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Resoconto d'Aula della Seduta n. 211 di martedì 04 agosto 2020
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   parlamentari

   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 15.42

       Determinazioni della Conferenza dei presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  abbiamo  appena  terminato   la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che ha  stabilito
  di  incardinare  i  due  disegni di leggi  che  sono  quelli  dello
  zooprofilattico e il disegno di legge sulla istituzione del  comune
  di Misiliscemi.
   Diamo  tempo per entrambi i disegni di legge sino a domani mattina
  a mezzogiorno.
   La  Conferenza  dei Capigruppo ha stabilito che  aspettiamo  dalla
  Commissione   Bilancio  le altre due norme urgenti  e  cioè  quelle
  relative  alla finanza e quella relativa all'alluvione di  Palermo;
  aspettiamo  che ci vengano consegnate e le incardiniamo domani.  Il
  tutto da fare, comunque, in tempi molto rapidi, entro la settimana.
   Onorevoli  colleghi, manca tutta la Sinistra,  per  protesta?  C'è
  qualche motivo? O sono soltanto assenti.

   SAVARINO.  Se  apre e richiude, gli diciamo di scendere,  sono  in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevoli colleghi, per un fatto  di  ordine,
  siccome  ci  sono  due Commissioni che stanno lavorando  in  questo
  momento,   perché  andare  veloci  sì  ma  creare   confusione   mi
  scoccerebbe,  rinviamo di mezz'ora, di venti  minuti,  però  voglio
  capire se le Commissioni finiscono.
   Riprendiamo alle ore 16.30 in modo che diamo tempo a tutti di fare
  con calma. La seduta è sospesa fino alle ore 16.30.

     (la seduta, sospesa alle ore 15.44, è ripresa alle ore 16.38)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   parlamentari

      Precisazione relativa al congedo dell'onorevole Compagnone

   PRESIDENTE.  Con riferimento al congedo dell'onorevole Compagnone,
  annunziato  nella seduta n. 203 del 7 luglio 2020 per  la  medesima
  giornata,  preciso  che,  come da nota del  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  Popolari ed Autonomisti - Idea Sicilia , protocollata
  al  n.  1211-ARS/2020 del 7 luglio 2020, il congedo è da intendersi
  per   tutte  le  sedute della settimana  e per le  motivazioni  ivi
  specificate.

   L'Assemblea ne prende atto.


                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

    PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Catalfamo   ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.

  L'Assemblea ne prende atto.

   del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    Seguito  della  discussione del disegno di legge   Norme  per  il
  governo del territorio  (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-
  536/A)

    PRESIDENTE. Si riprende con il seguito della discussione del
  disegno di legge  Norme per il governo del territorio  (nn. 587-5-
  147-162-174-187-190-229-356-472-536/A).
    Invito i componenti della Commissione a prendere posto.
    Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                     Conferenza di pianificazione

    1.  La  Regione e gli Enti di cui all'articolo 1, nelle procedure
  di  formazione  degli  strumenti  di  pianificazione  territoriale,
  convocano,  nella modalità definita dall'articolo  19  della  legge
  regionale  7/2019, apposite Conferenze di pianificazione secondo  i
  criteri e le modalità previste nella presente legge.

    2.  La Conferenza di pianificazione ha la finalità di valutare il
  quadro conoscitivo approfondito e completo del territorio e del suo
  sviluppo   urbanistico  in  termini  di  sostenibilità  ambientale,
  sociale  ed  economica,  nonché di esprimere valutazioni  condivise
  sulle scelte, sugli obiettivi e sui contenuti della pianificazione.

    3.   Alla   Conferenza  di  pianificazione   sono   convocati   a
  partecipare  con  funzione  consultiva  senza  diritto  di  voto  i
  rappresentanti   degli   enti   territoriali   e   di   tutte    le
  amministrazioni  pubbliche  competenti  al  rilascio   di   pareri,
  concessioni,  autorizzazioni, nulla osta o altri  atti  di  assenso
  comunque denominati. Sono altresì essere invitati a partecipare con
  funzione consultiva senza diritto di voto i soggetti competenti  in
  materia ambientale per le finalità specificate negli articoli 12  e
  13  del  decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  e  successive
  modificazioni.  L'Amministrazione procedente invita  a  partecipare
  alla  Conferenza di pianificazione, in funzione consultiva e  senza
  diritto  di  voto,  i rappresentanti di altri enti  pubblici  o  di
  organizzazioni    sociali,    culturali,   economico-professionali,
  sindacali ed ambientaliste, legalmente riconosciute, che, per  loro
  specifiche  competenze e responsabilità, siano comunque interessati
  alle scelte di pianificazione.

    4.  L'Amministrazione  procedente nell'indire  la  Conferenza  di
  pianificazione,  mette  a  disposizione dei  soggetti  partecipanti
  almeno trenta giorni prima della data fissata il progetto di  piano
  corredato  dagli elaborati per la valutazione ambientale strategica
  (VAS).

    5.  Ogni  ente  ed organo convocato partecipa alla Conferenza  di
  pianificazione con un unico rappresentante legittimato, dall'organo
  istituzionalmente  competente, ad esprimere in modo  vincolante  le
  valutazioni   motivate  e  la  volontà  dell'ente   o   dell'organo
  rappresentato anche con prescrizioni, condizioni e modifiche.

    6.  La  Conferenza di pianificazione si conclude entro un termine
  prefissato,  comunque  non  inferiore  a  novanta  giorni,  con  un
  apposito  Accordo di pianificazione, sottoscritto in  conformità  a
  quanto disposto all'articolo 11.

    7.  Nel caso di dissenso motivato espresso da parte di uno o  più
  soggetti  aventi  diritto al voto, si applicano le disposizioni  di
  cui all'articolo 18, comma 3, della legge regionale 21 maggio 2019,
  n.7 e successive modificazioni.

    8.  Per  tutto  quanto  non previsto dal  presente  articolo,  si
  applicano,  in quanto compatibili, le disposizioni sulla Conferenza
  di  servizi  di cui alla legge regionale 21 maggio  2019,  n.  7  e
  successive modificazioni.».

    Allora, siamo all'articolo 10, i soppressivi sono ritirati.  Si
  passa all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Lupo ed altri.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, può aspettare solo un secondo?

   PALMERI. Sì.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  semplicemente  un   momento   di
  raccoglimento,  perché un paio di giorni fa a Messina  all'atto  di
  recarsi -  alla guida di una autobotte - per lo spegnimento  di  un
  incendio  è  morto precipitando con il camion un operaio  forestale
  che, dopo tanti anni vissuti nel precariato, era stato, finalmente,
  stabilizzato.
   L'operaio  Paolo Todaro muore a 67 anni alla guida di un'autobotte
  mentre  raggiungeva  un incendio su una strada sterrata,  peraltro,
  probabilmente  mal  tenuta. Precipita per 60  metri  e  lascia  una
  famiglia. Io credo che sia quanto meno doveroso ricordare la figura
  di quest'uomo che serviva la Regione come tanti altri che mettono a
  repentaglio  la  loro vita e, ancora, a 67 anni, quando  dovrebbero
  essere  prossimi  alla  pensione, o comunque non  dovrebbero  certo
  svolgere lavori così faticosi e pericolosi, invece, sono ancora sul
  campo di battaglia.
   Le  chiedo,  signor Presidente, da questo punto di  vista  sarebbe
  quanto  meno  corretto  che  quest'Aula  tributasse  un  minuto  di
  silenzio  prima di intraprendere i propri lavori, per ricordare  la
  figura di Paolo Todaro.


      Cordoglio per la morte dell'operaio forestale Paolo Todaro

   PRESIDENTE. Certo, assolutamente sì, per cui invito i colleghi  ad
  osservare   un  minuto  di  raccoglimento  per  questo   dipendente
  regionale che è venuto meno.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    Riprende  il  seguito  della discussione  del  disegno  di  legge
   Norme  per  il governo del territorio  (nn. 587-5-147-162-174-187-
  190-229-356-472-536/A)

   PRESIDENTE.   Con   questo  dispiacere  possiamo   riprendere   la
  discussione del disegno di legge.
   Onorevole Palmeri, ha facoltà di parlare.

   PALMERI.  Signor  Presidente, intervengo per dire  che  farei  mio
  l'emendamento soppressivo dell'onorevole Lupo in quanto secondo  me
  questo comma 5 sarebbe da bocciare, perché il rappresentate  di  un
  organo  collegiale non può modificare quanto deliberato dall'organo
  collegiale stesso.
   Ad  esempio, il Presidente di un Consiglio comunale,  ecco,  -  ci
  sono  delle  decisioni che competono ai Consigli  comunali  -  come
  quelle  decisioni  che  poi possono portare  a  una  variazione  di
  bilancio per il Consiglio comunale stesso.
   Quindi,  chiederei di fare voto nominale su questo abrogativo  del
  comma 5; poi, al comma 2, io avevo presentato un subemendamento che
  forse non è stato ancora distribuito in Aula.

   PRESIDENTE.  Vuole intervenire sul 10.22, che è quello  all'esame,
  dove c'è un invito al ritiro?

   PALMERI. Il 10.17, quindi, lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  No,  quando ci arriviamo poi lo fa  suo,  per  adesso
  siamo  al  10.22 che è suo, mi dicono che ci sarebbe un  invito  al
  ritiro perché complica la situazione.

   PALMERI.   Avevo  presentato  un  subemendamento,  se  l'Assessore
  Cordaro   può   apprezzare   questo   subemendamento   al    10.22,
  relativamente alla convenzione di Aarhus, avevo fatto una  modifica
  che magari potrebbe apprezzare.

   PRESIDENTE. Noi però non lo abbiamo questo subemendamento.

   PALMERI. Sì, gliel'ho consegnato.

   PRESIDENTE. Un attimo che distribuiamo questo subemendamento.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che è in congedo l'onorevole Zafarana.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 587-
  5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A

   PRESIDENTE.  Se  ci  sono  altri subemendamenti  nascosti,  se  li
  tiriamo  fuori,  ora,  per  gli  articoli  successivi.  L'onorevole
  Cordaro  ha  visto  questo subemendamento?  Lo  date,  per  favore,
  all'onorevole Cordaro?
   Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Favorevole.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   il   subemendamento  modifica  il  riferimento   alla
  convenzione  di  Aarhus  di  partecipazione  del  pubblico  con  il
  riferimento  all'articolo 3, sexies, del Decreto ambiente,  il  152
  del 2006 che poi disciplina il diritto di accesso alle informazioni
  ambientali e di partecipazione allo scopo collaborativo.
   Mi pare una buona soluzione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signori, a me sfugge il senso di questo articolo perché
  parliamo di una Conferenza di Pianificazione che, genericamente, si
  riferisce  a tutti gli strumenti di pianificazione, da  quello  del
  comune  a quello sovracomunale di Area vasta a quello della Regione
  se riguarda questioni che attengono alle competenze della Regione.
   E' una conferenza di pianificazione sulla formazione del Piano per
  il quale sono convocati tutti con decisione vincolante, nel momento
  in cui asseriscono l'opinione dei vari enti che loro rappresentano,
  vincolante a che cosa? Alla formazione del piano? Ma il  piano,  al
  fine  della sua formale approvazione, ha degli organi che la  legge
  prevede.
   Non riesco a capire, quindi, questa Conferenza che deve esprimersi
  sulla formazione di questo strumento, con parere vincolante, di una
  cosa che deve approvare, poi, un altro organo, se è la Regione,  la
  Regione, se è il comune, il consiglio comunale eccetera.
   Mi sembra una sovrapposizione. Può darsi che non ho colto. Capisco
  che  c'è  un  bisogno  partecipativo ma non vorrei  che  diventasse
  paralizzante.
   La  formazione  di  un  piano  è costruita  su  fabbisogni,  sulla
  relazione  economico-sociale di quel territorio o di quell'attività
  per cui si fa una proposta di pianificazione.
   Questa conferenza - sinceramente, lo chiedo all'Assessore - qual è
  la finalità?
   Ma  soprattutto qual è, non vorrei che rischiamo di complicare  la
  vita nella procedura del Piano regolatore.
   Se ci siamo stati vent'anni con la legge regionale n. 71 del 1978,
  non vorrei che con questi strumenti di sovrapposizione determiniamo
  un  ulteriore elemento di rallentamento perché voglio sapere se  un
  comune, attraverso il suo esponente, si esprime nella conferenza di
  pianificazione  contro le nuove edificazioni, e  poi  il  consiglio
  comunale approva un piano regolatore che prevede nuove edificazioni
  cosa prevale? L'organo approvante o l'organo che o una persona  che
  a nome di un ente si è espressa nella fase di formazione del piano?
   Credo che questa è una questione molto delicata.
   Quindi,  chiedo all'Assessore di avere un chiarimento,  al  di  là
  dell'emendamento  -  diciamo  -  della  collega,  ma  di  avere  un
  chiarimento sulla funzione di questa Conferenza.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  molto  brevemente  vorrei   dire
  all'Aula,  e all'onorevole Cracolici soprattutto, che la Conferenza
  della   quale   stiamo  parlando  diventa  l'unico   strumento   di
  espressione di tutti i pareri.
   Quindi,    è    un   fatto   straordinariamente   importante    di
  semplificazione, perché nessun ulteriore parere viene  reso  al  di
  fuori  della Conferenza. Stiamo procedendo, attraverso un organismo
  nuovo, a facilitare il percorso che poi deve arrivare all'obiettivo
  sotteso a questo articolo.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  come  diceva  il
  collega   Cracolici,  l'articolo  10  parla  della  Conferenza   di
  pianificazione. L'Assessore, giustamente, spiegava che è la cornice
  di tutti i piani perché poi lo troviamo nel PUG, nel PTR, nei piani
  provinciali, eccetera.
   Io  ho  una  perplessità su questo articolo, probabilmente,  mi  è
  sfuggito durante il dibattito in Commissione. Probabilmente,  anzi,
  possiamo risolvere con qualche emendamento.
   Ora,  alla  Conferenza di Pianificazione, come diceva l'assessore,
  partecipano  tutti  gli  enti territoriali, gli  enti  interessati,
  anche le associazioni perché è il momento inclusivo in cui, come se
  fosse  una sorta di Conferenza dei Servizi, partecipano tutti nella
  formazione dell'Accordo di Pianificazione, che è l'articolo 11.
   Però, se leggete il comma 3 - io l'ho letto poi, dopo che il testo
  è  stato approvato dalla Commissione  conferiamo a tutti i soggetti
  che  partecipano alla Conferenza di Pianificazione - cioè gli  enti
  territoriali,  i  soggetti competenti in  materia  ambientale  e  i
  rappresentanti  di  altri enti pubblici - una  funzione  consultiva
  senza diritto di voto, cioè nessuno ha diritto di voto.
   Però,  il  problema è che al comma 7 noi diciamo  che  i  soggetti
  aventi  diritto di voto esprimono un parere, eccetera. C'è qualcosa
  che  non  va,  è  chiaro perché qualcuno il diritto  di  voto  deve
  avercelo. Ora io vorrei capire se è il senso

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, aspetti. Faccia parlare, sennò  non
  si sente.

   TRIZZINO.   Concludo,  concludo  l'intervento.   Ho   trovano   un
  emendamento  del  Presidente  della Commissione  in  questo  senso.
  Vorrei  che venisse chiarito questo passaggio. Tra l'altro  ce  n'è
  anche uno del PD che penso sia del medesimo tenore, però, anche  in
  questo  caso,  andrebbe  spiegato  quali  funzioni  attribuiamo  ai
  soggetti che adesso hanno diritto di voto.

   PRESIDENTE Mi dicono che è già corretto questo?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore.  C'era stato un
  errore  nel  testo  dalla  Commissione,  lo  abbiamo  corretto  con
  l'emendamento  10.24 che, peraltro, è molto simile  all'emendamento
  presentato dai colleghi del PD. Quindi è corretto.

   DI MAURO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   DI  MAURO Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora, da quello
  che  -  onorevole  Cracolici, mi scusi  -  da  quello  che  afferma
  l'assessore questa Conferenza di pianificazione, in buona sostanza,
  è  finalizzata  ad affrontare davanti a tutti la questione  tecnica
  dei pareri, se non sbaglio.
   E,  quindi, cosa dice? Ci sono una serie di soggetti, che  sono  i
  rappresentanti   degli   enti   territoriali   e   di   tutte    le
  Amministrazioni  pubbliche  competenti  al  rilascio   di   pareri,
  concessioni e autorizzazioni, nulla osta, o altri atti di  assenso,
  comunque,  denominati. Cioè Sovraintendenza, Genio civile  e  tutti
  gli  altri enti che sono in questo senso e questi partecipano senza
  diritto di voto. Giusto, assessore?

   PRESIDENTE. Però, così non capiamo niente se parlate tra di voi

   DI  MAURO.   Poi, seconda questione, ad un certo punto,  scendendo
  nel ragionamento - sempre che l'impostazione che questa Conferenza,
  in  buona  sostanza,  dà tutti i nulla osta -  poi  si  comincia  a
  parlare  di  soggetti che sono titolari al voto. Io credo  che  sia
  opportuno che venga espresso chi sono i titolari al voto. Nell'art.
  10.24 c'è scritto?
   Da  un  lato  noi  avremmo,  praticamente,  gli  Uffici  regionali
  preposti al parere che non hanno diritto di voto, cioè spiegano  il
  parere,  lo lasciano lì e la Conferenza ne prende atto;  poi  a  un
  certo punto, invece, si fa cenno che ogni ente o organo convocato a
  partecipare  alla  conferenza con unico rappresentante  legittimato
  dall'organo  istituzionalmente  competente  ad  esprimere  in  modo
  vincolante   le  valutazioni  motivando  la  volontà  dell'ente   o
  dell'organo  rappresentato,  anche con prescrizioni,  condizioni  o
  modifiche.
   Quindi, non ha diritto di voto, il parere però è vincolante e  poi
  più  sotto si parla di soggetti che hanno diritto al voto.  Siccome
  questo  articolo  credo  che sia fondamentale,  come  diceva  anche
  l'Assessore,  se  non  vogliamo  evitare  che  complichi  le  cose,
  dobbiamo  chiarire  chi  ha il diritto di  voto  e  se  i  soggetti
  titolari, mi riferisco alla Pubblica Amministrazione regionale  che
  esprime  parere, se possono partecipare esprimendo il loro consenso
  o il loro dissenso e se hanno diritto di voto.
   Quindi, chiedo un momento di sospensione per chiarire queste cose.

   PRESIDENTE. Allora, chiedo silenzio, onorevole Barbagallo, però la
  mia  idea  visto  e  considerato  che  quello  che  viene  detto  è
  importante, io forse sarei dell'idea di accantonarlo, lo  rivediamo
  con calma un attimo, con serenità questo.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ci eravamo  già
  accorti  che  c'era  un'incongruenza nel testo, quando  lo  abbiamo
  approvato  in  Commissione,  per  cui  la  stessa  Commissione   ha
  approvato un emendamento che è il 10.24 che divide tra quelli che

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.    Scusatemi,    dopo   l'intervento    dell'onorevole
  Barbagallo, comunque, la mia idea è quella di accantonarlo.  Prego,
  onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.   Io,  signor  Presidente,  sono  preoccupato   perché
  l'articolo  10  è  un  articolo  rilevante sull'impostazione  della
  legge  perché è un articolo rivolto alla semplificazione  e  quindi
  non sono concesse sbavature.
   Da  che  mondo  è  mondo,  facendo  seguito  all'intervento  degli
  onorevoli  Cracolici  e  Di  Mauro, gli enti  che  partecipano  con
  diritto  di  voto sono proprio quelli che esprimono  il  parere  e,
  quindi, c'è un'incongruenza sul testo che è arrivato in Aula che  è
  singolare; partecipano, poi, senza diritto di voto - come è  giusto
  che  sia  -   gli  enti  che sono titolari di interessi  diffusi  -
  un'associazione - e qua è scritto tutto al contrario. Quindi, non è
  che è un aspetto indifferente.
   Ora,  voglio  dire,  i  colleghi sono stati  bravi  e  attenti  ma
  certamente, Presidente, io credo che il testo andrebbe approfondito
  o accantonato.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, posto che io mi rimetto alla decisione della Presidenza
  sulla eventuale accantonamento, ma vorrei spiegare.

   PRESIDENTE. Prego.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Dicevo,  posto
  che  mi  rimetto  alla decisione della Presidenza  sulla  eventuale
  opportunità di accantonamento, vorrei dire che gli enti  dei  quali
  chiedeva   notizie  l'onorevole  Di  Mauro  sono  quelli   previsti
  all'articolo  1, e cioè quelli che hanno diritto al voto:  Regione,
  Città  metropolitana, comuni singoli o riuniti  in  consorzio.  Gli
  altri, quelli titolari di interessi diffusi

   DI MAURO. Ma dove è..

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Ma   fa
  riferimento  all'articolo  1,  la  Regione  e  gli  enti   di   cui
  all'articolo 1 onorevole Di Mauro, è il primo rigo dell'articolo.
   Se  poi  lei  va a leggere l'articolo 1. Se leggete  il  combinato
  disposto  di quello che ho appena letto con l'emendamento al  quale
  ha  fatto  riferimento poc'anzi l'onorevole Savarino, l'arcano  non
  c'è più; se poi c'è la necessità di approfondire

   PRESIDENTE.  No,  non  possiamo, onorevole Cordaro,  scusi  se  la
  interrompo: non potremmo fare un emendamento, visto che c'è  questa
  confusione,  proprio  di  riscrittura in modo  da  semplificare  il
  tutto?
   Perché la mia preoccupazione, scusi onorevole Savarino, è che  poi
  quando  queste carte qua vanno ai funzionari che devono capire  che
  cosa  fare,  se ci fosse una riscrittura che spieghi  il  tutto  in
  maniera chiara, forse evitiamo tutti questi dubbi. Io non sarei  in
  disaccordo a farlo.
   Lo  accantoniamo, perché alla fine della riunione ci  sediamo  due
  minuti,  vediamo  di capire quali sono i problemi  e  cerchiamo  di
  risolverli.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Prima  di
  accantonare,  chiederei  ai  colleghi  di  rileggere  il  comma  3,
  cassando, dopo  alla conferenza di pianificazione sono convocati  a
  partecipare , cassando da  con funzione consultiva senza diritto di
  voto ,  questo  viene  cassato,  i rappresentanti  e  quindi  hanno
  diritto  di voto. C'è stato un errore qui che abbiamo corretto  sia
  con un emendamento del PD che con un emendamento della Commissione.
  Se  si  cassano  queste  parole, che sono un errore  materiale  che
  abbiamo già corretto con l'emendamento 10.24

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore   formare perché
  acquisisci  una serie di pareri e nulla-osta e quindi è in  itinere
  la formazione   la costruzione

   PRESIDENTE. L'articolo 10 lo accantoniamo, andiamo avanti,  perché
  tutte queste obiezioni sono oggettivamente  io stesso non riesco  a
  capire cosa c'è scritto. Siccome il compito dell'Assemblea e  della
  Presidenza  è  quello  di  fare leggi chiare,  lo  riscriviamo.  Ci
  vediamo dopo l'Aula su questo argomento, ci vediamo nel mio Ufficio
  dopo l'Aula con l'Assessore e con la Presidente della Commissione e
  lo  riscriviamo in modo tale che non ci possono essere dubbi.  Così
  poi ognuno decide se votare a favore o contro, ma almeno su qualche
  cosa che sia chiara a tutti.
   Gli articoli 11 e 12 rimangono accantonati.
   Si passa all'articolo 14. Nel do lettura:

                               CAPO II
                          Uffici della regione

                               Art. 14.
             Sistema informativo territoriale regionale (SITR)

   1. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente realizza
  e  gestisce  il  sistema informativo territoriale regionale  (SITR)
  allo  scopo  di garantire agli Enti locali siciliani e  a  tutti  i
  dipartimenti regionali l'interscambio di dati per la formazione dei
  rispettivi   nodi  locali  del  sistema  informativo   territoriale
  regionale.

   2.  Il SITR organizza la conoscenza del territorio regionale nelle
  fasi   di  individuazione,       acquisizione,  georeferenziazione,
  certificazione, finalizzazione ed aggiornamento delle informazioni,
  nonché  nelle fasi della sua rappresentazione; esso costituisce  il
  supporto territoriale georeferenziato per la redazione del rapporto
  annuale sullo stato dell'ambiente e della pianificazione regionale.

   3.  Per  la sua funzione di coordinamento di tutte le informazioni
  territoriali  inerenti alla pianificazione, il regime  vincolistico
  ed  il  controllo  dello  sviluppo insediativo  del  territorio,  è
  assegnato  all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
  il  ruolo  centrale  di gestione delle attività  di  rilevazione  e
  rappresentazione cartografica da porre a base di ogni strumento  di
  pianificazione   e   programmazione   sovraordinata   in    materia
  ambientale,  forestale, idrogeologica, dei parchi e  delle  riserve
  naturali,  delle  infrastrutturale della  viabilità  e  portualità,
  nonché  dei  piani  paesaggistici regionali e della  pianificazione
  commerciale  e  produttiva.  A  tal  fine,  costituendo   il   SITR
  collettore  unico  per la Regione delle informazioni  territoriali,
  tutti  gli  Enti locali ed i dipartimenti della Regione trasmettono
  allo  stesso tutti i dati rappresentabili geograficamente in  forma
  vettoriale georiferita e tutti i dati raster georiferiti relativi a
  tutto  il  territorio  regionale, afferenti  i  rispettivi  compiti
  istituzionali secondo i dettami emanati dal Dipartimento  regionale
  dell'urbanistica.

   4.  La  gestione  integrata  del sistema informativo  territoriale
  coinvolge,   attraverso   appositi   accordi   di   programma,   le
  amministrazioni regionali a vario titolo interessate ai processi di
  pianificazione, nonché le amministrazioni delle Città metropolitane
  e  dei Consorzi di Comuni, che costituiscono i nodi territoriali di
  riferimento per gli Enti locali appartenetti ai rispettivi ambiti.

   5. Ai fini del presente articolo, il SITR:

   a)   cura  la  realizzazione  e  l'aggiornamento  periodico  della
  cartografia  ufficiale  a  scala 1:10.000 e  1:2000  informatizzata
  della Regione, anche ai fini GIS e delinea norme tecniche e criteri
  metodologici per la formazione, integrazione e aggiornamento  della
  cartografia,   generale  e  tematica,  da  parte  di   altri   Enti
  territoriali operanti nella Regione;

   b) cura la formazione, la conservazione digitale e l'aggiornamento
  periodico delle informazioni fotografiche di base per la conoscenza
  del  territorio quali voli fotogrammetrici, immagini    satellitari
  e      relative  elaborazioni,  le  cartografie  storiche,  i  dati
  informativi  geologici pedologici, di uso e  copertura  del  suolo,
  nonché il database delle informazioni topografiche di riferimento;

   c)  promuove  la  formazione  e  l'aggiornamento  di  banche  dati
  geografiche  condivise  anche  a livello  comunale,  attraverso  la
  ricerca, lo sviluppo e la divulgazione di metodologie unificate per
  garantire principi, concetti e linguaggi comuni, favorendo  in  tal
  modo l'integrazione tra i diversi sistemi di informazioni, sia allo
  stesso livello di pianificazione che tra livelli diversi;

   d)  gestisce  l'archivio  cartografico e fotografico  (numerico  e
  cartaceo) con controllo e movimentazione degli atti cartografici  e
  fotografici  consentendo  la  consultazione  e  la  divulgazione  a
  chiunque  ne  abbia  interesse, secondo le  modalità  previste  dal
  regolamento vigente;

   e) svolge attività di supporto alle Amministrazioni regionali, per
  la  realizzazione  e  la georeferenziazione  di  dati  cartografici
  tematici per il successivo inserimento nel sistema;

   f)  si  interfaccia con gli altri organi cartografici dello  Stato
  (IGM  -  IIM - Agenzia Territorio ecc.) e delle Regioni al fine  di
  perseguire  unitarietà  di  azione  e  di  metodologie  a   livello
  nazionale e locale.

   6. Il nodo regionale del SITR:

   a)  organizza  ed  aggiorna  il  SITR  nodo  regionale,  facendovi
  confluire, previa certificazione:

   1) le informazioni di base derivate dalle cartografie ufficiali, a
  tutte  le  scale,  di propria competenza e degli  organi  ufficiali
  dello Stato;

   2)  le  informazioni  provenienti dalle  altre  amministrazioni  e
  uffici regionali e statali, dagli Enti locali, dai nodi locali  del
  SITR e dalla comunità scientifica;

   3)  le  informazioni  contenute in altri  sistemi  informativi  di
  competenza di altre amministrazioni ed uffici regionali e  statali,
  in  special modo in tema ambientale, forestale e demaniale [Sistema
  Informativo   Regionale  Ambientale  (SIRA)   Sistema   Informativo
  Valutazione   di   Impatto   Ambientale,   Valutazione   Ambientale
  Strategica e Valutazione di incidenza (SI-VVI), Sistema Informativo
  Forestale  (SIF)  e Sistema Informativo Demanio Regione  Sicilia  -
  (SIDERSI)];

   4)  i dati statistici ufficiali rilevati dall'ISTAT, dai Comuni  e
  dagli   altri  Enti  regionali;  ogni  altra  banca  dati  ritenuta
  necessaria per la conoscenza del territorio;

   b) stipula protocolli d'intesa con enti al fine di incrementare le
  informazioni geografiche;

   c)  si interfaccia con i nodi territoriali del SITR per lo scambio
  e la condivisione delle informazioni, coordinandone le modalità;

   d)  si  interfaccia con altri sistemi di informazione Territoriale
  (SIT-SIF-SIRA, ecc.) fornendo la condivisione dei tematismi e delle
  cartografie di base, fungendo da nodo cartografico di riferimento;

   e)   fornisce   ai  soggetti  istituzionali  competenti   per   la
  pianificazione  territoriale ed urbanistica e per la programmazione
  economica  le  informazioni ed i supporti in  possesso  in  formato
  digitale,  necessari per la redazione, la verifica, e l'adeguamento
  dei rispettivi piani e programmi;

   f)  garantisce l'accesso, da parte di chiunque, ai dati  ufficiali
  del   SITR  e  ne  facilita  la  consultazione  e  la  divulgazione
  attraverso   la   pubblicazione  sul  sito   dell'Assessorato   del
  territorio e dell'ambiente;

   g)  si interfaccia, collabora e si avvale di altre strutture della
  Regione appositamente create o preposte per la gestione della parte
  informatica o per la esternalizzazione dei servizi del sistema.

   7.  I dati del SITR sono accessibili in forma libera e senza oneri
  per  la  pubblica amministrazione e per i professionisti incaricati
  di  redigere  strumenti di pianificazione e  progetti  di  pubblico
  interesse. E' facilitata la consultazione e la divulgazione  per  i
  professionisti  ed i privati attraverso la pubblicazione  sul  sito
  dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.

   8.  In  sede  di prima applicazione della presente legge,  per  le
  finalità  di cui al presente articolo è autorizzata la spesa  di  2
  milioni  di  euro, cui si provvede nell'ambito delle  disponibilità
  del   programma  Agenda  Digitale.  Il  Governo  della  Regione   è
  autorizzato,  nel rispetto delle vigenti procedure, ad  avviare  la
  conseguente  modifica dei programmi operativi di  attuazione  della
  spesa dei fondi extraregionali.

   Onorevole Cordaro, lei deve scrivere leggi più sintetiche così  si
  evitano questo tipo di problemi.
   Eliminati  i  soppressivi, si passa all'emendamento  14.21  che  è
  inammissibile. Più che inammissibile precluso.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.9, dell'onorevole Calderone.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, sull'articolo 14  se  non  ricordo
  male,  era  uno  degli  articoli su cui era prevista  la  copertura
  finanziaria.  Io  vorrei sentire l'Assessore  se,  magari,  è  così
  cortese  che ci relaziona sulla copertura e se sono state  reperite
  le risorse.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Certamente  sì,
  come può confermare il Presidente della Commissione  Bilancio .

   PRESIDENTE.   All'emendamento   14.9   è   stato   presentato   il
  subemendamento il 14.9.1, a firma della Commissione.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento 14.9.1. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 14.9, come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 14.22, degli onorevole Palmeri ed altri.
  Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Si  rimette
  all'Aula.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, praticamente i dipartimenti regionali,
  a  differenza  degli  assessorati,  chiaramente  non  costituiscono
  articolazione   della  Regione.  Possono  cambiare.   Quindi,   era
  semplicemente un aggiustamento tecnico della dicitura.
   Poi,  per  la  natura del SITR devo dire anche che ci  sono  delle
  competenze che competono a più dipartimenti dell'ARTA.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Aspetti, siamo prima. Sul problema dell'  almeno   che
  dobbiamo parlare ancora.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 14.22. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 14.23, degli onorevoli Palmeri ed altri,
  che  è quello sulla parola  almeno . Sono d'accordo con l'onorevole
  Cracolici, non è chiaro cosa significhi.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, siccome ci sono delle scale  anche  a
  2.000,    quindi   si   lasciava   nelle   mani   dell'Assessorato,
  dell'Assessore  la  decisione; infatti,  è  scritto   può  almeno .
  Quindi,  ci  possono  essere delle scale con livelli  di  dettaglio
  maggiore o minore. Per questo io ho scritto  almeno . Semplicemente
  una cosa tecnica. E comunque poi decide sempre l'Assessorato.

   PRESIDENTE. L'1:10.000 è più dettagliato dell'1:2.000.

   PALMERI. E' al contrario.

   PRESIDENTE. E quindi se metti  almeno  diventa 1:20.000 che è meno
  dettagliato. Cioè  almeno  è  almeno  al ribasso o al rialzo?

   PALMERI. Ci possono essere alcuni casi

   PRESIDENTE. Ma noi non possiamo decidere qual è la scala giusta  e
  diciamo che deve essere 1:2.000?

   PALMERI. E, comunque, decide sempre, alla fine, l'Assessorato  per
  come è scritto.

   PRESIDENTE. Allora io direi che invece di mettere  almeno  diciamo
   o  più  dettagliato ancora . Non lo so, ma l'  almeno  rischia  di
  renderlo  meno  dettagliato. Perché se è almeno 1:10.000  significa
  1:20.000.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  al  di  là  dell'   almeno    che
  sinceramente non c'entra niente in questo caso, il tema è che anche
  nel testo o la scala è a 10.000 o è a 2.000. Stiamo parlando di due
  cose che sono completamente diverse.
   Il  livello  di dettaglio di una informatizzazione a 2.000  ci  fa
  vedere,  Google Art ci fa vedere il palazzo con la via e le persone
  che  camminano  a secondo il modo con cui ti avvicini  all'immagine
  che  vuoi mettere a fuoco. Allora, o il sistema informatico si dice
  che  la Regione siciliana informatizza il suo sistema territoriale,
  io  penso  ad  una scala a 2.000 perché devi avere  un  livello  di
  dettaglio  tale per cui la pianificazione . Perché basta una  linea
  che cambi ettari di destinazione urbanistica.
   Stabiliamo,  allora, una scala,non  10.000 o 2.000  che  sono  due
  cose completamente diverse.
   Puoi   fare  il  piano  paesaggistico  a  10.000.  Ma   un   piano
  territoriale non puoi farlo non inferiore a 2000 perché  altrimenti
  non vedi nulla.
   Ricordo  che la 71/78 prevede che le prescrizioni esecutive,  cioè
  tutto  quello che di nuovo fai nel piano regolatore, deve essere  a
  scala  a 2000. Noi con questo  forse  creiamo ulteriore caos, altro
  che   semplificazione  ,colleghi   Attenzione  che  in  nome  della
  semplificazione rischiamo di fare caos.
   Quindi,  una  cosa stabiliamo: secondo me la scala deve  essere  a
  2.000  però io mi confronto. Ma non possiamo dire due cose diverse.
  Che  possiamo stare contemporaneamente a Milano o a Lampedusa: o  a
  Milano o a Lampedusa.

   PRESIDENTE.  Io rischio di fare una brutta figura, ma continuo  ad
  essere convinto che 1:10.000 è più dettagliata di 1:2.000.
   Voi  dite  di no? Perché 1:2.000 significa un pezzo più grande  di
  terreno  e  quindi meno dettagliato. Un pezzo più piccolo  fatto  a
  1:10.000  più dettagliato.
   Mi  sono costituito all'inizio. Ho fatto il liceo classico, è vero
  ma nella mia testa 1:10.000 era più dettagliato che 1:2.000.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, suggerisco invece dell'  almeno  dopo
  la  parola   aggiornamento   aggiungere la  parola   migliorativo .
  Quindi, non definiamo a priori quale sarà la scala

   CRACOLICI. Ancora peggio

   TANCREDI. Se è migliorativo possibilmente l'indice di capacità  di
  visione
   Quindi, in una norma non mettiamo un indice preciso.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  adesso volete  intervenire  tutti  per  il
  problema  dell'almeno 1:10.000? Non possiamo stabilire  qual  è  la
  scala giusta da fare?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  vorrei  ricordare ai colleghi  e  anche  all'onorevole
  Cracolici che la scala 1:2.000 è utilizzata per i piani attuativi e
  la scala 1:10.000 è utilizzata per la zonizzazione, quindi sono due
  principi diversi. Credo che i tecnici che hanno scritto queste cose
  ne sappiano più di me e probabilmente, non sono sicuro, più di lei.

   PRESIDENTE.  Non vorrei, onorevole Cracolici, se quello  che  dice
  l'Assessore è vero vuol dire che 1:10.000 è più dettagliato.

   CRACOLICI. No.

   PRESIDENTE.   Se   1:2.000  è  piano  attuativo   e   1:10.000   è
  zonizzazione, la zona è più piccola per cui vuol dire che
   Va   bene.  Onorevole  Cracolici,  quando  io  sbaglio  mi   piace
  insistere.
   Abbiamo risolto, Assessore? Lasciamo quindi le cose come stanno.
   L'emendamento  con  almeno  lo abbiamo ritirato, è vero  onorevole
  Palmeri?

   PALMERI. Sì.

   PRESIDENTE. Va bene.
   Si  passa  all'emendamento 14.7, di soppressione del  comma  6,  a
  firma  degli  onorevoli  Lupo, Barbagallo ed  altri.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Gli altri emendamenti sono ritirati.
   Pongo  in  votazione l'articolo 14, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15.
           Elementi di pianificazione territoriale regionale

   1.  L'Assessorato  regionale del territorio  e  dell'ambiente,  in
  relazione  alle competenze istituzionali proprie, di  concerto  con
  l'Assessorato   regionale  dei  beni  culturali   e   dell'identità
  siciliana, anche avvalendosi dei dati del SITR elabora ed  aggiorna
  il piano territoriale regionale (PTR) di cui al Titolo VI.

   2.  Nell'ambito  delle funzioni di cui al comma  1,  l'Assessorato
  regionale  del territorio e l'ambiente gestisce il PTR. L'Assessore
  regionale  per  il territorio e l'ambiente elabora  annualmente  un
  Rapporto   sullo  stato  del  territorio  regionale  e  delle   sue
  criticità,   con   particolare   riferimento   allo   stato   della
  pianificazione e allo stato dell'ambiente.

   3.  Per  le  funzioni  di  cui ai commi 1  e  2,  il  Dipartimento
  regionale dell'urbanistica assicura i raccordi con gli altri uffici
  della   Regione,  con  gli  Enti  locali,  con  le  amministrazioni
  istituzionali   dello  Stato  e  con  le  altre   Regioni,   previa
  acquisizione del parere del Comitato Tecnico Scientifico  (CTS)  di
  cui all'articolo 48.

   4.   Al   fine  di  assicurare  le  relative  attività  e   dotare
  l'Amministrazione  regionale  degli strumenti  operativi  necessari
  alla  formazione del PTR e per un aggiornamento continuo nel quadro
  delle   pertinenti   iniziative   di  programmazione,   l'Assessore
  regionale  per  il  territorio  e l'ambiente,  nel  rispetto  delle
  disposizioni contenute nel decreto legislativo 12 aprile  2016,  n.
  50   e   successive  modificazioni,  è  autorizzato   a   stipulare
  convenzioni  con  enti  di  ricerca di  importanza  nazionale,  con
  istituzioni  universitarie,  società  ed  enti  privati   altamente
  specializzati.

   5.  Le convenzioni di cui al comma 4, nel rispetto della normativa
  comunitaria  e nazionale in materia di aggiudicazione  di  servizi,
  una  volta perfezionate, sono trasmesse alla competente Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.

   6.  Le  convenzioni  di  cui  al comma  4  consentono  altresì  la
  realizzazione del sistema informativo territoriale e ambientale per
  il    rilevamento,    coordinamento    e    programmazione    della
  fotocartografia del territorio regionale di cui all'articolo 14.

   7.  Dalle disposizioni del presente articolo non derivano nuovi  o
  maggiori   oneri  a  carico  del  bilancio  della   Regione.   Agli
  adempimenti  previsti si provvede con le risorse umane, finanziarie
  e strumentali disponibili a legislazione vigente.

   Si passa all'emendamento 15.21, a firma degli onorevoli Palmeri ed
  altri:   Al  comma  2  la  parola   Assessore   è  sostituita   con
   Assessorato».
   Onorevole  Cordaro, non la vogliono considerare  come  persone  ma
  come edificio.
   Il parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  mi  rimetto all'Aula, mi pare, non lo  so,  non  credo
  cambi molto nella sostanza e, quindi, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Ci  rimettiamo
  all'Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  non  sto
  parlando  sull'emendamento, ad esempio, leggo  subito  in  diretta,
  cerco  di leggere gli articoli. Qui l'Assessorato del territorio  e
  dell'ambiente, in relazione alle competenze istituzionali  proprie,
  avvalendosi  del sistema  elabora e aggiorna il piano  territoriale
  regionale. Bene. Di concerto con i beni culturali.
   Ma  il  piano paesaggistico è una competenza dell'Assessorato  dei
  beni  culturali.  Cioè, quindi, stiamo dicendo che  in  Sicilia  il
  piano  paesaggistico  non è più di competenza dell'Assessorato  dei
  beni culturali ma di concerto con l'Assessorato dei beni culturali.
  È  una  modifica  profonda  del  sistema,  diciamo,  perché  stiamo
  parlando  di  beni archeologici, cioè stiamo parlando  di  un'altra
  cosa.
   Dico, abbiamo le valutazioni approfondite di che cosa vuol dire in
  termini  di capacità elaborativa da parte di un singolo Assessorato
  ad  avere  la  dimensione  anche di tipo paesaggistico?  Perché  il
  territorio  e  ambiente già fa i vincoli idrogeologici,  i  vincoli
  idraulico forestali, cioè c'ha una serie di, come dire, grava sulle
  sue  spalle una serie attività. Qui diciamo un'altra cosa:  che  va
  sostanzialmente in assoluta differenza rispetto al quadro attuale.
   Poi, se avete valutato e fatto tutte le opportune valutazioni, io,
  come  dire,  mi rimetto al lavoro che è stato fatto; vorrei,  però,
  che ci fosse la consapevolezza di quello che stiamo facendo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, io ho alcune perplessità  profonde
  sull'articolo  15.  Intanto, ci pare poco conducente  l'espressione
  del comma 2  l'Assessorato regionale territorio e ambiente gestisce
  il  piano  territoriale regionale . L'espressione  gestisce   evoca
  altri  scenari che certamente sono estranei rispetto alle  funzioni
  precipue di indirizzo e controllo in capo all'Assessorato.
   Mi  preoccupa ancor di più il comma 3 che prevede un ulteriore non
  previsto prima parere del Comitato Tecnico Scientifico. Per cui, io
  non  vorrei  continuare nello scontro che ha caratterizzato  questa
  Legislatura  dal  sottoscritto Comitato Tecnico  Scientifico  ma  a
  nostro giudizio continua ad essere il ventre molle dell'Assessorato
  regionale del territorio ed ambiente. C'è un arretrato preoccupante
  imputabile a questo Comitato Tecnico Scientifico e continuiamo

   PRESIDENTE.  Assessore Cordaro, lasci finire, perché così  non  si
  capisce niente.

   BARBAGALLO...  e  continuiamo ad imbrigliare le procedure  con  un
  parere del Comitato Tecnico Scientifico di cui all'articolo 48  che
  è quello in seno alla legge finanziaria.
   C'è, infine,  Presidente, una questione che ci preoccupa ancora di
  più. La legge dovrebbe servire a fare chiarezza fra coloro che sono
  chiamati ad esprimere un parere di tutela paesaggistica e quindi di
  competenza   dei   Beni   culturali  e  quindi   del   dipartimento
  all'assessore  Samonà  e  coloro  che,  invece,  sono  chiamati   -
  Presidente la prego di ascoltarmi - a tutelare il potere ambientale
  di   competenza  di  un  altro  Assessorato  ed  io,  invece,  sono
  fortemente preoccupato che noi stiamo commistionando i due  pareri,
  i due poteri, e c'è un'incidenza pericolosa dell'uno nell'altro che
  credo   andrebbero  trattati  in  modo  distinto;   come   distinto
  all'articolo 10 era la partecipazione in conferenza di  servizi  di
  coloro che sono chiamati ad esprimere un parere paesaggistico e  di
  coloro che invece sono chiamati ad esprimere un parere ambientale.
   Quindi,  a  nostro  giudizio, l'articolo  15  così  non  funziona.
  Pertanto, insistiamo nei soppressivi.

   PRESIDENTE.  Assessore  Cordaro,  siccome  questa  è   una   legge
  importante chiariamole queste cose perché sennò lasciamo il dubbio.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  temo  che ci sia, ferma  restando  la  volontà  di
  migliorare  la  legge, però credo che già è un  po'  di  volte  che
  incorriamo in gravi confusioni.
   La individuazione di un Comitato Tecnico Scientifico ha proprio il
  compito di non passare dalla Commissione VIA-VAS. Probabilmente, si
  h   confuso  pensando  che  il  comitato  che  è  Comitato  Tecnico
  Scientifico  non perché c'è stato un errore nella dizione  o  nella
  trascrizione,   ma  è  cosa  diversa  che  semplifica,   Presidente
  Micciché,  anche la procedura. Quindi, io inviterei i colleghi  del
  PD, e soprattutto l'onorevole Barbagallo che con noi ha partecipato
  alla  redazione di questo articolo, a considerare qual è  il  senso
  dell'articolo stesso.
   Siamo pienamente, Presidente, in un'ottica di semplificazione.  Se
  poi  il  problema  è  modificare con un  subemendamento  la  parola
   gestisce  non abbiamo nessuna difficoltà a farlo. Però,  le  posso
  garantire, Presidente, che proprio perché la legge è importante, ci
  abbiamo lavorato per più di un anno in Commissione ed in Aula dal 4
  giugno e ciascuno di noi ha fatto la sua parte.
   Io  vorrei  invitare i colleghi a valutare e sono  disponibile  in
  ogni  caso  a  farlo  dove  e quando lo vorranno  quelli  che  sono
  elementi di dubbio perché in questo caso, anche in questo caso,  io
  credo di averli sciolti. Il Comitato Tecnico Scientifico non  è  la
  Commissione  VIA-VAS ed è un comitato che serve a  semplificare  la
  procedura.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   Allora,  onorevole Barbagallo, siccome nella sua dichiarazione  ha
  detto  che  non sono più ritirati i soppressivi, che cosa significa
  che li dobbiamo votare tutti o quello relativo a questo argomento?

  BARBAGALLO. Insistiamo, Presidente.

  PRESIDENTE. Scusi, non ho capito.

  BARBAGALLO. Insistiamo, Presidente, comma per comma. Perché  voglio
  dire  oltretutto sono anche commi slegati l'uno dall'altro per  cui
  non c'è soltanto il tema...

  PRESIDENTE. Benissimo, eravamo già al 15.21 che è quello da votare,
  se  mettere Assessore o Assessorato. Il Governo e la Commissione si
  sono rimessi all'Aula.
  No,  questo  non è soppressivo. Io da ora in poi posso,  quelli  di
  prima non li possiamo riprendere. Onorevole Barbagallo, lei mi  sta
  dicendo  ora che i soppressivi non sono più ritirati; a partire  da
  ora,  altrimenti  ricominciamo a votare la legge? Quindi,  fino  ad
  ora,  siamo al 15.21. Sino al 15.21 quello che è stato approvato  è
  stato  approvato, a partire da ora gli emendamenti soppressivi  non
  sono più ritirati, ma non è che io posso andare a riprendere quelli
  di prima
  Per   cui,   intanto   pongo  in  votazione  l'emendamento   15.21,
  dell'onorevole  Palmeri.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)

  Quindi,  d'ora  in  poi  si  parla di Assessorato  invece   che  di
  Assessore.
  Si passa all'emendamento  soppressivo 15.4, a firma degli onorevoli
  Lupo, Barbagallo ed altri.  Lo pongo in votazione.

  BARBAGALLO .   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 15.4

  PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 15.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme  il
  pulsante bianco. Votate esattamente come sapete, cioè si vota  e  si
  estrae la tessera.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            54
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          19
   Contrari            30
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 15.14 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 15.9. Questo è ancora valido, onorevole
  Barbagallo?

   BARBAGALLO. L'emendamento 15.9 è dell'onorevole Calderone che apre
  tutte le mie perplessità perché se l'onorevole Calderone chiede  di
  sopprimere il 48

   PRESIDENTE. E' soltanto una correzione. Non è l'articolo 48 ma  il
  49.  Quindi,  è soltanto una correzione. E' ritirato. Va  bene,  in
  ogni caso  se era stato corretto, era precluso.
   Si passa all'emendamento 15.22, a firma degli onorevoli Palmeri ed
  altri.  Il  parere  del  Governo  è  favorevole.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  15.5, a firma  degli  onorevoli  Lupo,
  Barbagallo ed altri.

   BARBAGALLO.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota  sì  preme
  il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

   PRESIDENTE. Non c'è il quorum?  Era arrivato a sette,  l'ho  visto
  io. Si deve rifare.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Insistiamo  sul  soppressivo  perché   è   veramente
  insopportabile  in  un  momento come questo chiedere  di  stipulare
  convenzioni con enti privati altamente specializzati.  Ma dico,  se
  fossero state le Università ci saremmo ritrovati su un momento .

                     (Intervento fuori microfono)

     Siamo  al  15.5:   il  comma 4 è soppresso .  Che  l'Assessorato
  regionale  del territorio e dell'ambiente è autorizzato a stipulare
  convenzioni   con   enti   di  ricerca  di  importanza   nazionale,
  istituzioni  universitarie e siamo nella parte pubblica,  poi  alla
  fine  società  ed  enti  privati  altamente  specializzati,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE  Onorevole Barbagallo, posso dare un  suggerimento?  Se
  lei  vuole levare società e privati presenti un emendamento in  cui
  toglie società e privati piuttosto che sopprimere.

   BARBAGALLO. Volevo sentire prima il parere del Governo.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  non  mi straccio le vesti, però  voglio  fare  una
  domanda al collega Barbagallo, quindi che ne so se Ismett, Rimed  o
  qualcuno  di  questa portata, di questa rilevanza  vuole  fare  una
  convenzione  con  la Regione noi gli diciamo di no perché  dobbiamo
  levare
   Non  lo  so,  io  non ho alcuna difficoltà, però  stiamo  parlando
  veramente di temi che vogliono mi suggeriscono la Kore; per carità,
  anche  quella è privata, ne prendo atto, sarà un'istituzione  però,
  al di là di questo, onorevole Lupo, lei mi conosce bene, io non amo
  mai  scendere  nella  polemica, vorrei  ribadire  la  necessità  di
  valutare  bene  il soppressivo, al netto del fatto che  io  poi  mi
  rimetto  all'Aula, perché non è certamente un tema  che  cambia  la
  legge.

   PRESIDENTE.   Un  attimo  solo,  per  favore  perché   ci   stiamo
  confondendo, onorevole Barbagallo, parli al microfono.

   BARBAGALLO. Piuttosto che presentare il modificativo, già  c'è  un
  modificativo  a firma degli onorevoli Cracolici e Lupo,  il  15.23,
  che è proprio relativo allo stesso argomento.

   PRESIDENTE. Quindi, questo lo ritira?

   BARBAGALLO. Sì.

   PRESIDENTE. Quindi, questo è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 15.20, a firma dell'onorevole Gucciardi,
  che è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 15.23, di cui parlava adesso l'onorevole
  Barbagallo,  a  firma degli onorevoli Cracolici  ed  altri.  Se  il
  Governo è favorevole

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Scusi,
  Presidente, perché ero al telefono con il Vicepresidente Armao  che
  dà  la  sua  disponibilità per il dibattito di domani  alle  11.00,
  quindi  poi  dà la comunicazione formale lei, io non  ho  però  per
  questa ragione ascoltato l'onorevole Barbagallo.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Barbagallo ha  rimandato  al  15.23,  ha
  ritirato i soppressivi di prima, rimandando al 15.23.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Va  bene,
  ascoltiamo l'onorevole Cracolici che ce lo spiega.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Io credo che questa norma che l'Assessore, il  Governo,
  ha indicato nel disegno di legge, è una norma che c'è o non c'è, il
  Governo  può  certamente agire. Non è che perché è indicata  questa
  norma il Governo lo può fare, se non fosse indicata il Governo  non
  lo  potrebbe  fare.  Tenendo conto che poi a regolare  il  tipo  di
  rapporto sono le risorse. Se il Governo intende dare un incarico di
  due  milioni di euro a una società privata o pubblica e comunque  è
  una  società, poi partecipa, ovviamente c'è una gara  e  vince  chi
  deve vincere.
   Quindi,  è  una norma che non voglio dire che è ultronea,  però  è
  un'ulteriore copertura che si è voluto dare il Governo in ordine ad
  una  indicazione che ritiene possa servire. Poi, se l'Assemblea non
  la  vuole  approvare,  pazienza; ma non è che questo  impedisce  al
  Governo di avviare una trattativa, una procedura pubblica in cui si
  avvale di consulenze o di altre cose.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io credo che l'emendamento  che  io
  avevo  proposto  con il 15.23 in parte risolve il problema  di  cui
  stiamo  parlando.  Perché  il  problema  non  è  chi  fa  il  piano
  territoriale, il problema è di chi è questo piano territoriale,  la
  proprietà, il possesso, per ricordarci la storia Assessore Cordaro,
  poi  dice  che  non ha ascoltato e quindi non è in  grado lei  deve
  essere ligio al suo dovere

   PRESIDENTE. Onorevoli Cracolici, continui il suo intervento.

   CRACOLICI. Allora, questo emendamento dice che comunque al  di  là
  del   soggetto  che,  15.23  il  possesso  dei  software  e   delle
  informazioni  necessarie alla redazione del PTR sono  di  proprietà
  della Regione siciliana  e quindi devono essere allocati presso gli
  Uffici della Regione siciliana. E' un tema che abbiamo avuto,  come
  ricorderete,   per   la  vicenda  Sicilia-patrimonio,   il   famoso
  censimento sui beni della Regione, che noi l'abbiamo finanziato, ma
  non  avevamo  neanche la chiave di accesso per entrare.  Quindi  il
  concetto è

   PRESIDENTE.   Mi  permetto,  onorevole  Cracolici,   soltanto   un
  suggerimento,  parliamo di proprietà onorevole  Cracolici,  non  di
  possesso.  Il  possesso  è  una cosa, la proprietà  è  un'altra,  e
  secondo  me  più idoneo parlare di proprietà che non  di  possesso,
  dopo  di  che i software devono essere allocati presso le sedi,  il
  software  è una cosa immateriale o gli hardware server, il software
  non può essere allocato.
   Onorevole Cordaro, se noi dobbiamo portare avanti la legge, questi
  duetti  non  servono, perché facciamo notte se no. Il  suggerimento
  mio è quello di aggiustare questa cosa di parlare di proprietà,  di
  software e di

   BARBAGALLO.  Oltre  ad apprezzare il suo inglese,  Presidente,  io
  toglierei  direttamente la parola possesso  o  proprietà,  partendo
  direttamente dalle informazioni, così velocizziamo il testo.

   PRESIDENTE. La titolarità, il possesso.

   BARBAGALLO.  Le  informazioni necessarie alla formazione  del  PTR
  sono della Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Per  me  va  benissimo,  solo  che  intanto  cambiamo
  software  con  server  mi  permetto, il  software  non  può  essere
  allocato  in un posto, almeno per quello che ne so io,  può  essere
  che  la  tecnologia è andata avanti ma .il software come si  fa  ad
  allocare un software? Ma anche il server. Mettiamo proprietà e  non
  possesso,  perché il possesso, no non è uguale, perché il  possesso
  può essere:  vede questa giacca c'è lo messa io, ne ho il possesso,
  ma  non  è  mia   e quindi  . Onorevole Cracolici  tra  possesso  e
  proprietà c'è una certa differenza. Falcone è lì e non si  dimette.
  Ma  lui si era dimesso, non gliele hanno accettate io per primo gli
  ho suggerito di ..
   Allora  facciamo  queste modifiche. Benissimo se  siete  d'accordo
  abbiamo  stabilito. Chi è favorevole resta seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla votazione dell'emendamento 15.23. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Dopo  di  che, quelli successivi, sono tutti soppressivi onorevole
  Barbagallo. Li abbiamo ritirati quelli dopo?

   BARBAGALLO. Insisto, signor Presidente, sul soppressivo del  comma
  6, il 15.7, mentre ritiro il 15.6.

   PRESIDENTE. Dunque, il 15.6 è ritirato. Si passa al 15.7.

   BARBAGALLO. Sul 15.7 insistiamo.

   PRESIDENTE. Insistiamo sul 15.7 benissimo. Passiamo alla votazione
  del 15. 7. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   A questo punto si passa alla votazione dell'articolo. Anche se c'è
  un  piccolo  errore  da parte mia. Io non ho chiesto  all'onorevole
  Sammartino se lo ritira, non sono tutti del PD, Sammartino non c'è,
  è ritirato.
   Si  passa alla votazione dell'articolo 15. Chi è favorevole  resta
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
                Sistema informativo territoriale (SIT)
      delle Città metropolitane e dei Comuni singoli o riuniti in
                               Consorzio

   1.  Le Città metropolitane, i Liberi Consorzi ed i Comuni, singoli
  o  associati,  assicurano la realizzazione e il  funzionamento  del
  sistema informativo territoriale (SIT) preordinato:

   alla conoscenza del territorio dei rispettivi ambiti territoriali;

   all'aggiornamento dei dati cartografici, nei quali confluiscono:

     1)  i  dati sull'attività edilizia e sull'attività di  controllo
  del territorio;

     2) le informazioni demografiche e i dati provenienti da tutti  i
  settori dell'amministrazione metropolitana, consortile e comunale.

   in generale, ad alimentare i flussi informativi con il SITR.

   2.  La  Regione può consentire agli enti di cui al comma 1 che  ne
  facciamo  richiesta di aderire alla convenzione di cui all'articolo
  15, comma 4».

   Onorevoli colleghi, abbiamo votato l'articolo 15. Siamo al 16.
   Si passa all'emendamento 16.9 dell'onorevole Palmeri?

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Favorevole

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.9.
   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole Trizzino su  cosa?  Onorevole
  Trizzino lei sta così con la mano alzata.
   Se  è  così  modificato  il  comma  1  significa  che  sostituisce
  l'intero comma 1.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, siamo contrari perché,  innanzitutto
  assicurare la realizzazione da contribuire ad assicurare  sono  due
  cose completamente diverse.
   Se  io  realizzo  è  una  cosa,  se contribuisco  a  realizzare  -
  Presidente, lo sa meglio di me - è un'altra cosa.
   In  più,  accogliendo l'emendamento 16.9, vengono meno  tutti  gli
  elenchi puntati che sono presenti al comma 1, cioè alla lettera  a)
  e alla lettera b), si precludono queste puntualizzazioni.
   Questo comma stravolge

   PRESIDENTE.  Questo che dice l'onorevole Trizzino è  assolutamente
  vero. Si precludono tutti gli altri.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Avevo scritto in questa modalità. perché per  i  piccoli
  comuni  ci sono delle difficoltà per questioni tecniche e di  costo
  nell'elaborazione del SIT.
   L'avevo  scritta in questa maniera perché, laddove ci  sono  delle
  difficoltà,  evidentemente, si trovano  altre  soluzioni,  però  la
  norma  dice  che  i  comuni devono provvedere a  realizzare  questo
  sistema.

   PRESIDENTE. Non mi è chiarissimo.

   PALMERI.  Io ho posto il problema per i piccoli comuni  che  hanno
  delle  difficoltà chiaramente di carenza di personale e carenza  di
  costi.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'onorevole Lo Giudice è sindaco di  un
  piccolo comune, quindi ci chiarirà subito.

   LO  GIUDICE.  Presidente, intervengo solo perché voglio  esprimere
  qualche dubbio su questo articolo.
   Prendo  la provincia di Messina, 108 comuni, la maggior parte  dei
  quali  sono quartieri - se così si può dire - o condomini di  città
  importanti.
   Se   lei  chiede  al  capo  dell'ufficio  tecnico  del  comune  di
  Roccafiorita, cito questo comune che è quello di mia madre, il capo
  dell'ufficio  tecnico  è  allo stesso tempo  capo  dell'anagrafe  e
  l'unico dipendente ecc.
   Se  gli parliamo del SIT probabilmente non riesce neanche a  dirci
  cosa sia.
   Per  cui,  credo  che  su questo articolo -  almeno  così  come  è
  formulato - vada un attimino rivisto, perché realizzare, assicurare
  la  realizzazione,  il funzionamento di un sistema  informativo  di
  questo  tipo  per  i  piccoli comuni diventa  se  non  impossibile,
  sicuramente difficile.
   L'emendamento   16.9  ci  aiuta,  perché  parla  del   fatto   che
  contribuiscono  alla realizzazione, e questo sicuramente  ci  aiuta
  notevolmente.
   Direi di evitare, quei comuni che possono farlo: bene  Ma sarà  un
  vero problema.
   Aggiungo  anche,  per  la stesura dei piani  regolatori  generali,
  complessivamente,  sono  uno dei comuni inadempienti,  a  discapito
  delle  tante  volte  in  cui  faccio le  cose  bene,  ho  un  piano
  regolatore del 1978. Ho chiesto la cartografia alla Regione ma  non
  l'ho mai ricevuta
   Per cui il piano regolatore non lo posso fare, non per colpa mia
   Stiamo  attenti  alle  norme che facciamo, perché  questa  rischia
  veramente di essere inapplicabile e di bloccare tutto il sistema.

   PRESIDENTE. Le convenzioni che ci sono con la Regione,  Assessore,
  in  questo  caso  non  sono  valide?  Io  credo  che  essendoci  le
  convenzioni della Regione ci si affida

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Presidente, direi di lasciare l'articolo 16 così  com'è,
  per tutta una serie di questioni.
   Abbiamo   visto  poco  fa  con  l'articolo  dedicato  al   sistema
  informativo  territoriale regionale, tutti  i  comuni  superiori  a
  30.000  abitanti hanno un nodo che si chiama  nodo  sitr',  che  si
  interfaccia  con  il  Sistema Informativo Regionale,  con  il  nodo
  regionale del sistema informativo.
   Fatti  salvi  quindi  i comuni da 30.000 in  poi,  rimarrebbero  i
  comuni  con una popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, che  sono
  già serviti dal sistema informativo territoriale delle ex Province.
   Quindi,  il  problema  del  collega Lo  Giudice,  in  teoria,  non
  esiste, perché si dovrebbe rivolgere alla sua ex Provincia  che  ha
  tutti  i  dati  possibili ed immaginabili. Ricordo  che  nelle  due
  precedenti programmazioni comunitarie, sia i nodi SITR che  i  nodi
  SIT  hanno  ricevuto  fiumi di milioni di  euro,  quindi  fiumi  di
  denaro,   per  implementare  dal  punto  di  vista  informativo   e
  cartografico gli strati informativi territoriali dei territori.
   Quindi,  se  lo  lasciamo così com'è, non  tenendo  nemmeno  conto
  dell'emendamento  della collega Palmeri, che  crea  ancora  di  più
  confusione,   perché   pare   che  i  comuni   dovrebbero   fornire
  informazioni  che in teoria non hanno  semmai dovrebbero  attingere
  informazioni per creare sistema informativo.

   PRESIDENTE.    Convince   questo Vi   ha   convinto   l'intervento
  dell'onorevole Di Caro?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne  approfitto
  anche  per comodità di esposizione, perché stiamo facendo una sorta
  di   discussione  su  tutto  l'articolo  16.  A  me   ha   convinto
  l'intervento  dell'onorevole Di Caro, e  vorrei  illustrare  i  tre
  emendamenti  che  abbiamo presentato come Partito Democratico,  che
  sono  volti  ad  affrontare in modo chiaro  e  netto  la  questione
  dell'Ufficio   di  Piano,  che  avevamo  affrontato  negli   scorsi
  articoli.  Noi crediamo che non debba essere l'unica soluzione,  ma
  certamente debba essere prevista nel novero delle soluzioni.
   Continuiamo a ritenere che nei prossimi anni ci sarà difficoltà  a
  reperire  risorse,  in  ordine  all'affidamento  di  incarichi   di
  progettazione.  Quindi,  il fatto che le amministrazioni  pubbliche
  procedano  con l'istituzione degli Uffici di Piano, provvedano  ove
  possono  all'assunzione  di personale che dipenda  dalle  pubbliche
  amministrazioni per redigere gli strumenti urbanistici  generali  o
  attuativi,  sia  un modo semplice e, come dire,  per  procedere  ad
  accompagnare  i processi di Governo del territorio.  Peraltro,  non
  cozza  con  l'altra  impostazione dei primi tre capi  della  norma,
  della legge.
   L'emendamento 16.10 è una specifica del comma 4 dell'articolo  15,
  perché estende in modo specifico

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro

   BARBAGALLO. Il Governo mi ha chiesto una specificazione.  Oltre  a
  estendere le convenzioni con le università, a maggior ragione con i
  comuni,  le  province,  gli enti territoriali.  Quindi,  insistiamo
  anche nel 16.10, a firma Cracolici e Lupo.

   PRESIDENTE. Allora, scusatemi perché sennò ci confondiamo.  Siamo,
  per adesso, al 16.9. E' ritirato?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Gli uffici  di
  piano,  anche  per  tecnica legislativa,  abbiamo  fin  dall'inizio
  stabilito che con legge non possono essere organizzati gli  uffici,
  ma  devono essere demandati all'autonomia organizzativa degli  Enti
  locali  e,  quindi, finora abbiamo fatto così proprio  per  tecnica
  legislativa  dell'Assemblea, come consigliato  anche  dal  Servizio
  Studi.
   Mentre,  riteniamo che l'emendamento dell'onorevole Cracolici  può
  servire  a specificare meglio la possibilità e l'opportunità  delle
  convenzioni  che  i  Comuni hanno con gli  enti.  Quindi,  possiamo
  approvare,  in  un unico emendamento il 16.9 e il  16.10,  come  se
  fosse  un  unico  emendamento  in  modo  tale  che  venga   che  si
  scorporano.

   PRESIDENTE.  Scusatemi, stiamo facendo sicuramente  confusione,  e
  poi veramente non capiamo più niente. Anche questo di Cracolici  lo
  vediamo dopo. Io voglio sapere, intanto, se il 16.9 non è ritirato?
  E  c'è  un  parere  favorevole  della  Commissione?  Mettiamolo  in
  votazione e poi si vede.
   Pongo in votazione l'emendamento 16.9. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo  si
  rimette all'Aula, Presidente.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli altri emendamenti vengono, ovviamente, preclusi e passiamo  al
  16.10  che,  anche  se  c'è  qualche cosa  che  non  è  chiarissimo
  onorevole   Cracolici.   Che  significa   estende   l'attività   in
  Convenzione ?
   Se   io   chiedo  ad  una  persona  di  estendere  l'attività   in
  convenzione, che significa?

   CRACOLICI. Ai Comuni

   PRESIDENTE.  Che  significa?  Ah, ai comuni,  allora  scriviamolo.
  Estende ai comuni.
   Scusate,  io non vi sento quando parlate così, per cui  è  inutile
  che parlate con me, perché non vi sento.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Sì,  grazie
  Presidente.  Io  invito  l'onorevole  Cracolici  a  presentare   un
  subemendamento con il quale elimina la parola obbligo.
   La  Regione  estende l'attività di convenzione  di  cui  eccetera,
  anche  agli  enti di cui al comma 1, potrebbe, per esempio,  essere
  una soluzione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, questo emendamento nasce per le ragioni  di
  cui   poco   fa  hanno  parlato  alcuni  colleghi,  cioè   riguarda
  soprattutto i comuni che non sono in grado di dotarsi di un proprio
  sistema informativo.
   Allora,  per  avere  uniformità di modelli di  pianificazione,  il
  sistema  informativo di cui dispone la Regione, lo deve mettere  al
  servizio,  e  quindi  i comuni nel predisporre i  propri  strumenti
  urbanistici  devono  poter  accedere  a  quel  sistema  informativo
  perché,  in  un  Comune si deve sapere quante  sono  le  abitazioni
  civili, quante sono le scuole, quanti sono i parcheggi, quanti sono
  tutti  i  servizi generali, i mercati ortofrutticoli piuttosto  che
  quelli  di  macellazione.  Cioè,  il  sistema  informativo   è   la
  condizione propedeutica per fare un piano regolatore.
   Allora, siccome rischiamo di avere il caso del collega del  Comune
  che ha parlato poc'anzi, che dice io siccome non ho i soldi non  lo
  posso fare, risultato non si farà mai pianificazione urbanistica.
   Allora, ditelo obbligo o non so come dire, per me è scontato, cioè
  che  la Regione mette a disposizione il suo sistema informativo dei
  comuni,  delle  Città metropolitane e dei Liberi  consorzi,  che  è
  l'articolo 16.
   Poi  se  l'obbligo è, come dire, ultroneo se la  Regione  mette  a
  disposizione.

   PRESIDENTE.  Scusate,  ma  la Regione estende  la  convenzione  ai
  comuni, non l'attività della convenzione.

   CRACOLICI. Sì, ma infatti era la convenzione che abbiamo  previsto
  non sia, sia anche con soggetti terzi.

   PRESIDENTE.  Allora, per quanto mi riguarda, estendere  l'attività
  di convenzione significa inserire in quella convenzione altre cose;
  estendere la convenzione ai comuni è un altro discorso. Non so se è
  chiaro.
   Per  cui,  se  noi  mettiamo estendere l'attività in  convenzione,
  significa che in quella convenzione entrano altre attività.
   Invece,  se  noi  vogliamo lasciare le convenzioni  come  sono  ed
  estenderle ai comuni di cui al comma 1.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Colleghi,
  leggendo  l'emendamento 16.10, non vorrei si fosse perso di  vista,
  Presidente Miccichè, quello che era l'originario comma 2.
   L'originario  comma 2, se lei lo approfondisce, dice:  la  Regione
  può  consentire  agli  enti  di cui al  comma  1  che  ne  facciano
  richiesta di aderire alla convenzione.

   PRESIDENTE. E allora mettiamo  consente , anziché  può consentire
  e abbiamo risolto il problema.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Perfetto.  Il
  tema era il verbo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Noi non possiamo, io credo che non possiamo  obbligare
  un Comune.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e   l'ambiente.   Scusi
  Presidente, io volevo finire. Posso?
   Posto che il tema che ha sottolineato il collega Lo Giudice  è  un
  tema  reale, tanto reale che abbiamo approvato l'emendamento  della
  collega Palmeri, io dico che è interesse dei comuni soprattutto più
  piccoli  e  maggiormente  sprovvisti di uffici  tecnici  quello  di
  procedere  alle convenzioni, così come dico che mi pare impossibile
  per legge imporre ai comuni di fare una convenzione.

   PRESIDENTE. È così  È così

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Per  cui,  io
  direi al presente, perché non è il tema dell'attività è il tema del
  verbo: invece che  può consentire , la Regione

   PRESIDENTE. Consente.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Io  volevo  intervenire  su  questo  dibattito   legato
  all'obbligatorietà o il facoltativo. Ma non voglio  intervenire  su
  questo.
   Siccome noi stiamo facendo una legge che deve porre chiarezza,  ce
  lo  siamo  detti  cento volte, anche quando lei non  era  presente,
  perché  i  problemi dell'urbanistica sono che abbiamo  fatto  delle
  leggi  poco  chiare, o comunque leggi vecchie, che non  sono  state
  aggiornate.
   Ora,  lei  me  lo  spiega, perché non l'ho capito, nonostante  sia
  scritto in italiano, che cosa abbiamo votato?
   Perché l'omologo dell'articolo che stiamo discutendo cioè sul SITR
  è il SITR che è due articoli prima. E dice che  la Regione realizza
  il sistema informativo territoriale . E fin qua tutto ok.
   Ma con l'emendamento dell'onorevole Palmeri, noi abbiamo approvato
  una  norma  che  dice che i comuni contribuiscono ad assicurare  la
  realizzazione. Ma quando arriverà il tecnico comunale che si  trova
  l'articolo 16, ma di chi è questa competenza? Me lo volete dire  il
  tecnico  che  si  trova davanti una norma che  dice  che  le  città
  contribuiscono  ad  assicurare  la  realizzazione,  ma  chi  è?  Il
  tecnico? L'Assessore? Il Sindaco? Chi lo realizza?
   Preso  atto  del fatto che anche qualora ci fosse una  convenzione
  con  l'Università, chi fornisce la convenzione  è  il  titolare  di
  quello che da questo tipo di attività. Per cui la norma, così  come
  era  scritta,  era  fatta bene. Ora noi abbiamo creato  confusione.
  Siccome dobbiamo fare una norma che sia più chiara possibile, io mi
  spoglio  delle vesti di deputato e anche di avvocato,  e  metto  le
  vesti  del  tecnico comunale che mi trovo davanti  questa  norma  e
  francamente io il SITR non lo faccio. Perché io contribuisco a fare
  questo  SITR  ma non lo devo fare, non so chi lo farà.  Ora  me  lo
  spiega  lei,  così  come è formulato, chi lo fa  questo  SITR?  Tra
  l'altro,  noi  siamo  stra-favorevoli perché  per  la  prima  volta
  facciamo un sistema che fa da cornice a tutti i piani, noi  eravamo
  d'accordo pure sull'articolo 14. Ma in questo modo, questa cornice,
  chi  la  fa?  Se  lei  mi risolve questo problema  andiamo  avanti.
  Diversamente stiamo creando confusione su confusione. E non  voglio
  nemmeno  entrare in merito del collega, il sindaco della  provincia
  di  Messina,  ha  ragione pure lui, forse non si  è  nemmeno  letto
  l'articolo sulla VAS.

   PRESIDENTE. Non c'è dubbio

   TRIZZINO.  Perché  sulla VAS all'articolo 18 noi  diciamo  che  la
  valutazione preliminare alla VAS la fai tu

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io sono assolutamente convinto che
  quello  che  dice  l'onorevole Trizzino è assolutamente  preciso  e
  vero.  Ho chiesto due volte di ritirare quell'emendamento e  non  è
  stato ritirato. Come ora si possa sistemare non lo so. Noi dobbiamo
  correggere   questa   cosa  perché  altrimenti  veramente   diventa
  confusione.
   L'emendamento dell'onorevole Palmeri non c'è dubbio che nella  sua
  validità concettuale crea un problema proprio di competenze che,  a
  questo punto, non si sa più chi è che deve fare una cosa. Io direi,
  chiedo  scusa onorevole Palmeri, perché io non mi posso  permettere
  che si facciano leggi che poi creano confusione. Al di là di quello
  che l'Aula vota o non vota, però le leggi devono essere chiare.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  vorrei  salvare la ratio  che  ha  spinto  l'onorevole
  Palmeri  e  vedere di trovare una soluzione che però non infici  la
  norma.  L'onorevole Palmeri, il suo ragionamento  era  riferito  ai
  comuni  minori,  quelli che non hanno un ufficio tecnico  adeguato.
  Allora  potremmo  dire  che gli uffici minori  contribuiscono  alla
  realizzazione  .

   PRESIDENTE.  No, onorevole Savarino, così creiamo  una  confusione
  infinita. Mi permettete?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ne facciamo  un
  comma  a  parte,  questo  emendamento dell'onorevole  Palmeri,  che
  riguarda solo i comuni minori.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Savarino,  fermo   restando   la   ratio
  dell'emendamento,  se noi ci mettiamo a scrivere  che  questa  cosa
  vale  per i minori che non si sa se sono sotto i 18 anni o sotto  i
  16,  o  sotto  i  5 mila abitanti o sotto i 20 mila. Usciamo  pazzi
  tutti  e  questa  è  norma  che non sarà applicabile.  Per  cui  se
  permettete, io voterei l'emendamento Cracolici, anzi no, accetto il
  suggerimento  del  Segretario generale che mi  dice:  accantoniamo,
  riscriviamo  l'intero  articolo con le  modifiche  che  sono  state
  fatte,  in  maniera  chiara. E poi si presenta  un  emendamento  di
  riscrittura dell'articolo. Adesso andiamo all'articolo e poi, entro
  mezz'ora, riprendiamo quello precedente.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se è su questo, chiuso l'argomento

   BARBAGALLO. Solo 20 secondi.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, signor Presidente. Nel corso della riscrittura
  noi  insistiamo affinché venga messa in considerazione la questione
  degli uffici di piano.
   Il  Governo  poco fa ha evidenziato che ricade nell'autonomia  dei
  comuni.
   Non  è  così. Quando si è fatta la riforma dell'ufficio  relazioni
  per  il  pubblico  e  si è chiesto ai sindaci di individuare  l'URP
  all'interno delle proprie organizzazioni

   PRESIDENTE. Scusi onorevole, siccome la riscrittura la  deve  fare
  di  fatto la Commissione, con gli uffici, ma la Commissione  chi  è
  interessato  a  queste  cose  ne parlate  voi,  è  inutile  che  la
  discutiamo ora qui.
   Io  sinceramente non so bene cosa significhi l'ufficio di piano  o
  meno,  per  cui facciamo la riscrittura. Se è possibile  in  questa
  riscrittura  inserire  le  cose che  lei  ritiene,  ne  parlate  in
  Commissione e si decide cosa fare.
   Però  intanto lo accantoniamo in modo che si risolva  il  problema
  perché così come era stato votato effettivamente non è chiaro.
   Andiamo  avanti  sul 17, fermo restando che lo riprendiamo  subito
  appena è pronta la riscrittura.
   Onorevole Savarino, dovete fare la riscrittura e deve essere fatta
  ora.  Io posso sospendere, se volete, per cinque minuti perché  non
  ci vuole niente a riscriverlo.
   Siccome  ci  sono  problemi reali che devono essere  risolti,  non
  possiamo pensare che andiamo di testa nostra, sospendiamo la seduta
  dieci minuti per questa riscrittura e riprendiamo con questo stesso
  articolo per definirlo.
   Sospendo la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.06)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Allora,  è pronta la riscrittura,  ma  sono  scappati
  tutti.  E  allora il tempo che intanto li distribuite  per  favore.
  Dunque, io vi comunico che stasera non si va via finché non è stato
  approvato  l'articolo 30, per cui cerchiamo di  velocizzare,  sennò
  facciamo  notte, quindi se volete andiamo direttamente all'articolo
  30.
   L'assessore  Cordaro  mi  ha  fatto  sapere  che  era  pronta   la
  riscrittura,  e  poi  se  n'è andato proprio  lui.  Potete  cercare
  l'assessore  Cordaro,  così andiamo velocemente?  Allora,  colleghi
  avete  ricevuto il 16.R di riscrittura? Il Governo l'ha presentato.
  L'assessore Cordaro spieghi il senso di questa riscrittura.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  proprio  in  ragione  degli  interventi  che   abbiamo
  ascoltato ed avendo già approvato l'articolo sul SITR, che in buona
  sostanza  precisava tutte le competenze non abbiamo fatto altro  se
  non  riportare i principi che poi vengono, ovviamente,  per  caduta
  ripresi  anche dall'articolo 16 con riferimento ai liberi consorzi,
  ai  Comuni  ed  alle  città metropolitane. Il  principio  è  quello
  stabilito  per  il  SITR  e  abbiamo  eliminato  ogni  ragione   di
  incongruenza; più semplice di così non si può.

   PRESIDENTE.  Onorevole Trizzino, lei l'ha visto?  L'ha  visto?  Va
  bene, va bene a tutti.
   Pongo    in   votazione   l'emendamento   16.R,   di   riscrittura
  dell'articolo 16.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   BARBAGALLO. Signor Presidente, il 16.R, e l'articolo 16.

   PRESIDENTE. E' la riscrittura del 16, quindi di fatto  lo  abbiamo
  votato. Se abbiamo riscritto tutto l'articolo 16.

   BARBAGALLO. Presidente, va bene che si è votato, però  voglio  che
  resti agli atti il mio voto contrario sulla vicenda degli uffici di
  piano, torniamo indietro di cinquant'anni

   PRESIDENTE. Io spero che, se questa sua idea è giusta,  ne  prenda
  atto il Governo.
   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.

                              Articolo 17
      Pianificazione territoriale delle Città metropolitane e dei
        Consorzi dei Comuni e della pianificazione urbanistica
                               comunale

   1.  Le  Città  metropolitane, i Consorzi dei Comuni  e  i  Comuni,
  singoli   o  associati,  assicurano,  tramite  strutture   tecniche
  adeguate,   la   pianificazione  territoriale  e  urbanistica   dei
  rispettivi  ambiti amministrativi in coerenza con i  contenuti  del
  Piano Territoriale Regionale (PTR).

   2.  In particolare, ciascuna Città metropolitana svolge i seguenti
  compiti:

   a) sovraintende alla redazione e gestione del piano urbanistico  e
  territoriale  degli  ambiti amministrativi  di  propria  spettanza,
  avvalendosi del SITR;

   b)  assicura i raccordi con il piano territoriale dei Consorzi dei
  Comuni confinanti;

   c)  armonizza  il  Piano  della città metropolitana  con  i  piani
  regolatori generali dei comuni, singoli o associati, ricadenti  nel
  proprio ambito territoriale.

   3. Il Consorzio dei Comuni svolge i seguenti compiti:

   a)  sovraintende alla redazione e gestione del piano  territoriale
  degli ambiti amministrativi di sua spettanza, avvalendosi del SITR;

   b)  assicura i raccordi con i piani delle Città Metropolitane e  i
  piani dei Consorzi confinanti;

   c)  armonizza  il  Piano  del consorzio dei  comuni  con  i  piani
  regolatori  dei comuni, singoli o associati, ricadenti nel  proprio
  ambito territoriale o con esso confinanti.

   4. I Comuni, singoli o associati, svolgono i seguenti compiti:

   a)  elaborano,  gestiscono  ed  aggiornano  il  Piano  urbanistico
  generale  (PUG),  i Piani particolareggiati attuativi  (PPA)  e  il
  Regolamento  edilizio comunale (REC) di cui ai Titoli VII  e  VIII,
  avvalendosi anche dei dati del SITR;

   b)  assicurano  i  raccordi con i piani regolatori  dei  territori
  confinanti,  nonché  con il piano della Città  metropolitana  e  il
  piano dei Consorzi dei Comuni confinanti;

   c) coordinano il sistema dei piani particolareggiati attuativi con
  il piano regolatore generale.

   5. I comuni di cui ai commi 3 e 4:

   a)  assicurano i raccordi con le previsioni del piano territoriale
  regionale per gli aspetti urbanistici che riguardano i loro  ambiti
  comunali  e  sovracomunali,  e  per  gli  aspetti  strategici   che
  riguardano obiettivi di sviluppo delle risorse regionali  ricadenti
  nei rispettivi ambiti territoriali;

   b)  forniscono  annualmente  ai rispettivi  organi  consiliari  un
  Rapporto  sullo stato del territorio comunale e delle sue criticità
  con  particolare riferimento allo stato della pianificazione, anche
  ai  fini  della  formazione  del programma  triennale  delle  opere
  pubbliche,   e  allo  stato  dell'ambiente,  anche  ai   fini   del
  monitoraggio dei detrattori ambientali e delle opere di mitigazione
  degli impatti;

   c) gestiscono i flussi informativi con il SITR.

   6.  Per le finalità del presente articolo, le Città metropolitane,
  i  Consorzi  di  Comuni  e i Comuni, singoli o  associati,  possono
  avvalersi   dei  soggetti  di  cui  all'articolo  46  del   decreto
  legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e successive modificazioni .

   Onorevole   Barbagallo,  quindi  non  è  ritirato  il  soppressivo
  dell'articolo?

   BARBAGALLO. No, non è ritirato il soppressivo.

   PRESIDENTE. Benissimo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 17.16 è precluso.
   Si  passa all'emendamento 17.8, a firma dell'onorevole Arancio  ed
  altri.

   BARBAGALLO. Sul 17.8, signor Presidente, che riguarda la  rubrica,
  per noi è un'espressione più pertinente questa.

   PRESIDENTE.  C'è  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo,  per cui di fatto Sì, bisogna specificare che  i  Consorzi
  sono i liberi Consorzi.

   BARBAGALLO. I liberi Consorzi, va bene.

   PRESIDENTE.  Questo  lo facciamo poi, lo correggiamo  direttamente
  così.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 17.10, a firma dell'onorevole  Lupo  ed
  altri. E' mantenuto?

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,  lo  ritiriamo   e   insistiamo
  sull'emendamento 17.25, che è quello modificativo a firma Gucciardi
  e Lupo.

   PRESIDENTE. Che parere c'è? Ah è inammissibile

   BARBAGALLO. No, inammissibile sempre su quella vicenda.

   PRESIDENTE.  Un attimo, noi non abbiamo la potestà di  intervenire
  sull'organizzazione  interna dei Comuni, per cui  non  lo  possiamo
  fare, per cui è inammissibile, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, posso su questo aspetto che non  è,
  lo  dico anche alla Segreteria generale, quando si è fatta la legge
  sull'accesso  agli  atti amministrativi e si è istituito  l'Ufficio
  relazioni con il pubblico, resta facoltà di ogni sindaco istituirlo
  o  meno,  no?  Noi lo dobbiamo prevedere che c'è la possibilità  di
  istituire l'Ufficio di piano.

   PRESIDENTE.  Quello che noi possiamo fare è dire che i  Comuni  si
  devono organizzare. Come, non glielo possiamo dire.

   CRACOLICI. Possono, possono

   PRESIDENTE. Se mettiamo  possono', va bene.

   BARBAGALLO. Se ci dà trenta secondi facciamo la riscrittura.

   PRESIDENTE.  Basta  mettere  possono',  possono  istituire'  e  lo
  possiamo votare subito.

   BARBAGALLO.  Stiamo facendo la riscrittura, signor Presidente,  se
  ci dà trenta secondi.

   PRESIDENTE. Se è trenta secondi non sospendo.
   Onorevole Barbagallo, se lei avvicina un attimo credo che  ci  sia
  una  proposta  degli Uffici. Onorevole Barbagallo,  deve  salire  a
  firmarlo però, è sempre vostro.
   Allora   onorevole  Barbagallo,  le  parole   Comuni   singoli   o
  associati   sono sostituite da  Liberi Consorzi dei Comuni ,  dalla
  parola   istituiscono   a   assicura tramite   sono  sostituite  da
   nell'ambito della propria autonomia organizzativa individuano .
   Lo  pongo in votazione col parere favorevole del Governo  e  della
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.25. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 17.7 a questo punto è precluso.
   Si  passa all'emendamento 17.24, a firma dell'onorevole Di  Mauro,
  che è precluso.
   Il  17.24 è precluso. Nel momento in cui è stato bocciato il  4.16
  di fatto ha precluso questo emendamento.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'emendamento 17.11,  se  lei  ha
  dichiarato precluso il 17.24 che prevede la soppressione del  comma
  2. A nostro giudizio il comma 2, il punto A è assolutamente astruso
  perché  non risponde al principio che ha ispirato la norma.  Mentre
  il piano della Città Metropolitana può certamente assicurare quanto
  previsto  dalla lettera B e dalla lettera C, mai e poi mai potrebbe
  sovrintendere il piano della Città Metropolitana alla  redazione  e
  alla gestione del piano urbanistico comunale.
   Non  c'entra,  noi abbiamo sempre affermato anche nella  relazione
  generale  e  nei  lavori  in Commissione,  che  l'urbanistica  deve
  partire dal basso, sono i Comuni che devono scegliere, quindi se il
  Comune  di Scillato ha fatto una sua scelta urbanistica,  la  Città
  Metropolitana  di  Palermo non deve sovrintendere  un  bel  niente.
  Quindi noi chiediamo la soppressione della lettera a).

   PRESIDENTE.  Quindi,  andiamo all'emendamento  della  Palmeri?  La
  soppressione della lettera a) dell'emendamento 17.27.

   PALMERI.   Chiedo   la   votazione  a   scrutinio   nominale   per
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, prima sentiamo i pareri  è  inutile
  che andiamo al nominale, non se l'abbia a male.
   Il parere del Governo sull'emendamento 17.27?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma non  eravamo
  all'emendamento 17.11?

   PRESIDENTE.  Questo lo ritira in funzione dell'emendamento  17.27.
  Verrebbe soppressa soltanto la lettera a).

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Inviterei,
  considerata  l'importanza del comma, ovviamente la sua soppressione
  non stravolge la legge però questo compito superiore, a mio parere,
  va  assicurato e potrebbe essere assicurato modificando  la  parola
   sovrintende',  ad  esempio, con  assicura la  coerenza  del  piano
  territoriale   degli  ambiti  amministrativi   di   una   spettanza
  avvalendosi del SITR'.
   Assicura la coerenza, perché dobbiamo partire sempre da un sistema
  di pianificazione generale che si deve calare sui singoli.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO,   presidente   della   Commissione   e   relatore.   Noi
  sull'emendamento  17.27  ci  rimettiamo  all'Aula  mentre   avremmo
  preferito modificare la lettera a) con l'emendamento 17.2 nel senso
  anche proposto dal Governo.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Peraltro  il
  Governo  nella rivalutazione, o meglio nella valutazione  di  tutti
  gli  emendamenti,  aveva ritenuto di esprimere ed esprimerà  parere
  favorevole sia al 17.2, onorevole Barbagallo, che al 17.3 che  sono
  in  buona sostanza emendamenti proposti dal PD che modificano  quel
  punto nella stessa formulazione che di fatto ho proposto io.
   Ribadisco,  lasciamo  il principio e miglioriamolo  con  i  vostri
  emendamenti 17.2 e 17.3.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Qui casca l'asino
   Abbiamo  fin  dall'inizio immaginato una gestione del governo  del
  territorio che parta dai comuni.
   Nella  presentazione degli emendamenti il Partito  Democratico  ha
  presentato  prima la soppressione del comma - che ha ritirato  -  e
  altri due di aggiustamenti.
   Lo  abbiamo  ritirato perché insistiamo non su tutto il  comma  ma
  soltanto sulla lettera a) sia del comma 2 che del comma 3.
   Nessuno può sovrintendere sulla proposta di governo del territorio
  dell'ente sottordinato.
   Presidente, è una questione di principio

   PRESIDENTE. Questo è sicuro
   Volevo  capire  se, togliendo il  sovrintende', e  modificando  la
  cosa può essere invece accettato.

   BARBAGALLO. No, non è così
   E dichiariamo di sostenere l'emendamento dell'onorevole Palmeri.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Vorrei  mantenere  l'emendamento  e  chiedere  il   voto
  nominale.  Secondo  me  non cambia molto  poi  nella  sostanza  con
   assicura la coerenza' con  sovrintende'.
   Ci  possono  essere  anche  lì  delle interpretazioni.  Quindi  il
  principio di sussidiarietà va secondo me salvato.
   In  questo caso questa lettera a) non va a stravolgere - come bene
  ha  detto  l'Assessore  Cordaro - gli obiettivi  dell'articolo.  Lo
  stesso problema poi al comma 3.

   PRESIDENTE.  Se il Governo e la Commissione si rimettono  all'Aula
  in qualche maniera lo approviamo.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  mi
  scusi, ribadisco il concetto.
   E' un fatto di impostazione.
   Vorrei,   mi  sarebbe  piaciuto  qual  era  il  punto   di   vista
  dell'onorevole  Trizzino sul punto - visto che  proprio  su  questo
  punto, abbiamo lavorato insieme - perché noi ritenevamo e riteniamo
  che, con riferimento a io non voglio, onorevole Di Mauro, non è mio
  interesse, ma il suo commento è giusto.
   Io  non  ho  nessun interesse a dividere l'Aula. Io  ho  un  unico
  interesse  che  è  quello  di fare una  buona  legge.  Allora,  noi
  riteniamo  che  modificando la parola  sovrintende ,  perché  siamo
  d'accordo  sotto  il profilo concettuale, ma lo  chiedo  per  prima
  all'onorevole Palmeri perché nel momento in cui noi modifichiamo la
  parola  sovrintende  e diciamo  coordina , diciamo quello che  poco
  fa  avevo  detto e sostituiamo alla parola  urbanistico  le  parole
   strategico    che  è,  appunto,  una  valutazione   di   carattere
  sistematico,   e  poi  sostituiamo,  appunto,  la  parola    piano
  aggiungendo  di coordinamento , sono emendamenti del PD, altrimenti
  non  capisco  più il senso degli emendamenti, colleghi del  Partito
  Democratico.
   Cioè,  se  voi presentate degli emendamenti rispetto ai  quali  in
  Commissione, attraverso uno studio supplementare dopo che  è  stato
  inviato  in  Aula  il  disegno di legge, la Commissione  dà  parere
  favorevole,  il  Governo dà parere favorevole e dite   No,  non  ci
  piace   più.   Vogliamo  il  soppressivo   diventa   obiettivamente
  complicato.
   Quindi  io chiedo a voi, ma prima di tutto all'onorevole  Palmeri,
  di considerare la valutazione del Governo.
   Io,  personalmente,  voterò  contro. Però  ripeto,  ci  rimettiamo
  all'Aula.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  io  non  volevo
  intervenire  per  non  spaccare ulteriormente il  discorso  perché,
  Presidente  quando  lei  non c'era, che  era  infortunato  -  siamo
  contenti  che  lei,  adesso, sia qui - abbiamo discusso  lungamente
  della  questione principale di questo disegno di legge che  è:  «la
  competenza  principale  è delle regioni, secondo  il  principio  di
  sussidiarietà, o è un principio invertito che parte  dai  comuni  e
  poi va alle regioni? Questo è il tema »
   Ne  abbiamo discusso nei primi articoli. Ora questa cosa entra  in
  modo,  diciamo,  più violento in questo articolo, per  non  parlare
  dell'art.  19 che è sul Piano Territoriale Regionale. L'emendamento
  dell'onorevole  Palmeri apre, riprende quel  dibattito.  Non  è  un
  emendamento  di  poco  conto, io faccio  soltanto  una  valutazione
  tecnica,  poi  il  mio  Capogruppo  decide  come  si  esprimerà  il
  Movimento Cinque Stelle.
   Ma  il  punto  qual è? Se noi votiamo l'emendamento dell'onorevole
  Palmeri,  stiamo dicendo automaticamente che il Comune non  subisce
  le direttive della Regione, e qua è la sussidiarietà invertita. Se,
  invece,  manteniamo  l'impostazione così com'è  lasciamo  la  linea
  ispiratrice  di  tutto  il  disegno di  legge  che  c'è  una  scala
  gerarchica che va dal PTR, ai Piani di area vasta, fino al  PUG.  E
  questa  è  la linea di tutto il disegno di legge, e gli emendamenti
  dell'onorevole  Di  Mauro,  i primi emendamenti  dell'onorevole  Di
  Mauro sono in linea con quello che dice l'onorevole Barbagallo.  Se
  voi  andate  a  vedere gli altri articoli, il ragionamento  che  fa
  l'onorevole  Di  Mauro è lo stesso che fanno altri deputati  perché
  dice dobbiamo sottrarre una parte di quella competenza alla Regione
  per lasciare la sovranità sulla gestione del territorio ai Comuni.
   Quest'articolo  qua è soltanto l'inizio di una  discussione  molto
  più  grossa, che si aprirà con l'art. 19 sul PTR, senza parlare  di
  quello che è il PUG.
   Ora,  io non volevo intervenire perché è giusto che l'Aula  decida
  che cosa si deve fare. Però il tema di questo disegno di legge - al
  netto   della   semplificazione,  della  velocità  dei   piani   di
  approvazione dei PUG - è questo. Cioè, dobbiamo capire se il Comune
  ha titolarità assoluta per la redazione dei PRG, che oggi chiamiamo
  PUG,  oppure c'è un organo che sovrintende il Comune che si  chiama
  Regione.  Sono  due  temi  politici  che  vanno  affrontati,  e  il
  dibattito in Aula serve a chiarire da che lato ci mettiamo: se  con
  la  legge regionale n. 71/78, che aveva una sua impostazione che  è
  durata quarantadue anni, oppure questa nuova.
   Sono  due  scelte  legittime, due scelte  politiche  assolutamente
  legittime.  Però,  siccome  abbiamo  fatto  tre  sedute  d'Aula   a
  discutere  su  questo tema, o ce lo chiariamo adesso oppure  ce  lo
  trasportiamo  fino  all'articolo - quanto dura  questo  disegno  di
  legge, 56 articoli? - fino all'articolo 56, anzi 53.
   Però,  dico,  lo  vorrei  chiarire  perché  così  evitiamo  questo
  dibattito.  Perché  io,  poi,  sarò  costretto  -  io  non   volevo
  intervenire,  mi  hai  chiamato tu - però,  io  sarò  costretto  ad
  intervenire  quando ci sarà l'emendamento dell'onorevole  Di  Mauro
  che  mi  dice   Ah,  no   quelle non  sono  direttive.  La  Regione
  consiglia .  Ora:  o  consiglia, o dà delle direttive   Delle  due,
  l'una

   CORDARO,  assessore  per l'ambiente ed il  territorio.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, assessore per l'ambiente ed il territorio. Allora,  prima
  l'onorevole Cracolici

   DI MAURO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Diamo prima la parola all'onorevole Di Mauro.

   DI  MAURO.  L'intervento dell'onorevole Trizzino  ha  ripreso  una
  parte  del dibattito che si è svolto a inizio della discussione  di
  questo disegno di legge e, credo, che i nodi sono stati affrontati,
  da  me  sostenuto  in  una certa maniera, che poi  non  sono  stati
  accolti  dall'Aula  e, quindi, gli articoli del  disegno  di  legge
  dall'1 al 10, e oggi abbiamo continuato, hanno una impostazione.
   Questa  impostazione  non si può mettere in  discussione  in  ogni
  articolo,  questo  è  il tema, e lo dice chi aveva  presentato  con
  emendamenti in senso diverso. Però è passata una linea, tant'è  che
  io  non ho nemmeno ritirato gli emendamenti, e il disegno di  legge
  deve avere una sua coerenza.
   Altra  cosa è, certamente, avere chiaro con l'articolo 19, proprio
  nel  dettaglio,  quali sono i compiti del PTR e su  questo  abbiamo
  necessità di confrontarci con il Governo per comprendere  fin  dove
  il  PTR può arrivare - assessore Cordaro, per favore - fin dove può
  arrivare  il PTR a determinare le cose di un consiglio  comunale  e
  alla  fine di questo discorso, io dico all'assessore Cordaro, anche
  una   cosa  -  mi  scusi  assessore  Cordaro,  poi  magari   -  noi
  all'articolo 19 stabiliamo una pietra fondamentale che il PTR è  il
  punto   fondamentale  di  tutto  lo  sviluppo  urbanistico;  questo
  documento sarà redatto, a mio parere, dopo almeno un paio  di  anni
  perché  non  è  una  cosa semplice che l'Amministrazione  regionale
  stabilisce di farlo immediatamente.
   Cosa  succede nelle more, considerato che il comma 3 dell'articolo
  20 stabilisce che gli strumenti urbanistici entro 90 giorni debbono
  rimettersi allo strumento generale del PTR, se il PTR sarà  redatto
  dopo 2 anni? Il povero tecnico comunale di un comune qualsiasi,  in
  cui  per  gran parte di questi comuni, almeno 300, sono con ufficio
  tecnico balbettante, come si comporteranno non appena questa  legge
  sarà  pubblicata?  Applicheranno la legge rigorosamente,  come  per
  esempio all'articolo 3 si prevede che non ci può essere più consumo
  di  suolo  se  non tendente a zero, cioè niente o  poco  o  niente?
  Oppure si potrà continuare ad applicare il vecchio piano regolatore
  regionale?
   Questi  nodi,  assessore Cordaro, noi li dobbiamo  sciogliere  con
  legge  perché non possiamo lasciare al libero arbitrio dei  tecnici
  comunali  che a mio parere, su 386 comuni, almeno 250 non  sono  in
  condizione di affrontare dignitosamente la materia.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  io  credo che  anche  l'intervento  degli
  onorevoli  Trizzino,  e  Di Mauro adesso,  hanno  in  qualche  modo
  rimesso  al centro, un tema che io -  la collega Savarino ricorderà
  -   in  Commissione ebbi, con una battuta, un po'  come  faccio  di
  solito,  cercato  di dire: guardate che noi stiamo  costruendo  una
  filosofia che, al di là della legittimità, ci mancherebbe, non è in
  discussione la legittimità delle leggi, appunto è una legge,  ma  è
  una filosofia che però, a mio avviso, ha due limiti.
     Primo,  e lo dico con affetto, ogni Governo si sente eterno;  io
  vorrei  ricordare che questa non è una legge che applicherà  questo
  Governo perché, se ci va bene diceva due anni, sappiamo la gestione
  della materia urbanistica quale complessità produce e immaginare di
  fare  le leggi avendo il pensiero che riesce a realizzarlo, e  però
  riconoscendo a noi stessi che questa è una legge di sistema  e  che
  quindi  opererà  per   x'  anni,  speriamo  non  più  per  42   ma,
  sicuramente,  per un certo numero di anni, dobbiamo sapere  che  la
  filosofia  della  Regione  centralistica  fa  a  cazzotti  con  una
  filosofia di snellimento di cui parliamo, perché questa idea  della
  Regione  che  è,  come  dire, a parole diciamo  tutti  deve  essere
   leggera', ma che di fatto la stiamo ulteriormente appesantendo  di
  una  complessità di gestione del territorio siciliano, io considero
  questa  legge  una  legge che paralizzerà  la  Sicilia,  altro  che
  snellimento.
   Seconda questione: tornando all'emendamento, alla questione di cui
  parliamo  -   lettera  a) -  assessore, io  comprendo  che  lei  ha
  l'obiettivo di fare approvare la norma e, quindi, cerca di smussare
  gli  elementi che possono in qualche modo creare qualche  ostacolo,
  ma  togliere  la  parola   sovraintende  alla  redazione,  possiamo
  essere favorevoli, poi accogliamo gli emendamenti del PD che dicono
  il  piano strategico quindi il coordinamento strategico, insomma ci
  mettiamo una pezza. Ma la sostanza è che la filosofia è quella  del
  sovraintendere,  perché c'è una scala piramidale  in  cui  qualcuno
  sovrintende  un  altro. La Città metropolitana o i Liberi  Consorzi
  sovrintendono   i   Comuni;  la  Regione   sovrintende   la   Città
  metropolitana, i Liberi Consorzi e i Comuni.
   Io  chiedo ai colleghi, visto che molti vengono dall'esperienza di
  sindaco,  di  amministratore,  ma  chi  ha  fatto  l'esperienza  di
  amministratore, in cuor suo, può riconoscere questa  filosofia  non
  per fatti di cultura democratica, perché la base, il vertice, ma di
  funzionalità
   Noi  abbiamo avuto una Sicilia con trecento e rotti Comuni di cui,
  una  buona  parte, non ha fatto piani regolatori. Ma qualcuno  l'ha
  fatto  però  Allora immaginare di usare l'esempio di chi non li  ha
  fatti  per  dire che la Sicilia si deve, sostanzialmente, rimettere
  in   una   logica  centralistica,  è  un  modo  per   uccidere   la
  pianificazione moderna dei Comuni.
   Sapete  che ho presentato un emendamento, non so dove è  allegato,
  dove  ho  fatto la proposta, se volete scioccante: il  sindaco  che
  vince le elezioni e si presenta agli elettori con un proprio piano,
  deve avere l'opportunità di andare, entro un anno dalla elezione, a
  presentare  quel  piano, più che altro di  opere,  e  poter  essere
  approvato  dal  consiglio  comunale,   approvato'  non   adottato'.
  Perché  c'è  un supporto elettorale del consenso dei cittadini  che
  sorregge  quel  programma che è stato predisposto. Perché  uno  dei
  limiti, secondo me, della legge regionale n. 71/78, è che la  legge
  fu  fatta  nel 1978 ma  noi nel 1996 abbiamo introdotto  l'elezione
  diretta    dei   sindaci,   cambiando   radicalmente   il   modello
  amministrativo rispetto a quello esistente nel 1978.
   Se  l'Assessore dice togliamo la parola  sovrintende  è meglio, io
  lo  voto.  Però dobbiamo essere onesti: pensiamo che il problema  è
  solo in questa parolina? O c'è una impostazione su cui dobbiamo  in
  qualche  modo  correggere.  Perché  altrimenti  il  rischio  è  che
  facciamo  una legge che chiameremo di riforma, ma sarà di paralisi
  Questo lo dobbiamo avere chiaro
   Ecco,  perché,  dico  al  Governo,  principalmente,  ma  anche  ai
  colleghi:  attenzione non facciamo braccio di ferro su  cose  sulle
  quali   qui c'è in gioco la Sicilia, non c'è Cracolici, il PD, o la
  Palmeri,  ognuno con le sue parti politiche. Stiamo parlando  della
  nostra Regione che è di tutti: attenzione a come affrontiamo questa
  questione.  Ecco perché se mantiene l'emendamento, io lo  apprezzo.
  Ma ripeto, credo che c'è una filosofia in questo testo che ci porta
  su una strada sbagliata.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  vorrei
  rubare  tempo  ma  credo  che  l'argomento  sia  straordinariamente
  interessante e importante. Mi ha stuzzicato molto l'intervento  che
  ha fatto il collega Cracolici. Io sono stato sindaco e ho fatto, in
  circa un anno, piano regolatore, piano particolareggiato del centro
  storico,  piano  del verde e così via di seguito, lo  feci  con  la
  concertazione  e  quant'altro,  e  vengo  da  una   città   che   è
  urbanisticamente   perfetta,  unica  al  mondo   per   queste   sue
  caratteristiche.
   Quindi  so  quanto  è  importante  l'urbanistica  per  una  città.
  L'urbanistica  in  una città conforma anche lo sviluppo  economico,
  alcune  volte,  le  relazioni  sociali,  altre  volte.  Non  è  una
  sciocchezza  da  prendere ,  ed  ha ragione  l'onorevole  Cracolici
  quando  dice:   attenzione stiamo facendo  una  legge  che  ha  una
  prospettiva,  una proiezione che durerà tanti anni e  che  inciderà
  nel tessuto sociale, su come saranno organizzate le nostre città .
   Quindi è un ragionamento che va fatto con tanta attenzione  e  non
  dobbiamo  avere  -  te lo dico con affetto -  la premura  di  farla
  perché è una legge che dobbiamo fare. E' giusto che si faccia e  la
  dobbiamo  fare  velocemente, ma dobbiamo farla bene  perché  è  una
  legge  che  inciderà nella vita di tutti noi, della nostra  Regione
  per  tanti e tanti anni. Con questo cosa voglio dire? E'  tutto  un
  problema, appunto, di filosofia e di come si immagina.
   Non  c'è  dubbio  che,  intanto,  già  la  Sicilia  è  un  piccolo
  continente. Ma in Sicilia ci sono tanti comuni, ci sono  le  grandi
  città  ma  ci  sono  i  piccoli comuni.  Ogni  comune  ha  una  sua
  caratteristica.
   Quando  noi  diciamo  cemento tendente a zero ,  nuove costruzioni
  tendenti  a  zero ,  giusto,  bene. E'  la  prospettiva,  è,  oggi,
  l'immagine  di  una società che punta sul verde, sulla  vivibilità,
  benissimo.
   Però,  attenzione,  può  succedere che l'urbanistica  uniformi  il
  sistema.   Perché se noi diciamo  tendente a zero   in  una  grande
  metropoli  che,  ormai, sta crescendo oltre misura  e  che  diventa
  invivibile, benissimo, ma può succedere anche che ci sia il piccolo
  comune  che  sta  provando  ad avere uno  sviluppo  economico  che,
  magari, aspettava da anni e che finalmente succede: non lo possiamo
  fermare ed è specifico rispetto a tutto il resto.
   Allora cosa dobbiamo fare? Non c'è dubbio che l'urbanistica  debba
  partire  dai  comuni e la programmazione debba partire dai  comuni.
  Non  c'è alcun dubbio. E' chiaro anche che la Regione deve dare una
  indicazione ed una impostazione. Allora io come la vedo? Io la vedo
  in modo abbastanza semplice.
   Non  c'è  dubbio  che la programmazione parte dal basso.  Non  c'è
  dubbio  che la Regione deve sovraintendere e dare delle indicazioni
  generali.
   Quando  la  Regione dice nella sua filosofia generale  attenzione,
  abbiamo un enorme patrimonio edilizio, non è più sostenibile perché
  significa  costi  enormi, significa non più consumo  del  suolo,  è
  contrario  alla  nuova civiltà, al nostro modo  di  vivere,  quindi
  riduciamo  il consumo del suolo . Benissimo. Parliamo di  riduzione
  del  consumo  del suolo, non possiamo dire azzeriamo, perché  viene
  vista  in prospettiva una cosa ridicola che non è fattibile. Ma  va
  lasciata caso per caso, signor Presidente.
   Se  noi caliamo l'idea generale non possiamo poi chiuderla  in  un
  meccanismo  rigido che parte dalla Regione siciliana.  La  Regione,
  allora,  cosa deve fare? Questo è come la vedo io. I comuni  devono
  programmare  il proprio sviluppo incentrandolo su alcuni  principi:
  bene riduzione del consumo del suolo, bene tutta una serie di altre
  cose  che  abbiamo immaginato sia nella legge urbanistica ma  anche
  nella legge sull'edilizia che vedremo più in là.
   Le  Città  metropolitane di unione dei comuni devono tenere  conto
  della programmazione che hanno fatto i comuni. La Regione siciliana
  che  ha  dato le linee di indirizzo, controlla che queste linee  di
  indirizzo  si  verifichino,  facendo  un'azione  di  controllo,  di
  riorganizzazione, ma non può avere un'azione rigida in questo senso
  o di sussidiarietà al contrario nei confronti dei comuni.
   Ecco,  questa è la filosofia giudiziosa, di buon senso che secondo
  me dobbiamo adottare ed ha ragione l'onorevole Di Mauro quando dice
   attenzione,  se  noi la facciamo partire dall'alto  il  rischio  è
  grave .  Tu  stabilisci  una regola dall'alto,  dalla  Regione  che
  perché si attui e perché si verifichi e perché la Regione metta  in
  atto un PTR, un Piano Territoriale Regionale, passeranno anni,  nel
  frattempo i comuni non si sa cosa fanno e succede il caos.
   Ragioniamoci,  allora, tutti un po' su queste cose e  diamoci  una
  strategia giudiziosa. Siamo ancora in tempo per aggiustare e tirare
  fuori  una legge buona, bella, perché guardate che nella  legge  ci
  sono  tutta una serie di cose assolutamente positive, assolutamente
  moderne,  assolutamente sposabili e che potranno dare  alla  nostra
  Regione  una immagine di Regione moderna, che guarda ad  un  futuro
  verde,  che guarda ad una prospettiva non più, appunto, di  consumo
  del  suolo, della cementificazione ma invece ad una prospettiva  di
  sviluppo più sostenibile, più adeguato.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io penso che
  è   bene  ed  è  necessario,  oltre  che  scontato,  che  anche  la
  legislazione   regionale,  ovviamente,  si   adegui   ai   principi
  fondamentali della nostra Costituzione, tra questi il principio  di
  sussidiarietà.
   Il  Principio di sussidiarietà cosa dice? Che ciò che  può  essere
  fatto  ad un livello inferiore non deve essere fatto ad un  livello
  superiore.  Ciò  che  è  competenza  del  comune  non  può   essere
  competenza  degli  enti di area vasta né della  Regione,  né  dello
  Stato.
   Questo  articolo  17 così scritto, introducendo il  principio  del
   sovrintende    attribuito  agli  enti   di   area   vasta,   città
  metropolitane o liberi consorzi, di fatto commissaria i  comuni  in
  quelle  che sono le loro competenze fondamentali. Se un comune  non
  si deve occupare in via autonoma di redigere il piano urbanistico e
  territoriale, ma di cosa si dovrebbe occupare? Punto.
   Secondo:  in linea pratica ma noi sappiamo perfettamente in  quale
  condizione   purtroppo  sono  ridotti  gli  organici  delle   città
  metropolitane e dei liberi consorzi comunali.
   Riteniamo  davvero che si possa apportare una modifica alle  leggi
  attribuendo  a  questi  enti  nuove  competenze  anche  in  materia
  urbanistica?
   Io  penso  che  se  questo  articolo 17 passa  così,  si  sancisce
  definitivamente la paralisi anche dei piani urbanistici dei comuni.
  Il  contrario esattamente di quello che noi ci proponiamo  di  fare
  approvando  norme che invece dovrebbero semplificare, accelerare  e
  semplificare la vita soprattutto ai cittadini.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  faccio
  seguito  agli  interventi dei miei colleghi del Gruppo parlamentare
  facendo una riflessione in più.
   Vorrei  che fosse chiaro che noi non è che contestiamo la potestà,
  in  capo  alla  Regione, di garantire l'indirizzo e soprattutto  il
  controllo   dei  piani  regolatori  in  Sicilia.  Noi,   Presidente
  Micciché,  riteniamo  che  non può funzionare  questo  controllo  e
  questa  meticolosa  verifica in capo alle città  metropolitane  del
  ruolo dei comuni.
   Lei  pensi  alla  città  metropolitana  di  Messina  che  dovrebbe
  sovrintendere a 108 comuni. Ma è una pazzia
   Noi  non  abbiamo gli enti di secondo grado che sono in condizioni
  di  esercitare  questo  controllo. Avremo un  sistema  bloccato.  E
  crolla anche l'impostazione del governo del territorio.
   Peraltro,  dico, in questi anni noi abbiamo assistito, sempre,  ad
  un  ruolo  da  parte del dipartimento urbanistica di controllo  dei
  piani regolatori, sullo standard, sul dimensionamento dei piani che
  è  giusto  che ci sia. Il controllo della Regione non lo  mette  in
  discussione  nessuno.  È  questa  impostazione  a  cascata  che   è
  assolutamente fuori dal mondo e che contestiamo energicamente.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi a me dispiace  perché  colgo  nelle
  argomentazioni  dei  colleghi del PD una volontà  di  non  fare  la
  legge.  Lo  dico  con  molta chiarezza, così l'Aula  è  giusto  che
  comprenda come stanno le cose.
   Ho  ascoltato, soltanto, argomentazioni, almeno negli  ultimi  tre
  interventi,  che  non sono collegati alla realtà  e  ho  ascoltato,
  onorevole  Barbagallo, argomentazioni che mi offendono, perché  lei
  ha  parlato come se l'assessore che ha proposto questa legge non la
  conoscesse.  Perché  se  fosse  vero  quello  che  ha   detto   lei
  significherebbe che l'Assessore non conosce e non sa di cosa parla.
   L'onorevole  Cracolici  non  so cosa ha  fatto  al  comune,  credo
  l'assessore.  L'onorevole Compagnone ha fatto  il  sindaco,  io  ho
  fatto  il  vicesindaco di Palermo. Quindi non calo dalla  Luna,  ho
  fatto l'amministratore, so cosa significa e, quindi, certamente, in
  linea di principio, conosco anche la differenza di una riforma  che
  parte  dall'alto  e finisce verso il basso o viceversa,  e  conosco
  anche l'etimologia e il significato della parola  sussidiarietà .
   Caro  Pippo  Compagnone, lo dico a te perché sei  mio  collega  di
  Gruppo.  Questa è una sfida. Ed è una sfida che io ho già spiegato,
  dal  mio  punto  di vista, in sede di discussione  generale  quando
  confrontandomi  in maniera, devo dire, sufficientemente  competente
  perché  io ho rispetto dei colleghi che la pensano diversamente  da
  me,  mentre  dagli ultimi interventi ho notato che non è la  stessa
  cosa, quando ho spiegato che questa norma è una norma che introduce
  sistemi  di assoluta novità e di assoluta coerenza con il progresso
  che  vogliamo  dare   -  ed è questa la filosofia  al  governo  del
  territorio - il PTR che non dovremo aspettare due anni per  vedere,
  onorevole Di Mauro, perché è quasi pronto, il PTR è la cornice  che
  deve  fornire  le  linee  guida alle quali, coerentemente,  con  un
  sistema urbanistico moderno si devono muovere i comuni.
   Immaginare  che dobbiamo fare una legge generale ed  astratta  che
  debba  valere  per 42 ore o per 42 anni sulla base delle  emergenze
  che  abbiamo  trovato,  prime fra tutte  la  mancanza  di  un  ente
  intermedio,  mi  pare  che non sia confacente al  ragionamento  che
  questo  Governo   - che si ostina a volerlo fare  insieme  a  tutta
  l'Aula  -   abbia  fatto cercando di volare alto,  di  lasciare  un
  disegno di legge che ci stiamo intestando tutti, che dia una svolta
  al tema urbanistico in Sicilia, massima disponibilità al dialogo.
   Ma, onorevole Barbagallo, non può essere questo il presupposto del
  nostro   confronto,  glielo  dico  con  estrema  chiarezza.   Avete
  sollevato temi che non esistono.
   Onorevole  Cracolici è già in questo disegno di  legge,  ma  quale
  proposta  avveniristica e sconvolgente? E'  in  questo  disegno  di
  legge che il sindaco eletto scriva un piano regolatore generale che
  si chiamerà PUG, lo porti al consiglio comunale, lo possa approvare
  e lo possa far praticare assumendosene oneri e onori, c'è già.
   Allora, rispetto a queste cose, colleghi, con molta chiarezza,  ma
  quale  premura? Questo è un disegno di legge che è in  Aula  dal  4
  giugno,  signor Presidente, oggi siamo al 4 agosto, è stato chiesto
  un  termine  per  la  presentazione degli emendamenti  lunghissimo,
  nessuno  si  è  opposto.  E'  stata  chiesta  una  proroga  per  la
  presentazione  degli  emendamenti, nessuno si  è  opposto.  Abbiamo
  valutato gli emendamenti uno per uno, dopo che il disegno di  legge
  era stato esitato all'unanimità per l'Aula, di nuovo uno alla volta
  e  lo abbiamo fatto chiedendo ancora una volta il confronto con  le
  opposizioni.
   Allora  lo  si  dica, si dica che questa legge non si  vuole  fare
  perché è più importante che non si faccia la legge piuttosto che la
  si faccia, e poi ci sia chi se ne deve assumere l'onore e quindi il
  merito in più rispetto a qualcun altro.
   Io  ve lo dico con estrema franchezza, d'altronde non sono qui  da
  poco tempo. Avevo un'impressione, se ci dobbiamo fermare fermiamoci
  ma  non  è questo un modo intellettualmente onesto nel rapporto  di
  continuare a porci, perché voi ogni volta mi spiegate che  io  cado
  dalla luna e che quello che dite voi è l'unica realtà e non è così,
  ma  non  è  così  oggettivamente, non perché io  voglia  farne  una
  interpretazione.
   Allora, io vi chiedo, lo dico soprattutto ai colleghi del  PD  che
  io non conosco da ieri, un po' di rispetto per i ruoli, dopo di che
  sul merito ci possiamo confrontare.
   La  vogliamo  rinviare,  rinviamola.  Ma  questo  significa  anche
  incrinare un rapporto istituzionale, che io ho mantenuto sempre  in
  maniera  corretta  e voglio rispetto per questo e  di  ricevere  lo
  stesso  trattamento  perché  chi  vi  ascolta  da  casa  pensa  che
  l'assessore  -   oppure questo è il tentativo -   cada  dal  cielo,
  dalla luna, atterrato qua senza sapere di cosa parla.
   Abbiamo  parlato  in  sede  di  discussione  generale  di  diverse
  filosofie,  ci  può  stare, per noi la cornice significa  approccio
  avveniristico, approccio moderno, approccio europeo, ed all'interno
  di  questa cornice stiamo calando, poi, e caleremo poi, i  PUG.  Ci
  sarà  il Comune che aveva già difficoltà, che mancherà del tecnico?
  Per   carità,  ci  può  stare.  Faremo  le  convenzioni,  troveremo
  soluzioni,  ma  il  tema  è  questo e, quindi,  io  vi  chiedo,  in
  conclusione,   di   andare   avanti   oppure,   signor   Presidente
  dell'Assemblea, mi rimetto alla sua volontà, ma ripeto, smettiamola
  di  assumere un atteggiamento che mi pare anche sconveniente perché
  non si poggia su dati oggettivi.
   L'emendamento  viene approvato, lo vedremo da un punto  di  vista.
  Non  viene  approvato, lo vedremo dall'altro  punto  di  vista,  ma
  certamente dobbiamo trovare una soluzione perché l'impostazione che
  noi  abbiamo  dato è una impostazione corretta tecnicamente  e  non
  perché lo dice l'Assessore Cordaro, perché l'hanno detto tutti  gli
  ordini   professionali  che  sono  stati  auditi  in   Commissione,
  avvocati, ingegneri, architetti, geologi, con loro l'abbiamo fatto,
  con  i  docenti  universitari senza appartenenza politica,  andando
  sempre  al  cuore e al merito e scegliendo sempre  i  migliori.  E'
  venuto fuori questo disegno di legge. Per noi è coerente. Dopodiché
  noi  lo  sottoponiamo all'Aula, ma - ripeto - la preghiera  che  vi
  faccio davvero è quella di assumere un atteggiamento diverso, fermo
  restando  che  il Governo prenderà atto di quello che  deciderà  il
  Presidente dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.    Il  Presidente dell'Assemblea è  ovvio  quello  che
  decide,  prima  quando abbiamo iniziato a fare questa  legge  tanti
  colleghi  mi  hanno  chiesto  alcuni  che  era  una  legge   troppo
  importante  per  farla  urgentemente,  altri  che  era  una   legge
  pericolosa, altri che era una legge ottima, in tanti mi hanno. Io a
  tutti ho sempre detto che avrei valutato nel corso del dibattito su
  questa legge se avessi ritenuto che ci fosse qualcosa che bisognava
  affrontare  in  separata sede o, comunque, che bisognasse  bloccare
  perché  si  stava  facendo  qualcosa  che  obiettivamente  sembrava
  sbagliato, l'avrei fatto.
   Io  fino  a questi articoli, all'articolo 17, non credo  di  avere
  notato  nulla  che possa essere di pericolo per  il  fatto  che  si
  paralizzi tutto perché non ne vedo sinceramente le ragioni; poi, su
  qualcosa  si  può  essere  d'accordo e su qualcosa  no.  La  parola
   sovraintende , sovraintende se qualcuno fa un piano di  massima  a
  cui tutti, in qualche maniera, si devono adeguare;  è chiaro che ci
  sia qualcuno che sovraintenda  a che ci adegui a questo piano,  non
  mi  sembra  che  ci  sia nessuna prevaricazione nei  confronti  dei
  sindaci, non mi sembra, almeno fino a quanto ho potuto vedere oggi,
  per cui valga la pena di fermare l'iter di questa legge.
   Questa  legge  deve  andare  avanti, è una  legge  importante.  E'
  chiaro,  che  ci  sono anche posizioni ideologiche diverse  tra  il
  fatto  che  governi  anche  sui comuni  o  che  siano  i  comuni  a
  governarsi  autonomamente dalla Regione sono analisi ideologiche  e
  c'è chi la pensa in una maniera e c'è chi la pensa in un'altra.  In
  questo momento governa un Governo che la pensa in una maniera e  in
  quella  maniera va avanti. Quindi, non mi sembra che ci sia  nessun
  motivo  per cui bisogna fermarsi, anzi il mio compito è  quello  di
  andare avanti e velocemente.
   Non  c'è  dubbio,  Assessore Cordaro,  che  laddove,  come  è  già
  successo  in questi articoli che stiamo vedendo, ci dovesse  essere
  qualcosa  che  nel  mio ruolo di Presidente dell'Assemblea  dovesse
  inficiare  proprio il mio ruolo, cioè che si faccia una  legge  non
  scritta bene o che possa essere confusa, io interverrò, ovviamente,
  come ho fatto sino a questo momento e interverrò sempre laddove  ci
  dovessero essere dei dubbi di questo tipo; peraltro, avendo  sempre
  un  riscontro  da parte di tutti, assolutamente legittimo.  Se  c'è
  qualcosa che non si capisce si chiarisce, punto e basta; una  volta
  che viene chiarito, poi la si scrive diversamente.
   Per   cui,   assolutamente   dopo   questo   dibattito,   comunque
  interessante,  che  c'è stato fino a questo momento,  vi  prego  di
  riprendere   la  trattazione  degli  articoli,  comma  per   comma,
  emendamento  per  emendamento,  perché  dobbiamo  andare  avanti  e
  dobbiamo andare avanti velocemente.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, su cosa? Perché se continuiamo il
  dibattito  ideologico sulla legge non finiamo più. Invece,  la  mia
  proposta è di andare avanti velocemente.

   CALDERONE. Non è per continuare il dibattito ideologico,  desidero
  soltanto però puntualizzare la nostra posizione che è totalmente in
  aderenza alla posizione espressa dall'Assessore Cordaro.
   Io ero intervenuto in sede di discussione generale evidenziando le
  argomentazioni  per  le  quali  il  partito  che  rappresento  come
  Presidente  del  Gruppo parlamentare era ben  lieto  di  accogliere
  questa legge di riforma.
   E'  chiaro  che  ogni  legge  -  lo  ricordo  a  me  stesso  -   è
  caratterizzato   dalla   cosiddetta   ratio   legis'.   Dice   bene
  l'Assessore  Cordaro  e  l'ha detto anche il  Presidente  Savarino,
  quando  si dice che questa è una legge che riforma rispetto ad  una
  legge che era stata varata a torto a ragione, bene o male, con  gli
  effetti che tutti sappiamo ben 42 anni addietro.
   La  stessa relazione - io lo leggo per me stesso e lo leggo per  i
  colleghi  che  hanno fatto riferimento al PTR  -  indica  il  Piano
  territoriale  regionale come un documento di  carattere  strategico
  che sintetizza e coordina altri strumenti pianificatori. E' qui  il
  punto  fondamentale. Da qui si dipartono le competenze, da  qui  si
  dipartono i cosiddetti PUG. E' chiaro che la ratio di questa  norma
  è quella che viene evidenziata nella relazione.
   Mi  fa specie - e questo lo devo dire, signor Presidente - che  si
  faccia  riferimento agli aspetti patologici del sistema. Mancano  i
  Consigli  comunali, i Consorzi ancora o le Città metropolitane  non
  hanno  i Consigli metropolitani. Quando un legislatore si approccia
  a  varare una legge, signor Presidente, lo ricordo ovviamente a  me
  stesso,  non  può  pensare  alla  patologia  dei  sistemi   o   dei
  sottosistemi,  la  legge è chiara, le competenze  sono  chiare,  il
  principio  di  sussidiarietà  evocato  dall'Assessore  Cordaro,   è
  chiaro,  la  ratio  di  questa legge  è  chiara;  poi,  la  si  può
  condividere  o  non  condividere, ma una legge che  perviene  dalla
  Commissione all'unanimità, una legge sulla quale e per la quale  si
  è lavorato per mesi

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, avevamo detto che non  riaprivamo
  questo dibattito.

   CALDERONE.  Signor Presidente, volevo soltanto rappresentare  alla
  Sua  signoria  che  è  veramente il caso di continuare  a  trattare
  questa legge.

   PRESIDENTE.  Lei quando dice  la Sua signoria' si  sbaglia  quando
  lei fa l'avvocato e parla con il Presidente

   CALDERONE.  No,  signor Presidente, perché lei rappresenta,  è  il
  Presidente di questa Assemblea e credo che sia opportuno  avere  un
  rispetto  istituzionale dei ruoli; quindi,  io  mi  rivolgo  a  lei
  convintamente chiamandola  la Sua signoria'. A mio modo di vedere è
  questo l'approccio perché la forma è anche sostanza.

   PRESIDENTE. Lei in questo è un deputato assolutamente perfetto.

   CALDERONE.  Quindi,  Forza  Italia chiede  che  si  proceda  nella
  trattazione del disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Sì,  sì,  ma  non è in discussione.  Andiamo  avanti.
  Riprendiamo la trattazione dell'articolo.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con   spirito
  assolutamente  propositivo  e  non con  l'intento  di  bloccare  la
  riforma,  volevo ribadire che è chiaro che la Regione ha un  organo
  che  sovrintende a tutti gli enti inferiori e così come appunto  la
  Città  metropolitana e gli enti al di sotto non devono  sostituirsi
  alla  Regione,  allo stesso modo però io volevo  sottolineare  come
  questo comma così praticamente aveva un aspetto troppo verticistico
  e, quindi, poteva andare ad inficiare le competenze che andavano ai
  singoli Comuni.
   Quindi,  ci  possono essere dei casi in cui,  così  come  dice  il
  principio  di sussidiarietà che va dal basso verso l'alto,  ma  nel
  caso   in   cui  il  singolo  Comune  può  svolgere  e  può   avere
  responsabilità  e  funzione  per quella specifica  competenza.  Se,
  ovviamente,  stiamo parlando di cose per le quali può  decidere  la
  Città  metropolitana e la Regione, è chiaro che  la  competenza  si
  spostava.  Quindi,  io  con  spirito  propositivo  volevo  proporre
  all'Assessore  Cordaro  magari  dopo  la  parola   sovrintende'  di
  aggiungere   per  tutte le scelte che hanno ricadute  al  di  fuori
  delle competenze del singolo Comune'.
   E  poi  sommessamente  volevo dire,  visto  che  si  ripropone  il
  problema  del  principio  di sussidiarietà,  signor  Presidente,  a
  questo  punto  perché  non aggiungiamo un  articolo  specifico  sul
  principio  di  sussidiarietà, dove lo inviamo alla I Commissione  e
  chiariamo  in  maniera inequivocabile di che cosa stiamo  parlando,
  visto che si ripropone sempre questo problema.

   PRESIDENTE. Ma la legge sulla sussidiarietà esiste già.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.    Signor   Presidente,  ferma  restando   la   scelta
  dell'onorevole  Palmeri,  come lei ricorderà,  io  ho  ritirato  il
  soppressivo  del comma 2 per insistere e fare proprio l'emendamento
  17.27 dell'onorevole Palmeri.

   PRESIDENTE. Sissignore.

   BARBAGALLO.   Io  chiedo che prima che venga votato  l'emendamento
  dell'onorevole Palmeri venga votato l'emendamento 17.27.

   PRESIDENTE. Io a quello sono per ora. Sono all'emendamento  17.27.
  Quindi, su quello si va. Onorevole Savarino, è un fatto tecnico?

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e relatore.  Sì.  Allora,
  volevo  specificare che nell'articolo 3, nei principi  generali  di
  questa  legge,  abbiamo  già approvato il riferimento  lettera  a),
  quindi come primo principio alla sussidiarietà.
   Volevo  specificare  che in questa legge,  in  quest'articolo  che
  stiamo  per  votare, il contestato  sovraintende  della lettera  a)
  riguarda gli aspetti amministrativi delle adozioni, della redazione
  dei  piani.  Che  poi  ci  sia  una  prevalenza  e  un  adeguamento
  automatico del piano superiore a quello inferiore è già  legge   E'
  già sancito così, è già nella normativa.
   E   poi,  in  ultima  analisi,  vorrei  anche  dire  all'onorevole
  Cracolici, che ha fatto delle suggestioni da uomo di ex sinistra

   PRESIDENTE. Come ex?

   SAVARINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.     di  ex
  comunista,  che molte delle impostazioni di questa  legge  che  noi
  oggi stiamo votando e che abbiamo approvato all'unanimità sono  già
  legge  nella rossa Emilia Romagna. Quindi, non c'è una  volontà  di
  destra che viene rassegnata in questa legge, ma c'è un'impostazione
  più  moderna,  che  porta ad un coordinamento  -  come  giustamente
  sottolineava  l'onorevole  Calderone -  che  viene  fatto  dal  PTR
  rispetto  agli  altri  piani; ma, onestamente,  non  c'è  nulla  di
  preoccupante e di deriva di destra se prima di noi lo ha  approvato
  la rossa Emilia Romagna.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.27.

   PASQUA. Chiedo la verifica del numero legale.

         (La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)

                      verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            39

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)

   PRESIDENTE. Scusate, lei ha chiesto la verifica del numero legale.
  Io sto accertando se c'è il numero legale. Il numero legale sarebbe
  di  34  e ci sono 39 tessere, quindi il numero legale c'è.  Di  che
  stiamo parlando.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ma dobbiamo riprendere la  discussione
  della prima seduta?

   PASQUA. Esatto, Presidente, questa è la discussione. Purtroppo, lo
  dobbiamo fare. Guardi, noi ci siamo pure organizzati, abbiamo tutti
  tolto  i tesserini tranne 4 persone e lì risultiamo tutti presenti.
  Ma li abbiamo tolti prima.

   PRESIDENTE. Ma dove risultate tutti presenti? Risultano 39 con  le
  tessere inserite.

   PASQUA. Ma non era così  Presidente, non era così  Non eravamo con
  i tesserini, erano tolti.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Pasqua, se noi ogni volta che c'è un
  qualcosa di tecnico e dobbiamo iniziare la discussione  Scusate, mi
  date  il conto dei presenti? Allora i Cinque Stelle risultano tutti
  assenti tranne i 4 richiedenti che ovviamente sono presenti.
   Dunque,  i  presenti  sono, così li cito: Amata,  Aricò,  Assenza,
  Bulla, Calderone, Cannata, Caputo, Compagnone, Cordaro, Di Caro, Di
  Mauro,  Falcone, Figuccia, Foti, Gallo, Galluzzo, Galvagno, Grasso,
  Lagalla,  Lantieri, La Rocca Ruvolo, Lentini, Lo Curto, Lo Giudice,
  Mangiacavallo

                         (Proteste dai banchi)

   PRESIDENTE.  Ma saranno usciti  Quello è il tesserino di  Falcone,
  lo vedo io, scusate
   Dopodiché  non prendiamoci in giro, se dobbiamo fare ostruzionismo
  tanto  per farlo avete gli strumenti, andiamo avanti lo stesso;  ma
  se pensate che io vi dia dati falsi levatevelo dalla testa  Proprio
  levatevelo dalla testa, perché i dati che escono - e vi sto dando i
  nomi dei presenti - ammesso e non concesso ci sarebbe lo stesso, ma
  se  c'è  il  tesserino  e in questo momento  sono  fuori  risultano
  presenti.  Sono  qui, hanno votato fino a poco fa. Sono  ovviamente
  presenti. Non è che perché uno manca un quarto d'ora è assente
   Chiudiamo l'argomento, andiamo avanti.
   C'è  da  ridere  perché risulta presente qualcuno  che  è  assente
  mentre  risultano assenti quelli che sono presenti  Diamoci un'idea
  ben chiara e precisa. Vi esorto a un po' di attenzione.
   Abbiamo  fatto una Conferenza dei Capigruppo, in questa Conferenza
  dei  Capigruppo  ho  comunicato che  ci  sono  degli  obblighi,  ma
  certamente tra questi obblighi non c'è quello di andare  in  ferie,
  specialmente in un momento in cui la Sicilia ha tutte le difficoltà
  che  ha,  non  solo  la Sicilia ma tutta Italia ma  la  Sicilia  in
  particolar modo.
   Per  quanto  mi riguarda, siccome ci sono alcune leggi che  devono
  essere  concluse,  non  approvate - poi  possono  essere  bocciate,
  questo lo deciderà l'Aula, ma devono essere concluse - questa legge
  sull'urbanistica - ripeto - siccome avevo ricevuto tante telefonate
  ho detto  fatemi presiedere in modo da capire che tipo di legge è .
  E' una legge che può avere delle cose giuste, può averle sbagliate,
  può  essere  corretta,  può non essere corretta,  ma  è  una  legge
  assolutamente legittima ed è una riforma che se funziona - non sono
  al  Governo,  non  so  analisi sul futuro funzionamento  di  questa
  legge,  probabilmente qualcun altro ce l'avrà - se funziona  o  non
  funziona è una responsabilità del Governo.
   Ma  questa  legge  deve andare avanti perché è una  delle  riforme
  proprio  perché  rispetto ad alcuni interventi che  ci  sono  stati
  prima,  il Presidente della Regione ha vinto le elezioni proponendo
  alcune riforme e questa è una di quelle per cui deve andare avanti.
  Quest'Aula,  quindi,  la dovrà votare, bene o  male,  favorevole  o
  contraria, ma tanto si dovrà votare. Per cui mettiamocelo in  testa
  tutti
   Siccome  ci  sono  altre leggi quale quella sullo zooprofilattico,
  quella   ancora  più  importante  sulla  finanza  perché   dobbiamo
  sbloccare  i soldi su cui, finalmente, abbiamo avuto un accordo  da
  Roma, vi comunico in maniera assolutamente serena che per quanto mi
  riguarda possiamo stare qui anche a Ferragosto.
   Io  non  ho nessunissimo problema ad andare avanti anche se questa
  Assemblea  è  un'Assemblea - come saprete - prima  dell'estate  c'è
  questa  cerimonia  del  Ventaglio che è una  conferenza  stampa  su
  quanto successo durante l'anno in Assemblea e ho giusto i dati qui.
  Per  farvi avere un'idea di quello che abbiamo fatto, abbiamo fatto
  74  sedute  d'Aula  che  sono quasi il  doppio  rispetto  a  quelle
  dell'anno  scorso,  ne  abbiamo fatte 16  durante  il  Coronavirus,
  durante  il  Covid,  abbiamo approvato la  finanziaria  durante  il
  Covid.  Abbiamo  fatto un numero di sedute in  Commissione  di  483
  sedute  per 800 ore lavorative. Abbiamo fatto le sedute d'Aula  per
  300 più 37, per 330 ore lavorative.
   Noi non dobbiamo giustificarci con nessuno. Non chiedo di rimanere
  aperti  perché  non abbiamo lavorato prima. Abbiamo  lavorato  come
  mai.  Poi,  che  ci  siano ancora giornali  e  giornalisti  che  si
  divertono  a  tirare numeri fasulli per cui -  secondo  loro  -  il
  lavoro è soltanto quello di quando siamo qui in Aula mentre è  come
  se  tutto  il resto non fosse un lavoro, io me ne frego  altamente
  Noi non dobbiamo giustificarci su niente
   Una  cosa  è  sicura  e cioè che non si andrà  a  prendere  quella
  settimana - perché poi di questo si tratterà - di riposo fino a che
  queste leggi così importanti non saranno approvate.
   Per cui, ben vengano tutte le ostruzioni, le armi legittime che il
  Regolamento  affida  alle opposizioni per evitare  che  il  Governo
  faccia la sua parte, ma mettetevi in testa che con certezza noi non
  chiuderemo,  neanche mezz'ora, fino a quando le  leggi,  in  questo
  momento,  più  importanti  per i cittadini  siciliani  non  saranno
  approvate   Questa  è una di quelle. Poi, ci sarà  la  legge  sullo
  zooprofilattico, quella sulla non me la ricordo, sono  quattro,  ma
  sono   quattro   leggi   che   dovranno   essere   approvate   dopo
  l'approvazione   o   comunque   il   voto   finale   della    legge
  sull'urbanistica.
   Per  cui,  vi  prego,  nell'interesse anche  proprio  di  tutti  i
  siciliani  che aspettano che vengano sbloccate alcune  risorse  che
  erano  state  messe  in  finanziaria, ma  che  si  stanno  rendendo
  disponibili soltanto ora, di andare avanti - ripeto - con tutta  la
  legittimità  che  le  opposizioni hanno  di  utilizzare  tutti  gli
  strumenti  di  questo  mondo  per fare  ostruzionismo.  Ma  non  mi
  chiedete di fermarmi perché, tanto, si andrà avanti stasera stessa,
  se  sarà necessario, fino alle dieci - che è l'orario che, come voi
  sapete, io ho dato di limite per i lavori d'Aula - ma, comunque, si
  va avanti.
   E  ora,  vi  prego,  se  ci sono interventi  relativi  ai  singoli
  articoli, o emendamenti, do la parola. Altri dibattiti, con  questo
  mio intervento, si sono chiusi.
   Per  cui, onorevole Di Paola, se lei deve intervenire su un comma,
  piuttosto che su un emendamento

   DI PAOLA. Sulla votazione.

   PRESIDENTE. Allora, sulla votazione non è stata una votazione. Voi
  avete  chiesto se c'era il numero legale. Oggi, con le  novità  che
  abbiamo  apportato  all'inizio  di questa  legislatura,  il  numero
  legale lo si vede immediatamente. In questo momento le tessere sono
  47.  Nel  momento in cui mi è stata chiesta la verifica  erano  39,
  cioè  numero legale abbondante perché il numero legale  è  34.  Per
  cui, chiudiamo l'argomento.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ma che intervento deve fare? Se mi chiedete di guidare
  una   macchina,   non  è  che  possiamo  fare  un  intervento   sul
  funzionamento della macchina

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego intervenga, ma anche questo è  un
  atto, come dire, di cortesia che io sto facendo come faccio sempre.
  Perché l'intervento sul numero legale, visto che è stato accertato,
  non capisco su che cosa possa essere.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  a
  ruota  dell'intervento che lei ha fatto, che  condivido  pienamente
  perché,  da  parte  del  Movimento Cinque Stelle,  c'è  la  volontà
  assoluta di non andare in ferie, per continuare a portare avanti  i
  disegni di legge che possono essere importanti per la Sicilia.
   Anche  perché, Presidente, oggi questo Governo, questo  Presidente
  ha  scaricato  molte  delle colpe della condizione  economica  -  e
  questo è un fatto grave - della condizione economica in cui versano
  i  cittadini siciliani ai dipendenti regionali perché, uscendo  con
  la  dichiarazione  che l'80 per cento dei dipendenti  regionali  si
  gratta la pancia  Dico è ovvio che c'è questa problematica,  e  noi
  dobbiamo  rimanere in Aula per cercare di venire incontro a  queste
  cose.
   Presidente,  sulla verifica del numero legale, visto  che  lei  ha
  detto  che questa riforma è una riforma importante - e io condivido
  pienamente  che questa è una riforma importante - però, Presidente,
  se  è  una  riforma  importante la maggioranza, i componenti  della
  maggioranza  non possono lasciare il tesserino e uscire  dall'Aula
  Perché se io mi metto qui a contare il numero dei colleghi che sono
  presenti, non ci arriviamo a quei numeri.
   Quindi,  se  è una riforma importante, i colleghi deputati  devono
  rimanere  in  Aula  e  non  mettere solo  il  tesserino  ed  uscire
  dall'Aula, perché altrimenti, Presidente, così come lei dice che  è
  una riforma importante il Movimento Cinque Stelle, così come altri,
  possiamo  decidere  di uscire dall'Aula; ce  ne  andiamo  e  questa
  riforma  -  visto che è una riforma a questo punto medaglietta  del
  Presidente  della  Regione,  perché l'ha  scritta  all'interno  del
  programma, e quindi la si deve portare avanti in pochissimi  giorni
  nonostante  sia  una  riforma importante -  se  l'approva  solo  ed
  esclusivamente  la  maggioranza   Perché  a  mio  modo  di  vedere,
  Presidente,  la  Regione  siciliana, i  siciliani  là  fuori  hanno
  tantissimi altri problemi. Enormi  Enormi  La finanziaria COVID che
  abbiamo approvato, domani vedremo questi 50 milioni di euro che  in
  qualche modo sono

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. Però, Presidente, io la prego in qualità io le riconosco
  qualità di super partes, se si fa la verifica del numero legale c'è
  un  motivo. Se mi spuntano trentanove presenti, e poi in Aula  sono
  molto  di meno i presenti, Presidente ovvio è che non c'è l'armonia
  per portare avanti una riforma così importante

   PRESIDENTE.   Onorevole  Di  Paola,  questo  si  verificherà   nel
  momento,  si stabilirà nel momento in cui si deve votare e  con  la
  votazione,  se  non  ci  sono,  quelli della  maggioranza  vedranno
  bocciati  gli  articoli. Per cui, di che cosa stiamo  parlando?  La
  prego.
   Andiamo, per favore, andiamo avanti

   CAPPELLO.  La maggioranza deve essere in Aula  Le opposizioni  non
  possono fare la maggioranza. È una vergogna

   PRESIDENTE.  Guardi, onorevole Cappello, onorevole  Cappello,  non
  gridi.   Io   sono  stato  al  Parlamento  nazionale  e  regionale,
  opposizione e maggioranza, quando la maggioranza non c'era noi  che
  eravamo  all'opposizione eravamo felici perché la mandavamo  sotto;
  quindi,  che  lei faccia l'appello al fatto che la  maggioranza  ci
  sia,  è così, lo dovrei fare io, lo dovrebbe fare il Governo questo
  appello,  che venga dall'opposizione è strano perché la maggioranza
  se non c'è perde, viene battuta.
   Va  bene,  siamo  all'emendamento 17.27, che è  soppressivo  della
  lettera a) del comma 2.

   BARBAGALLO.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.  Visto  che l'assessore Cordaro ci ha  ricordato  che  il
  Piano territoriale regionale è quasi pronto, noi siamo di fronte  a
  una  vergogna  colossale, per cui il Governo della  Regione  ha  il
  Piano  regionale quasi pronto e gli facciamo la legge  apposta  per
  imporlo ai comuni  Si vergognino l'assessore Cordaro e il Governo

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, allora votazione per  scrutinio
  nominale.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cordaro   Onorevole  Cordaro    Onorevole
  Cordaro,  non mi costringa a sospendere l'Aula per favore,  grazie.
  Risponde  il Presidente. Dai banchi del Governo non si risponde  ai
  deputati.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.27

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 17.27.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            54
   Votanti             43
   Maggioranza         22
   Favorevoli          19
   Contrari            24
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 17.2, dell'onorevole Lupo. Lo mantiene?

   LUPO. Sì, lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   17.2.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 17.3,  a firma degli onorevoli  Lupo  ed
  altri.
   Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, pongo in
  votazione l'emendamento 17.3. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 17.26 I parte  a  firma  dell'onorevole
  Trizzino. È ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 17.30, a firma  degli  onorevoli  Lupo,
  Barbagallo ed altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io volevo capire se il Governo,  che  aveva
  annunciato  di  voler  togliere la parola   sovrintende   non  l'ha
  tolta?

   PRESIDENTE. Non l'ha tolta.

   CRACOLICI. Quindi, è rimasto sovrintende.

   PRESIDENTE. È rimasto sovrintende.
   Onorevole  Cordaro,  rispondo  io  ai  deputati,  per  favore.  La
  ringrazio.
   Il   parere  del  Governo  sull'emendamento  17.30  dell'onorevole
  Barbagallo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  è
  già previsto, è pleonastico. Il parere è contrario.

   PRESIDENTE. Se è pleonastico è inutile che lo votiamo.

   BARBAGALLO   Per  le  ragioni  che  abbiamo  sempre  detto   nella
  relazione generale perché noi crediamo.

   PRESIDENTE.  Aspetti  un  attimo, onorevole  Barbagallo.  Continui
  onorevole Cordaro.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Siccome  dice
  l'onorevole  Barbagallo  che è sempre così,  perché  è  per  andare
  contro,  vorrei ricordare, visto che ha la memoria cortissima,  che
  appena  8  secondi  fa  abbiamo  dato  parere  favorevole   a   due
  emendamenti del PD entrambi approvati.
   Quindi non è una posizione strumentale come dimostrano i fatti,  è
  legata  soltanto  allo  studio delle  carte  perché  se  non  fosse
  pleonastico,  considerato che non ha alcuna refluenza,  il  Governo
  avrebbe dato parere favorevole come ha fatto per quello precedente.
   Questo  emendamento è pleonastico perché già previsto nella  norma
  e, quindi, il parere è contrario.

   PRESIDENTE.  Io  invito  al ritiro se  è  pleonastico.  Se  è  già
  previsto, onorevole.

   BARBAGALLO. Insisto. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Non c'è il quorum.
   Scusate,  quando io ho detto va bene c'era il numero. Si vede  che
  qualcuno si è staccato, si è pentito. Ma io non posso discutere sui
  pentiti.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, non  prendetevela  pure  con  i
  sistemi  perché  il sistema funziona perfettamente.  I  richiedenti
  sono  stati  Barbagallo,  Catanzaro, De Domenico,  Lupo,  Pasqua  e
  Trizzino. E per colpa tua non c'è. Rifacciamolo.
   Però,  onorevoli Pasqua e Cracolici, io poi torno a casa e  rivedo
  le  sedute e mi dico che sono un po' troppo generoso. Nel senso che
  faccio rifare cose  la prossima volta se chiedete una cosa fate  in
  modo  che ci sia. Dopodiché, se voi togliete il dito io non ho  che
  cosa inventarmi.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   I richiedenti, per favore.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.30

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 17.30.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            54
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          20
   Contrari            28
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 17.4.

                     (Intervento fuori microfono)

   Erano  28  contro  20  Che cosa vuole  Vi date una  calmata  tutti
  quanti  per  favore? Perché non è che sospendo  la  seduta  che  vi
  faccio un regalo, finiamo alle 4 di mattina
   Pongo in votazione l'emendamento 17.4. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.12.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, ritiriamo l'emendamento  17.12  e
  facciamo  nostro  l'emendamento 17.29  dell'onorevole  Palmeri  che
  sopprime la lettera a) del terzo comma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  rispetto all'emendamento 17.29 è la stessa  situazione
  di  prima. Quindi credo che dagli Uffici dovrebbe essere dichiarato
  assorbito.  Rispetto  a  questo,  sempre  per  quella  volontà   di
  migliorare  la  norma, noi daremo parere favorevole all'emendamento
  17.05  che modifica la lettera a) del comma 3, dopo le parole   del
  piano  sono aggiunte le parole  di coordinamento .

   PRESIDENTE.  Più  che assorbito è inammissibile, perché  creerebbe
  uno  scoordinamento tra  non è assorbito, perché non è  identico  a
  quello  di  prima,  ma  creerebbe  confusione,  per  cui  lo  rendo
  inammissibile.
   Si passa all'emendamento 17.5. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.26, dell'onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 17.31, dell'onorevole Barbagallo, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 17.13 dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.20, dell'onorevole Sammartino che, non
  essendo presente in Aula, si intende ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.14, dell'onorevole Lupo. Lo mantiene?

   LUPO. Sì.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole

   BARBAGALLO.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.14

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 17.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          20
   Contrari            25
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 17.23 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento  17.15.  Onorevole  Lupo  lo  mantiene?
  Onorevole Lupo mi sembra un non senso, perché vi private di  quelle
  convenzioni che avete ..

   BARBAGALLO.  Non  sono quelle del quarto comma  dell'articolo  15,
  Presidente.  O facciamo espressamente riferimento al  quarto  comma
  dell'articolo 15. Stiamo facendo riferimento alla legge.
   Io invito anche gli uffici, o facciamo riferimento al quarto comma
  dell'articolo 15 e lo mettiamo in modo espresso. Non funziona  così
  l'articolo.

   PRESIDENTE.  Stiamo  verificando. Onestamente sopprimerlo  non  ha
  molto senso.
   Non è lo stesso di prima comunque. Non c'entra.

   BARBAGALLO. Se lo lasciamo così è un pasticcio.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, mi faccia capire. Se lo lasciamo
  così è un pasticcio perché? In che cosa sarebbe un pasticcio?

   BARBAGALLO.  Perché  noi prevediamo le convenzioni  con  gli  enti
  pubblici  e  l'Università in forza della norma. Invece  con  questo
  articolo

   PRESIDENTE. Diamo la possibilità di avvalersi

   BARBAGALLO.  Non dagli stessi soggetti, Presidente. Perché  non  è
  previsto in modo espresso che sono le Università, gli enti pubblici
  ecc.
   Quindi in un articolo sono dei soggetti

   PRESIDENTE.  Questa  è un'altra cosa però. E'  la  possibilità  di
  avvalersi  di  consulenti esterni, di persone  esterne,  i  comuni.
  Perché gli dobbiamo togliere questa possibilità?
   Poi  proprio  perché  spesso non hanno le  competenze,  non  hanno
  persone competenti, secondo me andrebbe ritirato onestamente,  però
  se voi insistete lo mettiamo in votazione.
   Creiamo oggettivamente problemi ai comuni se lo aboliamo.

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   se   posso
  consigliarla,  signor Presidente, con spirito collaborativo,  senza
  volere  fare ostruzionismo, prima di trattare l'articolo  18  sulla
  VAS  che  è  un  tema  abbastanza  complesso,  secondo  me  sarebbe
  opportuno chiudere il Titolo III perché abbiamo lasciato in sospeso
  la  conferenza  di  pianificazione, l'accordo di  pianificazione  e
  l'accordo  di  programma. Io direi di chiudere questi tre  articoli
  che  completano  quanto  meno questi passaggi,  chiaramente  se  la
  Commissione e l'Assessore sono d'accordo, e poi entriamo sulla VAS.
   Secondo me chiudiamo un capitolo e diamo anche una linea.

   PRESIDENTE. Cioè lei mi sta proponendo di riprendere gli  articoli
  10 e 11 che erano stati accantonati?
   A  condizione  che siano state trovate le soluzioni.  Se  è  stato
  sistemato,  per  me  va  bene.  Se poi lo  dobbiamo  riaccantonare,
  perdiamo tempo.

   TRIZZINO.  Mi  perdoni se reintervengo. Ci sono degli  emendamenti
  che  diceva  il  Presidente della Commissione che magari  sistemati
  possono dare la soluzione all'articolo 10.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, tenga conto che secondo me  anche
  se  non  sono  sistemati quando si parla della VAS non  c'è  grosso
  problema, dopo sì però, per cui bisognerebbe sistemarlo.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  mi  sono  nel frattempo, durante  la  sospensione,
  proprio  per venire incontro a quell'esigenza, confrontato con  gli
  Uffici.  Gli  Uffici, oltre a sostenere la bontà del  percorso  non
  soltanto di carattere filosofico ma anche tecnico dell'articolo 10,
  mi  confermano che l'approvazione dell'emendamento 10.24  in  buona
  sostanza   risolve  il  problema  e  lo  chiarisce   senza   alcuna
  possibilità  di  confusione  partendo  dal  presupposto  che,  come
  spiegavo poc'anzi a qualche collega, il riferimento delle Regioni e
  degli  enti  di  cui  all'articolo 1 è  assolutamente  semplice  da
  comprendere perché stiamo parlando dell'articolo 1 di questo stesso
  disegno  di  legge, quindi basta andare all'articolo 1 della  legge
  per  comprendere  a  quali  enti  di  cui  all'articolo  1  si   fa
  riferimento.
   Quindi,  signor  Presidente, al netto degli interventi  che  hanno
  sottoposto  confusione che a mio parere non c'era  e  non  c'è,  il
  riferimento di cui all'articolo 1 è palese perché basta  andarlo  a
  leggere,  è  il  primo  comma  del  primo  articolo  della   legge.
  L'emendamento  10.24 elimina i residui dubbi  su  quella  che  deve
  essere l'impostazione della conferenza di pianificazione.
   Per  cui  rispetto  al punto di vista dell'onorevole  Trizzino  da
  parte  del  Governo  non c'è nessuna obiezione  ferma  restando  la
  libertà della Presidenza di stabilire come procedere.

   PRESIDENTE. La mia libertà è quella di fare le cose bene,  se  voi
  ritenete  che  sull'articolo 10 i problemi sono  stati  risolti  in
  questa  maniera, io sono soltanto felice di andarlo a votare,  così
  se ci togliessimo tutti sarei soltanto favorevole.
   A che punto eravamo dell'articolo 10?
   Eravamo all'emendamento 10.22 e c'è una riscrittura dell'onorevole
  Palmeri.
   Sull'emendamento 10.22 c'era già il parere favorevole del Governo.
   E  allora,  facciamo una cosa, sospendiamo fino alle ore  20.00  e
  verifichiamo bene questa cosa un attimo.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.46, è ripresa alle ore 20.26)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri qual è la situazione? L'ha ritirato,
  perfetto.  Siamo,  aldilà  dei  soppressivi,  onorevole  Lupo  sono
  ritirati i soppressivi? Chi tace acconsente, ritirati.
   Si passa all'emendamento 10.1, a firma dell'onorevole Lupo.

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Presidente  il
  10.24 è simile, ma è scritto molto meglio.

   PRESIDENTE. Sono identici?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Desidero  dire
  all'onorevole  Lupo,  che  è  il primo firmatario  dell'emendamento
  10.1, che il principio espresso, assolutamente condivisibile, viene
  però  meglio citato - così ci dicono gli uffici - dal 10.24. Quindi
  noi  facciamo nostro il principio e diamo, sostanzialmente,  parere
  favorevole  al 10.1, ma chiediamo all'Aula di votare il 10.24,  che
  ha la stessa ratio.

   PRESIDENTE.  Se l'onorevole Lupo lo ritira votiamo l'altro.  Pongo
  in  votazione  l'emendamento 10.24 con il parere  favorevole  della
  Commissione e del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 10.21, a firma dell'onorevole Palmeri.

   PALMERI. Al comma 5 avevo posto dei dubbi, delle criticità, quindi
  proponevo questo sub emendamento, cioè di eliminare tutta la  parte
  con  prescrizioni, condizioni e modifiche, di sopprimerlo,  proprio
  per  dare  la  possibilità ad esempio ai consigli comunali  di  non
  essere  sostituiti  da  chi, eventualmente,  viene  designato  come
  rappresentante  legittimato in quelle decisioni  che,  ad  esempio,
  competono ai consigli comunali.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole  Lupo.  Il
  parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  vorrei  chiedere all'onorevole  Lupo,  siccome  è  già
  previsto,  se  lo  può ritirare, perché risulta  già  previsto  nei
  principi.

   PRESIDENTE. L'onorevole Lupo lo ritira.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole  Lupo
  è norma nazionale.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, chiedo scusa, se è pleonastico è un
  conto, se lo facciamo perché lo possiamo anche considerare

   CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  agli
  Uffici.

   PRESIDENTE.  Mi dicono che in Commissione il lavoro che  è  venuto
  fuori è che

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo soltanto, sto facendo una verifica,  se  lei
  me la fa fare. Un attimo solo.
   Onorevole  Lupo,  insistiamo nell'invito al ritiro  perché  è  già
  compreso nel testo; è al 18, comma 3 del testo.

   LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 11, in precedenza accantonato.
   Qual era stato l'altra volta il motivo dell'accantonamento?

   CRACOLICI. Perché era collegato al 10.

   PRESIDENTE. Ah  Perché era collegato all'articolo 10. Benissimo.
   Si  passa all'emendamento 11.9, a firma degli onorevoli Palmeri ed
  altri. Onorevole Palmeri, non è possibile perché la legge nazionale
  prevede  che ci sia il parere e non la decisione, per  cui  non  lo
  possiamo  accettare. E' inammissibile. E lo stesso motivo vale  per
  l'emendamento 11.10.
   Pongo  in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 12, in precedenza accantonato.
   Si  passa all'emendamento 12.9, a firma degli onorevoli Palmeri ed
  altri, che così recita:

   -  «Al comma 2 dopo le parole  di approvazione dell'Accordo   sono
  aggiunte le parole  e non si concludano entro i termini individuati
  dall'accordo stesso, fatte salve eventuali proroghe per intervenute
  e dimostrate esigenze .».

   Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  La Commissione è favorevole. Lo pongo  in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.10, a firma degli onorevoli  Caputo,
  Pellegrino, Calderone. Il parere della Commissione?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Chiediamo  che
  venga spostato all'articolo 29.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calderone, va bene  che  venga  trasferito
  all'articolo 29? Benissimo.
   Pongo  in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo approvato il primo fascicolo.
   Allora,  onorevoli colleghi, mi sa che oggi siamo  già  abbastanza
  stanchi,  andiamo a riposare. Per cui domani, alle  ore  11.00,  in
  Aula  c'è  l'audizione dell'assessore Armao che era stata richiesta
  da  alcuni Gruppi, mentre Assessore, per dopodomani alle ore 11.00,
  quella dell'assessore Razza?

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Aspetto
  conferma.

   PRESIDENTE. Attende conferma, quindi aspettiamo domani.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Onorevole  Cracolici, mi fa continuare? La  seduta  è  rinviata  a
  domani,  mercoledì 5 agosto 2020, alle ore 11.00,  per  l'audizione
  dell'assessore  Armao,  e  poi alle ore 15.00  per  ricominciare  a
  votare il disegno di legge. La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 20.35 (*)


    (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         212a SEDUTA PUBBLICA
                  Mercoledì 5 agosto 2020 - ore 11.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II  -COMUNICAZIONI  DEL GOVERNO SULLO STATO  DI  ATTUAZIONE  DELLE
    MISURE  CONTENUTE NELLA LEGGE DI STABILITA' REGIONALE PER  L'ANNO
    2020

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
           187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

         2)  Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
           Sicilia . (nn. 445-280-546/A) (Seguito)

           Relatore: on. La Rocca Ruvolo

         3)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Iniziative  per il sostegno e la valorizzazione  delle  piccole
  produzioni locali di prodotti agricoli e ittici (n. 808)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lantieri il
  3 agosto 2020.

   - Istituzione della figura dello Psicologo di Base (n. 809)
   Di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Cafeo,
  D'Agostino, Sammartino e Tamajo il 3 agosto 2020.

   -  Modifiche  di  norme  in  materia di cessazione  del  consiglio
  comunale a seguito di mancata approvazione del bilancio (n. 810)
   Di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Sunseri,  Campo,  Cappello, Damante, Ciancio,  Di  Caro,  Trizzino,
  Zafarana,  A.  De  Luca,  Pasqua, Di  Paola,  Marano,  Schillaci  e
  Siragusa il 3 agosto 2020.

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   - Disposizioni finanziarie (n. 811).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 30 luglio 2020.
   Inviato il 30 luglio 2020.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2020 - mese Marzo (n. 802).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 4 agosto 2020.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2020 - mese Aprile (n. 803).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 4 agosto 2020.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2020 - mese Marzo (n. 804).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 4 agosto 2020.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica che l'onorevole Salvatore Lentini, con nota prot.  n.
  1620-ARS/2020 del 28 luglio 2020 ha chiesto di apporre  la  propria
  firma  al disegno di legge n. 806  Disposizioni urgenti al fine  di
  contenere  i danni causati dall'alluvione verificatosi nella  città
  di Palermo il 15 luglio 2020 .

       Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Interventi  di  manutenzione dei sistemi di  smaltimento  delle
  acque piovane nei Comuni siciliani (n. 807).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 30 luglio 2020.
   Parere IV.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana -
  Sezione giurisdizionale. Art. 6, comma 2 del decreto legislativo n.
  373/2003. Designazione componente (n. 117/I).
   Pervenuto in data 27 luglio 2020.
   Inviato in data 29 luglio 2020.

   -  Designazione,  con  funzioni di Presidente,  del  consiglio  di
  amministrazione dell'Ente di sviluppo agricolo (E.S.A.) (n. 118/I).
   Pervenuto in data 27 luglio 2020.
   Inviato in data 29 luglio 2020.

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

                   BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
                  DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  FSC  2014/2020, Patto per lo sviluppo della Regione  siciliana.
  Aggiornamento  elenco  degli interventi della  deliberazione  della
  Giunta  regionale  n.  3  del  3  gennaio  2019  -  Allegato  B   -
  Rimodulazione interventi  Infrastrutture portuali' (n. 113/II-UE).
   Reso in data 29 luglio 2020 dalla II Commissione
   Reso in data 29 luglio 2020 dalla Commissione UE
   Inviato in data 30 luglio 2020.

   -  Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Area tematica  2
   Ambiente'.   Tema   prioritario:   2.5    Cambiamento    climatico
  prevenzione   e  gestione  dei  rischi  ambientali'   -   Obiettivo
  strategico  Dissesto idrogeologico' (n. 114/II-UE).
   Reso in data 29 luglio 2020 dalla II Commissione
   Reso in data 29 luglio 2020 dalla Commissione UE
   Inviato in data 30 luglio 2020.

   -  Patto  per  lo Sviluppo della Regione Siciliana.  Aggiornamento
  elenco  degli interventi della deliberazione della Giunta regionale
  n.  3  del  3  gennaio  2019  - Allegato  B  Settori  d'intervento:
  'Interventi  prioritari di riqualificazione e  rifunzionalizzazione
  della rete viaria secondaria' e 'Infrastrutture strategiche viarie:
  realizzazione  e  rifunzionalizzazione  di  infrastrutture   viarie
  legate al miglioramento dei sistemi di trasporto' (n. 115/II-UE).
   Reso in data 29 luglio 2020 dalla II Commissione
   Reso in data 29 luglio 2020 dalla Commissione UE
   Inviato in data 30 luglio 2020.

           Comunicazione di ordinanza della Corte suprema di
            cassazione relativa a questione di legittimità
                            costituzionale

   Si  comunica  che  la Corte suprema di cassazione,  sezione  Terza
  civile, con ordinanza n. 4471/2018, ha dichiarato rilevante  e  non
  manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale
  dell'articolo 20, comma 11, della legge regionale 22 dicembre 2005,
  n.  19, per contrasto con gli articoli 14, comma 1, lettera a), 17,
  comma  11,  lettera  e)  dello Statuto e  con  l'articolo  3  della
  Costituzione,  sospendendo  il giudizio  e  disponendo  l'immediata
  trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

   Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
  Commissioni.

         Comunicazione di sentenze della Corte costituzionale

   Si  comunica  che  nel  sito della Corte  costituzionale  è  stata
  pubblicata  la sentenza n. 161/2020 con la quale vengono dichiarate
  non  fondate  le  questioni  di  legittimità  costituzionale  degli
  articoli  1,  comma  2, 2, 3, comma 7 e 5 della legge  regionale  7
  giugno  2019,  n.  8  recante  Norme per lo  sviluppo  del  turismo
  nautico. Disciplina dei marina resort. Norme in materia di elezioni
  degli organi degli enti di area vasta'.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.   1437   -   Chiarimenti  urgenti  in  merito   alla   gestione
  amministrativa contabile del Comune di Licata (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Pullara Carmelo

   N.  1438  - Chiarimenti in merito alle garanzie occupazionali  dei
  lavoratori   marittimi  operanti  nelle  Compagnie   siciliane   di
  navigazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N.  1439 - Interventi di prevenzione e monitoraggio della pandemia
  da Covid-19 in relazione alla  componente specialistica accreditata
  esterna del Servizio sanitario regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Sammartino Luca

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  301 - Tutela della riserva naturale orientata del Lago Biviere
  di Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N. 302 - Sostegno e salvaguardia dell'Opera dei pupi siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  420  -  Sostegno  ai Comuni siciliani nella  sorveglianza  sul
  rispetto delle misure di distanziamento anti-Covid-19 nelle spiagge
  libere.
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele;  De Domenico Francesco
   Presentata il 10/06/20

   N.  421 - Anticipo dei saldi estivi come misura urgente volta alla
  ripresa dei consumi in Sicilia da adottare in seguito alla pandemia
  Covid-19.
   Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 11/06/20

   N. 422 - Chiarimenti sulla scelta del coordinatore della struttura
  sanitaria di supporto istituita nell'ambito dell'emergenza da Covid-
  19.
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
   Presentata il 11/06/20

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.