parlamentari
Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 15.42
Determinazioni della Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo appena terminato la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che ha stabilito
di incardinare i due disegni di leggi che sono quelli dello
zooprofilattico e il disegno di legge sulla istituzione del comune
di Misiliscemi.
Diamo tempo per entrambi i disegni di legge sino a domani mattina
a mezzogiorno.
La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che aspettiamo dalla
Commissione Bilancio le altre due norme urgenti e cioè quelle
relative alla finanza e quella relativa all'alluvione di Palermo;
aspettiamo che ci vengano consegnate e le incardiniamo domani. Il
tutto da fare, comunque, in tempi molto rapidi, entro la settimana.
Onorevoli colleghi, manca tutta la Sinistra, per protesta? C'è
qualche motivo? O sono soltanto assenti.
SAVARINO. Se apre e richiude, gli diciamo di scendere, sono in
Commissione.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, per un fatto di ordine,
siccome ci sono due Commissioni che stanno lavorando in questo
momento, perché andare veloci sì ma creare confusione mi
scoccerebbe, rinviamo di mezz'ora, di venti minuti, però voglio
capire se le Commissioni finiscono.
Riprendiamo alle ore 16.30 in modo che diamo tempo a tutti di fare
con calma. La seduta è sospesa fino alle ore 16.30.
(la seduta, sospesa alle ore 15.44, è ripresa alle ore 16.38)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
parlamentari
Precisazione relativa al congedo dell'onorevole Compagnone
PRESIDENTE. Con riferimento al congedo dell'onorevole Compagnone,
annunziato nella seduta n. 203 del 7 luglio 2020 per la medesima
giornata, preciso che, come da nota del Presidente del Gruppo
parlamentare Popolari ed Autonomisti - Idea Sicilia , protocollata
al n. 1211-ARS/2020 del 7 luglio 2020, il congedo è da intendersi
per tutte le sedute della settimana e per le motivazioni ivi
specificate.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catalfamo ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per il
governo del territorio (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-
536/A)
PRESIDENTE. Si riprende con il seguito della discussione del
disegno di legge Norme per il governo del territorio (nn. 587-5-
147-162-174-187-190-229-356-472-536/A).
Invito i componenti della Commissione a prendere posto.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Conferenza di pianificazione
1. La Regione e gli Enti di cui all'articolo 1, nelle procedure
di formazione degli strumenti di pianificazione territoriale,
convocano, nella modalità definita dall'articolo 19 della legge
regionale 7/2019, apposite Conferenze di pianificazione secondo i
criteri e le modalità previste nella presente legge.
2. La Conferenza di pianificazione ha la finalità di valutare il
quadro conoscitivo approfondito e completo del territorio e del suo
sviluppo urbanistico in termini di sostenibilità ambientale,
sociale ed economica, nonché di esprimere valutazioni condivise
sulle scelte, sugli obiettivi e sui contenuti della pianificazione.
3. Alla Conferenza di pianificazione sono convocati a
partecipare con funzione consultiva senza diritto di voto i
rappresentanti degli enti territoriali e di tutte le
amministrazioni pubbliche competenti al rilascio di pareri,
concessioni, autorizzazioni, nulla osta o altri atti di assenso
comunque denominati. Sono altresì essere invitati a partecipare con
funzione consultiva senza diritto di voto i soggetti competenti in
materia ambientale per le finalità specificate negli articoli 12 e
13 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni. L'Amministrazione procedente invita a partecipare
alla Conferenza di pianificazione, in funzione consultiva e senza
diritto di voto, i rappresentanti di altri enti pubblici o di
organizzazioni sociali, culturali, economico-professionali,
sindacali ed ambientaliste, legalmente riconosciute, che, per loro
specifiche competenze e responsabilità, siano comunque interessati
alle scelte di pianificazione.
4. L'Amministrazione procedente nell'indire la Conferenza di
pianificazione, mette a disposizione dei soggetti partecipanti
almeno trenta giorni prima della data fissata il progetto di piano
corredato dagli elaborati per la valutazione ambientale strategica
(VAS).
5. Ogni ente ed organo convocato partecipa alla Conferenza di
pianificazione con un unico rappresentante legittimato, dall'organo
istituzionalmente competente, ad esprimere in modo vincolante le
valutazioni motivate e la volontà dell'ente o dell'organo
rappresentato anche con prescrizioni, condizioni e modifiche.
6. La Conferenza di pianificazione si conclude entro un termine
prefissato, comunque non inferiore a novanta giorni, con un
apposito Accordo di pianificazione, sottoscritto in conformità a
quanto disposto all'articolo 11.
7. Nel caso di dissenso motivato espresso da parte di uno o più
soggetti aventi diritto al voto, si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 18, comma 3, della legge regionale 21 maggio 2019,
n.7 e successive modificazioni.
8. Per tutto quanto non previsto dal presente articolo, si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni sulla Conferenza
di servizi di cui alla legge regionale 21 maggio 2019, n. 7 e
successive modificazioni.».
Allora, siamo all'articolo 10, i soppressivi sono ritirati. Si
passa all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Lupo ed altri.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, può aspettare solo un secondo?
PALMERI. Sì.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.
DE LUCA. Signor Presidente, semplicemente un momento di
raccoglimento, perché un paio di giorni fa a Messina all'atto di
recarsi - alla guida di una autobotte - per lo spegnimento di un
incendio è morto precipitando con il camion un operaio forestale
che, dopo tanti anni vissuti nel precariato, era stato, finalmente,
stabilizzato.
L'operaio Paolo Todaro muore a 67 anni alla guida di un'autobotte
mentre raggiungeva un incendio su una strada sterrata, peraltro,
probabilmente mal tenuta. Precipita per 60 metri e lascia una
famiglia. Io credo che sia quanto meno doveroso ricordare la figura
di quest'uomo che serviva la Regione come tanti altri che mettono a
repentaglio la loro vita e, ancora, a 67 anni, quando dovrebbero
essere prossimi alla pensione, o comunque non dovrebbero certo
svolgere lavori così faticosi e pericolosi, invece, sono ancora sul
campo di battaglia.
Le chiedo, signor Presidente, da questo punto di vista sarebbe
quanto meno corretto che quest'Aula tributasse un minuto di
silenzio prima di intraprendere i propri lavori, per ricordare la
figura di Paolo Todaro.
Cordoglio per la morte dell'operaio forestale Paolo Todaro
PRESIDENTE. Certo, assolutamente sì, per cui invito i colleghi ad
osservare un minuto di raccoglimento per questo dipendente
regionale che è venuto meno.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Norme per il governo del territorio (nn. 587-5-147-162-174-187-
190-229-356-472-536/A)
PRESIDENTE. Con questo dispiacere possiamo riprendere la
discussione del disegno di legge.
Onorevole Palmeri, ha facoltà di parlare.
PALMERI. Signor Presidente, intervengo per dire che farei mio
l'emendamento soppressivo dell'onorevole Lupo in quanto secondo me
questo comma 5 sarebbe da bocciare, perché il rappresentate di un
organo collegiale non può modificare quanto deliberato dall'organo
collegiale stesso.
Ad esempio, il Presidente di un Consiglio comunale, ecco, - ci
sono delle decisioni che competono ai Consigli comunali - come
quelle decisioni che poi possono portare a una variazione di
bilancio per il Consiglio comunale stesso.
Quindi, chiederei di fare voto nominale su questo abrogativo del
comma 5; poi, al comma 2, io avevo presentato un subemendamento che
forse non è stato ancora distribuito in Aula.
PRESIDENTE. Vuole intervenire sul 10.22, che è quello all'esame,
dove c'è un invito al ritiro?
PALMERI. Il 10.17, quindi, lo faccio mio.
PRESIDENTE. No, quando ci arriviamo poi lo fa suo, per adesso
siamo al 10.22 che è suo, mi dicono che ci sarebbe un invito al
ritiro perché complica la situazione.
PALMERI. Avevo presentato un subemendamento, se l'Assessore
Cordaro può apprezzare questo subemendamento al 10.22,
relativamente alla convenzione di Aarhus, avevo fatto una modifica
che magari potrebbe apprezzare.
PRESIDENTE. Noi però non lo abbiamo questo subemendamento.
PALMERI. Sì, gliel'ho consegnato.
PRESIDENTE. Un attimo che distribuiamo questo subemendamento.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo l'onorevole Zafarana.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 587-
5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A
PRESIDENTE. Se ci sono altri subemendamenti nascosti, se li
tiriamo fuori, ora, per gli articoli successivi. L'onorevole
Cordaro ha visto questo subemendamento? Lo date, per favore,
all'onorevole Cordaro?
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, il subemendamento modifica il riferimento alla
convenzione di Aarhus di partecipazione del pubblico con il
riferimento all'articolo 3, sexies, del Decreto ambiente, il 152
del 2006 che poi disciplina il diritto di accesso alle informazioni
ambientali e di partecipazione allo scopo collaborativo.
Mi pare una buona soluzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signori, a me sfugge il senso di questo articolo perché
parliamo di una Conferenza di Pianificazione che, genericamente, si
riferisce a tutti gli strumenti di pianificazione, da quello del
comune a quello sovracomunale di Area vasta a quello della Regione
se riguarda questioni che attengono alle competenze della Regione.
E' una conferenza di pianificazione sulla formazione del Piano per
il quale sono convocati tutti con decisione vincolante, nel momento
in cui asseriscono l'opinione dei vari enti che loro rappresentano,
vincolante a che cosa? Alla formazione del piano? Ma il piano, al
fine della sua formale approvazione, ha degli organi che la legge
prevede.
Non riesco a capire, quindi, questa Conferenza che deve esprimersi
sulla formazione di questo strumento, con parere vincolante, di una
cosa che deve approvare, poi, un altro organo, se è la Regione, la
Regione, se è il comune, il consiglio comunale eccetera.
Mi sembra una sovrapposizione. Può darsi che non ho colto. Capisco
che c'è un bisogno partecipativo ma non vorrei che diventasse
paralizzante.
La formazione di un piano è costruita su fabbisogni, sulla
relazione economico-sociale di quel territorio o di quell'attività
per cui si fa una proposta di pianificazione.
Questa conferenza - sinceramente, lo chiedo all'Assessore - qual è
la finalità?
Ma soprattutto qual è, non vorrei che rischiamo di complicare la
vita nella procedura del Piano regolatore.
Se ci siamo stati vent'anni con la legge regionale n. 71 del 1978,
non vorrei che con questi strumenti di sovrapposizione determiniamo
un ulteriore elemento di rallentamento perché voglio sapere se un
comune, attraverso il suo esponente, si esprime nella conferenza di
pianificazione contro le nuove edificazioni, e poi il consiglio
comunale approva un piano regolatore che prevede nuove edificazioni
cosa prevale? L'organo approvante o l'organo che o una persona che
a nome di un ente si è espressa nella fase di formazione del piano?
Credo che questa è una questione molto delicata.
Quindi, chiedo all'Assessore di avere un chiarimento, al di là
dell'emendamento - diciamo - della collega, ma di avere un
chiarimento sulla funzione di questa Conferenza.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente vorrei dire
all'Aula, e all'onorevole Cracolici soprattutto, che la Conferenza
della quale stiamo parlando diventa l'unico strumento di
espressione di tutti i pareri.
Quindi, è un fatto straordinariamente importante di
semplificazione, perché nessun ulteriore parere viene reso al di
fuori della Conferenza. Stiamo procedendo, attraverso un organismo
nuovo, a facilitare il percorso che poi deve arrivare all'obiettivo
sotteso a questo articolo.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi come diceva il
collega Cracolici, l'articolo 10 parla della Conferenza di
pianificazione. L'Assessore, giustamente, spiegava che è la cornice
di tutti i piani perché poi lo troviamo nel PUG, nel PTR, nei piani
provinciali, eccetera.
Io ho una perplessità su questo articolo, probabilmente, mi è
sfuggito durante il dibattito in Commissione. Probabilmente, anzi,
possiamo risolvere con qualche emendamento.
Ora, alla Conferenza di Pianificazione, come diceva l'assessore,
partecipano tutti gli enti territoriali, gli enti interessati,
anche le associazioni perché è il momento inclusivo in cui, come se
fosse una sorta di Conferenza dei Servizi, partecipano tutti nella
formazione dell'Accordo di Pianificazione, che è l'articolo 11.
Però, se leggete il comma 3 - io l'ho letto poi, dopo che il testo
è stato approvato dalla Commissione conferiamo a tutti i soggetti
che partecipano alla Conferenza di Pianificazione - cioè gli enti
territoriali, i soggetti competenti in materia ambientale e i
rappresentanti di altri enti pubblici - una funzione consultiva
senza diritto di voto, cioè nessuno ha diritto di voto.
Però, il problema è che al comma 7 noi diciamo che i soggetti
aventi diritto di voto esprimono un parere, eccetera. C'è qualcosa
che non va, è chiaro perché qualcuno il diritto di voto deve
avercelo. Ora io vorrei capire se è il senso
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, aspetti. Faccia parlare, sennò non
si sente.
TRIZZINO. Concludo, concludo l'intervento. Ho trovano un
emendamento del Presidente della Commissione in questo senso.
Vorrei che venisse chiarito questo passaggio. Tra l'altro ce n'è
anche uno del PD che penso sia del medesimo tenore, però, anche in
questo caso, andrebbe spiegato quali funzioni attribuiamo ai
soggetti che adesso hanno diritto di voto.
PRESIDENTE Mi dicono che è già corretto questo?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. C'era stato un
errore nel testo dalla Commissione, lo abbiamo corretto con
l'emendamento 10.24 che, peraltro, è molto simile all'emendamento
presentato dai colleghi del PD. Quindi è corretto.
DI MAURO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora, da quello
che - onorevole Cracolici, mi scusi - da quello che afferma
l'assessore questa Conferenza di pianificazione, in buona sostanza,
è finalizzata ad affrontare davanti a tutti la questione tecnica
dei pareri, se non sbaglio.
E, quindi, cosa dice? Ci sono una serie di soggetti, che sono i
rappresentanti degli enti territoriali e di tutte le
Amministrazioni pubbliche competenti al rilascio di pareri,
concessioni e autorizzazioni, nulla osta, o altri atti di assenso,
comunque, denominati. Cioè Sovraintendenza, Genio civile e tutti
gli altri enti che sono in questo senso e questi partecipano senza
diritto di voto. Giusto, assessore?
PRESIDENTE. Però, così non capiamo niente se parlate tra di voi
DI MAURO. Poi, seconda questione, ad un certo punto, scendendo
nel ragionamento - sempre che l'impostazione che questa Conferenza,
in buona sostanza, dà tutti i nulla osta - poi si comincia a
parlare di soggetti che sono titolari al voto. Io credo che sia
opportuno che venga espresso chi sono i titolari al voto. Nell'art.
10.24 c'è scritto?
Da un lato noi avremmo, praticamente, gli Uffici regionali
preposti al parere che non hanno diritto di voto, cioè spiegano il
parere, lo lasciano lì e la Conferenza ne prende atto; poi a un
certo punto, invece, si fa cenno che ogni ente o organo convocato a
partecipare alla conferenza con unico rappresentante legittimato
dall'organo istituzionalmente competente ad esprimere in modo
vincolante le valutazioni motivando la volontà dell'ente o
dell'organo rappresentato, anche con prescrizioni, condizioni o
modifiche.
Quindi, non ha diritto di voto, il parere però è vincolante e poi
più sotto si parla di soggetti che hanno diritto al voto. Siccome
questo articolo credo che sia fondamentale, come diceva anche
l'Assessore, se non vogliamo evitare che complichi le cose,
dobbiamo chiarire chi ha il diritto di voto e se i soggetti
titolari, mi riferisco alla Pubblica Amministrazione regionale che
esprime parere, se possono partecipare esprimendo il loro consenso
o il loro dissenso e se hanno diritto di voto.
Quindi, chiedo un momento di sospensione per chiarire queste cose.
PRESIDENTE. Allora, chiedo silenzio, onorevole Barbagallo, però la
mia idea visto e considerato che quello che viene detto è
importante, io forse sarei dell'idea di accantonarlo, lo rivediamo
con calma un attimo, con serenità questo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ci eravamo già
accorti che c'era un'incongruenza nel testo, quando lo abbiamo
approvato in Commissione, per cui la stessa Commissione ha
approvato un emendamento che è il 10.24 che divide tra quelli che
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Scusatemi, dopo l'intervento dell'onorevole
Barbagallo, comunque, la mia idea è quella di accantonarlo. Prego,
onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Io, signor Presidente, sono preoccupato perché
l'articolo 10 è un articolo rilevante sull'impostazione della
legge perché è un articolo rivolto alla semplificazione e quindi
non sono concesse sbavature.
Da che mondo è mondo, facendo seguito all'intervento degli
onorevoli Cracolici e Di Mauro, gli enti che partecipano con
diritto di voto sono proprio quelli che esprimono il parere e,
quindi, c'è un'incongruenza sul testo che è arrivato in Aula che è
singolare; partecipano, poi, senza diritto di voto - come è giusto
che sia - gli enti che sono titolari di interessi diffusi -
un'associazione - e qua è scritto tutto al contrario. Quindi, non è
che è un aspetto indifferente.
Ora, voglio dire, i colleghi sono stati bravi e attenti ma
certamente, Presidente, io credo che il testo andrebbe approfondito
o accantonato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, posto che io mi rimetto alla decisione della Presidenza
sulla eventuale accantonamento, ma vorrei spiegare.
PRESIDENTE. Prego.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Dicevo, posto
che mi rimetto alla decisione della Presidenza sulla eventuale
opportunità di accantonamento, vorrei dire che gli enti dei quali
chiedeva notizie l'onorevole Di Mauro sono quelli previsti
all'articolo 1, e cioè quelli che hanno diritto al voto: Regione,
Città metropolitana, comuni singoli o riuniti in consorzio. Gli
altri, quelli titolari di interessi diffusi
DI MAURO. Ma dove è..
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma fa
riferimento all'articolo 1, la Regione e gli enti di cui
all'articolo 1 onorevole Di Mauro, è il primo rigo dell'articolo.
Se poi lei va a leggere l'articolo 1. Se leggete il combinato
disposto di quello che ho appena letto con l'emendamento al quale
ha fatto riferimento poc'anzi l'onorevole Savarino, l'arcano non
c'è più; se poi c'è la necessità di approfondire
PRESIDENTE. No, non possiamo, onorevole Cordaro, scusi se la
interrompo: non potremmo fare un emendamento, visto che c'è questa
confusione, proprio di riscrittura in modo da semplificare il
tutto?
Perché la mia preoccupazione, scusi onorevole Savarino, è che poi
quando queste carte qua vanno ai funzionari che devono capire che
cosa fare, se ci fosse una riscrittura che spieghi il tutto in
maniera chiara, forse evitiamo tutti questi dubbi. Io non sarei in
disaccordo a farlo.
Lo accantoniamo, perché alla fine della riunione ci sediamo due
minuti, vediamo di capire quali sono i problemi e cerchiamo di
risolverli.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Prima di
accantonare, chiederei ai colleghi di rileggere il comma 3,
cassando, dopo alla conferenza di pianificazione sono convocati a
partecipare , cassando da con funzione consultiva senza diritto di
voto , questo viene cassato, i rappresentanti e quindi hanno
diritto di voto. C'è stato un errore qui che abbiamo corretto sia
con un emendamento del PD che con un emendamento della Commissione.
Se si cassano queste parole, che sono un errore materiale che
abbiamo già corretto con l'emendamento 10.24
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore formare perché
acquisisci una serie di pareri e nulla-osta e quindi è in itinere
la formazione la costruzione
PRESIDENTE. L'articolo 10 lo accantoniamo, andiamo avanti, perché
tutte queste obiezioni sono oggettivamente io stesso non riesco a
capire cosa c'è scritto. Siccome il compito dell'Assemblea e della
Presidenza è quello di fare leggi chiare, lo riscriviamo. Ci
vediamo dopo l'Aula su questo argomento, ci vediamo nel mio Ufficio
dopo l'Aula con l'Assessore e con la Presidente della Commissione e
lo riscriviamo in modo tale che non ci possono essere dubbi. Così
poi ognuno decide se votare a favore o contro, ma almeno su qualche
cosa che sia chiara a tutti.
Gli articoli 11 e 12 rimangono accantonati.
Si passa all'articolo 14. Nel do lettura:
CAPO II
Uffici della regione
Art. 14.
Sistema informativo territoriale regionale (SITR)
1. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente realizza
e gestisce il sistema informativo territoriale regionale (SITR)
allo scopo di garantire agli Enti locali siciliani e a tutti i
dipartimenti regionali l'interscambio di dati per la formazione dei
rispettivi nodi locali del sistema informativo territoriale
regionale.
2. Il SITR organizza la conoscenza del territorio regionale nelle
fasi di individuazione, acquisizione, georeferenziazione,
certificazione, finalizzazione ed aggiornamento delle informazioni,
nonché nelle fasi della sua rappresentazione; esso costituisce il
supporto territoriale georeferenziato per la redazione del rapporto
annuale sullo stato dell'ambiente e della pianificazione regionale.
3. Per la sua funzione di coordinamento di tutte le informazioni
territoriali inerenti alla pianificazione, il regime vincolistico
ed il controllo dello sviluppo insediativo del territorio, è
assegnato all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
il ruolo centrale di gestione delle attività di rilevazione e
rappresentazione cartografica da porre a base di ogni strumento di
pianificazione e programmazione sovraordinata in materia
ambientale, forestale, idrogeologica, dei parchi e delle riserve
naturali, delle infrastrutturale della viabilità e portualità,
nonché dei piani paesaggistici regionali e della pianificazione
commerciale e produttiva. A tal fine, costituendo il SITR
collettore unico per la Regione delle informazioni territoriali,
tutti gli Enti locali ed i dipartimenti della Regione trasmettono
allo stesso tutti i dati rappresentabili geograficamente in forma
vettoriale georiferita e tutti i dati raster georiferiti relativi a
tutto il territorio regionale, afferenti i rispettivi compiti
istituzionali secondo i dettami emanati dal Dipartimento regionale
dell'urbanistica.
4. La gestione integrata del sistema informativo territoriale
coinvolge, attraverso appositi accordi di programma, le
amministrazioni regionali a vario titolo interessate ai processi di
pianificazione, nonché le amministrazioni delle Città metropolitane
e dei Consorzi di Comuni, che costituiscono i nodi territoriali di
riferimento per gli Enti locali appartenetti ai rispettivi ambiti.
5. Ai fini del presente articolo, il SITR:
a) cura la realizzazione e l'aggiornamento periodico della
cartografia ufficiale a scala 1:10.000 e 1:2000 informatizzata
della Regione, anche ai fini GIS e delinea norme tecniche e criteri
metodologici per la formazione, integrazione e aggiornamento della
cartografia, generale e tematica, da parte di altri Enti
territoriali operanti nella Regione;
b) cura la formazione, la conservazione digitale e l'aggiornamento
periodico delle informazioni fotografiche di base per la conoscenza
del territorio quali voli fotogrammetrici, immagini satellitari
e relative elaborazioni, le cartografie storiche, i dati
informativi geologici pedologici, di uso e copertura del suolo,
nonché il database delle informazioni topografiche di riferimento;
c) promuove la formazione e l'aggiornamento di banche dati
geografiche condivise anche a livello comunale, attraverso la
ricerca, lo sviluppo e la divulgazione di metodologie unificate per
garantire principi, concetti e linguaggi comuni, favorendo in tal
modo l'integrazione tra i diversi sistemi di informazioni, sia allo
stesso livello di pianificazione che tra livelli diversi;
d) gestisce l'archivio cartografico e fotografico (numerico e
cartaceo) con controllo e movimentazione degli atti cartografici e
fotografici consentendo la consultazione e la divulgazione a
chiunque ne abbia interesse, secondo le modalità previste dal
regolamento vigente;
e) svolge attività di supporto alle Amministrazioni regionali, per
la realizzazione e la georeferenziazione di dati cartografici
tematici per il successivo inserimento nel sistema;
f) si interfaccia con gli altri organi cartografici dello Stato
(IGM - IIM - Agenzia Territorio ecc.) e delle Regioni al fine di
perseguire unitarietà di azione e di metodologie a livello
nazionale e locale.
6. Il nodo regionale del SITR:
a) organizza ed aggiorna il SITR nodo regionale, facendovi
confluire, previa certificazione:
1) le informazioni di base derivate dalle cartografie ufficiali, a
tutte le scale, di propria competenza e degli organi ufficiali
dello Stato;
2) le informazioni provenienti dalle altre amministrazioni e
uffici regionali e statali, dagli Enti locali, dai nodi locali del
SITR e dalla comunità scientifica;
3) le informazioni contenute in altri sistemi informativi di
competenza di altre amministrazioni ed uffici regionali e statali,
in special modo in tema ambientale, forestale e demaniale [Sistema
Informativo Regionale Ambientale (SIRA) Sistema Informativo
Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale
Strategica e Valutazione di incidenza (SI-VVI), Sistema Informativo
Forestale (SIF) e Sistema Informativo Demanio Regione Sicilia -
(SIDERSI)];
4) i dati statistici ufficiali rilevati dall'ISTAT, dai Comuni e
dagli altri Enti regionali; ogni altra banca dati ritenuta
necessaria per la conoscenza del territorio;
b) stipula protocolli d'intesa con enti al fine di incrementare le
informazioni geografiche;
c) si interfaccia con i nodi territoriali del SITR per lo scambio
e la condivisione delle informazioni, coordinandone le modalità;
d) si interfaccia con altri sistemi di informazione Territoriale
(SIT-SIF-SIRA, ecc.) fornendo la condivisione dei tematismi e delle
cartografie di base, fungendo da nodo cartografico di riferimento;
e) fornisce ai soggetti istituzionali competenti per la
pianificazione territoriale ed urbanistica e per la programmazione
economica le informazioni ed i supporti in possesso in formato
digitale, necessari per la redazione, la verifica, e l'adeguamento
dei rispettivi piani e programmi;
f) garantisce l'accesso, da parte di chiunque, ai dati ufficiali
del SITR e ne facilita la consultazione e la divulgazione
attraverso la pubblicazione sul sito dell'Assessorato del
territorio e dell'ambiente;
g) si interfaccia, collabora e si avvale di altre strutture della
Regione appositamente create o preposte per la gestione della parte
informatica o per la esternalizzazione dei servizi del sistema.
7. I dati del SITR sono accessibili in forma libera e senza oneri
per la pubblica amministrazione e per i professionisti incaricati
di redigere strumenti di pianificazione e progetti di pubblico
interesse. E' facilitata la consultazione e la divulgazione per i
professionisti ed i privati attraverso la pubblicazione sul sito
dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
8. In sede di prima applicazione della presente legge, per le
finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di 2
milioni di euro, cui si provvede nell'ambito delle disponibilità
del programma Agenda Digitale. Il Governo della Regione è
autorizzato, nel rispetto delle vigenti procedure, ad avviare la
conseguente modifica dei programmi operativi di attuazione della
spesa dei fondi extraregionali.
Onorevole Cordaro, lei deve scrivere leggi più sintetiche così si
evitano questo tipo di problemi.
Eliminati i soppressivi, si passa all'emendamento 14.21 che è
inammissibile. Più che inammissibile precluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.9, dell'onorevole Calderone.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, sull'articolo 14 se non ricordo
male, era uno degli articoli su cui era prevista la copertura
finanziaria. Io vorrei sentire l'Assessore se, magari, è così
cortese che ci relaziona sulla copertura e se sono state reperite
le risorse.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Certamente sì,
come può confermare il Presidente della Commissione Bilancio .
PRESIDENTE. All'emendamento 14.9 è stato presentato il
subemendamento il 14.9.1, a firma della Commissione.
Pongo in votazione il subemendamento 14.9.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.9, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 14.22, degli onorevole Palmeri ed altri.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Si rimette
all'Aula.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, praticamente i dipartimenti regionali,
a differenza degli assessorati, chiaramente non costituiscono
articolazione della Regione. Possono cambiare. Quindi, era
semplicemente un aggiustamento tecnico della dicitura.
Poi, per la natura del SITR devo dire anche che ci sono delle
competenze che competono a più dipartimenti dell'ARTA.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Aspetti, siamo prima. Sul problema dell' almeno che
dobbiamo parlare ancora.
Pongo in votazione l'emendamento 14.22. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 14.23, degli onorevoli Palmeri ed altri,
che è quello sulla parola almeno . Sono d'accordo con l'onorevole
Cracolici, non è chiaro cosa significhi.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, siccome ci sono delle scale anche a
2.000, quindi si lasciava nelle mani dell'Assessorato,
dell'Assessore la decisione; infatti, è scritto può almeno .
Quindi, ci possono essere delle scale con livelli di dettaglio
maggiore o minore. Per questo io ho scritto almeno . Semplicemente
una cosa tecnica. E comunque poi decide sempre l'Assessorato.
PRESIDENTE. L'1:10.000 è più dettagliato dell'1:2.000.
PALMERI. E' al contrario.
PRESIDENTE. E quindi se metti almeno diventa 1:20.000 che è meno
dettagliato. Cioè almeno è almeno al ribasso o al rialzo?
PALMERI. Ci possono essere alcuni casi
PRESIDENTE. Ma noi non possiamo decidere qual è la scala giusta e
diciamo che deve essere 1:2.000?
PALMERI. E, comunque, decide sempre, alla fine, l'Assessorato per
come è scritto.
PRESIDENTE. Allora io direi che invece di mettere almeno diciamo
o più dettagliato ancora . Non lo so, ma l' almeno rischia di
renderlo meno dettagliato. Perché se è almeno 1:10.000 significa
1:20.000.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, al di là dell' almeno che
sinceramente non c'entra niente in questo caso, il tema è che anche
nel testo o la scala è a 10.000 o è a 2.000. Stiamo parlando di due
cose che sono completamente diverse.
Il livello di dettaglio di una informatizzazione a 2.000 ci fa
vedere, Google Art ci fa vedere il palazzo con la via e le persone
che camminano a secondo il modo con cui ti avvicini all'immagine
che vuoi mettere a fuoco. Allora, o il sistema informatico si dice
che la Regione siciliana informatizza il suo sistema territoriale,
io penso ad una scala a 2.000 perché devi avere un livello di
dettaglio tale per cui la pianificazione . Perché basta una linea
che cambi ettari di destinazione urbanistica.
Stabiliamo, allora, una scala,non 10.000 o 2.000 che sono due
cose completamente diverse.
Puoi fare il piano paesaggistico a 10.000. Ma un piano
territoriale non puoi farlo non inferiore a 2000 perché altrimenti
non vedi nulla.
Ricordo che la 71/78 prevede che le prescrizioni esecutive, cioè
tutto quello che di nuovo fai nel piano regolatore, deve essere a
scala a 2000. Noi con questo forse creiamo ulteriore caos, altro
che semplificazione ,colleghi Attenzione che in nome della
semplificazione rischiamo di fare caos.
Quindi, una cosa stabiliamo: secondo me la scala deve essere a
2.000 però io mi confronto. Ma non possiamo dire due cose diverse.
Che possiamo stare contemporaneamente a Milano o a Lampedusa: o a
Milano o a Lampedusa.
PRESIDENTE. Io rischio di fare una brutta figura, ma continuo ad
essere convinto che 1:10.000 è più dettagliata di 1:2.000.
Voi dite di no? Perché 1:2.000 significa un pezzo più grande di
terreno e quindi meno dettagliato. Un pezzo più piccolo fatto a
1:10.000 più dettagliato.
Mi sono costituito all'inizio. Ho fatto il liceo classico, è vero
ma nella mia testa 1:10.000 era più dettagliato che 1:2.000.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, suggerisco invece dell' almeno dopo
la parola aggiornamento aggiungere la parola migliorativo .
Quindi, non definiamo a priori quale sarà la scala
CRACOLICI. Ancora peggio
TANCREDI. Se è migliorativo possibilmente l'indice di capacità di
visione
Quindi, in una norma non mettiamo un indice preciso.
PRESIDENTE. Colleghi, adesso volete intervenire tutti per il
problema dell'almeno 1:10.000? Non possiamo stabilire qual è la
scala giusta da fare?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, vorrei ricordare ai colleghi e anche all'onorevole
Cracolici che la scala 1:2.000 è utilizzata per i piani attuativi e
la scala 1:10.000 è utilizzata per la zonizzazione, quindi sono due
principi diversi. Credo che i tecnici che hanno scritto queste cose
ne sappiano più di me e probabilmente, non sono sicuro, più di lei.
PRESIDENTE. Non vorrei, onorevole Cracolici, se quello che dice
l'Assessore è vero vuol dire che 1:10.000 è più dettagliato.
CRACOLICI. No.
PRESIDENTE. Se 1:2.000 è piano attuativo e 1:10.000 è
zonizzazione, la zona è più piccola per cui vuol dire che
Va bene. Onorevole Cracolici, quando io sbaglio mi piace
insistere.
Abbiamo risolto, Assessore? Lasciamo quindi le cose come stanno.
L'emendamento con almeno lo abbiamo ritirato, è vero onorevole
Palmeri?
PALMERI. Sì.
PRESIDENTE. Va bene.
Si passa all'emendamento 14.7, di soppressione del comma 6, a
firma degli onorevoli Lupo, Barbagallo ed altri. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Gli altri emendamenti sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15.
Elementi di pianificazione territoriale regionale
1. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, in
relazione alle competenze istituzionali proprie, di concerto con
l'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana, anche avvalendosi dei dati del SITR elabora ed aggiorna
il piano territoriale regionale (PTR) di cui al Titolo VI.
2. Nell'ambito delle funzioni di cui al comma 1, l'Assessorato
regionale del territorio e l'ambiente gestisce il PTR. L'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente elabora annualmente un
Rapporto sullo stato del territorio regionale e delle sue
criticità, con particolare riferimento allo stato della
pianificazione e allo stato dell'ambiente.
3. Per le funzioni di cui ai commi 1 e 2, il Dipartimento
regionale dell'urbanistica assicura i raccordi con gli altri uffici
della Regione, con gli Enti locali, con le amministrazioni
istituzionali dello Stato e con le altre Regioni, previa
acquisizione del parere del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) di
cui all'articolo 48.
4. Al fine di assicurare le relative attività e dotare
l'Amministrazione regionale degli strumenti operativi necessari
alla formazione del PTR e per un aggiornamento continuo nel quadro
delle pertinenti iniziative di programmazione, l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente, nel rispetto delle
disposizioni contenute nel decreto legislativo 12 aprile 2016, n.
50 e successive modificazioni, è autorizzato a stipulare
convenzioni con enti di ricerca di importanza nazionale, con
istituzioni universitarie, società ed enti privati altamente
specializzati.
5. Le convenzioni di cui al comma 4, nel rispetto della normativa
comunitaria e nazionale in materia di aggiudicazione di servizi,
una volta perfezionate, sono trasmesse alla competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
6. Le convenzioni di cui al comma 4 consentono altresì la
realizzazione del sistema informativo territoriale e ambientale per
il rilevamento, coordinamento e programmazione della
fotocartografia del territorio regionale di cui all'articolo 14.
7. Dalle disposizioni del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione. Agli
adempimenti previsti si provvede con le risorse umane, finanziarie
e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Si passa all'emendamento 15.21, a firma degli onorevoli Palmeri ed
altri: Al comma 2 la parola Assessore è sostituita con
Assessorato».
Onorevole Cordaro, non la vogliono considerare come persone ma
come edificio.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, mi rimetto all'Aula, mi pare, non lo so, non credo
cambi molto nella sostanza e, quindi, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo
all'Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sto
parlando sull'emendamento, ad esempio, leggo subito in diretta,
cerco di leggere gli articoli. Qui l'Assessorato del territorio e
dell'ambiente, in relazione alle competenze istituzionali proprie,
avvalendosi del sistema elabora e aggiorna il piano territoriale
regionale. Bene. Di concerto con i beni culturali.
Ma il piano paesaggistico è una competenza dell'Assessorato dei
beni culturali. Cioè, quindi, stiamo dicendo che in Sicilia il
piano paesaggistico non è più di competenza dell'Assessorato dei
beni culturali ma di concerto con l'Assessorato dei beni culturali.
È una modifica profonda del sistema, diciamo, perché stiamo
parlando di beni archeologici, cioè stiamo parlando di un'altra
cosa.
Dico, abbiamo le valutazioni approfondite di che cosa vuol dire in
termini di capacità elaborativa da parte di un singolo Assessorato
ad avere la dimensione anche di tipo paesaggistico? Perché il
territorio e ambiente già fa i vincoli idrogeologici, i vincoli
idraulico forestali, cioè c'ha una serie di, come dire, grava sulle
sue spalle una serie attività. Qui diciamo un'altra cosa: che va
sostanzialmente in assoluta differenza rispetto al quadro attuale.
Poi, se avete valutato e fatto tutte le opportune valutazioni, io,
come dire, mi rimetto al lavoro che è stato fatto; vorrei, però,
che ci fosse la consapevolezza di quello che stiamo facendo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io ho alcune perplessità profonde
sull'articolo 15. Intanto, ci pare poco conducente l'espressione
del comma 2 l'Assessorato regionale territorio e ambiente gestisce
il piano territoriale regionale . L'espressione gestisce evoca
altri scenari che certamente sono estranei rispetto alle funzioni
precipue di indirizzo e controllo in capo all'Assessorato.
Mi preoccupa ancor di più il comma 3 che prevede un ulteriore non
previsto prima parere del Comitato Tecnico Scientifico. Per cui, io
non vorrei continuare nello scontro che ha caratterizzato questa
Legislatura dal sottoscritto Comitato Tecnico Scientifico ma a
nostro giudizio continua ad essere il ventre molle dell'Assessorato
regionale del territorio ed ambiente. C'è un arretrato preoccupante
imputabile a questo Comitato Tecnico Scientifico e continuiamo
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, lasci finire, perché così non si
capisce niente.
BARBAGALLO... e continuiamo ad imbrigliare le procedure con un
parere del Comitato Tecnico Scientifico di cui all'articolo 48 che
è quello in seno alla legge finanziaria.
C'è, infine, Presidente, una questione che ci preoccupa ancora di
più. La legge dovrebbe servire a fare chiarezza fra coloro che sono
chiamati ad esprimere un parere di tutela paesaggistica e quindi di
competenza dei Beni culturali e quindi del dipartimento
all'assessore Samonà e coloro che, invece, sono chiamati -
Presidente la prego di ascoltarmi - a tutelare il potere ambientale
di competenza di un altro Assessorato ed io, invece, sono
fortemente preoccupato che noi stiamo commistionando i due pareri,
i due poteri, e c'è un'incidenza pericolosa dell'uno nell'altro che
credo andrebbero trattati in modo distinto; come distinto
all'articolo 10 era la partecipazione in conferenza di servizi di
coloro che sono chiamati ad esprimere un parere paesaggistico e di
coloro che invece sono chiamati ad esprimere un parere ambientale.
Quindi, a nostro giudizio, l'articolo 15 così non funziona.
Pertanto, insistiamo nei soppressivi.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, siccome questa è una legge
importante chiariamole queste cose perché sennò lasciamo il dubbio.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io temo che ci sia, ferma restando la volontà di
migliorare la legge, però credo che già è un po' di volte che
incorriamo in gravi confusioni.
La individuazione di un Comitato Tecnico Scientifico ha proprio il
compito di non passare dalla Commissione VIA-VAS. Probabilmente, si
h confuso pensando che il comitato che è Comitato Tecnico
Scientifico non perché c'è stato un errore nella dizione o nella
trascrizione, ma è cosa diversa che semplifica, Presidente
Micciché, anche la procedura. Quindi, io inviterei i colleghi del
PD, e soprattutto l'onorevole Barbagallo che con noi ha partecipato
alla redazione di questo articolo, a considerare qual è il senso
dell'articolo stesso.
Siamo pienamente, Presidente, in un'ottica di semplificazione. Se
poi il problema è modificare con un subemendamento la parola
gestisce non abbiamo nessuna difficoltà a farlo. Però, le posso
garantire, Presidente, che proprio perché la legge è importante, ci
abbiamo lavorato per più di un anno in Commissione ed in Aula dal 4
giugno e ciascuno di noi ha fatto la sua parte.
Io vorrei invitare i colleghi a valutare e sono disponibile in
ogni caso a farlo dove e quando lo vorranno quelli che sono
elementi di dubbio perché in questo caso, anche in questo caso, io
credo di averli sciolti. Il Comitato Tecnico Scientifico non è la
Commissione VIA-VAS ed è un comitato che serve a semplificare la
procedura.
PRESIDENTE. Benissimo.
Allora, onorevole Barbagallo, siccome nella sua dichiarazione ha
detto che non sono più ritirati i soppressivi, che cosa significa
che li dobbiamo votare tutti o quello relativo a questo argomento?
BARBAGALLO. Insistiamo, Presidente.
PRESIDENTE. Scusi, non ho capito.
BARBAGALLO. Insistiamo, Presidente, comma per comma. Perché voglio
dire oltretutto sono anche commi slegati l'uno dall'altro per cui
non c'è soltanto il tema...
PRESIDENTE. Benissimo, eravamo già al 15.21 che è quello da votare,
se mettere Assessore o Assessorato. Il Governo e la Commissione si
sono rimessi all'Aula.
No, questo non è soppressivo. Io da ora in poi posso, quelli di
prima non li possiamo riprendere. Onorevole Barbagallo, lei mi sta
dicendo ora che i soppressivi non sono più ritirati; a partire da
ora, altrimenti ricominciamo a votare la legge? Quindi, fino ad
ora, siamo al 15.21. Sino al 15.21 quello che è stato approvato è
stato approvato, a partire da ora gli emendamenti soppressivi non
sono più ritirati, ma non è che io posso andare a riprendere quelli
di prima
Per cui, intanto pongo in votazione l'emendamento 15.21,
dell'onorevole Palmeri. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, d'ora in poi si parla di Assessorato invece che di
Assessore.
Si passa all'emendamento soppressivo 15.4, a firma degli onorevoli
Lupo, Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione.
BARBAGALLO . Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 15.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 15.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
pulsante bianco. Votate esattamente come sapete, cioè si vota e si
estrae la tessera.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 19
Contrari 30
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 15.14 è precluso.
Si passa all'emendamento 15.9. Questo è ancora valido, onorevole
Barbagallo?
BARBAGALLO. L'emendamento 15.9 è dell'onorevole Calderone che apre
tutte le mie perplessità perché se l'onorevole Calderone chiede di
sopprimere il 48
PRESIDENTE. E' soltanto una correzione. Non è l'articolo 48 ma il
49. Quindi, è soltanto una correzione. E' ritirato. Va bene, in
ogni caso se era stato corretto, era precluso.
Si passa all'emendamento 15.22, a firma degli onorevoli Palmeri ed
altri. Il parere del Governo è favorevole. Il parere della
Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.5, a firma degli onorevoli Lupo,
Barbagallo ed altri.
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme
il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Non c'è il quorum? Era arrivato a sette, l'ho visto
io. Si deve rifare.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Insistiamo sul soppressivo perché è veramente
insopportabile in un momento come questo chiedere di stipulare
convenzioni con enti privati altamente specializzati. Ma dico, se
fossero state le Università ci saremmo ritrovati su un momento .
(Intervento fuori microfono)
Siamo al 15.5: il comma 4 è soppresso . Che l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente è autorizzato a stipulare
convenzioni con enti di ricerca di importanza nazionale,
istituzioni universitarie e siamo nella parte pubblica, poi alla
fine società ed enti privati altamente specializzati, signor
Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Barbagallo, posso dare un suggerimento? Se
lei vuole levare società e privati presenti un emendamento in cui
toglie società e privati piuttosto che sopprimere.
BARBAGALLO. Volevo sentire prima il parere del Governo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io non mi straccio le vesti, però voglio fare una
domanda al collega Barbagallo, quindi che ne so se Ismett, Rimed o
qualcuno di questa portata, di questa rilevanza vuole fare una
convenzione con la Regione noi gli diciamo di no perché dobbiamo
levare
Non lo so, io non ho alcuna difficoltà, però stiamo parlando
veramente di temi che vogliono mi suggeriscono la Kore; per carità,
anche quella è privata, ne prendo atto, sarà un'istituzione però,
al di là di questo, onorevole Lupo, lei mi conosce bene, io non amo
mai scendere nella polemica, vorrei ribadire la necessità di
valutare bene il soppressivo, al netto del fatto che io poi mi
rimetto all'Aula, perché non è certamente un tema che cambia la
legge.
PRESIDENTE. Un attimo solo, per favore perché ci stiamo
confondendo, onorevole Barbagallo, parli al microfono.
BARBAGALLO. Piuttosto che presentare il modificativo, già c'è un
modificativo a firma degli onorevoli Cracolici e Lupo, il 15.23,
che è proprio relativo allo stesso argomento.
PRESIDENTE. Quindi, questo lo ritira?
BARBAGALLO. Sì.
PRESIDENTE. Quindi, questo è ritirato.
Si passa all'emendamento 15.20, a firma dell'onorevole Gucciardi,
che è ritirato.
Si passa all'emendamento 15.23, di cui parlava adesso l'onorevole
Barbagallo, a firma degli onorevoli Cracolici ed altri. Se il
Governo è favorevole
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi,
Presidente, perché ero al telefono con il Vicepresidente Armao che
dà la sua disponibilità per il dibattito di domani alle 11.00,
quindi poi dà la comunicazione formale lei, io non ho però per
questa ragione ascoltato l'onorevole Barbagallo.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ha rimandato al 15.23, ha
ritirato i soppressivi di prima, rimandando al 15.23.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene,
ascoltiamo l'onorevole Cracolici che ce lo spiega.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Io credo che questa norma che l'Assessore, il Governo,
ha indicato nel disegno di legge, è una norma che c'è o non c'è, il
Governo può certamente agire. Non è che perché è indicata questa
norma il Governo lo può fare, se non fosse indicata il Governo non
lo potrebbe fare. Tenendo conto che poi a regolare il tipo di
rapporto sono le risorse. Se il Governo intende dare un incarico di
due milioni di euro a una società privata o pubblica e comunque è
una società, poi partecipa, ovviamente c'è una gara e vince chi
deve vincere.
Quindi, è una norma che non voglio dire che è ultronea, però è
un'ulteriore copertura che si è voluto dare il Governo in ordine ad
una indicazione che ritiene possa servire. Poi, se l'Assemblea non
la vuole approvare, pazienza; ma non è che questo impedisce al
Governo di avviare una trattativa, una procedura pubblica in cui si
avvale di consulenze o di altre cose.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io credo che l'emendamento che io
avevo proposto con il 15.23 in parte risolve il problema di cui
stiamo parlando. Perché il problema non è chi fa il piano
territoriale, il problema è di chi è questo piano territoriale, la
proprietà, il possesso, per ricordarci la storia Assessore Cordaro,
poi dice che non ha ascoltato e quindi non è in grado lei deve
essere ligio al suo dovere
PRESIDENTE. Onorevoli Cracolici, continui il suo intervento.
CRACOLICI. Allora, questo emendamento dice che comunque al di là
del soggetto che, 15.23 il possesso dei software e delle
informazioni necessarie alla redazione del PTR sono di proprietà
della Regione siciliana e quindi devono essere allocati presso gli
Uffici della Regione siciliana. E' un tema che abbiamo avuto, come
ricorderete, per la vicenda Sicilia-patrimonio, il famoso
censimento sui beni della Regione, che noi l'abbiamo finanziato, ma
non avevamo neanche la chiave di accesso per entrare. Quindi il
concetto è
PRESIDENTE. Mi permetto, onorevole Cracolici, soltanto un
suggerimento, parliamo di proprietà onorevole Cracolici, non di
possesso. Il possesso è una cosa, la proprietà è un'altra, e
secondo me più idoneo parlare di proprietà che non di possesso,
dopo di che i software devono essere allocati presso le sedi, il
software è una cosa immateriale o gli hardware server, il software
non può essere allocato.
Onorevole Cordaro, se noi dobbiamo portare avanti la legge, questi
duetti non servono, perché facciamo notte se no. Il suggerimento
mio è quello di aggiustare questa cosa di parlare di proprietà, di
software e di
BARBAGALLO. Oltre ad apprezzare il suo inglese, Presidente, io
toglierei direttamente la parola possesso o proprietà, partendo
direttamente dalle informazioni, così velocizziamo il testo.
PRESIDENTE. La titolarità, il possesso.
BARBAGALLO. Le informazioni necessarie alla formazione del PTR
sono della Regione siciliana.
PRESIDENTE. Per me va benissimo, solo che intanto cambiamo
software con server mi permetto, il software non può essere
allocato in un posto, almeno per quello che ne so io, può essere
che la tecnologia è andata avanti ma .il software come si fa ad
allocare un software? Ma anche il server. Mettiamo proprietà e non
possesso, perché il possesso, no non è uguale, perché il possesso
può essere: vede questa giacca c'è lo messa io, ne ho il possesso,
ma non è mia e quindi . Onorevole Cracolici tra possesso e
proprietà c'è una certa differenza. Falcone è lì e non si dimette.
Ma lui si era dimesso, non gliele hanno accettate io per primo gli
ho suggerito di ..
Allora facciamo queste modifiche. Benissimo se siete d'accordo
abbiamo stabilito. Chi è favorevole resta seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 15.23. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Dopo di che, quelli successivi, sono tutti soppressivi onorevole
Barbagallo. Li abbiamo ritirati quelli dopo?
BARBAGALLO. Insisto, signor Presidente, sul soppressivo del comma
6, il 15.7, mentre ritiro il 15.6.
PRESIDENTE. Dunque, il 15.6 è ritirato. Si passa al 15.7.
BARBAGALLO. Sul 15.7 insistiamo.
PRESIDENTE. Insistiamo sul 15.7 benissimo. Passiamo alla votazione
del 15. 7. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
A questo punto si passa alla votazione dell'articolo. Anche se c'è
un piccolo errore da parte mia. Io non ho chiesto all'onorevole
Sammartino se lo ritira, non sono tutti del PD, Sammartino non c'è,
è ritirato.
Si passa alla votazione dell'articolo 15. Chi è favorevole resta
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Sistema informativo territoriale (SIT)
delle Città metropolitane e dei Comuni singoli o riuniti in
Consorzio
1. Le Città metropolitane, i Liberi Consorzi ed i Comuni, singoli
o associati, assicurano la realizzazione e il funzionamento del
sistema informativo territoriale (SIT) preordinato:
alla conoscenza del territorio dei rispettivi ambiti territoriali;
all'aggiornamento dei dati cartografici, nei quali confluiscono:
1) i dati sull'attività edilizia e sull'attività di controllo
del territorio;
2) le informazioni demografiche e i dati provenienti da tutti i
settori dell'amministrazione metropolitana, consortile e comunale.
in generale, ad alimentare i flussi informativi con il SITR.
2. La Regione può consentire agli enti di cui al comma 1 che ne
facciamo richiesta di aderire alla convenzione di cui all'articolo
15, comma 4».
Onorevoli colleghi, abbiamo votato l'articolo 15. Siamo al 16.
Si passa all'emendamento 16.9 dell'onorevole Palmeri?
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.9.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Trizzino su cosa? Onorevole
Trizzino lei sta così con la mano alzata.
Se è così modificato il comma 1 significa che sostituisce
l'intero comma 1.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, siamo contrari perché, innanzitutto
assicurare la realizzazione da contribuire ad assicurare sono due
cose completamente diverse.
Se io realizzo è una cosa, se contribuisco a realizzare -
Presidente, lo sa meglio di me - è un'altra cosa.
In più, accogliendo l'emendamento 16.9, vengono meno tutti gli
elenchi puntati che sono presenti al comma 1, cioè alla lettera a)
e alla lettera b), si precludono queste puntualizzazioni.
Questo comma stravolge
PRESIDENTE. Questo che dice l'onorevole Trizzino è assolutamente
vero. Si precludono tutti gli altri.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Avevo scritto in questa modalità. perché per i piccoli
comuni ci sono delle difficoltà per questioni tecniche e di costo
nell'elaborazione del SIT.
L'avevo scritta in questa maniera perché, laddove ci sono delle
difficoltà, evidentemente, si trovano altre soluzioni, però la
norma dice che i comuni devono provvedere a realizzare questo
sistema.
PRESIDENTE. Non mi è chiarissimo.
PALMERI. Io ho posto il problema per i piccoli comuni che hanno
delle difficoltà chiaramente di carenza di personale e carenza di
costi.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'onorevole Lo Giudice è sindaco di un
piccolo comune, quindi ci chiarirà subito.
LO GIUDICE. Presidente, intervengo solo perché voglio esprimere
qualche dubbio su questo articolo.
Prendo la provincia di Messina, 108 comuni, la maggior parte dei
quali sono quartieri - se così si può dire - o condomini di città
importanti.
Se lei chiede al capo dell'ufficio tecnico del comune di
Roccafiorita, cito questo comune che è quello di mia madre, il capo
dell'ufficio tecnico è allo stesso tempo capo dell'anagrafe e
l'unico dipendente ecc.
Se gli parliamo del SIT probabilmente non riesce neanche a dirci
cosa sia.
Per cui, credo che su questo articolo - almeno così come è
formulato - vada un attimino rivisto, perché realizzare, assicurare
la realizzazione, il funzionamento di un sistema informativo di
questo tipo per i piccoli comuni diventa se non impossibile,
sicuramente difficile.
L'emendamento 16.9 ci aiuta, perché parla del fatto che
contribuiscono alla realizzazione, e questo sicuramente ci aiuta
notevolmente.
Direi di evitare, quei comuni che possono farlo: bene Ma sarà un
vero problema.
Aggiungo anche, per la stesura dei piani regolatori generali,
complessivamente, sono uno dei comuni inadempienti, a discapito
delle tante volte in cui faccio le cose bene, ho un piano
regolatore del 1978. Ho chiesto la cartografia alla Regione ma non
l'ho mai ricevuta
Per cui il piano regolatore non lo posso fare, non per colpa mia
Stiamo attenti alle norme che facciamo, perché questa rischia
veramente di essere inapplicabile e di bloccare tutto il sistema.
PRESIDENTE. Le convenzioni che ci sono con la Regione, Assessore,
in questo caso non sono valide? Io credo che essendoci le
convenzioni della Regione ci si affida
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Presidente, direi di lasciare l'articolo 16 così com'è,
per tutta una serie di questioni.
Abbiamo visto poco fa con l'articolo dedicato al sistema
informativo territoriale regionale, tutti i comuni superiori a
30.000 abitanti hanno un nodo che si chiama nodo sitr', che si
interfaccia con il Sistema Informativo Regionale, con il nodo
regionale del sistema informativo.
Fatti salvi quindi i comuni da 30.000 in poi, rimarrebbero i
comuni con una popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, che sono
già serviti dal sistema informativo territoriale delle ex Province.
Quindi, il problema del collega Lo Giudice, in teoria, non
esiste, perché si dovrebbe rivolgere alla sua ex Provincia che ha
tutti i dati possibili ed immaginabili. Ricordo che nelle due
precedenti programmazioni comunitarie, sia i nodi SITR che i nodi
SIT hanno ricevuto fiumi di milioni di euro, quindi fiumi di
denaro, per implementare dal punto di vista informativo e
cartografico gli strati informativi territoriali dei territori.
Quindi, se lo lasciamo così com'è, non tenendo nemmeno conto
dell'emendamento della collega Palmeri, che crea ancora di più
confusione, perché pare che i comuni dovrebbero fornire
informazioni che in teoria non hanno semmai dovrebbero attingere
informazioni per creare sistema informativo.
PRESIDENTE. Convince questo Vi ha convinto l'intervento
dell'onorevole Di Caro?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne approfitto
anche per comodità di esposizione, perché stiamo facendo una sorta
di discussione su tutto l'articolo 16. A me ha convinto
l'intervento dell'onorevole Di Caro, e vorrei illustrare i tre
emendamenti che abbiamo presentato come Partito Democratico, che
sono volti ad affrontare in modo chiaro e netto la questione
dell'Ufficio di Piano, che avevamo affrontato negli scorsi
articoli. Noi crediamo che non debba essere l'unica soluzione, ma
certamente debba essere prevista nel novero delle soluzioni.
Continuiamo a ritenere che nei prossimi anni ci sarà difficoltà a
reperire risorse, in ordine all'affidamento di incarichi di
progettazione. Quindi, il fatto che le amministrazioni pubbliche
procedano con l'istituzione degli Uffici di Piano, provvedano ove
possono all'assunzione di personale che dipenda dalle pubbliche
amministrazioni per redigere gli strumenti urbanistici generali o
attuativi, sia un modo semplice e, come dire, per procedere ad
accompagnare i processi di Governo del territorio. Peraltro, non
cozza con l'altra impostazione dei primi tre capi della norma,
della legge.
L'emendamento 16.10 è una specifica del comma 4 dell'articolo 15,
perché estende in modo specifico
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro
BARBAGALLO. Il Governo mi ha chiesto una specificazione. Oltre a
estendere le convenzioni con le università, a maggior ragione con i
comuni, le province, gli enti territoriali. Quindi, insistiamo
anche nel 16.10, a firma Cracolici e Lupo.
PRESIDENTE. Allora, scusatemi perché sennò ci confondiamo. Siamo,
per adesso, al 16.9. E' ritirato?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Gli uffici di
piano, anche per tecnica legislativa, abbiamo fin dall'inizio
stabilito che con legge non possono essere organizzati gli uffici,
ma devono essere demandati all'autonomia organizzativa degli Enti
locali e, quindi, finora abbiamo fatto così proprio per tecnica
legislativa dell'Assemblea, come consigliato anche dal Servizio
Studi.
Mentre, riteniamo che l'emendamento dell'onorevole Cracolici può
servire a specificare meglio la possibilità e l'opportunità delle
convenzioni che i Comuni hanno con gli enti. Quindi, possiamo
approvare, in un unico emendamento il 16.9 e il 16.10, come se
fosse un unico emendamento in modo tale che venga che si
scorporano.
PRESIDENTE. Scusatemi, stiamo facendo sicuramente confusione, e
poi veramente non capiamo più niente. Anche questo di Cracolici lo
vediamo dopo. Io voglio sapere, intanto, se il 16.9 non è ritirato?
E c'è un parere favorevole della Commissione? Mettiamolo in
votazione e poi si vede.
Pongo in votazione l'emendamento 16.9. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo si
rimette all'Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti vengono, ovviamente, preclusi e passiamo al
16.10 che, anche se c'è qualche cosa che non è chiarissimo
onorevole Cracolici. Che significa estende l'attività in
Convenzione ?
Se io chiedo ad una persona di estendere l'attività in
convenzione, che significa?
CRACOLICI. Ai Comuni
PRESIDENTE. Che significa? Ah, ai comuni, allora scriviamolo.
Estende ai comuni.
Scusate, io non vi sento quando parlate così, per cui è inutile
che parlate con me, perché non vi sento.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, grazie
Presidente. Io invito l'onorevole Cracolici a presentare un
subemendamento con il quale elimina la parola obbligo.
La Regione estende l'attività di convenzione di cui eccetera,
anche agli enti di cui al comma 1, potrebbe, per esempio, essere
una soluzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, questo emendamento nasce per le ragioni di
cui poco fa hanno parlato alcuni colleghi, cioè riguarda
soprattutto i comuni che non sono in grado di dotarsi di un proprio
sistema informativo.
Allora, per avere uniformità di modelli di pianificazione, il
sistema informativo di cui dispone la Regione, lo deve mettere al
servizio, e quindi i comuni nel predisporre i propri strumenti
urbanistici devono poter accedere a quel sistema informativo
perché, in un Comune si deve sapere quante sono le abitazioni
civili, quante sono le scuole, quanti sono i parcheggi, quanti sono
tutti i servizi generali, i mercati ortofrutticoli piuttosto che
quelli di macellazione. Cioè, il sistema informativo è la
condizione propedeutica per fare un piano regolatore.
Allora, siccome rischiamo di avere il caso del collega del Comune
che ha parlato poc'anzi, che dice io siccome non ho i soldi non lo
posso fare, risultato non si farà mai pianificazione urbanistica.
Allora, ditelo obbligo o non so come dire, per me è scontato, cioè
che la Regione mette a disposizione il suo sistema informativo dei
comuni, delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi, che è
l'articolo 16.
Poi se l'obbligo è, come dire, ultroneo se la Regione mette a
disposizione.
PRESIDENTE. Scusate, ma la Regione estende la convenzione ai
comuni, non l'attività della convenzione.
CRACOLICI. Sì, ma infatti era la convenzione che abbiamo previsto
non sia, sia anche con soggetti terzi.
PRESIDENTE. Allora, per quanto mi riguarda, estendere l'attività
di convenzione significa inserire in quella convenzione altre cose;
estendere la convenzione ai comuni è un altro discorso. Non so se è
chiaro.
Per cui, se noi mettiamo estendere l'attività in convenzione,
significa che in quella convenzione entrano altre attività.
Invece, se noi vogliamo lasciare le convenzioni come sono ed
estenderle ai comuni di cui al comma 1.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Colleghi,
leggendo l'emendamento 16.10, non vorrei si fosse perso di vista,
Presidente Miccichè, quello che era l'originario comma 2.
L'originario comma 2, se lei lo approfondisce, dice: la Regione
può consentire agli enti di cui al comma 1 che ne facciano
richiesta di aderire alla convenzione.
PRESIDENTE. E allora mettiamo consente , anziché può consentire
e abbiamo risolto il problema.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Perfetto. Il
tema era il verbo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Noi non possiamo, io credo che non possiamo obbligare
un Comune.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi
Presidente, io volevo finire. Posso?
Posto che il tema che ha sottolineato il collega Lo Giudice è un
tema reale, tanto reale che abbiamo approvato l'emendamento della
collega Palmeri, io dico che è interesse dei comuni soprattutto più
piccoli e maggiormente sprovvisti di uffici tecnici quello di
procedere alle convenzioni, così come dico che mi pare impossibile
per legge imporre ai comuni di fare una convenzione.
PRESIDENTE. È così È così
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Per cui, io
direi al presente, perché non è il tema dell'attività è il tema del
verbo: invece che può consentire , la Regione
PRESIDENTE. Consente.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Io volevo intervenire su questo dibattito legato
all'obbligatorietà o il facoltativo. Ma non voglio intervenire su
questo.
Siccome noi stiamo facendo una legge che deve porre chiarezza, ce
lo siamo detti cento volte, anche quando lei non era presente,
perché i problemi dell'urbanistica sono che abbiamo fatto delle
leggi poco chiare, o comunque leggi vecchie, che non sono state
aggiornate.
Ora, lei me lo spiega, perché non l'ho capito, nonostante sia
scritto in italiano, che cosa abbiamo votato?
Perché l'omologo dell'articolo che stiamo discutendo cioè sul SITR
è il SITR che è due articoli prima. E dice che la Regione realizza
il sistema informativo territoriale . E fin qua tutto ok.
Ma con l'emendamento dell'onorevole Palmeri, noi abbiamo approvato
una norma che dice che i comuni contribuiscono ad assicurare la
realizzazione. Ma quando arriverà il tecnico comunale che si trova
l'articolo 16, ma di chi è questa competenza? Me lo volete dire il
tecnico che si trova davanti una norma che dice che le città
contribuiscono ad assicurare la realizzazione, ma chi è? Il
tecnico? L'Assessore? Il Sindaco? Chi lo realizza?
Preso atto del fatto che anche qualora ci fosse una convenzione
con l'Università, chi fornisce la convenzione è il titolare di
quello che da questo tipo di attività. Per cui la norma, così come
era scritta, era fatta bene. Ora noi abbiamo creato confusione.
Siccome dobbiamo fare una norma che sia più chiara possibile, io mi
spoglio delle vesti di deputato e anche di avvocato, e metto le
vesti del tecnico comunale che mi trovo davanti questa norma e
francamente io il SITR non lo faccio. Perché io contribuisco a fare
questo SITR ma non lo devo fare, non so chi lo farà. Ora me lo
spiega lei, così come è formulato, chi lo fa questo SITR? Tra
l'altro, noi siamo stra-favorevoli perché per la prima volta
facciamo un sistema che fa da cornice a tutti i piani, noi eravamo
d'accordo pure sull'articolo 14. Ma in questo modo, questa cornice,
chi la fa? Se lei mi risolve questo problema andiamo avanti.
Diversamente stiamo creando confusione su confusione. E non voglio
nemmeno entrare in merito del collega, il sindaco della provincia
di Messina, ha ragione pure lui, forse non si è nemmeno letto
l'articolo sulla VAS.
PRESIDENTE. Non c'è dubbio
TRIZZINO. Perché sulla VAS all'articolo 18 noi diciamo che la
valutazione preliminare alla VAS la fai tu
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io sono assolutamente convinto che
quello che dice l'onorevole Trizzino è assolutamente preciso e
vero. Ho chiesto due volte di ritirare quell'emendamento e non è
stato ritirato. Come ora si possa sistemare non lo so. Noi dobbiamo
correggere questa cosa perché altrimenti veramente diventa
confusione.
L'emendamento dell'onorevole Palmeri non c'è dubbio che nella sua
validità concettuale crea un problema proprio di competenze che, a
questo punto, non si sa più chi è che deve fare una cosa. Io direi,
chiedo scusa onorevole Palmeri, perché io non mi posso permettere
che si facciano leggi che poi creano confusione. Al di là di quello
che l'Aula vota o non vota, però le leggi devono essere chiare.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vorrei salvare la ratio che ha spinto l'onorevole
Palmeri e vedere di trovare una soluzione che però non infici la
norma. L'onorevole Palmeri, il suo ragionamento era riferito ai
comuni minori, quelli che non hanno un ufficio tecnico adeguato.
Allora potremmo dire che gli uffici minori contribuiscono alla
realizzazione .
PRESIDENTE. No, onorevole Savarino, così creiamo una confusione
infinita. Mi permettete?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ne facciamo un
comma a parte, questo emendamento dell'onorevole Palmeri, che
riguarda solo i comuni minori.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, fermo restando la ratio
dell'emendamento, se noi ci mettiamo a scrivere che questa cosa
vale per i minori che non si sa se sono sotto i 18 anni o sotto i
16, o sotto i 5 mila abitanti o sotto i 20 mila. Usciamo pazzi
tutti e questa è norma che non sarà applicabile. Per cui se
permettete, io voterei l'emendamento Cracolici, anzi no, accetto il
suggerimento del Segretario generale che mi dice: accantoniamo,
riscriviamo l'intero articolo con le modifiche che sono state
fatte, in maniera chiara. E poi si presenta un emendamento di
riscrittura dell'articolo. Adesso andiamo all'articolo e poi, entro
mezz'ora, riprendiamo quello precedente.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è su questo, chiuso l'argomento
BARBAGALLO. Solo 20 secondi.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, signor Presidente. Nel corso della riscrittura
noi insistiamo affinché venga messa in considerazione la questione
degli uffici di piano.
Il Governo poco fa ha evidenziato che ricade nell'autonomia dei
comuni.
Non è così. Quando si è fatta la riforma dell'ufficio relazioni
per il pubblico e si è chiesto ai sindaci di individuare l'URP
all'interno delle proprie organizzazioni
PRESIDENTE. Scusi onorevole, siccome la riscrittura la deve fare
di fatto la Commissione, con gli uffici, ma la Commissione chi è
interessato a queste cose ne parlate voi, è inutile che la
discutiamo ora qui.
Io sinceramente non so bene cosa significhi l'ufficio di piano o
meno, per cui facciamo la riscrittura. Se è possibile in questa
riscrittura inserire le cose che lei ritiene, ne parlate in
Commissione e si decide cosa fare.
Però intanto lo accantoniamo in modo che si risolva il problema
perché così come era stato votato effettivamente non è chiaro.
Andiamo avanti sul 17, fermo restando che lo riprendiamo subito
appena è pronta la riscrittura.
Onorevole Savarino, dovete fare la riscrittura e deve essere fatta
ora. Io posso sospendere, se volete, per cinque minuti perché non
ci vuole niente a riscriverlo.
Siccome ci sono problemi reali che devono essere risolti, non
possiamo pensare che andiamo di testa nostra, sospendiamo la seduta
dieci minuti per questa riscrittura e riprendiamo con questo stesso
articolo per definirlo.
Sospendo la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.06)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, è pronta la riscrittura, ma sono scappati
tutti. E allora il tempo che intanto li distribuite per favore.
Dunque, io vi comunico che stasera non si va via finché non è stato
approvato l'articolo 30, per cui cerchiamo di velocizzare, sennò
facciamo notte, quindi se volete andiamo direttamente all'articolo
30.
L'assessore Cordaro mi ha fatto sapere che era pronta la
riscrittura, e poi se n'è andato proprio lui. Potete cercare
l'assessore Cordaro, così andiamo velocemente? Allora, colleghi
avete ricevuto il 16.R di riscrittura? Il Governo l'ha presentato.
L'assessore Cordaro spieghi il senso di questa riscrittura.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, proprio in ragione degli interventi che abbiamo
ascoltato ed avendo già approvato l'articolo sul SITR, che in buona
sostanza precisava tutte le competenze non abbiamo fatto altro se
non riportare i principi che poi vengono, ovviamente, per caduta
ripresi anche dall'articolo 16 con riferimento ai liberi consorzi,
ai Comuni ed alle città metropolitane. Il principio è quello
stabilito per il SITR e abbiamo eliminato ogni ragione di
incongruenza; più semplice di così non si può.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, lei l'ha visto? L'ha visto? Va
bene, va bene a tutti.
Pongo in votazione l'emendamento 16.R, di riscrittura
dell'articolo 16.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
BARBAGALLO. Signor Presidente, il 16.R, e l'articolo 16.
PRESIDENTE. E' la riscrittura del 16, quindi di fatto lo abbiamo
votato. Se abbiamo riscritto tutto l'articolo 16.
BARBAGALLO. Presidente, va bene che si è votato, però voglio che
resti agli atti il mio voto contrario sulla vicenda degli uffici di
piano, torniamo indietro di cinquant'anni
PRESIDENTE. Io spero che, se questa sua idea è giusta, ne prenda
atto il Governo.
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.
Articolo 17
Pianificazione territoriale delle Città metropolitane e dei
Consorzi dei Comuni e della pianificazione urbanistica
comunale
1. Le Città metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i Comuni,
singoli o associati, assicurano, tramite strutture tecniche
adeguate, la pianificazione territoriale e urbanistica dei
rispettivi ambiti amministrativi in coerenza con i contenuti del
Piano Territoriale Regionale (PTR).
2. In particolare, ciascuna Città metropolitana svolge i seguenti
compiti:
a) sovraintende alla redazione e gestione del piano urbanistico e
territoriale degli ambiti amministrativi di propria spettanza,
avvalendosi del SITR;
b) assicura i raccordi con il piano territoriale dei Consorzi dei
Comuni confinanti;
c) armonizza il Piano della città metropolitana con i piani
regolatori generali dei comuni, singoli o associati, ricadenti nel
proprio ambito territoriale.
3. Il Consorzio dei Comuni svolge i seguenti compiti:
a) sovraintende alla redazione e gestione del piano territoriale
degli ambiti amministrativi di sua spettanza, avvalendosi del SITR;
b) assicura i raccordi con i piani delle Città Metropolitane e i
piani dei Consorzi confinanti;
c) armonizza il Piano del consorzio dei comuni con i piani
regolatori dei comuni, singoli o associati, ricadenti nel proprio
ambito territoriale o con esso confinanti.
4. I Comuni, singoli o associati, svolgono i seguenti compiti:
a) elaborano, gestiscono ed aggiornano il Piano urbanistico
generale (PUG), i Piani particolareggiati attuativi (PPA) e il
Regolamento edilizio comunale (REC) di cui ai Titoli VII e VIII,
avvalendosi anche dei dati del SITR;
b) assicurano i raccordi con i piani regolatori dei territori
confinanti, nonché con il piano della Città metropolitana e il
piano dei Consorzi dei Comuni confinanti;
c) coordinano il sistema dei piani particolareggiati attuativi con
il piano regolatore generale.
5. I comuni di cui ai commi 3 e 4:
a) assicurano i raccordi con le previsioni del piano territoriale
regionale per gli aspetti urbanistici che riguardano i loro ambiti
comunali e sovracomunali, e per gli aspetti strategici che
riguardano obiettivi di sviluppo delle risorse regionali ricadenti
nei rispettivi ambiti territoriali;
b) forniscono annualmente ai rispettivi organi consiliari un
Rapporto sullo stato del territorio comunale e delle sue criticità
con particolare riferimento allo stato della pianificazione, anche
ai fini della formazione del programma triennale delle opere
pubbliche, e allo stato dell'ambiente, anche ai fini del
monitoraggio dei detrattori ambientali e delle opere di mitigazione
degli impatti;
c) gestiscono i flussi informativi con il SITR.
6. Per le finalità del presente articolo, le Città metropolitane,
i Consorzi di Comuni e i Comuni, singoli o associati, possono
avvalersi dei soggetti di cui all'articolo 46 del decreto
legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e successive modificazioni .
Onorevole Barbagallo, quindi non è ritirato il soppressivo
dell'articolo?
BARBAGALLO. No, non è ritirato il soppressivo.
PRESIDENTE. Benissimo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 17.16 è precluso.
Si passa all'emendamento 17.8, a firma dell'onorevole Arancio ed
altri.
BARBAGALLO. Sul 17.8, signor Presidente, che riguarda la rubrica,
per noi è un'espressione più pertinente questa.
PRESIDENTE. C'è il parere favorevole della Commissione e del
Governo, per cui di fatto Sì, bisogna specificare che i Consorzi
sono i liberi Consorzi.
BARBAGALLO. I liberi Consorzi, va bene.
PRESIDENTE. Questo lo facciamo poi, lo correggiamo direttamente
così. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.10, a firma dell'onorevole Lupo ed
altri. E' mantenuto?
BARBAGALLO. Signor Presidente, lo ritiriamo e insistiamo
sull'emendamento 17.25, che è quello modificativo a firma Gucciardi
e Lupo.
PRESIDENTE. Che parere c'è? Ah è inammissibile
BARBAGALLO. No, inammissibile sempre su quella vicenda.
PRESIDENTE. Un attimo, noi non abbiamo la potestà di intervenire
sull'organizzazione interna dei Comuni, per cui non lo possiamo
fare, per cui è inammissibile, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, posso su questo aspetto che non è,
lo dico anche alla Segreteria generale, quando si è fatta la legge
sull'accesso agli atti amministrativi e si è istituito l'Ufficio
relazioni con il pubblico, resta facoltà di ogni sindaco istituirlo
o meno, no? Noi lo dobbiamo prevedere che c'è la possibilità di
istituire l'Ufficio di piano.
PRESIDENTE. Quello che noi possiamo fare è dire che i Comuni si
devono organizzare. Come, non glielo possiamo dire.
CRACOLICI. Possono, possono
PRESIDENTE. Se mettiamo possono', va bene.
BARBAGALLO. Se ci dà trenta secondi facciamo la riscrittura.
PRESIDENTE. Basta mettere possono', possono istituire' e lo
possiamo votare subito.
BARBAGALLO. Stiamo facendo la riscrittura, signor Presidente, se
ci dà trenta secondi.
PRESIDENTE. Se è trenta secondi non sospendo.
Onorevole Barbagallo, se lei avvicina un attimo credo che ci sia
una proposta degli Uffici. Onorevole Barbagallo, deve salire a
firmarlo però, è sempre vostro.
Allora onorevole Barbagallo, le parole Comuni singoli o
associati sono sostituite da Liberi Consorzi dei Comuni , dalla
parola istituiscono a assicura tramite sono sostituite da
nell'ambito della propria autonomia organizzativa individuano .
Lo pongo in votazione col parere favorevole del Governo e della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.25. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 17.7 a questo punto è precluso.
Si passa all'emendamento 17.24, a firma dell'onorevole Di Mauro,
che è precluso.
Il 17.24 è precluso. Nel momento in cui è stato bocciato il 4.16
di fatto ha precluso questo emendamento.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'emendamento 17.11, se lei ha
dichiarato precluso il 17.24 che prevede la soppressione del comma
2. A nostro giudizio il comma 2, il punto A è assolutamente astruso
perché non risponde al principio che ha ispirato la norma. Mentre
il piano della Città Metropolitana può certamente assicurare quanto
previsto dalla lettera B e dalla lettera C, mai e poi mai potrebbe
sovrintendere il piano della Città Metropolitana alla redazione e
alla gestione del piano urbanistico comunale.
Non c'entra, noi abbiamo sempre affermato anche nella relazione
generale e nei lavori in Commissione, che l'urbanistica deve
partire dal basso, sono i Comuni che devono scegliere, quindi se il
Comune di Scillato ha fatto una sua scelta urbanistica, la Città
Metropolitana di Palermo non deve sovrintendere un bel niente.
Quindi noi chiediamo la soppressione della lettera a).
PRESIDENTE. Quindi, andiamo all'emendamento della Palmeri? La
soppressione della lettera a) dell'emendamento 17.27.
PALMERI. Chiedo la votazione a scrutinio nominale per
l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, prima sentiamo i pareri è inutile
che andiamo al nominale, non se l'abbia a male.
Il parere del Governo sull'emendamento 17.27?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma non eravamo
all'emendamento 17.11?
PRESIDENTE. Questo lo ritira in funzione dell'emendamento 17.27.
Verrebbe soppressa soltanto la lettera a).
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Inviterei,
considerata l'importanza del comma, ovviamente la sua soppressione
non stravolge la legge però questo compito superiore, a mio parere,
va assicurato e potrebbe essere assicurato modificando la parola
sovrintende', ad esempio, con assicura la coerenza del piano
territoriale degli ambiti amministrativi di una spettanza
avvalendosi del SITR'.
Assicura la coerenza, perché dobbiamo partire sempre da un sistema
di pianificazione generale che si deve calare sui singoli.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Noi
sull'emendamento 17.27 ci rimettiamo all'Aula mentre avremmo
preferito modificare la lettera a) con l'emendamento 17.2 nel senso
anche proposto dal Governo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Peraltro il
Governo nella rivalutazione, o meglio nella valutazione di tutti
gli emendamenti, aveva ritenuto di esprimere ed esprimerà parere
favorevole sia al 17.2, onorevole Barbagallo, che al 17.3 che sono
in buona sostanza emendamenti proposti dal PD che modificano quel
punto nella stessa formulazione che di fatto ho proposto io.
Ribadisco, lasciamo il principio e miglioriamolo con i vostri
emendamenti 17.2 e 17.3.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Qui casca l'asino
Abbiamo fin dall'inizio immaginato una gestione del governo del
territorio che parta dai comuni.
Nella presentazione degli emendamenti il Partito Democratico ha
presentato prima la soppressione del comma - che ha ritirato - e
altri due di aggiustamenti.
Lo abbiamo ritirato perché insistiamo non su tutto il comma ma
soltanto sulla lettera a) sia del comma 2 che del comma 3.
Nessuno può sovrintendere sulla proposta di governo del territorio
dell'ente sottordinato.
Presidente, è una questione di principio
PRESIDENTE. Questo è sicuro
Volevo capire se, togliendo il sovrintende', e modificando la
cosa può essere invece accettato.
BARBAGALLO. No, non è così
E dichiariamo di sostenere l'emendamento dell'onorevole Palmeri.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Vorrei mantenere l'emendamento e chiedere il voto
nominale. Secondo me non cambia molto poi nella sostanza con
assicura la coerenza' con sovrintende'.
Ci possono essere anche lì delle interpretazioni. Quindi il
principio di sussidiarietà va secondo me salvato.
In questo caso questa lettera a) non va a stravolgere - come bene
ha detto l'Assessore Cordaro - gli obiettivi dell'articolo. Lo
stesso problema poi al comma 3.
PRESIDENTE. Se il Governo e la Commissione si rimettono all'Aula
in qualche maniera lo approviamo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, mi
scusi, ribadisco il concetto.
E' un fatto di impostazione.
Vorrei, mi sarebbe piaciuto qual era il punto di vista
dell'onorevole Trizzino sul punto - visto che proprio su questo
punto, abbiamo lavorato insieme - perché noi ritenevamo e riteniamo
che, con riferimento a io non voglio, onorevole Di Mauro, non è mio
interesse, ma il suo commento è giusto.
Io non ho nessun interesse a dividere l'Aula. Io ho un unico
interesse che è quello di fare una buona legge. Allora, noi
riteniamo che modificando la parola sovrintende , perché siamo
d'accordo sotto il profilo concettuale, ma lo chiedo per prima
all'onorevole Palmeri perché nel momento in cui noi modifichiamo la
parola sovrintende e diciamo coordina , diciamo quello che poco
fa avevo detto e sostituiamo alla parola urbanistico le parole
strategico che è, appunto, una valutazione di carattere
sistematico, e poi sostituiamo, appunto, la parola piano
aggiungendo di coordinamento , sono emendamenti del PD, altrimenti
non capisco più il senso degli emendamenti, colleghi del Partito
Democratico.
Cioè, se voi presentate degli emendamenti rispetto ai quali in
Commissione, attraverso uno studio supplementare dopo che è stato
inviato in Aula il disegno di legge, la Commissione dà parere
favorevole, il Governo dà parere favorevole e dite No, non ci
piace più. Vogliamo il soppressivo diventa obiettivamente
complicato.
Quindi io chiedo a voi, ma prima di tutto all'onorevole Palmeri,
di considerare la valutazione del Governo.
Io, personalmente, voterò contro. Però ripeto, ci rimettiamo
all'Aula.
TRIZZINO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io non volevo
intervenire per non spaccare ulteriormente il discorso perché,
Presidente quando lei non c'era, che era infortunato - siamo
contenti che lei, adesso, sia qui - abbiamo discusso lungamente
della questione principale di questo disegno di legge che è: «la
competenza principale è delle regioni, secondo il principio di
sussidiarietà, o è un principio invertito che parte dai comuni e
poi va alle regioni? Questo è il tema »
Ne abbiamo discusso nei primi articoli. Ora questa cosa entra in
modo, diciamo, più violento in questo articolo, per non parlare
dell'art. 19 che è sul Piano Territoriale Regionale. L'emendamento
dell'onorevole Palmeri apre, riprende quel dibattito. Non è un
emendamento di poco conto, io faccio soltanto una valutazione
tecnica, poi il mio Capogruppo decide come si esprimerà il
Movimento Cinque Stelle.
Ma il punto qual è? Se noi votiamo l'emendamento dell'onorevole
Palmeri, stiamo dicendo automaticamente che il Comune non subisce
le direttive della Regione, e qua è la sussidiarietà invertita. Se,
invece, manteniamo l'impostazione così com'è lasciamo la linea
ispiratrice di tutto il disegno di legge che c'è una scala
gerarchica che va dal PTR, ai Piani di area vasta, fino al PUG. E
questa è la linea di tutto il disegno di legge, e gli emendamenti
dell'onorevole Di Mauro, i primi emendamenti dell'onorevole Di
Mauro sono in linea con quello che dice l'onorevole Barbagallo. Se
voi andate a vedere gli altri articoli, il ragionamento che fa
l'onorevole Di Mauro è lo stesso che fanno altri deputati perché
dice dobbiamo sottrarre una parte di quella competenza alla Regione
per lasciare la sovranità sulla gestione del territorio ai Comuni.
Quest'articolo qua è soltanto l'inizio di una discussione molto
più grossa, che si aprirà con l'art. 19 sul PTR, senza parlare di
quello che è il PUG.
Ora, io non volevo intervenire perché è giusto che l'Aula decida
che cosa si deve fare. Però il tema di questo disegno di legge - al
netto della semplificazione, della velocità dei piani di
approvazione dei PUG - è questo. Cioè, dobbiamo capire se il Comune
ha titolarità assoluta per la redazione dei PRG, che oggi chiamiamo
PUG, oppure c'è un organo che sovrintende il Comune che si chiama
Regione. Sono due temi politici che vanno affrontati, e il
dibattito in Aula serve a chiarire da che lato ci mettiamo: se con
la legge regionale n. 71/78, che aveva una sua impostazione che è
durata quarantadue anni, oppure questa nuova.
Sono due scelte legittime, due scelte politiche assolutamente
legittime. Però, siccome abbiamo fatto tre sedute d'Aula a
discutere su questo tema, o ce lo chiariamo adesso oppure ce lo
trasportiamo fino all'articolo - quanto dura questo disegno di
legge, 56 articoli? - fino all'articolo 56, anzi 53.
Però, dico, lo vorrei chiarire perché così evitiamo questo
dibattito. Perché io, poi, sarò costretto - io non volevo
intervenire, mi hai chiamato tu - però, io sarò costretto ad
intervenire quando ci sarà l'emendamento dell'onorevole Di Mauro
che mi dice Ah, no quelle non sono direttive. La Regione
consiglia . Ora: o consiglia, o dà delle direttive Delle due,
l'una
CORDARO, assessore per l'ambiente ed il territorio. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per l'ambiente ed il territorio. Allora, prima
l'onorevole Cracolici
DI MAURO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Diamo prima la parola all'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. L'intervento dell'onorevole Trizzino ha ripreso una
parte del dibattito che si è svolto a inizio della discussione di
questo disegno di legge e, credo, che i nodi sono stati affrontati,
da me sostenuto in una certa maniera, che poi non sono stati
accolti dall'Aula e, quindi, gli articoli del disegno di legge
dall'1 al 10, e oggi abbiamo continuato, hanno una impostazione.
Questa impostazione non si può mettere in discussione in ogni
articolo, questo è il tema, e lo dice chi aveva presentato con
emendamenti in senso diverso. Però è passata una linea, tant'è che
io non ho nemmeno ritirato gli emendamenti, e il disegno di legge
deve avere una sua coerenza.
Altra cosa è, certamente, avere chiaro con l'articolo 19, proprio
nel dettaglio, quali sono i compiti del PTR e su questo abbiamo
necessità di confrontarci con il Governo per comprendere fin dove
il PTR può arrivare - assessore Cordaro, per favore - fin dove può
arrivare il PTR a determinare le cose di un consiglio comunale e
alla fine di questo discorso, io dico all'assessore Cordaro, anche
una cosa - mi scusi assessore Cordaro, poi magari - noi
all'articolo 19 stabiliamo una pietra fondamentale che il PTR è il
punto fondamentale di tutto lo sviluppo urbanistico; questo
documento sarà redatto, a mio parere, dopo almeno un paio di anni
perché non è una cosa semplice che l'Amministrazione regionale
stabilisce di farlo immediatamente.
Cosa succede nelle more, considerato che il comma 3 dell'articolo
20 stabilisce che gli strumenti urbanistici entro 90 giorni debbono
rimettersi allo strumento generale del PTR, se il PTR sarà redatto
dopo 2 anni? Il povero tecnico comunale di un comune qualsiasi, in
cui per gran parte di questi comuni, almeno 300, sono con ufficio
tecnico balbettante, come si comporteranno non appena questa legge
sarà pubblicata? Applicheranno la legge rigorosamente, come per
esempio all'articolo 3 si prevede che non ci può essere più consumo
di suolo se non tendente a zero, cioè niente o poco o niente?
Oppure si potrà continuare ad applicare il vecchio piano regolatore
regionale?
Questi nodi, assessore Cordaro, noi li dobbiamo sciogliere con
legge perché non possiamo lasciare al libero arbitrio dei tecnici
comunali che a mio parere, su 386 comuni, almeno 250 non sono in
condizione di affrontare dignitosamente la materia.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io credo che anche l'intervento degli
onorevoli Trizzino, e Di Mauro adesso, hanno in qualche modo
rimesso al centro, un tema che io - la collega Savarino ricorderà
- in Commissione ebbi, con una battuta, un po' come faccio di
solito, cercato di dire: guardate che noi stiamo costruendo una
filosofia che, al di là della legittimità, ci mancherebbe, non è in
discussione la legittimità delle leggi, appunto è una legge, ma è
una filosofia che però, a mio avviso, ha due limiti.
Primo, e lo dico con affetto, ogni Governo si sente eterno; io
vorrei ricordare che questa non è una legge che applicherà questo
Governo perché, se ci va bene diceva due anni, sappiamo la gestione
della materia urbanistica quale complessità produce e immaginare di
fare le leggi avendo il pensiero che riesce a realizzarlo, e però
riconoscendo a noi stessi che questa è una legge di sistema e che
quindi opererà per x' anni, speriamo non più per 42 ma,
sicuramente, per un certo numero di anni, dobbiamo sapere che la
filosofia della Regione centralistica fa a cazzotti con una
filosofia di snellimento di cui parliamo, perché questa idea della
Regione che è, come dire, a parole diciamo tutti deve essere
leggera', ma che di fatto la stiamo ulteriormente appesantendo di
una complessità di gestione del territorio siciliano, io considero
questa legge una legge che paralizzerà la Sicilia, altro che
snellimento.
Seconda questione: tornando all'emendamento, alla questione di cui
parliamo - lettera a) - assessore, io comprendo che lei ha
l'obiettivo di fare approvare la norma e, quindi, cerca di smussare
gli elementi che possono in qualche modo creare qualche ostacolo,
ma togliere la parola sovraintende alla redazione, possiamo
essere favorevoli, poi accogliamo gli emendamenti del PD che dicono
il piano strategico quindi il coordinamento strategico, insomma ci
mettiamo una pezza. Ma la sostanza è che la filosofia è quella del
sovraintendere, perché c'è una scala piramidale in cui qualcuno
sovrintende un altro. La Città metropolitana o i Liberi Consorzi
sovrintendono i Comuni; la Regione sovrintende la Città
metropolitana, i Liberi Consorzi e i Comuni.
Io chiedo ai colleghi, visto che molti vengono dall'esperienza di
sindaco, di amministratore, ma chi ha fatto l'esperienza di
amministratore, in cuor suo, può riconoscere questa filosofia non
per fatti di cultura democratica, perché la base, il vertice, ma di
funzionalità
Noi abbiamo avuto una Sicilia con trecento e rotti Comuni di cui,
una buona parte, non ha fatto piani regolatori. Ma qualcuno l'ha
fatto però Allora immaginare di usare l'esempio di chi non li ha
fatti per dire che la Sicilia si deve, sostanzialmente, rimettere
in una logica centralistica, è un modo per uccidere la
pianificazione moderna dei Comuni.
Sapete che ho presentato un emendamento, non so dove è allegato,
dove ho fatto la proposta, se volete scioccante: il sindaco che
vince le elezioni e si presenta agli elettori con un proprio piano,
deve avere l'opportunità di andare, entro un anno dalla elezione, a
presentare quel piano, più che altro di opere, e poter essere
approvato dal consiglio comunale, approvato' non adottato'.
Perché c'è un supporto elettorale del consenso dei cittadini che
sorregge quel programma che è stato predisposto. Perché uno dei
limiti, secondo me, della legge regionale n. 71/78, è che la legge
fu fatta nel 1978 ma noi nel 1996 abbiamo introdotto l'elezione
diretta dei sindaci, cambiando radicalmente il modello
amministrativo rispetto a quello esistente nel 1978.
Se l'Assessore dice togliamo la parola sovrintende è meglio, io
lo voto. Però dobbiamo essere onesti: pensiamo che il problema è
solo in questa parolina? O c'è una impostazione su cui dobbiamo in
qualche modo correggere. Perché altrimenti il rischio è che
facciamo una legge che chiameremo di riforma, ma sarà di paralisi
Questo lo dobbiamo avere chiaro
Ecco, perché, dico al Governo, principalmente, ma anche ai
colleghi: attenzione non facciamo braccio di ferro su cose sulle
quali qui c'è in gioco la Sicilia, non c'è Cracolici, il PD, o la
Palmeri, ognuno con le sue parti politiche. Stiamo parlando della
nostra Regione che è di tutti: attenzione a come affrontiamo questa
questione. Ecco perché se mantiene l'emendamento, io lo apprezzo.
Ma ripeto, credo che c'è una filosofia in questo testo che ci porta
su una strada sbagliata.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
rubare tempo ma credo che l'argomento sia straordinariamente
interessante e importante. Mi ha stuzzicato molto l'intervento che
ha fatto il collega Cracolici. Io sono stato sindaco e ho fatto, in
circa un anno, piano regolatore, piano particolareggiato del centro
storico, piano del verde e così via di seguito, lo feci con la
concertazione e quant'altro, e vengo da una città che è
urbanisticamente perfetta, unica al mondo per queste sue
caratteristiche.
Quindi so quanto è importante l'urbanistica per una città.
L'urbanistica in una città conforma anche lo sviluppo economico,
alcune volte, le relazioni sociali, altre volte. Non è una
sciocchezza da prendere , ed ha ragione l'onorevole Cracolici
quando dice: attenzione stiamo facendo una legge che ha una
prospettiva, una proiezione che durerà tanti anni e che inciderà
nel tessuto sociale, su come saranno organizzate le nostre città .
Quindi è un ragionamento che va fatto con tanta attenzione e non
dobbiamo avere - te lo dico con affetto - la premura di farla
perché è una legge che dobbiamo fare. E' giusto che si faccia e la
dobbiamo fare velocemente, ma dobbiamo farla bene perché è una
legge che inciderà nella vita di tutti noi, della nostra Regione
per tanti e tanti anni. Con questo cosa voglio dire? E' tutto un
problema, appunto, di filosofia e di come si immagina.
Non c'è dubbio che, intanto, già la Sicilia è un piccolo
continente. Ma in Sicilia ci sono tanti comuni, ci sono le grandi
città ma ci sono i piccoli comuni. Ogni comune ha una sua
caratteristica.
Quando noi diciamo cemento tendente a zero , nuove costruzioni
tendenti a zero , giusto, bene. E' la prospettiva, è, oggi,
l'immagine di una società che punta sul verde, sulla vivibilità,
benissimo.
Però, attenzione, può succedere che l'urbanistica uniformi il
sistema. Perché se noi diciamo tendente a zero in una grande
metropoli che, ormai, sta crescendo oltre misura e che diventa
invivibile, benissimo, ma può succedere anche che ci sia il piccolo
comune che sta provando ad avere uno sviluppo economico che,
magari, aspettava da anni e che finalmente succede: non lo possiamo
fermare ed è specifico rispetto a tutto il resto.
Allora cosa dobbiamo fare? Non c'è dubbio che l'urbanistica debba
partire dai comuni e la programmazione debba partire dai comuni.
Non c'è alcun dubbio. E' chiaro anche che la Regione deve dare una
indicazione ed una impostazione. Allora io come la vedo? Io la vedo
in modo abbastanza semplice.
Non c'è dubbio che la programmazione parte dal basso. Non c'è
dubbio che la Regione deve sovraintendere e dare delle indicazioni
generali.
Quando la Regione dice nella sua filosofia generale attenzione,
abbiamo un enorme patrimonio edilizio, non è più sostenibile perché
significa costi enormi, significa non più consumo del suolo, è
contrario alla nuova civiltà, al nostro modo di vivere, quindi
riduciamo il consumo del suolo . Benissimo. Parliamo di riduzione
del consumo del suolo, non possiamo dire azzeriamo, perché viene
vista in prospettiva una cosa ridicola che non è fattibile. Ma va
lasciata caso per caso, signor Presidente.
Se noi caliamo l'idea generale non possiamo poi chiuderla in un
meccanismo rigido che parte dalla Regione siciliana. La Regione,
allora, cosa deve fare? Questo è come la vedo io. I comuni devono
programmare il proprio sviluppo incentrandolo su alcuni principi:
bene riduzione del consumo del suolo, bene tutta una serie di altre
cose che abbiamo immaginato sia nella legge urbanistica ma anche
nella legge sull'edilizia che vedremo più in là.
Le Città metropolitane di unione dei comuni devono tenere conto
della programmazione che hanno fatto i comuni. La Regione siciliana
che ha dato le linee di indirizzo, controlla che queste linee di
indirizzo si verifichino, facendo un'azione di controllo, di
riorganizzazione, ma non può avere un'azione rigida in questo senso
o di sussidiarietà al contrario nei confronti dei comuni.
Ecco, questa è la filosofia giudiziosa, di buon senso che secondo
me dobbiamo adottare ed ha ragione l'onorevole Di Mauro quando dice
attenzione, se noi la facciamo partire dall'alto il rischio è
grave . Tu stabilisci una regola dall'alto, dalla Regione che
perché si attui e perché si verifichi e perché la Regione metta in
atto un PTR, un Piano Territoriale Regionale, passeranno anni, nel
frattempo i comuni non si sa cosa fanno e succede il caos.
Ragioniamoci, allora, tutti un po' su queste cose e diamoci una
strategia giudiziosa. Siamo ancora in tempo per aggiustare e tirare
fuori una legge buona, bella, perché guardate che nella legge ci
sono tutta una serie di cose assolutamente positive, assolutamente
moderne, assolutamente sposabili e che potranno dare alla nostra
Regione una immagine di Regione moderna, che guarda ad un futuro
verde, che guarda ad una prospettiva non più, appunto, di consumo
del suolo, della cementificazione ma invece ad una prospettiva di
sviluppo più sostenibile, più adeguato.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io penso che
è bene ed è necessario, oltre che scontato, che anche la
legislazione regionale, ovviamente, si adegui ai principi
fondamentali della nostra Costituzione, tra questi il principio di
sussidiarietà.
Il Principio di sussidiarietà cosa dice? Che ciò che può essere
fatto ad un livello inferiore non deve essere fatto ad un livello
superiore. Ciò che è competenza del comune non può essere
competenza degli enti di area vasta né della Regione, né dello
Stato.
Questo articolo 17 così scritto, introducendo il principio del
sovrintende attribuito agli enti di area vasta, città
metropolitane o liberi consorzi, di fatto commissaria i comuni in
quelle che sono le loro competenze fondamentali. Se un comune non
si deve occupare in via autonoma di redigere il piano urbanistico e
territoriale, ma di cosa si dovrebbe occupare? Punto.
Secondo: in linea pratica ma noi sappiamo perfettamente in quale
condizione purtroppo sono ridotti gli organici delle città
metropolitane e dei liberi consorzi comunali.
Riteniamo davvero che si possa apportare una modifica alle leggi
attribuendo a questi enti nuove competenze anche in materia
urbanistica?
Io penso che se questo articolo 17 passa così, si sancisce
definitivamente la paralisi anche dei piani urbanistici dei comuni.
Il contrario esattamente di quello che noi ci proponiamo di fare
approvando norme che invece dovrebbero semplificare, accelerare e
semplificare la vita soprattutto ai cittadini.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io faccio
seguito agli interventi dei miei colleghi del Gruppo parlamentare
facendo una riflessione in più.
Vorrei che fosse chiaro che noi non è che contestiamo la potestà,
in capo alla Regione, di garantire l'indirizzo e soprattutto il
controllo dei piani regolatori in Sicilia. Noi, Presidente
Micciché, riteniamo che non può funzionare questo controllo e
questa meticolosa verifica in capo alle città metropolitane del
ruolo dei comuni.
Lei pensi alla città metropolitana di Messina che dovrebbe
sovrintendere a 108 comuni. Ma è una pazzia
Noi non abbiamo gli enti di secondo grado che sono in condizioni
di esercitare questo controllo. Avremo un sistema bloccato. E
crolla anche l'impostazione del governo del territorio.
Peraltro, dico, in questi anni noi abbiamo assistito, sempre, ad
un ruolo da parte del dipartimento urbanistica di controllo dei
piani regolatori, sullo standard, sul dimensionamento dei piani che
è giusto che ci sia. Il controllo della Regione non lo mette in
discussione nessuno. È questa impostazione a cascata che è
assolutamente fuori dal mondo e che contestiamo energicamente.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi a me dispiace perché colgo nelle
argomentazioni dei colleghi del PD una volontà di non fare la
legge. Lo dico con molta chiarezza, così l'Aula è giusto che
comprenda come stanno le cose.
Ho ascoltato, soltanto, argomentazioni, almeno negli ultimi tre
interventi, che non sono collegati alla realtà e ho ascoltato,
onorevole Barbagallo, argomentazioni che mi offendono, perché lei
ha parlato come se l'assessore che ha proposto questa legge non la
conoscesse. Perché se fosse vero quello che ha detto lei
significherebbe che l'Assessore non conosce e non sa di cosa parla.
L'onorevole Cracolici non so cosa ha fatto al comune, credo
l'assessore. L'onorevole Compagnone ha fatto il sindaco, io ho
fatto il vicesindaco di Palermo. Quindi non calo dalla Luna, ho
fatto l'amministratore, so cosa significa e, quindi, certamente, in
linea di principio, conosco anche la differenza di una riforma che
parte dall'alto e finisce verso il basso o viceversa, e conosco
anche l'etimologia e il significato della parola sussidiarietà .
Caro Pippo Compagnone, lo dico a te perché sei mio collega di
Gruppo. Questa è una sfida. Ed è una sfida che io ho già spiegato,
dal mio punto di vista, in sede di discussione generale quando
confrontandomi in maniera, devo dire, sufficientemente competente
perché io ho rispetto dei colleghi che la pensano diversamente da
me, mentre dagli ultimi interventi ho notato che non è la stessa
cosa, quando ho spiegato che questa norma è una norma che introduce
sistemi di assoluta novità e di assoluta coerenza con il progresso
che vogliamo dare - ed è questa la filosofia al governo del
territorio - il PTR che non dovremo aspettare due anni per vedere,
onorevole Di Mauro, perché è quasi pronto, il PTR è la cornice che
deve fornire le linee guida alle quali, coerentemente, con un
sistema urbanistico moderno si devono muovere i comuni.
Immaginare che dobbiamo fare una legge generale ed astratta che
debba valere per 42 ore o per 42 anni sulla base delle emergenze
che abbiamo trovato, prime fra tutte la mancanza di un ente
intermedio, mi pare che non sia confacente al ragionamento che
questo Governo - che si ostina a volerlo fare insieme a tutta
l'Aula - abbia fatto cercando di volare alto, di lasciare un
disegno di legge che ci stiamo intestando tutti, che dia una svolta
al tema urbanistico in Sicilia, massima disponibilità al dialogo.
Ma, onorevole Barbagallo, non può essere questo il presupposto del
nostro confronto, glielo dico con estrema chiarezza. Avete
sollevato temi che non esistono.
Onorevole Cracolici è già in questo disegno di legge, ma quale
proposta avveniristica e sconvolgente? E' in questo disegno di
legge che il sindaco eletto scriva un piano regolatore generale che
si chiamerà PUG, lo porti al consiglio comunale, lo possa approvare
e lo possa far praticare assumendosene oneri e onori, c'è già.
Allora, rispetto a queste cose, colleghi, con molta chiarezza, ma
quale premura? Questo è un disegno di legge che è in Aula dal 4
giugno, signor Presidente, oggi siamo al 4 agosto, è stato chiesto
un termine per la presentazione degli emendamenti lunghissimo,
nessuno si è opposto. E' stata chiesta una proroga per la
presentazione degli emendamenti, nessuno si è opposto. Abbiamo
valutato gli emendamenti uno per uno, dopo che il disegno di legge
era stato esitato all'unanimità per l'Aula, di nuovo uno alla volta
e lo abbiamo fatto chiedendo ancora una volta il confronto con le
opposizioni.
Allora lo si dica, si dica che questa legge non si vuole fare
perché è più importante che non si faccia la legge piuttosto che la
si faccia, e poi ci sia chi se ne deve assumere l'onore e quindi il
merito in più rispetto a qualcun altro.
Io ve lo dico con estrema franchezza, d'altronde non sono qui da
poco tempo. Avevo un'impressione, se ci dobbiamo fermare fermiamoci
ma non è questo un modo intellettualmente onesto nel rapporto di
continuare a porci, perché voi ogni volta mi spiegate che io cado
dalla luna e che quello che dite voi è l'unica realtà e non è così,
ma non è così oggettivamente, non perché io voglia farne una
interpretazione.
Allora, io vi chiedo, lo dico soprattutto ai colleghi del PD che
io non conosco da ieri, un po' di rispetto per i ruoli, dopo di che
sul merito ci possiamo confrontare.
La vogliamo rinviare, rinviamola. Ma questo significa anche
incrinare un rapporto istituzionale, che io ho mantenuto sempre in
maniera corretta e voglio rispetto per questo e di ricevere lo
stesso trattamento perché chi vi ascolta da casa pensa che
l'assessore - oppure questo è il tentativo - cada dal cielo,
dalla luna, atterrato qua senza sapere di cosa parla.
Abbiamo parlato in sede di discussione generale di diverse
filosofie, ci può stare, per noi la cornice significa approccio
avveniristico, approccio moderno, approccio europeo, ed all'interno
di questa cornice stiamo calando, poi, e caleremo poi, i PUG. Ci
sarà il Comune che aveva già difficoltà, che mancherà del tecnico?
Per carità, ci può stare. Faremo le convenzioni, troveremo
soluzioni, ma il tema è questo e, quindi, io vi chiedo, in
conclusione, di andare avanti oppure, signor Presidente
dell'Assemblea, mi rimetto alla sua volontà, ma ripeto, smettiamola
di assumere un atteggiamento che mi pare anche sconveniente perché
non si poggia su dati oggettivi.
L'emendamento viene approvato, lo vedremo da un punto di vista.
Non viene approvato, lo vedremo dall'altro punto di vista, ma
certamente dobbiamo trovare una soluzione perché l'impostazione che
noi abbiamo dato è una impostazione corretta tecnicamente e non
perché lo dice l'Assessore Cordaro, perché l'hanno detto tutti gli
ordini professionali che sono stati auditi in Commissione,
avvocati, ingegneri, architetti, geologi, con loro l'abbiamo fatto,
con i docenti universitari senza appartenenza politica, andando
sempre al cuore e al merito e scegliendo sempre i migliori. E'
venuto fuori questo disegno di legge. Per noi è coerente. Dopodiché
noi lo sottoponiamo all'Aula, ma - ripeto - la preghiera che vi
faccio davvero è quella di assumere un atteggiamento diverso, fermo
restando che il Governo prenderà atto di quello che deciderà il
Presidente dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Il Presidente dell'Assemblea è ovvio quello che
decide, prima quando abbiamo iniziato a fare questa legge tanti
colleghi mi hanno chiesto alcuni che era una legge troppo
importante per farla urgentemente, altri che era una legge
pericolosa, altri che era una legge ottima, in tanti mi hanno. Io a
tutti ho sempre detto che avrei valutato nel corso del dibattito su
questa legge se avessi ritenuto che ci fosse qualcosa che bisognava
affrontare in separata sede o, comunque, che bisognasse bloccare
perché si stava facendo qualcosa che obiettivamente sembrava
sbagliato, l'avrei fatto.
Io fino a questi articoli, all'articolo 17, non credo di avere
notato nulla che possa essere di pericolo per il fatto che si
paralizzi tutto perché non ne vedo sinceramente le ragioni; poi, su
qualcosa si può essere d'accordo e su qualcosa no. La parola
sovraintende , sovraintende se qualcuno fa un piano di massima a
cui tutti, in qualche maniera, si devono adeguare; è chiaro che ci
sia qualcuno che sovraintenda a che ci adegui a questo piano, non
mi sembra che ci sia nessuna prevaricazione nei confronti dei
sindaci, non mi sembra, almeno fino a quanto ho potuto vedere oggi,
per cui valga la pena di fermare l'iter di questa legge.
Questa legge deve andare avanti, è una legge importante. E'
chiaro, che ci sono anche posizioni ideologiche diverse tra il
fatto che governi anche sui comuni o che siano i comuni a
governarsi autonomamente dalla Regione sono analisi ideologiche e
c'è chi la pensa in una maniera e c'è chi la pensa in un'altra. In
questo momento governa un Governo che la pensa in una maniera e in
quella maniera va avanti. Quindi, non mi sembra che ci sia nessun
motivo per cui bisogna fermarsi, anzi il mio compito è quello di
andare avanti e velocemente.
Non c'è dubbio, Assessore Cordaro, che laddove, come è già
successo in questi articoli che stiamo vedendo, ci dovesse essere
qualcosa che nel mio ruolo di Presidente dell'Assemblea dovesse
inficiare proprio il mio ruolo, cioè che si faccia una legge non
scritta bene o che possa essere confusa, io interverrò, ovviamente,
come ho fatto sino a questo momento e interverrò sempre laddove ci
dovessero essere dei dubbi di questo tipo; peraltro, avendo sempre
un riscontro da parte di tutti, assolutamente legittimo. Se c'è
qualcosa che non si capisce si chiarisce, punto e basta; una volta
che viene chiarito, poi la si scrive diversamente.
Per cui, assolutamente dopo questo dibattito, comunque
interessante, che c'è stato fino a questo momento, vi prego di
riprendere la trattazione degli articoli, comma per comma,
emendamento per emendamento, perché dobbiamo andare avanti e
dobbiamo andare avanti velocemente.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, su cosa? Perché se continuiamo il
dibattito ideologico sulla legge non finiamo più. Invece, la mia
proposta è di andare avanti velocemente.
CALDERONE. Non è per continuare il dibattito ideologico, desidero
soltanto però puntualizzare la nostra posizione che è totalmente in
aderenza alla posizione espressa dall'Assessore Cordaro.
Io ero intervenuto in sede di discussione generale evidenziando le
argomentazioni per le quali il partito che rappresento come
Presidente del Gruppo parlamentare era ben lieto di accogliere
questa legge di riforma.
E' chiaro che ogni legge - lo ricordo a me stesso - è
caratterizzato dalla cosiddetta ratio legis'. Dice bene
l'Assessore Cordaro e l'ha detto anche il Presidente Savarino,
quando si dice che questa è una legge che riforma rispetto ad una
legge che era stata varata a torto a ragione, bene o male, con gli
effetti che tutti sappiamo ben 42 anni addietro.
La stessa relazione - io lo leggo per me stesso e lo leggo per i
colleghi che hanno fatto riferimento al PTR - indica il Piano
territoriale regionale come un documento di carattere strategico
che sintetizza e coordina altri strumenti pianificatori. E' qui il
punto fondamentale. Da qui si dipartono le competenze, da qui si
dipartono i cosiddetti PUG. E' chiaro che la ratio di questa norma
è quella che viene evidenziata nella relazione.
Mi fa specie - e questo lo devo dire, signor Presidente - che si
faccia riferimento agli aspetti patologici del sistema. Mancano i
Consigli comunali, i Consorzi ancora o le Città metropolitane non
hanno i Consigli metropolitani. Quando un legislatore si approccia
a varare una legge, signor Presidente, lo ricordo ovviamente a me
stesso, non può pensare alla patologia dei sistemi o dei
sottosistemi, la legge è chiara, le competenze sono chiare, il
principio di sussidiarietà evocato dall'Assessore Cordaro, è
chiaro, la ratio di questa legge è chiara; poi, la si può
condividere o non condividere, ma una legge che perviene dalla
Commissione all'unanimità, una legge sulla quale e per la quale si
è lavorato per mesi
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, avevamo detto che non riaprivamo
questo dibattito.
CALDERONE. Signor Presidente, volevo soltanto rappresentare alla
Sua signoria che è veramente il caso di continuare a trattare
questa legge.
PRESIDENTE. Lei quando dice la Sua signoria' si sbaglia quando
lei fa l'avvocato e parla con il Presidente
CALDERONE. No, signor Presidente, perché lei rappresenta, è il
Presidente di questa Assemblea e credo che sia opportuno avere un
rispetto istituzionale dei ruoli; quindi, io mi rivolgo a lei
convintamente chiamandola la Sua signoria'. A mio modo di vedere è
questo l'approccio perché la forma è anche sostanza.
PRESIDENTE. Lei in questo è un deputato assolutamente perfetto.
CALDERONE. Quindi, Forza Italia chiede che si proceda nella
trattazione del disegno di legge.
PRESIDENTE. Sì, sì, ma non è in discussione. Andiamo avanti.
Riprendiamo la trattazione dell'articolo.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con spirito
assolutamente propositivo e non con l'intento di bloccare la
riforma, volevo ribadire che è chiaro che la Regione ha un organo
che sovrintende a tutti gli enti inferiori e così come appunto la
Città metropolitana e gli enti al di sotto non devono sostituirsi
alla Regione, allo stesso modo però io volevo sottolineare come
questo comma così praticamente aveva un aspetto troppo verticistico
e, quindi, poteva andare ad inficiare le competenze che andavano ai
singoli Comuni.
Quindi, ci possono essere dei casi in cui, così come dice il
principio di sussidiarietà che va dal basso verso l'alto, ma nel
caso in cui il singolo Comune può svolgere e può avere
responsabilità e funzione per quella specifica competenza. Se,
ovviamente, stiamo parlando di cose per le quali può decidere la
Città metropolitana e la Regione, è chiaro che la competenza si
spostava. Quindi, io con spirito propositivo volevo proporre
all'Assessore Cordaro magari dopo la parola sovrintende' di
aggiungere per tutte le scelte che hanno ricadute al di fuori
delle competenze del singolo Comune'.
E poi sommessamente volevo dire, visto che si ripropone il
problema del principio di sussidiarietà, signor Presidente, a
questo punto perché non aggiungiamo un articolo specifico sul
principio di sussidiarietà, dove lo inviamo alla I Commissione e
chiariamo in maniera inequivocabile di che cosa stiamo parlando,
visto che si ripropone sempre questo problema.
PRESIDENTE. Ma la legge sulla sussidiarietà esiste già.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ferma restando la scelta
dell'onorevole Palmeri, come lei ricorderà, io ho ritirato il
soppressivo del comma 2 per insistere e fare proprio l'emendamento
17.27 dell'onorevole Palmeri.
PRESIDENTE. Sissignore.
BARBAGALLO. Io chiedo che prima che venga votato l'emendamento
dell'onorevole Palmeri venga votato l'emendamento 17.27.
PRESIDENTE. Io a quello sono per ora. Sono all'emendamento 17.27.
Quindi, su quello si va. Onorevole Savarino, è un fatto tecnico?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì. Allora,
volevo specificare che nell'articolo 3, nei principi generali di
questa legge, abbiamo già approvato il riferimento lettera a),
quindi come primo principio alla sussidiarietà.
Volevo specificare che in questa legge, in quest'articolo che
stiamo per votare, il contestato sovraintende della lettera a)
riguarda gli aspetti amministrativi delle adozioni, della redazione
dei piani. Che poi ci sia una prevalenza e un adeguamento
automatico del piano superiore a quello inferiore è già legge E'
già sancito così, è già nella normativa.
E poi, in ultima analisi, vorrei anche dire all'onorevole
Cracolici, che ha fatto delle suggestioni da uomo di ex sinistra
PRESIDENTE. Come ex?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. di ex
comunista, che molte delle impostazioni di questa legge che noi
oggi stiamo votando e che abbiamo approvato all'unanimità sono già
legge nella rossa Emilia Romagna. Quindi, non c'è una volontà di
destra che viene rassegnata in questa legge, ma c'è un'impostazione
più moderna, che porta ad un coordinamento - come giustamente
sottolineava l'onorevole Calderone - che viene fatto dal PTR
rispetto agli altri piani; ma, onestamente, non c'è nulla di
preoccupante e di deriva di destra se prima di noi lo ha approvato
la rossa Emilia Romagna.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.27.
PASQUA. Chiedo la verifica del numero legale.
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)
verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 39
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)
PRESIDENTE. Scusate, lei ha chiesto la verifica del numero legale.
Io sto accertando se c'è il numero legale. Il numero legale sarebbe
di 34 e ci sono 39 tessere, quindi il numero legale c'è. Di che
stiamo parlando.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma dobbiamo riprendere la discussione
della prima seduta?
PASQUA. Esatto, Presidente, questa è la discussione. Purtroppo, lo
dobbiamo fare. Guardi, noi ci siamo pure organizzati, abbiamo tutti
tolto i tesserini tranne 4 persone e lì risultiamo tutti presenti.
Ma li abbiamo tolti prima.
PRESIDENTE. Ma dove risultate tutti presenti? Risultano 39 con le
tessere inserite.
PASQUA. Ma non era così Presidente, non era così Non eravamo con
i tesserini, erano tolti.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Pasqua, se noi ogni volta che c'è un
qualcosa di tecnico e dobbiamo iniziare la discussione Scusate, mi
date il conto dei presenti? Allora i Cinque Stelle risultano tutti
assenti tranne i 4 richiedenti che ovviamente sono presenti.
Dunque, i presenti sono, così li cito: Amata, Aricò, Assenza,
Bulla, Calderone, Cannata, Caputo, Compagnone, Cordaro, Di Caro, Di
Mauro, Falcone, Figuccia, Foti, Gallo, Galluzzo, Galvagno, Grasso,
Lagalla, Lantieri, La Rocca Ruvolo, Lentini, Lo Curto, Lo Giudice,
Mangiacavallo
(Proteste dai banchi)
PRESIDENTE. Ma saranno usciti Quello è il tesserino di Falcone,
lo vedo io, scusate
Dopodiché non prendiamoci in giro, se dobbiamo fare ostruzionismo
tanto per farlo avete gli strumenti, andiamo avanti lo stesso; ma
se pensate che io vi dia dati falsi levatevelo dalla testa Proprio
levatevelo dalla testa, perché i dati che escono - e vi sto dando i
nomi dei presenti - ammesso e non concesso ci sarebbe lo stesso, ma
se c'è il tesserino e in questo momento sono fuori risultano
presenti. Sono qui, hanno votato fino a poco fa. Sono ovviamente
presenti. Non è che perché uno manca un quarto d'ora è assente
Chiudiamo l'argomento, andiamo avanti.
C'è da ridere perché risulta presente qualcuno che è assente
mentre risultano assenti quelli che sono presenti Diamoci un'idea
ben chiara e precisa. Vi esorto a un po' di attenzione.
Abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo, in questa Conferenza
dei Capigruppo ho comunicato che ci sono degli obblighi, ma
certamente tra questi obblighi non c'è quello di andare in ferie,
specialmente in un momento in cui la Sicilia ha tutte le difficoltà
che ha, non solo la Sicilia ma tutta Italia ma la Sicilia in
particolar modo.
Per quanto mi riguarda, siccome ci sono alcune leggi che devono
essere concluse, non approvate - poi possono essere bocciate,
questo lo deciderà l'Aula, ma devono essere concluse - questa legge
sull'urbanistica - ripeto - siccome avevo ricevuto tante telefonate
ho detto fatemi presiedere in modo da capire che tipo di legge è .
E' una legge che può avere delle cose giuste, può averle sbagliate,
può essere corretta, può non essere corretta, ma è una legge
assolutamente legittima ed è una riforma che se funziona - non sono
al Governo, non so analisi sul futuro funzionamento di questa
legge, probabilmente qualcun altro ce l'avrà - se funziona o non
funziona è una responsabilità del Governo.
Ma questa legge deve andare avanti perché è una delle riforme
proprio perché rispetto ad alcuni interventi che ci sono stati
prima, il Presidente della Regione ha vinto le elezioni proponendo
alcune riforme e questa è una di quelle per cui deve andare avanti.
Quest'Aula, quindi, la dovrà votare, bene o male, favorevole o
contraria, ma tanto si dovrà votare. Per cui mettiamocelo in testa
tutti
Siccome ci sono altre leggi quale quella sullo zooprofilattico,
quella ancora più importante sulla finanza perché dobbiamo
sbloccare i soldi su cui, finalmente, abbiamo avuto un accordo da
Roma, vi comunico in maniera assolutamente serena che per quanto mi
riguarda possiamo stare qui anche a Ferragosto.
Io non ho nessunissimo problema ad andare avanti anche se questa
Assemblea è un'Assemblea - come saprete - prima dell'estate c'è
questa cerimonia del Ventaglio che è una conferenza stampa su
quanto successo durante l'anno in Assemblea e ho giusto i dati qui.
Per farvi avere un'idea di quello che abbiamo fatto, abbiamo fatto
74 sedute d'Aula che sono quasi il doppio rispetto a quelle
dell'anno scorso, ne abbiamo fatte 16 durante il Coronavirus,
durante il Covid, abbiamo approvato la finanziaria durante il
Covid. Abbiamo fatto un numero di sedute in Commissione di 483
sedute per 800 ore lavorative. Abbiamo fatto le sedute d'Aula per
300 più 37, per 330 ore lavorative.
Noi non dobbiamo giustificarci con nessuno. Non chiedo di rimanere
aperti perché non abbiamo lavorato prima. Abbiamo lavorato come
mai. Poi, che ci siano ancora giornali e giornalisti che si
divertono a tirare numeri fasulli per cui - secondo loro - il
lavoro è soltanto quello di quando siamo qui in Aula mentre è come
se tutto il resto non fosse un lavoro, io me ne frego altamente
Noi non dobbiamo giustificarci su niente
Una cosa è sicura e cioè che non si andrà a prendere quella
settimana - perché poi di questo si tratterà - di riposo fino a che
queste leggi così importanti non saranno approvate.
Per cui, ben vengano tutte le ostruzioni, le armi legittime che il
Regolamento affida alle opposizioni per evitare che il Governo
faccia la sua parte, ma mettetevi in testa che con certezza noi non
chiuderemo, neanche mezz'ora, fino a quando le leggi, in questo
momento, più importanti per i cittadini siciliani non saranno
approvate Questa è una di quelle. Poi, ci sarà la legge sullo
zooprofilattico, quella sulla non me la ricordo, sono quattro, ma
sono quattro leggi che dovranno essere approvate dopo
l'approvazione o comunque il voto finale della legge
sull'urbanistica.
Per cui, vi prego, nell'interesse anche proprio di tutti i
siciliani che aspettano che vengano sbloccate alcune risorse che
erano state messe in finanziaria, ma che si stanno rendendo
disponibili soltanto ora, di andare avanti - ripeto - con tutta la
legittimità che le opposizioni hanno di utilizzare tutti gli
strumenti di questo mondo per fare ostruzionismo. Ma non mi
chiedete di fermarmi perché, tanto, si andrà avanti stasera stessa,
se sarà necessario, fino alle dieci - che è l'orario che, come voi
sapete, io ho dato di limite per i lavori d'Aula - ma, comunque, si
va avanti.
E ora, vi prego, se ci sono interventi relativi ai singoli
articoli, o emendamenti, do la parola. Altri dibattiti, con questo
mio intervento, si sono chiusi.
Per cui, onorevole Di Paola, se lei deve intervenire su un comma,
piuttosto che su un emendamento
DI PAOLA. Sulla votazione.
PRESIDENTE. Allora, sulla votazione non è stata una votazione. Voi
avete chiesto se c'era il numero legale. Oggi, con le novità che
abbiamo apportato all'inizio di questa legislatura, il numero
legale lo si vede immediatamente. In questo momento le tessere sono
47. Nel momento in cui mi è stata chiesta la verifica erano 39,
cioè numero legale abbondante perché il numero legale è 34. Per
cui, chiudiamo l'argomento.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ma che intervento deve fare? Se mi chiedete di guidare
una macchina, non è che possiamo fare un intervento sul
funzionamento della macchina
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego intervenga, ma anche questo è un
atto, come dire, di cortesia che io sto facendo come faccio sempre.
Perché l'intervento sul numero legale, visto che è stato accertato,
non capisco su che cosa possa essere.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo a
ruota dell'intervento che lei ha fatto, che condivido pienamente
perché, da parte del Movimento Cinque Stelle, c'è la volontà
assoluta di non andare in ferie, per continuare a portare avanti i
disegni di legge che possono essere importanti per la Sicilia.
Anche perché, Presidente, oggi questo Governo, questo Presidente
ha scaricato molte delle colpe della condizione economica - e
questo è un fatto grave - della condizione economica in cui versano
i cittadini siciliani ai dipendenti regionali perché, uscendo con
la dichiarazione che l'80 per cento dei dipendenti regionali si
gratta la pancia Dico è ovvio che c'è questa problematica, e noi
dobbiamo rimanere in Aula per cercare di venire incontro a queste
cose.
Presidente, sulla verifica del numero legale, visto che lei ha
detto che questa riforma è una riforma importante - e io condivido
pienamente che questa è una riforma importante - però, Presidente,
se è una riforma importante la maggioranza, i componenti della
maggioranza non possono lasciare il tesserino e uscire dall'Aula
Perché se io mi metto qui a contare il numero dei colleghi che sono
presenti, non ci arriviamo a quei numeri.
Quindi, se è una riforma importante, i colleghi deputati devono
rimanere in Aula e non mettere solo il tesserino ed uscire
dall'Aula, perché altrimenti, Presidente, così come lei dice che è
una riforma importante il Movimento Cinque Stelle, così come altri,
possiamo decidere di uscire dall'Aula; ce ne andiamo e questa
riforma - visto che è una riforma a questo punto medaglietta del
Presidente della Regione, perché l'ha scritta all'interno del
programma, e quindi la si deve portare avanti in pochissimi giorni
nonostante sia una riforma importante - se l'approva solo ed
esclusivamente la maggioranza Perché a mio modo di vedere,
Presidente, la Regione siciliana, i siciliani là fuori hanno
tantissimi altri problemi. Enormi Enormi La finanziaria COVID che
abbiamo approvato, domani vedremo questi 50 milioni di euro che in
qualche modo sono
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Però, Presidente, io la prego in qualità io le riconosco
qualità di super partes, se si fa la verifica del numero legale c'è
un motivo. Se mi spuntano trentanove presenti, e poi in Aula sono
molto di meno i presenti, Presidente ovvio è che non c'è l'armonia
per portare avanti una riforma così importante
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, questo si verificherà nel
momento, si stabilirà nel momento in cui si deve votare e con la
votazione, se non ci sono, quelli della maggioranza vedranno
bocciati gli articoli. Per cui, di che cosa stiamo parlando? La
prego.
Andiamo, per favore, andiamo avanti
CAPPELLO. La maggioranza deve essere in Aula Le opposizioni non
possono fare la maggioranza. È una vergogna
PRESIDENTE. Guardi, onorevole Cappello, onorevole Cappello, non
gridi. Io sono stato al Parlamento nazionale e regionale,
opposizione e maggioranza, quando la maggioranza non c'era noi che
eravamo all'opposizione eravamo felici perché la mandavamo sotto;
quindi, che lei faccia l'appello al fatto che la maggioranza ci
sia, è così, lo dovrei fare io, lo dovrebbe fare il Governo questo
appello, che venga dall'opposizione è strano perché la maggioranza
se non c'è perde, viene battuta.
Va bene, siamo all'emendamento 17.27, che è soppressivo della
lettera a) del comma 2.
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale. Visto che l'assessore Cordaro ci ha ricordato che il
Piano territoriale regionale è quasi pronto, noi siamo di fronte a
una vergogna colossale, per cui il Governo della Regione ha il
Piano regionale quasi pronto e gli facciamo la legge apposta per
imporlo ai comuni Si vergognino l'assessore Cordaro e il Governo
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, allora votazione per scrutinio
nominale.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro Onorevole Cordaro Onorevole
Cordaro, non mi costringa a sospendere l'Aula per favore, grazie.
Risponde il Presidente. Dai banchi del Governo non si risponde ai
deputati.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.27
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 17.27.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 19
Contrari 24
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.2, dell'onorevole Lupo. Lo mantiene?
LUPO. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 17.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.3, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri.
Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, pongo in
votazione l'emendamento 17.3. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.26 I parte a firma dell'onorevole
Trizzino. È ritirato.
Si passa all'emendamento 17.30, a firma degli onorevoli Lupo,
Barbagallo ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io volevo capire se il Governo, che aveva
annunciato di voler togliere la parola sovrintende non l'ha
tolta?
PRESIDENTE. Non l'ha tolta.
CRACOLICI. Quindi, è rimasto sovrintende.
PRESIDENTE. È rimasto sovrintende.
Onorevole Cordaro, rispondo io ai deputati, per favore. La
ringrazio.
Il parere del Governo sull'emendamento 17.30 dell'onorevole
Barbagallo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, è
già previsto, è pleonastico. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Se è pleonastico è inutile che lo votiamo.
BARBAGALLO Per le ragioni che abbiamo sempre detto nella
relazione generale perché noi crediamo.
PRESIDENTE. Aspetti un attimo, onorevole Barbagallo. Continui
onorevole Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Siccome dice
l'onorevole Barbagallo che è sempre così, perché è per andare
contro, vorrei ricordare, visto che ha la memoria cortissima, che
appena 8 secondi fa abbiamo dato parere favorevole a due
emendamenti del PD entrambi approvati.
Quindi non è una posizione strumentale come dimostrano i fatti, è
legata soltanto allo studio delle carte perché se non fosse
pleonastico, considerato che non ha alcuna refluenza, il Governo
avrebbe dato parere favorevole come ha fatto per quello precedente.
Questo emendamento è pleonastico perché già previsto nella norma
e, quindi, il parere è contrario.
PRESIDENTE. Io invito al ritiro se è pleonastico. Se è già
previsto, onorevole.
BARBAGALLO. Insisto. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Non c'è il quorum.
Scusate, quando io ho detto va bene c'era il numero. Si vede che
qualcuno si è staccato, si è pentito. Ma io non posso discutere sui
pentiti.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non prendetevela pure con i
sistemi perché il sistema funziona perfettamente. I richiedenti
sono stati Barbagallo, Catanzaro, De Domenico, Lupo, Pasqua e
Trizzino. E per colpa tua non c'è. Rifacciamolo.
Però, onorevoli Pasqua e Cracolici, io poi torno a casa e rivedo
le sedute e mi dico che sono un po' troppo generoso. Nel senso che
faccio rifare cose la prossima volta se chiedete una cosa fate in
modo che ci sia. Dopodiché, se voi togliete il dito io non ho che
cosa inventarmi.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
I richiedenti, per favore.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.30
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 17.30.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 20
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.4.
(Intervento fuori microfono)
Erano 28 contro 20 Che cosa vuole Vi date una calmata tutti
quanti per favore? Perché non è che sospendo la seduta che vi
faccio un regalo, finiamo alle 4 di mattina
Pongo in votazione l'emendamento 17.4. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.12.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ritiriamo l'emendamento 17.12 e
facciamo nostro l'emendamento 17.29 dell'onorevole Palmeri che
sopprime la lettera a) del terzo comma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, rispetto all'emendamento 17.29 è la stessa situazione
di prima. Quindi credo che dagli Uffici dovrebbe essere dichiarato
assorbito. Rispetto a questo, sempre per quella volontà di
migliorare la norma, noi daremo parere favorevole all'emendamento
17.05 che modifica la lettera a) del comma 3, dopo le parole del
piano sono aggiunte le parole di coordinamento .
PRESIDENTE. Più che assorbito è inammissibile, perché creerebbe
uno scoordinamento tra non è assorbito, perché non è identico a
quello di prima, ma creerebbe confusione, per cui lo rendo
inammissibile.
Si passa all'emendamento 17.5. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.26, dell'onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 17.31, dell'onorevole Barbagallo, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 17.13 dell'onorevole Lupo.
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.20, dell'onorevole Sammartino che, non
essendo presente in Aula, si intende ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.14, dell'onorevole Lupo. Lo mantiene?
LUPO. Sì.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 17.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 20
Contrari 25
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 17.23 è precluso.
Si passa all'emendamento 17.15. Onorevole Lupo lo mantiene?
Onorevole Lupo mi sembra un non senso, perché vi private di quelle
convenzioni che avete ..
BARBAGALLO. Non sono quelle del quarto comma dell'articolo 15,
Presidente. O facciamo espressamente riferimento al quarto comma
dell'articolo 15. Stiamo facendo riferimento alla legge.
Io invito anche gli uffici, o facciamo riferimento al quarto comma
dell'articolo 15 e lo mettiamo in modo espresso. Non funziona così
l'articolo.
PRESIDENTE. Stiamo verificando. Onestamente sopprimerlo non ha
molto senso.
Non è lo stesso di prima comunque. Non c'entra.
BARBAGALLO. Se lo lasciamo così è un pasticcio.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, mi faccia capire. Se lo lasciamo
così è un pasticcio perché? In che cosa sarebbe un pasticcio?
BARBAGALLO. Perché noi prevediamo le convenzioni con gli enti
pubblici e l'Università in forza della norma. Invece con questo
articolo
PRESIDENTE. Diamo la possibilità di avvalersi
BARBAGALLO. Non dagli stessi soggetti, Presidente. Perché non è
previsto in modo espresso che sono le Università, gli enti pubblici
ecc.
Quindi in un articolo sono dei soggetti
PRESIDENTE. Questa è un'altra cosa però. E' la possibilità di
avvalersi di consulenti esterni, di persone esterne, i comuni.
Perché gli dobbiamo togliere questa possibilità?
Poi proprio perché spesso non hanno le competenze, non hanno
persone competenti, secondo me andrebbe ritirato onestamente, però
se voi insistete lo mettiamo in votazione.
Creiamo oggettivamente problemi ai comuni se lo aboliamo.
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se posso
consigliarla, signor Presidente, con spirito collaborativo, senza
volere fare ostruzionismo, prima di trattare l'articolo 18 sulla
VAS che è un tema abbastanza complesso, secondo me sarebbe
opportuno chiudere il Titolo III perché abbiamo lasciato in sospeso
la conferenza di pianificazione, l'accordo di pianificazione e
l'accordo di programma. Io direi di chiudere questi tre articoli
che completano quanto meno questi passaggi, chiaramente se la
Commissione e l'Assessore sono d'accordo, e poi entriamo sulla VAS.
Secondo me chiudiamo un capitolo e diamo anche una linea.
PRESIDENTE. Cioè lei mi sta proponendo di riprendere gli articoli
10 e 11 che erano stati accantonati?
A condizione che siano state trovate le soluzioni. Se è stato
sistemato, per me va bene. Se poi lo dobbiamo riaccantonare,
perdiamo tempo.
TRIZZINO. Mi perdoni se reintervengo. Ci sono degli emendamenti
che diceva il Presidente della Commissione che magari sistemati
possono dare la soluzione all'articolo 10.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, tenga conto che secondo me anche
se non sono sistemati quando si parla della VAS non c'è grosso
problema, dopo sì però, per cui bisognerebbe sistemarlo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io mi sono nel frattempo, durante la sospensione,
proprio per venire incontro a quell'esigenza, confrontato con gli
Uffici. Gli Uffici, oltre a sostenere la bontà del percorso non
soltanto di carattere filosofico ma anche tecnico dell'articolo 10,
mi confermano che l'approvazione dell'emendamento 10.24 in buona
sostanza risolve il problema e lo chiarisce senza alcuna
possibilità di confusione partendo dal presupposto che, come
spiegavo poc'anzi a qualche collega, il riferimento delle Regioni e
degli enti di cui all'articolo 1 è assolutamente semplice da
comprendere perché stiamo parlando dell'articolo 1 di questo stesso
disegno di legge, quindi basta andare all'articolo 1 della legge
per comprendere a quali enti di cui all'articolo 1 si fa
riferimento.
Quindi, signor Presidente, al netto degli interventi che hanno
sottoposto confusione che a mio parere non c'era e non c'è, il
riferimento di cui all'articolo 1 è palese perché basta andarlo a
leggere, è il primo comma del primo articolo della legge.
L'emendamento 10.24 elimina i residui dubbi su quella che deve
essere l'impostazione della conferenza di pianificazione.
Per cui rispetto al punto di vista dell'onorevole Trizzino da
parte del Governo non c'è nessuna obiezione ferma restando la
libertà della Presidenza di stabilire come procedere.
PRESIDENTE. La mia libertà è quella di fare le cose bene, se voi
ritenete che sull'articolo 10 i problemi sono stati risolti in
questa maniera, io sono soltanto felice di andarlo a votare, così
se ci togliessimo tutti sarei soltanto favorevole.
A che punto eravamo dell'articolo 10?
Eravamo all'emendamento 10.22 e c'è una riscrittura dell'onorevole
Palmeri.
Sull'emendamento 10.22 c'era già il parere favorevole del Governo.
E allora, facciamo una cosa, sospendiamo fino alle ore 20.00 e
verifichiamo bene questa cosa un attimo.
(La seduta, sospesa alle ore 19.46, è ripresa alle ore 20.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri qual è la situazione? L'ha ritirato,
perfetto. Siamo, aldilà dei soppressivi, onorevole Lupo sono
ritirati i soppressivi? Chi tace acconsente, ritirati.
Si passa all'emendamento 10.1, a firma dell'onorevole Lupo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente il
10.24 è simile, ma è scritto molto meglio.
PRESIDENTE. Sono identici?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Desidero dire
all'onorevole Lupo, che è il primo firmatario dell'emendamento
10.1, che il principio espresso, assolutamente condivisibile, viene
però meglio citato - così ci dicono gli uffici - dal 10.24. Quindi
noi facciamo nostro il principio e diamo, sostanzialmente, parere
favorevole al 10.1, ma chiediamo all'Aula di votare il 10.24, che
ha la stessa ratio.
PRESIDENTE. Se l'onorevole Lupo lo ritira votiamo l'altro. Pongo
in votazione l'emendamento 10.24 con il parere favorevole della
Commissione e del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.21, a firma dell'onorevole Palmeri.
PALMERI. Al comma 5 avevo posto dei dubbi, delle criticità, quindi
proponevo questo sub emendamento, cioè di eliminare tutta la parte
con prescrizioni, condizioni e modifiche, di sopprimerlo, proprio
per dare la possibilità ad esempio ai consigli comunali di non
essere sostituiti da chi, eventualmente, viene designato come
rappresentante legittimato in quelle decisioni che, ad esempio,
competono ai consigli comunali.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Lupo. Il
parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, vorrei chiedere all'onorevole Lupo, siccome è già
previsto, se lo può ritirare, perché risulta già previsto nei
principi.
PRESIDENTE. L'onorevole Lupo lo ritira.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole Lupo
è norma nazionale.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, chiedo scusa, se è pleonastico è un
conto, se lo facciamo perché lo possiamo anche considerare
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo agli
Uffici.
PRESIDENTE. Mi dicono che in Commissione il lavoro che è venuto
fuori è che
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo soltanto, sto facendo una verifica, se lei
me la fa fare. Un attimo solo.
Onorevole Lupo, insistiamo nell'invito al ritiro perché è già
compreso nel testo; è al 18, comma 3 del testo.
LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 11, in precedenza accantonato.
Qual era stato l'altra volta il motivo dell'accantonamento?
CRACOLICI. Perché era collegato al 10.
PRESIDENTE. Ah Perché era collegato all'articolo 10. Benissimo.
Si passa all'emendamento 11.9, a firma degli onorevoli Palmeri ed
altri. Onorevole Palmeri, non è possibile perché la legge nazionale
prevede che ci sia il parere e non la decisione, per cui non lo
possiamo accettare. E' inammissibile. E lo stesso motivo vale per
l'emendamento 11.10.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 12, in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 12.9, a firma degli onorevoli Palmeri ed
altri, che così recita:
- «Al comma 2 dopo le parole di approvazione dell'Accordo sono
aggiunte le parole e non si concludano entro i termini individuati
dall'accordo stesso, fatte salve eventuali proroghe per intervenute
e dimostrate esigenze .».
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. La Commissione è favorevole. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.10, a firma degli onorevoli Caputo,
Pellegrino, Calderone. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiediamo che
venga spostato all'articolo 29.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, va bene che venga trasferito
all'articolo 29? Benissimo.
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato il primo fascicolo.
Allora, onorevoli colleghi, mi sa che oggi siamo già abbastanza
stanchi, andiamo a riposare. Per cui domani, alle ore 11.00, in
Aula c'è l'audizione dell'assessore Armao che era stata richiesta
da alcuni Gruppi, mentre Assessore, per dopodomani alle ore 11.00,
quella dell'assessore Razza?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Aspetto
conferma.
PRESIDENTE. Attende conferma, quindi aspettiamo domani.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Onorevole Cracolici, mi fa continuare? La seduta è rinviata a
domani, mercoledì 5 agosto 2020, alle ore 11.00, per l'audizione
dell'assessore Armao, e poi alle ore 15.00 per ricominciare a
votare il disegno di legge. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20.35 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
212a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 5 agosto 2020 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE
MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE DI STABILITA' REGIONALE PER L'ANNO
2020
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
Sicilia . (nn. 445-280-546/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
3) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Iniziative per il sostegno e la valorizzazione delle piccole
produzioni locali di prodotti agricoli e ittici (n. 808)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lantieri il
3 agosto 2020.
- Istituzione della figura dello Psicologo di Base (n. 809)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Cafeo,
D'Agostino, Sammartino e Tamajo il 3 agosto 2020.
- Modifiche di norme in materia di cessazione del consiglio
comunale a seguito di mancata approvazione del bilancio (n. 810)
Di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Zito,
Sunseri, Campo, Cappello, Damante, Ciancio, Di Caro, Trizzino,
Zafarana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano, Schillaci e
Siragusa il 3 agosto 2020.
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- Disposizioni finanziarie (n. 811).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 30 luglio 2020.
Inviato il 30 luglio 2020.
Comunicazione di disegni di legge inviati alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2020 - mese Marzo (n. 802).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 4 agosto 2020.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2020 - mese Aprile (n. 803).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 4 agosto 2020.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2020 - mese Marzo (n. 804).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 4 agosto 2020.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Salvatore Lentini, con nota prot. n.
1620-ARS/2020 del 28 luglio 2020 ha chiesto di apporre la propria
firma al disegno di legge n. 806 Disposizioni urgenti al fine di
contenere i danni causati dall'alluvione verificatosi nella città
di Palermo il 15 luglio 2020 .
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Interventi di manutenzione dei sistemi di smaltimento delle
acque piovane nei Comuni siciliani (n. 807).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 30 luglio 2020.
Parere IV.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana -
Sezione giurisdizionale. Art. 6, comma 2 del decreto legislativo n.
373/2003. Designazione componente (n. 117/I).
Pervenuto in data 27 luglio 2020.
Inviato in data 29 luglio 2020.
- Designazione, con funzioni di Presidente, del consiglio di
amministrazione dell'Ente di sviluppo agricolo (E.S.A.) (n. 118/I).
Pervenuto in data 27 luglio 2020.
Inviato in data 29 luglio 2020.
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- FSC 2014/2020, Patto per lo sviluppo della Regione siciliana.
Aggiornamento elenco degli interventi della deliberazione della
Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - Allegato B -
Rimodulazione interventi Infrastrutture portuali' (n. 113/II-UE).
Reso in data 29 luglio 2020 dalla II Commissione
Reso in data 29 luglio 2020 dalla Commissione UE
Inviato in data 30 luglio 2020.
- Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Area tematica 2
Ambiente'. Tema prioritario: 2.5 Cambiamento climatico
prevenzione e gestione dei rischi ambientali' - Obiettivo
strategico Dissesto idrogeologico' (n. 114/II-UE).
Reso in data 29 luglio 2020 dalla II Commissione
Reso in data 29 luglio 2020 dalla Commissione UE
Inviato in data 30 luglio 2020.
- Patto per lo Sviluppo della Regione Siciliana. Aggiornamento
elenco degli interventi della deliberazione della Giunta regionale
n. 3 del 3 gennaio 2019 - Allegato B Settori d'intervento:
'Interventi prioritari di riqualificazione e rifunzionalizzazione
della rete viaria secondaria' e 'Infrastrutture strategiche viarie:
realizzazione e rifunzionalizzazione di infrastrutture viarie
legate al miglioramento dei sistemi di trasporto' (n. 115/II-UE).
Reso in data 29 luglio 2020 dalla II Commissione
Reso in data 29 luglio 2020 dalla Commissione UE
Inviato in data 30 luglio 2020.
Comunicazione di ordinanza della Corte suprema di
cassazione relativa a questione di legittimità
costituzionale
Si comunica che la Corte suprema di cassazione, sezione Terza
civile, con ordinanza n. 4471/2018, ha dichiarato rilevante e non
manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale
dell'articolo 20, comma 11, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19, per contrasto con gli articoli 14, comma 1, lettera a), 17,
comma 11, lettera e) dello Statuto e con l'articolo 3 della
Costituzione, sospendendo il giudizio e disponendo l'immediata
trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di sentenze della Corte costituzionale
Si comunica che nel sito della Corte costituzionale è stata
pubblicata la sentenza n. 161/2020 con la quale vengono dichiarate
non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli
articoli 1, comma 2, 2, 3, comma 7 e 5 della legge regionale 7
giugno 2019, n. 8 recante Norme per lo sviluppo del turismo
nautico. Disciplina dei marina resort. Norme in materia di elezioni
degli organi degli enti di area vasta'.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1437 - Chiarimenti urgenti in merito alla gestione
amministrativa contabile del Comune di Licata (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Pullara Carmelo
N. 1438 - Chiarimenti in merito alle garanzie occupazionali dei
lavoratori marittimi operanti nelle Compagnie siciliane di
navigazione.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Figuccia Vincenzo
N. 1439 - Interventi di prevenzione e monitoraggio della pandemia
da Covid-19 in relazione alla componente specialistica accreditata
esterna del Servizio sanitario regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Sammartino Luca
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 301 - Tutela della riserva naturale orientata del Lago Biviere
di Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 302 - Sostegno e salvaguardia dell'Opera dei pupi siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Istruzione e Formazione
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 420 - Sostegno ai Comuni siciliani nella sorveglianza sul
rispetto delle misure di distanziamento anti-Covid-19 nelle spiagge
libere.
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
Presentata il 10/06/20
N. 421 - Anticipo dei saldi estivi come misura urgente volta alla
ripresa dei consumi in Sicilia da adottare in seguito alla pandemia
Covid-19.
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
Presentata il 11/06/20
N. 422 - Chiarimenti sulla scelta del coordinatore della struttura
sanitaria di supporto istituita nell'ambito dell'emergenza da Covid-
19.
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
Presentata il 11/06/20
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.