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Resoconto d'Aula della Seduta n. 213 di giovedì 06 agosto 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


    La seduta è aperta alle ore 12.14

    PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
  Regolamento interno, do il preavviso di
  trenta minuti al fine delle eventuali votazioni mediante
  procedimento elettronico che dovessero avere
  luogo nel corso della seduta.
    Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
  personale di voto.
    Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
  numero legale (art. 85) ovvero la domanda di
  scrutinio nominale o di scrutinio segreto (art. 127) sono
  effettuate mediante procedimento
  elettronico.

  Congedo

      PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

  L'Assemblea ne prende atto.

   del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

      Seguito della discussione del disegno di legge  Norme per il
  governo del territorio  (nn.
  587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    PRESIDENTE. Il Governo è presente. Onorevoli colleghi, siamo
  arrivati all'articolo 29. Ne do
  lettura:

    «CAPO II
  Piani particolareggiati attuativi (PPA)

    Art. 29.
    Contenuti del piano particolareggiato attuativo (PPA)

    1. I Piani particolareggiati attuativi, di seguito PPA, sono
  strumenti pianificatori che disciplinano
  le parti del territorio comunale sulle quali il PUG richiede,
  per la sua attuazione, un ulteriore
  intervento pianificatorio di maggior dettaglio, previa
  perimetrazione da approvarsi da parte del
  Consiglio comunale se non prevista dal PUG. I PPA possono essere
  redatti anche in assenza della
  loro previsione nel PUG in quanto strumenti attuativi di atti di
  pianificazione sovraordinata in
  variante alle previsioni di piano, in conformità alle
  disposizioni di cui all'articolo 30.

    2. I PPA possono essere sia d'iniziativa pubblica che
  d'iniziativa privata. In particolare, possono
  essere promossi, redatti e attuati, oltre che dal Comune e dai
  proprietari delle aree interessate, anche
  da società miste, costituite dai proprietari degli immobili
  interessati o da altri soggetti privati con il
  Comune. Se sono d'iniziativa dei proprietari interessati o di
  società mista, i soggetti promotori
  devono fornire le necessarie garanzie finanziarie per la loro
  attuazione.

    3. I PPA di iniziativa privata prevedono la stipula di una
  convenzione con il Comune, soggetta a
  trascrizione entro il termine di mesi sei dalla data di
  approvazione del Piano a pena di decadenza.
  Nella Convenzione sono specificate:

    a) le prestazioni;

    b) la durata degli obblighi assunti, i termini di inizio e di
  ultimazione degli interventi;

    c) le garanzie finanziarie per l'adempimento degli obblighi e
  le sanzioni per l'inosservanza degli
  stessi, ivi compresa la possibilità della risoluzione
  contrattuale;

    d) gli elementi progettuali e le modalità di controllo
  sull'esecuzione delle opere, con particolare
  riferimento a quelle di urbanizzazione.

    4. Ove il PUG preveda in sede propria l'ubicazione delle aree
  relative alle opere di urbanizzazione
  secondaria, l'aliquota delle aree da cedere nell'ambito del PPA
  di iniziativa privata può essere
  monetizzata sulla base dei valori di mercato, sempre che le aree
  previste dal PUG siano ubicate ad
  una ragionevole distanza all'area oggetto del PPA. Nei PPA di
  iniziativa privata i titoli edilizi
  abitativi nell'ambito dei singoli lotti sono subordinati
  all'esistenza delle opere di urbanizzazione
  primaria relative ai lotti stessi.

    5. Le previsioni delle urbanizzazioni dei PPA hanno validità
  di cinque anni dalla data di
  approvazione. Possono essere prorogati di ulteriori cinque anni,
  qualora i relativi progetti siano stati
  approvati e i lavori abbiano avuto inizio. Se le opere di
  urbanizzazione non sono integralmente
  realizzate entro i termini di validità del piano, è richiesta
  l'approvazione di un nuovo piano attuativo,
  fatta salva l'applicazione di quanto disposto dall'articolo 4
  della legge regionale 10 agosto 2016, n.
  16 e successive modificazioni nelle aree a vincolo scaduto e
  dall'articolo 20 della medesima legge
  per quanto attiene a lotti residuali o interclusi.

    6. Il PPA di iniziativa pubblica contiene un piano finanziario
  nel quale è indicato il costo delle
  opere di urbanizzazione primaria e delle aree da espropriare per
  le opere di urbanizzazione primaria
  e secondaria, nonché i programmi e le fasi di attuazione e gli
  eventuali piani particellari d'esproprio.

    7. Il permesso di costruire per il manufatto da realizzare
  nell'ambito delle aree oggetto del PPA, o
  il titolo abilitativo alternativo, comporta la corresponsione di
  un contributo pari al costo indicato con
  il predetto piano in proporzione al lotto interessato, aumentato
  della quota di contributo riguardante
  le opere di urbanizzazione secondaria, stabilita dai comuni in
  base alle tabelle parametriche definite
  dalla Regione per la determinazione degli oneri di
  urbanizzazione. A scomputo totale o parziale di
  quanto dovuto, il titolare del titolo abilitativo può obbligarsi
  a realizzare direttamente le opere di
  urbanizzazione con le modalità e le garanzie stabilite dal
  comune e a cedere le aree necessarie per le
  opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Le aree
  necessarie per le opere di urbanizzazione
  primaria e secondaria comprese nelle zone disciplinate dal PPA
  sono soggette per il periodo di
  efficacia dei vincoli urbanistici ad espropriazione e diventano
  parte del patrimonio indisponibile del
  comune. Alla loro acquisizione sono destinate le somme a tal
  fine corrisposte dai soggetti privati.

    8. Il comune è responsabile della verifica tecnico-
  amministrativa delle opere di urbanizzazione.

    9. Ai PPA possono anche essere allegati i progetti definitivi
  delle opere in essi previste; in questo
  caso, l'approvazione dei PPA consente l'attuazione diretta dei
  progetti edilizi che siano stati
  eventualmente allegati mediante singoli titoli abilitativi,
  salve le verifiche di conformità al
  regolamento edilizio comunale ed i pareri, le autorizzazioni, i
  nulla osta e gli altri atti di assenso
  altrimenti denominati richiesti dalle norme vigenti in materia.
  Le opere pubbliche o di interesse
  pubblico previste all'interno dei PPA sono inserite e hanno
  priorità nel programma triennale delle
  opere pubbliche comunali, salva la loro esecuzione a carico del
  privato, se prevista, e la conseguente
  cessione al patrimonio comunale.

    10. I Piani attuativi di iniziativa privata per complessi
  insediativi in ambito chiuso, possono essere
  previsti per complessi residenziali, turistico-ricettivi,
  produttivi di tipo artigianale, industriale e
  commerciale; per tali piani attuativi resta escluso l'obbligo
  della cessione delle aree e delle opere di
  urbanizzazione primaria e secondaria ricadenti all'interno del
  complesso, ferma restando la necessità
  di formalizzare apposita convenzione per la quale è esclusa
  l'approvazione in Consiglio comunale.
  Rimane a carico del richiedente privato la realizzazione delle
  aree, dei servizi e degli impianti
  necessari all'insediamento, nonché il pagamento dei contributi
  soltanto sul costo di costruzione di
  cui all'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica
  6 giugno 2001, n. 380 e successive
  modificazioni, come recepito dall'articolo 7 della legge
  regionale 10 agosto 2016, n. 16.

    11. L'estensione minima dei PPA non può essere inferiore a 10
  mila metri quadrati per consentire
  il raggiungimento dell'unità minima funzionale delle opere di
  urbanizzazione secondarie da cedere
  previa stipula di convenzione. Tuttavia, se per documentati
  motivi, l'estensione è compresa tra 10
  mila e 5 mila metri quadrati, a titolo di flessibilità
  compensativa, le aree da cedere sono ragguagliate
  a 10 mila metri quadrati. Per estensioni inferiori a 5 mila
  metri quadrati, e fino alla soglia minima di
  mille metri quadrati, si applica il permesso di costruire
  convenzionato di cui all'articolo 20, comma
  1, della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 ove ne ricorrano
  le condizioni. Nel caso di estensioni
  inferiori a mille metri quadrati si applicano le disposizioni
  relative al rilascio dei titoli abilitativi e
  autorizzativi previsti dal decreto del Presidente della
  Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive
  modificazioni, come recepito dalla legge regionale 10 agosto
  2016, n. 16.

    12. I PPA contengono:

    a) la relazione su contenuti, criteri e finalità del Piano
  attuativo, nonché sui progetti edilizi
  immediatamente attuabili;

    b) le norme tecniche di attuazione (NTA) di dettaglio;

    c) le rappresentazioni cartografiche dello stato di fatto e di
  progetto della porzione di città e del
  territorio interessato, di norma a scala 1:2000 o inferiore.

    13. I PPA, in relazione al contenuto, hanno valore ed
  efficacia e sostituiscono i seguenti strumenti:

    a) i piani di zona per l'edilizia economica e popolare di cui
  alla legge 18 aprile 1962, n. 167 e
  successive modificazioni;

    b) i piani per insediamenti produttivi di cui all'art. 27
  della legge 22 ottobre 1971, n. 865;

    c) i piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui
  agli articoli 9 e segg. Della legge
  regionale 27 dicembre 1978, n. 71 successive modificazioni;

    d) i programmi costruttivi di cui all'articolo 16 della legge
  regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e
  successive modificazioni;

    e) i programmi integrati di intervento di cui all'art. 16
  della legge 17 febbraio 1992, n.179;

    f) i piani di recupero del patrimonio edilizio esistente di
  cui all'art. 28 della legge 5 agosto 1978,
  n. 457;

    g) i programmi di recupero urbano di cui all'art. 11 del
  decreto legge 5 ottobre 1993, n. 398,
  convertito con modificazioni nella legge 4 dicembre 1993, n.
  493;

    h) I piani particolareggiati di recupero dei centri storici di
  cui all'articolo 55 della legge regionale
  27 dicembre 1978, n. 71 e della legge regionale 10 luglio 2015,
  n. 13 e successive modificazioni».

     Allora, Assessore, approfittiamo del fatto che ci sono ancora
  tutti i deputati, se rispetto
  all'andamento dei lavori di ieri, potessi avere un fascicolo con
  quelli che sono gli accordi  però,  se
  io già sapessi qual è l'intenzione del Governo su
  quell'emendamento
    Allora, se volete, ad inizio di articolo sia la Presidente
  della Commissione che il Governo mi
  fanno sapere quali sono gli emendamenti sui cui hanno già deciso
  un parere in modo che lo
  comunichiamo prima e, probabilmente, tante discussioni si
  evitano.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, sull'articolo 29, la
  Presidente della Commissione poi mi confermerà perché hanno
  continuato questa valutazione
  articolo per articolo anche nelle ore di ieri, noi come Governo
  daremo parere favorevole agli
  emendamenti 29.30, dell'onorevole Di Mauro

    PRESIDENTE. Aspetti che me li segno. Al 29.1 no, quindi? I PPA
  possono essere redatti Perché
  la Commissione direbbe di sì, no?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, su
  alcune

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene.

    PRESIDENTE. Anche al 29.1, quindi.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì,
  Presidente, per essere chiari il Governo
  comunque si rimetterà sempre alla Commissione, per questo dicevo
  se ci sono integrazioni, poi al
  29.34

    PRESIDENTE. Sì, anche perché io ho un fascicolo senza pagine

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Poi, c'era
  l'emendamento dell'onorevole
  Caputo che era al 12 e che era coerente con l'articolo 29 e,
  quindi, dobbiamo ripescarlo qui.

    PRESIDENTE. E si continua a chiamare 12.10 anche se siamo al
  29? Va bene.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, signor
  Presidente, non è che c'è una
  distonia tra la Commissione e il Governo però è che è chiaro che
  su alcuni emendamenti presentati
  dai colleghi di Commissione noi abbiamo una sensibilità diversa
  e il Governo magari dà una
  valutazione più politica e quindi io per esempio sul 29.1 la
  Commissione è favorevole.

    PRESIDENTE. L'ha già detto anche il Governo.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Quindi, per
  questo le dico volta per
  volta

    PRESIDENTE. Se mi volete aiutare .

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Non si
  preoccupi che glielo diciamo prima
  che iniziamo il voto

    PRESIDENTE. Ecco, se mi volete aiutare per gli altri articoli
  se vi sentite un attimo.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ma se lei
  ci interpella un secondo, ormai
  stiamo finendo

    PRESIDENTE. Quindi, sul 29 ci sono questi tre sì.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Consideri
  che solo l'articolo 35 è un po'
  più complesso, poi tutti gli altri, non abbiamo emendamenti per
  cui ci serva chissà quale sintesi
  prima, già il grosso delle difficoltà le abbiamo superate.

    PRESIDENTE. Benissimo. Onorevole Lupo, possiamo cominciare? Ci
  sono interventi
  sull'articolo? Andiamo avanti.
    Onorevole Lupo, i soppressivi? Sono ritirati.
    Si passa all'emendamento 29.1, a firma dell'onorevole
  Barbagallo ed altri. Con il parere
  favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 29.30, a firma dell'onorevole Di
  Mauro ed altri. Il parere della
  Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    L'emendamento  29.32, a firma dell'onorevole Sammartino ed
  altri è assorbito dal testo.
    Si passa all'emendamento 29.31, a firma dell'onorevole Palmeri
  ed altri. Lo ritira? Lo ritira.
  Benissimo.
    Si passa all'emendamento 29.34, a firma dell'onorevole
  Calderone. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
  Commissione, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 12.10, a firma dell'onorevole Caputo
  ed altri, che si chiama 12 perché
  era all'articolo 12 ed è stato spostato qui. Il parere della
  Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
  Commissione, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 29, nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

      «Art. 30.
      Procedimento di formazione del PPA

      1. I PPA, d'iniziativa sia pubblica, sia privata, sia mista,
  se conformi al PUG, sono adottati ed
  approvati dalla Giunta comunale secondo il procedimento
  disciplinato dal presente articolo. Se
  introducono varianti al PUG, oppure se sono predisposti in
  assenza di questo, sono adottati ed
  approvati dal Consiglio comunale secondo la procedura prevista
  per la formazione delle varianti del
  PUG.

      2. I PPA non comportano variante al PUG nei seguenti casi:

      a) la modifica di perimetrazioni discendente dalla diversa
  scala di rappresentazione grafica del
  piano;

      b) la precisazione dei tracciati viari; se fuori
  dall'abitato, la precisazione dei tracciati viari deve
  essere compresa all'interno delle fasce di rispetto;

      c) le modifiche rese necessarie da esigenze sopravvenute
  quali: ritrovamenti archeologici,
  limitazioni connesse all'imposizione di nuovi vincoli, nuove
  condizioni idrogeologiche o di rischio;

      d) le modifiche delle modalità di intervento sul patrimonio
  edilizio esistente, che siano comprese
  tra quelle elencate all'art. 3, comma 1, lettere a), b), c) e
  d), del decreto del Presidente della
  Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni,
  recepito dinamicamente dall'articolo
  1 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 e successive
  modificazioni;

      e) la diversa localizzazione, all'interno del perimetro del
  PPA, delle attrezzature, dei servizi e
  degli spazi collettivi, del verde pubblico, nonché delle
  infrastrutture per le opere di urbanizzazione, a
  condizione che questi interventi non comportino modifiche in
  diminuzione delle quantità degli spazi
  riservati agli standard e non comportino modifiche in aumento
  dei pesi insediativi rispetto a quelli
  previsti nel PUG.

      3. L'introduzione delle modifiche di cui al comma 2 è
  motivata dal soggetto proponente per
  dimostrare il migliore uso del suolo conseguibile.

      4. I PPA che costituiscono attuazione, senza varianti, di
  PUG già sottoposti a VAS non sono
  assoggettati alle procedure di VAS.

      5. L'avvio del procedimento di formazione dei PPA, di
  iniziativa sia pubblica, sia privata, sia
  mista, è pubblicato mediante avviso sul sito ufficiale del
  Comune e su almeno un quotidiano a
  diffusione regionale. Nell'avviso è indicato il nome del
  responsabile unico del procedimento.

      6. Il responsabile del procedimento, entro trenta giorni
  dalla consegna del progetto definitivo del
  PPA, ai fini dell'acquisizione dei pareri, autorizzazioni, nulla
  osta o atti di assenso altrimenti
  denominati previsti dalla legge, propone l'indizione, o avendone
  la competenza, indice la
  Conferenza di pianificazione, alla quale sono invitati a
  partecipare i rappresentanti delle
  amministrazioni e degli organi tenuti per legge a rilasciare i
  predetti pareri o provvedimenti
  autorizzatori. Alla conferenza, nel caso di PPA di iniziativa
  privata o mista, sono invitati a
  partecipare, senza diritto di voto, i soggetti proponenti il
  piano. Alla Conferenza possono altresì
  essere invitati a partecipare, in funzione consultiva e senza
  diritto di voto, altri soggetti pubblici o
  soggetti privati rappresentativi di interessi collettivi o
  diffusi, che per le loro specifiche competenze
  e responsabilità, sono interessati al PPA. Il progetto del PPA
  con tutta la documentazione allegata
  necessaria deve essere trasmesso ai soggetti convocati alla
  Conferenza almeno venti giorni prima
  della data fissata per la conferenza. La Conferenza di
  pianificazione può essere riconvocata una volta
  soltanto entro i successivi venti giorni, soltanto se nel corso
  della Conferenza, ai fini della
  determinazione, emerge la necessità di ulteriori approfondimenti
  o adempimenti istruttori.

      7. Entro dieci giorni dalla chiusura dei lavori della
  Conferenza, il responsabile unico del
  procedimento trasmette il progetto del PPA su cui è stato
  raggiunto o meno l'accordo da parte dei
  soggetti pubblici partecipanti alla conferenza con diritto di
  voto, con le eventuali osservazioni anche
  da parte dei soggetti partecipanti senza diritto di voto,
  all'Organo deliberante di cui al comma 1 per
  l'adozione. Lo stesso organo deliberante entro il termine di
  trenta giorni adotta il progetto del PPA,
  decidendo anche in merito alle eventuali osservazioni formulate
  dai soggetti partecipanti alla
  conferenza. Se l'Organo deliberante si limita ad adottare il PPA
  su cui è stato raggiunto l'accordo ad
  opera dei rappresentanti delle amministrazioni partecipanti con
  diritto di voto, non si applica
  l'obbligo della verifica di compatibilità nei confronti dei
  membri che partecipano alla seduta. In caso
  contrario, mancando il numero legale, si chiede la nomina del
  Commissario ad acta al Dipartimento
  dell'urbanistica presso l'Assessorato regionale del territorio e
  dell'ambiente.

      8. Entro sette giorni dall'adozione da parte del Consiglio
  comunale, il responsabile unico del
  procedimento provvede: alla pubblicazione dell'avviso di
  adozione del PPA nella Gazzetta Ufficiale
  della Regione Siciliana e su almeno un quotidiano a diffusione
  regionale, nell'albo pretorio e nel sito
  web del Comune e al deposito presso il competente ufficio
  comunale per sessanta giorni. Entro
  sessanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
  della Regione Siciliana chiunque può
  presentare osservazioni e opposizioni.

      9. L'Organo deliberante di cui al comma 1, esaminate le
  controdeduzioni del progettista nei
  successivi 30 giorni in merito alle osservazioni e opposizioni
  eventualmente presentate, si determina
  in merito ad esse e approva definitivamente il PPA. Il
  Responsabile unico del procedimento
  provvede entro i successivi sette giorni alla pubblicazione
  dell'avviso di approvazione del PPA nella
  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, e nel sito web del
  Comune. Il PPA acquista efficacia il
  giorno della pubblicazione del relativo avviso nella Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana. 11
  PPA e tutta la documentazione prodotta nelle diverse fasi della
  sua formazione è depositato presso il
  Comune e chiunque ne sia interessato può prenderne visione anche
  tramite estrazione di copia.
  Copia di esso dovrà essere depositato all'Assessorato regionale
  del territorio e dell'ambiente.

      10. La delibera di approvazione del PPA comporta la
  dichiarazione di pubblica utilità delle
  opere pubbliche e di interesse pubblico in esso previste.

      11. La delibera di approvazione del PPA da parte della
  Giunta o del Consiglio comunale ha
  anche efficacia e valore di permesso di costruire per gli
  interventi edilizi previsti da progetti
  definitivi eventualmente allegati al PPA, sempre che in sede di
  Conferenza di pianificazione sia stato
  acquisito l'assenso dei rappresentanti delle amministrazioni
  competenti al rilascio dei pareri, delle
  autorizzazioni, dei nulla osta e degli altri atti di assenso
  altrimenti denominati, richiesti dalla
  normativa vigente, e formalizzata la prescritta convenzione da
  sottoporre a trascrizione. In tal caso le
  eventuali varianti al permesso di costruire seguono il
  procedimento ordinario, senza necessità di
  adozione di atti deliberativi da parte della Giunta o del
  Consiglio.

      12. Per le varianti al PPA, che non comportino varianti al
  PUG, si applica il procedimento del
  presente articolo».

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Per quanto
  riguarda l'articolo 30, signor
  Presidente, non ci sono emendamenti

    PRESIDENTE. Sono tutti soppressivi, tranne uno a firma
  dell'onorevole Lupo. C'è un invito al
  ritiro?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, perché
  anche le associazioni coinvolte
  avrebbero diritto di voto e ingolferebbe l'iter. Quindi, lo
  invitiamo al ritiro.

    PRESIDENTE. E' ritirato.
    Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

    «Art. 31.
    Rigenerazione urbana e riqualificazione

    1. La Regione promuove iniziative finalizzate al consumo di
  suolo tendente a zero anche
  attraverso la rigenerazione di aree edificate se esse hanno
  perduto la loro originaria utilizzazione,
  mediante la riqualificazione dell'ambiente degradato, secondo i
  criteri di sostenibilità richiamati
  dall'articolo 5 e mediante la individuazione di nuove funzioni
  aventi rilevanza strategica, anche in
  un'ottica di area vasta.

    2. Gli strumenti di pianificazione disciplinati dalla presente
  legge consentono di indirizzare le
  scelte di piano e le esigenze di recupero, privilegiando la
  rigenerazione urbana di spazi, infrastrutture
  ed edifici, siano essi pubblici che privati, da qualificare
  attraverso il loro riciclo o, ove necessario,
  attraverso interventi di demolizione e ricostruzione o di nuove
  costruzioni per l'inserimento di nuove
  funzioni diversificate, tra cui quella di edilizia sociale e di
  spazi e strutture di servizio pubblico o di
  uso pubblico, nonché quelle delle attività produttive, anche
  attraverso processi perequativi.

    3. Gli interventi di rigenerazione urbana perseguono
  prioritariamente i seguenti obiettivi:

    a) potenziare e qualificare la presenza delle aree a verde
  all'interno dei tessuti urbani;

    b) sviluppare una mobilità sostenibile, incentrata su un
  sistema integrato di spostamenti pedonali,
  ciclabili e sull'accesso alle reti e nodi del trasporto pubblico
  e della mobilità condivisa;

    c) conseguire una significativa riduzione dei consumi idrici
  ed energetici tradizionali, favorendo
  l'uso di energie rinnovabili e l'autoconsumo;

    d) realizzare bonifiche di suoli inquinati e la riduzione
  delle aree impermeabili;

    e) promuovere un efficiente sistema di raccolta differenziata
  e smaltimento dei rifiuti, prevedendo
  appositi spazi da destinare a isole ecologiche o, ove possibile,
  favorendo l'autogestione del riciclo
  dei rifiuti;

    f) dotare le aree di strumenti e modalità per gestire il
  deflusso delle acque meteoriche, nel rispetto
  del principio di invarianza idraulica.

    4. Ai fini della presente legge, costituiscono interventi di
  rigenerazione urbana le seguenti
  tipologie di trasformazioni edilizie e urbanistiche dei tessuti
  urbani esistenti:

    a) gli interventi di  qualificazione edilizia , per i quali è
  prevista la demolizione e ricostruzione di
  uno o più fabbricati che presentino scarsa qualità edilizia in
  quanto non soddisfano i requisiti minimi
  igienico-sanitari e di sicurezza sismica, di efficienza
  energetica e di sicurezza degli impianti, di
  abbattimento delle barriere architettoniche. Costituiscono
  interventi di  qualificazione edilizia
  anche gli interventi conservativi che, pur mantenendo l'edificio
  originario, almeno nelle strutture
  principali e nella configurazione volumetrica, consentono
  comunque di realizzare i miglioramenti
  sopra elencati e la rispondenza dei requisiti tecnici ai fini
  dell'agibilità. La  qualificazione edilizia
  si attua con intervento diretto se riferita a singoli manufatti
  o a blocchi di edifici che impegnano
  un'area di estensione non superiore a 5 mila mq., ovvero
  mediante la predisposizione di un piano
  attuativo, da approvarsi in variante, qualora l'intervento
  interessi ambiti urbani estesi oltre i 5 mila
  mq., fermo restando l'adeguamento delle dotazioni di
  infrastrutture e servizi pubblici, qualora
  l'intervento comporti variazioni sostanziali e funzionali delle
  destinazioni d'uso non compatibili con
  le previsioni urbanistiche del PUG tali interventi rientrano tra
  gli interventi di ristrutturazione
  edilizia previsti dall'articolo 3, comma 1, lettera d) del
  decreto del Presidente della Repubblica 6
  giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni, come recepito
  dall'articolo 1 della legge regionale
  10 agosto 2016, n. 16;

    b) gli interventi di  ristrutturazione urbanistica , come
  definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera h)
  del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
  380 e successive modificazioni, come
  recepito dall'articolo l della legge regionale n. 16/2016; tali
  interventi sono consentiti previa
  predisposizione di apposito piano attuativo in variante alle
  previsioni dello strumento urbanistico
  ricorrendo l'ipotesi di cui all'ultimo periodo della precedente
  lettera a);

    c) tra gli interventi previsti dalla lettera b) possono
  annoverarsi anche gli interventi di
   addensamento o sostituzione urbana  consistenti nella
  riqualificazione, anche con possibili
  incrementi volumetrici, di aree degradate, marginali, dismesse o
  di scarsa utilizzazione edificatoria
  per le quali è necessario operare una significativa
  trasformazione mediante la modifica del disegno
  dei lotti o degli isolati, delle aree libere da destinare alla
  pubblica fruizione e della viabilità.

    5. Su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente, con Decreto del Presidente
  della Regione, sono disciplinati gli interventi e le modalità di
  realizzazione dell'autorecupero nonché
  le forme di incentivazione previste dagli articoli 8 e 9 della
  legge regionale 10 agosto 2016, n. 16,
  relative alla riduzione o esonero dal contributo di costruzione.
  Al fine di garantire piena attuazione
  delle finalità indicate dal presente articolo e favorire la
  riqualificazione degli insediamenti anche nel
  quadro dei progetti di rigenerazione urbana, la Regione
  promuove:

    a) l'adozione di protocolli energetico-ambientali di
  ispirazione nazionale e comunitaria (rating
  system) sia a livello locale che in ambito regionale, prevedendo
  la possibilità di norme premiali ai
  progetti che siano in grado di dimostrare il rispetto di elevati
  e certificati standard di performance
  energetico-ambientali;

    b) di concerto con le amministrazioni degli Enti locali, per
  le rispettive competenze, un'adeguata
  fiscalità urbanistica attraverso provvedimenti di riduzione del
  costo degli oneri di costruzione e dei
  costi connessi agli interventi di rigenerazione urbana, nonché
  attraverso un adeguato sistema di
  premialità che agevoli e faciliti gli interventi di
  rigenerazione, di contenimento del consumo di
  suolo, del riuso rispetto alla espansione urbana;

    c) l'ideazione, l'attuazione e la gestione dei processi di
  rigenerazione urbana, avvalendosi delle
  procedure previste dall'articolo 12, agevolando la costituzione
  e l'attività di società miste pubblico-
  privato a cui demandare l'attuazione degli interventi di
  rigenerazione urbana nel contemporaneo
  rispetto dei diritti dei soggetti coinvolti e della efficacia e
  tempestività degli interventi.

    6. Allo scopo di sviluppare le politiche pubbliche per la casa
  e di promozione sociale, nell'ambito
  della strategia per la qualità urbana sostenibile di cui
  all'articolo 40, i piani attuativi (PPA) di
  iniziativa pubblica possono riconoscere ulteriori quote
  edificatorie, a compensazione dell'impegno
  assunto dal privato di realizzare, nell'ambito dell'intervento
  di riuso e di rigenerazione urbana, una
  quota di alloggi di edilizia residenziale sociale ovvero opere
  pubbliche aventi finalità sociale.

    7. Al fine, altresì, di fare fronte al disagio abitativo, di
  promuovere un consumo del suolo tendente
  a zero e di migliorare il rendimento energetico degli edifici
  possono essere ammessi interventi di
  recupero e riqualificazione di aree e di immobili inutilizzati
  attraverso la costituzione di gruppi di
  autorecupero.

    8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della
  presente legge, i Comuni provvedono al
  censimento degli immobili di proprietà pubblica o privata
  presenti nei rispettivi territori e alla loro
  catalogazione con la indicazione dello stato di conservazione.
  Nel censimento, che è soggetto ad
  aggiornamento annuale, sono ricompresi anche gli immobili
  adibiti ad edilizia residenziale pubblica
  e sociale di proprietà dei Comuni e degli Istituti autonomi per
  le case popolari e gli immobili di
  proprietà della Regione, delle Città Metropolitane, dei Consorzi
  dei Comuni, degli istituti pubblici di
  assistenza e beneficenza (IPAB), anche disciolti, nonché di
  proprietà statale o di enti pubblici.

    9. I Comuni, sulla base del censimento di cui al comma 8,
  entro tre anni dalla data di entrata in
  vigore della presente legge, potranno definire i piani di auto
  recupero del patrimonio edilizio
  pubblico e privato abbandonato, che vengono approvati con le
  stesse modalità dei PPA.

    10. Il Comune, anche con la partecipazione degli altri enti
  concorrenti del consorzio o dell'area
  metropolitana e della Regione, può costituire società miste per
  interventi di trasformazione,
  rigenerazione e riqualificazione urbana, in attuazione degli
  strumenti urbanistici vigenti. A tal fine la
  parte privata delle società miste è scelta tramite procedura di
  evidenza pubblica.

    11. Le società miste pubblico-privato di cui al comma 10
  provvedono alla preventiva acquisizione
  delle aree e degli immobili interessati dall'intervento. Le
  acquisizioni possono avvenire
  consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da
  parte del Comune.

    12. Le aree interessate dall'intervento societario misto sono
  individuate con delibera del Consiglio
  comunale. L'individuazione delle aree equivale a dichiarazione
  di pubblica utilità e urgenza, anche
  per le aree non interessate da opere pubbliche. Le aree già di
  proprietà pubblica interessate
  dall'intervento possono essere conferite alla società anche a
  titolo di concessione.

    13. I rapporti tra gli enti locali e i soggetti privati
  costituiti in società mista sono disciplinati da una
  Convenzione urbanistica contenente, a pena di nullità, gli
  obblighi e i diritti delle parti ai fini della
  realizzazione degli interventi.

    14. Per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della
  criminalità organizzata nel settore
  edilizio, il Comune acquisisce l'informazione antimafia di cui
  all'articolo 84, comma e 3, del decreto
  legislativo n. 159 del 2011 con riferimento ai soggetti privati
  che intervengono nella Convenzione di
  cui al comma 13. La Convenzione urbanistica di cui al comma 13,
  riporta la clausola risolutiva
  secondo la quale, in caso di informazione antimafia
  interdittiva, il Comune procede alla risoluzione
  della Convenzione nei confronti dei destinatari del
  provvedimento prefettizio».

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Grazie, signor Presidente. L'articolo 31 per il
  Movimento Cinque Stelle è molto
  importante, perché apre il tema - me lo concederà, prendo non
  più di cinque minuti - apre il tema
  del rapporto tra urbanistica e tutela dell'ambiente, perché
  entrano in gioco gli argomenti della
  rigenerazione urbana, della riqualificazione e poi, a seguire,
  quello del contenimento del consumo di
  suolo.
    Noi su questi articoli ci siamo impegnati particolarmente e
  vorremmo che ci fosse l'attenzione
  dell'Aula, perché se passano le nostre proposte - non perché
  sono nostre proposte, ma sono state
  condivise dalla Commissione, dall'Assessore - secondo noi
  facciamo un bel servizio all'urbanistica
  siciliana e alla tutela dell'ambiente.
    Ora, i termini della rigenerazione e del consumo di suolo -
  Assessore, vorrei la sua attenzione,
  anche perché sono temi che abbiamo condiviso ed è giusto che ci
  sia l'attenzione del primo
  firmatario della riforma - noi abbiamo detto in discussione
  generale che abbiamo apprezzato il fatto
  che questo testo di legge, per la prima volta - perché parliamo
  di una legge che riforma una norma di
  42 anni fa - parla di rigenerazione urbana e di riduzione del
  consumo di suolo,  consumo di suolo
  tendente a zero . E' giusto, perché tra l'altro le normative
  europee statuiscono questo assunto.
    Ora, però, abbiamo sempre detto che è giusto che questa norma,
  visto che è una norma
  rivoluzionaria e noi siamo consapevoli, d'altronde il Movimento
  Cinque Stelle - l'Assessore lo sa -
  non ha riempito questo testo di emendamenti, lo ha visto no? Il
  fatto che non abbiamo messo
  emendamenti dovunque significa che lo abbiamo votato in
  Commissione e siamo coerenti con
  questo intendimento.
    Ci sono, però, degli emendamenti che abbiamo introdotto in
  questa batteria di articoli. Perché?
  Perché vorremmo che il coraggio del Governo in questo testo di
  legge si manifestasse, oltre che nei
  principi, anche nei fatti. Se è vero che la rigenerazione urbana
  è declinata nei principi, vorremmo che
  così fosse anche nell'articolo 31, che è la norma di attuazione
  di questo principio e per questo
  motivo abbiamo inserito una serie di emendamenti.
    La rigenerazione urbana che cos'è? Non è altro che un modello
  attraverso il quale noi andiamo a
  recuperare, mantenendo la storia, il tessuto urbano degradato o
  che, comunque, è stato sacrificato nel
  tempo da un'urbanizzazione che non è stata perfettamente consona
  con il territorio.
    Rigenerare - vorrei che fosse chiaro a tutti, ma non perché lo
  sto dicendo io, ma perché è un tema
  ormai dalla bibliografia internazionale - non vuol dire
  trasformare: se io trasformo cambio la
  fisionomia urbana della città, cambio la toponomastica di un
  determinato territorio. Rigenerare vuol
  dire preservare la storia e allo stesso tempo rendere di nuovo
  fruibile un territorio e restituirlo alla
  comunità. Penso che questo sia un concetto chiaro a tutti; è
  condiviso, è trasversale, non stiamo
  parlando di un discorso da Cinque Stelle, di destra o di
  sinistra. E' un tema che non può che essere
  condiviso.
    Noi apprezziamo che queste statuizioni sono contenute
  all'articolo 31, però vorremmo che ci fosse
  un attimo di riflessione - e per questo ci piacerebbe che
  l'assessore accordasse fiducia alle nostre
  proposte emendative - e che tutte quelle parole dalle quali si
  può evincere che viene estrapolato il
  vero significato di rigenerazione urbana venissero tolte
  dall'articolo 31.
    Ad esempio, al comma 4 dell'articolo 31, quando andiamo a
  declinare gli interventi di
  rigenerazione urbana, noi siamo dell'idea che la stessa parola
   trasformazione  deve essere spunta
  da quella  statuizione ; per cui, per esempio - poi nel merito
  lo dirò quando potrò intervenire - noi
  diciamo  ai fini della presente legge costituiscono interventi
  di rigenerazione urbana  e c'è
  l'elencazione. Toglierei la parola  trasformazioni edilizie
  perché, sebbene sono concetti che
  possono stare in una riforma urbanistica, ci mancherebbe altro,
  è giusto trasformare dove è
  necessario, ma quando parliamo di rigenerazione urbana non
  possiamo parlare di trasformazione.
  Attenzione, lungi da me volere essere contrario alle
  trasformazioni edilizie, lo ripeto, ci possono
  stare, ci mancherebbe altro ma in questo testo no.
    Allo stesso modo non possiamo accettare, per esempio, tra le
  ipotesi di rigenerazione urbana,
  quella contenuta alla lettera c), dove si dice che è possibili
  in aree particolarmente degradate avviare
  attività di trasformazione del disegno dei lotti o degli
  isolati.
    Ora, io sono dell'idea che è possibile trasformare un lotto in
  un isolato se è degradato, ci
  mancherebbe altro, io sono il primo a voler recuperare territori
  degradati ma, allo stesso tempo,
  quando parlo di rigenerazione urbana non posso parlare di
  trasformazione dei lotti, perché la
  trasformazione dei lotti lo può fare il PUG in sede di recupero
  urbano, ma non lo può fare se io lo
  voglio declinare alla luce del principio della rigenerazione
  urbana.
    Sono piccoli accorgimenti,  Assessore, che - diciamocelo
  chiaramente - non stravolgono la legge,
  non stravolgono il senso dell'articolo, non fanno niente di
  male, non danneggiano né l'uno né l'altro,
  non sono né di destra né di sinistra, però danno un'idea di
  quella che è la linea che vuole seguire la
  Regione con la rigenerazione urbana. Quindi, se riuscissimo ad
  avere il parere favorevole del
  Governo così come della Commissione secondo me non faremo bene
  al Movimento Cinque Stelle,
  faremmo bene a tutta la Sicilia perché sono norme, come siamo
  abituati tutti a dire qua dentro, di
  buonsenso, anche se non l'utilizzo mai questo termine ma,
  diciamocelo, sono norme che servono al
  territorio siciliano.
    Poi, nel merito interverrò quando ci sono i miei singoli
  emendamenti.

    PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, posso dirle una cosa? Il suo
  intervento è un intervento di
  buonsenso. Mi permetto di dire che nella valutazione sulle zone
  degradate io ho l'esempio, perché
  mi è  stato spiegato e l'ho visto personalmente, della
  Biblioteca di Francia a Parigi: era una palude, si
  è deciso di fare là, dove è nata la Biblioteca di Francia - è
  una trasformazione urbana ma ovviamente
  crea la possibilità di potere edificare, per cui io starei
  attento perché ci sono situazioni di questo tipo
  in cui diventerebbe invece molto moderno e molto utile potere
  fare trasformazioni di territorio. Per
  cui, fermo restando il suo ragionamento, però vorrei che queste
  possibilità
    Mi faceva piacere dirlo perché è un'esperienza personale che
  ho.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, io intanto volevo confrontarmi
  col Governo in ordine
  all'impostazione di questo articolo 31 e a me pare che quando si
  parla di rigenerazione urbana e
  riqualificazione ci sia un indirizzo solo ed esclusivamente
  pubblico, ci sia un indirizzo
  esclusivamente rivolto al pubblico, quindi si tende ad escludere
  che questo tipo di attività che può
  essere posta in essere, ai sensi dell'articolo 31, non sia
  elencata anche per coloro i quali vogliono
  fare un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana
  che riguarda anche i privati e pongo la
  questione al Governo e al Parlamento se questo deve essere
  affrontato.
    Io credo di sì perché non pensiamo alle piccole città ma
  pensiamo ai grandi centri dove questo,
  ovviamente, può essere argomento di riflessione.
    Faccio un esempio, quello che è avvenuto a Torino, allorquando
  dovevano individuare un'area
  abbastanza vasta per la realizzazione delle strutture del
  servizio, credo dei giochi olimpici - adesso
  non ricordo l'anno - e quindi si è fatto un combinato disposto
  di edilizia privata e di pubblico
  finalizzato, praticamente, a recuperare un territorio che era
  quello dell'ex Fiat e di altre attività ad
  esso connesse che erano state abbandonate.
    In ordine poi alle cose dette dal collega Trizzino e
  apprezzandone lo sforzo e l'interesse a dare un
  contributo all'attività parlamentare per far meglio questo
  disegno di legge, sarei molto cauto in
  ordine, per esempio, all'emendamento 31.41 con riferimento al 3
  bis, perché mi sembra che il 3 bis
  inserito in questo emendamento sia molto restrittivo e ponga
  forti limitazioni dando un indirizzo - e
  lì si rimarca ancora maggiormente l'interesse - solo ed
  esclusivamente pubblico con una serie di
  limitazioni che, ovviamente a mio parere, bloccano ulteriormente
  le opportunità che possono essere
  esaminate in quelle che sono le grandi città.
    Poi mi riservo, ovviamente, di valutare gli emendamenti
  singolarmente.

    PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
  facoltà.

    CAMPO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, mi ha
  fatto piacere che abbia ricordato
  la biblioteca Mitterand di Dominique Perrault nel quartiere
  Tolbiac di Parigi. Questo, effettivamente,
  è un ottimo esempio di riuso che riqualifica uno spazio
  periferico della città di Parigi, con grande
  dignità e rispetto sia del paesaggio circostante che
  dell'architettura.
    Pertanto, in questo articolo, come diceva prima il mio collega
  Giampiero Trizzino, abbiamo voluto
  specificare meglio che cosa si intende per riuso, per qualità
  dell'architettura, per alti standard di
  vivibilità perché, ad oggi, nelle condizioni moderne in cui
  viviamo, bisogna puntare al massimo per i
  nostri quartieri.  E, quindi, quando parliamo di riuso ci
  riferiamo a tante cose. Ci riferiamo alla
  salubrità degli edifici, al mantenimento degli spazi pubblici
  per mantenere la socialità, per mantenere
  la aree verdi, per mantenere l'efficientamento energetico,
  l'efficientamento idrico.
    Pertanto, in quest'articolo, per la prima volta in tutto il
  testo, si introduce la parola bio-architettura
  che, fino ad ora, non era stata contemplata. Questo, secondo me,
  è importante tenerlo bene in
  considerazione ed eliminare, invece, tutte quelle parole che
  parlano, appunto, di demolizioni e
  ricostruzioni che possono, comunque, richiamare ad interventi
  invasivi.
    L'articolo 31 non parla di questo. Parla di qualità, di alti
  standard di vivibilità, di ecologia, di
  rispetto per l'ambiente, di rispetto per il paesaggio. Tutelare,
  per esempio, i centri storici significa
  tutelare il paesaggio perché i centri storici sono anche questo.
    Pertanto, nell'emendamento 31.41 specifico meglio cos'è,
  appunto, il riuso e la riqualificazione
  urbana e poi, al comma 8 dell'articolo 31, si parla anche di
  fare, appunto, un censimento di tutti quei
  quartieri degradati e quegli edifici degradati. Ci riferiamo
  alla legge 13 del 2015 che già prevede,
  praticamente - scusi, c'è un po' di confusione in Aula -,
  dicevo, ci riferiamo alla legge 13 del 2015
  che già prevede le modalità per fare questo censimento.
  Reputiamo che sia importantissimo per i
  sindaci e per gli enti locali avere un abaco di tutti i
  quartieri e di tutte le zone degradate della propria
  città proprio per poter attivare delle strategie che possano,
  appunto, pensare a come rigenerare, a
  come riqualificare questi interi pezzi di isolato o interi pezzi
  di quartiere.
    Era un emendamento che era stato apprezzato positivamente
  dalla Commissione e spero che possa
  essere votato, e andare avanti, perché oltre a questo ci
  permetterebbe anche di poter gestire meglio e
  contenere i tributi delle città perché, chiaramente, quando so
  che ho un'intera fetta di città, un intero
  pezzo di centro storico disabitato, fatiscente, con molti
  immobili ridotti a rudere, posso calcolare
  meglio quali sono le tasse e i tributi da distribuire sul mio
  territorio, per potere anche in futuro creare
  delle politiche che possano ristabilire equità anche in questi
  quartieri a cui, molte volte, sono
  assegnati dei tributi che non spettano.
    Questa è un po' la logica dell'emendamento.
    Credo che sia uno degli articoli più importanti e penso che
  possa essere votato con il favore del
  Parlamento se mantiene queste logiche e questi principi. Grazie.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne
  ha facoltà.

    COMPAGNONE. Sarò brevissimo, devo dire due cose a cui tengo
  perché l'argomento è molto
  interessante, Assessore. Dopodiché mi taccio e non parlerò più,
  però l'argomento è interessante.
    Onorevole Trizzino, non si lasci disturbare dall'assessore
  Turano che è molto bravo nel disturbare
  gli altri.
    Mi piace questo dibattito e solo per questo intervengo.
    Ho avuto la fortuna di conoscere e di essere vicino di stanza
  del senatore a vita, architetto Renzo
  Piano, e ho avuto la fortuna di potere entrare nella sua stanza,
  interamente tappezzata del suo
  progetto di rammendo delle periferie urbane dell'Italia.
    Renzo Piano personalmente mi ha spiegato qual è la filosofia
  del recupero edilizio e di quello che
  stiamo facendo noi con grande attenzione e, devo dire, con la
  bellezza di questa legge.
    Questo è un articolo qualificante di questa legge e quello che
  ci stiamo mettendo, questa filosofia,
  è straordinariamente attuale e buona.
    Mi spiegava però che il recupero delle periferie, per esempio,
  anche di alcuni centri storici
  degradati non lo fai solo attraverso le demolizioni. Lo fai
  certamente tantissime volte attraverso la
  demolizione o recupero o rivisitazione col verde e quant'altro,
  ma lo fai anche attraverso la
  ricucitura degli edifici, quindi, anche attraverso la
  ricostruzione possibilmente. Quindi, non
  dobbiamo cadere nell'errore di essere eccessivamente estremisti
  in questo ragionamento, perché
  anche la ricostruzione edilizia può servire a recuperare, a
  ricucire, a riammendare e, quindi, va letta
  sempre con un po' di elasticità dando possibilità ai Piani
  particolareggiati su cui io insisto molto.
    Quell'altro intervento che abbiamo fatto ieri sera - e
  dobbiamo ringraziare l'onorevole Cracolici
  che ci ha dato l'idea -, attraverso queste azioni, attraverso
  questi interventi mirati su aree, sul
  territorio facciamo veramente la riqualificazione degli ambienti
  senza andarci a infilare ogni volta
  nei Piani regolatori con tutto quello che si portano dietro.
    Credo che in un ragionamento di mediazione e di elasticità
  possiamo fare veramente qualità senza
  essere estremisti.
    Questo emendamento 31.41, secondo me, entra troppo nel
  particolare e credo possa essere invece
  ritirato. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Compagnone.

    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gallo ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   Norme per il governo del
  territorio  (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
  come hanno anche anticipato i
  miei colleghi su questo articolo abbiamo lavorato moltissimo in
  Commissione e, devo dire, è
  davvero la novità di questa legge, oltre all'introduzione del
  principio del consumo di suolo tendente
  a zero, quello della rigenerazione urbana e della
  riqualificazione dà l'idea che, con questa legge,
  dopo quarantadue anni, non vogliamo più costruire nelle nostre
  periferie nuovi edifici ma vogliamo
  recuperare l'abitato già esistente.
    C'è un ritorno quindi nelle città, negli edifici abbandonati
  perché vengano recuperati e tornino a
  vivere limitando il rischio perché molte volte, soprattutto nei
  nostri piccoli paesi di periferia, è
  successo che questi edifici abbandonati diventino anche dei
  rischi per la vita e l'incolumità pubblica.
    Il testo che arriva in Aula è un testo di sintesi che abbiamo
  trovato insieme anche agli ordini
  professionali, alle categorie, insieme alle università e anche
  ai colleghi.
    Capisco che ci sono sensibilità diverse che sono rappresentate
  poi negli emendamenti.
    Alcuni di questi verranno accolti, altri inviteremo a
  trasformarli in ordini del giorno e altri ancora,
  Presidente, noi ci muoviamo in questa Commissione con un filo
  conduttore che lega non solo questo
  disegno di legge ma anche il disegno di legge edilizia che è già
  stato inviato per l'Aula dove alcune
  cose possono essere allocate perché anche in quel disegno di
  legge edilizia abbiamo, per aiutare la
  rigenerazione urbana, semplificato tutte le norme che prevedono
  autorizzazioni, comunicazioni, per
  rendere la vita più facile al cittadino che vuole recuperare e
  fare rigenerazione urbana. Quindi,
  alcune norme potranno andare lì. Altre ancora - sempre seguendo
  un filo conduttore e una ratio che
  il legislatore deve avere -  possono essere spostato nel disegno
  di legge sulle cooperative edilizia e
  sulle cooperative di auto-recupero. Altro disegno di legge
  parlamentare che in Commissione
  abbiamo adottato e che è già stato inviato per l'Aula.
    Quindi, passo passo, Presidente, le segnalerò gli emendamenti
  che possono trovare migliore
  allocazione in questi altri disegni di legge che, insieme al
  disegno di legge di riforma di governo del
  territorio, daranno alla Sicilia un quadro semplificativo e
  moderno e una visione di una città del
  futuro anche in Sicilia e che metteranno nelle condizioni un
  comparto, come quello dell'edilizia, di
  poter ripartire nella maniera più semplice, nel tentativo di
  aiutare non solo le città ad essere più belle,
  più funzionali, più attente al verde, più attente ai cittadini,
  smart-city si dice oggi, ma anche il
  cittadino a poter attivare quelle misure che servono per
  riprendere appunto l'attività edilizia. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie. Sulle periferie la sua è una ideologia
  comunista di quelle antiche però mi
  fa piacere

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
  a me fa molto piacere constatare
  che gli interventi dei colleghi che si sono succeduti, poi,
  finiscono per cogliere nel segno rispetto alla
  valutazione che hanno fatto Governo e Commissione sugli
  emendamenti, soprattutto con riferimento
  agli interventi dell'onorevole Trizzino e dell'onorevole Di
  Mauro.
    Con riferimento all'intervento dell'onorevole Di Mauro, che
  invito a presentare un emendamento
  in considerazione della valutazione legata alla rigenerazione
  urbana esclusivamente destinata al
  pubblico che, invece, può avere una correzione perché deve
  riguardare l'intero assetto e quindi se ci
  sono opere da contemplare, anche di carattere privato, credo che
  questo sia anche un buon
  intendimento. Quindi, se lo traduce in emendamento, il Governo
  lo apprezzerà. All'onorevole Di
  Mauro però voglio anche dire che rispetto all'emendamento 31.41
  al quale faceva riferimento,
  essendo peraltro per ragioni, per razioni materie, inserito
  all'interno di un tema che è quello del
  certificato verde, chiedo all'onorevole Campo di ritirarlo
  perché lo tratteremo in quella sede, oppure
  siccome è ben scritto ma, paradossalmente per essere un articolo
  di legge, è troppo dettagliato, se lo
  vuole mantenere come ordine del giorno e il Governo si impegnerà
  a votarlo non come
  raccomandazione ma come vero e proprio ordine del giorno. Così
  come mi fa piacere constatare che
  l'intendimento dell'onorevole Trizzino ha già trovato
  accoglimento perché il Governo darà parere
  favorevole all'emendamento 31.35 che credo, signor Segretario
  generale, sia stato riscritto ed è
  coerente con quello che era l'indirizzo del 31.35. Quindi,
  Presidente, se lei potesse segnare questi
  emendamenti potremmo anche portarci avanti con il lavoro.

    PRESIDENTE. Me li ripete?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  L'emendamento 31.16 è precluso perché
  parla di arresto del consumo ed è già stato superato.
  L'emendamento 31.41 abbiamo chiesto il ritiro
  e la trasformazione in ordine del giorno ed è comunque
  ricompreso nel tema del certificato verde che
  tratteremo successivamente.

    PRESIDENTE. E' accettato il ritiro onorevole Campo?

    CAMPO. Sì.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  L'emendamento 31.35 è riscritto ed ha il
  parere favorevole. L'emendamento 31.38 e l'emendamento 31.42
  degli onorevoli Lupo, Barbagallo
  e Cracolici, hanno parere favorevole.

    PRESIDENTE. Sono quelli che chiedono la soppressione del comma
  7?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, mi
  riferisco agli emendamenti 31.38 e
  31.42.

    PRESIDENTE. Ah  Sì questo è l'emendamento 31.8. Mi dà le
  pagine?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Se andiamo
  per ordine facciamo prima.

    PRESIDENTE. L'emendamento 31.38 è quello dopo l'emendamento di
  Trizzino. Va bene.
    L'emendamento 31.42 pure.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  L'emendamento 31.40 non si si può fare
  perché

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Non c'è la
  copertura.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Comporta
  altri oneri. Così come
  l'emendamento 31.43.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E'
  ritirato.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, è
  ritirato. Per quanto riguarda
  l'emendamento 31.34, come correttamente aveva detto l'onorevole
  Savarino, questo può trovare
  albergo concreto e quindi considerazione nel disegno di legge
  per il riordino dell'edilizia. Il 31.34.

    PRESIDENTE. Quindi, è ritirato?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sia il
  31.34 che il 31.44, Presidente.
  Possono essere spostati al disegno di legge... No, il 31.44 al
  disegno di legge cooperative edilizie e di
  auto-recupero. C'è un disegno di legge che già

    PRESIDENTE. Assessore Cordaro, mi dia i sì e i no. Le
  discussioni le facciamo dopo.

    LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
  l'emendamento 31.34.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  Sull'emendamento 31.46

    PRESIDENTE. Onorevole Savarino, gli faccia dire queste cose
  altrimenti ci confondiamo.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Dopo. Faccia concludere al Governo la sua
  comunicazione.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  Sull'emendamento 31.46 il parere è contrario
  perché vorrei dire all'onorevole Calderone che è rinviato a
  quanto già disposto dal comma quinto.
  Sull'emendamento 31.47 credo che l'onorevole Palmeri si stia
  confrontando con gli Uffici quindi le
  vorrei chiederlo di lasciarlo un attimo in stand by perché
  essendo l'ultimo avremo modo di
  affrontarlo.

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, questo comporta il ritiro degli
  emendamenti soppressivi.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Da lì non è possibile intervenire
  fin quando non installeremo i
  microfoni nei posti. Lei, come Vicepresidente, in Consiglio di
  Presidenza, la prego di sottolineare
  questo punto all'ordine del giorno del primo Consiglio che si
  terrà.

    FOTI. Presidente, già che ci siamo faccio solo un viaggio
  dalla parte più profonda dell'Aula.
  Anch'io colgo l'occasione per esprimere gratitudine alla
  Commissione che si è dedicata ad un
  articolo veramente innovativo che fornirà uno strumento, con il
  consenso di tutti per ampia parte, per
  potere cominciare veramente a parlare non più come
  sperimentazione, come avveniristica e
  avventuriera esperienza che in qualche parte della Sicilia si è
  provato a fare, ma per farlo diventare
  strumento per i cittadini, per le amministrazioni, e per
  vivacizzare anche il comparto dell'edilizia che
  ha, finalmente, compreso che non è nel consumo di suolo che deve
  legittimamente trovare la propria
  possibilità di fare impresa ma nella rigenerazione urbana e
  tutto quello che ne consegue.
    Desideravo sapere dall'Assessore e dalla Commissione come si
  raccorderanno le due riscritture
  che durante il dibattito sono state distribuite. In particolare
  c'è l'emendamento 31.35 R, e la firma
  non riesco a comprenderla, ma ha poca importanza. E guardando al
  comma 4, della lettera c),
  togliendo  a viabilità  sembrerebbe che le aree libere possano
  essere destinate alla fruizione
  pubblica e alla viabilità, togliendo la viabilità non vorrei che
  questa specifica inserita dalla
  Commissione una volta tolta andasse a compromettere quella
  possibilità, magari, di utilizzare le aree
  libere o quelle che si rendono libere, per creare quella
  viabilità che spesso, per brevi tratti o per
  mancanza di piccole bretelle all'interno dei centri urbani, crea
  dei problemi di convivenza tra pedoni
  e automobili in sostanza.
    Quindi, su questo emendamento desidererei un chiarimento se è
  già nelle disponibilità
  dell'Assessore e della Commissione e che chiarissero un pochino
  meglio questo passaggio

    PRESIDENTE. Per favore, se sentiamo, perché altrimenti se si
  fa confusione, siccome è un
  argomento che è effettivamente interessante e bello anche,
  ascoltiamolo con interesse grazie.

    FOTI. Ecco, per il piacere di...

    PRESIDENTE. Scusi, al banco del Governo, se possiamo evitare.
  Prego onorevole Foti.

    FOTI.  meglio comprendere cosa comporta e qual è la
  motivazione di voler sopprimere questi
  due passaggi abbastanza delicati gradirei, prima di arrivare al
  momento del voto e anche per poter
  avere un momento di riflessione, che l'Assessore e la
  Commissione ci dicessero cosa comporta
  l'eventuale approvazione di questo emendamento, oppure se è
  stata una loro richiesta.
    È stato distribuito poco fa, il 31.35 R, e poi insomma quello
  dell'onorevole Palmeri è un po' più
  chiaro, l'ho capito, più che altro è l'altro. Il 31.35 R, guardi
  ora glielo favorisco, Assessore.
  Presidente, prima di passare alle fasi del voto, poterci.

    PRESIDENTE. E' un subemendamento.

    FOTI. E' stato distribuito.

    PRESIDENTE. Sì, va bene, perfetto, è la riscrittura, è un
  subemendamento di riscrittura. Possiamo
  andare avanti. Intanto, l'emendamento Di Mauro è diventato della
  Commissione, perché come sapete
  non lo avrei potuto accettare. L'emendamento 31.48, della
  Commissione dice che al comma 2 dopo
  le parole "edilizia sociale", aggiungere "residenziale". Va
  bene? Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    L'emendamento 31.41, degli onorevoli Campo ed altri è
  ritirato.
    Si passa al 31.35, degli onorevoli Trizzino ed altri che ha
  una riscrittura, il subemendamento 31.35
  R.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi,
  onorevole Trizzino, avremmo la
  necessità, alcuni colleghi chiedono un chiarimento sul secondo
  capoverso. Alla lettera c), le parole
  "per le quali  a  viabilità" sono soppresse.

    TRIZZINO. Come ho argomentato durante la discussione generale
  dell'articolo 31, sostenendo la
  necessità di eliminare, nei limiti del possibile - perché
  condivido perfettamente il ragionamento che
  abbiamo fatto tutti insieme, il fatto che bisogna anche essere
  flessibili, io sono un ambientalista ma
  mi rendo conto che è necessario avere un minimo di flessibilità
  -, la necessità di eliminare o quanto
  meno di ammorbidire i concetti di trasformazione e di modifica
  sostanziale dei lotti, all'interno del
  ragionamento della rigenerazione urbana, con questo emendamento
  non ho fatto altro che tradurre in
  normativa quello che ho poc'anzi detto, cioè, elimino nella
  lettera c) la parte che specifica che è
  ammissibile all'interno della rigenerazione urbana la modifica
  del disegno dei lotti e degli isolati che,
  a mio modo di vedere, è giustificabile in un ragionamento di
  rinnovo territoriale, ma dentro la
  rigenerazione urbana stona un pochettino.
    Per cui, ho eliminato le parole "per le quali" fino a
  "viabilità". Chiaramente non viene meno il
  senso della lettera c), perché se vogliamo lo leggiamo insieme,
  dice; "tra gli interventi previsti dalla
  lettera b) possono annoverarsi anche gli interventi di
  addensamento o sostituzione urbana,
  consistenti nella riqualificazione, anche con possibili
  incrementi volumetrici   - stiamo
  ammettendo addirittura pure questo -   di aree degradate,
  marginali dismesse o di scarsa
  utilizzazione edificatoria". Non cambia il senso.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 31.38, degli onorevoli Barbagallo ed
  altri. Il parere del Governo e della
  Commissione è favorevole.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 31.42, degli onorevoli Lupo ed altri.
  Il parere del Governo e della
  Commissione è favorevole.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Gli emendamenti 31.40 e 31.43 sono stati ritirati.
    Si passa all'emendamento 31.34, degli onorevoli Gucciardi ed
  altri. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiediamo
  che venga spostato nel disegno
  di legge edilizia.

    PRESIDENTE. Insomma, è ritirato quindi.

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

    PRESIDENTE. Sì, onorevole, siccome, come avrete notato, chiedo
  scusa, è un'informazione che
  do a tutti, come avrete notato, non ci sono ancora, sempre per i
  motivi Covid le signore che scrivono,
  per cui se non rimane registrato di quello che voi dite
  materialmente non se ne avrebbe più notizia
  per il resto della vita, per cui tutto quello che volete dire lo
  dovete dire per favore al microfono.

    CRACOLICI. La mia era una curiosità.

    PRESIDENTE. Ho capito però è anche importante.

    CRACOLICI. Visto che abbiamo appena approvato questo testo
  dove parla che nella
  rigenerazione tra gli interventi inammissibili vi è anche la
  possibilità di aumenti volumetrici
  dell'edificato esistente, si pone un tema: stiamo facendo una
  legge quindi una legge deve essere poi
  applicata da qualcuno, qual è il range degli aumenti
  volumetrici?

    PRESIDENTE. E' corretto.

    CRACOLICI. Perché può essere il doppio, il triplo, il
  quadruplo.

    PRESIDENTE. Per questo le ho chiesto di dirlo al microfono
  proprio per

    CRACOLICI. Quindi bisogna, in qualche modo, definire una
  compatibilità con, come dire, la
  quinta complessiva urbanistica del territorio.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. L'Assessore?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Gli aumenti
  volumetrici sono quelli stabiliti
  da ciascun regolamento comunale sulla base dei parametri che
  ciascun comune si dà.

    PRESIDENTE. E allora diciamo che se sono già stabiliti forse è
  inutile dirlo, o no? Va bene.
  Bisogna, comunque, va bene così, va bene così. Ritirato,
  perfetto. Ah, no quella era una
  informazione. Pensavo era sull'emendamento che è stato ritirato.
  A posto, a posto.

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Già c'è,
  già c'è.

    PRESIDENTE. Assessore, non per essere polemico ma se è già
  previsto perché le aggiungiamo le
  cose, se è già così.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, già c'è
  infatti.

    PRESIDENTE. Ah, perfetto, ok, ok, a posto. Il 31.44 di
  Calderone?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Allora, ho
  già chiesto all'onorevole
  Calderone noi abbiamo inviato per l'Aula il disegno di legge
  cooperative edilizie e di auto-recupero.

    PRESIDENTE. Benissimo, quindi rinviato lì.
    L'emendamento 31.45, degli onorevoli Campo ed altri?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contiene
  delle spese.

    PRESIDENTE. Prevede oneri quindi non si può votare, onorevole
  Campo.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
  abbiamo predisposto con
  l'emendamento 31.37 la possibilità di fare il censimento con
   può provvedere al censimento
  piuttosto che  provvedono al censimento  perché altrimenti
  comportava spese. Invece facoltizzando
  i comuni non è più un obbligo, se vogliono possono farlo se ne
  hanno la copertura.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. L'emendamento della collega Campo in realtà
  introduce un tema interessante e mi
  rendo conto che non possiamo...
    E' il 31.45, ma intervengo su quello dopo perché sono
  collegati.
    La mia collega introduce un tema interessante di cui si è
  parlato tanto nella precedente legislatura
  cioè il fascicolo del fabbricato. Ha ragione il Presidente, ha
  dei costi, però è un tema molto
  importante, ci sono i disegni di legge, c'è un dibattito aperto.
  Ora, non mi sto arrampicando e non mi
  uccido qualora dovesse passare l'aspetto facoltativo perché la
  Commissione introduce il  può , i
  Comuni possono fare questo censimento. Io sono dell'idea che
  debba essere obbligatorio per tutta
  una questione di sicurezza, anti sismicità degli immobili.

    PRESIDENTE. Però, bisognerebbe dargli i soldi se fosse
  obbligatorio.

    TRIZZINO. Però, vorrei che rimanesse a verbale visto che credo
  sia la prima volta dalla XVI
  legislatura che si discute in Aula del fascicolo del fabbricato
  che questo è un tema importante sul
  quale la Commissione credo all'unanimità abbia chiesto di
  discutere in Aula del fascicolo del
  fabbricato perché non riguarda soltanto l'urbanistica riguarda
  soprattutto la sicurezza nelle città.

    PRESIDENTE. Bene, onorevole Campo, credo che sia chiaro. Cioè
  si dice no soltanto perché ci
  vorrebbero i quattrini. Prego, prego, prego, onorevole Campo.

    CAMPO. Grazie Presidente. Allora, volevo semplicemente
  specificare che già abbiamo una legge
  approvata che prevede la redazione di questo abaco che è la
  legge 13 del 2015, e quindi i comuni
  avrebbero già dovuto farlo per tempo e dovrebbero essere muniti
  di questo elenco. Ma comunque nel
  caso in cui non l'avessero fatto si può attivare tranquillamente
  un discorso di auto denuncia, cioè il
  residente che vede attorno a sé una situazione di ruderi o
  immobili abbandonati può andare
  all'ufficio tecnico comunale e denunciare praticamente questa
  situazione. Questo permetterebbe di
  costruire questo abaco per i comuni che è di fondamentale
  importanza perché darebbe la possibilità
  ai sindaci di predisporre dei progetti per il recupero perché ci
  si renderebbe conto di quali sono le
  parti più fragili e più deboli della città.
      A volte abbiamo interi isolati e quartieri che versano in
  condizioni di rudere.
      E, quindi, con l'autodenuncia, senza investire chissà quale
  somma da parte degli enti locali, si
  potrebbe tranquillamente fare.
      A parte questo, ci sarebbe anche un grande risparmio per le
  amministrazioni perché un abaco di
  questo tipo va ad incidere sui tributi locali perché ci permette
  di poterli distribuire in maniera
  coerente e reale rispetto agli edifici che effettivamente e
  quelli che, invece, sono dismessi e
  disabitati.
      Quindi, secondo me, per un ente locale dotarsi di questo
  abaco con tutti i fabbricati che versano
  in condizioni fatiscenti o di rudere è di fondamentale
  importanza.
      Io lo manterrei, anche perché - ripeto - ogni Comune lo può
  gestire come vuole, anche a costo
  zero con l'autodenuncia.

      PRESIDENTE. L'emendamento 31.44 è stato rinviato.
      L'emendamento 31.36 è assorbito dal testo.
      Si passa all'emendamento 31.37, della Commissione.

      DI CARO. Chiedo di parlare.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Onorevole
  Di Caro, è inammissibile. Se
  ci fosse l'obbligo non c'è la copertura finanziaria e sarebbe
  inammissibile.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      DI CARO. Signor Presidente, colleghi, insistiamo sulla
  obbligatorietà.

      PRESIDENTE. Non si può.

      DI CARO. Se mi permette due minuti glielo spiego.
      Per quanto riguarda il patrimonio pubblico nulla questio,
  già c'è l'inventario che l'ente è tenuto,
  per legge, a fare ogni anno.
      Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare privato
  esistono le anagrafe tributarie che
  risolvono per il 95 per cento dei casi il problema.
      Per la rimanente parte del 5% i comuni possono - se non sono
  nelle condizioni economico-
  finanziarie di implementare le spedizioni di censimento degli
  immobili - fare delle convenzioni con
  gli ordini professionali, mi riferisco agli ordini degli
  ingegneri e degli architetti, che fanno a titolo
  assolutissimamente gratuito questo tipo di servizio.
      L'ho fatto personalmente in più Comuni.

      PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, però, siccome non c'è la
  garanzia che lo debbano fare a
  titolo gratuito ed è prevista una spesa, laddove sono previste
  spese oggi la Costituzione italiana è
  fatta così, che non si può legiferare nulla che preveda un solo
  euro di spesa in più.
      Questo lo prevede, purtroppo, per cui o troviamo una
  copertura o non lo possiamo votare.
      Non possiamo obbligare gli ordini a farlo gratuitamente
  perché lei che è una persona interessata
  l'ha fatto ma gli altri non possono essere obbligati a farlo
  gratuitamente.

      DI CARO. Presidente, se si individua, dove necessita,
  l'intervento di spesa magari ci capiamo
  meglio.
      A mio avviso - e parlo a nome del Gruppo parlamentare del
  Movimento 5 Stelle - non c'è un
  euro da spendere in questo intervento, ferma restando
  l'obbligatorietà.
      Guardi che si tratta di una questione veramente importante.
      Nei centri storici sono morte persone a causa di questo tipo
  di manchevolezza nel territorio.
      Quindi, insistiamo sull'obbligo di questo tipo di
  intervento.

      LUPO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  sia opportuno lasciare ..

      PRESIDENTE. Che sia chiaro, la nostra Costituzione prevede
  che ogni legge che prevede un
  obbligo ai Comuni, anche se in quell'occasione devono prendere
  un taxi, bisogna mettergli i soldi,
  anche per prendere il taxi, se no non lo possiamo fare.
      Non è che la Costituzione l'ho fatta io  Evidentemente c'è
  qualcosa, per cui siccome io sono
  assolutamente convinto che la ratio di questa norma è corretta,
  vuol dire che nel sussiego della
  nostra legislatura troveremo il sistema per poterla coprire e
  farla. Ma in questo momento non posso,
  per me è da considerare addirittura inammissibile perché se
  prevede, ripeto, un obbligo, bisogna fare
  la quantificazione quindi comunque dovrebbe tornare in
  Commissione, avere la relazione
  dell'Ufficio del Bilancio e trovare la copertura. Ripeto, anche
  se si trattasse di venti euro.

      LUPO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      LUPO. Signor Presidente, per risolvere il problema propongo
  un subemendamento che dice  I
  comuni, - questo è il subemendamento - compatibilmente con le
  disponibilità di bilancio,
  provvedono al censimento . Però, darei l'indicazione precisa che
  hanno il dovere di provvedere, poi
  certo se non hanno le disponibilità di bilancio non provvedono.
  Cioè, nei limiti delle disponibilità di
  bilancio, resta a loro l'obbligo di provvedere alla copertura
  della spesa, certamente se ne hanno le
  risorse.

      PRESIDENTE. Sì, allora da parte degli Uffici, se noi diamo
  un obbligo, quindi devono fare, non
  possiamo mettere  compatibilmente alle proprie disponibilità .
  Se lo devono fare, lo devono fare. E
  quindi gli dobbiamo dare i soldi per farlo. Facciamo una cosa,
  siccome la norma ha una sua ratio,
  consentitemi due minuti di sospensione che vediamo di trovare
  una possibile soluzione. Se si può
  fare sono ben felice di farla.
      La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.07, è ripresa alle ore 13.18)

      La seduta è ripresa.

      PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la proposta che viene dagli
  Uffici e che, tutto sommato,
  onorevole Savarino se mi date un attimo di attenzione, onorevole
  Caputo, onorevole Trizzino.
  Allora, siccome è una norma di buon senso e che tutti, in
  maniera generalizzata, vorremmo poter
  fare, però gli Uffici mi continuano a dire che materialmente non
  è
      Allora, noi facciamo una cosa se volete, ovviamente decide
  sempre l'Aula, facciamo la norma
  con scritto  può , fermo restando che la Commissione s'impegna
  anche nel ddl edilizia, tutto
  sommato non succede niente, anzi in qualche maniera c'entra, a
  modificarlo facendo la copertura,
  mettendo la copertura in quel disegno, e quindi nel giro di un
  mese farlo diventare obbligatorio.
  Quindi oggi mettiamo l'indirizzo, che lo può fare, e nel disegno
  di legge per esempio dell'edilizia
  invece modificarlo facendolo diventare obbligatorio, questo
  perché materialmente se gli Uffici mi
  dicono che non  Ecco, si potrebbe presentare l'emendamento e
  trasferirlo al ddl edilizia, in modo
  che lo si possa coprire in quell'occasione.

      LUPO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE Ne ha facoltà.

      LUPO Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per chiarire
  non si propone che i comuni entro
  perentorio, per esempio entro un mese debbano provvedere e,
  quindi a fronte di un organico
  asfittico, debbano necessariamente ricorrere all'esterno, per
  esempio con l'affidamento di incarichi a
  professionisti che, ovviamente, sarebbero onerosi e
  comporterebbero una spesa. Non è questo il
  punto.
      Ma dire che, ordinariamente, gli uffici tecnici comunali
  svolgono anche questo lavoro, in un
  tempo x, quale spesa aggiuntiva comporta? Cioè, se in un comune
  ci sono cinque geometri -
  semplifico - che, nell'arco di un anno, possono realizzare un
  censimento, è loro dovere farlo. Qual è
  l'onere aggiuntivo?

      PRESIDENTE Onorevole Lupo, se fosse così non sarebbe
  necessario metterlo nella legge, se lo
  dovessero fare comunque. Invece io ritengo

      LUPO. Non c'è, a mio avviso, un onere aggiuntivo. Non c'è la
  richiesta di affidare a terzi.

      PRESIDENTE Allora, siccome bisogna trovare una quadra.
  Questo è il mio compito, e mi
  succede tante volte di trovare, comunque, una sintesi. Siccome è
  una norma che vogliamo fare tutti e
  gli uffici danno questa possibile soluzione, io credo che se noi
  o presentiamo l'emendamento e, su
  parere della Commissione e del Governo, lo spostiamo sul DDL
  edilizia in modo che poi,
  materialmente, lo formalizziamo lì con la copertura o, comunque,
  avendo il tempo di fare una
  verifica più completa e più precisa sull'argomento, oppure
  facciamo un ordine del giorno e
  impegniamo a farlo dopo.
      Però, voglio dire, in qualche maniera è, ripeto, una norma
  che tutti vogliamo. Quindi, non c'è
  una motivazione per non farla. Secondo me la proposta degli
  Uffici è quella corretta. Lo scriviamo,
  lo rinviamo al DDL Edilizia e abbiamo risolto il problema.

      CRACOLICI. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi premesso
  che non mi strappo i capelli,
  anche perché ne ho pochi

      PRESIDENTE. Questi ultimi che hai, mantienili

      CRACOLICI.  dell'una o dell'altra versione. Però, l'ho detto
  informalmente agli Uffici, io
  considero, diciamo, la interpretazione che viene data un po'
  forzata, per una ragione.
      Il presupposto di fare il censimento, è un presupposto
  procedimentale per la ragione che, al
  comma successivo, si dice:  I comuni, sulla base del censimento
  di cui al comma 8, entro tre anni
  dall'entrata in vigore della presente legge, potranno ridefinire
  i piani di autorecupero del patrimonio
  edilizio  eccetera, eccetera.
      Mi ascolta, Presidente?

      PRESIDENTE. Certamente.

      CRACOLICI. Quindi, la norma intende dire che, qualora ti sei
  dotato del piano del censimento,
  tu puoi fare il piano di recupero. Cioè, non sta dicendo che c'è
  un obbligo, come dire, erga omnes
  sul censimento. Ma, per attivare le procedure del piano di
  recupero, devi dotarti di un censimento.
      Quindi non è una norma che ha una obbligatorietà estesa a
  tutti i comuni, ma solo a quelli che
  vogliono attuare piani particolareggiati di recupero, entro tre
  anni dall'approvazione di questa
  norma

      PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ripeto. Possiamo continuare
  a fare mille interventi.
  Siccome è una soluzione che vogliamo trovare, è questa che
  propongono gli Uffici, non fosse altro
  perché la stessa Presidenza possa avere garanzia che le cose si
  facciano in maniera perfetta.

      (Intervento fuori microfono)

      PRESIDENTE. La proposta è che c'è l'emendamento, lo
  trasferiamo all'Edilizia, in modo che
  nel tempo che facciamo, che tanto entro un paio di mesi sarà
  approvato anche quello, in
  quell'occasione, sapendo già di dovere verificare questa
  vicenda io, sinceramente, non lo so chi è
  che ha ragione. Allora, toglietemi da questo imbarazzo. Gli
  Uffici mi dicono una cosa, alcuni di voi
  me ne dicono un'altra. Se lo rinviamo al DDL Edilizia, facciamo
  passare il principio che si debba
  fare.
      Col DDL Edilizia si vanno a fare le verifiche, sia
  all'Ufficio Bilancio della Regione che in
  Commissione Bilancio da noi, faranno le valutazioni più precise
  e decideranno che cosa fare.
      Quindi, lo abbiamo rinviato al DDL Edilizia.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore.
  Presidente, va bene. Accogliamo la sua
  proposta. Per cui, passa adesso il principio della Commissione,
  quindi  può provvedere al
  censimento . Contestualmente, il comma 31.45 lo trasferiamo al
  DDL Edilizia. Nelle more si fa una
  valutazione dei costi.

      PRESIDENTE. Quindi, per adesso rimane  può . E, nel DDL
  Edilizia, diventa  deve .

      LUPO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sì, però chiudiamola, onorevole
  Lupo.

      LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi al fine di
  evitare che scriviamo cose senza senso,
  se i comuni  possono  non ha senso dire  entro un anno dalla
  data di entrata in vigore , perché
  diventa un assurdo, facciamo anche cose logiche.

    PRESIDENTE. Questo è vero  Se può, non deve essere entro un
  anno.

    LUPO. Altrimenti dopo un anno e un giorno non lo può fare più
  - non si capisce
    Coordiniamo le norme

    PRESIDENTE. Per quelli pubblici
    Rinviamolo tutto all'edilizia e lo facciamo.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiediamo
  ai colleghi di ritirare
  totalmente la norma.

    PRESIDENTE. E lo spostiamo tutto in edilizia.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E lo
  spostiamo totalmente in edilizia.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo andare avanti. Siccome
  non si può fare, è una
  stupidaggine.
    Lasciamolo col  può' e in edilizia diventa  deve'.
    L'emendamento 31.37, a firma della Commissione e con il parere
  favorevole del Governo lo
  pongo in votazione.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Cassiamo
   entro un anno'.

    PRESIDENTE. Perfetto, togliamo  entro un anno', bravi.
    Si passa all'emendamento 31.46, a firma dell'onorevole
  Calderone? L'emendamento di
  Calderone non è stato ritirato?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Anche
  questo è al disegno di legge di
  cooperative edilizie e di autorecupero. Il disegno di legge già
  esitato per l'Aula dalla Commissione.

    PRESIDENTE. Quindi lo trasferiamo lì.
    Se lo bocciamo oggi diventa un problema accettarlo anche
  nell'altro disegno di legge.
    Si trasferisce all'edilizia.
    Essendo l'ultimo emendamento poi dobbiamo votare, se lo
  trasferiamo alle cooperative?

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. E' come la storiella del collegato, Presidente. Non
  è che qui siamo ragazzini
  Trasferiamolo all'edilizia.

    PRESIDENTE. Onorevole Calderone, mi faccio carico di garantire
  questo passaggio.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Il tema è
  quello assolutamente e il
  disegno di legge è già in Aula.

    PRESIDENTE. Discorso chiuso.
    Sull'ultimo emendamento, a firma dell'onorevole Palmeri avete
  trovato la soluzione?
    E' stato presentato un sub emendamento del Governo 31.47.2 che
  recita di sostituire le parole  da
  decisione  a  consiglio  con le parole  disposizioni comunitarie
  vigenti . Cassare da  tenuto  fino
  alla parola  attività .
    Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 31.47, così come emendato.  Lo pongo
  in votazione. Il parere della
  Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, prima di passare all'articolo 32 e dare la
  parola all'onorevole Di Mauro - che
  me l'aveva chiesta stanotte sul 32 - e poi all'onorevole
  Trizzino, se il Governo mi fa una disamina
  dei sì e dei no.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, ci sono una serie di
  emendamenti che tendenzialmente - soprattutto uno quello
  dell'onorevole Campo - potrebbe essere
  affrontato. Mi riferisco all'emendamento 32.17.
    Anche in questo caso si tratta di un emendamento troppo di
  dettaglio per cui anche in questo caso
  chiedo di trasformarlo in ordine del giorno che sarà apprezzato
  dal Governo e lo metteremo in coda
  soprattutto facendo riferimento a quelli che saranno
  eventualmente decreti attuativi o regolamenti
  che discenderanno da questa legge per poterlo adottare.
    Poi c'è il no al 32.8, 32.19, 32.1, il sì al 32.2.
    Sull'emendamento 32.15 bisogna fare qualche variazione.
    L'emendamento 32.14 è negativo perché non è coerente con
  l'articolo.
    Il 32.18, 32.16 e 32.20 parere contrario. Sono troppo
  limitativi e confliggono con norme
  nazionali.

    PRESIDENTE. Assessore, quello su cui avrebbe dato la
  disponibilità di un parere favorevole,
  cioè l'emendamento 32.17.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo che
  venga trasformato in ordine del
  giorno.

    PRESIDENTE. Va bene se viene trasformato in ordine del giorno,
  perché siccome non è
  consentito il consumo di suolo e non lo possiamo scrivere e poi
  non possiamo affidare all'ISPRA,
  che è un istituto statale, noi non possiamo - per legge -
  affidare un incarico ad un istituto che non è
  regionale. Per cui, anche questo non si potrebbe fare per legge.
  Per cui se lo fate come ordine del
  giorno poi vediamo. Quindi è ritirato.
    L'Assemblea ne prende atto.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  perché questo articolo credo che
  sia un articolo molto importante. E' un articolo che pone un
  limite considerevole a quello che è il
  consumo del suolo tant'è che recita, se ricordo bene, l'articolo
  3 la questione delle tendente a zero.
    E voglio qui rappresentare, perché resti agli atti, ciò che
  hanno fatto le altre Regioni cominciando
  dall'Emilia Romagna, onorevole Cracolici. E l'Emilia Romagna,
  tanto per prendere un modello -
  l'Emilia Romagna di Cracolici, esatto - è un esempio di come si
  può ragionare cercando di
  mantenere il consumo del suolo al limite. Per esempio, in Emilia
  Romagna è stata fatta una
  previsione del limite del 3 per cento della superficie
  urbanizzata consumabile. Perché io dico questo?
  Perché noi con la indicazione così rigida, così rigorosa,
  vedrete che a breve saremo costretti a
  ritornare in Aula per correggere questa indicazione di zero
  assoluto a proposito di possibilità di
  nuove edificazione.
    Una seconda considerazione che volevo fare all'Assessore, se
  mi permette, è che le indicazioni
  che sono scritte nel comma 2 dell'articolo 32, omettono
  l'indicazione dei cosiddetti opifici. Perché
  veda, signor Assessore, ci sono spesso Aziende che hanno, per
  fortuna, per quelle che sono in grado
  in Sicilia di poterlo fare, avere una richiesta di ampliamento.
  In questo comma 2 non è indicata
  nessuna possibilità di accedere all'opportunità del consumo del
  suolo perché c'è una rigidità che
  riguarda soltanto le opere pubbliche. E non credo che questo
  possa essere omesso perché è
  estremamente importante consentire alle imprese un fatto di
  crescita. Altrimenti ci troveremmo nelle
  condizioni di dovere chiudere una azienda per andare a rifare e
  a ricostruire un complesso industriale
  perché l'azienda non può crescere.
    La terza cosa è che vorrei, quanto meno, tutto ciò che
  riguarda il consumo di suolo per le opere
  pubbliche o di interesse pubblico, gli insediamenti volti ad
  aumentare l'attrattività, la competitività e
  gli opifici, Assessore Cordaro, non possono essere computati ai
  fini del consumo del suolo. E questa
  deve essere una norma specifica perché altrimenti noi usciremmo
  con il dire che il consumo del
  suolo è stato fatto. E quindi se l'Amministrazione comunale
  intende accedere o intende consentire a
  qualcuno di consumare il suolo, si dice che già abbiamo
  consumato suolo. Quindi deve essere
  scomputata dai parametri del consumo del suolo.
    Terza considerazione che credo, anche questo, non essere
  omesso dall'applicazione di questo
  articolo 32 che cosa succede dopo che questo articolo è
  approvato, rispetto ai piani regolatori vigenti
  nei Comuni laddove ogni tecnico comunale si troverà dinnanzi ad
  uno strumento urbanistico in cui
  possibilmente c'è la edificabilità in qualche lotto che ha
  questo indirizzo, con una norma che ti dice
  tassativa consumo del suolo tendente a zero.
    E credo che allora per superare questo fattore occorra una
  norma transitoria. Perché se non
  abbiamo fatto il PTR non possiamo noi trovarci con una norma
  regionale che è in netto dissenso
  rispetto a quello che è il Piano regolatore generale. Se su
  questo ci fermiamo un momento e si fa una
  riflessione comune, per cercare di costruire un percorso più
  adeguato in questo articolo che lo
  ritengo fondamentale così come quello successivo della
  perequazione che è un articolo - mi
  permetto di dire vista questa iniziativa legislativa -un
  articolo storico perché la perequazione per
  esempio è una iniziativa del Governo che è tendente ovviamente
  non solo a risolvere i problemi
  conflittuali della redazione dei PUC ma è anche un elemento che
  toglierà tanti contenziosi che in
  corso ci sono nei Comuni.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  l'onorevole Di Mauro ha detto che
  questa norma è fondamentale ed è la seconda volta, in sette anni
  e mezzo, che ci troviamo d'accordo
  sull'urbanistica.
    La prima è quando abbiamo firmato l'emendamento insieme sul
  residenziale e questa è la
  seconda.
    E' una norma fondamentale l'articolo 32.
    Allo stesso modo di come ho fatto sull'articolo 31, un
  ragionamento di ambientalista
  concedetemelo anche questa volta. Il principio c'è. Il contenuto
  un po' meno.
    Assessore, mi rivolgo a lei mi ha dato il cartellino rosso
  sull'emendamento. E' come quando a
  scuola ti danno il voto negativo prima di fare l'interrogazione.
    Provo a spiegarmi perché probabilmente questo articoli va
  spiegato. Non che sia scritto male,
  attenzione, ma va spiegato.
    Il consumo di suolo altro non è che la declinazione dello
  sviluppo sostenibile nell'urbanistica.
    Il principio di sviluppo sostenibile ormai esiste dovunque. In
  economia così come in urbanistica.
    Lo sviluppo sostenibile si declina con la rigenerazione urbana
  e con il consumo di suolo tendente a
  zero. E' giusto che sia così perché le norme internazionali
  parlano di consumo di suolo tendente a
  zero.
    Attenzione però. La norma sul consumo di suolo, e vorrei che
  l'onorevole Di Mauro mi ascoltasse,
  non si rivolge al privato o al pubblico. La norma sul consumo di
  suolo si rivolge alla pianificazione o
  meglio al pianificatore.
    Il consumo di suolo è il saldo. Non è che significa che io
  domani non posso consumare più suolo.
  Sarebbe folle una cosa del genere.
    L'articolo 32 va letto in modo complessivo insieme con il
  comma 1, il comma 2, il comma 3,
  soprattutto il comma 3. A qualcuno sarà sfuggito che nel comma 3
  c'è la chiave di lettura del
  consumo di suolo che è il bilancio ecologico.
    La norma cosa dice? Io devo garantire il consumo di suolo
  tendente a zero nella logica del saldo di
  bilancio. Cioè, il bilancio ecologico che cosa dice? Tanto
  consumo il suolo vergine, tanto recupero
  suolo urbanizzato e lo restituisco a territorio vergine.
    Il saldo ci dà la possibilità di capire come funziona il
  consumo di suolo.
    Non è vero che con la norma del consumo di suolo non si può
  più costruire da nessuna parte.
  Sarebbe una cosa inconcepibile e lo dice un ambientalista.
    E' chiaro che la norma sul consumo di suolo va letta con il
  comma 3.
    Io dicevo prima, vorrei che da questa Aula ci fosse la spinta
  per dare al Governo quel coraggio in
  più che non troviamo in alcuni articoli.
    Il principio c'è, la norma di contenuto non c'è nel senso che
  va benissimo parlare di consumo di
  suolo però nel teso, per esempio, del comma 2 a noi ci sono dei
  piccoli passaggi che non piacciono.
    Il primo è il limite minimo inderogabile.
    Tutte le regioni, e qua non cozziamo con la normativa europea,
  tra l'altro chi ha citato la legge
  regionale dell'Emilia, noi l'abbiamo proprio presa dalla legge
  regionale dell'Emilia, stabiliscono un
  quantitativo massimo aggredibile all'anno.
    Noi l'abbiamo messo al 5 per cento. Molte regioni lo fissano
  al 3.
    La percentuale è calcolata sul terreno urbanizzato. Parlare di
  5 per cento all'anno sul terreno
  urbanizzato ci permette di potere fare tutte le operazioni che
  vogliamo di questo mondo senza
  aggredire nuovo territorio vergine. Quindi il limite del 5 per
  cento non stiamo stravolgendo niente.
  Stiamo mettendo, stiamo declinando in modo coerente un
  principio. Dire che c'è un limite
  percentuale derogabile per le opere pubbliche al 5 per cento è
  un principio giusto, non stiamo
  eccedendo nei limiti della tutela dell'ambiente e allo stesso
  tempo lo stiamo rispettando.
    Quindi quando io nel comma 2 dico  il consumo di suolo è
  derogabile per le opere pubbliche  è
  giusto che inserisco un limite percentuale annuo.
    Noi nell'emendamento che vorremmo che il Governo apprezzasse
  lo abbiamo fissato al 5 per
  cento.
    Ragioniamoci. E' un tema importante. Non vogliamo metterlo al
  5 per cento? Lo mettiamo al 6
  per cento. Ma è un modo per dire non stiamo facendo una norma di
  principio, ci stiamo mettendo
  coraggio in questa norma, e il coraggio lo facciamo scrivendo
  norme cogenti.
    Mettere un limite percentuale, assessore parlo anche con lei,
  se noi mettiamo un limite percentuale
  stiamo facendo, lei sta facendo un atto di coraggio perché non
  sta impedendo lo sviluppo territoriale.
  Stiamo dicendo tu puoi aggredire territorio vergine ma almeno
  non devi superare una certa
  percentuale all'anno di territorio urbanizzato.
    Ragioniamoci sulla percentuale. Magari fra qualche anno, alla
  prossima legislatura, chi ci sarà
  dopo di noi lo diminuirà progressivamente. Ma le regioni più
  evolute d'Europa lo hanno già fatto,
  non stiamo inventando niente di nuovo.
    Seconda cosa e vado alle conclusioni.
    C'è un emendamento del Movimento Cinque Stelle e anche del
  Partito Democratico, infatti l'ho
  apprezzato, che dice una cosa importante. Nel comma 2, come
  dicevamo prima, c'è la deroga al
  consumo di suolo. Ora, ascoltatemi bene, quando noi diciamo
  possiamo derogare il consumo di
  suolo, la deroga la possiamo ammettere per le opere pubbliche, è
  giusto è una scuola o un municipio,
  o comunque una struttura pubblica o anche privata per l'uso
  pubblico, possa derogare il consumo di
  suolo, ci mancherebbe. Però, scrivere che un insediamento volto
  ad aumentare l'attrattività possa
  erodere il consumo di suolo, significa che domani facciamo un
  centro commerciale che è attrattivo
  per la comunità e abbiamo erogato il consumo di suolo. È giusto
  o non è giusto?
    Per cui, limitiamo questa possibilità di deroga solo alle
  opere pubbliche o di interesse pubblico.
  Anche un privato può fare un'opera di interesse pubblico, ci
  mancherebbe altro, facciamolo. Però
  non allarghiamolo pure agli insediamenti volti alla
  competitività del territorio. A parte che non so
  cosa significa, ma ve lo dico proprio da avvocato, potrebbe
  significare tutto e niente, anche un centro
  commerciale, o mi sbaglio, può essere attrattivo. Ci sono centri
  commerciali attrattivi. Ora, derogare
  un consumo di suolo per un centro commerciale, abbiamo perso,
  abbiamo perso la nostra battaglia.
  Siccome la legge la stiamo scrivendo bene, mettiamo questi
  paletti.
    C'è un emendamento, io ritiro il mio perché c'è un errore o
  comunque lo devo correggere, c'è però
  l'emendamento del partito democratico che toglie quelle parti
  legate a insediamenti volti.
  Approviamo questo emendamento, perché se no il consumo di suolo
  non ha senso di esistere, cioè
  scrivere che facciamo riduzione di consumo di suolo, ma allo
  stesso tempo dire che qualsiasi cosa
  che è attrattiva può derogare il consumo di suolo, facciamo
  un'operazione di onestà, leviamo
  l'articolo 32 e ce ne usciamo.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, il
  tema che pone l'onorevole Trizzino
  è un tema reale, ma come egli sa questa legge, siccome poi
  l'abbiamo votata in Commissione, non
  credo preveda coraggio o mancanza di coraggio da parte di
  qualcuno piuttosto che da parte di
  qualche altro.
    Il tema vero è che la non definizione di una percentuale
  tassativa ha una sua logica, e quindi non è
  frutto di altre alchimie, legata, questa logica, al fatto che la
  identificazione o la determinazione della
  percentuale entro cui si può procedere con un aumento del
  consumo di suolo, a nostro parere, questa
  è l'impostazione, non può che essere determinata per ciascun
  ambito territoriale.
    Uno dei parametri che mi viene in mente è, per esempio, quello
  dell'incremento demografico. Cioè
  tu non puoi stabilire a priori che, laddove c'è un incremento
  demografico pari a zero, determini un
  incremento del consumo di suolo uguale rispetto ad un luogo dove
  l'incremento demografico è
  diverso. Allora, non abbiamo voluto appositamente cristallizzare
  un numero, perché avremmo finito
  a mio parere, e non nascondo il rischio che ci siamo sottoposti
  di un eventuale impugnativa, perché
  determinare una norma generale e astratta valida per tutti,
  senza contestualizzarla, né d'altro canto
  potendola contestualizzare all'interno della legge perché non
  possiamo fare una casistica all'interno
  di una norma che deve essere generale e astratta, ci ha portato,
  mantenendo quel medio coraggio che
  normalmente abbiamo quando affrontiamo le cose, a decidere
  questo principio.
    Quindi, il principio è intangibile, il principio è
  assolutamente innovativo, il principio è
  assolutamente condiviso, però l'idea di non mettere un numero è
  proprio legato ad un dato che porta
  ad una considerazione poi assolutamente concreta per cui,
  siccome in alcuni casi l'ottimo finisce per
  diventare nemico del buono, non vorremmo che precisare cose che
  non vanno precisate all'interno di
  questa norma e di questo contesto potrebbe arrecare un nocumento
  alla norma stessa.
    Quindi, pur apprezzando l'intervento dell'onorevole Trizzino,
  che condivido nel merito, io però ho
  il dovere di non dimenticare che in questa sede sono legislatore
  e devo fare una norma che sia una
  norma coerente con i principi e con le regole generali del
  diritto. Per cui la invito, fermo restando
  che poi ci possiamo anche lavorare in seguito, ad esempio
  attraverso una casistica, ad esempio
  attraverso parametri che possiamo individuare in una sede
  successiva, in una sede da decreto, in una
  sede regolamentare, a ritirare questo emendamento perché il
  Governo non è contrario nel principio o
  al principio è contrario per ragioni che le ho detto, che credo
  siano ragioni molto serie.

    PRESIDENTE. Assessore, scusi per chi invece, nei posti in cui
  è stata determinata la percentuale
  come è stata determinata cioè sulla base di quali parametri, che
  lei sappia?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io ho fatto
  riferimento al parametro
  dell'incremento demografico, al parametro della densità
  abitativa, al parametro delle case vuote e
  delle cubature non realmente utilizzate che possono essere
  rigenerate.

    PRESIDENTE. Quindi, noi possiamo sempre dire che nel futuro
  questo tipo di lavoro si potrà
  anche fare per poterlo realizzare. Prego, scusi? Non l'ho capito
  io non la sento. Certo, dopo, lei ha
  fatto un discorso sull'articolo, sui vari emendamenti può
  intervenire, benissimo.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima c'è l'onorevole Di Mauro, che
  ha già parlato. Onorevole
  Cracolici, è diventato veloce.

    CRACOLICI. No, Presidente, siccome penso anch'io che questa è
  di fatto, questa legge
  urbanistica al di là di tutti. Sì, però siccome Di Mauro aveva
  fatto finta di rinunciare ma di fatto non
  sta rinunciando perché cerca di esercitare la sua funzione
  diciamo di rompiscatole, diciamo, che
  normalmente fa dal podio, anche in platea.

    PRESIDENTE. Avete finito tutti e due?

    CRACOLICI. No, voglio dire questo. Io, comprendo che questo è
  un passaggio delicato della
  norma che da un segno piuttosto che un altro ed anch'io penso
  che non bisogna usare chiavi
  ideologiche, diciamo, estremiste. Quindi faccio questa premessa.
    Però, ricordiamoci che noi stiamo facendo una legge che
  orienterà i PUG. Cioè, questa norma è
  una norma che dice quando farete i PUG comuni sappiate che vi
  dovete muovere entro alcuni
  parametri. Scrivere un principio che di fatto non ha nessuna
  attuazione stiamo dicendo che non c'è
  nessun parametro per fare il PUG. Allora dobbiamo stabilire,
  perché veramente ha ragione Trizzino,
  o la norma c'è ed ha un senso, come dire, applicativo seppur
  nella singola autonomia che poi i
  Comuni si muovano nel fare il piano regolatore o il PUG, mi
  piaceva di più piano regolatore, almeno
  ero abituato, o piuttosto, diciamo, scrivere un principio che
  però, diciamo, è solo acqua fresca dal
  punto di vista poi dell'attuazione è, come dire, un modo per
  suscitare ilarità sulla legge, non per
  riconoscere un valore innovativo alla legge. E allora, io penso
  che un equilibrio su questo dobbiamo
  provare a trovarlo, perché ad esempio questi parametri di cui
  lei parlava assessore la densità
  abitativa, il numero degli alloggi sfitti, l'incremento
  demografico anche se in questo momento,
  diciamo, l'incremento demografico dobbiamo aspettare i barconi,
  sì, però sostanzialmente parliamo
  di numeri.

    PRESIDENTE. Assessore, non intervenga perché sennò non si
  capisce più niente.

    CRACOLICI. Allora, io penso che in questa chiave dovremmo
  provare a dare indicazioni precise
  sulla modalità anche di scostamento visto che parliamo del
  tendenzialmente a zero che non è zero.
  Qual è questo tendenzialmente al quale dobbiamo fare
  riferimento? Altrimenti veramente rischiamo
  di avere una norma che alla fine diventa la norma sorriso per
  questa legge. Ad esempio
  l'emendamento a cui faceva riferimento Trizzino citando
  l'emendamento del PD, perché così com'è
  scritto obiettivamente al secondo comma è della serie  vorrei ma
  non posso , al secondo comma
  scrivere che si deroga oltre che per le opere pubbliche e per le
  aree di interesse pubblico che sono
  quelle private per le quali il soggetto, un teatro, un cinema,
  una palestra, etc. etc. e, poi, dire  nonché
  per insediamenti volti ad aumentare l'attrattività , persino le
  case, persino la residenzialità è un
  elemento che è volto ad aumentare l'attrattività.
    Quindi, stiamo dicendo, c'è un principio ma è assolutamente
  derogato.
    Dobbiamo essere seri: o scegliamo una strada o ne scegliamo
  un'altra, pur - ripeto - trovando un
  equilibrio che consenta, anche nella processualità di questo
  principio di affermare quel governo
  dinamico delle cose.
    Quindi, non sono un estremista, non mi iscrivo al partito
  degli estremisti ambientalisti ma penso
  che dobbiamo essere seri, che è un'altra cosa.
    Quindi, se diciamo delle cose dobbiamo provare a renderle
  fattibili.
    Tutto quello che serve. Intendo dire che dobbiamo dire il
  limite entro il quale cisi muove nei piani
  regolatori per definire essi in coerenza con questa norma. Una
  qualche misura la dobbiamo trovare.

    PRESIDENTE. Visto che siamo ancora su un ragionamento generale
  e, visto che sono già le due
  e, poi, non possiamo interrompere alle tre per mangiare un
  boccone, noi interrompiamo un'ora e
  proseguiamo con gli interventi di ognuno di voi perché non
  stiamo votando un emendamento ma
  siamo ancora sulla discussione generale, per cui lo possiamo
  fare.
    La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.

    (La seduta sospesa alle ore 13.52, è ripresa alle ore 15.33)

      La seduta è ripresa.

      TRIZZINO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho proposto
  sull'emendamento 32.19, se
  l'Assessore mi dà attenzione, un sub emendamento e vorrei che
  l'Assessore l'apprezzasse.
      Abbiamo alzato il limite massimo al 10 per cento. E' un
  limite molto alto però con l'impegno
  che, da qui in avanti, questo limite possa progressivamente
  essere ridotto.
      Il sub emendamento al 32.19, poi, fa proprio anche
  l'emendamento del Partito democratico, il
  32.1, perché leviamo  insediamenti strategici volti ad aumentare
  l'attrattività e la competitività .
      Per il resto l'emendamento è uguale.

      PRESIDENTE. Quindi, su questo c'è un accordo anche con il PD
  che si ritirano gli altri e si fa
  questo?
      Assorbe quello del PD.
      Onorevole Lupo, siccome dopo l'onorevole Lupo tra gli
  interventi c'era lei .

      LUPO. Va bene così.

      CAMPO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      CAMPO. Signor Presidente, colleghi, ho capito che ci avviamo
  verso la soluzione.
      Io, in realtà, ero parecchio arrabbiata perché sono stata
  una delle promotrici del disegno di legge
   solo zero  che, poi, è stato inserito all'interno di questo
  testo.
      Poi è diventato  tendente a zero  perché ho compreso la
  necessità di non cristallizzare in tutta la
  Sicilia la possibilità di realizzare degli immobili di pubblico
  interesse.
      Però, chiaramente se non si mettono dei limiti, se non si
  pone una percentuale e non si definisce
  quali siano veramente gli immobili di pubblico interesse
   tendente a solo zero  in via di principio
  non significa nulla.
      Qua si aprono delle maglie infinite. Praticamente, la legge
  ritorna ad essere completamente
  scarna e priva di questo principio che deve tendere a solo zero.
      Quindi, è importantissimo che vengano inseriti dei criteri,
  dei parametri, delle percentuali che
  definiscano questo tendente che cosa è.
      Se noi continuiamo a scrivere  tendente a zero  e basta per
  me non abbiamo scritto nulla. Ecco
  perché mi sento presa in giro.
      A parte questo, è certificato che praticamente la
  popolazione non cresce più.
      Di fronte ad un incremento delle unità abitative del 166 %
  in Sicilia, è questi sono dati Istat
  certificati, noi abbiamo un incremento della popolazione del
  solo 20 per cento, quindi se non
  prendiamo noi la decisione da amministratori, da legislativi, di
  dare un indirizzo a questa Regione
  che vada in contro tendenza rispetto a tutto quello che è stato
  fatto fino ad oggi e metta nelle
  condizioni i progettisti di poter ideare uno strumento che poi
  sono i piani regolatori, i vari piani
  regolatori, anche con dei vincoli, perché dare dei vincoli ad un
  progettista significa dare al
  progettista stimoli nuovi per trovare soluzioni, cosa che quando
  non c'è nessun vincolo e nessun
  limite, la progettazione diventa anche abbastanza appiattita su
  certe posizioni, che poi rendono di
  bassa qualità e di basso livello le progettazioni delle nostre
  città e delle nostre periferie.
      Quindi è importantissimo che si dia un preciso indirizzo
  politico a questo disegno di legge. Solo
  in questo modo troverà il favore, io penso, di tutto il
  Parlamento, perché diversamente non credo
  neanche io, che in prima persona mi sono sentita per un attimo
  presa in giro prima, di poter votare
  questa legge.

      PRESIDENTE. Prima dell'onorevole Lupo, un chiarimento, che
  significa  annuo'? Il dieci per
  cento annuo, non capisco, il dieci per cento del territorio,
  perché se ogni volta è il dieci per cento in
  più, in dieci anni l'abbiamo fatto tutto. Il concetto di annuo
  non lo capisco, solo questa spiegazione
  un attimo.

      TRIZZINO. E' un concetto che in realtà è mutuato, nel senso
  che noi l'abbiamo preso dalle
  Regioni che già utilizzano questo parametro. Significa che tu in
  un anno puoi aggredire al massimo
  con opere pubbliche il dieci per cento o qualcosa sul
  territorio. Dico se vogliamo levare  annuo', è
  molto, molto più a favore

      PRESIDENTE. Ma non c'è dubbio, ma scusate, il dieci per
  cento annuo significa che in dieci
  anni l'abbiamo utilizzato tutto, di che stiamo parlando?

      TRIZZINO. Attenzione, noi il consumo di suolo lo dobbiamo
  concepire solo per le opere
  pubbliche di interesse pubblico. L'aggressione al suolo che
  rientra nel concetto di pianificazione non
  può essere concepito nell'interesse privato, quello è un altro
  tema, il dieci per cento è l'aggressione
  massima derogabile al consumo di suolo.
      Se noi leviamo il termine  annuo' diventa praticamente una
  norma estremamente restrittiva,
  perché il PUG che abbiamo votato all'articolo 26 non scade mai,
  noi abbiamo fatto una norma che
  dice che il PUG può essere aggiornato, oppure può essere fatto
  l'ambito come ha proposto
  l'onorevole Cracolici, ma non scade mai, il che significa che se
  leviamo il termine  annuo'

      CRACOLICI. Aggiornato ogni cinque anni.

      TRIZZINO. Aggiornato ogni cinque anni, ma non è
  obbligatorio, quindi essendo
  immodificabile

      PRESIDENTE. Io non voglio fare l'ambientalista al posto suo,
  ma a questo punto il dieci per
  cento è una percentuale molto alta, se diventa annua.

      TRIZZINO. Ovviamente con me sfonda una porta aperta se fa
  una proposta di questo tipo.

      PRESIDENTE. Perché, ripeto, questo annuo, o si dà una
  percentuale a questo punto sì
  veramente bassa, e allora è annua, ma se noi mettiamo il dieci
  per cento e lo facciamo annuo in dieci
  anni, abbiamo rischiato di fare tutto il territorio.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusate,
  il Governo ha accettato un
  indirizzo, e quindi io sono assolutamente d'accordo con il
  Presidente dell'Assemblea e credo che poi
  alla fine sia questo quello che vogliamo dire, dobbiamo togliere
  la parola  annuo'.

      PRESIDENTE. Ovviamente è una presa in giro se ci mettiamo
   annuo'.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma gli
  Uffici mi spiegano che senza la
  parola  annuo' il senso di quello che vogliamo fare e
  soprattutto nel caso di specie una risposta
  concreta all'intervento dell'onorevole Campo, mi pare che sia
  tutta qua, cioè noi passiamo da una
  determinazione concettuale a qualcosa di concreto e definitivo.
   Annuo' bisogna toglierlo, certo.

      LUPO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      LUPO. Grazie signor Presidente. Stiamo formalizzando insieme
  all'onorevole Trizzino un
  subemendamento che elimina la parola  annuo  dal 32.19.1, e con
  questo subemendamento il
  Gruppo parlamentare del PD condivide questo emendamento 32.19.1.

      Congedo

      PRESIDENTE. Comunico l'onorevole Lantieri ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

      L'Assemblea ne prende atto.

      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
  «Norme per il governo del
  territorio»  (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229- 356-472-536/A)

      DE LUCA. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole De Luca, lei vuole dire
  che è esclusa Messina?

      DE LUCA. No, semplicemente volevo chiedere cinque minuti di
  sospensione dei lavori per
  rifletterci bene, perché poi l'edilizia popolare dove la
  mettete? Tutto il resto, quello che è pubblico
  cerchiamo di chiarirlo.

      PRESIDENTE. Se nel corso degli anni si dovesse scoprire che
  c'è un errore si fa una legge che
  la modifica, non è un problema. Possiamo votare?

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sul
  subemendamento la Commissione è
  d'accordo, ma la parte finale, l'ultima frase da  è la
  determinazione approvativa  in poi, fino ad
   inedificato , è ultronea, non serve, perché è già nel testo che
  quando si devono individuare le
  alternative dove localizzare le zone che non si considerano
  consumo di suolo, vanno motivate; non
  c'è bisogno di scrivere - che peraltro è un italiano un poco
  arcaico -  la determinazione approvativa
  dei medesimi strumenti , è ultronea. Quindi, cassiamo da  è la
  determinazione  fino a
   inedificabile .

      PRESIDENTE. Ma questo emendamento cambia il comma 2, per cui
  lo deve scrivere nel
  comma 2.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E nel
  comma 2, infatti, non c'era
  quest'ultima frase.

      PRESIDENTE. Non c'era perché era già da qualche altra parte?

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No,
  perché comunque è già previsto che
  quando tu individui devi motivarla; non c'è bisogno che scrivi
   la determinazione approvativa ; è
  una cosa che neanche esiste giuridicamente.

      PRESIDENTE. Per me non c'è problema. E allora presenti
  questo con la cancellazione
  dell'ultimo rigo. Dobbiamo evitare di fare diventare questa
  seduta una riunione del condominio, che
  ognuno dice la sua, e alla fine non si compra più la lampadina.
      Pongo in votazione l'emendamento 32.19.1 a firma della
  Commissione con il  10 per cento di
  limite massimo  e l'ultima frase eliminata, cioè  la
  determinazione approvata  fino alla fine. E' il
  subemendamento che modifica tutto,  annuo  non c'è.
      Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'emendamento 32.15. Il parere della Commissione?

      PRESIDENTE. Il parere del Governo?

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  Presidente, il parere sull'emendamento
  32.15 potrebbe essere positivo a condizione che si tolga la
  terza parola del concetto che sostituisce
  cioè  residenziali  perché diventa troppo limitativo e
  soprattutto e che gli uffici ci dicano che è
  coerente col testo.

      PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, è precluso, con il voto
  precedente è precluso. Ha fatto bene
  l'onorevole Cracolici ad avvertirci. E' così, è precluso. Quindi
  non si vota.
      Si passa all'emendamento 32.14.

      PRESIDENTE. Il parere del Governo?

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario

      PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

      (Non è approvato)

      Si passa all'emendamento 32.18 dell'onorevole Trizzino. C'è
  un subemendamento che lo rende
  approvato dal Governo? E' ritirato.
      L'Assemblea ne prende atto.

      Si passa all'emendamento 32.1 che è decaduto.
      E' l'ultimo, quello dell'onorevole Palmeri su cui c'era il
  problema.
      Con il parere contrario del Governo lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

      (Non è approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'art. 33. Ne do lettura:

      Art. 33
      Perequazione urbanistica

      1. La perequazione urbanistica si realizza attraverso l'equa
  distribuzione di diritti edificatori e di
  oneri tra i proprietari di aree ricomprese in ambiti, anche
  discontinui, così come individuati e
  perimetrati dai Piani.

      2. Il PUG può prevedere forme di perequazione urbanistica
  consistenti nella attribuzione di
  quote di edificabilità differenziate in relazione alle
  caratteristiche fisico-morfologico-ubicazionali
  dei suoli, nonché ai vincoli e ai limiti alla edificabilità
  derivanti dai piani sovraordinati e dalla
  normativa in vigore. Tali quote saranno attribuite in sede di
  formazione del PUG, senza alcun
  riferimento alla distinzione tra i suoli destinati a interventi
  privati e quelli destinati a infrastrutture e
  attrezzature pubbliche.

      3. Ai fini della attuazione della perequazione urbanistica,
  il PUG può individuare dei comparti
  di trasformazione o completamento, da attuare attraverso un PPA
  di iniziativa pubblica o privata
  come disciplinato dalla presente legge, con il quale sono anche
  stabiliti parametri edilizi ed eventuali
  limitazioni. All'interno di tali comparti avviene il
  trasferimento dei diritti edificatori per l'attuazione
  delle previsioni urbanistiche. Il PUG definisce le modalità di
  attuazione dei comparti, indicando i
  criteri progettuali che comprendono, almeno, le quote di
  cessione dei suoli da destinare a
  infrastrutture e attrezzature pubbliche.

      4. Oltre alla modalità di cui al comma 3, il PUG ai fini
  della realizzazione di infrastrutture e
  attrezzature pubbliche può prevedere forme di cessione di
  diritti edificatori tra ambiti non contigui
  da attuare in forma diretta. In tal caso, i suoli che il PUG
  individua come destinati alla realizzazione
  di infrastrutture e attrezzature pubbliche sono denominati "aree
  cedenti". Al fine della acquisizione
  di tali aree, i diritti edificatori ad esse attribuiti sono
  trasferibili e utilizzabili anche su aree non
  contigue alle "aree cedenti", secondo le prescrizioni e i limiti
  definiti dal PUG a questo scopo. Le
  aree che accoglieranno tali diritti ricadenti esclusivamente nel
  territorio urbanizzato come definito
  dal PUG sono denominate "aree riceventi". In alternativa alla
  cessione al Comune delle aree cedenti,
  è possibile monetizzare i diritti edificatori che comunque sono
  vincolati all'acquisizione di tali aree.

      5. Il diritto edificatorio è trasferibile ed è utilizzabile,
  entro i limiti definiti dal piano urbanistico,
  anche su aree diverse, nel rispetto di quanto previsto
  dall'articolo 22 della legge regionale 10 agosto
  2016, n. 16 e successive modificazioni.

      6. La perequazione urbanistica si realizza con
  l'attribuzione da parte del Piano di una
  determinata potenzialità edificatoria a tutti i suoli e agli
  edifici compresi in specifici ambiti oggetto
  di trasformazione predeterminati e perimetrati dallo stesso
  Piano.

      7. La potenzialità edificatoria di cui al comma 2 si
  distribuisce tra i proprietari delle aree in
  proporzione alla superficie posseduta da ciascuno di essi.

      8. Il Comune, nel PUG, può riservare a sé una quota di
  eccedenza della potenzialità edificatoria
  complessiva a fini di acquisizioni compensative di aree, di
  attuazione di finalità premiali e di
  calmieramento del mercato.

      9. Tutte le varianti al piano che incidano
  sull'edificabilità effettiva di un'area prevedono una
  corrispondente variazione dell'ammontare della edificabilità
  potenziale in eccedenza riservata al
  Comune.

      10. In alternativa all'acquisto da altri proprietari della
  potenzialità edificatoria occorrente per
  realizzare tutta la edificabilità effettiva attribuita dal piano
  alla propria area, il proprietario può
  ottenere la potenzialità mancante dal Comune mediante acquisto a
  titolo oneroso. I criteri di
  determinazione del prezzo di acquisto sono stabiliti dai singoli
  Comuni in relazione alle
  caratteristiche del mercato locale, in sede di approvazione
  dello strumento urbanistico e restano
  validi per un biennio.

      Gli emendamenti sono tutti soppressivi tranne uno che è il
  33.1. Assessore Cordaro?

      PALMERI. Dov'è che c'è un parere negativo scusate? Prima
  c'era un parere positivo e poi c'è
  stato un parere negativo.

      PRESIDENTE. E' precluso, non c'è un parere negativo.

      PALMERI. Quale? Il 32.14 o il 32.15?

      PRESIDENTE. Il 32.15 è precluso e nel 32.14 c'era il parere
  contrario del Governo e della
  Commissione ed è stato bocciato.

      PALMERI. Ma perché c'è il parere negativo?

      PRESIDENTE. Ma cosa ne so? Se mi hanno dato parere negativo
  io cosa posso fare? Lo chieda
  al Governo, è inutile che lo chiede a me.
      Siamo all'articolo 33. Onorevole Lupo, cosa significa  la
  parte pubblica della città ? La
  inviterei al ritiro perché è un emendamento un po' vago.
  Ritirato, perfetto.
      Pongo in votazione l'articolo 33. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'art. 34. Ne do lettura:

      Art. 34
      Interventi di perequazione urbanistica di tutela
  dell'ambiente

      1. La compensazione urbanistica si applica all'acquisizione
  di aree soggette a previsioni di nuovi
  servizi ed attrezzature pubbliche volte ad attuare gli
  interventi di tutela dell'ambiente e del
  paesaggio.

      2. Nel caso di aree soggette a previsioni di nuovi servizi
  ed attrezzature pubbliche o soggette a
  meccanismi di esproprio, la compensazione, in alternativa alla
  corresponsione dell'indennità
  pecuniaria pari al valore venale del bene espropriato secondo le
  norme vigenti, consiste nella
  cessione al proprietario delle aree sottoposte ad
  espropriazione, con il suo consenso, di altre aree di
  valore uguale a quello del fondo destinato a usi pubblici o
  espropriato.

      3. Nell'ipotesi di delocalizzazione o riqualificazione di
  siti produttivi dismessi o di manufatti in
  degrado o incongrui, in quanto suscettibili, per impatto visivo,
  per dimensioni planivolumetriche o
  per caratteristiche tipologiche e funzionali, di snaturare o di
  alterare in modo permanente la
  caratteristica di un luogo, della sua identità storica,
  culturale o paesaggistica, la compensazione si
  connota come paesaggistico-ambientale e consiste
  nell'attribuzione premiale di diritti edificatori ai
  proprietari interessati. L'attribuzione di tali diritti
  edificatori può essere finalizzata al recupero dei
  costi di bonifica dei siti industriali dismessi per la fornitura
  di servizi eco sistemici nelle zone rurali
  del territorio comunale.

      4. I diritti edificatori maturati nei casi previsti dal
  comma 3 sono esercitabili, con le modalità
  previste dal PUG, esclusivamente nelle aree soggette a
  interventi di rigenerazione urbana e
  riqualificazione di cui all'articolo 31, nelle aree ricadenti
  nel territorio urbanizzato.

      5. Oltre ai casi di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, il PUG può
  prevedere forme di premialità consistenti
  nell'attribuzione di ulteriori quote di diritti edificatori al
  fine dell'effettuazione di interventi di
  rigenerazione e riqualificazione urbana  e che prevedano impegni
  aggiuntivi rispetto a quanto
  imposto dalle normative statali e regionali vigenti, finalizzati
  alla riduzione di rischi urbani e
  territoriali, al miglioramento delle prestazioni energetiche e
  della qualità paesaggistica e ambientale
  o alla realizzazione di interventi di edilizia sociale.

      Onorevole Di Mauro, mi fa parlare con l'Assessore e poi lei
  gli parla dopo? L'Assessore mi
  deve dare il parere. Il parere del Governo? Assessore?

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì?

      PRESIDENTE. Sull'art. 34 ci sono soltanto due emendamenti
  non soppressivi. Quello della
  rubrica  è così modificato  è il 34.2 e poi il 34.1 finale.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora,
  Presidente, sul 34.2 del Gruppo del
  PD noi diamo parere favorevole.

      PRESIDENTE. Sul 34.1?

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Dobbiamo
  dare parere contrario, perché gli
  ambiti di applicazione della disposizione possono superare i
  confini comunali solo se è previsto da
  appositi accordi di programma, come previsto dal votato già art.
  12.

      PRESIDENTE. Va bene. E' ritirato l'emendamento, onorevole
  Lupo?

      LUPO. Ritirato.

      PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
      Pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo,
  l'emendamento 34.2. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 34. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

      Art. 35.
      Tutela e pianificazione del territorio rurale, e tutela dei
  boschi e delle foreste

      1. La Regione e gli enti locali, nei processi di governo del
  territorio, perseguono la tutela e la
  valorizzazione della ruralità, dei territori agricoli e delle
  relative capacità produttive agroalimentari e
  non agroalimentari, salvaguardando le diverse vocazioni tipiche
  che lo connotano, valorizzando
  altresì l'agricoltura periurbana, l'agricoltura sociale e i
  parchi agricoli.

      2. Il territorio rurale è definito e perimetrato dai PUG in
  accordo sia con il Piano del verde che
  con il Piano paesaggistico. In tali zone sono consentiti, oltre
  al recupero e alla riqualificazione del
  patrimonio edilizio esistente, esclusivamente le attività
  edificatorie inerenti all'attività agricola di cui
  all'articolo 2135 del Codice civile, con particolare riguardo
  alla lavorazione e trasformazione dei
  prodotti agricoli, zootecnici o forestali del fondo o, comunque,
  del territorio locale regionale. I nuovi
  fabbricati non residenziali, qualora consentiti in quanto non in
  contrasto con vincoli sovraordinati,
  potranno essere realizzati esclusivamente nel caso in cui un
  dettagliato programma di sviluppo
  aziendale, redatto da professionisti competenti in materia, ne
  dimostri la necessità. Tale programma
  giustifica altresì la necessità di utilizzare la possibilità
  edificatoria a fini residenziali del fondo, oltre
  le necessità di residenza del proprietario/conduttore, indicando
  gli ulteriori fabbisogni residenziali
  connessi alla produzione agricola. In ogni caso, i nuovi
  interventi edilizi a fini produttivi, compresi
  quelli a fini residenziali, costituiscono dei complessi unitari,
  evitando la dispersione nel paesaggio
  rurale. Gli immobili non residenziali non possono mai superare
  una superficie coperta pari al due per
  cento dell'area complessiva del fondo agricolo, per essi non è
  mai consentito il cambio di
  destinazione d'uso per attività diverse, quali la residenza o il
  commercio di prodotti non legati
  all'attività aziendale, rispetto a quelle legate alla produzione
  agricola.

      3. Tutti gli interventi edilizi nel territorio rurale sono
  realizzati nel pieno rispetto delle specifiche
  norme di tutela del paesaggio rurale indicate da apposite linee
  guida approvate con decreto
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente di
  concerto con l'Assessore regionale per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, entro
  centottanta giorni dalla data di entrata
  in vigore della presente legge. Non è consentita la
  realizzazione di insediamenti residenziali con
  caratteristiche tipologiche difformi rispetto alle tipologie dei
  fabbricati rurali, come definiti nel
  succitato decreto.

      4. Nelle more dell'approvazione del decreto di cui al comma
  3, sono consentiti esclusivamente
  gli interventi di recupero e riqualificazione delle volumetrie
  esistenti, che risultino catastate alla data
  di approvazione della presente legge, e gli ampliamenti per
  l'insediamento di attività agrituristiche di
  cui al comma 5.

      5. Le attività agrituristiche sono prevalentemente svolte
  nei fabbricati esistenti o in quelli da
  recuperare e risanare nel rispetto di quanto indicato nel
  decreto di cui al comma 3. Sono consentiti
  ampliamenti non superiori al dieci per cento del volume
  esistente, salvo quanto previsto al
  successivo comma 9 per le parti da destinare a residenza
  stagionale.

      6. Il PUG individua e classifica con adeguate perimetrazioni
  il territorio rurale, articolandolo
  nelle seguenti zone, per ognuna delle quali sono stabiliti
  parametri limitativi in funzione delle
  finalità di cui ai commi 1 e 2:

      a) zone di coltura tradizionale e di mantenimento del
  paesaggio agrario di rispetto e pausa dei
  margini urbani:

          1) indice di fabbricabilità per i manufatti abitativi:
  0,03 mc./mq.;

          2) distacchi tra fabbricati: non inferiori a 10 metri;

      b) zone di colture specializzate, di sperimentazione
  biologica, di conservazione delle
  biodiversità, bioparchi, parchi agrari, di protezione del
  genoma:

      1) indice di fabbricabilità per i manufatti abitativi: 0,03
  mc./mq.;

      2) distacchi tra fabbricati: non inferiori a 10 metri;

      c) zone di produzione intensiva con l'uso di serre e
  tecnologie meccaniche avanzate, anche sedi
  di impianti di energia alternativa, con obbligo di smaltimento
  alla fine del ciclo produttivo:

          1) rapporto di copertura degli impianti non superiore
  al 60 per cento e, comunque, nel rispetto
  delle specifiche norme di settore;

      2) distacchi dai confini: non inferiori a 10 metri;

      d) zone per aziende artigianali/industriali di
  trasformazione dei prodotti agricoli:

          1) rapporto di copertura non superiore a 1/10;

          2) distacchi tra fabbricati: non inferiori a 20 metri;

      e) zone di boschi, sottoboschi, rimboschimenti e
  forestazione e relative fasce di rispetto con
  divieto di costruzione di nuovi edifici e di ampliamento di
  quelli esistenti, nonché il divieto di
  operare tagli sul terreno naturale, scavi o sbancamenti di
  qualsiasi tipo tranne quelli relativi al
  rimboschimento e alla forestazione o alla regimentazione idrica;

      f) zone di mantenimento del paesaggio agrario in aree
  vincolate (SIC, ZPS, di tutela
  paesaggistica o di rischio archeologico, di rischio e
  pericolosità idrogeologica) e in ambiti
  naturalistici fluviali, con divieto di costruzione di nuovi
  edifici e di ampliamento di quelli esistenti,
  nonché con divieto di operare tagli sul terreno superiori a 1,50
  metri, scavi o sbancamenti di
  qualsiasi tipo tranne quelli relativi al mantenimento o alla
  regimentazione idrica;

      g) zone di rispetto o mascheramento degli impianti
  tecnologici e delle fasce stradali:

          1) fasce di distacco minimo dall'impianto: non
  inferiori a 20 metri;

          2) fasce di rispetto delle sedi stradali: non
  inferiori a 20 metri e comunque           non inferiori
  a quelle previste dal Codice della strada;

      h) zone di rispetto e tutela delle architetture rurali di
  interesse storico-architettonico o etno-
  antropologico, nonché di giardini storici e di spazi di
  pertinenza di beni culturali individuati dal PUG
  con divieto di costruzione di nuovi edifici e di ampliamento di
  quelli esistenti, per una distanza
  minima di 100 metri.

      7. L'attuazione degli interventi di recupero di edifici
  esistenti comporta, per i fondi agricoli cui
  essi sono asserviti, i seguenti limiti:

      a) nel caso di frazionamento ereditario o per compravendita
  va considerata l'aliquota
  volumetrica di asservimento relativo;

      b) nel caso di recupero di edifici con originaria funzione
  abitativa, è esclusa la possibilità di
  ampliamento volumetrico se la cubatura esistente già supera
  quella consentita dal PUG; la clausola
  può tener conto di un incremento volumetrico del trenta per
  cento in caso di utilizzazione
  agrituristica con obbligo di trascrizione decennale nella
  Conservatoria dei Registri immobiliari
  (RR.II.);

      c) nel caso di recupero di edifici con originaria funzione
  diversa da quella abitativa, è consentito
  l'uso abitativo, oltre l'eventuale incremento per utilizzazione
  agrituristica, in tal caso con obbligo di
  trascrizione della nuova funzione per almeno dieci anni, fermo
  restando il mantenimento dell'indice
  volumetrico per finalità abitative di 0,03 mc/mq.

      8. Sono consentiti interventi di ripristino o di creazione
  di sentieristica di servizio con metodi di
  ingegneria naturalistica in tutte le zone di cui al comma 7.
  Sono consentite attività di ristorazione e
  intrattenimento in tutti gli edifici esistenti, previo
  intervento di restauro, rifunzionalizzazione e
  ristrutturazione edilizia. La funzione agricola non è riservata
  in esclusiva agli imprenditori agricoli,
  per cui è consentito l'uso stagionale o periodico dei manufatti
  abitativi, anche per attività di
  ristorazione e intrattenimento.

      9. Nel rispetto delle disposizioni relative al settore
  agrituristico, nell'ambito delle aziende
  agricole parte dei fabbricati adibiti a residenza possono essere
  adibiti ad uso turistico stagionale. Per
  le finalità previste dal comma 8, i fabbricati esistenti possono
  essere ampliati fino ad un massimo del
  trenta per cento della cubatura esistente; è altresì consentito
  l'impianto di modeste attività sportive
  non agonistiche all'aperto, comprensive di locali accessori e di
  servizio a una sola elevazione se
  strettamente connesse con l'attività agrituristica. Le attività
  di agricampeggio possono essere
  realizzate, nel rispetto delle specifiche disposizioni di
  settore, all'interno delle zone del territorio
  rurale contrassegnate dalle lettere a), b) e c) del comma 3.

      10. I boschi e foreste, così come definiti dal decreto
  legislativo 18 maggio 2001, n. 227 e dalla
  legge regionale 06 aprile 1996 n. 16, sono considerati risorsa
  strategica regionale, ai fini della
  salvaguardia naturalistica e paesaggistica, della difesa dei
  suoli e della tutela idrogeologica.

      11. I terreni coperti da boschi e foreste non possono esser
  oggetto di mutamento di destinazione
  d'uso e in sede di pianificazione paesaggistica e urbanistica
  sono tutelati con specifiche disposizioni
  di salvaguardia e di conservazione, con previsioni di interventi
  di rinaturalizzazione in caso di
  degrado.

      12. In materia di fasce di rispetto, si applica il decreto
  legislativo 18 maggio 2001, n. 227.

      Onorevoli colleghi, l'articolo 35 è forse quello dove c'è
  qualche discussione da fare in più. Il
  parere del Governo?

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sul 35.38
  a firma Sunseri, Trizzino e Di
  Paola, mi rivolgo ai firmatari perché la prima parte del 35.38,
  soprattutto nel contesto in cui affronta
   ai fini della presente legge, si intendono, inoltre, Comuni
  rurali le aree C e D determinate a livello
  comunitario in cui il territorio rurale riveste particolare
  importanza  questo potrebbe andare.
      Tutto il resto, onorevole Trizzino, laddove si parla
  soprattutto Scusi, onorevole Trizzino, poi le
  interviene, ma non ha sentito quello che dico io
      Dicevo, la prima parte del 35.38 dalla parola  ai fini  fino
  ad  importanza , e cioè il secondo
  concetto, potrebbe andare. Potrebbe essere inserito.
      Per quanto riguarda, invece, la parte centrale diventa
  problematico mentre non è possibile
  inserire tutta la parte che riguarda la relazione agronomica di
  sviluppo aziendale, che è fuori
  contesto. Quindi, se lei lo ritiene

      PRESIDENTE. Abbiamo una specifica sui Comuni rurali? Che
  cosa sono i Comuni rurali?

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiederei
  all'onorevole Trizzino,
  siccome fondamentalmente l'emendamento non stravolge. L'unica
  novità, rispetto al testo il testo
  fa riferimento al sentire, al dover sentire i professionisti
  competenti sul tema, mentre voi eplicitate
  con la relazione agronomica di sviluppo aziendale. Questa è la
  differenza.
      Quindi io vi inviterei a ridurlo solo a questo, se volete
  esattamente che sia la relazione degli
  agronomi, piuttosto che, com'è nel testo della commissione, una
  relazione fatta dai professionisti
  competenti.

      PRESIDENTE Onorevole Savarino, è la stessa cosa
  dell'Assessore?

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Io vi
  inviterei a soprassedere perché è
  assolutamente in linea. Sono piccolezze che, però, se approviamo
  questo introduciamo le aree C e D
  che non è detto che si chiamino ancora C e D. Introduciamo dei
  termini che potrebbero dare dei
  riferimenti

      PRESIDENTE. Onorevole Savarino, credo che ci sia già un
  intento per sistemarlo in questa
  maniera o no?

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No.
  Potrebbero ritirarlo, visto che è già.
  Comunque

      PRESIDENTE. Tranne in questa parte che diceva, o no?
  Ritirarlo tutto.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusate,
  la parte da  ai fini  fino alla
  parola  importanza , senza specificare le lettere C e D, e
  quindi restando  aree determinate a livello
  comunitario  può andare bene.

      PRESIDENTE Però,  Comuni rurali  non significa niente

      CORDARO, assessore per il Territorio e l'Ambiente. No, no,
  no soltanto questa parte
  Presidente Ah, Comuni rurali lei dice?

      PRESIDENTE Sì  Che cos'è il Comune rurale

      Voce fuori campo

      PRESIDENTE Però se dice C e D, no è ovvio che deve saltare.
      Onorevole Cracolici, vorrei che lei parlasse al microfono se
  deve intervenire - lo so, è pronto, lo
  monto stasera
      L'onorevole Trizzino dichiara di ritirarlo.
      L'Assemblea ne prende atto.
      Si passa all'emendamento 35.34 della Commissione. Il parere
  del Governo?

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  Favorevole.

      PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

      L'emendamento 35.2 è ritirato, a firma dell'onorevole
  Arancio ed altri.
      L'Assemblea ne prende atto.
      Si passa all'emendamento 35.39, a firma dell'onorevole
  Calderone.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  Presidente, sull'emendamento 35.39, gli
  Uffici ci dicono di avere un problema sul numero. Sarebbe troppo
  limitativo.
      L'onorevole Calderone può valutare l'emendamento 35.39 per

    PRESIDENTE. Onorevole Calderone, ce lo dica. Lo lasciamo così?
  Non vuole modificarlo?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Di  almeno
  10.000 metri quadri  e va
  bene - perché è limitativo - così invece così lo ampliamo.

    PRESIDENTE. Se si aggiunge  almeno .

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Bisogna
  presentare un subemendamento
  aggiungendo  almeno .

    PRESIDENTE. Un subemendamento della Commissione con  almeno
  10.000  e risolviamo il
  problema, ok?

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Siamo all'emendamento 35.39 e vorrei un chiarimento
  - perché magari mi sbaglio.
    Togliamo l'ultimo capoverso nel quale si parla del divieto
  degli immobili non residenziali per i
  quali è possibile il cambio di destinazione d'uso? Perché se è
  così si apre un tema abbastanza
  importante. Vorrei solo capire se è così.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non mi fate capire quanto
  dite, non riesco ad andare avanti.
    Onorevole Calderone, mi faccia capire la sua posizione.
  Prepariamo un subemendamento?

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Mi permetto di chiedere al collega di approfondire
  meglio questo emendamento,
  perché questo emendamento ha due obiettivi: il primo di superare
  il principio secondo il quale oggi
  nel verde agricolo è consentito il coefficiente - i 10.000 metri
  quadri sono una unità di misura che
  prescinde lo 003 previsto come standard edificatorio all'interno
  delle aree agricole. E' quindi in
  difformità ai principi giuridici della legge.
    Presidente, mi ascolti. La prima questione 10.000 metri o
  almeno 10.000 metri non lo risolve,
  perché va assolutamente in deroga ai principi giuridici che
  sovrintendono i piani regolatori.
    Nelle aree di verde agricolo il coefficiente edificatorio è
  0,03.
    Secondo: il collega nella proposta dice che pur individuando i
  comuni le aree rurali cioè quelli che
  hanno una vocazione agricola e delle attività connesse alle
  produzioni agricole, quindi anche la
  trasformazione, si deve togliere il vincolo che la norma
  stabilisce, che non è consentita la variazione
  di destinazione d'uso, perché non è che noi possiamo dire che
  nelle aree rurali di piano regolatore si
  possono fare le case a prescindere dai coefficienti edificatori
  previsti dalla legge
    Quindi, mi permetto di dire che questo emendamento tradisce
  alla fine, complessivamente, oltre
  alla illegittimità ordinamentale sullo 0,03, ma quello che
  stiamo facendo con la legge stessa.
    I piani regolatori si prefigurano di individuare anche le aree
  rurali come aree a destinazione
  agricola e per le attività connesse alla produzione agricola,
  quindi, anche la trasformazione. Con
  questo emendamento facciamo un'altra cosa.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. Signor Presidente, re perpensa, sono d'accordo con
  l'onorevole Cracolici e ritiro
  l'emendamento.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 35.33 a firma dell'onorevole Caputo.
  Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 35.33. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 35.40 a firma dell'onorevole
  D'Agostino.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, l'emendamento 35.40
  dell'onorevole D'Agostino vede il parere favorevole del Governo
  a condizione che al quarto rigo
  dell'emendamento la dizione, già superata,  concessione
  edilizia  venga sostituita con la dizione
   titolo abitativo .

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo già
  preparato il
  subemendamento.

    PRESIDENTE. Metto in votazione il subemendamento della
  Commissione all'emendamento
  35.40 che recita  il termine  concessione edilizia' è sostituito
  da  titolo abitativo' .
    Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Metto in votazione l'emendamento 35.40 così come emendato. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 35.36 a firma dell'onorevole Sunseri.
  Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 35.36. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 35.35 della Commissione. Il parere
  del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 35.1 a firma degli onorevoli Lupo e
  altri. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 35.37 a firma degli onorevoli Sunseri
  e altri. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario,
  è pleonastico, è già previsto.

    PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, lo ritira?

    SUNSERI. No, lo mantengo.

    PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 35.37. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 35.41 a firma degli onorevoli Sunseri
  e altri.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Invito
  l'onorevole Sunseri a presentarlo
  nel disegno di legge  edilizia.

    SUNSERI. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 35.42 a firma degli onorevoli Sunseri
  e altri. Questo emendamento è
  uguale al 35.38.

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuseranno
  i colleghi dato che non è neanche
  la mia materia, però ci tenevo a salvare solo una piccola parte.
  L'emendamento è una revisione
  dell'articolo 22 della legge 71/1978 in cui, molte volte,
  soprattutto ripreso dai piani regolatori
  comunali, nella regolamentazione delle aree a verde agricolo fa
  una differenza - che ha causato dei
  paradossi e questa cosa l'abbiamo studiata - dove la mega
  industria agroalimentare ha la possibilità
  di costruire il 10 per cento, la piccola azienda agricola,
  invece, questa possibilità di fatto non ce l'ha,
  e specifica solamente questa parte.
    Infatti cancello tutto, tutto l'articolo, e lascio solamente
  la prima parte dove si dice  nelle zone a
  verde agricolo è consentita la costruzione   fino a  presenza di
  una relazione a firma dell'iscritto .
    Lo posso scrivere con la Commissione ma salvo solamente quella
  parte. Ma è un chiarimento per
  evitare che si faccia differenza tra la grande azienda agricola
  che ha la possibilità oggi con la
  legge

    PRESIDENTE. Noi intanto non possiamo usare le parole  comuni
  rurali  perché non esiste
   comuni rurali .

    SUNSERI. Non ho detto comuni rurali. Nelle zone rurali.

    PRESIDENTE. Non ha detto comuni rurali?

    SUNSERI. No, no. La sto togliendo quella parte. Nelle zone
  rurali a verde agricolo o nelle zone a
  verde agricolo.
    E' l'articolo 22, della legge n. 71/78. Specifica
  semplicemente che anche le piccole aziende
  agricole hanno la possibilità di utilizzare il 10 per cento che
  viene utilizzato da tutti solo che molte
  volte questa cosa è stata di fatto utilizzata in maniera errata
  ma, ripeto, lo possiamo scrivere con la
  Commissione, in due secondi.

    PRESIDENTE. Benissimo. A me basta che il Governo e la
  Commissione mi dicano che va bene,
  lo sistemate e l'aspettiamo.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Mi dispiace doverlo ripetere. Questo emendamento
  modifica un principio che è un
  principio cardine della pianificazione urbanistica.
    Nelle aree a verde agricolo è consentito, la capacità
  edificatoria è data dal valore 0,03 rispetto al
  numero di metri quadri, eccetera.
    Quello che dice lei riguarda siti che già sono stati
  trasformati in siti artigianali o produttivi
  perché

    PRESIDENTE. Ha ragione. E' precluso. O lo ritira o è precluso.
    Onorevole Savarino, all'articolo 25 l'emendamento 25.40 a
  firma dell'onorevole Campo lo
  abbiamo rinviato all'articolo 35 per cui lo dobbiamo votare.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, vedo di andare incontro
  ai colleghi che, invece, chiedevano se era possibile,
  modificando con un subemendamento,
  recuperare il principio che aveva enunciato l'onorevole Sunseri
  che aveva trovato condivisioni anche
  nella

    PRESIDENTE. Allora se lo modifichiamo.
    Onorevole Campo, c'è l'emendamento 25.40 che bisogna votare,
  se viene modificato come ci
  chiede la Presidente della Commissione.
    Se lei va un attimo dalla Presidente della Commissione, vedete
  come modificarlo e lo votiamo.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io vorrei
  che gli Uffici ci dessero una mano,
  perché se il tema è quello che mi viene proposto secondo la
  ratio dell'emendamento Sunseri, e cioè
  che si tratterebbe, in buona sostanza, di adottare una modifica
  dell'articolo 22, della legge 71/1978, e
  cioè che il dieci percento riguarda attività lavorative,
  attività di conservazione, ma non può
  riguardare, ad esempio, ciò che non è né attività lavorative, né
  di conservazione, e quindi ad esempio
  un fienile, piuttosto che un locale per ricovero macchine, se
  adottiamo questa norma noi possiamo
  fare in modo che anche per quei locali, che alla fine hanno
  pertinenza come gli altri, invece di
  utilizzare lo 0,03, si può usare il dieci percento.
    Credo che, se queste sono condizioni giuridiche, mi rivolgo a
  questo punto agli Uffici, perché qua
  non facciamo  panelle', questo emendamento può essere votato.

    PRESIDENTE. Però, onorevole Cordaro, il problema qual è? Che
  tutte queste novità gli Uffici per
  valutarle non è che lo possono fare nel giro di tre secondi, per
  valutarlo bisogna andare a prendere la
  legge, guardarla, vedere. Per cui, al di là della riscrittura,
  onorevole Savarino, se c'è un problema
  giuridico da andare a valutare, non è una cosa che possiamo fare
  in un minuto. Sarebbe meglio che
  tutti questi interventi avvenissero in Commissione prima, è
  inutile poi in Aula, così diventa
  veramente complicato.
    La Presidenza cerca in tutte le maniere di trovare la massima
  condivisione e su ogni singolo
  emendamento cercare di trovare la possibilità di portarli
  avanti.
    Accantoniamo l'articolo 35.
    Andiamo avanti, si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

    «Art.36.
    Comparto edificatorio
    1. La perequazione urbanistica può essere realizzata
  attraverso i comparti edificatori, così come
  individuati dal PUG o dai PPA.

    2. Il comparto è costituito da uno o più ambiti territoriali,
  edificati o non, sui quali il piano indica
  le trasformazioni urbanistiche ed edilizie, i tipi di
  intervento, le funzioni urbane ammissibili, la
  volumetria complessiva realizzabile e le quote di capacità
  edificatoria attribuite ai proprietari degli
  immobili inclusi nel comparto, la quantità e la localizzazione
  degli immobili da cedere gratuitamente
  al Comune o ad altri soggetti pubblici per la realizzazione di
  infrastrutture, attrezzature e aree verdi.

    3. I diritti edificatori attribuiti ai proprietari sono
  liberamente commerciabili e possono essere
  trasferiti in altri comparti se consentito dal Piano.

    4. Fermi restando i diritti edificatori attribuiti ai
  proprietari di immobili, il PUG ed i PPA
  definiscono le caratteristiche e il dimensionamento degli
  interventi edilizi funzionali alla
  realizzazione, nei comparti edificatori, di attrezzature e di
  altre opere di urbanizzazione primaria e
  secondaria.».

     Sono presenti solo emendamenti soppressivi. Se i soppressivi
  dell'articolo 36 sono ritirati,
  possiamo votare il 36.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

    «Articolo 37
    Attuazione del comparto edificatorio
    1. Il comparto edificatorio, oltre ad essere attuato dal
  Comune, può essere attuato dai proprietari
  degli immobili inclusi nel comparto stesso, anche riuniti in
  consorzio, o da società miste, anche di
  trasformazione urbana tramite apposita convenzione con il
  Comune, che è approvata dal Consiglio
  comunale.

    2. Nel caso di attuazione di un comparto da parte di soggetti
  privati sono ceduti a titolo gratuito al
  Comune, o ad altri soggetti pubblici, le aree e gli immobili
  necessari per la realizzazione nel
  comparto di infrastrutture, attrezzature, aree verdi, edilizia
  residenziale pubblica e altre opere
  pubbliche o di interesse pubblico, così come localizzate dal
  Comune attraverso il PUG o i PPA.

    3. I proprietari riuniti in consorzio che rappresentano una
  maggioranza pari almeno al cinquantuno
  per cento dell'area complessiva attribuita ad un comparto
  possono procedere all'attuazione del
  comparto nel caso di rifiuto o inerzia dei rimanenti
  proprietari. Accertato il rifiuto, previa notifica di
  atto di costituzione in mora, con assegnazione di un termine non
  superiore a trenta giorni, i soggetti
  che rappresentano la maggioranza proprietaria procedono
  all'attuazione del comparto, con
  l'acquisizione anche mediante procedura di esproprio delle aree,
  dei diritti edificatori attribuiti ai
  proprietari che hanno deciso di non partecipare all'iniziativa,
  nonché dei relativi immobili, mediante
  corresponsione di una somma pari al valore venale dei beni
  acquisiti, e, nel caso di rifiuto di tale
  somma, mediante deposito della stessa presso la tesoreria
  comunale.

    4. Nel caso di inerzia o di rifiuto all'attuazione di un
  comparto edificatorio da parte dei proprietari
  delle relative aree, il Comune, previa diffida ad adempiere
  entro un termine non superiore a trenta
  giorni, procede ad attuare direttamente, o a mezzo di una
  società mista, il comparto edificatorio,
  acquisendo i diritti edificatori ed i relativi immobili
  attraverso procedura di esproprio nei termini di
  legge.»
    Si passa all'emendamento 37.15. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
  È pleonastico e già previsto dal
  testo.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 37. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    «Articolo 38.
    Standard urbanistici

    1. La formazione dei Piani urbanistici comunali avviene nel
  rispetto degli standard minimi
  inderogabili fissati dalla normativa statale vigente.

    2. I Comuni in sede di formazione dei Piani possono anche
  elevare gli standard urbanistici minimi
  inderogabili in funzione di una migliore qualità della vita, a
  condizione che ricorrano esigenze di
  interesse pubblico documentate e corrispondenti a dati reali di
  fatto che giustifichino un maggior
  sacrificio delle posizioni proprietarie private.»

    Si passa all'emendamento 38.4. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il 38.4, in
  realtà ci dicono gli Uffici, e
  l'abbiamo approfondito insieme in Commissione, che inserire la
  dizione "con esclusione
  dell'attrezzatura scolastica dell'obbligo....sulla base della
  popolazione scolastica", diventa un
  riferimento troppo specifico, ci chiedono di mantenerlo generico
  perché questo potrebbe essere una
  refluenza negativa sulla legge. Quindi se non viene modificato
  il parere è contrario.

    PRESIDENTE. Si può modificare, onorevole Calderone? È un suo
  emendamento, il 38.4.

    CALDERONE. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 38.9. C'è un invito al
  ritiro perché non si può derogare,
  onorevole Gucciardi.

    GUCCIARDI. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

    «Articolo 39.
    Standard di qualità urbana, ambientale e architettonica

    1. In attuazione dell'articolo 2-bis del decreto del
  Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e
  successive modificazioni, recepito dall'articolo 1 della legge
  regionale 10 agosto 2016, n. 16, gli
  strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica
  definiscono il sistema delle dotazioni
  territoriali, delle infrastrutture e dei servizi pubblici che
  concorrono a realizzare lo standard minimo
  di qualità urbana, ecologico-ambientale ed architettonica, che
  intendono perseguire, nel rispetto delle
  indicazioni contenute nei regolamenti emanati dalla Regione.

    2. Lo standard di qualità urbana attiene:

     a) alla tipologia e alla quantità delle aree per le
  infrastrutture, le attrezzature, i servizi e gli
  impianti pubblici e di interesse pubblico;

    b) alle loro caratteristiche prestazionali, in termini di
  accessibilità, di piena fruibilità c sicurezza
  per tutti i cittadini di ogni età e condizione.

    3. Lo standard di qualità ambientale attiene:

    a) alla limitazione del consumo delle risorse non rinnovabili
  e alla prevenzione dagli
  inquinamenti;

    b) alla realizzazione di interventi di riequilibrio e di
  mitigazione degli impatti negativi determinati
  eventualmente determinati dalle azioni di piano;

    c) al potenziamento delle dotazioni ecologiche e ambientali.

    4. Lo standard di qualità architettonica attiene:

    a) alla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale
  delle città e del territorio, anche attraverso
  interventi di riqualificazione o innovazione;

    b) alla riqualificazione, recupero e piena utilizzazione del
  patrimonio edilizio storico, urbano ed
  archeologico;

    c) al recupero dei centri storici ed alla incentivazione e
  gestione sostenibile delle aree verdi
  urbane.

    5. Nell'ambito dello strumento urbanistico comunale gli
  standard di qualità sono altresì assicurati
  con la previsione di trasformazioni del patrimonio edilizio
  esistente e mutamento delle destinazioni
  d'uso, senza alterazione dei volumi realizzati, che consentano
  destinazioni funzionali alternative
  compatibili con le varie parti del tessuto urbano, anche in
  deroga alle disposizioni di cui all'articolo
  23-ter del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
  2001, n. 380 e successive modificazioni.

    6. Nell'ambito dello strumento urbanistico comunale gli
  standard di qualità sono altresì assicurati
  con la previsione di trasformazioni del patrimonio edilizio
  esistente e mutamento delle destinazioni
  d'uso, senza alterazione dei volumi realizzati, che consentano
  destinazioni funzionali alternative
  compatibili con le varie parti del tessuto urbano, anche in
  deroga alle disposizioni di cui all'articolo
  23-ter del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
  2001, n. 380 e successive
  modificazioni.»
    Si passa all'emendamento 39.4, dell'onorevole Calderone. Il
  parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Il parere
  all'emendamento dell'onorevole
  Calderone è favorevole.

    PRESIDENTE. Benissimo. Il parere della Commissione?

    CALDERONE. Ritirato.

    PRESIDENTE. Ritirato, pure? Il Governo ha espresso parere
  favorevole. E' ritirato comunque?

    CALDERONE. Ritirato.

    PRESIDENTE. Benissimo. Ritirato, se non lo fa proprio nessun
  altro rimane ritirato. Si passa
  all'emendamento 39.13. Allora, anche in deroga. Ritirato, ah c'è
  un emendamento soppressivo del
  comma 6, mi scusi non me ne ero accorto. Siccome quelli
  soppressivi normalmente non sono della
  Commissione. E' soppresso il comma 6, quindi lo possiamo
  approvare, è approvato.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 39.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

    «Art. 40.
    Concorsi di architettura e progettazione partecipata

    1. La Regione promuove la qualità dei progetti urbani al fine
  di migliorare le condizioni di vita
  nelle città e migliorare lo spazio pubblico quale premessa
  indispensabile per uno sviluppo
  economico corretto e sostenibile.

    2. Al fine di attuare i contenuti indicati al comma 1, i
  comuni promuovono il ricorso al concorso di
  progettazione e di idee, individuando, altresì, le modalità
  attuative della progettazione partecipata
  attraverso il coinvolgimento degli enti pubblici e dei privati
  portatori di interessi diffusi, dando vita a
  laboratori di progettazione ed istituendo gli  urban center'
  quale luogo di diffusione, ricerca e
  proposta in tema di progettazione urbana con riferimento alle
  attività di recupero, riuso e
  rigenerazione urbana.

    3. I concorsi di progettazione possono prevedersi per la
  definizione degli indirizzi strategici, per le
  specifiche prescrizioni del PUG, relative agli interventi di
  riuso e rigenerazione urbana, ed in modo
  prioritario per gli ambiti che presentano un particolare valore
  paesaggistico, ambientale, storico -
  architettonico, inclusi gli ambiti caratterizzati da carenza di
  valori identitari, dotazioni territoriali,
  servizi pubblici e presenza di significative criticità sociali
  ed ambientali.

    4. I comuni possono promuovere la partecipazione dei cittadini
  nella definizione degli obiettivi
  della rigenerazione urbana, nonché per le attività indicate ai
  commi 2 e 3.»

    Si passa all'emendamento 40.13. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione? E' ritirato o va
  avanti?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ritirato.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, perché
  diamo il parere favorevole al 40.1
  del PD.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 40.1. Il parere del
  Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 40.14. Il parere del
  Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non
  possiamo dare parere favorevole. E'
  contrario perché, ci scrivono gli Uffici, che manca la copertura
  finanziari.

    PRESIDENTE. Ritirato.
    Si passa all'emendamento 40.2. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Favorevole. Allora è approvato l'emendamento 40.2.

    (Non sorgendo osservazioni, l'emendamento 40.2 è approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 40.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

    «Art. 41.
    Sistema delle dotazioni territoriali

    1. Al fine di garantire gli standard di qualità urbana e
  ambientale, gli strumenti urbanistici
  prevedono un sistema di dotazioni territoriali costituito da:

    a) infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti;

    b) attrezzature, servizi e spazi collettivi;

    c) dotazioni ecologiche e ambientali.

    2. Gli strumenti urbanistici comunali stabiliscono per ciascun
  ambito del territorio comunale il
  fabbisogno di tali dotazioni, tenendo conto delle eventuali
  carenze pregresse, presenti nel medesimo
  ambito o nelle parti del territorio comunale ad esso adiacenti,
  nel rispetto degli standard di qualità
  urbana e ambientale definiti negli atti di indirizzo e
  coordinamento e negli strumenti urbanistici e
  territoriali sovracomunali nonché nel PTR.»

    Gli emendamenti presentanti sono solo soppressivi, se sono
  ritirati votiamo il 41. Siamo al 41. Il
  32.20? E' stato bocciato, basta.
    Pongo in votazione l'articolo 41. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

    «Art. 42.
    Infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti

    1. La pianificazione urbanistica comunale assicura un'adeguata
  dotazione delle infrastrutture per
  tutti gli insediamenti esistenti e per quelli da realizzare,
  anche con riguardo al loro collegamento con
  la rete generale, extraurbana e regionale.

    2. L'adeguatezza delle reti di trasporto e tecnologiche va
  riferita alla loro capacità di far fronte al
  fabbisogno in termini quantitativi, qualitativi e di efficienza
  funzionale.

    3. Le infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti
  sono costituite dalle reti di trasporto
  collettivo, dagli impianti e dalle reti tecnologiche che
  assicurano la funzionalità e la qualità igienico-
  sanitaria degli insediamenti.

    4. Fanno parte delle infrastrutture per l'urbanizzazione degli
  insediamenti:

    a) le reti stradali e ferroviarie e in generale le reti di
  trasporto collettivo in sede propria con relativi
  punti di sosta e di interscambio, gli spazi e i percorsi
  pedonali, le piste ciclabili, le idrovie, le funivie,
  ecc.;

    b) gli impianti e le opere di prelievo, trattamento e
  distribuzione dell'acqua di uso potabile e di
  irrigazione;

    c) la rete fognante, gli impianti di depurazione e la rete di
  canalizzazione delle acque meteoriche;

    d) gli spazi e gli impianti per la raccolta e lo smaltimento
  dei rifiuti solidi urbani e sfabbricidi
  nonché le isole ecologiche e gli impianti relativi al riciclo;

    e) la pubblica illuminazione, la rete e gli impianti di
  distribuzione dell'energia elettrica, di gas e di
  altre forme di energia;

    f) gli impianti e le reti del sistema delle comunicazioni e
  telecomunicazioni;

    g) la rete pianificata di corridoi ecologici ed infrastrutture
  verdi.

    5. La previsione da parte del PUG di nuovi insediamenti e di
  interventi negli ambiti da
  riqualificare è contestuale alla previsione e alla esistenza
  delle infrastrutture per l'urbanizzazione
  ovvero alla loro programmazione per fasi predeterminate.»

    Si passa all'emendamento 42.1. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Contrario,
  è limitativo.

    PRESIDENTE. Contrario. Onorevole Lupo lo ritira?

    LUPO. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

    «Art. 43.
    Attrezzature, servizi e spazi collettivi

    1. Costituiscono attrezzature, servizi e spazi collettivi, il
  complesso delle infrastrutture necessarie
  per favorire il migliore sviluppo della comunità e per elevare
  la qualità della vita individuale e
  collettiva.

    2. Le attrezzature, i servizi e gli spazi collettivi di
  carattere comunale sono costituiti in particolare
  da:

    a) attrezzature per l'istruzione dell'obbligo (asili nido,
  scuole materne, elementari, medie e
  superiori del triennio) dimensionate sulla popolazione
  scolastica esistente e prevista;
    b) attrezzature di interesse collettivo riguardanti:

          1) l'assistenza e i servizi sociali e igienico-
  sanitari;

          2) i servizi per la sicurezza e socio-sanitari;

          3) la pubblica amministrazione, la sicurezza pubblica
  e la protezione civile;

          4) le attività culturali, associative e politiche;

          5) le attività di culto;

          6) le attività di pubblico commercio;

          7) le attività sportive e ricreative;

    c) spazi attrezzati a parco o giardino, per il gioco, il tempo
  libero e lo sport;

    d) parcheggi pubblici o di uso pubblico o pertinenziali
  diversi da quelli asserviti alle volumetrie.

    3. La dotazione di attrezzature, servizi e spazi collettivi
  previsti negli strumenti urbanistici
  comunali va riferita alla popolazione legale, distinguendo:

    a) popolazione residente, costituita dai cittadini che hanno
  residenza stabile nel Comune oppure
  nella parte di territorio interessato, alla data di formazione
  del Piano;

    b) popolazione fluttuante, costituita dalla popolazione che
  gravita sul Comune oppure nella parte
  di territorio interessato, per motivi di studio, lavoro, turismo
  ovvero per fruire dei servizi pubblici e
  collettivi ivi disponibili;

    c) popolazione potenziale, costituita dall'incremento della
  popolazione residente e gravitante che è
  prevedibile si realizzi a seguito dell'attuazione delle
  previsioni del Piano.

    4. Negli insediamenti ricreativi, culturali, ricettivi,
  direzionali e commerciali sono previste
  attrezzature, servizi e spazi aperti di pertinenza dimensionati
  in relazione all'utenza senza obbligo di
  cessione e differenziati da quelli relativi agli abitanti di cui
  al comma 3.

    5. Negli insediamenti produttivi, industriali, artigianali e
  per il commercio all'ingrosso, è riservata
  per attrezzature, servizi e spazi aperti di pertinenza una quota
  proporzionale della superficie
  territoriale destinata a tali insediamenti, non inferiore al
  dieci per cento della suddetta senza obbligo
  di cessione.

    6. Negli insediamenti produttivi, industriali, artigianali e
  per il commercio all'ingrosso, è riservata
  per attrezzature, servizi e spazi collettivi una quota
  proporzionale della superficie territoriale
  destinata a tali insediamenti, da stabilirsi nell'ambito delle
  previsioni del PUG.»

    Gli emendamenti sono solo soppressivi.
    Pongo in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

    «Art. 44.
    Componenti e dotazioni ecologiche e ambientali

    1. Le componenti ecologiche e ambientali del territorio sono
  costituite dall'insieme degli spazi,
  delle opere e degli interventi che concorrono a migliorare la
  qualità dell'ambiente urbano,
  mitigandone gli impatti negativi.
    2. Le dotazioni ecologiche sono finalizzate in particolare:

    a) alla tutela e al risanamento dell'aria e dell'acqua e alla
  prevenzione dall'inquinamento;

    b) alla tutela e valorizzazione del verde urbano e sub-urbano;

    c) alla riduzione dell'inquinamento acustico ed
  elettromagnetico;

    d) al mantenimento della permeabilità dei suoli, al
  riequilibrio ecologico dell'ambiente urbano e
  alla costituzione di reti ecologiche di connessione;

    e) alla raccolta differenziata dei rifiuti.

    3. La pianificazione territoriale e urbanistica concorre alla
  determinazione del fabbisogno di
  dotazioni ecologiche e ambientali e dei requisiti prestazionali
  che le stesse devono soddisfare,
  nonché alla individuazione delle aree più idonee per la
  localizzazione dei relativi impianti.»

    Si passa all'emendamento 44.1. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 44.6. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Favorevole

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

     (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

    «Art. 45.
    Poteri sostitutivi della Regione ed esecuzione del giudicato

    1. Se le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i
  Comuni, singoli o associati, omettono o
  non siano in grado di compiere gli atti di propria competenza ai
  sensi delle disposizioni della
  presente legge o di altre leggi attinenti la materia
  urbanistica, vi provvede l'Assessore regionale per
  il territorio e l'ambiente, e per esso il Dirigente generale del
  Dipartimento dell'urbanistica, previa
  diffida a provvedere entro il termine perentorio di
  quarantacinque giorni, tramite la nomina di un
  commissario ad acta la cui durata in carica non può eccedere il
  termine di sei mesi, salvo proroga
  fino a dodici mesi, il quale interviene con i poteri degli
  organi istituzionali di Governo dell'ente
  locale inadempiente (sindaco, giunta o consiglio comunale), in
  conformità a quanto previsto
  dall'articolo 21 bis, della legge regionale n. 16 del 2016.

    2. Gli oneri e le spese derivanti dall'esercizio dei poteri
  sostitutivi di cui al comma 1 gravano sugli
  enti inadempienti.

    3. Ai fini della esecuzione del giudicato, le varianti agli
  strumenti urbanistici generali ed ogni
  attività inerente la materia urbanistica ed edilizia delegata
  dal giudice del TAR o del CGA, sono
  approvate con decreto del Dirigente generale del Dipartimento
  regionale dell'urbanistica
  dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, sentito il
  Comitato Tecnico Scientifico (CTS) di cui
  all'articolo 49.»

    Si passa all'emendamento 45.10 a firma dell'onorevole
  Sammartino. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 45.5, a firma dell'onorevole
  Calderone. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Contrario.

    PRESIDENTE. Contrario. E' ritirato?

    CALDERONE. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 45. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

    «Art. 46.
    Supporto tecnico formativo della Regione

    1. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
  assicura adeguato supporto tecnico-
  formativo agli Enti locali per l'esercizio delle funzioni di
  pianificazione territoriale e urbanistica.»

    Si passa all'emendamento 46.6. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ha oneri.

    PRESIDENTE. Ha oneri, quindi è inammissibile.
    Pongo in votazione l'articolo 46. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

    «Art. 47.
    Regolamento della Regione per il coordinamento territoriale
  (RCT)

    1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
  della presente legge, l'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente predispone il
  regolamento per il coordinamento territoriale
  (RCT) da sottoporre all'approvazione della Giunta di Governo ed
  al successivo decreto del
  Presidente della Regione. Tale regolamento contiene:

    a) la cartografia ufficiale della Regione a varie scale;

    b) le specifiche tecniche del SITR;

    c) i criteri e le modalità di gestione e di aggiornamento dei
  flussi informativi;

    d) i criteri e le modalità di monitoraggio dei processi di
  formazione ed attuazione dei piani
  urbanistico-territoriali della Regione, dei consorzi, delle
  Città metropolitane e dei singoli Comuni;

    e) modalità e termini di individuazione dei Comuni che possono
  dotarsi del PUG in forma
  associata.

    2. Dell'approvazione del regolamento di cui al comma 1 è data
  adeguata pubblicità nei termini di
  legge.»

    Gli emendamenti sono solo soppressivi. Pongo in votazione
  l'articolo 47. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

    «Art. 48.
    Linee guida per gli standard di qualità urbana ed ambientale e
  per il sistema delle dotazioni
  territoriali

    1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
  della presente legge l'Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente predispone le linee
  guida per i procedimenti di valutazione
  ambientale, per gli standard di qualità urbana ed ambientale e
  per il sistema delle dotazioni
  territoriali, nonché quelle relative agli studi specialistici
  geologico ed agricolo-forestale prodromici
  alla redazione dei piani e delle relative varianti. Un apposito
  decreto stabilisce i criteri e metodi per il
  rispetto del principio dell'invarianza idraulica e idrologica
  delle acque meteoriche, al fine di mitigare
  e razionalizzare il deflusso verso le reti di drenaggio urbano.

    2. Le linee guida di cui al comma 1, sono approvate con
  decreto del Presidente della Regione, su
  proposta dell'Assessore per il territorio e ambiente, sentita la
  Giunta regionale. Del contenuto dei
  decreti del presente articolo è data idonea pubblicità.»

    Pongo in votazione l'articolo 48. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

    «Art. 49.
    Del Comitato Tecnico Scientifico (CTS)

    1. Il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) svolge i compiti
  istituzionali assegnati all'Assessorato
  regionale, e per esso il Dipartimento dell'urbanistica, anche
  relativamente alle attività discendenti
  dall'applicazione della presente legge. In particolare al
  Comitato sono demandati i seguenti
  compiti:
    a) esprimere parere sul piano territoriale regionale, sui
  piani comprensoriali e delle Città
  metropolitane, sui piani sovraordinati e di vasta area, sui
  piani di sviluppo economico ed
  urbanistico delle comunità montane, nonché sui piani settoriali,
  comunque denominati, che
  concernono la materia urbanistica;
    b) esprimere parere su ogni attività inerente alla materia
  urbanistica ed edilizia delegata dal
  giudice del TAR o del CGA, al Dirigente generale del
  Dipartimento regionale dell'urbanistica
  dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
  nonché sulle procedure di annullamento
  di atti comunali illegittimi in materia urbanistica;
    c) esprimere parere su tutte le questioni di interesse
  urbanistico che l'Assessore regionale per il
  territorio e l'ambiente intenda sottoporre al Comitato stesso.

    2. Il CTS dell'urbanistica esprime altresì il parere sulle
  varianti ai Piani di cui alla lettera a) del
  primo comma. Qualora le varianti interessino aree o immobili
  sottoposti ai vincoli di cui al decreto
  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni,
  la competente Sovrintendenza, ai
  fini dell'approvazione esprime il relativo parere che, se non
  reso in seno al Comitato, è emesso
  entro sessanta giorni dalla richiesta. Trascorso
  infruttuosamente detto termine il parere si intende
  reso favorevolmente in conformità a quanto previsto
  dall'articolo 9 della legge regionale 21 aprile
  1995, n. 40 ed all'articolo 68, comma 9, della legge regionale
  27 aprile 1999, n.10.
    3. Entro novanta giorni dalla data approvazione della presente
  legge, l'Assessore regionale del
  territorio e dell'ambiente adotta il regolamento interno del CTS
  dell'urbanistica avente la finalità
  di disciplinare durata, termini e modalità di designazione dei
  componenti, l'organizzazione delle
  attività e le procedure relative all'istruttoria propedeutica
  degli atti di pianificazione, all'esame ed
  alla espressione del voto di competenza.
    4. Il Comitato Tecnico Scientifico dell'urbanistica è
  composto:
    a) dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente,
  che lo presiede, o da un suo delegato;
    b) dal Dirigente generale del Dipartimento regionale
  dell'urbanistica;
    c) dal Dirigente generale del Dipartimento regionale del
  territorio e dell'ambiente;
    d) da tre dirigenti in servizio presso il Dipartimento
  dell'urbanistica dell'Assessorato regionale
  del territorio e dell'ambiente con almeno dieci anni di
  anzianità;
    e) dall'Avvocato distrettuale dello Stato di Palermo;
    f) dal Soprintendente per i beni culturali e ambientali
  competente per territorio;
    g) dall'Ingegnere capo dell'ufficio del Genio civile
  competente per territorio;
    h) da tre docenti universitari, di cui uno di materie
  urbanistiche, uno di materie geologiche, uno
  di materie agronomico-forestali scelti dall'Assessore regionale
  del territorio e dell'ambiente su
  terne proposte dalle Università dell'Isola;
    i) da un ingegnere, da un architetto, da un geologo e da un
  dottore agronomo forestale, liberi
  professionisti, iscritti ai relativi albi professionali, scelti
  dall'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente su terne proposte dalle consulte regionali dei
  rispettivi ordini e federazioni
  professionali.
    5. Possono essere sentiti, di volta in volta, dal Consiglio,
  per la trattazione di problemi
  particolari, i dirigenti generali degli Assessorati regionali
  interessati, esperti di chiara fama,
  rappresentanti di pubbliche amministrazioni.
    6. I componenti di cui alle lettere g), h) e i) del comma 4,
  sono nominati con decreto
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, durano
  in carica quattro anni e non possono
  essere riconfermati.
   7. Ai componenti esterni del Comitato, compatibilmente con la
  normativa vigente, spetta, in
  quanto dovuto, il trattamento di missione a norma delle vigenti
  disposizioni, nonché gettoni
  determinati con decreto del Presidente della Regione, sentita la
  Giunta regionale, su proposta
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
   8. In materia di urbanistica, il parere del CTS espresso con
  voto favorevole della maggioranza dei
  presenti ha valore consultivo e sostituisce ogni altro parere di
  amministrazione attiva o di organi
  consultivi se previsto dalle disposizioni di legge vigenti.
    9. Dalle disposizioni del presente articolo non derivano nuovi
  o maggiori oneri a carico del
  bilancio della Regione. Agli adempimenti previsti si provvede
  con le risorse umane, finanziarie e
  strumentali disponibili a legislazione vigente.»

    Si passa all'emendamento 49.23. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 49.22. Il parere del
  Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario,
  sono già previsti i sindacati.

    PRESIDENTE. E' ritirato, onorevole Trizzino?

    TRIZZINO. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. Sono già previsti gli ordini collegiali.  In ogni
  caso c'è il parere contrario. Ritirato,
  benissimo, meglio ancora.
    Pongo in votazione l'articolo 49. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

    «Art. 50.
    Carta dei vincoli

    1. Allo scopo di favorire la conoscibilità e il coordinamento
  delle prescrizioni conformative del
  territorio e dei vincoli morfologici, paesaggistici, ambientali,
  storico-culturali e infrastrutturali che
  gravano sul territorio e di semplificare la presentazione e il
  controllo dei titoli edilizi e ogni altra
  attività di verifica di conformità degli interventi di
  trasformazione, i Comuni, in sede di formazione
  del PUG, si dotano di un apposito strumento conoscitivo,
  denominato "carta dei vincoli". In esso
  sono rappresentati tutti i vincoli e le prescrizioni che
  precludono, limitano o condizionano l'uso o la
  trasformazione delle città e del territorio, derivanti, oltre
  che dagli strumenti di pianificazione
  urbanistica vigenti, dalle leggi, dai piani generali e loro
  varianti, dai piani particolareggiati e
  settoriali, ovvero dagli atti amministrativi di apposizione di
  vincoli di tutela. La "Carta dei vincoli" è
  corredata da un elaborato, denominato "scheda dei vincoli", che
  riporta per ciascun vincolo o
  prescrizione, l'indicazione sintetica del suo contenuto e
  dell'atto da cui deriva.

    2. La Regione, in collaborazione con le amministrazioni e gli
  enti competenti, provvede con
  appositi atti ricognitivi ad individuare, aggiornare
  periodicamente e mettere a disposizione dei
  Comuni in formato digitale la raccolta dei vincoli di natura
  ambientale, paesaggistica e
  storicoartistici che gravano o sopravvengono sul territorio
  regionale.

    3. La "carta dei vincoli" rappresenta, a pena di
  illegittimità, elaborato costitutivo degli strumenti di
  pianificazione urbanistica e delle relative varianti. A tale
  scopo il parere di legittimità e regolarità
  amministrativa dell'atto di approvazione dello strumento
  urbanistico attesta, tra l'altro, che il piano
  contiene la "carta dei vincoli" di cui al presente articolo.

    4. Nella VAS di ciascun strumento urbanistico o atto negoziale
  che stabilisca la localizzazione di
  opere o interventi in variante alla pianificazione è contenuto
  un apposito capitolo, denominato
  "verifica di conformità ai vincoli e prescrizioni", nel quale si
  dà atto analiticamente che le previsioni
  del piano sono conformi ai vincoli e prescrizioni che gravano
  sull'ambito territoriale interessato.

    5. I Comuni aggiornano la "Carta dei vincoli" anche a seguito
  dell'approvazione di leggi, di piani o
  atti di altre amministrazioni preposte alla cura del tettorio,
  che comportano la modifica delle
  prescrizioni o dei vincoli che gravano sul territorio comunale.
  I Comuni vi provvedono attraverso
  una deliberazione di presa d'atto meramente ricognitiva del
  consiglio comunale, che non costituisce
  variante al piano vigente. Tale deliberazione individua altresì
  le previsioni del PUG, degli accordi di
  programma e dei piani attuativi che hanno cessato di avere
  efficacia, in quanto incompatibili con le
  leggi, i piani e gli atti sopravvenuti che hanno disposto
  vincoli e prescrizioni immediatamente
  operanti nel territorio comunale.»

    Pongo in votazione l'articolo 50. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

    «Art. 51.
    Il Certificato verde

    1. Ogni attività di nuova costruzione, ampliamento o
  trasformazione urbana ed edilizia del
  territorio, subordinata al rilascio del permesso di costruire e
  ad ogni altro titolo abilitativo edilizio in
  conformità alla disciplina di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n.
  380 come recepito dalla legge regionale
  n. 16/2016, che comporti un aumento del carico urbanistico, sia
  di iniziativa pubblica che privata, è
  orientata alla rigenerazione del patrimonio insediativo
  esistente.

    2. Gli interventi di cui al comma 1 sono disciplinati
  all'interno di un procedimento permanente di
  rigenerazione urbana equo e sostenibile che costituisce, a tutti
  gli effetti, processo perequativo
  denominato  Certificato verde .

    3. Gli strumenti urbanistici generali, gli strumenti
  attuativi, i regolamenti edilizi e le norme
  tecniche di attuazione di nuova formazione si adeguano alle
  disposizioni di cui al presente articolo.

    4. Costituisce principale obiettivo il contenimento delle aree
  da urbanizzare ex novo fino a quando
  non siano state pienamente utilizzate le potenzialità
  insediative delle aree già parzialmente o
  totalmente edificate comprese entro i confini dei centri urbani.

    5. Tutti i comuni, in sede di redazione del PUG, avviano
  l'istruttoria relativa al procedimento
  finalizzato alla rigenerazione. Sulla scorta dell'istruttoria,
  il comune avvia le consultazioni
  preliminari in sede di Conferenza di pianificazione di cui
  all'articolo 26 della presente legge.

    6. Per le finalità di cui al presente articolo, sono indicate
  le Aree di Rigenerazione, le Aree Risorsa
  e le Aree Risorse Speciali. Si intendono per Aree di
  Rigenerazione i tessuti urbani afflitti dal maggior
  degrado o con la maggior esposizione al rischio sismico di
  scadente qualità costruttiva. L'area di
  rigenerazione, salvo specifiche e motivate esigenze, è estesa ad
  un intero isolato, inteso come
  porzione del territorio circondata da spazi pubblici.
  Costituiscono, invece, Aree di Risorsa gli spazi
  urbani vuoti, o prevalentemente vuoti, compresi all'interno del
  perimetro del centro urbano. Qualora
  i suddetti spazi vuoti posseggano rilevanti caratteristiche
  panoramiche o di particolare visibilità
  urbana o con posizione strategica o di particolare interesse
  urbanistico, gli stessi sono indicati come
  Aree Risorse Speciali, destinate alla realizzazione di spazi
  pubblici o di uso pubblico, per accogliere
  attrezzature pubbliche o di interesse collettivo. Nelle Aree
  Risorse Speciali è esclusa la residenza
  permanente e qualsiasi intervento di trasformazione edilizia o
  di riqualificazione urbana è
  selezionato con la procedura del concorso di progettazione, o
  del concorso di idee o del concorso in
  due gradi, di cui al decreto legislativo 18 aprile del 2016 n.
  50 e successive modificazioni. Nei casi
  in cui all'interno del perimetro urbano non siano più reperibili
  vuoti urbani da impiegare come Aree
  Risorsa e Aree Risorse Speciali, gli stessi possono essere
  reperiti al di fuori del centro urbano, ma
  esclusivamente in aree già urbanizzate e limitrofe.

    7. Il soggetto attuatore, pubblico o privato, che intende
  realizzare un intervento edile come
  definito dal comma 1, all'interno di un'Area Risorsa, un'Area
  Risorsa Speciale o in qualsiasi altra
  parte all'interno del centro urbano che comporti incremento del
  patrimonio edilizio e nuova
  occupazione di suolo, preventivamente, acquisisce un'equivalente
  volumetria e un'equivalente
  porzione di territorio in Area di Rigenerazione, ovunque
  localizzata nel territorio comunale, anche
  avvalendosi dello strumento del comparto. Una volta acquisita la
  volumetria e la superficie in Area
  Rigenerazione, il soggetto attuatore procede, a proprie spese,
  alla demolizione del volume esistente e
  alla realizzazione, nell'area resa così disponibile, di opere di
  urbanizzazione primaria nelle quantità
  prescritte dal D.M. n. 1444 del 1968 e successive modificazioni,
  corrispondente almeno al numero di
  abitanti che si desidera insediare nella nuova costruzione.
  Tutta la superficie del lotto compresa in
  area rigenerazione, è ceduta all'Amministrazione comunale che
  provvede al collaudo delle opere di
  urbanizzazione primaria eseguite al suo interno. A seguito delle
  operazioni di collaudo,
  l'Amministrazione rilascia il Certificato verde per la nuove
  costruzioni intestato al soggetto
  attuatore. Il suddetto certificato è obbligatorio per il
  rilascio del titolo abilitativo ottenuto con le
  ordinarie procedure previste dal D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380
  come recepito dalla legge regionale n.
  16/2016.

    8. Ai fini della tutela e della promozione dell'ideazione
  nonché della qualità e della realizzazione
  architettonica intesa come bene di interesse pubblico primario
  per la salvaguardia e la
  trasformazione del paesaggio e per lo sviluppo economico, la
  Regione prevede misure incentivanti
  qualora i soggetti attuatori, pubblici o privati, ricorrano alla
  procedura di affidamento dell'incarico
  mediante il concorso di progettazione, il concorso di idee o il
  concorso in due gradi, di cui al d.lgs. n.
  50/2016 e successive modificazioni.

    9. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge, l'Assessorato regionale del
  territorio e dell'ambiente redige le linee guida disciplinanti i
  termini e le modalità di applicazione del
  presente articolo.

    10. Per le finalità di cui al presente articolo, sono
  riconosciute le agevolazioni previste dagli
  articoli 8 e 9 della legge regionale 16/2016 relative agli oneri
  di costruzione.»

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. C'è una
  riscrittura dell'intero testo che
  approvandolo fa decadere tutto.

    PRESIDENTE. Non ho capito niente

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E' una
  riscrittura dell'intero testo.

    PRESIDENTE. Di tutto l'articolo?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Esatto.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, signor
  Presidente, avevamo concordato
  di lasciarlo aperto, solo questo volevo confermare, lasciatelo
  aperto.

    PRESIDENTE. Sì, lasciatelo aperto tanto interveniamo
  continuamente.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Prego,
  Presidente.

    PRESIDENTE. No, c'è la riscrittura del 51.29, che è la
  riscrittura dell'onorevole Trizzino.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, no,
  prego, l'avete distribuito Presidente.

    PRESIDENTE. E' nel fascicolo.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
  alla riscrittura.

    Pongo in votazione l'emendamento 51.29. Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    L'emendamento 51.16, dell'onorevole Caputo, è assorbito.
    Pongo in votazione l'articolo 51, nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

    «Art. 52.
    Regime transitorio della pianificazione urbanistica

    1. I piani territoriali ed urbanistici, o loro varianti, ove
  depositati e non ancora adottati e approvati
  alla data di entrata in vigore della presente legge, concludono
  il procedimento di formazione secondo
  la disciplina normativa previgente.

    2. Le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i Comuni,
  singoli o associati entro un anno
  dalla adozione del PTR di cui al comma 2 dell'articolo 21,
  approvano i rispettivi piani urbanistico-
  territoriali. Decorso infruttuosamente tale termine, l'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente,
  previa diffida a provvedere entro il termine perentorio di
  sessanta giorni, attua l'intervento sostitutivo
  tramite la nomina di un commissario ad acta.»

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 52
  è un articolo importante perché
  credo che sia una delle poche volte che il Governo,
  nell'occasione della presentazione di un disegno
  di legge pone una questione di regime transitorio.
    E, quindi, già di per sé c'è un apprezzamento da parte del
  Parlamento nei confronti del Governo
  per la sensibilità che avverte di porsi il problema dell'entrata
  in vigore di questa legge.
    E voglio porre al Governo, all'Assessore Cordaro ed al
  Presidente della Commissione, onorevole
  Savarino, una questione che ho detto poc'anzi che è relativa a
  cosa succede dopo che questa legge
  sarà pubblicata ed entrerà in vigore rispetto ai piani
  regolatori vigenti.
    Dobbiamo avere la necessità di chiarire con legge i
  comportamenti che debbono assumere gli
  uffici tecnici comunali.
    Perché il PTR - diceva l'altro giorno l'assessore - è in corso
  di preparazione e questa è una cosa
  importante. Nel frattempo, una volta che il PTR sarà approvato,
  il pubblico dovrà adeguarsi entro 90
  giorni.
    Credo che sia necessaria una norma che stabilisca ciò che
  debbono fare gli uffici tecnici comunali
  e l'input lo deve dare il legislatore. A mio parere,  però mi
  rimetto alla volontà del Governo e del
  Parlamento,  dovremmo immaginare un percorso legislativo che
  stabilisca con certezza quando entra
  in vigore questa legge, cioè non appena questo PTR sarà fatto,
  sarà esecutivo i comuni potranno
  prendersi tutto il tempo che vorranno, ma una cosa è certa, che,
  alla scadenza del novantesimo
  giorno, entreranno direttamente a gamba tesa nei confronti degli
  strumenti urbanistici comunali, e da
  allora ci sarà l'osservanza rigorosa delle prescrizioni del PTR
  e di tutto ciò che è stato stabilito.
    Credo che il Governo debba porsi questa questione perché
  dobbiamo uscire con un dettato
  legislativo chiaro ed esplicito nei confronti degli uffici
  tecnici comunali.

    PRESIDENTE. Assessore, non mi pare sbagliato quello che dice
  l'onorevole Di Mauro.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Neanche a
  me, Presidente.

    PRESIDENTE. E, quindi, che facciamo?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
  accogliamola.
    Peraltro, l'avevamo già accolta questa richiesta in un altro
  emendamento durante l'articolato.

    PRESIDENTE. Di quale emendamento stiamo parlando?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Della
  proposta dell'onorevole Di Mauro.
  Cioè che i meccanismi di imperio scattino una volta attivato il
  PTR da parte della Regione è un
  principio che già avevamo fatto nostro durante l'articolato,
    Ora lo dobbiamo mettere anche nel regime transitorio. Quindi,
  se ci dà un secondo lo esplicitiamo
  in modo tale da non creare confusione ai comuni.

    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna gli onorevoli
  Barbagallo e Catanzaro.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende la discussione del disegno di legge nn. 587-5-147-162-
  174-187-190-229-356-472-
  536/A

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,
  quando abbiamo affrontato l'argomento al quale faceva
  riferimento la Presidente ricorderete che
  abbiamo modificato l'entrata in vigore dalla data della
  pubblicazione della presente legge alla data di
  approvazione del PTR. Quindi, per coordinare la norma lo
  inseriremo anche in quest'articolo.
    La formula specifica ora la scriviamo per bene. Però, questo è
  il concetto.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  l'onorevole Di Mauro ha posto
  correttamente una questione ancora più radicale che è un tema
  molto delicato.
    Ricorderemo tutti la storia della legge regionale 71 del 1978
  che, come è noto, ebbe efficacia sei
  mesi dopo l'approvazione.
    Nella famigerata notte in cui in una notte sono state
  rilasciate 2400 concessioni edilizie e sono
  state demolite, tra cui

    PRESIDENTE. Lei parla degli anni Settanta.

    CRACOLICI. Quando è entrata in vigore.   Concessioni edilizie
  e sono state demolite tra cui

    PRESIDENTE. Lei parla degli anni Settanta però.

  CRACOLICI. Quando è entrata in vigore la legge 71 del 1978,
  poiché la vigenza si applicava nei sei
  mesi successivi, in quei sei mesi è successo di tutto.
      Allora, io credo che la questione che ha posto l'onorevole
  Di Mauro, e chiedo all'Assessore di
  studiare con gli Uffici una norma catenaccio, perché il rischio
  che la famosa fase transitoria venga
  vissuta come una fase nella quale ci sono le cosiddette zone
  bianche diffuse, potrebbe determinare,
  lo dico perché poi ogni Comune può interpretare.
      Allora, intanto dobbiamo dire una cosa, secondo me in questo
  disegno di legge, perché vedo che
  al primo comma si dice che i piani territoriali e urbanistici e
  le loro varianti ove depositati e non
  ancora adottati e approvati devono adeguarsi a questa norma; i
  piani, invece, approvati continuano
  ad avere efficacia, fino alla procedura prevista. Cioè dobbiamo
  specificare che i piani regolatori
  approvati e quindi che sono in vigenza, comprese le norme
  sull'espropriazione o sulla scadenza,
  perché c'è tutto il grande tema delle zone bianche, ma non lo
  voglio fare io, perché è una questione
  legale, molto delicata.
      Quindi io sono convinto che è necessario scrivere che i
  piani regolatori generali approvati e
  vigenti, continuano a trovare applicazione fino a quando ci sarà
  questo secondo comma che diventa
  terzo comma.

      PRESIDENTE. E allora, Assessore Cordaro, che facciamo?
  Soprassediamo sul 52, andiamo
  avanti che lo finiamo e poi teniamo aperto finché non si risolve
  questo problema.
      Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

      «Art. 53.
      Misure di salvaguardia

      1. Le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i Comuni,
  singoli o associati sospendono
  ogni determinazione sulle iniziative edilizie e urbanistiche
  quando siano in contrasto con i rispettivi
  strumenti di pianificazione adottati.

      2. Nei casi di cui al comma 1 è sospesa anche l'efficacia
  delle comunicazioni e delle
  segnalazioni di inizio di attività i cui lavori non abbiano
  avuto concreto avvio o per i permessi di
  costruire per i quali sia già decorso il termine di un anno dal
  rilascio degli stessi.

      3. Le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i Comuni,
  singoli o associati che alla data di
  entrata in vigore della presente legge abbiano già adottato ma
  non ancora approvato i rispettivi
  strumenti urbanistici, la misura di salvaguardia della
  sospensione perde efficacia se gli strumenti
  urbanistici non sono approvati entro tre anni dall'adozione. In
  tal caso diviene efficace ed esecutivo il
  piano adottato insieme con le controdeduzioni alle osservazioni
  eventualmente adottate dai rispettivi
  Organi consiliari.

      4. Per le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i
  Comuni, singoli o associati sottoposti a
  provvedimento di scioglimento dei rispettivi organi di governo,
  l'attività di pianificazione generale e
  attuativa è dai commissari straordinari o prefettizi per il
  periodo di durata dello scioglimento sino
  alla ripresa delle funzioni di governo elettive.

      5. I Comuni dotati di strumenti urbanistici generali i cui
  vincoli preordinati alla espropriazione
  sono decaduti per il trascorso periodo di efficacia, non possono
  procedere alla approvazione di
  varianti parziali riguardanti il verde agricolo (classificato
  come zona "E" dello strumento comunale),
  ad eccezione di quelle finalizzate alla realizzazione di opere
  pubbliche inserite nei Programmi
  comunali.

      Si passa all'emendamento 53.14, a firma dell'onorevole
  Calderone.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, io l'emendamento 53.14
  non l'ho.

      PRESIDENTE. E' nel fascicolo.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, non
  l'ho. Non sono numerate, infatti,
  le mie pagine.

      PRESIDENTE. Ma lei che fascicolo ha? Lei perché ne usa uno
  diverso?  L'emendamento 53.14
  è ritirato.

      ASSENZA. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      ASSENZA. Signor Presidente, siccome noi stiamo introducendo
  delle modifiche a quella
  disciplina transitoria di cui parliamo, le misure di
  salvaguardia sono l'essenza del regime transitorio,
  quindi, non possiamo modificare l'articolo 52, e lasciare così
  come è l'articolo 53, perché con le
  misure di salvaguardia se entrano immediatamente in vigore noi,
  comunque, abbiamo annullato la
  disciplina diciamo transitoria. Quindi, necessariamente,
  dobbiamo ancorare il 52 con il 53.

      PRESIDENTE. Ha ragione, quindi dobbiamo accantonare anche
  l'articolo 53. In ogni caso
  l'emendamento 53.13, a firma dell'onorevole Arancio è
  inammissibile, perché ha oneri, però lo
  dobbiamo accantonare, ha ragione l'onorevole Assenza, dobbiamo
  aspettare le modifiche.
      Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

    «Art. 54.
    Abrogazione di norme

      1. Alla data di in vigore della presente legge, è abrogata
  la legge regionale 27 dicembre 1978, n.
  71 e la lettera b) del comma 2, dell'articolo 27, della legge
  regionale 4 agosto 2015, n. 15.

      Si passa all'emendamento 54.3, a firma della Commissione,
  che recita  dopo la parola
   commerciale' sono inserite le seguenti  e di servizi' .
      Con il parere favorevole lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

      (E' approvato)

      (Proteste dell'onorevole Foti)

      Questo è nuovo. L'ho letto io, è nuovo, l'ho letto io adesso
  e invece è stato inserito dalla
  Commissione.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì,
  stiamo aggiungendo le parole  e di
  servizi' insieme alla parola  commerciale'.

      (Reiterate proteste dell'onorevole Foti)

      PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Foti, è che stiamo andando
  veloci. Stiamo distribuendo
  anche l'emendamento 54.4, firmato da un po' di Capigruppo ma in
  realtà presentato dal Governo.
  Date, per favore, all'onorevole Lupo i riferimenti normativi.

    SAVARINO, presidente della commissione e relatore. Presidente,
  intanto approviamo l'articolo
  35 perché i colleghi hanno accolto la richiesta

    PRESIDENTE. Un minuto, non mi fate entrare in confusione
  Intanto, siamo all'articolo 54 e lo
  finiamo.

    SAVARINO, presidente della commissione e relatore. Era per
  chiudere; siccome i colleghi hanno
  accolto la nostra richiesta di rinviare al disegno di legge
  edilizia, abbiamo già concluso l'iter.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Come?  Sul 54.3; sì, prego, l'abbiamo già votato
  però onorevole Foti.

    FOTI. Signor Presidente, lei dice  l'abbiamo votato , lei l'ha
  votato mentre ancora questa
  fotocopia con l'emendamento non era stata distribuita; quindi
  lei

    PRESIDENTE. Scusi, onorevole Foti, l'avevo letto e l'avevo
  comunicato all'Aula.

    FOTI. Allora, non facciamole fare le fotocopie, risparmiamo la
  carta così

    PRESIDENTE. Quando c'è una parola sola si può fare, non è
  niente di male

    FOTI. E allora, io siccome la Presidente è così gentile, se
  sui riferimenti normativi, se ci spiega
  quale è la motivazione dell'emendamento che lei ha approvato, e
  quali sono gli effetti, perché stiamo
  aggiungendo dopo la parola  commerciali   e di servizi . Se lei
  li fa distribuire prima io penso tutti i
  deputati hanno il piacere di prendersi il fascicolo dei
  riferimenti normativi, perché io non sono così
  brava, lei se lo ricorda a memoria cosa dice l'articolo 26

    PRESIDENTE. No, non me lo ricordo a memoria.

    FOTI. Però, se lei già lo vota prima che viene distribuito non
  mi sembra corretto nei riguardi di
  nessuno, tantomeno del suo e del suo oneroso compito. Quindi, la
  prego e le ricordo, e non è la
  prima volta

    PRESIDENTE. Ci sono alcuni momenti in questa legge, è da due
  giorni che siamo qua, tantissimi
  emendamenti approvati dal Governo con parere favorevole di
  Governo e Commissione, se erano
  molto complessi li abbiamo comunque distribuiti, in altre
  occasioni quando erano una due parole li
  abbiamo dettati.

    FOTI. Capisco che lei si è trovato un fascicolo altro due
  centimetri, perché qualcuno
  pretestuosamente ha presentato moltissimi emendamenti, il più
  solitamente inutili e fastidiosi, però
  quando hanno un contenuto la prego prima li fa distribuire

    PRESIDENTE. Starò attento.

    FOTI  li fa anche spiegare così la Commissione diamo merito
  del lavoro che hanno fatto per
  evitare di fare panelle, grazie come dice l'onorevole Cordaro.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 54.4. E' già approvato di
  che parliamo è già approvato
  il 54.3 è inutile che continuiamo a discuterne  Siamo al 54.4. E
  allora il

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente,  io parlo a nome della III
  Commissione di cui sono Vicepresidente e non
  so se c'è l'onorevole Ragusa, se è presente l'onorevole Ragusa,
  non è presente. E allora, questo
  emendamento il 54.4 che è arrivato, e che era stato presentato
  last minute quando abbiamo approvato
  la riforma del Corpo forestale, l'Assessore aveva assunto
  l'impegno in Aula di portare alla
  Commissione diciamo una seduta dove magari spiegava questi
  passaggi sulle modifiche alla legge 8
  del 2012

    PRESIDENTE. Scusi onorevole Foti, onorevole Turano

    FOTI. Io vorrei dire che questa cosa non è avvenuta, ed io la
  trovo offensiva anche perché
  abbiamo invitato l'assessore più volte. Ora, capisco che lui
  avrò i suoi motivi, possibilmente c'è un
  contenuto giusto, però non mi sembra il modo di condurre delle
  norme infilando roba ultronea,
  quando oltretutto noi abbiamo l'affondata preoccupazione, che ci
  è stata rappresentata anche in
  Commissione, che la vendita dei capannoni a chi oggi attualmente
  li occupa pagando i canoni, possa
  essere dribblata da altre cose. Ne dovevamo parlare in
  Commissione, mi dispiace che l'assessore
  Turano magari si sente.., io sarei favorevolissima; però, in III
  Commissione non si è visto e lo trovo
  molto, molto, sbagliato. Grazie.

    PRESIDENTE. E allora, onorevole Foti, onorevole Trizzino,
  chiedo scusa, credo che l'onorevole
  Turano debba dire qualcosa che taglia la testa al toro.
  Onorevole Foti, fa parlare l'assessore Turano?

    TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, io
  voglio illustrare a chiare lettere
  perché oggi ho girato un po' tutti i Gruppi parlamentari.
  L'onorevole Foti onestamente non l'ho
  sentita e me ne dolgo, le chiedo scusa, mi sono confuso
  sull'appartenenza.
    Io voglio essere chiaro  no, no, aspetti, aspetti, voglio
  essere chiaro Presidente, poi Presidente

    (Brusìo in Aula)

    PRESIDENTE. Se fate parlare l'Assessore credo che abbiamo già
  risolto il problema.

    TURANO, assessore per le attività produttive  poi possiamo
  anche ritirarlo e rinviarlo in
  Commissione e farlo con un altro disegno di legge. Io voglio
  essere chiaro su un punto: questo
  emendamento cerca di risolvere il problema, prevalentemente e
  poi spiegherò perché uso il termine
  prevalentemente, il problema delle ZES. Da quando sono state
  riconosciute dal Ministero le ZES sta
  nascendo un certo interesse affinché le ZES possono diventare un
  veicolo di investimento. E' inutile
  dire - mi puoi ascoltare onorevole Trizzino? - è inutile dire, è
  inutile dire, e ne ho parlato stamattina
  con tutti, è inutile dire che .con tutti i Gruppi
  parlamentari ..è inutile dire posso finire?

    (brusìo in Aula)

    PRESIDENTE. Se lo fate finire sta venendo incontro a quello
  che dite voi, ne abbiamo parlato
  ora.

    TURANO, assessore per le attività produttive. E' inutile dire,
  è inutile dire che voi tutti sapete
  come sono state costruite le ZES, quali sono gli interventi e
  gli investimenti in termini di
  parametrazione, che la Regione siciliana ha fatto nel corso
  degli anni, per realizzare le aree
  industriali. All'interno delle

    PRESIDENTE. Onorevole Turano, le posso chiedere una cosa? Lo
  ritiri perché dobbiamo finire,
  lo ritiri, lo mandiamo in Commissione, se in Commissione si
  trova il sistema per farlo, lo facciamo.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene.

    PRESIEDENTE.  per farlo lo facciamo, così risolviamo il
  problema.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 54. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
    «Art. 55.
    Pubblicazione

    1. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione nella
  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

    2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
  osservare come legge della
  Regione siciliana».

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Ritorniamo, onorevole Savarino, all'articolo 35.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, all'articolo 35
  l'onorevole Sunseri ha accolto la nostra richiesta di inviare al
  disegno di legge edilizia, così lo
  approfondiamo meglio, la sua proposta emendativa.

    PRESDIENTE. E poi c'era quello dell'onorevole Campo o no?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Idem quello
  dell'onorevole Campo.

    PRESIDENTE. Benissimo. Quindi, possiamo votare l'articolo 35.
    Pongo in votazione l'articolo 35. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    L'altro articolo accantonato era il 52, relativamente al
  problema sollevato dall'onorevole Di
  Mauro.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Allora,
  abbiamo sentito gli Uffici,
  sull'articolo 52, il primo comma dà la possibilità di concludere
  l'iter con la normativa previgente
  quando l'iter è in corso ma aggiungiamo un secondo comma in cui
  diamo un anno di tempo
  all'Assessore per approvare il PTR e così poi col combinato
  disposto col secondo comma, che a quel
  punto diventa un terzo comma, una volta operativo il PTR
  diventa, disciplina, diventa vincolante per
  tutti i comuni. Quindi, qua c'è l'emendamento.

    (Intervento fuori microfono)

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, certo.
  Più 90.

    PRESIDENTE. Noi, in questo momento, ci stiamo tutti guardando
  per aspettare questo
  emendamento della Commissione che risolve il problema Di Mauro-
  Cracolici, diciamo. Lo posso
  leggere? Va bene?   All'articolo 52 è aggiunto il comma 1bis  .
  Distribuiamolo.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Presidente Savarino, credo che questo articolo sulle
  norme transitorie debba essere
  integrato con l'articolo 53 che parla delle norme di
  salvaguardia. Perché noi cosa avremmo?
  Avremmo da un lato le norme di salvaguardia che entrano subito
  in vigore e, quindi, in buona
  sostanza, una tutela del territorio rigorosa, dall'altro c'è la
  norma transitoria che noi diciamo un anno
  e sessanta giorni.
    Quindi, dobbiamo mettere assieme queste cose perché anche le
  norme di salvaguardia devono
  essere in relazione alla modifica dell'articolo 52, comma 2, il
  secondo comma che adesso è diverso.
  Chiaro? Dobbiamo mettere in sintonia le tre cose.

    PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, abbiamo predisposto,
  come Commissione, una modifica - come le dicevo - all'articolo
  52 che già è stato distribuito e poi
  serve armonizzarlo con l'articolo 53, con un cappelletto
  iniziale, che ho già presentato.
    Allora, all'articolo 52, come già abbiamo detto, abbiamo
  aggiunto questo comma che dà il termine
  di un anno per il PTR da cui poi discendono tutti i vincoli per
  il PTR una volta approvato. Abbiamo
  dovuto armonizzarlo con l'articolo 53 che fa scattare le misure
  di salvaguardia, con un cappelletto
  iniziale che dice:  fatto salvo i termini previsti dall'articolo
  52  e poi tutto il resto, scattano le
  misure.

    PRESIDENTE. Siccome gli Uffici mi dicono che questo
  emendamento non risolve il problema,
  sospendiamo 10 minuti, in modo che lo vedete con calma perché
  tanto ormai il disegno di legge
  l'abbiamo finito; è inutile fare qualche errore alla fine,
  sarebbe da stupidi. Quindi, sospendo la
  seduta per 10 minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 17.35)

      La seduta è ripresa.

      Congedo

      PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cappello è in congedo
  per la presente seduta.
      L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   Norme per il
  governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-
  472-536/A)
      PRESIDENTE. Onorevole Savarino, è stato trovato l'accordo
  con l'assessore Cordaro, con
  questo emendamento all'articolo 52?

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì,
  signor Presidente. Come le dicevo
  abbiamo coordinato, aggiungendo un comma all'articolo 52,
  abbiamo dovuto coordinare con
  l'articolo 53, che erano le misure di salvaguardia.

      PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
  Commissione, pongo in votazione
  l'emendamento 52.7. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 52, come modificato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'emendamento 53.15, che è anche questo in
  distribuzione, comunque fa parte sempre
  di questo accordo, per cui, con il parere favorevole del Governo
  e della Commissione, pongo in
  votazione l'emendamento 53.15. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'emendamento 53.16. Con il parere favorevole del
  Governo e della Commissione,
  pongo in votazione l'emendamento 53.16. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 53, come modificato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

      (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 55, che è quello della
  pubblicazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Comunico che sono stati presentati tre subemendamenti
  aggiuntivi ai sensi dell'art. 117 del
  Regolamento interno.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, c'è da aggiungere
  liberi consorzi dove c'è.

      PRESIDENTE. Quindi sono correzioni formali e l'emendamento
  117.1 è già distribuito.
      Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

      (E' approvato)

      Il voto finale di questa legge lo diamo stasera alla fine, e
  votiamo insieme con le altre leggi.
      Comunico che sono stati presentati tre ordini del giorno n.
  372, n. 373 e n. 374, che l'assessore
  Cordaro aveva garantito, come raccomandazione, ma come ordini
  del giorno. Chiedo all'assessore
  Cordaro se gli ordini del giorno sono approvati dal Governo.

      CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene.

      (Gli ordini del giorno sono accettati dal Governo)

      Possiamo andare avanti, con le variazioni di bilancio, fermo
  restando che ci sono tutte e tre le
  altre leggi da approvare.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Volevo
  ringraziare

      PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto le facciamo poi,
  altrimenti devo dare la parola ora a
  tutti. Poi, alla fine, facciamo le dichiarazioni su tutto,
  grazie, comunque. Visto che ha ringraziato me,
  lo sento come ringraziamento a me, e quindi la ringrazio io.

   finanziarie"

      Seguito della discussione del disegno di legge n. 811/A
   Disposizioni finanziarie .

      PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 811/A
   Disposizioni finanziarie . Invito la
  Commissione  Bilancio' a prendere posto al banco delle
  Commissioni.
      Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al Presidente
  Savona, mi dicono gli Uffici che ci
  sono degli emendamenti aggiuntivi. Ora li vediamo, però diciamo
  che in linea di massima noi
  emendamenti aggiuntivi non ne accettiamo, a meno che non si
  tratti di qualcosa particolarmente
  straordinaria. Ora li valuteremo, però comunico sin da adesso,
  senza neanche sapere chi sono i
  presentatori, che emendamenti aggiuntivi, tranne che per motivi
  assolutamente straordinari, non ne
  accetteremo.
      Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
  relatore, onorevole Savona per svolgere
  la relazione.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
  colleghi, il disegno di legge n.
  811, di iniziativa governativa, ha ad oggetto disposizioni
  finanziarie tendenti ad effettuare le
  variazioni su alcuni capitoli del bilancio, previsioni per il
  triennio 2020-2022.
    In particolare, la proposta prevede un incremento pari a 50
  milioni di euro del capitolo 613950
  relativo al cofinanziamento del POR-Sicilia 2014-2020, con
  l'utilizzo di risorse disponibili nel
  capitolo 219213 (accantonamento di cui all'articolo 24, comma 1,
  della legge di stabilità 2020 e n. 9
  del 12 maggio 2020).
    Occorre prioritariamente chiarire alcuni aspetti.
    Nella legge regionale n. 9 del 2020,  Legge di stabilità
  regionale 2020/2022 , ai commi 1 e 3
  dell'articolo 24 si prevede la creazione di un fondo nel quale
  vengono fatti confluire alcuni tagli di
  spesa, anche se sarebbe corretto parlare di una manovra di
  congelamento di spese, operati con la
  citata legge regionale, tagli rivelatisi necessari per
  consentire la partecipazione della Regione al
  raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica nazionale.
  Tali tagli sono quantificabili in 362,38
  milioni di euro.
    Con il comma 4 del medesimo articolo 24 si prevede che
  all'atto del perfezionamento
  dell'Accordo con lo Stato avente ad oggetto la rimodulazione
  della partecipazione regionale al
  predetto obiettivo di finanza pubblica.
    In data 20 luglio in sede di Conferenza permanente per i
  rapporti tra il Governo, le Regioni a
  Statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano del
  20 luglio 2020 è stato sottoscritto
  l'Accordo Quadro, volto ad assicurare un contributo statale per
  lo svolgimento delle funzioni
  regionali in materia di sanità, assistenza e istruzione e a
  fronte delle possibili perdite di entrate causa
  Covid-19.
    Per quanto concerne la Sicilia l'Accordo suddetto prevede
  risorse per 780 milioni di euro, così
  suddivise:
    - 300 milioni di euro immediatamente disponibili, a valere
  sulle risorse di cui all'articolo 111 del
  decreto n. 34/2020;
    - 480 milioni di euro in attesa di copertura finanziaria da
  rendere da parte dello Stato con
  successivo provvedimento legislativo.
    La Giunta regionale con propria delibera n. 312 del 23 luglio
  2020 ha deciso di utilizzare parte
  delle risorse già disponibili, 50 milioni quelli di cui dicevo
  prima.
    Il disegno di legge in esame, quindi, interviene a parziale
  modifica dell'articolo 24 comma 4 della
  legge di stabilità regionale per il 2020. Questa, cioè, è tutta
  la normativa di 480 milioni che
  utilizzeremo poi a settembre. 67 milioni restano per quanto
  riguarda i fondi comunitari. 50 milioni
  sarebberopari a 67,3 milioni, risulterebbero somme eccedenti per
  21,3 milioni di euro.
  Probabilmente ai fini di un più approfondito parere della
  Commissione Bilancio sarebbe utile
  acquisire le singole richieste di stanziamento dei vari
  dipartimenti regionali. Grazie.

      Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

      PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

      SUNSERI. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      SUNSERI. Signor Presidente, Presidente della Regione,
  Assessori, onorevoli colleghi, intanto se
  oggi stiamo parlando di questa norma è perché lo Stato, grazie
  all'accordo Stato-Regione, ci sta di
  fatto concedendo 780 milioni di euro. Il Governo Conte, per
  l'ennesima volta, va in soccorso del
  bilancio della nostra Regione. Col decreto rilancio, articolo
  111, decreto 34 del 2020, ci vengono
  concessi 300 milioni di euro, che sono una parte di 780 che
  verranno concessi con il prossimo
  provvedimento.
      Non possiamo non notare i primi 300 milioni di euro, che
  erano quelli che dovevano andare a
  rimpinguare la tabella A della legge finanziaria vengono
  immediatamente decurtati. Vengono
  decurtati perché una porzione di queste somme, pari a 50 milioni
  di euro, vengono spostati nel
  capitolo del cofinanziamento dei fondi strutturali.
    Quello del cofinanziamento dei fondi strutturali, non è un
  capitolo che viene utilizzato per
  l'emergenza Covid, perché ad oggi, da Regolamento della
  Commissione europea, il cofinanziamento
  è pari a zero, cioè tutti i fondi strutturali vengono spesi al
  100 per cento.
    Queste somme, che dovevano essere all'interno del capitolo del
  cofinanziamento, riguardano
  precedenti interventi del FESR, quindi non riguardano gli
  interventi che abbiamo finanziato con
  questa finanziaria, che ancora non è partita, ma riguardano
  precedenti finanziamenti che sono stati
  dati dal FESR. Quindi, già i 360 milioni di euro di
  accantonamenti negativi della finanziaria della
  Tabella A non vengono rimpinguati con i 300 che abbiamo in
  questa fase, gliene sottraiamo ulteriori
  50, quindi è evidente che con la percentuale che doveva essere
  pari a circa l'80 per cento, si ritrova
  ad essere nuovamente decurtata.
    Oltre a questo ci dispiace nuovamente vedere altre norme
  all'interno del disegno di legge, che
  nulla hanno a che vedere con un testo di natura finanziaria,
  perché ritroviamo degli emendamenti e
  degli articoli che, addirittura, sono stati già bocciati da
  quest'Aula appena due, tre settimane fa.
    Questo rilievo lo abbiamo fatto in Commissione Bilancio, lo
  rifacciamo nuovamente in Aula
  perché lo riteniamo corretto, perché altrimenti sarebbe
  diventato nuovamente una legge omnibus.
    Da questo Governo, invece, ci attendiamo che tutta quella
  porzione di legge finanziaria che ancora
  non ha applicazione, cioè quella che tre mesi fa questo
  Parlamento ha attuato, e che ad oggi non vede
  un solo euro all'interno delle tasche delle imprese e dei
  cittadini siciliani, venga attuata, perché il
  messaggio che si deve lasciare è che quando dicevamo che quelle
  somme non sarebbero state
  immediatamente spese avevamo ragione, signor Presidente, perché
  sono trascorsi tre mesi e le
  assicuro che trascorreranno ulteriori tre mesi prima di vedere
  il primo euro nella tasca delle imprese
  o dei cittadini siciliani.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, mi rivolgo
  pure al Capogruppo di Forza Italia.
  Oggi, nuovamente, stiamo parlando del più grosso problema che ha
  la Regione siciliana, che ha
  questo Governo regionale, che è l'Assessorato all'economia, che
  è di espressione di Forza Italia, del
  Gruppo Forza Italia.
    Anche oggi con questo disegno di legge noi stiamo nuovamente
  mettendo una pezza ad un errore
  fatto dall'Assessorato all'economia, perché questi 50 milioni di
  euro dovevano essere previsti prima,
  cioè dovevano essere accantonati prima. E dopodiché, signor
  Presidente, il problema più grosso è
  che a questi 50 milioni di euro non c'è una relazione che li
  accompagna, cioè effettivamente servono
  50 milioni di euro?
    La relazione del Centro Studi dice  nì', perché nel capitolo
  ci sono già dei soldi, probabilmente ne
  servono 46 milioni di euro e, attenzione, questi 50 milioni di
  euro - e qua poi la responsabilità sarà
  tutta del Governo regionale - così come ha detto pure il mio
  collega, noi li stiamo andando a togliere
  al trasporto pubblico locale, li stiamo togliendo a tutti quei
  precari, molti della città di Palermo, e
  vorrò vedere se poi entro fine anno questi soldi verranno
  rimpinguati perché, altrimenti, la
  responsabilità sarà tutta di questo Governo regionale e
  dell'Assessorato all'economia di Forza Italia.
    E poi, signor Presidente, all'interno di questo disegno di
  legge c'è un articolo, che è un articolo ad
  personam, cioè un articolo fatto per un dipendente della
  Regione
    Colleghi, noi stiamo facendo un articolo, le leggi dovrebbero
  essere astratte, generiche, noi stiamo
  facendo un articolo specifico per una sola persona, e dico, ora
  capisco tutte le dichiarazioni che ci
  sono state sulla Stampa, perché questa stessa persona dichiara
  di non voler mandare in ferie i
  dipendenti regionali. Ho visto che il Presidente della Regione
  appoggia questa modalità. La
  domanda che faccio Presidente, cosa c'è dietro questo Centro
  Direzionale? Colleghi, cosa c'è dietro
  questo Centro Direzionale. Questa è una domanda, e il tempo a
  questa domanda, il tempo darà una
  risposta.
    Oggi nell'articolo 3, spero che l'Assemblea potrà, assieme
  potremo bocciare questo articolo, c'è
  un articolo che è proprio riferimento, è un riferimento, non è
  una legge, né astratta, e nemmeno
  generica. Dopodiché Forza Italia si prenderà le sue
  responsabilità. Grazie.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
  facoltà.

    FIGUCCIA.  Presidente, solo per rappresentare come credo che
  nella vita di questo Parlamento
  dovrebbero esserci momenti da tenere distanti dalle sterili
  polemiche. Ho sentito i colleghi prima e
  vorrei invitare tutti, diciamo, ad un atteggiamento di serenità
  e di garbo.
    Alla fine sono sei articoli. Il primo, se non sbaglio,
  Assessore Armao, fa riferimento alla necessità
  di assicurare un congruo stanziamento per il cofinanziamento dei
  programmi operativi regionali,
  cioè come dire, Assessore, se sbaglio mi corregga, in assenza di
  questo cofinanziamento di 50
  milioni di euro, noi non avremmo la possibilità di portare a
  casa il risultato relativo ai programmi
  operativi regionali. Quindi, su che cosa stiamo facendo
  polemica? Se non mettiamo il
  cofinanziamento non utilizziamo le risorse. E' come dire avete
  fatto la finanziaria utilizzando le
  risorse extraregionali. Bene  Andate al Governo nazionale e
  trovate le condizioni per un accordo in
  modo da ricevere quelle risorse finanziarie che ieri il
  Presidente dell'UDC, l'onorevole Lo Curto, cui
  faceva riferimento, altrimenti non potremo, come dite voi del
  Movimento Cinque Stelle dare risposte
  alle istanze dei cittadini in funzione delle buone proposte,
  Presidente dell'Assemblea, Presidente
  della Regione, che il Governo ha portato a casa con il supporto
  del Parlamento.
    All'articolo 2, di fatto, Assessore Armao, anche qui mi
  corregga se sbaglio, noi estendiamo agli
  enti, agli organismi regionali la possibilità di differire il
  termine per l'adozione del rendiconto
  regionale. Mi sembra che quello che sta venendo di fatto alla
  luce delle recenti disposizioni, a livello
  nazionale. Quindi anche qui mi sembra che non ci siamo inventati
  nulla.
    Io capisco sulle riforme, no, io ho questa idea, questa linea
  di indirizzo, ma su quello che viaggia
  sulle procedure standard di adeguamento alle normative
  nazionali, oggettivamente anche qui
  colleghi non comprendo l'oggetto del contendere. E così fino
  all'articolo 6, dove di fatto abbiamo
  assistito alla mancata estensione alle Regioni a Statuto
  speciale, quindi compresa la Nostra, la
  disposizione nazionale sulla sospensione del pagamento delle
  quote capitali dei mutui in scadenza
  all'anno 2020, e quindi anche questo credo che sia un principio
  ineccepibile.
    Una parola consentitemela di spenderla sull'articolo 4.
  Finalmente nella totale assenza, ahimè mi
  dispiace fare campanilismi, dell'Amministrazione comunale di
  Palermo, che ha assistito nel giorno
  di Santa Rosalia ad una cosa che purtroppo ha intristito tanti,
  ed ha fatto sorridere i nostri
  connazionali in Trentino e in Veneto, che dicono siamo abituati
  a ben altri eventi calamitosi, a ben
  altre alluvioni, ma siccome qui le reti fognarie ci sono,
  siccome le caditoie funzionano, le nostre città
  non si allagano per due ore di pioggia.
    Attraverso questo articolo abbiamo stanziato su iniziativa del
  Governo, un milione di euro,
  900.000,00 euro per la città di Palermo per andare incontro alle
  inadempienze dell'amministrazione
  comunale di Palermo, garantendo la possibilità di recuperare sui
  danni subiti dai cittadini, che hanno
  visto travolte vetture, che hanno visto travolti scantinati,
  attività. Certo, Presidente dell'Assemblea,
  Presidente della Regione, auspico che questo immediato
  intervento del Governo trovi sensibilità
  nell'amministrazione comunale, che non perda tempo e si metta
  immediatamente nelle condizioni di
  potere spendere queste risorse.

    LENTINI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ad intervenire gli onorevoli
  Calderone, Aricò e Cracolici. Se non ci
  sono altri interventi, va bene. L'onorevole Lupo e l'onorevole
  Amata, non ci sono altri. E Schillaci.
  Se non ci sono altri le iscrizioni sono chiuse.

    LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
  intanto voglio fare un plauso ai
  colleghi del Centrosinistra che hanno proposto un disegno di
  legge, che avevano proposto ma ora ce
  lo ritroviamo qui, i 900.000,00 euro per l'alluvione di Palermo
  del 15 luglio scorso. Io ho apposto la
  mia firma perché ritengo che sia un dovere da parte della
  Regione che intervenga in aiuto quando ci
  sono personaggi che, insomma, per tanti motivi cittadini che
  perdono, haimé, anche quel piccolo
  autoveicolo che gli permetteva di andare anche a lavorare. Io
  spero che questi 900.000,00 euro
  saranno spesi bene e per le famiglie veramente bisognose, su
  questo Presidente io sono contento che
  il Governo ha accettato questo capitolo di spesa per dare,
  appunto, per sollevare questa gente che ha
  avuto e che avrà bisogno. Però attenzioniamo il sindaco di
  Palermo e, quindi, il Comune di Palermo
  per cercare di darle veramente alle persone che hanno veramente
  bisogno.
    Riguardo, invece, all'articolo 3, fermo restando che io sono
  per dare anche, perché la legge dà la
  possibilità ai dirigenti generali ma a chiunque, lavoratore, che
  può presentare domanda per rimanere
  in servizio per qualche altro anno, io sono per i giovani che,
  invece, si sono laureati e sono in attesa
  di trovare ristoro nella pubblica amministrazione. Essendo un
  dipendente regionale in questo
  momento in aspettativa, veramente c'è tanto bisogno che
  l'Amministrazione regionale faccia
  veramente un bando di concorso che possa permettere a tanti
  giovani, anziché prelevarli e portarseli
  con se tutta l'Italia settentrionale, perché il problema qual è?
  Che noi sforniamo dalle nostre
  università tanti giovani, 110, 110 e lode, e quindi se li
  accaparrano come se nulla fosse, non solo il
  settentrione d'Italia ma anche i paesi della Comunità europea.
  Io sono, invece, per cercare di
  individuare, di fare, di trovare con il Governo nazionale una
  possibilità che questa Amministrazione,
  finalmente, possa trovare e possa incamerare gente valida e
  inserirla nel contesto. Tanta gente sta
  andando in pensione. Tanta gente è andata già in pensione.
  Quindi il problema che si pone oggi con
  l'articolo 3, io non sono in Commissione Bilancio, quindi ho
  appena letto questo articolo e sto
  intervenendo in questo senso, anche perché conosco i meandri
  della pubblica amministrazione. Non
  possiamo, andare oltre i 67, la legge non lo ammette, non lo
  prevede. Quindi noi non possiamo fare
  una legge, a mio avviso, per i dirigenti generali e non per i
  funzionari, perché io ho avuto tante
  richieste di persone per attenzionare che il Governo regionale
  possa inserire nel contesto. Dei
  funzionari che possono avere anche la possibilità di rimanere
  qualche altro anno quando lo
  richiedono. Quindi, dobbiamo attenzionare questo punto che
  riguarda la pubblica amministrazione
  con il suo personale. Io do un consiglio, se mi posso
  permettere, al mio Presidente della Regione,
  che l'ho voluto fortemente che sedesse in quella sedia perché è
  all'altezza.
    Che è successo? Un minuto. Capisco che, però del mio gruppo
  sto parlando io solo quindi capisco
  che la buona volontà del Presidente sicuramente non manca perché
  lui ha bisogno che nell'arco di 5
  anni porti avanti il progetto insieme a noi, al centro destra,
  l'obiettivo che ci siamo preposti di
  raggiungere e sicuramente lo raggiungeremo. Però dobbiamo
  risolvere questo problema dei
  dipendenti regionali, glielo dico Presidente da dipendente
  regionale perché sicuramente qualcosa
  detta in modo, qualcuno vorrebbe fare un po' la cosa per dire
   hai visto, non funziona '.
    Quindi questo non voglio che si ripeta l'annoso danno che ha
  comportato il vecchio Governo e
  quindi parliamo della passata legislatura, quando anche loro
  dicevano che il personale della Regione
  non era molto , il personale della Regione bisogna coccolarlo.
  Il personale della Regione non può
  vivere per certi aspetti con determinate cose e regole che fin
  qua non hanno funzionato.
    Quindi un consiglio personale, attenzioniamo il personale
  della Regione che ritornerà a fare e a
  svolgere il lavoro come ha sempre fatto e lei sarà contento più
  di prima. Ma anche loro perché
  secondo me c'è un  frainteso' con il personale. Quindi
  l'articolo 3 io non lo condivido perché fino a
  67 anni la legge lo ammette da 67 anni in poi perché qua parla
  che fino al settantesimo anno di età,
  quindi non mi riferisco, non so a cosa si rivolge questo
  articolo 3.

    PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.

    CALDERONE. Signor Presidente, sui primi due articoli da un
  punto di vista tecnico, penso, ci sia
  poco da dire. La destinazione prioritaria di questi 50 milioni
  al cofinanziamento avrà certamente un
  effetto moltiplicatore e quindi io non capisco di che cosa possa
  essere accusato l'assessore Armao in
  particolare Forza Italia, l'articolo 2, la rubrica  Differimento
  di termini amministrativi e contabili',
  prevede soltanto un differimento per ragioni Covid. Quindi anche
  in questo caso, onorevole Di
  Paola, visto che mi ha chiamato in causa, credo che ci sia poco
  da dire e da affermare.
    Sull'articolo 3, Signor Presidente della Regione io mi avvalgo
  della facoltà di non rispondere.
    Sull'articolo 4 ricorderete colleghi, quando nel mio
  intervento, nella prestigiosa visita del
  Presidente Mattarella ebbi ad affermare che a distanza di tanti
  anni, di tanti lustri, ancora il deputato
  regionale soffre di una patologia che è quella del
  provincialismo, come la chiamava Piersanti
  Matterella, signor Presidente.
    Signori colleghi palermitani, io credo di avere dimostrato in
  quest'Aula in questo scorcio di
  legislatura di essere una persona coerente, attenta e
  rispettosa.
    Sì, il sottopasso di Palermo e qualche imprenditore e qualche
  cittadino palermitano ha avuto dei
  danni. Certamente, chapeau, ci mancherebbe altro. Ma li ha avuti
  ieri.
    Noi, signor Presidente, piangiamo ancora i morti di Saponara
  del 2011 che non hanno avuto
  neanche un euro.
    Noi, signor Presidente, piangiamo i morti di Messina del 2009
  che ancora non sono stati risarciti.
    Noi, signor Presidente, abbiamo nelle nostre zone, nel
  messinese, persone che ancora stanno in
  albergo. Abbiamo uomini e donne che non hanno più una casa, che
  non hanno più il proprio
  esercizio commerciale e da tanti mesi, ahimè da tanti anni
  aspettano di essere risarciti.
    E allora noi tutti, tutti e 70, domattina approvando questa
  legge dobbiamo dire a tutti i nostri
  cittadini che ci sono cittadini di serie A che ieri hanno avuto
  un alluvione senza un ferito che
  avranno i soldini e noi provincia  babba , provincia di Messina,
  ma sarà babba Enna, Trapani,
  Catania e tutte le altre dobbiamo aspettare. Devono aspettare i
  nostri commercianti, devono aspettare
  i nostri imprenditori, devono aspettare i nostri morti, devono
  aspettare le famiglie dei nostri morti
  perché abbiamo deciso che il sottopasso di Palermo è stato
  danneggiato e dobbiamo intervenire
  subito, perché dobbiamo risarcire Palermo.
    Io intervengo sempre e impronto il mio intervento lontano
  dalla polemica perché odio la impotente
  polemica, però credo che oggi approvando questo articolo 4, io
  ho presentato un subemendamento
  dicendo che vengano presi in considerazione anche gli altri
  alluvionati, come quelli di Palermo,
  niente di più e niente di meno.
    Credo che sia giusto, corretto.
    Non voglio dire, e potrei dirlo, che ci sono priorità. Le
  priorità io non le voglio verificare, valutare
  in altra maniera se non quella della cronologia. Se ci sono
  alluvioni ancora più lontane del 2009
  come quella di Messina, credo Vittoria, o di Trapani o di
  Agrigento, andiamo ad individuarle perché
  la cronologia, il tempo che scandisce la nostra vita non può
  ingannare nessuno, signor Presidente.
    E allora io questo intervento lo dovevo ai cittadini della
  Sicilia, anche a quelli di Palermo, che
  sono sicuro, tutti, ma proprio tutti, saranno d'accordo con il
  sottoscritto perché siamo tutti fratelli di
  questa disgraziata e martoriata terra. E se un palermitano ha
  subito un danno ieri sono certo che darà
  la precedenza che a un messinese piuttosto che a un ennese che
  l'ha subita sei o sette anni fa.
    Ho concluso, signor Presidente.

    PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
  facoltà.

    ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Governo, onorevoli colleghi
  questa variazione di bilancio ritengo che sia la migliore
  risposta che in questo momento il Governo
  potesse dare.
    È la migliore risposta perché non si è commesso assolutamente
  un errore. Forse errore è quello di
  avere speso e di avere impegnato tutti i fondi comunitari che il
  target europeo ci imponeva, perché
  come sa quest'Aula questi 50 milioni sono il cofinanziamento che
  equivale ad appena il 6% degli
  oltre 800 milioni di euro che questo Governo reginale ha
  impegnato sui fondi comunitari.
    E probabilmente è vero che negli anni passati tutto questo non
  si è dovuto fare.
    Chiediamoci anche il motivo. Probabilmente perché non si sono
  impegnati i fondi comunitari e
  non si sono dovute fare variazioni di bilancio ulteriori, e
  allora sappiamo che l'articolo 1 comporterà
  questo, lo sblocco di una spesa di oltre 800 milioni di euro.
    Per quanto riguarda l'articolo 3, ho sentito l'onorevole Di
  Paola fare un'accusa molto specifica, e
  veda onorevole Presidente, non si può fare un'accusa specifica
  di una tale gravità in quest'Aula, e
  poi non approfondire l'argomento. Cosa voleva dire l'onorevole
  Di Paola su cosa c'è dietro il centro
  direzionale, cosa vuole dire, lei ha fatto una denuncia precisa,
  deve assumersi la responsabilità e
  basta, qua sta diventando un teatro Presidente, a me dispiace,
  non è la prima volta che purtroppo mi
  trovo a polemizzare con l'onorevole Di Paola, ma è stato fatto
  un attacco preciso, allusioni precise,
  che ci dica che cosa vuole dire il suo Partito il suo Movimento,
  ci dica se deve fare una denuncia o
  meno a quest'Aula, anche a porte chiuse, anche a porte chiuse,
  così evitiamo di farvi riprendere dalle
  televisioni per dire sciocchezze.
    Dopodiché, mi convince anche l'onorevole Calderone, io sono
  Palermitano, eletto nel mio
  collegio, e ritengo che quello che ha subito il comune di
  Palermo con questa bomba d'acqua sia un
  problema grave, ma un problema grave perché, non perché non ci
  sono scappati i morti, perché
  potevano scappare è giusto, addirittura per circa due ore in
  quel pomeriggio durante il festino la
  stampa diceva che c'erano state due vittime, però è anche vero
  che al di là che il comune di Palermo
  poteva correre ai ripari, ci siamo accorti che il radar della
  protezione civile nazionale era rotto ed in
  manutenzione, e quindi io vorrei, con la scusa della trattazione
  dell'articolo 4, porre all'attenzione di
  quest'Aula, del Governo e di chi ci ascolta da casa, che spesso
  e volentieri anche negli accorgimenti,
  come possono essere quelli metereologici, in questo caso il
  radar che avrebbe dovuto proteggere la
  Sicilia, non è servito ad annunciare una bomba d'acqua che
  avrebbe, il suo annuncio avrebbe potuto
  diciamo evitare il cataclisma, e questo poteva succedere a
  Messina, a Catania o in altre città
  dell'Isola.
    Quindi, noi siamo per lavorare, e grande rispetto per
  quest'Aula che il 6 agosto continua a lavorare
  ininterrottamente da qualche giorno per portare avanti norme
  importanti per questa Sicilia, a
  cominciare dalla variazione di bilancio, che servirà per
  sbloccare ben oltre 800 milioni di euro di
  spesa comunitaria.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io diciamo
  su questa variazione che la
  considero tecnica nella misura in cui siamo, da un lato chiamati
  a dare applicazione a quanto già
  previsto dalla legge di stabilità, dove abbiamo fatto un
  accantonamento in attesa di risorse che
  avremmo dovuto - come dire - negoziare con lo Stato. E, per
  essere chiari, anche qui la voglio dire
  io, non dico grazie a Roma, perché queste somme sono dovute,
  cioè quindi evitiamo di fare questo
  atteggiamento, l'ho detto qualche giorno fa a proposito del
  fatto che c'è un grande rischio in questa
  discussione, che giochiamo tutti a ping pong, cioè Palermo per
  nascondere le proprie inefficienze se
  la prende con Roma. Roma, che non ci pare vero, considera -
  diciamo - la vicenda siciliana un affare
  dei siciliani, risultato, il danno è per i siciliani, siccome io
  sono siciliano prima di essere italiano, ma
  sono siciliano e italiano, devo dire con grande onestà, noi
  questo atteggiamento da cappello in mano
  dobbiamo, come dire, evitare di averlo. Non c'è una regalia,
  anzi io penso che dovrà venire il giorno
  in cui la Sicilia, sulla base delle norme vigenza e della spesa
  pro-capite che in atto viene finanziata
  dallo Stato per tutti i cittadini delle Regioni, scopriremo che,
  diciamo, in nome dell'autonomia
  tributaria, la Regione ci ha perso qualcosa e questo lo diciamo
  da anni.
    Poi, in alcuni momenti di emergenza abbiamo dovuto fare
  accordi per consentire di chiudere il
  Bilancio quando non eravamo più neanche nelle condizioni di
  approvare un Bilancio e, come tutte le
  situazioni di emergenza, quando sei in emergenza primum vivere e
  poi discutere. Quindi io penso
  che la vicenda dei fondi dello Stato, l'ho detto all'Assessore
  l'altro giorno, l'ho ribadito in fase di
  discussione, noi in atto abbiamo 300 milioni e i 400 che
  arriveranno col decreto agosto saranno 400
  e rotti milioni che dovremo utilizzare esclusivamente per le
  minori entrate che si, ci saranno
  sicuramente per quanto riguarda l'esercizio 2020 e non sappiamo
  quanto questo inciderà sul
  Bilancio.
    Dico questo quindi per evitare, diciamo, inutili
  contrapposizioni tutte finte perché non parlando
  poi del merito la buttiamo come dire in caciara. E però pongo un
  problema Assessore. Ora io mi
  sono sentito informalmente con l'Assessore al Bilancio, ho letto
  successivamente la nota degli Uffici
  del bilancio della Regione, dell'Assemblea, che fanno un rilievo
  sulle modalità di utilizzo e
  soprattutto sulle esigenze di utilizzo di questi 50 milioni. Ma
  c'è una cosa a monte: il Regolamento
  1000, eccetera eccetera, io qua insomma quello del 2013, che
  regola il finanziamento e le modalità
  di cofinanziamento dei fondi strutturali ha stabilito che dal
  primo luglio al 30 giugno 2021 non gli
  stati membri possono derogare al cofinanziamento, non il
  cofinanziamento dello Stato, il
  cofinanziamento dello Stato membro quindi compreso la Regione,
  no perché avevo sentito pure una
  voce che dice che lo Stato non cofinanzia mentre cofinanzia la
  Regione.
    Allora intanto stabiliamo il fatto che per quanto riguarda, e
  lo dico anche ai colleghi a proposito
  collega Aricò ha detto una cosa diciamo imprecisa, i fondi
  strutturali funzionano per target, ogni
  anno abbiamo un target di spesa stabilito dal programma, quel
  programma può essere attivato se
  anno per anno la Regione per la sua quota cofinanzia il
  programma. Poi l'impegno è un fatto
  successivo.
    Quindi, non è che possiamo sottrarci dal cofinanziamento del
  programma comunitario anno per
  anno. Quindi sta storia che prima non si faceva e ora si fa non
  esiste diciamo contabilmente. Qui
  stiamo cofinanziando con 50 milioni, tra l'altro gli uffici
  dell'Assemblea fanno notare che sulla base
  dei dati in possesso degli Uffici e allo stato degli atti, il
  fabbisogno necessario dovrebbe essere di 61
  milioni a fronte di una previsione, forse sbaglio i numeri,
  dunque l'attuale disponibilità è di 17 e 3,
  50 li metteremmo con questa norma, arriveremmo a 67 e 3 a fronte
  di un fabbisogno di 46 milioni.
  Quindi siamo già allo stato, come se non avessimo la norma del
  Regolamento modificato in Europa,
  ad una previsione maggiorata di 21 milioni e non capiamo perché.

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici

    CRACOLICI. No, chiaritelo in Aula. Io siccome sono un
  parlamentare, diciamo che fa qui il
  parlamentare, e non faccio parte della Commissione, mi si
  chiarisca in Aula qual è la ragione per cui
  c'è una previsione maggiorata rispetto a quello che gli Uffici
  dell'Assemblea dichiarano nella
  propria relazione.
    Aggiungo, ma se non c'è' il cofinanziamento, mi spiegate
  perché lo stiamo mettendo? L'Assessore
  mi ha detto: no perché in atto lo mettiamo e poi ce lo
  restituiscono. Scusate qui non parla di nessuna
  restituzione. Il Regolamento comunitario dice  non si fa il
  cofinanziamento'. Non c'è
  un'anticipazione della Regione che poi verrà restituita.
    Quindi non vorrei che facciamo noi l'ufficio delle
  complicazioni delle cose semplici. Quindi vi
  prego di far attenzione, perché è un sacrilegio dover prevedere
  50 milioni in un capitolo che tra
  l'altro non sarà necessaria la copertura. Tra l'altro,
  all'articolo 1 si parla, in una espressione
  impropria per un capitolo di bilancio, in cui si dice che questi
  cinquanta milioni di euro verranno
  destinati prioritariamente all'incremento del Fondo per il
  cofinanziamento. Che vuol dire
  prioritariamente? O, o. Non è che c'è una priorità, non c'è una
  facoltà dei cinquanta milioni che
  l'Amministrazione ha di destinarne una parte e un'altra parte
  non prioritariamente. Anche le parole
  sono pietre quando si scrive una legge.
    Concludo. Io non la faccio lunga, Palermo, le colpe,
  discussioni che mi appassionano poco sul
  piano del dibattito politico. Pongo una questione sull'articolo
  3. E lo voglio dire fuori dai denti. Io
  sono stato tra i colleghi che è intervenuto a proposito della
  norma, che viene ripresentata a distanza
  di meno di un mese, che è stata bocciata da questo Parlamento,
  cioè la possibilità di prorogare lo
  stato in servizio di persone oltre i 67 anni. Per la verità,
  solo dei dirigenti generali.
    Quindi, onorevole Lentini lei non si agiti perché lei fa
  parte, comunque, dell'80 per cento. E,
  quindi, lei non ha diritto alcuno a niente. Ma anche il 20 per
  cento non è premiato con questa norma.
    Ora, al di là della battuta, io ribadisco ma una Regione che
  ha concordato con lo Stato meno di
  due anni e mezzo fa, tre anni fa, il prepensionamento ed essendo
  stato autorizzato, abbiamo poi
  avuto bocciata la norma su quota cento, mi ricordo, perché
  avevamo il cofinanziamento autorizzato
  dallo Stato, ma con quale faccia si presenta con una legge che
  dice  a fronte di circa duemila persone
  che abbiamo mandato via prima, ne teniamo una in servizio per
  altri tre anni'?
    Io credo che questo faccia perdere la faccia a questa Regione.
  Ecco perché, al di là che qualcuno la
  interpreta come un fatto personale, voglio essere chiaro, io non
  ho nulla, non ho mai fatto battaglia
  contro le persone che è una cosa che non mi appartiene, ma io
  considero sbagliato che la Regione
  possa insistere, il Governo possa insistere, su un terreno che
  fa perdere la faccia alla Regione
  Siciliana. Ecco perché, per quanto mi riguarda, mi esprimo conto
  questo articolo.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha
  facoltà.

    AMATA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Qui nell'elenco c'è l'onorevole Lupo, però se
  vuole parlare prima l'onorevole
  Amata, ne ha facoltà.

    AMATA. Così ci alterniamo  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, signori assessori, pensavo di
  non intervenire in quanto, obiettivamente, il disegno di legge
  mi sembra abbastanza tecnico e
  l'articolo 1 riguarda un cofinanziamento necessario per poter
  utilizzare delle risorse e lo stesso per
  quanto riguarda l'articolo 2.
    Però, obiettivamente, quando sento dire in quest'Aula che il
  Governo nazionale - non per tornare
  al discorso che fa il collega Cracolici, e stranamente in questo
  caso la pensiamo esattamente alla
  stessa maniera - ma quando sento che il Governo nazionale ci ha
  concesso 780 milioni, a me si
  accappona la pelle. Perché il Governo nazionale non ha mai
  concesso nulla alla Sicilia, ma non
  questo Governo nazionale, nessun Governo nazionale ha mai
  concesso nulla alla Sicilia.
    Tutto quello che ottiene questo Governo, tutto quello che
  ottiene la mia terra, la nostra terra, lo
  ottiene solo quando si fa un'azione forte e decisa. E,
  obiettivamente, un ringraziamento va a questo
  Governo per aver ben condotto le trattative finora col Governo
  nazionale perché, appunto, subito
  dopo la liberazione dei 300 milioni, nella successiva Conferenza
  Stato-Regione, abbiamo ottenuto
  altri 480 milioni per entrate minori derivanti dalla pandemia e
  che praticamente ci consentono una
  minore compartecipazione alla finanza dello Stato.
    E, aggiungerei, cari colleghi che mi sembra anche poco,
  pochissimo, rispetto alle risorse che non
  vengono e che dovrebbero essere date alla Sicilia. Vogliamo
  pensare alle infrastrutture? Il 78 per
  cento delle risorse vengono spese al nord, al centro nord,
  solamente il 22 al meridione e pochissime
  di queste risorse alla Sicilia.
      Quindi da parte mia, veramente i complimenti per
  quest'azione del Governo, e su questo punto
  abbiamo di recente, alla presenza dell'assessore Armao, che
  obiettivamente, non fa mai mancare la
  sua presenza, e per questo lo ringrazio, in Commissione Statuto,
  due risoluzioni proprio su queste
  tematiche che vanno a rafforzare l'azione del Governo e a far
  vedere che c'è presente tutto l'intero
  Parlamento.
      Per quanto riguarda l'articolo 4, non posso che trovarmi
  d'accordo e concorde con quanto
  dichiarato dal collega Calderone, non penso esistano cittadini
  di serie B e cittadini di serie A, né
  province di serie A e province di serie B.
      Ritengo che le alluvioni del 2009 e del 2011, abbiano
  veramente toccato il cuore di tutti i
  siciliani, chiunque ha potuto vedere certe immagini, ha potuto
  sapere quanti morti hanno determinato
  quelle due alluvioni.
      Quindi, mi sembra corretto che un pensiero, e non solo un
  pensiero, ma fatti concreti, possano
  chiamare in causa anche cittadini di altre province che, appunto
  sono stati colpiti da tragedie
  veramente importanti. Quindi firmerò anch'io, collega Calderone,
  il subemendamento da lei
  presentato. Grazie.

      LUPO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  brevemente, altri colleghi del Pd sono
  intervenuti prima di me per richiamare alcune parole, che penso
  tutti condividiamo, espresse dal
  Presidente Mattarella.
      Principio di leale collaborazione, il Presidente ha
  pronunciato queste parole, proprio a proposito
  dei rapporti tra Stato e Regioni.
      Penso che queste poche parole, ma molto profonde e che
  esprimono grande saggezza, devono
  guidare il comportamento, le azioni, le iniziative di questo
  Governo regionale, grazie a questo
  principio di leale collaborazione, il 20 di luglio è stato
  raggiunto un accordo fra lo Sato e la Regione
  siciliana.
      Io non dico che il Governo nazionale ha concesso, il Governo
  nazionale ha riconosciuto alla
  Sicilia quello che alla Sicilia spettava, perché noi non
  chiediamo elemosina da parte di nessuno, non
  vogliamo da parte di nessuno più di quello che ci spetta, ma
  siamo convinti che la Sicilia merita la
  massima attenzione nel momento in cui sta attraversando una
  gravissima crisi economica che è sotto
  gli occhi di tutti, e sulla quale ovviamente non mi dilungo.
      Credo, mi rivolgo in particolare al Presidente della
  Regione, che ha espresso a mio modo di
  vedere, nei giorni passati, alcune parole che valuto sopra le
  righe, forse almeno nei titoli della
  stampa, quando è stato riportato che il Presidente avrebbe
  detto:  L'Europa e il Governo Conte
  hanno tradito la Sicilia . A proposito credo l'abbia detto
  dell'emergenza migranti.
      Io credo che questo principio di leale collaborazione per
  noi debba essere una bussola che deve
  guidare i nostri comportamenti. Quando dico noi, mi riferisco al
  Parlamento della Regione, e spero
  che ciò possa valere anche per il Governo della Regione e, per
  quanto ci riguarda, chiederemo che
  ciò valga anche per il Governo nazionale.
      Dico questo, perché credo che questo comportamento, di leale
  collaborazione reciproca,
  sottolineo reciproca, deve adesso, ispirare una fase di
  negoziato, difficile ma urgente tra la Regione
  siciliana e lo Stato, in particolare con riferimento a due
  argomenti che sono la riprogrammazione dei
  Fondi Poc, ne abbiamo parlato ieri, e non mi dilungo sul tema
  ulteriormente, e aggiungo un secondo
  tema che è la fiscalità di vantaggio.
      Approfitto della presenza in Aula del Presidente Musumeci,
  per ricordare anche a tutti noi, che
  qualche settimana fa, signor Presidente, quest'Aula ha approvato
  all'unanimità una mozione
  parlamentare da noi proposta, ma unanimamente condivisa sulla
  fiscalità di vantaggio che abbiamo
  anche denominato  fiscalità di sviluppo  - c'è chi la definisce
   fiscalità compensativa  - sapendo che
  oggi, con le nuove regole europee, quello che per molti anni è
  stato un sogno irrealizzabile diventa
  realizzabile.
    E siccome il tema entra nelle agende politiche di tutte le
  Regioni meridionali e di tutti i politici,
  così come nell'agenda politica del Governo Conte e può trovare
  il giusto riscontro a livello europeo,
  io penso, signor Presidente, che noi su questo dobbiamo unire le
  forze per una battaglia politica vera,
  decisa  per ottenere per questa Regione quella svolta che è
  necessaria per recuperare il gap
  infrastrutturale, ed ogni altro tipo di sviluppo tra la Regione
  siciliana, il Mezzogiorno ed il resto del
  Paese.  E' una grande opportunità, non lasciamocela sfuggire.
    Dedico gli ultimi secondi alla vicenda Palermo. Io sono in
  quest'Aula, come molti colleghi qui
  presenti da qualche anno, e tutte le volte in cui c'è stato un
  evento calamitoso non è mancata
  l'attenzione del Parlamento rispetto ai vari eventi calamitosi
  che hanno colpito le popolazioni, a
  prescindere delle località.
    Tragicamente è successo a Giampilieri, è stato l'evento più
  grave, si è fatta una legge, siamo
  intervenuti prontamente e con lo stesso spirito io ho proposto
  un disegno di legge che riguardava la
  popolazione colpita in occasione del nubifragio del 15 luglio
  che si è verificato a Palermo ma che,
  attenzione, ha colpito cittadini che provengono da tutta la
  Sicilia, perché se rientrando da Punta Raisi
  nel viadotto si è fermata la macchina di un vostro concittadino
  delle vostre città che non è di
  Palermo, non è che è escluso dall'intervento? Io credo che
  intervenire, in questo caso, a sostegno
  della popolazione colpita in occasione di quel nubifragio è
  necessario ed è anche urgente.
    Con questo spirito ho accettato la proposta della Commissione
  di prevedere un primo ristoro già
  nelle variazioni di bilancio, ancor prima che fosse esaminato il
  disegno di legge che pure è stato
  presentato e che è in I Commissione ed è stato approvato
  all'unanimità e che aspetta il parere
  definitivo della Commissione Bilancio.
    Mi sorprende, sinceramente, leggere un emendamento della
  Commissione che propone di
  assegnare i fondi non direttamente al comune ma attraverso la
  Protezione civile regionale. Non ne
  capisco il significato, perché la norma, così come oggi ci viene
  proposta nel disegno di legge
  all'attenzione dell'Aula, l'ha scritta la Commissione
   Bilancio , non l'ho scritta io, e quindi oggi a
  tutti i costi si voglia fare passare l'idea che i soldi al
  comune li dà la Regione attraverso la Protezione
  civile, francamente è una lungaggine burocratica che non serve,
  perché è chiaro che il Parlamento
  regionale col parere positivo del Governo che destina questo
  primo intervento risarcitorio ai cittadini
  colpiti in occasione dell'alluvione, allungare attraverso la
  Protezione civile io penso che non abbia
  senso.
    Concludo, io sono pronto da domani ad affrontare un disegno di
  legge che possa farsi carico di
  istituire un fondo generale per tutti gli eventi calamitosi che
  possono interessare il territorio
  regionale, ma voglio ricordare a tutti noi che la legge già
  esiste, che in questo momento quel capitolo
  che riguarda la Protezione civile è  incapiente, da qui nasce
  l'esigenza, se vogliamo dare una prima
  risposta a chi purtroppo ha sofferto l'alluvione prima di
  ferragosto, di provvedere già in sede di
  variazione di bilancio con un primo intervento che è  già di 900
  mila euro è assolutamente minimale,
  perché il sindaco di Palermo ha riferito in III Commissione che
  i danni ammontano a ben oltre 3
  milioni di euro. Grazie.

    PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
  facoltà.

    SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
  io desideravo intervenire
  sull'articolo 3 per esprimere proprio un forte dissenso e
  contrarietà, perché si tratta di una norma che
  è contraria alla normativa vigente, in particolare al DPR 1092
  del 1973, che fissa l'età anagrafica a
  65 anni, ma anche per l'istituto del trattenimento in servizio
  dei dipendenti pubblici, che è stato
  abrogato successivamente dal decreto legge n. 90 del 2014,
  lasciando solamente un caso in cui il
  dipendente pubblico può rimanere in servizio fino ai 70 anni di
  età, nel caso in cui non abbia
  raggiunto i requisiti di anzianità.
    Io volevo anche evidenziare all'Aula che questo comma 1 parla
  di una proroga di tre anni, quando
  l'istituto della proroga parla esclusivamente di due anni,
  quindi sia nel merito che nella sostanza
  esprimo contrarietà e dissenso a questo articolo.
    Per quanto riguarda, invece, l'articolo 4 che ha riguardato la
  triste vicenda dell'alluvione, della
  bomba d'acqua di Palermo che è stato veramente un evento
  eccezionale per la quantità d'acqua che
  ha messo a dura prova un tessuto fragile come la nostra città di
  Palermo che già è stato devastato da
  una cementificazione selvaggia a partire dagli anni '70 ma anche
  da una serie di omissioni di
  manutenzioni adeguate, le cui responsabilità saranno decise da
  altri Palazzi e non da noi.
    Quello che veramente a me tiene è che questo Parlamento debba
  - non solo nei confronti di
  Palermo ma nei confronti di tutti quei tessuti, di tutti quei
  comuni che hanno questa fragilità
  idrogeologica - pensare al futuro, perché gli eventi climatici
  non faranno sconti nel prossimo futuro.
    Quindi io tengo a rappresentare che questo Parlamento, che
  questa Assemblea regionale debba
  intervenire con interventi di più largo respiro e, qualora
  questa norma dovesse rimanere all'interno di
  questo decreto di variazione, perché io sono d'accordo che si
  debba ragionare in termini regionali
  noi siamo deputati regionali, aldilà di essere deputati di
  singoli comuni, noi dobbiamo eventualmente
  fissare già da ora dei criteri anche per la distribuzione, il
  ristoro di queste somme.
    Ecco perché insisto eventualmente su alcuni emendamenti che ho
  presentato che fissano il
  carattere della proporzionalità nei confronti dei danneggiati in
  base al danno subito.

    PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha
  facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, è vero, spesso si fanno degli
  attacchi con delle allusioni e anch'io
  gradirei accompagnare i colleghi deputati magari alla Procura a
  fare delle denunce se ci sono i
  presupposti, ma dire certe cose da questo scranno è
  profondamente ingiusto, prima di tutto per noi
  stessi, per la dignità e per il ruolo che abbiamo assunto e
  soprattutto nei riguardi dei cittadini che ci
  guardano e si preoccupano.
    Se ci sono delle cose da portare in Procura discutiamole e,
  benissimo, le possiamo sottoscrivere
  tutti e settanta; se ci sono problemi per pagare l'avvocato ci
  metto anche una quota.
    Per quanto riguarda questo disegno di legge cosa devo dire? Si
  faccia, si sblocchi, si provi a
  mettere una pezza in questa Regione che purtroppo ereditando
  anni e anni di cose approssimative poi
  bisogna andare a mettere delle pezze per tenere insieme e
  provare ad andare avanti.
     Certa, e con l'auspicio che a breve si proceda, dopo avere
  approvato le piante organiche e i
  fabbisogni, alla stagione dei concorsi, ricordando ai colleghi
  deputati e a questa Giunta che sa
  perfettamente, immagino, perché sono dati abbastanza noti, che
  nell'arco dei prossimi cinque anni la
  metà di quei mille e rotti dirigenti andranno in pensione e che
  sarà un vuoto, un vuoto totale nei
  nostri uffici, sia centrali che periferici, e quindi se c'è la
  necessità di adottare degli strumenti a tipici
  ma che ovviamente devono essere costituzionali procediamo,
  procediamo e non fermiamoci.
    Poi vorrei, signor Presidente, offrire a lei e all'Aula la
  possibilità di un emendamento a proposito
  dell'articolo 4, perché troppo spesso in questa Aula io ho visto
  degli interventi normativi dove c'è
  una bella dotazione economica in favore di una città ma non per
  le altre.
    L'ultima volta ero qui a protestare per il contributo
  straordinario che da prestito è diventato regalo
  per sistemare l'indecorosa situazione della discarica di
  Bellolampo mentre prima tutti, tutti, avevamo
  presentato emendamenti per una anticipazione sul fondo dei
  comuni per la città di Palermo, con un
  bel colpo di  volemose bene' si è approvato il grande regalo per
  il Sindaco, sempre eternamente
  pronto a giustificare.
    Io mi chiedo se lui avesse visto le previsioni meteo che
  avevano visto tutti i cittadini, magari
  avrebbe piovuto di meno? No. Magari le caditorie sarebbero
  pulite? No. Non è avvenuto nulla di
  tutto questo, e anche oggi abbiamo una bella allerta gialla su
  ben due provincie. Io mi auguro che la
  tempesta si sposti sul mare e non succeda quello che è successo
  due anni fa nell'agrigentino dove
  Sciacca è stata devastata o Licata è stata devastata o quello
  che è successo un paio di anni fa a
  Lentini, una città delle periferie invase, anche lì, purtroppo,
  danni milionari oppure ancora nel
  messinese.
    Ma purtroppo, signor Presidente, se questa Aula non prende
  delle scelte, cioè quella di istituire un
  fondo unico, generale, per tutte queste brutte disgrazie che
  succedono, queste calamità, noi andremo
  a fare delle piccole  marchette', mi conceda il termine, che non
  risolvono il problema e
  giustifichiamo chi come l'onorevole Calderone tante volte, anche
  altri colleghi del messinese, hanno
  ricordato l'alluvione di Patti, l'alluvione di Barcellona.
  Purtroppo succede e poi cercano con altri
  subemendamenti di prendere 200 mila euro e spostarle su un'altra
  alluvione. Ma poi non basteranno
  perché ci sarà quella di Catania, quella di Trapani, quella di
  ovunque di alluvione.
    E quindi, signor  Presidente, io alla fine dell'intervento
  depositerò un emendamento modificativo
  che prevede, per affrontare le spese su questi eventi calamitosi
  l'istruzione di un fondo straordinario
  a cui si possa accedere, i comuni per le varie cose che
  succedono, sempre con questa dotazione, nella
  speranza che la prossima variazione, e sono certa tutti
  conoscendo i propri territori, possono andare
  incontro ad impinguarlo, perché noi siamo deputati di tutta la
  Regione e non di solo una città.
    Signor Presidente ho concluso, lo deposito e spero che lo
  faccia distribuire per avere
  l'apprezzamento.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Alcune considerazioni,
  concordo con l'onorevole Aricò che
  l'indulgere su affermazioni gravi come quella che ci sia
  qualcosa dietro il Centro Direzionale è forse
  eccessivo. Appunto ci sono strade, quartieri, inviteremo
  l'onorevole Di Paola a farsi un giro e vedrà
  cosa è il Centro Direzionale.
    A riguardo posso precisare che sul punto è già
  nell'intendimento della Regione stipulare il
  protocollo di legalità, che tutte le operazioni verranno
  sottoposte al Débat public come è previsto
  dalla legge, cioè al dibattito pubblico, tutti i dati saranno in
  open date, quindi accessibili dai cittadini,
  quindi qualsiasi ombra che si tenta maldestramente di lanciare è
  destinata a scomparire sotto la luce
  dell'iniziativa, che è una iniziativa assolutamente apprezzata
  ed apprezzabile non solo in Sicilia.
    E' stato pubblicato il bando di progettazione e c'è grande
  interesse da parte di operatori e
  soprattutto progettisti di livello europeo proprio perché è una
  iniziativa importante e sarà la più
  grande iniziativa di edilizia di questa città dalla fine della
  seconda guerra mondiale.
    Quindi, si tratta di una importantissimo intervento. Quindi,
  piuttosto che prospettare ombre
  sarebbe importante che tutti lavorassimo con amore per dare alla
  nostra Regione un centro
  direzionale come hanno tutte le grandi regioni d'Italia: ce l'ha
  la Lombardia, ce l'ha il Piemonte, ce
  l'ha anche la piccola e nostra vicina Calabria.
    Ecco tutte regioni che hanno il loro centro direzionale -
  addirittura la Calabria lo ha realizzato
  utilizzando fondi europei -  quindi su questo è assolutamente
  eccessivo continuare a prospettare cose
  che servono solo a fare qualche, neanche qualche agenzia, ma
  qualche titolo di blog di qualche
  amico. Allora, invece, andiamo a guardare le cose più complesse
  che sono state prospettate con
  attenzione da chi vuole entrare, giustamente, nella trama della
  norma che è una norma che vuole
  utilizzare le risorse rinvenienti dai 780 milioni. Attenzione
  l'impegno del Governo nazionale non è a
  darci  780 milioni, l'impegno del Governo nazionale, che si
  legge nell'accordo, è di coprire
  integralmente tutte le minore entrate, ma non perché è una
  concessione, onorevole Sunseri, e mi
  spiace che lei l'abbia interpretata come concessione, come bene
  sottolineato in precedenza, ma
  perché si tratta di un obbligo scaturente dalla giurisprudenza
  costituzionale che prevede che le
  Regioni, proprio perché non possono operare in deficit -  sapete
  che il Parlamento ha autorizzato 105
  miliardi di deficit al bilancio dello Stato - noi non possiamo
  operare in deficit, non possiamo
  finanziare la spesa corrente con indebitamento, conseguentemente
  se abbiamo delle minori entrate o
  ce le copre lo Stato o dobbiamo diminuire i servizi, non si
  scappa da questo cul-de-sac  Quindi è
  evidente che la copertura delle minori entrate è un dovere
  costituzionale dello Stato e dobbiamo dare
  atto che il Governo nazionale, dopo ampia querelle, ha
  riconosciuto quello che è dovuto alla
  Regione: 300 subito e 480, salvo verificare che ci sia un
  maggiore livello di minore entrate, speriamo
  che non diminuiscano troppo perché, in ogni caso, lo Stato dovrà
  farvi fronte.  Quindi, sotto questo
  profilo, non c'è nessun problema.
    Mi chiedeva l'onorevole Lupo sui 300, forse dovremmo avere
  qualche cosa in più, abbiamo -
  tutte le regioni speciali - , su richiesta del viceministro
  Misiani, riconosciuto un bonus alla Regione
  Sardegna che ha ottenuto la sentenza della Corte Costituzionale
  e, quindi, su quel plafond di un
  miliardo abbiamo rinunciato chi a 5, chi a 10 milioni di Euro,
  fermo restando che, comunque,
  essendoci il principio dell'integrale copertura delle minori
  entrate, sono entrate che nell'esercizio
  arriveranno. Ce l'ha chiesto il Ministero dell'Economia e,
  quindi, abbiamo messo ognuno una quota
  parte, abbiamo stretto un po' la cinghia, abbiamo ridotto di
  10/15 milioni ciascuno gli importi per
  rispondere alle esigenze della Sardegna, nulla di rinunciatario
  nell'impostazione della Regione.
    Una precisazione in ordine all'espressione  prioritariamente
  che, giustamente, dà all'occhio nel
  momento in cui si tratta di un'assegnazione, o fuori o dentro.
  Questa espressione  prioritariamente
  che, se si vuole, si può eliminare, non ci stracciamo le vesti
  di fronte a questa previsione, è tuttavia
  giustificata dalla lettura dell'articolo 24 della legge di
  stabilità che prevedeva la spalmatura
  proporzionale nel caso di rimpinguamento di arrivo di questa
  risorsa.
    Quindi, siccome noi stiamo violando la proporzionalità
  prevista dall'articolo 24 perché ne diamo
  prioritariamente 50 alla programmazione, evidentemente il
   prioritariamente  per rendere armonico
  quel proporzionale con assegnazione dei 50 milioni di Euro.
  Ripeto, se li vogliamo togliere una volta
  che il legislatore dice 50, sono 50, però era soltanto per
  rendere compatibile e ancor più armoniche le
  previsioni normative delle due disposizioni.
    Il tema se sono 46 o sono 47: la relazione al disegno di legge
  elaborata dal Governo lo dice
  chiaramente. Dice: tale modifica si è resa necessaria alla luce
  delle varie richieste di variazioni
  pervenute al 10 luglio 2020 dalla Ragioneria, dai vari
  dipartimenti, e necessita una copertura
  finanziaria nella quota di finanziamento per un ammontare
  superiore a 46 milioni, quindi siamo
  stati noi a dirlo già in relazione, non l'ha scoperto
  l'Assemblea, nell'ambito della leale
  collaborazione anche noi l'abbiamo prospettato, oltre alle
  ulteriori necessità che si manifesteranno
  nella restante parte del 2020.
    Quindi, l'appostazione dei 50 è cautelativa, fermo restando
  che non sono risorse che stiamo
  prendendo come Governo e le utilizzeremo a nostro bisogno.
  Evidentemente sono risorse che stiamo
  destinando a questa finalità e se a settembre o ad ottobre
  vedremo che sono ridondanti le
  utilizzeremo in sede di variazione.
    Quindi, non c'è nessun problema di distrazione o di blocco di
  spesa che viene utilizzata in favore
  del Governo. E' solo finalizzata a quella destinazione e laddove
  quella destinazione non risulti
  essenziale o risulti bisognevole di ulteriori incrementi li
  destineremo ad altro obiettivo, fermo
  restando che di obbiettivi da qua a fine anno ne avremo molti.
    Spero di essere stato esaustivo e comunque sono a disposizione
  per ogni chiarimento.

    PRESIDENTE. Grazie. Non ci sono altri interventi. Si vota il
  passaggio agli articoli.  Chi è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

    «Art. 1.
    Cofinanziamento Programma Operativo Regionale Sicilia 2014-
  2020

    1. A parziale modifica dell'articolo 24 della legge regionale
  12 maggio 2020, n. 9, comma 4, a
  seguito dell'Accordo Quadro sancito nella Conferenza permanente
  per i rapporti tra il Governo, le
  Regioni a Statuto speciale e le province autonome di Trento e
  Bolzano del 20 luglio 2020, la somma
  di 50.000 migliaia di euro è destinata prioritariamente
  all'incremento del Fondo per il
  cofinanziamento regionale del Programma Operativo Regionale
  Sicilia 2014-2020 (Missione 20,
  Programma 3, Capitolo 613950).

    2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante
  corrispondente riduzione della Missione 1,
  Programma 4, Capitolo 219213.»

    Non ci sono emendamenti. Presidente Savona, presentiamo questo
  emendamento per eliminare il
  termine  prioritariamente'. Va bene. Al comma 1 dell'articolo 1
  la parola 'prioritariamente' è
  soppressa. Si passa alla votazione.
    Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Votiamo l'articolo 1, così come è stato emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    E' approvato con l'astensione dell'onorevole Cracolici.

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

    «Art. 2.
    Differimento di termini amministrativo-contabili

    1. In considerazione della situazione straordinaria di
  emergenza sanitaria derivante dalla
  diffusione dell'epidemia da Covid-19 e della oggettiva necessità
  di alleggerire i carichi
  amministrativi di enti ed organismi pubblici, anche mediante la
  dilazione degli adempimenti e delle
  scadenze, è differito al 30 settembre 2020 il termine di cui al
  comma 3 dell'articolo 6 della legge
  regionale 11 agosto 2017, n. 16 con riferimento al rendiconto
  generale o al bilancio di esercizio
  relativi all'esercizio 2019.»

    Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

    «Art. 3.
    Disposizioni per assicurare la continuità delle attività
  tecniche per l'attuazione dei programmi a
  valere sui fondi extraregionali

    1. Al fine di assicurare continuità alle attività tecniche
  previste da programmi operativi, fondi
  strutturali ed altre fonti nazionali ed europee di
  finanziamento, il personale in servizio con incarichi
  dirigenziali nei relativi uffici può chiedere, entro 60 giorni
  dalla data di entrata in vigore della
  presente legge, di essere autorizzato al trattenimento in
  servizio retribuito nelle mansioni per non più
  di tre anni e non oltre il compimento del settantesimo anno di
  età.

    2. Il trattenimento in servizio è autorizzato, con
  provvedimento motivato, dal Dipartimento
  regionale della funzione pubblica e si applica esclusivamente ai
  dirigenti in servizio effettivo presso
  gli uffici e dipartimenti regionali coinvolti nelle attività di
  cui al comma 1, che raggiunga i requisiti
  per il collocamento in quiescenza per motivi di età entro l'anno
  2020.

    3. Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
  maggiori oneri per la finanza
  pubblica.»

    C'è un solo emendamento, il 3.1. Ha facoltà di parlare
  l'onorevole Pasqua.

    PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi premetto al
  Governo che non voglio essere
  polemico e non voglio fare un intervento polemico, però, questo
  articolo invece di rubricarsi così
  come è scritto si doveva rubricare in un'altra maniera.
    Articolo 3   E torna parrino e sciuscia'. Però questo ve lo
  devo spiegare cosa significa.
    Chi come me è amante dei racconti in dialetto, del nostro bel
  dialetto la storia che si narra del
  contadinazzo di San Pietro Clarenza che andando di notte in una
  casa  sdirrubbata' a raccogliere la
  paglia, andava lì accendendo una candela. Gli si presentava
  davanti un parrino con papalino che gli
  si avvicinava sorridente e gli soffiava sulla candela a
  fargliela spegnere, una volta, due volte, tre
  volte fino a quando il contadinazzo esclama  E torna parrino e
  sciuscia'. Il parrino è  u riavulu'.
  Questo sta indicare normalmente nel nostro dialetto quelle cose
  che si ripresentano con un certo
  fastidio, continuamente e sempre le stesse cose.
    Questa è la seconda volta che affrontiamo in questa Assemblea
  un articolo di siffatta natura che è
  stato pure bocciato in quest'Aula. L'insistenza sempre su questo
  argomento. L'argomento qual è? Si
  deve autorizzare quest'anno un solo dirigente perché in queste
  condizioni così descritte dall'articolo
  è un solo dirigente apicale di questa Regione. Allora viene,
  saranno due o uno ma chi deve andare in
  pensione per motivi di età entro l'anno 2020, siamo ad agosto e
  forse ce n'è uno o due.
    Il fatto qual è? Che comunque sia con questo articolo non ne
  uscite bene ripresentandolo. Perché?
  Vi chiedo di seguirmi in questa considerazione. Avete avuto 2
  anni e 8 mesi di tempo per accorgervi
  che c'erano uno o due dirigenti che stavano andando in pensione
  nel 2020. Due anni e 8 mesi. In 2
  anni e 8 mesi potevate prendere benissimo un altro dirigente
  metterlo a fianco a quello, quello gli
  trasferisce il know-how che ha acquisito finora e poteva andare
  tranquillamente avanti.
    Due anni e otto mesi  Non lo avete previsto  Perché  È assurda
  questa cosa.
    Mi dispiace dirlo, ma ripresentando questo articolo, signor
  Presidente, voi state certificando il
  fallimento amministrativo di questo Governo e mi dispiace anche
  dirlo perché è il Governo che deve
  organizzare gli Uffici, i Servizi, i Dipartimenti, gli
  Assessorati  a cascata inversa, ovviamente, di
  come l'ho detta io. Ma è questo che dovevate fare.
    Se fate di nuovo questo articolo state ammettendo che questo
  Governo non può fare a meno di una
  persona.
    Bene, io vengo dalla Pubblica Amministrazione. È intollerabile
  per qualunque Pubblica
  Amministrazione che ci sia un dipendente che diventa
  fondamentale ed insostituibile. Non è
  possibile. E non è possibile che il Governo della Regione
  siciliana rimanga quasi ostaggio di quella
  singola persona, uno, due, quelli che sono. Ma è impossibile, è
  intollerabile. Davvero, signor
  Presidente, non ne uscite bene da questa cosa.
    Per questo la invito a fare una cosa: adesso, al momento di
  votare questo emendamento
  soppressivo che abbiamo presentato, davvero, date parere
  favorevole all'emendamento soppressivo e
  saremo tutti tranquilli e contenti perché, comunque, non è una
  cosa ben fatta questo articolo 3.
  Grazie.

    DI CARO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire
  la verità: ero quasi tentato a inizio
  discussione di questo disegno di legge di ritirare -  assieme ai
  colleghi ne avevamo parlato -
  l'emendamento soppressivo, perché io sono innanzitutto per il
  merito e la persona destinataria di
  questo tentativo di cui all'articolo 3, merita tantissimo perché
  è un grande lavoratore.
    Però, purtroppo, il tempo passa per tutti. Ci sarebbero
  persone, ne conosco tantissime, che
  darebbero chissà che cosa per andare subito in pensione dopo 40
  anni di servizio, di lavoro, di fatica.
  Quindi è quasi un controsenso. Poi non sia mai che qualcuno del
  famoso 80% che si gratta la pancia
  dalla mattina alla sera ne traesse beneficio da questo articolo
  3.
    Ma c'è un'altra cosa, signor Presidente. Al comma 3 di questo
  articolo si dice che
   Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
  maggiori oneri per la finanza pubblica .
  Cioè, cosa si dice? Ora vorrei capire chi, il genio della
  finanza creativa che ha scritto sia l'articolo
  che il comma 3. Si vuol dire che a prescindere dall'ente
  erogatore dell'emolumento pensionistico, sia
  l'INPS sia la Regione siciliana, non c'è un solo euro di
  scostamento dal punto di vista economico.
  Cioè il dirigente come pensione prenderebbe lo stesso stipendio
  che prende da dirigente. E c'è scritto
  così, Assessore. È scritto al comma 3, cioè non sposta di un
  centesimo questo tipo di intervento.
    Noi poco fa con il disegno di legge sull'urbanistica per dire
  che non c'era la possibilità di andare
  avanti con un articolo per quanto riguarda il censimento dei
  centri storici dei comuni, il Presidente
  Micciché diceva che, purtroppo, non si poteva attuare
  l'obbligatorietà per i comuni perché c'era un
  impegno irrisorio, dico io, per quanto riguarda il bilancio
  regionale e il bilancio dei comuni.
    Ecco, con questa aberrazione che c'è scritta qua io rinnovo
  l'invito che ha fatto al Governo il mio
  Capogruppo cioè quello di considerare ammissibile l'emendamento
  soppressivo di questo articolo 3.
  Grazie.

    PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Bene. Considerato
  che c'è soltanto un emendamento
  soppressivo, passiamo direttamente

    (Viene formulata una richiesta di votazione per scrutinio
  segreto)

   finanziarie"

    Votazione per scrutinio segreto sul mantenimento dell'articolo
  3

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    PRESIDENTE. È chiaro che c'è un solo emendamento soppressivo,
  si vota il mantenimento
  dell'articolo. Pertanto, essendo la richiesta appoggiata a
  termini di Regolamento, indìco la votazione
  per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1.
    Chiarisco il significato del voto: chi è d'accordo
  all'approvazione dell'articolo 3 vota verde, chi è
  contrario vota rosso.
    Ricordo e ripeto nuovamente il significato del voto: chi vuole
  la conferma dell'articolo 3 vota
  verde, chi vuole bocciare l'articolo 3 vota rosso.
    Allora, ripeto il significato del voto: chi è a favore
  dell'articolo 3 vota verde, chi è contrario vota
  rosso.
  Dichiaro aperta la votazione.  Schiacciate il tasto che ritenete
  opportuno ed estraete il tesserino.

  (Si procede alla votazione)

   Onorevole Falcone, ha votato? Allora, avete votato tutti?
  Abbiamo votato, togliete il tesserino.

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     58
    Votanti      56
    Maggioranza       29
    Favorevoli   26
    Contrari     30
    Contrari     0

   (Non è approvato)

    Pertanto, l'articolo 3 è soppresso.
    Abbiamo votato l'articolo l'ho ripetuto tre volte, assessore
  Falcone, l'ho ripetuto proprio per
  evitare disguidi e la votazione è stata chiara ed esplicita.
    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

  «Articolo 4.
  Interventi straordinari per gli eventi alluvionali di Palermo

    1. Al fine di fronteggiare i danni derivanti dall'evento
  calamitoso verificatosi nella giornata del 15
  luglio 2020 è concesso un contributo straordinario di 900
  migliaia di euro da destinare al Comune di
  Palermo.

    2. Il Comune di Palermo provvede all'utilizzo delle risorse di
  cui al comma 1 sulla base di una
  delibera di Giunta che determina i criteri, l'individuazione dei
  destinatari e le modalità di erogazione
  delle medesime risorse.

    3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio finanziario 2020, la spesa di 900
  migliaia di euro, cui si provvede mediante riduzione di pari
  importo delle disponibilità della
  Missione 20, Programma 1, capitolo 215702».

    Si passa all'emendamento 4.1, della Commissione.
    Sono stati presentati dei subemendamenti all'emendamento 4.1:
  il 4.1.1, il 4.1.2 e il 4.1.3. Sono
  stati distribuiti? Allora non sono arrivati, dicono che non sono
  arrivati, un attimo onorevole Foti,
  vediamo intanto di fare distribuire i subemendamenti. La
  Commissione può riscrivere in questa fase
  onorevole, parli con la Commissione è un fatto tecnico, un fatto
  regolamentare che non può
  presentare, però credo che ci sia la disponibilità da parte

    CARONIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  sull'articolo 4 sugli emendamenti
  peraltro che sono stati distribuiti.
    Allora, io ritengo che per ragioni che sono state già in
  qualche modo espresse dai colleghi che
  sono a favore della norma, poiché si tratta di un evento,
  diciamo, di una calamità che ha chiaramente
  colpito la città di Palermo, ed è chiaro che anche l'appello
  dell'onorevole Foti ha una sua logica, per
  quanto in questo momento ci stiamo occupando di un evento
  specifico che è accaduto il 15 di luglio.
  Pertanto, il PD ha presentato questa norma, lo abbiamo
  estrapolato per inserirlo dentro la
  Commissione  Bilancio , perché proprio per le ragioni
  dell'urgenza e proprio perché certamente un
  evento calamitoso che avviene durante un periodo che non è
  certamente un periodo normale non può
  che peggiorare le condizioni di vita di una popolazione, in
  questo caso della città dei Palermo,
  poiché comprendo qual è la ratio dei subemendamenti presentati
  dai colleghi dei Cinque Stelle -
  l'onorevole Sunseri me ne aveva parlato prima che lo presentasse
  - volendo attribuire alla Giunta di
  Governo, scusatemi, alla Giunta del comune di Palermo,
  ovviamente un criterio assolutamente
  trasparente rispetto a chi poi dovrà essere il destinatario
  degli interventi poiché con 900 mila euro
  potranno essere fatti non tutti gli interventi perché,
  purtroppo, i danni sono stati ingenti, allora la
  proposta è quella di dire in maniera proporzionale individuiamo,
  cioè la Giunta, o meglio la
  Protezione civile trasferirà, della Regione, trasferisce le
  somme al comune  e poi, attraverso una
  delibera di Giunta, distribuisce in maniera uniforme, quindi
  senza nessuna differenziazione, le
  somme ai soggetti che ne hanno fatto richiesta.
    Paradossalmente, nonostante condivido la ratio si potrebbe
  creare un precedente, cioè non un
  precedente, una stortura, perché purtroppo, ovviamente - come
  diceva poc'anzi, non ricordo adesso
  il collega, forse lo diceva il collega Lupo - quando chi passava
  per quel viadotto aveva la macchina
  che costava tanti soldi piuttosto che quella proprio veramente
  essenziale con la quale si recava al
  lavoro.
    Per cui, siccome ne ho contezza poiché sono anche consigliere
  comunale e ho fatto un accesso agli
  atti rispetto a quello che sono anche le entità dei danni,
  esistono delle realtà per cui abbiamo delle
  Ferrari che sono state danneggiate ma che chiaramente avranno un
  risarcimento danni pari a una
  somma e delle abitazioni le cui mura si sono ammalorate e che
  sono quelle case come si suol dire
  delle persiane, cioè case molto umili che purtroppo, come dire,
  ripristinare per chi ha un ISEE molto
  basso come in quel caso di quelle famiglie sarà un problema.
    Allora, io mi permetto di suggerire un'ipotesi, pur
  considerando valida quella del collega che
  chiaramente non vuole in nessun modo dare nessun tipo di
  vantaggio a uno piuttosto che all'altro, io
  individuerei un criterio che potrebbe essere quello legato
  all'ISEE perché è chiaro che chi oggi ha
  una difficoltà economica sicuramente avrà più difficoltà a
  ripristinare la propria macchina o la
  propria casa che ha subito dei danni.
    Quindi, io direi dando ai soggetti privati che hanno l'ISEE
  più basso e a quelle imprese che hanno
  l'ISEE più basso proporzionalmente o meglio l'ISEE che hanno un
  fatturato più basso diciamo la
  priorità in termini di scelta perché è chiaro che con 900 mila
  euro bisognerà fare delle scelte; poiché
  questa non deve essere discrezionale ma deve essere legata a
  criteri che vadano incontro a chi ha più
  bisogno, l'idea dell'ISEE per le famiglie e del fatturato più
  basso per le imprese, mi sembra un'idea
  che possa essere in qualche modo accolta proprio per quell'idea
  di equità che io condivido da parte
  dei colleghi che l'hanno proposta. Fermo restando che, un'ultima
  cosa, un ultimo minuto anzi meno,
  mi spiace molto vedere che si crei campanilismo quando si tratta
  di tragedie. Purtroppo le tragedie
  sono tragedie e lo sono per tutti .

    (Intervento fuori microfono)

    CARONIA.   e tragedie. Noi abbiamo avuto, per fortuna non è
  morto nessuno ma sicuramente
  quelle che è successo a Palermo, che ha fatto sfiorare,
  ricordiamo a tutti che è stato un evento che
  per fortuna non ha causato, per fortuna non ha portato dei
  morti, ma è chiaro che un evento
  calamitoso, intendo elementi che possono essere

    (Brusìo in Aula)

    CARONIA.  Ma scusate, colleghi, io quando parlo però non penso
  di fare questo
    Ecco, allora, questo campanilismo quando si tratta di problemi
  che hanno a che vedere con le
  disgrazie che capitano, e il termine disgrazia non si debba per
  forza intendere morti, si tratta di
  situazioni complicate che creano nocumento alle popolazioni. Non
  credo che ci sia, diciamo, una
  corsa a chi deve dire che è più sfortunato. Credo che quella è
  una cosa che veramente appartiene
  poco alla sensibilità dei colleghi di cui ho sentito prima gli
  interventi.
    Per cui, proprio perché non stiamo facendo, non è un
  campionato di serie A o di serie B,
  benissimo l'istituzione del fondo mi trova super d'accordo però
  voglio dire se oggi abbiamo la
  possibilità anche a seguito del disegno di legge presentato dai
  colleghi del PD di dare un segnale a
  una popolazione come quella di Palermo che ha subito dei danni,
  e sono ingenti, non credo che ci sia
  nulla di scandaloso. Anzi, proprio un criterio di maggiore, come
  dire, oggettività individuandola
  anche attraverso un elemento che è il dato di povertà di chi ha
  subito i danni, mi sembrerebbe anche
  un modo più equo. Per il resto ovviamente sarà l'Aula a
  decidere. Grazie, Presidente.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Ciancio, no, un attimo, c'è
  l'onorevole Ciancio prima, poi Calderone e poi l'onorevole Foti.
  Sì, un attimo, allora, io però prima
  che l'onorevole Ciancio intervenga volevo pregare i colleghi,
  noi abbiamo un articolo che era in
  precedenza un disegno di legge del Partito Democratico che aveva
  formulato una richiesta al
  Governo per trovare risorse e per dare una risposta al Comune di
  Palermo di 900 mila euro. La
  risposta è stata di 900 mila euro. Adesso abbiamo una serie di
  emendamenti che, in parte, tolgono
  soldi, in parte complicano il percorso anche con una sorta di
  indicazione  divisi in riparto in maniera
  proporzionale tra gli interventi previsti', ma quali? Quelli
  causati dall'alluvione. Sì, però questo deve
  essere scritto. Quindi, se dopo gli interventi dei colleghi
  sospendiamo un momento per trovare una
  sintesi, per capire cosa dobbiamo votare.
    Onorevole Ciancio, ha facoltà di parlare.

    CIANCIO. Signor Presidente, proprio perché immaginavo questa
  discussione già quando abbiamo
  cominciato il dibattito in I Commissione, avevo presentato
  alcuni emendamenti per generalizzare
  questo intervento.
    Inizialmente, pensavo ad una sorta di fondo unico che potesse
  andare a coprire e a ristorare tutti i
  comuni che avevano subito danni da alluvioni, poi sono andata a
  vedere nel bilancio regionale e, in
  effetti, se noi andiamo a verificare, questa è una proposta che
  mi permetto di fare, l'avevo già
  presentata in Commissione come emendamento, era passata, infatti
  è nel testo che attualmente c'è in
  Commissione, ma non in questo testo.
    Ci sono alcuni capitoli che fanno capo al dipartimento della
  Protezione civile che servono a
  questo. Il capitolo 516062  Spese per interventi urgenti di
  Protezione civile e per quelli connessi a
  emergenze infrastrutturali', capitolo 116523  Spese di prima
  assistenza e pronto intervento in
  occasione di pubbliche calamità o per la difesa della salute e
  per l'incolumità pubblica e per
  l'acquisizione di mezzi e servizi diretti a fronteggiare i danni
  conseguiti agli stati di emergenza'.
  Ancora, il capitolo 516039  Interventi diretti a fronteggiare
  eventuali situazioni di emergenza
  connesse a fenomeni idraulici e idrogeologici'.
    Dico io, visto che ci sono già questi capitoli attivi e che
  hanno i loro criteri di riparto, voglio dire
  io penso che oggi in Aula non siamo nelle condizioni di
  stabilire dei criteri per ripartire questi 900
  mila euro. Visto che ci sono dei capitoli già attivi, la mia
  proposta è incrementiamo quei capitoli già
  presenti nel bilancio regionale, quale dei tre lo deciderà
  magari la Commissione  Bilancio . Io, devo
  dire, sono due settimane che provo a parlare con il dottore
  Cocina, ma non ci sono riuscita, proprio
  per farmi indicare quale dei tre capitoli potesse essere quello
  più funzionale; incrementiamo questi
  capitoli e deleghiamo la Protezione civile a fare poi gli
  strumenti di regolamentazione secondari per
  distribuire queste somme, ma non ci impelaghiamo oggi nello
  stabilire criteri o nel dire a chi deve
  andare cosa o a quali comuni, perché altrimenti non ne usciamo
  più.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. Signor Presidente, insieme ad altri colleghi, Lo
  Giudice, Galluzzo e Amata,
  abbiamo presentato un subemendamento che credo sia, perfino - se
  posso utilizzare un termine -
  elegante, delicato, perché di questa somma di 900 mila euro, 200
  mila euro la destina sempre a
  Palermo. E credo che, forse, sono stato non generoso ma,
  certamente, inopportuno, forse, se posso
  utilizzare un termine elegante anche nei confronti di me stesso.
  La restante somma io l'ho destinata,
  noi, coloro che hanno preparato questo emendamento, a tutti i
  comuni siciliani per l'alluvione del
  2011 dove, per esempio a Saponara - l'onorevole De Domenico del
  Partito Democratico ricorderà -
  vennero a morte più di una persona.
    Quindi, io credo che questo - e chiedo all'Aula di
  condividerlo - sia un emendamento, fermo
  restando che, ripeto, per questo mio atteggiamento disponibile e
  di disponibilità, 200 mila euro
  vanno, comunque, alla città di Palermo, io credo di aver
  utilizzato un termine equo e un
  ragionamento equo altrettanto, la restante somma credo sia
  opportuno, onorevole Caronia, il
  provincialismo è proprio quello di destinare comunque i soldi
  all'ultimo arrivato. Per carità, nessuno
  mette in dubbio che ci sono stati dei danni a Palermo. Ci
  mancherebbe altro  E' il mio capoluogo di
  Regione, ma ci sono stati danni e morti, non soltanto danni ma
  anche morti, in tante altre città della
  Sicilia.
    Credo si opportuno che questo sia un emendamento votato
  all'unanimità, proprio per superare
  quel ragionamento provinciale, che purtroppo, io per primo, così
  evitiamo polemiche, talune volte,
  abbiamo, sbagliando. Invito i colleghi a votare e, quindi, a
  esitare favorevolmente, l'emendamento
  4.1.3.

    PRESIDENTE. Invito, nel frattempo la Commissione a lavorare, a
  trovare una sintesi insieme al
  Governo e ai colleghi parlamentari, perché quello che è successo
  a Palermo non è di poco conto. Ci
  sono altre esigenze, vediamo di trovare una sintesi per votare
  un unico emendamento.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio
  precedente intervento avevo detto che avrei
  depositato un emendamento, vedo che non è stato distribuito e
  lei mi ha detto, in questa fase  solo la
  Commissione può presentare emendamenti .
    Allora, io non ho capito niente, perché nella precedente
  legge, mi scusi, dell'urbanistica è arrivato
  un emendamento ultroneo che non è stato presentato dalla
  Commissione. E' stato numerato e
  distribuito, tra l'altro qui c'è anche la firma del mio
  Capogruppo.

    PRESIDENTE. Onorevole Foti, nella legge all'urbanistica ho
  consegnato il mio pensiero
  all'onorevole Savarino che lo ha fatto suo della Commissione.
  Quindi, lei lo può fare benissimo.
  Consiglio a tutto il Parlamento su questo disegno di legge di
  trovare una sintesi che può essere anche
  attraverso questo percorso.

    FOTI. Apprezzo che lei abbia affidato il suo emendamento
  all'onorevole Savarino, apprezzo
  l'invito a fare sintesi e possibilmente  a stralciare la norma
  perché oggi non siamo nelle condizioni di
  fare questo comunicato stampa, perché di questo si tratta, di
  fare un comunicato stampa, però io
  rivendico il diritto di presentare un emendamento in Aula che si
  aggancia ad un articolo che, tra
  l'altro, sta avendo tanti emendamenti con le firme anche di un
  Capogruppo di un Gruppo che, forse
  ancora,  come l'onorevole Turano, magari le è sfuggito che però
  è vivo e vegeto.
    La nostra proposta peraltro è trasversale, di buonsenso e
  riguarda tutta la Sicilia. Ovviamente,
  quello che ha sottolineato l'onorevole Ciancio è corretto;
  esistono già dei capitoli, anche noi lo
  sappiamo che esistono dei capitoli, ma abbiamo visto che in
  Commissione questo focus non si è
  voluto affrontare, perché si doveva portare l'emendamento
   Palermo .
    Ora, con il dovuto rispetto e con l'utilizzo delle parole,
  siccome l'italiano ha tante parole, la
  tragedia, la disgrazia è altra cosa, qua si parla di calamità
  naturali, immagino che la Giunta abbia
  fatto una delibera, come d'altronde fa quando la calamità
  naturale, non la tragedia, non la disgrazia,
  avvengono a Licata, avviene a Saponara e in altre cose.
    Siccome saremmo deputati della Regione, le nostre norme devono
  essere astratte, non penso che
  sia il caso di procedere e come, lei correttamente ha detto,
  meglio fare sintesi o stralciare.
    Tra l'altro, Presidente, se si parlerà di introdurre dei
  criteri allora io ho l'assicurazione per le
  calamità naturali, vorrei capire, le automobili che hanno
  l'assicurazione per le calamità naturali, la
  grandinata, l'alluvione, riceveranno il contributo oppure ci
  dobbiamo scrivere, rivolgetevi, cioè
  dobbiamo ingolfare i servizi sociali del comune per avere l'ISEE
  e capire se l'automobile aveva
  un'assicurazione o meno,  cioè ci stiamo incartando intorno a
  qualcosa che nulla hanno a vedere con
  le istituzioni e la politica. Cioè un tentativo di scavalcare
  criteri generali astratti per entrare nel
  merito di una data, di una geolocalizzazione precisa e che,
  invece, dovrebbe avere dei responsabili e
  tra l'altro si parla di automobili, quando mi permetta, semmai
  le attività produttive, commerciali,
  quelle che mi auguro abbiano l'assicurazione, perché se si
  mettono appresso a queste 900 mila euro
  è veramente ben poca cosa quello che possono avere.
    Quindi, Presidente, le chiedo se è possibile comunque dare
  dignità alla proposta del mio Gruppo
  parlamentare provvedendo alla numerazione, poi l'Aula lo vota,
  lo boccia e fa quello che vuole,
  questo non è un problema, però non mi sembra corretto non avere
  linearità nell'interpretazione del
  Regolamento che ha visto tantissimi sub, anche sfornati
  all'ultimo momento, bastava la firma del
  Capogruppo ed altri.

    PRESIDENTE. Onorevole Foti, questo emendamento è una
  riscrittura e non lo posso ammettere.
  Le consiglio di parlare con la Commissione, altrimenti io non lo
  posso ammettere. Rivolgo l'appello
  per l'ennesima volta al Parlamento e al Governo, su
  sollecitazione del Partito Democratico è stata
  rappresentata l'esigenza del Comune di Palermo a seguito dei
  danni alluvionali. Se noi, così come
  abbiamo fatto in passato ogni qualvolta succedono cose di questo
  tipo, abbiamo dato risposte, lo
  abbiamo fatto anche sei mesi or sono, individuando con legge i
  comuni della provincia di Messina
  che sono risultati destinatari di risorse. Lo dico senza
  polemica ma per indurre i colleghi

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)

    PRESIDENTE. No, onorevole Calderone, se mi permette, non
  voglio leggere la norma, lei la
  conosce ed è stato dato un segnale. Dopo chiede di intervenire.
  Onorevole Calderone, questo non
  significa che quando arriveranno le risorse da Roma non possiamo
  stabilire il contributo
  straordinario.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io
  vorrei ricordare all'onorevole
  Calderone che è proponente dell'emendamento 4.1.3 che questo
  Parlamento, con il comma 5
  dell'articolo 1 della legge 14 del 2019, ha destinato un milione
  di euro per l'alluvione dell'anno
  2011 per i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Saponara e
  Melilli.
    L'intervento richiesto  è già stato fatto da questo Parlamento
  e quando si è parlato di dare un
  contributo di un milione, giustamente, alle popolazioni colpite
  in occasione dell'alluvione di
  Barcellona, Saponara e Melilli nessun campanile giustamente si è
  alzato se non un unico campanile
  che è quello della Sicilia e della povera gente che ha patito
  danni e ha sofferto, perché sull'alluvione
  di Palermo quando circa cento famiglie perdono l'autovettura in
  un momento di grave crisi
  economica per me è tragedia, perché con quella vettura si
  muovono, vanno a lavorare, c'erano anche
  dei mezzi di trasporto da lavoro e per me è tragedia.
    Non capisco, francamente, questo discutere inutilmente sul
  fatto che  Certo, se ci fossero
  maggiori risorse siamo tutti d'accordo a destinarli al fondo
  generale. Qui il punto è un altro: questo
  Parlamento, come si è sempre fatto, per tutte le popolazione
  colpite da eventi calamitosi e ricordo
  alluvioni, ricordo incendi, ricordo trombe d'aria e ogni altro
  genere di eventi calamitosi, vuole dare
  una risposta immediata ai cittadini che certamente non votano
  per me, signor Presidente, votano per
  tutti e anche se non votano hanno il diritto di essere tutelati
  fino in fondo dalle istituzioni
  democratiche, oppure no? Questo è il tema.

    TAMAJO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TAMAJO. Signor Presidente, Governo, io avevo scelto di non
  intervenire, Presidente, per non
  alimentare ancora polemiche sterili. Rimango meravigliato e
  nello stesso tempo anche deluso.
  Onorevole Calderone, io ho sempre avuto grande stima di lei per
  la sua compostezza, per il suo
  equilibrio, per il suo modo anche di intervenire sempre con
  pacatezza ed equilibrio. Oggi mi
  sorprende che lei è il primo, in quest'Aula, in qualità di
  Capogruppo anche di un partito importante
  che è quello di Forza Italia, che lei oggi faccia del
  provincialismo, e soprattutto una lotta mi sembra
  che più che altro una guerra tra poveri.
    Palermo nell'ultima alluvione ha subito danni,  secondo me che
  non si possono nemmeno ancora
  calcolare, qui stiamo parlando di 900 mila euro ma i danni
  saranno di milioni  e milioni di euro, per
  cui la invito a ritirare subito tutti i sub emendamenti e invito
  anche gli altri miei colleghi onorevoli a
  ritirare i sub emendamenti e dare questo segnale importante per
  Palermo, che ha subito grandi danni,
  ma soprattutto i cittadini di Palermo, i lavoratori, i
  dipendenti, tante case hanno ricevuto dei danni
  incalcolabili e la gente aspetta da questo Parlamento un segnale
  che non deve essere la lotta tra
  poveri o la lotta tra province, perché quando in Aula c'è stato
  qualche intervento da fare per una
  provincia o per un'altra quest'Aula ha dimostrato spesso grande
  sensibilità in favore di qualche
  provincia, in quel caso mi riferisco alla sua provincia, la
  provincia di Messina dove è stato votato un
  emendamento, mi riferisco alla legge 14, dove sono stati
  assegnati un milione di euro e nessuno ha
  battuto ciglio in quest'Aula, nessuno si è messo di traverso
  come oggi sta facendo lei.
    Quindi la prego di ritornare nella sua compostezza, nel suo
  equilibrio, ritirare i sub emendamenti e
  dare subito un segnale a Palermo, che è una città che lo merita
  e che è stata afflitta da gravi danni.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopo l'intervento dell'onorevole
  Calderone la seduta sarà sospesa
  per cinque minuti per trovare la sintesi.

    CALDERONE. Signor Presidente intervengo soltanto per dare
  qualche chiarimento. Quella legge
  cui faceva testé riferimento l'onorevole Tamajo è una legge che
  ha assegnato a diversi Comuni della
  provincia di Messina un milione di euro, tra i quali Comuni
  anche Saponara che ha avuto persone
  che sono venute a morte, come ho riferito qualche giorno fa.
    Dico dei numeri e sui numeri non si può equivocare e non sono
  controvertibili: la mia città,
  Barcellona, ha subito con l'alluvione del 2011 oltre cento
  milioni di danni.
    Sono stati con quella legge cui si è fatto riferimento
  destinati un milione di euro a una serie di
  Comuni e, aggiungo, certamente non per colpa di questo Governo
  ma per la burocrazia e la
  mancanza di semplificazione -  e anche su questo il Governo sta
  dando tanti input - questo milione di
  euro non è arrivato nelle tasche né dei cittadini di Merì né dei
  cittadini di Saponara né dei cittadini di
  Barcellona Pozzo di Gotto.
    Quindi, è inutile dire c'è una legge, intanto ci sono
  cittadini che hanno subìto decine e decine di
  milioni di euro anche con morti in tutta la Sicilia.
    Io credo - onorevole Tamajo mi scusi se la cito bisogna sempre
  rivolgersi al Presidente - che la
  mia e io la ringrazio per questa compostezza che non può essere
  mortificata da, per carità legittimi,
  se non fossero stati legittimi gli articoli di legge non eravamo
  qui a discuterne. Voi avete fatto bene,
  o chi l'ha proposta, a mettere in campo questa legge per
  risarcire Palermo come è giusto ma io credo
  che sia altrettanto giusto utilizzare un criterio cronologico,
  non la città di Barcellona, andiamo a dare
  i soldi proporzionalmente, pure se andranno cinquanta euro a
  testa, proporzionalmente a tutti i
  cittadini siciliani che hanno subito un danno.
    Veramente sembra quasi un processo Kafkiano, cioè io sono
  veramente convinto di dire cose
  sensate non cose squilibrate quando dico diamo il denaro a chi
  ha subìto per primo il danno non a chi
  l'ha subìto per ultimo, diamolo proporzionalmente, ma sono così
  equilibrato che dico siccome il
  capoluogo di provincia diamogli immediatamente un segnale.
    Ora, farmi passare quasi come un uomo che dice o fa
  affermazioni squilibrate o fuori le righe o
  alza i toni io credo che sia veramente un fold over.
    Io rispetto coloro che propongono le leggi e difendono gli
  articoli e gli emendamenti, ma credo
  che questo rispetto debba sempre e comunque essere reciproco.
    Quindi, non ritiro l'emendamento. Se l'Aula boccerà questo
  emendamento ossequierò il responso
  del Parlamento perché è sovrano e vuol dire che avevo torto io,
  da un punto di vista politico e
  parlamentare, e ragione gli altri.
    Ma non credo di dire cose fuori dalla norma o addirittura
  offensive nei confronti di chicchessia. Io
  dico utilizziamo un criterio che è quello cronologico. Ritenete
  che è sbagliato? Votate contro. Se
  ritenete che stia dicendo cose sensate votate l'emendamento,
  comunque questa sera finirà e ognuno
  ritengo abbia fatto il proprio mestiere e soprattutto abbia
  svolto in maniera esemplare il proprio ruolo
  di parlamentare.

    PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

  (La seduta, sospesa alle ore 19.31, è ripresa alle ore 19.52)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. La Commissione è invitata a prendere posto.

    ARICO'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARICO'. Signor Presidente, rispetto all'ultima votazione sul
  voto segreto, le chiederei di rivedere
  i filmati perché sembrerebbe che ci siano stati dei votanti non
  presenti, quindi se può riprendere le
  immagini per capire cosa è successo. Grazie.

    PRESIDENTE. Faremo le opportune verifiche. Sì, sì, lo
  comprendo. Faremo le opportune
  verifiche.
    Allora, la Commissione ha preso posto, aspettiamo qualche
  secondo che rientrino i colleghi,
  perché è giusto dopo questo dibattito vivace che si è svolto.
  Presidente Savona avete trovato
  un'intesa su gli emendamenti?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. C'è una serie
  di riscritture, di modifiche ma
  ognuna contrastante l'una con l'altra.

    PRESIDENTE. Come? Non la sento bene.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore.  Ci sono
  tutta una serie di subemendamenti
  presentati che sono uno in contrario con l'altro.

    PRESIDENTE. Allora, quindi non c'è alcuna intesa, pertanto
  riprendo il lavoro dall'articolo 4
  mettendo in ordine gli emendamenti che dobbiamo esaminare.
    Colleghi il primo è il subemendamento
    Allora, scusate, all'articolo 4 c'è l'emendamento 4.1 al quale
  sono stati presentati dei
  subemendamenti. Cominciamo col 4.1.3 e poi, eventualmente
    Quindi, vediamo di procedere con ordine. L'ordine è questo
  colleghi. E' stato distribuito il 4.1.4,
  dell'onorevole Foti?
    (I deputati rispondono di no)

    Allora, gli Uffici sono pregati di distribuire l'emendamento a
  firma dell'onorevole Foti che adesso
  è nella riformulazione corretto, in quanto trattasi di
  subemendamento e può essere accolto dalla
  Presidenza.
    Allora, ripetiamo l'ordine dei subemendamenti. Si passa al
  subemendamento 4.1.4.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Scusate, no, no, un momento, un momento, prima di
  chiedere il voto palese.
    Allora, prima di ogni cosa, se passa l'emendamento
  dell'onorevole Foti 4.1.4 ovviamente è
  precluso il 4.1.3. Riprenderemmo, un attimo onorevole Calderone,
  poi dal 4.1 che se approvato poi
  sono preclusi.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. Presidente, per amore di chiarezza, il 4.1.4
  dell'onorevole Foti, a mio modo di
  vedere è ancora, come dire, più accoglibile rispetto al mio
  perché questo emendamento ha stabilito
  di dare questo piccolo contributo alla fine a tutti i comuni
  alluvionati non solo a quelli del 2011
  quindi si vota il 4.1.4, a firma dell'onorevole Foti poi,
  evidentemente, il mio oltre ad essere
  assorbito, è superato.

    PRESIDENTE. Presidente Savona, il parere della Commissione sul
  4.1.4?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo
  all'Aula.

    PRESIDENTE. Si rimette all'Aula. Il parere del Governo?
  Assessore Armao.

    (Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)

    Un attimo, facciamo esprimere il parere. Onorevole Foti, credo
  che questo emendamento nelle sue
  intenzioni sia riferito agli eventi alluvionali, a far data da
  quando? Cioè da quando perché altrimenti
  eventi alluvionali è molto generico.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Prego, intervenga, così chiarisce. Presenti un
  altro sub del sub.

    FOTI. Grazie Presidente. Se possibile, diciamo, se vuole lo
  formalizzo però direi a partire dal
  2009 e così nella speranza che si possa

    PRESIDENTE. Lo deve scrivere.

    FOTI. Lo possiamo, lo posso scrivere, intanto

    PRESIDENTE. Lo ritira, lo sostituisce.

    FOTI.  annuncio che integro alluvionali dal 2009.

    PRESIDENTE. E lo presenti.

    FOTI. Bene.

    PRESIDENTE. Allora, dal 2009. Che fa lo presenta, onorevole?
  Lo dia alla Commissione.
    Allora, presidente Savona, qual è il suo parere a seguito di
  questa modifica?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo
  all'Aula.

    PRESIDENTE. Si rimette sempre all'Aula. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Essendo un'iniziativa
  parlamentare, ci rimettiamo all'Aula.

    PRESIDENTE. Perfetto. Lo pongo in votazione.

    FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Grazie Presidente, per esprimere il voto contrario del
  Partito Democratico perché così
  scritto non si darà un euro a nessuno.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 4.1.4

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio nominale del subemendamento 4.1.4.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione. Dopo avere votato estraete il
  cartellino.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     53
    Votanti      41
    Maggioranza  21
    Favorevoli   18
    Contrari     23
    Astenuti     3

    (Non è approvato)

    L'emendamento 4.1.3 è assorbito.
    Si passa all'emendamento 4.1.1bis. Il parere della
  Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
  Governo, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Gli altri emendamenti sono preclusi. Passiamo all'approvazione
  dell'emendamento 4.1, così come
  è stato subemendato.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
  Governo, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    A questo punto è assorbito l'emendamento 4.2. Stessa cosa
  l'emendamento 4.3 e l'emendamento
  4.4. Pongo in votazione l'articolo 4, così come è stato
  emendamento.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
  Governo, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

    «Art. 5.
    Modifiche di norme.

    1. Al comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 12 maggio
  2020, n. 10, le parole  della
  parifica della Corte dei Conti del risultato di amministrazione
  al 31 dicembre 2019  sono sostituite
  con le seguenti:  dell'avvenuta approvazione del Rendiconto
  generale della Regione per l'esercizio
  finanziario 2019 con legge regionale.

    2. Al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto
  2019, n. 14, dopo le parole  bilancio
  e tesoro , sono aggiunte le seguenti:  , il dipartimento
  regionale delle finanze e del credito ».

    Non ci sono emendamenti. Pongo direttamente in votazione
  l'articolo 5. Il parere della
  Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
  Governo, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Prima di passare all'articolo 6, distribuiamo i tre
  emendamenti A.1, A.2, A.3. Assessore Messina,
  vuole illustrare all'Aula le ragioni dell'emendamento A.1?

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, per serietà di tutti, il
  Presidente dell'Assemblea ha dichiarato in
  Aula che sulla variazione di bilancio non avrebbe consentito la
  presentazione di emendamenti
  aggiuntivi.

    PRESIDENTE. Il Presidente dell'Assemblea ha dichiarato che gli
  emendamenti aggiuntivi non
  andavano esaminati, con eccezione di alcuni emendamenti di cui
  palesava la necessità. Il Governo ha
  presentato l'emendamento A.1, l'emendamento A.3 e poi c'è
  l'emendamento che è
  un'interpretazione autentica di una vicenda che riguarda tanti
  lavoratori della SAS che il Presidente
  Miccichè ha ritenuto opportuno ammettere.

    CRACOLICI. Presidente, allora intanto ci consenta di
  visionarli.

    PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro.

    CRACOLICI. Primo, secondo ribadisco che una cosa che si dice
  in Aula non è che poi cambia in
  corso d'opera, perché altrimenti tutti i colleghi potevano
  presentare emendamenti aggiuntivi. Lo dico
  perché non è uno stile di conduzione della presidenza. Lo ha
  dichiarato, su iniziativa propria, il
  Presidente dell'Assemblea. Dopodiché, scopriamo che ci sono
  emendamenti aggiuntivi. Ma il
  Governo, se aveva un'esigenza, perché non li presentava in
  Commissione ieri? Salvo eccezioni non
  esiste. O si consente, o non si consente. Dopodiché, l'eccezione
  se c'è una condivisione unanime in
  un Parlamento. Detto questo sta violando una modalità con cui
  dovevamo esaminare  questo rende
  poco credibile le cose che dice la presidenza. Vi rendete conto?

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, siamo in tema di variazioni.
  Si tratta di cose assolutamente
  modeste che il Governo deve portare avanti, a seguito di
  deliberazioni di Giunta.

    CRACOLICI. Ma lo faceva ieri.

    PRESIDENTE. Lo so, lo capisco.

    CRACOLICI. Ieri abbiamo esaminato il testo. Ci consente di
  avere le copie?

    PRESIDENTE. Certo, ci mancherebbe altro.

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene l'onorevole Sunseri,
  sospendiamo due minuti per una
  lettura adeguata da parte di tutti i parlamentari e poi
  procederemo alla votazione.

    SUNSERI. Signor Presidente, Presidente della Regione,
  Presidente della Commissione Bilancio,
  noi ieri abbiamo detto, con grande senso di responsabilità, che
  non avremmo presentato
  emendamenti. Il Movimento Cinque Stelle, il primo Gruppo di
  questa Assemblea, non ha presentato
  emendamenti, né modificativi, né aggiuntivi. Ora dico non mi
  possi presentare emendamenti che non
  li ho neanche letti, che dovevano passare ieri, ieri,
  l'Assessore Messina, se fosse un minimo sveglio,
  poteva presentarlo ieri in Commissione  Bilancio' e farli
  trattare nella sede opportuna.
    Se l'onorevole Pullara voleva presentare un emendamento lo
  faceva presentare dal suo Capo
  Gruppo da chi partecipa in Commissione Bilancio e non lo portava
  in Aula, cioè un emendamento
  firmato Pullara, aggiuntivo. Presidente è inaccettabile, perché
  gli emendamenti vanno soprattutto di
  natura finanziaria, trattati in Commissione  Bilancio'. Solo
  dopo possono passare all'Aula, altrimenti
  vuol dire che c'è il libera tutti e siccome noi abbiamo troppo
  rispetto delle istituzioni, Presidente
  Musumeci, noi ieri non abbiamo presentato un solo emendamento in
  Commissione  Bilancio', per
  non trasformare i 300 milioni dell'accordo Stato-Regione, non
  voglio dire  marchettificio , perché
  non li ho ancora letti, ma in un modo che non ritengo opportuno,
  quelle somme  dovevano
  semplicemente essere distribuite in maniera eguale in tutta la
  Tabella  A' della legge finanziaria.
    Quindi la prego, Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo
  principalmente a lei, gli emendamenti
  devono passare dalla Commissione Bilancio, al prossimo documento
  finanziario contabile,
  passeranno dalla Commissione  Bilancio' se opportuni verranno
  votati e successivamente
  approderanno all'Aula.

    DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
  condividere, quanto detto sin ora, poi,
  volevo aggiungere anche una cosa, sembra veramente il mercato
  delle banane, perché
  l'emendamento A1, le posso anche comprendere le vostre esigenze,
  ma riferisce l'organizzazione e
  le spese sostenute per l'evento così detto  Dolce e Gabbana .
  Erano soldi che avrebbe dovuto
  mettere l'assessorato per le attività produttive, non ce li
  aveva e l'assessorato per il Turismo li presta,
  poi voi passate dall'Aula e ci chiedete di ratificare la
  restituzione dei soldi e il rimpinguamento del
  fondo dell'assessore per il Turismo. A me questa cosa qua,
  veramente ma vi sembra che siete al
  mercato a fare la spesa.
    Non ci ho soldi addosso, pagalo, tu, poi te li do quando torno
  in Aula, ci vediamo a Palermo e te li
  torno, cioè ma siete seri? E portate una cosa del genere in
  variazioni in Aula?
    Non la dovevate neanche fare una cosa del genere, ve la
  studiate e le cose decidete come farle. Tra
  l'altro, se dovevate fare una cosa del genere, la facevate in
  Bilancio, perché il finanziamento di
  questa manifestazione e la sua esecuzione è di settimane fa,
  quindi anziché venire in Aula con un
  aggiuntivo, voi la portavate in Bilancio, dove c'è una
  Commissione che ha lavorato in maniera seria
  e con dei ritmi serrati e la facevate nella giusta sede, non in
  Aula con un aggiuntivo, non è una cosa
  contro l'assessore Messina, l'assessore Turano, contro il
  Governo.
    E' un fatto, che non funziona così, questa cosa secondo me,
  proprio va oltre anche i principi
  contabili della separazione dei capitoli delle spese fra
  assessorati. Per me è inconcepibile

    PRESIDENTE. La seduta  è sospesa cinque minuti.

    (L'Aula, sospesa alle ore 20.09, ripresa alle ore 20.16)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei dar la parola
  all'Assessore Messina.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Sì, onorevole Foti, poi interverrà l'onorevole
  Tancredi e poi l'Assessore Messina
  che darà, a proposito di questo emendamento

    FOTI. Signor Presidente, io volevo dire in qualità di
  componente della III Commissione che della
  questione dell'emendamento A3, poi magari l'Assessore ce lo
  spiega, è un intervento
  omnicomprensivo su tutti e tre gli emendamenti.
    Vorrei sottolineare il mio favore sull'argomento di cui si
  tratta, perché in Commissione abbiamo
  ricevuto con le audizioni online e anche in Commissione bilancio
  il comparto dei parchi tematici
  acquatici.
    Purtroppo questa tipologia di attività produttive sta vivendo
  un momento molto difficile ma anche
  in virtù del fatto che il passaggio dalle varie fasi di chiusura
  primo livello, secondo livello e ora
  siamo forse alla fase tre delle riaperture ha visto un ritardo e
  una difficoltà nell'applicazione delle
  linee guida, per cui i parchi acquatici hanno particolarmente
  sofferto e avuto delle fasi di riapertura
  travagliate e, come capite bene, col distanziamento avranno
  molti meno incassi.
    Ora, in una prima fase avevano deciso, sulle basi delle
  direttive che hanno dato il Governo
  nazionale e anche le varie ordinanze e il Presidente, di non
  aprire, poi in qualche modo alcuni hanno
  aperto ma con aperture parziali, quindi trovo giusto questa
  sistemazione perché si possa andare
  incontro a chi giustamente facendo impresa dobbiamo anche
  incoraggiarlo e sostenerlo anche con
  aperture parziali. Per quanto riguarda la due poi magari lo
  spiega l'onorevole Pullara.
    Per quanto riguarda la uno, ho sentito prima un intervento a
  proposito di questo emendamento, si
  parlava di questa manifestazione che proprio in questi giorni è
  itinerante per tutte le provincie che ho
  avuto il piacere di apprezzare a Taormina, dopo aver fatto
  ordinatamente la fila a differenza di
  qualcuno che percorrendo la corsia vip ha dribblato tutti i
  poveretti che facevamo la fila per
  misurarci la temperatura.
    Signor Presidente è successo anche questo, questo squarcio di
  sicilianità, la migliore è avvenuta
  sul palco con questo meraviglioso documentario del regista
  Tornatore che ha come protagonista la
  sicilianità e trovo anche giusto dare il sostegno economico e
  non solo andarsi a guardare gli
  spettacoli senza fare la fila o parlare al telefono in Aula.

    PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Tancredi,
  non c'è.

    PAGANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Signor Presidente, in merito alla
  votazione a scrutinio segreto, il
  sistema elettronico ha registrato - era una votazione quindi non
  sappiamo cosa abbia votato, - anche
  se lo immaginiamo, io ho votato sì per il mantenimento
  dell'articolo, durante la  ..

    PRESIDENTE. Giustamente mi chiedeva se tratteremo l'Istituto
  zooprofilattico. Dopo questa
  legge tratteremo l'Istituto zooprofilattico. Questo è l'accordo
  della Conferenza dei Capigruppo.
  Andiamo avanti.

    PAGANA. Presidente Di Mauro, dicevo, non è un intervento per
  capriccio, dico dalla votazione a
  scrutinio segreto risulta votante un collega che non solo al
  momento della votazione non era presente
  in Aula, ma era anche in congedo.
    Ho chiesto agli Uffici di verificare, ancora il resoconto
  stenografico non è disponibile.

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    PRESIDENTE. Prego, onorevole Pagana.

    PAGANA. Io non voglio fare né ostruzionismo, né perdere tempo
  perché qua dentro siamo tutti
  stanchi e sappiamo l'importanza di quello che stiamo votando,
  però c'è questo fatto ed io vorrei
  l'attenzione della Presidenza dell'Assemblea e dell'Aula tutta.
  Risulta votante nella votazione a
  scrutinio segreto un collega che non solo non era presente in
  Aula al momento della votazione, ma
  era anche in congedo.
    Ho chiesto il resoconto stenografico per maggiore sicurezza
  per sapere quando questa persona,
  quando era stato annunciato il congedo della persona, ma è stata
  vista uscire dall'Assemblea alle 15
  di oggi pomeriggio. Abbiamo anche visto in Aula dove era il
  cartellino e i colleghi che alla presenza
  mia e del mio capogruppo che giravamo per i banchi, hanno
  estratto il cartellino con non so che di
  complicità.
    Ora, se questo non fosse vero io sono disposta a chiedere
  scusa anche da questo scranno alle
  persone contro cui io mi sono scagliata verbalmente, perdendo le
  staffe, perdendo la pazienza. Se
  questo non dovesse risultare vero io chiedo umilmente scusa e
  vado avanti. Però Presidente se questo
  fatto dovesse essere vero, quindi se qualcuno si è divertito a
  fare il pianista in barba a qualsiasi
  principio annunciato fuori, allora questo è un atto sicuramente
  meritevole di denuncia, non nei
  confronti né della Presidenza di questa Assemblea, tanto meno
  del personale di questa Assemblea
  che si ritrova a richiamare ogni singolo deputato per l'utilizzo
  della mascherina perché tutti usciamo
  fuori a dire che è importante utilizzare la mascherina e poi in
  un luogo chiuso a stretto contatto con
  colleghi e con altre persone ci dimentichiamo di indossarla,
  però questo è un fatto che voglio
  appunto lasciare a verbale.

    PRESIDENTE. Onorevole Pagana, io sto cercando da quando è
  successo questa cosa che ero nel
  mio ufficio con delle persone, di chiamare Francesco Cappello in
  modo che me lo faccio dire da lui
  se c'era o non c'era perché credo che siccome, il concetto quale
  è se io immagino che è possibile che
  la macchina sbaglia capite bene che siamo consumati, cioè
  bisogna tornare a una votazione volta per
  volta nominativa e quindi diventa un problema. Quindi, io voglio
  essere sicuro che la macchina non
  possa sbagliare, ma proprio perché proprio me ne voglio rendere
  conto perché non è che siamo, non
  è che è possibile immaginare le cose, bisogna in qualche maniera
  accertarle, dal momento in cui è
  successa questa cosa il Segretario generale mi ha chiamato nel
  mio ufficio dicendomi che era
  successo questo incidente, diciamo. Io cerco di chiamare
  Cappello e non ci riesco; scusi, allora se,
  attenzione, il fatto che lui sia stato messo in congedo non
  significa niente perché, nel momento in cui
  è stato messo in congedo e poi, invece, entra per votare e vota
  il congedo viene automaticamente
  annullato. Questo succede spessissimo, l'altro ieri con
  l'onorevole Compagnone: io l'ho messo in
  congedo e, invece, era presente e votava. Poi gli ho chiesto
  scusa perché era una cosa vecchia che mi
  sono trovato davanti, quindi questo, come dire nel momento in
  cui uno vota, poi il congedo viene
  automaticamente annullato.
    Quindi io devo capire se, effettivamente, l'onorevole Cappello
  c'era o non c'era. Ora se Francesco
  Cappello, che io cerco di chiamare e non riesco a trovare, mi
  dovesse dire che non c'era, non c'è
  dubbio che è possibile che io debba prendere delle decisioni ma,
  e mi riservo di prenderle,
  ovviamente, queste decisioni. Ma, finché io non scopro,
  purtroppo non ci sono le telecamere che
  inquadrano tutti i posti a sedere per cui io lo posso andare a
  vedere dalle telecamere, le telecamere
  inquadrano soltanto il podio e, poi, la Presidenza e il Governo,
  per cui se lei mi dà la possibilità,
  tanto fino a che non finiamo tutto il voto finale non lo diamo.
    Se lei mi dà la possibilità di verificare e cercare di capire
  cosa è successo, stia tranquillo che
  opererò con una onestà che non ce n'è uguale, per cui cercherò
  di verificare quello che è successo,
  nel caso in cui dovessi capire che c'è stato un problema, sarò
  il primo a tornare qui e dire dobbiamo
  ripetere la votazione, oppure c'è stato un errore, oppure non
  c'è stato, insomma lo verificheremo. Le
  decisioni che prenderò io non le posso anticipare, perché non so
  qual è la vicenda, ma le posso
  garantire che farò di tutto per accertare quale è stato il
  problema, e quindi qual è la verità di quello
  che è successo, dopodichè prenderò delle decisioni.
    Se fosse necessario le prendo addirittura insieme al Consiglio
  di Presidenza, perché ci possono
  essere anche decisioni che non mi posso  accollare  da solo
  nella scelta e, quindi, stia tranquilla che
  se ci dovesse essere qualche problema e dovesse essere accertato
  qualche problema sarò il primo a
  trovare la soluzione. Per cui vi prego di credermi, io non posso
  neanche credere che ci sia un errore
  nella macchina, perché ripeto se dovessimo scoprire che c'è un
  errore nella macchina, certo al di là
  che la faremmo verificare, la macchina, ma da quel momento
  dovremmo cominciare a votare tutto
  con votazioni, quindi lasciatemi finire questa specie di
  indagine.
    Intanto se mi rispondesse Francesco Cappello sarebbe perfetto,
  in ogni caso ho visto che la
  votazione è stata con quattro voti di scarto, quindi al di là di
  quello di Cappello bisognerebbe andare
  a verificare gli eventuali altri errori che ci possono essere
  stati, ma state tranquilli che è nel mio
  interesse, da Presidente di questa Assemblea, io devo essere
  assolutamente certo che non ci possano
  essere errori nella macchina, perché senno saremmo veramente
   consumati . Ci fosse la possibilità
  dell'errore nella macchina, è come se ci fosse una possibilità
  nell'errore del conteggio dei voti per
  ognuno di noi quando viene eletto. E' chiaro che sarebbe un
  grosso problema.

    ARICO'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, lei
  ha toccato un tasto, stava
  presiedendo prima il Vicepresidente Di Mauro quando ho chiesto
  anche io di valutare a porte chiuse
  cosa fare. Perché il voto, con le disposizioni Covid che
  l'Ufficio di Presidenza ha assunto, si può
  dare e mantenere soltanto se, successivamente, si estrae il
  cartellino, quindi non solo è stato
  ammaccato il pulsante, è stato furtivamente estratto il
  cartellino.
    Allora, io voglio pensare che qui dentro nessuno si è permesso
  non solo di ammaccare un pulsante
  per sbaglio, ma anche di estrarre il cartellino coordinando il
  voto e sappiamo che alcune volte
  colleghi che hanno provato a votare non ci sono riusciti. C'è
  anche una difficoltà oggi che alcuni
  colleghi hanno in questa Aula, quindi non voglio pensare che è
  successo questo. Spero che sia un
  problema della macchina, a quel punto, Presidente, le chiedo fin
  da subito di riprovare.

    PRESIDENTE. Le dico subito che la mia speranza è che Cappello
  ci fosse, perché a quel punto
  sarebbe stato risolto ogni problema

    ARICO'. Lo vedremo.

    PRESIDENTE. Perché se Cappello mi dovesse dire che,
  effettivamente, non c'era, non c'è dubbio
  che c'è un problema, poi vedremo.

    ARICO'. Però mi auguro che nessuno su un voto segreto,
  soprattutto, lei sa, l'opinione che noi
  abbiamo di  DiventeràBellissima' sul voto segreto, al di là di
  tutto, che sia stato utilizzato anche in
  maniera furtiva, spero assolutamente di no perché sarebbe un
  fatto gravissimo. Le chiedo fin da
  subito di ripetere la votazione.

    PRESIDENTE. Scusi onorevole Aricò, le rappresento una cosa.
  Per come abbiamo adesso
  riorganizzato la votazione, non c'è più la prima metà di un voto
  e l'altra metà che vota dopo. Quindi
  si vota contemporaneamente. Quando si dichiara chiusa la
  votazione non è che si ha il tempo di
  cambiare tesserino.

    ARICO'. No, se lo ha accanto lo fa.
    Io mi auguro che non sia successo. Sarebbe irrispettoso per
  quest'Aula.

    PRESIDENTE. Certamente questo non sarà avvenuto. Devo capire
  se c'è una possibilità che la
  macchina inserisca dei voti che non ci sono. Per cui lo
  verificheremo e dopo di che sarà mia assoluta
  cura nel mio interesse per primo, perché se io dovessi
  presiedere una Assemblea e alla fine di ogni
  votazione ci fosse il dubbio del voto è chiaro che sarebbe
  veramente un dramma. Per cui vorrei
  tranquillizzare sia l'onorevole Arico' che l'onorevole Pagana.
  Farò una indagine seria e non
  approssimativa su quello che sarà. Spero di riuscire a trovare
  l'onorevole Cappello per intanto avere
  la sua versione e capire se c'era la scheda e poi verificheremo
  quello che si dovrà fare.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.

    CIANCIO. Signor Presidente, io chiederei all'Assessore Messina
  visto che stiamo andando ad
  incidere su un capitolo un articolo che è stato condiviso da
  tutta l'Aula, diciamo anche che c'è stato
  anche l'apprezzamento da parte dell'Aula, chiederei anche da
  parte dell'Aula di trovare le risorse per
  queste categorie che sono più imprese, attività produttive che
  non attività o associazioni che operano
  nel mondo dello spettacolo.
    Quindi chiederei di trovare un'altra copertura perché il fondo
  dal quale stiamo attingendo è un
  fondo per la perdita degli incassi del botteghino di un settore,
  di una categoria che sappiamo essere
  tra quelle tra le più colpite dall'emergenza Covid.
    Ora, io non voglio fare la lotta tra i poveri, per carità, non
  è questo il momento e non è questa la
  sede però se avessimo avuto il tempo di valutare questi
  emendamenti anche nelle commissioni di
  merito anche noi stessi avremmo potuto presentare altri
  emendamenti o porre coperture diverse.
  Ecco però fare questa lotta tra poveri a partire dal fatto che
  tutti hanno la stessa dignità e tutti hanno
  la stessa priorità di essere aiutati dalla Regione però non mi
  sembra opportuno.

    PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, per quanto riguarda questo
  emendamento, io ho parlato con
  l'assessore Messina e ho chiesto all'Assessore Messina che per
  il futuro questi emendamenti
  possono essere presentati in commissione anziché nell'ultimo
  giorno d'Aula e il momento in cui si
  vota e quindi devono diventare aggiuntivi. Perché per me è
  veramente un fastidio votare gli
  emendamenti aggiuntivi. Ve lo dico sinceramente. Per cui ho
  chiesto questa cosa. Ma questo
  emendamento quando ho parlato stamattina, no stamattina, dopo
  che avevo annunciato che non
  sarebbero passati emendamenti aggiuntivi, l'Assessore Messina mi
  ha ricordato la genesi di questo
  emendamento.
    Quando abbiamo fatto questa operazione che la Regione con
  grande intelligenza ha fatto su Dolce
  e Gabbana c'era da pagare, mi ascolti, c'era da pagare, visto
  che non c'era da pagare Dolce e
  Gabbana perché era tutto gratuito però l'allestimento bisognava
  pagarlo ed era una operazione
  proprio delle attività produttive. Non c'entrava niente il
  turismo. Lei si riferisce ai parchi acquatici?
  Chiedo scusa avevo capito diversamente. Ha facoltà di parlare
  l'Assessore Messina.

    MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
  Signor Presidente, vorrei spiegare la
  genesi dell'emendamento dei parchi acquatici ed è la stessa
  genesi che ha portato la Commissione, la
  III Commissione parlamentare a chiedere al Governo all'unanimità
  con tutti i componenti di inserire
  i propri parchi acquatici essendo fuori da qualsiasi tipo di
  aiuto.
    Tengo anche a precisare che la somma prevista per i parchi
  acquatici, che si aggira intorno ai due
  milioni di euro, è proprio quella somma che comunque rimarrebbe
  non spesa, quindi rientra
  tranquillamente nella capienza del capitolo.
    L'urgenza sta nel fatto che, siccome le risorse sono state
  sbloccate per questo tipo di norma
  approvata in finanziaria, se oggi non inseriamo i parchi
  acquatici nella norma, quindi così com'è
  scritto nell'emendamento, lasciamo fuori circa 18 parchi
  acquatici, per la corrispondenza di quasi
  mille posti di lavoro. Quindi la capienza c'è perché proprio nei
  calcoli che abbiamo fatto il fondo che
  è di 10 milioni di euro copre, per tutte le altre categorie, 8
  milioni di euro. Rimarrebbero 2 milioni
  non spesi, che andrebbero tranquillamente a coprire quelle che
  sono le attività dei parchi acquatici.
    Questo è quello che ha chiesto la Commissione parlamentare e
  il Governo e, quindi, la mia
  persona si è adeguata all'indirizzo che ha dato anche la
  Commissione parlamentare. Ho
  semplicemente scritto e presentato l'emendamento.
    L'urgenza nasce dal fatto che ieri pomeriggio i funzionari del
  mio Dipartimento mi hanno
  comunicato che sono pronti ad uscire il bando e l'avviso
  pubblico, perché noi avevamo previsto di
  farlo regolarmente tramite la Commissione alla prossima legge
  utile, ma l'urgenza nasce dal fatto
  che già siamo pronti con gli avvisi e, quindi, se non li
  inseriamo oggi, rimarrebbero fuori da qualsiasi
  aiuto.
    Per cui io, ovviamente, mi rimetto all'Aula, sperando che si
  possa capire il motivo dell'urgenza, il
  motivo della prassi, che non vuole mettere in difficoltà il
  presidente Micciché, anzi lo ringrazio, ma
  proprio perché ho spiegato la genesi di questo emendamento, mi
  ha consentito di fare una forzatura.
  Diversamente, avrei seguito regolarmente la prassi, perché lungi
  da me da voler mancare di rispetto
  sia all'Aula, che alla Commissione Bilancio e alla Presidenza.
    Tutto qui. Grazie, signor Presidente.

    PRESIDENTE. E qui devo dire, sinceramente, che io ho preso una
  decisione e l'ho presa insieme
  all'Aula sugli aggiuntivi, tant'è che mentre, come sapete, nelle
  prime leggi ne venivano presentati
  cento, oggi di fatto la cortesia di tutti è quella di non
  presentarne nemmeno, per cui ne arrivano
  assolutamente pochissimi, e su quei pochi che arrivano io cerco
  proprio di essere molto rigido.
    Fermo restando la necessità che queste cose devono essere
  discusse in Commissione, perché è
  corretto che sia così, ed è giusto che sia così, però mi
  permetto di dire che questa volta, dopo avere
  io stesso annunciato che sarei stato molto rigido sugli
  emendamenti aggiuntivi, questi tre che sono
  stati prelevati tra gli altri, e soltanto questi tre, e portati
  all'attenzione dell'Aula, hanno una
  motivazione reale, diversamente non lo avrei fatto.
    Sulle coperture non coperture, questo, sinceramente, non sono
  stato attento a capire quali cose,
  credo che l'intervento dell'assessore Messina possa avere
  chiarito, ma vi prego di considerare che se
  li ho presi questi tre e deciso di portarli in Aula è perché li
  ritenevo onesti rispetto a quello che
  stiamo facendo, e non aggiuntivi veri, come spesso si faceva
  prima, mettendo dentro cose che non
  c'entravano niente, tanto per provare a fare approvare qualcosa.
  Sono tutti e tre effettivamente
  importanti. Per cui, se mi posso permettere, sono il primo a
  chiedere scusa se li abbiamo accettati,
  perché la regola dovrebbe essere quella di non accettarli, ma vi
  prego di valutarli e di poterli
  apprezzare per come poi volete, ovviamente favorevoli o
  contrari, non può dipendere da me, ma di
  poterli apprezzare, perché sono comunque importanti.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
    Per capirlo io, Assessore, da dove si stanno prendendo questi
  soldi per i parchi acquatici?
    E quindi qual è il problema?

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire
  con onestà non sono molto
  interessato a capire da dove li prende, da dove non li prende,
  non perché non condivida l'esigenza e
  anche la ragione di un atto di gestione, semplicemente, signor
  Presidente, io le ripeto una cosa che
  per me è fondamentale. Un Parlamento è una cosa complessa, e ci
  si deve fidare sulle regole, anche
  quelle non scritte, perché tutto può fare un Parlamento, ma lo
  può fare in una logica di condivisione
  dove deroghiamo alle regole scritte.
    Lei qui sta derogando alle regole scritte, e quelle dichiarate
  sulla base di un presupposto di sua
  valutazione, tra l'altro mai condivisa, nel senso che non è la
  prima volta che l'Aula fa eccezioni, ci
  mancherebbe, siamo fatti di carne, ci possono essere urgenze,
  quindi sarebbe stupido non valutare le
  cose per quelle che sono. Ma mi permetto di dire, noi abbiamo
  fatto Commissione Bilancio ieri, con
  una procedura eccezionale siamo arrivati ad oggi a esaminare la
  variazione di bilancio, e lei sa che
  normalmente ci sono le 48 ore, le 24 ore, quindi abbiamo
  superato qualunque regolamento
  considerata l'urgenza e l'emergenza, dopodiché lei in Aula ha
  dichiarato sia sulla legge urbanistica,
  e ne prendo atto che ha mantenuto quell'impegno, sia sulla legge
  questa variazione di bilancio, che
  non ci sarebbero stati emendamenti aggiuntivi.
    Oltretutto, era un come dire, un sentimento già conosciuto, e
  nessuno di noi ha presentato
  emendamenti, personalmente non ho presentato manco emendamenti
  modificativi, allora quello che
  voglio dire Presidente, io non credo che ci sia nessuna urgenza
  che faccia saltare la Sicilia con
  grande onestà, perché così come i parchi acquatici hanno
  un'esigenza, vorrei ricordare che, malgrado
  abbiamo messo i soldi in finanziaria, ancora i tassisti non
  ricevono una lira, quindi sui meccanismi
  dei contributi non credo che succedono cose disastrose, per
  quanto riguarda Dolce e Gabbana io no
  100 un milione, però vorrei ricordare a tal proposito che il 31
  luglio, a firma dell'assessore Turano è
  stato firmato un decreto che eroga 575 mila euro alla società di
  Dolce e Gabbana per
  l'organizzazione della promozione in Sicilia.
    Bene, è un'attività gestionale nulla quaestio, ma adesso che a
  distanza di cinque giorni si venga a
  dire che su Dolce e Gabbana c'è un'emergenza, che non capisco
  quale è, se non gli mettiamo questi
  100 mila euro, che se ho capito bene poi è un problema di
  capitoli nei quali si è prelevato dal .

    PRESIDENTE. Sono pagati, non so è chiaro, solo che li ha
  pagati l'assessore Messina a cui non
  spettava pagarli, li doveva pagare l'assessore Turano questo è
  il fatto.

    CRACOLICI. Il decreto è a firma Turano presumo che se l'ha
  fatto.

    PRESIDENTE. No quello, quello, questa è un'altra cosa.

    CRACOLICI. Quindi, non sappiamo neanche quanto stiamo pagando,
  detto questo, io credo
  sinceramente che, anche se è come dice lei, visto che è stato
  pagato, e trattasi quindi di una rettifica
  in corso d'opera, ma mi spiega perché lo stiamo facendo con
  questa urgenza il 6 agosto, quando è un
  atto che possiamo recuperare in qualsiasi momento dell'attività
  parlamentare, me lo spiegate perché
  dobbiamo creare questi incidenti inutili, che creano soltanto
  una tensione che rende poco credibile
  anche quello che facciamo.
    Perché io fra un minuto, non so se sulla legge quella dello
  zooprolilattico mi arriva l'elicottero o
  devo cominciare a fare - diciamo - attività ostruzionistica, lo
  capisce che questo rende faticoso fare
  l'attività parlamentare, ecco perché le chiedo Presidente,
  malgrado il suo ripensamento, di ripensare
  il suo ripensamento garantendo, non per partito preso.
    Dopodiché, nel merito, ripeto, come abbiamo fatto tante altre
  cose, ne discutiamo, valuteremo, ci
  sarà chi è contro ci sarà chi è a favore, quella è la
  democrazia, ma sulle procedure le chiedo di essere
  molto rigido, perché questo incrina rapporti di fiducia nel
  sistema del rapporto tra Presidenza,
  Parlamento, maggioranza ed opposizione, mi fermo qui spero che
  prevalga il buonsenso.

    PRESIDENTE. Allora onorevole Cracolici, un attimo, tutti
  volete parlare un minuto, tanto la
  decisione poi deve spettare come sempre a me, ma onorevole
  Cracolici lei ha perfettamente ragione,
  tant'è che mi sembra, e nessuno ce lo può contestare, che da un
  po' di tempo a questa parte,
  all'inizio sinceramente non era così, da una serie di leggi che
  abbiamo cominciato ad apprezzare
  questa situazione che un tempo, non dico le passate legislature,
  se vi faccio portare l'elenco degli
  aggiuntivi che venivano passati, poi se approvati o meno è un
  altro discorso, se parliamo di pile di
  emendamenti, non era neanche considerato quasi vietato farli.
    Ma siccome io voglio rispettare le procedure, e sono
  assolutamente convinto di rispettarle, perché
  le procedure sono come dire la garanzia della democrazia, perché
  diversamente si fa quello che si
  vuole, io faccio una domanda all'assessore Messina. Scusi
  onorevole Sunseri, sto parlando con
  l'assessore Messina, io faccio una domanda all'assessore Messina
  e dico con grande onestà che
  proprio per potere mantenere la garanzia delle procedure, se di
  questi emendamenti ci fosse
  qualcuno che lei, ed io la conosco, e credo di sapere e
  conoscere la sua onestà, che devono essere
  approvati immediatamente, perché sennò creano effettivamente dei
  problemi, me lo dice, e io
  continuerò ad essere convinto di averli portati.
    Se ce n'è qualcuno che, se anche facciamo tra un mese, tutto
  sommato non succede niente, e
  quindi possiamo continuare a rispettare le procedure, e quindi
  dare ragione a chi ora sta alzando la
  mano per, come dire, protestare correttamente rispetto a una
  procedura che non sarebbe possibile
  fare, io la ringrazierei molto se lei mi dicesse  Presidente per
  favore questo qua è troppo importante,
  se di quest'altro ne possiamo fare a meno perché effettivamente,
  se lo facciamo fra un mese, non
  succede niente', io avrei la chiarezza, la certezza di azioni
  che devo prendere per cui sarei molto
  contento se lei con onestà, di cui sono certo, mi potesse dire
  se di questi emendamenti ce n'è uno che
  per esempio si deve fare assolutamente sennò non si .ecco.
    Quello dei parchi acquatici, se non può partire il bando, io
  credo che, effettivamente, visto che
  andiamo incontro ora ad un mese in cui certamente non faremo
  leggi, e sarebbe se quello di Dolce
  & Gabbana lo possono, si può correggere quel problema fra un
  mese, e non succede niente, vorrei
  che lei si esprimesse e mi dicesse qual è veramente urgente e
  quale meno.

    MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
  Si Presidente, l'urgenza come ho
  spiegato prima è assolutamente quella dei parchi acquatici,
  proprio per il blocco dell'avviso. Quello
  di Dolce & Gabbana, ci sarebbe un'urgenza, ma non sarà questo a
  creare il problema, quindi lo ritiro
  e lo rifacciamo eventualmente tra un mese. Starò a zero anche
  per questo mese, tanto ci sono
  abituato a non avere un euro, e cambierà poco.

    PRESIDENTE. Io credo

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego onorevole Lupo, prego, però a
  questo punto, a questo punto,
  stiamo dimostrando ancora una volta molta serietà e molta onestà
  in quest'Aula. Cioè ritiriamo
  quello che effettivamente non è urgente, io mi aspettavo questa
  risposta dell'Assessore Messina,
  perché lo so che quello di Dolce & Gabbana non è così urgente,
  c'era una garanzia dell'Assemblea
  che l'avremmo portato alla prima legge utile per poterlo fare,
  ma l'Assessore Messina con onestà ci
  sta dicendo che se anche si fa fra un mese o due non succede
  assolutamente niente.
    Se quello dei parchi acquatici effettivamente ci creerebbe il
  problema di potere fare partire i bandi,
  sarebbe veramente un peccato, e vi prego di poterlo portare
  avanti. Onorevole Lupo e poi però io
  prendo la decisione e votiamo si o no e basta.

    LUPO. Presidente, l'intervento dopo l'annuncio del ritiro
  fatto da parte dell'Assessore
  dell'emendamento A1, perde un po' di attualità, però voglio dire
  all'Assessore con le variazioni di
  bilancio, e in particolare con la delibera di Giunta, sul
  capitolo 472514 nonché sul capitolo 472538,
  si recuperano 1.379.143,31 euro.
    Cioè lei scongela dall'accantonamento, dalla riduzione
  dell'autorizzazione di spesa, di 1.999.000
  euro del Bilancio circa il 70 per cento. Quindi non è vero che
  il suo Assessorato è a zero. Ha risorse
  per potere quanto meno tamponare da qui a settembre. Questo ad
  onor del vero. Questa è la norma,
  questo è il capitolo, e questo è quello che l'Aula si accinge a
  votare. Se poi c'è ..come non è così?
  È scritto, basta che chiede all'Assessore Armao. Se poi c'è
  un'emergenza aggiuntiva di altri 100
  mila euro, è un altro discorso, ma non è vero che non c'è, c'è
  un milione quasi e 400 mila euro. Non
  è così?

    PRESIDENTE. Che è possibile che siano impegnati in altra
  maniera però onorevole Lupo.

    LUPO. Ma se li impegnate prima di avere la certezza della
  disponibilità sul Bilancio è un
  problema.

    PRESIDENTE. E allora la decisione del Presidente è quella di
  votarne due, quindi quello di Dolce
  & Gabbana lo accantoniamo e lo presentiamo qual è il numero di
  quello? Scusate, allora, c'è un
  sub-emendamento a quello dei parchi acquatici, che si
  aggiungerebbero anche il settore pirotecnico.
  Il parere del Governo? Sempre della stessa cifra immagino?

    (intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. A me arrivano e io li metto in votazione,
  onorevoli non è che posso, non è che è
  un problema mio, non è che l'ho aggiunto io questo
  subemendamento. Assessore Messina, c'è da
  parte sua la .perché effettivamente se intanto non c'è la
  capienza

    MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
  Parere favorevole, Presidente.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
  Commissione, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento A.3. Onorevole Ciancio, io
  non posso sapere

    CIANCIO. Avevo chiesto il voto palese.

    PRESIDENTE. Pensavo volesse ricominciare la discussione. Il PD
  lascia l'Aula e lo mettiamo,
  per favore, a verbale. Mettiamo in votazione l'emendamento A.3,
  il subemendamento l'abbiamo già
  votato.


    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.3

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio nominale dell'emendamento A.3.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     50
    Votanti      41
    Maggioranza  21
    Favorevoli   32
    Contrari     9
    Astenuti     0

    (E' approvato)

    Quali sono gli emendamenti da votare? Questo è uno e l'altro
  che era stato presentato sulla
  interpretazione, che è l'A.2. Colleghi, calma, non c'è bisogno
  di urlare, basta chiedere le cose.

    PULLARA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PULLARA. Presidente grazie e scusate per il tono della voce. È
  un'annosa vicenda che ci
  portiamo dietro dai famosi collegati o collegatini di
  quest'estate 2019. Abbiamo approvato una
  norma per la quale tutti coloro i quali erano dipendenti di
  partecipatesono stati inseriti in un albo dal
  quale la società SAS ha attinto per le assunzioni. Sei o sette
  dipendenti che non avevano sentenza,
  ma avevano una conciliazione, sono stati esclusi. Siccome le
  conciliazioni sono equiparabili
  assolutamente a sentenza e producono i medesimi effetti, è
  un'interpretazione autentica. Questa è la
  spiegazione della norma. È ricondurre ad equità una cosa che di
  fatto non è stata applicata
  correttamente.

    PRESIDENTE. Si tratta di sei persone che non erano state
  prese.

    PULLARA. E, soprattutto, grazie per la sensibilità.

    PRESIDENTE. Grazie a lei. Il parere del Governo lo devo
  chiedere comunque, non c'è bisogno
  che me lo suggerite. Appena finivano gli interventi avrei
  chiesto il parere del Governo e della
  Commissione. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette
  all'Aula.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La
  Commissione si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE. Voto segreto, è appoggiato? Si tratta di sei
  persone che non sono state prese
  rispetto alle altre che sono state prese per un motivo di tipo
  giuridico. Non mi sembra che sia un fatto
  ideologico. È un'interpretazione, però, non c'è problema.


    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.2

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio segreto dell'emendamento A.2.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     50
    Votanti      41
    Maggioranza  21
    Favorevoli   27
    Contrari     14
    Astenuti     0

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

    «Art. 6.
    Stato di previsione della spesa.

    1. Nello stato di previsione della spesa per il triennio 2020-
  2022 sono introdotte le variazioni di
  cui all'annessa tabella  A , comprensive delle variazioni
  discendenti dall'applicazione delle
  disposizioni della presente legge».

    Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 7.  Ne do lettura:

    «Art. 7.
    Entrata in vigore

    1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione
  siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
  pubblicazione.

    2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
  osservare come legge della Regione».

     Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Per il voto finale aspettiamo la fine insieme all'urbanistica.
    Noi non faremo il voto finale delle leggi, così come abbiamo
  stabilito, finché le leggi non vengono
  apprezzate. Sono le 21, vediamo se è possibile farlo. Così come
  voi sapete tra le regole da rispettare
  c'è quella dell'orario. Abbiamo stabilito a inizio legislatura
  che sedute notturne, a meno che non ci
  sono scadenze, non se ne fanno. Cerchiamo di farle queste leggi
  in quest'ora che ci è rimasta. Sono
  le 20.56, ci rimane un'ora e dieci, evitiamo di mangiare, se ce
  la facciamo bene, se no, andiamo a
  domani. E' un invito a voi. Fosse per me le voterei in tre
  minuti. Se le dovessi votare soltanto io le
  voterei in tre minuti, siete voi che chiedete la parola e
  chiedete votazioni segrete, palese e company.

   dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia" (nn. 445-
   280-546/A)

    Seguito della discussione del disegno di legge  Riordino
  dell'Istituto zooprofilattico
  sperimentale della Sicilia  (nn. 445- 280-546/A)

    PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge nn. 445-280-546/A
   Riordino dell'Istituto
  zooprofilattico sperimentale della Sicilia .
    Invito la Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
    Do la parola al Presidente della Commissione per una veloce
  relazione. Se l'onorevole si rimette
  al testo, sono felice, ma se vuole parlare, deve parlare.

    LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Mi
  rimetto al testo della
  relazione scritta.

    PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non
  essendoci iscritti a parlare, dichiaro
  chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
  all'esame degli articoli, che è
  approvato.
    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

    Art. 1.
    Norma di recepimento

    1.L'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, di
  seguito denominato Istituto, ha
  personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di
  autonomia amministrativa, gestionale, tecnica
  e contabile.

    2. L'Istituto opera come strumento tecnico-scientifico dello
  Stato e della Regione siciliana, in
  particolare nell'ambito del servizio sanitario nazionale,
  garantendo al Ministero della salute, alla
  Regione stessa e alle aziende sanitarie locali le prestazioni e
  la collaborazione tecnico-scientifica
  necessarie all'espletamento delle funzioni in materia di sanità
  pubblica veterinaria e sicurezza
  alimentare.

    3. L'Istituto ha la sede legale e centrale a Palermo ed è
  articolato sul territorio della Regione in
  sezioni diagnostiche territoriali presso i comuni di Barcellona
  Pozzo di Gotto, di Caltanissetta, di
  Catania e di Ragusa.

    4. L'Istituzione di nuove sezioni o la eventuale soppressione
  di quelle esistenti è soggetta a
  formale atto di approvazione della Giunta regionale della
  Regione.

    5. Fatte salve le competenze del Ministero della salute,
  l'organizzazione e il funzionamento
  dell'Istituto si informano ai principi di cui all'articolo 10
  del decreto legislativo n. 106/2012 e agli
  indirizzi contenuti negli atti di programmazione regionale,
  fermo restando che l'erogazione delle
  prestazioni avviene in stretto coordinamento con le aziende
  sanitarie e con i laboratori pubblici di
  altri enti che operano nel settore della sanità pubblica
  veterinaria e della sicurezza alimentare.

    Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

    «Art. 2.
    Consiglio di Amministrazione

    1. Il consiglio di amministrazione è composto da cinque membri
  in possesso del diploma di laurea
  magistrale o diploma equivalente ed aventi comprovata
  professionalità ed esperienza in materia di
  sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti designati
  come segue:
    a) uno dal Ministro della salute;
    b) uno dal Presidente della Regione siciliana;
    c) due dall'Assessore regionale per la salute;
    d) uno dall'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea.
    2. Il Presidente della Regione, a seguito delle designazioni
  effettuate ai sensi del comma 1, previo
  parere della Commissione  Salute Servizi Sociali e Sanitari'
  dell'Assemblea regionale siciliana per
  le nomine di cui alle lettere b, c e d del precedente comma,
  provvede, con proprio decreto, alla
  nomina ed alla convocazione della prima riunione del consiglio
  di amministrazione nel corso della
  quale il consiglio stesso elegge il Presidente e il
  Vicepresidente.
    3. Ai fini della nomina del consiglio di amministrazione
  trovano applicazione le vigenti
  disposizioni in tema di inconferibilità ed incompatibilità
  dell'incarico.
    4. In caso di dimissioni, la decadenza, impedimento o morte di
  uno o più consiglieri si provvede
  alla sostituzione secondo le disposizioni di cui ai commi 1,2 e
  3. I nuovi componenti restano in
  carica fino all'ordinaria scadenza del consiglio.
    5. Il consiglio di amministrazione dura in carica quattro anni
  e i suoi comportamenti possono
  essere confermati non più di una volta.
    6. Il consiglio di amministrazione è convocato dal presidente
  almeno ogni bimestre ed ogni
  qualvolta lo richiedano, indicando gli argomenti da trattare, il
  Presidente della Regione siciliana, il
  direttore generale o altro componente del consiglio di
  amministrazione.
    7. Le sedute del consiglio di amministrazione sono valide con
  la presenza di almeno due dei suoi
  componenti in carica. Alle sedute partecipa senza diritto di
  voto il direttore generale. Il direttore
  amministrativo svolge funzioni di segretario.
    8. La Giunta regionale, con proprio decreto, stabilisce
  l'indennità spettante rispettivamente al
  presidente e agli altri componenti del consiglio di
  amministrazione, nella misura massima
  omicomprensiva, del quaranta per cento e del venti per cento
  dell'indennità spettante ai deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana».

    All'articolo 2 sono stati presentati due emendamenti.
    Si passa all'emendamento 2.2,  della Commissione. Il parere
  del Governo?

    RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Sunseri
  e Pasqua. Il parere della
  Commissione?

    LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    RAZZA, Assessore per la salute. Contrario.

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUNSERI. Signor Presidente, mi piacerebbe comprendere la
  contrarietà dell'assessore Razza,
  perché mi sembra che sia semplicemente un emendamento di
  buonsenso. Riduciamo il costo del
  C.d.A., che anziché prendere il 40 per cento di quello che
  percepisce un deputato regionale - che già
  prende fin troppo - percepisce il 30 per cento. E' una riduzione
  del 10 per cento nel C.d.A. e,
  rispetto agli altri componenti, del 15 per cento anziché del 20
  per cento. Le assicuro, Presidente, che
  non moriranno di fame  Prenderanno uno stipendio dignitoso e
  diamo un bel messaggio che
  incomincia oggi nelle società, negli enti e nelle Partecipate
  della Regione siciliana, che finalmente
  anche i nominati da parte della Giunta regionale hanno la
  possibilità di decurtarsi un minimo il
  proprio stipendio.

    PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, la mia idea rimane sempre la
  stessa, e cioè che se la gente non
  la paghi, non lavora. Però, per carità, è un emendamento.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. Signor Presidente, io mi permetto di osservare
  questo: i guasti che hanno
  determinato certe convinzioni che diminuendo le somme da
  corrispondere a professionisti si possa
  migliorare o si possa dare un beneficio alla nostra Nazione o
  alla nostra Regione io credo che non sia
  assolutamente più accettabile.
    Faccio un esempio, cari colleghi, un presidente di una
  Partecipata regionale, per esempio il
  presidente della RESAIS, ha una retribuzione annua di 20 mila
  euro annui lordi. Deve chiaramente
  pagare le tasse, deve venire a Palermo e in un anno ha risanato
  tutto. E da quello che sento dire è che
  vuole fuggire perché ha perso un sacco di soldi.
    E allora, continuando con questo passo - che secondo me è
  sbagliato perché chi è bravo, chi
  merita deve essere retribuito - andiamo a mettere nei posti di
  responsabilità persone - utilizzo un
  termine poco elegante e vi chiedo scusa - scadenti, non avrei
  voluto utilizzarlo. E allora, se noi
  andiamo a corrispondere il giusto, perché il 40 per cento di uno
  stipendio di parlamentare, già
  decurtato negli anni, per carità, non ci lamentiamo e ci
  mancherebbe altro, sarebbe ultroneo e fuor di
  luogo lamentarsi, io credo che andremmo a far gestire questo
  Consiglio di Amministrazione da
  persone non idonee o dagli ultimi arrivati.
    I professionisti vanno pagati, non c'è nulla da fare, il
  giusto per carità, senza esagerazione e senza
  lusso. Io credo che questo 40 per cento portato al 30 per cento
  non sia idoneo, perché noi dobbiamo
  pensare sempre al fisiologico, mai al patologico; dobbiamo
  pensare ad uno bravo, messo lì, che
  secondo me guadagna il giusto. Perciò, io annuncio a nome del
  mio partito, ovviamente il voto
  contrario.

    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pagana.

    PAGANA. Rinuncio.

    RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAZZA, assessore per la salute. Grazie Presidente, pochissime
  battute. Anzitutto la norma parla
  di una misura massima omnicomprensiva del 40 per cento e,
  quindi, poi sarà il Consiglio di
  Amministrazione e il regolamento di gestione, di cui
  all'articolo 3, ad individuare la misura. Quindi,
  sostanzialmente è una decisione che si assume.
    Sposo integralmente, invece, le dichiarazioni che ha poco fa
  pronunciato l'onorevole Calderone
  perché parto dal presupposto che quando si chiede di
  amministrare la cosa pubblica, e nel caso di un
  istituto che ha un bilancio di milioni di euro e che è chiamato
  a svolgere ruoli importantissimi, non
  da ultimo anche nella ricerca, l'Istituto zooprofilattico
  sperimentale sta realizzando, tra i primi in
  Italia, un piano di ricerca internazionale, anche insieme alla
  Fondazione Rimed, ha realizzato la sede
  in Sicilia per tutto il Sud dell'Europa di un centro di ricerca
  internazionale con l'organizzazioni non
  governative.
    Se noi pensiamo che la differenza di poche centinaia di euro
  al mese possa, magari, riempirci di
  fronte a un meraviglioso comunicato stampa, ma pensare invece
  che non stiamo mandato le persone
  capaci, competenti, a doversi occupare della cosa pubblica io
  rivendico che ci siano persone
  competenti capaci e che il lavoro delle persone venga pagato in
  maniera giusta e corretta.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1.

    (Viene la richiesta di votazione per scrutinio nominale)

                   (La richiesta risulta appoggiata a termini di
  Regolamento)


    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.1

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio nominale dell'emendamento 2.1.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     49
    Votanti      38
    Maggioranza       20
    Favorevoli   13
    Contrari     25
    Astenuti     2

    (Non è  approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E'  approvato)

     Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

    «Art. 3.
    Regolamento organizzativo

    1. Ai sensi dell'art. 12 dello Statuto della Regione siciliana
  e della Circolare del Presidente della
  Regione siciliana n. 4520 del 9 ottobre 1964, verrà emanato
  apposito Regolamento organizzativo
  dell'Istituto, previa delibera di Giunta e previo parere della
  Commissione  Salute, Servizi Sociali e
  Sanitari' dell'Assemblea Regionale Siciliana con decreto del
  Presidente della Regione».

    Comunico che è stato presentato l'emendamento 3.1.

    DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE LUCA. Signor Presidente, colleghi, il nodo da sciogliere
  sull'articolo 3 è particolare, ho già
  letto l'emendamento modificativo che non risolve e non sana il
  problema in quanto la materia in cui
  stiamo intervenendo rientra tra le discipline concorrenti tra
  Stato e Regione.
    L'articolo 3 per come è stato strutturato non è conforme a
  questi principi costituzionali, in quanto
  l'articolo 10 della legge n. 106 del 1992  Oggetto di
  attuazione  prevede espressamente che sia la
  legge regionale a disciplinare le modalità gestionali,
  organizzative, di funzionamento degli istituti,
  nonché l'esercizio delle funzioni di sorveglianza
  amministrativa, ad indirizzo e verifica sugli istituti,
  fatti salve le competenze statali adottando i criteri di
  valutazione dei costi, dei rendimenti e di
  verifica dell'utilizzazione delle risorse.
    Tutto questo, quindi, non può essere fatto per come stiamo
  facendo noi questa legge
  demandandolo al regolamento emanato dalla Giunta regionale,
  come invece, appunto, prevede
  questo disegno di legge. Questo regolamento al limite, nelle
  migliore delle ipotesi, potrebbe avere
  funzioni integrative di quello che deve essere fatto con legge
  regionale.
    Inoltre, questo Regolamento, che dovrebbe essere esposto dalla
  Giunta, prevedrebbe anche la
  riorganizzazione dell'Istituto, con ciò quindi andrebbe a
  travalicare quelle che sono le finalità di
  attuazione-integrazione della legge regionale e andrebbe,
  quindi, di fatto a compromettere
  l'autonomia organizzativa dello stesso Istituto.
    Quindi, questo disegno di legge, conformemente a quello che
  hanno fatto tutte le altre regioni, la
  Sardegna, la Campania, l'Emilia Romagna, la Lombardia, dovrebbe
  invece disciplinare tutte le varie
  funzioni e prevedere con apposite norme la semplificazione e lo
  snellimento dell'organizzazione,
  l'efficienza e l'economicità dell'attività amministrativa, la
  razionalizzazione, l'ottimizzazione delle
  spese, i costi di funzionamento, la riorganizzazione.
    Per esempio, quello che diceva poc'anzi l'Assessore Razza, noi
  diciamo in questa legge fino al 40
  per cento poi se la vede il Consiglio di Amministrazione e la
  Giunta invece no, perché la legge 106
  dice che lo dobbiamo fare noi, lo dobbiamo identificare noi
  anche quelli che sono i costi, quindi
  anche tutta la riorganizzazione degli uffici dirigenziali, tutte
  queste cose: la gestione in Italia del
  personale, dei servizi comuni, la strumentazione innovativa, la
  riorganizzazione degli uffici, tutte
  queste cose, signor Presidente, devono essere fatte di concerto
  tra la legge regionale di cui poi il
  Regolamenti esitato dalla Giunta può avere solo funzione
  integrativa.
    Quindi, da questo punto di vista io credo che ci stiamo
  avviando, se noi procediamo in questo
  senso, a esitare una legge che sarà impugnata poi dal Consiglio
  dei Ministri.
    Ora, siccome è evidente che riscrivere e iscrivere un
  regolamento dettagliato per come  la 106
  chiede in questa sede, sarebbe, è impossibile, peraltro è un
  fatto che io avevo già reso evidente
  chiedendo di prolungare i termini in Commissione  Sanità  perché
  era impossibile in otto ore
  scrivere un Regolamento che fosse adatto alla Regione siciliana,
  Presidente, io mi trovo costretto da
  questo punto di vista a chiedere o che il disegno di legge viene
  rimandato in Commissione oppure io
  già glielo preannunzio non solo il Movimento Cinque Stelle si
  esprimerà contrariamente, ma anche
  al fine di togliere diversi colleghi che condividono quanto io
  ho appena espresso, richiederemo il
  voto segreto per lasciarli liberi di esprimersi come meglio
  credono.

    PRESIDENTE. Allora, onorevole De Luca, secondo quanto mi
  dicono gli Uffici la scelta è della
  Regione, se la Regione decide di farlo con un Regolamento, il
  rispetto c'è. Poi, inutile dire che io
  sarei più felice di tutti di farlo con legge perché saremmo
  partecipi tutti, ma la Regione ha tutto il
  diritto di farlo e, quindi, se lo vuole fare con un Regolamento
  della Giunta lo può fare
  tranquillamente, sempre nel rispetto dei criteri statali, ma non
  possiamo perché dal suo intervento mi
  sembrava che fosse stato fatto qualcosa che non era possibile
  fare. Non è così, è assolutamente
  legittimo quello che sta facendo la Regione, l'Assessore Razza
  poi lo chiarirà meglio di me.

    RAZZA, assessore per la sanità. Presidente, dell'articolo 3 in
  generale perché nella valutazione
  che ha appena rappresentato l'onorevole sarebbe illegittima la
  norma per come è concepita in quanto
  la materia sarebbe soggetta a una sorta di riserva di legge. Non
  è così. Non soltanto perché alcune
  regioni hanno fatto un richiamo statico al recepimento della
  Legge 106, del Decreto Legislativo 106
  del 2012, ma perché la norma che il Parlamento ha già appena
  approvato all'articolo 1 la recepisce
  integralmente e segnatamente recepisce l'articolo 10.
    La tecnica di redazione legislativa deliberata ai sensi
  dell'articolo 12 dello Statuto, consente al
  Governo di ricevere una autorizzazione legislativa perché questo
  è l'articolo 3, che consente di
  normare gli ulteriori aspetti con una fonte normativa di natura
  secondaria. Ma la fonte normativa di
  natura secondaria proprio perché non è deliberata soltanto dalla
  Giunta, ma segue un procedimento
  aggravato di approvazione che passa dal parere obbligatorio del
  Consiglio di Giustizia
  amministrativo in sede consultiva, in quella sede recepisce la
  valutazione di conformità ai principi
  generali espressi dalla norma legislativa che si è richiamata.
  Quindi, il tema è: è legittima la
  decisione del Parlamento di volere effettuare un richiamo
  statico alla normativa nazionale e di
  individuare la fonte secondaria con autorizzazione legislativa
  per una norma di dettaglio?
    La risposta non è legata alla potestà concorrente che qui, mi
  permetterà, non c'entra sulla tecnica
  di redazione normativa, ma è una risposta che riposa in
  quintalate di sentenze della Corte Suprema e
  in quintalate di pareri del Consiglio di Giustizia
  amministrativa.
    Il Parlamento, se lo decide, e l'articolo 3 dice questo, può
  decidere di demandare al Governo con
  un proprio Regolamento di intervenire sulla materia ed il
  Governo lo può fare nelle forme aggravate
  previste perché ha ricevuto l'autorizzazione legislativa. Questo
  dice lo Statuto e questo dice la
  norma, questo dice la giurisprudenza di legittimità.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1, a firma
  della Commissione, con il parere
  favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 3.

    (Viene richiesta votazione per scrutinio segreto)

    Chiedo scusa, io non voglio essere noioso, ma non si può
  bocciare l'articolo 3 perché rimane
  senza organi di Amministrazione. Non capisco che significhi il
  voto segreto. Se dovesse essere
  bocciato è chiaro che è saltata la legge, questo è chiaro

                   (La richiesta risulta appoggiata a termini di
  Regolamento)


    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio segreto dell'articolo 3.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     54
    Votanti      47
    Maggioranza       24
    Favorevoli   33
    Contrari     14
    Astenuti     0

    (E' approvato)

    Si  passa all'articolo 4. Ne do lettura:

    «Art. 4.
    Clausola di neutralità finanziaria

    1.Dalle disposizioni di cui alla presente legge non derivano
  nuovi o maggiori oneri a carico del
  bilancio regionale».

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si  passa all'articolo 5. Ne do lettura:

    «Art. 5.
    Norma transitoria

    1.Il commissario straordinario in carica alla data di entrata
  in vigore della presente legge è
  prorogato e resta in carica per lo svolgimento delle funzioni
  previste dall'art. 11, comma 1, lettere a)
  e b) del decreto legislativo 28/6/2012 n. 106, fino
  all'insediamento dei nuovi organi dell'istituto».

    Comunico che è stato presentato l'emendamento 5.1.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, il mio intervento è diciamo ho
  un dubbio. Questa norma
  sappiamo tutti che si è fatta anche a seguito di un'iniziativa
  da parte del Ministero che, in qualche
  modo, ha notificato che l'attuale commissario, poiché ha fatto 5
  anni il commissario, non potrà più
  essere prorogato, ed è stata data comunicazione formale all'ente
  e credo all'assessore e al Governo
  nella sua interezza.
    Ora, scrivere, come stiamo facendo, in una norma della Regione
  che recepisce quella norma che
  ha determinato il Commissariamento dell'Istituto zooprofilattico
  con una nomina fatta dal Ministero,
  ricordo che il Ministero della salute ha commissariato
  l'Istituto zooprofilattico dopo che la Regione
  siciliana aveva anticipato un proprio commissario all'Istituto
  stesso. Quindi, il Governo non ha
  riconosciuto la facoltà di nomina di un commissario da parte
  della Regione nominando un proprio
  commissario all'Istituto zooprofilattico.
    La conseguenza di tutto questo è che mi pare che questa norma
  così come la stiamo scrivendo
  determina, quanto meno, un conflitto istituzionale con la
  conseguenza che, probabilmente, ora lei
  dice di no; me lo auguro che sia così. Ma la sensazione che ho
  che, se qualche giorno fa, è arrivata
  una nota in cui si dice:  commissario hai superato i 5 anni e
  non puoi essere riconfermato  e noi in
  una legge scriviamo che, tuttavia, il commissario viene
  confermato, qualche dubbio che si apre un
  problema di conflittualità istituzionale, non so con quali
  conseguenze ma, certamente, che qualche
  conflittualità si potrà aprire ce l'ho.

    Ritenete che questo è un modo per.., noi stiamo recependo dopo
  quattro volte che questa Aula ha
  impedito il recepimento - questa Aula non in questa legislatura,
  nelle precedenti due legislature - ha
  impedito il recepimento della legge nazionale. In queste ultime
  due legislature e noi riteniamo che
  questa è pacifica la situazione, penso di no, però se il Governo
  è convinto di poter andare avanti, lo
  faccia, punto e basta.

    PRESIDENTE. La conseguenza, onorevole Cracolici, nel caso in
  cui ci fosse un conflitto di
  interesse sarebbe che impugnano la legge, a livello governativo,
  questo è sicuro.

    RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
  deputati, dissento dall'onorevole
  Cracolici sul punto centrale del suo ragionamento, e cioè che il
  Parlamento si sia determinato in
  funzione della scadenza del mandato commissariale.
    Ricordo a me stesso che la norma era pronta per l'Aula e poi è
  stata la VI Commissione a
  richiedere un approfondimento già molti mesi fa, quando il tema
  della scadenza del commissario,
  oggi in carica, non si era neppure posto e se ricordo anche il
  momento in cui è stato presentato il
  disegno di legge è stato presentato a novembre del 2018,  e
  quindi essenzialmente quando il tema
  della scadenza del mandato commissariale odierno non era nemmeno
  nella mente del Signore.
    Qual è il tema? lei lo ha ricordato ma meglio di me lo può
  ricordare l'onorevole Gucciardi che mi
  ha preceduto nelle funzioni di assessore regionale per la
  salute, e che anch'egli ricorda che lo sforzo
  del Governo di allora era per essere anche la Regione siciliana,
  come le altre regioni, nel
  recepimento della normativa nazionale.
    Allora, io tornerei un passo indietro. Perché da cinque anni
  l'Istituto zooprofilattico sperimentale
  che poteva rientrare tra gli enti del sistema della nostra
  Regione è commissariato dallo Stato? La
  risposta è perché non avevamo recepito la norma nazionale.
  Intanto, il recepimento della norma
  nazionale non determina un conflitto istituzionale, ma determina
  il riportare all'interno
  dell'ordinamento giuridico della nostra Regione un istituto che
  in tutta Italia è già di competenza
  regionale.
    Sul piano della norma transitoria, che poi è oggetto di un
  emendamento a firma dell'onorevole Lo
  Curto e che il Governo condivide e fa proprio, si pone il tema
  della gestione dal momento in cui la
  legge verrà pubblicata e, quindi, quando è venuto meno il
  presupposto di diritto che ha legittimato la
  nomina del commissario in carica chiunque sia. Perché se il
  Governo nazionale commissaria l'ente
  in quanto ente nazionale e per effetto della pubblicazione della
  norma l'ente diventa un ente diritto
  regionale la fase che precede la costituzione impone che il
  commissariamento dell'ente debba essere
  in capo all'amministrazione controllante e in questo caso
  all'Assessorato della Salute.
    Quindi, mi pare molto corretto l'emendamento che ha presentato
  l'onorevole Lo Curto che dice
  che, approvata la norma e, quindi, determinato l'ingresso
  dell'ente nell'ambito della disciplina
  giuridica degli enti di diritto regionale, toccherà alla Regione
  la nomina di un commissario che
  svolgerà le funzioni transitorie che separeranno il momento
  dell'approvazione, che ci auguriamo
  possa essere il più celere possibile, perché è stato sviscerato
  e perché è interesse di tutti.
    Quindi, l'emendamento supera e penso evita qualsiasi ipotesi
  di contrasto e soprattutto determina,
  soprattutto in linea di continuità positiva, perché se il
  Governo che ci ha preceduto aveva avuto la
  stessa iniziativa più o meno posta negli stessi termini, forse
  con qualche variazione lessicale e nulla
  più, è evidente che è un testo condiviso nell'obiettivo comune
  di portare l'Istituto Zooprofilattico
  sperimentale nella responsabilità della Regione siciliana.

    LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
  Grazie Presidente, volevo
  proprio aggiungere, a supporto di quanto dice l'Assessore, che
  la norma viene concepita nella misura
  in cui si insedia il nuovo organismo e poi ci può essere una
  proroga successiva nel momento in cui
  decadono gli organi. Quindi, non è vista in funzione di questo
  commissario, ma di una norma che
  stiamo andando a recepire e a preparare.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1, con il
  parere favorevole del Governo e
  della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo  5.   Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

     (E' approvato)

    Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
    «Art. 6.
    Norma finale

    1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.

    2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

   comune denominato Misiliscemi" (n. 686/A)

    Rinvio della discussione del disegno di legge  Istituzione
  nuovo comune denominato
  Misiliscemi  (n. 686/A)

    PRESIDENTE. Si passa all'ultimo disegno di legge  Istituzione
  nuovo comune denominato
  Misiliscemi  (n. 686/A), che è previsto in questo nostro tour de
  force. Sono le ore 21.20. Alle ore
  22.00 terminiamo. Intanto, se i componenti della I Commissione
  prendono posto così sentiamo
  anche la I Commissione.
    Colleghi, in Conferenza dei Capigruppo ho detto, ovviamente se
  ci arriviamo; se non ci arriviamo
  si continuerà in altro momento. Abbiamo stabilito che c'erano
  questi quattro disegni di legge:
  l'urbanistica, variazioni di bilancio, zooprofilattico e
  Misiliscemi. Io mantengo gli impegni che
  prendo e, quindi, siccome abbiamo deciso in Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari di
  farlo e abbiamo deciso che la votazione finale sarebbe stata
  dopo è ovvio, è ovvio questo, avverto
  tutti, che alle ore 22.00 si finisce e che la votazione degli
  altri tre la faremo prima di chiudere la
  giornata di oggi.
    Per cui, sentiamo se la I Commissione è disponibile, lo
  rinviamo, diversamente quantomeno si
  inizia in modo che rimane comunque. Per quanto mi riguarda,
  siccome io, ripeto per l'ennesima
  volta, mantengo gli impegni che prendo, questo impegno è stato
  preso, per cui per me l'importante,
  onorevoli colleghi, è che si inizi. Poi, una volta che è
  iniziato noi possiamo anche sospendere, vuol
  dire che alla riapertura si riprenderà con il disegno di legge
  che era già stato iniziato ad essere
  valutato in Aula.
    Quindi, questo è il mio impegno che ho nei confronti della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari e questo farò. È ovvio che se lo iniziamo e poi la
  I Commissione si dichiara disponibile
  una volta che lo abbiamo iniziato, e quindi alla riapertura è
  già iniziato, non si può che ripartire da
  questo disegno di legge per me è meglio, sarebbe più comodo e
  facciamo il voto finale dei tre
  disegni di legge  che abbiamo fatto.

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, è l'Aula che decide  Io sarei
  felice di poterlo fare. Ma
  valutiamo, onorevole Lo Curto, valutiamo qual è la situazione.
    Onorevole Lo Curto, nel momento in cui, mi ascolti, lo
  iniziamo c'è già una garanzia che
  comunque dopo la settimana di vacanza che prenderemo, ammesso
  che una settimana si possa
  chiamare vacanza, si riparte con questo. Quindi, non credo che
  sia la fine del mondo, non è che il
  Comune di Misiliscemi deve partire fra dieci giorni. È comunque
  una cosa che richiederà un anno di
  tempo prima che viene fatta. Per cui, se la votiamo oggi o fra
  una settimana, l'importante è iniziarla,
  perché se la iniziamo, inizia il dibattito e a quel punto non si
  può togliere più.

    PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, non ci sono
  emendamenti, si deve solo votare. È stato incardinato, non ci
  sono emendamenti, quindi è un
  problema dell'Aula.

    PRESIDENTE. Certo, io dico di iniziare, quindi facciamo la
  discussione generale.

    PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. No, è
  stata già fatta.

    PRESIDENTE. E allora iniziamo.
    Io sto dicendo, onorevole Lo Curto, io devo dare la parola al
  Presidente della Commissione il
  quale deve fare la relazione, poi si può rimettere al testo,
  come è stato fatto prima.

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, se non mi fa dire quello che
  voglio dire finiamo a
  mezzanotte senza avere fatto niente comunque
    Io sto mantenendo i miei impegni. Sto portando in Aula questo
  disegno di legge e, quindi, lo
  inizio, ma non è che possiamo essere costretti a concluderlo
  oggi. Possiamo anche non concluderlo
  oggi. L'importante è che è in Aula, per cui da domani comunque,
  qualsiasi cosa succeda, la prima
  cosa è continuare il dibattito su questo disegno di legge.
    Quindi, io credo che a quest'ora dopo tre giorni di un tour de
  force che abbiamo fatto, quattro
  giorni di tour de force che abbiamo fatto - alla faccia di chi
  dice che non facciamo niente  - e siamo
  veramente molto stanchi, per cui evitiamo i capricci, tra
  virgolette.
    Intanto, lo abbiamo portato in Aula e lo iniziamo. Se poi lo
  continuiamo fra una settimana
  onestamente non succede niente.

    PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, la discussione
  generale è già stata fatta la scorsa volta. È stato incardinato.

    PRESIDENTE. Allora, onorevole Pellegrino, siccome non è che
  siamo tutti caduti dal cielo come
  nuvolette  È il primo giorno che viene in Aula questo disegno di
  legge, quando si inizia un disegno
  di legge il Presidente dell'Assemblea chiede al Presidente della
  Commissione se vuole fare la
  relazione. Lei si può rimettere al testo, ma ancora non è stato
  fatto niente, di niente, di niente  Per
  cui, se lei vuole rimettersi al testo, si rimetta al testo. Non
  mi dica che è già stata fatta perché vuol
  dire che c'è un'altra Aula che io non conosco, se lei mi dice
  che è già stata fatta

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
  voglio ulteriormente esasperare una
  situazione di stanchezza in cui siamo.
    Io devo dire che non ci credevo che avremmo fatto le tre leggi
  che abbiamo fatto e le va dato
  merito perché certamente

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)

    CRACOLICI. Scusi, possiamo verificare se Pullara è presente,
  perché credo che fosse in vacanza
  fino a qualche minuto fa.

    PRESIDENTE. Sinceramente, ce ne vorrebbero dieci di Cracolici,
  perché quantomeno riesce a
  spezzare ogni tanto la tensione e quindi la ringrazio molto.
  Quindi, continui pure il suo intervento.

    CRACOLICI. Visto che aveva detto che dovevamo evitare le
  vacanze, ieri era in vacanza, l'altro
  ieri pure, quindi predica bene e razzola male.
    Detto ciò, è chiaro che siamo in una fase in cui dobbiamo dare
  il voto finale a una legge in
  particolare, che è una legge che comunque - l'ho detto in
  premessa - è una legge di sistema, quindi
  forse anche il fatto che alcuni colleghi vorranno fare una
  dichiarazione di voto alla legge, anche per
  lasciare agli atti di questa legge la possibilità di dire la
  propria, credo che quest'Aula lo debba
  consentire.
    Siamo per davvero stanchi. Ora suggerisco di rinviare anche
  perché, a proposito di urgenze ed
  emergenze, non credo che succeda nulla se questa vicenda sarà
  trattata alla ripresa, quando l'Aula
  potrà valutare in maniera serena le questioni di cui stiamo
  parlando, al di là dei partiti. L'onorevole
  sa bene che la mia è un'opinione contraria, ne abbiamo parlato
  in maniera laica sia personalmente
  che in Commissione. Però, credo che al punto in cui siamo, se
  vogliamo dare valore a quello che
  abbiamo fatto - un po' meno alla variazione di bilancio per come
  si è conclusa, non per la variazione
  di bilancio in sé, ma per come si è conclusa - e anche a questa
  legge di recepimento che il
  Parlamento ha fatto dopo sette anni, che ha impedito di farla,
  credo che questo debba essere un modo
  per chiudere l'Aula e chiudere questa sessione in maniera che
  sia valorizzato quello che ha fatto
  questo Parlamento. Tutto il resto rinviamolo a dopo, anche
  perché la discussione generale di questa
  legge non si è fatta per la semplice ragione che si è
  incardinato il testo rinviando all'articolo 1
  l'eventuale discussione generale. Immagino che su questa legge,
  immagino, qualche mezz'oretta di
  discussione generale ci sarà.
    Quindi immaginare tutto questo, aggiungere questo nella
  condizione in cui siamo, che dobbiamo
  votare le leggi, forse il buon senso dovrebbe portarci tutti a
  prendere atto di portare a casa quello che
  abbiamo fatto fino ad ora e rinviare il tutto alla ripresa,
  quando sarà convocata nuovamente l'Aula.
    Questa è la mia proposta sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Evidentemente sono molto stanco, perché voi vi
  potete ogni tanto alzare, io sono
  inchiodato qua sopra, per cui ringrazio il presidente Di Mauro
  che almeno mi ha dato mezz'ora di
  tempo durante le variazioni di bilancio, ma è esattamente quello
  che, evidentemente in maniera
  molto meno chiara di come ha fatto ora l'onorevole Cracolici,
  avevo proposto, cioè il mio impegno,
  anche nei confronti delle persone che hanno voluto che venisse
  presentata questa legge, e cioè gli
  abitanti di Misiliscemi. Io avevo un impegno che ho consolidato
  come impegno in Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, che era quello di portare la
  legge in Aula prima dell'estate.
  Significa che comunque, a questo punto, questa legge si farà,
  che è la cosa fondamentale su cui
  c'erano molti dubbi prima. E questo sto facendo.
    Non c'è dubbio, onorevole Lo Curto, che questa legge non sia
  una legge con due emendamenti
  come lo zooprofilattico e abbiamo fatto molto velocemente. E'
  una legge su cui il dibattito è lungo
  ed è politico, peraltro, quindi è anche un bel dibattito. Ci
  sarà certamente anche un bel dibattito
  perché è un qualcosa che riguarda la politica, che riguarda la
  possibilità dei cittadini di fare dei
  referendum, che riguarda la libertà di alcune comunità di
  potersi autogestire, invece che essere
  gestite da comuni che neanche fanno parte dello stesso
  territorio. E siccome lei sa che sono
  sinceramente favorevole a questo dibattito, la pregherei -
  siccome stasera finirebbe comunque a gran
  confusione e non si riuscirebbe a portare a casa alcun
  risultato, anche perché le contrarietà sono
  oggettivamente tante - la pregherei, io ho mantenuto il mio
  impegno, noi abbiamo aperto la
  discussione generale, per cui è ovvio che a questo punto, fosse
  tra una settimana o tra quindici o
  venti giorni, l'Assemblea riapre obbligatoriamente con questa
  legge, quindi la mia non è una
  scappatoia per non farla. Ecco vorrei che fosse chiaro questo.
    Siccome oggettivamente è da quattro giorni che siamo chiusi
  qua dentro, abbiamo fatto una
  riforma vera e propria con l'aiuto di tutta l'Aula perché tutta
  l'Aula è stata presente in questi quattro
  giorni, abbiamo fatto le variazioni di bilancio, abbiamo fatto
  finalmente questa legge sullo
  zooprofilattico che non si riusciva a fare in altri tempi, credo
  che se iniziamo il dibattito su questa
  legge, e c'è il presidente Pellegrino che si è già rimesso al
  testo, quindi dovremmo iniziare la
  votazione degli articoli, credo che se a questo punto facessimo
  il voto finale delle altre tre leggi che
  abbiamo approvato e questa la rimandassimo all'apertura della
  nuova sessione di questa Assemblea,
  faremmo una cosa gradita a tutti, compresi quelli di Misiliscemi
  che hanno portato questa legge e
  che hanno chiesto di fare votare una legge sul loro comune,
  sarebbero contente le persone che hanno
  aspettato per tanti anni la legge sull'urbanistica, la riforma
  importante che si è fatta sull'urbanistica,
  e saremmo contenti tutti noi perché da quattro giorni siamo
  chiusi qui, mattina e pomeriggio, a
  votare, quindi sinceramente siamo veramente, almeno io
  personalmente, che sono certamente più
  anziano di tutti voi - mi piace dire sempre, tranne l'onorevole
  Savona, che abbiamo più o meno la
  stessa età -, per cui pregherei sinceramente di accettare questa
  mia proposta e in ogni caso do la
  parola all'onorevole Lo Curto che è certamente la più
  interessata. Prego.

      LO CURTO. Signor Presidente, ha ben detto. Io sono
  interessata a che un legittimo processo di
  autodeterminazione democratica possa avere luogo in quest'Aula
  che la democrazia dovrebbe
  celebrare, nel rispetto, appunto, di un iter legislativo che è
  stato compiuto secondo norma e secondo
  ciò che è previsto dalla Costituzione, perché è la Costituzione
  che legittima i richiedenti che hanno
  fatto tutto un iter a vedere, come dire, realizzato quello che è
  il sogno che da quindici anni
  inseguono, perché qui ci sono cittadini, circa novemila
  cittadini, che da quindici anni lottano per
  avere riconosciuti i propri diritti, non lottano contro il
  comune di Trapani; ad oggi, il comune di
  Trapani ha sempre disatteso ogni legittima aspettativa
  nell'alveo dei diritti che queste aspettative
  garantivano. Lei sa bene, signor Presidente
      Chiederei cortesemente ai colleghi un po' di attenzione e un
  po' di silenzio.

      PRESIDENTE. Colleghi per favore, se fate parlare l'onorevole
  Lo Curto, siamo veramente
  stanchi. Onorevole Aricò, onorevole Galluzzo, la prego, facciamo
  parlare, senza parlare tra di noi,
  perché non si capisce niente. Siamo stanchi morti, manca poco
  per la fine di questa seduta,
  cerchiamo di arrivarci tranquillamente. Onorevole Pullara, torni
  in vacanza, invece di gridare.
  Onorevole Lo Curto, prego.

      LO CURTO. Signor Presidente, lei sa bene, per avere ricevuto
  personalmente gli estensori di
  questo lavoro attorno al loro diritto, che queste persone hanno
  esplicitato davvero a lei che li riteneva
  folli, come me, all'inizio, tutte le loro ragioni, hanno
  evidenziato tutte le circostanze nelle quali i loro
  diritti sono stati sempre negati. Ma vi è di più. Vi è anche un
  percorso legittimamente eseguito,
  attivato, realizzato, che attende semplicemente un voto da parte
  dell'Assemblea regionale siciliana.
      Il Governo ha istruito, come era giusto che facesse, il
  disegno di legge. Questo disegno di legge
  ha riscontrato il parere favorevole della relativa Commissione,
  oggi è all'attenzione di questo
  Parlamento. Negare a questi cittadini il diritto di vedere
  riconosciuto ciò che hanno fatto, il lavoro,
  sarebbe anche, come dire, mancare ad una attenzione e ad un
  doveroso riconoscimento di quello che
  questi cittadini chiedono.
      Lei sa bene, Presidente, che sono sempre stata presente come
  è giusto e mio dovere, perché sono
  stata eletta per fare il mio dovere ed il mio dovere è stare
  inchiodata a questa sedia, in quest'Aula, e
  oggi sono qui con centosettanta di pressione arteriosa, ho
  chiamato il medico, che mi ha dato una
  pillola, e non ho mancato di fare il mio dovere, ma il mio
  dovere è anche quello di dire che non ci
  sono leggi che questo Parlamento non può fare perché siamo
  stanchi.
      E' vero, questi cittadini hanno aspettato quattordici,
  quindici anni, possono aspettare sei mesi,
  possono aspettare altri quindici anni, tanto per noi non cambia
  nulla.
    Per questi cittadini cambia, rispetto anche al fatto di
  sentirsi ascoltati, di sentirsi compresi e di
  sentire che non c'è un partito che oggi è stato, ed è sempre,
  molto ascoltato che, siccome teme di
  vedere bocciato il loro principio - perché con l'onorevole
  Cracolici ci siamo confrontati nel merito, e
  più volte ci siamo  avversati  nella maniera più corretta
  possibile, com'è giusto che la politica debba
  fare -, ognuno è rimasto nelle proprie posizioni
    Ma noi, oggi, abbiamo fatto questo lavoro e io per prima ho
  detto:  Signor Presidente non
  rimandiamo niente a domani . Lei voleva continuare anche domani.
  Io sono stata tra quelli che ha
  detto no, facciamo tutto oggi. Ci sono quattro - in Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  lei sa rappresento, modestamente, il partito, il Gruppo dell'UDC
  e abbiamo detto facciamo tutti e
  quattro i disegni di legge. Non incardiniamolo, non discutiamolo
  sul piano generale e rimandiamo a
  settembre. Perché rimandare a settembre?
    E', infine, quasi una presa d'atto, cari colleghi, perché
  questi cittadini, è bene che lo sappiate tutti,
  hanno fatto un percorso previsto dalle norme. O noi diciamo che
  le norme non servono, oppure - se
  vogliamo trovare una scusa per non fare questo disegno di legge
  - facciamolo, esprimiamoci nel
  merito perché credo che sia giusto esprimerci nel merito. Non è
  una discussione che impegnerà
  duemila ore. E' una discussione che può impegnare mezz'ora, tre
  quarti d'ora. Io non credo che
  sia , io guardate, rinuncio a parlare perché questa è già la mia
  discussione generale. Il mio Gruppo
  non interviene. Non so quanti Gruppi interverranno.
    Io sono per farlo, io sono per farlo. Dopodiché, certo, la sua
  volontà, Presidente, è sovrana. Ma la
  sua volontà non deve tenere conto solo di una parte politica, e
  che tra le altre cose, voglio dire, per
  carità merita tutto il nostro rispetto, noi la ascoltiamo
  sempre, ma anche le voci che vengono dalla
  maggioranza vanno egualmente ascoltate e vanno ugualmente
  condivise.
    Io chiedo e reitero la necessità di questo voto. E' vero non
  gli cambia la vita ma forse, diciamo, ci
  fa meritare un po' di rispetto in più. Grazie.

    PRESIDENTE Allora, questa gente aspetta da nove, quindici non
  ho capito bene da quanti anni
  aspettano questa possibilità. Noi siamo, dopo quindici anni, i
  primi che li abbiamo ascoltati.
  Abbiamo messo in piedi un disegno di legge e l'abbiamo portato
  in Aula nel giro di due mesi - ci
  sono situazioni di leggi che stanno anni - e l'abbiamo portato
  in Aula nel giro di due mesi.
    Ora, onorevole Lo Curto, quando parlo una motivazione c'è
  normalmente. Quando ho detto che
  alcune cose le avremmo dovute fare domani, era per fare questa
  legge. Lei è stata la prima ad essere
  contraria. Non lo facevo perché volevo andare a dormire, perché
  c'è una regola e come tutte vanno,
  più o meno, rispettate - ogni tanto riusciamo a non rispettarne
  qualcuna -, che è quella dell'orario.
  Alle 22.00 chiude l'Assemblea, normalmente. Dopodiché siccome,
  oltretutto, siamo stanchi morti
  perché da quattro giorni che stiamo inchiodati in questi banchi
  avendo lavorato in maniera molto
  seria, con grande concentrazione e la concentrazione rende
  ancora più stanchi. Non sono stati quattro
  giorni di voti a favore di maggioranza, contro di opposizione.
  Sono stati quattro giorni di
  ragionamenti, con cui abbiamo tirato fuori una legge importante
  fatta, di fatto, insieme da tutti.
  Vedremo se il voto finale dell'urbanistica sarà un voto in cui
  ci sarà maggioranza ed opposizione.
  Vedrete che non ce ne sarà, perché è stata una legge che è stata
  studiata da tutto il Parlamento, ma
  c'è voluta grande concentrazione, c'è voluto grande impegno. Per
  cui siamo veramente stanchi.
    Onorevole Lo Curto, con lei sto parlando però. Io l'ho
  ascoltata attentamente. Benissimo.
    Allora se noi avessimo fatto quello che ritenevo; per me è
  stata un sorpresa che siamo riusciti a
  fare pure lo zooprofilattico, perché ero convinto che avremmo
  dovuto rinunziare anche a quello
  quando ho detto di fare domani.
    Per fortuna siamo riusciti a fare, ed il Presidente Di Mauro è
  riuscito ad essere molto veloce nelle
  variazioni di bilancio. Io non ci credevo, devo essere sincero,
  tanto che avevo proposto di fare le
  variazioni e poi andare dopo, perché non ero convinto che si
  potesse fare anche lo zooprofilattico
  che era una legge importante e mi sarebbe dispiaciuto doverla
  rimandare ad un mese.
    Per cui avevo chiesto il ritorno di domani per questo. Mi è
  stato detto legittimamente che tanti
  deputati dovevano per forza andare via stasera. Benissimo  Io
  così ho fatto e ora però non è che
  posso essere  curnutu e vastuniatu
    Io ho fatto la proposta di andare a domani, voi avete deciso
  di rimanere oggi e a questo stiamo
  arrivando.
    Mancano dodici minuti alla chiusura e, secondo me, se devo
  essere sincero sarebbe più importante
  iniziare il dibattito sul voto finale della legge urbanistica e
  sulle altre, visto e considerato che questa
  legge per gli abitanti di Misiliscemi è un impegno che loro
  hanno e possono verificare.
    L'abbiamo portata in Aula in due mesi dopo che da quindici
  anni chiedevano invano alla politica
  di potere andare avanti.
    L'abbiamo portata in Aula - ora vi prego - comunico la mia
  decisione che è questa, ma vi prego,
  non mi fate passare per uno che non vuole fare questa legge
  perché sarebbe veramente poco vero.
    Questa è una legge che mi sono impegnato a fare, tanto che in
  due mesi, forse meno, l'abbiamo
  portata in Aula. Per cui, non do più la parola a nessuno.
    Chiedo scusa, per quanto mi riguarda, do la parola per
  dichiarazioni di voto delle tre leggi che
  abbiamo approvato.
    Questa è già iniziata, c'è stato già il passaggio agli
  articoli richiesto dal presidente Pellegrino.

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Zito)

    Non aprirò il dibattito, onorevole Zito, la prego, perché
  altrimenti diventiamo matti.
    Io tra quattordici minuti chiudo l'Aula. Volete fare
  l'intervento di dichiarazione di voto?
  Altrimenti chiudiamo subito e non ne parliamo più
    Altrimenti metto in voto. No, onorevole Aricò, ho detto che
  non do la parola a nessuno
    Non è un fatto di trenta secondi
    Dovete rispettare le decisioni che si prendono altrimenti
  sospendo l'Aula e andiamo a domani
    Ve lo sto dicendo prima.
    Basta  Basta interventi inutili

   territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    Votazione finale del disegno di legge  Norme per il governo
  del territorio
    (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
  legge  Norme per il governo del
  territorio  (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A).
    Vi invito a prendere posto perché dobbiamo votare.
    Chiedo se ci sono dichiarazioni di voto.
    Ma siccome a questo punto - scusate ma non è che ognuno può
  dire la sua  non è ca semu a vostra
  casa, picciotti .
    A casa propria ognuno dice la sua, qui - fino a prova
  contraria - c'è un capocondomino
    Lasciate decidere al capocondomino cos'è che si deve fare
    Siccome, manca poco tempo, chiedo per le dichiarazioni di voto
  interventi molto brevi, a tre
  minuti comunque tolgo materialmente la parola.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
    Ricordo che può intervenire uno per Gruppo, non di più,
  altrimenti non ce la facciamo.
    L'onorevole Trizzino per i Cinquestelle, l'onorevole Di Mauro,
  l'onorevole Pagana. Prego,
  onorevole Trizzino, tre minuti.

    TRIZZINO. Non è facile, siamo tutti stanchi.Non ce lo siamo
  preparati questo discorso. Sono
  intervenuto cinquanta volte in questi giorni e, credetemi, sono
  davvero stanco.
    Ci tenevo a dire due cose. Primo, perché credo che sia una
  riforma epocale. Non è una riforma
  della XVII legislatura, questa è la riforma che fissa delle
  regole probabilmente per altri trent'anni
  sull'urbanistica in Sicilia quindi ci tenevo a partecipare.
    L'altro giorno scherzando il collega Cracolici diceva  sembri
  una palla di gomma che rimbalzi da
  una parte e dall'altra .
    Volevo dire ad Antonello Cracolici, simpaticamente, perché lui
  è, come tanti di voi, un maestro -
  sono alla seconda legislatura e la chiuderò qui - ho iniziato
  sette anni fa e molti di voi siete stati i miei
  maestri politici perché ho imparato tanto da voi.
    Quando tu mi dicevi  sembri una palla di gomma che rimbalzi da
  una parte e dall'altra  per dire
  passi dal PD a Cordaro, ti volevo rispondere dicendo che non ho
  sventolato alcuna bandiera quando
  facevo questi emendamenti, ne ho fatti pochi perché ho votato a
  favore di questo disegno di legge.
    L'ho fatto perché- lo dico senza infingimenti, non mi
  interessa, lo ripeto non è campagna
  elettorale - volevo fare una buona legge sul governo del
  territorio.
    Alcuni emendamenti erano buoni del PD, altri erano buoni del
  Governo, il testo base del Governo
  a me piaceva, lo dico senza alcuna difficoltà. Quello nostro era
  più bello, però
    Ammetto che l'assessore Cordaro ha avuto la buona creanza di
  prendere per buoni molte proposte
  del Movimento Cinque Stelle e questa è una bella cosa perché
  stiamo disegnando una bella pagina di
  politica, lo dico senza difficoltà.
    Devo ringraziare l'onorevole Savarino perché è stata davvero
  brava nel gestire la Commissione.
  Non era facile, tutti i deputati che hanno partecipato
  attivamente, da Roberto Di Mauro a Roberto
  Calderone, ad Antonello Cracolici, Antony Barbagallo non c'è ma
  ha contribuito anche lui.
    Il dibattito acceso era necessario perché era una legge
  importante, ci voleva. Due cose le dico
  perché il contributo, io faccio parte del Movimento Cinque
  Stelle e ci tengo a dire che quello che ha
  fatto il Movimento Cinque Stelle in questa legge da
  ambientalista perché lo sapete intervengo solo
  sull'ambiente. Anzi devo ringraziare il presidente Miccichè che
  mi ha dato la possibilità di poter
  parlare una volta tanto non di rifiuti. Io sono ambientalista a
  360 gradi, ogni tanto avrei avuto il
  piacere di parlare di qualcosa altro e la devo ringraziare per
  questo. Non credevo che saremmo
  arrivati a questo discorso, sto finendo.
    Tre punti importanti: il contributo del Movimento Cinque
  Stelle è sull'ambiente anche se devo dire
  che molte altre cose sono state fatte. La rigenerazione urbana,
  il certificato verde e la riduzione del
  consumo del suolo sono tre argomenti di cui si parlerà tanto.
  Lei, Assessore, ha firmato una legge,
  quella del certificato verde, che è davvero rivoluzionaria. Non
  esistono Regioni d'Europa che hanno
  questa norma. Ci stiamo prendendo insieme perché lo rivendicherò
  fino all'ultimo giorno, tanti le
  diranno che ha fatto una cosa azzardata, ma io sarò e lo dico
  sinceramente, non lascerò mai il mio
  gruppo politico perché ci tengo a mantenere la mia storia
  politica, la difenderò ogni qual volta
  qualcuno le dirà che il certificato verde è uno strumento
  pericoloso per certe categorie. Non è affatto
  vero.
    Lei ha firmato una norma che sta scrivendo la storia
  dell'urbanistica in Sicilia e lo dico senza
  alcuna difficoltà. Ed è un momento di orgoglio. Tra l'altro
  questa norma non nasce dal Movimento
  Cinque Stelle, è un lavoro che hanno fatto tanti attivisti, c'è
  il sindaco di Caltanissetta Roberto
  Gambino che ha contribuito attivamente a questa norma; c'è il
  collaboratore di Giannina Ciancio che
  ha lavorato tanto, i miei collaboratori che sono stati davvero
  infaticabili. E' un lavoro davvero grosso
  e io sono felice di potere dire, a nome del Movimento Cinque
  Stelle - credo che sia la prima volta che
  accade una cosa del genere presidente Musumeci - che il
  Movimento Cinque Stelle voterà a favore di
  una riforma nonostante io stesso ho firmato la riforma sul
  governo del territorio. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Trizzino. E' iscritto a parlare
  per dichiarazione di voto
  l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, sarò veloce perché mi sembra
  corretto politicamente dare atto al
  Governo per l'iniziativa legislativa corposa che ha presentato
  assumendosi la responsabilità di
  invertire una tendenza che, tra l'altro, mi vedeva perplesso ma
  che nel corso dei lavori siamo riusciti
  a sistemare. E mi permetto di dare atto anche al presidente
  Miccichè che ha condotto per intero i
  lavori di quest'Assemblea con l'esperienza di chi sa come
  dirigere un'Assemblea e, soprattutto,
  consentendo a tutti quanti di intervenire, di ragionare, di
  riflettere su un disegno di legge che è
  importante per la Sicilia, è importante per lo sviluppo.
    Ricordiamoci tutti che l'urbanistica regola lo sviluppo di un
  territorio. Avere una buona legge,
  avere un meccanismo di natura tecnica che consenta agli uffici
  tecnici di potere operare con serenità,
  senza ricorrere a pareri o artificio di altro tipo per potere
  esprimere il proprio consenso alle iniziative
  che legittimamente i cittadini e le imprese propongono, credo
  che sia una cosa buona e giusta.
    Tutti gli accorgimenti, compreso l'aspetto transitorio che
  abbiamo previsto, il concetto innovativo
  della perequazione che finalmente è sancito con legge e che
  eviterà non solo tutte le procedure
  espropriative, tutti i contenziosi perché nessun cittadino che
  appartiene a una porzione di territorio
  che fa parte della perequazione, avendo mantenuto il proprio
  coefficiente di edificabilità, potrà
  ritenersi soddisfatto e, quindi, partecipare attivamente al
  processo decisorio che i consigli comunali
  portano avanti.
    Grazie, ovviamente, ai tanti colleghi che sono intervenuti e
  grazie al Parlamento che in questo
  disegno di legge ha mostrato tutta la sua maturità e la
  consapevolezza di mettere mano a un disegno
  di legge importante.

    PRESIDENTE. Grazie, presidente Di Mauro. E' iscritta a parlare
  per dichiarazione di voto
  l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.

    PAGANA. Signor Presidente, questo intervento per annunciare il
  voto favorevole del Gruppo
  parlamentare Attiva Sicilia. Finalmente, è arrivato questo
  momento di questa riforma che ha visto la
  luce e l'ha vista in quest'Aula.
    Sembrava che questa riforma non dovesse mai arrivare a questo
  punto. Leggevamo sui giornali di
  migliaia e migliaia di emendamenti salvo poi scoprire che erano
  tutti, o meglio la maggior parte,
  emendamenti soppressivi, alcuni sicuramente presentati per la
  tecnica legislativa e la prassi che si
  utilizza, altri invece sicuramente pretestuosi.
    Ma all'interno dello stesso testo abbiamo trovato emendamenti
  sicuramente di buon senso che
  hanno contribuito a migliorare questo testo così com'è uscito
  dalla Commissione condiviso da tutti i
  Gruppi parlamentari.
    Presidente Micciché, volevo intanto fare i complimenti sia
  alla presidente Savarino, della IV
  Commissione, che ha svolto un'attività di accordo e di
  mediazione tra tutti sicuramente non
  indifferente e gli stessi complimenti volevo fare all'assessore
  Cordaro.
    Però, presidente Micciché, mi permetta di fare
  un'osservazione: durante i lavori per questa riforma
  che introduce principi innovativi, pensiamo al principio della
  compensazione. E' anche una sfida.
  Vedremo cosa produrrà questo principio. La sussidiarietà.
    Finalmente, la Regione vicina ai comuni, vicina agli enti
  locali, vicina anche ai comuni più
  piccoli.
    Presidente, vorrei come nota a margine da me che sono
  sicuramente alla prima esperienza: la
  presenza del Governo in questo Parlamento con la presenza
  costante dell'assessore Cordaro, questa
  attività di ascolto, sia con la maggioranza che con
  l'opposizione, ha prodotto i suoi frutti.
    Succede che molte volte noi, anche in I Commissione, più che
  la presenza abbiamo, purtroppo,
  avvertito non dico l'assenza anche perché l'assessore Grasso è
  stata sempre disponibile, però un
  atteggiamento sicuramente diverso da quello che abbiamo visto.
    Questo è il principio di responsabilità che mi aspettavo di
  vedere quando siamo arrivati in questo
  Parlamento e quel dialogo e quel confronto buono che sta
  producendo ed ha prodotto in questo caso
  un qualcosa di sicuramente rivoluzionario se non altro per il
  fatto che è stata prodotta in Sicilia nota,
  purtroppo a tutti, per la sua rassegnazione e lo abbiamo visto
  anche in qualche proposta di
  emendamento dove si vedeva una certa chiusura mentale rispetto a
  delle proposte, rispetto a questa
  visione. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagana. E' iscritto a parlare
  per dichiarazione di voto
  l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.

    ARICO'. Signor Presidente, soltanto un minuto per dire a
  quest'Aula che siamo orgogliosi di
  avere partecipato a questa bella pagina di storia che ha scritto
  questa Assemblea, orgogliosi di
  sostenere un Governo, il governo Musumeci, che ha portato avanti
  questa riforma con l'assessore
  Cordaro, orgogliosi, ma ancora di più di avere all'interno del
  Gruppo parlamentare un Presidente di
  Commissione, della IV Commissione, che è l'onorevole Savarino
  che ha condotto in questi mesi
  grandi dedizioni e battaglie e siamo riusciti a portare una
  pagina bella e grazie a tutta l'Aula. Grazie
  all'opposizione.
    E' quello che avevamo chiesto all'inizio della legislatura.
  Facciamo le riforme insieme.
    E oggi abbiamo dimostrato che le riforme insieme si possono
  fare. Ci mancano ancora due anni e
  mezzo, siamo da qualche settimana al giro di boa e, allora, se
  riuscissimo a continuare così
  probabilmente segneremmo la pagina non soltanto di questo bel
  momento approvando questa
  riforma ma anche della migliore legislatura che ci sia mai
  stata. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò. E' iscritta a parlare per
  dichiarazione di voto l'onorevole
  Lo Curto. Ne ha facoltà.

    LO CURTO. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
  della Regione, Governo e
  colleghi, non posso che annunciare il mio voto favorevole e
  quello dell'intero Gruppo UDC a questa
  che è davvero, l'hanno già definita così i colleghi che mi hanno
  preceduto, una riforma epocale.
    Dopo quarantadue anni, finalmente in Sicilia, si mette ordine
  per pianificare, razionalizzare, in un
  settore talmente strategico, perché il territorio è certamente
  strategico per lo sviluppo economico e
  per l'immagine della stessa Sicilia che vogliamo, che può essere
  pianificata in maniera ordinata e nel
  rispetto anche di una precisa volontà del legislatore, che è
  quello di non edificare se non nei limiti di
  quello che è possibile, ovvero il consumo di suolo zero.
    Ecco, avere messo questa frase nella legge fa intendere il
  quadro all'interno del quale si vuole
  muovere questa Regione finalmente con una legge che riordina
  l'intero sistema secondo il principio
  della sussidiarietà, mette in sinergia finalmente tutti gli enti
  del territorio che dialogano tra di loro,
  garantendo anche che all'interno del quadro generale, che è
  definito dal piano territoriale che la legge
  prevede, ci siano anche i piani regolatori generali, non più
  chiamati così ma appunto piani
  urbanistici.
    E questo darà anche la possibilità finalmente a questi piani
  regolatori, chiamiamoli ancora così, di
  poter essere finalmente varati e ai sindaci di vedere realizzati
  anche gli obiettivi con i quali vengono
  eletti, con i quali si presentano agli elettori, con le giuste
  motivazioni che poi vedranno anche
  realizzate nel proprio territorio.
    È una legge importante, diamo atto davvero alla iniziativa che
  è stata - voglio qui veramente
  sottolineare l'importanza anche della regia con la quale, grazie
  alla presidente della Commissione,
  onorevole Savarino, è stata condotta avanti questa legge, è
  stato realizzato davvero un efficace anche
  confronto tra tutte le parti politiche e possiamo certamente
  vantarci di questo obiettivo che oggi
  raggiungiamo credo davvero col consenso unanime di questo
  Parlamento.
    Non è semplice e non è facile, e non è mai scontato pensare ad
  un accordo davvero sinergico tra
  tutte le forze politiche. Se ci siamo riusciti, se questo
  Governo c'è riuscito e porta a casa questo
  risultato, è un risultato che va a merito di tutti i colleghi,
  di tutti i deputati di tutte le forze politiche,
  perché quando si ha a cuore l'interesse della Sicilia, e quando
  questo interesse viene perseguito in
  maniera veramente così forte, così orgoglioso, credo che non ci
  sia migliore risultato per la buona
  politica. Quindi, io dico sempre, amo sempre sostenere che
  questo è il Governo della buona politica,
  che la buona politica c'è e si può fare, oggi veramente si può
  esaltare con il contributo di tutti coloro
  che hanno contribuito appunto a fare questa legge.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, il Gruppo
  parlamentare del Partito Democratico si
  asterrà su questa legge. Inizialmente pensavamo di votare
  contro. Vogliamo valorizzare però il
  confronto che si è sviluppato in questo Parlamento che ha
  consentito di migliorare certamente il
  testo. Abbiamo apprezzato che numerose volte il Governo ha dato
  parere favorevole ai nostri
  emendamenti guardando non al colore politico ma al merito e al
  contenuto, con la consapevolezza di
  tutti che questa è una legge estremamente importante per lo
  sviluppo del territorio, per la Sicilia, per
  la tutela dell'ambiente.
    Sicuramente, quello di questa sera è un passaggio storico, la
  legge è la 71/1978, si ascrive
  giustamente al compianto Presidente Piersanti Mattarella, sono
  passati quarantadue anni, questo
  Parlamento si assume una responsabilità estremamente importante
  e questo Governo si assume una
  responsabilità estremamente importante e questo Governo si
  assume una responsabilità certamente
  importante perché sarà chiamato a dare attuazione ai primi
  passaggi di questa legge. Noi
  continueremo a svolgere un ruolo ovviamente di opposizione
  quindi di controllo sull'attuazione della
  legge. Ci auguriamo che questo confronto possa continuare a
  svilupparsi anche in Commissione
  rispetto ai passaggi attuativi della legge stessa e ci auguriamo
  anche che possa comunque prevalere
  pur nella diversità di opinioni e di posizioni politiche
  innanzitutto il bene comune, il bene e
  l'interesse dei cittadini tutti valorizzando il ruolo del
  Parlamento che in questo caso credo che
  davvero ha fatto un lavoro estremamente significativo e per
  quanto riguarda gli emendamenti
  proposti dal Partito Democratico, credo almeno duecento oltre i
  soppressivi, voglio qui cogliere
  l'occasione per ringraziare ovviamente non solo i colleghi che
  più direttamente hanno lavorato alla
  legge, quindi l'onorevole Barbagallo ma anche tutti gli altri
  componenti del Gruppo parlamentare,
  ma anche gli ordini professionali, numerosi professionisti che
  gratuitamente hanno accettato il nostro
  invito di confrontarsi al fine di migliorare un testo che io
  penso dovrà dare risultati molto positivi
  negli anni futuri per il bene di questa Regione.

    LENTINI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LENTINI. Signor Presidente, oserei dire continuiamo così nel
  senso che finalmente abbiamo
  iniziato a votare le riforme, io l'ho detto qualche mesetto fa
  che questo è il Governo delle riforme.
  Già la prima riforma è stata fatta ed è stata fatta con la
  collaborazione del centro sinistra,
  dell'opposizione, e questo è un vanto per i cittadini siciliani
  che finalmente possono dare un segnale
  positivo di riconoscenza alla politica che oggi anziché
  bivaccare ha dato un segnale di
  riconoscimento che ci sono alcune leggi che bisogna rivedere
  perché dopo quarantadue anni è giusto
  che sia così.
    Oggi viviamo la modernità, viviamo un momento particolare,
  quindi è giusto che faccia così. Sulla
  sussidiarietà devo dire che sia verticale che orizzontale ci
  sono delle cose molto importanti perché in
  questa riforma, diciamo, abbiamo intrapreso un percorso che
  finalmente i consigli comunali avranno
  una legge chiara da votare anche loro e riguardo i privati
  possiamo dare la giusta riconoscenza per le
  cose che sono possibili. Quindi grazie a tutti sono contento di
  avere votato la prima riforma.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'ultimo intervento dell'onorevole
  Calderone e poi votiamo. Sì,
  tranquilli, state sereni, dico l'ultimo intervento per i
  deputati.

    CALDERONE. Signor Presidente, naturalmente mi unisco al coro
  di complimenti. Io da
  capogruppo, non sono componente della relativa Commissione di
  merito, ho partecipato più volte
  alle sedute della Commissione presieduta dall'onorevole Savarino
  con la quale intendo
  complimentarmi, così come faccio con l'onorevole Cordaro per la
  disponibilità dimostrata.
    Forza Italia ha cercato di contribuire presentando una serie
  di emendamenti e devo dire Presidente
  che sia il presidente Savarino che l'assessore Cordaro sono
  stati disponibilissimi ad ascoltare. Ci
  siamo incontrati più volte, alcune cose si potevano fare altre
  non si potevano fare. Quelle che si sono
  fatte sono state inglobate, signor Presidente, in questo disegno
  di legge, è inutile ribadire che è stato
  un disegno di legge e sarà un disegno di legge epocale.
    Ha detto bene l'onorevole Trizzino dicendo che abbiamo più
  volte, ci siamo più volte confrontati.
  Io personalmente Presidente devo dire che è stato motivo di
  crescita perché ho appreso tanto, diceva
  Kipling se non vado errato

    PRESIDENTE. Fino adesso siamo stati ad ascoltare quelli che
  c'erano, possiamo continuare che
  manca poco e così poi ce ne andiamo? Grazie.

    CALDERONE. Diceva Kipling che  ogni uomo che incontro mi è in
  qualche maniera superiore e
  da lui ho sempre qualcosa da apprendere . Ecco per me è stato
  motivo di crescita, ho preso tanto, ho
  cercato di dare il mio contributo. Però, Presidente, non perché
  sono di parte io desidero rivolgere a
  nome mio e a nome di Forza Italia un ringraziamento particolare
  a lei - non dirò più la sua signoria,
  altrimenti vengo quasi rimproverato.
    In un paio di giorni ha tenuto straordinariamente l'Aula, ci
  ha costretti, tra virgolette, a sacrificarci
  ed ha contribuito in maniera determinante a liquidare questo
  epocale disegno di legge.
    Non è solo merito del Governo, che ne ha tanto, merito della
  Commissione e del Parlamento che è
  stato veramente produttivo perché tutti gli emendamenti erano
  emendamenti che ti portavano a
  studiare ed a verificare, accoglibili e non accoglibili - quello
  era un altro tema ed un'altra tematica -
  però, senza la sua sapiente e convincente direzione questa era
  una legge che sicuramente sarebbe
  passato qualche mese, voglio essere generoso, prima di essere
  approvata, se non qualche anno.
    Grazie a tutti i componenti del Parlamento, grazie alla
  Presidente Savarino, grazie all'Assessore
  Cordaro, grazie soprattutto a lei, signor Presidente.
    Ovviamente, Forza Italia voterà un sì convinto a questa legge
  di riforma che, dopo quarantadue
  anni, la 71/78 ormai possiamo dire va in soffitta, è una
  grandissima legge di sviluppo. Perché dietro
  il governo del territorio non c'è soltanto un problema
  urbanistico, il problema del governo del
  territorio è che porta sviluppo, porta ricchezza, porta
  economia.
    E' proprio di questo che ha bisogno la nostra Terra.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone. Grazie in particolare
  per le parole che mi ha rivolto.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino, Presidente della
  Commissione.

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,
  grazie. Io non riesco a nascondere amozione.
    Sto provando stasera un'emozione simile alla mia prima legge
  approvata.
    Io arrivai in Assemblea nel 2001, avevo appena finito una
  scuola di specializzazione in diritto
  regionale degli enti locali e mi ritrovai relatrice della prima
  legge che quest'Aula ha approvato -
  l'onorevole Cracolici era con me, se lo ricorderà - che era la
  legge che disciplinava il referendum in
  Sicilia, i referendum consultivi anche in Sicilia.
    E, per la prima volta da giovane neolaureata, neo
  specializzata, mi ritrovai dalla parte opposta ad
  essere il legislatore.
    Stasera l'approccio con questa legge, non vi nascondo, per me
  è stato un approccio molto
  rispettoso perché se io ho iniziato a fare politica quando ero
  ragazzina è perché avevo un esempio,
  che era quello del Presidente Piersanti Mattarella.
    Quindi, mettere mano ad una riforma che aveva come testo di
  riferimento la legge che fu il primo
  tassello purtroppo che portò alla condanna a morte del
  Presidente Piersanti Mattarella - come
  raccontano, infatti, i successivi - è un approccio di grande
  rispetto e di grande emozione rispetto a
  quello che dovevamo fare.
    Ecco perché lo sforzo massimo mio è stato quello di cercare di
  mettere dentro il più ampio
  consenso possibile.
    E non sempre era facile perché nella stessa commissione
  c'erano sensibilità diverse, non dico che
  c'era il palazzinaro e chi voleva il consumo del suolo zero
  immediatamente ma quasi.
    Quindi, conciliare opposte sensibilità non era facile.
    Ma ci siamo riusciti, ecco questo oggi si può dire.
    E ci siamo riusciti coinvolgendo, ascoltando non semplicemente
  gli ordini professionali, le
  università, le associazioni di categoria.
    Perché non ci siamo limitati ad ascoltarli - i colleghi lo
  sanno - li abbiamo coinvolti direttamente
  anche nella redazione del testo, nella redazione degli
  emendamenti, quindi, nel migliorare il testo.
    Questa è una legge che ha visto il coinvolgimento, quindi,
  anche di importanti riferimenti esterni
  che si sono rivisti e che hanno contribuito con noi a che questa
  legge fosse una legge il più possibile
  condivisa.
    Ecco perché li ringrazio da qui come ringrazio gli uffici, sia
  quelli del Dipartimento - l'ho già
  detto all'inizio - l'architetto Grutta addirittura è andato in
  pensione ed ha continuato a seguirci pur
  essendo in pensione; il mio dirigente, il dott. Lupo, che ha
  avuto grandissima pazienza, anche perché
  io sono una stacanovista e, quindi, li ho anche costretti a
  lavorare in giornate in cui eravamo gli unici
  in Assemblea e lo ringrazio, come ringrazio i miei collaboratori
  e, soprattutto, ringrazio i colleghi
  tutti.
    Parto da quelli della Commissione che sono stati quelli con
  cui fianco a fianco abbiamo condiviso
  tante ore di lavoro, ma anche i colleghi che non sono componenti
  della Commissione ma che, come
  l'onorevole Calderone, come tanti altri, hanno partecipato ai
  lavori di questo testo di legge perché
  coinvolti dall'importanza della legge che stavamo facendo.
    Ringrazio lei, Presidente Miccichè, perché è vero la sua guida
  qua dentro, in Assemblea, ha
  permesso di organizzare in maniera efficace e sempre rispettando
  le forze politiche tutte, ha dato
  un'accelerazione e una concretezza ai lavori di quest'Aula che
  ci ha permesso oggi di potere dare il
  voto finale e la ringrazio.
    Ringrazio l'Assessore Cordaro con il quale abbiamo condiviso
  tanta fatica, tante ore di lavoro,
  tanto ascolto e ringrazio, permettetemi, ultimo, ma non per
  ultimo, il Presidente Musumeci, che con
  questa legge, con questa azione, conferma a me quello che
  pensavo quando nessuno ci credeva, cioè
  che questo Governo Musumeci possa essere veramente un governo di
  svolta per questa nostra
  Regione.
    Io faccio politica con passione, ci ho creduto quando non ci
  credeva nessuno, questo è uno di quei
  tasselli che mi fanno sentire orgogliosa di essere al suo
  fianco, signor Presidente, e di lavorare
  insieme a lei perché questi risultati i siciliani possano
  concretamente vederli nel tempo.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'Assessore Cordaro. Ne ha
  facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, io sarò breve perché
  siamo tutti stanchi, ma piacevolmente stanchi. Non so se questa
  è una legge epocale, lo dirà la storia.
  Ma sicuramente oggi abbiamo scritto una bella pagina, abbiamo
  scritto una pagina di democrazia,
  abbiamo scritto una pagina di competenza, abbiamo scritto una
  pagina di confronto costruttivo, mai
  strumentale, anche se non sono mancate, come è normale che sia,
  le polemiche, che non sono
  mancati i momenti di confronto aspro, non tornerò sui temi della
  legge perché in tanti li avete trattati
  e perché in questi giorni non abbiamo parlato di altro, desidero
  fare soltanto dei ringraziamenti.
    Il ringraziamento non può che andare a tutta l'Aula
  indistintamente, a tutti i colleghi per il
  contributo che ciascuno quota parte ha dato al miglioramento di
  questa legge. Ma desidero anche
  fare dei ringraziamenti personali. Il primo è al Presidente
  della Regione, Musumeci, stimolo
  quotidiano e primo artefice di questo disegno di legge. Desidero
  poi ringraziare coloro che hanno
  scritto materialmente il disegno di legge che è arrivato, i
  professori universitari con i quali ci siamo
  confrontati, i dirigenti del dipartimento e chi poi lo ha
  accompagnato, dai funzionari della
  Commissione fino ai dirigenti che stanno seduti in quest'Aula.
  Desidero ancora ringraziare il
  direttore generale Giovanni Salerno che ha lavorato perché
  questo disegno potesse diventare realtà.
    E desidero poi ringraziare e ancora farlo sentitamente tutti i
  Capigruppo con i quali ci siamo
  confrontati e che non hanno mai disdegnato il confronto, anzi lo
  hanno cercato. Però, permettetemi,
  senza fare torto a nessuno, di ringraziare soprattutto fra i
  Capigruppo l'onorevole Calderone perché
  ha dovuto accettare qualche no in più degli altri e lo ha fatto
  con grande senso istituzionale, restando
  al suo posto, facendo il suo dovere e dando il contributo
  richiesto.
    Desidero poi, ancora, ringraziare l'onorevole Trizzino, lo
  faccio senza impingimenti perché è stato
  un oppositore intelligente anche coraggioso in alcuni passaggi e
  lo ringrazio anche per le parole che
  ha speso perché le ho raccolte e le conservo sotto il profilo
  personale. Desidero poi, ancora,
  ringraziare la Presidente Savarino, se del caso più instancabile
  di me, e questo, devo dire, mi fa
  molto piacere affermarlo perché posso dire questa sera, ecco, di
  essere onorato di aver lavorato
  insieme a lei a questa legge. Lo dico senza alcun infingimento e
  anche con grande senso di
  gratitudine.
    Desidero poi ringraziare il nostro Presidente dell'Assemblea
  regionale, lo faccio perché egli è
  stato il regista di questo percorso in Aula e quindi lo faccio
  sentitamente perché ha curato i
  particolari, perché credo di avere anche contribuito a farlo
  innamorare di questa legge che egli non
  necessariamente doveva conoscere, ma che ha imparato ad
  apprezzare e, se del caso, anche a
  difendere in alcuni momenti particolari.
    E quindi il mio sentito grazie, insieme al Vice Presidente Di
  Mauro che, per qualche momento,
  oltre ai contributi che ha dato dall'Aula, ha presieduto questa
  Assemblea.
    E infine, e concludo sperando di non avere dimenticato
  nessuno, desidero ringraziare un
  burocrate: l'architetto Giovanni Grutta. In un tempo
  particolare, dove non sempre la burocrazia,
  secondo me anche a ragione, è apprezzata, desidero ringraziarlo
  perché egli oggi è in pensione, e
  tuttavia, nonostante questo mi ha chiesto di continuare a
  lavorare al nostro fianco. Un burocrate
  capace, onesto, intelligente, di cui, forse anche nella mancanza
  di tanti suo emuli, nella Regione
  siciliana si sentirà la sua mancanza e il bisogno di gente come
  lui.
    E' una giornata importante che ho veramente e sentitamente il
  piacere di condividere con tutti voi
  e per questa ragione credo che il percorso che inizia sarà un
  percorso che poi continueremo a
  valutare nella concreta applicazione di questa legge.
    Se il Presidente Micciché lo consente qualche giorno di
  vacanza a tutti.

    PRESIDENTE. Grazie assessore. Se tutti prendete posto iniziamo
  la votazione, fermo restando
  che dei ringraziamenti li devo fare anche io.
    Ringrazio tutti voi per il dibattito che c'è stato. Raramente
  si vede un dibattito in cui veramente
  non c'è stato uno scontro ideologico, ma si è lavorato soltanto
  per migliorare la legge da parte di tutti
  i gruppi politici e l'intelligenza della Presidente Savarino e
  dell'Assessore Cordaro ad accettare
  anche quelli che normalmente, più di quelli che normalmente si
  accettano, proposte dell'opposizione
  o della maggioranza, o comunque dei partiti. Spesso si è gelosi
  di quello che si scrive e sembra
  sempre che gli interventi degli altri servano soltanto a
  disturbare. Li ringrazio veramente per
  l'intelligenza che hanno avuto la Presidente Savarino e
  l'Assessore, per capire che, invece, erano
  contributi veri, non era un disturbo, erano possibilità per
  migliorare la legge.
    Ha ragione Cordaro quando dice che mi ha fatto innamorare di
  questa legge. No, intanto mi ha
  fatto capire qualcosa, perché prima ne capivo molto meno. Con
  questa legge oggi ne capisco di più e
  quindi ho potuto anche permettermi di difendere o mi sono
  permesso io stesso di suggerire qualche
  modifica sulle cose che passavano proprio perché le capivo, e
  quindi mi sono sembrate anche
  importanti; ringrazio veramente l'Assessore Cordaro e la
  Presidente Savarino.
    Ringrazio la Presidente Savarino in più anche per l'ultimo
  intervento che ha fatto, per avere
  ricordato che questa è la legge su cui, almeno così la storia
  dice, è morto Piersanti Mattarella, che è
  stato ovviamente l'ultimo Presidente che aveva fatto questa
  riforma sull'urbanistica, una riforma che
  allora - erano gli anni Settanta, Ottanta - purtroppo gli costò
  veramente tanto. Erano anni diversi da
  quelli di oggi. Io vorrei tranquillizzare tutti. Non credo che
  oggi ci sia nessun rischio nell'operare
  bene e serenamente come abbiamo fatto. Allora era un fatto
  veramente molto diverso e quindi il
  ringraziamento va dato anche a Piersanti Mattarella, anche in
  quest'occasione credo che sia
  veramente dovuto.
    Ringrazio i miei Uffici, miei si fa per dire, miei pro
  tempore, gli Uffici dell'Assemblea, perché,
  credetemi, in alcuni momenti abbiamo fatto loro delle richieste
  anche un po' esagerate, di risolvere
  problemi giuridici o di comprensione di testi, su cui
  teoricamente sarebbero dovuti assolutamente
  intervenire ma in tempi più sereni, diversi, in Commissione e
  non magari all'ultimo minuto in Aula,
  come abbiamo fatto spesso.
    Un grazie particolare, al di là del Segretario generale, che
  ovviamente significa un grazie per tutti i
  dipendenti dell'Assemblea, va come al solito alle figure che mi
  stanno sempre dietro, a cui avevo
  detto che stasera avremmo fatto tardi e che, come al solito,
  accettano sempre molto volentieri tutti i
  nostri capricci, a volte, esigenze altre volte, come quella di
  restare fino a quest'ora.
    E ringrazio in particolare il dottore Lupo, che ha dimostrato
  di essere una persona di grande
  capacità e di grande dedizione, e anche lui di grande
  comprensione, per alcune rotture di scatole che
  gli sono state date e a cui lo abbiamo costretto, per cui grazie
  veramente a tutti.

   per il governo del territorio" (587-5-147-162-174-187-190-229-356-
   -472-536/A)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Norme per il governo
    del territorio» (587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Norme
  per il governo del territorio» (587-5-147-162-174-187-190-229-
  356-472-536/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    (Risultato della votazione)

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     55
    Votanti      45
    Maggioranza  23
    Favorevoli   45
    Contrari       0
    Astenuti       4

    (L'Assemblea approva)

    Grazie a tutti e complimenti. Quelli che hanno avuto qualche
  problema di voto, se lo possono
  comunicare per favore agli Uffici, che lo mettono a posto. Non
  vi alzate, dobbiamo fare il voto finale
  ancora su due leggi, e sulle quali, chiedo scusa, mi capirete,
  non do parola per dichiarazione di voto.
  Per le variazioni c'è un emendamento, ai sensi dell'articolo 117
  del Regolamento interno, da votare
  prima. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Se vi sedete, procediamo al voto finale delle variazioni di
  bilancio.

   "Disposizioni finanziarie" (811/A)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Disposizioni finanziarie» (811/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge
  «Disposizioni finanziarie» (811/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     52
    Votanti      43
    Maggioranza  22
    Favorevoli   28
    Contrari     15
    Astenuti       0

    (L'Assemblea approva)

    Se ci sono problemi, comunicateli qui agli Uffici, che
  segnaleranno il problema che avete avuto.

   "Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia"
   (445-280-546/A)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
  Sicilia» (445-280-546/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge
  «Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
  Sicilia» (445-280-546/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     56
    Votanti      40
    Maggioranza  21
    Favorevoli   40
    Contrari       0
    Astenuti     11

    (L'Assemblea approva)

    Comunico, a garanzia che la legge sul Comune di Misiliscemi,
  se non fosse stato perché abbiamo
  perso veramente molto tempo, sarebbe stata fatta oggi, così come
  avevamo immaginato e così come
  pensavamo di fare, ringrazio l'onorevole Lo Curto per avere
  perfettamente capito quali sono le
  esigenze che abbiamo avuto stasera. Comunico che ovviamente alla
  riapertura la prima cosa che
  faremo sarà questa votazione sul Comune di Misiliscemi.
    Intanto, chiudo la seduta. Faremo sapere, attraverso
  telegramma, telefonate o non so che altro,
  quando riapriremo perché lo dobbiamo materialmente, io mi devo
  fermare a studiare questa vicenda.
  Diciamo che in ogni caso, dal giorno dieci agosto siamo chiusi,
  inizierà questo breve periodo di
  vacanze il giorno dieci, vi faremo sapere quando sarà concluso.

    La seduta è tolta alle ore 22.28

  VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
  DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
  Il Direttore
  dott. Mario Di Piazza

  Il Consigliere parlamentare responsabile
  dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio