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Resoconto d'Aula della Seduta n. 204 di mercoledì 08 luglio 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.25

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

  Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare e comunicazione di
   temporaneo mantenimento in vita del Gruppo parlamentare  Fratelli
                               d'Italia

   PRESIDENTE.  Con nota pervenuta a questa Presidenza  il  7  luglio
  2020,  protocollata al n. 36-PRE/2020 di pari data, l'on. Salvatore
  Lentini  ha comunicato di aderire, a far data dal 7 luglio 2020, al
  Gruppo  parlamentare  ORA-Sicilia  che, conseguentemente, constando
  adesso  di quattro deputati è da considerarsi Gruppo costituito  di
  diritto.
   Con pari decorrenza,  lo stesso deputato cessa contestualmente  di
  far  parte del Gruppo parlamentare  Fratelli d'Italia , che,  sceso
  al  di  sotto  del numero minimo di deputati previsto dal  comma  2
  dell'art.  23  del Regolamento interno dell'ARS per  costituire  un
  Gruppo  parlamentare, rimane temporaneamente in  vita,  secondo  la
  prassi  di  questa  Assemblea regionale e di  quella  vigente  alla
  Camera dei Deputati  fino a quando il Consiglio di Presidenza  avrà
  deliberato al riguardo.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Seguito della discussione, ai sensi dell'articolo 160 bis del
     Regolamento interno, della relazione sull'attività svolta dal
             Governo nei diversi rami dell'Amministrazione

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  abbiamo   appena   avuto   una
  Conferenza dei Capigruppo con il rappresentante del Governo  perché
  i  tempi  teorici  previsti dal Regolamento sinceramente  sarebbero
  stati  tempi  un  po' folli, perché il Regolamento prevedrebbe  che
  questo  dibattito, se tutti volessero intervenire, dovrebbe  durare
  11  ore;  per  cui, è ovvio che una situazione di questo  genere  è
  improponibile e faremo, ovviamente, anche nell'attuale modifica del
  Regolamento  che  stiamo facendo poi chiederò ai  colleghi  che  si
  possa mettere mano anche a questo tipo di situazione da modificare,
  e  abbiamo  stabilito  un  tempo che non è  pari  relativamente  ai
  partiti, ma abbiamo considerato maggioranza e opposizione in  linea
  di  massima,  in  modo  che  la maggioranza  abbia  il  suo  tempo,
  ovviamente, per parlare comunque abbondantemente, ma l'opposizione,
  che aveva fatto qualche storia circa il contingentamento dei tempi,
  fosse soddisfatta.
   Per cui, il tempi sono i seguenti:
    Movimento Cinque Stelle un'ora e 15 minuti;
    Forza Italia 15 minuti;
    Partito Democratico XVII Legislatura 45 minuti;
    DiventeràBellissima 15 minuti;
     UDC  -  Unione  dei Democratici Cristiani e dei  Democratici  di
  centro 15 minuti;
    Popolari e Autonomisti - Idea Sicilia 15 minuti;
    ATTIVA Sicilia15 minuti;
    ORA -  Sicilia 15 minuti;
    S.F. Italia Viva 20 minuti;
    Lega Sicilia per Salvini premier 15 minuti;
    Fratelli d'Italia 15 minuti;
    Misto 10 minuti.
   Io,  tranne  che l'onorevole Cracolici, non ho ancora  iscritti  a
  parlare,  quindi do la parola all'onorevole Cracolici perché  credo
  che  andiamo  direttamente alle repliche all'intervento  fatto  dal
  Presidente della Regione.
   Ho,  intanto, bisogno di un segretario. Onorevole Dipasquale venga
  così  mi  aiuta a prendere nota delle richieste di intervento.  Noi
  dobbiamo segnare i tempi relativamente al Partito. Quindi, il PD ha
  45  minuti  di  tempo  a  disposizione e,  perciò,  se  l'onorevole
  Cracolici ne prende 44 gli altri non potranno intervenire.
   Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, Presidente della  Regione,  Giunta,
  onorevoli  colleghi, io credo che nessun Governo dopo  due  anni  e
  mezzo  che governa verrebbe in Aula senza raccontare ciò che  si  è
  fatto  in due anni e mezzo. Non credo che esistano Governi che  non
  facciano atti in due anni e mezzo.
   Era  del  tutto evidente, quindi, che il Presidente della Regione,
  per  la verità in questo racconto che ha fatto ha dato per atti  di
  Governo  anche atti che erano relativi ad altri Governi, ma  questo
  fa  parte  di  un' idea in cui chi arriva pensa che il passato  non
  esista  e  quello che esiste è soltanto macerie. Ma  su  questo  ci
  arriveremo.  Però, mi pare importante potere dire che  il  problema
  non è quanto si fa, ma come si fa e per che cosa si fa.
   Presidente  della Regione, lei due anni e mezzo fa si è presentato
  alla  Sicilia con una ambizione:  la Sicilia diventerà bellissima .
  Poi,  addirittura,  ha dato vita ad una lista a  suo  sostegno  con
  questa denominazione.
   Per  onestà devo dire che a me non è mai piaciuto non per  ragioni
  ideologiche o politiche, ma proprio l'idea, la suggestione  di  una
  Sicilia che sarebbe dovuta divenire bellissima quando io penso  che
  la  nostra è che noi siamo bellissimi o almeno siamo percepiti così
  nel mondo.
   La  Sicilia è terra di bellezza, non di una bellezza in  divenire,
  ma  di  una  bellezza che è, anche con i nostri limiti e le  nostre
  contraddizioni.
   Ma  mi  era  chiara, comunque, l'ambizione: nel  diventerà   c'era
  l'ambizione  del  fare  del cambiare, del provare  a  migliorare  i
  limiti le contraddizioni, come in parte è giusto che sia.
   Chiunque  si  candida  a  governare una terra  complessa  come  la
  Sicilia  è  giusto che ambisca a migliorarla a renderla più  bella,
  non  bellissima.  Penso,  però, che dopo due  anni  e  mezzo,  caro
  Presidente  della Regione, non uno dei punti sui quali, come  dire,
  oggi  la  Sicilia soffre, così come soffriva due anni e mezzo  anni
  fa,  così  come  soffriva cinque anni fa, così come soffriva  dieci
  anni fa, e così via, può considerarsi un punto risolto, quindi,  in
  questo  Diventerà  c'è ancora un'ambizione che è tutta in divenire,
  e visti i due anni e mezzo che stanno alle nostre spalle i prossimi
  due anni e mezzo non lasciano presagire nulla di buono.
   Rifiuti,   strade,  l'economia  di  questa  Regione,  la  povertà,
  assoluta   e  relativa,  la  corruzione,  sono  alcuni  dei   punti
  essenziali per cui, con onestà, lei può dire che in questi  settori
  la Sicilia ha fatto passi avanti? Io credo di no. Con grande onestà
  bisogna  dire  che  su  questi punti, che sono  forse  i  nodi  più
  strutturali e più visibili delle difficoltà della nostra Regione ad
  essere   appunto  considerati  punti  né  risolti,  né  avviati   a
  soluzione.  Aspettiamo  ancora, fra qualche  giorno,  non  sappiamo
  quando arriverà la conferma della legge finanziaria, ma non un euro
  delle  risorse  che abbiamo immaginato di impegnare,  ad  oggi,  lo
  abbiamo  impegnato  malgrado il Covid. Abbiamo  scoperto  di  avere
  tante  risorse  che non abbiamo utilizzato con i  programmi  extra-
  regionali proprio perché non li abbiamo utilizzati stiamo  provando
  ad utilizzarli in nome dell'emergenza Covid.
   Insomma,  ci sono tante cose che questa Regione, si può dire,  non
  ha  fatto nessun passo avanti, anzi, in alcune cose, persino,  come
  dire,  la  prosopopea  o  la presunzione di  essere  una  sorta  di
  Governo, come dire, unto un po' dall'idea di una moralità assoluta;
  anche  il  suo  Governo,  e lei non ne ha  fatto  cenno  in  questa
  relazione, è stato travolto da scelte sbagliate che il suo  Governo
  ha  fatto  nell'individuare uomini che alla prova  del  nove  hanno
  dimostrato di essere quanto meno degli  ominicchi' ovvero  persone,
  come  dire, prone all'idea che il potere lo si esercita  anche  con
  fattori  di  corruttività. Certo aspettiamo le sentenze, aspettiamo
  che l'azione giudiziaria abbia il suo epilogo ma non c'è dubbio che
  il  contesto nel quale tutto ciò è avvenuto, mi riferisco al   caso
  Candela', al  caso Damiani', cioè mi riferisco a cose concrete, che
  hanno  caratterizzato alcune delle scelte da lei  fatte  in  questa
  nostra Regione, che hanno in qualche modo segnato un punto di crisi
  tra quello che si vuole essere e quello che in realtà si fa e si è.
   Un  caos  amministrativo come quello che abbiamo, lei  come  me  è
  stato  deputato nella scorsa legislatura e certamente nella  scorsa
  legislatura  c'era  una cosa che ha caratterizzato  il  Governo  di
  allora  ed  anche il Governo di prima, sia Lombardo  che  Crocetta,
  nella  cosiddetta mobilità degli assessori. Oggi assistiamo  invece
  ad  una precarizzazione dei dirigenti generali della Regione. Siamo
  a metà mandato, i dirigenti generali molti girano come una giostra,
  si  avviano,  sono  stati nominati in queste settimane,  in  questi
  ultimi  giorni  altri dirigenti generali, addirittura  uno  per  il
  quale  dovrà  gestire  la programmazione dei fondi  comunitari  che
  arriva  da fuori, contemporaneamente si propone ieri una norma  che
  consente a chi gestisce un segmento dei fondi comunitari di  essere
  prorogato per altri due anni. Contraddizioni, contraddizioni tra il
  dire  fare  che  in qualche modo rasentano l'idea di difficoltà  ad
  avere una visione.
   Ha  fatto  scelte anche discutibili sul piano culturale oltre  che
  politico.  Lei  è come quelli che affida all'Avis  la  direzione  a
  Dracula.  Aver messo l'assessorato alla più bella cosa che  abbiamo
  in Sicilia, che sono i beni culturali un patrimonio mondiale qual è
  quello  della Sicilia che caratterizza l'identità siciliana  -  dai
  greci,  agli arabi, ai normanni, la storia dell'identità di  questa
  Terra  - ad  un esponente politico, al di là delle persone, io  non
  giudico  mai le persone, ma un esponente politico che,  come  dire,
  appartiene   alla   cultura  più  distante   che   poteva   esserci
  all'identità    siciliana    rendendo    ridicola    la     vicenda
  dell'Assessorato dei beni culturali e dell'identità siciliana.
   Ecco,  i  suoi  due anni e mezzo sono costellati da una  serie  di
  atti,  di  contraddizioni, che in qualche modo  fanno  pensare  che
  altro  che  diventerà bellissima, lei ha scelto il  tran  tran,  il
  galleggiamento  per il galleggiamento, individuando  un  giorno  un
  nemico  che  si chiama Parlamento, abbiamo assistito in questi  due
  anni,   ripetutamente,  a  gesti  e  azioni,  compreso  quello   di
  abbandonare il Parlamento, in disprezzo dell'attività parlamentare,
  ma  sa  perché, Presidente? Perché come tutte le persone che  hanno
  paura,  lei ha paura del confronto, lei ha paura all'idea di venire
  sconfessato in questa caricatura che lei ha costruito su di sé come
  personaggio  della decisione, come personaggio del fare,  solo  che
  quando  si vede confrontare con chi, in qualche modo, è chiamato  a
  verificare  quel  suo modo di operare, lì, poi, si  mostrano  tutte
  quelle debolezze.
   Ad esempio, lei ha raccontato tutta una serie di successi che sono
  intervenuti,  non  mi  dilungo su tutti perché  sarebbe  -  lei  ha
  parlato un'ora e mezza, io parlerò otto minuti -, mi pare di  poter
  dire,  però, che ci sono gesti di rispetto istituzionale;  dire  in
  Sicilia  che  il  contratto dei Forestali è  stato  fatto  dal  suo
  Governo: c'è un atto di Giunta, vada in segreteria, si accerti  che
  c'è  una Giunta di governo che ha approvato, nell'agosto del  2017,
  il  contratto dei Forestali; il PSR è stato impegnato per il 95 per
  cento:   vero,  è  stato  impegnato  per  l'80  per  cento   quando
  l'assessore ero io, non perché fossi bravo, semplicemente perché ho
  emanato  i bandi per oltre 1 miliardo e 300 milioni sui 2 miliardi,
  e  400  milioni  li  abbiamo  spesi con i  trascinamenti;  la  diga
   Pietrarossa , lo ha citato - ed è l'unica cosa che ha citato  -  è
  stata  sbloccata dopo 25 anni semplicemente perché qualcuno  ci  ha
  messo mano, ha deciso che bisognava sbloccarla, e dopo 25 anni vedo
  che  anche  il  decreto  che  è stato varato  qualche  ora  fa,  ha
  individuato  Pietrarossa  tra le opere da accelerare;  i  controlli
  funzionali agli allevatori: Presidente, abbiamo fatto una legge che
  ha  trasferito  all'Istituto Zootecnico  di  Sicilia  nella  scorsa
  legislatura,   dopo  il  fallimento  dell'ARAS,  la  gestione   dei
  controlli funzionali.
   Lei,  giustamente,  come ha fatto? Gli uffici le  hanno  fatto  la
  relazione,  lei ha messo un po' tutto dentro, però,  con  tutto  il
  rispetto,  capisco  che  chi  governa  ha  l'obbligo  anche   della
  continuità,  ma  non faccia in modo che diventi esclusività  perché
  prima  di lei c'era, come dire, lei non è figlio dell'anno Dominus,
  è  figlio di un anno dopo, perché non c'è un prima di Cristo  e  un
  dopo Cristo, siamo tutti figli di Cristo, cioè continuiamo nell'era
  del dopo Cristo.
   E  allora parlerei di tutto quello che non si è fatto in questi  3
  anni:  i concorsi, era stata una delle cose importanti nella  legge
  delle    scorse    finanziarie,   quando   abbiamo    avviato    il
  prepensionamento,       il       prepensionamento        prevedeva,
  contemporaneamente, almeno il 50 per cento di sblocco dei concorsi,
  non  ne  abbiamo  fatto  uno,  3 anni sono  passati   Ecco,  potrei
  continuare all'infinito.
   Cos'è che oggi ci preoccupa? Ci preoccupa di un idea narrativa  di
  questa  Regione  che non esiste nella realtà, non vorrei  che  lei,
  come  capita  spesso  a  chi vive nelle  stanze  dorate  di  questi
  Palazzi,  finisca  per essere un po' come Maria Antonietta  che  di
  fronte  al  popolo che aveva fame rispondeva: dategli le  brioches.
  Purtroppo  non  ci  sono  brioches. Ecco, io  non  vorrei  che  lei
  pensasse  che  la  Sicilia è quella che lei vede nella  nicchia  di
  Palazzo  d'Orleans,  con  una dimensione,  come  dire,  edulcorata,
  filtrata  da troppi uomini e donne che accondiscendendola abbassano
  la  testa  in  segno di ossequio e di rispetto, ma tutto  questo  a
  danno della verità.
   La Sicilia di oggi non è migliore di due anni e mezzo fa, anzi,  è
  una  Sicilia che ha per molti versi gli stessi problemi e per altri
  versi problemi aggravati.
   Ecco,  chiudo  con  una battuta, c'è un film che  è  passato  alla
  storia  che è il film  Gli Intoccabili , dove ci sono due  tra  gli
  attori  più  importanti, uno è Robert De Niro  e  l'altro  è  Kevin
  Costner, un Kevin Costner giovane, io non vorrei che lei alla  fine
  rimarrà alla storia di questa Regione con quella frase che De Niro,
  rivolgendosi a Kevin Costner, gli disse  Lei è tutto, chiacchiere e
  distintivo  comunque, andate a vedervi il film.
     Allora il tratto politico di questa esperienza è che più  quello
  che  lei vuole apparire rispetto a quello che lei in realtà  è,  di
  quello che fa, perché il fare, ad oggi, non appartiene alla cultura
  di  questo Governo, non c'è una cosa di cui possiamo dire,  persino
  per  l'opposizione  è complicato a volte fare l'opposizione  perché
  spesso  fare l'opposizione al nulla è una delle cose più complicate
  e più difficili che possa fare in un Parlamento l'opposizione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
  L'onorevole  Fava ha a disposizione dieci minuti  ma  non  li  deve
  dividere con nessuno.
   Vorrei  dire  ai  colleghi  che  mi  piacerebbe  fare  un  po'  di
  alternanza nel dibattito, però, siccome nessuno chiede di  parlare,
  quindi, onorevole D'Agostino, della maggioranza per adesso non  c'è
  nessuno  che  chiede  di  intervenire? Io volevo  avvertirvi,  poi,
  ovviamente  ognuno  è  libero  di alzare  la  mano  o  meno,  prego
  onorevole Fava.

   FAVA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Governo,  abbiamo
  ascoltato con attenzione anche con molta disciplina, per quasi  due
  ore,  la  relazione  contabile del Presidente della  Regione:   per
  molti   aspetti  è  sembrata  una  relazione  contabile,  a  tratti
  effervescente come la lettura di un testamento, con molti verbi  al
  futuro,  con  molti verbi esortativi,  potenzieremo,  realizzeremo,
  stimoleremo,  sosterremo , una sorta di grammatica  della  speranza
  che  a  me ha ricordato un aneddoto, quello che dice Rossini  a  un
  giovane  musicista che un giorno gli porta il suo spartito, Rossini
  lo  legge e gli dice  Caro giovanotto c'è del bello e c'è del nuovo
  ma  ciò che è bello non è nuovo e ciò che è nuovo non è bello .  La
  relazione  del  Presidente questo ci sembra, una relazione  che  ha
  citato  molti  atti  amministrativi  dovuti,  che  credo  rientrino
  nell'attività  della  pubblica amministrazione,  il  Presidente  si
  potrebbe  trovare in vacanza ad Ambelia ed egualmente  la  Pubblica
  Amministrazione  produrrebbe, vado così,  random,  il  restauro  di
  quaranta chiese, il finanziamento triennale per i teatri regionali,
  lo studio analitico della Foce del fiume Salso o la demolizione del
  vicolo  Bernava o l'istituzione dell'Osservatorio dei  pendolari  e
  così  via.  Quello che mancava nella relazione perché è mancata  in
  questi  due  anni di attività di Governo è una visione  strategica,
  un'idea della Sicilia, una scommessa, una sfida, una parola un  po'
  bolsa  forse, un po' obsoleta, è mancata la politica, in  compenso,
  però,  abbiamo  conosciuto  l'assessore alla  Cultura,  l'assessore
  Samonà e devo dire che dopo avere registrato il tenace silenzio del
  Presidente  Musumeci  di  fronte a tutte le  esuberanze  verbali  e
  grammaticali  dell'assessore Samonà nei mesi e nelle settimane  che
  hanno preceduto la sua nomina, non nei decenni, nei mesi, il saluto
  al  camerata Delle Chiaie è di qualche mese fa, e individuare nella
  sobrietà  la qualità migliore del nuovo assessore alla  cultura  mi
  sembra  un  volo  di  fantasia un po' eccessivo,  anche  perché  un
  assessore che, ricordiamo, non mi interessa che sia stata  indicato
  dalla Lega, e in questo senso penso che la Lega come tutte le altre
  forze  politiche abbia tutto il diritto di indicare un assessore  e
  non  mi preoccupa che si occupi della cultura un giovanotto che  ha
  aderito al partito della Lega, mi preoccupa quello che dice, la sua
  prima  battaglia,  la  sua  prima ed unica  intervista,  l'identità
  siciliana  e  poi leggiamo, in questa intervista, che significa  la
  battaglia per tutelare il tonno rosso.
    Questa  idea di una Sicilia trasformata in una somma  di  piccole
  patrie,  mentre  noi  continuiamo a pensare che  la  Sicilia  debba
  essere parola plurale, è una patria che raccoglie dentro di  sé  le
  differenze,  non  la  propria identità e  ancora  ci  attorcigliamo
  attorno a questa mitologia un po' passatista, un po' stanca, un po'
  bolsa,   di   identità  siciliana,  identità  scopiazzata,   signor
  Presidente,  aggiungerei. Perché nel momento in cui abbiamo  dovuto
  incaricare  il Governo, un'agenzia di promozione pubblicitaria  per
  trovare  il logo dell'estate siciliana del 2020, l'agenzia  che  ha
  ricevuto  24.000,00 Euro e ha prodotto questo logo, che lei  signor
  Presidente,  conosce,  che  conoscono, immagino  i  siciliani,  che
  conosce  anche l'Assessore Messina,  Sicilia Salù', è in  bianco  e
  nero, per risparmiare non usiamo le fotocopie a colori. E' un  logo
  scopiazzato  da  una  cittadina spagnola, la  stessa  grafica,  gli
  stessi  colori,  la stessa articolazione delle lettere  e  paghiamo
  24.000,00 Euro per avere come logo quello che racconta l'estate del
  2017  di una cittadina spagnola? E che mette insieme un vocabolario
  di  retorica, di storie antiche, la bellezze dei mari, delle coste,
  del  sole, la lava, i crateri come se davvero noi potessimo,  oggi,
  competere  sul  mercato del turismo internazionale con  un'immagine
  che  ci ricorda le campagne promozionali degli anni trenta   Che  è
  diciamo  un'epoca della storia che ricorre spesso nelle  intenzioni
  di questo Governo.
    Mentre  non abbiamo notizia dei voucher, sappiamo che 75  milioni
  arriveranno probabilmente entro agosto, quindi ampiamente in  tempo
  per potere sostenere la sfida della stagione turistica.
    Chiediamo  che  fine abbiano fatto i quindicimila  Euro  previsti
  per  le  famiglie bisognose, chiediamo che fine abbiano  fatto  nel
  concreto, nel dettaglio i 75 mila Euro della finanziaria di guerra.
  E'  una sintassi affascinante, signor Presidente, abbiamo una serie
  di espressioni, la finanziaria di guerra, l'identità, la patria, la
  famiglia,  che poi si accompagnano alle altre di cui  ci  ha  fatto
  regalo l'Assessore Samonà, che ci raccontano un'epica da ventennio,
  nella quale forse l'elemento più significativo è  il regalo che  ci
  è arrivato dal Governo con un emendamento inserito in una legge che
  si   occupava   di   altri  argomenti  e  che  prevede   finalmente
  l'espressione attraverso parole più collaudate dei poteri  speciali
  in  capo al Presidente della Regione, con una serie di passaggi che
  escludono l'Assemblea, la quale verrà degnamente informata;  poteri
  speciali che prevedono in casi di particolare urgenza la nomina  di
  commissari  i  quali  hanno il diritto di derogare  alla  normativa
  nazionale  E' imbarazzante
    Ed  è  anche imbarazzante il modo in cui abbiamo digerito  questa
  norma  e  questa  legge senza renderci conto di ciò che  significa.
  Sono  imbarazzanti, signor Presidente, mi duole dirlo e  ripeterlo,
  le  troppe omissioni che nel discorso del Presidente c'erano e  che
  sono come dire un po' il batti-tempo di questi due anni e mezzo.
    Il   Presidente  ha  parlato  di  rifiuti  ed  ha   osato   anche
  un'espressione forte, c'è un disegno perverso che tiene  insieme  i
  rifiuti, la politica, l'impresa privata. E' un disegno perverso che
  a me ricorda come espressione nella sua brutalità, nella sua forza,
  nella sua verità il Presidente Cuffaro quando diceva:   La mafia fa
  schifo'.  E'  vero, la mafia fa schifo, ma non basta  dire  che  la
  mafia  fa  schifo, come non basta dire che c'è un disegno perverso,
  perché  vorremmo  capire, perché su questo disegno  perverso  sugli
  elementi  specifici, fattuali, sugli atti e i fatti che  richiamano
  anche  le  responsabilità di questa Giunta di Governo, non  abbiamo
  sentito da parte del Presidente una sola parola.
    Non  una sola parola su Oikos, un processo che si è concluso  con
  una  condanna pesante e che riguarda atti autorizzativi  di  questa
  Regione,  non una sola parola sulla Sicula Trasporti, non una  sola
  parola,  se  non  un  imbarazzato silenzio,  anche  sul  fatto  del
  Presidente del Consiglio di amministrazione della Sicula  Trasporti
  che  suggerisca di andare a parlare con i magistrati  in  vista  di
  quello  che  sarebbe accaduto ed anche il Presidente di Riscossione
  Sicilia  sul  quale non sentiamo un verbo  Come  se  non  esistesse
  questa  vicenda,  come  se  non  interroga  anche  in  termini   di
  opportunità  morale  e  politica il fatto che  continua  ad  essere
  Presidente di Riscossione Sicilia
    Non  una  sola  parola sulla discussione che si  farà  in  questi
  giorni, quattro milioni e mezzo di metri cubi in più che la  Sicula
  Trasporti, che non è un avatar di quella di Leonardi, è  la  stessa
  che  ha  chiesto per un nuovo impianto alla Regione siciliana,  non
  abbiamo sentito un solo verbo che dicesse  No ', oppure  Sì ' o che
  prendesse  le distanze rispetto alle cose che sono accadute  perché
  se  parliamo  di  disegno  perverso  questa  parola  va  declinata,
  altrimenti è il titolo di un film che nessuno ci ha fatto vedere.
    In  compenso  abbiamo  avuto  lettura  di  ventiquattro  impianti
  pubblici,  elencati uno ad uno, nessuno aperto: in  programmazione,
  in  progettazione,  in finanziamento; abbiamo  sentito  parlare  di
  diritto  allo studio, la legge sul diritto allo studio, lei  lo  sa
  Presidente,  è  lettera morta e mi risulta  che  i  fondi  per  gli
  studenti fuori sede non siano mai stati erogati.
    Abbiamo  sentito  parlare di Fondi europei, qui  riconosciamo  lo
  sforzo della Giunta di cercare di raggiungere i target di spesa, ma
  con   quale  strategia?  Con  quale  strategia  concreta  è   stata
  realizzata  questa  spesa? Lo dice la Corte dei conti:  le  risorse
  europee   in   gran  parte  sono  state  utilizzate  per   esigenze
  contingenti con una distribuzione parcellizzata a pioggia  e  salvo
  poche  eccezioni hanno finanziato interventi disordinati.  Vogliamo
  parlare  dei  trasporti?  Certo,  è  responsabilità  di  un  numero
  imprecisato  di  Governi e di decenni di attività  o  di  omissioni
  delle  Amministrazioni in Sicilia, però vorremmo che la  fotografia
  venisse fatta fino in fondo.
    Mi  sono  collegato poc'anzi sul sito di  le Ferrovie  italiane ,
  per  capire  se io turista siciliano, e sono andato  a  vedere   il
  teatro  greco e vorrei andare a vedermi la Nave Punica  a  Marsala,
  sono  previste 11 ore  e 43 minuti di percorrenza con 5 cambi,  nel
  frattempo  abbiamo l'Agrigento-Caltanissetta ferma da vent'anni  il
  costo  è aumentato a un miliardo e mezzo, l'Agrigento-Palermo ferma
  da vent'anni, centoventisette chilometri, 7 deviazioni, 5 semafori,
  tre  ore  di  percorrenza e in questo contesto io la considero  una
  presa   in   giro  per  i  siciliani  l'introduzione  della   falsa
  discussione sul collegamento stabile tra Sicilia e Italia che  vuol
  dire:   Ponte  sullo  Stretto di Messina , così  come  prendo  atto
  dell'inutile  scontro con l'ANAS, fino adesso a saldo  zero,  e  mi
  sembra   anche   imbarazzante,   ho   letto   oggi   l'affermazione
  dell'Assessore Falcone, peraltro, persona questa si  assai  sobria,
  che  dice: che se davvero il ponte Imera come è stato promesso  dal
  Vice Ministro Cancelleri  verrà realizzato entro il 31 luglio,  lui
  si   dimetterà.   Cioè   noi  dobbiamo  aspettare   le   dimissioni
  dell'Assessore  Falcone per essere convinti e  contenti  -  vado  a
  finire - che qualcosa di buono sia accaduto.
    Le   inchieste  aperte,  onorevole  Presidente,  sanità,  strade,
  rifiuti,  spazzatura,  agricoltura, un miliardo  di  euro  è  stato
  manovrato  e  manipolato alle mazzette, non  ho  sentito  una  sola
  parola,  nemmeno  sulle  scelte che fanno  capo  a  questa  Giunta,
  Candela e Damiani sono stati indicati da questa Giunta.  Candela ha
  appena  ricevuto 51 mila euro per i tre mesi prima di finire ospite
  delle  patrie galere a capo della struttura di emergenza del Covid,
  non  una  sola vera rotazione come prevede l'ANAC per i  dirigenti,
  funzionari,   che  sono  impiegati  in  settori  a  rischio,   sono
  necessarie le rotazioni, non una sola vera rotazione.
    Sull'ambiente  abbiamo  letto, oggi, di una  maggioranza  che  ha
  deciso di portare avanti l'estensione della sanatoria del 2003 alle
  Aree  sottoposte a vincolo di inedificabilità relativa, non capisco
  come  possa  tutto  questo  armonizzarsi con  le  affermazioni  del
  Presidente dice:  mai più sanatoria tutela ambiente ad ogni costo .
    Chiudo,  signor  Presidente,  io  mi  auguro  che  il  Presidente
  Musumeci  possa  essere  candidato alle prossime  elezioni,  me  lo
  auguro  anche  perché finalmente i siciliani potranno  valutare  il
  lavoro che è stato svolto, e non soltanto la promessa, il verbo  al
  futuro. Me lo auguro e mi auguro, onorevole  Presidente, che quella
  sia  l'occasione per ritornare ad incontrarci perché finalmente con
  i siciliani si possa fare un discorso di verità basato non soltanto
  sui  verbi al futuro ma anche su quelli declinati al passato remoto
  e al passato prossimo

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO. Onorevole Presidente, io ho seguito il suo  intervento
  e  mi  sono  riletto le sue cento dieci cartelle attentamente.  Non
  avrò,  ovviamente,  il  tempo a disposizione per  poter  rispondere
  punto   su  punto,  e  poter  commentare  l'attività  che  lei   ha
  relazionato,  cercherò però comunque di non sottrarmi  al  tipo  di
  intervento  che lei ci ha presentato e alle iniziative che  lei  ha
  vantato in questi anni di amministrazione.
   Partiamo  dalle risorse finanziarie: guardi che quello è stato  un
  lavoro  di tutti, signor Presidente, un lavoro di tutti e condiviso
  per affrontare l'emergenza e non è un granché come risultati se non
  quello  di  avere come dire, tappato le falle e dilazionato  debiti
  che abbiamo, in qualche modo, spalmato negli anni futuri.
   Sui  beni  immobili, io la prego parliamone dopo  che  li  abbiamo
  venduti questi beni immobili che, poi, non sono neanche così tanti.
   Sul  centro  direzionale:  e questo è  un  progetto  molto,  molto
  costoso,  è un'iniziativa molto impegnativa. La prego, intanto,  si
  concentri,  soprattutto, sul bloccare il tentativo  che  in  questa
  Regione  era  in  atto, fino a pochi mesi fa, di  riacquistare  gli
  immobili che avevamo venduto e che oggi abbiamo in affitto.
   Sulle  assunzioni e sui concorsi: guardi che non  è  stato  fatto,
  anche  qui, nulla di epocale. La Pubblica Amministrazione in questi
  anni  ha dimostrato lentezza ed inefficienza esattamente come negli
  anni passati.
   Sui  comuni,  sul  rapporto con i comuni: anche questo,  onorevole
  Presidente, va recuperato e va sostanziato meglio. Non credo che il
  giudizio  dell'ANCI  sia  tanto più  positivo  rispetto  agli  anni
  passati.
   Su alcuni assessorati, come l'agricoltura, insomma, stiamo andando
  con  la  routine, tutti quei bandi che lei ha elencato, sono tutti,
  assolutamente,  veri, ma non creda che nel passato non  ci  fossero
  questi  bandi, non ci fossero queste misure, non ci fossero  questi
  interventi. C'erano, onorevole Presidente, saranno stati un po'  di
  più, saranno stati un po' di meno, poco importa, ma non sono queste
  le  cose  che fanno la differenza, che cambiano il tessuto  sociale
  nostro, la politica nostra, le aspettative di una Regione che si  è
  affidata   a  lei,  perché  voleva  un  grande,  profondo,   deciso
  cambiamento rispetto al passato.
   Lei  ha  parlato della riforma dei consorzi, voi l'avete fatta  in
  Giunta,  vero è ma, qui in Aula non è ancora arrivata e,  fintanto,
  che non arriva in Aula, non è riforma dei consorzi.
   Come dice Fava  siamo nel limbo delle idee .
   Sul  biologico  le do ragione. Sul biologico c'è un buon  tessuto,
  l'imprenditoriale da difendere e credo che, in questi anni, si  sia
  ben  consolidato  il lavoro che era stato anche  fatto  negli  anni
  precedenti ma, in questi anni, devo dire che è molto cresciuto.  Io
  le  do  atto,  le  cose  che ritengo positive,  le  dico  che  sono
  positive.
   Sulle attività produttive: la stessa cosa, c'è l'assessore Turano.
  L'accordo  di programma, che avete firmato a Roma, è una  cosa  che
  lascia molto ben sperare, anche per dare l'idea, la suggestione che
  le cose possono cambiare se c'è qualità e professionalità.
   Sulla  banda  larga: anche sulla banda larga bisogna  dire  che  è
  stato  fatto  un lavoro molto importante. C'è mezza  Sicilia  senza
  banda larga. Poter dire che ce n'è mezza con la banda larga,  è  un
  fatto assolutamente importante.
   Sulla  formazione:  con  l'assessore  Lagalla,  ecco,  lì  è   una
  scommessa. Vedremo se il nuovo catalogo, effettivamente, risponderà
  alle  nuove  funzioni. Lei ha detto che dovrà essere la formazione,
  non  a  servizio  degli  enti di formazioni  ma,  al  servizio  dei
  formati. Vediamo se veramente ci arriviamo. Ancora oggi, non  credo
  che  possiamo  dire  che  queste non  siano  soltanto  delle  buone
  aspettative.
   Anche  sui cantieri di lavoro: routine, com'era in passato è stato
  ora.
   Sull'edilizia scolastica: la stessa cosa.
   Sugli eco-musei: una legge molto vecchia in questo Parlamento che,
  prima o poi, doveva andare, voglio dire, in attuazione, è andata in
  attuazione.  Ma, anche qui, signor Presidente, non sono  queste  le
  cose che cambiano la vita ai siciliani.
   Sulla ristrutturazione degli immobili: identico ragionamento.
   Sul   turismo:  la  prego,  non  possiamo,  lei,  giustamente   le
  iniziative possono anche andare bene, il treno del gusto, le  feste
  religiose, l'idea che forse possa rifiorire il termalismo ma non  è
  questa  la  svolta del turismo. Non è oggi. Queste sono  iniziative
  molto, ma molto marginali.
   Stessa  cosa  sullo sport, sullo spettacolo, non è  che  si  siano
  viste cose importanti, al di là di qualche titolo sui giornali, sul
  Giro  d'Italia,  sul Giro di Sicilia, glielo dice un  appassionato,
  quindi,  non posso che apprezzarle ma, non sono neppure  queste  le
  cose che fanno la differenza.
   Come  nell'ambiente,  dove  la lentezza,  purtroppo,  continua  ad
  essere legata ad una prudenza comprensibile, ma tant'è.
   Sull'urbanistica, siamo ancora all'anno zero.
   Sul  dissesto  idrogeologico, devo dire, invece, che  grandi  cose
  sono state fatte e questa è una cosa molto positiva.
   Sui rifiuti, però, signor Presidente, avremmo atteso altro tipo di
  ragionamenti, perché veda la differenziata è cresciuta  ma,  non  è
  che  è  cresciuta perché il Governo regionale l'ha fatta  crescere.
  Per  carità, con la collaborazione, anche del Governo regionale ma,
  il  merito è dei cittadini, il merito è dei comuni, di quei  comuni
  che   l'hanno  fatta  funzionare  mentre,  guarda  caso,  le  città
  metropolitane non l'hanno fatta funzionare e lì la Regione non  c'è
  stata.
   Stiamo  attenti,  quindi, perché, poi, i problemi  sono  veramente
  quelli lì.
   Ed  allora,  veda, gli ampliamenti ci sono stati delle discariche,
  per questo non c'è stata emergenza rifiuti ma, è stata una scelta e
  non  è  stata, molto probabilmente, la scelta giusta. Eh, sì, però,
  nel  frattempo,  siamo andati avanti così, a  tentoni,  ed  abbiamo
  favorito quello che, purtroppo, altre istituzioni ci stanno dicendo
  forte e chiaro.
   E  abbiamo  un tema enorme, prossimo, di cui dovrete assumervi  la
  responsabilità  di una parola, come è stato detto  precedentemente,
  che  merita probabilmente il più grande dibattito che in quest'Aula
  si possa fare, almeno sicuramente quest'anno.
   Una  cosa ha dimenticato, signor Presidente, gliela ricordo io,  e
  va  ad  onore dell'Assessore Lagalla. Che sulla lingua e la cultura
  in  Sicilia  - tanto per parlare di identità siciliana  retorica  -
  avete fatto davvero tanto con la pubblicazione di tanti volumi,  di
  tanti libri che sono arrivati nelle scuole siciliane.
   Questa gliela ricordo io che lei l'ha dimenticata.
   Però,  vede signor Presidente, dietro questo elenco, dove ci  sono
  tante  cose di routine, pochi successi, qualche successo, ma  anche
  tanti  insuccessi, noi non abbiamo visto la visione  d'insieme:  io
  non  ho  capito  qual è la prospettiva, qual è il  punto  d'arrivo,
  perché non ho capito come faremo crescere il PIL, a maggior ragione
  oggi che viviamo nei tempi del dopo Covid o del durante il Covid e,
  quindi,  siamo  davanti ad una situazione totalmente di  emergenza;
  quali  sono le strategie di bilancio, non per dilazionare i  debiti
  che  abbiamo nei confronti dello Stato o nei confronti del  sistema
  bancario,  ma per l'espansione, cioè cosa abbiamo fatto  in  questi
  anni.
   Io credo ben poco.
   E,  poi,  non  abbiamo visto quello che lei ci aveva  promesso  ad
  inizio  mandato,  cioè una politica che andasse ad industrializzare
  la  filiera  agricola. Quella sì è una prospettiva che ci  può  far
  fare il salto di qualità.
   Tutto  questo io non lo vedo, non ho visto un lavoro, fra  i  due,
  tre assessorati interessati, cioè bilancio, agricoltura ed attività
  produttive, per andare ad industrializzare la filiera agricola, che
  è  quella  che  veramente  può creare il PIL  e  può  creare  nuove
  aspettative di lavoro.
   Così  come cultura e turismo non li vediamo, se non per iniziative
  spot  con  una visione d'insieme, come l'industria, altro  pilastro
  industriale della nostra economia, con le infrastrutture a sostegno
  di questi due grandi comparti.
   Ecco,  manca la visione d'insieme e, invece, c'è un elenco  -  per
  carità anche di cose vere, giuste, buone - ma che, nel modo in  cui
  è stato declinato ci sa tanto di vecchio.
   Ma  glielo  dico  perché,  invece, in sanità  abbiamo  visto  cose
  importanti:  l'approvazione della rete ospedaliera,  abbiamo  visto
  gli  investimenti  in  tanti  pronto  soccorso,  abbiamo  visto  le
  aperture  dell'ospedale di Ragusa, il San Marco,  abbiamo  visto  -
  questa è molto più concreta - la possibilità che sia a Palermo  che
  a  Siracusa  si  aprano gli ospedali, l'ISMET  2  che,  credo,  sia
  concretamente nella possibilità di partire.
   Certo,  una  visione molto critica sulla logica degli investimenti
  dei piccoli ospedali, ma lì è una mia personale opinione.
   Perché qui, invece, la vedo una prospettiva, la vedo una strategia
  che può resistere negli anni.
   Adesso,  però,  ci  saranno anche gli effetti  del  Covid,  signor
  Presidente, e quella sarà la cartina di tornasole.
   In  un tessuto sociale che lei ha trovato certamente debole e che,
  purtroppo,   tale  è  rimasto,  adesso  dovremo  confrontarci   con
  l'emergenza  del PIL, meno 10 per cento, meno 15 per  cento,  della
  disoccupazione   incredibile,  delle  pressioni  che   arriveranno,
  sicuramente a tutti noi, a lei per primo, e lì c'è il rischio della
  catastrofe, lì c'è il rischio che questo tessuto, che debole lei ha
  trovato e debole ancora oggi è, rischi di non reggere.
   Noi  non  ce lo possiamo augurare per il bene di tutti e,  quindi,
  qui non c'è nessuno che tifa per la catastrofe.
   Però,  il  rischio  che  quando  si  va  avanti  senza  avere  una
  prospettiva  ed avere il coraggio di osare, di rompere  schemi  che
  sono   precostituiti   in   decenni  e  decenni   di   inefficienza
  amministrativa, non si faccia il salto di qualità, non si faccia il
  passo  in  avanti  e  si rimanga, invece, indietro,  legati  ad  un
  meccanismo  che,  poi,  genererà  paradossalmente  sfiducia  e  non
  fiducia.
   E,  poi,  c'è l'efficienza amministrativa, signor Presidente,  che
  non  è  stata, dal punto di vista qualitativo, molto riscontrata  e
  constatata da tutti noi.
   Io  non  la metto sul piano dell'etica, io non ho nessuna  lezione
  morale da fare a nessuno, e non mi permetterei di farla a lei.
   Però,   certamente,  l'ha  detto  prima  il  mio  collega,   sulle
  inchieste,  sull'agricoltura,  sull'ambiente,  sull'energia,  sulla
  sanità, sui rifiuti, sul CAS lei non ha detto una parola.
   Non  è  stato  bello non ascoltare neppure una  parola  su  questi
  argomenti. Contando che questo Parlamento, di questi argomenti,  se
  n'è  occupato e come. Se ne sta occupando la Commissione antimafia,
  ma  se  ne stanno occupando anche le Commissioni di merito per  gli
  ambiti che le riguardano.
   Eppure, proprio sulla questione dei rifiuti - che forse è  la  più
  recente  e la più scottante - la Commissione antimafia ha fatto  un
  lavoro  dove anche la Magistratura ha dato riscontro che,  per  una
  volta, la politica è arrivata, non dico prima, ma ecco dal punto di
  vista della suggestione giornalistica è arrivata prima.
   Questo   vuol   dire  che  la  politica,  anche   nella   gestione
  amministrativa, ci può arrivare per prima a risolvere  i  problemi,
  però  non possiamo, in una relazione di due anni e mezzo, non avere
  cenno  di  questi  argomenti, che sono i più importanti,  a  questo
  punto  anche  cronicisticamente più importanti,  e  certamente  più
  sensibili.
   E, francamente, signor Presidente, questo glielo dico, glielo dico
  con  un  po'  anche  di stupore, francamente ci saremmo  aspettati,
  almeno  io  mi  sarei  aspettato,  le  dimissioni  o  piuttosto  il
  licenziamento  dell'avvocato Vito Branca, dopo  le  intercettazioni
  che  avevamo  ascoltato, e che oggi ancora lo  vedono  occupare  la
  poltrona di Riscossione Sicilia.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Grazie  Presidente. Presidente, assessori,  colleghi.  La
  preda del pescatore non sarà mai della sua reale dimensione, finché
  a  parlarne  sarà sempre lo stesso pescatore (U pisci è  granne  pi
  quanto si cunta).
   Presidente, la narrazione che lei ha fatto di questi  due  anni  e
  mezzo  è  ovviamente viziata dal suo punto di vista, legittimamente
  fra  l'altro, è viziata dal punto di vista del narratore,  il  suo.
  Peccato che la realtà è ben altra. La realtà è quella che vivono  i
  siciliani fuori dai Palazzi della politica.
   Ci  ha  raccontato di un Governo regionale che,  a  suo  dire,  ha
  raggiunto,  o  è  in via di raggiungimento di tutti  gli  obiettivi
  proposti  con  il suo programma elettorale del 2017.  Peccato  però
  che,  leggendo il resoconto d'Aula, la sua relazione, e  rileggendo
  il  suo  programma elettorale del 2017, non ci sia, anzi  non  c'è,
  riscontro di quanto da lei dichiarato.
   L'analisi che abbiamo operato sulla sua relazione, ci ha  mostrato
  un  quadro completamente differente da quello che lei ha disegnato,
  un quadro purtroppo desolante. La sua relazione, e appare evidente,
  è  la elencazione di atti di ordinaria amministrazione, sintesi  di
  un  Governo della Regione che segue, e spesso insegue, gli  eventi,
  senza  governarli, senza un quadro chiaro di ciò che deve il futuro
  di questa Regione. Non v'è corrispondenza fra la già debole visione
  programmatica  elettorale del 2017 e le azioni, o meglio  dire,  le
  inazioni di questi due anni e mezzo di mandato.
   Già  alla  prima lettura della relazione è saltata  all'occhio,  è
  apparso  anche  fin troppo evidente, che all'interno  della  Giunta
  regionale  avete  fra  voi difetto di comunicazione,  a  volte  fra
  assessori  e  assessori, e fra assessori e  Presidente.  E  già,  è
  proprio   così,  perché  è  provato  dal  fatto  che,   a   seguito
  dell'accordo che lei, Presidente, ha sottoscritto con il  Ministero
  dell'Economia  e Finanza, che consente alla Regione  di  utilizzare
  per altri scopi il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), per iniziali
  140  milioni, contraddice quanto più avanti nella sua relazione lei
  elenca fra i successi della sua amministrazione.
   In   sostanza,  quell'accordo  consente  di  riprogrammare   somme
  dell'FSC e impiegarle per coprire buchi vuoti del bilancio.  Da  un
  lato,  si  vanta, parlando della Rubrica ambiente, ad  esempio,  di
  aver  approvato  il  piano  di gestione del  rischio  alluvioni,  e
  dall'altra,  con  questa riprogrammazione  FSC,  toglie  milioni  e
  milioni   destinanti   ad  interventi  che  sono   importantissimi,
  importantissimi, utili a scongiurare ulteriori disastri  dovuti  ad
  alluvioni,  in  porzioni  fragili  del  già  martoriato  territorio
  siciliano.
   Oltre  a  questo  vi  è  pure la narrazione  dei  329  milioni  di
  interventi  del biennio 2018-2019 per il dissesto idrogeologico,  e
  del  fatto  che  l'ufficio per il dissesto  idrogeologico,  da  lei
  guidato,  ha constatato che, e uso le sue parole, "non  esiste  una
  sola  parte  delle province siciliane in cui non ci  sia  stato  un
  dissesto".  In  pratica, prima lei dice che sta togliendo  svariati
  milioni  destinati ad interventi per il dissesto idrogeologico,  ma
  poi dice che la Sicilia intera è in dissesto e quindi necessita  di
  tanti interventi.
   Spero   che   questa  aperta  contraddizione  sia  ascrivibile   a
  difficoltà  di comunicazione con gli assessori. Potrebbe  spiegarlo
  solo  questo  oppure a confusione operata nel collezionare  la  sua
  relazione,  altrimenti sarebbe prova di un racconto non  veritiero.
  Ci chiediamo quindi, vi parlate fra di voi così vi coordinate?
   E  per  questo  come non citare la circostanza  per  la  quale  il
  responsabile  della centrale unica di committenza,  la  CUC,  viene
  rimosso dall'assessore economia perché, cito le sue parole riferite
  in Commissione Salute, era sospetto che un dipendente di una Asp si
  sobbarcasse  di un enorme carico di lavoro aggiuntivo  per  la  CUC
  gratuitamente, mentre un altro assessore, poco tempo  dopo,  premia
  lo  stesso dipendente rimosso dalla CUC a direttore generale di una
  Asp,  e  poi  meno male che arriva la Magistratura,  interviene  la
  magistratura  a confermare che quel dipendente fosse infedele  alla
  Pubblica  amministrazione,  e  la  successiva  pubblicazione  delle
  intercettazioni  ci  dà  la misura di quanto  fosse  infedele  alla
  pubblica amministrazione.
   Davvero,  ma  vi parlate fra di voi? Entriamo nel dettaglio  della
  sua  narrazione,  e  per  rapidità salterò  da  un  tema  all'altro
  cercando,  ove possibile, di seguire la sistematica della relazione
  stessa.  Sulla  situazione finanziaria dell'ente  Regione  dobbiamo
  registrare  che nel suo programma elettorale non vi è  traccia,  lo
  abbiamo  riletto  non vi è traccia, mentre nella sua  relazione  ci
  sono solo elencati risultati ottenuti grazie alla buona volontà dei
  Governi nazionali fin qui succedutisi. La sua inazione, fra l'altro
  condita  dall'accordo sui centoquaranta milioni così  operata  ecc.
  ecc di cui vi ho già detto.
   Andiamo  per temi. Beni immobili. Ha riferito di avere  finalmente
  proceduto  alla redazione dell'elenco di beni immobili di proprietà
  della Regione, però la storia va raccontata tutta. Parliamo proprio
  di  quell'elenco informatico dei beni che costò a questa Regione  e
  ai  siciliani decine di milioni di euro, e del quale  fino  a  ieri
  l'altro,  voi  non  avevate  la password,  utente  e  password  non
  l'avevate,  non  riuscivate  a trovare  le  credenziali  d'accesso,
  parliamo proprio di questo.
   Centro  direzionale.  A noi appare un'opera inutile  che  avrà  un
  enorme   impatto   negativo  sull'ambiente,   sulla   viabilità   e
  sull'economia di questa città, della città di Palermo,  sarebbe  il
  caso  di  sentire,  consultare i palermitani tutti  per  sapere  se
  veramente  vogliono l'ennesimo mostro di cemento nella loro  città.
  Dipendenti della Regione. Se a livello nazionale non fossero  state
  realizzate   previsioni   normative   per   l'occupazione   e    la
  stabilizzazione  dei  precari,  a  livello  regionale  non  avreste
  realizzato  nulla,  quindi quanto fatto  da  lei  e  relazionato  è
  ascrivibile alla ordinaria amministrazione.
   Enti locali. Ha parlato di semplificazione e di velocizzazione dei
  criteri  di riparto del fondo per le autonomie locali,  ma  non  ha
  citato  la  circostanza per la quale in due anni e mezzo  i  Comuni
  hanno ricevuto, sì più velocemente le somme, ma minori somme, e non
  ha  citato la perla, l'ultima legge di stabilità, quella che toglie
  ai  Comuni centotrenta milioni di euro certi, in cambio di trecento
  milioni di fondi europei da riprogrammare, cosa che sta mettendo in
  seria difficoltà i Comuni.
   Consorzi  di  bonifica. Forse è l'unica riforma proposta  dal  suo
  Governo che ancora deve vedere la luce in queste stanze, in  queste
  aule,  ma permane il dubbio sulla possibilità di risolvere  i  veri
  problemi degli agricoltori che, ricordiamo, ancora oggi pur pagando
  fior  di  bollette per l'acqua irrigua, non hanno in cambio neanche
  una goccia d'acqua.
   Questi sono i problemi dei siciliani a cui non avete in due anni e
  mezzo  dato  risposta,  perché spesso questi agricoltori  non  sono
  neanche  serviti  dalla  rete irrigua, cioè  non  arriva  nel  loro
  terreno neanche il tubo.
   Agricoltura.  Anche  qui numeri snocciolati per  impressionare  ma
  poi  che poi rappresentano l'amministrazione ordinaria.
   Zootecnia. Non sono ancora risolti i problemi legati ai  controlli
  per  il  contrasto  alle malattie degli animali, la  brucellosi  ad
  esempio  e  delle  zoonosi,  perché ancora  non  avete  risolto  il
  problema dei veterinari delle Asp, due anni e mezzo.
   Zes,  facciamo un piccolo focus su questa importantissima  risorsa
  messa a disposizione della nostra Regione dal Governo nazionale. Le
  zone  economiche  speciali  nascono per favorire  gli  investimenti
  attraverso agevolazioni fiscali, incentivi e deroghe normative.
   Queste  zone,  avrebbero  dovuto essere individuate  fra  aree  in
  possesso di nesso economico e funzionale con le aree portuali.
   Ebbene,  in  questa Regione, da voi amministrata stiracchiando  la
  norma,  avete  inserito aree che difficilmente sono spiegabili  con
  nesso  funzionali  con  le  aree  portuali.  Penso  a  quei  comuni
  dell'hinterland siciliano distantissimi dai porti.
   In  pratica, dei 5000 ettari e qualcosa di ZES assegnate ne  avete
  distribuito,  date per concessione graziosa a comuni  distantissimi
  dai  porti, a volte qualche decina di ettaro, a volte qualche unità
  di ettaro, frammentando ulteriormente la già insufficiente quantità
  di ettari disponibili.
   Vi   faccio  l'esempio.  Posto  che  questa  Aula  è  l'estensione
  dell'intera  Regione, l'area destinata alle  ZES  equivale  ad  una
  moneta  da  due euro, e voi Governo questa moneta da due  euro,  in
  questa   stanza,  l'avete  ulteriormente  frammentata,  vanificando
  probabilmente  la  reale capacità di queste aree  ZES  di  attrarre
  investimenti.
   Digitalizzazione. Il fallimento dell'attività di Governo in questo
  campo  si è manifestato in tutta la sua forza allorquando, in piena
  emergenza  COVID, gli Uffici regionali hanno dovuto procedere  alla
  redazione  delle  pratiche  per la cassa  integrazione  in  deroga.
  Ritardi incredibili.
   Lei  Presidente nella relazione  che  la Sicilia è la Regione  con
  più alta diffusione della banda larga .
   In pratica, però, è risultato che abbiamo le reti migliori, ma gli
  assessorati  peggio  organizzati, e i dipendenti  meno  formati  in
  materia di informatica.
   Tutto questo ha un responsabile. Lei e il suo Governo, perché  non
  ha   realizzato  la  sua  promessa  elettorale  che  ve  la   leggo
   ristrutturazione in chiave smart e ICT dei processi .
   Dove  sono? Chi li ha visti? Non ci sono. Sicuramente non li hanno
  visti   i  lavoratori  che  hanno  atteso  per  mesi  quella  cassa
  integrazione.
   Beni culturali. La grave perdita dell'assessore Tusa ha privato il
  Governo,  ma la Sicilia tutta, di una importantissima risorsa.  Oso
  definirla insostituibile.
   Qualunque paragone con qualunque altro assessore ai beni culturali
  e  identità  siciliana risulta impossibile,  ancor  di  più  se  il
  sostituto   è  salito  alla  ribalta  delle  cronache  per   poesie
  inneggianti all'obbrobrio nazista.
   Non  è  di  certo un buon biglietto da visita con il  quale  si  è
  presentato   a   questa   Assemblea  e  alla  Sicilia   l'assessore
  all'identità siciliana.
   Andando oltre, il Presidente ha citato molteplici interventi volti
  alla   tutela,   alla  conservazione  e  alla  valorizzazione   del
  patrimonio culturale dell'Isola.
   Peccato, però che con la riprogrammazione di quei 140 milioni  FSC
  state   togliendo  soldi  per  interventi  per  la  tutela   e   la
  conservazione di parecchie chiese patrimonio culturale dell'Isola.
   Turismo.  Non abbiamo visto, non per difetto del nostro visus,  ma
  perché  sono  inesistenti,  azioni che hanno  realmente  sviluppato
  afflussi turistici nella nostra Isola.
   La  Regione attrae da sé per la bellezza che esprime,  ma  per  il
  salto di qualità, per fare raggiungere alla Regione siciliana  quei
  numeri,  i  numeri  importanti che sono  nella  potenzialità  della
  nostra Isola, non avete fatto nulla.
   Il  confronto  con  i numeri della sola località  di  Rimini  sono
  ancora oggi impietosi.
   Sport.  Lo definisco con una sola parola  agonia  non agonismo  ma
  agonia.
   Spettacolo. Stesso discorso, identico dello sport.
   Ambiente.  Ha  vantato l'approvazione del Piano  di  gestione  del
  rischio  alluvioni  ma,  come  detto  prima,  toglie  milioni   per
  interventi sul rischio alluvioni.
   Ma, ripeto, vi parlate fra di voi? Boh
   Piano amianto. Fino a quando non rifinanzierete le misure previste
  dalla   legge  sull'amianto  vedremo  tetti,  serbatoi,  discariche
  abusive  invasi da manufatti in cemento amianto. Dovete metterci  i
  soldi. Quelli sono un enorme rischio di insediose patologie che  si
  presenteranno dopo molti anni.
   Urbanistica. Avete proposto la riforma che in questi  giorni  sarà
  in  Aula  ma, evidentemente, non è una proposta di riforma  valida,
  dato   che   sono  stati  presentati  centinaia  e   centinaia   di
  emendamenti, di cui la maggior parte da componenti della sua stessa
  maggioranza.
   Rifiuti. Mi riservo solo qualche considerazione lasciando  poi  al
  collega  Trizzino l'approfondimento. Lei ha riferito di un  sistema
  costruito  ed  alimentato  per favorire l'intreccio  tra  politica,
  burocrazia  ed imprenditoria privata, ha parlato di oligopolio  che
  controlla circa l'80 per cento dei rifiuti, ha parlato del  disegno
  perverso  di  stato  assistenziale, assunzioni senza  concorso,  di
  numeri  sulla differenziata insufficiente nella media a raggiungere
  i  limiti  imposti  dall'Unione  Europea  e  trasformati  in  norma
  nazionale,  oltre agli indecorosi numeri, il 17  per  cento   delle
  Città   metropolitane.  Cosa  avete  fatto  per  risolvere   questi
  problemi? Poco o nulla.
   Una  decina  di impianti  di trattamento non sono sufficienti  per
  tutta  la  Sicilia,  costringendo ancora oggi  i  comuni  di  tutta
  l'isola  a  far  viaggiare i rifiuti a costi  altissimi  per  farli
  arrivare,  ad  esempio,  alla  discarica  di  Lentini,  la   famosa
  discarica  di  Lentini, quella dei Leonardi, di recente  arrestati,
  discarica  alla  quale  il suo Governo ha dato  autorizzazione  per
  abbancare un ulteriore milione di metri cubi di rifiuti. Vi rendete
  conto,  un  ulteriore milione di metri cubi, con  questo  ulteriore
  milione  di  metri  cubi di ampliamento più grande  d'Italia  avete
  generato  una  discarica mostruosa, le cui misure sono incredibili.
  Andate  a  vederla   Andate a vederla   Si  vede  a  chilometri  di
  distanza, già dall'autostrada. In estensione orizzontale  è  grande
  quanto  l'enorme centro storico di Palermo. In altezza,  quindi  in
  cubatura, la supera, è più grande del centro storico di Palermo.
   Da  un  lato  critica l'operato di chi l'ha preceduta,  dall'altro
  però  ne  supera  le  gesta, costringendo  quella  popolazione,  la
  popolazione  di Lentini, a vivere, a sopportare questa devastazione
  ambientale.
   Infrastrutture.  Il  tempo  ed il caso sanno  fare  dei  miracoli.
  Mercoledì  pomeriggio lei relazionava qui di gran lavoro fatto  sul
  CAS,  sul  Consorzio Autostrade siciliane e sull'attività per  fare
  ripartire,  ad esempio, i lavori sulla Siracusa-Gela, nello  stesso
  momento  le agenzie di stampa battevano la notizia della  legittima
  protesta  dei  sindacati dei lavoratori delle  imprese  che  stanno
  realizzando questo tratto Rosolini-Modica, che lamentavano il fatto
  che  il  suo Governo non ha risolto il problema delle interferenze.
  Uno  su  tutti l'acquedotto EAS, che rischia di interrompere questi
  lavori,  300 milioni di euro di lavori, e che avrebbe, avreste  voi
  dovuto già risolvere un anno fa.
   Il  caso  ed il tempo ci lasciano veramente senza parole. Ha  pure
  criticato  la lentezza dell'Anas nazionale, ma non ha  guardato  la
  parte a lei più vicina, il CAS. Lei ha fatto il discorso  pagliuzza
  e  trave',  quasi come ad utilizzarli come armi di  distrazione  di
  massa,   peccato,   però,  che  Anas,  grazie  all'intervento   del
  viceministro  Cancelleri, che fino a qualche anno fa  era  qui  con
  noi,  e  non  certo  al  suo  pungolo  Anas,  ad  esempio,  ha  già
  posizionato  le  travi  del  viadotto  Imera,  e  si   appresta   a
  completarlo a breve. Pagliuzza e trave  Ma qui le travi sono quelle
  posizionate sui piloni. Lo ha fatto l'Anas, lo ha fatto,  ed  è  un
  fatto  di  una  realtà fatta da un ente nazionale,  non  regionale.
  Realtà visibile a tutti, anche a chi come noi deve attraversare  la
  Sicilia e passa ogni settimana dal quella strada.
   Salute.   Oltre  all'ordinaria  amministrazione,  registriamo   la
  confusione  intollerabile sui numeri del Covid. Su  questo  dovrete
  dare   spiegazioni,  sul  raddoppio  sistematico  del  numero   dei
  positivi,  numeri  che  hanno  condizionato  le  scelte  di  questa
  amministrazione regionale. Ci dovrete dare spiegazioni.
   Disabilità.  Lei  ha accennato alle disabilità  con  una  laconica
  frase  che  ve la leggo, solo questo  Nell'ambito della  disabilità
  sono  stati  impegnati 107 milioni di euro  tutto qui. Però,  corre
  l'obbligo,  per  chiarezza,  per  chiarirlo  ai  siciliani  che  ci
  seguono,  che  questa  affermazione porta con se  altre  spiacevoli
  considerazioni.   Qualche  settimane  fa  avete  pubblicizzato   lo
  stanziamento di ben 38 milioni di euro per la disabilità,  peccato,
  però,  che  di  quei  soldi si trattava  dei  soldi  dei  due  anni
  precedenti,  che voi stessi non eravate riusciti a spendere.  Avete
  ristanziato  queste  somme  che  i  distretti  socio-sanitari   non
  riuscivano a spendere e, nonostante io stesso, più volte, da questo
  pulpito, vi ho chiesto, vi ho invitato ad emanare direttive chiare,
  immediate  precise  per consentire ai distretti  socio-sanitari  di
  spendere quelle somme. Le somme non spese sono servizi non resi  ai
  cittadini siciliani.
   Ma  c'è di più, in quella frase laconica  sono stati impegnati 107
  milioni ,  che  sono gli 86 milioni mancanti, già, perché  rispetto
  all'anno scorso avete messo nel capitolo 183808, 86 milioni di euro
  in  meno,  ciò  probabilmente, se non provvederete al  più  presto,
  potrebbe comportare conseguenze devastanti per i disabili e  per  i
  comuni fornitori di servizi.
   Tirando  le somme su questi 2 anni e mezzo di Governo, ci troviamo
  con un netto passivo per quanto riguarda le sue promesse elettorali
  del  2017; guardando a questi due anni e mezzo trascorsi,  non  v'è
  chi  non  veda che il Governo da lei guidato ha galleggiato,  si  è
  posizionato, ha cambiato qualche governance, come si dice oggi,  ma
  si  traduce in  ha fatto nomine negli enti , spesso con il  manuale
  Cencelli alla mano, ha vivacchiato senza dare la spinta, lo  spunto
  necessario al cambiamento, necessario alla macchina amministrativa,
  all'economia siciliana, al benessere dei siciliani.
   E  di esempi, se vogliamo, se ne possono fare centinaia, a partire
  dalle  partecipate, per arrivare alla digitalizzazione, dal turismo
  all'agricoltura,  che sono i veri motori dell'economia  dell'Isola,
  dalla salute al lavoro.
   Presidente, la sua relazione non ci ha per niente soddisfatto, non
  ha  saputo dimostrare, né lo ha realizzato nei fatti, parte del suo
  programma  elettorale,  se non per sparuti  punti,  così  pochi  da
  sembrare quasi un caso.
   Per  queste ragioni, e per altro, che abbiamo elencato in apposito
  documento,  riteniamo che il Presidente non si è mostrato  adeguato
  al compito di governare la Regione, ed in questo momento storico di
  estremo disagio, perseverare un Governo che ha dimostrato tutta  la
  sua  inadeguatezza, potrebbe significare solo cercare  di  tutelare
  privilegi personali, anziché garantire gli interessi dei siciliani.
   Per  questi  motivi, quindi, il Gruppo parlamentare che  presiedo,
  del   Movimento  Cinque  Stelle,  presenta  formale  sfiducia   nei
  confronti del Presidente della Regione.
   Potete  ingannare tutti per qualche tempo, ed alcuni per tutto  il
  tempo,  ma  non  potete ingannare tutti i siciliani  per  tutto  il
  tempo.

           (Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Grazie Presidente. Devo dire la verità,  sono  un  poco
  deluso da questo dibattito. Devo essere sincero, mi sarei aspettato
  temi interessati, un confronto serrato, dove magari si analizzavano
  i punti del programma del Presidente della Regione, dove si facesse
  un  po'  di  critica, dove si diceva che non sono  stati  raggiunti
  alcuni  indicatori,  invece, Presidente, ho sentito  una  serie  di
  citazioni  cinematografiche,  qualche poeta,  qualche  riferimento,
  nelle  punte  più alte - e neanche questo mi ha entusiasmato  -  ad
  aspetti che riguardano la Magistratura, quasi come se al Presidente
  della   Regione  venisse  richiesto  di  essere,  o   un   profondo
  conoscitore  della cultura cinematografica, oppure di essere  colui
  che  deve  stare  lì  ad  emettere sentenze come  in  un  Tribunale
  rispetto ad indagini che sono in corso, che certamente hanno creato
  sgomento  in  tutti ma che, ahimè, non danno a nessuno  l'arbitrio,
  l'opportunità di sentenziare.
   Certamente sarà la Magistratura e l'atteggiamento, credetemi, è da
  parte  di  tutti i parlamentari, lo stesso, al di là dei giochi  di
  ruolo  che si portano in scena oggi, e che vedono addirittura nella
  rappresentazione teatrale massima, uscire come in un perfetto ruolo
  di   giochi   tra   alternanza  di  rappresentanza  e   retroscena,
  addirittura come in tutte le legislature.
   Per questo dico che sono rimasto deluso, perché vedete, a due anni
  e mezzo, qua ci sono parlamentari che hanno più esperienza di me, e
  che  hanno  visto  andare  in scena la storia  pirandelliana  della
  Sicilia,  a  due anni e mezzo, caro Movimento Cinque Stelle,  avete
  fatto quello che hanno fatto tutte le opposizioni, avete presentato
  la  mozione  di sfiducia al Presidente della Regione, sapendo  che,
  ovviamente, questa mozione di censura è un gioco di teatro, sapendo
  di  poter  far  ridere  la  gente, perché purtroppo  non  ci  crede
  nessuno,  sapendo  che  potevate cercare le interlocuzioni  con  il
  Governo  nazionale,  che non avete cercato, sapendo  quello  che  è
  scontato,  che  la gente sa, per questo io sono deluso,  Presidente
  dell'Assemblea, Presidente della Regione.
   Poi,  mi  interessava  e  la  vedevo lì  particolarmente  attento,
  Presidente Musumeci, quando l'onorevole Cracolici cambiava le carte
  in  tavola,  ci  avete  fatto caso? Arrivato  ad  un  certo  punto,
  Presidente Musumeci, l'onorevole Cracolici ha iniziato a  fare  una
  serie  di  analisi,  come  se lui quel mondo  dell'agricoltura  che
  commentava  lo stesse incontrando in questo dibattito  d'Aula  oggi
  per la prima volta, allora cambiando le carte in tavola dice che  i
  controlli  funzionali all'Istituto zootecnico erano stati  previsti
  dalla legge da loro portata avanti, peccato però che quei controlli
  non  erano  mai partiti, peccato che se non fosse stato per  questo
  Governo,  e  per l'Assessorato guidato dall'assessore Bandiera,  su
  mandato  preciso del Presidente della Regione, nessuno  si  sarebbe
  accorto  di  quella volontà che avevate espresso  nelle  precedente
  legislatura, peccato che nessuno si sarebbe accorto, lo  diceva  il
  Presidente Fava, di quella Agrigento - Palermo ferma da venti anni,
  ecco,  ora  la  Palermo  -  Agrigento  era  ferma  da  venti  anni,
  Presidente  della Regione, ma lei non se ne era accorto  in  questi
  due  anni e mezzo che la Palermo - Agrigento  Meno male che ce l'ha
  detto l'opposizione
   Presidente, io veramente sono deluso, lei lo sa, io non  sono  uno
  che ama molto questi giochi di ruolo, di maggioranza e opposizione,
  e  sarebbe  stato interessante il dibattito, se avessero affrontato
  delle  questioni, magari, mi creda, avrei pure rincarato  la  dose,
  avrei  detto   sono d'accordo con l'onorevole che ha  fatto  questa
  proposta ,  ma  di questo non c'è stato nulla, c'è stata  veramente
  una rappresentazione teatrale, con buona pace delle tante citazioni
  cinematografiche che hanno fatto.
   Lo  scontro con l'Anas, assessore Falcone, l'onorevole è  stranito
  del  fatto  che  lei  ha  fatto lo scontro, ma  come  si  permette,
  assessore? Le strade sono tutte che funzionano alla grande, abbiamo
  le  migliori  strade  provinciali,  ma  lei  come  si  permette   a
  scontrarsi con l'Anas? Non se n'è accorto che tutto è a posto?  Lei
  si deve vergognare assessore  Allora vedete questi giochini, queste
  rappresentazioni teatrali, la gente è stanca, e vi dico  una  cosa,
  alla  fine  di questa legislatura non andranno a dire  Figuccia  tu
  eri  maggioranza o opposizione ,  ah eri maggioranza allora non sei
  buono ,   Cracolici tu eri opposizione, ah bravo, bravo  hai  fatto
  una bella opposizione .
   Cracolici  vi  chiederà alla fine di questa legislatura  che  cosa
  avete  portato a casa, e una cosa giusta la dite, dopo il Covid  il
  mondo  è  cambiato, la fase di recessione è evidente, Pil  negativo
  con  numeri  da  capogiro,  e vi dico  una  cosa,  pure  se  questo
  Presidente  della Regione avesse la possibilità di rappresentare  e
  di  centrare tutti quei punti programmatici, sarebbe lo stesso  per
  tutto il Parlamento un fallimento, perché è cambiato il mondo, oggi
  dobbiamo  avere  il  buon  senso, e  su  questo  ci  chiameranno  i
  cittadini  ad  una  valutazione alla  fine  del  mandato,  dobbiamo
  trovare  la  forza, il coraggio, di portare proposte, alla  riforma
  dei Consorzi di bonifica, dove abbiamo recuperato quel disavanzo di
  duecento milioni di euro.
   Si  è  vero, quella l'avete fatta, però in Parlamento non è  stata
  portata,  e  chi la doveva portare in Parlamento? Non  siete  tutti
  seduti  in  quella  Commissione? È colpa mia, è colpa  di  Vincenzo
  Figuccia, quando una norma che è in quella Commissione, e  Vincenzo
  Figuccia  non la sa portare  Dopodiché, una serie di proposte  sono
  state portate avanti, lo sblocco delle assunzioni, bene, lo sblocco
  delle  assunzioni  è una realtà, siamo riusciti  a  portare  avanti
  l'operazione  degli  Asu  e  i comuni? Non  stanno  dando  conto  e
  riscontro a questa norma.
    Abbiamo  fatto  una norma persino sulla stabilizzazione  di  quei
  precari  che, da vent'anni, sono ingabbiati nella città di Palermo,
  nel  progetto  Emergenza  Palermo, degli ex  Pip,  la  norma  della
  Consulta, ci fosse stato un deputato del Partito Democratico che se
  ne  andava a Roma a dire  Figuccia, sai, ho parlato con i dirigenti
  della  Consulta  per  verificare a che punto è questa  norma'   No,
  sanno dire soltanto  Vabbè il Governo Musumeci '.
    Però,  io vi invito a riflettere su una cosa: come è normale  che
  sia, per una Regione come la Sicilia, gli indici di gradimento  per
  chi  governa sono bassissimi, eppure in questo periodo l'indice  di
  gradimento del Presidente della Regione è salito, è stato colui che
  ha recuperato più punti.
    Io  ritengo  che,  per carità, non ci si debba fare  appassionare
  dai  sondaggi, ma siano un indicatore di quello che sta  accadendo,
  siano un indicatore del fatto che attraverso l'Assessorato Attività
  produttive  sono  finalmente partiti i distretti produttivi,  siano
  indicatori del fatto che finalmente in Sicilia avremo le Zes, siano
  indicatori del fatto che le strutture che erano state chiuse,  dopo
  un'ottima  gestione  da parte della sanità di  quel  settore,  come
  l'Ospedale di Partinico, come la pediatria del Pronto Soccorso  del
  Cervello, come la realizzazione della struttura dell'hinterland del
  Carinese, con la riapertura dell'Ismett, come il centro direzionale
  con  il  quale abbiamo parlato con il Professore Armao, sono  opere
  costose. Non vi vergognate a dire che sono opere costose? Ma se  le
  avesse realizzate in cinque anni di Governo Crocetta, quelle  opere
  sarebbero  già  a  regime, avrebbero consentito  di  immettere  nel
  circuito  produttivo risorse finanziarie, e forse oggi ne  staremmo
  godendo.
    Però,  davvero,  non mi voglio iscrivere, signor  Presidente,  al
  coro  di  chi  è  intervenuto  in questo  gioco  di  alternanza  di
  rappresentazione teatrale, quindi dico, signor Presidente, come lei
  stesso ha ricordato, citando il Presidente Mattarella, che sarà una
  strada  stretta  e in salita, dove se tutti i componenti,  dal  più
  scarso,  Vincenzo Figuccia, che decide di stare tra la gente  e  di
  ascoltare  le  proposte, dove se tutti riuscissimo a portare  delle
  proposte  di  cui  il Governo potrà farsi portavoce,  probabilmente
  quella  strada  stretta e in salita riusciremmo a intraprenderla  e
  portarla  a  compimento. Laddove anche uno - e i miei  colleghi  lo
  devono  sapere - perché in quest'Aula tutto si gioca su un  numero,
  come  quando  non  abbiamo portato a casa la riforma  dei  rifiuti,
  anche   uno,  nascondendosi  dietro  il  voto  segreto,  dentro   i
  sentimenti  e i risentimenti del momento, si lascerà trascinare  in
  questo gioco di ruoli, sarà veramente complicato.
    Però,  signor Presidente, io credo molto nella sua serietà, nella
  sua  sobrietà, nel suo lavoro, e sono fiducioso che, alla  fine  di
  questo  percorso, noi qualche buon risultato per i nostri figli  lo
  porteremo a casa, alla fine di questa esperienza.

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Dipasquale, mi  raccomando,
  sia sintetico, quattro minuti e quattordici secondi.

    DIPASQUALE.  No,  ma  quelli del Gruppo allora,  c'è  un  errore.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  signor  Presidente  della
  Regione, Assessori, io penso che, se il Presidente della Regione  e
  questo  Governo avessero affrontato le emergenze siciliane come  il
  Presidente  della Regione ha fatto per i cavalli  di  Amelia,  quei
  famosi  tanti  milioni, tantissimi, io ho perso il conto  se  erano
  cinque, sette, otto, quelli che erano, o i quattrodici milioni  per
  i  borghi  rurali  costruiti  all'epoca  del  fascismo,  se  avesse
  affrontato  tutte  le questioni in quel modo, in  questo  modo,  io
  penso  che  oggi faremmo contenti tutti a Figuccia, e diremmo   Che
  bravo il Presidente della Regione '.
    Nella  sua  relazione lei interviene e illustra una  Sicilia  che
  non  c'è,  l'isola  che non c'è. E' come se lei, Presidente,  fosse
  stato  per  trenta  mesi in  lockdown , che io  penso  che  il  suo
   lockdown  dura da trenta mesi, e dura da trenta mesi perché non  è
  uscito,  non  c'è  andato in giro per la Sicilia, perché  se  fosse
  uscito  in giro per la Sicilia, lei avrebbe visto quanta immondizia
  c'è  per  le strade, quanta immondizia c'è fuori dai centri urbani,
  quanta immondizia esiste nelle campagne, in che stato è ridotto  il
  demanio, in che stato è ridotto il Territorio, il turismo  che  non
  esiste, perché è come se fosse ormai latitante e così via.
    Lei  aveva preannunziato una serie di riforme, le riforme non  si
  fanno  presentando  disegni di legge, voi avete la  maggioranza  in
  Commissione  e  in Aula, voi non siete riusciti a  portare  una  di
  queste riforme neanche in Aula. Avete preannunziato la riforma  per
  i Consorzi di bonifica, ancora non è uscita dalla Commissione, voi,
  perché la responsabilità è tutta vostra, non siete riusciti a farla
  uscire  in  tre  anni  dalla Commissione,  avete  preannunziato  la
  riforma per le politiche forestali, voi non siete riusciti  a  fare
  uscire  neanche dalla Commissione una riforma per la  forestazione.
  Voi,  lei  è intervenuto più volte parlando della politica  per  la
  casa   gli   IACP,  una  politica  innovativa,  questa  rappresenta
  l'ennesima  vergogna  del  suo  Governo  e  della  sua  grandissima
  demagogia,  avete ristabilito i vecchi consigli di amministrazioni.
  Io  le  porterò  a  fine  mandato quanto  questa  sua  scelta  farà
  lievitare  i  costi degli IACP, ogni IACP di ogni  provincia  dovrà
  pagare  un Presidente dello IACP, un Vicepresidente, e il Consiglio
  di  amministrazione più i costi. Poi faremo i conti  alla  fine,  e
  questo  non  è  nient'altro  che una scelta  preistorica,  cioè  la
  soluzione  e l'innovazione per la politica della casa e i  consigli
  di  amministrazione,  proprio  antico  più  che  antico  e  servizi
  ovviamente  zero  perché i soldi non c'è né. Ma su  questo  poi  ci
  ritorneremo.
    Non  avete fatto in tre anni una riforma per i beni culturali,  a
  tal  punto  che lo sta facendo la Commissione, non avete fatto  una
  riforma  dell'Amministrazione regionale - mi senta bene -  e  della
  dirigenza, io sono convinto che lei - glielo dico oggi  -  si  deve
  mettere  a  correre per presentare una riforma della dirigenza,  da
  ieri,  e  sono  convinto  che al più presto,  io  intanto  oggi  ho
  presentato un disegno di legge sulla riforma della dirigenza, ma io
  penso  che lei si deve mettere a correre per il bene suo e  per  il
  bene  della  sua Giunta, perché le responsabilità -  senta  bene  -
  perché  le  responsabilità di tipo economiche e di  tipo  contabili
  sono  pesanti,  quindi, occhio su questo, ma sono convinto  che  su
  questo correrà e correrà velocemente.
    Non  esiste  un  progetto  per  le  portualità  turistiche,  cioè
  l'ultimo  progetto di portualità risale al 2006. Abbiamo le  isole,
  abbiamo le coste, non abbiamo un progetto strategico sui porti, non
  solo,  e  dove  abbiamo e avevamo i finanziamenti - a proposito  di
  questo  faccio  mio un intervento di Arancio, a cui  va  un  nostro
  saluto, perché purtroppo non è potuto essere presenti per motivi di
  salute  -  ha affidato a me il compito di ricordare che a Gela  non
  possono essere tolti 111 milioni di euro che erano previsti per  il
  porto di Gela, che è anche turistico. Il turismo non si fa, copiano
  i  loghi,  il  turismo si fa con queste azioni, il  turismo  si  fa
  facendo le realizzazioni, il turismo si fa con cose concrete,  come
  allora  avevano fatto i predecessori, coloro che avevano  preceduto
  gli attuali passati Assessori.
    Quindi,  caro  Presidente, sulla salute,  io  l'ho  lasciato  per
  ultimo,  e  vado  alle conclusioni, io penso che la gestione  della
  salute  e  la gestione del Covid abbia rappresentato il  fallimento
  del modello Musumeci, e il fallimento del modello Razza, dove avete
  costruito   una  falsa  soluzione  a  quella  che  era  l'emergenza
  sanitaria  quando  noi, per fortuna, e grazie a  Dio,  non  abbiamo
  avuto  una  vera  e propria emergenza. Voi avete  permesso  che  il
  sistema sanitario, che avete messo su, non ha fatto fare tamponi  e
  non  ha ricoverato persone quando andavano ricoverate e sono morte.
  E  dove  la  Magistratura vi chiederà conto e  ragione  su  questo,
  ovviamente al sistema sanitario che voi avete messo su.  Il  tempo,
  però,  è  galantuomo  e  su  questo ci  ritorneremo  con  ulteriori
  elementi, perché io confido molto nella Magistratura.
   Così  come  quello  che  abbiamo visto con  la  quarantena   extra
  large .
   Che  vergogna, gli slogan, quello che diceva bene Cracolici prima,
  la  cultura  dell'io.  Qui non entra alcuno  Qui non viene  alcuno
  Chi viene qui, poi, dopo la quarantena deve fare il tampone.  Avete
  lasciato persone per 40 giorni ad aspettare l'esito del tampone.
   E lo sanno i siciliani, questo lo ricordano.
    Qui interverranno i suoi cortigiani , così come allora disse a me
  durante,  no,  abbiamo tutti e due buona memoria, un  intervento  a
  difesa:  Dopo di me interverranno i suoi cortigiani, che le diranno
  quanto è bello e quanto è bravo
   I  siciliani,  però,  queste cose non le  dimenticano,  così  come
  l'incapacità  di  approvvigionare i reagenti, i dpi.  Tutto.  Avete
  rappresentato,  e  lì  Razza  è stato bravo,  ha  rappresentato  il
  fallimento della politica sanitaria siciliana.
   E  non  mi  parli  di Ragusa. Lei non ha fatto  nulla  su  Ragusa.
  Neanche l'ha citata. Una vergogna
   Crocetta,  quell'ospedale l'ha finanziato,  Crocetta,  il  Governo
  Crocetta. Ci fu, poi, un problema tecnico e voi l'avete inaugurato.
   Deve parlare di cose serie.
   Noi  siamo  stati  amministratori ma, come si può  soffermare  sul
  banale,  l'inaugurazione è una cosa banale. Mi  auguro  di  poterle
  riconoscere, alla fine del mandato, cose concrete.
   L'andremo a vedere.
   E,  poi, il balletto dei dati positivi. Proprio lì, ha dimostrato,
  anche, la superficialità, avete dimostrato la superficialità ed  il
  pressappochismo.
   Ma lo sa dove si legge e, veramente, concludo, il fallimento della
  politica di Razza? In tutta la Sicilia, in tutti i pronto soccorsi,
  la gente aspetta decine di ore, decine no, fino a 10 ore sì, 8 ore,
  9  ore,  7  ore nei pronto soccorsi. E, dopo 3 anni,  questo  è  il
  vostro  modello? Questo è il modello Musumeci? Questo è il  modello
  Razza?
   Sono  passati  3  anni. Oggi, la Sicilia è questa. Domani  faremo,
  vedremo, non lo sappiamo, ma oggi è questo.
   Concludo.  Lei  ha  concluso  il suo  intervento  chiedendoci  una
  collaborazione  ma, veda, purtroppo, lei ha atteggiamento  diversi.
  Prima  viene  qua  e  ci  insulta, non  partecipa.   I  palazzi  si
  interesseranno  di  voi    Ed  è  finita  che  i  palazzi  si  sono
  interessati di lei. Porta anche male, un pochino, su questo, sì.
    I  palazzi  . Non se lo ricorda? Eppure me lo ricordo io, non  si
  preoccupi che è successo qua.  I palazzi si interesseranno di voi
  Tutte queste belle cose, e si sono interessati di voi.
   Noi,  quindi,  ci  siamo stati e ci siamo stati in  maniera  molto
  costruttiva.  Lei ha fatto di tutto per rompere qualsiasi  tipo  di
  dialogo e di rapporto, perché davvero è inadeguato a fare il  ruolo
  di  Presidente  della  Regione. Lei è stato  sicuramente  un  bravo
  Presidente della Provincia, cose diverse, ma come Presidente  della
  Regione sta dimostrando di valere poco più di zero.

   PRESIDENTE. L'onorevole Zito rinuncia al suo intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  ricordo  amaramente  gli  ultimi  atti  del  Governo  regionale  di
  Crocetta.  Del  Governo Crocetta che ci ha lasciato  con  tutte  le
  miserie e le macerie.
   Vedete  a  fare  fantapolitica  non ci vuole niente   A  dire  che
  questo  è bello e questo è buono, questo serve e questo non  serve,
  non ci vuole niente? Che cosa ci vuole? Niente
   Ma  oggi,  a  due  anni e mezzo, rivoltare come un calzino  questa
  Regione  siciliana  -  e chi vi parla la conosce  bene  essendo  un
  dipendente  regionale  da  quarant'anni, la  conosco  benissimo,  i
  meandri  della pubblica amministrazione regionale - rivoltare  come
  un  calzino questa pubblica amministrazione, dopo le macerie che ha
  lasciato  il  Governo Crocetta, è veramente un plauso  che  bisogna
  fare al Presidente della Regione.
   Perché,  vedete, chi conosce veramente la storia sa  benissimo  di
  che si parla.
   Perché  ci  lamentiamo  sempre e spesso delle  cose  possibili  ed
  impossibili.  Noi,  ad  iniziare dall'assessore  Razza  -  che  lei
  spesso, onorevole Dipasquale, ha sempre la battuta

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   LENTINI. Lei può dire tutto quello che vuole, è padrone di  farlo,
  come faccio pure io. In libera coscienza e democratica.
   Vedete, girare in lungo ed in largo una Sicilia, la Sicilia, che è
  la  seconda regione d'Italia e lavorare affrontando la pandemia, di
  cui  oggi tutti dite  è finita così  ma non lo sapevamo come poteva
  andare a finire, e preparare tutti gli ospedali, le ASP non è stata
  una cosa semplice, non è stata una cosa semplice.
   Eppure devo dire che oggi, riguardo ai numeri, parlano chiaro.
   Cari  amici  del Centro sinistra voi sapete il Governo Crocetta  -
  perché,  purtroppo, bisogna partire dalla precedente legislatura  -
  ha  utilizzato, per andare avanti e dare le risorse ai  comuni,  il
  fondo  pensioni,  ha prelevato 150 milioni di  euro  per  darli  ai
  comuni che erano ridotti alla fame.
   Lo sapete questi soldi che cosa sono?
   Sono  soldi  prelevati dalle buste paga dei dipendenti  regionali,
  che  ogni  mese vengono accantonati in una parola che si chiama  ex
  Gescal e vengono inseriti nel contesto del fondo pensioni.
   Eppure  quel  Governo è riuscito a togliere 150  milioni  da  quel
  contenitore.
   Oggi  ci sono dipendenti regionali che sono andati in pensione  da
  due  anni  ed  ancora  aspettano il TFR,  hanno  avuto  un  piccolo
  acconto, ancora aspettano il TFR.
   Cosa  che  non  era  mai  accaduta perché nell'arco  di  sei  mesi
  venivano pagati regolarmente.
   Ora,  vedete,  è facile dire ad un Governatore  lei  così  non  ha
  fatto niente . Lui
   La  colpa che ha Musumeci ve la dico io qual è: che ha fatto tanto
  ed  io,  siccome lo so che ha fatto tanto, non è stato capace  -  e
  questo è un rimprovero - non è stato capace di pubblicizzarlo  bene
  perché ha lavorato ed ha lavorato tantissimo.
   Siccome quando un prodotto non viene pubblicizzato bene, io non lo
  so come può veramente essere considerato un prodotto buono.
   Così  è,  purtroppo - a mio avviso - per quello  che  vedo  e  che
  conosco - le cose vanno così.
   Vedete,  gli  assessori che sono col Governo  Musumeci,  molti  di
  loro, erano all'opposizione con il Governo Crocetta.
   Io  penso  Cordaro, penso a Falcone, colleghi che  hanno  dato  il
  massimo   del   loro  contributo  per  portare   avanti   le   cose
  dell'Amministrazione regionale. Le ferrovie finalmente oggi, c'è un
  treno  che, anche se i lavori sono stati iniziati tempo fa,  perché
  vedete  è  anche  un miracolo che iniziano i lavori,  però  c'è  un
  Governo  che li sa portare a termine, perché quante opere  ci  sono
  incompiute? Oggi, finalmente, il turista scende a Punta Raisi e può
  andare  nella vicina Cefalù, benissimo in treno e farsi le  vacanze
  con la propria famiglia.
   Il  territorio,  lo  sapete quante incompiute? Finalmente  c'è  un
  elenco, e ve lo dice un dipendente, finalmente al territorio c'è un
  elenco  del  demanio, finalmente abbiamo contezza,  finalmente,  di
  tutte  le  società  che hanno la convenzione,  la  sovvenzione  col
  demanio, e quindi queste qua bisogna metterle a racimolare  risorse
  perché la Regione ha bisogno di risorse.
   Parliamoci   chiaro,  ma  dove  sono  le  risorse  delle   Regione
  siciliana? Ma cosa dobbiamo dire al Presidente della Regione che si
  è  seduto  in  quel  posto con niente e deve sviluppare  da  quella
  poltrona  un  lavoro  solo  ed esclusivamente  con  i  soldi  della
  Comunità Europea?
   Io,  invece, vi prego a voi dell'opposizione, tutte le cose, tutti
  gli  atti  che  arrivano  a  Roma perché  devono  essere  vagliati,
  controllati, dateci una mano, al contrario, perché la politica  non
  si può fermare alla destra e alla sinistra. La politica deve essere
  un  tutt'uno quando ci sono opere importanti da portare avanti  per
  la comunità, non c'è mio e tuo.
   Questa è una nostra responsabilità che non possiamo sottacere,  ci
  sono  delle  cose che ci distinguono, ma ce ne sono  altre  che  ci
  devono  aggregare,  dobbiamo lavorare insieme  per  portare  avanti
  alcune  cose. Ma che cavolo gli diciamo a due anni e mezzo  sapendo
  che  i  cassetti erano vuoti? E lo sappiamo tutti.  Oggi  è  facile
  parlare.
   Tra  gli assessori, se non fosse per la finanziaria e per i  fondi
  POC,  ognuno  di  loro si potrebbe stare pure a  casa,  perché  non
  avrebbe  nessuna  possibilità di portare  avanti  una  cavolata  in
  questa Amministrazione.
   Se   il   Governo  regionale,  scusate  nazionale,  il  Parlamento
  nazionale,  ci  aiuta in questo senso, possiamo  fare  tante  cose.
  Ognuno di loro ha avuto una rubrica riempita da spendere, ma noi li
  dobbiamo  aiutare. Dice il collega Pasqua, l'ex collega, ma  amico,
  Cancelleri, Cancelleri sta facendo il suo dovere, Cancelleri è  una
  persona  seria e sta facendo il suo dovere, non sta facendo  niente
  di  eccezionale. Semmai, qualcuno che ha il potere  della  gestione
  non fa niente è un fannullone, questo sì.
   Quindi, carissimi amici, quante volte io, vedete, l'assessore alla
  pubblica  istruzione, che va in Assessorato alle otto di mattina  e
  se  ne  va  alle  ventidue, che va a giocare?  Porta  avanti  tanti
  bisogni di tante realtà, in particolare, per ora ancora, caro amico
  Di  Paola,  che  insieme  stiamo portando avanti  un  problema  dei
  precari,   di  tanti  personaggi  che  sono  rimasti  fuori   nella
  formazione  professionale  e  li  dobbiamo  aiutare  perché   hanno
  lavorato  per  tanti anni nella pubblica amministrazione,  e  hanno
  fatto  veramente  grandi  cose e veramente dobbiamo  spenderci  per
  loro.  Io vi prego, assessore, Presidente, nelle Conferenze  Stato-
  Regioni, battetevi, non vi arrendete su questo, perché questi  sono
  i  problemi  reali  di  questa  Regione.  Noi  abbiamo  bisogno  di
  sviluppo,  non  abbiamo bisogno di altro, non  abbiamo  bisogno  di
  reddito  di  cittadinanza. Il reddito di cittadinanza  lo  dobbiamo
  utilizzare solo per pochi mesi e poi le persone devono riacquistare
  la  dignità  andando  a  lavorare, questo è  il  funzionamento  del
  reddito di cittadinanza.
   Però, vedete, non ho un buon rapporto con l'assessore Turano,  non
  ce   l'ho  un  buon  rapporto,  ci  rispettiamo   ciao,  buonasera,
  arrivederci  e  grazie  però devo dire che in quell'assessorato  le
  risorse  della Comunità Europea le sta spendendo tutte. I  progetti
  messi  nei  cassetti  perché  qualcuno incompetente  nella  passata
  Legislatura non era capace di utilizzarli, lui li sta utilizzando e
  questo  è  un onore per lui ed io accetto da questa parte il  fatto
  che   sta  dando  una  mano  alla  comunità,  non  ci  sono   altri
  ragionamenti.
   Vedete, io da buon democristiano, ricordo, perché ormai noi  siamo
  pluralisti, siamo ovunque, non siamo riusciti, e questa è la  colpa
  di  tanti di noi, a creare una grande leadership nazionale  che  si
  potesse collegare ed aiutare, sia la destra che la sinistra, perché
  alla  fine questo ci vuole in questa società perché altrimenti  non
  funziona niente. Diceva Aldo Moro  questo Paese non si salverà,  la
  stagione dei diritti e dei doveri si renderà effimera ; siccome lui
  era  in  Parlamento  parlava dell'Italia,  io  invece  parlo  della
  Sicilia, questo Paese non si salverà se non si raggiungerà un  vero
  senso  del dovere ed il dovere non è solo quello che ognuno di  noi
  deve portare beneficio solo ed esclusivamente a casa nostra  Io non
  ho  una casa, io ho tanta gente che mi segue, non ho case, io ho la
  gente, la comunità che ha bisogno in tutti i modi di essere aiutata
  e  di  essere servita perché pagando le tasse, pagando  le  cose  è
  giusto  che  si dia la giusta riconoscenza e diamo la  possibilità,
  finalmente,  non  di  essere un popolo  che  deve  vivere  solo  ed
  esclusivamente  di  mance, noi siamo un Paese,  siamo  una  Regione
  importante,  qualificata, con tante menti, con  tanti  giovani  che
  veramente stanno producendo a livello nazionale, ci riconoscono  in
  tutto  il  mondo.  Diamo a questi giovani che si sono  allontanati,
  diciamo   loro    ritornate  indietro ,  perché  la   Sicilia   sta
  riportando,  finalmente, un senso di responsabilità ad  essere  una
  Regione seria, leale e legale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.  Grazie,  Presidente. Io utilizzerò meno  tempo  e  meno
  decibel  del  collega Lentini anche perché non ce la farei.  Io  mi
  concentrerò  solo su tre temi che sono quelli legati  all'ambiente,
  occupandomi  di  questo, che ha fatto menzione il Presidente  della
  Regione   durante  il  suo  intervento.  Mi  soffermerò  sul   tema
  dell'antincendio, urbanistica e rifiuti.
   Inizio  dal  tema  più soft perché mi sembra che qui  qualcosa  il
  Presidente   ha   annunciato   di  aver   fatto   che   si   tratta
  dell'integrazione - se non erro - di dieci unità degli  elicotteri,
  della  flotta appunto degli elicotteri, e questa è una cosa  buona;
  però, ci domandiamo allo stesso tempo il motivo per il quale ancora
  l'accordo di programma con i Vigili del fuoco  - che, come bene  sa
  il  Presidente,  sono  a  supporto delle  forze  già  presenti  sul
  territorio  -  non  sia stato ancora siglato,  almeno  noi  abbiamo
  ricevuto i Vigili del fuoco fino a qualche settimana fa e ci  hanno
  fatto presente che fino al 10 giugno di quest'anno chiaramente,  la
  direzione   dei  Vigili  del  fuoco  ha  informato   il   Ministero
  dell'Interno  che nessun accordo era stato siglato. Siccome  questo
  tipo  di accordi - lo sa bene il Presidente - si fa di solito verso
  maggio,  massimo  giungo, siamo a luglio, in estate  inoltrata,  ci
  chiediamo il motivo per il quale ancora non sia stato fatto, a meno
  che  non  sia  stato fatto subito dopo l'incontro  avvenuto  con  i
  Vigili del fuoco.
   Il  secondo  tema  è l'urbanistica. Apprezziamo il  fatto  che  il
  Presidente nel suo discorso abbia parlato di contrasto al  fenomeno
  dell'abusivismo  edilizio. Io mi sono promesso,  e  qui  c'è  anche
  l'assessore  Cordaro,  di  non parlare  della  riforma  edilizia  e
  dell'articolo 18 fintanto che quella riforma non sarà uscita  dalla
  Commissione e verrà trattata in Aula.
   Ne  abbiamo parlato diffusamente in Commissione e non lo farò qua;
  ma  voglio chiarire al Presidente Musumeci chiaramente che,  avendo
  parlato del contrasto all'abusivismo edilizio e avendo il Movimento
  Cinque  Stelle  appoggiato  la riforma urbanistica  del  Governo  a
  riprova del fatto che sono false le discussioni secondo le quali il
  Movimento  Cinque  Stelle vota tutto contro,  volevo  ricordare  al
  Presidente Musumeci che non c'è un articolo e nemmeno una parola al
  contrasto all'abusivismo edilizio presente nel testo della  riforma
  urbanistica.
   E'  una riforma apprezzabile, a meno che non venga stravolta, come
  diceva  il  collega Pasqua, dai mille emendamenti e, anzi  speriamo
  che  questo  non  avvenga e siamo certi che il Presidente  Musumeci
  farà da controllore affinché ciò non avvenga, ma è giusto precisare
  che  nella  riforma  urbanistica  non  c'è  traccia  di  una  norma
  specifica al contrasto all'abusivismo edilizio. Però, dalle  parole
  del  Presidente Musumeci non possiamo che trarre delle conseguenze,
  cioè  il  fatto  che lui sarà il primo promotore e  sostenitore  di
  quegli  emendamenti  delle opposizioni, o  della  maggioranza,  che
  saranno contro l'abusivismo edilizio.
   Ad  esempio, il Movimento Cinque Stelle ha presentato una proposta
  di  un  fondo di rotazione per la demolizione delle case abusive  a
  sostegno  dei  comuni che devono avviare questo tipo  di  attività.
  Sono certo, siamo certi, che il Presidente Musumeci accoglierà  con
  favore questo tipo di emendamenti.
   Un'ultima  cosa sull'urbanistica mi sovviene alla luce  del  fatto
  che  sono passati due anni dalla esondazione del fiume Milicia, che
  portò alla morte di nove persone a Casteldaccia, fu presentata  una
  norma, che possiamo definire spot, sull'abusivismo edilizio, perché
  -  se vi ricordate - che cosa faceva? Dava delle somme a coloro che
  venivano fatti sgomberare dalle abitazioni abusive.
   Quella norma, a meno che mi sia sfuggito, è ancora in Commissione,
  non  è  mai uscita dalla Commissione, non è mai transitata in Aula.
  Quello  era  l'unico atto sul quale si poteva iniziare a  fare  una
  discussione sull'abusivismo edilizio; ancora sta là e,  quindi,  ci
  chiediamo  il  motivo  per  il  quale  non  sia  stata  avviata  la
  discussione nel Parlamento.
   Il  tema più delicato è quello dei rifiuti. Lo accennava anche  il
  mio  collega Giorgio Pasqua. E vorrei partire dal tema dei  rifiuti
  citando il Presidente della Regione. Lui dice che   il sistema  dei
  rifiuti in Sicilia è un perverso intreccio tra politica, burocrazia
  e  imprenditoria che ha caratterizzato un sistema pericoloso che ha
  creato  un  oligopolio che domina l'80 per cento circa della  massa
  dei rifiuti che gravitano nella Regione siciliana .
   Considerazioni  assolutamente  vere.  Di  solito  è  l'inizio,   è
  l'incipit di qualunque discorso che faccio quando parlo di gestione
  dei  rifiuti.  Ma  la mia domanda è, la domanda  che  il  Movimento
  Cinque   Stelle   pone   al  Presidente  Musumeci   è   se   queste
  considerazioni erano valide nel gennaio del 2018 quando  uno  degli
  uffici sotto l'amministrazione del Presidente Musumeci ha garantito
  un  ampliamento  di  1,8  milioni di metri cubi  ad  una  discarica
  privata  che  sta  a  Lentini, che è nella proprietà  della  Sicula
  Trasporti,   che   in  questo  momento  è  sotto   indagine   della
  Magistratura anche per crimini contro l'ambiente.
   Lungi  da  me fare considerazioni che possono tenere in  mente  un
  rapporto  tra politica e Magistratura, ma è chiaro che nel  2018  è
  stato  fatto un atto che va diametralmente in modo opposto rispetto
  a  quanto  ha  statuito il Presidente Musumeci, perché se  dobbiamo
  togliere,  dobbiamo eliminare l'oligopolio ai privati è conseguenza
  che  non  si debba comunque garantire ad un privato la gestione  di
  una  massa  così  enorme  di rifiuti tanto  più  ad  adiuvandum  in
  relazione a questo discorso - lo accennava prima il collega Fava  -
  in  questi giorni pende presso gli uffici del Dipartimento  Rifiuti
  un'altra autorizzazione per un altro ampliamento sempre alla Sicula
  Trasporti, sempre alla discarica che è sita a Lentini.
   Noi   siamo   certi  che  dopo  le  sue  parole  l'Amministrazione
  chiaramente  taglierà  corto con quell'ampliamento  e  chiuderà  la
  partita con quella discarica e con Sicula Trasporti.
   E parlando sempre di Sicula Trasporti e non entrando assolutamente
  nella questione legata alle indagini della Magistratura perché  non
  attiene  a  questo  Parlamento, entra un altro discorso  importante
  cioè  quello degli inceneritori. Sfatiamo questo mito e  parliamone
  anche in Aula.
   Non  so  per  quale  motivo si continua a sostenere  che  sia  una
  prerogativa  dello Stato o del Ministero dell'ambiente che  vengano
  stabiliti  quanti e quali inceneritori debbano essere  fatti  nella
  Sicilia.
   Basta  leggere il Codice dell'ambiente, al titolo IV, nel  riparto
  di  competenze viene chiarito in modo tranciante che è  la  Regione
  che  non  solo stabilisce nel piano dei rifiuti le aree non idonee,
  le  aree idonee, che tipologie di impianti si devono realizzare  e,
  tra  l'altro  sempre il titolo IV stabilisce che le  autorizzazioni
  sugli  impianti,  a meno che vi sia una situazione  emergenziale  a
  livello  nazionale,  sono stabilite dalla  Regione.  Quindi,  è  la
  Regione   che  stabilisce  cosa  fare  all'interno  del  territorio
  regionale.
   Il  Ministro Costa ha più volte chiarito, anche con delle lettere,
  con  dei  comunicati,  la  necessità  di  avviare  un  ragionamento
  sull'economia  circolare. Non era nemmeno  necessario  l'intervento
  del   Ministro   Costa,   basta  leggersi  le   quattro   direttive
  sull'economia circolare per capire qual è l'orientamento.
   Ma  ciò detto, anche volendo sfatare questo mito e anche volendoli
  realizzare  questi inceneritori, da parte nostra ci sarà  la  netta
  contrarietà, ma  anche volendo che il Governo Musumeci sia il primo
  ad  utilizzare per la prima volta in Sicilia inceneritori, al netto
  di  quelli  dei  rifiuti  farmaci che  sono  obbligatori,  dobbiamo
  comunque  sfatare  un  altro mito, cioè il fatto  che  comunque  la
  Sicilia non sarebbe capace di costruire inceneritori. In due anni e
  mezzo,  nonostante ci fosse addirittura un'ordinanza  ministeriale,
  emergenziale - mi perdoni -, non siamo nemmeno riusciti a  fare  un
  buco per fare la settima vasca di Bellolampo, figuriamoci fare  una
  torre di incenerimento.
   Quindi,  nel momento in cui noi autorizziamo nel piano dei rifiuti
  un  inceneritore o due inceneritori o un gassificatore, quello  che
  è,  dobbiamo rivolgerci ad un privato perché  è l'unico capace,  ha
  le forze economiche di potere realizzare un inceneritore. E, guarda
  caso,  l'unico  procedimento pendente per la  realizzazione  di  un
  inceneritore è della Sicula Trasporti, che in questo momento  sotto
  la  valutazione  della  Commissione ambientale  e  strategica.  Tra
  l'altro  gli  Uffici della Commissione di valutazione ambientale  e
  strategica,  sotto  la direzione del professore Angelini,  diciamo,
  hanno  chiarito  in  modo tranciante per l'ennesima  volta  che  un
  inceneritore di quella massa, di quella dimensione sarebbe talmente
  grande,  talmente energivoro che non basterebbero nemmeno i rifiuti
  della  Sicilia e, quindi, sarebbe necessario prenderli da  un'altra
  parte.
   Chiuso  questo  discorso, io vorrei passare  ad  un  altro  punto,
  quello  del  piano dei rifiuti. Lei dice nella relazione  di  avere
  concluso il suo impegno nel 2018.
   Mi  dispiace contraddirla, Presidente, ma il suo impegno si chiude
  nel  momento  in cui il piano è approvato dalle SRR, approvato  dai
  comuni,  390,  approvato  dalla Commissione   Ambiente ,  torna  in
  Giunta  e  viene approvato dalla Giunta  e resta esecutivo.  Finchè
  non  è  approvato il piano è una bozza, è come l'alunno che  fa  la
  brutta  copia  e  poi deve scrivere  il testo in  bella  per  darlo
  all'insegnante. Fino a quel momento il compito della Giunta  rimane
  pendente; lo dice l'articolo 9 della legge ancora in vigore, 9  del
  2010,  che  individua tutti questi  passaggi: Giunta, SRR,  comuni,
  Commissione Ambiente, Giunta, deliberazione,approvazione. Così è  e
  così sarà.
   Ora,  il  piano  -  lei ha detto bene - non è  stato  cassato  dal
  Ministro;   il  Ministro  ha fatto delle  osservazioni,  voi  avete
  reputato  opportuno  riscrivere il piano,  l'assessore  Pierobon  è
  venuto  in  Commissione, ha detto che sta modificando  il  rapporto
  ambientale.  Ora,  se  uno va a leggere l'articolo  12  del  codice
  dell'ambiente, sa bene che il rapporto ambientale non si  modifica,
  si  riscrive daccapo. Quindi, dal rapporto ambientale alla chiusura
  della  vasca ci sono altri otto mesi. Ci auguriamo che  al  termine
  di  questo  percorso ci possa essere il piano dei rifiuti  che,  se
  dovesse  essere  riscritto, noi lo approveremo, così  come  abbiamo
  fatto le riforme dei rifiuti e la riforma dell'urbanistica.
   Abbiamo  appreso  dalle  sue parole che c'è  un'altra  Commissione
  esterna  che sta riscrivendo il piano, cioè degli esperti  esterni.
  Ora, il primo piano è stato realizzato dal professore Angelini,  da
  un'equipe  coordinata dal professore Angelini, che  è  un  soggetto
  esterno. Il secondo piano lo stanno realizzando queste altre equipe
  esterne speriamo che non ci sia una terza equipe esterna che  debba
  realizzare questo terzo piano perché diventa davvero ridicolo.
   Parlando di cose ridicole, le critiche che sono state sollevate al
  piano  tipo  gli errori grammaticali, lasciano, diciamo,  l'aspetto
  più  divertente di quello che in realtà è il problema di fondo  del
  piano  dei  rifiuti.  Il piano dei rifiuti è stato  cassato  perché
  manca  degli  scenari previsionali, cioè in base al fabbisogno  dei
  singoli  ambiti territoriali - noi abbiamo contestato  il  discorso
  delle province perché voi sostenete di volerne fare nove - in  base
  a  questo  fabbisogno previsionale non sono stati stabiliti  quelli
  che  dovevano essere gli impianti cioè la Regione non ha  stabilito
  nel  piano  dei  rifiuti  quali sono  questi  impianti.  Se  queste
  incongruenze  vengono  sollevate  è  chiaro  che  il  piano   verrà
  approvato,  ma fino ad oggi non abbiamo notizie perché  l'Assessore
  nemmeno  un  mese  fa  è  venuto  a  relazionare  che  il  rapporto
  ambientale è in itinere.
   Terzo tema che è tanto caro a lei, cioè la raccolta differenziata.
  Ora,  io non mi permetto di contestare i valori, io sono certo  che
  lei  ha ragione e che l'ISPRA  ha torto; cioè l'ISPRA contesta  una
  parte dei valori del 42 per cento che sono stati diciamo siglati da
  poco. C'è questo incremento del 16 per cento del 2017 al 42, ed  io
  sono  certo, che ha ragione lei e che l'ISPRA ha torto. Ma il punto
  è,  ma  il  risultato a chi va attribuito? Lo accennava prima,  chi
  era?  Claudio Fava o forse qualcun altro,  va attribuito ai comuni,
  ai  sindaci,  cioè sono loro che fanno la raccolta  differenzianta,
  non  la  Regione.  La Regione, torno a ripetere le competenze,  gli
  impianti  deve fare; se la Regione non a gli impianti i  comuni  la
  munnizza differenziata dove la devono mettere? Ed il tema è, se  io
  arrivo  all'80 per cento di raccolta differenziata ed impianti  non
  ne ho che cosa ci faccio? Glielo dico io.
   Noi  abbiamo,  come dire, intervistato i comuni,  i  sindaci,  che
  volta  per  volta ci dicono noi siamo arrivati al 65 per  cento  di
  raccolta differenziata, abbiamo avuto pure la premialità, i  comuni
   ricicloni , ma non siamo in grado di diminuire la Tari, non  siamo
  in grado di poterli conferire negli impianti perché non ci sono.  E
  sa   cosa   fanno?  Utilizzano  l'escamotage  della   stazione   di
  trasferenza  che  in  Sicilia - che è  privata  -  la  stazione  di
  trasferenza  prende  il rifiuto umido perché non  ci  sono  rifiuti
  umidi  perché non ci sono impianti di compostaggio, e  sa  dove  li
  mandano? Fuori dalla Sicilia, come il caso di Altofonte che mandava
  i  rifiuti in Calabria - chieda al sindaco di Altofonte - e il caso
  di  Castelvetrano  che  mandava l'umido in Friuli  Venezia  Giulia.
  Quindi,  secondo la legge rimane qua, poi non avendo la possibilità
  di  spedirli da nessuna parte sono costretti, per una questione  di
  dimensione, a spedirli fuori.
   Le  stazioni  di  trasferenza hanno questa  funzione  e  danno  la
  possibilità  di  sfuggire completamente alla maglia della  raccolta
  differenziata.
   Ora,  dico,  l'assessore Pierobon ha rappresentato in  Commissione
  uno  spaccato che è drammatico,  non lo dico io, lo dice lui,  cioè
  non   lo  dice  Giampiero  Trizzino  che  è  drammatica,  lo   dice
  l'Assessore.  In un documento che ha consegnato a maggio  del  2020
  dice:   per  ogni  singola provincia   - avrebbe  dovuto  dire  SRR
  perché  gli  ambiti  sono ancora quelli, ma comunque  -   per  ogni
  singola  provincia  c'è  un  sistema  altamente  deficitario  degli
  impianti pubblici ; cioè gli impianti pubblici non ci sono. Ora, il
  punto  è:  ma a che serve la raccolta differenziata se non  abbiamo
  dove metterla?
   E io mi fermo qua perché ho preso troppo tempo.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Trizzino.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie,  Presidente.  È  stato  già  detto  dai  miei
  colleghi,  non  solo  del  finanziamento  ai  borghi  fascisti,  di
  Ambelia,  dei  loghi scopiazzati, ma quello che ci  preme  rilevare
  soprattutto, signor Presidente, è che, a nostro giudizio, manca una
  visione.
   C'è  un  Governo  che annaspa, che continua ad attribuire,  giorno
  dopo  giorno,  responsabilità e colpe agli altri, responsabilità  e
  colpe  al  Governo nazionale - soprattutto dopo che dal  Governo  è
  uscito Salvini - o alle amministrazioni che ci sono state prima del
  Governo Musumeci, soprattutto a quelle del centrosinistra.
   Un Governo che annaspa, soprattutto, a partire dai beni culturali,
  è  stato  detto  nel corso di lunghi interventi in  quest'Aula.  Il
  Partito  Democratico ha teso la mano sin dal primo  giorno  con  il
  disegno  di  legge  n. 2 che doveva essere il  primo  passo  di  un
  percorso  che  vedesse a cuore l'interesse collettivo della  nostra
  terra prevedendo l'accorpamento dell'Assessorato regionale dei beni
  culturali  e di quello del turismo. Da allora il Governo  regionale
  non  si è presentato in Commissione neanche per esprimere il parere
  di competenza.
   Sono  passati  15 mesi in cui l'Assessorato è stato  assolutamente
  acefalo, vittima e ostaggio del tatticismo politico perché  non  si
  sapeva  a quale partito o a quale forza doveva andare l'Assessorato
  dei beni culturali; frattanto, le pratiche all'Assessorato scorrono
  lentissime,  i  poveri  malcapitati  che  presentano  una   istanza
  rischiano di vedere passare e trascorrere mesi, se non anni, per un
  parere di competenza e per un diritto soggettivo.
   Progetti  che  nel  corso  degli anni  erano  diventati  il  fiore
  all'occhiello della nostra terra, come quello dei Teatri di Pietra,
  sono stati accantonati e completamente abbandonati.
   Continua  la  prassi dei musei chiusi, signor Presidente:  Palazzo
  Bellomo, che è una delle nostre eccellenze nella nostra terra, sino
  a domenica scorsa, di pomeriggio, chiuso; l'anfiteatro regionale di
  Catania  per  quasi  tutto il mese di agosto  della  scorsa  estate
  chiuso. Continua, quindi, a mancare una visione che coinvolge anche
  il turismo. Si è già detto anche dei 75 milioni bloccati nonostante
  in  finanziaria avessimo dato un congruo segnale da questo punto di
  vista.
   La relazione, la sua relazione la scorsa settimana, poi, da questo
  punto  di vista è particolarmente lacunosa. Non ci piace per  nulla
  neanche  la  scelta  del Vittorio Emanuele di  farlo  diventare  un
  museo.  A nostro giudizio è una scelta, in questo momento,  condita
  veramente da aria fritta, una scelta sbagliata e che certamente non
  fa parte di un disegno concreto, vero, ma soltanto futuribile.
   E  non va meglio in altri Assessorati. Ad esempio, sull'idrico  il
  Partito  Democratico dall'inizio di questa Legislatura  ha  chiesto
  con forza l'istituzione di un Dipartimento acqua, con forza in modo
  documentato  perché  ancora  oggi  non  è  stato  adottato   nessun
  provvedimento consequenziale a seguito della legge sull'acqua e non
  è  stato adottato nessun provvedimento concreto, vero di impegno di
  spesa.
   Ad  esempio,  sempre  in quell'Assessorato  ha  fatto  scuola,  ma
  l'abbiamo  ricordato  pure in Finanziaria, la misura  6.6.1.,  dove
  sono  stati  finanziati - ma se lo ricorda l'onorevole Sunseri  che
  ogni tanto mi manda il nome della graduatoria perché lo dimentico -
  sono  stati finanziati cinque progetti e bocciati 96, io penso  che
  quel  dirigente, Presidente, che non ha certificato 18  milioni  di
  euro andava punito e non promosso
   Nella  relazione  si fa cenno alle discariche;  ha  affermato  che
  abbiamo  scoperto 511 discariche, ahimè, è un dato ben noto,  è  un
  dato  che  risale ai vecchissimi Governi del centrodestra che  anno
  dopo   anno   hanno  trascurato  questo  dato,  è   in   corso   il
  commissariamento,  si  aspetta  l'attuazione  del  piano   per   le
  bonifiche e certamente non può essere un problema che si è scoperto
  di recente.
   Ci  ha fatto male, signor Presidente, la dichiarazione a proposito
  del  Patto  per il Sud, noi crediamo e la rivendichiamo con  forza,
  quella  è stata uno degli interventi più brillanti che non solo  ha
  adottato  il  centrosinistra, ma che ha dato un  ristoro  vero  non
  soltanto  ai  comuni ma alla comunità siciliana e c'è  un  rigo  in
  mezzo  a  tante  pagine di relazione dove si dice  che  sono  stati
  finanziati  400  progetti  con  il  Patto  per  il  Sud.  Questa  è
  l'affermazione  giusta,  non è stato  giusto  e  corretto  dire  al
  momento  del  definanziamento di alcune  opere  che  è  quello  era
  soltanto  un  elenco  di  opere, ahimè, e  su  questo  poi  abbiamo
  presentato  anche  uno  specifico atto  ispettivo,  è  arrivato  in
  Commissione  UE  un elaborato che definanzia alcuni  progetti  dopo
  che,   soprattutto   sull'idrico,  era  stato  fatto   uno   sforzo
  particolare  da  parte di alcuni comuni che anno  dopo  anno  erano
  riusciti a presentare il progetto esecutivo, in particolare  i  tre
  progetti sulla depurazione del comune di Santa Maria di Licodia.
   L'onorevole  Lentini sgolandosi ha detto che il  Presidente  della
  Regione ha lavorato tantissimo. Io non lo so, onorevole Lentini, se
  ha  lavorato  tantissimo, a nostro giudizio certamente ha  lavorato
  male.  Su  una  cosa  certamente però ha fatto  bene  ed  è  questo
   nominificio  veramente impressionante, basta guardare i primi  dei
  non eletti che se non hanno cambiato partito politico hanno trovato
  tutti   una   collocazione,  dall'Ersu  di   Catania,   ai   Parchi
  naturalistici, al Cas, agli Iacp. Ed è questo il tema  che  fa  più
  male;  noi  credevamo che per cambiare volto alla Sicilia bisognava
  ripartire  con  una nuova stagione, accompagnando  un  percorso  di
  qualità,  di  rispetto  delle  regole  e  di  condivisione  con  le
  opposizioni.
   Resteranno  questi  due anni caratterizzati anche  dalle  durezze,
  dalle   impuntature  che  hanno  compromesso  l'approvazione  delle
  riforme  che  servivano alla Sicilia, è stato ricordato  più  volte
  quella  dei  rifiuti  che  è rimasta ferma  per  questa  durezza  a
  proposito  delle  nove ATO e speriamo di non  trovarci  di  fronte,
  signor  Presidente,  all'ennesima durezza. Lo sa  bene  l'assessore
  Grasso  a cui più volte ho manifestato questa questione, se dovesse
  essere  confermata l'election day per il 20 settembre io credo  che
  la  Regione siciliana si dovrebbe adeguare alla scelta del  Governo
  nazionale,  non  per un atto di sottomissione, Presidente,  né  per
  sfruttare  il  trend elettorale, ma soltanto per una  questioni  di
  costi  e  di rispetto delle tasche dei siciliani. Se c'è referendum
  fissato  per  il  20  settembre è giusto  che  ci  adeguiamo  tutti
  risparmiando costi notevoli a carico dei cittadini siciliani.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole Zito, se lei rinuncia... Io  trovo  scritto
  onorevole Zito.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Governo,  oggi  è
  diventata quasi una barzelletta che si va ad unire anche  a  quella
  che abbiamo sentito la settimana scorsa sulle cose fatte  Visto che
  sono  stato  chiamato in causa più volte ormai ci vado,  ho  detto;
  anche perché volevo esprimere la mia soddisfazione per l'intervento
  dell'onorevole  Lentini, perché è stato bellissimo;  un  intervento
  quasi  copia-incolla  di quando appoggiava  ovviamente  il  Governo
  Crocetta,  quindi  è stato molto simile. Sarà che viene  utilizzato
  ogni volta che appoggia un Governo.
    Beh,  da dove iniziare a parlare di quello che non è stato fatto?
  Perché  ovviamente quello che si deve fare è ovvio  per  tutti,  ma
  sono le riforme. Questa terra è da tanto che aspetta le riforme  ma
  non sono mai venute; ma ci sono anche tanti atti amministrativi che
  questo Governo poteva fare.
    Da  dove  cominciare? Dalla capacità di riscossione  degli  enti.
  Noi  abbiamo visto e abbiamo sentito anche interventi che i  Comuni
  sono  in  difficoltà, che ci sono tanti problemi, ma non si  è  mai
  intervenuti  sul vero problema, Assessore - e qui c'è lei  -  della
  capacità di riscossione dei Comuni ad esempio. E su questo c'è  una
  nostra proposta, anche per questo io lo dico, perché non è solo una
  critica quello che noi facciamo, spesso negli interventi che  hanno
  fatto  i  colleghi  dietro ci sono disegni  di  legge  che  abbiamo
  presentato  e  qua  dentro non sono stati mai  discussi  e  mai  il
  Presidente,  che  non  abbiamo  visto  tanto  in  Aula,  tanto   in
  Commissione   Bilancio , ha mai detto:  Che disegni di legge  avete
  che  possiamo portare avanti per risolvere i problemi  di  tutti  i
  siciliani? .  Però questo non è mai avvenuto.
    E  allora, noi vediamo che ci sono enti e Comuni che hanno  delle
  capacità  di  riscossione soprattutto di alcune tasse che  sono  da
  prefisso telefonico e che cosa si è fatto? Possiamo sempre chiedere
  più soldi a Roma e i Comuni di conseguenza chiedono più soldi a noi
  se  non  interveniamo in maniera forte su questo tema? Non è  stato
  fatto, non lo faremo mai.
    Si  è parlato di rifiuti. Anche lì c'era una spada di Damocle che
  era  quella  della discarica di Armicci, ad esempio; il  Presidente
  aveva  tuonato  dicendo che avrebbe fatto qualche  cosa.  Beh,  non
  aveva  fatto niente, per fortuna che abbiamo studiato e qui  voglio
  ringraziare il Presidente della Commissione  Ambiente   che,  dando
  seguito  ad una richiesta di audizione e avendo studiato  noi  qual
  era  il  problema, siamo riusciti a trovare un cavillo e  quindi  è
  tutto  sospeso.  Ma, a parte i proclami del Presidente,  non  si  è
  visto nulla.
    Ma  dovremmo parlare anche delle aree Zes, mi dispiace qua  prima
  c'era  l'Assessore Turano che non c'è. Finalmente queste  aree  Zes
  sono   state  ovviamente  attivate,  dovevano  essere  delle   aree
  retroportuali,  sono  talmente  retroportuali  che  siamo  arrivati
  praticamente  fino ad Enna, però queste sono altre  considerazioni,
  però  nella  aree pubbliche appartenenti all'Asi, queste  aree  che
  sono  aree Zes individuate in aree ex Asi i vostri tecnici ci hanno
  detto  che  non  si  potrà fare nulla se prima non  ci  saranno  le
  bonifiche  ai  piani di caratterizzazione e, quindi, avremo  ettari
  buttati  perché  non potremo utilizzarli finché non  potremmo  fare
  caratterizzazioni. Qualcuno dirà:  Roma ci devono dare i soldi  per
  fare  i  piani  di  caratterizzazione .  Beh,  io  in  un'area  del
  siracusano  sono  riuscita  a farlo fare  gratis  all'Arpa,  quindi
  qualcosa  che  a livello amministrativo poteva fare  ovviamente  il
  Presidente della Regione, ma non ha fatto e sono passati due anni e
  mezzo.
    Vi  dirò  di  più. Anche la cecità che spesso si  ha  per  alcune
  cose.  Noi  avremo  una  caserma dei Vigili  del  fuoco  proprio  a
  Siracusa  che  sarà completata a due terzi, l'ultimo terzo  non  ci
  sono  soldi  e non verrà completata, quindi queste persone  non  si
  potranno  trasferire. Avremo il porto rifugio di  Siracusa,  stiamo
  parlando sempre della zona industriale, ad esempio, che fa  entrare
  tanti  soldi di tasse alla Regione siciliana, ha avuto  dei  grossi
  danni da eventi climatici avversi che sono avvenuti l'anno scorso e
  anche lì, nonostante le richieste di aiuto a questo Governo, non  è
  avvenuto assolutamente nulla, finché poi non si dovrà chiudere quel
  porto e non entreranno milioni di euro di tasse. Però, è ovvio  che
  questo  Governo  sta  lì  a pensare forse  più  ai  cavalli,  vista
  l'attenzione che ha avuto il Presidente della Regione nel tempo.
    Abbiamo  avuto  la  dimostrazione di  tutte  quelle  persone  che
  aspettano questi soldi della riprogrammazione del Poc, il vanto  di
  non  aver  speso  1 miliardo 270 milioni, da un lato  è  stata  una
  fortuna  perché ce li siamo ritrovati, ma non si mette in  evidenza
  come  l'incapacità  di questo Governo e anche  di  quelli  passati,
  oserei  dire,  di non riuscire a spendere quello che  serve  e  tra
  quelli,  ovviamente, come diceva il mio collega  prima,  c'è  anche
  quello   sulle  alluvioni,  ma  ci  sono  anche  tanti   interventi
  importanti,  anche  lì nessuno ha visto luce, da  questo  punto  di
  vista nessun risultato.
   Poi, potremmo parlare anche del discorso delle strade provinciali:
  ho  visto  l'intervento  molto accalorato dell'onorevole  Figuccia,
  forse  ha  dimenticato  che nell'accordo Stato-Regioni  la  Sicilia
  invece  di cedere le strade all'ANAS ha preferito avere 540 milioni
  di  Euro per poterli girare alle provincie e fare questi lavori. Ma
  non  ha  mai detto qual è il vero problema della Regione siciliana,
  degli  enti locali in generale e quindi comprese anche le province,
  che  non  c'è chi fa i progetti e spesso possiamo avere  anche  una
  montagna  di soldi, fiumi di soldi, ma non ci sarà mai nessuno  che
  potrà  presentare questi progetti, perché come nel  passato  questi
  soldi  verranno  persi,  e poi vediamo anche  il  Presidente  della
  Regione  che si lamenta con lo Stato, ma quei soldi li ha in  cassa
  lui e ancora le strade sono un colabrodo.
   Concludo,  perché  visto  che  mi  avete  incitato  più  volte   a
  intervenire non potevo fare altro che intervenire dicendo:  io  non
  so  se  è  vero, Presidente, quell'articolo dove definiva  cretini
  chi   parla  di   DiventeràBellissima   come  chissà  quale  frase,
  eccetera,  eccetera, sicuramente qualche giornalista avrà riportato
  male le sue parole, però, caro Presidente, se si riferisce a quello
  che diceva Falcone che questa terra sarà bellissima, Falcone diceva
  anche  che, scusate Borsellino diceva anche che questa è una  terra
  bellissima  e  disgraziata. Già, lo è bellissima  per  tante  cose,
  purtroppo  abbiamo anche tante disgrazie e non è solo la  mafia,  è
  anche  la cattiva amministrazione, è anche la corruzione,  è  anche
  l'inefficienza, già quella parte bellissima la conosciamo tutti  ma
  quella  parte disgraziata ancora nessuno ci ha messo mano,  nemmeno
  lei  caro  Presidente Musumeci, e questo è uno dei motivi  per  cui
  noi,  come  Gruppo parlamentare abbiamo presentato  la  mozione  di
  sfiducia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  signori  Assessori,  colleghi deputati. La  premessa  è  necessaria
  perché è un ringraziamento, onorevole Presidente della Regione, per
  avere  reso  applicato  e applicabile una  norma  che  prevedeva  -
  l'art. 160 bis -  il dovere, a mio modo di vedere, non l'opzione  o
  la possibilità, di venire a relazionare in Parlamento.
   Quindi,  la premessa è un ringraziamento, visto che da 17  anni  -
  lo  ha ricordato anche lei - nessun Presidente della Regione,  cioè
  da quando la norma è entrata in vigore se non vado errato sui tempi
  era mai venuto a relazionare al Parlamento.
   Spero  per  quello  che  dirò e per quanto  dirò,  di  non  essere
  collocato  in quella figura rinascimentale del cortigiano,  evocata
  dall'onorevole Dipasquale. Spero di essere soltanto  il  Capogruppo
  di Forza Italia che renderà merito ai fatti.
   Onorevole Presidente lei ha fatto riferimento alle 111 pagine  che
  aveva  scritto, fin quel momento, che poi per un sunto  necessario,
  sono divenute in questa Aula 30 pagine.
   Lei   non  ha  parlato  e  non  ha  evidenziato  suggestioni,   ha
  evidenziato  numeri e fatti, e vedete, colleghi, e  i  numeri  e  i
  fatti  hanno la connotazione dell'incontrovertibile, non sono  come
  le suggestioni, libere, di libera interpretazione.
   Signor  Presidente  ho elencato una serie di numeri,  rectius,  di
  fatti  che  lei  ha  evidenziato al Parlamento siciliano,  parlando
  della  materia finanziaria e dell'accordo del 2018 Stato-Regione  e
  l'accordo  col  MEF. Parlando ed evidenziando la dismissione  degli
  immobili, facendo riferimento all'idea di assoluta innovazione  del
  Centro  direzionale,  che  farà  risparmiare  tempo  e  denaro   ai
  siciliani.  E questo è un fatto strutturale, un fatto  di  riforma,
  non è ordinaria amministrazione, come gestire i PSR, tanto per fare
  un esempio.
   Ha  fatto riferimento, e ha evidenziato con i fatti quello  che  è
  accaduto  e  quello che ha fatto questo Governo al  rilancio  della
  macchina amministrativa.
   Ha  fatto  riferimento  e  ha descritto  il  piano  triennale  del
  fabbisogno,  le  assunzioni.  E  questi  sono  i  fatti,   illustre
  Presidente.
   Ha  fatto  riferimento sia al 95% del programma già impiegato  del
  PSR.  Ha  fatto  riferimento ai 33 bandi della  pesca  e  ha  fatto
  riferimento  anche alla legge strutturale e di riforma sulla  pesca
  che,  da  lustri, il popolo di Sicilia attendeva. Se non è  riforma
  questa,  cos'è riforma? Qual è il significato lessicale e  tecnico-
  giuridico  della  riforma,  dei  programmi,  della  visione,  della
  struttura?
   Ha  fatto riferimento, onorevole Presidente, al miglioramento  dei
  consorzi  di bonifica: noi abbiamo la responsabilità di  varare  la
  legge.  Ha  fatto riferimento, onorevole Presidente Musumeci,  alle
  imprese  agricole condotte dai giovani e come sono state gestite  e
  come verranno gestite.
   Ha fatto riferimento ai terreni demaniali concessi ai giovani.
   Ha  fatto  riferimento a quella bellissima idea -  ne  ho  parlato
  tante volte con l'ottimo assessore Bandiera -  agli 8 distretti del
  cibo ed al marchio di qualità sicura.
   A  tutti  gli interventi sulla e nella zootecnia. Alle istituzione
  delle  ZES.  Se  non  è riforma questa, cos'è  riforma?  Se  non  è
  visione,  è  progettualità questa, signori colleghi  ed  invito  me
  stesso,   primo   fra  tutti,  ad  approcciarci  con   una   onestà
  intellettuale  che,  sempre e comunque, deve contraddistinguere  un
  deputato.
   Alla digitalizzazione ed alle bande larghe, siamo tra i più bravi.
  E cosa è questa?
   Alle  ottime  iniziative per la formazione, assessore Lagalla,  al
  nuovo Catalogo, così definito.
   All'ottimo   lavoro  sul  biologico,  ai  cantieri   di   servizio
  riattivati, alle mille cose fatte in materia di cultura, lei le  ha
  elencate  ed  io ho perso il numero, sono tutte elencate.  Illustre
  Presidente, sono fatti anche questi.
   Allo  sport ed agli impianti sportivi, al finanziamento  triennale
  per  i  teatri regionali. Si è parlato di ambiente, è stato  varato
  uno  straordinario,  per quanto mi riguarda e  mi  sia  consentito,
  Piano   della   qualità   dell'aria   che,   letto   ed   applicato
  sinotticamente e sinergicamente con una legge sull'inquinamento che
  ha  varato  questo  Parlamento, renderà  i  cittadini  più  sicuri,
  allontanerà   soprattutto, lo dico ai colleghi che come  me  vivono
  nelle  zone  ad  alto rischio ambientale, libererà le  nostre  zone
  dall'essere  definite in maniera macabra, se mi  è  consentito,  le
  valli  o  la  valle  delle parrucche. Questo ha  fatto  il  Governo
  siciliano.
   Ed  ancora, in materia di rifiuti, un disegno di legge  era  stato
  portato in Parlamento. Un disegno di legge di riforma, poi, non uso
  mai termini forti ma, l'opinabile, vorrei dire meschino ricorso  al
  voto  segreto ha determinato un blocco. E, certamente,  di  questo,
  noi  dobbiamo  prenderci  le  responsabilità  colleghi,  perché  la
  possiamo  migliorare la possiamo modificare, la possiamo abbellire,
  ognuno nella sfera delle proprie capacità e competenze.
   Ma  abbiamo  il dovere, precipuo, di dare nuovi impulsi  a  questa
  legge e se, negli anni, signori Parlamentari, signori del Governo e
  onorevole Presidente, è accaduto quello che ha descritto in maniera
  impietosa la Commissione  Antimafia' nella relazione, certo  con  i
  nomi e con i cognomi di tutti, dei funzionari, dei burocrati, degli
  assessori,  dei  presidenti, quello che è accaduto negli  anni  che
  sono  trascorsi, certamente - là c'è un documento, è  riscontrabile
  per tabulas -non è colpa di questo Governo.
   Se  si  sono  occupati  altri Palazzi del drammatico  sistema  dei
  rifiuti,  mi  sia consentito il termine, certamente questi  Palazzi
  non  si  sono  occupati  di questo Governo. E  mi  sia  consentito,
  difficilmente quei Palazzi si occuperanno, conoscendo quasi  tutti,
  uno  per  uno, soprattutto alcuni dei componenti di questo Governo,
  difficilmente,  se  non per qualche colposo incidente  di  percorso
  potranno occuparsi di questo Governo.
   Presidente,  io  la ringrazio per averci donato un assessore  come
  Marco Falcone ed al mio partito, cioè discutere di infrastrutture è
  veramente mettere in dubbio l'esistenza di noi stessi.
   Basta  andare sul profilo di Marco Falcone, viene il mal di testa,
  per   vedere  quello  che  questo  Governo  e  per  questo  Governo
  l'assessore  Falcone  fa,  quotidianamente,  girando  la   Sicilia,
  adoperandosi in uno studio matto e disperatissimo per  risolvere  i
  problemi dei Siciliani e della Sicilia.
   Ed  ancora, onorevole Presidente, lavori nei porti, il Piano delle
  strade  provinciali,  la  rete ospedaliera,  assessore  Razza.  Qui
  vorrei  solo dire questo: senza il timore di passare nell'accezione
  volgare  per  cortigiano , beh ma c'è qualcuno al di là di  qualche
  imperfezione che può dire veramente che non è stato gestito  questo
  drammatico, storico e drammatico momento che il nostro Paese,  ieri
  60  mila contagi, Trump sta perdendo le elezioni per il Covid,  c'è
  qualcuno  che con serietà, sobrietà, onestà è in grado di dire  che
  non è stato gestito bene il Covid in Sicilia?
   Io  credo che al di là di - per carità - legittime, ci mancherebbe
  altro,  posizioni,  al di là del gioco delle parti,  io  credo  che
  bisogni dire solo  grazie Presidente .
   Grazie glielo stanno dicendo i Siciliani. Grazie lo stanno dicendo
  i  Siciliani al Governo Musumeci con questo picco di positività, di
  notorietà  - ove ce ne fosse stata bisogno - di giusta, corretta  e
  sana  benevolenza,  perché anche qui, con  i  numeri,  non  si  può
  equivocare.
   Concludo,  onorevole  Presidente, ringraziandola,  al  di  là  del
  lavoro  fatto in questi due anni e mezzo, ringraziando  il  Governo
  tutto  compresi, ovviamente, gli assessori di Forza Italia -  cito,
  per  ultimo, soltanto perché io credo che vada ringraziata  per  un
  lavoro   estenuante  che  l'assessore  Grasso  fa  -  7376  precari
  stabilizzati.  Ma da quanti anni si parlava di stabilizzazione?  Da
  quanti lustri? E non si può dire che non sia anche merito di questo
  Governo   e  per  questo  Governo,  del  lavoro  straordinario   di
  Bernardette  Grasso.  Io, a nome di Forza  Italia  ed  a  mio  nome
  personale, la ringrazio, Presidente, da ultimo per la sua sobrietà,
  lei    ha    dato   la   possibilità   nuovamente   ai   Siciliani,
  indipendentemente  dagli  schieramenti, di  assistere  a  programmi
  televisivi  senza  ansia  e  preoccupazione  di  vedere  i  massimi
  rappresentanti   della   Sicilia  assumere   connotazioni,   direi,
  discutibili. Ho finito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cafeo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAFEO. Quattordici minuti, pensavo di meno.
   Onorevole  Presidente,  io  vorrei  non  perdere  la  fiducia  nei
  confronti  di  questo  esercizio, di non svilire  questo  dibattito
  d'Aula  in un esercizio in cui, da un lato, la maggioranza  non  fa
  altro che dire quanto sono bravi gli assessori e quanti siamo belli
  per  tutte le cose che abbiamo fatto, e dall'altro lato, di  andare
  ad  evidenziare tutte le cose che è, ovvio, che mancano, perché  se
  uno guarda fuori dal Palazzo e va in giro, comunque la situazione è
  drammatica.
   Quindi,  l'approccio, voglio concedere all'Aula e in qualche  modo
  fare qualche riflessione su quello che si percepisce, a mio avviso,
  e  che  manca all'interno, dell'atteggiamento, dell'approccio  alla
  situazione attuale.
   Io, Presidente, sono convinto che non emerge da nessun intervento,
  come  non  emerge  dalla  sua relazione, una  consapevolezza  sulla
  gravità   della  situazione  economica  che  stiamo  vivendo.   Una
  consapevolezza che già c'era prima, ma che indubbiamente  ci  porta
  ad  affrontare  un  mondo  che cambia e ad affrontare  delle  sfide
  nuove.  A noi non ci aspetta un'estate calda, ci aspetta un autunno
  torrido, in cui fare l'elenco delle colpe dell'uno o l'elenco delle
  medaglie da mettersi, a mio avviso non servirà a nessuno.
   E,  quindi,  io  non ho fatto un confronto, non mi sono  andato  a
  leggere, con molta onestà, le 110 pagine di relazione, come non  ho
  fatto un confronto fra le 110 pagine della relazione e il programma
  elettorale,  perché,  a mio avviso, chiunque  abbia  un  minimo  di
  intelligenza  capisce che oggi qualsiasi tipo  di  programma  si  è
  presentato  tre  anni  fa,  oggi va rivisto  e  alla  luce  di  una
  situazione che è cambiata.
   Però,  mi  voglio  soffermare su alcuni aspetti, che  ritengo  che
  siano  evidenti a tutti, cioè chi ha ascoltato, chi  si  ritrova  a
  leggere  le  110  pagine di relazione, evince  questa  mancanza  di
  consapevolezza   sulla  situazione,  cioè   questo   esercizio   di
  riappropriarsi di un ruolo amministrativo, per dire io ho fatto, io
  ho fatto, io ho fatto.
   Quello  che  auspicavo, è che dopo due anni e  mezzo  di  attività
  amministrativa avremmo potuto dire agli imprenditori  siciliani,  e
  avremmo  potuto dire alla Sicilia, che abbiamo accelerato  i  tempi
  autorizzativi, che abbiamo accelerato i tempi di pagamento,  che  i
  Fondi  europei non siano in ritardo rispetto ai SAL e  rispetto  ai
  pagamenti,  e  questo  lei, oggi, non lo può  dire,  come  non  può
  continuare,  perché io ritengo che questo confronto serva  anche  a
  ricalibrare  un  approccio per affrontare i  prossimi  due  anni  e
  mezzo.   Secondo  me,  Presidente, se facesse  altrettante  cose  o
  ancora di più di quello che è stato fatto fino ad oggi, presentarsi
  ai  siciliani con 300 pagine di relazione delle cose che sono state
  finanziate,  quando  le  condizioni  oggettive  in  cui  vivono   i
  siciliani  sono  drammatiche non penso che verrà ricordato  per  le
  pagine della relazione.
   Io  ritengo,  Presidente, che oggi bisogna avere la consapevolezza
  delle  difficoltà che stiamo vivendo e cambiare atteggiamento,  non
  avere  un  atteggiamento di chi si pone su di un piedistallo  o  di
  chi,   diciamo,   in   qualche  modo  continua   a   scaricare   le
  responsabilità sul Governo nazionale o sui governi precedenti anche
  perché  non  vedo  l'utilizzo delle statistiche o l'utilizzo  delle
  tempistiche   per  misurare  l'efficienza,  perché   per   misurare
  l'efficienza amministrativa si misura sui tempi autorizzativi,  sui
  pagamenti,  si  misura  su  quelle cose percepibili  da  parte  dei
  cittadini e, come è emerso nel dibattito, quello per cui in qualche
  modo  questo  Governo  domani,  per l'attività  fino  ad  oggi,  va
  ricordato per Ambelia, per il rinnovamento dei borghi, va ricordato
  per  un  atteggiamento che, sicuramente, non  è  rivolto  verso  il
  futuro  o verso l'apertura o verso il confronto o verso determinati
  atteggiamenti.
   L'altra  cosa  che  tengo a sottolineare è che  secondo  me  dalla
  relazione si evince che questo Governo non ha una visione,  non  ha
  un  lavoro  collegiale,  ognuno fa  un  pezzo,  ha  presentato  una
  relazione,  è stata messa all'interno, si è fatto l'elenco  di  una
  serie  di opere, però, non si riesce a percepire qual è la  visione
  di  sviluppo  e qual è la visione di un atteggiamento, falsando,  a
  mio  avviso,  o contribuendo a falsare il rapporto fra  pubblico  e
  privato,  e  andando a generalizzare e a criminalizzare  l'attività
  privata  nei  confronti del pubblico quando fino a oggi,  comunque,
  tutte  le  vicende giudiziarie hanno riguardato elementi corruttivi
  che hanno al centro non un privato malato ma un rapporto malato fra
  il  pubblico  ed  il privato, e oggi il pubblico da  solo  non  può
  risolvere  le questioni generalizzando e criminalizzando o  singoli
  settori, o criminalizzando solamente l'attività privata.
   E  se io guardo -  mi ero appuntato qualche cosa - io non vedo una
  visione delle politiche culturali o della destagionalizzazione  dal
  punto  turistico e me ne accordo dalle vicende della mia provincia,
  me  ne  accordo  dal  prestito  del  Caravaggio,  in  qualche  modo
  giustificato  per la mancanza dei cento mila euro che  vanno  spesi
  sulla  tela, ma che non rientra in una politica di scambi in cui  è
  l'Assessorato regionale ai beni culturali o è il Governo che fa una
  programmazione, ma si vive alla giornata.
   La  stessa cosa sulle politiche del turismo. Si cita il turismo  e
  si  citano  i  settantacinque milioni, ma quali sono  le  politiche
  messe in campo sui vari aspetti del turismo?
   Sulla  destagionalizzazione che cos'è stato  fatto  e  qual  è  la
  prospettiva che noi diamo agli imprenditori se vogliono  venire  ad
  investire  in  Sicilia? Quello che manca, a mio avviso,  è  che  il
  pubblico dovrebbe essere in grado di mettere in campo è la visione,
  in  maniera  tale  da dire ai privati dove potere investire  perché
  anche  se  si spendono tutti questi soldi del pubblico  questo  non
  basta a colmare il gap occupazionale ed il gap economico. Non è  il
  pubblico,  da solo il pubblico che può risollevare le  sorti  della
  Sicilia,  ma  è il pubblico che deve dare una visione  e  che  deve
  tranquillizzare gli imprenditori che non trovino un ambiente ostile
  ma  un  ambiente politico-amministrativo che detta le  linee  dello
  sviluppo  e  che dia certezza dal punto di vista della  tempistica.
  Questo noi oggi, come Sicilia, non siamo in grado di farlo.
   Le  faccio qualche altro esempio. Ha parlato del bacino  idrico  e
  dell'istituzione di questo dipartimento, e non basta  dire  questo.
  Noi,  in provincia di Siracusa, stiamo pagando la realizzazione  di
  questo  bacino perché ancora oggi sul canale Calerme  che  crea  le
  condizioni  per  usufruire  diversi  produttori  agricoli,  con  la
  creazione  del  nuovo bacino non si capisce  più  di  chi  sono  le
  competenze e chi deve investire per garantire il buon funzionamento
  di  un canale che ha funzionato benissimo dal periodo dei greci,  e
  che oggi è ridotto a colabrodo.
   Per  non  parlare  delle politiche energetiche e  delle  politiche
  industriali.

   Presidente,  non si può, e io in questo non condivido il  pensiero
  dell'onorevole  Calderone, risolvere nessun  tema,  neanche  quello
  ambientale, con uno scontro fra il pubblico, il privato o risolvere
  nei  tribunali. Non si può dire  questo settore se ne  deve  andare
  dalla  Sicilia e in dieci anni risolveremo tutto senza  mettere  in
  campo una iniziativa .
   Lo  stesso PEARS, il piano energetico regionale, è un piano che  è
  stato bocciato perché non ha ancora oggi la valutazione VIA-VAS.  E
  sono passati due anni e mezzo.
   Il  vero  modo  per  affrontare il  futuro  e  per  affrontare  la
  transazione  energetica è fare squadra con chi c'è e imporre  degli
  investimenti,  e imporre una transazione che ci sia nel  passaggio,
  non  con un decreto dell'aria che non è attuabile sotto ogni  punto
  di vista e che per la preoccupazione di assumersi la responsabilità
  di  dire   abbiamo sbagliato, sediamoci e correggiamo il  tiro   si
  ricorre sempre ai tribunali.
   Io  spero,  onorevole  Cordaro, che lei abbia  la  forza,  so  che
  rincontrerà gli industriali della provincia di Siracusa, perché non
  è  possibile  che anche l'Avvocatura dello Stato nel presentare  le
  difese   della  Regione  esplicita  nell'eventualità  che  dovremmo
  stralciare solo la parte relativa alle politiche industriali.
   Quando  ci  sono  tutti  i  settori  produttivi  siciliani,  dalle
  cementerie,  alla  zona  industriale, a  qualsiasi  altro  tipo  di
  attività  che si appella ad un decreto, la politica deve  avere  il
  coraggio  di  sedersi assieme agli imprenditori ed  individuare  un
  percorso,  perché il cambiamento non si può imporre  solamente  per
  legge.  Va fatto un patto strategico con tutte le realtà produttive
  siciliane,  perché  non  possiamo fare  a  meno  di  nessun  assett
  produttivo, soprattutto nelle condizioni in cui ci troviamo, perché
  altrimenti  sì  che rimarrà quello che dice l'onorevole  Calderone,
  rimarranno solamente le macerie.
   E due parole, Presidente, le voglio dire sul discorso dei rifiuti.
  Io  non ho fatto nessun intervento quando abbiamo affrontato, e non
  mi  piace  molto  il  dibattito sui rifiuti, però  una  riflessione
  gliela  voglio lasciare. L'oligopolio dei privati non  si  combatte
  con il pubblico, si combatte velocizzando i tempi autorizzativi dei
  piccoli  impianti, perché quello che emerge oggi, emerge un  quadro
  in  cui il passato e anche quello che è successo in questi anni, ha
  creato  dei  mostri  economici  che condizionano  le  scelte  della
  Pubblica  Amministrazione. Ma per rispondere a questo  non  si  può
  pensare  che  la  soluzione  è solo il  pubblico.  Noi  abbiamo  in
  Commissione VIA-VAS fermi non so quanti migliaia di progetti.  Oggi
  noi dobbiamo riuscire a creare, non a criminalizzare il privato e a
  pensare che il pubblico possa risolvere, perché le posso dire,  per
  quello  che  ho  visto nella mia provincia dove ci sono  stati  due
  commissariamenti, ho visto che né le SSR né i commissari hanno  mai
  risposto,  solamente risposto, anche per dire   non  mi  interessa
  alle  proposte  presentate dai privati  e  penso  che  la  Pubblica
  Amministrazione debba rispondere sempre.
   E poi ho visto l'individuazione di un terreno, in una prima fase a
  Rosolini, e poi stranamente da Rosolini è passata a Pachino,  senza
  nessuna  giustificazione e senza nessun dialogo con il  territorio,
  con  la  nomina di un ingegnere del Comune di Pachino  che,  a  mio
  avviso,  non  ha  mai  progettato  un  impianto  di  rifiuti   che,
  stranamente,  e  penso  che questo non sia a garanzia  di  nessuno,
  diventa   titolare  e  scienziato  e  può  progettare  un  impianto
  pubblico.
   Allora,  guardi Presidente in altri posti già sono più  avanti  di
  noi.  Ci  sono  delle  soluzioni, bisogna anche  ammettere  che  la
  Pubblica Amministrazione, a volte, non ha le competenze al  proprio
  interno  per  progettare determinate soluzioni. E allora,  nel  non
  criminalizzare tutti i settori ma nel cercare il giusto rapporto io
  la invito, onorevole Presidente, a essere il garante di un rapporto
  pubblico-privato  perché anche quello che  lei  ha  sviluppato,  le
  commissioni che ha istituito per sviluppare una visione, e ho letto
  alcuni  documenti,  se  poi  io  guardo  i  documenti  fatti  dalle
  commissioni  per prevedere il rilancio e vedo quello  che  è  stato
  scritto  nella  finanziaria  o quello che  è  l'atteggiamento   nei
  confronti dei privati, vedo che sono due linee parallele che non si
  incontreranno mai e quindi, le auguro, signor presidente, a lei  ed
  al  suo Governo di riuscire a ritrovare sintonia ed a ritrovare  un
  percorso   nella   consapevolezza   delle   difficoltà   e    nella
  consapevolezza  che i problemi dei siciliani si  possono  risolvere
  solo con la collaborazione e l'ascolto.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto.  Onorevoli
  colleghi,  vi  invito a dare massima attenzione al timer,  così  da
  rispettare i tempi. Grazie.

   LO  CURTO.  Vediamo  quanto ne è rimasto a me,  quattro  minuti  e
  dodici  secondi, perché l'onorevole Figuccia ha abusato  del  tempo
  che ci era concesso.

   VOCE FUORI CAMPO. Non male

   LO  CURTO.  No,  no, assolutamente, non questa  volta,  non  male,
  assolutamente   in   modo  molto  condivisibile.   Allora,   signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, io, differentemente da  quanto  ha
  fatto  il  mio collega Tommaso Calderone, che ha iniziato  con  dei
  ringraziamenti  a  lei, perchè abbiamo avuto modo  di  leggere  con
  attenzione  e  con  dovizia di particolari tutta la  relazione  sui
  fatti  messi  in opera dal suo Governo, vorrei iniziare  invece  al
  contrario   ringraziando   le  opposizioni   perché   richiamandosi
  all'articolo  del  Regolamento che definisce  questa  regola  della
  lettura  della  discussione del programma  ogni  sei  mesi,  ci  ha
  permesso di capire veramente quante cose lei ed il suo Governo ed i
  nostri assessori, siete riusciti a mettere in campo.
   E'  straordinario, signor Presidente, quindi devo ringraziare   le
  opposizioni.   Le  devo  ringraziare  perché  nemmeno   noi   della
  maggioranza  siamo in grado di avere tanta contezza  rispetto  alle
  azioni  di buon Governo messe in campo di chi si è assunto un onere
  davvero drammatico che è quello di cercare di rendere questa  terra
  diversa  da  come  l'ha trovata. Qualcuno lo  ha  accennato  prima,
  vent'anni  di  mala  gestio, le strade,  tutto  quello  che  io  no
  ripeterò,  appunto per stare dentro al mio tempo, ma  qualche  cosa
  vale la pena di sottolinearla signor Presidente.
   Qualcuno  si  è  lamentato che lei non sia entrato nel  merito  di
  questioni  che  sono  oggi oggetto di indagine della  magistratura.
  Forse  questo qualcuno pensava che l'Aula del Parlamento  si  debba
  trasformare  in  un  Aula  di  tribunale  o  probabilmente,  signor
  Presidente,  qualcuno immaginava che lei dovesse potere  prevedere,
  con  quella capacità, non so di che natura miracolistica,  ciò  che
  non  era  prevedibile se è vero com'è vero che lo stesso presidente
  Mattarella ha insignito di un altissimo onorificenza  uno di questi
  soggetti che oggi si trova agli arresti domiciliari. Certo,  questa
  è  la  virtù del male, è la capacità dell'inganno, non so  come  la
  vogliamo  definire,  ma indubbiamente noi non  potevamo  prevedere.
  Certo,  non  poteva prevederlo il Presidente quando il mondo  anche
  vicino  alle  procure sembrava osannare, magnificare  l'operato  di
  questi  soggetti e forse qualcuno che ha la mente corta, la memoria
  breve e corta, dimentica che queste indagini non sono configurabili
  e  riferibili  a questo Governo ed al suo tempo, al  tempo  in  cui
  hanno  iniziato con noi il loro percorso. Queste sono indagini  che
  vanno  avanti quando al suo posto, signor presidente, al suo posto,
  Presidente,  c'era  un  altro Presidente e  quando  nessuno,  dalle
  opposizioni né tra quelli che erano direttamente in maggioranza  né
  tra  coloro  che tra questi banchi gli tenevano il bastone  a  quel
  Governo, hanno mai chiesto ed abbiano mai chiesto una relazione  né
  di medio termine e neppure ogni sei mesi. Ma tant'è.
   Noi  siamo ben contenti di avere ascoltato le sue parole  e  siamo
  ben  contenti tra l'altro che la Magistratura stia facendo luce  su
  fatti  che certamente non appartengono alla logica ed alla  cultura
  di  nessuno  di  noi,  signor Presidente. Vorrei,  peccato  che  il
  Presidente  dell'Antimafia sia andato via ma voglio  ricordare  una
  cosa  che  va ricordata, siamo stati noi a trasmettere la relazione
  dell'ANAC sui rifiuti al Presidente Fava. Non solo, ma non cita, ed
  è  un  po',  come  dire, ci dispiace che non l'abbia  fatto  perché
  l'oggettività  e  la  indipendenza  di  giudizio,  l'autonomia   di
  giudizio sono cose importanti - un minuto Presidente, un minuto  in
  più,  abbiate pazienza, io ho ascoltato tanto, anche  ciò  che  non
  andava  ascoltato - ma dico, l'assessore Pierobon ha mandato pagine
  e   pagine   di  relazioni  all'Antimafia  siciliana  diretta   dal
  presidente Fava, non se n'è fatto cenno.
   Sta mettendo mano, il suo Governo Presidente, perché quando lei dà
  fiducia  a Pierobon è chiaro che è lei in prima persona ad  esporsi
  nel  merito, sta mettendo mano alla regolamentazione di un  sistema
  nel  quale  vigeva  un'assoluta  confusione  e  la  commistione  di
  interessi che certamente legali non sono stati, diciamolo.
   Oggi  si  fa  ordine,  si  fa  chiarezza,  c'è  trasparenza,   c'è
  correttezza;  è stato scoperchiato un pentolone, è come  quando  si
  accende  la  luce dopo tanto tempo di buio, vediamo gli  scarafaggi
  che  corrono,  che vanno via, che fuggono. Bene,  questo  era  quel
  settore. Grazie al suo lavoro, al lavoro dell'assessore, al  lavoro
  del  nostro  Governo, stiamo mettendo mano a tante cose  che  vanno
  nella direzione della legalità e della trasparenza.
   Qualcuno  ha parlato - e poi mi taccio davvero - di una incapacità
  visionaria,  lei  non ci fa sognare Presidente,  veramente  non  fa
  sognare qualcuno che l'accusa di non avere una visione.
   Io  credo che oggi noi abbiamo una visione, questa visione, certo,
  è  diversa da quella di chi aveva un megafono e strombazzava, o  di
  chi  con  i  vaffa day  riempiva le piazze contro la mala politica.
  Lei   ci   ha   insegnato,  guardate  che  proprio  costoro   hanno
  decuplicato, quintuplicato, centuplicato la spesa pubblica  con  le
  consulenze  e quant'altro, ma non lo dico, io non sono  tra  coloro
  che punta il dito contro mai, mi piace esaltare quello che è giusto
  esaltare,  e ho chiuso, lei ci ha dato una visione della  politica,
  io  di questo sì che la ringrazio, Presidente, anche a nome del mio
  partito e del mio Gruppo, che è quello di chi opera a testa  bassa,
  a  pancia  a  terra, senza cercare la cronaca, la televisione,  gli
  spot,  i  tweet, i messaggi twittati, lei ha scelto questo  profilo
  basso, concreto, silenzioso e operativo.
   Infine, e ho davvero concluso e me ne scuso, Presidente, con lei e
  con l'Aula tutta, sulla sanità, fatemi dire una cosa

   PRESIDENTE.  No,  la  prego,  sono  tre  minuti  oltre  il   tempo
  consentito, onorevole la prego.

   LO  CURTO.     una  sola cosa, siamo nemici della  contentezza  in
  Sicilia perché è vero, qualche numero sbagliato c'è stato,  ma  per
  fortuna a nostro favore, diciamolo. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lo Curto.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Domenico. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO.  Signor Presidente, io ovviamente non mi  soffermerò
  sugli argomenti che hanno trattato meglio di me quelli che mi hanno
  preceduto,  soprattutto del mio partito e non  tratterò  neanche  i
  problemi  relativi  alla  sanità,  pur  essendo  nella  Commissione
  sanità, perché all'inizio di questa crisi mi sono posto di non fare
  polemiche  ma  di  tentare di costruire  insieme  il  modo  in  cui
  bisognava  affrontare  questa crisi, una crisi  straordinaria  che,
  comunque,   lascia  sul  campo  problemi  importanti  che   bisogna
  affrontare  con  una certa immediatezza perché oggi  non  siamo  in
  grado  di  fornire quei servizi che si riuscivano ad offrire  prima
  della crisi Covid.
   Io   voglio  affrontare  un  tema  diverso  cioè  il  tema   della
  rappresentatività, perché dalla sua relazione, poi volevo capire se
  ai colleghi di Italia Viva avete dato una relazione di 110 pagine e
  a  noi  una  di  18, così è  Perché io avrei avuto  il  piacere  di
  leggere  pure quella di 110 pagine perché come è noto  io  sono  un
  divoratore di libri e di letture, quindi, ci sono rimasto male  che
  loro  continuano  a  parlare di 110 pagine  e  io  mi  sono  dovuto
  accontentare di 18
   Dicevo, in queste 18 pagine però lei non affronta un tema cioè che
  questo Governo si caratterizza per una eccessiva concentrazione  di
  rappresentatività a livello palermitano e catanese e questo finisce
  col penalizzare il resto delle città dell'isola e io parlo con dati
  di  fatto.  Il Governo è formato da dodici assessori e da  lei  che
  fate  tredici,  su  tredici, cinque sono  di  Catania,  quattro  di
  Palermo e quattro tutto il resto dell'isola, questo finisce  spesso
  per  penalizzare tutte le altre realtà territoriali perché è umano,
  si  cerca di difendere la propria città, io infatti parlerò solo ed
  esclusivamente di Messina, Presidente e le dirò dove i messinesi si
  lamentano ogni giorno di essere, almeno quelli che si rivolgono me,
  Presidente,  poi a lei l'hanno votata a Messina, lei  ha  avuto  la
  percentuale   più  alta,  ma  a  questo  non  ha  corrisposto   una
  percentuale  di  rappresentatività  nel  suo  Governo,  tant'è  che
  abbiamo solamente l'assessore Grasso.
   E  allora  io  le dico quello che si lamentano i miei concittadini
  che  si rivolgono a me e che hanno la stessa dignità di quelli  che
  si  rivolgono a tutti gli altri rappresentanti della mia città  che
  sono  una  maggioranza  abbastanza importante,  sette  su  dieci  e
  parlerei  solo di tre argomenti, cultura, infrastrutture, lavoro  e
  occupazione.
   Cultura: molta gente si è lamentata, il Museo di Messina  è  stato
  l'ultimo  ad  aprire, così la Sovrintendenza e  la  Biblioteca,  la
  città della Cultura ci siamo riuniti un giorno sul lungo mare,  lei
  ha  detto  nella relazione che partirà questo progetto però  ancora
  siamo fermi.
   Le  voglio parlare di un argomento che è molto sentito per me,  il
  Teatro  di Messina e gli orchestrali, leggo la notizia, ecco perché
  io  non  sono  contento  dell'assessore  Samonà,  della  Lega  alla
  Cultura,  perché  io penso che di Messina si interessi  poco  e  lo
  spiego perché: non so se la colpa è sua o dell'assessore Messina ma
  leggo  una notizia ieri che ci sarà una bella stagione di  Taormina
  Arte con tantissimi concerti nel teatro bellissimo teatro greco  di
  Taormina  e  sapete  gli orchestrali da dove  vengono?  Dal  teatro
  Bellini  di  Catania  e  dal  teatro  Massimo  di  Palermo  e   gli
  orchestrali  del teatro di Messina continueranno  a  fare  la  fame
  perché  nessuno  pensa a loro, a dargli non dico un contratto,  una
  stabilizzazione ma neanche la possibilità di esibirsi nella propria
  città.
   Infrastrutture: gli Iacp, l'Iacp di Messina che ha  i  bilanci  in
  ordine, è preoccupato di quella riforma Iacp presentata perché teme
  di  dovere confondere debiti e crediti con altri Iacp che,  invece,
  sono nel profondo rosso.
   Parliamo  del  CAS:  io ogni settimana, come è  noto,  come  tutti
  attraverso l'autostrada Messina - Palermo e ogni volta che arrivo a
  casa  mi faccio il segno della croce, ringrazio il Padre Eterno  di
  essere  arrivato  a  casa  perché è veramente  un  castigo  di  Dio
  quell'autostrada,  è due anni che scrivo, non  ci  sono  neanche  i
  ripetitori  del  telefonino, se si guasta la  macchina  dentro  una
  galleria  resta  imprigionato come  un  topo,  non  ha  neanche  la
  possibilità di telefonare.
   Ferrovie:   doppio  binario.  State  pubblicizzando   che   l'alta
  velocità,  la riforma, e tutti parlano della linea Messina-Catania-
  Palermo,  ma  ci siamo scordati che c'è una Messina  -Palermo  dove
  mancano  solo settanta chilometri di doppio binario ed  esattamente
  da  Patti  a  Cefalù? E' possibile immaginare in tempi decenti  che
  questa  linea si possa percorrere ed arrivare da Messina a  Palermo
  in  tempi  decenti, che so io, un'ora e mezza? Oggi  se  io  voglio
  venire  in  Aula con il treno, da Messina a Palermo nella  migliore
  delle ipotesi ci sto tre ore e mezza, devo lasciare la fotografia a
  casa così i miei poi si ricorderanno quando ritornerò.
    Autorità   portuale:   signor  Presidente,   abbiamo   l'autorità
  portuale,  io penso che sia una conquista per la nostra Regione  il
  fatto   che   sia   istituita,  ma  perché  non   nomina   il   suo
  rappresentante?  Lo  deve  nominare lei,  però  giustamente  io  da
  siciliano  aspetto,  perché credo che sia  un  valore  aggiunto  se
  riteniamo  che questa autorità sia un interesse per la Sicilia.  Se
  poi riteniamo che sia un disvalore, allora coerentemente lo diciamo
  e  non  nominiamo. Io, Presidente non faccio polemiche, sto facendo
  delle  osservazioni  che mi vengono fatte  e  che  è  un  invito  a
  riflettere, per lei e per i suoi Assessori.
    Si  è parlato della Zes come di una conquista. Ripeto, non voglio
  fare  polemiche, ma il territorio dei Nebrodi è stato  dimenticato,
  eppure l'Assessore dei Nebrodi avrebbe potuto difendere il porto  e
  il  retro  porto di Sant'Agata con annessi e connessi altri  Comuni
  che  avevano  tutti  i  requisiti, tutti  i  requisiti  per  essere
  inseriti nella Zes.
    Distretti   produttivi,  e  finisco,  perché  il  mio  capogruppo
  giustamente mi fa osservare il tempo;, distretti produttivi: quelli
  del  gusto  sì, ma sui distretti produttivi c'è da discutere,  caro
  Assessore  Turano.  Io  ho  presentato  un  disegno  di  legge  per
  semplificare  la vita ai distretti produttivi e viene ostinatamente
  lasciato  fermo  nella Terza Commissione, non si  sa  bene  perché.
  Perché questo è un altro problema.
    Consorzio di bonifica di Messina, stesso discorso degli IACP.  Il
  Consorzio  di  Messina  ha  i conti in ordine  con  la  riforma  si
  immischiano e si debbono accollare, io sto dicendo quelli che  sono
  i problemi.
    Urbanistica,  e  chiudo. Messina è l'unica città  che  non  potrà
  usufruire del cosiddetto  Bonus 110 per cento . C'è stato  un  giro
  di  dolore  del  Presidente dell'ordine  degli  architetti  che  ha
  evidenziato  questo  fatto,  c'è un problema  burocratico,  non  si
  capisce perché Messina è l'unica città d'Italia, la città in questo
  caso,  il  comune  di  Messina è l'unica città della  Provincia  di
  Messina dove per abbattere e ricostruire lo stesso immobile con  la
  stessa   volumetria   bisogna   venire   a   Palermo   e   ottenere
  l'autorizzazione  a Palermo. E' un problema che frena  lo  sviluppo
  economico,   che   frena  l'edilizia.  Vogliamo   affrontarlo   con
  semplicità e dare una risposta a tutti i messinesi?
    Come  una risposta la dobbiamo dare ai tanti giovani che  cercano
  lavoro  e  che sono costretti ogni giorno ad andarsene  perché  non
  hanno  opportunità. Questo è un problema che tutti insieme dobbiamo
  affrontare.

    PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Sunseri.   Il
  Partito  Democratico  ha quattro minuti e  cinque  secondi.  Ne  ha
  facoltà.

    SUNSERI.   Signor  Presidente,  Presidente  Musumeci,  Assessori,
  onorevoli  colleghi, Presidente, lo scorso anno la Corte dei  Conti
  ci  ha  nuovamente  certificato un  miliardo  e  cento  milioni  di
  disavanzo,  un  miliardo  e cento milioni di disavanzo  che  grazie
  allo  Stato  stiamo per spalmare nel corso di un  decennio,  no  un
  trentennio come lei ha dichiarato precedentemente, ma a condizione,
  lei  lo ricorderà benissimo il decreto del Presidente del Consiglio
  dei   Ministri,   a   condizioni   che   si   operino   opere    di
  razionalizzazione  e riduzione della spesa di questa  Regione.  Dal
  2017, da dicembre 2017 da quando lei è Presidente di questa Regione
  ad oggi nessuna opera di razionalizzazione della spesa del bilancio
  consolidato di questa Regione è stata messa in atto. IRCAC e  CRIAS
  è  l'unico esempio  brutto di fusione di due enti regionali  perché
  una norma approvata nel lontano 2018 ad oggi ancora non funziona  e
  abbiamo  IRCAC e CRIAS impantanate in un sistema che purtroppo  con
  la mancata applicazione del 118 ancora non vede luce.
    Ma  di questo potrei continuare a parlarle delle liquidazioni: le
  ATO,  EAS,  ASI,  liquidazioni che  vanno  avanti  da  anni  e  che
  continuano a pesare sul bilancio consolidato della nostra  Regione,
  154  enti  tra  partecipate, controllate,  vigilate,  sottoposte  a
  vigilanza di cui solamente 45 presentano il bilancio e solamente 21
  fanno  parte  del consolidato della Regione. Comprenderà  benissimo
  anche  che non è un consolidato, non consolida assolutamente nulla,
  non  certifica  assolutamente  nulla.  E  la  Corte  dei  conti  da
  tantissimi anni ci chiede di vigilare sul flusso economico tra enti
  e  società  e   mamma  Regione. Un atto  che  avrebbe  dovuto  fare
  all'inizio della sua legislatura Presidente mettere finalmente  una
  bella lampadina su quel mondo che gira intorno alla nostra Regione,
  cosa  che  purtroppo ad oggi non è avvenuta e dentro  tutto  questo
  sistema abbiamo il bellissimo sistema delle agenzie interinali.  Ci
  sono  delle  società che per assumere delle persone  non  potendolo
  fare  con  il  blocco  delle  assunzioni  le  affida  alle  agenzie
  interinali.  Si  immagini Presidente che c'è  una  società  che  ha
  assunto  40  persone  di  cui  13  erano  della  stessa  città  del
  direttore, per farle comprendere quanta trasparenza addirittura c'è
  all'interno della AST, per farle comprendere quanta trasparenza c'è
  all'interno delle nostre agenzie interinali e delle nostre società,
  potrei  continuare con Sicilia digitale stesso identico  esercizio.
  Questo  per  dirle  che cosa? Che intorno a quel  mondo  Presidente
  andavano  fatte  una serie di riforme dall'inizio del  suo  mandato
  perché  la  preoccupazione è che questo Governo andrà  in  soccorso
  finanziario  tutte le volte che le proprie società non  riusciranno
  ad andare avanti.
    Le  faccio un esempio che ho sollevato durante la finanziaria  la
  società Interporti, una società di scopo che doveva realizzare  due
  interporti:  Termini  Imerese e Catania e che  invece  vediamo  una
  ricapitalizzazione due anni fa e quest'anno ulteriori somme per una
  società che non funziona e che va messa in liquidazione Presidente,
  dobbiamo metterla in liquidazione perché insieme a questi altri  ce
  ne sono altri carrozzoni che pesano nel bilancio della Regione.
    Fondi  Europei, Presidente, sentivo delle sue dichiarazioni molto
  positive  sulla  spesa dei fondi europei. Io le ricordo  Presidente
  che  noi abbiamo raggiunto il target N+3 del 2018 quindi il  target
  di  spesa  minimo  per ottenere la riserva di efficacia  grazie  ai
  grandi progetti, quindi abbiamo raggiunto i 720 milioni a fine 2018
  solamente  con  l'inserimento di 500 milioni di euro derivanti  dai
  grandi  progetti  regionali. Le do una notizia  Presidente  uno  di
  questi  grandi  progetti la tratta B a giorni  verrà  decertificata
  cioè quelle somme non saranno più nell'N+3 che abbiamo raggiunto  e
  oltre  questo nel miliardo e due che abbiamo certificato alla  fine
  del  2019 ad oggi non si è aggiunto un solo centesimo, siamo a meno
  del  30  percento la programmazione del 2014/2020, siamo  nel  2020
  abbiamo  speso  meno del 30 percento della programmazione  FESR  un
  miliardo e duecento milioni  di euro su 4 miliardi e tre è  il  più
  grande  programma  operativo infrastrutturale di ripresa  economica
  della nostra Regione.
    Vogliamo  parlare  del PSR, altro programma.  Le  cifre  che  lei
  riporta  Presidente  non  sono cifre  di  somme  spese  sono  somme
  impegnate  che  è una cosa leggermente diversa di queste  somme  le
  misure  più  grosse  la 4.1 la 6.1 risultano  essere  bloccate  con
  centinaia di ricorsi al TAR e le dico un'altra misura che magari le
  potrà sicuramente interessare la misura 8.1 del PSR una misura  che
  riguarda  il  rimboschimento della nostra Regione. Comprenderà  che
  non  può  che  essere  una delle misure più importanti  all'interno
  della  nostra  Regione  che, purtroppo, ogni  estate,  vede  subire
  numerosi  incendi. La misura 2.1 è ferma dal 2017, con  graduatorie
  definitive  già  pubblicate. Dopo 2 anni, non un solo  centesimo  è
  stato speso.
    Chiami l'assessore all'agricoltura, che conosce bene il tema,  il
  direttore  e  proviamo  a  capire cosa  sta  succedendo,  perché  è
  impensabile  avere  30 milioni di euro per il rimboschimento  della
  nostra Regione e tenerli nel cassetto.
    Ma  mai  ho  sentito  dire una parola sul consumo  di  suolo  che
  questa  Regione, soprattutto nei terreni agricoli, sta  subendo  da
  anni.  Avevamo  portato una norma, dalla commissione ambiente  alla
  commissione  bilancio, arriva in Aula, con l'impegno dell'assessore
  Pierobon,  la  ritiriamo per formularla nel migliore  dei  modi  lo
  scorso  anno,  ancora, ad oggi, non l'abbiamo. Gli  agricoltori  si
  vedono  scippati i propri terreni agricoli da grandi multinazionali
  che  continuano  a  costruire  pannelli  fotovoltaici  sui  terreni
  agricoli.
    Io  non  credo  che la Sicilia si possa permettere una  cosa  del
  genere. E su questo occorre, sicuramente, fare una norma.
    L'aspetto  più  bello, però, del suo Governo,  l'abbiamo  toccato
  con questa finanziaria, signor Presidente.
    Provo ad elencare alcune cifre: 100 milioni per le famiglie,  100
  milioni di buoni spesa, 150 milioni per le imprese, 30 milioni  per
  gli artigiani, 300 milioni del fondo perequativo, 30 milioni per la
  pesca,  50  milioni  per l'agricoltura. Quasi  1.400.000.000,00  di
  fondi POC  Programma Operativo Complementare .
    Tutte  le  opposizioni,  noi  dall'inizio  della  finanziaria  le
  abbiamo  detto  che quelle somme non ci sono a nostro  avviso;  non
  potevamo   utilizzarle  perché  essendo  un   programma   operativo
  complementare, prima andava riprogrammato il FESR.
    Cosa  succede?  Lo  ripetiamo di continuo. La prima  proposta  di
  delibera  verifica  quello che abbiamo detto. Lei  ha  portato,  in
  Commissione Bilancio, una riprogrammazione di 400 milioni  di  euro
  di fondi FESR non di fondi POC.
    Non  c'è  un solo centesimo di fondi POC, neanche nei 100 milioni
  di  euro dei buoni spesa che aveva annunciato a fine marzo,  perché
  solamente una parte, il 30%, i 30 milioni sono i fondi FSE.
    E questo per dirle che cosa?
    In  quella  riprogrammazione  del FESR,  che  abbiamo  in  questo
  momento  in  discussione  e  nei grandi progetti,  c'erano  Termini
  Imerese  e  Gela, le 2 aree di crisi complessa. Il grande  progetto
  del  porto  di  Gela, che poco fa un collega citava, deriva  da  un
  definanziamento del grande interporto di Termini Imerese.
    Queste  2 aree di crisi complessa, che si sono viste scippare  da
  questo Governo, con 2 delibere di Giunta più di 70 milioni di euro.
  Scippare  per mancata programmazione, io le assicuro  che  tutti  i
  progetti che ricadevano all'interno del mio territorio, di  Termini
  Imerese,  erano  di  pertinenza  regionale,  protezione  civile   e
  dipartimento attività produttive.
    Non c'era un solo progetto, anzi, mi scuso, c'era un progetto  da
  500 mila euro, dato dal comune per la realizzazione di un impianto,
  tutto   il   resto,   purtroppo,  ricadeva   all'interno   di   una
  progettazione regionale.
    Di  questo,  però,  bisogna ricordare che lei, sempre  in  questa
  finanziaria, in questa legge di bilancio, per la prima volta, potrà
  essere  ricordato dai comuni siciliani, come quello che ha tagliato
  il  fondo  di  trasferimento di somme correnti  nei  confronti  dei
  comuni,  perché, ad oggi, il bilancio della Regione, ad oggi,  vede
  un  taglio  di  130  milioni di euro, di parte  corrente,  dai  340
  milioni  di  euro  che  hanno sempre portato i  comuni  ad  essere,
  veramente,  alla soglia del dissesto e di 115 milioni di  euro,  di
  parte  di investimenti che sono stati dirottati, per la prima volta
  nella  storia  della  Regione siciliana, fuori dal  bilancio  della
  Regione.
    Vede,  signor Presidente, ci sarebbero tantissime cose  da  dire,
  però,  io  sono,  in qualche modo, ancora fiducioso,  perché,  alla
  fine, credo che questi 2 anni voleranno. E lei, in qualche modo, se
  non cambierà passo, ma ormai comincia ad essere un po' tardi, verrà
  ricordato solamente come un brutto ricordo per questa Regione.
    Mi  permetta, però, di fare un appunto. Lei ha augurato ad un mio
  collega,  che di lui si occupino altri palazzi ed io mi auguro  che
  questo  palazzo non si occupi più di lei e del suo Governo,  perché
  questi  2 anni, in qualche modo passeranno, ed i siciliani  avranno
  modo di valutare il suo Governo e l'opposizione a questo Governo.

    PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

    CAMPO.  Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,  io  non  voglio
  essere  ripetitiva,  anzi sarò molto breve, e mi  soffermo  su  una
  parola in particolare della relazione.
   Nella sua relazione ha presentato il nuovo assessore, Samonà,  per
  i   beni   culturali   e   l'identità  siciliana   definendolo   un
  Sicilianissimo  Palermitano che si saprà  distinguere  per  la  sua
  sobrietà.
   Io vorrei capire, Presidente, dove ha visto tutta questa sobrietà.
   Lo  avete  lodato  per un ottimo curriculum però,  sa,  al  giorno
  d'oggi,  oltre al curriculum professionale c'è anche il  curriculum
  dei  social ed io ho letto dei post che adesso leggerò qua in Aula,
  non vi nego, con un certo pudore ed un po' di vergogna.
   L'assessore Samonà ha offeso il Presidente del Consiglio con delle
  parolacce,  ha  sbeffeggiato  il Presidente  della  Repubblica,  ha
  definito il 25 aprile una festa non che unisce ma che divide e  via
  dicendo.
   Addirittura scrive:  La maestra voleva farmi cantare Bella ciao ma
  a me piace Giovinezza . Riferendosi al Presidente Sergio Mattarella
   anche oggi nessuna parola sui morti di coronavirus, in compenso ha
  ribadito  che  l'antifascismo è un valore,  caso  mai  qualcuno  lo
  dimenticasse.  Complimenti Presidente .
   E questo è lo sbeffeggio.
   Ancora  la dittatura mediatica di Conte ha ampiamente rotto  i  co
   .bip , purtroppo c'è anche da censurare  la democrazia non  va  in
  quarantena .
    Io  non celebro il 25 aprile, festa che non unisce ma che  divide
  gli Italiani .
   E,   poi,  ancora,  riferendosi  al  collaboratore  Casalino   del
  Presidente  Conte - forse perché Rocco Casalino è  risaputo  che  è
  omosessuale - l'ha definito  uomo, mezz'uomo, ominicchio, piglia in
    puntini puntini, e quaquaraqua .
   Quindi,  una  persona di una sobrietà incredibile, però,  omofobo,
  massone  e  che non rispetta le istituzioni e che, addirittura,  ha
  inneggiato pure, con una poesia le SS naziste di Hitler che  fecero
  all'incirca  dai 15 mila ai 17 mila morti ed ancora  è  affascinato
  dall'esoterismo, dall'occulto.
   Ecco, tutta una serie di cose che chiaramente definirlo sobrio  mi
  sembra  veramente  un  termine  inappropriato  se  non  addirittura
  veramente  sbagliato,  come gran parte della relazione,  così  come
  hanno detto prima i miei colleghi.
   Ma questo ancora è niente.
   Io  in  tutte le pagine di relazione che ho letto pensavo ci fosse
  almeno  qualche  parola  di  scuse  nei  confronti  di  tutti  quei
  Siciliani che si sono ribellati di fronte a questa nomina.
   Ci sono stati circa 60 mila post su facebook di gruppi che si sono
  formati  chiedendo,  appunto, di fari  dimettere  questo  assessore
  leghista dall'assessorato alla cultura ed alla identità siciliana.
   Queste  persone, che poi hanno anche manifestato in  piazza,  sono
  state  offese, sono state derise, sono state definite  una  sparuta
  minoranza.
   La  gente  per  bene  sta a casa, la gente.  È chiaro  che  queste
  persone  hanno sicuramente di problemi familiari . Mi pare che  lei
  ha detto queste parole.
   Presidente,  io  le  ricordo  che  il  diritto  di  manifestare  è
  costituzionalmente   garantito  e  che  fa   parte   della   nostra
  democrazia, quella democrazia che più e più volte questo Parlamento
  non  ha visto perché lei spesso si è alzato, è andato via e non  ci
  ha permesso il contraddittorio, non ci ha permesso un dibattito, ha
  snobbato questo Parlamento.
   Questo è quello che è emerso principalmente dalla relazione.
   Questi  Siciliani,  praticamente, si  sono  ritrovati  offesi  dal
  Presidente della Regione e lei non ha chiesto scusa a nessuno.
   Io,  anche per questo motivo e per tutti gli altri ho firmato  con
  convinzione la mozione di sfiducia.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Grazie,  Presidente. Presidente, io  speravo  in  un  bel
  dibattito, però niente, oggi, anche oggi è stato patetico, a tratti
  grottesco, però sicuramente ricco di citazioni. Quindi ne  aggiungo
  una anche io: mai  na gioia in quest'Aula, Presidente.
   Io   non  voglio  fare  polemiche  e  non  voglio  introdurre  con
  polemiche,  mi  sono  limitata in questa settimana,  a  leggere  il
  resoconto  stenografico  in cui era indicata  l'attività  dei  rami
  dell'amministrazione regionale, e non l'ho voluta leggere da  sola.
  L'ho  letta  insieme ad altri giovani, come me, insieme  a  persone
  anche meno giovani, anziani, insieme ad allevatori, ad agricoltori,
  imprenditori, dipendenti regionali. L'abbiamo letta insieme e ci  è
  piaciuta  leggerla  e  interpretarla come  una  relazione  di  metà
  mandato  di  questa classe politica siciliana. E su questo  abbiamo
  lavorato,   abbiamo   riflettuto  e  abbiamo   dibattuto.   Quindi,
  considerato  che ho parlato sia con chi la pensa come me,  che  con
  chi la pensa in modo diverso, visto che la differenza di opinioni è
  una  cosa di cui dobbiamo fare sicuramente tutti ricchezza, in base
  alla   quale  ci  possiamo  tutti  arricchire,  questo  è  il   mio
  intervento.
   E'  il discorso chiaramente di una deputata giovane, di una donna,
  di  una  deputata  che  è all'opposizione, è  il  discorso  di  una
  deputata che è stata eletta da una delle province più piccole della
  nostra  Sicilia,  da  una provincia che per  troppi  anni  è  stata
  considerata  solamente  un  bacino  elettorale,  nemmeno  poi  così
  appetitoso, ecco, nemmeno così corposo.
   Siamo  arrivati  alle elezioni del 2017, il popolo siciliano  l'ha
  voluto  presidente di questa Regione ed è chiaro che l'impatto  che
  lei ha avuto con questa Regione non è stato sicuramente facile,  lo
  ha  detto  anche lei nel discorso di insediamento. Era una  Regione
  con  un tasso di corruzione più alto rispetto alla media nazionale,
  questa Regione troppo spesso era stata dimenticata, addirittura era
  stata  sbeffeggiata sui media nazionali, trattata con  i  piedi,  a
  volte  presa a schiaffi anche nelle sedi istituzionali, e  pensiamo
  all'accordo  Renzi-Crocetta di cui ancora noi  oggi,  ancora  oggi,
  piangiamo  le  conseguenze, ma va bene. Una Regione abitata  da  un
  popolo che viveva con la consapevolezza, quasi normale, così  tanto
  generalizzata, di essere un popolo di serie B.
   Presidente, l'impatto sicuramente non è stato facile, però lei  lo
  sapeva a cosa andava incontro. Lo sapeva lei, come lo sapevamo noi,
  singoli deputati, chi alla maggioranza, chi all'opposizione, che ci
  siamo  candidati,  siamo stati eletti, poi abbiamo  anche  prestato
  giuramento.
   Volendomi attenere alla relazione di cui all'articolo 160 bis  del
  Regolamento,   io  vorrei  farlo  e  l'ho  fatto   partendo   dalle
  dichiarazioni programmatiche che sono state rese in quest'Aula il 9
  gennaio 2018, e vorrei anche calarle sui territori.
   Se  l'onorevole  Cracolici e l'onorevole  Di  Mauro  non  vogliono
  ascoltare, per favore, ne possiamo parlare pure dopo insieme, io vi
  ringrazio.
   Partiamo  dall'accordo  Stato-Regione, sicuramente  ne  parleranno
  dopo meglio di me...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  che  cosa sta  succedendo?  Hanno  parlato
  finora  tutti tranquillamente, ora vi scatenate perché c'è una  ex?
  No,  questo  non può succedere. L'onorevole Pagana  ha  diritto  di
  parlare esattamente come tutti gli altri. No, del tuo gruppo è, del
  tuo  gruppo. Non è del vostro gruppo? E allora mi considero ex pure
  io, ho sbagliato. Prego.

   CRACOLICI. Stiamo facendo un complimento alla collega.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, la prego,  e  anche  Barbagallo,
  possiamo sentire per favore quando parla? Prego.

   PAGANA.  Quindi  Presidente, partiamo dall'accordo  Stato-Regioni,
  indicato come priorità già nel gennaio 2018. Sicuramente dopo di me
  ne  parleranno  i  miei  colleghi del  mio  gruppo.  Abbiamo  visto
  l'accordo  del  dicembre 2018, sottoscritto con  l'allora  ministro
  Tria,  ma  sicuramente si può e si poteva, si può e si  dovrà  fare
  molto   di   più   perché  quello  che  vediamo  è  un   rincorrere
  continuamente l'emergenza che c'è purtroppo ma è questo. E  ritorna
  il  discorsio di visione, la visione, ecco, che le persone stentano
  a vedere.
   A  proposito di discussione con Roma, c'è un importante tavolo  di
  cui aspettiamo ancora oggi di vedere risultati, che è il tavolo  su
  Riscossione  Sicilia,  anche qui speriamo, confidiamo  nel  massimo
  dell'impegno ma vogliamo subito un risultato. Irsap. Si è  palesata
  subito  la  volontà  di riformare queste Irsap.  Io  più  volte  ho
  guardato  le Irsap, ho visto come lavoravano - onorevole Cracolici,
  lei non mi è mai stato particolarmente simpatico.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Pagana,  si  rivolga   alla   Presidenza.
  Onorevole  Cracolici possiamo fare a meno di continuare a  parlare.
  Onorevole  Pagana lei si rivolga a me, non si rivolga all'onorevole
  Cracolici. Prego.

   PAGANA. E lei si rivolga all'onorevole Cracolici quando disturba

   PRESIDENTE. E' già la terza volta che lo faccio, spero prima o poi
  che  lo  capisca. Non posso neanche tentare di educarlo,  questo  è
  sicuro.

   PAGANA.  Dicevo, Irsap. Anche queste considerate come priorità  il
  giorno   del  discorso  delle  dichiarazioni  programmatiche   rese
  all'Assemblea.  Io  mi  sono avvicinata  al  mondo  delle  Irsap  e
  veramente  mi sono prova a chiedere  ma queste Irsap  così  a  cosa
  servono?   Cioè,  io ancora non sono riuscita a  trovare  l'utilità
  delle   Irsap  così  ancora  come  sono  con  le  Asi   ancora   in
  liquidazione.
   Ma non la trovo solo io
   Bene, le Zes, mi dispiace per la polemica che fa qualcuno, che  si
  lamenta  che  qualcuna delle aree interne della  Sicilia  magari  è
  diventata Zes, però la capisco perché non è che qualcuno comprende,
  perché  giustamente non vivendoci, comprende cosa significa  vivere
  dentro le aree interne siciliane, ma va bene, pazienza.
   Assessore Turano, lei giustamente ha invitato, considerate le Zes,
  gli imprenditori dall'estero in Sicilia, gli imprenditori oltre  lo
  stresso.  Io però, assessore Turano, prima che lei inviti e  questo
  appello è stato già fatto da questo scranno da parte dell'onorevole
  Foti,  prima  che lei inviti  queste persone a venire  in  Sicilia,
  aiuti  a risolvere i problemi degli imprenditori che su quelle  Asi
  allora  hanno scommesso in cambio di certe garanzie, di determinate
  garanzie  previste  per  legge e che ad  oggi  si  vedono  soltanto
  abbandonati.
   Altro punto che voglio approfondire è quello dell'agricoltura.  Io
  sin  dall'insediamento, e l'assessore Bandiera  lo  sa,  ho  voluto
  sposare  le battaglie degli agricoltori, ho voluto farlo insieme  a
  loro.  All'inizio  la battaglia era quella dei  pagamenti,  abbiamo
  scoperto che c'era questo algoritmo che derivava dal fatto  che  il
  sistema informatico era tarato sulla vecchia programmazione  e  non
  la  nuova,  diverse  anomalie,  un dialogo  forte  con  Agea,  sono
  riuscite  a  sbloccare queste pratiche, abbiamo  iniziato  tutti  a
  gioire.  Vero  è  che nella Regione siciliana si produce  biologico
  però mi chiedo e ci chiediamo e se lo chiedono gli agricoltori, per
  quanto  tempo  riusciremo ad avere ancora  questo  primato?  Quanto
  tempo  dureranno ancora gli agricoltori in regime di  biologico  se
  continua  a  venire il grano dall'estero? Se continuano a  spuntare
  anomalie giorno dopo giorno? Questo non è un problema che mi  pongo
  solo  io, ma se lo pongono tutti, sono tutti spaventati e qui serve
  coraggio,  serve una politica agricola per questa regione  che  sia
  seria  e non come quella del passato anche perché i contributi  non
  sono  la soluzione al mondo dell'agricoltura, i contributi prima  o
  poi  finiranno, dovranno finire ma noi come regione dovremo avviare
  e dobbiamo tracciare la linea verso quell'agricoltura deve andare.

   PRESIDENTE. Onorevole Pagana, scusi, mi permetto di dirle soltanto
  che  lei  ha ancora il tempo, però ci sono altri iscritti  del  suo
  gruppo quindi o rinunziano gli altri o

   PAGANA. Almeno due minuti.

   PRESIDENTE. Per carità, lei vada avanti però le devo ricordare che
  ci  sono  altri  iscritti  del  suo  Gruppo,  anche  se  un  minuto
  certamente l'avremmo perso in interruzione.

   PAGANA.  Gentilissimo.  Presidente,  dell'agricoltura  ne  abbiamo
  parlato,  zootecnia  è  stata  sconosciuta  all'interno  di  questa
  Assemblea  e  all'interno  degli altri palazzi  per  anni.  Abbiamo
  esultato quando in una delibera di Giunta abbiamo visto scritto  la
  parola   allevatori  però ancora la brucellosi continua  a  mietere
  abbattimenti,  ancora la brucellosi continua a  mietere  drammi  in
  famiglie che hanno puntato tutto sull'allevamento.
   E' questo il riferimento alla visione che noi non vediamo.
   E  poi  io  non  volevo fare questioni e riferimenti  strettamente
  territoriali, però è anche giusto farli perché non è giusto parlare
  soltanto  di un territorio ma non è nemmeno giusto dimenticarsi  di
  un territorio come è stata la provincia di Enna per troppi anni.
   Penso al problema acqua. Sappiamo che il problema dell'acqua nasce
  da una legge che è stata fatta in questa Assemblea. Abbiamo chiesto
  di  attuare lo strumento che c'era stato dato a disposizione  dalla
  legge  che  erano le Commissioni tecniche. Le Commissioni  tecniche
  sono state istituite. Non hanno prodotto alcun risultato.
   Basta  guardare  al dito, iniziamo a guardare la  luna,  per  fare
  questo serve una legge sull'acqua. Abbiamo chiesto l'istituzione di
  una  Commissione  speciale  che non si  capisce  per  quale  motivo
  ancora, da più di un anno, noi ancora l'aspettiamo.
   L'acqua  doveva essere un bene pubblico, oggi l'acqua in provincia
  di Enna è diventata un lusso.
   Presidente  Musumeci, lei qualche giorno fa ha  fatto  riferimento
  anche  alla  nord-sud. C'è stata una bellissima  inaugurazione  nei
  cantieri  di  sette chilometri di strada, decenni per  fare  questi
  sette chilometri, ce l'abbiamo fatta, abbiamo festeggiato tutti,  a
  breve  si  inaugurerà un altro cantiere di due chilometri e  ancora
  aspettiamo  di vedere che fine farà la parte strategica  di  questa
  nord-sud.
   E' un mistero. E' così misteriosa che non esiste nemmeno nel piano
  delle  grandi  opere  che  ha fatto il  Governo  nazionale  per  la
  Sicilia.
   E  questo  è  l'impegno per le infrastrutture di fronte  al  quale
  tutti,  almeno i presenti, dovremmo fare una lotta e una  battaglia
  comune.
   Sulle  strade  provinciale qualche giorno  fa  ho  voluto  portare
  fisicamente,  è  stato  quasi un sequestro di persona,  l'onorevole
  Falcone  nelle strade delle zone nord della provincia di  Enna,  ha
  visto con i suoi occhi quello cui siamo costretti e ha visto con  i
  suoi  occhi  perché questa emigrazione, perché questa sfiducia  dei
  cittadini   nei   confronti   della   politica.   Politica    tutta
  indistintamente senza alcuna differenza.
   Quindi,   Presidente  lei  si  è  insediato  con  una   situazione
  sicuramente difficile, era il 2017.
   Siamo a metà mandato, siamo nel 2020, era dicembre del 2017.
   Noi  siamo  opposizione, noi siamo ancora insoddisfatti di  questo
  operato  però  siamo  consapevoli di una  cosa  che  il  momento  è
  particolare  e  il momento è delicato e non ci possiamo  permettere
  violenza   nelle  dichiarazioni  se  è  vero  che   siamo   persone
  responsabili e se è vero che ricopriamo un ruolo di responsabilità.
   Severità nei giudizi sì, tanta quanto ne vuole. Anzi più di quella
  che è necessaria ma nelle dichiarazioni almeno prudenza.
   Noi  sicuramente  accogliamo l'invito che ci  è  stato  fatto  dai
  cittadini che è quello di parlare di meno e sicuramente lavorare di
  più.
   Siamo  opposizione,  ci definiamo ancora insoddisfatti  di  questo
  operato. Siamo pronti però a lavorare semplicemente, a svolgere  il
  nostro dovere.
   Riforma delle IPAB si è persa in questa Assemblea. La riforma  dei
  consorzi  di  bonifica  che  vogliamo portare  avanti  si  è  persa
  all'interno di questa Assemblea.
   Sappiamo  che serve una riforma della dirigenza pubblica. Sappiamo
  quello che serve. Attenzione al sociale.
   Noi  Presidente Micciché siamo pronti e siamo pronti non a fare  i
  classici   giochi  o,  peggio  ancora,  equilibri  di  palazzo   ma
  l'interesse esclusivo dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagana.
   Per  quanto  riguarda la Commissione a cui lei faceva riferimento,
  la  Presidenza ha già chiesto ai partiti di indicare, ai gruppi  di
  indicare i deputati che ne possono fare parte ma non ci sono ancora
  arrivati.
   Onorevole  Di Mauro, non essendoci altri iscritti del suo  Gruppo,
  ha 15 minuti di tempo.

   DI MAURO. Eccessivi, Presidente.
   Ho   chiesto   di  intervenire  a  nome  del  Gruppo,  l'onorevole
  Compagnone  oggi  è  assente per ragioni di  salute  e  l'onorevole
  Pullara è impegnato in alcuni incontri che aveva già programmato.
   Ho  chiesto di intervenire perché credo che sia opportuno fare  un
  confronto con il Governo, ragionare sulle cose che sono state dette
  e  ritenevo francamente che questa innovazione che l'opposizione ha
  portato ai lavori del Parlamento fosse dettata da qualche novità, e
  cioè  dalle  proposte  che  potevano venire  fuori  nel  corso  del
  dibattito  e  con  una  serie di formulazioni  che  le  opposizioni
  potevano dettare al Governo, cercando di incalzarlo sulle  cose  da
  fare  in  ragione  anche  della loro responsabilità  che  hanno  al
  Governo  nazionale,  e  quindi,  un  dibattito  serrato  sul  piano
  politico,  sull'opportunità  che  il  Governo  nazionale   potrebbe
  determinare  il valore della nostra Regione, e sulla necessità  del
  Governo  Musumeci  di  correre  a fare  in  modo  che  ci  sia  una
  compartecipazione cioè un impegno politico, perché questa benedetta
  nostra  terra  si trova, tra l'altro, ulteriormente in  difficoltà.
  Basta guardare i dati della Banca d'Italia, se la riduzione del Pil
  è dell'11, 2, io credo che in Sicilia forse supereremmo anche il 20
  per cento e anche più.
   Quindi  c'è una situazione preoccupante, ed in tal senso mi voglio
  permettere  di ricordare al Presidente della Regione l'impegno  che
  aveva  assunto con la maggioranza e che l'opposizione  a  proposito
  del  disegno  di  legge  che  noi abbiamo  esaminato  ed  approvato
  dell'indirizzo  Covid,  che avrebbe dato  seguito  ad  un'ulteriore
  iniziativa  di  Governo   a proposito di un  disegno  di  legge  da
  portare  all'esame  dell'Assemblea  perché  si  potesse  fare   una
  finanziaria, diciamo così bis, una cosa più dettagliata per  alcune
  iniziative  che  sono, credo, di interesse del  governo,  ma  anche
  dell'opposizione.
   Tutto  questo  non c'è stato. Non so se dovuto al  fatto  che  lei
  Presidente  ha un po' sbaragliato il Parlamento per via  della  sua
  relazione  che  ha fatto. Non ha indicato a braccio  una  serie  di
  idee,  una  serie di iniziative che lei ha fatto, che voleva  fare,
  che  vorrebbe  fare  e  che, quindi, potevano essere  argomento  di
  ulteriori disegni di legge. Lei ha indicato, leggendo, una serie di
  cartelle, con cui ha rappresentato ciò che questo Governo ha  fatto
  e  che  è un'operazione di sintesi di un lavoro di squadra di tutta
  la   Giunta  che  ha  consentito  a  lei,  ovviamente,  di   potere
  relazionare a questo Parlamento e di mettere in campo tutto ciò che
  ha prodotto.
   Perché, veda questo, signor Presidente, è un Parlamento che  molte
  volte  si sforza di fare anche ciò che in teoria è impossibile.  Le
  voglio  fare  un  esempio importante, quello che a proposito  della
  Commissione di indagine del Covid. Ci sono comuni d'Italia  in  cui
  si  cercano  le bare, ci sono comuni d'Italia in cui si cercano  le
  bare,  qui  invece si istituisce una Commissione  di  indagine  per
  sapere  se  il  calcolo, diciamo, di tutti i tamponi  che  si  sono
  fatti, se cento più o cento meno, quasi a cercare il pelo nell'uovo
  su  una vicenda che, ovviamente, il Governo e, mi permetto di dire,
  i  cittadini,  sono stati allineati e coperti su  quelle  che  sono
  state giustamente le ordinanze portate avanti dal Governo nazionale
  e  dal  Governo regionale. Perchè tutti quanti siamo stati,  signor
  Presidente, come posso dire, rigorosamente determinati ad osservare
  le istruzioni che ci venivano impartite con i vari decreti legge  e
  con  le varie iniziative che lei ha assunto e ciò ha consentito  di
  avere una situazione certamente sempre grave, ma controllata e  che
  ha  consentito a questa Regione di essere sul piano, mi permetto di
  dire,  della  capacità  di  risposta, una  delle  migliori  regioni
  d'Italia.
   E,  qui,  invece,  si  fanno cose diverse,  si  cerca  di  trovare
  l'occasione  per  condannare  un  funzionario,  un  dirigente,   un
  assessore o tutto ciò che comunque gira attorno. E questo dibattito
  che  si è svolto qui è stato un dibattito volto, praticamente, alla
  critica,  quasi  come  un  gioco delle parti,  lei  che  ha  dovuto
  ovviamente  confrontarsi con il Parlamento ed ha dovuto  raccontare
  tutto ciò che ha fatto.
   L'opposizione,  che  presa all'improvviso,  ha  chiesto  il  tempo
  necessario  per comprendere meglio quello che lei aveva illustrato.
  E'  stato dato tutto il tempo necessario ed alla fine qui  non  c'è
  stata  una  opposizione politica importante,  significativa  e  che
  vuole  determinare, unitamente al Governo e a tutto il  Parlamento,
  una svolta delle cose che bisogna fare, ma soltanto una elencazione
  di  cose  che ancora non sono state fatte dimenticando il punto  di
  partenza  in  cui questo Governo, il giorno in cui si è  insediato,
  perché non è che questo Governo nasce con una struttura che è  zero
  per cui lei doveva fare 10 e invece siamo al punto 2 o al punto  3;
  lei ha ereditato, come tutti i governi che ogni volta si insediano,
  situazioni  buone, meno buone e non credo che il  Governo  Crocetta
  abbia brillato per capacità politica, per capacità legislativa.
   Mi   parlano  qui  della  legge  sull'acqua,  io  le  devo   dire,
  Presidente,  che sulla legge sull'acqua solo il primo  giorno  sono
  intervenuto  19  volte  per  cercare  di  spiegare  che  era  tutto
  sbagliato.  Bene, la legge sull'acqua è stata impugnata parola  per
  parola,  rigo per rigo, perché ci si è intestarditi su una attività
  che  non  aveva nessuna possibilità di portare al risultato  perché
  questa  era legislazione nazionale, questo è il decreto legislativo
  sull'ambiente e questi sono i risultati di una gestione  che  oggi,
  sull'acqua, ovviamente lascia molto a desiderare col rischio,  come
  lei  sa,  Presidente, che purtroppo i 400 milioni che sono giacenti
  nelle  nostre casse non possono essere spesi perché molte  province
  non  hanno  mai affidato il servizio, quindi c'è un comune  che  ha
  l'esigenza, come per esempio la mia città di Agrigento, che  ha  il
  58  per cento di perdite, che ancora deve ottenere il finanziamento
  per  tutto  ciò  che è successo ad Agrigento intorno  alla  società
  Girgenti  Acque, e molti comuni della Sicilia che non hanno  ancora
  affidato il servizio grazie ad un ATO idrico non funzionante e che,
  ovviamente, i soldi sono giacenti presso le nostre casse e  un  bel
  giorno saranno utilizzati, possibilmente, da altre regioni.
   Allora,  Presidente,  io le voglio dire  che  non  solo  lei  sarà
  costretto a subirsi questo dibattito, ma fra qualche giorno  avremo
  un'altra settimana di tempo da perdere perché ci sarà la mozione di
  sfiducia,  cioè ripeteremo le stesse cose che sono state  dette  in
  quest'Aula praticamente in questi giorni, lei l'altro giorno e oggi
  noi,  quindi abbiamo di fatto utilizzato due settimane, la prossima
  settimana,  annunciava poc'anzi l'onorevole Zito,  ma  è  un  fatto
  notorio, che sarà presentata l'altra mozione di sfiducia, su cui ci
  sarà  un  altro discorso logorroico proprio come le dicevo poc'anzi
  un  gioco delle parti, cioè non un ragionamento in cui si tenti  di
  costruire  qualcosa che metta assieme, come per esempio, lo  voglio
  dire,  è  stata l'esperienza del disegno di legge che ha  proposto,
  per  esempio  l'assessore  Lagalla sulla pesca,  sul  diritto  allo
  studio, che è stato esaminato e approvato dal Parlamento, oppure il
  disegno  di  legge  sulla formazione professionale  portato  avanti
  dalla  Commissione parlamentare che poi, d'intesa con i  componenti
  della  coalizione  di Governo componenti della Commissione,  con  i
  componenti  anche  dell'opposizione e soprattutto  con  l'assessore
  Lagalla, alla fine abbiamo presentato un disegno di legge in  Aula,
  che   io  ho  presieduto  quella  seduta,  non  c'era  neanche   un
  emendamento,  Presidente. E un disegno di legge di  una  difficoltà
  estrema, nel giro di un quarto d'ora è stato approvato, non  quanti
  erano gli articoli, l'assessore Lagalla lo ricorderà, una trentina,
  cioè  una  cosa importante, una cosa che metteva fine,  finalmente,
  alla legge n. 24 del 1976.
   Questo  esperimento, che purtroppo comprendo che non si  riesce  a
  fare,  Presidente,  cioè  qui non c'è  spazio  di  manovra  per  un
  dibattito serio e costruttivo sulle cose da fare, perché ancora  si
  parla,  per  esempio,  sul  tema  della  legge  sui  rifiuti,   non
  comprendendo  che  la  legge che lei  ha  messo  in  campo  ha  due
  obiettivi:  dare  una  risposta  alla  Corte  dei  Conti   per   le
  osservazioni che ha fatto e, l'altra, dare la serenità a  coloro  i
  quali  sono  stati nel tempo comunque assunti, comunque assunti,  e
  non  voglio  soffermarmi su questo argomento del comunque  assunti,
  proprio  a testimoniare che c'è un senso di responsabilità  in  lei
  che  fa  Governo e che ha la consapevolezza che con  la  legge  sui
  rifiuti  non sono risolti il problema della raccolta e il  problema
  del  conferimento, perché questo attiene a un'altra cosa,  che  lei
  sul  piano  amministrativo sta affrontando,  sta  portando  avanti,
  cerca ovviamente di risolverlo, ma la legge sui rifiuti è una  cosa
  completamente diversa. È una cosa che deve mettere ordine, che deve
  mettere  tutto  il  sistema alle regole della contabilità  pubblica
  perché credo che sia l'unica cosa che sia giusto fare.
  Allora,  Presidente,  purtroppo non ci sono  grandi  margini  e  lo
  comprendo perché l'opposizione vuol far finta che tutto va male, un
  gioco  delle  parti  vuole  continuare a  rappresentare  al  popolo
  siciliano  che non si fa niente, che tutto va male. Io ricordo  che
  da  questo scranno negli anni precedenti gli altri Governi  c'erano
  sempre  delle  osservazioni di critica nei  confronti  del  Governo
  della  Regione perché non aveva speso per intero le quote spettante
  dei  fondi  comunitari;  allorquando questo  viene  fatto  dal  suo
  Governo  adesso  c'è qualche cosa che, invece,  si  trova  il  pelo
  nell'uovo perché c'è il finanziamento, il finanziamento di  Termini
  Imerese  e dell'altra cosa e le assicuro che l'assessore Turano  ha
  portato,  circa  200  giorni  orsono,  l'atto  deliberativo  e   di
  finanziamento andando in Commissione, sentendo il sindaco di Gela e
  l'allora  Commissario  di  Termini Imerese,  abbiamo  concesso  150
  giorni.
  Bene, dopo 150 giorni ancora il progetto non era arrivato. Ora  lei
  mi  dica,  Presidente, se non si forza la mano cercando di stornare
  queste  risorse laddove è possibile invece spendere perché  c'è  la
  capacità amministrativa o c'è la capacità anche di trasferire, come
  ha  fatto l'assessore Turano le risorse al Dipartimento dei  lavori
  pubblici  affinché  procedesse ai progetti, altrimenti  noi  avremo
  soltanto  opere impegnate e mai spese. Oggi il problema in  Sicilia
  non  è  l'impegno  di spesa perché l'ha detto  lei  più  volte  che
  impegni di spesa per investimenti pubblici non ce ne sono, problemi
  di natura di copertura finanziaria, il problema è spendere, quindi,
  tra  il  tema dell'impegno e il tema della spesa ne passa parecchio
  perché  oggi  dobbiamo essere nelle condizioni di dare risposte  ai
  siciliani.
  E  allora,  Presidente,  io  le dico che  dobbiamo  andare  avanti,
  dobbiamo   andare  avanti  con  quelle  che  sono   le   iniziative
  legislative  che  lei  ha  immaginato, che  ha  concordato  con  la
  coalizione  di Governo perché c'è un'opposizione che  non  ragiona,
  c'è  una  opposizione che ha i suoi convincimenti, che può soltanto
  acquisire consenso attraverso una azione negativa di quello che  ha
  fatto il Governo e mettendo al bando tutto ciò che di buono lei  ha
  fatto.   E'  il  gioco  delle  parti,  è  il  gioco  di   chi   sta
  all'opposizione  e  che ha i difetti dell'opposizione  e  lei  deve
  rispondere  con  quello che è il gioco di chi sta  in  maggioranza,
  deve avere uno stomaco di ferro, accettare tutte queste sceneggiate
  che ci sono, accetterà anche la mozione di sfiducia dove ci sarà un
  bel  ragionamento di un'altra settimana e la conclusione sarà  che,
  poi,  la  mozione di sfiducia sarà respinta e andremo  praticamente
  poi  quasi,  quasi  a ridosso delle ferie estive e,  quindi,  tutta
  l'attività dell'Assemblea non sarà pregnata da attività legislativa
  seria.

  PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

  SCHILLACI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  in
  qualità di componente della Commissione Antimafia torno a parlare

  PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci, scusi un secondo, 23  era  quella
  precedente, ora ne sono rimasti 18 e 40.

  SCHILLACI. No, è 23.

  PRESIDENTE. Sono 23?

  SCHILLACI. Sì

  PRESIDENTE. Sono 18 e 40.

  SCHILLACI. Va bene.

  PRESIDENTE.  Io dico le cose come stanno; poi, siccome  io  mi  sto
  segnando  tutto  con  grande precisione ci  deve  essere  stato  un
  errore. Sono 18 e 40  Grazie.

  SCHILLACI.  Grazie, Presidente. Assessori e colleghi  deputati,  in
  qualità di componente della Commissione Antimafia regionale torno a
  parlare di corruzione; perché? Perché la corruzione brucia economia
  e  sviluppo  e  perché è sempre più dilagante in  tutti  i  settori
  dell'amministrazione regionale.
  Caro Presidente, conosco la sua sensibilità sul tema anche perché è
  stato Presidente della Commissione Antimafia regionale nella scorsa
  Legislatura  e  proprio  per  questo mi  sarei  aspettata  maggiore
  attenzione  e  incisività  in questo settore  con  azioni  concrete
  proprio per aggirare il fenomeno della corruzione.
   Le  recenti  inchieste giudiziarie, le relazioni della Commissione
  Antimafia  hanno  evidenziato, invece, sempre  più  e  ancora  oggi
  comitati   d'affari  con  intreccio  triangolare  tra   burocrazia,
  politica e certa imprenditoria, più dilagante e in settori  diversi
  dell'amministrazione, quindi non solo nel settore dei rifiuti, come
  da lei citato nella sua relazione.
   Parliamo   anche   del  settore  energia,  dei  trasporti,   delle
  infrastrutture  o delle attività produttive. Per  non  parlare  poi
  della  sanità che è l'ultima inchiesta aperta adesso in Commissione
  già,  diciamo,  rileva delle situazioni poco rosee e  che  sono  al
  centro di un'indagine molto complessa della Procura di Palermo dove
  si vede che la funzione pubblica è totalmente asservita a interessi
  privati.
   Caro Presidente, nell'interesse dei siciliani noi le chiediamo  da
  ora  in  poi  una maggiore attenzione nelle nomine con  auspicabile
  ripensamento anche per talune nonché delle azioni concrete volte ad
  arginare il fenomeno della corruzione che a detta sia dell'Anac che
  della  Corte  dei  conti  siciliana,  ha  raggiunto  ormai  livelli
  inavvicinabili,  è  veramente  inaccettabili.  Rappresenta  per   i
  siciliani  un costo improprio. 800 euro è il costo che  la  Regione
  ogni  anno spende per ciascun cittadino grazie a questo livello  di
  corruzione ed è certamente uno dei più alti d'Italia. Tutto  questo
  comporta  meno  investimenti,  meno  occupazione  e,  quindi,  meno
  crescita per la Sicilia.
   Le  chiediamo, caro Presidente, il potenziamento delle attività di
  vigilanza   e   il  monitoraggio  soprattutto  dei   rapporti   tra
  l'amministrazione   e  i  soggetti  esterni,  soprattutto   per   i
  contratti,  per  gli appalti, per non parlare dei servizi  e  delle
  forniture  che  rappresentano il 95 per cento della spesa  pubblica
  regionale.
   Le  chiediamo una maggiore incisività nell'azione del responsabile
  della  prevenzione,  della corruzione e trasparenza  che  spesso  è
  stato  distratto da infiniti adempimenti burocratici che  lo  hanno
  distolto dalla sua funzione primaria che è quella di prevenire e di
  contrastare la corruzione.
   Chiediamo  l'applicazione, sempre più corretta e  puntuale,  delle
  norme anticorruzione, proprio per limitare la permeabilità in tutti
  quei  settori  che  sono veramente a rischio e  che  finiscono  per
  alimentare  sacche di inefficienza che si ripercuotono  sull'intero
  tessuto   economico.  Caro  Presidente,  combattere  la  corruzione
  permetterebbe  di  limitare anche l'avanzata delle  mafie  e  della
  criminalità organizzata che si cibano proprio della corruzione  per
  costruire economie parallele.
   E,  concludendo, non possiamo certo essere soddisfatti dell'azione
  di  questo  Governo  sul fronte dell'anticorruzione.  Quindi,  caro
  Presidente,  per  il  prosieguo  di  questa  Legislatura  chiediamo
  un'inversione  di  tendenza che possa da un lato accorciare  questa
  odiosa distanza tra la classe politica e i cittadini e, dall'altro,
  ridare  opportunità di sviluppo a questa Terra  che,  mi  creda,  è
  meravigliosa.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi, Presidente  Musumeci,
  la  sua  relazione conferma che lei non ha un progetto di  sviluppo
  per  la  Regione siciliana. Ne è prova il fatto che nei  primi  due
  anni,  già  prima  del  Coronavirus, la  Regione  siciliana  non  è
  cresciuta né da un punto di vista economico né da un punto di vista
  occupazionale.
   Ma  quel  che mi sorprende nella sua relazione è che a tratti  lei
  sembra non ricordare, a volte forse non sapere, certamente a  volte
  lei  non  è stato adeguatamente informato di alcune cose e cercherò
  di motivarlo.
   Credo  che  dovrebbe ben ricordare che la legge  che  consente  di
  utilizzare i forestali per la cura e la pulizia del verde pubblico,
  spiagge,  parchi, di cui lei si è vantato, è una legge del  2013  e
  che  nasce col suo voto contrario, esattamente la legge  n.  9  del
  2013.  Così  come lei sembra non ricordare che anche  il  piano  di
  parcheggio  e  di interscambio viene finanziato con  l'articolo  47
  della legge regionale 3/2016, anche in quel caso lei espresse  voto
  contrario.
   Lei  sembra non ricordare che il suo Governo nel primo disegno  di
  legge  di  stabilità, quello del 2018, propose la soppressione  del
  Centro  del catalogo di cui oggi lei si vanta e ci fa molto piacere
  che  si trasferirà all'Albergo delle povere, ma fu l'opposizione  a
  impedire  l'approvazione  di  quella  previsione  legislativa   che
  prevedeva l'accorpamento del Centro del catalogo con il Centro  del
  restauro   depotenziandolo,  togliendo  autonomia  al  Centro   del
  catalogo  e inquadrandolo come una struttura intermedia all'interno
  dell'Assessorato dei beni culturali ma siamo contenti  che  lei  di
  questo si sia ricreduto.
   Francamente  mi  sorprende che lei non  ricordi,  invece,  che  la
  Sicilia detiene il primato dell'agricoltura biologica già a partire
  dal  2015.  Non è un successo del suo Governo. Così  come  lei  non
  ricorda  e  mi  sorprende ancor più che la banca  della  terra  che
  prevede  di  affidare  circa 1000 ettari di  terreni  demaniali  ai
  giovani  agricoltori  siciliani nasce con la finanziaria  del  2014
  anche in quel caso l'onorevole Musumeci votò contro.
   C'è   poi  tutto  il  capitolo  delle  incompiute,  delle  riforme
  annunciate  e  mai  realizzate  dall'Ente  di  Sviluppo   agricolo,
  all'IRCA  ancora incompiuta, all'Istituto autonomo  case  popolari,
  alle  IPAB,  ai Consorzi di bonifica il disegno di legge  giace  in
  Commissione   Bilancio , Presidente, non per caso,  perché  il  suo
  Governo  non è in grado di dare copertura a quel disegno di  legge.
  Quindi,  non  è che il vostro lavoro è  finito come  lei  ha  fatto
  credere nella sua relazione.
   Così  come è una incompiuta la riforma della dirigenza, la riforma
  dei rifiuti; apprezziamo, però, il fatto che lei oggi riconosca che
  la  legge  che arrivò in quest'Aula non avrebbe risolto i  problemi
  che  tutt'ora  ci  sono  e  noi, ovviamente,  siamo  disponibili  a
  confrontarci nel merito per realizzare una buona riforma.
   Sulle  Zes trovo sorprendente quando da lei affermato e  che  cioè
  non  avete  trovato nel fascicolo neanche un foglio  di  carta.  Il
  fascicolo,  Presidente, non ci poteva essere perché le Zes  nascono
  con  il Governo Gentiloni, ma il Regolamento è stato pubblicato  in
  Gazzetta nel febbraio 2018 e c'era già il suo Governo. Voglio dirle
  che  in Calabria e in Campania i decreti istitutivi delle Zes  sono
  del  maggio  2018,  quindi  la Sicilia arriva  a  parità  di  norme
  nazionali  con due anni e più di ritardo rispetto ad altre  regioni
  meridionali quando gli investitori, evidentemente, hanno già deciso
  di  trasferirsi  non  in   Sicilia, ma in  Campania  così  come  in
  Calabria, così come in Puglia, in Basilicata e in Molise dove  pure
  le Zes sono partite prima.
   Mi auguro che nella replica lei possa anche chiarire alcune cose a
  proposito  del  Coronavirus. Per esempio, come sia stato  possibile
  sbagliare  il calcolo degli ammalati; per esempio, che senso  abbia
  l'ordinanza   ultima   del  2  luglio   laddove   lei   deroga   al
  distanziamento anche dei ragazzi che vanno a scuola  sugli  autobus
  dove,  però,  arrivando a scuola si devono stanziare  però  uscendo
  dalla  scuola  tutti sull'autobus tutti insieme, come se  l'autobus
  fosse  un  aereo  -  come ieri ha detto l'Assessore  Razza  -  dove
  appunto  ci si può sedere comodamente e non dove, invece, centinaia
  di  giovani si ritroveranno con il naso appiccicato gli  uni  sugli
  altri nonostante le mascherine.
   Mi  auguro  anche  che lei possa chiarire che  senso  abbia  l'App
  Sicilia   sicura,   soprattutto  a  quale   funzione   assolve   e,
  soprattutto, quanto è costato perché io penso che sia un  dato  non
  secondario.
   Concludo lei forse dimentica Presidente che governa 6 province  su
  9  di questa Regione dove lei ha nominato dei Commissari quindi  io
  davvero  non  capisco  quando  lei  dice  testualmente:  le  strade
  provinciali  lo ripeto non sono di competenza regionale,  avete  la
  responsabilità politica amministrativa e 540 milioni di risorse che
  lei  pure  ha ricordato nell'intesa, ne approfitto per chiedere  al
  suo  Governo  di  insediare le Assemblee dei  Sindaci,  dei  Liberi
  Consorzi  comunali e delle Città Metropolitane  che,  in  forza  di
  legge,   si   possono   già  insediare.  Non  dobbiamo   aspettare,
  assolutamente, nulla.
   Per ultimo - e mi rivolgo, in particolare, al Presidente Micciché,
  anche  per  i  suoi trascorsi - ho letto la sua affermazione  nella
  relazione e l'ho riletta:  Un ulteriore accordo successivo  con  il
  MEF  consente alla Regione di utilizzare risorse del Fondo Sviluppo
  e Coesione fino all'importo di 140 milioni di euro.  E lei ne fa un
  vanto.  Ho cercato di approfondire. Stiamo parlando dell'accordo  -
  concludo - del 15 maggio 2019, in base al quale state definanziando
  la  realizzazione di circa 40 opere pubbliche per un totale di  140
  milioni di euro, per portarli a contributo alla finanzia pubblica e
  sono circa 6 milioni, proprio le strade provinciali, in questo caso
  della città metropolitana di Palermo, anzi mi correggo, circa  8  e
  mezzo.  Parliamo delle fognature del quartiere San Giorgio alto  di
  Catania,  parliamo  dei comuni di Santa Kamarina,  di  Riposto,  di
  Tremestieri, di Gela.
   Presidente  Micciché, noi in base alla documentazione che  abbiamo
  ricevuto in Commissione  Bilancio  e in commissione Unione Europea,
  non siamo nelle condizioni di esprimere un parere perché non mi  si
  può  scrivere,  in una nota a margine  Definanziato  come  da  nota
  protocollo, numero, del   . Questo Parlamento ha diritto di capire,
  di sapere e di pronunciarsi in maniera responsabile.
   Concludo,  allora, davvero, di tutto ciò non c'è da vantarsi,  c'è
  da vergognarsi

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione  Bilancio   di  domani  è
  stata  rinviata  perché abbiamo già parlato con  gli  Uffici  della
  Regione  che,  domani, manderanno dei chiarimenti su  tutte  queste
  note di questo elenco che è stato mandato.
    E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, Governo, colleghi. Signor  Presidente
  della  Regione,  nel suo programma elettorale, nella  prima  pagina
  scriveva   Vi  spiego  come  questa terra  diventerà  bellissima  .
  Diciamo che, a distanza di due anni e mezzo, possiamo dire che  era
  meglio   scrivere:    Vi   spiego  come  questa   terra   diventerà
  tristissima  , perché risultati ne vediamo ben pochi.
   Scriveva,  inoltre, nel suo programma che  Il programma elettorale
  solitamente  rappresenta  il   libro  dei  sogni,  in  cui  vengono
  riportati  obiettivi raggiungibili, oppure i libri degli interessi,
  nel quale vengono rappresentate le esigenze di specifici gruppi  di
  potere e l'impegno a soddisfarle.
   Il  programma  di Musumeci Presidente non intendeva  né  l'uno  né
  l'altro.  Intende costruire, invece, uno strumento  di  metodo  per
  ricostruire  la  Sicilia, restituire dignità e  fiducia  al  popolo
  siciliano .
   Signor Presidente, i siciliani non hanno ancora quella fiducia. Ai
  siciliani non è stata restituita quella dignità.
   Ma non lo dico solo io chiaramente che, oggi, sono qui in veste di
  parlamentare  di  forza politica di opposizione, ma  lo  dicono  le
  persone,  perché giriamo tanto, giriamo tanto, sappiamo che  non  è
  semplice  ma,  le persone, i siciliani hanno fame,  hanno  fame  di
  lavoro,  di riscatto, hanno fame di riscattare le loro vite  e,  ad
  oggi,  i  semi, le basi per ricostruire quest'Isola martoriata  non
  sono state messi. E lo dicono i fatti.
   Io  sono  in  Commissione  Attività produttive .  Gli  agricoltori
  stanno soffrendo davvero tanto. Abbiamo un  Made in Sicily  che  ci
  invidiano  in  tutto  il  mondo. Dovremmo  promuoverlo  in  maniera
  pazzesca,  ma non viene fatto, e gli agricoltori sono  costretti  a
  lavorare  in condizioni che io, certe volte, se mi metto  nei  loro
  panni,  è  inimmaginabile  affrontare quello  che  affrontano  ogni
  giorno.
   Avevamo  messo  mano  alla riforma dei consorzi  di  bonifica,  ci
  abbiamo  lavorato per mesi, abbiamo fatto tanti emendamenti,  tante
  riunioni,  tante  audizioni. Non sappiamo  perché  in  Aula  non  è
  arrivato,  no  dico, non lo sappiamo, dico è rimasta  bloccata  sta
  riforma. Aspettiamo che venga trattata.
   Questo  Governo  verrà ricordato anche - io sono  stata  anche  in
  Commissione  Vitalizi  ed in quella Commissione ho  visto  davvero,
  quella  Commissione  rappresenta l'emblema - questo  Governo  verrà
  ricordato  come quel Governo che ha aumentato i vitalizi. L'abbiamo
  votato qui in Parlamento, però, ovviamente l'hanno votato tutte  le
  forze di maggioranza, compreso anche il PD.
   La  Sicilia  non può più aspettare, Presidente. I Siciliani  hanno
  bisogno  di  riscattarsi ed andando avanti così, con questo  passo,
  sarà impossibile e saremo costretti a scomparire.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano, devo smentirla sul fatto che
  abbiamo  aumentato  i vitalizi. In maniera molto  decisa,  anzi  li
  abbiamo  praticamente eliminati. Per quelli del passato li  abbiamo
  tagliati  ancora del 15 per cento mediamente. Per cui,  onestamente
  non so come si possa dire questo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.
   Il  suo  Gruppo non è ancora intervenuto, per cui ha 15 minuti  ma
  c'è l'onorevole Assenza.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che a  me
  oggi,  Presidente, dispiace affrontare un dibattito  tanto  atteso,
  richiesto  dai  tanti deputati dell'opposizione, che oggi  possiamo
  contare circa una dozzina di loro presenti qui in Aula.
   E'  una polemica sterile. Addirittura, l'onorevole Fava andava  in
  giro  sventolando  il Regolamento dell'Assemblea dicendo  che  quei
  cinque  i  giorni  di  deposito di relazione del  Presidente  della
  Regione   avrebbero  impedito  al  Presidente  della   Regione   di
  esercitare  una  volta, la prima volta da quando esiste  l'elezione
  diretta del Presidente della Regione, la relazione di metà mandato.
  Niente di più falso.
   E  devo dire che oggi, quando abbiamo letto i comunicati stampa  e
  le  dichiarazioni dopo che c'è stata la relazione, molto esaustiva,
  del  Presidente Musumeci di metà mandato, abbiamo sentito  soltanto
  dire una mera elencazione di cose fatte. Alcuni manco pensavano che
  fossero fatte, una noia mortale.
   Io  vorrei  capire,  invece,  oggi quali  sono  le  proposte  così
  innovative  che  i  colleghi della opposizione stanno  portando  al
  dibattito.  Alcuni  di loro, anche utilizzando  dei  toni  e  delle
  argomentazioni pretestuose.
   Allora,  io  dico  sono anche rimasto attonito dal  fatto  che  il
  Movimento  Cinque  Stelle abbia annunciato  oggi  la  presentazione
  della  mozione  di sfiducia durante il dibattito di  metà  mandato.
  Allora,  cosa serviva questo dibattito, cari colleghi del Movimento
  Cinque  Stelle?  Allora,  era pretestuoso  prima  chiederlo  e  poi
  avanzare  la  richiesta di mozione di sfiducia.  Probabilmente,  lo
  state facendo perché, piano piano, in tutte le regioni, in tutti  i
  comuni  d'Italia  sono  stati  i  vostri  elettori  che  vi  stanno
  sfiduciando, comune per comune, regione per regione.  Ed  oggi  voi
  volete  ribaltare  la situazione qui in Sicilia quando  un  Governo
  che, tra i governatori di centro, sud Italia è il primo che ottiene
  il  maggior  gradimento  e  probabilmente questo  politicamente  vi
  brucia.
   Allora,  non  parliamo  di  tutti i successi  portati  avanti  dal
  Governo Musumeci.
   Qualcuno  ha  parlato anche della raccolta differenziata,  passata
  dal 15 per cento del 2016 al 42 per cento del 2019.
   E quando il Governo Musumeci incominciò a dire ai comuni:  chi non
  raggiunge  gli  obiettivi commissarieremo  - al di  là  che  quella
  norma  poi  è stata abrogata - ma era una provocazione e faceva  da
  stimolo  a  quegli  amministratori che  non  praticavano  la  buona
  raccolta  differenziata. E milioni e milioni  di  euro  sono  stati
  emessi  per quei comuni virtuosi che superavano il 65 per cento  di
  raccolta  differenziata. Il primo anno furono  cinque  milioni  che
  furono messi. Sono stati da stimolo e da grande stimolo per i  medi
  e  piccoli  comuni  di tutta la Regione per aumentare  la  raccolta
  differenziata.  Ma  quali dovevano essere altri meccanismi  se  non
  quello di incentivare economicamente i comuni?
   E  poi  si  è  parlato  di stabilizzazione dei  precari.  Si  sono
  stabilizzati  migliaia  e  migliaia di precari,  si  è  avviato  un
  percorso per nuove assunzioni bloccate ormai da anni.
   Per non parlare del comparto della sanità. Oltre 7 mila i soggetti
  che sono stati già stabilizzati, a tutti i livelli e qualifiche,  e
  migliaia quelli della Regione.
   Si  è  parlato del centro direzionale, credo che sia stato  sempre
  il  Movimento  Cinque Stelle, individuandolo come  ecomostro  della
  Sicilia.  Niente di più falso. La più grande opera  pubblica  degli
  ultimi anni che si farà in Sicilia, 450 milioni di euro e oltre  di
  investimento  che  la città di Palermo vedrà sorgere  e  decine  di
  milioni  di euro che saranno risparmiati, e si finanzierà così,  da
  affitti  passivi.  Allora,  se non è questo  un  buon  sistema  per
  portare  avanti la macchina amministrativa, e per non  parlare  del
  nuovo  centro  RIMED,  dei nuovi ospedali di  Siracusa,  del  nuovo
  ospedale di Villa Sofia-Cervello, già finanziati.
   Si  è  parlato  di  digitalizzazione, almeno le opposizioni  hanno
  ammesso  che  la  Sicilia è tra le Regioni, se non la  Regione  più
  digitalizzata in Europa. E allora, di chi è quel merito?
   E  poi dell'Anas, dei rapporti con lo Stato, delle infrastrutture.
  I famosi 100 milioni che sono serviti, e mi riferisco all'onorevole
  Lupo,  di quei famosi 140 milioni, quei 100 milioni serviranno  per
  finanziare  le  ex  Province, le Città  Metropolitane  e  i  liberi
  Consorzi.  Si  faranno  le  strade  provinciali  attraverso  quelle
  risorse, e se qualcosa è stato definanziato perché ancora non erano
  pronti  i  progetti, pazienza, che l'avessimo fatto prima,  anziché
  tenerci i progetti nel cassetto e poi tra qualche anno scoprire che
  non    si   sarebbero   potuti   finanziare.   Si   dovrebbe   fare
  quotidianamente  una  ricognizione tra i  progetti  che  non  vanno
  avanti,  è questo quello che chiediamo, è questo quello che  stiamo
  facendo.
   Si  è  parlato  di fondi europei, nei primi due anni  di  Governo,
  raggiunto  e superato il target di spesa. Ma quando mai è  successo
  negli  anni passati? Lo volete sapere quant'è l'aumento  dei  fondi
  comunitari  di spesa tra gli ultimi cinque anni e i primi  due  del
  Governo Musumeci? Più 441 percento. E allora, se non sono questi  i
  risultati che un buon Governo deve raggiungere, non so cos'altro.
   Per  non parlare poi della ZES. Questa è una cosa che alcune volte
  non si capisce, perché a volte l'opposizione che Governa a Roma  si
  vanta  che  attraverso la firma del loro Ministro Provenzano  si  è
  raggiunto  l'obiettivo di costituire le ZES in  Sicilia,  visto  il
  lavoro  preparato dalla Regione siciliana, e poi si critica  perché
  sia  stato  fatto. Una schizofrenia istituzionale, caro Presidente,
  che non possiamo capire. La ZES è un importante obiettivo raggiunto
  da  questo  Governo,  c'è  stata  una  collaborazione  col  Governo
  regionale, si è trovato un accordo e partiranno. La critica quale è
  stata  da  questo  pulpito? Ma si è aumentato il numero  di  ettari
  previsto  dalle  ZES.  E  allora? Abbiamo aumentato  il  numero  di
  superficie,  abbiamo aumentato probabilmente i Comuni che  potranno
  partecipare a questa richiesta.
   Per non parlare poi delle infrastrutture, dell'obiettivo raggiunto
  ieri,  l'inaugurazione  della tratta Punta  Raisi-Cefalù,  uno  dei
  tanti  obiettivi raggiunti dall'assessore Falcone, la riforma dello
  studio.  Ma non voglio fare una mera elencazione, vorrei completare
  con gli obiettivi e i traguardi raggiunti dal comparto sanità.
   Dopo  anni  si è approvata la rete ospedaliera, dopo anni  abbiamo
  raggiunto  un ottimo traguardo, anche attraverso la stabilizzazione
  di numerosi, come dicevo prima, di numerosi precari, e sono partiti
  i  concorsi  per  migliaia  di posti e  dirigenti  medici.  Abbiamo
  attraversato  un  momento bruttissimo, che è quello  del  COVID,  e
  purtroppo, qualcuno lo diceva non perché ci auguravamo un disastro,
  e no, cari colleghi, forse qualcuno di qui dentro se lo augurava, e
  forse  le critiche di febbraio, quando il Presidente della  Regione
  cercava  di  bloccare i confini della Sicilia per salvaguardare  la
  salute di noi siciliani, qualcuno dell'opposizione forse sperava in
  uno  scivolone.  Non  c'è stato. C'è stata  una  gestione  perfetta
  dell'emergenza   COVID,   probabilmente   non   eravamo   abituati,
  un'emergenza che probabilmente la Sicilia non affrontava fin  dalla
  Seconda  Guerra  Mondiale.  Eppure,  oggi  la  Sicilia,  e  i  dati
  statistici hanno un valore, è la Regione che si è comportata meglio
  in  Italia  e  voglio  dare un solo dato: due  cittadini  lombardi,
  purtroppo  per  loro moribondi in quell'epoca,  si  sono  venuti  a
  curare  in  Sicilia,  a Palermo, sono stati guariti  e  sono  stati
  rispediti  in Lombardia in piena salute. Se non è questo un  merito
  anche di questo Governo, non so cosa dire. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Aricò.  E'  iscritta  a   parlare
  l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Grazie Presidente. Onorevole Presidente,  noi  l'abbiamo
  ascoltata,  abbiamo letto la sua relazione, come deve  fare  sempre
  una  minoranza  che  fa  compiutamente il  suo  dovere  che  non  è
  assolutamente sempre quello del contrasto a tutti i costi,  però  è
  doveroso  mettere in evidenza alcune criticità ed anche  una  certa
  autoreferenzialità che è emersa anche oggi da alcuni interventi  e,
  in  particolare, sempre con uno spirito costruttivo, vorrei entrare
  nel  merito di alcune di queste criticità, in quanto abbiamo  letto
  ed  abbiamo  sentito di nomine, abbiamo sentito parlare soprattutto
  di  stabilizzazione di personale, tralasciando forse che alcune  di
  queste stabilizzazioni erano sicuramente un obbligo delle direttive
  europee, in particolare, la 9970.
   Ecco,  sicuramente in questo contesto legato appunto alla Pubblica
  amministrazione,  ci  sarebbe  piaciuto  anche  sentire  di  alcune
  questioni  relative  ai  vari scandali ed agli  arresti  che  hanno
  coinvolto  i  dirigenti  e  impiegati in  alcuni  ruoli  strategici
  fondamentali, come ad esempio rifiuti ed energia e, soprattutto, ci
  sarebbe   piaciuto  sentire  anche  qualche  parola   relativamente
  all'emanazione  ed  al  ritorno  nel corretto  alveo  istituzionale
  relativamente alle nomine secondo, appunto, delle rigide  procedure
  concorsuali  e nel rispetto della sentenza 104 del 2007 della Corte
  Costituzionale,  una sentenza che continua ad essere  elusa  spesso
  con  la  nomina  di  Commissari ai vertici degli enti  regionali  o
  controllati dalla stessa.
   Abbiamo  sentito  parlare  stasera del  Centro  direzionale  e  di
  cessione   di  beni  demaniali,  anche  ricollegandomi   all'ultimo
  intervento.  Ecco,  su questo avrei molto da  dire  visto  che,  ad
  esempio,  ci  sarebbero altre opportunità che forse  la  Regione  e
  l'amministrazione    regionale   avrebbe   dovuto    prendere    in
  considerazione,  ad esempio del palazzo sito in via  Ugo  La  Malfa
  dove  c'era  un edificio, dei locali che erano stati  a  suo  tempo
  tolti  alla  mafia e evidentemente si sarebbero potuti prendere  in
  considerazione.
   Ecco,  sicuramente  è  più  facile sempre,  come  dire,  andare  a
  costruire, andare a mettere nuovo cemento nel territorio  piuttosto
  che andare a prendere delle situazioni già esistenti. Su questo  si
  apre  un  mondo relativo alla tutela del consumo del suolo  di  cui
  forse si dovrebbe cominciare a parlare molto di più.
   Lei   giustamente  ha  parlato  di  tante  cose,  ha  parlato   di
  amministrazione  ordinaria che è appunto nei compiti  del  Governo,
  però,  forse  sarebbe  stato più opportuno  anche  parlare  di  una
  visione  futura, un po' più moderna della Sicilia. Ci ha  ricordato
  giustamente  che la Sicilia dipende dai Fondi comunitari  però,  al
  pari, non abbiamo sentito nulla su questa visione europea che è  ad
  esempio  il  Green  deal  che è oggi una  struttura  portante,  una
  possibilità  di  fondi  fondamentali per la Sicilia  nel  rispetto,
  nella tutela dell'ambiente che potrebbe portare anche ingenti fondi
  comunitari.
   Abbiamo  sentito parlare anche di musei, però non abbiamo  sentito
  di  quella  svolta,  di quell'elemento sostanziale  che  a  livello
  nazionale  è  stata  una vera e propria svolta, ossia  una  visione
  strategica che è andata soprattutto verso i concorsi e che ha dato,
  quindi, ha sbarrato le porte ai politici ed ha aperto le porte alle
  migliori  competenze  nazionali. Ecco,  credo  che  in  Sicilia  si
  dovrebbe prendere anche esempio da questo atteggiamento.
   Ha  parlato  di  impegno, di impegno di somme ma, forse,  il  vero
  termine,   il   vero  problema,  il  nocciolo  della  questione   è
  sicuramente la rendicontazione delle spese.
   Ci  ha parlato di marchio  qualità sicura Sicilia', Presidente. Ma
  i  controlli  sui prodotti alimentari e sugli arrivi delle  navi  a
  Pozzallo  che  alimentano i magazzini del  più  grande  importatore
  italiano,  sbarchi ben più preoccupanti per la salute dei siciliani
  rispetto  ad  altri  tipi  di sbarchi, credo  che  questi  problemi
  debbano  essere  affrontati, sì è vero sono  state  bloccate  tante
  navi, diamo merito all'assessore Bandiera, ma credo che si debba  e
  si possa fare molto di più per tutelare i nostri beni siciliani.
   C'è un problema di mancanza di controlli adeguati in Sicilia anche
  per i problemi che sappiamo delle insufficienze nel Corpo forestale
  e mi auguro, insomma, che ora l'ultima norma possa risolvere, anche
  se avevo presentato degli emendamenti un po' più generali, però c'è
  sicuramente  da  fare  molto di più per aumentare  i  controlli  in
  generale perché soprattutto alcune riserve regionali sono veramente
  terra di nessuno.
   I centri storici. Ho sentito poco parlare delle aree

   PRESIDENTE.  Onorevole  Palmeri, sinceramente,  siamo  partiti  da
  cinque minuti giusto per un generosissimo

   PALMERI. Mi accingo a concludere, signor Presidente.
   Ho  sentito parlare per nulla di aree interne della Sicilia.  Sono
  le  aree  produttive della nostra Regione quindi dovrebbero  essere
  molto  più  attenzionate  così come abbiamo  sentito  parlare  poco
  dell'esodo dei giovani.
   Desertificazione.   Sono  sicuramente  delusa   in   quanto   lei,
  giustamente,  ha parlato anche di un approccio che si sta  tentando
  di  fare,  però  questo studio, questo gruppo di lavoro  che  si  è
  costituito   affronta  soltanto  il  25  per  cento  del   problema
  desertificazione in Sicilia. C'è da potenziarlo. Inserire tutta una
  serie di funzioni e competenze.
   Noi   siamo   propositivi.  Sicuramente,   onorevole   Presidente,
  continueremo ad essere un pungolo, ma saremo sempre aperti  a  fare
  le  nostre  proposte  e ad accogliere tutte le buone  proposte  che
  verranno dal Parlamento. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. Onorevoli colleghi, ci sono
  gli ultimi tre interventi. Onorevole Di Paola, onorevole Ciancio e,
  poi, l'onorevole Assenza, per ultimo.
   Avete  tutti  e  tre, più o meno, cinque minuti ciascuno,  cinque,
  cinque e mezzo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.  Grazie  Presidente.  Presidente,  Governo,  onorevoli
  colleghi,  cittadini, leggo un passaggio del resoconto stenografico
  del   Presidente:   serve  un  clima  meno  avvelenato,  serve   un
  linguaggio meno violento dentro e fuori dal Palazzo ed è un appello
  a  tutti, a me stesso per primo, un dialogo ed un confronto  aperto
  serve   tra   Governo  e  Assemblea  regionale   siciliana,   senza
  pregiudizi,  senza  preconcetti  salvo poi,  qualche  giorno  dopo,
  all'interno  di una convention del proprio partito definire  alcuni
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana  cretini .
   Ecco questa è la differenza tra quello che si dice e quello che si
  fa.
   La  differenza tra quello che si dice e quello che si fa di questo
  Presidente  ed  è  per  lo  stesso motivo che  abbiamo  abbandonato
  martedì,  la  scorsa settimana, l'Aula perché questo Presidente  ci
  aveva  detto che doveva consegnare una relazione di 100 pagine,  di
  30 pagine.
   Presidente  dov'è questa relazione? Mai pervenuta.  Abbiamo  visto
  tutto dal resoconto stenografico.
   Anche qui la differenza tra quello che si dice e quello che si fa.
   Presidente,  all'interno  di  questa  relazione  mi  aspettavo  di
  trovare  la  parola   cavalli  e invece non  l'ho  trovata.  Ma  mi
  aspettavo di trovare pure la parola  famiglia .
   Mi  aspettavo, Presidente, di trovare la parola  famiglia  e  l'ho
  trovata  solo  ed esclusivamente una volta. Un Governo  di  centro-
  destra  che all'interno di una relazione di metà mandato  pronuncia
  solo  una  volta la parola  famiglia  e la pronuncia solo per  dire
  che le famiglie siciliane passeranno da una povertà relativa ad una
  povertà assoluta.
   Colleghi, questa Regione, le famiglie siciliane stanno continuando
  a  vivere grazie al reddito di cittadinanza. Sono 194 mila famiglie
  siciliane  che  percepiscono il reddito di  cittadinanza  e  22.500
  siciliani che percepiscono la pensione di cittadinanza.  Ed  è  una
  riforma epocale dal punto di vista sociale, dal punto di vista  del
  welfare e non è una misura assistenziale come molti dicono,  perché
  poi  questo  Governo regionale sta bloccando i concorsi dei  centri
  per  l'impiego. Mille persone devono essere assunte all'interno del
  centro   per  l'impiego  e  i  concorsi  sono  bloccati.   Si   sta
  pianificando, questo c'è scritto all'interno di questa relazione.
   Differenza  tra quello che si dice e quello che si fa.  Ma  non  è
  solo  questo Presidente a dire delle cose ed a farne altre, ma sono
  anche  i  suoi  Assessori. L'Assessore per il turismo  di  Fratelli
  d'Italia.  75  milioni completamente bloccati.  Gli  operatori  del
  turismo  sono  in fortissima difficoltà. Si dovevano  acquistare  i
  biglietti  degli  aerei, dei b&b. Cosa si è  fatto  ad  oggi?  Sono
  passati due mesi.
   L'Assessore  per  i  beni  culturali della  Lega  e  dell'identità
  siciliana.  Questo  Presidente ha scritto nella  relazione  che  ha
  rivoluzionato, finalmente sono ripartiti gli scavi archeologici. Ma
  il  capitolo è zero, è zero quel capitolo  E non è riuscito nemmeno
  a  trovare,  questo Presidente e questo Governo, 50 mila  euro  per
  valorizzare  una cisterna ellenistica con i lavori che  sono  stati
  fatti  per  la  conduttura idrica; 50 mila euro, la differenza  tra
  quello che si dice e quello che si fa.
   Fratelli d'Italia, Lega, per non parlare di Forza Italia  e  delle
  infrastrutture. Forza Italia si è fatta la campagna elettorale  per
  2  anni e mezzo sul porto della darsena di Gela e poi i fondi  sono
  stati  tolti. Ma così come stanno togliendo soldi per un  sacco  di
  infrastrutture.
   Poco  fa  si  parlava di 140 milioni di euro e questo Governo  con
  l'Ufficio speciale della progettazione doveva aiutare i comuni.  Ma
  cosa  avete  fatto  per  aiutare  i  comuni?  Gli  state  solo   ed
  esclusivamente togliendo i soldi.
   E,  allora, la differenza tra quello che si dice e quello  che  si
  fa.  Io  mi  rivolgo ai siciliani, i siciliani sono stanchi  di  un
  Governo che si guarda allo specchio, di un Presidente che si guarda
  allo specchio e dice  Ah, quanto sono bello  Quanto sono bravo  .
   I  siciliani hanno bisogno di diversità, i siciliani hanno bisogno
  di un Governo e di un Presidente che si guarda allo specchio e dice
   forse sono imperfetto, anzi sono imperfetto  Devo migliorare, devo
  costruire  . Cosa che questo Governo regionale e questo  Presidente
  ad oggi non hanno fatto.
   Allora,  Presidente, il Movimento Cinque Stelle ha presentato  una
  mozione  di sfiducia e non sarà solo il Movimento Cinque  Stelle  a
  sfiduciare questo Governo e questo Presidente, saranno i  siciliani
  perché sono stanchi di tutto quello che si dice e che non si fa  da
  parte  di  questo Presidente da parte di questo Governo  regionale.
  Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio, per  i  sei
  minuti  rimanenti  al  Gruppo  e poi  l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   CIANCIO.  Grazie, Presidente. Intanto devo dire una cosa positiva:
  devo   ringraziare   il  Presidente  che  a  differenza   del   suo
  predecessore, diciamo, è rimasto fino alla fine ad ascoltare  tutti
  gli interventi che può sembrare una cosa banale ma non lo è.
   Noi  dicevamo,  abbiamo detto durante tutti i  nostri  interventi,
  chiediamo  le riforme e la prima risposta che ci viene  data  sulle
  riforme è:  ma la riforma dei rifiuti voi l'avete bocciata .
   Voglio  chiarire questo punto. Noi non abbiamo bocciato la riforma
  dei  rifiuti  per partito preso o, a prescindere,  perché  era  una
  riforma  del governo Musumeci. Noi abbiamo bocciato quella  riforma
  perché  decine di sindaci ci hanno detto e ci hanno chiesto di  non
  cambiare  la  governance e la modalità, diciamo,  di  gestione  dei
  rifiuti,  dopo  dieci anni e quando la legge  n.  9  del  2010  sui
  rifiuti stava per prendere, sta per prendere forma. Ci hanno  detto
  in  tanti:   Ci abbiamo messo dieci anni per cominciare  a  parlare
  seriamente, cominciare a costituire le SRR e non appena siamo quasi
  alla  fine  dell'opera,  cambiate di nuovo le  carte  in  tavola. .
  Quindi, per noi non era un problema di legge che sicuramente  aveva
  delle  cose  positive,  per  esempio l'aumento  dei  chilometri  di
  distanza dal centro abitato dalle discariche.
   C'erano  delle  cose  positive sicuramente, però  per  noi  andava
  ripresa la legge n. 9 del 2010, cioè quella già esistente corretta,
  ma  non certo fatta una nuova legge perché se ci sono comuni che in
  questo momento raggiungono l'80 per cento, e comuni che raggiungono
  il  10  per  cento  non è un problema di leggi, è  un  problema  di
  gestione  e  per questo ci siamo sempre concentrati sul  piano  dei
  rifiuti.
   Quindi,  vorrei chiarire questo tema perché ci viene  detto:   Voi
  avete  bocciato la riforma, ma chiedete le riforme . Ecco,  c'è  un
  motivo  per cui abbiamo bocciato la riforma, non è una preclusione,
  non  è  una posizione assunta per partito preso, ma di ragionata  e
  condivisa con gli attori sul territorio.
   Io  lo  dico chiaramente, non abbiamo difficoltà ad appoggiare,  a
  votare  le  riforme o le leggi che sono arrivate dal Governo,  così
  come  non ho difficoltà e l'ho fatto anche pubblicamente, ho  fatto
  comunicati stampa, in cui davo merito sulle triennalità dei teatri,
  ho  sempre  dato merito al Governo di aver finalmente  inserito  la
  triennalità  dei teatri, siamo arrivati un po' in ritardo,  lei  si
  ricorderà,  Presidente, che l'ho sempre proposto nelle finanziarie,
  ma  per due anni mi è stato bocciato l'emendamento, però alla  fine
  siamo arrivati a questo risultato e ne ho dato atto all'Assessore.
   Sulla  certezza pagamenti con l'assessore Cordaro ci siamo trovati
  e siamo riusciti a portare un importante risultato; con l'assessore
  Falcone  abbiamo collaborato e abbiamo ottenuto anche delle  ottime
  cose,  ma  al  di  là  dei  singoli  rapporti  con  gli  Assessori,
  Presidente,  qui c'è un problema direi anche d'Aula e  di  rapporti
  tra  maggioranza  e opposizione perché ci sentiamo mortificati  nel
  nostro ruolo perché, lei lo sa benissimo e lo sa meglio di me, cosa
  succede?  Arrivano degli emendamenti dei disegni di legge  piccoli,
  parliamo  di  leggine, parliamo di articoli che molto  spesso  sono
  stralci  di collegati, di finanziarie, di disegni di legge trattati
  in  precedenza,  ai quali si aggiungono centinaia  di  emendamenti,
  decine  di  emendamenti che non c'entrano nulla l'uno con  l'altro,
  significa che ogni piccola legge in quest'Aula diventa l'autobus  -
  come diceva qualcuno non mi ricordo ieri - per gli appetiti un  po'
  dell'Aula e questo non lo possiamo accettare, ma non do la colpa  a
  lei,   Presidente,   glielo  dicevo  oggi,   a   volte   è   troppo
  accondiscendente, anche con tutti i deputati di  maggioranza  e  di
  opposizione perché cerca, giustamente, di accontentare tutti.
   Il   problema   qua  non  è  che  manca  una  guida  regolamentare
  dell'Assemblea,  ma  manca una guida politica, manca  un  indirizzo
  politico,  Presidente. In Commissione, e le  assicuro  che  la  mia
  Commissione  è  un  delirio, permettetemi  il  termine,  nella  mia
  Commissione lei non è mai venuto; in Aula viene veramente raramente
  e  questa  mancanza, questa assenza si sente ed è pesante  come  un
  macigno non solo per l'opposizione ma anche per la maggioranza.
   Dicevo,  non  abbiamo problemi a valutare le proposte nel  merito,
  però  non  posso  dire  altrettanto perché ho accettato  con  molta
  diplomazia  la bocciatura di un mio disegno di legge all'inizio  di
  questa  legislatura, una settimana fa è passato un mio  disegno  di
  legge  solo  perché mancava qualche deputato dell'opposizione,  per
  carità,  anche da questo punto vista, nonostante avessi cercato  di
  convincere  della  bontà della proposta tutti i deputati,  non  c'è
  stata questa condivisione, però, per carità.
   Questo  disegno  di  legge era sulle nomine. Presidente,  mi  sono
  andata  a  rivedere  gli interventi che lei  ha  fatto  durante  le
  mozioni  di  sfiducia a Crocetta e lei ha detto, cito testualmente:
   lei  avrebbe dovuto fare la rivoluzione delle nomine dando  spazio
  al  merito, al di là delle appartenenze; in dieci mesi cento nomine
  tutte  improntate  al merito  e fa un elenco di  nomine  politiche,
  ovvero  contesta  il  fatto  che siano  Assessori,  ex  deputati  e
  quant'altro.
   Presidente  lei  ha  fatto  la stessa cosa,  tra  l'altro  con  un
  meccanismo  in qualche occasione che ha anche bypassato l'Assemblea
  regionale ma, per carità, non diciamo che lei non possa fare nomine
  politiche,  lei  le deve fare le nomine politiche, però  permettete
  alla  Commissione  di  dare il proprio  parere  e  di  valutare  il
  curriculum e di valutare i documenti.
   Io  concludo  dicendo  che  forse la  percezione  che  ha  lei  di
  quest'Aula  e  di  quest'Assemblea è molto diversa  da  quella  che
  abbiamo  qui da parte nostra, che c'è da parte nostra nei confronti
  del  Governo: se lei deve avere uno stomaco di ferro, mi creda  che
  qui non ce la passiamo meglio. Non ce la passiamo meglio perché  il
  ruolo dell'opposizione in quest'Assemblea è veramente difficile,  è
  un  ruolo  mortificato  e  il connubio  che  c'è  tra  maggioranza,
  Governo, non merita di stare un giorno di più, non ne vale la pena.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio. E' iscritto a parlare, come
  ultimo intervento, l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Grazie, Presidente. Devo complimentarmi innanzitutto  per
  la  condotta  del presidente Musumeci in quest'Aula.  A  differenza
  dell'episodio  indecoroso  a  cui abbiamo  assistito  la  settimana
  scorsa in cui un Gruppo parlamentare, platealmente, nel momento  in
  cui  il  Presidente ha iniziato il suo intervento si è  alzato,  ha
  girato  le  spalle ed è uscito dall'Aula, lei, con il suo  consueto
  garbo  istituzionale,  è  rimasto seduto,  impassibile,  ascoltando
  spesso   dei  veri  e  propri  insulti,  assolutamente  immeritati;
  qualcuno dovrebbe prendere lezione di stile, di buona educazione  e
  anche di comportamento.
   Detto  ciò,  abbiamo assistito ad un dibattito che, tranne  alcune
  eccezioni - e debbo dire, per esempio, l'ultimo rientra secondo  me
  fra  queste  lodevoli eccezioni -, in cui si  è  oscillato  tra  le
  citazione  cinematografiche, i paragoni  letterari,  spesso  citati
  anche  a  sproposito,  addirittura le  pruriginose  intrusioni  nei
  profili  social di qualche Assessore riportate chissà come,  chissà
  quali  disavventure o azioni di Governo negative - che cosa c'entra
  poi  me  lo  spiegheranno, ancora -, addirittura  ad  una  polemica
  vecchia  di settanta anni che ci vorrebbe trascinare nella polemica
  fascismo e antifascismo e quant'altro, qualcuno l'ha paragonato  al
  dittatore che ha rivelato la sua natura perché si è fatto approvare
  una norma su chissà quali poteri eccezionali e straordinari e, poi,
  ciliegina  finale,  a ridosso di un dibattito  che,  per  la  prima
  volta,  si  fa,  dopo venti anni, dopo diciassette anni  in  questa
  Aula, a dimostrazione della sua sensibilità nei confronti di questo
  organo,  del  Parlamento,  dell'Assemblea,  dei  singoli  deputati,
  ciliegina   sulla  torta,  che  cosa  si  fa?  Si  preannuncia   la
  presentazione di una mozione di sfiducia. Cioè il nulla cosmico  di
  questa  opposizione  viene  mascherato dall'ennesimo  tentativo  di
  buttare il pallone in tribuna per parlare del nulla.
   Continuate pure a parlare del nulla, riempitevi la bocca  che  voi
  rappresentate  i siciliani, peccato però che poi siete  sfortunati,
  perché  proprio  nei  momenti in cui voi vi accanite  maggiormente,
  come  è stato durante l'emergenza Covid in cui prefiguravate chissà
  quali  disastri,  chissà quali scivoloni da parte del  Governo,  vi
  auguravate   sin   anche  che  aumentassero   quei   contagi,   che
  aumentassero quei casi di positività, quelle sfortunate  situazioni
  in  cui alcuni dei nostri concittadini siciliani sono caduti e  poi
  comparivano proprio in quei giorni le classifiche in cui si  vedeva
  che  i  siciliani,  che addirittura l'opinione  pubblica  nazionale
  rivalutava  il comportamento di questo Governo, dell'Assessore  per
  la salute, del presidente Musumeci e adesso aspettavano, con ansia,
  questa benedetta classifica che esce ogni anno da parte del Sole 24
  Ore  per  dire:  guarda come sarà ancora l'ultimo, sarà l'ultimo  e
  viene a ridosso del dibattito , quindi, si fregavano le mani.
   Ennesima  delusione   Il  consenso  del  presidente  Musumeci   ha
  raggiunto vette inaspettate anche per noi, perché vi dico la verità
  anche noi eravamo un po' timorosi perché la situazione è quella che
  è,  la  disperazione  è  tanta,  le disillusioni  sono  altrettanto
  pesanti,  altrettanto gravi, la Sicilia vive un momento  difficile,
  quasi  tragico. Eppure, che cosa emerge? Che in questo  periodo  il
  presidente  Musumeci  è  stato tra i  primi  ad  aumentare  il  suo
  consenso  personale  rispetto  a tutti  gli  altri  governatori  e,
  quindi,  sono  arrivati in Aula, in questo dibattito, le  citazioni
  cinematografiche, i proverbi letterari, perché poi sul concreto che
  cosa  devono dire? Devono fare il raffronto fra i nove anni  e  non
  dimentichiamo i precedenti governi targati PD perché si  tratta  di
  nove  anni,  non  di cinque anni  Devono fare il confronto  con  la
  spesa di fondi comunitari, con gli investimenti finanziati rispetto
  a  prima,  parliamo di cifre assurde, siamo a più 440 per cento,  a
  più 170 per cento, a più 25 per cento, che cosa potete pretendere?
    Si   parla  della  provincia  di  Ragusa,  anche  qui  sarà   una
  coincidenza, ma guarda caso si è inaugurato l'Ospedale, finalmente,
  di  Giovanni  Paolo  II  di  Ragusa. E'  stato  finanziato,  grazie
  all'assessore  Razza, il secondo stralcio per il completamento  con
  altri  40  milioni di questo Ospedale. E' stata aperta la  stazione
  aeroportuale di Pozzallo, è stata inaugurata l'autostrada Siracusa-
  Gela,   finalmente,  grazie  all'opera  incessante   dell'assessore
  Falcone,  diventa una realtà e fra poco verrà inaugurato  il  primo
  tratto che raggiunge la nostra provincia, Ispica, e quindi non  più
  unica  provincia a chilometro zero di autostrada, perché  l'avremo,
  la  Ragusa-Catania diventerà una realtà perché il governo  Musumeci
  da  parte  sua, pur non tenuto, ha messo i soldi necessari  per  la
  realizzazione
    E allora che cosa
    L'autoporto,  anche  qui,  guarda la sfortuna,  proprio  oggi  il
  Governo  regionale ha potuto comunicare che sono  stati  recuperati
  422 milioni per il completamento di quest'opera essenziale.
    E  potremmo  continuare a iosa, però voi continuate a guardare  i
  social, continuate a fare paragoni cinematografici, continuate  voi
  a  denigrare  inutilmente, a fingervi di essere rappresentanti  dei
  siciliani,  ma  quali siciliani? I siciliani, Presidente,  le  sono
  grati,  perché  lei nel suo programma non ha detto che  quest'Isola
  diventerà bellissima in cinque anni, ha detto che quest'Isola piano
  piano  si deve riavviare alla normalità e lei ci sta riuscendo,  il
  suo Governo ci sta riuscendo. Grazie.

    PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Assenza, abbiamo concluso  con  il
  suo  intervento  tutto  il tempo a disposizione  dei  colleghi  che
  avevano   chiesto   di  intervenire  a  nome  dei   propri   Gruppi
  parlamentari  e ci sono Assessori che hanno chiesto di intervenire,
  così come alla fine il presidente Musumeci.
    Cominciamo  con l'assessore Falcone, per poi proseguire  con  gli
  assessori  Lagalla,  Bandiera,  Turano,  Grasso,  Cordaro  e,   per
  concludere,  con  il  presidente Musumeci. Ha  facoltà  di  parlare
  l'assessore Falcone.

    FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Grazie
  Presidente,  velocemente per spiegare qual è la  visione  d'insieme
  del   governo  Musumeci  sulle  infrastrutture  dove  si  è  voluto
  coniugare da un lato il servizio di trasporto pubblico locale  alla
  infrastrutturazione.
    Io  partirei appunto da Messina laddove abbiamo messo in campo in
  questi  due  anni la più grande progettazione per la più importante
  opera   dell'Italia   meridionale:  è  il   raddoppio   ferroviario
  Giampilieri-Fiumefreddo  che, a distanza  di  un  anno,  giace  nei
  cassetti dei Ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali in attesa
  di  un parere, così come in attesa di un parere giace, dopo un anno
  circa,  la  Trapani-Alcamo, quella Trapani-Alcamo che è  interrotta
  dal 2011, quella Trapani-Alcamo che oggi viene chiamata via Milo  e
  che  è stata finanziata dal nostro Governo per 204 milioni di  euro
  per creare l'elettrificazione.
    Siamo   stati   noi  che  abbiamo  avviato  il   cantiere   della
  Catenanuova-Bicocca,  cioè  il  primo  lotto   per   il   raddoppio
  ferroviario  della  Catania-Palermo. Siamo stati  noi  che  abbiamo
  depositato  al Consiglio superiore dei lavori pubblici  ben  cinque
  lotti del raddoppio ferroviario, significa la Catenanuova-Dittaino,
  la  Dittaino-Enna, la Enna-Caltanissetta, la Caltanissetta-Xirbi e,
  quindi, Lercara, Montemaggiore e, quindi, Fiumetorto.
    Siamo  stati  noi che abbiamo riavviato i lavori per  mettere  in
  campo  il  nodo passante a Palermo. Era chiuso da cinque anni  quel
  nodo  passante  che  poteva essere la più grande  incompiuta  della
  Sicilia,  lo  abbiamo portato a compimento e, oggi, quando  abbiamo
  potuto  inaugurare  la  velocizzazione  della  Cefalù-Punta  Raisi,
  perché c'è una infrastruttura che ha consentito di poter migliorare
  il  servizio infrastrutturale. Ci dispiace per l'onorevole Fava, se
  lui dice che ben 7 volte deve scendere trasferendosi in ferrovia da
  Siracusa  fino a Trapani, deve fare soltanto tre fermate: Siracusa-
  Catania, Catania-Palermo e Palermo-Trapani; dovrebbe essere  più  a
  conoscenza, e non ci vogliono mica 7 ore, attenzione, vada a vedere
  bene  la situazione ferroviaria anche in Sicilia, laddove nel  2019
  abbiamo  aumentato  di  1 milione e 200 mila passeggeri,  centomila
  passeggeri  al  mese nei primi due mesi del 2020, prima  del  Covid
  abbiamo  aumentato di 90 mila passeggeri, nel gennaio 2020,  e  120
  mila passeggeri nel febbraio del 2020.
    Vorrei  ricordare sulla provincia di Messina, poche cose  abbiamo
  fatto  certamente,  40  milioni  per  il  recupero  urbano  per  lo
  sbaraccamento,  26  milioni di euro per la via Don  Blasco,  e  poi
  ancora 20 milioni di euro per le case popolari.
    Vi  erano delle incompiute in Sicilia, da San Giovannello che era
  la  vergogna  messinese,  abbiamo mandato  in  gara,  entro  agosto
  aggiudichiamo  la  gara di via San Giovannello; e poi  Villafranca,
  Nizza di Sicilia, Saponara, e poi ancora le grandi incompiute sulle
  case  popolari partendo da Giarre, andando a Ribera, laddove  c'era
  una  grande  incompiuta  fatta col cemento depotenziato,  l'abbiamo
  demolita,  la  stiamo ricostruendo, così come la grande  portualità
  che  abbiamo fatto proprio nel messinese, Sant'Agata di  Militello,
  35  milioni di euro, un'opera che abbiamo messo in campo noi e  che
  stiamo portando a compimento.
    E  poi c'erano anche le grandi incompiute, Lipari ad esempio, una
  grande  incompiuta  del porto, abbiamo completato  il  porto  sotto
  monastero, abbiamo messo in campo il porto di Malfa, che è  storico
  il porto di Malfa, si aspettava da 20 anni, così come abbiamo messo
  in  campo il porto di Vulcano, che mandiamo in gara ora fra qualche
  settimana, alla fine di agosto, nei primi di settembre,  così  come
  manderemo  in gara, alla fine di agosto, il porto di Favignana,  26
  milioni  di euro. Abbiamo avviato i lavori per il porto di Sciacca,
  per  il  porto  di Mazara, per il porto di Marsala,  per  il  porto
  canale  di  Mazara, per l'efficientamento energetico del  porto  di
  Marsala  e  anche  quello di Mazara. Abbiamo avviato,  concluso,  i
  lavori  del  porto di Riposto, e abbiamo rifinanziato, ieri,  altro
  milione di euro per il completamento del primo bacino.
    Abbiamo  concluso  e abbiamo avviato i lavori, finanziandoli  con
  300 mila euro, del porto di Donna Lucata a Scicli, e ancora abbiamo
  dato,  col  fondo  di rotazione, ben 82 interventi  ad  altrettanti
  comuni,  fra questi al comune di Pozzallo, abbiamo dato  1  milione
  100 mila euro per il finanziamento del porto che vale 42 milioni di
  euro.
    Vi  potrei dire sul CAS, e concludo veramente Presidente, sul CAS
  soltanto  4 opere incompiute: la Mare-Monti,  valeva 18 milioni  di
  euro,  era ferma da 6 anni; la Noto-Pachino era ferma da  11  anni,
  altri 12 milioni di euro la Mare-Monti, 18 milioni la Noto-Pachino,
  e  poi  ancora il viadotto Ritiro, che era fermo, la più importante
  opera infrastrutturale di Sicilia, se non altro perché si trova  ad
  un'altezza  di  65  metri. Sono queste le cose, ben  90  interventi
  infrastrutturali del CAS, e quando si parla, questo contenzioso con
  l'ANAS,  lo  abbiamo fatto perché rivendichiamo  di  diritti  della
  Sicilia e dei siciliani, lo abbiamo fatto, e guardate che grazie  a
  noi  abbiamo  potuto svincolare la nord-sud che era  bloccata,  non
  c'era nemmeno un lotto che era stato avviato, e ho concluso,  e  lo
  abbiamo fatto, così come saremo soddisfatti se, entro il 31 luglio,
  o  magari  se  non  è  il 31 luglio sarà il 31 agosto,  o  comunque
  speriamo  entro  il  15  settembre, che possa  finalmente  riaprire
  questo viadotto Himera che rappresenta la vergogna della Sicilia.

    PRESIDENTE. Allora Assessore Falcone, allora, avevamo  concordato
  che ogni assessore potesse intervenire per 5 minuti.

    LAGALLA,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LAGALLA,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Grazie Presidente, l'ora tarda, ed evidentemente  la
  inevitabile  tendenza dei colleghi ad abbandonare  l'Aula,  non  mi
  consente  di  rivolgermi direttamente a quanti sono intervenuti  in
  materia  di  formazione. Ma avendo ad interlocuzione l'intera  Aula
  parlamentare,  mi  piace rivolgermi, tanto per  facilitare  il  mio
  discorso,  all'amico onorevole Di Paola, il quale ha detto  che  si
  dicono le cose e non si fanno.
    Per  quanto  riguarda  le  funzioni  che  mi  sono  delegato,  in
  un'ottica  ovviamente di collegialità assoluta  di  Governo,  e  di
  condivisione del programma e del progetto che, dal 2017, ci  unisce
  al  Presidente  Musumeci, credo che questo Governo ha  detto  delle
  cose,  e  forse ha detto meno cose di quelle che in realtà si  sono
  fatte.
    Io  non so se si sono fatte tutte le cose che si sarebbero dovute
  fare,  ma certamente ad oggi si sono fatte tutte le cose - e  forse
  ancor  di  più  -  che  si  sono potute fare,  in  ragione  di  una
  situazione devastata sul piano del lascito finanziario,  sul  piano
  della difficoltà burocratica, sul piano delle emergenze che via via
  sono sopravvenute.
    Mi  spiace  che  l'onorevole Fava abbia, nel  suo  intervento  e,
  senza  attendere il riscontro, abbia citato come evanescente o  non
  significativa la legge sul diritto allo studio.
    La  legge sul diritto allo studio è l'asse portante di una  nuova
  e più riconosciuta dignità del settore degli studi, da quello della
  scuola 0-6 anni fino a quello dell'Università, ed è stato grazie  a
  questo  intervento  legislativo che  questo  Parlamento  ha  voluto
  adottare, che noi oggi siamo in condizione di potere fruire  di  un
  intervento  regionale in favore dell'istruzione e della formazione,
  che  nessuna Regione ha previsto, anche in questa fase di Covid,  e
  che questo Parlamento ha certamente contribuito a destinare secondo
  priorità che il Governo ha ampiamente condiviso.
    Perché  dico  che  è stato fatto tutto quello che ragionevolmente
  si poteva fare?
    Perché  evidentemente,  soprattutto  in  termini  di  formazione,
  abbiamo  dovuto  recuperare  una situazione  bloccata,  interamente
  bloccata da tre anni, ripristinando la formazione professionale  in
  obbligo scolastico - ed è dato statistico che oggi la Sicilia è  la
  quarta  Regione  italiana per numero di allievi di  IEFP,  cioè  di
  ragazzi  che  fanno formazione in obbligo scolastico dopo  anni  di
  assoluto blocco.

                  Presidenza del Vicepresidente FOTI

    Sul  piano  della  formazione ordinaria  abbiamo  introdotto  una
  nuova   modalità  di  selezione,  di  reclutamento   dei   discenti
  attraverso l'Avviso 2, senza alcun contenzioso - l'Avviso  2  si  è
  esaurito in questi giorni - e, guarda caso, il fermo attuale  della
  formazione,  in  questo momento che non ha potuto  dare  continuità
  all'Avviso 2, è legato alla giacenza ingombrante di quell'Avviso  8
  che fu maturato nel 2016, non certamente da questo Governo.
    Oggi,  dovendo  restare per lealtà e continuità istituzionale  in
  attesa delle sentenze e delle ordinanze del giudice amministrativo,
  evidentemente,  siamo  in una fase in cui attendiamo  l'epilogo  di
  questa triste, lunga, logorante, insopportabile vicenda.
    Sul   piano   della  tutela  dei  lavoratori,  al  quale   faceva
  riferimento  l'onorevole  Lentini, si  è  concluso  l'aggiornamento
  dell'albo, da 8.500 persone, 5.000 persone delle quali 2.800  circa
  -  5.000  compresi gli ex sportellisti di cui 2.500 già riassorbiti
  nella ripresa delle attività formative - e per gli altri invece  le
  attese  dei  concorsi che sono stati evocati e che  certamente  non
  sono   bloccati   per   colpe  oggettive  di   questo   Governo   e
  dell'Assessorato   che  dirige  l'amico  e   collega   Scavone   e,
  soprattutto,   la   possibilità  che  vi   sia   un   percorso   di
  accompagnamento, come è previsto dall'articolo 5, comma  18,  della
  legge regionale di stabilità.
    Infine,  stiamo  muovendoci con grande forza  per  anticipare  le
  somme  relate al fondo di garanzia. Ancora una volta a  tutela  dei
  lavoratori e degli operatori del settore.
    Se  mi  è  consentito  l'ultimo  riferimento,  vorrei  fare  alla
  filosofia,  alla  visione, al progetto  che  ci  sta  guidando  nel
  recupero  di  un rapporto forte col mondo della scuola,  e  di  una
  integrazione fra scuola e formazione.
    L'educazione  dei  giovani è un unicum,  sia  che  si  tratti  di
  formazione professionale, sia che si tratti di scuola.
    E  così stiamo trattando questo aspetto cruciale di un'azione  di
  Governo che, come voi vedete, non ci risparmia, e non si risparmia.
  E,  quindi, forse abbiamo un demerito vero e reale, che  non  tutto
  quello  che  facciamo  riusciamo a  comunicarlo  per  come,  forse,
  meriterebbe  di  essere comunicato, e come altri  comunicherebbero,
  forse,  con  una  gran cassa maggiore. Ma questa è l'educazione  di
  sobrietà  che  questo Governo ha ricevuto fin dal suo insediamento.
  Grazie.

    BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, l'ampiezza del dibattito  e
  l'ora tarda impongono, certamente, una sintesi, e di entrare subito
  nelle  questioni poste e - lasciatemi dire - in qualche caso, sulle
  cose inesatte riportate.
    Contratto   forestali.  L'onorevole  Cracolici  ha  ritenuto   di
  esprimere  in  quest'Aula la paternità del precedente  Governo  sul
  rinnovo  del Cirl, cosa che assolutamente non risponde al vero.  Io
  che, insieme al collega Cordaro, sotto la supervisione attenta  del
  Presidente  della Regione, ho lavorato parecchio a quella  pratica,
  la  ricordo bene. Ci fu un lavoro, fatto dal precedente Governo, vi
  farei leggere gli atti che vedevano questa pratica entrare e uscire
  dalla  Giunta,  questi atti trasudavano di imbarazzo  e  di  timore
  perché,  fra l'altro, non c'era neanche un centesimo per finanziare
  questo contratto.
    L'allora Giunta, soltanto nel settembre 2017 - mi viene  da  dire
  a qualche giorno dalle successive elezioni - con la delibera n. 404
  del  13  settembre 2017, approvò una delibera inusuale, parlava  di
  approvazione   di   ipotesi  di  accordo,   senza   un   centesimo,
  chiaramente, appostato. Quindi, approvò un'ipotesi di  accordo.  Un
  accordo non è un contratto. Un'ipotesi di accordo non è neanche  un
  accordo,  ovviamente non fu approvato niente. Il Cirl fu  rinnovato
  con la delibera n. 387 del 19 ottobre 2018 e andò, successivamente,
  in  Gazzetta  Ufficiale.  Quindi, un anno dopo  rispetto  a  questa
  presunta  o  paventata approvazione. Approvato, quindi,  a  ottobre
  2018, quel novembre, come è noto, non ci furono elezioni.
    Ho  sentito  utilizzare il sostantivo  vergogna'  in  quest'Aula,
  io,  francamente,  non  lo ripeto. A proposito  di  vicende  sempre
  forestali,  all'onorevole Lupo che metteva in dubbio la  veridicità
  di  quanto  affermato  dal Presidente della Regione  nella  propria
  relazione,  non  posso che ulteriormente leggere  la  relazione  e,
  chiaramente, la relazione dice che  dopo cinque anni di attesa,  da
  una  previsione normativa del 2015, neanche allineata col contratto
  che   poi   noi   abbiamo   approvato,  si  parlava   di   attività
  complementari'.   Mancavano  le  disposizioni  attuative,   mancava
  l'allineamento del contratto, tutto questo l'abbiamo fatto  noi,  e
  adesso, chiaramente, i lavoratori forestali, in armonia con  queste
  disposizioni, oggi possono svolgere questa attività.
    Si  è parlato di controlli funzionali. Lo dico serenamente, nella
  certezza della buona fede di chi ha fatto affermazioni diverse, non
  c'era  nulla.  C'era  una legge che, con poche  righe,  sapeva  che
  c'erano i lavoratori ex Aras in stato di abbandono, fu scritto   li
  diamo  all'Istituto  zootecnico', però le  risorse  dovevano  darle
  all'Aia,  quindi noi li assumevamo, un organismo terzo prendeva  le
  risorse,  poi forse pagava i lavoratori ma, soprattutto,  il  danno
  era che la banca dati avrebbe tenuto un organismo terzo e non noi.
    I   controlli  funzionali  che  noi  abbiamo  riattivato  con  un
  partenariato  - credetemi - che ci è invidiato e copiato  in  tutta
  Italia,  perché vede capofila alla Regione, vede le tre  Università
  pubbliche  siciliane  con noi e poi soltanto  per  alcuni  aspetti,
  perché  lo  prescrive  un decreto nazionale,  soltanto  per  alcuni
  aspetti  c'è  Aia,  i  lavori funzionali sono ripartiti,  ben  2037
  aziende,  volontariamente, si sono assoggettate a questo meccanismo
  di   controllo  perché  certificare,  far  verificare  la   propria
  produzione,  è  un  fatto di qualificazione, di  valorizzazione  e,
  quindi,  anche di maggior prezzo. E, quindi, sono ripartiti  questi
  controlli,  abbiamo riassunto una parte dei lavoratori ex  Aras  e,
  dal  primo giorno, abbiamo detto  riassumeremo soltanto quelli  che
  servono e che sono funzionali a questo programma'.
    Restano   ancora   sul   campo  decine  di   amministrativi   ma,
  probabilmente,  l'ex Aras fallì anche perché si era  sovraccaricata
  questa  macchina di lavoratori amministrativi, e non di controllori
  che,  invece,  devono  stare  nel  campo.  Stiamo  anche  attivando
  l'anagrafe   dell'Equidi  proprio  per  favorire  sempre   più   il
  riassorbimento   di  questi  lavoratori,  molti  dei   quali,   nel
  frattempo, sono andati in pensione.
    Programma  di  sviluppo rurale. Ho sentito parlare  quasi  di  un
  atto  dovuto,  di  routine. Il Programma  di  sviluppo  rurale  che
  abbiamo  trovato,  molti  lo definivano il  Programma  di  sviluppo
  legale.  Perché in Assessorato facevano sali e scendi  avvocati,  e
  non   agricoltori,  avvocati,  e  non  tecnici.  Abbiamo   lavorato
  alacremente a questo piano, abbiamo lavorato alacremente  ai  bandi
  che erano stati espletati. E devo dire che, con due operazioni, con
  due  attività importanti, uno legato alla possibilità  di  fare  il
  soccorso istruttorio a chi si trovava nelle graduatorie, e con  una
  attività  che  invece abbiamo fatto sullo sblocco delle  misure  di
  superficie, delle quali ha parlato l'onorevole Pagana, manifestando
  il   suo   apprezzamento,  e  la  ringrazio  per  la   sua   onestà
  intellettuale, abbiamo sbloccato una serie importante di risorse.
    Poco fa l'onorevole Calderone parlava dei numeri che, anziché  le
  parole,  dico  io,  rappresentano veramente una realtà  in  maniera
  proprio  plastica. Un Programma di sviluppo rurale  che  si  chiama
  2013-2020,  al  1 dicembre 2017 la spesa effettivamente  erogata  -
  onorevole Sunseri - era di 348 milioni, oggi siamo alle soglie  del
  miliardo.
    Mi fermo qui. Sugli altri temi avremo modo di confrontarci con  i
  deputati in qualsiasi momento utile. Grazie.

    PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'Assessore  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

    TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  sarò  telegrafico.  In  verità  ritengo  che,
  essendo  un  dibattito  su un argomento che riguarda  la  relazione
  semestrale, la risposta del Presidente sia esaustiva. Tanto è  vero
  che  mi  fermerò  soltanto per alcuni aspetti  di  dettaglio  sulla
  rubrica che ho avuto affidata dal Presidente della Regione.
    Ma  prima permettetemi di fare, non so forse perché non ho  perso
  il  vecchio vizio della politica, una piccola riflessione  politica
  signor Presidente   rapidamente  . Mi devi fare solo parlare    una
  piccola riflessione politica sul comune denominatore che ci  unisce
  tutti.
    Io  credo che tutti, qua dentro, tutti sappiamo cos'è la Regione.
  Lo sa chi è arrivato qui dentro perché l'ha contestata; lo sa chi è
  arrivato qua dentro perché l'ha governata; lo sa chi è arrivato qui
  dentro  perché  a volte i ruoli di opposizione, di maggioranza,  ma
  tutti sapevamo bene quale è il meccanismo della Regione, e quanto è
  difficile governarla.
    Ecco  perché  alcune  accuse che riguardano  quello  che  abbiamo
  fatto,  a  me  sembrano  ingenerose  e,  soprattutto,  mi  sembrano
  pretestuose.  Allora, lo dico senza temere di essere smentito.  Non
  parlerò  delle  accuse che sono state fatte  su  piccole  cose  che
  riguardano   la  mia  Rubrica,  lo  dico  su  cose  che  riguardano
  l'impostazione generale. E se sull'impostazione generale delle  ZES
  il  Ministero,  cioè  il Governo nazionale,  ha  riconosciuto  come
   lavoro  fatto bene, laborioso, i piani di sviluppo sono  documenti
  simmetrici,   ben   sviluppati,   complessivamente   coerenti.   La
  strutturazione    che    in   parte   afferisce    all'analisi    e
  all'elaborazione  in scala regionale, e in parte  specifica,  e  in
  modo  approfondito,  appare coerente con  lo  spirito  delle  norme
  istitutive,  ricostruendo  un  quadro  di  intervento  unitario   e
  coordinato che mira a massimizzare l'efficacia del dispositivo.
       Queste   sono  disposizioni  che  vengono  date  dal   Governo
  nazionale, e che riconoscono in maniera oggettiva un lavoro che, io
  voglio  ricordare  a tutti, non appartiene solo a  questo  Governo:
  appartiene anche all'Assemblea, perché io ho girato tutti i  Gruppi
  parlamentari per spiegare quello che si è fatto.
    Allora, dire che lo abbiamo fatto in ritardo, sapendo bene  com'è
  la  Regione, e conoscendo bene i meccanismi della Regione,  diventa
  una  accusa ingenerosa. Soprattutto se poi la delibera che è  stata
  adottata  nell'agosto  del  2019 è  stata  soltanto  approvata  dal
  Governo nazionale nel giugno del 2020.
    E'  facile così fare diventare la responsabilità politica di  una
  colpa,  quando  in verità non vi è, e quando forse  tutti  dovremmo
  costruire  un  meccanismo  che va nell'interesse  generale.  Né  si
  poteva  pensare  di  istituire le ZES nei Nebrodi,  perché  le  ZES
  nascono,  sono collegate ai porti, e i porti vengono catalogati  in
  relazione ai flussi commerciali. Ma se il mare non c'è, o il  porto
  non c'è, cosa posso fare io?
    E  lo stesso, onorevole Pasqua, il nesso economico-funzionale non
  l'ho  inventato io, è il legislatore nazionale che prevede  che  vi
  sia  un  nesso  economico-funzionale per territorio, per  garantire
  quei territori marginali.
    Ma  chiediamoci  una cosa: su un provvedimento  come  questo,  se
  abbiamo  avuto  la  condivisione di tutte le  parti  che  lo  hanno
  approvato   all'unanimità,  di  tutte  le  parti,  quali   sociali,
  editoriali, politiche, e se non abbiamo avuto un solo ricorso, vuol
  dire  che non sarà stato fatto male, ed io non sto rivendicando  il
  privilegio - perché per me è un privilegio potere fare l'Assessore,
  di avere fatto questo lavoro - l'ho condiviso, l'ho condiviso anche
  con  tutte le forze politiche, tutte le forze politiche ed i Gruppi
  parlamentari.
    Quindi  io  credo che il meccanismo che dovrebbe nascere,  poiché
  tutti conosciamo la Regione - e questo ci accomuna per davvero -  è
  quello di fare una scaletta di cose sulle quali lavorare tutti  per
  semplificare  la  vita delle imprese o degli imprenditori,  non  un
  aiuto  al  Governo  -   parlo  chiaramente  sempre  delle  attività
  produttive  -  per fare le cose che servono, e per farle  in  minor
  tempo  possibile,  poi  il  resto,  lo  spazio  alla  politica  per
  contestare, per dissentire e per valutare in maniera diversa, ma il
  risultato finale è quello che conta. Grazie.

    PRESIDENTE.  Grazie,  assessore Turano.  E'  iscritto  a  parlare
  l'Assessore Messina. Ne ha facoltà.

    MESSINA,  assessore  per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Grazie  signor  Presidente,  cercherò in  questi  pochi  minuti  di
  raccontare  un  po'  quelli che sono - consentitemi  di  dire  -  i
  paradossi  che  ho sentito in quest'Aula. A cominciare  da  qualche
  parlamentare che oggi ha deciso di ergersi a paladino del  turismo,
  per  esempio, perché vede onorevole Di Paola, lei è stato  uno  dei
  fautori che in Commissione V, dove lei è componente, del blocco del
  Piano  Triennale del Turismo, quel piano triennale che per sessanta
  giorni  è  stato ostaggio della Commissione, dove lei è  componente
  insieme all'onorevole Fava, altro protagonista del piano triennale,
  e  che  solo  qualche giorno fa ci è stato finalmente  sbloccato  e
  autorizzato dalla Corte dei Conti.
    E  in  quella  occasione vi dissi:  sappiate che vi  assumete  la
  responsabilità  di  bloccare  un  piano  triennale,  voluto   dalle
  associazioni  di  categoria, e votato da tutte le  associazioni  di
  categoria,  con la conseguenza di bloccare venti milioni  di  euro,
  che  sarebbero  stati  quei  venti milioni  di  euro  che  oggi  ci
  avrebbero  garantito,  non solo di fare un piano  di  comunicazione
  adeguato,  ma  soprattutto  ci avrebbero consentito  di  anticipare
  quelle  risorse di quella famosa delibera che se non la  conoscessi
  penserei,  onorevole Di Paola, che lei non sa leggere le  delibere.
  Ma siccome lei le sa leggere, fa opposizione strumentale, perché se
  lei  leggesse la delibera dei settantacinque milioni, si renderebbe
  conto che il mio assessorato ha finito il progetto e completato, in
  appena venti giorni, e che grazie alla mancanza di risorse che  noi
  avremmo  potuto anticipare in quei settantacinque milioni, bloccate
  nel  piano triennale, che voi avete voluto bloccare, oggi non siamo
  nelle  condizioni di elargire quanto meno la prima parte di  quelle
  risorse.
    Quindi,  se lei leggesse le carte, o evitasse di fare opposizione
  strumentale,  si  renderebbe conto che,  forse,  le  responsabilità
  stanno  da un'altra parte. Perché vede, fare opposizione - e  parla
  uno  che  l'ha fatta per tanto tempo l'opposizione - significa  non
  necessariamente   attaccare  la  maggioranza  o   il   Governo   su
  motivazioni  che  poi  non  sono supportate  dalle  carte,  io  ero
  abituato  a fare opposizione supportando le carte, e soprattutto  a
  fare anche opposizione costruttiva.
    Ringrazio  l'onorevole  Ciancio, che ha riconosciuto  un  piccolo
  merito  che è quello di aver fatto il nostro dovere sui  teatri,  e
  soprattutto   la  ringrazio  perché  ha  fatto  in   quel   momento
  un'opposizione  critica,  e ha supportato  la  possibilità  di  far
  passare  quegli emendamenti. E sono proprio quegli emendamenti  che
  ci  hanno consentito di rimettere ordine nei teatri, nei tre teatri
  per  esempio più importanti: il teatro di Messina che era sull'orlo
  del  fallimento;  il teatro Bellini di Catania, fallito  ormai  con
  porte chiuse, l'abbiamo tirato fuori dal baratro, così come la  FOS
  di Palermo. Tre teatri che erano ormai al baratro, grazie a quel PD
  che  oggi  ci  racconta  che  sono tutti  bravi  e  belli,  ma  che
  probabilmente scordano come quei tre teatri erano ormai devastati e
  che   oggi  cominciano  a  rivedere  luce,  ricominciano  a  vedere
  un'attività  concreta,  rilanciando attività  serie,  ripristinando
  quelli  che sono i concetti soprattutto di meritocrazia, e mettendo
  in  campo  quelle forze e quelle energie che oggi ci  consentono  -
  purtroppo  non  per il Covid - di lanciare finalmente  il  festival
  belliniano  in  Sicilia, di fare finalmente il tavolo  tecnico  dei
  teatri,  di  fare  finalmente il raddoppio del  FURS,  sia  per  il
  pubblico  che  per  il  privato, che ci consentono  di  individuare
  insieme ai consorzi, insieme ai licei musicali e a tutti quelli che
  sono   gli   enti  musicali  siciliani,  di  fare  un   tavolo   di
  concertazione  che  ci  aveva  concesso  e  permesso   di   mettere
  finalmente la prima edizione del Sicilia jazz festival con ricadute
  importanti sul turismo.
    Vedete,  è  facile discutere e raccontare, però tutto quello  che
  viene  raccontato deve essere sempre e in ogni caso  supportato  da
  quella che è la documentazione.
    Io  non ho motivo di non accettare le critiche, accetto sempre le
  critiche,  soprattutto  quando  sono  costruttive,  ma  quando   le
  critiche nascono da palesi bugie che vengono dettate esclusivamente
  dall'intento di volere attaccare in maniera immotivata  un  Governo
  che  invece, con enormi difficoltà, fa la propria parte, credo  che
  sia assolutamente strumentale, e non credo che si possano accettare
  questi  tipi di atteggiamento, perché siamo tutti bravi  a  postare
  foto  del  Presidente  della  Regione  o  dell'Assessore  di  turno
  scrivendo  menzogne,  probabilmente se avete il  coraggio  di  dire
  queste  cose  in altre occasioni, con confronti pubblici,  verreste
  smentiti regolarmente da quelle che sono le carte.
    Ritorno nuovamente, e mi avvio davvero alla conclusione,  a  quei
  teatri  che  è  importante ricordare, e mi  dispiace  che  non  c'è
  l'onorevole Fava, perché purtroppo anche qui si lanciano ovviamente
  accuse, ma poi non si ha la buona cortesia di ascoltare quello  che
  il  Governo ha da dire e da rispondere. Quei teatri che l'onorevole
  Fava  conosce molto bene, perché ci lavora con alcuni teatri,  sono
  quei  teatri  che  lui  sa perfettamente in che  condizioni  erano,
  soprattutto  i  teatri stabili, che hanno ripreso anche  in  questo
  caso  e  fanno parte sempre, esatto, sempre quei teatri che abbiamo
  finanziato, sì, ho concluso signor Presidente, e che abbiamo  messo
  grazie  al Presidente della Regione quand'era assessore per i  beni
  culturali, ben 32 milioni per la ristrutturazione. Mai un euro  era
  stato  speso  nei  dieci anni precedenti per i teatri  che  stavano
  letteralmente cadendo a pezzi. Andate a vedere in che condizioni  è
  il  Teatro Massimo Bellini o la FOS di Palermo, e vi rendete  conto
  le  strutture  di  questi magnifici teatri in che  stato  si  erano
  ridotti.
    Mi   avvio  alla  conclusione,  anzi  ho  concluso,  ringraziando
  comunque tutti i parlamentari che hanno dato il contributo, non  ho
  più  tempo  se  no  le  avrei risposto, onorevole  Lupo.  Ringrazio
  soprattutto   coloro  che  hanno  dato  un  contributo  costruttivo
  all'Aula.
    Grazie.

    PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'assessore per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, onorevole Grasso.

    GRASSO,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Sì, sinteticamente. Durante questo dibattito ho  sentito
  spesso la parola visione.
    Sappiamo  tutti  che per avere visione bisogna  cominciare  dalle
  fondamenta,  e  proprio il mio Assessorato, seguendo  le  direttive
  programmatiche   del  Presidente  della  Regione,  del   Presidente
  Musumeci, al momento dell'insediamento abbiamo immediatamente  dato
  corso.
    Abbiamo  trovato  un Dipartimento che è proprio quello  regionale
  della  macchina amministrativa, che era un Dipartimento e tutta  la
  macchina   amministrativa  regionale  disordinata,  disarmonizzata,
  mancava  la  motivazione anche da parte dei dipendenti, ricordo  un
  contratto  mai  rinnovato da dodici anni, che non si  rinnovava,  e
  abbiamo il primo atto: il rinnovo del contratto dei lavoratori.
    Abbiamo  sbloccato  le  assunzioni, mi dispiace  che  l'onorevole
  Cracolici   sia   andato  via,  perché  è  proprio  nella   passata
  Legislatura  che,  con la legge n. 9 del 2015, solo  l'articolo  11
  prevedeva   il   10%   delle   assunzioni   sui   prepensionamenti,
  prepensionamenti  che  sono stati fatti in virtù  di  quell'accordo
  capestre fatto con Roma, e contestato anche dalla Corte dei  Conti,
  che poi ha detto che ha portato semplicemente un depauperamento  di
  professionalità,  senza  alcun risparmio da  parte  della  Regione,
  perché il risparmio è stato dello 0.75%.
    E  allora  abbiamo  avviato, per la prima  volta,  un  piano  dei
  fabbisogni,  abbiamo rimosso il divieto delle  assunzioni,  e  solo
  noi,  con  la  legge  n. 14 del 2019, abbiamo potuto  procedere  di
  nuovo,  e  possiamo  procedere, alle  assunzioni  che,  come  tutti
  sapete,  sono  legate  alle risorse assunzionali  ma,  ahimè,  quei
  prepensionamenti  fatti  in virtù della legge  Fornero,  che  hanno
  depauperato  la  Regione, non ci consentono  di  utilizzare  quelle
  risorse  assunzionali,  per cui tra il  2020  e  il  2021  possiamo
  assumere solo 108 persone.
    Abbiamo cominciato un'analisi dei processi e abbiamo, proprio  in
  questi   giorni,   iniziato   i  cantieri   che   porteranno   alla
  riorganizzazione  e  alla digitalizzazione  di  tutta  la  macchina
  amministrativa  per  consentire, non solo ai dipartimenti  ma  alle
  sedi  periferiche, di essere connessi in maniera digitale  in  modo
  tale da poter lavorare sinergicamente e, quindi, dare risposte  più
  veloci ai cittadini.
   Volevo  dare un'altra risposta all'onorevole Lupo. Onorevole  Lupo
  lei sa bene in che situazione noi abbiamo trovato le provincie.  Le
  provincie  regionali  sono state abolite con legge  del  precedente
  governo,  noi  abbiamo cercato in tutti i modi  di  evitare  questo
  disastro. Abbiamo trovato un disastro finanziario, abbiamo  trovato
  che le provincie regionali erano lì, i dipendenti, non solo, vi era
  stato  posto  anche la mobilità, era stata disposta dai  dipendenti
  delle  provincie, questo impediva anche di procedere all'assunzione
  ed   alla  stabilizzazione  dei  precari.  La  stabilizzazione  dei
  precari,  che  era una legge nazionale, è vero, ma  non  si  poteva
  fare.   Abbiamo   superato  due  impugnative  e   siamo   riusciti,
  finalmente, a porre fine al precariato.
   Non  solo le provincie regionali, abbiamo chiuso l'accordo con  lo
  Stato  ed  oggi abbiamo già stanziato quei 540 milioni di euro  che
  servono  per la manutenzione delle strade provinciali e che servono
  per la manutenzione delle scuole.
   Per  quanto  riguarda i commissari, noi siamo  stati  costretti  a
  prorogarli, per ben due volte il governo ha portato in questa  Aula
  la norma che consentiva le elezioni degli organi politici, ma non è
  stata  colpa del Governo il rinvio delle elezioni provinciali.  Gli
  statuti,  insediare le assemblee, perfetto: sono state  avviate  le
  attività ma, ahimè, mancano gli statuti per cui, a causa del Covid,
  sono  stati  sospesi  i termini ed oggi tutti i  commissari  stanno
  procedendo  a  completare  gli  statuti  per  cui,  poi,  si  potrà
  procedere all'assemblea dei sindaci.
   Io  spero,  subito  dopo  le  elezioni amministrative,  di  ridare
  dignità a quegli organi politici, alle provincie regionali,  perché
  ripeto  non  siamo  stati noi ed oggi vi è un  dibattito  in  corso
  perché  tutti hanno compreso anche coloro i quali volevano  che  le
  provincie   si   eliminassero,  quanto  è   invece   è   importante
  quest'organo.
   Per quanto riguarda le autonomie locali, bene: io credo che mai si
  era  pensato alla formazione dei dipendenti degli enti locali,  noi
  lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo e lo stiamo continuato a fare.
  Fino  a  stamattina abbiamo parlato con Anci ed è risaputo  che  in
  molte  occasioni  pubbliche l'Anci ha  dato  conferma  che  con  il
  governo  Musumeci  mai c'era stata un'intesa ed  un'interlocuzione,
  persino  il  Fondo perequativo si sta procedendo alla ripartizione,
  d'intesa con Anci ed in sinergia con i sindaci. Per cui mi sento di
  dire  a chi ha affermato, al collega che aveva detto che c'era poca
  attenzione  nei Comuni, che i Comuni sono al centro dell'attenzione
  di   questo   Governo  ed,  inoltre,  volevo  dare   una   risposta
  all'onorevole Zito. Veda onorevole Zito, ci sono delle  competenze,
  l'Assessorato alle autonomie locali ha la vigilanza sugli  enti  ma
  non  può entrare nell'organizzazione degli enti per cui se gli enti
  hanno  capacità  di riscuotere o non hanno capacità di  riscuotere,
  hanno  il controllo della Corte dei Conti ma noi non possiamo  fare
  norme  e  sostituirci a quella che è una potestà ed una  competenza
  esclusiva dei Comuni e delle norme statutarie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'assessore  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli deputati, non parlerò delle tante cose  buone
  che  ho  sentito dai banchi della maggioranza ma mi  rivolgerò  per
  forza  alle  tante inesattezze ed approssimazioni, ignoranza  degli
  argomenti, spesso anche banalità del male, strumentalizzazioni  che
  ho  sentito  dalle  opposizioni. Ovviamente mi  riferisco  e  sarò,
  appunto,  velocissimo a quelle che sono le mie deleghe  e,  quindi,
  parto dal Corpo forestale.
   Contratto  integrativo regionale lavoratori-operai  forestali.  La
  proposizione   dell'onorevole  Cracolici,   probabilmente,   faceva
  riferimento,  conoscendolo non posso pensare  infatti  che  facesse
  riferimento   ad   uno  spot  elettorale,  probabilmente   ad   una
  incompiuta. In realtà la delibera che approva il Cirl è  di  questo
  Governo, del Governo Musumeci, ottobre 2018, la quantificazione  ed
  il  pagamento, infatti, avviene nel gennaio del 2019, gli arretrati
  verranno riconosciuti dall'ottobre del 2017
   Con  riferimento alla convenzione con i vigili del  fuoco,  vorrei
  ricordare  a  chi  ha sottoposto al governo questo  argomento,  che
  stiamo  parlando di una convenzione che costa 9 milioni, 3  milioni
  per  3  anni,  sono  tempi in cui i denari,  i  fondi  li  dobbiamo
  centellinare.
   Peraltro, si è creata una congiuntura negativa nella contemporanea
  sostituzione del comandante regionale dei vigili del fuoco e  della
  sostituzione  del  dirigente generale del corpo  forestale.  Stiamo
  lavorando  perché  noi riteniamo che quella sia una  collaborazione
  assolutamente necessaria.
   Vorrei  ricordare  a  chi  ha criticato il  Governo  Musumeci  che
  soltanto  l'anno  scorso  abbiamo, con 20 milioni  di  fondi  extra
  regionali,  acquistato mezzi per i vigili del fuoco con riferimento
  ad attività di protezione civile.
   Quindi,  una collaborazione esistente, forte, sentita che prosegue
  ma  che  va valutata con riferimento alla convenzione che  dobbiamo
  rinnovare.
   Per  quanto  riguarda l'urbanistica io, intanto, vorrei  ripartire
  facendo riferimento a quanto ha detto l'onorevole Fava.
   Si rassegni l'onorevole Fava, col Governo Musumeci non ci sarà mai
  una  sanatoria. Il termine sanatoria - e mi riferisco  al  DDL  sul
  riordino  dell'edilizia - è collegato ad ipotesi di inedificabilità
  assoluta.
   L'articolo  al  quale  si fa riferimento, ed  al  quale  ha  fatto
  accenno anche il collega Trizzino, riguarda vincoli secondari per i
  quali, in caso di istanza edificatoria, l'autorizzazione viene data
  soltanto  se  gli  organi preposti al controllo,  siano  queste  le
  Soprintendenze, il Genio civile o il corpo forestale,  dia  il  suo
  assenso.
   Stiamo eliminando una babele, stiamo facendo certezza del diritto,
  quella  certezza del diritto, onorevole Schillaci, che sia antidoto
  alla  corruzione perché certamente col Governo Musumeci non accadrà
  quello che è accaduto in passato e, cioè, una circolare dell'allora
  assessore Lo bello, la 2 del 2014, che dice che dobbiamo fare  così
  come  vogliamo  fare con la nostra legge, una circolare  successiva
  della Sgarlata, che l'annulla, una circolare ancora successiva  del
  2015 dell'assessore Croce che la ripristina.
   Certezza del diritto, nessuna sanatoria.
   Due. Onorevole Pasqua, io certe volte mi chiedo se lei lo faccia o
  lo   sia.  Lei  ha  parlato  di  urbanistica  come  fallimento.  Ma
  l'urbanistica  l'avete votata voi in commissione, avete  votato  un
  ddl  all'unanimità che abbiamo costruito insieme e mi fa specie che
  lei, che è il capogruppo, si rivolga in questi termini al Governo.
   Evidentemente non ci sono argomenti seri
   Così  come la norma sull'abusivismo. Ma il Governo regionale  l'ha
  presentata  la norma sull'abusivismo, è in commissione.  Attendiamo
  che la Commissione la esiti e questo sarà fatto al più presto.
   Onorevole  De Domenico, dopo oltre sessant'anni, grazie  a  questo
  Governo  ed all'assessore che le parla, la città di Messina  ha  il
  piano regolatore generale.
   Lei  parla di temi che, probabilmente, non conosce ed io la invito
  a confrontarsi con me perché se quelle attività delle quali parlava
  lei  sono ferme, sono ferme perché è in atto una procedura  di  pre
  infrazione, l'EUPAILOT, che attende dal comune di Messina, con  cui
  c'è  un'ottima  collaborazione, la vinca presso la commissione  Via
  Vas.  Siamo  pronti ad operare, attendiamo le carte  perché  noi  i
  problemi li vogliamo risolvere e li stiamo risolvendo.
   Onorevole  Pasqua, lei ha parlato di un collegamento  inconferente
  tra  il  piano  delle  alluvioni e le azioni del  Presidente  della
  Regione e si è chiesto se ci parliamo.
   Io  le  chiedo, ma lei legge? Perché lei si ferma al  piano  delle
  alluvioni,  ma questo Governo, per la prima volta nella storia,  ha
  trasformato   il  tema  della  tutela  dell'ambiente   da   sterile
  ragionamento  da  salotto  radical chic in  politiche  concrete  di
  Governo.
   Il  pianto per la mitigazione dell'inquinamento acustico, il piano
  ERCA,  per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale, il piano
  per  le  zone  RIR, rischio di incidente rilevante, il catasto  dei
  campi  elettromagnetici, l'autorità di bacino, dopo ventotto  anni,
  la  carta  costituzionale dell'ambiente, il piano  per  la  qualità
  dell'aria.
   Non  ho sentito una parola, abbiamo ascoltato temi che davvero  ci
  hanno  lasciato  senza parole dopo aver conseguito  il  plauso  del
  Ministero dell'ambiente nel dicembre 2018.
   Qualcuno  dice  che  non va bene? Il 9 giugno  questo  Governo  ha
  scritto ci dica se va bene ancora, come ci diceva nel 2018, se  non
  va bene.
   Attendiamo dal 9 giugno la risposta del Ministero dell'ambiente.
   Concludo  davvero.  Onorevole Cracolici, lei ha  evocato  nel  suo
  intervento  la  scena  finale  del  film   gli  intoccabili'  e  ha
  rappresentato un Al Capone che diceva a Kevin Kostner che  è  tutto
  chiacchiere e distintivo. In realtà forse le è sfuggito che in quel
  film,  Kevin  Kostner/Musumeci vinceva e Robert De Niro  Al  Capone
  perdeva.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Grazie,  signora  Presidente,
  colleghi  deputati, vorrei cominciare con una aforisma.  C'era  uno
  scacchista sovietico del 900 e diceva  cominciai ad ottenere  buoni
  risultati  nelle partite decisive quando mi accorsi  che,  mi  sono
  reso  conto che non ero solo io ad essere nervoso ma anche  il  mio
  avversario'. Ecco si chiamava Michele Tall.
   Credo che io stasera abbia colto, invece di un clima di serenità e
  di  confronto, non sulle opinione ma sui numeri, sulle cose  fatte,
  avrei  voluto cogliere un clima di serenità e invece  ho  colto  un
  clima di nervosismo,  e qualche caduta di stile, che  per carità ci
  sta,.  Ci sta perché quando l'avversario lavora bene e dà segni  di
  particolari  risultati  inevitabilmente  suscita  gelosie,  suscita
  reazioni  a  volte anche scomposte e alcune volte  anche  contenute
  come  ha  fatto stasera il gruppo di Attiva Sicilia e il gruppo  di
  Movimento 5 Stelle, in particolare la collega Ciancio, che ha mosso
  una  critica determinata e dura nei confronti del Governo  ma  l'ha
  fatta con una eleganza così solare che merita il mio apprezzamento.
   Per  dimostrare  che  si  può fare opposizione  senza  bisogno  di
  mostrare   cretinismo politico'. Rispondo subito  al  deputato  che
  ricordava  come io in una Assemblea di partito abbia detto  che  la
  politica,  anche  quella siciliana è affetta  da   cretinismo'.  Il
  cretinismo  come sapete non è una offesa perché è una  patologia  e
  purtroppo chi è cretino non sempre se ne accorge. Mi sono informato
  e  mi  sono documentato e naturalmente non è escluso che  ci  possa
  essere  nella  politica  siciliana qualcuno affetto  da  cretinismo
  politico.  Il  che  non significa che non ci  siano  anche  persone
  ragionevoli  e persone capaci di potere ammettere che a mezzogiorno
  c'è  il  sole  e  a  mezzanotte c'è la luna. Volere  negare  che  a
  mezzogiorno  c'è  la  luce e a mezzanotte  c'è  il  buio  significa
  davvero  essere  prevenuti.  Per fortuna  il  popolo  siciliano  ha
  cominciato ad aprire gli occhi e ha capito come stanno le cose.  Io
  vi rispondo con grande serenità perché tanto quello che hanno detto
  gli  Assessori  pur nella sintesi, credo sia sufficiente  a  potere
  chiarire   tantissimi  dubbi  né  io  mi  soffermerò  sui   singoli
  argomenti, non me ne vorranno i colleghi, perché sarebbe di cattivo
  gusto nei confronti di chi ci segue indirettamente ed è giusto  che
  sia così.
   Intanto il numero delle pagine della mia relazione. Alcuni  numeri
  si  potevano  anche giocare al lotto. C'è chi dice 120 pagine,  c'è
  chi  dice  80.  Io  avevo preparato una relazione  con  120  pagine
  scritte  e  avrebbe  impegnato 3 ore del  nostro  lavoro.  Per  una
  questione  di rispetto nei confronti del Parlamento, per l'ennesima
  dimostrazione di rispetto nei confronti di questo Parlamento  -  di
  cui  io  sono  componente e parte - ho voluto  ridurre  quelle  120
  pagine  a  17  cartelle, tante quante sono quelle del resoconto.  E
  naturalmente  in  quelle pagine dovevo parlare  delle  cose  fatte,
  avendo  già  in  sede di dichiarazione programmatiche  dato  l'idea
  della Regione che volevamo noi.
   Abbiamo  parlato nel gennaio 2018 di un ente agile, di un ente  da
  rifondare,  da sburocratizzare, da dotare di sufficiente personale,
  un ente sul quale serviva l'investimento digitale e informatico, un
  ente   da   riabilitare  sul  piano  dell'immagine,  in  Italia   e
  all'estero,  un  ente  che avrebbe dovuto seguire  la  linea  della
  programmazione e del decentramento: la programmazione  per  fissare
  obiettivi  e  risorse, il decentramento  per dare  titolarità  agli
  enti  locali di essere enti gestori; noi non siamo per una  Regione
  che sia ente gestore:
   E' chiaro che non possiamo porre fine a questo ruolo anomalo nello
  spazio  di qualche anno ma stiamo lavorando per raggiungere  questo
  obiettivo. Non solo, ma nella mia relazione della settimana  scorsa
  credo di avere anche parlato del ruolo che la Sicilia deve avere in
  Italia e nel mondo.
   Mi è stato detto che non  c'era un'idea di Regione e allora non  è
  stata  neanche  letta  la  relazione stenografica  e  mi  amareggia
  questo.
   Ho  parlato  di una proiezione mediterranea e ho detto:   Signori,
  dal  1990  la  Sicilia è al terzo, al penultimo o all'ultimo  posto
  quanto a  reddito procapite , ho parlato comunque di una condizione
  di  stallo. Se vogliamo superare questa condizione di stallo  diamo
  un  ruolo  alla  Sicilia  nel bacino euro-afro-asiatico   e  vi  ho
  evidenziato  l'apertura  di  un tavolo col  Governo  nazionale  per
  chiedere quattro infrastrutture che riteniamo  essenziali per  dare
  una  prospettiva alla Sicilia: il collegamento stabile  fra le  due
  sponde  della  Calabria  e  la Sicilia,  un  porto  hub  che  possa
  intercettare il traffico mercantile che arriva dal Canale di  Suez,
  il  completamento dell'anello autostradale per quanto  riguarda  la
  zona dell'agrigentino e del nisseno fino a Gela e la velocizzazione
  della  rete  ferroviaria  da Castelvetrano  fino  all'aeroporto  di
  Comiso.
   Credo  di  avere dato un'idea in un consuntivo che, state attenti,
  non costringeva a coniugare i verbi al futuro. Ho detto all'inizio:
   Non  mi  occupo di cose che non sono state ancora fatte  e  dedico
  maggiore attenzione alle iniziative e alle scelte più significative
  già  compiute  o  formalmente avviate nel  rispetto  del  programma
  elettorale .
   Non  c'è  un  solo riferimento che io abbia fatto  che  non  fosse
  accompagnato da una delibera o un atto formale.
   E'  chiaro  che  alcune  iniziative poi, inevitabilmente,  saranno
  definite   e  formalizzate  nel  proseguo  perché  sono  iniziative
  affidate ad una progressiva e graduale velocizzazione.
   E allora veniamo al concreto, quale Sicilia auspica questo Governo
  di  centro-destra  aperto  al contributo di  tutti?  Auspica,  ecco
  l'obiettivo  finale  è  quello  di riconsegnare  ai  siciliani  una
  Regione normale.
     Nessuno  ha  parlato di straordinarietà, nessuno  vuole  fare  i
  miracoli, per quanto cristiani peccatori nessuno ha l'ambizione  di
  potere  fare miracoli, stiamo solo lavorando con grande umiltà  per
  ridare  normalità  ad una Regione alla quale la normalità  è  stata
  negata   da   tanto,   da  troppo  tempo,  la  normalità   non   la
  straordinarietà.  E  questo è l'obiettivo al quale  improntiamo  la
  nostra  azione, senza arroganza, senza supponenza, senza  iattanza,
  senza  spavalderia se è vero che nelle dichiarazioni programmatiche
  ho  concluso  dicendo, a parte l'appello che tanto  non  viene  mai
  raccolto  dalle  opposizioni o da una parte delle  opposizioni,  ho
  detto   noi  rivendichiamo il diritto al dubbio'; e sì, perché  poi
  agli  elettori bisogna portarlo il consuntivo   E che hai fatto  in
  questi  5  anni?',  a Musumeci c'amu bloccato tutti cosi',   bravo,
  bravo,  complimenti,  hai fatto benissimo'. Ma  quello,  di  quello
  parleremo fra qualche anno. Intanto il problema è capire perché non
  si  riesce  a  fare  un'analisi serena e  un  confronto  leale  nei
  confronti  di  un  Governo che ha ereditato la  Regione  che  tutti
  conosciamo, ha detto bene Mimmo Turano  che tutti conosciamo' e che
  abbiamo  interesse  a dover far finta di non conoscere.  E  io  non
  posso rispondere a tutti.
   La  prima  cosa che vorrei chiarire è questa storia del  Diventerà
  Bellissima'. Dico non vorrei offendere l'intelligenza di nessuno ma
  pensate  che Paolo Borsellino potesse dire quella frase riferendosi
  all'estetica?   Ma  davvero  vogliamo  operare  una  violenza  alla
  memoria di un grande magistrato che non aveva appartenenze e se  le
  aveva  sapeva  essere  al di sopra delle parti.  Quando  Borsellino
  risponde  alla  vedova  Schifani che dice  voglio  lasciare  questa
  terra  di  mafia  e di rassegnati', lui dice  no, non  la  lasciare
  perché  se tutti dovessimo andar via, chi resta qua? Tu vedrai  che
  un  giorno,  nonostante  tutto, questa terra diventerà  bellissima'
  quindi   il  superamento  della  condizioni  di  fatalismo   e   di
  rassegnazione che è una condizione interiore che si estrinseca  nei
  gesti  e  nelle  scelte  di ciascuno di noi quotidianamente,  è  la
  capacità  di  superare  il  limite mentale  che  questa  terra  non
  cambierà  mai perché comunque è vittima della mafia, è  prigioniera
  della mafia.
   Ecco perché abbiamo voluto chiamare il nostro movimento  Diventerà
  Bellissima', diventerà bellissima se tutti capiamo che questa terra
  non  è  condannata  alla morte e al grigiore. Se questa  terra  può
  essere  servita per superare questa stagione di grande  difficoltà.
  In una terra, non mi stanco mai di dirlo, che nella sua maggioranza
  fa  finta di volere cambiare ma non vuole cambiare perché ha  paura
  del  dopo, ha paura della novità e noi che siamo minoranza,  questo
  Parlamento e questo Governo, abbiamo il dovere di fare in modo  che
  quella maggioranza diventi minoranza, quella che non vuole cambiare
  perché  se naufraga questa isola non si salva nessuno, non vi  fate
  illusioni,  nessuno, né maggioranza né minoranze perché le  fortune
  elettorali  non  si costruiscono né delegittimando l'avversario  né
  costruendo ambizioni personali sulle ceneri di una Regione che vive
  nella povertà e nella disperazione.
   E se il Presidente della Regione Musumeci avesse avuto l'ambizione
  in  due anni e mezzo, in tre anni, in quattro anni, in cinque anni,
  di  cambiare le sorti di questa terra, sarebbe stato un folle.  Qui
  nessuno  si fa illusioni, dobbiamo soltanto avviare un processo  di
  cambiamento,  lento,  difficile  ma  inesorabile.  Noi  ci   stiamo
  provando  e  saremmo felici se potessimo farlo  con  una  parte  di
  questo Parlamento, se non con tutto il Parlamento.
   All'onorevole  Cracolici, credo di avere  risposto  sul  tema  del
   Diventerà bellissima'.
   Siccome ogni tanto leggo qualche dichiarazione di qualche deputato
   ma  non doveva diventare bellissima con Musumeci?' - e davvero  il
  cuore mi diventa piccolo piccolo perché penso a Paolo Borsellino.
   E invece dobbiamo fare in modo di essere più rispettosi.
   Questa  terra potrà cambiare se tutti assieme ci metteremo al  suo
  servizio, servendola non servendocene.
   E  poi,  il deputato Fava. Il deputato Fava contesta il diritto  a
  che il Presidente della Regione dica che il sistema dei rifiuti  in
  Sicilia  si sia costruito su un sistema perverso, su una  mentalità
  perversa.
   Il deputato Fava si sforza di fare il censore. Il deputato Fava  è
  convinto  di dare lezioni di moralità a quest'Aula - per carità   -
  quest'Aula  non  è  certo  il luogo del paradiso  per  la  politica
  siciliana.
   Sarebbe sbagliato pensare che possa esser l'inferno della politica
  siciliana.
   E  il  problema non è il parlamentare, il deputato indagato perché
  la storia la conosciamo tutti, non c'è un Gruppo in quest'Assemblea
  che  non  abbia  avuto e abbia almeno un indagato e qualcuno  anche
  rinviato a giudizio - sia chiaro  - e qualcuno anche condannato.
   Non ce ne sono o ricordo male? - tu fai l'avvocato penalista.
   Ecco  perché dobbiamo necessariamente evitare di fare i moralisti.
  Evitare   Evitare  Perché la politica del superuomo non esiste   La
  politica della superiorità genetica non esiste
   Esiste  la  politica buona e la politica cattiva  E  quella  buona
  deve  lavorare  affinché quella cattiva sia sempre meno  diffusa  -
  questo è il compito della Commissione antimafia che credo di potere
  ribadire con qualche serenità.
   Ecco  perché rimango perplesso quando il deputato Fava dice  sulla
  politica  dei  rifiuti, deve capire su atti e fatti che  richiamano
  responsabilità di questo Governo.
   Onorevole  Fava, il linguaggio allusivo non lo può utilizzare  nei
  confronti di questo Governo
   Non  glielo  consento ma non glielo consente  la  carica  che  lei
  occupa  -  se lo lasci dire da uno che è stato votato all'unanimità
  Presidente della Commissione antimafia.
   Lei,  se ha argomenti deve riferire alla Procura della Repubblica
  Deve  smetterla  Deve smetterla di usare il linguaggio cifrato,  le
  mezze parole, gli ammiccamenti, le allusioni. E' un linguaggio  che
  appartiene alla migliore tradizione della peggiore antimafia.
   Questo lo dico perché ho serena consapevolezza di come ha lavorato
  il  Governo  Musumeci sul fronte della legalità, e soprattutto  nel
  settore dei rifiuti.
   Così  come  su  Riscossione  Sicilia, non  abbiamo  nulla  su  cui
  riflettere.
   Il  presidente di Riscossione Sicilia, nominato da questo Governo,
  è   uno   dei  più  accreditati  tributaristi,  uno  dei   migliori
  tributaristi che la realtà siciliana abbia offerto.
   I  fatti  contestati  al  Presidente di Riscossione  Sicilia,  per
  vicende che non riguardano Riscossione Sicilia, si fermano al marzo
  del  2019.  Il  Presidente è stato nominato da questo  Governo,  al
  vertice di Riscossione, il 6 marzo 2020. Credo che questo basti.
   L'onorevole  Fava  conosce bene il Presidente da  noi  nominato  a
  Riscossione  Sicilia, per essere stato il suo avvocato di  fiducia,
  per  essere  stato  il  suo  tesoriere quando  lui  era  Segretario
  regionale del Partito comunista. Quindi, si conoscono bene  i  due.
  Credo che questo possa bastare per togliere ogni dubbio; se poi  la
  Magistratura  dovesse  avanzare  contestazioni  nei  confronti  del
  Presidente  di  Riscossione Sicilia per attività professionali  che
  non  riguardano Riscossione Sicilia, il Presidente in cinque minuti
  rassegnerebbe le dimissioni. Ecco perché io sono convinto  che  noi
  abbiamo detto nella relazione davvero quello che andava detto.
   E c'è un'altra favola che io - se mi consentite, se mi consente la
  Presidente - stasera voglio sfatare. Questa di Ambelia e questa dei
  cavalli.  Ne  parlavo  con  le mie nipoti che  davvero  sorridevano
  divertite.  Si  dice  che  il  Presidente  Musumeci  abbia   questa
  fissazione  con  i  cavalli e con la tenuta di Ambelia  che  è  nel
  territorio  comunale  del  mio  Comune,  della  mia  città  natale,
  Militello, da cui dista, peraltro, otto chilometri, credo, mentre è
  vicinissima, attigua, a Scordia che non è il mio comune di  nascita
  ma  a  cui  io  voglio bene, come voglio bene tutti  i  390  comuni
  dell'Isola.
   Ambelia è una proprietà della Regione, in condizioni di abbandono.
  La  gestione è affidata all'Istituto di incremento ippico che è  un
  organo  controllato dalla Regione. L'Istituto di incremento  ippico
  si occupa della selezione degli equidi. Quindi, cavalli, asini - ci
  sono due razze pregiatissime di asini - e muli o bardotti.
   L'idea  dell'Assessorato dello sport e,  quindi,  del  Governo,  è
  quella  di  fare di quella tenuta abbandonata - perché è  estesa  a
  diversi  ettari  -  il  più  importante centro  di  sport  equestre
  dell'Italia meridionale. È una ambizione possibile per  un  Governo
  che guarda agli impianti? Io credo di no. Per potere realizzare una
  stazione  di  sport equestre - visto che la migliore  si  ferma  ad
  Arezzo ed è uno sport, come sapete, di gente che appartiene ad  una
  fascia  turistica medio-alta, da Arezzo in giù non  c'è  dove  fare
  sport  equestre  nelle stagioni autunnali e  invernali  -  è  stato
  suggerito  che  la  Sicilia, con la sua condizione  climatica,  può
  benissimo  essere una terra tale da accogliere questo  mondo  dello
  sport  equestre  nei mesi autunnali e invernali.  Ma  ci  vuole  un
  impianto, adeguato e degno di questo nome.
   Era  stato  il  progetto  iniziato nel  2010,  quando  il  Partito
  Democratico era al Governo, e poi si è interrotto questo  progetto.
  Lo  abbiamo ripreso. Non lo so quanti milioni ci vorranno,  non  lo
  so,  non è competenza mia, non sono un tecnico; so soltanto che  la
  Federazione  è  venuta  ad Ambelia e ha  detto:   qui  è  il  posto
  migliore  per  poter fare un grande campo per lo  sport  equestre .
  Vero è, ci sono i cavalli; ma, vi giuro, non glieli ho portati  io
  I  cavalli  e  le  scuderie sono ad Ambelia  dal  marzo  del  1876,
  ininterrottamente,  da sempre  Ed io non sono  un  appassionato  di
  cavalli,  non  ho  mai  montato un cavallo, non  ho  mai  avuto  di
  proprietà un cavallo. Mi dispiace di dovervi deludere. Mi piacciono
  perché  più  conosco certe persone e più apprezzo  gli  animali  in
  generale, ma vi debbo dire i cavalli in modo particolare  perché  è
  un  animale  fiero,  elegante. E' l'animale che  ha  consentito  la
  vicenda  umana  dell'uomo nei millenni. Tutto qua ecco.  La  volevo
  sfatare  questa  cosa  perché  spesso leggo  nei  comunicati  certo
  Musumeci  piacciono i cavalli e io mi ammazzo dalle  risate  perché
  non sanno che io non ho mai, mai, mai sfiorato un cavallo.
   Alla  Favorita di Palermo c'è un impianto che ha avuto e ha  fatto
  la  storia  dello  sport  equestre,  ma  è  fermo  da  anni  perché
  impraticabile per una serie di problemi legati, credo, alla  caduta
  di rocce; ci sono dei pericoli concreti.
   Con  il  Sindaco  di Palermo e con l'Amministrazione  comunale  di
  Palermo  stiamo lavorando affinché anche la Favorita  possa  essere
  riabilitata  e potere così ospitare nei due impianti  attività  non
  solo  equestri,  ma  anche  di  altra natura,  se  possono  servire
  all'economia della nostra Isola.
   I  borghi  rurale.  I borghi rurali vengono tutelati  non  da  una
  delibera  del  Governo Musumeci ma da una legge  votata  da  questo
  Parlamento  nella  scorsa legislatura  Santo cielo   Ma  come   non
  dirle queste cose Roberto  Finora ho evitato  C'è una norma di  una
  legge  di stabilità che dice che bisogna intervenire per recuperare
  i  borghi  rurali  dell'ente  per  la  colonizzazione  perché  sono
  patrimonio  della Regione - quindi patrimonio nostro  -  e  abbiamo
  dovuto indicare per il restauro quelli che sembravano i più integri
  perché  gli altri si stanno sfaldano inesorabilmente. Poi  verranno
  dati  in  gestione, non agli abitanti, verranno dati in gestione  a
  società,  a  cooperative, a chiunque ne  farà  richiesta  e  se  lo
  aggiudicherà attraverso un bando di evidenza pubblica.
   Onorevole  Lupo,  lei ricorda bene, ha fatto  una  bella  ricerca.
  Alcune leggi della passata Legislatura io non le ho votate. Come me
  l'onorevole Falcone, l'onorevole Cordaro, l'onorevole Grasso. Ma sa
  perché? Perché non le condividevo e continuo a non condividerle; ma
  io  oggi sono il Presidente e le leggi di questo Parlamento  ho  il
  dovere  di  applicarle. Non posso disapplicarle perché  non  le  ho
  votate tre anni fa. E' l'abcd dei doveri istituzionali.
   Certo,  sarebbe bello se io potessi, con il mio Governo e  con  la
  coalizione  del  mio Governo, sforzare di modificarle,  non  tutte,
  alcuni articoli di alcune leggi, perché nella scorsa Legislatura  -
  come  ricorda  anche il deputato Dipasquale - l'opposizione  alcune
  leggi  le  ha  votate e  alcune volte restavamo anche in  Aula  per
  garantire il numero legale che spesso mancava ad una coalizione  di
  Governo che aveva 60 deputati; tanto per capirci.
   Il Centro catalogo. Il Centro catalogo è una vergogna perché non è
  stato mai messo nelle condizioni di poter lavorare. A parte che  ha
  un nome stranissimo che dovremo cambiare.
   E'   stato  creato  il  Centro  catalogo  da  una  parte,  per  la
  documentazione  fotografica, cartografica, filmistica.  E  poi,  il
  Centro  per  il  restauro:  tutti e due inattivi.  Addirittura,  il
  Governo  Crocetta ha azzerato il capitolo del bilancio  che  aveva,
  700-800 mila euro lo ha azzerato nel 2015. Non solo, ma lo studioso
  che  vuole andare al Centro catalogo non lo può fare perché esso  è
  distribuito su tre sedi assolutamente inagibili.
   L'obiettivo  di questo Governo è quello di utilizzare un  immobile
  inutilizzato  che  è  l'Albergo delle povere e  concentrare  lì  il
  Centro  catalogo e, possibilmente, farne fusione con il Centro  per
  il   restauro.  Mi  sembra  una  scelta  assolutamente   sobria   e
  parsimoniosa, ecco perché non credo che serva.
   Oppure  lo scandalo di Antonio Candela. Due parole devo  dirle  su
  questo   scandalo.  Il  dottore  Antonio  Candela  viene   chiamato
  dall'Assessore  per  la  salute  perché  possa  coordinare   alcune
  iniziative in piena crisi epidemiologica per quattro, cinque mesi -
  noi speravamo un mese perché speravamo che finisse presto -.
   Perché  ci  siamo orientati verso il dottore Candela?  Serviva  un
  coordinatore  che  avesse  competenza sanitaria  e  che  fosse  una
  persona perbene. Guardate, Candela è stato l'uomo e il paladino più
  elogiato  in Sicilia negli ultimi anni in tema di antimafia,  prima
  lo  era il senatore Lumia, come altri come Montante e altri ancora.
  Bene,   ci   siamo  documentati  su  questo  dirigente  che   aveva
  partecipato  ad  una selezione pubblica per fare  il  direttore  di
  un'Azienda   ospedaliera,  ma  che  non  ha  avuto   l'assegnazione
  dell'Azienda  ospedaliera perché era inviso da un  punto  di  vista
  ambientale, si trovava difficoltà - come sapete i direttori  li  ha
  selezionati un'apposita Commissione, l'Assessorato doveva deciderne
  la  destinazione  d'accordo con i rettori  per  quanto  riguarda  i
  policlinici  -.  Ebbene, ci siamo guardati  in  faccia,  tanto  nel
  centrodestra dicevano tutti:  attenti, è un comunista,  è  uomo  di
  Lumia  .  Lumia, altro paladino della legalità.  Attenti, questo  è
  un confidente di Procura della Repubblica . Apposto, abbiamo detto:
   e  allora,  è  l'uomo giusto, se è malvisto dal mondo  politico  è
  l'uomo  giusto,  se  è  malvisto dall'ambiente  politico  è  l'uomo
  giusto .  E ci siamo documentati, abbiamo trovato una delibera  del
  Governo  Crocetta  che  dice:   Il  dottore  Antonino  Candela   ha
  denunciato   il  malaffare  che  coinvolgeva  alcuni  burocrati   e
  farmacisti  i  quali,  nell'ambito  dell'attività  di   spesa,   si
  appropriavano  indebitamente  di  denaro  pubblico .  Delibera,  il
  Governo  del PD quindi, di esprimere pubblico encomio nei confronti
  del dottore Antonino Candela.
   Ma pensate che ci potesse essere un dubbio sul fatto che bisognava
  nominare Candela dopo l'encomio pubblico del Governo regionale? No,
  non  ci  bastava. Cosa pensa la Magistratura? Il Procuratore  della
  Repubblica  di  Palermo dice:  Tutto parte  - a  proposito  da  una
  indagine  -   da  uno scrupoloso commissario dell'ASP,  il  dottore
  Antonino  Candela,  che  ha  attivato finalmente  i  controlli  per
  individuare queste magagne .
   L'unicità del commissario Candela è che ha fatto il proprio dovere
  con  intelligenza e conclude, al giornalista dice:  Se mi passa  la
  battuta,  vorremmo  che tutti i Candela diventino,  che  i  Candela
  diventino  tanti,  ma tanti in Sicilia  . La Magistratura.  Quindi,
  non solo un atto di encomio da parte del Governo Crocetta, ma anche
  il magistrato.
   E  non  eravamo ancora contenti, volevamo capire cosa pensasse  il
  Movimento  Cinque Stelle e siamo andati al massimo  vertice;  siamo
  andati  al  Ministro  per la salute, la quale  doveva  nominare  un
  commissario  all'Asp  di  Cosenza,  la  più  grande  Azienda  della
  Calabria,   e per l'incarico di direttore generale dell'Asp ,  dice
  il  comunicato,   il  Ministro  della  salute,  Giulia  Grillo,  ha
  indicato un proprio corregionale, Antonino Candela, 53 anni .
   Bene,  io  credo  che noi, cosa mancava? Mancava l'imprimatur  del
  Papa   Ma,  trattandosi  di una nomina laica,  abbiamo  creduto  di
  poterne fare a meno.
   E  non  vorrei chiamare in causa il Capo dello Stato che è  sobrio
  nei suoi comportamenti e molto prudente, ma il Capo dello Stato  ha
  consegnato una medaglia al valore, al merito al dottore  Candela  -
  il  Capo dello Stato  - e la RAI ha riservato nel primo canale,  in
  prima serata, un'ora di programma al dott. Candela.
   C'era  un  solo motivo perché non venisse quest'uomo chiamato  per
  tre-quattro  mesi  a coordinare l'attività pur  non  avendo  nessun
  diritto a deliberare perché non era nelle sue mansioni farlo? C'era
  un   solo  motivo?  In  quelle  condizioni,  non  oggi,  in  quelle
  condizioni  io  l'avrei  fatto  altre  cento  volte   Perché  avrei
  nominato una persona perbene.
   Eh, ma questa è la terra di Pirandello, dove non sai mai se il tuo
  interlocutore è il volto o la maschera. E beh, abbiamo scoperto che
  Candela  era  la maschera. Ma lo abbiamo scoperto dopo.  E  i  miei
  amici  mi  rinfacciano il fatto di avere nominato un uomo  che  non
  apparteneva alle mie parti politiche, ma apparteneva alla  sinistra
  con la benevolenza del Ministro Grillo.
   Mentre   quando   viene  assegnata  la  scorta   a   Candela,   la
  Vicepresidente della Regione dice, Mariella Lo Bello parla di clima
  pericoloso attorno a Candela.

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale  onorevole Dipasquale  La  prego,
  ci sono persone interessate

   MUSUMECI, presidente della Regione. Ecco perché io credo  che  noi
  abbiamo il dovere di lavorare per potere fare in modo che gli  atti
  di   corruzione   non  debbano  più  accadere  nell'Amministrazione
  regionale. È importante.
   Ed  io  ricordo  e  richiamo volentieri l'appello che  l'onorevole
  Schillaci  ha  rivolto  al Governo quando  ha  detto:   Presidente,
  dobbiamo  impegnarci  per  evitare che la  corruzione  diventi  una
  pratica abitudinaria .

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Lei è libero di uscire  Non ha rispetto per i colleghi
  interessati  ad  ascoltare   Lei  deve  consentire  agli  onorevoli
  deputati,  che disciplinatamente stanno ascoltando, di  sentire  la
  relazione  del  Presidente della Regione, come è libero  di  uscire
  dall'Aula.
   Lei non mostra rispetto per i colleghi deputati
   MUSUMECI,  presidente della Regione. La pratica della  corruzione,
  purtroppo,  è una malapianta difficile da estinguere se continuiamo
  ancora con un processo ed un contesto normativo che non consente  o
  non facilita la individuazione del corrotto e del corruttore.
   Come  sapete,  io  ho provveduto a nominare un nuovo  responsabile
  dell'Ufficio    anticorruzione   dell'Amministrazione    regionale,
  l'avvocato  Emanuela Giuliano, figlia di un grande servitore  dello
  Stato ucciso dalla mafia e sono convinto che noi abbiamo il dovere,
  tutti,  ognuno  nel  proprio ruolo, di poter e  di  dover  lavorare
  perché negli uffici non ci sia presenza di lobbisti strani, non  ci
  siano pressioni particolari. E' importante

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego e la sto richiamando  a
  smettere,   perché   sta  disturbando  i  parlamentari   che   sono
  interessati  al  dibattito  Le ricordo che il  Regolamento,  ad  un
  certo  punto,  mi  impone  di  farla allontanare.  Quindi,  la  sto
  richiamando  ufficialmente  Lei non ha il diritto  di  impedire  ai
  colleghi di ascoltare il Presidente, a prescindere che egli  decida
  o meno di continuare con la sua relazione. La invito spontaneamente
  a darsi una rinfrescata oppure a non interrompere i lavori

        (Reiterate proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   Onorevole  Dipasquale, la sto richiamando gentilmente  affinché  i
  colleghi  possano seguire la relazione. Se lei non  è  interessato,
  evidentemente,  se  la  richiesta mi  proviene  da  più  Capigruppo
  contingenterò  persino il Presidente, ma lei non ha il  diritto  di
  sovrapporre  la  sua  voce  e  di  impedire  l'ascolto  a   chi   è
  interessato  Ci sono dei colleghi seduti.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signora  Presidente,  io  non
  voglio abusare della sua cortesia e dell'attenzione dell'Aula, vado
  verso  la  conclusione per dirle e per assicurare  tutti  che  sarà
  fatto  ogni sforzo perché questa malapianta della corruzione  possa
  continuare  ad  allignare; ma è uno sforzo  che  dobbiamo  compiere
  tutti, ognuno nel proprio ruolo.
   Sarebbe  facile  dire   il Presidente della Regione  non  è  stato
  lambito  da  alcun  atto giudiziario ; no, non è una  consolazione.
  Quando la politica viene colpita, chiunque appartenga alla politica
  è  una sconfitta per tutti. Il giustizialismo non serve e non paga,
  perché  siamo tutti su una giostra e si torna sempre  al  punto  di
  partenza.  E  chi  è  veterano  in quest'Aula  sa  che  le  vicende
  giudiziarie   che  hanno  caratterizzato  alcuni  personaggi   oggi
  all'opposizione, ieri al Governo, hanno trovato nel sottoscritto  e
  nei  deputati  che fanno parte di questo Governo  grande  senso  di
  responsabilità; non abbiamo mai, mai, approfittato, mai,  fiduciosi
  come siamo che un avviso di garanzia, un'indagine, una sentenza  di
  primo  grado,  di  secondo grado, non possono  e  non  debbono  mai
  costituire  una  condanna. Bisogna sempre avere  il  rispetto  fino
  all'ultimo dell'interlocutore.
   Con   questo  stato  d'animo,  signora  Presidente  ed   onorevoli
  colleghi, io concludo questa mia replica.
   Ho  appreso  questo  pomeriggio che  il  Gruppo  parlamentare  del
  Movimento  Cinque  Stelle starebbe per depositare  una  mozione  di
  sfiducia nei confronti del Presidente della Regione. Non entro  nel
  merito  e tanto meno mi permetto di discutere una delle prerogative
  di questo Parlamento, però ho il dovere di chiederle un atto non di
  cortesia ma di attenzione particolare, signora Presidente, lo  dico
  a lei, lo dico alla Presidenza in generale.
   Vede,   la   Sicilia   attraversa  un  momento  difficilissimo   e
  drammatico, un momento nel quale Parlamento e Governo hanno bisogno
  di  lavorare,  nella critica, nella dialettica, per  carità,  anche
  appassionata ed aspra, purché non si arrivi alle minacce di  morte,
  naturalmente, sulle quali io, purtroppo, stasera non ho sentito  un
  solo  riferimento, un solo accenno. Ecco, evitiamo  le  minacce  di
  morte e fermiamoci al dibattito politico.
   Allora,  noi abbiamo bisogno di lavorare con serenità. Quindi,  le
  chiedo,  signora Presidente, d'accordo con i Capigruppo,  di  poter
  iscrivere  per  la  prima  seduta utile all'ordine  del  giorno  la
  mozione  di sfiducia presentata nei confronti del Presidente  della
  Regione.
   Se  la  mozione di sfiducia dovesse passare tutti ce ne andremo  a
  casa;  se  la  mozione di sfiducia - come mi auguro -  non  dovesse
  passare  avremo la possibilità di lavorare per questi  due  anni  e
  mezzo  e  programmare nel clima di serenità che serve a  tutti,  al
  Parlamento ed al Governo, senza la spada di Damocle.
   Io  credo che la mia richiesta non sia assolutamente irricevibile.
  Se  lei potesse calendarizzare la mozione nella prima seduta  utile
  io  credo  che renderebbe un ulteriore servizio a questa  Terra  di
  Sicilia  che, in questo momento, chiede chiarezza alla  politica  e
  chiede,  soprattutto, il diritto a poter produrre il fatturato  che
  ognuno è capace di esprimere.
   Vi ringrazio tutti.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Anzitutto, Presidente,  la  voglio
  rassicurare sul fatto che la mozione, quando sarà consegnata,  sarà
  calendarizzata  nei  termini previsti dal Regolamento.  Attualmente
  non risulta depositata.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  14  luglio
  2020,  alle  ore 15.00, con all'ordine del giorno, come concordato,
  la  relazione  della  Commissione Antimafia sul  depistaggio  sulla
  strage di via D'Amelio.

                  La seduta è tolte alle ore 22.27(*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         205a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 14 luglio 2020 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II  -DISCUSSIONE  DELLA  RELAZIONE  CONCLUSIVA  DELLA  COMMISSIONE
    PARLAMENTARE D'INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA  MAFIA  E
    DELLA  CORRUZIONE IN SICILIA SUL DEPISTAGGIO SULLA STRAGE DI  VIA
    D'AMELIO (DOC. VII)

            Relatore: on. Fava

   III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      -  Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-
         190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio