Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.23
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni sollevate in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Gucciardi e Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
Seguito della Discussione del disegno di legge Norme per il
governo del territorio (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-
536/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno. Seguito
della discussione del disegno di legge Norme per il governo del
territorio (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A).
Invito, pertanto, i componenti la IV Commissione a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Invito il relatore, onorevole Savarino, ad illustrare la
relazione.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente. Onorevoli colleghi, lo Statuto speciale della Regione
siciliana assegna alla Regione diverse competenze in materia di
governo del territorio.
L'articolo 14 attribuisce competenza legislativa esclusiva nella
materia "urbanistica", nonché in altre materie legate alla stessa,
quali l'edilizia residenziale pubblica, la tutela del paesaggio,
l'agricoltura, le foreste e le acque pubbliche.
Talune delle suddette competenze devono oggi, tuttavia, essere
coordinate con la legislazione statale, stante l'approvazione della
legge costituzionale n. 3 del 2001, che ha inserito la materia
"governo del territorio" all'interno delle materie di legislazione
concorrente, laddove il testo previgente dell'articolo 117 della
Costituzione collocava la materia "urbanistica" tra quelle
attribuite alle Regioni nei limiti dei procedimenti fondamentali
stabiliti dalle leggi dello Stato.
Oggi, la materia dell'urbanistica è disciplinata, nella Regione,
dalla legge regionale n. 71 del 1978 e da tutta una serie di
disposizioni legislative nazionali e regionali, introdotte nel
tempo in maniera frastagliata e non coordinata, dettate da
contingenze spesso estranee ad una visione d'insieme.
Tale confusione normativa ha prodotto strumenti urbanistici
obsoleti, tempi lunghi per l'aggiornamento dei piani e per le
approvazioni di varianti urbanistiche e, più in generale, una
sostanziale inefficacia del sistema della pianificazione
urbanistica, con ricadute critiche sull'assetto delle città, del
territorio e sullo sviluppo economico e sociale della Regione.
Il presente disegno di legge, che si propone per l'approvazione,
intende modificare profondamente la disciplina del governo del
territorio nella Regione siciliana con l'ambizione di governare la
complessità contemporanea nel settore.
La IV Commissione ha abbinato 11 diversi disegni di legge che
proponevano discipline della materia de qua ed ha scelto quale
testo base quello presentato dal Governo regionale.
Dopo un'intensa fase istruttoria, che ha coinvolto esperti,
rappresentanti delle categorie produttive e degli ordini
professionali, la Commissione ha apportato talune modifiche al
testo originario ed ha trasmesso il testo risultante alla
Commissione Bilancio . La Commissione Bilancio ha riformulato il
dispositivo di alcune norme finanziarie e ha dato copertura su
altre, dando parere contrario su altre ancora.
Nel Titolo I sono elencati oggetto all'art.1, e finalità all'art.
2 del testo in esame.
Nel Titolo II, dall'articolo 3 all'articolo 9, sono elencati ed
approfonditi i principi ispiratori della presente proposta
legislativa che, è da evidenziare, non risultano fini a se stessi,
ma trovano una puntuale applicazione nei successivi titoli ed
articoli.
La legge regionale n. 71 del 1978 era stata pensata come
disciplina dell'urbanistica caratterizzata da comparti separati,
sia nella previsione di una moltitudine di piani divisi per settori
(piani regolatori, di fabbricazione, piani particolareggiati, piani
di lottizzazione) sia nel rapporto tra enti territoriali che, nei
fatti, si è sostanziato in una funzione regionale di tipo meramente
e sterilmente gerarchica, tendenzialmente autoritativa ed estranea
al contesto.
Al contrario, il presente disegno di legge, attraverso i principi
di sussidiarietà, partecipazione e concertazione, è finalizzato a
facilitare e coordinare il rapporto tra gli enti territoriali e tra
enti territoriali, cittadinanza e portatori di interessi,
soprattutto con riferimento all'elaborazione ed approvazione degli
strumenti urbanistici.
Altri principi, quali semplificazione, flessibilità e
perequazione, intendono modificare i processi decisionali
introducendo elementi che caratterizzano una moderna Pubblica
amministrazione efficace, efficiente e vicina al cittadino.
Infine, i principi di sostenibilità e consumo del suolo tendente a
zero sono volti a promuovere una maggiore tutela dell'ambiente.
In sintesi, si vuole proporre una nuova visione dell'urbanistica,
attraverso la sostituzione del principio della mera espansione
urbana - che è protagonista degli anni passati, in favore di un
trasformazione delle città volte al riuso del costruito. Tale nuovo
paradigma costituisce oggi la risorsa principale per uno sviluppo
sostenibile, basato sul recupero del tessuto insediativo esistente
e sulla rigenerazione di ambiti urbani degradati nell'ottica di una
politica di qualità del paesaggio e di recupero dei valori storici
e culturali delle nostre città.
Il Titolo III, con l'obiettivo di creare una governance
multilivello, disciplina gli strumenti e le procedure di
concertazione attraverso la Conferenza e gli Accordi di
pianificazione e l'Accordo di programma.
Al fine di favorire le procedure di formazione degli strumenti di
pianificazione territoriale, la Regione, gli enti locali,
incentrano il loro rapporto sulle conferenze di pianificazione con
la finalità di concertare un quadro conoscitivo approfondito e
completo del territorio e del suo sviluppo urbanistico in termini
di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, nonché delle
espressioni di valutazioni condivise sulle scelte, sugli obiettivi,
i suoi contenuti della pianificazione. A tali Conferenze sono,
inoltre, invitati a partecipare, con funzioni meramente consultive,
anche i portatori di interesse generali e settoriali. L'Accordo di
pianificazione sintetizza i risultati della Conferenza di
pianificazione e sostituisce così a tutti gli effetti ogni parere,
concessione, autorizzazione, nulla osta o altro atto di assenso
comunque denominato di competenza degli enti partecipanti, quindi
la semplificazione tanto auspicata.
Il Titolo IV disciplina l'attività degli uffici preposti alle
attività di governo e monitoraggio del territorio, alla formazione
degli atti di pianificazione territoriale e regionale, delle Città
metropolitane, dei Consorzi dei comuni e dei Comuni singoli o
associati. Strumenti informatici essenziali per una corretta
efficiente pianificazione territoriale sono il sistema informativo
territoriale regionale, SITR, disciplinato dall'articolo 14 ed il
sistema informativo territoriale, SIT, disciplinato invece
dall'articolo 16. Tali strumenti, oggi parzialmente operativi e che
verranno potenziati proprio a seguito di questo disegno di legge
avendo trovato copertura nella Commissione Bilancio, oggi
parzialmente operativi per la finalità della presente proposta
legislativa, risultano imprescindibili per una corretta
pianificazione territoriale poiché, oltre a dare stabilità e
precisione al sistema rendendo più efficienti e meno permeabili ai
condizionamenti della criminalità, promuoveranno l'interscambio
delle informazioni territoriali tra i vari dipartimenti della
Regione ed egli Enti locali e l'aggiornamento continuo delle banche
dati. Inoltre, sarà reso più semplice e produttivo il lavoro dei
professionisti per i quali è garantito il libero accesso al
sistema.
Il Titolo V coordina la Valutazione ambientale strategica con gli
atti di pianificazione previsti dalla presente proposta
legislativa.
Il Titolo VI disciplina la pianificazione regionale incentrata nel
Piano territoriale regionale, PTR, un documento di carattere
strategico che sintetizza e coordina altri strumenti pianificatori.
Anche attraverso il PTR, la Regione, da mero controllare finale
delle scelte di pianificazione dei Comuni, diventa soggetto attivo
della pianificazione del territorio.
Relativamente al PTR nello specifico, l'articolo 19 ne illustra i
contenuti, il 20 ne specifica gli effetti ed il 21 ne disciplina il
procedimento di formazione.
Il Titolo VII disciplina gli atti della pianificazione
territoriale dei Consorzi dei comuni e delle Città metropolitane:
l'articolo 22 disciplina i contenuti dei suddetti piani, il 23 gli
effetti sugli atti di pianificazione territoriale ed il 24 le
procedure di formazione.
Il Titolo VIII regolamenta la pianificazione urbanistica comunale,
il cui strumento principale è il Piano urbanistico generale
comunale, il PUG. Tramite il PUG è possibile determinare la
fisionomia reale delle città e del loro sviluppo è, pertanto
prevista la suddivisione comunale in ambiti territoriali, la
valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, la definizione di
fabbisogni insediativi, la disciplina della mobilità di cose e
persone e la previsione delle aree per fini pubblici. Ferma
restando la prerogativa delle Regioni in materia di vigilanza, gli
Enti locali devono essere messi nelle condizioni di pianificare ed
approvare in piena autonomia i propri atti di pianificazione, siano
essi generali che attuativi, riservando alla potestà degli organi
consiliari comunali ogni attività relativa all'adozione degli atti
di indirizzo e alla successiva approvazione del Piano, del proprio
strumento urbanistico. La modalità di approvazione del nuovo
strumento, seguendo il principio di sussidiarietà, semplifica la
procedura attraverso la Conferenza di pianificazione, direttamente
convocata al livello locale: tale innovazione, rispetto alla
precedente normativa, risulta determinante per accelerare i tempi
di approvazione dei piani. Il livello comunale della pianificazione
territoriale è delineato dall'articolo 25 relativo ai contenuti e
agli articoli 26 e 27 per le procedure. I contenuti ed il
procedimento di definizione del 'Regolamento edilizio comunale'
sono invece stabiliti dall'articolo 28, e i piani particolareggiati
di seguito dagli articoli 29 e 30.
L'articolo 31 disciplina definizioni, finalità e contenuti della
rigenerazione urbana; è inoltre stabilito che sia effettuato un
censimento degli immobili con l'indicazione del loro stato di
conservazione e, al fine dell'effettuazione degli interventi di
trasformazione, rigenerazione e riqualificazione urbana, è ammessa
la possibilità di costituire società miste, anche con l'intervento
dei privati.
L'articolo 32, definisce il consumo del suolo e introduce, per la
prima volta nella nostra legislazione regionale, stringenti limiti
per la realizzazione di nuovi insediamenti in aree non urbanizzate
o che non siano strettamente legate ad opere di interesse pubblico.
I successivi articoli 33 e 34 disciplinano la perequazione
urbanistica, con una particolare attenzione alla tutela
dell'ambiente e alla rigenerazione e riqualificazione urbana.
L'articolo 35 regolamenta le definizioni, la classificazione, la
tutela e la pianificazione del territorio rurale operata dal PUG.
Come per le altre tipologie di pianificazione è previsto un
coordinamento con altri piani di settore, nello specifico con il
Piano del verde e con il Piano paesaggistico che non è mai stato
attivato a livello regionale, è una novità di questa legge. E'
incoraggiato il recupero dei manufatti edili, è limitato il consumo
del suolo soprattutto per l'edilizia residenziale ed è attuata una
sostanziale tutela dell'ambiente, con particolare riferimento al
rispetto di boschi e foreste.
Gli articoli 36 e 37 disciplinano i comparti edificatori
individuati dal PUG o dai PPA, l'attuazione degli stessi comparti è
realizzata dal Comune, tuttavia si prevede la possibilità della
realizzazione da parte dei proprietari degli immobili previa
sottoscrizione di apposita Convenzione con i Comuni.
Il Titolo IX, al fine di realizzare un'architettura di qualità
nella nostra Regione, disciplina gli standard urbanistici, di
qualità urbana, ambientale e architettonica.
L'articolo 40 prevede la possibilità di promuovere concorsi di
progettazione con particolare riferimento al riuso e alla
riqualificazione urbana.
Gli articoli 41, 42 e 43 definiscono e disciplinano i sistemi
infrastrutturali degli strumenti urbanistici comunali.
Il Titolo X disciplina i poteri sostitutivi della Regione nei
confronti degli enti locali inadempienti con riferimento alla
predisposizione degli atti di competenza in materia urbanistica, è
inoltre previsto un supporto tecnico-formativo fornito
dall'Assessorato del territorio e ambiente agli enti locali.
Col Titolo XI, si interviene sulla predisposizione dei regolamenti
e dei decreti necessari per l'attuazione della presente legge, si
regolamenta la composizione e la competenza del Comitato tecnico
scientifico e al Titolo XIII, invece, si disciplinano due
importanti strumenti della pianificazione del governo del
territorio.
L'articolo 50 istituisce la Carta dei vincoli, un documento che
raccoglie l'insieme delle prescrizioni vincolistiche che gravano su
un determinato territorio e che dovrà essere continuamente
aggiornato dagli enti competenti.
L'articolo 51 disciplina il Certificato verde, un processo
perequativo che, a fronte di determinate attività edilizie, prevede
la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria in aree
degradate.
Gli articoli 52 e 53 istituiscono un regime transitorio e talune
misure di salvaguardia, prevedendo la sospensione dei piani
territoriali ed urbanistici, e di alcuni provvedimenti
autorizzatori, al fine della conformità degli stessi alle
prescrizioni della normativa in via di attuazione.
Infine, l'articolo 54 abroga, tra l'altro, l'intera legge 71 del
1978, sancendo così il passaggio in una nuova era della
pianificazione territoriale.
Presidente, mi permetta di ringraziare gli Ordini professionali
come ho già citato, le Università, le Associazioni di categoria ma,
soprattutto, tutti i colleghi che, insieme al Governo Musumeci,
all'Assessore e al Dipartimento, ringrazio anche nello specifico
l'architetto Grutta che, pur andando in pensione, ha continuato a
seguire i lavori con noi in Commissione ed è stato un supporto
tecnico indispensabile, come il contributo di tutti i colleghi che
appunto hanno portato a questo testo di cui oggi si chiede l'esame
in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino. Tutti siamo consapevoli
del grande lavoro che avete fatto in Commissione e vi ringraziamo.
Si sono iscritti a parlare alcuni colleghi. Se qualcuno desidera
parlare, basta che mi faccia un cenno.
Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Trizzino. Ne ha facoltà.
Ricordo che ha dieci minuti per il proprio intervento.
TRIZZINO. Grazie, Presidente. Cercherò di rimanere nei limiti del
tempo che mi ha dato, anche se il tema è tra i più importanti.
Anzi, io vorrei dire che è il tema più importante che questa
Legislatura tratterà, lo dico senza difficoltà. A mio modo di
vedere è ancora più importante della riforma dei rifiuti, non
perché i rifiuti siano meno importanti, ma perché, come abbiamo
detto più volte, la strada per i rifiuti è il Piano e non la legge.
Invece, la riforma urbanistica è attesa da 44 anni e, quindi, è
fondamentale che questo Parlamento ne prenda atto e inizi un
dibattito.
La XVII Legislatura non è l'unica che ha provato a discutere
questo testo di legge: nella XV e nella XVI ci sono stati diversi
tentativi. Va detto comunque - ed è un plauso al Governo e alla
Commissione - che questa volta si è portato in Aula un testo che,
quantomeno, è condiviso da tutti i rappresentanti della Commissione
ed è un buon punto di partenza. Ecco perché il Movimento Cinque
Stelle ha votato a favore, a riprova del fatto che non è vero che
il Movimento vota tutto contro e a riprova del fatto che, comunque,
il Movimento Cinque Stelle aveva depositato un disegno di legge
sull'urbanistica, i numeri hanno voluto che fosse quello - ma è
anche giusto così, perché riforme così grosse le deve portare il
Governo - le opposizioni hanno contribuito - ed è anche vero questo
V e quindi noi abbiamo voluto accordare il favore. Favore che
abbiamo accordato in Commissione. Chiaramente, ci riserviamo di
accordarlo in Aula qualora non venga stravolto il testo e qualora
chiaramente quei principi che sono contenuti in quel testo si
trasformino in norme prescrittive.
Quello che, a nostro modo di vedere, ancora manca in quel testo -
e sarà nostro intendimento volerlo portare in Aula - è il passaggio
tra i principi, che ci sono, sia nella relazione che nei primi
articoli, a quelle che sono le norme prescrittive, come per esempio
il principio del consumo di suolo, riduzione dell'aggressione al
territorio vergine, sviluppo sostenibile, eccetera.
Diciamo che questi principi sono contenuti nelle norme di
principio e vorremmo che l'Aula prendesse coraggio e prendesse
anche coscienza del fatto che si può avere sviluppo del territorio
e parallelamente tutela dell'ambiente. Ci sono riuscite tutte le
regioni d'Europa, non vedo perché non dovrebbe riuscirci la
Sicilia.
Ora io entrerò nel merito di quelli che secondo noi sono i punti,
anzi la ricetta che deve possedere una buona legge sul governo del
territorio. Anzitutto, parliamo di governo del territorio e non di
urbanistica, perché è un termine vecchio di vent'anni: già il
legislatore nel 2001, quando ha fatto il riparto di competenze, ha
smesso di parlare di urbanistica e parla di governo del territorio,
perché dobbiamo avere un approccio olistico.
La nostra ricetta, che, dicevo, in parte è contenuta in quella
riforma, si articola in quattro elementi.
Il primo procedure veloci per l'approvazione dei piani. Dai piani
locali come il PRG, che da domani si chiamerà PUG, ai piani di area
vasta come il PTR che citava il Presidente.
Un altro punto è il raccordo di pianificazione: cioè, ammesso e
non concesso che non è possibile avere un unico piano territoriale
per tutta la Sicilia, perché ci sono piani settoriali, è giusto che
i piani urbanistici, con quelli economici, con quelli di sviluppo
del territorio dialoghino tra di loro. Questo è un aspetto
centrale, per evitare che vi sia un sistema vincolistico che dice
una cosa e un sistema autorizzativo che ne dice un'altra.
L'altro elemento è la riduzione di consumo di suolo, cioè il fatto
che i principi di tutela dell'ambiente devono entrare a piè pari
dentro la manovra urbanistica.
L'ultimo è il contrasto all'abusivismo edilizio.
Passerò in rassegna rapidamente questi punti e poi due
considerazioni sull'ordine dei lavori che da qui in avanti si farà
in Aula.
Il primo punto è la velocità dell'approvazione dei PUG. L'articolo
26 nella sua prima stesura conteneva qualche errore, perché nella
prima formulazione dell'articolo 26, che è quello che parla di
questo procedimento, a conti fatti constava di due anni e due mesi.
Cioè ci volevano due anni e due mesi per fare questo PUG;
chiaramente un tempo troppo lungo. Abbiamo rappresentato queste
cose all'Assessore ed al Presidente della Commissione. Devo dire
che c'è stato un dialogo costruttivo, l'Assessore ha colto le
nostre perplessità e i tempi si sono accorciati.
Ora all'articolo 26 si parla di otto, nove mesi, che, se tutto va
bene, se il Consiglio comunale non crea confusione, ce la facciamo
con i tempi, perché lo stato dell'arte è che un Piano regolatore ci
sta quindici anni, dal momento in cui viene concepito al momento in
cui viene approvato. Quindici anni è anacronistico, in quindici
anni cambia una generazione, una società, il modo di vivere di una
città e, quindi, un Piano regolatore non ha senso di esistere se
viene concepito quindici anni prima, quindi è giusto fare i piani
veloci. Al netto del fatto che poi i piani lenti che cosa
comportano? Deregulation, consumo di suolo, aggressione di terreno
vergine e, quindi, chiaramente già il fatto di fare piani
regolatori veloci è un contrasto all'abusivismo edilizio di per sé.
Secondo punto, il livello di pianificazione raccordato. Quando io
dico che dobbiamo fare una pianificazione olistica, dico
semplicemente che è necessario che vi sia un piano di raccordo,
cioè un piano che tenga conto del PEARS, sull'energia, o del piano
sui rifiuti, sugli impianti, che dialoghi per esempio con i piani
di gestione delle SIC e delle ZPS. Noi abbiamo il 23 per cento di
area vincolata in Sicilia, è la più alta area vincolata d'Europa;
il 23 per cento di area vincolata. Il che significa che dovunque ti
giri c'è un vincolo. Se questi vincoli non vengono preordinati, non
vengono individuati nei piani regolatori, nei piani di area vasta,
si crea una confusione tra i livelli di pianificazione tra i vari
uffici. Questo non può avvenire e quindi è giusto che ci sia un
raccordo.
Ora, il disegno di legge dell'assessore Cordaro lo prevede questo
raccordo, all'articolo 19, lo diceva il Presidente della
Commissione. Abbiamo apprezzato il fatto che, diversamente dalla
71/78, oggi non si parla di PTR con valenza paesaggistica, ma si
parla di PTR omnicomprensivo, cioè con valenza anche economica, e
questa è una cosa molto positiva. Però, attenzione, il PTR (il
Piano Territoriale Regionale) già esisteva nella 71/78, chi è più
vecchio di me ricorda che gli ultimi articoli, 69 e 70 mi pare,
parlavano di accordi con l'Università per fare questo benedetto
PTR. Non è mai stato fatto, l'Assessorato ha fatto miliardi di
documenti, non è mai uscito. Quindi, dico, ok il PTR, però stavolta
facciamolo, perché se dobbiamo votare una cosa che era nella testa
del legislatore del '78 e poi non è stato fatto, non ha senso.
Quindi, ok facciamolo, però diamogli una struttura.
Riduzione di consumo di suolo. E' un tema caro, da ambientalista,
non potevo che trattarlo. E' presente nel testo, è presente nella
relazione generale, abbiamo apprezzato il fatto che se ne parla.
Finalmente all'Assemblea regionale siciliana si parla di riduzione
di consumo di suolo E' chiaro, però, che bisogna fare dei
correttivi, perché nel testo, nei principi, si parla di riduzione
di consumo di suolo, però poi negli atti, nei fatti, all'articolo
31 e 32, si parla di consumo di suolo tendente a zero.
Ora, va chiarita questa cosa perché il tendente a zero può essere
interpretato in tanti modi. In più ci sono delle deroghe, come è
giusto che ci siano, perché è ovvio che non puoi non consumare
suolo per sempre. Molte legislazioni regionali dicono puoi
consumare suolo per esempio per le opere pubbliche , sarebbe
assurdo non potere costruire scuole o municipi. E' ovvio che è
necessario che vi sia una deroga al consumo di suolo. Secondo noi
questa deroga che è prevista in questo momento è troppo ampia,
perché non ha un limite percentuale, per esempio la Lombardia dice
che tu puoi consumare suolo per il 3 per cento all'anno, per dire.
In più, noi scriviamo, lo cito "che è consentito derogare al
consumo di suolo, oltre che per opere pubbliche" - e io sono
d'accordo - "anche per opere di interesse pubblico, per
insediamenti volti ad aumentare l'attrattività e la competitività",
anche uno centro commerciale può essere uno strumento per attirare.
Per cui, limiamo questa cosa, se no il principio è buono, il
contenuto della norma non vale niente.
Un altro discorso andrebbe fatto sul bilancio ecologico, cioè tra
il saldo tra il terreno vergine consumato e il terreno aggredito.
Ora, la norma è molto poco chiara perché parla genericamente di
rimozione di impermeabilizzazione del suolo, cioè come a dire che
il suolo dove si coltiva il pomodoro di Pachino è lo stesso
identico suolo che esce fuori dalla demolizione di un immobile
abusivo, ci sono suoli e suoli, giusto? Quindi, nel bilancio
ecologico va chiarita questa cosa, altrimenti anche qui il
principio di consumo di suolo non ha senso.
Potremmo entrare nel merito anche della rigenerazione urbana, che
è contenuta nel testo, a noi piace, però va chiarita meglio, perché
nelle norme attuative si dice che rientra nella rigenerazione
urbana anche, per esempio, l'aumento volumetrico e la significativa
trasformazione mediante modifica del disegno dei lotti. Questa cosa
va cassata perché se io rigenero devo mantenere la storia di quel
momento topografico, se io lo trasformo non è più rigenerazione
urbana. Ammesso e non concesso che potrei essere d'accordo a
demolire e ricostruire quando è necessario, però leviamolo da
quella parte del testo che parla di rigenerazione urbana. Sono bug
che in questo momento vanno limati.
C'è un lavoro da fare, noi siamo stradisponibili, l'importante è
che non venga stravolto con tutti quegli emendamenti che abbiamo
letto sui giornali, però si può fare. Poi, devo apprezzare il fatto
che l'Assessore ha accordato fiducia alla nostra idea del
certificato verde, che è una cosa devo dire complicata, e io
chiederò a lei o al Presidente Miccichè, qualora si tratterà
l'articolo 51, di poterlo spiegare perché è difficile come norma,
ma va spiegata bene perché è una vittoria di tutto il Parlamento,
tant'è che noi, come dire, abbiamo regalato al disegno di legge del
Presidente Musumeci, non abbiamo nemmeno messo il nostro titolo
perché è una vittoria se il certificato verde passa di tutto il
Parlamento e questo è veramente recupero e riuso del territorio, ma
veramente recupero, saremmo la prima Regione d'Italia.
L'ultimo è il fenomeno dell'abusivismo edilizio. Ora non c'è
traccia di lotta all'abusivismo edilizio nel disegno di legge. Va
detta una cosa. Già una buona legge sul governo del territorio è
uno strumento di lotta all'abusivismo edilizio, l'abusivismo
edilizio nasce anche perché non si capisce niente Nel panorama
legislativo urbanistico siciliano, non si capisce niente Se
facciamo una buona legge del governo del territorio già è una cosa
per dire che stiamo contrastando l'abusivismo edilizio. Però,
abusivismo edilizio in Sicilia non è soltanto quello che può
esserci ma quello che già c'era; cioè noi dobbiamo costruire
strumenti che combattono l'abusivismo edilizio che già c'è. Non è
presente nulla, però
Noi abbiamo presentato degli emendamenti, c'è per esempio quello
sul fondo di rotazione delle demolizioni delle case abusive, che
potrebbe essere un sostegno per i comuni, che può funzionare,
potrebbe funzionare.
Mi avvio alle conclusioni. Noi abbiamo votato a favore - lo ripeto
- in Commissione, di questo disegno di legge. Vorremmo fare la
stessa cosa in Aula. Però, io chiedo a lei, al Presidente Miccichè
e all'Assessore Cordaro, al Presidente Musumeci di fare da baluardo
contro tutti quegli emendamenti che possono demolire i principi di
questa legge perché ce ne sono tanti. Noi stiamo facendo una guerra
sull'edilizia, l'Assessore lo sa, io mi auguro che si ricreda su
quell'articolo, e c'è un dibattito aperto al di là delle polemiche.
Io vorrei che ci fosse un dibattito pulito in quest'Aula, su questo
disegno di legge, affinché si possa consegnare alla Sicilia una
legge che sia frutto del lavoro di tutti, non soltanto della
maggioranza, sarebbe una perdita se questa legge venisse votata
soltanto dalla maggioranza perché la 7178 è retta 44 anni
Probabilmente, questa reggerà altri 44 anni e la responsabilità su
questa legge ce la vogliamo mettere tutti, tutti
L'ultima cosa e chiudo, siamo ad agosto. Io ho rappresentato delle
preoccupazioni, lungi da me volere bloccare l'iter di questa legge.
Siamo ad agosto, mancano tre settimane alla canonica chiusura
estiva. Stiamo qui tutto agosto, ma ce lo dobbiamo dire in faccia.
Questa legge non si può approvare in due settimane, a meno che la
vogliamo stravolgere Quindi, dobbiamo essere consapevole di questa
cosa. Ci passiamo l'estate qua? Va bene Ma ce la dobbiamo passare
qua e dobbiamo fare uscire una buona legge, altrimenti rimandiamo a
settembre. E questa non è né una minaccia, né una provocazione e io
sono il primo a dire facciamo una buona legge suo governo del
territorio.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, assessore Cordaro, colleghi deputati, io
come il collega Trizzino non ho preso impegni per questo mese di
agosto, non so lei Presidente se ha altro da fare o l'Assessore
Cordaro, ma siamo disponibilissimi a restare qua in Parlamento
tutto il mese e votare tranquillamente questo disegno di legge. E
lo dico perché ci sono più di mille emendamenti e non siamo
assolutamente disposti a scorrerli velocemente in poco tempo e a
far passare delle cose di cui si potrebbe pentire tutta la Sicilia
intera.
Io qua oggi ho un articolo di giornale che è uscito su Repubblica
Cemento nel verde e sulle coste: ARS, l'ultimo assalto degli
abusivi A quanto pare c'è un collega, qualche collega di
maggioranza che ha perorato la causa di 6.500 pratiche di
demolizione di immobili che si trovano all'interno dei 150 metri
dalla battigia e, inoltre, abbiamo anche 360 mila pratiche, sempre
di sanatoria e condoni non ancora esitate in Sicilia e, ancora,
abbiamo delle zone con il vincolo di edificabilità scaduto e in
queste zone è previsto esclusivamente che si possano fare lavori di
ristrutturazione o rigenerazione. Ecco, questi emendamenti invece
lascerebbero campo libero a nuove edificazioni.
Chiaramente, queste sono norme che contrasteremo, sono norme che
non fanno altro che incrementare il clientelismo a discapito di
qualsiasi forma di tutela del nostro paesaggio, di tutela del
nostro ambiente.
All'interno di questa legge - come diceva l'onorevole Savarino, ci
sono altri undici disegni di legge che sono stati integrati al
testo base del Governo ed uno di questi è un disegno di legge che
porta la mia firma, a me molto caro, che è proprio quello a consumo
di suolo zero.
Quindi, non consumo di suolo tendente al consumo di suolo zero,
alla fine è stato scritto perché si è lasciata una porta aperta
anche alle opere pubbliche. Io spero che in futuro venga
specificato meglio. Però, fare entrare norme che possano consentire
i condoni e le sanatorie di questi immobili abusivi sulla costa
significherebbe andare a demolire tutto quello che la commissione
ha fatto in questi mesi con tanta solerzia e tanto impegno.
Ora, per capire un po' meglio di cosa stiamo parlando io ho
portato qua alcuni dati ISTAT che rilevano che, dal 1950 ad oggi,
la popolazione italiana è cresciuta del 28 per cento mentre la
cementificazione è cresciuta del 166 per cento. Questo che cosa ha
prodotto? Che, se in Sicilia abbiamo oltre un milione e
settecentomila immobili, ben 360 mila sono sfitti ed a questi non
sono calcolati quelli che fanno parte del patrimonio pubblico, che
sono tanti altri immobili o dei beni confiscati alle mafie.
Di tutti questi immobili sfitti abbiamo, per il 42 per cento, il
centro storico di Ragusa vuoto; gli altri distribuiti nelle varie
provincie li possiamo elencare con dei dati: a Caltanissetta un
edificio su cinque è sfitto; ad Agrigento e Trapani è vuoto un
edificio su dieci.
Ed ancora: Trapani, Enna, Ragusa e Siracusa tra il 2001 ed oggi
hanno perso circa il 18 per cento dei residenti in centro storico.
Ed ancora: sempre Ragusa, Trapani, Agrigento, Palermo e Catania
sono tra le prime 25 città per numero di abitazioni vuoto o senza
residenti.
Quindi, che cosa è successo? Che chiaramente una riforma moderna
del territorio, che pensi seriamente ad un'inversione di tendenza,
quindi, a ripopolare i nostri centri, non può continuare a
considerare i cittadini come dei deportati, dando continuamente
concessioni ed autorizzazioni in zona agricola e facendoli spostare
in periferia.
Questo era frutto di una visione distorta, drogata degli anni 70
dove si pensava che la crescita demografica era illimitata. In
realtà, è successo tutto il contrario: la crescita demografica si è
arrestata, abbiamo continuato a cementificare, abbiamo continuato a
costruire ma chiaramente di immobili non ce ne servivano più. Ed è
per questo che noi proponiamo un'inversione di tendenza.
Abbiamo migliaia e migliaia di immobili sfitti, interi quartieri
mummificati. Questo ha portato anche ad un declino sociale oltre
che ad un aumento della spesa pubblica perché i cittadini sono
costretti a pagare delle tasse che, in realtà, si potevano
perfettamente contenere. E mi riferisco a tutti gli oneri di
urbanizzazione, a tutte le tasse che si pagano normalmente in una
città per le scervature, per le illuminazioni, per le fognature,
per le manutenzioni stradali perché abbiamo delle città che non
hanno neanche il disegno dei perimetri, sono cresciute a macchia di
leopardo, sparse su tutti i territori agricoli.
Allora, invece di pensare a come ripopolare i centri, qualche
collega - mi è arrivata la soffiata, addirittura è della
Commissione ambiente - ha pensato bene di inserire, dentro una
norma così importante per il governo del territorio, delle
sanatorie addirittura di tutti quegli immobili entro i
centocinquanta metri dal mare.
Io, per concludere, volevo leggervi una frase: per cambiare la
struttura urbanistica di una città, cambiare la struttura
urbanistica di una città significa cambiare la morale. Allora, se
noi andiamo nella direzione delle sanatorie, questo Parlamento avrà
certificato qualcosa di immorale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, signori Assessori, Presidente della
Commissione, colleghi, condivido le osservazioni del collega
Trizzino che ha evidenziato i grandi aspetti di riforma di questa
importante legge. Era dal 1978, con la legge n. 71 del '78, che la
Sicilia attendeva questa riforma, prima intesa come legge
urbanistica, poi di governo per il territorio. Ma le definizioni
non mutano la sostanza.
Io conoscevo e conosco dignitosamente bene l'aspetto processual-
penale delle leggi urbanistiche, prima il famoso e famigerato,
direi, articolo 20 della legge 47 dell'85 che, poi, divenne
l'articolo 44 della legge del 2001 e, nel corso degli anni, ho
potuto verificare come tanti problemi per il territorio e anche per
i cittadini erano e sono stati determinati da una sorta di vacatio.
La legge urbanistica, di governo del territorio, era una sorta di
terra di nessuno. Tante toppe - così come, condivisibilmente, ha
evidenziato il presidente Savarino nella relazione - tanti piccoli
aggiustamenti, come sovente avviene, non soltanto in terra di
Sicilia, ma anche con il legislatore regionale; difficilmente si
pensa a riforme strutturali, si pensa sempre, purtroppo, ahinoi, di
adattare al momento e alla contingenza la norma, alla richiesta
contingente di quel momento per il territorio o per un cittadino o
per una cittadina.
Questa è una legge buona. Certamente, pure io auspico che non
venga stravolta in Aula. Anch'io - parlo a nome di Forza Italia -
sono convinto che quando una legge bisogna vararla perché i
siciliani attendono da tanti, troppi anni, non bisogna guardare al
calendario, non bisogna guardare se è agosto, se è settembre, se è
gennaio o se è febbraio. Quindi, Forza Italia c'è e ci sarà e credo
tutti i gruppi politici e tutti i partiti di questa Assemblea.
Io mi sono confrontato - ovviamente non sono né un ingegnere, né
un architetto, non sono un tecnico, ho un'altra formazione
personale e professionale - con tanti ingegneri ed architetti e ho
fornito loro, assessore Cordaro, il testo di legge. Devo dire -
questo lo dico facendo i complimenti sia al Governo sia alla
Commissione - ho partecipato a macchia di leopardo, non sono nella
IV Commissione però - essendo Capogruppo e avendo la possibilità di
partecipare e potere apprendere perché ho potuto verificare che
tanti colleghi, anche il collega Barbagallo che mi ha
impressionato anche per la sua preparazione, ma il Governo,
l'attenzione e la pazienza anche dell'assessore Cordaro, ma
soprattutto la direzione del presidente Savarino -, ho potuto
verificare come veramente - ed è questo lo spirito, secondo me, che
deve contraddistinguere il legislatore soprattutto quando si parla
di leggi di riforma -, ci sia stato uno spirito e una volontà di
veramente varare e dare questa legge alla Sicilia.
Ci sono delle importanti novità. Io ne ho evidenziata qualcuna.
Intanto, l'individuazione dei principi generali per il governo del
territorio: la pianificazione, la sussidiarietà, tutti i principi,
la sostenibilità, la flessibilità, la perequazione.
L'obiettivo di consumo zero del territorio. Abbiamo un trattato
del funzionamento dell'Unione europea che prevede questo e non
dobbiamo essere sempre in ritardo in Sicilia. Sono d'accordo,
bisogna rigenerare il territorio. Abbiamo tanti immobili che
possono essere rigenerati. Non c'è alcuna necessità di violentare
oltremodo il territorio.
Io rispetto molto l'ambiente. Ricorderete, colleghi, che sono
stato il promotore della legge che riguardava severe sanzioni per
chi inquina. Ora, mi sono documentato anche sul piano amianto,
sulla legge del 2014, che tante cose non stanno funzionando in
Sicilia e dobbiamo intervenire perché tanti nostri concittadini,
tanti nostri uomini e donne stanno venendo a morte proprio perché
siamo un po' distratti e questo non deve capitare.
Questa legge è una legge di riforma e riguarda i procedimenti di
formazione degli strumenti urbanistici più rapida. E questo lo ha
evidenziato il Presidente Savarino, questa legge semplifica.
Io ricordo a me stesso che semplificare può significare anche dare
uno spazio di maggiore circolazione economica del denaro perché se
semplifichiamo, se diamo la possibilità ai cittadini di rigenerare,
di costruire, di intervenire certamente, tutto l'indotto ne trae
beneficio, quindi questa semplificazione, oltre ad essere odiosa
per il cittadino, offre anche quest'altro servizio.
Ed ancora il ruolo centrale che questa legge attribuisce alla
Regione per il monitoraggio delle attività di pianificazione.
L'attribuzione al Piano regionale territoriale che è molto
importante, è uno strumento strategico, come abbiamo visto, che
definisce le finalità generali, gli indirizzi e le scelte in
materia di governo del territorio. E dicevo l'attribuzione al PTR
della valenza paesistica per una più efficacia azione di tutela del
territorio.
Questo Piano territoriale regionale, appunto quale strumento per
la individuazione delle strategie territoriali, un nuovo impulso
alla pianificazione di area vasta per la definizione di obiettivi
strategici, di rango sovra-comunale, i PUG che sono i principali
strumenti - come abbiamo visto - di attività di pianificazione
comunale.
Diceva bene la collega Campo, non possiamo aspettare 15-20 anni,
di questo si trattava. Con i piani regolatori vedevamo questo
andirivieni, queste amministrazioni che andavano ad essere una dopo
l'altra impegnate senza mai arrivare ad offrire un servizio al
territorio.
E' una buona legge, è un'ottima legge. Certamente, come dico
sempre io: tutte le leggi sono perfettibili. Forse 1000
emendamenti, un numero così copioso di emendamenti, magari fa
trasparire la voglia, per tutti i 70 deputati, di collaborare ed
incidere nella legge, sarà questa senz'altro la ragione, e di
abbellire o migliorare il testo.
Certamente, ci saranno emendamenti importanti, emendamenti
condivisibili e altri meno. L'unica perplessità che non è mia, per
carità, perché non ne avrei le competenze, ma che mi è stata
offerta, è quella - mi è stato detto, riporto testualmente così non
vado incontro a alcun tipo di sanzioni - circa l'inutilità del
Comitato tecnico scientifico. Mi hanno detto che questi pareri e
questa validità del Comitato tecnico scientifico potrebbe non
essere, visto che la legge va verso una visione di semplificazione.
Però, per carità, andrò ad approfondire, non ho mai pregiudizi, per
mia linea di condotta, per mia scelta di vita, certamente mi è
stato detto questo, io ve lo offro, poi verificheremo anche con i
miei esperti se è così, altrimenti, assessore Cordaro, siamo pronti
a dare il nostro contributo.
E' una legge di riforma e tutte le leggi di riforma, non so se più
importante o meno importante rispetto ad altre leggi di riforma, ma
i siciliani certamente non faranno una classifica, ne sono
persuaso, i siciliani attendono tutte queste leggi ed è questo il
nostro ruolo, quello di impegnarci quotidianamente per onorare il
nostro ruolo - come penso che ognuno di noi fa - venendo a dare il
contributo in Aula e nelle Commissioni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone. È iscritto a parlare
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non ho preparato un intervento
perché non nascondo anche la sorpresa, ieri, quando ho sentito il
Presidente dell'Assemblea comunicare il calendario dei lavori e
decidere in maniera assolutamente non usuale una seduta per oggi
con l'obiettivo di aprire e fare la discussione generale sulla
legge che stiamo trattando.
Faccio anch'io una premessa: a me sicuramente piace anche per far
parte della storia poter dire che c'ero anch'io nel fare la legge
di riforma sull'urbanistica, o come aspira a chiamarla l'onorevole
Trizzino, relativamente al fatto che una legge che dopo quarantadue
anni si prova in maniera organica a rivisitare una delle più
importanti leggi varate nella storia della Regione siciliana che,
tutto sommato, ha resistito anche in ragione dell'assoluta rigidità
con la quale da un lato si sono approvati i piani regolatori e
dall'altro lato si è diffuso l'abusivismo edilizio, perché i due
elementi paradossalmente si tengono insieme.
Noi siamo stati la Regione che nei primi vent'anni della legge 71
del '78 ha avuto una farraginosità nell'approvazione dei piani
regolatori molto, molto importante tanto che, ad un certo punto, il
Parlamento siciliano introdusse una norma che stabilì che i comuni
che non avessero adottato entro un certo termine i piani regolatori
generali sarebbero stati commissariati. Quindi, anche con procedure
di decadenza degli stessi, soprattutto all'indomani dell'elezione
diretta dei sindaci che introdusse - novità assoluta e la prima in
Italia, perché la Regione siciliana con la legge 7 fu la prima in
Italia ad introdurre l'elezione diretta dei sindaci -, nella figura
del sindaco, la responsabilità anche a portare in porto la
pianificazione del proprio territorio.
Purtuttavia in una dimensione in cui da un lato abbiamo introdotto
elementi di innovazione sostanziale nella legislazione e
nell'ordinamento delle autonomie locali, dall'altro lato un sistema
tendente ad un'idea - permettetemi di dire - un poco antiquata
della Regione, cioè la Regione centralista, un'idea di Regione-
Stato che era figlia della filosofia che poi portò alla legge 71
del 78, anche se in una dimensione di tutela del territorio, però
da un lato abbiamo avuto l'innovazione più sostanziale, cioè
affidare attraverso il consenso dei cittadini la responsabilità
diretta del governo delle proprie comunità ai sindaci, e quindi
alle Giunte, ai consigli comunali eccetera, eccetera e, dall'altro
lato, abbiamo mantenuto in vita uno strumento particolarmente
complesso e arcaico come quello, ad esempio, che i piani regolatori
generali, ancorché fossero nella responsabilità dei sindaci e dei
consigli comunali, venivano da loro adottati e dalla Regione
approvati con procedure partecipative, le osservazioni, le
obiezioni, le opposizioni, tutta una procedura partecipativa ma che
vedeva nel sovrano Regione siciliana il giudice ultimo sulla
validità o meno del principio partecipativo.
Non c'è dubbio che abbiamo una grande esigenza di riformare questa
legge, quindi anch'io mi associo all'idea, ripeto, e all'ambizione
di poter dire c'ero anch'io nel fare una legge di riforma dopo 40
anni, però devo dirvi con altrettanta onestà che mi pare che
l'esordio non sia dei migliori perché iniziare l'esame di questa
legge che penso - lo dico senza enfasi ma con quel po' di
esperienza che mi ritrovo - sia una legge che vale una legislatura
cioè, nel momento in cui dovessimo portare in porto questa legge
sarebbe una legislatura che verrebbe segnata da una riforma
importante e strategica per la Regione siciliana. Farlo, come
rischiamo di farlo, nell'assoluta clandestinità, avrei, ad esempio,
giocato molto sulla partecipazione al lavoro, lascia stare la
Commissione, non mi riferisco alla partecipazione tecnica, perché
come tutte le partecipazioni tecniche ci sarà chi la voleva cotta,
chi la voleva cruda, chi è più filo ambientalista, chi è più filo
procedura snella, ognuno ha la sua lettura e formazione, ma il
fatto di costruirci una partecipazione giornalistica, mediatica,
che in qualche modo desse la cifra del fare questa riforma, perché
Mi pare, anche ascoltando la Presidente della Commissione, che
manchi la ragione per cui stiamo facendo questa legge.
Perché la stiamo facendo? Perché ha 42 anni di età? Perché è
vecchia oppure vogliamo affrontare un nodo?
L'ho detto ieri un po' en passant alla Presidente della
Commissione in presenza dell'Assessore dicendo: Ma io penso, ad
esempio, che la principale ragione per cui dobbiamo cambiare la
legge n. 71 del 1978 è di coordinarla col senso innovativo con cui
oggi viaggiano i comuni .
Oggi il sindaco è la figura centrale di una comunità, sia per le
grandi città che per i piccoli centri; possibile che non mettiamo
in capo al programma del sindaco, quello per cui vince le elezioni
e si sottopone al giudizio, la decisione di dare coerenza al
proprio programma con modalità sia procedurali, sia contenutistiche
che consenta di dare compiutezza ad un programma presentato.
Allora, se desidero, ad esempio, all'interno di un piano d'ambito
riqualificare un pezzo del mio territorio, della mia città e indico
quello di fare un grande impianto sportivo piuttosto che il mercato
ortofrutticolo, piuttosto che un parco giochi, ognuno può
sbizzarrirsi nell'idea anche con una visione economica della
propria funzione del territorio, io devo mettere nelle condizioni
che quel contenuto con cui mi presento agli elettori abbia poi
effettivamente la possibilità di avere dinanzi a se un tempo
proceduralmente accettabile che mi consenta di poter fare le cose
che ho detto ai miei elettori. La legge n. 71, perché figlia di
un'altra epoca, tutto questo non ce l'ha davanti.
Allora, penso che la ragione di questa riforma debba avere
l'ambizione non di semplificare semplicemente i giorni da 60 giorni
a 45 giorni, due mesi, otto mesi, poesia pura perché poi alla fine
non sposteremo un ragno dal buco.
Io ho 58 anni, ho fatto il consigliere comunale a Palermo,
l'onorevole Cordaro è arrivato alla legislatura successiva alla mia
e quando ho iniziato a fare il consigliere comunale a Palermo nel
1993, nel 1996 adottammo il Piano regolatore della città che
modificò quello del 1962, cioè l'anno in cui sono nato.
Nel 1962 fu adottato il Piano regolatore della città di Palermo,
nel '96 facemmo la variante generale, credo che il Piano regolatore
della città di Palermo, forse l'assessore Cordaro mi potrà aiutare
su questo per la memoria, fu approvato fisicamente dal Governo
regionale nel 2002 o nel 2003, cioè 6 anni dopo l'adozione del
consiglio comunale, 6 anni dopo e 37 anni dopo della precedente
variante E fu uno dei comuni che fece il Piano regolatore, la
variante generale.
Allora, sulla storia della semplificazione e sui tempi possiamo
anche scrivere mezza giornata come tempo in cui se non lo fai ti
mando i Carabinieri; la verità è che i tempi non sono una
condizione prescrittiva con la quale poi determiniamo i fattori di
innovazione urbanistica.
Allora, penso che dobbiamo concentrarci più sugli obiettivi
contenutistici. Ad esempio, e chiudo, penso che una legge regionale
non debba avere la stessa visione centralistica che poi è stata
anche lì una visione dichiarata ma non attuata, perché come diceva
Trizzino la n. 71 del 78 introdusse nel '78 il Piano territoriale
generale della Regione, il Piano paesaggistico e poi i Piani
boschivi, i vincoli idraulico-forestali, eccetera, eccetera. Li ha
introdotti, non li ha mai attuati.
Questa legge subordina i Piani regolatori, i PUG, a quelle cose
lì, quindi di fatto stiamo introducendo sistemi dove rimane la
Regione il luogo di irradiazione della procedura della
pianificazione urbana, anche delle piccole città.
Secondo me questo è un errore. Ci mancherebbe, la Regione deve
avere la possibilità di stabilire vincoli, sulle opere di interesse
sovracomunali, su vincoli, sul paesaggio, vincoli che abbiano, come
dire, per loro natura una dimensione modello 1089, non il Piano
regionale del paesaggio che si fa sulla carta, spesso su una
cartografia che non c'entra nulla con il territorio, per cui usiamo
cartografia a 10.000 quando poi nel territorio c'è una realtà
completamente diversa e, spesso, con una cartografia a 10.000 basta
spostare di un millimetro una linea che abbiamo messo migliaia di
ettari dentro o fuori vincoli assolutamente inventati.
Allora, dico questo: siamo in Aula, ci sono emendamenti, alcuni
soppressivi, alcuni migliorativi, però credo che questa discussione
vada fatta in un contesto in cui, per davvero, darci un obiettivo
che sia il più largamente condiviso. Lo dico all'assessore Cordaro
che, magari, ha qualche esperienza politica in più rispetto ad
altri colleghi.
Questa è una di quelle leggi che se non c'è un accordo forte,
politico, tra le forze politiche che possa portare in porto questa
legge, anche perché è una legge che riguarda tutti i siciliani, non
riguarda chi oggi governa, perché chi oggi governa fra dieci anni
nel comune di Roccalumera chissà chi ci sarà a gestire le procedure
di quel Piano regolatore.
Allora o c'è una dimensione - Roccalumera è in provincia di
Messina, parlavo di te - o c'è una visione condivisa politicamente
forte, è la carta costituzionale della Sicilia questa, oppure
rischiamo di farla vivere come una delle tante leggi, con
l'emendamento, chiedo il voto segreto, si passa per un voto, passa
un articolo, non passa, cioè, signori, non abbiamo fatto nulla.
Allora, penso che sia stato un errore ad esempio iniziare una
discussione, a proposito se ci saremo ad agosto, intanto al 23
luglio siamo 15, ad agosto non lo so. E' vero che oggi c'era la
discussione generale, ma vorrei ricordarvi che dovremmo votare,
secondo le procedure regolamentari. Quindi, siccome dobbiamo votare
anche oggi, credo che essere 15 forse non ci porterà a votare e,
quindi, abbiamo perso tempo, perché a volte in nome del fatto che
si vuole fare in fretta, mai come in questo caso, la gattina
frettolosa fa i gattini ciechi, ciechi. E, allora, no, due volte
ciechi in questo caso.
Allora, dico Presidente, forse, forse, aiutare questo Parlamento
ad avere una riflessione politica prima di decidere come e in che
tempi approvare la legge, aiuterebbe l'approvazione della stessa
legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Volevo solo un
attimino rassicurare anche i colleghi che in Commissione abbiamo
lavorato, come abbiamo detto finora, cercando la massima sintonia,
tanto che il testo è passato all'unanimità e il lavoro di
istruttoria è stato molto ampio e abbiamo fatto anche convegni
regionali, diversi, e gli emendamenti che sono stati presentati,
sono tanti ma la legge è una legge di 55 articoli, una media di 10
emendamenti ad articolo già sono quasi 600, quindi, è normale,
cioè, è una legge che ha un suo peso ma, e questo lo volevo dire
anche all'onorevole Cracolici, anche gli emendamenti li stiamo
esaminando in Commissione coi colleghi, in maniera condivisa, con
l'Assessore e con gli Uffici in modo tale da tentare, poi l'Aula è
sovrana, il tentativo è quello di portare l'esame articolo per
articolo anche dei vari emendamenti con una condivisione quanto più
possibile ampia. Questo è lo sforzo che stiamo facendo.
Poi capisco, è vero, è il 23 luglio, è pure vero che in Conferenza
dei Capigruppo si è deciso un calendario dei lavori che ha dato
precedenza alla relazione del Presidente di metà mandato, alla
mozione di sfiducia ieri, a tante cose che si sono incastrate
prima, ma il testo per l'Aula è già in Aula dal 4 giugno, quindi
non è dipeso da noi ma da un'organizzazione del lavoro che forse
sarebbe stato meglio se avesse visto prioritariamente questo e poi
le altre cose in coda però, una volta che siamo qui e abbiamo fatto
quest' istruttoria importante e continuiamo a farla in maniera
condivisa anche, come dicevo, sugli emendamenti per quanto è
possibile, è un peccato non riuscire a chiuderla prima
dell'eventuale sosta estiva. Grazie Presidente.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io intanto
desidero ringraziare il Presidente e i componenti della IV
Commissione per il lavoro egregio che è stato fatto ed è stato
fatto sempre in maniera costruttiva senza contrapposizione; mi
piace pensare che in quella Commissione e per una legge così
importante non c'è stata maggioranza e opposizione ma c'è stato un
interesse generalizzato a quello che è il bene comune e il bene
della collettività siciliana.
Ho accolto con molto interesse alcuni passaggi degli interventi
dei colleghi e quello che mi ha diciamo più incuriosito e che mi ha
più colpito perché non so se riuscirò fino in fondo a coglierne il
senso, è quello del collega Cracolici. Dico questo perché
all'onorevole Cracolici che è deputato di esperienza e non soltanto
per l'età ma soprattutto per la sua presenza in questo Parlamento,
invece chiedo proprio di cogliere l'essenza di questo disegno di
legge, la filosofia che sta alla base di questo disegno di legge
perché se si trattasse solo di fare passare un disegno di legge a
com'egghé' io potrei pensare soltanto, e sarebbe molto riduttivo,
che lei è un nemico ra cuntintizza' che è una di quelle frasi che
lei spesso si attribuisce pur sapendo che è del compianto Ferruccio
Barbera. Giusto?
Ecco, ma il tema non è questo, il tema è invece tutti insieme, poi
per carità c'è chi la può presentare con maggiore, minore enfasi,
io sono uno sempre che ama volare basso nelle sue cose, che non ama
i proclami, lei ha parlato di Carta costituzionale, noi già in
questa legislatura una Carta costituzionale l'abbiamo fatta, si
chiama Autorità di bacino. E lei sa bene, ed è la Carta
costituzionale dell'ambiente, che ci siamo confrontati, come lo
abbiamo fatto con i colleghi del Movimento Cinque Stelle e, alla
fine, poteva essere un Dipartimento, poteva essere in capo alla
Presidenza, poteva essere in capo all'energia, poteva essere,
poteva avere il Segretario generale, poteva , abbiamo trovato una
sintesi seria, non è stata impugnata, dopo 28 anni ed è merito di
tutti, la Sicilia ha l'Autorità di bacino, come finalmente, dico
io, tutte le altre Regioni d'Italia.
Allora, se il disegno di legge che oggi arriva, come ben ha detto
il Presidente Savarino - e ringrazio l'onorevole Calderone per le
parole che ha detto, per l'approccio che ha avuto, perché è il
capogruppo del maggiore partito di maggioranza e perché mi dà
anche, come dire, il la' per continuare nel lavoro che abbiamo
iniziato - però, ecco, le parole dell'onorevole Savarino e ci
sono quasi 1000 emendamenti, ma ci sono 55 articoli e ci sono 600
abrogativi e 250 di questi emendamenti probabilmente, se pur
parzialmente subemendati, possono entrare nella legge, perché la
migliorano. E, quindi, è un lavoro serio.
Ma il punto di partenza è proprio l'approccio filosofico, è
proprio la presentazione di un fatto che se sarà approvato diventa
storico non perché viene dopo 42 anni, ma per come viene, per come
sarà approvato, perché tradurre il principio della rigenerazione
urbana in legge non è che è un tema che ci siamo inventati in due
giorni.
Tradurre il principio del consumo del suolo - vedremo se zero o
tendente a zero, posto che dobbiamo guardare anche alle opere
pubbliche - non è un tema da niente, è un tema che diventa legge e
che ci diventa per la prima volta.
Parlare di certificato verde - poi lo vedremo - e quindi fare
riferimento alla possibilità di produrre energia elettrica con
fonti rinnovabili e inserirlo in una legge con quelle modalità, che
sono modalità per alcuni versi avveniristiche, lo approfondiremo,
ci confronteremo, riusciremo a tirare fuori il meglio, è un altro
tema.
Poi, sotto il profilo ideologico, lei pensi se uno come me può
immaginare di volere accentrare, secondo uno schema politico, che
magari era più di una situazione da Soviet piuttosto che da
democrazia o, quanto meno, di democrazia di una certa origine.
Il PTR, colleghi, è la cornice dentro la quale si muoveranno i
nuovi piani urbanistici generali, i nuovi PUG. E proprio il
ragionamento che l'onorevole Cracolici ha fatto e cioè la
possibilità, finalmente, per un sindaco, che avrà la possibilità di
approvare il suo Piano regolatore, quindi un sindaco che si
presenterà agli elettori, presenterà il suo Piano regolatore, potrà
redigerlo in 180 piuttosto che in 240 giorni, approvarlo in
Consiglio comunale e vederlo operativo nel corso della
consiliatura, assumendosi oneri ed onori dell'attività che ha
fatto, anche questa non è che è una cosa che nasce così o ci cala
dal cielo; è una cosa strutturata, che è un percorso che ha una
sintesi.
Allora, io colgo anche i pungoli, gli inviti, le critiche da parte
dei colleghi, quelli più anziani e più avveduti, perché la legge
può essere migliorata; però, l'errore più clamoroso che faremmo nei
nostri confronti, di tutti, è pensare che il fatto che oggi siamo
15 piuttosto che 30 sia un approccio sbagliato. Lo è nella misura
in cui in quest'Aula ci sono gli accordi parlamentari, trasparenti;
non c'era messa la seduta di oggi; sono stato in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e si è stabilito che la priorità
si desse alla mozione di sfiducia.
Si è fatto. Ieri abbiamo concordato con le forze di maggioranza e
di opposizione che siccome non si sarebbe votato si è permesso a
molti deputati di ritornare nei loro collegi elettorali, nelle loro
province, per svolgere altre attività istituzionali in sede. Ma
questo è il tema e, quindi, è giusto anche dircelo.
Così come è giusto dirci che questa legge credo abbia avuto una
pubblicità massima, massima: tutti gli ordini professionali sono
venuti in Commissione; tutti i soggetti interessati, direttamente o
indirettamente, sono venuti e sono stati sentiti in Commissione;
tutti gli stakeholders sono stati sentiti in Commissione.
Il tema, semmai, sapete qual è colleghi? Che siccome su questo
disegno di legge, grazie anche e soprattutto all'opposizione che
deve fare il ruolo di opposizione, tuttavia siamo sempre riusciti a
trovare una sintesi, forse non ha avuto la eco che magari avrebbe
avuto una legge sulla quale litigavamo, è giusto onorevole
Trizzino? E, quindi, magari c'è stata meno grancassa, perché c'è
stata più sostanza e quindi siamo riusciti a trovare ragioni di
unione, piuttosto che ragioni di divisione.
Allora, rispetto a questo, ci riusciremo? Non ci riusciremo?
Faremo due sedute a settimana, ne faremo tre, ne faremo una? Non lo
so. Io affido questo disegno di legge, che è stato approvato
all'unanimità, al Parlamento, non soltanto perché l'approvi, e lo
faccia nell'interesse dei siciliani, ma prima di tutto perché se lo
riterrà e come lo riterrà, la migliori. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 28 luglio
2020, alle ore 15.00, prima tratteremo il Rendiconto interno
dell'Assemblea e poi inizieremo i lavori sulle norme per il governo
del territorio.
La seduta è tolta alle ore 17.36 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
209a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 28 luglio 2020 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -RENDICONTO DELLA GESTIONE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 (Doc. n. 160)
Relatori: i deputati Questori
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-
190-229-356-472-536/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio