Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 12.14
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di
trenta minuti al fine delle eventuali votazioni mediante
procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di
scrutinio nominale o di scrutinio segreto (art. 127) sono
effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
del territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per il
governo del territorio (nn.
587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
PRESIDENTE. Il Governo è presente. Onorevoli colleghi, siamo
arrivati all'articolo 29. Ne do
lettura:
«CAPO II
Piani particolareggiati attuativi (PPA)
Art. 29.
Contenuti del piano particolareggiato attuativo (PPA)
1. I Piani particolareggiati attuativi, di seguito PPA, sono
strumenti pianificatori che disciplinano
le parti del territorio comunale sulle quali il PUG richiede,
per la sua attuazione, un ulteriore
intervento pianificatorio di maggior dettaglio, previa
perimetrazione da approvarsi da parte del
Consiglio comunale se non prevista dal PUG. I PPA possono essere
redatti anche in assenza della
loro previsione nel PUG in quanto strumenti attuativi di atti di
pianificazione sovraordinata in
variante alle previsioni di piano, in conformità alle
disposizioni di cui all'articolo 30.
2. I PPA possono essere sia d'iniziativa pubblica che
d'iniziativa privata. In particolare, possono
essere promossi, redatti e attuati, oltre che dal Comune e dai
proprietari delle aree interessate, anche
da società miste, costituite dai proprietari degli immobili
interessati o da altri soggetti privati con il
Comune. Se sono d'iniziativa dei proprietari interessati o di
società mista, i soggetti promotori
devono fornire le necessarie garanzie finanziarie per la loro
attuazione.
3. I PPA di iniziativa privata prevedono la stipula di una
convenzione con il Comune, soggetta a
trascrizione entro il termine di mesi sei dalla data di
approvazione del Piano a pena di decadenza.
Nella Convenzione sono specificate:
a) le prestazioni;
b) la durata degli obblighi assunti, i termini di inizio e di
ultimazione degli interventi;
c) le garanzie finanziarie per l'adempimento degli obblighi e
le sanzioni per l'inosservanza degli
stessi, ivi compresa la possibilità della risoluzione
contrattuale;
d) gli elementi progettuali e le modalità di controllo
sull'esecuzione delle opere, con particolare
riferimento a quelle di urbanizzazione.
4. Ove il PUG preveda in sede propria l'ubicazione delle aree
relative alle opere di urbanizzazione
secondaria, l'aliquota delle aree da cedere nell'ambito del PPA
di iniziativa privata può essere
monetizzata sulla base dei valori di mercato, sempre che le aree
previste dal PUG siano ubicate ad
una ragionevole distanza all'area oggetto del PPA. Nei PPA di
iniziativa privata i titoli edilizi
abitativi nell'ambito dei singoli lotti sono subordinati
all'esistenza delle opere di urbanizzazione
primaria relative ai lotti stessi.
5. Le previsioni delle urbanizzazioni dei PPA hanno validità
di cinque anni dalla data di
approvazione. Possono essere prorogati di ulteriori cinque anni,
qualora i relativi progetti siano stati
approvati e i lavori abbiano avuto inizio. Se le opere di
urbanizzazione non sono integralmente
realizzate entro i termini di validità del piano, è richiesta
l'approvazione di un nuovo piano attuativo,
fatta salva l'applicazione di quanto disposto dall'articolo 4
della legge regionale 10 agosto 2016, n.
16 e successive modificazioni nelle aree a vincolo scaduto e
dall'articolo 20 della medesima legge
per quanto attiene a lotti residuali o interclusi.
6. Il PPA di iniziativa pubblica contiene un piano finanziario
nel quale è indicato il costo delle
opere di urbanizzazione primaria e delle aree da espropriare per
le opere di urbanizzazione primaria
e secondaria, nonché i programmi e le fasi di attuazione e gli
eventuali piani particellari d'esproprio.
7. Il permesso di costruire per il manufatto da realizzare
nell'ambito delle aree oggetto del PPA, o
il titolo abilitativo alternativo, comporta la corresponsione di
un contributo pari al costo indicato con
il predetto piano in proporzione al lotto interessato, aumentato
della quota di contributo riguardante
le opere di urbanizzazione secondaria, stabilita dai comuni in
base alle tabelle parametriche definite
dalla Regione per la determinazione degli oneri di
urbanizzazione. A scomputo totale o parziale di
quanto dovuto, il titolare del titolo abilitativo può obbligarsi
a realizzare direttamente le opere di
urbanizzazione con le modalità e le garanzie stabilite dal
comune e a cedere le aree necessarie per le
opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Le aree
necessarie per le opere di urbanizzazione
primaria e secondaria comprese nelle zone disciplinate dal PPA
sono soggette per il periodo di
efficacia dei vincoli urbanistici ad espropriazione e diventano
parte del patrimonio indisponibile del
comune. Alla loro acquisizione sono destinate le somme a tal
fine corrisposte dai soggetti privati.
8. Il comune è responsabile della verifica tecnico-
amministrativa delle opere di urbanizzazione.
9. Ai PPA possono anche essere allegati i progetti definitivi
delle opere in essi previste; in questo
caso, l'approvazione dei PPA consente l'attuazione diretta dei
progetti edilizi che siano stati
eventualmente allegati mediante singoli titoli abilitativi,
salve le verifiche di conformità al
regolamento edilizio comunale ed i pareri, le autorizzazioni, i
nulla osta e gli altri atti di assenso
altrimenti denominati richiesti dalle norme vigenti in materia.
Le opere pubbliche o di interesse
pubblico previste all'interno dei PPA sono inserite e hanno
priorità nel programma triennale delle
opere pubbliche comunali, salva la loro esecuzione a carico del
privato, se prevista, e la conseguente
cessione al patrimonio comunale.
10. I Piani attuativi di iniziativa privata per complessi
insediativi in ambito chiuso, possono essere
previsti per complessi residenziali, turistico-ricettivi,
produttivi di tipo artigianale, industriale e
commerciale; per tali piani attuativi resta escluso l'obbligo
della cessione delle aree e delle opere di
urbanizzazione primaria e secondaria ricadenti all'interno del
complesso, ferma restando la necessità
di formalizzare apposita convenzione per la quale è esclusa
l'approvazione in Consiglio comunale.
Rimane a carico del richiedente privato la realizzazione delle
aree, dei servizi e degli impianti
necessari all'insediamento, nonché il pagamento dei contributi
soltanto sul costo di costruzione di
cui all'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica
6 giugno 2001, n. 380 e successive
modificazioni, come recepito dall'articolo 7 della legge
regionale 10 agosto 2016, n. 16.
11. L'estensione minima dei PPA non può essere inferiore a 10
mila metri quadrati per consentire
il raggiungimento dell'unità minima funzionale delle opere di
urbanizzazione secondarie da cedere
previa stipula di convenzione. Tuttavia, se per documentati
motivi, l'estensione è compresa tra 10
mila e 5 mila metri quadrati, a titolo di flessibilità
compensativa, le aree da cedere sono ragguagliate
a 10 mila metri quadrati. Per estensioni inferiori a 5 mila
metri quadrati, e fino alla soglia minima di
mille metri quadrati, si applica il permesso di costruire
convenzionato di cui all'articolo 20, comma
1, della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 ove ne ricorrano
le condizioni. Nel caso di estensioni
inferiori a mille metri quadrati si applicano le disposizioni
relative al rilascio dei titoli abilitativi e
autorizzativi previsti dal decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive
modificazioni, come recepito dalla legge regionale 10 agosto
2016, n. 16.
12. I PPA contengono:
a) la relazione su contenuti, criteri e finalità del Piano
attuativo, nonché sui progetti edilizi
immediatamente attuabili;
b) le norme tecniche di attuazione (NTA) di dettaglio;
c) le rappresentazioni cartografiche dello stato di fatto e di
progetto della porzione di città e del
territorio interessato, di norma a scala 1:2000 o inferiore.
13. I PPA, in relazione al contenuto, hanno valore ed
efficacia e sostituiscono i seguenti strumenti:
a) i piani di zona per l'edilizia economica e popolare di cui
alla legge 18 aprile 1962, n. 167 e
successive modificazioni;
b) i piani per insediamenti produttivi di cui all'art. 27
della legge 22 ottobre 1971, n. 865;
c) i piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui
agli articoli 9 e segg. Della legge
regionale 27 dicembre 1978, n. 71 successive modificazioni;
d) i programmi costruttivi di cui all'articolo 16 della legge
regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e
successive modificazioni;
e) i programmi integrati di intervento di cui all'art. 16
della legge 17 febbraio 1992, n.179;
f) i piani di recupero del patrimonio edilizio esistente di
cui all'art. 28 della legge 5 agosto 1978,
n. 457;
g) i programmi di recupero urbano di cui all'art. 11 del
decreto legge 5 ottobre 1993, n. 398,
convertito con modificazioni nella legge 4 dicembre 1993, n.
493;
h) I piani particolareggiati di recupero dei centri storici di
cui all'articolo 55 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71 e della legge regionale 10 luglio 2015,
n. 13 e successive modificazioni».
Allora, Assessore, approfittiamo del fatto che ci sono ancora
tutti i deputati, se rispetto
all'andamento dei lavori di ieri, potessi avere un fascicolo con
quelli che sono gli accordi però, se
io già sapessi qual è l'intenzione del Governo su
quell'emendamento
Allora, se volete, ad inizio di articolo sia la Presidente
della Commissione che il Governo mi
fanno sapere quali sono gli emendamenti sui cui hanno già deciso
un parere in modo che lo
comunichiamo prima e, probabilmente, tante discussioni si
evitano.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, sull'articolo 29, la
Presidente della Commissione poi mi confermerà perché hanno
continuato questa valutazione
articolo per articolo anche nelle ore di ieri, noi come Governo
daremo parere favorevole agli
emendamenti 29.30, dell'onorevole Di Mauro
PRESIDENTE. Aspetti che me li segno. Al 29.1 no, quindi? I PPA
possono essere redatti Perché
la Commissione direbbe di sì, no?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, su
alcune
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene.
PRESIDENTE. Anche al 29.1, quindi.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì,
Presidente, per essere chiari il Governo
comunque si rimetterà sempre alla Commissione, per questo dicevo
se ci sono integrazioni, poi al
29.34
PRESIDENTE. Sì, anche perché io ho un fascicolo senza pagine
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Poi, c'era
l'emendamento dell'onorevole
Caputo che era al 12 e che era coerente con l'articolo 29 e,
quindi, dobbiamo ripescarlo qui.
PRESIDENTE. E si continua a chiamare 12.10 anche se siamo al
29? Va bene.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, signor
Presidente, non è che c'è una
distonia tra la Commissione e il Governo però è che è chiaro che
su alcuni emendamenti presentati
dai colleghi di Commissione noi abbiamo una sensibilità diversa
e il Governo magari dà una
valutazione più politica e quindi io per esempio sul 29.1 la
Commissione è favorevole.
PRESIDENTE. L'ha già detto anche il Governo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Quindi, per
questo le dico volta per
volta
PRESIDENTE. Se mi volete aiutare .
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Non si
preoccupi che glielo diciamo prima
che iniziamo il voto
PRESIDENTE. Ecco, se mi volete aiutare per gli altri articoli
se vi sentite un attimo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ma se lei
ci interpella un secondo, ormai
stiamo finendo
PRESIDENTE. Quindi, sul 29 ci sono questi tre sì.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Consideri
che solo l'articolo 35 è un po'
più complesso, poi tutti gli altri, non abbiamo emendamenti per
cui ci serva chissà quale sintesi
prima, già il grosso delle difficoltà le abbiamo superate.
PRESIDENTE. Benissimo. Onorevole Lupo, possiamo cominciare? Ci
sono interventi
sull'articolo? Andiamo avanti.
Onorevole Lupo, i soppressivi? Sono ritirati.
Si passa all'emendamento 29.1, a firma dell'onorevole
Barbagallo ed altri. Con il parere
favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 29.30, a firma dell'onorevole Di
Mauro ed altri. Il parere della
Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 29.32, a firma dell'onorevole Sammartino ed
altri è assorbito dal testo.
Si passa all'emendamento 29.31, a firma dell'onorevole Palmeri
ed altri. Lo ritira? Lo ritira.
Benissimo.
Si passa all'emendamento 29.34, a firma dell'onorevole
Calderone. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.10, a firma dell'onorevole Caputo
ed altri, che si chiama 12 perché
era all'articolo 12 ed è stato spostato qui. Il parere della
Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30.
Procedimento di formazione del PPA
1. I PPA, d'iniziativa sia pubblica, sia privata, sia mista,
se conformi al PUG, sono adottati ed
approvati dalla Giunta comunale secondo il procedimento
disciplinato dal presente articolo. Se
introducono varianti al PUG, oppure se sono predisposti in
assenza di questo, sono adottati ed
approvati dal Consiglio comunale secondo la procedura prevista
per la formazione delle varianti del
PUG.
2. I PPA non comportano variante al PUG nei seguenti casi:
a) la modifica di perimetrazioni discendente dalla diversa
scala di rappresentazione grafica del
piano;
b) la precisazione dei tracciati viari; se fuori
dall'abitato, la precisazione dei tracciati viari deve
essere compresa all'interno delle fasce di rispetto;
c) le modifiche rese necessarie da esigenze sopravvenute
quali: ritrovamenti archeologici,
limitazioni connesse all'imposizione di nuovi vincoli, nuove
condizioni idrogeologiche o di rischio;
d) le modifiche delle modalità di intervento sul patrimonio
edilizio esistente, che siano comprese
tra quelle elencate all'art. 3, comma 1, lettere a), b), c) e
d), del decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni,
recepito dinamicamente dall'articolo
1 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 e successive
modificazioni;
e) la diversa localizzazione, all'interno del perimetro del
PPA, delle attrezzature, dei servizi e
degli spazi collettivi, del verde pubblico, nonché delle
infrastrutture per le opere di urbanizzazione, a
condizione che questi interventi non comportino modifiche in
diminuzione delle quantità degli spazi
riservati agli standard e non comportino modifiche in aumento
dei pesi insediativi rispetto a quelli
previsti nel PUG.
3. L'introduzione delle modifiche di cui al comma 2 è
motivata dal soggetto proponente per
dimostrare il migliore uso del suolo conseguibile.
4. I PPA che costituiscono attuazione, senza varianti, di
PUG già sottoposti a VAS non sono
assoggettati alle procedure di VAS.
5. L'avvio del procedimento di formazione dei PPA, di
iniziativa sia pubblica, sia privata, sia
mista, è pubblicato mediante avviso sul sito ufficiale del
Comune e su almeno un quotidiano a
diffusione regionale. Nell'avviso è indicato il nome del
responsabile unico del procedimento.
6. Il responsabile del procedimento, entro trenta giorni
dalla consegna del progetto definitivo del
PPA, ai fini dell'acquisizione dei pareri, autorizzazioni, nulla
osta o atti di assenso altrimenti
denominati previsti dalla legge, propone l'indizione, o avendone
la competenza, indice la
Conferenza di pianificazione, alla quale sono invitati a
partecipare i rappresentanti delle
amministrazioni e degli organi tenuti per legge a rilasciare i
predetti pareri o provvedimenti
autorizzatori. Alla conferenza, nel caso di PPA di iniziativa
privata o mista, sono invitati a
partecipare, senza diritto di voto, i soggetti proponenti il
piano. Alla Conferenza possono altresì
essere invitati a partecipare, in funzione consultiva e senza
diritto di voto, altri soggetti pubblici o
soggetti privati rappresentativi di interessi collettivi o
diffusi, che per le loro specifiche competenze
e responsabilità, sono interessati al PPA. Il progetto del PPA
con tutta la documentazione allegata
necessaria deve essere trasmesso ai soggetti convocati alla
Conferenza almeno venti giorni prima
della data fissata per la conferenza. La Conferenza di
pianificazione può essere riconvocata una volta
soltanto entro i successivi venti giorni, soltanto se nel corso
della Conferenza, ai fini della
determinazione, emerge la necessità di ulteriori approfondimenti
o adempimenti istruttori.
7. Entro dieci giorni dalla chiusura dei lavori della
Conferenza, il responsabile unico del
procedimento trasmette il progetto del PPA su cui è stato
raggiunto o meno l'accordo da parte dei
soggetti pubblici partecipanti alla conferenza con diritto di
voto, con le eventuali osservazioni anche
da parte dei soggetti partecipanti senza diritto di voto,
all'Organo deliberante di cui al comma 1 per
l'adozione. Lo stesso organo deliberante entro il termine di
trenta giorni adotta il progetto del PPA,
decidendo anche in merito alle eventuali osservazioni formulate
dai soggetti partecipanti alla
conferenza. Se l'Organo deliberante si limita ad adottare il PPA
su cui è stato raggiunto l'accordo ad
opera dei rappresentanti delle amministrazioni partecipanti con
diritto di voto, non si applica
l'obbligo della verifica di compatibilità nei confronti dei
membri che partecipano alla seduta. In caso
contrario, mancando il numero legale, si chiede la nomina del
Commissario ad acta al Dipartimento
dell'urbanistica presso l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente.
8. Entro sette giorni dall'adozione da parte del Consiglio
comunale, il responsabile unico del
procedimento provvede: alla pubblicazione dell'avviso di
adozione del PPA nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana e su almeno un quotidiano a diffusione
regionale, nell'albo pretorio e nel sito
web del Comune e al deposito presso il competente ufficio
comunale per sessanta giorni. Entro
sessanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana chiunque può
presentare osservazioni e opposizioni.
9. L'Organo deliberante di cui al comma 1, esaminate le
controdeduzioni del progettista nei
successivi 30 giorni in merito alle osservazioni e opposizioni
eventualmente presentate, si determina
in merito ad esse e approva definitivamente il PPA. Il
Responsabile unico del procedimento
provvede entro i successivi sette giorni alla pubblicazione
dell'avviso di approvazione del PPA nella
Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, e nel sito web del
Comune. Il PPA acquista efficacia il
giorno della pubblicazione del relativo avviso nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana. 11
PPA e tutta la documentazione prodotta nelle diverse fasi della
sua formazione è depositato presso il
Comune e chiunque ne sia interessato può prenderne visione anche
tramite estrazione di copia.
Copia di esso dovrà essere depositato all'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente.
10. La delibera di approvazione del PPA comporta la
dichiarazione di pubblica utilità delle
opere pubbliche e di interesse pubblico in esso previste.
11. La delibera di approvazione del PPA da parte della
Giunta o del Consiglio comunale ha
anche efficacia e valore di permesso di costruire per gli
interventi edilizi previsti da progetti
definitivi eventualmente allegati al PPA, sempre che in sede di
Conferenza di pianificazione sia stato
acquisito l'assenso dei rappresentanti delle amministrazioni
competenti al rilascio dei pareri, delle
autorizzazioni, dei nulla osta e degli altri atti di assenso
altrimenti denominati, richiesti dalla
normativa vigente, e formalizzata la prescritta convenzione da
sottoporre a trascrizione. In tal caso le
eventuali varianti al permesso di costruire seguono il
procedimento ordinario, senza necessità di
adozione di atti deliberativi da parte della Giunta o del
Consiglio.
12. Per le varianti al PPA, che non comportino varianti al
PUG, si applica il procedimento del
presente articolo».
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Per quanto
riguarda l'articolo 30, signor
Presidente, non ci sono emendamenti
PRESIDENTE. Sono tutti soppressivi, tranne uno a firma
dell'onorevole Lupo. C'è un invito al
ritiro?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, perché
anche le associazioni coinvolte
avrebbero diritto di voto e ingolferebbe l'iter. Quindi, lo
invitiamo al ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Rigenerazione urbana e riqualificazione
1. La Regione promuove iniziative finalizzate al consumo di
suolo tendente a zero anche
attraverso la rigenerazione di aree edificate se esse hanno
perduto la loro originaria utilizzazione,
mediante la riqualificazione dell'ambiente degradato, secondo i
criteri di sostenibilità richiamati
dall'articolo 5 e mediante la individuazione di nuove funzioni
aventi rilevanza strategica, anche in
un'ottica di area vasta.
2. Gli strumenti di pianificazione disciplinati dalla presente
legge consentono di indirizzare le
scelte di piano e le esigenze di recupero, privilegiando la
rigenerazione urbana di spazi, infrastrutture
ed edifici, siano essi pubblici che privati, da qualificare
attraverso il loro riciclo o, ove necessario,
attraverso interventi di demolizione e ricostruzione o di nuove
costruzioni per l'inserimento di nuove
funzioni diversificate, tra cui quella di edilizia sociale e di
spazi e strutture di servizio pubblico o di
uso pubblico, nonché quelle delle attività produttive, anche
attraverso processi perequativi.
3. Gli interventi di rigenerazione urbana perseguono
prioritariamente i seguenti obiettivi:
a) potenziare e qualificare la presenza delle aree a verde
all'interno dei tessuti urbani;
b) sviluppare una mobilità sostenibile, incentrata su un
sistema integrato di spostamenti pedonali,
ciclabili e sull'accesso alle reti e nodi del trasporto pubblico
e della mobilità condivisa;
c) conseguire una significativa riduzione dei consumi idrici
ed energetici tradizionali, favorendo
l'uso di energie rinnovabili e l'autoconsumo;
d) realizzare bonifiche di suoli inquinati e la riduzione
delle aree impermeabili;
e) promuovere un efficiente sistema di raccolta differenziata
e smaltimento dei rifiuti, prevedendo
appositi spazi da destinare a isole ecologiche o, ove possibile,
favorendo l'autogestione del riciclo
dei rifiuti;
f) dotare le aree di strumenti e modalità per gestire il
deflusso delle acque meteoriche, nel rispetto
del principio di invarianza idraulica.
4. Ai fini della presente legge, costituiscono interventi di
rigenerazione urbana le seguenti
tipologie di trasformazioni edilizie e urbanistiche dei tessuti
urbani esistenti:
a) gli interventi di qualificazione edilizia , per i quali è
prevista la demolizione e ricostruzione di
uno o più fabbricati che presentino scarsa qualità edilizia in
quanto non soddisfano i requisiti minimi
igienico-sanitari e di sicurezza sismica, di efficienza
energetica e di sicurezza degli impianti, di
abbattimento delle barriere architettoniche. Costituiscono
interventi di qualificazione edilizia
anche gli interventi conservativi che, pur mantenendo l'edificio
originario, almeno nelle strutture
principali e nella configurazione volumetrica, consentono
comunque di realizzare i miglioramenti
sopra elencati e la rispondenza dei requisiti tecnici ai fini
dell'agibilità. La qualificazione edilizia
si attua con intervento diretto se riferita a singoli manufatti
o a blocchi di edifici che impegnano
un'area di estensione non superiore a 5 mila mq., ovvero
mediante la predisposizione di un piano
attuativo, da approvarsi in variante, qualora l'intervento
interessi ambiti urbani estesi oltre i 5 mila
mq., fermo restando l'adeguamento delle dotazioni di
infrastrutture e servizi pubblici, qualora
l'intervento comporti variazioni sostanziali e funzionali delle
destinazioni d'uso non compatibili con
le previsioni urbanistiche del PUG tali interventi rientrano tra
gli interventi di ristrutturazione
edilizia previsti dall'articolo 3, comma 1, lettera d) del
decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni, come recepito
dall'articolo 1 della legge regionale
10 agosto 2016, n. 16;
b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica , come
definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera h)
del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
380 e successive modificazioni, come
recepito dall'articolo l della legge regionale n. 16/2016; tali
interventi sono consentiti previa
predisposizione di apposito piano attuativo in variante alle
previsioni dello strumento urbanistico
ricorrendo l'ipotesi di cui all'ultimo periodo della precedente
lettera a);
c) tra gli interventi previsti dalla lettera b) possono
annoverarsi anche gli interventi di
addensamento o sostituzione urbana consistenti nella
riqualificazione, anche con possibili
incrementi volumetrici, di aree degradate, marginali, dismesse o
di scarsa utilizzazione edificatoria
per le quali è necessario operare una significativa
trasformazione mediante la modifica del disegno
dei lotti o degli isolati, delle aree libere da destinare alla
pubblica fruizione e della viabilità.
5. Su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, con Decreto del Presidente
della Regione, sono disciplinati gli interventi e le modalità di
realizzazione dell'autorecupero nonché
le forme di incentivazione previste dagli articoli 8 e 9 della
legge regionale 10 agosto 2016, n. 16,
relative alla riduzione o esonero dal contributo di costruzione.
Al fine di garantire piena attuazione
delle finalità indicate dal presente articolo e favorire la
riqualificazione degli insediamenti anche nel
quadro dei progetti di rigenerazione urbana, la Regione
promuove:
a) l'adozione di protocolli energetico-ambientali di
ispirazione nazionale e comunitaria (rating
system) sia a livello locale che in ambito regionale, prevedendo
la possibilità di norme premiali ai
progetti che siano in grado di dimostrare il rispetto di elevati
e certificati standard di performance
energetico-ambientali;
b) di concerto con le amministrazioni degli Enti locali, per
le rispettive competenze, un'adeguata
fiscalità urbanistica attraverso provvedimenti di riduzione del
costo degli oneri di costruzione e dei
costi connessi agli interventi di rigenerazione urbana, nonché
attraverso un adeguato sistema di
premialità che agevoli e faciliti gli interventi di
rigenerazione, di contenimento del consumo di
suolo, del riuso rispetto alla espansione urbana;
c) l'ideazione, l'attuazione e la gestione dei processi di
rigenerazione urbana, avvalendosi delle
procedure previste dall'articolo 12, agevolando la costituzione
e l'attività di società miste pubblico-
privato a cui demandare l'attuazione degli interventi di
rigenerazione urbana nel contemporaneo
rispetto dei diritti dei soggetti coinvolti e della efficacia e
tempestività degli interventi.
6. Allo scopo di sviluppare le politiche pubbliche per la casa
e di promozione sociale, nell'ambito
della strategia per la qualità urbana sostenibile di cui
all'articolo 40, i piani attuativi (PPA) di
iniziativa pubblica possono riconoscere ulteriori quote
edificatorie, a compensazione dell'impegno
assunto dal privato di realizzare, nell'ambito dell'intervento
di riuso e di rigenerazione urbana, una
quota di alloggi di edilizia residenziale sociale ovvero opere
pubbliche aventi finalità sociale.
7. Al fine, altresì, di fare fronte al disagio abitativo, di
promuovere un consumo del suolo tendente
a zero e di migliorare il rendimento energetico degli edifici
possono essere ammessi interventi di
recupero e riqualificazione di aree e di immobili inutilizzati
attraverso la costituzione di gruppi di
autorecupero.
8. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge, i Comuni provvedono al
censimento degli immobili di proprietà pubblica o privata
presenti nei rispettivi territori e alla loro
catalogazione con la indicazione dello stato di conservazione.
Nel censimento, che è soggetto ad
aggiornamento annuale, sono ricompresi anche gli immobili
adibiti ad edilizia residenziale pubblica
e sociale di proprietà dei Comuni e degli Istituti autonomi per
le case popolari e gli immobili di
proprietà della Regione, delle Città Metropolitane, dei Consorzi
dei Comuni, degli istituti pubblici di
assistenza e beneficenza (IPAB), anche disciolti, nonché di
proprietà statale o di enti pubblici.
9. I Comuni, sulla base del censimento di cui al comma 8,
entro tre anni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, potranno definire i piani di auto
recupero del patrimonio edilizio
pubblico e privato abbandonato, che vengono approvati con le
stesse modalità dei PPA.
10. Il Comune, anche con la partecipazione degli altri enti
concorrenti del consorzio o dell'area
metropolitana e della Regione, può costituire società miste per
interventi di trasformazione,
rigenerazione e riqualificazione urbana, in attuazione degli
strumenti urbanistici vigenti. A tal fine la
parte privata delle società miste è scelta tramite procedura di
evidenza pubblica.
11. Le società miste pubblico-privato di cui al comma 10
provvedono alla preventiva acquisizione
delle aree e degli immobili interessati dall'intervento. Le
acquisizioni possono avvenire
consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da
parte del Comune.
12. Le aree interessate dall'intervento societario misto sono
individuate con delibera del Consiglio
comunale. L'individuazione delle aree equivale a dichiarazione
di pubblica utilità e urgenza, anche
per le aree non interessate da opere pubbliche. Le aree già di
proprietà pubblica interessate
dall'intervento possono essere conferite alla società anche a
titolo di concessione.
13. I rapporti tra gli enti locali e i soggetti privati
costituiti in società mista sono disciplinati da una
Convenzione urbanistica contenente, a pena di nullità, gli
obblighi e i diritti delle parti ai fini della
realizzazione degli interventi.
14. Per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della
criminalità organizzata nel settore
edilizio, il Comune acquisisce l'informazione antimafia di cui
all'articolo 84, comma e 3, del decreto
legislativo n. 159 del 2011 con riferimento ai soggetti privati
che intervengono nella Convenzione di
cui al comma 13. La Convenzione urbanistica di cui al comma 13,
riporta la clausola risolutiva
secondo la quale, in caso di informazione antimafia
interdittiva, il Comune procede alla risoluzione
della Convenzione nei confronti dei destinatari del
provvedimento prefettizio».
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Grazie, signor Presidente. L'articolo 31 per il
Movimento Cinque Stelle è molto
importante, perché apre il tema - me lo concederà, prendo non
più di cinque minuti - apre il tema
del rapporto tra urbanistica e tutela dell'ambiente, perché
entrano in gioco gli argomenti della
rigenerazione urbana, della riqualificazione e poi, a seguire,
quello del contenimento del consumo di
suolo.
Noi su questi articoli ci siamo impegnati particolarmente e
vorremmo che ci fosse l'attenzione
dell'Aula, perché se passano le nostre proposte - non perché
sono nostre proposte, ma sono state
condivise dalla Commissione, dall'Assessore - secondo noi
facciamo un bel servizio all'urbanistica
siciliana e alla tutela dell'ambiente.
Ora, i termini della rigenerazione e del consumo di suolo -
Assessore, vorrei la sua attenzione,
anche perché sono temi che abbiamo condiviso ed è giusto che ci
sia l'attenzione del primo
firmatario della riforma - noi abbiamo detto in discussione
generale che abbiamo apprezzato il fatto
che questo testo di legge, per la prima volta - perché parliamo
di una legge che riforma una norma di
42 anni fa - parla di rigenerazione urbana e di riduzione del
consumo di suolo, consumo di suolo
tendente a zero . E' giusto, perché tra l'altro le normative
europee statuiscono questo assunto.
Ora, però, abbiamo sempre detto che è giusto che questa norma,
visto che è una norma
rivoluzionaria e noi siamo consapevoli, d'altronde il Movimento
Cinque Stelle - l'Assessore lo sa -
non ha riempito questo testo di emendamenti, lo ha visto no? Il
fatto che non abbiamo messo
emendamenti dovunque significa che lo abbiamo votato in
Commissione e siamo coerenti con
questo intendimento.
Ci sono, però, degli emendamenti che abbiamo introdotto in
questa batteria di articoli. Perché?
Perché vorremmo che il coraggio del Governo in questo testo di
legge si manifestasse, oltre che nei
principi, anche nei fatti. Se è vero che la rigenerazione urbana
è declinata nei principi, vorremmo che
così fosse anche nell'articolo 31, che è la norma di attuazione
di questo principio e per questo
motivo abbiamo inserito una serie di emendamenti.
La rigenerazione urbana che cos'è? Non è altro che un modello
attraverso il quale noi andiamo a
recuperare, mantenendo la storia, il tessuto urbano degradato o
che, comunque, è stato sacrificato nel
tempo da un'urbanizzazione che non è stata perfettamente consona
con il territorio.
Rigenerare - vorrei che fosse chiaro a tutti, ma non perché lo
sto dicendo io, ma perché è un tema
ormai dalla bibliografia internazionale - non vuol dire
trasformare: se io trasformo cambio la
fisionomia urbana della città, cambio la toponomastica di un
determinato territorio. Rigenerare vuol
dire preservare la storia e allo stesso tempo rendere di nuovo
fruibile un territorio e restituirlo alla
comunità. Penso che questo sia un concetto chiaro a tutti; è
condiviso, è trasversale, non stiamo
parlando di un discorso da Cinque Stelle, di destra o di
sinistra. E' un tema che non può che essere
condiviso.
Noi apprezziamo che queste statuizioni sono contenute
all'articolo 31, però vorremmo che ci fosse
un attimo di riflessione - e per questo ci piacerebbe che
l'assessore accordasse fiducia alle nostre
proposte emendative - e che tutte quelle parole dalle quali si
può evincere che viene estrapolato il
vero significato di rigenerazione urbana venissero tolte
dall'articolo 31.
Ad esempio, al comma 4 dell'articolo 31, quando andiamo a
declinare gli interventi di
rigenerazione urbana, noi siamo dell'idea che la stessa parola
trasformazione deve essere spunta
da quella statuizione ; per cui, per esempio - poi nel merito
lo dirò quando potrò intervenire - noi
diciamo ai fini della presente legge costituiscono interventi
di rigenerazione urbana e c'è
l'elencazione. Toglierei la parola trasformazioni edilizie
perché, sebbene sono concetti che
possono stare in una riforma urbanistica, ci mancherebbe altro,
è giusto trasformare dove è
necessario, ma quando parliamo di rigenerazione urbana non
possiamo parlare di trasformazione.
Attenzione, lungi da me volere essere contrario alle
trasformazioni edilizie, lo ripeto, ci possono
stare, ci mancherebbe altro ma in questo testo no.
Allo stesso modo non possiamo accettare, per esempio, tra le
ipotesi di rigenerazione urbana,
quella contenuta alla lettera c), dove si dice che è possibili
in aree particolarmente degradate avviare
attività di trasformazione del disegno dei lotti o degli
isolati.
Ora, io sono dell'idea che è possibile trasformare un lotto in
un isolato se è degradato, ci
mancherebbe altro, io sono il primo a voler recuperare territori
degradati ma, allo stesso tempo,
quando parlo di rigenerazione urbana non posso parlare di
trasformazione dei lotti, perché la
trasformazione dei lotti lo può fare il PUG in sede di recupero
urbano, ma non lo può fare se io lo
voglio declinare alla luce del principio della rigenerazione
urbana.
Sono piccoli accorgimenti, Assessore, che - diciamocelo
chiaramente - non stravolgono la legge,
non stravolgono il senso dell'articolo, non fanno niente di
male, non danneggiano né l'uno né l'altro,
non sono né di destra né di sinistra, però danno un'idea di
quella che è la linea che vuole seguire la
Regione con la rigenerazione urbana. Quindi, se riuscissimo ad
avere il parere favorevole del
Governo così come della Commissione secondo me non faremo bene
al Movimento Cinque Stelle,
faremmo bene a tutta la Sicilia perché sono norme, come siamo
abituati tutti a dire qua dentro, di
buonsenso, anche se non l'utilizzo mai questo termine ma,
diciamocelo, sono norme che servono al
territorio siciliano.
Poi, nel merito interverrò quando ci sono i miei singoli
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, posso dirle una cosa? Il suo
intervento è un intervento di
buonsenso. Mi permetto di dire che nella valutazione sulle zone
degradate io ho l'esempio, perché
mi è stato spiegato e l'ho visto personalmente, della
Biblioteca di Francia a Parigi: era una palude, si
è deciso di fare là, dove è nata la Biblioteca di Francia - è
una trasformazione urbana ma ovviamente
crea la possibilità di potere edificare, per cui io starei
attento perché ci sono situazioni di questo tipo
in cui diventerebbe invece molto moderno e molto utile potere
fare trasformazioni di territorio. Per
cui, fermo restando il suo ragionamento, però vorrei che queste
possibilità
Mi faceva piacere dirlo perché è un'esperienza personale che
ho.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io intanto volevo confrontarmi
col Governo in ordine
all'impostazione di questo articolo 31 e a me pare che quando si
parla di rigenerazione urbana e
riqualificazione ci sia un indirizzo solo ed esclusivamente
pubblico, ci sia un indirizzo
esclusivamente rivolto al pubblico, quindi si tende ad escludere
che questo tipo di attività che può
essere posta in essere, ai sensi dell'articolo 31, non sia
elencata anche per coloro i quali vogliono
fare un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana
che riguarda anche i privati e pongo la
questione al Governo e al Parlamento se questo deve essere
affrontato.
Io credo di sì perché non pensiamo alle piccole città ma
pensiamo ai grandi centri dove questo,
ovviamente, può essere argomento di riflessione.
Faccio un esempio, quello che è avvenuto a Torino, allorquando
dovevano individuare un'area
abbastanza vasta per la realizzazione delle strutture del
servizio, credo dei giochi olimpici - adesso
non ricordo l'anno - e quindi si è fatto un combinato disposto
di edilizia privata e di pubblico
finalizzato, praticamente, a recuperare un territorio che era
quello dell'ex Fiat e di altre attività ad
esso connesse che erano state abbandonate.
In ordine poi alle cose dette dal collega Trizzino e
apprezzandone lo sforzo e l'interesse a dare un
contributo all'attività parlamentare per far meglio questo
disegno di legge, sarei molto cauto in
ordine, per esempio, all'emendamento 31.41 con riferimento al 3
bis, perché mi sembra che il 3 bis
inserito in questo emendamento sia molto restrittivo e ponga
forti limitazioni dando un indirizzo - e
lì si rimarca ancora maggiormente l'interesse - solo ed
esclusivamente pubblico con una serie di
limitazioni che, ovviamente a mio parere, bloccano ulteriormente
le opportunità che possono essere
esaminate in quelle che sono le grandi città.
Poi mi riservo, ovviamente, di valutare gli emendamenti
singolarmente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, mi ha
fatto piacere che abbia ricordato
la biblioteca Mitterand di Dominique Perrault nel quartiere
Tolbiac di Parigi. Questo, effettivamente,
è un ottimo esempio di riuso che riqualifica uno spazio
periferico della città di Parigi, con grande
dignità e rispetto sia del paesaggio circostante che
dell'architettura.
Pertanto, in questo articolo, come diceva prima il mio collega
Giampiero Trizzino, abbiamo voluto
specificare meglio che cosa si intende per riuso, per qualità
dell'architettura, per alti standard di
vivibilità perché, ad oggi, nelle condizioni moderne in cui
viviamo, bisogna puntare al massimo per i
nostri quartieri. E, quindi, quando parliamo di riuso ci
riferiamo a tante cose. Ci riferiamo alla
salubrità degli edifici, al mantenimento degli spazi pubblici
per mantenere la socialità, per mantenere
la aree verdi, per mantenere l'efficientamento energetico,
l'efficientamento idrico.
Pertanto, in quest'articolo, per la prima volta in tutto il
testo, si introduce la parola bio-architettura
che, fino ad ora, non era stata contemplata. Questo, secondo me,
è importante tenerlo bene in
considerazione ed eliminare, invece, tutte quelle parole che
parlano, appunto, di demolizioni e
ricostruzioni che possono, comunque, richiamare ad interventi
invasivi.
L'articolo 31 non parla di questo. Parla di qualità, di alti
standard di vivibilità, di ecologia, di
rispetto per l'ambiente, di rispetto per il paesaggio. Tutelare,
per esempio, i centri storici significa
tutelare il paesaggio perché i centri storici sono anche questo.
Pertanto, nell'emendamento 31.41 specifico meglio cos'è,
appunto, il riuso e la riqualificazione
urbana e poi, al comma 8 dell'articolo 31, si parla anche di
fare, appunto, un censimento di tutti quei
quartieri degradati e quegli edifici degradati. Ci riferiamo
alla legge 13 del 2015 che già prevede,
praticamente - scusi, c'è un po' di confusione in Aula -,
dicevo, ci riferiamo alla legge 13 del 2015
che già prevede le modalità per fare questo censimento.
Reputiamo che sia importantissimo per i
sindaci e per gli enti locali avere un abaco di tutti i
quartieri e di tutte le zone degradate della propria
città proprio per poter attivare delle strategie che possano,
appunto, pensare a come rigenerare, a
come riqualificare questi interi pezzi di isolato o interi pezzi
di quartiere.
Era un emendamento che era stato apprezzato positivamente
dalla Commissione e spero che possa
essere votato, e andare avanti, perché oltre a questo ci
permetterebbe anche di poter gestire meglio e
contenere i tributi delle città perché, chiaramente, quando so
che ho un'intera fetta di città, un intero
pezzo di centro storico disabitato, fatiscente, con molti
immobili ridotti a rudere, posso calcolare
meglio quali sono le tasse e i tributi da distribuire sul mio
territorio, per potere anche in futuro creare
delle politiche che possano ristabilire equità anche in questi
quartieri a cui, molte volte, sono
assegnati dei tributi che non spettano.
Questa è un po' la logica dell'emendamento.
Credo che sia uno degli articoli più importanti e penso che
possa essere votato con il favore del
Parlamento se mantiene queste logiche e questi principi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne
ha facoltà.
COMPAGNONE. Sarò brevissimo, devo dire due cose a cui tengo
perché l'argomento è molto
interessante, Assessore. Dopodiché mi taccio e non parlerò più,
però l'argomento è interessante.
Onorevole Trizzino, non si lasci disturbare dall'assessore
Turano che è molto bravo nel disturbare
gli altri.
Mi piace questo dibattito e solo per questo intervengo.
Ho avuto la fortuna di conoscere e di essere vicino di stanza
del senatore a vita, architetto Renzo
Piano, e ho avuto la fortuna di potere entrare nella sua stanza,
interamente tappezzata del suo
progetto di rammendo delle periferie urbane dell'Italia.
Renzo Piano personalmente mi ha spiegato qual è la filosofia
del recupero edilizio e di quello che
stiamo facendo noi con grande attenzione e, devo dire, con la
bellezza di questa legge.
Questo è un articolo qualificante di questa legge e quello che
ci stiamo mettendo, questa filosofia,
è straordinariamente attuale e buona.
Mi spiegava però che il recupero delle periferie, per esempio,
anche di alcuni centri storici
degradati non lo fai solo attraverso le demolizioni. Lo fai
certamente tantissime volte attraverso la
demolizione o recupero o rivisitazione col verde e quant'altro,
ma lo fai anche attraverso la
ricucitura degli edifici, quindi, anche attraverso la
ricostruzione possibilmente. Quindi, non
dobbiamo cadere nell'errore di essere eccessivamente estremisti
in questo ragionamento, perché
anche la ricostruzione edilizia può servire a recuperare, a
ricucire, a riammendare e, quindi, va letta
sempre con un po' di elasticità dando possibilità ai Piani
particolareggiati su cui io insisto molto.
Quell'altro intervento che abbiamo fatto ieri sera - e
dobbiamo ringraziare l'onorevole Cracolici
che ci ha dato l'idea -, attraverso queste azioni, attraverso
questi interventi mirati su aree, sul
territorio facciamo veramente la riqualificazione degli ambienti
senza andarci a infilare ogni volta
nei Piani regolatori con tutto quello che si portano dietro.
Credo che in un ragionamento di mediazione e di elasticità
possiamo fare veramente qualità senza
essere estremisti.
Questo emendamento 31.41, secondo me, entra troppo nel
particolare e credo possa essere invece
ritirato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Compagnone.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gallo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Norme per il governo del
territorio (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
come hanno anche anticipato i
miei colleghi su questo articolo abbiamo lavorato moltissimo in
Commissione e, devo dire, è
davvero la novità di questa legge, oltre all'introduzione del
principio del consumo di suolo tendente
a zero, quello della rigenerazione urbana e della
riqualificazione dà l'idea che, con questa legge,
dopo quarantadue anni, non vogliamo più costruire nelle nostre
periferie nuovi edifici ma vogliamo
recuperare l'abitato già esistente.
C'è un ritorno quindi nelle città, negli edifici abbandonati
perché vengano recuperati e tornino a
vivere limitando il rischio perché molte volte, soprattutto nei
nostri piccoli paesi di periferia, è
successo che questi edifici abbandonati diventino anche dei
rischi per la vita e l'incolumità pubblica.
Il testo che arriva in Aula è un testo di sintesi che abbiamo
trovato insieme anche agli ordini
professionali, alle categorie, insieme alle università e anche
ai colleghi.
Capisco che ci sono sensibilità diverse che sono rappresentate
poi negli emendamenti.
Alcuni di questi verranno accolti, altri inviteremo a
trasformarli in ordini del giorno e altri ancora,
Presidente, noi ci muoviamo in questa Commissione con un filo
conduttore che lega non solo questo
disegno di legge ma anche il disegno di legge edilizia che è già
stato inviato per l'Aula dove alcune
cose possono essere allocate perché anche in quel disegno di
legge edilizia abbiamo, per aiutare la
rigenerazione urbana, semplificato tutte le norme che prevedono
autorizzazioni, comunicazioni, per
rendere la vita più facile al cittadino che vuole recuperare e
fare rigenerazione urbana. Quindi,
alcune norme potranno andare lì. Altre ancora - sempre seguendo
un filo conduttore e una ratio che
il legislatore deve avere - possono essere spostato nel disegno
di legge sulle cooperative edilizia e
sulle cooperative di auto-recupero. Altro disegno di legge
parlamentare che in Commissione
abbiamo adottato e che è già stato inviato per l'Aula.
Quindi, passo passo, Presidente, le segnalerò gli emendamenti
che possono trovare migliore
allocazione in questi altri disegni di legge che, insieme al
disegno di legge di riforma di governo del
territorio, daranno alla Sicilia un quadro semplificativo e
moderno e una visione di una città del
futuro anche in Sicilia e che metteranno nelle condizioni un
comparto, come quello dell'edilizia, di
poter ripartire nella maniera più semplice, nel tentativo di
aiutare non solo le città ad essere più belle,
più funzionali, più attente al verde, più attente ai cittadini,
smart-city si dice oggi, ma anche il
cittadino a poter attivare quelle misure che servono per
riprendere appunto l'attività edilizia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Sulle periferie la sua è una ideologia
comunista di quelle antiche però mi
fa piacere
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
a me fa molto piacere constatare
che gli interventi dei colleghi che si sono succeduti, poi,
finiscono per cogliere nel segno rispetto alla
valutazione che hanno fatto Governo e Commissione sugli
emendamenti, soprattutto con riferimento
agli interventi dell'onorevole Trizzino e dell'onorevole Di
Mauro.
Con riferimento all'intervento dell'onorevole Di Mauro, che
invito a presentare un emendamento
in considerazione della valutazione legata alla rigenerazione
urbana esclusivamente destinata al
pubblico che, invece, può avere una correzione perché deve
riguardare l'intero assetto e quindi se ci
sono opere da contemplare, anche di carattere privato, credo che
questo sia anche un buon
intendimento. Quindi, se lo traduce in emendamento, il Governo
lo apprezzerà. All'onorevole Di
Mauro però voglio anche dire che rispetto all'emendamento 31.41
al quale faceva riferimento,
essendo peraltro per ragioni, per razioni materie, inserito
all'interno di un tema che è quello del
certificato verde, chiedo all'onorevole Campo di ritirarlo
perché lo tratteremo in quella sede, oppure
siccome è ben scritto ma, paradossalmente per essere un articolo
di legge, è troppo dettagliato, se lo
vuole mantenere come ordine del giorno e il Governo si impegnerà
a votarlo non come
raccomandazione ma come vero e proprio ordine del giorno. Così
come mi fa piacere constatare che
l'intendimento dell'onorevole Trizzino ha già trovato
accoglimento perché il Governo darà parere
favorevole all'emendamento 31.35 che credo, signor Segretario
generale, sia stato riscritto ed è
coerente con quello che era l'indirizzo del 31.35. Quindi,
Presidente, se lei potesse segnare questi
emendamenti potremmo anche portarci avanti con il lavoro.
PRESIDENTE. Me li ripete?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
L'emendamento 31.16 è precluso perché
parla di arresto del consumo ed è già stato superato.
L'emendamento 31.41 abbiamo chiesto il ritiro
e la trasformazione in ordine del giorno ed è comunque
ricompreso nel tema del certificato verde che
tratteremo successivamente.
PRESIDENTE. E' accettato il ritiro onorevole Campo?
CAMPO. Sì.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
L'emendamento 31.35 è riscritto ed ha il
parere favorevole. L'emendamento 31.38 e l'emendamento 31.42
degli onorevoli Lupo, Barbagallo
e Cracolici, hanno parere favorevole.
PRESIDENTE. Sono quelli che chiedono la soppressione del comma
7?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, mi
riferisco agli emendamenti 31.38 e
31.42.
PRESIDENTE. Ah Sì questo è l'emendamento 31.8. Mi dà le
pagine?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Se andiamo
per ordine facciamo prima.
PRESIDENTE. L'emendamento 31.38 è quello dopo l'emendamento di
Trizzino. Va bene.
L'emendamento 31.42 pure.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
L'emendamento 31.40 non si si può fare
perché
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Non c'è la
copertura.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Comporta
altri oneri. Così come
l'emendamento 31.43.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E'
ritirato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, è
ritirato. Per quanto riguarda
l'emendamento 31.34, come correttamente aveva detto l'onorevole
Savarino, questo può trovare
albergo concreto e quindi considerazione nel disegno di legge
per il riordino dell'edilizia. Il 31.34.
PRESIDENTE. Quindi, è ritirato?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sia il
31.34 che il 31.44, Presidente.
Possono essere spostati al disegno di legge... No, il 31.44 al
disegno di legge cooperative edilizie e di
auto-recupero. C'è un disegno di legge che già
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, mi dia i sì e i no. Le
discussioni le facciamo dopo.
LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
l'emendamento 31.34.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
Sull'emendamento 31.46
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, gli faccia dire queste cose
altrimenti ci confondiamo.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Dopo. Faccia concludere al Governo la sua
comunicazione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
Sull'emendamento 31.46 il parere è contrario
perché vorrei dire all'onorevole Calderone che è rinviato a
quanto già disposto dal comma quinto.
Sull'emendamento 31.47 credo che l'onorevole Palmeri si stia
confrontando con gli Uffici quindi le
vorrei chiederlo di lasciarlo un attimo in stand by perché
essendo l'ultimo avremo modo di
affrontarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, questo comporta il ritiro degli
emendamenti soppressivi.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Da lì non è possibile intervenire
fin quando non installeremo i
microfoni nei posti. Lei, come Vicepresidente, in Consiglio di
Presidenza, la prego di sottolineare
questo punto all'ordine del giorno del primo Consiglio che si
terrà.
FOTI. Presidente, già che ci siamo faccio solo un viaggio
dalla parte più profonda dell'Aula.
Anch'io colgo l'occasione per esprimere gratitudine alla
Commissione che si è dedicata ad un
articolo veramente innovativo che fornirà uno strumento, con il
consenso di tutti per ampia parte, per
potere cominciare veramente a parlare non più come
sperimentazione, come avveniristica e
avventuriera esperienza che in qualche parte della Sicilia si è
provato a fare, ma per farlo diventare
strumento per i cittadini, per le amministrazioni, e per
vivacizzare anche il comparto dell'edilizia che
ha, finalmente, compreso che non è nel consumo di suolo che deve
legittimamente trovare la propria
possibilità di fare impresa ma nella rigenerazione urbana e
tutto quello che ne consegue.
Desideravo sapere dall'Assessore e dalla Commissione come si
raccorderanno le due riscritture
che durante il dibattito sono state distribuite. In particolare
c'è l'emendamento 31.35 R, e la firma
non riesco a comprenderla, ma ha poca importanza. E guardando al
comma 4, della lettera c),
togliendo a viabilità sembrerebbe che le aree libere possano
essere destinate alla fruizione
pubblica e alla viabilità, togliendo la viabilità non vorrei che
questa specifica inserita dalla
Commissione una volta tolta andasse a compromettere quella
possibilità, magari, di utilizzare le aree
libere o quelle che si rendono libere, per creare quella
viabilità che spesso, per brevi tratti o per
mancanza di piccole bretelle all'interno dei centri urbani, crea
dei problemi di convivenza tra pedoni
e automobili in sostanza.
Quindi, su questo emendamento desidererei un chiarimento se è
già nelle disponibilità
dell'Assessore e della Commissione e che chiarissero un pochino
meglio questo passaggio
PRESIDENTE. Per favore, se sentiamo, perché altrimenti se si
fa confusione, siccome è un
argomento che è effettivamente interessante e bello anche,
ascoltiamolo con interesse grazie.
FOTI. Ecco, per il piacere di...
PRESIDENTE. Scusi, al banco del Governo, se possiamo evitare.
Prego onorevole Foti.
FOTI. meglio comprendere cosa comporta e qual è la
motivazione di voler sopprimere questi
due passaggi abbastanza delicati gradirei, prima di arrivare al
momento del voto e anche per poter
avere un momento di riflessione, che l'Assessore e la
Commissione ci dicessero cosa comporta
l'eventuale approvazione di questo emendamento, oppure se è
stata una loro richiesta.
È stato distribuito poco fa, il 31.35 R, e poi insomma quello
dell'onorevole Palmeri è un po' più
chiaro, l'ho capito, più che altro è l'altro. Il 31.35 R, guardi
ora glielo favorisco, Assessore.
Presidente, prima di passare alle fasi del voto, poterci.
PRESIDENTE. E' un subemendamento.
FOTI. E' stato distribuito.
PRESIDENTE. Sì, va bene, perfetto, è la riscrittura, è un
subemendamento di riscrittura. Possiamo
andare avanti. Intanto, l'emendamento Di Mauro è diventato della
Commissione, perché come sapete
non lo avrei potuto accettare. L'emendamento 31.48, della
Commissione dice che al comma 2 dopo
le parole "edilizia sociale", aggiungere "residenziale". Va
bene? Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 31.41, degli onorevoli Campo ed altri è
ritirato.
Si passa al 31.35, degli onorevoli Trizzino ed altri che ha
una riscrittura, il subemendamento 31.35
R.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi,
onorevole Trizzino, avremmo la
necessità, alcuni colleghi chiedono un chiarimento sul secondo
capoverso. Alla lettera c), le parole
"per le quali a viabilità" sono soppresse.
TRIZZINO. Come ho argomentato durante la discussione generale
dell'articolo 31, sostenendo la
necessità di eliminare, nei limiti del possibile - perché
condivido perfettamente il ragionamento che
abbiamo fatto tutti insieme, il fatto che bisogna anche essere
flessibili, io sono un ambientalista ma
mi rendo conto che è necessario avere un minimo di flessibilità
-, la necessità di eliminare o quanto
meno di ammorbidire i concetti di trasformazione e di modifica
sostanziale dei lotti, all'interno del
ragionamento della rigenerazione urbana, con questo emendamento
non ho fatto altro che tradurre in
normativa quello che ho poc'anzi detto, cioè, elimino nella
lettera c) la parte che specifica che è
ammissibile all'interno della rigenerazione urbana la modifica
del disegno dei lotti e degli isolati che,
a mio modo di vedere, è giustificabile in un ragionamento di
rinnovo territoriale, ma dentro la
rigenerazione urbana stona un pochettino.
Per cui, ho eliminato le parole "per le quali" fino a
"viabilità". Chiaramente non viene meno il
senso della lettera c), perché se vogliamo lo leggiamo insieme,
dice; "tra gli interventi previsti dalla
lettera b) possono annoverarsi anche gli interventi di
addensamento o sostituzione urbana,
consistenti nella riqualificazione, anche con possibili
incrementi volumetrici - stiamo
ammettendo addirittura pure questo - di aree degradate,
marginali dismesse o di scarsa
utilizzazione edificatoria". Non cambia il senso.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.38, degli onorevoli Barbagallo ed
altri. Il parere del Governo e della
Commissione è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.42, degli onorevoli Lupo ed altri.
Il parere del Governo e della
Commissione è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 31.40 e 31.43 sono stati ritirati.
Si passa all'emendamento 31.34, degli onorevoli Gucciardi ed
altri. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiediamo
che venga spostato nel disegno
di legge edilizia.
PRESIDENTE. Insomma, è ritirato quindi.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Sì, onorevole, siccome, come avrete notato, chiedo
scusa, è un'informazione che
do a tutti, come avrete notato, non ci sono ancora, sempre per i
motivi Covid le signore che scrivono,
per cui se non rimane registrato di quello che voi dite
materialmente non se ne avrebbe più notizia
per il resto della vita, per cui tutto quello che volete dire lo
dovete dire per favore al microfono.
CRACOLICI. La mia era una curiosità.
PRESIDENTE. Ho capito però è anche importante.
CRACOLICI. Visto che abbiamo appena approvato questo testo
dove parla che nella
rigenerazione tra gli interventi inammissibili vi è anche la
possibilità di aumenti volumetrici
dell'edificato esistente, si pone un tema: stiamo facendo una
legge quindi una legge deve essere poi
applicata da qualcuno, qual è il range degli aumenti
volumetrici?
PRESIDENTE. E' corretto.
CRACOLICI. Perché può essere il doppio, il triplo, il
quadruplo.
PRESIDENTE. Per questo le ho chiesto di dirlo al microfono
proprio per
CRACOLICI. Quindi bisogna, in qualche modo, definire una
compatibilità con, come dire, la
quinta complessiva urbanistica del territorio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. L'Assessore?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Gli aumenti
volumetrici sono quelli stabiliti
da ciascun regolamento comunale sulla base dei parametri che
ciascun comune si dà.
PRESIDENTE. E allora diciamo che se sono già stabiliti forse è
inutile dirlo, o no? Va bene.
Bisogna, comunque, va bene così, va bene così. Ritirato,
perfetto. Ah, no quella era una
informazione. Pensavo era sull'emendamento che è stato ritirato.
A posto, a posto.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Già c'è,
già c'è.
PRESIDENTE. Assessore, non per essere polemico ma se è già
previsto perché le aggiungiamo le
cose, se è già così.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, già c'è
infatti.
PRESIDENTE. Ah, perfetto, ok, ok, a posto. Il 31.44 di
Calderone?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Allora, ho
già chiesto all'onorevole
Calderone noi abbiamo inviato per l'Aula il disegno di legge
cooperative edilizie e di auto-recupero.
PRESIDENTE. Benissimo, quindi rinviato lì.
L'emendamento 31.45, degli onorevoli Campo ed altri?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contiene
delle spese.
PRESIDENTE. Prevede oneri quindi non si può votare, onorevole
Campo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
abbiamo predisposto con
l'emendamento 31.37 la possibilità di fare il censimento con
può provvedere al censimento
piuttosto che provvedono al censimento perché altrimenti
comportava spese. Invece facoltizzando
i comuni non è più un obbligo, se vogliono possono farlo se ne
hanno la copertura.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. L'emendamento della collega Campo in realtà
introduce un tema interessante e mi
rendo conto che non possiamo...
E' il 31.45, ma intervengo su quello dopo perché sono
collegati.
La mia collega introduce un tema interessante di cui si è
parlato tanto nella precedente legislatura
cioè il fascicolo del fabbricato. Ha ragione il Presidente, ha
dei costi, però è un tema molto
importante, ci sono i disegni di legge, c'è un dibattito aperto.
Ora, non mi sto arrampicando e non mi
uccido qualora dovesse passare l'aspetto facoltativo perché la
Commissione introduce il può , i
Comuni possono fare questo censimento. Io sono dell'idea che
debba essere obbligatorio per tutta
una questione di sicurezza, anti sismicità degli immobili.
PRESIDENTE. Però, bisognerebbe dargli i soldi se fosse
obbligatorio.
TRIZZINO. Però, vorrei che rimanesse a verbale visto che credo
sia la prima volta dalla XVI
legislatura che si discute in Aula del fascicolo del fabbricato
che questo è un tema importante sul
quale la Commissione credo all'unanimità abbia chiesto di
discutere in Aula del fascicolo del
fabbricato perché non riguarda soltanto l'urbanistica riguarda
soprattutto la sicurezza nelle città.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Campo, credo che sia chiaro. Cioè
si dice no soltanto perché ci
vorrebbero i quattrini. Prego, prego, prego, onorevole Campo.
CAMPO. Grazie Presidente. Allora, volevo semplicemente
specificare che già abbiamo una legge
approvata che prevede la redazione di questo abaco che è la
legge 13 del 2015, e quindi i comuni
avrebbero già dovuto farlo per tempo e dovrebbero essere muniti
di questo elenco. Ma comunque nel
caso in cui non l'avessero fatto si può attivare tranquillamente
un discorso di auto denuncia, cioè il
residente che vede attorno a sé una situazione di ruderi o
immobili abbandonati può andare
all'ufficio tecnico comunale e denunciare praticamente questa
situazione. Questo permetterebbe di
costruire questo abaco per i comuni che è di fondamentale
importanza perché darebbe la possibilità
ai sindaci di predisporre dei progetti per il recupero perché ci
si renderebbe conto di quali sono le
parti più fragili e più deboli della città.
A volte abbiamo interi isolati e quartieri che versano in
condizioni di rudere.
E, quindi, con l'autodenuncia, senza investire chissà quale
somma da parte degli enti locali, si
potrebbe tranquillamente fare.
A parte questo, ci sarebbe anche un grande risparmio per le
amministrazioni perché un abaco di
questo tipo va ad incidere sui tributi locali perché ci permette
di poterli distribuire in maniera
coerente e reale rispetto agli edifici che effettivamente e
quelli che, invece, sono dismessi e
disabitati.
Quindi, secondo me, per un ente locale dotarsi di questo
abaco con tutti i fabbricati che versano
in condizioni fatiscenti o di rudere è di fondamentale
importanza.
Io lo manterrei, anche perché - ripeto - ogni Comune lo può
gestire come vuole, anche a costo
zero con l'autodenuncia.
PRESIDENTE. L'emendamento 31.44 è stato rinviato.
L'emendamento 31.36 è assorbito dal testo.
Si passa all'emendamento 31.37, della Commissione.
DI CARO. Chiedo di parlare.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Onorevole
Di Caro, è inammissibile. Se
ci fosse l'obbligo non c'è la copertura finanziaria e sarebbe
inammissibile.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, colleghi, insistiamo sulla
obbligatorietà.
PRESIDENTE. Non si può.
DI CARO. Se mi permette due minuti glielo spiego.
Per quanto riguarda il patrimonio pubblico nulla questio,
già c'è l'inventario che l'ente è tenuto,
per legge, a fare ogni anno.
Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare privato
esistono le anagrafe tributarie che
risolvono per il 95 per cento dei casi il problema.
Per la rimanente parte del 5% i comuni possono - se non sono
nelle condizioni economico-
finanziarie di implementare le spedizioni di censimento degli
immobili - fare delle convenzioni con
gli ordini professionali, mi riferisco agli ordini degli
ingegneri e degli architetti, che fanno a titolo
assolutissimamente gratuito questo tipo di servizio.
L'ho fatto personalmente in più Comuni.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, però, siccome non c'è la
garanzia che lo debbano fare a
titolo gratuito ed è prevista una spesa, laddove sono previste
spese oggi la Costituzione italiana è
fatta così, che non si può legiferare nulla che preveda un solo
euro di spesa in più.
Questo lo prevede, purtroppo, per cui o troviamo una
copertura o non lo possiamo votare.
Non possiamo obbligare gli ordini a farlo gratuitamente
perché lei che è una persona interessata
l'ha fatto ma gli altri non possono essere obbligati a farlo
gratuitamente.
DI CARO. Presidente, se si individua, dove necessita,
l'intervento di spesa magari ci capiamo
meglio.
A mio avviso - e parlo a nome del Gruppo parlamentare del
Movimento 5 Stelle - non c'è un
euro da spendere in questo intervento, ferma restando
l'obbligatorietà.
Guardi che si tratta di una questione veramente importante.
Nei centri storici sono morte persone a causa di questo tipo
di manchevolezza nel territorio.
Quindi, insistiamo sull'obbligo di questo tipo di
intervento.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
sia opportuno lasciare ..
PRESIDENTE. Che sia chiaro, la nostra Costituzione prevede
che ogni legge che prevede un
obbligo ai Comuni, anche se in quell'occasione devono prendere
un taxi, bisogna mettergli i soldi,
anche per prendere il taxi, se no non lo possiamo fare.
Non è che la Costituzione l'ho fatta io Evidentemente c'è
qualcosa, per cui siccome io sono
assolutamente convinto che la ratio di questa norma è corretta,
vuol dire che nel sussiego della
nostra legislatura troveremo il sistema per poterla coprire e
farla. Ma in questo momento non posso,
per me è da considerare addirittura inammissibile perché se
prevede, ripeto, un obbligo, bisogna fare
la quantificazione quindi comunque dovrebbe tornare in
Commissione, avere la relazione
dell'Ufficio del Bilancio e trovare la copertura. Ripeto, anche
se si trattasse di venti euro.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, per risolvere il problema propongo
un subemendamento che dice I
comuni, - questo è il subemendamento - compatibilmente con le
disponibilità di bilancio,
provvedono al censimento . Però, darei l'indicazione precisa che
hanno il dovere di provvedere, poi
certo se non hanno le disponibilità di bilancio non provvedono.
Cioè, nei limiti delle disponibilità di
bilancio, resta a loro l'obbligo di provvedere alla copertura
della spesa, certamente se ne hanno le
risorse.
PRESIDENTE. Sì, allora da parte degli Uffici, se noi diamo
un obbligo, quindi devono fare, non
possiamo mettere compatibilmente alle proprie disponibilità .
Se lo devono fare, lo devono fare. E
quindi gli dobbiamo dare i soldi per farlo. Facciamo una cosa,
siccome la norma ha una sua ratio,
consentitemi due minuti di sospensione che vediamo di trovare
una possibile soluzione. Se si può
fare sono ben felice di farla.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.07, è ripresa alle ore 13.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la proposta che viene dagli
Uffici e che, tutto sommato,
onorevole Savarino se mi date un attimo di attenzione, onorevole
Caputo, onorevole Trizzino.
Allora, siccome è una norma di buon senso e che tutti, in
maniera generalizzata, vorremmo poter
fare, però gli Uffici mi continuano a dire che materialmente non
è
Allora, noi facciamo una cosa se volete, ovviamente decide
sempre l'Aula, facciamo la norma
con scritto può , fermo restando che la Commissione s'impegna
anche nel ddl edilizia, tutto
sommato non succede niente, anzi in qualche maniera c'entra, a
modificarlo facendo la copertura,
mettendo la copertura in quel disegno, e quindi nel giro di un
mese farlo diventare obbligatorio.
Quindi oggi mettiamo l'indirizzo, che lo può fare, e nel disegno
di legge per esempio dell'edilizia
invece modificarlo facendolo diventare obbligatorio, questo
perché materialmente se gli Uffici mi
dicono che non Ecco, si potrebbe presentare l'emendamento e
trasferirlo al ddl edilizia, in modo
che lo si possa coprire in quell'occasione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LUPO Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per chiarire
non si propone che i comuni entro
perentorio, per esempio entro un mese debbano provvedere e,
quindi a fronte di un organico
asfittico, debbano necessariamente ricorrere all'esterno, per
esempio con l'affidamento di incarichi a
professionisti che, ovviamente, sarebbero onerosi e
comporterebbero una spesa. Non è questo il
punto.
Ma dire che, ordinariamente, gli uffici tecnici comunali
svolgono anche questo lavoro, in un
tempo x, quale spesa aggiuntiva comporta? Cioè, se in un comune
ci sono cinque geometri -
semplifico - che, nell'arco di un anno, possono realizzare un
censimento, è loro dovere farlo. Qual è
l'onere aggiuntivo?
PRESIDENTE Onorevole Lupo, se fosse così non sarebbe
necessario metterlo nella legge, se lo
dovessero fare comunque. Invece io ritengo
LUPO. Non c'è, a mio avviso, un onere aggiuntivo. Non c'è la
richiesta di affidare a terzi.
PRESIDENTE Allora, siccome bisogna trovare una quadra.
Questo è il mio compito, e mi
succede tante volte di trovare, comunque, una sintesi. Siccome è
una norma che vogliamo fare tutti e
gli uffici danno questa possibile soluzione, io credo che se noi
o presentiamo l'emendamento e, su
parere della Commissione e del Governo, lo spostiamo sul DDL
edilizia in modo che poi,
materialmente, lo formalizziamo lì con la copertura o, comunque,
avendo il tempo di fare una
verifica più completa e più precisa sull'argomento, oppure
facciamo un ordine del giorno e
impegniamo a farlo dopo.
Però, voglio dire, in qualche maniera è, ripeto, una norma
che tutti vogliamo. Quindi, non c'è
una motivazione per non farla. Secondo me la proposta degli
Uffici è quella corretta. Lo scriviamo,
lo rinviamo al DDL Edilizia e abbiamo risolto il problema.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi premesso
che non mi strappo i capelli,
anche perché ne ho pochi
PRESIDENTE. Questi ultimi che hai, mantienili
CRACOLICI. dell'una o dell'altra versione. Però, l'ho detto
informalmente agli Uffici, io
considero, diciamo, la interpretazione che viene data un po'
forzata, per una ragione.
Il presupposto di fare il censimento, è un presupposto
procedimentale per la ragione che, al
comma successivo, si dice: I comuni, sulla base del censimento
di cui al comma 8, entro tre anni
dall'entrata in vigore della presente legge, potranno ridefinire
i piani di autorecupero del patrimonio
edilizio eccetera, eccetera.
Mi ascolta, Presidente?
PRESIDENTE. Certamente.
CRACOLICI. Quindi, la norma intende dire che, qualora ti sei
dotato del piano del censimento,
tu puoi fare il piano di recupero. Cioè, non sta dicendo che c'è
un obbligo, come dire, erga omnes
sul censimento. Ma, per attivare le procedure del piano di
recupero, devi dotarti di un censimento.
Quindi non è una norma che ha una obbligatorietà estesa a
tutti i comuni, ma solo a quelli che
vogliono attuare piani particolareggiati di recupero, entro tre
anni dall'approvazione di questa
norma
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ripeto. Possiamo continuare
a fare mille interventi.
Siccome è una soluzione che vogliamo trovare, è questa che
propongono gli Uffici, non fosse altro
perché la stessa Presidenza possa avere garanzia che le cose si
facciano in maniera perfetta.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. La proposta è che c'è l'emendamento, lo
trasferiamo all'Edilizia, in modo che
nel tempo che facciamo, che tanto entro un paio di mesi sarà
approvato anche quello, in
quell'occasione, sapendo già di dovere verificare questa
vicenda io, sinceramente, non lo so chi è
che ha ragione. Allora, toglietemi da questo imbarazzo. Gli
Uffici mi dicono una cosa, alcuni di voi
me ne dicono un'altra. Se lo rinviamo al DDL Edilizia, facciamo
passare il principio che si debba
fare.
Col DDL Edilizia si vanno a fare le verifiche, sia
all'Ufficio Bilancio della Regione che in
Commissione Bilancio da noi, faranno le valutazioni più precise
e decideranno che cosa fare.
Quindi, lo abbiamo rinviato al DDL Edilizia.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore.
Presidente, va bene. Accogliamo la sua
proposta. Per cui, passa adesso il principio della Commissione,
quindi può provvedere al
censimento . Contestualmente, il comma 31.45 lo trasferiamo al
DDL Edilizia. Nelle more si fa una
valutazione dei costi.
PRESIDENTE. Quindi, per adesso rimane può . E, nel DDL
Edilizia, diventa deve .
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sì, però chiudiamola, onorevole
Lupo.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi al fine di
evitare che scriviamo cose senza senso,
se i comuni possono non ha senso dire entro un anno dalla
data di entrata in vigore , perché
diventa un assurdo, facciamo anche cose logiche.
PRESIDENTE. Questo è vero Se può, non deve essere entro un
anno.
LUPO. Altrimenti dopo un anno e un giorno non lo può fare più
- non si capisce
Coordiniamo le norme
PRESIDENTE. Per quelli pubblici
Rinviamolo tutto all'edilizia e lo facciamo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiediamo
ai colleghi di ritirare
totalmente la norma.
PRESIDENTE. E lo spostiamo tutto in edilizia.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E lo
spostiamo totalmente in edilizia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo andare avanti. Siccome
non si può fare, è una
stupidaggine.
Lasciamolo col può' e in edilizia diventa deve'.
L'emendamento 31.37, a firma della Commissione e con il parere
favorevole del Governo lo
pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Cassiamo
entro un anno'.
PRESIDENTE. Perfetto, togliamo entro un anno', bravi.
Si passa all'emendamento 31.46, a firma dell'onorevole
Calderone? L'emendamento di
Calderone non è stato ritirato?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Anche
questo è al disegno di legge di
cooperative edilizie e di autorecupero. Il disegno di legge già
esitato per l'Aula dalla Commissione.
PRESIDENTE. Quindi lo trasferiamo lì.
Se lo bocciamo oggi diventa un problema accettarlo anche
nell'altro disegno di legge.
Si trasferisce all'edilizia.
Essendo l'ultimo emendamento poi dobbiamo votare, se lo
trasferiamo alle cooperative?
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. E' come la storiella del collegato, Presidente. Non
è che qui siamo ragazzini
Trasferiamolo all'edilizia.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, mi faccio carico di garantire
questo passaggio.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Il tema è
quello assolutamente e il
disegno di legge è già in Aula.
PRESIDENTE. Discorso chiuso.
Sull'ultimo emendamento, a firma dell'onorevole Palmeri avete
trovato la soluzione?
E' stato presentato un sub emendamento del Governo 31.47.2 che
recita di sostituire le parole da
decisione a consiglio con le parole disposizioni comunitarie
vigenti . Cassare da tenuto fino
alla parola attività .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.47, così come emendato. Lo pongo
in votazione. Il parere della
Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, prima di passare all'articolo 32 e dare la
parola all'onorevole Di Mauro - che
me l'aveva chiesta stanotte sul 32 - e poi all'onorevole
Trizzino, se il Governo mi fa una disamina
dei sì e dei no.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ci sono una serie di
emendamenti che tendenzialmente - soprattutto uno quello
dell'onorevole Campo - potrebbe essere
affrontato. Mi riferisco all'emendamento 32.17.
Anche in questo caso si tratta di un emendamento troppo di
dettaglio per cui anche in questo caso
chiedo di trasformarlo in ordine del giorno che sarà apprezzato
dal Governo e lo metteremo in coda
soprattutto facendo riferimento a quelli che saranno
eventualmente decreti attuativi o regolamenti
che discenderanno da questa legge per poterlo adottare.
Poi c'è il no al 32.8, 32.19, 32.1, il sì al 32.2.
Sull'emendamento 32.15 bisogna fare qualche variazione.
L'emendamento 32.14 è negativo perché non è coerente con
l'articolo.
Il 32.18, 32.16 e 32.20 parere contrario. Sono troppo
limitativi e confliggono con norme
nazionali.
PRESIDENTE. Assessore, quello su cui avrebbe dato la
disponibilità di un parere favorevole,
cioè l'emendamento 32.17.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo che
venga trasformato in ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Va bene se viene trasformato in ordine del giorno,
perché siccome non è
consentito il consumo di suolo e non lo possiamo scrivere e poi
non possiamo affidare all'ISPRA,
che è un istituto statale, noi non possiamo - per legge -
affidare un incarico ad un istituto che non è
regionale. Per cui, anche questo non si potrebbe fare per legge.
Per cui se lo fate come ordine del
giorno poi vediamo. Quindi è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché questo articolo credo che
sia un articolo molto importante. E' un articolo che pone un
limite considerevole a quello che è il
consumo del suolo tant'è che recita, se ricordo bene, l'articolo
3 la questione delle tendente a zero.
E voglio qui rappresentare, perché resti agli atti, ciò che
hanno fatto le altre Regioni cominciando
dall'Emilia Romagna, onorevole Cracolici. E l'Emilia Romagna,
tanto per prendere un modello -
l'Emilia Romagna di Cracolici, esatto - è un esempio di come si
può ragionare cercando di
mantenere il consumo del suolo al limite. Per esempio, in Emilia
Romagna è stata fatta una
previsione del limite del 3 per cento della superficie
urbanizzata consumabile. Perché io dico questo?
Perché noi con la indicazione così rigida, così rigorosa,
vedrete che a breve saremo costretti a
ritornare in Aula per correggere questa indicazione di zero
assoluto a proposito di possibilità di
nuove edificazione.
Una seconda considerazione che volevo fare all'Assessore, se
mi permette, è che le indicazioni
che sono scritte nel comma 2 dell'articolo 32, omettono
l'indicazione dei cosiddetti opifici. Perché
veda, signor Assessore, ci sono spesso Aziende che hanno, per
fortuna, per quelle che sono in grado
in Sicilia di poterlo fare, avere una richiesta di ampliamento.
In questo comma 2 non è indicata
nessuna possibilità di accedere all'opportunità del consumo del
suolo perché c'è una rigidità che
riguarda soltanto le opere pubbliche. E non credo che questo
possa essere omesso perché è
estremamente importante consentire alle imprese un fatto di
crescita. Altrimenti ci troveremmo nelle
condizioni di dovere chiudere una azienda per andare a rifare e
a ricostruire un complesso industriale
perché l'azienda non può crescere.
La terza cosa è che vorrei, quanto meno, tutto ciò che
riguarda il consumo di suolo per le opere
pubbliche o di interesse pubblico, gli insediamenti volti ad
aumentare l'attrattività, la competitività e
gli opifici, Assessore Cordaro, non possono essere computati ai
fini del consumo del suolo. E questa
deve essere una norma specifica perché altrimenti noi usciremmo
con il dire che il consumo del
suolo è stato fatto. E quindi se l'Amministrazione comunale
intende accedere o intende consentire a
qualcuno di consumare il suolo, si dice che già abbiamo
consumato suolo. Quindi deve essere
scomputata dai parametri del consumo del suolo.
Terza considerazione che credo, anche questo, non essere
omesso dall'applicazione di questo
articolo 32 che cosa succede dopo che questo articolo è
approvato, rispetto ai piani regolatori vigenti
nei Comuni laddove ogni tecnico comunale si troverà dinnanzi ad
uno strumento urbanistico in cui
possibilmente c'è la edificabilità in qualche lotto che ha
questo indirizzo, con una norma che ti dice
tassativa consumo del suolo tendente a zero.
E credo che allora per superare questo fattore occorra una
norma transitoria. Perché se non
abbiamo fatto il PTR non possiamo noi trovarci con una norma
regionale che è in netto dissenso
rispetto a quello che è il Piano regolatore generale. Se su
questo ci fermiamo un momento e si fa una
riflessione comune, per cercare di costruire un percorso più
adeguato in questo articolo che lo
ritengo fondamentale così come quello successivo della
perequazione che è un articolo - mi
permetto di dire vista questa iniziativa legislativa -un
articolo storico perché la perequazione per
esempio è una iniziativa del Governo che è tendente ovviamente
non solo a risolvere i problemi
conflittuali della redazione dei PUC ma è anche un elemento che
toglierà tanti contenziosi che in
corso ci sono nei Comuni.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'onorevole Di Mauro ha detto che
questa norma è fondamentale ed è la seconda volta, in sette anni
e mezzo, che ci troviamo d'accordo
sull'urbanistica.
La prima è quando abbiamo firmato l'emendamento insieme sul
residenziale e questa è la
seconda.
E' una norma fondamentale l'articolo 32.
Allo stesso modo di come ho fatto sull'articolo 31, un
ragionamento di ambientalista
concedetemelo anche questa volta. Il principio c'è. Il contenuto
un po' meno.
Assessore, mi rivolgo a lei mi ha dato il cartellino rosso
sull'emendamento. E' come quando a
scuola ti danno il voto negativo prima di fare l'interrogazione.
Provo a spiegarmi perché probabilmente questo articoli va
spiegato. Non che sia scritto male,
attenzione, ma va spiegato.
Il consumo di suolo altro non è che la declinazione dello
sviluppo sostenibile nell'urbanistica.
Il principio di sviluppo sostenibile ormai esiste dovunque. In
economia così come in urbanistica.
Lo sviluppo sostenibile si declina con la rigenerazione urbana
e con il consumo di suolo tendente a
zero. E' giusto che sia così perché le norme internazionali
parlano di consumo di suolo tendente a
zero.
Attenzione però. La norma sul consumo di suolo, e vorrei che
l'onorevole Di Mauro mi ascoltasse,
non si rivolge al privato o al pubblico. La norma sul consumo di
suolo si rivolge alla pianificazione o
meglio al pianificatore.
Il consumo di suolo è il saldo. Non è che significa che io
domani non posso consumare più suolo.
Sarebbe folle una cosa del genere.
L'articolo 32 va letto in modo complessivo insieme con il
comma 1, il comma 2, il comma 3,
soprattutto il comma 3. A qualcuno sarà sfuggito che nel comma 3
c'è la chiave di lettura del
consumo di suolo che è il bilancio ecologico.
La norma cosa dice? Io devo garantire il consumo di suolo
tendente a zero nella logica del saldo di
bilancio. Cioè, il bilancio ecologico che cosa dice? Tanto
consumo il suolo vergine, tanto recupero
suolo urbanizzato e lo restituisco a territorio vergine.
Il saldo ci dà la possibilità di capire come funziona il
consumo di suolo.
Non è vero che con la norma del consumo di suolo non si può
più costruire da nessuna parte.
Sarebbe una cosa inconcepibile e lo dice un ambientalista.
E' chiaro che la norma sul consumo di suolo va letta con il
comma 3.
Io dicevo prima, vorrei che da questa Aula ci fosse la spinta
per dare al Governo quel coraggio in
più che non troviamo in alcuni articoli.
Il principio c'è, la norma di contenuto non c'è nel senso che
va benissimo parlare di consumo di
suolo però nel teso, per esempio, del comma 2 a noi ci sono dei
piccoli passaggi che non piacciono.
Il primo è il limite minimo inderogabile.
Tutte le regioni, e qua non cozziamo con la normativa europea,
tra l'altro chi ha citato la legge
regionale dell'Emilia, noi l'abbiamo proprio presa dalla legge
regionale dell'Emilia, stabiliscono un
quantitativo massimo aggredibile all'anno.
Noi l'abbiamo messo al 5 per cento. Molte regioni lo fissano
al 3.
La percentuale è calcolata sul terreno urbanizzato. Parlare di
5 per cento all'anno sul terreno
urbanizzato ci permette di potere fare tutte le operazioni che
vogliamo di questo mondo senza
aggredire nuovo territorio vergine. Quindi il limite del 5 per
cento non stiamo stravolgendo niente.
Stiamo mettendo, stiamo declinando in modo coerente un
principio. Dire che c'è un limite
percentuale derogabile per le opere pubbliche al 5 per cento è
un principio giusto, non stiamo
eccedendo nei limiti della tutela dell'ambiente e allo stesso
tempo lo stiamo rispettando.
Quindi quando io nel comma 2 dico il consumo di suolo è
derogabile per le opere pubbliche è
giusto che inserisco un limite percentuale annuo.
Noi nell'emendamento che vorremmo che il Governo apprezzasse
lo abbiamo fissato al 5 per
cento.
Ragioniamoci. E' un tema importante. Non vogliamo metterlo al
5 per cento? Lo mettiamo al 6
per cento. Ma è un modo per dire non stiamo facendo una norma di
principio, ci stiamo mettendo
coraggio in questa norma, e il coraggio lo facciamo scrivendo
norme cogenti.
Mettere un limite percentuale, assessore parlo anche con lei,
se noi mettiamo un limite percentuale
stiamo facendo, lei sta facendo un atto di coraggio perché non
sta impedendo lo sviluppo territoriale.
Stiamo dicendo tu puoi aggredire territorio vergine ma almeno
non devi superare una certa
percentuale all'anno di territorio urbanizzato.
Ragioniamoci sulla percentuale. Magari fra qualche anno, alla
prossima legislatura, chi ci sarà
dopo di noi lo diminuirà progressivamente. Ma le regioni più
evolute d'Europa lo hanno già fatto,
non stiamo inventando niente di nuovo.
Seconda cosa e vado alle conclusioni.
C'è un emendamento del Movimento Cinque Stelle e anche del
Partito Democratico, infatti l'ho
apprezzato, che dice una cosa importante. Nel comma 2, come
dicevamo prima, c'è la deroga al
consumo di suolo. Ora, ascoltatemi bene, quando noi diciamo
possiamo derogare il consumo di
suolo, la deroga la possiamo ammettere per le opere pubbliche, è
giusto è una scuola o un municipio,
o comunque una struttura pubblica o anche privata per l'uso
pubblico, possa derogare il consumo di
suolo, ci mancherebbe. Però, scrivere che un insediamento volto
ad aumentare l'attrattività possa
erodere il consumo di suolo, significa che domani facciamo un
centro commerciale che è attrattivo
per la comunità e abbiamo erogato il consumo di suolo. È giusto
o non è giusto?
Per cui, limitiamo questa possibilità di deroga solo alle
opere pubbliche o di interesse pubblico.
Anche un privato può fare un'opera di interesse pubblico, ci
mancherebbe altro, facciamolo. Però
non allarghiamolo pure agli insediamenti volti alla
competitività del territorio. A parte che non so
cosa significa, ma ve lo dico proprio da avvocato, potrebbe
significare tutto e niente, anche un centro
commerciale, o mi sbaglio, può essere attrattivo. Ci sono centri
commerciali attrattivi. Ora, derogare
un consumo di suolo per un centro commerciale, abbiamo perso,
abbiamo perso la nostra battaglia.
Siccome la legge la stiamo scrivendo bene, mettiamo questi
paletti.
C'è un emendamento, io ritiro il mio perché c'è un errore o
comunque lo devo correggere, c'è però
l'emendamento del partito democratico che toglie quelle parti
legate a insediamenti volti.
Approviamo questo emendamento, perché se no il consumo di suolo
non ha senso di esistere, cioè
scrivere che facciamo riduzione di consumo di suolo, ma allo
stesso tempo dire che qualsiasi cosa
che è attrattiva può derogare il consumo di suolo, facciamo
un'operazione di onestà, leviamo
l'articolo 32 e ce ne usciamo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, il
tema che pone l'onorevole Trizzino
è un tema reale, ma come egli sa questa legge, siccome poi
l'abbiamo votata in Commissione, non
credo preveda coraggio o mancanza di coraggio da parte di
qualcuno piuttosto che da parte di
qualche altro.
Il tema vero è che la non definizione di una percentuale
tassativa ha una sua logica, e quindi non è
frutto di altre alchimie, legata, questa logica, al fatto che la
identificazione o la determinazione della
percentuale entro cui si può procedere con un aumento del
consumo di suolo, a nostro parere, questa
è l'impostazione, non può che essere determinata per ciascun
ambito territoriale.
Uno dei parametri che mi viene in mente è, per esempio, quello
dell'incremento demografico. Cioè
tu non puoi stabilire a priori che, laddove c'è un incremento
demografico pari a zero, determini un
incremento del consumo di suolo uguale rispetto ad un luogo dove
l'incremento demografico è
diverso. Allora, non abbiamo voluto appositamente cristallizzare
un numero, perché avremmo finito
a mio parere, e non nascondo il rischio che ci siamo sottoposti
di un eventuale impugnativa, perché
determinare una norma generale e astratta valida per tutti,
senza contestualizzarla, né d'altro canto
potendola contestualizzare all'interno della legge perché non
possiamo fare una casistica all'interno
di una norma che deve essere generale e astratta, ci ha portato,
mantenendo quel medio coraggio che
normalmente abbiamo quando affrontiamo le cose, a decidere
questo principio.
Quindi, il principio è intangibile, il principio è
assolutamente innovativo, il principio è
assolutamente condiviso, però l'idea di non mettere un numero è
proprio legato ad un dato che porta
ad una considerazione poi assolutamente concreta per cui,
siccome in alcuni casi l'ottimo finisce per
diventare nemico del buono, non vorremmo che precisare cose che
non vanno precisate all'interno di
questa norma e di questo contesto potrebbe arrecare un nocumento
alla norma stessa.
Quindi, pur apprezzando l'intervento dell'onorevole Trizzino,
che condivido nel merito, io però ho
il dovere di non dimenticare che in questa sede sono legislatore
e devo fare una norma che sia una
norma coerente con i principi e con le regole generali del
diritto. Per cui la invito, fermo restando
che poi ci possiamo anche lavorare in seguito, ad esempio
attraverso una casistica, ad esempio
attraverso parametri che possiamo individuare in una sede
successiva, in una sede da decreto, in una
sede regolamentare, a ritirare questo emendamento perché il
Governo non è contrario nel principio o
al principio è contrario per ragioni che le ho detto, che credo
siano ragioni molto serie.
PRESIDENTE. Assessore, scusi per chi invece, nei posti in cui
è stata determinata la percentuale
come è stata determinata cioè sulla base di quali parametri, che
lei sappia?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io ho fatto
riferimento al parametro
dell'incremento demografico, al parametro della densità
abitativa, al parametro delle case vuote e
delle cubature non realmente utilizzate che possono essere
rigenerate.
PRESIDENTE. Quindi, noi possiamo sempre dire che nel futuro
questo tipo di lavoro si potrà
anche fare per poterlo realizzare. Prego, scusi? Non l'ho capito
io non la sento. Certo, dopo, lei ha
fatto un discorso sull'articolo, sui vari emendamenti può
intervenire, benissimo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima c'è l'onorevole Di Mauro, che
ha già parlato. Onorevole
Cracolici, è diventato veloce.
CRACOLICI. No, Presidente, siccome penso anch'io che questa è
di fatto, questa legge
urbanistica al di là di tutti. Sì, però siccome Di Mauro aveva
fatto finta di rinunciare ma di fatto non
sta rinunciando perché cerca di esercitare la sua funzione
diciamo di rompiscatole, diciamo, che
normalmente fa dal podio, anche in platea.
PRESIDENTE. Avete finito tutti e due?
CRACOLICI. No, voglio dire questo. Io, comprendo che questo è
un passaggio delicato della
norma che da un segno piuttosto che un altro ed anch'io penso
che non bisogna usare chiavi
ideologiche, diciamo, estremiste. Quindi faccio questa premessa.
Però, ricordiamoci che noi stiamo facendo una legge che
orienterà i PUG. Cioè, questa norma è
una norma che dice quando farete i PUG comuni sappiate che vi
dovete muovere entro alcuni
parametri. Scrivere un principio che di fatto non ha nessuna
attuazione stiamo dicendo che non c'è
nessun parametro per fare il PUG. Allora dobbiamo stabilire,
perché veramente ha ragione Trizzino,
o la norma c'è ed ha un senso, come dire, applicativo seppur
nella singola autonomia che poi i
Comuni si muovano nel fare il piano regolatore o il PUG, mi
piaceva di più piano regolatore, almeno
ero abituato, o piuttosto, diciamo, scrivere un principio che
però, diciamo, è solo acqua fresca dal
punto di vista poi dell'attuazione è, come dire, un modo per
suscitare ilarità sulla legge, non per
riconoscere un valore innovativo alla legge. E allora, io penso
che un equilibrio su questo dobbiamo
provare a trovarlo, perché ad esempio questi parametri di cui
lei parlava assessore la densità
abitativa, il numero degli alloggi sfitti, l'incremento
demografico anche se in questo momento,
diciamo, l'incremento demografico dobbiamo aspettare i barconi,
sì, però sostanzialmente parliamo
di numeri.
PRESIDENTE. Assessore, non intervenga perché sennò non si
capisce più niente.
CRACOLICI. Allora, io penso che in questa chiave dovremmo
provare a dare indicazioni precise
sulla modalità anche di scostamento visto che parliamo del
tendenzialmente a zero che non è zero.
Qual è questo tendenzialmente al quale dobbiamo fare
riferimento? Altrimenti veramente rischiamo
di avere una norma che alla fine diventa la norma sorriso per
questa legge. Ad esempio
l'emendamento a cui faceva riferimento Trizzino citando
l'emendamento del PD, perché così com'è
scritto obiettivamente al secondo comma è della serie vorrei ma
non posso , al secondo comma
scrivere che si deroga oltre che per le opere pubbliche e per le
aree di interesse pubblico che sono
quelle private per le quali il soggetto, un teatro, un cinema,
una palestra, etc. etc. e, poi, dire nonché
per insediamenti volti ad aumentare l'attrattività , persino le
case, persino la residenzialità è un
elemento che è volto ad aumentare l'attrattività.
Quindi, stiamo dicendo, c'è un principio ma è assolutamente
derogato.
Dobbiamo essere seri: o scegliamo una strada o ne scegliamo
un'altra, pur - ripeto - trovando un
equilibrio che consenta, anche nella processualità di questo
principio di affermare quel governo
dinamico delle cose.
Quindi, non sono un estremista, non mi iscrivo al partito
degli estremisti ambientalisti ma penso
che dobbiamo essere seri, che è un'altra cosa.
Quindi, se diciamo delle cose dobbiamo provare a renderle
fattibili.
Tutto quello che serve. Intendo dire che dobbiamo dire il
limite entro il quale cisi muove nei piani
regolatori per definire essi in coerenza con questa norma. Una
qualche misura la dobbiamo trovare.
PRESIDENTE. Visto che siamo ancora su un ragionamento generale
e, visto che sono già le due
e, poi, non possiamo interrompere alle tre per mangiare un
boccone, noi interrompiamo un'ora e
proseguiamo con gli interventi di ognuno di voi perché non
stiamo votando un emendamento ma
siamo ancora sulla discussione generale, per cui lo possiamo
fare.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
(La seduta sospesa alle ore 13.52, è ripresa alle ore 15.33)
La seduta è ripresa.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho proposto
sull'emendamento 32.19, se
l'Assessore mi dà attenzione, un sub emendamento e vorrei che
l'Assessore l'apprezzasse.
Abbiamo alzato il limite massimo al 10 per cento. E' un
limite molto alto però con l'impegno
che, da qui in avanti, questo limite possa progressivamente
essere ridotto.
Il sub emendamento al 32.19, poi, fa proprio anche
l'emendamento del Partito democratico, il
32.1, perché leviamo insediamenti strategici volti ad aumentare
l'attrattività e la competitività .
Per il resto l'emendamento è uguale.
PRESIDENTE. Quindi, su questo c'è un accordo anche con il PD
che si ritirano gli altri e si fa
questo?
Assorbe quello del PD.
Onorevole Lupo, siccome dopo l'onorevole Lupo tra gli
interventi c'era lei .
LUPO. Va bene così.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, colleghi, ho capito che ci avviamo
verso la soluzione.
Io, in realtà, ero parecchio arrabbiata perché sono stata
una delle promotrici del disegno di legge
solo zero che, poi, è stato inserito all'interno di questo
testo.
Poi è diventato tendente a zero perché ho compreso la
necessità di non cristallizzare in tutta la
Sicilia la possibilità di realizzare degli immobili di pubblico
interesse.
Però, chiaramente se non si mettono dei limiti, se non si
pone una percentuale e non si definisce
quali siano veramente gli immobili di pubblico interesse
tendente a solo zero in via di principio
non significa nulla.
Qua si aprono delle maglie infinite. Praticamente, la legge
ritorna ad essere completamente
scarna e priva di questo principio che deve tendere a solo zero.
Quindi, è importantissimo che vengano inseriti dei criteri,
dei parametri, delle percentuali che
definiscano questo tendente che cosa è.
Se noi continuiamo a scrivere tendente a zero e basta per
me non abbiamo scritto nulla. Ecco
perché mi sento presa in giro.
A parte questo, è certificato che praticamente la
popolazione non cresce più.
Di fronte ad un incremento delle unità abitative del 166 %
in Sicilia, è questi sono dati Istat
certificati, noi abbiamo un incremento della popolazione del
solo 20 per cento, quindi se non
prendiamo noi la decisione da amministratori, da legislativi, di
dare un indirizzo a questa Regione
che vada in contro tendenza rispetto a tutto quello che è stato
fatto fino ad oggi e metta nelle
condizioni i progettisti di poter ideare uno strumento che poi
sono i piani regolatori, i vari piani
regolatori, anche con dei vincoli, perché dare dei vincoli ad un
progettista significa dare al
progettista stimoli nuovi per trovare soluzioni, cosa che quando
non c'è nessun vincolo e nessun
limite, la progettazione diventa anche abbastanza appiattita su
certe posizioni, che poi rendono di
bassa qualità e di basso livello le progettazioni delle nostre
città e delle nostre periferie.
Quindi è importantissimo che si dia un preciso indirizzo
politico a questo disegno di legge. Solo
in questo modo troverà il favore, io penso, di tutto il
Parlamento, perché diversamente non credo
neanche io, che in prima persona mi sono sentita per un attimo
presa in giro prima, di poter votare
questa legge.
PRESIDENTE. Prima dell'onorevole Lupo, un chiarimento, che
significa annuo'? Il dieci per
cento annuo, non capisco, il dieci per cento del territorio,
perché se ogni volta è il dieci per cento in
più, in dieci anni l'abbiamo fatto tutto. Il concetto di annuo
non lo capisco, solo questa spiegazione
un attimo.
TRIZZINO. E' un concetto che in realtà è mutuato, nel senso
che noi l'abbiamo preso dalle
Regioni che già utilizzano questo parametro. Significa che tu in
un anno puoi aggredire al massimo
con opere pubbliche il dieci per cento o qualcosa sul
territorio. Dico se vogliamo levare annuo', è
molto, molto più a favore
PRESIDENTE. Ma non c'è dubbio, ma scusate, il dieci per
cento annuo significa che in dieci
anni l'abbiamo utilizzato tutto, di che stiamo parlando?
TRIZZINO. Attenzione, noi il consumo di suolo lo dobbiamo
concepire solo per le opere
pubbliche di interesse pubblico. L'aggressione al suolo che
rientra nel concetto di pianificazione non
può essere concepito nell'interesse privato, quello è un altro
tema, il dieci per cento è l'aggressione
massima derogabile al consumo di suolo.
Se noi leviamo il termine annuo' diventa praticamente una
norma estremamente restrittiva,
perché il PUG che abbiamo votato all'articolo 26 non scade mai,
noi abbiamo fatto una norma che
dice che il PUG può essere aggiornato, oppure può essere fatto
l'ambito come ha proposto
l'onorevole Cracolici, ma non scade mai, il che significa che se
leviamo il termine annuo'
CRACOLICI. Aggiornato ogni cinque anni.
TRIZZINO. Aggiornato ogni cinque anni, ma non è
obbligatorio, quindi essendo
immodificabile
PRESIDENTE. Io non voglio fare l'ambientalista al posto suo,
ma a questo punto il dieci per
cento è una percentuale molto alta, se diventa annua.
TRIZZINO. Ovviamente con me sfonda una porta aperta se fa
una proposta di questo tipo.
PRESIDENTE. Perché, ripeto, questo annuo, o si dà una
percentuale a questo punto sì
veramente bassa, e allora è annua, ma se noi mettiamo il dieci
per cento e lo facciamo annuo in dieci
anni, abbiamo rischiato di fare tutto il territorio.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusate,
il Governo ha accettato un
indirizzo, e quindi io sono assolutamente d'accordo con il
Presidente dell'Assemblea e credo che poi
alla fine sia questo quello che vogliamo dire, dobbiamo togliere
la parola annuo'.
PRESIDENTE. Ovviamente è una presa in giro se ci mettiamo
annuo'.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma gli
Uffici mi spiegano che senza la
parola annuo' il senso di quello che vogliamo fare e
soprattutto nel caso di specie una risposta
concreta all'intervento dell'onorevole Campo, mi pare che sia
tutta qua, cioè noi passiamo da una
determinazione concettuale a qualcosa di concreto e definitivo.
Annuo' bisogna toglierlo, certo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie signor Presidente. Stiamo formalizzando insieme
all'onorevole Trizzino un
subemendamento che elimina la parola annuo dal 32.19.1, e con
questo subemendamento il
Gruppo parlamentare del PD condivide questo emendamento 32.19.1.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico l'onorevole Lantieri ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme per il governo del
territorio» (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229- 356-472-536/A)
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole De Luca, lei vuole dire
che è esclusa Messina?
DE LUCA. No, semplicemente volevo chiedere cinque minuti di
sospensione dei lavori per
rifletterci bene, perché poi l'edilizia popolare dove la
mettete? Tutto il resto, quello che è pubblico
cerchiamo di chiarirlo.
PRESIDENTE. Se nel corso degli anni si dovesse scoprire che
c'è un errore si fa una legge che
la modifica, non è un problema. Possiamo votare?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sul
subemendamento la Commissione è
d'accordo, ma la parte finale, l'ultima frase da è la
determinazione approvativa in poi, fino ad
inedificato , è ultronea, non serve, perché è già nel testo che
quando si devono individuare le
alternative dove localizzare le zone che non si considerano
consumo di suolo, vanno motivate; non
c'è bisogno di scrivere - che peraltro è un italiano un poco
arcaico - la determinazione approvativa
dei medesimi strumenti , è ultronea. Quindi, cassiamo da è la
determinazione fino a
inedificabile .
PRESIDENTE. Ma questo emendamento cambia il comma 2, per cui
lo deve scrivere nel
comma 2.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E nel
comma 2, infatti, non c'era
quest'ultima frase.
PRESIDENTE. Non c'era perché era già da qualche altra parte?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No,
perché comunque è già previsto che
quando tu individui devi motivarla; non c'è bisogno che scrivi
la determinazione approvativa ; è
una cosa che neanche esiste giuridicamente.
PRESIDENTE. Per me non c'è problema. E allora presenti
questo con la cancellazione
dell'ultimo rigo. Dobbiamo evitare di fare diventare questa
seduta una riunione del condominio, che
ognuno dice la sua, e alla fine non si compra più la lampadina.
Pongo in votazione l'emendamento 32.19.1 a firma della
Commissione con il 10 per cento di
limite massimo e l'ultima frase eliminata, cioè la
determinazione approvata fino alla fine. E' il
subemendamento che modifica tutto, annuo non c'è.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.15. Il parere della Commissione?
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
Presidente, il parere sull'emendamento
32.15 potrebbe essere positivo a condizione che si tolga la
terza parola del concetto che sostituisce
cioè residenziali perché diventa troppo limitativo e
soprattutto e che gli uffici ci dicano che è
coerente col testo.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, è precluso, con il voto
precedente è precluso. Ha fatto bene
l'onorevole Cracolici ad avvertirci. E' così, è precluso. Quindi
non si vota.
Si passa all'emendamento 32.14.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.18 dell'onorevole Trizzino. C'è
un subemendamento che lo rende
approvato dal Governo? E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.1 che è decaduto.
E' l'ultimo, quello dell'onorevole Palmeri su cui c'era il
problema.
Con il parere contrario del Governo lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'art. 33. Ne do lettura:
Art. 33
Perequazione urbanistica
1. La perequazione urbanistica si realizza attraverso l'equa
distribuzione di diritti edificatori e di
oneri tra i proprietari di aree ricomprese in ambiti, anche
discontinui, così come individuati e
perimetrati dai Piani.
2. Il PUG può prevedere forme di perequazione urbanistica
consistenti nella attribuzione di
quote di edificabilità differenziate in relazione alle
caratteristiche fisico-morfologico-ubicazionali
dei suoli, nonché ai vincoli e ai limiti alla edificabilità
derivanti dai piani sovraordinati e dalla
normativa in vigore. Tali quote saranno attribuite in sede di
formazione del PUG, senza alcun
riferimento alla distinzione tra i suoli destinati a interventi
privati e quelli destinati a infrastrutture e
attrezzature pubbliche.
3. Ai fini della attuazione della perequazione urbanistica,
il PUG può individuare dei comparti
di trasformazione o completamento, da attuare attraverso un PPA
di iniziativa pubblica o privata
come disciplinato dalla presente legge, con il quale sono anche
stabiliti parametri edilizi ed eventuali
limitazioni. All'interno di tali comparti avviene il
trasferimento dei diritti edificatori per l'attuazione
delle previsioni urbanistiche. Il PUG definisce le modalità di
attuazione dei comparti, indicando i
criteri progettuali che comprendono, almeno, le quote di
cessione dei suoli da destinare a
infrastrutture e attrezzature pubbliche.
4. Oltre alla modalità di cui al comma 3, il PUG ai fini
della realizzazione di infrastrutture e
attrezzature pubbliche può prevedere forme di cessione di
diritti edificatori tra ambiti non contigui
da attuare in forma diretta. In tal caso, i suoli che il PUG
individua come destinati alla realizzazione
di infrastrutture e attrezzature pubbliche sono denominati "aree
cedenti". Al fine della acquisizione
di tali aree, i diritti edificatori ad esse attribuiti sono
trasferibili e utilizzabili anche su aree non
contigue alle "aree cedenti", secondo le prescrizioni e i limiti
definiti dal PUG a questo scopo. Le
aree che accoglieranno tali diritti ricadenti esclusivamente nel
territorio urbanizzato come definito
dal PUG sono denominate "aree riceventi". In alternativa alla
cessione al Comune delle aree cedenti,
è possibile monetizzare i diritti edificatori che comunque sono
vincolati all'acquisizione di tali aree.
5. Il diritto edificatorio è trasferibile ed è utilizzabile,
entro i limiti definiti dal piano urbanistico,
anche su aree diverse, nel rispetto di quanto previsto
dall'articolo 22 della legge regionale 10 agosto
2016, n. 16 e successive modificazioni.
6. La perequazione urbanistica si realizza con
l'attribuzione da parte del Piano di una
determinata potenzialità edificatoria a tutti i suoli e agli
edifici compresi in specifici ambiti oggetto
di trasformazione predeterminati e perimetrati dallo stesso
Piano.
7. La potenzialità edificatoria di cui al comma 2 si
distribuisce tra i proprietari delle aree in
proporzione alla superficie posseduta da ciascuno di essi.
8. Il Comune, nel PUG, può riservare a sé una quota di
eccedenza della potenzialità edificatoria
complessiva a fini di acquisizioni compensative di aree, di
attuazione di finalità premiali e di
calmieramento del mercato.
9. Tutte le varianti al piano che incidano
sull'edificabilità effettiva di un'area prevedono una
corrispondente variazione dell'ammontare della edificabilità
potenziale in eccedenza riservata al
Comune.
10. In alternativa all'acquisto da altri proprietari della
potenzialità edificatoria occorrente per
realizzare tutta la edificabilità effettiva attribuita dal piano
alla propria area, il proprietario può
ottenere la potenzialità mancante dal Comune mediante acquisto a
titolo oneroso. I criteri di
determinazione del prezzo di acquisto sono stabiliti dai singoli
Comuni in relazione alle
caratteristiche del mercato locale, in sede di approvazione
dello strumento urbanistico e restano
validi per un biennio.
Gli emendamenti sono tutti soppressivi tranne uno che è il
33.1. Assessore Cordaro?
PALMERI. Dov'è che c'è un parere negativo scusate? Prima
c'era un parere positivo e poi c'è
stato un parere negativo.
PRESIDENTE. E' precluso, non c'è un parere negativo.
PALMERI. Quale? Il 32.14 o il 32.15?
PRESIDENTE. Il 32.15 è precluso e nel 32.14 c'era il parere
contrario del Governo e della
Commissione ed è stato bocciato.
PALMERI. Ma perché c'è il parere negativo?
PRESIDENTE. Ma cosa ne so? Se mi hanno dato parere negativo
io cosa posso fare? Lo chieda
al Governo, è inutile che lo chiede a me.
Siamo all'articolo 33. Onorevole Lupo, cosa significa la
parte pubblica della città ? La
inviterei al ritiro perché è un emendamento un po' vago.
Ritirato, perfetto.
Pongo in votazione l'articolo 33. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'art. 34. Ne do lettura:
Art. 34
Interventi di perequazione urbanistica di tutela
dell'ambiente
1. La compensazione urbanistica si applica all'acquisizione
di aree soggette a previsioni di nuovi
servizi ed attrezzature pubbliche volte ad attuare gli
interventi di tutela dell'ambiente e del
paesaggio.
2. Nel caso di aree soggette a previsioni di nuovi servizi
ed attrezzature pubbliche o soggette a
meccanismi di esproprio, la compensazione, in alternativa alla
corresponsione dell'indennità
pecuniaria pari al valore venale del bene espropriato secondo le
norme vigenti, consiste nella
cessione al proprietario delle aree sottoposte ad
espropriazione, con il suo consenso, di altre aree di
valore uguale a quello del fondo destinato a usi pubblici o
espropriato.
3. Nell'ipotesi di delocalizzazione o riqualificazione di
siti produttivi dismessi o di manufatti in
degrado o incongrui, in quanto suscettibili, per impatto visivo,
per dimensioni planivolumetriche o
per caratteristiche tipologiche e funzionali, di snaturare o di
alterare in modo permanente la
caratteristica di un luogo, della sua identità storica,
culturale o paesaggistica, la compensazione si
connota come paesaggistico-ambientale e consiste
nell'attribuzione premiale di diritti edificatori ai
proprietari interessati. L'attribuzione di tali diritti
edificatori può essere finalizzata al recupero dei
costi di bonifica dei siti industriali dismessi per la fornitura
di servizi eco sistemici nelle zone rurali
del territorio comunale.
4. I diritti edificatori maturati nei casi previsti dal
comma 3 sono esercitabili, con le modalità
previste dal PUG, esclusivamente nelle aree soggette a
interventi di rigenerazione urbana e
riqualificazione di cui all'articolo 31, nelle aree ricadenti
nel territorio urbanizzato.
5. Oltre ai casi di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, il PUG può
prevedere forme di premialità consistenti
nell'attribuzione di ulteriori quote di diritti edificatori al
fine dell'effettuazione di interventi di
rigenerazione e riqualificazione urbana e che prevedano impegni
aggiuntivi rispetto a quanto
imposto dalle normative statali e regionali vigenti, finalizzati
alla riduzione di rischi urbani e
territoriali, al miglioramento delle prestazioni energetiche e
della qualità paesaggistica e ambientale
o alla realizzazione di interventi di edilizia sociale.
Onorevole Di Mauro, mi fa parlare con l'Assessore e poi lei
gli parla dopo? L'Assessore mi
deve dare il parere. Il parere del Governo? Assessore?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì?
PRESIDENTE. Sull'art. 34 ci sono soltanto due emendamenti
non soppressivi. Quello della
rubrica è così modificato è il 34.2 e poi il 34.1 finale.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora,
Presidente, sul 34.2 del Gruppo del
PD noi diamo parere favorevole.
PRESIDENTE. Sul 34.1?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Dobbiamo
dare parere contrario, perché gli
ambiti di applicazione della disposizione possono superare i
confini comunali solo se è previsto da
appositi accordi di programma, come previsto dal votato già art.
12.
PRESIDENTE. Va bene. E' ritirato l'emendamento, onorevole
Lupo?
LUPO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo,
l'emendamento 34.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
Art. 35.
Tutela e pianificazione del territorio rurale, e tutela dei
boschi e delle foreste
1. La Regione e gli enti locali, nei processi di governo del
territorio, perseguono la tutela e la
valorizzazione della ruralità, dei territori agricoli e delle
relative capacità produttive agroalimentari e
non agroalimentari, salvaguardando le diverse vocazioni tipiche
che lo connotano, valorizzando
altresì l'agricoltura periurbana, l'agricoltura sociale e i
parchi agricoli.
2. Il territorio rurale è definito e perimetrato dai PUG in
accordo sia con il Piano del verde che
con il Piano paesaggistico. In tali zone sono consentiti, oltre
al recupero e alla riqualificazione del
patrimonio edilizio esistente, esclusivamente le attività
edificatorie inerenti all'attività agricola di cui
all'articolo 2135 del Codice civile, con particolare riguardo
alla lavorazione e trasformazione dei
prodotti agricoli, zootecnici o forestali del fondo o, comunque,
del territorio locale regionale. I nuovi
fabbricati non residenziali, qualora consentiti in quanto non in
contrasto con vincoli sovraordinati,
potranno essere realizzati esclusivamente nel caso in cui un
dettagliato programma di sviluppo
aziendale, redatto da professionisti competenti in materia, ne
dimostri la necessità. Tale programma
giustifica altresì la necessità di utilizzare la possibilità
edificatoria a fini residenziali del fondo, oltre
le necessità di residenza del proprietario/conduttore, indicando
gli ulteriori fabbisogni residenziali
connessi alla produzione agricola. In ogni caso, i nuovi
interventi edilizi a fini produttivi, compresi
quelli a fini residenziali, costituiscono dei complessi unitari,
evitando la dispersione nel paesaggio
rurale. Gli immobili non residenziali non possono mai superare
una superficie coperta pari al due per
cento dell'area complessiva del fondo agricolo, per essi non è
mai consentito il cambio di
destinazione d'uso per attività diverse, quali la residenza o il
commercio di prodotti non legati
all'attività aziendale, rispetto a quelle legate alla produzione
agricola.
3. Tutti gli interventi edilizi nel territorio rurale sono
realizzati nel pieno rispetto delle specifiche
norme di tutela del paesaggio rurale indicate da apposite linee
guida approvate con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente di
concerto con l'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, entro
centottanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge. Non è consentita la
realizzazione di insediamenti residenziali con
caratteristiche tipologiche difformi rispetto alle tipologie dei
fabbricati rurali, come definiti nel
succitato decreto.
4. Nelle more dell'approvazione del decreto di cui al comma
3, sono consentiti esclusivamente
gli interventi di recupero e riqualificazione delle volumetrie
esistenti, che risultino catastate alla data
di approvazione della presente legge, e gli ampliamenti per
l'insediamento di attività agrituristiche di
cui al comma 5.
5. Le attività agrituristiche sono prevalentemente svolte
nei fabbricati esistenti o in quelli da
recuperare e risanare nel rispetto di quanto indicato nel
decreto di cui al comma 3. Sono consentiti
ampliamenti non superiori al dieci per cento del volume
esistente, salvo quanto previsto al
successivo comma 9 per le parti da destinare a residenza
stagionale.
6. Il PUG individua e classifica con adeguate perimetrazioni
il territorio rurale, articolandolo
nelle seguenti zone, per ognuna delle quali sono stabiliti
parametri limitativi in funzione delle
finalità di cui ai commi 1 e 2:
a) zone di coltura tradizionale e di mantenimento del
paesaggio agrario di rispetto e pausa dei
margini urbani:
1) indice di fabbricabilità per i manufatti abitativi:
0,03 mc./mq.;
2) distacchi tra fabbricati: non inferiori a 10 metri;
b) zone di colture specializzate, di sperimentazione
biologica, di conservazione delle
biodiversità, bioparchi, parchi agrari, di protezione del
genoma:
1) indice di fabbricabilità per i manufatti abitativi: 0,03
mc./mq.;
2) distacchi tra fabbricati: non inferiori a 10 metri;
c) zone di produzione intensiva con l'uso di serre e
tecnologie meccaniche avanzate, anche sedi
di impianti di energia alternativa, con obbligo di smaltimento
alla fine del ciclo produttivo:
1) rapporto di copertura degli impianti non superiore
al 60 per cento e, comunque, nel rispetto
delle specifiche norme di settore;
2) distacchi dai confini: non inferiori a 10 metri;
d) zone per aziende artigianali/industriali di
trasformazione dei prodotti agricoli:
1) rapporto di copertura non superiore a 1/10;
2) distacchi tra fabbricati: non inferiori a 20 metri;
e) zone di boschi, sottoboschi, rimboschimenti e
forestazione e relative fasce di rispetto con
divieto di costruzione di nuovi edifici e di ampliamento di
quelli esistenti, nonché il divieto di
operare tagli sul terreno naturale, scavi o sbancamenti di
qualsiasi tipo tranne quelli relativi al
rimboschimento e alla forestazione o alla regimentazione idrica;
f) zone di mantenimento del paesaggio agrario in aree
vincolate (SIC, ZPS, di tutela
paesaggistica o di rischio archeologico, di rischio e
pericolosità idrogeologica) e in ambiti
naturalistici fluviali, con divieto di costruzione di nuovi
edifici e di ampliamento di quelli esistenti,
nonché con divieto di operare tagli sul terreno superiori a 1,50
metri, scavi o sbancamenti di
qualsiasi tipo tranne quelli relativi al mantenimento o alla
regimentazione idrica;
g) zone di rispetto o mascheramento degli impianti
tecnologici e delle fasce stradali:
1) fasce di distacco minimo dall'impianto: non
inferiori a 20 metri;
2) fasce di rispetto delle sedi stradali: non
inferiori a 20 metri e comunque non inferiori
a quelle previste dal Codice della strada;
h) zone di rispetto e tutela delle architetture rurali di
interesse storico-architettonico o etno-
antropologico, nonché di giardini storici e di spazi di
pertinenza di beni culturali individuati dal PUG
con divieto di costruzione di nuovi edifici e di ampliamento di
quelli esistenti, per una distanza
minima di 100 metri.
7. L'attuazione degli interventi di recupero di edifici
esistenti comporta, per i fondi agricoli cui
essi sono asserviti, i seguenti limiti:
a) nel caso di frazionamento ereditario o per compravendita
va considerata l'aliquota
volumetrica di asservimento relativo;
b) nel caso di recupero di edifici con originaria funzione
abitativa, è esclusa la possibilità di
ampliamento volumetrico se la cubatura esistente già supera
quella consentita dal PUG; la clausola
può tener conto di un incremento volumetrico del trenta per
cento in caso di utilizzazione
agrituristica con obbligo di trascrizione decennale nella
Conservatoria dei Registri immobiliari
(RR.II.);
c) nel caso di recupero di edifici con originaria funzione
diversa da quella abitativa, è consentito
l'uso abitativo, oltre l'eventuale incremento per utilizzazione
agrituristica, in tal caso con obbligo di
trascrizione della nuova funzione per almeno dieci anni, fermo
restando il mantenimento dell'indice
volumetrico per finalità abitative di 0,03 mc/mq.
8. Sono consentiti interventi di ripristino o di creazione
di sentieristica di servizio con metodi di
ingegneria naturalistica in tutte le zone di cui al comma 7.
Sono consentite attività di ristorazione e
intrattenimento in tutti gli edifici esistenti, previo
intervento di restauro, rifunzionalizzazione e
ristrutturazione edilizia. La funzione agricola non è riservata
in esclusiva agli imprenditori agricoli,
per cui è consentito l'uso stagionale o periodico dei manufatti
abitativi, anche per attività di
ristorazione e intrattenimento.
9. Nel rispetto delle disposizioni relative al settore
agrituristico, nell'ambito delle aziende
agricole parte dei fabbricati adibiti a residenza possono essere
adibiti ad uso turistico stagionale. Per
le finalità previste dal comma 8, i fabbricati esistenti possono
essere ampliati fino ad un massimo del
trenta per cento della cubatura esistente; è altresì consentito
l'impianto di modeste attività sportive
non agonistiche all'aperto, comprensive di locali accessori e di
servizio a una sola elevazione se
strettamente connesse con l'attività agrituristica. Le attività
di agricampeggio possono essere
realizzate, nel rispetto delle specifiche disposizioni di
settore, all'interno delle zone del territorio
rurale contrassegnate dalle lettere a), b) e c) del comma 3.
10. I boschi e foreste, così come definiti dal decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 227 e dalla
legge regionale 06 aprile 1996 n. 16, sono considerati risorsa
strategica regionale, ai fini della
salvaguardia naturalistica e paesaggistica, della difesa dei
suoli e della tutela idrogeologica.
11. I terreni coperti da boschi e foreste non possono esser
oggetto di mutamento di destinazione
d'uso e in sede di pianificazione paesaggistica e urbanistica
sono tutelati con specifiche disposizioni
di salvaguardia e di conservazione, con previsioni di interventi
di rinaturalizzazione in caso di
degrado.
12. In materia di fasce di rispetto, si applica il decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 227.
Onorevoli colleghi, l'articolo 35 è forse quello dove c'è
qualche discussione da fare in più. Il
parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sul 35.38
a firma Sunseri, Trizzino e Di
Paola, mi rivolgo ai firmatari perché la prima parte del 35.38,
soprattutto nel contesto in cui affronta
ai fini della presente legge, si intendono, inoltre, Comuni
rurali le aree C e D determinate a livello
comunitario in cui il territorio rurale riveste particolare
importanza questo potrebbe andare.
Tutto il resto, onorevole Trizzino, laddove si parla
soprattutto Scusi, onorevole Trizzino, poi le
interviene, ma non ha sentito quello che dico io
Dicevo, la prima parte del 35.38 dalla parola ai fini fino
ad importanza , e cioè il secondo
concetto, potrebbe andare. Potrebbe essere inserito.
Per quanto riguarda, invece, la parte centrale diventa
problematico mentre non è possibile
inserire tutta la parte che riguarda la relazione agronomica di
sviluppo aziendale, che è fuori
contesto. Quindi, se lei lo ritiene
PRESIDENTE. Abbiamo una specifica sui Comuni rurali? Che
cosa sono i Comuni rurali?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiederei
all'onorevole Trizzino,
siccome fondamentalmente l'emendamento non stravolge. L'unica
novità, rispetto al testo il testo
fa riferimento al sentire, al dover sentire i professionisti
competenti sul tema, mentre voi eplicitate
con la relazione agronomica di sviluppo aziendale. Questa è la
differenza.
Quindi io vi inviterei a ridurlo solo a questo, se volete
esattamente che sia la relazione degli
agronomi, piuttosto che, com'è nel testo della commissione, una
relazione fatta dai professionisti
competenti.
PRESIDENTE Onorevole Savarino, è la stessa cosa
dell'Assessore?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Io vi
inviterei a soprassedere perché è
assolutamente in linea. Sono piccolezze che, però, se approviamo
questo introduciamo le aree C e D
che non è detto che si chiamino ancora C e D. Introduciamo dei
termini che potrebbero dare dei
riferimenti
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, credo che ci sia già un
intento per sistemarlo in questa
maniera o no?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No.
Potrebbero ritirarlo, visto che è già.
Comunque
PRESIDENTE. Tranne in questa parte che diceva, o no?
Ritirarlo tutto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusate,
la parte da ai fini fino alla
parola importanza , senza specificare le lettere C e D, e
quindi restando aree determinate a livello
comunitario può andare bene.
PRESIDENTE Però, Comuni rurali non significa niente
CORDARO, assessore per il Territorio e l'Ambiente. No, no,
no soltanto questa parte
Presidente Ah, Comuni rurali lei dice?
PRESIDENTE Sì Che cos'è il Comune rurale
Voce fuori campo
PRESIDENTE Però se dice C e D, no è ovvio che deve saltare.
Onorevole Cracolici, vorrei che lei parlasse al microfono se
deve intervenire - lo so, è pronto, lo
monto stasera
L'onorevole Trizzino dichiara di ritirarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.34 della Commissione. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 35.2 è ritirato, a firma dell'onorevole
Arancio ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.39, a firma dell'onorevole
Calderone.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
Presidente, sull'emendamento 35.39, gli
Uffici ci dicono di avere un problema sul numero. Sarebbe troppo
limitativo.
L'onorevole Calderone può valutare l'emendamento 35.39 per
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, ce lo dica. Lo lasciamo così?
Non vuole modificarlo?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Di almeno
10.000 metri quadri e va
bene - perché è limitativo - così invece così lo ampliamo.
PRESIDENTE. Se si aggiunge almeno .
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Bisogna
presentare un subemendamento
aggiungendo almeno .
PRESIDENTE. Un subemendamento della Commissione con almeno
10.000 e risolviamo il
problema, ok?
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Siamo all'emendamento 35.39 e vorrei un chiarimento
- perché magari mi sbaglio.
Togliamo l'ultimo capoverso nel quale si parla del divieto
degli immobili non residenziali per i
quali è possibile il cambio di destinazione d'uso? Perché se è
così si apre un tema abbastanza
importante. Vorrei solo capire se è così.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non mi fate capire quanto
dite, non riesco ad andare avanti.
Onorevole Calderone, mi faccia capire la sua posizione.
Prepariamo un subemendamento?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Mi permetto di chiedere al collega di approfondire
meglio questo emendamento,
perché questo emendamento ha due obiettivi: il primo di superare
il principio secondo il quale oggi
nel verde agricolo è consentito il coefficiente - i 10.000 metri
quadri sono una unità di misura che
prescinde lo 003 previsto come standard edificatorio all'interno
delle aree agricole. E' quindi in
difformità ai principi giuridici della legge.
Presidente, mi ascolti. La prima questione 10.000 metri o
almeno 10.000 metri non lo risolve,
perché va assolutamente in deroga ai principi giuridici che
sovrintendono i piani regolatori.
Nelle aree di verde agricolo il coefficiente edificatorio è
0,03.
Secondo: il collega nella proposta dice che pur individuando i
comuni le aree rurali cioè quelli che
hanno una vocazione agricola e delle attività connesse alle
produzioni agricole, quindi anche la
trasformazione, si deve togliere il vincolo che la norma
stabilisce, che non è consentita la variazione
di destinazione d'uso, perché non è che noi possiamo dire che
nelle aree rurali di piano regolatore si
possono fare le case a prescindere dai coefficienti edificatori
previsti dalla legge
Quindi, mi permetto di dire che questo emendamento tradisce
alla fine, complessivamente, oltre
alla illegittimità ordinamentale sullo 0,03, ma quello che
stiamo facendo con la legge stessa.
I piani regolatori si prefigurano di individuare anche le aree
rurali come aree a destinazione
agricola e per le attività connesse alla produzione agricola,
quindi, anche la trasformazione. Con
questo emendamento facciamo un'altra cosa.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, re perpensa, sono d'accordo con
l'onorevole Cracolici e ritiro
l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.33 a firma dell'onorevole Caputo.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 35.33. Chi è
favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 35.40 a firma dell'onorevole
D'Agostino.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'emendamento 35.40
dell'onorevole D'Agostino vede il parere favorevole del Governo
a condizione che al quarto rigo
dell'emendamento la dizione, già superata, concessione
edilizia venga sostituita con la dizione
titolo abitativo .
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo già
preparato il
subemendamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione il subemendamento della
Commissione all'emendamento
35.40 che recita il termine concessione edilizia' è sostituito
da titolo abitativo' .
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento 35.40 così come emendato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 35.36 a firma dell'onorevole Sunseri.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 35.36. Chi è
favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 35.35 della Commissione. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 35.1 a firma degli onorevoli Lupo e
altri. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 35.37 a firma degli onorevoli Sunseri
e altri. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario,
è pleonastico, è già previsto.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, lo ritira?
SUNSERI. No, lo mantengo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 35.37. Chi è
favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 35.41 a firma degli onorevoli Sunseri
e altri.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Invito
l'onorevole Sunseri a presentarlo
nel disegno di legge edilizia.
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.42 a firma degli onorevoli Sunseri
e altri. Questo emendamento è
uguale al 35.38.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuseranno
i colleghi dato che non è neanche
la mia materia, però ci tenevo a salvare solo una piccola parte.
L'emendamento è una revisione
dell'articolo 22 della legge 71/1978 in cui, molte volte,
soprattutto ripreso dai piani regolatori
comunali, nella regolamentazione delle aree a verde agricolo fa
una differenza - che ha causato dei
paradossi e questa cosa l'abbiamo studiata - dove la mega
industria agroalimentare ha la possibilità
di costruire il 10 per cento, la piccola azienda agricola,
invece, questa possibilità di fatto non ce l'ha,
e specifica solamente questa parte.
Infatti cancello tutto, tutto l'articolo, e lascio solamente
la prima parte dove si dice nelle zone a
verde agricolo è consentita la costruzione fino a presenza di
una relazione a firma dell'iscritto .
Lo posso scrivere con la Commissione ma salvo solamente quella
parte. Ma è un chiarimento per
evitare che si faccia differenza tra la grande azienda agricola
che ha la possibilità oggi con la
legge
PRESIDENTE. Noi intanto non possiamo usare le parole comuni
rurali perché non esiste
comuni rurali .
SUNSERI. Non ho detto comuni rurali. Nelle zone rurali.
PRESIDENTE. Non ha detto comuni rurali?
SUNSERI. No, no. La sto togliendo quella parte. Nelle zone
rurali a verde agricolo o nelle zone a
verde agricolo.
E' l'articolo 22, della legge n. 71/78. Specifica
semplicemente che anche le piccole aziende
agricole hanno la possibilità di utilizzare il 10 per cento che
viene utilizzato da tutti solo che molte
volte questa cosa è stata di fatto utilizzata in maniera errata
ma, ripeto, lo possiamo scrivere con la
Commissione, in due secondi.
PRESIDENTE. Benissimo. A me basta che il Governo e la
Commissione mi dicano che va bene,
lo sistemate e l'aspettiamo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Mi dispiace doverlo ripetere. Questo emendamento
modifica un principio che è un
principio cardine della pianificazione urbanistica.
Nelle aree a verde agricolo è consentito, la capacità
edificatoria è data dal valore 0,03 rispetto al
numero di metri quadri, eccetera.
Quello che dice lei riguarda siti che già sono stati
trasformati in siti artigianali o produttivi
perché
PRESIDENTE. Ha ragione. E' precluso. O lo ritira o è precluso.
Onorevole Savarino, all'articolo 25 l'emendamento 25.40 a
firma dell'onorevole Campo lo
abbiamo rinviato all'articolo 35 per cui lo dobbiamo votare.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vedo di andare incontro
ai colleghi che, invece, chiedevano se era possibile,
modificando con un subemendamento,
recuperare il principio che aveva enunciato l'onorevole Sunseri
che aveva trovato condivisioni anche
nella
PRESIDENTE. Allora se lo modifichiamo.
Onorevole Campo, c'è l'emendamento 25.40 che bisogna votare,
se viene modificato come ci
chiede la Presidente della Commissione.
Se lei va un attimo dalla Presidente della Commissione, vedete
come modificarlo e lo votiamo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io vorrei
che gli Uffici ci dessero una mano,
perché se il tema è quello che mi viene proposto secondo la
ratio dell'emendamento Sunseri, e cioè
che si tratterebbe, in buona sostanza, di adottare una modifica
dell'articolo 22, della legge 71/1978, e
cioè che il dieci percento riguarda attività lavorative,
attività di conservazione, ma non può
riguardare, ad esempio, ciò che non è né attività lavorative, né
di conservazione, e quindi ad esempio
un fienile, piuttosto che un locale per ricovero macchine, se
adottiamo questa norma noi possiamo
fare in modo che anche per quei locali, che alla fine hanno
pertinenza come gli altri, invece di
utilizzare lo 0,03, si può usare il dieci percento.
Credo che, se queste sono condizioni giuridiche, mi rivolgo a
questo punto agli Uffici, perché qua
non facciamo panelle', questo emendamento può essere votato.
PRESIDENTE. Però, onorevole Cordaro, il problema qual è? Che
tutte queste novità gli Uffici per
valutarle non è che lo possono fare nel giro di tre secondi, per
valutarlo bisogna andare a prendere la
legge, guardarla, vedere. Per cui, al di là della riscrittura,
onorevole Savarino, se c'è un problema
giuridico da andare a valutare, non è una cosa che possiamo fare
in un minuto. Sarebbe meglio che
tutti questi interventi avvenissero in Commissione prima, è
inutile poi in Aula, così diventa
veramente complicato.
La Presidenza cerca in tutte le maniere di trovare la massima
condivisione e su ogni singolo
emendamento cercare di trovare la possibilità di portarli
avanti.
Accantoniamo l'articolo 35.
Andiamo avanti, si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art.36.
Comparto edificatorio
1. La perequazione urbanistica può essere realizzata
attraverso i comparti edificatori, così come
individuati dal PUG o dai PPA.
2. Il comparto è costituito da uno o più ambiti territoriali,
edificati o non, sui quali il piano indica
le trasformazioni urbanistiche ed edilizie, i tipi di
intervento, le funzioni urbane ammissibili, la
volumetria complessiva realizzabile e le quote di capacità
edificatoria attribuite ai proprietari degli
immobili inclusi nel comparto, la quantità e la localizzazione
degli immobili da cedere gratuitamente
al Comune o ad altri soggetti pubblici per la realizzazione di
infrastrutture, attrezzature e aree verdi.
3. I diritti edificatori attribuiti ai proprietari sono
liberamente commerciabili e possono essere
trasferiti in altri comparti se consentito dal Piano.
4. Fermi restando i diritti edificatori attribuiti ai
proprietari di immobili, il PUG ed i PPA
definiscono le caratteristiche e il dimensionamento degli
interventi edilizi funzionali alla
realizzazione, nei comparti edificatori, di attrezzature e di
altre opere di urbanizzazione primaria e
secondaria.».
Sono presenti solo emendamenti soppressivi. Se i soppressivi
dell'articolo 36 sono ritirati,
possiamo votare il 36.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37
Attuazione del comparto edificatorio
1. Il comparto edificatorio, oltre ad essere attuato dal
Comune, può essere attuato dai proprietari
degli immobili inclusi nel comparto stesso, anche riuniti in
consorzio, o da società miste, anche di
trasformazione urbana tramite apposita convenzione con il
Comune, che è approvata dal Consiglio
comunale.
2. Nel caso di attuazione di un comparto da parte di soggetti
privati sono ceduti a titolo gratuito al
Comune, o ad altri soggetti pubblici, le aree e gli immobili
necessari per la realizzazione nel
comparto di infrastrutture, attrezzature, aree verdi, edilizia
residenziale pubblica e altre opere
pubbliche o di interesse pubblico, così come localizzate dal
Comune attraverso il PUG o i PPA.
3. I proprietari riuniti in consorzio che rappresentano una
maggioranza pari almeno al cinquantuno
per cento dell'area complessiva attribuita ad un comparto
possono procedere all'attuazione del
comparto nel caso di rifiuto o inerzia dei rimanenti
proprietari. Accertato il rifiuto, previa notifica di
atto di costituzione in mora, con assegnazione di un termine non
superiore a trenta giorni, i soggetti
che rappresentano la maggioranza proprietaria procedono
all'attuazione del comparto, con
l'acquisizione anche mediante procedura di esproprio delle aree,
dei diritti edificatori attribuiti ai
proprietari che hanno deciso di non partecipare all'iniziativa,
nonché dei relativi immobili, mediante
corresponsione di una somma pari al valore venale dei beni
acquisiti, e, nel caso di rifiuto di tale
somma, mediante deposito della stessa presso la tesoreria
comunale.
4. Nel caso di inerzia o di rifiuto all'attuazione di un
comparto edificatorio da parte dei proprietari
delle relative aree, il Comune, previa diffida ad adempiere
entro un termine non superiore a trenta
giorni, procede ad attuare direttamente, o a mezzo di una
società mista, il comparto edificatorio,
acquisendo i diritti edificatori ed i relativi immobili
attraverso procedura di esproprio nei termini di
legge.»
Si passa all'emendamento 37.15. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
È pleonastico e già previsto dal
testo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 37. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
«Articolo 38.
Standard urbanistici
1. La formazione dei Piani urbanistici comunali avviene nel
rispetto degli standard minimi
inderogabili fissati dalla normativa statale vigente.
2. I Comuni in sede di formazione dei Piani possono anche
elevare gli standard urbanistici minimi
inderogabili in funzione di una migliore qualità della vita, a
condizione che ricorrano esigenze di
interesse pubblico documentate e corrispondenti a dati reali di
fatto che giustifichino un maggior
sacrificio delle posizioni proprietarie private.»
Si passa all'emendamento 38.4. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il 38.4, in
realtà ci dicono gli Uffici, e
l'abbiamo approfondito insieme in Commissione, che inserire la
dizione "con esclusione
dell'attrezzatura scolastica dell'obbligo....sulla base della
popolazione scolastica", diventa un
riferimento troppo specifico, ci chiedono di mantenerlo generico
perché questo potrebbe essere una
refluenza negativa sulla legge. Quindi se non viene modificato
il parere è contrario.
PRESIDENTE. Si può modificare, onorevole Calderone? È un suo
emendamento, il 38.4.
CALDERONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 38.9. C'è un invito al
ritiro perché non si può derogare,
onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Articolo 39.
Standard di qualità urbana, ambientale e architettonica
1. In attuazione dell'articolo 2-bis del decreto del
Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e
successive modificazioni, recepito dall'articolo 1 della legge
regionale 10 agosto 2016, n. 16, gli
strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica
definiscono il sistema delle dotazioni
territoriali, delle infrastrutture e dei servizi pubblici che
concorrono a realizzare lo standard minimo
di qualità urbana, ecologico-ambientale ed architettonica, che
intendono perseguire, nel rispetto delle
indicazioni contenute nei regolamenti emanati dalla Regione.
2. Lo standard di qualità urbana attiene:
a) alla tipologia e alla quantità delle aree per le
infrastrutture, le attrezzature, i servizi e gli
impianti pubblici e di interesse pubblico;
b) alle loro caratteristiche prestazionali, in termini di
accessibilità, di piena fruibilità c sicurezza
per tutti i cittadini di ogni età e condizione.
3. Lo standard di qualità ambientale attiene:
a) alla limitazione del consumo delle risorse non rinnovabili
e alla prevenzione dagli
inquinamenti;
b) alla realizzazione di interventi di riequilibrio e di
mitigazione degli impatti negativi determinati
eventualmente determinati dalle azioni di piano;
c) al potenziamento delle dotazioni ecologiche e ambientali.
4. Lo standard di qualità architettonica attiene:
a) alla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale
delle città e del territorio, anche attraverso
interventi di riqualificazione o innovazione;
b) alla riqualificazione, recupero e piena utilizzazione del
patrimonio edilizio storico, urbano ed
archeologico;
c) al recupero dei centri storici ed alla incentivazione e
gestione sostenibile delle aree verdi
urbane.
5. Nell'ambito dello strumento urbanistico comunale gli
standard di qualità sono altresì assicurati
con la previsione di trasformazioni del patrimonio edilizio
esistente e mutamento delle destinazioni
d'uso, senza alterazione dei volumi realizzati, che consentano
destinazioni funzionali alternative
compatibili con le varie parti del tessuto urbano, anche in
deroga alle disposizioni di cui all'articolo
23-ter del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380 e successive modificazioni.
6. Nell'ambito dello strumento urbanistico comunale gli
standard di qualità sono altresì assicurati
con la previsione di trasformazioni del patrimonio edilizio
esistente e mutamento delle destinazioni
d'uso, senza alterazione dei volumi realizzati, che consentano
destinazioni funzionali alternative
compatibili con le varie parti del tessuto urbano, anche in
deroga alle disposizioni di cui all'articolo
23-ter del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380 e successive
modificazioni.»
Si passa all'emendamento 39.4, dell'onorevole Calderone. Il
parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il parere
all'emendamento dell'onorevole
Calderone è favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Il parere della Commissione?
CALDERONE. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, pure? Il Governo ha espresso parere
favorevole. E' ritirato comunque?
CALDERONE. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo. Ritirato, se non lo fa proprio nessun
altro rimane ritirato. Si passa
all'emendamento 39.13. Allora, anche in deroga. Ritirato, ah c'è
un emendamento soppressivo del
comma 6, mi scusi non me ne ero accorto. Siccome quelli
soppressivi normalmente non sono della
Commissione. E' soppresso il comma 6, quindi lo possiamo
approvare, è approvato.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 39. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Art. 40.
Concorsi di architettura e progettazione partecipata
1. La Regione promuove la qualità dei progetti urbani al fine
di migliorare le condizioni di vita
nelle città e migliorare lo spazio pubblico quale premessa
indispensabile per uno sviluppo
economico corretto e sostenibile.
2. Al fine di attuare i contenuti indicati al comma 1, i
comuni promuovono il ricorso al concorso di
progettazione e di idee, individuando, altresì, le modalità
attuative della progettazione partecipata
attraverso il coinvolgimento degli enti pubblici e dei privati
portatori di interessi diffusi, dando vita a
laboratori di progettazione ed istituendo gli urban center'
quale luogo di diffusione, ricerca e
proposta in tema di progettazione urbana con riferimento alle
attività di recupero, riuso e
rigenerazione urbana.
3. I concorsi di progettazione possono prevedersi per la
definizione degli indirizzi strategici, per le
specifiche prescrizioni del PUG, relative agli interventi di
riuso e rigenerazione urbana, ed in modo
prioritario per gli ambiti che presentano un particolare valore
paesaggistico, ambientale, storico -
architettonico, inclusi gli ambiti caratterizzati da carenza di
valori identitari, dotazioni territoriali,
servizi pubblici e presenza di significative criticità sociali
ed ambientali.
4. I comuni possono promuovere la partecipazione dei cittadini
nella definizione degli obiettivi
della rigenerazione urbana, nonché per le attività indicate ai
commi 2 e 3.»
Si passa all'emendamento 40.13. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? E' ritirato o va
avanti?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Ritirato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, perché
diamo il parere favorevole al 40.1
del PD.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 40.1. Il parere del
Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 40.14. Il parere del
Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non
possiamo dare parere favorevole. E'
contrario perché, ci scrivono gli Uffici, che manca la copertura
finanziari.
PRESIDENTE. Ritirato.
Si passa all'emendamento 40.2. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Allora è approvato l'emendamento 40.2.
(Non sorgendo osservazioni, l'emendamento 40.2 è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41.
Sistema delle dotazioni territoriali
1. Al fine di garantire gli standard di qualità urbana e
ambientale, gli strumenti urbanistici
prevedono un sistema di dotazioni territoriali costituito da:
a) infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti;
b) attrezzature, servizi e spazi collettivi;
c) dotazioni ecologiche e ambientali.
2. Gli strumenti urbanistici comunali stabiliscono per ciascun
ambito del territorio comunale il
fabbisogno di tali dotazioni, tenendo conto delle eventuali
carenze pregresse, presenti nel medesimo
ambito o nelle parti del territorio comunale ad esso adiacenti,
nel rispetto degli standard di qualità
urbana e ambientale definiti negli atti di indirizzo e
coordinamento e negli strumenti urbanistici e
territoriali sovracomunali nonché nel PTR.»
Gli emendamenti presentanti sono solo soppressivi, se sono
ritirati votiamo il 41. Siamo al 41. Il
32.20? E' stato bocciato, basta.
Pongo in votazione l'articolo 41. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Art. 42.
Infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti
1. La pianificazione urbanistica comunale assicura un'adeguata
dotazione delle infrastrutture per
tutti gli insediamenti esistenti e per quelli da realizzare,
anche con riguardo al loro collegamento con
la rete generale, extraurbana e regionale.
2. L'adeguatezza delle reti di trasporto e tecnologiche va
riferita alla loro capacità di far fronte al
fabbisogno in termini quantitativi, qualitativi e di efficienza
funzionale.
3. Le infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti
sono costituite dalle reti di trasporto
collettivo, dagli impianti e dalle reti tecnologiche che
assicurano la funzionalità e la qualità igienico-
sanitaria degli insediamenti.
4. Fanno parte delle infrastrutture per l'urbanizzazione degli
insediamenti:
a) le reti stradali e ferroviarie e in generale le reti di
trasporto collettivo in sede propria con relativi
punti di sosta e di interscambio, gli spazi e i percorsi
pedonali, le piste ciclabili, le idrovie, le funivie,
ecc.;
b) gli impianti e le opere di prelievo, trattamento e
distribuzione dell'acqua di uso potabile e di
irrigazione;
c) la rete fognante, gli impianti di depurazione e la rete di
canalizzazione delle acque meteoriche;
d) gli spazi e gli impianti per la raccolta e lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani e sfabbricidi
nonché le isole ecologiche e gli impianti relativi al riciclo;
e) la pubblica illuminazione, la rete e gli impianti di
distribuzione dell'energia elettrica, di gas e di
altre forme di energia;
f) gli impianti e le reti del sistema delle comunicazioni e
telecomunicazioni;
g) la rete pianificata di corridoi ecologici ed infrastrutture
verdi.
5. La previsione da parte del PUG di nuovi insediamenti e di
interventi negli ambiti da
riqualificare è contestuale alla previsione e alla esistenza
delle infrastrutture per l'urbanizzazione
ovvero alla loro programmazione per fasi predeterminate.»
Si passa all'emendamento 42.1. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario,
è limitativo.
PRESIDENTE. Contrario. Onorevole Lupo lo ritira?
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 42. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43.
Attrezzature, servizi e spazi collettivi
1. Costituiscono attrezzature, servizi e spazi collettivi, il
complesso delle infrastrutture necessarie
per favorire il migliore sviluppo della comunità e per elevare
la qualità della vita individuale e
collettiva.
2. Le attrezzature, i servizi e gli spazi collettivi di
carattere comunale sono costituiti in particolare
da:
a) attrezzature per l'istruzione dell'obbligo (asili nido,
scuole materne, elementari, medie e
superiori del triennio) dimensionate sulla popolazione
scolastica esistente e prevista;
b) attrezzature di interesse collettivo riguardanti:
1) l'assistenza e i servizi sociali e igienico-
sanitari;
2) i servizi per la sicurezza e socio-sanitari;
3) la pubblica amministrazione, la sicurezza pubblica
e la protezione civile;
4) le attività culturali, associative e politiche;
5) le attività di culto;
6) le attività di pubblico commercio;
7) le attività sportive e ricreative;
c) spazi attrezzati a parco o giardino, per il gioco, il tempo
libero e lo sport;
d) parcheggi pubblici o di uso pubblico o pertinenziali
diversi da quelli asserviti alle volumetrie.
3. La dotazione di attrezzature, servizi e spazi collettivi
previsti negli strumenti urbanistici
comunali va riferita alla popolazione legale, distinguendo:
a) popolazione residente, costituita dai cittadini che hanno
residenza stabile nel Comune oppure
nella parte di territorio interessato, alla data di formazione
del Piano;
b) popolazione fluttuante, costituita dalla popolazione che
gravita sul Comune oppure nella parte
di territorio interessato, per motivi di studio, lavoro, turismo
ovvero per fruire dei servizi pubblici e
collettivi ivi disponibili;
c) popolazione potenziale, costituita dall'incremento della
popolazione residente e gravitante che è
prevedibile si realizzi a seguito dell'attuazione delle
previsioni del Piano.
4. Negli insediamenti ricreativi, culturali, ricettivi,
direzionali e commerciali sono previste
attrezzature, servizi e spazi aperti di pertinenza dimensionati
in relazione all'utenza senza obbligo di
cessione e differenziati da quelli relativi agli abitanti di cui
al comma 3.
5. Negli insediamenti produttivi, industriali, artigianali e
per il commercio all'ingrosso, è riservata
per attrezzature, servizi e spazi aperti di pertinenza una quota
proporzionale della superficie
territoriale destinata a tali insediamenti, non inferiore al
dieci per cento della suddetta senza obbligo
di cessione.
6. Negli insediamenti produttivi, industriali, artigianali e
per il commercio all'ingrosso, è riservata
per attrezzature, servizi e spazi collettivi una quota
proporzionale della superficie territoriale
destinata a tali insediamenti, da stabilirsi nell'ambito delle
previsioni del PUG.»
Gli emendamenti sono solo soppressivi.
Pongo in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Art. 44.
Componenti e dotazioni ecologiche e ambientali
1. Le componenti ecologiche e ambientali del territorio sono
costituite dall'insieme degli spazi,
delle opere e degli interventi che concorrono a migliorare la
qualità dell'ambiente urbano,
mitigandone gli impatti negativi.
2. Le dotazioni ecologiche sono finalizzate in particolare:
a) alla tutela e al risanamento dell'aria e dell'acqua e alla
prevenzione dall'inquinamento;
b) alla tutela e valorizzazione del verde urbano e sub-urbano;
c) alla riduzione dell'inquinamento acustico ed
elettromagnetico;
d) al mantenimento della permeabilità dei suoli, al
riequilibrio ecologico dell'ambiente urbano e
alla costituzione di reti ecologiche di connessione;
e) alla raccolta differenziata dei rifiuti.
3. La pianificazione territoriale e urbanistica concorre alla
determinazione del fabbisogno di
dotazioni ecologiche e ambientali e dei requisiti prestazionali
che le stesse devono soddisfare,
nonché alla individuazione delle aree più idonee per la
localizzazione dei relativi impianti.»
Si passa all'emendamento 44.1. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 44.6. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 44. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Art. 45.
Poteri sostitutivi della Regione ed esecuzione del giudicato
1. Se le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i
Comuni, singoli o associati, omettono o
non siano in grado di compiere gli atti di propria competenza ai
sensi delle disposizioni della
presente legge o di altre leggi attinenti la materia
urbanistica, vi provvede l'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente, e per esso il Dirigente generale del
Dipartimento dell'urbanistica, previa
diffida a provvedere entro il termine perentorio di
quarantacinque giorni, tramite la nomina di un
commissario ad acta la cui durata in carica non può eccedere il
termine di sei mesi, salvo proroga
fino a dodici mesi, il quale interviene con i poteri degli
organi istituzionali di Governo dell'ente
locale inadempiente (sindaco, giunta o consiglio comunale), in
conformità a quanto previsto
dall'articolo 21 bis, della legge regionale n. 16 del 2016.
2. Gli oneri e le spese derivanti dall'esercizio dei poteri
sostitutivi di cui al comma 1 gravano sugli
enti inadempienti.
3. Ai fini della esecuzione del giudicato, le varianti agli
strumenti urbanistici generali ed ogni
attività inerente la materia urbanistica ed edilizia delegata
dal giudice del TAR o del CGA, sono
approvate con decreto del Dirigente generale del Dipartimento
regionale dell'urbanistica
dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, sentito il
Comitato Tecnico Scientifico (CTS) di cui
all'articolo 49.»
Si passa all'emendamento 45.10 a firma dell'onorevole
Sammartino. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 45.5, a firma dell'onorevole
Calderone. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario. E' ritirato?
CALDERONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 45. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46.
Supporto tecnico formativo della Regione
1. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
assicura adeguato supporto tecnico-
formativo agli Enti locali per l'esercizio delle funzioni di
pianificazione territoriale e urbanistica.»
Si passa all'emendamento 46.6. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ha oneri.
PRESIDENTE. Ha oneri, quindi è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 46. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Art. 47.
Regolamento della Regione per il coordinamento territoriale
(RCT)
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente predispone il
regolamento per il coordinamento territoriale
(RCT) da sottoporre all'approvazione della Giunta di Governo ed
al successivo decreto del
Presidente della Regione. Tale regolamento contiene:
a) la cartografia ufficiale della Regione a varie scale;
b) le specifiche tecniche del SITR;
c) i criteri e le modalità di gestione e di aggiornamento dei
flussi informativi;
d) i criteri e le modalità di monitoraggio dei processi di
formazione ed attuazione dei piani
urbanistico-territoriali della Regione, dei consorzi, delle
Città metropolitane e dei singoli Comuni;
e) modalità e termini di individuazione dei Comuni che possono
dotarsi del PUG in forma
associata.
2. Dell'approvazione del regolamento di cui al comma 1 è data
adeguata pubblicità nei termini di
legge.»
Gli emendamenti sono solo soppressivi. Pongo in votazione
l'articolo 47. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Art. 48.
Linee guida per gli standard di qualità urbana ed ambientale e
per il sistema delle dotazioni
territoriali
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente predispone le linee
guida per i procedimenti di valutazione
ambientale, per gli standard di qualità urbana ed ambientale e
per il sistema delle dotazioni
territoriali, nonché quelle relative agli studi specialistici
geologico ed agricolo-forestale prodromici
alla redazione dei piani e delle relative varianti. Un apposito
decreto stabilisce i criteri e metodi per il
rispetto del principio dell'invarianza idraulica e idrologica
delle acque meteoriche, al fine di mitigare
e razionalizzare il deflusso verso le reti di drenaggio urbano.
2. Le linee guida di cui al comma 1, sono approvate con
decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore per il territorio e ambiente, sentita la
Giunta regionale. Del contenuto dei
decreti del presente articolo è data idonea pubblicità.»
Pongo in votazione l'articolo 48. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Art. 49.
Del Comitato Tecnico Scientifico (CTS)
1. Il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) svolge i compiti
istituzionali assegnati all'Assessorato
regionale, e per esso il Dipartimento dell'urbanistica, anche
relativamente alle attività discendenti
dall'applicazione della presente legge. In particolare al
Comitato sono demandati i seguenti
compiti:
a) esprimere parere sul piano territoriale regionale, sui
piani comprensoriali e delle Città
metropolitane, sui piani sovraordinati e di vasta area, sui
piani di sviluppo economico ed
urbanistico delle comunità montane, nonché sui piani settoriali,
comunque denominati, che
concernono la materia urbanistica;
b) esprimere parere su ogni attività inerente alla materia
urbanistica ed edilizia delegata dal
giudice del TAR o del CGA, al Dirigente generale del
Dipartimento regionale dell'urbanistica
dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
nonché sulle procedure di annullamento
di atti comunali illegittimi in materia urbanistica;
c) esprimere parere su tutte le questioni di interesse
urbanistico che l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente intenda sottoporre al Comitato stesso.
2. Il CTS dell'urbanistica esprime altresì il parere sulle
varianti ai Piani di cui alla lettera a) del
primo comma. Qualora le varianti interessino aree o immobili
sottoposti ai vincoli di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni,
la competente Sovrintendenza, ai
fini dell'approvazione esprime il relativo parere che, se non
reso in seno al Comitato, è emesso
entro sessanta giorni dalla richiesta. Trascorso
infruttuosamente detto termine il parere si intende
reso favorevolmente in conformità a quanto previsto
dall'articolo 9 della legge regionale 21 aprile
1995, n. 40 ed all'articolo 68, comma 9, della legge regionale
27 aprile 1999, n.10.
3. Entro novanta giorni dalla data approvazione della presente
legge, l'Assessore regionale del
territorio e dell'ambiente adotta il regolamento interno del CTS
dell'urbanistica avente la finalità
di disciplinare durata, termini e modalità di designazione dei
componenti, l'organizzazione delle
attività e le procedure relative all'istruttoria propedeutica
degli atti di pianificazione, all'esame ed
alla espressione del voto di competenza.
4. Il Comitato Tecnico Scientifico dell'urbanistica è
composto:
a) dall'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente,
che lo presiede, o da un suo delegato;
b) dal Dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'urbanistica;
c) dal Dirigente generale del Dipartimento regionale del
territorio e dell'ambiente;
d) da tre dirigenti in servizio presso il Dipartimento
dell'urbanistica dell'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente con almeno dieci anni di
anzianità;
e) dall'Avvocato distrettuale dello Stato di Palermo;
f) dal Soprintendente per i beni culturali e ambientali
competente per territorio;
g) dall'Ingegnere capo dell'ufficio del Genio civile
competente per territorio;
h) da tre docenti universitari, di cui uno di materie
urbanistiche, uno di materie geologiche, uno
di materie agronomico-forestali scelti dall'Assessore regionale
del territorio e dell'ambiente su
terne proposte dalle Università dell'Isola;
i) da un ingegnere, da un architetto, da un geologo e da un
dottore agronomo forestale, liberi
professionisti, iscritti ai relativi albi professionali, scelti
dall'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente su terne proposte dalle consulte regionali dei
rispettivi ordini e federazioni
professionali.
5. Possono essere sentiti, di volta in volta, dal Consiglio,
per la trattazione di problemi
particolari, i dirigenti generali degli Assessorati regionali
interessati, esperti di chiara fama,
rappresentanti di pubbliche amministrazioni.
6. I componenti di cui alle lettere g), h) e i) del comma 4,
sono nominati con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, durano
in carica quattro anni e non possono
essere riconfermati.
7. Ai componenti esterni del Comitato, compatibilmente con la
normativa vigente, spetta, in
quanto dovuto, il trattamento di missione a norma delle vigenti
disposizioni, nonché gettoni
determinati con decreto del Presidente della Regione, sentita la
Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
8. In materia di urbanistica, il parere del CTS espresso con
voto favorevole della maggioranza dei
presenti ha valore consultivo e sostituisce ogni altro parere di
amministrazione attiva o di organi
consultivi se previsto dalle disposizioni di legge vigenti.
9. Dalle disposizioni del presente articolo non derivano nuovi
o maggiori oneri a carico del
bilancio della Regione. Agli adempimenti previsti si provvede
con le risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente.»
Si passa all'emendamento 49.23. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 49.22. Il parere del
Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario,
sono già previsti i sindacati.
PRESIDENTE. E' ritirato, onorevole Trizzino?
TRIZZINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Sono già previsti gli ordini collegiali. In ogni
caso c'è il parere contrario. Ritirato,
benissimo, meglio ancora.
Pongo in votazione l'articolo 49. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
«Art. 50.
Carta dei vincoli
1. Allo scopo di favorire la conoscibilità e il coordinamento
delle prescrizioni conformative del
territorio e dei vincoli morfologici, paesaggistici, ambientali,
storico-culturali e infrastrutturali che
gravano sul territorio e di semplificare la presentazione e il
controllo dei titoli edilizi e ogni altra
attività di verifica di conformità degli interventi di
trasformazione, i Comuni, in sede di formazione
del PUG, si dotano di un apposito strumento conoscitivo,
denominato "carta dei vincoli". In esso
sono rappresentati tutti i vincoli e le prescrizioni che
precludono, limitano o condizionano l'uso o la
trasformazione delle città e del territorio, derivanti, oltre
che dagli strumenti di pianificazione
urbanistica vigenti, dalle leggi, dai piani generali e loro
varianti, dai piani particolareggiati e
settoriali, ovvero dagli atti amministrativi di apposizione di
vincoli di tutela. La "Carta dei vincoli" è
corredata da un elaborato, denominato "scheda dei vincoli", che
riporta per ciascun vincolo o
prescrizione, l'indicazione sintetica del suo contenuto e
dell'atto da cui deriva.
2. La Regione, in collaborazione con le amministrazioni e gli
enti competenti, provvede con
appositi atti ricognitivi ad individuare, aggiornare
periodicamente e mettere a disposizione dei
Comuni in formato digitale la raccolta dei vincoli di natura
ambientale, paesaggistica e
storicoartistici che gravano o sopravvengono sul territorio
regionale.
3. La "carta dei vincoli" rappresenta, a pena di
illegittimità, elaborato costitutivo degli strumenti di
pianificazione urbanistica e delle relative varianti. A tale
scopo il parere di legittimità e regolarità
amministrativa dell'atto di approvazione dello strumento
urbanistico attesta, tra l'altro, che il piano
contiene la "carta dei vincoli" di cui al presente articolo.
4. Nella VAS di ciascun strumento urbanistico o atto negoziale
che stabilisca la localizzazione di
opere o interventi in variante alla pianificazione è contenuto
un apposito capitolo, denominato
"verifica di conformità ai vincoli e prescrizioni", nel quale si
dà atto analiticamente che le previsioni
del piano sono conformi ai vincoli e prescrizioni che gravano
sull'ambito territoriale interessato.
5. I Comuni aggiornano la "Carta dei vincoli" anche a seguito
dell'approvazione di leggi, di piani o
atti di altre amministrazioni preposte alla cura del tettorio,
che comportano la modifica delle
prescrizioni o dei vincoli che gravano sul territorio comunale.
I Comuni vi provvedono attraverso
una deliberazione di presa d'atto meramente ricognitiva del
consiglio comunale, che non costituisce
variante al piano vigente. Tale deliberazione individua altresì
le previsioni del PUG, degli accordi di
programma e dei piani attuativi che hanno cessato di avere
efficacia, in quanto incompatibili con le
leggi, i piani e gli atti sopravvenuti che hanno disposto
vincoli e prescrizioni immediatamente
operanti nel territorio comunale.»
Pongo in votazione l'articolo 50. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51.
Il Certificato verde
1. Ogni attività di nuova costruzione, ampliamento o
trasformazione urbana ed edilizia del
territorio, subordinata al rilascio del permesso di costruire e
ad ogni altro titolo abilitativo edilizio in
conformità alla disciplina di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n.
380 come recepito dalla legge regionale
n. 16/2016, che comporti un aumento del carico urbanistico, sia
di iniziativa pubblica che privata, è
orientata alla rigenerazione del patrimonio insediativo
esistente.
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono disciplinati
all'interno di un procedimento permanente di
rigenerazione urbana equo e sostenibile che costituisce, a tutti
gli effetti, processo perequativo
denominato Certificato verde .
3. Gli strumenti urbanistici generali, gli strumenti
attuativi, i regolamenti edilizi e le norme
tecniche di attuazione di nuova formazione si adeguano alle
disposizioni di cui al presente articolo.
4. Costituisce principale obiettivo il contenimento delle aree
da urbanizzare ex novo fino a quando
non siano state pienamente utilizzate le potenzialità
insediative delle aree già parzialmente o
totalmente edificate comprese entro i confini dei centri urbani.
5. Tutti i comuni, in sede di redazione del PUG, avviano
l'istruttoria relativa al procedimento
finalizzato alla rigenerazione. Sulla scorta dell'istruttoria,
il comune avvia le consultazioni
preliminari in sede di Conferenza di pianificazione di cui
all'articolo 26 della presente legge.
6. Per le finalità di cui al presente articolo, sono indicate
le Aree di Rigenerazione, le Aree Risorsa
e le Aree Risorse Speciali. Si intendono per Aree di
Rigenerazione i tessuti urbani afflitti dal maggior
degrado o con la maggior esposizione al rischio sismico di
scadente qualità costruttiva. L'area di
rigenerazione, salvo specifiche e motivate esigenze, è estesa ad
un intero isolato, inteso come
porzione del territorio circondata da spazi pubblici.
Costituiscono, invece, Aree di Risorsa gli spazi
urbani vuoti, o prevalentemente vuoti, compresi all'interno del
perimetro del centro urbano. Qualora
i suddetti spazi vuoti posseggano rilevanti caratteristiche
panoramiche o di particolare visibilità
urbana o con posizione strategica o di particolare interesse
urbanistico, gli stessi sono indicati come
Aree Risorse Speciali, destinate alla realizzazione di spazi
pubblici o di uso pubblico, per accogliere
attrezzature pubbliche o di interesse collettivo. Nelle Aree
Risorse Speciali è esclusa la residenza
permanente e qualsiasi intervento di trasformazione edilizia o
di riqualificazione urbana è
selezionato con la procedura del concorso di progettazione, o
del concorso di idee o del concorso in
due gradi, di cui al decreto legislativo 18 aprile del 2016 n.
50 e successive modificazioni. Nei casi
in cui all'interno del perimetro urbano non siano più reperibili
vuoti urbani da impiegare come Aree
Risorsa e Aree Risorse Speciali, gli stessi possono essere
reperiti al di fuori del centro urbano, ma
esclusivamente in aree già urbanizzate e limitrofe.
7. Il soggetto attuatore, pubblico o privato, che intende
realizzare un intervento edile come
definito dal comma 1, all'interno di un'Area Risorsa, un'Area
Risorsa Speciale o in qualsiasi altra
parte all'interno del centro urbano che comporti incremento del
patrimonio edilizio e nuova
occupazione di suolo, preventivamente, acquisisce un'equivalente
volumetria e un'equivalente
porzione di territorio in Area di Rigenerazione, ovunque
localizzata nel territorio comunale, anche
avvalendosi dello strumento del comparto. Una volta acquisita la
volumetria e la superficie in Area
Rigenerazione, il soggetto attuatore procede, a proprie spese,
alla demolizione del volume esistente e
alla realizzazione, nell'area resa così disponibile, di opere di
urbanizzazione primaria nelle quantità
prescritte dal D.M. n. 1444 del 1968 e successive modificazioni,
corrispondente almeno al numero di
abitanti che si desidera insediare nella nuova costruzione.
Tutta la superficie del lotto compresa in
area rigenerazione, è ceduta all'Amministrazione comunale che
provvede al collaudo delle opere di
urbanizzazione primaria eseguite al suo interno. A seguito delle
operazioni di collaudo,
l'Amministrazione rilascia il Certificato verde per la nuove
costruzioni intestato al soggetto
attuatore. Il suddetto certificato è obbligatorio per il
rilascio del titolo abilitativo ottenuto con le
ordinarie procedure previste dal D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380
come recepito dalla legge regionale n.
16/2016.
8. Ai fini della tutela e della promozione dell'ideazione
nonché della qualità e della realizzazione
architettonica intesa come bene di interesse pubblico primario
per la salvaguardia e la
trasformazione del paesaggio e per lo sviluppo economico, la
Regione prevede misure incentivanti
qualora i soggetti attuatori, pubblici o privati, ricorrano alla
procedura di affidamento dell'incarico
mediante il concorso di progettazione, il concorso di idee o il
concorso in due gradi, di cui al d.lgs. n.
50/2016 e successive modificazioni.
9. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente redige le linee guida disciplinanti i
termini e le modalità di applicazione del
presente articolo.
10. Per le finalità di cui al presente articolo, sono
riconosciute le agevolazioni previste dagli
articoli 8 e 9 della legge regionale 16/2016 relative agli oneri
di costruzione.»
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. C'è una
riscrittura dell'intero testo che
approvandolo fa decadere tutto.
PRESIDENTE. Non ho capito niente
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. E' una
riscrittura dell'intero testo.
PRESIDENTE. Di tutto l'articolo?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Esatto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, signor
Presidente, avevamo concordato
di lasciarlo aperto, solo questo volevo confermare, lasciatelo
aperto.
PRESIDENTE. Sì, lasciatelo aperto tanto interveniamo
continuamente.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Prego,
Presidente.
PRESIDENTE. No, c'è la riscrittura del 51.29, che è la
riscrittura dell'onorevole Trizzino.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, no,
prego, l'avete distribuito Presidente.
PRESIDENTE. E' nel fascicolo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
alla riscrittura.
Pongo in votazione l'emendamento 51.29. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 51.16, dell'onorevole Caputo, è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 51, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Art. 52.
Regime transitorio della pianificazione urbanistica
1. I piani territoriali ed urbanistici, o loro varianti, ove
depositati e non ancora adottati e approvati
alla data di entrata in vigore della presente legge, concludono
il procedimento di formazione secondo
la disciplina normativa previgente.
2. Le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i Comuni,
singoli o associati entro un anno
dalla adozione del PTR di cui al comma 2 dell'articolo 21,
approvano i rispettivi piani urbanistico-
territoriali. Decorso infruttuosamente tale termine, l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente,
previa diffida a provvedere entro il termine perentorio di
sessanta giorni, attua l'intervento sostitutivo
tramite la nomina di un commissario ad acta.»
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 52
è un articolo importante perché
credo che sia una delle poche volte che il Governo,
nell'occasione della presentazione di un disegno
di legge pone una questione di regime transitorio.
E, quindi, già di per sé c'è un apprezzamento da parte del
Parlamento nei confronti del Governo
per la sensibilità che avverte di porsi il problema dell'entrata
in vigore di questa legge.
E voglio porre al Governo, all'Assessore Cordaro ed al
Presidente della Commissione, onorevole
Savarino, una questione che ho detto poc'anzi che è relativa a
cosa succede dopo che questa legge
sarà pubblicata ed entrerà in vigore rispetto ai piani
regolatori vigenti.
Dobbiamo avere la necessità di chiarire con legge i
comportamenti che debbono assumere gli
uffici tecnici comunali.
Perché il PTR - diceva l'altro giorno l'assessore - è in corso
di preparazione e questa è una cosa
importante. Nel frattempo, una volta che il PTR sarà approvato,
il pubblico dovrà adeguarsi entro 90
giorni.
Credo che sia necessaria una norma che stabilisca ciò che
debbono fare gli uffici tecnici comunali
e l'input lo deve dare il legislatore. A mio parere, però mi
rimetto alla volontà del Governo e del
Parlamento, dovremmo immaginare un percorso legislativo che
stabilisca con certezza quando entra
in vigore questa legge, cioè non appena questo PTR sarà fatto,
sarà esecutivo i comuni potranno
prendersi tutto il tempo che vorranno, ma una cosa è certa, che,
alla scadenza del novantesimo
giorno, entreranno direttamente a gamba tesa nei confronti degli
strumenti urbanistici comunali, e da
allora ci sarà l'osservanza rigorosa delle prescrizioni del PTR
e di tutto ciò che è stato stabilito.
Credo che il Governo debba porsi questa questione perché
dobbiamo uscire con un dettato
legislativo chiaro ed esplicito nei confronti degli uffici
tecnici comunali.
PRESIDENTE. Assessore, non mi pare sbagliato quello che dice
l'onorevole Di Mauro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Neanche a
me, Presidente.
PRESIDENTE. E, quindi, che facciamo?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
accogliamola.
Peraltro, l'avevamo già accolta questa richiesta in un altro
emendamento durante l'articolato.
PRESIDENTE. Di quale emendamento stiamo parlando?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Della
proposta dell'onorevole Di Mauro.
Cioè che i meccanismi di imperio scattino una volta attivato il
PTR da parte della Regione è un
principio che già avevamo fatto nostro durante l'articolato,
Ora lo dobbiamo mettere anche nel regime transitorio. Quindi,
se ci dà un secondo lo esplicitiamo
in modo tale da non creare confusione ai comuni.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli
Barbagallo e Catanzaro.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 587-5-147-162-
174-187-190-229-356-472-
536/A
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi,
quando abbiamo affrontato l'argomento al quale faceva
riferimento la Presidente ricorderete che
abbiamo modificato l'entrata in vigore dalla data della
pubblicazione della presente legge alla data di
approvazione del PTR. Quindi, per coordinare la norma lo
inseriremo anche in quest'articolo.
La formula specifica ora la scriviamo per bene. Però, questo è
il concetto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
l'onorevole Di Mauro ha posto
correttamente una questione ancora più radicale che è un tema
molto delicato.
Ricorderemo tutti la storia della legge regionale 71 del 1978
che, come è noto, ebbe efficacia sei
mesi dopo l'approvazione.
Nella famigerata notte in cui in una notte sono state
rilasciate 2400 concessioni edilizie e sono
state demolite, tra cui
PRESIDENTE. Lei parla degli anni Settanta.
CRACOLICI. Quando è entrata in vigore. Concessioni edilizie
e sono state demolite tra cui
PRESIDENTE. Lei parla degli anni Settanta però.
CRACOLICI. Quando è entrata in vigore la legge 71 del 1978,
poiché la vigenza si applicava nei sei
mesi successivi, in quei sei mesi è successo di tutto.
Allora, io credo che la questione che ha posto l'onorevole
Di Mauro, e chiedo all'Assessore di
studiare con gli Uffici una norma catenaccio, perché il rischio
che la famosa fase transitoria venga
vissuta come una fase nella quale ci sono le cosiddette zone
bianche diffuse, potrebbe determinare,
lo dico perché poi ogni Comune può interpretare.
Allora, intanto dobbiamo dire una cosa, secondo me in questo
disegno di legge, perché vedo che
al primo comma si dice che i piani territoriali e urbanistici e
le loro varianti ove depositati e non
ancora adottati e approvati devono adeguarsi a questa norma; i
piani, invece, approvati continuano
ad avere efficacia, fino alla procedura prevista. Cioè dobbiamo
specificare che i piani regolatori
approvati e quindi che sono in vigenza, comprese le norme
sull'espropriazione o sulla scadenza,
perché c'è tutto il grande tema delle zone bianche, ma non lo
voglio fare io, perché è una questione
legale, molto delicata.
Quindi io sono convinto che è necessario scrivere che i
piani regolatori generali approvati e
vigenti, continuano a trovare applicazione fino a quando ci sarà
questo secondo comma che diventa
terzo comma.
PRESIDENTE. E allora, Assessore Cordaro, che facciamo?
Soprassediamo sul 52, andiamo
avanti che lo finiamo e poi teniamo aperto finché non si risolve
questo problema.
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
«Art. 53.
Misure di salvaguardia
1. Le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i Comuni,
singoli o associati sospendono
ogni determinazione sulle iniziative edilizie e urbanistiche
quando siano in contrasto con i rispettivi
strumenti di pianificazione adottati.
2. Nei casi di cui al comma 1 è sospesa anche l'efficacia
delle comunicazioni e delle
segnalazioni di inizio di attività i cui lavori non abbiano
avuto concreto avvio o per i permessi di
costruire per i quali sia già decorso il termine di un anno dal
rilascio degli stessi.
3. Le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i Comuni,
singoli o associati che alla data di
entrata in vigore della presente legge abbiano già adottato ma
non ancora approvato i rispettivi
strumenti urbanistici, la misura di salvaguardia della
sospensione perde efficacia se gli strumenti
urbanistici non sono approvati entro tre anni dall'adozione. In
tal caso diviene efficace ed esecutivo il
piano adottato insieme con le controdeduzioni alle osservazioni
eventualmente adottate dai rispettivi
Organi consiliari.
4. Per le Città Metropolitane, i Consorzi dei Comuni e i
Comuni, singoli o associati sottoposti a
provvedimento di scioglimento dei rispettivi organi di governo,
l'attività di pianificazione generale e
attuativa è dai commissari straordinari o prefettizi per il
periodo di durata dello scioglimento sino
alla ripresa delle funzioni di governo elettive.
5. I Comuni dotati di strumenti urbanistici generali i cui
vincoli preordinati alla espropriazione
sono decaduti per il trascorso periodo di efficacia, non possono
procedere alla approvazione di
varianti parziali riguardanti il verde agricolo (classificato
come zona "E" dello strumento comunale),
ad eccezione di quelle finalizzate alla realizzazione di opere
pubbliche inserite nei Programmi
comunali.
Si passa all'emendamento 53.14, a firma dell'onorevole
Calderone.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io l'emendamento 53.14
non l'ho.
PRESIDENTE. E' nel fascicolo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, non
l'ho. Non sono numerate, infatti,
le mie pagine.
PRESIDENTE. Ma lei che fascicolo ha? Lei perché ne usa uno
diverso? L'emendamento 53.14
è ritirato.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, siccome noi stiamo introducendo
delle modifiche a quella
disciplina transitoria di cui parliamo, le misure di
salvaguardia sono l'essenza del regime transitorio,
quindi, non possiamo modificare l'articolo 52, e lasciare così
come è l'articolo 53, perché con le
misure di salvaguardia se entrano immediatamente in vigore noi,
comunque, abbiamo annullato la
disciplina diciamo transitoria. Quindi, necessariamente,
dobbiamo ancorare il 52 con il 53.
PRESIDENTE. Ha ragione, quindi dobbiamo accantonare anche
l'articolo 53. In ogni caso
l'emendamento 53.13, a firma dell'onorevole Arancio è
inammissibile, perché ha oneri, però lo
dobbiamo accantonare, ha ragione l'onorevole Assenza, dobbiamo
aspettare le modifiche.
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Art. 54.
Abrogazione di norme
1. Alla data di in vigore della presente legge, è abrogata
la legge regionale 27 dicembre 1978, n.
71 e la lettera b) del comma 2, dell'articolo 27, della legge
regionale 4 agosto 2015, n. 15.
Si passa all'emendamento 54.3, a firma della Commissione,
che recita dopo la parola
commerciale' sono inserite le seguenti e di servizi' .
Con il parere favorevole lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
(Proteste dell'onorevole Foti)
Questo è nuovo. L'ho letto io, è nuovo, l'ho letto io adesso
e invece è stato inserito dalla
Commissione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì,
stiamo aggiungendo le parole e di
servizi' insieme alla parola commerciale'.
(Reiterate proteste dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Foti, è che stiamo andando
veloci. Stiamo distribuendo
anche l'emendamento 54.4, firmato da un po' di Capigruppo ma in
realtà presentato dal Governo.
Date, per favore, all'onorevole Lupo i riferimenti normativi.
SAVARINO, presidente della commissione e relatore. Presidente,
intanto approviamo l'articolo
35 perché i colleghi hanno accolto la richiesta
PRESIDENTE. Un minuto, non mi fate entrare in confusione
Intanto, siamo all'articolo 54 e lo
finiamo.
SAVARINO, presidente della commissione e relatore. Era per
chiudere; siccome i colleghi hanno
accolto la nostra richiesta di rinviare al disegno di legge
edilizia, abbiamo già concluso l'iter.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Come? Sul 54.3; sì, prego, l'abbiamo già votato
però onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, lei dice l'abbiamo votato , lei l'ha
votato mentre ancora questa
fotocopia con l'emendamento non era stata distribuita; quindi
lei
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Foti, l'avevo letto e l'avevo
comunicato all'Aula.
FOTI. Allora, non facciamole fare le fotocopie, risparmiamo la
carta così
PRESIDENTE. Quando c'è una parola sola si può fare, non è
niente di male
FOTI. E allora, io siccome la Presidente è così gentile, se
sui riferimenti normativi, se ci spiega
quale è la motivazione dell'emendamento che lei ha approvato, e
quali sono gli effetti, perché stiamo
aggiungendo dopo la parola commerciali e di servizi . Se lei
li fa distribuire prima io penso tutti i
deputati hanno il piacere di prendersi il fascicolo dei
riferimenti normativi, perché io non sono così
brava, lei se lo ricorda a memoria cosa dice l'articolo 26
PRESIDENTE. No, non me lo ricordo a memoria.
FOTI. Però, se lei già lo vota prima che viene distribuito non
mi sembra corretto nei riguardi di
nessuno, tantomeno del suo e del suo oneroso compito. Quindi, la
prego e le ricordo, e non è la
prima volta
PRESIDENTE. Ci sono alcuni momenti in questa legge, è da due
giorni che siamo qua, tantissimi
emendamenti approvati dal Governo con parere favorevole di
Governo e Commissione, se erano
molto complessi li abbiamo comunque distribuiti, in altre
occasioni quando erano una due parole li
abbiamo dettati.
FOTI. Capisco che lei si è trovato un fascicolo altro due
centimetri, perché qualcuno
pretestuosamente ha presentato moltissimi emendamenti, il più
solitamente inutili e fastidiosi, però
quando hanno un contenuto la prego prima li fa distribuire
PRESIDENTE. Starò attento.
FOTI li fa anche spiegare così la Commissione diamo merito
del lavoro che hanno fatto per
evitare di fare panelle, grazie come dice l'onorevole Cordaro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 54.4. E' già approvato di
che parliamo è già approvato
il 54.3 è inutile che continuiamo a discuterne Siamo al 54.4. E
allora il
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io parlo a nome della III
Commissione di cui sono Vicepresidente e non
so se c'è l'onorevole Ragusa, se è presente l'onorevole Ragusa,
non è presente. E allora, questo
emendamento il 54.4 che è arrivato, e che era stato presentato
last minute quando abbiamo approvato
la riforma del Corpo forestale, l'Assessore aveva assunto
l'impegno in Aula di portare alla
Commissione diciamo una seduta dove magari spiegava questi
passaggi sulle modifiche alla legge 8
del 2012
PRESIDENTE. Scusi onorevole Foti, onorevole Turano
FOTI. Io vorrei dire che questa cosa non è avvenuta, ed io la
trovo offensiva anche perché
abbiamo invitato l'assessore più volte. Ora, capisco che lui
avrò i suoi motivi, possibilmente c'è un
contenuto giusto, però non mi sembra il modo di condurre delle
norme infilando roba ultronea,
quando oltretutto noi abbiamo l'affondata preoccupazione, che ci
è stata rappresentata anche in
Commissione, che la vendita dei capannoni a chi oggi attualmente
li occupa pagando i canoni, possa
essere dribblata da altre cose. Ne dovevamo parlare in
Commissione, mi dispiace che l'assessore
Turano magari si sente.., io sarei favorevolissima; però, in III
Commissione non si è visto e lo trovo
molto, molto, sbagliato. Grazie.
PRESIDENTE. E allora, onorevole Foti, onorevole Trizzino,
chiedo scusa, credo che l'onorevole
Turano debba dire qualcosa che taglia la testa al toro.
Onorevole Foti, fa parlare l'assessore Turano?
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, io
voglio illustrare a chiare lettere
perché oggi ho girato un po' tutti i Gruppi parlamentari.
L'onorevole Foti onestamente non l'ho
sentita e me ne dolgo, le chiedo scusa, mi sono confuso
sull'appartenenza.
Io voglio essere chiaro no, no, aspetti, aspetti, voglio
essere chiaro Presidente, poi Presidente
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Se fate parlare l'Assessore credo che abbiamo già
risolto il problema.
TURANO, assessore per le attività produttive poi possiamo
anche ritirarlo e rinviarlo in
Commissione e farlo con un altro disegno di legge. Io voglio
essere chiaro su un punto: questo
emendamento cerca di risolvere il problema, prevalentemente e
poi spiegherò perché uso il termine
prevalentemente, il problema delle ZES. Da quando sono state
riconosciute dal Ministero le ZES sta
nascendo un certo interesse affinché le ZES possono diventare un
veicolo di investimento. E' inutile
dire - mi puoi ascoltare onorevole Trizzino? - è inutile dire, è
inutile dire, e ne ho parlato stamattina
con tutti, è inutile dire che .con tutti i Gruppi
parlamentari ..è inutile dire posso finire?
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Se lo fate finire sta venendo incontro a quello
che dite voi, ne abbiamo parlato
ora.
TURANO, assessore per le attività produttive. E' inutile dire,
è inutile dire che voi tutti sapete
come sono state costruite le ZES, quali sono gli interventi e
gli investimenti in termini di
parametrazione, che la Regione siciliana ha fatto nel corso
degli anni, per realizzare le aree
industriali. All'interno delle
PRESIDENTE. Onorevole Turano, le posso chiedere una cosa? Lo
ritiri perché dobbiamo finire,
lo ritiri, lo mandiamo in Commissione, se in Commissione si
trova il sistema per farlo, lo facciamo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene.
PRESIEDENTE. per farlo lo facciamo, così risolviamo il
problema.
TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 54. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55.
Pubblicazione
1. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della
Regione siciliana».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Ritorniamo, onorevole Savarino, all'articolo 35.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, all'articolo 35
l'onorevole Sunseri ha accolto la nostra richiesta di inviare al
disegno di legge edilizia, così lo
approfondiamo meglio, la sua proposta emendativa.
PRESDIENTE. E poi c'era quello dell'onorevole Campo o no?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Idem quello
dell'onorevole Campo.
PRESIDENTE. Benissimo. Quindi, possiamo votare l'articolo 35.
Pongo in votazione l'articolo 35. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'altro articolo accantonato era il 52, relativamente al
problema sollevato dall'onorevole Di
Mauro.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Allora,
abbiamo sentito gli Uffici,
sull'articolo 52, il primo comma dà la possibilità di concludere
l'iter con la normativa previgente
quando l'iter è in corso ma aggiungiamo un secondo comma in cui
diamo un anno di tempo
all'Assessore per approvare il PTR e così poi col combinato
disposto col secondo comma, che a quel
punto diventa un terzo comma, una volta operativo il PTR
diventa, disciplina, diventa vincolante per
tutti i comuni. Quindi, qua c'è l'emendamento.
(Intervento fuori microfono)
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, certo.
Più 90.
PRESIDENTE. Noi, in questo momento, ci stiamo tutti guardando
per aspettare questo
emendamento della Commissione che risolve il problema Di Mauro-
Cracolici, diciamo. Lo posso
leggere? Va bene? All'articolo 52 è aggiunto il comma 1bis .
Distribuiamolo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Presidente Savarino, credo che questo articolo sulle
norme transitorie debba essere
integrato con l'articolo 53 che parla delle norme di
salvaguardia. Perché noi cosa avremmo?
Avremmo da un lato le norme di salvaguardia che entrano subito
in vigore e, quindi, in buona
sostanza, una tutela del territorio rigorosa, dall'altro c'è la
norma transitoria che noi diciamo un anno
e sessanta giorni.
Quindi, dobbiamo mettere assieme queste cose perché anche le
norme di salvaguardia devono
essere in relazione alla modifica dell'articolo 52, comma 2, il
secondo comma che adesso è diverso.
Chiaro? Dobbiamo mettere in sintonia le tre cose.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, abbiamo predisposto,
come Commissione, una modifica - come le dicevo - all'articolo
52 che già è stato distribuito e poi
serve armonizzarlo con l'articolo 53, con un cappelletto
iniziale, che ho già presentato.
Allora, all'articolo 52, come già abbiamo detto, abbiamo
aggiunto questo comma che dà il termine
di un anno per il PTR da cui poi discendono tutti i vincoli per
il PTR una volta approvato. Abbiamo
dovuto armonizzarlo con l'articolo 53 che fa scattare le misure
di salvaguardia, con un cappelletto
iniziale che dice: fatto salvo i termini previsti dall'articolo
52 e poi tutto il resto, scattano le
misure.
PRESIDENTE. Siccome gli Uffici mi dicono che questo
emendamento non risolve il problema,
sospendiamo 10 minuti, in modo che lo vedete con calma perché
tanto ormai il disegno di legge
l'abbiamo finito; è inutile fare qualche errore alla fine,
sarebbe da stupidi. Quindi, sospendo la
seduta per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 17.35)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cappello è in congedo
per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Norme per il
governo del territorio . (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-
472-536/A)
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, è stato trovato l'accordo
con l'assessore Cordaro, con
questo emendamento all'articolo 52?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì,
signor Presidente. Come le dicevo
abbiamo coordinato, aggiungendo un comma all'articolo 52,
abbiamo dovuto coordinare con
l'articolo 53, che erano le misure di salvaguardia.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione
l'emendamento 52.7. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 52, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 53.15, che è anche questo in
distribuzione, comunque fa parte sempre
di questo accordo, per cui, con il parere favorevole del Governo
e della Commissione, pongo in
votazione l'emendamento 53.15. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 53.16. Con il parere favorevole del
Governo e della Commissione,
pongo in votazione l'emendamento 53.16. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 53, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 55, che è quello della
pubblicazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati tre subemendamenti
aggiuntivi ai sensi dell'art. 117 del
Regolamento interno.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, c'è da aggiungere
liberi consorzi dove c'è.
PRESIDENTE. Quindi sono correzioni formali e l'emendamento
117.1 è già distribuito.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il voto finale di questa legge lo diamo stasera alla fine, e
votiamo insieme con le altre leggi.
Comunico che sono stati presentati tre ordini del giorno n.
372, n. 373 e n. 374, che l'assessore
Cordaro aveva garantito, come raccomandazione, ma come ordini
del giorno. Chiedo all'assessore
Cordaro se gli ordini del giorno sono approvati dal Governo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene.
(Gli ordini del giorno sono accettati dal Governo)
Possiamo andare avanti, con le variazioni di bilancio, fermo
restando che ci sono tutte e tre le
altre leggi da approvare.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Volevo
ringraziare
PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto le facciamo poi,
altrimenti devo dare la parola ora a
tutti. Poi, alla fine, facciamo le dichiarazioni su tutto,
grazie, comunque. Visto che ha ringraziato me,
lo sento come ringraziamento a me, e quindi la ringrazio io.
finanziarie"
Seguito della discussione del disegno di legge n. 811/A
Disposizioni finanziarie .
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 811/A
Disposizioni finanziarie . Invito la
Commissione Bilancio' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al Presidente
Savona, mi dicono gli Uffici che ci
sono degli emendamenti aggiuntivi. Ora li vediamo, però diciamo
che in linea di massima noi
emendamenti aggiuntivi non ne accettiamo, a meno che non si
tratti di qualcosa particolarmente
straordinaria. Ora li valuteremo, però comunico sin da adesso,
senza neanche sapere chi sono i
presentatori, che emendamenti aggiuntivi, tranne che per motivi
assolutamente straordinari, non ne
accetteremo.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Savona per svolgere
la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il disegno di legge n.
811, di iniziativa governativa, ha ad oggetto disposizioni
finanziarie tendenti ad effettuare le
variazioni su alcuni capitoli del bilancio, previsioni per il
triennio 2020-2022.
In particolare, la proposta prevede un incremento pari a 50
milioni di euro del capitolo 613950
relativo al cofinanziamento del POR-Sicilia 2014-2020, con
l'utilizzo di risorse disponibili nel
capitolo 219213 (accantonamento di cui all'articolo 24, comma 1,
della legge di stabilità 2020 e n. 9
del 12 maggio 2020).
Occorre prioritariamente chiarire alcuni aspetti.
Nella legge regionale n. 9 del 2020, Legge di stabilità
regionale 2020/2022 , ai commi 1 e 3
dell'articolo 24 si prevede la creazione di un fondo nel quale
vengono fatti confluire alcuni tagli di
spesa, anche se sarebbe corretto parlare di una manovra di
congelamento di spese, operati con la
citata legge regionale, tagli rivelatisi necessari per
consentire la partecipazione della Regione al
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica nazionale.
Tali tagli sono quantificabili in 362,38
milioni di euro.
Con il comma 4 del medesimo articolo 24 si prevede che
all'atto del perfezionamento
dell'Accordo con lo Stato avente ad oggetto la rimodulazione
della partecipazione regionale al
predetto obiettivo di finanza pubblica.
In data 20 luglio in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra il Governo, le Regioni a
Statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano del
20 luglio 2020 è stato sottoscritto
l'Accordo Quadro, volto ad assicurare un contributo statale per
lo svolgimento delle funzioni
regionali in materia di sanità, assistenza e istruzione e a
fronte delle possibili perdite di entrate causa
Covid-19.
Per quanto concerne la Sicilia l'Accordo suddetto prevede
risorse per 780 milioni di euro, così
suddivise:
- 300 milioni di euro immediatamente disponibili, a valere
sulle risorse di cui all'articolo 111 del
decreto n. 34/2020;
- 480 milioni di euro in attesa di copertura finanziaria da
rendere da parte dello Stato con
successivo provvedimento legislativo.
La Giunta regionale con propria delibera n. 312 del 23 luglio
2020 ha deciso di utilizzare parte
delle risorse già disponibili, 50 milioni quelli di cui dicevo
prima.
Il disegno di legge in esame, quindi, interviene a parziale
modifica dell'articolo 24 comma 4 della
legge di stabilità regionale per il 2020. Questa, cioè, è tutta
la normativa di 480 milioni che
utilizzeremo poi a settembre. 67 milioni restano per quanto
riguarda i fondi comunitari. 50 milioni
sarebberopari a 67,3 milioni, risulterebbero somme eccedenti per
21,3 milioni di euro.
Probabilmente ai fini di un più approfondito parere della
Commissione Bilancio sarebbe utile
acquisire le singole richieste di stanziamento dei vari
dipartimenti regionali. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, intanto se
oggi stiamo parlando di questa norma è perché lo Stato, grazie
all'accordo Stato-Regione, ci sta di
fatto concedendo 780 milioni di euro. Il Governo Conte, per
l'ennesima volta, va in soccorso del
bilancio della nostra Regione. Col decreto rilancio, articolo
111, decreto 34 del 2020, ci vengono
concessi 300 milioni di euro, che sono una parte di 780 che
verranno concessi con il prossimo
provvedimento.
Non possiamo non notare i primi 300 milioni di euro, che
erano quelli che dovevano andare a
rimpinguare la tabella A della legge finanziaria vengono
immediatamente decurtati. Vengono
decurtati perché una porzione di queste somme, pari a 50 milioni
di euro, vengono spostati nel
capitolo del cofinanziamento dei fondi strutturali.
Quello del cofinanziamento dei fondi strutturali, non è un
capitolo che viene utilizzato per
l'emergenza Covid, perché ad oggi, da Regolamento della
Commissione europea, il cofinanziamento
è pari a zero, cioè tutti i fondi strutturali vengono spesi al
100 per cento.
Queste somme, che dovevano essere all'interno del capitolo del
cofinanziamento, riguardano
precedenti interventi del FESR, quindi non riguardano gli
interventi che abbiamo finanziato con
questa finanziaria, che ancora non è partita, ma riguardano
precedenti finanziamenti che sono stati
dati dal FESR. Quindi, già i 360 milioni di euro di
accantonamenti negativi della finanziaria della
Tabella A non vengono rimpinguati con i 300 che abbiamo in
questa fase, gliene sottraiamo ulteriori
50, quindi è evidente che con la percentuale che doveva essere
pari a circa l'80 per cento, si ritrova
ad essere nuovamente decurtata.
Oltre a questo ci dispiace nuovamente vedere altre norme
all'interno del disegno di legge, che
nulla hanno a che vedere con un testo di natura finanziaria,
perché ritroviamo degli emendamenti e
degli articoli che, addirittura, sono stati già bocciati da
quest'Aula appena due, tre settimane fa.
Questo rilievo lo abbiamo fatto in Commissione Bilancio, lo
rifacciamo nuovamente in Aula
perché lo riteniamo corretto, perché altrimenti sarebbe
diventato nuovamente una legge omnibus.
Da questo Governo, invece, ci attendiamo che tutta quella
porzione di legge finanziaria che ancora
non ha applicazione, cioè quella che tre mesi fa questo
Parlamento ha attuato, e che ad oggi non vede
un solo euro all'interno delle tasche delle imprese e dei
cittadini siciliani, venga attuata, perché il
messaggio che si deve lasciare è che quando dicevamo che quelle
somme non sarebbero state
immediatamente spese avevamo ragione, signor Presidente, perché
sono trascorsi tre mesi e le
assicuro che trascorreranno ulteriori tre mesi prima di vedere
il primo euro nella tasca delle imprese
o dei cittadini siciliani.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, mi rivolgo
pure al Capogruppo di Forza Italia.
Oggi, nuovamente, stiamo parlando del più grosso problema che ha
la Regione siciliana, che ha
questo Governo regionale, che è l'Assessorato all'economia, che
è di espressione di Forza Italia, del
Gruppo Forza Italia.
Anche oggi con questo disegno di legge noi stiamo nuovamente
mettendo una pezza ad un errore
fatto dall'Assessorato all'economia, perché questi 50 milioni di
euro dovevano essere previsti prima,
cioè dovevano essere accantonati prima. E dopodiché, signor
Presidente, il problema più grosso è
che a questi 50 milioni di euro non c'è una relazione che li
accompagna, cioè effettivamente servono
50 milioni di euro?
La relazione del Centro Studi dice nì', perché nel capitolo
ci sono già dei soldi, probabilmente ne
servono 46 milioni di euro e, attenzione, questi 50 milioni di
euro - e qua poi la responsabilità sarà
tutta del Governo regionale - così come ha detto pure il mio
collega, noi li stiamo andando a togliere
al trasporto pubblico locale, li stiamo togliendo a tutti quei
precari, molti della città di Palermo, e
vorrò vedere se poi entro fine anno questi soldi verranno
rimpinguati perché, altrimenti, la
responsabilità sarà tutta di questo Governo regionale e
dell'Assessorato all'economia di Forza Italia.
E poi, signor Presidente, all'interno di questo disegno di
legge c'è un articolo, che è un articolo ad
personam, cioè un articolo fatto per un dipendente della
Regione
Colleghi, noi stiamo facendo un articolo, le leggi dovrebbero
essere astratte, generiche, noi stiamo
facendo un articolo specifico per una sola persona, e dico, ora
capisco tutte le dichiarazioni che ci
sono state sulla Stampa, perché questa stessa persona dichiara
di non voler mandare in ferie i
dipendenti regionali. Ho visto che il Presidente della Regione
appoggia questa modalità. La
domanda che faccio Presidente, cosa c'è dietro questo Centro
Direzionale? Colleghi, cosa c'è dietro
questo Centro Direzionale. Questa è una domanda, e il tempo a
questa domanda, il tempo darà una
risposta.
Oggi nell'articolo 3, spero che l'Assemblea potrà, assieme
potremo bocciare questo articolo, c'è
un articolo che è proprio riferimento, è un riferimento, non è
una legge, né astratta, e nemmeno
generica. Dopodiché Forza Italia si prenderà le sue
responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Presidente, solo per rappresentare come credo che
nella vita di questo Parlamento
dovrebbero esserci momenti da tenere distanti dalle sterili
polemiche. Ho sentito i colleghi prima e
vorrei invitare tutti, diciamo, ad un atteggiamento di serenità
e di garbo.
Alla fine sono sei articoli. Il primo, se non sbaglio,
Assessore Armao, fa riferimento alla necessità
di assicurare un congruo stanziamento per il cofinanziamento dei
programmi operativi regionali,
cioè come dire, Assessore, se sbaglio mi corregga, in assenza di
questo cofinanziamento di 50
milioni di euro, noi non avremmo la possibilità di portare a
casa il risultato relativo ai programmi
operativi regionali. Quindi, su che cosa stiamo facendo
polemica? Se non mettiamo il
cofinanziamento non utilizziamo le risorse. E' come dire avete
fatto la finanziaria utilizzando le
risorse extraregionali. Bene Andate al Governo nazionale e
trovate le condizioni per un accordo in
modo da ricevere quelle risorse finanziarie che ieri il
Presidente dell'UDC, l'onorevole Lo Curto, cui
faceva riferimento, altrimenti non potremo, come dite voi del
Movimento Cinque Stelle dare risposte
alle istanze dei cittadini in funzione delle buone proposte,
Presidente dell'Assemblea, Presidente
della Regione, che il Governo ha portato a casa con il supporto
del Parlamento.
All'articolo 2, di fatto, Assessore Armao, anche qui mi
corregga se sbaglio, noi estendiamo agli
enti, agli organismi regionali la possibilità di differire il
termine per l'adozione del rendiconto
regionale. Mi sembra che quello che sta venendo di fatto alla
luce delle recenti disposizioni, a livello
nazionale. Quindi anche qui mi sembra che non ci siamo inventati
nulla.
Io capisco sulle riforme, no, io ho questa idea, questa linea
di indirizzo, ma su quello che viaggia
sulle procedure standard di adeguamento alle normative
nazionali, oggettivamente anche qui
colleghi non comprendo l'oggetto del contendere. E così fino
all'articolo 6, dove di fatto abbiamo
assistito alla mancata estensione alle Regioni a Statuto
speciale, quindi compresa la Nostra, la
disposizione nazionale sulla sospensione del pagamento delle
quote capitali dei mutui in scadenza
all'anno 2020, e quindi anche questo credo che sia un principio
ineccepibile.
Una parola consentitemela di spenderla sull'articolo 4.
Finalmente nella totale assenza, ahimè mi
dispiace fare campanilismi, dell'Amministrazione comunale di
Palermo, che ha assistito nel giorno
di Santa Rosalia ad una cosa che purtroppo ha intristito tanti,
ed ha fatto sorridere i nostri
connazionali in Trentino e in Veneto, che dicono siamo abituati
a ben altri eventi calamitosi, a ben
altre alluvioni, ma siccome qui le reti fognarie ci sono,
siccome le caditoie funzionano, le nostre città
non si allagano per due ore di pioggia.
Attraverso questo articolo abbiamo stanziato su iniziativa del
Governo, un milione di euro,
900.000,00 euro per la città di Palermo per andare incontro alle
inadempienze dell'amministrazione
comunale di Palermo, garantendo la possibilità di recuperare sui
danni subiti dai cittadini, che hanno
visto travolte vetture, che hanno visto travolti scantinati,
attività. Certo, Presidente dell'Assemblea,
Presidente della Regione, auspico che questo immediato
intervento del Governo trovi sensibilità
nell'amministrazione comunale, che non perda tempo e si metta
immediatamente nelle condizioni di
potere spendere queste risorse.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ad intervenire gli onorevoli
Calderone, Aricò e Cracolici. Se non ci
sono altri interventi, va bene. L'onorevole Lupo e l'onorevole
Amata, non ci sono altri. E Schillaci.
Se non ci sono altri le iscrizioni sono chiuse.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
intanto voglio fare un plauso ai
colleghi del Centrosinistra che hanno proposto un disegno di
legge, che avevano proposto ma ora ce
lo ritroviamo qui, i 900.000,00 euro per l'alluvione di Palermo
del 15 luglio scorso. Io ho apposto la
mia firma perché ritengo che sia un dovere da parte della
Regione che intervenga in aiuto quando ci
sono personaggi che, insomma, per tanti motivi cittadini che
perdono, haimé, anche quel piccolo
autoveicolo che gli permetteva di andare anche a lavorare. Io
spero che questi 900.000,00 euro
saranno spesi bene e per le famiglie veramente bisognose, su
questo Presidente io sono contento che
il Governo ha accettato questo capitolo di spesa per dare,
appunto, per sollevare questa gente che ha
avuto e che avrà bisogno. Però attenzioniamo il sindaco di
Palermo e, quindi, il Comune di Palermo
per cercare di darle veramente alle persone che hanno veramente
bisogno.
Riguardo, invece, all'articolo 3, fermo restando che io sono
per dare anche, perché la legge dà la
possibilità ai dirigenti generali ma a chiunque, lavoratore, che
può presentare domanda per rimanere
in servizio per qualche altro anno, io sono per i giovani che,
invece, si sono laureati e sono in attesa
di trovare ristoro nella pubblica amministrazione. Essendo un
dipendente regionale in questo
momento in aspettativa, veramente c'è tanto bisogno che
l'Amministrazione regionale faccia
veramente un bando di concorso che possa permettere a tanti
giovani, anziché prelevarli e portarseli
con se tutta l'Italia settentrionale, perché il problema qual è?
Che noi sforniamo dalle nostre
università tanti giovani, 110, 110 e lode, e quindi se li
accaparrano come se nulla fosse, non solo il
settentrione d'Italia ma anche i paesi della Comunità europea.
Io sono, invece, per cercare di
individuare, di fare, di trovare con il Governo nazionale una
possibilità che questa Amministrazione,
finalmente, possa trovare e possa incamerare gente valida e
inserirla nel contesto. Tanta gente sta
andando in pensione. Tanta gente è andata già in pensione.
Quindi il problema che si pone oggi con
l'articolo 3, io non sono in Commissione Bilancio, quindi ho
appena letto questo articolo e sto
intervenendo in questo senso, anche perché conosco i meandri
della pubblica amministrazione. Non
possiamo, andare oltre i 67, la legge non lo ammette, non lo
prevede. Quindi noi non possiamo fare
una legge, a mio avviso, per i dirigenti generali e non per i
funzionari, perché io ho avuto tante
richieste di persone per attenzionare che il Governo regionale
possa inserire nel contesto. Dei
funzionari che possono avere anche la possibilità di rimanere
qualche altro anno quando lo
richiedono. Quindi, dobbiamo attenzionare questo punto che
riguarda la pubblica amministrazione
con il suo personale. Io do un consiglio, se mi posso
permettere, al mio Presidente della Regione,
che l'ho voluto fortemente che sedesse in quella sedia perché è
all'altezza.
Che è successo? Un minuto. Capisco che, però del mio gruppo
sto parlando io solo quindi capisco
che la buona volontà del Presidente sicuramente non manca perché
lui ha bisogno che nell'arco di 5
anni porti avanti il progetto insieme a noi, al centro destra,
l'obiettivo che ci siamo preposti di
raggiungere e sicuramente lo raggiungeremo. Però dobbiamo
risolvere questo problema dei
dipendenti regionali, glielo dico Presidente da dipendente
regionale perché sicuramente qualcosa
detta in modo, qualcuno vorrebbe fare un po' la cosa per dire
hai visto, non funziona '.
Quindi questo non voglio che si ripeta l'annoso danno che ha
comportato il vecchio Governo e
quindi parliamo della passata legislatura, quando anche loro
dicevano che il personale della Regione
non era molto , il personale della Regione bisogna coccolarlo.
Il personale della Regione non può
vivere per certi aspetti con determinate cose e regole che fin
qua non hanno funzionato.
Quindi un consiglio personale, attenzioniamo il personale
della Regione che ritornerà a fare e a
svolgere il lavoro come ha sempre fatto e lei sarà contento più
di prima. Ma anche loro perché
secondo me c'è un frainteso' con il personale. Quindi
l'articolo 3 io non lo condivido perché fino a
67 anni la legge lo ammette da 67 anni in poi perché qua parla
che fino al settantesimo anno di età,
quindi non mi riferisco, non so a cosa si rivolge questo
articolo 3.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.
CALDERONE. Signor Presidente, sui primi due articoli da un
punto di vista tecnico, penso, ci sia
poco da dire. La destinazione prioritaria di questi 50 milioni
al cofinanziamento avrà certamente un
effetto moltiplicatore e quindi io non capisco di che cosa possa
essere accusato l'assessore Armao in
particolare Forza Italia, l'articolo 2, la rubrica Differimento
di termini amministrativi e contabili',
prevede soltanto un differimento per ragioni Covid. Quindi anche
in questo caso, onorevole Di
Paola, visto che mi ha chiamato in causa, credo che ci sia poco
da dire e da affermare.
Sull'articolo 3, Signor Presidente della Regione io mi avvalgo
della facoltà di non rispondere.
Sull'articolo 4 ricorderete colleghi, quando nel mio
intervento, nella prestigiosa visita del
Presidente Mattarella ebbi ad affermare che a distanza di tanti
anni, di tanti lustri, ancora il deputato
regionale soffre di una patologia che è quella del
provincialismo, come la chiamava Piersanti
Matterella, signor Presidente.
Signori colleghi palermitani, io credo di avere dimostrato in
quest'Aula in questo scorcio di
legislatura di essere una persona coerente, attenta e
rispettosa.
Sì, il sottopasso di Palermo e qualche imprenditore e qualche
cittadino palermitano ha avuto dei
danni. Certamente, chapeau, ci mancherebbe altro. Ma li ha avuti
ieri.
Noi, signor Presidente, piangiamo ancora i morti di Saponara
del 2011 che non hanno avuto
neanche un euro.
Noi, signor Presidente, piangiamo i morti di Messina del 2009
che ancora non sono stati risarciti.
Noi, signor Presidente, abbiamo nelle nostre zone, nel
messinese, persone che ancora stanno in
albergo. Abbiamo uomini e donne che non hanno più una casa, che
non hanno più il proprio
esercizio commerciale e da tanti mesi, ahimè da tanti anni
aspettano di essere risarciti.
E allora noi tutti, tutti e 70, domattina approvando questa
legge dobbiamo dire a tutti i nostri
cittadini che ci sono cittadini di serie A che ieri hanno avuto
un alluvione senza un ferito che
avranno i soldini e noi provincia babba , provincia di Messina,
ma sarà babba Enna, Trapani,
Catania e tutte le altre dobbiamo aspettare. Devono aspettare i
nostri commercianti, devono aspettare
i nostri imprenditori, devono aspettare i nostri morti, devono
aspettare le famiglie dei nostri morti
perché abbiamo deciso che il sottopasso di Palermo è stato
danneggiato e dobbiamo intervenire
subito, perché dobbiamo risarcire Palermo.
Io intervengo sempre e impronto il mio intervento lontano
dalla polemica perché odio la impotente
polemica, però credo che oggi approvando questo articolo 4, io
ho presentato un subemendamento
dicendo che vengano presi in considerazione anche gli altri
alluvionati, come quelli di Palermo,
niente di più e niente di meno.
Credo che sia giusto, corretto.
Non voglio dire, e potrei dirlo, che ci sono priorità. Le
priorità io non le voglio verificare, valutare
in altra maniera se non quella della cronologia. Se ci sono
alluvioni ancora più lontane del 2009
come quella di Messina, credo Vittoria, o di Trapani o di
Agrigento, andiamo ad individuarle perché
la cronologia, il tempo che scandisce la nostra vita non può
ingannare nessuno, signor Presidente.
E allora io questo intervento lo dovevo ai cittadini della
Sicilia, anche a quelli di Palermo, che
sono sicuro, tutti, ma proprio tutti, saranno d'accordo con il
sottoscritto perché siamo tutti fratelli di
questa disgraziata e martoriata terra. E se un palermitano ha
subito un danno ieri sono certo che darà
la precedenza che a un messinese piuttosto che a un ennese che
l'ha subita sei o sette anni fa.
Ho concluso, signor Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, onorevoli colleghi
questa variazione di bilancio ritengo che sia la migliore
risposta che in questo momento il Governo
potesse dare.
È la migliore risposta perché non si è commesso assolutamente
un errore. Forse errore è quello di
avere speso e di avere impegnato tutti i fondi comunitari che il
target europeo ci imponeva, perché
come sa quest'Aula questi 50 milioni sono il cofinanziamento che
equivale ad appena il 6% degli
oltre 800 milioni di euro che questo Governo reginale ha
impegnato sui fondi comunitari.
E probabilmente è vero che negli anni passati tutto questo non
si è dovuto fare.
Chiediamoci anche il motivo. Probabilmente perché non si sono
impegnati i fondi comunitari e
non si sono dovute fare variazioni di bilancio ulteriori, e
allora sappiamo che l'articolo 1 comporterà
questo, lo sblocco di una spesa di oltre 800 milioni di euro.
Per quanto riguarda l'articolo 3, ho sentito l'onorevole Di
Paola fare un'accusa molto specifica, e
veda onorevole Presidente, non si può fare un'accusa specifica
di una tale gravità in quest'Aula, e
poi non approfondire l'argomento. Cosa voleva dire l'onorevole
Di Paola su cosa c'è dietro il centro
direzionale, cosa vuole dire, lei ha fatto una denuncia precisa,
deve assumersi la responsabilità e
basta, qua sta diventando un teatro Presidente, a me dispiace,
non è la prima volta che purtroppo mi
trovo a polemizzare con l'onorevole Di Paola, ma è stato fatto
un attacco preciso, allusioni precise,
che ci dica che cosa vuole dire il suo Partito il suo Movimento,
ci dica se deve fare una denuncia o
meno a quest'Aula, anche a porte chiuse, anche a porte chiuse,
così evitiamo di farvi riprendere dalle
televisioni per dire sciocchezze.
Dopodiché, mi convince anche l'onorevole Calderone, io sono
Palermitano, eletto nel mio
collegio, e ritengo che quello che ha subito il comune di
Palermo con questa bomba d'acqua sia un
problema grave, ma un problema grave perché, non perché non ci
sono scappati i morti, perché
potevano scappare è giusto, addirittura per circa due ore in
quel pomeriggio durante il festino la
stampa diceva che c'erano state due vittime, però è anche vero
che al di là che il comune di Palermo
poteva correre ai ripari, ci siamo accorti che il radar della
protezione civile nazionale era rotto ed in
manutenzione, e quindi io vorrei, con la scusa della trattazione
dell'articolo 4, porre all'attenzione di
quest'Aula, del Governo e di chi ci ascolta da casa, che spesso
e volentieri anche negli accorgimenti,
come possono essere quelli metereologici, in questo caso il
radar che avrebbe dovuto proteggere la
Sicilia, non è servito ad annunciare una bomba d'acqua che
avrebbe, il suo annuncio avrebbe potuto
diciamo evitare il cataclisma, e questo poteva succedere a
Messina, a Catania o in altre città
dell'Isola.
Quindi, noi siamo per lavorare, e grande rispetto per
quest'Aula che il 6 agosto continua a lavorare
ininterrottamente da qualche giorno per portare avanti norme
importanti per questa Sicilia, a
cominciare dalla variazione di bilancio, che servirà per
sbloccare ben oltre 800 milioni di euro di
spesa comunitaria.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io diciamo
su questa variazione che la
considero tecnica nella misura in cui siamo, da un lato chiamati
a dare applicazione a quanto già
previsto dalla legge di stabilità, dove abbiamo fatto un
accantonamento in attesa di risorse che
avremmo dovuto - come dire - negoziare con lo Stato. E, per
essere chiari, anche qui la voglio dire
io, non dico grazie a Roma, perché queste somme sono dovute,
cioè quindi evitiamo di fare questo
atteggiamento, l'ho detto qualche giorno fa a proposito del
fatto che c'è un grande rischio in questa
discussione, che giochiamo tutti a ping pong, cioè Palermo per
nascondere le proprie inefficienze se
la prende con Roma. Roma, che non ci pare vero, considera -
diciamo - la vicenda siciliana un affare
dei siciliani, risultato, il danno è per i siciliani, siccome io
sono siciliano prima di essere italiano, ma
sono siciliano e italiano, devo dire con grande onestà, noi
questo atteggiamento da cappello in mano
dobbiamo, come dire, evitare di averlo. Non c'è una regalia,
anzi io penso che dovrà venire il giorno
in cui la Sicilia, sulla base delle norme vigenza e della spesa
pro-capite che in atto viene finanziata
dallo Stato per tutti i cittadini delle Regioni, scopriremo che,
diciamo, in nome dell'autonomia
tributaria, la Regione ci ha perso qualcosa e questo lo diciamo
da anni.
Poi, in alcuni momenti di emergenza abbiamo dovuto fare
accordi per consentire di chiudere il
Bilancio quando non eravamo più neanche nelle condizioni di
approvare un Bilancio e, come tutte le
situazioni di emergenza, quando sei in emergenza primum vivere e
poi discutere. Quindi io penso
che la vicenda dei fondi dello Stato, l'ho detto all'Assessore
l'altro giorno, l'ho ribadito in fase di
discussione, noi in atto abbiamo 300 milioni e i 400 che
arriveranno col decreto agosto saranno 400
e rotti milioni che dovremo utilizzare esclusivamente per le
minori entrate che si, ci saranno
sicuramente per quanto riguarda l'esercizio 2020 e non sappiamo
quanto questo inciderà sul
Bilancio.
Dico questo quindi per evitare, diciamo, inutili
contrapposizioni tutte finte perché non parlando
poi del merito la buttiamo come dire in caciara. E però pongo un
problema Assessore. Ora io mi
sono sentito informalmente con l'Assessore al Bilancio, ho letto
successivamente la nota degli Uffici
del bilancio della Regione, dell'Assemblea, che fanno un rilievo
sulle modalità di utilizzo e
soprattutto sulle esigenze di utilizzo di questi 50 milioni. Ma
c'è una cosa a monte: il Regolamento
1000, eccetera eccetera, io qua insomma quello del 2013, che
regola il finanziamento e le modalità
di cofinanziamento dei fondi strutturali ha stabilito che dal
primo luglio al 30 giugno 2021 non gli
stati membri possono derogare al cofinanziamento, non il
cofinanziamento dello Stato, il
cofinanziamento dello Stato membro quindi compreso la Regione,
no perché avevo sentito pure una
voce che dice che lo Stato non cofinanzia mentre cofinanzia la
Regione.
Allora intanto stabiliamo il fatto che per quanto riguarda, e
lo dico anche ai colleghi a proposito
collega Aricò ha detto una cosa diciamo imprecisa, i fondi
strutturali funzionano per target, ogni
anno abbiamo un target di spesa stabilito dal programma, quel
programma può essere attivato se
anno per anno la Regione per la sua quota cofinanzia il
programma. Poi l'impegno è un fatto
successivo.
Quindi, non è che possiamo sottrarci dal cofinanziamento del
programma comunitario anno per
anno. Quindi sta storia che prima non si faceva e ora si fa non
esiste diciamo contabilmente. Qui
stiamo cofinanziando con 50 milioni, tra l'altro gli uffici
dell'Assemblea fanno notare che sulla base
dei dati in possesso degli Uffici e allo stato degli atti, il
fabbisogno necessario dovrebbe essere di 61
milioni a fronte di una previsione, forse sbaglio i numeri,
dunque l'attuale disponibilità è di 17 e 3,
50 li metteremmo con questa norma, arriveremmo a 67 e 3 a fronte
di un fabbisogno di 46 milioni.
Quindi siamo già allo stato, come se non avessimo la norma del
Regolamento modificato in Europa,
ad una previsione maggiorata di 21 milioni e non capiamo perché.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici
CRACOLICI. No, chiaritelo in Aula. Io siccome sono un
parlamentare, diciamo che fa qui il
parlamentare, e non faccio parte della Commissione, mi si
chiarisca in Aula qual è la ragione per cui
c'è una previsione maggiorata rispetto a quello che gli Uffici
dell'Assemblea dichiarano nella
propria relazione.
Aggiungo, ma se non c'è' il cofinanziamento, mi spiegate
perché lo stiamo mettendo? L'Assessore
mi ha detto: no perché in atto lo mettiamo e poi ce lo
restituiscono. Scusate qui non parla di nessuna
restituzione. Il Regolamento comunitario dice non si fa il
cofinanziamento'. Non c'è
un'anticipazione della Regione che poi verrà restituita.
Quindi non vorrei che facciamo noi l'ufficio delle
complicazioni delle cose semplici. Quindi vi
prego di far attenzione, perché è un sacrilegio dover prevedere
50 milioni in un capitolo che tra
l'altro non sarà necessaria la copertura. Tra l'altro,
all'articolo 1 si parla, in una espressione
impropria per un capitolo di bilancio, in cui si dice che questi
cinquanta milioni di euro verranno
destinati prioritariamente all'incremento del Fondo per il
cofinanziamento. Che vuol dire
prioritariamente? O, o. Non è che c'è una priorità, non c'è una
facoltà dei cinquanta milioni che
l'Amministrazione ha di destinarne una parte e un'altra parte
non prioritariamente. Anche le parole
sono pietre quando si scrive una legge.
Concludo. Io non la faccio lunga, Palermo, le colpe,
discussioni che mi appassionano poco sul
piano del dibattito politico. Pongo una questione sull'articolo
3. E lo voglio dire fuori dai denti. Io
sono stato tra i colleghi che è intervenuto a proposito della
norma, che viene ripresentata a distanza
di meno di un mese, che è stata bocciata da questo Parlamento,
cioè la possibilità di prorogare lo
stato in servizio di persone oltre i 67 anni. Per la verità,
solo dei dirigenti generali.
Quindi, onorevole Lentini lei non si agiti perché lei fa
parte, comunque, dell'80 per cento. E,
quindi, lei non ha diritto alcuno a niente. Ma anche il 20 per
cento non è premiato con questa norma.
Ora, al di là della battuta, io ribadisco ma una Regione che
ha concordato con lo Stato meno di
due anni e mezzo fa, tre anni fa, il prepensionamento ed essendo
stato autorizzato, abbiamo poi
avuto bocciata la norma su quota cento, mi ricordo, perché
avevamo il cofinanziamento autorizzato
dallo Stato, ma con quale faccia si presenta con una legge che
dice a fronte di circa duemila persone
che abbiamo mandato via prima, ne teniamo una in servizio per
altri tre anni'?
Io credo che questo faccia perdere la faccia a questa Regione.
Ecco perché, al di là che qualcuno la
interpreta come un fatto personale, voglio essere chiaro, io non
ho nulla, non ho mai fatto battaglia
contro le persone che è una cosa che non mi appartiene, ma io
considero sbagliato che la Regione
possa insistere, il Governo possa insistere, su un terreno che
fa perdere la faccia alla Regione
Siciliana. Ecco perché, per quanto mi riguarda, mi esprimo conto
questo articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha
facoltà.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Qui nell'elenco c'è l'onorevole Lupo, però se
vuole parlare prima l'onorevole
Amata, ne ha facoltà.
AMATA. Così ci alterniamo Signor Presidente, onorevoli
colleghi, signori assessori, pensavo di
non intervenire in quanto, obiettivamente, il disegno di legge
mi sembra abbastanza tecnico e
l'articolo 1 riguarda un cofinanziamento necessario per poter
utilizzare delle risorse e lo stesso per
quanto riguarda l'articolo 2.
Però, obiettivamente, quando sento dire in quest'Aula che il
Governo nazionale - non per tornare
al discorso che fa il collega Cracolici, e stranamente in questo
caso la pensiamo esattamente alla
stessa maniera - ma quando sento che il Governo nazionale ci ha
concesso 780 milioni, a me si
accappona la pelle. Perché il Governo nazionale non ha mai
concesso nulla alla Sicilia, ma non
questo Governo nazionale, nessun Governo nazionale ha mai
concesso nulla alla Sicilia.
Tutto quello che ottiene questo Governo, tutto quello che
ottiene la mia terra, la nostra terra, lo
ottiene solo quando si fa un'azione forte e decisa. E,
obiettivamente, un ringraziamento va a questo
Governo per aver ben condotto le trattative finora col Governo
nazionale perché, appunto, subito
dopo la liberazione dei 300 milioni, nella successiva Conferenza
Stato-Regione, abbiamo ottenuto
altri 480 milioni per entrate minori derivanti dalla pandemia e
che praticamente ci consentono una
minore compartecipazione alla finanza dello Stato.
E, aggiungerei, cari colleghi che mi sembra anche poco,
pochissimo, rispetto alle risorse che non
vengono e che dovrebbero essere date alla Sicilia. Vogliamo
pensare alle infrastrutture? Il 78 per
cento delle risorse vengono spese al nord, al centro nord,
solamente il 22 al meridione e pochissime
di queste risorse alla Sicilia.
Quindi da parte mia, veramente i complimenti per
quest'azione del Governo, e su questo punto
abbiamo di recente, alla presenza dell'assessore Armao, che
obiettivamente, non fa mai mancare la
sua presenza, e per questo lo ringrazio, in Commissione Statuto,
due risoluzioni proprio su queste
tematiche che vanno a rafforzare l'azione del Governo e a far
vedere che c'è presente tutto l'intero
Parlamento.
Per quanto riguarda l'articolo 4, non posso che trovarmi
d'accordo e concorde con quanto
dichiarato dal collega Calderone, non penso esistano cittadini
di serie B e cittadini di serie A, né
province di serie A e province di serie B.
Ritengo che le alluvioni del 2009 e del 2011, abbiano
veramente toccato il cuore di tutti i
siciliani, chiunque ha potuto vedere certe immagini, ha potuto
sapere quanti morti hanno determinato
quelle due alluvioni.
Quindi, mi sembra corretto che un pensiero, e non solo un
pensiero, ma fatti concreti, possano
chiamare in causa anche cittadini di altre province che, appunto
sono stati colpiti da tragedie
veramente importanti. Quindi firmerò anch'io, collega Calderone,
il subemendamento da lei
presentato. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente, altri colleghi del Pd sono
intervenuti prima di me per richiamare alcune parole, che penso
tutti condividiamo, espresse dal
Presidente Mattarella.
Principio di leale collaborazione, il Presidente ha
pronunciato queste parole, proprio a proposito
dei rapporti tra Stato e Regioni.
Penso che queste poche parole, ma molto profonde e che
esprimono grande saggezza, devono
guidare il comportamento, le azioni, le iniziative di questo
Governo regionale, grazie a questo
principio di leale collaborazione, il 20 di luglio è stato
raggiunto un accordo fra lo Sato e la Regione
siciliana.
Io non dico che il Governo nazionale ha concesso, il Governo
nazionale ha riconosciuto alla
Sicilia quello che alla Sicilia spettava, perché noi non
chiediamo elemosina da parte di nessuno, non
vogliamo da parte di nessuno più di quello che ci spetta, ma
siamo convinti che la Sicilia merita la
massima attenzione nel momento in cui sta attraversando una
gravissima crisi economica che è sotto
gli occhi di tutti, e sulla quale ovviamente non mi dilungo.
Credo, mi rivolgo in particolare al Presidente della
Regione, che ha espresso a mio modo di
vedere, nei giorni passati, alcune parole che valuto sopra le
righe, forse almeno nei titoli della
stampa, quando è stato riportato che il Presidente avrebbe
detto: L'Europa e il Governo Conte
hanno tradito la Sicilia . A proposito credo l'abbia detto
dell'emergenza migranti.
Io credo che questo principio di leale collaborazione per
noi debba essere una bussola che deve
guidare i nostri comportamenti. Quando dico noi, mi riferisco al
Parlamento della Regione, e spero
che ciò possa valere anche per il Governo della Regione e, per
quanto ci riguarda, chiederemo che
ciò valga anche per il Governo nazionale.
Dico questo, perché credo che questo comportamento, di leale
collaborazione reciproca,
sottolineo reciproca, deve adesso, ispirare una fase di
negoziato, difficile ma urgente tra la Regione
siciliana e lo Stato, in particolare con riferimento a due
argomenti che sono la riprogrammazione dei
Fondi Poc, ne abbiamo parlato ieri, e non mi dilungo sul tema
ulteriormente, e aggiungo un secondo
tema che è la fiscalità di vantaggio.
Approfitto della presenza in Aula del Presidente Musumeci,
per ricordare anche a tutti noi, che
qualche settimana fa, signor Presidente, quest'Aula ha approvato
all'unanimità una mozione
parlamentare da noi proposta, ma unanimamente condivisa sulla
fiscalità di vantaggio che abbiamo
anche denominato fiscalità di sviluppo - c'è chi la definisce
fiscalità compensativa - sapendo che
oggi, con le nuove regole europee, quello che per molti anni è
stato un sogno irrealizzabile diventa
realizzabile.
E siccome il tema entra nelle agende politiche di tutte le
Regioni meridionali e di tutti i politici,
così come nell'agenda politica del Governo Conte e può trovare
il giusto riscontro a livello europeo,
io penso, signor Presidente, che noi su questo dobbiamo unire le
forze per una battaglia politica vera,
decisa per ottenere per questa Regione quella svolta che è
necessaria per recuperare il gap
infrastrutturale, ed ogni altro tipo di sviluppo tra la Regione
siciliana, il Mezzogiorno ed il resto del
Paese. E' una grande opportunità, non lasciamocela sfuggire.
Dedico gli ultimi secondi alla vicenda Palermo. Io sono in
quest'Aula, come molti colleghi qui
presenti da qualche anno, e tutte le volte in cui c'è stato un
evento calamitoso non è mancata
l'attenzione del Parlamento rispetto ai vari eventi calamitosi
che hanno colpito le popolazioni, a
prescindere delle località.
Tragicamente è successo a Giampilieri, è stato l'evento più
grave, si è fatta una legge, siamo
intervenuti prontamente e con lo stesso spirito io ho proposto
un disegno di legge che riguardava la
popolazione colpita in occasione del nubifragio del 15 luglio
che si è verificato a Palermo ma che,
attenzione, ha colpito cittadini che provengono da tutta la
Sicilia, perché se rientrando da Punta Raisi
nel viadotto si è fermata la macchina di un vostro concittadino
delle vostre città che non è di
Palermo, non è che è escluso dall'intervento? Io credo che
intervenire, in questo caso, a sostegno
della popolazione colpita in occasione di quel nubifragio è
necessario ed è anche urgente.
Con questo spirito ho accettato la proposta della Commissione
di prevedere un primo ristoro già
nelle variazioni di bilancio, ancor prima che fosse esaminato il
disegno di legge che pure è stato
presentato e che è in I Commissione ed è stato approvato
all'unanimità e che aspetta il parere
definitivo della Commissione Bilancio.
Mi sorprende, sinceramente, leggere un emendamento della
Commissione che propone di
assegnare i fondi non direttamente al comune ma attraverso la
Protezione civile regionale. Non ne
capisco il significato, perché la norma, così come oggi ci viene
proposta nel disegno di legge
all'attenzione dell'Aula, l'ha scritta la Commissione
Bilancio , non l'ho scritta io, e quindi oggi a
tutti i costi si voglia fare passare l'idea che i soldi al
comune li dà la Regione attraverso la Protezione
civile, francamente è una lungaggine burocratica che non serve,
perché è chiaro che il Parlamento
regionale col parere positivo del Governo che destina questo
primo intervento risarcitorio ai cittadini
colpiti in occasione dell'alluvione, allungare attraverso la
Protezione civile io penso che non abbia
senso.
Concludo, io sono pronto da domani ad affrontare un disegno di
legge che possa farsi carico di
istituire un fondo generale per tutti gli eventi calamitosi che
possono interessare il territorio
regionale, ma voglio ricordare a tutti noi che la legge già
esiste, che in questo momento quel capitolo
che riguarda la Protezione civile è incapiente, da qui nasce
l'esigenza, se vogliamo dare una prima
risposta a chi purtroppo ha sofferto l'alluvione prima di
ferragosto, di provvedere già in sede di
variazione di bilancio con un primo intervento che è già di 900
mila euro è assolutamente minimale,
perché il sindaco di Palermo ha riferito in III Commissione che
i danni ammontano a ben oltre 3
milioni di euro. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
io desideravo intervenire
sull'articolo 3 per esprimere proprio un forte dissenso e
contrarietà, perché si tratta di una norma che
è contraria alla normativa vigente, in particolare al DPR 1092
del 1973, che fissa l'età anagrafica a
65 anni, ma anche per l'istituto del trattenimento in servizio
dei dipendenti pubblici, che è stato
abrogato successivamente dal decreto legge n. 90 del 2014,
lasciando solamente un caso in cui il
dipendente pubblico può rimanere in servizio fino ai 70 anni di
età, nel caso in cui non abbia
raggiunto i requisiti di anzianità.
Io volevo anche evidenziare all'Aula che questo comma 1 parla
di una proroga di tre anni, quando
l'istituto della proroga parla esclusivamente di due anni,
quindi sia nel merito che nella sostanza
esprimo contrarietà e dissenso a questo articolo.
Per quanto riguarda, invece, l'articolo 4 che ha riguardato la
triste vicenda dell'alluvione, della
bomba d'acqua di Palermo che è stato veramente un evento
eccezionale per la quantità d'acqua che
ha messo a dura prova un tessuto fragile come la nostra città di
Palermo che già è stato devastato da
una cementificazione selvaggia a partire dagli anni '70 ma anche
da una serie di omissioni di
manutenzioni adeguate, le cui responsabilità saranno decise da
altri Palazzi e non da noi.
Quello che veramente a me tiene è che questo Parlamento debba
- non solo nei confronti di
Palermo ma nei confronti di tutti quei tessuti, di tutti quei
comuni che hanno questa fragilità
idrogeologica - pensare al futuro, perché gli eventi climatici
non faranno sconti nel prossimo futuro.
Quindi io tengo a rappresentare che questo Parlamento, che
questa Assemblea regionale debba
intervenire con interventi di più largo respiro e, qualora
questa norma dovesse rimanere all'interno di
questo decreto di variazione, perché io sono d'accordo che si
debba ragionare in termini regionali
noi siamo deputati regionali, aldilà di essere deputati di
singoli comuni, noi dobbiamo eventualmente
fissare già da ora dei criteri anche per la distribuzione, il
ristoro di queste somme.
Ecco perché insisto eventualmente su alcuni emendamenti che ho
presentato che fissano il
carattere della proporzionalità nei confronti dei danneggiati in
base al danno subito.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha
facoltà.
FOTI. Signor Presidente, è vero, spesso si fanno degli
attacchi con delle allusioni e anch'io
gradirei accompagnare i colleghi deputati magari alla Procura a
fare delle denunce se ci sono i
presupposti, ma dire certe cose da questo scranno è
profondamente ingiusto, prima di tutto per noi
stessi, per la dignità e per il ruolo che abbiamo assunto e
soprattutto nei riguardi dei cittadini che ci
guardano e si preoccupano.
Se ci sono delle cose da portare in Procura discutiamole e,
benissimo, le possiamo sottoscrivere
tutti e settanta; se ci sono problemi per pagare l'avvocato ci
metto anche una quota.
Per quanto riguarda questo disegno di legge cosa devo dire? Si
faccia, si sblocchi, si provi a
mettere una pezza in questa Regione che purtroppo ereditando
anni e anni di cose approssimative poi
bisogna andare a mettere delle pezze per tenere insieme e
provare ad andare avanti.
Certa, e con l'auspicio che a breve si proceda, dopo avere
approvato le piante organiche e i
fabbisogni, alla stagione dei concorsi, ricordando ai colleghi
deputati e a questa Giunta che sa
perfettamente, immagino, perché sono dati abbastanza noti, che
nell'arco dei prossimi cinque anni la
metà di quei mille e rotti dirigenti andranno in pensione e che
sarà un vuoto, un vuoto totale nei
nostri uffici, sia centrali che periferici, e quindi se c'è la
necessità di adottare degli strumenti a tipici
ma che ovviamente devono essere costituzionali procediamo,
procediamo e non fermiamoci.
Poi vorrei, signor Presidente, offrire a lei e all'Aula la
possibilità di un emendamento a proposito
dell'articolo 4, perché troppo spesso in questa Aula io ho visto
degli interventi normativi dove c'è
una bella dotazione economica in favore di una città ma non per
le altre.
L'ultima volta ero qui a protestare per il contributo
straordinario che da prestito è diventato regalo
per sistemare l'indecorosa situazione della discarica di
Bellolampo mentre prima tutti, tutti, avevamo
presentato emendamenti per una anticipazione sul fondo dei
comuni per la città di Palermo, con un
bel colpo di volemose bene' si è approvato il grande regalo per
il Sindaco, sempre eternamente
pronto a giustificare.
Io mi chiedo se lui avesse visto le previsioni meteo che
avevano visto tutti i cittadini, magari
avrebbe piovuto di meno? No. Magari le caditorie sarebbero
pulite? No. Non è avvenuto nulla di
tutto questo, e anche oggi abbiamo una bella allerta gialla su
ben due provincie. Io mi auguro che la
tempesta si sposti sul mare e non succeda quello che è successo
due anni fa nell'agrigentino dove
Sciacca è stata devastata o Licata è stata devastata o quello
che è successo un paio di anni fa a
Lentini, una città delle periferie invase, anche lì, purtroppo,
danni milionari oppure ancora nel
messinese.
Ma purtroppo, signor Presidente, se questa Aula non prende
delle scelte, cioè quella di istituire un
fondo unico, generale, per tutte queste brutte disgrazie che
succedono, queste calamità, noi andremo
a fare delle piccole marchette', mi conceda il termine, che non
risolvono il problema e
giustifichiamo chi come l'onorevole Calderone tante volte, anche
altri colleghi del messinese, hanno
ricordato l'alluvione di Patti, l'alluvione di Barcellona.
Purtroppo succede e poi cercano con altri
subemendamenti di prendere 200 mila euro e spostarle su un'altra
alluvione. Ma poi non basteranno
perché ci sarà quella di Catania, quella di Trapani, quella di
ovunque di alluvione.
E quindi, signor Presidente, io alla fine dell'intervento
depositerò un emendamento modificativo
che prevede, per affrontare le spese su questi eventi calamitosi
l'istruzione di un fondo straordinario
a cui si possa accedere, i comuni per le varie cose che
succedono, sempre con questa dotazione, nella
speranza che la prossima variazione, e sono certa tutti
conoscendo i propri territori, possono andare
incontro ad impinguarlo, perché noi siamo deputati di tutta la
Regione e non di solo una città.
Signor Presidente ho concluso, lo deposito e spero che lo
faccia distribuire per avere
l'apprezzamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Alcune considerazioni,
concordo con l'onorevole Aricò che
l'indulgere su affermazioni gravi come quella che ci sia
qualcosa dietro il Centro Direzionale è forse
eccessivo. Appunto ci sono strade, quartieri, inviteremo
l'onorevole Di Paola a farsi un giro e vedrà
cosa è il Centro Direzionale.
A riguardo posso precisare che sul punto è già
nell'intendimento della Regione stipulare il
protocollo di legalità, che tutte le operazioni verranno
sottoposte al Débat public come è previsto
dalla legge, cioè al dibattito pubblico, tutti i dati saranno in
open date, quindi accessibili dai cittadini,
quindi qualsiasi ombra che si tenta maldestramente di lanciare è
destinata a scomparire sotto la luce
dell'iniziativa, che è una iniziativa assolutamente apprezzata
ed apprezzabile non solo in Sicilia.
E' stato pubblicato il bando di progettazione e c'è grande
interesse da parte di operatori e
soprattutto progettisti di livello europeo proprio perché è una
iniziativa importante e sarà la più
grande iniziativa di edilizia di questa città dalla fine della
seconda guerra mondiale.
Quindi, si tratta di una importantissimo intervento. Quindi,
piuttosto che prospettare ombre
sarebbe importante che tutti lavorassimo con amore per dare alla
nostra Regione un centro
direzionale come hanno tutte le grandi regioni d'Italia: ce l'ha
la Lombardia, ce l'ha il Piemonte, ce
l'ha anche la piccola e nostra vicina Calabria.
Ecco tutte regioni che hanno il loro centro direzionale -
addirittura la Calabria lo ha realizzato
utilizzando fondi europei - quindi su questo è assolutamente
eccessivo continuare a prospettare cose
che servono solo a fare qualche, neanche qualche agenzia, ma
qualche titolo di blog di qualche
amico. Allora, invece, andiamo a guardare le cose più complesse
che sono state prospettate con
attenzione da chi vuole entrare, giustamente, nella trama della
norma che è una norma che vuole
utilizzare le risorse rinvenienti dai 780 milioni. Attenzione
l'impegno del Governo nazionale non è a
darci 780 milioni, l'impegno del Governo nazionale, che si
legge nell'accordo, è di coprire
integralmente tutte le minore entrate, ma non perché è una
concessione, onorevole Sunseri, e mi
spiace che lei l'abbia interpretata come concessione, come bene
sottolineato in precedenza, ma
perché si tratta di un obbligo scaturente dalla giurisprudenza
costituzionale che prevede che le
Regioni, proprio perché non possono operare in deficit - sapete
che il Parlamento ha autorizzato 105
miliardi di deficit al bilancio dello Stato - noi non possiamo
operare in deficit, non possiamo
finanziare la spesa corrente con indebitamento, conseguentemente
se abbiamo delle minori entrate o
ce le copre lo Stato o dobbiamo diminuire i servizi, non si
scappa da questo cul-de-sac Quindi è
evidente che la copertura delle minori entrate è un dovere
costituzionale dello Stato e dobbiamo dare
atto che il Governo nazionale, dopo ampia querelle, ha
riconosciuto quello che è dovuto alla
Regione: 300 subito e 480, salvo verificare che ci sia un
maggiore livello di minore entrate, speriamo
che non diminuiscano troppo perché, in ogni caso, lo Stato dovrà
farvi fronte. Quindi, sotto questo
profilo, non c'è nessun problema.
Mi chiedeva l'onorevole Lupo sui 300, forse dovremmo avere
qualche cosa in più, abbiamo -
tutte le regioni speciali - , su richiesta del viceministro
Misiani, riconosciuto un bonus alla Regione
Sardegna che ha ottenuto la sentenza della Corte Costituzionale
e, quindi, su quel plafond di un
miliardo abbiamo rinunciato chi a 5, chi a 10 milioni di Euro,
fermo restando che, comunque,
essendoci il principio dell'integrale copertura delle minori
entrate, sono entrate che nell'esercizio
arriveranno. Ce l'ha chiesto il Ministero dell'Economia e,
quindi, abbiamo messo ognuno una quota
parte, abbiamo stretto un po' la cinghia, abbiamo ridotto di
10/15 milioni ciascuno gli importi per
rispondere alle esigenze della Sardegna, nulla di rinunciatario
nell'impostazione della Regione.
Una precisazione in ordine all'espressione prioritariamente
che, giustamente, dà all'occhio nel
momento in cui si tratta di un'assegnazione, o fuori o dentro.
Questa espressione prioritariamente
che, se si vuole, si può eliminare, non ci stracciamo le vesti
di fronte a questa previsione, è tuttavia
giustificata dalla lettura dell'articolo 24 della legge di
stabilità che prevedeva la spalmatura
proporzionale nel caso di rimpinguamento di arrivo di questa
risorsa.
Quindi, siccome noi stiamo violando la proporzionalità
prevista dall'articolo 24 perché ne diamo
prioritariamente 50 alla programmazione, evidentemente il
prioritariamente per rendere armonico
quel proporzionale con assegnazione dei 50 milioni di Euro.
Ripeto, se li vogliamo togliere una volta
che il legislatore dice 50, sono 50, però era soltanto per
rendere compatibile e ancor più armoniche le
previsioni normative delle due disposizioni.
Il tema se sono 46 o sono 47: la relazione al disegno di legge
elaborata dal Governo lo dice
chiaramente. Dice: tale modifica si è resa necessaria alla luce
delle varie richieste di variazioni
pervenute al 10 luglio 2020 dalla Ragioneria, dai vari
dipartimenti, e necessita una copertura
finanziaria nella quota di finanziamento per un ammontare
superiore a 46 milioni, quindi siamo
stati noi a dirlo già in relazione, non l'ha scoperto
l'Assemblea, nell'ambito della leale
collaborazione anche noi l'abbiamo prospettato, oltre alle
ulteriori necessità che si manifesteranno
nella restante parte del 2020.
Quindi, l'appostazione dei 50 è cautelativa, fermo restando
che non sono risorse che stiamo
prendendo come Governo e le utilizzeremo a nostro bisogno.
Evidentemente sono risorse che stiamo
destinando a questa finalità e se a settembre o ad ottobre
vedremo che sono ridondanti le
utilizzeremo in sede di variazione.
Quindi, non c'è nessun problema di distrazione o di blocco di
spesa che viene utilizzata in favore
del Governo. E' solo finalizzata a quella destinazione e laddove
quella destinazione non risulti
essenziale o risulti bisognevole di ulteriori incrementi li
destineremo ad altro obiettivo, fermo
restando che di obbiettivi da qua a fine anno ne avremo molti.
Spero di essere stato esaustivo e comunque sono a disposizione
per ogni chiarimento.
PRESIDENTE. Grazie. Non ci sono altri interventi. Si vota il
passaggio agli articoli. Chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Cofinanziamento Programma Operativo Regionale Sicilia 2014-
2020
1. A parziale modifica dell'articolo 24 della legge regionale
12 maggio 2020, n. 9, comma 4, a
seguito dell'Accordo Quadro sancito nella Conferenza permanente
per i rapporti tra il Governo, le
Regioni a Statuto speciale e le province autonome di Trento e
Bolzano del 20 luglio 2020, la somma
di 50.000 migliaia di euro è destinata prioritariamente
all'incremento del Fondo per il
cofinanziamento regionale del Programma Operativo Regionale
Sicilia 2014-2020 (Missione 20,
Programma 3, Capitolo 613950).
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante
corrispondente riduzione della Missione 1,
Programma 4, Capitolo 219213.»
Non ci sono emendamenti. Presidente Savona, presentiamo questo
emendamento per eliminare il
termine prioritariamente'. Va bene. Al comma 1 dell'articolo 1
la parola 'prioritariamente' è
soppressa. Si passa alla votazione.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votiamo l'articolo 1, così come è stato emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
E' approvato con l'astensione dell'onorevole Cracolici.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Differimento di termini amministrativo-contabili
1. In considerazione della situazione straordinaria di
emergenza sanitaria derivante dalla
diffusione dell'epidemia da Covid-19 e della oggettiva necessità
di alleggerire i carichi
amministrativi di enti ed organismi pubblici, anche mediante la
dilazione degli adempimenti e delle
scadenze, è differito al 30 settembre 2020 il termine di cui al
comma 3 dell'articolo 6 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16 con riferimento al rendiconto
generale o al bilancio di esercizio
relativi all'esercizio 2019.»
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni per assicurare la continuità delle attività
tecniche per l'attuazione dei programmi a
valere sui fondi extraregionali
1. Al fine di assicurare continuità alle attività tecniche
previste da programmi operativi, fondi
strutturali ed altre fonti nazionali ed europee di
finanziamento, il personale in servizio con incarichi
dirigenziali nei relativi uffici può chiedere, entro 60 giorni
dalla data di entrata in vigore della
presente legge, di essere autorizzato al trattenimento in
servizio retribuito nelle mansioni per non più
di tre anni e non oltre il compimento del settantesimo anno di
età.
2. Il trattenimento in servizio è autorizzato, con
provvedimento motivato, dal Dipartimento
regionale della funzione pubblica e si applica esclusivamente ai
dirigenti in servizio effettivo presso
gli uffici e dipartimenti regionali coinvolti nelle attività di
cui al comma 1, che raggiunga i requisiti
per il collocamento in quiescenza per motivi di età entro l'anno
2020.
3. Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri per la finanza
pubblica.»
C'è un solo emendamento, il 3.1. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Pasqua.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi premetto al
Governo che non voglio essere
polemico e non voglio fare un intervento polemico, però, questo
articolo invece di rubricarsi così
come è scritto si doveva rubricare in un'altra maniera.
Articolo 3 E torna parrino e sciuscia'. Però questo ve lo
devo spiegare cosa significa.
Chi come me è amante dei racconti in dialetto, del nostro bel
dialetto la storia che si narra del
contadinazzo di San Pietro Clarenza che andando di notte in una
casa sdirrubbata' a raccogliere la
paglia, andava lì accendendo una candela. Gli si presentava
davanti un parrino con papalino che gli
si avvicinava sorridente e gli soffiava sulla candela a
fargliela spegnere, una volta, due volte, tre
volte fino a quando il contadinazzo esclama E torna parrino e
sciuscia'. Il parrino è u riavulu'.
Questo sta indicare normalmente nel nostro dialetto quelle cose
che si ripresentano con un certo
fastidio, continuamente e sempre le stesse cose.
Questa è la seconda volta che affrontiamo in questa Assemblea
un articolo di siffatta natura che è
stato pure bocciato in quest'Aula. L'insistenza sempre su questo
argomento. L'argomento qual è? Si
deve autorizzare quest'anno un solo dirigente perché in queste
condizioni così descritte dall'articolo
è un solo dirigente apicale di questa Regione. Allora viene,
saranno due o uno ma chi deve andare in
pensione per motivi di età entro l'anno 2020, siamo ad agosto e
forse ce n'è uno o due.
Il fatto qual è? Che comunque sia con questo articolo non ne
uscite bene ripresentandolo. Perché?
Vi chiedo di seguirmi in questa considerazione. Avete avuto 2
anni e 8 mesi di tempo per accorgervi
che c'erano uno o due dirigenti che stavano andando in pensione
nel 2020. Due anni e 8 mesi. In 2
anni e 8 mesi potevate prendere benissimo un altro dirigente
metterlo a fianco a quello, quello gli
trasferisce il know-how che ha acquisito finora e poteva andare
tranquillamente avanti.
Due anni e otto mesi Non lo avete previsto Perché È assurda
questa cosa.
Mi dispiace dirlo, ma ripresentando questo articolo, signor
Presidente, voi state certificando il
fallimento amministrativo di questo Governo e mi dispiace anche
dirlo perché è il Governo che deve
organizzare gli Uffici, i Servizi, i Dipartimenti, gli
Assessorati a cascata inversa, ovviamente, di
come l'ho detta io. Ma è questo che dovevate fare.
Se fate di nuovo questo articolo state ammettendo che questo
Governo non può fare a meno di una
persona.
Bene, io vengo dalla Pubblica Amministrazione. È intollerabile
per qualunque Pubblica
Amministrazione che ci sia un dipendente che diventa
fondamentale ed insostituibile. Non è
possibile. E non è possibile che il Governo della Regione
siciliana rimanga quasi ostaggio di quella
singola persona, uno, due, quelli che sono. Ma è impossibile, è
intollerabile. Davvero, signor
Presidente, non ne uscite bene da questa cosa.
Per questo la invito a fare una cosa: adesso, al momento di
votare questo emendamento
soppressivo che abbiamo presentato, davvero, date parere
favorevole all'emendamento soppressivo e
saremo tutti tranquilli e contenti perché, comunque, non è una
cosa ben fatta questo articolo 3.
Grazie.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire
la verità: ero quasi tentato a inizio
discussione di questo disegno di legge di ritirare - assieme ai
colleghi ne avevamo parlato -
l'emendamento soppressivo, perché io sono innanzitutto per il
merito e la persona destinataria di
questo tentativo di cui all'articolo 3, merita tantissimo perché
è un grande lavoratore.
Però, purtroppo, il tempo passa per tutti. Ci sarebbero
persone, ne conosco tantissime, che
darebbero chissà che cosa per andare subito in pensione dopo 40
anni di servizio, di lavoro, di fatica.
Quindi è quasi un controsenso. Poi non sia mai che qualcuno del
famoso 80% che si gratta la pancia
dalla mattina alla sera ne traesse beneficio da questo articolo
3.
Ma c'è un'altra cosa, signor Presidente. Al comma 3 di questo
articolo si dice che
Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica .
Cioè, cosa si dice? Ora vorrei capire chi, il genio della
finanza creativa che ha scritto sia l'articolo
che il comma 3. Si vuol dire che a prescindere dall'ente
erogatore dell'emolumento pensionistico, sia
l'INPS sia la Regione siciliana, non c'è un solo euro di
scostamento dal punto di vista economico.
Cioè il dirigente come pensione prenderebbe lo stesso stipendio
che prende da dirigente. E c'è scritto
così, Assessore. È scritto al comma 3, cioè non sposta di un
centesimo questo tipo di intervento.
Noi poco fa con il disegno di legge sull'urbanistica per dire
che non c'era la possibilità di andare
avanti con un articolo per quanto riguarda il censimento dei
centri storici dei comuni, il Presidente
Micciché diceva che, purtroppo, non si poteva attuare
l'obbligatorietà per i comuni perché c'era un
impegno irrisorio, dico io, per quanto riguarda il bilancio
regionale e il bilancio dei comuni.
Ecco, con questa aberrazione che c'è scritta qua io rinnovo
l'invito che ha fatto al Governo il mio
Capogruppo cioè quello di considerare ammissibile l'emendamento
soppressivo di questo articolo 3.
Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Bene. Considerato
che c'è soltanto un emendamento
soppressivo, passiamo direttamente
(Viene formulata una richiesta di votazione per scrutinio
segreto)
finanziarie"
Votazione per scrutinio segreto sul mantenimento dell'articolo
3
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. È chiaro che c'è un solo emendamento soppressivo,
si vota il mantenimento
dell'articolo. Pertanto, essendo la richiesta appoggiata a
termini di Regolamento, indìco la votazione
per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi è d'accordo
all'approvazione dell'articolo 3 vota verde, chi è
contrario vota rosso.
Ricordo e ripeto nuovamente il significato del voto: chi vuole
la conferma dell'articolo 3 vota
verde, chi vuole bocciare l'articolo 3 vota rosso.
Allora, ripeto il significato del voto: chi è a favore
dell'articolo 3 vota verde, chi è contrario vota
rosso.
Dichiaro aperta la votazione. Schiacciate il tasto che ritenete
opportuno ed estraete il tesserino.
(Si procede alla votazione)
Onorevole Falcone, ha votato? Allora, avete votato tutti?
Abbiamo votato, togliete il tesserino.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 26
Contrari 30
Contrari 0
(Non è approvato)
Pertanto, l'articolo 3 è soppresso.
Abbiamo votato l'articolo l'ho ripetuto tre volte, assessore
Falcone, l'ho ripetuto proprio per
evitare disguidi e la votazione è stata chiara ed esplicita.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Interventi straordinari per gli eventi alluvionali di Palermo
1. Al fine di fronteggiare i danni derivanti dall'evento
calamitoso verificatosi nella giornata del 15
luglio 2020 è concesso un contributo straordinario di 900
migliaia di euro da destinare al Comune di
Palermo.
2. Il Comune di Palermo provvede all'utilizzo delle risorse di
cui al comma 1 sulla base di una
delibera di Giunta che determina i criteri, l'individuazione dei
destinatari e le modalità di erogazione
delle medesime risorse.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2020, la spesa di 900
migliaia di euro, cui si provvede mediante riduzione di pari
importo delle disponibilità della
Missione 20, Programma 1, capitolo 215702».
Si passa all'emendamento 4.1, della Commissione.
Sono stati presentati dei subemendamenti all'emendamento 4.1:
il 4.1.1, il 4.1.2 e il 4.1.3. Sono
stati distribuiti? Allora non sono arrivati, dicono che non sono
arrivati, un attimo onorevole Foti,
vediamo intanto di fare distribuire i subemendamenti. La
Commissione può riscrivere in questa fase
onorevole, parli con la Commissione è un fatto tecnico, un fatto
regolamentare che non può
presentare, però credo che ci sia la disponibilità da parte
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 4 sugli emendamenti
peraltro che sono stati distribuiti.
Allora, io ritengo che per ragioni che sono state già in
qualche modo espresse dai colleghi che
sono a favore della norma, poiché si tratta di un evento,
diciamo, di una calamità che ha chiaramente
colpito la città di Palermo, ed è chiaro che anche l'appello
dell'onorevole Foti ha una sua logica, per
quanto in questo momento ci stiamo occupando di un evento
specifico che è accaduto il 15 di luglio.
Pertanto, il PD ha presentato questa norma, lo abbiamo
estrapolato per inserirlo dentro la
Commissione Bilancio , perché proprio per le ragioni
dell'urgenza e proprio perché certamente un
evento calamitoso che avviene durante un periodo che non è
certamente un periodo normale non può
che peggiorare le condizioni di vita di una popolazione, in
questo caso della città dei Palermo,
poiché comprendo qual è la ratio dei subemendamenti presentati
dai colleghi dei Cinque Stelle -
l'onorevole Sunseri me ne aveva parlato prima che lo presentasse
- volendo attribuire alla Giunta di
Governo, scusatemi, alla Giunta del comune di Palermo,
ovviamente un criterio assolutamente
trasparente rispetto a chi poi dovrà essere il destinatario
degli interventi poiché con 900 mila euro
potranno essere fatti non tutti gli interventi perché,
purtroppo, i danni sono stati ingenti, allora la
proposta è quella di dire in maniera proporzionale individuiamo,
cioè la Giunta, o meglio la
Protezione civile trasferirà, della Regione, trasferisce le
somme al comune e poi, attraverso una
delibera di Giunta, distribuisce in maniera uniforme, quindi
senza nessuna differenziazione, le
somme ai soggetti che ne hanno fatto richiesta.
Paradossalmente, nonostante condivido la ratio si potrebbe
creare un precedente, cioè non un
precedente, una stortura, perché purtroppo, ovviamente - come
diceva poc'anzi, non ricordo adesso
il collega, forse lo diceva il collega Lupo - quando chi passava
per quel viadotto aveva la macchina
che costava tanti soldi piuttosto che quella proprio veramente
essenziale con la quale si recava al
lavoro.
Per cui, siccome ne ho contezza poiché sono anche consigliere
comunale e ho fatto un accesso agli
atti rispetto a quello che sono anche le entità dei danni,
esistono delle realtà per cui abbiamo delle
Ferrari che sono state danneggiate ma che chiaramente avranno un
risarcimento danni pari a una
somma e delle abitazioni le cui mura si sono ammalorate e che
sono quelle case come si suol dire
delle persiane, cioè case molto umili che purtroppo, come dire,
ripristinare per chi ha un ISEE molto
basso come in quel caso di quelle famiglie sarà un problema.
Allora, io mi permetto di suggerire un'ipotesi, pur
considerando valida quella del collega che
chiaramente non vuole in nessun modo dare nessun tipo di
vantaggio a uno piuttosto che all'altro, io
individuerei un criterio che potrebbe essere quello legato
all'ISEE perché è chiaro che chi oggi ha
una difficoltà economica sicuramente avrà più difficoltà a
ripristinare la propria macchina o la
propria casa che ha subito dei danni.
Quindi, io direi dando ai soggetti privati che hanno l'ISEE
più basso e a quelle imprese che hanno
l'ISEE più basso proporzionalmente o meglio l'ISEE che hanno un
fatturato più basso diciamo la
priorità in termini di scelta perché è chiaro che con 900 mila
euro bisognerà fare delle scelte; poiché
questa non deve essere discrezionale ma deve essere legata a
criteri che vadano incontro a chi ha più
bisogno, l'idea dell'ISEE per le famiglie e del fatturato più
basso per le imprese, mi sembra un'idea
che possa essere in qualche modo accolta proprio per quell'idea
di equità che io condivido da parte
dei colleghi che l'hanno proposta. Fermo restando che, un'ultima
cosa, un ultimo minuto anzi meno,
mi spiace molto vedere che si crei campanilismo quando si tratta
di tragedie. Purtroppo le tragedie
sono tragedie e lo sono per tutti .
(Intervento fuori microfono)
CARONIA. e tragedie. Noi abbiamo avuto, per fortuna non è
morto nessuno ma sicuramente
quelle che è successo a Palermo, che ha fatto sfiorare,
ricordiamo a tutti che è stato un evento che
per fortuna non ha causato, per fortuna non ha portato dei
morti, ma è chiaro che un evento
calamitoso, intendo elementi che possono essere
(Brusìo in Aula)
CARONIA. Ma scusate, colleghi, io quando parlo però non penso
di fare questo
Ecco, allora, questo campanilismo quando si tratta di problemi
che hanno a che vedere con le
disgrazie che capitano, e il termine disgrazia non si debba per
forza intendere morti, si tratta di
situazioni complicate che creano nocumento alle popolazioni. Non
credo che ci sia, diciamo, una
corsa a chi deve dire che è più sfortunato. Credo che quella è
una cosa che veramente appartiene
poco alla sensibilità dei colleghi di cui ho sentito prima gli
interventi.
Per cui, proprio perché non stiamo facendo, non è un
campionato di serie A o di serie B,
benissimo l'istituzione del fondo mi trova super d'accordo però
voglio dire se oggi abbiamo la
possibilità anche a seguito del disegno di legge presentato dai
colleghi del PD di dare un segnale a
una popolazione come quella di Palermo che ha subito dei danni,
e sono ingenti, non credo che ci sia
nulla di scandaloso. Anzi, proprio un criterio di maggiore, come
dire, oggettività individuandola
anche attraverso un elemento che è il dato di povertà di chi ha
subito i danni, mi sembrerebbe anche
un modo più equo. Per il resto ovviamente sarà l'Aula a
decidere. Grazie, Presidente.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Ciancio, no, un attimo, c'è
l'onorevole Ciancio prima, poi Calderone e poi l'onorevole Foti.
Sì, un attimo, allora, io però prima
che l'onorevole Ciancio intervenga volevo pregare i colleghi,
noi abbiamo un articolo che era in
precedenza un disegno di legge del Partito Democratico che aveva
formulato una richiesta al
Governo per trovare risorse e per dare una risposta al Comune di
Palermo di 900 mila euro. La
risposta è stata di 900 mila euro. Adesso abbiamo una serie di
emendamenti che, in parte, tolgono
soldi, in parte complicano il percorso anche con una sorta di
indicazione divisi in riparto in maniera
proporzionale tra gli interventi previsti', ma quali? Quelli
causati dall'alluvione. Sì, però questo deve
essere scritto. Quindi, se dopo gli interventi dei colleghi
sospendiamo un momento per trovare una
sintesi, per capire cosa dobbiamo votare.
Onorevole Ciancio, ha facoltà di parlare.
CIANCIO. Signor Presidente, proprio perché immaginavo questa
discussione già quando abbiamo
cominciato il dibattito in I Commissione, avevo presentato
alcuni emendamenti per generalizzare
questo intervento.
Inizialmente, pensavo ad una sorta di fondo unico che potesse
andare a coprire e a ristorare tutti i
comuni che avevano subito danni da alluvioni, poi sono andata a
vedere nel bilancio regionale e, in
effetti, se noi andiamo a verificare, questa è una proposta che
mi permetto di fare, l'avevo già
presentata in Commissione come emendamento, era passata, infatti
è nel testo che attualmente c'è in
Commissione, ma non in questo testo.
Ci sono alcuni capitoli che fanno capo al dipartimento della
Protezione civile che servono a
questo. Il capitolo 516062 Spese per interventi urgenti di
Protezione civile e per quelli connessi a
emergenze infrastrutturali', capitolo 116523 Spese di prima
assistenza e pronto intervento in
occasione di pubbliche calamità o per la difesa della salute e
per l'incolumità pubblica e per
l'acquisizione di mezzi e servizi diretti a fronteggiare i danni
conseguiti agli stati di emergenza'.
Ancora, il capitolo 516039 Interventi diretti a fronteggiare
eventuali situazioni di emergenza
connesse a fenomeni idraulici e idrogeologici'.
Dico io, visto che ci sono già questi capitoli attivi e che
hanno i loro criteri di riparto, voglio dire
io penso che oggi in Aula non siamo nelle condizioni di
stabilire dei criteri per ripartire questi 900
mila euro. Visto che ci sono dei capitoli già attivi, la mia
proposta è incrementiamo quei capitoli già
presenti nel bilancio regionale, quale dei tre lo deciderà
magari la Commissione Bilancio . Io, devo
dire, sono due settimane che provo a parlare con il dottore
Cocina, ma non ci sono riuscita, proprio
per farmi indicare quale dei tre capitoli potesse essere quello
più funzionale; incrementiamo questi
capitoli e deleghiamo la Protezione civile a fare poi gli
strumenti di regolamentazione secondari per
distribuire queste somme, ma non ci impelaghiamo oggi nello
stabilire criteri o nel dire a chi deve
andare cosa o a quali comuni, perché altrimenti non ne usciamo
più.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, insieme ad altri colleghi, Lo
Giudice, Galluzzo e Amata,
abbiamo presentato un subemendamento che credo sia, perfino - se
posso utilizzare un termine -
elegante, delicato, perché di questa somma di 900 mila euro, 200
mila euro la destina sempre a
Palermo. E credo che, forse, sono stato non generoso ma,
certamente, inopportuno, forse, se posso
utilizzare un termine elegante anche nei confronti di me stesso.
La restante somma io l'ho destinata,
noi, coloro che hanno preparato questo emendamento, a tutti i
comuni siciliani per l'alluvione del
2011 dove, per esempio a Saponara - l'onorevole De Domenico del
Partito Democratico ricorderà -
vennero a morte più di una persona.
Quindi, io credo che questo - e chiedo all'Aula di
condividerlo - sia un emendamento, fermo
restando che, ripeto, per questo mio atteggiamento disponibile e
di disponibilità, 200 mila euro
vanno, comunque, alla città di Palermo, io credo di aver
utilizzato un termine equo e un
ragionamento equo altrettanto, la restante somma credo sia
opportuno, onorevole Caronia, il
provincialismo è proprio quello di destinare comunque i soldi
all'ultimo arrivato. Per carità, nessuno
mette in dubbio che ci sono stati dei danni a Palermo. Ci
mancherebbe altro E' il mio capoluogo di
Regione, ma ci sono stati danni e morti, non soltanto danni ma
anche morti, in tante altre città della
Sicilia.
Credo si opportuno che questo sia un emendamento votato
all'unanimità, proprio per superare
quel ragionamento provinciale, che purtroppo, io per primo, così
evitiamo polemiche, talune volte,
abbiamo, sbagliando. Invito i colleghi a votare e, quindi, a
esitare favorevolmente, l'emendamento
4.1.3.
PRESIDENTE. Invito, nel frattempo la Commissione a lavorare, a
trovare una sintesi insieme al
Governo e ai colleghi parlamentari, perché quello che è successo
a Palermo non è di poco conto. Ci
sono altre esigenze, vediamo di trovare una sintesi per votare
un unico emendamento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio
precedente intervento avevo detto che avrei
depositato un emendamento, vedo che non è stato distribuito e
lei mi ha detto, in questa fase solo la
Commissione può presentare emendamenti .
Allora, io non ho capito niente, perché nella precedente
legge, mi scusi, dell'urbanistica è arrivato
un emendamento ultroneo che non è stato presentato dalla
Commissione. E' stato numerato e
distribuito, tra l'altro qui c'è anche la firma del mio
Capogruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, nella legge all'urbanistica ho
consegnato il mio pensiero
all'onorevole Savarino che lo ha fatto suo della Commissione.
Quindi, lei lo può fare benissimo.
Consiglio a tutto il Parlamento su questo disegno di legge di
trovare una sintesi che può essere anche
attraverso questo percorso.
FOTI. Apprezzo che lei abbia affidato il suo emendamento
all'onorevole Savarino, apprezzo
l'invito a fare sintesi e possibilmente a stralciare la norma
perché oggi non siamo nelle condizioni di
fare questo comunicato stampa, perché di questo si tratta, di
fare un comunicato stampa, però io
rivendico il diritto di presentare un emendamento in Aula che si
aggancia ad un articolo che, tra
l'altro, sta avendo tanti emendamenti con le firme anche di un
Capogruppo di un Gruppo che, forse
ancora, come l'onorevole Turano, magari le è sfuggito che però
è vivo e vegeto.
La nostra proposta peraltro è trasversale, di buonsenso e
riguarda tutta la Sicilia. Ovviamente,
quello che ha sottolineato l'onorevole Ciancio è corretto;
esistono già dei capitoli, anche noi lo
sappiamo che esistono dei capitoli, ma abbiamo visto che in
Commissione questo focus non si è
voluto affrontare, perché si doveva portare l'emendamento
Palermo .
Ora, con il dovuto rispetto e con l'utilizzo delle parole,
siccome l'italiano ha tante parole, la
tragedia, la disgrazia è altra cosa, qua si parla di calamità
naturali, immagino che la Giunta abbia
fatto una delibera, come d'altronde fa quando la calamità
naturale, non la tragedia, non la disgrazia,
avvengono a Licata, avviene a Saponara e in altre cose.
Siccome saremmo deputati della Regione, le nostre norme devono
essere astratte, non penso che
sia il caso di procedere e come, lei correttamente ha detto,
meglio fare sintesi o stralciare.
Tra l'altro, Presidente, se si parlerà di introdurre dei
criteri allora io ho l'assicurazione per le
calamità naturali, vorrei capire, le automobili che hanno
l'assicurazione per le calamità naturali, la
grandinata, l'alluvione, riceveranno il contributo oppure ci
dobbiamo scrivere, rivolgetevi, cioè
dobbiamo ingolfare i servizi sociali del comune per avere l'ISEE
e capire se l'automobile aveva
un'assicurazione o meno, cioè ci stiamo incartando intorno a
qualcosa che nulla hanno a vedere con
le istituzioni e la politica. Cioè un tentativo di scavalcare
criteri generali astratti per entrare nel
merito di una data, di una geolocalizzazione precisa e che,
invece, dovrebbe avere dei responsabili e
tra l'altro si parla di automobili, quando mi permetta, semmai
le attività produttive, commerciali,
quelle che mi auguro abbiano l'assicurazione, perché se si
mettono appresso a queste 900 mila euro
è veramente ben poca cosa quello che possono avere.
Quindi, Presidente, le chiedo se è possibile comunque dare
dignità alla proposta del mio Gruppo
parlamentare provvedendo alla numerazione, poi l'Aula lo vota,
lo boccia e fa quello che vuole,
questo non è un problema, però non mi sembra corretto non avere
linearità nell'interpretazione del
Regolamento che ha visto tantissimi sub, anche sfornati
all'ultimo momento, bastava la firma del
Capogruppo ed altri.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, questo emendamento è una
riscrittura e non lo posso ammettere.
Le consiglio di parlare con la Commissione, altrimenti io non lo
posso ammettere. Rivolgo l'appello
per l'ennesima volta al Parlamento e al Governo, su
sollecitazione del Partito Democratico è stata
rappresentata l'esigenza del Comune di Palermo a seguito dei
danni alluvionali. Se noi, così come
abbiamo fatto in passato ogni qualvolta succedono cose di questo
tipo, abbiamo dato risposte, lo
abbiamo fatto anche sei mesi or sono, individuando con legge i
comuni della provincia di Messina
che sono risultati destinatari di risorse. Lo dico senza
polemica ma per indurre i colleghi
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)
PRESIDENTE. No, onorevole Calderone, se mi permette, non
voglio leggere la norma, lei la
conosce ed è stato dato un segnale. Dopo chiede di intervenire.
Onorevole Calderone, questo non
significa che quando arriveranno le risorse da Roma non possiamo
stabilire il contributo
straordinario.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io
vorrei ricordare all'onorevole
Calderone che è proponente dell'emendamento 4.1.3 che questo
Parlamento, con il comma 5
dell'articolo 1 della legge 14 del 2019, ha destinato un milione
di euro per l'alluvione dell'anno
2011 per i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Saponara e
Melilli.
L'intervento richiesto è già stato fatto da questo Parlamento
e quando si è parlato di dare un
contributo di un milione, giustamente, alle popolazioni colpite
in occasione dell'alluvione di
Barcellona, Saponara e Melilli nessun campanile giustamente si è
alzato se non un unico campanile
che è quello della Sicilia e della povera gente che ha patito
danni e ha sofferto, perché sull'alluvione
di Palermo quando circa cento famiglie perdono l'autovettura in
un momento di grave crisi
economica per me è tragedia, perché con quella vettura si
muovono, vanno a lavorare, c'erano anche
dei mezzi di trasporto da lavoro e per me è tragedia.
Non capisco, francamente, questo discutere inutilmente sul
fatto che Certo, se ci fossero
maggiori risorse siamo tutti d'accordo a destinarli al fondo
generale. Qui il punto è un altro: questo
Parlamento, come si è sempre fatto, per tutte le popolazione
colpite da eventi calamitosi e ricordo
alluvioni, ricordo incendi, ricordo trombe d'aria e ogni altro
genere di eventi calamitosi, vuole dare
una risposta immediata ai cittadini che certamente non votano
per me, signor Presidente, votano per
tutti e anche se non votano hanno il diritto di essere tutelati
fino in fondo dalle istituzioni
democratiche, oppure no? Questo è il tema.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, Governo, io avevo scelto di non
intervenire, Presidente, per non
alimentare ancora polemiche sterili. Rimango meravigliato e
nello stesso tempo anche deluso.
Onorevole Calderone, io ho sempre avuto grande stima di lei per
la sua compostezza, per il suo
equilibrio, per il suo modo anche di intervenire sempre con
pacatezza ed equilibrio. Oggi mi
sorprende che lei è il primo, in quest'Aula, in qualità di
Capogruppo anche di un partito importante
che è quello di Forza Italia, che lei oggi faccia del
provincialismo, e soprattutto una lotta mi sembra
che più che altro una guerra tra poveri.
Palermo nell'ultima alluvione ha subito danni, secondo me che
non si possono nemmeno ancora
calcolare, qui stiamo parlando di 900 mila euro ma i danni
saranno di milioni e milioni di euro, per
cui la invito a ritirare subito tutti i sub emendamenti e invito
anche gli altri miei colleghi onorevoli a
ritirare i sub emendamenti e dare questo segnale importante per
Palermo, che ha subito grandi danni,
ma soprattutto i cittadini di Palermo, i lavoratori, i
dipendenti, tante case hanno ricevuto dei danni
incalcolabili e la gente aspetta da questo Parlamento un segnale
che non deve essere la lotta tra
poveri o la lotta tra province, perché quando in Aula c'è stato
qualche intervento da fare per una
provincia o per un'altra quest'Aula ha dimostrato spesso grande
sensibilità in favore di qualche
provincia, in quel caso mi riferisco alla sua provincia, la
provincia di Messina dove è stato votato un
emendamento, mi riferisco alla legge 14, dove sono stati
assegnati un milione di euro e nessuno ha
battuto ciglio in quest'Aula, nessuno si è messo di traverso
come oggi sta facendo lei.
Quindi la prego di ritornare nella sua compostezza, nel suo
equilibrio, ritirare i sub emendamenti e
dare subito un segnale a Palermo, che è una città che lo merita
e che è stata afflitta da gravi danni.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopo l'intervento dell'onorevole
Calderone la seduta sarà sospesa
per cinque minuti per trovare la sintesi.
CALDERONE. Signor Presidente intervengo soltanto per dare
qualche chiarimento. Quella legge
cui faceva testé riferimento l'onorevole Tamajo è una legge che
ha assegnato a diversi Comuni della
provincia di Messina un milione di euro, tra i quali Comuni
anche Saponara che ha avuto persone
che sono venute a morte, come ho riferito qualche giorno fa.
Dico dei numeri e sui numeri non si può equivocare e non sono
controvertibili: la mia città,
Barcellona, ha subito con l'alluvione del 2011 oltre cento
milioni di danni.
Sono stati con quella legge cui si è fatto riferimento
destinati un milione di euro a una serie di
Comuni e, aggiungo, certamente non per colpa di questo Governo
ma per la burocrazia e la
mancanza di semplificazione - e anche su questo il Governo sta
dando tanti input - questo milione di
euro non è arrivato nelle tasche né dei cittadini di Merì né dei
cittadini di Saponara né dei cittadini di
Barcellona Pozzo di Gotto.
Quindi, è inutile dire c'è una legge, intanto ci sono
cittadini che hanno subìto decine e decine di
milioni di euro anche con morti in tutta la Sicilia.
Io credo - onorevole Tamajo mi scusi se la cito bisogna sempre
rivolgersi al Presidente - che la
mia e io la ringrazio per questa compostezza che non può essere
mortificata da, per carità legittimi,
se non fossero stati legittimi gli articoli di legge non eravamo
qui a discuterne. Voi avete fatto bene,
o chi l'ha proposta, a mettere in campo questa legge per
risarcire Palermo come è giusto ma io credo
che sia altrettanto giusto utilizzare un criterio cronologico,
non la città di Barcellona, andiamo a dare
i soldi proporzionalmente, pure se andranno cinquanta euro a
testa, proporzionalmente a tutti i
cittadini siciliani che hanno subito un danno.
Veramente sembra quasi un processo Kafkiano, cioè io sono
veramente convinto di dire cose
sensate non cose squilibrate quando dico diamo il denaro a chi
ha subìto per primo il danno non a chi
l'ha subìto per ultimo, diamolo proporzionalmente, ma sono così
equilibrato che dico siccome il
capoluogo di provincia diamogli immediatamente un segnale.
Ora, farmi passare quasi come un uomo che dice o fa
affermazioni squilibrate o fuori le righe o
alza i toni io credo che sia veramente un fold over.
Io rispetto coloro che propongono le leggi e difendono gli
articoli e gli emendamenti, ma credo
che questo rispetto debba sempre e comunque essere reciproco.
Quindi, non ritiro l'emendamento. Se l'Aula boccerà questo
emendamento ossequierò il responso
del Parlamento perché è sovrano e vuol dire che avevo torto io,
da un punto di vista politico e
parlamentare, e ragione gli altri.
Ma non credo di dire cose fuori dalla norma o addirittura
offensive nei confronti di chicchessia. Io
dico utilizziamo un criterio che è quello cronologico. Ritenete
che è sbagliato? Votate contro. Se
ritenete che stia dicendo cose sensate votate l'emendamento,
comunque questa sera finirà e ognuno
ritengo abbia fatto il proprio mestiere e soprattutto abbia
svolto in maniera esemplare il proprio ruolo
di parlamentare.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.31, è ripresa alle ore 19.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La Commissione è invitata a prendere posto.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, rispetto all'ultima votazione sul
voto segreto, le chiederei di rivedere
i filmati perché sembrerebbe che ci siano stati dei votanti non
presenti, quindi se può riprendere le
immagini per capire cosa è successo. Grazie.
PRESIDENTE. Faremo le opportune verifiche. Sì, sì, lo
comprendo. Faremo le opportune
verifiche.
Allora, la Commissione ha preso posto, aspettiamo qualche
secondo che rientrino i colleghi,
perché è giusto dopo questo dibattito vivace che si è svolto.
Presidente Savona avete trovato
un'intesa su gli emendamenti?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. C'è una serie
di riscritture, di modifiche ma
ognuna contrastante l'una con l'altra.
PRESIDENTE. Come? Non la sento bene.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci sono
tutta una serie di subemendamenti
presentati che sono uno in contrario con l'altro.
PRESIDENTE. Allora, quindi non c'è alcuna intesa, pertanto
riprendo il lavoro dall'articolo 4
mettendo in ordine gli emendamenti che dobbiamo esaminare.
Colleghi il primo è il subemendamento
Allora, scusate, all'articolo 4 c'è l'emendamento 4.1 al quale
sono stati presentati dei
subemendamenti. Cominciamo col 4.1.3 e poi, eventualmente
Quindi, vediamo di procedere con ordine. L'ordine è questo
colleghi. E' stato distribuito il 4.1.4,
dell'onorevole Foti?
(I deputati rispondono di no)
Allora, gli Uffici sono pregati di distribuire l'emendamento a
firma dell'onorevole Foti che adesso
è nella riformulazione corretto, in quanto trattasi di
subemendamento e può essere accolto dalla
Presidenza.
Allora, ripetiamo l'ordine dei subemendamenti. Si passa al
subemendamento 4.1.4.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusate, no, no, un momento, un momento, prima di
chiedere il voto palese.
Allora, prima di ogni cosa, se passa l'emendamento
dell'onorevole Foti 4.1.4 ovviamente è
precluso il 4.1.3. Riprenderemmo, un attimo onorevole Calderone,
poi dal 4.1 che se approvato poi
sono preclusi.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Presidente, per amore di chiarezza, il 4.1.4
dell'onorevole Foti, a mio modo di
vedere è ancora, come dire, più accoglibile rispetto al mio
perché questo emendamento ha stabilito
di dare questo piccolo contributo alla fine a tutti i comuni
alluvionati non solo a quelli del 2011
quindi si vota il 4.1.4, a firma dell'onorevole Foti poi,
evidentemente, il mio oltre ad essere
assorbito, è superato.
PRESIDENTE. Presidente Savona, il parere della Commissione sul
4.1.4?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Si rimette all'Aula. Il parere del Governo?
Assessore Armao.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)
Un attimo, facciamo esprimere il parere. Onorevole Foti, credo
che questo emendamento nelle sue
intenzioni sia riferito agli eventi alluvionali, a far data da
quando? Cioè da quando perché altrimenti
eventi alluvionali è molto generico.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, intervenga, così chiarisce. Presenti un
altro sub del sub.
FOTI. Grazie Presidente. Se possibile, diciamo, se vuole lo
formalizzo però direi a partire dal
2009 e così nella speranza che si possa
PRESIDENTE. Lo deve scrivere.
FOTI. Lo possiamo, lo posso scrivere, intanto
PRESIDENTE. Lo ritira, lo sostituisce.
FOTI. annuncio che integro alluvionali dal 2009.
PRESIDENTE. E lo presenti.
FOTI. Bene.
PRESIDENTE. Allora, dal 2009. Che fa lo presenta, onorevole?
Lo dia alla Commissione.
Allora, presidente Savona, qual è il suo parere a seguito di
questa modifica?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Si rimette sempre all'Aula. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Essendo un'iniziativa
parlamentare, ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Perfetto. Lo pongo in votazione.
FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, per esprimere il voto contrario del
Partito Democratico perché così
scritto non si darà un euro a nessuno.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 4.1.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio nominale del subemendamento 4.1.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione. Dopo avere votato estraete il
cartellino.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 53
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 18
Contrari 23
Astenuti 3
(Non è approvato)
L'emendamento 4.1.3 è assorbito.
Si passa all'emendamento 4.1.1bis. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono preclusi. Passiamo all'approvazione
dell'emendamento 4.1, così come
è stato subemendato.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto è assorbito l'emendamento 4.2. Stessa cosa
l'emendamento 4.3 e l'emendamento
4.4. Pongo in votazione l'articolo 4, così come è stato
emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche di norme.
1. Al comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 10, le parole della
parifica della Corte dei Conti del risultato di amministrazione
al 31 dicembre 2019 sono sostituite
con le seguenti: dell'avvenuta approvazione del Rendiconto
generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2019 con legge regionale.
2. Al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto
2019, n. 14, dopo le parole bilancio
e tesoro , sono aggiunte le seguenti: , il dipartimento
regionale delle finanze e del credito ».
Non ci sono emendamenti. Pongo direttamente in votazione
l'articolo 5. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima di passare all'articolo 6, distribuiamo i tre
emendamenti A.1, A.2, A.3. Assessore Messina,
vuole illustrare all'Aula le ragioni dell'emendamento A.1?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, per serietà di tutti, il
Presidente dell'Assemblea ha dichiarato in
Aula che sulla variazione di bilancio non avrebbe consentito la
presentazione di emendamenti
aggiuntivi.
PRESIDENTE. Il Presidente dell'Assemblea ha dichiarato che gli
emendamenti aggiuntivi non
andavano esaminati, con eccezione di alcuni emendamenti di cui
palesava la necessità. Il Governo ha
presentato l'emendamento A.1, l'emendamento A.3 e poi c'è
l'emendamento che è
un'interpretazione autentica di una vicenda che riguarda tanti
lavoratori della SAS che il Presidente
Miccichè ha ritenuto opportuno ammettere.
CRACOLICI. Presidente, allora intanto ci consenta di
visionarli.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro.
CRACOLICI. Primo, secondo ribadisco che una cosa che si dice
in Aula non è che poi cambia in
corso d'opera, perché altrimenti tutti i colleghi potevano
presentare emendamenti aggiuntivi. Lo dico
perché non è uno stile di conduzione della presidenza. Lo ha
dichiarato, su iniziativa propria, il
Presidente dell'Assemblea. Dopodiché, scopriamo che ci sono
emendamenti aggiuntivi. Ma il
Governo, se aveva un'esigenza, perché non li presentava in
Commissione ieri? Salvo eccezioni non
esiste. O si consente, o non si consente. Dopodiché, l'eccezione
se c'è una condivisione unanime in
un Parlamento. Detto questo sta violando una modalità con cui
dovevamo esaminare questo rende
poco credibile le cose che dice la presidenza. Vi rendete conto?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, siamo in tema di variazioni.
Si tratta di cose assolutamente
modeste che il Governo deve portare avanti, a seguito di
deliberazioni di Giunta.
CRACOLICI. Ma lo faceva ieri.
PRESIDENTE. Lo so, lo capisco.
CRACOLICI. Ieri abbiamo esaminato il testo. Ci consente di
avere le copie?
PRESIDENTE. Certo, ci mancherebbe altro.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene l'onorevole Sunseri,
sospendiamo due minuti per una
lettura adeguata da parte di tutti i parlamentari e poi
procederemo alla votazione.
SUNSERI. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Presidente della Commissione Bilancio,
noi ieri abbiamo detto, con grande senso di responsabilità, che
non avremmo presentato
emendamenti. Il Movimento Cinque Stelle, il primo Gruppo di
questa Assemblea, non ha presentato
emendamenti, né modificativi, né aggiuntivi. Ora dico non mi
possi presentare emendamenti che non
li ho neanche letti, che dovevano passare ieri, ieri,
l'Assessore Messina, se fosse un minimo sveglio,
poteva presentarlo ieri in Commissione Bilancio' e farli
trattare nella sede opportuna.
Se l'onorevole Pullara voleva presentare un emendamento lo
faceva presentare dal suo Capo
Gruppo da chi partecipa in Commissione Bilancio e non lo portava
in Aula, cioè un emendamento
firmato Pullara, aggiuntivo. Presidente è inaccettabile, perché
gli emendamenti vanno soprattutto di
natura finanziaria, trattati in Commissione Bilancio'. Solo
dopo possono passare all'Aula, altrimenti
vuol dire che c'è il libera tutti e siccome noi abbiamo troppo
rispetto delle istituzioni, Presidente
Musumeci, noi ieri non abbiamo presentato un solo emendamento in
Commissione Bilancio', per
non trasformare i 300 milioni dell'accordo Stato-Regione, non
voglio dire marchettificio , perché
non li ho ancora letti, ma in un modo che non ritengo opportuno,
quelle somme dovevano
semplicemente essere distribuite in maniera eguale in tutta la
Tabella A' della legge finanziaria.
Quindi la prego, Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo
principalmente a lei, gli emendamenti
devono passare dalla Commissione Bilancio, al prossimo documento
finanziario contabile,
passeranno dalla Commissione Bilancio' se opportuni verranno
votati e successivamente
approderanno all'Aula.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
condividere, quanto detto sin ora, poi,
volevo aggiungere anche una cosa, sembra veramente il mercato
delle banane, perché
l'emendamento A1, le posso anche comprendere le vostre esigenze,
ma riferisce l'organizzazione e
le spese sostenute per l'evento così detto Dolce e Gabbana .
Erano soldi che avrebbe dovuto
mettere l'assessorato per le attività produttive, non ce li
aveva e l'assessorato per il Turismo li presta,
poi voi passate dall'Aula e ci chiedete di ratificare la
restituzione dei soldi e il rimpinguamento del
fondo dell'assessore per il Turismo. A me questa cosa qua,
veramente ma vi sembra che siete al
mercato a fare la spesa.
Non ci ho soldi addosso, pagalo, tu, poi te li do quando torno
in Aula, ci vediamo a Palermo e te li
torno, cioè ma siete seri? E portate una cosa del genere in
variazioni in Aula?
Non la dovevate neanche fare una cosa del genere, ve la
studiate e le cose decidete come farle. Tra
l'altro, se dovevate fare una cosa del genere, la facevate in
Bilancio, perché il finanziamento di
questa manifestazione e la sua esecuzione è di settimane fa,
quindi anziché venire in Aula con un
aggiuntivo, voi la portavate in Bilancio, dove c'è una
Commissione che ha lavorato in maniera seria
e con dei ritmi serrati e la facevate nella giusta sede, non in
Aula con un aggiuntivo, non è una cosa
contro l'assessore Messina, l'assessore Turano, contro il
Governo.
E' un fatto, che non funziona così, questa cosa secondo me,
proprio va oltre anche i principi
contabili della separazione dei capitoli delle spese fra
assessorati. Per me è inconcepibile
PRESIDENTE. La seduta è sospesa cinque minuti.
(L'Aula, sospesa alle ore 20.09, ripresa alle ore 20.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei dar la parola
all'Assessore Messina.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Foti, poi interverrà l'onorevole
Tancredi e poi l'Assessore Messina
che darà, a proposito di questo emendamento
FOTI. Signor Presidente, io volevo dire in qualità di
componente della III Commissione che della
questione dell'emendamento A3, poi magari l'Assessore ce lo
spiega, è un intervento
omnicomprensivo su tutti e tre gli emendamenti.
Vorrei sottolineare il mio favore sull'argomento di cui si
tratta, perché in Commissione abbiamo
ricevuto con le audizioni online e anche in Commissione bilancio
il comparto dei parchi tematici
acquatici.
Purtroppo questa tipologia di attività produttive sta vivendo
un momento molto difficile ma anche
in virtù del fatto che il passaggio dalle varie fasi di chiusura
primo livello, secondo livello e ora
siamo forse alla fase tre delle riaperture ha visto un ritardo e
una difficoltà nell'applicazione delle
linee guida, per cui i parchi acquatici hanno particolarmente
sofferto e avuto delle fasi di riapertura
travagliate e, come capite bene, col distanziamento avranno
molti meno incassi.
Ora, in una prima fase avevano deciso, sulle basi delle
direttive che hanno dato il Governo
nazionale e anche le varie ordinanze e il Presidente, di non
aprire, poi in qualche modo alcuni hanno
aperto ma con aperture parziali, quindi trovo giusto questa
sistemazione perché si possa andare
incontro a chi giustamente facendo impresa dobbiamo anche
incoraggiarlo e sostenerlo anche con
aperture parziali. Per quanto riguarda la due poi magari lo
spiega l'onorevole Pullara.
Per quanto riguarda la uno, ho sentito prima un intervento a
proposito di questo emendamento, si
parlava di questa manifestazione che proprio in questi giorni è
itinerante per tutte le provincie che ho
avuto il piacere di apprezzare a Taormina, dopo aver fatto
ordinatamente la fila a differenza di
qualcuno che percorrendo la corsia vip ha dribblato tutti i
poveretti che facevamo la fila per
misurarci la temperatura.
Signor Presidente è successo anche questo, questo squarcio di
sicilianità, la migliore è avvenuta
sul palco con questo meraviglioso documentario del regista
Tornatore che ha come protagonista la
sicilianità e trovo anche giusto dare il sostegno economico e
non solo andarsi a guardare gli
spettacoli senza fare la fila o parlare al telefono in Aula.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Tancredi,
non c'è.
PAGANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Signor Presidente, in merito alla
votazione a scrutinio segreto, il
sistema elettronico ha registrato - era una votazione quindi non
sappiamo cosa abbia votato, - anche
se lo immaginiamo, io ho votato sì per il mantenimento
dell'articolo, durante la ..
PRESIDENTE. Giustamente mi chiedeva se tratteremo l'Istituto
zooprofilattico. Dopo questa
legge tratteremo l'Istituto zooprofilattico. Questo è l'accordo
della Conferenza dei Capigruppo.
Andiamo avanti.
PAGANA. Presidente Di Mauro, dicevo, non è un intervento per
capriccio, dico dalla votazione a
scrutinio segreto risulta votante un collega che non solo al
momento della votazione non era presente
in Aula, ma era anche in congedo.
Ho chiesto agli Uffici di verificare, ancora il resoconto
stenografico non è disponibile.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pagana.
PAGANA. Io non voglio fare né ostruzionismo, né perdere tempo
perché qua dentro siamo tutti
stanchi e sappiamo l'importanza di quello che stiamo votando,
però c'è questo fatto ed io vorrei
l'attenzione della Presidenza dell'Assemblea e dell'Aula tutta.
Risulta votante nella votazione a
scrutinio segreto un collega che non solo non era presente in
Aula al momento della votazione, ma
era anche in congedo.
Ho chiesto il resoconto stenografico per maggiore sicurezza
per sapere quando questa persona,
quando era stato annunciato il congedo della persona, ma è stata
vista uscire dall'Assemblea alle 15
di oggi pomeriggio. Abbiamo anche visto in Aula dove era il
cartellino e i colleghi che alla presenza
mia e del mio capogruppo che giravamo per i banchi, hanno
estratto il cartellino con non so che di
complicità.
Ora, se questo non fosse vero io sono disposta a chiedere
scusa anche da questo scranno alle
persone contro cui io mi sono scagliata verbalmente, perdendo le
staffe, perdendo la pazienza. Se
questo non dovesse risultare vero io chiedo umilmente scusa e
vado avanti. Però Presidente se questo
fatto dovesse essere vero, quindi se qualcuno si è divertito a
fare il pianista in barba a qualsiasi
principio annunciato fuori, allora questo è un atto sicuramente
meritevole di denuncia, non nei
confronti né della Presidenza di questa Assemblea, tanto meno
del personale di questa Assemblea
che si ritrova a richiamare ogni singolo deputato per l'utilizzo
della mascherina perché tutti usciamo
fuori a dire che è importante utilizzare la mascherina e poi in
un luogo chiuso a stretto contatto con
colleghi e con altre persone ci dimentichiamo di indossarla,
però questo è un fatto che voglio
appunto lasciare a verbale.
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, io sto cercando da quando è
successo questa cosa che ero nel
mio ufficio con delle persone, di chiamare Francesco Cappello in
modo che me lo faccio dire da lui
se c'era o non c'era perché credo che siccome, il concetto quale
è se io immagino che è possibile che
la macchina sbaglia capite bene che siamo consumati, cioè
bisogna tornare a una votazione volta per
volta nominativa e quindi diventa un problema. Quindi, io voglio
essere sicuro che la macchina non
possa sbagliare, ma proprio perché proprio me ne voglio rendere
conto perché non è che siamo, non
è che è possibile immaginare le cose, bisogna in qualche maniera
accertarle, dal momento in cui è
successa questa cosa il Segretario generale mi ha chiamato nel
mio ufficio dicendomi che era
successo questo incidente, diciamo. Io cerco di chiamare
Cappello e non ci riesco; scusi, allora se,
attenzione, il fatto che lui sia stato messo in congedo non
significa niente perché, nel momento in cui
è stato messo in congedo e poi, invece, entra per votare e vota
il congedo viene automaticamente
annullato. Questo succede spessissimo, l'altro ieri con
l'onorevole Compagnone: io l'ho messo in
congedo e, invece, era presente e votava. Poi gli ho chiesto
scusa perché era una cosa vecchia che mi
sono trovato davanti, quindi questo, come dire nel momento in
cui uno vota, poi il congedo viene
automaticamente annullato.
Quindi io devo capire se, effettivamente, l'onorevole Cappello
c'era o non c'era. Ora se Francesco
Cappello, che io cerco di chiamare e non riesco a trovare, mi
dovesse dire che non c'era, non c'è
dubbio che è possibile che io debba prendere delle decisioni ma,
e mi riservo di prenderle,
ovviamente, queste decisioni. Ma, finché io non scopro,
purtroppo non ci sono le telecamere che
inquadrano tutti i posti a sedere per cui io lo posso andare a
vedere dalle telecamere, le telecamere
inquadrano soltanto il podio e, poi, la Presidenza e il Governo,
per cui se lei mi dà la possibilità,
tanto fino a che non finiamo tutto il voto finale non lo diamo.
Se lei mi dà la possibilità di verificare e cercare di capire
cosa è successo, stia tranquillo che
opererò con una onestà che non ce n'è uguale, per cui cercherò
di verificare quello che è successo,
nel caso in cui dovessi capire che c'è stato un problema, sarò
il primo a tornare qui e dire dobbiamo
ripetere la votazione, oppure c'è stato un errore, oppure non
c'è stato, insomma lo verificheremo. Le
decisioni che prenderò io non le posso anticipare, perché non so
qual è la vicenda, ma le posso
garantire che farò di tutto per accertare quale è stato il
problema, e quindi qual è la verità di quello
che è successo, dopodichè prenderò delle decisioni.
Se fosse necessario le prendo addirittura insieme al Consiglio
di Presidenza, perché ci possono
essere anche decisioni che non mi posso accollare da solo
nella scelta e, quindi, stia tranquilla che
se ci dovesse essere qualche problema e dovesse essere accertato
qualche problema sarò il primo a
trovare la soluzione. Per cui vi prego di credermi, io non posso
neanche credere che ci sia un errore
nella macchina, perché ripeto se dovessimo scoprire che c'è un
errore nella macchina, certo al di là
che la faremmo verificare, la macchina, ma da quel momento
dovremmo cominciare a votare tutto
con votazioni, quindi lasciatemi finire questa specie di
indagine.
Intanto se mi rispondesse Francesco Cappello sarebbe perfetto,
in ogni caso ho visto che la
votazione è stata con quattro voti di scarto, quindi al di là di
quello di Cappello bisognerebbe andare
a verificare gli eventuali altri errori che ci possono essere
stati, ma state tranquilli che è nel mio
interesse, da Presidente di questa Assemblea, io devo essere
assolutamente certo che non ci possano
essere errori nella macchina, perché senno saremmo veramente
consumati . Ci fosse la possibilità
dell'errore nella macchina, è come se ci fosse una possibilità
nell'errore del conteggio dei voti per
ognuno di noi quando viene eletto. E' chiaro che sarebbe un
grosso problema.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, lei
ha toccato un tasto, stava
presiedendo prima il Vicepresidente Di Mauro quando ho chiesto
anche io di valutare a porte chiuse
cosa fare. Perché il voto, con le disposizioni Covid che
l'Ufficio di Presidenza ha assunto, si può
dare e mantenere soltanto se, successivamente, si estrae il
cartellino, quindi non solo è stato
ammaccato il pulsante, è stato furtivamente estratto il
cartellino.
Allora, io voglio pensare che qui dentro nessuno si è permesso
non solo di ammaccare un pulsante
per sbaglio, ma anche di estrarre il cartellino coordinando il
voto e sappiamo che alcune volte
colleghi che hanno provato a votare non ci sono riusciti. C'è
anche una difficoltà oggi che alcuni
colleghi hanno in questa Aula, quindi non voglio pensare che è
successo questo. Spero che sia un
problema della macchina, a quel punto, Presidente, le chiedo fin
da subito di riprovare.
PRESIDENTE. Le dico subito che la mia speranza è che Cappello
ci fosse, perché a quel punto
sarebbe stato risolto ogni problema
ARICO'. Lo vedremo.
PRESIDENTE. Perché se Cappello mi dovesse dire che,
effettivamente, non c'era, non c'è dubbio
che c'è un problema, poi vedremo.
ARICO'. Però mi auguro che nessuno su un voto segreto,
soprattutto, lei sa, l'opinione che noi
abbiamo di DiventeràBellissima' sul voto segreto, al di là di
tutto, che sia stato utilizzato anche in
maniera furtiva, spero assolutamente di no perché sarebbe un
fatto gravissimo. Le chiedo fin da
subito di ripetere la votazione.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Aricò, le rappresento una cosa.
Per come abbiamo adesso
riorganizzato la votazione, non c'è più la prima metà di un voto
e l'altra metà che vota dopo. Quindi
si vota contemporaneamente. Quando si dichiara chiusa la
votazione non è che si ha il tempo di
cambiare tesserino.
ARICO'. No, se lo ha accanto lo fa.
Io mi auguro che non sia successo. Sarebbe irrispettoso per
quest'Aula.
PRESIDENTE. Certamente questo non sarà avvenuto. Devo capire
se c'è una possibilità che la
macchina inserisca dei voti che non ci sono. Per cui lo
verificheremo e dopo di che sarà mia assoluta
cura nel mio interesse per primo, perché se io dovessi
presiedere una Assemblea e alla fine di ogni
votazione ci fosse il dubbio del voto è chiaro che sarebbe
veramente un dramma. Per cui vorrei
tranquillizzare sia l'onorevole Arico' che l'onorevole Pagana.
Farò una indagine seria e non
approssimativa su quello che sarà. Spero di riuscire a trovare
l'onorevole Cappello per intanto avere
la sua versione e capire se c'era la scheda e poi verificheremo
quello che si dovrà fare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.
CIANCIO. Signor Presidente, io chiederei all'Assessore Messina
visto che stiamo andando ad
incidere su un capitolo un articolo che è stato condiviso da
tutta l'Aula, diciamo anche che c'è stato
anche l'apprezzamento da parte dell'Aula, chiederei anche da
parte dell'Aula di trovare le risorse per
queste categorie che sono più imprese, attività produttive che
non attività o associazioni che operano
nel mondo dello spettacolo.
Quindi chiederei di trovare un'altra copertura perché il fondo
dal quale stiamo attingendo è un
fondo per la perdita degli incassi del botteghino di un settore,
di una categoria che sappiamo essere
tra quelle tra le più colpite dall'emergenza Covid.
Ora, io non voglio fare la lotta tra i poveri, per carità, non
è questo il momento e non è questa la
sede però se avessimo avuto il tempo di valutare questi
emendamenti anche nelle commissioni di
merito anche noi stessi avremmo potuto presentare altri
emendamenti o porre coperture diverse.
Ecco però fare questa lotta tra poveri a partire dal fatto che
tutti hanno la stessa dignità e tutti hanno
la stessa priorità di essere aiutati dalla Regione però non mi
sembra opportuno.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, per quanto riguarda questo
emendamento, io ho parlato con
l'assessore Messina e ho chiesto all'Assessore Messina che per
il futuro questi emendamenti
possono essere presentati in commissione anziché nell'ultimo
giorno d'Aula e il momento in cui si
vota e quindi devono diventare aggiuntivi. Perché per me è
veramente un fastidio votare gli
emendamenti aggiuntivi. Ve lo dico sinceramente. Per cui ho
chiesto questa cosa. Ma questo
emendamento quando ho parlato stamattina, no stamattina, dopo
che avevo annunciato che non
sarebbero passati emendamenti aggiuntivi, l'Assessore Messina mi
ha ricordato la genesi di questo
emendamento.
Quando abbiamo fatto questa operazione che la Regione con
grande intelligenza ha fatto su Dolce
e Gabbana c'era da pagare, mi ascolti, c'era da pagare, visto
che non c'era da pagare Dolce e
Gabbana perché era tutto gratuito però l'allestimento bisognava
pagarlo ed era una operazione
proprio delle attività produttive. Non c'entrava niente il
turismo. Lei si riferisce ai parchi acquatici?
Chiedo scusa avevo capito diversamente. Ha facoltà di parlare
l'Assessore Messina.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, vorrei spiegare la
genesi dell'emendamento dei parchi acquatici ed è la stessa
genesi che ha portato la Commissione, la
III Commissione parlamentare a chiedere al Governo all'unanimità
con tutti i componenti di inserire
i propri parchi acquatici essendo fuori da qualsiasi tipo di
aiuto.
Tengo anche a precisare che la somma prevista per i parchi
acquatici, che si aggira intorno ai due
milioni di euro, è proprio quella somma che comunque rimarrebbe
non spesa, quindi rientra
tranquillamente nella capienza del capitolo.
L'urgenza sta nel fatto che, siccome le risorse sono state
sbloccate per questo tipo di norma
approvata in finanziaria, se oggi non inseriamo i parchi
acquatici nella norma, quindi così com'è
scritto nell'emendamento, lasciamo fuori circa 18 parchi
acquatici, per la corrispondenza di quasi
mille posti di lavoro. Quindi la capienza c'è perché proprio nei
calcoli che abbiamo fatto il fondo che
è di 10 milioni di euro copre, per tutte le altre categorie, 8
milioni di euro. Rimarrebbero 2 milioni
non spesi, che andrebbero tranquillamente a coprire quelle che
sono le attività dei parchi acquatici.
Questo è quello che ha chiesto la Commissione parlamentare e
il Governo e, quindi, la mia
persona si è adeguata all'indirizzo che ha dato anche la
Commissione parlamentare. Ho
semplicemente scritto e presentato l'emendamento.
L'urgenza nasce dal fatto che ieri pomeriggio i funzionari del
mio Dipartimento mi hanno
comunicato che sono pronti ad uscire il bando e l'avviso
pubblico, perché noi avevamo previsto di
farlo regolarmente tramite la Commissione alla prossima legge
utile, ma l'urgenza nasce dal fatto
che già siamo pronti con gli avvisi e, quindi, se non li
inseriamo oggi, rimarrebbero fuori da qualsiasi
aiuto.
Per cui io, ovviamente, mi rimetto all'Aula, sperando che si
possa capire il motivo dell'urgenza, il
motivo della prassi, che non vuole mettere in difficoltà il
presidente Micciché, anzi lo ringrazio, ma
proprio perché ho spiegato la genesi di questo emendamento, mi
ha consentito di fare una forzatura.
Diversamente, avrei seguito regolarmente la prassi, perché lungi
da me da voler mancare di rispetto
sia all'Aula, che alla Commissione Bilancio e alla Presidenza.
Tutto qui. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. E qui devo dire, sinceramente, che io ho preso una
decisione e l'ho presa insieme
all'Aula sugli aggiuntivi, tant'è che mentre, come sapete, nelle
prime leggi ne venivano presentati
cento, oggi di fatto la cortesia di tutti è quella di non
presentarne nemmeno, per cui ne arrivano
assolutamente pochissimi, e su quei pochi che arrivano io cerco
proprio di essere molto rigido.
Fermo restando la necessità che queste cose devono essere
discusse in Commissione, perché è
corretto che sia così, ed è giusto che sia così, però mi
permetto di dire che questa volta, dopo avere
io stesso annunciato che sarei stato molto rigido sugli
emendamenti aggiuntivi, questi tre che sono
stati prelevati tra gli altri, e soltanto questi tre, e portati
all'attenzione dell'Aula, hanno una
motivazione reale, diversamente non lo avrei fatto.
Sulle coperture non coperture, questo, sinceramente, non sono
stato attento a capire quali cose,
credo che l'intervento dell'assessore Messina possa avere
chiarito, ma vi prego di considerare che se
li ho presi questi tre e deciso di portarli in Aula è perché li
ritenevo onesti rispetto a quello che
stiamo facendo, e non aggiuntivi veri, come spesso si faceva
prima, mettendo dentro cose che non
c'entravano niente, tanto per provare a fare approvare qualcosa.
Sono tutti e tre effettivamente
importanti. Per cui, se mi posso permettere, sono il primo a
chiedere scusa se li abbiamo accettati,
perché la regola dovrebbe essere quella di non accettarli, ma vi
prego di valutarli e di poterli
apprezzare per come poi volete, ovviamente favorevoli o
contrari, non può dipendere da me, ma di
poterli apprezzare, perché sono comunque importanti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Per capirlo io, Assessore, da dove si stanno prendendo questi
soldi per i parchi acquatici?
E quindi qual è il problema?
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire
con onestà non sono molto
interessato a capire da dove li prende, da dove non li prende,
non perché non condivida l'esigenza e
anche la ragione di un atto di gestione, semplicemente, signor
Presidente, io le ripeto una cosa che
per me è fondamentale. Un Parlamento è una cosa complessa, e ci
si deve fidare sulle regole, anche
quelle non scritte, perché tutto può fare un Parlamento, ma lo
può fare in una logica di condivisione
dove deroghiamo alle regole scritte.
Lei qui sta derogando alle regole scritte, e quelle dichiarate
sulla base di un presupposto di sua
valutazione, tra l'altro mai condivisa, nel senso che non è la
prima volta che l'Aula fa eccezioni, ci
mancherebbe, siamo fatti di carne, ci possono essere urgenze,
quindi sarebbe stupido non valutare le
cose per quelle che sono. Ma mi permetto di dire, noi abbiamo
fatto Commissione Bilancio ieri, con
una procedura eccezionale siamo arrivati ad oggi a esaminare la
variazione di bilancio, e lei sa che
normalmente ci sono le 48 ore, le 24 ore, quindi abbiamo
superato qualunque regolamento
considerata l'urgenza e l'emergenza, dopodiché lei in Aula ha
dichiarato sia sulla legge urbanistica,
e ne prendo atto che ha mantenuto quell'impegno, sia sulla legge
questa variazione di bilancio, che
non ci sarebbero stati emendamenti aggiuntivi.
Oltretutto, era un come dire, un sentimento già conosciuto, e
nessuno di noi ha presentato
emendamenti, personalmente non ho presentato manco emendamenti
modificativi, allora quello che
voglio dire Presidente, io non credo che ci sia nessuna urgenza
che faccia saltare la Sicilia con
grande onestà, perché così come i parchi acquatici hanno
un'esigenza, vorrei ricordare che, malgrado
abbiamo messo i soldi in finanziaria, ancora i tassisti non
ricevono una lira, quindi sui meccanismi
dei contributi non credo che succedono cose disastrose, per
quanto riguarda Dolce e Gabbana io no
100 un milione, però vorrei ricordare a tal proposito che il 31
luglio, a firma dell'assessore Turano è
stato firmato un decreto che eroga 575 mila euro alla società di
Dolce e Gabbana per
l'organizzazione della promozione in Sicilia.
Bene, è un'attività gestionale nulla quaestio, ma adesso che a
distanza di cinque giorni si venga a
dire che su Dolce e Gabbana c'è un'emergenza, che non capisco
quale è, se non gli mettiamo questi
100 mila euro, che se ho capito bene poi è un problema di
capitoli nei quali si è prelevato dal .
PRESIDENTE. Sono pagati, non so è chiaro, solo che li ha
pagati l'assessore Messina a cui non
spettava pagarli, li doveva pagare l'assessore Turano questo è
il fatto.
CRACOLICI. Il decreto è a firma Turano presumo che se l'ha
fatto.
PRESIDENTE. No quello, quello, questa è un'altra cosa.
CRACOLICI. Quindi, non sappiamo neanche quanto stiamo pagando,
detto questo, io credo
sinceramente che, anche se è come dice lei, visto che è stato
pagato, e trattasi quindi di una rettifica
in corso d'opera, ma mi spiega perché lo stiamo facendo con
questa urgenza il 6 agosto, quando è un
atto che possiamo recuperare in qualsiasi momento dell'attività
parlamentare, me lo spiegate perché
dobbiamo creare questi incidenti inutili, che creano soltanto
una tensione che rende poco credibile
anche quello che facciamo.
Perché io fra un minuto, non so se sulla legge quella dello
zooprolilattico mi arriva l'elicottero o
devo cominciare a fare - diciamo - attività ostruzionistica, lo
capisce che questo rende faticoso fare
l'attività parlamentare, ecco perché le chiedo Presidente,
malgrado il suo ripensamento, di ripensare
il suo ripensamento garantendo, non per partito preso.
Dopodiché, nel merito, ripeto, come abbiamo fatto tante altre
cose, ne discutiamo, valuteremo, ci
sarà chi è contro ci sarà chi è a favore, quella è la
democrazia, ma sulle procedure le chiedo di essere
molto rigido, perché questo incrina rapporti di fiducia nel
sistema del rapporto tra Presidenza,
Parlamento, maggioranza ed opposizione, mi fermo qui spero che
prevalga il buonsenso.
PRESIDENTE. Allora onorevole Cracolici, un attimo, tutti
volete parlare un minuto, tanto la
decisione poi deve spettare come sempre a me, ma onorevole
Cracolici lei ha perfettamente ragione,
tant'è che mi sembra, e nessuno ce lo può contestare, che da un
po' di tempo a questa parte,
all'inizio sinceramente non era così, da una serie di leggi che
abbiamo cominciato ad apprezzare
questa situazione che un tempo, non dico le passate legislature,
se vi faccio portare l'elenco degli
aggiuntivi che venivano passati, poi se approvati o meno è un
altro discorso, se parliamo di pile di
emendamenti, non era neanche considerato quasi vietato farli.
Ma siccome io voglio rispettare le procedure, e sono
assolutamente convinto di rispettarle, perché
le procedure sono come dire la garanzia della democrazia, perché
diversamente si fa quello che si
vuole, io faccio una domanda all'assessore Messina. Scusi
onorevole Sunseri, sto parlando con
l'assessore Messina, io faccio una domanda all'assessore Messina
e dico con grande onestà che
proprio per potere mantenere la garanzia delle procedure, se di
questi emendamenti ci fosse
qualcuno che lei, ed io la conosco, e credo di sapere e
conoscere la sua onestà, che devono essere
approvati immediatamente, perché sennò creano effettivamente dei
problemi, me lo dice, e io
continuerò ad essere convinto di averli portati.
Se ce n'è qualcuno che, se anche facciamo tra un mese, tutto
sommato non succede niente, e
quindi possiamo continuare a rispettare le procedure, e quindi
dare ragione a chi ora sta alzando la
mano per, come dire, protestare correttamente rispetto a una
procedura che non sarebbe possibile
fare, io la ringrazierei molto se lei mi dicesse Presidente per
favore questo qua è troppo importante,
se di quest'altro ne possiamo fare a meno perché effettivamente,
se lo facciamo fra un mese, non
succede niente', io avrei la chiarezza, la certezza di azioni
che devo prendere per cui sarei molto
contento se lei con onestà, di cui sono certo, mi potesse dire
se di questi emendamenti ce n'è uno che
per esempio si deve fare assolutamente sennò non si .ecco.
Quello dei parchi acquatici, se non può partire il bando, io
credo che, effettivamente, visto che
andiamo incontro ora ad un mese in cui certamente non faremo
leggi, e sarebbe se quello di Dolce
& Gabbana lo possono, si può correggere quel problema fra un
mese, e non succede niente, vorrei
che lei si esprimesse e mi dicesse qual è veramente urgente e
quale meno.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Si Presidente, l'urgenza come ho
spiegato prima è assolutamente quella dei parchi acquatici,
proprio per il blocco dell'avviso. Quello
di Dolce & Gabbana, ci sarebbe un'urgenza, ma non sarà questo a
creare il problema, quindi lo ritiro
e lo rifacciamo eventualmente tra un mese. Starò a zero anche
per questo mese, tanto ci sono
abituato a non avere un euro, e cambierà poco.
PRESIDENTE. Io credo
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego onorevole Lupo, prego, però a
questo punto, a questo punto,
stiamo dimostrando ancora una volta molta serietà e molta onestà
in quest'Aula. Cioè ritiriamo
quello che effettivamente non è urgente, io mi aspettavo questa
risposta dell'Assessore Messina,
perché lo so che quello di Dolce & Gabbana non è così urgente,
c'era una garanzia dell'Assemblea
che l'avremmo portato alla prima legge utile per poterlo fare,
ma l'Assessore Messina con onestà ci
sta dicendo che se anche si fa fra un mese o due non succede
assolutamente niente.
Se quello dei parchi acquatici effettivamente ci creerebbe il
problema di potere fare partire i bandi,
sarebbe veramente un peccato, e vi prego di poterlo portare
avanti. Onorevole Lupo e poi però io
prendo la decisione e votiamo si o no e basta.
LUPO. Presidente, l'intervento dopo l'annuncio del ritiro
fatto da parte dell'Assessore
dell'emendamento A1, perde un po' di attualità, però voglio dire
all'Assessore con le variazioni di
bilancio, e in particolare con la delibera di Giunta, sul
capitolo 472514 nonché sul capitolo 472538,
si recuperano 1.379.143,31 euro.
Cioè lei scongela dall'accantonamento, dalla riduzione
dell'autorizzazione di spesa, di 1.999.000
euro del Bilancio circa il 70 per cento. Quindi non è vero che
il suo Assessorato è a zero. Ha risorse
per potere quanto meno tamponare da qui a settembre. Questo ad
onor del vero. Questa è la norma,
questo è il capitolo, e questo è quello che l'Aula si accinge a
votare. Se poi c'è ..come non è così?
È scritto, basta che chiede all'Assessore Armao. Se poi c'è
un'emergenza aggiuntiva di altri 100
mila euro, è un altro discorso, ma non è vero che non c'è, c'è
un milione quasi e 400 mila euro. Non
è così?
PRESIDENTE. Che è possibile che siano impegnati in altra
maniera però onorevole Lupo.
LUPO. Ma se li impegnate prima di avere la certezza della
disponibilità sul Bilancio è un
problema.
PRESIDENTE. E allora la decisione del Presidente è quella di
votarne due, quindi quello di Dolce
& Gabbana lo accantoniamo e lo presentiamo qual è il numero di
quello? Scusate, allora, c'è un
sub-emendamento a quello dei parchi acquatici, che si
aggiungerebbero anche il settore pirotecnico.
Il parere del Governo? Sempre della stessa cifra immagino?
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. A me arrivano e io li metto in votazione,
onorevoli non è che posso, non è che è
un problema mio, non è che l'ho aggiunto io questo
subemendamento. Assessore Messina, c'è da
parte sua la .perché effettivamente se intanto non c'è la
capienza
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Parere favorevole, Presidente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.3. Onorevole Ciancio, io
non posso sapere
CIANCIO. Avevo chiesto il voto palese.
PRESIDENTE. Pensavo volesse ricominciare la discussione. Il PD
lascia l'Aula e lo mettiamo,
per favore, a verbale. Mettiamo in votazione l'emendamento A.3,
il subemendamento l'abbiamo già
votato.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio nominale dell'emendamento A.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 50
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 32
Contrari 9
Astenuti 0
(E' approvato)
Quali sono gli emendamenti da votare? Questo è uno e l'altro
che era stato presentato sulla
interpretazione, che è l'A.2. Colleghi, calma, non c'è bisogno
di urlare, basta chiedere le cose.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Presidente grazie e scusate per il tono della voce. È
un'annosa vicenda che ci
portiamo dietro dai famosi collegati o collegatini di
quest'estate 2019. Abbiamo approvato una
norma per la quale tutti coloro i quali erano dipendenti di
partecipatesono stati inseriti in un albo dal
quale la società SAS ha attinto per le assunzioni. Sei o sette
dipendenti che non avevano sentenza,
ma avevano una conciliazione, sono stati esclusi. Siccome le
conciliazioni sono equiparabili
assolutamente a sentenza e producono i medesimi effetti, è
un'interpretazione autentica. Questa è la
spiegazione della norma. È ricondurre ad equità una cosa che di
fatto non è stata applicata
correttamente.
PRESIDENTE. Si tratta di sei persone che non erano state
prese.
PULLARA. E, soprattutto, grazie per la sensibilità.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Il parere del Governo lo devo
chiedere comunque, non c'è bisogno
che me lo suggerite. Appena finivano gli interventi avrei
chiesto il parere del Governo e della
Commissione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La
Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Voto segreto, è appoggiato? Si tratta di sei
persone che non sono state prese
rispetto alle altre che sono state prese per un motivo di tipo
giuridico. Non mi sembra che sia un fatto
ideologico. È un'interpretazione, però, non c'è problema.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento A.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 50
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 27
Contrari 14
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Stato di previsione della spesa.
1. Nello stato di previsione della spesa per il triennio 2020-
2022 sono introdotte le variazioni di
cui all'annessa tabella A , comprensive delle variazioni
discendenti dall'applicazione delle
disposizioni della presente legge».
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione
siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Per il voto finale aspettiamo la fine insieme all'urbanistica.
Noi non faremo il voto finale delle leggi, così come abbiamo
stabilito, finché le leggi non vengono
apprezzate. Sono le 21, vediamo se è possibile farlo. Così come
voi sapete tra le regole da rispettare
c'è quella dell'orario. Abbiamo stabilito a inizio legislatura
che sedute notturne, a meno che non ci
sono scadenze, non se ne fanno. Cerchiamo di farle queste leggi
in quest'ora che ci è rimasta. Sono
le 20.56, ci rimane un'ora e dieci, evitiamo di mangiare, se ce
la facciamo bene, se no, andiamo a
domani. E' un invito a voi. Fosse per me le voterei in tre
minuti. Se le dovessi votare soltanto io le
voterei in tre minuti, siete voi che chiedete la parola e
chiedete votazioni segrete, palese e company.
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia" (nn. 445-
280-546/A)
Seguito della discussione del disegno di legge Riordino
dell'Istituto zooprofilattico
sperimentale della Sicilia (nn. 445- 280-546/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge nn. 445-280-546/A
Riordino dell'Istituto
zooprofilattico sperimentale della Sicilia .
Invito la Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Do la parola al Presidente della Commissione per una veloce
relazione. Se l'onorevole si rimette
al testo, sono felice, ma se vuole parlare, deve parlare.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Mi
rimetto al testo della
relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non
essendoci iscritti a parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli, che è
approvato.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Norma di recepimento
1.L'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, di
seguito denominato Istituto, ha
personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di
autonomia amministrativa, gestionale, tecnica
e contabile.
2. L'Istituto opera come strumento tecnico-scientifico dello
Stato e della Regione siciliana, in
particolare nell'ambito del servizio sanitario nazionale,
garantendo al Ministero della salute, alla
Regione stessa e alle aziende sanitarie locali le prestazioni e
la collaborazione tecnico-scientifica
necessarie all'espletamento delle funzioni in materia di sanità
pubblica veterinaria e sicurezza
alimentare.
3. L'Istituto ha la sede legale e centrale a Palermo ed è
articolato sul territorio della Regione in
sezioni diagnostiche territoriali presso i comuni di Barcellona
Pozzo di Gotto, di Caltanissetta, di
Catania e di Ragusa.
4. L'Istituzione di nuove sezioni o la eventuale soppressione
di quelle esistenti è soggetta a
formale atto di approvazione della Giunta regionale della
Regione.
5. Fatte salve le competenze del Ministero della salute,
l'organizzazione e il funzionamento
dell'Istituto si informano ai principi di cui all'articolo 10
del decreto legislativo n. 106/2012 e agli
indirizzi contenuti negli atti di programmazione regionale,
fermo restando che l'erogazione delle
prestazioni avviene in stretto coordinamento con le aziende
sanitarie e con i laboratori pubblici di
altri enti che operano nel settore della sanità pubblica
veterinaria e della sicurezza alimentare.
Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi
è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Consiglio di Amministrazione
1. Il consiglio di amministrazione è composto da cinque membri
in possesso del diploma di laurea
magistrale o diploma equivalente ed aventi comprovata
professionalità ed esperienza in materia di
sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti designati
come segue:
a) uno dal Ministro della salute;
b) uno dal Presidente della Regione siciliana;
c) due dall'Assessore regionale per la salute;
d) uno dall'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
2. Il Presidente della Regione, a seguito delle designazioni
effettuate ai sensi del comma 1, previo
parere della Commissione Salute Servizi Sociali e Sanitari'
dell'Assemblea regionale siciliana per
le nomine di cui alle lettere b, c e d del precedente comma,
provvede, con proprio decreto, alla
nomina ed alla convocazione della prima riunione del consiglio
di amministrazione nel corso della
quale il consiglio stesso elegge il Presidente e il
Vicepresidente.
3. Ai fini della nomina del consiglio di amministrazione
trovano applicazione le vigenti
disposizioni in tema di inconferibilità ed incompatibilità
dell'incarico.
4. In caso di dimissioni, la decadenza, impedimento o morte di
uno o più consiglieri si provvede
alla sostituzione secondo le disposizioni di cui ai commi 1,2 e
3. I nuovi componenti restano in
carica fino all'ordinaria scadenza del consiglio.
5. Il consiglio di amministrazione dura in carica quattro anni
e i suoi comportamenti possono
essere confermati non più di una volta.
6. Il consiglio di amministrazione è convocato dal presidente
almeno ogni bimestre ed ogni
qualvolta lo richiedano, indicando gli argomenti da trattare, il
Presidente della Regione siciliana, il
direttore generale o altro componente del consiglio di
amministrazione.
7. Le sedute del consiglio di amministrazione sono valide con
la presenza di almeno due dei suoi
componenti in carica. Alle sedute partecipa senza diritto di
voto il direttore generale. Il direttore
amministrativo svolge funzioni di segretario.
8. La Giunta regionale, con proprio decreto, stabilisce
l'indennità spettante rispettivamente al
presidente e agli altri componenti del consiglio di
amministrazione, nella misura massima
omicomprensiva, del quaranta per cento e del venti per cento
dell'indennità spettante ai deputati
dell'Assemblea regionale siciliana».
All'articolo 2 sono stati presentati due emendamenti.
Si passa all'emendamento 2.2, della Commissione. Il parere
del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Sunseri
e Pasqua. Il parere della
Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RAZZA, Assessore per la salute. Contrario.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, mi piacerebbe comprendere la
contrarietà dell'assessore Razza,
perché mi sembra che sia semplicemente un emendamento di
buonsenso. Riduciamo il costo del
C.d.A., che anziché prendere il 40 per cento di quello che
percepisce un deputato regionale - che già
prende fin troppo - percepisce il 30 per cento. E' una riduzione
del 10 per cento nel C.d.A. e,
rispetto agli altri componenti, del 15 per cento anziché del 20
per cento. Le assicuro, Presidente, che
non moriranno di fame Prenderanno uno stipendio dignitoso e
diamo un bel messaggio che
incomincia oggi nelle società, negli enti e nelle Partecipate
della Regione siciliana, che finalmente
anche i nominati da parte della Giunta regionale hanno la
possibilità di decurtarsi un minimo il
proprio stipendio.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, la mia idea rimane sempre la
stessa, e cioè che se la gente non
la paghi, non lavora. Però, per carità, è un emendamento.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, io mi permetto di osservare
questo: i guasti che hanno
determinato certe convinzioni che diminuendo le somme da
corrispondere a professionisti si possa
migliorare o si possa dare un beneficio alla nostra Nazione o
alla nostra Regione io credo che non sia
assolutamente più accettabile.
Faccio un esempio, cari colleghi, un presidente di una
Partecipata regionale, per esempio il
presidente della RESAIS, ha una retribuzione annua di 20 mila
euro annui lordi. Deve chiaramente
pagare le tasse, deve venire a Palermo e in un anno ha risanato
tutto. E da quello che sento dire è che
vuole fuggire perché ha perso un sacco di soldi.
E allora, continuando con questo passo - che secondo me è
sbagliato perché chi è bravo, chi
merita deve essere retribuito - andiamo a mettere nei posti di
responsabilità persone - utilizzo un
termine poco elegante e vi chiedo scusa - scadenti, non avrei
voluto utilizzarlo. E allora, se noi
andiamo a corrispondere il giusto, perché il 40 per cento di uno
stipendio di parlamentare, già
decurtato negli anni, per carità, non ci lamentiamo e ci
mancherebbe altro, sarebbe ultroneo e fuor di
luogo lamentarsi, io credo che andremmo a far gestire questo
Consiglio di Amministrazione da
persone non idonee o dagli ultimi arrivati.
I professionisti vanno pagati, non c'è nulla da fare, il
giusto per carità, senza esagerazione e senza
lusso. Io credo che questo 40 per cento portato al 30 per cento
non sia idoneo, perché noi dobbiamo
pensare sempre al fisiologico, mai al patologico; dobbiamo
pensare ad uno bravo, messo lì, che
secondo me guadagna il giusto. Perciò, io annuncio a nome del
mio partito, ovviamente il voto
contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pagana.
PAGANA. Rinuncio.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie Presidente, pochissime
battute. Anzitutto la norma parla
di una misura massima omnicomprensiva del 40 per cento e,
quindi, poi sarà il Consiglio di
Amministrazione e il regolamento di gestione, di cui
all'articolo 3, ad individuare la misura. Quindi,
sostanzialmente è una decisione che si assume.
Sposo integralmente, invece, le dichiarazioni che ha poco fa
pronunciato l'onorevole Calderone
perché parto dal presupposto che quando si chiede di
amministrare la cosa pubblica, e nel caso di un
istituto che ha un bilancio di milioni di euro e che è chiamato
a svolgere ruoli importantissimi, non
da ultimo anche nella ricerca, l'Istituto zooprofilattico
sperimentale sta realizzando, tra i primi in
Italia, un piano di ricerca internazionale, anche insieme alla
Fondazione Rimed, ha realizzato la sede
in Sicilia per tutto il Sud dell'Europa di un centro di ricerca
internazionale con l'organizzazioni non
governative.
Se noi pensiamo che la differenza di poche centinaia di euro
al mese possa, magari, riempirci di
fronte a un meraviglioso comunicato stampa, ma pensare invece
che non stiamo mandato le persone
capaci, competenti, a doversi occupare della cosa pubblica io
rivendico che ci siano persone
competenti capaci e che il lavoro delle persone venga pagato in
maniera giusta e corretta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
(Viene la richiesta di votazione per scrutinio nominale)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio nominale dell'emendamento 2.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 13
Contrari 25
Astenuti 2
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Regolamento organizzativo
1. Ai sensi dell'art. 12 dello Statuto della Regione siciliana
e della Circolare del Presidente della
Regione siciliana n. 4520 del 9 ottobre 1964, verrà emanato
apposito Regolamento organizzativo
dell'Istituto, previa delibera di Giunta e previo parere della
Commissione Salute, Servizi Sociali e
Sanitari' dell'Assemblea Regionale Siciliana con decreto del
Presidente della Regione».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 3.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, colleghi, il nodo da sciogliere
sull'articolo 3 è particolare, ho già
letto l'emendamento modificativo che non risolve e non sana il
problema in quanto la materia in cui
stiamo intervenendo rientra tra le discipline concorrenti tra
Stato e Regione.
L'articolo 3 per come è stato strutturato non è conforme a
questi principi costituzionali, in quanto
l'articolo 10 della legge n. 106 del 1992 Oggetto di
attuazione prevede espressamente che sia la
legge regionale a disciplinare le modalità gestionali,
organizzative, di funzionamento degli istituti,
nonché l'esercizio delle funzioni di sorveglianza
amministrativa, ad indirizzo e verifica sugli istituti,
fatti salve le competenze statali adottando i criteri di
valutazione dei costi, dei rendimenti e di
verifica dell'utilizzazione delle risorse.
Tutto questo, quindi, non può essere fatto per come stiamo
facendo noi questa legge
demandandolo al regolamento emanato dalla Giunta regionale,
come invece, appunto, prevede
questo disegno di legge. Questo regolamento al limite, nelle
migliore delle ipotesi, potrebbe avere
funzioni integrative di quello che deve essere fatto con legge
regionale.
Inoltre, questo Regolamento, che dovrebbe essere esposto dalla
Giunta, prevedrebbe anche la
riorganizzazione dell'Istituto, con ciò quindi andrebbe a
travalicare quelle che sono le finalità di
attuazione-integrazione della legge regionale e andrebbe,
quindi, di fatto a compromettere
l'autonomia organizzativa dello stesso Istituto.
Quindi, questo disegno di legge, conformemente a quello che
hanno fatto tutte le altre regioni, la
Sardegna, la Campania, l'Emilia Romagna, la Lombardia, dovrebbe
invece disciplinare tutte le varie
funzioni e prevedere con apposite norme la semplificazione e lo
snellimento dell'organizzazione,
l'efficienza e l'economicità dell'attività amministrativa, la
razionalizzazione, l'ottimizzazione delle
spese, i costi di funzionamento, la riorganizzazione.
Per esempio, quello che diceva poc'anzi l'Assessore Razza, noi
diciamo in questa legge fino al 40
per cento poi se la vede il Consiglio di Amministrazione e la
Giunta invece no, perché la legge 106
dice che lo dobbiamo fare noi, lo dobbiamo identificare noi
anche quelli che sono i costi, quindi
anche tutta la riorganizzazione degli uffici dirigenziali, tutte
queste cose: la gestione in Italia del
personale, dei servizi comuni, la strumentazione innovativa, la
riorganizzazione degli uffici, tutte
queste cose, signor Presidente, devono essere fatte di concerto
tra la legge regionale di cui poi il
Regolamenti esitato dalla Giunta può avere solo funzione
integrativa.
Quindi, da questo punto di vista io credo che ci stiamo
avviando, se noi procediamo in questo
senso, a esitare una legge che sarà impugnata poi dal Consiglio
dei Ministri.
Ora, siccome è evidente che riscrivere e iscrivere un
regolamento dettagliato per come la 106
chiede in questa sede, sarebbe, è impossibile, peraltro è un
fatto che io avevo già reso evidente
chiedendo di prolungare i termini in Commissione Sanità perché
era impossibile in otto ore
scrivere un Regolamento che fosse adatto alla Regione siciliana,
Presidente, io mi trovo costretto da
questo punto di vista a chiedere o che il disegno di legge viene
rimandato in Commissione oppure io
già glielo preannunzio non solo il Movimento Cinque Stelle si
esprimerà contrariamente, ma anche
al fine di togliere diversi colleghi che condividono quanto io
ho appena espresso, richiederemo il
voto segreto per lasciarli liberi di esprimersi come meglio
credono.
PRESIDENTE. Allora, onorevole De Luca, secondo quanto mi
dicono gli Uffici la scelta è della
Regione, se la Regione decide di farlo con un Regolamento, il
rispetto c'è. Poi, inutile dire che io
sarei più felice di tutti di farlo con legge perché saremmo
partecipi tutti, ma la Regione ha tutto il
diritto di farlo e, quindi, se lo vuole fare con un Regolamento
della Giunta lo può fare
tranquillamente, sempre nel rispetto dei criteri statali, ma non
possiamo perché dal suo intervento mi
sembrava che fosse stato fatto qualcosa che non era possibile
fare. Non è così, è assolutamente
legittimo quello che sta facendo la Regione, l'Assessore Razza
poi lo chiarirà meglio di me.
RAZZA, assessore per la sanità. Presidente, dell'articolo 3 in
generale perché nella valutazione
che ha appena rappresentato l'onorevole sarebbe illegittima la
norma per come è concepita in quanto
la materia sarebbe soggetta a una sorta di riserva di legge. Non
è così. Non soltanto perché alcune
regioni hanno fatto un richiamo statico al recepimento della
Legge 106, del Decreto Legislativo 106
del 2012, ma perché la norma che il Parlamento ha già appena
approvato all'articolo 1 la recepisce
integralmente e segnatamente recepisce l'articolo 10.
La tecnica di redazione legislativa deliberata ai sensi
dell'articolo 12 dello Statuto, consente al
Governo di ricevere una autorizzazione legislativa perché questo
è l'articolo 3, che consente di
normare gli ulteriori aspetti con una fonte normativa di natura
secondaria. Ma la fonte normativa di
natura secondaria proprio perché non è deliberata soltanto dalla
Giunta, ma segue un procedimento
aggravato di approvazione che passa dal parere obbligatorio del
Consiglio di Giustizia
amministrativo in sede consultiva, in quella sede recepisce la
valutazione di conformità ai principi
generali espressi dalla norma legislativa che si è richiamata.
Quindi, il tema è: è legittima la
decisione del Parlamento di volere effettuare un richiamo
statico alla normativa nazionale e di
individuare la fonte secondaria con autorizzazione legislativa
per una norma di dettaglio?
La risposta non è legata alla potestà concorrente che qui, mi
permetterà, non c'entra sulla tecnica
di redazione normativa, ma è una risposta che riposa in
quintalate di sentenze della Corte Suprema e
in quintalate di pareri del Consiglio di Giustizia
amministrativa.
Il Parlamento, se lo decide, e l'articolo 3 dice questo, può
decidere di demandare al Governo con
un proprio Regolamento di intervenire sulla materia ed il
Governo lo può fare nelle forme aggravate
previste perché ha ricevuto l'autorizzazione legislativa. Questo
dice lo Statuto e questo dice la
norma, questo dice la giurisprudenza di legittimità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1, a firma
della Commissione, con il parere
favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3.
(Viene richiesta votazione per scrutinio segreto)
Chiedo scusa, io non voglio essere noioso, ma non si può
bocciare l'articolo 3 perché rimane
senza organi di Amministrazione. Non capisco che significhi il
voto segreto. Se dovesse essere
bocciato è chiaro che è saltata la legge, questo è chiaro
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 33
Contrari 14
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Clausola di neutralità finanziaria
1.Dalle disposizioni di cui alla presente legge non derivano
nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Norma transitoria
1.Il commissario straordinario in carica alla data di entrata
in vigore della presente legge è
prorogato e resta in carica per lo svolgimento delle funzioni
previste dall'art. 11, comma 1, lettere a)
e b) del decreto legislativo 28/6/2012 n. 106, fino
all'insediamento dei nuovi organi dell'istituto».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 5.1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, il mio intervento è diciamo ho
un dubbio. Questa norma
sappiamo tutti che si è fatta anche a seguito di un'iniziativa
da parte del Ministero che, in qualche
modo, ha notificato che l'attuale commissario, poiché ha fatto 5
anni il commissario, non potrà più
essere prorogato, ed è stata data comunicazione formale all'ente
e credo all'assessore e al Governo
nella sua interezza.
Ora, scrivere, come stiamo facendo, in una norma della Regione
che recepisce quella norma che
ha determinato il Commissariamento dell'Istituto zooprofilattico
con una nomina fatta dal Ministero,
ricordo che il Ministero della salute ha commissariato
l'Istituto zooprofilattico dopo che la Regione
siciliana aveva anticipato un proprio commissario all'Istituto
stesso. Quindi, il Governo non ha
riconosciuto la facoltà di nomina di un commissario da parte
della Regione nominando un proprio
commissario all'Istituto zooprofilattico.
La conseguenza di tutto questo è che mi pare che questa norma
così come la stiamo scrivendo
determina, quanto meno, un conflitto istituzionale con la
conseguenza che, probabilmente, ora lei
dice di no; me lo auguro che sia così. Ma la sensazione che ho
che, se qualche giorno fa, è arrivata
una nota in cui si dice: commissario hai superato i 5 anni e
non puoi essere riconfermato e noi in
una legge scriviamo che, tuttavia, il commissario viene
confermato, qualche dubbio che si apre un
problema di conflittualità istituzionale, non so con quali
conseguenze ma, certamente, che qualche
conflittualità si potrà aprire ce l'ho.
Ritenete che questo è un modo per.., noi stiamo recependo dopo
quattro volte che questa Aula ha
impedito il recepimento - questa Aula non in questa legislatura,
nelle precedenti due legislature - ha
impedito il recepimento della legge nazionale. In queste ultime
due legislature e noi riteniamo che
questa è pacifica la situazione, penso di no, però se il Governo
è convinto di poter andare avanti, lo
faccia, punto e basta.
PRESIDENTE. La conseguenza, onorevole Cracolici, nel caso in
cui ci fosse un conflitto di
interesse sarebbe che impugnano la legge, a livello governativo,
questo è sicuro.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, dissento dall'onorevole
Cracolici sul punto centrale del suo ragionamento, e cioè che il
Parlamento si sia determinato in
funzione della scadenza del mandato commissariale.
Ricordo a me stesso che la norma era pronta per l'Aula e poi è
stata la VI Commissione a
richiedere un approfondimento già molti mesi fa, quando il tema
della scadenza del commissario,
oggi in carica, non si era neppure posto e se ricordo anche il
momento in cui è stato presentato il
disegno di legge è stato presentato a novembre del 2018, e
quindi essenzialmente quando il tema
della scadenza del mandato commissariale odierno non era nemmeno
nella mente del Signore.
Qual è il tema? lei lo ha ricordato ma meglio di me lo può
ricordare l'onorevole Gucciardi che mi
ha preceduto nelle funzioni di assessore regionale per la
salute, e che anch'egli ricorda che lo sforzo
del Governo di allora era per essere anche la Regione siciliana,
come le altre regioni, nel
recepimento della normativa nazionale.
Allora, io tornerei un passo indietro. Perché da cinque anni
l'Istituto zooprofilattico sperimentale
che poteva rientrare tra gli enti del sistema della nostra
Regione è commissariato dallo Stato? La
risposta è perché non avevamo recepito la norma nazionale.
Intanto, il recepimento della norma
nazionale non determina un conflitto istituzionale, ma determina
il riportare all'interno
dell'ordinamento giuridico della nostra Regione un istituto che
in tutta Italia è già di competenza
regionale.
Sul piano della norma transitoria, che poi è oggetto di un
emendamento a firma dell'onorevole Lo
Curto e che il Governo condivide e fa proprio, si pone il tema
della gestione dal momento in cui la
legge verrà pubblicata e, quindi, quando è venuto meno il
presupposto di diritto che ha legittimato la
nomina del commissario in carica chiunque sia. Perché se il
Governo nazionale commissaria l'ente
in quanto ente nazionale e per effetto della pubblicazione della
norma l'ente diventa un ente diritto
regionale la fase che precede la costituzione impone che il
commissariamento dell'ente debba essere
in capo all'amministrazione controllante e in questo caso
all'Assessorato della Salute.
Quindi, mi pare molto corretto l'emendamento che ha presentato
l'onorevole Lo Curto che dice
che, approvata la norma e, quindi, determinato l'ingresso
dell'ente nell'ambito della disciplina
giuridica degli enti di diritto regionale, toccherà alla Regione
la nomina di un commissario che
svolgerà le funzioni transitorie che separeranno il momento
dell'approvazione, che ci auguriamo
possa essere il più celere possibile, perché è stato sviscerato
e perché è interesse di tutti.
Quindi, l'emendamento supera e penso evita qualsiasi ipotesi
di contrasto e soprattutto determina,
soprattutto in linea di continuità positiva, perché se il
Governo che ci ha preceduto aveva avuto la
stessa iniziativa più o meno posta negli stessi termini, forse
con qualche variazione lessicale e nulla
più, è evidente che è un testo condiviso nell'obiettivo comune
di portare l'Istituto Zooprofilattico
sperimentale nella responsabilità della Regione siciliana.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Grazie Presidente, volevo
proprio aggiungere, a supporto di quanto dice l'Assessore, che
la norma viene concepita nella misura
in cui si insedia il nuovo organismo e poi ci può essere una
proroga successiva nel momento in cui
decadono gli organi. Quindi, non è vista in funzione di questo
commissario, ma di una norma che
stiamo andando a recepire e a preparare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1, con il
parere favorevole del Governo e
della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
«Art. 6.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
comune denominato Misiliscemi" (n. 686/A)
Rinvio della discussione del disegno di legge Istituzione
nuovo comune denominato
Misiliscemi (n. 686/A)
PRESIDENTE. Si passa all'ultimo disegno di legge Istituzione
nuovo comune denominato
Misiliscemi (n. 686/A), che è previsto in questo nostro tour de
force. Sono le ore 21.20. Alle ore
22.00 terminiamo. Intanto, se i componenti della I Commissione
prendono posto così sentiamo
anche la I Commissione.
Colleghi, in Conferenza dei Capigruppo ho detto, ovviamente se
ci arriviamo; se non ci arriviamo
si continuerà in altro momento. Abbiamo stabilito che c'erano
questi quattro disegni di legge:
l'urbanistica, variazioni di bilancio, zooprofilattico e
Misiliscemi. Io mantengo gli impegni che
prendo e, quindi, siccome abbiamo deciso in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari di
farlo e abbiamo deciso che la votazione finale sarebbe stata
dopo è ovvio, è ovvio questo, avverto
tutti, che alle ore 22.00 si finisce e che la votazione degli
altri tre la faremo prima di chiudere la
giornata di oggi.
Per cui, sentiamo se la I Commissione è disponibile, lo
rinviamo, diversamente quantomeno si
inizia in modo che rimane comunque. Per quanto mi riguarda,
siccome io, ripeto per l'ennesima
volta, mantengo gli impegni che prendo, questo impegno è stato
preso, per cui per me l'importante,
onorevoli colleghi, è che si inizi. Poi, una volta che è
iniziato noi possiamo anche sospendere, vuol
dire che alla riapertura si riprenderà con il disegno di legge
che era già stato iniziato ad essere
valutato in Aula.
Quindi, questo è il mio impegno che ho nei confronti della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e questo farò. È ovvio che se lo iniziamo e poi la
I Commissione si dichiara disponibile
una volta che lo abbiamo iniziato, e quindi alla riapertura è
già iniziato, non si può che ripartire da
questo disegno di legge per me è meglio, sarebbe più comodo e
facciamo il voto finale dei tre
disegni di legge che abbiamo fatto.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, è l'Aula che decide Io sarei
felice di poterlo fare. Ma
valutiamo, onorevole Lo Curto, valutiamo qual è la situazione.
Onorevole Lo Curto, nel momento in cui, mi ascolti, lo
iniziamo c'è già una garanzia che
comunque dopo la settimana di vacanza che prenderemo, ammesso
che una settimana si possa
chiamare vacanza, si riparte con questo. Quindi, non credo che
sia la fine del mondo, non è che il
Comune di Misiliscemi deve partire fra dieci giorni. È comunque
una cosa che richiederà un anno di
tempo prima che viene fatta. Per cui, se la votiamo oggi o fra
una settimana, l'importante è iniziarla,
perché se la iniziamo, inizia il dibattito e a quel punto non si
può togliere più.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, non ci sono
emendamenti, si deve solo votare. È stato incardinato, non ci
sono emendamenti, quindi è un
problema dell'Aula.
PRESIDENTE. Certo, io dico di iniziare, quindi facciamo la
discussione generale.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. No, è
stata già fatta.
PRESIDENTE. E allora iniziamo.
Io sto dicendo, onorevole Lo Curto, io devo dare la parola al
Presidente della Commissione il
quale deve fare la relazione, poi si può rimettere al testo,
come è stato fatto prima.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, se non mi fa dire quello che
voglio dire finiamo a
mezzanotte senza avere fatto niente comunque
Io sto mantenendo i miei impegni. Sto portando in Aula questo
disegno di legge e, quindi, lo
inizio, ma non è che possiamo essere costretti a concluderlo
oggi. Possiamo anche non concluderlo
oggi. L'importante è che è in Aula, per cui da domani comunque,
qualsiasi cosa succeda, la prima
cosa è continuare il dibattito su questo disegno di legge.
Quindi, io credo che a quest'ora dopo tre giorni di un tour de
force che abbiamo fatto, quattro
giorni di tour de force che abbiamo fatto - alla faccia di chi
dice che non facciamo niente - e siamo
veramente molto stanchi, per cui evitiamo i capricci, tra
virgolette.
Intanto, lo abbiamo portato in Aula e lo iniziamo. Se poi lo
continuiamo fra una settimana
onestamente non succede niente.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, la discussione
generale è già stata fatta la scorsa volta. È stato incardinato.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Pellegrino, siccome non è che
siamo tutti caduti dal cielo come
nuvolette È il primo giorno che viene in Aula questo disegno di
legge, quando si inizia un disegno
di legge il Presidente dell'Assemblea chiede al Presidente della
Commissione se vuole fare la
relazione. Lei si può rimettere al testo, ma ancora non è stato
fatto niente, di niente, di niente Per
cui, se lei vuole rimettersi al testo, si rimetta al testo. Non
mi dica che è già stata fatta perché vuol
dire che c'è un'altra Aula che io non conosco, se lei mi dice
che è già stata fatta
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
voglio ulteriormente esasperare una
situazione di stanchezza in cui siamo.
Io devo dire che non ci credevo che avremmo fatto le tre leggi
che abbiamo fatto e le va dato
merito perché certamente
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)
CRACOLICI. Scusi, possiamo verificare se Pullara è presente,
perché credo che fosse in vacanza
fino a qualche minuto fa.
PRESIDENTE. Sinceramente, ce ne vorrebbero dieci di Cracolici,
perché quantomeno riesce a
spezzare ogni tanto la tensione e quindi la ringrazio molto.
Quindi, continui pure il suo intervento.
CRACOLICI. Visto che aveva detto che dovevamo evitare le
vacanze, ieri era in vacanza, l'altro
ieri pure, quindi predica bene e razzola male.
Detto ciò, è chiaro che siamo in una fase in cui dobbiamo dare
il voto finale a una legge in
particolare, che è una legge che comunque - l'ho detto in
premessa - è una legge di sistema, quindi
forse anche il fatto che alcuni colleghi vorranno fare una
dichiarazione di voto alla legge, anche per
lasciare agli atti di questa legge la possibilità di dire la
propria, credo che quest'Aula lo debba
consentire.
Siamo per davvero stanchi. Ora suggerisco di rinviare anche
perché, a proposito di urgenze ed
emergenze, non credo che succeda nulla se questa vicenda sarà
trattata alla ripresa, quando l'Aula
potrà valutare in maniera serena le questioni di cui stiamo
parlando, al di là dei partiti. L'onorevole
sa bene che la mia è un'opinione contraria, ne abbiamo parlato
in maniera laica sia personalmente
che in Commissione. Però, credo che al punto in cui siamo, se
vogliamo dare valore a quello che
abbiamo fatto - un po' meno alla variazione di bilancio per come
si è conclusa, non per la variazione
di bilancio in sé, ma per come si è conclusa - e anche a questa
legge di recepimento che il
Parlamento ha fatto dopo sette anni, che ha impedito di farla,
credo che questo debba essere un modo
per chiudere l'Aula e chiudere questa sessione in maniera che
sia valorizzato quello che ha fatto
questo Parlamento. Tutto il resto rinviamolo a dopo, anche
perché la discussione generale di questa
legge non si è fatta per la semplice ragione che si è
incardinato il testo rinviando all'articolo 1
l'eventuale discussione generale. Immagino che su questa legge,
immagino, qualche mezz'oretta di
discussione generale ci sarà.
Quindi immaginare tutto questo, aggiungere questo nella
condizione in cui siamo, che dobbiamo
votare le leggi, forse il buon senso dovrebbe portarci tutti a
prendere atto di portare a casa quello che
abbiamo fatto fino ad ora e rinviare il tutto alla ripresa,
quando sarà convocata nuovamente l'Aula.
Questa è la mia proposta sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Evidentemente sono molto stanco, perché voi vi
potete ogni tanto alzare, io sono
inchiodato qua sopra, per cui ringrazio il presidente Di Mauro
che almeno mi ha dato mezz'ora di
tempo durante le variazioni di bilancio, ma è esattamente quello
che, evidentemente in maniera
molto meno chiara di come ha fatto ora l'onorevole Cracolici,
avevo proposto, cioè il mio impegno,
anche nei confronti delle persone che hanno voluto che venisse
presentata questa legge, e cioè gli
abitanti di Misiliscemi. Io avevo un impegno che ho consolidato
come impegno in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che era quello di portare la
legge in Aula prima dell'estate.
Significa che comunque, a questo punto, questa legge si farà,
che è la cosa fondamentale su cui
c'erano molti dubbi prima. E questo sto facendo.
Non c'è dubbio, onorevole Lo Curto, che questa legge non sia
una legge con due emendamenti
come lo zooprofilattico e abbiamo fatto molto velocemente. E'
una legge su cui il dibattito è lungo
ed è politico, peraltro, quindi è anche un bel dibattito. Ci
sarà certamente anche un bel dibattito
perché è un qualcosa che riguarda la politica, che riguarda la
possibilità dei cittadini di fare dei
referendum, che riguarda la libertà di alcune comunità di
potersi autogestire, invece che essere
gestite da comuni che neanche fanno parte dello stesso
territorio. E siccome lei sa che sono
sinceramente favorevole a questo dibattito, la pregherei -
siccome stasera finirebbe comunque a gran
confusione e non si riuscirebbe a portare a casa alcun
risultato, anche perché le contrarietà sono
oggettivamente tante - la pregherei, io ho mantenuto il mio
impegno, noi abbiamo aperto la
discussione generale, per cui è ovvio che a questo punto, fosse
tra una settimana o tra quindici o
venti giorni, l'Assemblea riapre obbligatoriamente con questa
legge, quindi la mia non è una
scappatoia per non farla. Ecco vorrei che fosse chiaro questo.
Siccome oggettivamente è da quattro giorni che siamo chiusi
qua dentro, abbiamo fatto una
riforma vera e propria con l'aiuto di tutta l'Aula perché tutta
l'Aula è stata presente in questi quattro
giorni, abbiamo fatto le variazioni di bilancio, abbiamo fatto
finalmente questa legge sullo
zooprofilattico che non si riusciva a fare in altri tempi, credo
che se iniziamo il dibattito su questa
legge, e c'è il presidente Pellegrino che si è già rimesso al
testo, quindi dovremmo iniziare la
votazione degli articoli, credo che se a questo punto facessimo
il voto finale delle altre tre leggi che
abbiamo approvato e questa la rimandassimo all'apertura della
nuova sessione di questa Assemblea,
faremmo una cosa gradita a tutti, compresi quelli di Misiliscemi
che hanno portato questa legge e
che hanno chiesto di fare votare una legge sul loro comune,
sarebbero contente le persone che hanno
aspettato per tanti anni la legge sull'urbanistica, la riforma
importante che si è fatta sull'urbanistica,
e saremmo contenti tutti noi perché da quattro giorni siamo
chiusi qui, mattina e pomeriggio, a
votare, quindi sinceramente siamo veramente, almeno io
personalmente, che sono certamente più
anziano di tutti voi - mi piace dire sempre, tranne l'onorevole
Savona, che abbiamo più o meno la
stessa età -, per cui pregherei sinceramente di accettare questa
mia proposta e in ogni caso do la
parola all'onorevole Lo Curto che è certamente la più
interessata. Prego.
LO CURTO. Signor Presidente, ha ben detto. Io sono
interessata a che un legittimo processo di
autodeterminazione democratica possa avere luogo in quest'Aula
che la democrazia dovrebbe
celebrare, nel rispetto, appunto, di un iter legislativo che è
stato compiuto secondo norma e secondo
ciò che è previsto dalla Costituzione, perché è la Costituzione
che legittima i richiedenti che hanno
fatto tutto un iter a vedere, come dire, realizzato quello che è
il sogno che da quindici anni
inseguono, perché qui ci sono cittadini, circa novemila
cittadini, che da quindici anni lottano per
avere riconosciuti i propri diritti, non lottano contro il
comune di Trapani; ad oggi, il comune di
Trapani ha sempre disatteso ogni legittima aspettativa
nell'alveo dei diritti che queste aspettative
garantivano. Lei sa bene, signor Presidente
Chiederei cortesemente ai colleghi un po' di attenzione e un
po' di silenzio.
PRESIDENTE. Colleghi per favore, se fate parlare l'onorevole
Lo Curto, siamo veramente
stanchi. Onorevole Aricò, onorevole Galluzzo, la prego, facciamo
parlare, senza parlare tra di noi,
perché non si capisce niente. Siamo stanchi morti, manca poco
per la fine di questa seduta,
cerchiamo di arrivarci tranquillamente. Onorevole Pullara, torni
in vacanza, invece di gridare.
Onorevole Lo Curto, prego.
LO CURTO. Signor Presidente, lei sa bene, per avere ricevuto
personalmente gli estensori di
questo lavoro attorno al loro diritto, che queste persone hanno
esplicitato davvero a lei che li riteneva
folli, come me, all'inizio, tutte le loro ragioni, hanno
evidenziato tutte le circostanze nelle quali i loro
diritti sono stati sempre negati. Ma vi è di più. Vi è anche un
percorso legittimamente eseguito,
attivato, realizzato, che attende semplicemente un voto da parte
dell'Assemblea regionale siciliana.
Il Governo ha istruito, come era giusto che facesse, il
disegno di legge. Questo disegno di legge
ha riscontrato il parere favorevole della relativa Commissione,
oggi è all'attenzione di questo
Parlamento. Negare a questi cittadini il diritto di vedere
riconosciuto ciò che hanno fatto, il lavoro,
sarebbe anche, come dire, mancare ad una attenzione e ad un
doveroso riconoscimento di quello che
questi cittadini chiedono.
Lei sa bene, Presidente, che sono sempre stata presente come
è giusto e mio dovere, perché sono
stata eletta per fare il mio dovere ed il mio dovere è stare
inchiodata a questa sedia, in quest'Aula, e
oggi sono qui con centosettanta di pressione arteriosa, ho
chiamato il medico, che mi ha dato una
pillola, e non ho mancato di fare il mio dovere, ma il mio
dovere è anche quello di dire che non ci
sono leggi che questo Parlamento non può fare perché siamo
stanchi.
E' vero, questi cittadini hanno aspettato quattordici,
quindici anni, possono aspettare sei mesi,
possono aspettare altri quindici anni, tanto per noi non cambia
nulla.
Per questi cittadini cambia, rispetto anche al fatto di
sentirsi ascoltati, di sentirsi compresi e di
sentire che non c'è un partito che oggi è stato, ed è sempre,
molto ascoltato che, siccome teme di
vedere bocciato il loro principio - perché con l'onorevole
Cracolici ci siamo confrontati nel merito, e
più volte ci siamo avversati nella maniera più corretta
possibile, com'è giusto che la politica debba
fare -, ognuno è rimasto nelle proprie posizioni
Ma noi, oggi, abbiamo fatto questo lavoro e io per prima ho
detto: Signor Presidente non
rimandiamo niente a domani . Lei voleva continuare anche domani.
Io sono stata tra quelli che ha
detto no, facciamo tutto oggi. Ci sono quattro - in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
lei sa rappresento, modestamente, il partito, il Gruppo dell'UDC
e abbiamo detto facciamo tutti e
quattro i disegni di legge. Non incardiniamolo, non discutiamolo
sul piano generale e rimandiamo a
settembre. Perché rimandare a settembre?
E', infine, quasi una presa d'atto, cari colleghi, perché
questi cittadini, è bene che lo sappiate tutti,
hanno fatto un percorso previsto dalle norme. O noi diciamo che
le norme non servono, oppure - se
vogliamo trovare una scusa per non fare questo disegno di legge
- facciamolo, esprimiamoci nel
merito perché credo che sia giusto esprimerci nel merito. Non è
una discussione che impegnerà
duemila ore. E' una discussione che può impegnare mezz'ora, tre
quarti d'ora. Io non credo che
sia , io guardate, rinuncio a parlare perché questa è già la mia
discussione generale. Il mio Gruppo
non interviene. Non so quanti Gruppi interverranno.
Io sono per farlo, io sono per farlo. Dopodiché, certo, la sua
volontà, Presidente, è sovrana. Ma la
sua volontà non deve tenere conto solo di una parte politica, e
che tra le altre cose, voglio dire, per
carità merita tutto il nostro rispetto, noi la ascoltiamo
sempre, ma anche le voci che vengono dalla
maggioranza vanno egualmente ascoltate e vanno ugualmente
condivise.
Io chiedo e reitero la necessità di questo voto. E' vero non
gli cambia la vita ma forse, diciamo, ci
fa meritare un po' di rispetto in più. Grazie.
PRESIDENTE Allora, questa gente aspetta da nove, quindici non
ho capito bene da quanti anni
aspettano questa possibilità. Noi siamo, dopo quindici anni, i
primi che li abbiamo ascoltati.
Abbiamo messo in piedi un disegno di legge e l'abbiamo portato
in Aula nel giro di due mesi - ci
sono situazioni di leggi che stanno anni - e l'abbiamo portato
in Aula nel giro di due mesi.
Ora, onorevole Lo Curto, quando parlo una motivazione c'è
normalmente. Quando ho detto che
alcune cose le avremmo dovute fare domani, era per fare questa
legge. Lei è stata la prima ad essere
contraria. Non lo facevo perché volevo andare a dormire, perché
c'è una regola e come tutte vanno,
più o meno, rispettate - ogni tanto riusciamo a non rispettarne
qualcuna -, che è quella dell'orario.
Alle 22.00 chiude l'Assemblea, normalmente. Dopodiché siccome,
oltretutto, siamo stanchi morti
perché da quattro giorni che stiamo inchiodati in questi banchi
avendo lavorato in maniera molto
seria, con grande concentrazione e la concentrazione rende
ancora più stanchi. Non sono stati quattro
giorni di voti a favore di maggioranza, contro di opposizione.
Sono stati quattro giorni di
ragionamenti, con cui abbiamo tirato fuori una legge importante
fatta, di fatto, insieme da tutti.
Vedremo se il voto finale dell'urbanistica sarà un voto in cui
ci sarà maggioranza ed opposizione.
Vedrete che non ce ne sarà, perché è stata una legge che è stata
studiata da tutto il Parlamento, ma
c'è voluta grande concentrazione, c'è voluto grande impegno. Per
cui siamo veramente stanchi.
Onorevole Lo Curto, con lei sto parlando però. Io l'ho
ascoltata attentamente. Benissimo.
Allora se noi avessimo fatto quello che ritenevo; per me è
stata un sorpresa che siamo riusciti a
fare pure lo zooprofilattico, perché ero convinto che avremmo
dovuto rinunziare anche a quello
quando ho detto di fare domani.
Per fortuna siamo riusciti a fare, ed il Presidente Di Mauro è
riuscito ad essere molto veloce nelle
variazioni di bilancio. Io non ci credevo, devo essere sincero,
tanto che avevo proposto di fare le
variazioni e poi andare dopo, perché non ero convinto che si
potesse fare anche lo zooprofilattico
che era una legge importante e mi sarebbe dispiaciuto doverla
rimandare ad un mese.
Per cui avevo chiesto il ritorno di domani per questo. Mi è
stato detto legittimamente che tanti
deputati dovevano per forza andare via stasera. Benissimo Io
così ho fatto e ora però non è che
posso essere curnutu e vastuniatu
Io ho fatto la proposta di andare a domani, voi avete deciso
di rimanere oggi e a questo stiamo
arrivando.
Mancano dodici minuti alla chiusura e, secondo me, se devo
essere sincero sarebbe più importante
iniziare il dibattito sul voto finale della legge urbanistica e
sulle altre, visto e considerato che questa
legge per gli abitanti di Misiliscemi è un impegno che loro
hanno e possono verificare.
L'abbiamo portata in Aula in due mesi dopo che da quindici
anni chiedevano invano alla politica
di potere andare avanti.
L'abbiamo portata in Aula - ora vi prego - comunico la mia
decisione che è questa, ma vi prego,
non mi fate passare per uno che non vuole fare questa legge
perché sarebbe veramente poco vero.
Questa è una legge che mi sono impegnato a fare, tanto che in
due mesi, forse meno, l'abbiamo
portata in Aula. Per cui, non do più la parola a nessuno.
Chiedo scusa, per quanto mi riguarda, do la parola per
dichiarazioni di voto delle tre leggi che
abbiamo approvato.
Questa è già iniziata, c'è stato già il passaggio agli
articoli richiesto dal presidente Pellegrino.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Zito)
Non aprirò il dibattito, onorevole Zito, la prego, perché
altrimenti diventiamo matti.
Io tra quattordici minuti chiudo l'Aula. Volete fare
l'intervento di dichiarazione di voto?
Altrimenti chiudiamo subito e non ne parliamo più
Altrimenti metto in voto. No, onorevole Aricò, ho detto che
non do la parola a nessuno
Non è un fatto di trenta secondi
Dovete rispettare le decisioni che si prendono altrimenti
sospendo l'Aula e andiamo a domani
Ve lo sto dicendo prima.
Basta Basta interventi inutili
territorio" (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
Votazione finale del disegno di legge Norme per il governo
del territorio
(nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge Norme per il governo del
territorio (nn. 587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A).
Vi invito a prendere posto perché dobbiamo votare.
Chiedo se ci sono dichiarazioni di voto.
Ma siccome a questo punto - scusate ma non è che ognuno può
dire la sua non è ca semu a vostra
casa, picciotti .
A casa propria ognuno dice la sua, qui - fino a prova
contraria - c'è un capocondomino
Lasciate decidere al capocondomino cos'è che si deve fare
Siccome, manca poco tempo, chiedo per le dichiarazioni di voto
interventi molto brevi, a tre
minuti comunque tolgo materialmente la parola.
TRIZZINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Ricordo che può intervenire uno per Gruppo, non di più,
altrimenti non ce la facciamo.
L'onorevole Trizzino per i Cinquestelle, l'onorevole Di Mauro,
l'onorevole Pagana. Prego,
onorevole Trizzino, tre minuti.
TRIZZINO. Non è facile, siamo tutti stanchi.Non ce lo siamo
preparati questo discorso. Sono
intervenuto cinquanta volte in questi giorni e, credetemi, sono
davvero stanco.
Ci tenevo a dire due cose. Primo, perché credo che sia una
riforma epocale. Non è una riforma
della XVII legislatura, questa è la riforma che fissa delle
regole probabilmente per altri trent'anni
sull'urbanistica in Sicilia quindi ci tenevo a partecipare.
L'altro giorno scherzando il collega Cracolici diceva sembri
una palla di gomma che rimbalzi da
una parte e dall'altra .
Volevo dire ad Antonello Cracolici, simpaticamente, perché lui
è, come tanti di voi, un maestro -
sono alla seconda legislatura e la chiuderò qui - ho iniziato
sette anni fa e molti di voi siete stati i miei
maestri politici perché ho imparato tanto da voi.
Quando tu mi dicevi sembri una palla di gomma che rimbalzi da
una parte e dall'altra per dire
passi dal PD a Cordaro, ti volevo rispondere dicendo che non ho
sventolato alcuna bandiera quando
facevo questi emendamenti, ne ho fatti pochi perché ho votato a
favore di questo disegno di legge.
L'ho fatto perché- lo dico senza infingimenti, non mi
interessa, lo ripeto non è campagna
elettorale - volevo fare una buona legge sul governo del
territorio.
Alcuni emendamenti erano buoni del PD, altri erano buoni del
Governo, il testo base del Governo
a me piaceva, lo dico senza alcuna difficoltà. Quello nostro era
più bello, però
Ammetto che l'assessore Cordaro ha avuto la buona creanza di
prendere per buoni molte proposte
del Movimento Cinque Stelle e questa è una bella cosa perché
stiamo disegnando una bella pagina di
politica, lo dico senza difficoltà.
Devo ringraziare l'onorevole Savarino perché è stata davvero
brava nel gestire la Commissione.
Non era facile, tutti i deputati che hanno partecipato
attivamente, da Roberto Di Mauro a Roberto
Calderone, ad Antonello Cracolici, Antony Barbagallo non c'è ma
ha contribuito anche lui.
Il dibattito acceso era necessario perché era una legge
importante, ci voleva. Due cose le dico
perché il contributo, io faccio parte del Movimento Cinque
Stelle e ci tengo a dire che quello che ha
fatto il Movimento Cinque Stelle in questa legge da
ambientalista perché lo sapete intervengo solo
sull'ambiente. Anzi devo ringraziare il presidente Miccichè che
mi ha dato la possibilità di poter
parlare una volta tanto non di rifiuti. Io sono ambientalista a
360 gradi, ogni tanto avrei avuto il
piacere di parlare di qualcosa altro e la devo ringraziare per
questo. Non credevo che saremmo
arrivati a questo discorso, sto finendo.
Tre punti importanti: il contributo del Movimento Cinque
Stelle è sull'ambiente anche se devo dire
che molte altre cose sono state fatte. La rigenerazione urbana,
il certificato verde e la riduzione del
consumo del suolo sono tre argomenti di cui si parlerà tanto.
Lei, Assessore, ha firmato una legge,
quella del certificato verde, che è davvero rivoluzionaria. Non
esistono Regioni d'Europa che hanno
questa norma. Ci stiamo prendendo insieme perché lo rivendicherò
fino all'ultimo giorno, tanti le
diranno che ha fatto una cosa azzardata, ma io sarò e lo dico
sinceramente, non lascerò mai il mio
gruppo politico perché ci tengo a mantenere la mia storia
politica, la difenderò ogni qual volta
qualcuno le dirà che il certificato verde è uno strumento
pericoloso per certe categorie. Non è affatto
vero.
Lei ha firmato una norma che sta scrivendo la storia
dell'urbanistica in Sicilia e lo dico senza
alcuna difficoltà. Ed è un momento di orgoglio. Tra l'altro
questa norma non nasce dal Movimento
Cinque Stelle, è un lavoro che hanno fatto tanti attivisti, c'è
il sindaco di Caltanissetta Roberto
Gambino che ha contribuito attivamente a questa norma; c'è il
collaboratore di Giannina Ciancio che
ha lavorato tanto, i miei collaboratori che sono stati davvero
infaticabili. E' un lavoro davvero grosso
e io sono felice di potere dire, a nome del Movimento Cinque
Stelle - credo che sia la prima volta che
accade una cosa del genere presidente Musumeci - che il
Movimento Cinque Stelle voterà a favore di
una riforma nonostante io stesso ho firmato la riforma sul
governo del territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Trizzino. E' iscritto a parlare
per dichiarazione di voto
l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, sarò veloce perché mi sembra
corretto politicamente dare atto al
Governo per l'iniziativa legislativa corposa che ha presentato
assumendosi la responsabilità di
invertire una tendenza che, tra l'altro, mi vedeva perplesso ma
che nel corso dei lavori siamo riusciti
a sistemare. E mi permetto di dare atto anche al presidente
Miccichè che ha condotto per intero i
lavori di quest'Assemblea con l'esperienza di chi sa come
dirigere un'Assemblea e, soprattutto,
consentendo a tutti quanti di intervenire, di ragionare, di
riflettere su un disegno di legge che è
importante per la Sicilia, è importante per lo sviluppo.
Ricordiamoci tutti che l'urbanistica regola lo sviluppo di un
territorio. Avere una buona legge,
avere un meccanismo di natura tecnica che consenta agli uffici
tecnici di potere operare con serenità,
senza ricorrere a pareri o artificio di altro tipo per potere
esprimere il proprio consenso alle iniziative
che legittimamente i cittadini e le imprese propongono, credo
che sia una cosa buona e giusta.
Tutti gli accorgimenti, compreso l'aspetto transitorio che
abbiamo previsto, il concetto innovativo
della perequazione che finalmente è sancito con legge e che
eviterà non solo tutte le procedure
espropriative, tutti i contenziosi perché nessun cittadino che
appartiene a una porzione di territorio
che fa parte della perequazione, avendo mantenuto il proprio
coefficiente di edificabilità, potrà
ritenersi soddisfatto e, quindi, partecipare attivamente al
processo decisorio che i consigli comunali
portano avanti.
Grazie, ovviamente, ai tanti colleghi che sono intervenuti e
grazie al Parlamento che in questo
disegno di legge ha mostrato tutta la sua maturità e la
consapevolezza di mettere mano a un disegno
di legge importante.
PRESIDENTE. Grazie, presidente Di Mauro. E' iscritta a parlare
per dichiarazione di voto
l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, questo intervento per annunciare il
voto favorevole del Gruppo
parlamentare Attiva Sicilia. Finalmente, è arrivato questo
momento di questa riforma che ha visto la
luce e l'ha vista in quest'Aula.
Sembrava che questa riforma non dovesse mai arrivare a questo
punto. Leggevamo sui giornali di
migliaia e migliaia di emendamenti salvo poi scoprire che erano
tutti, o meglio la maggior parte,
emendamenti soppressivi, alcuni sicuramente presentati per la
tecnica legislativa e la prassi che si
utilizza, altri invece sicuramente pretestuosi.
Ma all'interno dello stesso testo abbiamo trovato emendamenti
sicuramente di buon senso che
hanno contribuito a migliorare questo testo così com'è uscito
dalla Commissione condiviso da tutti i
Gruppi parlamentari.
Presidente Micciché, volevo intanto fare i complimenti sia
alla presidente Savarino, della IV
Commissione, che ha svolto un'attività di accordo e di
mediazione tra tutti sicuramente non
indifferente e gli stessi complimenti volevo fare all'assessore
Cordaro.
Però, presidente Micciché, mi permetta di fare
un'osservazione: durante i lavori per questa riforma
che introduce principi innovativi, pensiamo al principio della
compensazione. E' anche una sfida.
Vedremo cosa produrrà questo principio. La sussidiarietà.
Finalmente, la Regione vicina ai comuni, vicina agli enti
locali, vicina anche ai comuni più
piccoli.
Presidente, vorrei come nota a margine da me che sono
sicuramente alla prima esperienza: la
presenza del Governo in questo Parlamento con la presenza
costante dell'assessore Cordaro, questa
attività di ascolto, sia con la maggioranza che con
l'opposizione, ha prodotto i suoi frutti.
Succede che molte volte noi, anche in I Commissione, più che
la presenza abbiamo, purtroppo,
avvertito non dico l'assenza anche perché l'assessore Grasso è
stata sempre disponibile, però un
atteggiamento sicuramente diverso da quello che abbiamo visto.
Questo è il principio di responsabilità che mi aspettavo di
vedere quando siamo arrivati in questo
Parlamento e quel dialogo e quel confronto buono che sta
producendo ed ha prodotto in questo caso
un qualcosa di sicuramente rivoluzionario se non altro per il
fatto che è stata prodotta in Sicilia nota,
purtroppo a tutti, per la sua rassegnazione e lo abbiamo visto
anche in qualche proposta di
emendamento dove si vedeva una certa chiusura mentale rispetto a
delle proposte, rispetto a questa
visione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagana. E' iscritto a parlare
per dichiarazione di voto
l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, soltanto un minuto per dire a
quest'Aula che siamo orgogliosi di
avere partecipato a questa bella pagina di storia che ha scritto
questa Assemblea, orgogliosi di
sostenere un Governo, il governo Musumeci, che ha portato avanti
questa riforma con l'assessore
Cordaro, orgogliosi, ma ancora di più di avere all'interno del
Gruppo parlamentare un Presidente di
Commissione, della IV Commissione, che è l'onorevole Savarino
che ha condotto in questi mesi
grandi dedizioni e battaglie e siamo riusciti a portare una
pagina bella e grazie a tutta l'Aula. Grazie
all'opposizione.
E' quello che avevamo chiesto all'inizio della legislatura.
Facciamo le riforme insieme.
E oggi abbiamo dimostrato che le riforme insieme si possono
fare. Ci mancano ancora due anni e
mezzo, siamo da qualche settimana al giro di boa e, allora, se
riuscissimo a continuare così
probabilmente segneremmo la pagina non soltanto di questo bel
momento approvando questa
riforma ma anche della migliore legislatura che ci sia mai
stata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò. E' iscritta a parlare per
dichiarazione di voto l'onorevole
Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
della Regione, Governo e
colleghi, non posso che annunciare il mio voto favorevole e
quello dell'intero Gruppo UDC a questa
che è davvero, l'hanno già definita così i colleghi che mi hanno
preceduto, una riforma epocale.
Dopo quarantadue anni, finalmente in Sicilia, si mette ordine
per pianificare, razionalizzare, in un
settore talmente strategico, perché il territorio è certamente
strategico per lo sviluppo economico e
per l'immagine della stessa Sicilia che vogliamo, che può essere
pianificata in maniera ordinata e nel
rispetto anche di una precisa volontà del legislatore, che è
quello di non edificare se non nei limiti di
quello che è possibile, ovvero il consumo di suolo zero.
Ecco, avere messo questa frase nella legge fa intendere il
quadro all'interno del quale si vuole
muovere questa Regione finalmente con una legge che riordina
l'intero sistema secondo il principio
della sussidiarietà, mette in sinergia finalmente tutti gli enti
del territorio che dialogano tra di loro,
garantendo anche che all'interno del quadro generale, che è
definito dal piano territoriale che la legge
prevede, ci siano anche i piani regolatori generali, non più
chiamati così ma appunto piani
urbanistici.
E questo darà anche la possibilità finalmente a questi piani
regolatori, chiamiamoli ancora così, di
poter essere finalmente varati e ai sindaci di vedere realizzati
anche gli obiettivi con i quali vengono
eletti, con i quali si presentano agli elettori, con le giuste
motivazioni che poi vedranno anche
realizzate nel proprio territorio.
È una legge importante, diamo atto davvero alla iniziativa che
è stata - voglio qui veramente
sottolineare l'importanza anche della regia con la quale, grazie
alla presidente della Commissione,
onorevole Savarino, è stata condotta avanti questa legge, è
stato realizzato davvero un efficace anche
confronto tra tutte le parti politiche e possiamo certamente
vantarci di questo obiettivo che oggi
raggiungiamo credo davvero col consenso unanime di questo
Parlamento.
Non è semplice e non è facile, e non è mai scontato pensare ad
un accordo davvero sinergico tra
tutte le forze politiche. Se ci siamo riusciti, se questo
Governo c'è riuscito e porta a casa questo
risultato, è un risultato che va a merito di tutti i colleghi,
di tutti i deputati di tutte le forze politiche,
perché quando si ha a cuore l'interesse della Sicilia, e quando
questo interesse viene perseguito in
maniera veramente così forte, così orgoglioso, credo che non ci
sia migliore risultato per la buona
politica. Quindi, io dico sempre, amo sempre sostenere che
questo è il Governo della buona politica,
che la buona politica c'è e si può fare, oggi veramente si può
esaltare con il contributo di tutti coloro
che hanno contribuito appunto a fare questa legge.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, il Gruppo
parlamentare del Partito Democratico si
asterrà su questa legge. Inizialmente pensavamo di votare
contro. Vogliamo valorizzare però il
confronto che si è sviluppato in questo Parlamento che ha
consentito di migliorare certamente il
testo. Abbiamo apprezzato che numerose volte il Governo ha dato
parere favorevole ai nostri
emendamenti guardando non al colore politico ma al merito e al
contenuto, con la consapevolezza di
tutti che questa è una legge estremamente importante per lo
sviluppo del territorio, per la Sicilia, per
la tutela dell'ambiente.
Sicuramente, quello di questa sera è un passaggio storico, la
legge è la 71/1978, si ascrive
giustamente al compianto Presidente Piersanti Mattarella, sono
passati quarantadue anni, questo
Parlamento si assume una responsabilità estremamente importante
e questo Governo si assume una
responsabilità estremamente importante e questo Governo si
assume una responsabilità certamente
importante perché sarà chiamato a dare attuazione ai primi
passaggi di questa legge. Noi
continueremo a svolgere un ruolo ovviamente di opposizione
quindi di controllo sull'attuazione della
legge. Ci auguriamo che questo confronto possa continuare a
svilupparsi anche in Commissione
rispetto ai passaggi attuativi della legge stessa e ci auguriamo
anche che possa comunque prevalere
pur nella diversità di opinioni e di posizioni politiche
innanzitutto il bene comune, il bene e
l'interesse dei cittadini tutti valorizzando il ruolo del
Parlamento che in questo caso credo che
davvero ha fatto un lavoro estremamente significativo e per
quanto riguarda gli emendamenti
proposti dal Partito Democratico, credo almeno duecento oltre i
soppressivi, voglio qui cogliere
l'occasione per ringraziare ovviamente non solo i colleghi che
più direttamente hanno lavorato alla
legge, quindi l'onorevole Barbagallo ma anche tutti gli altri
componenti del Gruppo parlamentare,
ma anche gli ordini professionali, numerosi professionisti che
gratuitamente hanno accettato il nostro
invito di confrontarsi al fine di migliorare un testo che io
penso dovrà dare risultati molto positivi
negli anni futuri per il bene di questa Regione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, oserei dire continuiamo così nel
senso che finalmente abbiamo
iniziato a votare le riforme, io l'ho detto qualche mesetto fa
che questo è il Governo delle riforme.
Già la prima riforma è stata fatta ed è stata fatta con la
collaborazione del centro sinistra,
dell'opposizione, e questo è un vanto per i cittadini siciliani
che finalmente possono dare un segnale
positivo di riconoscenza alla politica che oggi anziché
bivaccare ha dato un segnale di
riconoscimento che ci sono alcune leggi che bisogna rivedere
perché dopo quarantadue anni è giusto
che sia così.
Oggi viviamo la modernità, viviamo un momento particolare,
quindi è giusto che faccia così. Sulla
sussidiarietà devo dire che sia verticale che orizzontale ci
sono delle cose molto importanti perché in
questa riforma, diciamo, abbiamo intrapreso un percorso che
finalmente i consigli comunali avranno
una legge chiara da votare anche loro e riguardo i privati
possiamo dare la giusta riconoscenza per le
cose che sono possibili. Quindi grazie a tutti sono contento di
avere votato la prima riforma.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'ultimo intervento dell'onorevole
Calderone e poi votiamo. Sì,
tranquilli, state sereni, dico l'ultimo intervento per i
deputati.
CALDERONE. Signor Presidente, naturalmente mi unisco al coro
di complimenti. Io da
capogruppo, non sono componente della relativa Commissione di
merito, ho partecipato più volte
alle sedute della Commissione presieduta dall'onorevole Savarino
con la quale intendo
complimentarmi, così come faccio con l'onorevole Cordaro per la
disponibilità dimostrata.
Forza Italia ha cercato di contribuire presentando una serie
di emendamenti e devo dire Presidente
che sia il presidente Savarino che l'assessore Cordaro sono
stati disponibilissimi ad ascoltare. Ci
siamo incontrati più volte, alcune cose si potevano fare altre
non si potevano fare. Quelle che si sono
fatte sono state inglobate, signor Presidente, in questo disegno
di legge, è inutile ribadire che è stato
un disegno di legge e sarà un disegno di legge epocale.
Ha detto bene l'onorevole Trizzino dicendo che abbiamo più
volte, ci siamo più volte confrontati.
Io personalmente Presidente devo dire che è stato motivo di
crescita perché ho appreso tanto, diceva
Kipling se non vado errato
PRESIDENTE. Fino adesso siamo stati ad ascoltare quelli che
c'erano, possiamo continuare che
manca poco e così poi ce ne andiamo? Grazie.
CALDERONE. Diceva Kipling che ogni uomo che incontro mi è in
qualche maniera superiore e
da lui ho sempre qualcosa da apprendere . Ecco per me è stato
motivo di crescita, ho preso tanto, ho
cercato di dare il mio contributo. Però, Presidente, non perché
sono di parte io desidero rivolgere a
nome mio e a nome di Forza Italia un ringraziamento particolare
a lei - non dirò più la sua signoria,
altrimenti vengo quasi rimproverato.
In un paio di giorni ha tenuto straordinariamente l'Aula, ci
ha costretti, tra virgolette, a sacrificarci
ed ha contribuito in maniera determinante a liquidare questo
epocale disegno di legge.
Non è solo merito del Governo, che ne ha tanto, merito della
Commissione e del Parlamento che è
stato veramente produttivo perché tutti gli emendamenti erano
emendamenti che ti portavano a
studiare ed a verificare, accoglibili e non accoglibili - quello
era un altro tema ed un'altra tematica -
però, senza la sua sapiente e convincente direzione questa era
una legge che sicuramente sarebbe
passato qualche mese, voglio essere generoso, prima di essere
approvata, se non qualche anno.
Grazie a tutti i componenti del Parlamento, grazie alla
Presidente Savarino, grazie all'Assessore
Cordaro, grazie soprattutto a lei, signor Presidente.
Ovviamente, Forza Italia voterà un sì convinto a questa legge
di riforma che, dopo quarantadue
anni, la 71/78 ormai possiamo dire va in soffitta, è una
grandissima legge di sviluppo. Perché dietro
il governo del territorio non c'è soltanto un problema
urbanistico, il problema del governo del
territorio è che porta sviluppo, porta ricchezza, porta
economia.
E' proprio di questo che ha bisogno la nostra Terra.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone. Grazie in particolare
per le parole che mi ha rivolto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino, Presidente della
Commissione.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi,
grazie. Io non riesco a nascondere amozione.
Sto provando stasera un'emozione simile alla mia prima legge
approvata.
Io arrivai in Assemblea nel 2001, avevo appena finito una
scuola di specializzazione in diritto
regionale degli enti locali e mi ritrovai relatrice della prima
legge che quest'Aula ha approvato -
l'onorevole Cracolici era con me, se lo ricorderà - che era la
legge che disciplinava il referendum in
Sicilia, i referendum consultivi anche in Sicilia.
E, per la prima volta da giovane neolaureata, neo
specializzata, mi ritrovai dalla parte opposta ad
essere il legislatore.
Stasera l'approccio con questa legge, non vi nascondo, per me
è stato un approccio molto
rispettoso perché se io ho iniziato a fare politica quando ero
ragazzina è perché avevo un esempio,
che era quello del Presidente Piersanti Mattarella.
Quindi, mettere mano ad una riforma che aveva come testo di
riferimento la legge che fu il primo
tassello purtroppo che portò alla condanna a morte del
Presidente Piersanti Mattarella - come
raccontano, infatti, i successivi - è un approccio di grande
rispetto e di grande emozione rispetto a
quello che dovevamo fare.
Ecco perché lo sforzo massimo mio è stato quello di cercare di
mettere dentro il più ampio
consenso possibile.
E non sempre era facile perché nella stessa commissione
c'erano sensibilità diverse, non dico che
c'era il palazzinaro e chi voleva il consumo del suolo zero
immediatamente ma quasi.
Quindi, conciliare opposte sensibilità non era facile.
Ma ci siamo riusciti, ecco questo oggi si può dire.
E ci siamo riusciti coinvolgendo, ascoltando non semplicemente
gli ordini professionali, le
università, le associazioni di categoria.
Perché non ci siamo limitati ad ascoltarli - i colleghi lo
sanno - li abbiamo coinvolti direttamente
anche nella redazione del testo, nella redazione degli
emendamenti, quindi, nel migliorare il testo.
Questa è una legge che ha visto il coinvolgimento, quindi,
anche di importanti riferimenti esterni
che si sono rivisti e che hanno contribuito con noi a che questa
legge fosse una legge il più possibile
condivisa.
Ecco perché li ringrazio da qui come ringrazio gli uffici, sia
quelli del Dipartimento - l'ho già
detto all'inizio - l'architetto Grutta addirittura è andato in
pensione ed ha continuato a seguirci pur
essendo in pensione; il mio dirigente, il dott. Lupo, che ha
avuto grandissima pazienza, anche perché
io sono una stacanovista e, quindi, li ho anche costretti a
lavorare in giornate in cui eravamo gli unici
in Assemblea e lo ringrazio, come ringrazio i miei collaboratori
e, soprattutto, ringrazio i colleghi
tutti.
Parto da quelli della Commissione che sono stati quelli con
cui fianco a fianco abbiamo condiviso
tante ore di lavoro, ma anche i colleghi che non sono componenti
della Commissione ma che, come
l'onorevole Calderone, come tanti altri, hanno partecipato ai
lavori di questo testo di legge perché
coinvolti dall'importanza della legge che stavamo facendo.
Ringrazio lei, Presidente Miccichè, perché è vero la sua guida
qua dentro, in Assemblea, ha
permesso di organizzare in maniera efficace e sempre rispettando
le forze politiche tutte, ha dato
un'accelerazione e una concretezza ai lavori di quest'Aula che
ci ha permesso oggi di potere dare il
voto finale e la ringrazio.
Ringrazio l'Assessore Cordaro con il quale abbiamo condiviso
tanta fatica, tante ore di lavoro,
tanto ascolto e ringrazio, permettetemi, ultimo, ma non per
ultimo, il Presidente Musumeci, che con
questa legge, con questa azione, conferma a me quello che
pensavo quando nessuno ci credeva, cioè
che questo Governo Musumeci possa essere veramente un governo di
svolta per questa nostra
Regione.
Io faccio politica con passione, ci ho creduto quando non ci
credeva nessuno, questo è uno di quei
tasselli che mi fanno sentire orgogliosa di essere al suo
fianco, signor Presidente, e di lavorare
insieme a lei perché questi risultati i siciliani possano
concretamente vederli nel tempo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'Assessore Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io sarò breve perché
siamo tutti stanchi, ma piacevolmente stanchi. Non so se questa
è una legge epocale, lo dirà la storia.
Ma sicuramente oggi abbiamo scritto una bella pagina, abbiamo
scritto una pagina di democrazia,
abbiamo scritto una pagina di competenza, abbiamo scritto una
pagina di confronto costruttivo, mai
strumentale, anche se non sono mancate, come è normale che sia,
le polemiche, che non sono
mancati i momenti di confronto aspro, non tornerò sui temi della
legge perché in tanti li avete trattati
e perché in questi giorni non abbiamo parlato di altro, desidero
fare soltanto dei ringraziamenti.
Il ringraziamento non può che andare a tutta l'Aula
indistintamente, a tutti i colleghi per il
contributo che ciascuno quota parte ha dato al miglioramento di
questa legge. Ma desidero anche
fare dei ringraziamenti personali. Il primo è al Presidente
della Regione, Musumeci, stimolo
quotidiano e primo artefice di questo disegno di legge. Desidero
poi ringraziare coloro che hanno
scritto materialmente il disegno di legge che è arrivato, i
professori universitari con i quali ci siamo
confrontati, i dirigenti del dipartimento e chi poi lo ha
accompagnato, dai funzionari della
Commissione fino ai dirigenti che stanno seduti in quest'Aula.
Desidero ancora ringraziare il
direttore generale Giovanni Salerno che ha lavorato perché
questo disegno potesse diventare realtà.
E desidero poi ringraziare e ancora farlo sentitamente tutti i
Capigruppo con i quali ci siamo
confrontati e che non hanno mai disdegnato il confronto, anzi lo
hanno cercato. Però, permettetemi,
senza fare torto a nessuno, di ringraziare soprattutto fra i
Capigruppo l'onorevole Calderone perché
ha dovuto accettare qualche no in più degli altri e lo ha fatto
con grande senso istituzionale, restando
al suo posto, facendo il suo dovere e dando il contributo
richiesto.
Desidero poi, ancora, ringraziare l'onorevole Trizzino, lo
faccio senza impingimenti perché è stato
un oppositore intelligente anche coraggioso in alcuni passaggi e
lo ringrazio anche per le parole che
ha speso perché le ho raccolte e le conservo sotto il profilo
personale. Desidero poi, ancora,
ringraziare la Presidente Savarino, se del caso più instancabile
di me, e questo, devo dire, mi fa
molto piacere affermarlo perché posso dire questa sera, ecco, di
essere onorato di aver lavorato
insieme a lei a questa legge. Lo dico senza alcun infingimento e
anche con grande senso di
gratitudine.
Desidero poi ringraziare il nostro Presidente dell'Assemblea
regionale, lo faccio perché egli è
stato il regista di questo percorso in Aula e quindi lo faccio
sentitamente perché ha curato i
particolari, perché credo di avere anche contribuito a farlo
innamorare di questa legge che egli non
necessariamente doveva conoscere, ma che ha imparato ad
apprezzare e, se del caso, anche a
difendere in alcuni momenti particolari.
E quindi il mio sentito grazie, insieme al Vice Presidente Di
Mauro che, per qualche momento,
oltre ai contributi che ha dato dall'Aula, ha presieduto questa
Assemblea.
E infine, e concludo sperando di non avere dimenticato
nessuno, desidero ringraziare un
burocrate: l'architetto Giovanni Grutta. In un tempo
particolare, dove non sempre la burocrazia,
secondo me anche a ragione, è apprezzata, desidero ringraziarlo
perché egli oggi è in pensione, e
tuttavia, nonostante questo mi ha chiesto di continuare a
lavorare al nostro fianco. Un burocrate
capace, onesto, intelligente, di cui, forse anche nella mancanza
di tanti suo emuli, nella Regione
siciliana si sentirà la sua mancanza e il bisogno di gente come
lui.
E' una giornata importante che ho veramente e sentitamente il
piacere di condividere con tutti voi
e per questa ragione credo che il percorso che inizia sarà un
percorso che poi continueremo a
valutare nella concreta applicazione di questa legge.
Se il Presidente Micciché lo consente qualche giorno di
vacanza a tutti.
PRESIDENTE. Grazie assessore. Se tutti prendete posto iniziamo
la votazione, fermo restando
che dei ringraziamenti li devo fare anche io.
Ringrazio tutti voi per il dibattito che c'è stato. Raramente
si vede un dibattito in cui veramente
non c'è stato uno scontro ideologico, ma si è lavorato soltanto
per migliorare la legge da parte di tutti
i gruppi politici e l'intelligenza della Presidente Savarino e
dell'Assessore Cordaro ad accettare
anche quelli che normalmente, più di quelli che normalmente si
accettano, proposte dell'opposizione
o della maggioranza, o comunque dei partiti. Spesso si è gelosi
di quello che si scrive e sembra
sempre che gli interventi degli altri servano soltanto a
disturbare. Li ringrazio veramente per
l'intelligenza che hanno avuto la Presidente Savarino e
l'Assessore, per capire che, invece, erano
contributi veri, non era un disturbo, erano possibilità per
migliorare la legge.
Ha ragione Cordaro quando dice che mi ha fatto innamorare di
questa legge. No, intanto mi ha
fatto capire qualcosa, perché prima ne capivo molto meno. Con
questa legge oggi ne capisco di più e
quindi ho potuto anche permettermi di difendere o mi sono
permesso io stesso di suggerire qualche
modifica sulle cose che passavano proprio perché le capivo, e
quindi mi sono sembrate anche
importanti; ringrazio veramente l'Assessore Cordaro e la
Presidente Savarino.
Ringrazio la Presidente Savarino in più anche per l'ultimo
intervento che ha fatto, per avere
ricordato che questa è la legge su cui, almeno così la storia
dice, è morto Piersanti Mattarella, che è
stato ovviamente l'ultimo Presidente che aveva fatto questa
riforma sull'urbanistica, una riforma che
allora - erano gli anni Settanta, Ottanta - purtroppo gli costò
veramente tanto. Erano anni diversi da
quelli di oggi. Io vorrei tranquillizzare tutti. Non credo che
oggi ci sia nessun rischio nell'operare
bene e serenamente come abbiamo fatto. Allora era un fatto
veramente molto diverso e quindi il
ringraziamento va dato anche a Piersanti Mattarella, anche in
quest'occasione credo che sia
veramente dovuto.
Ringrazio i miei Uffici, miei si fa per dire, miei pro
tempore, gli Uffici dell'Assemblea, perché,
credetemi, in alcuni momenti abbiamo fatto loro delle richieste
anche un po' esagerate, di risolvere
problemi giuridici o di comprensione di testi, su cui
teoricamente sarebbero dovuti assolutamente
intervenire ma in tempi più sereni, diversi, in Commissione e
non magari all'ultimo minuto in Aula,
come abbiamo fatto spesso.
Un grazie particolare, al di là del Segretario generale, che
ovviamente significa un grazie per tutti i
dipendenti dell'Assemblea, va come al solito alle figure che mi
stanno sempre dietro, a cui avevo
detto che stasera avremmo fatto tardi e che, come al solito,
accettano sempre molto volentieri tutti i
nostri capricci, a volte, esigenze altre volte, come quella di
restare fino a quest'ora.
E ringrazio in particolare il dottore Lupo, che ha dimostrato
di essere una persona di grande
capacità e di grande dedizione, e anche lui di grande
comprensione, per alcune rotture di scatole che
gli sono state date e a cui lo abbiamo costretto, per cui grazie
veramente a tutti.
per il governo del territorio" (587-5-147-162-174-187-190-229-356-
-472-536/A)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per il governo
del territorio» (587-5-147-162-174-187-190-229-356-472-536/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme
per il governo del territorio» (587-5-147-162-174-187-190-229-
356-472-536/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(Risultato della votazione)
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 45
Contrari 0
Astenuti 4
(L'Assemblea approva)
Grazie a tutti e complimenti. Quelli che hanno avuto qualche
problema di voto, se lo possono
comunicare per favore agli Uffici, che lo mettono a posto. Non
vi alzate, dobbiamo fare il voto finale
ancora su due leggi, e sulle quali, chiedo scusa, mi capirete,
non do parola per dichiarazione di voto.
Per le variazioni c'è un emendamento, ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno, da votare
prima. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Se vi sedete, procediamo al voto finale delle variazioni di
bilancio.
"Disposizioni finanziarie" (811/A)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni finanziarie» (811/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge
«Disposizioni finanziarie» (811/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 28
Contrari 15
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Se ci sono problemi, comunicateli qui agli Uffici, che
segnaleranno il problema che avete avuto.
"Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia"
(445-280-546/A)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
Sicilia» (445-280-546/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge
«Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
Sicilia» (445-280-546/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 40
Contrari 0
Astenuti 11
(L'Assemblea approva)
Comunico, a garanzia che la legge sul Comune di Misiliscemi,
se non fosse stato perché abbiamo
perso veramente molto tempo, sarebbe stata fatta oggi, così come
avevamo immaginato e così come
pensavamo di fare, ringrazio l'onorevole Lo Curto per avere
perfettamente capito quali sono le
esigenze che abbiamo avuto stasera. Comunico che ovviamente alla
riapertura la prima cosa che
faremo sarà questa votazione sul Comune di Misiliscemi.
Intanto, chiudo la seduta. Faremo sapere, attraverso
telegramma, telefonate o non so che altro,
quando riapriremo perché lo dobbiamo materialmente, io mi devo
fermare a studiare questa vicenda.
Diciamo che in ogni caso, dal giorno dieci agosto siamo chiusi,
inizierà questo breve periodo di
vacanze il giorno dieci, vi faremo sapere quando sarà concluso.
La seduta è tolta alle ore 22.28
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio