'interno delle giunte.
   Ha  scritto a me questa lettera di complimenti che non  posso  non
  girare  a  tutti  voi deputati e a tutti quelli  che  hanno  votato
  questa legge.

   CRACOLICI. Lei, non condivideva

   PRESIDENTE. Io non condividevo sei, su quattro ero d'accordissimo.
  Grazie onorevole Cracolici è sempre molto buono.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.

      (La seduta sospesa alle ore 17.23, riprende alle ore 17.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Se l'ordine del giorno dell'onorevole Cafeo  è  stato
  presentato, io lo porrei in votazione, intanto.
   E'  stato  distribuito?  Distribuitelo,  che  appena  possiamo  lo
  votiamo,  perché,  diciamo, che faceva parte integrante  di  questa
  legge che abbiamo appena votato.


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
                               di nomine
          e designazioni di competenza regionale» (n. 673/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Norme  in  materia di nomine e designazioni  di  competenza
  regionale» (n. 373/A), posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Ciancio, per svolgere
  la relazione.

   CIANCIO,  relatore.  Signor Presidente,  mi  preme,  innanzitutto,
  ringraziare la Commissione, anche in questo caso, per il lavoro che
  ha  portato avanti alla presenza del Governo, perché in Commissione
  è  intervenuto il Segretario generale della Regione, la  dottoressa
  Mattarella, che ha condiviso con noi un percorso, e che ha  dato  i
  suoi suggerimenti, ed aiutato a migliorare il testo.
   In  cosa consiste? E' un testo molto semplice, sono 2 articoli, di
  cui  il  primo prevede un innalzamento - anche se di  fatto  è  una
  prassi,  ci  hanno  detto che andrebbe consolidata,  di  fatto,  in
  questo modo stiamo consolidando - delle competenze per i commissari
  straordinari.
   Chiediamo,  semplicemente, che abbiamo  gli  stessi  requisiti  di
  merito  che  sono previsti e richiesti per le nomine  degli  organi
  titolari, stiamo parlando degli enti regionali.
   Per  quanto riguarda, invece, l'articolo 2, il testo che vedete  è
  una  riscrittura della Commissione ma, ho capito che c'è  stato  un
  dibattito su questa riscrittura della Commissione e, probabilmente,
  anzi credo qua nel testo c'è la presentazione di un emendamento che
  riporta  al testo originario, così come l'avevo presentato.  Perché
  si  tratta,  io continuo a pensare, di una sorta di interpretazione
  della  norma  sulle  nomine  che dice che  chi  è  inquadrato  come
  funzionario  direttivo,  o all'interno dei  gabinetti,  può  essere
  equiparato  agli  interni, e quindi non passare  dal  parere  della
  Commissione.  Cosa che non è scritta, in realtà, in nessuna  legge,
  ma  è un'interpretazione dell'Ufficio legislativo della Regione,  e
  sulla base di questo, in passato, diciamo, alcune, poche, devo dire
  molto poche, nomine esterne sono state equiparate agli interni.
   Ecco, noi chiediamo che gli interni non vengano equiparati, quindi
  che  per interni si intendano quelli, i dipendenti assunti a  tempo
  indeterminato, e non coloro che magari sono stati assunti per  poco
  tempo,  magari, all'interno dei gabinetti, e che questi, come  ogni
  nomina  esterna,  non  che  non possano essere  nominati,  ma  che,
  quantomeno,  passino da un vaglio, dal controllo della  Commissione
  di  merito.  Quindi  questo è il testo. Ripeto,  era  uscito  dalla
  Commissione.  Il  testo che vedete è un'interpretazione  autentica,
  però  mi  rendo conto che su questo c'è stata una condivisione  sul
  testo   originario   che,  invece,  prevede,   da   oggi   in   poi
  fondamentalmente. E, quindi, se questo serve per andare avanti,  io
  sono assolutamente favorevole, perché era il testo originario.
   Per  il  resto,  Presidente, l'articolo 3, anche a  questo,  si  è
  presentato un soppressivo perché si è ritenuto ultroneo. E  quindi,
  questo è quanto.
   Mi  dispiace che ci sia stata, so insomma tra ieri ed oggi, un po'
  di  incomprensione su questo testo. Io non vorrei che  qualcuno  mi
  sopravvalutasse perché, voglio dire, non è mia intenzione  cambiare
  l'ordinamento regionale con questa legge. Stiamo semplicemente,  da
  un  lato consolidando delle prassi, e dall'altro interpretando  una
  norma  che,  secondo noi, non può, appunto, equiparare  interni  ed
  esterni, almeno per quanto riguarda il passaggio in Commissione.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Ciancio.  Sempre  meglio   essere
  sopravvalutati che sottovalutati, comunque
   Per quanto riguarda l'articolo 2, la correzione e l'emendamento  è
  fondamentale,  perché  non avremmo potuto, certamente,  far  votare
  un'interpretazione   autentica  che  avrebbe   comportato   -   c'è
  l'articolo  che  lo  cambia - perché ovviamente,  l'interpretazione
  autentica  avrebbe  coinvolto  tutti  quelli  che  sono  già  stati
  nominati  nel passato. Quindi, avremmo certamente avuto un problema
  enorme.
   La legge, che da oggi diventa questa, va ovviamente benissimo. Non
  ci  sono  problemi. Il Governo, su questa? Perché a  me  era  stato
  annunciato,  in qualche maniera, un emendamento. Non  è  stato  più
  presentato,  onorevole Grasso? No, niente. Può essere  che  sbaglio
  io.  Avevo capito che c'era un emendamento del Governo, che  invece
  non  c'è.  Ce n'è uno firmato dall'onorevole Assenza, che è  quello
  che cambia tutto l'articolo 2. E questo qua va bene.

   PELLEGRINO,   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  l'emendamento poi riguarda una parte del disegno di  legge  per  il
  quale la Commissione aveva espresso il parere favorevole, però io e
  l'onorevole Assenza eravamo contrari a questo emendamento che, poi,
  è passato in Commissione con la maggioranza della Commissione.
   Quindi, l'onorevole Assenza ha proposto l'emendamento proprio  per
  un fatto di coerenza.

   PRESIDENTE.  Sì, ma anche perché, se fosse rimasta interpretazione
  autentica,  non l'avremmo potuto accettare noi, perché non  avremmo
  potuto  rimettere  in discussione tutte le nomine  che  sono  state
  fatte  fino ad oggi  Interpretazione autentica significa che  tutto
  quello  che  è  stato finora è sbagliato, per cui non  lo  potevamo
  permettere.  E' stato fatto, punto. Che sia giusto o sbagliato  non
  sta  a  me  dirlo. Ho capito, ma siccome non possiamo  metterlo  in
  discussione, poiché se è giusto o sbagliato, ognuno di  noi  fa  le
  sue valutazioni e i posteri faranno le valutazioni complessive,  ma
  certo non lo possiamo decidere noi.
   Dobbiamo cominciare. C'è stato così un dibattito pour parler sulla
  norma. Possiamo cominciare? Con tranquillità, perché tanto ormai la
  legge è stata iniziata, per cui non c'è problema.
   Visto che ormai la legge è comunque stata iniziata, per cui non si
  può  più  fermare, c'è un problema di legge? Volete  che  rinviamo?
  Stiamo  verificando  solo il fatto dei numeri.  Tanto,  ripeto,  la
  legge  ormai  è stata iniziata, appena si riapre l'Aula,  qualsiasi
  giorno,  si  riparte  per  forza da  questo,  quindi  non  ci  sono
  problemi.

   CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO, relatore. Signor Presidente, potremmo trattare almeno gli
  emendamenti della Commissione, che sono stati condivisi  da  tutti,
  ci  tengo  a precisarlo. Poi magari per il voto finale, chiaramente
  ci aggiorniamo.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                          Nomine commissariali

        1. Le nomine dei commissari straordinari degli enti, aziende,
  agenzie   e   altri  organismi  pubblici  controllati,  finanziati,
  vigilati  o  istituiti dalla Regione sici-liana sono soggette  alle
  medesime  disposizioni  previste dalla  normativa  vigente  per  le
  nomine dei rispettivi organi titolari.

   L'emendamento 1.1 è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 1.2, della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ci rimettiamo all'Aula Presidente, io non lo conosco.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Di fatto è approvato l'articolo 1.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
       Interpretazione autentica del comma 2 bis dell'articolo 6
              della legge regionale 20 aprile 1976, n. 35

         1.  Al comma 2 bis dell'articolo 6 della legge regionale  20
  aprile  1976,  n.  35  e successive modifiche ed  integrazioni,  le
  parole   in servizio' si interpretano con riferimento al  personale
  assunto con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

   Credo  che  forse  è  su questo che ci sono più  problemi,  o  no,
  onorevole Assenza?
   Onorevole Cordaro, il Presidente è disponibile a tutto. Nel  senso
  che,  se  c'è qualche problema e voi volete che deve essere rivisto
  con  più  attenzione  e chiedete di rimandare,  certamente  non  ci
  potranno essere contrarietà da parte mia.
   Ho capito che c'è un minimo di confusione, per cui la mia proposta
  è anche quella di rimandare a martedì prossimo, non succede niente.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, a scanso di equivoci, io ho  sostenuto,
  insieme  all'onorevole Ciancio e ad altri colleghi, che  fosse  più
  corretto chiarire che l'interpretazione autentica è quella  di  cui
  è,  forma  a  parte,  praticamente il testo dell'articolo  2  della
  Commissione.
   Però,   se  c'è  un  problema,  il  Governo  ne  fa  un  problema,
  soprattutto la proponente, l'onorevole Ciancio, non ne è  convinta,
  per  quanto  ci  riguarda, va bene anche la proposta dell'onorevole
  Assenza, che posso anche condividere, così questa legge la  votiamo
  e  andiamo  avanti,  perché tenere l'Aula  bloccata,  comunque,  mi
  sembra che sia un errore.

   PRESIDENTE.  La  formulazione dell'onorevole Assenza  è  votabile,
  mentre   l'altra  per  quanto  ci  riguarda  non   lo   è,   perché
  interpretazione autentica, ripeto, non ne possiamo...

   LUPO. Appongo la mia firma.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, la nostra proposta è quella di, siccome
  stiamo votando una norma di interpretazione autentica, e il Governo
  non  ha  potuto partecipare ai lavori di Commissione, mi sembra  di
  capire...

   PELLEGRINO,   presidente   della  Commissione.   Il   Governo   ha
  partecipato,  c'era  l'avvocato  Mattarella  e  c'era  il   dottore
  Salamone.

   ARICO'.  Presidente, è la prima volta che un deputato  può  essere
  interrotto non dal Presidente. Allora, dal Presidente va bene

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, continui. Non ha interrotto;  su  una
  sua affermazione lui ha detto il contrario. Fa parte del dibattito.

   ARICO'.  E' la prima volta che capita. Se l'Aula potesse  valutare
  l'idea  di  prendere  qualche  ora di  tempo  per  valutare  questi
  emendamenti, potremmo chiedere un'ora di tempo, mezz'ora di  tempo,
  un'ora di tempo per l'interruzione per confrontarci col Governo, il
  Governo  presente  oggi  in  Aula se ha partecipato  il  Segretario
  Generale, mi sembra di aver capito, capisco anche che non ha potuto
  partecipare un Assessore delegato. E' giusto, Presidente? Però,  se
  facciamo la Commissione, Presidente Pellegrino, non ci riusciamo.

   PRESIDENTE. Di fatto c'è una proposta di rinvio.

   ARICO'.   Mezz'ora.   Quante   volte   abbiamo   valutato   l'idea
  d'interrompere mezz'ora i lavori d'Aula per approfondire.

   PRESIDENTE.  Per  quanto mi riguarda, non c'è nessun  problema  di
  sospendere  per  mezz'ora  se c'è da chiarire  qualche  cosa  e  ci
  rivediamo  tra  mezz'ora  oppure  decidiamo  di  andare  a  martedì
  prossimo  oppure  votiamo. Tanto, ripeto, per  quanto  mi  riguarda
  ormai  il  problema  tempo può soltanto,  se  qualcuno  lo  chiede,
  migliorare  le  cose, perché non è che non possiamo più  votare  la
  legge.  L'articolo 1 già è votato, è esattamente  come  quello  che
  abbiamo fatto ieri, ormai l'iter legislativo è iniziato, quindi non
  si può fermare.

   ARICO'. E' esattamente per questo, quello di potere migliorare  la
  legge.

   PRESIDENTE.  Quindi,  la  proposta  dell'onorevole  Aricò  non  mi
  sembra

   ARICO'.  Sappiamo  che  sono  stati presentati  anche  emendamenti
  migliorativi dalla Commissione.

   PRESIDENTE. Non mi sembra che la proposta dell'onorevole Aricò sia
  così  straordinariamente  sbagliata. Mi  sembra  che  sia  più  che
  legittima. Sentiamo il Governo.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  appena  ieri su istanza del caro collega  Lupo  questo
  Assessore  non ha avuto nessuna difficoltà, condividendone  l'iter,
  nell'individuare un termine per gli emendamenti sul ddl al  governo
  del territorio che è stato richiesto dall'opposizione.
   Ora,  posto  che  non si tratta, ovviamente,  di  uno  scambio  di
  richieste ma si tratta di una valutazione e che questa è una  legge
  comunque  che  ha una refluenza rispetto alla quale  io  credo  che
  tutti  i  colleghi assenti, molti dei quali si erano  convinti  che
  votata  la  legge  sulla  violenza  di  genere  l'Aula  si  sarebbe
  conclusa,  vogliono  essere  presenti.  Mi  pare  ictu  oculi,  fra
  l'altro,  che  non  siamo in numero legale per  cui,  se  lo  vuole
  accertare,  Presidente, perché altrimenti il problema  diventerebbe
  semplicemente quello di votare in assenza del numero  legale  e  di
  dovere  tornare fra un'ora sapendo che, comunque, il numero  legale
  non c'è.
   Quindi,  posto che la legge, come ha correttamente  detto  lei,  è
  incardinata, posto che la legge ormai deve essere votata e non  c'è
  nessuna  ragione perché ciò non accada, io chiedo semplicemente  di
  fare  una valutazione di opportunità per rinviare il voto finale  a
  martedì. Tutto qua.

   PRESIDENTE.  Onestamente, la proposta del  Governo  che  prima  ha
  fatto  l'onorevole Aricò è una proposta più che legittima.  Ripeto,
  tanto  non può far parte di una norma filibustrering come si diceva
  una  volta, per perdere tempo, perché tanto la legge, quale che sia
  il  giorno,  è qua, rimane aperta e, quindi, alla prima  volta  che
   riscampanelliamo  si ricomincia con questa legge per cui  non  c'è
  problema.
   Quindi,  se  il  Governo  e  la  maggioranza,  un  capogruppo   di
  maggioranza  e  il  Governo chiedono una cosa di questo  genere  io
  direi   che   la   concediamo.  Dopodiché,  qualsiasi  ragionamento
  successivo  si  fa nel momento in cui il Governo  ha  guardato  con
  attenzione  le  cose così come capita spesso da  parte  dei  gruppi
  parlamentari,  dell'opposizione o della maggioranza,  di  chiedermi
  una  riflessione  su una legge, nel momento in  cui  la  chiede  un
  capogruppo  di  maggioranza e la chiede il Governo,  veramente  non
  trovo niente di scandaloso e spero che non ci sia nessun problema a
  dare alla richiesta del governo parere positivo.

   CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO,  relatore. Signor Presidente, prego  il  Governo  di  non
  avere pregiudizi su questa norma.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, è proprio per non avere  pregiudizi
  che chiedono qualche momento di riflessione.

   CIANCIO, relatore. L'Aula non mi sembra neanche tanto vuota.

   PRESIDENTE.  Ma  il  problema  non è  l'Aula;  il  problema  è  la
  richiesta del Governo.

   CIANCIO,  relatore.  Noi siamo rimasti perché  c'erano  due  punti
  all'ordine  del giorno. Ne abbiamo approvato uno. Non sono  neanche
  le  10.00 di sera, quindi non capisco perché c'è stato questo fuggi
  fuggi.

   PRESIDENTE.  E'  fin troppo evidente che c'è una  richiesta  e  di
  fronte alla richiesta di un Capogruppo di maggioranza e del Governo
  su una riflessione, proprio per evitare che ci siano pregiudizi, io
  non credo che ci sia niente di male.

   CIANCIO, relatore. Signor Presidente, io apprezzo il tentativo  di
  contributo del collega, ma non c'è altro modo di modificarlo. Oltre
  che  farlo così non si può fare altrimenti. A meno che non si  dice
   non  siamo d'accordo sul testo. Voglio mantenere il soppressivo  e
  quindi voglio votare il soppressivo .

   PRESIDENTE. No. Le chiedo scusa. Se ci fosse una volontà di questo
  tipo,  peraltro  ci  siamo già sentiti prima e  le  ho  detto  che,
  com'era  ovvio  che fosse perché all'ordine del  giorno,  io  avrei
  iniziato  l'iter di questa legge e lo abbiamo fatto tranquillamente
  e  capisco pure la sua voglia di andare avanti. Capisco pure quella
  di  alcuni  colleghi però. Credetemi, così come sono  sempre  stato
  garante  nei  confronti  di chiunque quando  mi  viene  chiesto  un
  momento  di  riflessione su una legge, proprio perché evidentemente
  abbiamo  capito,  anche  dall'imbarazzo di  qualcuno,  che  qualche
  problema è probabile che ci sia per cui non c'è veramente niente di
  male.  Onorevole  Ciancio,  non dica  che  non  ci  possono  essere
  problemi  perché, evidentemente, se qualche problema ci può  essere
  questo lo lasci decidere ad altri.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, diamo per scontato però che ovviamente
  accettiamo la proposta del Governo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Darlo per scontato io le chiederei di metterlo in votazione
  in  Aula.  Perché? L'onorevole Aricò è firmatario di un emendamento
  soppressivo  dell'articolo;  quindi,  quale  sia  la  sua  opinione
  sull'articolo penso sia chiaro a tutti noi.
   Se si vuole rinviare l'Aula, solo perché la maggioranza è assente,
  alla  prossima seduta per bocciare l'articolo e la legge il Governo
  lo dica. Io lo trovo scorretto.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, su una richiesta

   LUPO. Almeno diteci qual è il motivo

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, il motivo evidentemente ci  sarà.  C'è
  qualche dubbio.

   LUPO.  Signor Presidente, non è che ci sarà, ci dicano qual è.  Ma
  non possiamo rinviare la seduta

   PRESIDENTE.  Ma  certamente  non può essere  quello  di  bocciarla
  perché sarebbe

   LUPO. Io invece le dico di sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Io non credo.

   LUPO.  Perché  non si può dire che il Governo non  ha  partecipato
  perché

   PRESIDENTE. Nel momento in cui, onorevole Lupo, l'onorevole

   LUPO. Mi fa completare?

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Aricò  ha   chiesto   un   momento   di
  riflessione, l'onorevole Assenza ha di fatto

   LUPO. L'onorevole Aricò è firmatario di un emendamento soppressivo
  dell'articolo.

   PRESIDENTE. Intanto, era già stato ritirato. Poi ci sono leggi

   LUPO.  Lasci  stare. Che lo ritiri oggi che non ha  i  numeri  per
  approvarlo,  a  me  non interessa. Il problema è che  può  bocciare
  l'articolo e la legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, io

   LUPO.  Non è che l'avvocato Mattarella è andato in Commissione  di
  sua iniziativa personale

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ci sono state

   LUPO.  Presidente,   lei non può sospendere la  partita  tutte  le
  volte in cui la maggioranza non c'è.
   C'è  un  ordine  del giorno. E' offensivo che l'assessore  Cordaro
  dica  che  i colleghi non si sono accorti. Sapevano. C'è un  ordine
  del  giorno  e  siamo qui. Perché non si vota? Perché  non  c'è  la
  maggioranza?

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, è successo

   LUPO.  Questo  lei  non lo può fare  Il Regolamento  lei  lo  deve
  applicare, non lo può interpretare per gli amici e applicare per  i
  nemici

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, quest'ultima  sua  frase  non  mi  è
  piaciuta perché mi sembra che in qualsiasi occasione io abbia avuto
  una richiesta di sospensione per chiarimenti, compresa

                    (Interruzione fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ho  capito; ma chi va avanti  è  perché  ha  le  idee
  chiare,   chi  chiede  la  sospensione  non  ce  l'ha.   Per   cui,
  evidentemente  lei  non  ha  bisogno di  chiarirsele,  qualcuno  ha
  bisogno di chiarirsele per cui noi chiudiamo, votiamo. L'ordine del
  giorno dell'onorevole Cafeo lo abbiamo votato?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, se ci fosse  stato  da  parte  del
  Governo  o  della  maggioranza una idea di non fare  votare  questa
  legge  qualcuno mi avrebbe detto:  spostiamola in avanti . Io  l'ho
  fatta  iniziare proprio perché non ci siano questi dubbi, onorevole
  Ciancio.

   CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO,  relatore. Posso chiederle di evitare,  eventualmente,  di
  ricevere  nuovi  emendamenti  aggiuntivi?  Magari,  il  Governo   la
  prossima  settimana  presenta degli emendamenti aggiuntivi  che  poi
  dovranno  essere  valutati.  Valutiamo il  testo  così  com'è  senza
  ulteriori

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, quello che garantisco al cento  per
  cento  -  e  lo  garantisco - è che sarà totalmente  rispettato  il
  Regolamento.  Per  cui,  se ci saranno emendamenti  aggiuntivi  non
  saranno  presi  in  considerazione. Se ci  sarà  il  Governo  o  la
  Commissione che presenterà qualche emendamento di chiarimento o che
  possa  migliorare  la legge, non c'è motivo che questo  non  lo  si
  faccia.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza,  non  ci  si  metta   pure   lei.
  Onorevole  Assenza, se la maggioranza  e  anche il  suo  Capogruppo
  mi  chiede  di  rinviare,  io rinvio. Non posso  dire  rinviamo  e,
  intanto, votiamo gli emendamenti della maggioranza
   Però, scusate, per essere chiari  perché non possiamo passare  per
  matti, io ho chiesto al Governo il parere su questo emendamento. Il
  parere del Governo non mi è stato dato, dopo un attimo di confronto
  fra  di  loro, mi è stato chiesto di sospendere. Se il  Governo  mi
  dice  che il parere è favorevole, lo mettiamo in votazione.  Questo
  mi è stato chiesto

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE.  Se  mi  è  stato chiesto  il  rinvio  perché  c'è  da
  chiarire qualcosa su questo emendamento, se invece  non c'è  niente
  da chiarire ovviamente lo votiamo, onorevole Lupo.
   Ripeto  per  l'ennesima  volta: su questo emendamento  ho  chiesto
  parere al Governo. Il Governo si è voltato e con educazione  mi  ha
  chiesto  la possibilità di una riflessione. Dopodiché,  se  ora  il
  Governo mi dice che, invece, questo emendamento lo possiamo votare,
  io  ovviamente lo faccio votare. Ma chiunque chieda una riflessione
  - nei limiti del possibile - io la darò
   L'Assessore  mi dice che ci sono alcune cose che non  sono  chiare
  e, quindi, diamogli il tempo di chiarirsi.
   Il  Governo  si  rimette all'Aula? Benissimo. Pongo  in  votazione
  l'emendamento   2.2,  interamente sostitutivo  dell'articolo  2,  a
  firma dell'onorevole Assenza. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, vorrei capire se c'è un motivo  per  fermarci
  così come mi è stato detto, non ho problemi a farlo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Ho  già  consentito, siccome l'onorevole Assenza -  che  fa  parte
  fino  a  prova contraria di questa maggioranza - mi ha  chiesto  di
  votarlo.

   358, 359 e 360

     Presentazione degli ordini del giorno nn. 353, 354, 355, 356,
                          357, 358, 359 e 360

   PRESIDENTE.  Si  passa agli ordini del giorno nn. 353,  354,  355,
  356, 357, 358, 359 e 360. Li avete ricevuti?
   Il  Governo  accetta  come raccomandazione tutti  gli  ordini  del
  giorno?  Benissimo.  Quindi,  tutti  gli  ordini  del  giorno  sono
  accettati  come raccomandazione.

   (In  relazione  alla  precisazione del Presidente  dell'Assemblea,
  resa  nella  seduta n. 197 del 16 giugno 2020, sono  da  intendersi
  accettati come raccomandazione altresì gli ordini del giorno n. 351
  e  n.  352,  distribuiti in corso di seduta, in quanto  di  analogo
  contenuto a quelli annunciati)


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Assessore Cordaro,  l'onorevole  Lupo
  credo  che nel suo intervento debba fare una richiesta al  Governo,
  mi ha detto,  più a lei  che all'assessore Grasso.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Presidente
  a  me interessa, intanto, che mi ascolti lei, l'Aula e, ovviamente,
  gli Assessori qui presenti.
   Abbiamo  appreso  da notizie di stampa che ieri  si  è  svolto  un
  incontro tra il Presidente della Regione ed il Ministro per il Sud.
  Il  Ministro per il Sud ha dichiarato alla stampa che non ha ancora
  avuto  dalla  Regione  siciliana la proposta di  rimodulazione  dei
  Fondi  Poc e che la Sicilia è l'ultima regione d'Italia che non  ha
  ancora avanzato una proposta di rimodulazione.
   Io  mi  voglio  rivolgere  a  lei,  Presidente,  come  garante  di
  quest'Aula,  come  ha  dimostrato  di  esserlo  in  occasione,   in
  particolare,  dell'approvazione della legge  di  stabilità,  perché
  gran  parte  dell'attuazione della legge di stabilità,  come  sanno
  bene  i  colleghi - in particolare il Presidente della  commissione
  Bilancio,  Savona - dipende dalla rimodulazione proprio  dei  Fondi
  Poc per la copertura di numerosi articoli.
   Allora,  se  il  Governo della Regione siciliana  non  avanza  una
  proposta  di  rimodulazione  al Governo nazionale,  la  finanziaria
  approvata  è  morta. Siccome siamo in piena emergenza  Coronavirus,
  soprattutto oggi dal punto di vista economico e sociale, e  servono
  risorse  finanziarie  urgenti da iniettare nel circuito  produttivo
  della  Sicilia,  io  la  prego  di  chiedere  all'assessore  Armao,
  martedì,  di  riferire  su  questo  punto.  Dovrebbe  riferire   il
  Presidente  della Regione, se non potesse almeno l'assessore  Armao
  nella qualità di assessore per l'Economia e di Vicepresidente della
  Regione,  perché questo è un punto cruciale. Sono passati due  mesi
  quasi  dall'approvazione  della  legge  finanziaria  e,  ancora,  i
  siciliani  non  hanno  ricevuto un solo euro. Deve  essere  chiaro,
  quanto  meno ai siciliani, che non dipende dalla buona  volontà  di
  questo Parlamento.

   PRESIDENTE. Siccome martedì noi abbiamo il dibattito  in  Aula  su
  una  mozione  sulla fiscalità di vantaggio, e quindi sarà  presente
  l'assessore  Armao, credo che la sua legittima richiesta  si  possa
  discutere in quella occasione.
   Per  cui,  io farò presente all'assessore Armao che ci sarà  anche
  questa  parte di dibattito, non soltanto quella sulla fiscalità  di
  vantaggio  non c'è bisogno di interpellanza tanto lo ha  già  fatto
  verbalmente; noi lo comunichiamo al Governo, c'è l'assessore Grasso
  che,   peraltro,   sta   ascoltando  e,   quindi,   si   può   fare
  tranquillamente carico di riferire lei stessa, ma,  in  ogni  caso,
  sarà  mia  cura riferire al Governo che martedì, oltre  la  mozione
  sulla  fiscalità di vantaggio, potremo dibattere anche  su  questo,
  che poi questa è una informazione che deve avere il Governo.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, ieri, insomma, è arrivata  la  notizia,
  forse  anche due giorni fa, finalmente, della firma definitiva  per
  l'approvazione  delle  Zes, zone economiche  speciali,  sulle  aree
  retroportuali, sui nodi transeuropei dei trasporti,  che  interessa
  delle  grandi  aree che, purtroppo, stanno soffrendo già  da  molto
  tempo  di  una grande crisi e delle aree residuali che  sono  state
  sparpagliate un po' per la Sicilia.
   Benissimo, ringraziamo il ministro Provenzano e, ancora  prima  di
  lui,  il  ministro  Lezzi  per avere messo  mano  a  questa  grande
  promessa per lo sviluppo delle imprese siciliane. Però, Presidente,
  non  sono  stata  assolutamente soddisfatta delle dichiarazioni  da
  parte  dell'assessore Turano, che ha divagato su  delle  iniziative
  che vuole fare a favore delle imprese del Nord Italia o dell'estero
  per  attirarle  qui in Sicilia; e direte  cosa ha in  contrario  la
  Foti? . Non ha nulla in contrario, non avrei nulla in contrario  se
  vedessi  che  per  le  imprese siciliane  ci  fosse  un  minimo  di
  attenzione.
   Di  cosa parliamo? Le aree ex Asi, dove insistono i capannoni  che
  sono  insediamenti industriali che resistono in Sicilia,  fin dalla
  scorsa  Legislatura chiedono, in virtù della legge 8 del  2012,  di
  potere  acquistare  i capannoni per i quali attualmente  pagano  un
  canone  e  potere scomputare, come prevede la norma, dal  pagamento
  dell'acquisto di questi immobili gli affitti ad oggi pagati.
   Bene,   Presidente,   in   Commissione  nell'arco   della   scorsa
  Legislatura  e  in  questa  Legislatura, nonostante  le  insistenti
  richieste non si ha notizia di questa vicenda.
   Ora  a  questa  drammatica  situazione,   aggiungendosi  la  crisi
  attuale   che   stiamo   vivendo,  direi  che   appare   abbastanza
  insopportabile leggere che si stanno pianificando degli  aiuti  per
  le  imprese che dal Nord dovrebbero venire in Sicilia e addirittura
  potrebbero   sfrattare  le  nostre  imprese.   Parliamo   di   zone
  industriali di tutte le province, Palermo, Caltanissetta, l'Asi  di
  Enna,  insomma  territori ove ci sono insediamenti  produttivi  che
  producono  per noi, però devono continuare a pagare il canone,  non
  possono comprare il capannone, non vedono parti di investimenti  né
  sulle  strade  né  tanto  meno di riqualificazione  dei  capannoni,
  perché  ricordiamo  che quel canone lo pagano per  avere  strutture
  efficienti  e  a  norma. Di tutto questo non  c'è  traccia;  queste
  imprese devono pagare due volte e vivono nell'incertezza di vedersi
  da un giorno all'altro sfrattati.
   Vorrei  ricordare che nella prima versione della  finanziaria  che
  stata esitata a gennaio, c'era un articolo che andava a rivedere  i
  criteri di vendita di questi capannoni, dimezzando del 50 per cento
  quindi  il  potere d'acquisto di chi già sta pagando un  capannone,
  conscio del fatto che quando lo vuole comprare, lo dovrebbe  potere
  comprare scomputando questi canoni.
   Ora, Presidente, è bello fare gli annunci sul giornale, il Governo
  ne   ha  tutta  la  facoltà,  ma  l'Assessore  Turano  con  il  suo
  commissario che si occupa di questa vendita, anzi che non si occupa
  di questa vendita, prima di parlare di imprese che dal Nord vengono
  a sfrattare i nostri imprenditori dovrebbero prima di tutto tenersi
  stretti quelli che abbiamo, che sono la forza produttiva del nostro
  territorio.
   Questo è un problema che oggi mi è stato lamentato. Io vorrei  che
  la  prossima settimana quando viene l'assessore Armao se c'è  anche
  la pazienza di parlare di attività produttive, l'Assessore venga  a
  riferire   su  questa  cosa  che  si  trascina  già  dalla   scorsa
  Legislatura e non se ne può più, veramente. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Foti.  E'  iscritta   a   parlare
  l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.

   LA   ROCCA  RUVOLO.  Grazie,  Presidente.  Prendo  la  parola  per
  denunciare  una cosa alquanto strana che è successa -   e  parlo  a
  nome  della Commissione, ovviamente, e non a nome personale  -  con
  l'Università di Palermo.
     Se  mi  può  ascoltare un secondo Presidente perché è  una  cosa
  velocissima, tra istituzioni sta succedendo un modo così anomalo di
  ragionare  che  mi sento, oggi, in dovere di denunciarlo  in  Aula.
  Abbiamo, come Commissione, chiesto all'Università di Palermo  copia
  di  due convenzioni fatte con due strutture private. Bene, per  ben
  due  volte abbiamo dovuto fare la richiesta e per ben due volte c'è
  stato  detto  che  non  vengono forniti gli  atti  perché  dobbiamo
  spiegarne i motivi. Parliamo della Facoltà di Medicina e mi chiedo,
  come  Commissione, quale altro motivo può chiedere una  Commissione
  parlamentare per il ruolo che riveste cosa dovrebbe mettere  quando
  con  l'accesso civico qualunque cittadino può chiedere gli atti  di
  qualunque tipo e di qualunque natura.
   Siamo  fortemente rammaricati perché questo atteggiamento  non  va
  sicuramente  in  una  direzione  di leale  collaborazione.  Grazie,
  Presidente.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo; la prego di  volere
  inviare  all'indirizzo della Presidenza una nota  dove,  anche  per
  grandi linee, descrive la situazione per i dovuti approfondimenti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Grazie, Presidente, semplicemente per fare presente  una
  cosa.  Abbiamo appreso da notizie di stampa che il Governo Musumeci
  nelle  scorse  settimane ha nominato un Assessore alla  cultura  di
  stampo  leghista.  Volevamo  chiedere, siccome  non  abbiamo  avuto
  conferma che effettivamente questo Assessore esista, se gentilmente
  lo  si  volesse  invitare a presentarsi in Aula  e  presentarsi  al
  Parlamento,  perché  non abbiamo capito  se  è  vero  che  è  stato
  nominato  questo Assessore oppure no perché lo abbiamo  letto  solo
  sui giornali. In Parlamento qua ancora non lo abbiamo visto.
   Quindi,  se  volesse gentilmente rivolgere un invito all'Assessore
  se  si volesse presentare, raccontarci cosa vuole fare nei prossimi
  mesi per rilanciare la cultura, i nostri teatri, se ha capito quali
  sono  i  siti archeologici  più grandi d'Europa o se sia ancora  in
  stato  di  confusione.  Giusto per avere  un'idea.  Grazie,  Signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  L'assessore  Bernadette Grasso  chiaramente  farà  da
  portavoce.  Immagino  che se il 1  luglio  il  Presidente  verrà  a
  riferire  sull'attuazione del suo programma, è  possibile  che  gli
  Assessori  siano  presenti  ed  anche  l'Assessore  per   i    beni
  culturali.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  23  giugno
  2020, alle ore 16.00. (*)

                   La seduta è tolta alle ore 18.26


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         199a  SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 23 giugno 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

          N. 418  - Iniziative per l'elaborazione e l'attuazione di
              obiettivi  strategici rivolti al  rilancio  economico
              del Meridione e della Sicilia. (V. allegato)

         (9 giugno 2020)

                           LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - ARANCIO -
                           BARBAGALLO - DIPASQUALE - CATANZARO - DE
                           DOMENICO

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1)   Norme  in  materia di nomine e designazioni di competenza
      regionale . (n. 673/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

    2)  Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
      187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

    3)    Norme  per  il  funzionamento  e  i  compiti  del  Corpo
      Forestale della Regione siciliana . (n. 733/A Stralcio  I COMM ter)

           Relatore: on. Pellegrino

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1364 - Chiarimenti in merito al processo di analisi di tamponi
  orofaringei   volte  alle  attività  di  screening  necessarie   in
  relazione all'emergenza da Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Marano  Jose;  Pagana Elena; De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1366 - Misure urgenti finalizzate a revocare la chiusura della
  filiale Unicredit sita nel Comune di Randazzo (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Di Mauro Giovanni

   N.  1369 - Notizie sulla disponibilità di tutti i farmaci  in  uso
  per i pazienti affetti da Covid-19.
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N.  1370 - Iniziative  per  verifiche  sul  corretto funzionamento
  del   meccanismo   di  sostegno  economico  alla   popolazione   in
  conseguenza della pandemia da Covid-19 in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Fava Claudio

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1360  -  Interventi  urgenti per il  superamento  delle  gravi
  criticità  nel  sistema  di  analisi di reperti  biologici  per  il
  monitoragggio delle infezioni da Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cafeo Giovanni

   N.  1361  -  Chiarimenti  in  merito  alle  prestazioni  sanitarie
  fondamentali  per  l'assistenza ai  soggetti  affetti  da  disturbi
  pervasivi dello sviluppo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Marano  Jose;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1362 - Intendimenti circa gli strumenti di sostegno al reddito
  per i lavoratori delle I.I.P.P.A.B. regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Foti   Angela;  Ciancio  Gianina;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N. 1363 - Misure urgenti di applicazione dell'art. 87 del decreto-
  legge n. 18 del 2020 in materia di lavoro agile.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Zafarana  Valentina;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1365  -  Chiarimenti  in  ordine  al  riparto  ai  Comuni  del
  contributo    per   beni   di   prima   necessità,   criteri    per
  l'individuazione   dei   beneficiari   finali   della   misura    e
  l'istituzione di un nucleo di monitoraggio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Lentini Salvatore

   N.  1367 - Proroga dei termini per l'aggiornamento dell'Albo unico
  regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele

   N.  1368 - Interventi al fine di consentire gli spostamenti per la
  coltivazione hobbistica di piccoli fondi.
   - Presidente Regione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1371  -  Iniziative per prevenire il diffondersi dell'epidemia
  COVID-19  all'interno delle case di riposo per anziani presenti  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.