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Resoconto d'Aula della Seduta n. 208 di giovedì 23 luglio 2020
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   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.23

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni sollevate in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Gucciardi e Papale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

   Seguito  della  Discussione del disegno di  legge   Norme  per  il
  governo del territorio  (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-
  536/A)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno.   Seguito
  della  discussione del disegno di legge  Norme per il  governo  del
  territorio  (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A).
   Invito, pertanto, i componenti la IV Commissione a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Invito   il   relatore,  onorevole  Savarino,  ad  illustrare   la
  relazione.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Grazie
  Presidente.  Onorevoli colleghi, lo Statuto speciale della  Regione
  siciliana  assegna alla Regione diverse competenze  in  materia  di
  governo del territorio.
   L'articolo  14 attribuisce competenza legislativa esclusiva  nella
  materia  "urbanistica", nonché in altre materie legate alla stessa,
  quali  l'edilizia residenziale pubblica, la tutela  del  paesaggio,
  l'agricoltura, le foreste e le acque pubbliche.
   Talune  delle  suddette competenze devono oggi,  tuttavia,  essere
  coordinate con la legislazione statale, stante l'approvazione della
  legge  costituzionale  n. 3 del 2001, che ha  inserito  la  materia
  "governo  del territorio" all'interno delle materie di legislazione
  concorrente,  laddove il testo previgente dell'articolo  117  della
  Costituzione   collocava  la  materia  "urbanistica"   tra   quelle
  attribuite  alle  Regioni nei limiti dei procedimenti  fondamentali
  stabiliti dalle leggi dello Stato.
   Oggi,  la  materia dell'urbanistica è disciplinata, nella Regione,
  dalla  legge  regionale  n. 71 del 1978 e da  tutta  una  serie  di
  disposizioni  legislative  nazionali e  regionali,  introdotte  nel
  tempo  in  maniera  frastagliata  e  non  coordinata,  dettate   da
  contingenze spesso estranee ad una visione d'insieme.
   Tale   confusione  normativa  ha  prodotto  strumenti  urbanistici
  obsoleti,  tempi  lunghi per l'aggiornamento dei  piani  e  per  le
  approvazioni  di  varianti urbanistiche e,  più  in  generale,  una
  sostanziale    inefficacia   del   sistema   della   pianificazione
  urbanistica,  con ricadute critiche sull'assetto delle  città,  del
  territorio e sullo sviluppo economico e sociale della Regione.
   Il  presente  disegno di legge, che si propone per l'approvazione,
  intende  modificare  profondamente la disciplina  del  governo  del
  territorio nella Regione siciliana con l'ambizione di governare  la
  complessità contemporanea nel settore.
   La  IV  Commissione ha abbinato 11 diversi disegni  di  legge  che
  proponevano  discipline della materia de qua  ed  ha  scelto  quale
  testo base quello presentato dal Governo regionale.
   Dopo  un'intensa  fase  istruttoria,  che  ha  coinvolto  esperti,
  rappresentanti   delle   categorie  produttive   e   degli   ordini
  professionali,  la  Commissione ha apportato  talune  modifiche  al
  testo   originario  ed  ha  trasmesso  il  testo  risultante   alla
  Commissione  Bilancio . La Commissione  Bilancio  ha riformulato il
  dispositivo  di  alcune norme finanziarie e ha  dato  copertura  su
  altre, dando parere contrario su altre ancora.
   Nel  Titolo I sono elencati oggetto all'art.1, e finalità all'art.
  2 del testo in esame.
   Nel  Titolo  II, dall'articolo 3 all'articolo 9, sono elencati  ed
  approfonditi   i   principi  ispiratori  della  presente   proposta
  legislativa che, è da evidenziare, non risultano fini a se  stessi,
  ma  trovano  una  puntuale applicazione nei  successivi  titoli  ed
  articoli.
   La  legge  regionale  n.  71  del  1978  era  stata  pensata  come
  disciplina  dell'urbanistica caratterizzata da  comparti  separati,
  sia nella previsione di una moltitudine di piani divisi per settori
  (piani regolatori, di fabbricazione, piani particolareggiati, piani
  di  lottizzazione) sia nel rapporto tra enti territoriali che,  nei
  fatti, si è sostanziato in una funzione regionale di tipo meramente
  e  sterilmente gerarchica, tendenzialmente autoritativa ed estranea
  al contesto.
   Al  contrario, il presente disegno di legge, attraverso i principi
  di  sussidiarietà, partecipazione e concertazione, è finalizzato  a
  facilitare e coordinare il rapporto tra gli enti territoriali e tra
  enti   territoriali,   cittadinanza  e  portatori   di   interessi,
  soprattutto con riferimento all'elaborazione ed approvazione  degli
  strumenti urbanistici.
   Altri    principi,   quali   semplificazione,    flessibilità    e
  perequazione,   intendono   modificare   i   processi   decisionali
  introducendo  elementi  che  caratterizzano  una  moderna  Pubblica
  amministrazione efficace, efficiente e vicina al cittadino.
   Infine, i principi di sostenibilità e consumo del suolo tendente a
  zero sono volti a promuovere una maggiore tutela dell'ambiente.
   In  sintesi, si vuole proporre una nuova visione dell'urbanistica,
  attraverso  la  sostituzione del principio  della  mera  espansione
  urbana  -  che è protagonista degli anni passati, in favore  di  un
  trasformazione delle città volte al riuso del costruito. Tale nuovo
  paradigma  costituisce oggi la risorsa principale per uno  sviluppo
  sostenibile, basato sul recupero del tessuto insediativo  esistente
  e sulla rigenerazione di ambiti urbani degradati nell'ottica di una
  politica di qualità del paesaggio e di recupero dei valori  storici
  e culturali delle nostre città.
   Il   Titolo   III,  con  l'obiettivo  di  creare  una   governance
  multilivello,   disciplina  gli  strumenti  e   le   procedure   di
  concertazione   attraverso  la  Conferenza   e   gli   Accordi   di
  pianificazione e l'Accordo di programma.
   Al  fine di favorire le procedure di formazione degli strumenti di
  pianificazione   territoriale,  la  Regione,   gli   enti   locali,
  incentrano il loro rapporto sulle conferenze di pianificazione  con
  la  finalità  di  concertare un quadro conoscitivo  approfondito  e
  completo  del territorio e del suo sviluppo urbanistico in  termini
  di  sostenibilità  ambientale, sociale ed economica,  nonché  delle
  espressioni di valutazioni condivise sulle scelte, sugli obiettivi,
  i  suoi  contenuti  della pianificazione. A tali  Conferenze  sono,
  inoltre, invitati a partecipare, con funzioni meramente consultive,
  anche i portatori di interesse generali e settoriali. L'Accordo  di
  pianificazione   sintetizza  i  risultati   della   Conferenza   di
  pianificazione e sostituisce così a tutti gli effetti ogni  parere,
  concessione,  autorizzazione, nulla osta o altro  atto  di  assenso
  comunque  denominato di competenza degli enti partecipanti,  quindi
  la semplificazione tanto auspicata.
   Il  Titolo  IV  disciplina l'attività degli uffici  preposti  alle
  attività  di governo e monitoraggio del territorio, alla formazione
  degli  atti di pianificazione territoriale e regionale, delle Città
  metropolitane,  dei  Consorzi dei comuni e  dei  Comuni  singoli  o
  associati.  Strumenti  informatici  essenziali  per  una   corretta
  efficiente  pianificazione territoriale sono il sistema informativo
  territoriale regionale, SITR, disciplinato dall'articolo 14  ed  il
  sistema   informativo   territoriale,  SIT,   disciplinato   invece
  dall'articolo 16. Tali strumenti, oggi parzialmente operativi e che
  verranno  potenziati proprio a seguito di questo disegno  di  legge
  avendo   trovato   copertura  nella  Commissione   Bilancio,   oggi
  parzialmente  operativi  per la finalità  della  presente  proposta
  legislativa,    risultano   imprescindibili   per   una    corretta
  pianificazione  territoriale  poiché,  oltre  a  dare  stabilità  e
  precisione al sistema rendendo più efficienti e meno permeabili  ai
  condizionamenti  della  criminalità,  promuoveranno  l'interscambio
  delle  informazioni  territoriali tra  i  vari  dipartimenti  della
  Regione ed egli Enti locali e l'aggiornamento continuo delle banche
  dati.  Inoltre, sarà reso più semplice e produttivo il  lavoro  dei
  professionisti  per  i  quali  è garantito  il  libero  accesso  al
  sistema.
   Il  Titolo V coordina la Valutazione ambientale strategica con gli
  atti   di   pianificazione   previsti   dalla   presente   proposta
  legislativa.
   Il Titolo VI disciplina la pianificazione regionale incentrata nel
  Piano  territoriale  regionale,  PTR,  un  documento  di  carattere
  strategico che sintetizza e coordina altri strumenti pianificatori.
  Anche  attraverso  il PTR, la Regione, da mero  controllare  finale
  delle  scelte di pianificazione dei Comuni, diventa soggetto attivo
  della pianificazione del territorio.
   Relativamente al PTR nello specifico, l'articolo 19 ne illustra  i
  contenuti, il 20 ne specifica gli effetti ed il 21 ne disciplina il
  procedimento di formazione.
   Il   Titolo   VII   disciplina  gli  atti   della   pianificazione
  territoriale  dei Consorzi dei comuni e delle Città  metropolitane:
  l'articolo 22 disciplina i contenuti dei suddetti piani, il 23  gli
  effetti  sugli  atti di pianificazione territoriale  ed  il  24  le
  procedure di formazione.
   Il Titolo VIII regolamenta la pianificazione urbanistica comunale,
  il  cui  strumento  principale  è  il  Piano  urbanistico  generale
  comunale,  il  PUG.  Tramite  il PUG  è  possibile  determinare  la
  fisionomia  reale  delle  città e del  loro  sviluppo  è,  pertanto
  prevista  la  suddivisione  comunale  in  ambiti  territoriali,  la
  valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, la definizione di
  fabbisogni  insediativi, la disciplina della  mobilità  di  cose  e
  persone  e  la  previsione  delle aree  per  fini  pubblici.  Ferma
  restando la prerogativa delle Regioni in materia di vigilanza,  gli
  Enti locali devono essere messi nelle condizioni di pianificare  ed
  approvare in piena autonomia i propri atti di pianificazione, siano
  essi  generali che attuativi, riservando alla potestà degli  organi
  consiliari comunali ogni attività relativa all'adozione degli  atti
  di  indirizzo e alla successiva approvazione del Piano, del proprio
  strumento  urbanistico.  La  modalità  di  approvazione  del  nuovo
  strumento,  seguendo il principio di sussidiarietà,  semplifica  la
  procedura  attraverso la Conferenza di pianificazione, direttamente
  convocata  al  livello  locale:  tale  innovazione,  rispetto  alla
  precedente normativa, risulta determinante per accelerare  i  tempi
  di approvazione dei piani. Il livello comunale della pianificazione
  territoriale è delineato dall'articolo 25 relativo ai  contenuti  e
  agli  articoli  26  e  27  per  le procedure.  I  contenuti  ed  il
  procedimento  di  definizione del 'Regolamento  edilizio  comunale'
  sono invece stabiliti dall'articolo 28, e i piani particolareggiati
  di seguito dagli articoli 29 e 30.
   L'articolo  31 disciplina definizioni, finalità e contenuti  della
  rigenerazione  urbana; è inoltre stabilito che  sia  effettuato  un
  censimento  degli  immobili con l'indicazione  del  loro  stato  di
  conservazione  e,  al fine dell'effettuazione degli  interventi  di
  trasformazione, rigenerazione e riqualificazione urbana, è  ammessa
  la  possibilità di costituire società miste, anche con l'intervento
  dei privati.
   L'articolo 32, definisce il consumo del suolo e introduce, per  la
  prima  volta nella nostra legislazione regionale, stringenti limiti
  per  la realizzazione di nuovi insediamenti in aree non urbanizzate
  o che non siano strettamente legate ad opere di interesse pubblico.
   I  successivi  articoli  33  e  34  disciplinano  la  perequazione
  urbanistica,   con   una   particolare   attenzione   alla   tutela
  dell'ambiente e alla rigenerazione e riqualificazione urbana.
   L'articolo  35 regolamenta le definizioni, la classificazione,  la
  tutela  e la pianificazione del territorio rurale operata dal  PUG.
  Come  per  le  altre  tipologie  di pianificazione  è  previsto  un
  coordinamento  con altri piani di settore, nello specifico  con  il
  Piano  del  verde e con il Piano paesaggistico che non è mai  stato
  attivato  a  livello regionale, è una novità di  questa  legge.  E'
  incoraggiato il recupero dei manufatti edili, è limitato il consumo
  del  suolo soprattutto per l'edilizia residenziale ed è attuata una
  sostanziale  tutela dell'ambiente, con particolare  riferimento  al
  rispetto di boschi e foreste.
     Gli  articoli  36  e  37  disciplinano  i  comparti  edificatori
  individuati dal PUG o dai PPA, l'attuazione degli stessi comparti è
  realizzata  dal  Comune, tuttavia si prevede la  possibilità  della
  realizzazione  da  parte  dei  proprietari  degli  immobili  previa
  sottoscrizione di apposita Convenzione con i Comuni.
   Il  Titolo  IX, al fine di realizzare un'architettura  di  qualità
  nella  nostra  Regione,  disciplina gli  standard  urbanistici,  di
  qualità urbana, ambientale e architettonica.
   L'articolo  40  prevede la possibilità di promuovere  concorsi  di
  progettazione  con  particolare  riferimento  al   riuso   e   alla
  riqualificazione urbana.
   Gli  articoli  41,  42 e 43 definiscono e disciplinano  i  sistemi
  infrastrutturali degli strumenti urbanistici comunali.
   Il  Titolo  X  disciplina i poteri sostitutivi della  Regione  nei
  confronti  degli  enti  locali inadempienti  con  riferimento  alla
  predisposizione degli atti di competenza in materia urbanistica,  è
  inoltre    previsto    un   supporto   tecnico-formativo    fornito
  dall'Assessorato del territorio e ambiente agli enti locali.
   Col Titolo XI, si interviene sulla predisposizione dei regolamenti
  e  dei decreti necessari per l'attuazione della presente legge,  si
  regolamenta  la  composizione e la competenza del Comitato  tecnico
  scientifico   e  al  Titolo  XIII,  invece,  si  disciplinano   due
  importanti   strumenti  della  pianificazione   del   governo   del
  territorio.
   L'articolo  50  istituisce la Carta dei vincoli, un documento  che
  raccoglie l'insieme delle prescrizioni vincolistiche che gravano su
  un   determinato  territorio  e  che  dovrà  essere   continuamente
  aggiornato dagli enti competenti.
   L'articolo  51  disciplina  il  Certificato  verde,  un   processo
  perequativo che, a fronte di determinate attività edilizie, prevede
  la  realizzazione  di  opere  di urbanizzazione  primaria  in  aree
  degradate.
   Gli  articoli 52 e 53 istituiscono un regime transitorio e  talune
  misure  di  salvaguardia,  prevedendo  la  sospensione  dei   piani
  territoriali    ed   urbanistici,   e   di   alcuni   provvedimenti
  autorizzatori,   al  fine  della  conformità  degli   stessi   alle
  prescrizioni della normativa in via di attuazione.
   Infine, l'articolo 54 abroga, tra l'altro, l'intera legge  71  del
  1978,   sancendo  così  il  passaggio  in  una  nuova   era   della
  pianificazione territoriale.
   Presidente,  mi  permetta di ringraziare gli Ordini  professionali
  come ho già citato, le Università, le Associazioni di categoria ma,
  soprattutto,  tutti  i colleghi che, insieme al  Governo  Musumeci,
  all'Assessore  e  al Dipartimento, ringrazio anche nello  specifico
  l'architetto  Grutta che, pur andando in pensione, ha continuato  a
  seguire  i  lavori  con noi in Commissione ed è stato  un  supporto
  tecnico indispensabile, come il contributo di tutti i colleghi  che
  appunto  hanno portato a questo testo di cui oggi si chiede l'esame
  in Aula. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Savarino. Tutti  siamo  consapevoli
  del grande lavoro che avete fatto in Commissione e vi ringraziamo.
   Si  sono  iscritti a parlare alcuni colleghi. Se qualcuno desidera
  parlare, basta che mi faccia un cenno.
   Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Trizzino. Ne ha facoltà.
  Ricordo che ha dieci minuti per il proprio intervento.

   TRIZZINO. Grazie, Presidente. Cercherò di rimanere nei limiti  del
  tempo  che  mi  ha  dato, anche se il tema è tra i più  importanti.
  Anzi,  io  vorrei  dire  che è il tema più  importante  che  questa
  Legislatura  tratterà,  lo dico senza difficoltà.  A  mio  modo  di
  vedere  è  ancora  più importante della riforma  dei  rifiuti,  non
  perché  i  rifiuti siano meno importanti, ma perché,  come  abbiamo
  detto più volte, la strada per i rifiuti è il Piano e non la legge.
  Invece,  la  riforma urbanistica è attesa da 44 anni e,  quindi,  è
  fondamentale  che  questo Parlamento ne  prenda  atto  e  inizi  un
  dibattito.
   La  XVII  Legislatura  non è l'unica che ha  provato  a  discutere
  questo  testo di legge: nella XV e nella XVI ci sono stati  diversi
  tentativi.  Va  detto comunque - ed è un plauso al Governo  e  alla
  Commissione - che questa volta si è portato in Aula un  testo  che,
  quantomeno, è condiviso da tutti i rappresentanti della Commissione
  ed  è  un  buon punto di partenza. Ecco perché il Movimento  Cinque
  Stelle  ha votato a favore, a riprova del fatto che non è vero  che
  il Movimento vota tutto contro e a riprova del fatto che, comunque,
  il  Movimento  Cinque Stelle aveva depositato un disegno  di  legge
  sull'urbanistica, i numeri hanno voluto che fosse  quello  -  ma  è
  anche  giusto così, perché riforme così grosse le deve  portare  il
  Governo - le opposizioni hanno contribuito - ed è anche vero questo
  V  e  quindi  noi  abbiamo voluto accordare il favore.  Favore  che
  abbiamo  accordato in Commissione. Chiaramente,  ci  riserviamo  di
  accordarlo in Aula qualora non venga stravolto il testo  e  qualora
  chiaramente  quei  principi che sono contenuti  in  quel  testo  si
  trasformino in norme prescrittive.
   Quello che, a nostro modo di vedere, ancora manca in quel testo  -
  e sarà nostro intendimento volerlo portare in Aula - è il passaggio
  tra  i  principi, che ci sono, sia nella relazione  che  nei  primi
  articoli, a quelle che sono le norme prescrittive, come per esempio
  il  principio  del consumo di suolo, riduzione dell'aggressione  al
  territorio vergine, sviluppo sostenibile, eccetera.
   Diciamo  che  questi  principi  sono  contenuti  nelle  norme   di
  principio  e  vorremmo  che l'Aula prendesse coraggio  e  prendesse
  anche  coscienza del fatto che si può avere sviluppo del territorio
  e  parallelamente tutela dell'ambiente. Ci sono riuscite  tutte  le
  regioni  d'Europa,  non  vedo  perché  non  dovrebbe  riuscirci  la
  Sicilia.
   Ora  io entrerò nel merito di quelli che secondo noi sono i punti,
  anzi la ricetta che deve possedere una buona legge sul governo  del
  territorio. Anzitutto, parliamo di governo del territorio e non  di
  urbanistica,  perché  è un termine vecchio  di  vent'anni:  già  il
  legislatore nel 2001, quando ha fatto il riparto di competenze,  ha
  smesso di parlare di urbanistica e parla di governo del territorio,
  perché dobbiamo avere un approccio olistico.
   La  nostra  ricetta, che, dicevo, in parte è contenuta  in  quella
  riforma, si articola in quattro elementi.
   Il  primo procedure veloci per l'approvazione dei piani. Dai piani
  locali come il PRG, che da domani si chiamerà PUG, ai piani di area
  vasta come il PTR che citava il Presidente.
   Un  altro  punto è il raccordo di pianificazione: cioè, ammesso  e
  non  concesso che non è possibile avere un unico piano territoriale
  per tutta la Sicilia, perché ci sono piani settoriali, è giusto che
  i  piani  urbanistici, con quelli economici, con quelli di sviluppo
  del  territorio  dialoghino  tra  di  loro.  Questo  è  un  aspetto
  centrale, per evitare che vi sia un sistema vincolistico  che  dice
  una cosa e un sistema autorizzativo che ne dice un'altra.
   L'altro elemento è la riduzione di consumo di suolo, cioè il fatto
  che  i  principi di tutela dell'ambiente devono entrare a piè  pari
  dentro la manovra urbanistica.
   L'ultimo è il contrasto all'abusivismo edilizio.
   Passerò   in  rassegna  rapidamente  questi  punti   e   poi   due
  considerazioni sull'ordine dei lavori che da qui in avanti si  farà
  in Aula.
   Il primo punto è la velocità dell'approvazione dei PUG. L'articolo
  26  nella sua prima stesura conteneva qualche errore, perché  nella
  prima  formulazione  dell'articolo 26, che è quello  che  parla  di
  questo procedimento, a conti fatti constava di due anni e due mesi.
  Cioè  ci  volevano  due  anni  e due  mesi  per  fare  questo  PUG;
  chiaramente  un  tempo  troppo lungo. Abbiamo rappresentato  queste
  cose  all'Assessore ed al Presidente della Commissione.  Devo  dire
  che  c'è  stato  un dialogo costruttivo, l'Assessore  ha  colto  le
  nostre perplessità e i tempi si sono accorciati.
   Ora all'articolo 26 si parla di otto, nove mesi, che, se tutto  va
  bene,  se il Consiglio comunale non crea confusione, ce la facciamo
  con i tempi, perché lo stato dell'arte è che un Piano regolatore ci
  sta quindici anni, dal momento in cui viene concepito al momento in
  cui  viene  approvato. Quindici anni è anacronistico,  in  quindici
  anni cambia una generazione, una società, il modo di vivere di  una
  città  e,  quindi, un Piano regolatore non ha senso di esistere  se
  viene  concepito quindici anni prima, quindi è giusto fare i  piani
  veloci.  Al  netto  del  fatto  che poi  i  piani  lenti  che  cosa
  comportano? Deregulation, consumo di suolo, aggressione di  terreno
  vergine  e,  quindi,  chiaramente  già  il  fatto  di  fare   piani
  regolatori veloci è un contrasto all'abusivismo edilizio di per sé.
   Secondo punto, il livello di pianificazione raccordato. Quando  io
  dico   che   dobbiamo  fare  una  pianificazione   olistica,   dico
  semplicemente  che  è necessario che vi sia un piano  di  raccordo,
  cioè  un piano che tenga conto del PEARS, sull'energia, o del piano
  sui  rifiuti, sugli impianti, che dialoghi per esempio con i  piani
  di  gestione delle SIC e delle ZPS. Noi abbiamo il 23 per cento  di
  area  vincolata in Sicilia, è la più alta area vincolata  d'Europa;
  il 23 per cento di area vincolata. Il che significa che dovunque ti
  giri c'è un vincolo. Se questi vincoli non vengono preordinati, non
  vengono individuati nei piani regolatori, nei piani di area  vasta,
  si  crea una confusione tra i livelli di pianificazione tra i  vari
  uffici.  Questo non può avvenire e quindi è giusto che  ci  sia  un
  raccordo.
   Ora,  il disegno di legge dell'assessore Cordaro lo prevede questo
  raccordo,   all'articolo  19,  lo  diceva   il   Presidente   della
  Commissione.  Abbiamo apprezzato il fatto che,  diversamente  dalla
  71/78,  oggi non si parla di PTR con valenza paesaggistica,  ma  si
  parla  di PTR omnicomprensivo, cioè con valenza anche economica,  e
  questa  è  una cosa molto positiva. Però, attenzione,  il  PTR  (il
  Piano  Territoriale Regionale) già esisteva nella 71/78, chi è  più
  vecchio  di  me ricorda che gli ultimi articoli, 69 e 70  mi  pare,
  parlavano  di  accordi con l'Università per fare  questo  benedetto
  PTR.  Non  è  mai stato fatto, l'Assessorato ha fatto  miliardi  di
  documenti, non è mai uscito. Quindi, dico, ok il PTR, però stavolta
  facciamolo, perché se dobbiamo votare una cosa che era nella  testa
  del  legislatore  del '78 e poi non è stato fatto,  non  ha  senso.
  Quindi, ok facciamolo, però diamogli una struttura.
   Riduzione  di consumo di suolo. E' un tema caro, da ambientalista,
  non  potevo che trattarlo. E' presente nel testo, è presente  nella
  relazione  generale, abbiamo apprezzato il fatto che se  ne  parla.
  Finalmente all'Assemblea regionale siciliana si parla di  riduzione
  di  consumo  di  suolo   E'  chiaro, però,  che  bisogna  fare  dei
  correttivi,  perché nel testo, nei principi, si parla di  riduzione
  di  consumo  di suolo, però poi negli atti, nei fatti, all'articolo
  31 e 32, si parla di consumo di suolo tendente a zero.
   Ora,  va chiarita questa cosa perché il tendente a zero può essere
  interpretato  in tanti modi. In più ci sono delle deroghe,  come  è
  giusto  che  ci  siano, perché è ovvio che non puoi  non  consumare
  suolo   per  sempre.  Molte  legislazioni  regionali  dicono   puoi
  consumare  suolo  per  esempio  per le  opere  pubbliche ,  sarebbe
  assurdo  non  potere costruire scuole o municipi. E'  ovvio  che  è
  necessario  che vi sia una deroga al consumo di suolo. Secondo  noi
  questa  deroga  che è prevista in questo momento  è  troppo  ampia,
  perché non ha un limite percentuale, per esempio la Lombardia  dice
  che tu puoi consumare suolo per il 3 per cento all'anno, per dire.
   In  più,  noi  scriviamo,  lo cito "che è consentito  derogare  al
  consumo  di  suolo,  oltre che per opere pubbliche"  -  e  io  sono
  d'accordo   -   "anche  per  opere  di  interesse   pubblico,   per
  insediamenti volti ad aumentare l'attrattività e la competitività",
  anche uno centro commerciale può essere uno strumento per attirare.
  Per  cui,  limiamo  questa cosa, se no il  principio  è  buono,  il
  contenuto della norma non vale niente.
   Un  altro discorso andrebbe fatto sul bilancio ecologico, cioè tra
  il  saldo  tra il terreno vergine consumato e il terreno aggredito.
  Ora,  la  norma  è molto poco chiara perché parla genericamente  di
  rimozione di impermeabilizzazione del suolo, cioè come a  dire  che
  il  suolo  dove  si  coltiva il pomodoro di  Pachino  è  lo  stesso
  identico  suolo  che esce fuori dalla demolizione  di  un  immobile
  abusivo,  ci  sono  suoli  e suoli, giusto?  Quindi,  nel  bilancio
  ecologico  va  chiarita  questa  cosa,  altrimenti  anche  qui   il
  principio di consumo di suolo non ha senso.
   Potremmo entrare nel merito anche della rigenerazione urbana,  che
  è contenuta nel testo, a noi piace, però va chiarita meglio, perché
  nelle  norme  attuative  si  dice che rientra  nella  rigenerazione
  urbana anche, per esempio, l'aumento volumetrico e la significativa
  trasformazione mediante modifica del disegno dei lotti. Questa cosa
  va  cassata perché se io rigenero devo mantenere la storia di  quel
  momento  topografico, se io lo trasformo non  è  più  rigenerazione
  urbana.  Ammesso  e  non  concesso che potrei  essere  d'accordo  a
  demolire  e  ricostruire  quando è necessario,  però  leviamolo  da
  quella parte del testo che parla di rigenerazione urbana. Sono  bug
  che in questo momento vanno limati.
   C'è  un lavoro da fare, noi siamo stradisponibili, l'importante  è
  che  non  venga stravolto con tutti quegli emendamenti che  abbiamo
  letto sui giornali, però si può fare. Poi, devo apprezzare il fatto
  che   l'Assessore  ha  accordato  fiducia  alla  nostra  idea   del
  certificato  verde,  che  è una cosa devo  dire  complicata,  e  io
  chiederò  a  lei  o  al  Presidente Miccichè, qualora  si  tratterà
  l'articolo  51, di poterlo spiegare perché è difficile come  norma,
  ma  va  spiegata bene perché è una vittoria di tutto il Parlamento,
  tant'è che noi, come dire, abbiamo regalato al disegno di legge del
  Presidente  Musumeci, non abbiamo nemmeno messo  il  nostro  titolo
  perché  è  una vittoria se il certificato verde passa di  tutto  il
  Parlamento e questo è veramente recupero e riuso del territorio, ma
  veramente recupero, saremmo la prima Regione d'Italia.
   L'ultimo  è  il  fenomeno dell'abusivismo edilizio.  Ora  non  c'è
  traccia  di lotta all'abusivismo edilizio nel disegno di legge.  Va
  detta  una  cosa. Già una buona legge sul governo del territorio  è
  uno   strumento  di  lotta  all'abusivismo  edilizio,  l'abusivismo
  edilizio  nasce  anche perché non si capisce niente   Nel  panorama
  legislativo  urbanistico  siciliano,  non  si  capisce  niente   Se
  facciamo una buona legge del governo del territorio già è una  cosa
  per  dire  che  stiamo  contrastando l'abusivismo  edilizio.  Però,
  abusivismo  edilizio  in  Sicilia non è  soltanto  quello  che  può
  esserci  ma  quello  che  già c'era; cioè  noi  dobbiamo  costruire
  strumenti che combattono l'abusivismo edilizio che già c'è.  Non  è
  presente nulla, però
   Noi  abbiamo presentato degli emendamenti, c'è per esempio  quello
  sul  fondo  di rotazione delle demolizioni delle case abusive,  che
  potrebbe  essere  un  sostegno per i comuni,  che  può  funzionare,
  potrebbe funzionare.
   Mi avvio alle conclusioni. Noi abbiamo votato a favore - lo ripeto
  -  in  Commissione, di questo disegno di legge.  Vorremmo  fare  la
  stessa  cosa in Aula. Però, io chiedo a lei, al Presidente Miccichè
  e all'Assessore Cordaro, al Presidente Musumeci di fare da baluardo
  contro tutti quegli emendamenti che possono demolire i principi  di
  questa legge perché ce ne sono tanti. Noi stiamo facendo una guerra
  sull'edilizia, l'Assessore lo sa, io mi auguro che  si  ricreda  su
  quell'articolo, e c'è un dibattito aperto al di là delle polemiche.
  Io vorrei che ci fosse un dibattito pulito in quest'Aula, su questo
  disegno  di  legge, affinché si possa consegnare alla  Sicilia  una
  legge  che  sia  frutto  del lavoro di tutti,  non  soltanto  della
  maggioranza,  sarebbe  una perdita se questa legge  venisse  votata
  soltanto  dalla  maggioranza  perché  la  7178  è  retta  44  anni
  Probabilmente, questa reggerà altri 44 anni e la responsabilità  su
  questa legge ce la vogliamo mettere tutti, tutti
   L'ultima cosa e chiudo, siamo ad agosto. Io ho rappresentato delle
  preoccupazioni, lungi da me volere bloccare l'iter di questa legge.
  Siamo  ad  agosto,  mancano tre settimane  alla  canonica  chiusura
  estiva.  Stiamo qui tutto agosto, ma ce lo dobbiamo dire in faccia.
  Questa  legge non si può approvare in due settimane, a meno che  la
  vogliamo stravolgere  Quindi, dobbiamo essere consapevole di questa
  cosa.  Ci passiamo l'estate qua? Va bene  Ma ce la dobbiamo passare
  qua e dobbiamo fare uscire una buona legge, altrimenti rimandiamo a
  settembre. E questa non è né una minaccia, né una provocazione e io
  sono  il  primo  a  dire facciamo una buona legge suo  governo  del
  territorio.

   PRESIDENTE.   E'  iscritta  a parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO. Grazie Presidente, assessore Cordaro, colleghi deputati, io
  come  il  collega Trizzino non ho preso impegni per questo mese  di
  agosto,  non  so lei Presidente se ha altro da fare  o  l'Assessore
  Cordaro,  ma  siamo  disponibilissimi a restare qua  in  Parlamento
  tutto  il mese e votare tranquillamente questo disegno di legge.  E
  lo  dico  perché  ci  sono  più di mille emendamenti  e  non  siamo
  assolutamente disposti a scorrerli velocemente in poco  tempo  e  a
  far  passare delle cose di cui si potrebbe pentire tutta la Sicilia
  intera.
   Io  qua oggi ho un articolo di giornale che è uscito su Repubblica
   Cemento  nel  verde  e  sulle coste: ARS, l'ultimo  assalto  degli
  abusivi   A  quanto  pare  c'è  un  collega,  qualche  collega   di
  maggioranza  che  ha  perorato  la  causa  di  6.500  pratiche   di
  demolizione  di immobili che si trovano all'interno dei  150  metri
  dalla  battigia e, inoltre, abbiamo anche 360 mila pratiche, sempre
  di  sanatoria  e condoni non ancora esitate in Sicilia  e,  ancora,
  abbiamo  delle zone con il vincolo di edificabilità  scaduto  e  in
  queste zone è previsto esclusivamente che si possano fare lavori di
  ristrutturazione  o rigenerazione. Ecco, questi emendamenti  invece
  lascerebbero campo libero a nuove edificazioni.
   Chiaramente, queste sono norme che contrasteremo, sono  norme  che
  non  fanno  altro che incrementare il clientelismo a  discapito  di
  qualsiasi  forma  di  tutela del nostro paesaggio,  di  tutela  del
  nostro ambiente.
   All'interno di questa legge - come diceva l'onorevole Savarino, ci
  sono  altri  undici  disegni di legge che sono stati  integrati  al
  testo  base del Governo ed uno di questi è un disegno di legge  che
  porta la mia firma, a me molto caro, che è proprio quello a consumo
  di suolo zero.
   Quindi,  non  consumo di suolo tendente al consumo di suolo  zero,
  alla  fine  è  stato scritto perché si è lasciata una porta  aperta
  anche   alle  opere  pubbliche.  Io  spero  che  in  futuro   venga
  specificato meglio. Però, fare entrare norme che possano consentire
  i  condoni  e  le sanatorie di questi immobili abusivi sulla  costa
  significherebbe andare a demolire tutto quello che  la  commissione
  ha fatto in questi mesi con tanta solerzia e tanto impegno.
   Ora,  per  capire  un  po' meglio di cosa stiamo  parlando  io  ho
  portato  qua alcuni dati ISTAT che rilevano che, dal 1950 ad  oggi,
  la  popolazione  italiana è cresciuta del 28 per  cento  mentre  la
  cementificazione è cresciuta del 166 per cento. Questo che cosa  ha
  prodotto?   Che,  se  in  Sicilia  abbiamo  oltre  un   milione   e
  settecentomila immobili, ben 360 mila sono sfitti ed a  questi  non
  sono calcolati quelli che fanno parte del patrimonio pubblico,  che
  sono tanti altri immobili o dei beni confiscati alle mafie.
   Di  tutti questi immobili sfitti abbiamo, per il 42 per cento,  il
  centro  storico di Ragusa vuoto; gli altri distribuiti nelle  varie
  provincie  li  possiamo elencare con dei dati: a  Caltanissetta  un
  edificio  su  cinque è sfitto; ad Agrigento e Trapani  è  vuoto  un
  edificio su dieci.
   Ed  ancora: Trapani, Enna, Ragusa e Siracusa tra il 2001  ed  oggi
  hanno  perso circa il 18 per cento dei residenti in centro storico.
  Ed  ancora:  sempre Ragusa, Trapani, Agrigento, Palermo  e  Catania
  sono  tra le prime 25 città per numero di abitazioni vuoto o  senza
  residenti.
   Quindi,  che cosa è successo? Che chiaramente una riforma  moderna
  del  territorio, che pensi seriamente ad un'inversione di tendenza,
  quindi,  a  ripopolare  i  nostri  centri,  non  può  continuare  a
  considerare  i  cittadini come dei deportati,  dando  continuamente
  concessioni ed autorizzazioni in zona agricola e facendoli spostare
  in periferia.
   Questo era frutto di una visione distorta, drogata degli anni   70
  dove  si  pensava  che la crescita demografica era  illimitata.  In
  realtà, è successo tutto il contrario: la crescita demografica si è
  arrestata, abbiamo continuato a cementificare, abbiamo continuato a
  costruire ma chiaramente di immobili non ce ne servivano più. Ed  è
  per questo che noi proponiamo un'inversione di tendenza.
   Abbiamo  migliaia e migliaia di immobili sfitti, interi  quartieri
  mummificati.  Questo ha portato anche ad un declino  sociale  oltre
  che  ad  un  aumento della spesa pubblica perché i  cittadini  sono
  costretti  a  pagare  delle  tasse  che,  in  realtà,  si  potevano
  perfettamente  contenere.  E mi riferisco  a  tutti  gli  oneri  di
  urbanizzazione, a tutte le tasse che si pagano normalmente  in  una
  città  per  le scervature, per le illuminazioni, per le  fognature,
  per  le  manutenzioni stradali perché abbiamo delle città  che  non
  hanno neanche il disegno dei perimetri, sono cresciute a macchia di
  leopardo, sparse su tutti i territori agricoli.
   Allora,  invece  di  pensare a come ripopolare i  centri,  qualche
  collega   -  mi  è  arrivata  la  soffiata,  addirittura  è   della
  Commissione  ambiente  - ha pensato bene di  inserire,  dentro  una
  norma   così  importante  per  il  governo  del  territorio,  delle
  sanatorie   addirittura   di  tutti   quegli   immobili   entro   i
  centocinquanta metri dal mare.
   Io,  per  concludere, volevo leggervi una frase: per  cambiare  la
  struttura   urbanistica  di  una  città,  cambiare   la   struttura
  urbanistica di una città significa cambiare la morale.  Allora,  se
  noi andiamo nella direzione delle sanatorie, questo Parlamento avrà
  certificato qualcosa di immorale.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, signori Assessori, Presidente  della
  Commissione,  colleghi,  condivido  le  osservazioni  del   collega
  Trizzino  che ha evidenziato i grandi aspetti di riforma di  questa
  importante legge. Era dal 1978, con la legge n. 71 del '78, che  la
  Sicilia   attendeva  questa  riforma,  prima  intesa   come   legge
  urbanistica,  poi di governo per il territorio. Ma  le  definizioni
  non mutano la sostanza.
   Io  conoscevo e conosco dignitosamente bene l'aspetto  processual-
  penale  delle  leggi  urbanistiche, prima il famoso  e  famigerato,
  direi,  articolo  20  della  legge 47  dell'85  che,  poi,  divenne
  l'articolo  44  della legge del 2001 e, nel corso  degli  anni,  ho
  potuto verificare come tanti problemi per il territorio e anche per
  i cittadini erano e sono stati determinati da una sorta di vacatio.
   La  legge urbanistica, di governo del territorio, era una sorta di
  terra  di  nessuno. Tante toppe - così come, condivisibilmente,  ha
  evidenziato il presidente Savarino nella relazione - tanti  piccoli
  aggiustamenti,  come  sovente avviene, non  soltanto  in  terra  di
  Sicilia,  ma  anche con il legislatore regionale; difficilmente  si
  pensa a riforme strutturali, si pensa sempre, purtroppo, ahinoi, di
  adattare  al  momento e alla contingenza la norma,  alla  richiesta
  contingente di quel momento per il territorio o per un cittadino  o
  per una cittadina.
   Questa  è  una  legge buona. Certamente, pure io auspico  che  non
  venga  stravolta in Aula. Anch'io - parlo a nome di Forza Italia  -
  sono  convinto  che  quando  una legge  bisogna  vararla  perché  i
  siciliani attendono da tanti, troppi anni, non bisogna guardare  al
  calendario, non bisogna guardare se è agosto, se è settembre, se  è
  gennaio o se è febbraio. Quindi, Forza Italia c'è e ci sarà e credo
  tutti i gruppi politici e tutti i partiti di questa Assemblea.
   Io  mi sono confrontato - ovviamente non sono né un ingegnere,  né
  un   architetto,  non  sono  un  tecnico,  ho  un'altra  formazione
  personale e professionale - con tanti ingegneri ed architetti e  ho
  fornito  loro, assessore Cordaro, il testo di legge.  Devo  dire  -
  questo  lo  dico  facendo i complimenti sia  al  Governo  sia  alla
  Commissione - ho partecipato a macchia di leopardo, non sono  nella
  IV Commissione però - essendo Capogruppo e avendo la possibilità di
  partecipare  e  potere apprendere perché ho potuto  verificare  che
  tanti   colleghi,   anche  il  collega   Barbagallo   che   mi   ha
   impressionato   anche  per  la sua preparazione,  ma  il  Governo,
  l'attenzione  e  la  pazienza  anche  dell'assessore  Cordaro,   ma
  soprattutto  la  direzione del presidente  Savarino  -,  ho  potuto
  verificare come veramente - ed è questo lo spirito, secondo me, che
  deve  contraddistinguere il legislatore soprattutto quando si parla
  di  leggi  di riforma -, ci sia stato uno spirito e una volontà  di
  veramente varare e dare questa legge alla Sicilia.
   Ci  sono  delle importanti novità. Io ne ho evidenziata  qualcuna.
  Intanto, l'individuazione dei principi generali per il governo  del
  territorio: la pianificazione, la sussidiarietà, tutti i  principi,
  la sostenibilità, la flessibilità, la perequazione.
   L'obiettivo  di consumo zero del territorio. Abbiamo  un  trattato
  del  funzionamento  dell'Unione europea che prevede  questo  e  non
  dobbiamo  essere  sempre  in ritardo in  Sicilia.  Sono  d'accordo,
  bisogna  rigenerare  il  territorio.  Abbiamo  tanti  immobili  che
  possono  essere rigenerati. Non c'è alcuna necessità di  violentare
  oltremodo il territorio.
   Io  rispetto  molto  l'ambiente. Ricorderete, colleghi,  che  sono
  stato  il promotore della legge che riguardava severe sanzioni  per
  chi  inquina.  Ora,  mi sono documentato anche sul  piano  amianto,
  sulla  legge  del  2014, che tante cose non stanno  funzionando  in
  Sicilia  e  dobbiamo intervenire perché tanti nostri  concittadini,
  tanti  nostri uomini e donne stanno venendo a morte proprio  perché
  siamo un po' distratti e questo non deve capitare.
   Questa  legge è una legge di riforma e riguarda i procedimenti  di
  formazione degli strumenti urbanistici più rapida. E questo  lo  ha
  evidenziato il Presidente Savarino, questa legge semplifica.
   Io ricordo a me stesso che semplificare può significare anche dare
  uno spazio di maggiore circolazione economica del denaro perché  se
  semplifichiamo, se diamo la possibilità ai cittadini di rigenerare,
  di  costruire, di intervenire certamente, tutto l'indotto  ne  trae
  beneficio,  quindi questa semplificazione, oltre ad  essere  odiosa
  per il cittadino, offre anche quest'altro servizio.
   Ed  ancora  il  ruolo centrale che questa legge  attribuisce  alla
  Regione  per  il  monitoraggio  delle attività  di  pianificazione.
  L'attribuzione  al  Piano  regionale  territoriale  che   è   molto
  importante,  è  uno strumento strategico, come abbiamo  visto,  che
  definisce  le  finalità  generali, gli indirizzi  e  le  scelte  in
  materia di governo del territorio. E dicevo l'attribuzione  al  PTR
  della valenza paesistica per una più efficacia azione di tutela del
  territorio.
   Questo  Piano territoriale regionale, appunto quale strumento  per
  la  individuazione delle strategie territoriali, un  nuovo  impulso
  alla  pianificazione di area vasta per la definizione di  obiettivi
  strategici,  di rango sovra-comunale, i PUG che sono  i  principali
  strumenti  -  come  abbiamo visto - di attività  di  pianificazione
  comunale.
   Diceva  bene la collega Campo, non possiamo aspettare 15-20  anni,
  di  questo  si  trattava.  Con i piani regolatori  vedevamo  questo
  andirivieni, queste amministrazioni che andavano ad essere una dopo
  l'altra  impegnate  senza mai arrivare ad offrire  un  servizio  al
  territorio.
   E'  una  buona  legge,  è un'ottima legge. Certamente,  come  dico
  sempre   io:   tutte  le  leggi  sono  perfettibili.   Forse   1000
  emendamenti,  un  numero  così copioso di  emendamenti,  magari  fa
  trasparire  la  voglia, per tutti i 70 deputati, di collaborare  ed
  incidere  nella  legge, sarà questa senz'altro  la  ragione,  e  di
  abbellire o migliorare il testo.
   Certamente,   ci   saranno  emendamenti  importanti,   emendamenti
  condivisibili e altri meno. L'unica perplessità che non è mia,  per
  carità,  perché  non ne avrei le competenze,  ma  che  mi  è  stata
  offerta, è quella - mi è stato detto, riporto testualmente così non
  vado  incontro  a  alcun tipo di sanzioni - circa  l'inutilità  del
  Comitato  tecnico scientifico. Mi hanno detto che questi  pareri  e
  questa  validità  del  Comitato tecnico  scientifico  potrebbe  non
  essere, visto che la legge va verso una visione di semplificazione.
  Però, per carità, andrò ad approfondire, non ho mai pregiudizi, per
  mia  linea  di  condotta, per mia scelta di vita, certamente  mi  è
  stato  detto questo, io ve lo offro, poi verificheremo anche con  i
  miei esperti se è così, altrimenti, assessore Cordaro, siamo pronti
  a dare il nostro contributo.
   E' una legge di riforma e tutte le leggi di riforma, non so se più
  importante o meno importante rispetto ad altre leggi di riforma, ma
  i   siciliani  certamente  non  faranno  una  classifica,  ne  sono
  persuaso,  i siciliani attendono tutte queste leggi ed è questo  il
  nostro  ruolo, quello di impegnarci quotidianamente per onorare  il
  nostro ruolo - come penso che ognuno di noi fa - venendo a dare  il
  contributo in Aula e nelle Commissioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Calderone. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, non  ho  preparato  un  intervento
  perché  non nascondo anche la sorpresa, ieri, quando ho sentito  il
  Presidente  dell'Assemblea comunicare il calendario  dei  lavori  e
  decidere  in maniera assolutamente non usuale una seduta  per  oggi
  con  l'obiettivo  di  aprire e fare la discussione  generale  sulla
  legge che stiamo trattando.
   Faccio anch'io una premessa: a me sicuramente piace anche per  far
  parte  della storia poter dire che c'ero anch'io nel fare la  legge
  di  riforma sull'urbanistica, o come aspira a chiamarla l'onorevole
  Trizzino, relativamente al fatto che una legge che dopo quarantadue
  anni  si  prova  in  maniera organica a rivisitare  una  delle  più
  importanti  leggi varate nella storia della Regione siciliana  che,
  tutto sommato, ha resistito anche in ragione dell'assoluta rigidità
  con  la  quale  da un lato si sono approvati i piani  regolatori  e
  dall'altro  lato si è diffuso l'abusivismo edilizio, perché  i  due
  elementi paradossalmente si tengono insieme.
   Noi siamo stati la Regione che nei primi vent'anni della legge  71
  del  '78  ha  avuto una farraginosità nell'approvazione  dei  piani
  regolatori molto, molto importante tanto che, ad un certo punto, il
  Parlamento siciliano introdusse una norma che stabilì che i  comuni
  che non avessero adottato entro un certo termine i piani regolatori
  generali sarebbero stati commissariati. Quindi, anche con procedure
  di  decadenza  degli stessi, soprattutto all'indomani dell'elezione
  diretta dei sindaci che introdusse - novità assoluta e la prima  in
  Italia,  perché la Regione siciliana con la legge 7 fu la prima  in
  Italia ad introdurre l'elezione diretta dei sindaci -, nella figura
  del  sindaco,  la  responsabilità  anche  a  portare  in  porto  la
  pianificazione del proprio territorio.
   Purtuttavia in una dimensione in cui da un lato abbiamo introdotto
  elementi   di   innovazione  sostanziale   nella   legislazione   e
  nell'ordinamento delle autonomie locali, dall'altro lato un sistema
  tendente  ad  un'idea - permettetemi di dire -  un  poco  antiquata
  della  Regione,  cioè la Regione centralista, un'idea  di  Regione-
  Stato  che era figlia della filosofia che poi portò alla  legge  71
  del   78, anche se in una dimensione di tutela del territorio, però
  da  un  lato  abbiamo  avuto l'innovazione  più  sostanziale,  cioè
  affidare  attraverso  il consenso dei cittadini  la  responsabilità
  diretta  del  governo delle proprie comunità ai sindaci,  e  quindi
  alle  Giunte, ai consigli comunali eccetera, eccetera e, dall'altro
  lato,  abbiamo  mantenuto  in  vita uno  strumento  particolarmente
  complesso e arcaico come quello, ad esempio, che i piani regolatori
  generali, ancorché fossero nella responsabilità dei sindaci  e  dei
  consigli  comunali,  venivano  da loro  adottati  e  dalla  Regione
  approvati   con   procedure  partecipative,  le  osservazioni,   le
  obiezioni, le opposizioni, tutta una procedura partecipativa ma che
  vedeva  nel  sovrano  Regione siciliana  il  giudice  ultimo  sulla
  validità o meno del principio partecipativo.
   Non c'è dubbio che abbiamo una grande esigenza di riformare questa
  legge,  quindi anch'io mi associo all'idea, ripeto, e all'ambizione
  di  poter dire c'ero anch'io nel fare una legge di riforma dopo  40
  anni,  però  devo  dirvi con altrettanta onestà  che  mi  pare  che
  l'esordio  non sia dei migliori perché iniziare l'esame  di  questa
  legge  che  penso  -  lo  dico senza enfasi  ma  con  quel  po'  di
  esperienza  che mi ritrovo - sia una legge che vale una legislatura
  cioè,  nel  momento in cui dovessimo portare in porto questa  legge
  sarebbe  una  legislatura  che  verrebbe  segnata  da  una  riforma
  importante  e  strategica  per la Regione  siciliana.  Farlo,  come
  rischiamo di farlo, nell'assoluta clandestinità, avrei, ad esempio,
  giocato  molto  sulla  partecipazione al lavoro,  lascia  stare  la
  Commissione,  non mi riferisco alla partecipazione tecnica,  perché
  come  tutte le partecipazioni tecniche ci sarà chi la voleva cotta,
  chi  la voleva cruda, chi è più filo ambientalista, chi è più  filo
  procedura  snella,  ognuno ha la sua lettura e  formazione,  ma  il
  fatto  di  costruirci una partecipazione giornalistica,  mediatica,
  che in qualche modo desse la cifra del fare questa riforma, perché
   Mi  pare,  anche  ascoltando la Presidente della Commissione,  che
  manchi la ragione per cui stiamo facendo questa legge.
   Perché  la  stiamo  facendo? Perché ha 42 anni di  età?  Perché  è
  vecchia oppure vogliamo affrontare un nodo?
     L'ho  detto  ieri  un  po'  en  passant  alla  Presidente  della
  Commissione  in presenza dell'Assessore dicendo:  Ma io  penso,  ad
  esempio,  che  la principale ragione per cui dobbiamo  cambiare  la
  legge n. 71 del 1978 è di coordinarla col senso innovativo con  cui
  oggi viaggiano i comuni .
   Oggi  il sindaco è la figura centrale di una comunità, sia per  le
  grandi  città che per i piccoli centri; possibile che non  mettiamo
  in  capo al programma del sindaco, quello per cui vince le elezioni
  e  si  sottopone  al  giudizio, la decisione di  dare  coerenza  al
  proprio programma con modalità sia procedurali, sia contenutistiche
  che consenta di dare compiutezza ad un programma presentato.
   Allora,  se desidero, ad esempio, all'interno di un piano d'ambito
  riqualificare un pezzo del mio territorio, della mia città e indico
  quello di fare un grande impianto sportivo piuttosto che il mercato
  ortofrutticolo,   piuttosto  che  un  parco  giochi,   ognuno   può
  sbizzarrirsi  nell'idea  anche  con  una  visione  economica  della
  propria  funzione del territorio, io devo mettere nelle  condizioni
  che  quel  contenuto  con cui mi presento agli elettori  abbia  poi
  effettivamente  la  possibilità di avere  dinanzi  a  se  un  tempo
  proceduralmente accettabile che mi consenta di poter fare  le  cose
  che  ho  detto ai miei elettori. La legge n. 71, perché  figlia  di
  un'altra epoca, tutto questo non ce l'ha davanti.
   Allora,  penso  che  la  ragione di  questa  riforma  debba  avere
  l'ambizione non di semplificare semplicemente i giorni da 60 giorni
  a  45 giorni, due mesi, otto mesi, poesia pura perché poi alla fine
  non sposteremo un ragno dal buco.
   Io  ho  58  anni,  ho  fatto il consigliere  comunale  a  Palermo,
  l'onorevole Cordaro è arrivato alla legislatura successiva alla mia
  e  quando ho iniziato a fare il consigliere comunale a Palermo  nel
  1993,  nel  1996  adottammo  il Piano regolatore  della  città  che
  modificò quello del 1962, cioè l'anno in cui sono nato.
   Nel  1962  fu adottato il Piano regolatore della città di Palermo,
  nel '96 facemmo la variante generale, credo che il Piano regolatore
  della  città di Palermo, forse l'assessore Cordaro mi potrà aiutare
  su  questo  per  la memoria, fu approvato fisicamente  dal  Governo
  regionale  nel  2002  o nel 2003, cioè 6 anni dopo  l'adozione  del
  consiglio  comunale,  6 anni dopo e 37 anni dopo  della  precedente
  variante   E  fu  uno dei comuni che fece il Piano  regolatore,  la
  variante generale.
   Allora,  sulla  storia della semplificazione e sui tempi  possiamo
  anche  scrivere mezza giornata come tempo in cui se non lo  fai  ti
  mando  i  Carabinieri;  la  verità è  che  i  tempi  non  sono  una
  condizione prescrittiva con la quale poi determiniamo i fattori  di
  innovazione urbanistica.
   Allora,  penso  che  dobbiamo  concentrarci  più  sugli  obiettivi
  contenutistici. Ad esempio, e chiudo, penso che una legge regionale
  non  debba  avere la stessa visione centralistica che poi  è  stata
  anche  lì una visione dichiarata ma non attuata, perché come diceva
  Trizzino  la n. 71 del  78 introdusse nel '78 il Piano territoriale
  generale  della  Regione,  il Piano paesaggistico  e  poi  i  Piani
  boschivi, i vincoli idraulico-forestali, eccetera, eccetera. Li  ha
  introdotti, non li ha mai attuati.
   Questa  legge subordina i Piani regolatori, i PUG, a  quelle  cose
  lì,  quindi  di  fatto stiamo introducendo sistemi dove  rimane  la
  Regione   il   luogo   di   irradiazione  della   procedura   della
  pianificazione urbana, anche delle piccole città.
   Secondo  me  questo è un errore. Ci mancherebbe, la  Regione  deve
  avere la possibilità di stabilire vincoli, sulle opere di interesse
  sovracomunali, su vincoli, sul paesaggio, vincoli che abbiano, come
  dire,  per  loro natura una dimensione modello 1089, non  il  Piano
  regionale  del  paesaggio  che si fa sulla  carta,  spesso  su  una
  cartografia che non c'entra nulla con il territorio, per cui usiamo
  cartografia  a  10.000  quando poi nel territorio  c'è  una  realtà
  completamente diversa e, spesso, con una cartografia a 10.000 basta
  spostare  di un millimetro una linea che abbiamo messo migliaia  di
  ettari dentro o fuori vincoli assolutamente inventati.
   Allora,  dico  questo: siamo in Aula, ci sono emendamenti,  alcuni
  soppressivi, alcuni migliorativi, però credo che questa discussione
  vada  fatta in un contesto in cui, per davvero, darci un  obiettivo
  che  sia il più largamente condiviso. Lo dico all'assessore Cordaro
  che,  magari,  ha  qualche esperienza politica in più  rispetto  ad
  altri colleghi.
   Questa  è  una  di quelle leggi che se non c'è un  accordo  forte,
  politico, tra le forze politiche che possa portare in porto  questa
  legge, anche perché è una legge che riguarda tutti i siciliani, non
  riguarda  chi oggi governa, perché chi oggi governa fra dieci  anni
  nel comune di Roccalumera chissà chi ci sarà a gestire le procedure
  di quel Piano regolatore.
   Allora  o  c'è  una  dimensione - Roccalumera è  in  provincia  di
  Messina,  parlavo di te - o c'è una visione condivisa politicamente
  forte,  è  la  carta  costituzionale della Sicilia  questa,  oppure
  rischiamo  di  farla  vivere  come  una  delle  tante  leggi,   con
  l'emendamento, chiedo il voto segreto, si passa per un voto,  passa
  un articolo, non passa, cioè, signori, non abbiamo fatto nulla.
   Allora,  penso  che  sia stato un errore ad esempio  iniziare  una
  discussione,  a  proposito se ci saremo ad agosto,  intanto  al  23
  luglio  siamo  15, ad agosto non lo so. E' vero che oggi  c'era  la
  discussione  generale, ma vorrei ricordarvi  che  dovremmo  votare,
  secondo le procedure regolamentari. Quindi, siccome dobbiamo votare
  anche  oggi, credo che essere 15 forse non ci porterà a  votare  e,
  quindi,  abbiamo perso tempo, perché a volte in nome del fatto  che
  si  vuole  fare  in  fretta, mai come in questo  caso,  la  gattina
  frettolosa  fa i gattini ciechi, ciechi. E, allora, no,  due  volte
  ciechi in questo caso.
   Allora,  dico Presidente, forse, forse, aiutare questo  Parlamento
  ad  avere una riflessione politica prima di decidere come e in  che
  tempi  approvare la legge, aiuterebbe l'approvazione  della  stessa
  legge.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Volevo solo  un
  attimino  rassicurare anche i colleghi che in  Commissione  abbiamo
  lavorato,  come abbiamo detto finora, cercando la massima sintonia,
  tanto  che  il  testo  è  passato  all'unanimità  e  il  lavoro  di
  istruttoria  è  stato  molto ampio e abbiamo fatto  anche  convegni
  regionali,  diversi, e gli emendamenti che sono  stati  presentati,
  sono tanti ma la legge è una legge di 55 articoli, una media di  10
  emendamenti  ad  articolo già sono quasi 600,  quindi,  è  normale,
  cioè,  è  una legge che ha un suo peso ma, e questo lo volevo  dire
  anche  all'onorevole  Cracolici, anche gli  emendamenti  li  stiamo
  esaminando  in Commissione coi colleghi, in maniera condivisa,  con
  l'Assessore e con gli Uffici in modo tale da tentare, poi l'Aula  è
  sovrana,  il  tentativo è quello di portare  l'esame  articolo  per
  articolo anche dei vari emendamenti con una condivisione quanto più
  possibile ampia. Questo è lo sforzo che stiamo facendo.
   Poi capisco, è vero, è il 23 luglio, è pure vero che in Conferenza
  dei  Capigruppo si è deciso un calendario dei lavori  che  ha  dato
  precedenza  alla  relazione del Presidente di  metà  mandato,  alla
  mozione  di  sfiducia  ieri, a tante cose che  si  sono  incastrate
  prima,  ma  il testo per l'Aula è già in Aula dal 4 giugno,  quindi
  non  è  dipeso da noi ma da un'organizzazione del lavoro che  forse
  sarebbe stato meglio se avesse visto prioritariamente questo e  poi
  le altre cose in coda però, una volta che siamo qui e abbiamo fatto
  quest'  istruttoria  importante e continuiamo a  farla  in  maniera
  condivisa  anche,  come  dicevo, sugli  emendamenti  per  quanto  è
  possibile,   è   un   peccato  non  riuscire  a   chiuderla   prima
  dell'eventuale sosta estiva. Grazie Presidente.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Io  intanto
  desidero  ringraziare  il  Presidente  e  i  componenti  della   IV
  Commissione  per  il lavoro egregio che è stato fatto  ed  è  stato
  fatto  sempre  in  maniera costruttiva senza  contrapposizione;  mi
  piace  pensare  che  in quella Commissione e  per  una  legge  così
  importante non c'è stata maggioranza e opposizione ma c'è stato  un
  interesse  generalizzato a quello che è il bene comune  e  il  bene
  della collettività siciliana.
   Ho  accolto  con molto interesse alcuni passaggi degli  interventi
  dei colleghi e quello che mi ha diciamo più incuriosito e che mi ha
  più colpito perché non so se riuscirò fino in fondo a coglierne  il
  senso,   è  quello  del  collega  Cracolici.  Dico  questo   perché
  all'onorevole Cracolici che è deputato di esperienza e non soltanto
  per  l'età ma soprattutto per la sua presenza in questo Parlamento,
  invece  chiedo proprio di cogliere l'essenza di questo  disegno  di
  legge,  la filosofia che sta alla base di questo disegno  di  legge
  perché se si trattasse solo di fare passare un disegno di legge   a
  com'egghé'  io potrei pensare soltanto, e sarebbe molto  riduttivo,
  che  lei è un  nemico ra cuntintizza' che è una di quelle frasi che
  lei spesso si attribuisce pur sapendo che è del compianto Ferruccio
  Barbera. Giusto?
   Ecco, ma il tema non è questo, il tema è invece tutti insieme, poi
  per  carità c'è chi la può presentare con maggiore, minore  enfasi,
  io sono uno sempre che ama volare basso nelle sue cose, che non ama
  i  proclami,  lei ha parlato di Carta costituzionale,  noi  già  in
  questa  legislatura  una Carta costituzionale l'abbiamo  fatta,  si
  chiama  Autorità  di  bacino.  E  lei  sa  bene,  ed  è  la   Carta
  costituzionale  dell'ambiente, che ci siamo  confrontati,  come  lo
  abbiamo  fatto con i colleghi del Movimento Cinque Stelle  e,  alla
  fine,  poteva  essere un Dipartimento, poteva essere in  capo  alla
  Presidenza,  poteva  essere  in capo  all'energia,  poteva  essere,
  poteva  avere il Segretario generale, poteva , abbiamo trovato  una
  sintesi  seria, non è stata impugnata, dopo 28 anni ed è merito  di
  tutti,  la  Sicilia ha l'Autorità di bacino, come finalmente,  dico
  io, tutte le altre Regioni d'Italia.
   Allora, se il disegno di legge che oggi arriva, come ben ha  detto
  il  Presidente Savarino - e ringrazio l'onorevole Calderone per  le
  parole  che  ha detto, per l'approccio che ha avuto,  perché  è  il
  capogruppo  del  maggiore partito di maggioranza  e  perché  mi  dà
  anche,  come  dire, il  la' per continuare nel lavoro  che  abbiamo
  iniziato  - però, ecco, le parole dell'onorevole Savarino     e  ci
  sono  quasi 1000 emendamenti, ma ci sono 55 articoli e ci sono  600
  abrogativi  e  250  di  questi emendamenti  probabilmente,  se  pur
  parzialmente  subemendati, possono entrare nella legge,  perché  la
  migliorano. E, quindi, è un lavoro serio.
   Ma  il  punto  di  partenza  è proprio l'approccio  filosofico,  è
  proprio  la presentazione di un fatto che se sarà approvato diventa
  storico non perché viene dopo 42 anni, ma per come viene, per  come
  sarà  approvato,  perché tradurre il principio della  rigenerazione
  urbana  in legge non è che è un tema che ci siamo inventati in  due
  giorni.
   Tradurre  il principio del consumo del suolo - vedremo se  zero  o
  tendente  a  zero,  posto che dobbiamo guardare  anche  alle  opere
  pubbliche - non è un tema da niente, è un tema che diventa legge  e
  che ci diventa per la prima volta.
   Parlare  di  certificato verde - poi lo vedremo -  e  quindi  fare
  riferimento  alla  possibilità di produrre  energia  elettrica  con
  fonti rinnovabili e inserirlo in una legge con quelle modalità, che
  sono  modalità  per alcuni versi avveniristiche, lo approfondiremo,
  ci  confronteremo, riusciremo a tirare fuori il meglio, è un  altro
  tema.
   Poi,  sotto  il profilo ideologico, lei pensi se uno come  me  può
  immaginare  di volere accentrare, secondo uno schema politico,  che
  magari  era  più  di  una  situazione da Soviet  piuttosto  che  da
  democrazia o, quanto meno, di democrazia di una certa origine.
   Il  PTR,  colleghi, è la cornice dentro la quale si  muoveranno  i
  nuovi  piani  urbanistici  generali, i  nuovi  PUG.  E  proprio  il
  ragionamento  che  l'onorevole  Cracolici  ha  fatto  e   cioè   la
  possibilità, finalmente, per un sindaco, che avrà la possibilità di
  approvare  il  suo  Piano  regolatore, quindi  un  sindaco  che  si
  presenterà agli elettori, presenterà il suo Piano regolatore, potrà
  redigerlo  in  180  piuttosto  che in  240  giorni,  approvarlo  in
  Consiglio   comunale   e   vederlo  operativo   nel   corso   della
  consiliatura,  assumendosi  oneri ed  onori  dell'attività  che  ha
  fatto,  anche questa non è che è una cosa che nasce così o ci  cala
  dal  cielo;  è una cosa strutturata, che è un percorso che  ha  una
  sintesi.
   Allora, io colgo anche i pungoli, gli inviti, le critiche da parte
  dei  colleghi, quelli più anziani e più avveduti, perché  la  legge
  può essere migliorata; però, l'errore più clamoroso che faremmo nei
  nostri  confronti, di tutti, è pensare che il fatto che oggi  siamo
  15  piuttosto che 30 sia un approccio sbagliato. Lo è nella  misura
  in cui in quest'Aula ci sono gli accordi parlamentari, trasparenti;
  non  c'era  messa la seduta di oggi; sono stato in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e si è stabilito che la priorità
  si desse alla mozione di sfiducia.
   Si è fatto. Ieri abbiamo concordato con le forze di maggioranza  e
  di  opposizione che siccome non si sarebbe votato si è  permesso  a
  molti deputati di ritornare nei loro collegi elettorali, nelle loro
  province,  per svolgere altre attività istituzionali  in  sede.  Ma
  questo è il tema e, quindi, è giusto anche dircelo.
   Così  come  è giusto dirci che questa legge credo abbia avuto  una
  pubblicità  massima, massima: tutti gli ordini  professionali  sono
  venuti in Commissione; tutti i soggetti interessati, direttamente o
  indirettamente,  sono venuti e sono stati sentiti  in  Commissione;
  tutti gli stakeholders sono stati sentiti in Commissione.
   Il  tema,  semmai, sapete qual è colleghi? Che siccome  su  questo
  disegno  di  legge, grazie anche e soprattutto all'opposizione  che
  deve fare il ruolo di opposizione, tuttavia siamo sempre riusciti a
  trovare  una sintesi, forse non ha avuto la eco che magari  avrebbe
  avuto   una  legge  sulla  quale  litigavamo,  è  giusto  onorevole
  Trizzino?  E, quindi, magari c'è stata meno grancassa,  perché  c'è
  stata  più  sostanza e quindi siamo riusciti a trovare  ragioni  di
  unione, piuttosto che ragioni di divisione.
   Allora,  rispetto  a  questo, ci riusciremo?  Non  ci  riusciremo?
  Faremo due sedute a settimana, ne faremo tre, ne faremo una? Non lo
  so.  Io  affido  questo  disegno di legge, che  è  stato  approvato
  all'unanimità, al Parlamento, non soltanto perché l'approvi,  e  lo
  faccia nell'interesse dei siciliani, ma prima di tutto perché se lo
  riterrà e come lo riterrà, la migliori. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il passaggio all'esame degli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  28  luglio
  2020,  alle  ore  15.00,  prima tratteremo  il  Rendiconto  interno
  dell'Assemblea e poi inizieremo i lavori sulle norme per il governo
  del territorio.

                 La seduta è tolta alle ore 17.36 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         209a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 28 luglio 2020 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II  -RENDICONTO DELLA GESTIONE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE  SICILIANA
    PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 (Doc. n. 160)

           Relatori: i deputati Questori

   III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-
           190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio