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Resoconto d'Aula della Seduta n. 20 di mercoledì 21 febbraio 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino gli uffici,
  sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.15)

   La seduta è ripresa.

   DIPASQUALE,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Foti, De Domenico e Rizzotto.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   DIPASQUALE, segretario:

   -  Terzo  mandato  del Sindaco nei comuni non  superiori  a  3.000
  abitanti (n. 180).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Agostino e
  Tamajo in data 20 febbraio 2018.

   - Norme in materia di dipendenti di Società partecipate (n. 181).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pullara e Di
  Mauro in data 20 febbraio 2018.

   - Norme in materia di regime contrattuale del personale del Cefpas
  (n. 182).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pullara e Di
  Mauro in data 20 febbraio 2018.

   - Interventi per favorire il riconoscimento delle pari opportunità
  ai  soggetti con disabilità, facilitando l'accesso anche ai servizi
  di   self-service' che le nuove tecnologie rendono disponibili alla
  generalità dei cittadini (n. 183).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Arancio  e
  Lupo in data 20 febbraio 2018.

   -  Disposizioni per il riconoscimento della condizione di  regione
  insulare   e  per  l'accesso  della  Sicilia  ai  relativi   regimi
  derogatori comunitari (n. 184).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Sammartino,
  Arancio,  Barbagallo,  Cafeo, Catanzaro,  Cracolici,  De  Domenico,
  Dipasquale, Gucciardi, Lantieri e Lupo in data 20 febbraio 2018.

   -  Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1.  Misure in
  materia  di  controllo,  trasparenza  e  contenimento  della  spesa
  relativa ai costi della politica       (n. 185).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Campo,  Cappello,  Ciancio,  De Luca,  Di  Caro,  Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,    Marano,  Pagana,  Palmeri,  Pasqua,    Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri, Tancredi,  Trizzino, Zafarana e Zito in data 20
  febbraio 2018.

   -   Norme  a  favore  dei  privati  e  delle  attività  produttive
  danneggiati   a   seguito  di  eventi  calamitosi  nella   Regione.
  Istituzione del Fondo speciale per le emergenze regionali (n. 186).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Cafeo,
  Catanzaro e Lupo in data 20 febbraio 2018.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.

   DIPASQUALE, segretario:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disciplina  in  materia funeraria e di polizia  mortuaria.  (n.
  152).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.
   Parere VI.

   -  Norme  per  la democrazia partecipativa negli Enti locali.  (n.
  158).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

   -   Misure   urgenti   per  la  funzionalità  dell'Amministrazione
  regionale ed il contenimento di spesa. (n. 160).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

   -  Modifiche all'articolo 17 della legge regionale 26 agosto 1992,
  n. 7. (n. 166).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 febbraio 2018.

   -  Modifiche di norme in materia di doppia preferenza  di  genere.
  (n. 178).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 febbraio 2018.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Interventi per la tutela e la valorizzazione delle specie equine
  a  rischio  di  estinzione dell'asino ragusano,  dell'asino  grigio
  siciliano e dell'asino pantesco e per la promozione del consumo  di
  latte  d'asino  per usi alimentari, terapeutici  e  dietetici.  (n.
  149).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.
   Parere IV e UE.

   -  Disposizioni per la lotta agli sprechi attraverso la promozione
  delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari,
  non  alimentari e farmaceutici, a fini di solidarietà sociale.  (n.
  168).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.
   Parere IV e VI.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Norme in materia di revisione dei Piani regolatori generali nei
  comuni della Regione. (n. 147).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.
   Parere I.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Creazione degli archivi universitari per favorire la ricerca  e
  l'inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. (n. 133).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 febbraio 2018.

   - Norme per favorire il rientro in sede dei docenti siciliani. (n.
  148).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

   - Istituzione della figura dello psicologo scolastico. (n. 150).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.
   Parere VI.

   -  Istituzione di un Nucleo operativo di progettazione presso  gli
  Uffici scolastici provinciali della Sicilia. (n. 153).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Commissioni di accertamento delle invalidità civili. (n. 151).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

   -   Modifiche  alla  legge  regionale  20  aprile  1976,  n.   41.
  Agevolazioni  per la raccolta, la conservazione e la  distribuzione
  del sangue umano. (n. 154).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

   - Misure a sostegno dei pazienti oncologici e delle loro famiglie.
  (n. 156).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

   -  Norme sulla istituzione di cimiteri destinati alla sepoltura di
  animali d'affezione. (n. 157).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.
   Parere I.

   -  Lotta  al  randagismo. Modifiche all'articolo  26  della  legge
  regionale n. 15/2000. (n. 159).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 20 febbraio 2018.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole Calderone, con nota prot. n. 1556/SG.LEG.PG. del 13
  febbraio 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
  legge  n.  96:   Interventi a sostegno dei  soggetti  con  disturbi
  specifici di apprendimento (DSA) ;

   -  l'onorevole Lantieri, con nota prot. n. 1675/SG.LEG.PG. del  15
  febbraio 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
  legge   n.   139:   Norme  per  la  valorizzazione  del  patrimonio
  immobiliare dei centri storici ;

   -  l'onorevole De Domenico, con nota prot. n. 1676/SG.LEG.PG.  del
  15 febbraio 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno
  di legge n. 168:  Disposizioni per la lotta agli sprechi attraverso
  la  promozione  delle  attività  di donazione  e  distribuzione  di
  prodotti  alimentari,  non alimentari e  farmaceutici,  a  fini  di
  solidarietà sociale .

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V) nella seduta n. 7 del 7 febbraio  2018  ha
  approvato   la  risoluzione   Interventi  in  favore   degli   enti
  beneficiari  del sostegno economico di cui all'articolo  128  della
  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11' (n. 1/V).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   DIPASQUALE, segretario:

   N. 72 - Dichiarazione di interesse industriale di un'area sita nei
  comuni  di  Torretta  (PA)  e  Palermo  per  lo  sfruttamento   del
  giacimento calcareo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Di Mauro Giovanni

   N.  74  -  Messa in sicurezza delle dighe Comunelli e Disueri  nel
  territorio di Gela (CL).
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Arancio Giuseppe Concetto

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta in Commissione presentate.

   DIPASQUALE, segretario:

   N.   73  -  Chiarimenti  sui  sistemi  di  gara  per  l'assistenza
  domiciliare respiratoria adottati dalle ASP di Enna e Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Pullara Carmelo

   N.  78  -  Problematiche inerenti i lavoratori precari del  Teatro
  Massimo Vincenzo Bellini di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Foti  Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania;  Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina;
  Pagana  Elena;  Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;  Sunseri  Luigi;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo ed alle competenti Commissioni.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   DIPASQUALE, segretario:

   N.  75 - Chiarimenti in merito alle modifiche sugli avvisi 17 e 18
  del P.O. FSE 2014/2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pagana
  Elena;  Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
  De  Luca  Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
  Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina;   Pasqua
  Giorgio;   Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi;  Tancredi   Sergio;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  76  -  Fornitura  di sensori e glucometri (FGM)  per  l'intera
  platea dei soggetti diabetici di tipo 1.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Catanzaro Michele; Lupo Giuseppe

   N.  77 - Notizie in merito ai lavori di ammodernamento della  S.S.
  121.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pagana
  Elena;  Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
  De  Luca  Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
  Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina;   Pasqua
  Giorgio;   Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi;  Tancredi   Sergio;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  79  -  Presunta  presenza  in alta concentrazione  di  vanadio
  nell'acqua potabile del comune di Maletto (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Zitelli Giuseppe; Assenza Giorgio

   N. 80 - Risoluzione dell'inquinamento del fiume Eleuterio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pagana
  Elena;  Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
  De  Luca  Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
  Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina;   Pasqua
  Giorgio;   Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi;  Tancredi   Sergio;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  81 - Riabilitazione attraverso l'idroterapia presso l'Ospedale
  San Giovanni di Dio di Agrigento.
   - Assessore Salute
   Di Caro Giovanni; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
  Francesco; Pagana Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
  Ciancio  Gianina; De Luca Antonino; Di Paola Nunzio;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina;   Pasqua
  Giorgio;   Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi;  Tancredi   Sergio;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interpellanza presentata.

   DIPASQUALE, segretario:

   N. 21 - Attuazione di quanto disposto dalla l. r. n. 8 del 2016 in
  materia di servizi per il lavoro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Fava Giovanni

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il Governo abbia fatto alcuna  dichiarazione,
  l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
  giorno per essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   DIPASQUALE, segretario:

   N. 60 - Misure di gestione delle risorse idriche in Sicilia.
   Fava Giovanni; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo
   Presentata il 13/02/18

   N. 61 - Rinnovo e messa in sicurezza della rete idrica della città
  di Messina.
   Zafarana  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Di  Paola  Nunzio;
  Sunseri Luigi; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio Gianina; Cappello
  Francesco; Campo Stefania; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Foti
  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Pagana Elena;  Trizzino  Giampiero;
  Palmeri  Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
  Sergio; Pasqua Giorgio
   Presentata il 14/02/18

   N. 62 - Rinnovo dei contratti di pubblico impiego regionale.
   Lupo  Giuseppe;  Gucciardi Baldassare; Sammartino Luca;  Catanzaro
  Michele
   Presentata il 14/02/18

   N.  63  -  Riduzione  dell'utilizzo delle procedure  valutative  a
  sportello per l'erogazione di benefici economici ai privati.
   Sunseri  Luigi; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Di
  Paola  Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio Gianina; Cappello
  Francesco; Campo Stefania; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Foti
  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Pagana Elena;  Trizzino  Giampiero;
  Palmeri  Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
  Sergio; Pasqua Giorgio
   Presentata il 15/02/18

   N.   64  -  Inserimento  della  Sicilia  nella  prima  tranche  di
  sperimentazione della 'farmacia dei servizi'.
   De  Luca  Antonino; Sunseri Luigi; Zafarana Valentina;  Cancelleri
  Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio
  Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania; Di Caro Giovanni; Foti
  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Pagana Elena;  Trizzino  Giampiero;
  Palmeri  Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
  Sergio; Pasqua Giorgio
   Presentata il 15/02/18

   N. 65 - Iniziative per arginare l'emergenza idrica.
   Calderone  Tommaso  A.;  Milazzo Giuseppe;  Papale  Alfio;  Ragusa
  Orazio; Savona Riccardo
   Presentata il 16/02/18

   N. 66 - Applicazione delle disposizioni di cui alla l. r. n. 8 del
  2017.
   Zafarana  Valentina; De Luca Antonino; Sunseri  Luigi;  Cancelleri
  Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio
  Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania; Di Caro Giovanni; Foti
  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Pagana Elena;  Trizzino  Giampiero;
  Palmeri  Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
  Sergio; Pasqua Giorgio
   Presentata il 16/02/18

   N.  67  -  Iniziative  per  stabilire un'adeguata  governance  del
  turismo in Sicilia.
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; De Luca  Antonino;
  Sunseri  Luigi; Di Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio
  Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania; Di Caro Giovanni; Foti
  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Pagana Elena;  Trizzino  Giampiero;
  Palmeri  Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
  Sergio; Pasqua Giorgio
   Presentata il 16/02/18

   N. 68 - Notizie sulla grave crisi idrica in Sicilia.
   Aricò  Alessandro; Rizzotto Antonino; La Rocca Ruvolo  Margherita;
  Milazzo Giuseppe; Pullara Carmelo; Catalfamo Antonio
   Presentata il 16/02/18

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione  della  relativa data di discussione,  ad  eccezione
  delle  mozioni  nn.  60,  61, 65 e 68 che, trattando  di  emergenza
  idrica, saranno discusse nella seduta odierna.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Tamajo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                             legge n. 166
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


    Votazione della procedura di urgenza dell'esame del disegno di
                             legge n. 166

   PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:  Procedura
  d'urgenza dell'esame del disegno di legge n. 166 .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   emergenza idrica
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


     Discussione delle mozioni nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61, 65 e 68
                    sull'emergenza idrica regionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
   Discussione di mozioni sull'emergenza idrica regionale .
   Do lettura delle nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61, 65 e 68:

   N. 32 - Efficientamento del servizio idrico integrato regionale.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   la  Sicilia è una delle regioni d'Italia nelle quali il consumo di
  acqua raggiunge livelli particolarmente elevati, anche a causa  dei
  notevoli sprechi riconducibili principalmente alle continue perdite
  della  rete  di  distribuzione, la quale, ormai da  diverso  tempo,
  verte in pessime condizioni;

   negli  ultimi anni il consumo di acqua per uso civile, agricolo  e
  industriale  è  aumentato  in  maniera  esponenziale.  La  crescita
  vertiginosa  della  domanda  idrica  è  dovuta,  in  primo   luogo,
  all'aumento della popolazione e al conseguente miglioramento  dello
  stile  di  vita, oltre che allo sviluppo industriale e agricolo.  A
  ciò  si  aggiunga il progressivo ridursi della disponibilità  delle
  risorse    dovuto    principalmente    al    peggioramento    delle
  caratteristiche qualitative delle acque superficiali e  sotterranee
  a causa delle fonti di inquinamento diffuse (es. attività agricole)
  o concentrate (es. scarichi di reflui urbani e/o industriali);

   i   problemi   di  carenza  idrica  per  uso  potabile  affliggono
  costantemente la Regione siciliana, tenuto conto che in alcune zone
  il  prelievo  di  acqua  per i vari usi cui  essa  è  destinata  ha
  nettamente superato le capacità naturali di ricarica;

   a  ciò si aggiunga lo scarso numero di precipitazioni piovose  che
  interessa  il territorio regionale, posto che le stesse  tendono  a
  concentrarsi nel corso di poche settimane l'anno;

   CONSIDERATO che:

   la  difficoltà di soddisfare la crescente domanda di acqua con  le
  risorse   idriche  tradizionali  (acque  superficiali,  fluenti   e
  regolate,  e  acque  sotterranee) spinge in  maniera  crescente  le
  amministrazioni a fare ricorso a risorse idriche non  convenzionali
  e tra queste, in particolare, alle acque reflue urbane trattate. Si
  tratta di acque provenienti da usi domestici, dai servizi cittadini
  e  da  attività  artigianali e di piccole  industrie  inserite  nel
  tessuto  urbano,  le quali vengono raccolte dai sistemi  fognari  e
  successivamente trattate per il susseguente scarico in corpo idrico
  ricettore;

   gli  effluenti  delle  reti fognarie urbane hanno  caratteristiche
  particolarmente  importanti quando sono  considerati  come  risorse
  idriche:   la   loro  portata  è  poco  soggetta  alle   variazioni
  climatiche,  sono  di  facile prelievo e  sono  spesso  ubicati  in
  prossimità delle aree di potenziale utilizzazione. Le acque  reflue
  urbane   costituiscono,  dunque,  una  risorsa  idrica  di   grande
  interesse,  in  particolare per l'irrigazione, a condizione,  però,
  che   venga   costantemente   verificata   la   sussistenza   delle
  caratteristiche idonee per tale impiego;

   in  Sicilia, nonostante i provvedimenti legislativi in materia  di
  riuso delle acque reflue (D.Lgs. n. 152/1999 e D.M. n. 185/2003 sul
  riuso  delle  acque  reflue depurate), sono  pochi  gli  esempi  di
  sistemi di riuso delle acque reflue depurate;

   i  metodi  di trattamento naturali o estensivi delle acque  reflue
  urbane  (serbatoi  di accumulo, lagunaggio, fitodepurazione)  hanno
  ormai  assunto  un'importanza rilevante grazie alle loro  peculiari
  caratteristiche: facilità di costruzione e gestione, ridotti  costi
  di   manutenzione   ed   esercizio,  modesto  impatto   ambientale,
  possibilità   di  raggiungere  livelli  qualitativi  dell'effluente
  idonei  al  riutilizzo delle acque reflue in agricoltura.  In  tale
  contesto, l'accumulo di acque reflue in serbatoi risulta essere uno
  dei  sistemi di depurazione più semplici ma allo stesso  tempo  più
  efficaci, soprattutto per un eventuale riuso agricolo delle risorse
  idriche depurate;

   alcune  indagini  sperimentali sull'accumulo di  acque  reflue  in
  serbatoi   aziendali,  condotte  nei  comuni   di   Grammichele   e
  Caltagirone(CT),  confermano l'importante ruolo  dei  serbatoi  per
  l'affinamento  delle acque reflue da utilizzare  a  scopo  irriguo.
  Tali   esperienze  hanno  evidenziato,  in  particolare,   che   le
  condizioni climatiche siciliane (elevati livelli di temperature già
  da  marzo/aprile) influenzano positivamente i processi biologici di
  depurazione all'interno dei serbatoi di accumulo;

   TENUTO CONTO che:

   a  livello normativo i principali provvedimenti aventi ad  oggetto
  la  gestione delle acqua sono costituiti dalla Direttiva 2000/60/CE
  (Direttiva  Quadro  sulle  acque)  e  dal  Decreto  Legislativo  n.
  152/2006  il  quale recepisce la Direttiva Quadro, i  cui  principi
  possono essere così sintetizzati:
   individuazione  del  bacino idrografico  come  unità  spaziale  di
  riferimento;
   definizione di obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici;
   classificazione integrata dello stato ecologico dei corpi idrici;
   introduzione  dell'analisi  economica nella  pianificazione  delle
  misure e nell'allocazione dei diritti di utilizzo;
   partecipazione pubblica come nuovo metodi per la pianificazione  e
  per la gestione;

   è  evidente  che  la politica integrata sulle  acque  e  i  bacini
  idrografici  si  fonda sulla necessità di superare  un  sistema  di
  gestione  fondato  esclusivamente sulle  opere  idrauliche  (dighe,
  derivazioni, acquedotti, fognature, depurazioni), per passare ad un
  sistema che consenta di seguire tre indirizzi specifici:
   politica  della domanda idrica, orientata a ridurre i prelievi  ad
  uso  civile, agricolo e industriale, favorendo il riutilizzo  delle
  acque;
   politica    territoriale   volta   ad   aumentare   la    capacità
  autodepurativa del territorio e del reticolo idrografico, favorendo
  lo  sviluppo  di  un assetto che rallenti i deflussi  superficiali,
  favorendo la ricarica delle falde;
   politica urbana che punti a modificare radicalmente le modalità di
  gestione   dell'acqua  nelle  città,  secondo  i   nuovi   approcci
  internazionalmente noti come sustainable sanitation  e  sustainable
  urban drainage;

   RITENUTO che:

   con  legge  11 agosto 2015 n. 19, la Regione Siciliana  ha  inteso
  delineare  un preciso assetto normativo e regolatorio del  servizio
  idrico integrato;

   l'intervento  legislativo  de  quo  disciplina  diversi   aspetti:
  criteri  per  la  determinazione della tariffa, approvazione  delle
  proposte  tariffarie, durata delle concessioni, decurtazioni  della
  tariffa  riservate ad alcune destinazioni d'uso, previsione  di  un
  quantitativo  minimo  vitale  la  cui  erogazione  non  può  essere
  sospesa, modalità di affidamento;

   CONSTATATO che:

   con sentenza n. 93 del 07 marzo 2017, depositata in cancelleria il
  4  maggio  2017  e  pubblicata in data 04  aprile  2017,  la  Corte
  Costituzionale  ha  dichiarato  l'illegittimità  costituzionale  di
  numerose norme contenute nella suddetta legge regionale;

   in estrema sintesi, la Corte Costituzionale afferma che la Regione
  siciliana,  seppur  dotata  di  un'autonomia  statutaria,  ha   una
  competenza  legislativa  residuale in materia  di  servizio  idrico
  integrato.  Infatti,  secondo la Corte, lo  statuto  della  Regione
  siciliana,  nell'enumerare  quanto è di  competenza  della  stessa,
  stabilisce,  in primo luogo, che il bene acqua è ricompreso  tra  i
  beni  pubblici  assegnati  alla  Regione  in  virtù  del  combinato
  disposto  degli  artt.  14 e 32 dello Statuto.  In  secondo  luogo,
  sempre  lo Statuto della Regione stabilisce che i servizi  pubblici
  siano compresi tra le potestà legislative regionali concorrenti;

   ciò  vuol  dire che la Regione, in materia di servizio idrico,  ha
  una    competenza   residuale   limitata   solamente   alla    mera
  organizzazione della governance del servizio, non potendo in  alcun
  modo  legiferare  su  altri  ambiti afferenti  il  servizio  idrico
  integrato. Ciò è determinato, in particolare, dal fatto che è ormai
  pacifica la giurisprudenza che riconduce ai titoli di competenza di
  cui  all'art.  117, secondo comma, lettere e) e s), Cost.,  sia  la
  disciplina  della  tariffa del servizio idrico  integrato,  sia  le
  forme di gestione e le modalità di affidamento al soggetto gestore.
  Materie,  queste ultime, oggetto degli indicati articoli dichiarati
  illegittimi  dalla  Corte  e su cui lo Statuto  della  Regione  non
  prevede alcuna potestà legislativa;

   nello  specifico,  la Corte ha bocciato ogni  riferimento  ad  una
  gestione del servizio idrico diversa da quella prevista dal  D.lgs.
  152/2006  (art. 3, comma 3, lettera i), le previsioni normative  in
  favore  del  soggetto  affidatario pubblico  in  spregio  ad  altre
  tipologie di affidatari (art. 4, commi 2 e 3), le previsioni  volte
  ad  una gestione diretta o in house in deroga ai requisiti previsti
  dalla normativa europea, (art. 4, commi 7 e 8, art. 5 comma 6);

   ed  ancora, sono state dichiarate illegittime le norme della  l.r.
  19/2015  che  stabiliscono  deroghe o clausole  da  inserire  nelle
  convenzioni  di  affidamento (art. 4, commi 4 lett.  a)  e  6),  le
  previsioni  che comportino oneri ulteriori sulla tariffa  (art.  5,
  comma  2,  art.  7  comma 3) e le previsioni sui modelli  tariffari
  (art.11);

   la   Corte  ha  bocciato  altresì  la  previsione  del  fondo   di
  solidarietà di cui al comma 12 dell'art. 4 poiché essendo  posta  a
  carico  del  soggetto gestore del SII (integralmente per  il  primo
  anno,   parzialmente   per   gli  anni  successivi),   si   traduce
  necessariamente in una componente di costo aggiuntiva da  imputarsi
  in tariffa in virtù del principio del recupero integrale dei costi;

   sul  punto,  la  Corte  precisa,  però,  che  le  regioni  possono
  introdurre  misure sociali di accesso alla risorsa idrica  che  non
  interferiscano con la materia tariffaria e che si coordinino con le
  misure  di  analoga  funzione di cui all'art.  60  della  legge  28
  dicembre 2015, n. 221;

   dunque, alla luce delle statuizioni della Corte Costituzionale, le
  previsioni che rimangono efficaci della l.r. 19/2015 sono le  norme
  relative  al  riordino  delle  competenze  amministrative  e  della
  governance  del servizio idrico (art. 2 e 3), le norme  sul  regime
  transitorio  di cui commi ai 1,3, 4 e 5 dell'art. 5., l'articolo  6
  in  materia  di  gestione  del sistema acquedottistico.  Rimangono,
  altresì,  efficaci le previsioni di cui all'art.  7  in  ordine  al
  personale  delle  autorità d'ambito, le norme  di  cui  all'art.  8
  (strumenti  di  partecipazione democratica), di cui  all'art.  9  e
  all'art. 10 sull'erogazione del quantitativo minimo vitale d'acqua,
  nonché  gli  articoli  12,  13, 13 bis sui provvedimenti  tariffari
  previsto dall'AEEGSI;

   VISTO che:

   alla  luce  dei rilievi effettuati dalla Corte Costituzionale,  si
  rende  indispensabile  procedere ad una revisione  della  normativa
  regionale  al  fine di addivenire ad una omogeneizzazione  rispetto
  alle prevalenti disposizioni nazionali;

   occorre,  in  primo  luogo, rivedere la disciplina  relativa  alla
  quantificazione  degli  Ambiti Territoriali  Ottimali,  attualmente
  individuati in 9 (in corrispondenza delle province);

   tale  suddivisione, però, non tiene conto di una serie di  aspetti
  di  natura ambientale, economica, idrogeologica, giuridica, tecnica
  e  demografica la cui rilevanza, invece, è ben delineata sia  dalla
  normativa nazionale, sia dalla normativa europea;

   per   far   fronte   alle   ormai  note  criticità   idriche   che
  caratterizzano la Sicilia, legate anche alle
   difformità   territoriali,  geomorfologiche  e   infrastrutturali,
  sarebbe   auspicabile  far  coincidere  gli  ATO   con   i   bacini
  idrografici;

   appare opportuno richiamare il comma 2 dell'art. 147 del D.lgs. n.
  152/2006 che dispone i seguenti principi:
   unità  del  bacino  idrografico, o  del  subbacino  o  dei  bacini
  idrografici  contigui,  tenuto conto dei piani  di  bacino,  nonché
  della   localizzazione  delle  risorse  e  dei  loro   vincoli   di
  destinazione, anche derivanti da consuetudine, in favore dei centri
  abitati interessati;
   unitarietà   della   gestione  e,  comunque,   superamento   della
  frammentazione verticale delle gestioni;
   adeguatezza delle dimensioni gestionali, definita sulla  base  dei
  parametri fisici, demografici, tecnici;

   nelle  intenzioni  del legislatore nazionale l'introduzione  degli
  Ambiti Territoriali Ottimali coincidenti con i bacini idrografici è
  finalizzata a realizzare un circuito gestionale olistico del  ciclo
  di  vita delle risorse idriche, dalla captazione al recapito finale
  della  depurazione,  in una visione che tenga conto,  al  contempo,
  della  tutela  ambientale  e  della  sostenibilità  economica   del
  servizio  idrico  integrato,  realizzando  economie  di  scala   da
  reinvestire nell'intero bacino idrico e massimizzando il  controllo
  e l'efficienza del servizio;

   questa  delimitazione,  inoltre, porta alla  omogeneizzazione  dei
  livelli del servizio e, quindi, della relativa tariffa tra tutti  i
  cittadini siciliani;

   secondo  alcuni studi condotti dall'Università di Catania, sarebbe
  opportuno suddividere la Sicilia in cinque Ambiti omogenei  per  la
  gestione dei servizi idrici'. La delimitazione viene proposta sulla
  base dei seguenti criteri:
   salvaguardia della integrità dei bacini idrografici;
   unitarietà  dei  sistemi idrici e degli irrigui collettivi  (dalle
  fonti di approvvigionamento alle aree servite);
   sufficiente  ampiezza  dei  comprensori  per  conseguire  adeguate
  economie di scala;
   dimensioni tra loro comparabili;

   alla   riorganizzazione  degli  Ambiti  dovrebbe   seguire,   come
  conseguenza  naturale,  la costituzione di  una  regia  tecnica  di
  supporto  agli  uffici di ciascun Ambito, al fine di  garantire  un
  corretto  e  puntuale  svolgimento delle attività  (in  termini  di
  progettazione, manutenzione, gestione amministrativa ed economica);

   CONSIDERATO ALTRESÌ che:

   con  atto  di indirizzo dell'Assessorato Regionale dell'Energia  e
  dei Servizi di Pubblica Utilità, prot. 4586/GAB del 18.05.17 veniva
  evidenziato, che con Circolare prot. N. 1369/Gab del 7 marzo  2016,
  erano   stati  forniti,  i  necessari  chiarimenti  per  l'omogenea
  attuazione dei commi 2 e 3, lettera
   a)  dell'art.3  della legge 19/2015, , che disciplinano  il  nuovo
  assetto  organizzativo del servizio idrico integrato nella  Regione
  siciliana,   imperniato  sui  nuovi  enti  di  governo  dell'ambito
  denominati Assemblee Territoriali Idriche;

   nel  medesimo  atto  emergeva che le ATI insediate  non  risultano
  pienamente  operative, con grave pregiudizio per  l'intero  settore
  del   servizio   idrico  integrato  e,  di  conseguenza,   per   la
  collettività;

   appare  indispensabile  porre in essere  un'azione  finalizzata  a
  rendere  operative  le  ATI,  disponendo  le  dotazioni  economiche
  necessarie,  affinché  possano anche provvedere  all'assunzione  di
  personale qualificato necessario per l'avvio delle attività,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  rafforzare il sistema di monitoraggio e di classificazione  dei
  corpi   idrici,  necessario  per  la  pianificazione   e   per   la
  programmazione degli investimenti di risanamento;

   a  procedere  al riordino della rete fognaria e degli impianti  di
  depurazione,  prevedendo anche il riutilizzo delle  acque  depurate
  per impieghi agricoli, urbani e industriali;

   ad attuare, nel più breve tempo possibile, un sistema che consenta
  di seguire tre indirizzi specifici, ossia:
   una  riduzione degli sprechi nei prelievi ad uso civile,  agricolo
  ed   industriale,   favorendo,  attraverso  uno  specifico   corpus
  normativo, il riutilizzo delle acque reflue, realizzando sistemi di
  approvvigionamento  idrico aziendale (piccoli invasi)  che  rendano
  autosufficienti e indipendenti le aziende agricole  (captazione  di
  ulteriori risorse idriche);
   un aumento della capacità autodepurativa del territorio (favorendo
  anche  politiche  di  miglioramento della  copertura  vegetale  del
  suolo)  e del reticolo idrografico, al fine di favorire lo sviluppo
  di  un assetto che rallenti i deflussi superficiali, sostenendo  la
  ricarica delle falde;
   una  modifica radicale delle modalità di gestione dell'acqua nelle
  città,  secondo  i  nuovi  approcci internazionalmente  noti   come
  sustaintable sanitation e sustainable urban drainage;

   ad  attuare, migliorare e disciplinare i sistemi e le tecniche  di
  trattamento  delle  acque  reflue,  anche  nella  direzione   della
  sostenibilità  ecologica ed economica (per  esempio  attraverso  la
  fitodepurazione);

   a  rivedere  la  disciplina  relativa alla  quantificazione  degli
  Ambiti  Territoriali Ottimali, attuando una suddivisione che  tenga
  principalmente in considerazione gli aspetti di natura  ambientale,
  economica,  idrogeologica,  giuridica, tecnica  e  demografica,  in
  conformità  alla  normativa nazionale ed  europea  e,  pertanto,  a
  suddividere  la Sicilia in cinque Ambiti omogenei per  la  gestione
  del servizio idrico integrato';

   a  porre in essere concrete azioni finalizzata a garantire l'avvio
  operativo delle ATI, affinché si possa provvedere urgentemente alla
  ricognizione delle perdite idriche, all'individuazione del soggetto
  gestore e alla manutenzione delle reti idriche e degli impianti;

   ad  attuare il Piano regionale per una corretta gestione del ciclo
  dell'acqua, attraverso il quale classificare e regolamentare  tutti
  gli  usi  idrici (civili, industriali, agricoli, ecc.), promuovendo
  la  tutela  dei corpi idrici e del territorio e l'uso  parsimonioso
  della  risorsa idrica, realizzando il ciclo del riuso  delle  acque
  depurate nei cicli industriali e negli usi agricoli o per le vasche
  di  accumulo da destinare alle attività di antincendio o di pulizia
  stradale,  privilegiando  nei regolamenti  edilizi  l'uso     duale
  nelle abitazioni e la raccolta delle acque piovane.

                   PALMERI - TRIZZINO - FOTI - CAMPO - DI PAOLA
                -   SUNSERI   -  MANGIACAVALLO  -  ZAFARANA   -
                CAPPELLO  - PASQUA - ZITO - CIANCIO -  SIRAGUSA
                -  TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA -
                DI CARO - MARANO - CANCELLERI

   N.  35  -  Provvedimenti al fine di scongiurare la crisi idrica  a
  Palermo e in Sicilia.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   in  tutti  gli  invasi  che riforniscono la città  di  Palermo  si
  registra un'allarmante riduzione del livello dell'acqua: nella diga
  Rosamarina, con una capienza di 100 milioni di mc, ne sono  rimasti
  solo  14,  nell'invaso Poma 5 a fronte di una capacità di oltre  72
  milioni  di mc, lo Scanzano è quasi prosciugato e il lago di  Piana
  degli  Albanesi è ridotto a poco più di un milione di mc,  con  una
  capacità di oltre 32;

   già  l'anno  scorso  tutti  i bacini palermitani  registravano  un
  preoccupante  bilancio,  ma  nel frattempo  l'acqua  disponibile  è
  diminuita  ulteriormente, tanto da far prevedere  l'avvicinarsi  di
  una vera e propria emergenza idrica per il capoluogo;

   lo  svuotamento delle dighe rischia, inoltre, di compromettere  un
  equilibrio  ambientale molto delicato nonché di  mettere  in  crisi
  molte  attività economiche collegate: nei pressi del lago di  Piana
  degli  Albanesi, per esempio, ai numerosi agriturismi si aggiungono
  attività  di  tipo  sportivo, oggi impraticabili  per  il  completo
  prosciugamento di ampie porzioni del bacino;

   anche  in altre province siciliane si rilevano criticità, con  una
  riduzione costante dei livelli idrici in tutti gli invasi;

   la  persistente  siccità  degli ultimi anni  potrebbe  non  essere
  l'unica  causa all'origine dell'emergenza attuale, in quanto  anche
  lo  stato  della  rete  ed  il sistema di distribuzione  presentano
  carenze strutturali ormai croniche;

   si  profila,  pertanto, per la città di Palermo  un  inaccettabile
  ritorno al passato, con la turnazione nell'erogazione dell'acqua  e
  i conseguenti disagi per la popolazione,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  riferire in Aula circa i provvedimenti che si stanno  adottando
  per  il monitoraggio del livello degli invasi regionali, nonché  in
  ordine  agli  interventi  che si intende  predisporre  al  fine  di
  scongiurare  l'imminente crisi idrica nel capoluogo e in  tutto  il
  territorio siciliano.

                   LUPO  -  ARANCIO  -  BARBAGALLO  -  CAFEO  -
                CATANZARO   -  CRACOLICI  -  GUCCIARDI   -   DE
                DOMENICO - DIPASQUALE - LANTIERI - SAMMARTINO

   N.  44 - Funzionalità dell'acquedotto Nuovo Scillato e della  Diga
  Rosamarina.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   le rivelazioni fornite dall'Osservatorio delle Acque della Regione
  Siciliana  attestano  a  gennaio  2018  una  situazione  drammatica
  riguardo  le  riserve  idriche  di cui  si  dispone  su  territorio
  regionale;

   il  Nuovo Acquedotto di Scillato, con una condotta in acciaio  del
  tipo  DN900, convoglia le acque utilizzate per l'approvvigionamento
  idrico  sia  del  Capoluogo che dei comuni  della  fascia  costiera
  orientale  della Provincia di Palermo quali Bagheria, Casteldaccia,
  Santa Flavia, Villabate e Termini Imerese;

   sono   emerse   criticità   rilevanti   per   l'approvvigionamento
  idropotabile  dei  Comuni  della fascia  costiera,  nonché  per  la
  sicurezza  dell'autostrada  A19.  Tali  criticità  sarebbero  state
  originate  dalle  continue rotture, in più  punti,  dell'acquedotto
  Nuovo  Scillato,  provocate da fenomeni franosi che  impedirebbero,
  tra l'altro, l'effettuazione di interventi riparatori alla condotta
  determinandone  il  mancato utilizzo a beneficio delle  popolazioni
  servite;

   detta  infrastruttura acquedottistica è da tempo  interessata,  in
  corrispondenza    delle    contrade   denominate    Burgitabus    e
  Scacciapidocchi comprese tra le progressive km 12.410 e  km  15.425
  da fenomeni di instabilità del sito di posa particolarmente intensi
  nei periodi di forti precipitazioni autunnali ed invernali;

   CONSIDERATO che:

   in  un  futuro  prossimo si possa arrivare alla  razionalizzazione
  delle  acque,  nelle aree rifornite dall'acquedotto di  cui  sopra,
  così  come  quanto avvenuto a Palermo con AMAP S.p.a., a causa  del
  prolungarsi del periodi di siccità con conseguente riduzione  delle
  riserve idriche;

   per i motivi di cui sopra, si vengono a determinare delle continue
  rottura  della condotta DN 900     che interrompono la funzionalità
  dell'acquedotto,  causando  la  perdita  di  una   risorsa   idrica
  particolarmente  importante per l'equilibrio  del  bilancio  idrico
  complessivo  delle  fonti  utilizzate e determinano  situazioni  di
  grave pericolo per la pubblica incolumità;

   a  seguito  di  quanto esposto si precisa che nella primavera  del
  2017  AMAP  S.p.a ha provveduto alla realizzazione di un intervento
  tampone  mediante  una  condotta  in  Kevar  puntando  a  garantire
  un'erogazione di circa 500 litri al secondo in attesa di un by-pass
  definitivo  che  garantirebbe l'erogazione  di  700/1000  litri  al
  secondo;

   RILEVATO che:

   nel  corso degli ultimi 8 anni, stando alle dichiarazioni di Femca
  Cisl  Palermo-Trapani si possono stimare in 100  milioni  di  metri
  cubi  d'acqua  potabile  sversati in mare  a  causa  della  mancata
  manutenzione del Nuovo Acquedotto di Scillato;

   appare  inderogabile che si attivino tutte le procedure  volte  ad
  una  fattiva  ed  intensa collaborazione, anche economica,  tra  la
  Regione  Siciliana  e  la direzione generale  per  le  dighe  e  le
  infrastrutture   idriche  ed  elettriche  del  Ministero   per   le
  infrastrutture;

   la  diga  Rosamarina,  che  è  un invaso  pluriennale  e  pertanto
  utilizzata  come  riserva  idrica, ha visto  sversare  in  mare  da
  gennaio 2016 a luglio 2016 circa 40 milioni di metri cubi di  acqua
  diversamente  utilizzabili. Si apprende da organi di stampa  che  a
  causa   di  problemi  strutturali  susseguenti  alla  mancanza   di
  interventi di manutenzione, la capacità della Diga Rosamarina hanno
  portato alla riduzione di circa il 40% della capacità totale;

   CONSIDERATO  che  si  ha  motivo di  pensare  che  la  risoluzione
  definitiva  dei  due  eventi  sopra descritti  può  tranquillamente
  ritenersi  come  significativo impulso per la  risoluzione,  almeno
  transitoria del problema legato all'approvvigionamento  idrico  del
  capoluogo della Regione e del suo comprensorio,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  adottare  ogni  intervento necessario volto  alla  risoluzione
  definitiva  delle  problematiche strutturali legate  all'acquedotto
  Nuovo  Scillato ed alla Diga Rosamarina, al fine di porre  entrambe
  le infrastrutture in grado di garantire la massima funzionalità.

                     SIRAGUSA - TRIZZINO - CAMPO - DI  PAOLA  -
                   SUNSERI
                        - MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO -
                FOTI  -       PASQUA - ZITO - CIANCIO - PALMERI
                -  TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA -
                DI CARO - MARANO - CANCELLERI

   N.  55  - Recupero e riqualificazione delle Dighe Cimia e Disueri,
  site nel comune di Gela (CL).

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   la  carenza idrica nel territorio di Gela sta portando al collasso
  un comparto agricolo già estremamente in crisi;

   la Piana di Gela, la più vasta del territorio siciliano, è servita
  dalle  dighe Disueri e Cimia, assolutamente inefficienti a  livello
  strutturale;

   nel  corso  degli  anni  non  sono  stati  effettuati  sufficienti
  interventi  di  manutenzione  per  la  messa  in  sicurezza  e   il
  ripristino delle dighe;

   l'inefficiente  gestione delle acque per l'irrigazione  dei  campi
  serviti dall'invaso della diga Disueri, a causa di una vetusta rete
  di  distribuzione, provoca sprechi di acqua ed ingenti  danni  alle
  coltivazioni;

   la  diga Disueri può accumulare piccole quantità di acqua  e,  nei
  periodi  piovosi, qualora si superi la quantità d'accumulo minimale
  assentita dal Servizio dighe, si deve scaricare a mare senza  alcun
  utile per il territorio;

   gli  invasi  sono pieni di detriti e fango perché  non  hanno  mai
  ricevuto  la necessaria manutenzione e, di conseguenza, l'acqua  in
  essi  contenuta,  viene spesso fatta defluire in mare  senza  poter
  essere utilizzata;

   dispersioni  e/o  intasamenti nella condotta che collega  la  diga
  Disueri  alla  diga  Cimia non consentono che l'acqua  dalla  prima
  arrivi  alla  seconda,  per  essere  recuperata  e  successivamente
  distribuita;

   allo  stato  attuale la Diga Disueri non è in grado  di  garantire
  l'accumulo di sufficienti quantitativi di acqua, con la conseguenza
  non ottimale di una dispersione della stessa nei periodi in cui  vi
  sono  notevoli precipitazioni meteoriche tramite lo scarico a  mare
  per motivi di sicurezza;

   il  sistema strutturale legato alla tenuta della Diga Disueri  non
  ha  ricevuto interventi idonei a garantirne la tenuta, determinando
  in  tal modo il perdurare della perdita di accumulo di acqua  e  la
  conseguente necessità di scarico a mare sopracitata;

   RILEVATO che:

   la   Regione  siciliana  ha  dato  formalmente  seguito   ad   una
  prospezione  geofisica volta a determinare gli  interventi  per  il
  consolidamento strutturale della diga Disueri;

   nel  rapporto di collegamento richiamato fra la diga  Cimia  e  la
  diga Disueri, oltre alla problematica di dispersione dell'acqua  in
  transito  fra  i  due  invasi,  a  causa  degli  scarsi  interventi
  manutentivi,     permane un problema non definitivamente risolto in
  ordine alla stabilità tecnica degli scarichi;

   limitandosi alla superficie irrigua del territorio di Gela si deve
  considerare  un'ampia area interessata, ben  oltre  il  limite  dei
  10.000  ettari, ampiamente, se non in via esclusiva,  destinato  ad
  utilizzo  agricolo, che richiede ingenti forniture idriche  sottese
  alla natura specifica delle coltivazioni sussistenti;

   CONSIDERATO che:

   l'economia  del  territorio gelese, oggi, si  basa  principalmente
  sull'attività   agricola  e  il  perdurare   della   crisi   idrica
  rappresenta  un ulteriore e insuperabile ostacolo allo sviluppo  di
  un settore già fortemente in difficoltà;

   gli  attuali  interventi posti in essere dalla Regione  siciliana,
  non  appaiono  in  alcun  modo sufficienti a  determinare  l'idonea
  garanzia  di funzionamento degli invasi denominati Cimia e Disueri,
  atteso che, nonostante i sopradetti interventi non sistematicamente
  organizzati,  gli  invasi  appaiono  inadeguati  a  realizzare   le
  garanzie  di approvvigionamento idrico per i quali gli stessi  sono
  stati  progettati  con particolare riferimento  alla  diga  Disueri
  l'intero   bacino   risulta   essere  allo   stato   sottoposto   a
  problematiche  plurime,  in sintesi evidenziabili  nell'ambito  del
  drammatico  processo  di  interrimento,  determinato  probabilmente
  anche   dal  processo  di  disboscamento  effettuato  rispetto   al
  perimetro  idrologico dell'invaso per fornire biomassa  di  origine
  legnosa alla centrale localizzata in provincia di Enna, nonché  nel
  contesto del sistema di mancata manutenzione e consolidamento della
  struttura della diga;

   la  diga  Cimia, ricevente apporto idrico dall'invaso del Disueri,
  pur con le gravi problematiche di natura idrica connesse alla rete,
  appare  essere  l'unico invaso ad oggi in grado  di  garantire  una
  idonea fornitura al territorio di Gela,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
                 L'ASSESSORE PER L'ENERGIA E I SERVIZI
                         DI PUBBLICA UTILITA'

   ad  adottare  ogni intervento necessario volto ad addivenire  alla
  risoluzione  definitiva delle problematiche di  cui  ai  punti  che
  precedono ed in particolare ad avviare le necessarie azioni al fine
  di  procedere  all'immediato avvio degli interventi  a  valere  sul
  Patto per il Sud così meglio individuati:
   INTERVENTO  STRATEGICO:  Interventi di  recupero,  consolidamento,
  conservazione  e  riqualificazione di  infrastrutture  idriche  ivi
  comprese  le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO  (titolo
  del  progetto): Diga Cimia - Disueri - Comunelli: Progetto  per  la
  fornitura  e  l'installazione dei cartelli  monitori  di  cui  alla
  circolare   del   Ministero  dei  LL.PP.N.  1125  del   28/08/1986;
  RICOGNIZIONE  PARCO  PROGETTI: 85.000,00; PROGRAMMA  DI  INTERVENTI
  PREVISTO  DAL  PATTO  PER  LA  SICILIA: 85.000,00;  FSC  2014-2020:
  85.000,00;
   INTERVENTO  STRATEGICO:  Interventi di  recupero,  consolidamento,
  conservazione  e  riqualificazione di  infrastrutture  idriche  ivi
  comprese  le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO  (titolo
  del progetto): Diga Cimia - Disueri: Lavori di pulizia delle vasche
  di  dissipazione  e  del canale di restituzione  dello  scarico  di
  fondo;  RICOGNIZIONE  PARCO  PROGETTI:  150.000,00;  PROGRAMMA   DI
  INTERVENTI PREVISTO DAL PATTO PER LA SICILIA: 150.000,00; FSC 2014-
  2020: 150.000,00;
   INTERVENTO  STRATEGICO:  Interventi di  recupero,  consolidamento,
  conservazione  e  riqualificazione di  infrastrutture  idriche  ivi
  comprese  le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO  (titolo
  del  progetto): Diga Cimia: Interventi per la rimessa in  esercizio
  degli  strumenti e degli apparati di misura per il controllo  della
  diga  -  Il  sistema Disueri-Cimia è strategico  nel  quadro  della
  alimentazione  idropotabile della città di  Gela  e  di  parte  del
  comprensorio  irriguo  della provincia di  Caltanissetta,  sia  con
  riferimento  alla qualità del servizio idrico, sia  in  termini  di
  sviluppo  del settore agricolo territoriale sotteso alle due  dighe
  in  parola;  RICOGNIZIONE PARCO PROGETTI: 240.000,00; PROGRAMMA  DI
  INTERVENTI PREVISTO DAL PATTO PER LA SICILIA: 240.000,00; FSC 2014-
  2020: 240.000,00;
   INTERVENTO  STRATEGICO:  Interventi di  recupero,  consolidamento,
  conservazione  e  riqualificazione di  infrastrutture  idriche  ivi
  comprese  le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO  (titolo
  del progetto): Diga Cimia - Disueri: intervento di consolidamento e
  messa  in  sicurezza;  RICOGNIZIONE PARCO PROGETTI:  20.600.000,00;
  PROGRAMMA  DI  INTERVENTI  PREVISTO  DAL  PATTO  PER  LA   SICILIA:
  20.600.000,00; FSC 2014-2020: 20.600.000,00.

                   DI  PAOLA-  TRIZZINO-  CAMPO  -  PALMERI   -
                SUNSERI  - MANGIACAVALLO - ZAFARANA -  CAPPELLO
                -  FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA  -
                TANCREDI  - SCHILLACI - DE LUCA A. -  PAGANA  -
                DI CARO - MARANO - CANCELLERI

   N. 60 - Misure di gestione delle risorse idriche in Sicilia.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   la legge Regionale n. 19/2008 dispone il trasferimento delle opere
  idriche  e  di  invaso dall'Azienda Regionale  Rifiuti  e  Ambiente
  (ARRA) al Dipartimento acqua e rifiuti;

   la  Regione  Siciliana  con L.R. n 19 del  2015  ha  provveduto  a
  disciplinare  la  materia  delle risorse  idriche  in  Sicilia.  In
  particolare ha individuato apposite norme sul monitoraggio e  sulla
  vigilanza degli enti gestori del servizio idrico;

   all'articolo 6 della L.R. n. 19 del 2015 è prevista l'attività  di
  monitoraggio   in   merito  al  rispetto  della   Convenzione   con
  Siciliacque  S.p.A.  Il successivo articolo 12 comma  1  istituisce
  specifiche       commissioni  tecniche  allo  scopo  di  verificare
  eventuali  inadempimenti contrattuali, sulla base delle convenzioni
  stipulate  presso  gli  ATO  idrici posti  in  liquidazione  e  che
  avessero già affidato la gestione del Servizio idrico integrato  ad
  enti  di  diritto privato nonché la vigilanza sulla gestione  delle
  reti di distribuzione delle risorse idriche ed in particolar modo i
  lavori   di   manutenzione  e  miglioramento  delle  reti   idriche
  interessata da gravi fenomeni di dispersione;

   il  protocollo di legalità stipulato in data 23 maggio 2011 tra la
  Regione  Siciliana  Assessorato  dell'Energia  e  dei  Servizi   di
  Pubblica  Utilità,  la  Confindustria  Sicilia,  le  Prefetture  di
  Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo,  Ragusa,
  Siracusa e Trapani prevede misure di controllo e di vigilanza nella
  gestione del servizio idrico;

   CONSIDERATO che:

   non  risulta,  alla  data odierna, avviata in  spregio  alla  L.R.
  19/2015   alcuna   misure  di  monitoraggio  sul   rispetto   della
  convenzione stipulata con Siciliacque S.p.A. e tantomeno  risultano
  istituite  le  commissioni di verifica di cui  all'art.12  comma  1
  della l.r. 19 del 2015;

   non  risultano  allo  stato  attuale  verificate  le  modalità  di
  gestione  e  conservazione né le politiche di risparmio  idrico  da
  parte dei soggetti gestori della rete idrica in Sicilia;

   le  spese  di  manutenzione e gestione degli invasi  negli  ultimi
  sette  anni  sono diminuite del 78%, attestandosi nel  2016  a  3,1
  milioni di euro a fronte di 9,5 milioni utilizzati nel 2010;

   non  risulta editato il piano di tutela acque come previsto  dalla
  normativa regionale e da quella europea;

   RITENUTO che:

   tale situazione, stando ai dati forniti, si traduce in una perdita
  del 45% della quantità di acqua introdotta in rete contribuendo  ad
  aggravare la già precaria condizione di crisi idrica nel territorio
  della regione;

   la  Sicilia  dispone  di 41 dighe in esercizio,  la  cui  capacità
  complessiva, in teoria, supera il miliardo di metri cubi di  acqua,
  di   queste   24  risultano  direttamente  gestite  dalla   Regione
  Siciliana;

   intervenendo  nel  2002 in audizione presso IX e XIII  commissione
  legislativa  al  Senato,  l'allora  presidente  della  regione  on.
  Salvatore  Cuffaro confermava come il 60% degli  invasi  in  ambito
  regionale  risultasse  mancante del  collaudo  tecnico  necessario,
  situazione che non risulta mutata alla data odierna;

   RILEVATO che:

   senza   collaudo   la  Direzione  generale  del  Ministero   delle
  Infrastrutture e dei Trasporti non autorizza l'invasamento  secondo
  la capacità massima;

   questo  determina  una diminuzione almeno del 30% dell'invasamento
  rispetto alla capienza reale delle dighe;

   la capacità degli invasi siciliani è ulteriormente ridotta a causa
  del  progressivo  accumulo  sul fondale  di  detriti  per  via  del
  processo di interramento;

   oltre  alle  necessarie  misure  inerenti  gli  impianti,  ed   in
  particolar  modo  il  sistema  delle dighe  e  dei  bacini,  appare
  evidente, in considerazione delle previsioni sulla riduzione  delle
  precipitazione  piovane nel territorio regionale, un  miglioramento
  della gestione delle risorse idriche disponibili;

   appare  necessario  un riordino complessivo del  settore  relativo
  alla  gestione  delle  risorse  idriche  nella  propria  interezza,
  attraverso adeguamento normativo che accorpi in capo ad unico  ente
  di governo pubblico la gestione dell'intero sistema;

   appare  non  differibile  una campagna complessiva  di  interventi
  sulle  strutture,  attraverso una massiccia opera  di  manutenzione
  delle   dighe   e   lavori  di  drenaggio  dei   bacini   ad   oggi
  impossibilitati all'utilizzo nella loro piena capienza,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
               L'ASSESSORE PER L'ENERGIA E I SERVIZI DI
                           PUBBLICA UTILITA'

   a  dare piena attuazione alle disposizioni contenute nella L.R. 19
  del 2015 ed in particolare a quanto previsto in materia di verifica
  dell'azione  svolta dagli enti gestori in merito alla  manutenzione
  ordinaria e straordinaria delle reti;

   a  procedere ad una verifica di quanto disposto dal protocollo  di
  legalità del 23 maggio 2011;

   ad  avviare  celermente l'opera di collaudo e  manutenzione  delle
  dighe e degli impianti in modo da portarle alla piena efficienza;

   a  rivedere  le politiche gestionali con un considerevole  aumento
  degli   investimenti  su  gestione  e  manutenzione  degli   invasi
  siciliani,  nonché ad adoperarsi per la realizzazione  delle  opere
  necessarie al riuso delle acque reflue depurate;

   a  promuovere su tutto il territorio siciliano l'adozione  diffusa
  di sistemi di recupero delle acque piovane.

                                   FAVA-TRIZZINO- ANGIACAVALLO

   N. 61 - Rinnovo e messa in sicurezza della rete idrica della città
  di Messina.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   in  data 24 Ottobre 2015 un movimento franoso accaduto all'interno
  del  Comune di Calatabiano ha divelto la conduttura dell'acquedotto
  Fiumefreddo, causando così un'importante crisi idrica per la  città
  di Messina;

   in data 14 Novembre 2015 è stato installato un bypass provvisorio,
  composto  da  tre  tubi che hanno garantito alla città  di  Messina
  l'afflusso di circa 600 l/sec;

   in  data 15 Febbraio 2016 è stato attivato un quarto tubo  che  ha
  definitivamente  sostituito il bypass realizzato  con  l'acquedotto
  Alcantara,  ristabilendo un afflusso adeguato al  fabbisogno  della
  città di Messina;

   in   data  5  Settembre  2017  i  summenzionati  tubi  sono  stati
  definitivamente sostituiti da un'unica conduttura che ha, di fatto,
  riportato l'acquedotto Fiumefreddo al suo stato originale;

   con  Decreto del Consiglio del Ministri del 27 maggio 2014 è stata
  istituita  presso  la  Presidenza del  consiglio  dei  Ministri  la
  Struttura  di Missione contro il dissesto idrogeologico  e  per  lo
  sviluppo delle infrastrutture idriche;

   l'art. 10 del D.L.91 del 24 giugno 2014 prevede il subentro  nelle
  funzioni dei commissari straordinari delegati dei Presidente  delle
  Regioni  nel territorio di competenza per il sollecito espletamente
  delle  procedure  relative alla realizzazione degli  interventi  di
  mitigazione del rischio idrogeologico individuati negli accordi  di
  programma sottoscritti tra il Ministero dell'ambiente e le regioni;

   il  predetto  decreto è stato convertito con legge  n.116  del  11
  agosto  2014  e che la medesima legge permette al Presidente  della
  Regione  di  delegare apposito soggetto attuatore  il  quale  opera
  sulla  base di specifiche indicazioni ricevute dal Presidente della
  Regione;

   l'art.  7  del decreto legge 133 del 12 settembre 2014, convertito
  con  modificazione dalla legge 164 del 11 novembre 2014 prevede che
  a  partire  dalla  programmazione  2015  le  risorse  destinate  al
  finanziamento  degli  interventi  in  materia  di  mitigazione  del
  rischio  idrogeologico sono utilizzate tramite accordo di programma
  sottoscritto   dalla   Regione   interessata   e   dal    Ministero
  dell'ambiente...L'attuazione  degli  interventi  è  assicurata  dal
  Presidente  della  Regione  in qualità di  Commissario  di  Governo
  contro  il  dissesto idrogeologico con i compiti, le  modalità,  la
  contabilità speciale e i poteri di cui all'articolo 10 del'  dl  24
  giugno  2014,  n.91, convertito con modificazioni  dalla  legge  11
  agosto 2014 n. 116;

   con  decreto  587/Area  1/S.G. del 23  novembre  2016  sono  state
  delegate    le   funzioni   di   Commissario   Straordinario    per
  l'espletamento  delle procedure relative alla  realizzazione  degli
  interventi  di  mitigazione  del  rischio  idrogeologico  al  dott.
  Maurizio  Croce, Assessore regionale del Territorio e dell'Ambiente
  pro-tempore;

   con   delibera  CIPE  26/2016  è  stato  approvato  il  piano   di
  investimenti  per  il rilancio del mezzogiorno, per  interventi  da
  realizzarsi    mediante   appositi   Accordi   inter-istituzioniali
  denominati  Patti  per  il Sud, ed è stato assegnato  alla  Regione
  Siciliana un importo di 2320,4 milioni di euro;

   uno dei summenzionati accordi interistituzionali risulta essere il
  Patto per lo sviluppo della Regione siciliana, sottoscritto in data
  10 settembre 2016;

   in  medesima data è stata approvata la delibera di giunta  n.  301
  con  la  quale è stato approvato lo schema di Patto per lo sviluppo
  della   Regione  siciliana,  unitamente  ai  prospetti   contenenti
  l'identificazione    degli   interventi    prioritari,    l'importo
  complessivo, le risorse finanziarie previste per la loro attuazione
  e gli obiettivi da conseguire per ogni annualità;

   con   delibera  di  giunta  358/2016  sono  stati  rimodulati  gli
  interventi previsti nella delibera di giunta 301/2016;

   con  delibera  di  giunta  n. 411/2016 sono  state  attribuite  al
  Presidente della Regione - nella qualità di Commissario del Governo
  contro  il dissesto idrogeologico della Regione siciliana  ex  lege
  164/2014  -  la competenza alla gestione, monitoraggio e  controllo
  dei fondi previsti dal citato Patto per il Sud e l'attuazione degli
  interventi strategici contro il dissesto idrogeologico;

   ATTESO che:

   in  data  12 Aprile 2016, durante una riunione presso la sede  del
  Dipartimento  Regionale  di  Protezione  Civile,  l'AMAM,   Azienda
  Meridionale  Acque  Messina, società incaricata della  manutenzione
  dell'acquedotto, ha presentato uno studio sulla vulnerabilità della
  condotta,  indicando inoltre un elenco di 45 punti di vulnerabilità
  naturale,  dove  gli  stessi sono da intendere  come  vulnerabilità
  legate  alle  caratteristiche  del territorio  attraversato  ed  ai
  rischi naturali che lo contrassegnano;

   da  tale studio vengono evidenziati n.15 siti di attenzione, n. 26
  siti di dissesto, n. 3 siti oggetto di corrosione, n.1 sito oggetto
  di  erosione, per un totale di n. 45 siti. In termini di rischio n.
  15  sono  a  rischio basso, n. 22 a rischio medio e n.8  a  rischio
  elevato;

   CONSIDERATO che la messa in sicurezza del territorio su cui  corre
  il  tracciato  dell'acquedotto Fiumefreddo risulta fondamentale  al
  fine  di  scongiurare a lungo termine qualsiasi minaccia  di  crisi
  idrica che possa interessare il Comune di Messina,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  porre  in  essere ogni intervento necessario  alla  risoluzione
  definitiva  delle vulnerabilità evidenziate del territorio  su  cui
  corre il tracciato dell'acquedotto Fiumefreddo al fine di garantire
  la massima funzionalità dell'infrastruttura.

                   ZAFARANA  - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO  -
                CIANCIO  -  DE LUCA A. - DI CARO - DI  PAOLA  -
                FOTI  -  MANGIACAVALLO -  MARANO  -  PALMERI  -
                PAGANA  -  PASQUA  -  SCHILLACI  -  SIRAGUSA  -
                SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZITO

   N. 65 - Iniziative per arginare l'emergenza idrica.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO   che   a   causa   della   sensibile   riduzione   delle
  precipitazioni  nell'ultimo  anno,  il  territorio  della   Regione
  Siciliana si trova in uno stato di emergenza idrica;

   CONSIDERATO che:

   in  particolare, nei territori dove non è stato ancora individuato
  il  gestore del servizio (provincia di Messina), la gestione  dello
  stesso è in capo ai Comuni;

   lo  scorso anno, l'emergenza è stata fronteggiata solo grazie allo
  spirito di leale collaborazione tra comuni;

   RILEVATO che:

   nello  specifico,  alcuni  Comuni hanno messo  a  disposizioni  le
  proprie  sorgenti  idriche, così da consentire l'approvvigionamento
  ad  altri  Comuni, mediante l'utilizzo di camion muniti di apposita
  cisterna;

   purtroppo,  nel  territorio  della  provincia  di  Messina,  si  è
  registrata  l'assenza, negli autoparchi comunali, di  mezzi  idonei
  allo scopo;

   anche il ricorso alle imprese private è stato insufficiente,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  acquistare, a mezzo del dipartimento della Protezione  Civile,
  camion muniti di apposita cisterna, da dare in comodato d'uso  alle
  associazioni di Comuni, ciò utilizzando la formula utilizzata con i
  moduli  antincendio  della  protezione  civile,  da  usare  per  il
  trasporto dell'acqua potabile;

   a  effettuare direttamente, sempre a mezzo del Dipartimento  della
  Protezione  Civile, attività di ricerca idrica nel territori  della
  ex Provincia di Messina.

                     CALDERONE  - MILAZZO - PAPALE -  RAGUSA  -
                   SAVONA

   N. 68 - Notizie sulla grave crisi idrica in Sicilia.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   è ormai noto lo stato di grave situazione di criticità dovuta alla
  crisi  idrica in atto nell'Ambito Territoriale Ottimale di Palermo,
  ed  in  particolare nella Città di Palermo e nei  Comuni  ricadenti
  lungo la relativa fascia costiera;

   il sistema di alimentazione idropotabile della Città di Palermo  e
  dei  Comuni rientranti nel medesimo sistema (da Termini  Imerese  a
  Balestrate),  è  costituito da quattro serbatoi artificiali  (Poma,
  Piana degli Albanesi, Scanzano e Rosamarina) nonché da pozzi, prese
  fluenti e sorgenti;

   la  risorsa  idrica, opportunamente trattata per il raggiungimento
  degli standard qualitativi, viene addotta verso i centri di domanda
  attraverso   gli   schemi  acquedottistici  di:  Acquedotto   Jato,
  Acquedotto   Scanzano-Risalaimi,   Acquedotto   ScillatoPresidiana,
  Adduttore  Ovest Rosamarina - Potabilizzatore Risalaimi,  Adduttore
  Est   Rosamarina  -  Potabilizzatore  Imera,  Sistema  Piana  degli
  Albanesi - Gabriele;

   CONSIDERATO che:

   la  domanda di approvvigionamento di tutti i centri di domanda, in
  condizioni di regime ordinario e di normali disponibilità  idriche,
  ascende a circa 3300l/sec, corrispondenti a circa 100 milioni di mc
  annui di risorsa idrica;

   il  contributo fornito dalle dighe di cui sopra al soddisfacimento
  della  domanda  è  pari a circa il 50% del volume  complessivamente
  richiesto dal bacino d'utenza, restando il rimanente 50% in capo  a
  pozzi, sorgenti etc.;

   PRESO ATTO che:

   le  ultime  annate idrologiche si caratterizzano per  una  diffusa
  riduzione  dell'indice  di  piovosità  annuo,  che  ha  causato  la
  riduzione della resa di alcune delle fonti superficiali ed  ha  via
  via  portato  alla  riduzione  dei  volumi  idrici  accumulati  nei
  serbatoi  artificiali che, nella fattispecie  isolana,  riescono  a
  sostenere una regolazione biennale della risorsa;

   la  scarsa  piovosità che ha caratterizzato le ultime  due  annate
  (2016 e 2017), e che sino ad oggi è confermata anche per l'anno  in
  corso, con particolare riferimento al territorio della provincia di
  Palermo,  si  è attestata su valori sensibilmente al disotto  della
  media  del  trentennio  1988-2017, il cui  ordine  di  grandezza  è
  paragonabile  a  quelli  in  precedenza  registrati   nei   periodi
  emergenziali  della fine degli anni '80 e degli  inizi  degli  anni
  2000;

   la  popolazione complessivamente interessata dal fenomeno di crisi
  è  dell'ordine di 900.000 abitanti residenti, ai quali va  aggiunta
  la popolazione fluttuante e quella stagionale;

   TENUTO CONTO che:

   l'odierna disponibilità di invaso nelle dighe si attesta su valori
  pari  a  circa il 10% della capacità di invaso dei singoli  bacini.
  Allo   stato  attuale,  nei  quattro  serbatoi  artificiali   sopra
  richiamati si registra un volume di invasato complessivo  di  circa
  25  milioni di mc, dei quali solo 18 milioni di mc sono al  momento
  utilizzabili in ragione dei sistemi impiantistici esistenti  e  nel
  rispetto   dei   parametri  normativi  imposti  per   l'uso   umano
  dell'acqua;

   il  permanere delle condizioni siccitose in ultimo registrate  non
  consente   di  poter  garantire  il  soddisfacimento  dei  suddetti
  fabbisogni  anche  per la stagione in corso.  Infatti,  le  attuali
  disponibilità  di  invaso dei serbatoi a servizio  della  Città  di
  Palermo  e  dei  Comuni  della  fascia  costiera,  in  assenza   di
  consistenti  apporti meteorici, pur uniti ai volumi  ritraibili  da
  pozzi   e   sorgenti,   consentiranno   di   garantire   il    solo
  approvvigionamento  idropotabile sino ad  oggi  mantenuto  per  non
  oltre  70/80  giorni circa. Superato detto termine,  rimarrebbe  in
  alcuni  serbatoi  una  residua disponibilità idrica  sufficiente  a
  garantire la risorsa per ulteriori 80/90 giorni circa;

   a  fronte di tale scarsità, il Gestore del Servizio idrico ha  già
  rappresentato la necessità di dover provvedere ad una distribuzione
  turnata della risorsa, che appare ormai non più procrastinabile;

   i  serbatoi  artificiali  imputati  sono  prevalentemente  ad  uso
  promiscuo  ed i residui volumi disponibili verranno tutti destinati
  al    comparto   idropotabile.   Conseguentemente,   il   permanere
  dell'attuale  stato  di  siccità  coinvolgerà  anche  il   comparto
  irriguo,  il  cui  uso  di risorsa è normativamente  subordinato  a
  quello per finalità civili;

   per  quanto  riguarda,  poi, lo stato delle  dispersioni  idriche,
  nella  porzione  di  rete  idrica che non  rientra  nella  porzione
  rifatta ed immessa in esercizio nel 2002 (grado di copertura  della
  popolazione  pari  a  circa  il 60%) il livello  delle  dispersioni
  appare significativo e largamente diffuso, tanto da necessitare, in
  larga parte, del rifacimento integrale;

   in data 8 febbraio 2018 il Consiglio dei Ministri, su proposta del
  Presidente  del  Consiglio, ha deliberato  la  dichiarazione  dello
  stato  di  emergenza  in relazione alla crisi idrica  in  atto  nel
  territorio della Città metropolitana di Palermo,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a provvedere immediatamente all'attuazione di tutti gli interventi
  necessari  ed urgenti per arginare il fenomeno di crisi e  mitigare
  gli effetti sulla popolazione;

   ad  accelerare  i  tempi  di  realizzazione  delle  infrastrutture
  pubbliche,  ed  in  particolare ad accelerare la  realizzazione  di
  interventi strutturali di breve, medio e lungo termine, necessari a
  risolvere la carenza idrica.

                     ARICO'  -  RIZZOTTO - LA  ROCCA  RUVOLO  -
                   MILAZZO -
                  PULLARA - CATALFAMO

   Do  il  benvenuto al Presidente della Regione, onorevole Musumeci,
  che chiede di intervenire. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  come  concordato, presumo anche con  la  Conferenza  dei
  Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari,  questa  sera  il   Governo
  relaziona sulla crisi di approvvigionamento idrico in Sicilia.
   Una fastidiosa faringite convive con me da qualche giorno e non mi
  lascia tregua, vi chiedo, quindi, scusa del tono della voce, non  è
  assolutamente limpido e chiaro e se si preferisce con  il  consenso
  suo,  signor Presidente e dell'Assemblea, io chiederei la  cortesia
  all'assessore Cordaro di potere dare lettura della relazione  fermo
  restando  che  rimarrò  in Aula per tutto il  proseguo  dei  lavori
  sperando,  se  pure  per  qualche minuto,  di  potere  quando  sarà
  necessario, intervenire e replicare. Vi chiedo ancora scusa.

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente, la ringraziamo di essere  venuto
  nonostante  il  suo  stato  di  salute.  Do,  quindi,   la   parola
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, onorevole Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  il  sistema  di   alimentazione
  idropotabile  della  città di Palermo e  dei  comuni  della  fascia
  costiera  rientranti nel medesimo sistema, è costituito da  quattro
  serbatoi  artificiali:  Poma,  Piana  degli  Albanesi,  Scansano  e
  Rosamarina, nonché da pozzi, prese fluenti e sorgenti.
   La domanda di approvvigionamento di tutti i centri di domanda,   -
  Palermo  e  comuni  costieri, per circa 900  mila  abitanti  -,  in
  condizioni  di regime ordinario e di normali disponibilità  idriche
  ascende  a  circa 3.300 litri/secondo corrispondenti  a  circa  100
  milioni di metri cubi annui di risorsa idrica.
   La  risorsa  idrica opportunamente trattata per il  raggiungimento
  degli  standard  qualitativi, viene addotta nei centri  di  domanda
  attraverso i seguenti sistemi:
   -acquedotto Iato;
  -acquedotto Scansano-Risalaimi;
  -acquedotto Scillato-Presidiana;
  -adduttore Ovest Rosamarina - Potabilizzatore Risalaimi;
  -adduttore Est Rosamarina - Potabilizzatore Imera;
  -sistema Piana degli Albanesi -  Gabriele;
  -sistema di pozzi della resa complessiva di circa 700 - 750
  litri/secondo.
   Il  contributo fornito dalle dighe di cui sopra al soddisfacimento
  della  domanda  è  pari a circa il 50% del volume  complessivamente
  richiesto dal bacino di utenza restando il rimanente 50% in capo  a
  pozzi, sorgenti eccetera.
   Le  ultime  due  annate 2016/2017 hanno evidenziato  una  generale
  riduzione  della  piovosità sull'intero  territorio  regionale,  in
  particolare sul territorio della provincia di Palermo, cui  qui  si
  riferisce,  la  piovosità dell'ultimo biennio  si  è  attestata  su
  valori sensibilmente al di sotto della mediana del trentennio  1988
  -  2017,  il  cui ordine di grandezza è paragonabile  a  quelli  in
  precedenza  registrati nel periodo emergenziale  della  fine  degli
  anni  80 e degli inizi degli anni 2.000.
   L'odierna  disponibilità  di invaso delle  dighe  che  nel  citato
  periodo precedente hanno regolarmente svolto la propria funzione di
  regolazione   biennale,  sopperendo  alla   riduzione   di   volumi
  conseguenti alla ridotta piovosità, si attesta oggi su  valori  che
  non superano il 20% della capacità di invaso dei singoli bacini.
   In questa fase il Governo regionale, per il tramite del competente
  Dipartimento, sin dall'ultimo trimestre del 2016 e con  particolare
  riguardo  all'ambito provinciale di Palermo, ha  monitorato,  anche
  attraverso  diversi incontri tecnici, l'evoluzione della situazione
  della  disponibilità  di  risorse, adottando,  di  concerto  con  i
  gestori  dei  servizi  idrici, una serie  di  iniziative  volte  al
  contenimento  dell'uso della risorsa medesima ed all'ottimizzazione
  dei  prelievi  delle fonti disponibili, secondo le  previsioni  del
  vigente piano regolatore generale degli acquedotti.
   Allo  stato  l'intero  sistema viene alimentato  con  una  portata
  complessiva  di  3.000  l/secondo, ridotta  rispetto  ai  3300  del
  fabbisogno  ordinario,  dei  quali  2400,  rispetto  ai  2700   del
  fabbisogno ordinario, al servizio della Città di Palermo.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


               Presidenza del Vicepresidente Cancelleri

   L'attività  posta in essere ha permesso di traguardare un  periodo
  biennale  a ridotta disponibilità idrica, consentendo di  garantire
  sino   ad   oggi  il  soddisfacimento  delle  richieste  dei   vari
  utilizzatori ricadenti nel territorio.
   Il  permanere di condizioni siccitose, registrate fino agli  inizi
  del  mese  di  febbraio  2018, non consentivano  di  assicurare  il
  soddisfacimento dei suddetti fabbisogni anche per  la  stagione  in
  corso;  più  precisamente, la disponibilità di  invaso  a  servizio
  della  città  di  Palermo e dei comuni della  fascia  costiera,  in
  assenza  di  consistenti apporti meteorici,  pur  uniti  ai  volumi
  ritraibili da pozzi e sorgenti, lasciavano prevedere la possibilità
  di  garantire il solo approvvigionamento idropotabile  secondo  gli
  standard  attuali, solo fino alla fine del mese di marzo  e,  cioè,
  per 70, 80 giorni.
   Superato  detto  termine  sarebbe rimasta  in  alcuni  serbatoi  -
  Rosamarina  -   una  residua  disponibilità  idrica  sufficiente  a
  garantire  per  ulteriori  40-50  giorni  circa  risorse  prive  di
  caratteristiche di potabilità a causa della elevata salinità.
   Contestualmente  sono  state  individuate  alcune  iniziative  che
  potrebbero consentire nel medio termine il reperimento di ulteriori
  fondi  di  approvvigionamento ancorché di entità non sufficiente  a
  ripianare il deficit di risorsa rilevato.
   Passando alle iniziative, in ragione di quanto fin qui esposto,  è
  stata  avanzata  inizialmente  al Governo  nazionale  richiesta  di
  riconoscimento dello stato di emergenza idrica, dovuto  alla  crisi
  idrica idropotabile che investe la provincia di Palermo, al fine di
  individuare  gli strumenti necessari per consentire  di  addivenire
  nel breve e medio termine alla realizzazione delle seguenti opere:
   ·Bypass   sull'acquedotto  Scillato,  attuando  l'intervento   già
      inserito e finanziato tra quelli di cui al Patto della Sicilia -
      costo di   4.880.000,00, di cui   3.880.000,00 in quota pubblica ed
      un  milione di Euro a carico dell'AMAP -  e consentire in tal modo
      l'utilizzo integrale della fonte (progetto esecutivo redatto da
      AMAP)  che  prevede il rifacimento di un tratto  di  acquedotto
      danneggiato  da eventi franosi del 2002 e successivi,  in  atto
      parzialmente  ripristinato,  limitatamente  a  380   l/secondo.
      L'intervento consentirebbe l'utilizzo fino alla portata integrale
      di 550/700 litri al secondo;
  ·Il ripristino della esistente condotta che consentirebbe il
  parziale vettoriamento della sorgente Presidiana di Cefalù di circa
  130 l/secondo, in ragione delle necessità di miscelazione delle
  acque rese dalla sorgente in assenza di apposito trattamento di
  abbattimento dei Sali - sostituzione di circa 700 metri lineari di
  condotta danneggiata -  e rifacimento attraversamento fiume Imera,
  opere con costi a carico di AMAP;
  · Impianto di dissalazione alimentato con le acque della sorgente
  Presidiana ai fini dello sfruttamento integrale della fonte;
  ·Valutazione di ulteriori impianti di dissalazione di acque marine
  di nuova generazione in siti strategici già infrastrutturati
  (Trapani e Palermo). Ciò in considerazione degli scenari di crisi
  conseguenti ai cambiamenti climatici in atto che vedono regimi
  pluviometrici in progressiva riduzione.
  ·Utilizzo di pozzi privati già identificati e resi disponibili dai
  proprietari in favore di Amap necessitanti dell'autorizzazione
  sanitaria all'uso potabile. Si otterrebbero circa 200
  litri/secondo. Infine l'eventuale uso di ulteriori pozzi in
  prossimità di esistenti condotte di adduzione.
   Ad  ogni  modo, tenuto conto della costante interlocuzione  svolta
  con  la  Presidenza del Consiglio dei Ministri i competenti  uffici
  della  Protezione  Civile Nazionale e tutti i  Ministeri  coinvolti
  preso  atto  comunque  delle scelte tecniche  assunte  in  sede  di
  istruttoria, di ridurre il numero degli interventi è stato  chiesto
  d  valutare e prevedere ogni possibile azione che possa mitigare lo
  scenario  emergenziale e l'impatto sulla popolazione  non  solo  in
  termini  assistenziali  ma anche in relazione  al  rischio  residuo
  incombente.
   Al  riguardo  come noto, si rappresenta che in data 8  febbraio  è
  stato  dichiarato dal Consiglio dei Ministri lo stato di  emergenza
  del settore idropotabile nell'ambito territoriale di Palermo e allo
  stato  siamo in attesa dell'ordinanza della protezione  civile  che
  disciplinerà  nel  dettaglio  gli  interventi  e  le  modalità   di
  realizzazione degli stessi.

   PRESIDENTE.   Grazie,  assessore   Cordaro.  Onorevoli   colleghi,
  possiamo  decidere di procedere mozione per mozione e,  quindi,  al
  primo firmatario verranno concessi dieci minuti per illustrarla per
  poi aprire il dibattito.
   Oppure, se preferite, possiamo aprire una discussione generale  su
  tutte  quante  le mozioni e, ovviamente, verrà garantito  al  primo
  firmatario  un tempo di intervento di dieci minuti  e   a  chiunque
  voglia    intervenire,   in   maniera   tale   che   poi   passare,
  successivamente, alla votazione delle mozioni, e questo solo  sulla
  fase finale della discussione.
   Ditemi  voi come volete procedere. Sono molte le mozioni,  quindi,
  probabilmente, una discussione unificata potrebbe in  qualche  modo
  alleggerire i tempi.
   Se  il Presidente della Regione è d'accordo possiamo procedere con
  la discussione unificata delle mozioni.

   MILAZZO. Il voto delle mozioni si svolgerà in ordine cronologico?

   PRESIDENTE.  Il  voto delle mozioni è separato, per  ogni  singola
  mozione, chiaramente e in ordine cronologico.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Palmeri, primo firmatario della
  mozione n. 32. Ha 10 minuti di tempo per illustrare la mozione.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi e cittadini che  ci
  seguite  da casa, prima di parlare, esporre la mozione  e  i  punti
  chiesti,  vorrei  fare una piccola premessa  di  quello  che  è  la
  situazione a livello regionale e  di quelle che sono le criticità e
  quindi le soluzioni che portiamo.
   Sicuramente  è indubbio il fatto che la nostra è una Regione  dove
  il  consumo è aumentato enormemente negli ultimi decenni, quindi le
  esigenze idriche dovute ad un aumento della popolazione e quindi le
  condizioni di vita sicuramente sono migliorate negli ultimi anni.
   E' indubbio, anche, che ci sono delle problematiche oggettive come
  le  condizioni climatiche: una situazione, diciamo, a fronte  della
  desertificazione che avanza dall'area africana che sta interessando
  pure  la nostra regione sicilia, e quindi questo sta portando delle
  estati  torride  e delle difficoltà che fanno sì che,  appunto,  la
  crisi  idrica e, quindi il problema di una desertificazione che  va
  aumentando,  diventa  sempre più pressante  a  causa  delle  estati
  torride,  non  sono  più  degli eventi sporadici  ma  sono  eventi,
  purtroppo,  sempre più frequenti, normali e che stanno  portando  e
  che  hanno portato enormi difficoltà agli allevamenti di molte aree
  della  Sicilia soprattutto Enna, il Trapanese, Caltanissetta  e  in
  generale tutta la Sicilia.
   Poi,  oltre  queste  situazioni oggettive,  ci  sono  anche  delle
  responsabilità politiche, una bancarotta politica e gestionale  del
  modo  in  cui  è  stato gestito questa risorsa fondamentale  che  è
  l'acqua   e,  quindi,  delle  responsabilità  ben  precise   e   un
  immobilismo  che  ha  portato ad una disorganizzazione  nei  fatti,
  perché il servizio idrico-integrato nei fatti in Sicilia non  si  è
  completato.
   C'è  una disorganizzazione e disarticolazione, anche se devo  dire
  che  l'approvazione  nel 2015 di una legge ha  fatto  sì  che  sono
  entrati dei principi importanti; un percorso si può portare avanti,
  ma  ancora sono molti gli adempimenti amministrativi da mettere  in
  campo,  che  non sono stati fatti, ricordiamoci che ci troviamo  di
  fronte  a  delle sanzioni comunitarie ben precise, siamo,  appunto,
  con un  problema di mancata depurazione per più del 50 per cento in
  Sicilia.
   Inoltre, abbiamo un problema anche di infiltrazioni mafiose, di un
  mercato  parallelo,  di  una  privatizzazione  spinta,  una  doppia
  privatizzazione:   abbiamo la privatizzazione di sovrambito  che  a
  livello locale e provinciale sicuramente, oggi non possiamo entrare
  nel  merito  di  questi concetti che sono stati  anche  oggetti  di
  impugnativa,  ma  possiamo  sicuramente  lavorare  per   migliorare
  l'organizzazione che ancora deve avvenire.
   Per  quanto riguarda, quindi, la crisi che ci troviamo di  fronte,
  la   crisi   climatica,  queste  come  ho  detto  sono  enormemente
  ingigantite  da  tutta  una  serie  di  inefficienze  gestionali  e
  politiche che dobbiamo sicuramente prendere in considerazione.
   Ad  esempio, quali sono le proposte che noi portiamo per risolvere
  i  problemi  fin  qui descritti? Ho presentato, signor  Presidente,
  anche  degli emendamenti alla stessa mozione dove volevo aggiungere
  alcuni punti che descriverò qui, sicuramente bisogna partire  anche
  dalle  dighe,  bisogna affrontare seriamente  il  problema  di  una
  mancata manutenzione straordinaria ed ordinaria delle dighe.
   Onorevole  Presidente,  oggi abbiamo  un  problema  pesante  sulle
  dighe,  abbiamo addirittura che l'acqua in più che viene accumulata
  all'interno  di queste dighe viene buttata in mare  perché  c'è  un
  problema  di  collaudi che non vengono fatti. Da  un  lato  vengono
  inoltre ridotti i finanziamenti per fare questi investimenti,  -  i
  finanziamenti  regionali sono stati ridotti del  70%  negli  ultimi
  dieci   anni,  dall'altra  abbiamo  un  problema  di  finanziamenti
  europei, i fondi del Patto per il Sud che non vengono spesi; più di
  quaranta  cantieri che dovevano partire nel 2016 non sono  partiti,
  finanziamenti europei che si perdono, e finanziamenti regionali che
  vengono ridotti del 70%.
   Quindi,  con l'emendamento apportato alla stessa mozione  prendevo
  anche  in  considerazione  quello della  manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria  urgente  delle dighe, ma  anche  di  permettere  una
  interconnessione  tra  le  varie dighe  per  permettere  anche  una
  redistribuzione  dell'acqua laddove ci  sono  dei  deficit  idrici,
  quindi  laddove  è  opportuno riconnettere le dighe  fra  loro  per
  permettere una redistribuzione ed evitare di buttare questa risorsa
  in mare. Questa è la prima proposta.
   La  seconda è quella del riutilizzo delle acque reflue urbane.  Si
  buttano  ingenti quantitativi di acqua depurata in mare e questo  è
  uno  spreco, e nelle condizioni climatiche e di desertificazione  a
  cui  noi andiamo incontro, oggi, dovremmo urgentemente prendere  in
  considerazione queste nuove tecnologie che ci permettono di  andare
  a  riutilizzare le acquee reflue e depurate per usi non, ad esempio
  per  gli usi irrigui o comunque per tutti gli usi consentiti  dalla
  legge mediante opportuni trattamenti consentiti dalla legge. Queste
  sono  delle  tecnologie  che  dobbiamo  assolutamente  prendere  in
  considerazione che altrove sono utilizzate veramente da tanti  anni
  e che qui, soltanto in rarissimi casi vengono utilizzati.
   Un'altra   via   che  noi  chiediamo  al  Governo  di   realizzare
  urgentemente è quello di creare un efficiente sistema  di  recupero
  delle   acque  piovane.  Questo  potrebbe  aiutare  sicuramente   a
  risolvere molti problemi di deficit soprattutto nelle città.
   Le  norme  che poi regolano tutta la concessione e lo sfruttamento
  delle    acque  superficiali  e  sotterranee:  dovremmo  avere   la
  possibilità  di  avere maggiore contezza di  quelli  che  sono  gli
  accessi, gli utilizzi e gli sprechi.
   Signor  Presidente  prima  parlavo anche  di  mancate  adempimenti
  amministrativi  che  non si sono messi in  atto.  Mi  riferisco  ad
  esempio  all'Autorità di bacino. L'Autorità di bacino è  quell'ente
  che   dovrebbe  essere  autonomo  e  indipendente  dalla   Regione,
  autorevole, che dovrebbe fare tutti quei bilanci di quelli che sono
  le esigenze, i consumi, gli sprechi, l'inquinamento.
   Noi  soprattutto in una terra come la nostra, la Sicilia, dobbiamo
  attenzionare  alcuni  problemi di cui si parla  poco,  secondo  me,
  troppo poco.
   Ad  esempio,  le infiltrazione e salinizzazione di tutte le  acque
  delle  falde  idriche costiere e, quindi, dovremmo  capire  se  gli
  attingimenti   privati  di  queste  falde  idriche  costiere   sono
  eccessivi.  Quanto effettivamente si emunge e se alcuni  di  questi
  emungimenti dovrebbero essere evitati. Tutti questi monitoraggi non
  vengono  fatti,  eppure, il decreto legislativo n.  152  del  2006,
  l'articolo  3,   che viene citato anche nella norma  regionale  che
  abbiamo  approvato nel 2015, la legge n. 19 del 2015, che parla  di
  questa Autorità di bacino, Autorità di distretto, però che noi  non
  abbiamo realizzato in Sicilia.
   Sarebbe, sicuramente, un'autorità fondamentale per andare a creare
  questo  monitoraggio. Inoltre, per quanto riguarda gli appresamenti
  abusivi,  signor  Presidente,  un  altro  problema,  quello   degli
  appresamenti abusivi, quindi tutti quegli appresamenti che sfuggono
  al  monitoraggio.  Qui  si  potrebbe contrastare  questo  prelievo,
  attraverso, ad esempio, una banca dati che venga combinata con  dei
  sistemi  gps  che permettono di monitorare quando  ci  sono  questi
  furti di acqua.
   Questi monitoraggi si possono fare in punti opportuni delle reti e
  permettono di valutare questi appresamenti.
   Anche  qui  l'Autorità  di  distretto potrebbe  essere  d'aiuto  a
  monitorare  tutti questi meccanismi. Facendo un passo indietro,  la
  norma  che  abbiamo approvato nel 2015, la legge regionale  n.  19,
  siamo  entrati  lì  nel  merito e abbiamo  approvato  le  assemblee
  territoriali idriche, le Ati, che però sono state suddivise secondo
  la  suddivisione  provinciale. Ecco, da diverse interlocuzioni  con
  esperti  tecnici,  operatori del settore, ma anche  da  quello  che
  avevamo   proposto  a  suo  tempo,  queste  assemblee  territoriali
  idriche,  a  nostro  avviso, dovrebbero  coincidere  con  i  bacini
  idrografici, secondo le norme, proprio per andare incontro a  tutte
  quelle   valutazioni  di  tipo  tecnico,  infrastrutturale,  quelle
  economie   di   scale  che  ci  permetterebbero  di   unificare   e
  riorganizzare in maniera omogenea, in tutta la Sicilia, il servizio
  idrico integrato.
   Invece, ad oggi, abbiamo province dove ci sono dei deficit idrici,
  come  la provincia di Trapani, fra queste ,Alcamo dove abbiamo  dei
  problemi  pesantissimi, ed altre province dove l'acqua c'è.  Quindi
  sicuramente  la suddivisione provinciale è quella più  lontana  per
  ottenere un servizio che sia omogeneo ed equo per tutti i cittadini
  siciliani.
   Infine, chiedo, appunto di parlare soprattutto della tutela

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri,  il tempo è, purtroppo, scaduto.

   PALMERI. Ho portato all'attenzione tutti gli emendamenti così  già
  non  interverrò  più.  Ho presentato, successivamente,  emendamenti
  alla mozione.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per  illustrare
  la mozione n. 35.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io  ho
  apprezzato lo stile della relazione tecnico e  puntuale, credo che,
  comunque,   sia  necessario  qualche  approfondimento   perché   la
  dichiarata emergenza idrica, ovviamente, ritengo che implichi anche
  un'esigenza  di monitoraggio costante e, quindi, noi  chiediamo  di
  sapere,   ad  oggi,  qual  è  lo  stato  delle  cose,  se  possiamo
  rassicurare i cittadini rispetto al fatto che non c'è un rischio di
  turnazione,  che  non c'è un rischio di somministrazione  alternata
  delle risorse idriche nelle diverse città ed, in particolare, nella
  città  di  Palermo, o se ancora questa emergenza  c'è,  qual  è  la
  gravità  dell'emergenza stessa, cosa si sta facendo  nell'immediato
  per scongiurare questo rischio.
   Riteniamo  che la disponibilità del governo nazionale, ovviamente,
  va apprezzata molto positivamente nell'aver accolto la richiesta di
  stato   di  emergenza  idrica  avanzata  dalla  Regione  siciliana,
  conferma  il  livello  di  attenzione  del  Governo  nazionale  nei
  confronti della nostra Regione, e anche un principio che  a  nostro
  avviso è estremamente importante, cioè la necessità che tra livelli
  istituzionali    si   intrattenga   una   corretta   collaborazione
  istituzionale.
   Quindi,  è  assolutamente  apprezzabile che  il  Presidente  della
  Regione sia riuscito a trovare una sintonia, così come da parte del
  Presidente  del  Consiglio,  rispetto  ad  una  emergenza   che   è
  assolutamente fondamentale per la vita dei nostri concittadini,  ma
  anche  per  le  attività produttive, approssimandosi, peraltro,  la
  stagione turistica. Sappiamo che nel periodo estivo, ovviamente,  i
  consumi  idrici  crescono, ma crescono non solo perché  aumenta  la
  temperatura,  quindi  aumenta  l'utilizzo  delle  risorse   stesse,
  aumenta  l'utilizzo delle risorse idriche anche in agricoltura,  ma
  anche  per l'arrivo di tanti, tanti turisti e la prossima  stagione
  si preannuncia certamente positiva.
   Quindi,   noi   chiediamo  che  venga  istituito  un  monitoraggio
  costante,  le modalità, lasciamo al Governo valutarle, e  chiediamo
  al Governo anche di riferire, così come il Presidente della Regione
  si   è   impegnato  a  fare  sull'emergenza  smaltimento   rifiuti,
  periodicamente  all'Assemblea sull'andamento  della  situazione,  e
  quindi,  sul  livello di attenzione e di allarme nei confronti  del
  sistema  idrico, che ovviamente presenta parecchie  difficoltà,  di
  natura  impiantistica,   -  veniva detto nell'ambito  della  stessa
  relazione del Governo - veniva ripreso il tema anche dall'onorevole
  che mi ha preceduto, e credo che ci sono degli interventi che siano
  estremamente urgenti. Mi riferisco, in particolare, agli interventi
  necessari per rendere pienamente utilizzabili le risorse idriche di
  Scillato,  che  sono fondamentali anche per la piena valorizzazione
  di  risorse idriche di altre sorgenti, vista la qualità delle acque
  della sorgente di Scillato.
   Abbiamo   ascoltato  anche  che  l'adeguamento  dell'impiantistica
  richiede  una collaborazione anche, ovviamente, con la società  che
  si occupa del sistema idrico della città di Palermo, e mi riferisco
  all'AMAP,  perché  ci  sono  quote  di  cofinanziamento  a   carico
  dell'AMAP   stessa,  e  quindi  riteniamo  che  sia   assolutamente
  fondamentale    anche   instaurare   le   migliori   collaborazioni
  istituzionali,  produttive, utili anche tra Regione  siciliana,  in
  particolare il Comune di Palermo, e la società preposta al servizio
  stesso.
   Lanciamo  anche un allarme rispetto ad altre province  che  stanno
  vivendo   pure   momenti  di  preoccupazione,  di  difficoltà,   in
  particolare la provincia di Trapani, ma non solo, che ha vissuto  e
  vive  anche  momenti  di  incertezza  relativamente  l'assetto  che
  riguarda la gestione del servizio stesso.
   E  questo  è  il secondo tema che volevo sottolineare, quindi  non
  solo l'impiantistica, le infrastrutture, ma il tema che riguarda il
  sistema idrico integrato e l'esercizio del sistema stesso, e quindi
  la gestione.
   Ecco,  io  penso  che su questo è necessario fare una  riflessione
  complessiva,   con   riferimento  alle   autorità   d'ambito,   con
  riferimento all'autorità di sovrambito, mi riferisco a Siciliacque,
  con  riferimento  alle competenze dei singoli Comuni.  Noi  abbiamo
  sempre proposto l'acqua pubblica, perché riteniamo che l'acqua  sia
  un  bene  indispensabile di tutta evidenza, ma riteniamo anche  che
  per  valorizzare appieno questo bene assolutamente  necessario  sia
  assolutamente  fondamentale  razionalizzare  anche  ogni  tipo   di
  risorsa  idrica  di  cui la nostra Regione  dispone,  non  solo  le
  sorgenti,  ma  anche  l'utilizzo dei pozzi deve  essere  pienamente
  funzionale  ai  fabbisogni  reali della nostra  popolazione,  della
  nostra  cittadinanza  e  delle attività produttive  presenti  nella
  nostra Regione.
   Credo,  pertanto, che sia utile mantenere aperto questo canale  di
  comunicazione tra il Governo e l'Assemblea regionale siciliana  per
  un aggiornamento costante rispetto all'andamento della crisi idrica
  in atto, augurandoci che quanto prima si possa dire che la crisi  è
  superata.
   Rivolgo  anche una richiesta al Governo, se è possibile  avere  un
  cronoprogramma chiaro e puntuale rispetto all'attuazione dei lavori
  che  sono  stati qui annunciati nella lettura della  relazione.  Se
  fosse   necessario,  ovviamente,  anche  rinviare   il   dibattito,
  ringraziando  il Presidente della Regione per la sua  disponibilità
  nonostante  le non ottimali condizioni canore, noi siamo ovviamente
  disponibili  anche  a rinviare il dibattito in  un  altro  momento.
  Fermo restando che troviamo già utile e positivo questo momento  di
  confronto e ascolteremo la replica del Presidente.

   PRESIDENTE.  Si  passa alla mozione n. 44, a firma  dell'onorevole
  Siragusa.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  cittadini. Certo è un  po'  paradossale.  Noi
  abbiamo  passato l'intera scorsa legislatura a parlare di legge  di
  riordino  del sistema idrico e in questa legislatura ci troviamo  a
  discutere  su  una  emergenza idrica ben grave della  provincia  di
  Palermo. Io mi auguro, lo auguro a lei Presidente della Regione, ma
  lo  auguro  soprattutto ai siciliani, che fra cinque anni,  chi  si
  troverà  ad occupare questi scranni e le sedi del Governo,  non  si
  trovi a dover riparlare nuovamente degli stessi temi. Glielo auguro
  di cuore, Presidente, mi creda.
   E  il  paradosso  più grosso è il fatto che io  ho  ascoltato  con
  estremo  interesse la sua relazione e devo dire che ho colto  degli
  spunti,  soprattutto  nella  parte  conclusiva,  che  vanno   nella
  direzione corretta. Però, nella parte introduttiva mi sono  accorto
  che  si  è  pensato di dare di più la colpa sulla crisi che  stiamo
  vivendo  attualmente alla mancanza di pioggia e poco si  è  parlato
  della  mancanza  di  manutenzione che è stata svolta  in  tutte  le
  infrastrutture della Regione, o comunque della provincia di Palermo
  in  questi anni. E in particolare nella mia mozione mi riferisco  a
  due  di  queste infrastrutture ma poi, a seguito di numerose  altre
  segnalazioni, ho presentato e depositato un emendamento che si rifà
  a tutti gli invasi presenti nella provincia di Palermo.
   In  particolare mi riferisco all'acquedotto nuovo Scillato, in cui
  da anni non vengono effettuati lavori di manutenzione al punto che,
  negli  ultimi anni, sono 100 milioni i metri cubi d'acqua che  sono
  andati dispersi a causa della mancanza di manutenzione. 100 milioni
  di   metri  cubi  d'acqua  che,  dalla  sua  relazione  si  evince,
  corrispondono ad un anno di fabbisogno della provincia di  Palermo.
  Quindi noi abbiamo buttato a mare, letteralmente, un anno di  acqua
  per i nostri territori. E alla diga di Caccamo, la diga Rosamarina,
  in  cui  la  mancanza di manutenzione ha fatto  sì  che  sia  stato
  necessario  svuotare l'invaso di circa del 40 per cento  della  sua
  capienza.
   Queste  sono prove gravi del fatto che la manutenzione  è  qualche
  cosa  di necessario e fondamentale. Peraltro, risulta presente  uno
  stanziamento  nel Patto per il Sud, di 8 milioni e 640  mila  euro,
  destinati  proprio ai lavori di manutenzione straordinaria  per  la
  diga  Rosamarina. Di questi soldi non si è mai visto alcun cantiere
  avere inizio.
   La  mia  mozione non vuole essere un atto di accusa nei  confronti
  del  suo  Governo, è appena insediato, non ha avuto modo  di  poter
  affrontare il problema, lo sta affrontando adesso. Ma vuole  essere
  uno  stimolo per cercare veramente di iniziare a risolverli  questi
  problemi.  Perché continuando semplicemente a parlare,  continuando
  semplicemente  a cercare modi paralleli per risolvere  i  problemi,
  noi  non  arriveremo mai a una vera risoluzione dei  problemi.  Noi
  vorremmo  vedere  veramente un crono programma di  opere,  vorremmo
  vedere veramente cantieri che iniziano ad aprirsi, ma non per  fare
  qualche  cosa di straordinario, ma per cercare di fare l'ordinario.
  E  l'ordinario  è  cominciare a riparare e  a  rendere  fruibile  e
  funzionale quello che già esiste.
   Questo  è  quello  che con la mia mozione voglio chiedere  al  suo
  Governo e che, spero, avrà la bontà di voler approvare e mettere in
  pratica. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se nel frattempo qualcuno  volesse
  intervenire,  lo  comunica.  C'è  tempo  per  prenotarsi   per   un
  intervento  fino  all'ultima mozione che sarà la n.  68  che  verrà
  illustrata dall'onorevole Aricò.
   Si  passa  alla mozione n. 55 a firma degli onorevoli Di Paola  ed
  altri.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
  onorevoli  colleghi,  cittadini, con la  mia  mozione  oggi  voglio
  parlare  della diga Disueri e della diga Cimia che sono  due  dighe
  che  dovrebbero  soddisfare il territorio di un  ampia  zona  della
  Sicilia  che va dalla città di Licata fino alla città di  Vittoria,
  passando pure per Gela, Niscemi, insomma una vasta piana.
   Ebbene, queste due dighe hanno una capacità di accumulo di  invaso
  di  acqua di 24 milioni dimetri cubi d'acqua per quanto riguarda la
  diga  Disueri  e  di  10 milioni di metri cubi d'acqua  per  quanto
  riguarda  la diga Cimia. Il punto è che nonostante questa  notevole
  capacità  queste  dighe, ahimè ogni anno si trovano  sprovviste  di
  questo prezioso liquido.
   La  diga  Cimia  e  la diga Disueri annualmente  può  invasare  al
  massimo  2 milioni di metri cubi d'acqua a fronte di 24 milioni  di
  metri  cubi d'acqua e questo qualcuno può pensare perché magari  la
  Sicilia  ad un certo punto è stata spostata all'interno del deserto
  del Sahara, beh, non è così
   Così  come  hanno già detto alcuni miei colleghi, il  problema  di
  queste  dighe  è che negli anni non sono state fatte  le  dovute  e
  semplici  manutenzioni,  bastava  fare  semplici  manutenzioni  per
  queste  dighe e sicuramente oggi quel territorio non si  troverebbe
  in   una   situazione   così   disastrosa   per   quanto   riguarda
  l'approvvigionamento idrico.
   Ma  dobbiamo  pensare ad una cosa importante a questo  punto,  che
  ogni  mattina un agricoltore siciliano deve svegliarsi  e  pensare,
  non  solo  a combattere il mercato internazionale che è sempre  più
  aggressivo  e  che punta sempre a diminuire il prezzo  del  singolo
  prodotto, ma deve impegnarsi giornalmente a cercare acqua.  Ma  non
  soltanto  l'agricoltore siciliano, lo deve fare  anche  il  singolo
  cittadino  siciliano,  perché  ogni mattina  il  singolo  cittadino
  siciliano  deve svegliarsi e con i cosiddetti  motorini dell'acqua
  che  vengono  utilizzati  in  molte  zone,  deve  in  qualche  modo
  approvvigionare i serbatoi e le cisterne all'interno della  propria
  abitazione per soddisfare il fabbisogno della propria famiglia.
   Allora,  guardando dall'esterno, qualcuno può pensare  beh  allora
  magari  la  bolletta o il costo dell'acqua in Sicilia  è  un  costo
  basso  cari colleghi non è così  In Sicilia le bollette i siciliani
  le  pagano  care, in modo salato, pagano bollette alte rispetto  al
  resto  d'Italia  e  anche il costo dell'acqua per  usi  agricoli  è
  veramente alto. E allora quale potrebbe essere signor Presidente la
  soluzione? La soluzione può essere quella di realizzare impianti di
  grosse dimensioni? Mi riferisco a nuove dighe o a dissalatori.  Beh
  a  mio  modo  di  vedere no, perché le porto l'esempio  della  diga
  Gibbesi  che è costata fior fiori di soldi pubblici e che  ad  oggi
  versa  nell'abbandono più totale, per non parlare  ad  esempio  del
  dissalatore di Gela che è costato anche questo fior fiori di  soldi
  pubblici e dopo qualche anno che è stato messo in funzione ci si  è
  accorti che il costo dell'acqua era troppo elevato e quello  stesso
  dissalatore, che è stato uno spreco di soldi pubblici, è stato  poi
  successivamente smantellato.
   Allora  quale  può  essere la soluzione? Cambiare  tutto  per  non
  cambiare  nulla?  Mi riferisco al fatto che si vogliono  trasferire
  competenze  di  gestione idrica e anche dei rifiuti alle  Province?
  Può  essere questa una soluzione signor Presidente? Io credo di no,
  perché  le  ATO  hanno dimostrato, e ancora oggi  hanno  milioni  e
  milioni  di debiti ATO che sono state pensate con confini politici,
  hanno dimostrato un vero e proprio fallimento, e allora oggi signor
  Presidente,  come  diceva  un filosofo tedesco  Teodor  Adorno   la
  libertà di scelta non sta tra lo scegliere tra il bianco o nero, la
  libertà di scelta sta nel sottrarsi alla scelta prescritta.
   E  allora  io  le  chiedo, signor Presidente,  di  sottrarsi  alla
  promessa   ed   alla  scelta  fatta  in  campagna   elettorale   di
  ripristinare  le  province, perché è una  scelta  che  non  porterà
  sicuramente  il  miglioramento delle reti idriche che  oramai  sono
  vetuste,  a  cui  non  è stato fatto negli anni  nessuna  opera  di
  manutenzione, al più sono stati fatti rattoppi, per questo l'invito
  è  oggi  quello  di affrontare questo problema, e  affrontarlo  col
  buonsenso.
   Il  buonsenso dice iniziamo a fare le manutenzioni alle dighe  che
  attualmente  ha  la Regione, e quindi io ho fatto come  esempio  la
  diga  di  Suerio, la diga di Cimia, ma si può estendere a tutte  le
  dighe  del  territorio siciliano, iniziamo a fare quegli interventi
  che  sono  previsti  anche  nel  Patto  per  il  Sud,  iniziamo   a
  suddividere le ATO per bacini idrogeografici, così come  diceva  la
  collega  prima,  attiviamo  le ATI e iniziamo  pure  a  pensare  ad
  impianti sostenibili e non a grandi opere.
   Quindi   io  cerco  di  impegnare  questo  Governo  questa   sera,
  innanzitutto a realizzare le opere di manutenzione per le dighe che
  attualmente abbiamo in Sicilia, compresa la diga di Sueri e la diga
  Cimia, visto che sono inserite all'interno del Patto per il Sud.

   PRESIDENTE.  Si passa alla mozione n. 60, a firma degli  onorevoli
  Fava ed altri.

   FAVA. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  signor  Presidente
  della  Regione,  credo che la ricognizione che ci  ha  proposto  il
  Governo  sia  stata  puntuale e corretta,  credo  però  che  questo
  dibattito  debba  arricchirsi  di  una  riflessione  un   po'   più
  articolata,  un  po'  più  di  sistema  che  non  guardi   soltanto
  l'emergenza, anche per non essere chiamati a fornire risposte  solo
  sull'onda  dell'emergenza e declinate sulla misura  dell'emergenza,
  penso  che vada fatta una rapida riflessione e condivisa su  quello
  che  è  accaduto  negli ultimi vent'anni in Sicilia nella  gestione
  delle acque.
   Perché io non credo che il passato sia una terra straniera,  credo
  che sia una terra da tutti noi conosciuta e anche attraversata,  da
  lei  Presidente,  da  me, dalle nostre parti politiche,  credo  che
  ciascuno  di  noi abbia la propria quota di responsabilità  per  il
  modo  in cui la questione delle risorse idriche in Sicilia è  stata
  in  buona  parte un business, una buona parte segno di una  inerzia
  profonda  delle politiche regionali, con un saldo che è quello  che
  lei conosce, che quest'Aula ha di fronte a se.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                  Presidenza del Presidente Miccichè

   In  vent'anni  abbiamo speso quattrocento milioni per  dighe,  per
  dissalatori,  ed abbiamo speso quattordici miliardi  per  bollette,
  settecento milioni l'anno in Sicilia si pagano le bollette più care
  d'Italia, una media di trecentocinquanta euro a famiglia, contro  i
  centoventi  euro  che  si  pagano a Milano,  con  una  qualità  del
  servizio che sappiamo forse è tra le più scadenti d'Italia. Abbiamo
  interi  territori in cui la distribuzione avviene, se  va  bene,  a
  giorni   alterni,  abbiamo  una  perdita  quantificata  ormai   del
  quarantacinque percento nelle condutture e le risorse idriche,  con
  un  incremento, questo si credo sia significativo dieci anni fa era
  il  trentacinque percento, oggi è il quarantacinque percento, tutto
  questo  avendo  quarantuno invasi, credo che  non  ci  sia  regione
  d'Italia  che  abbia  una potenzialità di risorsa  idrica  come  la
  Sicilia, quarantuno invasi sono più di un miliardo di metri cubi di
  acqua a disposizione.
   Ventiquattro  di  questi  invasi  sono  gestiti  dalla  Regione  e
  sappiamo  anche che buttiamo a mare il 40 per cento dell'acqua  che
  questi  invasi raccolgono per ragioni che conosciamo, collaudi  mai
  fatti e quindi l'impossibilità di forzare oltre un certo limite  la
  tolleranza strutturale delle dighe, per lavori di manutenzione  che
  non  sono stati fatti, quindi accumulo di detriti che determina una
  diminuzione di un altro 30 per cento della capienza reale di queste
  dighe.
   Tutto questo però, se lo sguardo si rivolge al passato non come un
  terra   straniera,   ma  come  una  terra  da  noi   conosciuta   e
  attraversata, ci racconta anche che noi abbiamo avuto 40 milioni  a
  disposizione per intervenire su ventotto dighe, 40 milioni che  non
  sono stati spesi, non un cantiere è partito, e noi ci troviamo oggi
  in  condizioni paradossali. Alcune sono state ricordate dagli altri
  colleghi, la diga Comunelli a Gela, 20 milioni di metri cubi su 80,
  gli  altri 60 li perdiamo, quasi completamente interrata;  parliamo
  di   Palermo,   la  diga  Rosamarina,  abbiamo  buttato   al   mare
  ultimamente,  ma  lo  abbiamo già fatto altre quattro  volte  negli
  ultimi anni, il 40 per cento delle risorse idriche, 40 per cento in
  questo caso vuol dire 40 milioni di metri cubi di acqua, vuol  dire
  autosufficienza idrica per tutta la provincia di Palermo per  sette
  mesi.
   Tutto  questo non è nuovo. Non è nuovo a noi, non è nuovo a questa
  Assemblea  regionale, non è nuovo al dibattito politico, io  vorrei
  ricordare  che  nel  2002  il  governatore  Cuffaro,  invitato   in
  audizione   alla   Commissione  Agricoltura,  fece   una   disamina
  esattamente  con  la relazione di questa sera, impeccabile;  spiego
  quello  che sto dicendo io, il 40 per cento dell'acqua la perdiamo,
  invasi mai collaudati, manutenzione insufficiente e disse nel 2002,
  quando    avevamo    concluso   l'esperienza   dell'amministrazione
  straordinaria  affidata  al  Generale Jucci,  stiamo  attivando  le
  procedure  per  effettuare le necessarie prove  di  carico,  stiamo
  attivando  le procedure per indire le gare d'appalto per completare
  gli invasi in Sicilia.
   La  storia ci dice che tutto questo non è mai avvenuto, sono stati
  invece spesi 50 milioni per costruire quattro dissalatori, due  dei
  quali,  20  milioni  in tutto, non funzionano, Gela  ed  Agrigento.
  Abbiamo investito 200 milioni per completare le dighe di Blufi e di
  Pietrarossa  che sono incompiute. Abbiamo privatizzato,  attraverso
  Siciliacque,  metà delle risorse idriche della Sicilia.  Credo  che
  dobbiamo avere questo quadro ben presente Presidente, perché se  ci
  limitiamo  ad  affrontare  con  una presa  d'atto  l'emergenza  che
  abbiamo  di  fronte, e non cerchiamo di capire come questo  diciamo
  debito politico si è reso strutturale del corso di 20'anni, noi  ci
  ritroveremo fra un anno a discutere le stesse cose.
   E  allora,  in  questo  senso, con la mia mozione  non  le  chiedo
  soltanto di prendere atto o di affrontare questa emergenza,  ma  le
  chiedo  tre  cose  puntuali,  il primo:  una  riprogrammazione  del
  settore;  noi  crediamo,  io  credo, che  servirebbe  una  gestione
  unitaria e pubblica in applicazione, in ossequio, alla legge 36 del
  '94,   pubblica,  che  faccia  finalmente  dell'acqua,  della   sua
  gestione,  della manutenzione di tutte le strutture che  servono  a
  garantire che questa risorsa sia a disposizione delle famiglie e  i
  terreni, che sia gestita dalla Regione.
   Il secondo punto: noi dobbiamo investire Presidente; abbiamo avuto
  un  crollo  verticale  degli investimenti  nella  manutenzione,  la
  manutenzione  vuol dire che se le dighe si riempiono di  fango  non
  possono  essere utilizzate per la loro capienza e dobbiamo sversare
  l'acqua  a mare. Abbiamo avuto una diminuzione del 78 per cento  in
  sette  anni  che  è  grave  perché oggi ci  poniamo  di  fronte  ad
  un'emergenza,  ma quando guardiamo in controluce  il  Bilancio  non
  abbiamo  mai  ritenuto  che fosse un'emergenza  tale  non  dico  da
  aumentare  l'impegno, ma almeno da mantenere l'impegno  finanziario
  che negli anni scorsi la Regione aveva assunto. Una diminuzione del
  78 per cento ci consegna gli esiti che conosciamo.
   Il  terzo punto: noi vorremmo anche venisse rispettata la legge 19
  del 2015 che regola termini di convenzione, rapporto con la società
  privata Siciliacque. Non c'è stato mai alcun monitoraggio su questa
  convenzione,   non  c'è  stato  mai  alcun  controllo   su   questa
  convenzione,  non c'è stato mai alcun controllo su  questa  società
  per  capire  se in termini di manutenzione, in termine di  gestione
  degli invasi, delle conduttore idriche, questa società avesse, come
  dire,  rispettato  gli impegni che si era assunta  di  fronte  alla
  Regione e di fronte ai siciliani. L'assenza di questi controlli, le
  Commissioni   tecniche  non  sono  state  mai   istituite,   l'idea
  abbastanza  anarchica che ciascuno fosse responsabile  soltanto  di
  fronte a se stesso ci consegna questi dati.
   Ecco,  signor Presidente, vorremmo nella sua replica che  oltre  a
  una  valutazione,  ad  un  censimento ad hoc  delle  cose  che  non
  funzionano ci fosse anche un suo impegno su questi punti sui  quali
  le  chiediamo di pronunciarsi e le chiediamo poi, se davvero la sua
  opinione fosse concorde con la nostra, che al momento del voto  non
  accada quello che è accaduto quando abbiamo discusso dell'emergenza
  rifiuti, lo ricordo come dettaglio di metodo, le sue conclusioni in
  quel  dibattito sono stati conclusioni condivisibili, come  lei  ha
  condiviso la sostanza di tutte le mozioni e di tutti gli interventi
  che  ci sono stati. Nel momento in cui siamo andati al voto e si  è
  deciso  in quel caso di andare ad una mozione unitaria, il  Governo
  ha  votato  sistematicamente contro tutte le  mozioni,  esattamente
  tranne  una, esattamente in direzione opposta al modo in  cui  lei,
  Presidente,  si era pronunciato sul merito specifico e  sulle  cose
  che ciascuno di quelle mozioni chiedeva.
   Allora,  proviamo a entrare, ad essere coerenti col  merito  delle
  cose  che  ci diciamo, il gioco di posizionamenti quando  siamo  di
  fronte  alle  emergenza rifiuti, all'emergenza idrica  come  questa
  Regione   oggi   deve  affrontare  pretende,  come  dire,   lealtà,
  condivisione e chiarezza e se alcune cose le chiediamo e su  queste
  cose  è d'accordo che il Governo dimostri di essere d'accordo  fino
  in fondo

   PRESIDENTE.  Si passa alla mozione n. 61, a firma degli  onorevoli
  Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, la mozione che oggi propongo all'attenzione  di
  quest'Aula e alla sua signor Presidente, è inerente alla gravissima
  problematica  dell'approvvigionamento del comune di Messina  e  del
  territorio  che sotto il profilo idrogeologico investe anche  tutto
  il territorio che da Fiumefreddo arriva fino a Messina.
   Come  è  noto a tutti nel 2015 Messina è assurta agli onori  delle
  cronache  per   Messina  senza acqua , fu Fiorello  praticamente  a
  portare  l'emergenza tramite un tweet, una situazione che veramente
  vorremmo  che non si ripetesse mai più e che portò la mia  città  -
  senza  ragioni  di campanilismo, ma è la mia città -  a  non  avere
  l'approvvigionamento per più di quindici giorni, una emergenza  che
  poi  si è protratta ulteriormente dopo il mese di ottobre, nel mese
  di  novembre  e  ancora  oggi  permane  sempre  una  condizione  di
  fragilità della rete infrastrutturale, perché questo?
   Perché chiaramente un acquedotto, Presidente, spero che lei  porga
  attenzione,  la  ringrazio, che percorre per 70  Km  il  territorio
  della costiera ionica, non può che non essere interessato da quelli
  che   sono,   61,  quelli  che  sono  le  condizioni  territoriali,
  orogeografiche   della  provincia di Messina.  Perché  si  verificò
  l'incidente  di Calatabiano? Perché appunto si ruppe la  conduttura
  in  un  punto di frana. E non sto qui a dire tutti quelli che  sono
  stati anche gli interventi, il rimpallo delle responsabilità tra la
  Protezione civile, la Presidenza della Regione, il comune,  l'Amam,
  tutti  i  tavoli  che  si  sono  susseguiti  in  Prefettura  perché
  chiaramente,  allorquando si verificano situazioni di emergenza  di
  tale  gravità, di siffatta gravità, inaudita gravità,  ci  si  pone
  tutti  nella condizione di dare, di mettere un rimedio  e  di  dare
  tutti  il  proprio contributo, però non è possibile  che  si  operi
  sempre così
   Siccome  i  punti  in  frana  che  interessano  la  conduttura  li
  conosciamo,  sono  stati messi nero su bianco,  addirittura  voglio
  appunto portarli alla conoscenza di quest'Aula, questo studio che è
  stato appunto condiviso in sede di tavoli, concertazione, in merito
  agli  interventi, ha evidenziato 15 siti di attenzione, 26 siti  di
  dissesto, 3 siti oggetto di corrosione, un sito oggetto di erosione
  per  un  totale di 45 siti. In termini di rischio 15 sono a rischio
  basso,  22  a  rischio  medio, e 8 a rischio elevato.  Ci  troviamo
  d'innanzi ad otto punti a rischio elevato di rottura.
   Perché non avvenga mai più una Messina senz'acqua, Presidente,  io
  ho   sentito   l'esigenza  di  proporre  alla  sua  attenzione   ed
  all'attenzione  di  quest'Aula  e  ad  impegnare   -   per   quanto
  chiaramente  è nelle mie possibilità - il Governo e la sua  persona
  con  azioni  che  siano  propositive e che siano,  soprattutto,  di
  accelerazione di processi, nel senso dell'intervento sul dissesto.
   Perché  sappiamo che gli interventi tampone sono stati  fatti:  si
  parlò  dei  tre  tubi, si parlò dei quattro tubi, si  parlò  di  un
  riferimento  a  quello che è stato un approvvigionamento  anche  da
  parte  dell'Alcantara, attraverso il rinnovo del bypass  e  la  sua
  sistemazione  con Siciliacque. Ma non possiamo sempre  pensare  che
  l'approvvigionamento  idrico della città di Messina  rimanga  nelle
  mani di una condizione di costante emergenza.
   Bisogna  intervenire,  anche perché sappiamo  che  uno  di  questi
  interventi  è  pronto, è già individuato nel Patto per  il  Sud  ed
  ammonta  ad  un  milione e centomila euro. Addirittura  l'AMAM,  la
  società  partecipata  comunale, ha messo a  disposizione  500  mila
  euro,  e  non è possibile che dal 2015 siamo arrivati  al  2018  ed
  ancora parliamo.
   Le  rappresento questa mia ansia, questa mia inquietudine di poter
  finalmente  dire   un  tratto  è messo  in  sicurezza,  andiamo  al
  successivo,  andiamo  al  successivo   perché  esiste   anche   una
  struttura  commissariale, una struttura di Governo che è incaricata
  dell'individuazione di quelle che sono le modalità. E' stata  fatta
  proprio  alla  velocizzazione di quella che è la  spesa  di  questi
  finanziamenti e perché, appunto, gli interventi vengano fatti.
   Ecco,  con  questa  mozione, Presidente, io voglio  impegnare  per
  rappresentare  quella che è l'emergenza di una  conduttura  che  ha
  forti criticità sulla rete.
   Poi   si  potrebbe  anche  parlare  dell'approvvigionamento,   dei
  serbatoi, ma ciò che interessa chiaramente, l'obiettivo sarebbe già
  quello  di  non dover passare per una razionalizzazione quotidiana,
  per cui la fornitura viene data ad orario.
   E  poi potessimo finalmente colmare il problema delle perdite che,
  come  sappiamo, costano ai cittadini messinesi, già questo  sarebbe
  un  grandissimo  punto  di arrivo. Anche perché  -  e  concludo  il
  ragionamento - non voglio far slittare l'argomento dal  tema  della
  materia idrica al dissesto geologico, ma ci rendiamo conto che sono
  strettamente correlate?
   Pertanto,  un intervento che sia risolutivo, non può  non  passare
  per  la spesa dei fondi a disposizione, ma probabilmente anche  per
  un  potenziamento e rivisitazione di quelle che sono  le  forze  di
  Protezione civile e l'intervento e la qualità dell'intervento della
  Protezione   civile  che  oggi  mi  pare,  forse   per   un   sotto
  dimensionamento  delle forze in essere presso il dipartimento,  che
  ritenga  il proprio intervento - e Presidente è in capo  a  lei  la
  Protezione   civile,   quindi  l'intendimento   e   la   governance
  chiaramente spetta a lei -.
   Un  mio suggerimento è quello di applicare di per sé la legge  che
  prevede  di  applicare non soltanto un intervento in emergenza,  ma
  anche l'individuazione dei punti di criticità e la prevenzione.
   Per   questo  chiaramente  rassegno  a  lei  questo  impegno.   La
  ringrazio, Presidente.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Savarino
  ha chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   65, 68 sulla emergenza idrica regionale
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Riprende la discussione delle mozioni nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61,
                                65, 68
                   sulla emergenza idrica regionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla mozione 65, a firma  degli  onorevoli
  Calderone ed altri.

   CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  cittadini,
  signor Presidente della Regione, signori assessori, la crisi idrica
  è  sotto  gli  occhi  di  tutti  ed il territorio  patisce,  signor
  Presidente, da tempo questa crisi.
   Io  rappresenterò  una  problematica  che  attiene  il  territorio
  messinese che però è estensibile a tutto il territorio siciliano  e
  rappresento  il problema concreto che si è presentato,  soprattutto
  nel   periodo  estivo  che  è  appena  trascorso,  o  per  lo  meno
  nell'ultimo  periodo  estivo,  che  ha  trovato  soluzione   grazie
  all'intraprendenza  - se così posso dire - di tanti  sindaci,  alla
  buona  volontà,  di tanti privati, che hanno fornito  i  cosiddetti
  camion-cisterna o più volgarmente autobotti che hanno sollevato  il
  territorio da una situazione veramente drammatica.
   Come Ella sa, signor Presidente, non è stato ancora individuato, o
  comunque non è stato portato a compimento tutto l'iter che riguarda
  la  gestione del servizio idrico in provincia di Messina. Si è  già
  riunita l'ATI idrica ed ha, da qui a qualche mese, a qualche giorno
  la possibilità e, questo è veramente auspicabile che possa operare.
   Con la nostra mozione, Forza Italia, signor Presidente, chiede che
  a   mezzo  dipartimento  della  Protezione  civile  possano  essere
  acquistati questi camion-cisterna che sono veramente fondamentali e
  ceduti in comodato d'uso ai Comuni o alle associazioni di Comuni in
  modo che nelle situazioni di emergenza drammatica, perché di questo
  si  tratta, possano dare veramente un contributo al territorio  con
  la possibilità, appunto, di risollevare questo territorio.
   La  nostra  mozione  impegna anche il suo  prestigioso  Governo  a
  mettere  in  campo qualsiasi iniziativa che possa contribuire  alla
  cosiddetta  ricerca  idrica  come viene  chiamata  cioè  molto  più
  volgarmente 'i mezzi per i pozzi'. Vedo, signor Presidente, che  la
  Sua  signoria  annuisce  perché è proprio  questo  il  problema.  E
  siccome  questo  è  possibile,  è  auspicabile  che  questo  nostro
  intervento che sicuramente è una mozione ma soprattutto è anche  un
  auspicio  di buon lavoro sotto questo profilo e che possano  essere
  veramente  acquistati questi mezzi e ceduti ai Comuni  in  comodato
  d'uso  perché  in  uno ai grandi progetti ATI,  gestione,  servizi,
  dighe,  talune volte mi è stato insegnato che i grandi problemi  si
  risolvono pure nel quotidiano e noi crediamo, con questa mozione di
  aver  suggerito, come dire, in maniera temporanea, la soluzione  al
  problema  pressante  che si può porre come si è  posto  nell'estate
  oramai decorsa.

   PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 68, degli onorevoli Aricò  ed
  altri.

   ARICO'. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei
  ringraziare  il  Presidente della Regione per la  disponibilità  ad
  essere  qui,  oggi.  Proprio oggi ho verificato che  la  Presidenza
  della  Regione  ha  ricevuto le mozioni dal 13  al  16  febbraio  e
  comunque  la  presenza  è  sicuramente  un  atto  di  rispetto  nei
  confronti  di  quest'Aula. Quindi grazie  Presidente  e  grazie  ai
  membri  del  Governo che sono qui a rispondere ad un dibattito,  un
  dibattito sulla crisi idrica che oramai voglio dire all'ordine  dei
  giorni   in  questa  terra  da  sempre.  Da  sempre  si  parla   di
  problematiche riguardanti il problema della siccità e del  problema
  dell'acqua.
   Siamo  soddisfatti anche del fatto che il Presidente della Regione
  abbia chiesto a gran voce in rappresentanza di tutti i siciliani lo
  stato  di  emergenza  e  che comunque la Presidenza  del  Consiglio
  l'abbia accettata.
   Ma  ci sono delle storture che in questi anni si sono manifestate;
  tra qualche minuto darò alla Presidenza dell'Assemblea due sentenze
  del  TAR  e una sentenza della Corte Costituzionale, che  di  fatto
  riscrivono  i meccanismi di gestione delle acque. Perché,  è  anche
  vero che la sentenza della Corte Costituzionale, la 117 del 2015 ha
  sentenziato che la legge regionale siciliana 16 del 2004, in  molte
  delle  sue  parti  era illegittima e non poteva essere  proprio  la
  Giunta  regionale a decidere anche le tariffe, perché  è  vero  che
  dobbiamo  parlare  di  emergenza,  vero  che  dobbiamo  parlare  di
  infrastrutture,  vero  che  dobbiamo  parlare  di   invasi,   delle
  condutture,   tutto  quello  che  è  contenuto  all'interno   della
  richiesta di calamità presentato dalla Presidenza della Regione, ma
  è  anche vero che dobbiamo parlare di acqua pubblica, è anche  vero
  che dobbiamo parlare di parità dei servizi da rendere ai cittadini,
  è  anche  vero che dobbiamo parlare di costi uguali per ognuno  dei
  cittadini, è anche vero che le evoluzioni in questi anni  in  certi
  versi dettate anche dalla difficoltà di porte avanti gli ATO idrici
  perché  sappiamo  che  quasi  tutti  versano  in  un  regime  quasi
  fallimentare,  che sono stati sostituiti soltanto in Sicilia  dalle
  cosiddette  ATI, dall'Assemblea Territoriali Idriche,  ma  sappiamo
  che queste ATI non sono partite.
   Ed  è  anche  vero,  come  diceva  in  parte  del  suo  intervento
  l'onorevole Fava, c'è un problema riguardante Siciliacque.  C'è  un
  problema  riguardante  anche il costo all'ingrosso  dell'acqua.  In
  Sicilia credo che dopo la Toscana sia la terra in cui l'acqua costi
  di più, e questo è un problema per i cittadini. C'è una parte fissa
  ed una parte variabile. La parte fissa credo che l'acqua di Sicilia
  che  eroga  Siciliacque venga pagata anche dallo stesso gestore  di
  Palermo,  l'AMAP, ben 69 centesimi per metro cubo e sono cifre  più
  che  doppie  rispetto al resto d'Italia. Addirittura la  media  del
  Nord  Italia  è  soltanto  sei centesimi per  metro  cubo.  Allora,
  bisogna  parlare di sistema omogeneo delle tariffe. E'  impensabile
  che  un  cittadino  siciliano debba pagare la  metà  delle  tariffe
  rispetto  alla  Lombardia  e  dobbiamo entrare  nei  meccanismi  di
  gestione di Siciliacque.
   Questo  colosso, che è nato per legge regionale nel 2004,  la  cui
  proprietà della Regione Sicilia è di carattere residuale, perché ha
  appena  il  25 per cento che di fatto gestisce il sovrambito  della
  rete   idrica   regionale,  con  la  gestione  quasi   diretta   di
  Caltanissetta,  di  Agrigento, di Trapani  e  alcune  gestione  che
  intervengono anche sulla provincia di Palermo.
   E  allora, aprire una interlocuzione con l'Autorità dell'Energia e
  delle  Acque per stabilire delle tariffe. Quanti sono i Comuni  che
  non  hanno  avuto autorizzato, e questo è una denuncia  che  faccio
  pubblicamente  in  questa  Aula,  le  proprie  tariffe,  non  hanno
  concordato  le  proprie  tariffe idriche con  l'Autorità  nazionale
  competente, che è l'Autorità per l'energia e delle acque? Credo che
  siano  la maggior parte  Perché la regione Sicilia con delibera  di
  Giunta del 2014 ha voluto intervenire su una competenza che non era
  sua, così come sentenziato nel 2015 dalla Corte Costituzionale  con
  una sentenza.
   Dobbiamo  parlare del futuro delle Assemblee territoriali idriche,
  ancora  non  se  n'è  parlato, dobbiamo parlare di  infrastrutture,
  dobbiamo  parlare dei dissalatori. Signor Presidente,  è  possibile
  che  in  questi  ultimi anni, con la convenzione  fatta  e  con  la
  gestione,  diciamo poca accorta, del Dipartimento  alle  acque,  si
  siano  spesi  decine  di milioni per i dissalatori  che  oggi  sono
  chiusi?  E mi riferisco, particolarmente, a tre dissalatori:  Porto
  Empedocle, Gela e Trapani. Non ci siamo
   Credo  che i costi si siano aggravati oltre 50 milioni di  euro  e
  scopriamo   che  il  Dipartimento  regionale,  qualche   mese   fa,
  naturalmente   lo   scorso  governo,  prima  valutava   l'idea   di
  ammodernamento, dopodiché capiva che erano dei meccanismi  superati
  e  che  i  relativi costi di dissalazione erano 5/6  volte  di  più
  rispetto ai costi dei moderni dissalatori.
   Abbiamo  anche  il  problema delle isole minori, naturalmente.  Ed
  allora  ritengo  che questa Aula non possa non tenere  conto  delle
  mozioni  sulla  continuità  territoriale  e  sulla  insularità  che
  abbiamo  voluto con forza approvare per dimostrare che  la  Sicilia
  tutta  debba avere una connotazione di continuità territoriale.  Ed
  allora   perché  non  pensare  principalmente  alle  isole  minori,
  pensiamo ai dissalatori che non funzionano in alcune isole  minori,
  pensiamo  all'approvvigionamento idrico come  debba  pervenire.  Ed
  allora, forse, cari colleghi, caro Presidente, dovremmo vedere dove
  si è fatto bene.
   Abbiamo  dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo,  più  afosi
  della  Sicilia,  mi riferisco ad Israele che negli ultimi  40  anni
  hanno  avviato  una  serie  di  infrastrutture  ed  una  serie   di
  meccanismi che hanno portato oggi a quel piccolo stato,  che  tanto
  piccolo  non  è,  ad essere autosufficiente sull'approvvigionamento
  idrico.  Ed, allora, dobbiamo parlare sì di grandi invasi, dobbiamo
  parlare  anche delle perdite che le reti comunali hanno. Credo  che
  oggi il Ministero dell'ambiente preveda per la Sicilia, all'interno
  delle reti idriche, perdite di oltre il 50%.
   Allora  voglio  annunciare,  come  Gruppo  parlamentare  Diventerà
  Bellissima,  che  nei prossimi giorni presenteremo  un  disegno  di
  legge affinché ci sia un obbligo da parte dei Comuni di redigere un
  piano  quinquennale per la mappatura delle reti perché, Presidente,
  signori  colleghi,  non  è possibile che oggi  i  Comuni  di  tutta
  l'isola non sappiano dove passano le proprie reti. Arriva la  fibra
  ottica  e  sfondano  i tubi dell'acqua, i tubi elettrici,  non  c'è
  nessun  Comune  virtuoso  che  ha la possibilità  di  conoscere  le
  proprie  reti idriche ed elettriche e di altra natura. Non  abbiamo
  la  possibilità, forse ci sarebbe, perché mi riferisco ai sonar che
  possono  individuare in maniera molto veloce le perdite dell'acqua,
  gli  allacci abusivi. Si parla che oltre il 10% dell'acqua si perde
  con gli allacci abusivi. Ed allora: chi controlla chi?
   I  Comuni  devono  lavorare affinché ci sia una gestione  virtuosa
  delle proprie acque ed, allora, io ritengo che il Governo regionale
  sia  sulla  buona strada per risolvere una volta  e  per  tutte  la
  problematica  che,  da  oltre 50 anni, forse  da  sempre,  forse  i
  siciliani  sono nati per affrontare questa emergenza ma io  ritengo
  che  nei  prossimi  5  anni  ed anche con  la  possibilità  che  il
  Presidente della Regione sia commissario di governo per l'emergenza
  idrica di risolvere in tempi brevi questa problematica.
   Allego agli atti dell'intervento copia delle sentenze del Tar  che
  evidenziano quanto io abbia detto precedentemente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, conclusa  la  discussione  sulle
  mozioni, dichiaro aperta la discussione generale sulle stesse.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole Cateno De Luca. Io non ho molti
  iscritti  a parlare, se ce ne sono me lo comunicate, così  dichiaro
  chiuse anche le iscrizione a parlare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cateno De Luca.

   DE LUCA CATENO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
  desidero   stasera  consegnare  al  Governo  un   altro   tipo   di
  riflessione, perché enunciare dati statistici non ci serve.
   Ho  avuto  il privilegio di fare il sindaco di un Comune  montano,
  con  tanta  acqua, e di un Comune costiero, con poca  acqua,  e  ho
  potuto affrontare in termini pratici che cosa significa l'emergenza
  idrica   in   relazione  con  quella  che  è   la   mannaia   delle
  autorizzazioni  della Regione siciliana. Che è un tema  delicato  e
  che dovremmo affrontare in termini anche pratici.
   Perché  forse  i colleghi non sanno che per avere l'autorizzazione
  all'attingimento  per l'individuazione di nuove  fonti  idriche  ed
  avere la concessione definitiva per lo sfruttamento definitivo,  ci
  vogliono  quattro  anni, signor Presidente.  Quattro  anni  per  le
  autorizzazioni di competenza della Regione siciliana, e questo è un
  dato che le consiglio di cominciare a segnarsi.
   Perché le dico questo? Perché anche quando si vuole andare ad  una
  gestione virtuosa, e voglio solo dire al collega Aricò che  c'è  un
  Comune  in  Sicilia che ha fatto già quello che lei  ha  detto,  ha
  fatto  il piano regolatore comunale delle acque, cosa che i  Comuni
  non hanno, ha applicato i principi di smart city anche in relazione
  a  quella  che  è  la  radiografia,  per  intenderci,  di  tutti  i
  sottoservizi  che  passano,  e soprattutto  ha  anche  applicato  i
   sensori ,  come sono stati definiti, non è così ma ha  un  termine
  più  tecnico,  distrettualizzando anche  la  rete  idrica  interna.
  Questo  Comune è il Comune di Santa Teresa di Riva che ho governato
  per cinque anni.
   Questo  l'ho  voluto  dire perché? Perché il  tema  pratico  della
  questione non può essere semplicemente che gettiamo la croce  sulla
  Regione.  La Regione ha le sue colpe in questa storia. La storia  è
  stata  decantata  anche dal collega Fava,  e  non  ci  ritorno,  ma
  dobbiamo andare oggi a quella che è la questione attuale.
   E le voglio raccontare una barzelletta, anche per farla riprendere
  dal  suo  stato fisico. C'è una città - le dirò alla fine  come  si
  chiama  -  che  per spendere miliardi di euro negli anni  Sessanta,
  decise di prendere l'acqua nel Comune di Catania, occultando quelle
  che  erano  invece le risultanze delle ricerche idriche  che  erano
  state  effettuate  nel proprio territorio. In  quel  territorio  si
  costruirono  anche gallerie. Durante la costruzione delle  gallerie
  ci si incamminò in delle vene d'acqua importanti, hanno avvisato il
  gestore  delle  risorse  idriche e gli è stato  detto  "deviatele".
  Bene,  oggi quella città si dichiara spesso con l'emergenza idrica,
  parlo  della  città di Messina, che spero di potere  governare  tra
  qualche   mese,  e  nei  confronti  della  quale  ho   avviato   un
  monitoraggio, ovviamente, proprio accusando l'AMAM,  che  è  l'ente
  gestore  delle  acque, di una gestione clientelare, parassitaria  e
  affaristica.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                Presidenza del Vicepresidente Di Mauro

   Venerdì  prossimo  avremo un confronto con il  Sindaco  e  con  il
  Presidente ed il Direttore Generale dell'AMAM, perché? Perché non è
  pensabile  -  la collega Zafarana ha toccato alcuni punti,  ma  non
  tutti  -  perché  per sistemare i versanti, dove  insiste  settanta
  chilometri  di  condotta, che parte dall'Alcantara e Fiumefreddo  e
  porta  paradossalmente l'acqua a Messina, ci vogliono  oltre  venti
  milioni di euro. Primo dato.
   Secondo dato, per portare l'acqua da Fiumefreddo e l'Alcantara, si
  spendono sei milioni di euro di energia elettrica, di costi  annui.
  Dopodiché,  le  racconto  un'altra  favola  in  merito.  Solo   per
  controllare  quelli  che sono gli impianti  e  anche  il  punto  di
  derivazione,  si  spendono  circa un milione  e  duecentomila  euro
  l'anno per guardiania e monitoraggi vari. Abbiamo fatto le pulci al
  bilancio dell'AMAM, abbiamo dimostrato che si spendono oltre  dieci
  milioni di euro l'anno in modo parassitario e clientelare.   Perché
  ho voluto citare questo dato?
   Le   aggiungo,  che  a  Messina  c'è  anche  un'altra   situazione
  paradossale,  che  mi risulta che non è che sia  lontana  da  tanti
  altri  Comuni. Entrano mille litri d'acqua secondo -  questa  è  la
  derivazione  che  è  già ufficiale con i dati  -  a  fronte  di  un
  fabbisogno  di circa seicento litri secondo per quanto riguarda  la
  città.  Lo  sa cosa succede? Dati già acclarati. Circa il cinquanta
  percento si perde e di questo c'è un buon trenta percento che  sono
  allacci  abusivi.  Abbiamo  fatto anche  più  monitoraggi,  come  è
  possibile che dalle utenze dell'AMAM risultano ottantamila utenze e
  le famiglie sono novantacinque mila, per fare un esempio.
   Ho  voluto dire questo, e concludo signor Presidente, per ribadire
  che  qua  c'è  un  tema di fondo che riguarda le  competenze  della
  Regione - e lasciamo stare la storia - che deve sburocrattizzare  e
  semplificare  quella  che  è  la possibilità  di  attingimento  dei
  comuni.  E  dico all'Assessore per le autonomie locali: utilizziamo
  quelle che sono le unioni dei Comuni per mettere in rete i Comuni a
  monte,  che hanno l'acqua e la buttano nei torrenti, con  i  Comuni
  che  stanno a valle e che sono senza acqua. Com'è possibile  che  a
  distanza di 3-4 chilometri, in un collegamento mare-monti,  non  si
  riesce  a  gestire  in  modo virtuoso quelle che  sono  le  risorse
  d'acqua?
   Questa è l'amara storia, signor Presidente. Non è solo quella  che
  viene  raccontata  dai  dati statistici e da  relazioni  di  alcuni
  burocrati  che non hanno idea di quello che è poi il senso  pratico
  della  gestione.  Le  volevo  consegnare  questo  spaccato,  signor
  Presidente,  in un complessivo quadro di riordino ma anche  in  una
  visione che oggi ha lei come Commissario, di imporre quattro regole
  di  base,  intanto ai Comuni ma soprattutto ai vostri Uffici.  Agli
  Uffici  della  Regione  siciliana.  Perché  è  vergognoso  che   si
  impiegano  quattro  anni  per avere la concessione  definitiva  per
  sfruttare quelle che sono ricerche idriche che ogni Comune dovrebbe
  fare.  Io l'ho fatta a Santa Teresa di Riva. Compravo l'acqua dalla
  Regione, dalla Società siciliana acque. Sono passati tre anni e non
  abbiamo  avuto  ancora la concessione definitiva  però  ho  trovato
  l'acqua  che serve alla comunità di Santa Teresa di Riva, smentendo
  quello  che era una diceria che non c'era acqua a Santa  Teresa  di
  Riva.
   Questo  ovviamente, si può verificare ovunque ma  non  ci  sono  i
  Comuni  attrezzati  con  i piani regolatori comunali  delle  acque.
  Veda, sono pochi i Comuni che hanno fatto questo tipo di lavoro.  E
  questo   sarebbe   indispensabile  anche  per  poter   mettere   in
  collegamento  quelli  che sono territori mare-monti  che,  in  modo
  naturale,  senza  fare grandi ricerche e anche per  caduta,  quindi
  evitando  anche pozzi e trivellazioni e risparmiando  anche  da  un
  punto  di vista di gestione di risorse energetiche, si può  mettere
  in  modo sinergico e sicuramente efficiente, efficace ed economico,
  un  sistema  che, allo stato attuale, è stato gestito realmente  in
  modo opaco, affaristico e clientelare. Perché alcune strutture sono
  nate  solo  con la logica della lobby del progettista, della  lobby
  dell'impresa che doveva realizzarlo, e i fatti dimostrano  che  non
  servivano  al  territorio. Partiamo anche da  qui,  una  volta  per
  tutti,  e  diamo  indicazioni finali al territorio, prendendoci  le
  rispettive responsabilità in relazione alle competenze. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  Governo, colleghi, cittadini, abbiamo discusso nella scorsa  seduta
  d'Aula  della questione della siccità. Discutiamo oggi del problema
  della  crisi idrica nella nostra Regione. Ma non posso fare a meno,
  signor  Presidente della Regione, di contestualizzare  il  problema
  della crisi idrica riportandola alle zone, alle città, ai territori
  dei quali sia io che lei proveniamo.
   Lei  sa  che  ogni anno, ogni santo anno, in estate,  ci  chiamano
  rispettivamente gli agrumicoltori di Scordia, gli agrumicoltori  di
  Grammichele,  coloro  che coltivano i carciofi  di  Ramacca,  e  sa
  perfettamente in quale crisi versano ogni qual volta  lo  stato  di
  siccità  finisce con il depauperare ulteriormente quel  sistema  di
  invasi  che  non è mai stato completato a seguito di quella  grande
  incompiuta che è la diga dell'Ogliastro. Io non conosco quali  sono
  le  determinazioni a tale proposito di questo Governo. Però conosco
  bene  quanto  lei, e quindi entrambi conosciamo esattamente,  quali
  sono i problemi di quegli agricoltori, di quelle condutture che non
  sono  più  state  manutenute  non so  da  quanti  anni,  condutture
  assolutamente colabrodo, di quei canoni che molti imprenditori sono
  costretti  a  pagare  pur  non ricevendo una  sola  goccia  d'acqua
  annualmente  o  quei  canoni  che  sono  costretti  a  pagare  pure
  ricevendo acqua che nel frattempo si perde da quella diga - che non
  è  certo dell'Ogliastro ma quella dalla quale attingono - sino alla
  propria coltivazione. Non solo. Lei sa perfettamente che quando poi
  il  razionamento  dell'acqua finisce,  per  esempio  quest'anno  il
  Consorzio di bonifica di Caltagirone fornì un milione di metri cubi
  alla  Piana di Catania, gli stessi agrumicoltori di notte  facevano
  le  ronde  perché  si auto sorvegliavano per il  timore  che  l'uno
  rubasse l'acqua all'altro.
   Ecco,   signor   Presidente,   è  una   situazione   assolutamente
  inaccettabile,  è una situazione insopportabile, è  una  situazione
  alla  quale  bisogna assolutamente trovare una soluzione altrimenti
  la  siccità, la cattiva volontà da parte del Dipartimento regionale
  che  non  ha più collaudato alcuna diga da più di quattro  anni,  i
  consorzi  di bonifica di cui oggi non si capisce più quale  sia  la
  funzione,  ecco  questo  finisce  con  lo  stringere  nella   morsa
  l'economia che costituisce la parte più importante del territorio e
  di  tutta  la Sicilia in generale, ma in particolare del territorio
  dal  quale noi veniamo che comporta la chiusura ovviamente o peggio
  ancora, il fatto che i frutti rimangano sostanzialmente sull'albero
  per  non  parlare poi dell'aggravamento dei costi derivanti  da  un
  costo  eccessivo dell'energia elettrica che gli agricoltori debbono
  fare fronte per emulgere quest'acqua.
   La  situazione  è  paradossale,  è assolutamente  insostenibile  e
  pertanto  chiedo a questo Governo un impegno concreto nei confronti
  di  queste  persone nei cui confronti noi dovremmo tornare  e  dare
  delle risposte, ecco perché signor Presidente ho preferito fare  un
  intervento   più  localistico  perché  queste  persone   e   questi
  territori, questi imprenditori agricoli sono le stesse persone  che
  aspettano  finalmente  una  risposta da  questo  Governo  che  oggi
  affronta per la prima volta il problema della crisi idrica, dopo di
  che  signor  presidente  le  dico  sinceramente  che  non  sono  un
  appassionato di ATO, di Province, io sono appassionato di  risposte
  e  non voglio ritrovarmi il prossimo agosto a dover parlare con  il
  Presidente del consorzio unico per la parte orientale o  con  tutte
  le  associazioni di categoria o con tutti gli agrumicoltori uno  ad
  uno  per dire che ancora una volta a causa della siccità o a  causa
  della  potenziale  inerzia del Governo, dico potenziale  perché  da
  questo  governo ci aspettiamo ovviamente nella qualità di siciliani
  delle risposte, ecco che la situazione non divenga irreversibile.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.   Signor   Presidente,   Presidente   della   Regione,
  Assessori,  onorevoli  colleghi, ringraziamo  il  Presidente  della
  Regione  per la sua pazienza, nonostante non stia molto  bene;  poi
  magari  le offrirò una mia consulenza dove sono molto bravo, perché
  come  onorevole  sono  scadente ma come medico  sono  discretamente
  decente.
   Io non vorrei leggere tante delle nostre mozioni che poi alla fine
  finiscono  per  somigliarsi  un po' tutte,  i  vari  emendamenti  e
  quant'altro,   però  molto  concretamente  e  molto   praticamente,
  approfittando  della  sua buona volontà nell'ascoltare  tutti  noi,
  vorrei invece con molta concretezza affrontare il problema in  modo
  pratico.
   Come lei sa, io sono appassionato di medicina e allora finisco per
  affrontare   i   problemi   sempre  in  modo   abbastanza   tecnico
  scientifico,  diciamo così. Allora la diagnosi  qual  è  di  questo
  problema? Noi abbiamo questo problema e questa malattia  che  è  la
  siccità, per carità grave, e come spesso succede in Sicilia  quando
  si  parla poi di un problema ricorriamo a delle cose straordinarie,
  ci  appassioniamo ai termovalorizzatori per risolvere  il  problema
  della   spazzatura  e  il  termovalorizzatore  sta   proprio   alla
  spazzatura  come il problema del dissalatore sta all'acqua,  a  mio
  modestissimo  parere. Non perché io sia contrario  ai  dissalatori,
  che per carità probabilmente in alcuni casi, in  casi di grande  ed
  estrema  emergenza  possono essere anche previsti  e  realizzati  o
  meglio fatti funzionare, visto che già qualcuno è stato realizzato,
  ma  il  buon senso ci dice, un po' è venuto da tutti i ragionamenti
  che sono stati fatti, il buon senso ci dice che intanto l'acqua non
  va  perduta,  io  avendo  fatto  il sindaco,  come  qualcun  altro,
  sappiamo  che  è inutile scavare pozzi è più semplice  riparare  le
  reti  idriche,  è  inutile scavare pozzi e spendere  soldi,  è  più
  semplice  chiudere  il  rubinetto, se io ho il  rubinetto  di  casa
  aperto  non mi devo preoccupare che il serbatoio si svuoti e quindi
  ci  metto più acqua, intanto chiudo il rubinetto, probabilmente  il
  serbatoio  non  si  svuoterà, quindi con questo  buon  senso  molto
  semplice  io  direi che il problema, che ormai è  acclarato,  è  il
  problema delle reti idriche che sono delle reti disastrate e quindi
  noi  perdiamo  come tutti hanno detto, al di là dei numeri,  che  è
  circa il 50% del nostro patrimonio idrico viene perduto.
   Poi noi buttiamo tanto acqua a mare perché non utilizziamo bene le
  dighe,  perché  non  facciamo  la manutenzione,  questo  credo  sia
  acclarato e sotto gli occhi, allora è lì che bisogna intervenire.
   Poi, c'è un altro problema quindi, intervento nell'evitare che  si
  perda  l'acqua. E poi un'altra cosa io la feci come sindaco,  e  mi
  ricordo  quanto ho dovuto penare con i funzionari di questa Regione
  siciliana  per  far  loro  comprendere come,  per  esempio,  non  è
  intelligente buttare l'acqua dopo che è stata depurata a valle,  si
  può utilizzare ed oggi la tecnologia ce lo consente, la scienza  ce
  lo   consente,  si  può  utilizzare  l'acqua  depurata  per  essere
  riutilizzata,  il famoso criterio del riuso e del  riciclo,  a  cui
  tutti  oggi ne facciamo un gran parlare, e che proprio  lì  ci  può
  aiutare,  nel mio paesino Grammichele che lei conosce, noi salvammo
  i  nostri  agrumeti utilizzando le acque reflue, ben  45  litri  di
  acqua  al  secondo, che anziché buttarle a valle venivano depurate,
  filtrate e utilizzate dagli agrumicoltori come da convenzione con i
  nostri agricoltori, con i consorzi.
   Ecco,  questa è una prassi che si può fare. Ho penato io all'epoca
  per   farlo   entrare  nella  zucca  dei  nostri  bravi  funzionari
  regionali, ma una pratica che, per esempio, questa Regione potrebbe
  sottolineare, fare in modo che si realizzi in tutti i comuni.
   Tra  l'altro, noi siamo in regime di infrazione comunitaria perché
  non realizziamo i depuratori, facciamo i depuratori, utilizziamo  i
  fondi comunitari per fare i depuratori, e poi facciamo in modo  che
  questi  depuratori una volta filtrata l'acqua si possa riutilizzare
  per scopo irrigui ed eviteremo di perderla.
   Vedete  quanto patrimonio di acqua abbiamo, e non c'è  bisogno  di
  andare  a  pensare  a  cose  super  scientifiche  o,  per  esempio,
  metodologie  come quelle che oggi sono state attuate, per  esempio,
  dall'università  di  Catania  e che abbiamo  sperimentato  nel  mio
  comune,  ma  anche San Michele di Ganzeria, e le dico se  vuole  ci
  facciamo una passeggiata ed andiamo a vedere a Valle dei Margi  per
  esempio, dove con la fitodepurazione si può recuperare acqua  senza
  bisogno   di   sprecarla   e  a  costo  zero,   ogni   sistema   di
  fitodepurazione noi filtriamo, ci pensano le piante a  filtrare  le
  acque, la depurano e l'acqua viene utilizzata nelle campagne  senza
  spendere un euro.
   Allora,  queste sono le cose che dobbiamo fare; e poi,  una  volta
  per tutte, dobbiamo chiarire Presidente, questo lo deve fare il suo
  Governo ed avrà un grande merito se riuscirà una volta per tutte  a
  mettere punto a questa storia. Io ero sindaco quando - mi ricordo -
  nacquero  le ATI. L'ATI partiva da un'idea che non era un'idea  che
  si  era  inventato  qualcuno,  ma era  un  adeguamento  alle  norme
  comunitarie  che  prevedevano l'istituzione delle ATI,  quindi  una
  gestione  comprensoriale delle acque, per  cui  poi  presupponevano
  tutta  una  serie di investimenti che avrebbero, appunto,  reso  le
  reti  idriche moderne, fare depuratori e quant'altro. Questa storia
  per  le nostra solita cultura tutta siciliana, complicata, barocca,
  noi siamo bravissimi nel complicarci la vita, nell'inventarci delle
  cose  straordinarie,  ed abbiamo stravolto le normative,  ci  siamo
  inventati delle norme poi tutte nostre siciliane.
   Il  risultato è,  come ha detto benissimo il collega Aricò, che la
  Corte  costituzionale ci ha bacchettato dicendoci che  queste  cose
  non  si  possono  fare.  Abbiamo inventato le  ATI;  bene   Allora,
  Presidente,  il problema è questo, e questo è il vero  compito  che
  deve  svolgere  il suo Governo, è il vero carico di  responsabilità
  che  si  deve  prendere, dobbiamo mettere ordine nelle  norme,  noi
  dobbiamo  sapere  chi  deve fare che cosa, poi possiamo  certamente
  immaginare che anziché essere su base provinciale siano per  bacino
  idrografico.
   Mi  pare  giudizioso ed intelligente, la gestione di  più  comuni,
  perché  non è possibile; così come non può succedere che un  comune
  che  è  seduto su un bacino idrografico abbia l'acqua, ed un  altro
  comune,  quindi altri cittadini, seduti su un territorio  dove  non
  c'è acqua non ce l'abbiano.
   Oggi è giusto ed è intelligente che i comuni si mettano insieme  e
  che possano quanto meno utilizzare i bacini.
   Questo  Governo deve chiarire una volta per tutte e bacchettare  i
  comuni che non lo fanno ed i sindaci che si oppongono per questioni
  molto spesso di campanile, oppure di convenienze personali, che  si
  mettano  le  regole,  che si facciano le norme  che  devono  essere
  omogenee con le norme nazionali e comunitarie, sennò come al solito
  combiniamo  strafalcioni e stupidaggini. Ci si obbliga  a  fare  le
  cose e si facciano bene e la Regione deve sovraintendere a questo e
  fare  in  modo  che  ciò si realizzi; questo  è  il  mio  personale
  contributo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessori, onorevoli colleghi, cittadini che ci ascoltate da  casa.
  Onorevole  Presidente, io ricordo esattamente come se  fosse  stata
  pronunciata  ieri  una  frase che lei proferì  lo  scorso  mese  di
  ottobre  a  Sant'Agata, a Palazzo Gallego, mi rimase impressa,  era
  riferita alla crisi idrica.
   Probabilmente,  c'era  un che di profetico in  quell'affermazione.
  Riferendosi ai siciliani bonariamente li rimproverava perché non  è
  giusto  lamentarsi del cattivo tempo in Sicilia quando  piove,  dal
  momento che l'acqua piovana va a lenire quella che è la penuria  di
  risorse idriche nella nostra Regione.
   In  queste  giornate  nell'approcciare  quest'Aula  mi  sono  reso
  maggiormente  edotto circa i dati di questa crisi idrica  imponente
  in  Sicilia. Ovviamente, come tutti penso, avevo una cognizione del
  problema, ma non le nascondo che la preoccupazione studiando i dati
  è aumentata particolarmente.
   Nel  corso dell'ultimo anno dal febbraio 2017, le risorse  idriche
  complessive  delle nostre dighe sono diminuite da  370  milioni  di
  metri  cubi  a  170 milioni di metri cubi con casi specifici,  come
  quello  di  Piana  degli  Albanesi, dove il  volume  complessivo  è
  diminuito  di  cinque sesti. E' calcolato che per  ripristinare  il
  livello  di un anno fa occorrerebbero, alla vigilia della  stagione
  secca,  10 mesi di precipitazioni continue e di certo non  possiamo
  fare  la  danza  della pioggia o sperare che  piova  ad  agosto  in
  Sicilia  e  viviamo in una Regione che ha la stessa dimensione  del
  Belgio,  quattro  volte gli abitanti del Belgio e un  decimo  delle
  risorse idriche del Belgio.
   Quella  frase  che lei proferì a Sant'Agata è incompleta,  c'è  la
  seconda  parte.  Disse  anche Presidente,  si  ricorderà,  che  non
  riusciamo a trasportare quest'acqua piovana che cade nelle città  e
  nei  campi  per  mancanza di mezzi, per mancanza di  infrastrutture
  idonee. E' quindi chiaro che sarà necessario, e credo che su questo
  siamo d'accordo, un intervento importante sotto questo profilo.
   E  mi  permetto di prendere come esempio una infrastruttura che  è
  stata   già   citata   in  una  mozione  che   è   stata   discussa
  precedentemente   ovvero  sia  la  condotta   di   Fiumefreddo   di
  Calatabiano.  Credo  che  quel sito sia assolutamente  simbolico  e
  racchiude in sé molti aspetti del problema, non soltanto perché  da
  tantissimi  anni  versa in condizioni pietose, non soltanto  perché
  nel  2015  la  frana ha interrotto l'erogazione  del  servizio  per
  diverse  settimane in una città di 220 mila abitanti, non  soltanto
  perché  nel corso dei periodi successivi gli interventi sono  stati
  dei  rattoppi,  non  soltanto perché la  Protezione  civile,  anche
  recentemente, ha individuato la necessità di ulteriori interventi a
  sostegno dell'infrastruttura, ma perché quella zona è una zona  che
  è stata anche interessata da problematiche di tipo idrogeologico.
   Se  affrontiamo la tematica della crisi idrica dobbiamo capire che
  in  Sicilia  ci sono zone dove piove poco e zone dove spesso  piove
  troppo.  Ed  allora, è anche un problema di messa in sicurezza  del
  territorio,  bisognerebbe cercare che il mare  di  quella  zona  si
  tinga  di  rosso, sia perché cadono tonnellate di  acqua  mista  ad
  argilla,  come  nel caso della frana che ha travolto  l'acquedotto,
  sia  perché, ahimé, qualche volta arrivano a mare dei cittadini che
  poi vengono ritrovati cadaveri.
   Credo che la tematica sia complessiva e, quindi, debba essere data
  anche  possibilità alla Protezione civile di prevenire, di lavorare
  efficacemente, ma di certo non possiamo sperare che questo  avvenga
  se  a  Roma ci sono Governi nazionali che tagliano i fondi  per  la
  Protezione civile come è avvenuto recentemente, purtroppo,  con  il
  Governo  Renzi  che  ha decurtato i fondi della  Protezione  civile
  tagliando ben 90 milioni di euro.
   Quindi  è  un problema che va, credo, affrontato anche in sinergia
  con  il  Governo romano, e sono sicuro, come lei ha già  dimostrato
  facendosi  conferire  poteri speciali  per  l'emergenza  rifiuti  e
  poteri speciali per l'emergenza idrica in provincia di Palermo, che
  il  Governo da lei presieduto saprà porre in essere questa efficace
  interlocuzione con il Governo romano.
   Parlavo di Protezione civile, approfitto anche per riferirmi  alla
  mozione  n.  65 quella presentata dai colleghi di Forza Italia  che
  condivido,  anche quella riguarda il nostro territorio,  credo  che
  sia  importante  in provincia di Messina che si  possano  munire  i
  comuni  di  strumenti per combattere casi come quelli della  scorsa
  estate.
   Ma  voglio  affrontare anche un altro aspetto del problema  che  è
  quello   dei   furbetti   degli  allacci   idrici;   anche   misure
  extrapatrimoniali,   extraeconomiche  possano  essere   importanti.
  Stiamo  attenti  a  seguire sempre, lo ricordo prima  ancora  a  me
  stesso  che  a  lei, Presidente, non ha bisogno  dei  miei  appunti
  sicuramente, però dobbiamo stare attenti perché rischiamo  di  fare
  come  Penelope  che di giorno tesseva la tela e  poi  di  notte  la
  distruggeva.  Non possiamo permetterci che di giorno  riempiamo  le
  dighe di notte poi qualcuno illegalmente ce le viene a svuotare

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi,  a mio giudizio una discussione  matura  sulla
  crisi  idrica  non  può non partire anche da  un  ragionamento  sul
  quadro  normativo  regionale  che è mutato,  come  sappiamo,  negli
  ultimi  anni dopo che quest'Aula nel 2015 con la legge n. 19  si  è
  occupata della riorganizzazione del sistema idrico.
   La  legge ha subìto la caducazione della Corte costituzionale  con
  la sentenza n. 93 del 2017 che ha fatto chiarezza su alcuni aspetti
  che erano stati oggetto del dibattito parlamentare in quella serie,
  io fui relatore, emerge un quadro per alcuni versi più chiaro e con
  cui stiamo facendo i conti da qualche mese a questa parte.
   Quindi, a mio giudizio, Presidente, occorre tenere conto di questa
  situazione normativa. Noi auspichiamo, presenteremo nelle  prossime
  settimane  un disegno di legge in tal senso che l'Aula e  prima  la
  Commissione  trattino nuovamente le questioni dell'acqua,  partendo
  innanzitutto dal tema degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO),  ci
  fu  una  parte importante del dibattito che si incentrò sul  numero
  degli Ambiti Territoriali Ottimali, alla fine con la legge n. 15 ne
  vennero   votati   nove  che  coincidevano  con  la  perimetrazione
  amministrativa  quasi delle ex province. A nostro giudizio  occorre
  fare   un  ragionamento  motivato  che  invece  tenga  conto  delle
  situazioni idrografiche dei bacini e ovviamente pensare  un  numero
  di   Ambiti  Territoriali  Ottimali  che  sia  quanto  più  ridotto
  possibile.
   Nella  proposta  del  Governo precedente si  partiva  da  tre,  il
  Movimento  Cinque Stelle, se non ricordo male ne proponeva  cinque.
  E'  una  analisi  che  va approfondita e va soprattutto  utilizzata
  tutta la perizia tecnica degli Uffici della Regione per trovare  la
  soluzione più opportuna.
   Un'altra  valutazione va fatta con riferimento  al  lavoro  che  è
  stato  fatto dal precedente Commissario. Io credo che c'è un numero
  di   gare  che  sono  state  aggiudicate  per  quanto  riguarda  la
  progettazione, un numero di finanziamenti che hanno visto  la  luce
  con  l'aggiudicazione definitiva, occorre, quindi, anche dal  punto
  di  vista conoscitivo rendere edotti non soltanto la parte politica
  ma  anche i cittadini siciliani di quella che è la situazione della
  capacità di spesa in ordine agli investimenti idrici.
   A  noi  risultano che ci sono delle somme che sono quelle relative
  al Patto per il Sud in cui sono, appunto, stati appostate una serie
  di  investimenti  da questo punto di vista, quindi  è  come  se  si
  dovesse  completare  il quadro tra la parte normativa  e  la  parte
  amministrativa.
   Con riferimento alla parte che riguarda di più l'ordine del giorno
  condividiamo per lo più le premesse della mozione n. 32.
   Presidente, apponiamo la firma agli emendamenti 32.3, 32.4,  32.5,
  32.6,  32.7  dell'onorevole  Palmeri,  tenuto  conto  -  anche  per
  comodità  dei  lavori  d'Aula - che come  PD  ritiriamo  la  nostra
  mozione, credo che sia dello stesso parere anche l'onorevole Fava.
   Abbiamo  presentato  un  emendamento che è  stato  distribuito  ai
  colleghi,  anzi  un  doppio emendamento: il primo  soppressivo  del
  numero  degli  ambiti,  perché la mozione n.  32  prevedeva  numero
  cinque Ambiti.
   Per  le  ragioni che ho detto prima, a noi sembra  giusto  che  il
  numero  degli ambiti e la loro perimetrazione venga affrontata  con
  calma  e  con tutti i dettagli tecnici dalla Commissione di  merito
  che stabilirà il numero degli Ambiti da proporre all'Aula e la loro
  perimetrazione.
   Nell'emendamento  chiediamo  una rendicontazione  periodica  dello
  stato di attuazione degli investimenti, alla luce della capacità di
  spesa  degli  anni  passati ed alla luce anche della  disponibilità
  delle somme relative al Patto per il Sud.

   PRESIDENTE.  E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
  ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
  onorevole  Presidente della Regione, Assessore, la riflessione  che
  mi  viene da fare questa sera è legata sì all'emergenza idrica,  ma
  ad una questione più ampia che è lo stato di salute in genere delle
  reti  idriche, dei depuratori e dei costi dell'acqua  nella  nostra
  Regione.
   E'  un  problema  che  noi  abbiamo  -  come  ha  ricordato  prima
  l'onorevole Barbagallo - già affrontato con una legge che ha  visto
  alcune parti impugnate dalla Corte costituzionale, la legge n.  19,
  ma  che  per altre parti rimane in piedi e, purtroppo, nella nostra
  Regione  le  parti che sono rimaste in piedi sono  rimaste  lettera
  morta.
   Quindi, è vero che bisogna su questo ritornare, ma è pur vero  che
  bisogna in qualche maniera applicare la legge per le parti  che  la
  reputano e la ritengono valida.
   Carissimo  Presidente della Regione, lei era collega deputato  con
  noi quando su questa legge abbiamo discusso e dibattuto.
   Il  precedente Governo dell'acqua pubblica aveva fatta un paladino
  durante  la campagna elettorale ed è rimasta lettera morta. Avevamo
  un  Assessore, uno degli ultimi Assessori al ramo, che ha  lasciato
  completamento solo il Parlamento e la Commissione di riferimento.
   Pochissimo  tempo fa in IV Commissione l'argomento è ritornato  in
  particolare  per quanto riguarda la provincia dalla quale  provengo
  ed  il  Presidente  Savarino ha cercato, con  una  risoluzione,  di
  impegnare  in qualche maniera il Governo e, nel caso specifico,  il
  gestore.
   Qual  è  il  motivo del mio intervento? Non torno sulle  questioni
  affrontate dai colleghi - che considero validissime - per cui,  per
  esempio, sulla mozione n. 68 apporremo la firma come Gruppo.
   Però,  dico anche una cosa sui possibili interventi da parte della
  Regione  e  della  sua figura. Anzitutto, c'è la questione  Sicilia
  Acqua  è una questione, credo, nota a tutti ed è una questione  che
  risale al 2004 e ad una convenzione di quarant'anni.
   Allora, su questa convenzione io credo che lei, Presidente,  abbia
  l'autorevolezza,  perché fa parte del consiglio di amministrazione,
  di  rideterminare  in  qualche maniera  la  tariffa  della  vendita
  dell'acqua da parte di Siciliacque.
   Nella mia provincia l'ATI esiste, contrariamente ad altre province
  di quest'Isola, ma è una ATI  zoppa', perché per motivi che non sto
  a  dire,  per  il fatto che non tutti i Comuni hanno consegnato  le
  reti,  per  il  fatto  che siamo in 26 su 43  ma  rimane  un  fatto
  scottante,  lì interviene ogni volta la Magistratura nei  confronti
  di  questo gestore e puntualmente la politica è sempre tiepida  nel
  prendere  iniziative  e posizioni forti.
   La prima questione importante per quanto riguarda l'ATI  idrico di
  Agrigento  nasce  dalle  tariffe alte che Siciliacque  impone  come
  vendita di acqua al gestore.
   Seconda  questione.  Qualcuno prima  parlava  di  depurazione.  Il
  servizio  di depurazione che non funziona in quasi tutti i  Comuni,
  più  volte  sono stati sequestrati, eccetera, che non  funziona  in
  quasi tutti i Comuni che sono in mano al gestore.
     E poi, il paradosso di quei Comuni che non hanno ceduto le reti,
  che  gestiscono  le  reti  in proprio per  cui  si  apre  un  altro
  interrogativo.  Ed è l'interrogativo delle aziende che  vengono  da
  fuori  la Sicilia che mineralizzano l'acqua, non lo so se si chiama
  così,  o  imbottigliano l'acqua. Ecco queste aziende  lasciano  sul
  territorio un profit che viene dato alla Regione e che puntualmente
  nei  Comuni,  dove ricade il consorzio o l'azienda che imbottiglia,
  al Comune non rimane nulla.
   Ed  allora, ancora una volta in quei Comuni che si vantano  da  un
  lato  di  gestire  in proprio le reti, dall'altro lato  hanno  reti
  colabrodo,  servizi  altrettanto,  a  volte  inefficienti,  l'unico
  depuratore che non c'è. L'unico vantaggio forse che hanno è di  non
  avere quelle tariffe salatissime che il resto della Provincia paga.
  Perché quando prima l'onorevole Aricò diceva che il prezzo medio di
  una  famiglia in Italia è di 150 euro, direi annui, di acqua, nella
  mia  provincia  se  ne pagano 700, 1000 euro per  un  nucleo  di  4
  persone.
   Io  lo so che rischio di essere antipatica e petulante perché  più
  volte  ho ripetuto queste cose, ma io ritengo, e non le voglio  più
  ripetere, l'ATI ha una sua sovranità e si autodetermina.
   Stiamo  facendo di tutto per potere in qualche maniera intervenire
  con  il  gestore  e  recedere da questa o andare  alla  risoluzione
  anticipata  di  un contratto per una serie di inadempienze  che  il
  gestore  ha  portato avanti in questi 10 anni in cui ha gestito  il
  servizio. Quindi, non voglio entrare nel merito della questione.
   Cosa  dico  e  cosa  chiedo al Presidente della  Regione?  Chiedo,
  invece,  di  intervenire a livello regionale  con  Siciliacque.  Il
  punto  focale  è questo: fare in modo, al di la degli investimenti,
  perché  su  questi investimenti ci sarebbe da aprire una  parentesi
  che non finisce mai sia a livello regionale sia a livello di ambito
  territoriale  idrico,  perché il gestore, per  esempio,  nella  mia
  provincia che non ha investito assolutamente nelle reti e in  tutti
  quei  servizi che doveva dare, in ogni caso ha preso e ha  ricevuto
  fondi  che  vengono dai fondi europei. Idem varrà per  Siciliacque.
  Quindi,  questo investimento di cui si parla è un investimento  che
  viene fuori anche da soldi anche che arrivano.
   Allora,  su questo io le chiedo un intervento per quanto  riguarda
  il prezzo da calmierare perché vendere acqua a 0,72 centesimi è una
  follia

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sulla  riduzione
  delle  nostre  riserve idriche che sono ridotte del  62  per  cento
  circa  dal  2016  ad  oggi  è ormai cosa assolutamente  conosciuta.
  Questo  non  è ovviamente ed esclusivamente colpa della  carenza  e
  della mancanza di pioggia, ma è soprattutto colpa di un sistema  di
  gestione  dell'acqua  nelle nostre dighe che non  va  assolutamente
  bene.  Milioni  e  milioni  di euro che possono  essere  spesi  per
  invasare  meglio, riuscire a mettere in sicurezza le  nostre  dighe
  come  la  diga  Gibbesi  o  quella  Blufi  risultano  ad  oggi  non
  assolutamente utilizzati.
   Questo chiediamo al Governo regionale che sicuramente saprà meglio
  di ciò che è avvenuto fino ad oggi riuscire a mettere le mani.
   Ma  un  altro  problema  è sicuramente quello  delle  nostre  reti
  idriche colabrodo. In provincia di Agrigento circa il 50 per  cento
  dell'acqua  viene perso per questo. Ora, lì il problema è  relativo
  ovviamente  alla mancanza di finanziamento dei progetti  e  sarebbe
  bene  in  questo  caso,  soprattutto per le reti  colabrodo,  nelle
  provincie  dove l'ATI ha provveduto a seguito di regolare  gara  ad
  affidare  il  servizio  di gestione, sarebbe  opportuno  verificare
  perché questi progetti da parte degli ATI non vengono inviate  alla
  Regione e, quindi, non vengono finanziati.
   In provincia di Agrigento, dicevo, si perde circa il 50 per cento.
  Ora,  sarebbe opportuno che quando si verifica questo stato di cose
  il  Governo regionale provveda a commissariare gli ATI,  perché  il
  non  spendere denaro, che potrebbe essere meglio utilizzato  e  poi
  parliamo   di   crisi  idrica,  è  assolutamente  un  delitto.   Il
  commissariamento  di  questi  ATI  che  tengono  probabilmente  nel
  cassetto  i  progetti  per milioni e milioni di  euro  che  possono
  essere  spesi  per  ripristinare ovvero per  il  rifacimento  delle
  condotte,  è assolutamente indispensabile perché se noi miriamo  al
  bersaglio  grosso senza guardare inizialmente a tutto ciò  che  può
  essere  recuperato  da tutta una serie di azioni  -  come  dicevamo
  quello  delle  dighe,  così come delle condotte,  del  rifacimento,
  ovvero della loro ristrutturazione - è assolutamente necessario.
   Ma andiamo al problema della depurazione, anche lì un altro annoso
  problema.  Noi  subiamo  da  parte  della  Comunità  europea  delle
  contravvenzioni che vengono pagate per milioni e milioni  di  euro.
  Ecco, lì, opportunamente in provincia di Agrigento gli impianti  di
  depurazione  sequestrati sono stati assolutamente tantissimi  e  le
  lettere  fatte man mano dai vari osservatori e da tutte quelle  che
  sono  le  organizzazioni dei cittadini ma anche quelle dei  comuni,
  sono  rimaste  presso il dipartimento Acque e rifiuti assolutamente
  lettera  morta,  fino a quando poi si è arrivati  al  sequestro  di
  questi depuratori.
    Ma un'altra cosa sulla quale dovrebbe puntare il Governo a nostro
  modo  di  vedere, un suggerimento, è quello di riuscire a valle  di
  ogni impianto di depurazione un impianto terziario che consenta  di
  potere  poi  utilizzare l'acqua così depurata ai fini  irrigui  che
  potrebbe servire per dare ossigeno alla nostra agricoltura che è un
  pilastro dell'economia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.
   Dopo l'intervento dell'onorevole Pagana si comincerà a votare.

   PAGANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  questa
  sera vorrei portare alla vostra attenzione quella che è la gestione
  dell'acqua  e  la  scandalosa situazione che purtroppo  viviamo  in
  provincia  di Enna. E' un grido che arriva da parte dei  cittadini,
  da parte degli agricoltori.
   La  situazione   è  la  seguente: nel 2004  da  parte  dell'Ambito
  Territoriale Ottimale è stata stipulata una convenzione con, ora la
  Società cooperativa per azioni, Acqua Enna, che purtroppo per  anni
  è  rimasta  blindata  e che vincola il nostro territorio  a  questo
  contratto per trent'anni.
   La  gestione della risorsa idrica così preziosa è pessima. Ci sono
  reti che sono colabrodo, ci sono depuratori che non funzionano,  ci
  sono   depuratori   che   non  esistono,   altri   che   richiedono
  investimenti,  per cui sono previsti anche finanziamenti  da  parte
  del Patto per il Sud che però puntualmente non arrivano.
   Paghiamo  l'acqua, i cittadini pagano l'acqua con una tariffa  tra
  le  più  care d'Europa. E,  come se ciò non bastasse, c'è stata  la
  trovata delle partite pregresse che altro non sono che delle  quote
  fisse  che l'utente deve pagare, perché nel momento in cui è  stata
  stipulata la convenzione si era previsto una sorta di guadagno  che
  però, a causa del calo delle nascite ,a causa della popolazione che
  anziché aumentare diminuisce, non si può più raggiungere.
   Quindi,  queste  partite pregresse - qui lo voglio sottolineare  -
  anche  grazie  all'azione dei comitati cittadini,  sono  state  più
  volte   dichiarate   illegittime   anche   da   parte   di   organi
  giurisdizionali. Ci sono più processi, più sentenze  da  parte  dei
  giudici  di  pace  che  le  ritengono e le dichiarano  illegittime.
  Quindi, onorevole Presidente, quello che chiediamo questa sera -  e
  lo chiediamo al Governo, considerata anche la discussione che si  è
  svolta  in  quest'Aula che altro non fa che mostrare una situazione
  del servizio idrico integrato in tutta la Sicilia che non funziona,
  con delle falle grandissime - anzitutto, che in merito alle tariffe
  si  solleciti l'intervento dell'Agenzia di Regolazione per  Energia
  Reti  e  Ambiente  e  quello che chiediamo, anche,  è  di  valutare
  seriamente   l'ipotesi  dell'istituzione  di  una  Commissione   di
  inchiesta,  oppure  una sottocommissione presso la  IV  Commissione
  perché questa situazione è diventata insostenibile.

   PRESIDENTE. Iniziamo con le votazioni. Le mozioni sono diverse, si
  vota  per  alzata e seduta e l'approvazione di una  di  queste  non
  esclude  l'esame  delle altre perché sono tutte aventi  ad  oggetto
  argomenti diversi.
   Iniziamo  con la mozione n. 32 a firma dei deputati del  Movimento
  Cinque   Stelle.   Comunico  che  sono   stati   presentati   degli
  emendamenti.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 32.2  a  firma  dell'onorevole
  Palmeri. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Il  parere  del  Governo  è
  contrario,  perché  la  mozione, così com'è articolata,  di  fatto,
  impedisce  al Governo di promuovere una sua iniziativa  legislativa
  che ha tutto l'intento di confrontarsi con l'Aula.
   Le  mozioni  non  possono costituire articolazioni  normative,  le
  mozioni  si  esauriscono,  mi  perdoni  onorevole  Palmeri,  in  un
  dispositivo  di  poche righe e debbono, necessariamente,  avere  un
  carattere  generico. Se si entra nel dato dettagliato ed analitico,
  di  fatto,  si  vincola  il  Governo ad  adottare  qualunque  altra
  iniziativa legislativa.
   C'è  l'impegno, da parte nostra, di dovere promuovere una proposta
  di  legge  che tenga conto di alcune, la maggior parte, indicazioni
  che la mozione sua offre. Il parere è contrario.

   PRESIDENTE. Quindi, sull'emendamento 32.2 il parere del Governo  è
  contrario.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   65, 68 sulla emergenza idrica
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Riprende la discussione delle mozioni nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61,
                                65 e 68

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.2.
   Vi  è una richiesta di verifica del numero legale. Si procede alla
  verifica.
   L'Assemblea è in numero legale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti      47
   Votanti       46
   Maggioranza   24
   Favorevoli    23
   Contrari      23
   Astenuti      0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 32.3, a firma dell'onorevole Palmeri.
   Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 32.4, a firma dell'onorevole Palmeri.
   Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 32.5, a firma dell'onorevole Palmeri.
   Si  procede  con  la  votazione mediante procedimento  elettronico
  senza registrazione dei votanti dell'emendamento 32.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                           (Non è approvato)

   DE LUCA CATENO. Io ho votato contrario, ma non risulta.

   PRESIDENTE.  Invito  gli uffici a prendere  atto  della  votazione
  dell'onorevole De Luca Cateno.

                  Presidenza del Presidente Miccichè

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 32.6, a firma dell'onorevole
  Palmeri. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 32.7, a firma dell'onorevole Palmeri. Il
  parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 32.8. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione.  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 32.9. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa alla votazione della mozione n. 32.

   PALMERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


           Votazione per scrutinio nominale della mozione 32

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 32.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti     50
   Votanti      48
   Maggioranza  25
   Favorevoli   23
   Contrari     25
   Astenuti     0

                           (Non è approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico  che l'onorevole Gallo ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                     Votazione della mozione n. 35

   PRESIDENTE. Si passa alla mozione n.  35. La pongo  in votazione.

   LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarla.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Si  passa  alla  mozione n. 44. Comunico che  è  stato  presentato
  l'emendamento 44.1, a firma degli onorevoli Siragusa ed altri.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione la mozione n. 44. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Si passa alla mozione n. 55. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 55. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Si passa alla mozione n. 60. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Si passa alla mozione n. 61.  Il parere del Governo?

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   non
  soltanto  siamo favorevoli al dispositivo della mozione,  onorevole
  Zafarana,   ma  lo  siamo  anche  -  questo  lo  anticipo,   signor
  Presidente  -  perché  il Governo possa sollecitare  ed  accelerare
  eventuali indagini nel territorio del messinese affinché  si  possa
  porre  fine, finalmente, a questa subordinazione di una città  così
  importante, da un territorio diverso - il che non è un grave  danno
  -  ma  da una condotta lunga 70 chilometri, come lei ha richiamato,
  che  davvero non fa onore ai nuovi strumenti, ai nuovi mezzi legati
  alle scienze della più avanzata tecnologia in materia di risorse  e
  di approvvigionamento idrico.
   Quindi, in questo senso interpelleremo l'Ufficio del Genio  civile
  di  Messina  perché si possa programmare una razionale campagna  di
  indagini    e,    in    caso   positivo,   di   perforazione    per
  approvvigionamento.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   CATENO.  Signor  Presidente,  la  ringrazio   per   la
  puntualizzazione che ha fatto.
   Ho  omesso di dirle un particolare nel mio intervento. Durante  un
  incontro  all'Ufficio  regionale  di  Protezione  civile  -  e  può
  verificare - esattamente il direttore Foti, meravigliato di  questa
  situazione dopo che c'è stata la questione dell'emergenza idrica su
  Messina, ha proprio chiesto ai rappresentanti del Comune di Messina
  e all'AMAM se esistevano delle indagini fatte.
   Non   solo   esistono,   le   dico  che  sono   state   occultate,
  opportunamente. Ho i miei motivi per sostenerlo e le dico anche  le
  risultanze:  è  emerso  che  già su 5-6  punti  di  un  decimo  del
  territorio  ricadente nella città di Messina,  ci  sono  oltre  250
  litri ma solo su un decimo. A distanza di 10 chilometri - e non  di
  70  -  ci  sono  quasi 2.000 litri, versante tirrenico  e  versante
  ionico.
   Ebbene,  queste risultanze da oltre due anni che sono agli uffici.
  Tenga conto che le relazioni sono state fatte dal geologo Garufi  e
  che, a quanto pare, sono state pure pagate.
   Allora,  credo che in relazione anche a questa mozione, la Regione
  debba  inviare  qualche  controllo  proprio  per  colpire  in  modo
  definitivo  quella  che  è  la gestione clientelare  delle  risorse
  idriche.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 61. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Si passa alla mozione n. 65. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Favorevole.  Naturalmente  il
  parere  favorevole del Governo resta subordinato alle disponibilità
  di bilancio che la protezione civile potrà offrire per acquistare i
  mezzi  con l'autocisterna, quindi la volontà è politica subordinata
  alla verifica delle disponibilità finanziarie.

   PRESIDENTE.  D'altro  canto si tratta di una  mozione  per  cui  è
  ovvio che è condizionata.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Per  noi  l'impegno  assume
  sacralità.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Si  passa  alla  mozione n. 68. Comunico che  è  stato  presentato
  l'emendamento 68.1. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole sulla mozione 68.

   PRESIDENTE. C'e un emendamento, il 68.1.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. A noi non risulta,  al  banco
  del Governo, pervenuto l'emendamento; se ci concede un minuto.

   PRESIDENTE. E' a firma dell'onorevole Pullara.

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Ma  questo   non   è   un
  emendamento, questa è un'altra mozione.

   PULLARA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  alla  votazione della mozione  n.  68.  Il  parere  del
  Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   La  discussione  sull'emergenza idrica è terminata.  So  che  lei,
  onorevole  Presidente  della Regione,  ha un  appuntamento  per  le
  19.00.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


     Presentazione e votazione degli ordini del giorno n. 8 e n. 9

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati presentati  gli  ordini  del
  giorno  n.  8   Istituzione  di  una Commissione  speciale  per  la
  revisione dello Statuto della Regione e per l'esame dei disegni  di
  legge in materia statutaria relativi agli articoli 9, comma 3  e  8
  bis  dello  Statuto    a firma dell'onorevole Milazzo  e  di  altri
  Capigruppo,  e  l'ordine  del  giorno  n.  9   Istituzione  di  una
  Commissione  parlamentare  speciale di indagine  sul  fenomeno  del
  randagismo  in  Sicilia con la finalità e tutela dei diritti  degli
  animali  e  della  pubblica incolumità , a  firma  degli  onorevoli
  Milazzo e altri.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 8.  Chi  è  favorevole
  resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare sugli ordini del giorno.

   PRESIDENTE. Gli ordini del giorno non si discutono.
     Si  passa  alla votazione dell'ordine del giorno  n.  9.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Chiedo di parlare ai sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Signor Presidente, prendo la parola  in  merito
  alla  questione randagismo: ho votato favorevolmente  l'ordine  del
  giorno,  però, mi preme sottolineare alcune cose, e in  particolare
  quello  che sta accadendo in questi giorni nella mia zona  e  nella
  città  di  Sciacca.   Va  bene  il  tavolo  tecnico,  va  bene   la
  Commissione speciale però, e approfitto del fatto che  qui  ci  sia
  anche  il  Presidente  della  Regione per  ribadire  -   Presidente
  Musumeci parlavamo dell'ordine del giorno sul randagismo  -   anche
  un   fatto,  approfittando  della  sua  presenza,  quello  che  sta
  accadendo in questi giorni nel territorio di Sciacca, che poi è  un
  dato  generalizzato  per  tutti i comuni, perché  il  fenomeno  del
  randagismo  non  appartiene alla città di Sciacca né  la  città  di
  Sciacca è una città di incivili, così come sono stati tacciati.
   Detto questo, voglio ribadire che al di là dei tavoli tecnici,  in
  questo  momento  quello che serve è una soluzione alla  radice  del
  problema,  un  po'  come la vicenda dell'acqua che  abbiamo  appena
  finito di trattare, servono i fondi, perché i comuni non sono nelle
  condizioni  di procedere alle sterilizzazioni, alle microcippature.
  Nel momento in cui ci si muove in questo senso, e ci si affida alle
  associazioni  si  scatena  un'ulteriore polemica  che  è  data  dal
  business che sotto le adozioni c'è.
     Allora  qual  è  la richiesta in questa sede,  anzitutto  voglio
  esprimere  solidarietà al sindaco di Sciacca, che è stata attaccata
  attraverso  i  social e soprattutto tacciata di morte assieme  alla
  famiglia,  e  questa è una cosa indicibile che non può  passare,  e
  l'atto criminale va stigmatizzato perché gli animali vanno tutelati
  e  vanno protetti, ma devono esserci strumenti per potere procedere
  in questo senso.
   Ritengo  che  a questo punto sia necessario un lavoro di  concerto
  con l'ASP, ma anche a livello regionale perché nel momento in cui i
  comuni  non  hanno  le  somme per potere procedere,  l'ASP  non  ha
  personale  a sufficienza da mandare, quindi in qualche  maniera  il
  problema  riguarda tutti noi, dalla Regione ai comuni passando  per
  le ASP, questa è la prima cosa che volevo sottolineare.
   la seconda cosa che volevo aggiungere è che in questo momento,   -
  e  lo  voglio sottolineare perché anche su questo sui social  siamo
  stati  attaccati dalle associazioni degli animalisti -  siamo stati
  attaccati per avere istituito una Sottocommissione; oggi  ho  fatto
  un comunicato che ho condiviso anche con l'assessore Razza e voglio
  dire che non è stato assolutamente dato incarico alcuno a tecnici o
  veterinari, di qualunque natura e di qualunque origine, ma  davanti
  a questo fenomeno abbiamo ascoltato i veterinari sul problema della
  brucellosi,  della tubercolosi, e del randagismo,  e  siccome  sono
  temi   ultra  sensibili,  che  da  subito  abbiamo  capito   essere
  importanti,    abbiamo   istituito,   una    settimana    fa    una
  Sottocommissione, e il problema di Sciacca non era  ancora  neanche
  emerso.
   La  Sottocommissione composta di cinque colleghi di tutte le  aree
  politiche,  con il coordinatore che è il collega Antonio  De  Luca,
  non  è  una Commissione di inchiesta, non ha assolutamente  cercato
  consulenti né a titolo gratuito, né tantomeno a titolo oneroso;  la
  Commissione può lavorare di concerto con quello che abbiamo  votato
  oggi  come  ordine  del giorno, ma ribadisco al di  là  dei  tavoli
  tecnici  bisogna  trovare soldi e soluzioni per  affrontare  questo
  problema.
   Io  non ho la soluzione in tasca, e la sto chiedendo umilmente  al
  Presidente  della Regione e a questa Assemblea per cercare  insieme
  di trovare delle soluzioni, grazie Presidente.

   CATANZARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente, non posso che, come dire, associarmi alle parole  dette
  dalla collega La Rocca Ruvolo, perché l'onorevole è di quella zona,
  ma io sono della città di Sciacca.
   Qualche  mattina  addietro Sciacca si è  svegliata  con  una  cosa
  inaudita, cioè c'è stata una barbarie da parte non sappiamo di chi,
  ma ci siamo svegliati con trenta cani morti, questo è stato un atto
  davvero  problematico per la nostra città, ed è  pur  vero  che  la
  nostra Amministrazione, il nostro sindaco, in questi giorni,  hanno
  avuto  diversi commenti davvero brutti da parte di molti cittadini,
  perché, ovviamente, non sono loro i responsabili, non sappiamo  chi
  siano  i responsabili, e noi siamo dalla parte della giustizia  che
  vuole  fare  il suo percorso, per cercare di capire quali  sono  le
  responsabilità.
   Quello  che  voglio dire è che oltre ad alcuni  che  scrivono  sui
  social,  io  sono  dovuto  intervenire onorevole  Presidente  della
  Regione  per  ribattere a chi fa parte della  macchina  burocratica
  amministrativa  di questa Regione, perché, ovviamente,  non  voglio
  polemizzare,  però,  mi pare davvero doveroso puntualizzare  questi
  commenti che non da postare o da essere scritti da chi è uomo delle
  istituzioni, perché non facciamo altro che alimentare problemi  che
  si stanno riversando sulla città di Sciacca che  domenica avrà, non
  si  sa  che  cosa,  ma tantissimi verranno a protestare  contro  il
  nostro Sindaco, contro la nostra Amministrazione.
   Quindi,  quello  che  voglio dire io è  che  la  problematica  del
  randagismo  non  è una problematica della città di Sciacca,  è  una
  problematica di diversi comuni di questa Regione, non  voglio  fare
  assolutamente propaganda politica ma vorrei, insieme al  Governo  e
  insieme  agli  onorevoli colleghi, insieme a chi ha a cuore  questo
  problema, affrontarlo.
   Non  posso che essere, come deputato ma anche come componente  del
  Partito   Democratico   e  quindi  tutto  il  Partito,   favorevole
  all'istituzione  di questa Commissione e, nello  stesso  tempo,  ad
  affrontare in maniera risolutiva questa problematica dando  la  mia
  vicinanza  alla mia Città, agli Amministratori, non consentendo  ad
  alcuno di prendere la città di Sciacca o i loro cittadini per gente
  ignorante.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Hanno  chiesto   di   intervenire
  l'onorevole  Aricò, l'onorevole Caronia. Poi la parola  passerà  al
  Presidente della Regione.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, Assessori, i  direttori  generali
  delle  ASP  stanno  lavorando  insieme all'Assessorato  per  quanto
  riguarda i precari,  la stabilizzazione dei Precari.
   So  che  ci  sono  state  una serie di sollecitazioni  in  merito,
  appunto, ai criteri e le procedure di stabilizzazione. Io  vi  devo
  dire  che so che anche lei Assessore è intervenuto ed è intervenuto
  mettendo  in conto, se non sbaglio per giorno 22, cioè per  domani,
  un  incontro per rendere omogenea la stabilizzazione dei precari in
  Sicilia, perché penso che l'ultima cosa che possiamo fare è  quella
  di  diversificare, provincia per provincia, i precari,  coloro  che
  aspettano la stabilizzazione ormai da tantissimi anni.
   Prendo  atto  del lavoro fatto e non ho difficoltà a riconoscerlo,
  onorevole Presidente, lei lo sa, io a differenza sua,  - a  lei  le
  veniva difficile dire a Crocetta che era bravo - io non l'ho questo
  problema,   questo problema non l'ho, perché quando  fate  le  cose
  bene,  quando  lavorate, io dirò sempre che  fate  bene  e  che  la
  disponibilità  immensa. Io gliel'ho detto, oggi, incontrandoci,  il
  mio  ruolo  difficile però che lo svolgerò e lo  svolgerò  appieno,
  però,  Assessore,  io  la  prego, nella   riunione  di  domani,  di
  chiudere  definitivamente questa vicenda,  e che esca un  messaggio
  chiaro,  che verranno stabilizzati in tutta la Sicilia, in tutti  i
  modi.  Attenzione,  io non mi lamento di nulla, sta  andando  tutto
  bene,  però, siccome ci sono delle preoccupazioni, la prego  domani
  di chiudere la vicenda.

   ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Chiedo  a  tutti  la  cortesia   di
  interventi  brevi perché il Presidente della Regione ha  motivo  di
  dovere  andare via per cui mancano tre interventi Aricò, Caronia  e
  Sunseri e poi il Presidente.

   ARICO'.  Onorevole Presidente della Regione, membri  del  Governo,
  non  possiamo  che  essere favorevoli, così  come  abbiamo  votato,
  all'istituzione  di una Commissione sul randagismo.  Però,  c'è  da
  dire  che il nostro Movimento  DiventeràBellissima' ne ha fatto  un
  cavallo  di battaglia durante la campagna elettorale, l'ha inserito
  all'interno del programma elettorale.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                Presidenza del Vicepresidente Di Mauro

   C'è l'Assessore per la Salute, che già da fin dall'insediamento se
  n'è  voluto  occupare  di  persona, e purtroppo,  cosa  che  voglio
  denunciare  pubblicamente,  due  giorni  fa,  mi  sono  prontamente
  attivato ed ho chiamato i dirigenti del servizio, e all'interno  di
  un  terreno demaniale dell'ex Ciapi di Palermo, le Guardie  zoofile
  hanno riscontrato la presenza di animali randagi.
   E  allora, oltre il randagismo è possibile che ci sia la malavita,
  anzi  è  quasi  sicuro che ci sia la malavita  organizzata  per  il
  combattimento dei cani.
   Ed è un tema che noi dobbiamo assolutamente evidenziare perché non
  soltanto  i randagi e le problematiche collegate al randagismo  sul
  tema sanitario, ma è un problema anche di sicurezza dei cittadini e
  di  criminalità  organizzata  e sappiamo  in  alcuni  quartieri  di
  Palermo la lotta dei cani è una pratica assolutamente utilizzata.
   Io  sono  sicuro  che questa Commissione è un fatto  positivo  che
  venga approvata, sicuramente la VI Commissione parlamentare era  il
  luogo  adatto  per occuparsene però probabilmente per  la  mole  di
  lavoro  l'Aula  ha stabilito giustamente di dare la possibilità  ad
  una  Commissione di lavorare su questo tema, senza però dimenticare
  il  randagismo collegato alla salute pubblica e soprattutto all'uso
  deviato delle razze canine più pericolose.

   CARONIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, purtroppo me ne sono accorta soltanto  dopo  la
  votazione, ma ad ogni modo ritengo possa essere utile accogliere un
  suggerimento, se lo ritiene valido, rispetto all'istituzione  della
  Commissione speciale per la revisione della Statuto: io ricordo che
  dieci anni fa quando sono entrata in questo Parlamento per la prima
  volta   la  Commissione  non  aveva  soltanto  la  dicitura   della
   revisione   ma  anche   dell'attuazione   che  credo  che  sia  il
  problema  che  purtroppo tocchiamo con mano  in  varie  Commissioni
  insieme  ai  colleghi,  che peraltro che abbiamo  stigmatizzato  la
  gravità della mancata attuazione dello Statuto.
   E   purtroppo  non  posso  che  fare  una  considerazione  che   è
  assolutamente, purtroppo, sotto gli occhi di tutti: l'altro giorno,
  in  Commissione  Ambiente, è stato sottoscritto  un  contratto  con
  Trenitalia, che comporta un impegno decennale della Regione, che ci
  vede  dover  contribuire in misura di 83  milioni  di  euro  su  un
  contratto che sicuramente ci regalerà una continuità dei trasporti,
  ma  che sicuramente ci costa quanto costa alla Regione Lombardia in
  cui  i  treni funzionano davvero. La Regione siciliana, ancora  una
  volta, anche su questo dovrà contribuire mentre nelle altre Regioni
  che non sono a Statuto speciale questo non avviene
   E  per  continuare: oggi scopro che il PSER contribuisce in misura
  di  29  milioni per tre anni riducendo quindi misure che riguardano
  per  esempio  attività  legate  all'impulso  nella  costruzione  di
  impianti  di compostaggio, perché noi, come Regione, a  seguito  di
  una Conferenza Stato-Regione, contribuiamo a quelle quattro Regioni
  d'Italia  che hanno avuto il sisma negli scorsi anni, per  cui  noi
  che  siamo la Regione più povera d'Europa contribuiamo al  disastro
  delle  altre  Regioni  che  comunque sono chiaramente,  sono  state
  colpite  da un evento sismico drammatico, e contribuiamo in  misura
  di 29 milioni di euro
   Per continuare, noi, ad oggi, non abbiamo le province. Presidente,
  l'argomento  che  chiaramente abbiamo lungamente  dibattuto  e  sul
  quale  crediamo  tanto, lei lo ha fatto presente in ogni  occasione
  durante la campagna elettorale, ebbene, con le risorse che oggi  lo
  Stato  ci  sottrae noi contribuiamo al mantenimento delle  province
  delle altre Regioni d'Italia.
   Se  vogliamo  continuare  sull'IRPEF:  oggi  l'accertamento  delle
  imposte che noi versiamo vengono fatte allo Stato senza che nessuno
  organo  della  Regione possa essere partecipe  all'accertamento  di
  queste somme, che poi noi abbiamo restituite in relazione al 55%  e
  lo  stesso  avviene con l'IVA; il solo 35% dell'IVA  che  resta  in
  Sicilia  ha  un  gettito  che  noi non abbiamo  la  possibilità  di
  controllare perché la Regione non partecipa all'accertamento  delle
  somme che arrivano allo Stato.
   Allora,  io  credo  che se noi vogliamo dare un senso  compiuto  a
  quella  che  è  l'Autonomia e il valore dello  Statuto,  di  questo
  Statuto  che  tanto è costato ai patri fondatori di  questa  nostra
  Regione  siciliana,  questa Commissione  deve  essere,  ovviamente,
  arricchita  ed  implementata  del termine   attuazione   prima  che
  revisione,   signor  Presidente,  perché  la  mancanza   di   tante
  prospettive  a questa Regione viene data proprio per il  fatto  che
  nel rapporto con lo Stato siamo stati per troppi anni soccombenti.
   Non  posso  che stigmatizzare, purtroppo, l'accordo  che  è  stato
  firmato con lo Stato, rinunciando agli 800 milioni di euro,  perché
  credo che questi tagli alla nostra economia locale non possono  far
  altro che tagliare drasticamente rami dell'amministrazione.
   In  questi giorni, purtroppo, -l'assessore Ippolito ne sa qualcosa
  -  lo  Stato e, quindi, l'INPS ci reclama un debito incredibile  di
  141  milioni,  che  significherebbero il  default  per  la  Regione
  siciliana.  Io  mi  chiedo, allora, se questa Commissione  avrà  il
  compito  di potere dare attuazione, ovviamente di concerto  con  le
  attività che poi il Governo vorrà porre in essere, allora, questa è
  una  Regione che avrà il coraggio di dire che lo Statuto sarà stato
  attuato.
   Ed   io   mi  auguro  che  la  presenza  nostra,  durante   questo
  quinquennio, possa, in qualche modo, dare veramente il  significato
  e  la prospettiva ai nostri figli che se ne vanno, perché se questo
  Statuto non verrà applicato, difficilmente le nostre iniziative, se
  pur  lodevoli e pregevoli e con la massima trasparenza e  legalità,
  potranno traguardare questi cinque anni.
   Mi rendo disponibile a far parte della Commissione, qualora questo
  Parlamento  lo  decidesse, perché io ritengo che sia  la  battaglia
  delle  battaglie per questo Parlamento dare attuazione allo Statuto
  siciliano.
   Questa  è  stata sempre la mia battaglia, mi ha portato in  questa
  Assemblea  e continuo a pensare che oggi sia la battaglia  che,  in
  primis, dobbiamo combattere tutti insieme.

   SUNSERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  approfitto della presenza in Aula del Presidente della Regione, per
  far  presente, ma immagino Lei lo saprà, l'assenza al tavolo Blutec
  a Roma del Governo regionale.
   Credo che da parte di questa Giunta sia un atto poco rispettoso .

   MUSUMECI, presidente della Regione. Non è vero

   SUNSERI. Signor Presidente, perché chi era presente? Dopo ci  dirà
  chi  era  presente  della Giunta. Mancava il  Governo   Mancava  il
  Governo
   Lei  ha aperto la sua campagna elettorale, signor Presidente della
  Regione, nella mia città, nella mia Termini Imerese, che da  troppi
  anni sta subendo questa crisi terribile che ha, di fatto, sfiancato
  totalmente tutte le attività commerciali del mio territorio e  che,
  ad oggi, non vede soluzione.
   Il  rallentamento del crono programma dello sviluppo  dell'azienda
  Blutec  è mostruoso. Ad oggi, le promesse fatte da Blutec non  sono
  state  mantenute  e  ritengo  sia corretto  da  parte  vostra  dare
  un'accelerazione da questo punto di vista.
   Ho   convocato,  nella  terza  Commissione,  giusto  ieri,  ed  il
  presidente Ragusa ha detto che prenderà questo impegno, un  tavolo,
  un'audizione  con  Blutec, i sindacati e mi  auguro  sarà  presente
  anche Lei, insieme all'assessore per le attività produttive.
   Ritengo che questo territorio, che rappresento, perché soprattutto
  è  il mio territorio, ha bisogno di un reale impegno da parte della
  politica, perché purtroppo quei lavoratori e Termini Imerese  hanno
  visto  la politica semplicemente nei mesi antecedenti alle campagne
  elettorali.
   Ora,  mi  auguro  che  Lei, signor Presidente,  avendo  aperto  la
  campagna elettorale nella mia città, rispetti quanto fatto e quanto
  detto  e si faccia carico di questa vertenza che si sta prolungando
  eccessivamente nell'arco di questa vita di Blutec che ha sostituito
  la Fiat.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
  2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, lei ha già parlato per  5  minuti.
  Non può fare comunicazioni continue, già ne basta una di 5 minuti.

   MILAZZO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   posso
  intervenire per richiamare la Presidenza. So che le decisioni della
  Presidenza  sono inappellabili, però, un collega, al  limite  posso
  rinunciare ad un minuto del mio intervento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo, non c'entra,  è  un  problema  di
  metodo. Le iscrizioni per le comunicazioni sono state già chiuse  e
  l'onorevole  De  Luca  è  già intervenuto.  Nella  prossima  seduta
  chiederà  nuovamente  di  intervenire,  perché,  in  ogni   seduta,
  l'onorevole  De  Luca  ci allieta con le sue  comunicazioni,  prima
  all'inizio, e dopo alla fine.

   MILAZZO.  Presidente, lei mi fa ricordare il Presidente Ardizzone.
  Perdiamo più tempo a fare questo e non a dare la parola. Comunque
   Siccome Presidente, l'ultimo capoverso dell'ordine del giorno  che
  leggo telegraficamente.

   PRESIDENTE. Ma è stato già approvato questo ordine del giorno?

   MILAZZO. Sì, Presidente, però è stato fatto un rilievo. Se lei  mi
  fa  parlare  30  secondi. Io non ho parlato per  tutta  la  seduta,
  avremmo  già  finito.  Ritenuto che risulta opportuno  che  l'esame
  delle  proposte  di  legge per la modifica  della  revisione  dello
  Statuto  della  Regione  siciliana  nonché  quelle  concernenti  la
  materia  statutaria  quindi  parla di attuazione.  Se  con  il  117
  possiamo aggiungere, quello che diceva.

   PRESIDENTE.  L'articolo 117 serve per altre cose. E' stata  votata
  la  legge e questa non è una aggiunta, questo è mettere altre cose.
  Non è una correzione

   MILAZZO.   Quello  che  le  volevo  rappresentare,  Presidente   e
  sottoporre  alla  sua attenzione è che nella sostanza  c'è.  Se  lo
  potevamo inserire solo letteralmente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  Milazzo, ho compreso  il  suo  intervento,
  nella prossima seduta lo sistemeremo.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  desidero  rispondere finché mi è possibile  con  le  mie
  ingenerose  corde vocali ad alcuni interventi dei  deputati.  Parto
  dall'ultimo.  Al  tavolo  tecnico  del  Ministero  dello   sviluppo
  economico ieri, dell'altro ieri a Roma, la Regione era presente con
  due dirigenti. Non tutti i tavoli tecnici presuppongono la presenza
  dell'organo  politico e quindi è inesatto dire che il  Governo  era
  assente.   Ieri  pomeriggio,  sulla  vicenda  Termini  Imerese   il
  presidente  della  Regione siciliana ha incontrato  il  Sindaco  di
  Termini  Imerese  ed una delegazione sindacale  nel  Palazzo  della
  Regione ed è stato ribadito l'impegno da parte nostra a stare dalla
  parte  dei lavoratori nonostante la fuga, il disimpegno e a  quanto
  pare anche il contenzioso della ditta Blutec verso la quale sarebbe
  stata promossa un'azione di contestazione per il mancato rendiconto
  di risorse ricevute negli anni passati.
   Concordo  con  l'onorevole Caronia sulla necessità di reintrodurre
  la  Commissione per la revisione e l'attuazione dello Statuto. Come
  lei  sa, onorevole, non essendo una novizia, la competenza è  della
  Presidenza dell'Assemblea. Per quanto riguarda il Governo, noi  non
  possiamo che ribadire la nostra disponibilità, siamo felici pur con
  lo  scetticismo  che  ne  deriva dalla  consapevolezza  che  questa
  Commissione  si è già insediata sotto la Presidenza del  compianto,
  onorevole  Vincenzo Leanza, e per ultimo sotto  la  Presidenza  del
  collega  Nino  D'Asaro. Vogliamo davvero augurarci  che  in  questa
  legislatura,  la  Commissione possa portare a  termine  il  proprio
  lavoro per una revisione che adegui lo Statuto del  46 -  ahi  noi
  -   alla   modifica   del  contesto  istituzionale,   nazionale   e
  internazionale.
   Per quanto riguarda il randagismo, forse non ne ho mai parlato. Io
  sono  un  animalista. Con mia sorella gestiamo una  cinquantina  di
  animali randagi, tutto a carico nostro. Non siamo convenzionati con
  nessuno,  non  abbiamo ricevuto un centesimo pubblico  da  nessuno.
  Dalla pensione di mia sorella e dal mio emolumento ricaviamo quello
  che  serve  per  questi animali che abbiamo raccolto dalla  strada.
  Essere  animalista  non significa doverlo propagandare  o  come  fa
  qualcuno farne un mestiere, una lobby, una speculazione. Accanto  a
  questa  categoria da condannare c'è fra gli animalisti  una  realtà
  che  invece con il cuore e con lo spirito si prodiga per  lenire  e
  sottrarre gli animali a qualsiasi tipo di sofferenza. Quello che  è
  avvenuto nei giorni scorsi nel comune di Sciacca avviene di solito,
  se  pure in una dimensione per fortuna assai diversa e ridotta,  ma
  anche quello è un crimine, in molte parti dell'Isola.
   Io  mi sento di esprimere onorevole La Rocca Ruvolo la solidarietà
  del  Governo nei confronti del Sindaco di Sciacca per essere  stata
  destinataria  di  attacchi  ingenerosi,  impropri  e  alcuni  anche
  diffamatori.  Il  problema  riguarda tutta  l'Isola  e  abbiamo  il
  problema  di  porci  la domanda: è la legge 15  del  2000  che  non
  funziona  e  va  quindi modificata? O non hanno  dato  risultati  i
  controlli  e  gli adempimenti che ogni soggetto chiamato  in  causa
  avrebbe dovuto compiere? E' una domanda che con prudenza il Governo
  si pone senza avere qui la risposta scontata. Per tentare di capire
  quale  delle due scuole di pensiero possa da noi essere  condivisa,
  abbiamo previsto un incontro, martedì della prossima settimana, con
  alcune  associazioni  ambientaliste e con i dirigenti  dei  servizi
  veterinari  dell'Assessorato alla Salute,  per  fare  accendere  un
  riflettore  su questo tema che a me, e non solo a me,  come  potete
  immaginare, sta assai a cuore.
   Nel  frattempo  prendo  atto che il Presidente  dell'Assemblea  ha
  nominato  un consulente per questa specifica materia, l'ho  appreso
  dai  giornali,  e  la  volontà di istituire una commissione.  Bene,
  quindi assieme al Governo anche il Parlamento si occuperà di questo
  tema.  Dico  sempre  che amare un animale da  affezione  non  è  un
  dovere,  ma  rispettarlo  è un dovere  da  parte  di  tutti.  E  il
  randagismo  non è solo un problema di civiltà di una  comunità,  ma
  diventa  anche un problema di accentuato degrado ambientale  quando
  poi  l'approdo del randagismo è quasi sempre quello che un  animale
  finisce la propria stentata vita sotto le ruote di un veicolo e  le
  carcasse  rimangono  a  marcire ai  margini  delle  strade.  Non  è
  un'immagine che la Sicilia civile può offrire. Abbiamo il dovere di
  sensibilizzare tutti, tutti, senza escludere nessuno e questo è  un
  tema  che  io  avevo  già  inserito nel  mio  programma  elettorale
  prevedendo anche la istituzione di nove pronto soccorso per i  cani
  randagi, i cani feriti, affinché ogni passeggero occasionale  possa
  soccorrere   l'animale  nelle  ore  diurne  e  notturne   e   senza
  preoccuparsi  di  mettere  di  tasca un  euro,  possa  accompagnare
  l'animale  al più vicino pronto soccorso nelle nove città capoluogo
  affinché l'animale possa essere recuperato, stabilizzato, messo  in
  degenza  e poi affidato al primo canile disponibile o una  famiglia
  che abbia voglia di adottarlo.
   Questo  è  lo  spirito  del  Governo che  speriamo  possa  trovare
  concreta attuazione.
   Credo  di  non avere dimenticato nulla, vi chiedo ancora scusa  se
  stasera  non  ho potuto partecipare come avrei voluto al  dibattito
  che  è  stato  dato  vita con molto garbo sul sistema  della  crisi
  idrica,  spero  che questi ultimi giorni di campagna elettorale  mi
  possano  acconsentire di potermi riappropriare della mia  voce  per
  portare un contributo di idee e di confronto nel rispetto di tutti,
  come  sapete la mia posizione è molto defilata da Presidente  della
  Regione  in  campagna elettorale, ma voglio augurarmi  e  credo  di
  interpretare  il  pensiero di ciascuno di  noi,  che  il  clima  in
  Sicilia  e non soltanto in Sicilia, assai rovente in queste  ultime
  battute  di  campagna  elettorale,  possa  mettere  da  parte  ogni
  rancore,  ogni  sapore  di vendetta e possa  essere  restituito  al
  confronto  politico  rispetto  per  le  idee  degli  altri,   senza
  ricorrere  a iniziative che, purtroppo, fanno riportare  la  nostra
  terra  agli  anni  bui  delle prima Repubblica  quando  lo  scontro
  fisico, in molte occasioni, era diventata la regola.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto di parlare, dichiaro conclusi i lavori.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   La  seduta,  pertanto, è rinviata a mercoledì, 7 marzo 2018,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   1) Comunicazioni.

                   La seduta è tolta alle ore 19.22

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio


    Trattasi delle sentenze del TAR Napoli, Sez. I, n. 2839/2017 del
  10-29 maggio 2017 e n. 2841/2017 del 10-29 maggio 2017, reperibili
  nel sito istituzionale della Giustizia amministrativa www.giustizia-
                           amministrativa.it