Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 212 di mercoledì 05 agosto 2020
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 11.09

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli  colleghi,  comunico all'Aula che la  II  Commissione  è
  iniziata da poco ed ha chiesto circa un'ora per poter completare  i
  lavori  con  riferimento alle variazioni di bilancio ed agli  altri
  punti che sono all'ordine del giorno. Pertanto, la seduta è sospesa
  e riprenderà alle ore 12.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.10, è ripresa alle ore 13.06)

   La seduta è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Domenico è in congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   contenute nella legge di stabilità per l'anno 2020

   Comunicazioni del Governo sullo stato di attuazione delle misure
   contenute nella legge di stabilità per l'anno 2020

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  i  lavori  della   Commissione
   Bilancio   sono terminati. Ci scusiamo per il ritardo, però  siamo
  nelle  condizioni  adesso  di avere la disponibilità  del  Governo,
  nella  persona  dell'assessore Armao, per iniziare la  discussione,
  così  come  peraltro è prevista, del secondo punto dell'ordine  del
  giorno.
   La  programmazione dei lavori sarà la seguente: l'Assessore fa  la
  sua  relazione, se ci sarà il tempo faremo qualche intervento prima
  di  sospendere alle ore 13.45, per riprendere poi alle  ore  15.00.
  Obiettivo,  ovviamente,  è  di  avere  una  discussione  abbastanza
  sintetica  sul II punto dell'ordine del giorno, per poi  proseguire
  con i lavori relativi al disegno di legge sull'urbanistica.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   le  comunicazioni  che  vengono  richieste   riguardano
  l'attuazione della legge di stabilità e le risorse finanziarie  che
  sono   necessarie  al  nostro  territorio  per  fare  fronte   alla
  drammatica  crisi  post-pandemica dai connotati  ancora  non  tutti
  perlustrati e non tutti conosciuti.
   Gli  effetti  sono molto preoccupanti, non solo per  le  dinamiche
  economiche  che li connotano, cioè una perdita di prodotto  interno
  lordo  gravissima,  ma soprattutto per gli effetti  e  i  tempi  di
  recupero di questa crisi.
   Il  dato che viene diramato, da ultimo, vede una ripresa nel  2021
  del PIL nazione del 5.3 e, invece, un recupero del Mezzogiorno,  di
  neanche la metà.
   Quindi si sta manifestando in pieno quella preoccupazione che  già
  avevamo  palesato  quando ci siamo incontrati in  questa  Aula  per
  discutere  di  questo tema, cioè degli effetti della pandemia,  nel
  senso  che  la perdita è praticamente corrispondente a  quella  del
  centro-nord, ma i tempi di recupero sono più che dimezzati.
   Se poi si guarda anche agli effetti di alcune misure che si stanno
  rivelando più favorevoli al centro-nord che al centro-sud, io  sono
  intervenuto più volte, quindi si tratta di una situazione che desta
  molteplici  profili di preoccupazione, che ho anche avuto  modo  di
  segnalare  ad  autorità statali, perché certamente  porranno  delle
  ricadute in autunno che occorre affrontare subito.
   E  in  questo  senso si scrive l'esigenza di dare  la  più  celere
  attuazione possibile alla legge di stabilità.
   Legge  di  stabilità che, intanto vorrei partire da un assunto,  è
  una  legge  nella  quale il Governo regionale, che  avrebbe  potuto
  procedere  a  riprogrammazioni senza  coinvolgere  l'Assemblea,  ha
  invece  ritenuto,  come  voi  ben  sapete,  essendo  noi  stati   i
  protagonisti,   di  mettere  queste  risorse  in   una   sorta   di
  condivisione  decisionale,  che  in  qualche  modo  consentisse  di
  esaminare congiuntamente queste misure.
   Nel  contempo stiamo richiedendo a livello nazionale, e in  questo
  senso   le   parole  del  Presidente  della  Repubblica   di   ieri
  nell'incontro con le regioni per i 50 anni della istituzioni  delle
  regioni  a  Statuto  ordinario è un esempio emblematico  di  quanto
  importante  sia l'esigenza di recuperare il divario nord-sud  nelle
  più alte cariche dello Stato, e quindi che le battaglie che abbiamo
  fatto  come Governo, come Parlamento su questi temi sono  battaglie
  assolutamente  prioritarie per garantire l'eguaglianza  sostanziale
  dei cittadini, per garantire i livelli essenziali delle prestazioni
  eguali nel centro-nord, come nel centro-sud.
   Com'è  noto  il Governo ha poi individuato in modo sostanzialmente
  alternativo,  quasi  in tutti gli articoli, la possibilità  di  far
  ricorso  per  finanziare queste misure al PO-FESR,  cioè  ai  fondi
  europei  e  ai  fondi  cosiddetti POC, cioè al piano  complementare
  derivante  dalla liberazione di risorse che in qualche  modo  vanno
  riscritte  e  quindi in alcuni sensi ampliate: una Regione  ha  già
  avuto  un incremento, è la Regione Puglia, con una misura, diciamo,
  record nel senso che in 24 ore il POC è stato trasmesso e condiviso
  dal  Ministero  della  coesione di circa 700 milioni  di  euro.  Al
  riguardo  abbiamo  chiesto che i criteri che sono  stati  applicati
  alla  Puglia siano estesi a tutte le Regioni in guisa da consentire
  una parametrazione omogenea per tutte le Regioni del sud.
   Aggiungo, mentre ancora pendeva il termine di impugnativa da parte
  dello  Stato,  come è noto la legge di stabilità è stata  impugnata
  solo   in  un  comma,  quindi  sostanzialmente  è  stato  condiviso
  l'impianto  che il Governo ha proposto e l'Assemblea ha  integrato,
  durante  il  periodo  di  pendenza  dell'impugnazione  abbiamo  già
  avviato  i  contatti  con il Ministero della coesione  e  del  sud,
  invero  attivati  già dal 6 maggio, ho qui una nota  del  dirigente
  della  programmazione che fa riferimento agli incontri  intervenuti
  il  6  maggio.  Incontri che, peraltro, si sono prolungati  fino  a
  ieri.  Incontri  con il consigliere Ferdinando  Ferrara,  capo  del
  dipartimento  per  le  politiche di coesione della  Presidenza  del
  Consiglio  dei  Ministri, con il dott. Massimo Sabatini,  direttore
  generale  dell'Agenzia  per  la  coesione  territoriale,   che   ha
  incontrato  sia il dott. Lasco, il nostro nuovo dirigente  generale
  della  programmazione,  e il vicecapo di gabinetto  del  Presidente
  della Regione.
   Quindi, in questo senso, i contatti sono continui, sia per  quanto
  riguarda  il PO-FESR che è stato individuato come fonte primaria  e
  prioritaria  per  accedere  alle risorse,  tant'è  che  il  Governo
  regionale,  non  solo ha presentato un programma  di  riallocazione
  delle  risorse  per  circa 400 milioni, lo ha presentato  anche  al
  Parlamento,  che lo ha esaminato nelle due Commissioni  permanenti,
  cioè  la Commissione Bilancio e la Commissione Affari Europei,  per
  poi  deliberare  il  23 luglio 2020 la riprogrammazione,  e  quindi
  definire questa prima tranche di risorse a sostegno della legge  di
  stabilità di 400 milioni.
   Il resto per quanto concerne il POC è, come voi sapete, oggetto di
  negoziato  con  lo  Stato  che, come vi  confermo,  e  posso  anche
  depositare  questa  nota, ha già ricevuto fino  al  30  luglio,  lo
  ripeto,  al netto dell'incontro di ieri un'articolata illustrazione
  sulla   riprogrammazione,   che  può   consentire   di   addivenire
  all'utilizzo delle risorse nell'ambito dei fondi europei.
   Altra  cosa, come voi ben sapete, sono i 300 milioni di  euro  che
  erano  stati congelati a valere sul concorso alla finanza pubblica,
  concorso alla finanza pubblica che è stato quantificato dal 2019 in
  un  miliardo di euro, ricordo che era oltre un miliardo e  trecento
  milioni di euro, quindi in tre anni la Sicilia ha risparmiato quasi
  un  miliardo  di euro, e di questo tiene conto anche la  Corte  dei
  Conti  nell'esame  che ha fatto in Commissione Bilancio,  quando  è
  intervenuta sul documento di programmazione 2020.
   Ebbene,  sotto  questo profilo è intervenuto  un  accordo  tra  le
  Regioni  a  statuto ordinario e il MEF e tra le Regioni  a  statuto
  speciale  e  il MEF, per individuare come finanziare le  cosiddette
  minori entrate. Nell'ambito di questi accordi, alla Sicilia è stato
  riconosciuto già in questa fase la possibilità di attingere per 300
  milioni al concorso alla finanza pubblica, e poi per ulteriori  480
  milioni,  per  un  totale di 780 milioni al concorso  alla  finanza
  pubblica.
   Attenzione  che  questa quantificazione non è esaustiva,  non  può
  risultare  esaustiva, perché nell'accordo che io ho trasmesso  alla
  Commissione  Bilancio,  nell'accordo è previsto  che  lo  Stato  si
  faccia  comunque  come giurisprudenza costituzionale  costante,  si
  faccia  carico  integralmente delle minori entrate che  la  Regione
  dovesse avere nel 2020.
   Peraltro,  come  elemento  ulteriore, è stato  previsto  che,  con
  impegno assunto anche per altre Regioni, per la Sicilia le norme di
  attuazione  in  materia finanziaria, che come  è  noto  il  Governo
  nazionale si era impegnato a varare nel settembre del 2019,  e  poi
  non  c'è  riuscito,  anche per la successione dei  governi,  questa
  volta,  anche  per bocca del ministro Gualtieri, si è impegnato  ad
  emanare  entro  la  fine  dell'anno  con  norme  di  attuazione  da
  concordare entro il 30 di ottobre.
   Abbiamo  già la scorsa settimana, col segretario Villarosa,  fatto
  un incontro, io ho riepilogato quali sono le questioni, nota che ho
  trasmesso  parimenti  alla  Commissione  Bilancio,  quali  sono  le
  questioni  aperte all'esame del rapporto tra Stato  e  Regione  non
  credo  che ci sia più qualche possibilità di differire la  chiusura
  di  questo  negoziato, perché è vero quello che dice la  Corte  dei
  Conti   in   materia,  che  è  una  considerazione   assai,   assai
  preoccupante e, come è noto il Governo, l'Assessorato all'Economia,
  ha  ribadito  sin  dal suo insediamento, cioè che gli  accordi  che
  hanno  condotto ad individuare l'IRPEF in sette decimi a  far  data
  dal 2019, queste sono parole della Corte dei Conti,  non riesce  ad
  assicurare alla Regione un gettito di entrate correnti in grado  di
  garantirne il livello dei servizi e della spesa pro capite  pari  a
  quello  delle altre Regioni ad autonomia differenziata, ancorché  a
  partire dal 2019 ci sia stata la riduzione del concorso .
   Quindi  è  la  stessa Corte dei Conti che sta dicendo  che,  sulla
  scorta  degli accordi conclusi, non si possono garantire i servizi.
  Quindi, al netto di nuove competenze, che possono passare con nuove
  risorse in relazione ai settori della finanza locale, della scuola,
  della sanità, quindi a diversi settori, già ad oggi, a biglie ferme
  le entrate che la Regione si è assicurata con quegli accordi per la
  Corte dei Conti non riescono a garantire il livello dei servizi  e,
  quindi,   pertanto,  io  questo  ho  rappresentato   al   Ministero
  dell'Economia,  e  quindi è urgentissima la conclusione  di  questo
  negoziato,  quanto meno per riconoscere quello che anche  la  Corte
  Costituzionale,  con  la  sentenza  62  del  2020,  quella  che   è
  intervenuta  sulla famosa vicenda dei 600 milioni  di  concorso  al
  Fondo Sanitario ha detto ed ha invitato il Governo nazionale  e  il
  Governo  regionale  a  definire nel più breve tempo  possibile  gli
  accordi in materia finanziaria.
   Quindi  è  evidente  che questa conclusione,  e  questo  clima  di
  dialogo,  cui  ieri  il Presidente della Repubblica  ha  nuovamente
  chiamato Stato e Regione, e che da parte della Regione ma anche  da
  parte dello Stato, è motivo di ritenere non manca, ci deve condurre
  entro  qualche mese a divenire alle norme di attuazione in  materia
  finanziaria,  che chiudano quanto meno una posizione di  equilibrio
  dei bilanci da parte della Regione.
   Per  quanto  riguarda  infine il negoziato sul  POC,  ripeto,  gli
  incontri ci sono già stati, l'incontro si è tenuto sino a ieri,  il
  Ministero della Coesione per il Sud ha dato come nuova data il 7 di
  settembre per un incontro finale, ho sentito anche al Gabinetto del
  Presidente   si   è  dell'idea  di  chiedere  un'anticipazione   al
  Ministero,  affinché si possa chiudere anche prima  della  fine  di
  agosto questo negoziato sul POC.
   Quindi,  sotto questo profilo, per quanto concerne il  PO-FESR  di
  400  milioni, una volta domani fatto l'ultimo passaggio in  Giunta,
  potranno  andare  in  Comitato  di sorveglianza,  e  quindi  essere
  definiti.  Per quanto riguarda il POC è imminente l'intesa  con  lo
  Stato  col quale, con gli uffici ci sono stati molteplici  incontri
  ed  uno  scambio di corrispondenza, per quanto invece  riguarda  il
  concorso  alla  finanza  pubblica i  300  milioni  sono  già  stati
  concessi, manca il Decreto del Ministro dell'Economia, ma questioni
  di  giorni,  la  norma prevede che deve essere fatto  entro  il  30
  luglio,  quindi immagino che a giorni ci sarà, e con la conseguenza
  che saranno attivabili i 300 milioni, immediatamente c'è il disegno
  di  legge, come è noto, al vostro esame, mentre per quanto concerne
  i  480  milioni,  il Parlamento ha già approvato lo sforamento  per
  ulteriori  25  miliardi  del  deficit al  Governo.  E,  quindi,  il
  Governo,  nel  cosiddetto Decreto di agosto, così  viene  chiamato,
  dovrebbe  inserire  insieme a quello delle  altre  Regioni,  i  480
  milioni   della  Regione  siciliana,  480  milioni   che   dovranno
  esclusivamente essere destinati a coprire le minori entrate, minori
  entrate  che  sono certamente previste, e per altro le proroghe,  i
  differimenti che stanno per essere decisi a livello nazionale,  non
  potranno  che  incrementare le minori entrate, salvo  restando  che
  appunto  la  Regione ha ottenuto formalmente la garanzia  che  ogni
  minore entrata sia coperta da parte dello Stato.
   Noi  in questo momento verifichiamo una ipotesi di una entrata  un
  po'  più consistente, però lo Stato si muove su dati diversi,  dati
  SOSE,  arriveremo  ad  una ricongiunzione  di  questi  dati  perché
  chiaramente  dovremo  sapere certamente  come  impostare  il  nuovo
  bilancio.
   Quindi,  su  questo  mi fermerei, ovviamente  reso  disponibile  a
  qualsiasi  tipo  di chiarimenti ed approvazioni  e  valutazioni  da
  parte  dell'Aula, tenendo presente che già le Commissioni  Bilancio
  ed   Affari   europei  si  sono  espresse  sulla  riprogrammazione,
  condividendone l'impianto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore Armao. Chi chiede  di  intervenire?
  Onorevole  continuiamo a lavorare, per ora. Ho detto  a  inizio  di
  seduta di iniziare questa discussione. Allora, onorevole Lupo  deve
  intervenire?

           (Interventi fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE. Ma lei, lo capisco. Se ci sono interventi tali  allora
  facciamo alle tre. Però, se lei non vuole intervenire?

   DAMANTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAMANTE.  Grazie,  Presidente. Assessore le  volevo  chiedere  una
  specifica. Lei ha parlato già delle interlocuzioni avute in  merito
  al  POC.  Sul FESR siamo intervenuti sia in Commissione UE  che  in
  Commissione Bilancio sui 350 milioni di euro.
   E  invece  sul POC avevo due, tre domande. Sul POC a che  tipo  di
  riprogrammazione  siamo  arrivati?  Questa  è  la  prima   domanda.
  Un'altra cosa, sul FESR, oltre al Comitato di Sorveglianza  secondo
  il  Regolamento modificato dovrebbe passare, se non sbaglio,  anche
  il  parere della Commissione Europea. Che tempi si prevedono  visto
  che c'è ancora una proposta di modifica del programma relativa alla
  riserva  di efficacia e contemporaneamente due proposte di modifica
  alla  Commissione europea non si possono fare, quindi bisogna prima
  attendere  la  riprogrammazione  ed  il  parere  della  Commissione
  Europea sulla riserva di efficacia, dopodiché sul FESR.
   E  poi  mi risulta anche che prima di riprogrammare il POC dovremo
  avere l'ok dalla Commissione Europea. Quindi che tempi realmente ci
  sono?  Non  è  così  immediato, visto che  ancora  il  comitato  di
  sorveglianza  non  c'è. La proposta di riprogrammazione  ancora  in
  Commissione Europea non è arrivata, e mi piacerebbe sapere l'entità
  di questa potenziale riprogrammazione del POC.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Assessore  Armao.
  Signor Presidente partiamo da due dati, anzi tre dati di fatto.  Il
  primo  è  che dell'emergenza COVID con la legge finanziaria  ancora
  non  un  solo  euro  è stato speso a distanza  di  tre  mesi,  dato
  incontrovertibile.
   Secondo, dei POC ancora non abbiamo alcuna informazione, prendiamo
  atto  che  oggi  l'Assessore  ha  depositato  in  Assemblea  questa
  proposta  che  viene fatta a distanza di tre mesi,  ci  sono  state
  delle  interlocuzioni, però la finanziaria io vi ricordo, colleghi,
  che  erano un miliardo e quattrocento milioni di POC, quando  tutti
  dicevamo che prima bisognava riprogrammare il FESR, e il Governo ci
  ha dato ragion,e perché prima ha riprogrammato 400 milioni di FESR,
  e del miliardo e quattro di POC, ancora non abbiamo informazioni.
   Terzo:  le  riprogrammazioni di questo Governo, signor Presidente,
  le  conosciamo, ora ne diamo notizia giustamente in questi  giorni,
  la  prima  riprogrammazione che è stata fatta nel  2018  da  questo
  Governo  che  serviva  per raggiungere il target  di  spesa  n+3  e
  prevedeva l'inserimento di due grandi progetti, tra cui la tratta B
  di  Palermo, sta per essere decertificata. Quindi, le somme che noi
  avevamo  inserito per raggiungere i 720 milioni di euro, ci vengono
  contestate  dalla D.G. Audit per 91 milioni di euro, che  rischiamo
  di  perdere. Quindi le riprogrammazioni che questo Governo  propone
  tutte  le  volte  alla  Commissione europea,  sono  già  di  nostra
  conoscenza, e sono per lo più fallimentari.
   Abbiamo  già  detto quali erano i nostri dubbi, faccio riferimento
  ai  75 milioni di euro che riguardano il turismo, non dimentichiamo
  che  praticamente tutta la manovra finanziaria, per  la  sua  metà,
  viene finanziata dal porto di Gela, nonché prima dall'interporto di
  Termini Imerese, quindi giusto per fare il quadro chiaro è che oggi
  questo Parlamento, a tre mesi dall'approvazione di una lunga  legge
  di  stabilità  che  prevedeva ingenti somme,  l'unica  cosa  che  è
  riuscita  a  fare  oggi  è presentare in Commissione  Bilancio  una
  riprogrammazione  da 400  milioni di euro, un  terzo,  meno  di  un
  terzo di quello che abbiamo stabilito in legge di stabilità.
   Non  per  ultimo, l'assurdo dell'assurdo, 130 milioni di euro  che
  vanno  alle imprese questo Governo ha deciso nuovamente di  seguire
  una  strada che è risultava non una, non due, non tre, dieci  volte
  fallimentare, che è il click-day  Io non so che idea ha l'Assessore
  Armao su questo, ma non esiste volta in cui la Regione siciliana ha
  fallito miseramente sul click-day  Il click - day significa che noi
  spendiamo  130  milioni di euro di soldi europei,  per  darli  alle
  imprese, giustamente, è una misura che abbiamo voluto anche noi, ma
  sulle  modalità non ci troviamo d'accordo. Questa modalità non  può
  vedere  l'impresa  che si trova in via Libertà  con  la  fibra,  il
  connettore  collegato  al computer, parimenti  all'azienda  che  si
  trova  nelle  Madonie o sui Nebrodi, non funziona, è un fallimento
  Noi  siamo sicuri che il sistema andrà in blocco, cento per  cento.
  Due:  che  verranno spesi 130 milioni di euro in  una  manciata  di
  secondi
   E allora, quando queste cose le abbiamo denunciate in Commissione,
  ed ora in Aula, ci sono delle responsabilità che sono delle scelte,
  qui l'Assessore Turano ci deve venire a spiegare perché continua  a
  fissarsi con il click-day, quando sappiamo che già è fallimentare e
  sprechiamo   130   milioni  di  euro  in  questo   modo,   di   una
  riprogrammazione che ad oggi è 400 milioni, perché tutto  il  resto
  sono  parole  all'interno di un'Aula parlamentare,  che  mi  auguro
  possano  trasformarsi in fatti il prima possibile, ma ad oggi  solo
  quello abbiamo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quelli  che
  sono  presenti, ringrazio la presenza di oggi, visto  che  comunque
  l'argomento  è importante, signor Presidente, ma ahimè siamo  pochi
  in Aula, però ringrazio i presenti e Governo.
   Colleghi,  il  messaggio che è passato in questi  giorni,  e  l'ha
  fatto  passare  il  Presidente della Regione, è che  la  colpa  dei
  ritardi della finanziaria d'emergenza Covid che doveva ristorare le
  aziende,  che doveva venire incontro a tutti i cittadini  siciliani
  che  in  questo momento stanno attraversando un periodo  di  enorme
  difficoltà,  la  colpa di questi ritardi, per bocca del  Presidente
  della  Regione,  è  stata  addossata  completamente  ai  dipendenti
  regionali. Perché quando si fa la dichiarazione che l'80 per  cento
  dei  dipendenti  regionali  in questa fase,  in  questa  fase  così
  delicata,  quando si fa una dichiarazione che l'80  per  cento  dei
  dipendenti  regionali  si  gratta  la  pancia,  allora  lì  si  sta
  addossando  ad  una categoria, si sta cercando di  scaricare  colpe
  politiche ai dipendenti regionali. Quindi, per certi versi, poi,  è
  normale  che  l'Assessorato dell'economia ha  tutto  il  tempo  per
  riprogrammare, per riprogrammare.
   Domani ci troveremo nuovamente in Aula per approvare un disegno di
  legge che mette un'ulteriore pezza, che mette un'ulteriore pezza ad
  un  errore  - nuovamente - perché in questa Legislatura,  colleghi,
  noi  siamo abituati agli errori dell'Assessorato dell'economia.  In
  questi due anni e mezzo ne abbiamo visti di tutti i colori, eppure,
  dal  punto  di vista politico, il Governo regionale non  si  assume
  nessuna responsabilità, ma scarica le responsabilità sui dipendenti
  regionali, perché dice:  se ci sono ritardi, se ci sono errori,  se
  non riusciamo ad erogare i soldi della finanziaria di emergenza  la
  colpa è dei dipendenti regionali .
   Ebbene,  qua  è  stato  fatto un ulteriore errore:  c'è  stata  la
  dimenticanza di 50 milioni di euro che dovevano essere inseriti per
  cofinanziare  i  fondi dell'emergenza Covid. 50  milioni  di  euro,
  vabbè,  ci  abbiamo  pensato con tre mesi di  ritardo.  L'Assessore
  nella  relazione che fa oggi in Aula nemmeno ne fa cenno di  questi
  50  milioni, parla di 300 milioni di euro ma non dice che di questi
  300 milioni 50 milioni di euro li stiamo spostando.
   Ed  attenzione, Presidente  Anche qui questo Governo regionale  si
  sta  assumendo delle scelte politiche, a mio modo di vedere,  gravi
  perché  questi  50  milioni  di euro verranno  a  mancare  anche  a
  stipendi  di  precari.  Perché,  vedete,  la  riprogrammazione,  le
  riprogrammazioni  durano  anche mesi e  mesi.  Cosa  succederà  che
  questi  ulteriori 480 milioni di euro che lo Stato  ci  riconoscerà
  arriveranno  in  ritardo?  Chi sarà a  pagarne  le  conseguenze?  A
  pagarne  le  conseguenze saranno sempre gli ultimi  e,  quindi,  il
  trasporto pubblico locale, i disabili, i precari, quindi PIP,  ASU,
  RMI;  però,  il  Governo  regionale, Presidente,  non  si  assumerà
  nessuna colpa.
   A  livello politico sta andando tutto bene, a pagarne le colpe, le
  colpe  vengono  addossate, Presidente, ai dipendenti  regionali.  E
  questo,  colleghi,  io lo reputo un fatto gravissimo  ed  anche  il
  nostro  silenzio  all'esterno è un fatto  gravissimo,  perché,  nel
  frattempo   che   noi,   man   mano,   discutiamo   sulla   riforma
  sull'urbanistica, a livello economico questo Governo  regionale  ne
  sta  combinando  di tutti i colori, ne sta combinando  di  tutti  i
  colori
      E,  ripeto, poi l'Assemblea nuovamente mette delle pezze perché
  noi  domani rimetteremo una pezza a quest'Assessorato all'economia.
  Ma  dico,  fino  a  quando noi continueremo a mettere  delle  pezze
  all'Assessorato all'economia e non diremo ai cittadini siciliani la
  verità? La verità, che in questi mesi, in questi anni l'Assessorato
  all'economia ha bloccato quest'Assemblea regionale siciliana ed  il
  Presidente  della  Regione, anziché prendersela con  i  dipendenti,
  dovrebbe  dire  che l'Assessorato dell'economia, il modo  di  agire
  dell'Assessorato   dell'economia   ha   bloccato   questo   Governo
  regionale.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Giudice,  l'onorevole  Lo   Curto   ha
  necessità di andare via e vuole intervenire prima.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto  la
  ringrazio  per  la  parola  e  ringrazio  il  collega  che  mi   ha
  gentilmente concesso di parlare prima di lui.
   Ritengo  che oggi questo dibattito assuma i toni persino surreali.
  Assume  questo dibattito i toni davvero surreali perché  mi  sembra
  che  ci  sia  qualcuno  che  a qualunque costo  voglio  trovare  un
  imputato da mettere alla sbarra. Quando al contrario, in un momento
  di  grave emergenza, che ancora dovrà far emergere ulteriormente  i
  bisogni, i diritti e le necessità del popolo siciliano, si dovrebbe
  fare  tutti insieme la nostra parte e, piuttosto che farlo,  ci  si
  divide  cercando di individuare responsabilità in  chi  non  fa  le
  cose.
   Ma  io credo che questo Governo stia facendo tutto quello che  può
  fare,  credo che il Parlamento, nella capacità di migliorare  anche
  la  legge finanziaria, la legge di stabilità, abbia dato il proprio
  contributo  per  fare  bene  e per dare  risposte,  le  più  veloci
  possibili  naturalmente, a tutti i siciliani e alle varie categorie
  che  ne avevano e ne hanno ancora bisogno; poi, certo, c'è il tempo
  della burocrazia e ci sono anche i tempi degli  accordi Romani . Ma
  a  tutti  coloro  che finora si sono esibiti dicendo  che  ci  sono
  categorie di siciliani che attendono risposte e che, invece, questo
  Governo   non   fa  che  sbagliare,  sbagliare  scelte,   sbagliare
  interventi,  sbagliare parole, lo sbaglio in chi fa ci  può  stare,
  indubbiamente,  ma  è colpevole soprattutto colui  che  non  fa  il
  proprio dovere, quello che non fa niente.
   E  allora, agli amici grillini chiedo: perché il Governo nazionale
  a  trazione grillina non rinuncia al miliardo di euro che  pretende
  dalla  Sicilia  per  dare aiuto ai siciliani?  Io  mi  aspetto  che
  facciate  questo  non che rimproveriate il nostro Governo  di  fare
  tutto  quello  che  sta facendo e se ci sono dei tempi  più  lunghi
  imputate la responsabilità a questo Governo.
   Mi  pare  che quello che è stato detto dall'Assessore Armao  abbia
  chiarito in maniera assolutamente inequivocabile che ci sono  tutte
  le condizioni anche le premesse. Infatti, io non vorrei neanche con
  questo   mio   intervento  inasprire  quello  che  è   un   dialogo
  istituzionale  perché di questo si tratta, dialogo  istituzionale ;
  non  ha  colore  politico  il dialogo istituzionale  perché  non  è
  l'incontro  tra partiti o lo scontro tra partiti, ma  è  l'incontro
  tra le istituzioni che hanno il dovere di fare ciò che serve per  i
  propri cittadini.
   Il  nostro  Governo  lo  sta facendo a  grande  fatica  perché  ha
  ereditato,   questo  Governo,  pesanti  e  pesantissimi   buchi   e
  soprattutto accordi scellerati che il precedente Governo ha siglato
  con il Governo nazionale.
   Dobbiamo  dire  la  verità ai cittadini  siciliani:  qui  non  c'è
  cultura da branco che dobbiamo fare, la politica è il dovere  delle
  sue  responsabilità  e,  ripeto, chi agisce sbaglia,  indubbiamente
  perché  solo chi non fa niente pensa di non sbagliare mai.   Ma  io
  non  la  penso  così  e, quindi, chiamo i miei colleghi  di  questo
  Parlamento,  i  colleghi  che sono nei banchi  dell'opposizione  ad
  attivarsi  per  fare  il proprio dovere con  il  Governo  nazionale
  perché  non faccia perdere tempo nella rimodulazione dei fondi POC,
  tutti  sapevamo che avevamo fatto una finanziaria con i fondi  POC,
  la  rimodulazione la deve ovviamente garantire e rendere  possibile
  il Governo nazionale.
   Per  quanto  riguarda  il  Click  Day  fallimentare,  siamo  tutti
  d'accordo che è un'esperienza fallimentare quella del Click Day, ma
  certamente  lei  ricorderà, onorevole Sunseri,  per  avere  parlato
  proprio  in  Commissione dichiarando con molta onestà intellettuale
  quello che qui tace ovvero che il Governo nazionale ha adottato  lo
  stesso  criterio.  Ma certo che è vero  In un  micro  secondo  sono
  spariti  milioni e milioni e milioni e milioni di euro  perché  non
  sono  stati fatti, ma questo prevede la legge, se volete  cambiarla
  lo  potete  fare siete al Governo nazionale; quindi, quella  è  una
  norma  nazionale, non prendiamo in giro nessuno, non  prendiamo  in
  giro  nessuno, facciamo bene quello che possiamo fare, facciamo  il
  nostro  dovere  e  cerchiamo  di fare  oggi  queste  variazioni  di
  bilancio per chiudere in santa pace questo momento di lavoro  e  di
  fare quello che è giusto fare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

                           (Brusìo in Aula)

   Ma  non  c'è un fatto personale, c'è un fatto politico   Ha  fatto
  delle considerazioni.

   CRACOLICI. Ci vuole  un giurì d'onore

   PRESIDENTE. Un giurì d'onore lo istituiremo con legge.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, Assessore Armao, colleghi,  guardi
  Assessore   io  apprezzo  comunque  il  suo  impegno  e   l'impegno
  complessivo del Governo regionale, però credo che bisogna fare  una
  riflessione  un attimino più approfondita, per un semplice  motivo:
  quando   noi   abbiamo  fatto  la  finanziaria,  nel   ragionamento
  complessivo  che si è fatto - onorevole Cracolici - quando  abbiamo
  fatto la finanziaria credo che, da parte di tutto il Parlamento, ci
  sia  stato  un  grande  senso  di  responsabilità.  Maggioranza   e
  opposizioni abbiamo cercato, sia in Commissione ma anche  in  Aula,
  di fare del nostro meglio rispetto a quelle che abbiamo individuato
  come  delle esigenze dei siciliani che dovevano colmare  tutta  una
  serie di criticità.
   Da  quella  che è stata la sua relazione, che io ho ascoltato  con
  molta  attenzione,  se tutto va bene, da qui a  ottobre,  novembre,
  dicembre  comunque  entro l'anno dovremmo avere 400  milioni  circa
  disponibili.
   Sul resto, sui POC c'è un grande punto interrogativo. Intanto,  su
  quello   che   è   l'importo  complessivo  dei  POC   che   abbiamo
  riprogrammato - perché questa voce ancora è complessivamente sempre
  aleatoria  -  ma  soprattutto su quella che sarà la  tempistica  e,
  quindi,  su  quella  che sarà l'erogazione  vera  e  propria  delle
  risorse ai cittadini siciliani e alle imprese siciliane.
   Ecco  io,  Assessore, le chiedo di fare uno sforzo in  tal  senso.
  Meglio dire che queste risorse saranno disponibili, non lo so,  fra
  un  anno, meglio dire che saranno disponibili fra due anni o meglio
  dire che saranno disponibili fra due mesi, se così è, però noi  una
  informazione giusta a queste persone la dobbiamo dare, perché -  mi
  creda  - diventa per ogni singolo deputato - così come penso  anche
  per  lei e per tutto il Governo - complicato riuscire a dare  delle
  informazioni che non hanno contezza. Perché se le imprese sanno che
  riceveranno  queste  risorse  domani mattina,  si  organizzano  per
  domani  mattina.  Se  le  imprese  sanno  che  queste  risorse   le
  riceveranno fra un anno, va bene; pazienza, chi ci resisterà per un
  anno. Ma dobbiamo necessariamente dare delle informazioni che siano
  quanto più precise possibili.
   Io  solo questo appello le lancio, e spero che lei lo accolga  non
  con  spirito di critico, ma in maniera costruttiva perché questo  è
  l'unico modo, quanto meno,  per consentire ai siciliani, a  chi  fa
  impresa,  a  chi  si trova oggi in difficoltà di  avere  un  quadro
  chiaro  e  delineato  e, quindi, di sapere dove  deve  arrivare  e,
  soprattutto, di programmarsi per come ci deve arrivare.
   Non  voglio  ripetere  interventi anche  fatti  in  precedenza  ed
  entrare nel dettaglio, però in questo ci tengo e mi auguro  che  il
  Governo  in  tal  senso dia delle informazioni quanto  più  precise
  possibili per superare questo momento di crisi, per superare questo
  momento  di  difficoltà ma, soprattutto, per fare chiarezza  su  un
  tema che, capisce e comprende bene, è assai delicato.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io credo che
  questo momento di confronto sia estremamente importante, perché  da
  questo  anche  dipende l'attuazione della legge  di  stabilità  che
  abbiamo   chiamato    Finanziaria   di   emergenza    proprio   per
  fronteggiare  l'emergenza  economica indotta  dalla  pandemia,  dal
  COVID -19.
   I  tempi  di  attuazione, sicuramente, non  sono  quelli  che  noi
  speravamo  fossero  e  da questa discussione che,  comunque,  è  un
  momento  di  confronto  positivo, noi non usciamo  rassicurati,  ma
  piuttosto preoccupati.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Bisogna,  intanto, far presente che da parte del Governo nazionale
  vi  è  stata  la massima disponibilità tanto che si  arriva  ad  un
  accordo  importante,  Presidente Miccichè,  il  20  luglio  con  il
  Governo  nazionale che porta in Sicilia risorse liberate per  circa
  700,  anzi esattamente per 780 milioni di euro di cui, come  diceva
  l'assessore, 300 disponibili a breve ed ulteriori 480, comunque, in
  tempi piuttosto ravvicinati.
   Credo  che questo fatto debba farci riflettere sulla inopportunità
  della   continua  polemica  che  il  Presidente  Musumeci   inscena
  quotidianamente con il Governo nazionale.
   Da   parte  del  Governo  nazionale  si  conferma  la  più   ampia
  disponibilità al confronto ed alla collaborazione istituzionale che
  la Regione siciliana, a prescindere dal colore politico del Governo
  regionale stesso. Da parte del Governo regionale e, in particolare,
  del Presidente della Regione, giornalmente si polemizza col Governo
  Conte  piuttosto che ricercare quella collaborazione dai  siciliani
  tanto  auspicata  e, per ultimo, proprio ieri ricordata  anche  dal
  Presidente della Repubblica.
   Io  penso che bisogna accelerare. La lettera che l'Assessore Armao
  ha  presentato,  ha citato e adesso abbiamo appena  avuto  modo  di
  guardare,  datata 30 luglio e indirizzata al Capo del  Dipartimento
  per   le   politiche  di  coesione,  in  realtà  si  occupa   della
  riprogrammazione del PO FESR e, sostanzialmente, se non si arriva a
  un  punto  sulla  riprogrammazione del PO FESR, mi pare  di  capire
  siamo bloccati anche sulla riprogrammazione del POC.
   Il  Ministero  insiste, il Ministro insiste col dire  che  aspetta
  ancora una proposta ben precisa. Io credo che la politica deve dare
  un'accelerazione.  Quindi, mi aspetto che  nelle  prossime  ore  il
  Presidente  Musumeci  insieme  al  Vicepresidente,  Assessore   per
  l'economia,  Armao,  chiedano  un  incontro  al  Governo  Conte   -
  specificatamente   al   Ministro  per  il   Sud   -   riguardo   la
  riprogrammazione  del  POC.  Perché  io  penso  che  parallelamente
  all'esame  e  alle procedure previste, anche per l'approvazione  da
  parte  di  Bruxelles  della riprogrammazione del  PO  FESR  bisogna
  attivare  un confronto politico serio a supporto anche  della  fase
  istruttoria,  pure necessaria sul piano tecnico, che riguarderà  la
  riprogrammazione del POC.
   Diversamente,  noi arriveremo a ottobre, novembre -  e  spero  non
  oltre  -  senza avere neppure avviato un confronto con il Ministero
  del  Sud  sulla  riprogrammazione del POC  da  cui  sostanzialmente
  dipende  la  copertura  finanziaria  della  legge  di  stabilità  a
  sostegno delle imprese, a sostegno del mondo del lavoro.
   Allora,  è questa la richiesta che io faccio al Governo regionale.
  Il  Governo regionale, piuttosto che polemizzare col Governo Conte,
  ha il dovere di chiedere un incontro al Governo Conte e al Ministro
  Provenzano per accelerare la fase istruttoria e offrire il sostegno
  politico  necessario alla fase istruttoria per l'accelerazione  del
  POC.  Diversamente, rischiamo che il rallentamento procedurale  sul
  FESR,  di  fatto, paralizzi definitivamente, arrivando oltre  tempo
  utile, la riprogrammazione stessa del POC.
   Il  Ministero  dell'economia,  voglio  riconfermare,  il  Ministro
  Gualtieri  in  particolare,  hanno dimostrato  massima  sensibilità
  perché  comunque avere liberato risorse per 780 milioni mette  oggi
  la  Regione di potere sostanzialmente coprire gli accantonamenti di
  spesa che si erano fatti in legge di stabilità per 362 milioni e di
  avere un'ulteriore disponibilità per far fronte, in maniera totale,
  alle eventuali - purtroppo ci saranno - minori entrate di bilancio.
   Quindi,  i  fronti  su  cui  agire sono  sostanzialmente  tre:  il
  confronto  col  Ministero  dell'economia,  il  confronto   con   il
  Ministero  per  il Sud per il POC e il confronto  con  le  Autorità
  nazionali competenti anche con l'Europa per quanto riguarda  il  PO
  FESR.  Ma,  davvero,  credo che tutto questo  possa  andare  avanti
  soltanto se da parte del Governo regionale si manifesterà una reale
  disponibilità alla collaborazione, alla concertazione, al confronto
  istituzionale corretto col Governo nazionale che in questi mesi  ha
  mostrato massima attenzione nei confronti della Regione siciliana.
   Noi ci aspettiamo anche, Presidente Micciché, di conoscere qual  è
  l'idea  di  riprogrammazione del POC che ha il  Governo  regionale;
  perché  riprogrammazione  significherà  definanziamento  di  alcuni
  interventi  che non si potranno realizzare e, ovviamente,  stornare
  quelle  risorse per coprire invece gli impegni di spesa assunti  in
  legge di stabilità.
   Ci  auguriamo che gli interventi di riprogrammazione vengano fatti
  con  criteri  equanimi,  giusti e non iniqui  e  senza  logiche  di
  speculazione  politica o, peggio, di politica elettorale  tantomeno
  in  prossimità delle elezioni amministrative che si svolgeranno  in
  Sicilia ai primi di ottobre.
   Allora,  io  penso  che in tempi rapidi, ancor prima  che  vengano
  indetti i comizi elettorali, abbiamo l'esigenza di conoscere qual è
  la  proposta  politica  di  riprogrammazione  del  POC,  perché  la
  riprogrammazione  del  POC non può diventare  oggetto  di  campagna
  elettorale. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, il
  fatto  che  le  novità  che ci ha rappresentato  l'Assessore  Armao
  diventino  -  si  spera il più presto possibile - concrete,  ce  lo
  auguriamo  tutti.  Chi può non augurarsi che si  concretizzino,  ci
  mancherebbe  Però, signor Assessore, mi rivolgo a lei, ho sempre la
  sensazione che si vada un po' con il cappello in mano, che  non  si
  vada nel merito di alcune questioni che, persino negli ultimi mesi,
  ci hanno visto nuovamente in una posizione di trattamento con delle
  differenze, delle sperequazioni.
   Soldi in cassa non ne abbiamo, stiamo utilizzando i fondi POC, non
  c'è  alcuna novità in quello che ho sentito dire qui dallo  scranno
  da  alcuni colleghi. E' ovvio che soldi non ce ne sono. Non  ce  ne
  sono anche perché a parte le difficoltà che Riscossione Sicilia  ha
  e  che sono state evidenziate dalla relazione della Corte dei conti
  nello  scorso dicembre, dovremmo ricordare - ad esempio -  che  nel
  decreto   rilancio  è stato previsto la sospensione  del  pagamento
  dei  tributi per una larga, larghissima fascia di cittadini  che  -
  giustamente  -  non  potevano  pagare.  Eppure,  in  questa   legge
  nazionale,  si  prevede,  in  verità,  che  per  le  altre  agenzie
  nazionali,  parliamo  dell'AIDER, era prevista  e  c'è,  circa  300
  milioni nei prossimi anni in modo che questi dipendenti delle altre
  agenzie  regionali non abbiano problemi. Invece noi,  nella  nostra
  finanziaria, abbiamo dovuto provvedere con risorse nostre,  risorse
  regionali, un aiuto per Riscossione che, tra l'altro, è un prestito
  e non è a fondo perduto.
   Allora, io mi chiedo: è possibile che a livello nazionale  per  le
  riscossioni  -lì  si chiamano Aider perché noi  ce  li  abbiamo  in
  proprio  -  lo  Stato ci mette i soldi e invece  qui  nella  nostra
  Regione  dobbiamo provvedere con soldi che non abbiamo  e,  quindi,
  dobbiamo fare un prestito?
   Credo  che  il  MEF  dovrebbe  un attimino,  con  più  attenzione,
  rendersi  conto  che continuare ad utilizzare dei  trattamenti  che
  sono  differenziati in negativo per le Regioni a Statuto  speciale,
  sia un problema da mettere sul tavolo nell'immediato.
   Altro  esempio.  Per  quanto riguarda la sospensione  della  quota
  capitale dei prestiti previsti dall'articolo 111 del decreto  legge
  n.  18  del  2020,  credo che si chiamava o era il  decreto   Salva
  Italia ,  era  uno  dei  primi che sono  stati  fatti  dal  Governo
  nazionale per le incombenze dell'emergenza Covid, sospende la  rata
  per  tutte  le Regioni - la parte in conto capitale -  ma  non  per
  quelle  a  Statuto ordinario. Certo, ci avrebbero fatto comodo  120
  milioni;  allora  sì che avremmo avuto una finanziaria  con  moneta
  sonante e non fondi europei che richiedono dei passaggi e del tempo
  per essere recuperati
   E  poi  ancora. I 400 milioni previsti per il biennio 2020-2021  a
  titolo di riduzione del contributo della finanza pubblica da  parte
  della  Regione siciliana, previsto dal comma 881, articolo 1, della
  legge  n. 145 del 2018,  quindi parliamo di una legge statale,  che
  fine  hanno fatto? Perché mi sembra che stiamo a raccogliere  pochi
  centesimi quando, invece, alcune questioni che fino a qualche tempo
  fa   venivano   reclamate  dall'opposizione,  ora  sono   diventate
  argomento per chi se ne vuole interessare.
   E'  lì  che stanno le risorse quelle che ci spettano perché  siamo
  costretti  ad  utilizzare quelle risorse  che l'Europa  ci  assegna
  perché  siamo  una  Regione, non mi ricordo la  parola  ma  era  un
  termine,  arretrata ecco. Noi non siamo arretrati; siamo  messi  in
  difficoltà da decenni di disinteresse.
   La scorsa Legislatura ricordo perfettamente, ad esempio, quando  i
  residui  attivi  del nostro bilancio furono cancellati  in  maniera
  unilaterale  con la connivenza del Governo Crocetta e  del  Governo
  Renzi. Io ricordo che da questo scranno non ci siamo solo appesi ai
  lampadari  per  denunciare  questo  obbrobrio,  questo  torto   nei
  riguardi della nostra Regione.
   Quindi,  caro Assessore, quando lei va a Roma, tra le varie  cose,
  gentilmente, metta nella lista anche questa questione che è  caduta
  nell'oblio  da  parte  anche della nostra  rappresentanza  a  Roma,
  purtroppo. Diciamo che hanno la giustificazione che siccome  stanno
  affrontando  l'emergenza COVID, ovviamente più drammatica,  ma  che
  non ci si dimentichi.
   E  poi, come è andata a finire con i 600 milioni, Presidente  -  e
  concludo - sulla maggiore compartecipazione sanitaria?
   Colleghi, con finanziaria nazionale, la legge n. 296 del 2006,  ai
  comma  830,  831  e  832, si descrive che la  nostra  Regione  deve
  maggiormente  compartecipare alla quota sanitaria  e  dà  nell'arco
  degli anni successivi l'incremento di alcuni punti percentuale  che
  costituiscono, a partire dal 30 aprile 2007, una maggiore spesa  di
  600  milioni a valere sulle nostre risorse regionali da mettere nei
  LEA, nei livelli di assistenza.
   Bene;  dal 2007 ad oggi la perequazione prevista sul trasferimento
  delle accise degli idrocarburi trattati, venduti e consumati qui in
  Sicilia  non  è mai avvenuta. Se moltiplichiamo questi 600  milioni
  fino  al 2020, cari signori, vedrete che i fondi POC in questo caso
  se  ci avessero dato quello che c'era stato predisposto di avere  a
  livello  statale  e  se qualcuno lo reclamasse,  con  i  fondi  POC
  potremmo  fare finalmente sviluppo, infrastrutture e compensare  il
  gap che ci renderebbe cittadini europei.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  innanzitutto io vorrei riportare un pochino di ordine e  di  verità
  soprattutto  nel  momento  in  cui  qualcuno  cerca  di   addossare
  responsabilità  o colpe al Governo nazionale che,  non  solo  si  è
  trovato   ad   affrontare  una  pandemia  mai  vista,   a   livello
  internazionale l'Italia è presa ad esempio, ma nessuno  può  essere
  più  testimone  dell'assessore Armao della  buona  volontà  che  il
  Governo nazionale ha dato nei confronti della Sicilia.
   Infatti, al di là dei 780 milioni, dei 540 trasmessi, dei 150  per
  le  strade,  per  le  scuole, sicuramente l'assessore  Armao  potrà
  confermare che è di oggi la notizia dello stanziamento di ulteriori
  90  milioni di euro in favore delle regioni a Statuto straordinario
  per  sospendere  i  mutui regionali in conto  capitale,  che  è  un
  qualcosa, una misura che troveremo nel decreto agosto e che proprio
  oggi ha avuto il via libera degli uffici competenti.
   Presidente, quello che dobbiamo, invece, da questo punto di  vista
  chiarire è che durante la finanziaria COVID si è proprio fatta  una
  scelta  di  inversione dei termini che ha avuto come  unico  frutto
  quello  di  riempire  le pagine dei giornali e  non  le  pance  dei
  siciliani,  perché la riprogrammazione dei fondi  POC,  come  hanno
  bene  evidenziato  i  colleghi, è come nel  pranzo,  per  spiegarlo
  semplicemente  ai siciliani, è il secondo. Prima c'è  il  FESR,  ti
  mangi  la pasta, poi riprogrammi il POC che per l'appunto si chiama
  Programma Operativo di Completamento. Riprogrammazione che  sarebbe
  potuta  avvenire  con una semplicissima delibera di  Giunta  e  poi
  assumendo  i  pareri delle competenti Commissioni.  E,  invece,  il
  Governo  ha  scelto da un lato di deresponsabilizzarsi,  dall'altro
  doveva  distribuire prebende ai deputati di maggioranza, dall'altro
  doveva  fare  credere ai siciliani che stava facendo  qualcosa  per
  loro  quando,  nella  realtà, sapevate già  benissimo  che  non  si
  sarebbe  visto il becco di un quattrino per mesi e mesi  e  mesi  e
  avete preso in giro tutta la Sicilia e questo va detto bello chiaro
  e tondo.
   Per  quanto riguarda il Click Day, è inutile stare a dire, ammesso
  e  non  concesso  che  sia vero, da un'altra parte  l'hanno  fatta.
  Questa è una scelta di questo Governo ed è una grandissima porcata

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
  rapidamente perché volevo soltanto dire all'Assessore che mi sembra
  che  stiamo  continuando a giocare con il fuoco  perché  in  questo
  gioco  di ping pong tra Palermo e Roma pensiamo di poter continuare
  a  giocare  su un piano comunicativo quando il dramma  vero  è  che
  rischiamo   di   avere  un'esplosione  sociale   che   può   essere
  incontrollabile.
   Noi  con  la  legge  finanziaria abbiamo promesso  delle  cose  ai
  siciliani,  alcune delle quali sono molto, come  dire,  attese  dal
  sistema Sicilia: dai cosiddetti prestiti a fondo perduto, dai fondi
  per  il  turismo,  alle  altre  misure, all'agricoltura,  eccetera,
  eccetera  e,  in  questo  gioco del ping pong  stiamo  creando  una
  gigantesca opera di disaffezione alle istituzioni democratiche.
   Questa  è  la mia paura, tra l'altro aggravata dal fatto  che  non
  solo  non  riusciamo a garantire ciò che abbiamo  promesso  con  la
  legge finanziaria, ma ad oggi, sulle cose che ha detto l'Assessore,
  mi  pare  di  poter  dire che ci avviamo, al  di  là  delle  minori
  entrate,  che  come giustamente ha detto l'Assessore  non  sono  né
  prevedibili né ancora misurabili, ma sono certamente previste, come
  dire, forti, pesanti minori entrate che condizioneranno il presente
  e  il  futuro di questa Regione ma, ad oggi, sulla base sulla spesa
  cosiddetta  consolidata della Regione siciliana  con  la  legge  di
  bilancio  e con la legge finanziaria, a fine anno, poiché non  sono
  prevedibili avanzi da ripartire, avremo un taglio di 112 milioni di
  euro  a  fronte  dei 362 che abbiamo già fatto la  riduzione  delle
  autorizzazioni  con la legge finanziaria perché, a fronte  dei  250
  milioni  che stiamo riprogrammando adesso con la legge che arriverà
  in  Aula  fra  qualche  ora, ne avevamo tagliati  362  e  non  sono
  prevedibili, perché ad oggi non sono previste possibilità di  nuove
  entrate  anche perché i famosi 480 milioni di cui ci  ha  ricordato
  l'Assessore  che  arriveranno  con  il  decreto  di  agosto,   come
  l'Assessore  stesso  ha  dichiarato  sono  vincolati  alle   minori
  entrate,  quindi quei 480 milioni non sono ripartibili sulla  spesa
  consolidata.  Quindi, già sul bilancio avremo  un  112  milioni  in
  meno, con tutto quello che ne consegue.
   Aggiungo  che per quanto riguarda le misure POR e POC, l'Assessore
  ha  parlato  di questa lettera del 30 luglio, poi ho visto  che  in
  realtà è una lettera che riguarda il POR cioè date comunicazione su
  tutto  quello  che  avete  fatto sul POR, la  delibera  di  Giunta,
  eccetera, eccetera, che sono 410 milioni.
   Da   quel   che   mi   risulta,  secondo  l'intesa   Stato-Regione
  autorizzata, le Regioni che riprogrammano il PO, cioè FESR  o  FSC,
  sono  tenute a riprogrammare le cosiddette somme liberate  dal  PO,
  che deve essere, giustamente veniva ricordato, approvato comunque a
  Bruxelles, sono tenute a riprogrammare quelle risorse liberate  nel
  POC.
   Quindi   abbiamo  questa  situazione:  abbiamo  410   milioni   da
  riprogrammare  nel  POC figlie dei tagli del  PO,  in  più  abbiamo
  previsto circa un miliardo e due, un miliardo e tre, complessivi da
  riprogrammare,  di cui ad oggi non c'è traccia se non,  come  dire,
  colloqui  ma  che, lo dico alla collega che è andata  via,  che  se
  vuole il Governo lo approva, il Governo nazionale - io non sono qui
  a  difendere  il  Governo nazionale - per  essere  onesti  non  può
  approvare  nulla semplicemente perché non ha nulla,  quindi  stiamo
  parlando  di chiacchiere, stiamo parlando di idee, ma non  c'è  una
  carta  che  dica  concretamente come  intendiamo  liberare  risorse
  rispetto  a quelle che abbiamo programmato col precedente  POC,  lo
  dico e chiudo.
   Questo quadro ci porta a pensare che, al di là del gioco, se poi è
  colpa  di  Roma  o  colpa di Palermo, perché poi in  questa  guerra
  dichiarativa, Assessore, non credo che perda Roma anche perché  gli
  strumenti comunicativi sono ben diversi da quelli che può avere  un
  Governo  regionale, credo che sicuramente perdiamo  i  siciliani  e
  comunque  o  ci si attrezza con l'emergenza necessaria di  fare  in
  modo  che  le cose che abbiamo scritto e pubblicate nella legge  di
  stabilità  in Gazzetta Ufficiale abbiano un'effettiva attuazione  o
  comunque un avvio di attuazione o altrimenti altro che quarta notte
  gratis per chi viene in Sicilia a fare il turista.
   Guardate  che  rischiamo di essere inseguiti  per  strada  e  dico
  tutti, tutti, perché quando la politica non solo non è in grado  di
  risolvere un problema ma illude le persone, perché questo rischiamo
  di  fare, alla fine la politica sarà responsabile e la politica qui
  dentro  e in Sicilia, che ci piaccia o no, è interpretata da ognuno
  di  noi, quindi rischiamo di essere considerati il bersaglio  della
  grave  crisi sociale che si può determinare, ecco perché credo  che
  dobbiamo smetterla col gioco del ping pong. Quindi, si facciano  le
  cose serie con rigore, con serietà, si discuta, si litighi ma sulle
  cose concrete, non sulle parole, perché ad oggi siamo alle parole.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cracolici.  Non  ci  sono   altri
  interventi  e,  quindi,  darei la parola  all'assessore  Armao  per
  rispondere  alle  domande  che tutti voi avete  fatto  premettendo,
  Assessore,  che  non c'è dubbio che tutti i segnali  che  riceviamo
  quotidianamente sono quelli di un rischio forte di disagio  sociale
  nel prossimo autunno se non si comincia effettivamente a mettere in
  circolo  una  quantità di denaro che tanti, che  troppa  gente  sta
  aspettando.
   Senza  volere intervenire nel merito del dibattito, però  non  c'è
  dubbio  che  deve essere fatto uno sforzo maggiore  perché  Roma  e
  Palermo   insieme  risolvano  questo  problema  perché  se  dovesse
  scoppiare  un'emergenza sociale, qua in Sicilia  veramente  non  ne
  usciamo più.
   Io  mi  auguro, ed è l'invito che le faccio, con preghiera davvero
  di  un  impegno non so se maggiore rispetto a quello  che  è  stato
  fatto perché non so che tipo di impegno fino a questo momento,  non
  sono  lì  in Assessorato a controllare quello che fate, ovviamente,
  ma  perché  tutti i dirigenti, perché tutti possano  effettivamente
  fare  uno sforzo particolare ed importante perché si possa  evitare
  questo  livello di disagio sociale che, stando così le cose,  viene
  considerato dagli analisti più importanti come molto probabile  nel
  prossimo autunno per cui, effettivamente, la prego di dare a questo
  argomento  un'attenzione importante, davvero  un'attenzione  enorme
  perché dobbiamo assolutamente evitare che ciò avvenga.
   Chiedo scusa per questa mia direzione rispetto all'intervento  dei
  colleghi e le do la parola.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Non credo che il  Governo  abbia
  necessità di leggere sui giornali o consultare istituti di  ricerca
  per comprendere quanto grave sia la situazione, considerato che, al
  pari di ciascuno di voi, ciascuno di noi sta in mezzo alle persone,
  le  incontra,  sta  in mezzo alle associazioni di  categoria,  alle
  imprese,  ai  disoccupati, agli operai, quindi c'è  una  pienissima
  percezione della difficoltà.
   E'  talmente fondata che, fino a qualche giorno fa, ho parlato con
  il Commissario dello Stato per segnalare talune difficoltà concrete
  e  la necessità che il Commissario ci aiuti nell'interlocuzione  al
  Governo   per   sbloccare  e  fluidificare,  prima  possibile,   le
  iniziative che vanno messe in campo.
   Io  su  questo,  però,  vorrei che si facesse  chiarezza  in  modo
  particolato, complessivo e non limitandosi al dato del  POC  perché
  questo, purtroppo, non va bene.
   Vi  do  un  dato,  anzi  ve ne do due, che  ho  rappresentato  per
  segnalare  quanto la questione sia complessa, molto  più  complessa
  che è quello che potrebbe farsi riferire all'attuazione della legge
  di  stabilità perché la Regione ha il suo dovere di intervenire, ma
  non  dimentichiamo  che, senza polemica alcuna  nei  confronti  del
  Governo  nazionale,  ma è una scelta che hanno  subito  le  Regioni
  governate  dal centro destra, come le Regioni governate dal  centro
  sinistra. Abbiamo parlato con l'amico Bonaccini sino ad ieri, senza
  alcun  problema  o  con  la collega Schlein,  vicepresidente  della
  Regione Emilia Romagna.
   Ebbene,  in  Spagna, con una manovra meno ingente  in  termini  di
  deficit  della  nostra,  lo  Stato ha approntato  per  le  comunità
  autonomas  ben  17  miliardi di euro. Sui 105 quando  arriveremo  a
  regime,  al sistema della autonomie non saranno stati concessi  più
  di 10 miliardi di euro, cioè un decimo delle risorse disponibili.
   E' chiaro che a Roma si è fatta una scelta: intervenire con misure
  approntate e predisposte dal Governo nazionale e lasciare al minimo
  le  risorse,  al minimo possibile sostenibile, per le Regioni  e  i
  Comuni.
   E'  una  scelta,  poi ogni Paese si è mosso in  modo  diverso,  la
  Germania che è un paese regionale, con una articolazione regionale,
  la  Spagna che è un paese analogo al nostro con, sebbene monarchia,
  ma  comunque,  con un'articolazione regionale, l'Italia  che  è  un
  paese  dove le autonomie, ricordo ancora la presa di posizione  del
  presidente  Mattarella  di  ieri,  e  quindi  rifuggendo  da   ogni
  centralismo, però il dato è che si è scelto, come di solito avviene
  nei momenti di crisi, è avvenuto nel governo Monti,  nei momenti di
  crisi  vi  è  una  tendenza alla centralizzazione. E'  inevitabile,
  purtroppo, però lo dobbiamo riconoscere.
   Questa esigenza alla centralizzazione cosa ha portato, causa anche
  di questa drammatica crisi che stiamo vivendo in Sicilia e nel Sud?
  Ha  portato ad una predisposizione di misure omogenee per tutto  il
  territorio  nazionale, quindi la misura per i 30 mila  euro  -  con
  l'onorevole  Cracolici  ci  siamo a lungo  confrontati  durante  la
  formulazione della legge di stabilità -, i 25 sono diventati 30, il
  termine  è  stato  prolungato a dieci anni per la restituzione,  la
  copertura integrale da parte del Fondo centrale di garanzia.
   Come  nell'ambito dell'osservatorio sul credito che facciamo  come
  Regione   siciliana   e   come  Assessorato  all'economia   abbiamo
  predisposto dei dati e delle tabelle. Bene, su 13 miliardi di  euro
  finora  erogati  dal  sistema bancario  ed  assistiti  da  garanzia
  pubblica,  in  Sicilia, ne sono arrivati 800 milioni, sfiorando  il
  5.89  del  finanziato  e il 6 per cento delle operazioni,  41  mila
  operazioni.  Pensate  che le sole imprese  sono  280  mila,  se  ci
  mettiamo  anche le partite Iva, artigiani e quant'altro  estendiamo
  la platea a circa 400 mila. Bene, 41 mila sono il dieci per cento.
   Il  Sud  è  al 25 per cento, altro che 34 per cento, è al  25  per
  cento;  non  stiamo  parlando dei finanziamenti  quelli  fino  a  5
  milioni,  a  800  mila  euro,  che è giusto  che  vadano  dove  c'è
  l'economia forte, dove ci sono le grandi imprese, stiamo parlando -
  scusate  l'indulgenza dialettale - della  gentuzza  che ha  bisogno
  di  30  mila euro per superare un momento di crisi, gente che  vive
  del  proprio lavoro, delle piccole imprese, micro imprese, di gente
  che  fatica  ogni  giorno e che aveva bisogno di  questo  sostegno.
  Bene,  solo  40  mila  l'hanno ottenuto. Ed io questo  l'ho  dovuto
  evidenziare.  Pensate  che  da sole, Lombardia  e  Veneto,  coprono
  quanto tutto il Mezzogiorno, ripeto, non i grandi finanziamenti,  i
  30 mila.
    Abbiamo  fatto un'analisi anche sul cosiddetto fondo perduto.  Il
  fondo  perduto  è  quello  che  viene  erogato  dall'Agenzia  delle
  Entrate;  stiamo  parlando di fondo perduto  da  mille  euro  o  da
  duemila  euro,  cioè  stiamo parlando di interventi  a  livelli  di
  sussistenza,  di  sopravvivenza,  ecco  lo  chiamerei  reddito   di
  sopravvivenza, neanche assistenza.
    Ebbene,  dai dati che abbiamo pubblicato risulta che  la  Sicilia
  anche  lì è al 6 per cento e che, addirittura, tutto il Mezzogiorno
  è  al  24 per cento delle operazioni mentre la sola Lombardia e  il
  Veneto sono al 29 per cento.
    Allora,  qui non è che penso che ci sia un Governo nazionale  che
  vuole  privilegiare la Lombardia e il Veneto, anche perché  sarebbe
  suicida  un  Governo  di  centro  sinistra  che  sostiene  le  aree
  governate dal centro destra, sembra quasi un paradosso. Il  dato  è
  che  come  sono  state congegnate queste misure, purtroppo,  stanno
  favorendo le aree più forti del Paese, ma il problema è che  sia  i
  trenta mila euro che i mille euro erano per .
    Il  problema - quello che il ministro Provenzano, gli  devo  dare
  atto, ha detto, che abbiamo detto tutti noi fin dall'inizio - è che
  non  si  può  sottacere che nel Centro Sud ci  sia  l'economia  non
  osservata,  che ammonta al 25, 30 per cento. Quindi se si  adottano
  misure  che  non  tengono conto che c'è un quarto,  addirittura  in
  alcuni   casi   un   terzo  dell'economia  che  è  non   osservata,
  evidentemente  un  pezzo della società ha come invito:   Fate  come
  volete,  aiutatevi che Dio vi aiuta'. E' chiaro che non può  essere
  questa la soluzione.
    Questo  per  dire  che questa situazione di crisi  che  preoccupa
  tutti,  riguarda  sia le misure che stentano  a  mordere  la  crisi
  adottate  e  sulle  quali abbiamo peraltro, come  voi  sapete,  con
   Resto al Sud', per esempio, abbiamo innestato una misura regionale
  su  una  nazionale, con 25 mila euro abbiamo innestato  una  misura
  regionale  su una nazionale, quindi c'è l'idea di fare sistema,  ci
  mancherebbe. Su  Resto al Sud' l'Agenzia delle Entrate  ci  ha  già
  dato l'ok, siamo al CGA, appena il CGA dà il parere siamo pronti ad
  emanare il decreto e siamo operativi.
    Il  tema  è quindi: su 105 miliardi, alle autonomie, arrivano  10
  miliardi e sostanzialmente solo per far fronte alle minori entrate.
  Quindi,  dobbiamo utilizzare le risorse extraregionali, quindi  non
  abbiamo  scelto  di  utilizzare le risorse extraregionali,  abbiamo
  trovato come unica soluzione, perché se lo Stato ci avesse  dato  1
  miliardo   dicendo  intervieni  con  1  miliardo  sulle   categorie
  tipicamente regionali, sulle categorie che hanno connotati,  quindi
  sulla  pesca,  sul  turismo, che hanno connotati particolari  nella
  nostra  economia,  l'avremmo fatto subito. Il  tema  è  che  questo
  negoziato con lo Stato, come per tutti, è complicato.
    Io  non  mi preoccuperei sul POC delle carte che arrivano, perché
  come  ho richiamato e l'ho detto anche in Conferenza delle Regioni,
  ho  preso  le  carte del Ministero della coesione e  della  regione
  Puglia  ed  ho  visto  che  il Capo di gabinetto  del  Ministro  ha
  risposto  dicendo:   Vista la nota di ieri,  si  approva  il  POC'.
  Questo   cosa  vuol  dire?  Che  il  negoziato  avviene  a  livello
  informale, dopodiché il tema delle carte, quando c'è l'accordo,  in
  24  ore esce tutto, ecco perché non mi preoccuperei, non ci sono le
  carte,  il  tema è l'interlocuzione. Come sa l'onorevole  Lupo,  da
  parte  nostra  la  disponibilità  all'interlocuzione  è  piena   ed
  assoluta. Quindi, in questo senso si va.
   Due battute - vista l'ora tarda - e chiudo.
   Un  tema  che  abbiamo comune nel confronto con lo  Stato:  i  421
  milioni  di euro di accantonamento relativo al disavanzo  accertato
  dall'ultimo Rendiconto parificato dalla Corte dei conti.
   Abbiamo  chiesto alla Commissione paritetica che avrebbe -  almeno
  mi   risulta  così  -  già  deliberato,  si  trattava  soltanto  di
  effettuare  delle prestazioni, slittato dal 2020-2030 al 2021-2031,
  non cambia niente, lo Stato non esce un euro, non cambia niente per
  nessuno,  cambia  qualcosa per i nostri  figli  perché  gli  stiamo
  passando  un  anno  in più, questo sì, però,  in  un  momento  così
  drammatico,  disporre  di 421 milioni di euro  sarebbe  cosa  molto
  molto importante.
   Questa  è  una  cosa che attendiamo che la Commissione  paritetica
  possa esitare.
   Dopodiché,  l'impegno del Governo - nessuno  gioca  a  ping  pong,
  onorevole Cracolici, non intendo come è noto, le responsabilità  ce
  le  assumiamo e, nel mio caso, come è noto, anche dalle  carte  che
  vedete,  anche  oltre  quelle che siano le mie  strette  competenze
  perché non mi sottraggo. Ho messo una firma su quella legge e me ne
  assumo integralmente - anche quando non governo tutti i passaggi  -
  la responsabilità, come è mio stile. Quindi, andiamo fino in fondo.
   Abbiamo  chiesto  - ho parlato con il Vice Capo di  Gabinetto  del
  Presidente  -  sino  adesso l'anticipazione della  riunione  del  7
  settembre,  di  farla  prima. Personalmente,  non  andrò  in  ferie
  quindi, non ho alcuna difficoltà a farla pure.

                     (Intervento fuori microfono)

   Non è problematico, questo. Quindi, chiediamo l'appuntamento prima
  possibile.  L'importante  è  che  si  arrivi,  ripeto,   a   quelle
  ventiquattro  ore che in Puglia hanno fatto scuola,  con  le  quali
  possiamo esitare i documenti. Grazie.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

                     (Intervento fuori microfono)
   Lo chieda all'Assessore.
   La  seduta  è sospesa e riprenderà alle ore 15.00 con la votazione
  del disegno di legge sull'urbanistica.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.22, è ripresa alle ore 15.49)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  La seduta è ripresa. Siccome ci sono tre  Commissioni
  riunite,    ho   riaperto   la   seduta   così   sono    sconvocate
  automaticamente.
   Onorevoli  colleghi,   prendiamo posto e  cominciamo  l'esame  del
  secondo  fascicolo del  disegno di legge  Norme per il governo  del
  territorio .

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Zafarana.

   L'Assemblea ne prende atto.

   del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    Seguito  della  discussione del disegno di legge   Norme  per  il
  governo del territorio  (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-
  536/A)

    PRESIDENTE. Si riprende il seguito della discussione del  disegno
  di  legge  Norme per il governo del territorio  (nn. 587-5-147-162-
  174-187-190-229-356-472-536/A).
    Onorevoli  colleghi, possiamo cominciare? E'  arrivato  anche  il
  Segretario d'Aula.
    Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «TITOLO V
              La valutazione ambientale strategica (VAS)

                               Art. 18.
              La valutazione ambientale strategica (VAS)

    1.  Al  fine  di  garantire  un  elevato  livello  di  protezione
  ambientale  e  promuovere  lo  sviluppo  sostenibile  e   durevole,
  nell'ambito  dei  procedimenti  di formazione  degli  strumenti  di
  pianificazione,  la  Regione, i Consorzi  dei  Comuni  e  i  Comuni
  provvedono  alla  valutazione  ambientale  strategica  (VAS)  degli
  effetti derivanti dall'attuazione degli stessi ai sensi del decreto
  legislativo 152/2006.

    2.  Il procedimento di Valutazione ambientale strategica VAS  dei
  piani  territoriali e urbanistici è disciplinato dalle disposizioni
  del   decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.152  e   successive
  modificazioni.

    3.  La  VAS di ciascun piano evidenzia la congruità delle  scelte
  rispetto  agli obiettivi di sostenibilità ambientale, le  possibili
  sinergie   con   gli   altri   strumenti   di   pianificazione    e
  programmazione, le alternative valutate nella fase di elaborazione,
  gli  impatti  potenziali e le misure di mitigazione e compensazione
  eventualmente da introdurre.

    4.  La  valutazione delle principali scelte di  piano  prende  in
  considerazione, oltre alle varie componenti ambientali,  anche  gli
  aspetti  economici  e  sociali  di  compatibilità  con  le  risorse
  finanziarie  e  gli  effetti  indotti sulle  strutture  economiche,
  produttive  e  gestionali e precisa gli indicatori  territoriali  e
  ambientali prescelti.

    5.  Gli  atti di pianificazione generale e attuativa  o  relative
  varianti, comprendenti i rapporti ambientali di cui all'articolo 12
  ed  all'articolo 13 del D.lgs. 152/2006 e successive  modificazioni
  sono  sottoposti a contestuale adozione e approvazione con  la  VAS
  ovvero  con la Verifica di assoggettabilità. Pertanto gli  obblighi
  di  pubblicazione congiunta degli atti adottati sono estesi a tutti
  i  piani  di  governo  del  territorio di  natura  territoriale  ed
  urbanistica ovvero loro varianti.

    6.  Nel  caso in cui il territorio oggetto di pianificazione  sia
  interessato  dalla  presenza  di  siti  designati  come   zone   di
  protezione  speciale per la conservazione degli  uccelli  selvatici
  ovvero  di  quelli classificati come siti di importanza comunitaria
  per  la  protezione degli habitat naturali e della  flora  e  della
  fauna  selvatica, il rapporto ambientale è integrato con lo  studio
  di  valutazione  di  incidenza (VINCA) di cui  all'articolo  5  del
  Decreto del Presidente della Repubblica 8 Settembre 1997, n. 357  e
  successive   modificazioni,  e  contiene  gli   elementi   di   cui
  all'allegato  G  dello stesso decreto.

    7.  Le  modalità  di  redazione ed i contenuti  metodologici  del
  rapporto  ambientale  e  della  dichiarazione  di  sintesi  di  cui
  all'articolo  17,  comma  1, lettera b),  del  decreto  legislativo
  152/2006,  nonché  le modalità di svolgimento del  monitoraggio  in
  coerenza con le disposizioni contenute negli articoli da  12  a  18
  del  decreto  legislativo  n. 152/2006 e successive  modificazioni,
  sono disciplinate con apposito decreto dell'Assessore regionale per
  il  territorio e l'ambiente emanato entro centottanta giorni  dalla
  data  di  entrata  in  vigore della presente  legge.  Nello  stesso
  decreto   sono  individuati  i  soggetti  competenti   in   materia
  ambientale da consultare nelle procedure di VAS.

    8.  Al  fine di evitare duplicazioni, la VAS recepisce gli  esiti
  della  valutazione dei piani sovraordinati e, nel caso di varianti,
  dei piani cui si apporta la variante per gli aspetti già oggetto di
  precedente valutazione. Ai fini della VAS sono utilizzati,  per  le
  parti pertinenti, gli approfondimenti, le analisi e le informazioni
  già  effettuati  e  raccolti nell'ambito  degli  altri  livelli  di
  pianificazione o di altri casi.

    9.  L'Autorità  ambientale  competente per  l'applicazione  delle
  procedure  di  VAS e di Verifica di assoggettabilità è  individuata
  nell'Autorità  procedente in conformità  a  quanto  specificato  ai
  successivi commi e, per ciascun piano, nei successivi articoli.

    10.   L'Autorità   competente  per  la  valutazione   dei   piani
  territoriali   e   dei   piani  urbanistici   che   riguardano   la
  pianificazione  dell'intero  territorio  comunale   è   l'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente.

    11.  L'Autorità competente per la valutazione dei piani attuativi
  e  delle  varianti parziali agli strumenti urbanistici  comunali  è
  individuata  da  ciascun Comune all'interno dell'ente,  nell'ambito
  della  propria  autonomia, nel rispetto dei  principi  generali  di
  separazione,  autonomia  e  competenza, stabiliti  dalla  normativa
  vigente.  I  Comuni  possono esercitare  le  funzioni  di  Autorità
  competente  per  la  VAS anche in forma associata,  ovvero  tramite
  convenzione con le Città metropolitane ed i Consorzi dei Comuni».

   Onorevole Lupo, gli emendamento soppressivi sono ritirati?  Ditemi
  voi,  per  me posso cominciare a mettere in votazione l'emendamento
  18.1.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, sui soppressivi,  in  particolare,
  faccio una discussione generale sull'articolo 18, poi ho capito che
  la   Commissione  ha  fatto  un  approfondimento  anche  di  alcuni
  articoli.
   Allora, il comma 4, signor Presidente, non ci convince per  niente
  perché   fa   seguito  il  nostro  emendamento   soppressivo   alle
  valutazioni che abbiamo fatto in ordine alle competenze ambientali;
  quindi,    a   nostro   giudizio   è   assolutamente   inconducente
  nell'articolo 18 inserire considerazioni come quelle  previste  dal
  comma  4. Non c'entra niente la compatibilità del parere ambientale
  con  le  risorse  finanziarie, gli effetti indotti sulle  strutture
  economiche,   produttive,  gestionali,  insomma,   la   Valutazione
  ambientale  strategica deve occuparsi delle competenze  ambientali,
  sono  completamente  illogiche secondo noi  queste  previsioni  del
  comma 4.
   Incomprensibile, poi, si rileva la previsione anche del comma 9 e,
  poi,  ci  lascia  molto perplessi al comma 10, la  circostanza  che
  l'autorità  competente per la valutazione dei piani territoriali  e
  dei piani urbanistici sia l'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente, è più giusto che sia il dirigente del dipartimento  del
  territorio  e  ambiente,  perché c'è stata un'attribuzione  con  la
  Legge Bassanini  per cui le competenze di natura gestionale sono di
  competenza dei dirigenti e non dell'organo politico. Dopodiché noi

   PRESIDENTE. Scusi, questo che comma è, questo che ha appena detto?

   BARBAGALLO. Dieci.

   PRESIDENTE. Questo significa che al di là di questi tre commi, gli
  altri sono ritirati?

   BARBAGALLO. Sì, Presidente.

     PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'emendamento 18.5, il comma 4
  è  soppresso, a firma degli onorevoli Lupo ed altri. Il parere  del
  Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   BARBAGALLO. Chiedo che la votazione dell'emendamento 18.5  avvenga
  per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante
   rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   I tesserini sono stati distribuiti tutti?

   Dichiaro aperta la votazione. Premete e tirate fuori il tesserino,
  per favore. Non reinserite il tesserino sennò annullate il voto.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            56
   Votanti             44
   Maggioranza         23
   Favorevoli          23
   Contrari            21
   Astenuti              0

                            (E' approvato)

     per  cui  il  comma 4 è soppresso, se non crea  grossi  problemi
  andiamo avanti.
   Siamo ora al comma 9, prima il comma 9.
     Mi  auguro che questo sistema di votazione, per quanto noioso  e
  complesso, però ormai sia stato, come dire, recepito, evidentemente
  lo  staccate  nel momento sbagliato, lasciate il dito o reinserite,
  non bisogna reinserire dopo il tesserino.
   Speriamo  che  il  prossimo funzioni -  io  come  dire  non  posso
  immaginare  che  non funzioni il sistema perché  altrimenti  ce  ne
  dobbiamo andare a casa tutti, per cui per me il sistema funziona  e
  non posso immaginare altro.
   Allora  emendamento  18.10,  scusate  c'è  un  emendamento   della
  Commissione  al comma 7, per cui prima di andare al  9  apprezziamo
  questo  emendamento, gli uffici lo stanno distribuendo,  quindi  un
  attimo,  cominciate a distribuirlo ai deputati, poi, il Governo  se
  ne fa a meno, cominciate a distribuirlo ai deputati, per favore con
  una certa velocità.
   Intanto,  assessore  Cordaro,  il parere  del  Governo  su  questo
  emendamento della Commissione?

   CORDARO, assessore per il territorio ed ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  è stato guardato  l'emendamento?  Con  il
  parere  favorevole  del  Governo e della Commissione  lo  pongo  in
  votazione. Chi è contrario si alzi, chi è favorevole resta seduto.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  soppressivo del comma 9, l'emendamento  18.10,  che
  viene ritirato. Si passa al comma 10, quindi emendamento18.11.   E'
  arrivato ora questo emendamento modificativo?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente,
  questo  modifica:   L'assessore  regionale  per  il  territorio   e
  ambiente  con  il dirigente del dipartimento ambiente .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Io  sono
  favorevolissimo.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Allora, ve lo leggo  senza  distribuirlo.
  Sostituire  le  parole  l'assessore regionale per il  territorio  e
  ambiente  con le parole  il dirigente del dipartimento ambiente .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 18.13, a firma dell'onorevole Calderone.
  Onorevole Calderone, è mantenuto l'emendamento 18.13?
   Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  l'emendamento  18.29 è  assorbito  dall'emendamento
  18.13.
   Possiamo,  pertanto, votare l'articolo 18. Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
                               «Art. 19.
        Contenuti del piano territoriale regionale con valenza
                          paesaggistica (PTR)

   1.  Il Piano territoriale regionale con valenza paesaggistica,  di
  seguito  denominato  PTR,  costituisce lo strumento  di  proiezione
  territoriale  delle  strategie  di sviluppo  economico,  sociale  e
  culturale  di medio-lungo termine con le quali la Regione  orienta,
  indirizza  e  coordina  la  programmazione  delle  risorse   e   la
  pianificazione    territoriale   e    urbanistica    delle    Città
  metropolitane,  dei  Consorzi dei Comuni e dei  Comuni,  singoli  o
  associati, nonché la conservazione e valorizzazione del paesaggio.

   2.  Il PTR è composto da una parte strutturale-strategica e da una
  parte  operativa  i  cui  contenuti e procedure  sono  definiti  da
  apposite   Linee  Guida  emanate  dall'Assessorato  regionale   del
  territorio e dell'ambiente di concerto con l'Assessorato  regionale
  dei  beni culturali e dell'identità siciliana entro sessanta giorni
  dalla  data  di  entrata in vigore della presente legge.  La  parte
  strutturale-strategica,  per  la sua  valenza  economico,  sociale,
  culturale, ambientale e paesaggistica, assume il ruolo di Quadro di
  coerenza  territoriale finalizzato a definire le  invarianti  e  le
  condizionanti  del  territorio regionale che  assicurino  la  piena
  coerenza  con i valori ambientali, paesaggistici e territoriali  di
  tutte  le pianificazioni di settore di eguale livello o di  livello
  inferiore. In particolare, il PTR agisce in stretta sinergia con la
  pianificazione   strategica  di  sviluppo   socio-economico   della
  Regione,  con  il documento di programmazione economico-finanziaria
  regionale  (DEF),  con  la previgente pianificazione  paesaggistica
  regionale  e  con  la disciplina della tutela dei  beni  culturali,
  ambientali e paesaggistici.

   3.  La parte operativa del PTR, composta dalle linee guida di  cui
  al   comma   2,   è  aggiornata  periodicamente,  con   particolare
  riferimento  all'introduzione ai sensi della normativa  vigente  di
  norme  nazionali o regionali insistenti nelle materie di pertinenza
  del Piano.

   4.  Il PTR attraverso la parte strutturale-strategica assicura  in
  via   preliminare   e   concertata  le  prescrizioni   di   tutela,
  conservazione  e  valorizzazione  del  paesaggio  e  dell'ambiente,
  coordinando i piani paesaggistici, di assetto idrogeologico  e  dei
  trasporti anche attraverso appositi decreti interdipartimentali.

   5. Il PTR, in relazione alle prescrizioni di tutela, conservazione
  e  valorizzazione del paesaggio e dell'ambiente, contiene il quadro
  generale  degli  obiettivi  di qualità paesaggistica  e  le  misure
  generali di tutela da perseguire nelle diverse parti del territorio
  regionale,  costituendo elementi invarianti  o  complementari  alle
  scelte  di  sviluppo  territoriale  e  socio-economico.  Il  PTR  è
  elaborato  su  una  base  informativa  prodotta  dal  SITR  che  ne
  costituisce parte integrante in maniera dinamica; il PTR, pertanto,
  rappresenta il quadro conoscitivo unificato regionale  di  tutti  i
  processi di pianificazione e governo del territorio.

   6.  Il  PTR  nella  parte  strutturale-strategica  e  nella  parte
  operativa contiene:
   a)   gli  elementi  costitutivi  del  territorio  regionale,   con
  particolare  riferimento alle caratteristiche naturali,  culturali,
  paesaggistico-ambientali, geologiche, rurali, antropiche e storico-
  archeologiche dello stesso, nonché alle specializzazioni,  funzioni
  e  ruoli delle Città Metropolitane, dei Consorzi dei Comuni  e  dei
  Comuni,  singoli  o associati, al fine di assicurarne  la  migliore
  sinergia ed efficacia della loro azione;

   b) il quadro conoscitivo, a scala adeguata, del proprio territorio
  come  risultante delle trasformazioni avvenute e dei  programmi  in
  atto;

   c)  i criteri generali e gli indirizzi per la programmazione e  la
  pianificazione  territoriale  degli  Enti  locali,   al   fine   di
  garantirne  la  complessiva coerenza; a  tal  fine,  definisce  gli
  elementi  costituenti  limiti  essenziali  di  salvaguardia   della
  sostenibilità   ambientale  dello  sviluppo   socio-economico   del
  territorio regionale;

   d)   la  definizione  dei  carichi  insediativi  ammissibili   nel
  territorio delle Città metropolitane, dei Consorzi dei Comuni e dei
  Comuni,  singoli  o associati, al fine di assicurarne  lo  sviluppo
  sostenibile;

   e)  il  quadro  delle iniziative inerenti alla  realizzazione  sul
  territorio  regionale delle infrastrutture e delle opere  pubbliche
  di interesse regionale, nazionale e sovranazionale;

   f)  l'individuazione  dei principali poli di  sviluppo  turistico,
  industriale e commerciale;

   g)  l'individuazione  delle zone di preservazione  e  salvaguardia
  ambientale;  i  criteri  operativi generali  per  la  tutela  e  la
  valorizzazione delle risorse culturali, naturali, paesaggistiche  e
  ambientali,  in  conformità con le previsioni del  piano  regionale
  delle  aree  protette, dei piani di bacino, e degli altri  atti  di
  programmazione e regolamentazione regionale e nazionale in  materia
  di  salvaguardia delle risorse idriche, geologiche, idrogeologiche,
  agricole,   forestali,  di  riduzione  dell'inquinamento  acustico,
  elettromagnetico ed atmosferico, di smaltimento dei rifiuti;

   h)  gli indirizzi generali per il riassetto del territorio ai fini
  della prevenzione dei rischi geologici, idrogeologici e sismici, ed
  ai  fini  della riduzione degli inquinamenti nei centri  abitati  e
  nelle zone industriali;

   i)  le  azioni di conservazione, recupero e riqualificazione degli
  insediamenti  esistenti  con  particolare  riferimento  ai   centri
  storici;

   1)  l'individuazione  e regolamentazione degli  ambiti  che  hanno
  vocazioni  specifiche o siano localizzazioni di  impianti  ad  alta
  tecnologia  o che devono essere riqualificate per gravi carenze  di
  urbanizzazioni primarie e secondarie, di significativa  ampiezza  e
  consistenza territoriale;

   m)  i  criteri  e  modalità per favorire il coordinamento  tra  le
  pianificazioni    degli    Enti   locali    e    per    incentivare
  l'associazionismo tra essi;

   n)  i  criteri di definizione della rete infrastrutturale e  delle
  altre  opere  di  interesse  regionale  nonché  i  criteri  per  la
  localizzazione e il dimensionamento delle stesse;

   o)  gli  indirizzi  finalizzati  ad  assicurare  la  compatibilità
  territoriale degli insediamenti industriali esistenti e il recupero
  delle aree industriali dismesse;

   p) l'individuazione di aree agricole strategiche.

   7.   Il   PTR   può   altresì  prevedere  forme  di  compensazione
  territoriale intercomunale, come definite dal Capo III  del  Titolo
  VIII,  a  favore degli enti locali ricadenti in ambiti di  limitate
  possibilità  di  sviluppo  o forme di compensazione  ambientale  ed
  energetica  per  interventi che determinano impatti  rilevanti  sul
  territorio  anche  in  comuni  non direttamente  interessati  dagli
  interventi  stessi;  a  tal fine, il PTR  indica  le  modalità  per
  suddividere  solidalmente  tra gli Enti locali,  in  rapporto  alle
  differenti  potenzialità di sviluppo e ai vincoli di  sostenibilità
  derivanti  a ciascuno dai contenuti della programmazione regionale,
  i vantaggi e gli oneri conseguenti.»

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 19 è
  uno  dei  maggiori  punti  conflittuali  perché,  intanto,  abbiamo
  appreso   ieri,  assessore  Cordaro,  che  il  Piano   Territoriale
  Regionale  è  quasi pronto. E' un'affermazione che ci  ha  lasciato
  perplessi  anche  perché, come dire, se non sappiamo  ancora  quali
  sono i contenuti, non capiamo come possa essere quasi pronto.
   Signor  Presidente, non ci convince, in particolare, il  comma  2,
  perché l'idea che un piano territoriale urbanistico debba avere una
  parte  strutturale  strategica, ma soprattutto una  parte  dove  ci
  siano  caratteristiche specifiche riguardanti  lo  sviluppo  socio-
  economico   della   Regione,  relazione  con   il    Documento   di
  programmazione economica e finanziaria, sono specificate previsioni
  relative  alla pianificazione paesaggistica e ei beni culturali  ed
  ambientali,  esula  dalla tradizione di pianificazione  urbanistica
  del   governo  del  territorio  specifico  che  siamo  chiamati   a
  disciplinare con questa legge; quindi, le stesse perplessità poi le
  abbiamo nel comma 4, ed alla lettera g) del comma 6.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Barbagallo,  i  soppressivi   che   vuole
  mantenere quali sono? Un attimo soltanto.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, sì, alcune  cose  possono  essere
  assolutamente migliorate, per questo motivo in Commissione  abbiamo
  pensato  di dare il parere positivo all'emendamento 19.2 che  è  al
  comma  1,  onorevole Barbagallo, quindi, può evitare il soppressivo
  perché  accogliamo  l'emendamento 19.2  e  quindi  può  evitare  il
  soppressivo.
   Ecco,  abbiamo  immaginato di dare parere positivo all'emendamento
  19.24  ed  anche  al  19.30, nonché -   come  rilevava  lei  -   le
  problematiche  al comma 4, all'emendamento 19.31, quindi,  potrebbe
  evitare  i  soppressivi perché il testo sarà migliorato con  questi
  emendamenti approvati in Aula. Grazie.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con  l'articolo
  19,  ovviamente,  il   20  e il 21, si costruisce  di  fatto  tutta
  l'impostazione del disegno di legge ed è un disegno di legge che va
  in  controtendenza rispetto a quella che è stata, in questi  ultimi
  quarant'anni,   l'impostazione  legislativa   a   proposito   della
  redazione dei piani urbanistici che non si chiamerà più PRG  ma  in
  questa legge verrà definito PUG, e quindi, l'articolo 19 capovolge,
  come avevamo detto durante il corso della conversazione, e  mi vede
  particolarmente,  diciamo  così, in una  posizione  diversa,  però,
  avendo  avuto i primi emendamenti non approvati è chiaro che questo
  disegno  di  legge  deve avere un indirizzo e l'indirizzo  è  stato
  quello  che  è  venuto  fuori   dalla  bocciatura  anche  dei  miei
  emendamenti e, quindi, c'è un'impostazione a piramide che parte dal
  PTR  -   di  cui noi abbiamo parlato l'altro giorno -  e  che  qui,
  adesso, bisogna definire che cosa vuol dire questo PTR.
   E  ci sono, a mio parere, alcune questioni - pregherei l'assessore
  e  il  Presidente  della  Commissione di  ascoltare  chi  cerca  di
  compiere uno sforzo di contribuire ad un ragionamento - che  questo
  documento   di   programmazione  deve  essere   un   documento   di
  programmazione che deve riguardare le linee strategiche,  le  linee
  generali, le linee di impostazione di quello che debbono adottare i
  comuni  e  non certo stabilire, nel particolare, tutte le questioni
  che riguardano le realtà.
   E faccio alcuni esempi per i quali io ho presentato emendamenti.
   Da  parte del nostro Gruppo non ci sono emendamenti soppressivi di
  commi  o  dell'articolo,  ci  sono alcuni  emendamenti  che,  però,
  tendono  a dare, a mio parere, un contributo ai lavori parlamentari
  per  definire un percorso che, per quanto mi riguarda, possa essere
  il  più lineare possibile e il meno invasivo in quelle che sono  le
  competenze dei comuni.
   In   particolar  modo,  suggerisco  al  Governo  di  guardare  con
  attenzione,  per esempio, il comma 6, lettera d), dove recita:   la
  definizione  dei  carichi  insediativi ammissibili  nel  territorio
  delle  Città  metropolitane, dei Consorzi dei Comuni e dei  Comuni,
  singoli   o   associati,  al  fine  di  assicurarne   lo   sviluppo
  sostenibile; , la lettera e), altresì la lettera f), perché  quando
  si   parla  di  individuazione  dei  principali  poli  di  sviluppo
  turistico, industriale e commerciale  c'è un mio emendamento che da
  un  suggerimento come dare lo stesso l'indirizzo  che  è  una  cosa
  diversa rispetto all'individuazione.
   E,  per  carità,  non  vorrei più parlare di poli  commerciali  in
  Sicilia, perché il danno che hanno arrecato all'economia siciliana,
  sia   in   termini  urbanistici,  sia  in  termini   di   proprietà
  immobiliare, sia in termini di posti di lavoro, credo che  dovremmo
  mettere  fine a questa fase, a non individuare più poli commerciali
  in  Sicilia. Questo deve essere, a mio parere, Presidente Musumeci,
  una condizione essenziale.
   E, quindi, quando noi parliamo di individuazione - se capisco bene
  la lingua italiana - significa che l'assessore per il territorio  e
  l'ambiente, d'intesa con l'assessore per i beni culturali, d'intesa
  con  il Presidente della Regione, dovrebbero individuare quali sono
  i  poli turistici, i poli strategici e i poli commerciali. Io  dico
  che sia giusto esaminare l'emendamento che ho presentato in cui  si
  individuano  le  linee  strategiche, che è  cosa  diversa  rispetto
  all'individuazione. Perché questo centralismo, Presidente  Musumeci
  -   oggi  c'è  lei  -  se mi permette di fare questa considerazione
  personale  e  mi  sento  tranquillo,  i  presidenti  cambiano,  gli
  assessori cambiano e io credo che il PTR debba essere una cosa  che
  deve  mettere  in  condizione i comuni di muoversi liberamente  per
  determinare  lo  sviluppo del proprio territorio, d'intesa  con  la
  Regione.
   Quindi,  va  bene  il  verticismo come impostazione,  va  bene  la
  linearità  delle  cose,  ma stabilire a  monte  che  il  Presidente
  Musumeci  stabilisce  il carico degli insediamenti  ammissibili  mi
  sembra  ultroneo  ai comuni, mi sembra di limitare  la  libertà  di
  agire  da  parte  dei  comuni,  fermo  restando  l'articolo  3  che
  stabilisce   consumo  di suolo tendente a zero'  e  l'articolo  32,
  comma 2, sancisce che per le opere pubbliche questo limite non c'è.
   Quindi,  signor  Presidente, qui si tratta  di  stabilire   li  ho
  presentati,   sono  lì,  sono  stati  presentati,  c'è   anche   un
  subemendamento  al  19.23/R  di  riscrittura  e  credo  che   siano
  emendamenti di buon senso che vanno verso l'indirizzo di un Governo
  attento,   che   si  preoccupa  di  organizzare  lo  sviluppo   del
  territorio, tenendo conto della libera determinazione dei  consigli
  comunali.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente su questo tema ci siamo già  entrati
  in  alcuni  passaggi della discussione generale,  ma  questo  è  un
  articolo chiave per una semplice ragione.
   Faccio  una premessa, così rassereno l'onorevole Cordaro, che  non
  c'è,  da  parte  mia, nessuna strumentalità nella  cosa  che  dico,
  semplicemente ho una convinzione in parte diversa da quelle che sta
  perseguendo  il  Governo.  È  una  preoccupazione,  oltre  che  una
  opinione.  Perché,  diciamoci  la verità,  poi  li  chiamiamo  come
  vogliamo,  stiamo  introducendo nella legislazione  urbanistica  il
  fatto  che  la  Regione  siciliana farà il Piano  regolatore  della
  Sicilia.   Poi  lo  chiamiamo  come  vogliamo,  ma  con  tutte   le
  caratteristiche  di un Piano regolatore, quindi  si  deve  spingere
  anche  a  una scala di dettaglio per individuare ambiti e per  fare
  perfino la zonizzazione perché quando una norma, stabilisce che c'è
  -   addirittura, lo ricordava l'onorevole Barbagallo -  il  PTR  si
  compone  di  una  parte  strategico-strutturale  e  di  una   parte
  operativa.  E'  una  forma, diciamo, lessicale che  sostanzialmente
  dice:  c'è quello generale e poi il piano attuativo, che è il piano
  regolatore .
   Vorrei  soltanto far riflettere tutti i colleghi  che  se  abbiamo
  visto in questi 42 anni, quanto complessa sia la condizione di fare
  un  piano regolatore generale di una città, non oso immaginare cosa
  succederà  in  Sicilia,  nella sua dimensione  macro,  comprese  le
  isole,  in  cui la Regione siciliana dovrà fare un piano regolatore
  per la Sicilia.
   Perché  parlo di Piano regolatore? Non solo per gli effetti  della
  parte  strategica, strutturale e quella operativa con i  differenti
  obiettivi, il piano strutturale ha una vigenza decennale, il  piano
  operativo ogni 5 anni si va a modificare.
   Perché  come  in parte diceva l'onorevole Di Mauro,  col  comma  6
  viene  anche precisata la caratteristica di questo PTR, ad  esempio
  definisce  i  carichi insediativi ammissibili nel territorio  delle
  città  metropolitane, dei consorzi e dei comuni singoli e associati
  al   fine   di  assicurarne  lo  sviluppo  sostenibile  chiave,   è
  un'espressione che in linea di principio può essere considerata una
  linea di tutela; non è così. Perché definire i carichi insediativi,
  ammissibili,  significa  che la Regione stabilisce  dove  si  potrà
  consentire  nuova edificazione, in quale città, in quali  aree,  in
  quali zone e dove non si potrà più fare questo.
   Questo  significa  intervenire  in una  competenza  propria  della
  potestà dei comuni che rimane col PUG, una formula generica che può
  prevedere nei PUG, zone di nuova espansione o di risanamento  o  di
  ristrutturazione ma il carico insediativo ammissibile, lo definisce
  la Regione con atto proprio.
   Aggiungo,  lo  ricordava  sempre Di Mauro:   l'individuazione  dei
  principali poli di sviluppo industriale commerciale e turistico, le
  azioni  di  conservazione  e  recupero  e  riqualificazione   degli
  insediamenti  esistenti  con  particolare  riferimento  ai   centri
  storici :   signori  questi  si  chiamano  piani  particolareggiati
  esecutivi,  propri;  cioè,  che  sono  gli  strumenti   propri   di
  attuazione, attraverso i quali i comuni procedono alle modalità  di
  recupero,  di  restauro,  di  abbattimento  e  ricostruzione  e  di
  riqualificazione nella sua interezza.
   Insomma, sto dicendo questo, perché colleghi, qui ci dobbiamo  per
  davvero   capire,  noi  non  solo  stiamo  dando  una   prerogativa
  rovesciando clamorosamente quello che fin qui è stato l'ordinamento
  urbanistico italiano, perché non è che dobbiamo solo ricordarci che
  c'è  la  legge n. 71 del 1978, ci sono anche le leggi  regionali  e
  nazionali  che  individuano  nella municipalità  e  nel  territorio
  comunale, il luogo di rielaborazione eccetera.
   Ma  quello che ancor più mi preoccupa e lo ripeto, assessore,  che
  noi  con questo disegno di legge ci stiamo candidando a paralizzare
  la  Regione siciliana per i prossimi quarant'anni, perché al di  là
  della  tempistica che ci siamo dati, 60 giorni, 180  giorni,  tutte
  quelle  cose che si scrivono nella legge -  tanto poi sappiamo  che
  non  troverà  attuazione -  pensare di costruire un piano  generale
  della  Regione siciliana con tutti vincoli, tutti i meccanismi  già
  esistenti  e  avere  questa condizione vincolistica  così  diffusa,
  significa paralizzare questa Regione.
   Per  questa ragione, con questo modello, penso che la Regione  sta
  sbagliano  ed  è  evidente  che  non potrò  esprimere  un  giudizio
  positivo  ad  un  disegno  di legge che non  è  di  riforma  ma  di
   incasinamento'.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   con   la
  discussione dell'articolo 19 i nodi vengono al pettine, e  non  sto
  dicendo  che  non è possibile risolverli, attenzione. Ma  tutto  il
  dibattito  che si è fatto in precedenza, cioè sulla titolarità  dei
  comuni  oppure della Regione, entra direttamente nell'articolo  19,
  per  non  parlare poi dell'articolo 26 sui PUG. Però, tutto  quello
  che  si  è  detto  -  lo dico per costruire un dibattito,  non  per
  demolirlo -  in parte è vero ed in parte è falso. Nel senso che, se
  da  un  lato  l'onorevole Di Mauro sostiene che è giusto  dare  più
  competenza ai comuni e dare delle linee di direttive alla  Regione,
  e  questo sembrerebbe invece difforme da quello che è il testo,  in
  realtà, guardando il combinato disposto di tutti gli articoli non è
  proprio così, perché una norma come quella dell'articolo 22,  comma
  5 - invito l'onorevole di Mauro a seguire, tra l'altro lui modifica
  il   comma  5  -  non  può  che  essere  di  indirizzo,  perché  la
  determinazione del Presidente della Regione, qualora non vi sia  il
  convincimento, la soluzione unanime di tutta la conferenza, non può
  che dare delle direttive piuttosto che un indirizzo specifico.
   Quindi, da questo punto di vista il PTR dà un indirizzo e non  uno
  specifico  dettaglio,  ma  è altrettanto  vero  quello  che  diceva
  l'onorevole  Cracolici,  cioè il fatto  che  non  dobbiamo  entrare
  troppo  nel dettaglio, altrimenti, depotenziamo quelle che sono  le
  competenze dei comuni e quindi praticamente andiamo ad annullare la
  potestà territoriale della giunta del consiglio comunale.
   Ma  a cosa serve il PTR? Innanzitutto partiamo dal presupposto che
  questo  strumento già esisteva con la 71 del '78, lo abbiamo detto,
  non  funzionava, o almeno in quarantadue anni non lo abbiamo fatto,
  per tutta una serie di motivi, perché è complicato e difficile;  ma
  è  altrettanto vero che di questo documento noi ne abbiamo bisogno,
  perché  quando si dice  un territorio, un piano , non è  tanto  per
  dire,  ma  perché è necessario avere un piano di sintesi che  tenga
  conto  del  piano paesaggistico, del piano regionale  dei  rifiuti,
  delle infrastrutture, dell'urbanizzazione di area vasta.
   E' necessario che vi sia uno strumento di pianificazione che tenga
  conto  di tutto, lasciamo stare il sistema vincolistico che sta  al
  piano paesaggistico o ai piani delle SIC e delle ZPS.
   Il  livello  di  dettaglio del piano paesaggistico non  potrà  mai
  essere quello di un piano regionale territoriale. Per cui chiariamo
  questo particolare: se è necessario intervenire - perché secondo me
  se non chiariamo questo aspetto dell'articolo 19 è difficile andare
  avanti  e  tanto più passare al PUG e a tutte le altre  cose  -  se
  troviamo  una  sintesi su questo articolo - lo dico  senza  nessuna
  difficoltà - il dibattito sull'articolo 19 è preclusivo di tutto il
  resto  del disegno di legge, è inutile che andiamo avanti,  se  non
  risolviamo  il problema dell'articolo 19 e stabiliamo  chi  ha  più
  competenze,  e  la competenza deve restare ai comuni,  oppure  alla
  Regione,   questa   cosa   che   la   ritroveremo   automaticamente
  nell'articolo  26  e  a  seguire in  tutti  gli  altri.  Capiamoci,
  decidiamo  qual  è  la  linea - politica, ovviamente  -  e  andiamo
  avanti,  perché  diversamente da un lato io sono sostenitore  della
  necessità che vi sia un piano regionale di coordinamento - io  l'ho
  sempre  detto  e  continuo a sostenerlo -  dall'altro  però  non  è
  nemmeno   giusto  depotenziare  il  potere  dei   comuni   per   la
  regolamentazione  del  PUG  e di tutti  quegli  aspetti  che  sono,
  diciamo, più settoriali.
   Ad esempio, e chiudo, io non vedo difficoltà, il collega Cracolici
  citava   individuazione dei principali poli di  sviluppo  turistico
  industriale e commerciale . Ora, se queste individuazione diventano
  soltanto  dei  criteri  sui  quali  poi  c'è  un  dettaglio,  nulla
  quaestio, è anche vero però come dicevi tu, che sui centri  storici
  non  può  mai  il  PTR deliberare qualunque cosa, perché  i  centri
  storici fanno parte dei piani particolareggiati ed è chiaro che  lì
  c'è una normativa di dettaglio sul quale il comune è sovrano.
   Per  cui, nella distribuzione, per esempio dell'articolo  20  dove
  c'è  l'elencazione delle attività che può fare il  PTR,  lavoriamo,
  nel  senso  di garantire al comune la sua sovranità territoriale  e
  diamo  la  possibilità  al PTR di costruire una  cornice  che  deve
  rimanere  tale.  Da questo punto di vista secondo  me  è  dirimente
  questa  discussione, lo ripeto, diversamente sarà molto complicato,
  anche volendo essere costruttivi, andare avanti.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, a proposito degli emendamenti, io non  so
  se  lei  li  vede  prima  di distribuirli,  perché  qui  arriva  un
  emendamento  a  firma  dell'onorevole Calderone  -  ne  capisco  lo
  stampatello - però francamente mi sembra un po' eccessivo scrivere:
   è  soppressa la lettera g) e in luogo di  siano' di cui  al  comma
  primo,  è sostituito con la parola  prevedono' o  provvedono',  non
  si  capisce, e io al comma 1, immagino, dell'articolo 19 la  parola
   siano' non l'ho rinvenuta.
   Siccome stiamo facendo una cosa seria e gli emendamenti presentati
  in Aula dopo tante, tante, tante Commissioni

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti  è  un  subemendamento  ad  un  altro
  emendamento non è l'emendamento al testo.

   FOTI.  Dopo  tante  Commissioni,  siccome  prima  è  arrivata   la
  riscrittura  del  comma  7 e lì in fondo  quando  è  arrivato,  nel
  momento  in  cui mi è stato posato sul tavolo lei ha detto   Chi  è
  seduto  rimane seduto ..  e l'ha approvato, noi gradiremmo per  via
  della  serietà  che gli emendamenti presentati last minute  fossero
  spiegati e letti prima che lei passi alla formula di voto.
   Questo sempre nell'interesse di tutti. Grazie.

   PRESIDENTE. Giusto per capirci, questo non è un emendamento  è  un
  subemendamento quindi lei lo deve confrontare con l'emendamento che
  è stato presentato.
   Andiamo avanti, non c'è problema. Comunque onorevole Foti seguo il
  suo  consiglio,  quando sarà necessario leggeremo o faremo  leggere
  gli emendamenti.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cordaro  vuole  intervenire   su   questo
  argomento?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Si,  certo,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Questo dell'onorevole Foti?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, questo  poi
  lo valutiamo in sede di sub emendamento.
   Io volevo semplicemente rispondere, in maniera sempre costruttiva,
  ai  colleghi Cracolici e Di Mauro, perché noi abbiamo già previsto,
  al  netto  dei  vaticini dell'onorevole Cracolici, che  io  auspico
  nell'interesse della Sicilia non si verificheranno mai, cioè che la
  paralizzeremo  per  i  prossimi quarant'anni,  evidentemente  è  un
  augurio  di  vivere  tanto fino a vederla, però  io  spero  che  lo
  realizziamo prima, invece, il risultato.
   Come  Governo in concorso con la Commissione abbiamo già stabilito
  di  dare  parere favorevole agli emendamenti, peraltro uno  proprio
  con  primo firmatario l'onorevole Cracolici, che sopprime il  punto
  del  comma  6 al quale lei faceva riferimento e cioè la lettera  d)
  quella  legata alla definizione dei carichi insediativi  e  poi  di
  dire sì agli emendamenti dell'onorevole Di Mauro, precipuamente  il
  19.28  e  altri  due  che, comunque, sono  qui  pronti  per  essere
  trattati.
   E  quindi  io credo che con queste correzioni noi, fermo  restando
  l'indirizzo politico che prevede per la Regione il ruolo di  guida,
  di  indirizzo  e  il  ruolo di coordinamento,  tutto  il  resto  lo
  deleghiamo ai Comuni con assoluto rispetto della potestà degli enti
  locali.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi possiamo cominciare? Ci sono  altri
  interventi sulla discussione generale dell'articolo? No?
   Iniziamo a votare, possiamo iniziare dal 19.2 dell'onorevole Lupo.
  Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 19.30, a firma  della  Commissione,  se
  l'onorevole  Barbagallo è d'accordo rispetto ad aver  ritirato  gli
  altri.

    BARBAGALLO. Il 19.30 della Commissione l'abbiamo votato.

   PRESIDENTE. No, il 19.8 è soppressivo del comma 2.

   BARBAGALLO. Sul 19.8

   PRESIDENTE. Ed è mantenuto?

   BARBAGALLO. Certo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Va bene, scusate, avevo capito che era ritirato.

   BARBAGALLO. E' mantenuto, perché basta leggere il comma 2 perché è
  particolarmente  astruso. Guardate che pensare  di  fare  un  piano
  territoriale  regionale  dove  abbiamo  una  parte  strutturale   e
  strategica  e poi in italiano non capisco che vuol dire  una  parte
  operativa.
   Ma  che  vuol dire una parte operativa? Un piano che ha una  parte
  operativa

   PRESIDENTE. Facciamolo spiegare all'Assessore.

   BARBAGALLO.  Prima  che  intervenga  l'assessore  Cordaro   vorrei
  definire  il  mio  intervento. Non capiamo - e  questo  aspetto  ci
  preoccupa ancora di più - l'idea di inserire nel Piano territoriale
  regionale  una serie di valori, di fattori, che non hanno  nulla  a
  che  vedere  col  governo  del  territorio.  Se  l'obiettivo,  dopo
  quarant'anni  e  passa  dalla 71 del 1978, deve  essere  quello  di
  semplificare  le procedure, accelerare le scelte,  poi  ci  possono
  essere delle differenze concettuali; il Partito democratico  è  per
  salvaguardare  le  competenze  dei comuni  e  salvaguardare  questo
  principio di un'urbanistica che parta dal basso, abbiamo capito che
  l'idea  del  Governo è completamente opposta,  ma  mai  e  poi  mai
  possiamo  fare  un  Piano territoriale regionale  che  diventa  una
  macedonia  e  una  sovrapposizione di valori, di  coefficienti,  di
  condizioni.
   Quindi, togliere il comma 2, Presidente, non cambia l'impostazione
  dell'articolo e della legge e non mi sembra, assessore Cordaro

   PRESIDENTE. Scusate, con un capannello accanto a chi parla diventa
  impossibile parlare. Continui, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Nell'impostazione dell'articolo 19, assessore Cordaro,
  non  è  che  se  salta il comma 2 si pregiudica l'impostazione  del
  Piano  territoriale regionale. E' un elenco di cose  che  tra  loro
  c'entrano  poco e che è anche difficile da comprendere. La  Regione
  definirà il suo Piano territoriale regionale, togliamo il comma  2,
  agevoliamo le procedure e non ci infiliamo in queste forche caudine
  veramente incomprensibili.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  onorevole Barbagallo,  prima  ancora  che
  risponda  il  Governo, siccome il Governo ha appena comunicato  che
  avrebbe  dato parere favorevole all'emendamento 19.24 che  sopprime
  la  parte operativa, se per lei è sufficiente questo è inutile  che
  andiamo avanti, perché l'ho appena

   BARBAGALLO. Parte strutturale strategica, cioè

   PRESIDENTE.  Questo è quello che aveva detto finora,  per  cui  ho
  ritenuto di potere

   BARBAGALLO. No, io insisto sul soppressivo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Assessore Cordaro, è inutile spiegare visto che

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   LUPO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della
  Regione,  Assessori, onorevoli colleghi, stiamo  discutendo  di  un
  articolo  fondamentale  di questa riforma.  Io  leggo  al  comma  1
  dell'articolo 19 che  il Piano territoriale regionale, con  valenza
  paesaggistica, di seguito denominato PTR, costituisce lo  strumento
  di  proiezione territoriale delle strategie di sviluppo  economico,
  sociale, culturale, di medio lungo termine, con le quali la Regione
  orienta, indirizza, coordina, eccetera, eccetera , quindi l'impatto
  del  PTR,  così  come  proposto  nel  disegno  di  legge  all'esame
  dell'Assemblea,  è un impatto davvero molto vasto che  riguarda  lo
  sviluppo socio economico del territorio.
   Allora, affidare questo PTR semplicemente ad apposite linee  guida
  emanate dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, di
  concerto con l'Assessore regionale per i beni culturali, secondo me
  è  profondamente sbagliato perché, quanto meno, dovrebbe essere  un
  atto  collegiale  della  Giunta  di  Governo,  proprio  perché  non
  riguarda  soltanto  aspetti  di natura strettamente  urbanistica  o
  paesaggistica,  ma  ha  un impatto sulla visione,  sul  modello  di
  sviluppo  socio economico della Regione che, quanto meno,  dovrebbe
  avere  un  riscontro, una visione generale in capo alla  Giunta  di
  Governo  e,  aggiungo  innanzitutto  al  Presidente  della  Regione
  siciliana.  Quindi,  è un atto di programmazione straordinariamente
  importante che, così, viene davvero mortificato, svilito e  ridotto
  alle   competenze,  senza  nulla  voler  togliere  alle  importanti
  competenze dei due Assessori per il territorio e l'ambiente e per i
  beni  culturali  che,  però, sono certamente  parziali  rispetto  a
  quello che è l'obiettivo e il proponimento che il disegno di  legge
  intende avere nella definizione del PTR.
   Quindi,  chiedo al Governo di riconsiderare questo comma 2  almeno
  il  PTR  dovrebbe essere approvato, su proposta dei  due  Assessori
  dalla  Giunta  ma almeno sentita la Commissione parlamentare  o  le
  Commissioni  parlamentari  competenti  se  non  si  vuole   davvero
  mortificare,  ancora una volta, le competenze del Parlamento  della
  Regione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Noi all'articolo

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, facciamo intervenire  l'onorevole  Di
  Mauro poi risponde l'onorevole Cordaro.

   DI  MAURO.   all'articolo 19, commi 2, 3, 4 e  5,  il  Governo  si
  sforza  di dare una definizione di cos'è questo PTR, questo  è.  Il
  Governo   si   sforza  di  dire  a  chi  legge  questo  dispositivo
  legislativo  che  cosa  vuol  dire PTR  perché  lasciamo  stare  la
  fantasia  o  quello  che  poi  è indicato  all'articolo  6,  perché
  obiettivamente all'articolo 6 sono indicate alcune cose precise, ai
  commi 2, 3, 4 e 5 indica cosa vuol dire PTR.
   Si  può condividere, non si può condividere, si può pensare che il
  comune  perde  parte del suo processo decisorio,  però  se  abbiamo
  stabilito  nei  commi  e  negli articoli precedenti  che  si  parte
  dall'alto   per  scendere,  bisogna  stabilire  che  cos'è   questo
  benedetto  PTR ed è definito secondo una logica che  è  quella  del
  territorio,   della  valorizzazione,  della  conservazione,   dello
  sviluppo, ed è scritto in questi commi.
   Se  vogliamo  cambiare  qualche parola, se  vogliamo  indicare  il
  passaggio  in Commissione che mi sembra corretto, lo possiamo  fare
  ma queste sono le impostazioni di un disegno di legge.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   DI MAURO. Come?

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   DI MAURO. Lo so, lo so che c'è un altro articolo però se lo volete
  ripetuto

   PRESIDENTE. Barbagallo, onorevole Di Mauro, parlate per favore con
  la Presidenza. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ma se è già intervenuto.

   CRACOLICI. Sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Facciamo rispondere prima l'Assessore.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Allora,
  Presidente,  sono  nella condizione di dovere  comprendere  qual  è
  l'atteggiamento  dei colleghi del PD perché  per  un  verso  mi  si
  sottolinea con parole anche catastrofiche la necessità di abrogare,
  di  sopprimere determinati emendamenti e, per un altro verso, sugli
  stessi emendamenti che mi si chiede di sopprimere, mi si propongono
  emendamenti per correggerli.
   Diventa complicato per il Governo comprendere, nell'ottica di  una
  redazione  coerente del disegno di legge quale ci stiamo  sforzando
  di  fare,  se l'idea del PD è quella di aiutare questo  disegno  di
  legge,  e  io  lo  auspico,  oppure se è, perché  stanno  arrivando
  peraltro  tanti,  Presidente si era detto,  fra  l'altro,  che  gli
  emendamenti che non passavano dalla Commissione non dovevano essere
  presentati in Aula, qui abbiamo

   PRESIDENTE. Io non ho visto altri emendamenti finora.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, Presidente,
  qui ce ne sono una bella serie.

   PRESIDENTE. Io materialmente non li ho visti.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Allora,  nel
  merito  ci  si  chiede di modificare il comma 2  e  noi  lo  stiamo
  modificando  secondo quelle che peraltro in Aula, ma  questo  è  un
  emendamento   ovviamente   firmato  molto   prima   dell'intervento
  dell'onorevole  Barbagallo, con riferimento a quelle  che  sono  le
  scelte  operative.  E, quindi, siamo favorevoli.  Sto  parlando  di
  emendamenti che sono nel fascicolo da un paio di mesi.
   Secondo, ci si chiede di intervenire su quelli che sono i  criteri
  perché  non  sia  assolutamente netta la volontà di individuare  le
  strategie  dello  sviluppo  turistico  industriale  e  commerciale,
  l'abbiamo scritto, stiamo andando in linea con quelle che  sono  le
  indicazioni  che, peraltro, avevamo già concordato  in  Commissione
  parecchi giorni fa e quindi, per esempio, il comma 6, alla  lettera
  f),  potrebbe  diventare, questa era la proposta della  Commissione
  sentiti tutti i Gruppi parlamentari: f) i criteri di individuazione
  delle strategie di sviluppo turistico industriale e commerciale.
   Quindi  continuo  a  dire, all'Aula tutta  questa  volta,  che  il
  Governo  insieme  alla Commissione sta affrontando  il  merito  dei
  singoli emendamenti con assoluta serietà e però vorremmo che quando
  si arriva al dunque, soprattutto quando si accolgono le istanze dei
  colleghi  dell'opposizione,  si  arrivasse  alla  fine  a  un  voto
  Presidente  dell'Assemblea. Questo è quello che conclusivamente  le
  chiedo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Voglio ribadire ancora una volta che c'è una  questione
  di  giudizio politico che è stato dato con chiarezza. Un'altra cosa
  è  che  ci  siano emendamenti soppressivi che l'onorevole  Cordaro,
  essendo  un parlamentare anch'egli di lunga esperienza sa bene  che
  c'è  una  tecnica  d'Aula,  per cui l'emendamento  soppressivo  può
  diventare  modificativo ed è il senso con cui  stiamo  provando  ad
  operare.
   L'osservazione  che  facciamo all'articolo 2 di  dire  al  Governo
  Qfermati   un   secondo  e  riscrivilo'.  Perché?  Avendo   accolto
  l'emendamento Di Mauro, che toglie la parte operativa, forse se  lo
  legge  attentamente, quel comma 2 ha bisogno di essere maggiormente
  coordinato perché parlare a quel punto di un atto strategico e  poi
  dire  che sono le linee guida  Allora o il PTR si chiama PTR e sono
  le  linee guida di tutte quelle cose che poi, giustamente, ha fatto
  bene  e  ne colgo il senso della modifica di introdurre il concetto
  dei   criteri  che  sono  alla  base  delle  linee  guida   e   non
  prescrizioni,   quindi   tutto  questo   diventa   un'altra   cosa,
  obiettivamente,  o  viene  obiettivamente interpretato  in  maniera
  diversa,  quindi se il Governo lo coordina, come dire,  in  maniera
  lessicale, in maniera che funzioni non c'è alcun ostruzionismo, c'è
  un lavoro parlamentare di chi essendo in questo Parlamento come lei
  cerca  di  svolgere il suo compito provando a dire la  propria  per
  migliorare.  Poi magari non ci riuscirà perché dice corbellerie  ma
  abbiamo  il  dovere di provarci ad ascoltarci. Quindi,  avendo  voi
  accolto  l'emendamento  Di  Mauro e avendo  accolto  gli  ulteriori
  modificativi che avete proposto vi suggerisco già sul  comma  2  di
  rileggerlo  e  vedere  se funziona così come rimane  e  non  invece
  chiamare  il PTR solo PTR che è un atto che dà le linee guida  alla
  Regione siciliana su una serie di materie che sono quelle del comma
  6 e alle varie lettere li individuate.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. Signor Presidente, proviamo a comporre la lite. Ma se ci
  fermiamo  un  attimo  e riscriviamo il comma 2 così  delineiamo  la
  funzione  della  Giunta  di Governo visto che  mi  sembrava  giusta
  l'osservazione  dell'onorevole Lupo sul fatto che ci  debba  essere
  una  concertazione di tutti gli Assessorati ma è  altrettanto  vero
  che questo è il tema dirimente come dicevo prima, se riscriviamo il
  comma 2 e andiamo a modificare le lettere del comma 6 che poi  sono
  quelle  che  sovraintendono la distribuzione dei  lavori  del  PTR,
  secondo  me  ce ne usciamo. E' un'operazione che non è  complicata.
  Sto  proponendo. Se, Presidente dell'Assemblea, sospende 2  minuti,
  proviamo a riscrivere questo comma e lo sottoponiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Io  personalmente sono  assolutamente  d'accordo  con
  questo  indirizzo perché questa è una legge troppo  importante  per
  lasciare  dubbi.  Ma siccome è una legge importante e  abbiamo  già
  stabilito  che questa legge sarà definita, poi può essere approvata
  o  bocciata,  lo  deciderà l'Aula, quindi non c'è  una  volontà  di
  perdere  tempo o non perdere tempo, ma l'importante che  sia  fatta
  bene.  Allora credo che, in alcune occasioni, anche il suggerimento
  delle  opposizioni  possa essere valutato  in  maniera  positiva  e
  questa  sinceramente mi sembra una di queste occasioni.   Per  cui,
  personalmente, però, poi mi deve dire il Governo se è disponibile a
  farlo perché non voglio creare alcuno scontro. Credo che questa sia
  una cosa che oggettivamente ha una sua logica.  Prego Assessore.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Io  volevo
  tranquillizzare  l'onorevole  Cracolici  e  non  è  ovviamente  una
  tranquillizzazione ironica.
   Onorevole Cracolici, in riferimento alla necessità di un ulteriore
  approfondimento   per   comprendere  se  le   modifiche   apportate
  determinano  uno  squilibrio all'interno della norma  e  quindi  la
  necessità   di  un'ulteriore  collazione,  desideravo  rassicurarla
  perché essendo l'emendamento 19.24, che elimina la parte operativa,
  un   emendamento   che  è  già  stato  abbondantemente   sottoposto
  all'attenzione della Commissione, è chiaro che questa valutazione è
  stata  già  fatta e le posso garantire, ma lo garantisco  all'Aula,
  che  eliminando  la  dizione  e da una parte operativa ,  il  testo
  regge assolutamente e quindi, per quanto mi riguarda, questo era un
  chiarimento dovuto, potremmo già votarlo.
   Poi,  con  riferimento alla opportunità di introdurre il passaggio
  dalla  Commissione piuttosto che il passaggio dalla Giunta, non  ho
  alcun  tipo di obiezione anche perché non ho vinto il concorso  per
  fare  l'Assessore regionale per il territorio, so che sono qui  pro
  tempore,  quindi  l'importante  è  fare  una  buona  legge.  Se  il
  Presidente  ritiene  che queste modifiche non si  possano  fare  in
  corso  d'opera e sia necessaria la sospensione di due  minuti,  per
  quanto  mi riguarda nulla quaestio, però vorrei prima ascoltare  il
  Presidente della Commissione.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Grazie
  Presidente.  Mentre parlavano i colleghi, abbiamo già  stilato  una
  piccola  proposta  che penso possa raccogliere le  sensibilità  che
  sono emerse dagli interventi. Per cui, approvando il 19.24, che era
  l'emendamento  a  firma degli onorevoli Di Mauro,  Compagnone,  già
  avevamo risolto, come già detto ampiamente, il problema della parte
  operativa.  Proponiamo, inoltre, sempre al comma 2,  di  sostituire
  dopo    linee  guida  emanate'  con   proposte  dall'assessore   al
  territorio e l'ambiente , e aggiungere  con delibera di Giunta , in
  modo  tale  che sia coinvolta tutta la Giunta. Quindi,  presentiamo
  questa e possiamo andare avanti.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Presidente, noi insistiamo però nella soppressione  da
   in particolare  in poi e pregherei il Governo di ricordare che  la
  Commissione è a maggioranza e non è Commissione all'unanimità.

   PRESIDENTE. Allora, scusate, io non sto capendo niente, perché  io
  non  ho  emendamenti che parlino di soppressione da una  parola  in
  poi, ho la soppressione del comma. Allora, noi facciamo adesso  una
  cosa,  onorevole  Savarino,  mettetevi d'accordo,  io  vado  avanti
  accantonando  un attimo questo emendamento. Vedete di  trovare  una
  soluzione.  Deve  essere  chiarito.  Io  ritengo  che  sia   meglio
  sospendere due minuti e vi mettete d'accordo e lo risolviamo.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Io ritengo  che
  già  lo  sforzo  massimo lo stiamo facendo già da  tempo  e  questo
  ulteriore  fatto  adesso, ho sentito tra l'altro anche  i  colleghi
  delle  opposizioni - escluso il collega Barbagallo - è il tentativo
  di trovare la più ampia condivisione.

   PRESIDENTE. Allora, mi fate capire bene qual è il motivo per  cui,
  onorevole  Barbagallo,  per  cui  lei  continua  ad  insistere  sul
  soppressivo?

   BARBAGALLO.  Presidente,  come già  ho  espresso  con  riferimento
  all'emendamento soppressivo del singolo comma, non ci convince  che
  il  Piano  territoriale regionale debba occuparsi  di  riflessioni,
  oltre  che  urbanistiche,  anche  riguardanti  lo  sviluppo  socio-
  economico della Regione.

   PRESIDENTE.  Allora, scusi, onorevole Barbagallo,  se  l'onorevole
  Savarino ritiene di poterlo accettare e lo aggiunge.

   BARBAGALLO. No, dovrebbe sopprimere le ultime quattro righe.

   PRESIDENTE.  Va  bene, ma se al subemendamento  che  ha  preparato
  aggiunge   la  soppressione  di  questo,  presentiamo   lo   stesso
  subemendamento, votiamo e in due minuti andiamo avanti.

   BARBAGALLO. Non è una corsa contro il tempo, Presidente.

   PRESIDENTE.   Perché   ritengo  che,   onestamente,   questo    in
  particolare   fino a  paesaggistici  possa essere  tolto,  lo  dico
  molto  sinceramente,  onorevole  Savarino.  Quindi,  credo  che  se
  aggiunge quello che dice Barbagallo, votiamo e andiamo avanti.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Intervenga  al volo mentre  modificano  questa  cosa,
  perché poi dobbiamo andare avanti.

   LUPO.  Grazie Presidente. Solo per rendere più esplicito il  senso
  delle cose dette dall'onorevole Barbagallo che condivido. Il PTR  è
  uno  strumento di programmazione pluriennale. Che senso ha  legarlo
  al  DEF che invece sostanzialmente ha una dinamica diversa, sia  da
  un  punto  di  vista temporale, per i riflessi, per i risvolti  che
  subisce  l'economia, anche per ricaduta nazionale.  Sono  due  cose
  assolutamente diverse, distinte.

   PRESIDENTE. Ma infatti lo stiamo levando, onorevole Lupo.

   LUPO. Tentare di portare la vicenda del DEF perfino dentro il  PTR
  è una forzatura senza senso.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei, infatti, l'onorevole  Savarino
  lo sta togliendo, credo.

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Ricapitolando,
  quindi. L'articolo diventa che viene cassata la parte operativa, la
  proposta  è  dell'Assessore  e non più  emanata  dall'Assessore  ma
  proposto  dall'Assessore al territorio e poi approvato con delibera
  di  Giunta,  e poi cassiamo da  in particolare  in poi  queste  due
  righe del secondo comma.

   PRESIDENTE. Bene, mi permette allora di fare aggiungere  approvato
  con delibera di Giunta, perché non c'era scritto in questo.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, no,  c'era.
  L'ho scritto io di mio pugno.

   PRESIDENTE.   Un   attimo   che  lo  stiamo   guardando.   Allora,
  l'emendamento  lo  stanno  lavorando ma  credo  che  non  ci  siano
  problemi,  se  me  lo  date  un  attimo  così  lo  leggo  e   senza
  distribuirlo lo votiamo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Qua,  qua  sta arrivando. Eccoci qua, se me lo date lo leggo,  per
  favore.
   Dai  intanto leggiamolo poi lo firma, così andiamo avanti. Si  sta
  aggiungendo la parte di soppressione da  in particolare  in poi.
   Onorevole  Cordaro, me lo faccia leggere così abbiamo  risolto  il
  problema,  se  però  me  lo date velocemente.  Sono  diventati  due
  emendamenti o è uno solo completo? Sì uno solo scriviamolo qua dai,
  va be lo dico io tanto è così.
   Allora,  al  comma  2  dell'articolo  19  la  parola   emanata   è
  sostituita  dalla  parola  proposta , e dopo  la  parola   identità
  siciliana   inserire  le  parole  e approvate  con  delibera  della
  Giunta  regionale ; sempre al comma 2 le parole da  in  particolare
  fino  ad  ambientali  e  paesaggistici  sono soppresse.  Quindi  mi
  sembra  che  così  possa andare bene, con il parere  favorevole  di
  tutti  lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                     (Intervento fuori microfono)

   Il  parere  del Presidente Di Mauro l'avevo già acquisito,  non  è
  compreso in questo. Ah no, è il comma successivo, colleghi,  questo
  è il comma 2

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

    ed ora votiamo di sopprimere  e da una parte operativa .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Andiamo avanti che non c'è alcun problema.
   Si passa all'emendamento 19.30, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Scusi, onorevole Barbagallo, questo è un  emendamento
  della Commissione. Lo possiamo votare? Non ho capito niente.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, avendo soppresso al comma 2 la parte
  operativa,  il comma 3 che specificava cos'era la parte  operativa,
  non c'è più, quindi, deve essere espunto.

   PRESIDENTE. Non è così, votando il 19.30 risolviamo il problema.

   CRACOLICI. Come non è così? No, il comma prima.

   PRESIDENTE. Le stiamo sostituendo la parte operativa è  sostituita
  con le linee guida. Onorevole Cracolici, la prego.
     Pongo  in votazione l'emendamento 19.30. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 19.31, della Commissione.

   BARBAGALLO. C'è l'emendamento 19.10.

   PRESIDENTE.  C'è l'emendamento soppressivo 19.10,  a  firma  degli
  onorevoli Lupo ed altri. A me li avevano tolti i soppressivi perché
  così eravamo rimasti d'accordo, per cui me li devono rimettere.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiediamo  la
  soppressione perché sempre nell'ottica di agevolare la comprensione
  perché questa norma la dovranno applicare tutti.
   Insomma,  l'idea  che  il  PTR  attraverso  la  parte  strutturale
  strategica    venga    attuato    attraverso    appositi    decreti
  interdipartimentali  mi  sembra  un  procedimento  che  aggrava  la
  procedura  e  non  la  semplifica. Così come, onestamente,  già  la
  precisazione  del  comma  3, che abbiamo  mantenuto  eccetera,  con
  riferimento alle modifiche

   PRESIDENTE.  Sì,  però,  c'è  un  emendamento  sostitutivo   della
  Commissione. Se vediamo quello che è il 19.31, vediamo  se  le  sue
  obiezioni  rimangono ancora valide perché altrimenti è inutile  che
  facciamo
   Quindi,  vediamo un attimo l'emendamento 19.31. Se  lo  approviamo
  viene  meno  questo ragionamento. L'importante è che lei  prima  mi
  ritiri gli emendamenti soppressivi. Perfetto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 19.31.  La  Commissione  e  il
  Governo sono favorevoli
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A questo punto l'emendamento 19.35? Questi sono tutti preclusi.
   Si  passa  all'emendamento  19.11, sul  comma  5,  a  firma  degli
  onorevoli Lupo ed altri. Onorevole Barbagallo, è mantenuto?

   BARBAGALLO.  Anche  a  nome  degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 19.1, a pagina 15, sempre a firma  degli
  onorevoli  Lupo ed altri. L'emendamento 19.1, è ritirato?  Sì,  sì,
  sì, è già cambiato per cui è addirittura precluso.
   Si  passa  all'emendamento  19.12, sul  comma  6,  a  firma  degli
  onorevoli Lupo ed altri.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, se voi state calmi, a poco a poco,  diamo  le
  spiegazioni di tutto.

   LUPO. Signor Presidente, posso? Solo una precisazione, dal momento
  in  cui abbiamo abolito la parte operativa del PTR è rimasto il PTR
  punto  e basta, cioè non ha senso continuare a parlare della  parte
  strutturale strategica. Quindi, tutte le volte in cui si parla  del
  PTR, resti solo il PTR perché non c'è più il distinguo.

   PRESIDENTE.  In  sede di coordinamento lo possiamo  sistemare,  se
  questa cosa è vera, non c'è problema.

   LUPO.  Signor Presidente, il comma 6, propone la parte strutturale
  strategica.  Se non c'è più quella operativa, è rimasto  il  PTR  e
  basta.

   PRESIDENTE.  Siamo  d'accordo, lo vedremo con  il  Governo.  Se  è
  possibile lo vedremo in sede di coordinamento formale.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente. Sì, il Governo è d'accordo agli emendamenti soppressivi
  delle  lettere d) ed f). Lo avevamo già detto in precedenza  perché
  abbiamo  coordinato  l'articolo  in  maniera  nuova  e,  quindi,  è
  assolutamente coerente.

   BARBAGALLO. Trenta secondi posso spiegare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Barbagallo,  per  capirci,   io   ho   un
  emendamento che non capisco se quando dice di sopprimere le lettere
  d)  e  f), la e, è congiunzione. È congiunzione, non è e) ed f).  È
  vero  che  tanto  rimane  quello che stiamo  dicendo,  per  cui  mi
  permette  che  lo  correggo.  Ha  già  dato  il  parere  favorevole
  l'assessore, mi sembra.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, proprio perché insistiamo su questa
  impostazione che salvaguarda le competenze dei comuni, è giusto che
  la  proposta dei carichi ammissibili negli enti locali la  facciano
  gli  enti  locali  a seguito della loro istruttoria  e  della  loro
  verifica.  E,  infatti,  abbiamo  chiesto  la  soppressione.  Della
  lettera  f)  abbiamo  chiesto  la soppressione,  perché  l'idea  di
  disegnare   ancora  in  Sicilia  poli  turistici,   commerciali   e
  industriali, credo che ormai sia superata da tempo.

   PRESIDENTE.  Abbiamo il parere positivo di Governo e  Commissione,
  quindi  sopprimiamo  le lettere d) ed f). Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Onorevole   Di  Mauro  mantiene  l'emendamento      nella   parte
  operativa?  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    A  questo punto gli altri sono preclusi, ovviamente. Abbiamo  già
  detto  f),  ora  ci aggiungiamo la i)? Un attimo,  calma  onorevole
  Cracolici,  l'assessore sta valutando, al volo mi  dirà  di  sì  e,
  quindi,  lo  possiamo votare. Assessore, credo  che  sia  vagamente
  corretto così.

    CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Sui  centri
  storici  io volevo adottare lo stesso criterio che abbiamo adottato
  in precedenza, modificando il termine  individuazione', in  criteri
  per',  in  modo  da  evitare la soppressione perché,  comunque,  in
  un'idea di pianificazione

    PRESIDENTE.   Anche  questo  è  valido,  secondo  me,   onorevole
  Cracolici.   Come   lo  possiamo  modificare?  Dobbiamo   fare   un
  subemendamento veloce, onorevole Savarino. Perché è  giusto  quello
  che  diceva  l'onorevole  Cracolici, ma è giusto  quello  che  dice
  l'assessore. Per cui se lo possiamo cambiare così.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.
    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI  MAURO.  Assessore Cordaro, volevo rappresentare  l'importanza
  del  comma  7.  Finalmente  abbiamo una  legge  che  stabilisce  la
  possibilità  da  parte degli  enti locali ricadenti  in  ambiti  di
  limitate   possibilità  di  sviluppo  o  forme   di   compensazione
  ambientale  ed  energetica per interventi che  determinano  impatti
  rilevanti   sul  territorio,  anche  in  comuni  non   direttamente
  interessati dagli interventi stessi'. Questa è una norma di  grande
  rilievo  e  di  grande apprezzamento perché consente ai  comuni  di
  potere  agire  e  di  potere risolvere alcuni problemi  che  spesso
  hanno,  a  causa di un territorio ristretto. Ed è un  apprezzamento
  che rivolgo al lavoro fatto dal Governo e dalla Commissione. Perché
  questo  comma  7, credo che sia un comma su cui tutti non  possiamo
  che essere concordi.

    PRESIDENTE.  È  pronto,  è già scritto che  lo  posso  leggere  e
  andare avanti?
    Allora  l'emendamento della Commissione, l'articolo 19  comma  6,
  alla  lettera  i), sostituire la parola  azioni , con  individua  i
  criteri di .
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resta  seduto;  chi  è
  contrario si alza.

                            (E' approvato)

    Gli  emendamenti al comma 6, a questo punto, sono tutti preclusi.
  Si   passa   al   comma   7,  onorevole  Lupo,  dopo   l'intervento
  dell'onorevole Di Mauro, sarebbe difficile che voi lo manteniate, o
  no?
    Che ha detto che è il comma più bello di tutta la legge  Poco  fa
  è  intervenuto l'onorevole Di Mauro, facendo i complimenti  per  il
  comma 7, per cui pensiamo che sia ritirata la soppressione.

    BARBAGALLO.  No  lo  ritiro, insisto nella  compensazione,  Anche
  perché voglio dire compensazione territoriale intercomunale, poi la
  competenza è sempre per legge

    PRESIDENTE. Benissimo, basta saperlo.
    Quindi lo mettiamo in votazione.

    BARBAGALLO.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 19.13

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 19.13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

    PRESIDENTE.  E' aperta la votazione per sopprimere  il  comma  7.
  Chi lo vuole sopprimere deve premere il verde.
    Il  parere  della  Commissione e del Governo, nel  sopprimere  un
  comma che hanno scritto è inutile chiederlo onorevole Barbagallo

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Noi siamo  per
  l'idea  di  conservare il comma 7, perché vorrei  parlare  all'Aula
  perché   per   dichiarazione  di  voto,  che  il  principio   della
  compensazione di voto territoriale, viene introdotto per  la  prima
  volta all'interno del sistema legislativo regionale.
    E'  un  tema  veramente  innovativo,  pregherei  i  colleghi  del
  Partito Democratico di ritirare la proposta di soppressione, perché
  questo è un punto qualificante della legge
    Poi se lo dice anche l'onorevole Di Mauro, a maggior ragione.

    PRESIDENTE. Onorevoli siamo già in votazione aperta.  Non  è  che
  uno apre una votazione e poi si comincia a discutere, per cui chi è
  favorevole  alla  soppressione vota verde;  chi  è  contrario  vota
  rosso.
    Mi  raccomando di lasciare il dito ed estrarre il tesserino senza
  reinserire il tesserino.
    Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti            63
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          21
   Contrari            36
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

    Andiamo  avanti,  l'altro  è precluso,  il  19.34  è  invece  già
  contenuto nel testo onorevole Calderone.
    Si passa all'emendamento 19.36.
    Comunico   che   è   stato   presentato  dalla   Commissione   il
  subemendamento 19.36.1. Ed è stato distribuito 10 minuti fa.
    Lo  pongo  in votazione, con il parere favorevole del  Governo  e
  della  Commissione. Chi è favorevole resta seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa alla votazione dell'emendamento 19.36.
    Lo  pongo in votazione, come modificato, con il parere favorevole
  del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resta seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si  passa  alla  votazione dell'articolo 19. Pongo in  votazione,
  l'articolo 19, nel testo risultante. Chi è favorevole resta seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Come  vedete  l'articolo 19, che era complicato, in pochi  minuti
  lo abbiamo approvato. Siamo diventati più bravi.
    Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
                               «Art. 20.
               Effetti del Piano territoriale regionale

    1.   Il  PTR  costituisce  quadro  di  coerenza  generale  e   di
  riferimento  per  la  valutazione di compatibilità  degli  atti  di
  governo  del  territorio degli Enti locali, enti  gestori  di  aree
  naturali  protette, nonché di ogni altro ente dotato di  competenze
  che abbiano incidenza sul territorio.

    2.  Le valutazioni di compatibilità rispetto al PTR, sia per  gli
  atti  della  stessa Regione che per quelli degli Enti locali  o  di
  altri  enti,  concernono  l'accertamento  dell'idoneità  dell'atto,
  oggetto   della   valutazione   o  verifica,   ad   assicurare   il
  conseguimento  degli obiettivi fissati nel PTR, salvaguardandone  i
  limiti di sostenibilità previsti.

    3.   Le   previsioni   del  PTR  prevalgono  sulle   disposizioni
  eventualmente difformi contenute nei piani territoriali degli  Enti
  locali. In tal caso, questi ultimi, entro novanta giorni dalla data
  di   approvazione   del   PTR,  conformano   i   propri   strumenti
  pianificatori al PTR mediante atto deliberativo consiliare».

    Onorevole  Cracolici, il Presidente della Regione sarà felice  di
  parlarle,  ma  stiamo  votando. Ah se l'ha chiamato  il  Presidente
  allora va bene

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO.  Signor Presidente, io vorrei che  fosse  chiaro  che
  dell'articolo 20 il Partito Democratico non condivide  una  parola.
  E'   assolutamente  contrario  all'impostazione  del  Governo   del
  territorio  dell'urbanistica che abbiamo professato sin dall'inizio
  della trattazione di questa norma.
    Dire  che  il  PTR  costituisce criterio di  riferimento  per  la
  valutazione della compatibilità degli atti di governo  di  tutti  i
  comuni  siciliani, e di tutti gli enti gestori delle aree protette,
  è  una  cosa  fuori  dal mondo. La stessa cosa  nel  comma  2  che,
  addirittura, entra nelle competenze dell'accertamento dell'idoneità
  degli  atti, per non parlare della clausola di prevalenza del comma
  3.
    Se  il  Governo  aveva  intenzione sin  dall'inizio  di  definire
  un'urbanistica  che  partisse dall'alto, era nelle  cose,  era  una
  scelta  politica,  ma non è che possiamo con  un  colpo  di  spugna
  cancellare  le  competenze  dei comuni, delle  aree  naturalistiche
  protette,   dei  parchi  naturalistici,  le  scelte  di  competenza
  prettamente  ambientale, naturalistica, di competenza  degli  altri
  enti,  non  è  che ci può essere un solo organo di governo  che  si
  occupa della pianificazione territoriale nella Regione siciliana.
    E'  fuori  dal  mondo,  contrasta anche con  gli  altri  principi
  normativi  attuati  nelle  altre Regioni. Dopo  quattro  evoluzioni
  normative  è  una cosa fuori dal mondo, io non lo so  com'è  potuto
  arrivare  in  Aula in questa determinazione, e invito  i  colleghi,
  credetemi, al di là del colore politico, al di là delle tensioni in
  Aula e dei rancori, è un passaggio delicato, spero prevalga il buon
  senso,  il  dialogo  ed il confronto in un momento  così  delicato,
  perché veramente stiamo facendo un salto nel buio.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO.  Presidente  e Assessore, se  è  vero  com'è  vero  che
  abbiamo tracciato una linea dopo gli emendamenti dell'onorevole  Di
  mauro,  dopo  quelli  del PD, sul fatto che dobbiamo  ragionare  su
  queste piramide invertita, in effetti l'articolo 20, non tutto,  ma
  delle parti, dovrebbero essere soppresse, come il comma 3.
    E'  chiaro  che il comma 3, automaticamente, nello stabilire  che
  le  previsioni  del PTR prevalgono sulle disposizioni eventualmente
  difformi dei piani territoriali degli enti locali, quindi anche del
  PUG,  è  chiaro  che  questo contrasta con il principio  che  ormai
  abbiamo   delineato,  perché  mi  sembra  sia  chiaro  che  abbiamo
  stabilito  politicamente  che  il  PTR  non  può  prevalere  -  nel
  dettaglio chiaramente - nel PUG.
    Ora,  questa  è la linea politica che ha individuato  l'Aula,  se
  dobbiamo   rimanere   coerenti,  non  dico  di  stravolgere   tutto
  l'articolo 20, perché cadrebbe anche una parte importante di questa
  norma,  ma  il  comma 3, in effetti, non ha più senso di  esistere,
  perché  oramai  la  linea quella è. Tra l'altro verrebbe  difficile
  anche   una  lettura  coordinata,  nel  senso  che  l'articolo   19
  stabilisce  delle  linee guida e dei criteri, ma  come  fai  poi  a
  coordinare  queste linee guida e questi criteri  con  il  comma  3,
  quando dice che ci deve essere la convergenza con il PUG. Ok?

    PRESIDENTE. Prego Assessore Cordaro, credo che questa  cosa  vada
  sistemata.

    CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Presidente,
  siccome  se  non sbaglio in Commissione c'eravamo tutti quelli  che
  oggi  sento  intervenire, quindi prendo atto di un ripensamento  in
  qualche  modo.  E  però,  leggo  il  testo  perché  non  credo  che
  l'interpretazione  nel  merito sia  quella  stricto  sensu  che  ho
  sentito  da ultimo. Perché, partendo dal presupposto che è  passato
  all'articolo 19, l'articolo 20 - in buona sostanza - altro  non  fa
  che  adottare i principi, i criteri e le linee guida che  ci  siamo
  dati con l'articolo 19, dettando in buona sostanza un criterio  che
  io  ritengo sacrosanto, altrimenti, se su ogni articolo ci dobbiamo
  dire   che  cos'è  il PTR e a che cosa serve , abbiamo  parlato  di
  cornice,  abbiamo parlato di criteri, abbiamo parlato di  principi,
  abbiamo parlato di cornice strategica.
   E  allora  leggiamo il comma 3:  Le previsioni del PTR  prevalgono
  sulle  disposizioni difformi contenuti nei piani territoriali degli
  enti  locali . E scusate, allora a che cosa deve servire il PTR  se
  poi i singoli Comuni, al netto delle linee guida

   BARBAGALLO. Escono dalla cornice.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.   Escono  da
  quella che è la cornice.
   Io  non  comprendo, così come non comprendo che, nel caso  in  cui
  questo accada, entro 90 giorni dalla data di approvazione del  PTR,
  conformano  i  propri  strumenti  pianificatori  al  PTR   mediante
  delibera  consiliare,  cioè  non  è  che  c'è  una  conseguenza  di
  carattere  sanzionatorio,  c'è soltanto un'idea  giuridica,  che  è
  coerente con il lavoro che abbiamo fatto di cesello. Perché  vorrei
  ricordare  a tutti che, avere modificato l'articolo 19 nelle  parti
  su  cui  il  Governo  e  la Commissione hanno  ritenuto  di  essere
  d'accordo,  non significa che ci siamo rimangiati il principio,  il
  principio è la  E' stato approvato ed è sacrosanto.
   Io   invito  tutti  i  colleghi  a  riflettere,  perché  veramente
  rischiamo,  con  il  fatto che per forza  deve  passare  l'idea  di
  modificare  qualcosa,  di  rovinare  un  prodotto  -  e   lo   dico
  soprattutto ai colleghi che sono intervenuti - che fino  ad  ora  è
  assolutamente coerente.
   L'articolo  20  non  entra nel merito, se  non  nel  caso  in  cui
  stabilita  una cornice, che è quella del PTR, e quindi non  impone,
  abbiamo  detto, ma parla di criteri, a quel punto se il  Comune  si
  discosta  gli  dici  Ma non ti puoi discostare perché stai  uscendo
  fuori dalla cornice .
   Allora,  per  quanto  mi  riguarda, al di là  di  qualche  piccola
  modifica,   io   chiedo  all'Aula  di  votarla  e   al   Presidente
  dell'Assemblea di mettere in votazione l'articolo 20 così com'è.  E
  vorrei  che  melius re perpensa  ci rifletteste, perché  credo  che
  sia una cosa di buon senso.

   PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, il comma 3 dice qualcosa  che
  esiste  già, cioè è ovvio che se nell'articolo precedente  è  stato
  stabilito  per  legge che i criteri vanno decisi,  e  i  Comuni  li
  devono  seguire,  scrivere  nel caso in  cui'  cioè  le  previsioni
  prevalgono, non prevalgono su niente, lo devono fare per forza, non
  c'è  un  qualcosa, poi possiamo scrivere che  nel  caso  in  cui  i
  Comuni  non si allineassero alla cosa della Regione allora  c'è  la
  sanzione',  ma  riscrivere  che  prevalgono,  non  è  un  fatto  di
  prevalenza,  ormai per legge lo devono fare, quindi  che  significa
  prevalgono, voi date le indicazioni e i Comuni li devono  eseguire,
  nel caso in cui non li eseguono c'è la sanzione.
   Non  so se è chiaro, io eviterei questo prevalgono, perché non c'è
  un  fatto  di prevaricazione, c'è un fatto di obbligo, i Comuni  lo
  devono fare, per cui se non lo fanno c'è la sanzione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, Assessore Cordaro, io ho presentato a
  proposito  di  questo  articolo 20, che  considero  importante,  un
  emendamento, che è il 20.10, e parto dall'assunto che è  l'articolo
  19,  così  come è stato modificato, e nell'emendamento scrivo:   Il
  PTR rispetto ai contenuti di cui all'articolo 19 (quindi quello che
  abbiamo  approvato)  costituisce il quadro di riferimento  per  gli
  atti  di Governo nel territorio degli enti locali etc..  quindi,  è
  una norma coerente con quello che abbiamo approvato.
   Il  ritiro del 20.9, e ribadisco la necessità del comma 3 per  una
  ragione  semplice, perché il comma 3 deve stabilire  con  chiarezza
  che  cosa  significa il PTR e il PUG, perché non  può  il  PUG  non
  essere  subordinato  al PTR, altrimenti io non  ho  capito  niente,
  altrimenti io questa legge non l'ho capita.
   Allora,   noi  dobbiamo  prendere  atto  che  ci  sono  le   linee
  strategiche non più individuate, dobbiamo stabilire che non ci sono
  più le individuazioni, ma ci sono linee di carattere generale, ed è
  chiaro  che  il  mio  territorio  si  deve  uniformare  alle  linee
  strategiche   affinché   l'indirizzo  del  Governo,   secondo   una
  programmazione  anche di natura economica,  i  fondi  FSC  deve  il
  Comune orientarsi.
   Questo è per avere certezza giuridica rispetto a tanti geometri  e
  ingegneri che, ovviamente, poi brancolano nel buio.

    CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevole Cracolici, l'assessore  ha
  chiesto un attimo un chiarimento, prima del suo intervento.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ascolterò  con
  interesse l'onorevole Cracolici. Onorevole Di Mauro, le vorrei dire
  che nel faldone all'emendamento 20.10 c'è scritto si, quindi quando
  io  dico  che  se  noi  attendessimo  la  trattazione  dei  singoli
  emendamenti ...

    PRESIDENTE.  Assessore, scusi, posso darle un consiglio?  Per  il
  prossimo articolo lei chiede la parola prima, e comunica quali sono
  le  cose per cui c'è un sì, perché io devo andare in ordine. Io non
  posso  chiedere di votare prima un emendamento, quando ce  ne  sono
  otto davanti, per cui sono obbligato   Allora forse è meglio che il
  Governo  o  la Commissione chiedano subito la parola, dicano  quali
  sono gli emendamenti   Non è che io qua ho scritto sì o no, io  non
  so quali sono quelli   dico fatelo  Così chiariamo subito.
    Lo  dico  senza  polemica:  se  c'è  un  articolo  io  lo  leggo;
  dopodiché  ci  sono gli emendamenti; il mio obbligo  è  mettere  in
  votazione  gli  emendamenti nell'ordine in cui sono stati  scritti,
  per  cui  se  c'è  qualche  motivo  per  cui  sono  inutili  quegli
  emendamenti, lo sapete voi, non lo posso sapere io. Io non so quali
  sono  quelli  a cui dovete dire sì e quelli a cui dovete  dire  no.
  Ditelo prima voi e risolviamo il problema.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI.  Devo dire che la questione che stiamo  discutendo  mi
  vede, in qualche modo, comprendere le ragioni di quest'articolo  da
  parte  del Governo per una ragione sostanziale. Il procedimento  di
  approvazione dei piani regolatori con questa legge non è più quello
  che conosciamo.
    Sarà  ora  il consiglio comunale che lo approva, quindi  da  quel
  momento l'atto è approvato e la Regione non è più quella che riceve
  il  piano,  lo  valuta  e  poi lo approva con  decreto.  Quindi,  è
  evidente che una forma in qualche modo di valutazione, rispetto  ai
  criteri e alle linee guida e alla coerenza dell'atto approvato,  ci
  deve essere. Quindi lo dico a scanso di equivoci.
    Mi  permetto però di suggerire al Governo di usare un'espressione
  meno da tribunale. Al secondo comma, quando dice  le valutazioni di
  compatibilità  rispetto  al  PTR, sia per  gli  atti  della  stessa
  Regione,  che per quelli degli enti locali o altri enti, concernono
  l'accertamento dell'idoneità dell'atto , cioè questa espressione  è
  tecnicamente  un'espressione da Tribunale.  Allora  il  Governo  si
  riserva la possibilità di fare prescrizioni sugli atti approvati, e
  poi  funziona  il  comma  3, cioè che entro  90  giorni  si  devono
  adeguare;  cioè le prescrizioni coerenti alle linee guida.  Capisco
  che gli avvocati vi siete

    PRESIDENTE. Non so se è da Tribunale, però è corretto quello  che
  dice.

    CRACOLICI. Cioè usate un'espressione che dia il senso che c'è  un
  sistema, come dire, di compartecipazione alla decisione.

    CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Allora,
  signor  Presidente,  posto che per quanto riguarda  il  Governo  il
  comma  1 viene sostituito dall'emendamento 20.10 dell'onorevole  Di
  Mauro,  e  quindi va in linea anche con l'articolo 19, e  con  quel
  percorso di coerenza che ci stiamo dando, sul comma 2 io, in  linea
  di principio, condivido quanto dice il collega Cracolici. Sul comma
  3  non  ritengo  si debba modificare alcunché, e  le  chiederei  un
  minuto  di sospensione per concordare le modifiche del comma  2  in
  modo fare un'unica votazione.

    PRESIDENTE.  Fantastico. I minuti diventano cinque, così  abbiamo
  il tempo anche di bere un bicchiere d'acqua.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.24, è ripresa alle ore 17.51)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è stato presentato l'emendamento
  della  Commissione,  è  stato distribuito? Oppure  lo  leggo  se  i
  colleghi sono d'accordo.


                  Disposizioni finanziarie  (n. 811/A)

    PRESIDENTE  Prima  di  passare all'articolo 20,  incardiniamo  la
  legge  sulle variazioni, diamo tempo domani a mezzogiorno  per  gli
  emendamenti  e  poi  a fine di questo votiamo  quest'altra.  Già  è
  incardinata.

   (nn.587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

   Riprende  il  seguito  della discussione  del  disegno  di  legge
  (nn.587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo  e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento  20.10  a   firma
  dell'onorevole  Di  Mauro. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Con   il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in  votazione
  l'emendamento  20.14  della Commissione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    A  questo  punto possiamo votare l'articolo 20. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                                Art. 21.
     Procedimento di formazione del Piano territoriale regionale.

    1.    Il   Piano   territoriale   regionale   (PTR)   è   redatto
  dall'Assessorato  regionale  del  territorio  e  dell'ambiente   di
  concerto   con  l'Assessorato  regionale  dei  beni   culturali   e
  dell'identità  siciliana, ai sensi dell'articolo 15 della  presente
  legge.
    2.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
  presente   legge,   l'Assessorato  regionale   del   territorio   e
  dell'ambiente  di  concerto con l'Assessorato  regionale  dei  beni
  culturali   e   dell'identità  siciliana,   predispone   gli   atti
  propedeutici previsti dall'articolo 15, nonché quelli necessari per
  l'attivazione   della  procedura  di  VAS  in  applicazione   della
  normativa  vigente; nei successivi centottanta  giorni  elabora  il
  progetto del PTR e lo propone alla Giunta regionale per l'adozione.
  La   Giunta,   nei  trenta  giorni  successivi,  adotta   il   PTR.
  Dell'avvenuta adozione è data notizia mediante pubblicazione  nella
  Gazzetta   Ufficiale  della  Regione  siciliana  e  su  almeno   un
  quotidiano a diffusione regionale. Contestualmente il progetto  del
  PTR  adottato  è  pubblicato  sul sito ufficiale  della  Regione  e
  depositato  presso  il Dipartimento regionale dell'urbanistica  per
  sessanta giorni. Entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione,
  tutti  i soggetti interessati possono prendere visione del progetto
  del  PTR  depositato  e  presentare  osservazioni  e  proposte   di
  modifica.
    3.  Il  Dipartimento  regionale  dell'urbanistica  non  prima  di
  centoventi  e  non  oltre centoottanta giorni  dalla  scadenza  del
  termine per la presentazione di osservazioni e proposte di modifica
  di  cui  al  comma 2, indice una o più conferenze di pianificazione
  alla  quale  sono  invitati  a  partecipare  i  rappresentanti  dei
  consorzi  dei  Comuni  o delle Città metropolitane,  della  sezione
  regionale  dell'ANCI, delle soprintendenze per i beni culturali  ed
  ambientali   competenti  della  Regione,  dell'Autorità   regionale
  competente  in  materia di VAS, delle amministrazioni  pubbliche  e
  delle  organizzazioni  sociali, culturali, economico-professionali,
  sindacali  ed ambientaliste aventi diritto, che abbiano  presentato
  osservazioni  e  proposte  di  modifica,   nonché'  di   tutte   le
  amministrazioni   pubbliche  preposte  alla  tutela   degli   altri
  interessi  coinvolti  ai  sensi della  normativa  vigente,  secondo
  quanto  disposto  dall'articolo 10. Alla conferenza il Dipartimento
  regionale   dell'urbanistica  può  invitare  a  partecipare   altri
  soggetti  pubblici e privati che per loro specifiche  competenze  e
  responsabilità risultino interessati al Piano. Contestualmente alla
  nota  di  convocazione, il Dipartimento regionale  dell'urbanistica
  trasmette  ai  soggetti  invitati,  in  forma  telematica,   almeno
  quindici  giorni  prima della data fissata per  la  conferenza,  il
  progetto di PTR.
    4.  Se  la  Conferenza di cui al comma 3 approva il progetto  del
  PTR,  con  decreto  dell'Assessore per il  territorio  e  ambiente,
  sentita   la   competente  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
  regionale siciliana (ARS), è approvato il PTR.
    5.  Se  la  Conferenza di cui al comma 3 non approva il  progetto
  del  PTR,  lo stesso è trasmesso dall'Assessorato del territorio  e
  ambiente  al Presidente della Regione che decide sulle osservazioni
  e  proposte  di  modifica della Conferenza di cui al  comma  3.  Il
  Presidente   della  Regione,  sentita  la  competente   Commissione
  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana  (ARS)  e  previa
  deliberazione della Giunta regionale, approva con decreto il PTR.
    6.  Dell'avvenuta  approvazione del  PTR  è  data  notizia  sulla
  Gazzetta  Ufficiale  della Regione siciliana,  sul  sito  ufficiale
  della Regione e su almeno un quotidiano a diffusione regionale.
    7.  Il  PTR  ha validità decennale ed è di norma aggiornato  ogni
  cinque  anni ovvero quando ne facciano specifica istanza  i  Comuni
  singoli  o  associati, altri enti pubblici interessati  o  soggetti
  privati rappresentativi di interessi collettivi o diffusi, anche ai
  sensi  delle risultanze del documento di programmazione  economico-
  finanziaria  regionale (DEF). Le varianti, le  integrazioni  e  gli
  aggiornamenti  del  PTR sono sottoposti alla  stessa  procedura  di
  formazione di cui al presente articolo con i termini ridotti  della
  metà.
    8. Dalle disposizioni del presente articolo non derivano nuovi  o
  maggiori   oneri  a  carico  del  bilancio  della   Regione.   Agli
  adempimenti  previsti si provvede con le risorse umane, finanziarie
  e strumentali disponibili a legislazione vigente .

    Onorevole   Barbagallo,  sui  soppressivi.  Facciamo  una   cosa,
  secondo  le  indicazioni del Governo. Se il Governo ci  dice  quali
  sono  le  possibili variazioni che sono state fatte con gli accordi
  dei Partiti.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO.  Io, Presidente, ho una domanda da porre al  Governo.
  Sul  procedimento di formazione del Piano territoriale regionale  i
  vincoli preordinati

    PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo,  scusi  un  attimo   che   se
  l'assessore non l'ascolta

    BARBAGALLO.   Abbiamo   un   dubbio   sui   vincoli   preordinati
  all'esproprio.  Là  c'è  pure l'onorevole  Trizzino,  che  così  mi
  ascolta.  Perché mentre per il PUG è chiarito espressamente  che  i
  vincoli    preordinati   all'esproprio   scattano    nel    momento
  dell'adozione del PUG, il Piano territoriale regionale per cui  non
  si  fa nessun riferimento ai vincoli preordinati all'esproprio, non
  scattano.  Se  noi  prevediamo una infrastruttura autostradale  col
  Piano  territoriale  regionale  non  scattano  vincoli  preordinati
  all'esproprio  per com'è la legge. Questa è la domanda,  Assessore,
  abbiamo rilevato questa incongruenza, quindi vorrei che fosse fatta
  chiarezza su questo aspetto.
    Poi,  al  comma  2, Presidente, la parte finale   entro  sessanta
  giorni  dalla  data di pubblicazione, tutti i soggetti  interessati
  possono  prendere  visione  del  progetto  del  PTR  depositato'  è
  incomprensibile,  perché  non è che c'è  un  termine  per  prendere
  visione.  Dal  momento  in cui viene pubblicato,  tutti  potrebbero
  prendere visione.

    PRESIDENTE. Forse intende sessanta giorni, entro minimo  sessanta
  giorni, poi fino all'infinito.

    BARBAGALLO. Ma perché minimo sessanta giorni?

    PRESIDENTE. No minimo, massimo entro sessanta giorni,  credo,  ma
  poi non so.

    BARBAGALLO. Ma neanche, non si capisce Presidente. Perché se  c'è
  un Piano pubblicato.

    PRESIDENTE.  Se  significa  che si può  fare  solo  per  sessanta
  giorni, oggettivamente, è sbagliato.

    BARBAGALLO. A noi non tornano i conti.

   PRESIDENTE.  Io avevo capito diversamente, ma ora ce  lo  facciamo
  spiegare dal Governo.

   BARBAGALLO.  La stessa cosa vale per la scadenza del  termine  del
  secondo rigo del comma 3, che anche questo è incomprensibile. E poi
  ci  sono  due incongruenze. Quella del comma 4, perché se il  Piano
  territoriale regionale viene approvato, viene approvato con decreto
  dell'assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
  Commissione  ARS,  se  invece la Conferenza non  adotta  il  piano,
  inspiegabilmente  va  a  finire al Presidente  della  Regione,  che
  decide  sulle  osservazioni  e sulle  proposte  di  modifica  della
  Conferenza,  e  poi lo manda in Giunta. Insomma è  incomprensibile,
  cioè servirebbe adottare, intanto, Presidente Miccichè, ci vorrebbe
  un  unico  organo  che  rappresenta il potere  di  controllo.  O  è
  l'assessore, o è il Presidente della Regione
   Un  unico  organo  che  decida sulle osservazioni,  non  ha  senso
  cambiare  l'organo decidente, e non ha senso neanche che  passi  in
  Giunta,  o  ci  va  in  un caso o ci va in  un  altro,  quindi  c'è
  un'incongruenza grave.
   O, su queste domande ci sono risposte chiare, oppure suggerisco di
  accantonare  anche  pochi  minuti in modo  che  la  Commissione  lo
  riscrive

   PRESIDENTE. Chi pensa di rispondere? l'Assessore; un attimo  credo
  si stia informando su qualcosa al telefono.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  Presidente  della  Commissione, intervengo per dare  un  contributo
  alla discussione.
   Al  comma 3 è individuato tutto un percorso del dipartimento, e  i
  successivi  commi 4 e 5 disciplinano il caso di approvazione  e  il
  caso di non approvazione.
   Nel  comma  5, cioè nel caso in cui la Conferenza non  approva  il
  progetto  del  PTR e cioè quindi non è d'accordo, e quindi  esprime
  delle  valutazioni  negative, indica, diciamo  con  documenti  alla
  mano,  a  un certo punto viene tutto trasmesso al Presidente  della
  Regione ecc. ecc,.
   Credo  che dobbiamo riconoscere un valore a questo diniego. L'idea
  che  tutto possa essere risolto in un batti baleno tra Governo  che
  ha  redatto il piano e Presidente della Commissione, mi sembra  che
  faccia  diventare  irrilevante, assessore Cordaro,  tutto  ciò  che
  abbiamo scritto con una declinazione ben precisa, nel comma  3,  in
  cui  individuiamo  una serie di rappresentanti dei consorzi comuni,
  delle  città  metropolitane, dell'Anci,  delle  autorità  regionali
  competenti  in materia VAS, delle amministrazioni pubbliche,  delle
  organizzazioni   sociali,   culturali   economico,   professionali,
  sindacali,  ambientalisti, aventi diritto  che  abbiano  presentato
  osservazioni   sulle   proposte  di  modifica   nonché   tutte   le
  amministrazioni   pubbliche  proposte  alla  tutela   degli   altri
  interessi coinvolti ai sensi della modalità vigente secondo  quanto
  disposto dall'articolo 10 .
   Tutto  questo se, per caso, boccia il PTR, non ha valore  diciamo,
  tutta questa discussione e viene risolta in un batti baleno.
   Credo  che il Governo dovrebbe fare in modo che il comma 5, che  è
  il  caso in cui ci sia questo dissenso, ci sia un iter più rigoroso
  e  più  a tutela delle osservazioni e delle considerazioni negative
  che  sono state fatte, da parte dei soggetti individuati dal  comma
  3.
   E'  una  sottolineatura  che rimetto al  Governo,  affinchè  possa
  essere corretto questo comma 5, per dare valore a tutto ciò  che  è
  il meccanismo del comma 3.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente,  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,   Volevo
  rispondere all'onorevole Barbagallo, perché per quanto riguarda  le
  osservazioni fatte dal collega Di Mauro, abbiamo già presentato, vi
  sono  già  una serie di emendamenti, poi li illustrerà,  perché  lo
  abbiamo fatto in Commissione, la Presidente Savarino.
   Volevo  dire al collega Barbagallo che, con riferimento ai vincoli
  preordinati  all'esproprio, le misure di  salvaguardia  entrano  in
  vigore  nel  momento in cui il PTR, per estratto, viene pubblicato,
  quindi, da quel momento le misure di salvaguardia sono operative  e
  hanno una loro valenza. Credo che questo fughi ogni dubbio.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  risposta
  dell'assessore è chiara. Va però inserito nel testo, proprio perché
  il  vincolo  preordinato all'esproprio è un vincolo chiaro,  mentre
  nel PUG, no non c'è, non si parla. Nel PUG allora perché lo abbiamo
  inserito

   PRESIDENTE.  Assessore, è un problema inserirlo? Allora  inseriamo
  un  subemendamento, ci penserà la Presidente Savarino, che ormai  è
  diventata bravissima nel presentare subemendamenti al volo.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Volevo  intanto
  illustrare   due   aggiustamenti  che  avevamo   predisposto   come
  Commissione, uno è al comma 1.

   PRESIDENTE. Che noi non abbiamo?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sono stati  già
  distribuiti.   Il  primo  riguarda  una  sensibilità  che   abbiamo
  raccolto,   i   colleghi  sollecitavano  la  possibilità   che   le
  Commissioni  legislative si esprimessero e,  in  linea  con  quanto
  hanno  fatto in altre Regioni d'Italia, abbiamo predisposto  questo
  emendamento,  il 21.27, che permette anche il coinvolgimento  delle
  Commissione nell'iter di approvazione.
   Nell'emendamento  21.31 invece, proprio  al  comma  4,  così  come
  sollecitavano anche i colleghi negli interventi precedenti, abbiamo
  esplicitato  cosa  succede  in caso di  dissenso  e  abbiamo  fatto
  riferimento ad una recente legge che questa Assemblea ha  approvato
  che  è  la  legge n. 7 del 2019, la legge sulla semplificazione  e,
  quindi, abbiamo coordinato questo testo di legge con la legge n.  7
  del motivato dissenso.
   Rispetto all'ultima sollecitazione fatta dall'onorevole Barbagallo
  prepareremo un altro emendamento.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, io nutrivo qualche perplessità già in
  Commissione  durante il dibattito dell'articolo 21 specificatamente
  nella parte in cui gli organi preposti all'interno della conferenza
  non  trovino  l'accordo.  Perché la  norma,  diversamente  da  come
  avviene  solitamente  negli  strumenti di  pianificazione,  anziché
  nominare un commissario ad acta, che in effetti poi viene fatto per
  esempio per il PUG, viene rimandata la questione, cioè dirimere  la
  questione  in  termini  il  Presidente della  Regione.  Questo  non
  soltanto  ha degli effetti giuridici, ma anche politici, nel  senso
  che  nel momento in cui interviene la Giunta ed il Presidente,  che
  rappresenta  un  organo  politico, è  chiaro  che  andiamo  a  fare
  un'operazione.
   Questo  l'ho  rappresentato in Commissione e  ora  anche  all'Aula
  perché  è  una  mia  perplessità, se poi  l'Aula  è  d'accordo  nel
  continuare  questa linea io mi adeguo, però questa  perplessità  la
  devo  sollevare, ma quanto meno per convincermi dell'errore che  mi
  sono costruito.
   Quindi, il tema qual è? Così com'è strutturato il comma 5 nel caso
  in  cui  non vi sia il parere, non vi sia una soluzione unanime  in
  conferenza  interviene  il  Presidente  della  Regione  e,  quindi,
  interviene  un organo politico su un aspetto che è tecnico,  perché
  il PTR è tecnico.
   Con  l'emendamento 21.31, se non erro, l'emendamento a firma credo
  del  Governo,  andiamo  ad aggravare questa situazione,  perché  in
  questo   caso   la   situazione  di  dissenso   è   alimentata   da
  Amministrazione preposta alla tutela dell'ambiente, al paesaggio  e
  alla salute e incolumità pubblica.
   In  questo  caso,  giustamente - lo  diceva  il  Presidente  della
  Commissione  -  si interviene con una norma che è  stata  approvata
  l'anno scorso, la legge regionale 7/2019 all'articolo 21. Anche  in
  questo  caso interviene la Giunta, se non erro, e anche  in  questo
  caso  che  cosa succede? Che un organo tecnico che è chiamato  alla
  tutela  dell'ambiente,  alla tutela dei  beni  paesaggistici  viene
  sostituito da un organo politico.
   Ora,  è  un  tema sul quale un minimo di riflessione  la  dobbiamo
  fare,  perché se è vero che il PTR dà delle linee guida è  comunque
  uno strumento tecnico; sostituire una situazione di questo tipo con
  un intervento politico chiaramente apre una riflessione di non poco
  conto.
   Io  sto  interrogando me stesso e l'Aula per capire in che termini
  ci  stiamo  muovendo perché è un tema importante. Tra l'altro,  c'è
  anche un altro emendamento, al comma 5, credo del collega Di Mauro,
  che   rafforza  ancora  di  più  questa  impostazione,  perché  lui
  addirittura  inserisce  un parere, se non  erro,  vincolante  della
  Commissione.   Nel  caso  di  parere  difforme  della   Commissione
  interviene  di  nuovo il Presidente della Regione a  rafforzare  il
  fatto  che c'è un carico politico su una norma che - a mio modo  di
  vedere - è estremamente tecnica.
   Quindi,  dobbiamo capire in che termini muoverci.  Il  PTR  è  uno
  strumento  tecnico,  c'è  poco da fare, altrimenti  non  verrebbero
  coinvolti organi tecnici. Il fatto di demandare al Presidente della
  Regione,  qualora  non  vi  sia una unanimità,  è  una  scelta,  ma
  comunque determina un carattere più politico che tecnico ed  è  uno
  strumento che, in realtà, secondo me nella logica dell'articolo  19
  deve restare tecnico.

   PRESIDENTE.  Onorevole Trizzino,  mi viene  detto  che  in  questo
  momento  è già così. Siccome la legge è già così, perché una  legge
  dell'anno scorso di questo Parlamento già prevede che sia  l'organo
  politico poi a scegliere, noi possiamo eliminare questo, se  l'Aula
  è d'accordo, perché può essere giusto o sbagliato, ma è già così.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Intanto, vorrei chiarire all'onorevole Trizzino, che  è
  intervenuto  su  un  mio emendamento, il 21.20, io  sostituisco  il
  termine   sentito', che è un termine molto generico, ho sentito  il
  Presidente  della Commissione, con le parole  previo parere  della'
  che è più specifico e più concreto se mi permettete.
   Secondo.  Su questo comma 5 noi dovremmo fermarci un momento   per
  cercare  di individuare un percorso che sia più rigido nel caso  in
  cui  non ci sia l'approvazione di cui al comma 3. Questa è  la  mia
  sollecitazione;  poi,  per  carità, se  il  Governo  insiste,  però
  trovare  una formula che sia più rispettosa dei dinieghi  che  sono
  stati operati.
   L'indicazione   che  illustrava  poco  fa  l'onorevole   Savarino,
  Presidente  della  Commissione, è aggirare l'ostacolo,   non  è  il
  Presidente  ma è la Giunta,  è la stessa cosa, onorevole  Savarino.
  In  questo caso noi dobbiamo comprendere che valore dare al diniego
  che  la  conferenza  di  cui al comma 3 è  stata  data.  Se  alcuni
  dirigenti  dell'urbanistica dicono al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore per l'urbanistica:  Caro Assessore, stai sbagliando ,
  noi  non  possiamo  non apprezzare quello che  hanno  detto  questi
  uffici. Quindi, per carità, o non gli chiediamo il parere e andiamo
  avanti oppure se glielo chiediamo e ci danno il parere negativo  ci
  sarà una ragione.
    Quindi, questo dissenso ha un valore, dobbiamo trovare il sistema
  come superarlo e giuridicamente essere a posto.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, io vorrei dire all'onorevole Di Mauro che veramente  mi
  risulta  difficile pensare che ci possa essere un organo  politico,
  sia  esso  l'Assessore,  sia la Giunta o sia  il  Presidente  della
  Regione, che nel contrario avviso dei dirigenti e dei funzionari si
  ostini ad approvare tuttavia un PTR. Quindi, la dizione così  com'è
  non  dice che approva il PTR così com'è, approva il PTR  sulla base
  anche  facendo  tesoro, ma questo pensavo fosse abbastanza   magari
  non  è  scritto testualmente  - e questo lo comprendo onorevole  Di
  Mauro  - ma è chiaro che rispetto alle indicazioni di difformità  o
  di diniego o di bocciatura del PTR le indicazioni tecniche che sono
  di  rilievo  e  che  hanno portato a quell'idea non  potranno   che
  essere fatte proprie dal soggetto politico che finirà per approvare
  il PTR.
   Ciò   detto,  io  vorrei  dall'onorevole  Trizzino  una  soluzione
  alternativa, perché qualcuno il PTR deve approvarlo; cioè, è chiaro
  che  è  un atto tecnico, ci mancherebbe, non può che essere questo,
  ma  perché diventi un atto di concreta amministrazione e diventi un
  atto  cogente per la Regione siciliana ci vuole un'approvazione  da
  parte di un soggetto politico.
     Allora,  o individuiamo una soluzione diversa, ma obiettivamente
  più  del  Presidente della Regione non credo che ci  possa  essere,
  tanto  più - e arrivo - che il Governo ritiene di fare proprio,  di
  fare  buono  l'emendamento dell'onorevole  Di  Mauro  che  dice  di
  sostituire   la   parola    sentite'  con   previo   parere   della
  Commissione'.
   Mi  pare  che  così noi perfezioniamo il percorso,  diamo  dignità
  all'attività  dell'Assemblea  regionale,  diamo  dignità   ad   una
  decisione  che  è presa dal massimo delle autorità e,  soprattutto,
  diamo   precisione   ad  un  percorso  che  mi  pare   sottointeso.
  Obiettivamente, non penso che una legge possa dire  nel caso in cui
  viene  bocciato il PTR il Presidente della Regione, che lo approva,
  l'approva  sulle basi delle indicazioni difformi date dai  tecnici
  mi pare in re ipsa.
   Questo  è il filo logico che noi abbiamo seguito e, quindi,  credo
  che   con   gli  emendamenti  prospettati,  a  partire  da   quello
  dell'onorevole Di Mauro, il percorso diventi un percorso  anche  in
  questo  caso  coerente,  ma  siamo aperti  ad  eventuali  ulteriori
  indicazioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, chiedo scusa, se non ho capito male
  credo che questa legge serva fondamentalmente perché, se su quattro
  pareri  tre sono favorevoli e ce n'è uno contrario, ci deve  essere
  qualcuno che si prende la responsabilità di dire sì o di dire no. E
  allora, io credo che se proviamo a scrivere che nel caso in  cui  i
  pareri fossero tutti contrari è di fatto bocciato e che non ci  può
  essere poi un organo politico che decide contrariamente a quanto la
  Commissione  ha fatto   ma non c'è dubbio che oggi  la  metà  delle
  cose  che si dovrebbero fare sono paralizzate che c'è uno che  dice
  no,  anche se c'è il sì di tutti gli altri. A questo punto  che  ci
  sia un organo, che non può che essere politico, che decida cosa  si
  deve fare

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Faccio
  un'integrazione,  perché  la  sua  osservazione   è   assolutamente
  pertinente. Nel momento in cui il tecnico - chiunque egli  sia,  se
  interviene  la  Sovrintende  la Sovrintendente,  piuttosto  che  il
  dissesto, piuttosto che il Corpo forestale, piuttosto che il  Genio
  civile,  piuttosto che i dirigenti dell'Urbanistica o dell'Ambiente
  -  dicono  che  quel  piano, per ragioni diverse  a  seconda  delle
  competenze,  non può andare, è evidente che daranno le  indicazioni
  sul  perché  non può andare, presidente Micciché, e quindi  a  quel
  punto  è  assolutamente  automatico che  tranne  un  assessore,  un
  Presidente  della  Regione  o una Giunta  folle  non  potranno  che
  adeguarsi  a quelle che sono le indicazioni dei tecnici, salvo  che
  si dovesse scoprire - e sto facendo un paradosso - che folli sono i
  tecnici.  Quindi  mi  pare che nella legge sia tutto  precisato  in
  maniera  assolutamente coerente. Dopodiché  se  c'è  da  aggiungere
  qualche passaggio di ulteriore chiarimento

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, chiedo scusa, io non credo  che  ci
  saranno  Presidenti della Regione così folli, ma  questa  Terra  ha
  dimostrato  più  volte che potrebbero esserci  tali  pressioni  che
  anche  un  Presidente  della Regione - per fortuna  non  certamente
  quello  che  abbiamo oggi, ma nel futuro non si può  sapere  mai  -
  potrebbero, avendone il potere, teoricamente cambiare
   Allora io dico che se noi troviamo un sistema per cui, in caso  di
  non  unanimità,  ci deve essere un politico - perché  non  può  che
  essere  politica la scelta - che decide, è una cosa  che  mi  trova
  assolutamente favorevole.
   Se c'è unanimità di contrarietà a quel punto io vorrei evitare che
  ci  sia chiunque possa essere che può, in qualche maniera, cambiare
  il parere.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Forse,  anzi probabilmente mi sono  spiegato  male.  Io
  l'articolo  lo voglio lasciare esattamente per com'è. Cioè  la  mia
  perplessità  in  origine  l'ho  manifestata  in  Commissione  e  la
  Commissione  ha  deciso  che  ci deve essere  il  Presidente  della
  Regione  che, in ultima istanza, qualora non ci sia la  conformità,
  decida. Va bene, è una scelta politica su un organo tecnico. Ci può
  stare perché o scegli il commissario o scegli il presidente.
   Io   sono   contrario  ad  alcuni  emendamenti  e  quando  parlavo
  dell'onorevole  Di  Mauro  non  mi  riferivo  all'emendamento   che
  sostituisce la parola  sentita , ma a quello successivo, il  21.19,
  è  lì  che diamo troppo potere all'organo politico. Ma che  sia  il
  Presidente  della  Regione in ultima istanza, qualora  non  vi  sia
  concomitanza nella decisione, a me va bene e, infatti,  io  non  lo
  voglio toccare.
   Sono  contrario a tutti quegli emendamenti che caricano la  figura
  politica di una competenza che, a mio modo di vedere, deve comunque
  rimanere   tecnica.   Per  cui,  posso  condividere   l'emendamento
  dell'onorevole Di Mauro, il 21.20, ma quello successivo, che ha una
  numerazione  diversa,  il  21.19, ma è  successivo,  non  lo  posso
  condividere.
   Così  come  non  posso condividere - per quanto come  lei,  signor
  Presidente,  dice:   è legge della Regione  - l'emendamento  21.30.
  Noi  ci  siamo espressi in modo contrario quando ci fu la votazione
  l'anno  passato. Se è legge, lasciamo il mondo come  si  trova,  si
  applica  ugualmente. Perché ribadire questa cosa  anche  in  questa
  assise, dal momento che già comunque il Presidente della Regione si
  può  pronunciare  se non c'è unanimità da parte  della  Conferenza?
  Lasciamo l'articolo 21 così com'è dal punto di vista del comma 5.

   PRESIDENTE. Assessore, quello che dice l'onorevole Trizzino  è  se
  non c'è unanimità; ma se c'è unanimità contraria la bocciatura deve
  essere  obbligatoria,  come dire. In caso di non  unanimità  allora
  deve  essere  l'organo  politico a scegliere, sono  d'accordissimo;
  però in caso di unanimità, per quanto contrario, in qualche maniera
  non può essere modificato.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, soltanto qualche  osservazione  per
  dare  il  mio  contributo. Presidente, io credo che sia  -  e  sono
  d'accordo con l'onorevole Trizzino - un buon articolo. Ci sono  una
  serie di pareri tecnici.
   Noi dovremmo prevedere un Presidente della Regione che si discosta
  violando  la  legge da una serie di pareri tecnici e poi  sarà  non
  soltanto  una  responsabilità politica; perché  io  credo  che  noi
  stiamo  osservando e stiamo verificando una patologia  del  sistema
  perché  se il sistema funziona, questo, come io ritengo, è un  buon
  articolo. Credo sia di una evidenza tecnico-giuridica assoluta.
   Se  poi si vuole inserire, come ha suggerito lei condivisibilmente
  Presidente,  che su tutti questi organi che dovranno  esprimere  un
  parere  c'è  all'unanimità una contrarietà o un  dissenso  rispetto
  all'approvazione del PTR, possiamo mettere una norma di vincolo  al
  Presidente che non può chiaramente andare oltre che credo - mi  sia
  consentito,  ma  questa  è la mia opinione -  un  Presidente  della
  Regione  siciliana davanti a tutto il mondo che dice no  non  credo
  che  per una scelta politica violando la legge, perché tutti questi
  organi  se  esprimono  un parere negativo non esprimono  un  parere
  negativo così per caso, lo esprimono facendo riferimento a  precise
  normative di legge.
   Quindi, io credo che la soluzione potrebbe essere quella suggerita
  da  lei,  signor  Presidente,  magari  facendo  questo  riferimento
  all'unanimità,  altrimenti lasciare la norma così  com'è  perché  è
  stata  arricchita anche dal contributo che ha dato  l'onorevole  Di
  Mauro  perché  viene investita pure la Commissione. La  Commissione
  tecnicamente e politicamente è in condizione di esprimersi.
   Quindi,  io  credo  che  stiamo perdendo molto  tempo  dietro  una
  questione  che,  a parere del sottoscritto, non si pone  per  nulla
  almeno da un punto di vista tecnico. Comunque, suggerisco anche  al
  Presidente  di  potere verificare questa possibilità  di  inserire,
  come  dicevo,  all'unanimità negativa, a cui faceva riferimento  il
  Presidente dell'Assemblea.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Ci sono tre, quattro questioni  su
  cui  vorrei  intervenire.  Parto dalla  riflessioni  che  ha  fatto
  l'onorevole Calderone.
   Io  ho  avuto  la  fortuna prima di fare  il  deputato  di  essere
  componente  del  Consiglio  regionale all'urbanistica.  Io  non  mi
  ricordo  mai un Piano regolatore approvato con un parere contrario.
  Cioè  è  fuori dal mondo approvare il Piano regolatore  col  parere
  contrario  della Sovrintendenza, del Genio civile, dell'Ente  parco
  competente. Quindi, voglio dire, mi sembra e credo che  non  esista
  in questa terra un Assessore regionale al territorio e ambiente, un
  Dirigente  generale, un Presidente della Regione che si  assuma  la
  responsabilità di approvare un Piano regolatore con  un  parere  di
  compatibilità contrario.
   Quindi,  prima questione. Seconda. Sulla competenza a decidere  le
  osservazioni e le opposizioni, certamente Presidente non può essere
  un  organo  politico perché serve per forza un'istruttoria  tecnica
  che,  nel caso dell'Assessorato - spero che il Segretario anche  ci
  ascolti  da  questo punto di vista - che nel caso  dell'Assessorato
  regionale al territorio e ambiente c'è un'istruttoria tecnica che è
  data  dagli  uffici e dal dipartimento urbanistica, non  è  che  la
  Presidenza della Regione nei suoi uffici ha istruttorie e  soggetti
  competenti che possono istruire un'osservazione o un'opposizione al
  Piano territoriale regionale.
   Terza questione. L'organo che approva deve essere lo stesso o,  in
  ogni caso, l'Assessorato regionale al territorio e ambiente e, come
  avviene  adesso,  Segretario, sempre il Dirigente generale,  non  è
  l'Assessore  che approva, è il Dirigente generale,  è  un  atto  di
  gestione  e, quindi, è in capo a quel soggetto; non può  essere  di
  competenza di un organo politico.
   Quindi,  io  spero  che su queste tre questioni  che  mi  sembrano
  oggettive  e  serene  si  trovi  la quadra  e  facciamo  anche  una
  brevissima riscrittura o un emendamento condiviso.

   PRESIDENTE.  Sulle  osservazioni fatte il Governo  come  si  pone?
  Stiamo sistemando qualche cosa o vado avanti alla votazione?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, lei ha sottoposto un tema che stiamo affrontando in due
  minuti  considerato il fatto che sulla, tra virgolette,   norma  di
  salvaguardia   che  riguarda la possibilità di un  chiarimento  del
  percorso nel caso di difformità o nel caso di voto contrario, credo
  che  valga  la pena di approfondirlo e di scriverlo in maniera  più
  chiara.

   PRESIDENTE.  Vogliamo andare avanti e accantoniamo mentre  voi  lo
  sistemate oppure siamo costretti a fermarci...

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. No, io  andrei
  avanti,  Presidente, se l'onorevole Trizzino e l'onorevole Savarino
  intanto stanno scrivendo questa integrazione per poterla sottoporre
  all'attenzione.

   PRESIDENTE. Possiamo accantonare un attimo l'articolo 21 e andiamo
  avanti e poi lo riprendiamo quando si risolve questo?
   Allora,  sospendiamo due minuti perché gli Uffici mi  suggeriscono
  che  sono tutti a cascata; per cui, è meglio risolvere prima questo
  per  poi andare avanti sugli altri. Per cui, sospendo la seduta per
  cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Riprendiamo,  onorevole  Savarino  sono  state  fatte
  alcune  modifiche,  o no? Le do la parola così dice  quello  che  è
  stato fatto, così cominciamo a votare.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente abbiamo aggiustato alcune cose nel comma 2 e  nel  comma
  3,  credo sia stato distribuito, e poi quegli aggiustamenti di  cui
  avevo

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino un attimo solo. Ci sono  sia  il  2
  che il 3? Allora va bene.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Quindi,
  possiamo procedere.

   PRESIDENTE.  Il  21/31 per i palermitani che si ricordano  era  un
  autobus quello che andava a Mondello, c'era il 21/31.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E poi  ci  sono
  gli   altri  emendamenti  che  avevamo  già  presentato   -    come
  Commissione - dovremmo avere il quadro chiaro

   PRESIDENTE.  Abbiamo  tutto,  è tutto regolare?  Possiamo  andare?
  Assessore Lagalla non ci si metta pure lei, grazie. Facciamo sedere
  Cordaro così ci dice se possiamo partire, se è stato tutto

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, per  quanto
  ci riguarda possiamo votare Presidente.

   PRESIDENTE.  Benissimo. Onorevole Barbagallo con  le  sistemazioni
  che sono state fatte i soppressivi sono ritirati?

   BARBAGALLO. Assolutamente sì, ovviamente Presidente vanno  bene  i
  commi 2 e 3, io per il 4 e il 5 ho capito che non è cambiato niente
  e continuiamo ad essere un po' preoccupati.

   PRESIDENTE.  Adesso vediamo, intanto votiamo i 2 e 3  così  siamo,
  allora, quindi c'è tutto consegnato? Allora il 21.27,   riscrittura
  della Commissione, con il parere favorevole del Governo lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 21.32, il famoso 21 quello dell'onorevole
  Barbagallo, le osservazioni di Barbagallo, benissimo. Con il parere
  favorevole  del Governo e della Commissione lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa al comma 4, emendamento 21.23 dell'onorevole Palmeri,  è
  mantenuto?
   No  noi non approviamo commi, abbiamo approvato alcuni emendamenti
  e ora nell'ordine c'è il 21.23. E' ritirato, perfetto.
   Andiamo avanti, ora c'è il soppressivo del 4, e c'è un emendamento
  della Commissione che è il famoso 21.31, che dovreste avere.

   BARBAGALLO.  Insisto  sul  soppressivo,  signor  Presidente,   noi
  abbiamo  atteso ma assessore Cordaro, non funziona il comma  5.  E'
  sotto gli occhi di tutti, ci costringete a fare un soppressivo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Noi sul comma 5
  abbiamo preso

   PRESIDENTE. Scusate se siamo al comma 5, il soppressivo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, il comma 4.

   PRESIDENTE. Ah, il comma 4, bene.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.    Signor
  Presidente al comma 4 abbiamo preso in considerazione, proprio  per
  un  ulteriore  ragionamento  di salvaguardia  e  di  legittimazione
  dell'Assemblea,   l'emendamento  21.20  al   quale   diamo   parere
  favorevole  perché  il  termine   sentita  la  Commissione    viene
  sostituito dalle parole  previo parere della Commissione .
   Quindi,  la  procedura diventa assolutamente coerente. Si  tratta,
  quindi, di un parere della Commissione, di un voto di Giunta  e  di
  un decreto del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. Mi sembra corretto. Onorevole Barbagallo?

   BARBAGALLO. Va bene, ritiriamo il soppressivo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  21.20,  a  firma
  dell'onorevole Di Mauro, con il parere favorevole di tutti.
   Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 21.31, a questo punto, mi sembra che sia   ho capito
  siccome sono tutti favorevoli.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.     Signor     Presidente,     onorevoli     colleghi,
  sull'emendamento  21.31,  abbiamo  detto  prima  nell'ambito  della
  discussione che nessuno, che non approviamo, non viene approvato il
  PTR   se  c'è  un  parere  contrario,  ma  lei  pensa  mai,  signor
  Presidente, che possiamo approvare il Piano territoriale  regionale
  con  il  parere  contrario della sovrintendenza o del  dipartimento
  regionale ai beni culturali o degli enti parco?

   PRESIDENTE. Questo serve a garantire, perché c'è già questo.

   BARBAGALLO.  No,  non  c'è questo, perché  abbiamo  approvato  ora
  l'emendamento dell'onorevole Di Mauro che prevede l'approvazione  a
  seguito  della  Conferenza di servizi. Se c'è il motivato  dissenso
  per noi è una procedura fuori dal mondo, voteremo contrario, se  il
  Governo insiste chiediamo il voto. Cioè, non serve a nessuno.

   PRESIDENTE. Se c'è il motivato dissenso non può essere approvato.

   BARBAGALLO.  E, scusi, d'accordo, comunque, se loro insistono  noi
  chiediamo il voto palese.

   PRESIDENTE.  Va bene. Pongo in votazione l'emendamento  21.31.  Il
  parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Poi,  ripeto, siccome la legge deve essere fatta bene, se ci  sono
  problemi,  poi  li  sistemiamo. Ma sto  andando  avanti.  Si  passa
  all'emendamento 21.6 del comma 5.

   BARBAGALLO. Avevo chiesto il voto palese.

   PRESIDENTE.  Aveva  chiesto voto palese? Scusi non  l'ho  sentito.
  Chiedo scusa. Se lo avevano chiesto io non posso che accettare, non
  lo avevo sentito perché ogni tanto si chiude il microfono.

   BARBAGALLO. Sul 21.31, giusto signor Presidente?

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  presidente
  Musumeci,  io mi appello a lei cioè qui c'è un comma che stabilisce
  che  in  caso  di  parere negativo lei è chiamato a,  comunque,  ad
  approvare l'emendamento, poi siccome è il Presidente della Regione,
  se  lei se la sente di andare oltre i pareri espressi e quindi  con
  tutte le conseguenze che lei sottoscrive, io voto a favore.

   PRESIDENTE. E' quello che è stato detto anche prima,  però  se  il
  Governo .

   DI  MAURO. Se siete d'accordo, se lei è d'accordo, Presidente, lei
  firma, non firmo io.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, scusate ribadisco un concetto  per
  tutti e chiedo all'onorevole Barbagallo di ritirare il voto palese.
  Si  tratta  di una norma già prevista ed esistente, di un  percorso
  assolutamente consacrato per tutti i provvedimenti.
   Abbiamo  aggiunto su sua indicazione, onorevole Di Mauro,   previo
  parere della Commissione , dopodiché  come tutti i provvedimenti io
  immagino,   onorevole  Di  Mauro  che  rispetto   ad   un'eventuale
  difformità  di  un  ufficio, di un dipartimento, quella  difformità
  verrà  spiegata e non potrà che esser assunta come propria in  sede
  modificativa  dalla  Commissione che deve  dare  il  parere,  dalla
  Giunta che lo approva, posto che, poi, il Presidente della Regione,
  che  d'altro canto fa parte della Giunta fa quello che  è  previsto
  già  dalla legge, cioè il decreto. E' un procedimento assolutamente
  normale, obiettivo, lineare.
   Quindi,  io vi chiedo, onorevole Barbagallo ma questo voto palese?
  Per  vedere chi vota e chi non vota? Ma lo ritiri  Va bene,  signor
  Presidente, votiamolo.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 21.31

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 21.31.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           61
   Votanti            49
   Maggioranza        25
   Favorevoli         31
   Contrari           18
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Siamo  all'emendamento 21.6.  Basta, colleghi,  non  possiamo  fare
  queste discussioni personali. Andiamo avanti. Assessore Cordaro,  se
  lei risponde a voce a tutti quelli che le fanno  non finiamo più.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Continuo a ritenere che questi due commi sono  scritti
  malissimo.
   Il  comma 5 prevede  se la Conferenza di cui al comma 3 non approva
  il  progetto del PTR'. Ma ci può essere l'ipotesi in cui,  comunque,
  si  è  chiamati  a  decidere  sulle  opposizioni  e  osservazioni  a
  prescindere dalla non approvazione. Perché può accadere, Presidente,
  come   qualsiasi  Piano  regolatore,  che  ci  sono  sul  PTR  mille
  osservazioni  ed  è  plausibile, no? E  che  gli  organi  competenti
  esprimano parere favorevole. Le opposizioni e le osservazioni chi le
  deve  decidere?  Il comma 5 fa riferimento esclusivamente  alla  non
  approvazione.  Quindi, andava previsto espressamente  un  comma  che
  riguardava  le  opposizioni  e  le  osservazioni  con  dei   termini
  specifici per la risposta. Non c'entra l'apertura del comma  che  fa
  riferimento  alla non approvazione. È scritto con i  piedi,  secondo
  me,   con   tutto   il   rispetto.  Perché  ci  sono   state   delle
  sovrapposizioni che non hanno aiutato.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, però è stato votato il  comma  4,
  per cui dobbiamo

   BARBAGALLO. Il comma 5.

   PRESIDENTE.  Il  comma  5.  L'emendamento  21.6  che   prevede   la
  soppressione del comma 5 non è stato votato, per cui si deve  ancora
  votare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io devo dire  -  e  vorrei  che  mi
  sentisse  il Presidente pro tempore, perché stiamo parlando  di  una
  figura istituzionale, non delle persone - noi stiamo istituendo  per
  legge  un  comitato che ha potere approvante, giusto? Poi deve  pure
  rispondere   alle  osservazioni  anche  se,  onorevole   Barbagallo,
  ricordiamo che il PTR rimane un atto in cui ci sono linee guida.
   Un  organo che stiamo approvando con legge, approvante del PTR, poi
  scriviamo  in  una  norma che se quell'organo approvante,  quindi  a
  maggioranza,  non  approva  l'atto c'è  un  potere  sostitutivo  del
  Presidente della Regione. Se fossi il Presidente della Regione io mi
  consegnerei  direttamente all'autorità che prima o poi mi  chiamerà.
  Stiamo dicendo che se un organo che è tecnico non approva un atto  -
  secondo  me  abbiamo  dato un potere di approvazione  perché  poteva
  essere un potere di prescrizioni alle quali, con motivato parere, il
  Governo o l'assessorato poteva dare risposta in altra maniera  -  ma
  quando  un  atto è non approvato, scusate è come se noi  scrivessimo
  che  il  Parlamento non approva una legge, poi viene  il  Presidente
  della Regione e l'approva lui.
   Ma  secondo  voi funziona? Fermatevi un attimo prima di  inventarvi
  istituti  che sono un poco discutibili. Lo dico a tutela  di  tutti,
  perché  noi rischiamo di trasferire una disquisizione di tipo pseudo
  democratica in una valutazione di tipo giudiziaria, perché  si  apre
  un  fronte  sull'abuso  di  ufficio,  il  potere,   ma  sinceramente
  vogliamo  andare su questa strada, senza colpo ferire? Ma  fermatevi
  ragazzi. Lo dico io  ragazzi', al posto di Miccichè.

    PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, che vuole che le dica, posso  dare
  il  mio  parere, basta  Gliel'ho già dato. Sono convinto che  è  un
  enorme rischio per il Presidente. Se deve dire no comunque non vedo
  perché bisogna scrivere che bisogna mandarlo dal Presidente.

    SAVARINO. Chiedo di parlare.

    SAVARINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Possiamo
  migliorare il comma 5, invece di scrivere  se la Conferenza di  cui
  al  comma  3,  non  approva  il  progetto  del  PTR,  lo  stesso  è
  trasmesso ,  possiamo  scrivere  le osservazioni  della  Conferenza
  sono trasmesse dall'assessore al Presidente che decide in merito .

    PRESIDENTE. Questo non significa niente onorevole Savarino.

    SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. No, significa
  che  sulle osservazioni bisogna esprimersi, e quindi, non diventano
  carta straccia

    PRESIDENTE. Allora la Commissione non deve approvare?  Deve  solo
  dare pareri sulle cose, ma se approva o non approva

    SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Se approva  o
  non  approva,  ma  se  approva comunque, può  essere  approvato  lo
  stesso,  e  allora noi diamo valore alle osservazioni  sulle  quali
  bisogna esprimersi. Questo è il senso.

    GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  al
  di  là  di  qualche dissenso sul merito, che è pure normale  che  i
  colleghi possono esprimere.
    Sul  comma 4, tutto sommato, perché il procedimento è unico,  sul
  comma  4  l'integrazione dell'emendamento 21.31, già approvato  dal
  Parlamento  è  coerente,  ha  ragione  lei,  assessore  Cordaro,  è
  coerente  con i principi generali dell'ordinamento che regolano  le
  conferenze   dei  servizi,  per  cui  il  motivato   dissenso   fra
  amministrazioni, perché sono rami dell'Amministrazione regionale.
    Il  motivato  dissenso  a livello statale è  del  presidente  del
  Consiglio dei Ministri, a livello regionale è del Presidente  della
  Regione, su questo non c'è problema, perché se il motivato dissenso
  della  soprintendenza cozza col motivato dissenso  dell'assessorato
  di  un  altro  Dipartimento della Regione è corretto  che  il  capo
  dell'amministrazione,  così come prevede,  peraltro,  la  normativa
  generale, in materia di Conferenza dei servizi, decide e quindi  va
  bene  così. Non entro nel merito della scelta politica ma sul piano
  tecnico è così.
    Assessore,  il problema è che il comma 5 prevede il caso  in  cui
  la  Conferenza  di  servizio che è l'organo decisorio,  perché  già
  avendo  votato  il  comma 4, abbiamo scelto che  la  Conferenza  di
  Servizio  è l'organo decisorio e diciamo infatti: se la Conferenza,
  di  cui  al  comma  3, non approva il progetto,  cioè  se  l'organo
  decisorio  non approva il progetto  assessore il progetto  non  c'è
  più
    Perché   non   possiamo   scaricare  e  scaraventare   sul   capo
  dell'Amministrazione regionale, per esempio, assessore mi  ascolti,
  non  ci  sono soltanto i rami dell'Amministrazione regionale  nella
  Conferenza  dei  servizi, ci sono, l'Anci, sul dissenso  dell'Anci,
  decide il Presidente della Regione? Non è previsto da nessuna norma
  dell'ordinamento giuridico, statale e regionale, per cui in  questo
  caso se l'organo decisorio ha bocciato il PTR, questo torna in sede
  tecnica,  decidono  su  quelle che sono  le  osservazioni  arrivate
  dall'Anci,  da  tutti  gli  enti che  sono  stati  convocati,  come
  previsto dal comma 3 di questo articolo e rifatto il PTR, si  torna
  in  Conferenza di servizi, che rimane organo decisorio e  nel  caso
  ulteriore   di  dissenso  motivato  tra  rami  dell'Amministrazione
  regionale  è  chiaro  che  è obbligo del Presidente  della  Regione
  decidere     sul     motivato    dissenso    di    diversi     rami
  dell'Amministrazione,  ma se la conferenza  di  servizi,  ripeto  e
  chiudo,  non  ha  approvato ma  Presidente  è  così   Non  possiamo
  stravolgere i principi generali dell'ordinamento che partono  dagli
  anni '90 fino ad oggi, si è intervenuti diverse volte sia a livello
  statale, lei lo sa bene, che a livello regionale, per cui se il PTR
  è  stato  bocciato  dall'organo decisorio  il  PTR  torna  in  sede
  tecnica.

   PRESIDENTE. Presidente Musumeci, sono veramente convinto di questa
  cosa per cui secondo me andrebbe
   Sospendiamo per un minuto.
     (La seduta sospesa alle ore 18.51, è ripresa alle ore 18.54)
   La seduta è ripresa.
   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro.
   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente,  abbiamo fatto tesoro delle osservazioni dell'onorevole
  Di  Mauro,  dell'onorevole Gucciardi e dell'onorevole  Cracolici  e
  quindi   abbiamo  trovato  una  soluzione  giuridica  e   normativa
  assolutamente  coerente,  il  comma  5  viene  soppresso  e   viene
  sostituito   con   una  norma  che  prevede  la   soluzione   delle
  prescrizioni e delle osservazioni.
   PRESIDENTE. Lo leggo perché mi è arrivato adesso, quindi lo  leggo
  insieme  a  voi:   Il  comma  5  è  sostituito  dal  seguente:   Le
  osservazioni  e  le  opposizioni al PTR sono  decise,  decorsi  120
  giorni   dalla  presentazione,  dall'Assessore  regionale  per   il
  territorio  e l'ambiente con proprio decreto sentita la  competente
  Commissione  ARS   sentita, significa senza il vincolo  del  parere
  della Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    A  questo punto la soppressione del comma 5 non c'è più. Si passa
  al comma 6.

   BARBAGALLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.  Il comma 7 è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 21.30  dopo il comma  7  aggiungere  il
  seguente 7 bis', non si può fare è inammissibile.
   Il comma 8 non si può sopprimere.

   Pongo  in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
           Contenuti del piano territoriale consortile (PTC)
              e del piano della città metropolitana (PCM)

   1. Il Piano territoriale consortile (PTC), ed il piano della città
  metropolitana (PCM) sono piani con valenza strategica,  strutturale
  e  di  coordinamento  composti  prevalentemente  da  direttive,  da
  indirizzi  e dal coordinamento della pianificazione dei Comuni.  Ai
  sensi  dei  predetti  Piani,  i consorzi  dei  comuni  e  le  città
  metropolitane   definiscono  gli  obiettivi   strategici   relativi
  all'assetto  e  alla  tutela del proprio  territorio,  connessi  ad
  interessi  di  rango sovracomunale o costituenti  attuazione  della
  pianificazione  regionale  come  definita  dal   PTR   e   di   cui
  costituiscono  un  approfondimento strutturale; sono  interessi  di
  rango  sovracomunale  quelli riguardanti  l'intero  territorio  dei
  comuni  facenti  parte  del consorzio, o  comunque  quello  di  più
  comuni, e dei territori delle Città metropolitane.

   2. Il PTC ed il PCM:

   a) individuano gli elementi costitutivi del territorio delle Città
  metropolitane   o   dei  consorzi  dei  comuni,   con   particolare
  riferimento alle caratteristiche naturali, culturali, paesaggistico-
  ambientali,  geologiche, rurali, agro-silvo-pastorali antropiche  e
  storiche-archeologiche   dello  stesso;   definiscono   il   quadro
  conoscitivo   del   proprio  territorio   come   risultante   dalle
  trasformazioni avvenute, tenendo conto dei rischi naturali presenti
  sul  territorio  (sismico, idrogeologico,  vulcanico,  di  erosione
  delle coste, ecc.);

   b) definiscono le misure da adottare per la prevenzione dei rischi
  derivanti  da calamità naturali sulla base degli studi  di  cui  al
  comma 6;

   c)  dettano  disposizioni  volte ad  assicurare  la  tutela  e  la
  valorizzazione  dei  beni  ambientali  e  culturali  presenti   sul
  territorio;

   d)  indicano  le  caratteristiche generali delle infrastrutture  e
  delle attrezzature di interesse intercomunale e sovracomunale;

   e) incentivano la conservazione, il recupero e la riqualificazione
  degli insediamenti esistenti;

   f)  individuano  le  strategie  della  pianificazione  urbanistica
  fornendo indicazioni di dettaglio per ciascuno dei Comuni  e  delle
  Città   metropolitane,  al  fine  del  dimensionamento  dei   piani
  urbanistici  comunali  indicando i criteri  e  gli  ambiti  per  il
  recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente al
  fine  di  ottimizzarne  l'utilizzazione e  migliorarne  la  qualità
  complessiva  nella prospettiva del raggiungimento  del  consumo  di
  suolo  zero di cui all'articolo 32, nonché l'indicazione dei limiti
  di  sostenibilità  delle relative previsioni;  indicano  criteri  e
  modalità  per  favorire il coordinamento tra le pianificazioni  dei
  comuni e per incentivare l'associazionismo tra i comuni;

   g)   individuano   le  zone  nelle  quali  è  opportuno   proporre
  l'istituzione di aree naturali protette;

   h)   indicano,   anche   in  attuazione  degli   obiettivi   della
  pianificazione   regionale,   le  prospettive   di   sviluppo   del
  territorio;

   i)  definiscono, in coerenza con la programmazione  regionale,  la
  rete  infrastrutturale e le altre opere di interesse  sovracomunale
  nonché  i criteri per la localizzazione e il dimensionamento  delle
  stesse, in coerenza con le analoghe previsioni di carattere statale
  e regionale;

   1)  indicano  i  principi per la realizzazione di  un  sistema  di
  mobilità  sostenibile, adottando soluzioni multimodali, di mobilità
  individuale,  condivisa e pubblica, favorendo la  realizzazione  di
  reti per la mobilità dolce anche extraurbana;

   m)   contengono   gli  indirizzi  finalizzati  ad  assicurare   la
  compatibilità   territoriale  degli  insediamenti   industriali   e
  commerciali,  con particolare riferimento alle grandi strutture  di
  vendita,  verificando l'offerta sul territorio e programmandone  la
  razionalizzazione ai sensi di quanto disposto dall'articolo 5 della
  legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 e successive modificazioni;

   n)  indicano,  in coerenza con le prescrizioni del PTR,  l'assetto
  idrogeologico  del  territorio;  in  particolare:  concorrono  alla
  maggiore   definizione  del  quadro  conoscitivo   del   territorio
  regionale,  con  riguardo  ai fenomeni di  dissesto  idrogeologico,
  mediante  l'aggiornamento dell'inventario  regionale  dei  fenomeni
  franosi,  secondo i criteri e le modalità definiti  dalla  Regione;
  definiscono   l'assetto   idrogeologico   del   territorio,   anche
  attraverso  la  realizzazione  di opportuni  studi  e  monitoraggi,
  sviluppando  ed approfondendo i contenuti del PTR e  del  piano  di
  bacino  e  degli  ulteriori piani di settore, in  coerenza  con  le
  direttive  regionali  e  dell'Autorità  di  bacino;  censiscono  ed
  identificano cartograficamente, anche a scala di maggior dettaglio,
  le aree soggette a tutela o classificate a rischio idrogeologico  e
  sismico  in  coerenza  con  la  normativa  vigente,  nonché  quelle
  interessata da colture specializzate, per effetto di atti  adottati
  dalle  autorità competenti in materia; indicano, per tali aree,  le
  linee  di intervento, nonché le opere prioritarie di consolidamento
  e sistemazione e quelle di coltura specializzate.

   3.  Il  PTC  ed  il  PCM  definiscono, in  conformità  ai  criteri
  deliberati   dalla  Regione,  gli  ambiti  destinati   all'attività
  agricola  di  interesse strategico, analizzando le caratteristiche,
  le  risorse  naturali  e  le funzioni e dettando  i  criteri  e  le
  modalità per individuare a scala comunale le aree agricole,  nonché
  specifiche norme di valorizzazione, di uso e di tutela, in coerenza
  con gli strumenti di pianificazione e programmazione regionali, ove
  esistenti.

   4. Il PTC ed il PCM possono individuare ambiti territoriali per  i
  quali si rende necessaria la definizione di azioni di coordinamento
  per  l'attuazione  del  Piano.  Le  azioni  di  coordinamento  sono
  definite   dal  comune  capofila  del  consorzio  o  dal  capoluogo
  dell'area  metropolitana,  d'intesa con i  comuni  interessati,  ed
  approvate secondo le procedure stabilite dallo stesso PTC o PCM.

   5.  Il PTC ed il PCM, in conformità con le disposizioni vigenti di
  tutela e valorizzazione del paesaggio rurale ed in coerenza con  le
  attività  di programmazione e pianificazione dello sviluppo  rurale
  regionale, coordinano le trasformazioni del territorio non urbano e
  favoriscono  la definizione di sistemi territoriali rur-urbani  per
  il   rafforzamento  dei  territori  interni  e  dei   sistemi   non
  metropolitani,   eventualmente  dettagliando  e   specificando   le
  disposizioni  contenute nelle linee guida di cui  all'articolo  35,
  comma 3.

   6.  I  piani  di  cui  al  presente  articolo  prevedono  in  fase
  preliminare  e  per  i  livelli  di  pianificazione  consortile   e
  comunale, la redazione dei seguenti studi da elaborare su  apposita
  cartografia  aggiornata,  i  cui contenuti  sono  disciplinati  con
  successivi decreti assessoriali:

   a)   rapporto  ambientale  di  cui  all'articolo  13  del  decreto
  legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni,  come
  previsto dall'articolo 18;

   b)  relazione geologica di cui all'articolo 26, comma 1, lett.  a)
  del  decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207
  e successive modificazioni;

   c)  studio  agricolo forestale di cui all'articolo  3,  comma  11,
  legge regionale 30 aprile 1991, n. 15 e successive modificazioni;

   d)  studio  di  compatibilità idraulica  (invarianza  idraulica  e
  idrogeologica)  come  previsto dal vigente Piano  di  Gestione  del
  Rischio Alluvioni. .»

   PRESIDENTE.   Onorevole   Lupo,   il   suo   emendamento,   quello
  soppressivo?

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Volevo
  anticipare  ai colleghi che daremo parere positivo agli emendamenti
  22.18, 22.17, 22.16 e 22.15.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Ritiriamo i soppressivi ma certamente resta  un  tema
  sul   piano  territoriale  consortile  e  sul  piano  della   città
  metropolitana: mentre non c'è alcun dubbio che la Regione  comunque
  disponga  di supporti tecnici, informatici e risorse per affrontare
  il  piano  territoriale e regionale - ed è un argomento che  vorrei
  sottoporre  ai  colleghi e anche all'onorevole Di Mauro:  la  città
  metropolitana e il libero consorzio ma con quali risorse dovrebbero
  fare questi piani territoriali consortili?
   Da dove attingono le risorse, le professionalità,  perché la norma
  resterà inattuata ma non per un anno, signor Presidente, o cambiamo
  la norma o resteremo decenni senza il piano territoriale consortile
  e senza il piano territoriale metropolitano, perché non ci sarà una
  città  metropolitana e un libero consorzio che  sarà  in  grado  di
  definire un piano territoriale regionale, perché è chiaro che dovrà
  contrattualizzare un geologo per verificare se  ci  sono  le  fonti
  d'acqua,  dovrà  assumere o contrattualizzare un  agronomo  per  lo
  studio  agricolo-forestale, c'è il tema dell'idrogeologico,  quindi
  ma quando mai lo faranno?
   Quando c'erano le risorse alla città metropolitana - il Presidente
  della  Regione  se lo ricorda bene - passarono anni per  il  famoso
  piano  territoriale, oggi sono enti di secondo grado che non  hanno
  un  centesimo,  sarà una previsione che resterà inattuata  e  nella
  scala,   che  ha  voluto  il  centrodestra,  gerarchica  di   piano
  territoriale regionale, consortile e PUG mancherà uno  scalino  che
  renderà vano questo modello di pianificazione.
   E  questo,  Presidente, non voglio che venga fatta  una  prova  di
  forza,  lo dico serenamente per mettere davanti non soltanto l'Aula
  ma  anche  chi ci ascolta, i siciliani, sul fatto che questo  è  il
  vulnus più grosso di questo disegno di legge.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente,  mi  perdoni,  lo  so  che  non  si
  interviene  sugli  articoli già approvati ma è  per  capire  se  ho
  capito io.
   Noi,  due secondi fa, abbiamo approvato una norma che dice che  il
  PTR  è  approvato  con decreto dell'Assessore, se  non  sono  tutti
  d'accordo è approvato con decreto dell'Assessore. Abbiamo approvato
  questa norma, cioè il comma 5 e il comma 4 sono identici.
   Col comma 4 dici che approvi il PTR con un tuo decreto, sentita la
  Commissione,  e  al  comma 5 dici che approvi il  PTR  con  un  tuo
  decreto sentita la Commissione e se non sono tutti d'accordo.

                     (Intervento fuori microfono)

    Come no? Come no?
    Se  la Conferenza di cui al comma 3 approva il progetto del  PTR,
  con   decreto  dell'Assessore  è  approvato  il  PTR,  sentita   la
  Commissione .   Le  opposizioni al  PTR  sono  decise  decorsi  120
  dall'ARTA, sentita la competente Commissione .
   Che  cosa ho detto? Non ho detto la stessa cosa? Me lo dice se  ho
  sbagliato io?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Trizzino,  ho  chiesto  agli   Uffici   di
  verificare questa cosa.

   TRIZZINO. Io ho parlato in italiano, non era inglese. Giusto?

   PRESIDENTE. Grazie.
   Allora,  gli  emendamenti  soppressivi  sono  ritirati.   C'è   un
  emendamento  della Commissione, il 22.19, che è stato  distribuito.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 22.18, a firma degli onorevoli Gucciardi
  ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 22.17, a firma degli onorevoli Di  Mauro
  ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 22.16, a firma degli onorevoli Gucciardi
  ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 22.15, a firma degli onorevoli Gucciardi
  ed altri. Il parere della Commissione e del Governo è favorevole.
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli altri emendamenti sono tutti ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                             «Articolo 23
        Effetti del piano territoriale consortile e della città
                             metropolitana

   1.  Il PTC ed il PCM, in quanto piani strategici, strutturali e di
  coordinamento,   costituiscono  quadro  di   riferimento   per   la
  valutazione di compatibilità degli atti pianificatori dei Comuni  e
  di  ogni altro ente dotato di competenze che abbiano incidenza  sul
  suo  territorio. Le valutazioni di compatibilità rispetto al piano,
  sia  per  gli  atti della città metropolitana o del  consorzio  dei
  comuni  sia  per  quelli dei singoli enti locali o di  altri  enti,
  concernono  l'accertamento dell'idoneità dell'atto,  oggetto  della
  valutazione, ad assicurare il conseguimento degli obiettivi fissati
  nel piano, salvaguardandone i limiti di sostenibilità previsti.

   2.   Il  PTC  ed  il  PCM  producono  effetti  conformativi  sulla
  pianificazione  dei  Comuni. I Comuni,  entro  centoottanta  giorni
  dalla data di approvazione del Piano, si adeguano ai contenuti  del
  PTC  o  del PCM le previsioni eventualmente difformi contenute  nei
  rispettivi strumenti pianificatori».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  L'articolo 21, Presidente, come  è  facile  evincere,
  assomiglia  ed  è  della stessa natura del  20,  che  riguarda  gli
  effetti   del  Piano  territoriale  su  quello  inferiore.  Quindi,
  sull'articolo  23  andrebbero applicati le  modifiche  che  abbiamo
  fatto in modo condiviso con la Commissione all'articolo 20. Quindi,
  pregherei  anche di sospendere un minuto per riscrivere  l'articolo
  23 alla luce dell'articolo 20.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, che dice sull'argomento?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Mi faccia  fare
  un   attimo  una  lettura  rispetto  al  coordinamento  col   testo
  precedente. Un minuto soltanto.

   PRESIDENTE. Benissimo, quindi lo accantoniamo un secondo e andiamo
  avanti e lo sistemate.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Se è una cosa di un minuto aspettiamo.
   Lo  possono  fare  gli Uffici questo lavoro? Segretario  generale,
  potete  farlo  voi? Possiamo anche approvarlo con le modifiche  che
  verranno apportate
   No. Allora aspettiamo un attimo.
   Scusate, allora, gli Uffici lo stanno riscrivendo, sospendiamo due
  minuti  precisi perché eravamo ancora in seduta aperta e aspettiamo
  che gli Uffici lo preparino. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.09, è ripresa alle ore 19.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Distribuiamo questo emendamento. Lo leggo.  Colleghi,
  per favore state un attimo attenti. E' la riscrittura dell'articolo
  23.  Sarebbe  il caso che lo distribuiamo. Non posso leggere  tutto
  l'articolo. Consegniamolo velocemente.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Lei ha detto, Presidente, poco fa che i suoi Uffici  si
  sarebbero  determinati su quell'articolo 21. Posso sapere  come  si
  sono determinati?
   Lo so. Lei mi ha detto che i suoi Uffici

   PRESIDENTE. Lo vedremo dopo, alla fine della seduta. Non è che  lo
  posso vedere mentre stiamo lavorando.

   TRIZZINO.   Me  lo  deve  dire  all'articolo  55  come   si   sono
  determinati?

     PRESIDENTE. No, alla fine della seduta. Quando finisce la seduta
  lo   vedranno.  Mentre  stiamo  lavorando  qua,  non  è  possibile,
  altrimenti devo sospendere.

   TRIZZINO. Lo aspetto.

   PRESIDENTE.  Avete ricevuto l'emendamento 23.R, della Commissione.
  Il parere del Governo è favorevole.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi, l'articolo 23, di fatto, è approvato.
   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                             «Articolo 24
               Procedure di formazione del PTC e del PCM

   1.  Il  PTC  ed  il PCM sono predisposti dal Comune  capofila  del
  consorzio e presso il capoluogo della Città metropolitana, adottati
  ed approvati secondo le modalità prescritte nel presente articolo.

   2.  Ciascun Comune pubblica l'avviso di avvio del procedimento  di
  formazione del PTC o del PCM sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
  siciliana, sul sito ufficiale dei comuni consorziati o appartenenti
  all'area  metropolitana  e  su almeno un  quotidiano  a  diffusione
  regionale.  Nell'avviso sono indicate le linee guida di  intervento
  della  pianificazione  dei  rispettivi  ambiti  territoriali  ed  è
  allegato il Rapporto preliminare della VAS ai fini dell'attivazione
  delle  procedure stabilite nel decreto legislativo  n.  152/2004  e
  successive  modificazioni. E' altresì indicato il responsabile  del
  procedimento, che cura tutte le attività previste nell'articolo  6,
  comma 3.

   3. Gli enti di cui al comma 1 predispongono il progetto definitivo
  del  PTC  o  del  PCM  nei  centoottanta  giorni  successivi  e  il
  responsabile   del   procedimento   predispone   la   proposta   di
  approvazione e indice la Conferenza di pianificazione entro  trenta
  giorni.

   4. Alla Conferenza di pianificazione sono invitati a partecipare i
  rappresentanti di cui all'articolo 10. Contestualmente alla nota di
  convocazione è trasmesso ai soggetti invitati, per via  telematica,
  almeno trenta giorni prima della data fissata per la conferenza, il
  progetto  definitivo  di PTC o del PCM. Se i soggetti  partecipanti
  alla conferenza non raggiungono l'accordo sul progetto di piano, lo
  stesso è restituito per la sua rielaborazione da formalizzare entro
  sessanta giorni.

   5.  Il  responsabile  unico  del procedimento,  nei  dieci  giorni
  successivi alla conclusione dei lavori della conferenza di  cui  al
  comma  4,  trasmette al Consiglio dell'ente il progetto  definitivo
  del  piano  con  le  eventuali modifiche  apportate  in  conferenza
  rispetto  al  progetto  preliminare, e ne  propone  l'adozione  nei
  trenta giorni successivi per sessanta giorni consecutivi al fine di
  raccogliere  eventuali  osservazioni.  Trascorso  il   periodo   di
  pubblicazione,   le   eventuali   osservazioni   e   le    relative
  controdeduzioni  sono trasmesse nuovamente al  Consiglio  dell'ente
  che si determina su di esse, contestualmente approvando il progetto
  definitivo del PTC o del PCM. Il PTC o il PTM acquistano  efficacia
  il  giorno  della  pubblicazione  sulla  Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione  siciliana  dell'avvenuta  approvazione  e  successivamente
  trasmessi  all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
  per esservi depositati.

   6.  Il  PTC  ed  il PCM sono aggiornati ogni cinque anni.  Possono
  essere  modificati, integrati ed aggiornati anche prima, in seguito
  ad   osservazioni,  proposte  ed  istanze  provenienti  dai  Comuni
  dell'area  metropolitana o del consorzio o da altri  enti  pubblici
  interessati  o  da  soggetti privati rappresentativi  di  interessi
  collettivi  o diffusi, oppure se il DEF prevede una modifica  degli
  obiettivi  e  delle  strategie  di  sviluppo  del  territorio.   Le
  varianti,  le integrazioni e gli aggiornamenti del PTC  e  del  PCM
  sono  sottoposte alla stessa procedura di formazione  descritta  in
  questo articolo con i termini ridotti della metà.

   7.  Se  le Città metropolitane o i Consorzi di Comuni omettono  di
  avviare  il  procedimento  di formazione del  piano  entro  novanta
  giorni  dall'approvazione  del PTR, oppure  se  lo  avviano  e  non
  adottano o non approvano il piano stesso nei termini prescritti  in
  questo   articolo,   l'Assessorato  regionale  del   territorio   e
  dell'ambiente,  previa  diffida  a  provvedere  entro  il   termine
  perentorio  di trenta giorni, può attuare l'intervento  sostitutivo
  tramite la nomina di uno o più commissari ad acta».

   L'articolo 24 prevede una approvazione dell'emendamento  24.19,  a
  firma degli onorevoli Barbagallo ed altri.
   Intanto, onorevole Barbagallo, i soppressivi sono ritirati?

   BARBAGALLO.  Sì,  Presidente,  i soppressivi  sono  ritirati  e  a
  conferma di quanto abbiamo fatto nell'articolo 22, come vedete  qui
  le osservazioni e opposizioni sono trasmesse al Consiglio dell'ente
  che  le  decide.  Quindi,  a  maggior ragione,  abbiamo  fatto  una
  modifica  fatta bene perché il comma 5 all'articolo 24  ricalca  la
  stessa  procedura  per  le osservazioni ed opposizioni.  Quindi,  è
  coerente.  Ritiriamo i soppressivi e ho capito che  c'è  il  parere
  favorevole sul 24.19. Giusto?

   PRESIDENTE. C'è prima il 24.21, a firma della Commissione.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente,  sul  24.19  il Governo dà il  parere  favorevole  però
  chiediamo di modificare le ultime 3 parole nel senso di sostituire,
  onorevole Barbagallo,  dall'entrata in vigore della presente norma'
   all'entrta   in   vigore  del  PTR'.  Se  possiamo   fare   questo
  subemendamento.

  PRESIDENTE. Aspetti che lo dobbiamo cambiare. Un attimo solo.
  Però  prima c'è il 24.21 che avete ricevuto, della Commissione.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  24.19,  così  come  subemendato, come ha  chiesto  l'assessore
  Cordaro.  Entrata in vigore del PTR, non della seguente norma.  C'è
  il parere favorevole.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il 24.1, a firma degli onorevoli Arancio e altri è inammissibile.

   BARBAGALLO.   Presidente,  il  24.1   l'Ufficio  di   piano,   ove
  esistente

   PRESIDENTE. E' precluso. Ci sarebbe l'emendamento 24.18,  a  firma
  degli onorevoli Palmeri ed altri, e c'è parere favorevole.
   Intanto c'è l'emendamento 24.20, della Commissione. Il parere  del
  Governo è favorevole.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sull'emendamento 24.18.

   BARBAGALLO. Presidente, vogliamo sentire il Governo.

   PRESIDENTE. Si sta riscrivendo. C'era scritto Assessore agli  enti
  locali.
   Onorevole  Barbagallo, c'è una discordanza tra i  240  giorni  che
  scrive lei e i 90 del comma 7. Quindi, o li portiamo tutti e due  a
  90.   Li   portiamo  a  90  tutti  e  due?  E  allora   correggiamo
  l'emendamento. Lo modifichiamo con il 117.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Sul comma 5, da quello che ho capito, stiamo facendo una
  riscrittura?  Se  posso proporre, secondo me  il  passaggio  "e  ne
  propone  l'audizione  nei  trenta giorni  successivi  per  sessanta
  giorni  consecutivi"  non si capisce molto  il  senso.  Lo  abbiamo
  capito che ci sono sessanta giorni per le osservazioni, ma andrebbe
  riscritto. A che scriviamo questo comma, a che ci siamo,  chiariamo
  questo passaggio perché secondo me è poco chiaro.

   PRESIDENTE. Si può scrivere meglio, effettivamente.

   TRIZZINO.  Poi  io  sono  contrario al  24.18  perché  secondo  me
  allunghiamo  il  procedimento, lo dico a nome del Movimento  Cinque
  Stelle.

   PRESIDENTE. Lo stanno modificando però. Non so se il senso
   Nell'emendamento  che abbiamo approvato dell'onorevole  Barbagallo
  abbiamo  sostituito, quindi dobbiamo riapprovarlo tutti, la  parola
  "i  240  giorni"  con  "90  giorni". Quindi  questo  è  considerato
  approvato da tutti.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Il   tema
  sottolineato  dall'onorevole  Trizzino,  viene  fatto   salvo   con
  l'emendamento, proposto dalla Commissione, 24.20.

   PRESIDENTE. Mi scusi, quello che abbiamo approvato.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, sì.  Volevo
  tranquillizzare l'onorevole Trizzino in questo senso.  Mentre,  sul
  24.18 la Commissione ritiene di valutare positivamente il principio
  della  ponderazione  del  voto per salvaguardare  i  comuni  minori
  rispetto  ai  comuni  più grandi. Però,  so  che  c'è  da  fare  un
  aggiustamento,  quindi, siamo nel senso di approvare  l'emendamento
  dell'onorevole Palmeri con un aggiustamento perché ci sono delle

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Il 24.18 come concetto è giusto perché salvaguardiamo,
  forse c'è qualche problema.

   PRESIDENTE.  Sì, lo stiamo riscrivendo, lo stiamo aggiustando.  E'
  complesso, lo distribuiamo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Volevo sottolineare, a proposito di questo articolo, una
  norma  che  mi permetto di dire che è innovativa e coraggiosa,  che
  risolve  finalmente  un  dilemma che  è  relativo  al  comma  6,  a
  proposito  delle  modifiche del PTC o del PCM, che sono  aggiornati
  ogni  cinque  anni.  Finalmente, con una  norma  chiara,  assessore
  Cordaro,  viene  indicata la possibilità che  le  varianti  possono
  anche  essere  chieste  da  soggetti  privati  rappresentativi   di
  interessi  collettivi  o diffusi, oppure  se  il  DEF  prevede  una
  modifica  degli  obiettivi  e  delle  strategie  di  sviluppo   del
  territorio. Questa è una norma intelligente, che consente una volta
  per  tutte  di dipanare tutti gli equivoci che possono  esserci  in
  ordine  agli interessi privati che vengono sottoposti e che  toglie
  il   tecnico   comunale  e  il  consiglio  comunale  da   eventuali
  responsabilità. E' giusto dare atto, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Mauro, ma lei perché  sottolinea
  che   questa  è  una  norma  intelligente,  sono  tante  le   norme
  intelligenti che sono state fatte.
   L'abbiamo distribuito quell'emendamento?
   Vorrei  avvertire l'onorevole Cracolici che staremo  massimo  fino
  alle 20.45, nel suo interesse, nel suo esclusivo interesse.
   Allora,  onorevole  Savarino  e  onorevole  Cordaro,  gli   Uffici
  giustamente  mi  dicono  che se non sono  stabiliti  i  criteri  di
  ponderazione  non  possiamo, quindi o  ci  fermiamo  per  stabilire
  questo,  oppure il mio suggerimento, onorevole Palmeri, è  che  lei
  faccia  un  ordine del giorno e il Governo lo recepisca  ovviamente
  favorevolmente  sistemandolo poi loro, perché  altrimenti  oggi  ci
  dovremmo

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  ambiente.  Sì,  do  la
  conferma   perché   diventa  complicato  inserirlo   nel   contesto
  normativo,  per  cui sin da questo momento non come raccomandazione
  ma  come ordine del giorno, l'onorevole Palmeri lo prepari  che  lo
  apprezzeremo e lo approveremo.

   PRESIDENTE. Credo che sia necessario, onorevole, per cui la invito
  al ritiro dell'emendamento.
   L'emendamento è ritirato. Pongo in votazione l'articolo 24. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25
        Contenuti del Piano urbanistico generale comunale (PUG)

   1.  Il  Piano  urbanistico generale comunale (PUG) è lo  strumento
  generale  di governo del territorio comunale con il quale i  Comuni
  programmano e disciplinano, conformemente alle disposizioni del PTR
  e  del  PTC  o  del  PCM nonché dei vigenti piani  di  settore  con
  finalità  di  tutela dell'ambiente, del paesaggio e  delle  risorse
  naturali,  le  attività di tutela, valorizzazione e  trasformazione
  urbanistico-edilizia  dell'intero  territorio  comunale,   mediante
  disposizioni  che  incidono direttamente sul regime  giuridico  dei
  suoli.

   2.  L'adozione  del PUG è obbligatoria per tutti  i  Comuni  della
  Regione.  Le  sue previsioni hanno efficacia a tempo indeterminato,
  fatta  eccezione  per i vincoli preordinati all'espropriazione,  la
  cui efficacia è di cinque anni.

   3. Il PUG, in particolare:

   a)   specifica  gli  obiettivi  da  perseguire  nel  governo   del
  territorio comunale e gli indirizzi per l'attuazione degli  stessi,
  in   coerenza   con   quelli   individuati   nella   pianificazione
  sovraordinata;

   b)  definisce  gli elementi del territorio urbano  ed  extraurbano
  raccordando  la previsione di interventi di trasformazione  con  le
  esigenze  di  salvaguardia  delle risorse naturali,  paesaggistico-
  ambientali,  agro-silvo-pastorali e storico-culturali  disponibili,
  nonché i criteri per la valutazione degli effetti ambientali  degli
  interventi stessi;

   c)  determina i fabbisogni insediativi e le priorità relative alle
  opere  di  urbanizzazione  in coerenza con  quanto  previsto  nella
  pianificazione sovracomunale;

   d)  stabilisce la suddivisione del territorio comunale in  ambiti,
  individuando le aree non suscettibili di trasformazione;

   e)  indica le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili  nei
  singoli ambiti, garantendo la tutela e la valorizzazione dei centri
  storici nonché lo sviluppo sostenibile del territorio comunale;

   f)    promuove   l'architettura   contemporanea   e   la   qualità
  dell'edilizia  pubblica  e privata, prevalentemente  attraverso  la
  previsione  del ricorso a concorsi di progettazione per particolari
  interventi di opera pubblica;

   g)  disciplina  i  sistemi di mobilità di beni  e  persone,  dando
  priorità  ai  sistemi del trasporto pubblico e alla mobilità  dolce
  (pedonale e ciclabile);

   h)  assicura  la  piena  compatibilità delle  previsioni  in  esso
  contenute  rispetto all'assetto idrogeologico e geomorfologico  del
  territorio  comunale, così come risultanti da apposite indagini  di
  settore  preliminari alla redazione del Piano di  cui  al  comma  1
  dell'articolo 26, introducendo nelle norme di attuazione le  misure
  individuate nello studio di compatibilità idraulica;

   i)  precisa il perimetro, le destinazioni d'uso e le regole per la
  trasformazione  o  conservazione  delle  aree  urbanizzate   e   da
  urbanizzare;

   l) annovera i beni paesaggistici, ambientali, culturali e storico-
  architettonici  da sottoporre a tutela e ne specifica  il  relativo
  regime  normativo  compatibile con  la  tutela  di  cui  al  D.lgs.
  42/2004, anche nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico e  nei
  manufatti sottoposti a vincolo storico-artistico;

   m)  precisa le modalità di intervento sui tessuti urbani  storici,
  sulla  base  di specifiche elaborazioni riferite alla conservazione
  del  contesto  fisico-spaziale  e  socio-economico  che  consentano
  interventi edilizi diretti senza che queste prefigurino vincoli  di
  natura  paesaggistica  o  monumentale di cui  al  Codice  dei  beni
  culturali;

   n)  stabilisce i parametri quantitativi, qualitativi e  funzionali
  da  rispettare  negli  interventi edilizi in relazione  ai  diversi
  ambiti    insediativi,    nel   rispetto   delle    caratteristiche
  geomorfologiche,  idrogeologiche,  sismiche  e  paesaggistiche  dei
  luoghi,   valorizzandone  il  rapporto  con  gli  ambienti   urbani
  preesistenti, e fissando standard di qualità ecologica,  ambientale
  e architettonica;

   o) identifica le aree che per particolare complessità, consistenza
  e   rilevanza  devono  essere  disciplinate  da  piani  urbanistici
  attuativi;

   p) alla luce dei principi di contenimento del consumo di suolo, in
  conformità  con  la programmazione dello sviluppo  rurale  e  delle
  indicazioni di livello intermedio e con le disposizioni di tutela e
  valorizzazione  del paesaggio rurale, disciplina le  trasformazioni
  del   territorio   rurale,  nel  rispetto  di   quanto   prescritto
  all'articolo 35;

   q)  individua  le  aree  e  gli edifici a rischio,  precisando  le
  diverse modalità di prevenzione e protezione;

   r)   stabilisce  le  modalità  di  localizzazione  nel  territorio
  comunale  delle  attività  produttive con  particolare  riguardo  a
  quelle di tipo commerciale in coerenza con le previsioni dei  piani
  sovracomunali;

   s)  localizza  le  attrezzature ed i servizi relativi  ai  diversi
  ambiti  di  intervento  e  specifica le reti  delle  infrastrutture
  riferite anche alla pianificazione sovraordinata.

   4. Il PUG inoltre:

   a)  tiene conto delle risorse e potenzialità economiche dirette ed
  indirette  e  definisce un quadro di coerenza  e  priorità  per  la
  redazione  del programma pluriennale delle opere pubbliche  di  cui
  costituisce premessa giuridica obbligatoria;

   b)  recepisce  e  coordina  a  livello  comunale  le  disposizioni
  derivanti da piani di settore di qualsiasi livello aventi rilevanza
  territoriale;

   c) prevede meccanismi di perequazione e compensazione urbanistica,
  con  il  duplice  obiettivo di assicurare  una  maggiore  equità  e
  agevolare la realizzazione dei servizi e delle infrastrutture;

   d)   prevede,  a  fronte  di  benefici  pubblici  aggiuntivi,  una
  disciplina  di  incentivazione  per  interventi  finalizzati   alla
  riqualificazione   urbanistico-ambientale  ed  alla   rigenerazione
  urbana e territoriale, anche ai fini della promozione del risparmio
  energetico e della sicurezza sismica.

   5.  Il PUG, all'interno degli ambiti territoriali individuati  nel
  PTR,  definisce  il  perimetro  degli  insediamenti  esistenti   in
  condizione di degrado o in assenza di qualità, al fine di:

   a) realizzare un'adeguata urbanizzazione primaria e secondaria;

   b)  rispettare  gli  interessi  di carattere  storico,  artistico,
  archeologico, paesaggistico-ambientale ed idrogeologico;

   c)  realizzare  un  razionale inserimento territoriale  ed  urbano
  degli insediamenti.

   6.  Il  PUG  può  subordinare  l'attuazione  degli  interventi  di
  recupero urbanistico ed edilizio degli insediamenti, perimetrati ai
  sensi  del  comma 5, alla redazione di appositi Piani  di  recupero
  (PRU),  il  cui  procedimento  di formazione  segue  la  disciplina
  prevista  per i Piani particolareggiati attuativi (PPA) di  cui  al
  Capo III del Titolo VIII.

   7.  Il PUG si articola in una parte strutturale strategica ed  una
  parte operativa cui si applicano le disposizioni di cui al comma  3
  dell'articolo   19.  L'Assessorato  regionale  del   territorio   e
  dell'ambiente emana entro sessanta giorni dalla data di entrata  in
  vigore  della  presente legge le linee guida per la  redazione  del
  PUG, con particolare riferimento ai seguenti punti:

   a) relazione su criteri, finalità e contenuti;

   b)  norme  tecniche  di  attuazione (NTA)  riguardanti  interventi
  edilizi    di    nuova    costruzione,   manutenzione,    recupero,
  trasformazione e sostituzione edilizia, le attività produttive,  il
  mantenimento e lo sviluppo dell'attività agricola;

   c)  rappresentazioni  cartografiche dello  stato  di  fatto  e  di
  progetto,  di scala adeguata, in conformità alle basi cartografiche
  del  SITR, a scala 1:2000 o a denominatore inferiore per il  centro
  urbano e le frazioni abitate.

   8.  La definizione degli interventi e procedure relative ai titoli
  abilitativi edilizi è riprodotta nel regolamento edilizio  comunale
  (REC) di cui all'articolo 28».

   I soppressivi?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, prima di dichiarare se ritiriamo  i
  soppressivi  vorremmo sentire il Presidente della  Commissione  che
  cosa propone sui nostri emendamenti.

   PRESIDENTE.  Sì, c'è il 25.28 glielo dico io, che è approvato.  E'
  approvato  il  25.36,  poi  è approvato il  25.37,  c'è  il  parere
  favorevole  non  approvato, il 25.30, il 25.1,  il  25.31  e  credo
  basta. No no qua ancora, il 25.35, il

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Presidente,
  vuole che faccia io il mio lavoro?

   PRESIDENTE.  Un  attimo che glielo diciamo  visto  che  ce  li  ho
  scritti,  e  si rimetterà all'Aula sul 25.2, il 25.38 è favorevole,
  il 25.27 è favorevole, così' come il 25.3, e basta. E' finito.

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. E' il  massimo
  sforzo possibile, poi ci sono alcuni emendamenti che chiederemo  di
  spostare  sul disegno di legge edilizia, quindi non sarà un  parere
  negativo ma più conveniente che sia

   PRESIDENTE. Il 25.39 chiederà di spostarlo.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e relatore.  Sì,  sia  il
  25.33 che il 25.39.

   PRESIDENTE. Sì, ha ragione, il 25.33 e il 25.39.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho  fatto  il
  25.39  e  ho  proposto  e  depositato e sono  d'accordo  che  passi
  all'edilizia.

   PRESIDENTE. Benissimo, quindi, questo consideriamolo già.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, parlo di una cosa  su  cui  non  ho
  fatto  emendamento e chiedo il Governo di valutarlo perché potrebbe
  essere  una  novità della pianificazione urbana nelle nostre  città
  che  non  solo  semplifica  ma  che  aiuta  anche  a  farle  perché
  costerebbe anche molto meno. Io, con l'esperienza che mi sono fatto
  nell'epoca in cui ho fatto il consigliere comunale, so che fare  un
  piano  urbanistico  generale, una variante  generale,  è  una  cosa
  complessa  e complicata. Penso, però, che in parte sia una  perdita
  di  tempo perché spesso le varianti generali si occupano delle aree
  già urbanizzate, delle aree già edificate, delle aree dove ci sono,
  diciamo,   c'è   un   esistente  che  impedisce   qualunque   altra
  destinazione.
   Allora,  penso che così come prevediamo con l'articolo 25 il  PUG,
  cioè  il Piano urbanistico generale, con le stesse identiche,  come
  dire, competenze del PUG, un comune può ad esempio decidere di fare
  un  piano urbanistico di ambito che possa essere chiamato PUA o  un
  Piano   urbanistico  particolareggiato,  che   non   è   il   piano
  particolareggiato esecutivo, che è un'altra cosa,  cioè  consentire
  ai comuni di potere pianificare solo parti del proprio territorio.
   Credo  che  questa  sia  una  norma  che  avrebbe  un  effetto  di
  semplificazione   oltre  che  di  efficacia  della   programmazione
  urbanistica.   Ripeto,  non  ho  fatto  emendamento.   Per   ambiti
  territoriali, diciamo, omogenei ma nel senso non generali.
   Allora,   se   il  Governo  dovesse  condividere  questa   ipotesi
  chiaramente ha necessità di approfondirlo sul piano della  coerenza
  con  il  PUG  ma  io definisco, come dire, il piano urbanistico  di
  ambito  un piccolo PUG, nella logica cioè di intervenire in  quella
  parte  di  territorio  di  cui  una città  ha  bisogno  di  poterlo
  programmare  per  fare servizi, per fare quello che  serve  in  una
  città  moderna.  E'  una proposta che lancio;  sarebbe  questa  una
  novità importante per la pianificazione della Regione.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Grazie, Presidente. E' sicuramente un tema  quello  che
  propone  l'onorevole  Cracolici, che  va  chiaramente  approfondito
  perché  se  lo  fai da ambito i tempi devono essere  più  brevi  di
  quelli  di un PUG ordinario. E' un tema sul quale si può discutere.
  Dico,  va  anche  detto  che la norma all'articolo  26,  comma  19,
  stabilisce  che il piano vada aggiornato perché il PUG  è  a  tempo
  indeterminato, però va aggiornato. Onorevole Cracolici,  ragioniamo
  insieme. L'aggiornamento del PUG potrebbe essere l'aggiornamento di
  un   ambito.  Quindi,  qualora  si  volesse  fare  questo  tipo  di
  ragionamento lo si potrebbe agganciare all'articolo 26,  comma  19,
  dove  si  dice  che  ogni cinque anni il PUG  va  aggiornato  se  è
  necessario.
   L'aggiornamento  potrebbe  essere  un  ambito.  Dico,  con  questa
  interpretazione, non sarebbe nemmeno necessario intervenire  perché
  se  il comune si rende conto che quell'ambito va aggiornato lo  fa,
  punto  e  basta.   Se  lo vogliamo stabilire,  a  priori,  possiamo
  intervenire  in  quel comma perché comunque il principio  e  quello
  della  71 del  78 che il piano non scade, tranne i vincoli,  perché
  quelli scadono però va aggiornato ogni cinque anni. Se si deve fare
  questo ragionamento, se siamo tutti d'accordo, lo possiamo inserire
  lì che, nelle more dell'aggiornamento, se il consiglio comunale, la
  Giunta  si  rende  conto  che è necessario fare  l'ambito,  propone
  l'aggiornamento  di quel singolo ambito, però, è  un  tema  che  va
  chiaramente definito perché è ovvio che il PUG ha dei tempi che non
  sono  brevissimi. Se devi fare l'ambito devi ridurre  sensibilmente
  quei tempi. E' un tema sul quale si può ragionare insieme.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, che dite voi perché se lo vogliamo
  fare  ci fermiamo dieci minuti perché una cosa interessante. Ditemi
  voi, fatemi sapere.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  quello  che
  volevo dire è che questa proposta dell'onorevole Cracolici mi trova
  assolutamente d'accordo.

   PRESIDENTE. Sì, anche a me, devo dire

   COMPAGNONE.  Devo dire che urbanisti bravi mi hanno  sempre  detto
  che è così, anziché impelagarsi e fare dei piani regolatori, se  si
  dà  la possibilità, anche legandolo all'altro articolo, di fare dei
  piani attuativi è una cosa intelligente.

   PRESIDENTE.  Siccome sembra intelligente anche a me  e  poi  avrei
  comunque  un'esigenza,  siccome ho un'esigenza  personale  sospendo
  cinque minuti, intanto voi ci riflettete e arrivo subito.

     (La seduta sospesa alle ore 19.31, è ripresa alle ore 19.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi hanno detto che stanno facendo
  le copie e verranno distribuite.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  stiamo  trovando  una  soluzione  per  raccogliere  la
  proposta  dell'onorevole  Cracolici, ma la inseriamo  nell'articolo
  26, al comma 19 con un 19 bis.

   PRESIDENTE.  Quindi  possiamo andare  avanti  con  l'articolo  25.
  Onorevole Barbagallo, ho comunicato quali sono gli emendamenti  che
  il Governo è disponibile a dichiararsi favorevole.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, ritiriamo tutti i soppressivi.

   PRESIDENTE. L'emendamento 25.26 è precluso.
   Si passa all'emendamento 25.28. C'è il parere favorevole. Lo pongo
  in votazione.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  25.32  e  25.36 sono  identici;  c'è  il  parere
  favorevole  e  consideriamo precluso il  25.32  mentre  votiamo  il
  25.36. Il parere della Commissione?

   BARBAGALLO. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 25.6 è nel testo e poi nell'emendamento 25.35  della
  Commissione. Votiamo direttamente quelli favorevoli.
   L'emendamento 25.29 è inammissibile.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, mi stranizza l'inammissibilità  alla
  luce  del fatto che ci siamo limitati a citare l'articolo  152  del
  Codice degli appalti, che dice che il concorso di progettazione per
  tutte  le opere pubbliche è previsto. Quindi, non capisco il motivo
  per il quale sia stato dichiarato inammissibile.

   PRESIDENTE. Non può essere un obbligo, però. E' previsto,  ma  non
  può essere un obbligo.

   TRIZZINO.  No,  no,  noi  non lo mettiamo come  obbligo,  promuove
  l'architettura mica è un obbligo.

   PRESIDENTE.  Se dice  tutti gli interventi  vuol dire che  diventa
  obbligatorio.

   TRIZZINO. No, promuove l'architettura contemporanea e il  concorso
  di  progettazione  per tutti gli interventi, ma è  una  promozione,
  mica   un  obbligo.  Se  avessimo  detto  è  obbligatorio,   oppure
  utilizzando il verbo al presente sarebbe stato obbligatorio  ma  la
  promozione, qualora uno lo volesse fare lo fa, se non lo vuole fare
  non lo fa.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Trizzino,  siccome  il  punto   f)   dice
   prevalentemente attraverso la previsione dei concorsi  nel momento
  in  cui  mettiamo per tutti prevalentemente significa  che  diventa
  obbligatorio.
   Si passa all'emendamento 25.37.
   Con  il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
  in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 25.5 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 25.30.
   Con  il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
  in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.1.
   Con  il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
  in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.31.
   Con  il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
  in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.35, a firma dell'onorevole Fava.
   Con  il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
  in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.2. Il Governo si rimette all'Aula?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Il  25.35
  dell'onorevole Fava?

   PRESIDENTE. Sì.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, io avevo un'indicazione.

   PRESIDENTE.  Mi  dicono  gli  Uffici  che  è  solo  una   migliore
  formulazione.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Va  bene.  Ne
  prendo atto.

   PRESIDENTE.   Invece   il   Governo  si   rimette   all'Aula   per
  l'emendamento 25.2?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, gli
  Uffici   mi  sconsigliano  di  dare  parere  favorevole.  L'abbiamo
  studiato, però..

   PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento 25.2?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Del  25.2.
  Chiederei  all'onorevole Barbagallo di ritirarlo. E'  un  fatto  di
  coerenza, rischiamo di fare un danno all'articolo.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 25.16 è precluso.
   Si passa all'emendamento 25.38. C'è il parere favorevole.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Su questo articolo c'è un dibattito. Apprezzo il  parere
  positivo,  ma io lo ritiro. E c'è un motivo. Noi abbiamo presentato
  un  emendamento  aggiuntivo che modifica - l'ha presentato  la  mia
  collega  Campo - e quindi le chiedo, nel momento in  cui  si  dovrà
  discutere di emendamenti aggiuntivi, di considerarlo, alla luce del
  fatto  che  abbiamo avuto il parere positivo del  Governo,  sarebbe
  incoerente, segue la logica di questo emendamento nel senso  che  -
  l'emendamento la mia collega Stefania Campo magari potrà  spiegarlo
  meglio  di  me  -  interviene nel senso della  legge  che  è  stata
  approvata nella passata legislatura sui centri storici.
   E'  un tema che rientra a piè pari in questo testo, tra l'altro  è
  stato  discusso  in  Commissione ambiente poi per  i  tempi  legati
  all'approvazione  di presentazione degli emendamenti  non  è  stato
  discusso, quindi è inserito come aggiuntivo.
   Io ritiro questo emendamento, perché ho interesse a discuterlo nel
  momento in cui verrà trattato l'aggiuntivo.

   PRESIDENTE. Abbiamo questo emendamento?

   TRIZZINO.   Noi   non  l'abbiamo  ancora  avuto,  però   l'abbiamo
  depositato.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevole   Trizzino,   onorevole   Campo,   ma    se
  l'emendamento aggiuntivo è già nel fascicolo, e voi  lo  date  alla
  Presidenza,   mi   pare  più  coerente,  se   riguarda   il   testo
  dell'articolo, che votiamo l'aggiuntivo in sostituzione di  questo,
  dopo averlo ovviamente apprezzato.

   PRESIDENTE. Secondo me sarebbe meglio votare questi ed evitare gli
  aggiuntivi.   Però  l'onorevole  Campo  dovrebbe  parlare   su   un
  emendamento che ancora non esiste. Io mi creo troppi problemi.  Lei
  lo ha ritirato questo? Ne parleremo al momento degli aggiuntivi. Va
  bene questo è ritirato.
   L'emendamento 25.33 è stralciato.
   Si  passa  all'emendamento 25.27. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  25.3. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 25.39 è stralciato.
   L'emendamento  25.40 è rinviato all'articolo  35,  quindi  poi  lo
  dobbiamo aggiungere all'articolo 35.
   Pongo  in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                                Art. 26.
              Procedimento di formazione ed approvazione
                   del PUG e delle relative varianti

   1.  Il  PUG  è  redatto dal Comune ed è adottato ed approvato  dal
  Consiglio  comunale  secondo la procedura di  seguito  specificata,
  sulla   base  delle  direttive  impartite  dalla  Giunta   comunale
  attraverso apposito atto di indirizzo. La progettazione del PUG può
  essere   affidata,   ove  necessario,  a  professionisti   all'uopo
  incaricati  e  consulenti,  che siano  qualificati  in  materia  di
  pianificazione urbanistico-territoriale, anche mediante il  ricorso
  a concorsi di progettazione. Sono obbligatori e propedeutici al PUG
  gli  studi  agricolo-forestale (SAF) e  geologico  con  particolare
  riferimento   agli  aspetti  idrogeologici  e   dello   studio   di
  compatibilità  idraulica di cui al Piano di  Gestione  del  rischio
  alluvioni  e  per come previsto dal Piano stralcio  di  bacino  per
  l'assetto  idrogeologico della Regione siciliana (P.A.I.),  redatti
  da   professionisti   incaricati   nell'ambito   delle   rispettive
  competenze.

   2.  I  Comuni possono tra loro associarsi o concludere convenzioni
  aventi  ad  oggetto la pianificazione complessiva e coordinata  dei
  rispettivi territori e possono provvedere alla formazione del piano
  in  forma  associata. A tal fine designano un  comune  capofila  al
  quale   compete  l'applicazione  delle  procedure  descritte  nella
  presente  legge  e formulano l'atto di indirizzo da  porre  a  base
  della pianificazione.

   3.  Il  responsabile del procedimento, all'uopo nominato, pubblica
  nell'albo pretorio e sul sito web del Comune un avviso di avvio del
  procedimento  di formazione del PUG. Nei successivi  trenta  giorni
  chiunque  può avanzare proposte e formulare suggerimenti secondo  i
  criteri  e  le  modalità  fissate  nell'avviso;  a  tal  fine,   il
  responsabile  del  procedimento, nello  stesso  periodo  di  trenta
  giorni, individua le modalità con le quali consultare e coinvolgere
  soggetti  pubblici  e privati ed i rappresentanti  degli  ordini  e
  collegi  dei  professionisti che per loro specifiche  competenze  e
  responsabilità  sono  interessati  al  piano,  eventualmente  anche
  attraverso la costituzione di un forum per le consultazioni.

   4.   Entro   il   termine  di  sessanta  giorni   dall'avvio   del
  procedimento,  il  Comune,  tenendo conto  dell'atto  di  indirizzo
  dell'amministrazione  e  dei  contributi  eventualmente  pervenuti,
  elabora un documento preliminare del PUG che:

   a)   esplicita  le  modalità  da  seguire  per  l'elaborazione  di
  disposizioni  sull'uso  del suolo tenuto  conto  delle  indicazioni
  contenute nei piani e programmi sovraordinati;

   b)  definisce  un  quadro  generale delle  criticità  territoriali
  connesse  alle  caratteristiche geologiche e  sismiche  ed  all'uso
  agricolo del suolo;

   c)   descrive   le   principali  problematiche   urbanistiche   ed
  insediative  da  risolvere nel breve e nel medio  periodo,  tenendo
  conto  delle  criticità territoriali, e stabilisce il quadro  delle
  priorità;

   d)  individua,  in  linea generale, limiti  e  condizioni  per  lo
  sviluppo sostenibile del territorio comunale;

   e)  individua gli obiettivi da raggiungere nel medio e  nel  lungo
  periodo   ed   identifica  le  risorse  economiche  e   finanziarie
  disponibili o attivabili;

   f) descrive le risorse territoriali e naturali e identifica i beni
  culturali  e  paesaggistici  da  considerare  quali  invarianti   e
  determinanti le scelte di sviluppo;

   g)  descrive nelle linee generali gli interventi da prevedere  nel
  PUG   e  individua  le  aree  oggetto  di  Piano  particolareggiato
  attuativo (PPA);

   h)  contiene  il  rapporto  preliminare della  VAS  sui  possibili
  effetti ambientali del PUG;

   i) perimetra le aree nelle quali possono essere rilasciati singoli
  titoli  abilitativi, ovvero alla approvazione  di  piani  attuativi
  prima  della  definitiva approvazione del PUG, ed  in  questo  caso
  specifica gli indici ed i parametri da applicare;

   l)   definisce  la  valutazione  economica  di  massima   per   la
  realizzazione   delle  infrastrutture  principali,   nonché   delle
  principali opere pubbliche previste nel PUG;

   m) indica le aree ed i progetti urbani dove promuovere il concorso
  di  progettazione  o il concorso di idee, nonché le  trasformazioni
  urbane  che  devono essere sottoposte a processi  di  progettazione
  partecipata con particolare riferimento agli interventi di riuso  e
  di rigenerazione urbana.

   5. Nel documento preliminare sono altresì perimetrate le parti del
  territorio  comunale nelle quali, per garantire  il  raggiungimento
  degli   obiettivi  del  Piano  che  potrebbero  essere  compromessi
  dall'applicazione  delle  pregresse  previsioni   urbanistiche,   è
  sospeso il rilascio di singoli titoli abilitativi a far data  dalla
  delibera   di   adozione   del   progetto   preliminare   e    sino
  all'approvazione del PUG.

   6.  Entro i dieci giorni successivi alla definizione del documento
  preliminare,   il  responsabile  del  procedimento   trasmette   al
  Consiglio  comunale, o ai Consigli comunali nel caso  di  Piano  in
  forma  associata, il documento preliminare del PUG  e  la  relativa
  proposta di deliberazione, unitamente al rapporto preliminare della
  VAS  ed agli eventuali contributi pervenuti, che il comune è tenuto
  a   valutare.   Le  determinazioni  del  Consiglio  comunale   sono
  deliberate  entro  il  termine perentorio di  trenta  giorni  dalla
  ricezione della proposta di delibera.

   7.  Il  documento  preliminare adottato  dal  Consiglio  comunale,
  compresi  gli elaborati tecnici valutati ed il rapporto preliminare
  della  VAS,  nonché le motivazioni delle decisioni  assunte,  entro
  dieci giorni dalla sua adozione è reso pubblico attraverso il  sito
  web  del  comune  e  dell'Assessorato regionale  del  territorio  e
  dell'ambiente e per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Regione
  siciliana

   8.  L'adozione  del  documento preliminare di  PUG  da  parte  del
  Consiglio   comunale  comporta  l'applicazione  delle   misure   di
  salvaguardia sulle aree specificate nel comma 5, che operano per un
  periodo  non  superiore a tre anni non prorogabili  a  partire  dal
  momento dell'assunzione dell'atto deliberativo di adozione.

   9.  Sulla  base  del documento preliminare adottato dal  Consiglio
  comunale  è  redatto  nel  termine di novanta  giorni  il  progetto
  definitivo  del  PUG.  Al fine di garantire  la  partecipazione  al
  processo decisionale ed avviare le procedure di consultazione e  di
  acquisizione dei necessari pareri sul progetto definitivo del  PUG,
  il  responsabile del procedimento, entro dieci giorni dalla data di
  consegna  degli  elaborati, indice la Conferenza di  pianificazione
  prevista dall'articolo 10, fissandone la prima seduta non oltre  il
  trentesimo  giorno  a  partire dalla  data  di  convocazione.  Alla
  Conferenza  di  pianificazione  sono  invitati  tutti  i   soggetti
  pubblici  che  per legge sono chiamati a rilasciare pareri,  nulla-
  osta,  autorizzazioni o altri atti di assenso comunque  denominati,
  tra  cui  i  rappresentanti dell'Ufficio del Genio Civile  e  della
  Soprintendenza  per  i  BB.CC.AA. competenti  per  territorio,  del
  Dipartimento dell'urbanistica, dell'ARTA, dell'autorità  competente
  in  materia di VAS, l'Autorità di bacino, nonché gli altri soggetti
  pubblici competenti in materia ambientale.

   10.  Il  progetto  di PUG, con i relativi elaborati  ed  allegati,
  compreso  il rapporto ambientale e la relativa sintesi non tecnica,
  h  messo  a  disposizione degli enti e soggetti convocati  mediante
  pubblicazione  nel  sito web del Comune e dell'ARTA  almeno  trenta
  giorni prima della data fissata per la conferenza.

   11. Nel caso di pianificazione in forma associata, alla Conferenza
  di  pianificazione  oltre  al  rappresentate  nominato  dal  Comune
  capofila,  partecipano anche i rappresentanti  di  tutti  i  Comuni
  associati.  I  soggetti competenti in materia  ambientale  invitati
  alla  Conferenza sono individuati dai Comuni sulla base dei criteri
  specificati nel documento metodologico.

   12.  La  Conferenza di pianificazione si conclude  entro  sessanta
  giorni  dall'insediamento con la sottoscrizione di  un  Accordo  di
  pianificazione,  che  costituisce anche certificazione  di  qualità
  progettuale  e  ambientale  del piano e sostituisce,  a  tutti  gli
  effetti,  qualsiasi  altro  esame  o  parere  preventivo  di  enti,
  amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali  in
  materia urbanistica, territoriale, paesaggistica, ambientale  e  di
  sicurezza sismica. Nel caso in cui la Conferenza si pronunci per la
  rielaborazione  del  PUG,  il  piano è  restituito  al  Comune  che
  provvede  a  rielaborarlo  entro il  termine  di  sessanta  giorni;
  qualora siano richieste modifiche alle previsioni del Piano, queste
  sono  introdotte  entro  il  termine  di  trenta  giorni.  Il   PUG
  rielaborato  o  modificato è sottoposto alla stessa  Conferenza  di
  pianificazione che si pronuncia definitivamente entro trenta giorni
  dalla consegna delle modifiche.

   13.  Entro  il  termine  di  dieci  giorni  dalla  chiusura  della
  Conferenza  di  pianificazione,  il responsabile  del  procedimento
  provvede alla pubblicazione di un avviso nell'Albo pretorio,  nella
  Gazzetta  Ufficiale  della Regione siciliana e  nel  sito  web  del
  Comune  e dell'ARTA. Provvede altresì a mettere a disposizione  del
  pubblico   il   documento   di   sintesi   della   Conferenza    di
  pianificazione,  il  progetto  del  PUG  ed  il  relativo  rapporto
  ambientale con la Sintesi non tecnica mediante il deposito presso i
  propri  uffici di copia cartacea e la pubblicazione della  versione
  digitale sul sito web del comune e dell'ARTA.

   14.   Entro  il  termine  di  trenta  giorni  dalla  pubblicazione
  dell'avviso  di cui al comma 13, chiunque può prendere visione  del
  progetto del PUG e dei relativi allegati, del rapporto ambientale e
  della   relativa   sintesi  non  tecnica   e   presentare   proprie
  osservazioni, che il comune è tenuto a valutare.

   15.  Il responsabile del procedimento, dopo aver acquisito,  entro
  il termine di trenta giorni il parere del Comune sulle osservazioni
  pervenute,  convoca nei successivi dieci giorni  una  nuova  seduta
  della  Conferenza  di pianificazione, che si pronuncia  sulla  loro
  accoglibilità.

   16.  Entro  trenta giorni dalla chiusura della seduta prevista  al
  comma  15,  il responsabile del procedimento trasmette al Consiglio
  comunale,  ovvero ai Consigli comunali nel caso di Piano  in  forma
  associata,  la  proposta di deliberazione per la  approvazione  del
  PUG,  da effettuarsi entro trenta giorni dalla ricezione. Nel  caso
  in  cui  il Consiglio comunale richieda l'introduzione di modifiche
  al  progetto  di  PUG,  il  piano è rinviato  al  Responsabile  del
  procedimento  che acquisisce, entro trenta giorni, il parere  della
  Conferenza sulle modifiche introdotte. Nei successivi dieci  giorni
  il  piano  è  inviato  al  Consiglio  comunale  per  la  definitiva
  approvazione che è deliberata entro i successivi trenta giorni.

   17.  Il  Piano  urbanistico  comunale, definitivamente  approvato,
  acquista  efficacia con la pubblicazione dell'avviso della relativa
  approvazione  sulla  Gazzetta Ufficiale  della  Regione  siciliana,
  effettuata  a  cura  del  responsabile del procedimento,  entro  il
  termine  di  trenta  giorni dalla conclusione del  procedimento  di
  approvazione.  Nell'avviso  è specificata  la  sede  ove  si  possa
  prendere  visione  del Piano e di tutta la documentazione  prodotta
  nella  Conferenza  di  pianificazione, compresa  la  documentazione
  prescritta  per  la Valutazione ambientale. Il PUG  e  la  relativa
  documentazione tecnica ed amministrativa sono pubblicati  in  forma
  integrale  anche  sul sito web del Comune interessato  e  trasmesso
  all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente per essere
  inserito  nella  banca  dati del Sistema  Informativo  Territoriale
  Regionale (SITR).

   18.  Il  procedimento  disciplinato dal  presente  articolo  trova
  applicazione per l'elaborazione e l'approvazione del  PUG  e  delle
  sue  revisioni  generali e delle varianti generali e parziali.  Per
  l'approvazione   delle   varianti   parziali   non   è    richiesta
  l'approvazione  del documento preliminare di  cui  al  comma  4.  I
  termini   temporali   assegnati  ai   diversi   soggetti   per   le
  determinazioni  di propria competenza, di cui ai precedenti  commi,
  nel caso di varianti parziali, sono ridotti della metà.

   19. Il PUG è aggiornato ogni cinque anni ovvero quando ne facciano
  motivata  istanza al Comune, enti pubblici interessati  o  soggetti
  privati  rappresentativi  di interessi  collettivi  o  diffusi.  Le
  varianti,  le  integrazioni  e  gli aggiornamenti  del  piano  sono
  sottoposte alla stessa procedura di formazione descritta in  questo
  articolo con i termini ridotti della metà.

   20. Gli obblighi di tutela e salvaguardia discendenti dal PUG sono
  esercitati  direttamente dal Comune, con esclusione degli  immobili
  sottoposti  a  vincolo storico-artistico per  i  quali  permane  la
  disciplina del Titolo I, Capo I, del decreto legislativo 22 gennaio
  2004, n. 42 e successive modificazioni.

   21.  Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 78, comma  2,
  del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, qualora gli organi
  dell'amministrazione  del  Comune, sebbene  previamente  diffidati,
  omettano  o  non  siano in grado di compiere gli  atti  obbligatori
  previsti  dal presente articolo nei termini dallo stesso stabiliti,
  l'Assessore  regionale  per il territorio e l'ambiente  nomina,  ai
  sensi   dell'articolo  21-bis  del  decreto  del  Presidente  della
  Repubblica  6  giugno 2001, n.380 e successive modificazioni,  come
  introdotto  dall'articolo 49 della legge regionale 11 agosto  2017,
  n.  16,  un commissario provveditore la cui durata in carica  copre
  l'intero   iter   procedurale  che  ha   determinato   l'intervento
  sostituivo.

   22.  Non  si  fa luogo alla diffida di cui al comma 21 qualora  si
  tratti di scadenza di termini previsti espressamente dalla presente
  legge  o  da  altre leggi attinenti alla materia urbanistica.  Alle
  spese  per il commissario provvede il comune per il quale  è  stato
  nominato, salvo rivalsa a carico degli amministratori eventualmente
  responsabili.

   23.   I  commissari  nominati  ai  sensi  del  comma  22  decadono
  dall'incarico  nel  caso di rinnovazione del consiglio  comunale  e
  comunque   possono   essere  sempre  revocati,  con   provvedimento
  motivato, dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.

   PRESIDENTE. Ci sono emendamenti approvati? Io non ne vedo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, sull'articolo  26,  come  Partito
  Democratico,  abbiamo  sempre  posto  una  questione.  Già   stiamo
  riducendo le competenze dei comuni. E' insopportabile che  oltre  a
  ridurre le competenze dei Comuni riduciamo e sviliamo il ruolo  dei
  consiglieri comunali. Al comma 1 è previsto che le direttive per la
  formazione del PUG vengano date dalla Giunta comunale.
   Siccome  io,  signor  Presidente, e non solo perché  ho  fatto  il
  consigliere  comunale,  credo  che una  riforma  urbanistica  debba
  tenere  conto  della valorizzazione dei consiglieri  comunali,  che
  tradizionalmente  in  Sicilia hanno tenuto sempre  due  competenze,
  quella   relativa  al  bilancio  e  quella  relativa  alla  materia
  urbanistica,  insomma,  togliergli in modo gratuito  le  competenze
  sull'emanazione direttive, che sono tra le poche ormai  rimaste  in
  capo  ai  consiglieri comunali, credo che sia un atto gratuito  che
  non serve a niente.
   Quindi  noi insistiamo sui nostri emendamenti all'articolo 26,  ma
  in  particolare  sul  26.1, che tiene a salvaguardare  in  capo  ai
  consiglieri comunali la competenza ad approvare le direttive per la
  formazione del PUG.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, fermo restando che nessuno più di me, che non ho  fatto
  solo  il consigliere comunale, ma anche il presidente del consiglio
  comunale, può avere a cuore i comuni - è giusto onorevole Di Mauro?
  -  e quindi nessuna ipotesi di togliere potere ai comuni, credo che
  il  percorso  che  ci  siamo dati, anche di  mediazione  utile,  lo
  dimostri.
   C'era un tema, che noi sottoponiamo all'Aula, perché non è un tema
  che  stravolge  la  legge. Però, onorevole Barbagallo,  è  un  tema
  concettuale ed è secondo noi, secondo il Governo, anche un tema  di
  carattere metodologico, che potrebbe trasformarsi in alcuni casi  -
  ed  è  accaduto  -  e  cioè quando si dovesse sconfinare  anche  in
  ipotesi di illegittimità, potrebbe favorire ipotesi di illegalità.
   Mi spiego. Il fatto che il Consiglio comunale, oltre a predisporre
  il PUG sotto il profilo del piano di indirizzo, sia anche lo stesso
  soggetto, la stessa istituzione, che se lo approva, a nostro parere
  determina  un problema serio laddove, fermo restando che  la  legge
  deve  essere,  non  può  essere altrimenti,  generale  e  astratta,
  tuttavia,  non  lontano da questa città, sono  accaduti  dei  casi,
  onorevole  Barbagallo,  ma quelli sono casi  che  poi  hanno  visto
  intervenire correttamente l'autorità giudiziaria e la Procura della
  Repubblica  ancora prima, in cui addirittura,  in  zone  in  cui  i
  consiglieri comunali erano proprietari di terreni, non solo non  si
  sono  astenuti,  ma  hanno approvato il Piano  regolatore  e  hanno
  approvato la costruzione di un centro commerciale nei loro terreni.
   Allora,  è  chiaro che questa è un'eccezione e non può che  essere
  l'auspicio,  però la valutazione che io sottopongo all'Aula  è  che
  rispetto  ad  un'approvazione definitiva  del  Consiglio  comunale,
  quanto  meno la Giunta possa fare l'atto di indirizzo,  non  stiamo
  dicendo  la Regione, non stiamo dicendo l'Assessore, stiamo dicendo
  un  ulteriore,  anzi, l'esecutivo del Comune, per cui  rispetto  al
  26.1  noi  non ci poniamo in maniera acritica contro, vorremmo  far
  valutare la possibilità di considerare anche il 26.73, però ripeto,
  e  quindi  di determinare il combinato disposto tra il  26.1  e  il
  26.73, della pagina successiva, fermo restando che io ritengo anche
  nell'interesse  dei Comuni, sia più utile lasciare  tutto  com'è  e
  cioè  che  l'atto di indirizzo è della Giunta e che  l'approvazione
  finale è del Consiglio comunale. Inviterei il collega Barbagallo  a
  fare  un  momento di riflessione perché credo sia  una  cosa  molto
  delicata.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  No,  signor  Presidente,  noi  insistiamo  anche   se
  ritiriamo   i   soppressivi  26.18  e  26.19,   e   chiediamo   che
  l'emendamento 26.1 venga posto in votazione con voto segreto.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  E  allora,  se il Governo  si  rimette  all'Aula  che
  motivazione   c'è   di   fare   la   votazione   segreta,   che   è
  complicatissimo,  peraltro.  Il Governo  si  rimette  all'Aula.  Ho
  capito,  si  rimette all'Aula. E allora, scusate, mi  chiedono  gli
  Uffici ..

   BARBAGALLO. Si, va bene

   PRESIDENTE. E' aggiustato in termini di

   BARBAGALLO. Va bene, va bene.

   PRESIDENTE.  Va bene? Se lo firma consideriamo questo  come  26.1,
  perché  gli  Uffici ritenevano che c'era qualche cosa da modificare
  proprio  nella  scrittura.  Allora lo  poniamo  in  votazione  voto
  palese.

   BARBAGALLO.  Se il Governo si è rimesso all'Aula, non c'è  nessuna
  richiesta. Per alzata e seduta va bene.

   PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula. Si è stato un attimo
  riscritto, soltanto aggiustato, il concetto non cambia.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, però la Commissione, a maggioranza ovviamente,  ritiene
  che  sia  utile  mantenere  una diversificazione  tra  chi  dà  gli
  indirizzi  e chi poi approva il Piano. E quindi riteniamo  che  sia
  più giusto mantenere gli indirizzi dati alla Giunta.

   PRESIDENTE. E quindi il parere è contrario o si rimette all'Aula?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore.  Il  parere  è
  contrario.

   PRESIDENTE. Il Governo si è già rimesso all'Aula. La Commissione è
  contraria a maggioranza. Scusate, mi fate capire qualcosa?
   Non ho capito quali sono i pareri della Commissione e del Governo.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  siccome  mi  sono  espresso  contrariamente  a  questo
  emendamento   e  ho  spiegato  le  ragioni,  fermo   restando   che
  l'approvazione  di  questo  emendamento non  cambia  l'impostazione
  della  legge salvo in un passaggio riguardante l'atto in indirizzo,
  io  vorrei che qualunque sia la formula di votazione si faccia  una
  valutazione  attenta di chi vota a favore e di chi  vota  contro  e
  anche se si fa per alzata e seduta si dica chi ha votato a favore e
  chi ha votato contro, perché io, in ragione dell'intervento che  ho
  fatto, voterò contro.

   PRESIDENTE. Va bene così.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Facciamo richiesta di voto segreto  e  chiediamo  che
  venga appoggiato.

   PRESIDENTE. Benissimo. Chiede il voto segreto allora. Vediamo se è
  appoggiato.
   Scusate, possiamo andare avanti sul voto segreto?
   Onorevole   Barbagallo,  io  vorrei  capire  qual  è  l'intenzione
  dell'Aula.

   BARBAGALLO.  E' successo questo. Qualche collega,  ho  capito  del
  Movimento  Cinque Stelle, lamenta che anziché PUG c'è  scritto  Pud
  nell'emendamento. Questa è la prima questione.

   PRESIDENTE. Questo è un errore

   BARBAGALLO.  Se il Governo si rimette all'Aula, come avevo  capito
  io,  non  c'è  ragione  di chiedere il voto segreto  quindi  è  una
  normale  votazione che si procede per alzata e seduta. Se  c'è  una
  richiesta  espressa del Governo, che esprime voto contrario,  siamo
  costretti a chiedere un tipo di voto previsto dal Regolamento.

   PRESIDENTE. Il Governo ha detto però che il voto è contrario e che
  però  vorrebbe  il  voto  palese. Vediamo di  capirci  perché  sono
  veramente stanco stasera. E' dalle 11.00 che sono qua.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro.

   DI  CARO. Signor Presidente, io vorrei capire cosa cambia rispetto
  all'emendamento  26.1, visto che il Comune qui è  inteso  come  gli
  Uffici  preposti, quindi va bene. Poi il Consiglio comunale approva
  un  atto di indirizzo che stabilisce i criteri, ed è approvato  dal
  Consiglio comunale stesso. Così non va bene. E' la copia con parole
  diverse  dell'emendamento  26.1, che  praticamente  il  controllato
  rischia  di essere la stessa figura del controllore. Personalmente,
  ma  credo  di parlare a nome del Movimento Cinque Stelle,  noi  non
  siamo d'accordo.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lo ritiriamo?

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  c'è  un   po'   di   confusione
  collettiva.  Fino  ad oggi con la 71/78, il Consiglio  comunale  ha
  emanato  le  direttive.  Il Consiglio comunale,  con  delibera  del
  Consiglio  comunale,  indica  quali  sono  le  direttive   per   la
  formazione   del   Piano  regolatore  generale.  Il  professionista
  trasmette  lo  schema  di  massima o il Piano  regolatore  generale
  direttamente  che il Consiglio comunale riapprova.  E'  quello  che
  accade nella regione siciliana dal 1978 ad oggi.
   Noi  riteniamo  che  questo modello, che  tiene  una  delle  poche
  competenze in capo al Consigliere comunale e al Consiglio comunale,
  vada salvaguardato. Credo che sia semplicissimo. Per questo abbiamo
  presentato  l'emendamento 26.1 riscritto  nella  versione  che  gli
  Uffici  mi  hanno sottoposto 26 1.R. e chiediamo che su  questo  si
  voti.

   PRESIDENTE. Benissimo. Ricominciamo e lo facciamo. Il  parere  del
  Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 26.17 e 26.70 sono preclusi.
   Si  passa  all'emendamento 26.2, le parole "ove  necessario"  sono
  soppresse. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 26.66, dell'onorevole Di Mauro. Il parere
  del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  26.73, del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli    emendamenti   soppressivi   sono   ritirati.    Si    passa
  all'emendamento 26.71, dell'onorevole Palmeri.

   PALMERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 26.16, dell'onorevole Arancio. Il parere
  del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 26.75, della Commissione, è precluso.
   Si passa all'emendamento dell'onorevole Barbagallo, "la lettera i)
  è soppressa". E' ritirato?

   BARBAGALLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il comma 5 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 26.67, dell'onorevole Di Mauro. Il parere
  del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 26.15, dell'onorevole Arancio. Il parere
  del Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Su  questo  un
  minuto  riflessione. Lo sottopongo ai colleghi perché il  parere  è
  contrario, perché se è ordinatorio, il termine non produce effetti,
  quindi  in buona sostanza o valutiamo diversamente quanto  è  stato
  scritto oppure il parere è contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo?

   BARBAGALLO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 26.69, la parola "perentorio", è ritirato.

   Voce fuori campo. Non è ritirato.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. E' ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 26.6, "le determinazioni del  consiglio
  comunale". Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 26.7. Il parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  l'emendamento 26.7 è pleonastico, anche perché  è  già
  integrato dal 26.12.

   PRESIDENTE. Gli Uffici confermano?

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, chiediamo che il 26.7 venga  messo
  in  votazione e prima della votazione finale questa riflessione sul
  termine   perentorio  al  consiglio  comunale.  Evitiamola   questa
  mortificazione.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Vorrei  che
  fosse   chiaro,  proprio  per  il  principio  che  ci  siamo   dati
  all'inizio, e che voi mi avete spiegato: la tecnica legislativa, mi
  avete  detto, impone un abrogativo e un modificativo.  Il  Governo,
  avendo  valutato  il  modificativo che  era  sempre  vostro  e  che
  prevedeva  più trenta giorni, ha dato parere favorevole al  26.6  e
  parere  contrario  all'abrogativo, tutto qua. Diventa  più  trenta.
  Quindi il 26.6 è stato approvato.

   PRESIDENTE. Ha ragione l'assessore su questo.
   Si passa all'emendamento 26.84. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  26.78, entro  dieci  giorni.  Non  c'è
  Sammartino, ma c'è D'Agostino, il partito rimane e quindi  lo  devo
  mettere   in   votazione,  è  il  26.78  presentato  dall'onorevole
  Sammartino  e  D'Agostino, questo entro  dieci  giorni,  vorrei  il
  parere del Governo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo,  lo  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 26.14.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Favorevoli tutti, quindi lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 26.13,  per estratto  della  GURS  sono
  soppresse.. . Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il 26.13,  non
  lo trovo Presidente.

   PRESIDENTE. E' sotto il 26.14, è scritto piccolo ma c'è.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 26.72, dell'onorevole Palmeri. Il parere
  del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io vorrei che l'onorevole Palmeri ce lo  spiegasse  un
  attimo,  e soprattutto vorrei che gli Uffici ci dicessero se  è  un
  emendamento che si può votare oppure no.

   PRESIDENTE.  Gli  Uffici  non  mi hanno  scritto  nulla,  per  cui
  immagino  di  si,  però  lo riguardiamo un attimo.  Ha  facoltà  di
  parlare l'onorevole Palmeri.

   PALMERI. Signor Presidente, Assessore, tali misure di salvaguardia
  diventano   vincolanti  chiaramente  se  sono  ritenute  pertinenti
  nell'ambito   della   VAS,   quindi  se   recepita   al   contrario
  costituiscono un vincolo ambientale entro cui si muove il  PUG.  Io
  ho voluto specificare il riferimento alla VAS per questa ragione.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  un  dubbio.
  Siccome  la  VAS  è  endoprocedimentale, mica è detto  che  l'hanno
  conclusa  in  quel momento in cui stanno discutendo  del  documento
  preliminare,  quindi non credo che abbia senso in  questa  fase  la
  VAS, che potrebbe non essere conclusa.

   PRESIDENTE. Sì, ha ragione. Onorevole Palmeri, io la inviterei  al
  ritiro, ha ragione l'onorevole Trizzino. Ritirato?
   Bene. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 26.68, degli onorevoli Gucciardi e Lupo.
  Il parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  sul  26.68  noi  dobbiamo  esprimerci  contrariamente,
  perché  non sono chiamati ad esprimere pareri per legge,  e  quindi
  non  possono rientrare nella fattispecie che viene contemplata  dal
  comma 9.

   PRESIDENTE. Ritirato?
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.83, dell'onorevole Barbagallo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Favorevoli tutti, quindi lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 26.8, dell'onorevole Barbagallo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Favorevoli tutti, quindi lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 26.76, al comma 14 sopprimere le  parole
   che il comune .. . Il parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, è assorbito dal 26.9, quello successivo, quindi votiamo
  il 26.9 e diamo parere favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, va bene così?
   Pongo  in votazione l'emendamento 26.9. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Quindi il 26.76 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 26.82.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, c'è il 26.10.

   PRESIDENTE.  Prima  c'è  il 26.82, poi  c'è  il  26.10,  onorevole
  Cordaro. Il parere del Governo sul 26.82?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Ritirato?
   Bene. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.10. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 26.11. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Ritirato?
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 26.12, l'ultimo di  questa  pagina.  Il
  parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, il 26.12 è da spiegare anche perché va a sovrapporsi al
  26.7.
   Quindi,  vorrei che uno dei firmatari lo spiegasse cortesemente  e
  che gli Uffici ci dessero la coerenza col testo fin qui approvato.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  L'assessore ha dichiarato che l'emendamento  26.12  è
  poco chiaro alla luce del 26.7. Ma l'emendamento 26.7, dov'è?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il 26.7 è stato
  ritirato, e gli argomenti del 26.7 sono riportati in buona sostanza
  nel 26.12. Chiedo al primo firmatario, onorevole Barbagallo, se  ce
  ne  può  spiegare la portata e soprattutto agli Uffici di  dare  la
  certezza  della  coerenza  del testo  rispetto  a  quanto  fin  qui
  approvato.

   PRESIDENTE. Domanda non facilissima, bisogna valutare un attimo.

   BARBAGALLO. Noi insistiamo, anzi il procedimento è chiaro;  è  una
  norma  che specifica il procedimento nel caso in cui ci siano delle
  modifiche  introdotte al PUG dal Consiglio comunale,  quindi  è  un
  dettaglio  che credo sia chiarissimo. Cioè, specifica espressamente
  il  procedimento  nel  caso di parere di  modifica  introdotta  dal
  Consiglio comunale

   PRESIDENTE.  Assessore,  ha sentito le  spiegazioni  che  ha  dato
  l'onorevole Barbagallo?

   CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Sì,  le  ho
  sentite  le  spiegazioni. Vorrei sapere  dagli  Uffici  se  c'è  la
  coerenza  non  con quanto c'è scritto e basta, ma  con  quanto  c'è
  scritto e con quanto approvato.

   PRESIDENTE. Gli Uffici sono arrivati alla spiegazione  che  non  è
  coerente.

   BARBAGALLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 26.81, questo dei 30 giorni. Il  parere
  del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Ritirato?
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 26.74, dell'onorevole Palmeri, è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 26.80. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 26.79. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 26.76, che era quello relativamente alle
  cose che diceva l'onorevole Cracolici e immagino che il parere  sia
  favorevole. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 26.85. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Ritirato dall'onorevole Cracolici.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.86. Il parere del Governo?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  noi  crediamo che il 26.86 sia un  ottimo  articolo  e
  un'ottima  base  di partenza, sul dettaglio, magari c'entreremo  in
  forma  regolamentare di decreto perché gli Uffici ci segnalano  che
  il  caso  è troppo particolareggiato per inserirlo in una norma  di
  legge. La invitiamo a ritirarlo.

   PRESIDENTE. Va bene. E' ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 26. Chi è favorevoli resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Assessore  Cordaro, facciamo una valutazione in diretta perché  io
  sono molto stanco. L'articolo 27 lo possiamo fare velocemente.
   Passiamo all'articolo 27. Ne do lettura:

                                Art. 27.
         Disciplina del patrimonio culturale dei beni isolati.

   1.  Il  PUG  individua  i nuclei sparsi, gli  agglomerati  rurali,
  bagli,  casali, masserie, fattorie, case rurali, mulini e manufatti
  rurali specialisti e produttivi di particolare valenza ed interesse
  storico-architettonico,  tipologico ed  etno-antropologico,  nonché
  elementi  architettonici isolati diffusi  su  tutto  il  territorio
  comunale.

   2.  Per  le  aree  e gli immobili non assoggettati agli  eventuali
  piani  particolareggiati attuativi e per quelli  assoggettati  sino
  all'approvazione degli stessi, si attuano, con intervento  edilizio
  diretto, le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria,  di
  restauro e consolidamento.

   3.  Gli  interventi di ristrutturazione edilizia sono  consentiti,
  previa  accertata documentazione tecnica laddove  non  è  possibile
  limitare  gli  interventi  sopra  prescritti,  con  esclusione   di
  demolizione totale e relativa sostituzione edilizia delle strutture
  murarie principali.

   4.  Al  fine di favorire la utilizzazione del patrimonio  edilizio
  esistente sono consentite destinazioni d'uso abitative stagionali e
  attrezzature  volte a potenziare la cultura dell'accoglienza.  Sono
  altresì  ammesse  destinazioni d'uso degli  immobili  esistenti  ad
  albergo  o  ad  analoga  tipologia di  destinazione  d'uso,  paese-
  albergo, ristoranti, trattorie, bar, luoghi di svago e di riunione,
  purché   gli   interventi  siano  eseguiti   nel   rispetto   delle
  caratteristiche tipologiche e morfologiche e senza alterazione  dei
  volumi.  Il  rilascio  del  titolo abilitativo  o  autorizzativo  è
  subordinato   alla  verifica  di  compatibilità  delle   specifiche
  destinazioni alla accessibilità dei siti, nonché al rispetto  delle
  vigenti   norme  di  scurezza  e  di  superamento  delle   barriere
  architettoniche .

   Gli  emendamenti  presentati  sono  quasi  tutti  soppressivi.  Se
  all'articolo  27  sono  ritirati  i  soppressivi,  basta  un   voto
  soltanto.  Il  parere  della  Commissione  sull'emendamento   27.6,
  dell'onorevole Calderone?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                                Art. 28.
                Il Regolamento Edilizio Comunale (REC).

   1.   Il  regolamento  edilizio  comunale  (REC)  è  uno  strumento
  normativo  obbligatorio di carattere tecnico operativo  che,  sulla
  base   delle   indicazioni  contenute   nel   PUG   o   nei   Piani
  particolareggiati attuativi di cui all'articolo 29,  disciplina  le
  normative  per la realizzazione degli interventi edilizi  ai  sensi
  dell'articolo  4  del  decreto del Presidente  della  Repubblica  6
  giugno  2001, n. 380 e successive modificazioni, come recepito  con
  modifiche dall'articolo 2 della legge regionale 10 agosto 2016,  n.
  16 e successive modificazioni.

   2.  Il REC in particolare contiene le norme relative alle modalità
  di  costruzione e modificazione dei manufatti edilizi e al recupero
  del  patrimonio  edilizio esistente, nonché le  norme,  generali  e
  specifiche,   di  carattere  tecnico-estetico,  igienico-sanitario,
  sulla   sicurezza  e  vivibilità  degli  immobili  e   delle   loro
  pertinenze,   sulla   sicurezza  degli  impianti,   sul   risparmio
  energetico,  sulla  eliminazione  delle  barriere  architettoniche,
  sulla  prevenzione  dei  rischi.  Contiene  inoltre  le  norme  che
  regolamentano le destinazioni d'uso generali e particolari relative
  alle   singole  destinazioni  urbanistiche  del  PUG,   nonché   la
  disciplina  della presentazione dei titoli abilitativi  edilizi  da
  parte   dei  soggetti  interessati,  siano  essi  comunicazioni   o
  segnalazioni  di  parte o richieste del permesso di  costruire,  in
  relazione   alla   tipologia  degli  interventi  edilizi   previsti
  dall'articolo  3  del  decreto del Presidente  della  Repubblica  6
  giugno   2001,   n.   380  e  successive  modificazioni,   recepito
  dinamicamente dall'articolo I della legge regionale 10 agosto 2016,
  n. 16 e successive modificazioni.

   3.  Al REC possono essere allegati elaborati specifici a carattere
  tecnico-scientifico,  quali  sussidi e  manuali  operativi,  schede
  tecniche  di  qualità dei materiali e delle tecnologie costruttive,
  prontuari  edilizi,  idonei ad assicurare un  corretto  inserimento
  degli interventi, nuovi e di recupero, nel contesto urbanistico  ed
  ambientale  interessato,  ed  a  garantire  inoltre  uno   standard
  realizzativo,  prestazionale, funzionale  e  manutentivo  adeguato,
  nell'ottica del contenimento dei consumi energetici.

   4. Al fine di garantire uniformità nelle modalità di realizzazione
  degli   interventi  edilizi,  in  attuazione  di  quanto   disposto
  dall'articolo  2  della legge regionale 10 agosto  2016,  n.  16  e
  successive  modificazioni, il Presidente della Regione su  proposta
  dell'Assessore  regionale per il territorio e l'ambiente  emana  un
  decreto avente ad oggetto il regolamento tipo edilizio unico, che i
  comuni  sono  tenuti ad adottare nei termini previsti dal  comma  2
  dello stesso articolo 2.

   5. Il REC è approvato separatamente dal piano urbanistico comunale
  del  quale  costituisce  comunque parte integrante  e  sostanziale.
  L'aggiornamento  del  regolamento  edilizio  e  la  sua   revisione
  finalizzata ad adeguarne i contenuti a nuove disposizioni di  legge
  intervenute, le quali prevalgono sulle norme regolamentari di rango
  inferiore,  è  atto dovuto. Eventuali disposizioni più  restrittive
  sono  espressamente  disciplinate  mediante  adozione  di  apposita
  variante  costitutiva  adottata da  parte  del  Consiglio  comunale
  secondo la procedura prevista nel presente articolo .

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 28.1. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in
  votazione l'emendamento 28.1. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 28.16. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Contrario,
  perché contrasta con il comma 4. Chiediamo che venga trasferito  ad
  altro disegno di legge.

   PRESIDENTE. E' stato ritirato. Lo trasferiremo a quel  disegno  di
  legge.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e   l'ambiente.   Anche
  l'emendamento 28.15, Presidente.

   PRESIDENTE.  Anche  il  28.15 pure così, onorevole  Barbagallo  lo
  ritira?
   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Si  passa  all'emendamento  28.14,
  dell'onorevole Palmeri.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Ci  rimettiamo
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Palmeri,  non  è  ammissibile,  perché  il
  Regolamento    tipo    non    può   sostituire    il    Regolamento
  particolareggiato.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, la ratio di questo  emendamento  era
  perché  sembrava  una  svista  del  testo.  Con  l'emendamento   si
  provvedeva a rendere immediatamente esecutivo il Regolamento. Visto
  che, se i Comuni non provvedono, si evitano dilazionamenti ma, allo
  stesso  tempo,  garantendo l'autonomia dei Comuni che  si  trovano,
  quindi, ad essere stimolati ad una rapida adozione del proprio

   PRESIDENTE.  Sì,  la  ratio è positiva, ma così  non  lo  possiamo
  approvare.
   Pongo  in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, andiamo a domani che siamo veramente  stanchi.
  È  dalle  11.00 che siamo in votazione e ci siamo stancati.  Domani
  alle  11.00 riprende l'Aula;  11.30 non cambia il mondo, per quanto
  mi  riguarda  se  il  Governo lo chiede avrà una motivazione.  Alle
  11.00  era  comunque convocata l'Aula perché avrebbe dovuto  essere
  presente  l'assessore Razza che, però, chiede di spostare ad  altro
  giorno ed, ovviamente, non abbiamo difficoltà. Poi lo decideremo in
  Conferenza di Capigruppo. Quindi alle 11.30 per la continuazione di
  questo articolo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Possiamo  fare  domani  la  variazione  di  bilancio?
  Abbiamo problemi come Partito democratico. Anche magari rinviando a
  lunedì mattina.

   PRESIDENTE. Noi abbiamo incardinato oggi, abbiamo dato  tempo  per
  gli  emendamenti fino a domani a mezzogiorno, devono  arrivare  gli
  emendamenti,  devono essere visti dagli Uffici, se ce  la  facciamo
  sono  favorevolissimo che si possa fare anche domani.  Intanto,  ci
  vediamo alle 11.00, 11.30 per portare avanti questo.
   Domani  a mezzogiorno scade il termine per la presentazione  degli
  emendamenti   sulle  variazioni  di  bilancio.  Ci  saranno   degli
  emendamenti,  gli  Uffici li valutano, se  di  pomeriggio  è  tutto
  pronto  lo  possiamo  votare. Non c'è nessuna difficoltà  a  farlo.
  Onorevole Lo Curto decideremo domani.
   Scusate,  per  quanto  mi  riguarda, se  ci  sono  delle  esigenze
  politiche, il Presidente dell'Assemblea non può che tenerne  conto,
  però valutiamo un attimo, perché se andiamo alla settimana prossima
  non facciamo più niente.
   Ripeto,  se c'è un'esigenza politica, per cui avete delle riunioni
  e  mi chiedete uno slittamento di un'ora, e quindi nella prima  ora
  facciamo  qualche altra cosa, io non ho problemi. Ma se mi chiedete
  di rinviare alla settimana prossima, io non lo posso fare.
   Credo  di  essere  stato  preciso.  Entro  questa  settimana,  noi
  dobbiamo  chiudere queste leggi che sono troppo importanti,  perché
  il  segnale che si darebbe alla gente, se non le approvassimo -  le
  variazioni  di  bilancio, lo zooprofilattico,  eccetera  -  sarebbe
  negativo.
   Come   ho   già  detto  ieri,  la  prossima  settimana   io   sono
  disponibilissimo a lavorare, ma mi sembra di aver capito che  tanta
  gente  non  c'è. Per cui, intanto andiamo a domani. Se ci  sono  le
  condizioni per fare qualche altra cosa, lo vediamo domani.
   Anzi,  facciamo  così,  domani  alle  ore  11.00  è  convocata  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in modo che alle
  ore  11.30  possiamo cominciare l'Aula, e se c'è  qualche  cosa  da
  discutere la discutiamo tranquillamente. La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 20.26 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         213a SEDUTA PUBBLICA
                   Giovedì 6 agosto 2020 - ore 11.30

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Norme per il governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-
           187-190-229-356-472-536/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

         2)  Disposizioni finanziarie . (n. 811/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         3)  Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
           Sicilia . (nn. 445-280-546/A) (Seguito)

           Relatore: on. La Rocca Ruvolo

         4)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio