Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 11.09
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, comunico all'Aula che la II Commissione è
iniziata da poco ed ha chiesto circa un'ora per poter completare i
lavori con riferimento alle variazioni di bilancio ed agli altri
punti che sono all'ordine del giorno. Pertanto, la seduta è sospesa
e riprenderà alle ore 12.15.
(La seduta, sospesa alle ore 11.10, è ripresa alle ore 13.06)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Domenico è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
contenute nella legge di stabilità per l'anno 2020
Comunicazioni del Governo sullo stato di attuazione delle misure
contenute nella legge di stabilità per l'anno 2020
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i lavori della Commissione
Bilancio sono terminati. Ci scusiamo per il ritardo, però siamo
nelle condizioni adesso di avere la disponibilità del Governo,
nella persona dell'assessore Armao, per iniziare la discussione,
così come peraltro è prevista, del secondo punto dell'ordine del
giorno.
La programmazione dei lavori sarà la seguente: l'Assessore fa la
sua relazione, se ci sarà il tempo faremo qualche intervento prima
di sospendere alle ore 13.45, per riprendere poi alle ore 15.00.
Obiettivo, ovviamente, è di avere una discussione abbastanza
sintetica sul II punto dell'ordine del giorno, per poi proseguire
con i lavori relativi al disegno di legge sull'urbanistica.
Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, le comunicazioni che vengono richieste riguardano
l'attuazione della legge di stabilità e le risorse finanziarie che
sono necessarie al nostro territorio per fare fronte alla
drammatica crisi post-pandemica dai connotati ancora non tutti
perlustrati e non tutti conosciuti.
Gli effetti sono molto preoccupanti, non solo per le dinamiche
economiche che li connotano, cioè una perdita di prodotto interno
lordo gravissima, ma soprattutto per gli effetti e i tempi di
recupero di questa crisi.
Il dato che viene diramato, da ultimo, vede una ripresa nel 2021
del PIL nazione del 5.3 e, invece, un recupero del Mezzogiorno, di
neanche la metà.
Quindi si sta manifestando in pieno quella preoccupazione che già
avevamo palesato quando ci siamo incontrati in questa Aula per
discutere di questo tema, cioè degli effetti della pandemia, nel
senso che la perdita è praticamente corrispondente a quella del
centro-nord, ma i tempi di recupero sono più che dimezzati.
Se poi si guarda anche agli effetti di alcune misure che si stanno
rivelando più favorevoli al centro-nord che al centro-sud, io sono
intervenuto più volte, quindi si tratta di una situazione che desta
molteplici profili di preoccupazione, che ho anche avuto modo di
segnalare ad autorità statali, perché certamente porranno delle
ricadute in autunno che occorre affrontare subito.
E in questo senso si scrive l'esigenza di dare la più celere
attuazione possibile alla legge di stabilità.
Legge di stabilità che, intanto vorrei partire da un assunto, è
una legge nella quale il Governo regionale, che avrebbe potuto
procedere a riprogrammazioni senza coinvolgere l'Assemblea, ha
invece ritenuto, come voi ben sapete, essendo noi stati i
protagonisti, di mettere queste risorse in una sorta di
condivisione decisionale, che in qualche modo consentisse di
esaminare congiuntamente queste misure.
Nel contempo stiamo richiedendo a livello nazionale, e in questo
senso le parole del Presidente della Repubblica di ieri
nell'incontro con le regioni per i 50 anni della istituzioni delle
regioni a Statuto ordinario è un esempio emblematico di quanto
importante sia l'esigenza di recuperare il divario nord-sud nelle
più alte cariche dello Stato, e quindi che le battaglie che abbiamo
fatto come Governo, come Parlamento su questi temi sono battaglie
assolutamente prioritarie per garantire l'eguaglianza sostanziale
dei cittadini, per garantire i livelli essenziali delle prestazioni
eguali nel centro-nord, come nel centro-sud.
Com'è noto il Governo ha poi individuato in modo sostanzialmente
alternativo, quasi in tutti gli articoli, la possibilità di far
ricorso per finanziare queste misure al PO-FESR, cioè ai fondi
europei e ai fondi cosiddetti POC, cioè al piano complementare
derivante dalla liberazione di risorse che in qualche modo vanno
riscritte e quindi in alcuni sensi ampliate: una Regione ha già
avuto un incremento, è la Regione Puglia, con una misura, diciamo,
record nel senso che in 24 ore il POC è stato trasmesso e condiviso
dal Ministero della coesione di circa 700 milioni di euro. Al
riguardo abbiamo chiesto che i criteri che sono stati applicati
alla Puglia siano estesi a tutte le Regioni in guisa da consentire
una parametrazione omogenea per tutte le Regioni del sud.
Aggiungo, mentre ancora pendeva il termine di impugnativa da parte
dello Stato, come è noto la legge di stabilità è stata impugnata
solo in un comma, quindi sostanzialmente è stato condiviso
l'impianto che il Governo ha proposto e l'Assemblea ha integrato,
durante il periodo di pendenza dell'impugnazione abbiamo già
avviato i contatti con il Ministero della coesione e del sud,
invero attivati già dal 6 maggio, ho qui una nota del dirigente
della programmazione che fa riferimento agli incontri intervenuti
il 6 maggio. Incontri che, peraltro, si sono prolungati fino a
ieri. Incontri con il consigliere Ferdinando Ferrara, capo del
dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, con il dott. Massimo Sabatini, direttore
generale dell'Agenzia per la coesione territoriale, che ha
incontrato sia il dott. Lasco, il nostro nuovo dirigente generale
della programmazione, e il vicecapo di gabinetto del Presidente
della Regione.
Quindi, in questo senso, i contatti sono continui, sia per quanto
riguarda il PO-FESR che è stato individuato come fonte primaria e
prioritaria per accedere alle risorse, tant'è che il Governo
regionale, non solo ha presentato un programma di riallocazione
delle risorse per circa 400 milioni, lo ha presentato anche al
Parlamento, che lo ha esaminato nelle due Commissioni permanenti,
cioè la Commissione Bilancio e la Commissione Affari Europei, per
poi deliberare il 23 luglio 2020 la riprogrammazione, e quindi
definire questa prima tranche di risorse a sostegno della legge di
stabilità di 400 milioni.
Il resto per quanto concerne il POC è, come voi sapete, oggetto di
negoziato con lo Stato che, come vi confermo, e posso anche
depositare questa nota, ha già ricevuto fino al 30 luglio, lo
ripeto, al netto dell'incontro di ieri un'articolata illustrazione
sulla riprogrammazione, che può consentire di addivenire
all'utilizzo delle risorse nell'ambito dei fondi europei.
Altra cosa, come voi ben sapete, sono i 300 milioni di euro che
erano stati congelati a valere sul concorso alla finanza pubblica,
concorso alla finanza pubblica che è stato quantificato dal 2019 in
un miliardo di euro, ricordo che era oltre un miliardo e trecento
milioni di euro, quindi in tre anni la Sicilia ha risparmiato quasi
un miliardo di euro, e di questo tiene conto anche la Corte dei
Conti nell'esame che ha fatto in Commissione Bilancio, quando è
intervenuta sul documento di programmazione 2020.
Ebbene, sotto questo profilo è intervenuto un accordo tra le
Regioni a statuto ordinario e il MEF e tra le Regioni a statuto
speciale e il MEF, per individuare come finanziare le cosiddette
minori entrate. Nell'ambito di questi accordi, alla Sicilia è stato
riconosciuto già in questa fase la possibilità di attingere per 300
milioni al concorso alla finanza pubblica, e poi per ulteriori 480
milioni, per un totale di 780 milioni al concorso alla finanza
pubblica.
Attenzione che questa quantificazione non è esaustiva, non può
risultare esaustiva, perché nell'accordo che io ho trasmesso alla
Commissione Bilancio, nell'accordo è previsto che lo Stato si
faccia comunque come giurisprudenza costituzionale costante, si
faccia carico integralmente delle minori entrate che la Regione
dovesse avere nel 2020.
Peraltro, come elemento ulteriore, è stato previsto che, con
impegno assunto anche per altre Regioni, per la Sicilia le norme di
attuazione in materia finanziaria, che come è noto il Governo
nazionale si era impegnato a varare nel settembre del 2019, e poi
non c'è riuscito, anche per la successione dei governi, questa
volta, anche per bocca del ministro Gualtieri, si è impegnato ad
emanare entro la fine dell'anno con norme di attuazione da
concordare entro il 30 di ottobre.
Abbiamo già la scorsa settimana, col segretario Villarosa, fatto
un incontro, io ho riepilogato quali sono le questioni, nota che ho
trasmesso parimenti alla Commissione Bilancio, quali sono le
questioni aperte all'esame del rapporto tra Stato e Regione non
credo che ci sia più qualche possibilità di differire la chiusura
di questo negoziato, perché è vero quello che dice la Corte dei
Conti in materia, che è una considerazione assai, assai
preoccupante e, come è noto il Governo, l'Assessorato all'Economia,
ha ribadito sin dal suo insediamento, cioè che gli accordi che
hanno condotto ad individuare l'IRPEF in sette decimi a far data
dal 2019, queste sono parole della Corte dei Conti, non riesce ad
assicurare alla Regione un gettito di entrate correnti in grado di
garantirne il livello dei servizi e della spesa pro capite pari a
quello delle altre Regioni ad autonomia differenziata, ancorché a
partire dal 2019 ci sia stata la riduzione del concorso .
Quindi è la stessa Corte dei Conti che sta dicendo che, sulla
scorta degli accordi conclusi, non si possono garantire i servizi.
Quindi, al netto di nuove competenze, che possono passare con nuove
risorse in relazione ai settori della finanza locale, della scuola,
della sanità, quindi a diversi settori, già ad oggi, a biglie ferme
le entrate che la Regione si è assicurata con quegli accordi per la
Corte dei Conti non riescono a garantire il livello dei servizi e,
quindi, pertanto, io questo ho rappresentato al Ministero
dell'Economia, e quindi è urgentissima la conclusione di questo
negoziato, quanto meno per riconoscere quello che anche la Corte
Costituzionale, con la sentenza 62 del 2020, quella che è
intervenuta sulla famosa vicenda dei 600 milioni di concorso al
Fondo Sanitario ha detto ed ha invitato il Governo nazionale e il
Governo regionale a definire nel più breve tempo possibile gli
accordi in materia finanziaria.
Quindi è evidente che questa conclusione, e questo clima di
dialogo, cui ieri il Presidente della Repubblica ha nuovamente
chiamato Stato e Regione, e che da parte della Regione ma anche da
parte dello Stato, è motivo di ritenere non manca, ci deve condurre
entro qualche mese a divenire alle norme di attuazione in materia
finanziaria, che chiudano quanto meno una posizione di equilibrio
dei bilanci da parte della Regione.
Per quanto riguarda infine il negoziato sul POC, ripeto, gli
incontri ci sono già stati, l'incontro si è tenuto sino a ieri, il
Ministero della Coesione per il Sud ha dato come nuova data il 7 di
settembre per un incontro finale, ho sentito anche al Gabinetto del
Presidente si è dell'idea di chiedere un'anticipazione al
Ministero, affinché si possa chiudere anche prima della fine di
agosto questo negoziato sul POC.
Quindi, sotto questo profilo, per quanto concerne il PO-FESR di
400 milioni, una volta domani fatto l'ultimo passaggio in Giunta,
potranno andare in Comitato di sorveglianza, e quindi essere
definiti. Per quanto riguarda il POC è imminente l'intesa con lo
Stato col quale, con gli uffici ci sono stati molteplici incontri
ed uno scambio di corrispondenza, per quanto invece riguarda il
concorso alla finanza pubblica i 300 milioni sono già stati
concessi, manca il Decreto del Ministro dell'Economia, ma questioni
di giorni, la norma prevede che deve essere fatto entro il 30
luglio, quindi immagino che a giorni ci sarà, e con la conseguenza
che saranno attivabili i 300 milioni, immediatamente c'è il disegno
di legge, come è noto, al vostro esame, mentre per quanto concerne
i 480 milioni, il Parlamento ha già approvato lo sforamento per
ulteriori 25 miliardi del deficit al Governo. E, quindi, il
Governo, nel cosiddetto Decreto di agosto, così viene chiamato,
dovrebbe inserire insieme a quello delle altre Regioni, i 480
milioni della Regione siciliana, 480 milioni che dovranno
esclusivamente essere destinati a coprire le minori entrate, minori
entrate che sono certamente previste, e per altro le proroghe, i
differimenti che stanno per essere decisi a livello nazionale, non
potranno che incrementare le minori entrate, salvo restando che
appunto la Regione ha ottenuto formalmente la garanzia che ogni
minore entrata sia coperta da parte dello Stato.
Noi in questo momento verifichiamo una ipotesi di una entrata un
po' più consistente, però lo Stato si muove su dati diversi, dati
SOSE, arriveremo ad una ricongiunzione di questi dati perché
chiaramente dovremo sapere certamente come impostare il nuovo
bilancio.
Quindi, su questo mi fermerei, ovviamente reso disponibile a
qualsiasi tipo di chiarimenti ed approvazioni e valutazioni da
parte dell'Aula, tenendo presente che già le Commissioni Bilancio
ed Affari europei si sono espresse sulla riprogrammazione,
condividendone l'impianto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Armao. Chi chiede di intervenire?
Onorevole continuiamo a lavorare, per ora. Ho detto a inizio di
seduta di iniziare questa discussione. Allora, onorevole Lupo deve
intervenire?
(Interventi fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Ma lei, lo capisco. Se ci sono interventi tali allora
facciamo alle tre. Però, se lei non vuole intervenire?
DAMANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMANTE. Grazie, Presidente. Assessore le volevo chiedere una
specifica. Lei ha parlato già delle interlocuzioni avute in merito
al POC. Sul FESR siamo intervenuti sia in Commissione UE che in
Commissione Bilancio sui 350 milioni di euro.
E invece sul POC avevo due, tre domande. Sul POC a che tipo di
riprogrammazione siamo arrivati? Questa è la prima domanda.
Un'altra cosa, sul FESR, oltre al Comitato di Sorveglianza secondo
il Regolamento modificato dovrebbe passare, se non sbaglio, anche
il parere della Commissione Europea. Che tempi si prevedono visto
che c'è ancora una proposta di modifica del programma relativa alla
riserva di efficacia e contemporaneamente due proposte di modifica
alla Commissione europea non si possono fare, quindi bisogna prima
attendere la riprogrammazione ed il parere della Commissione
Europea sulla riserva di efficacia, dopodiché sul FESR.
E poi mi risulta anche che prima di riprogrammare il POC dovremo
avere l'ok dalla Commissione Europea. Quindi che tempi realmente ci
sono? Non è così immediato, visto che ancora il comitato di
sorveglianza non c'è. La proposta di riprogrammazione ancora in
Commissione Europea non è arrivata, e mi piacerebbe sapere l'entità
di questa potenziale riprogrammazione del POC.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Assessore Armao.
Signor Presidente partiamo da due dati, anzi tre dati di fatto. Il
primo è che dell'emergenza COVID con la legge finanziaria ancora
non un solo euro è stato speso a distanza di tre mesi, dato
incontrovertibile.
Secondo, dei POC ancora non abbiamo alcuna informazione, prendiamo
atto che oggi l'Assessore ha depositato in Assemblea questa
proposta che viene fatta a distanza di tre mesi, ci sono state
delle interlocuzioni, però la finanziaria io vi ricordo, colleghi,
che erano un miliardo e quattrocento milioni di POC, quando tutti
dicevamo che prima bisognava riprogrammare il FESR, e il Governo ci
ha dato ragion,e perché prima ha riprogrammato 400 milioni di FESR,
e del miliardo e quattro di POC, ancora non abbiamo informazioni.
Terzo: le riprogrammazioni di questo Governo, signor Presidente,
le conosciamo, ora ne diamo notizia giustamente in questi giorni,
la prima riprogrammazione che è stata fatta nel 2018 da questo
Governo che serviva per raggiungere il target di spesa n+3 e
prevedeva l'inserimento di due grandi progetti, tra cui la tratta B
di Palermo, sta per essere decertificata. Quindi, le somme che noi
avevamo inserito per raggiungere i 720 milioni di euro, ci vengono
contestate dalla D.G. Audit per 91 milioni di euro, che rischiamo
di perdere. Quindi le riprogrammazioni che questo Governo propone
tutte le volte alla Commissione europea, sono già di nostra
conoscenza, e sono per lo più fallimentari.
Abbiamo già detto quali erano i nostri dubbi, faccio riferimento
ai 75 milioni di euro che riguardano il turismo, non dimentichiamo
che praticamente tutta la manovra finanziaria, per la sua metà,
viene finanziata dal porto di Gela, nonché prima dall'interporto di
Termini Imerese, quindi giusto per fare il quadro chiaro è che oggi
questo Parlamento, a tre mesi dall'approvazione di una lunga legge
di stabilità che prevedeva ingenti somme, l'unica cosa che è
riuscita a fare oggi è presentare in Commissione Bilancio una
riprogrammazione da 400 milioni di euro, un terzo, meno di un
terzo di quello che abbiamo stabilito in legge di stabilità.
Non per ultimo, l'assurdo dell'assurdo, 130 milioni di euro che
vanno alle imprese questo Governo ha deciso nuovamente di seguire
una strada che è risultava non una, non due, non tre, dieci volte
fallimentare, che è il click-day Io non so che idea ha l'Assessore
Armao su questo, ma non esiste volta in cui la Regione siciliana ha
fallito miseramente sul click-day Il click - day significa che noi
spendiamo 130 milioni di euro di soldi europei, per darli alle
imprese, giustamente, è una misura che abbiamo voluto anche noi, ma
sulle modalità non ci troviamo d'accordo. Questa modalità non può
vedere l'impresa che si trova in via Libertà con la fibra, il
connettore collegato al computer, parimenti all'azienda che si
trova nelle Madonie o sui Nebrodi, non funziona, è un fallimento
Noi siamo sicuri che il sistema andrà in blocco, cento per cento.
Due: che verranno spesi 130 milioni di euro in una manciata di
secondi
E allora, quando queste cose le abbiamo denunciate in Commissione,
ed ora in Aula, ci sono delle responsabilità che sono delle scelte,
qui l'Assessore Turano ci deve venire a spiegare perché continua a
fissarsi con il click-day, quando sappiamo che già è fallimentare e
sprechiamo 130 milioni di euro in questo modo, di una
riprogrammazione che ad oggi è 400 milioni, perché tutto il resto
sono parole all'interno di un'Aula parlamentare, che mi auguro
possano trasformarsi in fatti il prima possibile, ma ad oggi solo
quello abbiamo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quelli che
sono presenti, ringrazio la presenza di oggi, visto che comunque
l'argomento è importante, signor Presidente, ma ahimè siamo pochi
in Aula, però ringrazio i presenti e Governo.
Colleghi, il messaggio che è passato in questi giorni, e l'ha
fatto passare il Presidente della Regione, è che la colpa dei
ritardi della finanziaria d'emergenza Covid che doveva ristorare le
aziende, che doveva venire incontro a tutti i cittadini siciliani
che in questo momento stanno attraversando un periodo di enorme
difficoltà, la colpa di questi ritardi, per bocca del Presidente
della Regione, è stata addossata completamente ai dipendenti
regionali. Perché quando si fa la dichiarazione che l'80 per cento
dei dipendenti regionali in questa fase, in questa fase così
delicata, quando si fa una dichiarazione che l'80 per cento dei
dipendenti regionali si gratta la pancia, allora lì si sta
addossando ad una categoria, si sta cercando di scaricare colpe
politiche ai dipendenti regionali. Quindi, per certi versi, poi, è
normale che l'Assessorato dell'economia ha tutto il tempo per
riprogrammare, per riprogrammare.
Domani ci troveremo nuovamente in Aula per approvare un disegno di
legge che mette un'ulteriore pezza, che mette un'ulteriore pezza ad
un errore - nuovamente - perché in questa Legislatura, colleghi,
noi siamo abituati agli errori dell'Assessorato dell'economia. In
questi due anni e mezzo ne abbiamo visti di tutti i colori, eppure,
dal punto di vista politico, il Governo regionale non si assume
nessuna responsabilità, ma scarica le responsabilità sui dipendenti
regionali, perché dice: se ci sono ritardi, se ci sono errori, se
non riusciamo ad erogare i soldi della finanziaria di emergenza la
colpa è dei dipendenti regionali .
Ebbene, qua è stato fatto un ulteriore errore: c'è stata la
dimenticanza di 50 milioni di euro che dovevano essere inseriti per
cofinanziare i fondi dell'emergenza Covid. 50 milioni di euro,
vabbè, ci abbiamo pensato con tre mesi di ritardo. L'Assessore
nella relazione che fa oggi in Aula nemmeno ne fa cenno di questi
50 milioni, parla di 300 milioni di euro ma non dice che di questi
300 milioni 50 milioni di euro li stiamo spostando.
Ed attenzione, Presidente Anche qui questo Governo regionale si
sta assumendo delle scelte politiche, a mio modo di vedere, gravi
perché questi 50 milioni di euro verranno a mancare anche a
stipendi di precari. Perché, vedete, la riprogrammazione, le
riprogrammazioni durano anche mesi e mesi. Cosa succederà che
questi ulteriori 480 milioni di euro che lo Stato ci riconoscerà
arriveranno in ritardo? Chi sarà a pagarne le conseguenze? A
pagarne le conseguenze saranno sempre gli ultimi e, quindi, il
trasporto pubblico locale, i disabili, i precari, quindi PIP, ASU,
RMI; però, il Governo regionale, Presidente, non si assumerà
nessuna colpa.
A livello politico sta andando tutto bene, a pagarne le colpe, le
colpe vengono addossate, Presidente, ai dipendenti regionali. E
questo, colleghi, io lo reputo un fatto gravissimo ed anche il
nostro silenzio all'esterno è un fatto gravissimo, perché, nel
frattempo che noi, man mano, discutiamo sulla riforma
sull'urbanistica, a livello economico questo Governo regionale ne
sta combinando di tutti i colori, ne sta combinando di tutti i
colori
E, ripeto, poi l'Assemblea nuovamente mette delle pezze perché
noi domani rimetteremo una pezza a quest'Assessorato all'economia.
Ma dico, fino a quando noi continueremo a mettere delle pezze
all'Assessorato all'economia e non diremo ai cittadini siciliani la
verità? La verità, che in questi mesi, in questi anni l'Assessorato
all'economia ha bloccato quest'Assemblea regionale siciliana ed il
Presidente della Regione, anziché prendersela con i dipendenti,
dovrebbe dire che l'Assessorato dell'economia, il modo di agire
dell'Assessorato dell'economia ha bloccato questo Governo
regionale.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, l'onorevole Lo Curto ha
necessità di andare via e vuole intervenire prima.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
ringrazio per la parola e ringrazio il collega che mi ha
gentilmente concesso di parlare prima di lui.
Ritengo che oggi questo dibattito assuma i toni persino surreali.
Assume questo dibattito i toni davvero surreali perché mi sembra
che ci sia qualcuno che a qualunque costo voglio trovare un
imputato da mettere alla sbarra. Quando al contrario, in un momento
di grave emergenza, che ancora dovrà far emergere ulteriormente i
bisogni, i diritti e le necessità del popolo siciliano, si dovrebbe
fare tutti insieme la nostra parte e, piuttosto che farlo, ci si
divide cercando di individuare responsabilità in chi non fa le
cose.
Ma io credo che questo Governo stia facendo tutto quello che può
fare, credo che il Parlamento, nella capacità di migliorare anche
la legge finanziaria, la legge di stabilità, abbia dato il proprio
contributo per fare bene e per dare risposte, le più veloci
possibili naturalmente, a tutti i siciliani e alle varie categorie
che ne avevano e ne hanno ancora bisogno; poi, certo, c'è il tempo
della burocrazia e ci sono anche i tempi degli accordi Romani . Ma
a tutti coloro che finora si sono esibiti dicendo che ci sono
categorie di siciliani che attendono risposte e che, invece, questo
Governo non fa che sbagliare, sbagliare scelte, sbagliare
interventi, sbagliare parole, lo sbaglio in chi fa ci può stare,
indubbiamente, ma è colpevole soprattutto colui che non fa il
proprio dovere, quello che non fa niente.
E allora, agli amici grillini chiedo: perché il Governo nazionale
a trazione grillina non rinuncia al miliardo di euro che pretende
dalla Sicilia per dare aiuto ai siciliani? Io mi aspetto che
facciate questo non che rimproveriate il nostro Governo di fare
tutto quello che sta facendo e se ci sono dei tempi più lunghi
imputate la responsabilità a questo Governo.
Mi pare che quello che è stato detto dall'Assessore Armao abbia
chiarito in maniera assolutamente inequivocabile che ci sono tutte
le condizioni anche le premesse. Infatti, io non vorrei neanche con
questo mio intervento inasprire quello che è un dialogo
istituzionale perché di questo si tratta, dialogo istituzionale ;
non ha colore politico il dialogo istituzionale perché non è
l'incontro tra partiti o lo scontro tra partiti, ma è l'incontro
tra le istituzioni che hanno il dovere di fare ciò che serve per i
propri cittadini.
Il nostro Governo lo sta facendo a grande fatica perché ha
ereditato, questo Governo, pesanti e pesantissimi buchi e
soprattutto accordi scellerati che il precedente Governo ha siglato
con il Governo nazionale.
Dobbiamo dire la verità ai cittadini siciliani: qui non c'è
cultura da branco che dobbiamo fare, la politica è il dovere delle
sue responsabilità e, ripeto, chi agisce sbaglia, indubbiamente
perché solo chi non fa niente pensa di non sbagliare mai. Ma io
non la penso così e, quindi, chiamo i miei colleghi di questo
Parlamento, i colleghi che sono nei banchi dell'opposizione ad
attivarsi per fare il proprio dovere con il Governo nazionale
perché non faccia perdere tempo nella rimodulazione dei fondi POC,
tutti sapevamo che avevamo fatto una finanziaria con i fondi POC,
la rimodulazione la deve ovviamente garantire e rendere possibile
il Governo nazionale.
Per quanto riguarda il Click Day fallimentare, siamo tutti
d'accordo che è un'esperienza fallimentare quella del Click Day, ma
certamente lei ricorderà, onorevole Sunseri, per avere parlato
proprio in Commissione dichiarando con molta onestà intellettuale
quello che qui tace ovvero che il Governo nazionale ha adottato lo
stesso criterio. Ma certo che è vero In un micro secondo sono
spariti milioni e milioni e milioni e milioni di euro perché non
sono stati fatti, ma questo prevede la legge, se volete cambiarla
lo potete fare siete al Governo nazionale; quindi, quella è una
norma nazionale, non prendiamo in giro nessuno, non prendiamo in
giro nessuno, facciamo bene quello che possiamo fare, facciamo il
nostro dovere e cerchiamo di fare oggi queste variazioni di
bilancio per chiudere in santa pace questo momento di lavoro e di
fare quello che è giusto fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
(Brusìo in Aula)
Ma non c'è un fatto personale, c'è un fatto politico Ha fatto
delle considerazioni.
CRACOLICI. Ci vuole un giurì d'onore
PRESIDENTE. Un giurì d'onore lo istituiremo con legge.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Assessore Armao, colleghi, guardi
Assessore io apprezzo comunque il suo impegno e l'impegno
complessivo del Governo regionale, però credo che bisogna fare una
riflessione un attimino più approfondita, per un semplice motivo:
quando noi abbiamo fatto la finanziaria, nel ragionamento
complessivo che si è fatto - onorevole Cracolici - quando abbiamo
fatto la finanziaria credo che, da parte di tutto il Parlamento, ci
sia stato un grande senso di responsabilità. Maggioranza e
opposizioni abbiamo cercato, sia in Commissione ma anche in Aula,
di fare del nostro meglio rispetto a quelle che abbiamo individuato
come delle esigenze dei siciliani che dovevano colmare tutta una
serie di criticità.
Da quella che è stata la sua relazione, che io ho ascoltato con
molta attenzione, se tutto va bene, da qui a ottobre, novembre,
dicembre comunque entro l'anno dovremmo avere 400 milioni circa
disponibili.
Sul resto, sui POC c'è un grande punto interrogativo. Intanto, su
quello che è l'importo complessivo dei POC che abbiamo
riprogrammato - perché questa voce ancora è complessivamente sempre
aleatoria - ma soprattutto su quella che sarà la tempistica e,
quindi, su quella che sarà l'erogazione vera e propria delle
risorse ai cittadini siciliani e alle imprese siciliane.
Ecco io, Assessore, le chiedo di fare uno sforzo in tal senso.
Meglio dire che queste risorse saranno disponibili, non lo so, fra
un anno, meglio dire che saranno disponibili fra due anni o meglio
dire che saranno disponibili fra due mesi, se così è, però noi una
informazione giusta a queste persone la dobbiamo dare, perché - mi
creda - diventa per ogni singolo deputato - così come penso anche
per lei e per tutto il Governo - complicato riuscire a dare delle
informazioni che non hanno contezza. Perché se le imprese sanno che
riceveranno queste risorse domani mattina, si organizzano per
domani mattina. Se le imprese sanno che queste risorse le
riceveranno fra un anno, va bene; pazienza, chi ci resisterà per un
anno. Ma dobbiamo necessariamente dare delle informazioni che siano
quanto più precise possibili.
Io solo questo appello le lancio, e spero che lei lo accolga non
con spirito di critico, ma in maniera costruttiva perché questo è
l'unico modo, quanto meno, per consentire ai siciliani, a chi fa
impresa, a chi si trova oggi in difficoltà di avere un quadro
chiaro e delineato e, quindi, di sapere dove deve arrivare e,
soprattutto, di programmarsi per come ci deve arrivare.
Non voglio ripetere interventi anche fatti in precedenza ed
entrare nel dettaglio, però in questo ci tengo e mi auguro che il
Governo in tal senso dia delle informazioni quanto più precise
possibili per superare questo momento di crisi, per superare questo
momento di difficoltà ma, soprattutto, per fare chiarezza su un
tema che, capisce e comprende bene, è assai delicato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io credo che
questo momento di confronto sia estremamente importante, perché da
questo anche dipende l'attuazione della legge di stabilità che
abbiamo chiamato Finanziaria di emergenza proprio per
fronteggiare l'emergenza economica indotta dalla pandemia, dal
COVID -19.
I tempi di attuazione, sicuramente, non sono quelli che noi
speravamo fossero e da questa discussione che, comunque, è un
momento di confronto positivo, noi non usciamo rassicurati, ma
piuttosto preoccupati.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Bisogna, intanto, far presente che da parte del Governo nazionale
vi è stata la massima disponibilità tanto che si arriva ad un
accordo importante, Presidente Miccichè, il 20 luglio con il
Governo nazionale che porta in Sicilia risorse liberate per circa
700, anzi esattamente per 780 milioni di euro di cui, come diceva
l'assessore, 300 disponibili a breve ed ulteriori 480, comunque, in
tempi piuttosto ravvicinati.
Credo che questo fatto debba farci riflettere sulla inopportunità
della continua polemica che il Presidente Musumeci inscena
quotidianamente con il Governo nazionale.
Da parte del Governo nazionale si conferma la più ampia
disponibilità al confronto ed alla collaborazione istituzionale che
la Regione siciliana, a prescindere dal colore politico del Governo
regionale stesso. Da parte del Governo regionale e, in particolare,
del Presidente della Regione, giornalmente si polemizza col Governo
Conte piuttosto che ricercare quella collaborazione dai siciliani
tanto auspicata e, per ultimo, proprio ieri ricordata anche dal
Presidente della Repubblica.
Io penso che bisogna accelerare. La lettera che l'Assessore Armao
ha presentato, ha citato e adesso abbiamo appena avuto modo di
guardare, datata 30 luglio e indirizzata al Capo del Dipartimento
per le politiche di coesione, in realtà si occupa della
riprogrammazione del PO FESR e, sostanzialmente, se non si arriva a
un punto sulla riprogrammazione del PO FESR, mi pare di capire
siamo bloccati anche sulla riprogrammazione del POC.
Il Ministero insiste, il Ministro insiste col dire che aspetta
ancora una proposta ben precisa. Io credo che la politica deve dare
un'accelerazione. Quindi, mi aspetto che nelle prossime ore il
Presidente Musumeci insieme al Vicepresidente, Assessore per
l'economia, Armao, chiedano un incontro al Governo Conte -
specificatamente al Ministro per il Sud - riguardo la
riprogrammazione del POC. Perché io penso che parallelamente
all'esame e alle procedure previste, anche per l'approvazione da
parte di Bruxelles della riprogrammazione del PO FESR bisogna
attivare un confronto politico serio a supporto anche della fase
istruttoria, pure necessaria sul piano tecnico, che riguarderà la
riprogrammazione del POC.
Diversamente, noi arriveremo a ottobre, novembre - e spero non
oltre - senza avere neppure avviato un confronto con il Ministero
del Sud sulla riprogrammazione del POC da cui sostanzialmente
dipende la copertura finanziaria della legge di stabilità a
sostegno delle imprese, a sostegno del mondo del lavoro.
Allora, è questa la richiesta che io faccio al Governo regionale.
Il Governo regionale, piuttosto che polemizzare col Governo Conte,
ha il dovere di chiedere un incontro al Governo Conte e al Ministro
Provenzano per accelerare la fase istruttoria e offrire il sostegno
politico necessario alla fase istruttoria per l'accelerazione del
POC. Diversamente, rischiamo che il rallentamento procedurale sul
FESR, di fatto, paralizzi definitivamente, arrivando oltre tempo
utile, la riprogrammazione stessa del POC.
Il Ministero dell'economia, voglio riconfermare, il Ministro
Gualtieri in particolare, hanno dimostrato massima sensibilità
perché comunque avere liberato risorse per 780 milioni mette oggi
la Regione di potere sostanzialmente coprire gli accantonamenti di
spesa che si erano fatti in legge di stabilità per 362 milioni e di
avere un'ulteriore disponibilità per far fronte, in maniera totale,
alle eventuali - purtroppo ci saranno - minori entrate di bilancio.
Quindi, i fronti su cui agire sono sostanzialmente tre: il
confronto col Ministero dell'economia, il confronto con il
Ministero per il Sud per il POC e il confronto con le Autorità
nazionali competenti anche con l'Europa per quanto riguarda il PO
FESR. Ma, davvero, credo che tutto questo possa andare avanti
soltanto se da parte del Governo regionale si manifesterà una reale
disponibilità alla collaborazione, alla concertazione, al confronto
istituzionale corretto col Governo nazionale che in questi mesi ha
mostrato massima attenzione nei confronti della Regione siciliana.
Noi ci aspettiamo anche, Presidente Micciché, di conoscere qual è
l'idea di riprogrammazione del POC che ha il Governo regionale;
perché riprogrammazione significherà definanziamento di alcuni
interventi che non si potranno realizzare e, ovviamente, stornare
quelle risorse per coprire invece gli impegni di spesa assunti in
legge di stabilità.
Ci auguriamo che gli interventi di riprogrammazione vengano fatti
con criteri equanimi, giusti e non iniqui e senza logiche di
speculazione politica o, peggio, di politica elettorale tantomeno
in prossimità delle elezioni amministrative che si svolgeranno in
Sicilia ai primi di ottobre.
Allora, io penso che in tempi rapidi, ancor prima che vengano
indetti i comizi elettorali, abbiamo l'esigenza di conoscere qual è
la proposta politica di riprogrammazione del POC, perché la
riprogrammazione del POC non può diventare oggetto di campagna
elettorale. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, il
fatto che le novità che ci ha rappresentato l'Assessore Armao
diventino - si spera il più presto possibile - concrete, ce lo
auguriamo tutti. Chi può non augurarsi che si concretizzino, ci
mancherebbe Però, signor Assessore, mi rivolgo a lei, ho sempre la
sensazione che si vada un po' con il cappello in mano, che non si
vada nel merito di alcune questioni che, persino negli ultimi mesi,
ci hanno visto nuovamente in una posizione di trattamento con delle
differenze, delle sperequazioni.
Soldi in cassa non ne abbiamo, stiamo utilizzando i fondi POC, non
c'è alcuna novità in quello che ho sentito dire qui dallo scranno
da alcuni colleghi. E' ovvio che soldi non ce ne sono. Non ce ne
sono anche perché a parte le difficoltà che Riscossione Sicilia ha
e che sono state evidenziate dalla relazione della Corte dei conti
nello scorso dicembre, dovremmo ricordare - ad esempio - che nel
decreto rilancio è stato previsto la sospensione del pagamento
dei tributi per una larga, larghissima fascia di cittadini che -
giustamente - non potevano pagare. Eppure, in questa legge
nazionale, si prevede, in verità, che per le altre agenzie
nazionali, parliamo dell'AIDER, era prevista e c'è, circa 300
milioni nei prossimi anni in modo che questi dipendenti delle altre
agenzie regionali non abbiano problemi. Invece noi, nella nostra
finanziaria, abbiamo dovuto provvedere con risorse nostre, risorse
regionali, un aiuto per Riscossione che, tra l'altro, è un prestito
e non è a fondo perduto.
Allora, io mi chiedo: è possibile che a livello nazionale per le
riscossioni -lì si chiamano Aider perché noi ce li abbiamo in
proprio - lo Stato ci mette i soldi e invece qui nella nostra
Regione dobbiamo provvedere con soldi che non abbiamo e, quindi,
dobbiamo fare un prestito?
Credo che il MEF dovrebbe un attimino, con più attenzione,
rendersi conto che continuare ad utilizzare dei trattamenti che
sono differenziati in negativo per le Regioni a Statuto speciale,
sia un problema da mettere sul tavolo nell'immediato.
Altro esempio. Per quanto riguarda la sospensione della quota
capitale dei prestiti previsti dall'articolo 111 del decreto legge
n. 18 del 2020, credo che si chiamava o era il decreto Salva
Italia , era uno dei primi che sono stati fatti dal Governo
nazionale per le incombenze dell'emergenza Covid, sospende la rata
per tutte le Regioni - la parte in conto capitale - ma non per
quelle a Statuto ordinario. Certo, ci avrebbero fatto comodo 120
milioni; allora sì che avremmo avuto una finanziaria con moneta
sonante e non fondi europei che richiedono dei passaggi e del tempo
per essere recuperati
E poi ancora. I 400 milioni previsti per il biennio 2020-2021 a
titolo di riduzione del contributo della finanza pubblica da parte
della Regione siciliana, previsto dal comma 881, articolo 1, della
legge n. 145 del 2018, quindi parliamo di una legge statale, che
fine hanno fatto? Perché mi sembra che stiamo a raccogliere pochi
centesimi quando, invece, alcune questioni che fino a qualche tempo
fa venivano reclamate dall'opposizione, ora sono diventate
argomento per chi se ne vuole interessare.
E' lì che stanno le risorse quelle che ci spettano perché siamo
costretti ad utilizzare quelle risorse che l'Europa ci assegna
perché siamo una Regione, non mi ricordo la parola ma era un
termine, arretrata ecco. Noi non siamo arretrati; siamo messi in
difficoltà da decenni di disinteresse.
La scorsa Legislatura ricordo perfettamente, ad esempio, quando i
residui attivi del nostro bilancio furono cancellati in maniera
unilaterale con la connivenza del Governo Crocetta e del Governo
Renzi. Io ricordo che da questo scranno non ci siamo solo appesi ai
lampadari per denunciare questo obbrobrio, questo torto nei
riguardi della nostra Regione.
Quindi, caro Assessore, quando lei va a Roma, tra le varie cose,
gentilmente, metta nella lista anche questa questione che è caduta
nell'oblio da parte anche della nostra rappresentanza a Roma,
purtroppo. Diciamo che hanno la giustificazione che siccome stanno
affrontando l'emergenza COVID, ovviamente più drammatica, ma che
non ci si dimentichi.
E poi, come è andata a finire con i 600 milioni, Presidente - e
concludo - sulla maggiore compartecipazione sanitaria?
Colleghi, con finanziaria nazionale, la legge n. 296 del 2006, ai
comma 830, 831 e 832, si descrive che la nostra Regione deve
maggiormente compartecipare alla quota sanitaria e dà nell'arco
degli anni successivi l'incremento di alcuni punti percentuale che
costituiscono, a partire dal 30 aprile 2007, una maggiore spesa di
600 milioni a valere sulle nostre risorse regionali da mettere nei
LEA, nei livelli di assistenza.
Bene; dal 2007 ad oggi la perequazione prevista sul trasferimento
delle accise degli idrocarburi trattati, venduti e consumati qui in
Sicilia non è mai avvenuta. Se moltiplichiamo questi 600 milioni
fino al 2020, cari signori, vedrete che i fondi POC in questo caso
se ci avessero dato quello che c'era stato predisposto di avere a
livello statale e se qualcuno lo reclamasse, con i fondi POC
potremmo fare finalmente sviluppo, infrastrutture e compensare il
gap che ci renderebbe cittadini europei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
innanzitutto io vorrei riportare un pochino di ordine e di verità
soprattutto nel momento in cui qualcuno cerca di addossare
responsabilità o colpe al Governo nazionale che, non solo si è
trovato ad affrontare una pandemia mai vista, a livello
internazionale l'Italia è presa ad esempio, ma nessuno può essere
più testimone dell'assessore Armao della buona volontà che il
Governo nazionale ha dato nei confronti della Sicilia.
Infatti, al di là dei 780 milioni, dei 540 trasmessi, dei 150 per
le strade, per le scuole, sicuramente l'assessore Armao potrà
confermare che è di oggi la notizia dello stanziamento di ulteriori
90 milioni di euro in favore delle regioni a Statuto straordinario
per sospendere i mutui regionali in conto capitale, che è un
qualcosa, una misura che troveremo nel decreto agosto e che proprio
oggi ha avuto il via libera degli uffici competenti.
Presidente, quello che dobbiamo, invece, da questo punto di vista
chiarire è che durante la finanziaria COVID si è proprio fatta una
scelta di inversione dei termini che ha avuto come unico frutto
quello di riempire le pagine dei giornali e non le pance dei
siciliani, perché la riprogrammazione dei fondi POC, come hanno
bene evidenziato i colleghi, è come nel pranzo, per spiegarlo
semplicemente ai siciliani, è il secondo. Prima c'è il FESR, ti
mangi la pasta, poi riprogrammi il POC che per l'appunto si chiama
Programma Operativo di Completamento. Riprogrammazione che sarebbe
potuta avvenire con una semplicissima delibera di Giunta e poi
assumendo i pareri delle competenti Commissioni. E, invece, il
Governo ha scelto da un lato di deresponsabilizzarsi, dall'altro
doveva distribuire prebende ai deputati di maggioranza, dall'altro
doveva fare credere ai siciliani che stava facendo qualcosa per
loro quando, nella realtà, sapevate già benissimo che non si
sarebbe visto il becco di un quattrino per mesi e mesi e mesi e
avete preso in giro tutta la Sicilia e questo va detto bello chiaro
e tondo.
Per quanto riguarda il Click Day, è inutile stare a dire, ammesso
e non concesso che sia vero, da un'altra parte l'hanno fatta.
Questa è una scelta di questo Governo ed è una grandissima porcata
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
rapidamente perché volevo soltanto dire all'Assessore che mi sembra
che stiamo continuando a giocare con il fuoco perché in questo
gioco di ping pong tra Palermo e Roma pensiamo di poter continuare
a giocare su un piano comunicativo quando il dramma vero è che
rischiamo di avere un'esplosione sociale che può essere
incontrollabile.
Noi con la legge finanziaria abbiamo promesso delle cose ai
siciliani, alcune delle quali sono molto, come dire, attese dal
sistema Sicilia: dai cosiddetti prestiti a fondo perduto, dai fondi
per il turismo, alle altre misure, all'agricoltura, eccetera,
eccetera e, in questo gioco del ping pong stiamo creando una
gigantesca opera di disaffezione alle istituzioni democratiche.
Questa è la mia paura, tra l'altro aggravata dal fatto che non
solo non riusciamo a garantire ciò che abbiamo promesso con la
legge finanziaria, ma ad oggi, sulle cose che ha detto l'Assessore,
mi pare di poter dire che ci avviamo, al di là delle minori
entrate, che come giustamente ha detto l'Assessore non sono né
prevedibili né ancora misurabili, ma sono certamente previste, come
dire, forti, pesanti minori entrate che condizioneranno il presente
e il futuro di questa Regione ma, ad oggi, sulla base sulla spesa
cosiddetta consolidata della Regione siciliana con la legge di
bilancio e con la legge finanziaria, a fine anno, poiché non sono
prevedibili avanzi da ripartire, avremo un taglio di 112 milioni di
euro a fronte dei 362 che abbiamo già fatto la riduzione delle
autorizzazioni con la legge finanziaria perché, a fronte dei 250
milioni che stiamo riprogrammando adesso con la legge che arriverà
in Aula fra qualche ora, ne avevamo tagliati 362 e non sono
prevedibili, perché ad oggi non sono previste possibilità di nuove
entrate anche perché i famosi 480 milioni di cui ci ha ricordato
l'Assessore che arriveranno con il decreto di agosto, come
l'Assessore stesso ha dichiarato sono vincolati alle minori
entrate, quindi quei 480 milioni non sono ripartibili sulla spesa
consolidata. Quindi, già sul bilancio avremo un 112 milioni in
meno, con tutto quello che ne consegue.
Aggiungo che per quanto riguarda le misure POR e POC, l'Assessore
ha parlato di questa lettera del 30 luglio, poi ho visto che in
realtà è una lettera che riguarda il POR cioè date comunicazione su
tutto quello che avete fatto sul POR, la delibera di Giunta,
eccetera, eccetera, che sono 410 milioni.
Da quel che mi risulta, secondo l'intesa Stato-Regione
autorizzata, le Regioni che riprogrammano il PO, cioè FESR o FSC,
sono tenute a riprogrammare le cosiddette somme liberate dal PO,
che deve essere, giustamente veniva ricordato, approvato comunque a
Bruxelles, sono tenute a riprogrammare quelle risorse liberate nel
POC.
Quindi abbiamo questa situazione: abbiamo 410 milioni da
riprogrammare nel POC figlie dei tagli del PO, in più abbiamo
previsto circa un miliardo e due, un miliardo e tre, complessivi da
riprogrammare, di cui ad oggi non c'è traccia se non, come dire,
colloqui ma che, lo dico alla collega che è andata via, che se
vuole il Governo lo approva, il Governo nazionale - io non sono qui
a difendere il Governo nazionale - per essere onesti non può
approvare nulla semplicemente perché non ha nulla, quindi stiamo
parlando di chiacchiere, stiamo parlando di idee, ma non c'è una
carta che dica concretamente come intendiamo liberare risorse
rispetto a quelle che abbiamo programmato col precedente POC, lo
dico e chiudo.
Questo quadro ci porta a pensare che, al di là del gioco, se poi è
colpa di Roma o colpa di Palermo, perché poi in questa guerra
dichiarativa, Assessore, non credo che perda Roma anche perché gli
strumenti comunicativi sono ben diversi da quelli che può avere un
Governo regionale, credo che sicuramente perdiamo i siciliani e
comunque o ci si attrezza con l'emergenza necessaria di fare in
modo che le cose che abbiamo scritto e pubblicate nella legge di
stabilità in Gazzetta Ufficiale abbiano un'effettiva attuazione o
comunque un avvio di attuazione o altrimenti altro che quarta notte
gratis per chi viene in Sicilia a fare il turista.
Guardate che rischiamo di essere inseguiti per strada e dico
tutti, tutti, perché quando la politica non solo non è in grado di
risolvere un problema ma illude le persone, perché questo rischiamo
di fare, alla fine la politica sarà responsabile e la politica qui
dentro e in Sicilia, che ci piaccia o no, è interpretata da ognuno
di noi, quindi rischiamo di essere considerati il bersaglio della
grave crisi sociale che si può determinare, ecco perché credo che
dobbiamo smetterla col gioco del ping pong. Quindi, si facciano le
cose serie con rigore, con serietà, si discuta, si litighi ma sulle
cose concrete, non sulle parole, perché ad oggi siamo alle parole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Non ci sono altri
interventi e, quindi, darei la parola all'assessore Armao per
rispondere alle domande che tutti voi avete fatto premettendo,
Assessore, che non c'è dubbio che tutti i segnali che riceviamo
quotidianamente sono quelli di un rischio forte di disagio sociale
nel prossimo autunno se non si comincia effettivamente a mettere in
circolo una quantità di denaro che tanti, che troppa gente sta
aspettando.
Senza volere intervenire nel merito del dibattito, però non c'è
dubbio che deve essere fatto uno sforzo maggiore perché Roma e
Palermo insieme risolvano questo problema perché se dovesse
scoppiare un'emergenza sociale, qua in Sicilia veramente non ne
usciamo più.
Io mi auguro, ed è l'invito che le faccio, con preghiera davvero
di un impegno non so se maggiore rispetto a quello che è stato
fatto perché non so che tipo di impegno fino a questo momento, non
sono lì in Assessorato a controllare quello che fate, ovviamente,
ma perché tutti i dirigenti, perché tutti possano effettivamente
fare uno sforzo particolare ed importante perché si possa evitare
questo livello di disagio sociale che, stando così le cose, viene
considerato dagli analisti più importanti come molto probabile nel
prossimo autunno per cui, effettivamente, la prego di dare a questo
argomento un'attenzione importante, davvero un'attenzione enorme
perché dobbiamo assolutamente evitare che ciò avvenga.
Chiedo scusa per questa mia direzione rispetto all'intervento dei
colleghi e le do la parola.
ARMAO, assessore per l'economia. Non credo che il Governo abbia
necessità di leggere sui giornali o consultare istituti di ricerca
per comprendere quanto grave sia la situazione, considerato che, al
pari di ciascuno di voi, ciascuno di noi sta in mezzo alle persone,
le incontra, sta in mezzo alle associazioni di categoria, alle
imprese, ai disoccupati, agli operai, quindi c'è una pienissima
percezione della difficoltà.
E' talmente fondata che, fino a qualche giorno fa, ho parlato con
il Commissario dello Stato per segnalare talune difficoltà concrete
e la necessità che il Commissario ci aiuti nell'interlocuzione al
Governo per sbloccare e fluidificare, prima possibile, le
iniziative che vanno messe in campo.
Io su questo, però, vorrei che si facesse chiarezza in modo
particolato, complessivo e non limitandosi al dato del POC perché
questo, purtroppo, non va bene.
Vi do un dato, anzi ve ne do due, che ho rappresentato per
segnalare quanto la questione sia complessa, molto più complessa
che è quello che potrebbe farsi riferire all'attuazione della legge
di stabilità perché la Regione ha il suo dovere di intervenire, ma
non dimentichiamo che, senza polemica alcuna nei confronti del
Governo nazionale, ma è una scelta che hanno subito le Regioni
governate dal centro destra, come le Regioni governate dal centro
sinistra. Abbiamo parlato con l'amico Bonaccini sino ad ieri, senza
alcun problema o con la collega Schlein, vicepresidente della
Regione Emilia Romagna.
Ebbene, in Spagna, con una manovra meno ingente in termini di
deficit della nostra, lo Stato ha approntato per le comunità
autonomas ben 17 miliardi di euro. Sui 105 quando arriveremo a
regime, al sistema della autonomie non saranno stati concessi più
di 10 miliardi di euro, cioè un decimo delle risorse disponibili.
E' chiaro che a Roma si è fatta una scelta: intervenire con misure
approntate e predisposte dal Governo nazionale e lasciare al minimo
le risorse, al minimo possibile sostenibile, per le Regioni e i
Comuni.
E' una scelta, poi ogni Paese si è mosso in modo diverso, la
Germania che è un paese regionale, con una articolazione regionale,
la Spagna che è un paese analogo al nostro con, sebbene monarchia,
ma comunque, con un'articolazione regionale, l'Italia che è un
paese dove le autonomie, ricordo ancora la presa di posizione del
presidente Mattarella di ieri, e quindi rifuggendo da ogni
centralismo, però il dato è che si è scelto, come di solito avviene
nei momenti di crisi, è avvenuto nel governo Monti, nei momenti di
crisi vi è una tendenza alla centralizzazione. E' inevitabile,
purtroppo, però lo dobbiamo riconoscere.
Questa esigenza alla centralizzazione cosa ha portato, causa anche
di questa drammatica crisi che stiamo vivendo in Sicilia e nel Sud?
Ha portato ad una predisposizione di misure omogenee per tutto il
territorio nazionale, quindi la misura per i 30 mila euro - con
l'onorevole Cracolici ci siamo a lungo confrontati durante la
formulazione della legge di stabilità -, i 25 sono diventati 30, il
termine è stato prolungato a dieci anni per la restituzione, la
copertura integrale da parte del Fondo centrale di garanzia.
Come nell'ambito dell'osservatorio sul credito che facciamo come
Regione siciliana e come Assessorato all'economia abbiamo
predisposto dei dati e delle tabelle. Bene, su 13 miliardi di euro
finora erogati dal sistema bancario ed assistiti da garanzia
pubblica, in Sicilia, ne sono arrivati 800 milioni, sfiorando il
5.89 del finanziato e il 6 per cento delle operazioni, 41 mila
operazioni. Pensate che le sole imprese sono 280 mila, se ci
mettiamo anche le partite Iva, artigiani e quant'altro estendiamo
la platea a circa 400 mila. Bene, 41 mila sono il dieci per cento.
Il Sud è al 25 per cento, altro che 34 per cento, è al 25 per
cento; non stiamo parlando dei finanziamenti quelli fino a 5
milioni, a 800 mila euro, che è giusto che vadano dove c'è
l'economia forte, dove ci sono le grandi imprese, stiamo parlando -
scusate l'indulgenza dialettale - della gentuzza che ha bisogno
di 30 mila euro per superare un momento di crisi, gente che vive
del proprio lavoro, delle piccole imprese, micro imprese, di gente
che fatica ogni giorno e che aveva bisogno di questo sostegno.
Bene, solo 40 mila l'hanno ottenuto. Ed io questo l'ho dovuto
evidenziare. Pensate che da sole, Lombardia e Veneto, coprono
quanto tutto il Mezzogiorno, ripeto, non i grandi finanziamenti, i
30 mila.
Abbiamo fatto un'analisi anche sul cosiddetto fondo perduto. Il
fondo perduto è quello che viene erogato dall'Agenzia delle
Entrate; stiamo parlando di fondo perduto da mille euro o da
duemila euro, cioè stiamo parlando di interventi a livelli di
sussistenza, di sopravvivenza, ecco lo chiamerei reddito di
sopravvivenza, neanche assistenza.
Ebbene, dai dati che abbiamo pubblicato risulta che la Sicilia
anche lì è al 6 per cento e che, addirittura, tutto il Mezzogiorno
è al 24 per cento delle operazioni mentre la sola Lombardia e il
Veneto sono al 29 per cento.
Allora, qui non è che penso che ci sia un Governo nazionale che
vuole privilegiare la Lombardia e il Veneto, anche perché sarebbe
suicida un Governo di centro sinistra che sostiene le aree
governate dal centro destra, sembra quasi un paradosso. Il dato è
che come sono state congegnate queste misure, purtroppo, stanno
favorendo le aree più forti del Paese, ma il problema è che sia i
trenta mila euro che i mille euro erano per .
Il problema - quello che il ministro Provenzano, gli devo dare
atto, ha detto, che abbiamo detto tutti noi fin dall'inizio - è che
non si può sottacere che nel Centro Sud ci sia l'economia non
osservata, che ammonta al 25, 30 per cento. Quindi se si adottano
misure che non tengono conto che c'è un quarto, addirittura in
alcuni casi un terzo dell'economia che è non osservata,
evidentemente un pezzo della società ha come invito: Fate come
volete, aiutatevi che Dio vi aiuta'. E' chiaro che non può essere
questa la soluzione.
Questo per dire che questa situazione di crisi che preoccupa
tutti, riguarda sia le misure che stentano a mordere la crisi
adottate e sulle quali abbiamo peraltro, come voi sapete, con
Resto al Sud', per esempio, abbiamo innestato una misura regionale
su una nazionale, con 25 mila euro abbiamo innestato una misura
regionale su una nazionale, quindi c'è l'idea di fare sistema, ci
mancherebbe. Su Resto al Sud' l'Agenzia delle Entrate ci ha già
dato l'ok, siamo al CGA, appena il CGA dà il parere siamo pronti ad
emanare il decreto e siamo operativi.
Il tema è quindi: su 105 miliardi, alle autonomie, arrivano 10
miliardi e sostanzialmente solo per far fronte alle minori entrate.
Quindi, dobbiamo utilizzare le risorse extraregionali, quindi non
abbiamo scelto di utilizzare le risorse extraregionali, abbiamo
trovato come unica soluzione, perché se lo Stato ci avesse dato 1
miliardo dicendo intervieni con 1 miliardo sulle categorie
tipicamente regionali, sulle categorie che hanno connotati, quindi
sulla pesca, sul turismo, che hanno connotati particolari nella
nostra economia, l'avremmo fatto subito. Il tema è che questo
negoziato con lo Stato, come per tutti, è complicato.
Io non mi preoccuperei sul POC delle carte che arrivano, perché
come ho richiamato e l'ho detto anche in Conferenza delle Regioni,
ho preso le carte del Ministero della coesione e della regione
Puglia ed ho visto che il Capo di gabinetto del Ministro ha
risposto dicendo: Vista la nota di ieri, si approva il POC'.
Questo cosa vuol dire? Che il negoziato avviene a livello
informale, dopodiché il tema delle carte, quando c'è l'accordo, in
24 ore esce tutto, ecco perché non mi preoccuperei, non ci sono le
carte, il tema è l'interlocuzione. Come sa l'onorevole Lupo, da
parte nostra la disponibilità all'interlocuzione è piena ed
assoluta. Quindi, in questo senso si va.
Due battute - vista l'ora tarda - e chiudo.
Un tema che abbiamo comune nel confronto con lo Stato: i 421
milioni di euro di accantonamento relativo al disavanzo accertato
dall'ultimo Rendiconto parificato dalla Corte dei conti.
Abbiamo chiesto alla Commissione paritetica che avrebbe - almeno
mi risulta così - già deliberato, si trattava soltanto di
effettuare delle prestazioni, slittato dal 2020-2030 al 2021-2031,
non cambia niente, lo Stato non esce un euro, non cambia niente per
nessuno, cambia qualcosa per i nostri figli perché gli stiamo
passando un anno in più, questo sì, però, in un momento così
drammatico, disporre di 421 milioni di euro sarebbe cosa molto
molto importante.
Questa è una cosa che attendiamo che la Commissione paritetica
possa esitare.
Dopodiché, l'impegno del Governo - nessuno gioca a ping pong,
onorevole Cracolici, non intendo come è noto, le responsabilità ce
le assumiamo e, nel mio caso, come è noto, anche dalle carte che
vedete, anche oltre quelle che siano le mie strette competenze
perché non mi sottraggo. Ho messo una firma su quella legge e me ne
assumo integralmente - anche quando non governo tutti i passaggi -
la responsabilità, come è mio stile. Quindi, andiamo fino in fondo.
Abbiamo chiesto - ho parlato con il Vice Capo di Gabinetto del
Presidente - sino adesso l'anticipazione della riunione del 7
settembre, di farla prima. Personalmente, non andrò in ferie
quindi, non ho alcuna difficoltà a farla pure.
(Intervento fuori microfono)
Non è problematico, questo. Quindi, chiediamo l'appuntamento prima
possibile. L'importante è che si arrivi, ripeto, a quelle
ventiquattro ore che in Puglia hanno fatto scuola, con le quali
possiamo esitare i documenti. Grazie.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(Intervento fuori microfono)
Lo chieda all'Assessore.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00 con la votazione
del disegno di legge sull'urbanistica.
(La seduta, sospesa alle ore 14.22, è ripresa alle ore 15.49)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Siccome ci sono tre Commissioni
riunite, ho riaperto la seduta così sono sconvocate
automaticamente.
Onorevoli colleghi, prendiamo posto e cominciamo l'esame del
secondo fascicolo del disegno di legge Norme per il governo del
territorio .
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Zafarana.
L'Assemblea ne prende atto.
del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per il
governo del territorio (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-
536/A)
PRESIDENTE. Si riprende il seguito della discussione del disegno
di legge Norme per il governo del territorio (nn. 587-5-147-162-
174-187-190-229-356-472-536/A).
Onorevoli colleghi, possiamo cominciare? E' arrivato anche il
Segretario d'Aula.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«TITOLO V
La valutazione ambientale strategica (VAS)
Art. 18.
La valutazione ambientale strategica (VAS)
1. Al fine di garantire un elevato livello di protezione
ambientale e promuovere lo sviluppo sostenibile e durevole,
nell'ambito dei procedimenti di formazione degli strumenti di
pianificazione, la Regione, i Consorzi dei Comuni e i Comuni
provvedono alla valutazione ambientale strategica (VAS) degli
effetti derivanti dall'attuazione degli stessi ai sensi del decreto
legislativo 152/2006.
2. Il procedimento di Valutazione ambientale strategica VAS dei
piani territoriali e urbanistici è disciplinato dalle disposizioni
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e successive
modificazioni.
3. La VAS di ciascun piano evidenzia la congruità delle scelte
rispetto agli obiettivi di sostenibilità ambientale, le possibili
sinergie con gli altri strumenti di pianificazione e
programmazione, le alternative valutate nella fase di elaborazione,
gli impatti potenziali e le misure di mitigazione e compensazione
eventualmente da introdurre.
4. La valutazione delle principali scelte di piano prende in
considerazione, oltre alle varie componenti ambientali, anche gli
aspetti economici e sociali di compatibilità con le risorse
finanziarie e gli effetti indotti sulle strutture economiche,
produttive e gestionali e precisa gli indicatori territoriali e
ambientali prescelti.
5. Gli atti di pianificazione generale e attuativa o relative
varianti, comprendenti i rapporti ambientali di cui all'articolo 12
ed all'articolo 13 del D.lgs. 152/2006 e successive modificazioni
sono sottoposti a contestuale adozione e approvazione con la VAS
ovvero con la Verifica di assoggettabilità. Pertanto gli obblighi
di pubblicazione congiunta degli atti adottati sono estesi a tutti
i piani di governo del territorio di natura territoriale ed
urbanistica ovvero loro varianti.
6. Nel caso in cui il territorio oggetto di pianificazione sia
interessato dalla presenza di siti designati come zone di
protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici
ovvero di quelli classificati come siti di importanza comunitaria
per la protezione degli habitat naturali e della flora e della
fauna selvatica, il rapporto ambientale è integrato con lo studio
di valutazione di incidenza (VINCA) di cui all'articolo 5 del
Decreto del Presidente della Repubblica 8 Settembre 1997, n. 357 e
successive modificazioni, e contiene gli elementi di cui
all'allegato G dello stesso decreto.
7. Le modalità di redazione ed i contenuti metodologici del
rapporto ambientale e della dichiarazione di sintesi di cui
all'articolo 17, comma 1, lettera b), del decreto legislativo
152/2006, nonché le modalità di svolgimento del monitoraggio in
coerenza con le disposizioni contenute negli articoli da 12 a 18
del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modificazioni,
sono disciplinate con apposito decreto dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente emanato entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge. Nello stesso
decreto sono individuati i soggetti competenti in materia
ambientale da consultare nelle procedure di VAS.
8. Al fine di evitare duplicazioni, la VAS recepisce gli esiti
della valutazione dei piani sovraordinati e, nel caso di varianti,
dei piani cui si apporta la variante per gli aspetti già oggetto di
precedente valutazione. Ai fini della VAS sono utilizzati, per le
parti pertinenti, gli approfondimenti, le analisi e le informazioni
già effettuati e raccolti nell'ambito degli altri livelli di
pianificazione o di altri casi.
9. L'Autorità ambientale competente per l'applicazione delle
procedure di VAS e di Verifica di assoggettabilità è individuata
nell'Autorità procedente in conformità a quanto specificato ai
successivi commi e, per ciascun piano, nei successivi articoli.
10. L'Autorità competente per la valutazione dei piani
territoriali e dei piani urbanistici che riguardano la
pianificazione dell'intero territorio comunale è l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente.
11. L'Autorità competente per la valutazione dei piani attuativi
e delle varianti parziali agli strumenti urbanistici comunali è
individuata da ciascun Comune all'interno dell'ente, nell'ambito
della propria autonomia, nel rispetto dei principi generali di
separazione, autonomia e competenza, stabiliti dalla normativa
vigente. I Comuni possono esercitare le funzioni di Autorità
competente per la VAS anche in forma associata, ovvero tramite
convenzione con le Città metropolitane ed i Consorzi dei Comuni».
Onorevole Lupo, gli emendamento soppressivi sono ritirati? Ditemi
voi, per me posso cominciare a mettere in votazione l'emendamento
18.1.
BARBAGALLO. Signor Presidente, sui soppressivi, in particolare,
faccio una discussione generale sull'articolo 18, poi ho capito che
la Commissione ha fatto un approfondimento anche di alcuni
articoli.
Allora, il comma 4, signor Presidente, non ci convince per niente
perché fa seguito il nostro emendamento soppressivo alle
valutazioni che abbiamo fatto in ordine alle competenze ambientali;
quindi, a nostro giudizio è assolutamente inconducente
nell'articolo 18 inserire considerazioni come quelle previste dal
comma 4. Non c'entra niente la compatibilità del parere ambientale
con le risorse finanziarie, gli effetti indotti sulle strutture
economiche, produttive, gestionali, insomma, la Valutazione
ambientale strategica deve occuparsi delle competenze ambientali,
sono completamente illogiche secondo noi queste previsioni del
comma 4.
Incomprensibile, poi, si rileva la previsione anche del comma 9 e,
poi, ci lascia molto perplessi al comma 10, la circostanza che
l'autorità competente per la valutazione dei piani territoriali e
dei piani urbanistici sia l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, è più giusto che sia il dirigente del dipartimento del
territorio e ambiente, perché c'è stata un'attribuzione con la
Legge Bassanini per cui le competenze di natura gestionale sono di
competenza dei dirigenti e non dell'organo politico. Dopodiché noi
PRESIDENTE. Scusi, questo che comma è, questo che ha appena detto?
BARBAGALLO. Dieci.
PRESIDENTE. Questo significa che al di là di questi tre commi, gli
altri sono ritirati?
BARBAGALLO. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'emendamento 18.5, il comma 4
è soppresso, a firma degli onorevoli Lupo ed altri. Il parere del
Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione dell'emendamento 18.5 avvenga
per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
I tesserini sono stati distribuiti tutti?
Dichiaro aperta la votazione. Premete e tirate fuori il tesserino,
per favore. Non reinserite il tesserino sennò annullate il voto.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 56
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 23
Contrari 21
Astenuti 0
(E' approvato)
per cui il comma 4 è soppresso, se non crea grossi problemi
andiamo avanti.
Siamo ora al comma 9, prima il comma 9.
Mi auguro che questo sistema di votazione, per quanto noioso e
complesso, però ormai sia stato, come dire, recepito, evidentemente
lo staccate nel momento sbagliato, lasciate il dito o reinserite,
non bisogna reinserire dopo il tesserino.
Speriamo che il prossimo funzioni - io come dire non posso
immaginare che non funzioni il sistema perché altrimenti ce ne
dobbiamo andare a casa tutti, per cui per me il sistema funziona e
non posso immaginare altro.
Allora emendamento 18.10, scusate c'è un emendamento della
Commissione al comma 7, per cui prima di andare al 9 apprezziamo
questo emendamento, gli uffici lo stanno distribuendo, quindi un
attimo, cominciate a distribuirlo ai deputati, poi, il Governo se
ne fa a meno, cominciate a distribuirlo ai deputati, per favore con
una certa velocità.
Intanto, assessore Cordaro, il parere del Governo su questo
emendamento della Commissione?
CORDARO, assessore per il territorio ed ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo, è stato guardato l'emendamento? Con il
parere favorevole del Governo e della Commissione lo pongo in
votazione. Chi è contrario si alzi, chi è favorevole resta seduto.
(E' approvato)
Si passa al soppressivo del comma 9, l'emendamento 18.10, che
viene ritirato. Si passa al comma 10, quindi emendamento18.11. E'
arrivato ora questo emendamento modificativo?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente,
questo modifica: L'assessore regionale per il territorio e
ambiente con il dirigente del dipartimento ambiente .
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io sono
favorevolissimo.
PRESIDENTE. Benissimo. Allora, ve lo leggo senza distribuirlo.
Sostituire le parole l'assessore regionale per il territorio e
ambiente con le parole il dirigente del dipartimento ambiente .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.13, a firma dell'onorevole Calderone.
Onorevole Calderone, è mantenuto l'emendamento 18.13?
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 18.29 è assorbito dall'emendamento
18.13.
Possiamo, pertanto, votare l'articolo 18. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Contenuti del piano territoriale regionale con valenza
paesaggistica (PTR)
1. Il Piano territoriale regionale con valenza paesaggistica, di
seguito denominato PTR, costituisce lo strumento di proiezione
territoriale delle strategie di sviluppo economico, sociale e
culturale di medio-lungo termine con le quali la Regione orienta,
indirizza e coordina la programmazione delle risorse e la
pianificazione territoriale e urbanistica delle Città
metropolitane, dei Consorzi dei Comuni e dei Comuni, singoli o
associati, nonché la conservazione e valorizzazione del paesaggio.
2. Il PTR è composto da una parte strutturale-strategica e da una
parte operativa i cui contenuti e procedure sono definiti da
apposite Linee Guida emanate dall'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente di concerto con l'Assessorato regionale
dei beni culturali e dell'identità siciliana entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. La parte
strutturale-strategica, per la sua valenza economico, sociale,
culturale, ambientale e paesaggistica, assume il ruolo di Quadro di
coerenza territoriale finalizzato a definire le invarianti e le
condizionanti del territorio regionale che assicurino la piena
coerenza con i valori ambientali, paesaggistici e territoriali di
tutte le pianificazioni di settore di eguale livello o di livello
inferiore. In particolare, il PTR agisce in stretta sinergia con la
pianificazione strategica di sviluppo socio-economico della
Regione, con il documento di programmazione economico-finanziaria
regionale (DEF), con la previgente pianificazione paesaggistica
regionale e con la disciplina della tutela dei beni culturali,
ambientali e paesaggistici.
3. La parte operativa del PTR, composta dalle linee guida di cui
al comma 2, è aggiornata periodicamente, con particolare
riferimento all'introduzione ai sensi della normativa vigente di
norme nazionali o regionali insistenti nelle materie di pertinenza
del Piano.
4. Il PTR attraverso la parte strutturale-strategica assicura in
via preliminare e concertata le prescrizioni di tutela,
conservazione e valorizzazione del paesaggio e dell'ambiente,
coordinando i piani paesaggistici, di assetto idrogeologico e dei
trasporti anche attraverso appositi decreti interdipartimentali.
5. Il PTR, in relazione alle prescrizioni di tutela, conservazione
e valorizzazione del paesaggio e dell'ambiente, contiene il quadro
generale degli obiettivi di qualità paesaggistica e le misure
generali di tutela da perseguire nelle diverse parti del territorio
regionale, costituendo elementi invarianti o complementari alle
scelte di sviluppo territoriale e socio-economico. Il PTR è
elaborato su una base informativa prodotta dal SITR che ne
costituisce parte integrante in maniera dinamica; il PTR, pertanto,
rappresenta il quadro conoscitivo unificato regionale di tutti i
processi di pianificazione e governo del territorio.
6. Il PTR nella parte strutturale-strategica e nella parte
operativa contiene:
a) gli elementi costitutivi del territorio regionale, con
particolare riferimento alle caratteristiche naturali, culturali,
paesaggistico-ambientali, geologiche, rurali, antropiche e storico-
archeologiche dello stesso, nonché alle specializzazioni, funzioni
e ruoli delle Città Metropolitane, dei Consorzi dei Comuni e dei
Comuni, singoli o associati, al fine di assicurarne la migliore
sinergia ed efficacia della loro azione;
b) il quadro conoscitivo, a scala adeguata, del proprio territorio
come risultante delle trasformazioni avvenute e dei programmi in
atto;
c) i criteri generali e gli indirizzi per la programmazione e la
pianificazione territoriale degli Enti locali, al fine di
garantirne la complessiva coerenza; a tal fine, definisce gli
elementi costituenti limiti essenziali di salvaguardia della
sostenibilità ambientale dello sviluppo socio-economico del
territorio regionale;
d) la definizione dei carichi insediativi ammissibili nel
territorio delle Città metropolitane, dei Consorzi dei Comuni e dei
Comuni, singoli o associati, al fine di assicurarne lo sviluppo
sostenibile;
e) il quadro delle iniziative inerenti alla realizzazione sul
territorio regionale delle infrastrutture e delle opere pubbliche
di interesse regionale, nazionale e sovranazionale;
f) l'individuazione dei principali poli di sviluppo turistico,
industriale e commerciale;
g) l'individuazione delle zone di preservazione e salvaguardia
ambientale; i criteri operativi generali per la tutela e la
valorizzazione delle risorse culturali, naturali, paesaggistiche e
ambientali, in conformità con le previsioni del piano regionale
delle aree protette, dei piani di bacino, e degli altri atti di
programmazione e regolamentazione regionale e nazionale in materia
di salvaguardia delle risorse idriche, geologiche, idrogeologiche,
agricole, forestali, di riduzione dell'inquinamento acustico,
elettromagnetico ed atmosferico, di smaltimento dei rifiuti;
h) gli indirizzi generali per il riassetto del territorio ai fini
della prevenzione dei rischi geologici, idrogeologici e sismici, ed
ai fini della riduzione degli inquinamenti nei centri abitati e
nelle zone industriali;
i) le azioni di conservazione, recupero e riqualificazione degli
insediamenti esistenti con particolare riferimento ai centri
storici;
1) l'individuazione e regolamentazione degli ambiti che hanno
vocazioni specifiche o siano localizzazioni di impianti ad alta
tecnologia o che devono essere riqualificate per gravi carenze di
urbanizzazioni primarie e secondarie, di significativa ampiezza e
consistenza territoriale;
m) i criteri e modalità per favorire il coordinamento tra le
pianificazioni degli Enti locali e per incentivare
l'associazionismo tra essi;
n) i criteri di definizione della rete infrastrutturale e delle
altre opere di interesse regionale nonché i criteri per la
localizzazione e il dimensionamento delle stesse;
o) gli indirizzi finalizzati ad assicurare la compatibilità
territoriale degli insediamenti industriali esistenti e il recupero
delle aree industriali dismesse;
p) l'individuazione di aree agricole strategiche.
7. Il PTR può altresì prevedere forme di compensazione
territoriale intercomunale, come definite dal Capo III del Titolo
VIII, a favore degli enti locali ricadenti in ambiti di limitate
possibilità di sviluppo o forme di compensazione ambientale ed
energetica per interventi che determinano impatti rilevanti sul
territorio anche in comuni non direttamente interessati dagli
interventi stessi; a tal fine, il PTR indica le modalità per
suddividere solidalmente tra gli Enti locali, in rapporto alle
differenti potenzialità di sviluppo e ai vincoli di sostenibilità
derivanti a ciascuno dai contenuti della programmazione regionale,
i vantaggi e gli oneri conseguenti.»
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 19 è
uno dei maggiori punti conflittuali perché, intanto, abbiamo
appreso ieri, assessore Cordaro, che il Piano Territoriale
Regionale è quasi pronto. E' un'affermazione che ci ha lasciato
perplessi anche perché, come dire, se non sappiamo ancora quali
sono i contenuti, non capiamo come possa essere quasi pronto.
Signor Presidente, non ci convince, in particolare, il comma 2,
perché l'idea che un piano territoriale urbanistico debba avere una
parte strutturale strategica, ma soprattutto una parte dove ci
siano caratteristiche specifiche riguardanti lo sviluppo socio-
economico della Regione, relazione con il Documento di
programmazione economica e finanziaria, sono specificate previsioni
relative alla pianificazione paesaggistica e ei beni culturali ed
ambientali, esula dalla tradizione di pianificazione urbanistica
del governo del territorio specifico che siamo chiamati a
disciplinare con questa legge; quindi, le stesse perplessità poi le
abbiamo nel comma 4, ed alla lettera g) del comma 6.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, i soppressivi che vuole
mantenere quali sono? Un attimo soltanto.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sì, alcune cose possono essere
assolutamente migliorate, per questo motivo in Commissione abbiamo
pensato di dare il parere positivo all'emendamento 19.2 che è al
comma 1, onorevole Barbagallo, quindi, può evitare il soppressivo
perché accogliamo l'emendamento 19.2 e quindi può evitare il
soppressivo.
Ecco, abbiamo immaginato di dare parere positivo all'emendamento
19.24 ed anche al 19.30, nonché - come rilevava lei - le
problematiche al comma 4, all'emendamento 19.31, quindi, potrebbe
evitare i soppressivi perché il testo sarà migliorato con questi
emendamenti approvati in Aula. Grazie.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'articolo
19, ovviamente, il 20 e il 21, si costruisce di fatto tutta
l'impostazione del disegno di legge ed è un disegno di legge che va
in controtendenza rispetto a quella che è stata, in questi ultimi
quarant'anni, l'impostazione legislativa a proposito della
redazione dei piani urbanistici che non si chiamerà più PRG ma in
questa legge verrà definito PUG, e quindi, l'articolo 19 capovolge,
come avevamo detto durante il corso della conversazione, e mi vede
particolarmente, diciamo così, in una posizione diversa, però,
avendo avuto i primi emendamenti non approvati è chiaro che questo
disegno di legge deve avere un indirizzo e l'indirizzo è stato
quello che è venuto fuori dalla bocciatura anche dei miei
emendamenti e, quindi, c'è un'impostazione a piramide che parte dal
PTR - di cui noi abbiamo parlato l'altro giorno - e che qui,
adesso, bisogna definire che cosa vuol dire questo PTR.
E ci sono, a mio parere, alcune questioni - pregherei l'assessore
e il Presidente della Commissione di ascoltare chi cerca di
compiere uno sforzo di contribuire ad un ragionamento - che questo
documento di programmazione deve essere un documento di
programmazione che deve riguardare le linee strategiche, le linee
generali, le linee di impostazione di quello che debbono adottare i
comuni e non certo stabilire, nel particolare, tutte le questioni
che riguardano le realtà.
E faccio alcuni esempi per i quali io ho presentato emendamenti.
Da parte del nostro Gruppo non ci sono emendamenti soppressivi di
commi o dell'articolo, ci sono alcuni emendamenti che, però,
tendono a dare, a mio parere, un contributo ai lavori parlamentari
per definire un percorso che, per quanto mi riguarda, possa essere
il più lineare possibile e il meno invasivo in quelle che sono le
competenze dei comuni.
In particolar modo, suggerisco al Governo di guardare con
attenzione, per esempio, il comma 6, lettera d), dove recita: la
definizione dei carichi insediativi ammissibili nel territorio
delle Città metropolitane, dei Consorzi dei Comuni e dei Comuni,
singoli o associati, al fine di assicurarne lo sviluppo
sostenibile; , la lettera e), altresì la lettera f), perché quando
si parla di individuazione dei principali poli di sviluppo
turistico, industriale e commerciale c'è un mio emendamento che da
un suggerimento come dare lo stesso l'indirizzo che è una cosa
diversa rispetto all'individuazione.
E, per carità, non vorrei più parlare di poli commerciali in
Sicilia, perché il danno che hanno arrecato all'economia siciliana,
sia in termini urbanistici, sia in termini di proprietà
immobiliare, sia in termini di posti di lavoro, credo che dovremmo
mettere fine a questa fase, a non individuare più poli commerciali
in Sicilia. Questo deve essere, a mio parere, Presidente Musumeci,
una condizione essenziale.
E, quindi, quando noi parliamo di individuazione - se capisco bene
la lingua italiana - significa che l'assessore per il territorio e
l'ambiente, d'intesa con l'assessore per i beni culturali, d'intesa
con il Presidente della Regione, dovrebbero individuare quali sono
i poli turistici, i poli strategici e i poli commerciali. Io dico
che sia giusto esaminare l'emendamento che ho presentato in cui si
individuano le linee strategiche, che è cosa diversa rispetto
all'individuazione. Perché questo centralismo, Presidente Musumeci
- oggi c'è lei - se mi permette di fare questa considerazione
personale e mi sento tranquillo, i presidenti cambiano, gli
assessori cambiano e io credo che il PTR debba essere una cosa che
deve mettere in condizione i comuni di muoversi liberamente per
determinare lo sviluppo del proprio territorio, d'intesa con la
Regione.
Quindi, va bene il verticismo come impostazione, va bene la
linearità delle cose, ma stabilire a monte che il Presidente
Musumeci stabilisce il carico degli insediamenti ammissibili mi
sembra ultroneo ai comuni, mi sembra di limitare la libertà di
agire da parte dei comuni, fermo restando l'articolo 3 che
stabilisce consumo di suolo tendente a zero' e l'articolo 32,
comma 2, sancisce che per le opere pubbliche questo limite non c'è.
Quindi, signor Presidente, qui si tratta di stabilire li ho
presentati, sono lì, sono stati presentati, c'è anche un
subemendamento al 19.23/R di riscrittura e credo che siano
emendamenti di buon senso che vanno verso l'indirizzo di un Governo
attento, che si preoccupa di organizzare lo sviluppo del
territorio, tenendo conto della libera determinazione dei consigli
comunali.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente su questo tema ci siamo già entrati
in alcuni passaggi della discussione generale, ma questo è un
articolo chiave per una semplice ragione.
Faccio una premessa, così rassereno l'onorevole Cordaro, che non
c'è, da parte mia, nessuna strumentalità nella cosa che dico,
semplicemente ho una convinzione in parte diversa da quelle che sta
perseguendo il Governo. È una preoccupazione, oltre che una
opinione. Perché, diciamoci la verità, poi li chiamiamo come
vogliamo, stiamo introducendo nella legislazione urbanistica il
fatto che la Regione siciliana farà il Piano regolatore della
Sicilia. Poi lo chiamiamo come vogliamo, ma con tutte le
caratteristiche di un Piano regolatore, quindi si deve spingere
anche a una scala di dettaglio per individuare ambiti e per fare
perfino la zonizzazione perché quando una norma, stabilisce che c'è
- addirittura, lo ricordava l'onorevole Barbagallo - il PTR si
compone di una parte strategico-strutturale e di una parte
operativa. E' una forma, diciamo, lessicale che sostanzialmente
dice: c'è quello generale e poi il piano attuativo, che è il piano
regolatore .
Vorrei soltanto far riflettere tutti i colleghi che se abbiamo
visto in questi 42 anni, quanto complessa sia la condizione di fare
un piano regolatore generale di una città, non oso immaginare cosa
succederà in Sicilia, nella sua dimensione macro, comprese le
isole, in cui la Regione siciliana dovrà fare un piano regolatore
per la Sicilia.
Perché parlo di Piano regolatore? Non solo per gli effetti della
parte strategica, strutturale e quella operativa con i differenti
obiettivi, il piano strutturale ha una vigenza decennale, il piano
operativo ogni 5 anni si va a modificare.
Perché come in parte diceva l'onorevole Di Mauro, col comma 6
viene anche precisata la caratteristica di questo PTR, ad esempio
definisce i carichi insediativi ammissibili nel territorio delle
città metropolitane, dei consorzi e dei comuni singoli e associati
al fine di assicurarne lo sviluppo sostenibile chiave, è
un'espressione che in linea di principio può essere considerata una
linea di tutela; non è così. Perché definire i carichi insediativi,
ammissibili, significa che la Regione stabilisce dove si potrà
consentire nuova edificazione, in quale città, in quali aree, in
quali zone e dove non si potrà più fare questo.
Questo significa intervenire in una competenza propria della
potestà dei comuni che rimane col PUG, una formula generica che può
prevedere nei PUG, zone di nuova espansione o di risanamento o di
ristrutturazione ma il carico insediativo ammissibile, lo definisce
la Regione con atto proprio.
Aggiungo, lo ricordava sempre Di Mauro: l'individuazione dei
principali poli di sviluppo industriale commerciale e turistico, le
azioni di conservazione e recupero e riqualificazione degli
insediamenti esistenti con particolare riferimento ai centri
storici : signori questi si chiamano piani particolareggiati
esecutivi, propri; cioè, che sono gli strumenti propri di
attuazione, attraverso i quali i comuni procedono alle modalità di
recupero, di restauro, di abbattimento e ricostruzione e di
riqualificazione nella sua interezza.
Insomma, sto dicendo questo, perché colleghi, qui ci dobbiamo per
davvero capire, noi non solo stiamo dando una prerogativa
rovesciando clamorosamente quello che fin qui è stato l'ordinamento
urbanistico italiano, perché non è che dobbiamo solo ricordarci che
c'è la legge n. 71 del 1978, ci sono anche le leggi regionali e
nazionali che individuano nella municipalità e nel territorio
comunale, il luogo di rielaborazione eccetera.
Ma quello che ancor più mi preoccupa e lo ripeto, assessore, che
noi con questo disegno di legge ci stiamo candidando a paralizzare
la Regione siciliana per i prossimi quarant'anni, perché al di là
della tempistica che ci siamo dati, 60 giorni, 180 giorni, tutte
quelle cose che si scrivono nella legge - tanto poi sappiamo che
non troverà attuazione - pensare di costruire un piano generale
della Regione siciliana con tutti vincoli, tutti i meccanismi già
esistenti e avere questa condizione vincolistica così diffusa,
significa paralizzare questa Regione.
Per questa ragione, con questo modello, penso che la Regione sta
sbagliano ed è evidente che non potrò esprimere un giudizio
positivo ad un disegno di legge che non è di riforma ma di
incasinamento'.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la
discussione dell'articolo 19 i nodi vengono al pettine, e non sto
dicendo che non è possibile risolverli, attenzione. Ma tutto il
dibattito che si è fatto in precedenza, cioè sulla titolarità dei
comuni oppure della Regione, entra direttamente nell'articolo 19,
per non parlare poi dell'articolo 26 sui PUG. Però, tutto quello
che si è detto - lo dico per costruire un dibattito, non per
demolirlo - in parte è vero ed in parte è falso. Nel senso che, se
da un lato l'onorevole Di Mauro sostiene che è giusto dare più
competenza ai comuni e dare delle linee di direttive alla Regione,
e questo sembrerebbe invece difforme da quello che è il testo, in
realtà, guardando il combinato disposto di tutti gli articoli non è
proprio così, perché una norma come quella dell'articolo 22, comma
5 - invito l'onorevole di Mauro a seguire, tra l'altro lui modifica
il comma 5 - non può che essere di indirizzo, perché la
determinazione del Presidente della Regione, qualora non vi sia il
convincimento, la soluzione unanime di tutta la conferenza, non può
che dare delle direttive piuttosto che un indirizzo specifico.
Quindi, da questo punto di vista il PTR dà un indirizzo e non uno
specifico dettaglio, ma è altrettanto vero quello che diceva
l'onorevole Cracolici, cioè il fatto che non dobbiamo entrare
troppo nel dettaglio, altrimenti, depotenziamo quelle che sono le
competenze dei comuni e quindi praticamente andiamo ad annullare la
potestà territoriale della giunta del consiglio comunale.
Ma a cosa serve il PTR? Innanzitutto partiamo dal presupposto che
questo strumento già esisteva con la 71 del '78, lo abbiamo detto,
non funzionava, o almeno in quarantadue anni non lo abbiamo fatto,
per tutta una serie di motivi, perché è complicato e difficile; ma
è altrettanto vero che di questo documento noi ne abbiamo bisogno,
perché quando si dice un territorio, un piano , non è tanto per
dire, ma perché è necessario avere un piano di sintesi che tenga
conto del piano paesaggistico, del piano regionale dei rifiuti,
delle infrastrutture, dell'urbanizzazione di area vasta.
E' necessario che vi sia uno strumento di pianificazione che tenga
conto di tutto, lasciamo stare il sistema vincolistico che sta al
piano paesaggistico o ai piani delle SIC e delle ZPS.
Il livello di dettaglio del piano paesaggistico non potrà mai
essere quello di un piano regionale territoriale. Per cui chiariamo
questo particolare: se è necessario intervenire - perché secondo me
se non chiariamo questo aspetto dell'articolo 19 è difficile andare
avanti e tanto più passare al PUG e a tutte le altre cose - se
troviamo una sintesi su questo articolo - lo dico senza nessuna
difficoltà - il dibattito sull'articolo 19 è preclusivo di tutto il
resto del disegno di legge, è inutile che andiamo avanti, se non
risolviamo il problema dell'articolo 19 e stabiliamo chi ha più
competenze, e la competenza deve restare ai comuni, oppure alla
Regione, questa cosa che la ritroveremo automaticamente
nell'articolo 26 e a seguire in tutti gli altri. Capiamoci,
decidiamo qual è la linea - politica, ovviamente - e andiamo
avanti, perché diversamente da un lato io sono sostenitore della
necessità che vi sia un piano regionale di coordinamento - io l'ho
sempre detto e continuo a sostenerlo - dall'altro però non è
nemmeno giusto depotenziare il potere dei comuni per la
regolamentazione del PUG e di tutti quegli aspetti che sono,
diciamo, più settoriali.
Ad esempio, e chiudo, io non vedo difficoltà, il collega Cracolici
citava individuazione dei principali poli di sviluppo turistico
industriale e commerciale . Ora, se queste individuazione diventano
soltanto dei criteri sui quali poi c'è un dettaglio, nulla
quaestio, è anche vero però come dicevi tu, che sui centri storici
non può mai il PTR deliberare qualunque cosa, perché i centri
storici fanno parte dei piani particolareggiati ed è chiaro che lì
c'è una normativa di dettaglio sul quale il comune è sovrano.
Per cui, nella distribuzione, per esempio dell'articolo 20 dove
c'è l'elencazione delle attività che può fare il PTR, lavoriamo,
nel senso di garantire al comune la sua sovranità territoriale e
diamo la possibilità al PTR di costruire una cornice che deve
rimanere tale. Da questo punto di vista secondo me è dirimente
questa discussione, lo ripeto, diversamente sarà molto complicato,
anche volendo essere costruttivi, andare avanti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, a proposito degli emendamenti, io non so
se lei li vede prima di distribuirli, perché qui arriva un
emendamento a firma dell'onorevole Calderone - ne capisco lo
stampatello - però francamente mi sembra un po' eccessivo scrivere:
è soppressa la lettera g) e in luogo di siano' di cui al comma
primo, è sostituito con la parola prevedono' o provvedono', non
si capisce, e io al comma 1, immagino, dell'articolo 19 la parola
siano' non l'ho rinvenuta.
Siccome stiamo facendo una cosa seria e gli emendamenti presentati
in Aula dopo tante, tante, tante Commissioni
PRESIDENTE. Onorevole Foti è un subemendamento ad un altro
emendamento non è l'emendamento al testo.
FOTI. Dopo tante Commissioni, siccome prima è arrivata la
riscrittura del comma 7 e lì in fondo quando è arrivato, nel
momento in cui mi è stato posato sul tavolo lei ha detto Chi è
seduto rimane seduto .. e l'ha approvato, noi gradiremmo per via
della serietà che gli emendamenti presentati last minute fossero
spiegati e letti prima che lei passi alla formula di voto.
Questo sempre nell'interesse di tutti. Grazie.
PRESIDENTE. Giusto per capirci, questo non è un emendamento è un
subemendamento quindi lei lo deve confrontare con l'emendamento che
è stato presentato.
Andiamo avanti, non c'è problema. Comunque onorevole Foti seguo il
suo consiglio, quando sarà necessario leggeremo o faremo leggere
gli emendamenti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro vuole intervenire su questo
argomento?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Si, certo,
Presidente.
PRESIDENTE. Questo dell'onorevole Foti?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, questo poi
lo valutiamo in sede di sub emendamento.
Io volevo semplicemente rispondere, in maniera sempre costruttiva,
ai colleghi Cracolici e Di Mauro, perché noi abbiamo già previsto,
al netto dei vaticini dell'onorevole Cracolici, che io auspico
nell'interesse della Sicilia non si verificheranno mai, cioè che la
paralizzeremo per i prossimi quarant'anni, evidentemente è un
augurio di vivere tanto fino a vederla, però io spero che lo
realizziamo prima, invece, il risultato.
Come Governo in concorso con la Commissione abbiamo già stabilito
di dare parere favorevole agli emendamenti, peraltro uno proprio
con primo firmatario l'onorevole Cracolici, che sopprime il punto
del comma 6 al quale lei faceva riferimento e cioè la lettera d)
quella legata alla definizione dei carichi insediativi e poi di
dire sì agli emendamenti dell'onorevole Di Mauro, precipuamente il
19.28 e altri due che, comunque, sono qui pronti per essere
trattati.
E quindi io credo che con queste correzioni noi, fermo restando
l'indirizzo politico che prevede per la Regione il ruolo di guida,
di indirizzo e il ruolo di coordinamento, tutto il resto lo
deleghiamo ai Comuni con assoluto rispetto della potestà degli enti
locali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi possiamo cominciare? Ci sono altri
interventi sulla discussione generale dell'articolo? No?
Iniziamo a votare, possiamo iniziare dal 19.2 dell'onorevole Lupo.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.30, a firma della Commissione, se
l'onorevole Barbagallo è d'accordo rispetto ad aver ritirato gli
altri.
BARBAGALLO. Il 19.30 della Commissione l'abbiamo votato.
PRESIDENTE. No, il 19.8 è soppressivo del comma 2.
BARBAGALLO. Sul 19.8
PRESIDENTE. Ed è mantenuto?
BARBAGALLO. Certo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Va bene, scusate, avevo capito che era ritirato.
BARBAGALLO. E' mantenuto, perché basta leggere il comma 2 perché è
particolarmente astruso. Guardate che pensare di fare un piano
territoriale regionale dove abbiamo una parte strutturale e
strategica e poi in italiano non capisco che vuol dire una parte
operativa.
Ma che vuol dire una parte operativa? Un piano che ha una parte
operativa
PRESIDENTE. Facciamolo spiegare all'Assessore.
BARBAGALLO. Prima che intervenga l'assessore Cordaro vorrei
definire il mio intervento. Non capiamo - e questo aspetto ci
preoccupa ancora di più - l'idea di inserire nel Piano territoriale
regionale una serie di valori, di fattori, che non hanno nulla a
che vedere col governo del territorio. Se l'obiettivo, dopo
quarant'anni e passa dalla 71 del 1978, deve essere quello di
semplificare le procedure, accelerare le scelte, poi ci possono
essere delle differenze concettuali; il Partito democratico è per
salvaguardare le competenze dei comuni e salvaguardare questo
principio di un'urbanistica che parta dal basso, abbiamo capito che
l'idea del Governo è completamente opposta, ma mai e poi mai
possiamo fare un Piano territoriale regionale che diventa una
macedonia e una sovrapposizione di valori, di coefficienti, di
condizioni.
Quindi, togliere il comma 2, Presidente, non cambia l'impostazione
dell'articolo e della legge e non mi sembra, assessore Cordaro
PRESIDENTE. Scusate, con un capannello accanto a chi parla diventa
impossibile parlare. Continui, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Nell'impostazione dell'articolo 19, assessore Cordaro,
non è che se salta il comma 2 si pregiudica l'impostazione del
Piano territoriale regionale. E' un elenco di cose che tra loro
c'entrano poco e che è anche difficile da comprendere. La Regione
definirà il suo Piano territoriale regionale, togliamo il comma 2,
agevoliamo le procedure e non ci infiliamo in queste forche caudine
veramente incomprensibili.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Barbagallo, prima ancora che
risponda il Governo, siccome il Governo ha appena comunicato che
avrebbe dato parere favorevole all'emendamento 19.24 che sopprime
la parte operativa, se per lei è sufficiente questo è inutile che
andiamo avanti, perché l'ho appena
BARBAGALLO. Parte strutturale strategica, cioè
PRESIDENTE. Questo è quello che aveva detto finora, per cui ho
ritenuto di potere
BARBAGALLO. No, io insisto sul soppressivo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Assessore Cordaro, è inutile spiegare visto che
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
LUPO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della
Regione, Assessori, onorevoli colleghi, stiamo discutendo di un
articolo fondamentale di questa riforma. Io leggo al comma 1
dell'articolo 19 che il Piano territoriale regionale, con valenza
paesaggistica, di seguito denominato PTR, costituisce lo strumento
di proiezione territoriale delle strategie di sviluppo economico,
sociale, culturale, di medio lungo termine, con le quali la Regione
orienta, indirizza, coordina, eccetera, eccetera , quindi l'impatto
del PTR, così come proposto nel disegno di legge all'esame
dell'Assemblea, è un impatto davvero molto vasto che riguarda lo
sviluppo socio economico del territorio.
Allora, affidare questo PTR semplicemente ad apposite linee guida
emanate dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, di
concerto con l'Assessore regionale per i beni culturali, secondo me
è profondamente sbagliato perché, quanto meno, dovrebbe essere un
atto collegiale della Giunta di Governo, proprio perché non
riguarda soltanto aspetti di natura strettamente urbanistica o
paesaggistica, ma ha un impatto sulla visione, sul modello di
sviluppo socio economico della Regione che, quanto meno, dovrebbe
avere un riscontro, una visione generale in capo alla Giunta di
Governo e, aggiungo innanzitutto al Presidente della Regione
siciliana. Quindi, è un atto di programmazione straordinariamente
importante che, così, viene davvero mortificato, svilito e ridotto
alle competenze, senza nulla voler togliere alle importanti
competenze dei due Assessori per il territorio e l'ambiente e per i
beni culturali che, però, sono certamente parziali rispetto a
quello che è l'obiettivo e il proponimento che il disegno di legge
intende avere nella definizione del PTR.
Quindi, chiedo al Governo di riconsiderare questo comma 2 almeno
il PTR dovrebbe essere approvato, su proposta dei due Assessori
dalla Giunta ma almeno sentita la Commissione parlamentare o le
Commissioni parlamentari competenti se non si vuole davvero
mortificare, ancora una volta, le competenze del Parlamento della
Regione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Noi all'articolo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, facciamo intervenire l'onorevole Di
Mauro poi risponde l'onorevole Cordaro.
DI MAURO. all'articolo 19, commi 2, 3, 4 e 5, il Governo si
sforza di dare una definizione di cos'è questo PTR, questo è. Il
Governo si sforza di dire a chi legge questo dispositivo
legislativo che cosa vuol dire PTR perché lasciamo stare la
fantasia o quello che poi è indicato all'articolo 6, perché
obiettivamente all'articolo 6 sono indicate alcune cose precise, ai
commi 2, 3, 4 e 5 indica cosa vuol dire PTR.
Si può condividere, non si può condividere, si può pensare che il
comune perde parte del suo processo decisorio, però se abbiamo
stabilito nei commi e negli articoli precedenti che si parte
dall'alto per scendere, bisogna stabilire che cos'è questo
benedetto PTR ed è definito secondo una logica che è quella del
territorio, della valorizzazione, della conservazione, dello
sviluppo, ed è scritto in questi commi.
Se vogliamo cambiare qualche parola, se vogliamo indicare il
passaggio in Commissione che mi sembra corretto, lo possiamo fare
ma queste sono le impostazioni di un disegno di legge.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
DI MAURO. Come?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
DI MAURO. Lo so, lo so che c'è un altro articolo però se lo volete
ripetuto
PRESIDENTE. Barbagallo, onorevole Di Mauro, parlate per favore con
la Presidenza. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ma se è già intervenuto.
CRACOLICI. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Facciamo rispondere prima l'Assessore.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora,
Presidente, sono nella condizione di dovere comprendere qual è
l'atteggiamento dei colleghi del PD perché per un verso mi si
sottolinea con parole anche catastrofiche la necessità di abrogare,
di sopprimere determinati emendamenti e, per un altro verso, sugli
stessi emendamenti che mi si chiede di sopprimere, mi si propongono
emendamenti per correggerli.
Diventa complicato per il Governo comprendere, nell'ottica di una
redazione coerente del disegno di legge quale ci stiamo sforzando
di fare, se l'idea del PD è quella di aiutare questo disegno di
legge, e io lo auspico, oppure se è, perché stanno arrivando
peraltro tanti, Presidente si era detto, fra l'altro, che gli
emendamenti che non passavano dalla Commissione non dovevano essere
presentati in Aula, qui abbiamo
PRESIDENTE. Io non ho visto altri emendamenti finora.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, Presidente,
qui ce ne sono una bella serie.
PRESIDENTE. Io materialmente non li ho visti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, nel
merito ci si chiede di modificare il comma 2 e noi lo stiamo
modificando secondo quelle che peraltro in Aula, ma questo è un
emendamento ovviamente firmato molto prima dell'intervento
dell'onorevole Barbagallo, con riferimento a quelle che sono le
scelte operative. E, quindi, siamo favorevoli. Sto parlando di
emendamenti che sono nel fascicolo da un paio di mesi.
Secondo, ci si chiede di intervenire su quelli che sono i criteri
perché non sia assolutamente netta la volontà di individuare le
strategie dello sviluppo turistico industriale e commerciale,
l'abbiamo scritto, stiamo andando in linea con quelle che sono le
indicazioni che, peraltro, avevamo già concordato in Commissione
parecchi giorni fa e quindi, per esempio, il comma 6, alla lettera
f), potrebbe diventare, questa era la proposta della Commissione
sentiti tutti i Gruppi parlamentari: f) i criteri di individuazione
delle strategie di sviluppo turistico industriale e commerciale.
Quindi continuo a dire, all'Aula tutta questa volta, che il
Governo insieme alla Commissione sta affrontando il merito dei
singoli emendamenti con assoluta serietà e però vorremmo che quando
si arriva al dunque, soprattutto quando si accolgono le istanze dei
colleghi dell'opposizione, si arrivasse alla fine a un voto
Presidente dell'Assemblea. Questo è quello che conclusivamente le
chiedo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Voglio ribadire ancora una volta che c'è una questione
di giudizio politico che è stato dato con chiarezza. Un'altra cosa
è che ci siano emendamenti soppressivi che l'onorevole Cordaro,
essendo un parlamentare anch'egli di lunga esperienza sa bene che
c'è una tecnica d'Aula, per cui l'emendamento soppressivo può
diventare modificativo ed è il senso con cui stiamo provando ad
operare.
L'osservazione che facciamo all'articolo 2 di dire al Governo
Qfermati un secondo e riscrivilo'. Perché? Avendo accolto
l'emendamento Di Mauro, che toglie la parte operativa, forse se lo
legge attentamente, quel comma 2 ha bisogno di essere maggiormente
coordinato perché parlare a quel punto di un atto strategico e poi
dire che sono le linee guida Allora o il PTR si chiama PTR e sono
le linee guida di tutte quelle cose che poi, giustamente, ha fatto
bene e ne colgo il senso della modifica di introdurre il concetto
dei criteri che sono alla base delle linee guida e non
prescrizioni, quindi tutto questo diventa un'altra cosa,
obiettivamente, o viene obiettivamente interpretato in maniera
diversa, quindi se il Governo lo coordina, come dire, in maniera
lessicale, in maniera che funzioni non c'è alcun ostruzionismo, c'è
un lavoro parlamentare di chi essendo in questo Parlamento come lei
cerca di svolgere il suo compito provando a dire la propria per
migliorare. Poi magari non ci riuscirà perché dice corbellerie ma
abbiamo il dovere di provarci ad ascoltarci. Quindi, avendo voi
accolto l'emendamento Di Mauro e avendo accolto gli ulteriori
modificativi che avete proposto vi suggerisco già sul comma 2 di
rileggerlo e vedere se funziona così come rimane e non invece
chiamare il PTR solo PTR che è un atto che dà le linee guida alla
Regione siciliana su una serie di materie che sono quelle del comma
6 e alle varie lettere li individuate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Signor Presidente, proviamo a comporre la lite. Ma se ci
fermiamo un attimo e riscriviamo il comma 2 così delineiamo la
funzione della Giunta di Governo visto che mi sembrava giusta
l'osservazione dell'onorevole Lupo sul fatto che ci debba essere
una concertazione di tutti gli Assessorati ma è altrettanto vero
che questo è il tema dirimente come dicevo prima, se riscriviamo il
comma 2 e andiamo a modificare le lettere del comma 6 che poi sono
quelle che sovraintendono la distribuzione dei lavori del PTR,
secondo me ce ne usciamo. E' un'operazione che non è complicata.
Sto proponendo. Se, Presidente dell'Assemblea, sospende 2 minuti,
proviamo a riscrivere questo comma e lo sottoponiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Io personalmente sono assolutamente d'accordo con
questo indirizzo perché questa è una legge troppo importante per
lasciare dubbi. Ma siccome è una legge importante e abbiamo già
stabilito che questa legge sarà definita, poi può essere approvata
o bocciata, lo deciderà l'Aula, quindi non c'è una volontà di
perdere tempo o non perdere tempo, ma l'importante che sia fatta
bene. Allora credo che, in alcune occasioni, anche il suggerimento
delle opposizioni possa essere valutato in maniera positiva e
questa sinceramente mi sembra una di queste occasioni. Per cui,
personalmente, però, poi mi deve dire il Governo se è disponibile a
farlo perché non voglio creare alcuno scontro. Credo che questa sia
una cosa che oggettivamente ha una sua logica. Prego Assessore.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io volevo
tranquillizzare l'onorevole Cracolici e non è ovviamente una
tranquillizzazione ironica.
Onorevole Cracolici, in riferimento alla necessità di un ulteriore
approfondimento per comprendere se le modifiche apportate
determinano uno squilibrio all'interno della norma e quindi la
necessità di un'ulteriore collazione, desideravo rassicurarla
perché essendo l'emendamento 19.24, che elimina la parte operativa,
un emendamento che è già stato abbondantemente sottoposto
all'attenzione della Commissione, è chiaro che questa valutazione è
stata già fatta e le posso garantire, ma lo garantisco all'Aula,
che eliminando la dizione e da una parte operativa , il testo
regge assolutamente e quindi, per quanto mi riguarda, questo era un
chiarimento dovuto, potremmo già votarlo.
Poi, con riferimento alla opportunità di introdurre il passaggio
dalla Commissione piuttosto che il passaggio dalla Giunta, non ho
alcun tipo di obiezione anche perché non ho vinto il concorso per
fare l'Assessore regionale per il territorio, so che sono qui pro
tempore, quindi l'importante è fare una buona legge. Se il
Presidente ritiene che queste modifiche non si possano fare in
corso d'opera e sia necessaria la sospensione di due minuti, per
quanto mi riguarda nulla quaestio, però vorrei prima ascoltare il
Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente. Mentre parlavano i colleghi, abbiamo già stilato una
piccola proposta che penso possa raccogliere le sensibilità che
sono emerse dagli interventi. Per cui, approvando il 19.24, che era
l'emendamento a firma degli onorevoli Di Mauro, Compagnone, già
avevamo risolto, come già detto ampiamente, il problema della parte
operativa. Proponiamo, inoltre, sempre al comma 2, di sostituire
dopo linee guida emanate' con proposte dall'assessore al
territorio e l'ambiente , e aggiungere con delibera di Giunta , in
modo tale che sia coinvolta tutta la Giunta. Quindi, presentiamo
questa e possiamo andare avanti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, noi insistiamo però nella soppressione da
in particolare in poi e pregherei il Governo di ricordare che la
Commissione è a maggioranza e non è Commissione all'unanimità.
PRESIDENTE. Allora, scusate, io non sto capendo niente, perché io
non ho emendamenti che parlino di soppressione da una parola in
poi, ho la soppressione del comma. Allora, noi facciamo adesso una
cosa, onorevole Savarino, mettetevi d'accordo, io vado avanti
accantonando un attimo questo emendamento. Vedete di trovare una
soluzione. Deve essere chiarito. Io ritengo che sia meglio
sospendere due minuti e vi mettete d'accordo e lo risolviamo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Io ritengo che
già lo sforzo massimo lo stiamo facendo già da tempo e questo
ulteriore fatto adesso, ho sentito tra l'altro anche i colleghi
delle opposizioni - escluso il collega Barbagallo - è il tentativo
di trovare la più ampia condivisione.
PRESIDENTE. Allora, mi fate capire bene qual è il motivo per cui,
onorevole Barbagallo, per cui lei continua ad insistere sul
soppressivo?
BARBAGALLO. Presidente, come già ho espresso con riferimento
all'emendamento soppressivo del singolo comma, non ci convince che
il Piano territoriale regionale debba occuparsi di riflessioni,
oltre che urbanistiche, anche riguardanti lo sviluppo socio-
economico della Regione.
PRESIDENTE. Allora, scusi, onorevole Barbagallo, se l'onorevole
Savarino ritiene di poterlo accettare e lo aggiunge.
BARBAGALLO. No, dovrebbe sopprimere le ultime quattro righe.
PRESIDENTE. Va bene, ma se al subemendamento che ha preparato
aggiunge la soppressione di questo, presentiamo lo stesso
subemendamento, votiamo e in due minuti andiamo avanti.
BARBAGALLO. Non è una corsa contro il tempo, Presidente.
PRESIDENTE. Perché ritengo che, onestamente, questo in
particolare fino a paesaggistici possa essere tolto, lo dico
molto sinceramente, onorevole Savarino. Quindi, credo che se
aggiunge quello che dice Barbagallo, votiamo e andiamo avanti.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Intervenga al volo mentre modificano questa cosa,
perché poi dobbiamo andare avanti.
LUPO. Grazie Presidente. Solo per rendere più esplicito il senso
delle cose dette dall'onorevole Barbagallo che condivido. Il PTR è
uno strumento di programmazione pluriennale. Che senso ha legarlo
al DEF che invece sostanzialmente ha una dinamica diversa, sia da
un punto di vista temporale, per i riflessi, per i risvolti che
subisce l'economia, anche per ricaduta nazionale. Sono due cose
assolutamente diverse, distinte.
PRESIDENTE. Ma infatti lo stiamo levando, onorevole Lupo.
LUPO. Tentare di portare la vicenda del DEF perfino dentro il PTR
è una forzatura senza senso.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei, infatti, l'onorevole Savarino
lo sta togliendo, credo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ricapitolando,
quindi. L'articolo diventa che viene cassata la parte operativa, la
proposta è dell'Assessore e non più emanata dall'Assessore ma
proposto dall'Assessore al territorio e poi approvato con delibera
di Giunta, e poi cassiamo da in particolare in poi queste due
righe del secondo comma.
PRESIDENTE. Bene, mi permette allora di fare aggiungere approvato
con delibera di Giunta, perché non c'era scritto in questo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, no, c'era.
L'ho scritto io di mio pugno.
PRESIDENTE. Un attimo che lo stiamo guardando. Allora,
l'emendamento lo stanno lavorando ma credo che non ci siano
problemi, se me lo date un attimo così lo leggo e senza
distribuirlo lo votiamo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Qua, qua sta arrivando. Eccoci qua, se me lo date lo leggo, per
favore.
Dai intanto leggiamolo poi lo firma, così andiamo avanti. Si sta
aggiungendo la parte di soppressione da in particolare in poi.
Onorevole Cordaro, me lo faccia leggere così abbiamo risolto il
problema, se però me lo date velocemente. Sono diventati due
emendamenti o è uno solo completo? Sì uno solo scriviamolo qua dai,
va be lo dico io tanto è così.
Allora, al comma 2 dell'articolo 19 la parola emanata è
sostituita dalla parola proposta , e dopo la parola identità
siciliana inserire le parole e approvate con delibera della
Giunta regionale ; sempre al comma 2 le parole da in particolare
fino ad ambientali e paesaggistici sono soppresse. Quindi mi
sembra che così possa andare bene, con il parere favorevole di
tutti lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono)
Il parere del Presidente Di Mauro l'avevo già acquisito, non è
compreso in questo. Ah no, è il comma successivo, colleghi, questo
è il comma 2
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
ed ora votiamo di sopprimere e da una parte operativa .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Andiamo avanti che non c'è alcun problema.
Si passa all'emendamento 19.30, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Barbagallo, questo è un emendamento
della Commissione. Lo possiamo votare? Non ho capito niente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, avendo soppresso al comma 2 la parte
operativa, il comma 3 che specificava cos'era la parte operativa,
non c'è più, quindi, deve essere espunto.
PRESIDENTE. Non è così, votando il 19.30 risolviamo il problema.
CRACOLICI. Come non è così? No, il comma prima.
PRESIDENTE. Le stiamo sostituendo la parte operativa è sostituita
con le linee guida. Onorevole Cracolici, la prego.
Pongo in votazione l'emendamento 19.30. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.31, della Commissione.
BARBAGALLO. C'è l'emendamento 19.10.
PRESIDENTE. C'è l'emendamento soppressivo 19.10, a firma degli
onorevoli Lupo ed altri. A me li avevano tolti i soppressivi perché
così eravamo rimasti d'accordo, per cui me li devono rimettere.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiediamo la
soppressione perché sempre nell'ottica di agevolare la comprensione
perché questa norma la dovranno applicare tutti.
Insomma, l'idea che il PTR attraverso la parte strutturale
strategica venga attuato attraverso appositi decreti
interdipartimentali mi sembra un procedimento che aggrava la
procedura e non la semplifica. Così come, onestamente, già la
precisazione del comma 3, che abbiamo mantenuto eccetera, con
riferimento alle modifiche
PRESIDENTE. Sì, però, c'è un emendamento sostitutivo della
Commissione. Se vediamo quello che è il 19.31, vediamo se le sue
obiezioni rimangono ancora valide perché altrimenti è inutile che
facciamo
Quindi, vediamo un attimo l'emendamento 19.31. Se lo approviamo
viene meno questo ragionamento. L'importante è che lei prima mi
ritiri gli emendamenti soppressivi. Perfetto.
Pongo in votazione l'emendamento 19.31. La Commissione e il
Governo sono favorevoli
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto l'emendamento 19.35? Questi sono tutti preclusi.
Si passa all'emendamento 19.11, sul comma 5, a firma degli
onorevoli Lupo ed altri. Onorevole Barbagallo, è mantenuto?
BARBAGALLO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.1, a pagina 15, sempre a firma degli
onorevoli Lupo ed altri. L'emendamento 19.1, è ritirato? Sì, sì,
sì, è già cambiato per cui è addirittura precluso.
Si passa all'emendamento 19.12, sul comma 6, a firma degli
onorevoli Lupo ed altri.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, se voi state calmi, a poco a poco, diamo le
spiegazioni di tutto.
LUPO. Signor Presidente, posso? Solo una precisazione, dal momento
in cui abbiamo abolito la parte operativa del PTR è rimasto il PTR
punto e basta, cioè non ha senso continuare a parlare della parte
strutturale strategica. Quindi, tutte le volte in cui si parla del
PTR, resti solo il PTR perché non c'è più il distinguo.
PRESIDENTE. In sede di coordinamento lo possiamo sistemare, se
questa cosa è vera, non c'è problema.
LUPO. Signor Presidente, il comma 6, propone la parte strutturale
strategica. Se non c'è più quella operativa, è rimasto il PTR e
basta.
PRESIDENTE. Siamo d'accordo, lo vedremo con il Governo. Se è
possibile lo vedremo in sede di coordinamento formale.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Sì, il Governo è d'accordo agli emendamenti soppressivi
delle lettere d) ed f). Lo avevamo già detto in precedenza perché
abbiamo coordinato l'articolo in maniera nuova e, quindi, è
assolutamente coerente.
BARBAGALLO. Trenta secondi posso spiegare.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, per capirci, io ho un
emendamento che non capisco se quando dice di sopprimere le lettere
d) e f), la e, è congiunzione. È congiunzione, non è e) ed f). È
vero che tanto rimane quello che stiamo dicendo, per cui mi
permette che lo correggo. Ha già dato il parere favorevole
l'assessore, mi sembra.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, proprio perché insistiamo su questa
impostazione che salvaguarda le competenze dei comuni, è giusto che
la proposta dei carichi ammissibili negli enti locali la facciano
gli enti locali a seguito della loro istruttoria e della loro
verifica. E, infatti, abbiamo chiesto la soppressione. Della
lettera f) abbiamo chiesto la soppressione, perché l'idea di
disegnare ancora in Sicilia poli turistici, commerciali e
industriali, credo che ormai sia superata da tempo.
PRESIDENTE. Abbiamo il parere positivo di Governo e Commissione,
quindi sopprimiamo le lettere d) ed f). Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevole Di Mauro mantiene l'emendamento nella parte
operativa? Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
A questo punto gli altri sono preclusi, ovviamente. Abbiamo già
detto f), ora ci aggiungiamo la i)? Un attimo, calma onorevole
Cracolici, l'assessore sta valutando, al volo mi dirà di sì e,
quindi, lo possiamo votare. Assessore, credo che sia vagamente
corretto così.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sui centri
storici io volevo adottare lo stesso criterio che abbiamo adottato
in precedenza, modificando il termine individuazione', in criteri
per', in modo da evitare la soppressione perché, comunque, in
un'idea di pianificazione
PRESIDENTE. Anche questo è valido, secondo me, onorevole
Cracolici. Come lo possiamo modificare? Dobbiamo fare un
subemendamento veloce, onorevole Savarino. Perché è giusto quello
che diceva l'onorevole Cracolici, ma è giusto quello che dice
l'assessore. Per cui se lo possiamo cambiare così.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Assessore Cordaro, volevo rappresentare l'importanza
del comma 7. Finalmente abbiamo una legge che stabilisce la
possibilità da parte degli enti locali ricadenti in ambiti di
limitate possibilità di sviluppo o forme di compensazione
ambientale ed energetica per interventi che determinano impatti
rilevanti sul territorio, anche in comuni non direttamente
interessati dagli interventi stessi'. Questa è una norma di grande
rilievo e di grande apprezzamento perché consente ai comuni di
potere agire e di potere risolvere alcuni problemi che spesso
hanno, a causa di un territorio ristretto. Ed è un apprezzamento
che rivolgo al lavoro fatto dal Governo e dalla Commissione. Perché
questo comma 7, credo che sia un comma su cui tutti non possiamo
che essere concordi.
PRESIDENTE. È pronto, è già scritto che lo posso leggere e
andare avanti?
Allora l'emendamento della Commissione, l'articolo 19 comma 6,
alla lettera i), sostituire la parola azioni , con individua i
criteri di .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resta seduto; chi è
contrario si alza.
(E' approvato)
Gli emendamenti al comma 6, a questo punto, sono tutti preclusi.
Si passa al comma 7, onorevole Lupo, dopo l'intervento
dell'onorevole Di Mauro, sarebbe difficile che voi lo manteniate, o
no?
Che ha detto che è il comma più bello di tutta la legge Poco fa
è intervenuto l'onorevole Di Mauro, facendo i complimenti per il
comma 7, per cui pensiamo che sia ritirata la soppressione.
BARBAGALLO. No lo ritiro, insisto nella compensazione, Anche
perché voglio dire compensazione territoriale intercomunale, poi la
competenza è sempre per legge
PRESIDENTE. Benissimo, basta saperlo.
Quindi lo mettiamo in votazione.
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 19.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 19.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. E' aperta la votazione per sopprimere il comma 7.
Chi lo vuole sopprimere deve premere il verde.
Il parere della Commissione e del Governo, nel sopprimere un
comma che hanno scritto è inutile chiederlo onorevole Barbagallo
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Noi siamo per
l'idea di conservare il comma 7, perché vorrei parlare all'Aula
perché per dichiarazione di voto, che il principio della
compensazione di voto territoriale, viene introdotto per la prima
volta all'interno del sistema legislativo regionale.
E' un tema veramente innovativo, pregherei i colleghi del
Partito Democratico di ritirare la proposta di soppressione, perché
questo è un punto qualificante della legge
Poi se lo dice anche l'onorevole Di Mauro, a maggior ragione.
PRESIDENTE. Onorevoli siamo già in votazione aperta. Non è che
uno apre una votazione e poi si comincia a discutere, per cui chi è
favorevole alla soppressione vota verde; chi è contrario vota
rosso.
Mi raccomando di lasciare il dito ed estrarre il tesserino senza
reinserire il tesserino.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti 63
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 21
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Andiamo avanti, l'altro è precluso, il 19.34 è invece già
contenuto nel testo onorevole Calderone.
Si passa all'emendamento 19.36.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 19.36.1. Ed è stato distribuito 10 minuti fa.
Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo e
della Commissione. Chi è favorevole resta seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 19.36.
Lo pongo in votazione, come modificato, con il parere favorevole
del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resta seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 19. Pongo in votazione,
l'articolo 19, nel testo risultante. Chi è favorevole resta seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Come vedete l'articolo 19, che era complicato, in pochi minuti
lo abbiamo approvato. Siamo diventati più bravi.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Effetti del Piano territoriale regionale
1. Il PTR costituisce quadro di coerenza generale e di
riferimento per la valutazione di compatibilità degli atti di
governo del territorio degli Enti locali, enti gestori di aree
naturali protette, nonché di ogni altro ente dotato di competenze
che abbiano incidenza sul territorio.
2. Le valutazioni di compatibilità rispetto al PTR, sia per gli
atti della stessa Regione che per quelli degli Enti locali o di
altri enti, concernono l'accertamento dell'idoneità dell'atto,
oggetto della valutazione o verifica, ad assicurare il
conseguimento degli obiettivi fissati nel PTR, salvaguardandone i
limiti di sostenibilità previsti.
3. Le previsioni del PTR prevalgono sulle disposizioni
eventualmente difformi contenute nei piani territoriali degli Enti
locali. In tal caso, questi ultimi, entro novanta giorni dalla data
di approvazione del PTR, conformano i propri strumenti
pianificatori al PTR mediante atto deliberativo consiliare».
Onorevole Cracolici, il Presidente della Regione sarà felice di
parlarle, ma stiamo votando. Ah se l'ha chiamato il Presidente
allora va bene
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io vorrei che fosse chiaro che
dell'articolo 20 il Partito Democratico non condivide una parola.
E' assolutamente contrario all'impostazione del Governo del
territorio dell'urbanistica che abbiamo professato sin dall'inizio
della trattazione di questa norma.
Dire che il PTR costituisce criterio di riferimento per la
valutazione della compatibilità degli atti di governo di tutti i
comuni siciliani, e di tutti gli enti gestori delle aree protette,
è una cosa fuori dal mondo. La stessa cosa nel comma 2 che,
addirittura, entra nelle competenze dell'accertamento dell'idoneità
degli atti, per non parlare della clausola di prevalenza del comma
3.
Se il Governo aveva intenzione sin dall'inizio di definire
un'urbanistica che partisse dall'alto, era nelle cose, era una
scelta politica, ma non è che possiamo con un colpo di spugna
cancellare le competenze dei comuni, delle aree naturalistiche
protette, dei parchi naturalistici, le scelte di competenza
prettamente ambientale, naturalistica, di competenza degli altri
enti, non è che ci può essere un solo organo di governo che si
occupa della pianificazione territoriale nella Regione siciliana.
E' fuori dal mondo, contrasta anche con gli altri principi
normativi attuati nelle altre Regioni. Dopo quattro evoluzioni
normative è una cosa fuori dal mondo, io non lo so com'è potuto
arrivare in Aula in questa determinazione, e invito i colleghi,
credetemi, al di là del colore politico, al di là delle tensioni in
Aula e dei rancori, è un passaggio delicato, spero prevalga il buon
senso, il dialogo ed il confronto in un momento così delicato,
perché veramente stiamo facendo un salto nel buio.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Presidente e Assessore, se è vero com'è vero che
abbiamo tracciato una linea dopo gli emendamenti dell'onorevole Di
mauro, dopo quelli del PD, sul fatto che dobbiamo ragionare su
queste piramide invertita, in effetti l'articolo 20, non tutto, ma
delle parti, dovrebbero essere soppresse, come il comma 3.
E' chiaro che il comma 3, automaticamente, nello stabilire che
le previsioni del PTR prevalgono sulle disposizioni eventualmente
difformi dei piani territoriali degli enti locali, quindi anche del
PUG, è chiaro che questo contrasta con il principio che ormai
abbiamo delineato, perché mi sembra sia chiaro che abbiamo
stabilito politicamente che il PTR non può prevalere - nel
dettaglio chiaramente - nel PUG.
Ora, questa è la linea politica che ha individuato l'Aula, se
dobbiamo rimanere coerenti, non dico di stravolgere tutto
l'articolo 20, perché cadrebbe anche una parte importante di questa
norma, ma il comma 3, in effetti, non ha più senso di esistere,
perché oramai la linea quella è. Tra l'altro verrebbe difficile
anche una lettura coordinata, nel senso che l'articolo 19
stabilisce delle linee guida e dei criteri, ma come fai poi a
coordinare queste linee guida e questi criteri con il comma 3,
quando dice che ci deve essere la convergenza con il PUG. Ok?
PRESIDENTE. Prego Assessore Cordaro, credo che questa cosa vada
sistemata.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
siccome se non sbaglio in Commissione c'eravamo tutti quelli che
oggi sento intervenire, quindi prendo atto di un ripensamento in
qualche modo. E però, leggo il testo perché non credo che
l'interpretazione nel merito sia quella stricto sensu che ho
sentito da ultimo. Perché, partendo dal presupposto che è passato
all'articolo 19, l'articolo 20 - in buona sostanza - altro non fa
che adottare i principi, i criteri e le linee guida che ci siamo
dati con l'articolo 19, dettando in buona sostanza un criterio che
io ritengo sacrosanto, altrimenti, se su ogni articolo ci dobbiamo
dire che cos'è il PTR e a che cosa serve , abbiamo parlato di
cornice, abbiamo parlato di criteri, abbiamo parlato di principi,
abbiamo parlato di cornice strategica.
E allora leggiamo il comma 3: Le previsioni del PTR prevalgono
sulle disposizioni difformi contenuti nei piani territoriali degli
enti locali . E scusate, allora a che cosa deve servire il PTR se
poi i singoli Comuni, al netto delle linee guida
BARBAGALLO. Escono dalla cornice.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Escono da
quella che è la cornice.
Io non comprendo, così come non comprendo che, nel caso in cui
questo accada, entro 90 giorni dalla data di approvazione del PTR,
conformano i propri strumenti pianificatori al PTR mediante
delibera consiliare, cioè non è che c'è una conseguenza di
carattere sanzionatorio, c'è soltanto un'idea giuridica, che è
coerente con il lavoro che abbiamo fatto di cesello. Perché vorrei
ricordare a tutti che, avere modificato l'articolo 19 nelle parti
su cui il Governo e la Commissione hanno ritenuto di essere
d'accordo, non significa che ci siamo rimangiati il principio, il
principio è la E' stato approvato ed è sacrosanto.
Io invito tutti i colleghi a riflettere, perché veramente
rischiamo, con il fatto che per forza deve passare l'idea di
modificare qualcosa, di rovinare un prodotto - e lo dico
soprattutto ai colleghi che sono intervenuti - che fino ad ora è
assolutamente coerente.
L'articolo 20 non entra nel merito, se non nel caso in cui
stabilita una cornice, che è quella del PTR, e quindi non impone,
abbiamo detto, ma parla di criteri, a quel punto se il Comune si
discosta gli dici Ma non ti puoi discostare perché stai uscendo
fuori dalla cornice .
Allora, per quanto mi riguarda, al di là di qualche piccola
modifica, io chiedo all'Aula di votarla e al Presidente
dell'Assemblea di mettere in votazione l'articolo 20 così com'è. E
vorrei che melius re perpensa ci rifletteste, perché credo che
sia una cosa di buon senso.
PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, il comma 3 dice qualcosa che
esiste già, cioè è ovvio che se nell'articolo precedente è stato
stabilito per legge che i criteri vanno decisi, e i Comuni li
devono seguire, scrivere nel caso in cui' cioè le previsioni
prevalgono, non prevalgono su niente, lo devono fare per forza, non
c'è un qualcosa, poi possiamo scrivere che nel caso in cui i
Comuni non si allineassero alla cosa della Regione allora c'è la
sanzione', ma riscrivere che prevalgono, non è un fatto di
prevalenza, ormai per legge lo devono fare, quindi che significa
prevalgono, voi date le indicazioni e i Comuni li devono eseguire,
nel caso in cui non li eseguono c'è la sanzione.
Non so se è chiaro, io eviterei questo prevalgono, perché non c'è
un fatto di prevaricazione, c'è un fatto di obbligo, i Comuni lo
devono fare, per cui se non lo fanno c'è la sanzione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, Assessore Cordaro, io ho presentato a
proposito di questo articolo 20, che considero importante, un
emendamento, che è il 20.10, e parto dall'assunto che è l'articolo
19, così come è stato modificato, e nell'emendamento scrivo: Il
PTR rispetto ai contenuti di cui all'articolo 19 (quindi quello che
abbiamo approvato) costituisce il quadro di riferimento per gli
atti di Governo nel territorio degli enti locali etc.. quindi, è
una norma coerente con quello che abbiamo approvato.
Il ritiro del 20.9, e ribadisco la necessità del comma 3 per una
ragione semplice, perché il comma 3 deve stabilire con chiarezza
che cosa significa il PTR e il PUG, perché non può il PUG non
essere subordinato al PTR, altrimenti io non ho capito niente,
altrimenti io questa legge non l'ho capita.
Allora, noi dobbiamo prendere atto che ci sono le linee
strategiche non più individuate, dobbiamo stabilire che non ci sono
più le individuazioni, ma ci sono linee di carattere generale, ed è
chiaro che il mio territorio si deve uniformare alle linee
strategiche affinché l'indirizzo del Governo, secondo una
programmazione anche di natura economica, i fondi FSC deve il
Comune orientarsi.
Questo è per avere certezza giuridica rispetto a tanti geometri e
ingegneri che, ovviamente, poi brancolano nel buio.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, l'assessore ha
chiesto un attimo un chiarimento, prima del suo intervento.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ascolterò con
interesse l'onorevole Cracolici. Onorevole Di Mauro, le vorrei dire
che nel faldone all'emendamento 20.10 c'è scritto si, quindi quando
io dico che se noi attendessimo la trattazione dei singoli
emendamenti ...
PRESIDENTE. Assessore, scusi, posso darle un consiglio? Per il
prossimo articolo lei chiede la parola prima, e comunica quali sono
le cose per cui c'è un sì, perché io devo andare in ordine. Io non
posso chiedere di votare prima un emendamento, quando ce ne sono
otto davanti, per cui sono obbligato Allora forse è meglio che il
Governo o la Commissione chiedano subito la parola, dicano quali
sono gli emendamenti Non è che io qua ho scritto sì o no, io non
so quali sono quelli dico fatelo Così chiariamo subito.
Lo dico senza polemica: se c'è un articolo io lo leggo;
dopodiché ci sono gli emendamenti; il mio obbligo è mettere in
votazione gli emendamenti nell'ordine in cui sono stati scritti,
per cui se c'è qualche motivo per cui sono inutili quegli
emendamenti, lo sapete voi, non lo posso sapere io. Io non so quali
sono quelli a cui dovete dire sì e quelli a cui dovete dire no.
Ditelo prima voi e risolviamo il problema.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Devo dire che la questione che stiamo discutendo mi
vede, in qualche modo, comprendere le ragioni di quest'articolo da
parte del Governo per una ragione sostanziale. Il procedimento di
approvazione dei piani regolatori con questa legge non è più quello
che conosciamo.
Sarà ora il consiglio comunale che lo approva, quindi da quel
momento l'atto è approvato e la Regione non è più quella che riceve
il piano, lo valuta e poi lo approva con decreto. Quindi, è
evidente che una forma in qualche modo di valutazione, rispetto ai
criteri e alle linee guida e alla coerenza dell'atto approvato, ci
deve essere. Quindi lo dico a scanso di equivoci.
Mi permetto però di suggerire al Governo di usare un'espressione
meno da tribunale. Al secondo comma, quando dice le valutazioni di
compatibilità rispetto al PTR, sia per gli atti della stessa
Regione, che per quelli degli enti locali o altri enti, concernono
l'accertamento dell'idoneità dell'atto , cioè questa espressione è
tecnicamente un'espressione da Tribunale. Allora il Governo si
riserva la possibilità di fare prescrizioni sugli atti approvati, e
poi funziona il comma 3, cioè che entro 90 giorni si devono
adeguare; cioè le prescrizioni coerenti alle linee guida. Capisco
che gli avvocati vi siete
PRESIDENTE. Non so se è da Tribunale, però è corretto quello che
dice.
CRACOLICI. Cioè usate un'espressione che dia il senso che c'è un
sistema, come dire, di compartecipazione alla decisione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora,
signor Presidente, posto che per quanto riguarda il Governo il
comma 1 viene sostituito dall'emendamento 20.10 dell'onorevole Di
Mauro, e quindi va in linea anche con l'articolo 19, e con quel
percorso di coerenza che ci stiamo dando, sul comma 2 io, in linea
di principio, condivido quanto dice il collega Cracolici. Sul comma
3 non ritengo si debba modificare alcunché, e le chiederei un
minuto di sospensione per concordare le modifiche del comma 2 in
modo fare un'unica votazione.
PRESIDENTE. Fantastico. I minuti diventano cinque, così abbiamo
il tempo anche di bere un bicchiere d'acqua.
(La seduta, sospesa alle ore 17.24, è ripresa alle ore 17.51)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato presentato l'emendamento
della Commissione, è stato distribuito? Oppure lo leggo se i
colleghi sono d'accordo.
Disposizioni finanziarie (n. 811/A)
PRESIDENTE Prima di passare all'articolo 20, incardiniamo la
legge sulle variazioni, diamo tempo domani a mezzogiorno per gli
emendamenti e poi a fine di questo votiamo quest'altra. Già è
incardinata.
(nn.587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
(nn.587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 20.10 a firma
dell'onorevole Di Mauro. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il parere favorevole del Governo, pongo in votazione
l'emendamento 20.14 della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto possiamo votare l'articolo 20. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
Art. 21.
Procedimento di formazione del Piano territoriale regionale.
1. Il Piano territoriale regionale (PTR) è redatto
dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente di
concerto con l'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana, ai sensi dell'articolo 15 della presente
legge.
2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente di concerto con l'Assessorato regionale dei beni
culturali e dell'identità siciliana, predispone gli atti
propedeutici previsti dall'articolo 15, nonché quelli necessari per
l'attivazione della procedura di VAS in applicazione della
normativa vigente; nei successivi centottanta giorni elabora il
progetto del PTR e lo propone alla Giunta regionale per l'adozione.
La Giunta, nei trenta giorni successivi, adotta il PTR.
Dell'avvenuta adozione è data notizia mediante pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e su almeno un
quotidiano a diffusione regionale. Contestualmente il progetto del
PTR adottato è pubblicato sul sito ufficiale della Regione e
depositato presso il Dipartimento regionale dell'urbanistica per
sessanta giorni. Entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione,
tutti i soggetti interessati possono prendere visione del progetto
del PTR depositato e presentare osservazioni e proposte di
modifica.
3. Il Dipartimento regionale dell'urbanistica non prima di
centoventi e non oltre centoottanta giorni dalla scadenza del
termine per la presentazione di osservazioni e proposte di modifica
di cui al comma 2, indice una o più conferenze di pianificazione
alla quale sono invitati a partecipare i rappresentanti dei
consorzi dei Comuni o delle Città metropolitane, della sezione
regionale dell'ANCI, delle soprintendenze per i beni culturali ed
ambientali competenti della Regione, dell'Autorità regionale
competente in materia di VAS, delle amministrazioni pubbliche e
delle organizzazioni sociali, culturali, economico-professionali,
sindacali ed ambientaliste aventi diritto, che abbiano presentato
osservazioni e proposte di modifica, nonché' di tutte le
amministrazioni pubbliche preposte alla tutela degli altri
interessi coinvolti ai sensi della normativa vigente, secondo
quanto disposto dall'articolo 10. Alla conferenza il Dipartimento
regionale dell'urbanistica può invitare a partecipare altri
soggetti pubblici e privati che per loro specifiche competenze e
responsabilità risultino interessati al Piano. Contestualmente alla
nota di convocazione, il Dipartimento regionale dell'urbanistica
trasmette ai soggetti invitati, in forma telematica, almeno
quindici giorni prima della data fissata per la conferenza, il
progetto di PTR.
4. Se la Conferenza di cui al comma 3 approva il progetto del
PTR, con decreto dell'Assessore per il territorio e ambiente,
sentita la competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana (ARS), è approvato il PTR.
5. Se la Conferenza di cui al comma 3 non approva il progetto
del PTR, lo stesso è trasmesso dall'Assessorato del territorio e
ambiente al Presidente della Regione che decide sulle osservazioni
e proposte di modifica della Conferenza di cui al comma 3. Il
Presidente della Regione, sentita la competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana (ARS) e previa
deliberazione della Giunta regionale, approva con decreto il PTR.
6. Dell'avvenuta approvazione del PTR è data notizia sulla
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, sul sito ufficiale
della Regione e su almeno un quotidiano a diffusione regionale.
7. Il PTR ha validità decennale ed è di norma aggiornato ogni
cinque anni ovvero quando ne facciano specifica istanza i Comuni
singoli o associati, altri enti pubblici interessati o soggetti
privati rappresentativi di interessi collettivi o diffusi, anche ai
sensi delle risultanze del documento di programmazione economico-
finanziaria regionale (DEF). Le varianti, le integrazioni e gli
aggiornamenti del PTR sono sottoposti alla stessa procedura di
formazione di cui al presente articolo con i termini ridotti della
metà.
8. Dalle disposizioni del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione. Agli
adempimenti previsti si provvede con le risorse umane, finanziarie
e strumentali disponibili a legislazione vigente .
Onorevole Barbagallo, sui soppressivi. Facciamo una cosa,
secondo le indicazioni del Governo. Se il Governo ci dice quali
sono le possibili variazioni che sono state fatte con gli accordi
dei Partiti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Io, Presidente, ho una domanda da porre al Governo.
Sul procedimento di formazione del Piano territoriale regionale i
vincoli preordinati
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, scusi un attimo che se
l'assessore non l'ascolta
BARBAGALLO. Abbiamo un dubbio sui vincoli preordinati
all'esproprio. Là c'è pure l'onorevole Trizzino, che così mi
ascolta. Perché mentre per il PUG è chiarito espressamente che i
vincoli preordinati all'esproprio scattano nel momento
dell'adozione del PUG, il Piano territoriale regionale per cui non
si fa nessun riferimento ai vincoli preordinati all'esproprio, non
scattano. Se noi prevediamo una infrastruttura autostradale col
Piano territoriale regionale non scattano vincoli preordinati
all'esproprio per com'è la legge. Questa è la domanda, Assessore,
abbiamo rilevato questa incongruenza, quindi vorrei che fosse fatta
chiarezza su questo aspetto.
Poi, al comma 2, Presidente, la parte finale entro sessanta
giorni dalla data di pubblicazione, tutti i soggetti interessati
possono prendere visione del progetto del PTR depositato' è
incomprensibile, perché non è che c'è un termine per prendere
visione. Dal momento in cui viene pubblicato, tutti potrebbero
prendere visione.
PRESIDENTE. Forse intende sessanta giorni, entro minimo sessanta
giorni, poi fino all'infinito.
BARBAGALLO. Ma perché minimo sessanta giorni?
PRESIDENTE. No minimo, massimo entro sessanta giorni, credo, ma
poi non so.
BARBAGALLO. Ma neanche, non si capisce Presidente. Perché se c'è
un Piano pubblicato.
PRESIDENTE. Se significa che si può fare solo per sessanta
giorni, oggettivamente, è sbagliato.
BARBAGALLO. A noi non tornano i conti.
PRESIDENTE. Io avevo capito diversamente, ma ora ce lo facciamo
spiegare dal Governo.
BARBAGALLO. La stessa cosa vale per la scadenza del termine del
secondo rigo del comma 3, che anche questo è incomprensibile. E poi
ci sono due incongruenze. Quella del comma 4, perché se il Piano
territoriale regionale viene approvato, viene approvato con decreto
dell'assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
Commissione ARS, se invece la Conferenza non adotta il piano,
inspiegabilmente va a finire al Presidente della Regione, che
decide sulle osservazioni e sulle proposte di modifica della
Conferenza, e poi lo manda in Giunta. Insomma è incomprensibile,
cioè servirebbe adottare, intanto, Presidente Miccichè, ci vorrebbe
un unico organo che rappresenta il potere di controllo. O è
l'assessore, o è il Presidente della Regione
Un unico organo che decida sulle osservazioni, non ha senso
cambiare l'organo decidente, e non ha senso neanche che passi in
Giunta, o ci va in un caso o ci va in un altro, quindi c'è
un'incongruenza grave.
O, su queste domande ci sono risposte chiare, oppure suggerisco di
accantonare anche pochi minuti in modo che la Commissione lo
riscrive
PRESIDENTE. Chi pensa di rispondere? l'Assessore; un attimo credo
si stia informando su qualcosa al telefono.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
Presidente della Commissione, intervengo per dare un contributo
alla discussione.
Al comma 3 è individuato tutto un percorso del dipartimento, e i
successivi commi 4 e 5 disciplinano il caso di approvazione e il
caso di non approvazione.
Nel comma 5, cioè nel caso in cui la Conferenza non approva il
progetto del PTR e cioè quindi non è d'accordo, e quindi esprime
delle valutazioni negative, indica, diciamo con documenti alla
mano, a un certo punto viene tutto trasmesso al Presidente della
Regione ecc. ecc,.
Credo che dobbiamo riconoscere un valore a questo diniego. L'idea
che tutto possa essere risolto in un batti baleno tra Governo che
ha redatto il piano e Presidente della Commissione, mi sembra che
faccia diventare irrilevante, assessore Cordaro, tutto ciò che
abbiamo scritto con una declinazione ben precisa, nel comma 3, in
cui individuiamo una serie di rappresentanti dei consorzi comuni,
delle città metropolitane, dell'Anci, delle autorità regionali
competenti in materia VAS, delle amministrazioni pubbliche, delle
organizzazioni sociali, culturali economico, professionali,
sindacali, ambientalisti, aventi diritto che abbiano presentato
osservazioni sulle proposte di modifica nonché tutte le
amministrazioni pubbliche proposte alla tutela degli altri
interessi coinvolti ai sensi della modalità vigente secondo quanto
disposto dall'articolo 10 .
Tutto questo se, per caso, boccia il PTR, non ha valore diciamo,
tutta questa discussione e viene risolta in un batti baleno.
Credo che il Governo dovrebbe fare in modo che il comma 5, che è
il caso in cui ci sia questo dissenso, ci sia un iter più rigoroso
e più a tutela delle osservazioni e delle considerazioni negative
che sono state fatte, da parte dei soggetti individuati dal comma
3.
E' una sottolineatura che rimetto al Governo, affinchè possa
essere corretto questo comma 5, per dare valore a tutto ciò che è
il meccanismo del comma 3.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente, Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente, Volevo
rispondere all'onorevole Barbagallo, perché per quanto riguarda le
osservazioni fatte dal collega Di Mauro, abbiamo già presentato, vi
sono già una serie di emendamenti, poi li illustrerà, perché lo
abbiamo fatto in Commissione, la Presidente Savarino.
Volevo dire al collega Barbagallo che, con riferimento ai vincoli
preordinati all'esproprio, le misure di salvaguardia entrano in
vigore nel momento in cui il PTR, per estratto, viene pubblicato,
quindi, da quel momento le misure di salvaguardia sono operative e
hanno una loro valenza. Credo che questo fughi ogni dubbio.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la risposta
dell'assessore è chiara. Va però inserito nel testo, proprio perché
il vincolo preordinato all'esproprio è un vincolo chiaro, mentre
nel PUG, no non c'è, non si parla. Nel PUG allora perché lo abbiamo
inserito
PRESIDENTE. Assessore, è un problema inserirlo? Allora inseriamo
un subemendamento, ci penserà la Presidente Savarino, che ormai è
diventata bravissima nel presentare subemendamenti al volo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Volevo intanto
illustrare due aggiustamenti che avevamo predisposto come
Commissione, uno è al comma 1.
PRESIDENTE. Che noi non abbiamo?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sono stati già
distribuiti. Il primo riguarda una sensibilità che abbiamo
raccolto, i colleghi sollecitavano la possibilità che le
Commissioni legislative si esprimessero e, in linea con quanto
hanno fatto in altre Regioni d'Italia, abbiamo predisposto questo
emendamento, il 21.27, che permette anche il coinvolgimento delle
Commissione nell'iter di approvazione.
Nell'emendamento 21.31 invece, proprio al comma 4, così come
sollecitavano anche i colleghi negli interventi precedenti, abbiamo
esplicitato cosa succede in caso di dissenso e abbiamo fatto
riferimento ad una recente legge che questa Assemblea ha approvato
che è la legge n. 7 del 2019, la legge sulla semplificazione e,
quindi, abbiamo coordinato questo testo di legge con la legge n. 7
del motivato dissenso.
Rispetto all'ultima sollecitazione fatta dall'onorevole Barbagallo
prepareremo un altro emendamento.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, io nutrivo qualche perplessità già in
Commissione durante il dibattito dell'articolo 21 specificatamente
nella parte in cui gli organi preposti all'interno della conferenza
non trovino l'accordo. Perché la norma, diversamente da come
avviene solitamente negli strumenti di pianificazione, anziché
nominare un commissario ad acta, che in effetti poi viene fatto per
esempio per il PUG, viene rimandata la questione, cioè dirimere la
questione in termini il Presidente della Regione. Questo non
soltanto ha degli effetti giuridici, ma anche politici, nel senso
che nel momento in cui interviene la Giunta ed il Presidente, che
rappresenta un organo politico, è chiaro che andiamo a fare
un'operazione.
Questo l'ho rappresentato in Commissione e ora anche all'Aula
perché è una mia perplessità, se poi l'Aula è d'accordo nel
continuare questa linea io mi adeguo, però questa perplessità la
devo sollevare, ma quanto meno per convincermi dell'errore che mi
sono costruito.
Quindi, il tema qual è? Così com'è strutturato il comma 5 nel caso
in cui non vi sia il parere, non vi sia una soluzione unanime in
conferenza interviene il Presidente della Regione e, quindi,
interviene un organo politico su un aspetto che è tecnico, perché
il PTR è tecnico.
Con l'emendamento 21.31, se non erro, l'emendamento a firma credo
del Governo, andiamo ad aggravare questa situazione, perché in
questo caso la situazione di dissenso è alimentata da
Amministrazione preposta alla tutela dell'ambiente, al paesaggio e
alla salute e incolumità pubblica.
In questo caso, giustamente - lo diceva il Presidente della
Commissione - si interviene con una norma che è stata approvata
l'anno scorso, la legge regionale 7/2019 all'articolo 21. Anche in
questo caso interviene la Giunta, se non erro, e anche in questo
caso che cosa succede? Che un organo tecnico che è chiamato alla
tutela dell'ambiente, alla tutela dei beni paesaggistici viene
sostituito da un organo politico.
Ora, è un tema sul quale un minimo di riflessione la dobbiamo
fare, perché se è vero che il PTR dà delle linee guida è comunque
uno strumento tecnico; sostituire una situazione di questo tipo con
un intervento politico chiaramente apre una riflessione di non poco
conto.
Io sto interrogando me stesso e l'Aula per capire in che termini
ci stiamo muovendo perché è un tema importante. Tra l'altro, c'è
anche un altro emendamento, al comma 5, credo del collega Di Mauro,
che rafforza ancora di più questa impostazione, perché lui
addirittura inserisce un parere, se non erro, vincolante della
Commissione. Nel caso di parere difforme della Commissione
interviene di nuovo il Presidente della Regione a rafforzare il
fatto che c'è un carico politico su una norma che - a mio modo di
vedere - è estremamente tecnica.
Quindi, dobbiamo capire in che termini muoverci. Il PTR è uno
strumento tecnico, c'è poco da fare, altrimenti non verrebbero
coinvolti organi tecnici. Il fatto di demandare al Presidente della
Regione, qualora non vi sia una unanimità, è una scelta, ma
comunque determina un carattere più politico che tecnico ed è uno
strumento che, in realtà, secondo me nella logica dell'articolo 19
deve restare tecnico.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, mi viene detto che in questo
momento è già così. Siccome la legge è già così, perché una legge
dell'anno scorso di questo Parlamento già prevede che sia l'organo
politico poi a scegliere, noi possiamo eliminare questo, se l'Aula
è d'accordo, perché può essere giusto o sbagliato, ma è già così.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Intanto, vorrei chiarire all'onorevole Trizzino, che è
intervenuto su un mio emendamento, il 21.20, io sostituisco il
termine sentito', che è un termine molto generico, ho sentito il
Presidente della Commissione, con le parole previo parere della'
che è più specifico e più concreto se mi permettete.
Secondo. Su questo comma 5 noi dovremmo fermarci un momento per
cercare di individuare un percorso che sia più rigido nel caso in
cui non ci sia l'approvazione di cui al comma 3. Questa è la mia
sollecitazione; poi, per carità, se il Governo insiste, però
trovare una formula che sia più rispettosa dei dinieghi che sono
stati operati.
L'indicazione che illustrava poco fa l'onorevole Savarino,
Presidente della Commissione, è aggirare l'ostacolo, non è il
Presidente ma è la Giunta, è la stessa cosa, onorevole Savarino.
In questo caso noi dobbiamo comprendere che valore dare al diniego
che la conferenza di cui al comma 3 è stata data. Se alcuni
dirigenti dell'urbanistica dicono al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'urbanistica: Caro Assessore, stai sbagliando ,
noi non possiamo non apprezzare quello che hanno detto questi
uffici. Quindi, per carità, o non gli chiediamo il parere e andiamo
avanti oppure se glielo chiediamo e ci danno il parere negativo ci
sarà una ragione.
Quindi, questo dissenso ha un valore, dobbiamo trovare il sistema
come superarlo e giuridicamente essere a posto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io vorrei dire all'onorevole Di Mauro che veramente mi
risulta difficile pensare che ci possa essere un organo politico,
sia esso l'Assessore, sia la Giunta o sia il Presidente della
Regione, che nel contrario avviso dei dirigenti e dei funzionari si
ostini ad approvare tuttavia un PTR. Quindi, la dizione così com'è
non dice che approva il PTR così com'è, approva il PTR sulla base
anche facendo tesoro, ma questo pensavo fosse abbastanza magari
non è scritto testualmente - e questo lo comprendo onorevole Di
Mauro - ma è chiaro che rispetto alle indicazioni di difformità o
di diniego o di bocciatura del PTR le indicazioni tecniche che sono
di rilievo e che hanno portato a quell'idea non potranno che
essere fatte proprie dal soggetto politico che finirà per approvare
il PTR.
Ciò detto, io vorrei dall'onorevole Trizzino una soluzione
alternativa, perché qualcuno il PTR deve approvarlo; cioè, è chiaro
che è un atto tecnico, ci mancherebbe, non può che essere questo,
ma perché diventi un atto di concreta amministrazione e diventi un
atto cogente per la Regione siciliana ci vuole un'approvazione da
parte di un soggetto politico.
Allora, o individuiamo una soluzione diversa, ma obiettivamente
più del Presidente della Regione non credo che ci possa essere,
tanto più - e arrivo - che il Governo ritiene di fare proprio, di
fare buono l'emendamento dell'onorevole Di Mauro che dice di
sostituire la parola sentite' con previo parere della
Commissione'.
Mi pare che così noi perfezioniamo il percorso, diamo dignità
all'attività dell'Assemblea regionale, diamo dignità ad una
decisione che è presa dal massimo delle autorità e, soprattutto,
diamo precisione ad un percorso che mi pare sottointeso.
Obiettivamente, non penso che una legge possa dire nel caso in cui
viene bocciato il PTR il Presidente della Regione, che lo approva,
l'approva sulle basi delle indicazioni difformi date dai tecnici
mi pare in re ipsa.
Questo è il filo logico che noi abbiamo seguito e, quindi, credo
che con gli emendamenti prospettati, a partire da quello
dell'onorevole Di Mauro, il percorso diventi un percorso anche in
questo caso coerente, ma siamo aperti ad eventuali ulteriori
indicazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, chiedo scusa, se non ho capito male
credo che questa legge serva fondamentalmente perché, se su quattro
pareri tre sono favorevoli e ce n'è uno contrario, ci deve essere
qualcuno che si prende la responsabilità di dire sì o di dire no. E
allora, io credo che se proviamo a scrivere che nel caso in cui i
pareri fossero tutti contrari è di fatto bocciato e che non ci può
essere poi un organo politico che decide contrariamente a quanto la
Commissione ha fatto ma non c'è dubbio che oggi la metà delle
cose che si dovrebbero fare sono paralizzate che c'è uno che dice
no, anche se c'è il sì di tutti gli altri. A questo punto che ci
sia un organo, che non può che essere politico, che decida cosa si
deve fare
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Faccio
un'integrazione, perché la sua osservazione è assolutamente
pertinente. Nel momento in cui il tecnico - chiunque egli sia, se
interviene la Sovrintende la Sovrintendente, piuttosto che il
dissesto, piuttosto che il Corpo forestale, piuttosto che il Genio
civile, piuttosto che i dirigenti dell'Urbanistica o dell'Ambiente
- dicono che quel piano, per ragioni diverse a seconda delle
competenze, non può andare, è evidente che daranno le indicazioni
sul perché non può andare, presidente Micciché, e quindi a quel
punto è assolutamente automatico che tranne un assessore, un
Presidente della Regione o una Giunta folle non potranno che
adeguarsi a quelle che sono le indicazioni dei tecnici, salvo che
si dovesse scoprire - e sto facendo un paradosso - che folli sono i
tecnici. Quindi mi pare che nella legge sia tutto precisato in
maniera assolutamente coerente. Dopodiché se c'è da aggiungere
qualche passaggio di ulteriore chiarimento
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, chiedo scusa, io non credo che ci
saranno Presidenti della Regione così folli, ma questa Terra ha
dimostrato più volte che potrebbero esserci tali pressioni che
anche un Presidente della Regione - per fortuna non certamente
quello che abbiamo oggi, ma nel futuro non si può sapere mai -
potrebbero, avendone il potere, teoricamente cambiare
Allora io dico che se noi troviamo un sistema per cui, in caso di
non unanimità, ci deve essere un politico - perché non può che
essere politica la scelta - che decide, è una cosa che mi trova
assolutamente favorevole.
Se c'è unanimità di contrarietà a quel punto io vorrei evitare che
ci sia chiunque possa essere che può, in qualche maniera, cambiare
il parere.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Forse, anzi probabilmente mi sono spiegato male. Io
l'articolo lo voglio lasciare esattamente per com'è. Cioè la mia
perplessità in origine l'ho manifestata in Commissione e la
Commissione ha deciso che ci deve essere il Presidente della
Regione che, in ultima istanza, qualora non ci sia la conformità,
decida. Va bene, è una scelta politica su un organo tecnico. Ci può
stare perché o scegli il commissario o scegli il presidente.
Io sono contrario ad alcuni emendamenti e quando parlavo
dell'onorevole Di Mauro non mi riferivo all'emendamento che
sostituisce la parola sentita , ma a quello successivo, il 21.19,
è lì che diamo troppo potere all'organo politico. Ma che sia il
Presidente della Regione in ultima istanza, qualora non vi sia
concomitanza nella decisione, a me va bene e, infatti, io non lo
voglio toccare.
Sono contrario a tutti quegli emendamenti che caricano la figura
politica di una competenza che, a mio modo di vedere, deve comunque
rimanere tecnica. Per cui, posso condividere l'emendamento
dell'onorevole Di Mauro, il 21.20, ma quello successivo, che ha una
numerazione diversa, il 21.19, ma è successivo, non lo posso
condividere.
Così come non posso condividere - per quanto come lei, signor
Presidente, dice: è legge della Regione - l'emendamento 21.30.
Noi ci siamo espressi in modo contrario quando ci fu la votazione
l'anno passato. Se è legge, lasciamo il mondo come si trova, si
applica ugualmente. Perché ribadire questa cosa anche in questa
assise, dal momento che già comunque il Presidente della Regione si
può pronunciare se non c'è unanimità da parte della Conferenza?
Lasciamo l'articolo 21 così com'è dal punto di vista del comma 5.
PRESIDENTE. Assessore, quello che dice l'onorevole Trizzino è se
non c'è unanimità; ma se c'è unanimità contraria la bocciatura deve
essere obbligatoria, come dire. In caso di non unanimità allora
deve essere l'organo politico a scegliere, sono d'accordissimo;
però in caso di unanimità, per quanto contrario, in qualche maniera
non può essere modificato.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, soltanto qualche osservazione per
dare il mio contributo. Presidente, io credo che sia - e sono
d'accordo con l'onorevole Trizzino - un buon articolo. Ci sono una
serie di pareri tecnici.
Noi dovremmo prevedere un Presidente della Regione che si discosta
violando la legge da una serie di pareri tecnici e poi sarà non
soltanto una responsabilità politica; perché io credo che noi
stiamo osservando e stiamo verificando una patologia del sistema
perché se il sistema funziona, questo, come io ritengo, è un buon
articolo. Credo sia di una evidenza tecnico-giuridica assoluta.
Se poi si vuole inserire, come ha suggerito lei condivisibilmente
Presidente, che su tutti questi organi che dovranno esprimere un
parere c'è all'unanimità una contrarietà o un dissenso rispetto
all'approvazione del PTR, possiamo mettere una norma di vincolo al
Presidente che non può chiaramente andare oltre che credo - mi sia
consentito, ma questa è la mia opinione - un Presidente della
Regione siciliana davanti a tutto il mondo che dice no non credo
che per una scelta politica violando la legge, perché tutti questi
organi se esprimono un parere negativo non esprimono un parere
negativo così per caso, lo esprimono facendo riferimento a precise
normative di legge.
Quindi, io credo che la soluzione potrebbe essere quella suggerita
da lei, signor Presidente, magari facendo questo riferimento
all'unanimità, altrimenti lasciare la norma così com'è perché è
stata arricchita anche dal contributo che ha dato l'onorevole Di
Mauro perché viene investita pure la Commissione. La Commissione
tecnicamente e politicamente è in condizione di esprimersi.
Quindi, io credo che stiamo perdendo molto tempo dietro una
questione che, a parere del sottoscritto, non si pone per nulla
almeno da un punto di vista tecnico. Comunque, suggerisco anche al
Presidente di potere verificare questa possibilità di inserire,
come dicevo, all'unanimità negativa, a cui faceva riferimento il
Presidente dell'Assemblea.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Ci sono tre, quattro questioni su
cui vorrei intervenire. Parto dalla riflessioni che ha fatto
l'onorevole Calderone.
Io ho avuto la fortuna prima di fare il deputato di essere
componente del Consiglio regionale all'urbanistica. Io non mi
ricordo mai un Piano regolatore approvato con un parere contrario.
Cioè è fuori dal mondo approvare il Piano regolatore col parere
contrario della Sovrintendenza, del Genio civile, dell'Ente parco
competente. Quindi, voglio dire, mi sembra e credo che non esista
in questa terra un Assessore regionale al territorio e ambiente, un
Dirigente generale, un Presidente della Regione che si assuma la
responsabilità di approvare un Piano regolatore con un parere di
compatibilità contrario.
Quindi, prima questione. Seconda. Sulla competenza a decidere le
osservazioni e le opposizioni, certamente Presidente non può essere
un organo politico perché serve per forza un'istruttoria tecnica
che, nel caso dell'Assessorato - spero che il Segretario anche ci
ascolti da questo punto di vista - che nel caso dell'Assessorato
regionale al territorio e ambiente c'è un'istruttoria tecnica che è
data dagli uffici e dal dipartimento urbanistica, non è che la
Presidenza della Regione nei suoi uffici ha istruttorie e soggetti
competenti che possono istruire un'osservazione o un'opposizione al
Piano territoriale regionale.
Terza questione. L'organo che approva deve essere lo stesso o, in
ogni caso, l'Assessorato regionale al territorio e ambiente e, come
avviene adesso, Segretario, sempre il Dirigente generale, non è
l'Assessore che approva, è il Dirigente generale, è un atto di
gestione e, quindi, è in capo a quel soggetto; non può essere di
competenza di un organo politico.
Quindi, io spero che su queste tre questioni che mi sembrano
oggettive e serene si trovi la quadra e facciamo anche una
brevissima riscrittura o un emendamento condiviso.
PRESIDENTE. Sulle osservazioni fatte il Governo come si pone?
Stiamo sistemando qualche cosa o vado avanti alla votazione?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, lei ha sottoposto un tema che stiamo affrontando in due
minuti considerato il fatto che sulla, tra virgolette, norma di
salvaguardia che riguarda la possibilità di un chiarimento del
percorso nel caso di difformità o nel caso di voto contrario, credo
che valga la pena di approfondirlo e di scriverlo in maniera più
chiara.
PRESIDENTE. Vogliamo andare avanti e accantoniamo mentre voi lo
sistemate oppure siamo costretti a fermarci...
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, io andrei
avanti, Presidente, se l'onorevole Trizzino e l'onorevole Savarino
intanto stanno scrivendo questa integrazione per poterla sottoporre
all'attenzione.
PRESIDENTE. Possiamo accantonare un attimo l'articolo 21 e andiamo
avanti e poi lo riprendiamo quando si risolve questo?
Allora, sospendiamo due minuti perché gli Uffici mi suggeriscono
che sono tutti a cascata; per cui, è meglio risolvere prima questo
per poi andare avanti sugli altri. Per cui, sospendo la seduta per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Riprendiamo, onorevole Savarino sono state fatte
alcune modifiche, o no? Le do la parola così dice quello che è
stato fatto, così cominciamo a votare.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente abbiamo aggiustato alcune cose nel comma 2 e nel comma
3, credo sia stato distribuito, e poi quegli aggiustamenti di cui
avevo
PRESIDENTE. Onorevole Savarino un attimo solo. Ci sono sia il 2
che il 3? Allora va bene.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Quindi,
possiamo procedere.
PRESIDENTE. Il 21/31 per i palermitani che si ricordano era un
autobus quello che andava a Mondello, c'era il 21/31.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E poi ci sono
gli altri emendamenti che avevamo già presentato - come
Commissione - dovremmo avere il quadro chiaro
PRESIDENTE. Abbiamo tutto, è tutto regolare? Possiamo andare?
Assessore Lagalla non ci si metta pure lei, grazie. Facciamo sedere
Cordaro così ci dice se possiamo partire, se è stato tutto
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, per quanto
ci riguarda possiamo votare Presidente.
PRESIDENTE. Benissimo. Onorevole Barbagallo con le sistemazioni
che sono state fatte i soppressivi sono ritirati?
BARBAGALLO. Assolutamente sì, ovviamente Presidente vanno bene i
commi 2 e 3, io per il 4 e il 5 ho capito che non è cambiato niente
e continuiamo ad essere un po' preoccupati.
PRESIDENTE. Adesso vediamo, intanto votiamo i 2 e 3 così siamo,
allora, quindi c'è tutto consegnato? Allora il 21.27, riscrittura
della Commissione, con il parere favorevole del Governo lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 21.32, il famoso 21 quello dell'onorevole
Barbagallo, le osservazioni di Barbagallo, benissimo. Con il parere
favorevole del Governo e della Commissione lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 4, emendamento 21.23 dell'onorevole Palmeri, è
mantenuto?
No noi non approviamo commi, abbiamo approvato alcuni emendamenti
e ora nell'ordine c'è il 21.23. E' ritirato, perfetto.
Andiamo avanti, ora c'è il soppressivo del 4, e c'è un emendamento
della Commissione che è il famoso 21.31, che dovreste avere.
BARBAGALLO. Insisto sul soppressivo, signor Presidente, noi
abbiamo atteso ma assessore Cordaro, non funziona il comma 5. E'
sotto gli occhi di tutti, ci costringete a fare un soppressivo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Noi sul comma 5
abbiamo preso
PRESIDENTE. Scusate se siamo al comma 5, il soppressivo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, il comma 4.
PRESIDENTE. Ah, il comma 4, bene.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente al comma 4 abbiamo preso in considerazione, proprio per
un ulteriore ragionamento di salvaguardia e di legittimazione
dell'Assemblea, l'emendamento 21.20 al quale diamo parere
favorevole perché il termine sentita la Commissione viene
sostituito dalle parole previo parere della Commissione .
Quindi, la procedura diventa assolutamente coerente. Si tratta,
quindi, di un parere della Commissione, di un voto di Giunta e di
un decreto del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Mi sembra corretto. Onorevole Barbagallo?
BARBAGALLO. Va bene, ritiriamo il soppressivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.20, a firma
dell'onorevole Di Mauro, con il parere favorevole di tutti.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 21.31, a questo punto, mi sembra che sia ho capito
siccome sono tutti favorevoli.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'emendamento 21.31, abbiamo detto prima nell'ambito della
discussione che nessuno, che non approviamo, non viene approvato il
PTR se c'è un parere contrario, ma lei pensa mai, signor
Presidente, che possiamo approvare il Piano territoriale regionale
con il parere contrario della sovrintendenza o del dipartimento
regionale ai beni culturali o degli enti parco?
PRESIDENTE. Questo serve a garantire, perché c'è già questo.
BARBAGALLO. No, non c'è questo, perché abbiamo approvato ora
l'emendamento dell'onorevole Di Mauro che prevede l'approvazione a
seguito della Conferenza di servizi. Se c'è il motivato dissenso
per noi è una procedura fuori dal mondo, voteremo contrario, se il
Governo insiste chiediamo il voto. Cioè, non serve a nessuno.
PRESIDENTE. Se c'è il motivato dissenso non può essere approvato.
BARBAGALLO. E, scusi, d'accordo, comunque, se loro insistono noi
chiediamo il voto palese.
PRESIDENTE. Va bene. Pongo in votazione l'emendamento 21.31. Il
parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Poi, ripeto, siccome la legge deve essere fatta bene, se ci sono
problemi, poi li sistemiamo. Ma sto andando avanti. Si passa
all'emendamento 21.6 del comma 5.
BARBAGALLO. Avevo chiesto il voto palese.
PRESIDENTE. Aveva chiesto voto palese? Scusi non l'ho sentito.
Chiedo scusa. Se lo avevano chiesto io non posso che accettare, non
lo avevo sentito perché ogni tanto si chiude il microfono.
BARBAGALLO. Sul 21.31, giusto signor Presidente?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Musumeci, io mi appello a lei cioè qui c'è un comma che stabilisce
che in caso di parere negativo lei è chiamato a, comunque, ad
approvare l'emendamento, poi siccome è il Presidente della Regione,
se lei se la sente di andare oltre i pareri espressi e quindi con
tutte le conseguenze che lei sottoscrive, io voto a favore.
PRESIDENTE. E' quello che è stato detto anche prima, però se il
Governo .
DI MAURO. Se siete d'accordo, se lei è d'accordo, Presidente, lei
firma, non firmo io.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, scusate ribadisco un concetto per
tutti e chiedo all'onorevole Barbagallo di ritirare il voto palese.
Si tratta di una norma già prevista ed esistente, di un percorso
assolutamente consacrato per tutti i provvedimenti.
Abbiamo aggiunto su sua indicazione, onorevole Di Mauro, previo
parere della Commissione , dopodiché come tutti i provvedimenti io
immagino, onorevole Di Mauro che rispetto ad un'eventuale
difformità di un ufficio, di un dipartimento, quella difformità
verrà spiegata e non potrà che esser assunta come propria in sede
modificativa dalla Commissione che deve dare il parere, dalla
Giunta che lo approva, posto che, poi, il Presidente della Regione,
che d'altro canto fa parte della Giunta fa quello che è previsto
già dalla legge, cioè il decreto. E' un procedimento assolutamente
normale, obiettivo, lineare.
Quindi, io vi chiedo, onorevole Barbagallo ma questo voto palese?
Per vedere chi vota e chi non vota? Ma lo ritiri Va bene, signor
Presidente, votiamolo.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 21.31
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 21.31.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 31
Contrari 18
Astenuti 0
(E' approvato)
Siamo all'emendamento 21.6. Basta, colleghi, non possiamo fare
queste discussioni personali. Andiamo avanti. Assessore Cordaro, se
lei risponde a voce a tutti quelli che le fanno non finiamo più.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Continuo a ritenere che questi due commi sono scritti
malissimo.
Il comma 5 prevede se la Conferenza di cui al comma 3 non approva
il progetto del PTR'. Ma ci può essere l'ipotesi in cui, comunque,
si è chiamati a decidere sulle opposizioni e osservazioni a
prescindere dalla non approvazione. Perché può accadere, Presidente,
come qualsiasi Piano regolatore, che ci sono sul PTR mille
osservazioni ed è plausibile, no? E che gli organi competenti
esprimano parere favorevole. Le opposizioni e le osservazioni chi le
deve decidere? Il comma 5 fa riferimento esclusivamente alla non
approvazione. Quindi, andava previsto espressamente un comma che
riguardava le opposizioni e le osservazioni con dei termini
specifici per la risposta. Non c'entra l'apertura del comma che fa
riferimento alla non approvazione. È scritto con i piedi, secondo
me, con tutto il rispetto. Perché ci sono state delle
sovrapposizioni che non hanno aiutato.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, però è stato votato il comma 4,
per cui dobbiamo
BARBAGALLO. Il comma 5.
PRESIDENTE. Il comma 5. L'emendamento 21.6 che prevede la
soppressione del comma 5 non è stato votato, per cui si deve ancora
votare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io devo dire - e vorrei che mi
sentisse il Presidente pro tempore, perché stiamo parlando di una
figura istituzionale, non delle persone - noi stiamo istituendo per
legge un comitato che ha potere approvante, giusto? Poi deve pure
rispondere alle osservazioni anche se, onorevole Barbagallo,
ricordiamo che il PTR rimane un atto in cui ci sono linee guida.
Un organo che stiamo approvando con legge, approvante del PTR, poi
scriviamo in una norma che se quell'organo approvante, quindi a
maggioranza, non approva l'atto c'è un potere sostitutivo del
Presidente della Regione. Se fossi il Presidente della Regione io mi
consegnerei direttamente all'autorità che prima o poi mi chiamerà.
Stiamo dicendo che se un organo che è tecnico non approva un atto -
secondo me abbiamo dato un potere di approvazione perché poteva
essere un potere di prescrizioni alle quali, con motivato parere, il
Governo o l'assessorato poteva dare risposta in altra maniera - ma
quando un atto è non approvato, scusate è come se noi scrivessimo
che il Parlamento non approva una legge, poi viene il Presidente
della Regione e l'approva lui.
Ma secondo voi funziona? Fermatevi un attimo prima di inventarvi
istituti che sono un poco discutibili. Lo dico a tutela di tutti,
perché noi rischiamo di trasferire una disquisizione di tipo pseudo
democratica in una valutazione di tipo giudiziaria, perché si apre
un fronte sull'abuso di ufficio, il potere, ma sinceramente
vogliamo andare su questa strada, senza colpo ferire? Ma fermatevi
ragazzi. Lo dico io ragazzi', al posto di Miccichè.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, che vuole che le dica, posso dare
il mio parere, basta Gliel'ho già dato. Sono convinto che è un
enorme rischio per il Presidente. Se deve dire no comunque non vedo
perché bisogna scrivere che bisogna mandarlo dal Presidente.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Possiamo
migliorare il comma 5, invece di scrivere se la Conferenza di cui
al comma 3, non approva il progetto del PTR, lo stesso è
trasmesso , possiamo scrivere le osservazioni della Conferenza
sono trasmesse dall'assessore al Presidente che decide in merito .
PRESIDENTE. Questo non significa niente onorevole Savarino.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, significa
che sulle osservazioni bisogna esprimersi, e quindi, non diventano
carta straccia
PRESIDENTE. Allora la Commissione non deve approvare? Deve solo
dare pareri sulle cose, ma se approva o non approva
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Se approva o
non approva, ma se approva comunque, può essere approvato lo
stesso, e allora noi diamo valore alle osservazioni sulle quali
bisogna esprimersi. Questo è il senso.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al
di là di qualche dissenso sul merito, che è pure normale che i
colleghi possono esprimere.
Sul comma 4, tutto sommato, perché il procedimento è unico, sul
comma 4 l'integrazione dell'emendamento 21.31, già approvato dal
Parlamento è coerente, ha ragione lei, assessore Cordaro, è
coerente con i principi generali dell'ordinamento che regolano le
conferenze dei servizi, per cui il motivato dissenso fra
amministrazioni, perché sono rami dell'Amministrazione regionale.
Il motivato dissenso a livello statale è del presidente del
Consiglio dei Ministri, a livello regionale è del Presidente della
Regione, su questo non c'è problema, perché se il motivato dissenso
della soprintendenza cozza col motivato dissenso dell'assessorato
di un altro Dipartimento della Regione è corretto che il capo
dell'amministrazione, così come prevede, peraltro, la normativa
generale, in materia di Conferenza dei servizi, decide e quindi va
bene così. Non entro nel merito della scelta politica ma sul piano
tecnico è così.
Assessore, il problema è che il comma 5 prevede il caso in cui
la Conferenza di servizio che è l'organo decisorio, perché già
avendo votato il comma 4, abbiamo scelto che la Conferenza di
Servizio è l'organo decisorio e diciamo infatti: se la Conferenza,
di cui al comma 3, non approva il progetto, cioè se l'organo
decisorio non approva il progetto assessore il progetto non c'è
più
Perché non possiamo scaricare e scaraventare sul capo
dell'Amministrazione regionale, per esempio, assessore mi ascolti,
non ci sono soltanto i rami dell'Amministrazione regionale nella
Conferenza dei servizi, ci sono, l'Anci, sul dissenso dell'Anci,
decide il Presidente della Regione? Non è previsto da nessuna norma
dell'ordinamento giuridico, statale e regionale, per cui in questo
caso se l'organo decisorio ha bocciato il PTR, questo torna in sede
tecnica, decidono su quelle che sono le osservazioni arrivate
dall'Anci, da tutti gli enti che sono stati convocati, come
previsto dal comma 3 di questo articolo e rifatto il PTR, si torna
in Conferenza di servizi, che rimane organo decisorio e nel caso
ulteriore di dissenso motivato tra rami dell'Amministrazione
regionale è chiaro che è obbligo del Presidente della Regione
decidere sul motivato dissenso di diversi rami
dell'Amministrazione, ma se la conferenza di servizi, ripeto e
chiudo, non ha approvato ma Presidente è così Non possiamo
stravolgere i principi generali dell'ordinamento che partono dagli
anni '90 fino ad oggi, si è intervenuti diverse volte sia a livello
statale, lei lo sa bene, che a livello regionale, per cui se il PTR
è stato bocciato dall'organo decisorio il PTR torna in sede
tecnica.
PRESIDENTE. Presidente Musumeci, sono veramente convinto di questa
cosa per cui secondo me andrebbe
Sospendiamo per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 18.51, è ripresa alle ore 18.54)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente, abbiamo fatto tesoro delle osservazioni dell'onorevole
Di Mauro, dell'onorevole Gucciardi e dell'onorevole Cracolici e
quindi abbiamo trovato una soluzione giuridica e normativa
assolutamente coerente, il comma 5 viene soppresso e viene
sostituito con una norma che prevede la soluzione delle
prescrizioni e delle osservazioni.
PRESIDENTE. Lo leggo perché mi è arrivato adesso, quindi lo leggo
insieme a voi: Il comma 5 è sostituito dal seguente: Le
osservazioni e le opposizioni al PTR sono decise, decorsi 120
giorni dalla presentazione, dall'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente con proprio decreto sentita la competente
Commissione ARS sentita, significa senza il vincolo del parere
della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto la soppressione del comma 5 non c'è più. Si passa
al comma 6.
BARBAGALLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il comma 7 è ritirato.
Si passa all'emendamento 21.30 dopo il comma 7 aggiungere il
seguente 7 bis', non si può fare è inammissibile.
Il comma 8 non si può sopprimere.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Contenuti del piano territoriale consortile (PTC)
e del piano della città metropolitana (PCM)
1. Il Piano territoriale consortile (PTC), ed il piano della città
metropolitana (PCM) sono piani con valenza strategica, strutturale
e di coordinamento composti prevalentemente da direttive, da
indirizzi e dal coordinamento della pianificazione dei Comuni. Ai
sensi dei predetti Piani, i consorzi dei comuni e le città
metropolitane definiscono gli obiettivi strategici relativi
all'assetto e alla tutela del proprio territorio, connessi ad
interessi di rango sovracomunale o costituenti attuazione della
pianificazione regionale come definita dal PTR e di cui
costituiscono un approfondimento strutturale; sono interessi di
rango sovracomunale quelli riguardanti l'intero territorio dei
comuni facenti parte del consorzio, o comunque quello di più
comuni, e dei territori delle Città metropolitane.
2. Il PTC ed il PCM:
a) individuano gli elementi costitutivi del territorio delle Città
metropolitane o dei consorzi dei comuni, con particolare
riferimento alle caratteristiche naturali, culturali, paesaggistico-
ambientali, geologiche, rurali, agro-silvo-pastorali antropiche e
storiche-archeologiche dello stesso; definiscono il quadro
conoscitivo del proprio territorio come risultante dalle
trasformazioni avvenute, tenendo conto dei rischi naturali presenti
sul territorio (sismico, idrogeologico, vulcanico, di erosione
delle coste, ecc.);
b) definiscono le misure da adottare per la prevenzione dei rischi
derivanti da calamità naturali sulla base degli studi di cui al
comma 6;
c) dettano disposizioni volte ad assicurare la tutela e la
valorizzazione dei beni ambientali e culturali presenti sul
territorio;
d) indicano le caratteristiche generali delle infrastrutture e
delle attrezzature di interesse intercomunale e sovracomunale;
e) incentivano la conservazione, il recupero e la riqualificazione
degli insediamenti esistenti;
f) individuano le strategie della pianificazione urbanistica
fornendo indicazioni di dettaglio per ciascuno dei Comuni e delle
Città metropolitane, al fine del dimensionamento dei piani
urbanistici comunali indicando i criteri e gli ambiti per il
recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente al
fine di ottimizzarne l'utilizzazione e migliorarne la qualità
complessiva nella prospettiva del raggiungimento del consumo di
suolo zero di cui all'articolo 32, nonché l'indicazione dei limiti
di sostenibilità delle relative previsioni; indicano criteri e
modalità per favorire il coordinamento tra le pianificazioni dei
comuni e per incentivare l'associazionismo tra i comuni;
g) individuano le zone nelle quali è opportuno proporre
l'istituzione di aree naturali protette;
h) indicano, anche in attuazione degli obiettivi della
pianificazione regionale, le prospettive di sviluppo del
territorio;
i) definiscono, in coerenza con la programmazione regionale, la
rete infrastrutturale e le altre opere di interesse sovracomunale
nonché i criteri per la localizzazione e il dimensionamento delle
stesse, in coerenza con le analoghe previsioni di carattere statale
e regionale;
1) indicano i principi per la realizzazione di un sistema di
mobilità sostenibile, adottando soluzioni multimodali, di mobilità
individuale, condivisa e pubblica, favorendo la realizzazione di
reti per la mobilità dolce anche extraurbana;
m) contengono gli indirizzi finalizzati ad assicurare la
compatibilità territoriale degli insediamenti industriali e
commerciali, con particolare riferimento alle grandi strutture di
vendita, verificando l'offerta sul territorio e programmandone la
razionalizzazione ai sensi di quanto disposto dall'articolo 5 della
legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 e successive modificazioni;
n) indicano, in coerenza con le prescrizioni del PTR, l'assetto
idrogeologico del territorio; in particolare: concorrono alla
maggiore definizione del quadro conoscitivo del territorio
regionale, con riguardo ai fenomeni di dissesto idrogeologico,
mediante l'aggiornamento dell'inventario regionale dei fenomeni
franosi, secondo i criteri e le modalità definiti dalla Regione;
definiscono l'assetto idrogeologico del territorio, anche
attraverso la realizzazione di opportuni studi e monitoraggi,
sviluppando ed approfondendo i contenuti del PTR e del piano di
bacino e degli ulteriori piani di settore, in coerenza con le
direttive regionali e dell'Autorità di bacino; censiscono ed
identificano cartograficamente, anche a scala di maggior dettaglio,
le aree soggette a tutela o classificate a rischio idrogeologico e
sismico in coerenza con la normativa vigente, nonché quelle
interessata da colture specializzate, per effetto di atti adottati
dalle autorità competenti in materia; indicano, per tali aree, le
linee di intervento, nonché le opere prioritarie di consolidamento
e sistemazione e quelle di coltura specializzate.
3. Il PTC ed il PCM definiscono, in conformità ai criteri
deliberati dalla Regione, gli ambiti destinati all'attività
agricola di interesse strategico, analizzando le caratteristiche,
le risorse naturali e le funzioni e dettando i criteri e le
modalità per individuare a scala comunale le aree agricole, nonché
specifiche norme di valorizzazione, di uso e di tutela, in coerenza
con gli strumenti di pianificazione e programmazione regionali, ove
esistenti.
4. Il PTC ed il PCM possono individuare ambiti territoriali per i
quali si rende necessaria la definizione di azioni di coordinamento
per l'attuazione del Piano. Le azioni di coordinamento sono
definite dal comune capofila del consorzio o dal capoluogo
dell'area metropolitana, d'intesa con i comuni interessati, ed
approvate secondo le procedure stabilite dallo stesso PTC o PCM.
5. Il PTC ed il PCM, in conformità con le disposizioni vigenti di
tutela e valorizzazione del paesaggio rurale ed in coerenza con le
attività di programmazione e pianificazione dello sviluppo rurale
regionale, coordinano le trasformazioni del territorio non urbano e
favoriscono la definizione di sistemi territoriali rur-urbani per
il rafforzamento dei territori interni e dei sistemi non
metropolitani, eventualmente dettagliando e specificando le
disposizioni contenute nelle linee guida di cui all'articolo 35,
comma 3.
6. I piani di cui al presente articolo prevedono in fase
preliminare e per i livelli di pianificazione consortile e
comunale, la redazione dei seguenti studi da elaborare su apposita
cartografia aggiornata, i cui contenuti sono disciplinati con
successivi decreti assessoriali:
a) rapporto ambientale di cui all'articolo 13 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, come
previsto dall'articolo 18;
b) relazione geologica di cui all'articolo 26, comma 1, lett. a)
del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207
e successive modificazioni;
c) studio agricolo forestale di cui all'articolo 3, comma 11,
legge regionale 30 aprile 1991, n. 15 e successive modificazioni;
d) studio di compatibilità idraulica (invarianza idraulica e
idrogeologica) come previsto dal vigente Piano di Gestione del
Rischio Alluvioni. .»
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, il suo emendamento, quello
soppressivo?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Volevo
anticipare ai colleghi che daremo parere positivo agli emendamenti
22.18, 22.17, 22.16 e 22.15.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Ritiriamo i soppressivi ma certamente resta un tema
sul piano territoriale consortile e sul piano della città
metropolitana: mentre non c'è alcun dubbio che la Regione comunque
disponga di supporti tecnici, informatici e risorse per affrontare
il piano territoriale e regionale - ed è un argomento che vorrei
sottoporre ai colleghi e anche all'onorevole Di Mauro: la città
metropolitana e il libero consorzio ma con quali risorse dovrebbero
fare questi piani territoriali consortili?
Da dove attingono le risorse, le professionalità, perché la norma
resterà inattuata ma non per un anno, signor Presidente, o cambiamo
la norma o resteremo decenni senza il piano territoriale consortile
e senza il piano territoriale metropolitano, perché non ci sarà una
città metropolitana e un libero consorzio che sarà in grado di
definire un piano territoriale regionale, perché è chiaro che dovrà
contrattualizzare un geologo per verificare se ci sono le fonti
d'acqua, dovrà assumere o contrattualizzare un agronomo per lo
studio agricolo-forestale, c'è il tema dell'idrogeologico, quindi
ma quando mai lo faranno?
Quando c'erano le risorse alla città metropolitana - il Presidente
della Regione se lo ricorda bene - passarono anni per il famoso
piano territoriale, oggi sono enti di secondo grado che non hanno
un centesimo, sarà una previsione che resterà inattuata e nella
scala, che ha voluto il centrodestra, gerarchica di piano
territoriale regionale, consortile e PUG mancherà uno scalino che
renderà vano questo modello di pianificazione.
E questo, Presidente, non voglio che venga fatta una prova di
forza, lo dico serenamente per mettere davanti non soltanto l'Aula
ma anche chi ci ascolta, i siciliani, sul fatto che questo è il
vulnus più grosso di questo disegno di legge.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, mi perdoni, lo so che non si
interviene sugli articoli già approvati ma è per capire se ho
capito io.
Noi, due secondi fa, abbiamo approvato una norma che dice che il
PTR è approvato con decreto dell'Assessore, se non sono tutti
d'accordo è approvato con decreto dell'Assessore. Abbiamo approvato
questa norma, cioè il comma 5 e il comma 4 sono identici.
Col comma 4 dici che approvi il PTR con un tuo decreto, sentita la
Commissione, e al comma 5 dici che approvi il PTR con un tuo
decreto sentita la Commissione e se non sono tutti d'accordo.
(Intervento fuori microfono)
Come no? Come no?
Se la Conferenza di cui al comma 3 approva il progetto del PTR,
con decreto dell'Assessore è approvato il PTR, sentita la
Commissione . Le opposizioni al PTR sono decise decorsi 120
dall'ARTA, sentita la competente Commissione .
Che cosa ho detto? Non ho detto la stessa cosa? Me lo dice se ho
sbagliato io?
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, ho chiesto agli Uffici di
verificare questa cosa.
TRIZZINO. Io ho parlato in italiano, non era inglese. Giusto?
PRESIDENTE. Grazie.
Allora, gli emendamenti soppressivi sono ritirati. C'è un
emendamento della Commissione, il 22.19, che è stato distribuito.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.18, a firma degli onorevoli Gucciardi
ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.17, a firma degli onorevoli Di Mauro
ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.16, a firma degli onorevoli Gucciardi
ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.15, a firma degli onorevoli Gucciardi
ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono tutti ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Articolo 23
Effetti del piano territoriale consortile e della città
metropolitana
1. Il PTC ed il PCM, in quanto piani strategici, strutturali e di
coordinamento, costituiscono quadro di riferimento per la
valutazione di compatibilità degli atti pianificatori dei Comuni e
di ogni altro ente dotato di competenze che abbiano incidenza sul
suo territorio. Le valutazioni di compatibilità rispetto al piano,
sia per gli atti della città metropolitana o del consorzio dei
comuni sia per quelli dei singoli enti locali o di altri enti,
concernono l'accertamento dell'idoneità dell'atto, oggetto della
valutazione, ad assicurare il conseguimento degli obiettivi fissati
nel piano, salvaguardandone i limiti di sostenibilità previsti.
2. Il PTC ed il PCM producono effetti conformativi sulla
pianificazione dei Comuni. I Comuni, entro centoottanta giorni
dalla data di approvazione del Piano, si adeguano ai contenuti del
PTC o del PCM le previsioni eventualmente difformi contenute nei
rispettivi strumenti pianificatori».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. L'articolo 21, Presidente, come è facile evincere,
assomiglia ed è della stessa natura del 20, che riguarda gli
effetti del Piano territoriale su quello inferiore. Quindi,
sull'articolo 23 andrebbero applicati le modifiche che abbiamo
fatto in modo condiviso con la Commissione all'articolo 20. Quindi,
pregherei anche di sospendere un minuto per riscrivere l'articolo
23 alla luce dell'articolo 20.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, che dice sull'argomento?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Mi faccia fare
un attimo una lettura rispetto al coordinamento col testo
precedente. Un minuto soltanto.
PRESIDENTE. Benissimo, quindi lo accantoniamo un secondo e andiamo
avanti e lo sistemate.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Se è una cosa di un minuto aspettiamo.
Lo possono fare gli Uffici questo lavoro? Segretario generale,
potete farlo voi? Possiamo anche approvarlo con le modifiche che
verranno apportate
No. Allora aspettiamo un attimo.
Scusate, allora, gli Uffici lo stanno riscrivendo, sospendiamo due
minuti precisi perché eravamo ancora in seduta aperta e aspettiamo
che gli Uffici lo preparino. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.09, è ripresa alle ore 19.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Distribuiamo questo emendamento. Lo leggo. Colleghi,
per favore state un attimo attenti. E' la riscrittura dell'articolo
23. Sarebbe il caso che lo distribuiamo. Non posso leggere tutto
l'articolo. Consegniamolo velocemente.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Lei ha detto, Presidente, poco fa che i suoi Uffici si
sarebbero determinati su quell'articolo 21. Posso sapere come si
sono determinati?
Lo so. Lei mi ha detto che i suoi Uffici
PRESIDENTE. Lo vedremo dopo, alla fine della seduta. Non è che lo
posso vedere mentre stiamo lavorando.
TRIZZINO. Me lo deve dire all'articolo 55 come si sono
determinati?
PRESIDENTE. No, alla fine della seduta. Quando finisce la seduta
lo vedranno. Mentre stiamo lavorando qua, non è possibile,
altrimenti devo sospendere.
TRIZZINO. Lo aspetto.
PRESIDENTE. Avete ricevuto l'emendamento 23.R, della Commissione.
Il parere del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, l'articolo 23, di fatto, è approvato.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Procedure di formazione del PTC e del PCM
1. Il PTC ed il PCM sono predisposti dal Comune capofila del
consorzio e presso il capoluogo della Città metropolitana, adottati
ed approvati secondo le modalità prescritte nel presente articolo.
2. Ciascun Comune pubblica l'avviso di avvio del procedimento di
formazione del PTC o del PCM sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana, sul sito ufficiale dei comuni consorziati o appartenenti
all'area metropolitana e su almeno un quotidiano a diffusione
regionale. Nell'avviso sono indicate le linee guida di intervento
della pianificazione dei rispettivi ambiti territoriali ed è
allegato il Rapporto preliminare della VAS ai fini dell'attivazione
delle procedure stabilite nel decreto legislativo n. 152/2004 e
successive modificazioni. E' altresì indicato il responsabile del
procedimento, che cura tutte le attività previste nell'articolo 6,
comma 3.
3. Gli enti di cui al comma 1 predispongono il progetto definitivo
del PTC o del PCM nei centoottanta giorni successivi e il
responsabile del procedimento predispone la proposta di
approvazione e indice la Conferenza di pianificazione entro trenta
giorni.
4. Alla Conferenza di pianificazione sono invitati a partecipare i
rappresentanti di cui all'articolo 10. Contestualmente alla nota di
convocazione è trasmesso ai soggetti invitati, per via telematica,
almeno trenta giorni prima della data fissata per la conferenza, il
progetto definitivo di PTC o del PCM. Se i soggetti partecipanti
alla conferenza non raggiungono l'accordo sul progetto di piano, lo
stesso è restituito per la sua rielaborazione da formalizzare entro
sessanta giorni.
5. Il responsabile unico del procedimento, nei dieci giorni
successivi alla conclusione dei lavori della conferenza di cui al
comma 4, trasmette al Consiglio dell'ente il progetto definitivo
del piano con le eventuali modifiche apportate in conferenza
rispetto al progetto preliminare, e ne propone l'adozione nei
trenta giorni successivi per sessanta giorni consecutivi al fine di
raccogliere eventuali osservazioni. Trascorso il periodo di
pubblicazione, le eventuali osservazioni e le relative
controdeduzioni sono trasmesse nuovamente al Consiglio dell'ente
che si determina su di esse, contestualmente approvando il progetto
definitivo del PTC o del PCM. Il PTC o il PTM acquistano efficacia
il giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana dell'avvenuta approvazione e successivamente
trasmessi all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
per esservi depositati.
6. Il PTC ed il PCM sono aggiornati ogni cinque anni. Possono
essere modificati, integrati ed aggiornati anche prima, in seguito
ad osservazioni, proposte ed istanze provenienti dai Comuni
dell'area metropolitana o del consorzio o da altri enti pubblici
interessati o da soggetti privati rappresentativi di interessi
collettivi o diffusi, oppure se il DEF prevede una modifica degli
obiettivi e delle strategie di sviluppo del territorio. Le
varianti, le integrazioni e gli aggiornamenti del PTC e del PCM
sono sottoposte alla stessa procedura di formazione descritta in
questo articolo con i termini ridotti della metà.
7. Se le Città metropolitane o i Consorzi di Comuni omettono di
avviare il procedimento di formazione del piano entro novanta
giorni dall'approvazione del PTR, oppure se lo avviano e non
adottano o non approvano il piano stesso nei termini prescritti in
questo articolo, l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente, previa diffida a provvedere entro il termine
perentorio di trenta giorni, può attuare l'intervento sostitutivo
tramite la nomina di uno o più commissari ad acta».
L'articolo 24 prevede una approvazione dell'emendamento 24.19, a
firma degli onorevoli Barbagallo ed altri.
Intanto, onorevole Barbagallo, i soppressivi sono ritirati?
BARBAGALLO. Sì, Presidente, i soppressivi sono ritirati e a
conferma di quanto abbiamo fatto nell'articolo 22, come vedete qui
le osservazioni e opposizioni sono trasmesse al Consiglio dell'ente
che le decide. Quindi, a maggior ragione, abbiamo fatto una
modifica fatta bene perché il comma 5 all'articolo 24 ricalca la
stessa procedura per le osservazioni ed opposizioni. Quindi, è
coerente. Ritiriamo i soppressivi e ho capito che c'è il parere
favorevole sul 24.19. Giusto?
PRESIDENTE. C'è prima il 24.21, a firma della Commissione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente, sul 24.19 il Governo dà il parere favorevole però
chiediamo di modificare le ultime 3 parole nel senso di sostituire,
onorevole Barbagallo, dall'entrata in vigore della presente norma'
all'entrta in vigore del PTR'. Se possiamo fare questo
subemendamento.
PRESIDENTE. Aspetti che lo dobbiamo cambiare. Un attimo solo.
Però prima c'è il 24.21 che avete ricevuto, della Commissione. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Il 24.19, così come subemendato, come ha chiesto l'assessore
Cordaro. Entrata in vigore del PTR, non della seguente norma. C'è
il parere favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il 24.1, a firma degli onorevoli Arancio e altri è inammissibile.
BARBAGALLO. Presidente, il 24.1 l'Ufficio di piano, ove
esistente
PRESIDENTE. E' precluso. Ci sarebbe l'emendamento 24.18, a firma
degli onorevoli Palmeri ed altri, e c'è parere favorevole.
Intanto c'è l'emendamento 24.20, della Commissione. Il parere del
Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull'emendamento 24.18.
BARBAGALLO. Presidente, vogliamo sentire il Governo.
PRESIDENTE. Si sta riscrivendo. C'era scritto Assessore agli enti
locali.
Onorevole Barbagallo, c'è una discordanza tra i 240 giorni che
scrive lei e i 90 del comma 7. Quindi, o li portiamo tutti e due a
90. Li portiamo a 90 tutti e due? E allora correggiamo
l'emendamento. Lo modifichiamo con il 117.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Sul comma 5, da quello che ho capito, stiamo facendo una
riscrittura? Se posso proporre, secondo me il passaggio "e ne
propone l'audizione nei trenta giorni successivi per sessanta
giorni consecutivi" non si capisce molto il senso. Lo abbiamo
capito che ci sono sessanta giorni per le osservazioni, ma andrebbe
riscritto. A che scriviamo questo comma, a che ci siamo, chiariamo
questo passaggio perché secondo me è poco chiaro.
PRESIDENTE. Si può scrivere meglio, effettivamente.
TRIZZINO. Poi io sono contrario al 24.18 perché secondo me
allunghiamo il procedimento, lo dico a nome del Movimento Cinque
Stelle.
PRESIDENTE. Lo stanno modificando però. Non so se il senso
Nell'emendamento che abbiamo approvato dell'onorevole Barbagallo
abbiamo sostituito, quindi dobbiamo riapprovarlo tutti, la parola
"i 240 giorni" con "90 giorni". Quindi questo è considerato
approvato da tutti.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Il tema
sottolineato dall'onorevole Trizzino, viene fatto salvo con
l'emendamento, proposto dalla Commissione, 24.20.
PRESIDENTE. Mi scusi, quello che abbiamo approvato.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, sì. Volevo
tranquillizzare l'onorevole Trizzino in questo senso. Mentre, sul
24.18 la Commissione ritiene di valutare positivamente il principio
della ponderazione del voto per salvaguardare i comuni minori
rispetto ai comuni più grandi. Però, so che c'è da fare un
aggiustamento, quindi, siamo nel senso di approvare l'emendamento
dell'onorevole Palmeri con un aggiustamento perché ci sono delle
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Il 24.18 come concetto è giusto perché salvaguardiamo,
forse c'è qualche problema.
PRESIDENTE. Sì, lo stiamo riscrivendo, lo stiamo aggiustando. E'
complesso, lo distribuiamo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Volevo sottolineare, a proposito di questo articolo, una
norma che mi permetto di dire che è innovativa e coraggiosa, che
risolve finalmente un dilemma che è relativo al comma 6, a
proposito delle modifiche del PTC o del PCM, che sono aggiornati
ogni cinque anni. Finalmente, con una norma chiara, assessore
Cordaro, viene indicata la possibilità che le varianti possono
anche essere chieste da soggetti privati rappresentativi di
interessi collettivi o diffusi, oppure se il DEF prevede una
modifica degli obiettivi e delle strategie di sviluppo del
territorio. Questa è una norma intelligente, che consente una volta
per tutte di dipanare tutti gli equivoci che possono esserci in
ordine agli interessi privati che vengono sottoposti e che toglie
il tecnico comunale e il consiglio comunale da eventuali
responsabilità. E' giusto dare atto, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro, ma lei perché sottolinea
che questa è una norma intelligente, sono tante le norme
intelligenti che sono state fatte.
L'abbiamo distribuito quell'emendamento?
Vorrei avvertire l'onorevole Cracolici che staremo massimo fino
alle 20.45, nel suo interesse, nel suo esclusivo interesse.
Allora, onorevole Savarino e onorevole Cordaro, gli Uffici
giustamente mi dicono che se non sono stabiliti i criteri di
ponderazione non possiamo, quindi o ci fermiamo per stabilire
questo, oppure il mio suggerimento, onorevole Palmeri, è che lei
faccia un ordine del giorno e il Governo lo recepisca ovviamente
favorevolmente sistemandolo poi loro, perché altrimenti oggi ci
dovremmo
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Sì, do la
conferma perché diventa complicato inserirlo nel contesto
normativo, per cui sin da questo momento non come raccomandazione
ma come ordine del giorno, l'onorevole Palmeri lo prepari che lo
apprezzeremo e lo approveremo.
PRESIDENTE. Credo che sia necessario, onorevole, per cui la invito
al ritiro dell'emendamento.
L'emendamento è ritirato. Pongo in votazione l'articolo 24. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
Contenuti del Piano urbanistico generale comunale (PUG)
1. Il Piano urbanistico generale comunale (PUG) è lo strumento
generale di governo del territorio comunale con il quale i Comuni
programmano e disciplinano, conformemente alle disposizioni del PTR
e del PTC o del PCM nonché dei vigenti piani di settore con
finalità di tutela dell'ambiente, del paesaggio e delle risorse
naturali, le attività di tutela, valorizzazione e trasformazione
urbanistico-edilizia dell'intero territorio comunale, mediante
disposizioni che incidono direttamente sul regime giuridico dei
suoli.
2. L'adozione del PUG è obbligatoria per tutti i Comuni della
Regione. Le sue previsioni hanno efficacia a tempo indeterminato,
fatta eccezione per i vincoli preordinati all'espropriazione, la
cui efficacia è di cinque anni.
3. Il PUG, in particolare:
a) specifica gli obiettivi da perseguire nel governo del
territorio comunale e gli indirizzi per l'attuazione degli stessi,
in coerenza con quelli individuati nella pianificazione
sovraordinata;
b) definisce gli elementi del territorio urbano ed extraurbano
raccordando la previsione di interventi di trasformazione con le
esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistico-
ambientali, agro-silvo-pastorali e storico-culturali disponibili,
nonché i criteri per la valutazione degli effetti ambientali degli
interventi stessi;
c) determina i fabbisogni insediativi e le priorità relative alle
opere di urbanizzazione in coerenza con quanto previsto nella
pianificazione sovracomunale;
d) stabilisce la suddivisione del territorio comunale in ambiti,
individuando le aree non suscettibili di trasformazione;
e) indica le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nei
singoli ambiti, garantendo la tutela e la valorizzazione dei centri
storici nonché lo sviluppo sostenibile del territorio comunale;
f) promuove l'architettura contemporanea e la qualità
dell'edilizia pubblica e privata, prevalentemente attraverso la
previsione del ricorso a concorsi di progettazione per particolari
interventi di opera pubblica;
g) disciplina i sistemi di mobilità di beni e persone, dando
priorità ai sistemi del trasporto pubblico e alla mobilità dolce
(pedonale e ciclabile);
h) assicura la piena compatibilità delle previsioni in esso
contenute rispetto all'assetto idrogeologico e geomorfologico del
territorio comunale, così come risultanti da apposite indagini di
settore preliminari alla redazione del Piano di cui al comma 1
dell'articolo 26, introducendo nelle norme di attuazione le misure
individuate nello studio di compatibilità idraulica;
i) precisa il perimetro, le destinazioni d'uso e le regole per la
trasformazione o conservazione delle aree urbanizzate e da
urbanizzare;
l) annovera i beni paesaggistici, ambientali, culturali e storico-
architettonici da sottoporre a tutela e ne specifica il relativo
regime normativo compatibile con la tutela di cui al D.lgs.
42/2004, anche nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e nei
manufatti sottoposti a vincolo storico-artistico;
m) precisa le modalità di intervento sui tessuti urbani storici,
sulla base di specifiche elaborazioni riferite alla conservazione
del contesto fisico-spaziale e socio-economico che consentano
interventi edilizi diretti senza che queste prefigurino vincoli di
natura paesaggistica o monumentale di cui al Codice dei beni
culturali;
n) stabilisce i parametri quantitativi, qualitativi e funzionali
da rispettare negli interventi edilizi in relazione ai diversi
ambiti insediativi, nel rispetto delle caratteristiche
geomorfologiche, idrogeologiche, sismiche e paesaggistiche dei
luoghi, valorizzandone il rapporto con gli ambienti urbani
preesistenti, e fissando standard di qualità ecologica, ambientale
e architettonica;
o) identifica le aree che per particolare complessità, consistenza
e rilevanza devono essere disciplinate da piani urbanistici
attuativi;
p) alla luce dei principi di contenimento del consumo di suolo, in
conformità con la programmazione dello sviluppo rurale e delle
indicazioni di livello intermedio e con le disposizioni di tutela e
valorizzazione del paesaggio rurale, disciplina le trasformazioni
del territorio rurale, nel rispetto di quanto prescritto
all'articolo 35;
q) individua le aree e gli edifici a rischio, precisando le
diverse modalità di prevenzione e protezione;
r) stabilisce le modalità di localizzazione nel territorio
comunale delle attività produttive con particolare riguardo a
quelle di tipo commerciale in coerenza con le previsioni dei piani
sovracomunali;
s) localizza le attrezzature ed i servizi relativi ai diversi
ambiti di intervento e specifica le reti delle infrastrutture
riferite anche alla pianificazione sovraordinata.
4. Il PUG inoltre:
a) tiene conto delle risorse e potenzialità economiche dirette ed
indirette e definisce un quadro di coerenza e priorità per la
redazione del programma pluriennale delle opere pubbliche di cui
costituisce premessa giuridica obbligatoria;
b) recepisce e coordina a livello comunale le disposizioni
derivanti da piani di settore di qualsiasi livello aventi rilevanza
territoriale;
c) prevede meccanismi di perequazione e compensazione urbanistica,
con il duplice obiettivo di assicurare una maggiore equità e
agevolare la realizzazione dei servizi e delle infrastrutture;
d) prevede, a fronte di benefici pubblici aggiuntivi, una
disciplina di incentivazione per interventi finalizzati alla
riqualificazione urbanistico-ambientale ed alla rigenerazione
urbana e territoriale, anche ai fini della promozione del risparmio
energetico e della sicurezza sismica.
5. Il PUG, all'interno degli ambiti territoriali individuati nel
PTR, definisce il perimetro degli insediamenti esistenti in
condizione di degrado o in assenza di qualità, al fine di:
a) realizzare un'adeguata urbanizzazione primaria e secondaria;
b) rispettare gli interessi di carattere storico, artistico,
archeologico, paesaggistico-ambientale ed idrogeologico;
c) realizzare un razionale inserimento territoriale ed urbano
degli insediamenti.
6. Il PUG può subordinare l'attuazione degli interventi di
recupero urbanistico ed edilizio degli insediamenti, perimetrati ai
sensi del comma 5, alla redazione di appositi Piani di recupero
(PRU), il cui procedimento di formazione segue la disciplina
prevista per i Piani particolareggiati attuativi (PPA) di cui al
Capo III del Titolo VIII.
7. Il PUG si articola in una parte strutturale strategica ed una
parte operativa cui si applicano le disposizioni di cui al comma 3
dell'articolo 19. L'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente emana entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge le linee guida per la redazione del
PUG, con particolare riferimento ai seguenti punti:
a) relazione su criteri, finalità e contenuti;
b) norme tecniche di attuazione (NTA) riguardanti interventi
edilizi di nuova costruzione, manutenzione, recupero,
trasformazione e sostituzione edilizia, le attività produttive, il
mantenimento e lo sviluppo dell'attività agricola;
c) rappresentazioni cartografiche dello stato di fatto e di
progetto, di scala adeguata, in conformità alle basi cartografiche
del SITR, a scala 1:2000 o a denominatore inferiore per il centro
urbano e le frazioni abitate.
8. La definizione degli interventi e procedure relative ai titoli
abilitativi edilizi è riprodotta nel regolamento edilizio comunale
(REC) di cui all'articolo 28».
I soppressivi?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, prima di dichiarare se ritiriamo i
soppressivi vorremmo sentire il Presidente della Commissione che
cosa propone sui nostri emendamenti.
PRESIDENTE. Sì, c'è il 25.28 glielo dico io, che è approvato. E'
approvato il 25.36, poi è approvato il 25.37, c'è il parere
favorevole non approvato, il 25.30, il 25.1, il 25.31 e credo
basta. No no qua ancora, il 25.35, il
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
vuole che faccia io il mio lavoro?
PRESIDENTE. Un attimo che glielo diciamo visto che ce li ho
scritti, e si rimetterà all'Aula sul 25.2, il 25.38 è favorevole,
il 25.27 è favorevole, così' come il 25.3, e basta. E' finito.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E' il massimo
sforzo possibile, poi ci sono alcuni emendamenti che chiederemo di
spostare sul disegno di legge edilizia, quindi non sarà un parere
negativo ma più conveniente che sia
PRESIDENTE. Il 25.39 chiederà di spostarlo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, sia il
25.33 che il 25.39.
PRESIDENTE. Sì, ha ragione, il 25.33 e il 25.39.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho fatto il
25.39 e ho proposto e depositato e sono d'accordo che passi
all'edilizia.
PRESIDENTE. Benissimo, quindi, questo consideriamolo già.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, parlo di una cosa su cui non ho
fatto emendamento e chiedo il Governo di valutarlo perché potrebbe
essere una novità della pianificazione urbana nelle nostre città
che non solo semplifica ma che aiuta anche a farle perché
costerebbe anche molto meno. Io, con l'esperienza che mi sono fatto
nell'epoca in cui ho fatto il consigliere comunale, so che fare un
piano urbanistico generale, una variante generale, è una cosa
complessa e complicata. Penso, però, che in parte sia una perdita
di tempo perché spesso le varianti generali si occupano delle aree
già urbanizzate, delle aree già edificate, delle aree dove ci sono,
diciamo, c'è un esistente che impedisce qualunque altra
destinazione.
Allora, penso che così come prevediamo con l'articolo 25 il PUG,
cioè il Piano urbanistico generale, con le stesse identiche, come
dire, competenze del PUG, un comune può ad esempio decidere di fare
un piano urbanistico di ambito che possa essere chiamato PUA o un
Piano urbanistico particolareggiato, che non è il piano
particolareggiato esecutivo, che è un'altra cosa, cioè consentire
ai comuni di potere pianificare solo parti del proprio territorio.
Credo che questa sia una norma che avrebbe un effetto di
semplificazione oltre che di efficacia della programmazione
urbanistica. Ripeto, non ho fatto emendamento. Per ambiti
territoriali, diciamo, omogenei ma nel senso non generali.
Allora, se il Governo dovesse condividere questa ipotesi
chiaramente ha necessità di approfondirlo sul piano della coerenza
con il PUG ma io definisco, come dire, il piano urbanistico di
ambito un piccolo PUG, nella logica cioè di intervenire in quella
parte di territorio di cui una città ha bisogno di poterlo
programmare per fare servizi, per fare quello che serve in una
città moderna. E' una proposta che lancio; sarebbe questa una
novità importante per la pianificazione della Regione.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Grazie, Presidente. E' sicuramente un tema quello che
propone l'onorevole Cracolici, che va chiaramente approfondito
perché se lo fai da ambito i tempi devono essere più brevi di
quelli di un PUG ordinario. E' un tema sul quale si può discutere.
Dico, va anche detto che la norma all'articolo 26, comma 19,
stabilisce che il piano vada aggiornato perché il PUG è a tempo
indeterminato, però va aggiornato. Onorevole Cracolici, ragioniamo
insieme. L'aggiornamento del PUG potrebbe essere l'aggiornamento di
un ambito. Quindi, qualora si volesse fare questo tipo di
ragionamento lo si potrebbe agganciare all'articolo 26, comma 19,
dove si dice che ogni cinque anni il PUG va aggiornato se è
necessario.
L'aggiornamento potrebbe essere un ambito. Dico, con questa
interpretazione, non sarebbe nemmeno necessario intervenire perché
se il comune si rende conto che quell'ambito va aggiornato lo fa,
punto e basta. Se lo vogliamo stabilire, a priori, possiamo
intervenire in quel comma perché comunque il principio e quello
della 71 del 78 che il piano non scade, tranne i vincoli, perché
quelli scadono però va aggiornato ogni cinque anni. Se si deve fare
questo ragionamento, se siamo tutti d'accordo, lo possiamo inserire
lì che, nelle more dell'aggiornamento, se il consiglio comunale, la
Giunta si rende conto che è necessario fare l'ambito, propone
l'aggiornamento di quel singolo ambito, però, è un tema che va
chiaramente definito perché è ovvio che il PUG ha dei tempi che non
sono brevissimi. Se devi fare l'ambito devi ridurre sensibilmente
quei tempi. E' un tema sul quale si può ragionare insieme.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, che dite voi perché se lo vogliamo
fare ci fermiamo dieci minuti perché una cosa interessante. Ditemi
voi, fatemi sapere.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che
volevo dire è che questa proposta dell'onorevole Cracolici mi trova
assolutamente d'accordo.
PRESIDENTE. Sì, anche a me, devo dire
COMPAGNONE. Devo dire che urbanisti bravi mi hanno sempre detto
che è così, anziché impelagarsi e fare dei piani regolatori, se si
dà la possibilità, anche legandolo all'altro articolo, di fare dei
piani attuativi è una cosa intelligente.
PRESIDENTE. Siccome sembra intelligente anche a me e poi avrei
comunque un'esigenza, siccome ho un'esigenza personale sospendo
cinque minuti, intanto voi ci riflettete e arrivo subito.
(La seduta sospesa alle ore 19.31, è ripresa alle ore 19.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi hanno detto che stanno facendo
le copie e verranno distribuite.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, stiamo trovando una soluzione per raccogliere la
proposta dell'onorevole Cracolici, ma la inseriamo nell'articolo
26, al comma 19 con un 19 bis.
PRESIDENTE. Quindi possiamo andare avanti con l'articolo 25.
Onorevole Barbagallo, ho comunicato quali sono gli emendamenti che
il Governo è disponibile a dichiararsi favorevole.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ritiriamo tutti i soppressivi.
PRESIDENTE. L'emendamento 25.26 è precluso.
Si passa all'emendamento 25.28. C'è il parere favorevole. Lo pongo
in votazione.
(E' approvato)
Gli emendamenti 25.32 e 25.36 sono identici; c'è il parere
favorevole e consideriamo precluso il 25.32 mentre votiamo il
25.36. Il parere della Commissione?
BARBAGALLO. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 25.6 è nel testo e poi nell'emendamento 25.35 della
Commissione. Votiamo direttamente quelli favorevoli.
L'emendamento 25.29 è inammissibile.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, mi stranizza l'inammissibilità alla
luce del fatto che ci siamo limitati a citare l'articolo 152 del
Codice degli appalti, che dice che il concorso di progettazione per
tutte le opere pubbliche è previsto. Quindi, non capisco il motivo
per il quale sia stato dichiarato inammissibile.
PRESIDENTE. Non può essere un obbligo, però. E' previsto, ma non
può essere un obbligo.
TRIZZINO. No, no, noi non lo mettiamo come obbligo, promuove
l'architettura mica è un obbligo.
PRESIDENTE. Se dice tutti gli interventi vuol dire che diventa
obbligatorio.
TRIZZINO. No, promuove l'architettura contemporanea e il concorso
di progettazione per tutti gli interventi, ma è una promozione,
mica un obbligo. Se avessimo detto è obbligatorio, oppure
utilizzando il verbo al presente sarebbe stato obbligatorio ma la
promozione, qualora uno lo volesse fare lo fa, se non lo vuole fare
non lo fa.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, siccome il punto f) dice
prevalentemente attraverso la previsione dei concorsi nel momento
in cui mettiamo per tutti prevalentemente significa che diventa
obbligatorio.
Si passa all'emendamento 25.37.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 25.5 è assorbito.
Si passa all'emendamento 25.30.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.1.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.31.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.35, a firma dell'onorevole Fava.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.2. Il Governo si rimette all'Aula?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il 25.35
dell'onorevole Fava?
PRESIDENTE. Sì.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io avevo un'indicazione.
PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che è solo una migliore
formulazione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene. Ne
prendo atto.
PRESIDENTE. Invece il Governo si rimette all'Aula per
l'emendamento 25.2?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, gli
Uffici mi sconsigliano di dare parere favorevole. L'abbiamo
studiato, però..
PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento 25.2?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Del 25.2.
Chiederei all'onorevole Barbagallo di ritirarlo. E' un fatto di
coerenza, rischiamo di fare un danno all'articolo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 25.16 è precluso.
Si passa all'emendamento 25.38. C'è il parere favorevole.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Su questo articolo c'è un dibattito. Apprezzo il parere
positivo, ma io lo ritiro. E c'è un motivo. Noi abbiamo presentato
un emendamento aggiuntivo che modifica - l'ha presentato la mia
collega Campo - e quindi le chiedo, nel momento in cui si dovrà
discutere di emendamenti aggiuntivi, di considerarlo, alla luce del
fatto che abbiamo avuto il parere positivo del Governo, sarebbe
incoerente, segue la logica di questo emendamento nel senso che -
l'emendamento la mia collega Stefania Campo magari potrà spiegarlo
meglio di me - interviene nel senso della legge che è stata
approvata nella passata legislatura sui centri storici.
E' un tema che rientra a piè pari in questo testo, tra l'altro è
stato discusso in Commissione ambiente poi per i tempi legati
all'approvazione di presentazione degli emendamenti non è stato
discusso, quindi è inserito come aggiuntivo.
Io ritiro questo emendamento, perché ho interesse a discuterlo nel
momento in cui verrà trattato l'aggiuntivo.
PRESIDENTE. Abbiamo questo emendamento?
TRIZZINO. Noi non l'abbiamo ancora avuto, però l'abbiamo
depositato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevole Trizzino, onorevole Campo, ma se
l'emendamento aggiuntivo è già nel fascicolo, e voi lo date alla
Presidenza, mi pare più coerente, se riguarda il testo
dell'articolo, che votiamo l'aggiuntivo in sostituzione di questo,
dopo averlo ovviamente apprezzato.
PRESIDENTE. Secondo me sarebbe meglio votare questi ed evitare gli
aggiuntivi. Però l'onorevole Campo dovrebbe parlare su un
emendamento che ancora non esiste. Io mi creo troppi problemi. Lei
lo ha ritirato questo? Ne parleremo al momento degli aggiuntivi. Va
bene questo è ritirato.
L'emendamento 25.33 è stralciato.
Si passa all'emendamento 25.27. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 25.39 è stralciato.
L'emendamento 25.40 è rinviato all'articolo 35, quindi poi lo
dobbiamo aggiungere all'articolo 35.
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
Art. 26.
Procedimento di formazione ed approvazione
del PUG e delle relative varianti
1. Il PUG è redatto dal Comune ed è adottato ed approvato dal
Consiglio comunale secondo la procedura di seguito specificata,
sulla base delle direttive impartite dalla Giunta comunale
attraverso apposito atto di indirizzo. La progettazione del PUG può
essere affidata, ove necessario, a professionisti all'uopo
incaricati e consulenti, che siano qualificati in materia di
pianificazione urbanistico-territoriale, anche mediante il ricorso
a concorsi di progettazione. Sono obbligatori e propedeutici al PUG
gli studi agricolo-forestale (SAF) e geologico con particolare
riferimento agli aspetti idrogeologici e dello studio di
compatibilità idraulica di cui al Piano di Gestione del rischio
alluvioni e per come previsto dal Piano stralcio di bacino per
l'assetto idrogeologico della Regione siciliana (P.A.I.), redatti
da professionisti incaricati nell'ambito delle rispettive
competenze.
2. I Comuni possono tra loro associarsi o concludere convenzioni
aventi ad oggetto la pianificazione complessiva e coordinata dei
rispettivi territori e possono provvedere alla formazione del piano
in forma associata. A tal fine designano un comune capofila al
quale compete l'applicazione delle procedure descritte nella
presente legge e formulano l'atto di indirizzo da porre a base
della pianificazione.
3. Il responsabile del procedimento, all'uopo nominato, pubblica
nell'albo pretorio e sul sito web del Comune un avviso di avvio del
procedimento di formazione del PUG. Nei successivi trenta giorni
chiunque può avanzare proposte e formulare suggerimenti secondo i
criteri e le modalità fissate nell'avviso; a tal fine, il
responsabile del procedimento, nello stesso periodo di trenta
giorni, individua le modalità con le quali consultare e coinvolgere
soggetti pubblici e privati ed i rappresentanti degli ordini e
collegi dei professionisti che per loro specifiche competenze e
responsabilità sono interessati al piano, eventualmente anche
attraverso la costituzione di un forum per le consultazioni.
4. Entro il termine di sessanta giorni dall'avvio del
procedimento, il Comune, tenendo conto dell'atto di indirizzo
dell'amministrazione e dei contributi eventualmente pervenuti,
elabora un documento preliminare del PUG che:
a) esplicita le modalità da seguire per l'elaborazione di
disposizioni sull'uso del suolo tenuto conto delle indicazioni
contenute nei piani e programmi sovraordinati;
b) definisce un quadro generale delle criticità territoriali
connesse alle caratteristiche geologiche e sismiche ed all'uso
agricolo del suolo;
c) descrive le principali problematiche urbanistiche ed
insediative da risolvere nel breve e nel medio periodo, tenendo
conto delle criticità territoriali, e stabilisce il quadro delle
priorità;
d) individua, in linea generale, limiti e condizioni per lo
sviluppo sostenibile del territorio comunale;
e) individua gli obiettivi da raggiungere nel medio e nel lungo
periodo ed identifica le risorse economiche e finanziarie
disponibili o attivabili;
f) descrive le risorse territoriali e naturali e identifica i beni
culturali e paesaggistici da considerare quali invarianti e
determinanti le scelte di sviluppo;
g) descrive nelle linee generali gli interventi da prevedere nel
PUG e individua le aree oggetto di Piano particolareggiato
attuativo (PPA);
h) contiene il rapporto preliminare della VAS sui possibili
effetti ambientali del PUG;
i) perimetra le aree nelle quali possono essere rilasciati singoli
titoli abilitativi, ovvero alla approvazione di piani attuativi
prima della definitiva approvazione del PUG, ed in questo caso
specifica gli indici ed i parametri da applicare;
l) definisce la valutazione economica di massima per la
realizzazione delle infrastrutture principali, nonché delle
principali opere pubbliche previste nel PUG;
m) indica le aree ed i progetti urbani dove promuovere il concorso
di progettazione o il concorso di idee, nonché le trasformazioni
urbane che devono essere sottoposte a processi di progettazione
partecipata con particolare riferimento agli interventi di riuso e
di rigenerazione urbana.
5. Nel documento preliminare sono altresì perimetrate le parti del
territorio comunale nelle quali, per garantire il raggiungimento
degli obiettivi del Piano che potrebbero essere compromessi
dall'applicazione delle pregresse previsioni urbanistiche, è
sospeso il rilascio di singoli titoli abilitativi a far data dalla
delibera di adozione del progetto preliminare e sino
all'approvazione del PUG.
6. Entro i dieci giorni successivi alla definizione del documento
preliminare, il responsabile del procedimento trasmette al
Consiglio comunale, o ai Consigli comunali nel caso di Piano in
forma associata, il documento preliminare del PUG e la relativa
proposta di deliberazione, unitamente al rapporto preliminare della
VAS ed agli eventuali contributi pervenuti, che il comune è tenuto
a valutare. Le determinazioni del Consiglio comunale sono
deliberate entro il termine perentorio di trenta giorni dalla
ricezione della proposta di delibera.
7. Il documento preliminare adottato dal Consiglio comunale,
compresi gli elaborati tecnici valutati ed il rapporto preliminare
della VAS, nonché le motivazioni delle decisioni assunte, entro
dieci giorni dalla sua adozione è reso pubblico attraverso il sito
web del comune e dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente e per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana
8. L'adozione del documento preliminare di PUG da parte del
Consiglio comunale comporta l'applicazione delle misure di
salvaguardia sulle aree specificate nel comma 5, che operano per un
periodo non superiore a tre anni non prorogabili a partire dal
momento dell'assunzione dell'atto deliberativo di adozione.
9. Sulla base del documento preliminare adottato dal Consiglio
comunale è redatto nel termine di novanta giorni il progetto
definitivo del PUG. Al fine di garantire la partecipazione al
processo decisionale ed avviare le procedure di consultazione e di
acquisizione dei necessari pareri sul progetto definitivo del PUG,
il responsabile del procedimento, entro dieci giorni dalla data di
consegna degli elaborati, indice la Conferenza di pianificazione
prevista dall'articolo 10, fissandone la prima seduta non oltre il
trentesimo giorno a partire dalla data di convocazione. Alla
Conferenza di pianificazione sono invitati tutti i soggetti
pubblici che per legge sono chiamati a rilasciare pareri, nulla-
osta, autorizzazioni o altri atti di assenso comunque denominati,
tra cui i rappresentanti dell'Ufficio del Genio Civile e della
Soprintendenza per i BB.CC.AA. competenti per territorio, del
Dipartimento dell'urbanistica, dell'ARTA, dell'autorità competente
in materia di VAS, l'Autorità di bacino, nonché gli altri soggetti
pubblici competenti in materia ambientale.
10. Il progetto di PUG, con i relativi elaborati ed allegati,
compreso il rapporto ambientale e la relativa sintesi non tecnica,
h messo a disposizione degli enti e soggetti convocati mediante
pubblicazione nel sito web del Comune e dell'ARTA almeno trenta
giorni prima della data fissata per la conferenza.
11. Nel caso di pianificazione in forma associata, alla Conferenza
di pianificazione oltre al rappresentate nominato dal Comune
capofila, partecipano anche i rappresentanti di tutti i Comuni
associati. I soggetti competenti in materia ambientale invitati
alla Conferenza sono individuati dai Comuni sulla base dei criteri
specificati nel documento metodologico.
12. La Conferenza di pianificazione si conclude entro sessanta
giorni dall'insediamento con la sottoscrizione di un Accordo di
pianificazione, che costituisce anche certificazione di qualità
progettuale e ambientale del piano e sostituisce, a tutti gli
effetti, qualsiasi altro esame o parere preventivo di enti,
amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali in
materia urbanistica, territoriale, paesaggistica, ambientale e di
sicurezza sismica. Nel caso in cui la Conferenza si pronunci per la
rielaborazione del PUG, il piano è restituito al Comune che
provvede a rielaborarlo entro il termine di sessanta giorni;
qualora siano richieste modifiche alle previsioni del Piano, queste
sono introdotte entro il termine di trenta giorni. Il PUG
rielaborato o modificato è sottoposto alla stessa Conferenza di
pianificazione che si pronuncia definitivamente entro trenta giorni
dalla consegna delle modifiche.
13. Entro il termine di dieci giorni dalla chiusura della
Conferenza di pianificazione, il responsabile del procedimento
provvede alla pubblicazione di un avviso nell'Albo pretorio, nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito web del
Comune e dell'ARTA. Provvede altresì a mettere a disposizione del
pubblico il documento di sintesi della Conferenza di
pianificazione, il progetto del PUG ed il relativo rapporto
ambientale con la Sintesi non tecnica mediante il deposito presso i
propri uffici di copia cartacea e la pubblicazione della versione
digitale sul sito web del comune e dell'ARTA.
14. Entro il termine di trenta giorni dalla pubblicazione
dell'avviso di cui al comma 13, chiunque può prendere visione del
progetto del PUG e dei relativi allegati, del rapporto ambientale e
della relativa sintesi non tecnica e presentare proprie
osservazioni, che il comune è tenuto a valutare.
15. Il responsabile del procedimento, dopo aver acquisito, entro
il termine di trenta giorni il parere del Comune sulle osservazioni
pervenute, convoca nei successivi dieci giorni una nuova seduta
della Conferenza di pianificazione, che si pronuncia sulla loro
accoglibilità.
16. Entro trenta giorni dalla chiusura della seduta prevista al
comma 15, il responsabile del procedimento trasmette al Consiglio
comunale, ovvero ai Consigli comunali nel caso di Piano in forma
associata, la proposta di deliberazione per la approvazione del
PUG, da effettuarsi entro trenta giorni dalla ricezione. Nel caso
in cui il Consiglio comunale richieda l'introduzione di modifiche
al progetto di PUG, il piano è rinviato al Responsabile del
procedimento che acquisisce, entro trenta giorni, il parere della
Conferenza sulle modifiche introdotte. Nei successivi dieci giorni
il piano è inviato al Consiglio comunale per la definitiva
approvazione che è deliberata entro i successivi trenta giorni.
17. Il Piano urbanistico comunale, definitivamente approvato,
acquista efficacia con la pubblicazione dell'avviso della relativa
approvazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana,
effettuata a cura del responsabile del procedimento, entro il
termine di trenta giorni dalla conclusione del procedimento di
approvazione. Nell'avviso è specificata la sede ove si possa
prendere visione del Piano e di tutta la documentazione prodotta
nella Conferenza di pianificazione, compresa la documentazione
prescritta per la Valutazione ambientale. Il PUG e la relativa
documentazione tecnica ed amministrativa sono pubblicati in forma
integrale anche sul sito web del Comune interessato e trasmesso
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente per essere
inserito nella banca dati del Sistema Informativo Territoriale
Regionale (SITR).
18. Il procedimento disciplinato dal presente articolo trova
applicazione per l'elaborazione e l'approvazione del PUG e delle
sue revisioni generali e delle varianti generali e parziali. Per
l'approvazione delle varianti parziali non è richiesta
l'approvazione del documento preliminare di cui al comma 4. I
termini temporali assegnati ai diversi soggetti per le
determinazioni di propria competenza, di cui ai precedenti commi,
nel caso di varianti parziali, sono ridotti della metà.
19. Il PUG è aggiornato ogni cinque anni ovvero quando ne facciano
motivata istanza al Comune, enti pubblici interessati o soggetti
privati rappresentativi di interessi collettivi o diffusi. Le
varianti, le integrazioni e gli aggiornamenti del piano sono
sottoposte alla stessa procedura di formazione descritta in questo
articolo con i termini ridotti della metà.
20. Gli obblighi di tutela e salvaguardia discendenti dal PUG sono
esercitati direttamente dal Comune, con esclusione degli immobili
sottoposti a vincolo storico-artistico per i quali permane la
disciplina del Titolo I, Capo I, del decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42 e successive modificazioni.
21. Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 78, comma 2,
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, qualora gli organi
dell'amministrazione del Comune, sebbene previamente diffidati,
omettano o non siano in grado di compiere gli atti obbligatori
previsti dal presente articolo nei termini dallo stesso stabiliti,
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente nomina, ai
sensi dell'articolo 21-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n.380 e successive modificazioni, come
introdotto dall'articolo 49 della legge regionale 11 agosto 2017,
n. 16, un commissario provveditore la cui durata in carica copre
l'intero iter procedurale che ha determinato l'intervento
sostituivo.
22. Non si fa luogo alla diffida di cui al comma 21 qualora si
tratti di scadenza di termini previsti espressamente dalla presente
legge o da altre leggi attinenti alla materia urbanistica. Alle
spese per il commissario provvede il comune per il quale è stato
nominato, salvo rivalsa a carico degli amministratori eventualmente
responsabili.
23. I commissari nominati ai sensi del comma 22 decadono
dall'incarico nel caso di rinnovazione del consiglio comunale e
comunque possono essere sempre revocati, con provvedimento
motivato, dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
PRESIDENTE. Ci sono emendamenti approvati? Io non ne vedo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, sull'articolo 26, come Partito
Democratico, abbiamo sempre posto una questione. Già stiamo
riducendo le competenze dei comuni. E' insopportabile che oltre a
ridurre le competenze dei Comuni riduciamo e sviliamo il ruolo dei
consiglieri comunali. Al comma 1 è previsto che le direttive per la
formazione del PUG vengano date dalla Giunta comunale.
Siccome io, signor Presidente, e non solo perché ho fatto il
consigliere comunale, credo che una riforma urbanistica debba
tenere conto della valorizzazione dei consiglieri comunali, che
tradizionalmente in Sicilia hanno tenuto sempre due competenze,
quella relativa al bilancio e quella relativa alla materia
urbanistica, insomma, togliergli in modo gratuito le competenze
sull'emanazione direttive, che sono tra le poche ormai rimaste in
capo ai consiglieri comunali, credo che sia un atto gratuito che
non serve a niente.
Quindi noi insistiamo sui nostri emendamenti all'articolo 26, ma
in particolare sul 26.1, che tiene a salvaguardare in capo ai
consiglieri comunali la competenza ad approvare le direttive per la
formazione del PUG.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, fermo restando che nessuno più di me, che non ho fatto
solo il consigliere comunale, ma anche il presidente del consiglio
comunale, può avere a cuore i comuni - è giusto onorevole Di Mauro?
- e quindi nessuna ipotesi di togliere potere ai comuni, credo che
il percorso che ci siamo dati, anche di mediazione utile, lo
dimostri.
C'era un tema, che noi sottoponiamo all'Aula, perché non è un tema
che stravolge la legge. Però, onorevole Barbagallo, è un tema
concettuale ed è secondo noi, secondo il Governo, anche un tema di
carattere metodologico, che potrebbe trasformarsi in alcuni casi -
ed è accaduto - e cioè quando si dovesse sconfinare anche in
ipotesi di illegittimità, potrebbe favorire ipotesi di illegalità.
Mi spiego. Il fatto che il Consiglio comunale, oltre a predisporre
il PUG sotto il profilo del piano di indirizzo, sia anche lo stesso
soggetto, la stessa istituzione, che se lo approva, a nostro parere
determina un problema serio laddove, fermo restando che la legge
deve essere, non può essere altrimenti, generale e astratta,
tuttavia, non lontano da questa città, sono accaduti dei casi,
onorevole Barbagallo, ma quelli sono casi che poi hanno visto
intervenire correttamente l'autorità giudiziaria e la Procura della
Repubblica ancora prima, in cui addirittura, in zone in cui i
consiglieri comunali erano proprietari di terreni, non solo non si
sono astenuti, ma hanno approvato il Piano regolatore e hanno
approvato la costruzione di un centro commerciale nei loro terreni.
Allora, è chiaro che questa è un'eccezione e non può che essere
l'auspicio, però la valutazione che io sottopongo all'Aula è che
rispetto ad un'approvazione definitiva del Consiglio comunale,
quanto meno la Giunta possa fare l'atto di indirizzo, non stiamo
dicendo la Regione, non stiamo dicendo l'Assessore, stiamo dicendo
un ulteriore, anzi, l'esecutivo del Comune, per cui rispetto al
26.1 noi non ci poniamo in maniera acritica contro, vorremmo far
valutare la possibilità di considerare anche il 26.73, però ripeto,
e quindi di determinare il combinato disposto tra il 26.1 e il
26.73, della pagina successiva, fermo restando che io ritengo anche
nell'interesse dei Comuni, sia più utile lasciare tutto com'è e
cioè che l'atto di indirizzo è della Giunta e che l'approvazione
finale è del Consiglio comunale. Inviterei il collega Barbagallo a
fare un momento di riflessione perché credo sia una cosa molto
delicata.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. No, signor Presidente, noi insistiamo anche se
ritiriamo i soppressivi 26.18 e 26.19, e chiediamo che
l'emendamento 26.1 venga posto in votazione con voto segreto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. E allora, se il Governo si rimette all'Aula che
motivazione c'è di fare la votazione segreta, che è
complicatissimo, peraltro. Il Governo si rimette all'Aula. Ho
capito, si rimette all'Aula. E allora, scusate, mi chiedono gli
Uffici ..
BARBAGALLO. Si, va bene
PRESIDENTE. E' aggiustato in termini di
BARBAGALLO. Va bene, va bene.
PRESIDENTE. Va bene? Se lo firma consideriamo questo come 26.1,
perché gli Uffici ritenevano che c'era qualche cosa da modificare
proprio nella scrittura. Allora lo poniamo in votazione voto
palese.
BARBAGALLO. Se il Governo si è rimesso all'Aula, non c'è nessuna
richiesta. Per alzata e seduta va bene.
PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula. Si è stato un attimo
riscritto, soltanto aggiustato, il concetto non cambia.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, però la Commissione, a maggioranza ovviamente, ritiene
che sia utile mantenere una diversificazione tra chi dà gli
indirizzi e chi poi approva il Piano. E quindi riteniamo che sia
più giusto mantenere gli indirizzi dati alla Giunta.
PRESIDENTE. E quindi il parere è contrario o si rimette all'Aula?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Il parere è
contrario.
PRESIDENTE. Il Governo si è già rimesso all'Aula. La Commissione è
contraria a maggioranza. Scusate, mi fate capire qualcosa?
Non ho capito quali sono i pareri della Commissione e del Governo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, siccome mi sono espresso contrariamente a questo
emendamento e ho spiegato le ragioni, fermo restando che
l'approvazione di questo emendamento non cambia l'impostazione
della legge salvo in un passaggio riguardante l'atto in indirizzo,
io vorrei che qualunque sia la formula di votazione si faccia una
valutazione attenta di chi vota a favore e di chi vota contro e
anche se si fa per alzata e seduta si dica chi ha votato a favore e
chi ha votato contro, perché io, in ragione dell'intervento che ho
fatto, voterò contro.
PRESIDENTE. Va bene così.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Facciamo richiesta di voto segreto e chiediamo che
venga appoggiato.
PRESIDENTE. Benissimo. Chiede il voto segreto allora. Vediamo se è
appoggiato.
Scusate, possiamo andare avanti sul voto segreto?
Onorevole Barbagallo, io vorrei capire qual è l'intenzione
dell'Aula.
BARBAGALLO. E' successo questo. Qualche collega, ho capito del
Movimento Cinque Stelle, lamenta che anziché PUG c'è scritto Pud
nell'emendamento. Questa è la prima questione.
PRESIDENTE. Questo è un errore
BARBAGALLO. Se il Governo si rimette all'Aula, come avevo capito
io, non c'è ragione di chiedere il voto segreto quindi è una
normale votazione che si procede per alzata e seduta. Se c'è una
richiesta espressa del Governo, che esprime voto contrario, siamo
costretti a chiedere un tipo di voto previsto dal Regolamento.
PRESIDENTE. Il Governo ha detto però che il voto è contrario e che
però vorrebbe il voto palese. Vediamo di capirci perché sono
veramente stanco stasera. E' dalle 11.00 che sono qua.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro.
DI CARO. Signor Presidente, io vorrei capire cosa cambia rispetto
all'emendamento 26.1, visto che il Comune qui è inteso come gli
Uffici preposti, quindi va bene. Poi il Consiglio comunale approva
un atto di indirizzo che stabilisce i criteri, ed è approvato dal
Consiglio comunale stesso. Così non va bene. E' la copia con parole
diverse dell'emendamento 26.1, che praticamente il controllato
rischia di essere la stessa figura del controllore. Personalmente,
ma credo di parlare a nome del Movimento Cinque Stelle, noi non
siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lo ritiriamo?
BARBAGALLO. Signor Presidente, c'è un po' di confusione
collettiva. Fino ad oggi con la 71/78, il Consiglio comunale ha
emanato le direttive. Il Consiglio comunale, con delibera del
Consiglio comunale, indica quali sono le direttive per la
formazione del Piano regolatore generale. Il professionista
trasmette lo schema di massima o il Piano regolatore generale
direttamente che il Consiglio comunale riapprova. E' quello che
accade nella regione siciliana dal 1978 ad oggi.
Noi riteniamo che questo modello, che tiene una delle poche
competenze in capo al Consigliere comunale e al Consiglio comunale,
vada salvaguardato. Credo che sia semplicissimo. Per questo abbiamo
presentato l'emendamento 26.1 riscritto nella versione che gli
Uffici mi hanno sottoposto 26 1.R. e chiediamo che su questo si
voti.
PRESIDENTE. Benissimo. Ricominciamo e lo facciamo. Il parere del
Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 26.17 e 26.70 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 26.2, le parole "ove necessario" sono
soppresse. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.66, dell'onorevole Di Mauro. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.73, del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati. Si passa
all'emendamento 26.71, dell'onorevole Palmeri.
PALMERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.16, dell'onorevole Arancio. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 26.75, della Commissione, è precluso.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Barbagallo, "la lettera i)
è soppressa". E' ritirato?
BARBAGALLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il comma 5 è ritirato.
Si passa all'emendamento 26.67, dell'onorevole Di Mauro. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.15, dell'onorevole Arancio. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Su questo un
minuto riflessione. Lo sottopongo ai colleghi perché il parere è
contrario, perché se è ordinatorio, il termine non produce effetti,
quindi in buona sostanza o valutiamo diversamente quanto è stato
scritto oppure il parere è contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo?
BARBAGALLO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 26.69, la parola "perentorio", è ritirato.
Voce fuori campo. Non è ritirato.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 26.6, "le determinazioni del consiglio
comunale". Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.7. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'emendamento 26.7 è pleonastico, anche perché è già
integrato dal 26.12.
PRESIDENTE. Gli Uffici confermano?
BARBAGALLO. Signor Presidente, chiediamo che il 26.7 venga messo
in votazione e prima della votazione finale questa riflessione sul
termine perentorio al consiglio comunale. Evitiamola questa
mortificazione.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Vorrei che
fosse chiaro, proprio per il principio che ci siamo dati
all'inizio, e che voi mi avete spiegato: la tecnica legislativa, mi
avete detto, impone un abrogativo e un modificativo. Il Governo,
avendo valutato il modificativo che era sempre vostro e che
prevedeva più trenta giorni, ha dato parere favorevole al 26.6 e
parere contrario all'abrogativo, tutto qua. Diventa più trenta.
Quindi il 26.6 è stato approvato.
PRESIDENTE. Ha ragione l'assessore su questo.
Si passa all'emendamento 26.84. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.78, entro dieci giorni. Non c'è
Sammartino, ma c'è D'Agostino, il partito rimane e quindi lo devo
mettere in votazione, è il 26.78 presentato dall'onorevole
Sammartino e D'Agostino, questo entro dieci giorni, vorrei il
parere del Governo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.14.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevoli tutti, quindi lo pongo in votazione. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.13, per estratto della GURS sono
soppresse.. . Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il 26.13, non
lo trovo Presidente.
PRESIDENTE. E' sotto il 26.14, è scritto piccolo ma c'è.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.72, dell'onorevole Palmeri. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io vorrei che l'onorevole Palmeri ce lo spiegasse un
attimo, e soprattutto vorrei che gli Uffici ci dicessero se è un
emendamento che si può votare oppure no.
PRESIDENTE. Gli Uffici non mi hanno scritto nulla, per cui
immagino di si, però lo riguardiamo un attimo. Ha facoltà di
parlare l'onorevole Palmeri.
PALMERI. Signor Presidente, Assessore, tali misure di salvaguardia
diventano vincolanti chiaramente se sono ritenute pertinenti
nell'ambito della VAS, quindi se recepita al contrario
costituiscono un vincolo ambientale entro cui si muove il PUG. Io
ho voluto specificare il riferimento alla VAS per questa ragione.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho un dubbio.
Siccome la VAS è endoprocedimentale, mica è detto che l'hanno
conclusa in quel momento in cui stanno discutendo del documento
preliminare, quindi non credo che abbia senso in questa fase la
VAS, che potrebbe non essere conclusa.
PRESIDENTE. Sì, ha ragione. Onorevole Palmeri, io la inviterei al
ritiro, ha ragione l'onorevole Trizzino. Ritirato?
Bene. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.68, degli onorevoli Gucciardi e Lupo.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, sul 26.68 noi dobbiamo esprimerci contrariamente,
perché non sono chiamati ad esprimere pareri per legge, e quindi
non possono rientrare nella fattispecie che viene contemplata dal
comma 9.
PRESIDENTE. Ritirato?
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.83, dell'onorevole Barbagallo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevoli tutti, quindi lo pongo in votazione. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.8, dell'onorevole Barbagallo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevoli tutti, quindi lo pongo in votazione. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.76, al comma 14 sopprimere le parole
che il comune .. . Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, è assorbito dal 26.9, quello successivo, quindi votiamo
il 26.9 e diamo parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, va bene così?
Pongo in votazione l'emendamento 26.9. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Quindi il 26.76 è ritirato.
Si passa all'emendamento 26.82.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, c'è il 26.10.
PRESIDENTE. Prima c'è il 26.82, poi c'è il 26.10, onorevole
Cordaro. Il parere del Governo sul 26.82?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Ritirato?
Bene. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.10. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.11. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Ritirato?
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.12, l'ultimo di questa pagina. Il
parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, il 26.12 è da spiegare anche perché va a sovrapporsi al
26.7.
Quindi, vorrei che uno dei firmatari lo spiegasse cortesemente e
che gli Uffici ci dessero la coerenza col testo fin qui approvato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. L'assessore ha dichiarato che l'emendamento 26.12 è
poco chiaro alla luce del 26.7. Ma l'emendamento 26.7, dov'è?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il 26.7 è stato
ritirato, e gli argomenti del 26.7 sono riportati in buona sostanza
nel 26.12. Chiedo al primo firmatario, onorevole Barbagallo, se ce
ne può spiegare la portata e soprattutto agli Uffici di dare la
certezza della coerenza del testo rispetto a quanto fin qui
approvato.
PRESIDENTE. Domanda non facilissima, bisogna valutare un attimo.
BARBAGALLO. Noi insistiamo, anzi il procedimento è chiaro; è una
norma che specifica il procedimento nel caso in cui ci siano delle
modifiche introdotte al PUG dal Consiglio comunale, quindi è un
dettaglio che credo sia chiarissimo. Cioè, specifica espressamente
il procedimento nel caso di parere di modifica introdotta dal
Consiglio comunale
PRESIDENTE. Assessore, ha sentito le spiegazioni che ha dato
l'onorevole Barbagallo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, le ho
sentite le spiegazioni. Vorrei sapere dagli Uffici se c'è la
coerenza non con quanto c'è scritto e basta, ma con quanto c'è
scritto e con quanto approvato.
PRESIDENTE. Gli Uffici sono arrivati alla spiegazione che non è
coerente.
BARBAGALLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.81, questo dei 30 giorni. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Ritirato?
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 26.74, dell'onorevole Palmeri, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 26.80. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.79. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.76, che era quello relativamente alle
cose che diceva l'onorevole Cracolici e immagino che il parere sia
favorevole. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.85. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Ritirato dall'onorevole Cracolici.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.86. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, noi crediamo che il 26.86 sia un ottimo articolo e
un'ottima base di partenza, sul dettaglio, magari c'entreremo in
forma regolamentare di decreto perché gli Uffici ci segnalano che
il caso è troppo particolareggiato per inserirlo in una norma di
legge. La invitiamo a ritirarlo.
PRESIDENTE. Va bene. E' ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 26. Chi è favorevoli resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Assessore Cordaro, facciamo una valutazione in diretta perché io
sono molto stanco. L'articolo 27 lo possiamo fare velocemente.
Passiamo all'articolo 27. Ne do lettura:
Art. 27.
Disciplina del patrimonio culturale dei beni isolati.
1. Il PUG individua i nuclei sparsi, gli agglomerati rurali,
bagli, casali, masserie, fattorie, case rurali, mulini e manufatti
rurali specialisti e produttivi di particolare valenza ed interesse
storico-architettonico, tipologico ed etno-antropologico, nonché
elementi architettonici isolati diffusi su tutto il territorio
comunale.
2. Per le aree e gli immobili non assoggettati agli eventuali
piani particolareggiati attuativi e per quelli assoggettati sino
all'approvazione degli stessi, si attuano, con intervento edilizio
diretto, le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, di
restauro e consolidamento.
3. Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono consentiti,
previa accertata documentazione tecnica laddove non è possibile
limitare gli interventi sopra prescritti, con esclusione di
demolizione totale e relativa sostituzione edilizia delle strutture
murarie principali.
4. Al fine di favorire la utilizzazione del patrimonio edilizio
esistente sono consentite destinazioni d'uso abitative stagionali e
attrezzature volte a potenziare la cultura dell'accoglienza. Sono
altresì ammesse destinazioni d'uso degli immobili esistenti ad
albergo o ad analoga tipologia di destinazione d'uso, paese-
albergo, ristoranti, trattorie, bar, luoghi di svago e di riunione,
purché gli interventi siano eseguiti nel rispetto delle
caratteristiche tipologiche e morfologiche e senza alterazione dei
volumi. Il rilascio del titolo abilitativo o autorizzativo è
subordinato alla verifica di compatibilità delle specifiche
destinazioni alla accessibilità dei siti, nonché al rispetto delle
vigenti norme di scurezza e di superamento delle barriere
architettoniche .
Gli emendamenti presentati sono quasi tutti soppressivi. Se
all'articolo 27 sono ritirati i soppressivi, basta un voto
soltanto. Il parere della Commissione sull'emendamento 27.6,
dell'onorevole Calderone?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
Art. 28.
Il Regolamento Edilizio Comunale (REC).
1. Il regolamento edilizio comunale (REC) è uno strumento
normativo obbligatorio di carattere tecnico operativo che, sulla
base delle indicazioni contenute nel PUG o nei Piani
particolareggiati attuativi di cui all'articolo 29, disciplina le
normative per la realizzazione degli interventi edilizi ai sensi
dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni, come recepito con
modifiche dall'articolo 2 della legge regionale 10 agosto 2016, n.
16 e successive modificazioni.
2. Il REC in particolare contiene le norme relative alle modalità
di costruzione e modificazione dei manufatti edilizi e al recupero
del patrimonio edilizio esistente, nonché le norme, generali e
specifiche, di carattere tecnico-estetico, igienico-sanitario,
sulla sicurezza e vivibilità degli immobili e delle loro
pertinenze, sulla sicurezza degli impianti, sul risparmio
energetico, sulla eliminazione delle barriere architettoniche,
sulla prevenzione dei rischi. Contiene inoltre le norme che
regolamentano le destinazioni d'uso generali e particolari relative
alle singole destinazioni urbanistiche del PUG, nonché la
disciplina della presentazione dei titoli abilitativi edilizi da
parte dei soggetti interessati, siano essi comunicazioni o
segnalazioni di parte o richieste del permesso di costruire, in
relazione alla tipologia degli interventi edilizi previsti
dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni, recepito
dinamicamente dall'articolo I della legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 e successive modificazioni.
3. Al REC possono essere allegati elaborati specifici a carattere
tecnico-scientifico, quali sussidi e manuali operativi, schede
tecniche di qualità dei materiali e delle tecnologie costruttive,
prontuari edilizi, idonei ad assicurare un corretto inserimento
degli interventi, nuovi e di recupero, nel contesto urbanistico ed
ambientale interessato, ed a garantire inoltre uno standard
realizzativo, prestazionale, funzionale e manutentivo adeguato,
nell'ottica del contenimento dei consumi energetici.
4. Al fine di garantire uniformità nelle modalità di realizzazione
degli interventi edilizi, in attuazione di quanto disposto
dall'articolo 2 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 e
successive modificazioni, il Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente emana un
decreto avente ad oggetto il regolamento tipo edilizio unico, che i
comuni sono tenuti ad adottare nei termini previsti dal comma 2
dello stesso articolo 2.
5. Il REC è approvato separatamente dal piano urbanistico comunale
del quale costituisce comunque parte integrante e sostanziale.
L'aggiornamento del regolamento edilizio e la sua revisione
finalizzata ad adeguarne i contenuti a nuove disposizioni di legge
intervenute, le quali prevalgono sulle norme regolamentari di rango
inferiore, è atto dovuto. Eventuali disposizioni più restrittive
sono espressamente disciplinate mediante adozione di apposita
variante costitutiva adottata da parte del Consiglio comunale
secondo la procedura prevista nel presente articolo .
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 28.1. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 28.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 28.16. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario,
perché contrasta con il comma 4. Chiediamo che venga trasferito ad
altro disegno di legge.
PRESIDENTE. E' stato ritirato. Lo trasferiremo a quel disegno di
legge.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Anche
l'emendamento 28.15, Presidente.
PRESIDENTE. Anche il 28.15 pure così, onorevole Barbagallo lo
ritira?
L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 28.14,
dell'onorevole Palmeri.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, non è ammissibile, perché il
Regolamento tipo non può sostituire il Regolamento
particolareggiato.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, la ratio di questo emendamento era
perché sembrava una svista del testo. Con l'emendamento si
provvedeva a rendere immediatamente esecutivo il Regolamento. Visto
che, se i Comuni non provvedono, si evitano dilazionamenti ma, allo
stesso tempo, garantendo l'autonomia dei Comuni che si trovano,
quindi, ad essere stimolati ad una rapida adozione del proprio
PRESIDENTE. Sì, la ratio è positiva, ma così non lo possiamo
approvare.
Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, andiamo a domani che siamo veramente stanchi.
È dalle 11.00 che siamo in votazione e ci siamo stancati. Domani
alle 11.00 riprende l'Aula; 11.30 non cambia il mondo, per quanto
mi riguarda se il Governo lo chiede avrà una motivazione. Alle
11.00 era comunque convocata l'Aula perché avrebbe dovuto essere
presente l'assessore Razza che, però, chiede di spostare ad altro
giorno ed, ovviamente, non abbiamo difficoltà. Poi lo decideremo in
Conferenza di Capigruppo. Quindi alle 11.30 per la continuazione di
questo articolo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Possiamo fare domani la variazione di bilancio?
Abbiamo problemi come Partito democratico. Anche magari rinviando a
lunedì mattina.
PRESIDENTE. Noi abbiamo incardinato oggi, abbiamo dato tempo per
gli emendamenti fino a domani a mezzogiorno, devono arrivare gli
emendamenti, devono essere visti dagli Uffici, se ce la facciamo
sono favorevolissimo che si possa fare anche domani. Intanto, ci
vediamo alle 11.00, 11.30 per portare avanti questo.
Domani a mezzogiorno scade il termine per la presentazione degli
emendamenti sulle variazioni di bilancio. Ci saranno degli
emendamenti, gli Uffici li valutano, se di pomeriggio è tutto
pronto lo possiamo votare. Non c'è nessuna difficoltà a farlo.
Onorevole Lo Curto decideremo domani.
Scusate, per quanto mi riguarda, se ci sono delle esigenze
politiche, il Presidente dell'Assemblea non può che tenerne conto,
però valutiamo un attimo, perché se andiamo alla settimana prossima
non facciamo più niente.
Ripeto, se c'è un'esigenza politica, per cui avete delle riunioni
e mi chiedete uno slittamento di un'ora, e quindi nella prima ora
facciamo qualche altra cosa, io non ho problemi. Ma se mi chiedete
di rinviare alla settimana prossima, io non lo posso fare.
Credo di essere stato preciso. Entro questa settimana, noi
dobbiamo chiudere queste leggi che sono troppo importanti, perché
il segnale che si darebbe alla gente, se non le approvassimo - le
variazioni di bilancio, lo zooprofilattico, eccetera - sarebbe
negativo.
Come ho già detto ieri, la prossima settimana io sono
disponibilissimo a lavorare, ma mi sembra di aver capito che tanta
gente non c'è. Per cui, intanto andiamo a domani. Se ci sono le
condizioni per fare qualche altra cosa, lo vediamo domani.
Anzi, facciamo così, domani alle ore 11.00 è convocata la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in modo che alle
ore 11.30 possiamo cominciare l'Aula, e se c'è qualche cosa da
discutere la discutiamo tranquillamente. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20.26 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
213a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 6 agosto 2020 - ore 11.30
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Disposizioni finanziarie . (n. 811/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
3) Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
Sicilia . (nn. 445-280-546/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
4) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio