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Resoconto d'Aula della Seduta n. 202 di mercoledì 01 luglio 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 15.33

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi scuso con tutti per il ritardo.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed  è considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso  della  seduta. Invito, pertanto, i deputati  a  munirsi  per
  tempo della tessera personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                               interno,
      di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica  Salute

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del  giorno: Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma  3  del
  Regolamento  interno,  dell'interrogazione ed  interpellanze  della
  Rubrica  Salute .
   Si  procede con l'interrogazione n. 1282 «Tutela della popolazione
  siciliana  contro la diffusione del Coronavirus»,  degli  onorevoli
  Marano  ed  altri. Sono qua Marano e Cappello? Onorevole  Cappello,
  vuole  illustrarla?  Diamo direttamente  risposta?  Ha  facoltà  di
  parlare  l'assessore Razza per fornire la risposta. Grazie anche  a
  lei, Assessore; chiedo scusa se l'ho fatta aspettare. Grazie.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Grazie,  Presidente.  Onorevoli
  parlamentari, la prima interrogazione che apre la Rubrica   Salute
  è   la   prima  di  più  interrogazioni  che  affrontano  il   tema
  dell'emergenza Coronavirus.
   In  alcuni casi si tratta di documenti antecedenti alle relazioni,
  ai  dibattiti che si sono svolti nella sede parlamentare e, quindi,
  molto  spesso  capita  di  dover oggi rispondere  ad  alcune  delle
  interrogazioni   che  hanno  formato  già  oggetto   di   dibattito
  parlamentare  e  che  hanno  ricevuto  da  me  risposta  sia  nella
  Commissione VI, nel corso dell'emergenza Coronavirus, sia  nei  tre
  dibattiti che si sono svolti nell'Aula del Parlamento.
   In  modo particolare, la prima interrogazione è relativa ai luoghi
  di  ricovero  che  sono  stati individuati  per  pazienti  infetti,
  all'utilizzazione  di strutture integralmente dedicate  a  pazienti
  Covid  positivi e ai controlli che si sarebbero dovuti  organizzare
  allo sbarco dei traghetti di Messina.
   Per  quanto riguarda la prima delle questioni che sono poste dagli
  onorevoli  interroganti, è noto per essere stato  presentato  anche
  all'Assemblea  regionale  siciliana che il  Governo  della  Regione
  abbia affrontato una più ampia programmazione, una emergenziale che
  ha  tenuto  conto  dei livelli di approccio epidemiologico  forniti
  dall'Istituto  superiore  di sanità e che  ha  individuato  in  tre
  scaglioni   le  strutture  ospedaliere  da  dedicare  all'emergenza
  Coronavirus  ed una più recente, che è stata oggetto  di  dibattito
  nella  VI  Commissione  non  più di  quindici  giorni  fa,  che  ha
  riguardato  la  fase post emergenziale relativa alla riduzione  del
  numero   dei  posti  letto  in  relazione  al  fabbisogno,   quindi
  sostanzialmente il Governo della Regione ha saputo  individuare  le
  strutture   in  relazione  alle  diverse  valutazioni  di   impatto
  epidemiologico e possiamo dire, oggi, che la fase di maggiore crisi
  è  stata superata, che mai alcun paziente siciliano è rimasto privo
  di  un posto letto o in terapia intensiva o in degenza ordinaria  e
  così in ognuna delle province.
   Per  quanto  riguarda  l'utilizzazione dell'ex  ospedale  Vittorio
  Emanuele  di  Catania che è anche questo uno dei temi che  è  stato
  affrontato,  sia in Commissione VI sia nel dibattito  parlamentare,
  mi  preme  evidenziare  che  l'utilizzazione  di  quella  struttura
  avrebbe richiesto un investimento di alcuni milioni di euro per  il
  suo  ripristino,  soprattutto per le aree di  terapia  intensiva  e
  avrebbe  dovuto prevedere un'adeguata dotazione organica che  nella
  fase   era   difficile   da  organizzare,  invece   l'utilizzazione
  dell'ospedale san Marco che si presentava e si presta come ospedale
  di  nuovissima generazione ha consentito di dividere gli  spazi  ed
  ancora oggi consente di poter ricoverare pazienti Covid positivi.
   Per quanto riguarda, invece, i controlli allo sbarco di Messina  è
  noto  che  il  tema  degli sbarchi e delle aree  demaniali  sia  di
  competenza  esclusiva dello Stato, in ogni caso è stata  assicurata
  da  parte  dell'Asp di Messina un'assunzione di personale sanitario
  ad hoc che ha svolto i controlli sanitari agli imbarchi in ingresso
  ed in uscita. Grazie.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Marano   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   MARANO.  Presidente,  Governo, non mi ritengo  soddisfatta  perché
  ogni  volta  che si risponde agli atti parlamentari il  problema  è
  sempre quello e cioé in che tempi si risponde alle problematiche.
   Sicuramente  da parte di tutti i parlamentari durante la  gestione
  dell'emergenza c'è stata la volontà di proporre, di interagire  per
  dare  proposte al Governo rispetto al tema Coronavirus, questa  mia
  interrogazione risale al 24 febbraio di quest'anno quando ancora in
  Sicilia non c'erano contagi, si comincia a parlare poi di strutture
  dedicate  al  Covid,  di gestione dei flussi  sui  traghetti  nello
  Stretto di Messina dopo molti mesi, quindi, sicuramente rispetto ai
  tempi  di  gestione  ci sarebbe molto da dire, e  pertanto  non  mi
  ritengo soddisfatta.

   PRESIDENTE. Bene, onorevole Marano.
   Si  passa all'interrogazione n. 1288 «Iniziative per assicurare la
  continuità  delle  prestazioni del Distretto  sanitario  n.  38  di
  Lercara Friddi (PA)», a firma dell'onorevole Cracolici.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Signor Presidente,  per  quanto
  riguarda   l'interrogazione  dell'onorevole   Cracolici   essa   si
  riferisce ad iniziative che si intendono assumere per assicurare la
  continuità  delle  prestazioni sanitarie nel  distretto  n.  38  di
  Lercara Friddi Palermo.
   Il  tema è stato affrontato di recente in un'apposita seduta della
  VI  Commissione e si è evidenziato da parte del Direttore  generale
  dell'Azienda  sanitaria  provinciale di Palermo  che  alcune  delle
  questioni  poste, soprattutto in relazione al cambiamento  di  sede
  dei lavoratori ex precari a seguito della loro stabilizzazione,  ha
  comunque portato l'ASP ad incrementare i servizi, ampliando da  338
  ore   settimanali   a   366   ore  settimanali   la   specialistica
  ambulatoriale, prevedendo nuove discipline, aumentando anche le ore
  riguardanti i servizi veterinari, in relazione dei quali sono stati
  banditi   quattro  posti  nell'apposita  Unità  operativa.  Ritiene
  l'Azienda  sanitaria  provinciale  di  Palermo  che  non   si   sia
  effettuato  alcun ridimensionamento dei servizi in questione,  cosa
  che  poteva  anche  essere  ritenuta  possibile  al  momento  della
  presentazione dell'interrogazione, proprio per quanto  riguarda  la
  riqualificazione del personale che ivi era previsto. In ogni  caso,
  assicura  l'Azienda  sanitaria provinciale  di  Palermo,  di  poter
  assicurare   una  continuità  di  servizi,  per  come  sono   stati
  rappresentati  dal  Direttore  generale  nella  seduta   della   VI
  Commissione.

   PRESIDENTE. Bene, l'onorevole Cracolici

   CRACOLICI. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Cracolici  prende  atto  della  risposta
  dell'Assessore.
     Avevo  saltato l'interrogazione n. 1287 «Verifica  su  possibili
  criticità  nella  Città Metropolitana di Messina  nelle  azioni  di
  contrasto  all'infezione da Coronavirus», a firma  degli  onorevoli
  Calderone   e  Catalfamo.  Per  assenza  dall'Aula  dei  firmatari,
  l'interrogazione  si  intende  trasformata  in  interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1300 «Chiarimenti urgenti in merito
  alle  gravi  criticità ed inefficienze delle  misure  adottate  per
  affrontare l'emergenza del nuovo Coronavirus in Sicilia»,  a  firma
  degli onorevoli Cappello ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Grazie,  Presidente.  Anche  in
  questo   caso   si   tratta  di  un'interrogazione   sull'emergenza
  Coronavirus  in  Sicilia, che è stata presentata alla  data  del  2
  marzo  2020,  dopo  che  chi  parla  aveva  già  incontrato  la  VI
  Commissione   per   una   seduta  relativa  proprio   all'emergenza
  Coronavirus e, immediatamente successivi a quella data, sono  stati
  i dibattiti in Parlamento su alcune delle questioni poste.
   Per  quanto riguarda gli onorevoli interroganti si chiedeva  quale
  fosse  lo  stato  di  attuazione  dei  decreti  e  delle  circolari
  ministeriali  in materia di contenimento e gestione  dell'emergenza
  epidemiologica  e  come  ho avuto modo di  poter  riferire  in  più
  occasioni  al  Parlamento, il primo atto che ha dato attuazione  ed
  esecuzione alle circolari ministeriali in Sicilia reca la data  del
  22  gennaio 2020. Da quel momento ogni singola disposizione emanata
  dal  Ministero della Salute è stata precipuamente osservata e fatta
  propria   da  tutte  le  Aziende  sanitarie  operanti  nel   nostro
  territorio.
   Non  sfuggirà all'attenzione degli onorevoli interroganti  che  in
  molti  casi si è trattato, strada facendo, di valutazioni  che  poi
  sono  state  riviste e rivalutate; penso, tra tutte, a  quelle  che
  riguardano  gli esami sui tamponi rinofaringei e le  condizioni  di
  sottoposizione  all'esame da parte di eventuali casi  sospetti.  In
  ogni caso, l'Assessorato ha dato una continua e costante attuazione
  ad  ognuna delle prescrizioni da parte del Ministero della  Salute.
  Gli  atti  attraverso cui si è data attuazione alle direttive  sono
  stati  i  decreti assessoriali, delibere di Giunta e  gli  atti  di
  programmazione,  penso al piano straordinario per le  degenze,  che
  sono  stati  anche discussi nella sede parlamentare  e  nella  sede
  della Commissione competente per materia.

     (L'onorevole Cappello, dal proprio posto, dichiara di essere
                            insoddisfatto)

   PRESIDENTE. L'onorevole Cappello si dichiara insoddisfatto.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  1310  «Ulteriori  misure   di
  contenimento  della diffusione del virus COVID-19», a  firma  degli
  onorevoli Di Paola ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA, assessore per la salute. Grazie Presidente. Anche in questo
  caso,  si  richiedono  quali misure di contenimento  fossero  state
  adottate   dal  Governo  della  Regione  nel  corso  dell'emergenza
  sanitaria  e se, da parte della Regione siciliana, nel dialogo  con
  la  Conferenza  delle Regioni e con il Governo  nazionale,  fossero
  emerse   delle  volontà  di  aderire  alle  posizioni  maggiormente
  restrittive espresse da alcuni dei Presidenti di Regione.
   Tutto l'andamento epidemiologico è stato osservato e dibattuto con
  il Parlamento e con tutte le forze parlamentari in più incontri che
  ci sono stati.
   È nota, anche, la posizione del Governo della Regione che si è fin
  da  principio,  dal mese di febbraio, posizionata  sulla  posizione
  maggiormente  restrittiva ed è noto come il Governo  della  Regione
  abbia  chiesto  e  concordato con lo Stato delle misure  specifiche
  anche  di  contenimento della mobilità che  hanno  portato  ad  una
  riduzione  della  mobilità  calcolata in  un  ordine  di  grandezza
  superiore  al 95 per cento per i trasporti ordinari e 99 per  cento
  per  i  trasporti  via aerea; tutto questo si  è  accompagnato  con
  misure  ulteriormente  contenitive  che  sono  state  adottate  con
  ordinanza  del  Presidente  della  Regione,  anche  quale  soggetto
  attuatore  dell'ordinanza di Protezione civile che  ha  dato  corso
  all'emergenza  nazionale, ed esse riguardano,  faccio  solo  alcuni
  esempi, le particolari condizioni di obbligatorietà dell'isolamento
  per chi rientrava fuori dalla Sicilia, l'obbligo di registrazione e
  di  valutazione epidemiologica sul sito siciliacoronavirus.it e, al
  termine  del  periodo  di quarantena, la sottoposizione  a  tampone
  rinofaringeo di tutti coloro che sono rientrati in Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Di  Paola  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI  PAOLA. Grazie, Presidente. L'interrogazione era specifica,  io
  ora  capisco  che  l'Assessore, magari, abbia risposto  in  maniera
  generica,  però  l'interrogazione riguardava i call center,  quindi
  era specifica ed incentrata sui call center.
   L'Assessore  ha fatto una esposizione generica. Io,  poi,  capisco
  che  magari  si risponda alle interrogazioni dopo mesi, però  dico,
  quanto meno, se rispondiamo dopo mesi si deve rispondere in maniera
  precisa.  La domanda era se sui call center, il Governo  regionale,
  all'epoca, stava prendendo dei provvedimenti specifici per  cercare
  di tutelare al meglio i lavoratori, così come altre Regioni stavano
  facendo in giro per l'Italia.
   La  risposta dell'Assessore è quanto meno generica, a questo punto
  era  meglio  non  rispondere, quindi mi reputo insoddisfatto  della
  risposta dell'Assessore. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1313 «Chiarimenti in merito  alle
  iniziative  volte all'aumento di produzione di mascherine  e  altri
  dispositivi della protezione individuale per il contenimento  della
  diffusione del virus COVID-19», degli onorevoli Di Paola ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA,    assessore    per   la   salute.   Grazie,    Presidente.
  L'interrogazione degli onorevoli Di Paola ed altri è relativa  alle
  iniziative  volte all'aumento della produzione di mascherine  e  di
  altri  dispositivi  di protezione individuale per  il  contenimento
  della diffusione del virus Covid-19.
   Questo  tema,  ricorda anche nella sua interrogazione  l'onorevole
  interrogante, è relativo a delle disposizioni che sono  intervenute
  anche   da  parte  della  legislazione  nazionale,  relative   alla
  possibilità  di  produrre,  nel  territorio  della  Regione,  delle
  mascherine.
   Com'è noto, per averne discusso anche in Aula, la riconversione di
  alcuni poli industriali tessili per la produzione di mascherine  si
  è  avviata  nel  corso  dell'emergenza  Coronavirus  e  sono  state
  siciliane   le   prime  aziende  che  hanno  ottenuto,   da   parte
  dell'Istituto superiore di sanità, l'autorizzazione alla produzione
  di  mascherine  chirurgiche, così come  un  ruolo  fondamentale  in
  Sicilia  hanno  svolto  le  Università per  la  certificazione  dei
  prodotti  filtranti  e  dei  tessuti non  tessuti  che  sono  stati
  utilizzati.
   Il Governo della Regione ha anche dato indicazioni al Dipartimento
  della  Protezione  civile,  che  poi ha  effettivamente  realizzato
  alcuni  contratti  in  questo  senso,  di  coinvolgere  il  sistema
  produttivo   siciliano  nelle  acquisizioni   di   dispositivi   di
  protezione  individuale;  un caso per tutti,  che  ha  fatto  anche
  lustro  al  nostro  sistema  produttivo  regionale,  è  quello  del
  distretto Meccatronica che ha determinato la produzione di visiere,
  di mascherine, di tute, di camici e così come, nell'incontro con le
  organizzazioni  sindacali,  è  stata stimolata  la  produzione  nel
  distretto tessile del centro Sicilia tra Enna e Caltanissetta.
   Oggi  vi sono delle riconversioni molto importanti in Sicilia,  ce
  n'è  una in particolare che riguarda la zona industriale di Catania
  che  porta  alla  potenziale espressione  di  produzione  di  oltre
  150.000  mascherine  al  giorno  e  c'è  stata  anche  l'innovativa
  iniziativa  posta da alcuni industriali nel distretto ragusano  che
  hanno  determinato  una tecnologia che consente di  poter  arrivare
  alla  produzione, non appena sarà certificata, anche di  mascherine
  FFP3.  A  ciò  si  aggiunge che nell'ambito  dell'ultima  legge  di
  stabilità  approvata  dal  Parlamento, sono  stati  previsti  degli
  incentivi  particolari per coloro che vorranno convertire  la  loro
  linea  di  produzione,  che si aggiungono  a  quelli  previsti  dal
  Governo nazionale con Invitalia.

    PRESIDENTE.  Grazie  Assessore.  Onorevole  Di  Paola,  come   si
  dichiara?

    DI PAOLA. Ne prendo atto.

    PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  1316  «Riapertura
  dell'Ospedale  Militare  di  Palermo  per  sopperire   all'esigenza
  sanitaria da Covid-19», a firma dell'onorevole Caputo.
    Per   assenza  dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione   si
  intende  trasformata  in interrogazione con richiesta  di  risposta
  scritta.
    Si  passa  alla interrogazione n. 1319 «Interventi per assicurare
  i dispositivi di protezione presso l'ospedale di Partinico (PA)», a
  firma dell'onorevole Caputo.
    Per   assenza  dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione   si
  intende  trasformata  in interrogazione con richiesta  di  risposta
  scritta.
       Si  passa  all'interrogazione  n.  1320  «Iniziative  per   la
  riapertura   dell'ex  Ospedale  San  Lorenzo  (PA)   in   relazione
  all'attuale emergenza da COVID-19», a firma dell'onorevole Caputo.
    Per  assenza dall'Aula del firmatario l'interrogazione si intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
    Si  passa all'interrogazione n. 1325 «Chiarimenti in merito  alle
  iniziative  intraprese dall'ASP di Caltanissetta per la gestione  a
  livello  territoriale delle infezioni da Covid-19», a  firma  degli
  onorevoli Di Paola ed altri.
    Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

    RAZZA,  assessore  per  la salute. Grazie, Presidente.  Allegherò
  poi  anche  alla  risposta, all'onorevole Di  Paola  e  agli  altri
  deputati interroganti, una nota con alcune iniziative che  mi  sono
  pervenute da parte dell'Azienda provinciale di Caltanissetta.
    In  modo  particolare l'interrogazione dell'onorevole Di Paola  è
  volta   a  conoscere  quali  iniziative  fossero  state  intraprese
  dall'Asp  di  Caltanissetta per la gestione a livello locale  delle
  infezioni da Covid-19. Nel periodo di maggior incidenza si è notato
  che  nel  territorio afferente l'Asp di Caltanissetta vi sia  stata
  una diminuzione degli accessi presso i pronto soccorso che, in modo
  particolare,  è  stata  legata  anche alla  continua  comunicazione
  effettuata  dall'Azienda sanitaria provinciale per scoraggiare  gli
  ingressi  indebiti e inappropriati e per prevenire  il  diffondersi
  dell'epidemia.
    In  modo  particolare  nel mese di marzo, riportato  il  dato  in
  esame  con  quello  dello  stesso mese  dell'anno  precedente,  gli
  accessi  ai pronto soccorso sono diminuiti del 53,8 per  cento  nel
  mese di marzo, del 60 per cento nel mese di aprile, ovviamente  nel
  mese  di  maggio  la  ripresa  delle attività  ha  portato  ad  una
  contrazione in diminuzione che si è attestata attorno al  36,5  per
  cento.
    L'Azienda    sanitaria   provinciale   di    Caltanissetta    per
  fronteggiare  gli  effetti dovuti al diffondersi  dell'epidemia  in
  ottemperanza alle disposizioni nazionali e regionali ha  da  subito
  provveduto  a  riorganizzare i propri  servizi,  in  particolare  a
  realizzare nei due presidi maggiori un'area di pre-triage  utile  a
  differenziare i percorsi per pazienti con patologie respiratorie, a
  realizzare  una  riconversione nello stesso  edificio  di  malattie
  infettive   di   un   reparto  con  tomografia   computerizzata   e
  attrezzature  utili all'emergenza Covid-19, a riqualificare  l'area
  di  degenza  per i pazienti negativi, a determinare una convenzione
  con l'ospedalità privata, con la disponibilità di 45 posti letto  a
  Caltanissetta  e 30 a Gela e con la creazione di percorsi  dedicati
  per  gli  accessi  ospedalieri, a ristrutturare  il  reparto  delle
  malattie  infettive, integralmente dedicato all'emergenza Covid-19,
  che  ha  visto  l'attivazione a Caltanissetta  di  30  posti  letto
  equamente divisi in tre piani a pressione negativa e a Gela con  la
  creazione di otto posti letto.
    Allo  stesso  modo si è dato luogo alla creazione di  un'area  di
  terapia intensiva dedicata e si è realizzata una convenzione con la
  terapia  intensiva dell'Asp di Agrigento per i pazienti  no Covid'.
  Sono stati istituiti così un totale di 36 posti letto suddivisi  in
  8  a  Caltanissetta,  8  a Gela e a 20 posti  letto  all'occorrenza
  utilizzabili presso il nuovo blocco operatorio di Caltanissetta.
    Nell'ambito  dell'emergenza  l'Asp ha  altresì  riorganizzato  le
  attività  sanitarie all'interno dell'edificio  B  del  presidio  di
  Caltanissetta, dedicato interamente all'emergenza Covid, con  tutti
  i servizi al paziente inseriti nello stesso edificio: l'area di pre-
  triage  per  indirizzare i pazienti sospetti,  il  pronto  soccorso
  infettivologico, la diagnostica dei ricoveri dedicati.
    Per  quanto riguarda il presidio di Gela, è stata effettuata  una
  riorganizzazione per garantire gli stessi servizi per il  paziente,
  con  un'area di pre-triage per indirizzare i pazienti sospetti,  un
  reparto di malattie infettive con 8 posti letto, come dicevo prima,
  e  8  posti letto di terapia intensiva ed una diagnostica dedicata.
  Non   sono   stati  soltanto  questi  gli  interventi   programmati
  dall'Azienda di Caltanissetta perché è stato, altresì, attivato  un
  servizio  di  telemedicina,  dando la possibilità  ai  pazienti  di
  raggiungere telefonicamente il proprio specialista per eseguire  un
  costante   monitoraggio  e  migliorando  la   cura   del   paziente
  direttamente presso il domicilio.
    Il  teleconsulto è stato attivato per 23 discipline  e  ha  visto
  coinvolti più di 50 specialisti.
    L'attivazione  di questo servizio ha comportato il  miglioramento
  e  l'adesione  nella  gestione delle  terapie  già  effettuate  dai
  pazienti; la possibilità di effettuare variazioni della terapia  in
  tempi  più  rapidi,  riducendo il rischio di scompenso  clinico  da
  patologie croniche; la riduzione di ulteriori possibili complicanze
  legate  all'isolamento domiciliare del paziente, con il  tempestivo
  intervento,  in  caso di eventuali elevate criticità;  il  supporto
  psicologico nei tempi dell'emergenza, utile a migliorare la qualità
  della  vita  dei  pazienti, riducendo i danni clinici  legati  alla
  solitudine ed al deterioramento cognitivo.
    L'ASP  ha,  altresì,  attivato un numero  unico  per  l'emergenza
  Covid,  per informazioni mediche necessarie alla pandemia,  per  le
  operazioni di tracing e per la segnalazione dei casi sospetti e  si
  è  provveduto,  altresì, ad effettuare un numero  considerevole  di
  tamponi orofaringei: sono stati 12 mila nel territorio dell'ASP  di
  Caltanissetta,  utili alle indagini epidemiologiche  ed  anche  sui
  soggetti  che  sono rientrati in Sicilia, rispettando le  ordinanze
  del   Presidente  della  Regione.  Tutti  gli  operatori  sanitari,
  impegnati  in  prima  linea,  hanno  effettuato  periodicamente  il
  tampone  ed è stata effettuata una campagna di screening con  esami
  sierologici per tutto il personale sanitario ed amministrativo.
    L'ASP  ha,  altresì, permesso l'esecuzione di tamponi orofaringei
  attraverso sinergie di drive su testing, per minimizzare i contatti
  ed ottimizzare il numero di esami.
    Devo,  ulteriormente, aggiungere che l'ASP ha ideato e realizzato
  un  sistema  informatico  che ha permesso  di  adottare  specifiche
  misure   di   identificazione  e  gestione  dei   contatti   e   di
  organizzazione delle attività di sorveglianza attiva.
    Lo  strumento  informatico  ideato è  attualmente  impiegato  dal
  Dipartimento di prevenzione dell'ASP, per le operazioni di costante
  monitoraggio  e  tracciamento precoce dei casi e dei  contatti,  al
  fine   della   relativa  identificazione  dell'isolamento   e   del
  trattamento, ovvero di un eventuale tempestivo intervento.
    Lo  strumento  informatico  viene, altresì,  impiegato  da  parte
  delle   USCA   per  seguire e segnalare  i  pazienti  sospetti  dei
  reparti di malattie infettive, per la completa gestione dei tamponi
  dal laboratorio di analisi, per il caricamento degli esiti riferiti
  ai tamponi.
    Da  ultimo, desidero evidenziare che l'ASP è stata tra  le  prime
  aziende  siciliane  ad  istituire le unità speciali  di  continuità
  assistenziale    USCA ,   volte   ad   implementare   la   gestione
  dell'emergenza  sanitaria per l'epidemia  da  Covid-19  nell'ambito
  dell'assistenza  territoriale,  con  il  compito  di   gestire   al
  domicilio i pazienti sospetti o accertati Covid positivi,  che  non
  necessitino di ricovero ospedaliero.
    Sono  nate  a  supporto  dei medici di famiglia,  dei  medici  di
  guardia mediche e dei medici pediatri.
    Ne   sono  state  individuate  6  sedi:  Caltanissetta   e   Gela
  funzionanti  h  24, anche per i turisti e Mussomeli,  San  Cataldo,
  Mazzarino e Niscemi.

    PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Di  Paola  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    DI  PAOLA. Grazie, Presidente. Ascoltando l'Assessore sono sempre
  più  convinto che, in Sicilia, sia stato grazie al buon  senso  dei
  siciliani  ed  al buon Dio che non sia successo nulla o,  comunque,
  che siamo riusciti ad attenuare questa emergenza.
    Presidente, ho ascoltato l'Assessore che ha detto che sono  stati
  attivati  8  posti  letto  presso l'ospedale  di  Gela  per  quanto
  riguarda  le malattie infettive. La domanda che, però, volevo  fare
  all'Assessore  visto che, comunque, la sanità oggigiorno  è  tempo-
  dipendente  ma,  l'Assessore,  e questo  Governo  regionale,  sanno
  quando questi posti sono stati effettivamente creati? I posti  sono
  entrati  a  regime  quasi a fine maggio, cioè i posti  di  malattie
  infettive, a Gela, sono stati attivati a fine maggio.
    E,  poi,  Assessore, il personale. Vorrei sapere se  lei  sa,  il
  personale,  cioè  medici, infermieri e personale  sanitario  che  è
  all'interno di questo reparto. A me risulta che forse c'è  solo  un
  medico  ed  un  infermiere, cioè pochissimo personale,  quindi  non
  basta  attivare, creare il posto letto, creare la struttura se  poi
  non c'è il personale.
   Per  quanto riguarda i tamponi, signor Presidente, io ho ascoltato
  che  nella  provincia di Caltanissetta sono stati fatti  dodicimila
  tamponi  nell'arco  di  questa emergenza. Ma l'assessore  e  questo
  Governo  regionale sa in che tempistiche questi tamponi sono  stati
  effettuati? C'è gente che ha aspettato circa trenta giorni per fare
  un tampone.
   Quindi,  sicuramente  nella  fase iniziale  c'è  stato  un  grosso
  ritardo  dovuto anche all'attivazione dei laboratori per realizzare
  l'analisi di questi tamponi.
   Quindi,  signor  Presidente,  non  mi  ritengo  soddisfatto  della
  risposta fornita dall'assessore.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  1338   Iniziative
  urgenti per garantire la disponibilità del farmaco Tocilizumab  nei
  nosocomi  regionali ai fini della sua sperimentazione nel contrasto
  all'epidemia da Covid-19 , a firma dell'onorevole Lupo.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'onorevole Lupo interroga il Governo  sulle  iniziative
  urgenti  che erano state determinate per garantire la disponibilità
  in Sicilia del farmaco Tocilizumab nei nosocomi regionali.
   A   tal  proposito  i  competenti  Uffici  dell'Assessorato   devo
  riconoscere che si sono immediatamente attivati nel momento in  cui
  la ditta Roche ha fatto pervenire una comunicazione con la quale ha
  proposto  la  cessione gratuita del farmaco per il trattamento  dei
  pazienti Covid-19.
   Nella   comunicazione   la   ditta  ha   contestualmente   chiesto
  l'individuazione  di  uno  o due HUB al  fine  di  ottimizzare  gli
  aspetti logistici inerenti la gestione del medicinale.
   La  Regione  siciliana è stata, quindi, tra le  prime,  a  livello
  nazionale, ad aderire all'offerta di cessione gratuita del  farmaco
  ed a procedere con la pronta individuazione dei due HUB.
   Sono  stati  individuati  come  HUB  per  la  Sicilia  occidentale
  l'azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo mentre per la
  Sicilia   orientale  è  stata  individuata  l'Azienda   policlinico
  Vittorio  Emanuele di Catania, per il riferimento alle province  di
  Catania,  Enna,  Ragusa e Siracusa il policlinico di  Catania,  per
  Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani Villa Sofia-Cervello.
   Sono  state  contestualmente fornite  alle  Aziende  sanitarie  le
  istruzioni  relative  alla  modalità di richiesta  e  gestione  del
  medicinale.
   Dopo la comunicazione della Roche, relativa alla cessione gratuita
  del  farmaco, si è registrata su tutto il territorio nazionale  una
  carenza   conseguenziale  all'elevata  richiesta  da  parte   delle
  strutture deputate alla gestione dei pazienti Covid-19.
   A   seguito  delle  segnalazioni  di  carenza  di  Tocilizumab   e
  dell'evidenza di lungaggini nei tempi della consegna  da  parte  di
  Roche sono state fornite indicazioni agli HUB affinché, nelle  more
  dell'approvvigionamento chiedessero il prestito  del  farmaco  alle
  strutture  in  possesso dello stesso per distribuirlo alle  aziende
  richiedenti.
   Inoltre,  a  causa dell'esiguità delle scorte e del permanere  dei
  problemi  di  consegna  da parte di Roche, è stato  richiesto  alle
  Aziende  sanitarie  di  fornire  indicazioni  ai  reumatologi,  che
  utilizzano il farmaco nell'ambito delle indicazioni autorizzate, al
  fine  di  valutare  l'opportunità di effettuare lo  switch  laddove
  fosse   possibile,   dalla   formulazione   endovenosa   a   quella
  sottocutanea,  limitatamente al periodo di  durata  dell'emergenza,
  ciò  allo  scopo di aumentare i quantitativi di scorte da destinare
  ai pazienti Covid-19.
   Successivamente, l'Istituto tumori Pascal di Napoli ha  comunicato
  l'avvio  della  sperimentazione denominata Tocivid-19,  autorizzata
  dal  Comitato Etico Unico Nazionale, presso l'Istituto  Spallanzani
  di Roma.
   Al citato studio hanno aderito numerosi centri regionali e, tra le
  regioni  meridionali, la Sicilia è risultata quella con il  maggior
  numero di pazienti trattati con il Tocilizumab.
   Inoltre,   al  fine  di  darne  massima  diffusione,  sono   state
  tempestivamente   fornite   alle   aziende   sanitarie   tutte   le
  informazioni rese note dall'Agenzia italiana del farmaco relative a
  sperimentazioni  cliniche inerenti l'utilizzo di medicinali  al  di
  fuori  delle indicazioni autorizzate in pazienti Covid-19. Esempio,
  l'Enoxaparina sodica, la clorochina e l'idrossiclorochina.
   A  tal  proposito,  si evidenzia come, in piena  coerenza  con  le
  indicazioni fornite dall'AIFA, siano state tempestivamente  fornite
  alle aziende sanitarie tutte le informazioni relative al profilo di
  efficacia e sicurezza dei medicinali utilizzati nel trattamento dei
  pazienti  con Covid-19 nonché indicazioni inerenti le  modalità  di
  utilizzo degli stessi.

   PRESIDENTE.  L'interrogante ha facoltà di parlare per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita.

   LUPO.  Grazie,  Presidente, Assessore, colleghi,  non  mi  ritengo
  soddisfatto    della   risposta,   soprattutto   per    la    parte
  dell'interrogazione che, purtroppo, una risposta  non  l'ha  avuta.
  Cioè, mi riferisco al fatto che questo farmaco, in particolare, sia
  mancato su questo in particolare, era l'interrogazione all'ospedale
  Umberto I di Enna, come denunciato, come abbiamo letto sulla stampa
  -  vorrei  capire le cause precise per le quali ciò  possa  essersi
  verificato  -   così come l'Avigan, cito questi due farmaci  perché
  sono  due farmaci di cui in quei giorni parlava sia l'AIFA  che  il
  Ministro della salute.
   Non  mi  è  chiaro  quando si sia verificata questa  mancanza  del
  farmaco, cioè dopo l'offerta gratuita della Roche, perché  mi  pare
  che  l'assessore non abbia citato esattamente la data, e credo che,
  comunque,  al  punto in cui siamo, assessore, colgo l'occasione   è
  anche  utile, direi necessario sapere se è possibile avere risposta
  prossimamente    e  anche in tempi rapidi,  formalizzeremo  in  tal
  senso  anche  un'interpellanza, quali farmaci  si  sono  dimostrati
  particolarmente efficaci in Sicilia per la cura del Covid-19, visto
  che purtroppo ci sono ancora degli ammalati di Covid-19, e speriamo
  mai  possa  verificarsi  un'ondata di ritorno,  comunque  è  utile,
  assolutamente  necessario più che utile,  sapere  quali  farmaci  -
  ripeto  -sono  stati particolarmente efficaci  per  la  cura  degli
  ammalati di Covid-19.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione successiva,  la  n.  1339
   Iniziative  volte alla salvaguardia del personale  in  forza  alle
  strutture sanitarie ed esposto al rischio contagio da Covid-19 ,  a
  firma   dell'onorevole  Cracolici.  Ha  la   facoltà   di   parlare
  l'Assessore per fornire la risposta.

   RAZZA,    assessore    per   la   salute.   Grazie,    Presidente.
  L'interrogazione presentata dall'onorevole Cracolici, e con lui  da
  altri deputati, è relativa alle iniziative per la salvaguardia  del
  personale in forza alle strutture sanitarie ed esposto a rischio da
  contagio Covid-19.
   Su  questo  tema ci si è confrontati più volte, sia col Parlamento
  che   con  la  Commissione  VI,  poiché  tutte  le  iniziative   di
  contenimento  del contagio dell'infezione, soprattutto  all'interno
  delle   strutture  sanitarie,  sono  state  oggetto  di  interventi
  duplici,  da  parte del Ministero della salute, che ha  indicato  a
  quali  quote  di personale dovesse, in via prioritaria, effettuarsi
  il  tampone  rinofaringeo e, in via successiva, a  quale  personale
  sanitario   e   non  soltanto  sanitario  dovesse   applicarsi   la
  valutazione di impatto epidemiologico con il test del sangue.
   In  entrambi  i  casi  sono stati eseguiti su tutto  il  personale
  direttamente   impegnato   dall'emergenza   Covid-19   i   tamponi,
  nell'ordine  di  priorità stabilito dal Governo  centrale,  e  sono
  stati  inseriti tutti i dipendenti delle Aziende sanitarie  per  la
  valutazione  di impatto epidemiologico con gli ulteriori  test  per
  allargare lo spettro dell'eventuale infezione.
   Devo dire, inoltre che, in ogni caso, nel quale si sia determinato
  un   focolaio   nosocomiale,  tutto  il  personale  che   è   stato
  caratterizzato  dal possibile contatto con casi sospetti  è  sempre
  stato sottoposto sia al tampone che poi agli ulteriori esami.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io credo che l'Assessore,  nel  dare
  questa risposta a questa interrogazione, ha risposto nel senso  che
  il  tema  posto dall'interrogazione non trova risposta,  perché  il
  tema  che  io  ponevo con l'interrogazione non è la  questione  del
  personale  dipendente delle Aziende sanitarie  od  ospedaliere,  ma
  riguarda  il personale cosiddetto esterno alle Aziende. Primo.  Non
  credo  che  al  Ministero sappiano persino  l'esistenza  che  nelle
  strutture  sanitarie  siciliane ci  siano  i  PIP,  nel  senso  che
  svolgono  un'attività che è prettamente di servizi non direttamente
  connessi  ai reparti ospedalieri ma servizi di portierato, attività
  di  facchinaggio  vario, con persone che frequentano,  appunto,  le
  strutture ospedaliere, così come il personale delle pulizie  che  è
  gestito dalle società esterne alle aziende.
   Allora,  quest'interrogazione è stata fatta il 31 marzo, in  piena
  emergenza  Covid-19, quello che vorrei che chiarissimo e  dicessimo
  ai  siciliani, soprattutto ai lavoratori che stanno nelle strutture
  sanitarie,  che il rischio sanitario non dipende dal  contratto  di
  lavoro che c'è per ogni lavoratore, perché se uno è allocato in una
  struttura ospedaliera corre il rischio al di là del fatto  che  sia
  precario, a tempo indeterminato, se sia medico o uscière.
   Quindi  l'attività  di  screening,  sia  dei  tamponi  che   degli
  strumenti cosiddetti sierologici, a mio avviso, va anche dal  punto
  di  vista  comunicativo perché questo è uno dei problemi, esteso  a
  tutti  i possibili soggetti a rischio, poiché operano in un'area  a
  rischio.
   Mi   auguro  che  l'Assessore  nella  diffusione  delle  ulteriori
  indagini che sono in corso non solo nel sistema sanitario ma  anche
  per  tutte  quelle categorie ulteriori che sono state  individuate,
  assuma  l'orientamento che questo personale è personale  che  opera
  nel  sistema  sanitario, al di là del contratto di  lavoro  che  li
  regola nell'azienda.

   PRESIDENTE. Come si dichiara?

   CRACOLICI. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  1349   Chiarimenti
  urgenti sulla gestione dell'emergenza Covid-19 presso l'ospedale di
  Canicattì (AG)  a firma dell'onorevole Pullara.
   Per assenza del firmatario l'interrogazione si intende trasformata
  in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1354  Notizie sul Piano sanitario
  per  la  lotta al Coronavirus e il cronoprogramma definito  secondo
  step  dalle  Aziende  sanitarie   a  firma  degli  onorevoli  Lupo,
  Cracolici,  Gucciardi Arancio, Barbagallo, Dipasquale, Catanzaro  e
  De Domenico.

   RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, anche in questo
  caso,  come  ho avuto modo di dire dall'inizio della  sessione  che
  riguarda la Rubrica dell'assessorato regionale alla salute,  alcuni
  dei  temi  posti  s'intersecano con risposte che  erano  già  state
  offerte  nel  corso dei dibattiti parlamentari, in modo particolare
  l'interrogazione a firma dell'onorevole Lupo e di altri deputati  è
  relativa  al  Piano  sanitario per la lotta  al  Coronavirus  e  al
  cronoprogramma definito secondo step aziendali.
   Per  quanto  riguarda il primo documento che poi è stato  discusso
  nella VI Commissione e illustrato all'Assemblea, esso reca la  data
  del   I   aprile  2020  ed  è  il  piano  d'intervento  ospedaliero
  nell'ambito dell'emergenza Covid-19.
   Tutte  le  aziende sanitarie già avevano attivato nell'ambito  dei
  propri  Piani  aziendali delle aree dedicate a  pazienti  sospetti,
  nonostante nella prima fase dell'epidemia la Sicilia fosse  tra  le
  regioni non interessate da contagi.
   Si   è  avvertita  la  necessità  in  aderenza  alle  disposizioni
  nazionali  di  predisporre  un  piano  organico  e  si  è  ritenuto
  necessario  che  quel  piano organico potesse  tenere  conto  delle
  valutazioni   d'impatto   epidemiologico   che   venivano   offerte
  dall'Istituto Superiore di Sanità e, quindi, calibrato dal punto di
  vista  dell'offerta ospedaliera nei tre step che a suo tempo furono
  indicati  in relazione alla possibile evoluzione dell'epidemia  nel
  contesto della nostra regione.
   Si è, quindi, discusso insieme il piano nel corso di più dibattiti
  all'interno  della  VI  Commissione  ed  è  stato  presentato   poi
  all'Aula,  nel  corso delle comunicazioni che  l'assessore  per  la
  salute   ha  riferito  all'Assemblea  sullo  stato  di  avanzamento
  dell'emergenza e dell'epidemia in Sicilia.
     L'interrogazione dell'onorevole Lupo reca la data del 31  marzo,
  il  Piano è stato presentato all'Assemblea l'1 di aprile e, quindi,
  io  rimetto  anche che al deposito del piano a suo tempo presentato
  l'integralità  della  risposta  all'interrogazione  a   suo   tempo
  presentata.

   PRESIDENTE.  Ha  la  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Lupo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   LUPO. Grazie signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
  colleghi,  mi  dichiaro parzialmente soddisfatto per la  parte  che
  riguarda  il  piano sanitario perché in effetti è stato prontamente
  presentato l'1 aprile.
   Non  ho sentito la risposta sia sul numero sufficiente di tamponi,
  che  a  mio  modo di vedere veniva effettuato in quel  periodo,  né
  tanto  meno  ho  sentito  la risposta sui test  sierologici  che  a
  quell'epoca  non  venivano, anzi sono stati letteralmente  proibiti
  dalla  Regione, non so se anche per ottemperare ad una disposizione
  nazionale.  Se,  su  questo  si ci può  essere  un  supplemento  di
  chiarimento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore,  se lei si sente  di  potere  dare  questo
  inciso di chiarimento le do la parola.

   RAZZA, assessore per la salute. Sì, certo, chiarisco con piacere.
   Per   quanto   riguarda  i  test  sierologici  al  momento   della
  presentazione  dell'interrogazione erano  vietati  da  disposizioni
  dell'Istituto   Superiore   di   Sanità   perché   in   corso    di
  approfondimento.
   Per  quanto  riguarda  i tamponi rinofaringei,  nella  prima  fase
  dell'emergenza sanitaria, il Ministero della salute aveva  disposto
  che  il  tampone  potesse  essere  eseguito  soltanto  ad  un  caso
  sospetto,  plurisintomatico e con la possibilità di un tracciamento
  con casi positivi, questo all'inizio -  eravamo nel mese di marzo -
  ha ridotto di molto il numero dei tamponi eseguibili.
   Per quanto riguarda invece lo stato attuale di avanzamento poi con
  l'ampliamento  dei  laboratori di cui abbiamo ampiamente  discusso,
  sia  in  Aula che in Commissione, e con il reperimento autonomo  da
  parte  della  Regione di propri tamponi e strumenti di analisi  dei
  tamponi stessi, oggi la Sicilia si innesta tra le regioni che  sono
  sul maggior numero di tamponi che tutt'ora vengono eseguiti, avendo
  di    molto    superato   i   duecentomila   tamponi    dall'inizio
  dell'emergenza.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevoli  colleghi, se siete d'accordo visto  che  il  Presidente
  Musumeci è giunto in Aula e tutti gli assessori, diciamo, che hanno
  dato  la disponibilità sono presenti, -  quindi, la Giunta non  sta
  attendendo   altri  membri  -  data  la  disponibilità   da   parte
  dell'assessore   Razza,   sospenderemmo   la   trattazione    delle
  interrogazioni  da rimandare al prossimo martedì  e  daremmo  ampio
  spazio all'intervento del Presidente.
   Bene, non sorgendo osservazioni, procediamo in tal senso.
   Invito i colleghi a sedersi, a giungere alle proprie postazioni in
  modo da avere un'acustica apprezzabile anche dal fondo dell'Aula.


                        Sull'ordine dei lavori

   PASQUA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Presidente
  Musumeci, dato che ieri il Presidente Miccichè ci ha detto che  noi
  la  relazione  del  Presidente la dovremmo  leggere  sul  resoconto
  d'Aula,  il  Gruppo parlamentare del Movimento 5  Stelle  abbandona
  l'Aula  per  questa relazione - ma comunque leggeremo la  relazione
  nel  resoconto - così come previsto dall'articolo 160 bis,  secondo
  l'interpretazione del presidente Miccichè. Arrivederci.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua.


      Discussione, ai sensi dell'articolo 160 bis del Regolamento
    interno,  della relazione sull'attività svolta dal Governo nei
                   diversi rami dell'Amministrazione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno
   Discussione,  ai  sensi  dell'articolo 160  bis  del  Regolamento
  interno,   della  relazione sull'attività svolta dal  Governo  nei
  diversi  rami  dell'Amministrazione . Ha  facoltà  di  parlare  il
  Presidente della Regione, onorevole Musumeci.

   MUSUMECI,  presidente della Regione.  Grazie,  signor  Presidente,
  onorevoli  deputati, credo che sia la prima volta che un Presidente
  di  questa Regione svolga una relazione al Parlamento sull'attività
  del proprio Governo a metà legislatura.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Eppure la norma regolamentare che prevede tale adempimento, e  che
  tutti  almeno per quanto mi riguarda, e per quanto riguarda i  miei
  collaboratori,   gli  assessori  della  Giunta,  ritenevamo   fosse
  assolutamente non applicata per volere unanime, risale a 17 anni fa
  se non vado errato.
   L'articolo  160 bis prevede che ogni sei mesi il Presidente  della
  Regione viene a riferire in Aula. Sono contento di poter essere  il
  primo  a  rompere questo lungo silenzio e, peraltro,  informare  il
  Parlamento sul consuntivo del Governo costituisce sempre una  utile
  occasione  di  confronto  pur  nella  inevitabile  sintesi  che  la
  circostanza impone.
   Mi  amareggiano  i  malesseri  di alcuni  deputati  sulla  mancata
  preventiva  consegna del testo scritto e di questo mi  dolgo  e  mi
  scuso,  ma ho il cattivo carattere di non delegare ad altri  quello
  che  devo riferire in Aula e volendolo scrivere, con un pizzico  di
  presunzione, nei tempi prefissi, non sono riuscito in tempo -  sono
  arrivato a 111 pagine -  mentre stasera conto di poterne leggere in
  sintesi  una  trentina,  anche  per  rispetto  nei  confronti   del
  Parlamento.   La  prossima  volta  saremmo  meglio   attrezzati   e
  soprattutto  avremo  meno  cose  da  dire  essendo  una   relazione
  semestrale.  In  questa  ho  dovuto con qualche  fatica  condensare
  trenta mesi di attività, semmai ci si dovrebbe chiedere perché  per
  diciassette  anni  si  è  rimasti nel  silenzio  di  fronte  ad  un
  inadempimento  che non è assolutamente grave, non è una  violazione
  di  legge  ma  è  anche  un  atto di  riguardo  nei  confronti  del
  Parlamento.
   Appena  sono  stato  avvertito  dal Presidente  dell'Assemblea  vi
  assicuro  che  mi  sono adoperato a concordare la  data  del  primo
  luglio  e  a  richiedere  ai  dipartimenti  i  documenti  necessari
  affinché potessi trarne la sintesi.
   Tralascerò di occuparmi degli atti prodotti che giudico minori  ed
  ordinari. Non mi occupo di cose che non sono state ancora  fatte  e
  dedico  maggiore  attenzione  alle iniziative  e  alle  scelte  più
  significative già compiute o formalmente avviate nel  rispetto  del
  programma   proposto   agli  elettori  ed  in   coerenza   con   le
  dichiarazioni  programmatiche  rese  in  quest'Aula   subito   dopo
  l'insediamento del Governo che ho l'onore di presiedere, da gennaio
  2018.
   Posso con orgoglio affermare che parecchi di quegli obiettivi sono
  stati  raggiunti,  altri attendono di essere realizzati,  o  almeno
  avviati  verso  la concreta loro attuazione nella seconda  metà  di
  questa Legislatura.
   E'   inutile   dire   come  sulle  iniziali   nostre   prospettive
  programmatiche stiano pesando e peseranno come un enorme macigno le
  conseguenze  disastrose della epidemia influenzale che  ha  colpito
  nei  mesi scorsi l'umanità senza risparmiare la nostra Isola  e  la
  comunità che ci vive.
   Sarebbe  facile  essere  indotti alla retorica  per  ricordare  la
  sofferenza, il dolore, il pianto, l'ansia, le rinunce che ognuno di
  noi  ha  provato  per  circa  90 giorni sull'allucinante,  infinito
  palcoscenico di un dramma umano senza precedenti.
   In  questo  momento  il mio pensiero torna alle  281  vittime  del
   Coronavirus  in Sicilia ed ai loro familiari, inerti ed inermi nel
  loro  dignitoso  dolore  per aver dovuto,  persino,  rinunciare  ad
  accompagnare  i  propri  congiunti  all'ultima  dimora,  senza   il
  conforto  di  un semplice funerale come la pietà cristiana  e  ogni
  altra fede ci ha insegnato.
     Gli  effetti  che  quell'epidemia non  ancora  sconfitta  -   lo
  sottolineo  -  ha prodotto anche in Sicilia sul piano  economico  e
  sociale,  sono  effetti disastrosi che pagheremo  per  lungo  tempo
  ancora: migliaia di piccole imprese hanno cessato l'attività, altre
  hanno   dovuto  ridisegnare  i  piani  e  le  strategie  aziendali,
  ricorrendo  alla  cassa integrazione per i loro  lavoratori,  altri
  hanno dovuto fare ricorso al licenziamento.
   Le  famiglie  che vivevano nella povertà relativa  sono  scivolate
  verso  la  povertà assoluta, e le famiglie che si  trovavano  nella
  povertà  assoluta si sono ridotte alla indigenza; è  troppo  presto
  ancora   per   tentare   una  prima  stima  del   danno   provocato
  dall'epidemia  alla fragile economia della nostra Isola,  bisognerà
  attendere  la  fine  dell'anno, almeno, ma ci  sarà  tempo  per  le
  analisi  degli esperti e per il confronto tra i numeri del prima  e
  del dopo.
     Ma  andiamo  con ordine, il consuntivo che sento  il  dovere  di
  rassegnare  a  quest'Aula  non può non  iniziare  dalla  condizione
  finanziaria,  la necessità di avviare un confronto con  il  Governo
  centrale per affrontare e definire la materia finanziaria era stata
  sostenuta da questo Governo sin dal suo insediamento. Nel  dicembre
  del  2018  Stato e Regione hanno raggiunto un accordo  sottoscritto
  dal  ministro  Tria e da chi vi parla, un accordo che tra  maggiori
  entrate  e  minori  spese  e spalmatura negli  anni  vale  oltre  2
  miliardi di Euro; il contributo della Regione al risanamento  della
  finanza  pubblica scende da 1 miliardo e 300 milioni a  1  miliardo
  l'anno,  si  tratta di un risparmio di 900 milioni di  euro  in  un
  triennio;  altri  540  milioni divisi  in  sette  anni  sono  stati
  previsti  per la manutenzione straordinaria di strade e scuole  per
  le ex Province, altri 360 milioni in tre anni vengono recuperati da
  nuove  modalità di attribuzione del gettito dell'imposta del  bollo
  auto.  E'  stata inoltre concordata la possibilità di  spalmare  il
  disavanzo  della Regione in trent'anni anziché in tre  -   dovranno
  essere  riviste  le  norme di attuazione dello Statuto  in  materia
  finanziaria,  e  lo  Stato e la Regione si impegnano  a  verificare
  forme  di fiscalità di sviluppo in varie materie, tra le quali  per
  la   prima  volta  viene  citata,  finalmente,  la  condizione   di
  svantaggio determinata dalla insularità.
   Un  ulteriore accordo successivo con il MEF consente alla  Regione
  di   utilizzare   risorse  del  Fondo  sviluppo  e  coesione   fino
  all'importo  di  140  milioni  di  euro,  di  cui  100  per   Città
  metropolitane e liberi Consorzi.
   Una  particolare attenzione abbiamo voluto riservare al patrimonio
  immobiliare   della   Regione,  si  è  proceduto   alla   redazione
  dell'elenco,   finalmente,  dei  beni  immobili  di  proprietà   da
  sottoporre a dismissione, oltre 150 beni per i quali è già in corso
  la   rivalutazione.  Stesso  criterio  abbiamo  adottato   per   la
  valorizzazione  dei  beni immobili sul demanio marittimo:  è  stato
  pubblicato un bando, approvato un primo elenco di 52 beni  messi  a
  bando, e aggiudicati 17.
   Si  va  avanti,  a  proposito di immobili,  sulla  strada  per  la
  realizzazione di un Centro direzionale regionale a Palermo, volontà
  di  questo  Governo  consacrata da una norma votata  dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana:  la Giunta ha approvato un mese fa lo  schema
  del  decreto  approvativo  delle  disposizioni  attuative  relative
  all'opera,  che  lo  ricordo,  potrà accogliere  tutti  gli  uffici
  centrali  e periferici dell'Amministrazione regionale, un  progetto
  di  quasi  300 milioni di Euro che ridurrà sensibilmente  il  costo
  degli  affitti,  previsione di una riduzione di  circa  27  milioni
  all'anno,  e  azzererà  i disagi dei cittadini  utenti  provenienti
  dalle nove provincie. Per l'aspetto finanziario relativo sempre  al
  Centro  direzionale,  è stato già firmato  a  Roma,  con  la  Cassa
  Depositi  e Prestiti, il relativo protocollo. Il bando di gara  per
  selezionare il progetto da realizzare è già qui, pronto.  Andrà  in
  Giunta stasera, alla fine di questa seduta.
    La  Funzione  pubblica,  alla  data  di  insediamento  di  questo
  Governo presentava criticità di gestione, ma, soprattutto, era  del
  tutto  assente  una  visione strategica e  organizzativa  volta  ad
  affrontare le sfide contemporanee.
    Come  è  noto,  la  nostra Amministrazione ha  un  personale  con
  un'età  media  di  oltre  52 anni, mancano  alcune  professionalità
  necessarie   per   rispondere  alle   esigenze   di   una   moderna
  amministrazione,   il   blocco   del   turn-over,   degli   aumenti
  contrattuali,  delle carriere interne, ha poi fatto  il  resto  sul
  piano  della  demotivazione.  Abbiamo  immediatamente  avviato   un
  processo  di riorganizzazione e rafforzamento delle competenze  per
  il  rilancio  della macchina amministrativa, e l'abbiamo  fatto  in
  collaborazione con il Ministero per la Funzione pubblica nazionale.
    La  strategia di riorganizzazione ha portato alla definizione  di
  un  Piano  triennale dei fabbisogni del personale, che  rappresenta
  una  novità - se mi consentite - per questa Regione, la  quale  non
  aveva  mai  definito e adottato un Piano dei fabbisogni. L'adozione
  di  questo  strumento  ha  consentito di rimuovere  il  divieto  di
  assunzioni  e  aprire,  finalmente,  una  nuova  fase.  Sono  state
  programmate  le assunzioni di 108 unità di personale  in  categoria
   D   e,  grazie  alla norma che ha posto fine al precariato,  si  è
  proceduto   alla  stabilizzazione  di  300  precari  regionali   di
  categoria   A  e  B . Sono state avviate le procedure di assunzione
  di  altri  circa 280 precari nelle categorie  C  e  D , e si  potrà
  dire   chiuso   il  capitolo  del  precariato  nell'Amministrazione
  regionale,  quando avremo completato le procedure di assunzione  di
  12 dipendenti da destinare all'Ufficio stampa.
    Anche  per  quanto  riguarda i concorsi banditi  dall'Assessorato
   Beni culturali  nel 2000, possiamo dire chiusa la vicenda, a parte
  il  riserbo sui contenziosi. Una vicenda che si trascinava,  ormai,
  da  vent'anni. Infine, è stata programmata l'indizione di  concorsi
  per  l'assunzione di 1135 unità di personale in categoria  C  e  D
  destinati  ai  Centri  per l'impiego. Allo  stesso  tempo,  abbiamo
  avviato un progetto di analisi, mappatura e reingegnerizzazione nei
  processi    dell'Amministrazione,    funzionale    al    necessario
  rafforzamento della macchina.
    Particolare  attenzione  il  Governo  ha  riservato  anche   alle
  autonomie  locali,  avviando un inedito, leale e proficuo  costante
  confronto  con ANCI Sicilia, alla ricerca delle possibili soluzioni
  nella   compatibilità  dei  rispettivi  compiti.   Abbiamo   voluto
  semplificare i criteri di riparto del Fondo delle autonomie locali,
  per  velocizzare l'assegnazione delle risorse destinate  agli  Enti
  locali, e renderli immediatamente utilizzabili. Per la prima  volta
  abbiamo  avviato  un piano di investimenti per Comuni  e  Province,
  mediante  150  milioni  di euro di risorse extraregionali  che,  ad
  integrazione delle risorse ordinarie, consente di avviare  puntuali
  interventi di sviluppo in vari ambiti.
    Naturalmente, vado a saltare per guadagnare tempo. Una  novità  è
  costituita,  nel  panorama  politico  e  organizzativo  di   questa
  Regione, dall'istituzione dell'Ufficio di coordinamento delle Isole
  minori, che assume un ruolo strategico nella complessa gestione dei
  principali servizi essenziali resi alle comunità che vi vivono. Con
  l'articolo  26 della legge di stabilità, la legge n.  8  del  2018,
  quest'Aula  ha  posto  fine alla piaga del  precariato  negli  Enti
  locali, recependo le disposizioni contenute nella legge Madia: sono
  stati stabilizzati ben 7.746 dipendenti.
   Per  i  precari  dei  30 comuni che versano in stato  di  dissesto
  finanziario, e dei 33 in riequilibrio, verrà presentata dal  nostro
  Governo un'apposita proposta di norma utile a superare le criticità
  che tutt'ora fanno da ostacolo.
   Passiamo  alle  Attività  produttive, e cominciamo,  naturalmente,
  dall'agricoltura, dove abbiamo ritenuto prioritario  imprimere  una
  importante accelerazione al Programma di sviluppo rurale 2014/2020,
  e  ai  relativi pagamenti per favorire gli investimenti nel settore
  agricolo  e  forestale, potenziare la redditività la  competitività
  delle  aziende agricole, stimolare lo sviluppo delle  zone  rurali,
  l'adozione   o  il  mantenimento  dell'agricoltura  biologica,   lo
  sviluppo  di  filiere corte e mercati locali, la  realizzazione  di
  attività extra agricole.
   In  sintesi,  sono  stati emessi 34 nuovi bandi,  per  un  importo
  complessivo  di  355  milioni  di euro,  approvate  20  graduatorie
  definitive,  per  un  valore  di 740 milioni  di  euro  e,  ancora,
  approvate  13 graduatorie provvisorie, per un valore di  circa  220
  milioni.
   Mi  piace ricordare che la Sicilia si attesta sopra la media delle
  Regioni italiane per quanto riguarda la spesa relativa al PSR,  con
  il 95 per cento del Programma già impegnato, vale a dire 2 miliardi
  e  82  milioni; e in questi primi 30 mesi di Governo,  sono  sempre
  stati  abbondantemente  superati gli  obiettivi  di  spesa  fissati
  dall'Unione europea.
   Quanto  alla Pesca, con questo Governo sono stati emessi 33  nuovi
  bandi,  per  un  importo pari a 38 milioni di  euro,  approvate  34
  graduatorie, erogati al settore 32 milioni, e impegnati 84  milioni
  sui  complessivi 118. Da quasi venti anni di assenza, finalmente  i
  provvedimenti legislativi si affacciano sulla materia della  pesca:
  abbiamo proposto a questo Parlamento, che l'ha migliorata e votata,
  una  legge  per  la  salvaguardia della cultura  e  delle  identità
  marine, e per la promozione della pesca mediterranea in Sicilia.
   Il  tema delle riforme ha riguardato anche i Consorzi di bonifica,
  gravati  nel passato da una situazione debitoria pari a  circa  200
  milioni di euro. Per superare la situazione ereditata, e rendere  i
  Consorzi davvero strumento a servizio dell'agricoltura, il  Governo
  ha  approvato  una proposta, come sapete, di riforma  organica  del
  comparto,  che  attualmente si trova alla Commissione  Bilancio  di
  questa Assemblea.
   Ottima,  anche,  la capacità di spesa raggiunta nell'ambito  delle
  risorse comunitarie riguardanti le misure dell'OCM vino, impiegando
  tutte le risorse disponibili nei tempi previsti: nei 2 anni e mezzo
  di  attività  di Governo sono stati emanati tutti i  bandi  per  un
  importo  complessivo  pari  a  122  milioni  di  euro,  con   2.081
  beneficiari.
   Abbiamo messo a punto, anche, un'azione di risanamento finanziario
  dell'Istituto  regionale vini e olii in Sicilia, per ripianarne  le
  passività  contratte nel passato, e lo abbiamo reso efficiente  per
  quanto  riguarda  il  mantenimento  e,  quindi,  l'esercizio  delle
  gestioni  dei comparti vitivinicoli e oleario, ma anche per  quanto
  riguarda   l'attività  di  certificazione  e  di  controllo   delle
  produzioni.
   Grande attenzione, in agricoltura, abbiamo voluto riservare  anche
  ai  giovani: 1.710 quelli che per la prima volta si sono  insediati
  in  agricoltura  avviando la loro azienda agricola  attraverso  uno
  stanziamento complessivo di 235 milioni di euro; la Sicilia oggi si
  attesta  al  primo  posto  tra le Regioni italiane  per  numero  di
  imprese  agricole condotte da giovani al di sotto dei 35 anni,  con
  ben 6.673 aziende attive.
    Non  solo, ma ai giovani che ne vorranno fare richiesta,  abbiamo
  messo  a  disposizione anche una parte dei nostri terreni,  terreni
  appartenenti  al  demanio  regionale,  quasi  sempre  lasciati   in
  condizione di abbandono. Abbiamo individuato oltre mille ettari del
  demanio  da  assegnare  ai giovani aspiranti  agricoltori  mediante
  bando  pubblico. La delibera di Giunta è stata già adottata,  e  si
  parte intanto con un progetto sperimentale che verrà pubblicato nei
  prossimi  giorni. Attraverso le organizzazioni di categoria  e  gli
  ordini  professionali, stiamo procedendo alla schedatura agronomica
  per quantificare il valore del fondo agricolo, se cioè è dotato  di
  acqua,  se  è  raggiunto da strada, se è in terrazza o in  pianura,
  tutto  ciò che serve perché il giovane aspirante agricoltore  possa
  bene valutare prima di sottoscrivere l'accordo.
    Sono  stati erogati 170 milioni a 3.500 aziende agricole  per  il
  mantenimento  di  184.000 ettari di agricoltura biologica,   numeri
  che  hanno  consentito  alla Sicilia un altro  importante  primato:
  siamo  la prima Regione in Italia per numero di aziende biologiche,
  per  l'utilizzo del marchio di qualità,  Qualità sicura', garantita
  dalla   Regione  siciliana  e  approvato  dall'Unione  europea,   e
  registrato  all'Ufficio per l'armonizzazione del  mercato  interno,
  già  dal  prossimo autunno i consumatori di tutta  Europa  potranno
  acquistare i primi prodotti con il nostro marchio.
    Si  è  lavorato  anche  per  otto distretti  del  cibo,  inseriti
  nell'apposito  registro  nazionale istituito  presso  il  Ministero
  delle  politiche agricole, alimentari e forestali, un nuovo modello
  di  sviluppo che consente ai Territori di fare squadra e sostenersi
  reciprocamente,  anche per la valorizzazione e  la  promozione  del
  territorio, dell'ambiente e della biodiversità.
    Per  il sostentamento e il rilancio della zootecnia, infine, sono
  stati impiegati 70 milioni di euro e sullo stesso fronte, dopo  tre
  anni  di  assenza,  sono  ripartiti i  controlli  funzionali  negli
  allevamenti  siciliani da latte e da carne, con  una  governance  a
  guida  della  Regione,  consentitemelo, caso  unico  in  Italia,  e
  necessitato, come sapete tutti, dal fallimento dell'ex Aras.
    E  con  orgoglio,  infine, voglio ricordare  che,  dopo  diciotto
  anni,  è  stato  rinnovato  il contratto integrativo  regionale  di
  lavoro  degli  operai forestali siciliani, e dopo  cinque  anni  di
  attesa approvate le disposizioni attuative che hanno reso possibile
  il  loro impiego anche in altre attività, in altri comparti,  penso
  ad esempio alla pulizia degli arenili e delle spiagge.
    Un  intenso confronto è stato avviato in questi trenta  mesi  con
  le  categorie  rappresentative  del  commercio,  dell'industria   e
  dell'artigianato.  Primo  impegno sostenere  gli  imprenditori  con
  l'uso  intelligente delle risorse comunitarie, sulla spesa  per  la
  ricerca  e l'innovazione e la competitività delle piccole  e  medie
  imprese,  abbiamo raggiunto una spesa pari ad oltre 149 milioni  di
  euro,  sottoscritto  con il Ministero dello sviluppo  economico  un
  accordo  di  programma per il sostegno di grandi investimenti,  che
  prevedono  l'adesione  da  parte della Regione  per  una  quota  di
  cofinanziamento,  al  fine  di poter  integrare  gli  strumenti  di
  programmazione regionale con quelli nazionali.
    E'  stata completata la riorganizzazione e il riconoscimento  dei
  distretti  produttivi siciliani istituiti nel  2005  e,  al  nostro
  insediamento,  le procedure per i rinnovi e i riconoscimenti  erano
  praticamente  bloccate. L'istituzione di un  apposito  servizio  ha
  superato la fase di stasi, e consentito il complessivo rilancio del
  sistema, che oggi conta tredici distretti produttivi riconosciuti.
    A   proposito  di  sostegno  alle  imprese,  non  si  può  tacere
  l'istituzione  delle due Zes, sulla cui delimitazione  non  abbiamo
  perso  neppure un giorno di tempo. Nel marzo del 2018  non  abbiamo
  trovato neppure un foglio di carta nel fascicolo, è stata istituita
  la cabina di regia, con la partecipazione dei dipartimenti Economia
  ed  Attività produttive, le autorità portuali, le organizzazioni di
  categoria e sindacali.
    Dopo  un anno di intenso lavoro, nell'agosto del 2019, la  Giunta
  ha  approvato  i  piani strategici e, dopo alcuni mesi,  anche,  la
  proposta  integrativa che accoglieva le ultime  richieste  avanzate
  dai comuni.
    Con  recente  decreto istitutivo del Ministro per il Mezzogiorno,
  le  due ZES siciliane sono, già, una realtà, mancano solo le  norme
  attuative da parte del Governo centrale, per lanciare l'appello  al
  mondo  imprenditoriale,  locale  e  straniero,  affinché  venga  ad
  investire nell'Isola.
    Sul  piano della digitalizzazione, quindi, della innovazione,  la
  Regione,  anche  nel 2019, dico anche questo con orgoglio,  risulta
  essere,  secondo  il rapporto digital-economy, la Regione  italiana
  con  la  più ampia copertura a banda larga ed ultralarga. E'  nella
  fascia di eccellenza, anche a livello europeo.
    A  fronte  di  un investimento pubblico di circa 230  milioni  di
  euro,  cui  possono  essere  aggiunti  ulteriori  280  milioni   di
  investimento   privato,  l'infrastruttura   realizzata,   oggi,   è
  accessibile  a  più  di  2 milioni e mezzo di cittadini  siciliani,
  distribuiti  in  oltre  1  milione e  mezzo  di  unità  immobiliari
  abilitate, che beneficiano di reti di accesso ad Internet di  nuova
  generazione, per un totale di circa 200 comuni siciliani serviti  e
  con una copertura di reti mobili superiore al 99%.
    I   lavori,   attualmente  in  corso  per  il  potenziamento,   e
  l'ulteriore  copertura nelle aree bianche della  banda  ultralarga,
  registrano cantieri già conclusi in 62 comuni.
    La  formazione professionale, dopo anni di incertezze, polemiche,
  opacità,   abbiamo   riacceso   i   riflettori   sulla   formazione
  professionale. La novità consiste nella realizzazione di  un  nuovo
  sistema  dell'offerta formativa, cosiddetta  a catalogo , che  pone
  al  centro del sistema il destinatario della formazione e  non  più
  l'ente.
     L'Avviso 2 , del 2018, ha previsto la realizzazione di  percorsi
  formativi mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia, con
  una  dotazione finanziaria di 125 milioni di euro. E, poi, possiamo
  entrare più nei dettagli, i corsi autorizzati ed avviati sono circa
  950,  gli  allievi inseriti nei percorsi circa15 mila, il personale
  impiegato ed iscritto all'albo ad esaurimento, circa 3 mila  unità.
  Numerose le misure attuate per favorire l'inserimento lavorativo  e
  l'occupazione dei disoccupati di lunga durata. Numerosi i  tirocini
  obbligatori per lo svolgimento di periodi di praticantato.
    La  Regione  ha  sostenuto,  e  sostiene,  i  lavoratori  in  una
  condizione di relativo maggiore rischio di fuori uscita dal mercato
  del  lavoro,  con particolare riferimento ai disoccupati  di  lunga
  durata  ed  ai disabili e, ciò, l'ha fatto attraverso un contributo
  alle imprese, denominato  bonus per le assunzioni .
    Altra  misura - sono decine, ma ve ne sto citando soltanto alcune
  -  contribuisce  a sostenere le donne che intendono avvicinarsi  al
  mondo dell'artigianato, favorendone l'inserimento lavorativo, anche
  attraverso l'acquisizione delle competenze di base necessarie.
    Siamo   tornati  ai  cantieri  di  servizio,  con  420   progetti
  approvati  che  rispondono  ad interventi  di  natura  sociale,  di
  contrasto  alla  povertà e di contrasto all'emarginazione  sociale.
  Cantieri  di lavoro per 527 progetti ai comuni con oltre  150  mila
  abitanti.  Altri  cantieri di lavoro rivolti agli  enti  di  culto,
  destinati  ai  disoccupati del territorio e volti ad interventi  di
  interesse generale.
    Il  piano di attuazione regionale della garanzia giovani è  stato
  approvato, e sono stati pubblicati gli avvisi relativi  a  tutti  i
  programmi.
    Vorrei  potermi soffermare sull'attività delle politiche  sociali
  per  il  Covid-19 ma, credo sia superfluo farlo, tenuto  conto  che
  ogni  parlamentare ha seguito da vicino - ed è anche intervenuto  -
  nell'esercizio delle proprie funzioni, in questo senso.
    Per  quanto  riguarda  le  aree di  crisi  complesse  di  Termini
  Imerese  e di Gela, sono state garantite misure a sostegno  di  450
  lavoratori  già  licenziati  e 65 lavoratori  sospesi.  Sono  state
  garantite  le corrispondenti misure di politica attiva  a  tutti  i
  lavoratori.
    Per  i  Centri  per  l'impiego si è pensato  ad  ammodernarli,  a
  renderli  efficienti anche sul piano della digitalizzazione,  oltre
  che sul piano strutturale.
    E'  diventato  un presupposto essenziale anche in omaggio  e  per
  rispetto verso i cittadini utenti.
    Si  è  istituita  una rete di servizi efficiente  e  celere.   E'
  stato  attivato il servizio  agenda on line  per la gestione  degli
  appuntamenti  da  parte dei cittadini, acquistati arredi,  supporti
  informatici, introdotto il protocollo informatizzato in tutti i  65
  centri per l'impiego.
    Per   quanto   riguarda   l'Istruzione,   con   un   investimento
  complessivo pluri fondo di oltre 1 miliardo di euro, questo Governo
  ha operato per il superamento delle maggiori criticità rilevate nei
  settori,    appunto,   della   istruzione   e   della    formazione
  professionale.
    Sono  state approvate due leggi, lo ricordo, per merito di questo
  Parlamento,  e su proposta del Governo, che hanno consentito  -  le
  due  leggi  -  di  poter  colmare alcune  lacune  -  fra  tutte  la
  valorizzazione del diritto allo studio.
    Abbiamo  avuto  molto  riguardo ed  attenzione  verso  l'edilizia
  scolastica  frequentata  dai  nostri figli  e  dai  nostri  nipoti.
  Abbiamo  dedicato alla sicurezza di quegli immobili 525 milioni  di
  euro  in  questi  due anni trascorsi per eseguire 1576  interventi,
  oltre al potenziamento della scuola digitale, ed alla fornitura  di
  dispositivi informatici individuali.
    Inutile  dire che abbiamo potenziato ed incrementato le borse  di
  studio   ed   i   sussidi  a  favore  degli  studenti  universitari
  meritevoli,  ma in stato di bisogno, il sostegno dei  dottorati  di
  ricerca  delle  scuole di specializzazione di area medica  e  delle
  istituzioni di ricerca, il rafforzamento del raccordo tra scuola ed
  università, e tra sistema dell'istruzione ed il mondo del lavoro.
    Dovendo  trattare  dei  Beni culturali non  posso,  intanto,  non
  presentare  formalmente  all'Aula  il  nuovo  assessore,  il  dott.
  Alberto Samonà, Siciliano di Palermo. Gli auguro un buon lavoro,  e
  sono  sicuro  che  saprà  farsi apprezzare per  la  competenza,  la
  sobrietà   e   l'entusiasmo  che  mette  nell'esercizio   del   suo
  impegnativo ruolo.
    Molteplici sono stati gli interventi dell'assessorato volti  alla
  tutela,  alla  conservazione ed alla valorizzazione del  patrimonio
  culturale dell'Isola. Ne cito solo alcuni degli interventi: è stato
  completato  -  dopo  due  decenni  di  attesa  -  il  percorso   di
  istituzione  dei  parchi archeologici. Sono 14,  per  10,  in  modo
  particolare,  in  una  condizione di assoluto  abbandono,  è  stata
  stanziata la somma di 20 milioni di euro per elaborare - e sono  in
  corso di elaborazione - progetti di riqualificazione, cioè la video
  sorveglianza,  le recinzioni, i servizi igienici,  i  vialetti,  la
  toponomastica,  tutto quello che può servire per rendere  gradevole
  un  vasto parco archeologico e, quindi, non sempre in condizione di
  poter essere tenuto sotto manutenzione.
    Abbiamo  reso  possibile  la legge votata  da  questo  Parlamento
  nella  scorsa  legislatura  sugli ecomusei,  mancavano  i  comitati
  scientifici,   li   abbiamo  finalmente  realizzati,   ed   abbiamo
  riconosciuto le prime 11 strutture.
   Alla rete museale guardiamo con un occhio critico, i nostri musei,
  fatta  qualche  eccezione,  appaiono tristi,  non  sufficientemente
  adeguati ai nuovi criteri di museografia e di museologia.
   Al  museo  di  Marsala, dedicato alla nave, nel museo  di  Marsala
  abbiamo  voluto ricostruire il relitto individuato nei fondali  nel
  1999 dal compianto assessore Sebastiano Tusa, al quale va il mio, e
  il  nostro, commosso pensiero costantemente. Assieme al museo della
  nave  di  Marsala, stiamo lavorando per realizzare il  museo  della
  nave a Gela. Dopo un'annosa definizione del contenzioso, sono stati
  consegnati alla ditta aggiudicataria i lavori per realizzare questa
  bellissima  struttura  all'interno di quel polmone  verde  chiamato
  Bosco Littorio.
   Allo   stesso  tempo,  si  sta  procedendo  alla  riqualificazione
  dell'esistente   museo   archeologico,  eliminando   la   struttura
  giudicata pericolosa, costruendone quindi una parte nuova.
   Sono  iniziati,  nel frattempo, i lavori per la realizzazione  del
  primo  museo  della  fotografia siciliano,  che  stiamo  allestendo
  all'interno  dello storico Villino Favaloro a Palermo.  Sono  state
  riaperte  alcune  sale  del  museo  Salinas,  sempre  della   città
  capoluogo.  Aggiudicata  la  gara  per  il  museo  archeologico  di
  Catania, nell'ex Manifattura dei Tabacchi.
   Abbiamo acquistato la stazione ferroviaria dismessa nella Piana di
  Termini  Imerese,  per  realizzarvi il  museo  della  battaglia  di
  Himera.  Anche questa era stata una felice intuizione  che  mi  era
  stata sottoposta dall'assessore Tusa.
   A  Sciacca, abbiamo ammodernato, e stiamo ammodernando, la  Chiesa
  di  Santa Margherita, per farne un auditorium, e contiamo anche  di
  potere  riqualificare  l'annessa  struttura  conventuale,  che  può
  ospitare un museo multidisciplinare.
   Salvaguardare il patrimonio immobiliare della Regione, l'ho  detto
  all'inizio,  è un dovere istituzionale più volte sollecitato  dalla
  Magistratura  contabile. Se poi quel patrimonio presenta  anche  un
  valore  culturale,  l'intervento di tutela  assume  un  significato
  ancora  più  forte.  In quest'ottica ci siamo  mossi  d'intesa  con
  l'Ente  di  sviluppo  agricolo per la riqualificazione  di  quattro
  borghi  rurali, fra i nove realizzati a suo tempo dall'ente per  la
  colonizzazione  del latifondo siciliano. Sono  il  Pietro  Lupo  di
  Mineo,  il  borgo  Bonsignore di Ribera,  il  borgo  Borsellino  di
  Palermo,  per  i quali sono in corso di espletamento  le  gare  per
  l'aggiudicazione dei lavori. Per il quarto borgo,  il  Gruttadauria
  di  Butera, si attende il progetto esecutivo assunto a carico dallo
  stesso Comune.
   Si tratta, naturalmente, di edifici sottoposti a vincolo, e per  i
  quali,  lo  sottolineo,  una norma votata dall'Assemblea  regionale
  nella  scorsa legislatura ha previsto il recupero e la destinazione
  ad attività turistiche o agrituristiche, affidate nella gestione  a
  terzi, senza alcuna alterazione quindi della cubatura esistente.
   Inutile  parlare del restauro di altre 40 chiese e 10  Palazzi  di
  interesse culturale.
   Abbiamo  fatto  ripartire  finalmente,  dopo  8  anni,  gli  scavi
  archeologici,   per   la  valorizzazione  dei   reperti   e   degli
  insediamenti.
   E'  stato riaperto il Castello Eurialo di Siracusa, e qui  la  mia
  memoria va al compianto Sovrintendente di Siracusa, che tanto si  è
  prodigato  per  questa iniziativa. Abbiamo proceduto  all'esproprio
  del  Castello di Schisò e dello storico, perché di grande interesse
  culturale,  casolare  appartenuto al militante  Peppino  Impastato,
  ucciso  dalla  mafia nel 1978. La stessa procedura si sta  seguendo
  per l'ex fornace di Scicli.
   Il  Real Albergo delle Povere a Palermo, ospiterà il centro per il
  catalogo  con  tutte  le  sue sezioni, in più  la  emeroteca  della
  Biblioteca  regionale  e  un  ampio  spazio  dedicato  agli  eventi
  espositivi. Sono stati già impegnati dieci milioni di  euro  per  i
  lavori  di  ammodernamento,  e così il cosiddetto   centro  per  il
  catalogo   - ha un nome particolare, molto strano e anche difficile
  da  pronunciare - il centro per il catalogo potrà finalmente essere
  accorpato  in  un solo sito con la sezione fotografia,  la  sezione
  cortografia,  la  sezione dedicata ai filmati, la sezione  dedicata
  all'antropologia.
   Un'importante operazione di recupero si sta compiendo  a  Messina,
  nell'ex  ospedale Regina Margherita. Si tratta di riqualificare  un
  intero  quartiere,  con  la realizzazione della   cittadella  della
  cultura .  Gli  immobili, che erano adibiti ad ospedali,  risalenti
  all'architettura   razionale,   verranno   trasformati   in   spazi
  culturali,  sarà  allestito  il  museo  del  terremoto,  il   museo
  archeologico,  gli  uffici  della sovrintendenza  e  la  biblioteca
  regionale di Messina, che ancora rimane da vent'anni divisa in  tre
  diversi immobili.
   Stiamo  procedendo  anche a dare un futuro  al  dismesso  ospedale
  Vittorio  Emanuele  di  Catania,  che  risale  alla  seconda   metà
  dell'800,  dopo  il trasferimento all'ospedale San Marco.  Con  una
  convenzione  fra la Regione e l'Asp, è stata finalmente  decisa  la
  trasformazione di quell'ex ospedale in un grande polo  museale  che
  ospiterà   anche   per  la  prima  volta  in   Sicilia   il   museo
  vulcanologico, cioè il museo dell'Etna. Infine abbiamo impegnato  e
  deliberato  diciotto  milioni di euro per  riqualificare  nove  dei
  nostri musei regionali con nuovi arredi e sistemi tecnologici.
    Sul  Turismo  dirò poche cose. I dati precedenti al  Coronavirus
  indicavano la Sicilia come una delle Regioni col più alto tasso  di
  crescita del turismo. Nel 2019 le presenze straniere hanno superato
  i  7  milioni  e  600 mila unità. Abbiamo avviato una  campagna  di
  comunicazione negli aeroporti nazionali e in quelli internazionali,
  abbiamo  affidato  la valorizzazione della realtà territoriale  del
  segmento  enogastronomico, quello che sta  di  solito  fuori  dagli
  itinerari ufficiali, ad un treno d'epoca chiamato  il treno storico
  del  gusto   in  collaborazione con la fondazione   Ferrovie  dello
  Stato  e Slow food, naturalmente abbiamo registrato decine e decine
  di  migliaia  di visitatori, mentre i nostri stand  nelle  borse  e
  nelle  fiere  internazionali,  lo dico  con  orgoglio,  secondo  la
  stampa, sembrano essere quelli più frequentati e visitati.
    Abbiamo  realizzato  la  geomappa dei  borghi  storici  e  rurali
  pubblicata  sul sito del geoportale Sicilia, e sono stati  inseriti
  quei borghi che hanno dimostrato di avere rispettato i disciplinari
  di  qualità.  Un  protocollo d'intesa è stato sottoscritto  con  la
  Conferenza  episcopale di Sicilia, volto a definire e a  promuovere
  il  patrimonio legato ai luoghi di culto, dei riti, delle  feste  e
  delle tradizioni religiose.
      Lasciatemi  dire, in questo contesto del turismo,  che  abbiamo
  pensato tanto al turismo termale di cui, da qualche tempo,  non  si
  parla  più  in  Sicilia.  Dopo gli anni di  chiusura  del  passato,
  abbiamo ripreso in mano le questioni relative alla riapertura delle
  terme  storiche di Acireale e di Sciacca, pilastri  di  un  sistema
  termale  siciliano da rilanciare, e con una grande  ricaduta  sullo
  sviluppo  turistico  dell'isola. Per le terme di  Sciacca  è  stato
  pubblicato,  finalmente  il bando, dopo  tante  questioni  tecniche
  legate  soprattutto alle sistemazioni catastali, ed il bando scadrà
  in questo mese di luglio.
    Per  le  terme  di  Acireale, dopo due anni di  grave  difficoltà
  determinate dalla procedura esecutiva in relazione ad un credito di
  circa  9  milioni  di euro, la Regione è riuscita a  superare  ogni
  ostacolo,  ed ha acquistato gli edifici di proprietà della  Società
  Terme  a  breve,  quindi, sarà possibile  anche  per  le  terme  di
  Acireale  procedere alla pubblicazione del bando per  l'affidamento
  in concessione.
    Sullo  sport abbiamo finalmente acceso un riflettore sul capitolo
  dedicato  alle strutture agli impianti sportivi, in un rapporto  di
  rinnovata  collaborazione con il Coni, inevitabile,  servono  nuove
  risorse, serve una ricognizione che abbiamo affidato ad un apposito
  gruppo  di  lavoro. Crediamo che il Giro d'Italia  ed  il  Giro  di
  Sicilia,  non  solo per gli appassionati di ciclismo, possa  essere
  una  buona  occasione per promuovere, con i nuovi mezzi televisivi,
  per  promuovere alcuni angoli suggestivi del nostro Territorio,  lo
  abbiamo  già fatto nel 2018 e nel 2019, quest'anno avremmo  riavuto
  questa  importante manifestazione, se l'epidemia non ce  lo  avesse
  impedito.
   Per  quanto riguarda lo spettacolo, abbiamo raccolto il  grido  di
  allarme delle imprese che stavano già male prima, e dopo l'epidemia
  stanno  malissimo. Stiamo venendo incontro tuttavia ai  gestori,  a
  quelli  pubblici,  a  quelli privati, perché la valorizzazione  dei
  luoghi  della  cultura  passa anche il  coinvolgimento  delle  sale
  teatrali  e  cinematografiche. Per le prime, sono stati  finanziati
  166  interventi, ammoderniamo le sale teatrali, in  Sicilia  ce  ne
  sono  311. Sono rimasto sorpreso nell'apprendere questa notizia,  e
  lo stesso stiamo facendo per le sale cinematografiche in gran parte
  appartenenti a privati.
   E'  stato  assicurato  il  finanziamento triennale  per  i  teatri
  regionali, ed è stato considerevolmente incrementato il Fondo unico
  regionale  dello spettacolo, nell'ambito della materia legata  alle
  manifestazioni si è provveduto, naturalmente, in questi due anni  e
  mezzo  a  dare  sostegno  ad iniziative di  particolare  rilevanza,
  alcune  delle  quali  ormai sono accreditate  fra  le  migliori  in
  Italia.
   Ambiente: per la prima volta nella storia della Regione l'attività
  di  pianificazione ambientale si concretizza in una serie di  piani
  strategici  per la tutela del territorio dell'incolumità  pubblica.
  Ne  cito  solo alcuni, il piano di gestione del rischio  alluvioni,
  era  atteso da tre anni, il piano regionale di tutela della qualità
  dell'aria, definita la carta degli impianti a rischio di  incidente
  rilevanza,  trasmessi  al  Ministero i  piani  per  la  mitigazione
  dell'inquinamento  acustico relativo agli agglomerati  di  Palermo,
  Catania,  Messina  e  Siracusa, scongiurando l'attivazione  di  una
  procedura di infrazione.
   Ci  siamo  occupati  del doloroso capitolo  delle  valutazioni  ed
  autorizzazioni  ambientali, doloroso  per  tempi  lunghi  ai  quali
  eravamo  abituati  nel  passato.  Questo  capitolo  si  arricchisce
  finalmente di qualche novità positiva, anche se ancora c'è tanto da
  fare  per  abbreviare  le  attese per il parere.  Intanto,  abbiamo
  proceduto al rinnovo dell'apposita commissione, formata da  esperti
  che  hanno  risposto  ad un apposito avviso  pubblico  ed  è  stato
  creato,  messo in esercizio il portale ambientale per  il  deposito
  delle istanze.
   Nell'ottica  di  salvaguardare e valorizzare il  patrimonio,  sono
  stati  potenziati i protocolli di collaborazione con ARPA  Sicilia,
  ed  abbiamo definito la sua sede principale nello storico complesso
  Roosvelt, presso l'Addaura di Palermo, che diventerà una  sorta  di
  centro  per  la  ricerca  ambientale, in collaborazione  con  altre
  prestigiose Istituzioni pubbliche e private.
   Il Corpo forestale: era destinato alla estinzione lo storico corpo
  delle  guardie  forestali, organo di Polizia  amministrativa  della
  Regione  che da circa 50 anni espleta con competenza e passione  le
  proprie  funzioni a tutela dell'ambiente, della natura e  dei  suoi
  prodotti. Per noi il corpo delle guardie forestali va potenziato  e
  dotato   di  ogni  strumento  per  metterlo  nelle  condizioni   di
  affrontare  i  nuovi impegnativi compiti che la realtà territoriale
  impone.
   Con una legge proposta dal Governo, e votata da questo Parlamento,
  è  stato eliminato il blocco del turnover, è stata rideterminata la
  dotazione  organica del personale del comparto, previsto  per  1380
  unità,  è  stato  avviato  il  processo  per  la  celebrazione  dei
  concorsi,  che  speriamo di potere mettere in atto  nel  più  breve
  tempo possibile. Sul fronte dell'antincendio, è stata potenziata la
  flotta  regionale di 8, 10 elicotteri. Lo ricordo, è stata  ridotta
  di  circa  il 30 percento la superficie boscata percorsa dal  fuoco
  nell'ultimo triennio, e ciò nonostante all'aumento del numero degli
  incendi.
   Il  piano  amianto, questo Parlamento nella scorsa legislatura  ha
  votato una legge molto articolata, purtroppo è rimasta inapplicata.
  Noi  abbiamo  dato  vita ad una norma importante  di  quella  legge
  sull'amianto,  che  prevede  la  redazione  di  un  piano  per   la
  documentazione  e  l'accompagnamento.  E'  stato  dato  avviso   di
  pubblicazione  e della procedura, e si è in attesa  della  fase  di
  scadenza  per  le  eventuali osservazioni. Credo  che  la  data  di
  scadenza sia il 7 di luglio.
   Anche  per l'Urbanistica abbiamo voluto adottare alcune iniziative
  per  la  tutela e la corretta gestione dell'ambiente, e quindi  nel
  contrasto  ad  ogni  fenomeno  di  abusivismo  edilizio.  E'  stato
  predisposto  il  disegno  di legge sulla riforma  della  disciplina
  urbanistica  norme per il governo del territorio . E' stata esitata
  favorevolmente  dalla IV Commissione dell'Assemblea  Regionale,  ed
  oggi  è  incardinata in quest'Aula per ricevere tutti i  contributi
  migliorativi necessari.
   Vado  a  saltare. Anche l'autorità di bacino istituita  da  questo
  Parlamento,  su  proposta del Governo, si è rivelata  assolutamente
  utile.  E'  stata predisposta la strategia regionale per  la  lotta
  alla desertificazione, è stato avviato l'aggiornamento globale  del
  piano di assetto idrogeologico, è stato avviato l'aggiornamento del
  piano di gestione del distretto idrografico, è stato varato - siamo
  la  prima  Regione  in Italia - il piano di azione  di  lotta  alla
  siccità,  che  rappresenta  una  delle  quattro  macro  azioni  che
  sostengono  la  lotta  alla  desertificazione.  I  fiumi,  i  corsi
  d'acqua,   da   venti,  trent'anni  i  nostri  corsi  d'acqua   non
  conoscevano  un mezzo meccanico per la loro pulitura, per  la  loro
  manutenzione.  Una ottantina di interventi fra  il  2019  e  questa
  parte  del  2020,  abbiamo effettuato, per un valore  di  oltre  60
  milioni  di  Euro.  I  fiumi vengono puliti  dopo  la  segnalazione
  dell'autorità  di bacino, qualche volta dopo la segnalazione  degli
  stessi sindaci, e si interviene con la necessaria tempestività  per
  evitare esondazione, per evitare alluvioni, per evitare danni.
   Abbiamo  affidato  uno studio analitico su una  delle  realtà  più
  pericolose  della  nostra  Isola, la  foce  del  fiume  Salso,  che
  lambisce una parte dell'abitato di Licata. Ebbene, lì si prevede un
  intervento  complesso  e articolato per diversi  milioni  di  euro.
  Abbiamo  affidato l'incarico ad un docente universitario, contiamo,
  entro  il  mese di luglio, di poter avere le risultanze  di  quello
  studio.
   L'ufficio  contro  il dissesto idrogeologico, che  ho  l'onore  di
  guidare,  abbiamo potuto constatare che non esiste una  sola  parte
  delle  province isolane in cui non ci sia stato un dissesto, e  non
  esiste una sola provincia in cui non ci sia stato un intervento  da
  parte  di quella struttura. Pensate, nel biennio 2016/17,  cioè  il
  biennio precedente la nostra gestione, i finanziamenti erogati  per
  dissesto  idrogeologico  erano 24 milioni  di  euro,  nello  stesso
  periodo, ma nel biennio 2018/19 siamo passati a 329 milioni di euro
  di   interventi,  una  percentuale  di  incremento  del  926%.   Si
  interviene,   non  solo  per  rimuovere  le  cause   del   dissesto
  idrogeologico, ma anche contro l'erosione delle coste, in tal senso
  sono  stati  già  stipulati accordi con i comuni sulla  fascia  del
  Tirreno,  e  si  interviene anche sulla  costa  del  sud  est,  nel
  frattempo  è  stato  varato,  dalla  stessa  struttura  contro   il
  dissesto,  in  collaborazione con l'autorità di  bacino,  il  piano
  contro  la  erosione delle coste, affidato ad un gruppo di  docenti
  universitari.
   Dovrei  soffermarmi un po' di più sui rifiuti, Presidente lei  non
  me ne vorrà..

   PRESIDENTE.  Lei è libero di parlare quanto vuole, nel Regolamento
  dell'Assemblea  non  è  previsto un  limite  per  l'intervento  del
  Presidente.

   MUSUMECI,  Presidente  della Regione. No non  vorrei  approfittare
  della  pazienza  e  della  cortesia dei  signori  deputati,  e  sua
  naturalmente.
   Il  sistema dei rifiuti in Sicilia è stato costruito ed alimentato
  nel  corso  degli ultimi decenni per favorire un perverso intreccio
  tra  politica, burocrazia e imprenditoria privata, perverso  perché
  l'obiettivo  finale  non era quello di assicurare  un  servizio  di
  primario  interesse pubblico, efficiente e rispettoso delle  regole
  economiche, in linea con le innovazioni tecnologiche,  e  sotto  il
  costante  controllo della politica, no, no non era questo il  fine.
  Si è dato vita ad un pericoloso oligopolio che controlla circa l'80
  per  cento del trattamento dei rifiuti nell'isola, con la  politica
  assente, o per lo meno distratta, e qualche volta acquiescente, con
  certa  burocrazia  corrotta, che gestiva i  processi  autorizzativi
  nell'interesse  del  privato,  il  quale,  in  alcuni  casi,  nella
  spregiudicatezza  della propria condotta,  si  muoveva  con  metodi
  tipici delle organizzazioni mafiose e criminali.
   Questo disegno perverso è stato reso più agevole dal permanere  in
  Sicilia di un patologico stato emergenziale che si è protratto  per
  oltre  trent'anni, due leggi, quella degli ATO e quella delle  SRR,
  giudicate  poi  inapplicabili dalla magistratura  contabile,  e  la
  nomina   di  tre  commissari  straordinari  da  parte  del  Governo
  nazionale,  non  sono  bastati a dare una  soluzione  all'annoso  e
  pericoloso problema dei rifiuti in Sicilia. In cambio, la politica,
  a  tutti  i  livelli  ed in tutti i settori, ha  potuto  in  questi
  vent'anni  procedere all'assunzione senza concorso di  migliaia  di
  persone  in  quel  comparto, che oggi rende  in  quest'Aula  quelle
  persone il pegno umano su cui trovare l'intesa per portare al  voto
  il disegno di legge sui rifiuti presentato lo scorso anno da questo
  Governo,  e giustamente dico io, giustamente, perché al di  là  dei
  metodi  sbagliati  adottati nel passato, abbiamo  oggi,  tutti,  il
  dovere  di salvaguardare il lavoro - il lavoro più che i  posti  di
  lavoro  -  di ogni madre e padre di famiglia, e l'intesa in  questo
  senso, ne sono certo, sarà trovata in quest'Aula.
   Tuttavia,  quel  disegno di legge, da solo,  non  basterebbe,  una
  volta   approvato,   a   liberare  la  nostra   Isola   dall'incubo
  dell'emergenza, oggi non più costante come qualche anno fa, ma  pur
  sempre in agguato. Non più costante, perché in questi 30 mesi,  con
  alcune  mie  ordinanze,  e  con  la responsabile  condivisione  dei
  sindaci, la raccolta differenziata nell'Isola è passata dal 16  per
  cento  del 2017, al 42 per cento, il che significa meno rifiuti  in
  discarica,  meno  introiti per le aziende private.  E  avrebbe  una
  percentuale ancora più alta la Sicilia, se le Città metropolitane -
  solo  per  fare  un  esempio  -  non  si  fossero  fermate  ad  una
  differenziata che non supera, in media, il 17 per cento.
   Come   è   noto,   la  nostra  dotazione  impiantistica,   trovata
  all'insediamento   di   Governo,  appariva   insufficiente,   tanto
  insufficiente  ad  indurre il Governo Renzi  prima,  e  il  Governo
  Gentiloni dopo, a prescrivere alla Sicilia la soluzione di  spedire
  una  parte dei rifiuti fuori dall'Isola, con costi significativi  a
  carico dei Comuni, e quindi dei cittadini.
   Abbiamo scongiurato questo pericolo, fra mille difficoltà, e  allo
  stesso  tempo, abbiamo proceduto all'erogazione del Piano regionale
  dei rifiuti, nel dicembre del 2018. Per noi l'impegno si è concluso
  nel dicembre 2018. Tutto quello che è avvenuto dopo, è chiaro, ed è
  sotto gli occhi di tutti, le osservazioni da parte delle competenti
  Commissioni, le osservazioni delle autorità ministeriali che  hanno
  anche  prescritto  almeno  due  termovalorizzatori  in  Sicilia,  e
  proprio  in queste settimane, per rispondere e replicare in maniera
  compiuta  alle osservazioni, abbiamo affidato l'incarico ad  alcuni
  docenti  universitari  per perfezionare alcuni  aspetti  del  Piano
  regionale dei rifiuti, che contiamo di poter definire entro il mese
  di  agosto.  Nel  frattempo, abbiamo proceduto  per  accelerare  il
  completamento di alcuni impianti pubblici e per aprirne  di  nuovi,
  ricordo la nomina a commissario senza poteri per un anno -  per  un
  anno  per  mia  rinuncia - si è lavorato per realizzare  sei  nuovi
  impianti  pubblici, due di compostaggio, e quattro  di  smaltimento
  rifiuti.
   Oggi,  l'impianto  di  compostaggio  di  Vittoria  è  in  fase  di
  costruzione, è prevista la consegna a ottobre; i primi tre impianti
  di  smaltimento,  la  vasca di Bellolampo,  due  a  Trapani,  hanno
  concluso    l'iter   autorizzativo   ambientale;   l'impianto    di
  compostaggio   di   Casteltermini  è  in  fase  di   autorizzazione
  ambientale;  l'impianto di smaltimento rifiuti di Castellana  è  in
  fase   di  verifica  tecnico-ambientale;  altri  tre  impianti   di
  compostaggio  con  progetto esecutivo in fase di  autorizzazione  a
  Ravanusa,   Sciacca,   Calatafimi  Segesta;   sette   impianti   di
  compostaggio  in programmazione per Palermo, Bagheria, Castelbuono,
  Grammichele,  Kalat Ambiente SRR, Pachino, San Cataldo,  Enna;  due
  impianti di smaltimento rifiuti con progetto esecutivo in  fase  di
  autorizzazione  in  Contrada  Pace  a  Sciacca,  un   impianto   di
  smaltimento  di  rifiuti  in costruzione  a  Gela,  la  consegna  è
  prevista  entro  luglio;  tre impianti di  smaltimento  rifiuti  in
  programmazione a Catania, Pachino e Ragusa.
   Nella  Sicilia orientale, invece, ad opera del Commissario da  noi
  appositamente nominato, sono stati individuati sette siti  -  sette
  siti, non sette impianti, attenzione - e per tre di questi sono già
  stati  redatti  e  trasmessi i progetti  preliminari,  i  documenti
  preliminari e la progettazione, per gli altri aspettiamo ancora  di
  potere ottenere il consenso e l'intesa dei Comuni.
   Le  previsioni di aumento dell'impiantistica, si tratta pur sempre
  di  impianti di piccola e media dimensione, presuppongono un rapido
  avvio e svolgimento, da parte dei competenti soggetti, per compiere
  tutte  le  azioni  possibili finalizzate a liberare  finalmente  il
  sistema  dei rifiuti dal condizionamento diretto o indiretto  delle
  aziende private.
   Il  mio  Governo sta analizzando, perciò, alcuni altri  studi  per
  verificare  ogni  possibile soluzione scientificamente  compatibile
  con  l'ambiente  e con la salute dei cittadini, per scongiurare  la
  realizzazione  di  nuove  discariche,  e  per  porre  fine  ad  una
  vergognosa eterna emergenza servita solo a personaggi contigui alla
  mafia ed a funzionari pubblici infedeli.
   Stiamo  lavorando  sul  collaudo di 18 dighe,  mai  collaudate  in
  questi  ultimi  30 anni, le procedure sono in fase di espletamento,
  mentre  è stata già aggiudicata la gara per il completamento  della
  diga di Pietrarossa nella Piana di Catania dopo che, finalmente, il
  precedente  Governo - va dato atto - ha sciolto il  nodo,  l'eterno
  nodo che si trascinava da decenni a seguito del rinvenimento di  un
  reperto  archeologico  nei fondali della  diga;  abbiamo  istituito
  l'Ufficio  speciale  per le bonifiche dei siti  inquinati,  abbiamo
  scoperto esistere in Sicilia 511 discariche, ormai non più in uso e
  per  capire  quale  di  queste  sia  inquinante,  abbiamo  affidato
  l'incarico  all'INGV,  che  sta procedendo  alla  caratterizzazione
  delle stesse discariche.
   È  stato  definito il Piano energetico ambientale, e  con  esso  i
  documenti necessari alla fase di valutazione ambientale strategica,
  lo  strumento prevede il governo energetico del territorio  con  un
  orizzonte  fino  al  2030;  abbiamo  definito  le  procedure   che,
  attraverso risorse inutilizzate, hanno consentito a 378  comuni  su
  390,  vale  a  dire al 98 per cento del totale, di  dotarsi  di  un
  esperto  in  energia, oggi sono 120 i comuni che  hanno  provveduto
  alla  nomina  di  questo  esperto, per  collaborarli  nei  progetti
  energetici.
   Accelerare    la   spesa   pubblica,   puntare   su   investimenti
  infrastrutturali e aprire quanti più cantieri, è  stata  la  nostra
  linea maestra seguita in questi primi 30 mesi, il che ha comportato
  un  particolare  carico di lavoro, soprattutto per il  dipartimento
  tecnico   e,   perché  no,  anche  per  l'ufficio  speciale   della
  progettazione, nonostante le poiché unità a disposizione.
   Veniamo  alle  infrastrutture, a cominciare da quelle ferroviarie.
  Diverse sono le opere avviate sotto il nostro Governo, a cominciare
  dal  nodo  passante  di Palermo sino a Punta  Raisi:  quando  siamo
  arrivati  l'opera era sospesa, e circa 500 dipendenti  protestavano
  davanti   alla  sede  dell'assessorato,  non  solo  abbiamo   fatto
  ripartire  i lavori, ma li abbiamo anche completati; nel  frattempo
  sono   iniziati   i  lavori  per  la  costruzione  della   stazione
  ferroviaria   di   Capaci,  ed  entro  novembre   è   previsto   il
  completamento di questa infrastruttura.
   Sempre  a Palermo abbiamo dato inizio alla demolizione del  vicolo
  Bernava, per poi realizzare la galleria ferroviaria - lavori attesi
  da  circa  venti anni - e sono in fase di conclusione i lavori  per
  l'ammodernamento della tratta ferroviaria Marsala-Castelvetrano, 54
  milioni,  se ne parlava da 30 anni; abbiamo dato avvio ai primi  40
  chilometri  del  raddoppio ferroviario della  Catania-Palermo,  400
  milioni  di  euro, entro settembre del prossimo anno attiveremo  il
  primo  binario che consentirà, intanto, un risparmio di percorrenza
  di   13   minuti.  Dopo  diciotto  mesi,  tra  qualche   settimana,
  completiamo  i lavori della fermata, ora stazione, di Fontanarossa,
  a pochi metri dallo scalo aeroportuale di Catania.
    Nel  febbraio  del  2019 abbiamo ottenuto, dopo nostre  pressanti
  sollecitazioni, la riapertura della linea ferroviaria  Caltagirone-
  Catania  e  abbiamo completato le progettazioni  dei  cinque  lotti
  mancanti  e raddoppio ferroviario Catania-Palermo già trasmessi  al
  Consiglio  superiore dei lavori pubblici. Per la  rete  ferroviaria
  Trapani-Alcamo via Milo interrotta, sentite, sentite, dal 2012,  si
  aspetta  soltanto  il  parere  del Ministero  dell'ambiente,  della
  tutela  del  territorio e del mare per poter  mandare  in  gara  il
  progetto  che  avrà  un  costo di circa  200  milioni  di  euro.  A
  settembre  sarà,  finalmente, bandita  la  gara  per  il  raddoppio
  ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo sul versante ionico.
    Oltre all'impegno sul fronte infrastrutturale abbiamo, sempre  in
  materia  ferroviaria,  pensato alla riorganizzazione  del  servizio
  istituendo  l'Osservatorio dei pendolari e  articolando  una  nuova
  pianificazione, corredata dall'arrivo di cinque nuovi treni   Pop',
  se ne aggiungeranno altri sette entro quest'anno.
    Lasciatemi  sottolineare  con piacere e  soddisfazione  come  nel
  2019  il  movimento  dei  passeggeri sui  treni  dell'isola,  abbia
  registrato una crescita di oltre un milione e duecentomila  in  più
  rispetto  all'anno  precedente, segno  evidente  che  il  contratto
  decennale  sottoscritto da noi con Trenitalia sta  portando  ad  un
  innalzamento  della qualità dei servizi e degli  incentivi,  ancora
  assai  pochi,  e  al tempo stesso è il segno che  fra  l'utenza  si
  riscopre  il  valore ambientale, la sicurezza,  la  comodità  e  il
  fascino   del   treno,  anche  per  questo,  fra  qualche   giorno,
  inauguriamo  a  Palermo il  biglietto unico' per poi  estenderlo  a
  Messina e a Catania.
    Sul  versante  della  viabilità primaria al Consorzio  autostrade
  siciliane  si è fatto un gran lavoro in questi ultimi trenta  mesi,
  sia per renderlo efficiente e adeguato alle funzioni per le quali è
  stato  costituito  alla  fine  degli anni   90,  sia  per  renderlo
  trasparente  e  sottrarlo  alle  perverse  logiche  clientelari   e
  affaristiche  che  lo avevano per anni governato,  come  dimostrano
  peraltro  anche le più recenti vicende giudiziarie.  Basti  pensare
  che  solo nel 2019 il CAS, pur con una paurosa carenza di personale
  tecnico,  ha  espletato  circa novanta  gare  ed  effettuato  oltre
  sessanta interventi sulle arterie di sua competenza, aventi  A18  e
  Siracusa e Gela.
    Entriamo  un  attimo nel dettaglio a proposito del lavoro  svolto
  dal  Consorzio autostrade siciliane, sono stati riavviati i  lavori
  della  Siracusa-Gela,  per  realizzare il  tratto  Rosolini-Modica,
  lungo  20  chilometri.  Entro ottobre consegneremo  i  primi  dieci
  chilometri di autostrada che porteranno sino ad Ispica, sono  state
  completate  due  opere  rimaste incompiute  per  diversi  anni,  la
  Maremonti allo svincolo di Canicattì dal valore di 12 milioni e  la
  Noto-Pachino  per  18 milioni. Dopo anni è stata riavviata  l'opera
  più  complessa  certamente  il viadotto Ritiro;  60  milioni  sulla
  tangenziale di Messina, che si trova in una quota circa a 60  metri
  da  terra.  Sono iniziati circa 6 mesi fa, i lavori  per  eliminare
  un'altra  vergogna, la frana di Letojanni rimasta lì a interrompere
  il  traffico sulla carreggiata nord dell'autostrada Messina-Catania
  per  diversi anni, proprio a causa di quel CAS così come era  negli
  anni precedenti.
    Nei  confronti  dell'Anas,  dopo  una  iniziale  nostra  condotta
  improntata  a  spirito  di comprensione e  di  tolleranza,  abbiamo
  tenuto  un atteggiamento determinato, di critica, di energia  e  di
  pungolo. Questa condotta ha consentito il raggiungimento di  alcuni
  obiettivi,  in verità, e quindi serve, come la ripresa  dei  lavori
  sui  tre  lotti  della  nord-sud, bloccati al nostro  insediamento.
  Oggi, è stato riaperto il primo lotto di 6 chilometri e mezzo.  Ma,
  la  realtà  nel  resto  dell'Isola,  sulla  viabilità  primaria  di
  competenza  statale rimane assai penosa per la mancata manutenzione
  da  un  lato  e  per  la  lentezza  e  le  criticità  dei  cantieri
  dall'altro.
   Un accenno alle strade provinciali. Abbiamo redatto il piano delle
  strade  provinciali nel gennaio 2019 e per aiutare le  ex  Province
  alla  manutenzione straordinaria abbiamo adottato una dotazione  di
  100  milioni di euro per realizzare 70 interventi, molti dei  quali
  sono  stati  già  realizzati. Altri 130, del valore  di  circa  150
  milioni,  abbiamo finanziato a favore delle Città  metropolitane  e
  dei liberi Consorzi.
   A  Roma,  abbiamo chiesto un commissario per le strade provinciali
  siciliane  che  -  lo  ripeto - non sono di  competenza  regionale.
  Abbiamo chiesto un commissario nella persona del provveditore  alle
  opere pubbliche, l'ingegnere Ievolella.
   Sono passati 21 mesi, questo tema l'abbiamo riproposto all'attuale
  Ministro per le infrastrutture. Abbiamo concordato, almeno 700, 600
  milioni  di  euro  per affrontare soltanto una parte  del  problema
  legato alla manutenzione delle strade provinciali.
   La portualità minore, quella cioè di competenza regionale, è stata
  interessata  da  un intenso e diffuso processo di riqualificazione.
  Dopo  anni, abbiamo reso possibile la ripresa dei lavori nel  porto
  di  Castellammare  del  Golfo ed è pronta la progettazione  per  il
  completamento di questa infrastruttura, costerà 20 milioni di euro.
   Si  lavora,  alacremente, anche al nuovo porto  di  Sant'Agata  di
  Militello,  nel messinese ed entro l'anno completiamo  l'opera,  35
  milioni di euro.
   Sono  stati  ultimati  i lavori nei porti  di  Mazara  del  Vallo,
  Riposto. Nel frattempo, sono iniziati quelli nei porti di Marsala e
  Sciacca. Entro questo mese di luglio, invece, aprono i cantieri nei
  porti di Marinella di Selinunte e Pantelleria.
   Sono  stati finanziati i porti di Marettimo: 24 milioni, di Malfa:
  19  milioni,  Favignana: 26 milioni, Linosa: 7 milioni  ed  ancora,
  Lampedusa, Vulcano, Lipari, Ustica.
   Già  completati  i lavori nello scalo marittimo Sottomonastero  di
  Lipari  e,  nei  prossimi  giorni, andrà in  gara  il  progetto  di
  riqualificazione del porto di Favignana.
   Non  mi soffermo sugli altri interventi minori sempre a Lampedusa,
  a  Linosa,  a  Lipari, a Pantelleria, a Santa Flavia, a  Cefalù,  a
  Donnalucata, a Scoglitti ed a Pozzallo.
   Col Patto per il Sud, sono stati finanziati 400 progetti per circa
  330  milioni  di euro, 70 riguardano i centri storici  nei  piccoli
  comuni.
   A    Messina,    abbiamo   finanziato,   con   25   milioni,    la
  rifunzionalizzazione   della  via  Don  Blasco,   che   servirà   a
  decongestionare il traffico pesante, con la demolizione di  ben  50
  baracche.
   A  Catania, si lavora per la cittadella giudiziaria, cioè  per  il
  nuovo Palazzo di Giustizia, dopo avere abbattuto il vecchio Palazzo
  delle Poste.
   100  milioni  sono stati destinati ai parcheggi  delle  tre  città
  metropolitane ed ai comuni con oltre 30 milioni di abitanti: Avola,
  Marsala, Alcamo, Caltagirone, Acireale, Siracusa, Agrigento.
   A  Palermo, abbiamo affidato le procedure al dipartimento  tecnico
  per  realizzare  un grande centro congressi, all'interno  dell'ente
  Fiera.  E' assurdo che la Sicilia debba rimanere fuori dal  turismo
  congressuale.  La  struttura comprenderà 5 mila posti  a  sedere  e
  costerà circa 15 milioni di euro.
   Avrei  le  politiche  della famiglia e le politiche  sociali,  con
  l'attivazione dei fondi disponibili per l'assistenza domiciliare  e
  per  gli anziani non autosufficienti, per le comunità alloggio  per
  minori,  per  la  creazione di parchi giochi  inclusivi,  il  fondo
  regionale per la disabilità e la non autosufficienza, che  è  stato
  complessivamente impegnato e quasi tutto erogato per 462 milioni di
  euro.
   Inoltre,  nell'ambito della disabilità, sono stati  impegnati  107
  milioni di euro.
   Per  il  terzo  settore  sono stati sottoscritti  gli  accordi  di
  programma   finanziati  con  fondi  nazionali  per  le   solitudini
  involontarie, specie nella popolazione anziana e per le prevenzione
  ed  il contrasto alla ludopatia. La ludopatia è una patologia molto
  molto diffusa soprattutto fra i giovani e, purtroppo, la Sicilia ne
  è pesantemente colpita.
   Per  quanto  riguarda la violenza di genere sono stati  utilizzati
  gli  8 milioni e 600 mila per i contributi alla gestione dei centri
  antiviolenza e le case rifugio operanti in Sicilia.
   Sono state, inoltre, create 16 nuove case-rifugio ed altre 15 sono
  in  corso  di  realizzazione e, per favorire  l'integrazione  degli
  immigrati,  abbiamo  partecipato  agli  avvisi  per  complessivi  2
  milioni e 300 mila euro. Impossibile poterli elencare tutti.
   Vado  verso  la conclusione. Salute. Il Dipartimento salute  -  si
  dice   quando  c'è la salute c'è tutto   - noi in Sicilia  possiamo
  dire  di avere una politica per la salute che, adesso, non  ha  più
  motivo  di  soffrire di complessi di inferiorità. Ha  ancora  tanta
  strada  da  fare,  ma l'abbiamo messa duramente alla  prova  questa
  struttura ed ha risposto in maniera assolutamente significativa.
   Intanto, mi occuperei della carenza di personale che è la cosa più
  vistosa.  Dal gennaio 2018 - quando ci siamo insediati -  al  marzo
  2020  sono oltre 7.500 i lavoratori assunti con contratto  a  tempo
  indeterminato  nel comparto della sanità siciliana.  Si  tratta  di
  circa 2.000 dirigenti medici, 2.500 infermieri, oltre 700 operatori
  socio-sanitari e più di 2.300 lavoratori con altri profili.
   Naturalmente,  non ci siamo fermati. Al momento sono  in  corso  i
  colloqui della mobilità di due concorsi di bacino per infermieri ed
  operatori  socio-sanitari per circa 1.600 posti. Si  sta,  inoltre,
  procedendo alle stabilizzazioni del personale dei precari  storici,
  si tratta di 250 persone.
   La  rete  ospedaliera, la rete sul territorio. Uno dei primi  atti
  del  nostro  Governo è stato il riordino della rete  ospedaliera  -
  come  sapete  -  secondo  i  parametri  del  decreto  Balduzzi,  ma
  guardando con attenzione alle esigenze del territorio. Nel  gennaio
  2019   il  piano  è  stato  adottato  avendo  superato  il   vaglio
  ministeriale.  Nei giorni scorsi abbiamo adottato  un  decreto  che
  prevede la riorganizzazione delle terapie intensive e subintensive.
  Ebbene,  essa  prevede l'incremento strutturale di posti  letto  in
  terapia intensiva in complessivi 719.
   La  ristrutturazione  dei  Pronto soccorso,  con  separazione  dei
  percorsi assistenziali e con la individuazione di distinte aree  di
  permanenza per i pazienti sospetti di Covid-19. L'aumento dei mezzi
  di  trasporto dedicati ai trasferimenti secondari. L'acquisto di 16
  ambulanze  dotate  di  barella  ad alto  contenimento.  Si  tratta,
  insomma,  di  interventi  che  consentono  alla  Regione  il  pieno
  utilizzo  degli stanziamenti statali pari ad oltre 130  milioni  di
  euro.
   Con    due    decreti   assessoriali   sono   stati    finanziati:
  l'ammodernamento  dei  principali Pronto  soccorso,  delle  guardie
  mediche  e di molti nuovi reparti. Tra tutti un fiore all'occhiello
  è  l'unità di Odontoiatria speciale, che bene conoscono i  deputati
  di  Acireale, che consente di curare migliaia di persone  disabili,
  una  vera  e  propria  carta,  un biglietto  da  visita  di  grande
  prestigio per la sanità siciliana.
   Sono  state  particolarmente significative le attività  che  hanno
  portato all'apertura di tre nuovi ospedali, il Giovanni Paolo II di
  Ragusa,  quello  di  Biancavilla e il San  Marco  di  Catania.  Per
  quest'ultimo, ci saremmo trovati un'altra eterna incompiuta  se  la
  Regione,  con  un po' di rischio, con qualche coraggio,  non  fosse
  intervenuta in maniera repentina.
   Sono  stati pianificati, con l'ex articolo 20, della legge  66/88,
  interventi  in  infrastrutture  per  oltre  un  miliardo  di  euro.
  Interesseranno  le  aree  di Palermo, le  aree  di  Siracusa,  dove
  saranno  costruiti  i  due nuovi ospedali che le  rispettive  città
  aspettano da anni. In particolare, per Siracusa, il bando  è  stato
  già  pubblicato, il giorno 22 giugno si sono chiusi i  termini  del
  concorso  di  idee  e,  quindi, presto si procederà  alla  relativa
  selezione.
   Tre  i  grandi  interventi programmati per la  infrastrutturazione
  sanitaria di Palermo e dell'hinterland, per complessivi 456 milioni
  di euro. Si tratta del nuovo ospedale ISMETT 2 di Carini, che andrà
  ad  integrarsi con la nuova sede RIMED, in fase di realizzazione  e
  già  finanziata  con altri fondi di provenienza comunitaria,  e  il
  nuovo  distretto  sanitario, che ingloberà realmente  gli  ospedali
  Villa Sofia e Cervello, con un costo di 280 milioni di euro.
   Accogliendo una richiesta che ci è arrivata dal Consiglio comunale
  di  Lampedusa,  stiamo esaminando la possibilità di  realizzare  in
  quell'Isola,  avamposto d'Europa in tutti i sensi, una  piccola  ma
  efficiente struttura ospedaliera.
   Inutile  dire che siamo orgogliosi per avere raggiunto il  livello
  LEA  previsto dagli organi di valutazione e non è un caso che  alla
  Regione sia stata assegnata una premialità di 400 milioni di  euro.
  Erano  congelate da anni queste risorse, in attesa del  superamento
  delle criticità evidenziate più volte dai Ministeri dell'economia e
  della salute.
   Non  mi soffermo sulla nuova Facoltà di Medicina istituita ad Enna
  e   a   Cefalù,   mentre  il  rilancio  del  CEFPAS  riqualificherà
  Caltanissetta  e  darà  dinamismo e proiezione  positiva  a  quella
  dimensione territoriale.
   Bene,  signori,  io  ho  cercato in  sintesi,  sacrificando  anche
  qualche   Dipartimento,  a  cominciare  da  quello  delle  attività
  produttive, che ha messo in campo centinaia e centinaia milioni  di
  euro, ma io ho letto soltanto una parte della relazione.
   Non  mi  soffermo  sulle iniziative della legge di  stabilità  sul
  COVID-19 a sostegno delle famiglie disagiate, delle imprese,  delle
  start   up,  del  tessuto  produttivo,  delle  cooperative,   della
  editoria,  dei consorzi fidi, dei Comuni, per compensare le  minori
  entrate,  i  benefici  con la sospensione di  alcuni  obblighi,  le
  tasse, l'esenzione dall'obbligo del pagamento del bollo auto, e gli
  altri   importanti  interventi  in  altri  settori,  dal   turismo,
  all'agricoltura, alla scuola. Non lo faccio per ragioni di brevità,
  ma  anche  perché il tema è assolutamente conosciuto da  quest'Aula
  per  averlo in parte reso possibile con il proprio dibattito e  col
  proprio voto.
   Lasciatemi  ringraziare in questo momento il  personale  sanitario
  dell'Isola, tutto il personale sanitario, per quello che ha  fatto,
  per quello che ha fatto durante l'epidemia.
   Voglio  ringraziare  i  volontari,  le  Forze  Armate,  le   Forze
  dell'Ordine, la Protezione Civile, l'ho fatto in più occasioni,  ma
  voglio  ringraziare soprattutto la comunità siciliana che mai  come
  in questa occasione ha dimostrato di sapere essere ossequiosa delle
  regole e delle norme finalizzate alla tutela della salute propria e
  di quella degli altri.
   Voglio  ringraziare  gli  Assessori con  i  quali  ho  avviato  un
  rapporto   di   proficua  collaborazione  pur   nella   inevitabile
  dialettica, pur nell'inevitabile confronto, ma c'è grande lealtà ed
  io ho piena fiducia in ciascuno di loro per quello che hanno fatto,
  per come lo fanno.
   Voglio  ringraziare il Segretario generale, i direttori  generali,
  il   personale  dell'Amministrazione  regionale  che  con   lealtà,
  scrupolo  e  impegno  lavora assieme a noi per  la  crescita  della
  nostra Isola.
   Voglio  ringraziare il Parlamento siciliano a cominciare  dal  suo
  Presidente  ed  il  personale  che assiste  i  lavori  parlamentari
  direttamente o indirettamente.
   Oggi,  signor Presidente e onorevoli colleghi, serve alla  Sicilia
  una manovra anticiclica, una robusta cura di ferro, un'iniezione di
  liquidità che dia ossigeno ad un tessuto sociale ed imprenditoriale
  cianotico,  con  l'affanno. Lo hanno capito tutti, da  Bruxelles  a
  Roma,  lo  abbiamo  capito  anche noi  qui  a  Palermo,  Governo  e
  Assemblea,  tanto da mettere in atto le misure emergenziali  e  gli
  interventi  normativi assolutamente inimmaginabili  appena  quattro
  mesi fa.
   Una  manovra  che  ha  determinato una riprogrammazione  di  fondi
  comunitari già avviata, in una costante intesa con l'Agenzia per la
  coesione,  per  recuperare  risorse non  ancora  vincolate  con  la
  programmazione  del  precedente  Governo  o  risorse  previste  per
  obiettivi  finora non sostenuti da alcun atto concreto, esattamente
  come  abbiamo  fatto  con  i  fondi europei  che  Bruxelles  ci  ha
  assegnato nel 2018 e nel 2019, lo ricordate tutti, spero.
   In  due  anni  abbiamo  certificato quasi due  miliardi  di  euro.
  Eravamo  il  fanalino  di coda in Italia e ci  siamo  attestati  al
  secondo posto fra le regioni italiane.
   La  ripresa dalla drammatica crisi del Coronavirus sarà per  tutta
  la  nazione,  come  ha peraltro sottolineato il  capo  dello  Stato
  Mattarella, una strada stretta e tutta in salita e sono  certo  che
  anche  stavolta la Sicilia saprà trovare nella mobilizzazione delle
  sue  migliori  energie la forza di rialzarsi e  riprendere  il  suo
  cammino, ma sarà un cammino sempre faticoso, un percorso ansimante,
  in coda nell'ideale fila indiana delle regioni italiane.
   Cosa   significa   tutto  questo?  Significa  che   non   dobbiamo
  rassegnarci  all'idea che la sorte del meridione  d'Italia,  quella
  che  deve  vedere la Sicilia, la Calabria, la Campania agli  ultimi
  posti  anche  per reddito pro-capite; la verità è  che  la  Sicilia
  sconta la sua perifericità e rimane per l'Italia e per l'Europa  un
  problema invece che una risorsa. Ce lo siamo detti mille volte.
   La  distanza dai centri decisionali e produttivi, la distanza  dai
  mercati  del  Nord Italia del continente europeo ha  accentuato  la
  marginalità della Sicilia inducendo il sistema isolano a  chiudersi
  in se stesso.
   Ebbene,  noi  crediamo  che  nel nuovo  contesto  geopolitico  del
  Mediterraneo  che non è più, attenzione, un mare di  frontiera  tra
  due mondi divisi e contrapposti, la Sicilia possa tornare ad essere
  crocevia  mercantile  e  culturale come auspicavano  con  ottimismo
  Piersanti  Mattarella  e Rino Nicolosi, due fra  i  più  menzionati
  Presidenti che questa Regione abbia avuto. Ma per tornare ad essere
  crocevia  servono  infrastrutture strategiche  alla  nostra  Isola,
  altrimenti  continueremo a restare tagliati fuori dai  processi  di
  crescita  che pure da qualche anno attraversano l'area nella  quale
  siamo il naturale pontile d'Europa.
   Voglio  dire,  Presidente e colleghi, per  diventare  una  regione
  appetibile    agli   investitori   serve   avviare   processi    di
  modernizzazione  seri  che  ne  facilitino  l'accessibilità  e   la
  mobilità interna.
   Per  noi  diventa  non  più rinviabile la necessità  di  porre  al
  Governo  centrale, perché le competenze sono di Roma, il  tema  del
  collegamento  stabile sullo Stretto, il tema di un  forte  Hub  per
  l'approdo delle navi mercantili che sempre più numerose vanno verso
  lo  stretto di Gibilterra per raggiungere i porti del Nord  Europa.
  Diventa  per  noi  non  più rinviabile non  solo  il  completamento
  dell'anello   autostradale  isolano  che  dal  trapanese   dovrebbe
  arrivare a Gela, ma anche l'ammodernamento delle principali  tratte
  ferroviarie interne.
   Colleghi,  oggi in Sicilia si viaggia ad una media  di  appena  75
  chilometri  orari contro i 180 chilometri orari dei treni  ordinari
  del  centro-nord e non sto parlando delle frecce, dei treni  veloci
  che,  peraltro, senza ponte in Sicilia non potrebbero mai arrivare.
  Parlo,  dunque,  di  infrastrutture già previste  nella  cosiddetta
  legge   obiettivo   del   2002.  Ebbene,  dopo   18   anni   quelle
  infrastrutture  sono ancora lì alcune senza un  progetto  esecutivo
  altre  sono soltanto un titolo a perenne memoria, quasi, una beffa.
  Per  questo abbiamo avvertito l'esigenza di un confronto aperto con
  il  Governo  centrale  sulla  vertenza infrastrutture  strategiche,
  confronto   che  abbiamo  già  avviato  con  i  Ministri   per   le
  infrastrutture  e per i trasporti e per il Sud, dei  quali  abbiamo
  colto  interesse, apertura e disponibilità. Ne siamo fieri. C'è  un
  tavolo permanente sui cui esiti terremo informata quest'Assemblea.
   Concludo,  dunque.  Aveva  ragione,  lasciatemelo  citare,  mi   è
  particolarmente caro, Giuseppe Mazzini, il quale parlava  dell'idea
  di una  Europa-Nazione  già nel 1800. Giuseppe Mazzini profetizzava
  che l'Italia sarà quel che sarà il Mezzogiorno. Spero che al Nord e
  che a Roma ne abbiamo tutti consapevolezza.
   Abbiamo  il  dovere  di chiedere allo Stato ed all'Unione  Europea
  cosa  volete  fare  della  Sicilia, del Mezzogiorno,  nei  prossimi
  dieci,  vent'anni, quale ruolo vogliamo assegnare a  questa  nostra
  Terra  al  di  là  di  quello strategico  militare  che  già  tutti
  conosciamo? Al tempo stesso, dobbiamo insistere sulla strada  della
  programmazione  delle risorse, degli obiettivi e del  decentramento
  di  funzioni gestionali agli enti locali. La Regione, non mi stanco
  mai di dirlo, deve essere arbitro, non giocatore.
   Quelli  passati sono stati 30 mesi difficili ma esaltanti. Abbiamo
  pianto  alcuni  colleghi  di  Giunta,  di  Giunta  e  dell'apparato
  amministrativo,  chiedo  scusa,  ed  abbiamo  gioito   per   alcuni
  risultati  soddisfacenti e significativi, ma non  basta.  Serve  un
  clima meno avvelenato, serve un linguaggio meno violento, dentro  e
  fuori  dal Palazzo. Ed è un appello a tutti, a me stesso per primo.
  Un  dialogo  ed un confronto aperto serve tra Governo  e  Assemblea
  regionale  siciliana, senza pregiudizi, senza  preconcetti.  Ognuno
  nel  proprio ruolo, ma tutti consapevoli che abbiamo il  dovere  di
  cambiarla  questa  Sicilia che spesso fa finta di volere  cambiare.
  Per farlo abbiamo ancora del tempo davanti a noi, sciuparlo sarebbe
  un suicidio. Vale per tutti, nessuno escluso. Vi ringrazio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
   Allora,  i  lavori  si  concludono per oggi  perché  ieri  avevamo
  stabilito  con i Presidenti dei Gruppi parlamentari di decidere  se
  continuare  il dibattito immediatamente o meno, ma da  un  giro  di
  Capigruppo che ho sentito credo sia meglio rimandare anche  perché,
  ancora   una  volta,  devo  dire  con  dispiacere  che  un   Gruppo
  parlamentare fa delle proteste che, purtroppo, non sono  cortesi  e
  non  sono  comprensibili perché le aveva già fatte una  volta  alla
  presenza  della  presidente  della  Repubblica  maltese  e  fu  una
  scortesia, se mi posso permettere anche una scortesia istituzionale
  e,  oggi, vorrei che questo Gruppo, ci sono solo due rappresentanti
  e  quindi parlo direttamente a loro: se ieri si è preso un accordo,
  allora si protestava ieri e si diceva ieri che non si voleva  fare,
  ma  se  ieri si è preso un accordo, protestare il giorno dopo sulla
  base   di   quello   che  stiamo  facendo,  peraltro   devo   dire,
  sinceramente,  io  personalmente negli anni in cui  sono  stato  al
  Governo  nazionale ed avevo spesso l'impegno di dovere  relazionare
  alle  Commissioni  e spesso anche in Aula, posso dire  sinceramente
  cinque   giorni  prima  non  avevo  neanche  iniziato  a   lavorare
  sull'intervento che dovevo fare, come si poteva pensare che  avessi
  già la relazione pronta da potere

                    (Interruzione fuori microfono)

   Benissimo.  Siccome  il  Regolamento, peraltro,  non  prevede  che
  arrivi  la relazione cinque giorni prima dell'intervento che  viene
  previsto,  ma  prevede che dopo che arriva la  relazione  ci  siano
  cinque  giorni  di  tempo  per  potere  decidere  quando  fare   il
  dibattito,  il Presidente della Regione ha il diritto  assoluto  di
  decidere  se  prendere la parola andando a braccio o scrivendo.  Il
  resoconto  stenografico diventa, ovviamente, la relazione  che  poi
  ognuno di noi guarderà. Da questo momento abbiamo cinque giorni  di
  tempo  per  studiare  tutta la relazione che  è  stata  fatta,  ma,
  veramente,  onorevole Pasqua - lo dico con grande  sincerità  -  si
  parla prima, si discute prima, il gesto plateale non è un gesto che
  fa bene a nessuno.
   Io  ringrazio  il Presidente della Regione, non apro il  dibattito
  perché così è stato stabilito. Non possiamo andare avanti perché la
  I  e  la II Commissione non hanno esitato per l'Aula il disegno  di
  legge  sul  Corpo  Forestale che era stato inviato  loro  ieri  per
  poterlo  riavere oggi, quindi non essendoci l'uno e  non  essendoci
  l'altro dichiaro chiusa la seduta.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Però su altre cose, perché sull'argomento  non  stiamo
  aprendo il dibattito, onorevole Lupo.
   Assessore  Cordaro, per il seguito, va bene rinviare la  seduta  a
  martedì prossimo? Va bene ce ne date la certezza, diciamo, in linea
  di massima la seduta è rinviata a martedì, 7 luglio 2020.
   Prego, onorevole Lupo.

   LUPO.  Sì,  grazie  Presidente, non apro il  dibattito.  Solo  per
  sapere  se  il  Presidente della Regione  comunque  farà  avere  la
  relazione, visto che ha detto che ha già scritto 111 pagine,  o  se
  dobbiamo attenerci solo al resoconto stenografico.

   PRESIDENTE. Presidente Musumeci, la richiesta dell'onorevole  Lupo
  è  cortese  e precisa. Lei, Presidente, ha parlato di una relazione
  scritta.  Intende depositarla o rimane quello che lei ha dichiarato
  oggi?

   LUPO.  Siccome, il Presidente della Regione ha fanno cenno ad  una
  relazione  di  111  pagine,  se il Governo  intende  presentarla  o
  dobbiamo  basarci  solo sulla sintesi. La mia  è  una  domanda  per
  saperci regolare.

   PRESIDENTE. Presidente Musumeci, se toglie la mascherina, la sento
  pure io.

         (Intervento fuori microfono del presidente Musumeci)

   Benissimo la relazione è il testo

   LUPO. E' la sintesi che ha esposto in Aula.

   PRESIDENTE. Perfetto. Grazie. La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 18.04 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         203a SEDUTA PUBBLICA
                   Martedì 7 luglio 2020 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -SEGUITO DELLO SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3,
    DEL REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
    RUBRICA:  Salute  (V. allegato)

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1)    Norme  per  il  funzionamento  e  i  compiti  del  Corpo
      Forestale della Regione siciliana . (n. 733/A Stralcio  I COMM ter)
      (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

    2)  Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
      187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                          Annunzio di mozioni

   N.  362 - Sospensione dell'attività di Riscossione Sicilia sino al
  31 dicembre 2020.
   Caputo  Mario; Savona Riccardo; Papale Alfio; Pellegrino  Stefano;
  Gallo Riccardo; Mancuso Michele; Calderone Tommaso A.
   Presentata il 10/04/20

   N.  363 - Dotazione dispositivi di protezione individuale a  tutta
  la popolazione della Regione.
   Lo Curto Eleonora; Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo
   Margherita; Lo Giudice Danilo
   Presentata il 15/04/20

   N.  364  - Misure di sostegno del piano regionale per le emergenze
  sanitarie.
   Figuccia Vincenzo; Lo Curto Eleonora; La Rocca Ruvolo
   Margherita; Lo Giudice Danilo
   Presentata il 15/04/20

   N. 366 - Misure di sostegno e promozione del turismo siciliano.
   Figuccia Vincenzo; Lo Curto Eleonora; La Rocca Ruvolo
   Margherita; Lo Giudice Danilo
   Presentata il 16/04/20

   N.   367   -  Ulteriori  misure  per  la  gestione  dell'emergenza
  epidemiologica da COVID-19 in materia di agricoltura.
   Calderone  Tommaso  A.; Savona Riccardo; Papale Alfio;  Pellegrino
  Stefano; Gallo Riccardo; Mancuso Michele; Caputo Mario
   Presentata il 16/04/20

   N. 368 - Concessione di demanio marittimo e regolamentazione delle
  misure di sicurezza COVID-19 per gli stabilimenti balneari.
   Galvagno Gaetano; Lentini Salvatore; Cannata Rossana; Amata Elvira
   Presentata il 20/04/20

   N.  369 - Svolgimento di attività agricola non professionale e  di
  gestione e cura degli animali in abitazioni secondarie.
   Schillaci  Roberta;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo  Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Ketty
   Presentata il 20/04/20

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

     Interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Salute  (testi)