Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.25
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare e comunicazione di
temporaneo mantenimento in vita del Gruppo parlamentare Fratelli
d'Italia
PRESIDENTE. Con nota pervenuta a questa Presidenza il 7 luglio
2020, protocollata al n. 36-PRE/2020 di pari data, l'on. Salvatore
Lentini ha comunicato di aderire, a far data dal 7 luglio 2020, al
Gruppo parlamentare ORA-Sicilia che, conseguentemente, constando
adesso di quattro deputati è da considerarsi Gruppo costituito di
diritto.
Con pari decorrenza, lo stesso deputato cessa contestualmente di
far parte del Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia , che, sceso
al di sotto del numero minimo di deputati previsto dal comma 2
dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS per costituire un
Gruppo parlamentare, rimane temporaneamente in vita, secondo la
prassi di questa Assemblea regionale e di quella vigente alla
Camera dei Deputati fino a quando il Consiglio di Presidenza avrà
deliberato al riguardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione, ai sensi dell'articolo 160 bis del
Regolamento interno, della relazione sull'attività svolta dal
Governo nei diversi rami dell'Amministrazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo appena avuto una
Conferenza dei Capigruppo con il rappresentante del Governo perché
i tempi teorici previsti dal Regolamento sinceramente sarebbero
stati tempi un po' folli, perché il Regolamento prevedrebbe che
questo dibattito, se tutti volessero intervenire, dovrebbe durare
11 ore; per cui, è ovvio che una situazione di questo genere è
improponibile e faremo, ovviamente, anche nell'attuale modifica del
Regolamento che stiamo facendo poi chiederò ai colleghi che si
possa mettere mano anche a questo tipo di situazione da modificare,
e abbiamo stabilito un tempo che non è pari relativamente ai
partiti, ma abbiamo considerato maggioranza e opposizione in linea
di massima, in modo che la maggioranza abbia il suo tempo,
ovviamente, per parlare comunque abbondantemente, ma l'opposizione,
che aveva fatto qualche storia circa il contingentamento dei tempi,
fosse soddisfatta.
Per cui, il tempi sono i seguenti:
Movimento Cinque Stelle un'ora e 15 minuti;
Forza Italia 15 minuti;
Partito Democratico XVII Legislatura 45 minuti;
DiventeràBellissima 15 minuti;
UDC - Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di
centro 15 minuti;
Popolari e Autonomisti - Idea Sicilia 15 minuti;
ATTIVA Sicilia15 minuti;
ORA - Sicilia 15 minuti;
S.F. Italia Viva 20 minuti;
Lega Sicilia per Salvini premier 15 minuti;
Fratelli d'Italia 15 minuti;
Misto 10 minuti.
Io, tranne che l'onorevole Cracolici, non ho ancora iscritti a
parlare, quindi do la parola all'onorevole Cracolici perché credo
che andiamo direttamente alle repliche all'intervento fatto dal
Presidente della Regione.
Ho, intanto, bisogno di un segretario. Onorevole Dipasquale venga
così mi aiuta a prendere nota delle richieste di intervento. Noi
dobbiamo segnare i tempi relativamente al Partito. Quindi, il PD ha
45 minuti di tempo a disposizione e, perciò, se l'onorevole
Cracolici ne prende 44 gli altri non potranno intervenire.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione, Giunta,
onorevoli colleghi, io credo che nessun Governo dopo due anni e
mezzo che governa verrebbe in Aula senza raccontare ciò che si è
fatto in due anni e mezzo. Non credo che esistano Governi che non
facciano atti in due anni e mezzo.
Era del tutto evidente, quindi, che il Presidente della Regione,
per la verità in questo racconto che ha fatto ha dato per atti di
Governo anche atti che erano relativi ad altri Governi, ma questo
fa parte di un' idea in cui chi arriva pensa che il passato non
esista e quello che esiste è soltanto macerie. Ma su questo ci
arriveremo. Però, mi pare importante potere dire che il problema
non è quanto si fa, ma come si fa e per che cosa si fa.
Presidente della Regione, lei due anni e mezzo fa si è presentato
alla Sicilia con una ambizione: la Sicilia diventerà bellissima .
Poi, addirittura, ha dato vita ad una lista a suo sostegno con
questa denominazione.
Per onestà devo dire che a me non è mai piaciuto non per ragioni
ideologiche o politiche, ma proprio l'idea, la suggestione di una
Sicilia che sarebbe dovuta divenire bellissima quando io penso che
la nostra è che noi siamo bellissimi o almeno siamo percepiti così
nel mondo.
La Sicilia è terra di bellezza, non di una bellezza in divenire,
ma di una bellezza che è, anche con i nostri limiti e le nostre
contraddizioni.
Ma mi era chiara, comunque, l'ambizione: nel diventerà c'era
l'ambizione del fare del cambiare, del provare a migliorare i
limiti le contraddizioni, come in parte è giusto che sia.
Chiunque si candida a governare una terra complessa come la
Sicilia è giusto che ambisca a migliorarla a renderla più bella,
non bellissima. Penso, però, che dopo due anni e mezzo, caro
Presidente della Regione, non uno dei punti sui quali, come dire,
oggi la Sicilia soffre, così come soffriva due anni e mezzo anni
fa, così come soffriva cinque anni fa, così come soffriva dieci
anni fa, e così via, può considerarsi un punto risolto, quindi, in
questo Diventerà c'è ancora un'ambizione che è tutta in divenire,
e visti i due anni e mezzo che stanno alle nostre spalle i prossimi
due anni e mezzo non lasciano presagire nulla di buono.
Rifiuti, strade, l'economia di questa Regione, la povertà,
assoluta e relativa, la corruzione, sono alcuni dei punti
essenziali per cui, con onestà, lei può dire che in questi settori
la Sicilia ha fatto passi avanti? Io credo di no. Con grande onestà
bisogna dire che su questi punti, che sono forse i nodi più
strutturali e più visibili delle difficoltà della nostra Regione ad
essere appunto considerati punti né risolti, né avviati a
soluzione. Aspettiamo ancora, fra qualche giorno, non sappiamo
quando arriverà la conferma della legge finanziaria, ma non un euro
delle risorse che abbiamo immaginato di impegnare, ad oggi, lo
abbiamo impegnato malgrado il Covid. Abbiamo scoperto di avere
tante risorse che non abbiamo utilizzato con i programmi extra-
regionali proprio perché non li abbiamo utilizzati stiamo provando
ad utilizzarli in nome dell'emergenza Covid.
Insomma, ci sono tante cose che questa Regione, si può dire, non
ha fatto nessun passo avanti, anzi, in alcune cose, persino, come
dire, la prosopopea o la presunzione di essere una sorta di
Governo, come dire, unto un po' dall'idea di una moralità assoluta;
anche il suo Governo, e lei non ne ha fatto cenno in questa
relazione, è stato travolto da scelte sbagliate che il suo Governo
ha fatto nell'individuare uomini che alla prova del nove hanno
dimostrato di essere quanto meno degli ominicchi' ovvero persone,
come dire, prone all'idea che il potere lo si esercita anche con
fattori di corruttività. Certo aspettiamo le sentenze, aspettiamo
che l'azione giudiziaria abbia il suo epilogo ma non c'è dubbio che
il contesto nel quale tutto ciò è avvenuto, mi riferisco al caso
Candela', al caso Damiani', cioè mi riferisco a cose concrete, che
hanno caratterizzato alcune delle scelte da lei fatte in questa
nostra Regione, che hanno in qualche modo segnato un punto di crisi
tra quello che si vuole essere e quello che in realtà si fa e si è.
Un caos amministrativo come quello che abbiamo, lei come me è
stato deputato nella scorsa legislatura e certamente nella scorsa
legislatura c'era una cosa che ha caratterizzato il Governo di
allora ed anche il Governo di prima, sia Lombardo che Crocetta,
nella cosiddetta mobilità degli assessori. Oggi assistiamo invece
ad una precarizzazione dei dirigenti generali della Regione. Siamo
a metà mandato, i dirigenti generali molti girano come una giostra,
si avviano, sono stati nominati in queste settimane, in questi
ultimi giorni altri dirigenti generali, addirittura uno per il
quale dovrà gestire la programmazione dei fondi comunitari che
arriva da fuori, contemporaneamente si propone ieri una norma che
consente a chi gestisce un segmento dei fondi comunitari di essere
prorogato per altri due anni. Contraddizioni, contraddizioni tra il
dire fare che in qualche modo rasentano l'idea di difficoltà ad
avere una visione.
Ha fatto scelte anche discutibili sul piano culturale oltre che
politico. Lei è come quelli che affida all'Avis la direzione a
Dracula. Aver messo l'assessorato alla più bella cosa che abbiamo
in Sicilia, che sono i beni culturali un patrimonio mondiale qual è
quello della Sicilia che caratterizza l'identità siciliana - dai
greci, agli arabi, ai normanni, la storia dell'identità di questa
Terra - ad un esponente politico, al di là delle persone, io non
giudico mai le persone, ma un esponente politico che, come dire,
appartiene alla cultura più distante che poteva esserci
all'identità siciliana rendendo ridicola la vicenda
dell'Assessorato dei beni culturali e dell'identità siciliana.
Ecco, i suoi due anni e mezzo sono costellati da una serie di
atti, di contraddizioni, che in qualche modo fanno pensare che
altro che diventerà bellissima, lei ha scelto il tran tran, il
galleggiamento per il galleggiamento, individuando un giorno un
nemico che si chiama Parlamento, abbiamo assistito in questi due
anni, ripetutamente, a gesti e azioni, compreso quello di
abbandonare il Parlamento, in disprezzo dell'attività parlamentare,
ma sa perché, Presidente? Perché come tutte le persone che hanno
paura, lei ha paura del confronto, lei ha paura all'idea di venire
sconfessato in questa caricatura che lei ha costruito su di sé come
personaggio della decisione, come personaggio del fare, solo che
quando si vede confrontare con chi, in qualche modo, è chiamato a
verificare quel suo modo di operare, lì, poi, si mostrano tutte
quelle debolezze.
Ad esempio, lei ha raccontato tutta una serie di successi che sono
intervenuti, non mi dilungo su tutti perché sarebbe - lei ha
parlato un'ora e mezza, io parlerò otto minuti -, mi pare di poter
dire, però, che ci sono gesti di rispetto istituzionale; dire in
Sicilia che il contratto dei Forestali è stato fatto dal suo
Governo: c'è un atto di Giunta, vada in segreteria, si accerti che
c'è una Giunta di governo che ha approvato, nell'agosto del 2017,
il contratto dei Forestali; il PSR è stato impegnato per il 95 per
cento: vero, è stato impegnato per l'80 per cento quando
l'assessore ero io, non perché fossi bravo, semplicemente perché ho
emanato i bandi per oltre 1 miliardo e 300 milioni sui 2 miliardi,
e 400 milioni li abbiamo spesi con i trascinamenti; la diga
Pietrarossa , lo ha citato - ed è l'unica cosa che ha citato - è
stata sbloccata dopo 25 anni semplicemente perché qualcuno ci ha
messo mano, ha deciso che bisognava sbloccarla, e dopo 25 anni vedo
che anche il decreto che è stato varato qualche ora fa, ha
individuato Pietrarossa tra le opere da accelerare; i controlli
funzionali agli allevatori: Presidente, abbiamo fatto una legge che
ha trasferito all'Istituto Zootecnico di Sicilia nella scorsa
legislatura, dopo il fallimento dell'ARAS, la gestione dei
controlli funzionali.
Lei, giustamente, come ha fatto? Gli uffici le hanno fatto la
relazione, lei ha messo un po' tutto dentro, però, con tutto il
rispetto, capisco che chi governa ha l'obbligo anche della
continuità, ma non faccia in modo che diventi esclusività perché
prima di lei c'era, come dire, lei non è figlio dell'anno Dominus,
è figlio di un anno dopo, perché non c'è un prima di Cristo e un
dopo Cristo, siamo tutti figli di Cristo, cioè continuiamo nell'era
del dopo Cristo.
E allora parlerei di tutto quello che non si è fatto in questi 3
anni: i concorsi, era stata una delle cose importanti nella legge
delle scorse finanziarie, quando abbiamo avviato il
prepensionamento, il prepensionamento prevedeva,
contemporaneamente, almeno il 50 per cento di sblocco dei concorsi,
non ne abbiamo fatto uno, 3 anni sono passati Ecco, potrei
continuare all'infinito.
Cos'è che oggi ci preoccupa? Ci preoccupa di un idea narrativa di
questa Regione che non esiste nella realtà, non vorrei che lei,
come capita spesso a chi vive nelle stanze dorate di questi
Palazzi, finisca per essere un po' come Maria Antonietta che di
fronte al popolo che aveva fame rispondeva: dategli le brioches.
Purtroppo non ci sono brioches. Ecco, io non vorrei che lei
pensasse che la Sicilia è quella che lei vede nella nicchia di
Palazzo d'Orleans, con una dimensione, come dire, edulcorata,
filtrata da troppi uomini e donne che accondiscendendola abbassano
la testa in segno di ossequio e di rispetto, ma tutto questo a
danno della verità.
La Sicilia di oggi non è migliore di due anni e mezzo fa, anzi, è
una Sicilia che ha per molti versi gli stessi problemi e per altri
versi problemi aggravati.
Ecco, chiudo con una battuta, c'è un film che è passato alla
storia che è il film Gli Intoccabili , dove ci sono due tra gli
attori più importanti, uno è Robert De Niro e l'altro è Kevin
Costner, un Kevin Costner giovane, io non vorrei che lei alla fine
rimarrà alla storia di questa Regione con quella frase che De Niro,
rivolgendosi a Kevin Costner, gli disse Lei è tutto, chiacchiere e
distintivo comunque, andate a vedervi il film.
Allora il tratto politico di questa esperienza è che più quello
che lei vuole apparire rispetto a quello che lei in realtà è, di
quello che fa, perché il fare, ad oggi, non appartiene alla cultura
di questo Governo, non c'è una cosa di cui possiamo dire, persino
per l'opposizione è complicato a volte fare l'opposizione perché
spesso fare l'opposizione al nulla è una delle cose più complicate
e più difficili che possa fare in un Parlamento l'opposizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
L'onorevole Fava ha a disposizione dieci minuti ma non li deve
dividere con nessuno.
Vorrei dire ai colleghi che mi piacerebbe fare un po' di
alternanza nel dibattito, però, siccome nessuno chiede di parlare,
quindi, onorevole D'Agostino, della maggioranza per adesso non c'è
nessuno che chiede di intervenire? Io volevo avvertirvi, poi,
ovviamente ognuno è libero di alzare la mano o meno, prego
onorevole Fava.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, abbiamo
ascoltato con attenzione anche con molta disciplina, per quasi due
ore, la relazione contabile del Presidente della Regione: per
molti aspetti è sembrata una relazione contabile, a tratti
effervescente come la lettura di un testamento, con molti verbi al
futuro, con molti verbi esortativi, potenzieremo, realizzeremo,
stimoleremo, sosterremo , una sorta di grammatica della speranza
che a me ha ricordato un aneddoto, quello che dice Rossini a un
giovane musicista che un giorno gli porta il suo spartito, Rossini
lo legge e gli dice Caro giovanotto c'è del bello e c'è del nuovo
ma ciò che è bello non è nuovo e ciò che è nuovo non è bello . La
relazione del Presidente questo ci sembra, una relazione che ha
citato molti atti amministrativi dovuti, che credo rientrino
nell'attività della pubblica amministrazione, il Presidente si
potrebbe trovare in vacanza ad Ambelia ed egualmente la Pubblica
Amministrazione produrrebbe, vado così, random, il restauro di
quaranta chiese, il finanziamento triennale per i teatri regionali,
lo studio analitico della Foce del fiume Salso o la demolizione del
vicolo Bernava o l'istituzione dell'Osservatorio dei pendolari e
così via. Quello che mancava nella relazione perché è mancata in
questi due anni di attività di Governo è una visione strategica,
un'idea della Sicilia, una scommessa, una sfida, una parola un po'
bolsa forse, un po' obsoleta, è mancata la politica, in compenso,
però, abbiamo conosciuto l'assessore alla Cultura, l'assessore
Samonà e devo dire che dopo avere registrato il tenace silenzio del
Presidente Musumeci di fronte a tutte le esuberanze verbali e
grammaticali dell'assessore Samonà nei mesi e nelle settimane che
hanno preceduto la sua nomina, non nei decenni, nei mesi, il saluto
al camerata Delle Chiaie è di qualche mese fa, e individuare nella
sobrietà la qualità migliore del nuovo assessore alla cultura mi
sembra un volo di fantasia un po' eccessivo, anche perché un
assessore che, ricordiamo, non mi interessa che sia stata indicato
dalla Lega, e in questo senso penso che la Lega come tutte le altre
forze politiche abbia tutto il diritto di indicare un assessore e
non mi preoccupa che si occupi della cultura un giovanotto che ha
aderito al partito della Lega, mi preoccupa quello che dice, la sua
prima battaglia, la sua prima ed unica intervista, l'identità
siciliana e poi leggiamo, in questa intervista, che significa la
battaglia per tutelare il tonno rosso.
Questa idea di una Sicilia trasformata in una somma di piccole
patrie, mentre noi continuiamo a pensare che la Sicilia debba
essere parola plurale, è una patria che raccoglie dentro di sé le
differenze, non la propria identità e ancora ci attorcigliamo
attorno a questa mitologia un po' passatista, un po' stanca, un po'
bolsa, di identità siciliana, identità scopiazzata, signor
Presidente, aggiungerei. Perché nel momento in cui abbiamo dovuto
incaricare il Governo, un'agenzia di promozione pubblicitaria per
trovare il logo dell'estate siciliana del 2020, l'agenzia che ha
ricevuto 24.000,00 Euro e ha prodotto questo logo, che lei signor
Presidente, conosce, che conoscono, immagino i siciliani, che
conosce anche l'Assessore Messina, Sicilia Salù', è in bianco e
nero, per risparmiare non usiamo le fotocopie a colori. E' un logo
scopiazzato da una cittadina spagnola, la stessa grafica, gli
stessi colori, la stessa articolazione delle lettere e paghiamo
24.000,00 Euro per avere come logo quello che racconta l'estate del
2017 di una cittadina spagnola? E che mette insieme un vocabolario
di retorica, di storie antiche, la bellezze dei mari, delle coste,
del sole, la lava, i crateri come se davvero noi potessimo, oggi,
competere sul mercato del turismo internazionale con un'immagine
che ci ricorda le campagne promozionali degli anni trenta Che è
diciamo un'epoca della storia che ricorre spesso nelle intenzioni
di questo Governo.
Mentre non abbiamo notizia dei voucher, sappiamo che 75 milioni
arriveranno probabilmente entro agosto, quindi ampiamente in tempo
per potere sostenere la sfida della stagione turistica.
Chiediamo che fine abbiano fatto i quindicimila Euro previsti
per le famiglie bisognose, chiediamo che fine abbiano fatto nel
concreto, nel dettaglio i 75 mila Euro della finanziaria di guerra.
E' una sintassi affascinante, signor Presidente, abbiamo una serie
di espressioni, la finanziaria di guerra, l'identità, la patria, la
famiglia, che poi si accompagnano alle altre di cui ci ha fatto
regalo l'Assessore Samonà, che ci raccontano un'epica da ventennio,
nella quale forse l'elemento più significativo è il regalo che ci
è arrivato dal Governo con un emendamento inserito in una legge che
si occupava di altri argomenti e che prevede finalmente
l'espressione attraverso parole più collaudate dei poteri speciali
in capo al Presidente della Regione, con una serie di passaggi che
escludono l'Assemblea, la quale verrà degnamente informata; poteri
speciali che prevedono in casi di particolare urgenza la nomina di
commissari i quali hanno il diritto di derogare alla normativa
nazionale E' imbarazzante
Ed è anche imbarazzante il modo in cui abbiamo digerito questa
norma e questa legge senza renderci conto di ciò che significa.
Sono imbarazzanti, signor Presidente, mi duole dirlo e ripeterlo,
le troppe omissioni che nel discorso del Presidente c'erano e che
sono come dire un po' il batti-tempo di questi due anni e mezzo.
Il Presidente ha parlato di rifiuti ed ha osato anche
un'espressione forte, c'è un disegno perverso che tiene insieme i
rifiuti, la politica, l'impresa privata. E' un disegno perverso che
a me ricorda come espressione nella sua brutalità, nella sua forza,
nella sua verità il Presidente Cuffaro quando diceva: La mafia fa
schifo'. E' vero, la mafia fa schifo, ma non basta dire che la
mafia fa schifo, come non basta dire che c'è un disegno perverso,
perché vorremmo capire, perché su questo disegno perverso sugli
elementi specifici, fattuali, sugli atti e i fatti che richiamano
anche le responsabilità di questa Giunta di Governo, non abbiamo
sentito da parte del Presidente una sola parola.
Non una sola parola su Oikos, un processo che si è concluso con
una condanna pesante e che riguarda atti autorizzativi di questa
Regione, non una sola parola sulla Sicula Trasporti, non una sola
parola, se non un imbarazzato silenzio, anche sul fatto del
Presidente del Consiglio di amministrazione della Sicula Trasporti
che suggerisca di andare a parlare con i magistrati in vista di
quello che sarebbe accaduto ed anche il Presidente di Riscossione
Sicilia sul quale non sentiamo un verbo Come se non esistesse
questa vicenda, come se non interroga anche in termini di
opportunità morale e politica il fatto che continua ad essere
Presidente di Riscossione Sicilia
Non una sola parola sulla discussione che si farà in questi
giorni, quattro milioni e mezzo di metri cubi in più che la Sicula
Trasporti, che non è un avatar di quella di Leonardi, è la stessa
che ha chiesto per un nuovo impianto alla Regione siciliana, non
abbiamo sentito un solo verbo che dicesse No ', oppure Sì ' o che
prendesse le distanze rispetto alle cose che sono accadute perché
se parliamo di disegno perverso questa parola va declinata,
altrimenti è il titolo di un film che nessuno ci ha fatto vedere.
In compenso abbiamo avuto lettura di ventiquattro impianti
pubblici, elencati uno ad uno, nessuno aperto: in programmazione,
in progettazione, in finanziamento; abbiamo sentito parlare di
diritto allo studio, la legge sul diritto allo studio, lei lo sa
Presidente, è lettera morta e mi risulta che i fondi per gli
studenti fuori sede non siano mai stati erogati.
Abbiamo sentito parlare di Fondi europei, qui riconosciamo lo
sforzo della Giunta di cercare di raggiungere i target di spesa, ma
con quale strategia? Con quale strategia concreta è stata
realizzata questa spesa? Lo dice la Corte dei conti: le risorse
europee in gran parte sono state utilizzate per esigenze
contingenti con una distribuzione parcellizzata a pioggia e salvo
poche eccezioni hanno finanziato interventi disordinati. Vogliamo
parlare dei trasporti? Certo, è responsabilità di un numero
imprecisato di Governi e di decenni di attività o di omissioni
delle Amministrazioni in Sicilia, però vorremmo che la fotografia
venisse fatta fino in fondo.
Mi sono collegato poc'anzi sul sito di le Ferrovie italiane ,
per capire se io turista siciliano, e sono andato a vedere il
teatro greco e vorrei andare a vedermi la Nave Punica a Marsala,
sono previste 11 ore e 43 minuti di percorrenza con 5 cambi, nel
frattempo abbiamo l'Agrigento-Caltanissetta ferma da vent'anni il
costo è aumentato a un miliardo e mezzo, l'Agrigento-Palermo ferma
da vent'anni, centoventisette chilometri, 7 deviazioni, 5 semafori,
tre ore di percorrenza e in questo contesto io la considero una
presa in giro per i siciliani l'introduzione della falsa
discussione sul collegamento stabile tra Sicilia e Italia che vuol
dire: Ponte sullo Stretto di Messina , così come prendo atto
dell'inutile scontro con l'ANAS, fino adesso a saldo zero, e mi
sembra anche imbarazzante, ho letto oggi l'affermazione
dell'Assessore Falcone, peraltro, persona questa si assai sobria,
che dice: che se davvero il ponte Imera come è stato promesso dal
Vice Ministro Cancelleri verrà realizzato entro il 31 luglio, lui
si dimetterà. Cioè noi dobbiamo aspettare le dimissioni
dell'Assessore Falcone per essere convinti e contenti - vado a
finire - che qualcosa di buono sia accaduto.
Le inchieste aperte, onorevole Presidente, sanità, strade,
rifiuti, spazzatura, agricoltura, un miliardo di euro è stato
manovrato e manipolato alle mazzette, non ho sentito una sola
parola, nemmeno sulle scelte che fanno capo a questa Giunta,
Candela e Damiani sono stati indicati da questa Giunta. Candela ha
appena ricevuto 51 mila euro per i tre mesi prima di finire ospite
delle patrie galere a capo della struttura di emergenza del Covid,
non una sola vera rotazione come prevede l'ANAC per i dirigenti,
funzionari, che sono impiegati in settori a rischio, sono
necessarie le rotazioni, non una sola vera rotazione.
Sull'ambiente abbiamo letto, oggi, di una maggioranza che ha
deciso di portare avanti l'estensione della sanatoria del 2003 alle
Aree sottoposte a vincolo di inedificabilità relativa, non capisco
come possa tutto questo armonizzarsi con le affermazioni del
Presidente dice: mai più sanatoria tutela ambiente ad ogni costo .
Chiudo, signor Presidente, io mi auguro che il Presidente
Musumeci possa essere candidato alle prossime elezioni, me lo
auguro anche perché finalmente i siciliani potranno valutare il
lavoro che è stato svolto, e non soltanto la promessa, il verbo al
futuro. Me lo auguro e mi auguro, onorevole Presidente, che quella
sia l'occasione per ritornare ad incontrarci perché finalmente con
i siciliani si possa fare un discorso di verità basato non soltanto
sui verbi al futuro ma anche su quelli declinati al passato remoto
e al passato prossimo
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Onorevole Presidente, io ho seguito il suo intervento
e mi sono riletto le sue cento dieci cartelle attentamente. Non
avrò, ovviamente, il tempo a disposizione per poter rispondere
punto su punto, e poter commentare l'attività che lei ha
relazionato, cercherò però comunque di non sottrarmi al tipo di
intervento che lei ci ha presentato e alle iniziative che lei ha
vantato in questi anni di amministrazione.
Partiamo dalle risorse finanziarie: guardi che quello è stato un
lavoro di tutti, signor Presidente, un lavoro di tutti e condiviso
per affrontare l'emergenza e non è un granché come risultati se non
quello di avere come dire, tappato le falle e dilazionato debiti
che abbiamo, in qualche modo, spalmato negli anni futuri.
Sui beni immobili, io la prego parliamone dopo che li abbiamo
venduti questi beni immobili che, poi, non sono neanche così tanti.
Sul centro direzionale: e questo è un progetto molto, molto
costoso, è un'iniziativa molto impegnativa. La prego, intanto, si
concentri, soprattutto, sul bloccare il tentativo che in questa
Regione era in atto, fino a pochi mesi fa, di riacquistare gli
immobili che avevamo venduto e che oggi abbiamo in affitto.
Sulle assunzioni e sui concorsi: guardi che non è stato fatto,
anche qui, nulla di epocale. La Pubblica Amministrazione in questi
anni ha dimostrato lentezza ed inefficienza esattamente come negli
anni passati.
Sui comuni, sul rapporto con i comuni: anche questo, onorevole
Presidente, va recuperato e va sostanziato meglio. Non credo che il
giudizio dell'ANCI sia tanto più positivo rispetto agli anni
passati.
Su alcuni assessorati, come l'agricoltura, insomma, stiamo andando
con la routine, tutti quei bandi che lei ha elencato, sono tutti,
assolutamente, veri, ma non creda che nel passato non ci fossero
questi bandi, non ci fossero queste misure, non ci fossero questi
interventi. C'erano, onorevole Presidente, saranno stati un po' di
più, saranno stati un po' di meno, poco importa, ma non sono queste
le cose che fanno la differenza, che cambiano il tessuto sociale
nostro, la politica nostra, le aspettative di una Regione che si è
affidata a lei, perché voleva un grande, profondo, deciso
cambiamento rispetto al passato.
Lei ha parlato della riforma dei consorzi, voi l'avete fatta in
Giunta, vero è ma, qui in Aula non è ancora arrivata e, fintanto,
che non arriva in Aula, non è riforma dei consorzi.
Come dice Fava siamo nel limbo delle idee .
Sul biologico le do ragione. Sul biologico c'è un buon tessuto,
l'imprenditoriale da difendere e credo che, in questi anni, si sia
ben consolidato il lavoro che era stato anche fatto negli anni
precedenti ma, in questi anni, devo dire che è molto cresciuto. Io
le do atto, le cose che ritengo positive, le dico che sono
positive.
Sulle attività produttive: la stessa cosa, c'è l'assessore Turano.
L'accordo di programma, che avete firmato a Roma, è una cosa che
lascia molto ben sperare, anche per dare l'idea, la suggestione che
le cose possono cambiare se c'è qualità e professionalità.
Sulla banda larga: anche sulla banda larga bisogna dire che è
stato fatto un lavoro molto importante. C'è mezza Sicilia senza
banda larga. Poter dire che ce n'è mezza con la banda larga, è un
fatto assolutamente importante.
Sulla formazione: con l'assessore Lagalla, ecco, lì è una
scommessa. Vedremo se il nuovo catalogo, effettivamente, risponderà
alle nuove funzioni. Lei ha detto che dovrà essere la formazione,
non a servizio degli enti di formazioni ma, al servizio dei
formati. Vediamo se veramente ci arriviamo. Ancora oggi, non credo
che possiamo dire che queste non siano soltanto delle buone
aspettative.
Anche sui cantieri di lavoro: routine, com'era in passato è stato
ora.
Sull'edilizia scolastica: la stessa cosa.
Sugli eco-musei: una legge molto vecchia in questo Parlamento che,
prima o poi, doveva andare, voglio dire, in attuazione, è andata in
attuazione. Ma, anche qui, signor Presidente, non sono queste le
cose che cambiano la vita ai siciliani.
Sulla ristrutturazione degli immobili: identico ragionamento.
Sul turismo: la prego, non possiamo, lei, giustamente le
iniziative possono anche andare bene, il treno del gusto, le feste
religiose, l'idea che forse possa rifiorire il termalismo ma non è
questa la svolta del turismo. Non è oggi. Queste sono iniziative
molto, ma molto marginali.
Stessa cosa sullo sport, sullo spettacolo, non è che si siano
viste cose importanti, al di là di qualche titolo sui giornali, sul
Giro d'Italia, sul Giro di Sicilia, glielo dice un appassionato,
quindi, non posso che apprezzarle ma, non sono neppure queste le
cose che fanno la differenza.
Come nell'ambiente, dove la lentezza, purtroppo, continua ad
essere legata ad una prudenza comprensibile, ma tant'è.
Sull'urbanistica, siamo ancora all'anno zero.
Sul dissesto idrogeologico, devo dire, invece, che grandi cose
sono state fatte e questa è una cosa molto positiva.
Sui rifiuti, però, signor Presidente, avremmo atteso altro tipo di
ragionamenti, perché veda la differenziata è cresciuta ma, non è
che è cresciuta perché il Governo regionale l'ha fatta crescere.
Per carità, con la collaborazione, anche del Governo regionale ma,
il merito è dei cittadini, il merito è dei comuni, di quei comuni
che l'hanno fatta funzionare mentre, guarda caso, le città
metropolitane non l'hanno fatta funzionare e lì la Regione non c'è
stata.
Stiamo attenti, quindi, perché, poi, i problemi sono veramente
quelli lì.
Ed allora, veda, gli ampliamenti ci sono stati delle discariche,
per questo non c'è stata emergenza rifiuti ma, è stata una scelta e
non è stata, molto probabilmente, la scelta giusta. Eh, sì, però,
nel frattempo, siamo andati avanti così, a tentoni, ed abbiamo
favorito quello che, purtroppo, altre istituzioni ci stanno dicendo
forte e chiaro.
E abbiamo un tema enorme, prossimo, di cui dovrete assumervi la
responsabilità di una parola, come è stato detto precedentemente,
che merita probabilmente il più grande dibattito che in quest'Aula
si possa fare, almeno sicuramente quest'anno.
Una cosa ha dimenticato, signor Presidente, gliela ricordo io, e
va ad onore dell'Assessore Lagalla. Che sulla lingua e la cultura
in Sicilia - tanto per parlare di identità siciliana retorica -
avete fatto davvero tanto con la pubblicazione di tanti volumi, di
tanti libri che sono arrivati nelle scuole siciliane.
Questa gliela ricordo io che lei l'ha dimenticata.
Però, vede signor Presidente, dietro questo elenco, dove ci sono
tante cose di routine, pochi successi, qualche successo, ma anche
tanti insuccessi, noi non abbiamo visto la visione d'insieme: io
non ho capito qual è la prospettiva, qual è il punto d'arrivo,
perché non ho capito come faremo crescere il PIL, a maggior ragione
oggi che viviamo nei tempi del dopo Covid o del durante il Covid e,
quindi, siamo davanti ad una situazione totalmente di emergenza;
quali sono le strategie di bilancio, non per dilazionare i debiti
che abbiamo nei confronti dello Stato o nei confronti del sistema
bancario, ma per l'espansione, cioè cosa abbiamo fatto in questi
anni.
Io credo ben poco.
E, poi, non abbiamo visto quello che lei ci aveva promesso ad
inizio mandato, cioè una politica che andasse ad industrializzare
la filiera agricola. Quella sì è una prospettiva che ci può far
fare il salto di qualità.
Tutto questo io non lo vedo, non ho visto un lavoro, fra i due,
tre assessorati interessati, cioè bilancio, agricoltura ed attività
produttive, per andare ad industrializzare la filiera agricola, che
è quella che veramente può creare il PIL e può creare nuove
aspettative di lavoro.
Così come cultura e turismo non li vediamo, se non per iniziative
spot con una visione d'insieme, come l'industria, altro pilastro
industriale della nostra economia, con le infrastrutture a sostegno
di questi due grandi comparti.
Ecco, manca la visione d'insieme e, invece, c'è un elenco - per
carità anche di cose vere, giuste, buone - ma che, nel modo in cui
è stato declinato ci sa tanto di vecchio.
Ma glielo dico perché, invece, in sanità abbiamo visto cose
importanti: l'approvazione della rete ospedaliera, abbiamo visto
gli investimenti in tanti pronto soccorso, abbiamo visto le
aperture dell'ospedale di Ragusa, il San Marco, abbiamo visto -
questa è molto più concreta - la possibilità che sia a Palermo che
a Siracusa si aprano gli ospedali, l'ISMET 2 che, credo, sia
concretamente nella possibilità di partire.
Certo, una visione molto critica sulla logica degli investimenti
dei piccoli ospedali, ma lì è una mia personale opinione.
Perché qui, invece, la vedo una prospettiva, la vedo una strategia
che può resistere negli anni.
Adesso, però, ci saranno anche gli effetti del Covid, signor
Presidente, e quella sarà la cartina di tornasole.
In un tessuto sociale che lei ha trovato certamente debole e che,
purtroppo, tale è rimasto, adesso dovremo confrontarci con
l'emergenza del PIL, meno 10 per cento, meno 15 per cento, della
disoccupazione incredibile, delle pressioni che arriveranno,
sicuramente a tutti noi, a lei per primo, e lì c'è il rischio della
catastrofe, lì c'è il rischio che questo tessuto, che debole lei ha
trovato e debole ancora oggi è, rischi di non reggere.
Noi non ce lo possiamo augurare per il bene di tutti e, quindi,
qui non c'è nessuno che tifa per la catastrofe.
Però, il rischio che quando si va avanti senza avere una
prospettiva ed avere il coraggio di osare, di rompere schemi che
sono precostituiti in decenni e decenni di inefficienza
amministrativa, non si faccia il salto di qualità, non si faccia il
passo in avanti e si rimanga, invece, indietro, legati ad un
meccanismo che, poi, genererà paradossalmente sfiducia e non
fiducia.
E, poi, c'è l'efficienza amministrativa, signor Presidente, che
non è stata, dal punto di vista qualitativo, molto riscontrata e
constatata da tutti noi.
Io non la metto sul piano dell'etica, io non ho nessuna lezione
morale da fare a nessuno, e non mi permetterei di farla a lei.
Però, certamente, l'ha detto prima il mio collega, sulle
inchieste, sull'agricoltura, sull'ambiente, sull'energia, sulla
sanità, sui rifiuti, sul CAS lei non ha detto una parola.
Non è stato bello non ascoltare neppure una parola su questi
argomenti. Contando che questo Parlamento, di questi argomenti, se
n'è occupato e come. Se ne sta occupando la Commissione antimafia,
ma se ne stanno occupando anche le Commissioni di merito per gli
ambiti che le riguardano.
Eppure, proprio sulla questione dei rifiuti - che forse è la più
recente e la più scottante - la Commissione antimafia ha fatto un
lavoro dove anche la Magistratura ha dato riscontro che, per una
volta, la politica è arrivata, non dico prima, ma ecco dal punto di
vista della suggestione giornalistica è arrivata prima.
Questo vuol dire che la politica, anche nella gestione
amministrativa, ci può arrivare per prima a risolvere i problemi,
però non possiamo, in una relazione di due anni e mezzo, non avere
cenno di questi argomenti, che sono i più importanti, a questo
punto anche cronicisticamente più importanti, e certamente più
sensibili.
E, francamente, signor Presidente, questo glielo dico, glielo dico
con un po' anche di stupore, francamente ci saremmo aspettati,
almeno io mi sarei aspettato, le dimissioni o piuttosto il
licenziamento dell'avvocato Vito Branca, dopo le intercettazioni
che avevamo ascoltato, e che oggi ancora lo vedono occupare la
poltrona di Riscossione Sicilia.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Grazie Presidente. Presidente, assessori, colleghi. La
preda del pescatore non sarà mai della sua reale dimensione, finché
a parlarne sarà sempre lo stesso pescatore (U pisci è granne pi
quanto si cunta).
Presidente, la narrazione che lei ha fatto di questi due anni e
mezzo è ovviamente viziata dal suo punto di vista, legittimamente
fra l'altro, è viziata dal punto di vista del narratore, il suo.
Peccato che la realtà è ben altra. La realtà è quella che vivono i
siciliani fuori dai Palazzi della politica.
Ci ha raccontato di un Governo regionale che, a suo dire, ha
raggiunto, o è in via di raggiungimento di tutti gli obiettivi
proposti con il suo programma elettorale del 2017. Peccato però
che, leggendo il resoconto d'Aula, la sua relazione, e rileggendo
il suo programma elettorale del 2017, non ci sia, anzi non c'è,
riscontro di quanto da lei dichiarato.
L'analisi che abbiamo operato sulla sua relazione, ci ha mostrato
un quadro completamente differente da quello che lei ha disegnato,
un quadro purtroppo desolante. La sua relazione, e appare evidente,
è la elencazione di atti di ordinaria amministrazione, sintesi di
un Governo della Regione che segue, e spesso insegue, gli eventi,
senza governarli, senza un quadro chiaro di ciò che deve il futuro
di questa Regione. Non v'è corrispondenza fra la già debole visione
programmatica elettorale del 2017 e le azioni, o meglio dire, le
inazioni di questi due anni e mezzo di mandato.
Già alla prima lettura della relazione è saltata all'occhio, è
apparso anche fin troppo evidente, che all'interno della Giunta
regionale avete fra voi difetto di comunicazione, a volte fra
assessori e assessori, e fra assessori e Presidente. E già, è
proprio così, perché è provato dal fatto che, a seguito
dell'accordo che lei, Presidente, ha sottoscritto con il Ministero
dell'Economia e Finanza, che consente alla Regione di utilizzare
per altri scopi il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), per iniziali
140 milioni, contraddice quanto più avanti nella sua relazione lei
elenca fra i successi della sua amministrazione.
In sostanza, quell'accordo consente di riprogrammare somme
dell'FSC e impiegarle per coprire buchi vuoti del bilancio. Da un
lato, si vanta, parlando della Rubrica ambiente, ad esempio, di
aver approvato il piano di gestione del rischio alluvioni, e
dall'altra, con questa riprogrammazione FSC, toglie milioni e
milioni destinanti ad interventi che sono importantissimi,
importantissimi, utili a scongiurare ulteriori disastri dovuti ad
alluvioni, in porzioni fragili del già martoriato territorio
siciliano.
Oltre a questo vi è pure la narrazione dei 329 milioni di
interventi del biennio 2018-2019 per il dissesto idrogeologico, e
del fatto che l'ufficio per il dissesto idrogeologico, da lei
guidato, ha constatato che, e uso le sue parole, "non esiste una
sola parte delle province siciliane in cui non ci sia stato un
dissesto". In pratica, prima lei dice che sta togliendo svariati
milioni destinati ad interventi per il dissesto idrogeologico, ma
poi dice che la Sicilia intera è in dissesto e quindi necessita di
tanti interventi.
Spero che questa aperta contraddizione sia ascrivibile a
difficoltà di comunicazione con gli assessori. Potrebbe spiegarlo
solo questo oppure a confusione operata nel collezionare la sua
relazione, altrimenti sarebbe prova di un racconto non veritiero.
Ci chiediamo quindi, vi parlate fra di voi così vi coordinate?
E per questo come non citare la circostanza per la quale il
responsabile della centrale unica di committenza, la CUC, viene
rimosso dall'assessore economia perché, cito le sue parole riferite
in Commissione Salute, era sospetto che un dipendente di una Asp si
sobbarcasse di un enorme carico di lavoro aggiuntivo per la CUC
gratuitamente, mentre un altro assessore, poco tempo dopo, premia
lo stesso dipendente rimosso dalla CUC a direttore generale di una
Asp, e poi meno male che arriva la Magistratura, interviene la
magistratura a confermare che quel dipendente fosse infedele alla
Pubblica amministrazione, e la successiva pubblicazione delle
intercettazioni ci dà la misura di quanto fosse infedele alla
pubblica amministrazione.
Davvero, ma vi parlate fra di voi? Entriamo nel dettaglio della
sua narrazione, e per rapidità salterò da un tema all'altro
cercando, ove possibile, di seguire la sistematica della relazione
stessa. Sulla situazione finanziaria dell'ente Regione dobbiamo
registrare che nel suo programma elettorale non vi è traccia, lo
abbiamo riletto non vi è traccia, mentre nella sua relazione ci
sono solo elencati risultati ottenuti grazie alla buona volontà dei
Governi nazionali fin qui succedutisi. La sua inazione, fra l'altro
condita dall'accordo sui centoquaranta milioni così operata ecc.
ecc di cui vi ho già detto.
Andiamo per temi. Beni immobili. Ha riferito di avere finalmente
proceduto alla redazione dell'elenco di beni immobili di proprietà
della Regione, però la storia va raccontata tutta. Parliamo proprio
di quell'elenco informatico dei beni che costò a questa Regione e
ai siciliani decine di milioni di euro, e del quale fino a ieri
l'altro, voi non avevate la password, utente e password non
l'avevate, non riuscivate a trovare le credenziali d'accesso,
parliamo proprio di questo.
Centro direzionale. A noi appare un'opera inutile che avrà un
enorme impatto negativo sull'ambiente, sulla viabilità e
sull'economia di questa città, della città di Palermo, sarebbe il
caso di sentire, consultare i palermitani tutti per sapere se
veramente vogliono l'ennesimo mostro di cemento nella loro città.
Dipendenti della Regione. Se a livello nazionale non fossero state
realizzate previsioni normative per l'occupazione e la
stabilizzazione dei precari, a livello regionale non avreste
realizzato nulla, quindi quanto fatto da lei e relazionato è
ascrivibile alla ordinaria amministrazione.
Enti locali. Ha parlato di semplificazione e di velocizzazione dei
criteri di riparto del fondo per le autonomie locali, ma non ha
citato la circostanza per la quale in due anni e mezzo i Comuni
hanno ricevuto, sì più velocemente le somme, ma minori somme, e non
ha citato la perla, l'ultima legge di stabilità, quella che toglie
ai Comuni centotrenta milioni di euro certi, in cambio di trecento
milioni di fondi europei da riprogrammare, cosa che sta mettendo in
seria difficoltà i Comuni.
Consorzi di bonifica. Forse è l'unica riforma proposta dal suo
Governo che ancora deve vedere la luce in queste stanze, in queste
aule, ma permane il dubbio sulla possibilità di risolvere i veri
problemi degli agricoltori che, ricordiamo, ancora oggi pur pagando
fior di bollette per l'acqua irrigua, non hanno in cambio neanche
una goccia d'acqua.
Questi sono i problemi dei siciliani a cui non avete in due anni e
mezzo dato risposta, perché spesso questi agricoltori non sono
neanche serviti dalla rete irrigua, cioè non arriva nel loro
terreno neanche il tubo.
Agricoltura. Anche qui numeri snocciolati per impressionare ma
poi che poi rappresentano l'amministrazione ordinaria.
Zootecnia. Non sono ancora risolti i problemi legati ai controlli
per il contrasto alle malattie degli animali, la brucellosi ad
esempio e delle zoonosi, perché ancora non avete risolto il
problema dei veterinari delle Asp, due anni e mezzo.
Zes, facciamo un piccolo focus su questa importantissima risorsa
messa a disposizione della nostra Regione dal Governo nazionale. Le
zone economiche speciali nascono per favorire gli investimenti
attraverso agevolazioni fiscali, incentivi e deroghe normative.
Queste zone, avrebbero dovuto essere individuate fra aree in
possesso di nesso economico e funzionale con le aree portuali.
Ebbene, in questa Regione, da voi amministrata stiracchiando la
norma, avete inserito aree che difficilmente sono spiegabili con
nesso funzionali con le aree portuali. Penso a quei comuni
dell'hinterland siciliano distantissimi dai porti.
In pratica, dei 5000 ettari e qualcosa di ZES assegnate ne avete
distribuito, date per concessione graziosa a comuni distantissimi
dai porti, a volte qualche decina di ettaro, a volte qualche unità
di ettaro, frammentando ulteriormente la già insufficiente quantità
di ettari disponibili.
Vi faccio l'esempio. Posto che questa Aula è l'estensione
dell'intera Regione, l'area destinata alle ZES equivale ad una
moneta da due euro, e voi Governo questa moneta da due euro, in
questa stanza, l'avete ulteriormente frammentata, vanificando
probabilmente la reale capacità di queste aree ZES di attrarre
investimenti.
Digitalizzazione. Il fallimento dell'attività di Governo in questo
campo si è manifestato in tutta la sua forza allorquando, in piena
emergenza COVID, gli Uffici regionali hanno dovuto procedere alla
redazione delle pratiche per la cassa integrazione in deroga.
Ritardi incredibili.
Lei Presidente nella relazione che la Sicilia è la Regione con
più alta diffusione della banda larga .
In pratica, però, è risultato che abbiamo le reti migliori, ma gli
assessorati peggio organizzati, e i dipendenti meno formati in
materia di informatica.
Tutto questo ha un responsabile. Lei e il suo Governo, perché non
ha realizzato la sua promessa elettorale che ve la leggo
ristrutturazione in chiave smart e ICT dei processi .
Dove sono? Chi li ha visti? Non ci sono. Sicuramente non li hanno
visti i lavoratori che hanno atteso per mesi quella cassa
integrazione.
Beni culturali. La grave perdita dell'assessore Tusa ha privato il
Governo, ma la Sicilia tutta, di una importantissima risorsa. Oso
definirla insostituibile.
Qualunque paragone con qualunque altro assessore ai beni culturali
e identità siciliana risulta impossibile, ancor di più se il
sostituto è salito alla ribalta delle cronache per poesie
inneggianti all'obbrobrio nazista.
Non è di certo un buon biglietto da visita con il quale si è
presentato a questa Assemblea e alla Sicilia l'assessore
all'identità siciliana.
Andando oltre, il Presidente ha citato molteplici interventi volti
alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del
patrimonio culturale dell'Isola.
Peccato, però che con la riprogrammazione di quei 140 milioni FSC
state togliendo soldi per interventi per la tutela e la
conservazione di parecchie chiese patrimonio culturale dell'Isola.
Turismo. Non abbiamo visto, non per difetto del nostro visus, ma
perché sono inesistenti, azioni che hanno realmente sviluppato
afflussi turistici nella nostra Isola.
La Regione attrae da sé per la bellezza che esprime, ma per il
salto di qualità, per fare raggiungere alla Regione siciliana quei
numeri, i numeri importanti che sono nella potenzialità della
nostra Isola, non avete fatto nulla.
Il confronto con i numeri della sola località di Rimini sono
ancora oggi impietosi.
Sport. Lo definisco con una sola parola agonia non agonismo ma
agonia.
Spettacolo. Stesso discorso, identico dello sport.
Ambiente. Ha vantato l'approvazione del Piano di gestione del
rischio alluvioni ma, come detto prima, toglie milioni per
interventi sul rischio alluvioni.
Ma, ripeto, vi parlate fra di voi? Boh
Piano amianto. Fino a quando non rifinanzierete le misure previste
dalla legge sull'amianto vedremo tetti, serbatoi, discariche
abusive invasi da manufatti in cemento amianto. Dovete metterci i
soldi. Quelli sono un enorme rischio di insediose patologie che si
presenteranno dopo molti anni.
Urbanistica. Avete proposto la riforma che in questi giorni sarà
in Aula ma, evidentemente, non è una proposta di riforma valida,
dato che sono stati presentati centinaia e centinaia di
emendamenti, di cui la maggior parte da componenti della sua stessa
maggioranza.
Rifiuti. Mi riservo solo qualche considerazione lasciando poi al
collega Trizzino l'approfondimento. Lei ha riferito di un sistema
costruito ed alimentato per favorire l'intreccio tra politica,
burocrazia ed imprenditoria privata, ha parlato di oligopolio che
controlla circa l'80 per cento dei rifiuti, ha parlato del disegno
perverso di stato assistenziale, assunzioni senza concorso, di
numeri sulla differenziata insufficiente nella media a raggiungere
i limiti imposti dall'Unione Europea e trasformati in norma
nazionale, oltre agli indecorosi numeri, il 17 per cento delle
Città metropolitane. Cosa avete fatto per risolvere questi
problemi? Poco o nulla.
Una decina di impianti di trattamento non sono sufficienti per
tutta la Sicilia, costringendo ancora oggi i comuni di tutta
l'isola a far viaggiare i rifiuti a costi altissimi per farli
arrivare, ad esempio, alla discarica di Lentini, la famosa
discarica di Lentini, quella dei Leonardi, di recente arrestati,
discarica alla quale il suo Governo ha dato autorizzazione per
abbancare un ulteriore milione di metri cubi di rifiuti. Vi rendete
conto, un ulteriore milione di metri cubi, con questo ulteriore
milione di metri cubi di ampliamento più grande d'Italia avete
generato una discarica mostruosa, le cui misure sono incredibili.
Andate a vederla Andate a vederla Si vede a chilometri di
distanza, già dall'autostrada. In estensione orizzontale è grande
quanto l'enorme centro storico di Palermo. In altezza, quindi in
cubatura, la supera, è più grande del centro storico di Palermo.
Da un lato critica l'operato di chi l'ha preceduta, dall'altro
però ne supera le gesta, costringendo quella popolazione, la
popolazione di Lentini, a vivere, a sopportare questa devastazione
ambientale.
Infrastrutture. Il tempo ed il caso sanno fare dei miracoli.
Mercoledì pomeriggio lei relazionava qui di gran lavoro fatto sul
CAS, sul Consorzio Autostrade siciliane e sull'attività per fare
ripartire, ad esempio, i lavori sulla Siracusa-Gela, nello stesso
momento le agenzie di stampa battevano la notizia della legittima
protesta dei sindacati dei lavoratori delle imprese che stanno
realizzando questo tratto Rosolini-Modica, che lamentavano il fatto
che il suo Governo non ha risolto il problema delle interferenze.
Uno su tutti l'acquedotto EAS, che rischia di interrompere questi
lavori, 300 milioni di euro di lavori, e che avrebbe, avreste voi
dovuto già risolvere un anno fa.
Il caso ed il tempo ci lasciano veramente senza parole. Ha pure
criticato la lentezza dell'Anas nazionale, ma non ha guardato la
parte a lei più vicina, il CAS. Lei ha fatto il discorso pagliuzza
e trave', quasi come ad utilizzarli come armi di distrazione di
massa, peccato, però, che Anas, grazie all'intervento del
viceministro Cancelleri, che fino a qualche anno fa era qui con
noi, e non certo al suo pungolo Anas, ad esempio, ha già
posizionato le travi del viadotto Imera, e si appresta a
completarlo a breve. Pagliuzza e trave Ma qui le travi sono quelle
posizionate sui piloni. Lo ha fatto l'Anas, lo ha fatto, ed è un
fatto di una realtà fatta da un ente nazionale, non regionale.
Realtà visibile a tutti, anche a chi come noi deve attraversare la
Sicilia e passa ogni settimana dal quella strada.
Salute. Oltre all'ordinaria amministrazione, registriamo la
confusione intollerabile sui numeri del Covid. Su questo dovrete
dare spiegazioni, sul raddoppio sistematico del numero dei
positivi, numeri che hanno condizionato le scelte di questa
amministrazione regionale. Ci dovrete dare spiegazioni.
Disabilità. Lei ha accennato alle disabilità con una laconica
frase che ve la leggo, solo questo Nell'ambito della disabilità
sono stati impegnati 107 milioni di euro tutto qui. Però, corre
l'obbligo, per chiarezza, per chiarirlo ai siciliani che ci
seguono, che questa affermazione porta con se altre spiacevoli
considerazioni. Qualche settimane fa avete pubblicizzato lo
stanziamento di ben 38 milioni di euro per la disabilità, peccato,
però, che di quei soldi si trattava dei soldi dei due anni
precedenti, che voi stessi non eravate riusciti a spendere. Avete
ristanziato queste somme che i distretti socio-sanitari non
riuscivano a spendere e, nonostante io stesso, più volte, da questo
pulpito, vi ho chiesto, vi ho invitato ad emanare direttive chiare,
immediate precise per consentire ai distretti socio-sanitari di
spendere quelle somme. Le somme non spese sono servizi non resi ai
cittadini siciliani.
Ma c'è di più, in quella frase laconica sono stati impegnati 107
milioni , che sono gli 86 milioni mancanti, già, perché rispetto
all'anno scorso avete messo nel capitolo 183808, 86 milioni di euro
in meno, ciò probabilmente, se non provvederete al più presto,
potrebbe comportare conseguenze devastanti per i disabili e per i
comuni fornitori di servizi.
Tirando le somme su questi 2 anni e mezzo di Governo, ci troviamo
con un netto passivo per quanto riguarda le sue promesse elettorali
del 2017; guardando a questi due anni e mezzo trascorsi, non v'è
chi non veda che il Governo da lei guidato ha galleggiato, si è
posizionato, ha cambiato qualche governance, come si dice oggi, ma
si traduce in ha fatto nomine negli enti , spesso con il manuale
Cencelli alla mano, ha vivacchiato senza dare la spinta, lo spunto
necessario al cambiamento, necessario alla macchina amministrativa,
all'economia siciliana, al benessere dei siciliani.
E di esempi, se vogliamo, se ne possono fare centinaia, a partire
dalle partecipate, per arrivare alla digitalizzazione, dal turismo
all'agricoltura, che sono i veri motori dell'economia dell'Isola,
dalla salute al lavoro.
Presidente, la sua relazione non ci ha per niente soddisfatto, non
ha saputo dimostrare, né lo ha realizzato nei fatti, parte del suo
programma elettorale, se non per sparuti punti, così pochi da
sembrare quasi un caso.
Per queste ragioni, e per altro, che abbiamo elencato in apposito
documento, riteniamo che il Presidente non si è mostrato adeguato
al compito di governare la Regione, ed in questo momento storico di
estremo disagio, perseverare un Governo che ha dimostrato tutta la
sua inadeguatezza, potrebbe significare solo cercare di tutelare
privilegi personali, anziché garantire gli interessi dei siciliani.
Per questi motivi, quindi, il Gruppo parlamentare che presiedo,
del Movimento Cinque Stelle, presenta formale sfiducia nei
confronti del Presidente della Regione.
Potete ingannare tutti per qualche tempo, ed alcuni per tutto il
tempo, ma non potete ingannare tutti i siciliani per tutto il
tempo.
(Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Grazie Presidente. Devo dire la verità, sono un poco
deluso da questo dibattito. Devo essere sincero, mi sarei aspettato
temi interessati, un confronto serrato, dove magari si analizzavano
i punti del programma del Presidente della Regione, dove si facesse
un po' di critica, dove si diceva che non sono stati raggiunti
alcuni indicatori, invece, Presidente, ho sentito una serie di
citazioni cinematografiche, qualche poeta, qualche riferimento,
nelle punte più alte - e neanche questo mi ha entusiasmato - ad
aspetti che riguardano la Magistratura, quasi come se al Presidente
della Regione venisse richiesto di essere, o un profondo
conoscitore della cultura cinematografica, oppure di essere colui
che deve stare lì ad emettere sentenze come in un Tribunale
rispetto ad indagini che sono in corso, che certamente hanno creato
sgomento in tutti ma che, ahimè, non danno a nessuno l'arbitrio,
l'opportunità di sentenziare.
Certamente sarà la Magistratura e l'atteggiamento, credetemi, è da
parte di tutti i parlamentari, lo stesso, al di là dei giochi di
ruolo che si portano in scena oggi, e che vedono addirittura nella
rappresentazione teatrale massima, uscire come in un perfetto ruolo
di giochi tra alternanza di rappresentanza e retroscena,
addirittura come in tutte le legislature.
Per questo dico che sono rimasto deluso, perché vedete, a due anni
e mezzo, qua ci sono parlamentari che hanno più esperienza di me, e
che hanno visto andare in scena la storia pirandelliana della
Sicilia, a due anni e mezzo, caro Movimento Cinque Stelle, avete
fatto quello che hanno fatto tutte le opposizioni, avete presentato
la mozione di sfiducia al Presidente della Regione, sapendo che,
ovviamente, questa mozione di censura è un gioco di teatro, sapendo
di poter far ridere la gente, perché purtroppo non ci crede
nessuno, sapendo che potevate cercare le interlocuzioni con il
Governo nazionale, che non avete cercato, sapendo quello che è
scontato, che la gente sa, per questo io sono deluso, Presidente
dell'Assemblea, Presidente della Regione.
Poi, mi interessava e la vedevo lì particolarmente attento,
Presidente Musumeci, quando l'onorevole Cracolici cambiava le carte
in tavola, ci avete fatto caso? Arrivato ad un certo punto,
Presidente Musumeci, l'onorevole Cracolici ha iniziato a fare una
serie di analisi, come se lui quel mondo dell'agricoltura che
commentava lo stesse incontrando in questo dibattito d'Aula oggi
per la prima volta, allora cambiando le carte in tavola dice che i
controlli funzionali all'Istituto zootecnico erano stati previsti
dalla legge da loro portata avanti, peccato però che quei controlli
non erano mai partiti, peccato che se non fosse stato per questo
Governo, e per l'Assessorato guidato dall'assessore Bandiera, su
mandato preciso del Presidente della Regione, nessuno si sarebbe
accorto di quella volontà che avevate espresso nelle precedente
legislatura, peccato che nessuno si sarebbe accorto, lo diceva il
Presidente Fava, di quella Agrigento - Palermo ferma da venti anni,
ecco, ora la Palermo - Agrigento era ferma da venti anni,
Presidente della Regione, ma lei non se ne era accorto in questi
due anni e mezzo che la Palermo - Agrigento Meno male che ce l'ha
detto l'opposizione
Presidente, io veramente sono deluso, lei lo sa, io non sono uno
che ama molto questi giochi di ruolo, di maggioranza e opposizione,
e sarebbe stato interessante il dibattito, se avessero affrontato
delle questioni, magari, mi creda, avrei pure rincarato la dose,
avrei detto sono d'accordo con l'onorevole che ha fatto questa
proposta , ma di questo non c'è stato nulla, c'è stata veramente
una rappresentazione teatrale, con buona pace delle tante citazioni
cinematografiche che hanno fatto.
Lo scontro con l'Anas, assessore Falcone, l'onorevole è stranito
del fatto che lei ha fatto lo scontro, ma come si permette,
assessore? Le strade sono tutte che funzionano alla grande, abbiamo
le migliori strade provinciali, ma lei come si permette a
scontrarsi con l'Anas? Non se n'è accorto che tutto è a posto? Lei
si deve vergognare assessore Allora vedete questi giochini, queste
rappresentazioni teatrali, la gente è stanca, e vi dico una cosa,
alla fine di questa legislatura non andranno a dire Figuccia tu
eri maggioranza o opposizione , ah eri maggioranza allora non sei
buono , Cracolici tu eri opposizione, ah bravo, bravo hai fatto
una bella opposizione .
Cracolici vi chiederà alla fine di questa legislatura che cosa
avete portato a casa, e una cosa giusta la dite, dopo il Covid il
mondo è cambiato, la fase di recessione è evidente, Pil negativo
con numeri da capogiro, e vi dico una cosa, pure se questo
Presidente della Regione avesse la possibilità di rappresentare e
di centrare tutti quei punti programmatici, sarebbe lo stesso per
tutto il Parlamento un fallimento, perché è cambiato il mondo, oggi
dobbiamo avere il buon senso, e su questo ci chiameranno i
cittadini ad una valutazione alla fine del mandato, dobbiamo
trovare la forza, il coraggio, di portare proposte, alla riforma
dei Consorzi di bonifica, dove abbiamo recuperato quel disavanzo di
duecento milioni di euro.
Si è vero, quella l'avete fatta, però in Parlamento non è stata
portata, e chi la doveva portare in Parlamento? Non siete tutti
seduti in quella Commissione? È colpa mia, è colpa di Vincenzo
Figuccia, quando una norma che è in quella Commissione, e Vincenzo
Figuccia non la sa portare Dopodiché, una serie di proposte sono
state portate avanti, lo sblocco delle assunzioni, bene, lo sblocco
delle assunzioni è una realtà, siamo riusciti a portare avanti
l'operazione degli Asu e i comuni? Non stanno dando conto e
riscontro a questa norma.
Abbiamo fatto una norma persino sulla stabilizzazione di quei
precari che, da vent'anni, sono ingabbiati nella città di Palermo,
nel progetto Emergenza Palermo, degli ex Pip, la norma della
Consulta, ci fosse stato un deputato del Partito Democratico che se
ne andava a Roma a dire Figuccia, sai, ho parlato con i dirigenti
della Consulta per verificare a che punto è questa norma' No,
sanno dire soltanto Vabbè il Governo Musumeci '.
Però, io vi invito a riflettere su una cosa: come è normale che
sia, per una Regione come la Sicilia, gli indici di gradimento per
chi governa sono bassissimi, eppure in questo periodo l'indice di
gradimento del Presidente della Regione è salito, è stato colui che
ha recuperato più punti.
Io ritengo che, per carità, non ci si debba fare appassionare
dai sondaggi, ma siano un indicatore di quello che sta accadendo,
siano un indicatore del fatto che attraverso l'Assessorato Attività
produttive sono finalmente partiti i distretti produttivi, siano
indicatori del fatto che finalmente in Sicilia avremo le Zes, siano
indicatori del fatto che le strutture che erano state chiuse, dopo
un'ottima gestione da parte della sanità di quel settore, come
l'Ospedale di Partinico, come la pediatria del Pronto Soccorso del
Cervello, come la realizzazione della struttura dell'hinterland del
Carinese, con la riapertura dell'Ismett, come il centro direzionale
con il quale abbiamo parlato con il Professore Armao, sono opere
costose. Non vi vergognate a dire che sono opere costose? Ma se le
avesse realizzate in cinque anni di Governo Crocetta, quelle opere
sarebbero già a regime, avrebbero consentito di immettere nel
circuito produttivo risorse finanziarie, e forse oggi ne staremmo
godendo.
Però, davvero, non mi voglio iscrivere, signor Presidente, al
coro di chi è intervenuto in questo gioco di alternanza di
rappresentazione teatrale, quindi dico, signor Presidente, come lei
stesso ha ricordato, citando il Presidente Mattarella, che sarà una
strada stretta e in salita, dove se tutti i componenti, dal più
scarso, Vincenzo Figuccia, che decide di stare tra la gente e di
ascoltare le proposte, dove se tutti riuscissimo a portare delle
proposte di cui il Governo potrà farsi portavoce, probabilmente
quella strada stretta e in salita riusciremmo a intraprenderla e
portarla a compimento. Laddove anche uno - e i miei colleghi lo
devono sapere - perché in quest'Aula tutto si gioca su un numero,
come quando non abbiamo portato a casa la riforma dei rifiuti,
anche uno, nascondendosi dietro il voto segreto, dentro i
sentimenti e i risentimenti del momento, si lascerà trascinare in
questo gioco di ruoli, sarà veramente complicato.
Però, signor Presidente, io credo molto nella sua serietà, nella
sua sobrietà, nel suo lavoro, e sono fiducioso che, alla fine di
questo percorso, noi qualche buon risultato per i nostri figli lo
porteremo a casa, alla fine di questa esperienza.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Dipasquale, mi raccomando,
sia sintetico, quattro minuti e quattordici secondi.
DIPASQUALE. No, ma quelli del Gruppo allora, c'è un errore.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente della
Regione, Assessori, io penso che, se il Presidente della Regione e
questo Governo avessero affrontato le emergenze siciliane come il
Presidente della Regione ha fatto per i cavalli di Amelia, quei
famosi tanti milioni, tantissimi, io ho perso il conto se erano
cinque, sette, otto, quelli che erano, o i quattrodici milioni per
i borghi rurali costruiti all'epoca del fascismo, se avesse
affrontato tutte le questioni in quel modo, in questo modo, io
penso che oggi faremmo contenti tutti a Figuccia, e diremmo Che
bravo il Presidente della Regione '.
Nella sua relazione lei interviene e illustra una Sicilia che
non c'è, l'isola che non c'è. E' come se lei, Presidente, fosse
stato per trenta mesi in lockdown , che io penso che il suo
lockdown dura da trenta mesi, e dura da trenta mesi perché non è
uscito, non c'è andato in giro per la Sicilia, perché se fosse
uscito in giro per la Sicilia, lei avrebbe visto quanta immondizia
c'è per le strade, quanta immondizia c'è fuori dai centri urbani,
quanta immondizia esiste nelle campagne, in che stato è ridotto il
demanio, in che stato è ridotto il Territorio, il turismo che non
esiste, perché è come se fosse ormai latitante e così via.
Lei aveva preannunziato una serie di riforme, le riforme non si
fanno presentando disegni di legge, voi avete la maggioranza in
Commissione e in Aula, voi non siete riusciti a portare una di
queste riforme neanche in Aula. Avete preannunziato la riforma per
i Consorzi di bonifica, ancora non è uscita dalla Commissione, voi,
perché la responsabilità è tutta vostra, non siete riusciti a farla
uscire in tre anni dalla Commissione, avete preannunziato la
riforma per le politiche forestali, voi non siete riusciti a fare
uscire neanche dalla Commissione una riforma per la forestazione.
Voi, lei è intervenuto più volte parlando della politica per la
casa gli IACP, una politica innovativa, questa rappresenta
l'ennesima vergogna del suo Governo e della sua grandissima
demagogia, avete ristabilito i vecchi consigli di amministrazioni.
Io le porterò a fine mandato quanto questa sua scelta farà
lievitare i costi degli IACP, ogni IACP di ogni provincia dovrà
pagare un Presidente dello IACP, un Vicepresidente, e il Consiglio
di amministrazione più i costi. Poi faremo i conti alla fine, e
questo non è nient'altro che una scelta preistorica, cioè la
soluzione e l'innovazione per la politica della casa e i consigli
di amministrazione, proprio antico più che antico e servizi
ovviamente zero perché i soldi non c'è né. Ma su questo poi ci
ritorneremo.
Non avete fatto in tre anni una riforma per i beni culturali, a
tal punto che lo sta facendo la Commissione, non avete fatto una
riforma dell'Amministrazione regionale - mi senta bene - e della
dirigenza, io sono convinto che lei - glielo dico oggi - si deve
mettere a correre per presentare una riforma della dirigenza, da
ieri, e sono convinto che al più presto, io intanto oggi ho
presentato un disegno di legge sulla riforma della dirigenza, ma io
penso che lei si deve mettere a correre per il bene suo e per il
bene della sua Giunta, perché le responsabilità - senta bene -
perché le responsabilità di tipo economiche e di tipo contabili
sono pesanti, quindi, occhio su questo, ma sono convinto che su
questo correrà e correrà velocemente.
Non esiste un progetto per le portualità turistiche, cioè
l'ultimo progetto di portualità risale al 2006. Abbiamo le isole,
abbiamo le coste, non abbiamo un progetto strategico sui porti, non
solo, e dove abbiamo e avevamo i finanziamenti - a proposito di
questo faccio mio un intervento di Arancio, a cui va un nostro
saluto, perché purtroppo non è potuto essere presenti per motivi di
salute - ha affidato a me il compito di ricordare che a Gela non
possono essere tolti 111 milioni di euro che erano previsti per il
porto di Gela, che è anche turistico. Il turismo non si fa, copiano
i loghi, il turismo si fa con queste azioni, il turismo si fa
facendo le realizzazioni, il turismo si fa con cose concrete, come
allora avevano fatto i predecessori, coloro che avevano preceduto
gli attuali passati Assessori.
Quindi, caro Presidente, sulla salute, io l'ho lasciato per
ultimo, e vado alle conclusioni, io penso che la gestione della
salute e la gestione del Covid abbia rappresentato il fallimento
del modello Musumeci, e il fallimento del modello Razza, dove avete
costruito una falsa soluzione a quella che era l'emergenza
sanitaria quando noi, per fortuna, e grazie a Dio, non abbiamo
avuto una vera e propria emergenza. Voi avete permesso che il
sistema sanitario, che avete messo su, non ha fatto fare tamponi e
non ha ricoverato persone quando andavano ricoverate e sono morte.
E dove la Magistratura vi chiederà conto e ragione su questo,
ovviamente al sistema sanitario che voi avete messo su. Il tempo,
però, è galantuomo e su questo ci ritorneremo con ulteriori
elementi, perché io confido molto nella Magistratura.
Così come quello che abbiamo visto con la quarantena extra
large .
Che vergogna, gli slogan, quello che diceva bene Cracolici prima,
la cultura dell'io. Qui non entra alcuno Qui non viene alcuno
Chi viene qui, poi, dopo la quarantena deve fare il tampone. Avete
lasciato persone per 40 giorni ad aspettare l'esito del tampone.
E lo sanno i siciliani, questo lo ricordano.
Qui interverranno i suoi cortigiani , così come allora disse a me
durante, no, abbiamo tutti e due buona memoria, un intervento a
difesa: Dopo di me interverranno i suoi cortigiani, che le diranno
quanto è bello e quanto è bravo
I siciliani, però, queste cose non le dimenticano, così come
l'incapacità di approvvigionare i reagenti, i dpi. Tutto. Avete
rappresentato, e lì Razza è stato bravo, ha rappresentato il
fallimento della politica sanitaria siciliana.
E non mi parli di Ragusa. Lei non ha fatto nulla su Ragusa.
Neanche l'ha citata. Una vergogna
Crocetta, quell'ospedale l'ha finanziato, Crocetta, il Governo
Crocetta. Ci fu, poi, un problema tecnico e voi l'avete inaugurato.
Deve parlare di cose serie.
Noi siamo stati amministratori ma, come si può soffermare sul
banale, l'inaugurazione è una cosa banale. Mi auguro di poterle
riconoscere, alla fine del mandato, cose concrete.
L'andremo a vedere.
E, poi, il balletto dei dati positivi. Proprio lì, ha dimostrato,
anche, la superficialità, avete dimostrato la superficialità ed il
pressappochismo.
Ma lo sa dove si legge e, veramente, concludo, il fallimento della
politica di Razza? In tutta la Sicilia, in tutti i pronto soccorsi,
la gente aspetta decine di ore, decine no, fino a 10 ore sì, 8 ore,
9 ore, 7 ore nei pronto soccorsi. E, dopo 3 anni, questo è il
vostro modello? Questo è il modello Musumeci? Questo è il modello
Razza?
Sono passati 3 anni. Oggi, la Sicilia è questa. Domani faremo,
vedremo, non lo sappiamo, ma oggi è questo.
Concludo. Lei ha concluso il suo intervento chiedendoci una
collaborazione ma, veda, purtroppo, lei ha atteggiamento diversi.
Prima viene qua e ci insulta, non partecipa. I palazzi si
interesseranno di voi Ed è finita che i palazzi si sono
interessati di lei. Porta anche male, un pochino, su questo, sì.
I palazzi . Non se lo ricorda? Eppure me lo ricordo io, non si
preoccupi che è successo qua. I palazzi si interesseranno di voi
Tutte queste belle cose, e si sono interessati di voi.
Noi, quindi, ci siamo stati e ci siamo stati in maniera molto
costruttiva. Lei ha fatto di tutto per rompere qualsiasi tipo di
dialogo e di rapporto, perché davvero è inadeguato a fare il ruolo
di Presidente della Regione. Lei è stato sicuramente un bravo
Presidente della Provincia, cose diverse, ma come Presidente della
Regione sta dimostrando di valere poco più di zero.
PRESIDENTE. L'onorevole Zito rinuncia al suo intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
ricordo amaramente gli ultimi atti del Governo regionale di
Crocetta. Del Governo Crocetta che ci ha lasciato con tutte le
miserie e le macerie.
Vedete a fare fantapolitica non ci vuole niente A dire che
questo è bello e questo è buono, questo serve e questo non serve,
non ci vuole niente? Che cosa ci vuole? Niente
Ma oggi, a due anni e mezzo, rivoltare come un calzino questa
Regione siciliana - e chi vi parla la conosce bene essendo un
dipendente regionale da quarant'anni, la conosco benissimo, i
meandri della pubblica amministrazione regionale - rivoltare come
un calzino questa pubblica amministrazione, dopo le macerie che ha
lasciato il Governo Crocetta, è veramente un plauso che bisogna
fare al Presidente della Regione.
Perché, vedete, chi conosce veramente la storia sa benissimo di
che si parla.
Perché ci lamentiamo sempre e spesso delle cose possibili ed
impossibili. Noi, ad iniziare dall'assessore Razza - che lei
spesso, onorevole Dipasquale, ha sempre la battuta
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
LENTINI. Lei può dire tutto quello che vuole, è padrone di farlo,
come faccio pure io. In libera coscienza e democratica.
Vedete, girare in lungo ed in largo una Sicilia, la Sicilia, che è
la seconda regione d'Italia e lavorare affrontando la pandemia, di
cui oggi tutti dite è finita così ma non lo sapevamo come poteva
andare a finire, e preparare tutti gli ospedali, le ASP non è stata
una cosa semplice, non è stata una cosa semplice.
Eppure devo dire che oggi, riguardo ai numeri, parlano chiaro.
Cari amici del Centro sinistra voi sapete il Governo Crocetta -
perché, purtroppo, bisogna partire dalla precedente legislatura -
ha utilizzato, per andare avanti e dare le risorse ai comuni, il
fondo pensioni, ha prelevato 150 milioni di euro per darli ai
comuni che erano ridotti alla fame.
Lo sapete questi soldi che cosa sono?
Sono soldi prelevati dalle buste paga dei dipendenti regionali,
che ogni mese vengono accantonati in una parola che si chiama ex
Gescal e vengono inseriti nel contesto del fondo pensioni.
Eppure quel Governo è riuscito a togliere 150 milioni da quel
contenitore.
Oggi ci sono dipendenti regionali che sono andati in pensione da
due anni ed ancora aspettano il TFR, hanno avuto un piccolo
acconto, ancora aspettano il TFR.
Cosa che non era mai accaduta perché nell'arco di sei mesi
venivano pagati regolarmente.
Ora, vedete, è facile dire ad un Governatore lei così non ha
fatto niente . Lui
La colpa che ha Musumeci ve la dico io qual è: che ha fatto tanto
ed io, siccome lo so che ha fatto tanto, non è stato capace - e
questo è un rimprovero - non è stato capace di pubblicizzarlo bene
perché ha lavorato ed ha lavorato tantissimo.
Siccome quando un prodotto non viene pubblicizzato bene, io non lo
so come può veramente essere considerato un prodotto buono.
Così è, purtroppo - a mio avviso - per quello che vedo e che
conosco - le cose vanno così.
Vedete, gli assessori che sono col Governo Musumeci, molti di
loro, erano all'opposizione con il Governo Crocetta.
Io penso Cordaro, penso a Falcone, colleghi che hanno dato il
massimo del loro contributo per portare avanti le cose
dell'Amministrazione regionale. Le ferrovie finalmente oggi, c'è un
treno che, anche se i lavori sono stati iniziati tempo fa, perché
vedete è anche un miracolo che iniziano i lavori, però c'è un
Governo che li sa portare a termine, perché quante opere ci sono
incompiute? Oggi, finalmente, il turista scende a Punta Raisi e può
andare nella vicina Cefalù, benissimo in treno e farsi le vacanze
con la propria famiglia.
Il territorio, lo sapete quante incompiute? Finalmente c'è un
elenco, e ve lo dice un dipendente, finalmente al territorio c'è un
elenco del demanio, finalmente abbiamo contezza, finalmente, di
tutte le società che hanno la convenzione, la sovvenzione col
demanio, e quindi queste qua bisogna metterle a racimolare risorse
perché la Regione ha bisogno di risorse.
Parliamoci chiaro, ma dove sono le risorse delle Regione
siciliana? Ma cosa dobbiamo dire al Presidente della Regione che si
è seduto in quel posto con niente e deve sviluppare da quella
poltrona un lavoro solo ed esclusivamente con i soldi della
Comunità Europea?
Io, invece, vi prego a voi dell'opposizione, tutte le cose, tutti
gli atti che arrivano a Roma perché devono essere vagliati,
controllati, dateci una mano, al contrario, perché la politica non
si può fermare alla destra e alla sinistra. La politica deve essere
un tutt'uno quando ci sono opere importanti da portare avanti per
la comunità, non c'è mio e tuo.
Questa è una nostra responsabilità che non possiamo sottacere, ci
sono delle cose che ci distinguono, ma ce ne sono altre che ci
devono aggregare, dobbiamo lavorare insieme per portare avanti
alcune cose. Ma che cavolo gli diciamo a due anni e mezzo sapendo
che i cassetti erano vuoti? E lo sappiamo tutti. Oggi è facile
parlare.
Tra gli assessori, se non fosse per la finanziaria e per i fondi
POC, ognuno di loro si potrebbe stare pure a casa, perché non
avrebbe nessuna possibilità di portare avanti una cavolata in
questa Amministrazione.
Se il Governo regionale, scusate nazionale, il Parlamento
nazionale, ci aiuta in questo senso, possiamo fare tante cose.
Ognuno di loro ha avuto una rubrica riempita da spendere, ma noi li
dobbiamo aiutare. Dice il collega Pasqua, l'ex collega, ma amico,
Cancelleri, Cancelleri sta facendo il suo dovere, Cancelleri è una
persona seria e sta facendo il suo dovere, non sta facendo niente
di eccezionale. Semmai, qualcuno che ha il potere della gestione
non fa niente è un fannullone, questo sì.
Quindi, carissimi amici, quante volte io, vedete, l'assessore alla
pubblica istruzione, che va in Assessorato alle otto di mattina e
se ne va alle ventidue, che va a giocare? Porta avanti tanti
bisogni di tante realtà, in particolare, per ora ancora, caro amico
Di Paola, che insieme stiamo portando avanti un problema dei
precari, di tanti personaggi che sono rimasti fuori nella
formazione professionale e li dobbiamo aiutare perché hanno
lavorato per tanti anni nella pubblica amministrazione, e hanno
fatto veramente grandi cose e veramente dobbiamo spenderci per
loro. Io vi prego, assessore, Presidente, nelle Conferenze Stato-
Regioni, battetevi, non vi arrendete su questo, perché questi sono
i problemi reali di questa Regione. Noi abbiamo bisogno di
sviluppo, non abbiamo bisogno di altro, non abbiamo bisogno di
reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza lo dobbiamo
utilizzare solo per pochi mesi e poi le persone devono riacquistare
la dignità andando a lavorare, questo è il funzionamento del
reddito di cittadinanza.
Però, vedete, non ho un buon rapporto con l'assessore Turano, non
ce l'ho un buon rapporto, ci rispettiamo ciao, buonasera,
arrivederci e grazie però devo dire che in quell'assessorato le
risorse della Comunità Europea le sta spendendo tutte. I progetti
messi nei cassetti perché qualcuno incompetente nella passata
Legislatura non era capace di utilizzarli, lui li sta utilizzando e
questo è un onore per lui ed io accetto da questa parte il fatto
che sta dando una mano alla comunità, non ci sono altri
ragionamenti.
Vedete, io da buon democristiano, ricordo, perché ormai noi siamo
pluralisti, siamo ovunque, non siamo riusciti, e questa è la colpa
di tanti di noi, a creare una grande leadership nazionale che si
potesse collegare ed aiutare, sia la destra che la sinistra, perché
alla fine questo ci vuole in questa società perché altrimenti non
funziona niente. Diceva Aldo Moro questo Paese non si salverà, la
stagione dei diritti e dei doveri si renderà effimera ; siccome lui
era in Parlamento parlava dell'Italia, io invece parlo della
Sicilia, questo Paese non si salverà se non si raggiungerà un vero
senso del dovere ed il dovere non è solo quello che ognuno di noi
deve portare beneficio solo ed esclusivamente a casa nostra Io non
ho una casa, io ho tanta gente che mi segue, non ho case, io ho la
gente, la comunità che ha bisogno in tutti i modi di essere aiutata
e di essere servita perché pagando le tasse, pagando le cose è
giusto che si dia la giusta riconoscenza e diamo la possibilità,
finalmente, non di essere un popolo che deve vivere solo ed
esclusivamente di mance, noi siamo un Paese, siamo una Regione
importante, qualificata, con tante menti, con tanti giovani che
veramente stanno producendo a livello nazionale, ci riconoscono in
tutto il mondo. Diamo a questi giovani che si sono allontanati,
diciamo loro ritornate indietro , perché la Sicilia sta
riportando, finalmente, un senso di responsabilità ad essere una
Regione seria, leale e legale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Grazie, Presidente. Io utilizzerò meno tempo e meno
decibel del collega Lentini anche perché non ce la farei. Io mi
concentrerò solo su tre temi che sono quelli legati all'ambiente,
occupandomi di questo, che ha fatto menzione il Presidente della
Regione durante il suo intervento. Mi soffermerò sul tema
dell'antincendio, urbanistica e rifiuti.
Inizio dal tema più soft perché mi sembra che qui qualcosa il
Presidente ha annunciato di aver fatto che si tratta
dell'integrazione - se non erro - di dieci unità degli elicotteri,
della flotta appunto degli elicotteri, e questa è una cosa buona;
però, ci domandiamo allo stesso tempo il motivo per il quale ancora
l'accordo di programma con i Vigili del fuoco - che, come bene sa
il Presidente, sono a supporto delle forze già presenti sul
territorio - non sia stato ancora siglato, almeno noi abbiamo
ricevuto i Vigili del fuoco fino a qualche settimana fa e ci hanno
fatto presente che fino al 10 giugno di quest'anno chiaramente, la
direzione dei Vigili del fuoco ha informato il Ministero
dell'Interno che nessun accordo era stato siglato. Siccome questo
tipo di accordi - lo sa bene il Presidente - si fa di solito verso
maggio, massimo giungo, siamo a luglio, in estate inoltrata, ci
chiediamo il motivo per il quale ancora non sia stato fatto, a meno
che non sia stato fatto subito dopo l'incontro avvenuto con i
Vigili del fuoco.
Il secondo tema è l'urbanistica. Apprezziamo il fatto che il
Presidente nel suo discorso abbia parlato di contrasto al fenomeno
dell'abusivismo edilizio. Io mi sono promesso, e qui c'è anche
l'assessore Cordaro, di non parlare della riforma edilizia e
dell'articolo 18 fintanto che quella riforma non sarà uscita dalla
Commissione e verrà trattata in Aula.
Ne abbiamo parlato diffusamente in Commissione e non lo farò qua;
ma voglio chiarire al Presidente Musumeci chiaramente che, avendo
parlato del contrasto all'abusivismo edilizio e avendo il Movimento
Cinque Stelle appoggiato la riforma urbanistica del Governo a
riprova del fatto che sono false le discussioni secondo le quali il
Movimento Cinque Stelle vota tutto contro, volevo ricordare al
Presidente Musumeci che non c'è un articolo e nemmeno una parola al
contrasto all'abusivismo edilizio presente nel testo della riforma
urbanistica.
E' una riforma apprezzabile, a meno che non venga stravolta, come
diceva il collega Pasqua, dai mille emendamenti e, anzi speriamo
che questo non avvenga e siamo certi che il Presidente Musumeci
farà da controllore affinché ciò non avvenga, ma è giusto precisare
che nella riforma urbanistica non c'è traccia di una norma
specifica al contrasto all'abusivismo edilizio. Però, dalle parole
del Presidente Musumeci non possiamo che trarre delle conseguenze,
cioè il fatto che lui sarà il primo promotore e sostenitore di
quegli emendamenti delle opposizioni, o della maggioranza, che
saranno contro l'abusivismo edilizio.
Ad esempio, il Movimento Cinque Stelle ha presentato una proposta
di un fondo di rotazione per la demolizione delle case abusive a
sostegno dei comuni che devono avviare questo tipo di attività.
Sono certo, siamo certi, che il Presidente Musumeci accoglierà con
favore questo tipo di emendamenti.
Un'ultima cosa sull'urbanistica mi sovviene alla luce del fatto
che sono passati due anni dalla esondazione del fiume Milicia, che
portò alla morte di nove persone a Casteldaccia, fu presentata una
norma, che possiamo definire spot, sull'abusivismo edilizio, perché
- se vi ricordate - che cosa faceva? Dava delle somme a coloro che
venivano fatti sgomberare dalle abitazioni abusive.
Quella norma, a meno che mi sia sfuggito, è ancora in Commissione,
non è mai uscita dalla Commissione, non è mai transitata in Aula.
Quello era l'unico atto sul quale si poteva iniziare a fare una
discussione sull'abusivismo edilizio; ancora sta là e, quindi, ci
chiediamo il motivo per il quale non sia stata avviata la
discussione nel Parlamento.
Il tema più delicato è quello dei rifiuti. Lo accennava anche il
mio collega Giorgio Pasqua. E vorrei partire dal tema dei rifiuti
citando il Presidente della Regione. Lui dice che il sistema dei
rifiuti in Sicilia è un perverso intreccio tra politica, burocrazia
e imprenditoria che ha caratterizzato un sistema pericoloso che ha
creato un oligopolio che domina l'80 per cento circa della massa
dei rifiuti che gravitano nella Regione siciliana .
Considerazioni assolutamente vere. Di solito è l'inizio, è
l'incipit di qualunque discorso che faccio quando parlo di gestione
dei rifiuti. Ma la mia domanda è, la domanda che il Movimento
Cinque Stelle pone al Presidente Musumeci è se queste
considerazioni erano valide nel gennaio del 2018 quando uno degli
uffici sotto l'amministrazione del Presidente Musumeci ha garantito
un ampliamento di 1,8 milioni di metri cubi ad una discarica
privata che sta a Lentini, che è nella proprietà della Sicula
Trasporti, che in questo momento è sotto indagine della
Magistratura anche per crimini contro l'ambiente.
Lungi da me fare considerazioni che possono tenere in mente un
rapporto tra politica e Magistratura, ma è chiaro che nel 2018 è
stato fatto un atto che va diametralmente in modo opposto rispetto
a quanto ha statuito il Presidente Musumeci, perché se dobbiamo
togliere, dobbiamo eliminare l'oligopolio ai privati è conseguenza
che non si debba comunque garantire ad un privato la gestione di
una massa così enorme di rifiuti tanto più ad adiuvandum in
relazione a questo discorso - lo accennava prima il collega Fava -
in questi giorni pende presso gli uffici del Dipartimento Rifiuti
un'altra autorizzazione per un altro ampliamento sempre alla Sicula
Trasporti, sempre alla discarica che è sita a Lentini.
Noi siamo certi che dopo le sue parole l'Amministrazione
chiaramente taglierà corto con quell'ampliamento e chiuderà la
partita con quella discarica e con Sicula Trasporti.
E parlando sempre di Sicula Trasporti e non entrando assolutamente
nella questione legata alle indagini della Magistratura perché non
attiene a questo Parlamento, entra un altro discorso importante
cioè quello degli inceneritori. Sfatiamo questo mito e parliamone
anche in Aula.
Non so per quale motivo si continua a sostenere che sia una
prerogativa dello Stato o del Ministero dell'ambiente che vengano
stabiliti quanti e quali inceneritori debbano essere fatti nella
Sicilia.
Basta leggere il Codice dell'ambiente, al titolo IV, nel riparto
di competenze viene chiarito in modo tranciante che è la Regione
che non solo stabilisce nel piano dei rifiuti le aree non idonee,
le aree idonee, che tipologie di impianti si devono realizzare e,
tra l'altro sempre il titolo IV stabilisce che le autorizzazioni
sugli impianti, a meno che vi sia una situazione emergenziale a
livello nazionale, sono stabilite dalla Regione. Quindi, è la
Regione che stabilisce cosa fare all'interno del territorio
regionale.
Il Ministro Costa ha più volte chiarito, anche con delle lettere,
con dei comunicati, la necessità di avviare un ragionamento
sull'economia circolare. Non era nemmeno necessario l'intervento
del Ministro Costa, basta leggersi le quattro direttive
sull'economia circolare per capire qual è l'orientamento.
Ma ciò detto, anche volendo sfatare questo mito e anche volendoli
realizzare questi inceneritori, da parte nostra ci sarà la netta
contrarietà, ma anche volendo che il Governo Musumeci sia il primo
ad utilizzare per la prima volta in Sicilia inceneritori, al netto
di quelli dei rifiuti farmaci che sono obbligatori, dobbiamo
comunque sfatare un altro mito, cioè il fatto che comunque la
Sicilia non sarebbe capace di costruire inceneritori. In due anni e
mezzo, nonostante ci fosse addirittura un'ordinanza ministeriale,
emergenziale - mi perdoni -, non siamo nemmeno riusciti a fare un
buco per fare la settima vasca di Bellolampo, figuriamoci fare una
torre di incenerimento.
Quindi, nel momento in cui noi autorizziamo nel piano dei rifiuti
un inceneritore o due inceneritori o un gassificatore, quello che
è, dobbiamo rivolgerci ad un privato perché è l'unico capace, ha
le forze economiche di potere realizzare un inceneritore. E, guarda
caso, l'unico procedimento pendente per la realizzazione di un
inceneritore è della Sicula Trasporti, che in questo momento sotto
la valutazione della Commissione ambientale e strategica. Tra
l'altro gli Uffici della Commissione di valutazione ambientale e
strategica, sotto la direzione del professore Angelini, diciamo,
hanno chiarito in modo tranciante per l'ennesima volta che un
inceneritore di quella massa, di quella dimensione sarebbe talmente
grande, talmente energivoro che non basterebbero nemmeno i rifiuti
della Sicilia e, quindi, sarebbe necessario prenderli da un'altra
parte.
Chiuso questo discorso, io vorrei passare ad un altro punto,
quello del piano dei rifiuti. Lei dice nella relazione di avere
concluso il suo impegno nel 2018.
Mi dispiace contraddirla, Presidente, ma il suo impegno si chiude
nel momento in cui il piano è approvato dalle SRR, approvato dai
comuni, 390, approvato dalla Commissione Ambiente , torna in
Giunta e viene approvato dalla Giunta e resta esecutivo. Finchè
non è approvato il piano è una bozza, è come l'alunno che fa la
brutta copia e poi deve scrivere il testo in bella per darlo
all'insegnante. Fino a quel momento il compito della Giunta rimane
pendente; lo dice l'articolo 9 della legge ancora in vigore, 9 del
2010, che individua tutti questi passaggi: Giunta, SRR, comuni,
Commissione Ambiente, Giunta, deliberazione,approvazione. Così è e
così sarà.
Ora, il piano - lei ha detto bene - non è stato cassato dal
Ministro; il Ministro ha fatto delle osservazioni, voi avete
reputato opportuno riscrivere il piano, l'assessore Pierobon è
venuto in Commissione, ha detto che sta modificando il rapporto
ambientale. Ora, se uno va a leggere l'articolo 12 del codice
dell'ambiente, sa bene che il rapporto ambientale non si modifica,
si riscrive daccapo. Quindi, dal rapporto ambientale alla chiusura
della vasca ci sono altri otto mesi. Ci auguriamo che al termine
di questo percorso ci possa essere il piano dei rifiuti che, se
dovesse essere riscritto, noi lo approveremo, così come abbiamo
fatto le riforme dei rifiuti e la riforma dell'urbanistica.
Abbiamo appreso dalle sue parole che c'è un'altra Commissione
esterna che sta riscrivendo il piano, cioè degli esperti esterni.
Ora, il primo piano è stato realizzato dal professore Angelini, da
un'equipe coordinata dal professore Angelini, che è un soggetto
esterno. Il secondo piano lo stanno realizzando queste altre equipe
esterne speriamo che non ci sia una terza equipe esterna che debba
realizzare questo terzo piano perché diventa davvero ridicolo.
Parlando di cose ridicole, le critiche che sono state sollevate al
piano tipo gli errori grammaticali, lasciano, diciamo, l'aspetto
più divertente di quello che in realtà è il problema di fondo del
piano dei rifiuti. Il piano dei rifiuti è stato cassato perché
manca degli scenari previsionali, cioè in base al fabbisogno dei
singoli ambiti territoriali - noi abbiamo contestato il discorso
delle province perché voi sostenete di volerne fare nove - in base
a questo fabbisogno previsionale non sono stati stabiliti quelli
che dovevano essere gli impianti cioè la Regione non ha stabilito
nel piano dei rifiuti quali sono questi impianti. Se queste
incongruenze vengono sollevate è chiaro che il piano verrà
approvato, ma fino ad oggi non abbiamo notizie perché l'Assessore
nemmeno un mese fa è venuto a relazionare che il rapporto
ambientale è in itinere.
Terzo tema che è tanto caro a lei, cioè la raccolta differenziata.
Ora, io non mi permetto di contestare i valori, io sono certo che
lei ha ragione e che l'ISPRA ha torto; cioè l'ISPRA contesta una
parte dei valori del 42 per cento che sono stati diciamo siglati da
poco. C'è questo incremento del 16 per cento del 2017 al 42, ed io
sono certo, che ha ragione lei e che l'ISPRA ha torto. Ma il punto
è, ma il risultato a chi va attribuito? Lo accennava prima, chi
era? Claudio Fava o forse qualcun altro, va attribuito ai comuni,
ai sindaci, cioè sono loro che fanno la raccolta differenzianta,
non la Regione. La Regione, torno a ripetere le competenze, gli
impianti deve fare; se la Regione non a gli impianti i comuni la
munnizza differenziata dove la devono mettere? Ed il tema è, se io
arrivo all'80 per cento di raccolta differenziata ed impianti non
ne ho che cosa ci faccio? Glielo dico io.
Noi abbiamo, come dire, intervistato i comuni, i sindaci, che
volta per volta ci dicono noi siamo arrivati al 65 per cento di
raccolta differenziata, abbiamo avuto pure la premialità, i comuni
ricicloni , ma non siamo in grado di diminuire la Tari, non siamo
in grado di poterli conferire negli impianti perché non ci sono. E
sa cosa fanno? Utilizzano l'escamotage della stazione di
trasferenza che in Sicilia - che è privata - la stazione di
trasferenza prende il rifiuto umido perché non ci sono rifiuti
umidi perché non ci sono impianti di compostaggio, e sa dove li
mandano? Fuori dalla Sicilia, come il caso di Altofonte che mandava
i rifiuti in Calabria - chieda al sindaco di Altofonte - e il caso
di Castelvetrano che mandava l'umido in Friuli Venezia Giulia.
Quindi, secondo la legge rimane qua, poi non avendo la possibilità
di spedirli da nessuna parte sono costretti, per una questione di
dimensione, a spedirli fuori.
Le stazioni di trasferenza hanno questa funzione e danno la
possibilità di sfuggire completamente alla maglia della raccolta
differenziata.
Ora, dico, l'assessore Pierobon ha rappresentato in Commissione
uno spaccato che è drammatico, non lo dico io, lo dice lui, cioè
non lo dice Giampiero Trizzino che è drammatica, lo dice
l'Assessore. In un documento che ha consegnato a maggio del 2020
dice: per ogni singola provincia - avrebbe dovuto dire SRR
perché gli ambiti sono ancora quelli, ma comunque - per ogni
singola provincia c'è un sistema altamente deficitario degli
impianti pubblici ; cioè gli impianti pubblici non ci sono. Ora, il
punto è: ma a che serve la raccolta differenziata se non abbiamo
dove metterla?
E io mi fermo qua perché ho preso troppo tempo.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Trizzino. È iscritto a parlare
l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. È stato già detto dai miei
colleghi, non solo del finanziamento ai borghi fascisti, di
Ambelia, dei loghi scopiazzati, ma quello che ci preme rilevare
soprattutto, signor Presidente, è che, a nostro giudizio, manca una
visione.
C'è un Governo che annaspa, che continua ad attribuire, giorno
dopo giorno, responsabilità e colpe agli altri, responsabilità e
colpe al Governo nazionale - soprattutto dopo che dal Governo è
uscito Salvini - o alle amministrazioni che ci sono state prima del
Governo Musumeci, soprattutto a quelle del centrosinistra.
Un Governo che annaspa, soprattutto, a partire dai beni culturali,
è stato detto nel corso di lunghi interventi in quest'Aula. Il
Partito Democratico ha teso la mano sin dal primo giorno con il
disegno di legge n. 2 che doveva essere il primo passo di un
percorso che vedesse a cuore l'interesse collettivo della nostra
terra prevedendo l'accorpamento dell'Assessorato regionale dei beni
culturali e di quello del turismo. Da allora il Governo regionale
non si è presentato in Commissione neanche per esprimere il parere
di competenza.
Sono passati 15 mesi in cui l'Assessorato è stato assolutamente
acefalo, vittima e ostaggio del tatticismo politico perché non si
sapeva a quale partito o a quale forza doveva andare l'Assessorato
dei beni culturali; frattanto, le pratiche all'Assessorato scorrono
lentissime, i poveri malcapitati che presentano una istanza
rischiano di vedere passare e trascorrere mesi, se non anni, per un
parere di competenza e per un diritto soggettivo.
Progetti che nel corso degli anni erano diventati il fiore
all'occhiello della nostra terra, come quello dei Teatri di Pietra,
sono stati accantonati e completamente abbandonati.
Continua la prassi dei musei chiusi, signor Presidente: Palazzo
Bellomo, che è una delle nostre eccellenze nella nostra terra, sino
a domenica scorsa, di pomeriggio, chiuso; l'anfiteatro regionale di
Catania per quasi tutto il mese di agosto della scorsa estate
chiuso. Continua, quindi, a mancare una visione che coinvolge anche
il turismo. Si è già detto anche dei 75 milioni bloccati nonostante
in finanziaria avessimo dato un congruo segnale da questo punto di
vista.
La relazione, la sua relazione la scorsa settimana, poi, da questo
punto di vista è particolarmente lacunosa. Non ci piace per nulla
neanche la scelta del Vittorio Emanuele di farlo diventare un
museo. A nostro giudizio è una scelta, in questo momento, condita
veramente da aria fritta, una scelta sbagliata e che certamente non
fa parte di un disegno concreto, vero, ma soltanto futuribile.
E non va meglio in altri Assessorati. Ad esempio, sull'idrico il
Partito Democratico dall'inizio di questa Legislatura ha chiesto
con forza l'istituzione di un Dipartimento acqua, con forza in modo
documentato perché ancora oggi non è stato adottato nessun
provvedimento consequenziale a seguito della legge sull'acqua e non
è stato adottato nessun provvedimento concreto, vero di impegno di
spesa.
Ad esempio, sempre in quell'Assessorato ha fatto scuola, ma
l'abbiamo ricordato pure in Finanziaria, la misura 6.6.1., dove
sono stati finanziati - ma se lo ricorda l'onorevole Sunseri che
ogni tanto mi manda il nome della graduatoria perché lo dimentico -
sono stati finanziati cinque progetti e bocciati 96, io penso che
quel dirigente, Presidente, che non ha certificato 18 milioni di
euro andava punito e non promosso
Nella relazione si fa cenno alle discariche; ha affermato che
abbiamo scoperto 511 discariche, ahimè, è un dato ben noto, è un
dato che risale ai vecchissimi Governi del centrodestra che anno
dopo anno hanno trascurato questo dato, è in corso il
commissariamento, si aspetta l'attuazione del piano per le
bonifiche e certamente non può essere un problema che si è scoperto
di recente.
Ci ha fatto male, signor Presidente, la dichiarazione a proposito
del Patto per il Sud, noi crediamo e la rivendichiamo con forza,
quella è stata uno degli interventi più brillanti che non solo ha
adottato il centrosinistra, ma che ha dato un ristoro vero non
soltanto ai comuni ma alla comunità siciliana e c'è un rigo in
mezzo a tante pagine di relazione dove si dice che sono stati
finanziati 400 progetti con il Patto per il Sud. Questa è
l'affermazione giusta, non è stato giusto e corretto dire al
momento del definanziamento di alcune opere che è quello era
soltanto un elenco di opere, ahimè, e su questo poi abbiamo
presentato anche uno specifico atto ispettivo, è arrivato in
Commissione UE un elaborato che definanzia alcuni progetti dopo
che, soprattutto sull'idrico, era stato fatto uno sforzo
particolare da parte di alcuni comuni che anno dopo anno erano
riusciti a presentare il progetto esecutivo, in particolare i tre
progetti sulla depurazione del comune di Santa Maria di Licodia.
L'onorevole Lentini sgolandosi ha detto che il Presidente della
Regione ha lavorato tantissimo. Io non lo so, onorevole Lentini, se
ha lavorato tantissimo, a nostro giudizio certamente ha lavorato
male. Su una cosa certamente però ha fatto bene ed è questo
nominificio veramente impressionante, basta guardare i primi dei
non eletti che se non hanno cambiato partito politico hanno trovato
tutti una collocazione, dall'Ersu di Catania, ai Parchi
naturalistici, al Cas, agli Iacp. Ed è questo il tema che fa più
male; noi credevamo che per cambiare volto alla Sicilia bisognava
ripartire con una nuova stagione, accompagnando un percorso di
qualità, di rispetto delle regole e di condivisione con le
opposizioni.
Resteranno questi due anni caratterizzati anche dalle durezze,
dalle impuntature che hanno compromesso l'approvazione delle
riforme che servivano alla Sicilia, è stato ricordato più volte
quella dei rifiuti che è rimasta ferma per questa durezza a
proposito delle nove ATO e speriamo di non trovarci di fronte,
signor Presidente, all'ennesima durezza. Lo sa bene l'assessore
Grasso a cui più volte ho manifestato questa questione, se dovesse
essere confermata l'election day per il 20 settembre io credo che
la Regione siciliana si dovrebbe adeguare alla scelta del Governo
nazionale, non per un atto di sottomissione, Presidente, né per
sfruttare il trend elettorale, ma soltanto per una questioni di
costi e di rispetto delle tasche dei siciliani. Se c'è referendum
fissato per il 20 settembre è giusto che ci adeguiamo tutti
risparmiando costi notevoli a carico dei cittadini siciliani.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Zito, se lei rinuncia... Io trovo scritto
onorevole Zito.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi è
diventata quasi una barzelletta che si va ad unire anche a quella
che abbiamo sentito la settimana scorsa sulle cose fatte Visto che
sono stato chiamato in causa più volte ormai ci vado, ho detto;
anche perché volevo esprimere la mia soddisfazione per l'intervento
dell'onorevole Lentini, perché è stato bellissimo; un intervento
quasi copia-incolla di quando appoggiava ovviamente il Governo
Crocetta, quindi è stato molto simile. Sarà che viene utilizzato
ogni volta che appoggia un Governo.
Beh, da dove iniziare a parlare di quello che non è stato fatto?
Perché ovviamente quello che si deve fare è ovvio per tutti, ma
sono le riforme. Questa terra è da tanto che aspetta le riforme ma
non sono mai venute; ma ci sono anche tanti atti amministrativi che
questo Governo poteva fare.
Da dove cominciare? Dalla capacità di riscossione degli enti.
Noi abbiamo visto e abbiamo sentito anche interventi che i Comuni
sono in difficoltà, che ci sono tanti problemi, ma non si è mai
intervenuti sul vero problema, Assessore - e qui c'è lei - della
capacità di riscossione dei Comuni ad esempio. E su questo c'è una
nostra proposta, anche per questo io lo dico, perché non è solo una
critica quello che noi facciamo, spesso negli interventi che hanno
fatto i colleghi dietro ci sono disegni di legge che abbiamo
presentato e qua dentro non sono stati mai discussi e mai il
Presidente, che non abbiamo visto tanto in Aula, tanto in
Commissione Bilancio , ha mai detto: Che disegni di legge avete
che possiamo portare avanti per risolvere i problemi di tutti i
siciliani? . Però questo non è mai avvenuto.
E allora, noi vediamo che ci sono enti e Comuni che hanno delle
capacità di riscossione soprattutto di alcune tasse che sono da
prefisso telefonico e che cosa si è fatto? Possiamo sempre chiedere
più soldi a Roma e i Comuni di conseguenza chiedono più soldi a noi
se non interveniamo in maniera forte su questo tema? Non è stato
fatto, non lo faremo mai.
Si è parlato di rifiuti. Anche lì c'era una spada di Damocle che
era quella della discarica di Armicci, ad esempio; il Presidente
aveva tuonato dicendo che avrebbe fatto qualche cosa. Beh, non
aveva fatto niente, per fortuna che abbiamo studiato e qui voglio
ringraziare il Presidente della Commissione Ambiente che, dando
seguito ad una richiesta di audizione e avendo studiato noi qual
era il problema, siamo riusciti a trovare un cavillo e quindi è
tutto sospeso. Ma, a parte i proclami del Presidente, non si è
visto nulla.
Ma dovremmo parlare anche delle aree Zes, mi dispiace qua prima
c'era l'Assessore Turano che non c'è. Finalmente queste aree Zes
sono state ovviamente attivate, dovevano essere delle aree
retroportuali, sono talmente retroportuali che siamo arrivati
praticamente fino ad Enna, però queste sono altre considerazioni,
però nella aree pubbliche appartenenti all'Asi, queste aree che
sono aree Zes individuate in aree ex Asi i vostri tecnici ci hanno
detto che non si potrà fare nulla se prima non ci saranno le
bonifiche ai piani di caratterizzazione e, quindi, avremo ettari
buttati perché non potremo utilizzarli finché non potremmo fare
caratterizzazioni. Qualcuno dirà: Roma ci devono dare i soldi per
fare i piani di caratterizzazione . Beh, io in un'area del
siracusano sono riuscita a farlo fare gratis all'Arpa, quindi
qualcosa che a livello amministrativo poteva fare ovviamente il
Presidente della Regione, ma non ha fatto e sono passati due anni e
mezzo.
Vi dirò di più. Anche la cecità che spesso si ha per alcune
cose. Noi avremo una caserma dei Vigili del fuoco proprio a
Siracusa che sarà completata a due terzi, l'ultimo terzo non ci
sono soldi e non verrà completata, quindi queste persone non si
potranno trasferire. Avremo il porto rifugio di Siracusa, stiamo
parlando sempre della zona industriale, ad esempio, che fa entrare
tanti soldi di tasse alla Regione siciliana, ha avuto dei grossi
danni da eventi climatici avversi che sono avvenuti l'anno scorso e
anche lì, nonostante le richieste di aiuto a questo Governo, non è
avvenuto assolutamente nulla, finché poi non si dovrà chiudere quel
porto e non entreranno milioni di euro di tasse. Però, è ovvio che
questo Governo sta lì a pensare forse più ai cavalli, vista
l'attenzione che ha avuto il Presidente della Regione nel tempo.
Abbiamo avuto la dimostrazione di tutte quelle persone che
aspettano questi soldi della riprogrammazione del Poc, il vanto di
non aver speso 1 miliardo 270 milioni, da un lato è stata una
fortuna perché ce li siamo ritrovati, ma non si mette in evidenza
come l'incapacità di questo Governo e anche di quelli passati,
oserei dire, di non riuscire a spendere quello che serve e tra
quelli, ovviamente, come diceva il mio collega prima, c'è anche
quello sulle alluvioni, ma ci sono anche tanti interventi
importanti, anche lì nessuno ha visto luce, da questo punto di
vista nessun risultato.
Poi, potremmo parlare anche del discorso delle strade provinciali:
ho visto l'intervento molto accalorato dell'onorevole Figuccia,
forse ha dimenticato che nell'accordo Stato-Regioni la Sicilia
invece di cedere le strade all'ANAS ha preferito avere 540 milioni
di Euro per poterli girare alle provincie e fare questi lavori. Ma
non ha mai detto qual è il vero problema della Regione siciliana,
degli enti locali in generale e quindi comprese anche le province,
che non c'è chi fa i progetti e spesso possiamo avere anche una
montagna di soldi, fiumi di soldi, ma non ci sarà mai nessuno che
potrà presentare questi progetti, perché come nel passato questi
soldi verranno persi, e poi vediamo anche il Presidente della
Regione che si lamenta con lo Stato, ma quei soldi li ha in cassa
lui e ancora le strade sono un colabrodo.
Concludo, perché visto che mi avete incitato più volte a
intervenire non potevo fare altro che intervenire dicendo: io non
so se è vero, Presidente, quell'articolo dove definiva cretini
chi parla di DiventeràBellissima come chissà quale frase,
eccetera, eccetera, sicuramente qualche giornalista avrà riportato
male le sue parole, però, caro Presidente, se si riferisce a quello
che diceva Falcone che questa terra sarà bellissima, Falcone diceva
anche che, scusate Borsellino diceva anche che questa è una terra
bellissima e disgraziata. Già, lo è bellissima per tante cose,
purtroppo abbiamo anche tante disgrazie e non è solo la mafia, è
anche la cattiva amministrazione, è anche la corruzione, è anche
l'inefficienza, già quella parte bellissima la conosciamo tutti ma
quella parte disgraziata ancora nessuno ci ha messo mano, nemmeno
lei caro Presidente Musumeci, e questo è uno dei motivi per cui
noi, come Gruppo parlamentare abbiamo presentato la mozione di
sfiducia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà
CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, colleghi deputati. La premessa è necessaria
perché è un ringraziamento, onorevole Presidente della Regione, per
avere reso applicato e applicabile una norma che prevedeva -
l'art. 160 bis - il dovere, a mio modo di vedere, non l'opzione o
la possibilità, di venire a relazionare in Parlamento.
Quindi, la premessa è un ringraziamento, visto che da 17 anni -
lo ha ricordato anche lei - nessun Presidente della Regione, cioè
da quando la norma è entrata in vigore se non vado errato sui tempi
era mai venuto a relazionare al Parlamento.
Spero per quello che dirò e per quanto dirò, di non essere
collocato in quella figura rinascimentale del cortigiano, evocata
dall'onorevole Dipasquale. Spero di essere soltanto il Capogruppo
di Forza Italia che renderà merito ai fatti.
Onorevole Presidente lei ha fatto riferimento alle 111 pagine che
aveva scritto, fin quel momento, che poi per un sunto necessario,
sono divenute in questa Aula 30 pagine.
Lei non ha parlato e non ha evidenziato suggestioni, ha
evidenziato numeri e fatti, e vedete, colleghi, e i numeri e i
fatti hanno la connotazione dell'incontrovertibile, non sono come
le suggestioni, libere, di libera interpretazione.
Signor Presidente ho elencato una serie di numeri, rectius, di
fatti che lei ha evidenziato al Parlamento siciliano, parlando
della materia finanziaria e dell'accordo del 2018 Stato-Regione e
l'accordo col MEF. Parlando ed evidenziando la dismissione degli
immobili, facendo riferimento all'idea di assoluta innovazione del
Centro direzionale, che farà risparmiare tempo e denaro ai
siciliani. E questo è un fatto strutturale, un fatto di riforma,
non è ordinaria amministrazione, come gestire i PSR, tanto per fare
un esempio.
Ha fatto riferimento, e ha evidenziato con i fatti quello che è
accaduto e quello che ha fatto questo Governo al rilancio della
macchina amministrativa.
Ha fatto riferimento e ha descritto il piano triennale del
fabbisogno, le assunzioni. E questi sono i fatti, illustre
Presidente.
Ha fatto riferimento sia al 95% del programma già impiegato del
PSR. Ha fatto riferimento ai 33 bandi della pesca e ha fatto
riferimento anche alla legge strutturale e di riforma sulla pesca
che, da lustri, il popolo di Sicilia attendeva. Se non è riforma
questa, cos'è riforma? Qual è il significato lessicale e tecnico-
giuridico della riforma, dei programmi, della visione, della
struttura?
Ha fatto riferimento, onorevole Presidente, al miglioramento dei
consorzi di bonifica: noi abbiamo la responsabilità di varare la
legge. Ha fatto riferimento, onorevole Presidente Musumeci, alle
imprese agricole condotte dai giovani e come sono state gestite e
come verranno gestite.
Ha fatto riferimento ai terreni demaniali concessi ai giovani.
Ha fatto riferimento a quella bellissima idea - ne ho parlato
tante volte con l'ottimo assessore Bandiera - agli 8 distretti del
cibo ed al marchio di qualità sicura.
A tutti gli interventi sulla e nella zootecnia. Alle istituzione
delle ZES. Se non è riforma questa, cos'è riforma? Se non è
visione, è progettualità questa, signori colleghi ed invito me
stesso, primo fra tutti, ad approcciarci con una onestà
intellettuale che, sempre e comunque, deve contraddistinguere un
deputato.
Alla digitalizzazione ed alle bande larghe, siamo tra i più bravi.
E cosa è questa?
Alle ottime iniziative per la formazione, assessore Lagalla, al
nuovo Catalogo, così definito.
All'ottimo lavoro sul biologico, ai cantieri di servizio
riattivati, alle mille cose fatte in materia di cultura, lei le ha
elencate ed io ho perso il numero, sono tutte elencate. Illustre
Presidente, sono fatti anche questi.
Allo sport ed agli impianti sportivi, al finanziamento triennale
per i teatri regionali. Si è parlato di ambiente, è stato varato
uno straordinario, per quanto mi riguarda e mi sia consentito,
Piano della qualità dell'aria che, letto ed applicato
sinotticamente e sinergicamente con una legge sull'inquinamento che
ha varato questo Parlamento, renderà i cittadini più sicuri,
allontanerà soprattutto, lo dico ai colleghi che come me vivono
nelle zone ad alto rischio ambientale, libererà le nostre zone
dall'essere definite in maniera macabra, se mi è consentito, le
valli o la valle delle parrucche. Questo ha fatto il Governo
siciliano.
Ed ancora, in materia di rifiuti, un disegno di legge era stato
portato in Parlamento. Un disegno di legge di riforma, poi, non uso
mai termini forti ma, l'opinabile, vorrei dire meschino ricorso al
voto segreto ha determinato un blocco. E, certamente, di questo,
noi dobbiamo prenderci le responsabilità colleghi, perché la
possiamo migliorare la possiamo modificare, la possiamo abbellire,
ognuno nella sfera delle proprie capacità e competenze.
Ma abbiamo il dovere, precipuo, di dare nuovi impulsi a questa
legge e se, negli anni, signori Parlamentari, signori del Governo e
onorevole Presidente, è accaduto quello che ha descritto in maniera
impietosa la Commissione Antimafia' nella relazione, certo con i
nomi e con i cognomi di tutti, dei funzionari, dei burocrati, degli
assessori, dei presidenti, quello che è accaduto negli anni che
sono trascorsi, certamente - là c'è un documento, è riscontrabile
per tabulas -non è colpa di questo Governo.
Se si sono occupati altri Palazzi del drammatico sistema dei
rifiuti, mi sia consentito il termine, certamente questi Palazzi
non si sono occupati di questo Governo. E mi sia consentito,
difficilmente quei Palazzi si occuperanno, conoscendo quasi tutti,
uno per uno, soprattutto alcuni dei componenti di questo Governo,
difficilmente, se non per qualche colposo incidente di percorso
potranno occuparsi di questo Governo.
Presidente, io la ringrazio per averci donato un assessore come
Marco Falcone ed al mio partito, cioè discutere di infrastrutture è
veramente mettere in dubbio l'esistenza di noi stessi.
Basta andare sul profilo di Marco Falcone, viene il mal di testa,
per vedere quello che questo Governo e per questo Governo
l'assessore Falcone fa, quotidianamente, girando la Sicilia,
adoperandosi in uno studio matto e disperatissimo per risolvere i
problemi dei Siciliani e della Sicilia.
Ed ancora, onorevole Presidente, lavori nei porti, il Piano delle
strade provinciali, la rete ospedaliera, assessore Razza. Qui
vorrei solo dire questo: senza il timore di passare nell'accezione
volgare per cortigiano , beh ma c'è qualcuno al di là di qualche
imperfezione che può dire veramente che non è stato gestito questo
drammatico, storico e drammatico momento che il nostro Paese, ieri
60 mila contagi, Trump sta perdendo le elezioni per il Covid, c'è
qualcuno che con serietà, sobrietà, onestà è in grado di dire che
non è stato gestito bene il Covid in Sicilia?
Io credo che al di là di - per carità - legittime, ci mancherebbe
altro, posizioni, al di là del gioco delle parti, io credo che
bisogni dire solo grazie Presidente .
Grazie glielo stanno dicendo i Siciliani. Grazie lo stanno dicendo
i Siciliani al Governo Musumeci con questo picco di positività, di
notorietà - ove ce ne fosse stata bisogno - di giusta, corretta e
sana benevolenza, perché anche qui, con i numeri, non si può
equivocare.
Concludo, onorevole Presidente, ringraziandola, al di là del
lavoro fatto in questi due anni e mezzo, ringraziando il Governo
tutto compresi, ovviamente, gli assessori di Forza Italia - cito,
per ultimo, soltanto perché io credo che vada ringraziata per un
lavoro estenuante che l'assessore Grasso fa - 7376 precari
stabilizzati. Ma da quanti anni si parlava di stabilizzazione? Da
quanti lustri? E non si può dire che non sia anche merito di questo
Governo e per questo Governo, del lavoro straordinario di
Bernardette Grasso. Io, a nome di Forza Italia ed a mio nome
personale, la ringrazio, Presidente, da ultimo per la sua sobrietà,
lei ha dato la possibilità nuovamente ai Siciliani,
indipendentemente dagli schieramenti, di assistere a programmi
televisivi senza ansia e preoccupazione di vedere i massimi
rappresentanti della Sicilia assumere connotazioni, direi,
discutibili. Ho finito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha
facoltà.
CAFEO. Quattordici minuti, pensavo di meno.
Onorevole Presidente, io vorrei non perdere la fiducia nei
confronti di questo esercizio, di non svilire questo dibattito
d'Aula in un esercizio in cui, da un lato, la maggioranza non fa
altro che dire quanto sono bravi gli assessori e quanti siamo belli
per tutte le cose che abbiamo fatto, e dall'altro lato, di andare
ad evidenziare tutte le cose che è, ovvio, che mancano, perché se
uno guarda fuori dal Palazzo e va in giro, comunque la situazione è
drammatica.
Quindi, l'approccio, voglio concedere all'Aula e in qualche modo
fare qualche riflessione su quello che si percepisce, a mio avviso,
e che manca all'interno, dell'atteggiamento, dell'approccio alla
situazione attuale.
Io, Presidente, sono convinto che non emerge da nessun intervento,
come non emerge dalla sua relazione, una consapevolezza sulla
gravità della situazione economica che stiamo vivendo. Una
consapevolezza che già c'era prima, ma che indubbiamente ci porta
ad affrontare un mondo che cambia e ad affrontare delle sfide
nuove. A noi non ci aspetta un'estate calda, ci aspetta un autunno
torrido, in cui fare l'elenco delle colpe dell'uno o l'elenco delle
medaglie da mettersi, a mio avviso non servirà a nessuno.
E, quindi, io non ho fatto un confronto, non mi sono andato a
leggere, con molta onestà, le 110 pagine di relazione, come non ho
fatto un confronto fra le 110 pagine della relazione e il programma
elettorale, perché, a mio avviso, chiunque abbia un minimo di
intelligenza capisce che oggi qualsiasi tipo di programma si è
presentato tre anni fa, oggi va rivisto e alla luce di una
situazione che è cambiata.
Però, mi voglio soffermare su alcuni aspetti, che ritengo che
siano evidenti a tutti, cioè chi ha ascoltato, chi si ritrova a
leggere le 110 pagine di relazione, evince questa mancanza di
consapevolezza sulla situazione, cioè questo esercizio di
riappropriarsi di un ruolo amministrativo, per dire io ho fatto, io
ho fatto, io ho fatto.
Quello che auspicavo, è che dopo due anni e mezzo di attività
amministrativa avremmo potuto dire agli imprenditori siciliani, e
avremmo potuto dire alla Sicilia, che abbiamo accelerato i tempi
autorizzativi, che abbiamo accelerato i tempi di pagamento, che i
Fondi europei non siano in ritardo rispetto ai SAL e rispetto ai
pagamenti, e questo lei, oggi, non lo può dire, come non può
continuare, perché io ritengo che questo confronto serva anche a
ricalibrare un approccio per affrontare i prossimi due anni e
mezzo. Secondo me, Presidente, se facesse altrettante cose o
ancora di più di quello che è stato fatto fino ad oggi, presentarsi
ai siciliani con 300 pagine di relazione delle cose che sono state
finanziate, quando le condizioni oggettive in cui vivono i
siciliani sono drammatiche non penso che verrà ricordato per le
pagine della relazione.
Io ritengo, Presidente, che oggi bisogna avere la consapevolezza
delle difficoltà che stiamo vivendo e cambiare atteggiamento, non
avere un atteggiamento di chi si pone su di un piedistallo o di
chi, diciamo, in qualche modo continua a scaricare le
responsabilità sul Governo nazionale o sui governi precedenti anche
perché non vedo l'utilizzo delle statistiche o l'utilizzo delle
tempistiche per misurare l'efficienza, perché per misurare
l'efficienza amministrativa si misura sui tempi autorizzativi, sui
pagamenti, si misura su quelle cose percepibili da parte dei
cittadini e, come è emerso nel dibattito, quello per cui in qualche
modo questo Governo domani, per l'attività fino ad oggi, va
ricordato per Ambelia, per il rinnovamento dei borghi, va ricordato
per un atteggiamento che, sicuramente, non è rivolto verso il
futuro o verso l'apertura o verso il confronto o verso determinati
atteggiamenti.
L'altra cosa che tengo a sottolineare è che secondo me dalla
relazione si evince che questo Governo non ha una visione, non ha
un lavoro collegiale, ognuno fa un pezzo, ha presentato una
relazione, è stata messa all'interno, si è fatto l'elenco di una
serie di opere, però, non si riesce a percepire qual è la visione
di sviluppo e qual è la visione di un atteggiamento, falsando, a
mio avviso, o contribuendo a falsare il rapporto fra pubblico e
privato, e andando a generalizzare e a criminalizzare l'attività
privata nei confronti del pubblico quando fino a oggi, comunque,
tutte le vicende giudiziarie hanno riguardato elementi corruttivi
che hanno al centro non un privato malato ma un rapporto malato fra
il pubblico ed il privato, e oggi il pubblico da solo non può
risolvere le questioni generalizzando e criminalizzando o singoli
settori, o criminalizzando solamente l'attività privata.
E se io guardo - mi ero appuntato qualche cosa - io non vedo una
visione delle politiche culturali o della destagionalizzazione dal
punto turistico e me ne accordo dalle vicende della mia provincia,
me ne accordo dal prestito del Caravaggio, in qualche modo
giustificato per la mancanza dei cento mila euro che vanno spesi
sulla tela, ma che non rientra in una politica di scambi in cui è
l'Assessorato regionale ai beni culturali o è il Governo che fa una
programmazione, ma si vive alla giornata.
La stessa cosa sulle politiche del turismo. Si cita il turismo e
si citano i settantacinque milioni, ma quali sono le politiche
messe in campo sui vari aspetti del turismo?
Sulla destagionalizzazione che cos'è stato fatto e qual è la
prospettiva che noi diamo agli imprenditori se vogliono venire ad
investire in Sicilia? Quello che manca, a mio avviso, è che il
pubblico dovrebbe essere in grado di mettere in campo è la visione,
in maniera tale da dire ai privati dove potere investire perché
anche se si spendono tutti questi soldi del pubblico questo non
basta a colmare il gap occupazionale ed il gap economico. Non è il
pubblico, da solo il pubblico che può risollevare le sorti della
Sicilia, ma è il pubblico che deve dare una visione e che deve
tranquillizzare gli imprenditori che non trovino un ambiente ostile
ma un ambiente politico-amministrativo che detta le linee dello
sviluppo e che dia certezza dal punto di vista della tempistica.
Questo noi oggi, come Sicilia, non siamo in grado di farlo.
Le faccio qualche altro esempio. Ha parlato del bacino idrico e
dell'istituzione di questo dipartimento, e non basta dire questo.
Noi, in provincia di Siracusa, stiamo pagando la realizzazione di
questo bacino perché ancora oggi sul canale Calerme che crea le
condizioni per usufruire diversi produttori agricoli, con la
creazione del nuovo bacino non si capisce più di chi sono le
competenze e chi deve investire per garantire il buon funzionamento
di un canale che ha funzionato benissimo dal periodo dei greci, e
che oggi è ridotto a colabrodo.
Per non parlare delle politiche energetiche e delle politiche
industriali.
Presidente, non si può, e io in questo non condivido il pensiero
dell'onorevole Calderone, risolvere nessun tema, neanche quello
ambientale, con uno scontro fra il pubblico, il privato o risolvere
nei tribunali. Non si può dire questo settore se ne deve andare
dalla Sicilia e in dieci anni risolveremo tutto senza mettere in
campo una iniziativa .
Lo stesso PEARS, il piano energetico regionale, è un piano che è
stato bocciato perché non ha ancora oggi la valutazione VIA-VAS. E
sono passati due anni e mezzo.
Il vero modo per affrontare il futuro e per affrontare la
transazione energetica è fare squadra con chi c'è e imporre degli
investimenti, e imporre una transazione che ci sia nel passaggio,
non con un decreto dell'aria che non è attuabile sotto ogni punto
di vista e che per la preoccupazione di assumersi la responsabilità
di dire abbiamo sbagliato, sediamoci e correggiamo il tiro si
ricorre sempre ai tribunali.
Io spero, onorevole Cordaro, che lei abbia la forza, so che
rincontrerà gli industriali della provincia di Siracusa, perché non
è possibile che anche l'Avvocatura dello Stato nel presentare le
difese della Regione esplicita nell'eventualità che dovremmo
stralciare solo la parte relativa alle politiche industriali.
Quando ci sono tutti i settori produttivi siciliani, dalle
cementerie, alla zona industriale, a qualsiasi altro tipo di
attività che si appella ad un decreto, la politica deve avere il
coraggio di sedersi assieme agli imprenditori ed individuare un
percorso, perché il cambiamento non si può imporre solamente per
legge. Va fatto un patto strategico con tutte le realtà produttive
siciliane, perché non possiamo fare a meno di nessun assett
produttivo, soprattutto nelle condizioni in cui ci troviamo, perché
altrimenti sì che rimarrà quello che dice l'onorevole Calderone,
rimarranno solamente le macerie.
E due parole, Presidente, le voglio dire sul discorso dei rifiuti.
Io non ho fatto nessun intervento quando abbiamo affrontato, e non
mi piace molto il dibattito sui rifiuti, però una riflessione
gliela voglio lasciare. L'oligopolio dei privati non si combatte
con il pubblico, si combatte velocizzando i tempi autorizzativi dei
piccoli impianti, perché quello che emerge oggi, emerge un quadro
in cui il passato e anche quello che è successo in questi anni, ha
creato dei mostri economici che condizionano le scelte della
Pubblica Amministrazione. Ma per rispondere a questo non si può
pensare che la soluzione è solo il pubblico. Noi abbiamo in
Commissione VIA-VAS fermi non so quanti migliaia di progetti. Oggi
noi dobbiamo riuscire a creare, non a criminalizzare il privato e a
pensare che il pubblico possa risolvere, perché le posso dire, per
quello che ho visto nella mia provincia dove ci sono stati due
commissariamenti, ho visto che né le SSR né i commissari hanno mai
risposto, solamente risposto, anche per dire non mi interessa
alle proposte presentate dai privati e penso che la Pubblica
Amministrazione debba rispondere sempre.
E poi ho visto l'individuazione di un terreno, in una prima fase a
Rosolini, e poi stranamente da Rosolini è passata a Pachino, senza
nessuna giustificazione e senza nessun dialogo con il territorio,
con la nomina di un ingegnere del Comune di Pachino che, a mio
avviso, non ha mai progettato un impianto di rifiuti che,
stranamente, e penso che questo non sia a garanzia di nessuno,
diventa titolare e scienziato e può progettare un impianto
pubblico.
Allora, guardi Presidente in altri posti già sono più avanti di
noi. Ci sono delle soluzioni, bisogna anche ammettere che la
Pubblica Amministrazione, a volte, non ha le competenze al proprio
interno per progettare determinate soluzioni. E allora, nel non
criminalizzare tutti i settori ma nel cercare il giusto rapporto io
la invito, onorevole Presidente, a essere il garante di un rapporto
pubblico-privato perché anche quello che lei ha sviluppato, le
commissioni che ha istituito per sviluppare una visione, e ho letto
alcuni documenti, se poi io guardo i documenti fatti dalle
commissioni per prevedere il rilancio e vedo quello che è stato
scritto nella finanziaria o quello che è l'atteggiamento nei
confronti dei privati, vedo che sono due linee parallele che non si
incontreranno mai e quindi, le auguro, signor presidente, a lei ed
al suo Governo di riuscire a ritrovare sintonia ed a ritrovare un
percorso nella consapevolezza delle difficoltà e nella
consapevolezza che i problemi dei siciliani si possono risolvere
solo con la collaborazione e l'ascolto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Onorevoli
colleghi, vi invito a dare massima attenzione al timer, così da
rispettare i tempi. Grazie.
LO CURTO. Vediamo quanto ne è rimasto a me, quattro minuti e
dodici secondi, perché l'onorevole Figuccia ha abusato del tempo
che ci era concesso.
VOCE FUORI CAMPO. Non male
LO CURTO. No, no, assolutamente, non questa volta, non male,
assolutamente in modo molto condivisibile. Allora, signor
Presidente, onorevoli colleghi, io, differentemente da quanto ha
fatto il mio collega Tommaso Calderone, che ha iniziato con dei
ringraziamenti a lei, perchè abbiamo avuto modo di leggere con
attenzione e con dovizia di particolari tutta la relazione sui
fatti messi in opera dal suo Governo, vorrei iniziare invece al
contrario ringraziando le opposizioni perché richiamandosi
all'articolo del Regolamento che definisce questa regola della
lettura della discussione del programma ogni sei mesi, ci ha
permesso di capire veramente quante cose lei ed il suo Governo ed i
nostri assessori, siete riusciti a mettere in campo.
E' straordinario, signor Presidente, quindi devo ringraziare le
opposizioni. Le devo ringraziare perché nemmeno noi della
maggioranza siamo in grado di avere tanta contezza rispetto alle
azioni di buon Governo messe in campo di chi si è assunto un onere
davvero drammatico che è quello di cercare di rendere questa terra
diversa da come l'ha trovata. Qualcuno lo ha accennato prima,
vent'anni di mala gestio, le strade, tutto quello che io no
ripeterò, appunto per stare dentro al mio tempo, ma qualche cosa
vale la pena di sottolinearla signor Presidente.
Qualcuno si è lamentato che lei non sia entrato nel merito di
questioni che sono oggi oggetto di indagine della magistratura.
Forse questo qualcuno pensava che l'Aula del Parlamento si debba
trasformare in un Aula di tribunale o probabilmente, signor
Presidente, qualcuno immaginava che lei dovesse potere prevedere,
con quella capacità, non so di che natura miracolistica, ciò che
non era prevedibile se è vero com'è vero che lo stesso presidente
Mattarella ha insignito di un altissimo onorificenza uno di questi
soggetti che oggi si trova agli arresti domiciliari. Certo, questa
è la virtù del male, è la capacità dell'inganno, non so come la
vogliamo definire, ma indubbiamente noi non potevamo prevedere.
Certo, non poteva prevederlo il Presidente quando il mondo anche
vicino alle procure sembrava osannare, magnificare l'operato di
questi soggetti e forse qualcuno che ha la mente corta, la memoria
breve e corta, dimentica che queste indagini non sono configurabili
e riferibili a questo Governo ed al suo tempo, al tempo in cui
hanno iniziato con noi il loro percorso. Queste sono indagini che
vanno avanti quando al suo posto, signor presidente, al suo posto,
Presidente, c'era un altro Presidente e quando nessuno, dalle
opposizioni né tra quelli che erano direttamente in maggioranza né
tra coloro che tra questi banchi gli tenevano il bastone a quel
Governo, hanno mai chiesto ed abbiano mai chiesto una relazione né
di medio termine e neppure ogni sei mesi. Ma tant'è.
Noi siamo ben contenti di avere ascoltato le sue parole e siamo
ben contenti tra l'altro che la Magistratura stia facendo luce su
fatti che certamente non appartengono alla logica ed alla cultura
di nessuno di noi, signor Presidente. Vorrei, peccato che il
Presidente dell'Antimafia sia andato via ma voglio ricordare una
cosa che va ricordata, siamo stati noi a trasmettere la relazione
dell'ANAC sui rifiuti al Presidente Fava. Non solo, ma non cita, ed
è un po', come dire, ci dispiace che non l'abbia fatto perché
l'oggettività e la indipendenza di giudizio, l'autonomia di
giudizio sono cose importanti - un minuto Presidente, un minuto in
più, abbiate pazienza, io ho ascoltato tanto, anche ciò che non
andava ascoltato - ma dico, l'assessore Pierobon ha mandato pagine
e pagine di relazioni all'Antimafia siciliana diretta dal
presidente Fava, non se n'è fatto cenno.
Sta mettendo mano, il suo Governo Presidente, perché quando lei dà
fiducia a Pierobon è chiaro che è lei in prima persona ad esporsi
nel merito, sta mettendo mano alla regolamentazione di un sistema
nel quale vigeva un'assoluta confusione e la commistione di
interessi che certamente legali non sono stati, diciamolo.
Oggi si fa ordine, si fa chiarezza, c'è trasparenza, c'è
correttezza; è stato scoperchiato un pentolone, è come quando si
accende la luce dopo tanto tempo di buio, vediamo gli scarafaggi
che corrono, che vanno via, che fuggono. Bene, questo era quel
settore. Grazie al suo lavoro, al lavoro dell'assessore, al lavoro
del nostro Governo, stiamo mettendo mano a tante cose che vanno
nella direzione della legalità e della trasparenza.
Qualcuno ha parlato - e poi mi taccio davvero - di una incapacità
visionaria, lei non ci fa sognare Presidente, veramente non fa
sognare qualcuno che l'accusa di non avere una visione.
Io credo che oggi noi abbiamo una visione, questa visione, certo,
è diversa da quella di chi aveva un megafono e strombazzava, o di
chi con i vaffa day riempiva le piazze contro la mala politica.
Lei ci ha insegnato, guardate che proprio costoro hanno
decuplicato, quintuplicato, centuplicato la spesa pubblica con le
consulenze e quant'altro, ma non lo dico, io non sono tra coloro
che punta il dito contro mai, mi piace esaltare quello che è giusto
esaltare, e ho chiuso, lei ci ha dato una visione della politica,
io di questo sì che la ringrazio, Presidente, anche a nome del mio
partito e del mio Gruppo, che è quello di chi opera a testa bassa,
a pancia a terra, senza cercare la cronaca, la televisione, gli
spot, i tweet, i messaggi twittati, lei ha scelto questo profilo
basso, concreto, silenzioso e operativo.
Infine, e ho davvero concluso e me ne scuso, Presidente, con lei e
con l'Aula tutta, sulla sanità, fatemi dire una cosa
PRESIDENTE. No, la prego, sono tre minuti oltre il tempo
consentito, onorevole la prego.
LO CURTO. una sola cosa, siamo nemici della contentezza in
Sicilia perché è vero, qualche numero sbagliato c'è stato, ma per
fortuna a nostro favore, diciamolo. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto. È iscritto a parlare
l'onorevole De Domenico. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, io ovviamente non mi soffermerò
sugli argomenti che hanno trattato meglio di me quelli che mi hanno
preceduto, soprattutto del mio partito e non tratterò neanche i
problemi relativi alla sanità, pur essendo nella Commissione
sanità, perché all'inizio di questa crisi mi sono posto di non fare
polemiche ma di tentare di costruire insieme il modo in cui
bisognava affrontare questa crisi, una crisi straordinaria che,
comunque, lascia sul campo problemi importanti che bisogna
affrontare con una certa immediatezza perché oggi non siamo in
grado di fornire quei servizi che si riuscivano ad offrire prima
della crisi Covid.
Io voglio affrontare un tema diverso cioè il tema della
rappresentatività, perché dalla sua relazione, poi volevo capire se
ai colleghi di Italia Viva avete dato una relazione di 110 pagine e
a noi una di 18, così è Perché io avrei avuto il piacere di
leggere pure quella di 110 pagine perché come è noto io sono un
divoratore di libri e di letture, quindi, ci sono rimasto male che
loro continuano a parlare di 110 pagine e io mi sono dovuto
accontentare di 18
Dicevo, in queste 18 pagine però lei non affronta un tema cioè che
questo Governo si caratterizza per una eccessiva concentrazione di
rappresentatività a livello palermitano e catanese e questo finisce
col penalizzare il resto delle città dell'isola e io parlo con dati
di fatto. Il Governo è formato da dodici assessori e da lei che
fate tredici, su tredici, cinque sono di Catania, quattro di
Palermo e quattro tutto il resto dell'isola, questo finisce spesso
per penalizzare tutte le altre realtà territoriali perché è umano,
si cerca di difendere la propria città, io infatti parlerò solo ed
esclusivamente di Messina, Presidente e le dirò dove i messinesi si
lamentano ogni giorno di essere, almeno quelli che si rivolgono me,
Presidente, poi a lei l'hanno votata a Messina, lei ha avuto la
percentuale più alta, ma a questo non ha corrisposto una
percentuale di rappresentatività nel suo Governo, tant'è che
abbiamo solamente l'assessore Grasso.
E allora io le dico quello che si lamentano i miei concittadini
che si rivolgono a me e che hanno la stessa dignità di quelli che
si rivolgono a tutti gli altri rappresentanti della mia città che
sono una maggioranza abbastanza importante, sette su dieci e
parlerei solo di tre argomenti, cultura, infrastrutture, lavoro e
occupazione.
Cultura: molta gente si è lamentata, il Museo di Messina è stato
l'ultimo ad aprire, così la Sovrintendenza e la Biblioteca, la
città della Cultura ci siamo riuniti un giorno sul lungo mare, lei
ha detto nella relazione che partirà questo progetto però ancora
siamo fermi.
Le voglio parlare di un argomento che è molto sentito per me, il
Teatro di Messina e gli orchestrali, leggo la notizia, ecco perché
io non sono contento dell'assessore Samonà, della Lega alla
Cultura, perché io penso che di Messina si interessi poco e lo
spiego perché: non so se la colpa è sua o dell'assessore Messina ma
leggo una notizia ieri che ci sarà una bella stagione di Taormina
Arte con tantissimi concerti nel teatro bellissimo teatro greco di
Taormina e sapete gli orchestrali da dove vengono? Dal teatro
Bellini di Catania e dal teatro Massimo di Palermo e gli
orchestrali del teatro di Messina continueranno a fare la fame
perché nessuno pensa a loro, a dargli non dico un contratto, una
stabilizzazione ma neanche la possibilità di esibirsi nella propria
città.
Infrastrutture: gli Iacp, l'Iacp di Messina che ha i bilanci in
ordine, è preoccupato di quella riforma Iacp presentata perché teme
di dovere confondere debiti e crediti con altri Iacp che, invece,
sono nel profondo rosso.
Parliamo del CAS: io ogni settimana, come è noto, come tutti
attraverso l'autostrada Messina - Palermo e ogni volta che arrivo a
casa mi faccio il segno della croce, ringrazio il Padre Eterno di
essere arrivato a casa perché è veramente un castigo di Dio
quell'autostrada, è due anni che scrivo, non ci sono neanche i
ripetitori del telefonino, se si guasta la macchina dentro una
galleria resta imprigionato come un topo, non ha neanche la
possibilità di telefonare.
Ferrovie: doppio binario. State pubblicizzando che l'alta
velocità, la riforma, e tutti parlano della linea Messina-Catania-
Palermo, ma ci siamo scordati che c'è una Messina -Palermo dove
mancano solo settanta chilometri di doppio binario ed esattamente
da Patti a Cefalù? E' possibile immaginare in tempi decenti che
questa linea si possa percorrere ed arrivare da Messina a Palermo
in tempi decenti, che so io, un'ora e mezza? Oggi se io voglio
venire in Aula con il treno, da Messina a Palermo nella migliore
delle ipotesi ci sto tre ore e mezza, devo lasciare la fotografia a
casa così i miei poi si ricorderanno quando ritornerò.
Autorità portuale: signor Presidente, abbiamo l'autorità
portuale, io penso che sia una conquista per la nostra Regione il
fatto che sia istituita, ma perché non nomina il suo
rappresentante? Lo deve nominare lei, però giustamente io da
siciliano aspetto, perché credo che sia un valore aggiunto se
riteniamo che questa autorità sia un interesse per la Sicilia. Se
poi riteniamo che sia un disvalore, allora coerentemente lo diciamo
e non nominiamo. Io, Presidente non faccio polemiche, sto facendo
delle osservazioni che mi vengono fatte e che è un invito a
riflettere, per lei e per i suoi Assessori.
Si è parlato della Zes come di una conquista. Ripeto, non voglio
fare polemiche, ma il territorio dei Nebrodi è stato dimenticato,
eppure l'Assessore dei Nebrodi avrebbe potuto difendere il porto e
il retro porto di Sant'Agata con annessi e connessi altri Comuni
che avevano tutti i requisiti, tutti i requisiti per essere
inseriti nella Zes.
Distretti produttivi, e finisco, perché il mio capogruppo
giustamente mi fa osservare il tempo;, distretti produttivi: quelli
del gusto sì, ma sui distretti produttivi c'è da discutere, caro
Assessore Turano. Io ho presentato un disegno di legge per
semplificare la vita ai distretti produttivi e viene ostinatamente
lasciato fermo nella Terza Commissione, non si sa bene perché.
Perché questo è un altro problema.
Consorzio di bonifica di Messina, stesso discorso degli IACP. Il
Consorzio di Messina ha i conti in ordine con la riforma si
immischiano e si debbono accollare, io sto dicendo quelli che sono
i problemi.
Urbanistica, e chiudo. Messina è l'unica città che non potrà
usufruire del cosiddetto Bonus 110 per cento . C'è stato un giro
di dolore del Presidente dell'ordine degli architetti che ha
evidenziato questo fatto, c'è un problema burocratico, non si
capisce perché Messina è l'unica città d'Italia, la città in questo
caso, il comune di Messina è l'unica città della Provincia di
Messina dove per abbattere e ricostruire lo stesso immobile con la
stessa volumetria bisogna venire a Palermo e ottenere
l'autorizzazione a Palermo. E' un problema che frena lo sviluppo
economico, che frena l'edilizia. Vogliamo affrontarlo con
semplicità e dare una risposta a tutti i messinesi?
Come una risposta la dobbiamo dare ai tanti giovani che cercano
lavoro e che sono costretti ogni giorno ad andarsene perché non
hanno opportunità. Questo è un problema che tutti insieme dobbiamo
affrontare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Il
Partito Democratico ha quattro minuti e cinque secondi. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Presidente Musumeci, Assessori,
onorevoli colleghi, Presidente, lo scorso anno la Corte dei Conti
ci ha nuovamente certificato un miliardo e cento milioni di
disavanzo, un miliardo e cento milioni di disavanzo che grazie
allo Stato stiamo per spalmare nel corso di un decennio, no un
trentennio come lei ha dichiarato precedentemente, ma a condizione,
lei lo ricorderà benissimo il decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, a condizioni che si operino opere di
razionalizzazione e riduzione della spesa di questa Regione. Dal
2017, da dicembre 2017 da quando lei è Presidente di questa Regione
ad oggi nessuna opera di razionalizzazione della spesa del bilancio
consolidato di questa Regione è stata messa in atto. IRCAC e CRIAS
è l'unico esempio brutto di fusione di due enti regionali perché
una norma approvata nel lontano 2018 ad oggi ancora non funziona e
abbiamo IRCAC e CRIAS impantanate in un sistema che purtroppo con
la mancata applicazione del 118 ancora non vede luce.
Ma di questo potrei continuare a parlarle delle liquidazioni: le
ATO, EAS, ASI, liquidazioni che vanno avanti da anni e che
continuano a pesare sul bilancio consolidato della nostra Regione,
154 enti tra partecipate, controllate, vigilate, sottoposte a
vigilanza di cui solamente 45 presentano il bilancio e solamente 21
fanno parte del consolidato della Regione. Comprenderà benissimo
anche che non è un consolidato, non consolida assolutamente nulla,
non certifica assolutamente nulla. E la Corte dei conti da
tantissimi anni ci chiede di vigilare sul flusso economico tra enti
e società e mamma Regione. Un atto che avrebbe dovuto fare
all'inizio della sua legislatura Presidente mettere finalmente una
bella lampadina su quel mondo che gira intorno alla nostra Regione,
cosa che purtroppo ad oggi non è avvenuta e dentro tutto questo
sistema abbiamo il bellissimo sistema delle agenzie interinali. Ci
sono delle società che per assumere delle persone non potendolo
fare con il blocco delle assunzioni le affida alle agenzie
interinali. Si immagini Presidente che c'è una società che ha
assunto 40 persone di cui 13 erano della stessa città del
direttore, per farle comprendere quanta trasparenza addirittura c'è
all'interno della AST, per farle comprendere quanta trasparenza c'è
all'interno delle nostre agenzie interinali e delle nostre società,
potrei continuare con Sicilia digitale stesso identico esercizio.
Questo per dirle che cosa? Che intorno a quel mondo Presidente
andavano fatte una serie di riforme dall'inizio del suo mandato
perché la preoccupazione è che questo Governo andrà in soccorso
finanziario tutte le volte che le proprie società non riusciranno
ad andare avanti.
Le faccio un esempio che ho sollevato durante la finanziaria la
società Interporti, una società di scopo che doveva realizzare due
interporti: Termini Imerese e Catania e che invece vediamo una
ricapitalizzazione due anni fa e quest'anno ulteriori somme per una
società che non funziona e che va messa in liquidazione Presidente,
dobbiamo metterla in liquidazione perché insieme a questi altri ce
ne sono altri carrozzoni che pesano nel bilancio della Regione.
Fondi Europei, Presidente, sentivo delle sue dichiarazioni molto
positive sulla spesa dei fondi europei. Io le ricordo Presidente
che noi abbiamo raggiunto il target N+3 del 2018 quindi il target
di spesa minimo per ottenere la riserva di efficacia grazie ai
grandi progetti, quindi abbiamo raggiunto i 720 milioni a fine 2018
solamente con l'inserimento di 500 milioni di euro derivanti dai
grandi progetti regionali. Le do una notizia Presidente uno di
questi grandi progetti la tratta B a giorni verrà decertificata
cioè quelle somme non saranno più nell'N+3 che abbiamo raggiunto e
oltre questo nel miliardo e due che abbiamo certificato alla fine
del 2019 ad oggi non si è aggiunto un solo centesimo, siamo a meno
del 30 percento la programmazione del 2014/2020, siamo nel 2020
abbiamo speso meno del 30 percento della programmazione FESR un
miliardo e duecento milioni di euro su 4 miliardi e tre è il più
grande programma operativo infrastrutturale di ripresa economica
della nostra Regione.
Vogliamo parlare del PSR, altro programma. Le cifre che lei
riporta Presidente non sono cifre di somme spese sono somme
impegnate che è una cosa leggermente diversa di queste somme le
misure più grosse la 4.1 la 6.1 risultano essere bloccate con
centinaia di ricorsi al TAR e le dico un'altra misura che magari le
potrà sicuramente interessare la misura 8.1 del PSR una misura che
riguarda il rimboschimento della nostra Regione. Comprenderà che
non può che essere una delle misure più importanti all'interno
della nostra Regione che, purtroppo, ogni estate, vede subire
numerosi incendi. La misura 2.1 è ferma dal 2017, con graduatorie
definitive già pubblicate. Dopo 2 anni, non un solo centesimo è
stato speso.
Chiami l'assessore all'agricoltura, che conosce bene il tema, il
direttore e proviamo a capire cosa sta succedendo, perché è
impensabile avere 30 milioni di euro per il rimboschimento della
nostra Regione e tenerli nel cassetto.
Ma mai ho sentito dire una parola sul consumo di suolo che
questa Regione, soprattutto nei terreni agricoli, sta subendo da
anni. Avevamo portato una norma, dalla commissione ambiente alla
commissione bilancio, arriva in Aula, con l'impegno dell'assessore
Pierobon, la ritiriamo per formularla nel migliore dei modi lo
scorso anno, ancora, ad oggi, non l'abbiamo. Gli agricoltori si
vedono scippati i propri terreni agricoli da grandi multinazionali
che continuano a costruire pannelli fotovoltaici sui terreni
agricoli.
Io non credo che la Sicilia si possa permettere una cosa del
genere. E su questo occorre, sicuramente, fare una norma.
L'aspetto più bello, però, del suo Governo, l'abbiamo toccato
con questa finanziaria, signor Presidente.
Provo ad elencare alcune cifre: 100 milioni per le famiglie, 100
milioni di buoni spesa, 150 milioni per le imprese, 30 milioni per
gli artigiani, 300 milioni del fondo perequativo, 30 milioni per la
pesca, 50 milioni per l'agricoltura. Quasi 1.400.000.000,00 di
fondi POC Programma Operativo Complementare .
Tutte le opposizioni, noi dall'inizio della finanziaria le
abbiamo detto che quelle somme non ci sono a nostro avviso; non
potevamo utilizzarle perché essendo un programma operativo
complementare, prima andava riprogrammato il FESR.
Cosa succede? Lo ripetiamo di continuo. La prima proposta di
delibera verifica quello che abbiamo detto. Lei ha portato, in
Commissione Bilancio, una riprogrammazione di 400 milioni di euro
di fondi FESR non di fondi POC.
Non c'è un solo centesimo di fondi POC, neanche nei 100 milioni
di euro dei buoni spesa che aveva annunciato a fine marzo, perché
solamente una parte, il 30%, i 30 milioni sono i fondi FSE.
E questo per dirle che cosa?
In quella riprogrammazione del FESR, che abbiamo in questo
momento in discussione e nei grandi progetti, c'erano Termini
Imerese e Gela, le 2 aree di crisi complessa. Il grande progetto
del porto di Gela, che poco fa un collega citava, deriva da un
definanziamento del grande interporto di Termini Imerese.
Queste 2 aree di crisi complessa, che si sono viste scippare da
questo Governo, con 2 delibere di Giunta più di 70 milioni di euro.
Scippare per mancata programmazione, io le assicuro che tutti i
progetti che ricadevano all'interno del mio territorio, di Termini
Imerese, erano di pertinenza regionale, protezione civile e
dipartimento attività produttive.
Non c'era un solo progetto, anzi, mi scuso, c'era un progetto da
500 mila euro, dato dal comune per la realizzazione di un impianto,
tutto il resto, purtroppo, ricadeva all'interno di una
progettazione regionale.
Di questo, però, bisogna ricordare che lei, sempre in questa
finanziaria, in questa legge di bilancio, per la prima volta, potrà
essere ricordato dai comuni siciliani, come quello che ha tagliato
il fondo di trasferimento di somme correnti nei confronti dei
comuni, perché, ad oggi, il bilancio della Regione, ad oggi, vede
un taglio di 130 milioni di euro, di parte corrente, dai 340
milioni di euro che hanno sempre portato i comuni ad essere,
veramente, alla soglia del dissesto e di 115 milioni di euro, di
parte di investimenti che sono stati dirottati, per la prima volta
nella storia della Regione siciliana, fuori dal bilancio della
Regione.
Vede, signor Presidente, ci sarebbero tantissime cose da dire,
però, io sono, in qualche modo, ancora fiducioso, perché, alla
fine, credo che questi 2 anni voleranno. E lei, in qualche modo, se
non cambierà passo, ma ormai comincia ad essere un po' tardi, verrà
ricordato solamente come un brutto ricordo per questa Regione.
Mi permetta, però, di fare un appunto. Lei ha augurato ad un mio
collega, che di lui si occupino altri palazzi ed io mi auguro che
questo palazzo non si occupi più di lei e del suo Governo, perché
questi 2 anni, in qualche modo passeranno, ed i siciliani avranno
modo di valutare il suo Governo e l'opposizione a questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, io non voglio
essere ripetitiva, anzi sarò molto breve, e mi soffermo su una
parola in particolare della relazione.
Nella sua relazione ha presentato il nuovo assessore, Samonà, per
i beni culturali e l'identità siciliana definendolo un
Sicilianissimo Palermitano che si saprà distinguere per la sua
sobrietà.
Io vorrei capire, Presidente, dove ha visto tutta questa sobrietà.
Lo avete lodato per un ottimo curriculum però, sa, al giorno
d'oggi, oltre al curriculum professionale c'è anche il curriculum
dei social ed io ho letto dei post che adesso leggerò qua in Aula,
non vi nego, con un certo pudore ed un po' di vergogna.
L'assessore Samonà ha offeso il Presidente del Consiglio con delle
parolacce, ha sbeffeggiato il Presidente della Repubblica, ha
definito il 25 aprile una festa non che unisce ma che divide e via
dicendo.
Addirittura scrive: La maestra voleva farmi cantare Bella ciao ma
a me piace Giovinezza . Riferendosi al Presidente Sergio Mattarella
anche oggi nessuna parola sui morti di coronavirus, in compenso ha
ribadito che l'antifascismo è un valore, caso mai qualcuno lo
dimenticasse. Complimenti Presidente .
E questo è lo sbeffeggio.
Ancora la dittatura mediatica di Conte ha ampiamente rotto i co
.bip , purtroppo c'è anche da censurare la democrazia non va in
quarantena .
Io non celebro il 25 aprile, festa che non unisce ma che divide
gli Italiani .
E, poi, ancora, riferendosi al collaboratore Casalino del
Presidente Conte - forse perché Rocco Casalino è risaputo che è
omosessuale - l'ha definito uomo, mezz'uomo, ominicchio, piglia in
puntini puntini, e quaquaraqua .
Quindi, una persona di una sobrietà incredibile, però, omofobo,
massone e che non rispetta le istituzioni e che, addirittura, ha
inneggiato pure, con una poesia le SS naziste di Hitler che fecero
all'incirca dai 15 mila ai 17 mila morti ed ancora è affascinato
dall'esoterismo, dall'occulto.
Ecco, tutta una serie di cose che chiaramente definirlo sobrio mi
sembra veramente un termine inappropriato se non addirittura
veramente sbagliato, come gran parte della relazione, così come
hanno detto prima i miei colleghi.
Ma questo ancora è niente.
Io in tutte le pagine di relazione che ho letto pensavo ci fosse
almeno qualche parola di scuse nei confronti di tutti quei
Siciliani che si sono ribellati di fronte a questa nomina.
Ci sono stati circa 60 mila post su facebook di gruppi che si sono
formati chiedendo, appunto, di fari dimettere questo assessore
leghista dall'assessorato alla cultura ed alla identità siciliana.
Queste persone, che poi hanno anche manifestato in piazza, sono
state offese, sono state derise, sono state definite una sparuta
minoranza.
La gente per bene sta a casa, la gente. È chiaro che queste
persone hanno sicuramente di problemi familiari . Mi pare che lei
ha detto queste parole.
Presidente, io le ricordo che il diritto di manifestare è
costituzionalmente garantito e che fa parte della nostra
democrazia, quella democrazia che più e più volte questo Parlamento
non ha visto perché lei spesso si è alzato, è andato via e non ci
ha permesso il contraddittorio, non ci ha permesso un dibattito, ha
snobbato questo Parlamento.
Questo è quello che è emerso principalmente dalla relazione.
Questi Siciliani, praticamente, si sono ritrovati offesi dal
Presidente della Regione e lei non ha chiesto scusa a nessuno.
Io, anche per questo motivo e per tutti gli altri ho firmato con
convinzione la mozione di sfiducia.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Grazie, Presidente. Presidente, io speravo in un bel
dibattito, però niente, oggi, anche oggi è stato patetico, a tratti
grottesco, però sicuramente ricco di citazioni. Quindi ne aggiungo
una anche io: mai na gioia in quest'Aula, Presidente.
Io non voglio fare polemiche e non voglio introdurre con
polemiche, mi sono limitata in questa settimana, a leggere il
resoconto stenografico in cui era indicata l'attività dei rami
dell'amministrazione regionale, e non l'ho voluta leggere da sola.
L'ho letta insieme ad altri giovani, come me, insieme a persone
anche meno giovani, anziani, insieme ad allevatori, ad agricoltori,
imprenditori, dipendenti regionali. L'abbiamo letta insieme e ci è
piaciuta leggerla e interpretarla come una relazione di metà
mandato di questa classe politica siciliana. E su questo abbiamo
lavorato, abbiamo riflettuto e abbiamo dibattuto. Quindi,
considerato che ho parlato sia con chi la pensa come me, che con
chi la pensa in modo diverso, visto che la differenza di opinioni è
una cosa di cui dobbiamo fare sicuramente tutti ricchezza, in base
alla quale ci possiamo tutti arricchire, questo è il mio
intervento.
E' il discorso chiaramente di una deputata giovane, di una donna,
di una deputata che è all'opposizione, è il discorso di una
deputata che è stata eletta da una delle province più piccole della
nostra Sicilia, da una provincia che per troppi anni è stata
considerata solamente un bacino elettorale, nemmeno poi così
appetitoso, ecco, nemmeno così corposo.
Siamo arrivati alle elezioni del 2017, il popolo siciliano l'ha
voluto presidente di questa Regione ed è chiaro che l'impatto che
lei ha avuto con questa Regione non è stato sicuramente facile, lo
ha detto anche lei nel discorso di insediamento. Era una Regione
con un tasso di corruzione più alto rispetto alla media nazionale,
questa Regione troppo spesso era stata dimenticata, addirittura era
stata sbeffeggiata sui media nazionali, trattata con i piedi, a
volte presa a schiaffi anche nelle sedi istituzionali, e pensiamo
all'accordo Renzi-Crocetta di cui ancora noi oggi, ancora oggi,
piangiamo le conseguenze, ma va bene. Una Regione abitata da un
popolo che viveva con la consapevolezza, quasi normale, così tanto
generalizzata, di essere un popolo di serie B.
Presidente, l'impatto sicuramente non è stato facile, però lei lo
sapeva a cosa andava incontro. Lo sapeva lei, come lo sapevamo noi,
singoli deputati, chi alla maggioranza, chi all'opposizione, che ci
siamo candidati, siamo stati eletti, poi abbiamo anche prestato
giuramento.
Volendomi attenere alla relazione di cui all'articolo 160 bis del
Regolamento, io vorrei farlo e l'ho fatto partendo dalle
dichiarazioni programmatiche che sono state rese in quest'Aula il 9
gennaio 2018, e vorrei anche calarle sui territori.
Se l'onorevole Cracolici e l'onorevole Di Mauro non vogliono
ascoltare, per favore, ne possiamo parlare pure dopo insieme, io vi
ringrazio.
Partiamo dall'accordo Stato-Regione, sicuramente ne parleranno
dopo meglio di me...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, che cosa sta succedendo? Hanno parlato
finora tutti tranquillamente, ora vi scatenate perché c'è una ex?
No, questo non può succedere. L'onorevole Pagana ha diritto di
parlare esattamente come tutti gli altri. No, del tuo gruppo è, del
tuo gruppo. Non è del vostro gruppo? E allora mi considero ex pure
io, ho sbagliato. Prego.
CRACOLICI. Stiamo facendo un complimento alla collega.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego, e anche Barbagallo,
possiamo sentire per favore quando parla? Prego.
PAGANA. Quindi Presidente, partiamo dall'accordo Stato-Regioni,
indicato come priorità già nel gennaio 2018. Sicuramente dopo di me
ne parleranno i miei colleghi del mio gruppo. Abbiamo visto
l'accordo del dicembre 2018, sottoscritto con l'allora ministro
Tria, ma sicuramente si può e si poteva, si può e si dovrà fare
molto di più perché quello che vediamo è un rincorrere
continuamente l'emergenza che c'è purtroppo ma è questo. E ritorna
il discorsio di visione, la visione, ecco, che le persone stentano
a vedere.
A proposito di discussione con Roma, c'è un importante tavolo di
cui aspettiamo ancora oggi di vedere risultati, che è il tavolo su
Riscossione Sicilia, anche qui speriamo, confidiamo nel massimo
dell'impegno ma vogliamo subito un risultato. Irsap. Si è palesata
subito la volontà di riformare queste Irsap. Io più volte ho
guardato le Irsap, ho visto come lavoravano - onorevole Cracolici,
lei non mi è mai stato particolarmente simpatico.
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, si rivolga alla Presidenza.
Onorevole Cracolici possiamo fare a meno di continuare a parlare.
Onorevole Pagana lei si rivolga a me, non si rivolga all'onorevole
Cracolici. Prego.
PAGANA. E lei si rivolga all'onorevole Cracolici quando disturba
PRESIDENTE. E' già la terza volta che lo faccio, spero prima o poi
che lo capisca. Non posso neanche tentare di educarlo, questo è
sicuro.
PAGANA. Dicevo, Irsap. Anche queste considerate come priorità il
giorno del discorso delle dichiarazioni programmatiche rese
all'Assemblea. Io mi sono avvicinata al mondo delle Irsap e
veramente mi sono prova a chiedere ma queste Irsap così a cosa
servono? Cioè, io ancora non sono riuscita a trovare l'utilità
delle Irsap così ancora come sono con le Asi ancora in
liquidazione.
Ma non la trovo solo io
Bene, le Zes, mi dispiace per la polemica che fa qualcuno, che si
lamenta che qualcuna delle aree interne della Sicilia magari è
diventata Zes, però la capisco perché non è che qualcuno comprende,
perché giustamente non vivendoci, comprende cosa significa vivere
dentro le aree interne siciliane, ma va bene, pazienza.
Assessore Turano, lei giustamente ha invitato, considerate le Zes,
gli imprenditori dall'estero in Sicilia, gli imprenditori oltre lo
stresso. Io però, assessore Turano, prima che lei inviti e questo
appello è stato già fatto da questo scranno da parte dell'onorevole
Foti, prima che lei inviti queste persone a venire in Sicilia,
aiuti a risolvere i problemi degli imprenditori che su quelle Asi
allora hanno scommesso in cambio di certe garanzie, di determinate
garanzie previste per legge e che ad oggi si vedono soltanto
abbandonati.
Altro punto che voglio approfondire è quello dell'agricoltura. Io
sin dall'insediamento, e l'assessore Bandiera lo sa, ho voluto
sposare le battaglie degli agricoltori, ho voluto farlo insieme a
loro. All'inizio la battaglia era quella dei pagamenti, abbiamo
scoperto che c'era questo algoritmo che derivava dal fatto che il
sistema informatico era tarato sulla vecchia programmazione e non
la nuova, diverse anomalie, un dialogo forte con Agea, sono
riuscite a sbloccare queste pratiche, abbiamo iniziato tutti a
gioire. Vero è che nella Regione siciliana si produce biologico
però mi chiedo e ci chiediamo e se lo chiedono gli agricoltori, per
quanto tempo riusciremo ad avere ancora questo primato? Quanto
tempo dureranno ancora gli agricoltori in regime di biologico se
continua a venire il grano dall'estero? Se continuano a spuntare
anomalie giorno dopo giorno? Questo non è un problema che mi pongo
solo io, ma se lo pongono tutti, sono tutti spaventati e qui serve
coraggio, serve una politica agricola per questa regione che sia
seria e non come quella del passato anche perché i contributi non
sono la soluzione al mondo dell'agricoltura, i contributi prima o
poi finiranno, dovranno finire ma noi come regione dovremo avviare
e dobbiamo tracciare la linea verso quell'agricoltura deve andare.
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, scusi, mi permetto di dirle soltanto
che lei ha ancora il tempo, però ci sono altri iscritti del suo
gruppo quindi o rinunziano gli altri o
PAGANA. Almeno due minuti.
PRESIDENTE. Per carità, lei vada avanti però le devo ricordare che
ci sono altri iscritti del suo Gruppo, anche se un minuto
certamente l'avremmo perso in interruzione.
PAGANA. Gentilissimo. Presidente, dell'agricoltura ne abbiamo
parlato, zootecnia è stata sconosciuta all'interno di questa
Assemblea e all'interno degli altri palazzi per anni. Abbiamo
esultato quando in una delibera di Giunta abbiamo visto scritto la
parola allevatori però ancora la brucellosi continua a mietere
abbattimenti, ancora la brucellosi continua a mietere drammi in
famiglie che hanno puntato tutto sull'allevamento.
E' questo il riferimento alla visione che noi non vediamo.
E poi io non volevo fare questioni e riferimenti strettamente
territoriali, però è anche giusto farli perché non è giusto parlare
soltanto di un territorio ma non è nemmeno giusto dimenticarsi di
un territorio come è stata la provincia di Enna per troppi anni.
Penso al problema acqua. Sappiamo che il problema dell'acqua nasce
da una legge che è stata fatta in questa Assemblea. Abbiamo chiesto
di attuare lo strumento che c'era stato dato a disposizione dalla
legge che erano le Commissioni tecniche. Le Commissioni tecniche
sono state istituite. Non hanno prodotto alcun risultato.
Basta guardare al dito, iniziamo a guardare la luna, per fare
questo serve una legge sull'acqua. Abbiamo chiesto l'istituzione di
una Commissione speciale che non si capisce per quale motivo
ancora, da più di un anno, noi ancora l'aspettiamo.
L'acqua doveva essere un bene pubblico, oggi l'acqua in provincia
di Enna è diventata un lusso.
Presidente Musumeci, lei qualche giorno fa ha fatto riferimento
anche alla nord-sud. C'è stata una bellissima inaugurazione nei
cantieri di sette chilometri di strada, decenni per fare questi
sette chilometri, ce l'abbiamo fatta, abbiamo festeggiato tutti, a
breve si inaugurerà un altro cantiere di due chilometri e ancora
aspettiamo di vedere che fine farà la parte strategica di questa
nord-sud.
E' un mistero. E' così misteriosa che non esiste nemmeno nel piano
delle grandi opere che ha fatto il Governo nazionale per la
Sicilia.
E questo è l'impegno per le infrastrutture di fronte al quale
tutti, almeno i presenti, dovremmo fare una lotta e una battaglia
comune.
Sulle strade provinciale qualche giorno fa ho voluto portare
fisicamente, è stato quasi un sequestro di persona, l'onorevole
Falcone nelle strade delle zone nord della provincia di Enna, ha
visto con i suoi occhi quello cui siamo costretti e ha visto con i
suoi occhi perché questa emigrazione, perché questa sfiducia dei
cittadini nei confronti della politica. Politica tutta
indistintamente senza alcuna differenza.
Quindi, Presidente lei si è insediato con una situazione
sicuramente difficile, era il 2017.
Siamo a metà mandato, siamo nel 2020, era dicembre del 2017.
Noi siamo opposizione, noi siamo ancora insoddisfatti di questo
operato però siamo consapevoli di una cosa che il momento è
particolare e il momento è delicato e non ci possiamo permettere
violenza nelle dichiarazioni se è vero che siamo persone
responsabili e se è vero che ricopriamo un ruolo di responsabilità.
Severità nei giudizi sì, tanta quanto ne vuole. Anzi più di quella
che è necessaria ma nelle dichiarazioni almeno prudenza.
Noi sicuramente accogliamo l'invito che ci è stato fatto dai
cittadini che è quello di parlare di meno e sicuramente lavorare di
più.
Siamo opposizione, ci definiamo ancora insoddisfatti di questo
operato. Siamo pronti però a lavorare semplicemente, a svolgere il
nostro dovere.
Riforma delle IPAB si è persa in questa Assemblea. La riforma dei
consorzi di bonifica che vogliamo portare avanti si è persa
all'interno di questa Assemblea.
Sappiamo che serve una riforma della dirigenza pubblica. Sappiamo
quello che serve. Attenzione al sociale.
Noi Presidente Micciché siamo pronti e siamo pronti non a fare i
classici giochi o, peggio ancora, equilibri di palazzo ma
l'interesse esclusivo dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagana.
Per quanto riguarda la Commissione a cui lei faceva riferimento,
la Presidenza ha già chiesto ai partiti di indicare, ai gruppi di
indicare i deputati che ne possono fare parte ma non ci sono ancora
arrivati.
Onorevole Di Mauro, non essendoci altri iscritti del suo Gruppo,
ha 15 minuti di tempo.
DI MAURO. Eccessivi, Presidente.
Ho chiesto di intervenire a nome del Gruppo, l'onorevole
Compagnone oggi è assente per ragioni di salute e l'onorevole
Pullara è impegnato in alcuni incontri che aveva già programmato.
Ho chiesto di intervenire perché credo che sia opportuno fare un
confronto con il Governo, ragionare sulle cose che sono state dette
e ritenevo francamente che questa innovazione che l'opposizione ha
portato ai lavori del Parlamento fosse dettata da qualche novità, e
cioè dalle proposte che potevano venire fuori nel corso del
dibattito e con una serie di formulazioni che le opposizioni
potevano dettare al Governo, cercando di incalzarlo sulle cose da
fare in ragione anche della loro responsabilità che hanno al
Governo nazionale, e quindi, un dibattito serrato sul piano
politico, sull'opportunità che il Governo nazionale potrebbe
determinare il valore della nostra Regione, e sulla necessità del
Governo Musumeci di correre a fare in modo che ci sia una
compartecipazione cioè un impegno politico, perché questa benedetta
nostra terra si trova, tra l'altro, ulteriormente in difficoltà.
Basta guardare i dati della Banca d'Italia, se la riduzione del Pil
è dell'11, 2, io credo che in Sicilia forse supereremmo anche il 20
per cento e anche più.
Quindi c'è una situazione preoccupante, ed in tal senso mi voglio
permettere di ricordare al Presidente della Regione l'impegno che
aveva assunto con la maggioranza e che l'opposizione a proposito
del disegno di legge che noi abbiamo esaminato ed approvato
dell'indirizzo Covid, che avrebbe dato seguito ad un'ulteriore
iniziativa di Governo a proposito di un disegno di legge da
portare all'esame dell'Assemblea perché si potesse fare una
finanziaria, diciamo così bis, una cosa più dettagliata per alcune
iniziative che sono, credo, di interesse del governo, ma anche
dell'opposizione.
Tutto questo non c'è stato. Non so se dovuto al fatto che lei
Presidente ha un po' sbaragliato il Parlamento per via della sua
relazione che ha fatto. Non ha indicato a braccio una serie di
idee, una serie di iniziative che lei ha fatto, che voleva fare,
che vorrebbe fare e che, quindi, potevano essere argomento di
ulteriori disegni di legge. Lei ha indicato, leggendo, una serie di
cartelle, con cui ha rappresentato ciò che questo Governo ha fatto
e che è un'operazione di sintesi di un lavoro di squadra di tutta
la Giunta che ha consentito a lei, ovviamente, di potere
relazionare a questo Parlamento e di mettere in campo tutto ciò che
ha prodotto.
Perché, veda questo, signor Presidente, è un Parlamento che molte
volte si sforza di fare anche ciò che in teoria è impossibile. Le
voglio fare un esempio importante, quello che a proposito della
Commissione di indagine del Covid. Ci sono comuni d'Italia in cui
si cercano le bare, ci sono comuni d'Italia in cui si cercano le
bare, qui invece si istituisce una Commissione di indagine per
sapere se il calcolo, diciamo, di tutti i tamponi che si sono
fatti, se cento più o cento meno, quasi a cercare il pelo nell'uovo
su una vicenda che, ovviamente, il Governo e, mi permetto di dire,
i cittadini, sono stati allineati e coperti su quelle che sono
state giustamente le ordinanze portate avanti dal Governo nazionale
e dal Governo regionale. Perchè tutti quanti siamo stati, signor
Presidente, come posso dire, rigorosamente determinati ad osservare
le istruzioni che ci venivano impartite con i vari decreti legge e
con le varie iniziative che lei ha assunto e ciò ha consentito di
avere una situazione certamente sempre grave, ma controllata e che
ha consentito a questa Regione di essere sul piano, mi permetto di
dire, della capacità di risposta, una delle migliori regioni
d'Italia.
E, qui, invece, si fanno cose diverse, si cerca di trovare
l'occasione per condannare un funzionario, un dirigente, un
assessore o tutto ciò che comunque gira attorno. E questo dibattito
che si è svolto qui è stato un dibattito volto, praticamente, alla
critica, quasi come un gioco delle parti, lei che ha dovuto
ovviamente confrontarsi con il Parlamento ed ha dovuto raccontare
tutto ciò che ha fatto.
L'opposizione, che presa all'improvviso, ha chiesto il tempo
necessario per comprendere meglio quello che lei aveva illustrato.
E' stato dato tutto il tempo necessario ed alla fine qui non c'è
stata una opposizione politica importante, significativa e che
vuole determinare, unitamente al Governo e a tutto il Parlamento,
una svolta delle cose che bisogna fare, ma soltanto una elencazione
di cose che ancora non sono state fatte dimenticando il punto di
partenza in cui questo Governo, il giorno in cui si è insediato,
perché non è che questo Governo nasce con una struttura che è zero
per cui lei doveva fare 10 e invece siamo al punto 2 o al punto 3;
lei ha ereditato, come tutti i governi che ogni volta si insediano,
situazioni buone, meno buone e non credo che il Governo Crocetta
abbia brillato per capacità politica, per capacità legislativa.
Mi parlano qui della legge sull'acqua, io le devo dire,
Presidente, che sulla legge sull'acqua solo il primo giorno sono
intervenuto 19 volte per cercare di spiegare che era tutto
sbagliato. Bene, la legge sull'acqua è stata impugnata parola per
parola, rigo per rigo, perché ci si è intestarditi su una attività
che non aveva nessuna possibilità di portare al risultato perché
questa era legislazione nazionale, questo è il decreto legislativo
sull'ambiente e questi sono i risultati di una gestione che oggi,
sull'acqua, ovviamente lascia molto a desiderare col rischio, come
lei sa, Presidente, che purtroppo i 400 milioni che sono giacenti
nelle nostre casse non possono essere spesi perché molte province
non hanno mai affidato il servizio, quindi c'è un comune che ha
l'esigenza, come per esempio la mia città di Agrigento, che ha il
58 per cento di perdite, che ancora deve ottenere il finanziamento
per tutto ciò che è successo ad Agrigento intorno alla società
Girgenti Acque, e molti comuni della Sicilia che non hanno ancora
affidato il servizio grazie ad un ATO idrico non funzionante e che,
ovviamente, i soldi sono giacenti presso le nostre casse e un bel
giorno saranno utilizzati, possibilmente, da altre regioni.
Allora, Presidente, io le voglio dire che non solo lei sarà
costretto a subirsi questo dibattito, ma fra qualche giorno avremo
un'altra settimana di tempo da perdere perché ci sarà la mozione di
sfiducia, cioè ripeteremo le stesse cose che sono state dette in
quest'Aula praticamente in questi giorni, lei l'altro giorno e oggi
noi, quindi abbiamo di fatto utilizzato due settimane, la prossima
settimana, annunciava poc'anzi l'onorevole Zito, ma è un fatto
notorio, che sarà presentata l'altra mozione di sfiducia, su cui ci
sarà un altro discorso logorroico proprio come le dicevo poc'anzi
un gioco delle parti, cioè non un ragionamento in cui si tenti di
costruire qualcosa che metta assieme, come per esempio, lo voglio
dire, è stata l'esperienza del disegno di legge che ha proposto,
per esempio l'assessore Lagalla sulla pesca, sul diritto allo
studio, che è stato esaminato e approvato dal Parlamento, oppure il
disegno di legge sulla formazione professionale portato avanti
dalla Commissione parlamentare che poi, d'intesa con i componenti
della coalizione di Governo componenti della Commissione, con i
componenti anche dell'opposizione e soprattutto con l'assessore
Lagalla, alla fine abbiamo presentato un disegno di legge in Aula,
che io ho presieduto quella seduta, non c'era neanche un
emendamento, Presidente. E un disegno di legge di una difficoltà
estrema, nel giro di un quarto d'ora è stato approvato, non quanti
erano gli articoli, l'assessore Lagalla lo ricorderà, una trentina,
cioè una cosa importante, una cosa che metteva fine, finalmente,
alla legge n. 24 del 1976.
Questo esperimento, che purtroppo comprendo che non si riesce a
fare, Presidente, cioè qui non c'è spazio di manovra per un
dibattito serio e costruttivo sulle cose da fare, perché ancora si
parla, per esempio, sul tema della legge sui rifiuti, non
comprendendo che la legge che lei ha messo in campo ha due
obiettivi: dare una risposta alla Corte dei Conti per le
osservazioni che ha fatto e, l'altra, dare la serenità a coloro i
quali sono stati nel tempo comunque assunti, comunque assunti, e
non voglio soffermarmi su questo argomento del comunque assunti,
proprio a testimoniare che c'è un senso di responsabilità in lei
che fa Governo e che ha la consapevolezza che con la legge sui
rifiuti non sono risolti il problema della raccolta e il problema
del conferimento, perché questo attiene a un'altra cosa, che lei
sul piano amministrativo sta affrontando, sta portando avanti,
cerca ovviamente di risolverlo, ma la legge sui rifiuti è una cosa
completamente diversa. È una cosa che deve mettere ordine, che deve
mettere tutto il sistema alle regole della contabilità pubblica
perché credo che sia l'unica cosa che sia giusto fare.
Allora, Presidente, purtroppo non ci sono grandi margini e lo
comprendo perché l'opposizione vuol far finta che tutto va male, un
gioco delle parti vuole continuare a rappresentare al popolo
siciliano che non si fa niente, che tutto va male. Io ricordo che
da questo scranno negli anni precedenti gli altri Governi c'erano
sempre delle osservazioni di critica nei confronti del Governo
della Regione perché non aveva speso per intero le quote spettante
dei fondi comunitari; allorquando questo viene fatto dal suo
Governo adesso c'è qualche cosa che, invece, si trova il pelo
nell'uovo perché c'è il finanziamento, il finanziamento di Termini
Imerese e dell'altra cosa e le assicuro che l'assessore Turano ha
portato, circa 200 giorni orsono, l'atto deliberativo e di
finanziamento andando in Commissione, sentendo il sindaco di Gela e
l'allora Commissario di Termini Imerese, abbiamo concesso 150
giorni.
Bene, dopo 150 giorni ancora il progetto non era arrivato. Ora lei
mi dica, Presidente, se non si forza la mano cercando di stornare
queste risorse laddove è possibile invece spendere perché c'è la
capacità amministrativa o c'è la capacità anche di trasferire, come
ha fatto l'assessore Turano le risorse al Dipartimento dei lavori
pubblici affinché procedesse ai progetti, altrimenti noi avremo
soltanto opere impegnate e mai spese. Oggi il problema in Sicilia
non è l'impegno di spesa perché l'ha detto lei più volte che
impegni di spesa per investimenti pubblici non ce ne sono, problemi
di natura di copertura finanziaria, il problema è spendere, quindi,
tra il tema dell'impegno e il tema della spesa ne passa parecchio
perché oggi dobbiamo essere nelle condizioni di dare risposte ai
siciliani.
E allora, Presidente, io le dico che dobbiamo andare avanti,
dobbiamo andare avanti con quelle che sono le iniziative
legislative che lei ha immaginato, che ha concordato con la
coalizione di Governo perché c'è un'opposizione che non ragiona,
c'è una opposizione che ha i suoi convincimenti, che può soltanto
acquisire consenso attraverso una azione negativa di quello che ha
fatto il Governo e mettendo al bando tutto ciò che di buono lei ha
fatto. E' il gioco delle parti, è il gioco di chi sta
all'opposizione e che ha i difetti dell'opposizione e lei deve
rispondere con quello che è il gioco di chi sta in maggioranza,
deve avere uno stomaco di ferro, accettare tutte queste sceneggiate
che ci sono, accetterà anche la mozione di sfiducia dove ci sarà un
bel ragionamento di un'altra settimana e la conclusione sarà che,
poi, la mozione di sfiducia sarà respinta e andremo praticamente
poi quasi, quasi a ridosso delle ferie estive e, quindi, tutta
l'attività dell'Assemblea non sarà pregnata da attività legislativa
seria.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in
qualità di componente della Commissione Antimafia torno a parlare
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, scusi un secondo, 23 era quella
precedente, ora ne sono rimasti 18 e 40.
SCHILLACI. No, è 23.
PRESIDENTE. Sono 23?
SCHILLACI. Sì
PRESIDENTE. Sono 18 e 40.
SCHILLACI. Va bene.
PRESIDENTE. Io dico le cose come stanno; poi, siccome io mi sto
segnando tutto con grande precisione ci deve essere stato un
errore. Sono 18 e 40 Grazie.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Assessori e colleghi deputati, in
qualità di componente della Commissione Antimafia regionale torno a
parlare di corruzione; perché? Perché la corruzione brucia economia
e sviluppo e perché è sempre più dilagante in tutti i settori
dell'amministrazione regionale.
Caro Presidente, conosco la sua sensibilità sul tema anche perché è
stato Presidente della Commissione Antimafia regionale nella scorsa
Legislatura e proprio per questo mi sarei aspettata maggiore
attenzione e incisività in questo settore con azioni concrete
proprio per aggirare il fenomeno della corruzione.
Le recenti inchieste giudiziarie, le relazioni della Commissione
Antimafia hanno evidenziato, invece, sempre più e ancora oggi
comitati d'affari con intreccio triangolare tra burocrazia,
politica e certa imprenditoria, più dilagante e in settori diversi
dell'amministrazione, quindi non solo nel settore dei rifiuti, come
da lei citato nella sua relazione.
Parliamo anche del settore energia, dei trasporti, delle
infrastrutture o delle attività produttive. Per non parlare poi
della sanità che è l'ultima inchiesta aperta adesso in Commissione
già, diciamo, rileva delle situazioni poco rosee e che sono al
centro di un'indagine molto complessa della Procura di Palermo dove
si vede che la funzione pubblica è totalmente asservita a interessi
privati.
Caro Presidente, nell'interesse dei siciliani noi le chiediamo da
ora in poi una maggiore attenzione nelle nomine con auspicabile
ripensamento anche per talune nonché delle azioni concrete volte ad
arginare il fenomeno della corruzione che a detta sia dell'Anac che
della Corte dei conti siciliana, ha raggiunto ormai livelli
inavvicinabili, è veramente inaccettabili. Rappresenta per i
siciliani un costo improprio. 800 euro è il costo che la Regione
ogni anno spende per ciascun cittadino grazie a questo livello di
corruzione ed è certamente uno dei più alti d'Italia. Tutto questo
comporta meno investimenti, meno occupazione e, quindi, meno
crescita per la Sicilia.
Le chiediamo, caro Presidente, il potenziamento delle attività di
vigilanza e il monitoraggio soprattutto dei rapporti tra
l'amministrazione e i soggetti esterni, soprattutto per i
contratti, per gli appalti, per non parlare dei servizi e delle
forniture che rappresentano il 95 per cento della spesa pubblica
regionale.
Le chiediamo una maggiore incisività nell'azione del responsabile
della prevenzione, della corruzione e trasparenza che spesso è
stato distratto da infiniti adempimenti burocratici che lo hanno
distolto dalla sua funzione primaria che è quella di prevenire e di
contrastare la corruzione.
Chiediamo l'applicazione, sempre più corretta e puntuale, delle
norme anticorruzione, proprio per limitare la permeabilità in tutti
quei settori che sono veramente a rischio e che finiscono per
alimentare sacche di inefficienza che si ripercuotono sull'intero
tessuto economico. Caro Presidente, combattere la corruzione
permetterebbe di limitare anche l'avanzata delle mafie e della
criminalità organizzata che si cibano proprio della corruzione per
costruire economie parallele.
E, concludendo, non possiamo certo essere soddisfatti dell'azione
di questo Governo sul fronte dell'anticorruzione. Quindi, caro
Presidente, per il prosieguo di questa Legislatura chiediamo
un'inversione di tendenza che possa da un lato accorciare questa
odiosa distanza tra la classe politica e i cittadini e, dall'altro,
ridare opportunità di sviluppo a questa Terra che, mi creda, è
meravigliosa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, Presidente Musumeci,
la sua relazione conferma che lei non ha un progetto di sviluppo
per la Regione siciliana. Ne è prova il fatto che nei primi due
anni, già prima del Coronavirus, la Regione siciliana non è
cresciuta né da un punto di vista economico né da un punto di vista
occupazionale.
Ma quel che mi sorprende nella sua relazione è che a tratti lei
sembra non ricordare, a volte forse non sapere, certamente a volte
lei non è stato adeguatamente informato di alcune cose e cercherò
di motivarlo.
Credo che dovrebbe ben ricordare che la legge che consente di
utilizzare i forestali per la cura e la pulizia del verde pubblico,
spiagge, parchi, di cui lei si è vantato, è una legge del 2013 e
che nasce col suo voto contrario, esattamente la legge n. 9 del
2013. Così come lei sembra non ricordare che anche il piano di
parcheggio e di interscambio viene finanziato con l'articolo 47
della legge regionale 3/2016, anche in quel caso lei espresse voto
contrario.
Lei sembra non ricordare che il suo Governo nel primo disegno di
legge di stabilità, quello del 2018, propose la soppressione del
Centro del catalogo di cui oggi lei si vanta e ci fa molto piacere
che si trasferirà all'Albergo delle povere, ma fu l'opposizione a
impedire l'approvazione di quella previsione legislativa che
prevedeva l'accorpamento del Centro del catalogo con il Centro del
restauro depotenziandolo, togliendo autonomia al Centro del
catalogo e inquadrandolo come una struttura intermedia all'interno
dell'Assessorato dei beni culturali ma siamo contenti che lei di
questo si sia ricreduto.
Francamente mi sorprende che lei non ricordi, invece, che la
Sicilia detiene il primato dell'agricoltura biologica già a partire
dal 2015. Non è un successo del suo Governo. Così come lei non
ricorda e mi sorprende ancor più che la banca della terra che
prevede di affidare circa 1000 ettari di terreni demaniali ai
giovani agricoltori siciliani nasce con la finanziaria del 2014
anche in quel caso l'onorevole Musumeci votò contro.
C'è poi tutto il capitolo delle incompiute, delle riforme
annunciate e mai realizzate dall'Ente di Sviluppo agricolo,
all'IRCA ancora incompiuta, all'Istituto autonomo case popolari,
alle IPAB, ai Consorzi di bonifica il disegno di legge giace in
Commissione Bilancio , Presidente, non per caso, perché il suo
Governo non è in grado di dare copertura a quel disegno di legge.
Quindi, non è che il vostro lavoro è finito come lei ha fatto
credere nella sua relazione.
Così come è una incompiuta la riforma della dirigenza, la riforma
dei rifiuti; apprezziamo, però, il fatto che lei oggi riconosca che
la legge che arrivò in quest'Aula non avrebbe risolto i problemi
che tutt'ora ci sono e noi, ovviamente, siamo disponibili a
confrontarci nel merito per realizzare una buona riforma.
Sulle Zes trovo sorprendente quando da lei affermato e che cioè
non avete trovato nel fascicolo neanche un foglio di carta. Il
fascicolo, Presidente, non ci poteva essere perché le Zes nascono
con il Governo Gentiloni, ma il Regolamento è stato pubblicato in
Gazzetta nel febbraio 2018 e c'era già il suo Governo. Voglio dirle
che in Calabria e in Campania i decreti istitutivi delle Zes sono
del maggio 2018, quindi la Sicilia arriva a parità di norme
nazionali con due anni e più di ritardo rispetto ad altre regioni
meridionali quando gli investitori, evidentemente, hanno già deciso
di trasferirsi non in Sicilia, ma in Campania così come in
Calabria, così come in Puglia, in Basilicata e in Molise dove pure
le Zes sono partite prima.
Mi auguro che nella replica lei possa anche chiarire alcune cose a
proposito del Coronavirus. Per esempio, come sia stato possibile
sbagliare il calcolo degli ammalati; per esempio, che senso abbia
l'ordinanza ultima del 2 luglio laddove lei deroga al
distanziamento anche dei ragazzi che vanno a scuola sugli autobus
dove, però, arrivando a scuola si devono stanziare però uscendo
dalla scuola tutti sull'autobus tutti insieme, come se l'autobus
fosse un aereo - come ieri ha detto l'Assessore Razza - dove
appunto ci si può sedere comodamente e non dove, invece, centinaia
di giovani si ritroveranno con il naso appiccicato gli uni sugli
altri nonostante le mascherine.
Mi auguro anche che lei possa chiarire che senso abbia l'App
Sicilia sicura, soprattutto a quale funzione assolve e,
soprattutto, quanto è costato perché io penso che sia un dato non
secondario.
Concludo lei forse dimentica Presidente che governa 6 province su
9 di questa Regione dove lei ha nominato dei Commissari quindi io
davvero non capisco quando lei dice testualmente: le strade
provinciali lo ripeto non sono di competenza regionale, avete la
responsabilità politica amministrativa e 540 milioni di risorse che
lei pure ha ricordato nell'intesa, ne approfitto per chiedere al
suo Governo di insediare le Assemblee dei Sindaci, dei Liberi
Consorzi comunali e delle Città Metropolitane che, in forza di
legge, si possono già insediare. Non dobbiamo aspettare,
assolutamente, nulla.
Per ultimo - e mi rivolgo, in particolare, al Presidente Micciché,
anche per i suoi trascorsi - ho letto la sua affermazione nella
relazione e l'ho riletta: Un ulteriore accordo successivo con il
MEF consente alla Regione di utilizzare risorse del Fondo Sviluppo
e Coesione fino all'importo di 140 milioni di euro. E lei ne fa un
vanto. Ho cercato di approfondire. Stiamo parlando dell'accordo -
concludo - del 15 maggio 2019, in base al quale state definanziando
la realizzazione di circa 40 opere pubbliche per un totale di 140
milioni di euro, per portarli a contributo alla finanzia pubblica e
sono circa 6 milioni, proprio le strade provinciali, in questo caso
della città metropolitana di Palermo, anzi mi correggo, circa 8 e
mezzo. Parliamo delle fognature del quartiere San Giorgio alto di
Catania, parliamo dei comuni di Santa Kamarina, di Riposto, di
Tremestieri, di Gela.
Presidente Micciché, noi in base alla documentazione che abbiamo
ricevuto in Commissione Bilancio e in commissione Unione Europea,
non siamo nelle condizioni di esprimere un parere perché non mi si
può scrivere, in una nota a margine Definanziato come da nota
protocollo, numero, del . Questo Parlamento ha diritto di capire,
di sapere e di pronunciarsi in maniera responsabile.
Concludo, allora, davvero, di tutto ciò non c'è da vantarsi, c'è
da vergognarsi
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Bilancio di domani è
stata rinviata perché abbiamo già parlato con gli Uffici della
Regione che, domani, manderanno dei chiarimenti su tutte queste
note di questo elenco che è stato mandato.
E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi. Signor Presidente
della Regione, nel suo programma elettorale, nella prima pagina
scriveva Vi spiego come questa terra diventerà bellissima .
Diciamo che, a distanza di due anni e mezzo, possiamo dire che era
meglio scrivere: Vi spiego come questa terra diventerà
tristissima , perché risultati ne vediamo ben pochi.
Scriveva, inoltre, nel suo programma che Il programma elettorale
solitamente rappresenta il libro dei sogni, in cui vengono
riportati obiettivi raggiungibili, oppure i libri degli interessi,
nel quale vengono rappresentate le esigenze di specifici gruppi di
potere e l'impegno a soddisfarle.
Il programma di Musumeci Presidente non intendeva né l'uno né
l'altro. Intende costruire, invece, uno strumento di metodo per
ricostruire la Sicilia, restituire dignità e fiducia al popolo
siciliano .
Signor Presidente, i siciliani non hanno ancora quella fiducia. Ai
siciliani non è stata restituita quella dignità.
Ma non lo dico solo io chiaramente che, oggi, sono qui in veste di
parlamentare di forza politica di opposizione, ma lo dicono le
persone, perché giriamo tanto, giriamo tanto, sappiamo che non è
semplice ma, le persone, i siciliani hanno fame, hanno fame di
lavoro, di riscatto, hanno fame di riscattare le loro vite e, ad
oggi, i semi, le basi per ricostruire quest'Isola martoriata non
sono state messi. E lo dicono i fatti.
Io sono in Commissione Attività produttive . Gli agricoltori
stanno soffrendo davvero tanto. Abbiamo un Made in Sicily che ci
invidiano in tutto il mondo. Dovremmo promuoverlo in maniera
pazzesca, ma non viene fatto, e gli agricoltori sono costretti a
lavorare in condizioni che io, certe volte, se mi metto nei loro
panni, è inimmaginabile affrontare quello che affrontano ogni
giorno.
Avevamo messo mano alla riforma dei consorzi di bonifica, ci
abbiamo lavorato per mesi, abbiamo fatto tanti emendamenti, tante
riunioni, tante audizioni. Non sappiamo perché in Aula non è
arrivato, no dico, non lo sappiamo, dico è rimasta bloccata sta
riforma. Aspettiamo che venga trattata.
Questo Governo verrà ricordato anche - io sono stata anche in
Commissione Vitalizi ed in quella Commissione ho visto davvero,
quella Commissione rappresenta l'emblema - questo Governo verrà
ricordato come quel Governo che ha aumentato i vitalizi. L'abbiamo
votato qui in Parlamento, però, ovviamente l'hanno votato tutte le
forze di maggioranza, compreso anche il PD.
La Sicilia non può più aspettare, Presidente. I Siciliani hanno
bisogno di riscattarsi ed andando avanti così, con questo passo,
sarà impossibile e saremo costretti a scomparire.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano, devo smentirla sul fatto che
abbiamo aumentato i vitalizi. In maniera molto decisa, anzi li
abbiamo praticamente eliminati. Per quelli del passato li abbiamo
tagliati ancora del 15 per cento mediamente. Per cui, onestamente
non so come si possa dire questo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.
Il suo Gruppo non è ancora intervenuto, per cui ha 15 minuti ma
c'è l'onorevole Assenza.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che a me
oggi, Presidente, dispiace affrontare un dibattito tanto atteso,
richiesto dai tanti deputati dell'opposizione, che oggi possiamo
contare circa una dozzina di loro presenti qui in Aula.
E' una polemica sterile. Addirittura, l'onorevole Fava andava in
giro sventolando il Regolamento dell'Assemblea dicendo che quei
cinque i giorni di deposito di relazione del Presidente della
Regione avrebbero impedito al Presidente della Regione di
esercitare una volta, la prima volta da quando esiste l'elezione
diretta del Presidente della Regione, la relazione di metà mandato.
Niente di più falso.
E devo dire che oggi, quando abbiamo letto i comunicati stampa e
le dichiarazioni dopo che c'è stata la relazione, molto esaustiva,
del Presidente Musumeci di metà mandato, abbiamo sentito soltanto
dire una mera elencazione di cose fatte. Alcuni manco pensavano che
fossero fatte, una noia mortale.
Io vorrei capire, invece, oggi quali sono le proposte così
innovative che i colleghi della opposizione stanno portando al
dibattito. Alcuni di loro, anche utilizzando dei toni e delle
argomentazioni pretestuose.
Allora, io dico sono anche rimasto attonito dal fatto che il
Movimento Cinque Stelle abbia annunciato oggi la presentazione
della mozione di sfiducia durante il dibattito di metà mandato.
Allora, cosa serviva questo dibattito, cari colleghi del Movimento
Cinque Stelle? Allora, era pretestuoso prima chiederlo e poi
avanzare la richiesta di mozione di sfiducia. Probabilmente, lo
state facendo perché, piano piano, in tutte le regioni, in tutti i
comuni d'Italia sono stati i vostri elettori che vi stanno
sfiduciando, comune per comune, regione per regione. Ed oggi voi
volete ribaltare la situazione qui in Sicilia quando un Governo
che, tra i governatori di centro, sud Italia è il primo che ottiene
il maggior gradimento e probabilmente questo politicamente vi
brucia.
Allora, non parliamo di tutti i successi portati avanti dal
Governo Musumeci.
Qualcuno ha parlato anche della raccolta differenziata, passata
dal 15 per cento del 2016 al 42 per cento del 2019.
E quando il Governo Musumeci incominciò a dire ai comuni: chi non
raggiunge gli obiettivi commissarieremo - al di là che quella
norma poi è stata abrogata - ma era una provocazione e faceva da
stimolo a quegli amministratori che non praticavano la buona
raccolta differenziata. E milioni e milioni di euro sono stati
emessi per quei comuni virtuosi che superavano il 65 per cento di
raccolta differenziata. Il primo anno furono cinque milioni che
furono messi. Sono stati da stimolo e da grande stimolo per i medi
e piccoli comuni di tutta la Regione per aumentare la raccolta
differenziata. Ma quali dovevano essere altri meccanismi se non
quello di incentivare economicamente i comuni?
E poi si è parlato di stabilizzazione dei precari. Si sono
stabilizzati migliaia e migliaia di precari, si è avviato un
percorso per nuove assunzioni bloccate ormai da anni.
Per non parlare del comparto della sanità. Oltre 7 mila i soggetti
che sono stati già stabilizzati, a tutti i livelli e qualifiche, e
migliaia quelli della Regione.
Si è parlato del centro direzionale, credo che sia stato sempre
il Movimento Cinque Stelle, individuandolo come ecomostro della
Sicilia. Niente di più falso. La più grande opera pubblica degli
ultimi anni che si farà in Sicilia, 450 milioni di euro e oltre di
investimento che la città di Palermo vedrà sorgere e decine di
milioni di euro che saranno risparmiati, e si finanzierà così, da
affitti passivi. Allora, se non è questo un buon sistema per
portare avanti la macchina amministrativa, e per non parlare del
nuovo centro RIMED, dei nuovi ospedali di Siracusa, del nuovo
ospedale di Villa Sofia-Cervello, già finanziati.
Si è parlato di digitalizzazione, almeno le opposizioni hanno
ammesso che la Sicilia è tra le Regioni, se non la Regione più
digitalizzata in Europa. E allora, di chi è quel merito?
E poi dell'Anas, dei rapporti con lo Stato, delle infrastrutture.
I famosi 100 milioni che sono serviti, e mi riferisco all'onorevole
Lupo, di quei famosi 140 milioni, quei 100 milioni serviranno per
finanziare le ex Province, le Città Metropolitane e i liberi
Consorzi. Si faranno le strade provinciali attraverso quelle
risorse, e se qualcosa è stato definanziato perché ancora non erano
pronti i progetti, pazienza, che l'avessimo fatto prima, anziché
tenerci i progetti nel cassetto e poi tra qualche anno scoprire che
non si sarebbero potuti finanziare. Si dovrebbe fare
quotidianamente una ricognizione tra i progetti che non vanno
avanti, è questo quello che chiediamo, è questo quello che stiamo
facendo.
Si è parlato di fondi europei, nei primi due anni di Governo,
raggiunto e superato il target di spesa. Ma quando mai è successo
negli anni passati? Lo volete sapere quant'è l'aumento dei fondi
comunitari di spesa tra gli ultimi cinque anni e i primi due del
Governo Musumeci? Più 441 percento. E allora, se non sono questi i
risultati che un buon Governo deve raggiungere, non so cos'altro.
Per non parlare poi della ZES. Questa è una cosa che alcune volte
non si capisce, perché a volte l'opposizione che Governa a Roma si
vanta che attraverso la firma del loro Ministro Provenzano si è
raggiunto l'obiettivo di costituire le ZES in Sicilia, visto il
lavoro preparato dalla Regione siciliana, e poi si critica perché
sia stato fatto. Una schizofrenia istituzionale, caro Presidente,
che non possiamo capire. La ZES è un importante obiettivo raggiunto
da questo Governo, c'è stata una collaborazione col Governo
regionale, si è trovato un accordo e partiranno. La critica quale è
stata da questo pulpito? Ma si è aumentato il numero di ettari
previsto dalle ZES. E allora? Abbiamo aumentato il numero di
superficie, abbiamo aumentato probabilmente i Comuni che potranno
partecipare a questa richiesta.
Per non parlare poi delle infrastrutture, dell'obiettivo raggiunto
ieri, l'inaugurazione della tratta Punta Raisi-Cefalù, uno dei
tanti obiettivi raggiunti dall'assessore Falcone, la riforma dello
studio. Ma non voglio fare una mera elencazione, vorrei completare
con gli obiettivi e i traguardi raggiunti dal comparto sanità.
Dopo anni si è approvata la rete ospedaliera, dopo anni abbiamo
raggiunto un ottimo traguardo, anche attraverso la stabilizzazione
di numerosi, come dicevo prima, di numerosi precari, e sono partiti
i concorsi per migliaia di posti e dirigenti medici. Abbiamo
attraversato un momento bruttissimo, che è quello del COVID, e
purtroppo, qualcuno lo diceva non perché ci auguravamo un disastro,
e no, cari colleghi, forse qualcuno di qui dentro se lo augurava, e
forse le critiche di febbraio, quando il Presidente della Regione
cercava di bloccare i confini della Sicilia per salvaguardare la
salute di noi siciliani, qualcuno dell'opposizione forse sperava in
uno scivolone. Non c'è stato. C'è stata una gestione perfetta
dell'emergenza COVID, probabilmente non eravamo abituati,
un'emergenza che probabilmente la Sicilia non affrontava fin dalla
Seconda Guerra Mondiale. Eppure, oggi la Sicilia, e i dati
statistici hanno un valore, è la Regione che si è comportata meglio
in Italia e voglio dare un solo dato: due cittadini lombardi,
purtroppo per loro moribondi in quell'epoca, si sono venuti a
curare in Sicilia, a Palermo, sono stati guariti e sono stati
rispediti in Lombardia in piena salute. Se non è questo un merito
anche di questo Governo, non so cosa dire. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò. E' iscritta a parlare
l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Grazie Presidente. Onorevole Presidente, noi l'abbiamo
ascoltata, abbiamo letto la sua relazione, come deve fare sempre
una minoranza che fa compiutamente il suo dovere che non è
assolutamente sempre quello del contrasto a tutti i costi, però è
doveroso mettere in evidenza alcune criticità ed anche una certa
autoreferenzialità che è emersa anche oggi da alcuni interventi e,
in particolare, sempre con uno spirito costruttivo, vorrei entrare
nel merito di alcune di queste criticità, in quanto abbiamo letto
ed abbiamo sentito di nomine, abbiamo sentito parlare soprattutto
di stabilizzazione di personale, tralasciando forse che alcune di
queste stabilizzazioni erano sicuramente un obbligo delle direttive
europee, in particolare, la 9970.
Ecco, sicuramente in questo contesto legato appunto alla Pubblica
amministrazione, ci sarebbe piaciuto anche sentire di alcune
questioni relative ai vari scandali ed agli arresti che hanno
coinvolto i dirigenti e impiegati in alcuni ruoli strategici
fondamentali, come ad esempio rifiuti ed energia e, soprattutto, ci
sarebbe piaciuto sentire anche qualche parola relativamente
all'emanazione ed al ritorno nel corretto alveo istituzionale
relativamente alle nomine secondo, appunto, delle rigide procedure
concorsuali e nel rispetto della sentenza 104 del 2007 della Corte
Costituzionale, una sentenza che continua ad essere elusa spesso
con la nomina di Commissari ai vertici degli enti regionali o
controllati dalla stessa.
Abbiamo sentito parlare stasera del Centro direzionale e di
cessione di beni demaniali, anche ricollegandomi all'ultimo
intervento. Ecco, su questo avrei molto da dire visto che, ad
esempio, ci sarebbero altre opportunità che forse la Regione e
l'amministrazione regionale avrebbe dovuto prendere in
considerazione, ad esempio del palazzo sito in via Ugo La Malfa
dove c'era un edificio, dei locali che erano stati a suo tempo
tolti alla mafia e evidentemente si sarebbero potuti prendere in
considerazione.
Ecco, sicuramente è più facile sempre, come dire, andare a
costruire, andare a mettere nuovo cemento nel territorio piuttosto
che andare a prendere delle situazioni già esistenti. Su questo si
apre un mondo relativo alla tutela del consumo del suolo di cui
forse si dovrebbe cominciare a parlare molto di più.
Lei giustamente ha parlato di tante cose, ha parlato di
amministrazione ordinaria che è appunto nei compiti del Governo,
però, forse sarebbe stato più opportuno anche parlare di una
visione futura, un po' più moderna della Sicilia. Ci ha ricordato
giustamente che la Sicilia dipende dai Fondi comunitari però, al
pari, non abbiamo sentito nulla su questa visione europea che è ad
esempio il Green deal che è oggi una struttura portante, una
possibilità di fondi fondamentali per la Sicilia nel rispetto,
nella tutela dell'ambiente che potrebbe portare anche ingenti fondi
comunitari.
Abbiamo sentito parlare anche di musei, però non abbiamo sentito
di quella svolta, di quell'elemento sostanziale che a livello
nazionale è stata una vera e propria svolta, ossia una visione
strategica che è andata soprattutto verso i concorsi e che ha dato,
quindi, ha sbarrato le porte ai politici ed ha aperto le porte alle
migliori competenze nazionali. Ecco, credo che in Sicilia si
dovrebbe prendere anche esempio da questo atteggiamento.
Ha parlato di impegno, di impegno di somme ma, forse, il vero
termine, il vero problema, il nocciolo della questione è
sicuramente la rendicontazione delle spese.
Ci ha parlato di marchio qualità sicura Sicilia', Presidente. Ma
i controlli sui prodotti alimentari e sugli arrivi delle navi a
Pozzallo che alimentano i magazzini del più grande importatore
italiano, sbarchi ben più preoccupanti per la salute dei siciliani
rispetto ad altri tipi di sbarchi, credo che questi problemi
debbano essere affrontati, sì è vero sono state bloccate tante
navi, diamo merito all'assessore Bandiera, ma credo che si debba e
si possa fare molto di più per tutelare i nostri beni siciliani.
C'è un problema di mancanza di controlli adeguati in Sicilia anche
per i problemi che sappiamo delle insufficienze nel Corpo forestale
e mi auguro, insomma, che ora l'ultima norma possa risolvere, anche
se avevo presentato degli emendamenti un po' più generali, però c'è
sicuramente da fare molto di più per aumentare i controlli in
generale perché soprattutto alcune riserve regionali sono veramente
terra di nessuno.
I centri storici. Ho sentito poco parlare delle aree
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, sinceramente, siamo partiti da
cinque minuti giusto per un generosissimo
PALMERI. Mi accingo a concludere, signor Presidente.
Ho sentito parlare per nulla di aree interne della Sicilia. Sono
le aree produttive della nostra Regione quindi dovrebbero essere
molto più attenzionate così come abbiamo sentito parlare poco
dell'esodo dei giovani.
Desertificazione. Sono sicuramente delusa in quanto lei,
giustamente, ha parlato anche di un approccio che si sta tentando
di fare, però questo studio, questo gruppo di lavoro che si è
costituito affronta soltanto il 25 per cento del problema
desertificazione in Sicilia. C'è da potenziarlo. Inserire tutta una
serie di funzioni e competenze.
Noi siamo propositivi. Sicuramente, onorevole Presidente,
continueremo ad essere un pungolo, ma saremo sempre aperti a fare
le nostre proposte e ad accogliere tutte le buone proposte che
verranno dal Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. Onorevoli colleghi, ci sono
gli ultimi tre interventi. Onorevole Di Paola, onorevole Ciancio e,
poi, l'onorevole Assenza, per ultimo.
Avete tutti e tre, più o meno, cinque minuti ciascuno, cinque,
cinque e mezzo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente. Presidente, Governo, onorevoli
colleghi, cittadini, leggo un passaggio del resoconto stenografico
del Presidente: serve un clima meno avvelenato, serve un
linguaggio meno violento dentro e fuori dal Palazzo ed è un appello
a tutti, a me stesso per primo, un dialogo ed un confronto aperto
serve tra Governo e Assemblea regionale siciliana, senza
pregiudizi, senza preconcetti salvo poi, qualche giorno dopo,
all'interno di una convention del proprio partito definire alcuni
deputati dell'Assemblea regionale siciliana cretini .
Ecco questa è la differenza tra quello che si dice e quello che si
fa.
La differenza tra quello che si dice e quello che si fa di questo
Presidente ed è per lo stesso motivo che abbiamo abbandonato
martedì, la scorsa settimana, l'Aula perché questo Presidente ci
aveva detto che doveva consegnare una relazione di 100 pagine, di
30 pagine.
Presidente dov'è questa relazione? Mai pervenuta. Abbiamo visto
tutto dal resoconto stenografico.
Anche qui la differenza tra quello che si dice e quello che si fa.
Presidente, all'interno di questa relazione mi aspettavo di
trovare la parola cavalli e invece non l'ho trovata. Ma mi
aspettavo di trovare pure la parola famiglia .
Mi aspettavo, Presidente, di trovare la parola famiglia e l'ho
trovata solo ed esclusivamente una volta. Un Governo di centro-
destra che all'interno di una relazione di metà mandato pronuncia
solo una volta la parola famiglia e la pronuncia solo per dire
che le famiglie siciliane passeranno da una povertà relativa ad una
povertà assoluta.
Colleghi, questa Regione, le famiglie siciliane stanno continuando
a vivere grazie al reddito di cittadinanza. Sono 194 mila famiglie
siciliane che percepiscono il reddito di cittadinanza e 22.500
siciliani che percepiscono la pensione di cittadinanza. Ed è una
riforma epocale dal punto di vista sociale, dal punto di vista del
welfare e non è una misura assistenziale come molti dicono, perché
poi questo Governo regionale sta bloccando i concorsi dei centri
per l'impiego. Mille persone devono essere assunte all'interno del
centro per l'impiego e i concorsi sono bloccati. Si sta
pianificando, questo c'è scritto all'interno di questa relazione.
Differenza tra quello che si dice e quello che si fa. Ma non è
solo questo Presidente a dire delle cose ed a farne altre, ma sono
anche i suoi Assessori. L'Assessore per il turismo di Fratelli
d'Italia. 75 milioni completamente bloccati. Gli operatori del
turismo sono in fortissima difficoltà. Si dovevano acquistare i
biglietti degli aerei, dei b&b. Cosa si è fatto ad oggi? Sono
passati due mesi.
L'Assessore per i beni culturali della Lega e dell'identità
siciliana. Questo Presidente ha scritto nella relazione che ha
rivoluzionato, finalmente sono ripartiti gli scavi archeologici. Ma
il capitolo è zero, è zero quel capitolo E non è riuscito nemmeno
a trovare, questo Presidente e questo Governo, 50 mila euro per
valorizzare una cisterna ellenistica con i lavori che sono stati
fatti per la conduttura idrica; 50 mila euro, la differenza tra
quello che si dice e quello che si fa.
Fratelli d'Italia, Lega, per non parlare di Forza Italia e delle
infrastrutture. Forza Italia si è fatta la campagna elettorale per
2 anni e mezzo sul porto della darsena di Gela e poi i fondi sono
stati tolti. Ma così come stanno togliendo soldi per un sacco di
infrastrutture.
Poco fa si parlava di 140 milioni di euro e questo Governo con
l'Ufficio speciale della progettazione doveva aiutare i comuni. Ma
cosa avete fatto per aiutare i comuni? Gli state solo ed
esclusivamente togliendo i soldi.
E, allora, la differenza tra quello che si dice e quello che si
fa. Io mi rivolgo ai siciliani, i siciliani sono stanchi di un
Governo che si guarda allo specchio, di un Presidente che si guarda
allo specchio e dice Ah, quanto sono bello Quanto sono bravo .
I siciliani hanno bisogno di diversità, i siciliani hanno bisogno
di un Governo e di un Presidente che si guarda allo specchio e dice
forse sono imperfetto, anzi sono imperfetto Devo migliorare, devo
costruire . Cosa che questo Governo regionale e questo Presidente
ad oggi non hanno fatto.
Allora, Presidente, il Movimento Cinque Stelle ha presentato una
mozione di sfiducia e non sarà solo il Movimento Cinque Stelle a
sfiduciare questo Governo e questo Presidente, saranno i siciliani
perché sono stanchi di tutto quello che si dice e che non si fa da
parte di questo Presidente da parte di questo Governo regionale.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio, per i sei
minuti rimanenti al Gruppo e poi l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
CIANCIO. Grazie, Presidente. Intanto devo dire una cosa positiva:
devo ringraziare il Presidente che a differenza del suo
predecessore, diciamo, è rimasto fino alla fine ad ascoltare tutti
gli interventi che può sembrare una cosa banale ma non lo è.
Noi dicevamo, abbiamo detto durante tutti i nostri interventi,
chiediamo le riforme e la prima risposta che ci viene data sulle
riforme è: ma la riforma dei rifiuti voi l'avete bocciata .
Voglio chiarire questo punto. Noi non abbiamo bocciato la riforma
dei rifiuti per partito preso o, a prescindere, perché era una
riforma del governo Musumeci. Noi abbiamo bocciato quella riforma
perché decine di sindaci ci hanno detto e ci hanno chiesto di non
cambiare la governance e la modalità, diciamo, di gestione dei
rifiuti, dopo dieci anni e quando la legge n. 9 del 2010 sui
rifiuti stava per prendere, sta per prendere forma. Ci hanno detto
in tanti: Ci abbiamo messo dieci anni per cominciare a parlare
seriamente, cominciare a costituire le SRR e non appena siamo quasi
alla fine dell'opera, cambiate di nuovo le carte in tavola. .
Quindi, per noi non era un problema di legge che sicuramente aveva
delle cose positive, per esempio l'aumento dei chilometri di
distanza dal centro abitato dalle discariche.
C'erano delle cose positive sicuramente, però per noi andava
ripresa la legge n. 9 del 2010, cioè quella già esistente corretta,
ma non certo fatta una nuova legge perché se ci sono comuni che in
questo momento raggiungono l'80 per cento, e comuni che raggiungono
il 10 per cento non è un problema di leggi, è un problema di
gestione e per questo ci siamo sempre concentrati sul piano dei
rifiuti.
Quindi, vorrei chiarire questo tema perché ci viene detto: Voi
avete bocciato la riforma, ma chiedete le riforme . Ecco, c'è un
motivo per cui abbiamo bocciato la riforma, non è una preclusione,
non è una posizione assunta per partito preso, ma di ragionata e
condivisa con gli attori sul territorio.
Io lo dico chiaramente, non abbiamo difficoltà ad appoggiare, a
votare le riforme o le leggi che sono arrivate dal Governo, così
come non ho difficoltà e l'ho fatto anche pubblicamente, ho fatto
comunicati stampa, in cui davo merito sulle triennalità dei teatri,
ho sempre dato merito al Governo di aver finalmente inserito la
triennalità dei teatri, siamo arrivati un po' in ritardo, lei si
ricorderà, Presidente, che l'ho sempre proposto nelle finanziarie,
ma per due anni mi è stato bocciato l'emendamento, però alla fine
siamo arrivati a questo risultato e ne ho dato atto all'Assessore.
Sulla certezza pagamenti con l'assessore Cordaro ci siamo trovati
e siamo riusciti a portare un importante risultato; con l'assessore
Falcone abbiamo collaborato e abbiamo ottenuto anche delle ottime
cose, ma al di là dei singoli rapporti con gli Assessori,
Presidente, qui c'è un problema direi anche d'Aula e di rapporti
tra maggioranza e opposizione perché ci sentiamo mortificati nel
nostro ruolo perché, lei lo sa benissimo e lo sa meglio di me, cosa
succede? Arrivano degli emendamenti dei disegni di legge piccoli,
parliamo di leggine, parliamo di articoli che molto spesso sono
stralci di collegati, di finanziarie, di disegni di legge trattati
in precedenza, ai quali si aggiungono centinaia di emendamenti,
decine di emendamenti che non c'entrano nulla l'uno con l'altro,
significa che ogni piccola legge in quest'Aula diventa l'autobus -
come diceva qualcuno non mi ricordo ieri - per gli appetiti un po'
dell'Aula e questo non lo possiamo accettare, ma non do la colpa a
lei, Presidente, glielo dicevo oggi, a volte è troppo
accondiscendente, anche con tutti i deputati di maggioranza e di
opposizione perché cerca, giustamente, di accontentare tutti.
Il problema qua non è che manca una guida regolamentare
dell'Assemblea, ma manca una guida politica, manca un indirizzo
politico, Presidente. In Commissione, e le assicuro che la mia
Commissione è un delirio, permettetemi il termine, nella mia
Commissione lei non è mai venuto; in Aula viene veramente raramente
e questa mancanza, questa assenza si sente ed è pesante come un
macigno non solo per l'opposizione ma anche per la maggioranza.
Dicevo, non abbiamo problemi a valutare le proposte nel merito,
però non posso dire altrettanto perché ho accettato con molta
diplomazia la bocciatura di un mio disegno di legge all'inizio di
questa legislatura, una settimana fa è passato un mio disegno di
legge solo perché mancava qualche deputato dell'opposizione, per
carità, anche da questo punto vista, nonostante avessi cercato di
convincere della bontà della proposta tutti i deputati, non c'è
stata questa condivisione, però, per carità.
Questo disegno di legge era sulle nomine. Presidente, mi sono
andata a rivedere gli interventi che lei ha fatto durante le
mozioni di sfiducia a Crocetta e lei ha detto, cito testualmente:
lei avrebbe dovuto fare la rivoluzione delle nomine dando spazio
al merito, al di là delle appartenenze; in dieci mesi cento nomine
tutte improntate al merito e fa un elenco di nomine politiche,
ovvero contesta il fatto che siano Assessori, ex deputati e
quant'altro.
Presidente lei ha fatto la stessa cosa, tra l'altro con un
meccanismo in qualche occasione che ha anche bypassato l'Assemblea
regionale ma, per carità, non diciamo che lei non possa fare nomine
politiche, lei le deve fare le nomine politiche, però permettete
alla Commissione di dare il proprio parere e di valutare il
curriculum e di valutare i documenti.
Io concludo dicendo che forse la percezione che ha lei di
quest'Aula e di quest'Assemblea è molto diversa da quella che
abbiamo qui da parte nostra, che c'è da parte nostra nei confronti
del Governo: se lei deve avere uno stomaco di ferro, mi creda che
qui non ce la passiamo meglio. Non ce la passiamo meglio perché il
ruolo dell'opposizione in quest'Assemblea è veramente difficile, è
un ruolo mortificato e il connubio che c'è tra maggioranza,
Governo, non merita di stare un giorno di più, non ne vale la pena.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio. E' iscritto a parlare, come
ultimo intervento, l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Devo complimentarmi innanzitutto per
la condotta del presidente Musumeci in quest'Aula. A differenza
dell'episodio indecoroso a cui abbiamo assistito la settimana
scorsa in cui un Gruppo parlamentare, platealmente, nel momento in
cui il Presidente ha iniziato il suo intervento si è alzato, ha
girato le spalle ed è uscito dall'Aula, lei, con il suo consueto
garbo istituzionale, è rimasto seduto, impassibile, ascoltando
spesso dei veri e propri insulti, assolutamente immeritati;
qualcuno dovrebbe prendere lezione di stile, di buona educazione e
anche di comportamento.
Detto ciò, abbiamo assistito ad un dibattito che, tranne alcune
eccezioni - e debbo dire, per esempio, l'ultimo rientra secondo me
fra queste lodevoli eccezioni -, in cui si è oscillato tra le
citazione cinematografiche, i paragoni letterari, spesso citati
anche a sproposito, addirittura le pruriginose intrusioni nei
profili social di qualche Assessore riportate chissà come, chissà
quali disavventure o azioni di Governo negative - che cosa c'entra
poi me lo spiegheranno, ancora -, addirittura ad una polemica
vecchia di settanta anni che ci vorrebbe trascinare nella polemica
fascismo e antifascismo e quant'altro, qualcuno l'ha paragonato al
dittatore che ha rivelato la sua natura perché si è fatto approvare
una norma su chissà quali poteri eccezionali e straordinari e, poi,
ciliegina finale, a ridosso di un dibattito che, per la prima
volta, si fa, dopo venti anni, dopo diciassette anni in questa
Aula, a dimostrazione della sua sensibilità nei confronti di questo
organo, del Parlamento, dell'Assemblea, dei singoli deputati,
ciliegina sulla torta, che cosa si fa? Si preannuncia la
presentazione di una mozione di sfiducia. Cioè il nulla cosmico di
questa opposizione viene mascherato dall'ennesimo tentativo di
buttare il pallone in tribuna per parlare del nulla.
Continuate pure a parlare del nulla, riempitevi la bocca che voi
rappresentate i siciliani, peccato però che poi siete sfortunati,
perché proprio nei momenti in cui voi vi accanite maggiormente,
come è stato durante l'emergenza Covid in cui prefiguravate chissà
quali disastri, chissà quali scivoloni da parte del Governo, vi
auguravate sin anche che aumentassero quei contagi, che
aumentassero quei casi di positività, quelle sfortunate situazioni
in cui alcuni dei nostri concittadini siciliani sono caduti e poi
comparivano proprio in quei giorni le classifiche in cui si vedeva
che i siciliani, che addirittura l'opinione pubblica nazionale
rivalutava il comportamento di questo Governo, dell'Assessore per
la salute, del presidente Musumeci e adesso aspettavano, con ansia,
questa benedetta classifica che esce ogni anno da parte del Sole 24
Ore per dire: guarda come sarà ancora l'ultimo, sarà l'ultimo e
viene a ridosso del dibattito , quindi, si fregavano le mani.
Ennesima delusione Il consenso del presidente Musumeci ha
raggiunto vette inaspettate anche per noi, perché vi dico la verità
anche noi eravamo un po' timorosi perché la situazione è quella che
è, la disperazione è tanta, le disillusioni sono altrettanto
pesanti, altrettanto gravi, la Sicilia vive un momento difficile,
quasi tragico. Eppure, che cosa emerge? Che in questo periodo il
presidente Musumeci è stato tra i primi ad aumentare il suo
consenso personale rispetto a tutti gli altri governatori e,
quindi, sono arrivati in Aula, in questo dibattito, le citazioni
cinematografiche, i proverbi letterari, perché poi sul concreto che
cosa devono dire? Devono fare il raffronto fra i nove anni e non
dimentichiamo i precedenti governi targati PD perché si tratta di
nove anni, non di cinque anni Devono fare il confronto con la
spesa di fondi comunitari, con gli investimenti finanziati rispetto
a prima, parliamo di cifre assurde, siamo a più 440 per cento, a
più 170 per cento, a più 25 per cento, che cosa potete pretendere?
Si parla della provincia di Ragusa, anche qui sarà una
coincidenza, ma guarda caso si è inaugurato l'Ospedale, finalmente,
di Giovanni Paolo II di Ragusa. E' stato finanziato, grazie
all'assessore Razza, il secondo stralcio per il completamento con
altri 40 milioni di questo Ospedale. E' stata aperta la stazione
aeroportuale di Pozzallo, è stata inaugurata l'autostrada Siracusa-
Gela, finalmente, grazie all'opera incessante dell'assessore
Falcone, diventa una realtà e fra poco verrà inaugurato il primo
tratto che raggiunge la nostra provincia, Ispica, e quindi non più
unica provincia a chilometro zero di autostrada, perché l'avremo,
la Ragusa-Catania diventerà una realtà perché il governo Musumeci
da parte sua, pur non tenuto, ha messo i soldi necessari per la
realizzazione
E allora che cosa
L'autoporto, anche qui, guarda la sfortuna, proprio oggi il
Governo regionale ha potuto comunicare che sono stati recuperati
422 milioni per il completamento di quest'opera essenziale.
E potremmo continuare a iosa, però voi continuate a guardare i
social, continuate a fare paragoni cinematografici, continuate voi
a denigrare inutilmente, a fingervi di essere rappresentanti dei
siciliani, ma quali siciliani? I siciliani, Presidente, le sono
grati, perché lei nel suo programma non ha detto che quest'Isola
diventerà bellissima in cinque anni, ha detto che quest'Isola piano
piano si deve riavviare alla normalità e lei ci sta riuscendo, il
suo Governo ci sta riuscendo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza, abbiamo concluso con il
suo intervento tutto il tempo a disposizione dei colleghi che
avevano chiesto di intervenire a nome dei propri Gruppi
parlamentari e ci sono Assessori che hanno chiesto di intervenire,
così come alla fine il presidente Musumeci.
Cominciamo con l'assessore Falcone, per poi proseguire con gli
assessori Lagalla, Bandiera, Turano, Grasso, Cordaro e, per
concludere, con il presidente Musumeci. Ha facoltà di parlare
l'assessore Falcone.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Grazie
Presidente, velocemente per spiegare qual è la visione d'insieme
del governo Musumeci sulle infrastrutture dove si è voluto
coniugare da un lato il servizio di trasporto pubblico locale alla
infrastrutturazione.
Io partirei appunto da Messina laddove abbiamo messo in campo in
questi due anni la più grande progettazione per la più importante
opera dell'Italia meridionale: è il raddoppio ferroviario
Giampilieri-Fiumefreddo che, a distanza di un anno, giace nei
cassetti dei Ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali in attesa
di un parere, così come in attesa di un parere giace, dopo un anno
circa, la Trapani-Alcamo, quella Trapani-Alcamo che è interrotta
dal 2011, quella Trapani-Alcamo che oggi viene chiamata via Milo e
che è stata finanziata dal nostro Governo per 204 milioni di euro
per creare l'elettrificazione.
Siamo stati noi che abbiamo avviato il cantiere della
Catenanuova-Bicocca, cioè il primo lotto per il raddoppio
ferroviario della Catania-Palermo. Siamo stati noi che abbiamo
depositato al Consiglio superiore dei lavori pubblici ben cinque
lotti del raddoppio ferroviario, significa la Catenanuova-Dittaino,
la Dittaino-Enna, la Enna-Caltanissetta, la Caltanissetta-Xirbi e,
quindi, Lercara, Montemaggiore e, quindi, Fiumetorto.
Siamo stati noi che abbiamo riavviato i lavori per mettere in
campo il nodo passante a Palermo. Era chiuso da cinque anni quel
nodo passante che poteva essere la più grande incompiuta della
Sicilia, lo abbiamo portato a compimento e, oggi, quando abbiamo
potuto inaugurare la velocizzazione della Cefalù-Punta Raisi,
perché c'è una infrastruttura che ha consentito di poter migliorare
il servizio infrastrutturale. Ci dispiace per l'onorevole Fava, se
lui dice che ben 7 volte deve scendere trasferendosi in ferrovia da
Siracusa fino a Trapani, deve fare soltanto tre fermate: Siracusa-
Catania, Catania-Palermo e Palermo-Trapani; dovrebbe essere più a
conoscenza, e non ci vogliono mica 7 ore, attenzione, vada a vedere
bene la situazione ferroviaria anche in Sicilia, laddove nel 2019
abbiamo aumentato di 1 milione e 200 mila passeggeri, centomila
passeggeri al mese nei primi due mesi del 2020, prima del Covid
abbiamo aumentato di 90 mila passeggeri, nel gennaio 2020, e 120
mila passeggeri nel febbraio del 2020.
Vorrei ricordare sulla provincia di Messina, poche cose abbiamo
fatto certamente, 40 milioni per il recupero urbano per lo
sbaraccamento, 26 milioni di euro per la via Don Blasco, e poi
ancora 20 milioni di euro per le case popolari.
Vi erano delle incompiute in Sicilia, da San Giovannello che era
la vergogna messinese, abbiamo mandato in gara, entro agosto
aggiudichiamo la gara di via San Giovannello; e poi Villafranca,
Nizza di Sicilia, Saponara, e poi ancora le grandi incompiute sulle
case popolari partendo da Giarre, andando a Ribera, laddove c'era
una grande incompiuta fatta col cemento depotenziato, l'abbiamo
demolita, la stiamo ricostruendo, così come la grande portualità
che abbiamo fatto proprio nel messinese, Sant'Agata di Militello,
35 milioni di euro, un'opera che abbiamo messo in campo noi e che
stiamo portando a compimento.
E poi c'erano anche le grandi incompiute, Lipari ad esempio, una
grande incompiuta del porto, abbiamo completato il porto sotto
monastero, abbiamo messo in campo il porto di Malfa, che è storico
il porto di Malfa, si aspettava da 20 anni, così come abbiamo messo
in campo il porto di Vulcano, che mandiamo in gara ora fra qualche
settimana, alla fine di agosto, nei primi di settembre, così come
manderemo in gara, alla fine di agosto, il porto di Favignana, 26
milioni di euro. Abbiamo avviato i lavori per il porto di Sciacca,
per il porto di Mazara, per il porto di Marsala, per il porto
canale di Mazara, per l'efficientamento energetico del porto di
Marsala e anche quello di Mazara. Abbiamo avviato, concluso, i
lavori del porto di Riposto, e abbiamo rifinanziato, ieri, altro
milione di euro per il completamento del primo bacino.
Abbiamo concluso e abbiamo avviato i lavori, finanziandoli con
300 mila euro, del porto di Donna Lucata a Scicli, e ancora abbiamo
dato, col fondo di rotazione, ben 82 interventi ad altrettanti
comuni, fra questi al comune di Pozzallo, abbiamo dato 1 milione
100 mila euro per il finanziamento del porto che vale 42 milioni di
euro.
Vi potrei dire sul CAS, e concludo veramente Presidente, sul CAS
soltanto 4 opere incompiute: la Mare-Monti, valeva 18 milioni di
euro, era ferma da 6 anni; la Noto-Pachino era ferma da 11 anni,
altri 12 milioni di euro la Mare-Monti, 18 milioni la Noto-Pachino,
e poi ancora il viadotto Ritiro, che era fermo, la più importante
opera infrastrutturale di Sicilia, se non altro perché si trova ad
un'altezza di 65 metri. Sono queste le cose, ben 90 interventi
infrastrutturali del CAS, e quando si parla, questo contenzioso con
l'ANAS, lo abbiamo fatto perché rivendichiamo di diritti della
Sicilia e dei siciliani, lo abbiamo fatto, e guardate che grazie a
noi abbiamo potuto svincolare la nord-sud che era bloccata, non
c'era nemmeno un lotto che era stato avviato, e ho concluso, e lo
abbiamo fatto, così come saremo soddisfatti se, entro il 31 luglio,
o magari se non è il 31 luglio sarà il 31 agosto, o comunque
speriamo entro il 15 settembre, che possa finalmente riaprire
questo viadotto Himera che rappresenta la vergogna della Sicilia.
PRESIDENTE. Allora Assessore Falcone, allora, avevamo concordato
che ogni assessore potesse intervenire per 5 minuti.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Grazie Presidente, l'ora tarda, ed evidentemente la
inevitabile tendenza dei colleghi ad abbandonare l'Aula, non mi
consente di rivolgermi direttamente a quanti sono intervenuti in
materia di formazione. Ma avendo ad interlocuzione l'intera Aula
parlamentare, mi piace rivolgermi, tanto per facilitare il mio
discorso, all'amico onorevole Di Paola, il quale ha detto che si
dicono le cose e non si fanno.
Per quanto riguarda le funzioni che mi sono delegato, in
un'ottica ovviamente di collegialità assoluta di Governo, e di
condivisione del programma e del progetto che, dal 2017, ci unisce
al Presidente Musumeci, credo che questo Governo ha detto delle
cose, e forse ha detto meno cose di quelle che in realtà si sono
fatte.
Io non so se si sono fatte tutte le cose che si sarebbero dovute
fare, ma certamente ad oggi si sono fatte tutte le cose - e forse
ancor di più - che si sono potute fare, in ragione di una
situazione devastata sul piano del lascito finanziario, sul piano
della difficoltà burocratica, sul piano delle emergenze che via via
sono sopravvenute.
Mi spiace che l'onorevole Fava abbia, nel suo intervento e,
senza attendere il riscontro, abbia citato come evanescente o non
significativa la legge sul diritto allo studio.
La legge sul diritto allo studio è l'asse portante di una nuova
e più riconosciuta dignità del settore degli studi, da quello della
scuola 0-6 anni fino a quello dell'Università, ed è stato grazie a
questo intervento legislativo che questo Parlamento ha voluto
adottare, che noi oggi siamo in condizione di potere fruire di un
intervento regionale in favore dell'istruzione e della formazione,
che nessuna Regione ha previsto, anche in questa fase di Covid, e
che questo Parlamento ha certamente contribuito a destinare secondo
priorità che il Governo ha ampiamente condiviso.
Perché dico che è stato fatto tutto quello che ragionevolmente
si poteva fare?
Perché evidentemente, soprattutto in termini di formazione,
abbiamo dovuto recuperare una situazione bloccata, interamente
bloccata da tre anni, ripristinando la formazione professionale in
obbligo scolastico - ed è dato statistico che oggi la Sicilia è la
quarta Regione italiana per numero di allievi di IEFP, cioè di
ragazzi che fanno formazione in obbligo scolastico dopo anni di
assoluto blocco.
Presidenza del Vicepresidente FOTI
Sul piano della formazione ordinaria abbiamo introdotto una
nuova modalità di selezione, di reclutamento dei discenti
attraverso l'Avviso 2, senza alcun contenzioso - l'Avviso 2 si è
esaurito in questi giorni - e, guarda caso, il fermo attuale della
formazione, in questo momento che non ha potuto dare continuità
all'Avviso 2, è legato alla giacenza ingombrante di quell'Avviso 8
che fu maturato nel 2016, non certamente da questo Governo.
Oggi, dovendo restare per lealtà e continuità istituzionale in
attesa delle sentenze e delle ordinanze del giudice amministrativo,
evidentemente, siamo in una fase in cui attendiamo l'epilogo di
questa triste, lunga, logorante, insopportabile vicenda.
Sul piano della tutela dei lavoratori, al quale faceva
riferimento l'onorevole Lentini, si è concluso l'aggiornamento
dell'albo, da 8.500 persone, 5.000 persone delle quali 2.800 circa
- 5.000 compresi gli ex sportellisti di cui 2.500 già riassorbiti
nella ripresa delle attività formative - e per gli altri invece le
attese dei concorsi che sono stati evocati e che certamente non
sono bloccati per colpe oggettive di questo Governo e
dell'Assessorato che dirige l'amico e collega Scavone e,
soprattutto, la possibilità che vi sia un percorso di
accompagnamento, come è previsto dall'articolo 5, comma 18, della
legge regionale di stabilità.
Infine, stiamo muovendoci con grande forza per anticipare le
somme relate al fondo di garanzia. Ancora una volta a tutela dei
lavoratori e degli operatori del settore.
Se mi è consentito l'ultimo riferimento, vorrei fare alla
filosofia, alla visione, al progetto che ci sta guidando nel
recupero di un rapporto forte col mondo della scuola, e di una
integrazione fra scuola e formazione.
L'educazione dei giovani è un unicum, sia che si tratti di
formazione professionale, sia che si tratti di scuola.
E così stiamo trattando questo aspetto cruciale di un'azione di
Governo che, come voi vedete, non ci risparmia, e non si risparmia.
E, quindi, forse abbiamo un demerito vero e reale, che non tutto
quello che facciamo riusciamo a comunicarlo per come, forse,
meriterebbe di essere comunicato, e come altri comunicherebbero,
forse, con una gran cassa maggiore. Ma questa è l'educazione di
sobrietà che questo Governo ha ricevuto fin dal suo insediamento.
Grazie.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, l'ampiezza del dibattito e
l'ora tarda impongono, certamente, una sintesi, e di entrare subito
nelle questioni poste e - lasciatemi dire - in qualche caso, sulle
cose inesatte riportate.
Contratto forestali. L'onorevole Cracolici ha ritenuto di
esprimere in quest'Aula la paternità del precedente Governo sul
rinnovo del Cirl, cosa che assolutamente non risponde al vero. Io
che, insieme al collega Cordaro, sotto la supervisione attenta del
Presidente della Regione, ho lavorato parecchio a quella pratica,
la ricordo bene. Ci fu un lavoro, fatto dal precedente Governo, vi
farei leggere gli atti che vedevano questa pratica entrare e uscire
dalla Giunta, questi atti trasudavano di imbarazzo e di timore
perché, fra l'altro, non c'era neanche un centesimo per finanziare
questo contratto.
L'allora Giunta, soltanto nel settembre 2017 - mi viene da dire
a qualche giorno dalle successive elezioni - con la delibera n. 404
del 13 settembre 2017, approvò una delibera inusuale, parlava di
approvazione di ipotesi di accordo, senza un centesimo,
chiaramente, appostato. Quindi, approvò un'ipotesi di accordo. Un
accordo non è un contratto. Un'ipotesi di accordo non è neanche un
accordo, ovviamente non fu approvato niente. Il Cirl fu rinnovato
con la delibera n. 387 del 19 ottobre 2018 e andò, successivamente,
in Gazzetta Ufficiale. Quindi, un anno dopo rispetto a questa
presunta o paventata approvazione. Approvato, quindi, a ottobre
2018, quel novembre, come è noto, non ci furono elezioni.
Ho sentito utilizzare il sostantivo vergogna' in quest'Aula,
io, francamente, non lo ripeto. A proposito di vicende sempre
forestali, all'onorevole Lupo che metteva in dubbio la veridicità
di quanto affermato dal Presidente della Regione nella propria
relazione, non posso che ulteriormente leggere la relazione e,
chiaramente, la relazione dice che dopo cinque anni di attesa, da
una previsione normativa del 2015, neanche allineata col contratto
che poi noi abbiamo approvato, si parlava di attività
complementari'. Mancavano le disposizioni attuative, mancava
l'allineamento del contratto, tutto questo l'abbiamo fatto noi, e
adesso, chiaramente, i lavoratori forestali, in armonia con queste
disposizioni, oggi possono svolgere questa attività.
Si è parlato di controlli funzionali. Lo dico serenamente, nella
certezza della buona fede di chi ha fatto affermazioni diverse, non
c'era nulla. C'era una legge che, con poche righe, sapeva che
c'erano i lavoratori ex Aras in stato di abbandono, fu scritto li
diamo all'Istituto zootecnico', però le risorse dovevano darle
all'Aia, quindi noi li assumevamo, un organismo terzo prendeva le
risorse, poi forse pagava i lavoratori ma, soprattutto, il danno
era che la banca dati avrebbe tenuto un organismo terzo e non noi.
I controlli funzionali che noi abbiamo riattivato con un
partenariato - credetemi - che ci è invidiato e copiato in tutta
Italia, perché vede capofila alla Regione, vede le tre Università
pubbliche siciliane con noi e poi soltanto per alcuni aspetti,
perché lo prescrive un decreto nazionale, soltanto per alcuni
aspetti c'è Aia, i lavori funzionali sono ripartiti, ben 2037
aziende, volontariamente, si sono assoggettate a questo meccanismo
di controllo perché certificare, far verificare la propria
produzione, è un fatto di qualificazione, di valorizzazione e,
quindi, anche di maggior prezzo. E, quindi, sono ripartiti questi
controlli, abbiamo riassunto una parte dei lavoratori ex Aras e,
dal primo giorno, abbiamo detto riassumeremo soltanto quelli che
servono e che sono funzionali a questo programma'.
Restano ancora sul campo decine di amministrativi ma,
probabilmente, l'ex Aras fallì anche perché si era sovraccaricata
questa macchina di lavoratori amministrativi, e non di controllori
che, invece, devono stare nel campo. Stiamo anche attivando
l'anagrafe dell'Equidi proprio per favorire sempre più il
riassorbimento di questi lavoratori, molti dei quali, nel
frattempo, sono andati in pensione.
Programma di sviluppo rurale. Ho sentito parlare quasi di un
atto dovuto, di routine. Il Programma di sviluppo rurale che
abbiamo trovato, molti lo definivano il Programma di sviluppo
legale. Perché in Assessorato facevano sali e scendi avvocati, e
non agricoltori, avvocati, e non tecnici. Abbiamo lavorato
alacremente a questo piano, abbiamo lavorato alacremente ai bandi
che erano stati espletati. E devo dire che, con due operazioni, con
due attività importanti, uno legato alla possibilità di fare il
soccorso istruttorio a chi si trovava nelle graduatorie, e con una
attività che invece abbiamo fatto sullo sblocco delle misure di
superficie, delle quali ha parlato l'onorevole Pagana, manifestando
il suo apprezzamento, e la ringrazio per la sua onestà
intellettuale, abbiamo sbloccato una serie importante di risorse.
Poco fa l'onorevole Calderone parlava dei numeri che, anziché le
parole, dico io, rappresentano veramente una realtà in maniera
proprio plastica. Un Programma di sviluppo rurale che si chiama
2013-2020, al 1 dicembre 2017 la spesa effettivamente erogata -
onorevole Sunseri - era di 348 milioni, oggi siamo alle soglie del
miliardo.
Mi fermo qui. Sugli altri temi avremo modo di confrontarci con i
deputati in qualsiasi momento utile. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'Assessore Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sarò telegrafico. In verità ritengo che,
essendo un dibattito su un argomento che riguarda la relazione
semestrale, la risposta del Presidente sia esaustiva. Tanto è vero
che mi fermerò soltanto per alcuni aspetti di dettaglio sulla
rubrica che ho avuto affidata dal Presidente della Regione.
Ma prima permettetemi di fare, non so forse perché non ho perso
il vecchio vizio della politica, una piccola riflessione politica
signor Presidente rapidamente . Mi devi fare solo parlare una
piccola riflessione politica sul comune denominatore che ci unisce
tutti.
Io credo che tutti, qua dentro, tutti sappiamo cos'è la Regione.
Lo sa chi è arrivato qui dentro perché l'ha contestata; lo sa chi è
arrivato qua dentro perché l'ha governata; lo sa chi è arrivato qui
dentro perché a volte i ruoli di opposizione, di maggioranza, ma
tutti sapevamo bene quale è il meccanismo della Regione, e quanto è
difficile governarla.
Ecco perché alcune accuse che riguardano quello che abbiamo
fatto, a me sembrano ingenerose e, soprattutto, mi sembrano
pretestuose. Allora, lo dico senza temere di essere smentito. Non
parlerò delle accuse che sono state fatte su piccole cose che
riguardano la mia Rubrica, lo dico su cose che riguardano
l'impostazione generale. E se sull'impostazione generale delle ZES
il Ministero, cioè il Governo nazionale, ha riconosciuto come
lavoro fatto bene, laborioso, i piani di sviluppo sono documenti
simmetrici, ben sviluppati, complessivamente coerenti. La
strutturazione che in parte afferisce all'analisi e
all'elaborazione in scala regionale, e in parte specifica, e in
modo approfondito, appare coerente con lo spirito delle norme
istitutive, ricostruendo un quadro di intervento unitario e
coordinato che mira a massimizzare l'efficacia del dispositivo.
Queste sono disposizioni che vengono date dal Governo
nazionale, e che riconoscono in maniera oggettiva un lavoro che, io
voglio ricordare a tutti, non appartiene solo a questo Governo:
appartiene anche all'Assemblea, perché io ho girato tutti i Gruppi
parlamentari per spiegare quello che si è fatto.
Allora, dire che lo abbiamo fatto in ritardo, sapendo bene com'è
la Regione, e conoscendo bene i meccanismi della Regione, diventa
una accusa ingenerosa. Soprattutto se poi la delibera che è stata
adottata nell'agosto del 2019 è stata soltanto approvata dal
Governo nazionale nel giugno del 2020.
E' facile così fare diventare la responsabilità politica di una
colpa, quando in verità non vi è, e quando forse tutti dovremmo
costruire un meccanismo che va nell'interesse generale. Né si
poteva pensare di istituire le ZES nei Nebrodi, perché le ZES
nascono, sono collegate ai porti, e i porti vengono catalogati in
relazione ai flussi commerciali. Ma se il mare non c'è, o il porto
non c'è, cosa posso fare io?
E lo stesso, onorevole Pasqua, il nesso economico-funzionale non
l'ho inventato io, è il legislatore nazionale che prevede che vi
sia un nesso economico-funzionale per territorio, per garantire
quei territori marginali.
Ma chiediamoci una cosa: su un provvedimento come questo, se
abbiamo avuto la condivisione di tutte le parti che lo hanno
approvato all'unanimità, di tutte le parti, quali sociali,
editoriali, politiche, e se non abbiamo avuto un solo ricorso, vuol
dire che non sarà stato fatto male, ed io non sto rivendicando il
privilegio - perché per me è un privilegio potere fare l'Assessore,
di avere fatto questo lavoro - l'ho condiviso, l'ho condiviso anche
con tutte le forze politiche, tutte le forze politiche ed i Gruppi
parlamentari.
Quindi io credo che il meccanismo che dovrebbe nascere, poiché
tutti conosciamo la Regione - e questo ci accomuna per davvero - è
quello di fare una scaletta di cose sulle quali lavorare tutti per
semplificare la vita delle imprese o degli imprenditori, non un
aiuto al Governo - parlo chiaramente sempre delle attività
produttive - per fare le cose che servono, e per farle in minor
tempo possibile, poi il resto, lo spazio alla politica per
contestare, per dissentire e per valutare in maniera diversa, ma il
risultato finale è quello che conta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Turano. E' iscritto a parlare
l'Assessore Messina. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Grazie signor Presidente, cercherò in questi pochi minuti di
raccontare un po' quelli che sono - consentitemi di dire - i
paradossi che ho sentito in quest'Aula. A cominciare da qualche
parlamentare che oggi ha deciso di ergersi a paladino del turismo,
per esempio, perché vede onorevole Di Paola, lei è stato uno dei
fautori che in Commissione V, dove lei è componente, del blocco del
Piano Triennale del Turismo, quel piano triennale che per sessanta
giorni è stato ostaggio della Commissione, dove lei è componente
insieme all'onorevole Fava, altro protagonista del piano triennale,
e che solo qualche giorno fa ci è stato finalmente sbloccato e
autorizzato dalla Corte dei Conti.
E in quella occasione vi dissi: sappiate che vi assumete la
responsabilità di bloccare un piano triennale, voluto dalle
associazioni di categoria, e votato da tutte le associazioni di
categoria, con la conseguenza di bloccare venti milioni di euro,
che sarebbero stati quei venti milioni di euro che oggi ci
avrebbero garantito, non solo di fare un piano di comunicazione
adeguato, ma soprattutto ci avrebbero consentito di anticipare
quelle risorse di quella famosa delibera che se non la conoscessi
penserei, onorevole Di Paola, che lei non sa leggere le delibere.
Ma siccome lei le sa leggere, fa opposizione strumentale, perché se
lei leggesse la delibera dei settantacinque milioni, si renderebbe
conto che il mio assessorato ha finito il progetto e completato, in
appena venti giorni, e che grazie alla mancanza di risorse che noi
avremmo potuto anticipare in quei settantacinque milioni, bloccate
nel piano triennale, che voi avete voluto bloccare, oggi non siamo
nelle condizioni di elargire quanto meno la prima parte di quelle
risorse.
Quindi, se lei leggesse le carte, o evitasse di fare opposizione
strumentale, si renderebbe conto che, forse, le responsabilità
stanno da un'altra parte. Perché vede, fare opposizione - e parla
uno che l'ha fatta per tanto tempo l'opposizione - significa non
necessariamente attaccare la maggioranza o il Governo su
motivazioni che poi non sono supportate dalle carte, io ero
abituato a fare opposizione supportando le carte, e soprattutto a
fare anche opposizione costruttiva.
Ringrazio l'onorevole Ciancio, che ha riconosciuto un piccolo
merito che è quello di aver fatto il nostro dovere sui teatri, e
soprattutto la ringrazio perché ha fatto in quel momento
un'opposizione critica, e ha supportato la possibilità di far
passare quegli emendamenti. E sono proprio quegli emendamenti che
ci hanno consentito di rimettere ordine nei teatri, nei tre teatri
per esempio più importanti: il teatro di Messina che era sull'orlo
del fallimento; il teatro Bellini di Catania, fallito ormai con
porte chiuse, l'abbiamo tirato fuori dal baratro, così come la FOS
di Palermo. Tre teatri che erano ormai al baratro, grazie a quel PD
che oggi ci racconta che sono tutti bravi e belli, ma che
probabilmente scordano come quei tre teatri erano ormai devastati e
che oggi cominciano a rivedere luce, ricominciano a vedere
un'attività concreta, rilanciando attività serie, ripristinando
quelli che sono i concetti soprattutto di meritocrazia, e mettendo
in campo quelle forze e quelle energie che oggi ci consentono -
purtroppo non per il Covid - di lanciare finalmente il festival
belliniano in Sicilia, di fare finalmente il tavolo tecnico dei
teatri, di fare finalmente il raddoppio del FURS, sia per il
pubblico che per il privato, che ci consentono di individuare
insieme ai consorzi, insieme ai licei musicali e a tutti quelli che
sono gli enti musicali siciliani, di fare un tavolo di
concertazione che ci aveva concesso e permesso di mettere
finalmente la prima edizione del Sicilia jazz festival con ricadute
importanti sul turismo.
Vedete, è facile discutere e raccontare, però tutto quello che
viene raccontato deve essere sempre e in ogni caso supportato da
quella che è la documentazione.
Io non ho motivo di non accettare le critiche, accetto sempre le
critiche, soprattutto quando sono costruttive, ma quando le
critiche nascono da palesi bugie che vengono dettate esclusivamente
dall'intento di volere attaccare in maniera immotivata un Governo
che invece, con enormi difficoltà, fa la propria parte, credo che
sia assolutamente strumentale, e non credo che si possano accettare
questi tipi di atteggiamento, perché siamo tutti bravi a postare
foto del Presidente della Regione o dell'Assessore di turno
scrivendo menzogne, probabilmente se avete il coraggio di dire
queste cose in altre occasioni, con confronti pubblici, verreste
smentiti regolarmente da quelle che sono le carte.
Ritorno nuovamente, e mi avvio davvero alla conclusione, a quei
teatri che è importante ricordare, e mi dispiace che non c'è
l'onorevole Fava, perché purtroppo anche qui si lanciano ovviamente
accuse, ma poi non si ha la buona cortesia di ascoltare quello che
il Governo ha da dire e da rispondere. Quei teatri che l'onorevole
Fava conosce molto bene, perché ci lavora con alcuni teatri, sono
quei teatri che lui sa perfettamente in che condizioni erano,
soprattutto i teatri stabili, che hanno ripreso anche in questo
caso e fanno parte sempre, esatto, sempre quei teatri che abbiamo
finanziato, sì, ho concluso signor Presidente, e che abbiamo messo
grazie al Presidente della Regione quand'era assessore per i beni
culturali, ben 32 milioni per la ristrutturazione. Mai un euro era
stato speso nei dieci anni precedenti per i teatri che stavano
letteralmente cadendo a pezzi. Andate a vedere in che condizioni è
il Teatro Massimo Bellini o la FOS di Palermo, e vi rendete conto
le strutture di questi magnifici teatri in che stato si erano
ridotti.
Mi avvio alla conclusione, anzi ho concluso, ringraziando
comunque tutti i parlamentari che hanno dato il contributo, non ho
più tempo se no le avrei risposto, onorevole Lupo. Ringrazio
soprattutto coloro che hanno dato un contributo costruttivo
all'Aula.
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, onorevole Grasso.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Sì, sinteticamente. Durante questo dibattito ho sentito
spesso la parola visione.
Sappiamo tutti che per avere visione bisogna cominciare dalle
fondamenta, e proprio il mio Assessorato, seguendo le direttive
programmatiche del Presidente della Regione, del Presidente
Musumeci, al momento dell'insediamento abbiamo immediatamente dato
corso.
Abbiamo trovato un Dipartimento che è proprio quello regionale
della macchina amministrativa, che era un Dipartimento e tutta la
macchina amministrativa regionale disordinata, disarmonizzata,
mancava la motivazione anche da parte dei dipendenti, ricordo un
contratto mai rinnovato da dodici anni, che non si rinnovava, e
abbiamo il primo atto: il rinnovo del contratto dei lavoratori.
Abbiamo sbloccato le assunzioni, mi dispiace che l'onorevole
Cracolici sia andato via, perché è proprio nella passata
Legislatura che, con la legge n. 9 del 2015, solo l'articolo 11
prevedeva il 10% delle assunzioni sui prepensionamenti,
prepensionamenti che sono stati fatti in virtù di quell'accordo
capestre fatto con Roma, e contestato anche dalla Corte dei Conti,
che poi ha detto che ha portato semplicemente un depauperamento di
professionalità, senza alcun risparmio da parte della Regione,
perché il risparmio è stato dello 0.75%.
E allora abbiamo avviato, per la prima volta, un piano dei
fabbisogni, abbiamo rimosso il divieto delle assunzioni, e solo
noi, con la legge n. 14 del 2019, abbiamo potuto procedere di
nuovo, e possiamo procedere, alle assunzioni che, come tutti
sapete, sono legate alle risorse assunzionali ma, ahimè, quei
prepensionamenti fatti in virtù della legge Fornero, che hanno
depauperato la Regione, non ci consentono di utilizzare quelle
risorse assunzionali, per cui tra il 2020 e il 2021 possiamo
assumere solo 108 persone.
Abbiamo cominciato un'analisi dei processi e abbiamo, proprio in
questi giorni, iniziato i cantieri che porteranno alla
riorganizzazione e alla digitalizzazione di tutta la macchina
amministrativa per consentire, non solo ai dipartimenti ma alle
sedi periferiche, di essere connessi in maniera digitale in modo
tale da poter lavorare sinergicamente e, quindi, dare risposte più
veloci ai cittadini.
Volevo dare un'altra risposta all'onorevole Lupo. Onorevole Lupo
lei sa bene in che situazione noi abbiamo trovato le provincie. Le
provincie regionali sono state abolite con legge del precedente
governo, noi abbiamo cercato in tutti i modi di evitare questo
disastro. Abbiamo trovato un disastro finanziario, abbiamo trovato
che le provincie regionali erano lì, i dipendenti, non solo, vi era
stato posto anche la mobilità, era stata disposta dai dipendenti
delle provincie, questo impediva anche di procedere all'assunzione
ed alla stabilizzazione dei precari. La stabilizzazione dei
precari, che era una legge nazionale, è vero, ma non si poteva
fare. Abbiamo superato due impugnative e siamo riusciti,
finalmente, a porre fine al precariato.
Non solo le provincie regionali, abbiamo chiuso l'accordo con lo
Stato ed oggi abbiamo già stanziato quei 540 milioni di euro che
servono per la manutenzione delle strade provinciali e che servono
per la manutenzione delle scuole.
Per quanto riguarda i commissari, noi siamo stati costretti a
prorogarli, per ben due volte il governo ha portato in questa Aula
la norma che consentiva le elezioni degli organi politici, ma non è
stata colpa del Governo il rinvio delle elezioni provinciali. Gli
statuti, insediare le assemblee, perfetto: sono state avviate le
attività ma, ahimè, mancano gli statuti per cui, a causa del Covid,
sono stati sospesi i termini ed oggi tutti i commissari stanno
procedendo a completare gli statuti per cui, poi, si potrà
procedere all'assemblea dei sindaci.
Io spero, subito dopo le elezioni amministrative, di ridare
dignità a quegli organi politici, alle provincie regionali, perché
ripeto non siamo stati noi ed oggi vi è un dibattito in corso
perché tutti hanno compreso anche coloro i quali volevano che le
provincie si eliminassero, quanto è invece è importante
quest'organo.
Per quanto riguarda le autonomie locali, bene: io credo che mai si
era pensato alla formazione dei dipendenti degli enti locali, noi
lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo e lo stiamo continuato a fare.
Fino a stamattina abbiamo parlato con Anci ed è risaputo che in
molte occasioni pubbliche l'Anci ha dato conferma che con il
governo Musumeci mai c'era stata un'intesa ed un'interlocuzione,
persino il Fondo perequativo si sta procedendo alla ripartizione,
d'intesa con Anci ed in sinergia con i sindaci. Per cui mi sento di
dire a chi ha affermato, al collega che aveva detto che c'era poca
attenzione nei Comuni, che i Comuni sono al centro dell'attenzione
di questo Governo ed, inoltre, volevo dare una risposta
all'onorevole Zito. Veda onorevole Zito, ci sono delle competenze,
l'Assessorato alle autonomie locali ha la vigilanza sugli enti ma
non può entrare nell'organizzazione degli enti per cui se gli enti
hanno capacità di riscuotere o non hanno capacità di riscuotere,
hanno il controllo della Corte dei Conti ma noi non possiamo fare
norme e sostituirci a quella che è una potestà ed una competenza
esclusiva dei Comuni e delle norme statutarie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'assessore Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, non parlerò delle tante cose buone
che ho sentito dai banchi della maggioranza ma mi rivolgerò per
forza alle tante inesattezze ed approssimazioni, ignoranza degli
argomenti, spesso anche banalità del male, strumentalizzazioni che
ho sentito dalle opposizioni. Ovviamente mi riferisco e sarò,
appunto, velocissimo a quelle che sono le mie deleghe e, quindi,
parto dal Corpo forestale.
Contratto integrativo regionale lavoratori-operai forestali. La
proposizione dell'onorevole Cracolici, probabilmente, faceva
riferimento, conoscendolo non posso pensare infatti che facesse
riferimento ad uno spot elettorale, probabilmente ad una
incompiuta. In realtà la delibera che approva il Cirl è di questo
Governo, del Governo Musumeci, ottobre 2018, la quantificazione ed
il pagamento, infatti, avviene nel gennaio del 2019, gli arretrati
verranno riconosciuti dall'ottobre del 2017
Con riferimento alla convenzione con i vigili del fuoco, vorrei
ricordare a chi ha sottoposto al governo questo argomento, che
stiamo parlando di una convenzione che costa 9 milioni, 3 milioni
per 3 anni, sono tempi in cui i denari, i fondi li dobbiamo
centellinare.
Peraltro, si è creata una congiuntura negativa nella contemporanea
sostituzione del comandante regionale dei vigili del fuoco e della
sostituzione del dirigente generale del corpo forestale. Stiamo
lavorando perché noi riteniamo che quella sia una collaborazione
assolutamente necessaria.
Vorrei ricordare a chi ha criticato il Governo Musumeci che
soltanto l'anno scorso abbiamo, con 20 milioni di fondi extra
regionali, acquistato mezzi per i vigili del fuoco con riferimento
ad attività di protezione civile.
Quindi, una collaborazione esistente, forte, sentita che prosegue
ma che va valutata con riferimento alla convenzione che dobbiamo
rinnovare.
Per quanto riguarda l'urbanistica io, intanto, vorrei ripartire
facendo riferimento a quanto ha detto l'onorevole Fava.
Si rassegni l'onorevole Fava, col Governo Musumeci non ci sarà mai
una sanatoria. Il termine sanatoria - e mi riferisco al DDL sul
riordino dell'edilizia - è collegato ad ipotesi di inedificabilità
assoluta.
L'articolo al quale si fa riferimento, ed al quale ha fatto
accenno anche il collega Trizzino, riguarda vincoli secondari per i
quali, in caso di istanza edificatoria, l'autorizzazione viene data
soltanto se gli organi preposti al controllo, siano queste le
Soprintendenze, il Genio civile o il corpo forestale, dia il suo
assenso.
Stiamo eliminando una babele, stiamo facendo certezza del diritto,
quella certezza del diritto, onorevole Schillaci, che sia antidoto
alla corruzione perché certamente col Governo Musumeci non accadrà
quello che è accaduto in passato e, cioè, una circolare dell'allora
assessore Lo bello, la 2 del 2014, che dice che dobbiamo fare così
come vogliamo fare con la nostra legge, una circolare successiva
della Sgarlata, che l'annulla, una circolare ancora successiva del
2015 dell'assessore Croce che la ripristina.
Certezza del diritto, nessuna sanatoria.
Due. Onorevole Pasqua, io certe volte mi chiedo se lei lo faccia o
lo sia. Lei ha parlato di urbanistica come fallimento. Ma
l'urbanistica l'avete votata voi in commissione, avete votato un
ddl all'unanimità che abbiamo costruito insieme e mi fa specie che
lei, che è il capogruppo, si rivolga in questi termini al Governo.
Evidentemente non ci sono argomenti seri
Così come la norma sull'abusivismo. Ma il Governo regionale l'ha
presentata la norma sull'abusivismo, è in commissione. Attendiamo
che la Commissione la esiti e questo sarà fatto al più presto.
Onorevole De Domenico, dopo oltre sessant'anni, grazie a questo
Governo ed all'assessore che le parla, la città di Messina ha il
piano regolatore generale.
Lei parla di temi che, probabilmente, non conosce ed io la invito
a confrontarsi con me perché se quelle attività delle quali parlava
lei sono ferme, sono ferme perché è in atto una procedura di pre
infrazione, l'EUPAILOT, che attende dal comune di Messina, con cui
c'è un'ottima collaborazione, la vinca presso la commissione Via
Vas. Siamo pronti ad operare, attendiamo le carte perché noi i
problemi li vogliamo risolvere e li stiamo risolvendo.
Onorevole Pasqua, lei ha parlato di un collegamento inconferente
tra il piano delle alluvioni e le azioni del Presidente della
Regione e si è chiesto se ci parliamo.
Io le chiedo, ma lei legge? Perché lei si ferma al piano delle
alluvioni, ma questo Governo, per la prima volta nella storia, ha
trasformato il tema della tutela dell'ambiente da sterile
ragionamento da salotto radical chic in politiche concrete di
Governo.
Il pianto per la mitigazione dell'inquinamento acustico, il piano
ERCA, per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale, il piano
per le zone RIR, rischio di incidente rilevante, il catasto dei
campi elettromagnetici, l'autorità di bacino, dopo ventotto anni,
la carta costituzionale dell'ambiente, il piano per la qualità
dell'aria.
Non ho sentito una parola, abbiamo ascoltato temi che davvero ci
hanno lasciato senza parole dopo aver conseguito il plauso del
Ministero dell'ambiente nel dicembre 2018.
Qualcuno dice che non va bene? Il 9 giugno questo Governo ha
scritto ci dica se va bene ancora, come ci diceva nel 2018, se non
va bene.
Attendiamo dal 9 giugno la risposta del Ministero dell'ambiente.
Concludo davvero. Onorevole Cracolici, lei ha evocato nel suo
intervento la scena finale del film gli intoccabili' e ha
rappresentato un Al Capone che diceva a Kevin Kostner che è tutto
chiacchiere e distintivo. In realtà forse le è sfuggito che in quel
film, Kevin Kostner/Musumeci vinceva e Robert De Niro Al Capone
perdeva.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signora Presidente,
colleghi deputati, vorrei cominciare con una aforisma. C'era uno
scacchista sovietico del 900 e diceva cominciai ad ottenere buoni
risultati nelle partite decisive quando mi accorsi che, mi sono
reso conto che non ero solo io ad essere nervoso ma anche il mio
avversario'. Ecco si chiamava Michele Tall.
Credo che io stasera abbia colto, invece di un clima di serenità e
di confronto, non sulle opinione ma sui numeri, sulle cose fatte,
avrei voluto cogliere un clima di serenità e invece ho colto un
clima di nervosismo, e qualche caduta di stile, che per carità ci
sta,. Ci sta perché quando l'avversario lavora bene e dà segni di
particolari risultati inevitabilmente suscita gelosie, suscita
reazioni a volte anche scomposte e alcune volte anche contenute
come ha fatto stasera il gruppo di Attiva Sicilia e il gruppo di
Movimento 5 Stelle, in particolare la collega Ciancio, che ha mosso
una critica determinata e dura nei confronti del Governo ma l'ha
fatta con una eleganza così solare che merita il mio apprezzamento.
Per dimostrare che si può fare opposizione senza bisogno di
mostrare cretinismo politico'. Rispondo subito al deputato che
ricordava come io in una Assemblea di partito abbia detto che la
politica, anche quella siciliana è affetta da cretinismo'. Il
cretinismo come sapete non è una offesa perché è una patologia e
purtroppo chi è cretino non sempre se ne accorge. Mi sono informato
e mi sono documentato e naturalmente non è escluso che ci possa
essere nella politica siciliana qualcuno affetto da cretinismo
politico. Il che non significa che non ci siano anche persone
ragionevoli e persone capaci di potere ammettere che a mezzogiorno
c'è il sole e a mezzanotte c'è la luna. Volere negare che a
mezzogiorno c'è la luce e a mezzanotte c'è il buio significa
davvero essere prevenuti. Per fortuna il popolo siciliano ha
cominciato ad aprire gli occhi e ha capito come stanno le cose. Io
vi rispondo con grande serenità perché tanto quello che hanno detto
gli Assessori pur nella sintesi, credo sia sufficiente a potere
chiarire tantissimi dubbi né io mi soffermerò sui singoli
argomenti, non me ne vorranno i colleghi, perché sarebbe di cattivo
gusto nei confronti di chi ci segue indirettamente ed è giusto che
sia così.
Intanto il numero delle pagine della mia relazione. Alcuni numeri
si potevano anche giocare al lotto. C'è chi dice 120 pagine, c'è
chi dice 80. Io avevo preparato una relazione con 120 pagine
scritte e avrebbe impegnato 3 ore del nostro lavoro. Per una
questione di rispetto nei confronti del Parlamento, per l'ennesima
dimostrazione di rispetto nei confronti di questo Parlamento - di
cui io sono componente e parte - ho voluto ridurre quelle 120
pagine a 17 cartelle, tante quante sono quelle del resoconto. E
naturalmente in quelle pagine dovevo parlare delle cose fatte,
avendo già in sede di dichiarazione programmatiche dato l'idea
della Regione che volevamo noi.
Abbiamo parlato nel gennaio 2018 di un ente agile, di un ente da
rifondare, da sburocratizzare, da dotare di sufficiente personale,
un ente sul quale serviva l'investimento digitale e informatico, un
ente da riabilitare sul piano dell'immagine, in Italia e
all'estero, un ente che avrebbe dovuto seguire la linea della
programmazione e del decentramento: la programmazione per fissare
obiettivi e risorse, il decentramento per dare titolarità agli
enti locali di essere enti gestori; noi non siamo per una Regione
che sia ente gestore:
E' chiaro che non possiamo porre fine a questo ruolo anomalo nello
spazio di qualche anno ma stiamo lavorando per raggiungere questo
obiettivo. Non solo, ma nella mia relazione della settimana scorsa
credo di avere anche parlato del ruolo che la Sicilia deve avere in
Italia e nel mondo.
Mi è stato detto che non c'era un'idea di Regione e allora non è
stata neanche letta la relazione stenografica e mi amareggia
questo.
Ho parlato di una proiezione mediterranea e ho detto: Signori,
dal 1990 la Sicilia è al terzo, al penultimo o all'ultimo posto
quanto a reddito procapite , ho parlato comunque di una condizione
di stallo. Se vogliamo superare questa condizione di stallo diamo
un ruolo alla Sicilia nel bacino euro-afro-asiatico e vi ho
evidenziato l'apertura di un tavolo col Governo nazionale per
chiedere quattro infrastrutture che riteniamo essenziali per dare
una prospettiva alla Sicilia: il collegamento stabile fra le due
sponde della Calabria e la Sicilia, un porto hub che possa
intercettare il traffico mercantile che arriva dal Canale di Suez,
il completamento dell'anello autostradale per quanto riguarda la
zona dell'agrigentino e del nisseno fino a Gela e la velocizzazione
della rete ferroviaria da Castelvetrano fino all'aeroporto di
Comiso.
Credo di avere dato un'idea in un consuntivo che, state attenti,
non costringeva a coniugare i verbi al futuro. Ho detto all'inizio:
Non mi occupo di cose che non sono state ancora fatte e dedico
maggiore attenzione alle iniziative e alle scelte più significative
già compiute o formalmente avviate nel rispetto del programma
elettorale .
Non c'è un solo riferimento che io abbia fatto che non fosse
accompagnato da una delibera o un atto formale.
E' chiaro che alcune iniziative poi, inevitabilmente, saranno
definite e formalizzate nel proseguo perché sono iniziative
affidate ad una progressiva e graduale velocizzazione.
E allora veniamo al concreto, quale Sicilia auspica questo Governo
di centro-destra aperto al contributo di tutti? Auspica, ecco
l'obiettivo finale è quello di riconsegnare ai siciliani una
Regione normale.
Nessuno ha parlato di straordinarietà, nessuno vuole fare i
miracoli, per quanto cristiani peccatori nessuno ha l'ambizione di
potere fare miracoli, stiamo solo lavorando con grande umiltà per
ridare normalità ad una Regione alla quale la normalità è stata
negata da tanto, da troppo tempo, la normalità non la
straordinarietà. E questo è l'obiettivo al quale improntiamo la
nostra azione, senza arroganza, senza supponenza, senza iattanza,
senza spavalderia se è vero che nelle dichiarazioni programmatiche
ho concluso dicendo, a parte l'appello che tanto non viene mai
raccolto dalle opposizioni o da una parte delle opposizioni, ho
detto noi rivendichiamo il diritto al dubbio'; e sì, perché poi
agli elettori bisogna portarlo il consuntivo E che hai fatto in
questi 5 anni?', a Musumeci c'amu bloccato tutti cosi', bravo,
bravo, complimenti, hai fatto benissimo'. Ma quello, di quello
parleremo fra qualche anno. Intanto il problema è capire perché non
si riesce a fare un'analisi serena e un confronto leale nei
confronti di un Governo che ha ereditato la Regione che tutti
conosciamo, ha detto bene Mimmo Turano che tutti conosciamo' e che
abbiamo interesse a dover far finta di non conoscere. E io non
posso rispondere a tutti.
La prima cosa che vorrei chiarire è questa storia del Diventerà
Bellissima'. Dico non vorrei offendere l'intelligenza di nessuno ma
pensate che Paolo Borsellino potesse dire quella frase riferendosi
all'estetica? Ma davvero vogliamo operare una violenza alla
memoria di un grande magistrato che non aveva appartenenze e se le
aveva sapeva essere al di sopra delle parti. Quando Borsellino
risponde alla vedova Schifani che dice voglio lasciare questa
terra di mafia e di rassegnati', lui dice no, non la lasciare
perché se tutti dovessimo andar via, chi resta qua? Tu vedrai che
un giorno, nonostante tutto, questa terra diventerà bellissima'
quindi il superamento della condizioni di fatalismo e di
rassegnazione che è una condizione interiore che si estrinseca nei
gesti e nelle scelte di ciascuno di noi quotidianamente, è la
capacità di superare il limite mentale che questa terra non
cambierà mai perché comunque è vittima della mafia, è prigioniera
della mafia.
Ecco perché abbiamo voluto chiamare il nostro movimento Diventerà
Bellissima', diventerà bellissima se tutti capiamo che questa terra
non è condannata alla morte e al grigiore. Se questa terra può
essere servita per superare questa stagione di grande difficoltà.
In una terra, non mi stanco mai di dirlo, che nella sua maggioranza
fa finta di volere cambiare ma non vuole cambiare perché ha paura
del dopo, ha paura della novità e noi che siamo minoranza, questo
Parlamento e questo Governo, abbiamo il dovere di fare in modo che
quella maggioranza diventi minoranza, quella che non vuole cambiare
perché se naufraga questa isola non si salva nessuno, non vi fate
illusioni, nessuno, né maggioranza né minoranze perché le fortune
elettorali non si costruiscono né delegittimando l'avversario né
costruendo ambizioni personali sulle ceneri di una Regione che vive
nella povertà e nella disperazione.
E se il Presidente della Regione Musumeci avesse avuto l'ambizione
in due anni e mezzo, in tre anni, in quattro anni, in cinque anni,
di cambiare le sorti di questa terra, sarebbe stato un folle. Qui
nessuno si fa illusioni, dobbiamo soltanto avviare un processo di
cambiamento, lento, difficile ma inesorabile. Noi ci stiamo
provando e saremmo felici se potessimo farlo con una parte di
questo Parlamento, se non con tutto il Parlamento.
All'onorevole Cracolici, credo di avere risposto sul tema del
Diventerà bellissima'.
Siccome ogni tanto leggo qualche dichiarazione di qualche deputato
ma non doveva diventare bellissima con Musumeci?' - e davvero il
cuore mi diventa piccolo piccolo perché penso a Paolo Borsellino.
E invece dobbiamo fare in modo di essere più rispettosi.
Questa terra potrà cambiare se tutti assieme ci metteremo al suo
servizio, servendola non servendocene.
E poi, il deputato Fava. Il deputato Fava contesta il diritto a
che il Presidente della Regione dica che il sistema dei rifiuti in
Sicilia si sia costruito su un sistema perverso, su una mentalità
perversa.
Il deputato Fava si sforza di fare il censore. Il deputato Fava è
convinto di dare lezioni di moralità a quest'Aula - per carità -
quest'Aula non è certo il luogo del paradiso per la politica
siciliana.
Sarebbe sbagliato pensare che possa esser l'inferno della politica
siciliana.
E il problema non è il parlamentare, il deputato indagato perché
la storia la conosciamo tutti, non c'è un Gruppo in quest'Assemblea
che non abbia avuto e abbia almeno un indagato e qualcuno anche
rinviato a giudizio - sia chiaro - e qualcuno anche condannato.
Non ce ne sono o ricordo male? - tu fai l'avvocato penalista.
Ecco perché dobbiamo necessariamente evitare di fare i moralisti.
Evitare Evitare Perché la politica del superuomo non esiste La
politica della superiorità genetica non esiste
Esiste la politica buona e la politica cattiva E quella buona
deve lavorare affinché quella cattiva sia sempre meno diffusa -
questo è il compito della Commissione antimafia che credo di potere
ribadire con qualche serenità.
Ecco perché rimango perplesso quando il deputato Fava dice sulla
politica dei rifiuti, deve capire su atti e fatti che richiamano
responsabilità di questo Governo.
Onorevole Fava, il linguaggio allusivo non lo può utilizzare nei
confronti di questo Governo
Non glielo consento ma non glielo consente la carica che lei
occupa - se lo lasci dire da uno che è stato votato all'unanimità
Presidente della Commissione antimafia.
Lei, se ha argomenti deve riferire alla Procura della Repubblica
Deve smetterla Deve smetterla di usare il linguaggio cifrato, le
mezze parole, gli ammiccamenti, le allusioni. E' un linguaggio che
appartiene alla migliore tradizione della peggiore antimafia.
Questo lo dico perché ho serena consapevolezza di come ha lavorato
il Governo Musumeci sul fronte della legalità, e soprattutto nel
settore dei rifiuti.
Così come su Riscossione Sicilia, non abbiamo nulla su cui
riflettere.
Il presidente di Riscossione Sicilia, nominato da questo Governo,
è uno dei più accreditati tributaristi, uno dei migliori
tributaristi che la realtà siciliana abbia offerto.
I fatti contestati al Presidente di Riscossione Sicilia, per
vicende che non riguardano Riscossione Sicilia, si fermano al marzo
del 2019. Il Presidente è stato nominato da questo Governo, al
vertice di Riscossione, il 6 marzo 2020. Credo che questo basti.
L'onorevole Fava conosce bene il Presidente da noi nominato a
Riscossione Sicilia, per essere stato il suo avvocato di fiducia,
per essere stato il suo tesoriere quando lui era Segretario
regionale del Partito comunista. Quindi, si conoscono bene i due.
Credo che questo possa bastare per togliere ogni dubbio; se poi la
Magistratura dovesse avanzare contestazioni nei confronti del
Presidente di Riscossione Sicilia per attività professionali che
non riguardano Riscossione Sicilia, il Presidente in cinque minuti
rassegnerebbe le dimissioni. Ecco perché io sono convinto che noi
abbiamo detto nella relazione davvero quello che andava detto.
E c'è un'altra favola che io - se mi consentite, se mi consente la
Presidente - stasera voglio sfatare. Questa di Ambelia e questa dei
cavalli. Ne parlavo con le mie nipoti che davvero sorridevano
divertite. Si dice che il Presidente Musumeci abbia questa
fissazione con i cavalli e con la tenuta di Ambelia che è nel
territorio comunale del mio Comune, della mia città natale,
Militello, da cui dista, peraltro, otto chilometri, credo, mentre è
vicinissima, attigua, a Scordia che non è il mio comune di nascita
ma a cui io voglio bene, come voglio bene tutti i 390 comuni
dell'Isola.
Ambelia è una proprietà della Regione, in condizioni di abbandono.
La gestione è affidata all'Istituto di incremento ippico che è un
organo controllato dalla Regione. L'Istituto di incremento ippico
si occupa della selezione degli equidi. Quindi, cavalli, asini - ci
sono due razze pregiatissime di asini - e muli o bardotti.
L'idea dell'Assessorato dello sport e, quindi, del Governo, è
quella di fare di quella tenuta abbandonata - perché è estesa a
diversi ettari - il più importante centro di sport equestre
dell'Italia meridionale. È una ambizione possibile per un Governo
che guarda agli impianti? Io credo di no. Per potere realizzare una
stazione di sport equestre - visto che la migliore si ferma ad
Arezzo ed è uno sport, come sapete, di gente che appartiene ad una
fascia turistica medio-alta, da Arezzo in giù non c'è dove fare
sport equestre nelle stagioni autunnali e invernali - è stato
suggerito che la Sicilia, con la sua condizione climatica, può
benissimo essere una terra tale da accogliere questo mondo dello
sport equestre nei mesi autunnali e invernali. Ma ci vuole un
impianto, adeguato e degno di questo nome.
Era stato il progetto iniziato nel 2010, quando il Partito
Democratico era al Governo, e poi si è interrotto questo progetto.
Lo abbiamo ripreso. Non lo so quanti milioni ci vorranno, non lo
so, non è competenza mia, non sono un tecnico; so soltanto che la
Federazione è venuta ad Ambelia e ha detto: qui è il posto
migliore per poter fare un grande campo per lo sport equestre .
Vero è, ci sono i cavalli; ma, vi giuro, non glieli ho portati io
I cavalli e le scuderie sono ad Ambelia dal marzo del 1876,
ininterrottamente, da sempre Ed io non sono un appassionato di
cavalli, non ho mai montato un cavallo, non ho mai avuto di
proprietà un cavallo. Mi dispiace di dovervi deludere. Mi piacciono
perché più conosco certe persone e più apprezzo gli animali in
generale, ma vi debbo dire i cavalli in modo particolare perché è
un animale fiero, elegante. E' l'animale che ha consentito la
vicenda umana dell'uomo nei millenni. Tutto qua ecco. La volevo
sfatare questa cosa perché spesso leggo nei comunicati certo
Musumeci piacciono i cavalli e io mi ammazzo dalle risate perché
non sanno che io non ho mai, mai, mai sfiorato un cavallo.
Alla Favorita di Palermo c'è un impianto che ha avuto e ha fatto
la storia dello sport equestre, ma è fermo da anni perché
impraticabile per una serie di problemi legati, credo, alla caduta
di rocce; ci sono dei pericoli concreti.
Con il Sindaco di Palermo e con l'Amministrazione comunale di
Palermo stiamo lavorando affinché anche la Favorita possa essere
riabilitata e potere così ospitare nei due impianti attività non
solo equestri, ma anche di altra natura, se possono servire
all'economia della nostra Isola.
I borghi rurale. I borghi rurali vengono tutelati non da una
delibera del Governo Musumeci ma da una legge votata da questo
Parlamento nella scorsa legislatura Santo cielo Ma come non
dirle queste cose Roberto Finora ho evitato C'è una norma di una
legge di stabilità che dice che bisogna intervenire per recuperare
i borghi rurali dell'ente per la colonizzazione perché sono
patrimonio della Regione - quindi patrimonio nostro - e abbiamo
dovuto indicare per il restauro quelli che sembravano i più integri
perché gli altri si stanno sfaldano inesorabilmente. Poi verranno
dati in gestione, non agli abitanti, verranno dati in gestione a
società, a cooperative, a chiunque ne farà richiesta e se lo
aggiudicherà attraverso un bando di evidenza pubblica.
Onorevole Lupo, lei ricorda bene, ha fatto una bella ricerca.
Alcune leggi della passata Legislatura io non le ho votate. Come me
l'onorevole Falcone, l'onorevole Cordaro, l'onorevole Grasso. Ma sa
perché? Perché non le condividevo e continuo a non condividerle; ma
io oggi sono il Presidente e le leggi di questo Parlamento ho il
dovere di applicarle. Non posso disapplicarle perché non le ho
votate tre anni fa. E' l'abcd dei doveri istituzionali.
Certo, sarebbe bello se io potessi, con il mio Governo e con la
coalizione del mio Governo, sforzare di modificarle, non tutte,
alcuni articoli di alcune leggi, perché nella scorsa Legislatura -
come ricorda anche il deputato Dipasquale - l'opposizione alcune
leggi le ha votate e alcune volte restavamo anche in Aula per
garantire il numero legale che spesso mancava ad una coalizione di
Governo che aveva 60 deputati; tanto per capirci.
Il Centro catalogo. Il Centro catalogo è una vergogna perché non è
stato mai messo nelle condizioni di poter lavorare. A parte che ha
un nome stranissimo che dovremo cambiare.
E' stato creato il Centro catalogo da una parte, per la
documentazione fotografica, cartografica, filmistica. E poi, il
Centro per il restauro: tutti e due inattivi. Addirittura, il
Governo Crocetta ha azzerato il capitolo del bilancio che aveva,
700-800 mila euro lo ha azzerato nel 2015. Non solo, ma lo studioso
che vuole andare al Centro catalogo non lo può fare perché esso è
distribuito su tre sedi assolutamente inagibili.
L'obiettivo di questo Governo è quello di utilizzare un immobile
inutilizzato che è l'Albergo delle povere e concentrare lì il
Centro catalogo e, possibilmente, farne fusione con il Centro per
il restauro. Mi sembra una scelta assolutamente sobria e
parsimoniosa, ecco perché non credo che serva.
Oppure lo scandalo di Antonio Candela. Due parole devo dirle su
questo scandalo. Il dottore Antonio Candela viene chiamato
dall'Assessore per la salute perché possa coordinare alcune
iniziative in piena crisi epidemiologica per quattro, cinque mesi -
noi speravamo un mese perché speravamo che finisse presto -.
Perché ci siamo orientati verso il dottore Candela? Serviva un
coordinatore che avesse competenza sanitaria e che fosse una
persona perbene. Guardate, Candela è stato l'uomo e il paladino più
elogiato in Sicilia negli ultimi anni in tema di antimafia, prima
lo era il senatore Lumia, come altri come Montante e altri ancora.
Bene, ci siamo documentati su questo dirigente che aveva
partecipato ad una selezione pubblica per fare il direttore di
un'Azienda ospedaliera, ma che non ha avuto l'assegnazione
dell'Azienda ospedaliera perché era inviso da un punto di vista
ambientale, si trovava difficoltà - come sapete i direttori li ha
selezionati un'apposita Commissione, l'Assessorato doveva deciderne
la destinazione d'accordo con i rettori per quanto riguarda i
policlinici -. Ebbene, ci siamo guardati in faccia, tanto nel
centrodestra dicevano tutti: attenti, è un comunista, è uomo di
Lumia . Lumia, altro paladino della legalità. Attenti, questo è
un confidente di Procura della Repubblica . Apposto, abbiamo detto:
e allora, è l'uomo giusto, se è malvisto dal mondo politico è
l'uomo giusto, se è malvisto dall'ambiente politico è l'uomo
giusto . E ci siamo documentati, abbiamo trovato una delibera del
Governo Crocetta che dice: Il dottore Antonino Candela ha
denunciato il malaffare che coinvolgeva alcuni burocrati e
farmacisti i quali, nell'ambito dell'attività di spesa, si
appropriavano indebitamente di denaro pubblico . Delibera, il
Governo del PD quindi, di esprimere pubblico encomio nei confronti
del dottore Antonino Candela.
Ma pensate che ci potesse essere un dubbio sul fatto che bisognava
nominare Candela dopo l'encomio pubblico del Governo regionale? No,
non ci bastava. Cosa pensa la Magistratura? Il Procuratore della
Repubblica di Palermo dice: Tutto parte - a proposito da una
indagine - da uno scrupoloso commissario dell'ASP, il dottore
Antonino Candela, che ha attivato finalmente i controlli per
individuare queste magagne .
L'unicità del commissario Candela è che ha fatto il proprio dovere
con intelligenza e conclude, al giornalista dice: Se mi passa la
battuta, vorremmo che tutti i Candela diventino, che i Candela
diventino tanti, ma tanti in Sicilia . La Magistratura. Quindi,
non solo un atto di encomio da parte del Governo Crocetta, ma anche
il magistrato.
E non eravamo ancora contenti, volevamo capire cosa pensasse il
Movimento Cinque Stelle e siamo andati al massimo vertice; siamo
andati al Ministro per la salute, la quale doveva nominare un
commissario all'Asp di Cosenza, la più grande Azienda della
Calabria, e per l'incarico di direttore generale dell'Asp , dice
il comunicato, il Ministro della salute, Giulia Grillo, ha
indicato un proprio corregionale, Antonino Candela, 53 anni .
Bene, io credo che noi, cosa mancava? Mancava l'imprimatur del
Papa Ma, trattandosi di una nomina laica, abbiamo creduto di
poterne fare a meno.
E non vorrei chiamare in causa il Capo dello Stato che è sobrio
nei suoi comportamenti e molto prudente, ma il Capo dello Stato ha
consegnato una medaglia al valore, al merito al dottore Candela -
il Capo dello Stato - e la RAI ha riservato nel primo canale, in
prima serata, un'ora di programma al dott. Candela.
C'era un solo motivo perché non venisse quest'uomo chiamato per
tre-quattro mesi a coordinare l'attività pur non avendo nessun
diritto a deliberare perché non era nelle sue mansioni farlo? C'era
un solo motivo? In quelle condizioni, non oggi, in quelle
condizioni io l'avrei fatto altre cento volte Perché avrei
nominato una persona perbene.
Eh, ma questa è la terra di Pirandello, dove non sai mai se il tuo
interlocutore è il volto o la maschera. E beh, abbiamo scoperto che
Candela era la maschera. Ma lo abbiamo scoperto dopo. E i miei
amici mi rinfacciano il fatto di avere nominato un uomo che non
apparteneva alle mie parti politiche, ma apparteneva alla sinistra
con la benevolenza del Ministro Grillo.
Mentre quando viene assegnata la scorta a Candela, la
Vicepresidente della Regione dice, Mariella Lo Bello parla di clima
pericoloso attorno a Candela.
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale onorevole Dipasquale La prego,
ci sono persone interessate
MUSUMECI, presidente della Regione. Ecco perché io credo che noi
abbiamo il dovere di lavorare per potere fare in modo che gli atti
di corruzione non debbano più accadere nell'Amministrazione
regionale. È importante.
Ed io ricordo e richiamo volentieri l'appello che l'onorevole
Schillaci ha rivolto al Governo quando ha detto: Presidente,
dobbiamo impegnarci per evitare che la corruzione diventi una
pratica abitudinaria .
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Lei è libero di uscire Non ha rispetto per i colleghi
interessati ad ascoltare Lei deve consentire agli onorevoli
deputati, che disciplinatamente stanno ascoltando, di sentire la
relazione del Presidente della Regione, come è libero di uscire
dall'Aula.
Lei non mostra rispetto per i colleghi deputati
MUSUMECI, presidente della Regione. La pratica della corruzione,
purtroppo, è una malapianta difficile da estinguere se continuiamo
ancora con un processo ed un contesto normativo che non consente o
non facilita la individuazione del corrotto e del corruttore.
Come sapete, io ho provveduto a nominare un nuovo responsabile
dell'Ufficio anticorruzione dell'Amministrazione regionale,
l'avvocato Emanuela Giuliano, figlia di un grande servitore dello
Stato ucciso dalla mafia e sono convinto che noi abbiamo il dovere,
tutti, ognuno nel proprio ruolo, di poter e di dover lavorare
perché negli uffici non ci sia presenza di lobbisti strani, non ci
siano pressioni particolari. E' importante
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego e la sto richiamando a
smettere, perché sta disturbando i parlamentari che sono
interessati al dibattito Le ricordo che il Regolamento, ad un
certo punto, mi impone di farla allontanare. Quindi, la sto
richiamando ufficialmente Lei non ha il diritto di impedire ai
colleghi di ascoltare il Presidente, a prescindere che egli decida
o meno di continuare con la sua relazione. La invito spontaneamente
a darsi una rinfrescata oppure a non interrompere i lavori
(Reiterate proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
Onorevole Dipasquale, la sto richiamando gentilmente affinché i
colleghi possano seguire la relazione. Se lei non è interessato,
evidentemente, se la richiesta mi proviene da più Capigruppo
contingenterò persino il Presidente, ma lei non ha il diritto di
sovrapporre la sua voce e di impedire l'ascolto a chi è
interessato Ci sono dei colleghi seduti.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signora Presidente, io non
voglio abusare della sua cortesia e dell'attenzione dell'Aula, vado
verso la conclusione per dirle e per assicurare tutti che sarà
fatto ogni sforzo perché questa malapianta della corruzione possa
continuare ad allignare; ma è uno sforzo che dobbiamo compiere
tutti, ognuno nel proprio ruolo.
Sarebbe facile dire il Presidente della Regione non è stato
lambito da alcun atto giudiziario ; no, non è una consolazione.
Quando la politica viene colpita, chiunque appartenga alla politica
è una sconfitta per tutti. Il giustizialismo non serve e non paga,
perché siamo tutti su una giostra e si torna sempre al punto di
partenza. E chi è veterano in quest'Aula sa che le vicende
giudiziarie che hanno caratterizzato alcuni personaggi oggi
all'opposizione, ieri al Governo, hanno trovato nel sottoscritto e
nei deputati che fanno parte di questo Governo grande senso di
responsabilità; non abbiamo mai, mai, approfittato, mai, fiduciosi
come siamo che un avviso di garanzia, un'indagine, una sentenza di
primo grado, di secondo grado, non possono e non debbono mai
costituire una condanna. Bisogna sempre avere il rispetto fino
all'ultimo dell'interlocutore.
Con questo stato d'animo, signora Presidente ed onorevoli
colleghi, io concludo questa mia replica.
Ho appreso questo pomeriggio che il Gruppo parlamentare del
Movimento Cinque Stelle starebbe per depositare una mozione di
sfiducia nei confronti del Presidente della Regione. Non entro nel
merito e tanto meno mi permetto di discutere una delle prerogative
di questo Parlamento, però ho il dovere di chiederle un atto non di
cortesia ma di attenzione particolare, signora Presidente, lo dico
a lei, lo dico alla Presidenza in generale.
Vede, la Sicilia attraversa un momento difficilissimo e
drammatico, un momento nel quale Parlamento e Governo hanno bisogno
di lavorare, nella critica, nella dialettica, per carità, anche
appassionata ed aspra, purché non si arrivi alle minacce di morte,
naturalmente, sulle quali io, purtroppo, stasera non ho sentito un
solo riferimento, un solo accenno. Ecco, evitiamo le minacce di
morte e fermiamoci al dibattito politico.
Allora, noi abbiamo bisogno di lavorare con serenità. Quindi, le
chiedo, signora Presidente, d'accordo con i Capigruppo, di poter
iscrivere per la prima seduta utile all'ordine del giorno la
mozione di sfiducia presentata nei confronti del Presidente della
Regione.
Se la mozione di sfiducia dovesse passare tutti ce ne andremo a
casa; se la mozione di sfiducia - come mi auguro - non dovesse
passare avremo la possibilità di lavorare per questi due anni e
mezzo e programmare nel clima di serenità che serve a tutti, al
Parlamento ed al Governo, senza la spada di Damocle.
Io credo che la mia richiesta non sia assolutamente irricevibile.
Se lei potesse calendarizzare la mozione nella prima seduta utile
io credo che renderebbe un ulteriore servizio a questa Terra di
Sicilia che, in questo momento, chiede chiarezza alla politica e
chiede, soprattutto, il diritto a poter produrre il fatturato che
ognuno è capace di esprimere.
Vi ringrazio tutti.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Anzitutto, Presidente, la voglio
rassicurare sul fatto che la mozione, quando sarà consegnata, sarà
calendarizzata nei termini previsti dal Regolamento. Attualmente
non risulta depositata.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 14 luglio
2020, alle ore 15.00, con all'ordine del giorno, come concordato,
la relazione della Commissione Antimafia sul depistaggio sulla
strage di via D'Amelio.
La seduta è tolte alle ore 22.27(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
205a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 14 luglio 2020 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA COMMISSIONE
PARLAMENTARE D'INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA MAFIA E
DELLA CORRUZIONE IN SICILIA SUL DEPISTAGGIO SULLA STRAGE DI VIA
D'AMELIO (DOC. VII)
Relatore: on. Fava
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-
190-229-356-472-536/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio