Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.14
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino gli uffici,
sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.15)
La seduta è ripresa.
DIPASQUALE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Foti, De Domenico e Rizzotto.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
DIPASQUALE, segretario:
- Terzo mandato del Sindaco nei comuni non superiori a 3.000
abitanti (n. 180).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Agostino e
Tamajo in data 20 febbraio 2018.
- Norme in materia di dipendenti di Società partecipate (n. 181).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pullara e Di
Mauro in data 20 febbraio 2018.
- Norme in materia di regime contrattuale del personale del Cefpas
(n. 182).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pullara e Di
Mauro in data 20 febbraio 2018.
- Interventi per favorire il riconoscimento delle pari opportunità
ai soggetti con disabilità, facilitando l'accesso anche ai servizi
di self-service' che le nuove tecnologie rendono disponibili alla
generalità dei cittadini (n. 183).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Arancio e
Lupo in data 20 febbraio 2018.
- Disposizioni per il riconoscimento della condizione di regione
insulare e per l'accesso della Sicilia ai relativi regimi
derogatori comunitari (n. 184).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Sammartino,
Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico,
Dipasquale, Gucciardi, Lantieri e Lupo in data 20 febbraio 2018.
- Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1. Misure in
materia di controllo, trasparenza e contenimento della spesa
relativa ai costi della politica (n. 185).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 20
febbraio 2018.
- Norme a favore dei privati e delle attività produttive
danneggiati a seguito di eventi calamitosi nella Regione.
Istituzione del Fondo speciale per le emergenze regionali (n. 186).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cafeo,
Catanzaro e Lupo in data 20 febbraio 2018.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.
DIPASQUALE, segretario:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria. (n.
152).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
Parere VI.
- Norme per la democrazia partecipativa negli Enti locali. (n.
158).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
- Misure urgenti per la funzionalità dell'Amministrazione
regionale ed il contenimento di spesa. (n. 160).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
- Modifiche all'articolo 17 della legge regionale 26 agosto 1992,
n. 7. (n. 166).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 febbraio 2018.
- Modifiche di norme in materia di doppia preferenza di genere.
(n. 178).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 febbraio 2018.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi per la tutela e la valorizzazione delle specie equine
a rischio di estinzione dell'asino ragusano, dell'asino grigio
siciliano e dell'asino pantesco e per la promozione del consumo di
latte d'asino per usi alimentari, terapeutici e dietetici. (n.
149).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
Parere IV e UE.
- Disposizioni per la lotta agli sprechi attraverso la promozione
delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari,
non alimentari e farmaceutici, a fini di solidarietà sociale. (n.
168).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
Parere IV e VI.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme in materia di revisione dei Piani regolatori generali nei
comuni della Regione. (n. 147).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
Parere I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Creazione degli archivi universitari per favorire la ricerca e
l'inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. (n. 133).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 febbraio 2018.
- Norme per favorire il rientro in sede dei docenti siciliani. (n.
148).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
- Istituzione della figura dello psicologo scolastico. (n. 150).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
Parere VI.
- Istituzione di un Nucleo operativo di progettazione presso gli
Uffici scolastici provinciali della Sicilia. (n. 153).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Commissioni di accertamento delle invalidità civili. (n. 151).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
- Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 41.
Agevolazioni per la raccolta, la conservazione e la distribuzione
del sangue umano. (n. 154).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
- Misure a sostegno dei pazienti oncologici e delle loro famiglie.
(n. 156).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
- Norme sulla istituzione di cimiteri destinati alla sepoltura di
animali d'affezione. (n. 157).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
Parere I.
- Lotta al randagismo. Modifiche all'articolo 26 della legge
regionale n. 15/2000. (n. 159).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 20 febbraio 2018.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Calderone, con nota prot. n. 1556/SG.LEG.PG. del 13
febbraio 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 96: Interventi a sostegno dei soggetti con disturbi
specifici di apprendimento (DSA) ;
- l'onorevole Lantieri, con nota prot. n. 1675/SG.LEG.PG. del 15
febbraio 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 139: Norme per la valorizzazione del patrimonio
immobiliare dei centri storici ;
- l'onorevole De Domenico, con nota prot. n. 1676/SG.LEG.PG. del
15 febbraio 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno
di legge n. 168: Disposizioni per la lotta agli sprechi attraverso
la promozione delle attività di donazione e distribuzione di
prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici, a fini di
solidarietà sociale .
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione e lavoro' (V) nella seduta n. 7 del 7 febbraio 2018 ha
approvato la risoluzione Interventi in favore degli enti
beneficiari del sostegno economico di cui all'articolo 128 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11' (n. 1/V).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
DIPASQUALE, segretario:
N. 72 - Dichiarazione di interesse industriale di un'area sita nei
comuni di Torretta (PA) e Palermo per lo sfruttamento del
giacimento calcareo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Di Mauro Giovanni
N. 74 - Messa in sicurezza delle dighe Comunelli e Disueri nel
territorio di Gela (CL).
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Arancio Giuseppe Concetto
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta in Commissione presentate.
DIPASQUALE, segretario:
N. 73 - Chiarimenti sui sistemi di gara per l'assistenza
domiciliare respiratoria adottati dalle ASP di Enna e Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Pullara Carmelo
N. 78 - Problematiche inerenti i lavoratori precari del Teatro
Massimo Vincenzo Bellini di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo ed alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
DIPASQUALE, segretario:
N. 75 - Chiarimenti in merito alle modifiche sugli avvisi 17 e 18
del P.O. FSE 2014/2020.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pagana
Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
De Luca Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina; Pasqua
Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 76 - Fornitura di sensori e glucometri (FGM) per l'intera
platea dei soggetti diabetici di tipo 1.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Catanzaro Michele; Lupo Giuseppe
N. 77 - Notizie in merito ai lavori di ammodernamento della S.S.
121.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pagana
Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
De Luca Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina; Pasqua
Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 79 - Presunta presenza in alta concentrazione di vanadio
nell'acqua potabile del comune di Maletto (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Zitelli Giuseppe; Assenza Giorgio
N. 80 - Risoluzione dell'inquinamento del fiume Eleuterio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pagana
Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
De Luca Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina; Pasqua
Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 81 - Riabilitazione attraverso l'idroterapia presso l'Ospedale
San Giovanni di Dio di Agrigento.
- Assessore Salute
Di Caro Giovanni; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Pagana Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina; Pasqua
Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
DIPASQUALE, segretario:
N. 21 - Attuazione di quanto disposto dalla l. r. n. 8 del 2016 in
materia di servizi per il lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Fava Giovanni
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,
l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
DIPASQUALE, segretario:
N. 60 - Misure di gestione delle risorse idriche in Sicilia.
Fava Giovanni; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo
Presentata il 13/02/18
N. 61 - Rinnovo e messa in sicurezza della rete idrica della città
di Messina.
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio;
Sunseri Luigi; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio Gianina; Cappello
Francesco; Campo Stefania; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Trizzino Giampiero;
Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio; Pasqua Giorgio
Presentata il 14/02/18
N. 62 - Rinnovo dei contratti di pubblico impiego regionale.
Lupo Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Sammartino Luca; Catanzaro
Michele
Presentata il 14/02/18
N. 63 - Riduzione dell'utilizzo delle procedure valutative a
sportello per l'erogazione di benefici economici ai privati.
Sunseri Luigi; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Di
Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio Gianina; Cappello
Francesco; Campo Stefania; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Trizzino Giampiero;
Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio; Pasqua Giorgio
Presentata il 15/02/18
N. 64 - Inserimento della Sicilia nella prima tranche di
sperimentazione della 'farmacia dei servizi'.
De Luca Antonino; Sunseri Luigi; Zafarana Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania; Di Caro Giovanni; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Trizzino Giampiero;
Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio; Pasqua Giorgio
Presentata il 15/02/18
N. 65 - Iniziative per arginare l'emergenza idrica.
Calderone Tommaso A.; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio; Ragusa
Orazio; Savona Riccardo
Presentata il 16/02/18
N. 66 - Applicazione delle disposizioni di cui alla l. r. n. 8 del
2017.
Zafarana Valentina; De Luca Antonino; Sunseri Luigi; Cancelleri
Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania; Di Caro Giovanni; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Trizzino Giampiero;
Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio; Pasqua Giorgio
Presentata il 16/02/18
N. 67 - Iniziative per stabilire un'adeguata governance del
turismo in Sicilia.
Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; De Luca Antonino;
Sunseri Luigi; Di Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania; Di Caro Giovanni; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Trizzino Giampiero;
Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio; Pasqua Giorgio
Presentata il 16/02/18
N. 68 - Notizie sulla grave crisi idrica in Sicilia.
Aricò Alessandro; Rizzotto Antonino; La Rocca Ruvolo Margherita;
Milazzo Giuseppe; Pullara Carmelo; Catalfamo Antonio
Presentata il 16/02/18
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione, ad eccezione
delle mozioni nn. 60, 61, 65 e 68 che, trattando di emergenza
idrica, saranno discusse nella seduta odierna.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Tamajo.
L'Assemblea ne prende atto.
legge n. 166
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione della procedura di urgenza dell'esame del disegno di
legge n. 166
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Procedura
d'urgenza dell'esame del disegno di legge n. 166 .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
emergenza idrica
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Discussione delle mozioni nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61, 65 e 68
sull'emergenza idrica regionale
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione di mozioni sull'emergenza idrica regionale .
Do lettura delle nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61, 65 e 68:
N. 32 - Efficientamento del servizio idrico integrato regionale.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
la Sicilia è una delle regioni d'Italia nelle quali il consumo di
acqua raggiunge livelli particolarmente elevati, anche a causa dei
notevoli sprechi riconducibili principalmente alle continue perdite
della rete di distribuzione, la quale, ormai da diverso tempo,
verte in pessime condizioni;
negli ultimi anni il consumo di acqua per uso civile, agricolo e
industriale è aumentato in maniera esponenziale. La crescita
vertiginosa della domanda idrica è dovuta, in primo luogo,
all'aumento della popolazione e al conseguente miglioramento dello
stile di vita, oltre che allo sviluppo industriale e agricolo. A
ciò si aggiunga il progressivo ridursi della disponibilità delle
risorse dovuto principalmente al peggioramento delle
caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee
a causa delle fonti di inquinamento diffuse (es. attività agricole)
o concentrate (es. scarichi di reflui urbani e/o industriali);
i problemi di carenza idrica per uso potabile affliggono
costantemente la Regione siciliana, tenuto conto che in alcune zone
il prelievo di acqua per i vari usi cui essa è destinata ha
nettamente superato le capacità naturali di ricarica;
a ciò si aggiunga lo scarso numero di precipitazioni piovose che
interessa il territorio regionale, posto che le stesse tendono a
concentrarsi nel corso di poche settimane l'anno;
CONSIDERATO che:
la difficoltà di soddisfare la crescente domanda di acqua con le
risorse idriche tradizionali (acque superficiali, fluenti e
regolate, e acque sotterranee) spinge in maniera crescente le
amministrazioni a fare ricorso a risorse idriche non convenzionali
e tra queste, in particolare, alle acque reflue urbane trattate. Si
tratta di acque provenienti da usi domestici, dai servizi cittadini
e da attività artigianali e di piccole industrie inserite nel
tessuto urbano, le quali vengono raccolte dai sistemi fognari e
successivamente trattate per il susseguente scarico in corpo idrico
ricettore;
gli effluenti delle reti fognarie urbane hanno caratteristiche
particolarmente importanti quando sono considerati come risorse
idriche: la loro portata è poco soggetta alle variazioni
climatiche, sono di facile prelievo e sono spesso ubicati in
prossimità delle aree di potenziale utilizzazione. Le acque reflue
urbane costituiscono, dunque, una risorsa idrica di grande
interesse, in particolare per l'irrigazione, a condizione, però,
che venga costantemente verificata la sussistenza delle
caratteristiche idonee per tale impiego;
in Sicilia, nonostante i provvedimenti legislativi in materia di
riuso delle acque reflue (D.Lgs. n. 152/1999 e D.M. n. 185/2003 sul
riuso delle acque reflue depurate), sono pochi gli esempi di
sistemi di riuso delle acque reflue depurate;
i metodi di trattamento naturali o estensivi delle acque reflue
urbane (serbatoi di accumulo, lagunaggio, fitodepurazione) hanno
ormai assunto un'importanza rilevante grazie alle loro peculiari
caratteristiche: facilità di costruzione e gestione, ridotti costi
di manutenzione ed esercizio, modesto impatto ambientale,
possibilità di raggiungere livelli qualitativi dell'effluente
idonei al riutilizzo delle acque reflue in agricoltura. In tale
contesto, l'accumulo di acque reflue in serbatoi risulta essere uno
dei sistemi di depurazione più semplici ma allo stesso tempo più
efficaci, soprattutto per un eventuale riuso agricolo delle risorse
idriche depurate;
alcune indagini sperimentali sull'accumulo di acque reflue in
serbatoi aziendali, condotte nei comuni di Grammichele e
Caltagirone(CT), confermano l'importante ruolo dei serbatoi per
l'affinamento delle acque reflue da utilizzare a scopo irriguo.
Tali esperienze hanno evidenziato, in particolare, che le
condizioni climatiche siciliane (elevati livelli di temperature già
da marzo/aprile) influenzano positivamente i processi biologici di
depurazione all'interno dei serbatoi di accumulo;
TENUTO CONTO che:
a livello normativo i principali provvedimenti aventi ad oggetto
la gestione delle acqua sono costituiti dalla Direttiva 2000/60/CE
(Direttiva Quadro sulle acque) e dal Decreto Legislativo n.
152/2006 il quale recepisce la Direttiva Quadro, i cui principi
possono essere così sintetizzati:
individuazione del bacino idrografico come unità spaziale di
riferimento;
definizione di obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici;
classificazione integrata dello stato ecologico dei corpi idrici;
introduzione dell'analisi economica nella pianificazione delle
misure e nell'allocazione dei diritti di utilizzo;
partecipazione pubblica come nuovo metodi per la pianificazione e
per la gestione;
è evidente che la politica integrata sulle acque e i bacini
idrografici si fonda sulla necessità di superare un sistema di
gestione fondato esclusivamente sulle opere idrauliche (dighe,
derivazioni, acquedotti, fognature, depurazioni), per passare ad un
sistema che consenta di seguire tre indirizzi specifici:
politica della domanda idrica, orientata a ridurre i prelievi ad
uso civile, agricolo e industriale, favorendo il riutilizzo delle
acque;
politica territoriale volta ad aumentare la capacità
autodepurativa del territorio e del reticolo idrografico, favorendo
lo sviluppo di un assetto che rallenti i deflussi superficiali,
favorendo la ricarica delle falde;
politica urbana che punti a modificare radicalmente le modalità di
gestione dell'acqua nelle città, secondo i nuovi approcci
internazionalmente noti come sustainable sanitation e sustainable
urban drainage;
RITENUTO che:
con legge 11 agosto 2015 n. 19, la Regione Siciliana ha inteso
delineare un preciso assetto normativo e regolatorio del servizio
idrico integrato;
l'intervento legislativo de quo disciplina diversi aspetti:
criteri per la determinazione della tariffa, approvazione delle
proposte tariffarie, durata delle concessioni, decurtazioni della
tariffa riservate ad alcune destinazioni d'uso, previsione di un
quantitativo minimo vitale la cui erogazione non può essere
sospesa, modalità di affidamento;
CONSTATATO che:
con sentenza n. 93 del 07 marzo 2017, depositata in cancelleria il
4 maggio 2017 e pubblicata in data 04 aprile 2017, la Corte
Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di
numerose norme contenute nella suddetta legge regionale;
in estrema sintesi, la Corte Costituzionale afferma che la Regione
siciliana, seppur dotata di un'autonomia statutaria, ha una
competenza legislativa residuale in materia di servizio idrico
integrato. Infatti, secondo la Corte, lo statuto della Regione
siciliana, nell'enumerare quanto è di competenza della stessa,
stabilisce, in primo luogo, che il bene acqua è ricompreso tra i
beni pubblici assegnati alla Regione in virtù del combinato
disposto degli artt. 14 e 32 dello Statuto. In secondo luogo,
sempre lo Statuto della Regione stabilisce che i servizi pubblici
siano compresi tra le potestà legislative regionali concorrenti;
ciò vuol dire che la Regione, in materia di servizio idrico, ha
una competenza residuale limitata solamente alla mera
organizzazione della governance del servizio, non potendo in alcun
modo legiferare su altri ambiti afferenti il servizio idrico
integrato. Ciò è determinato, in particolare, dal fatto che è ormai
pacifica la giurisprudenza che riconduce ai titoli di competenza di
cui all'art. 117, secondo comma, lettere e) e s), Cost., sia la
disciplina della tariffa del servizio idrico integrato, sia le
forme di gestione e le modalità di affidamento al soggetto gestore.
Materie, queste ultime, oggetto degli indicati articoli dichiarati
illegittimi dalla Corte e su cui lo Statuto della Regione non
prevede alcuna potestà legislativa;
nello specifico, la Corte ha bocciato ogni riferimento ad una
gestione del servizio idrico diversa da quella prevista dal D.lgs.
152/2006 (art. 3, comma 3, lettera i), le previsioni normative in
favore del soggetto affidatario pubblico in spregio ad altre
tipologie di affidatari (art. 4, commi 2 e 3), le previsioni volte
ad una gestione diretta o in house in deroga ai requisiti previsti
dalla normativa europea, (art. 4, commi 7 e 8, art. 5 comma 6);
ed ancora, sono state dichiarate illegittime le norme della l.r.
19/2015 che stabiliscono deroghe o clausole da inserire nelle
convenzioni di affidamento (art. 4, commi 4 lett. a) e 6), le
previsioni che comportino oneri ulteriori sulla tariffa (art. 5,
comma 2, art. 7 comma 3) e le previsioni sui modelli tariffari
(art.11);
la Corte ha bocciato altresì la previsione del fondo di
solidarietà di cui al comma 12 dell'art. 4 poiché essendo posta a
carico del soggetto gestore del SII (integralmente per il primo
anno, parzialmente per gli anni successivi), si traduce
necessariamente in una componente di costo aggiuntiva da imputarsi
in tariffa in virtù del principio del recupero integrale dei costi;
sul punto, la Corte precisa, però, che le regioni possono
introdurre misure sociali di accesso alla risorsa idrica che non
interferiscano con la materia tariffaria e che si coordinino con le
misure di analoga funzione di cui all'art. 60 della legge 28
dicembre 2015, n. 221;
dunque, alla luce delle statuizioni della Corte Costituzionale, le
previsioni che rimangono efficaci della l.r. 19/2015 sono le norme
relative al riordino delle competenze amministrative e della
governance del servizio idrico (art. 2 e 3), le norme sul regime
transitorio di cui commi ai 1,3, 4 e 5 dell'art. 5., l'articolo 6
in materia di gestione del sistema acquedottistico. Rimangono,
altresì, efficaci le previsioni di cui all'art. 7 in ordine al
personale delle autorità d'ambito, le norme di cui all'art. 8
(strumenti di partecipazione democratica), di cui all'art. 9 e
all'art. 10 sull'erogazione del quantitativo minimo vitale d'acqua,
nonché gli articoli 12, 13, 13 bis sui provvedimenti tariffari
previsto dall'AEEGSI;
VISTO che:
alla luce dei rilievi effettuati dalla Corte Costituzionale, si
rende indispensabile procedere ad una revisione della normativa
regionale al fine di addivenire ad una omogeneizzazione rispetto
alle prevalenti disposizioni nazionali;
occorre, in primo luogo, rivedere la disciplina relativa alla
quantificazione degli Ambiti Territoriali Ottimali, attualmente
individuati in 9 (in corrispondenza delle province);
tale suddivisione, però, non tiene conto di una serie di aspetti
di natura ambientale, economica, idrogeologica, giuridica, tecnica
e demografica la cui rilevanza, invece, è ben delineata sia dalla
normativa nazionale, sia dalla normativa europea;
per far fronte alle ormai note criticità idriche che
caratterizzano la Sicilia, legate anche alle
difformità territoriali, geomorfologiche e infrastrutturali,
sarebbe auspicabile far coincidere gli ATO con i bacini
idrografici;
appare opportuno richiamare il comma 2 dell'art. 147 del D.lgs. n.
152/2006 che dispone i seguenti principi:
unità del bacino idrografico, o del subbacino o dei bacini
idrografici contigui, tenuto conto dei piani di bacino, nonché
della localizzazione delle risorse e dei loro vincoli di
destinazione, anche derivanti da consuetudine, in favore dei centri
abitati interessati;
unitarietà della gestione e, comunque, superamento della
frammentazione verticale delle gestioni;
adeguatezza delle dimensioni gestionali, definita sulla base dei
parametri fisici, demografici, tecnici;
nelle intenzioni del legislatore nazionale l'introduzione degli
Ambiti Territoriali Ottimali coincidenti con i bacini idrografici è
finalizzata a realizzare un circuito gestionale olistico del ciclo
di vita delle risorse idriche, dalla captazione al recapito finale
della depurazione, in una visione che tenga conto, al contempo,
della tutela ambientale e della sostenibilità economica del
servizio idrico integrato, realizzando economie di scala da
reinvestire nell'intero bacino idrico e massimizzando il controllo
e l'efficienza del servizio;
questa delimitazione, inoltre, porta alla omogeneizzazione dei
livelli del servizio e, quindi, della relativa tariffa tra tutti i
cittadini siciliani;
secondo alcuni studi condotti dall'Università di Catania, sarebbe
opportuno suddividere la Sicilia in cinque Ambiti omogenei per la
gestione dei servizi idrici'. La delimitazione viene proposta sulla
base dei seguenti criteri:
salvaguardia della integrità dei bacini idrografici;
unitarietà dei sistemi idrici e degli irrigui collettivi (dalle
fonti di approvvigionamento alle aree servite);
sufficiente ampiezza dei comprensori per conseguire adeguate
economie di scala;
dimensioni tra loro comparabili;
alla riorganizzazione degli Ambiti dovrebbe seguire, come
conseguenza naturale, la costituzione di una regia tecnica di
supporto agli uffici di ciascun Ambito, al fine di garantire un
corretto e puntuale svolgimento delle attività (in termini di
progettazione, manutenzione, gestione amministrativa ed economica);
CONSIDERATO ALTRESÌ che:
con atto di indirizzo dell'Assessorato Regionale dell'Energia e
dei Servizi di Pubblica Utilità, prot. 4586/GAB del 18.05.17 veniva
evidenziato, che con Circolare prot. N. 1369/Gab del 7 marzo 2016,
erano stati forniti, i necessari chiarimenti per l'omogenea
attuazione dei commi 2 e 3, lettera
a) dell'art.3 della legge 19/2015, , che disciplinano il nuovo
assetto organizzativo del servizio idrico integrato nella Regione
siciliana, imperniato sui nuovi enti di governo dell'ambito
denominati Assemblee Territoriali Idriche;
nel medesimo atto emergeva che le ATI insediate non risultano
pienamente operative, con grave pregiudizio per l'intero settore
del servizio idrico integrato e, di conseguenza, per la
collettività;
appare indispensabile porre in essere un'azione finalizzata a
rendere operative le ATI, disponendo le dotazioni economiche
necessarie, affinché possano anche provvedere all'assunzione di
personale qualificato necessario per l'avvio delle attività,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a rafforzare il sistema di monitoraggio e di classificazione dei
corpi idrici, necessario per la pianificazione e per la
programmazione degli investimenti di risanamento;
a procedere al riordino della rete fognaria e degli impianti di
depurazione, prevedendo anche il riutilizzo delle acque depurate
per impieghi agricoli, urbani e industriali;
ad attuare, nel più breve tempo possibile, un sistema che consenta
di seguire tre indirizzi specifici, ossia:
una riduzione degli sprechi nei prelievi ad uso civile, agricolo
ed industriale, favorendo, attraverso uno specifico corpus
normativo, il riutilizzo delle acque reflue, realizzando sistemi di
approvvigionamento idrico aziendale (piccoli invasi) che rendano
autosufficienti e indipendenti le aziende agricole (captazione di
ulteriori risorse idriche);
un aumento della capacità autodepurativa del territorio (favorendo
anche politiche di miglioramento della copertura vegetale del
suolo) e del reticolo idrografico, al fine di favorire lo sviluppo
di un assetto che rallenti i deflussi superficiali, sostenendo la
ricarica delle falde;
una modifica radicale delle modalità di gestione dell'acqua nelle
città, secondo i nuovi approcci internazionalmente noti come
sustaintable sanitation e sustainable urban drainage;
ad attuare, migliorare e disciplinare i sistemi e le tecniche di
trattamento delle acque reflue, anche nella direzione della
sostenibilità ecologica ed economica (per esempio attraverso la
fitodepurazione);
a rivedere la disciplina relativa alla quantificazione degli
Ambiti Territoriali Ottimali, attuando una suddivisione che tenga
principalmente in considerazione gli aspetti di natura ambientale,
economica, idrogeologica, giuridica, tecnica e demografica, in
conformità alla normativa nazionale ed europea e, pertanto, a
suddividere la Sicilia in cinque Ambiti omogenei per la gestione
del servizio idrico integrato';
a porre in essere concrete azioni finalizzata a garantire l'avvio
operativo delle ATI, affinché si possa provvedere urgentemente alla
ricognizione delle perdite idriche, all'individuazione del soggetto
gestore e alla manutenzione delle reti idriche e degli impianti;
ad attuare il Piano regionale per una corretta gestione del ciclo
dell'acqua, attraverso il quale classificare e regolamentare tutti
gli usi idrici (civili, industriali, agricoli, ecc.), promuovendo
la tutela dei corpi idrici e del territorio e l'uso parsimonioso
della risorsa idrica, realizzando il ciclo del riuso delle acque
depurate nei cicli industriali e negli usi agricoli o per le vasche
di accumulo da destinare alle attività di antincendio o di pulizia
stradale, privilegiando nei regolamenti edilizi l'uso duale
nelle abitazioni e la raccolta delle acque piovane.
PALMERI - TRIZZINO - FOTI - CAMPO - DI PAOLA
- SUNSERI - MANGIACAVALLO - ZAFARANA -
CAPPELLO - PASQUA - ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA
- TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA -
DI CARO - MARANO - CANCELLERI
N. 35 - Provvedimenti al fine di scongiurare la crisi idrica a
Palermo e in Sicilia.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
in tutti gli invasi che riforniscono la città di Palermo si
registra un'allarmante riduzione del livello dell'acqua: nella diga
Rosamarina, con una capienza di 100 milioni di mc, ne sono rimasti
solo 14, nell'invaso Poma 5 a fronte di una capacità di oltre 72
milioni di mc, lo Scanzano è quasi prosciugato e il lago di Piana
degli Albanesi è ridotto a poco più di un milione di mc, con una
capacità di oltre 32;
già l'anno scorso tutti i bacini palermitani registravano un
preoccupante bilancio, ma nel frattempo l'acqua disponibile è
diminuita ulteriormente, tanto da far prevedere l'avvicinarsi di
una vera e propria emergenza idrica per il capoluogo;
lo svuotamento delle dighe rischia, inoltre, di compromettere un
equilibrio ambientale molto delicato nonché di mettere in crisi
molte attività economiche collegate: nei pressi del lago di Piana
degli Albanesi, per esempio, ai numerosi agriturismi si aggiungono
attività di tipo sportivo, oggi impraticabili per il completo
prosciugamento di ampie porzioni del bacino;
anche in altre province siciliane si rilevano criticità, con una
riduzione costante dei livelli idrici in tutti gli invasi;
la persistente siccità degli ultimi anni potrebbe non essere
l'unica causa all'origine dell'emergenza attuale, in quanto anche
lo stato della rete ed il sistema di distribuzione presentano
carenze strutturali ormai croniche;
si profila, pertanto, per la città di Palermo un inaccettabile
ritorno al passato, con la turnazione nell'erogazione dell'acqua e
i conseguenti disagi per la popolazione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a riferire in Aula circa i provvedimenti che si stanno adottando
per il monitoraggio del livello degli invasi regionali, nonché in
ordine agli interventi che si intende predisporre al fine di
scongiurare l'imminente crisi idrica nel capoluogo e in tutto il
territorio siciliano.
LUPO - ARANCIO - BARBAGALLO - CAFEO -
CATANZARO - CRACOLICI - GUCCIARDI - DE
DOMENICO - DIPASQUALE - LANTIERI - SAMMARTINO
N. 44 - Funzionalità dell'acquedotto Nuovo Scillato e della Diga
Rosamarina.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
le rivelazioni fornite dall'Osservatorio delle Acque della Regione
Siciliana attestano a gennaio 2018 una situazione drammatica
riguardo le riserve idriche di cui si dispone su territorio
regionale;
il Nuovo Acquedotto di Scillato, con una condotta in acciaio del
tipo DN900, convoglia le acque utilizzate per l'approvvigionamento
idrico sia del Capoluogo che dei comuni della fascia costiera
orientale della Provincia di Palermo quali Bagheria, Casteldaccia,
Santa Flavia, Villabate e Termini Imerese;
sono emerse criticità rilevanti per l'approvvigionamento
idropotabile dei Comuni della fascia costiera, nonché per la
sicurezza dell'autostrada A19. Tali criticità sarebbero state
originate dalle continue rotture, in più punti, dell'acquedotto
Nuovo Scillato, provocate da fenomeni franosi che impedirebbero,
tra l'altro, l'effettuazione di interventi riparatori alla condotta
determinandone il mancato utilizzo a beneficio delle popolazioni
servite;
detta infrastruttura acquedottistica è da tempo interessata, in
corrispondenza delle contrade denominate Burgitabus e
Scacciapidocchi comprese tra le progressive km 12.410 e km 15.425
da fenomeni di instabilità del sito di posa particolarmente intensi
nei periodi di forti precipitazioni autunnali ed invernali;
CONSIDERATO che:
in un futuro prossimo si possa arrivare alla razionalizzazione
delle acque, nelle aree rifornite dall'acquedotto di cui sopra,
così come quanto avvenuto a Palermo con AMAP S.p.a., a causa del
prolungarsi del periodi di siccità con conseguente riduzione delle
riserve idriche;
per i motivi di cui sopra, si vengono a determinare delle continue
rottura della condotta DN 900 che interrompono la funzionalità
dell'acquedotto, causando la perdita di una risorsa idrica
particolarmente importante per l'equilibrio del bilancio idrico
complessivo delle fonti utilizzate e determinano situazioni di
grave pericolo per la pubblica incolumità;
a seguito di quanto esposto si precisa che nella primavera del
2017 AMAP S.p.a ha provveduto alla realizzazione di un intervento
tampone mediante una condotta in Kevar puntando a garantire
un'erogazione di circa 500 litri al secondo in attesa di un by-pass
definitivo che garantirebbe l'erogazione di 700/1000 litri al
secondo;
RILEVATO che:
nel corso degli ultimi 8 anni, stando alle dichiarazioni di Femca
Cisl Palermo-Trapani si possono stimare in 100 milioni di metri
cubi d'acqua potabile sversati in mare a causa della mancata
manutenzione del Nuovo Acquedotto di Scillato;
appare inderogabile che si attivino tutte le procedure volte ad
una fattiva ed intensa collaborazione, anche economica, tra la
Regione Siciliana e la direzione generale per le dighe e le
infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero per le
infrastrutture;
la diga Rosamarina, che è un invaso pluriennale e pertanto
utilizzata come riserva idrica, ha visto sversare in mare da
gennaio 2016 a luglio 2016 circa 40 milioni di metri cubi di acqua
diversamente utilizzabili. Si apprende da organi di stampa che a
causa di problemi strutturali susseguenti alla mancanza di
interventi di manutenzione, la capacità della Diga Rosamarina hanno
portato alla riduzione di circa il 40% della capacità totale;
CONSIDERATO che si ha motivo di pensare che la risoluzione
definitiva dei due eventi sopra descritti può tranquillamente
ritenersi come significativo impulso per la risoluzione, almeno
transitoria del problema legato all'approvvigionamento idrico del
capoluogo della Regione e del suo comprensorio,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad adottare ogni intervento necessario volto alla risoluzione
definitiva delle problematiche strutturali legate all'acquedotto
Nuovo Scillato ed alla Diga Rosamarina, al fine di porre entrambe
le infrastrutture in grado di garantire la massima funzionalità.
SIRAGUSA - TRIZZINO - CAMPO - DI PAOLA -
SUNSERI
- MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO -
FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO - PALMERI
- TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA -
DI CARO - MARANO - CANCELLERI
N. 55 - Recupero e riqualificazione delle Dighe Cimia e Disueri,
site nel comune di Gela (CL).
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
la carenza idrica nel territorio di Gela sta portando al collasso
un comparto agricolo già estremamente in crisi;
la Piana di Gela, la più vasta del territorio siciliano, è servita
dalle dighe Disueri e Cimia, assolutamente inefficienti a livello
strutturale;
nel corso degli anni non sono stati effettuati sufficienti
interventi di manutenzione per la messa in sicurezza e il
ripristino delle dighe;
l'inefficiente gestione delle acque per l'irrigazione dei campi
serviti dall'invaso della diga Disueri, a causa di una vetusta rete
di distribuzione, provoca sprechi di acqua ed ingenti danni alle
coltivazioni;
la diga Disueri può accumulare piccole quantità di acqua e, nei
periodi piovosi, qualora si superi la quantità d'accumulo minimale
assentita dal Servizio dighe, si deve scaricare a mare senza alcun
utile per il territorio;
gli invasi sono pieni di detriti e fango perché non hanno mai
ricevuto la necessaria manutenzione e, di conseguenza, l'acqua in
essi contenuta, viene spesso fatta defluire in mare senza poter
essere utilizzata;
dispersioni e/o intasamenti nella condotta che collega la diga
Disueri alla diga Cimia non consentono che l'acqua dalla prima
arrivi alla seconda, per essere recuperata e successivamente
distribuita;
allo stato attuale la Diga Disueri non è in grado di garantire
l'accumulo di sufficienti quantitativi di acqua, con la conseguenza
non ottimale di una dispersione della stessa nei periodi in cui vi
sono notevoli precipitazioni meteoriche tramite lo scarico a mare
per motivi di sicurezza;
il sistema strutturale legato alla tenuta della Diga Disueri non
ha ricevuto interventi idonei a garantirne la tenuta, determinando
in tal modo il perdurare della perdita di accumulo di acqua e la
conseguente necessità di scarico a mare sopracitata;
RILEVATO che:
la Regione siciliana ha dato formalmente seguito ad una
prospezione geofisica volta a determinare gli interventi per il
consolidamento strutturale della diga Disueri;
nel rapporto di collegamento richiamato fra la diga Cimia e la
diga Disueri, oltre alla problematica di dispersione dell'acqua in
transito fra i due invasi, a causa degli scarsi interventi
manutentivi, permane un problema non definitivamente risolto in
ordine alla stabilità tecnica degli scarichi;
limitandosi alla superficie irrigua del territorio di Gela si deve
considerare un'ampia area interessata, ben oltre il limite dei
10.000 ettari, ampiamente, se non in via esclusiva, destinato ad
utilizzo agricolo, che richiede ingenti forniture idriche sottese
alla natura specifica delle coltivazioni sussistenti;
CONSIDERATO che:
l'economia del territorio gelese, oggi, si basa principalmente
sull'attività agricola e il perdurare della crisi idrica
rappresenta un ulteriore e insuperabile ostacolo allo sviluppo di
un settore già fortemente in difficoltà;
gli attuali interventi posti in essere dalla Regione siciliana,
non appaiono in alcun modo sufficienti a determinare l'idonea
garanzia di funzionamento degli invasi denominati Cimia e Disueri,
atteso che, nonostante i sopradetti interventi non sistematicamente
organizzati, gli invasi appaiono inadeguati a realizzare le
garanzie di approvvigionamento idrico per i quali gli stessi sono
stati progettati con particolare riferimento alla diga Disueri
l'intero bacino risulta essere allo stato sottoposto a
problematiche plurime, in sintesi evidenziabili nell'ambito del
drammatico processo di interrimento, determinato probabilmente
anche dal processo di disboscamento effettuato rispetto al
perimetro idrologico dell'invaso per fornire biomassa di origine
legnosa alla centrale localizzata in provincia di Enna, nonché nel
contesto del sistema di mancata manutenzione e consolidamento della
struttura della diga;
la diga Cimia, ricevente apporto idrico dall'invaso del Disueri,
pur con le gravi problematiche di natura idrica connesse alla rete,
appare essere l'unico invaso ad oggi in grado di garantire una
idonea fornitura al territorio di Gela,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ENERGIA E I SERVIZI
DI PUBBLICA UTILITA'
ad adottare ogni intervento necessario volto ad addivenire alla
risoluzione definitiva delle problematiche di cui ai punti che
precedono ed in particolare ad avviare le necessarie azioni al fine
di procedere all'immediato avvio degli interventi a valere sul
Patto per il Sud così meglio individuati:
INTERVENTO STRATEGICO: Interventi di recupero, consolidamento,
conservazione e riqualificazione di infrastrutture idriche ivi
comprese le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO (titolo
del progetto): Diga Cimia - Disueri - Comunelli: Progetto per la
fornitura e l'installazione dei cartelli monitori di cui alla
circolare del Ministero dei LL.PP.N. 1125 del 28/08/1986;
RICOGNIZIONE PARCO PROGETTI: 85.000,00; PROGRAMMA DI INTERVENTI
PREVISTO DAL PATTO PER LA SICILIA: 85.000,00; FSC 2014-2020:
85.000,00;
INTERVENTO STRATEGICO: Interventi di recupero, consolidamento,
conservazione e riqualificazione di infrastrutture idriche ivi
comprese le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO (titolo
del progetto): Diga Cimia - Disueri: Lavori di pulizia delle vasche
di dissipazione e del canale di restituzione dello scarico di
fondo; RICOGNIZIONE PARCO PROGETTI: 150.000,00; PROGRAMMA DI
INTERVENTI PREVISTO DAL PATTO PER LA SICILIA: 150.000,00; FSC 2014-
2020: 150.000,00;
INTERVENTO STRATEGICO: Interventi di recupero, consolidamento,
conservazione e riqualificazione di infrastrutture idriche ivi
comprese le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO (titolo
del progetto): Diga Cimia: Interventi per la rimessa in esercizio
degli strumenti e degli apparati di misura per il controllo della
diga - Il sistema Disueri-Cimia è strategico nel quadro della
alimentazione idropotabile della città di Gela e di parte del
comprensorio irriguo della provincia di Caltanissetta, sia con
riferimento alla qualità del servizio idrico, sia in termini di
sviluppo del settore agricolo territoriale sotteso alle due dighe
in parola; RICOGNIZIONE PARCO PROGETTI: 240.000,00; PROGRAMMA DI
INTERVENTI PREVISTO DAL PATTO PER LA SICILIA: 240.000,00; FSC 2014-
2020: 240.000,00;
INTERVENTO STRATEGICO: Interventi di recupero, consolidamento,
conservazione e riqualificazione di infrastrutture idriche ivi
comprese le dighe e gli acquedotti; INTERVENTO STRATEGICO (titolo
del progetto): Diga Cimia - Disueri: intervento di consolidamento e
messa in sicurezza; RICOGNIZIONE PARCO PROGETTI: 20.600.000,00;
PROGRAMMA DI INTERVENTI PREVISTO DAL PATTO PER LA SICILIA:
20.600.000,00; FSC 2014-2020: 20.600.000,00.
DI PAOLA- TRIZZINO- CAMPO - PALMERI -
SUNSERI - MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO
- FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA -
TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA -
DI CARO - MARANO - CANCELLERI
N. 60 - Misure di gestione delle risorse idriche in Sicilia.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
la legge Regionale n. 19/2008 dispone il trasferimento delle opere
idriche e di invaso dall'Azienda Regionale Rifiuti e Ambiente
(ARRA) al Dipartimento acqua e rifiuti;
la Regione Siciliana con L.R. n 19 del 2015 ha provveduto a
disciplinare la materia delle risorse idriche in Sicilia. In
particolare ha individuato apposite norme sul monitoraggio e sulla
vigilanza degli enti gestori del servizio idrico;
all'articolo 6 della L.R. n. 19 del 2015 è prevista l'attività di
monitoraggio in merito al rispetto della Convenzione con
Siciliacque S.p.A. Il successivo articolo 12 comma 1 istituisce
specifiche commissioni tecniche allo scopo di verificare
eventuali inadempimenti contrattuali, sulla base delle convenzioni
stipulate presso gli ATO idrici posti in liquidazione e che
avessero già affidato la gestione del Servizio idrico integrato ad
enti di diritto privato nonché la vigilanza sulla gestione delle
reti di distribuzione delle risorse idriche ed in particolar modo i
lavori di manutenzione e miglioramento delle reti idriche
interessata da gravi fenomeni di dispersione;
il protocollo di legalità stipulato in data 23 maggio 2011 tra la
Regione Siciliana Assessorato dell'Energia e dei Servizi di
Pubblica Utilità, la Confindustria Sicilia, le Prefetture di
Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa,
Siracusa e Trapani prevede misure di controllo e di vigilanza nella
gestione del servizio idrico;
CONSIDERATO che:
non risulta, alla data odierna, avviata in spregio alla L.R.
19/2015 alcuna misure di monitoraggio sul rispetto della
convenzione stipulata con Siciliacque S.p.A. e tantomeno risultano
istituite le commissioni di verifica di cui all'art.12 comma 1
della l.r. 19 del 2015;
non risultano allo stato attuale verificate le modalità di
gestione e conservazione né le politiche di risparmio idrico da
parte dei soggetti gestori della rete idrica in Sicilia;
le spese di manutenzione e gestione degli invasi negli ultimi
sette anni sono diminuite del 78%, attestandosi nel 2016 a 3,1
milioni di euro a fronte di 9,5 milioni utilizzati nel 2010;
non risulta editato il piano di tutela acque come previsto dalla
normativa regionale e da quella europea;
RITENUTO che:
tale situazione, stando ai dati forniti, si traduce in una perdita
del 45% della quantità di acqua introdotta in rete contribuendo ad
aggravare la già precaria condizione di crisi idrica nel territorio
della regione;
la Sicilia dispone di 41 dighe in esercizio, la cui capacità
complessiva, in teoria, supera il miliardo di metri cubi di acqua,
di queste 24 risultano direttamente gestite dalla Regione
Siciliana;
intervenendo nel 2002 in audizione presso IX e XIII commissione
legislativa al Senato, l'allora presidente della regione on.
Salvatore Cuffaro confermava come il 60% degli invasi in ambito
regionale risultasse mancante del collaudo tecnico necessario,
situazione che non risulta mutata alla data odierna;
RILEVATO che:
senza collaudo la Direzione generale del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti non autorizza l'invasamento secondo
la capacità massima;
questo determina una diminuzione almeno del 30% dell'invasamento
rispetto alla capienza reale delle dighe;
la capacità degli invasi siciliani è ulteriormente ridotta a causa
del progressivo accumulo sul fondale di detriti per via del
processo di interramento;
oltre alle necessarie misure inerenti gli impianti, ed in
particolar modo il sistema delle dighe e dei bacini, appare
evidente, in considerazione delle previsioni sulla riduzione delle
precipitazione piovane nel territorio regionale, un miglioramento
della gestione delle risorse idriche disponibili;
appare necessario un riordino complessivo del settore relativo
alla gestione delle risorse idriche nella propria interezza,
attraverso adeguamento normativo che accorpi in capo ad unico ente
di governo pubblico la gestione dell'intero sistema;
appare non differibile una campagna complessiva di interventi
sulle strutture, attraverso una massiccia opera di manutenzione
delle dighe e lavori di drenaggio dei bacini ad oggi
impossibilitati all'utilizzo nella loro piena capienza,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ENERGIA E I SERVIZI DI
PUBBLICA UTILITA'
a dare piena attuazione alle disposizioni contenute nella L.R. 19
del 2015 ed in particolare a quanto previsto in materia di verifica
dell'azione svolta dagli enti gestori in merito alla manutenzione
ordinaria e straordinaria delle reti;
a procedere ad una verifica di quanto disposto dal protocollo di
legalità del 23 maggio 2011;
ad avviare celermente l'opera di collaudo e manutenzione delle
dighe e degli impianti in modo da portarle alla piena efficienza;
a rivedere le politiche gestionali con un considerevole aumento
degli investimenti su gestione e manutenzione degli invasi
siciliani, nonché ad adoperarsi per la realizzazione delle opere
necessarie al riuso delle acque reflue depurate;
a promuovere su tutto il territorio siciliano l'adozione diffusa
di sistemi di recupero delle acque piovane.
FAVA-TRIZZINO- ANGIACAVALLO
N. 61 - Rinnovo e messa in sicurezza della rete idrica della città
di Messina.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
in data 24 Ottobre 2015 un movimento franoso accaduto all'interno
del Comune di Calatabiano ha divelto la conduttura dell'acquedotto
Fiumefreddo, causando così un'importante crisi idrica per la città
di Messina;
in data 14 Novembre 2015 è stato installato un bypass provvisorio,
composto da tre tubi che hanno garantito alla città di Messina
l'afflusso di circa 600 l/sec;
in data 15 Febbraio 2016 è stato attivato un quarto tubo che ha
definitivamente sostituito il bypass realizzato con l'acquedotto
Alcantara, ristabilendo un afflusso adeguato al fabbisogno della
città di Messina;
in data 5 Settembre 2017 i summenzionati tubi sono stati
definitivamente sostituiti da un'unica conduttura che ha, di fatto,
riportato l'acquedotto Fiumefreddo al suo stato originale;
con Decreto del Consiglio del Ministri del 27 maggio 2014 è stata
istituita presso la Presidenza del consiglio dei Ministri la
Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo
sviluppo delle infrastrutture idriche;
l'art. 10 del D.L.91 del 24 giugno 2014 prevede il subentro nelle
funzioni dei commissari straordinari delegati dei Presidente delle
Regioni nel territorio di competenza per il sollecito espletamente
delle procedure relative alla realizzazione degli interventi di
mitigazione del rischio idrogeologico individuati negli accordi di
programma sottoscritti tra il Ministero dell'ambiente e le regioni;
il predetto decreto è stato convertito con legge n.116 del 11
agosto 2014 e che la medesima legge permette al Presidente della
Regione di delegare apposito soggetto attuatore il quale opera
sulla base di specifiche indicazioni ricevute dal Presidente della
Regione;
l'art. 7 del decreto legge 133 del 12 settembre 2014, convertito
con modificazione dalla legge 164 del 11 novembre 2014 prevede che
a partire dalla programmazione 2015 le risorse destinate al
finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del
rischio idrogeologico sono utilizzate tramite accordo di programma
sottoscritto dalla Regione interessata e dal Ministero
dell'ambiente...L'attuazione degli interventi è assicurata dal
Presidente della Regione in qualità di Commissario di Governo
contro il dissesto idrogeologico con i compiti, le modalità, la
contabilità speciale e i poteri di cui all'articolo 10 del' dl 24
giugno 2014, n.91, convertito con modificazioni dalla legge 11
agosto 2014 n. 116;
con decreto 587/Area 1/S.G. del 23 novembre 2016 sono state
delegate le funzioni di Commissario Straordinario per
l'espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli
interventi di mitigazione del rischio idrogeologico al dott.
Maurizio Croce, Assessore regionale del Territorio e dell'Ambiente
pro-tempore;
con delibera CIPE 26/2016 è stato approvato il piano di
investimenti per il rilancio del mezzogiorno, per interventi da
realizzarsi mediante appositi Accordi inter-istituzioniali
denominati Patti per il Sud, ed è stato assegnato alla Regione
Siciliana un importo di 2320,4 milioni di euro;
uno dei summenzionati accordi interistituzionali risulta essere il
Patto per lo sviluppo della Regione siciliana, sottoscritto in data
10 settembre 2016;
in medesima data è stata approvata la delibera di giunta n. 301
con la quale è stato approvato lo schema di Patto per lo sviluppo
della Regione siciliana, unitamente ai prospetti contenenti
l'identificazione degli interventi prioritari, l'importo
complessivo, le risorse finanziarie previste per la loro attuazione
e gli obiettivi da conseguire per ogni annualità;
con delibera di giunta 358/2016 sono stati rimodulati gli
interventi previsti nella delibera di giunta 301/2016;
con delibera di giunta n. 411/2016 sono state attribuite al
Presidente della Regione - nella qualità di Commissario del Governo
contro il dissesto idrogeologico della Regione siciliana ex lege
164/2014 - la competenza alla gestione, monitoraggio e controllo
dei fondi previsti dal citato Patto per il Sud e l'attuazione degli
interventi strategici contro il dissesto idrogeologico;
ATTESO che:
in data 12 Aprile 2016, durante una riunione presso la sede del
Dipartimento Regionale di Protezione Civile, l'AMAM, Azienda
Meridionale Acque Messina, società incaricata della manutenzione
dell'acquedotto, ha presentato uno studio sulla vulnerabilità della
condotta, indicando inoltre un elenco di 45 punti di vulnerabilità
naturale, dove gli stessi sono da intendere come vulnerabilità
legate alle caratteristiche del territorio attraversato ed ai
rischi naturali che lo contrassegnano;
da tale studio vengono evidenziati n.15 siti di attenzione, n. 26
siti di dissesto, n. 3 siti oggetto di corrosione, n.1 sito oggetto
di erosione, per un totale di n. 45 siti. In termini di rischio n.
15 sono a rischio basso, n. 22 a rischio medio e n.8 a rischio
elevato;
CONSIDERATO che la messa in sicurezza del territorio su cui corre
il tracciato dell'acquedotto Fiumefreddo risulta fondamentale al
fine di scongiurare a lungo termine qualsiasi minaccia di crisi
idrica che possa interessare il Comune di Messina,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in essere ogni intervento necessario alla risoluzione
definitiva delle vulnerabilità evidenziate del territorio su cui
corre il tracciato dell'acquedotto Fiumefreddo al fine di garantire
la massima funzionalità dell'infrastruttura.
ZAFARANA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO -
CIANCIO - DE LUCA A. - DI CARO - DI PAOLA -
FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI -
PAGANA - PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA -
SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZITO
N. 65 - Iniziative per arginare l'emergenza idrica.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che a causa della sensibile riduzione delle
precipitazioni nell'ultimo anno, il territorio della Regione
Siciliana si trova in uno stato di emergenza idrica;
CONSIDERATO che:
in particolare, nei territori dove non è stato ancora individuato
il gestore del servizio (provincia di Messina), la gestione dello
stesso è in capo ai Comuni;
lo scorso anno, l'emergenza è stata fronteggiata solo grazie allo
spirito di leale collaborazione tra comuni;
RILEVATO che:
nello specifico, alcuni Comuni hanno messo a disposizioni le
proprie sorgenti idriche, così da consentire l'approvvigionamento
ad altri Comuni, mediante l'utilizzo di camion muniti di apposita
cisterna;
purtroppo, nel territorio della provincia di Messina, si è
registrata l'assenza, negli autoparchi comunali, di mezzi idonei
allo scopo;
anche il ricorso alle imprese private è stato insufficiente,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad acquistare, a mezzo del dipartimento della Protezione Civile,
camion muniti di apposita cisterna, da dare in comodato d'uso alle
associazioni di Comuni, ciò utilizzando la formula utilizzata con i
moduli antincendio della protezione civile, da usare per il
trasporto dell'acqua potabile;
a effettuare direttamente, sempre a mezzo del Dipartimento della
Protezione Civile, attività di ricerca idrica nel territori della
ex Provincia di Messina.
CALDERONE - MILAZZO - PAPALE - RAGUSA -
SAVONA
N. 68 - Notizie sulla grave crisi idrica in Sicilia.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
è ormai noto lo stato di grave situazione di criticità dovuta alla
crisi idrica in atto nell'Ambito Territoriale Ottimale di Palermo,
ed in particolare nella Città di Palermo e nei Comuni ricadenti
lungo la relativa fascia costiera;
il sistema di alimentazione idropotabile della Città di Palermo e
dei Comuni rientranti nel medesimo sistema (da Termini Imerese a
Balestrate), è costituito da quattro serbatoi artificiali (Poma,
Piana degli Albanesi, Scanzano e Rosamarina) nonché da pozzi, prese
fluenti e sorgenti;
la risorsa idrica, opportunamente trattata per il raggiungimento
degli standard qualitativi, viene addotta verso i centri di domanda
attraverso gli schemi acquedottistici di: Acquedotto Jato,
Acquedotto Scanzano-Risalaimi, Acquedotto ScillatoPresidiana,
Adduttore Ovest Rosamarina - Potabilizzatore Risalaimi, Adduttore
Est Rosamarina - Potabilizzatore Imera, Sistema Piana degli
Albanesi - Gabriele;
CONSIDERATO che:
la domanda di approvvigionamento di tutti i centri di domanda, in
condizioni di regime ordinario e di normali disponibilità idriche,
ascende a circa 3300l/sec, corrispondenti a circa 100 milioni di mc
annui di risorsa idrica;
il contributo fornito dalle dighe di cui sopra al soddisfacimento
della domanda è pari a circa il 50% del volume complessivamente
richiesto dal bacino d'utenza, restando il rimanente 50% in capo a
pozzi, sorgenti etc.;
PRESO ATTO che:
le ultime annate idrologiche si caratterizzano per una diffusa
riduzione dell'indice di piovosità annuo, che ha causato la
riduzione della resa di alcune delle fonti superficiali ed ha via
via portato alla riduzione dei volumi idrici accumulati nei
serbatoi artificiali che, nella fattispecie isolana, riescono a
sostenere una regolazione biennale della risorsa;
la scarsa piovosità che ha caratterizzato le ultime due annate
(2016 e 2017), e che sino ad oggi è confermata anche per l'anno in
corso, con particolare riferimento al territorio della provincia di
Palermo, si è attestata su valori sensibilmente al disotto della
media del trentennio 1988-2017, il cui ordine di grandezza è
paragonabile a quelli in precedenza registrati nei periodi
emergenziali della fine degli anni '80 e degli inizi degli anni
2000;
la popolazione complessivamente interessata dal fenomeno di crisi
è dell'ordine di 900.000 abitanti residenti, ai quali va aggiunta
la popolazione fluttuante e quella stagionale;
TENUTO CONTO che:
l'odierna disponibilità di invaso nelle dighe si attesta su valori
pari a circa il 10% della capacità di invaso dei singoli bacini.
Allo stato attuale, nei quattro serbatoi artificiali sopra
richiamati si registra un volume di invasato complessivo di circa
25 milioni di mc, dei quali solo 18 milioni di mc sono al momento
utilizzabili in ragione dei sistemi impiantistici esistenti e nel
rispetto dei parametri normativi imposti per l'uso umano
dell'acqua;
il permanere delle condizioni siccitose in ultimo registrate non
consente di poter garantire il soddisfacimento dei suddetti
fabbisogni anche per la stagione in corso. Infatti, le attuali
disponibilità di invaso dei serbatoi a servizio della Città di
Palermo e dei Comuni della fascia costiera, in assenza di
consistenti apporti meteorici, pur uniti ai volumi ritraibili da
pozzi e sorgenti, consentiranno di garantire il solo
approvvigionamento idropotabile sino ad oggi mantenuto per non
oltre 70/80 giorni circa. Superato detto termine, rimarrebbe in
alcuni serbatoi una residua disponibilità idrica sufficiente a
garantire la risorsa per ulteriori 80/90 giorni circa;
a fronte di tale scarsità, il Gestore del Servizio idrico ha già
rappresentato la necessità di dover provvedere ad una distribuzione
turnata della risorsa, che appare ormai non più procrastinabile;
i serbatoi artificiali imputati sono prevalentemente ad uso
promiscuo ed i residui volumi disponibili verranno tutti destinati
al comparto idropotabile. Conseguentemente, il permanere
dell'attuale stato di siccità coinvolgerà anche il comparto
irriguo, il cui uso di risorsa è normativamente subordinato a
quello per finalità civili;
per quanto riguarda, poi, lo stato delle dispersioni idriche,
nella porzione di rete idrica che non rientra nella porzione
rifatta ed immessa in esercizio nel 2002 (grado di copertura della
popolazione pari a circa il 60%) il livello delle dispersioni
appare significativo e largamente diffuso, tanto da necessitare, in
larga parte, del rifacimento integrale;
in data 8 febbraio 2018 il Consiglio dei Ministri, su proposta del
Presidente del Consiglio, ha deliberato la dichiarazione dello
stato di emergenza in relazione alla crisi idrica in atto nel
territorio della Città metropolitana di Palermo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a provvedere immediatamente all'attuazione di tutti gli interventi
necessari ed urgenti per arginare il fenomeno di crisi e mitigare
gli effetti sulla popolazione;
ad accelerare i tempi di realizzazione delle infrastrutture
pubbliche, ed in particolare ad accelerare la realizzazione di
interventi strutturali di breve, medio e lungo termine, necessari a
risolvere la carenza idrica.
ARICO' - RIZZOTTO - LA ROCCA RUVOLO -
MILAZZO -
PULLARA - CATALFAMO
Do il benvenuto al Presidente della Regione, onorevole Musumeci,
che chiede di intervenire. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, come concordato, presumo anche con la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, questa sera il Governo
relaziona sulla crisi di approvvigionamento idrico in Sicilia.
Una fastidiosa faringite convive con me da qualche giorno e non mi
lascia tregua, vi chiedo, quindi, scusa del tono della voce, non è
assolutamente limpido e chiaro e se si preferisce con il consenso
suo, signor Presidente e dell'Assemblea, io chiederei la cortesia
all'assessore Cordaro di potere dare lettura della relazione fermo
restando che rimarrò in Aula per tutto il proseguo dei lavori
sperando, se pure per qualche minuto, di potere quando sarà
necessario, intervenire e replicare. Vi chiedo ancora scusa.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, la ringraziamo di essere venuto
nonostante il suo stato di salute. Do, quindi, la parola
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, onorevole Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il sistema di alimentazione
idropotabile della città di Palermo e dei comuni della fascia
costiera rientranti nel medesimo sistema, è costituito da quattro
serbatoi artificiali: Poma, Piana degli Albanesi, Scansano e
Rosamarina, nonché da pozzi, prese fluenti e sorgenti.
La domanda di approvvigionamento di tutti i centri di domanda, -
Palermo e comuni costieri, per circa 900 mila abitanti -, in
condizioni di regime ordinario e di normali disponibilità idriche
ascende a circa 3.300 litri/secondo corrispondenti a circa 100
milioni di metri cubi annui di risorsa idrica.
La risorsa idrica opportunamente trattata per il raggiungimento
degli standard qualitativi, viene addotta nei centri di domanda
attraverso i seguenti sistemi:
-acquedotto Iato;
-acquedotto Scansano-Risalaimi;
-acquedotto Scillato-Presidiana;
-adduttore Ovest Rosamarina - Potabilizzatore Risalaimi;
-adduttore Est Rosamarina - Potabilizzatore Imera;
-sistema Piana degli Albanesi - Gabriele;
-sistema di pozzi della resa complessiva di circa 700 - 750
litri/secondo.
Il contributo fornito dalle dighe di cui sopra al soddisfacimento
della domanda è pari a circa il 50% del volume complessivamente
richiesto dal bacino di utenza restando il rimanente 50% in capo a
pozzi, sorgenti eccetera.
Le ultime due annate 2016/2017 hanno evidenziato una generale
riduzione della piovosità sull'intero territorio regionale, in
particolare sul territorio della provincia di Palermo, cui qui si
riferisce, la piovosità dell'ultimo biennio si è attestata su
valori sensibilmente al di sotto della mediana del trentennio 1988
- 2017, il cui ordine di grandezza è paragonabile a quelli in
precedenza registrati nel periodo emergenziale della fine degli
anni 80 e degli inizi degli anni 2.000.
L'odierna disponibilità di invaso delle dighe che nel citato
periodo precedente hanno regolarmente svolto la propria funzione di
regolazione biennale, sopperendo alla riduzione di volumi
conseguenti alla ridotta piovosità, si attesta oggi su valori che
non superano il 20% della capacità di invaso dei singoli bacini.
In questa fase il Governo regionale, per il tramite del competente
Dipartimento, sin dall'ultimo trimestre del 2016 e con particolare
riguardo all'ambito provinciale di Palermo, ha monitorato, anche
attraverso diversi incontri tecnici, l'evoluzione della situazione
della disponibilità di risorse, adottando, di concerto con i
gestori dei servizi idrici, una serie di iniziative volte al
contenimento dell'uso della risorsa medesima ed all'ottimizzazione
dei prelievi delle fonti disponibili, secondo le previsioni del
vigente piano regolatore generale degli acquedotti.
Allo stato l'intero sistema viene alimentato con una portata
complessiva di 3.000 l/secondo, ridotta rispetto ai 3300 del
fabbisogno ordinario, dei quali 2400, rispetto ai 2700 del
fabbisogno ordinario, al servizio della Città di Palermo.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del Vicepresidente Cancelleri
L'attività posta in essere ha permesso di traguardare un periodo
biennale a ridotta disponibilità idrica, consentendo di garantire
sino ad oggi il soddisfacimento delle richieste dei vari
utilizzatori ricadenti nel territorio.
Il permanere di condizioni siccitose, registrate fino agli inizi
del mese di febbraio 2018, non consentivano di assicurare il
soddisfacimento dei suddetti fabbisogni anche per la stagione in
corso; più precisamente, la disponibilità di invaso a servizio
della città di Palermo e dei comuni della fascia costiera, in
assenza di consistenti apporti meteorici, pur uniti ai volumi
ritraibili da pozzi e sorgenti, lasciavano prevedere la possibilità
di garantire il solo approvvigionamento idropotabile secondo gli
standard attuali, solo fino alla fine del mese di marzo e, cioè,
per 70, 80 giorni.
Superato detto termine sarebbe rimasta in alcuni serbatoi -
Rosamarina - una residua disponibilità idrica sufficiente a
garantire per ulteriori 40-50 giorni circa risorse prive di
caratteristiche di potabilità a causa della elevata salinità.
Contestualmente sono state individuate alcune iniziative che
potrebbero consentire nel medio termine il reperimento di ulteriori
fondi di approvvigionamento ancorché di entità non sufficiente a
ripianare il deficit di risorsa rilevato.
Passando alle iniziative, in ragione di quanto fin qui esposto, è
stata avanzata inizialmente al Governo nazionale richiesta di
riconoscimento dello stato di emergenza idrica, dovuto alla crisi
idrica idropotabile che investe la provincia di Palermo, al fine di
individuare gli strumenti necessari per consentire di addivenire
nel breve e medio termine alla realizzazione delle seguenti opere:
·Bypass sull'acquedotto Scillato, attuando l'intervento già
inserito e finanziato tra quelli di cui al Patto della Sicilia -
costo di 4.880.000,00, di cui 3.880.000,00 in quota pubblica ed
un milione di Euro a carico dell'AMAP - e consentire in tal modo
l'utilizzo integrale della fonte (progetto esecutivo redatto da
AMAP) che prevede il rifacimento di un tratto di acquedotto
danneggiato da eventi franosi del 2002 e successivi, in atto
parzialmente ripristinato, limitatamente a 380 l/secondo.
L'intervento consentirebbe l'utilizzo fino alla portata integrale
di 550/700 litri al secondo;
·Il ripristino della esistente condotta che consentirebbe il
parziale vettoriamento della sorgente Presidiana di Cefalù di circa
130 l/secondo, in ragione delle necessità di miscelazione delle
acque rese dalla sorgente in assenza di apposito trattamento di
abbattimento dei Sali - sostituzione di circa 700 metri lineari di
condotta danneggiata - e rifacimento attraversamento fiume Imera,
opere con costi a carico di AMAP;
· Impianto di dissalazione alimentato con le acque della sorgente
Presidiana ai fini dello sfruttamento integrale della fonte;
·Valutazione di ulteriori impianti di dissalazione di acque marine
di nuova generazione in siti strategici già infrastrutturati
(Trapani e Palermo). Ciò in considerazione degli scenari di crisi
conseguenti ai cambiamenti climatici in atto che vedono regimi
pluviometrici in progressiva riduzione.
·Utilizzo di pozzi privati già identificati e resi disponibili dai
proprietari in favore di Amap necessitanti dell'autorizzazione
sanitaria all'uso potabile. Si otterrebbero circa 200
litri/secondo. Infine l'eventuale uso di ulteriori pozzi in
prossimità di esistenti condotte di adduzione.
Ad ogni modo, tenuto conto della costante interlocuzione svolta
con la Presidenza del Consiglio dei Ministri i competenti uffici
della Protezione Civile Nazionale e tutti i Ministeri coinvolti
preso atto comunque delle scelte tecniche assunte in sede di
istruttoria, di ridurre il numero degli interventi è stato chiesto
d valutare e prevedere ogni possibile azione che possa mitigare lo
scenario emergenziale e l'impatto sulla popolazione non solo in
termini assistenziali ma anche in relazione al rischio residuo
incombente.
Al riguardo come noto, si rappresenta che in data 8 febbraio è
stato dichiarato dal Consiglio dei Ministri lo stato di emergenza
del settore idropotabile nell'ambito territoriale di Palermo e allo
stato siamo in attesa dell'ordinanza della protezione civile che
disciplinerà nel dettaglio gli interventi e le modalità di
realizzazione degli stessi.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Cordaro. Onorevoli colleghi,
possiamo decidere di procedere mozione per mozione e, quindi, al
primo firmatario verranno concessi dieci minuti per illustrarla per
poi aprire il dibattito.
Oppure, se preferite, possiamo aprire una discussione generale su
tutte quante le mozioni e, ovviamente, verrà garantito al primo
firmatario un tempo di intervento di dieci minuti e a chiunque
voglia intervenire, in maniera tale che poi passare,
successivamente, alla votazione delle mozioni, e questo solo sulla
fase finale della discussione.
Ditemi voi come volete procedere. Sono molte le mozioni, quindi,
probabilmente, una discussione unificata potrebbe in qualche modo
alleggerire i tempi.
Se il Presidente della Regione è d'accordo possiamo procedere con
la discussione unificata delle mozioni.
MILAZZO. Il voto delle mozioni si svolgerà in ordine cronologico?
PRESIDENTE. Il voto delle mozioni è separato, per ogni singola
mozione, chiaramente e in ordine cronologico.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri, primo firmatario della
mozione n. 32. Ha 10 minuti di tempo per illustrare la mozione.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi e cittadini che ci
seguite da casa, prima di parlare, esporre la mozione e i punti
chiesti, vorrei fare una piccola premessa di quello che è la
situazione a livello regionale e di quelle che sono le criticità e
quindi le soluzioni che portiamo.
Sicuramente è indubbio il fatto che la nostra è una Regione dove
il consumo è aumentato enormemente negli ultimi decenni, quindi le
esigenze idriche dovute ad un aumento della popolazione e quindi le
condizioni di vita sicuramente sono migliorate negli ultimi anni.
E' indubbio, anche, che ci sono delle problematiche oggettive come
le condizioni climatiche: una situazione, diciamo, a fronte della
desertificazione che avanza dall'area africana che sta interessando
pure la nostra regione sicilia, e quindi questo sta portando delle
estati torride e delle difficoltà che fanno sì che, appunto, la
crisi idrica e, quindi il problema di una desertificazione che va
aumentando, diventa sempre più pressante a causa delle estati
torride, non sono più degli eventi sporadici ma sono eventi,
purtroppo, sempre più frequenti, normali e che stanno portando e
che hanno portato enormi difficoltà agli allevamenti di molte aree
della Sicilia soprattutto Enna, il Trapanese, Caltanissetta e in
generale tutta la Sicilia.
Poi, oltre queste situazioni oggettive, ci sono anche delle
responsabilità politiche, una bancarotta politica e gestionale del
modo in cui è stato gestito questa risorsa fondamentale che è
l'acqua e, quindi, delle responsabilità ben precise e un
immobilismo che ha portato ad una disorganizzazione nei fatti,
perché il servizio idrico-integrato nei fatti in Sicilia non si è
completato.
C'è una disorganizzazione e disarticolazione, anche se devo dire
che l'approvazione nel 2015 di una legge ha fatto sì che sono
entrati dei principi importanti; un percorso si può portare avanti,
ma ancora sono molti gli adempimenti amministrativi da mettere in
campo, che non sono stati fatti, ricordiamoci che ci troviamo di
fronte a delle sanzioni comunitarie ben precise, siamo, appunto,
con un problema di mancata depurazione per più del 50 per cento in
Sicilia.
Inoltre, abbiamo un problema anche di infiltrazioni mafiose, di un
mercato parallelo, di una privatizzazione spinta, una doppia
privatizzazione: abbiamo la privatizzazione di sovrambito che a
livello locale e provinciale sicuramente, oggi non possiamo entrare
nel merito di questi concetti che sono stati anche oggetti di
impugnativa, ma possiamo sicuramente lavorare per migliorare
l'organizzazione che ancora deve avvenire.
Per quanto riguarda, quindi, la crisi che ci troviamo di fronte,
la crisi climatica, queste come ho detto sono enormemente
ingigantite da tutta una serie di inefficienze gestionali e
politiche che dobbiamo sicuramente prendere in considerazione.
Ad esempio, quali sono le proposte che noi portiamo per risolvere
i problemi fin qui descritti? Ho presentato, signor Presidente,
anche degli emendamenti alla stessa mozione dove volevo aggiungere
alcuni punti che descriverò qui, sicuramente bisogna partire anche
dalle dighe, bisogna affrontare seriamente il problema di una
mancata manutenzione straordinaria ed ordinaria delle dighe.
Onorevole Presidente, oggi abbiamo un problema pesante sulle
dighe, abbiamo addirittura che l'acqua in più che viene accumulata
all'interno di queste dighe viene buttata in mare perché c'è un
problema di collaudi che non vengono fatti. Da un lato vengono
inoltre ridotti i finanziamenti per fare questi investimenti, - i
finanziamenti regionali sono stati ridotti del 70% negli ultimi
dieci anni, dall'altra abbiamo un problema di finanziamenti
europei, i fondi del Patto per il Sud che non vengono spesi; più di
quaranta cantieri che dovevano partire nel 2016 non sono partiti,
finanziamenti europei che si perdono, e finanziamenti regionali che
vengono ridotti del 70%.
Quindi, con l'emendamento apportato alla stessa mozione prendevo
anche in considerazione quello della manutenzione ordinaria e
straordinaria urgente delle dighe, ma anche di permettere una
interconnessione tra le varie dighe per permettere anche una
redistribuzione dell'acqua laddove ci sono dei deficit idrici,
quindi laddove è opportuno riconnettere le dighe fra loro per
permettere una redistribuzione ed evitare di buttare questa risorsa
in mare. Questa è la prima proposta.
La seconda è quella del riutilizzo delle acque reflue urbane. Si
buttano ingenti quantitativi di acqua depurata in mare e questo è
uno spreco, e nelle condizioni climatiche e di desertificazione a
cui noi andiamo incontro, oggi, dovremmo urgentemente prendere in
considerazione queste nuove tecnologie che ci permettono di andare
a riutilizzare le acquee reflue e depurate per usi non, ad esempio
per gli usi irrigui o comunque per tutti gli usi consentiti dalla
legge mediante opportuni trattamenti consentiti dalla legge. Queste
sono delle tecnologie che dobbiamo assolutamente prendere in
considerazione che altrove sono utilizzate veramente da tanti anni
e che qui, soltanto in rarissimi casi vengono utilizzati.
Un'altra via che noi chiediamo al Governo di realizzare
urgentemente è quello di creare un efficiente sistema di recupero
delle acque piovane. Questo potrebbe aiutare sicuramente a
risolvere molti problemi di deficit soprattutto nelle città.
Le norme che poi regolano tutta la concessione e lo sfruttamento
delle acque superficiali e sotterranee: dovremmo avere la
possibilità di avere maggiore contezza di quelli che sono gli
accessi, gli utilizzi e gli sprechi.
Signor Presidente prima parlavo anche di mancate adempimenti
amministrativi che non si sono messi in atto. Mi riferisco ad
esempio all'Autorità di bacino. L'Autorità di bacino è quell'ente
che dovrebbe essere autonomo e indipendente dalla Regione,
autorevole, che dovrebbe fare tutti quei bilanci di quelli che sono
le esigenze, i consumi, gli sprechi, l'inquinamento.
Noi soprattutto in una terra come la nostra, la Sicilia, dobbiamo
attenzionare alcuni problemi di cui si parla poco, secondo me,
troppo poco.
Ad esempio, le infiltrazione e salinizzazione di tutte le acque
delle falde idriche costiere e, quindi, dovremmo capire se gli
attingimenti privati di queste falde idriche costiere sono
eccessivi. Quanto effettivamente si emunge e se alcuni di questi
emungimenti dovrebbero essere evitati. Tutti questi monitoraggi non
vengono fatti, eppure, il decreto legislativo n. 152 del 2006,
l'articolo 3, che viene citato anche nella norma regionale che
abbiamo approvato nel 2015, la legge n. 19 del 2015, che parla di
questa Autorità di bacino, Autorità di distretto, però che noi non
abbiamo realizzato in Sicilia.
Sarebbe, sicuramente, un'autorità fondamentale per andare a creare
questo monitoraggio. Inoltre, per quanto riguarda gli appresamenti
abusivi, signor Presidente, un altro problema, quello degli
appresamenti abusivi, quindi tutti quegli appresamenti che sfuggono
al monitoraggio. Qui si potrebbe contrastare questo prelievo,
attraverso, ad esempio, una banca dati che venga combinata con dei
sistemi gps che permettono di monitorare quando ci sono questi
furti di acqua.
Questi monitoraggi si possono fare in punti opportuni delle reti e
permettono di valutare questi appresamenti.
Anche qui l'Autorità di distretto potrebbe essere d'aiuto a
monitorare tutti questi meccanismi. Facendo un passo indietro, la
norma che abbiamo approvato nel 2015, la legge regionale n. 19,
siamo entrati lì nel merito e abbiamo approvato le assemblee
territoriali idriche, le Ati, che però sono state suddivise secondo
la suddivisione provinciale. Ecco, da diverse interlocuzioni con
esperti tecnici, operatori del settore, ma anche da quello che
avevamo proposto a suo tempo, queste assemblee territoriali
idriche, a nostro avviso, dovrebbero coincidere con i bacini
idrografici, secondo le norme, proprio per andare incontro a tutte
quelle valutazioni di tipo tecnico, infrastrutturale, quelle
economie di scale che ci permetterebbero di unificare e
riorganizzare in maniera omogenea, in tutta la Sicilia, il servizio
idrico integrato.
Invece, ad oggi, abbiamo province dove ci sono dei deficit idrici,
come la provincia di Trapani, fra queste ,Alcamo dove abbiamo dei
problemi pesantissimi, ed altre province dove l'acqua c'è. Quindi
sicuramente la suddivisione provinciale è quella più lontana per
ottenere un servizio che sia omogeneo ed equo per tutti i cittadini
siciliani.
Infine, chiedo, appunto di parlare soprattutto della tutela
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, il tempo è, purtroppo, scaduto.
PALMERI. Ho portato all'attenzione tutti gli emendamenti così già
non interverrò più. Ho presentato, successivamente, emendamenti
alla mozione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per illustrare
la mozione n. 35.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io ho
apprezzato lo stile della relazione tecnico e puntuale, credo che,
comunque, sia necessario qualche approfondimento perché la
dichiarata emergenza idrica, ovviamente, ritengo che implichi anche
un'esigenza di monitoraggio costante e, quindi, noi chiediamo di
sapere, ad oggi, qual è lo stato delle cose, se possiamo
rassicurare i cittadini rispetto al fatto che non c'è un rischio di
turnazione, che non c'è un rischio di somministrazione alternata
delle risorse idriche nelle diverse città ed, in particolare, nella
città di Palermo, o se ancora questa emergenza c'è, qual è la
gravità dell'emergenza stessa, cosa si sta facendo nell'immediato
per scongiurare questo rischio.
Riteniamo che la disponibilità del governo nazionale, ovviamente,
va apprezzata molto positivamente nell'aver accolto la richiesta di
stato di emergenza idrica avanzata dalla Regione siciliana,
conferma il livello di attenzione del Governo nazionale nei
confronti della nostra Regione, e anche un principio che a nostro
avviso è estremamente importante, cioè la necessità che tra livelli
istituzionali si intrattenga una corretta collaborazione
istituzionale.
Quindi, è assolutamente apprezzabile che il Presidente della
Regione sia riuscito a trovare una sintonia, così come da parte del
Presidente del Consiglio, rispetto ad una emergenza che è
assolutamente fondamentale per la vita dei nostri concittadini, ma
anche per le attività produttive, approssimandosi, peraltro, la
stagione turistica. Sappiamo che nel periodo estivo, ovviamente, i
consumi idrici crescono, ma crescono non solo perché aumenta la
temperatura, quindi aumenta l'utilizzo delle risorse stesse,
aumenta l'utilizzo delle risorse idriche anche in agricoltura, ma
anche per l'arrivo di tanti, tanti turisti e la prossima stagione
si preannuncia certamente positiva.
Quindi, noi chiediamo che venga istituito un monitoraggio
costante, le modalità, lasciamo al Governo valutarle, e chiediamo
al Governo anche di riferire, così come il Presidente della Regione
si è impegnato a fare sull'emergenza smaltimento rifiuti,
periodicamente all'Assemblea sull'andamento della situazione, e
quindi, sul livello di attenzione e di allarme nei confronti del
sistema idrico, che ovviamente presenta parecchie difficoltà, di
natura impiantistica, - veniva detto nell'ambito della stessa
relazione del Governo - veniva ripreso il tema anche dall'onorevole
che mi ha preceduto, e credo che ci sono degli interventi che siano
estremamente urgenti. Mi riferisco, in particolare, agli interventi
necessari per rendere pienamente utilizzabili le risorse idriche di
Scillato, che sono fondamentali anche per la piena valorizzazione
di risorse idriche di altre sorgenti, vista la qualità delle acque
della sorgente di Scillato.
Abbiamo ascoltato anche che l'adeguamento dell'impiantistica
richiede una collaborazione anche, ovviamente, con la società che
si occupa del sistema idrico della città di Palermo, e mi riferisco
all'AMAP, perché ci sono quote di cofinanziamento a carico
dell'AMAP stessa, e quindi riteniamo che sia assolutamente
fondamentale anche instaurare le migliori collaborazioni
istituzionali, produttive, utili anche tra Regione siciliana, in
particolare il Comune di Palermo, e la società preposta al servizio
stesso.
Lanciamo anche un allarme rispetto ad altre province che stanno
vivendo pure momenti di preoccupazione, di difficoltà, in
particolare la provincia di Trapani, ma non solo, che ha vissuto e
vive anche momenti di incertezza relativamente l'assetto che
riguarda la gestione del servizio stesso.
E questo è il secondo tema che volevo sottolineare, quindi non
solo l'impiantistica, le infrastrutture, ma il tema che riguarda il
sistema idrico integrato e l'esercizio del sistema stesso, e quindi
la gestione.
Ecco, io penso che su questo è necessario fare una riflessione
complessiva, con riferimento alle autorità d'ambito, con
riferimento all'autorità di sovrambito, mi riferisco a Siciliacque,
con riferimento alle competenze dei singoli Comuni. Noi abbiamo
sempre proposto l'acqua pubblica, perché riteniamo che l'acqua sia
un bene indispensabile di tutta evidenza, ma riteniamo anche che
per valorizzare appieno questo bene assolutamente necessario sia
assolutamente fondamentale razionalizzare anche ogni tipo di
risorsa idrica di cui la nostra Regione dispone, non solo le
sorgenti, ma anche l'utilizzo dei pozzi deve essere pienamente
funzionale ai fabbisogni reali della nostra popolazione, della
nostra cittadinanza e delle attività produttive presenti nella
nostra Regione.
Credo, pertanto, che sia utile mantenere aperto questo canale di
comunicazione tra il Governo e l'Assemblea regionale siciliana per
un aggiornamento costante rispetto all'andamento della crisi idrica
in atto, augurandoci che quanto prima si possa dire che la crisi è
superata.
Rivolgo anche una richiesta al Governo, se è possibile avere un
cronoprogramma chiaro e puntuale rispetto all'attuazione dei lavori
che sono stati qui annunciati nella lettura della relazione. Se
fosse necessario, ovviamente, anche rinviare il dibattito,
ringraziando il Presidente della Regione per la sua disponibilità
nonostante le non ottimali condizioni canore, noi siamo ovviamente
disponibili anche a rinviare il dibattito in un altro momento.
Fermo restando che troviamo già utile e positivo questo momento di
confronto e ascolteremo la replica del Presidente.
PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 44, a firma dell'onorevole
Siragusa.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, cittadini. Certo è un po' paradossale. Noi
abbiamo passato l'intera scorsa legislatura a parlare di legge di
riordino del sistema idrico e in questa legislatura ci troviamo a
discutere su una emergenza idrica ben grave della provincia di
Palermo. Io mi auguro, lo auguro a lei Presidente della Regione, ma
lo auguro soprattutto ai siciliani, che fra cinque anni, chi si
troverà ad occupare questi scranni e le sedi del Governo, non si
trovi a dover riparlare nuovamente degli stessi temi. Glielo auguro
di cuore, Presidente, mi creda.
E il paradosso più grosso è il fatto che io ho ascoltato con
estremo interesse la sua relazione e devo dire che ho colto degli
spunti, soprattutto nella parte conclusiva, che vanno nella
direzione corretta. Però, nella parte introduttiva mi sono accorto
che si è pensato di dare di più la colpa sulla crisi che stiamo
vivendo attualmente alla mancanza di pioggia e poco si è parlato
della mancanza di manutenzione che è stata svolta in tutte le
infrastrutture della Regione, o comunque della provincia di Palermo
in questi anni. E in particolare nella mia mozione mi riferisco a
due di queste infrastrutture ma poi, a seguito di numerose altre
segnalazioni, ho presentato e depositato un emendamento che si rifà
a tutti gli invasi presenti nella provincia di Palermo.
In particolare mi riferisco all'acquedotto nuovo Scillato, in cui
da anni non vengono effettuati lavori di manutenzione al punto che,
negli ultimi anni, sono 100 milioni i metri cubi d'acqua che sono
andati dispersi a causa della mancanza di manutenzione. 100 milioni
di metri cubi d'acqua che, dalla sua relazione si evince,
corrispondono ad un anno di fabbisogno della provincia di Palermo.
Quindi noi abbiamo buttato a mare, letteralmente, un anno di acqua
per i nostri territori. E alla diga di Caccamo, la diga Rosamarina,
in cui la mancanza di manutenzione ha fatto sì che sia stato
necessario svuotare l'invaso di circa del 40 per cento della sua
capienza.
Queste sono prove gravi del fatto che la manutenzione è qualche
cosa di necessario e fondamentale. Peraltro, risulta presente uno
stanziamento nel Patto per il Sud, di 8 milioni e 640 mila euro,
destinati proprio ai lavori di manutenzione straordinaria per la
diga Rosamarina. Di questi soldi non si è mai visto alcun cantiere
avere inizio.
La mia mozione non vuole essere un atto di accusa nei confronti
del suo Governo, è appena insediato, non ha avuto modo di poter
affrontare il problema, lo sta affrontando adesso. Ma vuole essere
uno stimolo per cercare veramente di iniziare a risolverli questi
problemi. Perché continuando semplicemente a parlare, continuando
semplicemente a cercare modi paralleli per risolvere i problemi,
noi non arriveremo mai a una vera risoluzione dei problemi. Noi
vorremmo vedere veramente un crono programma di opere, vorremmo
vedere veramente cantieri che iniziano ad aprirsi, ma non per fare
qualche cosa di straordinario, ma per cercare di fare l'ordinario.
E l'ordinario è cominciare a riparare e a rendere fruibile e
funzionale quello che già esiste.
Questo è quello che con la mia mozione voglio chiedere al suo
Governo e che, spero, avrà la bontà di voler approvare e mettere in
pratica. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se nel frattempo qualcuno volesse
intervenire, lo comunica. C'è tempo per prenotarsi per un
intervento fino all'ultima mozione che sarà la n. 68 che verrà
illustrata dall'onorevole Aricò.
Si passa alla mozione n. 55 a firma degli onorevoli Di Paola ed
altri.
DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, cittadini, con la mia mozione oggi voglio
parlare della diga Disueri e della diga Cimia che sono due dighe
che dovrebbero soddisfare il territorio di un ampia zona della
Sicilia che va dalla città di Licata fino alla città di Vittoria,
passando pure per Gela, Niscemi, insomma una vasta piana.
Ebbene, queste due dighe hanno una capacità di accumulo di invaso
di acqua di 24 milioni dimetri cubi d'acqua per quanto riguarda la
diga Disueri e di 10 milioni di metri cubi d'acqua per quanto
riguarda la diga Cimia. Il punto è che nonostante questa notevole
capacità queste dighe, ahimè ogni anno si trovano sprovviste di
questo prezioso liquido.
La diga Cimia e la diga Disueri annualmente può invasare al
massimo 2 milioni di metri cubi d'acqua a fronte di 24 milioni di
metri cubi d'acqua e questo qualcuno può pensare perché magari la
Sicilia ad un certo punto è stata spostata all'interno del deserto
del Sahara, beh, non è così
Così come hanno già detto alcuni miei colleghi, il problema di
queste dighe è che negli anni non sono state fatte le dovute e
semplici manutenzioni, bastava fare semplici manutenzioni per
queste dighe e sicuramente oggi quel territorio non si troverebbe
in una situazione così disastrosa per quanto riguarda
l'approvvigionamento idrico.
Ma dobbiamo pensare ad una cosa importante a questo punto, che
ogni mattina un agricoltore siciliano deve svegliarsi e pensare,
non solo a combattere il mercato internazionale che è sempre più
aggressivo e che punta sempre a diminuire il prezzo del singolo
prodotto, ma deve impegnarsi giornalmente a cercare acqua. Ma non
soltanto l'agricoltore siciliano, lo deve fare anche il singolo
cittadino siciliano, perché ogni mattina il singolo cittadino
siciliano deve svegliarsi e con i cosiddetti motorini dell'acqua
che vengono utilizzati in molte zone, deve in qualche modo
approvvigionare i serbatoi e le cisterne all'interno della propria
abitazione per soddisfare il fabbisogno della propria famiglia.
Allora, guardando dall'esterno, qualcuno può pensare beh allora
magari la bolletta o il costo dell'acqua in Sicilia è un costo
basso cari colleghi non è così In Sicilia le bollette i siciliani
le pagano care, in modo salato, pagano bollette alte rispetto al
resto d'Italia e anche il costo dell'acqua per usi agricoli è
veramente alto. E allora quale potrebbe essere signor Presidente la
soluzione? La soluzione può essere quella di realizzare impianti di
grosse dimensioni? Mi riferisco a nuove dighe o a dissalatori. Beh
a mio modo di vedere no, perché le porto l'esempio della diga
Gibbesi che è costata fior fiori di soldi pubblici e che ad oggi
versa nell'abbandono più totale, per non parlare ad esempio del
dissalatore di Gela che è costato anche questo fior fiori di soldi
pubblici e dopo qualche anno che è stato messo in funzione ci si è
accorti che il costo dell'acqua era troppo elevato e quello stesso
dissalatore, che è stato uno spreco di soldi pubblici, è stato poi
successivamente smantellato.
Allora quale può essere la soluzione? Cambiare tutto per non
cambiare nulla? Mi riferisco al fatto che si vogliono trasferire
competenze di gestione idrica e anche dei rifiuti alle Province?
Può essere questa una soluzione signor Presidente? Io credo di no,
perché le ATO hanno dimostrato, e ancora oggi hanno milioni e
milioni di debiti ATO che sono state pensate con confini politici,
hanno dimostrato un vero e proprio fallimento, e allora oggi signor
Presidente, come diceva un filosofo tedesco Teodor Adorno la
libertà di scelta non sta tra lo scegliere tra il bianco o nero, la
libertà di scelta sta nel sottrarsi alla scelta prescritta.
E allora io le chiedo, signor Presidente, di sottrarsi alla
promessa ed alla scelta fatta in campagna elettorale di
ripristinare le province, perché è una scelta che non porterà
sicuramente il miglioramento delle reti idriche che oramai sono
vetuste, a cui non è stato fatto negli anni nessuna opera di
manutenzione, al più sono stati fatti rattoppi, per questo l'invito
è oggi quello di affrontare questo problema, e affrontarlo col
buonsenso.
Il buonsenso dice iniziamo a fare le manutenzioni alle dighe che
attualmente ha la Regione, e quindi io ho fatto come esempio la
diga di Suerio, la diga di Cimia, ma si può estendere a tutte le
dighe del territorio siciliano, iniziamo a fare quegli interventi
che sono previsti anche nel Patto per il Sud, iniziamo a
suddividere le ATO per bacini idrogeografici, così come diceva la
collega prima, attiviamo le ATI e iniziamo pure a pensare ad
impianti sostenibili e non a grandi opere.
Quindi io cerco di impegnare questo Governo questa sera,
innanzitutto a realizzare le opere di manutenzione per le dighe che
attualmente abbiamo in Sicilia, compresa la diga di Sueri e la diga
Cimia, visto che sono inserite all'interno del Patto per il Sud.
PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 60, a firma degli onorevoli
Fava ed altri.
FAVA. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, credo che la ricognizione che ci ha proposto il
Governo sia stata puntuale e corretta, credo però che questo
dibattito debba arricchirsi di una riflessione un po' più
articolata, un po' più di sistema che non guardi soltanto
l'emergenza, anche per non essere chiamati a fornire risposte solo
sull'onda dell'emergenza e declinate sulla misura dell'emergenza,
penso che vada fatta una rapida riflessione e condivisa su quello
che è accaduto negli ultimi vent'anni in Sicilia nella gestione
delle acque.
Perché io non credo che il passato sia una terra straniera, credo
che sia una terra da tutti noi conosciuta e anche attraversata, da
lei Presidente, da me, dalle nostre parti politiche, credo che
ciascuno di noi abbia la propria quota di responsabilità per il
modo in cui la questione delle risorse idriche in Sicilia è stata
in buona parte un business, una buona parte segno di una inerzia
profonda delle politiche regionali, con un saldo che è quello che
lei conosce, che quest'Aula ha di fronte a se.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del Presidente Miccichè
In vent'anni abbiamo speso quattrocento milioni per dighe, per
dissalatori, ed abbiamo speso quattordici miliardi per bollette,
settecento milioni l'anno in Sicilia si pagano le bollette più care
d'Italia, una media di trecentocinquanta euro a famiglia, contro i
centoventi euro che si pagano a Milano, con una qualità del
servizio che sappiamo forse è tra le più scadenti d'Italia. Abbiamo
interi territori in cui la distribuzione avviene, se va bene, a
giorni alterni, abbiamo una perdita quantificata ormai del
quarantacinque percento nelle condutture e le risorse idriche, con
un incremento, questo si credo sia significativo dieci anni fa era
il trentacinque percento, oggi è il quarantacinque percento, tutto
questo avendo quarantuno invasi, credo che non ci sia regione
d'Italia che abbia una potenzialità di risorsa idrica come la
Sicilia, quarantuno invasi sono più di un miliardo di metri cubi di
acqua a disposizione.
Ventiquattro di questi invasi sono gestiti dalla Regione e
sappiamo anche che buttiamo a mare il 40 per cento dell'acqua che
questi invasi raccolgono per ragioni che conosciamo, collaudi mai
fatti e quindi l'impossibilità di forzare oltre un certo limite la
tolleranza strutturale delle dighe, per lavori di manutenzione che
non sono stati fatti, quindi accumulo di detriti che determina una
diminuzione di un altro 30 per cento della capienza reale di queste
dighe.
Tutto questo però, se lo sguardo si rivolge al passato non come un
terra straniera, ma come una terra da noi conosciuta e
attraversata, ci racconta anche che noi abbiamo avuto 40 milioni a
disposizione per intervenire su ventotto dighe, 40 milioni che non
sono stati spesi, non un cantiere è partito, e noi ci troviamo oggi
in condizioni paradossali. Alcune sono state ricordate dagli altri
colleghi, la diga Comunelli a Gela, 20 milioni di metri cubi su 80,
gli altri 60 li perdiamo, quasi completamente interrata; parliamo
di Palermo, la diga Rosamarina, abbiamo buttato al mare
ultimamente, ma lo abbiamo già fatto altre quattro volte negli
ultimi anni, il 40 per cento delle risorse idriche, 40 per cento in
questo caso vuol dire 40 milioni di metri cubi di acqua, vuol dire
autosufficienza idrica per tutta la provincia di Palermo per sette
mesi.
Tutto questo non è nuovo. Non è nuovo a noi, non è nuovo a questa
Assemblea regionale, non è nuovo al dibattito politico, io vorrei
ricordare che nel 2002 il governatore Cuffaro, invitato in
audizione alla Commissione Agricoltura, fece una disamina
esattamente con la relazione di questa sera, impeccabile; spiego
quello che sto dicendo io, il 40 per cento dell'acqua la perdiamo,
invasi mai collaudati, manutenzione insufficiente e disse nel 2002,
quando avevamo concluso l'esperienza dell'amministrazione
straordinaria affidata al Generale Jucci, stiamo attivando le
procedure per effettuare le necessarie prove di carico, stiamo
attivando le procedure per indire le gare d'appalto per completare
gli invasi in Sicilia.
La storia ci dice che tutto questo non è mai avvenuto, sono stati
invece spesi 50 milioni per costruire quattro dissalatori, due dei
quali, 20 milioni in tutto, non funzionano, Gela ed Agrigento.
Abbiamo investito 200 milioni per completare le dighe di Blufi e di
Pietrarossa che sono incompiute. Abbiamo privatizzato, attraverso
Siciliacque, metà delle risorse idriche della Sicilia. Credo che
dobbiamo avere questo quadro ben presente Presidente, perché se ci
limitiamo ad affrontare con una presa d'atto l'emergenza che
abbiamo di fronte, e non cerchiamo di capire come questo diciamo
debito politico si è reso strutturale del corso di 20'anni, noi ci
ritroveremo fra un anno a discutere le stesse cose.
E allora, in questo senso, con la mia mozione non le chiedo
soltanto di prendere atto o di affrontare questa emergenza, ma le
chiedo tre cose puntuali, il primo: una riprogrammazione del
settore; noi crediamo, io credo, che servirebbe una gestione
unitaria e pubblica in applicazione, in ossequio, alla legge 36 del
'94, pubblica, che faccia finalmente dell'acqua, della sua
gestione, della manutenzione di tutte le strutture che servono a
garantire che questa risorsa sia a disposizione delle famiglie e i
terreni, che sia gestita dalla Regione.
Il secondo punto: noi dobbiamo investire Presidente; abbiamo avuto
un crollo verticale degli investimenti nella manutenzione, la
manutenzione vuol dire che se le dighe si riempiono di fango non
possono essere utilizzate per la loro capienza e dobbiamo sversare
l'acqua a mare. Abbiamo avuto una diminuzione del 78 per cento in
sette anni che è grave perché oggi ci poniamo di fronte ad
un'emergenza, ma quando guardiamo in controluce il Bilancio non
abbiamo mai ritenuto che fosse un'emergenza tale non dico da
aumentare l'impegno, ma almeno da mantenere l'impegno finanziario
che negli anni scorsi la Regione aveva assunto. Una diminuzione del
78 per cento ci consegna gli esiti che conosciamo.
Il terzo punto: noi vorremmo anche venisse rispettata la legge 19
del 2015 che regola termini di convenzione, rapporto con la società
privata Siciliacque. Non c'è stato mai alcun monitoraggio su questa
convenzione, non c'è stato mai alcun controllo su questa
convenzione, non c'è stato mai alcun controllo su questa società
per capire se in termini di manutenzione, in termine di gestione
degli invasi, delle conduttore idriche, questa società avesse, come
dire, rispettato gli impegni che si era assunta di fronte alla
Regione e di fronte ai siciliani. L'assenza di questi controlli, le
Commissioni tecniche non sono state mai istituite, l'idea
abbastanza anarchica che ciascuno fosse responsabile soltanto di
fronte a se stesso ci consegna questi dati.
Ecco, signor Presidente, vorremmo nella sua replica che oltre a
una valutazione, ad un censimento ad hoc delle cose che non
funzionano ci fosse anche un suo impegno su questi punti sui quali
le chiediamo di pronunciarsi e le chiediamo poi, se davvero la sua
opinione fosse concorde con la nostra, che al momento del voto non
accada quello che è accaduto quando abbiamo discusso dell'emergenza
rifiuti, lo ricordo come dettaglio di metodo, le sue conclusioni in
quel dibattito sono stati conclusioni condivisibili, come lei ha
condiviso la sostanza di tutte le mozioni e di tutti gli interventi
che ci sono stati. Nel momento in cui siamo andati al voto e si è
deciso in quel caso di andare ad una mozione unitaria, il Governo
ha votato sistematicamente contro tutte le mozioni, esattamente
tranne una, esattamente in direzione opposta al modo in cui lei,
Presidente, si era pronunciato sul merito specifico e sulle cose
che ciascuno di quelle mozioni chiedeva.
Allora, proviamo a entrare, ad essere coerenti col merito delle
cose che ci diciamo, il gioco di posizionamenti quando siamo di
fronte alle emergenza rifiuti, all'emergenza idrica come questa
Regione oggi deve affrontare pretende, come dire, lealtà,
condivisione e chiarezza e se alcune cose le chiediamo e su queste
cose è d'accordo che il Governo dimostri di essere d'accordo fino
in fondo
PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 61, a firma degli onorevoli
Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, la mozione che oggi propongo all'attenzione di
quest'Aula e alla sua signor Presidente, è inerente alla gravissima
problematica dell'approvvigionamento del comune di Messina e del
territorio che sotto il profilo idrogeologico investe anche tutto
il territorio che da Fiumefreddo arriva fino a Messina.
Come è noto a tutti nel 2015 Messina è assurta agli onori delle
cronache per Messina senza acqua , fu Fiorello praticamente a
portare l'emergenza tramite un tweet, una situazione che veramente
vorremmo che non si ripetesse mai più e che portò la mia città -
senza ragioni di campanilismo, ma è la mia città - a non avere
l'approvvigionamento per più di quindici giorni, una emergenza che
poi si è protratta ulteriormente dopo il mese di ottobre, nel mese
di novembre e ancora oggi permane sempre una condizione di
fragilità della rete infrastrutturale, perché questo?
Perché chiaramente un acquedotto, Presidente, spero che lei porga
attenzione, la ringrazio, che percorre per 70 Km il territorio
della costiera ionica, non può che non essere interessato da quelli
che sono, 61, quelli che sono le condizioni territoriali,
orogeografiche della provincia di Messina. Perché si verificò
l'incidente di Calatabiano? Perché appunto si ruppe la conduttura
in un punto di frana. E non sto qui a dire tutti quelli che sono
stati anche gli interventi, il rimpallo delle responsabilità tra la
Protezione civile, la Presidenza della Regione, il comune, l'Amam,
tutti i tavoli che si sono susseguiti in Prefettura perché
chiaramente, allorquando si verificano situazioni di emergenza di
tale gravità, di siffatta gravità, inaudita gravità, ci si pone
tutti nella condizione di dare, di mettere un rimedio e di dare
tutti il proprio contributo, però non è possibile che si operi
sempre così
Siccome i punti in frana che interessano la conduttura li
conosciamo, sono stati messi nero su bianco, addirittura voglio
appunto portarli alla conoscenza di quest'Aula, questo studio che è
stato appunto condiviso in sede di tavoli, concertazione, in merito
agli interventi, ha evidenziato 15 siti di attenzione, 26 siti di
dissesto, 3 siti oggetto di corrosione, un sito oggetto di erosione
per un totale di 45 siti. In termini di rischio 15 sono a rischio
basso, 22 a rischio medio, e 8 a rischio elevato. Ci troviamo
d'innanzi ad otto punti a rischio elevato di rottura.
Perché non avvenga mai più una Messina senz'acqua, Presidente, io
ho sentito l'esigenza di proporre alla sua attenzione ed
all'attenzione di quest'Aula e ad impegnare - per quanto
chiaramente è nelle mie possibilità - il Governo e la sua persona
con azioni che siano propositive e che siano, soprattutto, di
accelerazione di processi, nel senso dell'intervento sul dissesto.
Perché sappiamo che gli interventi tampone sono stati fatti: si
parlò dei tre tubi, si parlò dei quattro tubi, si parlò di un
riferimento a quello che è stato un approvvigionamento anche da
parte dell'Alcantara, attraverso il rinnovo del bypass e la sua
sistemazione con Siciliacque. Ma non possiamo sempre pensare che
l'approvvigionamento idrico della città di Messina rimanga nelle
mani di una condizione di costante emergenza.
Bisogna intervenire, anche perché sappiamo che uno di questi
interventi è pronto, è già individuato nel Patto per il Sud ed
ammonta ad un milione e centomila euro. Addirittura l'AMAM, la
società partecipata comunale, ha messo a disposizione 500 mila
euro, e non è possibile che dal 2015 siamo arrivati al 2018 ed
ancora parliamo.
Le rappresento questa mia ansia, questa mia inquietudine di poter
finalmente dire un tratto è messo in sicurezza, andiamo al
successivo, andiamo al successivo perché esiste anche una
struttura commissariale, una struttura di Governo che è incaricata
dell'individuazione di quelle che sono le modalità. E' stata fatta
proprio alla velocizzazione di quella che è la spesa di questi
finanziamenti e perché, appunto, gli interventi vengano fatti.
Ecco, con questa mozione, Presidente, io voglio impegnare per
rappresentare quella che è l'emergenza di una conduttura che ha
forti criticità sulla rete.
Poi si potrebbe anche parlare dell'approvvigionamento, dei
serbatoi, ma ciò che interessa chiaramente, l'obiettivo sarebbe già
quello di non dover passare per una razionalizzazione quotidiana,
per cui la fornitura viene data ad orario.
E poi potessimo finalmente colmare il problema delle perdite che,
come sappiamo, costano ai cittadini messinesi, già questo sarebbe
un grandissimo punto di arrivo. Anche perché - e concludo il
ragionamento - non voglio far slittare l'argomento dal tema della
materia idrica al dissesto geologico, ma ci rendiamo conto che sono
strettamente correlate?
Pertanto, un intervento che sia risolutivo, non può non passare
per la spesa dei fondi a disposizione, ma probabilmente anche per
un potenziamento e rivisitazione di quelle che sono le forze di
Protezione civile e l'intervento e la qualità dell'intervento della
Protezione civile che oggi mi pare, forse per un sotto
dimensionamento delle forze in essere presso il dipartimento, che
ritenga il proprio intervento - e Presidente è in capo a lei la
Protezione civile, quindi l'intendimento e la governance
chiaramente spetta a lei -.
Un mio suggerimento è quello di applicare di per sé la legge che
prevede di applicare non soltanto un intervento in emergenza, ma
anche l'individuazione dei punti di criticità e la prevenzione.
Per questo chiaramente rassegno a lei questo impegno. La
ringrazio, Presidente.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Savarino
ha chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
65, 68 sulla emergenza idrica regionale
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Riprende la discussione delle mozioni nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61,
65, 68
sulla emergenza idrica regionale
PRESIDENTE. Si passa alla mozione 65, a firma degli onorevoli
Calderone ed altri.
CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
signor Presidente della Regione, signori assessori, la crisi idrica
è sotto gli occhi di tutti ed il territorio patisce, signor
Presidente, da tempo questa crisi.
Io rappresenterò una problematica che attiene il territorio
messinese che però è estensibile a tutto il territorio siciliano e
rappresento il problema concreto che si è presentato, soprattutto
nel periodo estivo che è appena trascorso, o per lo meno
nell'ultimo periodo estivo, che ha trovato soluzione grazie
all'intraprendenza - se così posso dire - di tanti sindaci, alla
buona volontà, di tanti privati, che hanno fornito i cosiddetti
camion-cisterna o più volgarmente autobotti che hanno sollevato il
territorio da una situazione veramente drammatica.
Come Ella sa, signor Presidente, non è stato ancora individuato, o
comunque non è stato portato a compimento tutto l'iter che riguarda
la gestione del servizio idrico in provincia di Messina. Si è già
riunita l'ATI idrica ed ha, da qui a qualche mese, a qualche giorno
la possibilità e, questo è veramente auspicabile che possa operare.
Con la nostra mozione, Forza Italia, signor Presidente, chiede che
a mezzo dipartimento della Protezione civile possano essere
acquistati questi camion-cisterna che sono veramente fondamentali e
ceduti in comodato d'uso ai Comuni o alle associazioni di Comuni in
modo che nelle situazioni di emergenza drammatica, perché di questo
si tratta, possano dare veramente un contributo al territorio con
la possibilità, appunto, di risollevare questo territorio.
La nostra mozione impegna anche il suo prestigioso Governo a
mettere in campo qualsiasi iniziativa che possa contribuire alla
cosiddetta ricerca idrica come viene chiamata cioè molto più
volgarmente 'i mezzi per i pozzi'. Vedo, signor Presidente, che la
Sua signoria annuisce perché è proprio questo il problema. E
siccome questo è possibile, è auspicabile che questo nostro
intervento che sicuramente è una mozione ma soprattutto è anche un
auspicio di buon lavoro sotto questo profilo e che possano essere
veramente acquistati questi mezzi e ceduti ai Comuni in comodato
d'uso perché in uno ai grandi progetti ATI, gestione, servizi,
dighe, talune volte mi è stato insegnato che i grandi problemi si
risolvono pure nel quotidiano e noi crediamo, con questa mozione di
aver suggerito, come dire, in maniera temporanea, la soluzione al
problema pressante che si può porre come si è posto nell'estate
oramai decorsa.
PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 68, degli onorevoli Aricò ed
altri.
ARICO'. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei
ringraziare il Presidente della Regione per la disponibilità ad
essere qui, oggi. Proprio oggi ho verificato che la Presidenza
della Regione ha ricevuto le mozioni dal 13 al 16 febbraio e
comunque la presenza è sicuramente un atto di rispetto nei
confronti di quest'Aula. Quindi grazie Presidente e grazie ai
membri del Governo che sono qui a rispondere ad un dibattito, un
dibattito sulla crisi idrica che oramai voglio dire all'ordine dei
giorni in questa terra da sempre. Da sempre si parla di
problematiche riguardanti il problema della siccità e del problema
dell'acqua.
Siamo soddisfatti anche del fatto che il Presidente della Regione
abbia chiesto a gran voce in rappresentanza di tutti i siciliani lo
stato di emergenza e che comunque la Presidenza del Consiglio
l'abbia accettata.
Ma ci sono delle storture che in questi anni si sono manifestate;
tra qualche minuto darò alla Presidenza dell'Assemblea due sentenze
del TAR e una sentenza della Corte Costituzionale, che di fatto
riscrivono i meccanismi di gestione delle acque. Perché, è anche
vero che la sentenza della Corte Costituzionale, la 117 del 2015 ha
sentenziato che la legge regionale siciliana 16 del 2004, in molte
delle sue parti era illegittima e non poteva essere proprio la
Giunta regionale a decidere anche le tariffe, perché è vero che
dobbiamo parlare di emergenza, vero che dobbiamo parlare di
infrastrutture, vero che dobbiamo parlare di invasi, delle
condutture, tutto quello che è contenuto all'interno della
richiesta di calamità presentato dalla Presidenza della Regione, ma
è anche vero che dobbiamo parlare di acqua pubblica, è anche vero
che dobbiamo parlare di parità dei servizi da rendere ai cittadini,
è anche vero che dobbiamo parlare di costi uguali per ognuno dei
cittadini, è anche vero che le evoluzioni in questi anni in certi
versi dettate anche dalla difficoltà di porte avanti gli ATO idrici
perché sappiamo che quasi tutti versano in un regime quasi
fallimentare, che sono stati sostituiti soltanto in Sicilia dalle
cosiddette ATI, dall'Assemblea Territoriali Idriche, ma sappiamo
che queste ATI non sono partite.
Ed è anche vero, come diceva in parte del suo intervento
l'onorevole Fava, c'è un problema riguardante Siciliacque. C'è un
problema riguardante anche il costo all'ingrosso dell'acqua. In
Sicilia credo che dopo la Toscana sia la terra in cui l'acqua costi
di più, e questo è un problema per i cittadini. C'è una parte fissa
ed una parte variabile. La parte fissa credo che l'acqua di Sicilia
che eroga Siciliacque venga pagata anche dallo stesso gestore di
Palermo, l'AMAP, ben 69 centesimi per metro cubo e sono cifre più
che doppie rispetto al resto d'Italia. Addirittura la media del
Nord Italia è soltanto sei centesimi per metro cubo. Allora,
bisogna parlare di sistema omogeneo delle tariffe. E' impensabile
che un cittadino siciliano debba pagare la metà delle tariffe
rispetto alla Lombardia e dobbiamo entrare nei meccanismi di
gestione di Siciliacque.
Questo colosso, che è nato per legge regionale nel 2004, la cui
proprietà della Regione Sicilia è di carattere residuale, perché ha
appena il 25 per cento che di fatto gestisce il sovrambito della
rete idrica regionale, con la gestione quasi diretta di
Caltanissetta, di Agrigento, di Trapani e alcune gestione che
intervengono anche sulla provincia di Palermo.
E allora, aprire una interlocuzione con l'Autorità dell'Energia e
delle Acque per stabilire delle tariffe. Quanti sono i Comuni che
non hanno avuto autorizzato, e questo è una denuncia che faccio
pubblicamente in questa Aula, le proprie tariffe, non hanno
concordato le proprie tariffe idriche con l'Autorità nazionale
competente, che è l'Autorità per l'energia e delle acque? Credo che
siano la maggior parte Perché la regione Sicilia con delibera di
Giunta del 2014 ha voluto intervenire su una competenza che non era
sua, così come sentenziato nel 2015 dalla Corte Costituzionale con
una sentenza.
Dobbiamo parlare del futuro delle Assemblee territoriali idriche,
ancora non se n'è parlato, dobbiamo parlare di infrastrutture,
dobbiamo parlare dei dissalatori. Signor Presidente, è possibile
che in questi ultimi anni, con la convenzione fatta e con la
gestione, diciamo poca accorta, del Dipartimento alle acque, si
siano spesi decine di milioni per i dissalatori che oggi sono
chiusi? E mi riferisco, particolarmente, a tre dissalatori: Porto
Empedocle, Gela e Trapani. Non ci siamo
Credo che i costi si siano aggravati oltre 50 milioni di euro e
scopriamo che il Dipartimento regionale, qualche mese fa,
naturalmente lo scorso governo, prima valutava l'idea di
ammodernamento, dopodiché capiva che erano dei meccanismi superati
e che i relativi costi di dissalazione erano 5/6 volte di più
rispetto ai costi dei moderni dissalatori.
Abbiamo anche il problema delle isole minori, naturalmente. Ed
allora ritengo che questa Aula non possa non tenere conto delle
mozioni sulla continuità territoriale e sulla insularità che
abbiamo voluto con forza approvare per dimostrare che la Sicilia
tutta debba avere una connotazione di continuità territoriale. Ed
allora perché non pensare principalmente alle isole minori,
pensiamo ai dissalatori che non funzionano in alcune isole minori,
pensiamo all'approvvigionamento idrico come debba pervenire. Ed
allora, forse, cari colleghi, caro Presidente, dovremmo vedere dove
si è fatto bene.
Abbiamo dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, più afosi
della Sicilia, mi riferisco ad Israele che negli ultimi 40 anni
hanno avviato una serie di infrastrutture ed una serie di
meccanismi che hanno portato oggi a quel piccolo stato, che tanto
piccolo non è, ad essere autosufficiente sull'approvvigionamento
idrico. Ed, allora, dobbiamo parlare sì di grandi invasi, dobbiamo
parlare anche delle perdite che le reti comunali hanno. Credo che
oggi il Ministero dell'ambiente preveda per la Sicilia, all'interno
delle reti idriche, perdite di oltre il 50%.
Allora voglio annunciare, come Gruppo parlamentare Diventerà
Bellissima, che nei prossimi giorni presenteremo un disegno di
legge affinché ci sia un obbligo da parte dei Comuni di redigere un
piano quinquennale per la mappatura delle reti perché, Presidente,
signori colleghi, non è possibile che oggi i Comuni di tutta
l'isola non sappiano dove passano le proprie reti. Arriva la fibra
ottica e sfondano i tubi dell'acqua, i tubi elettrici, non c'è
nessun Comune virtuoso che ha la possibilità di conoscere le
proprie reti idriche ed elettriche e di altra natura. Non abbiamo
la possibilità, forse ci sarebbe, perché mi riferisco ai sonar che
possono individuare in maniera molto veloce le perdite dell'acqua,
gli allacci abusivi. Si parla che oltre il 10% dell'acqua si perde
con gli allacci abusivi. Ed allora: chi controlla chi?
I Comuni devono lavorare affinché ci sia una gestione virtuosa
delle proprie acque ed, allora, io ritengo che il Governo regionale
sia sulla buona strada per risolvere una volta e per tutte la
problematica che, da oltre 50 anni, forse da sempre, forse i
siciliani sono nati per affrontare questa emergenza ma io ritengo
che nei prossimi 5 anni ed anche con la possibilità che il
Presidente della Regione sia commissario di governo per l'emergenza
idrica di risolvere in tempi brevi questa problematica.
Allego agli atti dell'intervento copia delle sentenze del Tar che
evidenziano quanto io abbia detto precedentemente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, conclusa la discussione sulle
mozioni, dichiaro aperta la discussione generale sulle stesse.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cateno De Luca. Io non ho molti
iscritti a parlare, se ce ne sono me lo comunicate, così dichiaro
chiuse anche le iscrizione a parlare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cateno De Luca.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
desidero stasera consegnare al Governo un altro tipo di
riflessione, perché enunciare dati statistici non ci serve.
Ho avuto il privilegio di fare il sindaco di un Comune montano,
con tanta acqua, e di un Comune costiero, con poca acqua, e ho
potuto affrontare in termini pratici che cosa significa l'emergenza
idrica in relazione con quella che è la mannaia delle
autorizzazioni della Regione siciliana. Che è un tema delicato e
che dovremmo affrontare in termini anche pratici.
Perché forse i colleghi non sanno che per avere l'autorizzazione
all'attingimento per l'individuazione di nuove fonti idriche ed
avere la concessione definitiva per lo sfruttamento definitivo, ci
vogliono quattro anni, signor Presidente. Quattro anni per le
autorizzazioni di competenza della Regione siciliana, e questo è un
dato che le consiglio di cominciare a segnarsi.
Perché le dico questo? Perché anche quando si vuole andare ad una
gestione virtuosa, e voglio solo dire al collega Aricò che c'è un
Comune in Sicilia che ha fatto già quello che lei ha detto, ha
fatto il piano regolatore comunale delle acque, cosa che i Comuni
non hanno, ha applicato i principi di smart city anche in relazione
a quella che è la radiografia, per intenderci, di tutti i
sottoservizi che passano, e soprattutto ha anche applicato i
sensori , come sono stati definiti, non è così ma ha un termine
più tecnico, distrettualizzando anche la rete idrica interna.
Questo Comune è il Comune di Santa Teresa di Riva che ho governato
per cinque anni.
Questo l'ho voluto dire perché? Perché il tema pratico della
questione non può essere semplicemente che gettiamo la croce sulla
Regione. La Regione ha le sue colpe in questa storia. La storia è
stata decantata anche dal collega Fava, e non ci ritorno, ma
dobbiamo andare oggi a quella che è la questione attuale.
E le voglio raccontare una barzelletta, anche per farla riprendere
dal suo stato fisico. C'è una città - le dirò alla fine come si
chiama - che per spendere miliardi di euro negli anni Sessanta,
decise di prendere l'acqua nel Comune di Catania, occultando quelle
che erano invece le risultanze delle ricerche idriche che erano
state effettuate nel proprio territorio. In quel territorio si
costruirono anche gallerie. Durante la costruzione delle gallerie
ci si incamminò in delle vene d'acqua importanti, hanno avvisato il
gestore delle risorse idriche e gli è stato detto "deviatele".
Bene, oggi quella città si dichiara spesso con l'emergenza idrica,
parlo della città di Messina, che spero di potere governare tra
qualche mese, e nei confronti della quale ho avviato un
monitoraggio, ovviamente, proprio accusando l'AMAM, che è l'ente
gestore delle acque, di una gestione clientelare, parassitaria e
affaristica.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Venerdì prossimo avremo un confronto con il Sindaco e con il
Presidente ed il Direttore Generale dell'AMAM, perché? Perché non è
pensabile - la collega Zafarana ha toccato alcuni punti, ma non
tutti - perché per sistemare i versanti, dove insiste settanta
chilometri di condotta, che parte dall'Alcantara e Fiumefreddo e
porta paradossalmente l'acqua a Messina, ci vogliono oltre venti
milioni di euro. Primo dato.
Secondo dato, per portare l'acqua da Fiumefreddo e l'Alcantara, si
spendono sei milioni di euro di energia elettrica, di costi annui.
Dopodiché, le racconto un'altra favola in merito. Solo per
controllare quelli che sono gli impianti e anche il punto di
derivazione, si spendono circa un milione e duecentomila euro
l'anno per guardiania e monitoraggi vari. Abbiamo fatto le pulci al
bilancio dell'AMAM, abbiamo dimostrato che si spendono oltre dieci
milioni di euro l'anno in modo parassitario e clientelare. Perché
ho voluto citare questo dato?
Le aggiungo, che a Messina c'è anche un'altra situazione
paradossale, che mi risulta che non è che sia lontana da tanti
altri Comuni. Entrano mille litri d'acqua secondo - questa è la
derivazione che è già ufficiale con i dati - a fronte di un
fabbisogno di circa seicento litri secondo per quanto riguarda la
città. Lo sa cosa succede? Dati già acclarati. Circa il cinquanta
percento si perde e di questo c'è un buon trenta percento che sono
allacci abusivi. Abbiamo fatto anche più monitoraggi, come è
possibile che dalle utenze dell'AMAM risultano ottantamila utenze e
le famiglie sono novantacinque mila, per fare un esempio.
Ho voluto dire questo, e concludo signor Presidente, per ribadire
che qua c'è un tema di fondo che riguarda le competenze della
Regione - e lasciamo stare la storia - che deve sburocrattizzare e
semplificare quella che è la possibilità di attingimento dei
comuni. E dico all'Assessore per le autonomie locali: utilizziamo
quelle che sono le unioni dei Comuni per mettere in rete i Comuni a
monte, che hanno l'acqua e la buttano nei torrenti, con i Comuni
che stanno a valle e che sono senza acqua. Com'è possibile che a
distanza di 3-4 chilometri, in un collegamento mare-monti, non si
riesce a gestire in modo virtuoso quelle che sono le risorse
d'acqua?
Questa è l'amara storia, signor Presidente. Non è solo quella che
viene raccontata dai dati statistici e da relazioni di alcuni
burocrati che non hanno idea di quello che è poi il senso pratico
della gestione. Le volevo consegnare questo spaccato, signor
Presidente, in un complessivo quadro di riordino ma anche in una
visione che oggi ha lei come Commissario, di imporre quattro regole
di base, intanto ai Comuni ma soprattutto ai vostri Uffici. Agli
Uffici della Regione siciliana. Perché è vergognoso che si
impiegano quattro anni per avere la concessione definitiva per
sfruttare quelle che sono ricerche idriche che ogni Comune dovrebbe
fare. Io l'ho fatta a Santa Teresa di Riva. Compravo l'acqua dalla
Regione, dalla Società siciliana acque. Sono passati tre anni e non
abbiamo avuto ancora la concessione definitiva però ho trovato
l'acqua che serve alla comunità di Santa Teresa di Riva, smentendo
quello che era una diceria che non c'era acqua a Santa Teresa di
Riva.
Questo ovviamente, si può verificare ovunque ma non ci sono i
Comuni attrezzati con i piani regolatori comunali delle acque.
Veda, sono pochi i Comuni che hanno fatto questo tipo di lavoro. E
questo sarebbe indispensabile anche per poter mettere in
collegamento quelli che sono territori mare-monti che, in modo
naturale, senza fare grandi ricerche e anche per caduta, quindi
evitando anche pozzi e trivellazioni e risparmiando anche da un
punto di vista di gestione di risorse energetiche, si può mettere
in modo sinergico e sicuramente efficiente, efficace ed economico,
un sistema che, allo stato attuale, è stato gestito realmente in
modo opaco, affaristico e clientelare. Perché alcune strutture sono
nate solo con la logica della lobby del progettista, della lobby
dell'impresa che doveva realizzarlo, e i fatti dimostrano che non
servivano al territorio. Partiamo anche da qui, una volta per
tutti, e diamo indicazioni finali al territorio, prendendoci le
rispettive responsabilità in relazione alle competenze. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Governo, colleghi, cittadini, abbiamo discusso nella scorsa seduta
d'Aula della questione della siccità. Discutiamo oggi del problema
della crisi idrica nella nostra Regione. Ma non posso fare a meno,
signor Presidente della Regione, di contestualizzare il problema
della crisi idrica riportandola alle zone, alle città, ai territori
dei quali sia io che lei proveniamo.
Lei sa che ogni anno, ogni santo anno, in estate, ci chiamano
rispettivamente gli agrumicoltori di Scordia, gli agrumicoltori di
Grammichele, coloro che coltivano i carciofi di Ramacca, e sa
perfettamente in quale crisi versano ogni qual volta lo stato di
siccità finisce con il depauperare ulteriormente quel sistema di
invasi che non è mai stato completato a seguito di quella grande
incompiuta che è la diga dell'Ogliastro. Io non conosco quali sono
le determinazioni a tale proposito di questo Governo. Però conosco
bene quanto lei, e quindi entrambi conosciamo esattamente, quali
sono i problemi di quegli agricoltori, di quelle condutture che non
sono più state manutenute non so da quanti anni, condutture
assolutamente colabrodo, di quei canoni che molti imprenditori sono
costretti a pagare pur non ricevendo una sola goccia d'acqua
annualmente o quei canoni che sono costretti a pagare pure
ricevendo acqua che nel frattempo si perde da quella diga - che non
è certo dell'Ogliastro ma quella dalla quale attingono - sino alla
propria coltivazione. Non solo. Lei sa perfettamente che quando poi
il razionamento dell'acqua finisce, per esempio quest'anno il
Consorzio di bonifica di Caltagirone fornì un milione di metri cubi
alla Piana di Catania, gli stessi agrumicoltori di notte facevano
le ronde perché si auto sorvegliavano per il timore che l'uno
rubasse l'acqua all'altro.
Ecco, signor Presidente, è una situazione assolutamente
inaccettabile, è una situazione insopportabile, è una situazione
alla quale bisogna assolutamente trovare una soluzione altrimenti
la siccità, la cattiva volontà da parte del Dipartimento regionale
che non ha più collaudato alcuna diga da più di quattro anni, i
consorzi di bonifica di cui oggi non si capisce più quale sia la
funzione, ecco questo finisce con lo stringere nella morsa
l'economia che costituisce la parte più importante del territorio e
di tutta la Sicilia in generale, ma in particolare del territorio
dal quale noi veniamo che comporta la chiusura ovviamente o peggio
ancora, il fatto che i frutti rimangano sostanzialmente sull'albero
per non parlare poi dell'aggravamento dei costi derivanti da un
costo eccessivo dell'energia elettrica che gli agricoltori debbono
fare fronte per emulgere quest'acqua.
La situazione è paradossale, è assolutamente insostenibile e
pertanto chiedo a questo Governo un impegno concreto nei confronti
di queste persone nei cui confronti noi dovremmo tornare e dare
delle risposte, ecco perché signor Presidente ho preferito fare un
intervento più localistico perché queste persone e questi
territori, questi imprenditori agricoli sono le stesse persone che
aspettano finalmente una risposta da questo Governo che oggi
affronta per la prima volta il problema della crisi idrica, dopo di
che signor presidente le dico sinceramente che non sono un
appassionato di ATO, di Province, io sono appassionato di risposte
e non voglio ritrovarmi il prossimo agosto a dover parlare con il
Presidente del consorzio unico per la parte orientale o con tutte
le associazioni di categoria o con tutti gli agrumicoltori uno ad
uno per dire che ancora una volta a causa della siccità o a causa
della potenziale inerzia del Governo, dico potenziale perché da
questo governo ci aspettiamo ovviamente nella qualità di siciliani
delle risposte, ecco che la situazione non divenga irreversibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, ringraziamo il Presidente della
Regione per la sua pazienza, nonostante non stia molto bene; poi
magari le offrirò una mia consulenza dove sono molto bravo, perché
come onorevole sono scadente ma come medico sono discretamente
decente.
Io non vorrei leggere tante delle nostre mozioni che poi alla fine
finiscono per somigliarsi un po' tutte, i vari emendamenti e
quant'altro, però molto concretamente e molto praticamente,
approfittando della sua buona volontà nell'ascoltare tutti noi,
vorrei invece con molta concretezza affrontare il problema in modo
pratico.
Come lei sa, io sono appassionato di medicina e allora finisco per
affrontare i problemi sempre in modo abbastanza tecnico
scientifico, diciamo così. Allora la diagnosi qual è di questo
problema? Noi abbiamo questo problema e questa malattia che è la
siccità, per carità grave, e come spesso succede in Sicilia quando
si parla poi di un problema ricorriamo a delle cose straordinarie,
ci appassioniamo ai termovalorizzatori per risolvere il problema
della spazzatura e il termovalorizzatore sta proprio alla
spazzatura come il problema del dissalatore sta all'acqua, a mio
modestissimo parere. Non perché io sia contrario ai dissalatori,
che per carità probabilmente in alcuni casi, in casi di grande ed
estrema emergenza possono essere anche previsti e realizzati o
meglio fatti funzionare, visto che già qualcuno è stato realizzato,
ma il buon senso ci dice, un po' è venuto da tutti i ragionamenti
che sono stati fatti, il buon senso ci dice che intanto l'acqua non
va perduta, io avendo fatto il sindaco, come qualcun altro,
sappiamo che è inutile scavare pozzi è più semplice riparare le
reti idriche, è inutile scavare pozzi e spendere soldi, è più
semplice chiudere il rubinetto, se io ho il rubinetto di casa
aperto non mi devo preoccupare che il serbatoio si svuoti e quindi
ci metto più acqua, intanto chiudo il rubinetto, probabilmente il
serbatoio non si svuoterà, quindi con questo buon senso molto
semplice io direi che il problema, che ormai è acclarato, è il
problema delle reti idriche che sono delle reti disastrate e quindi
noi perdiamo come tutti hanno detto, al di là dei numeri, che è
circa il 50% del nostro patrimonio idrico viene perduto.
Poi noi buttiamo tanto acqua a mare perché non utilizziamo bene le
dighe, perché non facciamo la manutenzione, questo credo sia
acclarato e sotto gli occhi, allora è lì che bisogna intervenire.
Poi, c'è un altro problema quindi, intervento nell'evitare che si
perda l'acqua. E poi un'altra cosa io la feci come sindaco, e mi
ricordo quanto ho dovuto penare con i funzionari di questa Regione
siciliana per far loro comprendere come, per esempio, non è
intelligente buttare l'acqua dopo che è stata depurata a valle, si
può utilizzare ed oggi la tecnologia ce lo consente, la scienza ce
lo consente, si può utilizzare l'acqua depurata per essere
riutilizzata, il famoso criterio del riuso e del riciclo, a cui
tutti oggi ne facciamo un gran parlare, e che proprio lì ci può
aiutare, nel mio paesino Grammichele che lei conosce, noi salvammo
i nostri agrumeti utilizzando le acque reflue, ben 45 litri di
acqua al secondo, che anziché buttarle a valle venivano depurate,
filtrate e utilizzate dagli agrumicoltori come da convenzione con i
nostri agricoltori, con i consorzi.
Ecco, questa è una prassi che si può fare. Ho penato io all'epoca
per farlo entrare nella zucca dei nostri bravi funzionari
regionali, ma una pratica che, per esempio, questa Regione potrebbe
sottolineare, fare in modo che si realizzi in tutti i comuni.
Tra l'altro, noi siamo in regime di infrazione comunitaria perché
non realizziamo i depuratori, facciamo i depuratori, utilizziamo i
fondi comunitari per fare i depuratori, e poi facciamo in modo che
questi depuratori una volta filtrata l'acqua si possa riutilizzare
per scopo irrigui ed eviteremo di perderla.
Vedete quanto patrimonio di acqua abbiamo, e non c'è bisogno di
andare a pensare a cose super scientifiche o, per esempio,
metodologie come quelle che oggi sono state attuate, per esempio,
dall'università di Catania e che abbiamo sperimentato nel mio
comune, ma anche San Michele di Ganzeria, e le dico se vuole ci
facciamo una passeggiata ed andiamo a vedere a Valle dei Margi per
esempio, dove con la fitodepurazione si può recuperare acqua senza
bisogno di sprecarla e a costo zero, ogni sistema di
fitodepurazione noi filtriamo, ci pensano le piante a filtrare le
acque, la depurano e l'acqua viene utilizzata nelle campagne senza
spendere un euro.
Allora, queste sono le cose che dobbiamo fare; e poi, una volta
per tutte, dobbiamo chiarire Presidente, questo lo deve fare il suo
Governo ed avrà un grande merito se riuscirà una volta per tutte a
mettere punto a questa storia. Io ero sindaco quando - mi ricordo -
nacquero le ATI. L'ATI partiva da un'idea che non era un'idea che
si era inventato qualcuno, ma era un adeguamento alle norme
comunitarie che prevedevano l'istituzione delle ATI, quindi una
gestione comprensoriale delle acque, per cui poi presupponevano
tutta una serie di investimenti che avrebbero, appunto, reso le
reti idriche moderne, fare depuratori e quant'altro. Questa storia
per le nostra solita cultura tutta siciliana, complicata, barocca,
noi siamo bravissimi nel complicarci la vita, nell'inventarci delle
cose straordinarie, ed abbiamo stravolto le normative, ci siamo
inventati delle norme poi tutte nostre siciliane.
Il risultato è, come ha detto benissimo il collega Aricò, che la
Corte costituzionale ci ha bacchettato dicendoci che queste cose
non si possono fare. Abbiamo inventato le ATI; bene Allora,
Presidente, il problema è questo, e questo è il vero compito che
deve svolgere il suo Governo, è il vero carico di responsabilità
che si deve prendere, dobbiamo mettere ordine nelle norme, noi
dobbiamo sapere chi deve fare che cosa, poi possiamo certamente
immaginare che anziché essere su base provinciale siano per bacino
idrografico.
Mi pare giudizioso ed intelligente, la gestione di più comuni,
perché non è possibile; così come non può succedere che un comune
che è seduto su un bacino idrografico abbia l'acqua, ed un altro
comune, quindi altri cittadini, seduti su un territorio dove non
c'è acqua non ce l'abbiano.
Oggi è giusto ed è intelligente che i comuni si mettano insieme e
che possano quanto meno utilizzare i bacini.
Questo Governo deve chiarire una volta per tutte e bacchettare i
comuni che non lo fanno ed i sindaci che si oppongono per questioni
molto spesso di campanile, oppure di convenienze personali, che si
mettano le regole, che si facciano le norme che devono essere
omogenee con le norme nazionali e comunitarie, sennò come al solito
combiniamo strafalcioni e stupidaggini. Ci si obbliga a fare le
cose e si facciano bene e la Regione deve sovraintendere a questo e
fare in modo che ciò si realizzi; questo è il mio personale
contributo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, cittadini che ci ascoltate da casa.
Onorevole Presidente, io ricordo esattamente come se fosse stata
pronunciata ieri una frase che lei proferì lo scorso mese di
ottobre a Sant'Agata, a Palazzo Gallego, mi rimase impressa, era
riferita alla crisi idrica.
Probabilmente, c'era un che di profetico in quell'affermazione.
Riferendosi ai siciliani bonariamente li rimproverava perché non è
giusto lamentarsi del cattivo tempo in Sicilia quando piove, dal
momento che l'acqua piovana va a lenire quella che è la penuria di
risorse idriche nella nostra Regione.
In queste giornate nell'approcciare quest'Aula mi sono reso
maggiormente edotto circa i dati di questa crisi idrica imponente
in Sicilia. Ovviamente, come tutti penso, avevo una cognizione del
problema, ma non le nascondo che la preoccupazione studiando i dati
è aumentata particolarmente.
Nel corso dell'ultimo anno dal febbraio 2017, le risorse idriche
complessive delle nostre dighe sono diminuite da 370 milioni di
metri cubi a 170 milioni di metri cubi con casi specifici, come
quello di Piana degli Albanesi, dove il volume complessivo è
diminuito di cinque sesti. E' calcolato che per ripristinare il
livello di un anno fa occorrerebbero, alla vigilia della stagione
secca, 10 mesi di precipitazioni continue e di certo non possiamo
fare la danza della pioggia o sperare che piova ad agosto in
Sicilia e viviamo in una Regione che ha la stessa dimensione del
Belgio, quattro volte gli abitanti del Belgio e un decimo delle
risorse idriche del Belgio.
Quella frase che lei proferì a Sant'Agata è incompleta, c'è la
seconda parte. Disse anche Presidente, si ricorderà, che non
riusciamo a trasportare quest'acqua piovana che cade nelle città e
nei campi per mancanza di mezzi, per mancanza di infrastrutture
idonee. E' quindi chiaro che sarà necessario, e credo che su questo
siamo d'accordo, un intervento importante sotto questo profilo.
E mi permetto di prendere come esempio una infrastruttura che è
stata già citata in una mozione che è stata discussa
precedentemente ovvero sia la condotta di Fiumefreddo di
Calatabiano. Credo che quel sito sia assolutamente simbolico e
racchiude in sé molti aspetti del problema, non soltanto perché da
tantissimi anni versa in condizioni pietose, non soltanto perché
nel 2015 la frana ha interrotto l'erogazione del servizio per
diverse settimane in una città di 220 mila abitanti, non soltanto
perché nel corso dei periodi successivi gli interventi sono stati
dei rattoppi, non soltanto perché la Protezione civile, anche
recentemente, ha individuato la necessità di ulteriori interventi a
sostegno dell'infrastruttura, ma perché quella zona è una zona che
è stata anche interessata da problematiche di tipo idrogeologico.
Se affrontiamo la tematica della crisi idrica dobbiamo capire che
in Sicilia ci sono zone dove piove poco e zone dove spesso piove
troppo. Ed allora, è anche un problema di messa in sicurezza del
territorio, bisognerebbe cercare che il mare di quella zona si
tinga di rosso, sia perché cadono tonnellate di acqua mista ad
argilla, come nel caso della frana che ha travolto l'acquedotto,
sia perché, ahimé, qualche volta arrivano a mare dei cittadini che
poi vengono ritrovati cadaveri.
Credo che la tematica sia complessiva e, quindi, debba essere data
anche possibilità alla Protezione civile di prevenire, di lavorare
efficacemente, ma di certo non possiamo sperare che questo avvenga
se a Roma ci sono Governi nazionali che tagliano i fondi per la
Protezione civile come è avvenuto recentemente, purtroppo, con il
Governo Renzi che ha decurtato i fondi della Protezione civile
tagliando ben 90 milioni di euro.
Quindi è un problema che va, credo, affrontato anche in sinergia
con il Governo romano, e sono sicuro, come lei ha già dimostrato
facendosi conferire poteri speciali per l'emergenza rifiuti e
poteri speciali per l'emergenza idrica in provincia di Palermo, che
il Governo da lei presieduto saprà porre in essere questa efficace
interlocuzione con il Governo romano.
Parlavo di Protezione civile, approfitto anche per riferirmi alla
mozione n. 65 quella presentata dai colleghi di Forza Italia che
condivido, anche quella riguarda il nostro territorio, credo che
sia importante in provincia di Messina che si possano munire i
comuni di strumenti per combattere casi come quelli della scorsa
estate.
Ma voglio affrontare anche un altro aspetto del problema che è
quello dei furbetti degli allacci idrici; anche misure
extrapatrimoniali, extraeconomiche possano essere importanti.
Stiamo attenti a seguire sempre, lo ricordo prima ancora a me
stesso che a lei, Presidente, non ha bisogno dei miei appunti
sicuramente, però dobbiamo stare attenti perché rischiamo di fare
come Penelope che di giorno tesseva la tela e poi di notte la
distruggeva. Non possiamo permetterci che di giorno riempiamo le
dighe di notte poi qualcuno illegalmente ce le viene a svuotare
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, a mio giudizio una discussione matura sulla
crisi idrica non può non partire anche da un ragionamento sul
quadro normativo regionale che è mutato, come sappiamo, negli
ultimi anni dopo che quest'Aula nel 2015 con la legge n. 19 si è
occupata della riorganizzazione del sistema idrico.
La legge ha subìto la caducazione della Corte costituzionale con
la sentenza n. 93 del 2017 che ha fatto chiarezza su alcuni aspetti
che erano stati oggetto del dibattito parlamentare in quella serie,
io fui relatore, emerge un quadro per alcuni versi più chiaro e con
cui stiamo facendo i conti da qualche mese a questa parte.
Quindi, a mio giudizio, Presidente, occorre tenere conto di questa
situazione normativa. Noi auspichiamo, presenteremo nelle prossime
settimane un disegno di legge in tal senso che l'Aula e prima la
Commissione trattino nuovamente le questioni dell'acqua, partendo
innanzitutto dal tema degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), ci
fu una parte importante del dibattito che si incentrò sul numero
degli Ambiti Territoriali Ottimali, alla fine con la legge n. 15 ne
vennero votati nove che coincidevano con la perimetrazione
amministrativa quasi delle ex province. A nostro giudizio occorre
fare un ragionamento motivato che invece tenga conto delle
situazioni idrografiche dei bacini e ovviamente pensare un numero
di Ambiti Territoriali Ottimali che sia quanto più ridotto
possibile.
Nella proposta del Governo precedente si partiva da tre, il
Movimento Cinque Stelle, se non ricordo male ne proponeva cinque.
E' una analisi che va approfondita e va soprattutto utilizzata
tutta la perizia tecnica degli Uffici della Regione per trovare la
soluzione più opportuna.
Un'altra valutazione va fatta con riferimento al lavoro che è
stato fatto dal precedente Commissario. Io credo che c'è un numero
di gare che sono state aggiudicate per quanto riguarda la
progettazione, un numero di finanziamenti che hanno visto la luce
con l'aggiudicazione definitiva, occorre, quindi, anche dal punto
di vista conoscitivo rendere edotti non soltanto la parte politica
ma anche i cittadini siciliani di quella che è la situazione della
capacità di spesa in ordine agli investimenti idrici.
A noi risultano che ci sono delle somme che sono quelle relative
al Patto per il Sud in cui sono, appunto, stati appostate una serie
di investimenti da questo punto di vista, quindi è come se si
dovesse completare il quadro tra la parte normativa e la parte
amministrativa.
Con riferimento alla parte che riguarda di più l'ordine del giorno
condividiamo per lo più le premesse della mozione n. 32.
Presidente, apponiamo la firma agli emendamenti 32.3, 32.4, 32.5,
32.6, 32.7 dell'onorevole Palmeri, tenuto conto - anche per
comodità dei lavori d'Aula - che come PD ritiriamo la nostra
mozione, credo che sia dello stesso parere anche l'onorevole Fava.
Abbiamo presentato un emendamento che è stato distribuito ai
colleghi, anzi un doppio emendamento: il primo soppressivo del
numero degli ambiti, perché la mozione n. 32 prevedeva numero
cinque Ambiti.
Per le ragioni che ho detto prima, a noi sembra giusto che il
numero degli ambiti e la loro perimetrazione venga affrontata con
calma e con tutti i dettagli tecnici dalla Commissione di merito
che stabilirà il numero degli Ambiti da proporre all'Aula e la loro
perimetrazione.
Nell'emendamento chiediamo una rendicontazione periodica dello
stato di attuazione degli investimenti, alla luce della capacità di
spesa degli anni passati ed alla luce anche della disponibilità
delle somme relative al Patto per il Sud.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
onorevole Presidente della Regione, Assessore, la riflessione che
mi viene da fare questa sera è legata sì all'emergenza idrica, ma
ad una questione più ampia che è lo stato di salute in genere delle
reti idriche, dei depuratori e dei costi dell'acqua nella nostra
Regione.
E' un problema che noi abbiamo - come ha ricordato prima
l'onorevole Barbagallo - già affrontato con una legge che ha visto
alcune parti impugnate dalla Corte costituzionale, la legge n. 19,
ma che per altre parti rimane in piedi e, purtroppo, nella nostra
Regione le parti che sono rimaste in piedi sono rimaste lettera
morta.
Quindi, è vero che bisogna su questo ritornare, ma è pur vero che
bisogna in qualche maniera applicare la legge per le parti che la
reputano e la ritengono valida.
Carissimo Presidente della Regione, lei era collega deputato con
noi quando su questa legge abbiamo discusso e dibattuto.
Il precedente Governo dell'acqua pubblica aveva fatta un paladino
durante la campagna elettorale ed è rimasta lettera morta. Avevamo
un Assessore, uno degli ultimi Assessori al ramo, che ha lasciato
completamento solo il Parlamento e la Commissione di riferimento.
Pochissimo tempo fa in IV Commissione l'argomento è ritornato in
particolare per quanto riguarda la provincia dalla quale provengo
ed il Presidente Savarino ha cercato, con una risoluzione, di
impegnare in qualche maniera il Governo e, nel caso specifico, il
gestore.
Qual è il motivo del mio intervento? Non torno sulle questioni
affrontate dai colleghi - che considero validissime - per cui, per
esempio, sulla mozione n. 68 apporremo la firma come Gruppo.
Però, dico anche una cosa sui possibili interventi da parte della
Regione e della sua figura. Anzitutto, c'è la questione Sicilia
Acqua è una questione, credo, nota a tutti ed è una questione che
risale al 2004 e ad una convenzione di quarant'anni.
Allora, su questa convenzione io credo che lei, Presidente, abbia
l'autorevolezza, perché fa parte del consiglio di amministrazione,
di rideterminare in qualche maniera la tariffa della vendita
dell'acqua da parte di Siciliacque.
Nella mia provincia l'ATI esiste, contrariamente ad altre province
di quest'Isola, ma è una ATI zoppa', perché per motivi che non sto
a dire, per il fatto che non tutti i Comuni hanno consegnato le
reti, per il fatto che siamo in 26 su 43 ma rimane un fatto
scottante, lì interviene ogni volta la Magistratura nei confronti
di questo gestore e puntualmente la politica è sempre tiepida nel
prendere iniziative e posizioni forti.
La prima questione importante per quanto riguarda l'ATI idrico di
Agrigento nasce dalle tariffe alte che Siciliacque impone come
vendita di acqua al gestore.
Seconda questione. Qualcuno prima parlava di depurazione. Il
servizio di depurazione che non funziona in quasi tutti i Comuni,
più volte sono stati sequestrati, eccetera, che non funziona in
quasi tutti i Comuni che sono in mano al gestore.
E poi, il paradosso di quei Comuni che non hanno ceduto le reti,
che gestiscono le reti in proprio per cui si apre un altro
interrogativo. Ed è l'interrogativo delle aziende che vengono da
fuori la Sicilia che mineralizzano l'acqua, non lo so se si chiama
così, o imbottigliano l'acqua. Ecco queste aziende lasciano sul
territorio un profit che viene dato alla Regione e che puntualmente
nei Comuni, dove ricade il consorzio o l'azienda che imbottiglia,
al Comune non rimane nulla.
Ed allora, ancora una volta in quei Comuni che si vantano da un
lato di gestire in proprio le reti, dall'altro lato hanno reti
colabrodo, servizi altrettanto, a volte inefficienti, l'unico
depuratore che non c'è. L'unico vantaggio forse che hanno è di non
avere quelle tariffe salatissime che il resto della Provincia paga.
Perché quando prima l'onorevole Aricò diceva che il prezzo medio di
una famiglia in Italia è di 150 euro, direi annui, di acqua, nella
mia provincia se ne pagano 700, 1000 euro per un nucleo di 4
persone.
Io lo so che rischio di essere antipatica e petulante perché più
volte ho ripetuto queste cose, ma io ritengo, e non le voglio più
ripetere, l'ATI ha una sua sovranità e si autodetermina.
Stiamo facendo di tutto per potere in qualche maniera intervenire
con il gestore e recedere da questa o andare alla risoluzione
anticipata di un contratto per una serie di inadempienze che il
gestore ha portato avanti in questi 10 anni in cui ha gestito il
servizio. Quindi, non voglio entrare nel merito della questione.
Cosa dico e cosa chiedo al Presidente della Regione? Chiedo,
invece, di intervenire a livello regionale con Siciliacque. Il
punto focale è questo: fare in modo, al di la degli investimenti,
perché su questi investimenti ci sarebbe da aprire una parentesi
che non finisce mai sia a livello regionale sia a livello di ambito
territoriale idrico, perché il gestore, per esempio, nella mia
provincia che non ha investito assolutamente nelle reti e in tutti
quei servizi che doveva dare, in ogni caso ha preso e ha ricevuto
fondi che vengono dai fondi europei. Idem varrà per Siciliacque.
Quindi, questo investimento di cui si parla è un investimento che
viene fuori anche da soldi anche che arrivano.
Allora, su questo io le chiedo un intervento per quanto riguarda
il prezzo da calmierare perché vendere acqua a 0,72 centesimi è una
follia
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla riduzione
delle nostre riserve idriche che sono ridotte del 62 per cento
circa dal 2016 ad oggi è ormai cosa assolutamente conosciuta.
Questo non è ovviamente ed esclusivamente colpa della carenza e
della mancanza di pioggia, ma è soprattutto colpa di un sistema di
gestione dell'acqua nelle nostre dighe che non va assolutamente
bene. Milioni e milioni di euro che possono essere spesi per
invasare meglio, riuscire a mettere in sicurezza le nostre dighe
come la diga Gibbesi o quella Blufi risultano ad oggi non
assolutamente utilizzati.
Questo chiediamo al Governo regionale che sicuramente saprà meglio
di ciò che è avvenuto fino ad oggi riuscire a mettere le mani.
Ma un altro problema è sicuramente quello delle nostre reti
idriche colabrodo. In provincia di Agrigento circa il 50 per cento
dell'acqua viene perso per questo. Ora, lì il problema è relativo
ovviamente alla mancanza di finanziamento dei progetti e sarebbe
bene in questo caso, soprattutto per le reti colabrodo, nelle
provincie dove l'ATI ha provveduto a seguito di regolare gara ad
affidare il servizio di gestione, sarebbe opportuno verificare
perché questi progetti da parte degli ATI non vengono inviate alla
Regione e, quindi, non vengono finanziati.
In provincia di Agrigento, dicevo, si perde circa il 50 per cento.
Ora, sarebbe opportuno che quando si verifica questo stato di cose
il Governo regionale provveda a commissariare gli ATI, perché il
non spendere denaro, che potrebbe essere meglio utilizzato e poi
parliamo di crisi idrica, è assolutamente un delitto. Il
commissariamento di questi ATI che tengono probabilmente nel
cassetto i progetti per milioni e milioni di euro che possono
essere spesi per ripristinare ovvero per il rifacimento delle
condotte, è assolutamente indispensabile perché se noi miriamo al
bersaglio grosso senza guardare inizialmente a tutto ciò che può
essere recuperato da tutta una serie di azioni - come dicevamo
quello delle dighe, così come delle condotte, del rifacimento,
ovvero della loro ristrutturazione - è assolutamente necessario.
Ma andiamo al problema della depurazione, anche lì un altro annoso
problema. Noi subiamo da parte della Comunità europea delle
contravvenzioni che vengono pagate per milioni e milioni di euro.
Ecco, lì, opportunamente in provincia di Agrigento gli impianti di
depurazione sequestrati sono stati assolutamente tantissimi e le
lettere fatte man mano dai vari osservatori e da tutte quelle che
sono le organizzazioni dei cittadini ma anche quelle dei comuni,
sono rimaste presso il dipartimento Acque e rifiuti assolutamente
lettera morta, fino a quando poi si è arrivati al sequestro di
questi depuratori.
Ma un'altra cosa sulla quale dovrebbe puntare il Governo a nostro
modo di vedere, un suggerimento, è quello di riuscire a valle di
ogni impianto di depurazione un impianto terziario che consenta di
potere poi utilizzare l'acqua così depurata ai fini irrigui che
potrebbe servire per dare ossigeno alla nostra agricoltura che è un
pilastro dell'economia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
Dopo l'intervento dell'onorevole Pagana si comincerà a votare.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa
sera vorrei portare alla vostra attenzione quella che è la gestione
dell'acqua e la scandalosa situazione che purtroppo viviamo in
provincia di Enna. E' un grido che arriva da parte dei cittadini,
da parte degli agricoltori.
La situazione è la seguente: nel 2004 da parte dell'Ambito
Territoriale Ottimale è stata stipulata una convenzione con, ora la
Società cooperativa per azioni, Acqua Enna, che purtroppo per anni
è rimasta blindata e che vincola il nostro territorio a questo
contratto per trent'anni.
La gestione della risorsa idrica così preziosa è pessima. Ci sono
reti che sono colabrodo, ci sono depuratori che non funzionano, ci
sono depuratori che non esistono, altri che richiedono
investimenti, per cui sono previsti anche finanziamenti da parte
del Patto per il Sud che però puntualmente non arrivano.
Paghiamo l'acqua, i cittadini pagano l'acqua con una tariffa tra
le più care d'Europa. E, come se ciò non bastasse, c'è stata la
trovata delle partite pregresse che altro non sono che delle quote
fisse che l'utente deve pagare, perché nel momento in cui è stata
stipulata la convenzione si era previsto una sorta di guadagno che
però, a causa del calo delle nascite ,a causa della popolazione che
anziché aumentare diminuisce, non si può più raggiungere.
Quindi, queste partite pregresse - qui lo voglio sottolineare -
anche grazie all'azione dei comitati cittadini, sono state più
volte dichiarate illegittime anche da parte di organi
giurisdizionali. Ci sono più processi, più sentenze da parte dei
giudici di pace che le ritengono e le dichiarano illegittime.
Quindi, onorevole Presidente, quello che chiediamo questa sera - e
lo chiediamo al Governo, considerata anche la discussione che si è
svolta in quest'Aula che altro non fa che mostrare una situazione
del servizio idrico integrato in tutta la Sicilia che non funziona,
con delle falle grandissime - anzitutto, che in merito alle tariffe
si solleciti l'intervento dell'Agenzia di Regolazione per Energia
Reti e Ambiente e quello che chiediamo, anche, è di valutare
seriamente l'ipotesi dell'istituzione di una Commissione di
inchiesta, oppure una sottocommissione presso la IV Commissione
perché questa situazione è diventata insostenibile.
PRESIDENTE. Iniziamo con le votazioni. Le mozioni sono diverse, si
vota per alzata e seduta e l'approvazione di una di queste non
esclude l'esame delle altre perché sono tutte aventi ad oggetto
argomenti diversi.
Iniziamo con la mozione n. 32 a firma dei deputati del Movimento
Cinque Stelle. Comunico che sono stati presentati degli
emendamenti.
Pongo in votazione l'emendamento 32.2 a firma dell'onorevole
Palmeri. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Il parere del Governo è
contrario, perché la mozione, così com'è articolata, di fatto,
impedisce al Governo di promuovere una sua iniziativa legislativa
che ha tutto l'intento di confrontarsi con l'Aula.
Le mozioni non possono costituire articolazioni normative, le
mozioni si esauriscono, mi perdoni onorevole Palmeri, in un
dispositivo di poche righe e debbono, necessariamente, avere un
carattere generico. Se si entra nel dato dettagliato ed analitico,
di fatto, si vincola il Governo ad adottare qualunque altra
iniziativa legislativa.
C'è l'impegno, da parte nostra, di dovere promuovere una proposta
di legge che tenga conto di alcune, la maggior parte, indicazioni
che la mozione sua offre. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Quindi, sull'emendamento 32.2 il parere del Governo è
contrario.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
65, 68 sulla emergenza idrica
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Riprende la discussione delle mozioni nn. 32, 35, 44, 55, 60, 61,
65 e 68
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.2.
Vi è una richiesta di verifica del numero legale. Si procede alla
verifica.
L'Assemblea è in numero legale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 23
Contrari 23
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.3, a firma dell'onorevole Palmeri.
Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.4, a firma dell'onorevole Palmeri.
Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.5, a firma dell'onorevole Palmeri.
Si procede con la votazione mediante procedimento elettronico
senza registrazione dei votanti dell'emendamento 32.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(Non è approvato)
DE LUCA CATENO. Io ho votato contrario, ma non risulta.
PRESIDENTE. Invito gli uffici a prendere atto della votazione
dell'onorevole De Luca Cateno.
Presidenza del Presidente Miccichè
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.6, a firma dell'onorevole
Palmeri. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.7, a firma dell'onorevole Palmeri. Il
parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.8. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.9. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione della mozione n. 32.
PALMERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale della mozione 32
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 32.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 50
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 23
Contrari 25
Astenuti 0
(Non è approvato)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gallo ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione della mozione n. 35
PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 35. La pongo in votazione.
LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarla.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Si passa alla mozione n. 44. Comunico che è stato presentato
l'emendamento 44.1, a firma degli onorevoli Siragusa ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione la mozione n. 44. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Si passa alla mozione n. 55. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 55. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Si passa alla mozione n. 60. Il parere del Governo?
MUSUMECI, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Si passa alla mozione n. 61. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, non
soltanto siamo favorevoli al dispositivo della mozione, onorevole
Zafarana, ma lo siamo anche - questo lo anticipo, signor
Presidente - perché il Governo possa sollecitare ed accelerare
eventuali indagini nel territorio del messinese affinché si possa
porre fine, finalmente, a questa subordinazione di una città così
importante, da un territorio diverso - il che non è un grave danno
- ma da una condotta lunga 70 chilometri, come lei ha richiamato,
che davvero non fa onore ai nuovi strumenti, ai nuovi mezzi legati
alle scienze della più avanzata tecnologia in materia di risorse e
di approvvigionamento idrico.
Quindi, in questo senso interpelleremo l'Ufficio del Genio civile
di Messina perché si possa programmare una razionale campagna di
indagini e, in caso positivo, di perforazione per
approvvigionamento.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, la ringrazio per la
puntualizzazione che ha fatto.
Ho omesso di dirle un particolare nel mio intervento. Durante un
incontro all'Ufficio regionale di Protezione civile - e può
verificare - esattamente il direttore Foti, meravigliato di questa
situazione dopo che c'è stata la questione dell'emergenza idrica su
Messina, ha proprio chiesto ai rappresentanti del Comune di Messina
e all'AMAM se esistevano delle indagini fatte.
Non solo esistono, le dico che sono state occultate,
opportunamente. Ho i miei motivi per sostenerlo e le dico anche le
risultanze: è emerso che già su 5-6 punti di un decimo del
territorio ricadente nella città di Messina, ci sono oltre 250
litri ma solo su un decimo. A distanza di 10 chilometri - e non di
70 - ci sono quasi 2.000 litri, versante tirrenico e versante
ionico.
Ebbene, queste risultanze da oltre due anni che sono agli uffici.
Tenga conto che le relazioni sono state fatte dal geologo Garufi e
che, a quanto pare, sono state pure pagate.
Allora, credo che in relazione anche a questa mozione, la Regione
debba inviare qualche controllo proprio per colpire in modo
definitivo quella che è la gestione clientelare delle risorse
idriche.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 61. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Si passa alla mozione n. 65. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole. Naturalmente il
parere favorevole del Governo resta subordinato alle disponibilità
di bilancio che la protezione civile potrà offrire per acquistare i
mezzi con l'autocisterna, quindi la volontà è politica subordinata
alla verifica delle disponibilità finanziarie.
PRESIDENTE. D'altro canto si tratta di una mozione per cui è
ovvio che è condizionata.
MUSUMECI, presidente della Regione. Per noi l'impegno assume
sacralità.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Si passa alla mozione n. 68. Comunico che è stato presentato
l'emendamento 68.1. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole sulla mozione 68.
PRESIDENTE. C'e un emendamento, il 68.1.
MUSUMECI, presidente della Regione. A noi non risulta, al banco
del Governo, pervenuto l'emendamento; se ci concede un minuto.
PRESIDENTE. E' a firma dell'onorevole Pullara.
MUSUMECI, presidente della Regione. Ma questo non è un
emendamento, questa è un'altra mozione.
PULLARA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla votazione della mozione n. 68. Il parere del
Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
La discussione sull'emergenza idrica è terminata. So che lei,
onorevole Presidente della Regione, ha un appuntamento per le
19.00.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presentazione e votazione degli ordini del giorno n. 8 e n. 9
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli ordini del
giorno n. 8 Istituzione di una Commissione speciale per la
revisione dello Statuto della Regione e per l'esame dei disegni di
legge in materia statutaria relativi agli articoli 9, comma 3 e 8
bis dello Statuto a firma dell'onorevole Milazzo e di altri
Capigruppo, e l'ordine del giorno n. 9 Istituzione di una
Commissione parlamentare speciale di indagine sul fenomeno del
randagismo in Sicilia con la finalità e tutela dei diritti degli
animali e della pubblica incolumità , a firma degli onorevoli
Milazzo e altri.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare sugli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno non si discutono.
Si passa alla votazione dell'ordine del giorno n. 9. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, prendo la parola in merito
alla questione randagismo: ho votato favorevolmente l'ordine del
giorno, però, mi preme sottolineare alcune cose, e in particolare
quello che sta accadendo in questi giorni nella mia zona e nella
città di Sciacca. Va bene il tavolo tecnico, va bene la
Commissione speciale però, e approfitto del fatto che qui ci sia
anche il Presidente della Regione per ribadire - Presidente
Musumeci parlavamo dell'ordine del giorno sul randagismo - anche
un fatto, approfittando della sua presenza, quello che sta
accadendo in questi giorni nel territorio di Sciacca, che poi è un
dato generalizzato per tutti i comuni, perché il fenomeno del
randagismo non appartiene alla città di Sciacca né la città di
Sciacca è una città di incivili, così come sono stati tacciati.
Detto questo, voglio ribadire che al di là dei tavoli tecnici, in
questo momento quello che serve è una soluzione alla radice del
problema, un po' come la vicenda dell'acqua che abbiamo appena
finito di trattare, servono i fondi, perché i comuni non sono nelle
condizioni di procedere alle sterilizzazioni, alle microcippature.
Nel momento in cui ci si muove in questo senso, e ci si affida alle
associazioni si scatena un'ulteriore polemica che è data dal
business che sotto le adozioni c'è.
Allora qual è la richiesta in questa sede, anzitutto voglio
esprimere solidarietà al sindaco di Sciacca, che è stata attaccata
attraverso i social e soprattutto tacciata di morte assieme alla
famiglia, e questa è una cosa indicibile che non può passare, e
l'atto criminale va stigmatizzato perché gli animali vanno tutelati
e vanno protetti, ma devono esserci strumenti per potere procedere
in questo senso.
Ritengo che a questo punto sia necessario un lavoro di concerto
con l'ASP, ma anche a livello regionale perché nel momento in cui i
comuni non hanno le somme per potere procedere, l'ASP non ha
personale a sufficienza da mandare, quindi in qualche maniera il
problema riguarda tutti noi, dalla Regione ai comuni passando per
le ASP, questa è la prima cosa che volevo sottolineare.
la seconda cosa che volevo aggiungere è che in questo momento, -
e lo voglio sottolineare perché anche su questo sui social siamo
stati attaccati dalle associazioni degli animalisti - siamo stati
attaccati per avere istituito una Sottocommissione; oggi ho fatto
un comunicato che ho condiviso anche con l'assessore Razza e voglio
dire che non è stato assolutamente dato incarico alcuno a tecnici o
veterinari, di qualunque natura e di qualunque origine, ma davanti
a questo fenomeno abbiamo ascoltato i veterinari sul problema della
brucellosi, della tubercolosi, e del randagismo, e siccome sono
temi ultra sensibili, che da subito abbiamo capito essere
importanti, abbiamo istituito, una settimana fa una
Sottocommissione, e il problema di Sciacca non era ancora neanche
emerso.
La Sottocommissione composta di cinque colleghi di tutte le aree
politiche, con il coordinatore che è il collega Antonio De Luca,
non è una Commissione di inchiesta, non ha assolutamente cercato
consulenti né a titolo gratuito, né tantomeno a titolo oneroso; la
Commissione può lavorare di concerto con quello che abbiamo votato
oggi come ordine del giorno, ma ribadisco al di là dei tavoli
tecnici bisogna trovare soldi e soluzioni per affrontare questo
problema.
Io non ho la soluzione in tasca, e la sto chiedendo umilmente al
Presidente della Regione e a questa Assemblea per cercare insieme
di trovare delle soluzioni, grazie Presidente.
CATANZARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente, non posso che, come dire, associarmi alle parole dette
dalla collega La Rocca Ruvolo, perché l'onorevole è di quella zona,
ma io sono della città di Sciacca.
Qualche mattina addietro Sciacca si è svegliata con una cosa
inaudita, cioè c'è stata una barbarie da parte non sappiamo di chi,
ma ci siamo svegliati con trenta cani morti, questo è stato un atto
davvero problematico per la nostra città, ed è pur vero che la
nostra Amministrazione, il nostro sindaco, in questi giorni, hanno
avuto diversi commenti davvero brutti da parte di molti cittadini,
perché, ovviamente, non sono loro i responsabili, non sappiamo chi
siano i responsabili, e noi siamo dalla parte della giustizia che
vuole fare il suo percorso, per cercare di capire quali sono le
responsabilità.
Quello che voglio dire è che oltre ad alcuni che scrivono sui
social, io sono dovuto intervenire onorevole Presidente della
Regione per ribattere a chi fa parte della macchina burocratica
amministrativa di questa Regione, perché, ovviamente, non voglio
polemizzare, però, mi pare davvero doveroso puntualizzare questi
commenti che non da postare o da essere scritti da chi è uomo delle
istituzioni, perché non facciamo altro che alimentare problemi che
si stanno riversando sulla città di Sciacca che domenica avrà, non
si sa che cosa, ma tantissimi verranno a protestare contro il
nostro Sindaco, contro la nostra Amministrazione.
Quindi, quello che voglio dire io è che la problematica del
randagismo non è una problematica della città di Sciacca, è una
problematica di diversi comuni di questa Regione, non voglio fare
assolutamente propaganda politica ma vorrei, insieme al Governo e
insieme agli onorevoli colleghi, insieme a chi ha a cuore questo
problema, affrontarlo.
Non posso che essere, come deputato ma anche come componente del
Partito Democratico e quindi tutto il Partito, favorevole
all'istituzione di questa Commissione e, nello stesso tempo, ad
affrontare in maniera risolutiva questa problematica dando la mia
vicinanza alla mia Città, agli Amministratori, non consentendo ad
alcuno di prendere la città di Sciacca o i loro cittadini per gente
ignorante.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Hanno chiesto di intervenire
l'onorevole Aricò, l'onorevole Caronia. Poi la parola passerà al
Presidente della Regione.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, i direttori generali
delle ASP stanno lavorando insieme all'Assessorato per quanto
riguarda i precari, la stabilizzazione dei Precari.
So che ci sono state una serie di sollecitazioni in merito,
appunto, ai criteri e le procedure di stabilizzazione. Io vi devo
dire che so che anche lei Assessore è intervenuto ed è intervenuto
mettendo in conto, se non sbaglio per giorno 22, cioè per domani,
un incontro per rendere omogenea la stabilizzazione dei precari in
Sicilia, perché penso che l'ultima cosa che possiamo fare è quella
di diversificare, provincia per provincia, i precari, coloro che
aspettano la stabilizzazione ormai da tantissimi anni.
Prendo atto del lavoro fatto e non ho difficoltà a riconoscerlo,
onorevole Presidente, lei lo sa, io a differenza sua, - a lei le
veniva difficile dire a Crocetta che era bravo - io non l'ho questo
problema, questo problema non l'ho, perché quando fate le cose
bene, quando lavorate, io dirò sempre che fate bene e che la
disponibilità immensa. Io gliel'ho detto, oggi, incontrandoci, il
mio ruolo difficile però che lo svolgerò e lo svolgerò appieno,
però, Assessore, io la prego, nella riunione di domani, di
chiudere definitivamente questa vicenda, e che esca un messaggio
chiaro, che verranno stabilizzati in tutta la Sicilia, in tutti i
modi. Attenzione, io non mi lamento di nulla, sta andando tutto
bene, però, siccome ci sono delle preoccupazioni, la prego domani
di chiudere la vicenda.
ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Chiedo a tutti la cortesia di
interventi brevi perché il Presidente della Regione ha motivo di
dovere andare via per cui mancano tre interventi Aricò, Caronia e
Sunseri e poi il Presidente.
ARICO'. Onorevole Presidente della Regione, membri del Governo,
non possiamo che essere favorevoli, così come abbiamo votato,
all'istituzione di una Commissione sul randagismo. Però, c'è da
dire che il nostro Movimento DiventeràBellissima' ne ha fatto un
cavallo di battaglia durante la campagna elettorale, l'ha inserito
all'interno del programma elettorale.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
C'è l'Assessore per la Salute, che già da fin dall'insediamento se
n'è voluto occupare di persona, e purtroppo, cosa che voglio
denunciare pubblicamente, due giorni fa, mi sono prontamente
attivato ed ho chiamato i dirigenti del servizio, e all'interno di
un terreno demaniale dell'ex Ciapi di Palermo, le Guardie zoofile
hanno riscontrato la presenza di animali randagi.
E allora, oltre il randagismo è possibile che ci sia la malavita,
anzi è quasi sicuro che ci sia la malavita organizzata per il
combattimento dei cani.
Ed è un tema che noi dobbiamo assolutamente evidenziare perché non
soltanto i randagi e le problematiche collegate al randagismo sul
tema sanitario, ma è un problema anche di sicurezza dei cittadini e
di criminalità organizzata e sappiamo in alcuni quartieri di
Palermo la lotta dei cani è una pratica assolutamente utilizzata.
Io sono sicuro che questa Commissione è un fatto positivo che
venga approvata, sicuramente la VI Commissione parlamentare era il
luogo adatto per occuparsene però probabilmente per la mole di
lavoro l'Aula ha stabilito giustamente di dare la possibilità ad
una Commissione di lavorare su questo tema, senza però dimenticare
il randagismo collegato alla salute pubblica e soprattutto all'uso
deviato delle razze canine più pericolose.
CARONIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, purtroppo me ne sono accorta soltanto dopo la
votazione, ma ad ogni modo ritengo possa essere utile accogliere un
suggerimento, se lo ritiene valido, rispetto all'istituzione della
Commissione speciale per la revisione della Statuto: io ricordo che
dieci anni fa quando sono entrata in questo Parlamento per la prima
volta la Commissione non aveva soltanto la dicitura della
revisione ma anche dell'attuazione che credo che sia il
problema che purtroppo tocchiamo con mano in varie Commissioni
insieme ai colleghi, che peraltro che abbiamo stigmatizzato la
gravità della mancata attuazione dello Statuto.
E purtroppo non posso che fare una considerazione che è
assolutamente, purtroppo, sotto gli occhi di tutti: l'altro giorno,
in Commissione Ambiente, è stato sottoscritto un contratto con
Trenitalia, che comporta un impegno decennale della Regione, che ci
vede dover contribuire in misura di 83 milioni di euro su un
contratto che sicuramente ci regalerà una continuità dei trasporti,
ma che sicuramente ci costa quanto costa alla Regione Lombardia in
cui i treni funzionano davvero. La Regione siciliana, ancora una
volta, anche su questo dovrà contribuire mentre nelle altre Regioni
che non sono a Statuto speciale questo non avviene
E per continuare: oggi scopro che il PSER contribuisce in misura
di 29 milioni per tre anni riducendo quindi misure che riguardano
per esempio attività legate all'impulso nella costruzione di
impianti di compostaggio, perché noi, come Regione, a seguito di
una Conferenza Stato-Regione, contribuiamo a quelle quattro Regioni
d'Italia che hanno avuto il sisma negli scorsi anni, per cui noi
che siamo la Regione più povera d'Europa contribuiamo al disastro
delle altre Regioni che comunque sono chiaramente, sono state
colpite da un evento sismico drammatico, e contribuiamo in misura
di 29 milioni di euro
Per continuare, noi, ad oggi, non abbiamo le province. Presidente,
l'argomento che chiaramente abbiamo lungamente dibattuto e sul
quale crediamo tanto, lei lo ha fatto presente in ogni occasione
durante la campagna elettorale, ebbene, con le risorse che oggi lo
Stato ci sottrae noi contribuiamo al mantenimento delle province
delle altre Regioni d'Italia.
Se vogliamo continuare sull'IRPEF: oggi l'accertamento delle
imposte che noi versiamo vengono fatte allo Stato senza che nessuno
organo della Regione possa essere partecipe all'accertamento di
queste somme, che poi noi abbiamo restituite in relazione al 55% e
lo stesso avviene con l'IVA; il solo 35% dell'IVA che resta in
Sicilia ha un gettito che noi non abbiamo la possibilità di
controllare perché la Regione non partecipa all'accertamento delle
somme che arrivano allo Stato.
Allora, io credo che se noi vogliamo dare un senso compiuto a
quella che è l'Autonomia e il valore dello Statuto, di questo
Statuto che tanto è costato ai patri fondatori di questa nostra
Regione siciliana, questa Commissione deve essere, ovviamente,
arricchita ed implementata del termine attuazione prima che
revisione, signor Presidente, perché la mancanza di tante
prospettive a questa Regione viene data proprio per il fatto che
nel rapporto con lo Stato siamo stati per troppi anni soccombenti.
Non posso che stigmatizzare, purtroppo, l'accordo che è stato
firmato con lo Stato, rinunciando agli 800 milioni di euro, perché
credo che questi tagli alla nostra economia locale non possono far
altro che tagliare drasticamente rami dell'amministrazione.
In questi giorni, purtroppo, -l'assessore Ippolito ne sa qualcosa
- lo Stato e, quindi, l'INPS ci reclama un debito incredibile di
141 milioni, che significherebbero il default per la Regione
siciliana. Io mi chiedo, allora, se questa Commissione avrà il
compito di potere dare attuazione, ovviamente di concerto con le
attività che poi il Governo vorrà porre in essere, allora, questa è
una Regione che avrà il coraggio di dire che lo Statuto sarà stato
attuato.
Ed io mi auguro che la presenza nostra, durante questo
quinquennio, possa, in qualche modo, dare veramente il significato
e la prospettiva ai nostri figli che se ne vanno, perché se questo
Statuto non verrà applicato, difficilmente le nostre iniziative, se
pur lodevoli e pregevoli e con la massima trasparenza e legalità,
potranno traguardare questi cinque anni.
Mi rendo disponibile a far parte della Commissione, qualora questo
Parlamento lo decidesse, perché io ritengo che sia la battaglia
delle battaglie per questo Parlamento dare attuazione allo Statuto
siciliano.
Questa è stata sempre la mia battaglia, mi ha portato in questa
Assemblea e continuo a pensare che oggi sia la battaglia che, in
primis, dobbiamo combattere tutti insieme.
SUNSERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
approfitto della presenza in Aula del Presidente della Regione, per
far presente, ma immagino Lei lo saprà, l'assenza al tavolo Blutec
a Roma del Governo regionale.
Credo che da parte di questa Giunta sia un atto poco rispettoso .
MUSUMECI, presidente della Regione. Non è vero
SUNSERI. Signor Presidente, perché chi era presente? Dopo ci dirà
chi era presente della Giunta. Mancava il Governo Mancava il
Governo
Lei ha aperto la sua campagna elettorale, signor Presidente della
Regione, nella mia città, nella mia Termini Imerese, che da troppi
anni sta subendo questa crisi terribile che ha, di fatto, sfiancato
totalmente tutte le attività commerciali del mio territorio e che,
ad oggi, non vede soluzione.
Il rallentamento del crono programma dello sviluppo dell'azienda
Blutec è mostruoso. Ad oggi, le promesse fatte da Blutec non sono
state mantenute e ritengo sia corretto da parte vostra dare
un'accelerazione da questo punto di vista.
Ho convocato, nella terza Commissione, giusto ieri, ed il
presidente Ragusa ha detto che prenderà questo impegno, un tavolo,
un'audizione con Blutec, i sindacati e mi auguro sarà presente
anche Lei, insieme all'assessore per le attività produttive.
Ritengo che questo territorio, che rappresento, perché soprattutto
è il mio territorio, ha bisogno di un reale impegno da parte della
politica, perché purtroppo quei lavoratori e Termini Imerese hanno
visto la politica semplicemente nei mesi antecedenti alle campagne
elettorali.
Ora, mi auguro che Lei, signor Presidente, avendo aperto la
campagna elettorale nella mia città, rispetti quanto fatto e quanto
detto e si faccia carico di questa vertenza che si sta prolungando
eccessivamente nell'arco di questa vita di Blutec che ha sostituito
la Fiat.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei ha già parlato per 5 minuti.
Non può fare comunicazioni continue, già ne basta una di 5 minuti.
MILAZZO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso
intervenire per richiamare la Presidenza. So che le decisioni della
Presidenza sono inappellabili, però, un collega, al limite posso
rinunciare ad un minuto del mio intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, non c'entra, è un problema di
metodo. Le iscrizioni per le comunicazioni sono state già chiuse e
l'onorevole De Luca è già intervenuto. Nella prossima seduta
chiederà nuovamente di intervenire, perché, in ogni seduta,
l'onorevole De Luca ci allieta con le sue comunicazioni, prima
all'inizio, e dopo alla fine.
MILAZZO. Presidente, lei mi fa ricordare il Presidente Ardizzone.
Perdiamo più tempo a fare questo e non a dare la parola. Comunque
Siccome Presidente, l'ultimo capoverso dell'ordine del giorno che
leggo telegraficamente.
PRESIDENTE. Ma è stato già approvato questo ordine del giorno?
MILAZZO. Sì, Presidente, però è stato fatto un rilievo. Se lei mi
fa parlare 30 secondi. Io non ho parlato per tutta la seduta,
avremmo già finito. Ritenuto che risulta opportuno che l'esame
delle proposte di legge per la modifica della revisione dello
Statuto della Regione siciliana nonché quelle concernenti la
materia statutaria quindi parla di attuazione. Se con il 117
possiamo aggiungere, quello che diceva.
PRESIDENTE. L'articolo 117 serve per altre cose. E' stata votata
la legge e questa non è una aggiunta, questo è mettere altre cose.
Non è una correzione
MILAZZO. Quello che le volevo rappresentare, Presidente e
sottoporre alla sua attenzione è che nella sostanza c'è. Se lo
potevamo inserire solo letteralmente.
PRESIDENTE. Onorevoli Milazzo, ho compreso il suo intervento,
nella prossima seduta lo sistemeremo.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, desidero rispondere finché mi è possibile con le mie
ingenerose corde vocali ad alcuni interventi dei deputati. Parto
dall'ultimo. Al tavolo tecnico del Ministero dello sviluppo
economico ieri, dell'altro ieri a Roma, la Regione era presente con
due dirigenti. Non tutti i tavoli tecnici presuppongono la presenza
dell'organo politico e quindi è inesatto dire che il Governo era
assente. Ieri pomeriggio, sulla vicenda Termini Imerese il
presidente della Regione siciliana ha incontrato il Sindaco di
Termini Imerese ed una delegazione sindacale nel Palazzo della
Regione ed è stato ribadito l'impegno da parte nostra a stare dalla
parte dei lavoratori nonostante la fuga, il disimpegno e a quanto
pare anche il contenzioso della ditta Blutec verso la quale sarebbe
stata promossa un'azione di contestazione per il mancato rendiconto
di risorse ricevute negli anni passati.
Concordo con l'onorevole Caronia sulla necessità di reintrodurre
la Commissione per la revisione e l'attuazione dello Statuto. Come
lei sa, onorevole, non essendo una novizia, la competenza è della
Presidenza dell'Assemblea. Per quanto riguarda il Governo, noi non
possiamo che ribadire la nostra disponibilità, siamo felici pur con
lo scetticismo che ne deriva dalla consapevolezza che questa
Commissione si è già insediata sotto la Presidenza del compianto,
onorevole Vincenzo Leanza, e per ultimo sotto la Presidenza del
collega Nino D'Asaro. Vogliamo davvero augurarci che in questa
legislatura, la Commissione possa portare a termine il proprio
lavoro per una revisione che adegui lo Statuto del 46 - ahi noi
- alla modifica del contesto istituzionale, nazionale e
internazionale.
Per quanto riguarda il randagismo, forse non ne ho mai parlato. Io
sono un animalista. Con mia sorella gestiamo una cinquantina di
animali randagi, tutto a carico nostro. Non siamo convenzionati con
nessuno, non abbiamo ricevuto un centesimo pubblico da nessuno.
Dalla pensione di mia sorella e dal mio emolumento ricaviamo quello
che serve per questi animali che abbiamo raccolto dalla strada.
Essere animalista non significa doverlo propagandare o come fa
qualcuno farne un mestiere, una lobby, una speculazione. Accanto a
questa categoria da condannare c'è fra gli animalisti una realtà
che invece con il cuore e con lo spirito si prodiga per lenire e
sottrarre gli animali a qualsiasi tipo di sofferenza. Quello che è
avvenuto nei giorni scorsi nel comune di Sciacca avviene di solito,
se pure in una dimensione per fortuna assai diversa e ridotta, ma
anche quello è un crimine, in molte parti dell'Isola.
Io mi sento di esprimere onorevole La Rocca Ruvolo la solidarietà
del Governo nei confronti del Sindaco di Sciacca per essere stata
destinataria di attacchi ingenerosi, impropri e alcuni anche
diffamatori. Il problema riguarda tutta l'Isola e abbiamo il
problema di porci la domanda: è la legge 15 del 2000 che non
funziona e va quindi modificata? O non hanno dato risultati i
controlli e gli adempimenti che ogni soggetto chiamato in causa
avrebbe dovuto compiere? E' una domanda che con prudenza il Governo
si pone senza avere qui la risposta scontata. Per tentare di capire
quale delle due scuole di pensiero possa da noi essere condivisa,
abbiamo previsto un incontro, martedì della prossima settimana, con
alcune associazioni ambientaliste e con i dirigenti dei servizi
veterinari dell'Assessorato alla Salute, per fare accendere un
riflettore su questo tema che a me, e non solo a me, come potete
immaginare, sta assai a cuore.
Nel frattempo prendo atto che il Presidente dell'Assemblea ha
nominato un consulente per questa specifica materia, l'ho appreso
dai giornali, e la volontà di istituire una commissione. Bene,
quindi assieme al Governo anche il Parlamento si occuperà di questo
tema. Dico sempre che amare un animale da affezione non è un
dovere, ma rispettarlo è un dovere da parte di tutti. E il
randagismo non è solo un problema di civiltà di una comunità, ma
diventa anche un problema di accentuato degrado ambientale quando
poi l'approdo del randagismo è quasi sempre quello che un animale
finisce la propria stentata vita sotto le ruote di un veicolo e le
carcasse rimangono a marcire ai margini delle strade. Non è
un'immagine che la Sicilia civile può offrire. Abbiamo il dovere di
sensibilizzare tutti, tutti, senza escludere nessuno e questo è un
tema che io avevo già inserito nel mio programma elettorale
prevedendo anche la istituzione di nove pronto soccorso per i cani
randagi, i cani feriti, affinché ogni passeggero occasionale possa
soccorrere l'animale nelle ore diurne e notturne e senza
preoccuparsi di mettere di tasca un euro, possa accompagnare
l'animale al più vicino pronto soccorso nelle nove città capoluogo
affinché l'animale possa essere recuperato, stabilizzato, messo in
degenza e poi affidato al primo canile disponibile o una famiglia
che abbia voglia di adottarlo.
Questo è lo spirito del Governo che speriamo possa trovare
concreta attuazione.
Credo di non avere dimenticato nulla, vi chiedo ancora scusa se
stasera non ho potuto partecipare come avrei voluto al dibattito
che è stato dato vita con molto garbo sul sistema della crisi
idrica, spero che questi ultimi giorni di campagna elettorale mi
possano acconsentire di potermi riappropriare della mia voce per
portare un contributo di idee e di confronto nel rispetto di tutti,
come sapete la mia posizione è molto defilata da Presidente della
Regione in campagna elettorale, ma voglio augurarmi e credo di
interpretare il pensiero di ciascuno di noi, che il clima in
Sicilia e non soltanto in Sicilia, assai rovente in queste ultime
battute di campagna elettorale, possa mettere da parte ogni
rancore, ogni sapore di vendetta e possa essere restituito al
confronto politico rispetto per le idee degli altri, senza
ricorrere a iniziative che, purtroppo, fanno riportare la nostra
terra agli anni bui delle prima Repubblica quando lo scontro
fisico, in molte occasioni, era diventata la regola.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, dichiaro conclusi i lavori.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta, pertanto, è rinviata a mercoledì, 7 marzo 2018, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
1) Comunicazioni.
La seduta è tolta alle ore 19.22
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Trattasi delle sentenze del TAR Napoli, Sez. I, n. 2839/2017 del
10-29 maggio 2017 e n. 2841/2017 del 10-29 maggio 2017, reperibili
nel sito istituzionale della Giustizia amministrativa www.giustizia-
amministrativa.it