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Resoconto d'Aula della Seduta n. 207 di mercoledì 22 luglio 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 15.03

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Papale.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Onorevoli  colleghi,  il Presidente della Regione  ha  un  impegno
  istituzionale al Comando generale dell'esercito; ritarda 10 minuti.
  Pertanto,  in  attesa  del  suo  arrivo,  la  seduta  è  sospesa  e
  riprenderà alle ore 15.20.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.04, è ripresa alle ore 15.46)

   La seduta è ripresa.

   Regione"

    Discussione della mozione n. 431: Sfiducia al Presidente della
                               Regione

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione n. 431  Sfiducia  al  Presidente  della
  Regione , a firma degli onorevoli Pasqua, De Luca, Campo, Cappello,
  Ciancio,  Damante, Di Caro, Di Paola, Marano, Schillaci,  Siragusa,
  Sunseri, Trizzino, Zafarana, Zito.
   E'  arrivato  il Presidente Musumeci, i deputati sono  pregati  di
  prendere  posto.  Ci  scusiamo per il  ritardo,  ma  c'è  stato  un
  malinteso  tra me il Segretario generale, pensavamo che  non  fosse
  qui nel Palazzo.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Presidente
  Musumeci,  in  questa  Sicilia piena di  problemi,  siete  riusciti
  nell'incredibile impresa di non trovarli, e quei  pochi  che  avete
  trovato,  siete  riusciti  a  male  interpretarli,  applicando  poi
  erroneamente  il rimedio sbagliato. E non è successo  una  volta  o
  due, è stato un continuo in questi due anni e mezzo.
   Così  potrebbero essere sintetizzati questi due anni  e  mezzo  di
  amministrazione,  avete  sentito  bene,  non  ho  usato  la  parola
   Governo',   ho   usato   la   parola   amministrazione',   perché,
  Presidente,  lei non governa, non regge il timone  di  questa  nave
  Sicilia per portarla fuori dalla tempesta dell'economia disastrosa,
  dell'involuzione,  della disorganizzazione, dell'ambiente  violato,
  dalla  tempesta di mancati servizi ai disabili, i nostri  siciliani
  più  fragili. Non regge il timone per portare la Sicilia  verso  un
  porto sicuro, verso il risanamento del disavanzo, verso lo sviluppo
  economico,  sociale  e  culturale, verso la riorganizzazione  della
  macchina  amministrativa,  non lo sta portando  verso  il  rispetto
  dell'ambiente e verso la soluzione del problema dei rifiuti,  verso
  percorsi di assistenza degni di un paese civile. Due anni  e  mezzo
  di  problemi  spesso  non  affrontati oppure  affrontati  nel  modo
  peggiore, come dicevamo.
   Ed è di poche ore fa la notizia che volete distribuire 128.000.000
  di   euro   del   bonus  regionale  alle  imprese  con   l'ennesimo
  fallimentare click day, ancora una volta, avete deciso per il click
  day   pur  sapendo,  date  le  esperienze  precedenti,  che  questo
  consentirà  solo  ad imprese che sono fornite di  collegamenti  web
  stabili,  validi,  veloci, di godere di  queste  somme,  somme  che
  termineranno  in  non  più  di  tre  o  quattro  secondi  lasciando
  all'asciutto  chi  non  ha  collegamenti  web  validi.  Qui   siamo
  all'assurdo  L'assurdo all'ennesima potenza  Una nave  in  tempesta
  senza  nocchiero  che  naviga  a vista   Citare  oggi  le  infinite
  promesse elettorali che lei ha fatto e metterle in relazione con le
  scarse  azioni  amministrative sin  qui  condotte  è  doveroso   Lo
  dobbiamo  ai siciliani che non dimenticano  Ed a nulla varranno  le
  scuse che troverete per giustificare l'inazione in questi due  anni
  e  mezzo, non saranno credibili argomentazioni circa il breve tempo
  sin  qui  trascorso  se  vi sembrano brevi due  anni  e  mezzo.  E'
  l'ipotetica soluzione ai problemi futuri.
   I  siciliani vedono e non dimenticheranno che del suo promesso, ma
  non  mantenuto,  programma di riforme che - uso  le  sue  parole  -
  avrebbero  consentito  di  strutturare  la  macchina  economica   e
  burocratica in modo che la Regione siciliana, divenga il motore  di
  sviluppo   dell'economia  e  realizzi  uno  standard  di  benessere
  diffuso, non avete realizzato nulla  Dove sono le riforme   Dove  è
  il promesso benessere diffuso, i siciliani non lo vedono, non se ne
  accorgono.
   Lo  diciamo noi ai siciliani, ma lo sanno già purtroppo, perché lo
  sanno, non ci sono le riforme e non c'è il benessere diffuso, aveva
  promesso  riforme  nel  campo  della cultura,  del  turismo,  aveva
  promesso  cambio  di  governance dei  settori,  investimenti,  pure
  strumenti  della  new  economy,  la valorizzazione  del  patrimonio
  culturale  e  la tutela del patrimonio culturale e ambientale  -  e
  cito  sempre le sue parole -  per rafforzare la capacità attrattiva
  dei luoghi della nostra isola .
   Invece,  oggi, dopo due anni e mezzo, ci troviamo pressoché  nella
  stessa  governance  di  prima, che non ha risolto  niente,  nessuna
  tutela  in  più,  o  più  razionale  del  patrimonio,  culturale  e
  ambientale; quindi nulla di fatto.
   Anzi,  qualche settima fa, lei, Presidente, ha assegnato la delega
  assessoriale  ai  beni culturali ed all'identità  siciliana  ad  un
  esponente  della  Lega:  tale  scelta,  seppur  legittima,   appare
  inaccettabile,  poiché  equivale  a  consegnare  politicamente   la
  gestione, le strategie di sviluppo del nostro patrimonio artistico,
  culturale, architettonico e archeologico, ad una forza politica che
  da   decenni   schernisce  ed  offende  il  popolo  siciliano   con
  denigrazioni  e  insulti di ogni genere, la cui  linea  politica  è
  spesso  stata quella della discriminazione degli individui in  base
  all'area geografica di provenienza, e spesso anche in base al credo
  religioso  praticato,  generando messaggi  politici  fondati  sulla
  paura,  sull'odio, sulla discriminazione e sul separatismo,  quindi
  su    una   ideologia   assolutamente   distante   dalla   politica
  dell'accoglienza   della  Sicilia  che  da   millenni   è   esempio
  internazionale di integrazione culturale, religiosa e sociale.
   Non  possiamo, pertanto, assolutamente condividere questa  scelta,
  che  mortifica e oltraggia il popolo siciliano; l'assessorato  alla
  cultura  e  all'identità siciliana non doveva essere  assegnato  in
  base  a mere convenienze politiche, interessi che poco hanno a  che
  vedere   con   l'interesse  per  il  nostro  patrimonio  culturale,
  monumentale,  artistico,  delle  tradizioni,  della  cultura,   del
  barocco, della storia arabo normanna della nostra terra.
   Tutto   questo  peggiorato  dal  modo  in  cui  si  è   presentato
  l'assessore  delegato,  subito  salito  agli  onori  della  cronaca
  nazionale per poesie inneggianti all'obbrobrio nazista.
   E  come  se  non  bastasse, hanno destato  particolare  clamore  e
  sconcerto le sue recenti dichiarazioni che l'hanno vista, dopo aver
  dichiarato  in  una trasmissione televisiva, di non avere  idea  di
  cosa sia l'identità siciliana, lei Presidente ha definito come   un
  gruppetto  di  poveretti  con problemi personali  e  familiari   le
  decine  di  migliaia  di siciliani che manifestavano  civilmente  e
  legittimamente il loro dissenso verso la scelta di conferire questo
  assessorato all'assessore leghista, aggiungendo anche,  e  persino,
  che la gente per bene sta a casa e non parla.
   Sono  parole  fuori  da ogni logica e fortemente antidemocratiche,
  Presidente, soprattutto se pronunciate da lei, che è Presidente  di
  questa Regione.
   Aveva promesso la riforma della struttura amministrativa regionale
  anche  con - cito le sue parole -  ristrutturazione in chiave smart
  e  ICT dei processi , aveva promesso la tracciabilità on line delle
  istanze,  la  riforma del sistema delle partecipate  e  degli  enti
  strumentali,  ma  nulla  di questo è stato sin  qui  realizzato,  e
  persino neanche iniziato.
   Ripeto  ancora  una volta la domanda: dov'è tutto quello  che  lei
  aveva promesso? Non c'è.
   Oggi  abbiamo  soltanto le sue dichiarazioni,  di  poche  ore  fa,
  quelle  in  cui realizza il più grossolano dei luoghi  comuni,  che
  l'ottanta  per cento dei dipendenti regionali si gratta la  pancia,
  lo  dichiara  oggi dopo due anni e mezzo nei quali  avrebbe  dovuto
  riformare  la struttura amministrativa regionale, dopo due  anni  e
  mezzo  nei  quali  avrebbe  dovuto  avviare  indagini  interne  per
  dimostrare   quanto  da  lei  affermato,  e  per   eventuali   casi
  riscontrati,   avrebbe  dovuto  prendere  i  debiti  provvedimenti:
  Presidente,  sono  i suoi dipendenti, i dipendenti  della  Regione
  Quelli sui quali spara nel mucchio, sono i suoi dipendenti
   Cosa  ha  risolto in due anni e mezzo? Nulla  Ed a  spiegarlo  c'è
  pure  la  recente  vicenda  della cassa  integrazione  guadagni  in
  deroga,  è  storia stranota che alla data del 4 maggio erano  circa
  4.500 le domande di cassa integrazione in deroga lavorabili che  la
  Regione  siciliana  aveva trasmesso all'INPS  per  i  pagamenti,  a
  fronte  di  circa  41.000  richieste  che  riguardavano  137.000  e
  qualcosa lavoratori. Una percentuale pari ad appena il 10 per cento
  fu pagata nei primi quaranta giorni.
   Incomprensibile ovviamente, dopo quaranta giorni di distanza dalla
  conclusione dell'accordo sindacale, e alla luce dei numeri maturati
  da  altre  esperienze  regionali,  inaccettabile,  vista  la  grave
  situazione  di crisi economica che sta coinvolgendo tante  famiglie
  siciliane.
   La  Sicilia è stata la diciottesima Regione italiana a  inviare  i
  flussi,  con immotivato e notevole ritardo. Ancora oggi, di cotanta
  inefficienza, Presidente, decine di migliaia di siciliani non hanno
  percepito la cassa integrazione in deroga.
   Ancor  più grave se si pensa che, oltre all'incalcolabile  disagio
  causato ai siciliani in difficoltà, ha rallentato l'immissione  nel
  tessuto economico di questa Regione di circa 150 milioni di euro  -
  importantissimi
   Avete  commesso  pure  enormi errori  sulla  gestione  dei  flussi
  documentali  relativi  alla  cassa integrazione  in  deroga.  Avete
  optato  per una task force con una cerchia prescelta di dipendenti,
  scelti  -  non  si  sa  bene - in base a quale criterio  presso  il
  dipartimento lavoro.
   Disorganizzazione  è  stato il termine che ha  caratterizzato  gli
  scorsi  mesi.  Da questa disorganizzazione avete pure  aggiunto  la
  vicenda di dieci euro per ogni pratica lavorata.
   Di  ciò  lei,  Presidente, se ne è assunto la  responsabilità,  in
  concomitanza con le dimissioni del dirigente generale Vindigni.
   Peccato che a dimettersi non doveva essere il dirigente, ma doveva
  essere  lei,  Presidente   Mettiamo  ordine  alle  cose  su  questa
  vicenda.
   Nessuno dei lavoratori aveva chiesto niente, men che meno soldi, e
  che   senza  grandi  analisi,  perché  la  percezione  della  grave
  difficoltà del momento era avvertita, ed è avvertita da tutti.
   Il  lavoro  agile  per  molti  lavoratori  regionali  che  lei  ha
  ulteriormente, recentemente, denigrato era diventato una non  stop,
  in  molti casi anche in notturna, finalizzato a produrre il massimo
  possibile,  proprio  quei dipendenti che lei dice  si  grattano  la
  pancia per l'80 per cento.
   Avete  messo  a loro disposizione una piattaforma informatica  che
  solo  a  fine aprile ha cominciato a funzionare, e che a  tutt'oggi
  non  è del tutto efficiente, e che fa sì che i tempi di lavorazione
  delle istanze si siano allungate tra mille difficoltà.
   Di  questo  mese di ritardo, nella partenza più di  un  mese,  chi
  istituzionalmente  ne porta la responsabilità,  dovrebbe  ammettere
  l'errore  e  non  continuare  a  scaricarla  ancora  e  sempre  sui
  dipendenti regionali.
   In  queste ultime settimane, mentre i siciliani si aspettavano che
  la  politica  regionale  desse  la carica  sulla  ripartenza  dalla
  tragica  esperienza epidemica che, benché ancora non  conclusa,  ha
  interessato  tutta  la  Nazione, il  Presidente  della  Regione  ha
  approfittato  del  momentaneo offuscamento generale  dei  cittadini
  intenti  a  leccarsi  le  ferite per i disagi  patiti,  esautorando
  questo  Parlamento, il più antico del Mondo, di uno dei suoi poteri
  fondanti,  quello  del  controllo e dell'indirizzo  sugli  atti  di
  nomina che l'Esecutivo esprime per governare quegli enti sottoposti
  alla vigilanza e al controllo della Regione siciliana.
   Il  disappunto  che qui esprimo riguarda, in particolare,  l'avere
  voluto  aggirare le garanzie previste dalla legge, che dispone  che
  per  la  nomina di alcune cariche importanti come sono, ad esempio,
  quelle   relative   agli  enti  di  Governo   dei   maggiori   beni
  naturalistici  e ambientali della Sicilia, si debba avere  riguardo
  univocamente  del fatto che la scelta ricada su persone  che  siano
  particolarmente  distinte nella salvaguardia dell'ambiente,  e  che
  siano in possesso di titoli culturali o professionali adeguati.
   Oltre alle preclusioni normative citate adesso, e a quelle che per
  inconferibilità o incompatibilità, la discrezionalità presidenziale
  incontra un solo ostacolo.
   Le  nomine  del  Governo  vanno poste  al  vaglio  del  Parlamento
  siciliano, quindi della Commissione  Affari istituzionali'.
   Proditoriamente invece lei, Presidente, ha deciso di  aggirare  il
  pericolo  di una sonora sconfitta politica e amministrativa,  dando
  seguito alla forzatura che qui esprimiamo. Mi riferisco alle nomine
  sui   parchi   naturalistici  regionali  siciliani,  inviati   alla
  competente  Commissione legislativa, al fine di  ottenerne  il  via
  libera politico.
   Dopo  un  grande dibattito che c'è stato anche fra  gli  esponenti
  della  compagine  politica  che  la sostiene,  lei,  conscio  degli
  ostacoli  che  lo frapponevano al risultato, e dei rilievi  critici
  sollevati anche da parte della sua maggioranza, ha deciso di cedere
  al braccio di ferro, ritirando sua sponte le nomine proposte.
   Cioè,  in  prima  impressione aveva fatto ben  sperare  che  fosse
  maturata anche nel Governatore la consapevolezza di dovere dare  un
  Governo competente e adeguato a quegli enti.
   Invece lei se ne è disinteressato del tutto agli argomenti che  ho
  appena  detto.  Irragionevolmente  ha  imboccato  ostinatamente  la
  strada   dello   scontro   istituzionale,   perché   doveva    dare
  soddisfazione,  non  alle  cautele e alle  garanzie  imposte  dalla
  legge, ma solo alle logiche spartitorie di tipo partitico
   Ha  fatto assumere, presso il proprio Gabinetto, alcuni di  quelli
  che egli aveva proposto di nominare a capo degli enti, e dall'altra
  parte  ha chiesto al Tribunale amministrativo di dargli motivazioni
  sul  valore  del  sindacato della Commissione Affari istituzionali.
  Ovviamente  si  sapeva qual era il risultato del  Tribunale  -  per
  confondere, probabilmente, le acque -visto che il passaggio della I
  Commissione  viene  escluso  per quelle  nomine  che  riguardano  i
  dipendenti dell'amministrazione regionale.
   Il  suo vero problema, Presidente, è sempre stato lo stesso  -  di
  questi due anni e mezzo - è un problema politico
   In  una condizione in cui, in passato, lei ha persino epitetato  i
  suoi in varia maniera, lei ha inopinatamente inteso perseguire  due
  scopi:  schivare una batosta politica e proteggere  i  suoi  amici,
  persone  per  le  quali il curriculum non era  importante,  era  un
  orpello   solo  inteso  a  soddisfare  l'osservanza   formale   dei
  requisiti.
   L'unico  suo  interesse  è stato quello  del  pagare  le  cambiali
  elettorali delle promesse che aveva fatto ai suoi, ai gruppi che la
  sostengono. Con le sue promesse elettorali aveva pure affermato che
  avrebbe  riformato  il settore dei rifiuti.  Ci  ha  presentato  un
  piano,  a  gennaio 2018, che mostra non poche criticità, prima  fra
  tutte   quella  del  paradossale  legame  fra  quanto   programmato
  all'interno  del piano stesso e le norme contenute nel  disegno  di
  legge  290,  che  non  è mai stato approvato da  questa  Assemblea.
  Sembra  superfluo  ricordare che qualsiasi forma di  pianificazione
  non  può che essere ancorata alla normativa di riferimento,  e  non
  certo  ad  un  disegno  di legge, le cui sorti  risultano  comunque
  assolutamente incerte ed imprevedibili.
   Quello  che è più paradossale è costituito dal fatto che il piano,
  oltre  a non contenere alcuna determinazione in tema di prevenzione
  e  riduzione  dei rifiuti, di gestione dei rifiuti  speciali  e  di
  bonifiche,  questo piano si caratterizza per la totale  assenza  di
  una vera e propria programmazione impiantistica indispensabile,  al
  fine di porre le basi per il raggiungimento degli obiettivi che  la
  Regine  siciliana  dice di prefiggersi quale,  ad  esempio,  quella
  della autosufficienza di ogni ambito territoriale.
   In  tema  di  discariche, nel piano si prevede un ampliamento  per
  quelle già esistenti. Da tre milioni di metri cubi e dieci milioni,
  mah   E  le migliorazioni, nei prossimi sette anni, di cinque  siti
  alternativi.
   Comunque,   a   questi  dati  si  aggiunge   la   vaghezza   delle
  considerazioni in merito agli impianti di recupero energetico e, in
  più  demandate  nello  specifico alle ADA, o  chi  per  esse  altre
  soluzioni.
   Dunque  riapre  agli inceneritori, e si lascia la  decisioni  alle
  autorità territoriali. Tutto questo in aperto contrasto con  quanto
  lei  aveva  promesso col suo programma elettorale del 2017.  Aperto
  contrasto   Parlare di fallimento totale, anche  in  questo  campo,
  della  sua amministrazione e non di Governo, non mi sembra  affatto
  eccessivo. Anzi
   In  campo  Sanità non posso non citare gli ultimi  avvenimenti  di
  cronaca. L'indagine  Sorella Sanità  che ha portato a dieci arresti
  operati  dalla  Guardia di Finanza di Palermo nella maxi  inchiesta
  che  ha  svelato  un sistema di mazzette attorno a quattro  appalti
  della  Sanità siciliana. Candela, ex manager dell'ASP 6 di Palermo,
  e  da voi nominato coordinatore per le emergenza CO-VID in Sicilia
  Fortemente  voluto da lei, Presidente  E Damiani,  ex  responsabile
  della   Centrale  Unica  di  Committenza  della  Regione,  da   voi
  successivamente nominato dirigente generale dell'ASP 9 di  Trapani,
  nonostante  poco  tempo prima un assessore della sua  compagine  lo
  aveva rimosso dall'incarico della CUC, perché appariva sospetto che
  un  lavoratore  di  una ASP si sobbarcasse di un enorme  carico  di
  lavoro aggiuntivo gratuitamente.
   Se  la  Magistratura dovesse accertare la fondatezza delle accuse,
  si  ravviserebbe  una  grave responsabilità  politica  in  capo  al
  Presidente  Musumeci in quanto, ricordiamo, queste nomine  sono  di
  diretta discendenza del Presidente.
   In campo di Politiche sociali e di Terzo settore, avevate promesso
  riorganizzazione  del  welfare  regionale,  riforma   delle   IPAB,
  riorganizzazione  degli  uffici  regionali  a  supporto  del  Terzo
  settore,  adozione di nuovi criteri di accreditamento, integrazione
  del  diritto  alla  vita indipendente e al   dopo  di  noi'  per  i
  siciliani  disabili. Ad oggi non si è visto alcunché, se non  pochi
  embrionali   spunti  che  sono  rimasti  relegati  a   livello   di
  discussione. Nessuna soluzione efficace per favorire la  spesa  dei
  distretti  socio-sanitari,  nessuna  riforma  delle  Ipab,  nessuna
  riorganizzazione degli uffici, avete persino lasciato  il  servizio
  fragilità dell'assessorato alla salute acefalo per ben dodici mesi.
  Non  c'è ancora il diverso modo di accreditamento di organismi  del
  terzo settore, men che meno il diritto alla vita indipendente e  al
   dopo di noi' dei disabili che sono costretti ad organizzarsi da se
  con le proprie famiglie.
   Inoltre, quest'amministrazione non si è mai mostrata credibile nei
  confronti  del Governo nazionale in occasione della spalmatura  del
  disavanzo  certificato dalla Corte dei Conti, difatti quest'ultima,
  per  l'esercizio  2018,  ha certificato un  risultato  di  gestione
  negativo,  definendo il risultato dell'esercizio il più alto  della
  serie  storica in contabilità armonizzata, in particolare in questo
  documento la magistratura contabile ha evidenziato che le quote  di
  disavanzo  avrebbero  potuto  trovare  copertura  finanziaria   nel
  bilancio  2019-2021, secondo il decreto legislativo n. 118,  ed  in
  ogni caso non oltre la durata della legislatura regionale.
   Per  questa  ragione, il Governo centrale ha deciso  di  concedere
  alla  Sicilia  la spalmatura, a condizione che venisse sottoscritto
  un  accordo  contenente specifici impegni di rientro dal  disavanzo
  che,  comunque,  voi  -  sto  per  terminare  -  avete  addirittura
  differito al 2021. Solo grazie all'intervento del Governo centrale,
  si è potuto evitare il default della Regione.
   Nonostante  tutto ciò, lei non ha mai varato un piano  di  riforme
  tale  da fare intendere concretamente al Governo nazionale la reale
  volontà   di   sanare  il  bilancio.  A  nulla  hanno  portato   le
  dichiarazioni del Presidente della Regione circa la prosecuzione di
  un'azione di risanamento e di contenimento della spesa avviata  che
  lei avrebbe detto già nei due anni precedenti. Andava garantito  il
  rispetto  di specifici parametri di virtuosità, quali la  riduzione
  strutturale  della spesa corrente, già con effetto a  decorrere  da
  questo esercizio finanziario. Ad oggi solo parole e nessun atto.
   Società partecipate. La vostra attività è priva di coerenza  sotto
  l'aspetto  finanziario, economico e patrimoniale, ma soprattutto  è
  inidonea ad assicurare un'efficiente programmazione strategica, sia
  nel breve che nel lungo periodo.

   PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole Pasqua.

   PASQUA. Non avete mai compiuto un'analisi di ciò che spendete,  la
  Corte  dei Conti ve lo ha evidenziato. Le partecipate della Regione
  si  sono,  a  detta della Corte dei Conti, dimostrate geneticamente
  prive di sostenibilità economica.
   Non  è ammissibile, ad oggi, il mantenimento di società pubbliche,
  laddove  il  mercato è in grado di fornire qualcosa più adeguata  e
  più  efficiente  alla  domanda di beni e  servizi  resi  da  queste
  partecipate.  Prendete  atto del totale fallimento  nella  gestione
  economica  e  finanziaria  di  una grossa  porzione  della  finanza
  pubblica.  Non  siete riusciti a mettere in moto  la  macchina  dei
  fondi  europei.  Ogni  anno avete raggiunto  i  limiti  con  enormi
  difficoltà e sotterfugi.

   PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, si avvii alla conclusione.

   PASQUA. Signor Presidente, sto chiudendo.

   PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, lei ha ancora altri due fogli.

   PRESIDENTE.  Abbiamo superato i 20 minuti. Le era stato assegnato

   PASQUA. Il Regolamento ne prevede 30.

   PRESIDENTE.  Onorevole Pasqua, la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari  . si avvii alla conclusione, lo comprendo.

   PASQUA. La ringrazio. Per molte somme non spese non c'è impegno di
  spesa,  non  avete neanche la spesa, cioè non si è attuata  nessuna
  procedura  per  utilizzarle.  Se le  percentuali  di  quanto  speso
  fossero  depurate  dai progetti retrospettivi che  utilizzate  come
  mero  artificio contabile, è evidente il fallimento del suo Governo
  nell'utilizzo dei fondi comunitari.
   Lei,  signor  Presidente, oltre a quanto sin qui  esposto,  ci  ha
  fornito  decine e decine di altri motivi per i quali  giudicare  il
  vostro  scarso  operato,  insufficiente alla  soluzione  dei  molti
  problemi della Sicilia. Non v'è chi non veda che il Governo da  lei
  guidato   ha  galleggiato,  lavoricchiando  all'occupazione   delle
  caselle con il manuale Cencelli alla mano, ha vivacchiato non dando
  alcuno  spunto per la ripresa economica, per la riforma  necessaria
  della  macchina  amministrativa, e per garantire il  benessere  dei
  siciliani. Nessuna riforma compiuta in due anni e mezzo dall'inizio
  del mandato.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Pasqua,  per  favore,   si   avvii   alla
  conclusione.  Ha  detto  tante  cose  importanti,  si  avvii   alla
  conclusione.

   PASQUA.  Ok,  signor  Presidente.  Presidente  Musumeci,  non   le
  basteranno altri due anni e mezzo per portare a termine le  riforme
  che  lei  ha proposto. No le basteranno. Sta arrivando in  notevole
  ritardo. In due anni e mezzo non ha fatto una riforma degna di tale
  nome.  Lei non si è dimostrato adeguato al compito di governare  la
  Regione,  ed  in  questo particolare momento  storico,  di  estremo
  disagio  e di particolare emergenza sociale, perseverare un Governo
  che   ha  dimostrato  tutta  la  sua  inadeguatezza  e  incapacità,
  significa  solo  cercare  di  tutelare privilegi  personali.  Visto
  l'art.  10  dello  Statuto  della  Regione  siciliana  i  firmatari
  esprimono  sfiducia  nei  confronti del Presidente  della  Regione.
  Presidente, lasci ora, prima che per i siciliani sia troppo tardi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua.
   La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha assegnato
  20    minuti   all'onorevole   Pasqua,   che   ha   già    superato
  abbondantemente, 30 minuti al Gruppo parlamentare Movimento  Cinque
  Stelle, 20 minuti al Gruppo parlamentare Partito Democratico, e poi
  10  minuti agli altri Gruppi parlamentari; a seguire la replica del
  Presidente.
   Eè iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Grazie  Presidente,  buongiorno  Governo,   colleghi,
  siciliani.   Presidente   Musumeci,  il  rispetto   dell'avversario
  politico  è  uno  dei  tratti distintivi della  democrazia.  Quando
  questo  rispetto  è  debole, la democrazia viene  meno  e  si  deve
  parlare di qualcos'altro. Questo diventa ancor più grave quando  la
  mancanza   di  rispetto  nei  confronti  dell'avversario   politico
  proviene  da chi governa, da chi è stato legittimato dal  popolo  a
  governare,  ma  di  certo  non  è  legittimato  ad  oltraggiare  le
  opposizioni, il Parlamento e, a volte, persino i siciliani stessi.
   Troppo  spesso  le  sue invettive, Presidente,  hanno  avuto  come
  oggetto  le opposizioni e il Parlamento tutto. Quando lei si  trova
  alle  strette, non esita ad aggredire con ferocia chi  le  contesta
  atteggiamenti  evidentemente  non condivisi.  Lei  è  evidentemente
  allergico  alle  critiche, e le scambia  con  il  delitto  di  lesa
  maestà.  Lei  appare a volte quasi malato di autoreferenzialità  e,
  quando  attaccato,  non esita ad utilizzare  categorie  deboli  per
  apostrofare le opposizioni, persino tacciandole di cretinismo.
   Vede,  Presidente, il cretinismo è una patologia, chi ne è affetto
  non ne ha colpe e non merita certo  una carenza iodica  ma di certo
  non  è corretto utilizzare queste categorie come un insulto. Questo
  è anche un tratto che distingue il suo Governo, che spesso utilizza
  anche  il  paragone  con AIDS, con il cancro,  o  con  tanti  altri
  flagelli. Questo, vede Presidente, è più un atteggiamento di  bullo
  delle  scuole medie che di un Presidente della Regione,  e  bisogna
  farsene capaci che è legittimo non essere d'accordo con lei.
   Per  non  parlare poi di quando ha detto che i siciliani per  bene
  stanno a casa in silenzio, solo perché non concordavano con la  sua
  idea, a mio avvio politicamente balorda, di assegnare l'assessorato
  dei  beni  culturali e l'identità siciliana ad un  esponente  della
  Lega,  partito che ha trascorso gli ultimi decenni ad  insultare  e
  offendere  l'intero meridione, e che oggi finge di  avere  cambiato
  pelle.  Aveva  promesso un degno erede dell'assessore  Tusa  e  poi
  invece,  durante l'emergenza Covid, quando c'era ben  altro  a  cui
  pensare, ha ben pensato invece a rafforzare il suo Governo, le  sue
  intese con i Partiti del Nord.
   E  poi  è  stato  anche ridicolo il suo tentativo  di  banalizzare
  l'assegnazione di questa delega dicendo, dichiarando di non  sapere
  neppure che cosa sia l'identità siciliana. Beh, vede, nella vita si
  può  anche sbagliare, è umano, l'importante è anche ammetterlo, non
  c'è nulla di male. Quello che è veramente diabolico, Presidente,  è
  perseverare.
   Ricordo  ancora quando hanno arrestato Candela e Damiani, che  lei
  ha  dichiarato   ci avevamo visto giusto , ma dove  guardavate?  La
  superbia e l'arroganza, si ricordi Presidente, si ricordi che  sono
  veleni della democrazia e lei, a quanto pare, non è immune a questi
  veleni.  Che  poi  la  cosa che fa anche un  po'  ridere,  o  forse
  preoccupare, è che lei si trova vittima delle stesse condizioni che
  rimproverava e che ingabbiavano chi l'ha preceduta.
   Ricordo  chiaramente quando, nella scorsa legislatura, lei  accusò
  Crocetta di essere un uomo affetto da isteria autoreferenziale,  di
  essere  affetto  da  delirio  di immagine,  di  essere  malato  del
  complesso di Mosè, che voleva dettare le tavole del presente e  del
  futuro.  E' cambiato il Governo, ma non è cambiato l'andazzo.  Lei,
  Presidente, in questi anni, si è dimostrato chiaramente  inadeguato
  al  suo ruolo, incapace di reagire adeguatamente alle sfide che  le
  si  prospettavano, alle emergenze. Lo abbiamo visto  con  chiarezza
  durante la gestione della cassa integrazione in deroga, con le  sue
  scuse  i  siciliani non ci hanno riempito la tavola, ma ce  l'hanno
  riempita  invece con il reddito di cittadinanza, se no  ci  sarebbe
  stata  la  rivoluzione in Sicilia, e la vediamo ancora oggi  questa
  inadeguatezza. Siamo a fine luglio ed il comparto turistico  ancora
  non sa di che morte morirà.
   C'è  stato  il Covid. Però, quello che è mancato è il supporto  di
  questa  istituzione, del Governo. E' mancato un  piano  strategico,
  una visione, un'idea. Non avete indicato alcuna direzione.
   E  quando  non trova soluzioni, lei, Presidente, lancia  la  palla
  lontano.  Se  la  prende con le opposizioni, se la  prende  con  il
  Governo nazionale.
   Lei,  davanti  al  Governo  nazionale,  non  dovrebbe  essere   un
  contraddittorio,  un oppositore politico. Lei dovrebbe  essere  una
  interfaccia istituzionale. Per questo è stato votato.
   Però,  i problemi caratteriali, quelli di struttura politica,  non
  li possiamo cambiare, non li cambieremo né oggi, né domani.
   Lei in diverse occasioni è parso confuso, privo di una visione  di
  insieme,  senza  un'idea concreta di futuro. Lei  ha  promesso  che
  avrebbe  innovato.  Ma come può innovare Lei che  è  obsoleto.  Lei
  cammina ad una ram, è una specie di commodor 64 della politica.
   Poi,  tra l'altro, la Sicilia chiede discontinuità, questo  chiede
  rispetto  al  passato.  Ma  lei questa  discontinuità  non  la  può
  garantire,  perché ha costruito la sua vittoria su  una  coalizione
  litigiosa e famelica di nomine e di potere, e che si compatta  solo
  in occasioni come oggi, quando si deve salvare la poltrona.
   E  questi addebiti, Presidente, Lei pensi che le sono stati  mossi
  anche  dal  suo assessore Samonà, il 15 aprile del 2019,  quando  a
  commento della classifica del Sole 24 Ore, che la vedeva ultimo tra
  tutti  i governatori d'Italia, parlava di Lei come di un Presidente
  che  appariva quasi vinto dallo scoramento, vittima degli umori  di
  una  maggioranza  parlamentare  che  aveva  mostrato  debolezza  ed
  incoerenza.  La invitava a mutare atteggiamento, a rivendicare  una
  autonomia  rispetto  alle forze politiche che la  sostenevano,  che
  cerca  di  imbrigliare l'azione di Governo, di ottenere i nomi  dei
  propri  fedelissimi,  cosa  che si continua  ancora  a  verificare,
  parole del suo assessore, solo ad aprile 2019.
   Ecco,  questo è tutto quello di cui i siciliani non hanno bisogno,
  perché  puzza,  puzza di vecchia politica. Sempre  parole  del  suo
  assessore, prima che fosse folgorato sulla via di Pontida.
   E  ora, rispetto a tutto questo, Lei ha cercato di giostrarsi  con
  la  promessa, con la minaccia  non mi ricandido, non mi ricandido .
  Ma  speriamo che non si ricandidi, anche se sono curioso di vederla
  giudicare dai siciliani.
   Beh,  Presidente,  voi  siete  solo  un  compromesso  al  ribasso,
  prigioniero   di  una  tela.  Noi  chiediamo  legalità,   sviluppo,
  trasparenza,  innovazione, sostegno alla  produzione.  Ma  voi  non
  siete capaci neppure di gestire un'autostrada, sapete solo svendere
  la  Sicilia  ai  partiti  del  nord. Lo  avete  fatto  con  i  beni
  culturali, lo volete fare con il 118, lo volete fare con la CUC.
   Questo  è  un  tradimento del nostro popolo, e sarebbe  molto  più
  dignitoso  dimettersi  piuttosto  che  proseguire  nella  direzione
  intrapresa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  abbiamo
  firmato  questa mozione di sfiducia perché io reputo il  Presidente
  Musumeci  un vero artista, anche se il colore rosso non  gli  piace
  molto.
   E'  un'artista  dell'occultamento di tutte  le  sue  inefficienze.
  L'occultamento che, praticamente, lo porta sempre a  buttare  tutto
  in  caciara. Una volta è colpa di questo Parlamento; un'altra volta
  è colpa dei dipendenti regionali; un'altra volta ancora è colpa del
  dirigente di turno.
   Non l'ho mai vista assumersi in due anni le sue responsabilità.
   Di chi è colpa se Lei ha nominato dei dirigenti e degli assessori?
  Di  chi  è  colpa  se  questo  Governo  ha  ancora  gli  strascichi
  Cuffariani, Lombardiani e adesso anche Leghisti?
   Io  penso  che sia colpa sua o, forse, no. Forse non è colpa  sua,
  perché è frutto di accordi, non è un uomo prettamente libero. E  lo
  sa  perché penso questo Presidente? Perché Lei qualche giorno fa ha
  dichiarato  di  lottare contro qualsiasi forma  di  abuso  edilizio
  però,   all'interno  dei  suoi  assessorati,  ed   in   particolare
  dell'assessorato  all'ambiente, noi abbiamo il famoso  articolo  18
  nella legge proprio sull'edilizia che dovrà arrivare in quest'Aula.
   Un  articolo che estende il condono berlusconiano del 2003, quindi
  Lei  non  sa  cosa  fanno i suoi assessori. se dichiara  di  essere
  contrario all'abusivismo edilizio.
   E ancora ha chiesto a chi? A chi?

   PRESIDENTE.  Per  favore, ascoltiamo quello che dice  la  collega,
  grazie.

   CAMPO.  Grazie,  Presidente. Mi ricordo qua in quest'Aula,  quella
  famosa  domanda a chi, a chi giova tutto questo? A chi?  A  chi  ha
  assegnato questi posti chiave all'interno della sua Giunta? A  chi?
  Ce  lo  dica,  chi è che gestisce gli assessorati che  trattano  le
  materie sensibili di questo territorio? Soprattutto l'ambiente?
   Queste norme le abbiamo bocciate tutte in quest'Aula, e sa perché?
  Perché  all'interno contenevano il famoso cavallo di  Troia,  delle
  norme  che  potevano essere anche interessanti, importanti  per  il
  territorio,  ma che avevano degli articoli traditori, proprio  come
  questo  qua,  che  vuole  condonare gli abusi  in  zona  a  vincolo
  relativo.
   Sapete cos'è un vincolo relativo?
   Sono   tutti   quei   vincoli  in  zona  archeologica,   in   zona
  paesaggistica o, ancora peggio, quei vincoli  dove c'è praticamente
  dissesto idrogeologico.
   E  io, assessore Cordaro, solo perché,  come lei, e mi ascolti, mi
  ascolti, lei non ricorda forse tutte le tragedie che abbiamo  avuto
  nel  nostro  territorio siciliano, forse non  ricorda  che  qualche
  giorno  fa a Palermo c'è stato l'alluvione, che per fortuna non  ha
  prodotto vittime; non ricorda Scordia, non ricorda Giampilieri, non
  ricorda Casteldaccia, con le 11 vittime, io solo per questo, questa
  norma non avrei avuto il coraggio di inserirla dentro una legge che
  parla  di edilizia, e che poteva passare con il favore di tutto  il
  Parlamento.
   Per  concludere,  qua abbiamo fatto sempre a scarica  barile,  una
  volta  appunto  è  il  Parlamento, l'80 per  cento  dei  dipendenti
  regionali  che, poi mi piacerebbe che questa cosa venisse approvata
  e  certificata, perché è un'accusa grave e pesante:  si  gratta  la
  pancia ,  ma  alla  fine si cerca di far passare una  sanatoria  in
  piena regola, e vorrei sapere qual è la visione di questo Governo.
   Quale  visione  si  ha per la Sicilia, se noi continuiamo  a  fare
  norme   dove  all'interno  c'è  la  possibilità  di  infiltrazioni,
  favoritismi, dove si continua a fare norme che possano privilegiare
  gli interessi delle discariche private.
   Non  capisco  neanche qual è la visione per le future generazioni,
  per lo sviluppo economico di quest'isola
   Un parco, che potrebbe essere quello più importante della Sicilia,
  si  tiene bloccato, il Parco nazionale degli Iblei, non si bonifica
  la  costa  che è piena di plastica, tutta la plastica delle  serre,
  qual  è la visione per questi siciliani? Ma lo si vuole capire  che
  l'ambiente  è  un  settore economicamente  strategico  che  produce
  economia e sviluppo.
   E  per  concludere, collega Aricò, volevo citare  un  giornalista:
  Franco  Merlo,  che  su Repubblica ha scritto, in  fase  elettorale
  nell'ottobre del 2017, una frase interessante, parlando proprio del
  profilo  personale  del Presidente  Musumeci   è  convinto  che  la
  Sicilia, sia un'isola bagnata dalle parole e che le parole siano il
  potere ,  sì ecco, è vero, questo è il Governo delle parole,  e  il
  Governo  delle parole che sottolineano, chi comanda, chi  è  forte,
  che  sottolineano che non c'è bisogno di questo Parlamento,  e  che
  non  c'è bisogno della democrazia.  E' il Governo delle parole,  ma
  non  è  il  Governo dei fatti, no è il Governo delle cose semplici,
  delle riforme che aspettano tutti i siciliani.

   PRESIDENTE.   E'  iscritta  a parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Signor Presidente, Presidente Musumeci, Governo, onorevoli
  colleghi.  A  dire  la verità abbiamo provato a trovare  in  questo
  documento  oggi in discussione elementi che potessero,  come  dire,
  stimolarci delle riflessioni differenti da quanto, come  gruppo  di
  Fratelli  d'Italia,  dalle valutazioni che avevamo  fatto  rispetto
  alla relazione del Presidente.
   Ad  un  certo punto abbiamo anche pensato di spogliarci del nostro
  ruolo  di maggioranza perché, probabilmente, magari veniva  dettato
  dalle  nostre  riflessioni, le nostre riflessioni venivano  dettate
  dal  cuore. Ma niente, non siamo riusciti a trovare un qualcosa che
  ci  potesse  far fare qualche riflessione differente. Probabilmente
  questa mozione, che appunto parte da presupposti vaghi, sicuramente
  generici,   da   fatti  assolutamente  superati  e,  diciamo,   che
  probabilmente i Cinque Stelle avevano l'obbligo, per il loro  ruolo
  di  opposizione, di farla o, probabilmente, poteva  essere  l'unica
  risposta,  visto  il loro ruolo da poter dare alla relazione  fatta
  dal Presidente Musumeci in Aula.
   Vi  chiedo  e  mi chiedo se sia motivo di mozione di  sfiducia  il
  prendere   spunto  dalla  nomina  di  un  assessore,  peraltro   un
  siciliano, uomo di cultura, piaccia o non piaccia, e di un  partito
  che  è  stato presente e che sposato un progetto politico  sin  dal
  primo  momento  con  un  simbolo,  cioè  non  era  trasparente.   I
  siciliani,  quando hanno votato per questo Presidente,  per  questa
  maggioranza, avevano le idee chiare, sapevano benissimo che la Lega
  era  presente,  e  mi  sembra pure corretto che  un  partito  possa
  partecipare in maniera attiva e diretta all'azione di Governo.  Per
  altro  mi piace giudicare le persone nei fatti, per i fatti, e  non
  per altre questioni. Certo probabilmente, Presidente ...

   PRESIDENTE. Onorevole Amata, si avvii alla conclusione, perché gli
  altri  Gruppi  hanno  in toto dieci minuti di  tempo,  lei  ha  già
  parlato tre minuti. Lo so, si avvii alla conclusione.

   AMATA. Certo, probabilmente, Presidente Musumeci, sarebbero  stati
  più  contenti, avrebbero, sarebbe stato meglio se lei fosse  andato
  più  a nord nella scelta del nominativo, perché ricordo a me stessa
  e  a  chi  mi  ascolta,  che  ci fu un assessore  al  Bilancio  che
  proveniva  dalla regione Toscana, ed uno al turismo  che  proveniva
  dalla Lombardia.
   Ma  detto  questo non vedo neanche il secondo motivo che leggo  in
  queste  quattordici lunghe pagine. La cassa integrazione in deroga,
  non  voglio  ridire quello che ho sostenuto nei  mesi  scorsi,  che
  bisogna  guardare  alla  miopia  del  Governo  nazionale,  che   ha
  utilizzato sicuramente un sistema obsoleto in un momento  di  crisi
  pazzesca,  dove le persone, le famiglie, i lavoratori e le  imprese
  andavano  ristorate in maniera immediata, e per gli altri punti  ha
  ben  risposto,  in maniera esaustiva, l'assessore Scavone,  durante
  quella mozione di censura presentata e bocciata da quest'Aula.
   Altro  pilastro sul quale si fonda questa mozione, è la situazione
  economico  finanziaria. E' vero, abbiamo una  situazione  economico
  finanziaria   sicuramente  non  brillante,  ci  sono   debiti,   ma
  sicuramente  questi  debiti non possono essere  addebitati  a  noi,
  Presidente,  a  questo  Governo, debiti  che  risalgono  agli  anni
  novanta. Anzi, devo dire che, grazie all'interlocuzione costante di
  questo  Governo,  di  questo Presidente, dell'assessore  Armao  col
  Governo nazionale, si è evitato il default.
   Indubbiamente scontiamo l'onere di un piano di rientro  difficile,
  complicato,  oneroso, che limita programmazione ed investimenti.  I
  colleghi  firmatari della mozione sembra che non  vogliano  nemmeno
  riconoscere quanto di buono, e con dati di fatto è stato  fatto,  è
  stato  realizzato ed è stato ottenuto. Mi riferisco per esempio  ai
  300  milioni  di  risparmio rispetto alla  compartecipazione  sulla
  finanza statale, è notizia di ieri che all'ultima conferenza Stato-
  Regione  abbiamo  ottenuto, attraverso la  presenza  dell'assessore
  Armao  il ripiano di eventuali perdite rispetto ai gettiti fiscali,
  altri  480 milioni: parliamo di 780 milioni, quindi di risparmio  e
  di  soldi  che  possiamo  investire sul nostro  territorio  per  le
  esigenze  di questo territorio. Questi, Presidente, non  sono  meri
  risultati,  si vedono, a mio parere sì, e sono veramente  evidenti,
  ma  probabilmente eravamo abituati ad esaltarci, ad  essere  felici
  perché  ci  avevano dato 500 milioni per ripianare  il  bilancio  -
  epoca  Crocetta  -  quando  abbiamo  rinunziato  a  un  contenzioso
  miliardario nei confronti dello Stato  Abbiamo cancellato la nostra
  storia,  l'articolo 37 dello Statuto siciliano,  di  cui  in  tanti
  parliamo, e abbiamo svenduto la nostra Terra, in quel momento. Però
  ci  stracciamo  le vesti, oggi, perché abbiamo un  assessore  della
  Lega  in  Giunta. Tant'è, evidentemente. Ed ancora, voi  che  tanto
  sbandierate gli aiuti salvifici di questo Governo nazionale,  avete
  chiesto  al  Ministro  Provenzano perché voglia  lui  utilizzare  e
  gestire  i fondi del Piano di Coesione Territoriale? Di grazia,  su
  quali  progetti? Su quale programmazione tutto questo? Ma forse  si
  vuole  ripetere  la storia, quella di Renzi - era  il  2014  -  due
  miliardi scippati alla Sicilia per spenderli al Nord. Un esempio? I
  padiglioni  dell'Expo  di Milano. In questo  clima,  Presidente,  è
  difficile,  complicato, tanto è stato fatto e tanto ancora  c'è  da
  fare.  Probabilmente è proprio su questo da farsi, che  il  Governo
  deve   individuare  le  strategie  migliori,  ad  iniziare  da   un
  coinvolgimento diretto di tutto il Parlamento regionale.
   Onorevoli  colleghi, adesso mi appello al senso di  responsabilità
  di  tutti  noi,  di  tutti voi. Cooperare non vuol  dire  accettare
  passivamente le decisioni, i progetti di un Governo; il ruolo delle
  opposizioni  deve  essere  strategico  e  funzionale,  ma  non  per
  demolire,  bensì  per partecipare alla costruzione,  nell'interesse
  unico ed esclusivo della propria terra e dei siciliani. I siciliani
  ci  hanno  eletto  per  questo  e ci  guardano,  siete  i  primi  a
  rivolgervi  a casa, ai siciliani che ci ascoltano da casa,  che  ci
  ascoltano,  ci guardano, ci giudicano, ed hanno bisogno di  vederci
  coesi,  soprattutto  in un momento delicato  come  quello  che  sta
  attraversando oggi la nostra Sicilia. I lavoratori, le imprese,  le
  famiglie, soffrono una crisi mai vista, e non meritano questo  tipo
  di atteggiamento.
   Per  tutte  queste ragioni, annuncio il voto contrario del  Gruppo
  parlamentare   Fratelli  d'Italia  che mi onoro  di  rappresentare,
  alla  mozione  di sfiducia presentata nei confronti del  Presidente
  della Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Presidente
  Musumeci,  io  parto dal presupposto che i cittadini siciliani  non
  possono  pagare  con  la  loro pelle l'inefficienza  della  Regione
  siciliana.  Un cittadino siciliano - lo sappiamo, è noto  -  ha  un
  reddito inferiore rispetto a quello della media nazionale, è  noto,
  lo  sappiamo  tutti,  ma vive in condizioni  disagiate  rispetto  a
  quella  che è la media nazionale. Questo Governo lo sa, ma fino  ad
  oggi,  diciamo,  nulla  è  stato fatto per  poter  cambiare  questa
  tendenza.  Oggi, dopo la pandemia, dopo il Covid-19, ci  ritroviamo
  ad  affrontare  un quadro socio-economico molto complesso  e  molto
  tragico,  perché  le  condizioni di qualità e  stile  di  vita  dei
  siciliani sono sicuramente peggiorate. Meno male che in questa fase
  di  pandemia, grazie al Governo nazionale, abbiamo avuto il reddito
  di  cittadinanza,  grazie  a  questo,  quantomeno,  questo  Governo
  regionale   ha   avuto  sulla  coscienza  meno   famiglie   povere,
  chiaramente,  grazie  a  questo reddito. Ma anche  all'interno  del
  reddito  di  cittadinanza, a proposito di ritardi  ed  inefficienza
  abbiamo problemi, abbiamo dei ritardi rispetto all'introduzione dei
  percorsi  formativi e ai patti per il lavoro. Lo Stato ha stanziato
  risorse   per   le  assunzioni,  ma  ancora  aspettiamo   i   bandi
  dell'Assessore. Ritardi su ritardi, paralisi su paralisi  e  niente
  si  conclude. Ma chiaramente - e questo è un elemento  che  abbiamo
  inserito  nella  mozione di sfiducia - il  ritardo  più  assurdo  e
  vergognoso,  dove si è toccato il fondo è, chiaramente,  quello  di
  cui  abbiamo  discusso in questi mesi sulla cassa  integrazione  in
  deroga.  La  cassa  integrazione in deroga ha i  suoi  ritardi  nei
  pagamenti,  non  è  possibile che un cittadino  di  quest'Isola,  i
  cittadini  siciliani  debbano morire di fame perché  la  Regione  è
  inefficiente e i funzionari non possono espletare il loro lavoro in
  maniera  efficiente, perché posso capire che ci  si  è  abituati  a
  questa  lentezza, ma non è così, perché quando si parla di fare  la
  spesa,  di  dare  da mangiare ai propri figli, di non  riuscire  ad
  arrivare  a  fine  mese, qui stiamo parlando di gravi  carenze,  di
  gravissime carenze nella gestione delle procedure in questa Regione
  e,  chiaramente  non  possiamo uscircene  con  dichiarazioni  sulla
  stampa dove diciamo che l'80 per cento dei dipendenti della Regione
  sono  senza  far nulla e si grattano la pancia dalla  mattina  alla
  sera   Bene,  se avete preso atto di questo, se ha  preso  atto  di
  questo, Presidente, deve mettere in atto delle azioni per invertire
  la tendenza, perché altrimenti, davvero e non lo dico io, lo dicono
  i numeri, questa Sicilia è destinata ad impoverirsi e a spopolarsi.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.   Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  Musumeci,  buonasera,  io  ritengo  che  una  mozione  di  sfiducia
  presentata con questa tempistica, cioè durante una crisi  sanitaria
  che non ha precedenti, per lo meno negli ultimi cinquant'anni,  sia
  un  atto di sciacallaggio politico, però, tuttavia, ci permette  di
  fare il punto della situazione, ulteriormente rispetto a quanto già
  fatto  la  settimana scorsa, quando lei è venuto a  relazionare  in
  Aula  con  grande  senso  di rispetto per  questa  Istituzione,  ci
  permette,  dicevo, di fare un ulteriore punto della  situazione  al
  giro di boa di questa legislatura, e io la vorrei ringraziare per i
  grandi risultati che sono stati ottenuti fino a questo momento.
     Governare  una regione come la Sicilia che arriva da decenni  di
  governi fallimentari, non era facile e non è facile, chiaramente ci
  sono dei problemi sia all'interno di quest'Aula che all'esterno  di
  quest'Aula  che  di certo non sono imputabili a chi  amministra   e
  ciononostante molto è stato fatto, si è ricominciato a  spendere  i
  Fondi  europei, si è ricominciato ad assumere, si è ricominciato  a
  stabilizzare i precari, sono stati dati segnali significativi  alle
  categorie  produttive  e in un momento di grande  difficoltà,  come
  quello  del  Covid,  in sede di finanziaria, così  come  fanno  gli
  ottimisti  laddove ci sono dei problemi, sono state  trovate  delle
  occasioni, al contrario di quello che fanno i pessimisti che invece
  vedono nelle occasioni i problemi.
   Ed  è  stata  una finanziaria, quella Covid, dove sono state  date
  ulteriori risposte, sono state date, mi vengono in mente,  risposte
  nel  settore dell'edilizia con la norme sulle facciate, l'esenzione
  del  ticket  auto,  l'esenzione dei canoni  demaniali,  l'esenzione
  della  TOSAP,  grazie  al fondo perequativo che  ha  consentito  ai
  Comuni  di  potere porre in essere queste esenzioni -  tante  altre
  norme  significative  - il fondo per la conversione  delle  imprese
  siciliane  per la produzione dei DPI, i settantacinque  milioni  di
  euro  a  disposizione dell'Assessorato del Turismo, dello  sport  e
  dello spettacolo, per far ripartire il turismo, anche in un momento
  così complicato. Il turismo quello vero, Presidente, non quello che
  a  detta del Viceministro Cancelleri, c'è a Porto Empedocle a bordo
  della  Moby  Zaza,  il  turismo vero,  quello che  deve  ripartire,
  quello siciliano.
   Ciononostante,  nonostante  questi  risultati,  nonostante  questo
  spirito  di  prontezza  dimostrato nel  periodo  del  lockdown,  il
  modello sanità in Sicilia è stato preso come modello virtuoso anche
  dal  Corriere  della  Sera, non propriamente  da  una  testata  non
  autorevole,  e,  oggi, ci dobbiamo trovare a confrontarci  con  una
  mozione  di  sfiducia  che  si  compone  di  tutta  una  serie   di
  motivazioni  che sembrano abbastanza slegate tra di loro,  ne  cito
  alcune: si parte dai ritardi per la cassa integrazione, ma è un po'
  come  il  bue  che dice cornuto all'asino, perché noi  non  abbiamo
  visto fino ad ora, a livello nazionale, gli ammortizzatori sociali,
  avremo a partire dal 2021 i fondi per la ripartenza, ma intanto per
  quest'anno ci saranno 4 milioni di Partite Iva che dovranno  pagare
  due  miliardi di tasse e questo è un problema nazionale  che  forse
  sfugge  ai  colleghi firmatari della mozione che  sono  al  Governo
  nazionale;  si  parla di Piano rifiuti ma quella  normativa  che  è
  stata anche citata come una normativa non attuata da questo Governo
  regionale,  se non sbaglio, non è stata attuata proprio  perché  in
  quell'occasione vi fu, all'articolo 1, da parte delle  opposizioni,
  un   atteggiamento  che  definire  irresponsabile  e,  secondo  me,
  limitativo.
   Ma soprattutto quello che è ridicolo, quello che è sconcertante  è
  che  all'interno della mozione il primo argomento posto a  sostegno
  di  questa  sfiducia  del Presidente Musumeci,  è  che  in  Sicilia
  Alberto Samonà fa l'assessore per la cultura, e il problema  è  che
  Alberto Samonà appartiene al partito della Lega, però in questi due
  mesi  Alberto Samonà ha riaperto i siti della cultura, ha fatto  la
  ricognizione di tutti i siti culturali e di tutti i beni  culturali
  della  Regione, ha fatto ripartire l'economia turistica  siciliana,
  anche  attraverso  i siti culturali, riaprendoli  anche  nelle  ore
  serali, ben sta facendo, ben si sta comportando, e però c'è  questo
  vulnus  che  appartiene  a un partito che fa discriminazioni  sulla
  base della provenienza geografica delle persone, che insulta il Sud
  da tanto tempo.
   Ebbene,  vorrei precisare che per noi della Lega tutte le  persone
  sono  uguali,  siamo tutti fratelli su questa Terra,  però  bisogna
  fare  delle  precisazioni perché la storia non è sempre uguale,  ci
  sono fasi storiche diverse.
   Noi  in  Italia abbiamo avuto fasi storiche in cui l'economia  era
  più  fiorente  ed  era possibile l'integrazione delle  persone  che
  arrivavano da fuori attraverso la possibilità di dare loro un posto
  di lavoro, adesso questo non avviene, l'immigrazione incontrollata,
  l'immigrazione clandestina, porta ad arricchire la malavita,  porta
  al  caporalato,  porta  al business delle cooperative,  ed  è  solo
  questo il motivo per cui la Lega sostiene che ci vuole un controllo
  dei flussi migratori più attento.
   E  per  quanto  riguarda  l'umiliazione  del  Sud,  cari  colleghi
   pentastellati', è il vostro partito che umilia da tempo il Sud, da
  quando governa a Roma: il reddito di cittadinanza, a distanza di un
  anno,  ha prodotto un occupazione soltanto del 2 per cento,  e  noi
  non  abbiamo  bisogno  di assistenzialismo ma abbiamo  bisogno  che
  quelle energie, magari, venissero impiegate per dare sostegno  alle
  imprese, per creare posti di lavoro.
   Non so se ve ne siete accorti ma da quando avete depositato questa
  mozione di sfiducia, ed anche da parecchio prima, a giudicare dalle
  fuoriuscite che avete in Sicilia e non solo in Sicilia, le  persone
  vi  hanno  sfiduciato, siete voi che siete stati sfiduciati,  basta
  andare  a vedere alcuni commenti che sono stati fatti, non  da  me,
  non  da altri colleghi deputati, ma da semplici cittadini a margine
  dei  post  che avete pubblicato sui social mostrando, tra  l'altro,
  quella  vergognosa vignetta, quel vergognoso opuscolo di cui  tanto
  si è discusso.
   Leggo  qualche  commento,  tanto per far  capire  di  cosa  stiamo
  parlando:    vergognosi   alla  quinta  potenza';    che   immagine
  vergognosa,  ma quanto odio avete in corpo';  la politica  è  tutta
  un'altra cosa e non questi volantini dispregiativi'.
   Ormai  il  popolo  ha  scoperto  il vostro  bluff,  alle  prossime
  elezioni andrete tutti a casa; ridicoli, oltre che scarsi,  che  ci
  può stare, ma stile veramente zero. State rovinando l'Italia più di
  quanto non lo fosse già, con i modi e con i fatti.
   La  mozione  di  sfiducia dovreste farla a voi stessi,  grazie  al
  cielo   state  togliendo  il  disturbo.  Triste  questo  manifesto,
  dimostra quanto valete  Potrei continuare ma mi fermo qui.
   Signor  Presidente, ovviamente la Lega non sosterrà questa mozione
  di sfiducia. Rimane a fianco del Presidente Musumeci per portare  a
  compimento  quelli  che sono gli obiettivi  di  questo  Governo  in
  questa seconda fase di legislatura.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Io, tu e la Lega. Erano in quattro, sono rimasti in  due,
  e danno pure lezioni di Gruppo, meraviglioso
   Presidente,  è  finito il tempo di scaricare le responsabilità  al
  vecchio Governo.
   Lei  verrà ricordato per essere il primo presidente della  Regione
  siciliana che ha tagliato i fondi diretti ai comuni, 130 milioni di
  euro in meno in questo bilancio che saranno ripristinati, solo  Dio
  sa quando
   Lei, Presidente, sarà ricordato per l'IRSAP, quell'ente carrozzone
  che  ci  portiamo  dietro  che continua ad  essere  vandalizzato  a
  Palermo,  fino  a  due  settimane  fa,  che  ha  ceduto  strade   e
  illuminazione e ancora oggi non sappiamo cosa faccia.
   Lei,  Presidente,  verrà ricordato per non  avere  messo  in  atto
  nessuna delle opere di razionalizzazione del nostro bilancio  della
  Regione.
   Lei, Presidente, verrà ricordato per avere scippato i soldi ai più
  poveri:  a  Termini Imerese e Gela, le due aree di crisi complessa.
  Lei  ha  mentito  a  Gela  dicendo che non  ci  fosse  un  progetto
  definitivo quando invece il progetto c'era, e non c'era  la  scheda
   grande progetto' che non avete mai inviato a Bruxelles - lei e  il
  suo Governo.
   Lei,  Presidente,  forse non sa che ci sono  159  società-enti  in
  questo bilancio partecipato, e una quarantina presentano i bilanci.
   Lei, Presidente, non sa che l'ESA - l'ultimo vergognoso carrozzone
  di  questa Regione - anche con la sua Presidenza continua ad essere
  quell'ultimo vergognoso carrozzone, pieno di immobili abbandonati.
   Lei, Presidente, forse non sa che la Bio-fabbrica di Ramacca costa
  150 mila euro l'anno e ne produce solamente trentamila.
   Lei, Presidente, forse non sa che l'ESA non parteciperà alla Banca
  della Terra perché non sa neanche quali sono i suoi terreni.
   Lei, Presidente, non sa che l'IRVO ha sessanta dipendenti e trenta
  dirigenti,  e  funziona  peggio dell'ultimo  orologio  prodotto  su
  questa Terra.
   Lei,  Presidente,  non sa che nel 2019 a IRVO sono  stati  erogati
  duecentomila euro di indennità di risultato senza che  mai  nessuno
  abbia  fatto  o  abbia attestato il raggiungimento degli  obiettivi
  prefissati.
   Lei,  Presidente,  non  sa che questa Regione  ha  acquistato  tre
  milioni  di  euro  di immobili dall'IRVO senza  farne  neanche  una
  quantificazione.
   Lei, Presidente, non sa che il CORFILAC, dove all'interno c'è  una
  bellissima  struttura, la cacioteca a Ragusa  è  stata  realizzata,
  inaugurata e chiusa.
   Lei,  Presidente, non sa che l'Istituto zootecnico, che nasce come
  ente  per  il miglioramento genetico, non fa miglioramento genetico
  dal  2008.  Non sa che a Palermo ha 50 ettari di terreno e  neanche
  uno  coltivato, però compra gli alimenti per quegli  unici  animali
  che sono quelli sotto sequestro.
   Lei,  Presidente, non sa che la Società Interporti -  che  lei  ha
  rifinanziato  - ha nominato come responsabile della  prevenzione  e
  della corruzione un tirocinante.
   Lei,  Presidente, probabilmente, non sa che l'amministratore unico
  di  quella  società  si  è  dato un nuovo  incarico  senza  passare
  dall'assemblea dei soci.
   Lei, Presidente, non sa che quegli incarichi che vengono assegnati
  all'interno  della  Società Interporti passano  senza  ottenere  il
  principio di rotazione. Lei, Presidente, non sa che in quei bilanci
  sono state inserite somme che non sono mai state riscosse.
   Lei,  Presidente, forse non sa che  Sicilia Digitale'  continua  a
  fare  delle assunzioni grazie alle agenzie interinali, con sede  in
  Calabria, senza mai pubblicare l'avviso pubblico.
   Lei, Presidente, non sa che gli incarichi che vengono affidati  da
  Sicilia Digitale non rispettano le procedure interne - e lo afferma
  lo stesso collegio dei revisori.
   Lei, Presidente, forse non sa che il Parco scientifico tecnologico
  -   che  ha sede a Catania - ha tre dipendenti di cui due  sono  di
  Palermo e uno è di Catania, e che non hanno una sede.
   Lei,  Presidente, forse non sa che l'ente di ricerca ELBES, ancora
  oggi cerchiamo dove abbia la sede. Eppure il CDA si autoassegna gli
  incarichi di consulenza.
   Lei,  Presidente, forse non sa che il CORERAS ha  speso  350  mila
  euro - anzi la Regione siciliana per l'Azienda San Pietro di Ragusa
  che  oggi  è  stata  abbondonata e viene  gestita  come  centri  di
  accoglienza.
   Lei,  Presidente,  forse non sa che questa Regione  non  ha  fatto
  nulla   per   fermare   lo   scippo  dei  terreni   agricoli   alle
  multinazionali per costruire pannelli fotovoltaici.
   Lei, Presidente, forse non sa che il villino Verderame che abbiamo
  acquistato non è mai passato alla Regione. E' ancora alla CRIAS.
   Lei,  Presidente, forse non sa che CRIAS e IRCAC non sono in grado
  di  erogare un solo centesimo, perché la CRIAS da quattro anni  non
  applica il 118.
   Lei,  Presidente, non ha liquidato una sola società, un solo  ente
  posto in liquidazione.
   Lei Presidente non sa che della finanziaria, che abbiamo approvato
  due mesi e mezzo fa, non ancora un solo euro è stato erogato.
   Lei forse non sa, Presidente, che da sette mesi la spesa europea è
  bloccata a un miliardo e due.
   Lei  forse non sa, Presidente, che i centrotrenta milioni di  euro
  che  vogliamo  dare  alle  imprese, per l'ennesima  volta  verranno
  finanziati  col  click-day , come se l'azienda delle Madonie  possa
  avere le stesse identiche opportunità dell'azienda che si trova  in
  via Libertà.
   Presidente,  noi non dovremmo essere qui a sfiduciarla,  lei,  per
  quello  che  ha  fatto  e  per quello che non  ha  fatto,  dovrebbe
  solamente dimettersi.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori, onorevoli colleghi io avevo, per mia scelta, ritenuto di
  non intervenire perché, appunto, volevo che questo momento fosse un
  momento che poteva volgere ad un epilogo più velocemente possibile,
  e adesso riferirò anche i motivi.
   Ritengo che questa mozione di sfiducia, che è stata presentata  in
  quest'Aula  dai  deputati  del Movimento Cinque  Stelle,  oltre  ad
  essere strumentale, pretestuosa e sterile e ritengo, anche, inutile
  - ovviamente rientra nelle prerogative dei parlamentari, di tutti i
  Gruppi  politici  presenti  in  quest'Aula  -  ritengo  che  abbia,
  sicuramente  un carattere, principalmente, più che di  criticare  o
  sottolineare  qualche  omissione o mancanza o  delle  attività  che
  possono  essere rimproverate al suo Governo o alla sua attività  di
  Governo svolta in questi due anni e mezzo, ritengo che vada  invece
  considerata  come  un  momento che debba, in un  certo  senso,  far
  emergere  la  visibilità di un partito che da mesi, sia  a  livello
  nazionale  che  a livello regionale, per mille motivi  sta  vivendo
  delle  lacerazioni interne e sicuramente una crisi all'interno  del
  suo partito e, quindi, tenta di voler cercare di far riaccendere  i
  riflettori  sulle  eventuali omissioni di questo Governo,  più  che
  invece sulle criticità interne  di questo partito.
   Ma  non potevo non intervenire quando, da questa tribuna, è  stato
  fatto  riferimento  al  rispetto  per  l'avversario  politico.   Il
  rispetto   per  l'avversario  politico,  che  da  questo  microfono
  qualcuno ha evocato, ritengo che debba fare riflettere non solo chi
  ha   pronunciato  questa  frase,  ma  chi  la  condivide,  chi   ha
  sottoscritto  l'intero  atto della mozione, perché  non  comprendo,
  sicuramente sarà un mio limite personale, sarà anche perché sono un
  neofita,  sarà  anche,  come qualcuno dice, un  deputato  di  prima
  legislatura, io aggiungerei che sono al primo semestre,  forse  non
  ho  ancora  maturato  il primo semestre, però  già  mi  sono  fatto
  un'idea  chiara di quelli che sono gli interventi  o  le  prese  di
  posizione  di  alcuni  partiti  o  di  alcuni  deputati  di  questo
  Parlamento.
   Io  non  comprendo  come  qualcuno  possa  dire,  o  criticare,  o
  attaccare il mancato rispetto dell'avversario politico quando,  nei
  mesi scorsi, hanno chiesto al Presidente della Regione di venire in
  Aula,  di  partecipare alle Sedute, di potere prendere  parte  agli
  argomenti  di  questo Parlamento, quando viene il  Presidente,  con
  grande senso di responsabilità, con grande senso soprattutto  delle
  istituzioni  a rappresentare l'operato del suo Governo  -   che  io
  apprezzo -  ringrazio per tutti quelli che sono i risultati  finora
  ottenuti, ma non comprendo come mai questi deputati che chiedono la
  sua presenza lei viene in Aula e poi escono fuori dall'Aula.
   Questo  non  penso che sia un garbo istituzionale, uno  stile  che
  devono  avere  i  deputati non nei confronti  dell'onorevole  Nello
  Musumeci,  ma nei confronti del Presidente della Regione che  viene
  in Aula e viene a rappresentare i risultati del suo operato.
   A  me dispiace che qualcuno faccia riferimento a questi termini ma
  purtroppo  io  non  posso accettarli. Devo  purtroppo  avviarmi  al
  termine  perché  lascio  la  parola al presidente  del  mio  Gruppo
  parlamentare  che  sicuramente  sarà  più  preciso  e  puntuale   a
  relazionare sul voto contrario della nostra mozione di sfiducia, ma
  non  potevo non intervenire, non posso che ringraziare lei,  signor
  Presidente  della  Regione, per il suo operato  e  per  quello  che
  continuerà  a  fare e per il cambio di rotta che ha dato  a  questa
  Regione.
   Ovviamente,  mi  sia  consentito  anche  un  ringraziamento   agli
  autorevoli  assessori che compongono la compagine  di  Governo  che
  ogni  giorno,  insieme  a lei, con il loro operato  portano  avanti
  questa azione di cambiamento fondamentale per la nostra Terra e per
  la nostra Sicilia.
   La ringrazio e le auguro ancora una volta buon lavoro.

   PRESIDENTE.  Bravissimo,  cinque  minuti  precisi,  cioè  a  metà,
  difficile riuscire a farlo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  Presidente della Regione, oggi questo Parlamento discute, ai  sensi
  del   Regolamento  interno,  un  legittimo  atto  di  sfiducia   al
  Presidente  della Regione, una proposizione di tutta una  serie  di
  argomentazioni che non abbiamo voluto redigere così  perché  ce  le
  siamo  inventate,  ma perché, strano a dirsi, stando in mezzo  alla
  gente, continuando a stare in mezzo alle piazze, al contatto vivo e
  vicino  con le persone, ce le raccontano le persone queste cose,  i
  siciliani.
   Ed,  allora, l'elenco, l'insieme degli argomenti che sono presenti
  nella mozione forse è riduttivo rispetto a tutto il quadro generale
  della  situazione siciliana in questo momento e le motivazioni  che
  oggi noi stiamo qui discutendo, non sono un mero rito, non sono una
  celebrazione  a tempo, ma sono contenuti, sono cose  di  cui  si  è
  parlato di cui abbiamo visto gli effetti: la cassa integrazione  in
  deroga, il disavanzo più alto della storia della Sicilia ed  ancora
  nessun passo avanti nella liquidazione degli ex Asi, la riforma dei
  consorzi  di  bonifica  ferma al palo, e che  dire  delle  attività
  produttive  delle quali mi interesso particolarmente perché  faccio
  parte  della Commissione  Attività produttive' e da lì posso  avere
  anche  un  osservatorio privilegiato, ma sono le persone, sono  gli
  imprenditori,  sono  i giovani che ci dicono che  questa  terra  di
  Sicilia non dà possibilità alle imprese.
   Nel    suo   manifesto,   Presidente   Musumeci,   c'era   scritto
   Diventeràproduttivissima', stando al fianco delle imprese,  questa
  è  un  po' la formulazione e valorizzando. Peccato, però,  che  noi
  abbiamo  la  certificazione  della spesa dell'assessorato  attività
  produttive  che  ha  sugli  Assi 1 e 3  la  maggiore  dotazione  in
  proporzione su tutta la globale dotazione dei fondi europei.
   Noi  abbiamo  fino a pochissimi mesi fa impegni ammessi  dell'8,59
  per  cento  per  l'Asse 1 e per l'asse 3 del  10,6  per  cento.  Ho
  guardato  le percentuali più alte, recentemente, e mi sto  fermando
  volutamente,  in  questa mia disamina a tutta  la  situazione  pre-
  Covid,  mi  fermo a febbraio perché chiaramente con le  motivazioni
  che  poi,  di cui è stata investita quest'Aula e questo  Governo  a
  seguito  dell'emergenza  Covid  chiaramente  gli  equilibri  e  gli
  impegni  possono pure cambiare però noi sull'innovazione in  questo
  momento  per  le  start-up, per gli spin-off universitari,  da  cui
  dovremmo  creare il collegamento tra i nostri giovani che  studiano
  in  Sicilia  e  che vanno a lavorare, in Sicilia   non  abbiamo  un
  centesimo  e  pregheremo poi l'assessore ed il Governo,  se  ancora
  rimarrà  in vita questo Governo, di volere pensare anche  a  questo
  perché  è  chiaro  che  bisogna alimentare  il  tessuto  produttivo
  attuale  con  un  bonus  immediato   ma  non  possiamo  perdere  la
  prospettiva.
   E  questo  è  un  tema.  Ma anche perché i dati  sulle  condizioni
  economiche e le prospettive e le attese ce le date voi nel DEFR del
  2020/2022. L'attesa certificata dal Governo, dall'assessore Armao e
  dal  Presidente  Musumeci nella preposizione del  DEFR  è  riferita
  all'anno  in  corso, intendo entro il 2019, da un -0,2 di  crescita
  sul  Pil  ad  un -0,4 e per il 2020, rimandando poi, ad un  biennio
  successivo  un processo di irrobustimento dell'economia  dallo  0,4
  allo  0,1,  quindi  in calo. Questa, signori, è la  fotografia  che
  avete fatto voi.
   Ancora, nel suo manifesto, Presidente, lei dice che questa Sicilia
  sarà  sicurissima'. Il 31 luglio il Governo nazionale inaugurerà il
  ponte Himera, ma la frana che ha causato il crollo del ponte Himera
  è  ancora là, quindi sul  sicurissima' io avrei qualche dubbio  per
  tutto  il  resto  di  tutte le altre frane certificate  in  Sicilia
  dall'Ispra che sono più di 24 mila.
    Collegatissima'; però noi dobbiamo andare a vedere il bilancio di
  Banca d'Italia che fa riferimento - e sono dati del 2019 e mi fermo
  lì,  ovviamente - che dice invece, sulla base dei dati openCUP, che
  le  decisioni d'investimento in opere pubbliche sul territorio sono
  cresciute sensibilmente nel triennio 2017-2019; sì, però, a  carico
  di  Comuni  e  di  concessionari di reti, Anas e Rfi,  pertanto  la
  crescita  l'abbiamo  avuta  sì,  ma  da  altre  parti,  non   certo
  sicuramente per spinta di questa Regione.
   Poi,   ancora  il  suo  manifesto,  Presidente,  dice   che   sarà
   velocissima',    concretissima',    onestissima',    liberissima',
   valorizzatissima'. Io penso che con i superlativi, forse, vi siete
  fatti prendere un pochino la mano.
   Io dico una cosa, Presidente, questo vostro guardarvi l'ombelico e
  pensare  comunque ad una sopravvivenza personale fino alla prossima
  campagna  elettorale  ha  stancato  tutti.  Ha  stancato  noi   del
  Movimento   Cinque  Stelle,  chiaramente  perché  vorremmo   vedere
  quest'isola  di  Sicilia  crescere,  invece  la  vediamo  al  palo,
  immobile, oscillare al palo praticamente tra la presunzione di aver
  fatto  qualcosa e invece il reale immobilismo e, al  tempo  stesso,
  non possiamo tollerare che lei sia la causa del fatto che la nostra
  terra  di  Sicilia,  un blocco di marmo che potrebbe  diventare  il
  David   di   Michelangelo  per  bellezza,  per  potenzialità,   per
  prospettive, per tutto quello che noi abbiamo, rimane nelle mani di
  uno scalpellino senza arte né parte.
   Ora,  Presidente, come ha detto anche il mio collega Sunseri,  non
  ci  sarebbe  bisogno  neanche di questa mozione,  uno  si  dovrebbe
  dimettere, però noi siamo qua oggi proprio per votare la  rimozione
  della causa di questa situazione siciliana. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Genovese.  Ne  ha
  facoltà.

   GENOVESE.   Grazie,  Presidente.  Presidente  Musumeci,   Governo,
  onorevoli colleghi, mi piace preliminarmente segnalare quanto nella
  mia  azione politica ma come nella vita io dia massima priorità  al
  rispetto, rispetto umano, rispetto per le persone, rispetto per  la
  libertà d'espressione, di critica e di opinione.
   In  quest'Aula,  spesso, ci troviamo ad affrontare  delle  usanze,
  Presidente,  queste usanze che sanno tanto di messa in  scena,  una
  messa  in scena che è come una prassi ormai quasi obbligata. A  due
  anni  e  mezzo dall'inizio della Legislatura qui qualcuno  è  quasi
  costretto a dover recitare una parte, la parte di coloro  che  sono
  pronti  a tornare al voto. Ma - ripeto - parlo anche per me,  parlo
  per tutti, ma davvero siamo convinti di essere pronti di tornare al
  voto?  Naturalmente  il riferimento non  è  a  chi  oggi  è  qui  a
  sostenere  il  Governo Musumeci. Adiamo avanti sulla prassi  ed  io
  penso,  Presidente,  che  un  atto politico  debba  necessariamente
  essere accompagnato dalla credibilità di chi lo porta avanti. Bene.
  E  per  guardare alla credibilità di un atto politico altro non  si
  può fare che andare a guardare la matrice di questo atto politico.
   Mi  dispiace in questa sede e da questo podio fare un attacco  del
  genere, ma per me è necessario segnalare quanto la credibilità  del
  partito - perché ormai si può parlare di un Partito - del Movimento
  Cinque  Stelle,  è prossima allo zero. E questo va  necessariamente
  segnalato   in   un  contesto  in  cui,  oggi,  la   demonizzazione
  dell'avversario politico è una prassi alla quale, purtroppo, non mi
  potrò  mai abituare, Presidente. E' il Partito della finta purezza;
  è  il  Partito  del giustizialismo di facciata; è  il  Partito  che
  demonizza l'avversario politico, ma talvolta ci può anche diventare
  amico. Mi sa che è successo in certe circostanze non di certo qui a
  Palermo, ancora non lo abbiamo potuto vedere ufficialmente.
   Bene, Presidente, io penso che il no a tutto non sia possibile.
   Ho  segnalato  quanto di fatto queste incongruenze  poi  si  siano
  riversate  anche  sugli ambiti politici. Penso all'euroscetticismo,
  euroscetticismo fin quando è utile. Beh, anche questo devo dire che
  è inquietante.
   Ma  tralasciando questo, io voglio dire una cosa e la voglio  dire
  con  il  cuore:  io  non ho nulla contro i colleghi  del  Movimento
  Cinque  Stelle con la maggior parte dei quali ho un rapporto  anche
  buono,  di  rispetto  e  onestamente  questo  non  può  che  essere
  piacevole.  Quindi,  nulla contro i colleghi,  ma  qui  il  tema  è
  esclusivamente  politico e - ripeto - che io sono convinto  che  la
  credibilità  degli  atti  debba  essere  accompagnata  anche  dalla
  credibilità dell'azione politica.
   E  oggi siamo qui, io sono qui, anche per cercare in qualche  modo
  di  segnalare, ove fosse necessario, i meriti che questo Governo ha
  fatto nel corso di questi due anni e mezzo.
   E'  inutile dire che questo Governo sia stato esente da errori; ma
  è  normale  e ognuno di noi non è esente da errori. Devo  dire  che
  sarebbe   impensabile  dire  l'opposto.  Però,   poi,   Presidente,
  fortunatamente, ci sono le cronache, ci sono i fatti  e  devo  dire
  che  questi  fatti e queste cronache sono già state relazionate  in
  quest'Aula egregiamente dal Presidente Musumeci, ma si tende, anche
  rispetto  a  questo, a fare finta di nulla. Però,  alcuni  passaggi
  ritengo sia doveroso segnalarli.
   Io  penso alle 10 mila imprese che sono state finanziate da questo
  Governo.  Si  parla di 683 milioni di euro che sono  stati  versati
  nelle  casse  delle imprese. Il 179 per cento in  più  rispetto  ai
  Governi  precedenti. Penso al 17,3 per cento in più delle procedure
  UREGA  già avviate. Penso ai 16 milioni per i fondi europei.  Penso
  anche  al  miliardo  e  194 milioni di fondi FESR  che  sono  stati
  utilizzati  a  dispetto  dei  6  milioni  utilizzati  dal   Governo
  precedente.   Penso  alle  stabilizzazioni.  Penso  alla   raccolta
  differenziata che ha superato l'84 per cento in più. Presidente, se
  dovessimo  parlare  in  termini calcistici  non  c'è  partita ,  mi
  sembra assolutamente scontato.
   Ma  tralasciando questo, io penso anche una cosa che va  segnalata
  preliminarmente ed è l'autorevole gestione dell'emergenza sanitaria
  che questo Governo, nelle figure dell'assessore per la salute e del
  Presidente  Musumeci,  hanno messo in  pratica.  Basti  guardare  i
  numeri; basti guardare le rilevazioni e la dicono abbastanza lunga.
   Io  credo  che,  con  il massimo rispetto, gli  autori  di  questa
  presentazione  di  questa  mozione di sfiducia,  forse,  vivono  su
  un'altra  Isola  o,  forse,  non si rendono  conto  dello  scenario
  politico che ci circonda o, forse, non leggono i giornali.  Non  lo
  so.  Io  so  solo  che oggi siamo qui: c'è un Governo,  un  Governo
  stabile,  un Governo forte che, naturalmente, subisce costantemente
  le  aggressioni di questo Parlamento e di soggetti che tutto  fanno
  nella  loro  azione  politica  tranne che  riuscire  a  distribuire
  rispetto  umano per le persone e io penso che solo su  questo  vada
  valutata questa mozione di sfiducia e mi sembra superfluo dire  che
  il  voto  del  Gruppo parlamentare  Ora Sicilia  sarà assolutamente
  contrario alla mozione di sfiducia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà per cinque minuti.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, Governo, se l'articolo 10 dello  Statuto
  prevedesse  l'istituto  della inammissibilità,  signor  Presidente,
  questa  mozione  di  sfiducia  potremmo  senz'altro   definirla   e
  metterla in catalogo come una mozione inammissibile.
   Le  ragioni  poste a fondamento di una mozione di sfiducia,  si  è
  molto profusa la dottrina a tal uopo, sono - lo ricordo a me stesso
  -  riguardano  circostanze di eccezionale gravità  e  decisioni  in
  violazione  di  legge o/e andare e discostarsi  lontano  da  ideali
  morali e costituzionali.
   Se  questi  sono  i  principi giuridici e  tecnici  che  devono  e
  possono  governare  una mozione di sfiducia, signor  Presidente,  è
  inutile entrare nel merito, perché le argomentazioni - e forse  sto
  esaltando con questo termine il contenuto di questa mozione -  sono
  e  rasentano  e  in taluni casi entrano a pieno merito  nel  novero
  delle inammissibilità.
   Presidente, lei è accusato di avere nominato un Assessore  di  una
  maggioranza  che lo ha sostenuto. Lei è accusato di avere  indicato
  la  sua  Giunta dopo avere - faccio solo un esempio -  chiesto  per
  scrupolosa  e certosina attenzione il parere al massimo  Organo  di
  giurisdizione  amministrativa  che  è  il  Consiglio,   perché   ha
  nominato,  come era competenza degli Organi a tal uopo preposti,  i
  presidenti   dei   parchi.  Lei  è  accusato  di   una   serie   di
  argomentazioni  così  evanescenti  che,  facendo  un  parallelismo,
  quando  io  devo incaricare il mio ultimo praticante dello  studio,
  ultimo  in  ordine  di arrivo, per proporre un appello  avverso  un
  processo disperato gli dico:  Vedi di scrivere qualche cosa  perché
  vediamo  di  perdere un po' di tempo per arrivare alla prescrizione
  magari, e andiamo in appello .
   Ecco,  questa  mozione di sfiducia evanescente, poco  politica  di
  accuse  sulle quali c'è veramente poco da dire la andrei a definire
  come inammissibile, Presidente.
   Quello  che la sua signoria ha fatto, lei lo ha ricordato,  li  ha
  elencati  uno  per  uno  la scorsa volta, quando  si  è  trovato  a
  relazionare  dopo i due anni e mezzo di Governo da lei  presieduto.
  Ecco,  su  quello,  ho notato il totale silenzio.  Addirittura,  si
  scrive  che  è  moralmente inaccettabile  che  lei  abbia  nominato
  Alberto   Samonà   Assessore  del  Governo  siciliano.   Moralmente
  inaccettabile   Ma chi  Ma per quale ragione  Ma da  quale  pulpito
  qualcuno   può  dare  lezioni  di  moralità  -  mi  sia  consentito
  Presidente - la vicinanza a Nello Musumeci
   Si  può  discutere  di  tutto ma dare lezioni  di  moralità  e  di
  legalità,  addirittura si fa riferimento alla  nomina  del  dottore
  Candela,  che fino a un giorno prima dell'arresto era una sorta  di
  icona dell'antimafia e dei buoni comportamenti amministrativi,  pur
  tuttavia,  si  dice  e  si scrive - e questo  colleghi  dei  Cinque
  Stelle, mi fa perdere un poco di considerazione e vi dico la verità
  -  che  Musumeci,  onorevole De Luca, sarebbe responsabile  di  una
  nomina  di un soggetto come indicato. E siamo ancora, non al  primo
  grado, Presidente -  da avvocato penalista,  lo ricordo a me stesso
  - siamo ancora all'inizio, all'alba di un procedimento penale.
   Ed  allora,  se questa è la mozione di sfiducia è financo  un  for
  over  affermare che Forza Italia, con convinzione, perché  tutti  i
  deputati di Forza Italia sono abituati a studiare e a verificare le
  questioni.
   L'abbiamo  verificato sì, Presidente, è veramente una  mozione  di
  sfiducia  da non prendere neanche in considerazione da un punto  di
  vista contenutistico.
   Certamente, noi rispettiamo i ruoli e le regole e, siccome  questo
  ci viene chiesto, noi voteremo sicuramente contro questa mozione di
  sfiducia.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
  E'  l'unica  che interviene per il suo Gruppo ed ha a  disposizione
  dieci minuti.

   FOTI. Grazie, Presidente, anche se so che lei sarà magari generoso
  per qualche secondo. Innanzitutto, volevo dire

   PRESIDENTE.  Lo  dice  già in partenza, vuol  dire  che  si  vuole
  prendere

   FOTI. Perché devo fare un breve intervento sull'ordine dei lavori.
  Ieri l'Aula, che è stata sospesa, insomma non avrei voluto trovarmi
  nei  suoi panni perché il dibattito è stato particolarmente,  ecco,
  acceso  e  spiacevole, non piace a nessuno quando succedono  questi
  incidenti.  Penso  nessuno  vada  orgoglioso  di  fomentare   anche
  involontariamente  i  social o le persone che,  magari  in  maniera
  innocente, si trovano davanti un'immagine e possono avere un po' un
  sussulto,  e per questo diciamo che, nel mio Gruppo, abbiamo  fatto
  esaminare  il volantino col Luminol: non c'è traccia di  sangue;  è
  vernice, spezziamo un attimino la tensione.
   Presidente,  oggi  io recandomi qui in Aula  -  come  faccio  ogni
  giorno e penso tanti di noi lo faccio provando umilmente, con senso
  del  dovere  ad  affrontare tutte le questioni che trattiamo  nelle
  Commissioni  e  poi  speriamo  di arrivare  in  Aula  a  concludere
  qualcosa  -  francamente, oggi ho fatto difficoltà a  spiegarmi  il
  motivo per cui mi stavo recando in Aula. Perché? Perché è già da un
  paio  di  settimane e questo dibattito, come un dèjà-vù, ho sentito
  il  trito e ritrito di un disco rotto di maggioranza ed opposizione
  che lamentano cose esattamente diametralmente opposte.
   E come in ogni fatto della vita penso che la verità stia un po' in
  mezzo.   Stia   un   po'   in  mezzo  perché,  probabilmente,   per
  l'opposizione che ha presentato in solitaria, fatto insolito almeno
  per la mia esperienza nella scorsa Legislatura ben tre sfiducie  in
  cui  si  cercò  un raccordo anche con le altre opposizioni.  Questa
  volta   noi  da  opposizione  non  meritavamo  neppure  di   essere
  coinvolti.  Forse,  avremmo  contribuito  riempiendo  di  contenuti
  minimamente  veritieri questa mozione. E perché? Perché  non  siamo
  contenti,   lo  abbiamo  detto  nell'altra  seduta,   siamo   molto
  preoccupati di questioni che sembrano dimenticate.
   Il  tema di Riscossione Sicilia lasciato lì all'abbandono.  Questo
  chiarimento è necessario, è necessario in questo momento in cui  la
  riscossione  è  lumicino. Certamente, i provvedimenti  del  Governo
  Conte che hanno sospeso, giustamente, le cartelle, il pagamento per
  gli  utenti  in  questo momento di difficoltà ci  stava  tutto.  Ci
  sarebbe  stato  anche  che come per le altre riscossioni  le  altre
  Agenzie delle entrate delle altre Regioni ci mettesse anche qualche
  soldo  e  noi  fra qualche mese avremmo il problema di  pagare  gli
  stipendi   e,   probabilmente,   dovremmo   intervenire   con   dei
  provvedimenti di cassa propri della nostra Regione.
   C'è  il  problema  dei  capannoni  delle  ex  ASI  dove  i  nostri
  imprenditori  ogni giorno resistono, che chiedono  di  comprare  ma
  ancora non riescono a comprare e sono molto preoccupati per questo.
   C'è  poi  il  problema del credito alle imprese alle  cooperative.
  Cari  Assessori,  avete  voluto la riforma  dell'IRCA,  ma  noi  vi
  avevamo  chiesto  come  ultima istanza di far  funzionare  fino  al
  giorno  dopo della partenza di questo istituto sia l'IRCAC  che  la
  CRIAS.  Bene, non funzionano, lo sapete, non sono io  a  dirlo,  lo
  abbiamo rivelato in Commissione. I prestiti sono bloccati da mesi e
  mesi  da  prima  del Covid. E questi sono dei torti  oggettivi  che
  questa Giunta ha portato avanti.
   Si  è  parlato  del  piano  dei rifiuti  ancora  inesistente.  Era
  inesistente  anche  nei Governi precedenti ma  questo  non  assolve
  nessuno.   Ci   avete  messo  mano,  siete  stati  bloccati   dalle
  osservazioni  del Ministero alcune citate, ma sempre  si  dimentica
  fantomaticamente l'osservazione incriminata, quella che chiede  che
  nel  nostro  Piano  dei  rifiuti e  che  non  è  stata  formalmente
  ritirata,  se  non  con  una  lettera  dai  toni  amichevoli,   che
  imporrebbe, che richiede l'assoluta necessità che si prevedano e si
  localizzano  ben  due inceneritori da 670 mila tonnellate  qui  nel
  territorio regionale.
   Per  fortuna,  ci viene in soccorso l'Europa, Presidente.  Persino
  quel  Piano, oggi, risulta superato da quelle che sono le direttive
  sull'economia  circolare. Entro luglio dovevamo adeguarci,  non  lo
  abbiamo fatto. Noi abbiamo un disegno di legge, che è fermo  in  IV
  Commissione, proprio sull'economia circolare. E' questo lo  spirito
  propositivo  che  ha mosso e continua a muovere il  Gruppo   Attiva
  Sicilia . In quel modo riusciremo a chiudere le filiere e  dare  un
  serio  risvolto occupazionale e strappare il grandissimo  affare  a
  chi   vuole   approfittare  e  abbondantemente  trovare,   insomma,
  economie,  all'interno  di un mercato che può  dare  occupazione  e
  benessere.
   E  poi,  qualche giorno fa abbiamo votato la mozione  di  sfiducia
  all'assessore  Scavone. Io la rivoterei. Ancora  oggi  non  abbiamo
  avuto  neppure  il decoro di una visita seria in Commissione,  dove
  apprendere  quali  decisioni ci sono per un  comparto,  quello  del
  welfare,  attualmente in balia di se stesso, il  welfare  pubblico,
  Presidente,  e  600 lavoratori che sono alla fame non  hanno  avuto
  aiuto  di alcun genere, confusi da sentenze dietro le quali  ci  si
  nasconde. Ma sono esseri umani, sono siciliani e, a prescindere  da
  cosa hanno votato, meritano ed esigono rispetto da un'Aula che oggi
  vedo piena.
   La  vedo  piena,  però  non  si illuda, Presidente,  tutti  questi
  colleghi che sono presenti, in particolare della maggioranza, non è
  detto  che  siano  qui  per lei. Saranno qui  per  lei  se  saranno
  presenti nel momento in cui porteremo avanti le riforme, ma se oggi
  sono  presenti  e domani e dopodomani faranno un po'  la   melina ,
  oppure,  solleticati da certa opposizione, col voto segreto faranno
  ribaltare o faranno andare a binario morto delle riforme  che  oggi
  chiedono, evidentemente questa maggioranza non è con lei, è con  se
  stessa.
    La via maestra sono le elezioni a settembre, vogliamo dare voce a
  milioni  di  cittadini esasperati da un Governo che  sembra  vivere
  sulla  Luna .  Di chi sono queste parole? Queste sono le parole  di
  Matteo  Salvini  e  Giorgia  Meloni,  che  si  rivolgono  così   al
  Presidente  Conte, che in questi mesi, certamente in grande  perché
  deve  gestire  un  intero Paese, ha affrontato quello  che  lei  in
  piccolo,  qui  in  Sicilia, ha affrontato: una crisi  sanitaria  ed
  economica senza precedenti.
   E poi ancora,  serve coesione , l'appello del Presidente Conte, ma
  la  Lega  e  Fratelli  d'Italia lasciano  l'Aula.  Salvini:   poche
  chiacchiere Conte, paga la cassa integrazione   Mi sembra un  déjà-
  vu, l'ho risentito più volte qui dentro.
   Ma  la  maschera dell'ipocrisia, dei due pesi e delle due  misure,
  non possiamo più indossarla. Bisogna essere obiettivi e guardare  i
  bisogni della nostra Regione, che certamente, chiede a noi senso di
  responsabilità, certamente vuole dei provvedimenti, delle cose,  si
  aspetta qualcosa, avere un barlume di speranza e di certo non vuole
  mettersi dappresso e seguirà distrattamente la discussione  di  una
  mozione  che  mostra  totale distaccamento  dalle  realtà  e  dalle
  esigenze,  e quindi da quella che è la vita reale. Altro che  stare
  in  mezzo  alla  gente   Stare in mezzo  alla  gente  forse  ci  si
  renderebbe  conto che chiedono a gran voce che si faccia  qualcosa,
  che ci sia stabilità.
   E'  possibile  pensare  - forse potremmo  farlo  se  fossimo  meno
  ipocriti  - che oggi i siciliani o gli italiani chiedono di  andare
  al voto mandando a casa quel Presidente o questo Presidente?
   Mi  chiedo se, forse, bisognerebbe comprendere la grande paura che
  vivono  le  famiglie  e  le  imprese, che  sentono  il  bisogno  di
  rassicurazioni, di azioni concrete, che nel tempo possano diventare
  un  lieve  miglioramento,  del quale  questo  Parlamento  e  questo
  Governo  dovranno rispondere a tempo debito davanti agli  elettori,
  perché chi vince e chi viene messo all'opposizione hanno ugualmente
  il  dovere di dare il massimo e di dare conto e risposte a  chi  ha
  bisogno di andare avanti.
   Con  questo chiudo dicendo che il Gruppo  Attiva Sicilia , proprio
  perché  non  è stato coinvolto, proprio perché trova vuotissimo  di
  contenuti,  ma  pur trovandosi all'opposizione, un'opposizione  che
  non vuole essere stampella né di un Governo, ma neppure di un'altra
  opposizione  che  in maniera autoreferenziale si  intesta  un  atto
  vuoto di significato e privo di contenuti attuali, già logori  come
  un disco rotto, farà un gesto, poco più che noia: il Presidente del
  Gruppo voterà la mozione, tutti gli altri andremo a lavorare perché
  non ci sarà bisogno dei nostri voti per bocciare questa mozione, ci
  penserà già la maggioranza che è presente.
   E   quello  che  voglio  fare  l'appello,  a  chi?  L'appello  che
  ripetevamo da questo scranno tre anni fa quando c'era un Governo in
  carica  che  era  gemello  con il Governo nazionale,  invocavamo  i
  colleghi  della maggioranza chiedendo loro:  Per piacere, andate  a
  Roma  e  chiedete che per il nostro bilancio, che non  si  può  più
  ridurre, basta leggere la relazione della Corte dei conti, la spesa
  non  è  più comprimibile, risolviamo il problema dei residui attivi
  che sono stati cancellati unilateralmente, senza alcun passaggio da
  quest'Aula .  Questo  è  il  problema  dell'economia  della  nostra
  Regione.   Risolviamo   il   problema   dei   600   milioni   della
  compartecipazione alla spesa sanitaria a valere  sulle  accise  dei
  carburanti,  oggetto  di una sentenza, quello  è  il  problema  dei
  siciliani.  Chiediamo  a  gran voce che la  rata  dei  mutui  venga
  sospesa anche per la nostra Regione e non solo per quelle a statuto
  ordinario. Chiaramente parlo dei provvedimenti del periodo Covid  e
  della rata
   Ecco,  è questo quello che è il nostro dovere, perché solo  lì  ci
  sono  le  risorse, altrimenti dovremo utilizzare la  spesa  europea
  come  fosse  spesa corrente e torneremo solo alla sopravvivenza  di
  questo territorio. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, lei ha tre minuti e cinquanta.

   LENTINI. Sì, infatti farò in fretta.
   Io  penso  che  neanche ci crederanno loro i colleghi  del  Gruppo
  parlamentare  Movimento  Cinque  Stelle,  che  oggi  venga   votata
  favorevolmente la mozione di sfiducia al Presidente della  Regione.
  Perché,  vedete, i tempi sono ristretti. Oggi a due  anni  e  mezzo
  dove  circa qualche mese fa abbiamo approvato la finanziaria  ed  è
  stato  bocciato così, ancora è da vedere, il comma 14 dell'articolo
  10, poi la finanziaria passò tutta.
   Io mi ricordo, in tutti gli anni che sono stato presente in questo
  Parlamento da deputato, non c'è stata mai una finanziaria  che  non
  avesse  quanto  meno  annullato da 10 a  15  articoli.  Quindi,  un
  complimento  va al Presidente della Regione che ha dato  il  giusti
  input  all'Assessore  per  l'economia e agli  Assessori  che  hanno
  portato a compimento quello che è il loro lavoro in questi due anni
  e mezzo.
   Vedete,  noi  siamo  arrivati oggi a 74 leggi approvate:  una  nel
  2017,  28 nel 2018, 30 nel 2019 e 15 nel 2020. Io non ricordo nelle
  passate Legislature che ci siano state in due anni e mezzo 74 leggi
  approvate.
   Ma  non voglio screditare nessuno, neanche i Governi che ci  hanno
  preceduto,  perché,  vedete,  il  problema  dell'Italia,  come   il
  problema  della  Sicilia  e  del Meridione  in  particolare,  è  un
  problema  grave,  dove  non  è  possibile  pensare  che  venga   un
  Presidente della Regione così d'emblée, alza l'asticella e porta  a
  compimento tutti i progetti o tutte le cose più belle che  desidera
  il  popolo siciliano. Oggi è impossibile perché non ci sono  soldi.
  Noi  viviamo con i fondi della Comunità europea, gli dobbiamo  dire
  grazie che finalmente i fondi POC sono stati inseriti nella rubrica
  di spesa della Regione siciliana e possono essere spesi.
   Il  Governo nazionale, con il recovery fund ha un'attesa che è una
  politica nazionale che stanno portando avanti affinché convincano i
  deputati europei, la Commissione europea affinché vengano votate  e
  quindi  possano  essere messe a disposizione dello Stato  e  quindi
  portare a compimento lo sviluppo del territorio.
   Come  vedete,  i  problemi ci sono e ce ne  sono  tantissimi,  non
  pensate  che  io  sono qui a difendere le cose sbagliate,  le  cose
  giuste,  io  sono  qui  per le cose che durante  l'arco  di  questo
  temporale, di questo Parlamento, di questa legislatura, le cose che
  ho osservato e ho toccato con mano quali sono le cose vere e quelle
  non vere.
   È  vero  che, ad esempio, il collega parlava di IRCAC. Presidente,
  l'IRCAC, oggi IRCA, la fusione fra CRIAS e IRCAC, è un problema che
  si  deve  risolvere, non è che questa è una bestemmia, è  un  fatto
  vero.  Perché? Perché le imprese, perché ci sono giovani che devono
  aprire delle attività hanno bisogno di fare queste cose.
   Quindi,  ci  sono  delle  cose,  delle  peculiarità  che  vanno  a
  discrezione, però, vedete, è vero e sacrosanto tutto quello che, ci
  sono  delle cose vere e delle cose, però oggi siamo al giro di boa,
  aspettate  il  prossimo anno, da questo mese in poi,  dal  prossimo
  mese  in  poi  saranno  spese tutte le risorse  che  finalmente  le
  autorizzazioni  dei fondi POC sono stati messi a disposizione,  fra
  un anno ci vediamo e vedrete che sicuramente vi pentirete di quello
  che avete fatto, della mozione che avete presentato.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.
   Poi sono iscritti a parlare gli onorevoli Dipasquale e Lo Curto  e
  abbiamo terminato.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho l'approccio
  da  avvocato, così come il collega Capogruppo di Forza Italia,  per
  cui per prima cosa ho letto la mozione e onestamente se questi sono
  i  temi  per  cui si ritiene di fare una mozione di sfiducia  a  un
  Presidente  della Regione, io ritengo che tutti noi che  sosteniamo
  il  Governo Musumeci dovemmo pubblicare sui nostri profili  social,
  sui  nostri siti dei partiti di riferimento e dei movimenti, questa
  mozione  di  sfiducia proprio per capire che non  sono  riusciti  a
  trovare  nient'altro che vacuità: l'assessore della Lega, il  piano
  dei  rifiuti che non è ancora approvato, pochezze, il disavanzo che
  abbiamo ereditato è stato spalmato, così è com'è.
   Tali  pochezze  dimostrano, Presidente,  che  siamo  sulla  strada
  giusta perché se queste sono le contestazioni, sono veramente  cose
  per  cui  andiamo orgogliosi del lavoro che si sta facendo in  soli
  due anni e mezzo di governo Musumeci.
   Se  questi sono i rimproveri che il Movimento Cinque Stelle riesce
  a  fare a questo Governo in due anni e mezzo, forse l'unica valenza
  che  può  avere  questa mozione è a contrario  propagandistica  del
  Governo  Musumeci  e  non  diffamatoria, come  si  voleva  fare.  O
  probabilmente, l'unica valenza politica di questa mozione è cercare
  di  farla  diventare un'arma di distrazione di  massa,  cercare  di
  nascondere l'efficienza di un Governo che in questi mesi di  grande
  difficoltà  e  di sacrificio dei siciliani ha gestito  bene  e  sta
  gestendo  bene  le difficoltà inimmaginabili di una  epidemia  come
  quella  che  ha  contagiato  il  mondo  e  che  parla  nei  dati  e
  nell'efficienza di una Sicilia che è riuscita a rimanere  in  piedi
  nonostante  il  lockdown e che si sta rimettendo in piedi  dopo  il
  lockdown,  dopo le chiusure delle nostre attività,  con  lavoro  di
  grande  efficienza  dell'assessore per la  salute,  del  Presidente
  Musumeci,  di  tutto il Governo e che ha già stilato una  serie  di
  misure  che,  grazie  al  fatto  che  sono  state  autorizzate   da
  Bruxelles,  e  ora  da Roma, l'utilizzo di quei fondi,  le  risorse
  verranno date alle imprese, alle famiglie siciliane.
   Ecco,  forse  proprio questo si voleva fare: distrarre  da  queste
  risposte concrete ai problemi dei siciliani, alle difficoltà che  i
  siciliani  imprevedibilmente stiamo vivendo anche  al  di  là  e  a
  prescindere dei problemi atavici della Sicilia che stiamo  cercando
  anche di risolvere e si voleva distrarre l'attenzione dei siciliani
  che  bene  hanno  visto, invece, e tanto che in tutti  i  sondaggi,
  anche  quelli  più  duri,  più lontani  da  noi,  anche  a  livello
  ideologico  -  danno  un  gradimento in  grandissima  crescita  del
  Presidente Musumeci e del lavoro del suo Governo.
   Allora  bisognava  distrarre col manifesto che grondava  sangue  o
  vernice  - poco conta, sgradevole è  - con una mozione di  sfiducia
  che  ci  ha visto praticamente per tre settimane fermare  i  lavori
  dell'Aula per occuparci di noia.
   L'ha detto la collega infatti - che noia  Che perdita di tempo
   Già   era   stato  un  gesto  di  grande  rispetto  istituzionale,
  nonostante  priorità di questo momento avrebbero  voluto  che  lei,
  Presidente,  si  occupasse di altro ma  è  venuto  qui  in  Aula  a
  raccontarci, in questi due anni e mezzo, i fatti concreti che  sono
  stati fatti in un'ora e mezzo di relazione.
   La  polemica sul fatto che la relazione doveva essere - mai  stata
  fatta  nelle legislature precedenti - dovesse essere depositata  ma
  lì  si  capisce,  Presidente, c'è la difficoltà di alcuni  colleghi
  dell'opposizione  di non sapere rispondere all'impronta,  a  quello
  che lei dice.
   Hanno  bisogno che qualcun altro se le studi, qualcun altro scriva
  una  relazione o una pessima mozione e si venga qui a leggere  male
  quello che altri hanno scritto, ci sta  Ognuno ha i suoi limiti
   La politica è rappresentativa - come lei mi insegna, Presidente  -
  di quello che è il nostro corpo elettorale nel bene e nel male.
   Ora  siamo  qui, Assessore Pierobon, il Piano dei  rifiuti  non  è
  ancora approvato
   Come  si  fa  che lei è da 20 dicembre 2018, 28 gennaio  2019,  25
  marzo 2019, 25 aprile 2019, 18 settembre 2019, 27 novembre 2019,  6
  dicembre  2019, 14 febbraio 2020, 9 giugno 2020 per non dire  anche
  il  piano  stralcio del 29 maggio 2018 che ha fatto  una  serie  di
  tappe  obbligate per portare ad approvazione questo Piano regionale
  dei rifiuti che se solo avessimo approvato quella legge che avevamo
  portato  in Aula invece che questo iter complicatissimo che  lei  è
  stato  costretto  a  seguire insieme al  Governo  Musumeci  con  un
  decreto sarebbe già attivo, già operativo.
   E  quegli  impianti  che voi avete ripreso dai cassetti,  impianti
  pubblici  e  che adesso sono in via di approvazione o finanziati  o
  già  lavori  in corso - ne cito solo alcuni - quelli già operativi:
  TMB di Vittoria, TMB di Gela, Ragusa, la riapertura della discarica
  di Enna.
   Vero è che si sono dovute riaprire e ampliare le discariche e come
  si  faceva?  Altrimenti dovevamo seguire il consiglio  del  Governo
  Gentiloni che, nelle more, delle approvazioni dei nuovi impianti si
  dovevano i rifiuti all'estero con costi, aggravio di costi,  enormi
  per i cittadini.
   E' vero  Ma nel frattempo si stanno facendo gli impianti pubblici.
  Nulla contro i privati
   Ma  serve  calmierare i prezzi  Serve che ci siano anche,  che  si
  rompa  un  monopolio di fatto che noi abbiamo trovato e che  stiamo
  rompendo  anche con le tariffe - le linee guida sulle  tariffe  che
  non esistevano.
   Non entro più nel merito, ci entreremo più in là quando quest'Aula
  invece  di  essere chiamata a perdere tempo su queste  pochezze  si
  vorrà  confrontare  sulle  riforme che,  in  Commissione  e  con  i
  colleghi  fianco  a  fianco,  stiamo  approvando,  su  cui   stiamo
  lavorando  e  che vorremmo che quest'Aula riesca in tempi  brevi  -
  perché siamo oltre ogni scadenza - ad approvare dando un raccordo e
  una  sinergia  di cui questo Governo ha bisogno con  il  lavoro  di
  questa Assemblea.
   E solo questa sinergia può permettere di chiudere il cerchio e far
  volare  in alto un'azione di Governo che già sta dando risposte  ma
  che   ha   bisogno  di  quella  marcia  in  più  che  tutt'insieme,
  responsabilmente - e lì sì la responsabilità è anche morale - siamo
  chiamati  a rispondere in quest'Aula, in quest'Assemblea approvando
  le  proposte di riforma che voi ci avete portato su cui noi abbiamo
  lavorato  e  stiamo  lavorando  e  che  quest'Aula  dovrà  e   deve
  assolutamente approvare.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,   Presidente   della   Regione,
  Assessori, onorevoli colleghi, Presidente ci rivediamo qui in  Aula
  dopo  poche  settimane, dopo pochi giorni a discutere l'operato  di
  questo   Governo,  anche  se  in  momenti  erano  diversi.   Quello
  precedente  riguardava la relazione della prima parte  di  Governo.
  Poi  i colleghi del Movimento Cinque Stelle hanno voluto presentare
  questa  mozione di sfiducia e quindi, a distanza di  pochi  giorni,
  siamo qui.
   Io  lo  so che non le fa piacere sentire tutte queste brutte  cose
  nei  suoi confronti, lei preferisce non frequentarlo il Parlamento,
  preferisce  stare lontano dal Parlamento proprio per questo.  Però,
  pazienza, se ne deve fare anche una ragione. Il Parlamento  c'è,  i
  parlamentari ci sono e hanno libertà di esprimere le loro opinioni.
   Ha  detto una cosa bruttissima, Presidente Savarino; ha detto  che
  la  mozione di sfiducia è scritta male, del resto rappresenta  quel
  tipo  di  elettore; ma proprio una caduta di stile  Ma  appartiene,
  giustamente, a quella impostazione del Presidente e del suo Gruppo.
  Ci  sta,  lo  abbiamo  visto tante volte,  così  come  nelle  altre
  circostanze quando siete usciti fuori con quella che è la  profonda
  antidemocraticità sua.
   Perché vede, Presidente, io la conosco da tempo. Noi la conosciamo
  un  po' tutti, io la conosco da tempo e devo dire che ho conosciuto
  un  Presidente,  un  Nello Musumeci diverso in questi  anni  dovuto
  anche , ho capito che lì sicuramente il salvinismo ha dato  il  suo
  contributo   e   che  ha  sdoganato  determinati  atteggiamenti   e
  determinati comportamenti e io l'ho vista cambiare.
   Il   Presidente  Musumeci,  post  dell'epoca  salviniana,   è   un
  Presidente  diverso  da quello che sicuramente  avevamo  conosciuto
  negli anni passati.
   I sondaggi un giorno sono buoni, e un giorno sono meno buoni. Oggi
  abbiamo  il  giorno meno buono. Poveretta, la collega Savarino  non
  l'ha  visto  Proprio due ore fa, è uscito il sondaggio di   Winpoll
  -  Winpoll, non Whirpool  Quelli sono frigoriferi  - Winpoll che fa
  sondaggi  nel nostro Paese. E' una società importante,  Presidente,
  una  società che individua chi sono i migliori presidenti, l'indice
  di  gradimento,  fa un elenco. Il primo Veneto,  poi  la  Campania,
  Emilia  Romagna, Puglia, Lazio. Presidente, siamo finiti alla  fine
  della  coda insieme, per pochi punti, siamo ultimi quasi  anzi  per
  fortuna  non  è  ultimo - questo mi fa piacere - poi  dopo  c'è  il
  Piemonte.  Lei  ha  il 40 per cento, è sceso  un  pochino.  Poi  il
  Piemonte e poi la Calabria.
   A  me  interessano  poco  i sondaggi, però  perché  ne  ho  voluto
  parlare?  Ne  ho  parlato perché ne ha parlato  prima  la  Savarino
  dimenticando, facendo riferimento al sondaggio precedente e  perché
  fino  all'ultima  volta,  quando si è  intervenuti  in  quel  primo
  dibattito,  è  venuto  qualche collega parlando   sono  arrabbiati,
  hanno  la  bile che gli è scoppiata perché ci sono i  sondaggi  che
  sono  bestiali,  perché  questo Presidente sta  sfondando .  Ma  le
  assicuro che se lei, davvero, fosse stato in questi primi  anni  il
  Presidente  del cambiamento, guardi io su questo non le  dico,  non
  posso dire che ci avevo puntato però una speranza ce l'avevo.
   Lei,   purtroppo,  ha  dimostrato  in  questi  ultimi  in   questa
  esperienza  di  essere veramente inadeguato,  di  essere  veramente
  inadeguato al ruolo di Presidente della Regione.
   E  la  finanziaria - prima Lentini faceva riferimento, perché  qui
  c'è la rincorsa a riconoscerle tutti i meriti, il Covid - grazie  a
  lei,  la finanziaria passa, grazie a lei. A Lentini mi permetto  di
  dire  se  non fosse passata la finanziaria la colpa era del Governo
  nazionale  cattivo che aveva stretto ed aveva impedito lo  sviluppo
  della Sicilia.
   Io  penso  che  grazie  a  tutti, grazie al Parlamento  regionale,
  grazie  al Governo, grazie a quegli Assessori che si sono  messi  a
  disposizione  perché ci sono stati, non grazie al Presidente  della
  Regione  che è scappato durante il dibattito sulla finanziaria  con
  davvero  un  argomento banale e grazie al Governo  nazionale  siamo
  riusciti veramente a portare un risultato a casa.
   Io  mi  riallaccio  velocemente all'intervento che  lei  ha  fatto
  quando  ha chiuso la seduta scorsa  quando ha risposto a tutti  noi
  parlamentari. Avevamo posto una serie di questioni a cui lei non ha
  risposto, ovviamente, faccio una parentesi sul voto alla mozione di
  sfiducia,   questo  ne  parlerà  il  mio  Capogruppo   durante   la
  dichiarazione  di  voto.  E'  chiaro  che  noi  siamo  qui,  stiamo
  sostenendo nel dibattito anche se alcune cose - questo lo dico  con
  chiarezza  ai  colleghi del Movimento Cinque Stelle - possibilmente
  le avremmo scritte in maniera diversa o ne avremmo aggiunte altre o
  magari alcune non le avremmo dette, però poco importa siamo  qui  e
  dobbiamo andare sempre avanti.
   Signor  Presidente,  riforma  per  la  forestale,  riforma  per  i
  consorzi  di  bonifica,  riforma  della  pubblica  amministrazione,
  riforma  per  la casa, IACP. Tutte queste cose che noi  le  abbiamo
  detto  che non sono state fatte, lei durante il suo intervento  non
  ne ha portate risposte perché non ne può portare perché queste cose
  si sono fermate e le avete fermate voi perché la sua maggioranza in
  Commissione ed anche in Parlamento non è riuscita a portarle avanti
  perché veda, signor Presidente, lei ha dichiarato già tempo fa,  io
  non  ci ho mai creduto:  O la maggioranza si mette a lavorare e  fa
  le  riforme  o io mi dimetto  . Io ho tranquillizzato tanti  amici,
  colleghi  che  avevano fatto mutui, presiti,  e  ho  detto:   State
  tranquilli  che  non  si  dimette  Musumeci,  chi  lo   deve   fare
  dimettere  . E così è stato
   Lei  all'inizio paventava queste sue dimissioni se la  maggioranza
  non  avesse fatto le riforme, le riforme non si sono fatte e lei  è
  seduto. Cioè la cosa grave è questa non che non passa la mozione di
  sfiducia  cioè che lei non è stato neanche coerente con quello  che
  ha  detto all'inizio:  Io mi dimetto, io non mi ricandido  più,  io
  sono ricandidato, io sono uomo di centro, sono vicino al centro poi
  sono  a  destra . Cioè, abbiamo visto in questi anni veramente  una
  farsa, una farsa, una commedia purtroppo drammatica. Lei nella sua,
  nel suo intervento ha parlato dei cavalli di Ambelia finanziati, le
  avevo  detto  io  ci  sono state cose che avete attenzionato,  tipo
  Ambelia,  ha detto: Sì, ma Ambelia è ad otto chilometri, questa  la
  sua  risposta, mica è nel mio comune, è ad otto chilometri . Questa
  è  la sua risposta. Bella risposta  I borghi fascisti, dove ci sono
  arrivati tutti quei milioni:  Ma non è che li ho tutelati io  Li ha
  tutelati una norma regionale . Così lei ha detto.
   La  stessa  cosa,  le norme regionali hanno tutelato  anche  altre
  cose,  non  hanno  finanziamenti. I soldi per  Ibla,  i  soldi  per
  Ortigia,  i  soldi  per Agrigento, borghi, centri storici,  durante
  questo  Governo  e durante questo Parlamento sono stati  dimezzati,
  caro  Presidente,  ed invece i borghi fascisti che  non  ricevevano
  nessuna risorsa, invece, sono stati incrementati, sono arrivate  le
  nuove risorse.
   E  facendo riferimento sempre a quell'intervento, l'intervento  su
  Candela, io avrei detto cose diverse, Presidente, non si accinga  a
  correggermi subito durante gli errori di espressione. Lo sa perché,
  Presidente?  Si  è  lasciato  io l'ho riletto   ma  proprio  molto
   Candela l'aveva voluto, siccome l'aveva voluto Lumia, siccome  era
  piaciuto  a Montante, a Crocetta era piaciuto anche, ai magistrati
  abbiamo  chiamato  in ballo anche il Procuratore  di  Palermo,  era
  piaciuto  anche  a  lui, siccome Candela era piaciuto  al  PD,  era
  piaciuto a tutti, noi l'abbiamo preso .
   Questa  la sua dichiarazione, lei ha detto:  ma chi glielo porta ?
  Anche  perché mi viene spontanea poi la domanda da farvi. Veda  che
  lei  ad  Antoci l'ha revocato, quindi la credibilità  veramente  si
  costruisce in base alle cose che uno dice; cioè utilizzare  il  PD,
  Lumia,  Montante,  Crocetta  per  dire   io  l'ho  nominato  perché
  l'avevano nominato loro  e poi, invece, a chi stava scomodo  e  che
  lottava contro la mafia e dove ha avuto i problemi che ha avuto lei
  lo ha preso tranquillamente e lo ha tolto. Quindi, lei Candela l'ha
  nominato non per il PD, per Lumia, per questo, per l'altro,  perché
  era  fuori  da  qualsiasi , l'ha nominato perché le  piaceva.  Poi,
  purtroppo,  è  successo quello che è successo. Bastava  rispondere,
  secondo  me, in questo modo. Lei si è lasciato un pochino  prendere
  dalla paura, si è trovato un po' scoperto, si è capito, io ormai lo
  conosco,  quando  il  nervo è scoperto un pochino  sbanda,  è  come
  quando  nelle curve uno prende il ghiaccio e un pochino rischia  di
  andare a finire.
   Sul  discorso della Sanità gliene ho parlato la scorsa volta,  lei
  non  ne  ha  riparlato. Noi, non parlo della gestione Covid  che  è
  risaputa,  siamo riusciti a fare morire le persone  nonostante  non
  avessimo nessuno ricoverato, ma noi abbiamo i Pronto soccorso senza
  medici. Voi governate da tre anni e non siete stati neanche  capaci
  di garantire i medici e la presenza dei medici nei Pronto soccorso.
  Non  siete neanche in condizione di garantire, perché non vi  siete
  saputi  organizzare,  la  presenza  dei  medici  nelle  PTE,  nelle
  autoambulanze medicalizzate.
   Ci  sono realtà della montagna, non so a Catania ma penso di sì  a
  meno  che  a Catania ci siano più medici, io non l'ho fatta  questa
  verifica,  ma  le  posso dire realtà come Ragusa dove  noi  abbiamo
  territori, Chiaramonte, Giarratana, cioè delle parti montuose  dove
  ci  vogliono  quaranta minuti per raggiungere un  ospedale  in  cui
  stiamo  togliendo  il  medico  perché  voi  non  siete  riusciti  a
  garantire  i  medici neanche per le autombulanze medicalizzate.  Ma
  qual  è  questo  il  modello vincente? Qual  è  questa  la  Sicilia
  bellissima?  Qual  è  la  Sicilia che  non  sta  lasciando  nessuno
  indietro?
   Voi   avete  una  visione  della  Sicilia  completamente  diversa,
  completamente sbagliata. Guardate colleghi o non girate o non siete
  a  contatto veramente con i cittadini o altrimenti dovete  svolgere
  un  ruolo.  A  me  dispiace solo una cosa, che  questa  mozione  di
  sfiducia non passi.
   Io  ritengo,  caro  Figuccia, che noi dobbiamo  andare  a  votare,
  proprio  per il bene della Sicilia, quelle cose che prima paventavo
  a  Musumeci quando tutti quanti noi dicevamo  noi andiamo a  votare
  per  salvare  la Sicilia, non possiamo galleggiare , per  tre  anni
  abbiamo galleggiato e continueremo a farlo anche per gli altri  due
  anni. Invece ci vuole un momento un riscatto di orgoglio. Io vorrei
  tanto vedere i moderati di questo governo, coloro che non hanno  un
  futuro accanto alla Lega e accanto a Fratelli d'Italia e accanto  a
  questo  Presidente  della Regione, a loro,  perché  non  vi  potete
  svegliare l'ultimo momento, non lo potrete fare all'ultimo momento,
  rischierete voi di non ritrovarvi neanche i vostri elettori.
   Oggi,  voi  che non votate questa mozione di sfiducia,  commettete
  due  errori: uno è quello di contribuire, a rendere questa  Sicilia
  non governata, senza un progetto politico.
   Siamo  stati, io l'ho detto più di una volta, siamo stati superati
  da  uno scoglio, Malta. Ci ha superati. Siamo stati superati  dalle
  Baleari,  siamo stati superati perché loro hanno avuto un  progetto
  di  sviluppo,  progetto di sviluppo che non manca da ora,  è  vero.
  Progetto di sviluppo che in questa Isola, in questa Regione,  manca
  purtroppo ormai da troppo tempo.
   Ma  così  come  è mancato in passato Lei non ha fatto nient'altro,
  Presidente Musumeci, che continuare a lasciare questa Sicilia senza
  un progetto di sviluppo e chi vuole andare a lavorare dalla Sicilia
  si deve spostare anche nella vicina Malta.
   Anche la vicina Malta rappresenta un riferimento occupazionale. Ma
  questo,  Presidente,  sinceramente può essere motivo  di  orgoglio?
  Motivo di orgoglio per lei che è Presidente della Regione siciliana
  e  dove vede i suoi cittadini, i suoi concittadini doversi spostare
  nella vicinissima Malta per potere andare a lavorare.
   Sono  migliaia.  Ormai sono migliaia i ragusani,  i  catanesi,  da
  tutte le parti della Sicilia che si spostano su Malta o del settore
  nautico si spostano sulle Baleari.
   Noi  abbiamo  le idee chiare su questo. Riteniamo che  la  Sicilia
  abbia bisogno di un progetto diverso. Riteniamo che questo progetto
  dobbiamo  iniziare a costruirlo ora e penso che il primo appello  è
  proprio quello delle forze moderate di questo Governo che non  deve
  continuare a vivere e a condividere una stagione fallimentare e non
  più  proponibile  dal  punto di vista politico  perché  la  storia,
  perché  gli atteggiamenti, perché i comportamenti di una  parte  di
  questa coalizione, di questo Governo non possono sicuramente  avere
  a che fare o condividere, avere percorsi comuni.
   Io concludo, Presidente.
   La  mia è una speranza. Che passi questa mozione di sfiducia e che
  magari alcuni colleghi, una parte di questa maggioranza capisca che
  è il momento di costruire un momento diverso.
   Oggi  ci  assumiamo una responsabilità. Non passare questa mozione
  di  sfiducia  significa continuare a galleggiare però attenzione  è
  anche una assunzione di responsabilità.
   Io ho condiviso anche una cosa che ha detto un collega prima di me
  e  cioè che chi vota contro si assume la responsabilità, ma  se  la
  deve  assumere  veramente, di essere presente  in  Commissione,  di
  essere  presente  in  Aula  perché non è  possibile  continuare  ad
  ingessare ancora questo Parlamento perché se avessimo un Presidente
  della  Regione  con un minimo di dignità politica  e  di  orgoglio,
  questo Presidente veramente presenterebbe le dimissioni. Ma siccome
  questo  non  l'abbiamo, voi vi assumete questa  responsabilità.  Vi
  assumete questa responsabilità.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole Aricò, avrebbe un minuto così come l'onorevole Cappello.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  questa  sera  abbiamo  assistito  all'ennesima,  ripetuta
  condizione nella quale ci siamo trovati non più tardi di 15  giorni
  fa.
   Più volte il Presidente dell'Assemblea ha esortato noi deputati di
  maggioranza  a  evitare  di  parlare quando  si  interviene  in  un
  dibattito  che  di  per  sé è quasi scontato perché  nessuno  vuole
  convincere, ed ha la pretesa di convincere, l'altra parte politica.
   Ma  necessità vuole, signor Presidente dell'Assemblea, che  invece
  si parli. Perché?
   Perché  altrimenti l'unica voce che resterebbe e oltre il  voto  a
  questa   mozione  di  sfiducia,  potrebbe  essere  la  voce   delle
  opposizioni,   che  per  quanto  sia  una  voce   inconsistente   e
  insussistente  sul  piano della veridicità dei contenuti,  potrebbe
  avere  il  suo  fascino  E quindi no, ho chiesto di  parlare,  sono
  stata  attenta  al dibattito, proprio per comprendere  anche  tutto
  quello  che  poteva  venire  fuori, mi sono  sforzata  di  cogliere
  all'interno  di  questo dibattito contenuti che in qualche  maniera
  potessero  convincere, anche fuori dall'aula di questo  Parlamento,
  qualche siciliano a dare ragione a presentare questa mozione, che è
  stato  ben  detto, inammissibile, veramente, sia  sul  piano  della
  forma giuridica sia sul piano dei contenuti e del merito.
   Mi  è  sembrato  piuttosto questo dibattito  e  soprattutto  nelle
  parole dell'opposizione di leggere una sorta di iperbolica apologia
  della  mistificazione, così mi piace definire questo  dibattito,  o
  meglio  quella  parte di dibattito che, certamente è  sostenuta  da
  coloro che hanno presentato la mozione e che ne vorrebbero anche il
  voto  della  maggioranza, mi sembra quasi incredibile,  che,  e  da
  quale pulpito mi viene da dire, viene la predica quando sento  dire
  che  si fa appello al senso della responsabilità, se si fosse fatto
  appello   al  senso  della  responsabilità,  forse,  nel   passato,
  sarebbero  stati  commessi  meno errori  e  oggi,  questo  governo,
  avrebbe  meno problemi da sostenere, meno problemi da affrontare  e
  da risolvere.
   Se poi penso con quale premessa parte questa mozione di sfiducia e
  qual  è la sua motivazione, ovvero si fa parola della inaccettabile
  e  moralmente non condivisibile nomina dell'assessore in quota alla
  Lega,  dell'assessore Samonà, certo se dobbiamo paragonare chiunque
  di  noi  all'impareggiabile  figura  e  alla  compianta  figura  di
  Sebastiano  Tusa, certamente non avremmo mai nominare nessuno.  Non
  me ne voglia quindi l'assessore Samonà  Non avremmo dovuto nominare
  nessuno, ma tant'è.
   Un  altro, Sebastiano Tusa, non c'è, purtroppo e quindi era giusto
  che  dal  punto  di  vista  politico il Presidente  della  Regione,
  ritenesse  opportuno fare una scelta di far entrare la Lega  dentro
  il  Governo,  sapendo  che la Lega è un partito  che  ha  sostenuto
  questo governo, sin dall'inizio.
   Mi pare veramente, strabico, il punto di vista del presentatore  e
  dei  presentatori della mozione, nella misura in cui,  smaniosi  di
  quel  poltronismo  di  cui sono emblematica espressione,  ormai  al
  Governo  della  nostra nazione, mi pare che non abbiano  disdegnato
  affatto  di governare la nazione italiana, insieme alla Lega,  devo
  dire che, solo perché con coerenza, Fratelli d'Italia, la Meloni  è
  rimasta  fuori,  solo per questo non hanno avuto anche  la  Meloni,
  altrimenti,  però, è come dire che guardo la pagliuzza  nell'occhio
  del vicino, mentre non vedo la trave che ho nel mio di occhio.
   E'   un  atteggiamento  di  strabico  moralismo,  di  strabica   e
  insufficiente  visione, ecco perché parlo di mistificazione  perché
  si  vogliono  confondere le acque, però credetemi i  siciliani  non
  sono  proprio  imbecilli,  sono persone che  hanno  avuto  modo  di
  capire,  di  vedere  e  anche  di  valutare,  eh   a  proposito  di
  valutazioni e di sondaggi, forse ha dimenticato anche qui, con qui,
  con  quella logica ovviamente riduttiva e un po' miope,  in  questo
  caso  non è strabismo ma miopia, di vedere che il sondaggio di  cui
  si  parla,  quello  di winpoll è fatto solo,  tra  le  regioni  più
  popolose d'Italia.
   Quindi  forse  anche  questo sondaggio non è  così  aderente  alla
  realtà. La realtà dei fatti qual è Presidente? La realtà dei  fatti
  qual  è? Che noi abbiamo un governo lo diciamo, veramente. Lo  dico
  da  partito, che secondo lei, onorevole Dipasquale, non ha  futuro.
  Sono all'interno, sono il Presidente del Gruppo parlamentare UDC  e
  dico che con orgoglio sosteniamo questo Governo, con convinzione lo
  sosteniamo.
   Non  abbiamo mai visto ad oggi nel panorama siciliano  un  Governo
  più  autorevole, più serio, più rigoroso dal punto di vista  morale
  come  quello guidato da Nello Musumeci. Può non piacere  e  che  ci
  possiamo  fare? Se ne facciano una ragione quelli a cui non  piace.
  Forse   può  non  piacere  neanche  a  me,  Presidente,  sul  piano
  personale,  non  è  la verità, anzi lo dico con grande  ironia,  ma
  questo non mi può distogliere dal dire la verità. I fatti personali
  sono fatti personali i fatti politici sono un'altra cosa. Le azioni
  di  buon  governo sono ancora un'altra e sono sotto  gli  occhi  di
  tutti e quindi noi con orgoglio rifiutiamo e rimandiamo al mittente
  questa inqualificabile mozione di sfiducia che poggia sul nulla.
   Sul  tema  dei  rifiuti  lo ha detto già  con  grande  competenza,
  l'onorevole  Savarino,  Presidente della  IV  Commissione,  abbiamo
  fatto un eccellente lavoro salvo poi arrivare qui e guarda caso  ma
  chi  sono  quelli che propongono il voto segreto, sperando  appunto
  nella   classica  buccia  di  banana  nella  quale  qualcuno  della
  maggioranza  è scivolato che andasse bene per loro.  Sono  stati  i
  Cinque Stelle lo vogliamo dire ai siciliani che sono stati i Cinque
  Stelle  a  volere  impallinare la riforma dei rifiuti?  Lo  diciamo
  Presidente,   lo  dobbiamo  dire,  questa  è  la  verità   non   le
  mistificazioni, non di quelli che vengono a raccontare  qua  perché
  il  piano dei rifiuti. Anzi, sapete che c'è lo voglio lasciare agli
  atti perché altrimenti sforerei dal tempo che mi è stato assegnato,
  ma  lascio  un  appunto molto ben circostanziato nel quale  si  può
  leggere  tutto  quello  che va letto e che  forse  dovrebbe  essere
  oggetto  di apprendimento ,Presidente, perché bisogna che  qualcuno
  vada ancora a scuola a studiare.
   Siccome  qua non siamo a scuola ma siamo nel Parlamento  lasceremo
  questo documento agli atti perché sia consegnato alle opposizioni e
  soprattutto a quelli, a quei deputati che dalle opposizioni parlano
  ancora  contro  una  mancata riforma, contro,  dicendo  inesattezze
  micidiali, contro il piano rifiuti, contro la nostra decisione o la
  sua  decisione, Presidente, o dell'assessore dell'UDC  Pierobon  di
  volere  aumentare le discariche, di volere creare gli inceneritori,
  è tutto scritto, e anche dei rapporti con il Governo.
   Noi  oggi  siamo  e concludo davvero, vorrei dire un'ultima  cosa.
  Semmai,  qualcuno ha parlato di click day, no? A proposito dei  128
  milioni  che sarebbero, certo, dati con un click day e  ne  abbiamo
  ampiamente  discusso  proprio ieri in Commissione  Bilancio.  Siamo
  tutti contro questo click day non foss'altro che la banda larga non
  arriva  dappertutto perché ci sono Comuni dove la piccola  impresa,
  l'artigiano   avrà   difficoltà  a  cliccare  perché   non   arriva
  velocemente quel click ma perché il metodo è iniquo e ingiusto.
   Ma  con  estremo  rigore, l'ha detto ieri non oggi in  Commissione
  l'onorevole Sunseri, ha detto ho criticato il Governo nazionale, il
  mio  Governo  quando  per  l'acquisto  dei  presidi  mascherine   e
  quant'altro in un minuto in mezzo secondo ha bruciato 50 milioni di
  Euro.  Esiste  la  legge.  Quando le cose funzionano  male  bisogna
  cambiare  le leggi. Questa è una legge nazionale che impone  questo
  metodo,  non  lo abbiamo scelto noi, noi ci troviamo ad  applicarlo
  con  tutti  i  mal di pancia di ognuno di noi, senza  se   e  senza
   ma .  Non  ci sono i primi della classe che sono per i poverini  e
  gli altri che invece siamo gli aguzzini dei poverini, qui nessuno è
  aguzzino  di  nessuno e abbiamo tutti ascolto di  chi  ha  bisogno.
  Purtroppo  questo  ci impone la legge e questo  siamo  costretti  a
  fare.
   Ho  concluso Presidente dicendo infine una cosa, la dico perché ce
  l'ho  davvero  nel cuore onorevole Nuccio Dipasquale,  va  bene  ho
  sbagliato.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, è finito il suo tempo.

   LO CURTO. Ho finito, Presidente.

   PRESIDENTE. Perché siccome devo essere rigido con tutti  sennò  se
  la prendono con me.

   LO  CURTO.  Allora, quell'immagine se non fosse  persino  blasfema
  farebbe ridere, ma fa anche piangere.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto la supplico, grazie.
   Onorevoli colleghi, prima dell'intervento del Presidente Musumeci,
  sono rimasti degli scampoli, come si dice, di tempo. Due minuti per
  il  Gruppo   Partito Democratico  e due minuti e cinquanta  secondi
  per  il  Gruppo  Movimento Cinque Stelle . Tutti avete  chiesto  di
  intervenire, come se doveste parlare sei secondi a testa;  è  ovvio
  che  non  si  può fare. O li lasciamo, ma questi due e  basta,  due
  minuti  uno e tre minuti l'altro, per dichiarazione di voto, oppure
  lo   fate   ora.  Che  vuole  fare,  onorevole  Cappello?  Facciamo
  intervenire   il  Presidente  della  Regione  e  poi,   con   tempo
  rigidissimo, interviene?

   CAPPELLO. Signor Presidente, vorrei intervenire adesso.

   PRESIDENTE.  Prego. Ne ha facoltà. Il tempo sarà rigidissimo,  tre
  minuti e due minuti.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  cari  colleghi
  della  maggioranza,  siete talmente impegnati a considerare  questa
  mozione  e  a  incastrare il Movimento Cinque Stelle e  la  mozione
  stessa  in  quello che vi è più congeniale, nel gioco delle  parti,
  che  non capite che una mozione di sfiducia serve a mettere davanti
  il  Presidente della Regione alle proprie responsabilità, cosa  che
  il Presidente non ha mai fatto nel corso di questi tra anni  Perché
  quando  va  bene è merito del Presidente della Regione,  quando  va
  male è demerito di Conte. E allora, a questo serve il Parlamento, a
  questo serve l'opposizione, noi questo è quello che pretendiamo  da
  un   Presidente  della  Regione,  dal  primo  cittadino  siciliano,
  Presidente Musumeci.
   Presidente, lei lo sa che ai CUP di molte parti della Regione  non
  risponde  nessuno? Che i cittadini siciliani chiedono di  prenotare
  una visita e dall'altro capo del telefono non trovano risposte? Lei
  lo  sa  che  dopo  il post-Covid, le Aziende sanitarie  provinciali
  hanno  milioni  di prestazioni ambulatoriali da recuperare,  e  che
  questo assessore non si è mai degnato di trovare nessuna soluzione?
  Lei  lo sa che ci sono gli ospedali che si contendono i medici come
  se  fossero giocatori di serie  A ? Lei lo sa che il suo  assessore
  ha  utilizzato  gli ospedali Covid come se fossero  usa  e  getta ?
  Prima  gli  operatori sanitari erano degli eroi, e  adesso  gli  ha
  detto:  arrangiatevi
   Questo è lo stato della sanità che ci state lasciando  Questo è lo
  stato  della  sanità  che stiamo trovando, ed è inutile,  assessore
  Razza,  che  gesticoli, perché oltre ad essere un maleducato  è  un
  bugiardo   Vada a farsi un giro negli ospedali, come fa  il  Gruppo
   Movimento  Cinque Stelle  in maniera sistematica,  parli  con  gli
  operatori della sanità, la finisca di nominare commissari ad  acta,
  perché  dovete sapere che siccome non gli piacciono i  suoi  stessi
  direttori  generali,  finisce  col sostituirli  e  sovrapporli  con
  commissari  ad acta. Nomine, nomine, nomine  Solo nomine  e  nessun
  risultato, vergogna

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per due minuti precisi.

   LUPO.  Signor  Presidente, poche parole per  confermare,  come  ha
  detto  l'onorevole Dipasquale, motivando bene il  perché,  il  voto
  favorevole  del  Gruppo   Partito  Democratico   alla  mozione   di
  sfiducia.  Non mi ripeto, abbiamo più volte affrontato questi  temi
  dall'ultima  seduta  e  lo  ha fatto bene  l'onorevole  Dipasquale,
  sintetizzando le ragioni principali per le quali noi riteniamo  che
  in  Sicilia  bisogna  tornare al voto, bisogna  ridare  davvero  la
  parola agli elettori.
   Solo  due  battute, signor Presidente della Regione. Il suo  è  il
  Governo  della  paralisi. Della paralisi non solo dell'attività  di
  Governo, anzi è la causa principale che ostacola perfino l'attività
  legislativa.  In Conferenza dei Capigruppo abbiamo  verificato  che
  ben  tredici  disegni  di  legge, già approvati  dalle  Commissioni
  parlamentari,   non  possono  andare  all'ordine  del   giorno   di
  quest'Aula  perché mancano le relazioni tecniche  dei  dipartimenti
  del  suo governo, perché mancano gli accertamenti in relazione agli
  oneri finanziari della ragioneria generale.
   Lei  non  può  continuare  a  dire che questo  Parlamento  non  le
  consente  di  lavorare, perché è esattamente il  contrario.  Questa
  mozione di sfiducia avrà un merito, e concludo, il merito di sapere
  se  lei  ha  una  maggioranza  oppure  no,  se  lei  non  avrà  una
  maggioranza si tornerà al voto, se lei in questo Parlamento  ha  la
  maggioranza, dovrà smetterla di continuare a praticare il suo sport
  preferito, che è lo scarica barile delle sue responsabilità,  dovrà
  smetterla  di  continuare a ripetere il ritornello  Vorrei  ma  non
  posso  perché l'Ars non me lo consente'. Questo sarà un momento  di
  chiarezza, il Partito Democratico voterà la mozione di sfiducia  al
  Presidente Musumeci.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Presidente
  della  Regione,  membri  del Governo, non  volevo  intervenire,  ho
  sentito l'ultimo intervento dell'onorevole Cappello e devo dire che
  purtroppo  non  mi  sono tenuto, perché si  è  parlato  di  nomine,
  nomine, nomine e l'altra volta leggevo proprio un articolo  de   Il
  Giornale' e parlava di una scuola, quella del famoso Gigino Di Maio
  dove  sfornano manager della pubblica amministrazione meglio  della
  scuola che ha frequentato Macron ed anche Chirac, questo succede  a
  Pomigliano d'Arco.
   E'  una  piccola parentesi, signor Presidente. Oggi abbiamo  visto
  come  esistono  due  modi  diversi di approcciare  una  mozione  di
  sfiducia  al  Presidente  della Regione da parte  dell'opposizione,
  un'opposizione che vuole ragionare anche su una prospettiva di fine
  legislatura,   abbiamo   sentito   gli   interventi   del   Partito
  Democratico, degli altri gruppi, innovazione ed altri che  vogliono
  comunque  cercare di avviarsi alla fine della legislatura  cercando
  di  produrre  qualcosa  e va bene anche la proposta  dell'onorevole
  Dipasquale,  cercando di far sì che ci sia maggiore presenza  nelle
  Commissioni  e  in  Parlamento per cercare di lavorare  a  sostegno
  delle iniziative del Governo.
   Questo  lo vogliamo fare, onorevole Dipasquale, siamo qui  apposta
  per  questo, però sappiamo perfettamente che oggi è una perdita  di
  tempo,  sappiamo  perfettamente che  già  c'è  stato  un  dibattito
  importante  sulla  relazione di metà mandato da parte  del  Governo
  Musumeci  e  c'è  stato un ampissimo dibattito,  signor  Presidente
  probabilmente è perché il Movimento Cinque stelle vuole rifarsi una
  verginità politica visto che ogni tanto ritiene di non governare  i
  processi  importanti  come  quelli  nazionali.  Signor  Presidente,
  un'ultima  cosa, si deve parlare anche di immigrazione, proprio  in
  queste  ore  cinquecento  nuovi  immigrati  a  Lampedusa,  vorremmo
  sostegno maggiore da parte del governo nazionale.

   PRESIDENTE. Il Presidente della Regione ha tempo trenta minuti, ma
  ovviamente  così  come io qualche secondo in più l'ho  dato,  forse
  parlerà  anche  meno,  ma nel caso in cui dovesse  sforare  qualche
  minuto non sarò certamente io a fermarlo.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ad  inizio di questa mia non lunga replica, consentitemi
  innanzitutto  di  rivolgere  a nome personale  e  del  Governo  che
  rappresento,   la  solidarietà  al  Presidente  della   Commissione
  regionale  Antimafia, onorevole Fava, lo faccio con animo  sincero,
  lo  faccio  obbedendo ad uno stile istituzionale che  non  può  mai
  venire  meno  neppure  nei momenti e nelle stagioni  del  confronto
  anche  aspro. Lo faccio per esprimere solidarietà per gli  attacchi
  politici  ricevuti  da  alcuni membri della  Commissione  nazionale
  Antimafia negli ultimi giorni. Non voglio assolutamente entrare nel
  merito  del  tema,  ma  quando si usano apprezzamenti  pesanti  nei
  confronti del Presidente di una Commissione parlamentare importante
  come quella contro la lotta alla mafia, gli stessi apprezzamenti si
  debbono  intendere rivolti a tutto il Parlamento, ai componenti  di
  quella Commissione, quella Commissione che ha votato la relazione.
   Roma può condividere o no l'esito di una relazione di lavori della
  Commissione, ma non ha il diritto di delegittimarne i relatori e  i
  redattori.
   Veniamo  alla mozione, una mozione - lo dico con grande  senso  di
  responsabilità  - priva di serie motivazioni politiche  e,  quindi,
  una mozione strumentale e pretestuosa, come è stato più volte detto
  in  quest'Aula durante questo dibattito che ho seguito  con  grande
  attenzione  per  tutti,  anche  se non  per  tutti  con  lo  stesso
  interesse.
   Una  vicenda, questa della mozione di sfiducia, che mi  ricorda  -
  perdonate  la citazione personale - la buon'anima di mio  padre  il
  quale  era titolare di una pensione di vecchiaia, autista di linea,
  autoferrotranviere,  ma  era costretto  periodicamente  a  produrre
  all'INPS un certificato di esistenza in vita: ecco, se dovessi fare
  un'analogia,  questa mozione di sfiducia mi pare il certificato  di
  esistenza in vita del Gruppo parlamentare che l'ha voluta, che l'ha
  espressa.
   Io ho rispetto, naturalmente, per tutti i Gruppi parlamentari e se
  questo  rispetto  fosse,  ogni tanto,  minimamente  ricambiato,  in
  questa  navata pagana forse il clima sarebbe molto meno avvelenato,
  e  quando  si  entra  in quest'Aula si ha la  sensazione  di  avere
  d'avanti  reparti della Polizia di Stato in assetto anti guerriglia
  perché il nemico da abbattere è il Presidente della Regione.
   Anche in alcuni interventi, ve lo dico con grande amarezza, chi  è
  ad uso dei lavori di quest'Aula, chi ha un minimo di esperienza con
  le  Aule parlamentari anche di altre istituzioni, sa che quando  si
  interviene,   si   interviene  con  passione,   mai   con   spirito
  vendicativo, con una manifestazione di fiele che non appartiene  al
  linguaggio e ai comportamenti cui deve attenersi un Parlamento, che
  è un luogo sacro, di una sacralità laica, ma è un luogo sacro.
   E  tuttavia,  il Parlamento è sovrano e lo dico io che  di  questo
  Parlamento faccio parte a pieno titolo.
   Non  mi soffermo sui contenuti su cui è stata costruita la mozione
  di  sfiducia, che rientra nel diritto del Parlamento, perché  molte
  delle  cose  che  sono  contestate  in  quella  mozione,  cose  che
  andrebbero  contestate con un'attività ispettiva e  non  certamente
  con una mozione di sfiducia, sono state già ripetute e chiarite dal
  sottoscritto  che  vi ha costretto, appena alcuni  giorni  fa,  per
  circa  100  minuti, ad ascoltare una lunga e noiosa -  è  stata  da
  alcuni definita - relazione.
   Non voglio apparire ancora una volta colpevole in questo senso  e,
  quindi, non approfitterò.
   Però alcune cose mi hanno davvero impressionato.
   Una  delle  accuse  che  mi viene mossa -  un'accusa  che  non  ha
  precedenti  nella storia del Parlamento siciliano e vi assicuro  io
  essere  un  appassionato  lettore  delle  vicende  parlamentari   e
  storiche in generale della Sicilia - è il veto sulla nomina  di  un
  Assessore.
   Una   cosa   molto,  molto  pericolosa  sul  piano  del  confronto
  democratico.
   Il  Capogruppo del Movimento Cinque Stelle ha voluto  giustificare
  la  colpa  del  Presidente Musumeci nell'avere  nominato  il  dott.
  Alberto   Samonà,  siciliano  di  Palermo,  ai  beni  culturali   -
  sull'identità siciliana quando volete ci confrontiamo anche per ore
  -  ha  detto  che  ho avuto l'ardire di nominare un  Assessore  che
  appartiene alla Lega, partito politico che schernisce e offende  il
  popolo  italiano  e il cui linguaggio si fonda  su  paura,  odio  e
  separatismo.
   Deputato  Pasqua,  le chiedo di avere rispetto per  l'intelligenza
  del popolo siciliano.
   Il Movimento Cinque Stelle, questo partito, la Lega che schernisce
  e  offende  il  popolo italiano, il Movimento Cinque Stelle  lo  ha
  portato al Governo della Nazione
   Questo  partito  che schernisce e offende il popolo  italiano,  il
  Movimento    Cinque   Stelle   gli   ha   affidato   il   Ministero
  dell'agricoltura.
   Questo  partito  che schernisce e offende il popolo  italiano,  il
  Movimento  Cinque  Stelle gli ha offerto la guida  delle  Forze  di
  Polizia della Nazione.
   Il suo partito per un anno è stato con la Lega a dividere banco  e
  sottobanco  e  non vi eravate accorti che per dieci  anni  la  Lega
  scherniva e offendeva il popolo italiano?
   Ve ne siete accorti negli ultimi giorni? Eh?
   Non è possibile  Non è possibile
   Bisogna avere rispetto per l'intelligenza del popolo italiano.
   Il  Movimento Cinque Stelle è l'unica forza politica che non ha il
  diritto  di  criticare nella sua natura genetica il  partito  della
  Lega  che  non  è  il mio partito - lo ripeto - è  un  partito  del
  centrodestra dal 1994, ha guidato l'Italia in questi anni con ruoli
  di  grande  responsabilità  e  che ha  sostenuto  la  mia  campagna
  elettorale  come  tutte le altre forze politiche del  centrodestra,
  fin dal primo momento.
   Ho  il  diritto, per legge, di nominare gli Assessori che  ritengo
  essere legati a me da un vincolo di fiducia e che abbiano un minimo
  di competenza.
   Non accetto veti da nessuno
   Ma non dite, dite che Samonà è brutto
   Dite che Samonà è corto  Ma lei, onorevole Cracolici non è che sia
  molto più alto
   Non  dite  che siccome appartiene alla Lega che è un  partito  che
  offende  il popolo italiano da decenni, non avevo io il diritto  di
  nominarlo.
   Di  fronte  a  questa  mia nomina si sono levate  delle  proteste,
  alcune civili, altre minacce di morte.
   Non  avete speso una sola parola per le minacce di morte, capisco,
  sarebbe  stato davvero difficile e contraddittorio poterle spendere
  a mio favore e contro chi le pronunciava.
   Questo  è  un Governo, e vado verso alcuni accenni contenutistici,
  che  ha  messo in campo, in circa due anni, oltre tre  miliardi  di
  euro fra infrastrutture, beni e servizi.
   Questo  è un Governo che non ha restituito un solo euro all'Unione
  Europea  per certificazione ufficiale, avendone trovati certificati
  sei, sette milioni di euro.
   Questa  è una regione che gestisce, che ha gestito, per oltre  tre
  mesi  terribili,  la  epidemia  del Corona  Virus  senza  mai  aver
  mostrato  un  momento  di  debolezza. Con  grandi  difficoltà,  con
  equilibrio, con determinazione, con rigore in perfetta  intesa  col
  Governo  nazionale,  anche quando dopo  due  mesi  in  Sicilia  non
  arrivavano  i dispositivi per la protezione individuale  e  abbiamo
  dovuto comprarli fuori dall'Europa.
   Questa  è  una regione che ha assunto settemila unità nel  settore
  sanitario   Settemila   E continueranno ancora  a  mancare  medici,
  purtroppo,  perché  abbiamo  in  Italia  una  paurosa  carenza   di
  specialisti. Paurosa carenza di specialisti.
   Questa  è  una  regione che avvia un piano di  edilizia  sanitaria
  nell'isola per circa un miliardo di euro, prevedendo nuovi nosocomi
  a  Palermo e a Siracusa nella cui città, quest'ultima, è  in  corso
  l'esame delle istanze progettuali pervenute dopo il nostro bando.
   La  Regione,  dopo appena undici mesi, presenta  una  proposta  di
  Piano  regionale  dei rifiuti stoppato dal Ministero  dell'Ambiente
  con  una  serie di osservazioni e con la richiesta di inserire  due
  termovalorizzatori,  nel piano regionale, da  parte  del  dicastero
  guidato dal Movimento Cinque Stelle.
   Questa  è  una regione che ha investito trecento milioni  di  euro
  nella  lotta  al dissesto idrogeologico e contro la erosione  delle
  coste.
   Questa è una regione che dà sostegno e attenzione anche agli scali
  aeroportuali  minori,  a  cominciare  da  Trapani-Birgi   dove   si
  intravede qualche barlume di luce.
   Questa  è  una  regione che assicura l'anticipazione  di  seicento
  milioni   di   euro   per   sbloccare,   finalmente,   la   vicenda
  dell'autostrada  Catania-Ragusa,  in  assenza  di   una   immediata
  disponibilità da parte del Governo nazionale.
   Questa  è  la  regione  che  ha preso  in  esame,  finalmente,  la
  portualità  minore con un impegno infrastrutturale di  circa  cento
  milioni di euro, esattamente novantasettemilioni e duecento.
   Questa  è  una  regione che ha aperto centinaia di  cantieri,  per
  centinaia  di  milioni di euro nelle infrastrutture, ferroviarie  e
  viarie.
   Questa  è  la  regione che impegna cento milioni di  euro  per  la
  riqualificazione  e  la  tutela dei beni  culturali  nell'Isola  in
  appena un anno.
   Questa  è  la regione che rinnova il parco dei mezzi di  trasporto
  con  nuovi  treni e nuovi pullman, impegnando decine di milioni  di
  euro.
   Questa  è la regione che, dopo trent'anni, avvia le procedure  per
  collaudare  diciotto delle venticinque  dighe sparse nell'Isola  ed
  utilizzate  soltanto  a metà; questa è la Regione  che  ha  avviato
  finalmente   un   progetto  di  digitalizzazione  all'interno   dei
  dipartimenti;   questa  è  una  Regione  che  dopo  ventotto   anni
  istituisce l'autorità di bacino per il controllo ed il monitoraggio
  della rete fluviale; questa è la Regione che dopo venti, trent'anni
  manda  le  imprese, gli operai a pulire, finalmente, i fiumi  ed  a
  liberarne gli alvei; questa è una Regione che si è dotata di dodici
  strumenti  di pianificazione per l'ambiente; questa è  una  Regione
  che  con  il  piano  dell'area ha consentito di  potere  finalmente
  capire  da che parte stanno coloro che sono interessati alla difesa
  dell'ambiente  e quanto altri invece ritengono di dovere  difendere
  legittimamente interessi costituiti.
   Se  il  Piano  dell'aria  è eccessivamente restrittivo,  bene,  lo
  sappiano  i petrolieri e lo sappiano anche coloro che li difendono.
  Noi  siamo favorevoli all'apertura di un confronto per capire  dove
  possiamo  arrivare  e  se  -  e  se  saremo  compatibili   con   le
  determinazioni  del  Ministero dell'ambiente -  saremo  i  primi  a
  doverlo  modificare questo piano dell'aria che mette ordine  in  un
  settore  del quale troppo si è parlato perché presumiamo che  tanti
  siano gli iscritti a libro paga.
      E   nel  silenzio  assordante,  tutto  questo  avviene,   degli
  ambientalisti a tempo pieno, compresa Legambiente, della quale  non
  abbiamo  raccolto  una sola parola di compiacimento  a  favore  del
  Piano  dell'aria. Questa è una Regione che stabilisce il  principio
   Chi  lavora  di  più  e meglio, deve guadagnare  di  più',  è  uno
  scandalo? E non è vero che sull'organizzazione del personale non si
  sia stato fatto niente. Ora c'è un piano del fabbisogno, ora c'è un
  adeguamento economico, ora sono stati sbloccati i concorsi, ora c'è
  il  rinnovo  del  contratto, ora è stato reso possibile  il  lavoro
  agile per l'emergenza epidemica, ma senza abusare, per carità. Ora,
  finalmente,  il  palazzo che ospita la funzione  pubblica  è  stato
  cablato e consente di potersi adeguare alle norme per le quali ogni
  giorno chiede impegno ai propri dipendenti. Lavoriamo tutti assieme
  affinché  quel 20 per cento di dipendenti responsabili, scrupolosi,
  impegnati, appassionati, possa diventare l'80 per cento.
   Smettiamola,  smettiamola  di essere ipocriti  per  inseguire  una
  manciata di voti, smettiamola.
   Non  mi è mai piaciuto fare il ruffiano, non sono stato votato per
  dire   che   tutti  siamo  bravi.  No,  no.  Anche  nella  Pubblica
  amministrazione  ed  in quella regionale, in particolare,  c'è  chi
  lavora  e  c'è chi non lavora, e la responsabilità non è  solo  dei
  direttori generali ma è anche politica, quindi, è di questo Governo
  che  ha  avuto,  purtroppo, il torto di aspettare per  due  anni  e
  mezzo,   sperando  che  la  maggioranza  dei  dipendenti  regionali
  raccogliesse   l'appello  che  il  sottoscritto  ha   lanciato   in
  quest'Aula  nella seduta di insediamento, richiamando  ognuno  alle
  proprie responsabilità.
   Questa è una Regione che apre finalmente con Roma un confronto sul
  futuro  della Sicilia, altro che mancanza di progetti.  Lo  abbiamo
  detto  chiaramente ai ministri del mezzogiorno,  del  Sud  e  delle
  infrastrutture.
   Noi  abbiamo bisogno di aprire un tavolo, di tenerlo costante  per
  alcuni  mesi  per  affrontare  il tema legato  alle  infrastrutture
  strategiche di cui quest'Isola ha assolutamente bisogno.
   Signor   Presidente e onorevoli deputati, non posso  assolutamente
  raccogliere  alcune considerazioni che nulla hanno di politico:  la
  mozione di sfiducia è una cosa seria quando non è dettato da voglia
  di  rivincita,  di  riscossa, quando non è  dettata  da  uno  stato
  d'animo  non sereno e, naturalmente, non mi sorprende il fatto  che
  il  Gruppo del Partito Democratico si sia accodato alla mozione  di
  sfiducia del Movimento Cinque Stelle senza averne partecipato  alla
  redazione  e  cedendo all'anima dei falchi -  che  è  maggioritaria
  anche nel Pd - rispetto alle colombe.
   Così  come  voglio  rassicurare i quattro deputati  del  Movimento
  Cinque Stelle che in questa vigilia di voto mi hanno fatto arrivare
  il  loro  imbarazzo dicendo:  Io ero fra quelli che  non  avrebbero
  voluto si arrivasse alla mozione di sfiducia, debbo esserci e debbo
  votarla Presidente , ecco perché sono convinto che ognuno abbia  il
  diritto  di dire quello che sente, compresi i deputati del  Partito
  Democratico  dei quali ho riletto stamattina le arringhe  difensive
  pro  Crocetta  quando  in quest'Aula si parlava  delle  mozioni  di
  sfiducia  presentate  nei confronti di quel  presidente  anche  dal
  Movimento  Cinque Stelle. Ogni deputato ha il diritto di  esprimere
  le  proprie valutazioni, ma io ho il dovere di fare un appello alla
  responsabilità di ciascuno.
   Se  invece d'impiegare questo tempo avessimo impiegato il tempo in
  un  confronto  attorno  ad un tavolo sulle cose  che  l'opposizione
  ritiene  essenziali e prioritarie, avremmo reso  un  servizio  alla
  pubblica opinione e alla comunità siciliana.
   Quante volte il Presidente della Regione ha lanciato in quest'Aula
  e  fuori  da quest'Aula un appello all'opposizione per dire   senza
  bisogno  di  fare ribaltoni, se ci sono due, tre, quattro  idee  da
  proporre  fatelo,  sediamoci  attorno  ad  un  tavolo  e  lavoriamo
  nell'interesse del popolo siciliano  invece di inseguire la  logica
  del   tanto  peggio, tanto meglio . Ho lavorato secondo  coscienza,
  onorevoli  deputati,  ho  lavorato  in  questi  due  anni  e  mezzo
  nell'interesse  esclusivo del popolo siciliano,  commettendo  tanti
  errori, certamente, ma anche lavorando con tanto entusiasmo assieme
  alla mia squadra di governo e alla coalizione di centrodestra,  che
  ringrazio  ancora una volta, soltanto perché questa  Terra  potesse
  tornare   alla   normalità,   senza   rivoluzioni,   mai   promesse
  rivoluzioni. Ecco. Io rivendico il diritto di rendere conto del mio
  operato   e   dell'operato  di  questo  Governo  alla  fine   della
  legislatura,  cioè  alla fine dei cinque anni, come  stabilisce  la
  legge  e  come suggerirebbe il buon senso ma, voglio augurarmi  che
  con lo stesso stato d'animo ognuno di voi, onorevoli colleghi, voti
  questa mozione obbedendo soltanto alla propria coscienza. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  Presidente, mi permetta di  ringraziarla  per
  l'inizio  del  suo intervento per la solidarietà data all'onorevole
  Fava,  e  mi  scuso con l'onorevole Fava per non  averlo  fatto  io
  prima,  per cui le chiedo scusa, ha fatto bene il presidente  della
  Regione a farlo e lo ringrazio perché l'ha fatto a nome di tutto il
  Parlamento e lo ringrazio assolutamente per questo.


          Votazione per appello nominale della mozione n. 431

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  adesso  c'è  la  votazione  che
  avviene

            (Proteste da parte del Movimento Cinque Stelle)

   No, colleghi, scusate.
   Onorevole  Pasqua,  troppe  volte -  troppe  volte  -  sono  stato
  costretto a dire che se si fa un accordo si mantiene
   Ieri  abbiamo  tenuto  una Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  in  cui sono stati dichiarati i tempi.  Io,  come  al
  solito, mi rendo generoso, se c'è qualcuno che deve avere un minuto
  in  più,  un  minuto  in  meno, ma la seduta  si  conclude  con  la
  votazione dopo l'intervento del Presidente della Regione.

          (Reiterate proteste da parte dell'onorevole Pasqua)

   Onorevole Pasqua, è inutile che insistete, non cambio idea
   Spiego a tutti come si procede per la votazione.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, la prego. Ora siamo in  votazione,
  non  posso  dare la parola a nessuno. Siamo in votazione. Onorevole
  De  Luca,  la prego di sedersi tanto non le do la parola. Siamo  in
  votazione e si inizia a votare.
   La  votazione  avverrà attraverso chiamata  nominale  di  tutti  i
  deputati.
   Io chiamerò

                   (Proteste dell'onorevole De Luca)

   L'altro  giorno  mi  hanno mandato un video in  cui  io  mi  butto
  all'indietro perché non ne posso più. Stavolta, onorevole De  Luca,
  pur  di  non guardarla mi copro gli occhi  Per cui, andiamo  avanti
  con la votazione.
   Si procederà con l'appello nominale di tutti i deputati.

         (Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.47, è ripresa alle ore 18.52)

   La seduta è ripresa.

   Riprende la votazione per appello nominale della mozione  n. 431

   PRESIDENTE. Riprendiamo con la votazione per appello nominale
  della mozione di sfiducia al Presidente della Regione.
   Invito il Deputato segretario a fare l'appello.

    (Il deputato segretario procede al primo ed al secondo appello)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per appello nominale
  della mozione n. 431:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         36
   Favorevoli          24
   Contrari            36
   Astenuti            0

                       (L'Assemblea non approva)

   Pertanto, la mozione è respinta.

   Onorevoli  colleghi,  così  come deciso  ieri  in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, la seduta è rinviata a  domani,
  23  luglio 2020, alle ore 16.00, per la discussione sul disegno  di
  legge sull'urbanistica.

                  La seduta è tolta alle ore 18.59(*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         208a SEDUTA PUBBLICA
                  Giovedì 23 luglio 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-
           190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A
          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'economia

   N.  1302  -  Iniziative  in  merito  ai  disagi  conseguenti  alla
  riduzione degli orari dell'ufficio postale presente nella  frazione
  di Giardina Gallotti, nel comune di Agrigento.
   Firmatari: Di Mauro Giovanni

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N.  1278  -  Chiarimenti in ordine alla mancata  attuazione  della
  mozione  'Intitolazione  di  strada a Giuseppe  Tricoli'  da  parte
  dell'Amministrazione comunale di Corleone (PA).
   Firmatari: Figuccia Vincenzo

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   - Tutela della posidonia nelle spiagge siciliane (n. 791)
   Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Figuccia  e
  Lo Giudice il 22 luglio 2020.

   -    Norme   per   disciplinare   la   specifica   ipotesi   della
  reinternalizzazione di funzioni o servizi, affidati  a  società  in
  house  del  sistema  camerale, da parte delle Camere  di  Commercio
  della Regione (n. 792)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Assenza  il
  22 luglio 2020.

   -  Norme  per  la  tutela dei genitori di  figli  in  minore  età,
  separati  o  divorziati  che versano in  comprovate  condizioni  di
  disagio economico e sociale (n. 793)
   Di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Pagana,
  Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020.

   -  Istallazione  defibrillatori nelle scuole  e  nelle  università
  siciliane (n. 795)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Figuccia il
  22 luglio 2020.

   -  Istituzione  del  Fondo per la destagionalizzazione  turistica
  (n. 796)
   Di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Pagana,
  Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020.

   -  Incentivi per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità
  di amianto (n. 797)
   Di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Pagana,
  Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020.

   - Ordinamento della dirigenza (n. 798)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Dipasquale
  il 22 luglio 2020.

   -  Norme  per sostenere la filiera agro-industriale della Cannabis
  sativa L. (n. 799)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Assenza  e
  Savarino il 22 luglio 2020.

   - Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio
  di  impianti elettrici non facenti parte della rete di trasmissione
  nazionale (n. 800)
   Di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Pagana,
  Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020

   -  Valorizzazione  e  promozione delle espressioni  artistiche  in
  strada Street Art in Sicilia (n. 801)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Figuccia il
  22 luglio 2020.

   - Modifiche alla legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 (n. 805)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Assenza  il
  22 luglio 2020.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                   BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
                  DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Area tematica  2
   Ambiente'.   Tema   prioritario:   2.5    Cambiamento    climatico
  prevenzione   e  gestione  dei  rischi  ambientali'   -   Obiettivo
  strategico  Dissesto idrogeologico  (n. 114/II-UE).
   Pervenuto in data 21 luglio 2020.
   Inviato in data 22 luglio 2020.

                             BILANCIO (II)

   -  FSC  2014/2020, Patto per lo sviluppo della Regione  siciliana.
  Aggiornamento  elenco  degli interventi della  deliberazione  della
  Giunta  regionale  n.  3  del  3  gennaio  2019  -  Allegato  B   -
  Rimodulazione interventi  Infrastrutture portuali' (n. 113/II).
   Pervenuto in data 13 luglio 2020.
   Inviato in data 21 luglio 2020.

       Comunicazione di parere reso dalle competenti Commissioni

                   BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
                  DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  FSC  2014/2020.  Patto  per  il Sud  della  Regione  siciliana.
  Rimodulazione risorse in ossequio al comma 881 bis dell'articolo  1
  della  legge  30  dicembre  2018, n.  145,  inserito  dal  comma  3
  dell'articolo 38 quater del decreto legge 30 aprile  2019,  n.  34,
  convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58  (n.
  109/II-UE).
   Reso in data 14 luglio 2020.
   Inviato in data 21 luglio 2020.

            Comunicazione di trasmissione della situazione
                            quadrimestrale
                 di cassa e di tesoreria della Regione

   Si    comunica    che   l'Assessorato   regionale   dell'economia,
  dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso in data 14 luglio 2020
  la  Situazione quadrimestrale di cassa e di tesoreria della Regione
  in  attuazione  dell'articolo 4, comma 1, della legge  regionale  8
  luglio  1977,  n.  47,  modificato  dall'articolo  31  della  legge
  regionale 11 agosto 2017, n. 16. Situazione al 30 aprile 2020.

   Copia  della sopracitata documentazione è stata trasmessa alla  II
  Commissione parlamentare.

  Allegato B
                  Risposte scritte ad interrogazioni

  Allegato C

     Mozione n. 431  Sfiducia al Presidente della Regione  (testo)