Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.14
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Allora, hanno chiesto, prima di iniziare i lavori, di intervenire
l'onorevole Lantieri, che ne ha facoltà, poi l'onorevole
Dipasquale, l'onorevole Laccoto, l'onorevole Zafarana, l'onorevole
Marano e chi altri? Tutti.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Arancio, Gucciardi, Catanzaro e Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa ad appartenenza a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Visto che c'è l'onorevole Laccoto, fino a nuova
disposizione, lo consideriamo iscritto al Gruppo Misto; poi, quando
ce lo comunicherà, sarà fatto.
Sugli eventi atmosferici verificatisi nella zona di Dittaino
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a fare interventi brevi
perché siamo in tanti e dobbiamo cominciare l'Aula.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lantieri.
LANTIERI. Signor Presidente, volevo fare un intervento perché la
scorsa settimana ho presentato un ordine del giorno per quello che
è accaduto nella zona industriale di Dittaino in provincia di Enna.
Giorno 23, infatti, c'è stato un nubifragio con una grandinata
maestosa.
Tutte le aziende - a parte gli agricoltori, ma anche le aziende
che vivono nel sito di Dittaino - hanno avuto ingenti danni,
perché da poco avevano fatto il ripristino dei tetti, avevano tolto
i tetti di eternit e avevano messo i tetti in fibro-cemento, ma la
grandine è stata talmente forte che questi tetti sono stati
traforati.
Diverse aziende, per i danni causati, hanno chiuso le loro
attività perché c'è stato un allagamento e hanno avuto problemi
all'elettricità.
Conoscete tutti, per esempio, uno di questi è stata la
Pandittaino che ha avuto ingenti danni perché il grano che era
nei silos, per problemi di energia elettrica, è andato tutto a
marcire. Anche la ditta Bertolini , la ditta Di Porto , insomma
c'è stata una catastrofe.
Tutte le aziende hanno fatto presente sia al sindaco che alla
caserma dei carabinieri per evidenziare l'accaduto. Per questo ho
telefonato immediatamente al Presidente della Regione e al
Direttore generale della Protezione civile, dott. Cocina, per
dichiarare lo stato di calamità.
Chiedo un'immediata ispezione - anche perché molte cose le hanno
dovute ripristinare per continuare a lavorare - perché, capirete
bene, ci sono posti di lavoro e chiedo subito un'ispezione da parte
del Governo per dichiarare lo stato di calamità.
L'ordine del giorno che ho presentato, ringrazio i colleghi, è
stato firmato da tutta l'Assemblea.
La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, ha ascoltato l'intervento? Si
farà carico di farlo sapere.
Sulla sospensione della procedura del Click day
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi parlamentari,
sono veramente amareggiato, e sa, Presidente, perché?
Abbiamo iniziato la sessione dopo la pausa estiva con l'intervento
dell'Assessore per la pubblica istruzione sulle questioni della
scuola, università e scuola in generale. L'intervento
dell'Assessore Razza, l'intervento anche dell'Assessore Cordaro, e
a seguire di questi interventi noi dovevamo intervenire in Aula e
fare il dibattito unico con il Presidente della Regione, questo era
il percorso che ci eravamo dati - periodo di inizio di settembre.
Siamo al 7 di ottobre, mi aspettavo qui oggi in Aula il Presidente
della Regione, capisco che non c'è, il fatto che non lo veda è
perché il Presidente non c'è, così come non c'è neanche l'Assessore
Razza e così il resto con cui dovevamo confrontarci. Ringrazio gli
Assessori presenti.
Signor Presidente, è assurdo perché siamo rimasti impossibilitati
a intervenire rispetto alle cose che sono state dette ma nel
frattempo ci sono state delle emergenze e l'assenza ancora del
Presidente della Regione che non viene nel Parlamento a
confrontarsi lascia davvero monco quello che è il dibattito
parlamentare, cioè noi abbiamo ascoltato per un mese ed ancora oggi
non possiamo intervenire in Aula E' davvero assurdo. Nel frattempo
è successo quello che è successo con il Click day - ne
parleranno, ne stanno parlando tutti - mi permetto di dire che da
questo podio il 16 settembre - se c'è qualcun altro che ha qualche
data precedente me lo faccia sapere - ma il 16 settembre penso di
poter dire che sono stato il primo, qui su questo podio, a dire che
stavamo facendo una - il termine che andrebbe a pennello non lo
posso dire -sciocchezza perché con questo sistema si prefigurava un
blocco totale di questo bando che aveva tutta una serie di
criticità.
Purtroppo, quando noi parliamo dall'opposizione le cose non hanno
significato. Morale della favola, noi, oggi, troviamo migliaia e
migliaia di imprenditori che non sanno cosa fare.
Il suggerimento che io mi permetto di dare è quello di fermarvi
subito e dobbiamo rivedere il bando perché dobbiamo eliminare le
criticità che ci sono perché se non fate questo vi assumete ancora
la responsabilità di far perdere ulteriore tempo ai nostri
imprenditori. Lo dice chi non è che se n'è accorto ora, lo dice chi
se n'è accorto il 16 settembre.
Un'altra cosa che volevo dire - mi dispiace che non ci sia
l'assessore Razza ma se non vengono come dobbiamo fare - è che è
stato fatto un riparto delle somme per gli ospedalieri.
A Ragusa ci siamo fatti un conto: il conto è quello che, in base
ai soldi messi - poi dicono che arriveranno altre risorse - per gli
operatori sanitari ci saranno poco più di due Euro. E questi erano
gli angeli, quelli che dovevano salvare il mondo, e noi non
dovevamo dimenticarci di loro e così via.
Anche su questo non riesco a capire i criteri di ripartizione,
perché le somme messe per Ragusa, per esempio, sono molto inferiori
rispetto alle altre province. Perché quando io vedo altre province
- non le vado a citare una per una - che hanno somme molto più
consistenti, ovviamente, mi rendo conto e dico perché gli operatori
sanitari della provincia di Ragusa un trattamento diverso.
Quindi, signor Presidente, a noi dispiace che veniamo in Aula per
confrontarci, c'è chi fa tanti chilometri e li fa senza autista e
li fa senza macchina, per venire qua in Aula - a dir la verità
ultimamente il treno non l'ho preso, però, sicuramente riprenderò
anche questo - però, caro Presidente, continuare a non trovare qui
il Presidente della Regione che lo aspettavamo, io oggi mi
aspettavo qui il Presidente della Regione ed il Presidente della
Regione ancora non viene in quest'Aula e noi, purtroppo, siamo
costretti a non poterci confrontare. Esiste il Parlamento, se ne
deve fare una ragione.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, oggi avevamo immaginato che il
Presidente potesse venire ma non avevamo avuto la . Tant'è che
nell'ordine del giorno non era previsto.
Oggi, l'assessore Cordaro ci dirà più o meno quando il Presidente
potrà venire e il Presidente non si è tirato indietro rispetto alla
sua volontà di essere presente in Aula, per cui ci faremo dire il
giorno e quando sarà disponibile.
(Interruzione dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Questo è un problema che non mi riguarda. Lui decide
di fare quello che vuole quando ovviamente viene convocato, invece,
dovrà venire.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor presidente, colleghi, cittadini, assessore
Cordaro, assessore Turano, mi fa piacere che siete qui, uno nella
veste di assessore per le attività produttive, l'altro anche in
qualità di vice Presidente, di rappresentante del Governo. Manca
l'assessore Armao che, io penso, in questo momento storico - dopo
che ieri abbiamo visto il black-out di una misura che era stata
annunciata, così importante, del Click day per le imprese,
poiché, appunto, questa misura è stata portata avanti sì dalle
attività produttive ma anche avvalendosi delle scelte per quanto
riguarda il data base, dove andare a caricare le proprie
credenziali per l'accesso anche a uffici dell'assessorato bilancio,
io avrei voluto vedere qui anche l'assessore Armao, Presidente, è
veramente urgente rappresentare in questa Aula quello che mi è
stato detto ieri da tantissimi imprenditori, partite IVA, che non
hanno potuto accedere a questo bando, che si sono visti alle ore
9.00 del mattino l'impossibilità di potere continuare. Hanno
mandato a tutti quanti, immagino che tutti quanti siamo stati
coinvolti in questa cosa descritta come allucinante, sia per la
preparazione a monte, sia per appunto il Click day fatto ieri,
che poi non si è svolto, la bella schermata con cui si diceva TIM
non fa andare avanti nella procedura .
Le persone, gli imprenditori, il nostro tessuto imprenditoriale
così importante, che noi tutti vogliamo sostenere nella finanziaria
COVID tutti avevamo detto e abbiamo sostenuto queste misure.
Avevamo detto c'è urgenza . A parte che da maggio sono passati i
mesi che sappiamo e, quindi, praticamente ci ritroviamo ad ottobre
ad avere un black-out, una debacle di questo sistema, debacle del
Click day che noi avevamo già detto che non avrebbe funzionato e
che non è così che vanno fatte le cose. Non è che perché io sono
più veloce con il tastino arrivo ad ottenere l'obiettivo, e non può
andare avanti questa impostazione che penalizza, ma lo abbiamo già
detto più e più volte, coloro che non godono di una buona
connessione. Abbiamo detto che non soltanto la procedura, che non è
obbligatoria, attenzione a chi dirà che praticamente era
obbligatoria perché c'è il decreto legislativo: i bandi pesca non
sono stati fatti in questo modo e vi è una procedura su graduatoria
in base ai requisiti. Pertanto, non vedo l'obbligatorietà da dove
nasce.
Il DURC, i codici ATECO, i tre successivi decreti con cui si
aggiungevano codici ATECO. E poi, tutta una cosa raffazzonata.
Bastava fermarsi, bastava ascoltare le indicazioni non soltanto
delle opposizioni ma anche della stessa maggioranza.
Abbiamo detto tutti che questo bando così come è strutturato,
confusionario, caotico, soprattutto che non viene incontro alle
imprese, che non viene incontro a chi deve farle queste cose, a chi
vi si rivolge perché la misura non erano bruscolini, erano 125
milioni, non è che stiamo parlando di poco.
Noi dobbiamo venire incontro alle persone che devono fare la loro
attività, non devono stare a scervellarsi con il commercialista a
capire come si fa, la procedura, cosa devo presentare, cosa non
devo presentare. Tutto questo è veramente insostenibile,
insopportabile. Io in questo momento sto riferendo in questa Aula
quello che mi è stato detto e rappresentato da chi vive, ha vissuto
questa situazione. Addirittura girava, mi è stato raccontato,
assessore poi lei ci dirà, girava nelle giornate di sabato e
domenica un link accessorio, ulteriore, a cui potere inviare le
domande che non avevano superato il Tasto verde - Lei sicuramente
mi capirà in quello che sto dicendo - con una possibilità di
accesso dalle 11.30 piuttosto che dalle 9.00.
Io vorrei chiarimenti su questa cosa, e vorrei chiarimenti anche
sul fatto che noi abbiamo dovuto spendere nell'Agenda digitale e
prevedere un milione e tre per un servizio che per quanto ne so, mi
si dirà anche questo, poteva essere svolto in-house da Sicilia
digitale con un contratto da 5 milioni. Sicilia digitale che ha già
lavorato per elaborare, per esempio i pagamenti dei lavoratori ASU
e PIP quindi, comunque, anche offrendo servizi accessori rispetto a
quanto previsto nel contratto di servizio.
Tutte queste questioni, assessore Cordaro nelle sue funzioni,
appunto, di rappresentante del Governo, noi gliele dobbiamo
rappresentare qua e, soprattutto, dobbiamo dire che chiaramente la
prima considerazione che si dovrebbe fare è di dire - per una
cifra così importate - vado a concludere subito Presidente e la
ringrazio per il tempo che mi ha dato, non si può pensare che
l'unica misura che ha preso origine in questo momento all'indomani
della finanziaria COVID è questa e l'unica misura va in black-out.
Tutto questo porta a considerare quello che il mio Gruppo ha
chiesto, Presidente, che è un passo indietro perché si
dimostrerebbe serietà anche nel rispetto ad un comportamento che
concluda e lasci ad altri la possibilità di operare con così tante
risorse europee.
PRESIDENTE. Allora, su questo argomento, onorevole Zafarana, credo
che ci saranno tanti interventi perché tutti siamo stati abbastanza
coinvolti da tutte le persone che ognuno di noi conosce su questo
argomento. Io direi, se l'Assessore Turano è d'accordo, che per
evitare che ci siano cento interventi che più o meno sono sullo
stesso tema, io direi intanto diamo un attimo la parola
all'Assessore Turano che ci dice quello che sta succedendo e gli
interventi rimangono, state tranquilli.
Domande da fare, secondo me, facciamoci dire dall'Assessore Turano
quello che è successo, poi il dibattito, tanto che ormai questa
giornata sarà un dibattito sul click day l'abbiamo capito e sarà
difficile evitarlo, per cui comunque facciamo un attimo intervenire
l'Assessore Turano che ci spiega un po' qual è l'argomento, dopo di
che iniziano le domande.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che con nota protocollata al n. 509-PRE/2020
del 6 ottobre 2020 la Commissione parlamentare di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia è
stata autorizzata a recarsi in missione a Enna il 22 ottobre 2020.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pagana ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sulla sospensione della procedura del Click day
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io leggerò una nota, vorrei se possibile essere
ascoltato perché l'argomento è molto importante ed ha costituito
oggetto di un dibattito sui social alimentato anche da prese di
posizione politica, legittime per l'amor di Dio, che però travisano
per certi versi i fatti che si sono verificati.
Allora, la sospensione della procedura automatica prevista per
l'attribuzione del contributo a fondo perduto è avvenuta a scopo
cautelativo su richiesta di Tim dopo che l'Amministrazione
regionale per ben due volte si era attivata per segnalare casi di
data crash in seno alla piattaforma regionale Sicilia Pay. Vorrei
che seguite, perché parlo di tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli Trizzino e Papale, per favore, è importante.
TURANO, assessore per le attività produttive. Una prima
segnalazione a Tim è stata effettuata nella giornata di sabato 3
ottobre, a seguito di un comunicato del Gruppo parlamentare
Movimento Cinque Stelle che riportava le lamentele di alcune
imprese che nell'accedere alla piattaforma riscontravano casi di
data crash.
Alla pronta segnalazione dell'amministrazione regionale la Tim
alle ore 10.15 del 4 ottobre rispondeva testualmente a mezzo mail
sottolineando che la stessa non ha ravvisato ad ora alcuna
anomalia infrastrutturale e di piattaforma che possa avere
provocato una condivisione di dati aziendali a soggetti diversi da
quelli automaticamente identificati mediante Spid e ai controlli
ereditati dal sistema informativo di Infocamere. Inoltre - dice
sempre Tim - non ci risultano tentativi esterni di porre in essere
attività informatiche fraudolente che possano avere determinato un
caso di data crash .
Quindi, la Tim comunica ufficialmente alla Regione che la
segnalazione che perveniva dal Gruppo parlamentare Movimento Cinque
Stelle per loro non era riscontrata. Conseguentemente,
l'amministrazione non avendo peraltro ricevuto nessun riscontro
tramite i canali ufficiali, Fax e Pec, dell'anomalia in questione -
voglio ricordare che abbiamo ricevuto 3.400 tutte evase e nessuna
di questi Fax o Pec segnalava l'anomalia - riteneva opportuno
rassicurare pubblicamente a mezzo stampa circa la normale
funzionalità del sistema come attestato da Tim Spa.
Sempre nella giornata di domenica 4 ottobre, l'amministrazione
riceveva sui propri canali social un reclamo sempre riferibile a un
caso di data crash e si decideva, verificata l'autenticità
dell'utente e considerata la segnalazione circostanziata di
attivare ARIT per chiedere a Tim di avviare una nuova verifica,
stiamo parlando del pomeriggio di domenica 4 ottobre, alle ore
19.00 circa.
Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre le nuove verifiche portavano
Tim a chiedere informalmente e successivamente a mezzo mail
sospensione cautelativa della procedura automatica prevista per le
ore 9.00 di giorno 5 ottobre. E' chiaro che su tutto questo ho le
prove documentali che attestano tutto quello che ho appena finito
di dire.
Nella sua comunicazione Tim evidenziava di avere riscontrato
un'anomalia della piattaforma in gestione a Tim, esonerando di
fatto l'Amministrazione regionale da qualunque responsabilità, e
informava di accertamenti per individuare con esattezza la
numerosità dei casi di cui si è verificata la problematica, che in
ogni caso è circoscritto ad una percentuale di circa l'1 per cento,
e chiedeva Tim la sospensione della procedura con riattivazione a
72 ore.
Alla luce di questa comunicazione, l'Amministrazione decideva di
interrompere la procedura per evitare che l'anomalia potesse
determinare un danneggiamento di parte delle imprese candidate.
Successivamente Tim comunicava che l'anomalia è riscontrata in 710
imprese sulle 55 mila domande circa. In queste ultime ore
l'amministrazione si è occupata di contattare tempestivamente le
imprese interessate per avviare azioni di soccorso istruttorio per
riallineare totalmente la procedura e consentire alle imprese la
parità di accesso.
Questi sono i fatti che si sono verificati durante la giornata di
sabato 3 ottobre, domenica 4 e prima di lunedì 5, e sono fatti che
hanno chiaramente una sola matrice ascrivibile alla società Tim che
non è proprio una società di campagna che noi abbiamo individuato
per gestire il servizio. Questi i fatti finora che riguardano il
blocco del Click day che non si è tenuto, è stata sospesa la
procedura.
Permettetemi ora, Presidente, di essere puntuale su alcune scelte
operate dall'Amministrazione regionale, di cui chiaramente mi
assumo la responsabilità, e vorrei un confronto leale e sereno con
le forze politiche, non fosse altro perché le imprecisioni
eventualmente generano grande confusione nell'opinione pubblica, e
questo vale anche per le associazioni datoriali.
Allora, in questa sede considerato che la scelta della procedura
automatica è stata successivamente contestata da alcune forze
politiche datoriali, giova ricordare che la procedura automatica è
indicata dalla legge nel caso in cui non è prevista attività
istruttoria di carattere tecnico, economico e finanziario, decreto
legislativo n. 123 del 31 marzo 1988.
Presidente, sul punto mi permetta di leggere la legge per capire
meglio; allora, Procedure e moduli organizzativi , questo è il
decreto legislativo n. 123 dell'88: Gli interventi sono attuati
con procedimento automatico, il cosiddetto Click day come
formulazione giornalistica, valutativo o negoziale . Aggiunge
l'articolo 4 del medesimo decreto legislativo: La procedura
automatica si applica quando non risulti necessaria per
l'attivazione dell'intervento un'attività istruttoria di carattere
tecnico, economico e finanziario del programma di spesa .
Appare a tutti fin troppo logico che qua non ci sono né l'attività
istruttoria di carattere tecnico, economico, finanziario; non si
tratta di valutare un progetto, si tratta di accertare soltanto un
danno che l'impresa ha subito. Per l'accesso agli interventi è
necessaria soltanto una dichiarazione, il soggetto competente al
comma 4 accertato esclusivamente la completezza e la regolarità
delle dichiarazioni , e di quanto previsto al comma 3 registrate
secondo l'ordine cronologico di presentazione , quindi
all'amministrazione era consentito di utilizzare quello strumento
per rispettare una legge dello Stato, e al comma 4 veniva declinato
che soltanto col sistema automatico si poteva procedere.
Continuo nella disamina, Presidente. L'attività istruttoria in
ogni caso avrebbe richiesto, appunto se avessimo deciso di adottare
l'attività istruttoria, ma un'istruttoria non c'era da fare, perché
le imprese erano chiuse, grazie ad un DPCM che ne obbligava la
chiusura per evitare l'assembramento; ma, comunque, se avessimo
dovuto accettare questo principio avrebbe chiesto tempi non
compatibili con l'emergenza economica determinata dalla pandemia e
quelli dettati dalla scadenza del quadro temporaneo che stabilisce
che entro il 31/12/2020 vanno certificate le somme a Bruxelles,
perché ricordo - e come poc'anzi l'onorevole Zafarana ha detto -
che, se al mese di maggio al mese di settembre noi non siamo stati
in vacanza, abbiamo dovuto rendere esecutiva la finanziaria nella
parte in cui prevedeva l'autorizzazione tanto da parte degli organi
ministeriali quanto da parte degli organi della Comunità economica
europea.
L'eventuale scelta - perché questa è un'operazione discrezionale
in capo all'amministrazione di cui io mi assumo la responsabilità,
voglio essere chiaro - l'eventuale scelta di dare contributi a
tutti, perché questo si poteva fare, per quanto più popolare e
forse conveniente ai fini politici, come da tutti oggi viene
richiesto, di fatto non avrebbe determinato nessun concreto ristoro
alle imprese dato che, a conti fatti, se circoscriviamo il
contributo alle imprese che hanno deciso di partecipare al bando
perché hanno tutti i requisiti a posto che sono circa 60.000 e
dividiamo 120 milioni per 60.000 avremmo dato soltanto 2.000 euro
ad impresa.
Se poi avessimo dovuto allargare a tutte le imprese, come viene
chiesto anche quelle che non hanno il DURC, verrebbe un contributo
di 520 euro. Io credo che non avremmo fatto un ristoro vero in
favore delle imprese; Avremmo dato una paghetta.
La procedura automatica che è quella che ho appena finito di
declinare, cioè quella automatica, come dicono i giornali il Click
day , è stata in Italia utilizzata in almeno 20 occasioni per
importi diversi da organi ministeriali, regionali ed altri organi
come Invitalia e Inail.
Presidente, ho la necessità anche qui di dire durante il Covid da
chi è stata utilizzata la procedura automatica. E' stata utilizzata
dalla Camera di commercio di Firenze, dall'Inail, da Invitalia, dal
Ministero dello sviluppo economico, dalla Regione Calabria, dalla
Regione Campania, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Regione
Friuli Venezia Giulia, dalla Regione Lazio, dalla Regione
Lombardia, dalla Regione Molise, dalla Regione Piemonte, dalla
Regione Puglia, dalla Regione Sardegna, dalla Regione Toscana,
dalla Regione Valle d'Aosta e dalla Regione Veneto. Sono stato
chiaro? Questa è la procedura prevista dalla legge e anche dalla
Regione Siciliana.
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, poteva dire da tutti tranne la Soltanto un
fatto di tempo non di altro, ovviamente
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, siccome
chi ci ascolta deve sapere che noi abbiamo fatto tutto quello che
si è fatto nel resto d'Italia, e lo abbiamo fatto
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, che sta succedendo? Siamo un Parlamento e
c'è un dibattito anche importante, per cui per favore con calma
Prego, assessore Turano.
TURANO, assessore per le attività produttive. La procedura
automatica, Presidente. La procedura automatica in questione,
inoltre, inibisce l'invio dei click massivi e contemporanei ed ha
dimostrato, tempi alla mano, una rapidità nel caricamento delle
domande.
Voglio essere chiaro su questo punto: per evitare che qualcuno si
preoccupasse di organizzare, come è avvenuto in altre esperienze,
click massivi in favore di più imprese danneggiando anche le altre,
abbiamo detto che ogni utente può inviare soltanto la propria
domanda e non anche altre domande, e non anche altre domande. Ed
abbiamo pure detto, Presidente, raccogliendo un suggerimento che
perveniva anche dall'Assemblea, che le domande erano
territorializzate, cioè abbiamo permesso per evitare che posti che
avessero una maggiore connessione veloce assorbissero più risorse,
abbiamo deciso, come è stato convenuto in Commissione Bilancio
da tutte le forze parlamentari, di frazionare le risorse provincia
per provincia e di permettere agli utenti, proprio perché cerchiamo
di interloquire con il 96 per cento delle imprese, di ognuno
chiedere la propria domanda. Il che non significa che se in un
posto non c'è la connessione veloce quell'imprenditore è costretto
a chiederla da quel posto. L'imprenditore può legittimamente andare
dove crede, a Milano o a Palermo, e da lì fare partire il click
per avere la connessione veloce.
Per il resto mi preme sottolineare che al netto delle
problematiche tecniche che ricordo sono in capo all'Arit, il bando
di competenza dell'Assessorato produttivo ha ricevuto visti di
conformità del Por e ha riscontrato il generale apprezzamento
testimoniato dall'enorme mole di richieste per il fondo perduto,
fondo perduto che destina le risorse che nella legge finanziaria
sono state apportate.
L'ultima cosa a tal proposito è utile ribadire che in sede di
riscrittura del bando si è ritenuto opportuno limitare la
discrezionalità dell'Amministrazione ricorrendo a criteri oggettivi
individuati dai codici Ateco che erano stati sospesi con il DPCM
del Presidente del Consiglio dei Ministri e salvaguardando i
territori come ho appena spiegato precedentemente.
Anche per quanto la richiesta di Durc che ha visto parecchie
sollecitazioni ci siamo attenuti alla legge che dice testualmente:
Per accedere ai benefici, alle sovvenzioni comunitarie, le imprese
di tutti i settori sono tenute a presentare il documento unico di
regolarità contributiva . E anche su questo ho bisogno di leggere,
lo leggo a me stesso chiaramente per ricordarlo a me stesso, che il
decreto legislativo 30 settembre 2005, n. 203, all'articolo 10,
Trasferimento all'INPS di competenze in materia di invalidità
civile e certificazione di regolarità contributiva, ai fini dei
finanziamenti comunitari , al comma 7 recita: Per accedere ai
benefici e alle sovvenzioni comunitarie le imprese di tutti i
settori sono tenute a presentare un documento unico di regolarità
contabile di cui all'articolo 2, comma 2 del decreto legge 25
settembre 2002 n. 210 convertito con la legge 22 novembre 2002, n.
266 .
Questo è quello che noi abbiamo fatto e non potevamo fare
diversamente, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, Assessore. Riprendiamo un attimo con gli
interventi. Però, permettetemi, anche senza avere fatto una
Conferenza dei Capigruppo, mi assumo questa responsabilità, diamo 3
minuti ciascuno perché dobbiamo fare la legge. Mi state chiedendo
un intervento tutti per cui diamo massimo 3 minuti per ogni
intervento.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marano.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
pensavo che durante la pandemia e post pandemia avevamo già
superato ogni limite con, ad esempio, la Cassa integrazione in
deroga, con tutto il casino che è successo con i buoni spesa. Io
pensavo che in quella fase la Sicilia e questo Governo aveva
raggiunto ogni limite dell'immaginabile. Invece, sempre ci
meravigliate. Questo Governo ci meraviglia sempre e continuamente
perché riesce a superare qualsiasi immaginazione.
Ha appena asserito, Assessore, che avete fatto quello che hanno
fatto in tutte le altre Regioni. Beh, diciamo che c'è sempre un
problema: che la Cassa integrazione in deroga la davano anche le
altre Regioni e là tutto filava liscio e qua invece si è bloccato
tutto il mondo; stessa cosa per questo bando. In tutte le Regioni
fila liscio e qua c'è sempre un problema. Ma il problema è tecnico,
ma è un problema che poi arriva alle imprese, alla vita delle
persone e alle famiglie dei siciliani.
Non è accettabile nell'era dell'intelligenza artificiale, del
bitcoin si trasferisce denaro da una parte del mondo all'altra, né
in questa Regione si impalla sempre tutto, ma non si impalla un
sistema si impalla la vita dei siciliani, Assessore. Non è
possibile, non è pensabile nel 2020, non è pensabile Assessore
Concludo il mio intervento
(Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)
PRESIDENTE. Per favore , il dibattito a due
MARANO. Voi dovete spiegare ai siciliani perché avete fatto il
click day , che di base noi non lo condividiamo perché è un
metodo assurdo. Perché lo avete fatto? Voi avete inviato una nota
alla Commissione Attività produttive e ve la leggo, dove dite
nelle considerazioni finali che l'azione in questione ha un bacino
di potenziali beneficiari di 60 mila imprese e per assorbire tutta
l'azione i soldi necessari sono 700 milioni di euro, non 130
milioni di euro . Questa è la nota che avete inviato alla
Commissione.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)
MARANO. Non c'è l'ho; ora glielo faccio sapere perché mi ero presa
questa parte.
PRESIDENTE. Per favore, il dibattito a due fatevelo fuori In Aula
si parla al Presidente e all'Aula Grazie.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Colleghi, cittadini. Presidente, ma
mai un Assessore di questo Governo uno che si dimetta, un Assessore
in questi tre anni che arriva e dice: ho sbagliato . Un Assessore
che fa questa cosa in questo Governo regionale non c'è
PRESIDENTE. E si può anche sbagliare senza dimettersi onestamente
DI PAOLA. Presidente, io oggi mi sarei aspettato due dimissioni:
una quella dell'Assessore Turano e una quella dell'Assessore Armao
e le spiego brevemente anche perché. L'Assessore Turano con il suo
direttore generale che ha sbagliato completamente tutto il bando,
perché il bando è sbagliato, abbiamo avuto sollecitazioni da tutti
per quanto riguarda i codici Ateco, il bando è scritto coi piedi,
Presidente. Dall'altra parte l'Assessore Armao con il suo direttore
generale dell'ARIT.
Presidente, chi l'ha fatta la scelta di questo progetto da farlo
fare alla Tim, io voglio nomi e cognomi, vogliamo nomi e cognomi,
chi ha collaudato questa piattaforma, Presidente? Nomi e cognomi di
chi ha collaudato questa piattaforma.
Noi, cari colleghi, in questi due anni dal 2018 la Regione ha già
fatto 18 Click day e sono stati gestiti in tutt'altro modo. Chi
ha fatto la scelta di gestire Click day di questa volta? Di
questa scelta importantissima per i siciliani, chi la fatta questa
scelta, Presidente? Perché il punto è proprio questo chi fa le
scelte, che poi qui possiamo parlare, Assessore Turano lei mi può
parlare di cose tecniche ma qua le scelte sono politiche, sul campo
digitale Presidente ci sono milioni e milioni e milioni e milioni
di euro. Allora come li stiamo gestendo? Come? A danno dei
siciliani, Presidente? Io voglio capire chi ha collaudato questo
sistema? E chi l'ha fatta questa scelta politica? Perché ieri è
come se fosse caduto un grattacelo e se cade un grattacelo, cari
colleghi, ci sono delle responsabilità enormi. E oggi quali sono le
responsabilità? L'Assessore Turano che mi viene a raccontare il
discorso della Tim, ma che me ne frega della Tim, per me poteva
essere la Wind, Fastweb, qualunque cosa io voglio capire qui in
Regione chi controlla e chi decide queste cose, perché a pagare
sono tutti i siciliani e questa volta se ne sono accorti
Presidente, perché stavolta la colpa non è da scaricare a Sicilia
digitale perché Sicilia digitale qui non c'entra. Io voglio capire
chi l'ha fatta questa scelta, perché noi finora come Regione
abbiamo gestito 18 Click day , 18 in tre anni. E allora, giusto in
questo Click day si sceglie la Tim. Chi la sceglie la Tim?
L'ARIT? Che cosa è l'ARIT, Presidente? Che cosa è?
Qui c'è un Governo regionale con Assessori che si devono assumere
le responsabilità e ci sono responsabilità precise. Poi, qui
possiamo parlare, possiamo cincischiare, possiamo dire quello che
vogliamo, Presidente, ma qui o ci fermiamo e giudichiamo l'operato
di alcuni Assessori e del Governo regionale perché voglio vedere il
Presidente Musumeci cosa dice al riguardo, se è al corrente di
quello che è successo
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, signor Presidente. A inizio di seduta avevo chiesto
di potere intervenire sull'ordine dei lavori, in quanto il Gruppo
parlamentare Attiva chiede che nel momento in cui riceveremo la
disponibilità da parte del Presidente di venire a riferire
sull'attuazione della finanziaria piuttosto che sugli altri
argomenti che i vari assessori nelle scorse settimane ci hanno
descritto, non vorremmo partecipare a un dibattito che somigli o
che sia il remake sia della mozione di sfiducia piuttosto che della
relazione di metà mandato. Ma vorremmo che gli argomenti si
arricchissero e che qualificassero il dibattito, soprattutto su
qualcosa che ci sta sfuggendo dall'attenzione. Ossia, lei ricorderà
che durante la Conferenza Stato-Regioni di luglio si stabilì che
durante il mese di ottobre la Commissione Paritetica avrebbe dovuto
lavorare - e immagino esitare - le norme di attuazione dello
Statuto. Siccome siamo già ad ottobre inoltrato, desidereremmo, per
rendere partecipe il Parlamento e dare forza al Governo e ai membri
da esso nominato, che il dibattito ci vedesse aggiornati su questo
argomento. E questo era quello che volevo esporre ai colleghi e a
lei nel mio intervento sull'ordine dei lavori.
In merito alla vicenda rappresentata dall'onorevole Lantieri, mi
faccio portavoce di un messaggio da parte dell'onorevole Pagana,
che ha depositato un'interrogazione e mandato una nota agli
Assessori di riferimento, cioè al Presidente e all'assessore
Turano, in quanto confermo che, purtroppo, la grandinata ha creato
dei buchi abbastanza vistosi nei tetti di alcuni capannoni e,
purtroppo, gli imprenditori si vedono rimbalzati da Irsap, ex Asi,
Comune, Protezione civile e, in sostanza, hanno bloccato l'attività
di lavorazione. Io credo che sia necessario - e con questo sostengo
anche l'appello della collega Lantieri - che l'Assessore,
attraverso i suoi collaboratori di diretta fiducia e promanazione
di Asi e di Irsap, provino intanto a dare delle risposte e poi
vedere di interloquire perché l'attività produttiva è ferma; lì ci
sono parecchie fabbriche che producono manufatti e semilavorati
che, purtroppo, sono ferme.
Per quanto riguarda la discussione che, in maniera estemporanea,
si è presentata. Oggi in II Commissione abbiamo audito, perché
fortuitamente avevo chiesto un'audizione, proprio il dottore
Falgares e Sicilia digitale in merito al contratto scaduto. Lì,
chiaramente, non abbiamo potuto fare a meno di parlare
dell'argomento.
Ora, Assessore, mi rivolgo a lei perché certamente poi
approfondiremo in Commissione. Lei sa perfettamente che ho
personalmente presieduto nel momento in cui si è rilasciato il
parere in III Commissione e sa con quanta serietà con i colleghi
abbiamo chiesto tutto quello che si poteva chiedere, e abbiamo
compreso che la procedura a sportello sulla velocità era quella
possibile, necessaria e utile. Però, Assessore, a fronte di una
l'unica impresa che abbiamo aiutato è TIM in questo momento, perché
questo 1,3 milioni, che prevedeva nelle somme, da decreto
dirigenziale, anche il collaudo, non può avvenire il sabato sulla
base di uno scambio di mail. I collaudi e tutto dovrà essere
verificabile. Perché se lei ha preso un bidone noi siamo con lei,
ma se qualcuno pensa di prendere in giro l'Aula non ci siamo
completamente. Poi, sulle disposizioni attuative, Durc sì, Durc no,
codice Ateco, ne possiamo parlare in Commissione Attività
produttive , ma questa vicenda io chiedo a lei e al Presidente che
diventi oggetto di un'attenta indagine, se è necessario anche della
magistratura, perché abbiamo chiesto uno sforzo enorme di
produzione di documenti, ma non si può bidonare né di dodici, né di
ventiquattro, né di trentasei ore, non esiste ed andremo in fondo a
questa vicenda; ci auguriamo di essere dietro il Governo, non di
dovere inseguire anche voi.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, due minuti in più grazie. E' iscritto
a parlare l'onorevole Laccoto. L'onorevole Laccoto non c'è? Andiamo
avanti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
Lo voteremo, però stanno parlando, onorevole Lantieri; non è che
ad un certo punto ci possiamo mettere a votare ordini del giorno,
dobbiamo collegarlo ad una legge per cui appena facciamo la legge,
subito dopo lo votiamo.
Prego, onorevole Pasqua.
PASQUA. Grazie, Presidente. L'assessore Turano, lei ci ha detto
poc'anzi, cito le sue parole: scelte di cui si assume la
responsabilità . Lei, in questo momento, anzi in questi giorni, si
è assunto la responsabilità che è legata alla vita ed alla
sopravvivenza di molte persone ed io glielo posso dire e glielo
dico con una certezza che mi ha portato su questo scranno e le dico
subito qual è la certezza. Lei lo sa Assessore che molte, molte
imprese, molti imprenditori hanno dovuto fare un prestito per
coprire il DURC, per coprire quel problema? Il tutto per cosa? Per
partecipare ad un click day che è una sorta di lotteria e niente
c'è di più incredibilmente coincidente con l'ordine del giorno di
quest'Aula che prevede che dobbiamo votare una norma, scusate, per
la prevenzione del trattamento del disturbo da gioco d'azzardo,
cioè noi stiamo facendo fare ai nostri imprenditori un gioco
d'azzardo perché questo è il click day, perché non sanno se poi
potranno andare a prendere questi soldi visto che, comunque, stanno
spendendo altri soldi per coprire i problemi previdenziali col
DURC. Gioco d'azzardo
Una di quelle responsabilità che lei ha sa qual è? Quella dei
codici Ateco. Lei ha detto che giustamente ha dovuto seguire i
codici Ateco del DPCM, del Regolamento europeo e così via però,
poi, avete fatto le deroghe e sono delle deroghe che sono
incomprensibili ai più. Davvero, cervellotiche, vi faccio solo
l'esempio - la gente se lo chiede, gli stessi imprenditori - perché
al riparatore di ciclomotore è consentito partecipare ed a quello
che ha le revisioni auto, no? Perché, lei deve rispondere a queste
persone perché quella era una deroga, le revisioni auto, no, ma
erano entrambe chiuse, quindi non c'è un motivo specifico.
Assessore, lei ha una responsabilità enorme in questa fase. Il mio
collega Di Paola ve lo ha detto lei ha scelto di prendere, avete
scelto di prendere un'altra società mentre c'è una società di scopo
regionale partecipata, quello che è, Sicilia digitale che fa
questo, istituzionalmente ne ha fatti diciotto e sono andati bene,
ma abbiamo criticato il metodo e lo criticheremo all'infinito
perché questo del click day veramente è una roulette russa e non si
può giocare d'azzardo con la vita delle proprie imprese, delle
proprie famiglie. Avete scelto Assessore. Mi dispiace che sia lei
qui l'interlocutore, perché qui l'interlocutore dovrebbe essere
anche l'assessore Armao, il Presidente che si assuma le sue
responsabilità. Non è un problema tecnico, non è, non la scaricate
fuori dal problema tecnico, perché il problema tecnico viene fuori
da una scelta errata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Assessore, colleghi. Assessore Turano
ma alle 7.32 Tim l'ha comunicato o non l'ha comunicato che il
sistema sarebbe andato in down? E dalle 7.32 alle 9.00 voi che
avete fatto? Cioè i cittadini siciliani dalle 7.32 alle 9.00 che
aspettavano alle 9.00 di potere cliccare perché non hanno ricevuto
alcuna comunicazione? Perché in quell'ora e mezzo nessuno in
Sicilia sapeva che si sarebbe cliccato 48 ore dopo.
La responsabilità di questo di chi è? Chi sapeva e chi non ha
detto e perché abbiamo rinviato solo dopo le 9.30?
Mentre noi scherzavamo così come ci veniva detto, il 5 agosto,
onorevole Dipasquale; il 5 agosto dicevamo che sarebbe fallita
questa procedura. Eravamo certi che il sistema sarebbe andato in
crack, eravamo certi, e lo siamo ancora di più, che in pochi
secondi andranno via 130 milioni di euro perché, assessore Turano,
quello che ci ha detto poco fa in parte è falso; queste somme
potevano essere tranquillamente rendicontate da marzo, da marzo-
aprile escluso dalla legge finanziaria. Questa misura non aveva
assolutamente alcun bisogno di una riprogrammazione da parte della
Commissione Europea. Queste misure non dovevano passare
dall'Assemblea regionale siciliana, queste misure potevano essere
messe in atto ben prima dei sei mesi di ritardo in cui oggi è il
vostro Governo nei confronti dei siciliani e delle imprese
siciliane.
Da 1 miliardo e 400 milioni di euro della finanziaria solamente
cento milioni sono stati riprogrammati e solamente 130 milioni di
euro sono gestiti male dal vostro Governo.
Queste sono le risposte che il governo Musumeci sta dando ai
siciliani con sei mesi di ritardo all'emergenza Covid.
Dire ve l'avevamo detto' sarebbe veramente banale però,
purtroppo, oggi ai siciliani va detto anche questo. Grazie.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, sabato
abbiamo denunciato un fatto abbastanza grave, increscioso. Uno dei
partecipanti al click day mi ha chiamata e dopo tutta un'altra
serie di aziende denunciando lo stesso problema nell'inserire i
prerequisiti c'è stata un data breach ovvero il sistema faceva
spuntare ad un'azienda la domanda di un'altra azienda con una
pesantissima, chiaramente, violazione della privacy delle aziende
stesse.
Inoltre, un'altra cosa che abbiamo denunciato è che c'era il
rischio che lunedì mattina, quando si correva per questo flop day,
si sarebbe schiacciata la domanda di qualcun altro e non quella
personale. Una cosa abbastanza grave, quindi già il sistema stava
dando grossi problemi in fase di pre- inserimento delle domande,
oltre a tutte le altre innumerevoli cose che abbiamo denunciato del
DURC, dei codici ATECO, eccetera, eccetera.
Lei, assessore Turano, ha risposto domenica con un comunicato
stampa dicendo che non c'era alcun problema, che la TIM non aveva
riscontrato alcun problema e che era tutto a posto. Eppure
l'indomani mattina tutti si accorgono del flop day e a quel punto
cosa fa questo Governo?
Dà la colpa alla TIM. Si nasconde dietro un dito senza assumersi
le proprie responsabilità, la colpa è tutta della TIM che fino al
giorno prima si era difesa.
Penso che, forse, giovedì potremmo risolvere il problema tecnico -
anche se ne dubito - ma sicuramente non risolveremo il problema
economico di tutte queste aziende che non solo hanno sofferto la
crisi economica, ma stanno soffrendo anche un calvario per
partecipare a questa ingiusta e iniqua selezione per avere un
piccolo ristoro economico.
So che i miei colleghi, la collega Damante, ha fatto una richiesta
di audizione domani in III Commissione e lei è stato invitato.
Le chiedo, a fronte di quanto hanno detto anche i colleghi, il
collega Di Paola, di farsi portavoce, di invitare anche l'assessore
Armao sicuramente giovedì, slittare di pochi giorni non è la
soluzione, non è quello che le aziende richiedono.
Per favore rivedete, questo è un accorato appello, Assessore
Rivedete questo bando. Trovate una soluzione differente che sia
più giusta e che dia veramente ristoro alle aziende. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
sicuramente il tema è molto delicato e scottante.
Oggi parlare da questi scranni e gettare benzina sul fuoco, credo
che sia
(Intervento fuori microfono)
No, collega, se lei mi fa intervenire capisce il concetto che
voglio esprimere, poi magari lo giudica positivo o negativo. La
ringrazio.
Stavo dicendo che gettare benzina sul fuoco oggi è estremamente
facile.
Io non sono tra quelli che ha condiviso, onorevole collega, il
click day - lo dissi a giugno quando ne parlammo - perché, nella
mia modesta esperienza di ingegnere informatico, lo ritengo un
sistema molto complesso ma, soprattutto, che in una situazione così
delicata come quella che vivono oggi le nostre imprese, rappresenta
una lotteria incredibile.
Al di là di ciò la scelta è stata fatta, è stata questa e si va
avanti.
Certo, assessore Turano, il mio invito per cercare di riuscire a
trovare, se possibile, una soluzione è quello di modificare
totalmente questa formula del click day perché non la ritengo
giusta e credo che molti di noi non la ritengano giusta all'interno
di questo Parlamento ma, soprattutto, credo che siano i siciliani
veramente a chiedere, con un accorato appello, che si trovi una
soluzione diversa.
Oggi dovremmo provare a salvare o meglio a dare un piccolo ristoro
non tanto alle grandi imprese con contributi di 20, 30, 35 mila
euro ma, probabilmente, dovremmo provare a salvare e a dare un
piccolo ristoro al piccolo artigiano, alla piccola bottega, a
quello che, con due, tremila euro di contributi dato a tutti,
probabilmente avrebbe detto beh, la Regione mi ha pensato.
Grazie .
Per cui la possibilità di distribuire il 120 milioni alle 55, 60
mila imprese che hanno fatto richiesta in maniera analoga per
tutti, certo non avrebbe favorito magari la grande impresa ma,
probabilmente, avrebbe dato un aiuto piccolo, seppur simbolico, che
concretamente poteva rappresentare un segnale. Chi avrebbe pagato
due, tre mesi di affitto, chi avrebbe pagato qualcos'altro ma
poteva rappresentare una soluzione snella, rapida e, soprattutto,
indolore. Questo è quello che io ritengo possa essere utile.
Un'altra comunicazione -approfitto della presenza dell'assessore
La Galla che è sempre persone squisita, disponibile e sensibile -
riguarda l'assistenza all'autonomia e comunicazione. Perché le dico
questo? Nell'ambito della formazione professionale. E' sua,
ragazzi, perché deve dare la possibilità di nominare i commissari
che si occupano degli esami e se questo non viene fatto, Assessore,
capisce bene che molti enti locali hanno la carenza delle figure.
Per cui l'appello accorato a farlo nel più breve tempo possibile.
So che non solo conosce la questione, ma la sta seguendo anche con
i suoi Uffici, per cui solo per spingerla ulteriormente. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor presidente, Assessori, colleghi, intanto apprezzo che
la Presidenza dell'Assemblea abbia voluto stabilire quest'ordine
dei lavori perché era giusto affrontare oggi, e non alla prossima
seduta perché potrebbe essere troppo tardi, quest'argomento che è
un tema caldo che interessa i cittadini e di cui è dovere si debba
occupare il Parlamento e, quindi, in questo caso, noi, l'Assemblea
regionale siciliana per trovare soluzioni, perché se diventa un
dialogo tra sordi laddove, da una parte si dice che c'è solo un
problema tecnico e dall'altra, invece, sostengono argomentando
problemi concreti - sono stati fatti anche degli esempi -, penso
che non sia questo il metodo giusto del confronto.
Io chiedo al Governo un supplemento di senso di responsabilità, di
apertura al confronto, che sia un confronto produttivo con la
disponibilità del Governo anche di riconsiderare alcune scelte che
fin qui ha fatto.
Io non vorrei parlare di errori tecnici. Gli errori tecnici sono
tecnici. Qui non si sta discutendo solo il fatto che il click day
non ha funzionato. Si è discusso del fatto che il click day non è
il metodo adeguato per rispondere alle esigenze vere delle imprese
danneggiate dal COVID.
Quindi, mi permetto di dire, per alcuni versi siamo qui oggi in
tempo per dire Assessore, convochi le parti sociali, le ascolti,
veda se nel confronto con le parti sociali si riescono ad
affrontare in maniera efficace e utile le criticità emerse sul
click day, sospenda il bando, si prenda qualche giorno di tempo in
più, vediamo se è possibile riconsiderare l'ammissibilità di alcuni
codici ATECO perché ci sono stati buchi nella procedura per cui i
moduli che si riferivano ad una impresa sono comparsi a video ad
altre imprese. Ci sono o non ci sono dei problemi che meritano un
approfondimento e una discussione? .
Io penso di sì e mi aspetto che il Governo questa disponibilità la
dia altrimenti diventa veramente una finzione, un dibattito.
Noi apprezziamo la presenza in Aula dell'assessore Turano e ci
auguriamo che non ci sia solo un ascolto fisico ma anche un ascolto
politico e di buon senso da parte del Governo rispetto alle
richieste che tutti noi abbiamo ricevuto da parte di decine e
decine di esercenti attività produttive di ogni genere e tipo.
Capisco, ho ascoltato anche qualche intervento di deputati di
maggioranza. Apprezzo che su questo non ci sono steccati ideologici
ma che si voglia trovare davvero una soluzione ai problemi.
Io credo che questo Parlamento abbia anche il diritto di esprimere
un indirizzo politico cui il Governo debba attenersi, perché la
legge è stata approvata da questo Parlamento, non è che poi l'attua
il Governo contraddicendo la norma perché è vietato fare l'attività
istruttoria. Non è così.
Alcuni operatori del settore hanno detto, anche associazioni di
impresa, hanno detto sì, forse è giusto darle a tutti . Ma sono
2.000 euro ad azienda, un piccolo bonus, un piccolo ristoro
minimale così come anche lo Stato ha fatto.
Lo Stato non ha fatto click day. In alcuni casi ha potuto dare un
piccolo bonus, ma a tutti i rappresentanti di quelle categorie che
ne avevano bisogno velocizzando e accelerando, ovviamente, le
procedure.
Certo, desiderio di tutti noi sarebbe anche potere ritrovare
risorse aggiuntive da dedicare a queste misure.
Quindi, concludo con l'invito a sospendere il bando, convocare le
parti sociali per trovare le soluzioni adeguate.
Ho letto in queste settimane, in questi giorni, in queste ore gli
appelli di tutti dalla FIAVET alle associazioni cooperative degli
artigiani, del commercio, dell'industria. Tutti dicono abbiamo
qualcosa da dirvi che non va. Convocateci .
Convocateli. Ascoltate le categorie produttive.
Questo è il momento in cui, più che mai, hanno bisogno di un
confronto vero con il Governo e le forze parlamentari tutte; credo
in questo senza fare distinzione tra maggioranza ed opposizione,
abbiamo il dovere davvero di ascoltare le categorie produttive che
sono in sofferenza.
Presidente dell'Assemblea, ho espresso in apertura un
apprezzamento per l'ordine dei lavori e per il metodo perché questo
Parlamento deve essere sintonizzato con i problemi concreti della
gente. Credo che sia anche giusto concludere questo dibattito con
un ordine del giorno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Grazie, Presidente. Assessore Turano rivolgendomi a lei
mi rivolgo anche all'assessore per l'economia e al Presidente della
Regione. Cercherò di farle capire perché è sbagliato, ed è una
sperequazione enorme utilizzare il click day in Sicilia prima di
spiegarle quali sono, secondo me, i danni che sono stati fatti.
In Sicilia abbiamo, purtroppo, ancora subiamo quello che viene
chiamato il digital divide, cioè c'è un divario ancora tecnologico
tra la nostra infrastruttura infotelematica e quello che hanno le
altre Regioni più evolute.
Con il click-day che cosa succede? Paragoniamo la rete telematica
ad una rete stradale. Noi mettiamo nelle condizioni imprenditori
che hanno auto di alta cilindrata ed auto scassate su strade
diverse. Quindi, ci sarà oggettivamente chi arriva prima perché è
favorito sia dall'auto che dalla strada e chi arriva alla fine, ma
non per sua incapacità, perché la struttura che ha a disposizione
non lo consente.
Questo è un primo aspetto che riguarda l'assoluta contrarietà al
click day. Ma poi che cosa c'è? Io mi metto nei panni di un
artigiano, di un tappezziere, aspetto cinque mesi dalla finanziaria
Covid, dopo cinque mesi finalmente ho la possibilità di partecipare
e ottenere un piccolo contributo. Quindi, mi sveglio la mattina
presto, fermo la mia attività, prima devo provvedere, un artigiano,
Assessore, alla Pec, allo Spid, a mettermi in regola con il Durc,
alle altre sigle che lei poco fa, leggermente in maniera impropria,
ha detto, quindi devo provvedere a tutta questa serie di cose,
fermo la mia attività, mi metto davanti al computer e dopo due ore
mi si rinvia tutto a domani? credo che sia domani o dopodomani?
Ora la prima domanda è: non è che domani si replica? Nel senso
che l'artigiano è costretto a fermare la sua attività di nuovo e
poi si ritrova il messaggio che gli rinvia un'altra volta.
La seconda domanda è: i server che dovrebbero processare questo
tipo di dati, dove sono allocati? Perché se sono allocati fuori
dalla Sicilia c'è un altro problema che riguarda ancora le
infrastrutture infotelematiche.
Quindi questi aspetti, secondo me, dovrebbero essere
approfonditi anche da noi deputati, nel senso il bando come è stato
fatto? Gli interlocutori come sono stati scelti? La Tim ha davvero
delle responsabilità o c'è qualcuno che ha altre responsabilità
come per esempio quello di allocare server fuori dalla Regione
siciliana? Questi danni sono già stati fatti agli imprenditori
siciliani. Assessore, Presidente della Regione assente, questi
danni chi li paga?
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. La potremmo definire cronaca di
un disastro annunciato perché più volte nelle settimane che hanno
preceduto quello che avrebbe dovuto essere l'inizio del click day
c'erano stati diversi appelli non soltanto delle forze di
opposizione, ma anche delle categorie produttive per contestare
alcuni aspetti della procedura.
Io non ho una cultura come l'onorevole Lo Giudice, ecco non sono
un ingegnere informatico, non sono bravo con i server, eccetera,
però l'aria che tirava era già quella che il bando contenesse una
serie di imperfezioni.
Nel dibattito d'Aula è stato già detto tutto e abbondantemente,
dall'aspetto relativo alla pubblicazione del bando, la misura era
già operativa dalla scorsa primavera, la finanziaria l'abbiamo
approvata il 30 aprile e ci saremmo aspettati che questo bando
venisse pubblicato a maggio e non ad ottobre.
Oltre al danno la beffa, il danno del ritardo, il danno
dell'esclusione di alcune categorie, assessore Turano, per cui
abbiamo depositato una serie di atti ispettivi, stranamente, come è
stato ricordato, non sono presenti coloro che si occupano della
revisione delle auto o dei produttori di pasticceria fresca, così
come i fotografi, categorie che pur avendo subito dei danni dal
ritardo dei pagamenti o delle diminuzioni dei ricavi dovuti al
Covid, non sono sati comunque tenuti in considerazione.
Restano ferite aperte, come quella, l'ennesima dello scarico di
responsabilità; ci saremmo aspettati, da parte del Governo
regionale, in particolare del Presidente della Regione,
un'assunzione di responsabilità in ordine alle deficienze della
procedura e di questa brutta figura colossale, invece c'è il solito
scarico di responsabilità, che non è stavolta relativo all'operato
del Governo precedente, o del Governo nazionale, o dei sindaci,
stavolta c'è andata di mezzo la Tim a cui è stata attribuita ogni
responsabilità.
Allora, l'appello è quello di fermarsi, sentire le categorie
produttive, e come dire prendere atto di quella che è la situazione
e concretamente forse, arrivati a questo punto veramente la
soluzione migliore, come il Partito Democratico dice ormai da
settimane, è quella di dare a tutti un poco e sarebbe forse il modo
migliore per attenuare le ferite di questa crisi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Damante. Ne ha
facoltà.
DAMANTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, il mio
intervento oggi è, non voglio ripetere quello che hanno già detto i
miei colleghi, tra l'altro come ha già detto la mia collega domani
ci sarà finalmente l'audizione richiesta già due settimane fa, dove
io stessa prima firmataria ma insieme al mio Gruppo, chiediamo che
l'assessore Turano insieme al Dirigente generale alle attività
produttive, in qualità di responsabile della misura, perché la
misura è la 3.1.1.04 ed è responsabile della misura l'attività
produttiva, venga a riferire e incominci, speravo che il dialogo
avvenisse tempo fa, due settimane fa, quando ho depositato la mia
richiesta di audizione, che il Governo ascoltasse le parti, le
parti coinvolte cioè le associazioni di categoria che, più volte,
hanno sollecitato le incongruenze e le criticità di questo bando.
L'assessore Turano ha detto alcune criticità tecniche e che non si
poteva fare diversamente, dall'elenco mi risulta che alcune delle
cose elencate non stanno proprio così, ad esempio la certificazione
della spesa non è detto che debba essere fatta nel 2020,
assolutamente no, però non voglio entrare nel tecnicismo perché ci
sarà domani finalmente l'audizione nella Commissione dedicata e li
potremo sciorinare insieme alle parti ciò che va bene e ciò che va
male.
Invece il mio intervento mira a chiedere al Governo di riflettere
davvero sulla possibilità di stoppare un po' i lavori per un
periodo di tempo, perché la cosa più importante è il principio
fondamentale che anche se stiamo utilizzando i fondi extra
regionali FESR, con tutte le complicanze e con tutte le, a mio
avviso, negligenze che si sono ottemperate da maggio fino ad oggi,
ed è per questo che siamo ad oggi senza ancora una misura reale, è
che non stiamo parlando di regime di aiuto tout court che il FESR
ha sempre dato, ma stiamo parlando di un soccorso alle imprese.
Voi stessi ad aprile quando avete presentato questa finanziaria
l'avete definita la finanziaria di guerra, e nonostante in
Commissione Bilancio' ed in quest'Aula abbiamo detto che i fondi
extra regionali, quelli da voi stessi identificati che prima erano
il POC ora sono il FESR, non erano così idonei, alla fine ci siamo
riusciti in tempi lenti, in tempi lenti perché siamo già ad
ottobre, così come avevamo già previsto che con questa tipologia di
fondi prima di ottobre, novembre non si sarebbe un euro per i
nostri siciliani, adesso vi stiamo dicendo di fermarvi e ragionare
sul fatto che non siete di fronte a dei regimi di aiuto, ma di un
soccorso alle imprese che hanno bisogno di un aiuto perché
l'emergenza sanitaria non è ancora finita ma, soprattutto, perché
questa emergenza sanitaria ha lasciato e lascerà la Sicilia, come
tutta l'Italia, in un grave contesto economico e sociale.
Ecco perché la procedura di valutazione a sportello non è la più
idonea. Invito il Governo a riflettere su questo concetto, non
stiamo parlando di regimi di aiuto alle imprese, ma di un soccorso
alle imprese, e spero che domani si venga in Commissione con uno
spirito più di condivisione come lo stesso Covid ci ha insegnato,
le scelte vanno condivise anche con le parti interessate. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, c'è
un detto siciliano che, per ragioni di stile traduco in italiano,
che dice: Io non piango tanto mio figlio che perde, piango quando
si vuole rifare . Ed è questa la condizione in cui siamo, per una
ragione in cui, diciamo, una certa illusione di un metodo, ma non
perché il click day fosse chissà quale metodo stravolgente di
modalità di utilizzo di risorse pubbliche. Ma proprio perché
conosciamo la difficoltà del sistema Regione nella gestione di
sistemi complessi, perché abbiamo avuto altri precedenti.
Io fin dall'inizio mi sono permesso di suggerire molta cautela e,
quando facemmo la norma che prevedeva un contributo di 5000 euro
per le imprese più gli interessi per quelli che partecipavano ai
prestiti garantiti dallo Stato, sembrava che ci stavamo occupando
di poche cose. Alla fine vedrete che l'assessore Turano sarà
costretto a dare meno dei 5000 euro per tre ragioni, non solo
perché, come detto non so se c'è da ridere o piangere che lunedì
alle 9 del mattino, dopo che il giorno prima, anche a seguito di
una denuncia di colleghi che avevano in qualche modo individuato un
buco nel sistema, e che l'assessore, capisco che è supportato dalla
struttura, non credo che lui avesse competenze informatiche, come
non ce le ho io, per dare con certezza la risposta che infatti ho
detto capisco che lei si è fatto portavoce di una condizione
riferita da altri, però è anche vero che in politica diciamo c'è
una regola: la responsabilità è del politico. Il signor Tim non lo
conosciamo. Non so se ha un nome, un cognome, chi è questo della
Tim, certo il Presidente della Regione non gli pare vero ogni volta
che si dice è stato lui, è stato lui, è stato lui per dire non
sono stato io .
Però, quando metti le mani nella nutella si vede che hai messo il
dito nella nutella, ti rimane come dire un po' di cioccolato, prima
o poi ti rimane, o sulle labbra o sulla lingua o sul dito. Sono le
impronte digitali. Però al di la del click day che era, purtroppo,
come dire, una cosa abbastanza annunciata, il vero problema che
tutta sta procedura ha avuto dei buchi anche procedurali che temo
che questa questione non finirà, se funziona giovedì o meno il
click day. Perché primo, mi sono permesso di sollecitare i suoi
Uffici, credo che lei sia informato in tal senso perché sapete
lavoro all'Inps, qualche collega mi ha chiamato dicendo scusate ma
che sta succedendo in Regione? Perché stiamo ricevendo migliaia di
richieste di Durc. Possibile che non sapete che lo Stato ha sospeso
per il periodo del Covid il rilascio dei Durc? E, quindi, si è
determinato una condizione in cui la Regione chiedeva il rilascio
del Durc, mentre è sospeso dallo Stato.
Seconda questione: il rilascio del Durc, assessore, perché poi la
pezza è peggio come dire la toppa che mettiamo non copre il buco il
rilascio del Durc non lo chiede il soggetto beneficiario, lo chiede
la Pubblica Amministrazione. Quindi deve essere una Pubblica
Amministrazione, eventualmente, ma qui stiamo parlando di un
contributo e non di altro, per cui il Durc poteva essere superato,
anche perché la gran parte di queste imprese non hanno rapporti con
la Pubblica Amministrazione, quindi non hanno l'obbligo del Durc,
nel momento ci sono quelli che fanno appalti di servizi, di opere,
ecc ecc. Quindi abbiamo previsto che le aziende devono
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, concluda.
CRACOLICI. Finisco, però volevo utilizzare due elementi: devono
avere richiesto il Durc, ma il richiedente è la Pubblica
Amministrazione, non è l'utenza. Terzo: ho sollecitato il tema
della firma digitale. C'è stato nelle ultime ore della
presentazione dei progetti, il mercato nero delle firme digitali,
che non si trovavano più nel sistema postale classico, per cui c'è
stato il caos. Concludo. Con questo sistema che si è costruito,
cioè la piattaforma preparata e poi presentare con il click alle 9
del mattino, si è determinata una condizione, anche qui racconto
cose concrete. Il mio amico commercialista mi ha detto: scusate,
ma quando l'impresa si rivolge a me per fare il clik day e io ho
10, 100, 2 clienti, sono io che stabilisco qual è il primo e qual è
il secondo? Perché a seconda del dito, quale pigio, stabilirò io la
probabilità che il primo forse ci arriva, ma il secondo sicuramente
no. Se ne ho 10, gli altri 9'.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, concluda.
CRACOLICI. Assessore, io la invito a rivedere questa procedura, e
riaprire la possibilità di dare un contributo a tutte le imprese
che ne hanno i requisiti sulla base delle risorse disponibili.
Credo sia l'unico modo per uscire indenni da questa storia.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è naturale che il
dibattito che oggi stiamo affrontando in via estemporanea sul click
day possa sollevare delle perplessità.
Ma sappiamo noi che nei lavori che ci siamo dati, nella redazione
del regolamento che prevedeva l'utilizzo del click day, c'è stato
un dibattito in Commissione Bilancio, è stata stabilita una scelta,
addirittura molti componenti delle Commissioni, me compreso,
pensavano che alcune province potessero essere agevolate da una
connessione più veloce rispetto ad altri.
Con il Governo e con l'Assessore abbiamo stabilito di dividere
equamente le risorse disponibili del bando diviso il numero degli
abitanti, quindi in maniera proporzionale, e già questa sicuramente
è stata un'attività migliorativa nella distribuzione delle risorse.
Ma sappiamo perfettamente che accettare migliaia, decine e decine
di migliaia di pratiche, sarebbe stato un utilizzo con un
meccanismo diverso, non corretto per i tempi che ci saremmo dovuti
dare per la valutazione delle pratiche stesse. Allora, un metodo
bisognava pur darsi. Io ritengo che sia stato scelto, e noi tutti
lo sappiamo in consapevolezza, il metodo meno peggiore.
Probabilmente qualsiasi scelta si sarebbe dovuta andare a fare,
avrebbe portato delle perplessità. Però, chi governa deve fare
delle scelte, e le deve fare con consapevolezza.
E' giusto che il Governo, al di là che abbia interloquito con il
soggetto fornitore del servizio, che è la Tim per questo genere di
servizi, è giusto che si prenda la responsabilità del caso. Come ha
fatto bene l'Assessore dicendo che comunque le problematiche sono
del fornitore e avrebbe sicuramente indagato sulle disfunzioni del
servizio. Ed anche vero che ci sono dei codici Ateco non previsti,
perché nel DPCM precedente, purtroppo, se li sono dimenticati. Io
personalmente ho inviato una nota all'Assessorato per verificare la
possibilità di inserire delle categorie che purtroppo Roma aveva
chiuso, e non le aveva nomenclate come le scuole guida, come i
fotografi, il collega Barbagallo parlava delle pasticcerie, delle
lavanderie, ma purtroppo l'Assessorato ha dovuto, io non so se ci
sono dei meccanismi per cui si potrebbe implementare la platea
senza evitare il temporeggiare ancora, perché dobbiamo spendere
queste risorse entro il 31 dicembre.
Però, sappiamo che queste categorie sono state purtroppo
dimenticate da Roma, dicevamo prima le scuole guida, i fotografi,
le lavanderie e le pasticcerie, e dovremmo trovare anche il
sistema, non so se in questo bando Assessore, ma anche nei bandi
che ci saranno a seguire, previsti e condotti dall'Assessorato
all'economia per cercare di salvaguardare queste categorie, a cui è
stato imposto da Roma la chiusura totale, però non gli è stata data
la possibilità di essere inseriti nella nomenclatura nazionale. Poi
sicuramente interverrà l'Assessore per chiarire le posizioni di
queste categorie.
Quindi, onorevoli colleghi, io capisco che probabilmente rispetto
all'ordine del giorno che c'eravamo dati per oggi, che era quello
di iniziare con il gioco d'azzardo o meno, oggi siccome si sta
intavolando un dibattito di questo tipo sul click day, io direi di
fare parlare l'Assessore che credo che parlerà subito dopo gli
interventi dei deputati e ricominciare poi l'ordine del giorno su
tutte le leggi che devono essere approvate e che da tempo,
attendono di essere trattate.
PRESIDENTE. Se l'Assessore vuole ulteriormente replicare, fermo
restando che la sede rimarrebbe poi quella della Commissione.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
soltanto alcune precisazioni. Io credo di avere rappresentato con
chiarezza qual è la posizione del Governo e di aver riferito,
documenti alla mano, quello che è successo con Tim, con le
assunzioni di responsabilità di Tim certificate nelle e-mail che ci
comunicavano il disservizio.
PRESIDENTE. Colleghi, per piacere se dovete discutere fatelo dopo
l'intervento dell'Assessore.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente voglio
soltanto dire ancora due cose. La prima, che non ci sono grandi
imprese, che la classificazioni delle medio-piccole imprese non
viene fatta da noi, e noi ci siamo rivolti al 96 per cento del
tessuto produttivo della Regione siciliana, e sono classificate
micro-piccole imprese quelle che hanno fino a 10 dipendenti e con
un certo fatturato.
Un appello, io capisco che il click day non piace a nessuno. Se
qualcuno pensa che a me piace non rappresenta la verità dei fatti,
però ho detto con chiarezza, e l'ha riferito l'onorevole Cracolici,
che non sono stato io a scegliere il click day, è il legislatore
nazionale che impone questa procedura. E detto questo, siccome qua
ci sono forze che rappresentano anche il Governo nazionale, mi
auguro che questo possa avvenire, e che questo possa cambiare.
PRESIDENTE. Colleghi, fate finire di parlare l'Assessore.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
TURANO, assessore per le attività produttive. E lo stesso vale
anche per il Durc, per il resto quando l'onorevole Marano ha
riferito della nota datata 19 giugno 2020, dove il Governo
rappresentava la mole di imprese che potevano partecipare a questo
tipo di bando, e abbiamo parlato di 60 mila imprese, oggi ne
abbiamo riscontrate 58 mila, e di 700 milioni di euro di probabili
richieste, avevamo visto bene solo che prima c'era una legge che ci
assegna soltanto 125 milioni.
Noi non abbiamo visto male, noi abbiamo, come dire, utilizzato
l'olio che avevamo per friggere, ed era l'olio che era uscito fuori
da questa autorevole Assemblea.
Ecco perché io mi sento con la coscienza apposto. Di contro,
onorevole Cracolici, se io dovessi rappresentare il contributo
medio che andrebbe alle imprese siciliane a causa del Covid,
dovremmo mandare a tutti un assegno di 525 euro, perché per la mole
di imprese facendo la divisione, perché sono circa 200 mila le
imprese che rispondono a questo codice ateco, per 125 milioni,
verrebbe tanto.
Io non mi sono sentito di considerare un imprenditore come un
soggetto che in mancanza del lavoro ha il reddito di cittadinanza,
e allora abbiamo deciso di utilizzare gli strumenti che la legge
prevede e consente per provare a pagare quante più imprese
possibili, con un risarcimento vero, sperando che in sede di
rimodulazione l'Assemblea possa aggiungere ulteriori risorse per
implementare ancora il plafond. Grazie.
Presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Bene, io credo che questo dibattito è ovviamente
finito. Onorevole Cafeo, sull'argomento basta, perché abbiamo
aspettato la risposta del Governo. Lo dica direttamente
all'assessore, se può essere utile. Dobbiamo cominciare a votare la
legge che abbiamo all'ordine del giorno. Abbiamo fatto addirittura
due ore di dibattito non previsto, per cui le chiedo scusa,
onorevole Cafeo, ma dobbiamo passare all'ordine del giorno e alla
discussione della legge "Norme per la prevenzione e il trattamento
del disturbo da gioco d'azzardo".
Alla fine delle leggi voteremo gli ordini del giorno.
Allora, poiché l'onorevole Lantieri deve scappare, e c'è
quest'ordine del giorno, se tutta l'Aula è d'accordo, lo poniamo in
votazione. Onorevole Cordaro, il Governo ha visto quest'ordine del
giorno? E' sullo stato di calamità per la valle del Dittaino.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il parere del
Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo, allora non c'è neanche bisogno di votarlo.
Onorevole Lantieri, il suo ordine del giorno è stato approvato.
(L'ordine del giorno, a firma degli onorevoli Lantieri ed altri,
reca il numero d'ordine 382)
Assessore Cordaro, mi è arrivato adesso un altro ordine del
giorno, che non ritengo sia possibile approvare, il quale, tutto
considerato, sospende l'efficacia dell'avviso pubblico per la
concessione del bonus. Noi possiamo chiedere al Governo di
applicare una legge o di cambiarla, ma non possiamo entrare nel
merito dell'attività amministrativa del Governo. Noi possiamo
chiedere al Governo di valutare l'opportunità, nel caso in cui non
funzioni così, di valutare altre possibilità, ma non possiamo
impegnarlo a
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, credo che vada bene anche modificarlo, così come
dice lei, però sicuramente il Governo può convocare anche domani le
parti sociali con urgenza? Almeno questo è possibile? Oppure questo
Parlamento non può esprimere alcun indirizzo?
PRESIDENTE. No, per carità Questo lo possiamo chiedere e
l'assessore Turano diciamo che se io fossi nelle parti
dell'assessore Turano, visto che comunque questo tipo di attività è
già in itinere, per carità, se le parti sociali chiedono un
incontro con l'assessore, non credo che nessuno glielo potrà
vietare, e l'assessore sarà felice di incontrali. Però quest'ordine
del giorno, così com'è
LUPO. Mi va bene valutare di sospendere . Però, almeno che
convochino le parti sociali con urgenza.
PRESIDENTE. Assessore Turano, lei che dice? Se lo può dichiarare
anche formalmente.
TURANO, assessore per le attività produttive. Convocherò le parti
sociali. Le abbiamo sentite più volte, signor Presidente, le
convochiamo di nuovo domani per ascoltarle.
PRESIDENTE. Benissimo. Quindi, l'ordine del giorno è accettato dal
Governo come raccomandazione, però con le parole a valutare , non
a sospendere , a valutare l'efficacia dell'avviso pubblico .
(L'ordine del giorno, a firma degli onorevoli Lupo ed altri, reca
il numero d'ordine 383)
Comunicazione di iscrizione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Laccoto si iscrive al Gruppo
Sicilia Futura. Italia Viva . Ad inizio seduta, invece, lo avevamo
iscritto al Gruppo Misto. Ci siamo subito pentiti e lui si iscrive
al Gruppo. Bene. Complimenti.
prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo . (nn.
215-387-450/A)
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per la
prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo . (nn.
215-387-450/A)
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca Ruvolo, intende fare relazione? Ah
E' stata già fatta allora possiamo andare direttamente alla
discussione generale, va bene. Ci sono interventi sulla discussione
generale?
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Scusi un attimo onorevole Foti, onorevole La Rocca
Ruvolo? Presidente La Rocca Ruvolo chiedo scusa, mi dicono che ci
sono degli emendamenti presentati ma che hanno bisogno del parere
della Commissione Bilancio . Concordiamo un attimo l'ordine dei
lavori. Noi possiamo andare avanti però quegli emendamenti li
teniamo da parte, quindi poi si votano quando arrivano oppure
rinviare direttamente, facciamo oggi la discussione generale ed
iniziamo materialmente a votare domani. Allora, gli Uffici mi
chiedono di fare così, perché ci sono alcuni emendamenti che devono
essere un attimo rivisti, per cui facciamo solo la discussione
generale ed il voto degli emendamenti comincerà domani alle ore
16.00. La Commissione Bilancio ovviamente è autorizzata a
riunirsi già domani mattina per poterci dare entro domani alle
16.00 il parere sugli emendamenti.
Prego onorevole Foti, ha facoltà di parlare sulla discussione
generale.
FOTI. Signor Presidente, questa proposta di legge, diciamo,
riguarda tutti noi e tocca la nostra sensibilità perché sappiamo
bene come il gioco d'azzardo sia diventata una vera e propria
patologia in moltissime, moltissime persone.
Sono tantissime le famiglie ridotte letteralmente sul lastrico,
non solo dal punto di vista economico, ma anche definiamolo sul
lastrico emotivo proprio a causa di questa dipendenza perché
proprio di questo si tratta. Una dipendenza che tocca
indipendentemente dall'estrazione sociale, dal livello di
istruzione, dalla latitudine tantissime persone e che per forza di
cose coinvolge interi nuclei familiari che vengono letteralmente
travolti dagli aspetti chiaramente economici, emotivi, affettivi e
tutto quello che ruota attorno al gioco d'azzardo.
Sappiamo bene che la Sicilia, il sud Italia, ma la Sicilia in
particolare, sono particolarmente danneggiate da politiche che
negli anni passati hanno visto fiorire quasi senza controllo
moltissime tipologie di luoghi dove si trovano slot machine dove si
può scommettere praticamente in ogni momento della giornata e
rimane del tutto incontrollabile e fuori dall'occhio dei curiosi il
mondo del gioco d'azzardo che si svolge online che in questo
periodo di lockdown ha visto crescere i propri affari in maniera
esponenziale.
Solo, diciamo, alcuni dati sul giocato fisico e quindi cash si
sfiorano cifre per la Sicilia suddivise insomma negli studi
dell'agenzia dogana e monopoli cifre davvero, davvero importanti
che sono soldi bruciati, soldi letteralmente bruciati. Ecco,
attraverso questa legge abbiamo altre regioni che hanno lavorato in
tal direzione cercando, anzitutto, di aiutare le persone vittime di
questa dipendenza, dargli sostegno, strumenti per individuare
percorsi per venirne fuori.
Poi, una legge che consente ai comuni, attraverso i propri
regolamenti, di stabilire dei paletti per limitare ma limitare per
il futuro perché sull'esistente sappiamo che già c'è un
sovraccarico e una sovraesposizione per tantissime persone.
Ripeto, a prescindere dall'età, a prescindere dal proprio reddito,
dal livello di istruzione possono essere vittime del gioco
d'azzardo. Presidente, è inutile nasconderci dietro un dito.
Nel fascicolo degli emendamenti ho trovato, insieme ai miei
colleghi, delle intere riscritture che vanno dalle definizioni fino
ad alcune azioni che erano previste all'interno del disegno di
legge come ad esempio l'istituzione di un numero verde cui
rivolgersi che può sembrare una stupidaggine ma è una cosa
importante. Chi infatti è vittima della dipendenza spesso non
riesce a condividere con altri questa sua solitudine, questa sua
incapacità di aggrapparsi alla realtà e cadere in questo rischio e
in questa dipendenza.
Inoltre, per quanto riguarda le limitazioni a livello comunale
sulle distanze, quindi le competenze dei comuni, troviamo intere
riscritture, sulle distanze, intere riscritture.
Bene, Presidente, vorrei capire dalla Commissione se c'è stata
un'analisi di questi emendamenti, se gli stessi sono stati
presentati in Commissione e magari non essendo entrati nel testo
probabilmente erano stati bocciati, se non sia il caso di fare un
briefing perché sarebbe bello che questa legge uscisse con un voto
unanime, con un sentimento di condivisione da parte di tutti i
gruppi.
Qualora questi emendamenti di riscrittura dovessero entrare nel
testo non potremmo che denunciare a gran voce che tutto il lavoro
della Commissione è stato messo a binario morto, che non sono
serviti mesi e mesi di audizioni delle associazioni di carattere
nazionale, regionale, di carattere religioso, che hanno portato il
loro plauso al lavoro della Commissione perché sarebbe tutto vano.
Attraverso infatti queste riscritture sembra quasi che si voglia
agevolare il gioco d'azzardo e non invece dare il giusto corso a
quella che era una volontà veramente trasversale che aveva colto
anche la nostra sensibilità.
In quel caso noi voteremo in maniera contraria - lo dico già a
priori - perché di questa legge rimarrebbe solo il titolo di
prevenzione e trattamento del gioco d'azzardo perché il contenuto è
totalmente diverso.
Mi chiedo se gli emendamenti erano stati presentati in Commissione
ed erano stati bocciati - si possono anche ripresentare in Aula,
legittimo - ma evidentemente tutte le parti politiche erano
contrarie, o la maggior parte delle parti politiche, e possiamo
andare tranquilli.
Se dobbiamo fare uscire un testo stravolto, Presidente, le
assicuro che non faremmo per nulla una grande figura anche perché
siamo sotto la lente di ingrandimento di associazioni di carattere
nazionale che operano nei SERT, nelle parrocchie, nelle scuole che
avevano approvato il percorso che avevamo fatto.
PRESIDENTE. In questo caso, meglio ancora che votiamo domani, così
abbiamo anche l'occasione di poterne parlare con la Presidente.
Vuole intervenire adesso o rinviamo a domani? Secondo me, è meglio
che ci incontriamo dieci minuti, valutiamo le cose dette se vale la
pena portarle avanti o meno.
Decida lei, se vuole intervenire ora.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io condivido perfettamente quanto
detto dall'onorevole Foti.
Il disegno di legge è stato varato in Commissione l'anno scorso ad
ottobre, e poi è andato in Commissione Bilancio. Abbiamo più volte
sollecitato, il tema è un tema caldo. Abbiamo ascoltato tutti,
dalle associazioni che lavorano, e quindi traggono un utile ed un
profitto da quello che viene dal gioco d'azzardo a tutte le
associazioni che tutelano, invece, le famiglie, i singoli soggetti,
i minori che, purtroppo, con il gioco d'azzardo si rovinano.
Fatta questa premessa, voglio anche dire - ecco perché non avevo
capito il motivo per cui si andasse, si tornasse in Commissione
Bilancio per un emendamento che è stato fatto dall'onorevole Aricò
- perché già con l'onorevole Aricò oggi ci siamo confrontati e
l'emendamento per cui, penso, l'onorevole Foti sia intervenuta,
abbiamo chiesto all'onorevole Aricò di ritirarlo.
Ha fatto una riscrittura per dei punti salienti, o comunque ha
presentato dei sub emendamenti per dei punti salienti che vuole
portare avanti e non viene assolutamente stravolto il disegno di
legge.
Non solo, l'unico motivo per cui questo disegno di legge torna in
Commissione Bilancio - almeno da quello che io so - è perché,
sempre un emendamento dell'onorevole Aricò, presuppone la
formazione da rivolgere agli operatori e, nello specifico,
un'agenzia che formi.
Si era - mi pare di capire - individuato il CEFPAS e, per questo
motivo, si va in Commissione Bilancio perché, altrimenti già da
oggi, noi potevamo votare i singoli articoli e dare, per ognuno di
essi, laddove c'erano degli emendamenti, o il parere positivo o il
parere negativo dicendo qual è la motivazione.
Rimane, però, il fatto - e lo voglio sottolineare - che il disegno
di legge non viene stravolto perché, se così fosse, nessuno di noi
sarebbe d'accordo.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, colleghi, Governo, questo testo, come
poc'anzi ha detto il Presidente La Rocca Ruvolo, proviene da molto
lontano.
Sono tre anni che attendiamo che possa essere esitato
favorevolmente dall'Assemblea regionale siciliana perché tanto
tempo questo testo è rimasto, purtroppo, nei cassetti della
Commissione bilancio.
Mi dispiace che qui non ci sia il Presidente della Commissione,
onorevole Savona, ed oggi apprendere che debba ritornare in
Commissione bilancio, con molta onestà, mi preoccupa perché - come
ha detto il Presidente La Rocca - è rimasto più di un anno, se non
un anno e mezzo, dentro quei cassetti senza poter ritornare -
nonostante il lavoro compiuto all'interno della commissione in
maniera unanime da quasi tutti i suoi componenti - oggi subiamo una
battuta d'arresto.
Non è la questione delle ventiquattro ore perché, se domani siamo
in grado di cominciare a votare, il problema non si pone.
Tuttavia, Presidente Miccichè, faccio appello alla sua
autorevolezza per quanto riguarda questo percorso che oggi si
intraprende o si stoppa e si riprende domani rispetto alla
Commissione bilancio.
Perché io vorrei che l'Aula fosse chiara, vorrei che ci fosse, in
maniera esplicita, la volontà di votarlo questo testo, almeno per
come è uscito dalla Commissione sanità.
Se io dovessi dedicare il lavoro che abbiamo compiuto in
commissione lo dedicherei ad un mio amico che si chiama Turi,
Presidente, che, ogni giorno, mi ferma a Caltagirone, è una vittima
del gioco d'azzardo, è una persona che è rimasta fortemente
traumatizzata da ciò che per anni ha subito a seguito della
ludopatia e che pretende, così come tantissime altre vittime che
oggi consapevolmente e grazie all'aiuto di tutti coloro nelle cui
mani si sono messi ed hanno messo la propria vita, pretendono che
anche l'Assemblea regionale siciliana, quindi anche la Regione
siciliana, emetta una legge per recuperare ciò che è recuperabile e
per evitare che altre persone come Turi cadano in quell'oblio e in
ciò che queste persone e le loro famiglie hanno, purtroppo, subito
a seguito del gioco patologico.
Faccio un appello anche al Governo, assessore Cordaro. C'è bisogno
di questo disegno di legge. Lo condividono le forze politiche in
maniera trasversale. Che domani in Commissione Bilancio, Presidente
Micciché abbia un esame agile. D'altro canto si tratta, da quello
che comprendo, di un solo articolo.
Dopodiché, Presidente e concludo, io non ho letto, onorevole
Aricò, i suoi emendamenti ma sono molto corposi.
Non so se stravolgano il testo e lo rendono migliore. Non lo so
perché non ho avuto neanche il tempo di esaminarli. Però,
Presidente mi creda, in Commissione abbiamo fatto un lavoro -
ripeto e ci tengo a ripeterlo - trasversale ed unanime. Se il
collega potesse dimostrare ulteriormente la sua buona volontà
nell'arricchire il testo anche rinunciando a qualche suo
emendamento, penso che faremmo un ottimo servizio all'Assemblea e
ai siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, intanto la legge non va in
Commissione Bilancio. Sono andati in Commissione Bilancio gli
emendamenti arrivati ora che avevano bisogno di un parere sulle
eventuali spese. Soltanto questo. Per cui non c'è nessuna perdita
di tempo.
In ogni caso noi domani votiamo. La Commissione Bilancio
giustamente dà il suo parere ma, nella peggiore delle ipotesi, la
dà in Aula. Quindi, comunque, domani si vota questa legge. Possiamo
stare tutti tranquilli. Ne hanno diritto le persone come Turi, che
lei conosce, ma ne ha diritto tutto il popolo siciliano di avere
una legge fatta bene su questo argomento. Per cui potete stare
tranquilli che domani si vota.
Gli onorevoli Schillaci e Di Paola avevano chiesto di parlare ai
sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno.
Se non ci sono altri interventi sulla discussione generale,
chiudiamo la seduta.
Onorevole Assessore Cordaro, prima che lei vada via, visto che la
seduta comunque è conclusa, avrei bisogno di sapere, perché è stata
una richiesta di alcuni colleghi ma era un impegno che avevamo nei
confronti di tutti, quando potrà avvenire questa giornata con il
Presidente della Regione che noi avevamo in qualche maniera
immaginato alla riapertura dopo le elezioni.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, confermo la volontà del Presidente di essere in Aula
nelle prossime settimane. Evidentemente quello che è accaduto
lunedì ci deve un attimo fare ridisegnare l'agenda. Attendiamo
giovedì.
Comunque il Presidente dà, fin d'ora, la sua disponibilità ad
essere presente il 20 o il 27 ottobre in modo che tutti i deputati
si possano organizzare.
PRESIDENTE. Preghiamo il Presidente della Regione di fare in modo
che sia il 20, se fosse possibile, perché altrimenti sarebbe
passato addirittura un mese e sarebbe un po' troppo. Si era detta
alla prima metà di ottobre. Consideriamo il 20, quasi la prima metà
di ottobre.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io
non posso che evidenziare una situazione a dir poco indecorosa e
vergognosa a cui assistiamo con la riapertura delle scuole.
I ragazzi studenti disabili oggi sono a casa perché non gli viene
garantita la tutela e i servizi minimi essenziali per potere
partecipare alle lezioni in classe e abbiamo assistito ad uno
scarica barile vergognoso tra le istituzioni scolastiche e
l'assessorato alle politiche sociali.
E adesso assistiamo ad un silenzio interminabile.
Io credo che dobbiamo far sì che tutta la politica, in maniera
trasversale, si intesti questa battaglia e che agisca in fretta.
Non possiamo più permettere che i ragazzi disabili non possano
partecipare alle lezioni in classe. Quindi io la prego, signor
Presidente, di mettere in agenda, al più presto un piccolo spazio
perché noi non possiamo più tollerare questa situazione.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, mentre lei parlava ho parlato con
l'Assessore e ho chiesto se fosse possibile per domani avere
l'Assessore Lagalla proprio per rispondere a questo.
SCHILLACI. Non è l'Assessore Lagalla, è l'Assessore Scavone che si
occupa di questo
PRESIDENTE. Allora entrambi, se fosse possibile.
SCHILLACI. Soprattutto alla luce che giorno 8 ci sarà una grande
manifestazione dove tutte le associazioni andranno in piazza
d'Orleans a manifestare sotto il Palazzo, giorno 8 ottobre, quindi
io chiedo che sia anche presente.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, tanto per capirci, avevo chiesto
dell'Assessore Lagalla, ma siccome si tratta anche di Scavone se
l'Assessore Cordaro ci può dare questa garanzia, che domani possa
venire anche l'Assessore Scavone, proviamo a chiamarlo. Non
risponde, lo chiameremo anche più tardi, vi facciamo sapere,
speriamo sinceramente che possa intervenire perché questo
effettivamente è un problema che non possiamo sottovalutare anzi se
fosse possibile dobbiamo sopravvalutare, perché è veramente grave.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
perché c'è Lei qui e quindi faccio a Lei la richiesta. Signor
Presidente, abbiamo parlato, in Aula la scorsa volta Lei non c'era,
del Centro direzionale, so che comunque la tematica sta a cuore
pure a Lei. Riusciamo a fare un'Aula tematica e dedicata su questo
benedetto Centro direzionale? Anche lì si stanno spendendo milioni
e milioni di euro. E' cambiato un mondo in questi mesi per via del
Covid, dico parliamone, facciamo una discussione in Aula. Questa è
una tematica che le volevo dire.
Altra tematica riguarda, signor Presidente, l'avviso 22, i
tirocinanti. Non è possibile - e lì faccio un appello anche al
Governo - che ci siano più di cinquemila tirocinanti che vengono
pagati sedici alla volta, sedici alla volta Ci sono persone che
hanno finito i tirocini. Abbiamo fatto un'audizione e anche lì
l'Assessore Scavone, c'era il direttore generale Bologna, però
vogliamo capire se c'è un modo per accelerare questa procedura
perché non è possibile che su cinquemila e passa tirocinanti noi ne
paghiamo sedici ogni settimana, è una cosa veramente incresciosa.
Arriveranno magari Le Iene e Striscia la notizia, ma a questo punto
arriviamoci prima noi, signor Presidente, su queste tematiche.
Altra cosa riguarda e sono contento che saranno in Aula domani o
la prossima volta sia l'Assessore Scavone che l'Assessore Lagalla,
c'è tutto un percorso che stiamo facendo con i lavoratori della
formazione professionale. Abbiamo riconosciuto loro il Fondo di
garanzia, dopo anni ed anni che questa categoria praticamente
veniva bistrattata, ma è possibile mai che poi convocano una
riunione in dipartimento e sono assenti entrambi gli Assessori,
cioè entrambi gli Assessori sono assenti perché in campagna
elettorale. Cioè noi abbiamo lì lavoratori che si presentano dopo
una convocazione, ma quanto meno si manda una lettera di rinvio
della riunione, perché non è giusto far presentare i lavoratori che
vengono da tutta la Sicilia e poi sia l'Assessore Lagalla, che
l'Assessore Scavone non sono presenti alla riunione.
Quindi, signor Presidente, siccome tutte queste tematiche, anche
quella che ha detto la collega Schillaci per quanto riguarda
l'assistente igienico personale, dico noi queste tematiche man mano
le riportiamo in Aula. Dico, arriviamoci prima noi rispetto a
Striscia la notizia o le Iene o Giletti che poi andiamo su tutte le
tv a livello nazionale e facciamo sempre brutte figure. Cioè se noi
i problemi qui li esponiamo, io non capisco perché dall'altra
parte, i dipartimenti, gli Assessori non ci danno delle risposte
concrete e io affido, signor Presidente a Lei e alla sua
sensibilità il fatto di poter risolvere queste problematiche.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, grazie, come sa qualsiasi
argomento venga portato all'attenzione di questa Presidenza viene
affrontato. A volte materialmente in diretta telefonando agli
Assessori proprio perché ho a cuore qualsiasi tipo di problema
viene sottoposto.
Domani ci saranno qui, speriamo, ma invito il Governo a far sì che
ci siano, sia l'Assessore Lagalla che l'Assessore Scavone. Su
questi stessi argomenti, magari appena finita la legge che tanto è
veloce perché è composta di pochi articoli ed ha pochissimi
emendamenti, domani stesso io sono disponibile a fare il dibattito.
Per adesso capisco che i lavori dell'Assemblea ogni tanto possono
sembrare come dire confusi, ma le emergenze che vanno nascendo
giorno dopo giorno non mi consentono il regolare andamento di
Conferenza dei capi gruppo decidere quando, per cui tante cose le
decido io al momento proprio perché sono importanti, e non credo di
essere mai venuto meno alle richieste, sia di maggioranza che di
opposizione, sulle emergenze che si stanno verificando per ora.
Quindi, ho già pregato l'assessore Cordaro, che ringrazio perché
comunque è una di quelle persone che se gli dici una cosa si attiva
anche lui immediatamente; siamo un momento, da questo punto di
vista, in cui queste attenzioni vengono prestate in maniera molto,
molto netta, per cui l'assessore ha ascoltato.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia su che cosa? Sul sindaco di
Palermo?
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si perché Lagalla
non può essere candidato sindaco di Palermo, non può essere
candidato sindaco di Palermo lo sto seguendo solo nella battuta non
è immaginabile. E' stato chiesto un incontro per i lavoratori della
formazione professionale legato alla presenza congiunta dei due
assessori Scavone e Lagalla.
L'assessore Lagalla si era impegnato a mantenere l'impegno; è
uscito da questo Parlamento un provvedimento che dava 10 milioni
sul fondo di garanzia, che si chiami legge 24, 25, 34, 78 a noi non
interessa, a noi serve che ci sia una ricollocazione di questo
personale, per questo solo per sorridere Lagalla non può fare il
sindaco di Palermo.
PRESIDENTE. Allora, a proposito di emergenze se l'Aula è
d'accordo, domani mattina inseriremo all'ordine del giorno, per
poterlo incardinare anche il disegno di legge sull'edilizia, che
sta diventando urgente anche quello, mi è stato richiesto di farlo
e quindi rimaniamo d'accordo così.
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento
interno.
PRESIDENTE. Scusi l'argomento spero che sia un altro, perché
questi li abbiamo trattati.
ZITO. Enti locali, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo approfittare
della presenza dell'assessore Grasso, ma non la vedo più, comunque
lo lascio in consegna all'assessore Cordaro.
C'è in discussione in I commissione il disegno di legge 824 che
riguarda gli enti locali e c'è un mio emendamento che riguarda le
frazioni; è un tema molto importante e sentito, stiamo vedendo che
si sta andando verso un frammentazione e quindi verso il distacco
di alcune frazioni rispetto alle città principali, ovviamente
questo secondo me non è la soluzione adatta, e ho presentato,
assieme al mio Gruppo, un disegno di legge, ora emendamento nel
caso dell'824, che prevede, così come facciamo noi a livello
regionale, che facciamo il trasferimento e quota pro capite in base
quindi agli abitanti ai vari comuni, lo stesso poi i comuni si
devono impegnare in base al numero degli abitanti delle frazioni a
investire quei soldi lì in quelle frazioni, quindi lontano dalla
città, proprio per vedere qualcosa, perché altrimenti queste
frazioni veramente si sentono isolate, si sentono tradite, certe
volte anche dalle promesse di molti sindaci che vengono eletti
anche con i voti delle frazioni ma poi non investono e non fanno
nulla in quei territori. Io lo vedo nel mio territorio come ci sono
strade praticamente abbandonate, uno fa anche richiesta di accesso
agli atti e nemmeno ti rispondono i sindaci, quindi siamo in una
situazione paradossale. Secondo me il disegno di legge 824 potrebbe
essere un'occasione per cercare di aggiustare il tiro prima di
creare ulteriori fratture che poi diventano insanabili, e quindi in
un punto di non ritorno che non ci possiamo permettere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ci sono altri interventi,
la seduta è rinviata a domani, mercoledì 7 ottobre 2020, alle ore
16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVIII SESSIONE ORDINARIA
220a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 7 ottobre 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco
d'azzardo . (nn. 215-387-450/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2020. Mese di gennaio . (n. 721/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2020. Mese di febbraio . (n. 770/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
4) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A)
Relatore: on. Lo Curto
5) Misure per favorire la riduzione dell'utilizzo di materiale
plastico nel territorio regionale Plastic free' . (nn. 311-330/A)
Relatore: on. Trizzino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione
BILANCIO (II)
- Legge regionale 12 maggio 2020, n. 9, articolo 24, comma 4 -
Ripristino autorizzazioni di spesa (n. 131/II).
Reso in data 29 settembre 2020.
Inviato in data 30 settembre 2020.
- Legge regionale 12 maggio 2020, n. 9, articolo 10, commi 1 e 3.
Disposizioni attuative. Fondo Sicilia - Sezione specializzata in
credito (n. 132/II).
Reso in data 29 settembre 2020.
Inviato in data 30 settembre 2020.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1490 - Apertura domenicale e festiva degli esercizi
commerciali.
- Presidente Regione
Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 1493 - Apertura domenicale degli esercizi commerciali nei
piccoli Comuni a vocazione turistica.
- Presidente Regione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1495 - Misure urgenti allo scopo di garantire l'avviamento
dell'intero comparto dei lavoratori forestali, a tutela del
patrimonio boschivo gravemente a rischio per le mancate operazioni
colturali a causa dell'emergenza sanitaria.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 1497 - Interventi per scongiurare la chiusura delle ludoteche
nel territorio siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Lo Curto Eleonora; Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo Margherita;
Bulla Giovanni; Lo Giudice Danilo
N. 1498 - Misure urgenti per salvaguardare la salute degli
operatori ecologici impiegati nel territorio regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Figuccia Vincenzo
N. 1500 - Chiarimenti circa l'efficacia e l'adeguatezza della
strategia di comunicazione adottata dall'Assessorato del turismo,
volta alla promozione e al mantenimento della brand reputation
della Sicilia attraverso la realizzazione di gadget e capi
d'abbigliamento con il logo della Regione siciliana.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 1502 - Verifica delle spettanze arretrate degli operatori dei
cantieri di lavoro del Comune di Bronte (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Galvagno Gaetano
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentate:
N. 1488 - Iniziative per la definizione dei corridoi 'turistico-
sanitari' per sostenere l'imminente stagione estiva.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 1489 - Ripristino dei collegamenti ferroviari della Regione con
il resto del Paese.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle competenti
Commissioni.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1491 - Chiarimenti sull'applicazione della moratoria da parte
della CRIAS alle imprese danneggiate dall'emergenza da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Calderone Tommaso A.
N. 1492 - Notizie in merito alla stabilizzazione del personale
precario, dirigenziale e non, appartenente al Servizio sanitario
regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1494 - Delucidazioni in merito alla sperimentazione della
terapia al plasma iperimmune in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Foti Angela; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1496 - Misure per attivare il servizio di video-consulto nella
sanità regionale.
- Assessore Salute
Ternullo Daniela; Lantieri Annunziata Luisa; Genovese Luigi
N. 1499 - Chiarimenti in merito al rilascio della valutazione
ambientale strategica al piano urbano della mobilità sostenibile
(PUMS) e al sistema Tram del Comune di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1501 - Revoca in autotutela della delibera n. 1299/DG del
12/5/2020 dell'ASP di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Galluzzo Giuseppe
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.