Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 15.03
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione ha un impegno
istituzionale al Comando generale dell'esercito; ritarda 10 minuti.
Pertanto, in attesa del suo arrivo, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 15.20.
(La seduta, sospesa alle ore 15.04, è ripresa alle ore 15.46)
La seduta è ripresa.
Regione"
Discussione della mozione n. 431: Sfiducia al Presidente della
Regione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 431 Sfiducia al Presidente della
Regione , a firma degli onorevoli Pasqua, De Luca, Campo, Cappello,
Ciancio, Damante, Di Caro, Di Paola, Marano, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Trizzino, Zafarana, Zito.
E' arrivato il Presidente Musumeci, i deputati sono pregati di
prendere posto. Ci scusiamo per il ritardo, ma c'è stato un
malinteso tra me il Segretario generale, pensavamo che non fosse
qui nel Palazzo.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Musumeci, in questa Sicilia piena di problemi, siete riusciti
nell'incredibile impresa di non trovarli, e quei pochi che avete
trovato, siete riusciti a male interpretarli, applicando poi
erroneamente il rimedio sbagliato. E non è successo una volta o
due, è stato un continuo in questi due anni e mezzo.
Così potrebbero essere sintetizzati questi due anni e mezzo di
amministrazione, avete sentito bene, non ho usato la parola
Governo', ho usato la parola amministrazione', perché,
Presidente, lei non governa, non regge il timone di questa nave
Sicilia per portarla fuori dalla tempesta dell'economia disastrosa,
dell'involuzione, della disorganizzazione, dell'ambiente violato,
dalla tempesta di mancati servizi ai disabili, i nostri siciliani
più fragili. Non regge il timone per portare la Sicilia verso un
porto sicuro, verso il risanamento del disavanzo, verso lo sviluppo
economico, sociale e culturale, verso la riorganizzazione della
macchina amministrativa, non lo sta portando verso il rispetto
dell'ambiente e verso la soluzione del problema dei rifiuti, verso
percorsi di assistenza degni di un paese civile. Due anni e mezzo
di problemi spesso non affrontati oppure affrontati nel modo
peggiore, come dicevamo.
Ed è di poche ore fa la notizia che volete distribuire 128.000.000
di euro del bonus regionale alle imprese con l'ennesimo
fallimentare click day, ancora una volta, avete deciso per il click
day pur sapendo, date le esperienze precedenti, che questo
consentirà solo ad imprese che sono fornite di collegamenti web
stabili, validi, veloci, di godere di queste somme, somme che
termineranno in non più di tre o quattro secondi lasciando
all'asciutto chi non ha collegamenti web validi. Qui siamo
all'assurdo L'assurdo all'ennesima potenza Una nave in tempesta
senza nocchiero che naviga a vista Citare oggi le infinite
promesse elettorali che lei ha fatto e metterle in relazione con le
scarse azioni amministrative sin qui condotte è doveroso Lo
dobbiamo ai siciliani che non dimenticano Ed a nulla varranno le
scuse che troverete per giustificare l'inazione in questi due anni
e mezzo, non saranno credibili argomentazioni circa il breve tempo
sin qui trascorso se vi sembrano brevi due anni e mezzo. E'
l'ipotetica soluzione ai problemi futuri.
I siciliani vedono e non dimenticheranno che del suo promesso, ma
non mantenuto, programma di riforme che - uso le sue parole -
avrebbero consentito di strutturare la macchina economica e
burocratica in modo che la Regione siciliana, divenga il motore di
sviluppo dell'economia e realizzi uno standard di benessere
diffuso, non avete realizzato nulla Dove sono le riforme Dove è
il promesso benessere diffuso, i siciliani non lo vedono, non se ne
accorgono.
Lo diciamo noi ai siciliani, ma lo sanno già purtroppo, perché lo
sanno, non ci sono le riforme e non c'è il benessere diffuso, aveva
promesso riforme nel campo della cultura, del turismo, aveva
promesso cambio di governance dei settori, investimenti, pure
strumenti della new economy, la valorizzazione del patrimonio
culturale e la tutela del patrimonio culturale e ambientale - e
cito sempre le sue parole - per rafforzare la capacità attrattiva
dei luoghi della nostra isola .
Invece, oggi, dopo due anni e mezzo, ci troviamo pressoché nella
stessa governance di prima, che non ha risolto niente, nessuna
tutela in più, o più razionale del patrimonio, culturale e
ambientale; quindi nulla di fatto.
Anzi, qualche settima fa, lei, Presidente, ha assegnato la delega
assessoriale ai beni culturali ed all'identità siciliana ad un
esponente della Lega: tale scelta, seppur legittima, appare
inaccettabile, poiché equivale a consegnare politicamente la
gestione, le strategie di sviluppo del nostro patrimonio artistico,
culturale, architettonico e archeologico, ad una forza politica che
da decenni schernisce ed offende il popolo siciliano con
denigrazioni e insulti di ogni genere, la cui linea politica è
spesso stata quella della discriminazione degli individui in base
all'area geografica di provenienza, e spesso anche in base al credo
religioso praticato, generando messaggi politici fondati sulla
paura, sull'odio, sulla discriminazione e sul separatismo, quindi
su una ideologia assolutamente distante dalla politica
dell'accoglienza della Sicilia che da millenni è esempio
internazionale di integrazione culturale, religiosa e sociale.
Non possiamo, pertanto, assolutamente condividere questa scelta,
che mortifica e oltraggia il popolo siciliano; l'assessorato alla
cultura e all'identità siciliana non doveva essere assegnato in
base a mere convenienze politiche, interessi che poco hanno a che
vedere con l'interesse per il nostro patrimonio culturale,
monumentale, artistico, delle tradizioni, della cultura, del
barocco, della storia arabo normanna della nostra terra.
Tutto questo peggiorato dal modo in cui si è presentato
l'assessore delegato, subito salito agli onori della cronaca
nazionale per poesie inneggianti all'obbrobrio nazista.
E come se non bastasse, hanno destato particolare clamore e
sconcerto le sue recenti dichiarazioni che l'hanno vista, dopo aver
dichiarato in una trasmissione televisiva, di non avere idea di
cosa sia l'identità siciliana, lei Presidente ha definito come un
gruppetto di poveretti con problemi personali e familiari le
decine di migliaia di siciliani che manifestavano civilmente e
legittimamente il loro dissenso verso la scelta di conferire questo
assessorato all'assessore leghista, aggiungendo anche, e persino,
che la gente per bene sta a casa e non parla.
Sono parole fuori da ogni logica e fortemente antidemocratiche,
Presidente, soprattutto se pronunciate da lei, che è Presidente di
questa Regione.
Aveva promesso la riforma della struttura amministrativa regionale
anche con - cito le sue parole - ristrutturazione in chiave smart
e ICT dei processi , aveva promesso la tracciabilità on line delle
istanze, la riforma del sistema delle partecipate e degli enti
strumentali, ma nulla di questo è stato sin qui realizzato, e
persino neanche iniziato.
Ripeto ancora una volta la domanda: dov'è tutto quello che lei
aveva promesso? Non c'è.
Oggi abbiamo soltanto le sue dichiarazioni, di poche ore fa,
quelle in cui realizza il più grossolano dei luoghi comuni, che
l'ottanta per cento dei dipendenti regionali si gratta la pancia,
lo dichiara oggi dopo due anni e mezzo nei quali avrebbe dovuto
riformare la struttura amministrativa regionale, dopo due anni e
mezzo nei quali avrebbe dovuto avviare indagini interne per
dimostrare quanto da lei affermato, e per eventuali casi
riscontrati, avrebbe dovuto prendere i debiti provvedimenti:
Presidente, sono i suoi dipendenti, i dipendenti della Regione
Quelli sui quali spara nel mucchio, sono i suoi dipendenti
Cosa ha risolto in due anni e mezzo? Nulla Ed a spiegarlo c'è
pure la recente vicenda della cassa integrazione guadagni in
deroga, è storia stranota che alla data del 4 maggio erano circa
4.500 le domande di cassa integrazione in deroga lavorabili che la
Regione siciliana aveva trasmesso all'INPS per i pagamenti, a
fronte di circa 41.000 richieste che riguardavano 137.000 e
qualcosa lavoratori. Una percentuale pari ad appena il 10 per cento
fu pagata nei primi quaranta giorni.
Incomprensibile ovviamente, dopo quaranta giorni di distanza dalla
conclusione dell'accordo sindacale, e alla luce dei numeri maturati
da altre esperienze regionali, inaccettabile, vista la grave
situazione di crisi economica che sta coinvolgendo tante famiglie
siciliane.
La Sicilia è stata la diciottesima Regione italiana a inviare i
flussi, con immotivato e notevole ritardo. Ancora oggi, di cotanta
inefficienza, Presidente, decine di migliaia di siciliani non hanno
percepito la cassa integrazione in deroga.
Ancor più grave se si pensa che, oltre all'incalcolabile disagio
causato ai siciliani in difficoltà, ha rallentato l'immissione nel
tessuto economico di questa Regione di circa 150 milioni di euro -
importantissimi
Avete commesso pure enormi errori sulla gestione dei flussi
documentali relativi alla cassa integrazione in deroga. Avete
optato per una task force con una cerchia prescelta di dipendenti,
scelti - non si sa bene - in base a quale criterio presso il
dipartimento lavoro.
Disorganizzazione è stato il termine che ha caratterizzato gli
scorsi mesi. Da questa disorganizzazione avete pure aggiunto la
vicenda di dieci euro per ogni pratica lavorata.
Di ciò lei, Presidente, se ne è assunto la responsabilità, in
concomitanza con le dimissioni del dirigente generale Vindigni.
Peccato che a dimettersi non doveva essere il dirigente, ma doveva
essere lei, Presidente Mettiamo ordine alle cose su questa
vicenda.
Nessuno dei lavoratori aveva chiesto niente, men che meno soldi, e
che senza grandi analisi, perché la percezione della grave
difficoltà del momento era avvertita, ed è avvertita da tutti.
Il lavoro agile per molti lavoratori regionali che lei ha
ulteriormente, recentemente, denigrato era diventato una non stop,
in molti casi anche in notturna, finalizzato a produrre il massimo
possibile, proprio quei dipendenti che lei dice si grattano la
pancia per l'80 per cento.
Avete messo a loro disposizione una piattaforma informatica che
solo a fine aprile ha cominciato a funzionare, e che a tutt'oggi
non è del tutto efficiente, e che fa sì che i tempi di lavorazione
delle istanze si siano allungate tra mille difficoltà.
Di questo mese di ritardo, nella partenza più di un mese, chi
istituzionalmente ne porta la responsabilità, dovrebbe ammettere
l'errore e non continuare a scaricarla ancora e sempre sui
dipendenti regionali.
In queste ultime settimane, mentre i siciliani si aspettavano che
la politica regionale desse la carica sulla ripartenza dalla
tragica esperienza epidemica che, benché ancora non conclusa, ha
interessato tutta la Nazione, il Presidente della Regione ha
approfittato del momentaneo offuscamento generale dei cittadini
intenti a leccarsi le ferite per i disagi patiti, esautorando
questo Parlamento, il più antico del Mondo, di uno dei suoi poteri
fondanti, quello del controllo e dell'indirizzo sugli atti di
nomina che l'Esecutivo esprime per governare quegli enti sottoposti
alla vigilanza e al controllo della Regione siciliana.
Il disappunto che qui esprimo riguarda, in particolare, l'avere
voluto aggirare le garanzie previste dalla legge, che dispone che
per la nomina di alcune cariche importanti come sono, ad esempio,
quelle relative agli enti di Governo dei maggiori beni
naturalistici e ambientali della Sicilia, si debba avere riguardo
univocamente del fatto che la scelta ricada su persone che siano
particolarmente distinte nella salvaguardia dell'ambiente, e che
siano in possesso di titoli culturali o professionali adeguati.
Oltre alle preclusioni normative citate adesso, e a quelle che per
inconferibilità o incompatibilità, la discrezionalità presidenziale
incontra un solo ostacolo.
Le nomine del Governo vanno poste al vaglio del Parlamento
siciliano, quindi della Commissione Affari istituzionali'.
Proditoriamente invece lei, Presidente, ha deciso di aggirare il
pericolo di una sonora sconfitta politica e amministrativa, dando
seguito alla forzatura che qui esprimiamo. Mi riferisco alle nomine
sui parchi naturalistici regionali siciliani, inviati alla
competente Commissione legislativa, al fine di ottenerne il via
libera politico.
Dopo un grande dibattito che c'è stato anche fra gli esponenti
della compagine politica che la sostiene, lei, conscio degli
ostacoli che lo frapponevano al risultato, e dei rilievi critici
sollevati anche da parte della sua maggioranza, ha deciso di cedere
al braccio di ferro, ritirando sua sponte le nomine proposte.
Cioè, in prima impressione aveva fatto ben sperare che fosse
maturata anche nel Governatore la consapevolezza di dovere dare un
Governo competente e adeguato a quegli enti.
Invece lei se ne è disinteressato del tutto agli argomenti che ho
appena detto. Irragionevolmente ha imboccato ostinatamente la
strada dello scontro istituzionale, perché doveva dare
soddisfazione, non alle cautele e alle garanzie imposte dalla
legge, ma solo alle logiche spartitorie di tipo partitico
Ha fatto assumere, presso il proprio Gabinetto, alcuni di quelli
che egli aveva proposto di nominare a capo degli enti, e dall'altra
parte ha chiesto al Tribunale amministrativo di dargli motivazioni
sul valore del sindacato della Commissione Affari istituzionali.
Ovviamente si sapeva qual era il risultato del Tribunale - per
confondere, probabilmente, le acque -visto che il passaggio della I
Commissione viene escluso per quelle nomine che riguardano i
dipendenti dell'amministrazione regionale.
Il suo vero problema, Presidente, è sempre stato lo stesso - di
questi due anni e mezzo - è un problema politico
In una condizione in cui, in passato, lei ha persino epitetato i
suoi in varia maniera, lei ha inopinatamente inteso perseguire due
scopi: schivare una batosta politica e proteggere i suoi amici,
persone per le quali il curriculum non era importante, era un
orpello solo inteso a soddisfare l'osservanza formale dei
requisiti.
L'unico suo interesse è stato quello del pagare le cambiali
elettorali delle promesse che aveva fatto ai suoi, ai gruppi che la
sostengono. Con le sue promesse elettorali aveva pure affermato che
avrebbe riformato il settore dei rifiuti. Ci ha presentato un
piano, a gennaio 2018, che mostra non poche criticità, prima fra
tutte quella del paradossale legame fra quanto programmato
all'interno del piano stesso e le norme contenute nel disegno di
legge 290, che non è mai stato approvato da questa Assemblea.
Sembra superfluo ricordare che qualsiasi forma di pianificazione
non può che essere ancorata alla normativa di riferimento, e non
certo ad un disegno di legge, le cui sorti risultano comunque
assolutamente incerte ed imprevedibili.
Quello che è più paradossale è costituito dal fatto che il piano,
oltre a non contenere alcuna determinazione in tema di prevenzione
e riduzione dei rifiuti, di gestione dei rifiuti speciali e di
bonifiche, questo piano si caratterizza per la totale assenza di
una vera e propria programmazione impiantistica indispensabile, al
fine di porre le basi per il raggiungimento degli obiettivi che la
Regine siciliana dice di prefiggersi quale, ad esempio, quella
della autosufficienza di ogni ambito territoriale.
In tema di discariche, nel piano si prevede un ampliamento per
quelle già esistenti. Da tre milioni di metri cubi e dieci milioni,
mah E le migliorazioni, nei prossimi sette anni, di cinque siti
alternativi.
Comunque, a questi dati si aggiunge la vaghezza delle
considerazioni in merito agli impianti di recupero energetico e, in
più demandate nello specifico alle ADA, o chi per esse altre
soluzioni.
Dunque riapre agli inceneritori, e si lascia la decisioni alle
autorità territoriali. Tutto questo in aperto contrasto con quanto
lei aveva promesso col suo programma elettorale del 2017. Aperto
contrasto Parlare di fallimento totale, anche in questo campo,
della sua amministrazione e non di Governo, non mi sembra affatto
eccessivo. Anzi
In campo Sanità non posso non citare gli ultimi avvenimenti di
cronaca. L'indagine Sorella Sanità che ha portato a dieci arresti
operati dalla Guardia di Finanza di Palermo nella maxi inchiesta
che ha svelato un sistema di mazzette attorno a quattro appalti
della Sanità siciliana. Candela, ex manager dell'ASP 6 di Palermo,
e da voi nominato coordinatore per le emergenza CO-VID in Sicilia
Fortemente voluto da lei, Presidente E Damiani, ex responsabile
della Centrale Unica di Committenza della Regione, da voi
successivamente nominato dirigente generale dell'ASP 9 di Trapani,
nonostante poco tempo prima un assessore della sua compagine lo
aveva rimosso dall'incarico della CUC, perché appariva sospetto che
un lavoratore di una ASP si sobbarcasse di un enorme carico di
lavoro aggiuntivo gratuitamente.
Se la Magistratura dovesse accertare la fondatezza delle accuse,
si ravviserebbe una grave responsabilità politica in capo al
Presidente Musumeci in quanto, ricordiamo, queste nomine sono di
diretta discendenza del Presidente.
In campo di Politiche sociali e di Terzo settore, avevate promesso
riorganizzazione del welfare regionale, riforma delle IPAB,
riorganizzazione degli uffici regionali a supporto del Terzo
settore, adozione di nuovi criteri di accreditamento, integrazione
del diritto alla vita indipendente e al dopo di noi' per i
siciliani disabili. Ad oggi non si è visto alcunché, se non pochi
embrionali spunti che sono rimasti relegati a livello di
discussione. Nessuna soluzione efficace per favorire la spesa dei
distretti socio-sanitari, nessuna riforma delle Ipab, nessuna
riorganizzazione degli uffici, avete persino lasciato il servizio
fragilità dell'assessorato alla salute acefalo per ben dodici mesi.
Non c'è ancora il diverso modo di accreditamento di organismi del
terzo settore, men che meno il diritto alla vita indipendente e al
dopo di noi' dei disabili che sono costretti ad organizzarsi da se
con le proprie famiglie.
Inoltre, quest'amministrazione non si è mai mostrata credibile nei
confronti del Governo nazionale in occasione della spalmatura del
disavanzo certificato dalla Corte dei Conti, difatti quest'ultima,
per l'esercizio 2018, ha certificato un risultato di gestione
negativo, definendo il risultato dell'esercizio il più alto della
serie storica in contabilità armonizzata, in particolare in questo
documento la magistratura contabile ha evidenziato che le quote di
disavanzo avrebbero potuto trovare copertura finanziaria nel
bilancio 2019-2021, secondo il decreto legislativo n. 118, ed in
ogni caso non oltre la durata della legislatura regionale.
Per questa ragione, il Governo centrale ha deciso di concedere
alla Sicilia la spalmatura, a condizione che venisse sottoscritto
un accordo contenente specifici impegni di rientro dal disavanzo
che, comunque, voi - sto per terminare - avete addirittura
differito al 2021. Solo grazie all'intervento del Governo centrale,
si è potuto evitare il default della Regione.
Nonostante tutto ciò, lei non ha mai varato un piano di riforme
tale da fare intendere concretamente al Governo nazionale la reale
volontà di sanare il bilancio. A nulla hanno portato le
dichiarazioni del Presidente della Regione circa la prosecuzione di
un'azione di risanamento e di contenimento della spesa avviata che
lei avrebbe detto già nei due anni precedenti. Andava garantito il
rispetto di specifici parametri di virtuosità, quali la riduzione
strutturale della spesa corrente, già con effetto a decorrere da
questo esercizio finanziario. Ad oggi solo parole e nessun atto.
Società partecipate. La vostra attività è priva di coerenza sotto
l'aspetto finanziario, economico e patrimoniale, ma soprattutto è
inidonea ad assicurare un'efficiente programmazione strategica, sia
nel breve che nel lungo periodo.
PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole Pasqua.
PASQUA. Non avete mai compiuto un'analisi di ciò che spendete, la
Corte dei Conti ve lo ha evidenziato. Le partecipate della Regione
si sono, a detta della Corte dei Conti, dimostrate geneticamente
prive di sostenibilità economica.
Non è ammissibile, ad oggi, il mantenimento di società pubbliche,
laddove il mercato è in grado di fornire qualcosa più adeguata e
più efficiente alla domanda di beni e servizi resi da queste
partecipate. Prendete atto del totale fallimento nella gestione
economica e finanziaria di una grossa porzione della finanza
pubblica. Non siete riusciti a mettere in moto la macchina dei
fondi europei. Ogni anno avete raggiunto i limiti con enormi
difficoltà e sotterfugi.
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, si avvii alla conclusione.
PASQUA. Signor Presidente, sto chiudendo.
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, lei ha ancora altri due fogli.
PRESIDENTE. Abbiamo superato i 20 minuti. Le era stato assegnato
PASQUA. Il Regolamento ne prevede 30.
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari . si avvii alla conclusione, lo comprendo.
PASQUA. La ringrazio. Per molte somme non spese non c'è impegno di
spesa, non avete neanche la spesa, cioè non si è attuata nessuna
procedura per utilizzarle. Se le percentuali di quanto speso
fossero depurate dai progetti retrospettivi che utilizzate come
mero artificio contabile, è evidente il fallimento del suo Governo
nell'utilizzo dei fondi comunitari.
Lei, signor Presidente, oltre a quanto sin qui esposto, ci ha
fornito decine e decine di altri motivi per i quali giudicare il
vostro scarso operato, insufficiente alla soluzione dei molti
problemi della Sicilia. Non v'è chi non veda che il Governo da lei
guidato ha galleggiato, lavoricchiando all'occupazione delle
caselle con il manuale Cencelli alla mano, ha vivacchiato non dando
alcuno spunto per la ripresa economica, per la riforma necessaria
della macchina amministrativa, e per garantire il benessere dei
siciliani. Nessuna riforma compiuta in due anni e mezzo dall'inizio
del mandato.
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, per favore, si avvii alla
conclusione. Ha detto tante cose importanti, si avvii alla
conclusione.
PASQUA. Ok, signor Presidente. Presidente Musumeci, non le
basteranno altri due anni e mezzo per portare a termine le riforme
che lei ha proposto. No le basteranno. Sta arrivando in notevole
ritardo. In due anni e mezzo non ha fatto una riforma degna di tale
nome. Lei non si è dimostrato adeguato al compito di governare la
Regione, ed in questo particolare momento storico, di estremo
disagio e di particolare emergenza sociale, perseverare un Governo
che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza e incapacità,
significa solo cercare di tutelare privilegi personali. Visto
l'art. 10 dello Statuto della Regione siciliana i firmatari
esprimono sfiducia nei confronti del Presidente della Regione.
Presidente, lasci ora, prima che per i siciliani sia troppo tardi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha assegnato
20 minuti all'onorevole Pasqua, che ha già superato
abbondantemente, 30 minuti al Gruppo parlamentare Movimento Cinque
Stelle, 20 minuti al Gruppo parlamentare Partito Democratico, e poi
10 minuti agli altri Gruppi parlamentari; a seguire la replica del
Presidente.
Eè iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Grazie Presidente, buongiorno Governo, colleghi,
siciliani. Presidente Musumeci, il rispetto dell'avversario
politico è uno dei tratti distintivi della democrazia. Quando
questo rispetto è debole, la democrazia viene meno e si deve
parlare di qualcos'altro. Questo diventa ancor più grave quando la
mancanza di rispetto nei confronti dell'avversario politico
proviene da chi governa, da chi è stato legittimato dal popolo a
governare, ma di certo non è legittimato ad oltraggiare le
opposizioni, il Parlamento e, a volte, persino i siciliani stessi.
Troppo spesso le sue invettive, Presidente, hanno avuto come
oggetto le opposizioni e il Parlamento tutto. Quando lei si trova
alle strette, non esita ad aggredire con ferocia chi le contesta
atteggiamenti evidentemente non condivisi. Lei è evidentemente
allergico alle critiche, e le scambia con il delitto di lesa
maestà. Lei appare a volte quasi malato di autoreferenzialità e,
quando attaccato, non esita ad utilizzare categorie deboli per
apostrofare le opposizioni, persino tacciandole di cretinismo.
Vede, Presidente, il cretinismo è una patologia, chi ne è affetto
non ne ha colpe e non merita certo una carenza iodica ma di certo
non è corretto utilizzare queste categorie come un insulto. Questo
è anche un tratto che distingue il suo Governo, che spesso utilizza
anche il paragone con AIDS, con il cancro, o con tanti altri
flagelli. Questo, vede Presidente, è più un atteggiamento di bullo
delle scuole medie che di un Presidente della Regione, e bisogna
farsene capaci che è legittimo non essere d'accordo con lei.
Per non parlare poi di quando ha detto che i siciliani per bene
stanno a casa in silenzio, solo perché non concordavano con la sua
idea, a mio avvio politicamente balorda, di assegnare l'assessorato
dei beni culturali e l'identità siciliana ad un esponente della
Lega, partito che ha trascorso gli ultimi decenni ad insultare e
offendere l'intero meridione, e che oggi finge di avere cambiato
pelle. Aveva promesso un degno erede dell'assessore Tusa e poi
invece, durante l'emergenza Covid, quando c'era ben altro a cui
pensare, ha ben pensato invece a rafforzare il suo Governo, le sue
intese con i Partiti del Nord.
E poi è stato anche ridicolo il suo tentativo di banalizzare
l'assegnazione di questa delega dicendo, dichiarando di non sapere
neppure che cosa sia l'identità siciliana. Beh, vede, nella vita si
può anche sbagliare, è umano, l'importante è anche ammetterlo, non
c'è nulla di male. Quello che è veramente diabolico, Presidente, è
perseverare.
Ricordo ancora quando hanno arrestato Candela e Damiani, che lei
ha dichiarato ci avevamo visto giusto , ma dove guardavate? La
superbia e l'arroganza, si ricordi Presidente, si ricordi che sono
veleni della democrazia e lei, a quanto pare, non è immune a questi
veleni. Che poi la cosa che fa anche un po' ridere, o forse
preoccupare, è che lei si trova vittima delle stesse condizioni che
rimproverava e che ingabbiavano chi l'ha preceduta.
Ricordo chiaramente quando, nella scorsa legislatura, lei accusò
Crocetta di essere un uomo affetto da isteria autoreferenziale, di
essere affetto da delirio di immagine, di essere malato del
complesso di Mosè, che voleva dettare le tavole del presente e del
futuro. E' cambiato il Governo, ma non è cambiato l'andazzo. Lei,
Presidente, in questi anni, si è dimostrato chiaramente inadeguato
al suo ruolo, incapace di reagire adeguatamente alle sfide che le
si prospettavano, alle emergenze. Lo abbiamo visto con chiarezza
durante la gestione della cassa integrazione in deroga, con le sue
scuse i siciliani non ci hanno riempito la tavola, ma ce l'hanno
riempita invece con il reddito di cittadinanza, se no ci sarebbe
stata la rivoluzione in Sicilia, e la vediamo ancora oggi questa
inadeguatezza. Siamo a fine luglio ed il comparto turistico ancora
non sa di che morte morirà.
C'è stato il Covid. Però, quello che è mancato è il supporto di
questa istituzione, del Governo. E' mancato un piano strategico,
una visione, un'idea. Non avete indicato alcuna direzione.
E quando non trova soluzioni, lei, Presidente, lancia la palla
lontano. Se la prende con le opposizioni, se la prende con il
Governo nazionale.
Lei, davanti al Governo nazionale, non dovrebbe essere un
contraddittorio, un oppositore politico. Lei dovrebbe essere una
interfaccia istituzionale. Per questo è stato votato.
Però, i problemi caratteriali, quelli di struttura politica, non
li possiamo cambiare, non li cambieremo né oggi, né domani.
Lei in diverse occasioni è parso confuso, privo di una visione di
insieme, senza un'idea concreta di futuro. Lei ha promesso che
avrebbe innovato. Ma come può innovare Lei che è obsoleto. Lei
cammina ad una ram, è una specie di commodor 64 della politica.
Poi, tra l'altro, la Sicilia chiede discontinuità, questo chiede
rispetto al passato. Ma lei questa discontinuità non la può
garantire, perché ha costruito la sua vittoria su una coalizione
litigiosa e famelica di nomine e di potere, e che si compatta solo
in occasioni come oggi, quando si deve salvare la poltrona.
E questi addebiti, Presidente, Lei pensi che le sono stati mossi
anche dal suo assessore Samonà, il 15 aprile del 2019, quando a
commento della classifica del Sole 24 Ore, che la vedeva ultimo tra
tutti i governatori d'Italia, parlava di Lei come di un Presidente
che appariva quasi vinto dallo scoramento, vittima degli umori di
una maggioranza parlamentare che aveva mostrato debolezza ed
incoerenza. La invitava a mutare atteggiamento, a rivendicare una
autonomia rispetto alle forze politiche che la sostenevano, che
cerca di imbrigliare l'azione di Governo, di ottenere i nomi dei
propri fedelissimi, cosa che si continua ancora a verificare,
parole del suo assessore, solo ad aprile 2019.
Ecco, questo è tutto quello di cui i siciliani non hanno bisogno,
perché puzza, puzza di vecchia politica. Sempre parole del suo
assessore, prima che fosse folgorato sulla via di Pontida.
E ora, rispetto a tutto questo, Lei ha cercato di giostrarsi con
la promessa, con la minaccia non mi ricandido, non mi ricandido .
Ma speriamo che non si ricandidi, anche se sono curioso di vederla
giudicare dai siciliani.
Beh, Presidente, voi siete solo un compromesso al ribasso,
prigioniero di una tela. Noi chiediamo legalità, sviluppo,
trasparenza, innovazione, sostegno alla produzione. Ma voi non
siete capaci neppure di gestire un'autostrada, sapete solo svendere
la Sicilia ai partiti del nord. Lo avete fatto con i beni
culturali, lo volete fare con il 118, lo volete fare con la CUC.
Questo è un tradimento del nostro popolo, e sarebbe molto più
dignitoso dimettersi piuttosto che proseguire nella direzione
intrapresa.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, abbiamo
firmato questa mozione di sfiducia perché io reputo il Presidente
Musumeci un vero artista, anche se il colore rosso non gli piace
molto.
E' un'artista dell'occultamento di tutte le sue inefficienze.
L'occultamento che, praticamente, lo porta sempre a buttare tutto
in caciara. Una volta è colpa di questo Parlamento; un'altra volta
è colpa dei dipendenti regionali; un'altra volta ancora è colpa del
dirigente di turno.
Non l'ho mai vista assumersi in due anni le sue responsabilità.
Di chi è colpa se Lei ha nominato dei dirigenti e degli assessori?
Di chi è colpa se questo Governo ha ancora gli strascichi
Cuffariani, Lombardiani e adesso anche Leghisti?
Io penso che sia colpa sua o, forse, no. Forse non è colpa sua,
perché è frutto di accordi, non è un uomo prettamente libero. E lo
sa perché penso questo Presidente? Perché Lei qualche giorno fa ha
dichiarato di lottare contro qualsiasi forma di abuso edilizio
però, all'interno dei suoi assessorati, ed in particolare
dell'assessorato all'ambiente, noi abbiamo il famoso articolo 18
nella legge proprio sull'edilizia che dovrà arrivare in quest'Aula.
Un articolo che estende il condono berlusconiano del 2003, quindi
Lei non sa cosa fanno i suoi assessori. se dichiara di essere
contrario all'abusivismo edilizio.
E ancora ha chiesto a chi? A chi?
PRESIDENTE. Per favore, ascoltiamo quello che dice la collega,
grazie.
CAMPO. Grazie, Presidente. Mi ricordo qua in quest'Aula, quella
famosa domanda a chi, a chi giova tutto questo? A chi? A chi ha
assegnato questi posti chiave all'interno della sua Giunta? A chi?
Ce lo dica, chi è che gestisce gli assessorati che trattano le
materie sensibili di questo territorio? Soprattutto l'ambiente?
Queste norme le abbiamo bocciate tutte in quest'Aula, e sa perché?
Perché all'interno contenevano il famoso cavallo di Troia, delle
norme che potevano essere anche interessanti, importanti per il
territorio, ma che avevano degli articoli traditori, proprio come
questo qua, che vuole condonare gli abusi in zona a vincolo
relativo.
Sapete cos'è un vincolo relativo?
Sono tutti quei vincoli in zona archeologica, in zona
paesaggistica o, ancora peggio, quei vincoli dove c'è praticamente
dissesto idrogeologico.
E io, assessore Cordaro, solo perché, come lei, e mi ascolti, mi
ascolti, lei non ricorda forse tutte le tragedie che abbiamo avuto
nel nostro territorio siciliano, forse non ricorda che qualche
giorno fa a Palermo c'è stato l'alluvione, che per fortuna non ha
prodotto vittime; non ricorda Scordia, non ricorda Giampilieri, non
ricorda Casteldaccia, con le 11 vittime, io solo per questo, questa
norma non avrei avuto il coraggio di inserirla dentro una legge che
parla di edilizia, e che poteva passare con il favore di tutto il
Parlamento.
Per concludere, qua abbiamo fatto sempre a scarica barile, una
volta appunto è il Parlamento, l'80 per cento dei dipendenti
regionali che, poi mi piacerebbe che questa cosa venisse approvata
e certificata, perché è un'accusa grave e pesante: si gratta la
pancia , ma alla fine si cerca di far passare una sanatoria in
piena regola, e vorrei sapere qual è la visione di questo Governo.
Quale visione si ha per la Sicilia, se noi continuiamo a fare
norme dove all'interno c'è la possibilità di infiltrazioni,
favoritismi, dove si continua a fare norme che possano privilegiare
gli interessi delle discariche private.
Non capisco neanche qual è la visione per le future generazioni,
per lo sviluppo economico di quest'isola
Un parco, che potrebbe essere quello più importante della Sicilia,
si tiene bloccato, il Parco nazionale degli Iblei, non si bonifica
la costa che è piena di plastica, tutta la plastica delle serre,
qual è la visione per questi siciliani? Ma lo si vuole capire che
l'ambiente è un settore economicamente strategico che produce
economia e sviluppo.
E per concludere, collega Aricò, volevo citare un giornalista:
Franco Merlo, che su Repubblica ha scritto, in fase elettorale
nell'ottobre del 2017, una frase interessante, parlando proprio del
profilo personale del Presidente Musumeci è convinto che la
Sicilia, sia un'isola bagnata dalle parole e che le parole siano il
potere , sì ecco, è vero, questo è il Governo delle parole, e il
Governo delle parole che sottolineano, chi comanda, chi è forte,
che sottolineano che non c'è bisogno di questo Parlamento, e che
non c'è bisogno della democrazia. E' il Governo delle parole, ma
non è il Governo dei fatti, no è il Governo delle cose semplici,
delle riforme che aspettano tutti i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà.
AMATA. Signor Presidente, Presidente Musumeci, Governo, onorevoli
colleghi. A dire la verità abbiamo provato a trovare in questo
documento oggi in discussione elementi che potessero, come dire,
stimolarci delle riflessioni differenti da quanto, come gruppo di
Fratelli d'Italia, dalle valutazioni che avevamo fatto rispetto
alla relazione del Presidente.
Ad un certo punto abbiamo anche pensato di spogliarci del nostro
ruolo di maggioranza perché, probabilmente, magari veniva dettato
dalle nostre riflessioni, le nostre riflessioni venivano dettate
dal cuore. Ma niente, non siamo riusciti a trovare un qualcosa che
ci potesse far fare qualche riflessione differente. Probabilmente
questa mozione, che appunto parte da presupposti vaghi, sicuramente
generici, da fatti assolutamente superati e, diciamo, che
probabilmente i Cinque Stelle avevano l'obbligo, per il loro ruolo
di opposizione, di farla o, probabilmente, poteva essere l'unica
risposta, visto il loro ruolo da poter dare alla relazione fatta
dal Presidente Musumeci in Aula.
Vi chiedo e mi chiedo se sia motivo di mozione di sfiducia il
prendere spunto dalla nomina di un assessore, peraltro un
siciliano, uomo di cultura, piaccia o non piaccia, e di un partito
che è stato presente e che sposato un progetto politico sin dal
primo momento con un simbolo, cioè non era trasparente. I
siciliani, quando hanno votato per questo Presidente, per questa
maggioranza, avevano le idee chiare, sapevano benissimo che la Lega
era presente, e mi sembra pure corretto che un partito possa
partecipare in maniera attiva e diretta all'azione di Governo. Per
altro mi piace giudicare le persone nei fatti, per i fatti, e non
per altre questioni. Certo probabilmente, Presidente ...
PRESIDENTE. Onorevole Amata, si avvii alla conclusione, perché gli
altri Gruppi hanno in toto dieci minuti di tempo, lei ha già
parlato tre minuti. Lo so, si avvii alla conclusione.
AMATA. Certo, probabilmente, Presidente Musumeci, sarebbero stati
più contenti, avrebbero, sarebbe stato meglio se lei fosse andato
più a nord nella scelta del nominativo, perché ricordo a me stessa
e a chi mi ascolta, che ci fu un assessore al Bilancio che
proveniva dalla regione Toscana, ed uno al turismo che proveniva
dalla Lombardia.
Ma detto questo non vedo neanche il secondo motivo che leggo in
queste quattordici lunghe pagine. La cassa integrazione in deroga,
non voglio ridire quello che ho sostenuto nei mesi scorsi, che
bisogna guardare alla miopia del Governo nazionale, che ha
utilizzato sicuramente un sistema obsoleto in un momento di crisi
pazzesca, dove le persone, le famiglie, i lavoratori e le imprese
andavano ristorate in maniera immediata, e per gli altri punti ha
ben risposto, in maniera esaustiva, l'assessore Scavone, durante
quella mozione di censura presentata e bocciata da quest'Aula.
Altro pilastro sul quale si fonda questa mozione, è la situazione
economico finanziaria. E' vero, abbiamo una situazione economico
finanziaria sicuramente non brillante, ci sono debiti, ma
sicuramente questi debiti non possono essere addebitati a noi,
Presidente, a questo Governo, debiti che risalgono agli anni
novanta. Anzi, devo dire che, grazie all'interlocuzione costante di
questo Governo, di questo Presidente, dell'assessore Armao col
Governo nazionale, si è evitato il default.
Indubbiamente scontiamo l'onere di un piano di rientro difficile,
complicato, oneroso, che limita programmazione ed investimenti. I
colleghi firmatari della mozione sembra che non vogliano nemmeno
riconoscere quanto di buono, e con dati di fatto è stato fatto, è
stato realizzato ed è stato ottenuto. Mi riferisco per esempio ai
300 milioni di risparmio rispetto alla compartecipazione sulla
finanza statale, è notizia di ieri che all'ultima conferenza Stato-
Regione abbiamo ottenuto, attraverso la presenza dell'assessore
Armao il ripiano di eventuali perdite rispetto ai gettiti fiscali,
altri 480 milioni: parliamo di 780 milioni, quindi di risparmio e
di soldi che possiamo investire sul nostro territorio per le
esigenze di questo territorio. Questi, Presidente, non sono meri
risultati, si vedono, a mio parere sì, e sono veramente evidenti,
ma probabilmente eravamo abituati ad esaltarci, ad essere felici
perché ci avevano dato 500 milioni per ripianare il bilancio -
epoca Crocetta - quando abbiamo rinunziato a un contenzioso
miliardario nei confronti dello Stato Abbiamo cancellato la nostra
storia, l'articolo 37 dello Statuto siciliano, di cui in tanti
parliamo, e abbiamo svenduto la nostra Terra, in quel momento. Però
ci stracciamo le vesti, oggi, perché abbiamo un assessore della
Lega in Giunta. Tant'è, evidentemente. Ed ancora, voi che tanto
sbandierate gli aiuti salvifici di questo Governo nazionale, avete
chiesto al Ministro Provenzano perché voglia lui utilizzare e
gestire i fondi del Piano di Coesione Territoriale? Di grazia, su
quali progetti? Su quale programmazione tutto questo? Ma forse si
vuole ripetere la storia, quella di Renzi - era il 2014 - due
miliardi scippati alla Sicilia per spenderli al Nord. Un esempio? I
padiglioni dell'Expo di Milano. In questo clima, Presidente, è
difficile, complicato, tanto è stato fatto e tanto ancora c'è da
fare. Probabilmente è proprio su questo da farsi, che il Governo
deve individuare le strategie migliori, ad iniziare da un
coinvolgimento diretto di tutto il Parlamento regionale.
Onorevoli colleghi, adesso mi appello al senso di responsabilità
di tutti noi, di tutti voi. Cooperare non vuol dire accettare
passivamente le decisioni, i progetti di un Governo; il ruolo delle
opposizioni deve essere strategico e funzionale, ma non per
demolire, bensì per partecipare alla costruzione, nell'interesse
unico ed esclusivo della propria terra e dei siciliani. I siciliani
ci hanno eletto per questo e ci guardano, siete i primi a
rivolgervi a casa, ai siciliani che ci ascoltano da casa, che ci
ascoltano, ci guardano, ci giudicano, ed hanno bisogno di vederci
coesi, soprattutto in un momento delicato come quello che sta
attraversando oggi la nostra Sicilia. I lavoratori, le imprese, le
famiglie, soffrono una crisi mai vista, e non meritano questo tipo
di atteggiamento.
Per tutte queste ragioni, annuncio il voto contrario del Gruppo
parlamentare Fratelli d'Italia che mi onoro di rappresentare,
alla mozione di sfiducia presentata nei confronti del Presidente
della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Presidente
Musumeci, io parto dal presupposto che i cittadini siciliani non
possono pagare con la loro pelle l'inefficienza della Regione
siciliana. Un cittadino siciliano - lo sappiamo, è noto - ha un
reddito inferiore rispetto a quello della media nazionale, è noto,
lo sappiamo tutti, ma vive in condizioni disagiate rispetto a
quella che è la media nazionale. Questo Governo lo sa, ma fino ad
oggi, diciamo, nulla è stato fatto per poter cambiare questa
tendenza. Oggi, dopo la pandemia, dopo il Covid-19, ci ritroviamo
ad affrontare un quadro socio-economico molto complesso e molto
tragico, perché le condizioni di qualità e stile di vita dei
siciliani sono sicuramente peggiorate. Meno male che in questa fase
di pandemia, grazie al Governo nazionale, abbiamo avuto il reddito
di cittadinanza, grazie a questo, quantomeno, questo Governo
regionale ha avuto sulla coscienza meno famiglie povere,
chiaramente, grazie a questo reddito. Ma anche all'interno del
reddito di cittadinanza, a proposito di ritardi ed inefficienza
abbiamo problemi, abbiamo dei ritardi rispetto all'introduzione dei
percorsi formativi e ai patti per il lavoro. Lo Stato ha stanziato
risorse per le assunzioni, ma ancora aspettiamo i bandi
dell'Assessore. Ritardi su ritardi, paralisi su paralisi e niente
si conclude. Ma chiaramente - e questo è un elemento che abbiamo
inserito nella mozione di sfiducia - il ritardo più assurdo e
vergognoso, dove si è toccato il fondo è, chiaramente, quello di
cui abbiamo discusso in questi mesi sulla cassa integrazione in
deroga. La cassa integrazione in deroga ha i suoi ritardi nei
pagamenti, non è possibile che un cittadino di quest'Isola, i
cittadini siciliani debbano morire di fame perché la Regione è
inefficiente e i funzionari non possono espletare il loro lavoro in
maniera efficiente, perché posso capire che ci si è abituati a
questa lentezza, ma non è così, perché quando si parla di fare la
spesa, di dare da mangiare ai propri figli, di non riuscire ad
arrivare a fine mese, qui stiamo parlando di gravi carenze, di
gravissime carenze nella gestione delle procedure in questa Regione
e, chiaramente non possiamo uscircene con dichiarazioni sulla
stampa dove diciamo che l'80 per cento dei dipendenti della Regione
sono senza far nulla e si grattano la pancia dalla mattina alla
sera Bene, se avete preso atto di questo, se ha preso atto di
questo, Presidente, deve mettere in atto delle azioni per invertire
la tendenza, perché altrimenti, davvero e non lo dico io, lo dicono
i numeri, questa Sicilia è destinata ad impoverirsi e a spopolarsi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Musumeci, buonasera, io ritengo che una mozione di sfiducia
presentata con questa tempistica, cioè durante una crisi sanitaria
che non ha precedenti, per lo meno negli ultimi cinquant'anni, sia
un atto di sciacallaggio politico, però, tuttavia, ci permette di
fare il punto della situazione, ulteriormente rispetto a quanto già
fatto la settimana scorsa, quando lei è venuto a relazionare in
Aula con grande senso di rispetto per questa Istituzione, ci
permette, dicevo, di fare un ulteriore punto della situazione al
giro di boa di questa legislatura, e io la vorrei ringraziare per i
grandi risultati che sono stati ottenuti fino a questo momento.
Governare una regione come la Sicilia che arriva da decenni di
governi fallimentari, non era facile e non è facile, chiaramente ci
sono dei problemi sia all'interno di quest'Aula che all'esterno di
quest'Aula che di certo non sono imputabili a chi amministra e
ciononostante molto è stato fatto, si è ricominciato a spendere i
Fondi europei, si è ricominciato ad assumere, si è ricominciato a
stabilizzare i precari, sono stati dati segnali significativi alle
categorie produttive e in un momento di grande difficoltà, come
quello del Covid, in sede di finanziaria, così come fanno gli
ottimisti laddove ci sono dei problemi, sono state trovate delle
occasioni, al contrario di quello che fanno i pessimisti che invece
vedono nelle occasioni i problemi.
Ed è stata una finanziaria, quella Covid, dove sono state date
ulteriori risposte, sono state date, mi vengono in mente, risposte
nel settore dell'edilizia con la norme sulle facciate, l'esenzione
del ticket auto, l'esenzione dei canoni demaniali, l'esenzione
della TOSAP, grazie al fondo perequativo che ha consentito ai
Comuni di potere porre in essere queste esenzioni - tante altre
norme significative - il fondo per la conversione delle imprese
siciliane per la produzione dei DPI, i settantacinque milioni di
euro a disposizione dell'Assessorato del Turismo, dello sport e
dello spettacolo, per far ripartire il turismo, anche in un momento
così complicato. Il turismo quello vero, Presidente, non quello che
a detta del Viceministro Cancelleri, c'è a Porto Empedocle a bordo
della Moby Zaza, il turismo vero, quello che deve ripartire,
quello siciliano.
Ciononostante, nonostante questi risultati, nonostante questo
spirito di prontezza dimostrato nel periodo del lockdown, il
modello sanità in Sicilia è stato preso come modello virtuoso anche
dal Corriere della Sera, non propriamente da una testata non
autorevole, e, oggi, ci dobbiamo trovare a confrontarci con una
mozione di sfiducia che si compone di tutta una serie di
motivazioni che sembrano abbastanza slegate tra di loro, ne cito
alcune: si parte dai ritardi per la cassa integrazione, ma è un po'
come il bue che dice cornuto all'asino, perché noi non abbiamo
visto fino ad ora, a livello nazionale, gli ammortizzatori sociali,
avremo a partire dal 2021 i fondi per la ripartenza, ma intanto per
quest'anno ci saranno 4 milioni di Partite Iva che dovranno pagare
due miliardi di tasse e questo è un problema nazionale che forse
sfugge ai colleghi firmatari della mozione che sono al Governo
nazionale; si parla di Piano rifiuti ma quella normativa che è
stata anche citata come una normativa non attuata da questo Governo
regionale, se non sbaglio, non è stata attuata proprio perché in
quell'occasione vi fu, all'articolo 1, da parte delle opposizioni,
un atteggiamento che definire irresponsabile e, secondo me,
limitativo.
Ma soprattutto quello che è ridicolo, quello che è sconcertante è
che all'interno della mozione il primo argomento posto a sostegno
di questa sfiducia del Presidente Musumeci, è che in Sicilia
Alberto Samonà fa l'assessore per la cultura, e il problema è che
Alberto Samonà appartiene al partito della Lega, però in questi due
mesi Alberto Samonà ha riaperto i siti della cultura, ha fatto la
ricognizione di tutti i siti culturali e di tutti i beni culturali
della Regione, ha fatto ripartire l'economia turistica siciliana,
anche attraverso i siti culturali, riaprendoli anche nelle ore
serali, ben sta facendo, ben si sta comportando, e però c'è questo
vulnus che appartiene a un partito che fa discriminazioni sulla
base della provenienza geografica delle persone, che insulta il Sud
da tanto tempo.
Ebbene, vorrei precisare che per noi della Lega tutte le persone
sono uguali, siamo tutti fratelli su questa Terra, però bisogna
fare delle precisazioni perché la storia non è sempre uguale, ci
sono fasi storiche diverse.
Noi in Italia abbiamo avuto fasi storiche in cui l'economia era
più fiorente ed era possibile l'integrazione delle persone che
arrivavano da fuori attraverso la possibilità di dare loro un posto
di lavoro, adesso questo non avviene, l'immigrazione incontrollata,
l'immigrazione clandestina, porta ad arricchire la malavita, porta
al caporalato, porta al business delle cooperative, ed è solo
questo il motivo per cui la Lega sostiene che ci vuole un controllo
dei flussi migratori più attento.
E per quanto riguarda l'umiliazione del Sud, cari colleghi
pentastellati', è il vostro partito che umilia da tempo il Sud, da
quando governa a Roma: il reddito di cittadinanza, a distanza di un
anno, ha prodotto un occupazione soltanto del 2 per cento, e noi
non abbiamo bisogno di assistenzialismo ma abbiamo bisogno che
quelle energie, magari, venissero impiegate per dare sostegno alle
imprese, per creare posti di lavoro.
Non so se ve ne siete accorti ma da quando avete depositato questa
mozione di sfiducia, ed anche da parecchio prima, a giudicare dalle
fuoriuscite che avete in Sicilia e non solo in Sicilia, le persone
vi hanno sfiduciato, siete voi che siete stati sfiduciati, basta
andare a vedere alcuni commenti che sono stati fatti, non da me,
non da altri colleghi deputati, ma da semplici cittadini a margine
dei post che avete pubblicato sui social mostrando, tra l'altro,
quella vergognosa vignetta, quel vergognoso opuscolo di cui tanto
si è discusso.
Leggo qualche commento, tanto per far capire di cosa stiamo
parlando: vergognosi alla quinta potenza'; che immagine
vergognosa, ma quanto odio avete in corpo'; la politica è tutta
un'altra cosa e non questi volantini dispregiativi'.
Ormai il popolo ha scoperto il vostro bluff, alle prossime
elezioni andrete tutti a casa; ridicoli, oltre che scarsi, che ci
può stare, ma stile veramente zero. State rovinando l'Italia più di
quanto non lo fosse già, con i modi e con i fatti.
La mozione di sfiducia dovreste farla a voi stessi, grazie al
cielo state togliendo il disturbo. Triste questo manifesto,
dimostra quanto valete Potrei continuare ma mi fermo qui.
Signor Presidente, ovviamente la Lega non sosterrà questa mozione
di sfiducia. Rimane a fianco del Presidente Musumeci per portare a
compimento quelli che sono gli obiettivi di questo Governo in
questa seconda fase di legislatura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Io, tu e la Lega. Erano in quattro, sono rimasti in due,
e danno pure lezioni di Gruppo, meraviglioso
Presidente, è finito il tempo di scaricare le responsabilità al
vecchio Governo.
Lei verrà ricordato per essere il primo presidente della Regione
siciliana che ha tagliato i fondi diretti ai comuni, 130 milioni di
euro in meno in questo bilancio che saranno ripristinati, solo Dio
sa quando
Lei, Presidente, sarà ricordato per l'IRSAP, quell'ente carrozzone
che ci portiamo dietro che continua ad essere vandalizzato a
Palermo, fino a due settimane fa, che ha ceduto strade e
illuminazione e ancora oggi non sappiamo cosa faccia.
Lei, Presidente, verrà ricordato per non avere messo in atto
nessuna delle opere di razionalizzazione del nostro bilancio della
Regione.
Lei, Presidente, verrà ricordato per avere scippato i soldi ai più
poveri: a Termini Imerese e Gela, le due aree di crisi complessa.
Lei ha mentito a Gela dicendo che non ci fosse un progetto
definitivo quando invece il progetto c'era, e non c'era la scheda
grande progetto' che non avete mai inviato a Bruxelles - lei e il
suo Governo.
Lei, Presidente, forse non sa che ci sono 159 società-enti in
questo bilancio partecipato, e una quarantina presentano i bilanci.
Lei, Presidente, non sa che l'ESA - l'ultimo vergognoso carrozzone
di questa Regione - anche con la sua Presidenza continua ad essere
quell'ultimo vergognoso carrozzone, pieno di immobili abbandonati.
Lei, Presidente, forse non sa che la Bio-fabbrica di Ramacca costa
150 mila euro l'anno e ne produce solamente trentamila.
Lei, Presidente, forse non sa che l'ESA non parteciperà alla Banca
della Terra perché non sa neanche quali sono i suoi terreni.
Lei, Presidente, non sa che l'IRVO ha sessanta dipendenti e trenta
dirigenti, e funziona peggio dell'ultimo orologio prodotto su
questa Terra.
Lei, Presidente, non sa che nel 2019 a IRVO sono stati erogati
duecentomila euro di indennità di risultato senza che mai nessuno
abbia fatto o abbia attestato il raggiungimento degli obiettivi
prefissati.
Lei, Presidente, non sa che questa Regione ha acquistato tre
milioni di euro di immobili dall'IRVO senza farne neanche una
quantificazione.
Lei, Presidente, non sa che il CORFILAC, dove all'interno c'è una
bellissima struttura, la cacioteca a Ragusa è stata realizzata,
inaugurata e chiusa.
Lei, Presidente, non sa che l'Istituto zootecnico, che nasce come
ente per il miglioramento genetico, non fa miglioramento genetico
dal 2008. Non sa che a Palermo ha 50 ettari di terreno e neanche
uno coltivato, però compra gli alimenti per quegli unici animali
che sono quelli sotto sequestro.
Lei, Presidente, non sa che la Società Interporti - che lei ha
rifinanziato - ha nominato come responsabile della prevenzione e
della corruzione un tirocinante.
Lei, Presidente, probabilmente, non sa che l'amministratore unico
di quella società si è dato un nuovo incarico senza passare
dall'assemblea dei soci.
Lei, Presidente, non sa che quegli incarichi che vengono assegnati
all'interno della Società Interporti passano senza ottenere il
principio di rotazione. Lei, Presidente, non sa che in quei bilanci
sono state inserite somme che non sono mai state riscosse.
Lei, Presidente, forse non sa che Sicilia Digitale' continua a
fare delle assunzioni grazie alle agenzie interinali, con sede in
Calabria, senza mai pubblicare l'avviso pubblico.
Lei, Presidente, non sa che gli incarichi che vengono affidati da
Sicilia Digitale non rispettano le procedure interne - e lo afferma
lo stesso collegio dei revisori.
Lei, Presidente, forse non sa che il Parco scientifico tecnologico
- che ha sede a Catania - ha tre dipendenti di cui due sono di
Palermo e uno è di Catania, e che non hanno una sede.
Lei, Presidente, forse non sa che l'ente di ricerca ELBES, ancora
oggi cerchiamo dove abbia la sede. Eppure il CDA si autoassegna gli
incarichi di consulenza.
Lei, Presidente, forse non sa che il CORERAS ha speso 350 mila
euro - anzi la Regione siciliana per l'Azienda San Pietro di Ragusa
che oggi è stata abbondonata e viene gestita come centri di
accoglienza.
Lei, Presidente, forse non sa che questa Regione non ha fatto
nulla per fermare lo scippo dei terreni agricoli alle
multinazionali per costruire pannelli fotovoltaici.
Lei, Presidente, forse non sa che il villino Verderame che abbiamo
acquistato non è mai passato alla Regione. E' ancora alla CRIAS.
Lei, Presidente, forse non sa che CRIAS e IRCAC non sono in grado
di erogare un solo centesimo, perché la CRIAS da quattro anni non
applica il 118.
Lei, Presidente, non ha liquidato una sola società, un solo ente
posto in liquidazione.
Lei Presidente non sa che della finanziaria, che abbiamo approvato
due mesi e mezzo fa, non ancora un solo euro è stato erogato.
Lei forse non sa, Presidente, che da sette mesi la spesa europea è
bloccata a un miliardo e due.
Lei forse non sa, Presidente, che i centrotrenta milioni di euro
che vogliamo dare alle imprese, per l'ennesima volta verranno
finanziati col click-day , come se l'azienda delle Madonie possa
avere le stesse identiche opportunità dell'azienda che si trova in
via Libertà.
Presidente, noi non dovremmo essere qui a sfiduciarla, lei, per
quello che ha fatto e per quello che non ha fatto, dovrebbe
solamente dimettersi.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi io avevo, per mia scelta, ritenuto di
non intervenire perché, appunto, volevo che questo momento fosse un
momento che poteva volgere ad un epilogo più velocemente possibile,
e adesso riferirò anche i motivi.
Ritengo che questa mozione di sfiducia, che è stata presentata in
quest'Aula dai deputati del Movimento Cinque Stelle, oltre ad
essere strumentale, pretestuosa e sterile e ritengo, anche, inutile
- ovviamente rientra nelle prerogative dei parlamentari, di tutti i
Gruppi politici presenti in quest'Aula - ritengo che abbia,
sicuramente un carattere, principalmente, più che di criticare o
sottolineare qualche omissione o mancanza o delle attività che
possono essere rimproverate al suo Governo o alla sua attività di
Governo svolta in questi due anni e mezzo, ritengo che vada invece
considerata come un momento che debba, in un certo senso, far
emergere la visibilità di un partito che da mesi, sia a livello
nazionale che a livello regionale, per mille motivi sta vivendo
delle lacerazioni interne e sicuramente una crisi all'interno del
suo partito e, quindi, tenta di voler cercare di far riaccendere i
riflettori sulle eventuali omissioni di questo Governo, più che
invece sulle criticità interne di questo partito.
Ma non potevo non intervenire quando, da questa tribuna, è stato
fatto riferimento al rispetto per l'avversario politico. Il
rispetto per l'avversario politico, che da questo microfono
qualcuno ha evocato, ritengo che debba fare riflettere non solo chi
ha pronunciato questa frase, ma chi la condivide, chi ha
sottoscritto l'intero atto della mozione, perché non comprendo,
sicuramente sarà un mio limite personale, sarà anche perché sono un
neofita, sarà anche, come qualcuno dice, un deputato di prima
legislatura, io aggiungerei che sono al primo semestre, forse non
ho ancora maturato il primo semestre, però già mi sono fatto
un'idea chiara di quelli che sono gli interventi o le prese di
posizione di alcuni partiti o di alcuni deputati di questo
Parlamento.
Io non comprendo come qualcuno possa dire, o criticare, o
attaccare il mancato rispetto dell'avversario politico quando, nei
mesi scorsi, hanno chiesto al Presidente della Regione di venire in
Aula, di partecipare alle Sedute, di potere prendere parte agli
argomenti di questo Parlamento, quando viene il Presidente, con
grande senso di responsabilità, con grande senso soprattutto delle
istituzioni a rappresentare l'operato del suo Governo - che io
apprezzo - ringrazio per tutti quelli che sono i risultati finora
ottenuti, ma non comprendo come mai questi deputati che chiedono la
sua presenza lei viene in Aula e poi escono fuori dall'Aula.
Questo non penso che sia un garbo istituzionale, uno stile che
devono avere i deputati non nei confronti dell'onorevole Nello
Musumeci, ma nei confronti del Presidente della Regione che viene
in Aula e viene a rappresentare i risultati del suo operato.
A me dispiace che qualcuno faccia riferimento a questi termini ma
purtroppo io non posso accettarli. Devo purtroppo avviarmi al
termine perché lascio la parola al presidente del mio Gruppo
parlamentare che sicuramente sarà più preciso e puntuale a
relazionare sul voto contrario della nostra mozione di sfiducia, ma
non potevo non intervenire, non posso che ringraziare lei, signor
Presidente della Regione, per il suo operato e per quello che
continuerà a fare e per il cambio di rotta che ha dato a questa
Regione.
Ovviamente, mi sia consentito anche un ringraziamento agli
autorevoli assessori che compongono la compagine di Governo che
ogni giorno, insieme a lei, con il loro operato portano avanti
questa azione di cambiamento fondamentale per la nostra Terra e per
la nostra Sicilia.
La ringrazio e le auguro ancora una volta buon lavoro.
PRESIDENTE. Bravissimo, cinque minuti precisi, cioè a metà,
difficile riuscire a farlo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Presidente della Regione, oggi questo Parlamento discute, ai sensi
del Regolamento interno, un legittimo atto di sfiducia al
Presidente della Regione, una proposizione di tutta una serie di
argomentazioni che non abbiamo voluto redigere così perché ce le
siamo inventate, ma perché, strano a dirsi, stando in mezzo alla
gente, continuando a stare in mezzo alle piazze, al contatto vivo e
vicino con le persone, ce le raccontano le persone queste cose, i
siciliani.
Ed, allora, l'elenco, l'insieme degli argomenti che sono presenti
nella mozione forse è riduttivo rispetto a tutto il quadro generale
della situazione siciliana in questo momento e le motivazioni che
oggi noi stiamo qui discutendo, non sono un mero rito, non sono una
celebrazione a tempo, ma sono contenuti, sono cose di cui si è
parlato di cui abbiamo visto gli effetti: la cassa integrazione in
deroga, il disavanzo più alto della storia della Sicilia ed ancora
nessun passo avanti nella liquidazione degli ex Asi, la riforma dei
consorzi di bonifica ferma al palo, e che dire delle attività
produttive delle quali mi interesso particolarmente perché faccio
parte della Commissione Attività produttive' e da lì posso avere
anche un osservatorio privilegiato, ma sono le persone, sono gli
imprenditori, sono i giovani che ci dicono che questa terra di
Sicilia non dà possibilità alle imprese.
Nel suo manifesto, Presidente Musumeci, c'era scritto
Diventeràproduttivissima', stando al fianco delle imprese, questa
è un po' la formulazione e valorizzando. Peccato, però, che noi
abbiamo la certificazione della spesa dell'assessorato attività
produttive che ha sugli Assi 1 e 3 la maggiore dotazione in
proporzione su tutta la globale dotazione dei fondi europei.
Noi abbiamo fino a pochissimi mesi fa impegni ammessi dell'8,59
per cento per l'Asse 1 e per l'asse 3 del 10,6 per cento. Ho
guardato le percentuali più alte, recentemente, e mi sto fermando
volutamente, in questa mia disamina a tutta la situazione pre-
Covid, mi fermo a febbraio perché chiaramente con le motivazioni
che poi, di cui è stata investita quest'Aula e questo Governo a
seguito dell'emergenza Covid chiaramente gli equilibri e gli
impegni possono pure cambiare però noi sull'innovazione in questo
momento per le start-up, per gli spin-off universitari, da cui
dovremmo creare il collegamento tra i nostri giovani che studiano
in Sicilia e che vanno a lavorare, in Sicilia non abbiamo un
centesimo e pregheremo poi l'assessore ed il Governo, se ancora
rimarrà in vita questo Governo, di volere pensare anche a questo
perché è chiaro che bisogna alimentare il tessuto produttivo
attuale con un bonus immediato ma non possiamo perdere la
prospettiva.
E questo è un tema. Ma anche perché i dati sulle condizioni
economiche e le prospettive e le attese ce le date voi nel DEFR del
2020/2022. L'attesa certificata dal Governo, dall'assessore Armao e
dal Presidente Musumeci nella preposizione del DEFR è riferita
all'anno in corso, intendo entro il 2019, da un -0,2 di crescita
sul Pil ad un -0,4 e per il 2020, rimandando poi, ad un biennio
successivo un processo di irrobustimento dell'economia dallo 0,4
allo 0,1, quindi in calo. Questa, signori, è la fotografia che
avete fatto voi.
Ancora, nel suo manifesto, Presidente, lei dice che questa Sicilia
sarà sicurissima'. Il 31 luglio il Governo nazionale inaugurerà il
ponte Himera, ma la frana che ha causato il crollo del ponte Himera
è ancora là, quindi sul sicurissima' io avrei qualche dubbio per
tutto il resto di tutte le altre frane certificate in Sicilia
dall'Ispra che sono più di 24 mila.
Collegatissima'; però noi dobbiamo andare a vedere il bilancio di
Banca d'Italia che fa riferimento - e sono dati del 2019 e mi fermo
lì, ovviamente - che dice invece, sulla base dei dati openCUP, che
le decisioni d'investimento in opere pubbliche sul territorio sono
cresciute sensibilmente nel triennio 2017-2019; sì, però, a carico
di Comuni e di concessionari di reti, Anas e Rfi, pertanto la
crescita l'abbiamo avuta sì, ma da altre parti, non certo
sicuramente per spinta di questa Regione.
Poi, ancora il suo manifesto, Presidente, dice che sarà
velocissima', concretissima', onestissima', liberissima',
valorizzatissima'. Io penso che con i superlativi, forse, vi siete
fatti prendere un pochino la mano.
Io dico una cosa, Presidente, questo vostro guardarvi l'ombelico e
pensare comunque ad una sopravvivenza personale fino alla prossima
campagna elettorale ha stancato tutti. Ha stancato noi del
Movimento Cinque Stelle, chiaramente perché vorremmo vedere
quest'isola di Sicilia crescere, invece la vediamo al palo,
immobile, oscillare al palo praticamente tra la presunzione di aver
fatto qualcosa e invece il reale immobilismo e, al tempo stesso,
non possiamo tollerare che lei sia la causa del fatto che la nostra
terra di Sicilia, un blocco di marmo che potrebbe diventare il
David di Michelangelo per bellezza, per potenzialità, per
prospettive, per tutto quello che noi abbiamo, rimane nelle mani di
uno scalpellino senza arte né parte.
Ora, Presidente, come ha detto anche il mio collega Sunseri, non
ci sarebbe bisogno neanche di questa mozione, uno si dovrebbe
dimettere, però noi siamo qua oggi proprio per votare la rimozione
della causa di questa situazione siciliana. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Genovese. Ne ha
facoltà.
GENOVESE. Grazie, Presidente. Presidente Musumeci, Governo,
onorevoli colleghi, mi piace preliminarmente segnalare quanto nella
mia azione politica ma come nella vita io dia massima priorità al
rispetto, rispetto umano, rispetto per le persone, rispetto per la
libertà d'espressione, di critica e di opinione.
In quest'Aula, spesso, ci troviamo ad affrontare delle usanze,
Presidente, queste usanze che sanno tanto di messa in scena, una
messa in scena che è come una prassi ormai quasi obbligata. A due
anni e mezzo dall'inizio della Legislatura qui qualcuno è quasi
costretto a dover recitare una parte, la parte di coloro che sono
pronti a tornare al voto. Ma - ripeto - parlo anche per me, parlo
per tutti, ma davvero siamo convinti di essere pronti di tornare al
voto? Naturalmente il riferimento non è a chi oggi è qui a
sostenere il Governo Musumeci. Adiamo avanti sulla prassi ed io
penso, Presidente, che un atto politico debba necessariamente
essere accompagnato dalla credibilità di chi lo porta avanti. Bene.
E per guardare alla credibilità di un atto politico altro non si
può fare che andare a guardare la matrice di questo atto politico.
Mi dispiace in questa sede e da questo podio fare un attacco del
genere, ma per me è necessario segnalare quanto la credibilità del
partito - perché ormai si può parlare di un Partito - del Movimento
Cinque Stelle, è prossima allo zero. E questo va necessariamente
segnalato in un contesto in cui, oggi, la demonizzazione
dell'avversario politico è una prassi alla quale, purtroppo, non mi
potrò mai abituare, Presidente. E' il Partito della finta purezza;
è il Partito del giustizialismo di facciata; è il Partito che
demonizza l'avversario politico, ma talvolta ci può anche diventare
amico. Mi sa che è successo in certe circostanze non di certo qui a
Palermo, ancora non lo abbiamo potuto vedere ufficialmente.
Bene, Presidente, io penso che il no a tutto non sia possibile.
Ho segnalato quanto di fatto queste incongruenze poi si siano
riversate anche sugli ambiti politici. Penso all'euroscetticismo,
euroscetticismo fin quando è utile. Beh, anche questo devo dire che
è inquietante.
Ma tralasciando questo, io voglio dire una cosa e la voglio dire
con il cuore: io non ho nulla contro i colleghi del Movimento
Cinque Stelle con la maggior parte dei quali ho un rapporto anche
buono, di rispetto e onestamente questo non può che essere
piacevole. Quindi, nulla contro i colleghi, ma qui il tema è
esclusivamente politico e - ripeto - che io sono convinto che la
credibilità degli atti debba essere accompagnata anche dalla
credibilità dell'azione politica.
E oggi siamo qui, io sono qui, anche per cercare in qualche modo
di segnalare, ove fosse necessario, i meriti che questo Governo ha
fatto nel corso di questi due anni e mezzo.
E' inutile dire che questo Governo sia stato esente da errori; ma
è normale e ognuno di noi non è esente da errori. Devo dire che
sarebbe impensabile dire l'opposto. Però, poi, Presidente,
fortunatamente, ci sono le cronache, ci sono i fatti e devo dire
che questi fatti e queste cronache sono già state relazionate in
quest'Aula egregiamente dal Presidente Musumeci, ma si tende, anche
rispetto a questo, a fare finta di nulla. Però, alcuni passaggi
ritengo sia doveroso segnalarli.
Io penso alle 10 mila imprese che sono state finanziate da questo
Governo. Si parla di 683 milioni di euro che sono stati versati
nelle casse delle imprese. Il 179 per cento in più rispetto ai
Governi precedenti. Penso al 17,3 per cento in più delle procedure
UREGA già avviate. Penso ai 16 milioni per i fondi europei. Penso
anche al miliardo e 194 milioni di fondi FESR che sono stati
utilizzati a dispetto dei 6 milioni utilizzati dal Governo
precedente. Penso alle stabilizzazioni. Penso alla raccolta
differenziata che ha superato l'84 per cento in più. Presidente, se
dovessimo parlare in termini calcistici non c'è partita , mi
sembra assolutamente scontato.
Ma tralasciando questo, io penso anche una cosa che va segnalata
preliminarmente ed è l'autorevole gestione dell'emergenza sanitaria
che questo Governo, nelle figure dell'assessore per la salute e del
Presidente Musumeci, hanno messo in pratica. Basti guardare i
numeri; basti guardare le rilevazioni e la dicono abbastanza lunga.
Io credo che, con il massimo rispetto, gli autori di questa
presentazione di questa mozione di sfiducia, forse, vivono su
un'altra Isola o, forse, non si rendono conto dello scenario
politico che ci circonda o, forse, non leggono i giornali. Non lo
so. Io so solo che oggi siamo qui: c'è un Governo, un Governo
stabile, un Governo forte che, naturalmente, subisce costantemente
le aggressioni di questo Parlamento e di soggetti che tutto fanno
nella loro azione politica tranne che riuscire a distribuire
rispetto umano per le persone e io penso che solo su questo vada
valutata questa mozione di sfiducia e mi sembra superfluo dire che
il voto del Gruppo parlamentare Ora Sicilia sarà assolutamente
contrario alla mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà per cinque minuti.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Governo, se l'articolo 10 dello Statuto
prevedesse l'istituto della inammissibilità, signor Presidente,
questa mozione di sfiducia potremmo senz'altro definirla e
metterla in catalogo come una mozione inammissibile.
Le ragioni poste a fondamento di una mozione di sfiducia, si è
molto profusa la dottrina a tal uopo, sono - lo ricordo a me stesso
- riguardano circostanze di eccezionale gravità e decisioni in
violazione di legge o/e andare e discostarsi lontano da ideali
morali e costituzionali.
Se questi sono i principi giuridici e tecnici che devono e
possono governare una mozione di sfiducia, signor Presidente, è
inutile entrare nel merito, perché le argomentazioni - e forse sto
esaltando con questo termine il contenuto di questa mozione - sono
e rasentano e in taluni casi entrano a pieno merito nel novero
delle inammissibilità.
Presidente, lei è accusato di avere nominato un Assessore di una
maggioranza che lo ha sostenuto. Lei è accusato di avere indicato
la sua Giunta dopo avere - faccio solo un esempio - chiesto per
scrupolosa e certosina attenzione il parere al massimo Organo di
giurisdizione amministrativa che è il Consiglio, perché ha
nominato, come era competenza degli Organi a tal uopo preposti, i
presidenti dei parchi. Lei è accusato di una serie di
argomentazioni così evanescenti che, facendo un parallelismo,
quando io devo incaricare il mio ultimo praticante dello studio,
ultimo in ordine di arrivo, per proporre un appello avverso un
processo disperato gli dico: Vedi di scrivere qualche cosa perché
vediamo di perdere un po' di tempo per arrivare alla prescrizione
magari, e andiamo in appello .
Ecco, questa mozione di sfiducia evanescente, poco politica di
accuse sulle quali c'è veramente poco da dire la andrei a definire
come inammissibile, Presidente.
Quello che la sua signoria ha fatto, lei lo ha ricordato, li ha
elencati uno per uno la scorsa volta, quando si è trovato a
relazionare dopo i due anni e mezzo di Governo da lei presieduto.
Ecco, su quello, ho notato il totale silenzio. Addirittura, si
scrive che è moralmente inaccettabile che lei abbia nominato
Alberto Samonà Assessore del Governo siciliano. Moralmente
inaccettabile Ma chi Ma per quale ragione Ma da quale pulpito
qualcuno può dare lezioni di moralità - mi sia consentito
Presidente - la vicinanza a Nello Musumeci
Si può discutere di tutto ma dare lezioni di moralità e di
legalità, addirittura si fa riferimento alla nomina del dottore
Candela, che fino a un giorno prima dell'arresto era una sorta di
icona dell'antimafia e dei buoni comportamenti amministrativi, pur
tuttavia, si dice e si scrive - e questo colleghi dei Cinque
Stelle, mi fa perdere un poco di considerazione e vi dico la verità
- che Musumeci, onorevole De Luca, sarebbe responsabile di una
nomina di un soggetto come indicato. E siamo ancora, non al primo
grado, Presidente - da avvocato penalista, lo ricordo a me stesso
- siamo ancora all'inizio, all'alba di un procedimento penale.
Ed allora, se questa è la mozione di sfiducia è financo un for
over affermare che Forza Italia, con convinzione, perché tutti i
deputati di Forza Italia sono abituati a studiare e a verificare le
questioni.
L'abbiamo verificato sì, Presidente, è veramente una mozione di
sfiducia da non prendere neanche in considerazione da un punto di
vista contenutistico.
Certamente, noi rispettiamo i ruoli e le regole e, siccome questo
ci viene chiesto, noi voteremo sicuramente contro questa mozione di
sfiducia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
E' l'unica che interviene per il suo Gruppo ed ha a disposizione
dieci minuti.
FOTI. Grazie, Presidente, anche se so che lei sarà magari generoso
per qualche secondo. Innanzitutto, volevo dire
PRESIDENTE. Lo dice già in partenza, vuol dire che si vuole
prendere
FOTI. Perché devo fare un breve intervento sull'ordine dei lavori.
Ieri l'Aula, che è stata sospesa, insomma non avrei voluto trovarmi
nei suoi panni perché il dibattito è stato particolarmente, ecco,
acceso e spiacevole, non piace a nessuno quando succedono questi
incidenti. Penso nessuno vada orgoglioso di fomentare anche
involontariamente i social o le persone che, magari in maniera
innocente, si trovano davanti un'immagine e possono avere un po' un
sussulto, e per questo diciamo che, nel mio Gruppo, abbiamo fatto
esaminare il volantino col Luminol: non c'è traccia di sangue; è
vernice, spezziamo un attimino la tensione.
Presidente, oggi io recandomi qui in Aula - come faccio ogni
giorno e penso tanti di noi lo faccio provando umilmente, con senso
del dovere ad affrontare tutte le questioni che trattiamo nelle
Commissioni e poi speriamo di arrivare in Aula a concludere
qualcosa - francamente, oggi ho fatto difficoltà a spiegarmi il
motivo per cui mi stavo recando in Aula. Perché? Perché è già da un
paio di settimane e questo dibattito, come un dèjà-vù, ho sentito
il trito e ritrito di un disco rotto di maggioranza ed opposizione
che lamentano cose esattamente diametralmente opposte.
E come in ogni fatto della vita penso che la verità stia un po' in
mezzo. Stia un po' in mezzo perché, probabilmente, per
l'opposizione che ha presentato in solitaria, fatto insolito almeno
per la mia esperienza nella scorsa Legislatura ben tre sfiducie in
cui si cercò un raccordo anche con le altre opposizioni. Questa
volta noi da opposizione non meritavamo neppure di essere
coinvolti. Forse, avremmo contribuito riempiendo di contenuti
minimamente veritieri questa mozione. E perché? Perché non siamo
contenti, lo abbiamo detto nell'altra seduta, siamo molto
preoccupati di questioni che sembrano dimenticate.
Il tema di Riscossione Sicilia lasciato lì all'abbandono. Questo
chiarimento è necessario, è necessario in questo momento in cui la
riscossione è lumicino. Certamente, i provvedimenti del Governo
Conte che hanno sospeso, giustamente, le cartelle, il pagamento per
gli utenti in questo momento di difficoltà ci stava tutto. Ci
sarebbe stato anche che come per le altre riscossioni le altre
Agenzie delle entrate delle altre Regioni ci mettesse anche qualche
soldo e noi fra qualche mese avremmo il problema di pagare gli
stipendi e, probabilmente, dovremmo intervenire con dei
provvedimenti di cassa propri della nostra Regione.
C'è il problema dei capannoni delle ex ASI dove i nostri
imprenditori ogni giorno resistono, che chiedono di comprare ma
ancora non riescono a comprare e sono molto preoccupati per questo.
C'è poi il problema del credito alle imprese alle cooperative.
Cari Assessori, avete voluto la riforma dell'IRCA, ma noi vi
avevamo chiesto come ultima istanza di far funzionare fino al
giorno dopo della partenza di questo istituto sia l'IRCAC che la
CRIAS. Bene, non funzionano, lo sapete, non sono io a dirlo, lo
abbiamo rivelato in Commissione. I prestiti sono bloccati da mesi e
mesi da prima del Covid. E questi sono dei torti oggettivi che
questa Giunta ha portato avanti.
Si è parlato del piano dei rifiuti ancora inesistente. Era
inesistente anche nei Governi precedenti ma questo non assolve
nessuno. Ci avete messo mano, siete stati bloccati dalle
osservazioni del Ministero alcune citate, ma sempre si dimentica
fantomaticamente l'osservazione incriminata, quella che chiede che
nel nostro Piano dei rifiuti e che non è stata formalmente
ritirata, se non con una lettera dai toni amichevoli, che
imporrebbe, che richiede l'assoluta necessità che si prevedano e si
localizzano ben due inceneritori da 670 mila tonnellate qui nel
territorio regionale.
Per fortuna, ci viene in soccorso l'Europa, Presidente. Persino
quel Piano, oggi, risulta superato da quelle che sono le direttive
sull'economia circolare. Entro luglio dovevamo adeguarci, non lo
abbiamo fatto. Noi abbiamo un disegno di legge, che è fermo in IV
Commissione, proprio sull'economia circolare. E' questo lo spirito
propositivo che ha mosso e continua a muovere il Gruppo Attiva
Sicilia . In quel modo riusciremo a chiudere le filiere e dare un
serio risvolto occupazionale e strappare il grandissimo affare a
chi vuole approfittare e abbondantemente trovare, insomma,
economie, all'interno di un mercato che può dare occupazione e
benessere.
E poi, qualche giorno fa abbiamo votato la mozione di sfiducia
all'assessore Scavone. Io la rivoterei. Ancora oggi non abbiamo
avuto neppure il decoro di una visita seria in Commissione, dove
apprendere quali decisioni ci sono per un comparto, quello del
welfare, attualmente in balia di se stesso, il welfare pubblico,
Presidente, e 600 lavoratori che sono alla fame non hanno avuto
aiuto di alcun genere, confusi da sentenze dietro le quali ci si
nasconde. Ma sono esseri umani, sono siciliani e, a prescindere da
cosa hanno votato, meritano ed esigono rispetto da un'Aula che oggi
vedo piena.
La vedo piena, però non si illuda, Presidente, tutti questi
colleghi che sono presenti, in particolare della maggioranza, non è
detto che siano qui per lei. Saranno qui per lei se saranno
presenti nel momento in cui porteremo avanti le riforme, ma se oggi
sono presenti e domani e dopodomani faranno un po' la melina ,
oppure, solleticati da certa opposizione, col voto segreto faranno
ribaltare o faranno andare a binario morto delle riforme che oggi
chiedono, evidentemente questa maggioranza non è con lei, è con se
stessa.
La via maestra sono le elezioni a settembre, vogliamo dare voce a
milioni di cittadini esasperati da un Governo che sembra vivere
sulla Luna . Di chi sono queste parole? Queste sono le parole di
Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che si rivolgono così al
Presidente Conte, che in questi mesi, certamente in grande perché
deve gestire un intero Paese, ha affrontato quello che lei in
piccolo, qui in Sicilia, ha affrontato: una crisi sanitaria ed
economica senza precedenti.
E poi ancora, serve coesione , l'appello del Presidente Conte, ma
la Lega e Fratelli d'Italia lasciano l'Aula. Salvini: poche
chiacchiere Conte, paga la cassa integrazione Mi sembra un déjà-
vu, l'ho risentito più volte qui dentro.
Ma la maschera dell'ipocrisia, dei due pesi e delle due misure,
non possiamo più indossarla. Bisogna essere obiettivi e guardare i
bisogni della nostra Regione, che certamente, chiede a noi senso di
responsabilità, certamente vuole dei provvedimenti, delle cose, si
aspetta qualcosa, avere un barlume di speranza e di certo non vuole
mettersi dappresso e seguirà distrattamente la discussione di una
mozione che mostra totale distaccamento dalle realtà e dalle
esigenze, e quindi da quella che è la vita reale. Altro che stare
in mezzo alla gente Stare in mezzo alla gente forse ci si
renderebbe conto che chiedono a gran voce che si faccia qualcosa,
che ci sia stabilità.
E' possibile pensare - forse potremmo farlo se fossimo meno
ipocriti - che oggi i siciliani o gli italiani chiedono di andare
al voto mandando a casa quel Presidente o questo Presidente?
Mi chiedo se, forse, bisognerebbe comprendere la grande paura che
vivono le famiglie e le imprese, che sentono il bisogno di
rassicurazioni, di azioni concrete, che nel tempo possano diventare
un lieve miglioramento, del quale questo Parlamento e questo
Governo dovranno rispondere a tempo debito davanti agli elettori,
perché chi vince e chi viene messo all'opposizione hanno ugualmente
il dovere di dare il massimo e di dare conto e risposte a chi ha
bisogno di andare avanti.
Con questo chiudo dicendo che il Gruppo Attiva Sicilia , proprio
perché non è stato coinvolto, proprio perché trova vuotissimo di
contenuti, ma pur trovandosi all'opposizione, un'opposizione che
non vuole essere stampella né di un Governo, ma neppure di un'altra
opposizione che in maniera autoreferenziale si intesta un atto
vuoto di significato e privo di contenuti attuali, già logori come
un disco rotto, farà un gesto, poco più che noia: il Presidente del
Gruppo voterà la mozione, tutti gli altri andremo a lavorare perché
non ci sarà bisogno dei nostri voti per bocciare questa mozione, ci
penserà già la maggioranza che è presente.
E quello che voglio fare l'appello, a chi? L'appello che
ripetevamo da questo scranno tre anni fa quando c'era un Governo in
carica che era gemello con il Governo nazionale, invocavamo i
colleghi della maggioranza chiedendo loro: Per piacere, andate a
Roma e chiedete che per il nostro bilancio, che non si può più
ridurre, basta leggere la relazione della Corte dei conti, la spesa
non è più comprimibile, risolviamo il problema dei residui attivi
che sono stati cancellati unilateralmente, senza alcun passaggio da
quest'Aula . Questo è il problema dell'economia della nostra
Regione. Risolviamo il problema dei 600 milioni della
compartecipazione alla spesa sanitaria a valere sulle accise dei
carburanti, oggetto di una sentenza, quello è il problema dei
siciliani. Chiediamo a gran voce che la rata dei mutui venga
sospesa anche per la nostra Regione e non solo per quelle a statuto
ordinario. Chiaramente parlo dei provvedimenti del periodo Covid e
della rata
Ecco, è questo quello che è il nostro dovere, perché solo lì ci
sono le risorse, altrimenti dovremo utilizzare la spesa europea
come fosse spesa corrente e torneremo solo alla sopravvivenza di
questo territorio. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, lei ha tre minuti e cinquanta.
LENTINI. Sì, infatti farò in fretta.
Io penso che neanche ci crederanno loro i colleghi del Gruppo
parlamentare Movimento Cinque Stelle, che oggi venga votata
favorevolmente la mozione di sfiducia al Presidente della Regione.
Perché, vedete, i tempi sono ristretti. Oggi a due anni e mezzo
dove circa qualche mese fa abbiamo approvato la finanziaria ed è
stato bocciato così, ancora è da vedere, il comma 14 dell'articolo
10, poi la finanziaria passò tutta.
Io mi ricordo, in tutti gli anni che sono stato presente in questo
Parlamento da deputato, non c'è stata mai una finanziaria che non
avesse quanto meno annullato da 10 a 15 articoli. Quindi, un
complimento va al Presidente della Regione che ha dato il giusti
input all'Assessore per l'economia e agli Assessori che hanno
portato a compimento quello che è il loro lavoro in questi due anni
e mezzo.
Vedete, noi siamo arrivati oggi a 74 leggi approvate: una nel
2017, 28 nel 2018, 30 nel 2019 e 15 nel 2020. Io non ricordo nelle
passate Legislature che ci siano state in due anni e mezzo 74 leggi
approvate.
Ma non voglio screditare nessuno, neanche i Governi che ci hanno
preceduto, perché, vedete, il problema dell'Italia, come il
problema della Sicilia e del Meridione in particolare, è un
problema grave, dove non è possibile pensare che venga un
Presidente della Regione così d'emblée, alza l'asticella e porta a
compimento tutti i progetti o tutte le cose più belle che desidera
il popolo siciliano. Oggi è impossibile perché non ci sono soldi.
Noi viviamo con i fondi della Comunità europea, gli dobbiamo dire
grazie che finalmente i fondi POC sono stati inseriti nella rubrica
di spesa della Regione siciliana e possono essere spesi.
Il Governo nazionale, con il recovery fund ha un'attesa che è una
politica nazionale che stanno portando avanti affinché convincano i
deputati europei, la Commissione europea affinché vengano votate e
quindi possano essere messe a disposizione dello Stato e quindi
portare a compimento lo sviluppo del territorio.
Come vedete, i problemi ci sono e ce ne sono tantissimi, non
pensate che io sono qui a difendere le cose sbagliate, le cose
giuste, io sono qui per le cose che durante l'arco di questo
temporale, di questo Parlamento, di questa legislatura, le cose che
ho osservato e ho toccato con mano quali sono le cose vere e quelle
non vere.
È vero che, ad esempio, il collega parlava di IRCAC. Presidente,
l'IRCAC, oggi IRCA, la fusione fra CRIAS e IRCAC, è un problema che
si deve risolvere, non è che questa è una bestemmia, è un fatto
vero. Perché? Perché le imprese, perché ci sono giovani che devono
aprire delle attività hanno bisogno di fare queste cose.
Quindi, ci sono delle cose, delle peculiarità che vanno a
discrezione, però, vedete, è vero e sacrosanto tutto quello che, ci
sono delle cose vere e delle cose, però oggi siamo al giro di boa,
aspettate il prossimo anno, da questo mese in poi, dal prossimo
mese in poi saranno spese tutte le risorse che finalmente le
autorizzazioni dei fondi POC sono stati messi a disposizione, fra
un anno ci vediamo e vedrete che sicuramente vi pentirete di quello
che avete fatto, della mozione che avete presentato.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
Poi sono iscritti a parlare gli onorevoli Dipasquale e Lo Curto e
abbiamo terminato.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho l'approccio
da avvocato, così come il collega Capogruppo di Forza Italia, per
cui per prima cosa ho letto la mozione e onestamente se questi sono
i temi per cui si ritiene di fare una mozione di sfiducia a un
Presidente della Regione, io ritengo che tutti noi che sosteniamo
il Governo Musumeci dovemmo pubblicare sui nostri profili social,
sui nostri siti dei partiti di riferimento e dei movimenti, questa
mozione di sfiducia proprio per capire che non sono riusciti a
trovare nient'altro che vacuità: l'assessore della Lega, il piano
dei rifiuti che non è ancora approvato, pochezze, il disavanzo che
abbiamo ereditato è stato spalmato, così è com'è.
Tali pochezze dimostrano, Presidente, che siamo sulla strada
giusta perché se queste sono le contestazioni, sono veramente cose
per cui andiamo orgogliosi del lavoro che si sta facendo in soli
due anni e mezzo di governo Musumeci.
Se questi sono i rimproveri che il Movimento Cinque Stelle riesce
a fare a questo Governo in due anni e mezzo, forse l'unica valenza
che può avere questa mozione è a contrario propagandistica del
Governo Musumeci e non diffamatoria, come si voleva fare. O
probabilmente, l'unica valenza politica di questa mozione è cercare
di farla diventare un'arma di distrazione di massa, cercare di
nascondere l'efficienza di un Governo che in questi mesi di grande
difficoltà e di sacrificio dei siciliani ha gestito bene e sta
gestendo bene le difficoltà inimmaginabili di una epidemia come
quella che ha contagiato il mondo e che parla nei dati e
nell'efficienza di una Sicilia che è riuscita a rimanere in piedi
nonostante il lockdown e che si sta rimettendo in piedi dopo il
lockdown, dopo le chiusure delle nostre attività, con lavoro di
grande efficienza dell'assessore per la salute, del Presidente
Musumeci, di tutto il Governo e che ha già stilato una serie di
misure che, grazie al fatto che sono state autorizzate da
Bruxelles, e ora da Roma, l'utilizzo di quei fondi, le risorse
verranno date alle imprese, alle famiglie siciliane.
Ecco, forse proprio questo si voleva fare: distrarre da queste
risposte concrete ai problemi dei siciliani, alle difficoltà che i
siciliani imprevedibilmente stiamo vivendo anche al di là e a
prescindere dei problemi atavici della Sicilia che stiamo cercando
anche di risolvere e si voleva distrarre l'attenzione dei siciliani
che bene hanno visto, invece, e tanto che in tutti i sondaggi,
anche quelli più duri, più lontani da noi, anche a livello
ideologico - danno un gradimento in grandissima crescita del
Presidente Musumeci e del lavoro del suo Governo.
Allora bisognava distrarre col manifesto che grondava sangue o
vernice - poco conta, sgradevole è - con una mozione di sfiducia
che ci ha visto praticamente per tre settimane fermare i lavori
dell'Aula per occuparci di noia.
L'ha detto la collega infatti - che noia Che perdita di tempo
Già era stato un gesto di grande rispetto istituzionale,
nonostante priorità di questo momento avrebbero voluto che lei,
Presidente, si occupasse di altro ma è venuto qui in Aula a
raccontarci, in questi due anni e mezzo, i fatti concreti che sono
stati fatti in un'ora e mezzo di relazione.
La polemica sul fatto che la relazione doveva essere - mai stata
fatta nelle legislature precedenti - dovesse essere depositata ma
lì si capisce, Presidente, c'è la difficoltà di alcuni colleghi
dell'opposizione di non sapere rispondere all'impronta, a quello
che lei dice.
Hanno bisogno che qualcun altro se le studi, qualcun altro scriva
una relazione o una pessima mozione e si venga qui a leggere male
quello che altri hanno scritto, ci sta Ognuno ha i suoi limiti
La politica è rappresentativa - come lei mi insegna, Presidente -
di quello che è il nostro corpo elettorale nel bene e nel male.
Ora siamo qui, Assessore Pierobon, il Piano dei rifiuti non è
ancora approvato
Come si fa che lei è da 20 dicembre 2018, 28 gennaio 2019, 25
marzo 2019, 25 aprile 2019, 18 settembre 2019, 27 novembre 2019, 6
dicembre 2019, 14 febbraio 2020, 9 giugno 2020 per non dire anche
il piano stralcio del 29 maggio 2018 che ha fatto una serie di
tappe obbligate per portare ad approvazione questo Piano regionale
dei rifiuti che se solo avessimo approvato quella legge che avevamo
portato in Aula invece che questo iter complicatissimo che lei è
stato costretto a seguire insieme al Governo Musumeci con un
decreto sarebbe già attivo, già operativo.
E quegli impianti che voi avete ripreso dai cassetti, impianti
pubblici e che adesso sono in via di approvazione o finanziati o
già lavori in corso - ne cito solo alcuni - quelli già operativi:
TMB di Vittoria, TMB di Gela, Ragusa, la riapertura della discarica
di Enna.
Vero è che si sono dovute riaprire e ampliare le discariche e come
si faceva? Altrimenti dovevamo seguire il consiglio del Governo
Gentiloni che, nelle more, delle approvazioni dei nuovi impianti si
dovevano i rifiuti all'estero con costi, aggravio di costi, enormi
per i cittadini.
E' vero Ma nel frattempo si stanno facendo gli impianti pubblici.
Nulla contro i privati
Ma serve calmierare i prezzi Serve che ci siano anche, che si
rompa un monopolio di fatto che noi abbiamo trovato e che stiamo
rompendo anche con le tariffe - le linee guida sulle tariffe che
non esistevano.
Non entro più nel merito, ci entreremo più in là quando quest'Aula
invece di essere chiamata a perdere tempo su queste pochezze si
vorrà confrontare sulle riforme che, in Commissione e con i
colleghi fianco a fianco, stiamo approvando, su cui stiamo
lavorando e che vorremmo che quest'Aula riesca in tempi brevi -
perché siamo oltre ogni scadenza - ad approvare dando un raccordo e
una sinergia di cui questo Governo ha bisogno con il lavoro di
questa Assemblea.
E solo questa sinergia può permettere di chiudere il cerchio e far
volare in alto un'azione di Governo che già sta dando risposte ma
che ha bisogno di quella marcia in più che tutt'insieme,
responsabilmente - e lì sì la responsabilità è anche morale - siamo
chiamati a rispondere in quest'Aula, in quest'Assemblea approvando
le proposte di riforma che voi ci avete portato su cui noi abbiamo
lavorato e stiamo lavorando e che quest'Aula dovrà e deve
assolutamente approvare.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, Presidente ci rivediamo qui in Aula
dopo poche settimane, dopo pochi giorni a discutere l'operato di
questo Governo, anche se in momenti erano diversi. Quello
precedente riguardava la relazione della prima parte di Governo.
Poi i colleghi del Movimento Cinque Stelle hanno voluto presentare
questa mozione di sfiducia e quindi, a distanza di pochi giorni,
siamo qui.
Io lo so che non le fa piacere sentire tutte queste brutte cose
nei suoi confronti, lei preferisce non frequentarlo il Parlamento,
preferisce stare lontano dal Parlamento proprio per questo. Però,
pazienza, se ne deve fare anche una ragione. Il Parlamento c'è, i
parlamentari ci sono e hanno libertà di esprimere le loro opinioni.
Ha detto una cosa bruttissima, Presidente Savarino; ha detto che
la mozione di sfiducia è scritta male, del resto rappresenta quel
tipo di elettore; ma proprio una caduta di stile Ma appartiene,
giustamente, a quella impostazione del Presidente e del suo Gruppo.
Ci sta, lo abbiamo visto tante volte, così come nelle altre
circostanze quando siete usciti fuori con quella che è la profonda
antidemocraticità sua.
Perché vede, Presidente, io la conosco da tempo. Noi la conosciamo
un po' tutti, io la conosco da tempo e devo dire che ho conosciuto
un Presidente, un Nello Musumeci diverso in questi anni dovuto
anche , ho capito che lì sicuramente il salvinismo ha dato il suo
contributo e che ha sdoganato determinati atteggiamenti e
determinati comportamenti e io l'ho vista cambiare.
Il Presidente Musumeci, post dell'epoca salviniana, è un
Presidente diverso da quello che sicuramente avevamo conosciuto
negli anni passati.
I sondaggi un giorno sono buoni, e un giorno sono meno buoni. Oggi
abbiamo il giorno meno buono. Poveretta, la collega Savarino non
l'ha visto Proprio due ore fa, è uscito il sondaggio di Winpoll
- Winpoll, non Whirpool Quelli sono frigoriferi - Winpoll che fa
sondaggi nel nostro Paese. E' una società importante, Presidente,
una società che individua chi sono i migliori presidenti, l'indice
di gradimento, fa un elenco. Il primo Veneto, poi la Campania,
Emilia Romagna, Puglia, Lazio. Presidente, siamo finiti alla fine
della coda insieme, per pochi punti, siamo ultimi quasi anzi per
fortuna non è ultimo - questo mi fa piacere - poi dopo c'è il
Piemonte. Lei ha il 40 per cento, è sceso un pochino. Poi il
Piemonte e poi la Calabria.
A me interessano poco i sondaggi, però perché ne ho voluto
parlare? Ne ho parlato perché ne ha parlato prima la Savarino
dimenticando, facendo riferimento al sondaggio precedente e perché
fino all'ultima volta, quando si è intervenuti in quel primo
dibattito, è venuto qualche collega parlando sono arrabbiati,
hanno la bile che gli è scoppiata perché ci sono i sondaggi che
sono bestiali, perché questo Presidente sta sfondando . Ma le
assicuro che se lei, davvero, fosse stato in questi primi anni il
Presidente del cambiamento, guardi io su questo non le dico, non
posso dire che ci avevo puntato però una speranza ce l'avevo.
Lei, purtroppo, ha dimostrato in questi ultimi in questa
esperienza di essere veramente inadeguato, di essere veramente
inadeguato al ruolo di Presidente della Regione.
E la finanziaria - prima Lentini faceva riferimento, perché qui
c'è la rincorsa a riconoscerle tutti i meriti, il Covid - grazie a
lei, la finanziaria passa, grazie a lei. A Lentini mi permetto di
dire se non fosse passata la finanziaria la colpa era del Governo
nazionale cattivo che aveva stretto ed aveva impedito lo sviluppo
della Sicilia.
Io penso che grazie a tutti, grazie al Parlamento regionale,
grazie al Governo, grazie a quegli Assessori che si sono messi a
disposizione perché ci sono stati, non grazie al Presidente della
Regione che è scappato durante il dibattito sulla finanziaria con
davvero un argomento banale e grazie al Governo nazionale siamo
riusciti veramente a portare un risultato a casa.
Io mi riallaccio velocemente all'intervento che lei ha fatto
quando ha chiuso la seduta scorsa quando ha risposto a tutti noi
parlamentari. Avevamo posto una serie di questioni a cui lei non ha
risposto, ovviamente, faccio una parentesi sul voto alla mozione di
sfiducia, questo ne parlerà il mio Capogruppo durante la
dichiarazione di voto. E' chiaro che noi siamo qui, stiamo
sostenendo nel dibattito anche se alcune cose - questo lo dico con
chiarezza ai colleghi del Movimento Cinque Stelle - possibilmente
le avremmo scritte in maniera diversa o ne avremmo aggiunte altre o
magari alcune non le avremmo dette, però poco importa siamo qui e
dobbiamo andare sempre avanti.
Signor Presidente, riforma per la forestale, riforma per i
consorzi di bonifica, riforma della pubblica amministrazione,
riforma per la casa, IACP. Tutte queste cose che noi le abbiamo
detto che non sono state fatte, lei durante il suo intervento non
ne ha portate risposte perché non ne può portare perché queste cose
si sono fermate e le avete fermate voi perché la sua maggioranza in
Commissione ed anche in Parlamento non è riuscita a portarle avanti
perché veda, signor Presidente, lei ha dichiarato già tempo fa, io
non ci ho mai creduto: O la maggioranza si mette a lavorare e fa
le riforme o io mi dimetto . Io ho tranquillizzato tanti amici,
colleghi che avevano fatto mutui, presiti, e ho detto: State
tranquilli che non si dimette Musumeci, chi lo deve fare
dimettere . E così è stato
Lei all'inizio paventava queste sue dimissioni se la maggioranza
non avesse fatto le riforme, le riforme non si sono fatte e lei è
seduto. Cioè la cosa grave è questa non che non passa la mozione di
sfiducia cioè che lei non è stato neanche coerente con quello che
ha detto all'inizio: Io mi dimetto, io non mi ricandido più, io
sono ricandidato, io sono uomo di centro, sono vicino al centro poi
sono a destra . Cioè, abbiamo visto in questi anni veramente una
farsa, una farsa, una commedia purtroppo drammatica. Lei nella sua,
nel suo intervento ha parlato dei cavalli di Ambelia finanziati, le
avevo detto io ci sono state cose che avete attenzionato, tipo
Ambelia, ha detto: Sì, ma Ambelia è ad otto chilometri, questa la
sua risposta, mica è nel mio comune, è ad otto chilometri . Questa
è la sua risposta. Bella risposta I borghi fascisti, dove ci sono
arrivati tutti quei milioni: Ma non è che li ho tutelati io Li ha
tutelati una norma regionale . Così lei ha detto.
La stessa cosa, le norme regionali hanno tutelato anche altre
cose, non hanno finanziamenti. I soldi per Ibla, i soldi per
Ortigia, i soldi per Agrigento, borghi, centri storici, durante
questo Governo e durante questo Parlamento sono stati dimezzati,
caro Presidente, ed invece i borghi fascisti che non ricevevano
nessuna risorsa, invece, sono stati incrementati, sono arrivate le
nuove risorse.
E facendo riferimento sempre a quell'intervento, l'intervento su
Candela, io avrei detto cose diverse, Presidente, non si accinga a
correggermi subito durante gli errori di espressione. Lo sa perché,
Presidente? Si è lasciato io l'ho riletto ma proprio molto
Candela l'aveva voluto, siccome l'aveva voluto Lumia, siccome era
piaciuto a Montante, a Crocetta era piaciuto anche, ai magistrati
abbiamo chiamato in ballo anche il Procuratore di Palermo, era
piaciuto anche a lui, siccome Candela era piaciuto al PD, era
piaciuto a tutti, noi l'abbiamo preso .
Questa la sua dichiarazione, lei ha detto: ma chi glielo porta ?
Anche perché mi viene spontanea poi la domanda da farvi. Veda che
lei ad Antoci l'ha revocato, quindi la credibilità veramente si
costruisce in base alle cose che uno dice; cioè utilizzare il PD,
Lumia, Montante, Crocetta per dire io l'ho nominato perché
l'avevano nominato loro e poi, invece, a chi stava scomodo e che
lottava contro la mafia e dove ha avuto i problemi che ha avuto lei
lo ha preso tranquillamente e lo ha tolto. Quindi, lei Candela l'ha
nominato non per il PD, per Lumia, per questo, per l'altro, perché
era fuori da qualsiasi , l'ha nominato perché le piaceva. Poi,
purtroppo, è successo quello che è successo. Bastava rispondere,
secondo me, in questo modo. Lei si è lasciato un pochino prendere
dalla paura, si è trovato un po' scoperto, si è capito, io ormai lo
conosco, quando il nervo è scoperto un pochino sbanda, è come
quando nelle curve uno prende il ghiaccio e un pochino rischia di
andare a finire.
Sul discorso della Sanità gliene ho parlato la scorsa volta, lei
non ne ha riparlato. Noi, non parlo della gestione Covid che è
risaputa, siamo riusciti a fare morire le persone nonostante non
avessimo nessuno ricoverato, ma noi abbiamo i Pronto soccorso senza
medici. Voi governate da tre anni e non siete stati neanche capaci
di garantire i medici e la presenza dei medici nei Pronto soccorso.
Non siete neanche in condizione di garantire, perché non vi siete
saputi organizzare, la presenza dei medici nelle PTE, nelle
autoambulanze medicalizzate.
Ci sono realtà della montagna, non so a Catania ma penso di sì a
meno che a Catania ci siano più medici, io non l'ho fatta questa
verifica, ma le posso dire realtà come Ragusa dove noi abbiamo
territori, Chiaramonte, Giarratana, cioè delle parti montuose dove
ci vogliono quaranta minuti per raggiungere un ospedale in cui
stiamo togliendo il medico perché voi non siete riusciti a
garantire i medici neanche per le autombulanze medicalizzate. Ma
qual è questo il modello vincente? Qual è questa la Sicilia
bellissima? Qual è la Sicilia che non sta lasciando nessuno
indietro?
Voi avete una visione della Sicilia completamente diversa,
completamente sbagliata. Guardate colleghi o non girate o non siete
a contatto veramente con i cittadini o altrimenti dovete svolgere
un ruolo. A me dispiace solo una cosa, che questa mozione di
sfiducia non passi.
Io ritengo, caro Figuccia, che noi dobbiamo andare a votare,
proprio per il bene della Sicilia, quelle cose che prima paventavo
a Musumeci quando tutti quanti noi dicevamo noi andiamo a votare
per salvare la Sicilia, non possiamo galleggiare , per tre anni
abbiamo galleggiato e continueremo a farlo anche per gli altri due
anni. Invece ci vuole un momento un riscatto di orgoglio. Io vorrei
tanto vedere i moderati di questo governo, coloro che non hanno un
futuro accanto alla Lega e accanto a Fratelli d'Italia e accanto a
questo Presidente della Regione, a loro, perché non vi potete
svegliare l'ultimo momento, non lo potrete fare all'ultimo momento,
rischierete voi di non ritrovarvi neanche i vostri elettori.
Oggi, voi che non votate questa mozione di sfiducia, commettete
due errori: uno è quello di contribuire, a rendere questa Sicilia
non governata, senza un progetto politico.
Siamo stati, io l'ho detto più di una volta, siamo stati superati
da uno scoglio, Malta. Ci ha superati. Siamo stati superati dalle
Baleari, siamo stati superati perché loro hanno avuto un progetto
di sviluppo, progetto di sviluppo che non manca da ora, è vero.
Progetto di sviluppo che in questa Isola, in questa Regione, manca
purtroppo ormai da troppo tempo.
Ma così come è mancato in passato Lei non ha fatto nient'altro,
Presidente Musumeci, che continuare a lasciare questa Sicilia senza
un progetto di sviluppo e chi vuole andare a lavorare dalla Sicilia
si deve spostare anche nella vicina Malta.
Anche la vicina Malta rappresenta un riferimento occupazionale. Ma
questo, Presidente, sinceramente può essere motivo di orgoglio?
Motivo di orgoglio per lei che è Presidente della Regione siciliana
e dove vede i suoi cittadini, i suoi concittadini doversi spostare
nella vicinissima Malta per potere andare a lavorare.
Sono migliaia. Ormai sono migliaia i ragusani, i catanesi, da
tutte le parti della Sicilia che si spostano su Malta o del settore
nautico si spostano sulle Baleari.
Noi abbiamo le idee chiare su questo. Riteniamo che la Sicilia
abbia bisogno di un progetto diverso. Riteniamo che questo progetto
dobbiamo iniziare a costruirlo ora e penso che il primo appello è
proprio quello delle forze moderate di questo Governo che non deve
continuare a vivere e a condividere una stagione fallimentare e non
più proponibile dal punto di vista politico perché la storia,
perché gli atteggiamenti, perché i comportamenti di una parte di
questa coalizione, di questo Governo non possono sicuramente avere
a che fare o condividere, avere percorsi comuni.
Io concludo, Presidente.
La mia è una speranza. Che passi questa mozione di sfiducia e che
magari alcuni colleghi, una parte di questa maggioranza capisca che
è il momento di costruire un momento diverso.
Oggi ci assumiamo una responsabilità. Non passare questa mozione
di sfiducia significa continuare a galleggiare però attenzione è
anche una assunzione di responsabilità.
Io ho condiviso anche una cosa che ha detto un collega prima di me
e cioè che chi vota contro si assume la responsabilità, ma se la
deve assumere veramente, di essere presente in Commissione, di
essere presente in Aula perché non è possibile continuare ad
ingessare ancora questo Parlamento perché se avessimo un Presidente
della Regione con un minimo di dignità politica e di orgoglio,
questo Presidente veramente presenterebbe le dimissioni. Ma siccome
questo non l'abbiamo, voi vi assumete questa responsabilità. Vi
assumete questa responsabilità.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
Onorevole Aricò, avrebbe un minuto così come l'onorevole Cappello.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, questa sera abbiamo assistito all'ennesima, ripetuta
condizione nella quale ci siamo trovati non più tardi di 15 giorni
fa.
Più volte il Presidente dell'Assemblea ha esortato noi deputati di
maggioranza a evitare di parlare quando si interviene in un
dibattito che di per sé è quasi scontato perché nessuno vuole
convincere, ed ha la pretesa di convincere, l'altra parte politica.
Ma necessità vuole, signor Presidente dell'Assemblea, che invece
si parli. Perché?
Perché altrimenti l'unica voce che resterebbe e oltre il voto a
questa mozione di sfiducia, potrebbe essere la voce delle
opposizioni, che per quanto sia una voce inconsistente e
insussistente sul piano della veridicità dei contenuti, potrebbe
avere il suo fascino E quindi no, ho chiesto di parlare, sono
stata attenta al dibattito, proprio per comprendere anche tutto
quello che poteva venire fuori, mi sono sforzata di cogliere
all'interno di questo dibattito contenuti che in qualche maniera
potessero convincere, anche fuori dall'aula di questo Parlamento,
qualche siciliano a dare ragione a presentare questa mozione, che è
stato ben detto, inammissibile, veramente, sia sul piano della
forma giuridica sia sul piano dei contenuti e del merito.
Mi è sembrato piuttosto questo dibattito e soprattutto nelle
parole dell'opposizione di leggere una sorta di iperbolica apologia
della mistificazione, così mi piace definire questo dibattito, o
meglio quella parte di dibattito che, certamente è sostenuta da
coloro che hanno presentato la mozione e che ne vorrebbero anche il
voto della maggioranza, mi sembra quasi incredibile, che, e da
quale pulpito mi viene da dire, viene la predica quando sento dire
che si fa appello al senso della responsabilità, se si fosse fatto
appello al senso della responsabilità, forse, nel passato,
sarebbero stati commessi meno errori e oggi, questo governo,
avrebbe meno problemi da sostenere, meno problemi da affrontare e
da risolvere.
Se poi penso con quale premessa parte questa mozione di sfiducia e
qual è la sua motivazione, ovvero si fa parola della inaccettabile
e moralmente non condivisibile nomina dell'assessore in quota alla
Lega, dell'assessore Samonà, certo se dobbiamo paragonare chiunque
di noi all'impareggiabile figura e alla compianta figura di
Sebastiano Tusa, certamente non avremmo mai nominare nessuno. Non
me ne voglia quindi l'assessore Samonà Non avremmo dovuto nominare
nessuno, ma tant'è.
Un altro, Sebastiano Tusa, non c'è, purtroppo e quindi era giusto
che dal punto di vista politico il Presidente della Regione,
ritenesse opportuno fare una scelta di far entrare la Lega dentro
il Governo, sapendo che la Lega è un partito che ha sostenuto
questo governo, sin dall'inizio.
Mi pare veramente, strabico, il punto di vista del presentatore e
dei presentatori della mozione, nella misura in cui, smaniosi di
quel poltronismo di cui sono emblematica espressione, ormai al
Governo della nostra nazione, mi pare che non abbiano disdegnato
affatto di governare la nazione italiana, insieme alla Lega, devo
dire che, solo perché con coerenza, Fratelli d'Italia, la Meloni è
rimasta fuori, solo per questo non hanno avuto anche la Meloni,
altrimenti, però, è come dire che guardo la pagliuzza nell'occhio
del vicino, mentre non vedo la trave che ho nel mio di occhio.
E' un atteggiamento di strabico moralismo, di strabica e
insufficiente visione, ecco perché parlo di mistificazione perché
si vogliono confondere le acque, però credetemi i siciliani non
sono proprio imbecilli, sono persone che hanno avuto modo di
capire, di vedere e anche di valutare, eh a proposito di
valutazioni e di sondaggi, forse ha dimenticato anche qui, con qui,
con quella logica ovviamente riduttiva e un po' miope, in questo
caso non è strabismo ma miopia, di vedere che il sondaggio di cui
si parla, quello di winpoll è fatto solo, tra le regioni più
popolose d'Italia.
Quindi forse anche questo sondaggio non è così aderente alla
realtà. La realtà dei fatti qual è Presidente? La realtà dei fatti
qual è? Che noi abbiamo un governo lo diciamo, veramente. Lo dico
da partito, che secondo lei, onorevole Dipasquale, non ha futuro.
Sono all'interno, sono il Presidente del Gruppo parlamentare UDC e
dico che con orgoglio sosteniamo questo Governo, con convinzione lo
sosteniamo.
Non abbiamo mai visto ad oggi nel panorama siciliano un Governo
più autorevole, più serio, più rigoroso dal punto di vista morale
come quello guidato da Nello Musumeci. Può non piacere e che ci
possiamo fare? Se ne facciano una ragione quelli a cui non piace.
Forse può non piacere neanche a me, Presidente, sul piano
personale, non è la verità, anzi lo dico con grande ironia, ma
questo non mi può distogliere dal dire la verità. I fatti personali
sono fatti personali i fatti politici sono un'altra cosa. Le azioni
di buon governo sono ancora un'altra e sono sotto gli occhi di
tutti e quindi noi con orgoglio rifiutiamo e rimandiamo al mittente
questa inqualificabile mozione di sfiducia che poggia sul nulla.
Sul tema dei rifiuti lo ha detto già con grande competenza,
l'onorevole Savarino, Presidente della IV Commissione, abbiamo
fatto un eccellente lavoro salvo poi arrivare qui e guarda caso ma
chi sono quelli che propongono il voto segreto, sperando appunto
nella classica buccia di banana nella quale qualcuno della
maggioranza è scivolato che andasse bene per loro. Sono stati i
Cinque Stelle lo vogliamo dire ai siciliani che sono stati i Cinque
Stelle a volere impallinare la riforma dei rifiuti? Lo diciamo
Presidente, lo dobbiamo dire, questa è la verità non le
mistificazioni, non di quelli che vengono a raccontare qua perché
il piano dei rifiuti. Anzi, sapete che c'è lo voglio lasciare agli
atti perché altrimenti sforerei dal tempo che mi è stato assegnato,
ma lascio un appunto molto ben circostanziato nel quale si può
leggere tutto quello che va letto e che forse dovrebbe essere
oggetto di apprendimento ,Presidente, perché bisogna che qualcuno
vada ancora a scuola a studiare.
Siccome qua non siamo a scuola ma siamo nel Parlamento lasceremo
questo documento agli atti perché sia consegnato alle opposizioni e
soprattutto a quelli, a quei deputati che dalle opposizioni parlano
ancora contro una mancata riforma, contro, dicendo inesattezze
micidiali, contro il piano rifiuti, contro la nostra decisione o la
sua decisione, Presidente, o dell'assessore dell'UDC Pierobon di
volere aumentare le discariche, di volere creare gli inceneritori,
è tutto scritto, e anche dei rapporti con il Governo.
Noi oggi siamo e concludo davvero, vorrei dire un'ultima cosa.
Semmai, qualcuno ha parlato di click day, no? A proposito dei 128
milioni che sarebbero, certo, dati con un click day e ne abbiamo
ampiamente discusso proprio ieri in Commissione Bilancio. Siamo
tutti contro questo click day non foss'altro che la banda larga non
arriva dappertutto perché ci sono Comuni dove la piccola impresa,
l'artigiano avrà difficoltà a cliccare perché non arriva
velocemente quel click ma perché il metodo è iniquo e ingiusto.
Ma con estremo rigore, l'ha detto ieri non oggi in Commissione
l'onorevole Sunseri, ha detto ho criticato il Governo nazionale, il
mio Governo quando per l'acquisto dei presidi mascherine e
quant'altro in un minuto in mezzo secondo ha bruciato 50 milioni di
Euro. Esiste la legge. Quando le cose funzionano male bisogna
cambiare le leggi. Questa è una legge nazionale che impone questo
metodo, non lo abbiamo scelto noi, noi ci troviamo ad applicarlo
con tutti i mal di pancia di ognuno di noi, senza se e senza
ma . Non ci sono i primi della classe che sono per i poverini e
gli altri che invece siamo gli aguzzini dei poverini, qui nessuno è
aguzzino di nessuno e abbiamo tutti ascolto di chi ha bisogno.
Purtroppo questo ci impone la legge e questo siamo costretti a
fare.
Ho concluso Presidente dicendo infine una cosa, la dico perché ce
l'ho davvero nel cuore onorevole Nuccio Dipasquale, va bene ho
sbagliato.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, è finito il suo tempo.
LO CURTO. Ho finito, Presidente.
PRESIDENTE. Perché siccome devo essere rigido con tutti sennò se
la prendono con me.
LO CURTO. Allora, quell'immagine se non fosse persino blasfema
farebbe ridere, ma fa anche piangere.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto la supplico, grazie.
Onorevoli colleghi, prima dell'intervento del Presidente Musumeci,
sono rimasti degli scampoli, come si dice, di tempo. Due minuti per
il Gruppo Partito Democratico e due minuti e cinquanta secondi
per il Gruppo Movimento Cinque Stelle . Tutti avete chiesto di
intervenire, come se doveste parlare sei secondi a testa; è ovvio
che non si può fare. O li lasciamo, ma questi due e basta, due
minuti uno e tre minuti l'altro, per dichiarazione di voto, oppure
lo fate ora. Che vuole fare, onorevole Cappello? Facciamo
intervenire il Presidente della Regione e poi, con tempo
rigidissimo, interviene?
CAPPELLO. Signor Presidente, vorrei intervenire adesso.
PRESIDENTE. Prego. Ne ha facoltà. Il tempo sarà rigidissimo, tre
minuti e due minuti.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cari colleghi
della maggioranza, siete talmente impegnati a considerare questa
mozione e a incastrare il Movimento Cinque Stelle e la mozione
stessa in quello che vi è più congeniale, nel gioco delle parti,
che non capite che una mozione di sfiducia serve a mettere davanti
il Presidente della Regione alle proprie responsabilità, cosa che
il Presidente non ha mai fatto nel corso di questi tra anni Perché
quando va bene è merito del Presidente della Regione, quando va
male è demerito di Conte. E allora, a questo serve il Parlamento, a
questo serve l'opposizione, noi questo è quello che pretendiamo da
un Presidente della Regione, dal primo cittadino siciliano,
Presidente Musumeci.
Presidente, lei lo sa che ai CUP di molte parti della Regione non
risponde nessuno? Che i cittadini siciliani chiedono di prenotare
una visita e dall'altro capo del telefono non trovano risposte? Lei
lo sa che dopo il post-Covid, le Aziende sanitarie provinciali
hanno milioni di prestazioni ambulatoriali da recuperare, e che
questo assessore non si è mai degnato di trovare nessuna soluzione?
Lei lo sa che ci sono gli ospedali che si contendono i medici come
se fossero giocatori di serie A ? Lei lo sa che il suo assessore
ha utilizzato gli ospedali Covid come se fossero usa e getta ?
Prima gli operatori sanitari erano degli eroi, e adesso gli ha
detto: arrangiatevi
Questo è lo stato della sanità che ci state lasciando Questo è lo
stato della sanità che stiamo trovando, ed è inutile, assessore
Razza, che gesticoli, perché oltre ad essere un maleducato è un
bugiardo Vada a farsi un giro negli ospedali, come fa il Gruppo
Movimento Cinque Stelle in maniera sistematica, parli con gli
operatori della sanità, la finisca di nominare commissari ad acta,
perché dovete sapere che siccome non gli piacciono i suoi stessi
direttori generali, finisce col sostituirli e sovrapporli con
commissari ad acta. Nomine, nomine, nomine Solo nomine e nessun
risultato, vergogna
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per due minuti precisi.
LUPO. Signor Presidente, poche parole per confermare, come ha
detto l'onorevole Dipasquale, motivando bene il perché, il voto
favorevole del Gruppo Partito Democratico alla mozione di
sfiducia. Non mi ripeto, abbiamo più volte affrontato questi temi
dall'ultima seduta e lo ha fatto bene l'onorevole Dipasquale,
sintetizzando le ragioni principali per le quali noi riteniamo che
in Sicilia bisogna tornare al voto, bisogna ridare davvero la
parola agli elettori.
Solo due battute, signor Presidente della Regione. Il suo è il
Governo della paralisi. Della paralisi non solo dell'attività di
Governo, anzi è la causa principale che ostacola perfino l'attività
legislativa. In Conferenza dei Capigruppo abbiamo verificato che
ben tredici disegni di legge, già approvati dalle Commissioni
parlamentari, non possono andare all'ordine del giorno di
quest'Aula perché mancano le relazioni tecniche dei dipartimenti
del suo governo, perché mancano gli accertamenti in relazione agli
oneri finanziari della ragioneria generale.
Lei non può continuare a dire che questo Parlamento non le
consente di lavorare, perché è esattamente il contrario. Questa
mozione di sfiducia avrà un merito, e concludo, il merito di sapere
se lei ha una maggioranza oppure no, se lei non avrà una
maggioranza si tornerà al voto, se lei in questo Parlamento ha la
maggioranza, dovrà smetterla di continuare a praticare il suo sport
preferito, che è lo scarica barile delle sue responsabilità, dovrà
smetterla di continuare a ripetere il ritornello Vorrei ma non
posso perché l'Ars non me lo consente'. Questo sarà un momento di
chiarezza, il Partito Democratico voterà la mozione di sfiducia al
Presidente Musumeci.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, membri del Governo, non volevo intervenire, ho
sentito l'ultimo intervento dell'onorevole Cappello e devo dire che
purtroppo non mi sono tenuto, perché si è parlato di nomine,
nomine, nomine e l'altra volta leggevo proprio un articolo de Il
Giornale' e parlava di una scuola, quella del famoso Gigino Di Maio
dove sfornano manager della pubblica amministrazione meglio della
scuola che ha frequentato Macron ed anche Chirac, questo succede a
Pomigliano d'Arco.
E' una piccola parentesi, signor Presidente. Oggi abbiamo visto
come esistono due modi diversi di approcciare una mozione di
sfiducia al Presidente della Regione da parte dell'opposizione,
un'opposizione che vuole ragionare anche su una prospettiva di fine
legislatura, abbiamo sentito gli interventi del Partito
Democratico, degli altri gruppi, innovazione ed altri che vogliono
comunque cercare di avviarsi alla fine della legislatura cercando
di produrre qualcosa e va bene anche la proposta dell'onorevole
Dipasquale, cercando di far sì che ci sia maggiore presenza nelle
Commissioni e in Parlamento per cercare di lavorare a sostegno
delle iniziative del Governo.
Questo lo vogliamo fare, onorevole Dipasquale, siamo qui apposta
per questo, però sappiamo perfettamente che oggi è una perdita di
tempo, sappiamo perfettamente che già c'è stato un dibattito
importante sulla relazione di metà mandato da parte del Governo
Musumeci e c'è stato un ampissimo dibattito, signor Presidente
probabilmente è perché il Movimento Cinque stelle vuole rifarsi una
verginità politica visto che ogni tanto ritiene di non governare i
processi importanti come quelli nazionali. Signor Presidente,
un'ultima cosa, si deve parlare anche di immigrazione, proprio in
queste ore cinquecento nuovi immigrati a Lampedusa, vorremmo
sostegno maggiore da parte del governo nazionale.
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione ha tempo trenta minuti, ma
ovviamente così come io qualche secondo in più l'ho dato, forse
parlerà anche meno, ma nel caso in cui dovesse sforare qualche
minuto non sarò certamente io a fermarlo.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ad inizio di questa mia non lunga replica, consentitemi
innanzitutto di rivolgere a nome personale e del Governo che
rappresento, la solidarietà al Presidente della Commissione
regionale Antimafia, onorevole Fava, lo faccio con animo sincero,
lo faccio obbedendo ad uno stile istituzionale che non può mai
venire meno neppure nei momenti e nelle stagioni del confronto
anche aspro. Lo faccio per esprimere solidarietà per gli attacchi
politici ricevuti da alcuni membri della Commissione nazionale
Antimafia negli ultimi giorni. Non voglio assolutamente entrare nel
merito del tema, ma quando si usano apprezzamenti pesanti nei
confronti del Presidente di una Commissione parlamentare importante
come quella contro la lotta alla mafia, gli stessi apprezzamenti si
debbono intendere rivolti a tutto il Parlamento, ai componenti di
quella Commissione, quella Commissione che ha votato la relazione.
Roma può condividere o no l'esito di una relazione di lavori della
Commissione, ma non ha il diritto di delegittimarne i relatori e i
redattori.
Veniamo alla mozione, una mozione - lo dico con grande senso di
responsabilità - priva di serie motivazioni politiche e, quindi,
una mozione strumentale e pretestuosa, come è stato più volte detto
in quest'Aula durante questo dibattito che ho seguito con grande
attenzione per tutti, anche se non per tutti con lo stesso
interesse.
Una vicenda, questa della mozione di sfiducia, che mi ricorda -
perdonate la citazione personale - la buon'anima di mio padre il
quale era titolare di una pensione di vecchiaia, autista di linea,
autoferrotranviere, ma era costretto periodicamente a produrre
all'INPS un certificato di esistenza in vita: ecco, se dovessi fare
un'analogia, questa mozione di sfiducia mi pare il certificato di
esistenza in vita del Gruppo parlamentare che l'ha voluta, che l'ha
espressa.
Io ho rispetto, naturalmente, per tutti i Gruppi parlamentari e se
questo rispetto fosse, ogni tanto, minimamente ricambiato, in
questa navata pagana forse il clima sarebbe molto meno avvelenato,
e quando si entra in quest'Aula si ha la sensazione di avere
d'avanti reparti della Polizia di Stato in assetto anti guerriglia
perché il nemico da abbattere è il Presidente della Regione.
Anche in alcuni interventi, ve lo dico con grande amarezza, chi è
ad uso dei lavori di quest'Aula, chi ha un minimo di esperienza con
le Aule parlamentari anche di altre istituzioni, sa che quando si
interviene, si interviene con passione, mai con spirito
vendicativo, con una manifestazione di fiele che non appartiene al
linguaggio e ai comportamenti cui deve attenersi un Parlamento, che
è un luogo sacro, di una sacralità laica, ma è un luogo sacro.
E tuttavia, il Parlamento è sovrano e lo dico io che di questo
Parlamento faccio parte a pieno titolo.
Non mi soffermo sui contenuti su cui è stata costruita la mozione
di sfiducia, che rientra nel diritto del Parlamento, perché molte
delle cose che sono contestate in quella mozione, cose che
andrebbero contestate con un'attività ispettiva e non certamente
con una mozione di sfiducia, sono state già ripetute e chiarite dal
sottoscritto che vi ha costretto, appena alcuni giorni fa, per
circa 100 minuti, ad ascoltare una lunga e noiosa - è stata da
alcuni definita - relazione.
Non voglio apparire ancora una volta colpevole in questo senso e,
quindi, non approfitterò.
Però alcune cose mi hanno davvero impressionato.
Una delle accuse che mi viene mossa - un'accusa che non ha
precedenti nella storia del Parlamento siciliano e vi assicuro io
essere un appassionato lettore delle vicende parlamentari e
storiche in generale della Sicilia - è il veto sulla nomina di un
Assessore.
Una cosa molto, molto pericolosa sul piano del confronto
democratico.
Il Capogruppo del Movimento Cinque Stelle ha voluto giustificare
la colpa del Presidente Musumeci nell'avere nominato il dott.
Alberto Samonà, siciliano di Palermo, ai beni culturali -
sull'identità siciliana quando volete ci confrontiamo anche per ore
- ha detto che ho avuto l'ardire di nominare un Assessore che
appartiene alla Lega, partito politico che schernisce e offende il
popolo italiano e il cui linguaggio si fonda su paura, odio e
separatismo.
Deputato Pasqua, le chiedo di avere rispetto per l'intelligenza
del popolo siciliano.
Il Movimento Cinque Stelle, questo partito, la Lega che schernisce
e offende il popolo italiano, il Movimento Cinque Stelle lo ha
portato al Governo della Nazione
Questo partito che schernisce e offende il popolo italiano, il
Movimento Cinque Stelle gli ha affidato il Ministero
dell'agricoltura.
Questo partito che schernisce e offende il popolo italiano, il
Movimento Cinque Stelle gli ha offerto la guida delle Forze di
Polizia della Nazione.
Il suo partito per un anno è stato con la Lega a dividere banco e
sottobanco e non vi eravate accorti che per dieci anni la Lega
scherniva e offendeva il popolo italiano?
Ve ne siete accorti negli ultimi giorni? Eh?
Non è possibile Non è possibile
Bisogna avere rispetto per l'intelligenza del popolo italiano.
Il Movimento Cinque Stelle è l'unica forza politica che non ha il
diritto di criticare nella sua natura genetica il partito della
Lega che non è il mio partito - lo ripeto - è un partito del
centrodestra dal 1994, ha guidato l'Italia in questi anni con ruoli
di grande responsabilità e che ha sostenuto la mia campagna
elettorale come tutte le altre forze politiche del centrodestra,
fin dal primo momento.
Ho il diritto, per legge, di nominare gli Assessori che ritengo
essere legati a me da un vincolo di fiducia e che abbiano un minimo
di competenza.
Non accetto veti da nessuno
Ma non dite, dite che Samonà è brutto
Dite che Samonà è corto Ma lei, onorevole Cracolici non è che sia
molto più alto
Non dite che siccome appartiene alla Lega che è un partito che
offende il popolo italiano da decenni, non avevo io il diritto di
nominarlo.
Di fronte a questa mia nomina si sono levate delle proteste,
alcune civili, altre minacce di morte.
Non avete speso una sola parola per le minacce di morte, capisco,
sarebbe stato davvero difficile e contraddittorio poterle spendere
a mio favore e contro chi le pronunciava.
Questo è un Governo, e vado verso alcuni accenni contenutistici,
che ha messo in campo, in circa due anni, oltre tre miliardi di
euro fra infrastrutture, beni e servizi.
Questo è un Governo che non ha restituito un solo euro all'Unione
Europea per certificazione ufficiale, avendone trovati certificati
sei, sette milioni di euro.
Questa è una regione che gestisce, che ha gestito, per oltre tre
mesi terribili, la epidemia del Corona Virus senza mai aver
mostrato un momento di debolezza. Con grandi difficoltà, con
equilibrio, con determinazione, con rigore in perfetta intesa col
Governo nazionale, anche quando dopo due mesi in Sicilia non
arrivavano i dispositivi per la protezione individuale e abbiamo
dovuto comprarli fuori dall'Europa.
Questa è una regione che ha assunto settemila unità nel settore
sanitario Settemila E continueranno ancora a mancare medici,
purtroppo, perché abbiamo in Italia una paurosa carenza di
specialisti. Paurosa carenza di specialisti.
Questa è una regione che avvia un piano di edilizia sanitaria
nell'isola per circa un miliardo di euro, prevedendo nuovi nosocomi
a Palermo e a Siracusa nella cui città, quest'ultima, è in corso
l'esame delle istanze progettuali pervenute dopo il nostro bando.
La Regione, dopo appena undici mesi, presenta una proposta di
Piano regionale dei rifiuti stoppato dal Ministero dell'Ambiente
con una serie di osservazioni e con la richiesta di inserire due
termovalorizzatori, nel piano regionale, da parte del dicastero
guidato dal Movimento Cinque Stelle.
Questa è una regione che ha investito trecento milioni di euro
nella lotta al dissesto idrogeologico e contro la erosione delle
coste.
Questa è una regione che dà sostegno e attenzione anche agli scali
aeroportuali minori, a cominciare da Trapani-Birgi dove si
intravede qualche barlume di luce.
Questa è una regione che assicura l'anticipazione di seicento
milioni di euro per sbloccare, finalmente, la vicenda
dell'autostrada Catania-Ragusa, in assenza di una immediata
disponibilità da parte del Governo nazionale.
Questa è la regione che ha preso in esame, finalmente, la
portualità minore con un impegno infrastrutturale di circa cento
milioni di euro, esattamente novantasettemilioni e duecento.
Questa è una regione che ha aperto centinaia di cantieri, per
centinaia di milioni di euro nelle infrastrutture, ferroviarie e
viarie.
Questa è la regione che impegna cento milioni di euro per la
riqualificazione e la tutela dei beni culturali nell'Isola in
appena un anno.
Questa è la regione che rinnova il parco dei mezzi di trasporto
con nuovi treni e nuovi pullman, impegnando decine di milioni di
euro.
Questa è la regione che, dopo trent'anni, avvia le procedure per
collaudare diciotto delle venticinque dighe sparse nell'Isola ed
utilizzate soltanto a metà; questa è la Regione che ha avviato
finalmente un progetto di digitalizzazione all'interno dei
dipartimenti; questa è una Regione che dopo ventotto anni
istituisce l'autorità di bacino per il controllo ed il monitoraggio
della rete fluviale; questa è la Regione che dopo venti, trent'anni
manda le imprese, gli operai a pulire, finalmente, i fiumi ed a
liberarne gli alvei; questa è una Regione che si è dotata di dodici
strumenti di pianificazione per l'ambiente; questa è una Regione
che con il piano dell'area ha consentito di potere finalmente
capire da che parte stanno coloro che sono interessati alla difesa
dell'ambiente e quanto altri invece ritengono di dovere difendere
legittimamente interessi costituiti.
Se il Piano dell'aria è eccessivamente restrittivo, bene, lo
sappiano i petrolieri e lo sappiano anche coloro che li difendono.
Noi siamo favorevoli all'apertura di un confronto per capire dove
possiamo arrivare e se - e se saremo compatibili con le
determinazioni del Ministero dell'ambiente - saremo i primi a
doverlo modificare questo piano dell'aria che mette ordine in un
settore del quale troppo si è parlato perché presumiamo che tanti
siano gli iscritti a libro paga.
E nel silenzio assordante, tutto questo avviene, degli
ambientalisti a tempo pieno, compresa Legambiente, della quale non
abbiamo raccolto una sola parola di compiacimento a favore del
Piano dell'aria. Questa è una Regione che stabilisce il principio
Chi lavora di più e meglio, deve guadagnare di più', è uno
scandalo? E non è vero che sull'organizzazione del personale non si
sia stato fatto niente. Ora c'è un piano del fabbisogno, ora c'è un
adeguamento economico, ora sono stati sbloccati i concorsi, ora c'è
il rinnovo del contratto, ora è stato reso possibile il lavoro
agile per l'emergenza epidemica, ma senza abusare, per carità. Ora,
finalmente, il palazzo che ospita la funzione pubblica è stato
cablato e consente di potersi adeguare alle norme per le quali ogni
giorno chiede impegno ai propri dipendenti. Lavoriamo tutti assieme
affinché quel 20 per cento di dipendenti responsabili, scrupolosi,
impegnati, appassionati, possa diventare l'80 per cento.
Smettiamola, smettiamola di essere ipocriti per inseguire una
manciata di voti, smettiamola.
Non mi è mai piaciuto fare il ruffiano, non sono stato votato per
dire che tutti siamo bravi. No, no. Anche nella Pubblica
amministrazione ed in quella regionale, in particolare, c'è chi
lavora e c'è chi non lavora, e la responsabilità non è solo dei
direttori generali ma è anche politica, quindi, è di questo Governo
che ha avuto, purtroppo, il torto di aspettare per due anni e
mezzo, sperando che la maggioranza dei dipendenti regionali
raccogliesse l'appello che il sottoscritto ha lanciato in
quest'Aula nella seduta di insediamento, richiamando ognuno alle
proprie responsabilità.
Questa è una Regione che apre finalmente con Roma un confronto sul
futuro della Sicilia, altro che mancanza di progetti. Lo abbiamo
detto chiaramente ai ministri del mezzogiorno, del Sud e delle
infrastrutture.
Noi abbiamo bisogno di aprire un tavolo, di tenerlo costante per
alcuni mesi per affrontare il tema legato alle infrastrutture
strategiche di cui quest'Isola ha assolutamente bisogno.
Signor Presidente e onorevoli deputati, non posso assolutamente
raccogliere alcune considerazioni che nulla hanno di politico: la
mozione di sfiducia è una cosa seria quando non è dettato da voglia
di rivincita, di riscossa, quando non è dettata da uno stato
d'animo non sereno e, naturalmente, non mi sorprende il fatto che
il Gruppo del Partito Democratico si sia accodato alla mozione di
sfiducia del Movimento Cinque Stelle senza averne partecipato alla
redazione e cedendo all'anima dei falchi - che è maggioritaria
anche nel Pd - rispetto alle colombe.
Così come voglio rassicurare i quattro deputati del Movimento
Cinque Stelle che in questa vigilia di voto mi hanno fatto arrivare
il loro imbarazzo dicendo: Io ero fra quelli che non avrebbero
voluto si arrivasse alla mozione di sfiducia, debbo esserci e debbo
votarla Presidente , ecco perché sono convinto che ognuno abbia il
diritto di dire quello che sente, compresi i deputati del Partito
Democratico dei quali ho riletto stamattina le arringhe difensive
pro Crocetta quando in quest'Aula si parlava delle mozioni di
sfiducia presentate nei confronti di quel presidente anche dal
Movimento Cinque Stelle. Ogni deputato ha il diritto di esprimere
le proprie valutazioni, ma io ho il dovere di fare un appello alla
responsabilità di ciascuno.
Se invece d'impiegare questo tempo avessimo impiegato il tempo in
un confronto attorno ad un tavolo sulle cose che l'opposizione
ritiene essenziali e prioritarie, avremmo reso un servizio alla
pubblica opinione e alla comunità siciliana.
Quante volte il Presidente della Regione ha lanciato in quest'Aula
e fuori da quest'Aula un appello all'opposizione per dire senza
bisogno di fare ribaltoni, se ci sono due, tre, quattro idee da
proporre fatelo, sediamoci attorno ad un tavolo e lavoriamo
nell'interesse del popolo siciliano invece di inseguire la logica
del tanto peggio, tanto meglio . Ho lavorato secondo coscienza,
onorevoli deputati, ho lavorato in questi due anni e mezzo
nell'interesse esclusivo del popolo siciliano, commettendo tanti
errori, certamente, ma anche lavorando con tanto entusiasmo assieme
alla mia squadra di governo e alla coalizione di centrodestra, che
ringrazio ancora una volta, soltanto perché questa Terra potesse
tornare alla normalità, senza rivoluzioni, mai promesse
rivoluzioni. Ecco. Io rivendico il diritto di rendere conto del mio
operato e dell'operato di questo Governo alla fine della
legislatura, cioè alla fine dei cinque anni, come stabilisce la
legge e come suggerirebbe il buon senso ma, voglio augurarmi che
con lo stesso stato d'animo ognuno di voi, onorevoli colleghi, voti
questa mozione obbedendo soltanto alla propria coscienza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Presidente, mi permetta di ringraziarla per
l'inizio del suo intervento per la solidarietà data all'onorevole
Fava, e mi scuso con l'onorevole Fava per non averlo fatto io
prima, per cui le chiedo scusa, ha fatto bene il presidente della
Regione a farlo e lo ringrazio perché l'ha fatto a nome di tutto il
Parlamento e lo ringrazio assolutamente per questo.
Votazione per appello nominale della mozione n. 431
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, adesso c'è la votazione che
avviene
(Proteste da parte del Movimento Cinque Stelle)
No, colleghi, scusate.
Onorevole Pasqua, troppe volte - troppe volte - sono stato
costretto a dire che se si fa un accordo si mantiene
Ieri abbiamo tenuto una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in cui sono stati dichiarati i tempi. Io, come al
solito, mi rendo generoso, se c'è qualcuno che deve avere un minuto
in più, un minuto in meno, ma la seduta si conclude con la
votazione dopo l'intervento del Presidente della Regione.
(Reiterate proteste da parte dell'onorevole Pasqua)
Onorevole Pasqua, è inutile che insistete, non cambio idea
Spiego a tutti come si procede per la votazione.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la prego. Ora siamo in votazione,
non posso dare la parola a nessuno. Siamo in votazione. Onorevole
De Luca, la prego di sedersi tanto non le do la parola. Siamo in
votazione e si inizia a votare.
La votazione avverrà attraverso chiamata nominale di tutti i
deputati.
Io chiamerò
(Proteste dell'onorevole De Luca)
L'altro giorno mi hanno mandato un video in cui io mi butto
all'indietro perché non ne posso più. Stavolta, onorevole De Luca,
pur di non guardarla mi copro gli occhi Per cui, andiamo avanti
con la votazione.
Si procederà con l'appello nominale di tutti i deputati.
(Reiterate proteste da parte dell'onorevole De Luca)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.47, è ripresa alle ore 18.52)
La seduta è ripresa.
Riprende la votazione per appello nominale della mozione n. 431
PRESIDENTE. Riprendiamo con la votazione per appello nominale
della mozione di sfiducia al Presidente della Regione.
Invito il Deputato segretario a fare l'appello.
(Il deputato segretario procede al primo ed al secondo appello)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per appello nominale
della mozione n. 431:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 36
Favorevoli 24
Contrari 36
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
Pertanto, la mozione è respinta.
Onorevoli colleghi, così come deciso ieri in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, la seduta è rinviata a domani,
23 luglio 2020, alle ore 16.00, per la discussione sul disegno di
legge sull'urbanistica.
La seduta è tolta alle ore 18.59(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
208a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 23 luglio 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-
190-229-356-472-536/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'economia
N. 1302 - Iniziative in merito ai disagi conseguenti alla
riduzione degli orari dell'ufficio postale presente nella frazione
di Giardina Gallotti, nel comune di Agrigento.
Firmatari: Di Mauro Giovanni
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 1278 - Chiarimenti in ordine alla mancata attuazione della
mozione 'Intitolazione di strada a Giuseppe Tricoli' da parte
dell'Amministrazione comunale di Corleone (PA).
Firmatari: Figuccia Vincenzo
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Tutela della posidonia nelle spiagge siciliane (n. 791)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Figuccia e
Lo Giudice il 22 luglio 2020.
- Norme per disciplinare la specifica ipotesi della
reinternalizzazione di funzioni o servizi, affidati a società in
house del sistema camerale, da parte delle Camere di Commercio
della Regione (n. 792)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Assenza il
22 luglio 2020.
- Norme per la tutela dei genitori di figli in minore età,
separati o divorziati che versano in comprovate condizioni di
disagio economico e sociale (n. 793)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pagana,
Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020.
- Istallazione defibrillatori nelle scuole e nelle università
siciliane (n. 795)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Figuccia il
22 luglio 2020.
- Istituzione del Fondo per la destagionalizzazione turistica
(n. 796)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pagana,
Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020.
- Incentivi per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità
di amianto (n. 797)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pagana,
Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020.
- Ordinamento della dirigenza (n. 798)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Dipasquale
il 22 luglio 2020.
- Norme per sostenere la filiera agro-industriale della Cannabis
sativa L. (n. 799)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Assenza e
Savarino il 22 luglio 2020.
- Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio
di impianti elettrici non facenti parte della rete di trasmissione
nazionale (n. 800)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pagana,
Foti, Mangiacavallo, Tancredi e Palmeri il 22 luglio 2020
- Valorizzazione e promozione delle espressioni artistiche in
strada Street Art in Sicilia (n. 801)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Figuccia il
22 luglio 2020.
- Modifiche alla legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 (n. 805)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Assenza il
22 luglio 2020.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Area tematica 2
Ambiente'. Tema prioritario: 2.5 Cambiamento climatico
prevenzione e gestione dei rischi ambientali' - Obiettivo
strategico Dissesto idrogeologico (n. 114/II-UE).
Pervenuto in data 21 luglio 2020.
Inviato in data 22 luglio 2020.
BILANCIO (II)
- FSC 2014/2020, Patto per lo sviluppo della Regione siciliana.
Aggiornamento elenco degli interventi della deliberazione della
Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - Allegato B -
Rimodulazione interventi Infrastrutture portuali' (n. 113/II).
Pervenuto in data 13 luglio 2020.
Inviato in data 21 luglio 2020.
Comunicazione di parere reso dalle competenti Commissioni
BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- FSC 2014/2020. Patto per il Sud della Regione siciliana.
Rimodulazione risorse in ossequio al comma 881 bis dell'articolo 1
della legge 30 dicembre 2018, n. 145, inserito dal comma 3
dell'articolo 38 quater del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34,
convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58 (n.
109/II-UE).
Reso in data 14 luglio 2020.
Inviato in data 21 luglio 2020.
Comunicazione di trasmissione della situazione
quadrimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione
Si comunica che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso in data 14 luglio 2020
la Situazione quadrimestrale di cassa e di tesoreria della Regione
in attuazione dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47, modificato dall'articolo 31 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16. Situazione al 30 aprile 2020.
Copia della sopracitata documentazione è stata trasmessa alla II
Commissione parlamentare.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni
Allegato C
Mozione n. 431 Sfiducia al Presidente della Regione (testo)