Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.28
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, dovremmo procedere con il seguito della
discussione disegno di legge Norme di contrasto al fenomeno della
violenza di genere e misure di solidarietà agli orfani per crimini
domestici (nn. 556-124/A).
Non vedo l'onorevole La Rocca Ruvolo. Se i deputati sono
d'accordo, potremmo cambiare l'ordine dei lavori; l'assessore
Grasso è presente. Qualcuno può darmi notizie della Commissione
Sanità e della Presidente La Rocca Ruvolo, altrimenti
invertiamo l'ordine dei lavori. Dobbiamo capire se l'onorevole La
Rocca Ruvolo c'è e, quindi, possiamo iniziare, altrimenti cambiamo
l'ordine dei lavori. Allora, aspettiamo altrimenti dobbiamo votare
l'inversione dell'ordine di lavori.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Galluzzo, Barbagallo, Gucciardi, Arancio e
Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Seguito della discussione del disegno di legge numero 556-124 /A:
« Norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e misure
di solidarietà agli orfani per crimini domestici »
PRESIDENTE Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e misure
di solidarietà agli orfani per crimini domestici» (556-124/A) posto
al numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo, presidente
della Commissione e relatore, per svolgere la relazione. Ne ha
facoltà.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Vorrei
ringraziarla, signor Presidente, per avere messo all'ordine del
giorno questo disegno di legge che nasce da una condivisione in
Commissione dei vari disegni di legge a riguardo.
Ce n'era uno della collega, onorevole Zafarana del Gruppo
Movimento Cinque Stelle, e poi uno a mia firma e della collega,
onorevole Amata. Alla fine siamo usciti con un unico testo della
Commissione.
Mi preme sottolineare che, al netto di tutte le misure - ringrazio
l'Assessore Scavone - previste in questo disegno di legge, la cosa
che voglio in primis sottolineare è che se il disegno di legge
verrà votato da quest'Aula, se ci sarà la condivisione da parte
dell'Aula, quest'Aula andrà a normare una materia alquanto
delicata, ossia, quella che riguarda le vittime delle violenze
domestiche, che sono i figli.
Quando ho pensato a questo disegno di legge, anche se in un'Aula
vuota voglio dire, ho pensato ad un caso specifico accaduto nel mio
territorio, ad un bimbo - all'epoca dei fatti aveva cinque anni -
il padre massacrò la mamma davanti ai suoi occhi e poi si buttò,
per chi conosce il territorio, dal ponte di Castelvetrano.
Questo ragazzino è rimasto affidato prima ai nonni, poi a una zia
- perché sono morti anche i nonni - e, oggi, che chiede magari di
potere studiare, di potere avere un supporto economico, nessuno si
può fare carico di lui - a meno che tu non abbia alle spalle una
famiglia che è facoltosa o nelle possibilità e nelle condizioni di
poterti dare sostegno.
Quindi, la prima cosa che voglio mettere in evidenza è proprio
questo: il disegno di legge va ad intercettare quelle che sono,
intanto, i fenomeni domestici che tutti conosciamo, ma attraverso
un supporto economico - fino all'età dei 25 anni -, dare alle
vittime di queste violenze la possibilità di pensare ad un minimo
di futuro.
Non mi voglio soffermare a lungo, però diciamo nel contesto da un
lato i crimini familiari sono diventati all'ordine del giorno, tema
purtroppo scottante ma attuale, dall'altro lato spesso ci si
interroga che fine fanno questi ragazzi, dove sono, chi se ne
prende cura, in che maniera continuano a vivere la loro vita? E al
dramma psicologico, evolutivo, perché sicuramente hanno grossi
problemi da un punto di vista psicologico, si aggiunge anche il
dramma sociale, il dramma economico di non poter fare, magari,
quello, avrebbero voluto o quello che la vita avrebbe potuto
riservare loro se non avessero avuto all'interno della famiglia un
elemento violento.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Il
tema delle politiche per il contrasto alle violenze di genere,
sicuramente è un tema che ci deve sempre interrogare. L'attualità,
i fatti di cronaca, ed anche le istanze educative e di proporre
itinerari di formazione per le nuove generazioni pongono alla
coscienza del legislatore una serie di domande che, secondo me,
sono nette e severe. Cosa fa la Regione per rispondere e per dare
risposte concrete a coloro che dovessero venire in queste
situazioni? Quali sono i servizi? Sono efficaci? Come noi riusciamo
a dare una mano, non soltanto alla donna vittima di violenza o di
crimine domestico, ma anche ai figli che, come voi sapete,
sicuramente sono strettamente correlati nelle sorti della madre,
spesso e volentieri.
Come si fa a dare un supporto alle donne, allorquando queste non
soltanto, appunto, dopo il penoso accadimento debbano allontanarsi
da casa per situazioni incompatibili ed ambientali o anche debbano
ricominciare una nuova vita, trovare la forza e le risorse
economiche, e tutto quanto passa dalla dignità del lavoro.
Ed, allora, il contributo che, appunto, ho inteso dare con questa
proposta di legge, ma che è stato apprezzato dalla Commissione
competente e che ha avuto, pertanto, esito favorevole, grande
accoglimento, è stato proprio nel senso di collaborazione anche,
cercando di interpretare le esigenze dell'Amministrazione
regionale, quella di voler dare un contributo in questi termini:
l'istituzione di una cabina di regia che possa essere il luogo dove
l'assessore per la famiglia, dove l'assessore per la sanità e
l'assessore per l'istruzione e formazione, possano ancor più
parlare per programmare e per concertare, per condividere percorsi
in applicazione del Piano nazionale contro le violenze di genere,
che siano appunto condivisi, perché la mano destra sappia sempre
ciò che fa la mano sinistra, e perché quell'aspetto, che è quello
fondamentale della istruzione della formazione delle nuove
generazioni, che porta anche al profondo cambiamento, dovrebbe
portare al profondo cambiamento di questa subcultura della violenza
di genere, possa essere anche questo un tassello fondamentale su
cui puntare, perché non dobbiamo mai pensare di poter venire fuori
da un problema se non pensiamo alle nuove generazioni.
Questo il primo tassello, quindi la creazione di questa cabina
interistituzionale che possa vedere anche con la partecipazione,
ove possibile, delle forze dell'ordine, della magistratura, delle
prefetture, di rappresentanti dell'Anci, perché tanto lavoro
svolgono queste forze all'interno di un discorso generale di
offerta di servizi e perché i Comuni sono fortemente interessati
specie nella predisposizione nelle strutture di accoglienza, per
esempio, delle madri, giovani madri e gestanti, per le quali molte
volte ci sono problemi anche in termini economici nell'adeguamento
dei requisiti ai quali spesso non corrispondono risorse economiche
immediate per farli funzionare.
Quindi, la necessità di un coordinamento, ulteriormente, oltre ciò
gli articoli 2 e 3 sono volti a dare impulso all'applicazione delle
previsione che la legge 4 del 2018 prevede per le Regioni, e
pertanto, sostegno alla formazione e al percorso formativo e
all'avviamento al lavoro dei minori che, come appunto ribadiva la
Presidente, spesso rimangono sconosciuti, invisibili e che è stata
appunto introdotta nel 2018 e che, secondo me, costituisce una
importante rivoluzione nel mondo della valutazione delle tutele
processuali economiche dei figli minorenni e maggiorenni.
Ulteriori disposizioni, appunto, vengono introdotte
complessivamente in collaborazione alla disponibilità che ha dato
l'Assessorato di volere predisporre sulle riserve politiche attive
per il lavoro realizzato, appunto, per il reinserimento lavorativo
della donna.
Chiaramente tutto si colloca all'interno di un percorso che è già
segnato dalla legge n. 3 del 2012 che è trasversalmente
riconosciuta come una buona legge. Il forum svolge un lavoro che è,
dall'Assessorato lo abbiamo sentito nelle varie audizioni in
Commissione, ritenuto fondamentale per l'apporto conoscitivo, per
l'apporto di competenza e per l'apporto di aggiornamento rispetto
alle politiche che sul territorio nazionale si svolgono, in
collaborazione con le reti antiviolenza presenti sul territorio.
Ecco questo vuole essere appunto la creazione di un momento in più
di confronto che vede coinvolte fortemente in prima linea
l'Amministrazione perché si possa dare sempre una risposta
territoriale pronta e calata sulle esigenze del territorio
siciliano.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
sottolineare l'importanza di questo disegno di legge alla luce
della necessità di coordinare i lavori di diversi Assessorati sul
tema.
La violenza di genere è diventato oggi molto grave e assolutamente
da affrontare in maniera organica. Le donne che subiscono violenza
sono il 31% e il 50% dei femminicidi avviene per mano del partner.
In Sicilia grazie al lavoro del Presidente Musumeci sono state
sostenute diverse politiche a favore delle donne che subiscono
violenza. Due milioni di euro, di recente banditi dall'assessore
Scavone, per i Centri di accoglienza e per le Case-rifugio, e
l'assessore per la sanità, Razza, ha invece indicato tutte le
aziende, e io lo dico con orgoglio, anche quella di Agrigento lo ha
attivato, il codice rosa' in modo tale che le donne che arrivano
ai Pronto Soccorso che hanno subìto violenza abbiano un'accoglienza
e un aiuto già dal momento del loro arrivo.
Importante tassello, inoltre, è quello anche di sollecitare
attraverso la Pubblica istruzione e quindi le scuole una educazione
culturale che non veda più la donna come oggetto di mercimonio, che
non veda più la donna come un oggetto che si possiede perché quello
che noi abbiamo visto, io ho l'onore di rappresentare questa
Assemblea nel forum regionale contro le violenze, quello che noi
abbiamo avvertito dall'ascolto e dal lavoro che abbiamo fatto con
l'assessore Scavone è proprio che l'uomo, il maschio che poi si
macchia di violenza parte dall'assurdo ritenendo la donna un suo
possesso e quando la donna, oggi più di ieri, fa scelte di
autonomie e libertà queste vengono avvertite come prevaricazione a
cui reagire con violenza.
Ecco perché diventa importante coinvolgere fin da subito, fin
dalle scuole, i nostri ragazzi. Ognuno di noi lo fa nelle proprie
famiglie partendo già dai bambini con l'idea che la donna e l'amore
non è possesso. L'amore è la migliore forma di affetto ed è il
senso della nostra vita così come da Cristiani ci hanno insegnato,
ma non è assolutamente possedere, non è proprietà. Non si può mai
possedere qualcun altro, se lo si ama lo si rispetta nella sua
libertà anche quando quella libertà anche quando quella libertà
significa un allontanamento da noi.
Ecco l'importanza di questo disegno di legge oggi, per cui
ringrazio la Commissione, colleghi, per avere tutti contribuito
perché si ritenesse utile fare un coordinamento tra le varie
politiche che, come dicevo poc'anzi, il Governo Musumeci ha già
attivato nelle competenze sia dell'Assessorato alla famiglia, così
come della sanità e così come della pubblica istruzione ma che si
venga fatto tutto con un coordinamento che ha nella cabina di regia
una ragione di esistere ed anche una necessità attuale e avvertita.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente grazie, onorevoli colleghi, mi dispiace
che sto leggendo proprio adesso perché non ho avuto il tempo
materiale, però, mi sono soffermato a leggere l'articolo 3.
All'articolo 3 si parla di politiche attive del lavoro. Conosco
bene, diciamo, ciò per tanti motivi, anche personali.
La cosa che mi preme è che io presenterei, se il Parlamento è
d'accordo, un emendamento all'articolo, se qualcuno non lo abbia
già presentato, un emendamento per iscrivere queste persone, chi
praticamente è rimasto da solo, così come diceva l'onorevole La
Rocca Ruvolo, che sono rimaste sole a casa, ormai con un'età magari
avanzata e non hanno nessun sussidio, non hanno niente, non hanno
nessuna rendita, e magari manca di lavoro, alle categorie
svantaggiate previste proprio dalla legge ai sensi della legge 69
del '99 - Assessore mi aiuti, la legge sull'iscrizione alle
categorie protette, sì è la n. 68 del '99, mi pare, se non mi
sbaglio
Quindi, chiedevo signor Presidente, se c'è la possibilità, io
organizzo un emendamento con qualcuno che lo voglia controfirmare
affinché queste persone abbiano anche la possibilità di essere
iscritte negli elenchi degli aventi diritto, che fanno parte di
altre categorie, ma questa, secondo me, è anche una categoria di
persone che deve essere sicuramente attenzionata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso che
questa norma che arriva in questo periodo particolare - usciamo da
un periodo di lockdown, di emergenza del coronavirus - sia
significativa perché mai come in questi giorni ci siamo resi conto
di quanto la problematica sia grave.
Le case per molte donne sono diventate una sorta di prigione. I
casi di molestie, di denunce sono aumentati del 74,4 per cento
proprio durante questo periodo di emergenza Covid' e questo è un
dato allarmante, quindi, sicuramente una task-force, una regia
unica che possa coordinare la Regione, la Magistratura, le Forze
dell'Ordine è indispensabile. Monitorare e sostenere costantemente
oltre che tutti coloro che si occupano, appunto, della
problematica, quindi, anche i centri che si occupano delle donne
vittime di violenza che molte volte sono volontari a cui non viene
neanche fatto rimborso spese, anzi, devono anticipare spesso delle
somme per potere continuare a tenere in vita un servizio
indispensabile che, anzi, dovrebbe essere un servizio garantito dal
Pubblico. Ma oltre a questo mi ricordo che avevamo affrontato il
discorso del reddito di libertà. Ora, io non so se è stato
monitorato dalla Regione e se abbia realmente funzionato, ma il
reddito di libertà era qualcosa di indispensabile perché portare la
donna che è vittima di violenza e che ha paura anche a denunciare,
ad un'indipendenza economica, garantire, facendo appunto
convenzioni con tutti i datori di lavoro che possa facilmente
essere inserita nel mondo del lavoro, ci dava sicuramente la
possibilità di aiutare, concretamente, queste donne, di liberarle
davvero da quella che poi è una prigione domestica, appunto essere
vittima nella propria casa.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
violenza di genere è un tema che veramente prende il cuore di tutte
le donne ma, soprattutto, di tanti uomini perché ancora oggi sono
sette milioni le donne che subiscono una qualche forma di violenza
e ogni settantadue ore una donna viene uccisa, una vera e propria
strage sociale, tant'è che anche il Consiglio d'Europa sulla
prevenzione e la lotta e il contrasto alla violenza di genere ci
dice che bisogna intervenire e al più presto.
Abbiamo anche affrontato in questa sede istituzionale, il 25
novembre, per la Giornata internazionale sulla violenza di genere,
in un convegno che ha visto tutto il mondo che si schiera contro la
violenza, per riunirsi proprio per capire quali sono le linee di
intervento immediate.
Questa della cabina di regia è assolutamente un'ottima cosa perché
interviene sulla legge n. 3 del 2012 ma che crea quella cabina
interistituzionale che occorre per potere appunto intervenire su
questa strage e su questa emergenza.
Tantissime sono le cose da fare, bisogna anche intervenire e
coordinarsi con le linee di intervento a livello nazionale perché
sono tantissimi i centri di ascolto, importantissimi, che ci sono
dislocati sul territorio e che sono i primi punti di ascolto delle
donne, sono fondamentali, ma vanno messi in rete e occorre appunto
questa cabina di regia.
Io mi associo anche alle altre colleghe perché l'altro punto
fondamentale sul quale intervenire, caro Assessore, è proprio sul
reddito di libertà. Reddito di libertà che oggi non è finanziato da
questa Regione ed è importantissimo perché se le donne devono
riscattarsi socialmente ed allontanarsi da quello che è il primo
ostacolo, che spesso è la famiglia di origine, occorre intervenire
e dotarle di un sussidio per potere allontanarsi, immediatamente,
dal luogo di abbandono, dal luogo di principale ostacolo della
violenza di genere.
Quindi, io faccio un plauso a tutta la Commissione, ai colleghi
che sono intervenuti, ma c'è tanto ancora da fare sulla violenza,
non bisogna mai abbassare la guardia, dobbiamo sempre parlarne.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, volevo
anch'io fare un ringraziamento agli onorevoli che si sono adoperati
per la presentazione di questo importantissimo disegno di legge.
Non voglio ripetermi su quello che è stato detto dai colleghi che
mi hanno preceduto, su quello che è il tema e la gravità della
violenza di genere, anche perché sotto questo aspetto, ritengo,
anche con altri colleghi parlamentari che affrontano come me
quotidianamente questo dramma e questo grave fenomeno all'interno
delle aule di Tribunale, ritengo fondamentale invece sottolineare
l'importanza di questa norma relativamente a quelle che sono le
disposizioni relative alle vittime di questo fenomeno, perché le
vittime così come è stato detto, sono i minori, sono i bambini che
da questo grave fenomeno, da tutto quello che vivono e hanno
vissuto e che hanno portato, poi, a degli episodi che molte volte
finiscono con il verificarsi episodi letali nei confronti delle
donne, e quelle che sono le persone che pagano di questo dramma
sono i bambini.
Ai bambini deve essere assicurata, appunto, - questa è la
finalità della norma- dalla cabina di regia che è stata creata, non
solo l'assistenza economica, ed io ho condiviso l'emendamento
dell'onorevole Lentini ma, ritengo importante che venga effettuato,
da questa Cabina, qualsiasi intervento di sostegno perché il dramma
che vivono questi bambini lo porteranno a vita, non lo
dimenticheranno mai, rimarrà indelebile proprio la violenza o le
visioni di quelli che sono gli episodi di maltrattamenti
all'interno della casa e, quindi, all'interno dell'habitat
familiare, che dovrebbe essere, invece, il luogo più sicuro dove un
bambino deve crescere, invece, quel luogo si trasforma, molte
volte, ahimé, in un inferno e queste immagini rimangono, purtroppo,
all'interno delle loro menti e condizionano il loro percorso psico-
fisico e la loro crescita.
Ritengo che questi interventi debbano mirare proprio a sostenere
ed ad aiutare questi minori e, per questo, auspico che il
componente della Magistratura che è stato indicato nella cabina di
regia, dovrebbe essere proprio un componente del Tribunale per i
minorenni, perché, molte volte, i bambini che vivono e sono vittime
di questo dramma, non hanno famigliari che possono avere la
possibilità di potersene prendere cura, di assisterli e di
educarli. Spesso i bambini vengono affidati alle comunità che sono
oggetto dei procedimenti di volontaria giurisdizione del Tribunale
per i minorenni, quindi, questo intervento deve essere mirato,
principalmente, al recupero e, soprattutto, a far sì che questi
minori possano superare questi drammi che hanno vissuto, mediante
gli aiuti e gli interventi ed i progetti che le figure
istituzionali che ricoprono questa Cabina di regia devono, più che
altro, mirare nei confronti di questi ultimi.
Per questo, ringrazio ancora gli onorevoli che si sono adoperati
per questo importantissimo disegno di legge e, quindi, auspico che
l'Aula ed i colleghi possano condividerlo all'unanimità.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, intervengo per
esprimere apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione su
un argomento così importante. Ed anche per fare una proposta, che
valuterà la Presidente della commissione, se l'assessore è
d'accordo, di abbreviare i termini per l'emanazione del decreto
attuativo, ai sensi dell'articolo 3, perché 180 giorni, sono 6
mesi, mi sembrano davvero troppi. Possono essere 90, 120, c'è
l'estate di mezzo, però, cerchiamo di fare entrare in vigore questa
legge, di fatto, prima possibile.
Ho formalizzato anche un emendamento, se è condiviso, lo presento.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli articoli.
Do lettura dell'articolo 1:
«Articolo 1.
Istituzione Cabina di Regia per il contrasto al fenomeno della
Violenza di Genere
1. Dopo l'articolo 15 della legge regionale 3 gennaio 2012, n. 3 è
aggiunto il seguente articolo:
15 bis - Istituzione della Cabina di Regia per il contrasto della
Violenza di Genere.
1. Al fine di garantire un corretto coordinamento fra gli attori
dell'amministrazione regionale e delle forze dell'ordine
interessati dagli interventi di cui alla presente legge, è
istituita la Cabina di regia per il contrasto alla violenza di
genere .
2. Della Cabina di regia fanno parte l'assessore regionale alla
formazione professionale o un suo delegato, l'assessore regionale
per la salute o un suo delegato e l'assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali ed il lavoro o un suo delegato,
3. Entro 120 giorni dall'approvazione della presente legge, con
decreto del presidente della Regione siciliana, su proposta
dell'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, previo parere della commissione legislativa Salute,
servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale siciliana, è
data attuazione alle previsioni del presente articolo e sono
nominati i membri della Cabina di regia.
4. La Cabina di regia è integrata, in forza di appositi accordi
istituzionali da definire entro 90 giorni dall'approvazione della
presente legge, da rappresentanti dai nove prefetti delle città
siciliane o dai loro delegati, dal comandante della legione
carabinieri Sicilia o da suo delegato, da un rappresentante della
magistratura, da un rappresentante dell'ANCI, da un rappresentante
dell'ASAEL, da un rappresentante designato da forum permanente
contro le molestie e la violenza di genere e dal consigliere
regionale per le pari opportunità.
5. La presidenza della Cabina di regia è assunta dall'assessore
regionale per la famiglia e le politiche sociali o da un suo
delegato.
6. La Cabina di regia è indipendente nell'organizzazione dei
propri incontri e lavori, ma deve comunque riunirsi al massimo ogni
30 giorni. La Cabina di regia si avvale di una segreteria per
l'espletamento delle proprie funzioni avente sede presso
l'assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro ed è composta da personale in servizio presso il medesimo
assessorato. La partecipazione alla cabina di regia è a titolo
gratuito.
7. Compito della Cabina di regia è definire in modo coordinato
tutti i protocolli di intervento previsti dalle iniziative di
contrasto al fenomeno della violenza di genere in ogni loro fase,
riguardino le stesse attività di prevenzione, assistenza,
intervento, superamento degli episodi, e di mettere a punto gli
strumenti per vigilare sulla corretta applicazione dei protocolli
stessi.
8. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione
siciliana.»
Comunico che all'articolo 1 è stato presentato dalla Commissione,
l'emendamento 1.2.
Il parere del Governo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole, certamente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1, a firma
dell'onorevole Schillaci.
Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Misure di sostegno agli orfani per crimini domestici
1. La Regione siciliana è autorizzata ad erogare per il triennio
2020 - 2022 contributi in attuazione dell'articolo 8, lettera d), e
dell'articolo 11, lettere a) e b), della legge 11 gennaio 2018, n.
4, recante Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice
di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per
crimini domestici e successive modifiche ed integrazioni, nei
limiti del contributo statale.
2. L'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, con proprio decreto, previo parere della Commissione
legislativa salute, servizi sociali e sanitari dell'Assemblea
regionale siciliana, entro novanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, stabilisce i requisiti e le modalità per
l'erogazione del sostegno.»
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato l'emendamento 2.1
di riscrittura, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 2 risulta già approvato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Articolo 3.
Politiche attive del lavoro
1.La Regione siciliana sostiene le vittime di crimini domestici e
loro familiari anche mediante apposite riserve dei fondi destinati
alle politiche attive del lavoro in favore delle stesse.
2. Con decreto dell'assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro, previo parere della Commissione
legislativa salute, servizi sociali e sanitari dell'Assemblea
regionale siciliana, sono stabiliti entro 180 giorni
dall'approvazione della presente legge, i requisiti e le modalità
applicative del presente articolo.
Onorevole Zafarana, l'articolo è soppresso. C'è l'emendamento 3.1R
della Commissione. E' stato distribuito?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore Sì in
pratica, all'articolo 3, le parole e loro familiari sono
soppresse. Solo questo.
PRESIDENTE. Il Governo è d'accordo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi rivolgo alla
Presidenza della Commissione, perché siccome, spesse volte, su
questi temi, si legifera, e ci ritroviamo in situazioni un
pochettino , come è emersa, anche della presenza di organismi che
già esistevano, previsti da nuove leggi e poi di nuovi organismi.
Siccome nella finanziaria del 2018, su mia proposta,
all'articolo53 è stato inserito il Reddito di libertà come
supporto alle donne vittime di violenza - che in qualche modo,
diciamo, non erano nelle condizioni di potersi liberare, di poter
uscire dalle condizioni familiari per esigenze di lavoro io, per
rendere questa legge più organica, se il Presidente della
Commissione è d'accordo, fra le politiche attive del lavoro e di
sostegno, citerei l'articolo 53 della legge di stabilità del 2018,
che è una norma già apprezzata da quest'Aula in maniera tale che ,
comunque poi, queste norme siano, non solo delle previsioni
normative, ma diventano poi un sostegno effettivo ed una linea di
condotta organica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cafeo. Presidente La Rocca Ruvolo,
scusi, ma devo chiederle di mettersi in piedi, grazie.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. No, io
posso essere, credo, come Commissione siamo d'accordo. Il problema
è il bilancio, perché se noi inseriamo il Reddito di libertà, così
com'è, non lo so se crea problema poi.
PRESIDENTE. Allora, i problemi li crea certamente. Se il Governo
si dichiara favorevole, per quanto Ah, si deve andare in
Commissione Bilancio, e significa bloccare la legge.
No, io sono d'accordo, nel senso che avendo la fortuna di avere
qua, accanto a me, il Presidente della Commissione Bilancio, gli ho
dato un'occhiata per capire la sua posizione, e lui dice che è
difficile trovare la copertura per questa cosa.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avrei una
proposta. Siccome questo comporterebbe un appesantimento del testo
e delle problematiche, perché lo dovremmo rimandare in Commissione
Bilancio, dato che esiste anche un capitolo, potremmo trasformarlo
in un ordine del giorno ed approvarlo alla fine.
PRESIDENTE. Questa è una proposta saggia. Per l'onorevole Cafeo va
bene? Lo trasformiamo in ordine del giorno, in modo che vediamo se
è possibile che poi il Governo Va bene. Appena finisce la legge,
votiamo subito l'ordine del giorno.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Benissimo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, c'è un emendamento della Commissione, che
dice: al comma 2 dell'articolo 3 , le parole entro 180 giorni
sono sostituite con le parole entro 120 giorni .
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. È
dell'onorevole Lupo, mi pare, l'emendamento.
PRESIDENTE. Si è dell'onorevole Lupo, e poi la Commissione sotto,
tutti e due.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. La
Commissione lo fa proprio.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ha ragione. La ringrazio per la sua
generosità ed onestà. Per il Governo va bene? Assessore Scavone, va
bene quest'emendamento da 180 e 120 giorni, il comma 2
dell'articolo 3?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Sì.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Se prendete posto, votiamo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cannata ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, io vorrei pregarvi tutti di stare seduti se la
vogliamo approvare, perché siamo ai limiti coi numeri, per cui se
prendete tutti posto. Onorevole Di Mauro, siamo ai limiti per il
numero legale, per cui se vi sedete tutti e inserite il tesserino.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e misure
di solidarietà agli orfani per crimini domestici.» (nn. 556-124/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme di contrasto al fenomeno della violenza
di genere e misure di solidarietà agli orfani per crimini
domestici.» (nn. 556-124/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Ricordo sempre, votare, poi togliere il tesserino e non rimetterlo
a posto.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 44
Votanti 35
Maggioranza 18
Favorevoli 35
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. I deputati che avessero avuto problemi durante la
votazione, comunicatelo direttamente agli Uffici, così lo
inseriscono.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Io volevo ringraziare, signor Presidente, i colleghi che
hanno lavorato in Commissione, devo dire in grande armonia,
consentendoci di fare un passo avanti rispetto ad una vicenda che
comunque è in divenire.
Perché questo è un grande atto di civiltà che oggi attraversa
l'Aula, che l'Aula approva unanimemente, ed è un percorso, devo
dire, che in questo anno abbiamo cercato di sostenere in ogni
maniera.
L'attenzione sulla violenza alle donne viene messa dalla
Convenzione di Istanbul, e siamo nel 2007, ci stiamo addirittura
sei anni, a livello nazionale, e sette, a livello regionale, per
potere recepire già questo principio, che era un principio di
civiltà. Le prime risorse arrivano nel 2017, con le risorse del
2017 e 2018 abbiamo fatto un piano che ci ha consentito, ed è
giusto che queste cose questa Assemblea ne abbia contezza, la
bellezza in Sicilia di 16 case rifugio, di 31 sportelli ascolto, di
60 borse lavoro nelle strutture che oggi accolgono, ascoltano
queste donne e le proteggono.
Le risorse non sono mai troppe, ma abbiamo cercato di non fare
mancare a nessuno, rimodulando quanto è arrivato in Regione dal
2014 al 2017, e siamo riusciti nel piano, con la successiva
programmazione 2019-2020, a mettere insieme circa tre milioni di
euro. Aggiungo che l'ultima legge di stabilità, nella Tabella G,
individua altri due milioni e duecento mila euro.
In questi mesi abbiamo fatto tanti altri bandi, e in maniera
particolare abbiamo finanziato altre 15 case rifugio. Una serie di
interventi che pone la Sicilia rispetto a questo tema
all'avanguardia a livello nazionale, e non solo.
Grazie ad una convenzione che abbiamo fatto col Formez, abbiamo
avviato nelle scuole un progetto che si chiama "Che siamo pari, lo
impari a scuola", perché come è stato correttamente detto in Aula,
se noi non interveniamo anche modificando quella che è la cultura,
la formazione, le idee dei nostri ragazzi, a partire dai banchi di
scuola, probabilmente ci ritroveremo da qui ai prossimi mesi, da
qui ai prossimi anni, a parlare ancora di violenza contro le donne,
il reato più turpe che si possa immaginare.
Abbiamo coinvolto dodici istituti di scuola primaria,
duecentocinquanta alunni, trentacinque insegnanti, cinquanta
genitori, con dei lavori anche di video-produzione che sono stati
presentati a Catania, a Palermo ed anche a livello nazionale, che
hanno raccolto un plauso da parte del Ministero. Abbiamo coinvolto
le Procure, abbiamo sentito qui parlare di un suggerimento giusto a
proposito del magistrato, di individuare tra i magistrati che si
possono occupare di minori.
Ricordo però che nelle Procure ci sono oggi gli sportelli che sono
dedicati, di solito affidati ad uno degli aggiunti, tra l'altro tra
i più esperti, quindi io non sottilizzerei rispetto alla fisionomia
del ruolo del magistrato da mettere in Commissioni. Sottolineerei,
invece, piuttosto che in questo atto la cabina di regia mette
ordine - credo che sia stato questo lo spirito degli autori ma
anche della Commissione - ad una serie di iniziative rispetto alle
quali la Regione assume un ruolo di coordinamento con una cabina di
regia nella quale ci sarà la Magistratura, le forze dell'ordine, ci
saranno gli psicologi, ci sarà la Regione nelle sue articolazioni,
speriamo davvero salutando, ripeto, con grande favore,
l'approvazione di questo grande atto di civiltà che la Sicilia,
ancora una volta, sia corifeo di buone normative che possono essere
migliorate, non vi è dubbio, ma rispetto alle quali abbiamo
richiamato attenzione e risorse da parte del governo centrale.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Scavone. Io ringrazio intanto lei
che so che per oggi aveva un problema anche ad arrivare e venire
qua, quindi la ringraziamo per lo sforzo che ha fatto.
Dovete considerare per favore il voto dell'onorevole Catanzaro
positivo alla legge perché evidentemente non ha funzionato. Il voto
dell'onorevole Lo Giudice anch'esso positivo, anche dell'onorevole
Figuccia, dell'onorevole Lo Curto.
Ma scusate, posso dire una cosa? Tutti voi, ovviamente è a verbale
che hanno votato tutti, già fatto.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, anzitutto non risulta il mio voto quindi a verbale che
ho votato per il sì . Poi, devo avere qualche problema perché da
quando siamo in Covid mi risulta difficile votare quindi questa
cosa la voglio sottolineare.
Seconda cosa, voglio ringraziare l'Aula in primis, i colleghi
tutti, voglio ringraziare la Commissione, ribadisco ancora una
volta, per il lavoro in armonia che è stato fatto e l'assessore
Scavone per il contributo apportato ma fondamentalmente voglio
lanciare da quest'Aula un messaggio a tutti coloro che purtroppo
vivono situazioni familiari di crisi, stress, difficoltà e sono
soggetti di atti criminosi che oggi, con questa norma, questa
Assemblea regionale ha intanto recepito norme nazionali, ha fatto
sì che per loro ci sia una tutela, sia per le donne con l'avvio al
lavoro e alla possibilità di poter continuare una vita per quanto
si possa dire normale ma soprattutto, ribadisco, per quelle vittime
innocenti, come qualche collega ha detto prima, che hanno
all'interno e vivono all'interno delle mura domestiche quei drammi
che mai penserebbero di dover vivere e di cui essere i primi
artefici e purtroppo vittime inconsapevoli.
Quindi il grazie oggi va a quest'Aula e soprattutto la cosa che
voglio dire all'assessore Scavone è che mi auguro che questa cabina
di regia che è fondamentale, abbiamo previsto tutte le figure, non
diventi però una pastoia che metta in qualche maniera ostacoli,
lentezza, ecc. ecc. perché di fronte a drammi come quelli che
abbiamo scorso un po' tutti negli interventi che si sono succeduti,
questi drammi hanno e meritano anche un'attenzione e una risposta
immediata quindi l'augurio è che veramente questa poi possa
diventare una norma attuata e praticabile dopo i 120 giorni.
Ringrazio l'onorevole Lupo per avere anticipato in qualche modo i
tempi perché anche questa è una cosa molto importante.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Zafarana,
l'onorevole Cafeo sta presentando l'ordine del giorno?
Onorevole Zafarana ha facoltà di intervenire.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
ringraziare la disponibilità dell'assessore Scavone al dialogo e al
dibattito, la disponibilità della Commissione ad approfondire, ad
affrontare il tema, disponibilità è il voto favorevole di questa
Aula che in questo momento si stringe, quindi, attorno ad un
problema che è gravissimo e la cui pervasività e i cui numeri
spesso ci atterriscono e ci spaventano.
Nel momento in cui noi siamo, appunto, legislatori e abbiamo
l'obbligo, l'onere e l'onore di dovere pensare a come fare
funzionare meglio e ottimizzare sempre più i servizi per
fronteggiare, per dare risposte al problema di tutte le donne che
sono vittime di abusi, di maltrattamenti, di violenza e questo è
chiaramente un tassello in più.
Questo mi preme sottolinearlo, e colgo l'occasione con questo mio
intervento per ringraziare tutte le associazioni, le reti
antiviolenza, anche i magistrati che si mettono a pieno servizio
anche per affrontare i casi più delicati, particolari.
Spesso come rappresentanti del popolo veniamo sensibilizzati
rispetto a situazioni che spesso non hanno una risoluzione
immediata.
Casi di donne che, purtroppo, ricevono maltrattamenti, con figli
disabili, la cui accoglienza diventa ancora più delicata e ancora
più complessa, e io prendo questo momento, signor Presidente e
assessore, per dire che, sempre di più e sempre maggiore deve
essere la nostra attenzione e il nostro impegno, proprio per potere
fronteggiare tutte le casistiche, anche in termini di sostenere le
case di accoglienza, di sostenere, appunto come dicevo prima, le
case per donne gestanti e madri che spesso si trovano nelle
condizioni, per il rapporto difficile con le casse comunali, a non
riuscire a rendere veramente i servizi essenziali e non pagare nei
tempi gli operatori che fanno un grandissimo sforzo e sacrificio
nella formazione e nell'impegno di dedizione quotidiana.
Oltre a ciò chiaramente voglio ringraziare gli uffici per il
lavoro anche di attenzione, di sostegno e di accompagnamento
rispetto ad una formulazione che è andata via via sempre
migliorandosi e che ha visto, appunto, l'esito in questo testo che
speriamo possa dare vita poi ad un contesto di confronto che sia
produttivo.
Mi preme anche ribadire che la legge n. 3 del 2012 prevede le
borse lavoro.
Spesso anche queste, in questo momento mi si scuserà per il mio
modo di essere anche un po' accalorata però sono problemi con cui
ci confrontiamo veramente quotidianamente rispetto alle esigenze,
le borse lavoro sono erogate spesso tardivamente.
Non si riesce a dare spesso quella continuità della paga mensile
che dà la dignità del lavoro pertanto e, quindi, in questo la
Regione secondo me dovrà impegnarsi sempre di più, nella puntualità
e chiaramente anche nell'altro canale del reddito di libertà.
L'articolo 3 vuole ulteriormente prevedere previsioni nell'ambito
delle politiche attive, come ci diceva l'assessore in Commissione,
perché le misure possano essere quanto mai ampie e, soprattutto le
chiedo assessore, strutturate e puntuali.
Anche la puntualità nell'attività dell'Amministrazione, nonostante
mi rendo conto le difficoltà con cui le finanziarie vanno avanti
negli anni, le approviamo sempre, purtroppo, a termini scaduti - a
maggio - però consideriamo che pure questo diventa un problema.
Questo vuole essere un invito a fare sempre meglio perché,
appunto, il problema come detto da tutti è importante e grave e
penso che sia nostro dovere quotidiano dovercene occupare.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, l'emendamento a cui prima facevo
riferimento è stato trasformato in ordine del giorno.
Considerato che si tratta di una legge nazionale, impegniamo il
Governo - in questo caso regionale - a interloquire immediatamente
col Governo nazionale affinché possa inserire fra le categorie
svantaggiate anche le donne che per abusi domestici, o per
qualsiasi altra cosa possa mettere in difficoltà le famiglie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo trasferirvi dei complimenti
ricevuti con una lettera della Presidente D'Amelio, Presidente del
Consiglio regionale della Campania nonché Presidente della
Conferenza dei Consigli regionali e delle Assemblee regionali, che
mi ha scritto proprio ieri sull'approvazione all'unanimità del
nostro disegno di legge sulla forma di governo e in particolar modo
per il numero obbligatorio di genere all'interno delle giunte.
Ha scritto a me questa lettera di complimenti che non posso non
girare a tutti voi deputati e a tutti quelli che hanno votato
questa legge.
CRACOLICI. Lei, non condivideva
PRESIDENTE. Io non condividevo sei, su quattro ero d'accordissimo.
Grazie onorevole Cracolici è sempre molto buono.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 17.23, riprende alle ore 17.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Se l'ordine del giorno dell'onorevole Cafeo è stato
presentato, io lo porrei in votazione, intanto.
E' stato distribuito? Distribuitelo, che appena possiamo lo
votiamo, perché, diciamo, che faceva parte integrante di questa
legge che abbiamo appena votato.
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di nomine
e designazioni di competenza regionale» (n. 673/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Norme in materia di nomine e designazioni di competenza
regionale» (n. 373/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Ciancio, per svolgere
la relazione.
CIANCIO, relatore. Signor Presidente, mi preme, innanzitutto,
ringraziare la Commissione, anche in questo caso, per il lavoro che
ha portato avanti alla presenza del Governo, perché in Commissione
è intervenuto il Segretario generale della Regione, la dottoressa
Mattarella, che ha condiviso con noi un percorso, e che ha dato i
suoi suggerimenti, ed aiutato a migliorare il testo.
In cosa consiste? E' un testo molto semplice, sono 2 articoli, di
cui il primo prevede un innalzamento - anche se di fatto è una
prassi, ci hanno detto che andrebbe consolidata, di fatto, in
questo modo stiamo consolidando - delle competenze per i commissari
straordinari.
Chiediamo, semplicemente, che abbiamo gli stessi requisiti di
merito che sono previsti e richiesti per le nomine degli organi
titolari, stiamo parlando degli enti regionali.
Per quanto riguarda, invece, l'articolo 2, il testo che vedete è
una riscrittura della Commissione ma, ho capito che c'è stato un
dibattito su questa riscrittura della Commissione e, probabilmente,
anzi credo qua nel testo c'è la presentazione di un emendamento che
riporta al testo originario, così come l'avevo presentato. Perché
si tratta, io continuo a pensare, di una sorta di interpretazione
della norma sulle nomine che dice che chi è inquadrato come
funzionario direttivo, o all'interno dei gabinetti, può essere
equiparato agli interni, e quindi non passare dal parere della
Commissione. Cosa che non è scritta, in realtà, in nessuna legge,
ma è un'interpretazione dell'Ufficio legislativo della Regione, e
sulla base di questo, in passato, diciamo, alcune, poche, devo dire
molto poche, nomine esterne sono state equiparate agli interni.
Ecco, noi chiediamo che gli interni non vengano equiparati, quindi
che per interni si intendano quelli, i dipendenti assunti a tempo
indeterminato, e non coloro che magari sono stati assunti per poco
tempo, magari, all'interno dei gabinetti, e che questi, come ogni
nomina esterna, non che non possano essere nominati, ma che,
quantomeno, passino da un vaglio, dal controllo della Commissione
di merito. Quindi questo è il testo. Ripeto, era uscito dalla
Commissione. Il testo che vedete è un'interpretazione autentica,
però mi rendo conto che su questo c'è stata una condivisione sul
testo originario che, invece, prevede, da oggi in poi
fondamentalmente. E, quindi, se questo serve per andare avanti, io
sono assolutamente favorevole, perché era il testo originario.
Per il resto, Presidente, l'articolo 3, anche a questo, si è
presentato un soppressivo perché si è ritenuto ultroneo. E quindi,
questo è quanto.
Mi dispiace che ci sia stata, so insomma tra ieri ed oggi, un po'
di incomprensione su questo testo. Io non vorrei che qualcuno mi
sopravvalutasse perché, voglio dire, non è mia intenzione cambiare
l'ordinamento regionale con questa legge. Stiamo semplicemente, da
un lato consolidando delle prassi, e dall'altro interpretando una
norma che, secondo noi, non può, appunto, equiparare interni ed
esterni, almeno per quanto riguarda il passaggio in Commissione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciancio. Sempre meglio essere
sopravvalutati che sottovalutati, comunque
Per quanto riguarda l'articolo 2, la correzione e l'emendamento è
fondamentale, perché non avremmo potuto, certamente, far votare
un'interpretazione autentica che avrebbe comportato - c'è
l'articolo che lo cambia - perché ovviamente, l'interpretazione
autentica avrebbe coinvolto tutti quelli che sono già stati
nominati nel passato. Quindi, avremmo certamente avuto un problema
enorme.
La legge, che da oggi diventa questa, va ovviamente benissimo. Non
ci sono problemi. Il Governo, su questa? Perché a me era stato
annunciato, in qualche maniera, un emendamento. Non è stato più
presentato, onorevole Grasso? No, niente. Può essere che sbaglio
io. Avevo capito che c'era un emendamento del Governo, che invece
non c'è. Ce n'è uno firmato dall'onorevole Assenza, che è quello
che cambia tutto l'articolo 2. E questo qua va bene.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
l'emendamento poi riguarda una parte del disegno di legge per il
quale la Commissione aveva espresso il parere favorevole, però io e
l'onorevole Assenza eravamo contrari a questo emendamento che, poi,
è passato in Commissione con la maggioranza della Commissione.
Quindi, l'onorevole Assenza ha proposto l'emendamento proprio per
un fatto di coerenza.
PRESIDENTE. Sì, ma anche perché, se fosse rimasta interpretazione
autentica, non l'avremmo potuto accettare noi, perché non avremmo
potuto rimettere in discussione tutte le nomine che sono state
fatte fino ad oggi Interpretazione autentica significa che tutto
quello che è stato finora è sbagliato, per cui non lo potevamo
permettere. E' stato fatto, punto. Che sia giusto o sbagliato non
sta a me dirlo. Ho capito, ma siccome non possiamo metterlo in
discussione, poiché se è giusto o sbagliato, ognuno di noi fa le
sue valutazioni e i posteri faranno le valutazioni complessive, ma
certo non lo possiamo decidere noi.
Dobbiamo cominciare. C'è stato così un dibattito pour parler sulla
norma. Possiamo cominciare? Con tranquillità, perché tanto ormai la
legge è stata iniziata, per cui non c'è problema.
Visto che ormai la legge è comunque stata iniziata, per cui non si
può più fermare, c'è un problema di legge? Volete che rinviamo?
Stiamo verificando solo il fatto dei numeri. Tanto, ripeto, la
legge ormai è stata iniziata, appena si riapre l'Aula, qualsiasi
giorno, si riparte per forza da questo, quindi non ci sono
problemi.
CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO, relatore. Signor Presidente, potremmo trattare almeno gli
emendamenti della Commissione, che sono stati condivisi da tutti,
ci tengo a precisarlo. Poi magari per il voto finale, chiaramente
ci aggiorniamo.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Nomine commissariali
1. Le nomine dei commissari straordinari degli enti, aziende,
agenzie e altri organismi pubblici controllati, finanziati,
vigilati o istituiti dalla Regione sici-liana sono soggette alle
medesime disposizioni previste dalla normativa vigente per le
nomine dei rispettivi organi titolari.
L'emendamento 1.1 è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.2, della Commissione. Il parere del
Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ci rimettiamo all'Aula Presidente, io non lo conosco.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Di fatto è approvato l'articolo 1.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Interpretazione autentica del comma 2 bis dell'articolo 6
della legge regionale 20 aprile 1976, n. 35
1. Al comma 2 bis dell'articolo 6 della legge regionale 20
aprile 1976, n. 35 e successive modifiche ed integrazioni, le
parole in servizio' si interpretano con riferimento al personale
assunto con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Credo che forse è su questo che ci sono più problemi, o no,
onorevole Assenza?
Onorevole Cordaro, il Presidente è disponibile a tutto. Nel senso
che, se c'è qualche problema e voi volete che deve essere rivisto
con più attenzione e chiedete di rimandare, certamente non ci
potranno essere contrarietà da parte mia.
Ho capito che c'è un minimo di confusione, per cui la mia proposta
è anche quella di rimandare a martedì prossimo, non succede niente.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, a scanso di equivoci, io ho sostenuto,
insieme all'onorevole Ciancio e ad altri colleghi, che fosse più
corretto chiarire che l'interpretazione autentica è quella di cui
è, forma a parte, praticamente il testo dell'articolo 2 della
Commissione.
Però, se c'è un problema, il Governo ne fa un problema,
soprattutto la proponente, l'onorevole Ciancio, non ne è convinta,
per quanto ci riguarda, va bene anche la proposta dell'onorevole
Assenza, che posso anche condividere, così questa legge la votiamo
e andiamo avanti, perché tenere l'Aula bloccata, comunque, mi
sembra che sia un errore.
PRESIDENTE. La formulazione dell'onorevole Assenza è votabile,
mentre l'altra per quanto ci riguarda non lo è, perché
interpretazione autentica, ripeto, non ne possiamo...
LUPO. Appongo la mia firma.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, la nostra proposta è quella di, siccome
stiamo votando una norma di interpretazione autentica, e il Governo
non ha potuto partecipare ai lavori di Commissione, mi sembra di
capire...
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Il Governo ha
partecipato, c'era l'avvocato Mattarella e c'era il dottore
Salamone.
ARICO'. Presidente, è la prima volta che un deputato può essere
interrotto non dal Presidente. Allora, dal Presidente va bene
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, continui. Non ha interrotto; su una
sua affermazione lui ha detto il contrario. Fa parte del dibattito.
ARICO'. E' la prima volta che capita. Se l'Aula potesse valutare
l'idea di prendere qualche ora di tempo per valutare questi
emendamenti, potremmo chiedere un'ora di tempo, mezz'ora di tempo,
un'ora di tempo per l'interruzione per confrontarci col Governo, il
Governo presente oggi in Aula se ha partecipato il Segretario
Generale, mi sembra di aver capito, capisco anche che non ha potuto
partecipare un Assessore delegato. E' giusto, Presidente? Però, se
facciamo la Commissione, Presidente Pellegrino, non ci riusciamo.
PRESIDENTE. Di fatto c'è una proposta di rinvio.
ARICO'. Mezz'ora. Quante volte abbiamo valutato l'idea
d'interrompere mezz'ora i lavori d'Aula per approfondire.
PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda, non c'è nessun problema di
sospendere per mezz'ora se c'è da chiarire qualche cosa e ci
rivediamo tra mezz'ora oppure decidiamo di andare a martedì
prossimo oppure votiamo. Tanto, ripeto, per quanto mi riguarda
ormai il problema tempo può soltanto, se qualcuno lo chiede,
migliorare le cose, perché non è che non possiamo più votare la
legge. L'articolo 1 già è votato, è esattamente come quello che
abbiamo fatto ieri, ormai l'iter legislativo è iniziato, quindi non
si può fermare.
ARICO'. E' esattamente per questo, quello di potere migliorare la
legge.
PRESIDENTE. Quindi, la proposta dell'onorevole Aricò non mi
sembra
ARICO'. Sappiamo che sono stati presentati anche emendamenti
migliorativi dalla Commissione.
PRESIDENTE. Non mi sembra che la proposta dell'onorevole Aricò sia
così straordinariamente sbagliata. Mi sembra che sia più che
legittima. Sentiamo il Governo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, appena ieri su istanza del caro collega Lupo questo
Assessore non ha avuto nessuna difficoltà, condividendone l'iter,
nell'individuare un termine per gli emendamenti sul ddl al governo
del territorio che è stato richiesto dall'opposizione.
Ora, posto che non si tratta, ovviamente, di uno scambio di
richieste ma si tratta di una valutazione e che questa è una legge
comunque che ha una refluenza rispetto alla quale io credo che
tutti i colleghi assenti, molti dei quali si erano convinti che
votata la legge sulla violenza di genere l'Aula si sarebbe
conclusa, vogliono essere presenti. Mi pare ictu oculi, fra
l'altro, che non siamo in numero legale per cui, se lo vuole
accertare, Presidente, perché altrimenti il problema diventerebbe
semplicemente quello di votare in assenza del numero legale e di
dovere tornare fra un'ora sapendo che, comunque, il numero legale
non c'è.
Quindi, posto che la legge, come ha correttamente detto lei, è
incardinata, posto che la legge ormai deve essere votata e non c'è
nessuna ragione perché ciò non accada, io chiedo semplicemente di
fare una valutazione di opportunità per rinviare il voto finale a
martedì. Tutto qua.
PRESIDENTE. Onestamente, la proposta del Governo che prima ha
fatto l'onorevole Aricò è una proposta più che legittima. Ripeto,
tanto non può far parte di una norma filibustrering come si diceva
una volta, per perdere tempo, perché tanto la legge, quale che sia
il giorno, è qua, rimane aperta e, quindi, alla prima volta che
riscampanelliamo si ricomincia con questa legge per cui non c'è
problema.
Quindi, se il Governo e la maggioranza, un capogruppo di
maggioranza e il Governo chiedono una cosa di questo genere io
direi che la concediamo. Dopodiché, qualsiasi ragionamento
successivo si fa nel momento in cui il Governo ha guardato con
attenzione le cose così come capita spesso da parte dei gruppi
parlamentari, dell'opposizione o della maggioranza, di chiedermi
una riflessione su una legge, nel momento in cui la chiede un
capogruppo di maggioranza e la chiede il Governo, veramente non
trovo niente di scandaloso e spero che non ci sia nessun problema a
dare alla richiesta del governo parere positivo.
CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO, relatore. Signor Presidente, prego il Governo di non
avere pregiudizi su questa norma.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, è proprio per non avere pregiudizi
che chiedono qualche momento di riflessione.
CIANCIO, relatore. L'Aula non mi sembra neanche tanto vuota.
PRESIDENTE. Ma il problema non è l'Aula; il problema è la
richiesta del Governo.
CIANCIO, relatore. Noi siamo rimasti perché c'erano due punti
all'ordine del giorno. Ne abbiamo approvato uno. Non sono neanche
le 10.00 di sera, quindi non capisco perché c'è stato questo fuggi
fuggi.
PRESIDENTE. E' fin troppo evidente che c'è una richiesta e di
fronte alla richiesta di un Capogruppo di maggioranza e del Governo
su una riflessione, proprio per evitare che ci siano pregiudizi, io
non credo che ci sia niente di male.
CIANCIO, relatore. Signor Presidente, io apprezzo il tentativo di
contributo del collega, ma non c'è altro modo di modificarlo. Oltre
che farlo così non si può fare altrimenti. A meno che non si dice
non siamo d'accordo sul testo. Voglio mantenere il soppressivo e
quindi voglio votare il soppressivo .
PRESIDENTE. No. Le chiedo scusa. Se ci fosse una volontà di questo
tipo, peraltro ci siamo già sentiti prima e le ho detto che,
com'era ovvio che fosse perché all'ordine del giorno, io avrei
iniziato l'iter di questa legge e lo abbiamo fatto tranquillamente
e capisco pure la sua voglia di andare avanti. Capisco pure quella
di alcuni colleghi però. Credetemi, così come sono sempre stato
garante nei confronti di chiunque quando mi viene chiesto un
momento di riflessione su una legge, proprio perché evidentemente
abbiamo capito, anche dall'imbarazzo di qualcuno, che qualche
problema è probabile che ci sia per cui non c'è veramente niente di
male. Onorevole Ciancio, non dica che non ci possono essere
problemi perché, evidentemente, se qualche problema ci può essere
questo lo lasci decidere ad altri.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, diamo per scontato però che ovviamente
accettiamo la proposta del Governo. Ne ha facoltà.
LUPO. Darlo per scontato io le chiederei di metterlo in votazione
in Aula. Perché? L'onorevole Aricò è firmatario di un emendamento
soppressivo dell'articolo; quindi, quale sia la sua opinione
sull'articolo penso sia chiaro a tutti noi.
Se si vuole rinviare l'Aula, solo perché la maggioranza è assente,
alla prossima seduta per bocciare l'articolo e la legge il Governo
lo dica. Io lo trovo scorretto.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, su una richiesta
LUPO. Almeno diteci qual è il motivo
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, il motivo evidentemente ci sarà. C'è
qualche dubbio.
LUPO. Signor Presidente, non è che ci sarà, ci dicano qual è. Ma
non possiamo rinviare la seduta
PRESIDENTE. Ma certamente non può essere quello di bocciarla
perché sarebbe
LUPO. Io invece le dico di sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Io non credo.
LUPO. Perché non si può dire che il Governo non ha partecipato
perché
PRESIDENTE. Nel momento in cui, onorevole Lupo, l'onorevole
LUPO. Mi fa completare?
PRESIDENTE. L'onorevole Aricò ha chiesto un momento di
riflessione, l'onorevole Assenza ha di fatto
LUPO. L'onorevole Aricò è firmatario di un emendamento soppressivo
dell'articolo.
PRESIDENTE. Intanto, era già stato ritirato. Poi ci sono leggi
LUPO. Lasci stare. Che lo ritiri oggi che non ha i numeri per
approvarlo, a me non interessa. Il problema è che può bocciare
l'articolo e la legge.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, io
LUPO. Non è che l'avvocato Mattarella è andato in Commissione di
sua iniziativa personale
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ci sono state
LUPO. Presidente, lei non può sospendere la partita tutte le
volte in cui la maggioranza non c'è.
C'è un ordine del giorno. E' offensivo che l'assessore Cordaro
dica che i colleghi non si sono accorti. Sapevano. C'è un ordine
del giorno e siamo qui. Perché non si vota? Perché non c'è la
maggioranza?
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, è successo
LUPO. Questo lei non lo può fare Il Regolamento lei lo deve
applicare, non lo può interpretare per gli amici e applicare per i
nemici
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, quest'ultima sua frase non mi è
piaciuta perché mi sembra che in qualsiasi occasione io abbia avuto
una richiesta di sospensione per chiarimenti, compresa
(Interruzione fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho capito; ma chi va avanti è perché ha le idee
chiare, chi chiede la sospensione non ce l'ha. Per cui,
evidentemente lei non ha bisogno di chiarirsele, qualcuno ha
bisogno di chiarirsele per cui noi chiudiamo, votiamo. L'ordine del
giorno dell'onorevole Cafeo lo abbiamo votato?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, se ci fosse stato da parte del
Governo o della maggioranza una idea di non fare votare questa
legge qualcuno mi avrebbe detto: spostiamola in avanti . Io l'ho
fatta iniziare proprio perché non ci siano questi dubbi, onorevole
Ciancio.
CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO, relatore. Posso chiederle di evitare, eventualmente, di
ricevere nuovi emendamenti aggiuntivi? Magari, il Governo la
prossima settimana presenta degli emendamenti aggiuntivi che poi
dovranno essere valutati. Valutiamo il testo così com'è senza
ulteriori
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, quello che garantisco al cento per
cento - e lo garantisco - è che sarà totalmente rispettato il
Regolamento. Per cui, se ci saranno emendamenti aggiuntivi non
saranno presi in considerazione. Se ci sarà il Governo o la
Commissione che presenterà qualche emendamento di chiarimento o che
possa migliorare la legge, non c'è motivo che questo non lo si
faccia.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, non ci si metta pure lei.
Onorevole Assenza, se la maggioranza e anche il suo Capogruppo
mi chiede di rinviare, io rinvio. Non posso dire rinviamo e,
intanto, votiamo gli emendamenti della maggioranza
Però, scusate, per essere chiari perché non possiamo passare per
matti, io ho chiesto al Governo il parere su questo emendamento. Il
parere del Governo non mi è stato dato, dopo un attimo di confronto
fra di loro, mi è stato chiesto di sospendere. Se il Governo mi
dice che il parere è favorevole, lo mettiamo in votazione. Questo
mi è stato chiesto
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Se mi è stato chiesto il rinvio perché c'è da
chiarire qualcosa su questo emendamento, se invece non c'è niente
da chiarire ovviamente lo votiamo, onorevole Lupo.
Ripeto per l'ennesima volta: su questo emendamento ho chiesto
parere al Governo. Il Governo si è voltato e con educazione mi ha
chiesto la possibilità di una riflessione. Dopodiché, se ora il
Governo mi dice che, invece, questo emendamento lo possiamo votare,
io ovviamente lo faccio votare. Ma chiunque chieda una riflessione
- nei limiti del possibile - io la darò
L'Assessore mi dice che ci sono alcune cose che non sono chiare
e, quindi, diamogli il tempo di chiarirsi.
Il Governo si rimette all'Aula? Benissimo. Pongo in votazione
l'emendamento 2.2, interamente sostitutivo dell'articolo 2, a
firma dell'onorevole Assenza. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, vorrei capire se c'è un motivo per fermarci
così come mi è stato detto, non ho problemi a farlo.
(Intervento fuori microfono)
Ho già consentito, siccome l'onorevole Assenza - che fa parte
fino a prova contraria di questa maggioranza - mi ha chiesto di
votarlo.
358, 359 e 360
Presentazione degli ordini del giorno nn. 353, 354, 355, 356,
357, 358, 359 e 360
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno nn. 353, 354, 355,
356, 357, 358, 359 e 360. Li avete ricevuti?
Il Governo accetta come raccomandazione tutti gli ordini del
giorno? Benissimo. Quindi, tutti gli ordini del giorno sono
accettati come raccomandazione.
(In relazione alla precisazione del Presidente dell'Assemblea,
resa nella seduta n. 197 del 16 giugno 2020, sono da intendersi
accettati come raccomandazione altresì gli ordini del giorno n. 351
e n. 352, distribuiti in corso di seduta, in quanto di analogo
contenuto a quelli annunciati)
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore Cordaro, l'onorevole Lupo
credo che nel suo intervento debba fare una richiesta al Governo,
mi ha detto, più a lei che all'assessore Grasso.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Presidente
a me interessa, intanto, che mi ascolti lei, l'Aula e, ovviamente,
gli Assessori qui presenti.
Abbiamo appreso da notizie di stampa che ieri si è svolto un
incontro tra il Presidente della Regione ed il Ministro per il Sud.
Il Ministro per il Sud ha dichiarato alla stampa che non ha ancora
avuto dalla Regione siciliana la proposta di rimodulazione dei
Fondi Poc e che la Sicilia è l'ultima regione d'Italia che non ha
ancora avanzato una proposta di rimodulazione.
Io mi voglio rivolgere a lei, Presidente, come garante di
quest'Aula, come ha dimostrato di esserlo in occasione, in
particolare, dell'approvazione della legge di stabilità, perché
gran parte dell'attuazione della legge di stabilità, come sanno
bene i colleghi - in particolare il Presidente della commissione
Bilancio, Savona - dipende dalla rimodulazione proprio dei Fondi
Poc per la copertura di numerosi articoli.
Allora, se il Governo della Regione siciliana non avanza una
proposta di rimodulazione al Governo nazionale, la finanziaria
approvata è morta. Siccome siamo in piena emergenza Coronavirus,
soprattutto oggi dal punto di vista economico e sociale, e servono
risorse finanziarie urgenti da iniettare nel circuito produttivo
della Sicilia, io la prego di chiedere all'assessore Armao,
martedì, di riferire su questo punto. Dovrebbe riferire il
Presidente della Regione, se non potesse almeno l'assessore Armao
nella qualità di assessore per l'Economia e di Vicepresidente della
Regione, perché questo è un punto cruciale. Sono passati due mesi
quasi dall'approvazione della legge finanziaria e, ancora, i
siciliani non hanno ricevuto un solo euro. Deve essere chiaro,
quanto meno ai siciliani, che non dipende dalla buona volontà di
questo Parlamento.
PRESIDENTE. Siccome martedì noi abbiamo il dibattito in Aula su
una mozione sulla fiscalità di vantaggio, e quindi sarà presente
l'assessore Armao, credo che la sua legittima richiesta si possa
discutere in quella occasione.
Per cui, io farò presente all'assessore Armao che ci sarà anche
questa parte di dibattito, non soltanto quella sulla fiscalità di
vantaggio non c'è bisogno di interpellanza tanto lo ha già fatto
verbalmente; noi lo comunichiamo al Governo, c'è l'assessore Grasso
che, peraltro, sta ascoltando e, quindi, si può fare
tranquillamente carico di riferire lei stessa, ma, in ogni caso,
sarà mia cura riferire al Governo che martedì, oltre la mozione
sulla fiscalità di vantaggio, potremo dibattere anche su questo,
che poi questa è una informazione che deve avere il Governo.
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, ieri, insomma, è arrivata la notizia,
forse anche due giorni fa, finalmente, della firma definitiva per
l'approvazione delle Zes, zone economiche speciali, sulle aree
retroportuali, sui nodi transeuropei dei trasporti, che interessa
delle grandi aree che, purtroppo, stanno soffrendo già da molto
tempo di una grande crisi e delle aree residuali che sono state
sparpagliate un po' per la Sicilia.
Benissimo, ringraziamo il ministro Provenzano e, ancora prima di
lui, il ministro Lezzi per avere messo mano a questa grande
promessa per lo sviluppo delle imprese siciliane. Però, Presidente,
non sono stata assolutamente soddisfatta delle dichiarazioni da
parte dell'assessore Turano, che ha divagato su delle iniziative
che vuole fare a favore delle imprese del Nord Italia o dell'estero
per attirarle qui in Sicilia; e direte cosa ha in contrario la
Foti? . Non ha nulla in contrario, non avrei nulla in contrario se
vedessi che per le imprese siciliane ci fosse un minimo di
attenzione.
Di cosa parliamo? Le aree ex Asi, dove insistono i capannoni che
sono insediamenti industriali che resistono in Sicilia, fin dalla
scorsa Legislatura chiedono, in virtù della legge 8 del 2012, di
potere acquistare i capannoni per i quali attualmente pagano un
canone e potere scomputare, come prevede la norma, dal pagamento
dell'acquisto di questi immobili gli affitti ad oggi pagati.
Bene, Presidente, in Commissione nell'arco della scorsa
Legislatura e in questa Legislatura, nonostante le insistenti
richieste non si ha notizia di questa vicenda.
Ora a questa drammatica situazione, aggiungendosi la crisi
attuale che stiamo vivendo, direi che appare abbastanza
insopportabile leggere che si stanno pianificando degli aiuti per
le imprese che dal Nord dovrebbero venire in Sicilia e addirittura
potrebbero sfrattare le nostre imprese. Parliamo di zone
industriali di tutte le province, Palermo, Caltanissetta, l'Asi di
Enna, insomma territori ove ci sono insediamenti produttivi che
producono per noi, però devono continuare a pagare il canone, non
possono comprare il capannone, non vedono parti di investimenti né
sulle strade né tanto meno di riqualificazione dei capannoni,
perché ricordiamo che quel canone lo pagano per avere strutture
efficienti e a norma. Di tutto questo non c'è traccia; queste
imprese devono pagare due volte e vivono nell'incertezza di vedersi
da un giorno all'altro sfrattati.
Vorrei ricordare che nella prima versione della finanziaria che
stata esitata a gennaio, c'era un articolo che andava a rivedere i
criteri di vendita di questi capannoni, dimezzando del 50 per cento
quindi il potere d'acquisto di chi già sta pagando un capannone,
conscio del fatto che quando lo vuole comprare, lo dovrebbe potere
comprare scomputando questi canoni.
Ora, Presidente, è bello fare gli annunci sul giornale, il Governo
ne ha tutta la facoltà, ma l'Assessore Turano con il suo
commissario che si occupa di questa vendita, anzi che non si occupa
di questa vendita, prima di parlare di imprese che dal Nord vengono
a sfrattare i nostri imprenditori dovrebbero prima di tutto tenersi
stretti quelli che abbiamo, che sono la forza produttiva del nostro
territorio.
Questo è un problema che oggi mi è stato lamentato. Io vorrei che
la prossima settimana quando viene l'assessore Armao se c'è anche
la pazienza di parlare di attività produttive, l'Assessore venga a
riferire su questa cosa che si trascina già dalla scorsa
Legislatura e non se ne può più, veramente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Foti. E' iscritta a parlare
l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Grazie, Presidente. Prendo la parola per
denunciare una cosa alquanto strana che è successa - e parlo a
nome della Commissione, ovviamente, e non a nome personale - con
l'Università di Palermo.
Se mi può ascoltare un secondo Presidente perché è una cosa
velocissima, tra istituzioni sta succedendo un modo così anomalo di
ragionare che mi sento, oggi, in dovere di denunciarlo in Aula.
Abbiamo, come Commissione, chiesto all'Università di Palermo copia
di due convenzioni fatte con due strutture private. Bene, per ben
due volte abbiamo dovuto fare la richiesta e per ben due volte c'è
stato detto che non vengono forniti gli atti perché dobbiamo
spiegarne i motivi. Parliamo della Facoltà di Medicina e mi chiedo,
come Commissione, quale altro motivo può chiedere una Commissione
parlamentare per il ruolo che riveste cosa dovrebbe mettere quando
con l'accesso civico qualunque cittadino può chiedere gli atti di
qualunque tipo e di qualunque natura.
Siamo fortemente rammaricati perché questo atteggiamento non va
sicuramente in una direzione di leale collaborazione. Grazie,
Presidente.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo; la prego di volere
inviare all'indirizzo della Presidenza una nota dove, anche per
grandi linee, descrive la situazione per i dovuti approfondimenti.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Grazie, Presidente, semplicemente per fare presente una
cosa. Abbiamo appreso da notizie di stampa che il Governo Musumeci
nelle scorse settimane ha nominato un Assessore alla cultura di
stampo leghista. Volevamo chiedere, siccome non abbiamo avuto
conferma che effettivamente questo Assessore esista, se gentilmente
lo si volesse invitare a presentarsi in Aula e presentarsi al
Parlamento, perché non abbiamo capito se è vero che è stato
nominato questo Assessore oppure no perché lo abbiamo letto solo
sui giornali. In Parlamento qua ancora non lo abbiamo visto.
Quindi, se volesse gentilmente rivolgere un invito all'Assessore
se si volesse presentare, raccontarci cosa vuole fare nei prossimi
mesi per rilanciare la cultura, i nostri teatri, se ha capito quali
sono i siti archeologici più grandi d'Europa o se sia ancora in
stato di confusione. Giusto per avere un'idea. Grazie, Signor
Presidente.
PRESIDENTE. L'assessore Bernadette Grasso chiaramente farà da
portavoce. Immagino che se il 1 luglio il Presidente verrà a
riferire sull'attuazione del suo programma, è possibile che gli
Assessori siano presenti ed anche l'Assessore per i beni
culturali.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 23 giugno
2020, alle ore 16.00. (*)
La seduta è tolta alle ore 18.26
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
199a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 23 giugno 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 418 - Iniziative per l'elaborazione e l'attuazione di
obiettivi strategici rivolti al rilancio economico
del Meridione e della Sicilia. (V. allegato)
(9 giugno 2020)
LUPO - CRACOLICI - GUCCIARDI - ARANCIO -
BARBAGALLO - DIPASQUALE - CATANZARO - DE
DOMENICO
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme in materia di nomine e designazioni di competenza
regionale . (n. 673/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
2) Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
3) Norme per il funzionamento e i compiti del Corpo
Forestale della Regione siciliana . (n. 733/A Stralcio I COMM ter)
Relatore: on. Pellegrino
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1364 - Chiarimenti in merito al processo di analisi di tamponi
orofaringei volte alle attività di screening necessarie in
relazione all'emergenza da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1366 - Misure urgenti finalizzate a revocare la chiusura della
filiale Unicredit sita nel Comune di Randazzo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Di Mauro Giovanni
N. 1369 - Notizie sulla disponibilità di tutti i farmaci in uso
per i pazienti affetti da Covid-19.
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 1370 - Iniziative per verifiche sul corretto funzionamento
del meccanismo di sostegno economico alla popolazione in
conseguenza della pandemia da Covid-19 in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Fava Claudio
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1360 - Interventi urgenti per il superamento delle gravi
criticità nel sistema di analisi di reperti biologici per il
monitoragggio delle infezioni da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cafeo Giovanni
N. 1361 - Chiarimenti in merito alle prestazioni sanitarie
fondamentali per l'assistenza ai soggetti affetti da disturbi
pervasivi dello sviluppo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Marano Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1362 - Intendimenti circa gli strumenti di sostegno al reddito
per i lavoratori delle I.I.P.P.A.B. regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Foti Angela; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1363 - Misure urgenti di applicazione dell'art. 87 del decreto-
legge n. 18 del 2020 in materia di lavoro agile.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1365 - Chiarimenti in ordine al riparto ai Comuni del
contributo per beni di prima necessità, criteri per
l'individuazione dei beneficiari finali della misura e
l'istituzione di un nucleo di monitoraggio.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Lentini Salvatore
N. 1367 - Proroga dei termini per l'aggiornamento dell'Albo unico
regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catanzaro Michele
N. 1368 - Interventi al fine di consentire gli spostamenti per la
coltivazione hobbistica di piccoli fondi.
- Presidente Regione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1371 - Iniziative per prevenire il diffondersi dell'epidemia
COVID-19 all'interno delle case di riposo per anziani presenti in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.