Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.17
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di iscrizione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Facendo seguito a quanto comunicato nella scorsa
seduta, in base alla documentazione pervenuta, preciso che:
- con nota datata 16 settembre 2020 e protocollata al n. 2473-
ARS/2020 del 22 settembre 2020, l'onorevole Giuseppe Laccoto ha,
fra l'altro, dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare S.F.
Italia Viva ;
- con successiva nota e-mail del 23 settembre 2020, protocollata
al n. 2508-ARS/2020 di pari data, lo stesso deputato ha chiesto di
non tener conto della precedente nota con cui si comunicava
l'adesione ( ) al gruppo parlamentare di Italia Viva e si pregava
di attendere ulteriori determinazioni in merito ( ). ;
- con ulteriore nota e-mail del 6 ottobre 2020, protocollata al n.
2749-ARS/2020 di pari data lo stesso deputato ha dichiarato di
aderire al Gruppo parlamentare S.F. Italia Viva .
Pertanto, ai sensi dell'articolo 23, commi 1 e 4, del Regolamento
interno dell'Assemblea e dell'articolo 2963, III comma, del codice
civile, l'onorevole Laccoto:
- risulta iscritto al Gruppo parlamentare S.F. Italia Viva per
il giorno 22 settembre 2020;
- risulta iscritto al Gruppo Misto dal 23 settembre 2020 sino al 5
ottobre 2020;
- risulta iscritto al Gruppo parlamentare S.F. Italia Viva con
decorrenza 6 ottobre 2020.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Gucciardi e Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il II punto dell'ordine del giorno
reca il seguito della discussione del disegno di legge Norme per
la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo
(nn. 215-387-450/A). Il Presidente ci ha fatto sapere che gli
Assessori competenti potrebbero arrivare in Aula intorno alle ore
17.00. Comunque, chiedo ai i componenti la VI Commissione di
prendere posto al banco delle Commissioni, perché se c'è il
superamento di alcune criticità potremmo continuare con i lavori.
Congedo
Comunico che l'onorevole Ciancio ha chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo - Governo che non c'è -
colleghi, buon pomeriggio. Noi abbiamo da poco finito la
Commissione Attività produttive dove si è parlato della tragedia
del Click day . Abbiamo ascoltato le associazioni di categoria,
abbiamo ascoltato Confcommercio, il CNA, abbiamo ascoltato
Federalberghi e tutti i rappresentati a livello regionale e
provinciale. Tutti allo stesso modo con una voce unanime hanno
detto e hanno chiesto un dialogo con il Governo che non c'è Così
come non c'è oggi in Aula, non c'è tra le imprese siciliane perché
non hanno concertato niente con nessuna associazione di categoria.
Tutti hanno manifestato il fatto che il Click day è un
fallimento, che è un metodo che non dovrebbe utilizzare e,
chiaramente, l'Assessore Turano non era presente durante
l'audizione perché ha chiesto di posticipare l'intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Marano, sull'ordine dei lavori.
MARANO. Bene. Ora non c'è. Sappiamo che dovrà fare una conferenza
stampa alle 17.00. Aspettiamo notizie perché le imprese non possono
più aspettare. Grazie.
PRESIDENTE. Se lei era presente in III Commissione, come me, sa
che il Governo ha detto, poi dopo le 17.00 vedremo, che
l'Assessore Turano verrà in Aula a riferire. Chiaramente subito
dopo le 17.00 ne riparliamo.
Onorevoli colleghi, vi chiedo di intervenire solo sull'ordine dei
lavori. Il Governo è impegnato in questo momento in Giunta e dalle
17.00 in conferenza stampa; poi in III Commissione l'onorevole
Turano ha detto che subito dopo la sua Giunta e conferenza stampa
verrà a riferire in Aula; quindi, questo è l'ordine dei lavori.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, chiedevo se era possibile la
sospensione dell'Aula perché mi sembra davvero irrispettoso
rispetto a noi che siamo stati da questa mattina alle 13.00, poi
rinviata alle 15.30 su un tema di fondamentale importanza. Di 120
mila aziende che stanno guardando noi non possiamo continuare
quest'Aula se non abbiamo il Governo presente perché è irrispettoso
nei confronti di quest'Aula e di tutti i deputati che da questa
mattina attendono di sapere qualcosa sul Click day e poi alla
fine scopriamo che alle 17.00 c'è una conferenza stampa.
Quindi, chiedo la sospensione della seduta e dopo che finiscono la
conferenza stampa, anche se è una cosa veramente assurda, il
Governo venga in Aula e venga a comunicare quello che sta
accadendo. Grazie.
PRESIDENTE. Ed allora, come richiesto dal Governo, la seduta è
sospesa e riprenderà alle ore 17.00
(La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 17.01)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa. Stiamo
aspettando gli assessori Lagalla e Scavone per il dibattito che
abbiamo fissato ieri.
Per quanto riguarda, invece, la vicenda del Click day , ho appena
parlato col Presidente della Regione che mi ha comunicato che non
riescono a farlo neanche domani perché, a quanto pare, la società
che deve fare questo servizio gli ha comunicato che loro non
possono dare certezza di riuscita. Per cui, queste sono le parole
che mi sono state dette. È una follia. Quindi, quali decisioni
prenderanno, verranno qua in Aula a parlarne dopo l'assessore
Lagalla e l'assessore Scavone. Se arrivasse almeno un assessore io
farei, intanto, velocemente la legge, così intanto operiamo qualche
cosa su quello che è il nostro mestiere.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)
PRESIDENTE. Non apriamo il dibattito, onorevole Pasqua. Verranno a
riferire in Aula appena finita la conferenza stampa che stanno
facendo. La conferenza stampa era necessario farla immediatamente,
perché devono comunicare che domani non c'è. Vengono a riferire in
Aula. Ho già parlato e mi è stato garantito che verranno a riferire
in Aula. In linea di massima, gli assessori Turano e Armao potranno
essere qua verso le 18.00.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gallo e Tamajo sono in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, ho già interloquito con il
Presidente della Commissione e io, purtroppo, per ragioni
personali, al momento sia della discussione generale, sia per
presentare gli emendamenti, sono stato assente. Però, da un punto
di vista procedurale si possono sempre presentare, quindi io vorrei
evidenziare questo.
PRESIDENTE. Dal punto di vista procedurale non si potrebbero
presentare.
CALDERONE. Io ho parlato con la Commissione, Presidente. Io non
ero presente, secondo me prima che si cominci a discutere io
offrivo delle valutazioni anche terminologiche, perché noi siamo il
legislatore e se leggo gioco d'azzardo lecito' è una legge che
deve essere gioco d'azzardo autorizzato.
PRESIDENTE. onorevole Calderone faccia una cosa, parli con la
Presidente di Commissione, se possiamo organizzare in modo che il
Regolamento non venga stravolto. Se la Presidente di Commissione li
può fare propri come emendamenti della Commissione, da inserire
come se fosse la riscrittura di qualche articolo, probabilmente
CALDERONE. Presidente io stavo dicendo proprio questo. La mia
premessa era che ne avevo parlato col Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Se si fa una cosa del genere in modo che quantomeno
rispettiamo il Regolamento, anche perché sugli aggiuntivi, come sa,
questa Presidenza è stata finora abbastanza rigida, quando ha
potuto esserlo.
CALDERONE. Non sono aggiuntivi, Presidente.
PRESIDENTE. Sono aggiuntivi in quanto non presentati nei tempi, in
questo senso.
CALDERONE. Sì, però da un punto di vista sostanziale sono
modificativi.
PRESIDENTE. Comunque, se la Presidente è d'accordo, benissimo, li
dia alla Presidente della Commissione e vediamo come si può
sistemare la vicenda.
E' rimasto bloccato l'assessore Scavone e verrà a piedi. Era a
Palazzo d'Orleans, tutto sommato la macchina non serviva molto.
Appena arriva l'assessore Scavone, approfittiamo della sua
presenza per portare avanti la legge, che tanto si dovrebbe fare in
tempi rapidissimi e poi iniziamo il dibattito.
Neanche per tenere i microfoni aperti, sospendiamo brevemente la
seduta in attesa che arrivi l'assessore. L'Assessore era a Villa
Malfitano, un motivo c'era per prendere la macchina.
(La seduta sospesa alle ore 17.06, è ripresa alle ore 17.09)
La seduta è ripresa.
Discussione dei disegni di legge Modifiche ed integrazioni alla
legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante Recepimento del testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2011, n. 380 . (nn. 669-140-453/A) e Misure per favorire la
riduzione dell'utilizzo di materiale plastico nel territorio
regionale Plastic free' . (nn. 311-330/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo la seduta in attesa
che arrivi l'Assessore in Aula, è già arrivato nel Palazzo per cui
sta salendo. Incardiniamo due disegni di legge quella dell'edilizia
e quella sul plastic free.
Su quella dell'edilizia essendo un disegno di legge abbastanza
complesso, composto da circa 40 articoli, vorrei dare un po' di
tempo per la presentazione degli emendamenti. Se siete d'accordo,
diamo tempo per tutta questa settimana e lo cominceremo a discutere
la settimana prossima. Materialmente, da verbale, ci sarà tempo
fino alle ore 12.00 di lunedì, e lo cominceremo non prima di
martedì, mercoledì.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, avevamo dato inizialmente un tempo simile, poi si
era capito che era necessario aumentarlo e l'avevamo aumentato.
Oggi diamo tempo fino alle ore 12.00 di lunedì 12 ottobre.
Per il disegno di legge sull'edilizia, diamo tempo fino a lunedì
prossimo, giorno 12, alle ore 12.30. Onorevole Lupo, facciamo così:
noi diamo tempo fino a lunedì, se fosse necessario, come è successo
per l'urbanistica, eventualmente lo spostiamo. Ci penso io, tanto
lo so, arrivato a martedì, quando entriamo in Aula, se capisco che
c'è maggiore tempo, diamo un'altra settimana di tempo. Tranquillo,
Assessore Lagalla. E poi incardiniamo il disegno di legge Plastic
free' che è più semplice, se diamo tempo fino a lunedì per quello,
tanto vale dare il termine a lunedì anche per il disegno di legge
Plastic free' in modo che la settimana prossima possiamo
cominciare a votarlo.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per la
prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo . (nn.
215-387-450/A)
PRESIDENTE. E' arrivato l'Assessore Lagalla. Cominciamo.
Assessore, approfittiamo della sua presenza perché manca
l'Assessore Cordaro e la utilizziamo, come si suole dire, come
rappresentante del Governo per votare questi pochi articoli sul
disegno di legge del gioco d'azzardo, ludopatia.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Finalità e definizioni
1. Il presente disegno di legge persegue le seguenti finalità:
a) tutelare i valori costituzionalmente tutelati della salute e
del risparmio, come sancito dagli articoli 32 e 47 della
Costituzione, e gli interessi della collettività, contrastando la
diffusione del disturbo da gioco d'azzardo (DGA), anche se lecito,
salvaguardando le fasce di popolazione più deboli e maggiormente
vulnerabili e curando il trattamento ed il recupero delle persone
che ne sono affette ed il supporto alle loro famiglie;
b) contenere l'impatto negativo delle attività connesse alla
pratica del disturbo da gioco d'azzardo sulla sicurezza urbana,
sulla viabilità, sull'inquinamento acustico e sul governo del
territorio.
2. Ai fini dell'applicazione della presente legge, per sale da
gioco si intendono tutti i locali adibiti prevalentemente
all'attività del gioco con vincita in denaro praticato mediante gli
apparecchi descritti all'articolo 110, commi 6 e 7, del testo unico
di cui al regio decreto n. 773/1931, e successive modificazioni.
3. Ai sensi e per gli effetti della presente legge, per luoghi
sensibili si intendono:
a) gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, inclusi gli
istituti professionali e le università;
b) i luoghi di culto;
c) le strutture sanitarie ed ospedaliere, incluse quelle dedicate
all'accoglienza, all'assistenza e al recupero di soggetti affetti
da qualsiasi forma di dipendenza o in particolari condizioni di
disagio sociale o che, comunque, fanno parte di categorie protette;
d) i luoghi di aggregazione giovanile, inclusi gli impianti
sportivi;
e) le caserme;
f) i centri di aggregazione di anziani;
g) i cimiteri e le camere mortuarie.
4. I comuni con apposito regolamento possono indicare ulteriori
siti oltre quelli di cui al comma 3 sulla base delle
caratteristiche del territorio comunale.
5. La diagnosi o la valutazione del soggetto affetto da DGA o a
rischio, requisito per la presa in carico da parte dei servizi del
sistema socio-sanitario, è formulata dai servizi per le dipendenze
patologiche delle ASP e loro coordinamenti.
L'emendamento 1.4, onorevole Aricò, Assenza, ha il parere
contrario della Commissione Bilancio', quindi non lo possiamo
ammettere. Questo diciamo che più che un emendamento era un disegno
di legge per intero Prima dell'emendamento 1.3 c'è l'emendamento
1.5 a firma della Commissione. Sono stati distribuiti?
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Ternullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge Norme
per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco
d'azzardo . (nn. 215-387-450/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è in distribuzione l'emendamento
1.5.
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo dire che all'articolo
uno, al comma 1, alla lettera a) le parole anche se lecito si
possono sostituire dalle parole anche se autorizzato . Non la
possiamo fare una sostituzione terminologica? Faremo un
subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca Ruvolo, qual è il problema?
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Nella
finalità c'era una sostituzione di un termine. Anziché mettere se
lecito , mettere se autorizzato .
PRESIDENTE. Vabbè, se è soltanto un termine
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Va bene.
PRESIDENTE. L'abbiamo fatto altre volte di modificare una parola,
se è una questione di una parola.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Presidente, se gli Uffici preferiscono, presentiamo un
emendamento come Commissione.
PRESIDENTE. Cioè cambiate questo emendamento e ce lo ripresentate?
Non ho capito niente. Volete cambiare l'1.5 o no? E' un'altra cosa,
quindi l'1.5 lo votiamo, e poi la Commissione presenta un altro
emendamento. Va bene. Pongo in votazione l'emendamento1.5. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Aspettiamo un secondo. L'avete presentato voi della Commissione,
onorevole De Luca, è curioso che lei non ce l'abbia. Il mio compito
è consegnarlo agli altri, voi lo fate e lo dovreste avere
Onorevole La Rocca Ruvolo, mentre l'onorevole De Luca lavora su
questa cosa, lei mi può dare il parere sull'emendamento 1.3?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Mi era stato detto che eravate contrari. E' sicuro che
è favorevole?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Aspetti
un attimo, Presidente, che devo prendere l'emendamento.
PRESIDENTE. Scusate, ma da quello che capisco se al comma 2 Al
fine dell'applicazione della presente legge per sale da gioco si
intendono tutti i locali adibiti prevalentemente al gioco etc se
leviamo il comma 7 stiamo levando le slot machine che sono quelle
che fanno diventare più matti, secondo me.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, come avevo detto ieri, questo ad esempio
è uno degli emendamenti che andando ad escludere le macchine da
gioco, che sono nell'elenco descritto dall'articolo 110, commi 6 e
7, del Testo Unico di cui al regio Decreto 773, noi andiamo ad
escludere tutta una gamma di macchine da gioco
PRESIDENTE. Le slot machine, quello che dicevo io.
FOTI. Dalle limitazioni, quindi io apprezzo la sua nota a margine.
Tra l'altro, i presentatori mi pare che non sono presenti, quindi
l'emendamento, secondo me, lei non lo dovrebbe - mi permetto di
dirlo - trattarlo, lo dovremmo fare decadere, a meno che qualcuno
non si intesti questa battaglia di favorire una gran
PRESIDENTE. Va bene, ma siccome c'è un parere che dovrebbe essere
negativo, chiudiamo l'argomento.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
FOTI. Grazie, Presidenti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Chi è contrario
resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Anche l'emendamento 1.1 ha parere negativo della Commissione. Lo
pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6 della Commissione. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusate, io pongo un quesito, perché ho letto molto
sommariamente il testo, ma vedo che stiamo disciplinando una
vicenda - aldilà degli aspetti sanitari e della prevenzione - dove
interveniamo su una competenza esclusiva dello Stato.
Dico, c'è una competenza esclusiva dello Stato in materia del
gioco, cioè è lo Stato che regola la materia del gioco, cioè noi
stiamo dicendo una cosa che in qualche modo agisce su una
competenza dello Stato. Non vorrei che ci stiamo Ora, al di là,
ripeto dell'attività di prevenzione, dico, facciamo un attimo
perché quel comma che veniva tolto, il 7, che avete fatto bene a
respingerlo, ma già interviene su un testo unico, che è un testo
sul quale lo Stato ha disciplinato la materia in maniera uniforme.
PRESIDENTE. Il 9 della Commissione?
CALDERONE. C'è la Corte Costituzionale. Cioè Presidente, credo che
il problema che pone l'onorevole Cracolici è già risolto
nell'ottima relazione introduttiva della stessa legge.
PRESIDENTE. Sì, infatti
CALDERONE. Perché ci sono state due o addirittura tre pronunce
della Corte Costituzionale quindi il problema
PRESIDENTE. Tanto che altre regioni l'hanno già fatto per cui non
c'erano
Stiamo distribuendo questo nuovo emendamento della Commissione. Vi
stanno distribuendo l'emendamento 1.7. Va bene, se la parola
lecito cambiata con la parola autorizzato mi pare che si possa
fare. Poi, comma 3 lettera A, le parole gli istituti professionali
sono
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Lo posso
spiegare casomai Presidente.
PRESIDENTE. Stiamo aggiungendo le strutture formative . Che
s'intende per strutture formative?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. In
pratica gli istituti scolastici di ogni ordine e grado
comprendevano anche gli istituti professionali, quindi lo abbiamo
tolto e abbiamo messo gli istituti scolastici di ogni ordine e
grado, le università e poi ogni altra struttura formativa se
vogliamo metterlo, quindi abbiamo tolto gli istituti professionali.
PRESIDENTE. Quali sono le altre strutture formative onorevole La
Rocca?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Ma su
suggerimento dell'assessore Lagalla possono essere anche questi
della formazione insomma, posti dove comunque va, sono agenzie di
formazione.
PRESIDENTE. Se è quello va bene.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Sì, sì.
PRESIDENTE. Secondo me va bene. I centri di formazione
professionale diciamo.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Esattamente. Abbiamo tolto gli istituti professionali perché gli
istituti professionali sono già inclusi negli istituti scolastici.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Soggetti che concorrono alla realizzazione delle
finalità.
1. Concorrono, secondo gli indirizzi definiti dalla Regione, alla
realizzazione delle finalità della presente legge:
a) i comuni, singoli e associati e le aziende sanitarie
provinciali (ASP);
b) i soggetti del terzo settore di cui alla legge regionale 7
giugno 1994, n. 22 (norme sulla valorizzazione dell'attività di
volontariato) e sue modifiche e integrazioni e gli enti accreditati
per i servizi nell'area delle dipendenze;
c) le associazioni di rappresentanza delle imprese e degli
operatori di settore;
d) le associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e degli
utenti;
e) i soggetti che, a qualsiasi titolo, operano negli ambiti e per
le finalità di cui all'articolo 1, comma 1.
f) i centri di scommesse intese come le strutture dedicate, anche
in via non esclusiva, alla raccolta delle scommesse ai sensi
dell'articolo 88 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 733».
L'emendamento della Commissione è già distribuito?
Si passa all'emendamento 2.1. Con il parere favorevole della
Commissione e del Governo lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Osservatorio Regionale sul Disturbo da gioco d'azzardo
1. E' istituito l'Osservatorio Regionale sul Disturbo da gioco
d'azzardo al fine di conoscere e di monitorare il fenomeno e di
valutare l'efficacia delle politiche messe in atto per
contrastarlo.
2. L'Osservatorio ha il compito di:
a) osservare, studiare, monitorare il fenomeno della dipendenza da
gioco;
b) formulare pareri, proposte di strategie e linee di intervento
al Consiglio regionale e alla Giunta regionale, al fine di
elaborare azioni di prevenzione, contrasto e trattamento delle
dipendenze patologiche correlate al gioco.
3. L'Osservatorio Regionale sul Disturbo da gioco d'azzardo ha
sede presso il dipartimento per le attività sanitarie -
osservatorio epidemiologico (DASOE) dell'Assessorato regionale
della Salute, che ne assicura supporto tecnico, ed è composto da
due componenti dell'Assessorato regionale della Salute, da un
componente per ogni Coordinamento dei Servizi delle dipendenze
patologiche delle ASP, dal Presidente del Coordinamento Enti
Ausiliari Regione Siciliana in rappresentanza delle Comunità
Terapeutiche per tossicodipendenti e da un rappresentante delle
fondazioni e/o associazioni riconosciute per la prevenzione del
fenomeno dell'usura.
4. La partecipazione alle riunioni dell'Osservatorio è a titolo
gratuito.
5. Le modalità di funzionamento dell'Osservatorio sono stabilite
con apposito decreto dell'assessore regionale per la salute da
emanarsi, previo parere della Commissione servizi sociali e
sanitari dell'Assemblea regionale siciliana, entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge.
6. Dall'attuazione del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione. Agli
adempimenti previsti si provvede con le risorse umane, finanziarie
e strumentali disponibili a legislazione vigente».
Si passa all'emendamento 3.5. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.6 è inammissibile.
L'emendamento 3.4? Non c'è il parere della Commissione Bilancio .
Si passa all'emendamento 3.3. C'è la riscrittura 3.3.1, della
Commissione.
Il parere del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.3 così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.1, assorbito dal 3.3, onorevole
Zafarana. Il 3.2 è inammissibile. No, no, c'è una riscrittura;
hanno tutti la riscrittura? Il parere della Commissione? Ah, no, è
della Commissione la riscrittura che quindi è favorevole. Il parere
del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3. Un attimo, la Commissione mi ha
chiesto qualche secondo di tempo. Il problema qual è scusate?
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Presidente, abbiamo fatto una rivalutazione del 3.1.
Riteniamo opportuno inserire anche referente regionale
PRESIDENTE. Ma è assorbito dal 3.3 per cui che dobbiamo rifare? E'
già una decisione della Presidenza questa onorevole De Luca.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Competenze della Regione
1. La Regione:
a) garantisce l'attività di programmazione per la prevenzione e il
contrasto della dipendenza da DGA nel contesto del piano di
prevenzione regionale ed in coerenza con il piano nazionale GAP;
b) con cadenza biennale, l'assessore regionale per la salute
adotta, previo parere della Commissione servizi sociali e
sanitari dell'Assemblea regionale siciliana, con proprio decreto,
il piano per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del
rischio della dipendenza dal gioco patologico, in attuazione del
piano di prevenzione regionale di cui alla lettera a);
c) assicura la conoscenza e il monitoraggio dei fenomeni di
dipendenza mediante l'Osservatorio Regionale sulle Dipendenze
Patologiche, tramite i Flussi Sind GAP;
d) istituisce un numero verde regionale dedicato per le
segnalazioni e le richieste di aiuto, i cui riferimenti devono
essere affissi su ogni apparecchio per il gioco di cui all'articolo
110, commi 6 e 7 del R.D. 773/1931 e nei locali con offerta del
gioco a rischio di sviluppare dipendenze;
e) promuove la conoscenza, l'informazione e l'aggiornamento degli
esercenti, degli operatori di polizia locale, degli operatori
sociali, socio-sanitari e sanitari, nonché degli operatori delle
associazioni di consumatori e utenti e degli sportelli welfare con
riguardo al disturbo da gioco d'azzardo;
f) sostiene i soggetti del terzo settore che costituiscono gruppi
di mutuo auto-aiuto, consulenza, orientamento e supporto ai singoli
e alle famiglie;
h) sostiene le iniziative delle associazioni a tutela dei diritti
di consumatori e utenti, associazioni di familiari vittime del
gioco d'azzardo e utenti che realizzano o collaborano alla
progettazione di attività di informazione e sensibilizzazione sui
fattori di rischio nella pratica del gioco d'azzardo lecito e non,
anche in collaborazione con enti locali, ASP e tutti i soggetti
interessati presenti sul territorio, compresi i gestori di pubblici
esercizi;
i) promuove e monitora le iniziative delle associazioni di
categoria dei gestori delle sale da gioco e dei locali in cui sono
installati apparecchi per il gioco di cui all'articolo 110, commi 6
e 7 del R.D. 773/1931, tese allo sviluppo di un codice etico di
autoregolamentazione che le vincoli alla sorveglianza delle
condizioni e delle caratteristiche di fragilità dei giocatori e al
rispetto della legalità per la prevenzione nei confronti della
malavita organizzata;
j) collabora con gli Osservatori istituiti a livello nazionale,
allo scopo di sviluppare e promuovere metodiche di intervento e
prevenzione a tutela dei cittadini più esposti;
k) collabora con i competenti organi dello Stato e con le Forze di
Polizia nella lotta al gioco illegale.
2. La Regione siciliana rilascia, a cura dei Comuni, agli
esercenti di pubblici esercizi, ai gestori di circoli privati e di
altri luoghi deputati all'intrattenimento che scelgono di non
installare apparecchiature per il gioco d'azzardo lecito il marchio
regionale Slot? No Grazie di cui all'allegato A.
3. E' fatto obbligo agli esercenti di sale di gioco e di locali in
cui sono installati apparecchi per il gioco d'azzardo lecito di
munirsi di materiale informativo sui rischi correlati al gioco e
sui servizi di assistenza alle persone con patologie correlate al
disturbo da gioco d'azzardo, da esporre in modo visibile e
accessibile al pubblico. A tal fine la Regione siciliana, tramite
le ASP, provvede a pubblicare sul suo sito istituzionale materiale
informativo sui rischi correlati al gioco, un decalogo di azioni
sul gioco sicuro e responsabile e i contenuti di un test di
verifica per una rapida valutazione del proprio rischio di
dipendenza.
4. La Regione, nella concessione di finanziamenti, benefici e
vantaggi economici comunque denominati, considera titolo di
preferenza l'assenza di apparecchi da gioco d'azzardo all'interno
degli esercizi autorizzati alla pratica del gioco o
all'installazione di apparecchi da gioco d'azzardo.
5. La Regione promuove accordi con gli enti di servizio del
trasporto pubblico locale e regionale, per favorire l'adozione di
un codice di autoregolamentazione che vieti gli spazi pubblicitari
relativi al gioco d'azzardo.
6. La Regione, sentita la commissione Servizi sociali e sanitari
dell'Assemblea regionale, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, predispone un regolamento attuativo
della presente legge che definisce, in particolare, i criteri, le
regole tecniche e le relative modalità attuative, le forme di
controllo e le sanzioni per l'introduzione di un sistema di
regolazione per l'accesso:
a) alle aree dedicate all'installazione di apparecchi per il gioco
di cui all'articolo 110, commi 6 e 7, del Regio Decreto 18 giugno
1931, n. 773, accessibili direttamente dall'utenza in numero
superiore a uno;
b) ai locali destinati a sala da gioco d'azzardo lecito».
Si passa all'emendamento 4.1. Non c'è il parere favorevole della
Commissione Bilancio , quindi è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.3. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.4. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.5 (I parte), della Commissione.
Immagino che sia favorevole.
Il parere del Governo è favorevole. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.5 (II parte). Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.6.R, della Commissione. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Competenze dei Comuni - Distanze minime
1.Per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente
vulnerabili e per prevenire fenomeni da DGA, è vietata l'apertura
di centri di scommesse, di spazi per il gioco con vincita in
denaro, nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco di
cui all'articolo 110, commi 6 e 7, del Regio Decreto 18 giugno
1931, n. 773, all'interno dei centri e degli spazi medesimi,
situati ad una distanza dai luoghi sensibili di cui all'articolo 1,
commi 3 e 4, misurata in base al percorso pedonale più breve,
inferiore a:
- 300 metri per i comuni con meno di 50.000 mila abitanti;
- 500 metri per i comuni con più di 50.000 mila abitanti.
2. I Sindaci, nell'ambito dei Comitati per l'ordine e la sicurezza
pubblica presieduti dai Prefetti, informano gli organi competenti
delle situazioni presenti sul territorio al fine di garantire una
pianificazione di interventi ad opera delle Forze dell'ordine e
delle Polizie locali, per la prevenzione e il contrasto al gioco
d'azzardo.
3. I Comuni possono prevedere forme premianti per gli esercizi
SSlot? No Grazie di cui all'articolo 4, comma 2, e per i gestori
di circoli privati e di altri luoghi deputati all'intrattenimento
che scelgono di non installare o disinstallare nel proprio
esercizio le apparecchiature per il gioco d'azzardo lecito.
4. I centri socio-ricreativi e sportivi privati si considerano
luoghi sensibili, ai sensi dell'articolo 1, qualora soddisfano le
seguenti condizioni:
a) risultano facilmente riconoscibili come tali, visibili dalla
pubblica via o comunque adeguatamente segnalati al pubblico da
insegne o altra pubblicità;
b) sono sedi operative e non solo amministrative o legali.
5. Ai fini di quanto stabilito dal comma 1, per nuova
installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo si intende il
collegamento dei medesimi alle reti telematiche dell'Agenzia delle
dogane e dei monopoli.
6. Si considera altresì nuova installazione, ai fini di quanto
previsto al comma 1:
a) la stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente
concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto
in essere;
b) l'installazione dell'apparecchio in altro locale in caso di
trasferimento della sede dell'attività.
7. E' ammessa la sostituzione degli apparecchi di cui all'articolo
110, comma 6, lettera a), del Regio Decreto 18 giugno 1931, n.773,
con le modalità e nei limiti previsti dalle disposizioni statali
vigenti, e, in particolare, dall'articolo 1, comma 943, della L.
208/2015.
8. E' ammessa la sostituzione degli apparecchi guasti, fatto salvo
quanto stabilito al comma 7.
9. Spetta al Comune la competenza dei controlli, tramite la
Polizia locale sui locali di cui al comma 1, al fine di evitare la
diffusione del fenomeno del disturbo da gioco d'azzardo e di
garantire il monitoraggio anche utilizzando gli strumenti previsti
dalla legge regionale 1 agosto 1990, n. 17».
Si passa all'emendamento 5.9 che è inammissibile. Si passa
all'emendamento 5.6. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.3. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.5. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.11, il comma 2 è soppresso , della
Commissione. Il Governo è favorevole. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.8, I parte, dell'onorevole Aricò. Il
parere della Commissione?
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. A parte che credo che la materia non sia, non rientri
nelle nostre competenze, perché incide su alcune competenze che
comunque andrebbero verificate anche con i comuni; però comunque
contrari anche nel merito dell'emendamento.
PRESIDENTE. Quindi, il parere è contrario. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.2 che è assorbito.
Si passa all'emendamento 5.8.. II parte, io ho in ordine, io ho
fascicoli che non sono attuali, pazienza. Non c'è qui il 5.4 non
c'è qua, c'è da 5.8 Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.8. II parte. Il parere della
Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1. Il parere della
Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.12.R. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. E' della
Commissione. Favorevole.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, desidero un chiarimento, ove
possibile.
Recita testualmente questo subemendamento: I comuni prevedono,
nella fascia notturna d'ingresso e di uscite scolastiche,
sospensioni orarie delle attività.
Ora, che necessità c'è di scrivere questa norma se già è previsto
dai successivi articoli il distanziometro? Perché, è chiaro che,
indipendentemente dall'entrata e dall'uscita dai luoghi sensibili,
si deve stare a 500 o 300 metri, a seconda, se si tratti di comuni
sopra i 50.000 o sotto i 50.000 abitanti. Mi pare una norma, del
tutto, pleonastica. Se riusciamo, quindi Forse non ho capito bene
io.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore. Diciamo
che forse non è scritto benissimo, però, la ratio di questo
subemendamento è che i comuni prevedono, possono prevedere, nella
fascia notturna e nella fascia di uscita da scuola, la chiusura
delle attività di gioco. Questo, peraltro, viene più volte indicato
Possono farlo i comuni, anche perché, più volte, viene indicato,
questo voglio dire
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca Ruvolo, vale solo per le scuole
serali, quindi, questo.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore. No, è
scritto male, ho detto, il subemendamento. Ho precisato, infatti,
signor Presidente, ho detto che il subemendamento è scritto male.
Voleva rappresentare il fatto che i comuni possono, sia nella
fascia notturna che nelle fasce di uscita da scuola, chiudere le
macchinette
PRESIDENTE. Fasce notturne di che cosa?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore. Fascia
notturna, per esempio, dalle 23.00 in poi, è una fascia notturna.
Un comune può dire che dalle 23.00 in poi, il bar può fare tutto
tranne che avere aperte le macchinette. Il subemendamento, quindi,
è scritto male. Ma non c'entra il distanziometro, perché, per
esempio, ma no Posso parlare io, scusate, perché altrimenti
Per esempio, in province dove c'è un tasso pro-capite di 800 euro
a persona, tipo la provincia di Agrigento, il Questore ha emanato
una direttiva a tutti i comuni di chiudere, per esempio, di
regolamentare le fasce orarie per i bar, i tabacchi, eccetera, e
durante gli orari dell'uscita da scuola.
PRESIDENTE. Sono d'accordo, quindi, se si può già fare, allora
perché lo stiamo facendo, cioè se già i Prefetti lo possono fare,
noi perché stiamo
LA ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore. Allora
non lo prevediamo.
PRESIDENTE. Perché può decidere il comune direttamente? Va bene,
per me, va bene così.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore. In
questa maniera, non c'è bisogno che me lo dica il Prefetto, che al
sindaco lo dica il Prefetto. Il sindaco lo può fare. Il
subemendamento va, però, sistemato come modalità di scrittura,
perché è scritto male, è stato fatto ora ed è scritto male.
Guardate che già da ora si può fare così.
PRESIDENTE. Bene, allora riscriviamo: I comuni prevedono nelle
fasce notturne, nonché nella fascia oraria di ingresso e di uscita
scolastica, la sospensione oraria e le attività. Va bene, così.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 5.7, a firma dell'onorevole Aricò, è
assorbito.
L'emendamento 5.10, all'inizio, l'abbiamo dichiarato
inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, purtroppo, i lavori d'Aula sono andati
molto velocemente e, probabilmente, non ci siamo accorti di alcuni
emendamenti che prevedevano alcune modifiche di buon senso in
questa legge, perché, ritengo che, oramai, la problematica della
ludopatia, sta investendo migliaia e migliaia di famiglie
siciliane. E, purtroppo, cari colleghi, sappiamo che, spesso e
volentieri, molti soggetti, lavoratori, prendono gli stipendi
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, scusi, è stato dichiarato
inammissibile, perché c'è il parere contrario della Commissione
bilancio.
ARICO'. Ma non capisco il motivo. Non so quando è stato reso, io
tra l'altro faccio parte della Commissione bilancio, e non ricordo
quando noi abbiamo reso un parere negativo su questo emendamento.
Signor Presidente, quindi, io lo vorrei leggere testualmente con
voi.
Noi prevediamo: Una distanza tra sala da gioco e sala da gioco.
L'obbligo di accesso selettivo dell'offerta di gioco con
identificazione della maggiore età secondo le modalità previste
dalla legge.
Prevediamo la video sorveglianza dell'area di gioco rispetto alla
normativa vigente; le modalità di comunicazione al pubblico
esclusivamente informativa dei prodotti di gioco e priva di
messaggi di induzione al consumo di gioco; la certificazione, etc.;
il trasferimento di sede e quant'altro.
L'impossibilità di piccoli esercizio commerciali sotto 50 metri
quadrati di avviare un'attività da gioco mettendo una, due
macchinette nel retrobottega, che sono i posti dove, purtroppo,
alcuni giocatori, che soffrono di questo male che è la ludopatia,
vanno a giocare gli stipendi delle loro famiglie.
Allora, io vorrei - siccome è un argomento importante - che l'Aula
trattasse questa legge nel migliore dei modi ..
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, io sono d'accordo con lei.
ARICO'. E poi anche il blocco delle fasce orarie. Evitare che le
persone possano andare nelle fasce orarie notturne.
PRESIDENTE. Questo l'abbiamo appena approvato.
ARICO'. Dove? Quali sono le fasce orarie, Presidente?
PRESIDENTE. Il 5.12.R, che parla proprio delle fasce notturne
ARICO'. Che riprende parte dell'emendamento che avevo presentato.
Però, io non capisco come la Commissione Bilancio in questo
emendamento abbia potuto rendere un parere negativo quando
copertura di bilancio non ce n'è.
Presidente, io questo non lo capisco.
PRESIDENTE. Glielo spiego. La Commissione Bilancio non ha
approvato l'1.1, gli ha dato parere contrario, che è parte di
questo emendamento, che comprende anche questo emendamento.
Per cui diciamo che era stato, non specificatamente su questo ma
sull'1.1 che comprende gran parte di questo emendamento.
ARICO'. Signor Presidente, si sarebbe potuto armonizzare visto che
erano modifiche di buon senso. Gli uffici avrebbero potuto trovare
una strada.
PRESIDENTE. Onorevole Arico', io sono a vostra disposizione.
ARICO'. Signor Presidente, lei è un Presidente di buon senso, lo
sappiamo.
Se rilegge il 5.10 con calma, penserà di aver fatto ..
PRESIDENTE. Onorevole Arico', le sto dicendo, parlate un attimo
con la Commissione. Io sono sempre pronto a sistemare le cose
purchè la legge sia al meglio possibile.
Se c'è qualche cosa che vogliamo aggiustare prima del voto finale,
aggiustate queste cose e lo facciamo dopo.
Se quello che lei dice è un fatto di buon senso e se la
Commissione è d'accordo, io sono sempre pronto a fare anche qualche
forzatura al Regolamento purchè le leggi escano da qui condivise.
Incontratevi due minuti ed io evito il voto finale, e mi
interrompo per vedere se si deve fare qualcosa.
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, quello che voglio dire è che i
rilievi che aveva mosso l'onorevole Arico', ieri con gli uffici li
abbiamo visti ed abbiamo cercato di calare degli emendamenti che
raccogliessero quello che aveva sottolineato l'onorevole Aricò.
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca Ruvolo, è inutile fare un
dibattito. Quando vi vedrete con l'onorevole Aricò lei gli
spiegherà questo.
Se effettivamente le cose importanti sono già state inserite, lei
tornerà in Aula dicendo va bene così, non c'è bisogno di
aggiungere niente. E lo vedete tra di voi.
Pongo in votazione l'articolo 5.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente il
lavoro della Commissione è stato un lavoro egregio e la norma in sé
è una norma importante che va approvata.
Io volevo esprimere, però, una perplessità sull'articolo 5 che,
secondo me, almeno nella parte inerente il comma 1 dovremmo
tentare, Presidente La Rocca Ruvolo, di prevedere una riscrittura o
comunque un qualcosa di differente su un aspetto inerente la
distanza.
PRESIDENTE. Il comma 1 dell'articolo 5 è già stato approvato.
LO GIUDICE. Lo so, Presidente, però abbiamo anche con altri
PRESIDENTE. Posso dire una cosa?
Nelle aule parlamentari normalmente interviene l'opposizione per
contestare quello che viene fatto. Se qua interviene la maggioranza
è un problema, interviene solo la maggioranza. Comincia ad essere
un problema. Per cui parlatene.
LO GIUDICE. Io voglio solo evidenziare un fatto, Presidente.
Prendo, ad esempio, la provincia di Messina ma in tutta la Sicilia
ci sono comuni piccoli.
Se noi abbiamo individuato nell'articolo 1 una serie di luoghi
sensibili che sono giustamente evidenziati e importanti e poi al
contempo al comma 1 dell'art. 5 mettiamo delle distanze di 300 e
500 metri significa che un tabaccaio di un comune piccolo lo
trattiamo in maniera diversa rispetto ad un tabaccaio di un comune
grande perché con queste distanze che sono state messe e con i
luoghi sensibili che sono stati individuati, significa che al
tabaccaio del comune di Roccafiorita, che è il comune più piccolo
della Sicilia, non potrà avere macchinette perché attorno, essendo
un comune piccolo, ha tutta una serie di luoghi sensibili che non
glielo consentono. Il tabaccaio del comune di Messina lo potrà
fare.
Credo che questo vulnus vada evidenziato e credo che questo vulnus
vada riconsiderato, per questo mi permetto di evidenziare questo
aspetto, a mio avviso c'è una fascia che è solo di 50 mila abitanti
ma la maggior parte dei comuni siciliani sono composti da un numero
di abitanti sicuramente, estremamente inferiore per cui quando
andiamo a mettere questa tipologia di distanze noi stiamo, come
dire, trattando in maniera impari o differente attività della
stessa natura che in un comune piccolo si troverebbero in
difficoltà o meglio nella non analoga considerazione rispetto ad un
comune grande. Per questo chiedo che si possa rivedere.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Più o meno dello stesso argomento?
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sì
Presidente era una delle questioni che avevo sottoposto poco fa al
Presidente, perché qua si pone, secondo me, un vulnus addirittura
di carattere costituzionale, questa è una norma che si candida
fortemente ad essere impugnata perché il tabaccaio di Basicò che ha
350 anime, o chi dovrà aprire un tabacchino verrà esattamente
trattato in maniera totalmente diversa del tabaccaio di Messina,
quindi è chiaro se già la legge, quindi la ratio della legge
prevede una differenziazione tra i comuni che hanno più di 50 mila
abitanti e quelli meno di 50 mila abitanti, noi stiamo scrivendo
una legge in cui si scrive e si evidenzia che a Basicò il
tabacchino con queste slot non si può aprire mentre a Messina o a
Barcellona lo si può fare.
E' chiaro che una norma che, ripeto, si candida ad essere
impugnata, non c'è dubbio che dobbiamo tutelare il cittadino dalla
ludopatia, è inutile spenderci qui in argomentazioni che sono
stucchevoli e inutili e sovrabbondanti, siamo tutti contro il gioco
d'azzardo, è inutile che stiamo qui a profonderci in
argomentazioni, però dobbiamo scrivere una legge che sia una legge
dignitosa, ora mettere che a Basicò o a Tripi sono i comuni
PRESIDENTE. Scusi possiamo trovare la soluzione, onorevole, non
ripetiamo...
CALDERONE. La soluzione è fare un terzo scaglione, Presidente.
PRESIDENTE. Appunto, questo stavo proponendo, se si fa un terzo
scaglione per i comuni sotto i 5 mila abitanti, che ne so, e si
rimette a cento metri si risolverà il problema.
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io mi rimetto all'Aula
non ho difficoltà come Commissione.
PRESIDENTE. No, lei dovrebbe presentare eventualmente un
emendamento.
LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, non lo presento per un semplice motivo, perché
dobbiamo, al di là di quelle che possono essere le posizioni,
tornare alla legge Norme per la prevenzione e il trattamento del
disturbo da gioco d'azzardo . E' è la Commissione Salute che sta
portando
PRESIDENTE. Si, onorevole La Rocca, però oggettivamente quello che
hanno detto i colleghi ha una ratio. Scusi onorevole, permettete,
la logica che hanno evidenziato loro è il fatto che ci sono comuni
talmente piccoli che 300 metri è già finito il comune, per cui 500
metri è già finito il comune per cui è ovvio che se mettiamo un
metraggio talmente ampio anche per questi comuni è chiaro che non
ne potranno avere, ora questo sì che rischia di essere
anticostituzionale perché è come se noi decidessimo che alcuni
comuni non possono avere queste macchinette.
Ora, fosse per me le vieterei in tutta Italia, ma siccome non sono
vietate in tutta Italia, non possiamo permetterci di fare una
distinzione tra un comune e l'altro, sulla distanza possiamo o
avvalerci dell'intelligenza e della capacità di giudizio dei
sindaci e, quindi, chiedere un metraggio idoneo senza misurarlo con
precisione e se la vedono i sindaci in funzione della loro
grandezza quale può essere questo metraggio oppure fare più
scaglioni in modo che salviamo capre e cavoli , perché
effettivamente in un comune di 3 mila abitanti che in 300 metri c'è
tutto il comune se noi mettiamo una cosa significa che non li
possono avere, ripeto, lo dice uno che preferirebbe che non
esistessero da nessuna in Italia, ma siccome la legge c'è, non
possiamo stravolgerla noi. Si può fare una cosa di questa cambiare
il sindaco dovrà stabilire la distanza idonea? .
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Però
dico se in un comune di uno, di mille abitanti, ce ne andrà una,
perché ci sono trecento metri di differenza. Non ci saranno dieci
luoghi dove andare a giocare uno ce l'avrà l'obiettivo è ridurre il
più possibile questi luoghi che non sono luoghi di aggregazione ma
di perdizione di rovina tasche, quindi, la posizione
PRESIDENTE. Allora, scusate, siccome poi noi abbiamo gli assessori
che abbiamo chiamato per parlare dei propri problemi. Ho fatto fare
questa legge perché era teoricamente molto veloce. Se invece è
diventata meno semplice di quella che prevedevamo, la sospendiamo
un attimo. Facciamo intervenire.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Allora Presidente, la questione non è peregrina, però, va
risolta in un altro modo. Scusi un momento. Partiamo dal
presupposto che la legge è fatta per tutelare i cittadini e
determinate categorie dal gioco d'azzardo. Quindi, che il paese sia
piccolo o che il paese sia grande, se uno degli strumenti è tenere
a distanza le macchinette dai soggetti deboli, non possiamo andare
a legiferare dicendo che nel paese piccolo il pericolo è a 150
metri e nella città grande è a 500 metri. Conseguentemente, se
dobbiamo modificare la norma, allora si deve fare com'era stata
congegnata all'inizio, ossia, in tutti i comuni a 500 metri.
Seconda cosa, ecco, quindi cerchiamo di chiarire. Quando un
cittadino in Italia apre un'azienda, che sia un tabacchino o una
fabbrica di automobili, si assume il rischio imprenditoriale. Tra
il rischio imprenditoriale c'è anche la modifica dello stato
legislativo che lo ha indotto ad aprire un'azienda nel corso del
tempo, perché diversamente ogni azienda potrebbe fare un ricorso
ogni qual volta nasce una legge.
PRESIDENTE. Non è questo il problema. Onorevole De Luca, noi non
abbiamo il diritto di considerare diversi i cittadini di un comune
di diecimila da uno di cinquemila
DE LUCA. E allora tutti 500 metri.
PRESIDENTE. Ma siccome, qua è diverso. Allora scusatemi, scusate,
sono due le cose che possiamo fare. Lo chiedo alla Presidente La
Rocca Ruvolo, che in quanto Presidente di Commissione, poi mi dovrà
rispondere: o la sospendiamo e rivedete questo punto, si riunisce
la commissione e domani la votiamo e vediamo questa cosa, oppure,
per quanto mi riguarda, siccome, scusatemi, siccome quest'articolo
è già stato votato, dobbiamo fare solo il voto finale, io vado
avanti, caso mai si fa una modifica, se ritenete di farla, o con
una legge successiva, con un emendamento su un'altra legge o, al
limite, se non è una cosa troppo complicata in sede di Quindi,
andiamo avanti? O lasciamo così? Benissimo.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Competenze delle ASP
1.Le ASP promuovono gli interventi di prevenzione del rischio
della dipendenza da DGA mediante iniziative di sensibilizzazione,
informazione, educazione per fornire un primo servizio di ascolto,
assistenza e consulenza sul tema del disturbo da gioco d'azzardo,
anche attraverso la predisposizione di piani di informazione, con
particolare riferimento al gioco on line, rivolti agli studenti
delle istituzioni scolastiche di primo grado e delle istituzioni
scolastiche e formative di secondo grado.
2. I Servizi delle dipendenze patologiche delle ASP assicurano:
a) l'attività di accoglienza;
b) la valutazione diagnostica;
c) la presa in carico e cura;
d) il reinserimento sociale della persona affetta da DGA;
e) il sostegno ai familiari, anche in collaborazione con le
associazioni che si occupano di disturbo da gioco d'azzardo».
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.2. Il
parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.1. Il parere della
Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.3. Il parere della
Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. L'emendamento 6.3, non funziona. Che cosa s'intende
per strutture accreditate?
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per l'appunto di
PRESIDENTE. Ma esiste questo accredito? Esiste? Cioè ci sono
quelle accreditate e quelle non accreditate?
DE LUCA. Tecnicamente sì, non gli è mai stata data una lira dalle
Asp, nonostante i fondi che sono stati. Sono tutte quelle comunità
di recupero che si occupano anche di assistenza ai malati
patologici posso fare l'esempio di quelle messinesi, però, ci sono,
va ecco su questo.
PRESIDENTE. E' una cosa abbastanza pericolosa questa, perché non è
che possiamo sapere cioè se esiste un accreditamento da parte delle
Asp, dicendo quella struttura può funzionare sennò. No capisco chi
lo deve dare..
DE LUCA. Allora signor Presidente, le strutture che si occupano di
azzardopatia, perché noi stiamo trattando l'azzardopatia, non la
ludopatia, come qualche volta viene erroneamente confusa, sono
strutture che si occupano di patologie in generale come può essere
la tossicodipendenza, come può essere la dipendenza dal gioco
d'azzardo, o vari tipi di dipendenze. Queste strutture - posso
immaginare la Lelat, posso immaginarne altre - operano anche in
convenzione con le Asp. Conseguentemente, sono strutture
convenzionate a tutti gli effetti. Che poi, nel caso
dell'azzardopatia non sono previste forme di tutela residenziale o
semiresidenziale che sia, questo è un altro discorso. Esce, forse,
dalla comune accezione di convenzione. Però ci sono.
PRESIDENTE. Io non discuto la ratio. Discuto il fatto che se le
Asp devono individuare quali sono queste strutture accreditate,
vuol dire che c'è già un accreditamento di queste strutture.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Vogliamo
togliere la parola accreditate?
PRESIDENTE. Se togliamo accreditate le strutture che si occupano
di questo'.
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Esatto.
PRESIDENTE. Poi se la vedranno loro. Come subemendamento
cancelliamo la parola accreditate' dall'emendamento 6.3. Pongo in
votazione il subemendamento che è approvato e l'emendamento che è
approvato così come modificato.
Si passa all'emendamento 6.4. Il parere della Commissione?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione, pongo in
votazione l'emendamento 6.4. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 6.5. Le strutture accreditate non ci sono
più, quindi è superato.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Sanzioni amministrative
1. E' vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa
all'apertura o all'esercizio delle sale da disturbo da gioco
d'azzardo, che si ponga in contrasto con l'articolo 7, commi 4, 4
bis e 5 del Decreto Legge 158/2012.
2. L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma precedente
comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da 1.000 a
5.000 euro.
3. L'apertura di locali da destinare a sala da gioco o
l'installazione nei locali di apparecchi per il gioco di cui
all'articolo 110, comma 6, lettera a), del Regio Decreto 18 giugno
1931, n.773, in violazione delle distanze previste dal
provvedimento della Giunta regionale di cui all'articolo 5, comma
1, è punito con una sanzione amministrativa da euro 2.000 a euro
10.000, in caso di reiterazione con una sanzione amministrativa da
euro 10.000 a euro 50.000.
4. All'accertamento delle violazioni e all'irrogazione delle
sanzioni di cui al presente articolo provvede il Comune competente
per territorio. I Comuni destinano i proventi delle sanzioni
amministrative di cui al presente articolo alle iniziative di cui
al comma 2 dell'articolo 6, nonché al sostegno di iniziative
promosse dalle associazioni a tutela dei diritti di consumatori e
utenti, dalle associazioni di familiari vittime del gioco d'azzardo
volte al recupero dei soggetti patologici o in alternativa a
finalità di carattere sociale e assistenziale».
Si passa all'emendamento 7.1 della Commissione. Il parere del
Governo è favorevole. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la parte I e la parte II. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8
Clausola valutativa
1. La Giunta regionale informa l'Assemblea regionale
sull'attuazione della presente legge e sui risultati da essa
ottenuti progressivamente nel prevenire, contrastare e trattare il
disturbo da gioco d'azzardo. A tal fine, presenta all'Assemblea
regionale una relazione biennale, entro il mese di giugno di ogni
anno, che fornisce risposte documentate ai seguenti quesiti:
a) quali attività di informazione, sensibilizzazione sono state
realizzate e quali soggetti sono stati coinvolti;
b) che dimensioni, caratteristiche e distribuzione territoriale
hanno avuto la domanda e l'offerta di servizi di assistenza ai
giocatori patologici e di sostegno alle loro famiglie;
c) in che misura i servizi offerti hanno soddisfatto la domanda
espressa e hanno favorito il miglioramento delle condizioni
personali, familiari e sociali dei soggetti affetti da forme di
dipendenza dal gioco d'azzardo;
d) in che misura e per quali finalità la Regione ha finanziato gli
interventi previsti dalla presente legge e in che modo tali risorse
risultano distribuite sul territorio regionale e fra i soggetti
coinvolti;
e) quale è stato il grado di diffusione delle iniziative poste in
atto dai Comuni, dalle ASP e dai gestori, con particolare
riferimento al marchio regionale Slot? No Grazie e agli
incentivi di cui all'articolo 4, comma 5;
f) come, nel periodo considerato, si è modificata la diffusione
delle sale gioco e dei luoghi dove sono installati apparecchi per
il gioco d'azzardo nel territorio regionale rispetto alla
situazione preesistente;
g) quali sono state le principali criticità riscontrate
nell'attuazione degli interventi previsti dalla presente legge e
quali le iniziative attuate per farvi fronte, con particolare
riferimento alla tutela dei minori e alle attività illecite di
riciclaggio.
2. Gli esiti del monitoraggio realizzato ai sensi dell'articolo 4,
comma 1, lettera c) sono parte integrante della relazione
all'Assemblea regionale.
3. La relazione prevista al comma 1 è resa pubblica unitamente
agli eventuali documenti dell'Assemblea regionale che ne concludono
l'esame.
4. I soggetti pubblici e privati attuatori delle disposizioni
contenute nella presente legge forniscono alla Regione dati e
informazioni idonei a rispondere ai quesiti di cui al comma 1».
Si passa all'emendamento 8.1, della Commissione: Dopo la parola
biennale' è aggiunta la parola documentata'. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Norma finanziaria
1. Gli interventi di cui agli articoli 4 e 6, di competenza della
regione e delle aziende sanitarie provinciali, sono inclusi nel
Piano biennale regionale gioco d'azzardo patologico finanziato
annualmente con le risorse derivanti dal riparto tra le regioni e
le province autonome di Trento e Bolzano del Fondo per il gioco
d'azzardo patologico di cui all'articolo 1, comma 946, della legge
28 dicembre 2015, n. 208, istituito al fine di garantire le
prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle
persone affette dal gioco d'azzardo patologico, come definito
dall'Organizzazione mondiale della sanità».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Possiamo approvare il disegno di legge se inserite i tesserini.
Ricordiamoci il sistema che è sempre quello da Covid.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per la
prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo » (n.
215-387-450/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme per la prevenzione e il trattamento del
disturbo da gioco d'azzardo» (215-387-450/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 46
Votanti .38
Maggioranza .20
Favorevoli .38
Contrari 0
Astenuti .2
(L'Assemblea approva)
Onorevole La Rocca Ruvolo, è soddisfatta? Mi dica una cosa, quanto
avrebbe giocato che la legge passava?
LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. O poco o
nulla, quindi ringrazio questa Presidenza per l'attenzione. Grazie
a tutti, grazie ai colleghi.
PRESIDENTE. Grazie a lei.
Comunicazione relativa a nomina di componente della Commissione
per la vigilanza sulla Biblioteca dell'Assemblea
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catanzaro è nominato
componente della Commissione Biblioteca.
Sui fatti accaduti presso la struttura sanitaria di Troina
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Foti, mi può sostituire cinque minuti precisi che devo
scappare un attimo e torno subito. Prego onorevole Zito, cominci
pure il suo intervento.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
ZITO. Signor Presidente, approfitto della presenza sia
dell'assessore Lagalla che dell'assessore Scavone che, se non erro,
sono anche dei medici e, soprattutto, della Presidente della
Commissione Salute, l'onorevole La Rocca Ruvolo, perché ho letto su
un articolo di Repubblica', vorrei che ascoltasse anche Lei
Presidente, perchè è abbastanza delicata, che, presso una struttura
sanitaria, presso l'oasi di Troina, pare ci sia stato uno stupro ai
danni di una disabile e questo sia avvenuto durante il lockdown.
Una cosa di mostruoso, abominevole, qualcosa di indescrivibile,
penso che sia opportuno farsi carico e chiedere all'assessore per
la salute, dr Razza, di inviare gli ispettori per capire cosa è
successo, perché in quel periodo se non sbaglio, era anche
dichiarata zona rossa', quindi è confinato dentro quelle mura, chi
è il colpevole.
Chiederei quindi al Governo di attivarsi per capire cosa è
successo all'interno di questa struttura, qualora fosse vero questo
articolo di Repubblica' è qualcosa di mostruoso e questo non deve
avvenire più grazie.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io
per il fatto che è stato annunciato prima di me dal collega.
Certo de quello che abbiamo letto dalle varie anse' e dalle
notizie che sono state, giustamente, rilanciate sia in Sicilia che
giustamente anche a livello nazionale, se dovesse essere vero è una
cosa così squallida, terribile, un teatro dell'orrore, non so se
esistono parole adatte per descrivere fatti di questo genere. In
ogni caso ci affidiamo alla magistratura.
Per quanto riguarda un'ispezione da parte dell'assessorato
competente, è quello che ho chiesto oggi in una nota che ho appunto
trasmesso all'assessore per la salute e veramente speriamo che
venga fatta chiarezza e che si vada fino in fondo.
nelle strutture sanitarie
Sul tema relativo all'assistenza igienico-sanitaria dei disabili
nelle strutture sanitarie
PRESIDENTE. Abbiamo qui alcuni membri del Governo, c'è anche
l'assessore Scavone, immagino sia qui per relazionare in merito
alle comunicazioni che doveva relazionare in Aula sulla situazione
dei disabili che è stata più e più volte chiesta, durante le altre
giornate.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Approfitto della
presenza dell'assessore Scavone perché questa è una vicenda che
ormai seguiamo da tempo assessore ma non abbiamo più tempo.
La situazione è veramente drammatica, i nostri studenti disabili,
oggi stanno a casa proprio perché on vengono erogati i servizi
essenziali che gli consentono di partecipare alle lezioni in
classe.
Credo, assessore, che si deve trovare una soluzione perché questi
studenti non possono essere seguiti dal personale Ata, perché si
tratta di disabilità che non possono essere seguite dal personale
Ata che verranno formati con corsi di 40 ore a differenza invece di
un personale specialistico che ha assunto esperienza negli anni e
che sa quel che deve fare.
Si tratta di un bacino di 2000 persone, che qualora verranno
tagliate fuori da questo sistema lavorativo, stiamo parlando del
più grande licenziamento effettuato in Sicilia non da un'azienda
privata ma da una pubblica amministrazione; credo che questo sia da
prendere, assolutamente, in considerazione e occorre trovare
assolutamente una soluzione che possa contemperare sia le esigenze
delle famiglie con i loro figli disabili ma soprattutto del bacino
di questi lavoratori. Questi lavoratori hanno il diritto di
partecipare alle lezioni in classe sancito dalla Costituzione e da
una serie di leggi regionali che dal 1981, fino alla legge del
2019, del diritto allo studio; altrimenti, sapete che c'è?
Prendiamo la legge approvata in questa Assemblea, strappiamola
perché non garantiamo il diritto allo studio a questi nostri
ragazzi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Scavone.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, buonasera. Sono
d'accordo con l'onorevole Schillaci: quello che sta avvenendo in
Sicilia è una situazione di grande gravità, con il rischio che gli
studenti disabili e fondamentalmente anche i lavoratori che di loro
si sono impegnati da lungo tempo, parliamo di circa vent'anni,
possano pagare un prezzo altissimo. E, pur tuttavia, io capisco che
nel gioco delle freccette ci sono i dardi e c'è il cartellone e
spesso la Regione si trova ad avere il ruolo del secondo e beccare
tutti i dardi, ma la vicenda che si è venuta a determinare in
Sicilia è una di quelle vicende per le quali questa volta la
Regione ha mantenuto un livello altissimo di attenzione e anche di
stimolo nei confronti di tutti gli Organi istituzionali.
E' noto che in Sicilia il problema si è posto, perché il Consiglio
di Giustizia Amministrativa della Regione siciliana, con la
delibera 115, che si chiama parere - ma il Consiglio di Giustizia
Amministrativa è il Consiglio di Stato - dell'8 maggio 2020, nel
riparto di competenze declina esattamente le competenze che ci sono
della Regione rispetto a questo problema e quelle dello Stato e,
per lo Stato, del MIUR, cioè del Ministero della pubblica
istruzione, dando a questo la responsabilità della gestione degli
studenti disabili attraverso il personale ATA.
Per la verità, il Consiglio di Giustizia Amministrativa non fa
altro che ripetere una circolare dell'Ufficio legislativo del
Ministero della pubblica istruzione il 6 marzo del 2020, quindi due
settimane prima della delibera del Consiglio di Giustizia
Amministrativa, fa declinando il reparto di competenze tra Stato e
Regione siciliana in relazione agli alunni con disabilità che è
proprio il Ministero a dire che nel contesto di questo parere
legislativo che è opportuno evidenziare che l'articolo 13 della
legge 104, eccetera, eccetera, prevede l'integrazione scolastica
della persona con disabilità nelle sezioni e nelle classi con una
responsabilità che è affidata al personale ATA che, in virtù del
contratto del 2001 posso continuare?
PRESIDENTE. Assessore Armao, la prego di fare il briefing di
maggioranza da un'altra parte, perché l'Assessore parla e
giustamente gli altri colleghi sono pregati di stare ai loro posti,
chi mi vuole fare cenno lo iscrivo a parlare per dopo; fermo
restando che se le iscrizioni sono troppe per Gruppo contingenterò
i tempi. Prego, assessore Scavone.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Dice chiaramente e distingue le responsabilità il primo
riferito all'assistenza di base e di competenza degli istituti
scolastici.
A questo punto devo dire che la Regione, conoscendo
l'organizzazione nostra che derivava fondamentalmente, è stata
ricordata la norma dell'81, la 104, fondamentalmente, la legge 15
del 2004 e la circolare esplicativa, che è da leggere, scritta
mirabilmente dall'allora Assessore dell'epoca che, ovviamente, fa
la fotografia della insufficienza della gestione dei bambini
disabili nelle scuole per l'insufficienza del personale ATA, siamo
all'indomani del contratto di lavoro del 2001 che dà agli ATA
questa competenza, che dice che siccome il contratto è recente,
siccome i bidelli sono pochi, siccome i corsi devono essere ancora
fatti, per un periodo transitorio la Regione si sostituisce alla
scuola laddove vi è una necessità e fissa un elemento che ritornerà
ancora oggi - ed è utilissimo ricordarlo adesso - ci saranno i
dirigenti scolastici che ovviamente dovranno certificare
l'insufficienza dell'assistenza a scuola nei confronti dei bambini
disabili chiedendo ai sindaci l'intervento a supporto, perché i
bidelli che non ci sono possono essere sostituiti dalla figura di
assistente igienico personale.
A questo punto, noi ci siamo preoccupati di una situazione nella
quale, per carità, nel rispetto di quanto statuisce il Consiglio di
Giustizia Amministrativa, rispetto al quale noi non solo ci
dobbiamo ma ci vogliamo ovviamente adeguare, pur tuttavia la
Regione ha avuto massima la preoccupazione nei confronti di un
passaggio di testimone senza che ci fosse stato un filtro di
passaggio, parliamo di una norma transitoria o quant'altro lo dirò
poi io alla fine.
Pertanto, noi proprio in data 24 giugno 2020 convochiamo il neo
nominato dirigente dell'Ufficio scolastico regionale al quale,
ovviamente, rappresentiamo questa fotografia: siamo d'accordo che
la scuola ha questa responsabilità, però abbiamo la preoccupazione
che la scuola non sia in grado di potere assolvere a questo
compito, pertanto noi siamo pronti eventualmente a trovare una
soluzione e ad intervenire.
In quell'incontro il direttore ebbe a ribadire, il dott. Suraniti,
questo è il verbale, chiarisce che vista la delicatezza
dell'assenza di base, viene assicurata ricorrendo eventualmente ad
assunzioni in deroga, a fronte di comprovati organici
sottodimensionati. Una procedura semplice perché alle assunzioni
provvedono i dirigenti scolastici che poi hanno anche la
responsabilità di formarli .
Nonostante questa assicurazione noi abbiamo mantenuto altissimo il
livello di preoccupazione e, com'è noto, abbiamo adottato un atto
deliberativo nell'esercizio delle due settimane successive, nel
luglio del 2020, nel quale riscriviamo tutta questa storia, la
raccontiamo e diciamo: In relazione alle normative in vigore nella
nostra Regione e nel Paese, fino ad oggi l'assistenza igienico-
personale è stata mantenuta ed è nella responsabilità dei Comuni
per quanto riguarda le scuole primarie delle ex Province e delle
Province eccetera, per quanto riguarda le scuole di secondo grado
ed eventualmente l'Università ed eventualmente e fondamentalmente
per tutte le scuole di ogni ordine e grado per i minorati
sensoriali .
Comprenderete che noi abbiamo fatto un atto anticipando quello che
poteva essere lo scenario che si poteva verificare in autunno, alla
luce di questa presa di posizione del CGA, dell'Ufficio legislativo
del MIUR, ribadita dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale
e abbiamo adottato questa delibera dicendo a tutti: Noi non
modifichiamo le risorse che abbiamo programmato, visto che le
abbiamo programmate prima del parere del CGA fondamentalmente, di
cui non potevamo essere a conoscenza e non leviamo una lira,
manteniamo la stessa risorsa, perché laddove ci fosse necessità i
Comuni e le province sono autorizzate a fare - li abbiamo chiamati
progetti migliorativi integrativi sostitutivi e quant'altro - su
richiesta dei dirigenti scolastici .
E siamo ai giorni nostri, è partita la scuola, alcune realtà degli
Enti locali non hanno avuto difficoltà a partire, altre invece
hanno manifestato qualche preoccupazione da parte dei dirigenti dei
Comuni, di qualche struttura provinciale manifestando delle
perplessità rispetto alla validità dell'autorizzazione data alla
Giunta ad intervenire - mi sembra ridicolo ma, comunque, questo è
avvenuto - e paventando il rischio di una violazione che potesse
essere poi perseguita dalla Corte dei conti.
A questo punto, noi abbiamo scritto al Ministro e gli abbiamo
detto: Gentilissimo Ministro, c'è questa situazione: qui la
Regione Sicilia è molto preoccupata, nonostante tu e il tuo
dirigente scolastico regionale rivendicate il ruolo, in assoluta
autonomia, della gestione degli studenti disabili abbiamo un doppio
problema, perché poi è la verità, la gestione dei disabili manca
ovviamente questo personale. Pertanto, io ti suggerisco, intanto
ti chiedo un incontro, cosa che è avvenuta venerdì scorso, ho
incontrato anche il Presidente della VII Commissione MIUR della
Camera, l'onorevole Casa, con la quale, devo dire onore della
verità, mi sono ritrovato assolutamente sulla stessa posizione di
grande disponibilità e fondamentalmente di una necessità o di una
norma ponte o, come ho chiesto io al Ministro, di un accordo di
programma perché abbiamo detto al Ministro: ministro, noi siamo
pronti ad intervenire e a supplire la scuola.
Ho chiesto a Suraniti, con una nota credo del 20 settembre, di
conoscere quanti bidelli aveva assunto, quanti ne aveva formato,
qual era la condizione e ancora ad oggi non ho avuto formale
risposta però, dico, noi abbiamo stabilito che laddove il dirigente
scolastico ritiene ci sia una necessità si può rivolgere al
sindaco, il sindaco o il commissario della provincia è autorizzato
ad erogare il servizio.
Per accordo di programma s'intende,visto che è una tua competenza,
noi abbiamo una disponibilità, ci abbiamo messo i soldi, siamo
disponibili ad un ruolo di supplenza, sarebbe corretto che poi in
un tavolo opportuno si riveda, come dire, si rifanno i conti, nel
senso se la Regione assume in sé questa responsabilità .
Devo dire che siamo ancora in attesa, io stamattina ho
risollecitato il Ministro che mi aveva, entro una settimana,
promesso l'attivazione di un tavolo tecnico, cosa che ancora non è
avvenuta, spero possa avvenire nelle prossime ore.
Noi, nel frattempo, com'è noto, abbiamo trasferito ai Comuni tutte
le risorse, da quelle degli Enti locali a quelle del mio
Assessorato, che sono le risorse con cui i Comuni negli anni hanno
mantenuto il servizio e quest'anno potranno anche mantenere il
servizio.
Per quanto riguarda le province abbiamo trasferito i soldi fino al
31 dicembre. Credo che abbiamo fatto veramente tanto di più
rispetto a quello che era il nostro livello di responsabilità. Ma
nonostante questo, visto che in non tutti i Comuni è partito il
servizio, in non tutte le province è partito il servizio abbiamo
fatto una serie di note ai sindaci di tutti i Comuni della Regione,
ai signori Commissari straordinari, ne abbiamo fatta una l'8
settembre, ne abbiamo fatta un'altra il 14 settembre, ne abbiamo
fatta un'altra il 20 settembre e un'altra ancora il 29 settembre
ricordando a ciascuno di questi il loro dovere non solo sul piano
etico, ma anche normativo, d'intervenire laddove fosse stato
necessario.
Al Presidente Orlando, Presidente dell'Anci, che aveva manifestato
anche lui qualche perplessità a supporto, come dire, delle
titubanze dei sindaci che fino ad oggi avevano ritenuto di non
intervenire, abbiamo ribadito davanti al Ministro tutto il percorso
fatto e devo dire che Orlando in quell'occasione, e mi riferisco
all'incontro dell'1 ottobre, ha dichiarato di essere pronto anche
lui nella sua realtà cittadina e metropolitana a partire con il
servizio.
Questo è lo stato dell'arte. Certamente, io mi auguro che il
Ministro Azzolina voglia tenere conto del nostro suggerimento di
assumere, attraverso le dirigenze scolastiche, il personale che
abbia esperienza, perché i bidelli vengono reclutati attraverso gli
elenchi che ogni singolo dirigente scolastico nella propria
autonomia può assumere il personale ATA e gli abbiamo detto che noi
abbiamo in Sicilia persone che da vent'anni hanno esercitato questa
attività, molti dei quali al di là di quello che era il loro ruolo
hanno fatto corsi di formazione, hanno assunto diplomi come il
diploma OSS e OSA, è inutile che sto a ricordare il senso degli
acronimi che voi bene conoscete e mi auguro che questa possa essere
una strada seguita dal Ministero.
L'onorevole Casa che ho sentito fino a stamattina mi dice che,
eventualmente, lei è pronta alla redazione di una norma transitoria
che possa consentire, liberandoci da quello che ovviamente è il
dettato normativo ribadito sia dal Governo centrale che dall'organo
giurisdizionale amministrativo che è il Consiglio di giustizia
amministrativo, perché si possa evitare non tanto l'interruzione
del servizio, perché dal mio osservatorio, la gran parte delle
realtà è partita o sta partendo. Quindi, vi è una situazione a
macchia di leopardo di qualche difficoltà ma, fondamentalmente, una
condizione che sia eticamente corretta nel rispetto, come ho detto
all'inizio, degli studenti disabili ma anche di questa massa di
lavoratori che, comunque, hanno o direttamente per i comuni, o
attraverso l'interposizione del mondo della cooperazione, quindi
delle cooperative, lavorato consentendo che in Sicilia ci fosse un
servizio igienico-sanitario che è riconosciuto da tutti di
altissimo livello e con una copertura capillare.
Questo è avvenuto. Credo che la Regione abbia fatto veramente,
anticipando tutti gli scenari che si potevano venire a determinare,
tutto quello che poteva essere fatto, anzi un pochino di più,
aspettiamo che il ministro Azzolina, che l'onorevole Casa, che gli
Organi e i livelli istituzionali romani ci possano consentire di
tranquillizzare tutti; però, aggiungo, se qualche sindaco non è
partito, avendo nel cassetto già la risorsa per gli interventi di
socialità e anche per questo tipo di intervento o qualche dirigente
dei liberi consorzi ha ritenuto di manifestare qualche elemento di
preoccupazione, ho già detto loro e ho detto alle famiglie e ho
detto anche agli interlocutori del mondo dei lavoratori, che si
assumono una responsabilità anche di tipo omissivo perché alcuni di
questi hanno voluto giocare sulla parola che abbiamo messo nella
Giunta progetti , che significano servizi, che significano
attività, che significano il progetto educativo individuale che è
la strada maestra dei servizi che devono essere garantiti ai
disabili del mondo della scuola. E, quindi, non ci sono né
giustificazioni né alibi, né, per quanto mi riguarda, consentiremo
a nessuno di ciurlare nel manico, perché il servizio ai ragazzi
disabili e possibilmente il recupero di questa massa di lavoratori
è un problema che è veramente nelle piaghe della carne di questa
Regione e che non può essere sopportato.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Scavone.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Di Paola, Figuccia e Campo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Governo, colleghi, cittadini.
Presidente, colleghi, io allargo le braccia perché non lo so sto
Governo mi ricorda, non so se vi ricordate, la figura di Tafazzi di
Mai dire gol , cioè quel personaggio che continuava con la
bottiglia a darsi colpi continuamente.
La Regione siciliana, per una volta, dico una volta, era avanti
rispetto ad altre Regioni d'Italia sull'assistenza igienico-
personale specialistica, Assessore, che è una differenza enorme tra
assistenza igienico-personale, assistenza di base, perché si fa
questa enorme confusione - e mi sorprende che questa confusione la
faccia l'Assessore - si fa confusione Presidente tra l'assistenza
di base e l'assistenza specialistica. Assistenza specialistica che
la Regione siciliana eroga ai disabili gravi e gravissimi da più di
vent'anni e che questo Governo regionale, con un parere chiesto da
questo Governo regionale e da questo Assessore al CGA, così come ha
detto l'Assessore, così come ha detto l'Assessore, e questo Governo
regionale e questo Assessore che chiede il parere al CGA che si
esprime sull'assistenza di base, ed è giusto che l'assistenza di
base venga fornita dal personale ATA, nessuno lo mette in dubbio.
Però, veda Presidente, io la domanda che farei all'Assessore è:
ma se l'Assessore avesse una figlia con disabilità grave,
manderebbe sua figlia in bagno, farebbe accompagnare sua figlia in
bagno da un bidello, da un personale ATA maschile? Io credo di no
Perché stiamo parlando di questo, colleghi. L'assistenza igienico-
personale specialistica, signor Presidente, è una missione E' una
missione da parte degli operatori che l'hanno fatta da vent'anni, e
questo Governo regionale ha smontato tutto e l'ha smontato in pochi
mesi, senza nessuna programmazione. Senza nessuna programmazione,
perché quando l'Assessore mi dice: Ho avuto interlocuzioni con ,
ma quando, signor Presidente? A settembre, a ottobre, la scuola è
iniziata L'Assessore ha interlocuzioni con il Ministro che
dovrebbe risolvere un problema, creato da questo Governo regionale,
ad ottobre? A settembre?
Ed in più, qui, l'Assessore mi viene a dire: Aspetto che il
Ministro convochi un tavolo fra una settimana . Colleghi siamo ad
ottobre, la scuola è iniziata, ed i disabili, e con disabilità
grave e gravissima, non vanno a scuola, signor Presidente Ed i
genitori che li portano a scuola, ci sono disabili che non possono
andare in bagno, perché stiamo parlando di questo
Colleghi, allora, qui voglio capire i gruppi di maggioranza cosa
pensano di questa tematica? Per carità, a me non bastano le parole
dell'Assessore. E, tra l'altro, ringrazio la Presidenza della
Commissione Istruzione , l'onorevole Casa, a cui abbiamo affidato
le speranze di poter risolvere questo problema, perché il Governo
regionale, al di là che dice: Io ho trasferito le somme ai comuni,
ai liberi consorzi , ma trasferisco le somme e non do le linee-
guida, signor Presidente? Trasferisco le somme e scarico la
responsabilità ai comuni, ai sindaci, ai liberi consorzi, per dire:
Io le somme ve le sto dando . E' da capire se queste somme bastano
per tutto l'anno scolastico. Io queste somme ve le sto dando
però, non si capisce, perché le linee-guida non ci sono, signor
Presidente. Non ci sono le linee-guida. Non si capisce se
l'assistenza igienico-personale specialistica, e non di base, si
deve fornire oppure no.
Qui, allora, una volta che ho sentito l'Assessore, la disamina
dell'Assessore, che non mi ha assolutamente convinto, anzi, credo
che questo problema, e l'ho ripetuto già in altre aule, non lo so,
andrà a finire a Le iene , a Striscia la notizia , probabilmente,
interverrà Pif, non lo so Perché di questo si tratta, signor
Presidente.
Noi, domani, avremo manifestazioni in tutta la Sicilia con i
genitori, i disabili e i lavoratori. Noi stiamo ancora, qui, a
parlare di che cosa? Io dall'Assessore mi aspettavo una soluzione,
oggi.
Siamo al 7 ottobre, colleghi E voglio capire, voglio capire, i
colleghi di maggioranza cosa ne pensano. Perché, qui, signor
Presidente, non è che può essere solo un deputato, un paio di
deputati che cercano di risolvere il problema. Questo è un problema
che dovrebbe risolvere tutta l'Assemblea regionale siciliana.
Se il Governo regionale non è in grado di risolvere questi
problemi, anzi i problemi li crea, perché noi è da vent'anni che
eroghiamo questa assistenza specialistica - e chiudo, signor
Presidente - anche il garante dei disabili, che è stato sospeso, ha
confermato questa cosa.
Si fa una confusione enorme tra l'assistenza di base e
l'assistenza specialistica, signor Presidente. Se, per una volta,
una volta, la Sicilia era avanti rispetto ad altre Regioni, questo
Governo regionale, questo Governo regionale che di danni ne sta
facendo, poi, parleremo anche del discorso del Click day , sta
facendo dei danni enormi, dico, colleghi la vogliamo trovare una
soluzione, sì o no? Sì o no? Questo, signor Presidente, lo voglio
capire, perché se l'Assessore non ha una soluzione, noi la
soluzione la stiamo cercando ed è quella di prorogare, di prorogare
per quest'anno questo servizio, perché è stato sospeso, signor
Presidente, in fase di pandemia.
Il personale ATA deve fare la sanificazione nelle scuole, ha
tantissimi altri oneri all'interno delle scuole. Per quest'anno,
allora, proroghiamolo. Ma aspettiamo che cosa per prorogarlo?
Cosa dobbiamo aspettare?
Per quest'anno proroghiamolo e, dopodiché, cerchiamo di trovare
una soluzione che, a regime, permetta, finalmente, di liberare
questi assistenti igienico-personali che, per anni, colleghi, sono
stati sfruttati dalle cooperative, perché questa è un'altra
tematica.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me, purtroppo,
toccherà provare con difficoltà a difendere l'Assessore. Farò
questo tentativo che non è semplice, però, Presidente.
Io ci penso, ascoltavo i colleghi dell'opposizione, rivedevo la
relazione dell'Assessore e sto cercando dei punti di appiglio. Ho
qualche difficoltà, però ci provo.
Ma più ci penso, Assessore, più mi viene difficile. Mi viene
difficile perché le opposizioni hanno tirato fuori alcuni
argomenti: la confusione tra l'assistenza di base e l'assistenza ai
bambini disabili, l'assistenza specialistica. Hanno tirato fuori
vent'anni di esperienza di un personale specializzato sfruttato
all'interno delle cooperative. Hanno tirato fuori delle
argomentazioni che riguardano quei bambini, quei ragazzi, quelle
bambine, quelle ragazze che riguardano del personale che, con tanto
sacrificio, è entrato nella dimensione più intima del rapporto
interpersonale di una famiglia che si fida ad un certo punto di
quell'operatore; di una famiglia che ha delle attese verso il
sistema scuola in un mondo in cui il sistema delle istituzioni
rischia di mostrare tutte le sue fragilità.
Allora, noi dobbiamo avere la correttezza di guardare negli occhi
quelle famiglie, dobbiamo avere la coerenza di guardare oltre i
freddi numeri, oltre le semplici procedure, i protocolli che
attengono le amministrazioni, i Liberi consorzi da una parte, Città
metropolitane da una parte, Assessorato dall'altra, Governo.
La mia paura, in questo difficile compito di difendere l'azione
del Governo, è quella di scivolare nell'atteggiamento di chi chiude
gli occhi e di chi non guarda in faccia la realtà. Allora, mi
chiedo è questo il ruolo che i cittadini danno a noi parlamentari,
al di là dell'appartenenza al ruolo di maggioranza o di
opposizione?
Vede, è una considerazione che faccio guardando in faccia la
realtà e rispetto alla posizione del Governo regionale, ma proprio
per sfuggire ad ogni logica che mette a rischio un atteggiamento
demagogico di una parte o dell'altra, che faccio anche guardando in
faccia i colleghi che hanno i rapporti con il Governo nazionale.
Io penso che ci sono momenti, amici, colleghi cari, in cui
dobbiamo andare oltre le appartenenze.
Questa è una responsabilità che attiene davvero tutti. Questo è
una responsabilità che ci inchioda di fronte a quel bisogno, a
quella fragilità, a quella dimensione più intima della relazione
umana che si crea tra l'assistente ed il bambino, il ragazzo, la
ragazza. Un soggetto disabile, un minore che affida la propria
esistenza impropria insieme alla propria famiglia ad un'istituzione
scolastica che, alla fine, dà come risposta di lasciare a casa quel
ragazzo? Perché questo è quello che accade Quei ragazzi non
possono andare a scuola e quelle famiglie rimangono sole E, di
fronte a questo, crolla ogni tentativo di difesa.
Vede, è lo stesso tentativo di difesa che ho abbandonato rispetto
a quella richiesta di incontro che, insieme ad altri colleghi di
maggioranza e di opposizione, ho chiesto a lei, assessore Scavone,
per i temi della formazione professionale, delle politiche attive
del lavoro rispetto alle quali ancora oggi mi chiedono, per quanto
riguarda le politiche attive del lavoro, che fine abbia fatto il
concorso per il Centro per l'impiego?
La stessa cosa, ripeto, riguarda gli operatori della formazione
professionale, l'ho detto ieri rivolgendomi al suo collega,
l'assessore Lagalla, a noi non interessa che la legge si chiami 24,
25, 38, 75, a noi interessa che ci sia una ricollocazione e che si
trovino soluzioni ai problemi, questo certamente al di là del ruolo
di maggioranza e di opposizione, perché a questo che i cittadini ci
hanno chiamato. Grazie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma veramente due minuti, lei già era
intervenuta prima sullo stesso argomento.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
semplicemente per un chiarimento: assessore, noi - credo che sia
stato una decina di giorni fa - abbiamo già fatto una audizione su
questo argomento e abbiamo sentito le Città metropolitane di tutta
la regione Sicilia nonché gli Uffici tecnici dei comuni che
dovrebbero erogare questi servizi.
Noi abbiamo chiesto se questi uffici avessero le risorse
sufficienti e ci hanno ribadito che le risorse ancora non le
avevano, mancavano addirittura alcuni mesi per completare l'anno
precedente ma chiaramente non hanno le risorse.
A prescindere da questo, io volevo sottolineare che il parere del
CGA è un parere non vincolante, che noi abbiamo una legislazione
concorrente sull'argomento e che siamo oltretutto una Regione a
Statuto speciale, quindi, io le chiedo uno sforzo e, soprattutto,
la delibera di Giunta, che è stata emanata, del 23 luglio, è una
delibera confusionaria che non mette a riparo gli enti locali che
dovessero erogare questi servizi da un eventuale problema anche da
un giudizio di responsabilità della Corte dei Conti. Quindi, io
quello che le chiedo è chiarezza, faccia tutti i tavoli che lei
vuole, ma ci mandi questi ragazzi a scuola
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signora Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
colgo l'occasione della presenza qui in Aula dell'assessore Armao
rispetto, appunto, all'annosa vicenda conclusasi male, malissimo,
andata a sbattere alle ore 17.00 di questo pomeriggio, del click
day relativo al bonus Sicilia che praticamente di fatto si sta
concludendo, come avevamo detto noi, come avevano detto le
associazioni di categoria, come avevano detto i sindacati
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, mi scusi, mi sembrava volesse
intervenire sul tema dei disabili perché l'assessore è venuto
proprio per riferire sul click day.
ZAFARANA. I miei colleghi hanno già detto quanto c'era da dire sul
tema
PRESIDENTE. Facciamo parlare l'assessore così poi lei dopo può
replicare.
ZAFARANA. E io se posso concludere il mio intervento e poi così
potrà eventualmente formulare qualche domanda perché ci sono ancora
molti aspetti in dubbio, e se mi dà la possibilità di poter
PRESIDENTE. Completi però si interviene una volta, non due volte.
Stiamo per parlare, subito dopo, di click day.
ZAFARANA. E attenderò per sentire le risposte dell'assessore se
vorrà riferirle in questo momento o se ci saranno invece o
possibilmente, successivamente, momenti di confronto anche col
Presidente della Regione, perché io ritengo quello che è successo
un fatto davvero grave, che la prima misura della Finanziaria
Covid' in questa regione Siciliana vada a sbattere miseramente
contro il muro addebitando da parte di questo Governo le
responsabilità ad una piattaforma, alla Tim e, quindi, scaricando
tutte le responsabilità rispetto a quello che è successo.
Al netto del fatto che già con l'assessore Turano, ieri, abbiamo
detto appunto cosa dovrebbe fare, e di fronte a tale gravità
dovrebbe soltanto fare un passo indietro rispetto alle
responsabilità per la scelta della modalità del click day, per i
requisiti che non erano assolutamente sostenibili da parte delle
imprese e che hanno messo in fibrillazione, è stato un calvario per
le imprese compilare quella modalità, ma io mi chiedo, e passo
ulteriormente avanti, e mi chiedo ancora, e siccome sembrerebbe, ho
sentito dalla bocca dell'assessore Turano nella conferenza di
questo pomeriggio che se non abbiamo il click day la piattaforma
non verrà utilizzata per la certificazione Spid, questa piattaforma
però è costata un milione e tre, sono soldi dei cittadini
contribuenti. Io voglio sapere se verrà utilizzata in altra
occasione, se noi spenderemo questi soldi utilmente o se è soltanto
una corsa, qui, a certificare spesa europea, perché altrimenti non
saremmo in grado di farle, poi, seconda domanda: rispetto ad un
processo di certificazione poiché il contratto non è visibile, non
è pubblico sul sito dell'Amministrazione - anche eventualmente in
Commissione Bilancio - tutti noi vorremmo sapere quali sono i
servizi che dà a fronte di tanta spesa e soprattutto poiché
parliamo, appunto, di servizi informatici, sono servizi immateriali
per cui la valorizzazione di questo sistema, come dire, gli viene
dato un valore e vorrei capire, sinceramente, se costa un milione e
tre, che non utilizzeremo per questo click day, ribadisco e ripeto,
e mi chiedo ancora poiché Sicilia digitale è una società in-house e
ci è costata con contratto, ad oggi scaduto, cinque milioni di euro
per i suoi servizi, che noi giustamente abbiamo in opera presso le
strutture dell'Amministrazione regionale, mi chiedo, è lecito
domandare, se questi servizi non potessero essere svolti in-house
già con le competenze che abbiamo internamente.
Assessore Armao, questa è una domanda rispetto alla quale io le
formulerò anche lettera scritta perché voglio veramente andare fino
in fondo rispetto, appunto, alla spesa dei soldi dei cittadini
siciliani, che vengano spesi correttamente per servizi, perché in
questo momento questo servizio non lo stiamo utilizzando.
PRESIDENTE. Prego assessore Armao, se desidera illustrarci. Cosa
c'è onorevole Di Paola? Mi scusi c'è stato un intervento dove
abbiamo detto Si è chiusa in questo momento la relazione. . Lei
vuole replicare? E, quindi, andiamo a zig-zag.
Allora, onorevole Armao, facciamo completare l'assessore Scavone e
poi riprende il suo intervento.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signora Presidente, onorevoli colleghi, io capisco la foga
demagogica che ci può essere in alcuni interventi, al di là di
quella che è la mia preoccupazione che norme d'inquadramento
normativo nazionale, e non solo, non siano perfettamente a
conoscenza di tutti, e alcune cose le devo dire.
Allora, rispetto alle osservazioni che sono state poste, ricordo
quando il MIUR, nella sua nota n. 1340 del 2020 che interviene
direttamente sulla vicenda siciliana dice: I servizi
dell'inclusione scolastica riparto competenze Stato-Enti locali .
Ricordo che la Sicilia non ha potestà concorrente per quanto
riguarda la scuola perché la scuola è una di quelle condizioni per
le quali lo Stato ha assoluta prevalenza anche sulle Regioni a
statuto autonomo come la Regione siciliana. Gli alunni
frequentanti la scuola hanno diritto - scrive il MIUR - a tre
livelli di assistenza . Ribadisco, è la nota dell'ufficio legale
del MIUR n. 1340, quello didattico, riservato agli insegnanti
specializzati per attività di sostegno, quindi, in capo
all'Amministrazione statale. Quello materiale-igienico, in capo
all'Amministrazione statale, affidato ai collaboratori scolastici
in forza dei contratti collettivi. Quello educativo in capo agli
enti locali svolto dagli assistenti per l'autonomia e per la
comunicazione di cui all'articolo 13, comma 3, della legge n. 104
del 92. Dopodiché ricorda che il servizio educativo specializzato
di assistenza all'autonomia alla comunicazione, nel riparto delle
competenze, ai comuni compete l'assistenza specializzata nelle
scuole di primo grado, alle ex province, l'assistenza specializzata
nelle scuole di secondo grado. E, un altro aspetto: non esiste
nella normativa nazionale la figura professionale dell'assistente
igienico personale specializzato, ma solo quella generica, viene
ricordato dalla norma del 2004, ribadito dalla circolare del 2015,
ribadito dal MIUR nella sua nota.
La Regione non può istituire figure professionali nuove e
specializzate, infatti questi lavoratori siciliani delle
cooperative prestano, istituzionalmente, assistenza igienico-
personale e non igienico-sanitario come contrariamente sostenuto da
alcuni sindacati.
Quindi, non siamo noi che ricordiamo queste cose e ancora
l'onorevole Di Paola che fa anche un altro rilievo sui tempi, ho
voluto ricordare che noi all'indomani dei pareri giurisdizionali e
a tre settimane da questa nota che vi ho letto del MIUR, siamo
intervenuti sull'Ufficio scolastico regionale, siamo intervenuti
con la delibera di Giunta, siamo intervenuti sui sindaci e abbiamo
mantenuto tutte le risorse.
Al suo ministro, gentilissimo onorevole Di Paola, siamo
intervenuti gli ultimi giorni di agosto, siamo stati costretti al
rinnovo di una proposta il 28 settembre e solo il primo ottobre il
Ministro ha ritenuto, ovviamente, di prendere in considerazione
quelle che erano le lamentazioni della Regione Siciliana:
Gentilissimo Ministro, diversi dirigenti scolastici hanno
segnalato agli enti territoriali dell'Isola e a codesta Regione,
serie difficoltà di assicurare adeguati livelli di assistenza
igienico-personale di base, spesso a causa del mancato
completamento del percorso formativo previsto per gli collaboratori
scolastici assegnati con conseguenziale lesione del diritto
all'inclusione scolastica degli alunni con disabilità grave,
costretti a non potere frequentare la scuola con regolarità se
dovesse perdurare questa condizione.
Dinanzi alle preoccupate proteste dei familiari, lo scrivente non
può che rinnovare - ai fini di un rapido superamento delle
sopraccennate criticità rilevate - la disponibilità e la proposta
della sottoscrizione con codesta Amministrazione statale anche di
un eventuale apposito Accordo di programma, previo ricorso
all'utilizzo delle figure professionali igienico-personali che in
Sicilia da tantissimi anni e fino al precedente anno scolastico
hanno affiancato, supportato, il personale ATA nelle scuole di
primo e secondo grado.
Si ribadisce, come siffatta ipotesi di risolutiva consentirebbe
l'istituzione scolastica di disporre immediatamente delle suddette
figure professionali senza dovere sostenere da parte del MIUR
ulteriori costi anche per gli oneri di una tardiva formazione .
Quindi, nel gioco delle parti accettiamo tutto. Certamente,
dovremmo conoscere le norme e gli atti e anche i comportamenti.
Per quanto riguarda l'onorevole Figuccia, mi dispiace, non so se è
ancora in Aula, non c'è più, il suo tentativo poi franato di
difendere l'assessore, e lo ringrazio per questo. Tra le cose che
mi ha chiesto, mi ha chiesto del concorso per i centri per
l'impiego.
Come è noto, per quanto riguarda questo concorso abbiamo
trasferito le carte a RIPAM all'inizio dell'anno, purtroppo la
vicenda Covid ha bloccato RIPAM, che è lo Stato, che è la funzione
pubblica dello Stato nella gestione del concorso, ci hanno
garantito che entro il mese dovrebbe uscire questo benedetto bando.
Proprio oggi, parlavo con l'assessore Grasso, c'era anche
l'assessore Lagalla, siamo insieme intervenuti sul direttore
amministrativo del RIPAM che è lo Stato, chiedendo lo stato
dell'arte ed anche assimilando i 40 posti che saranno messi a
disposizione come posti di categoria C e D dagli enti locali, ai
1135 posti che sono l'oggetto del nostro concorso di rafforzamento
per i centri per l'impiego.
Il problema dell'igienico-personale - e concludo - è un problema
grave. Sono d'accordo con quello che dite voi, la Sicilia ha avuto
un'assistenza di livello, garantita da questa massa di persone, per
carità, che con qualità e con impegno e con dedizione, forse
alcuni, non tutti, sfruttati e mal pagati dal mondo delle
cooperative, altri direttamente pagati dai comuni ma che hanno,
egregiamente, dato una risposta alle richieste allarmate dei
famigliari e ai bisogni degli studenti disabili.
Purtroppo, abbiamo utilizzato, stiracchiandola, una norma che
doveva essere transitoria del 2004 fino al 2019, sono intercorsi
pareri giurisdizionali ma anche l'Ufficio legislativo del MIUR a
bacchettare la Sicilia rispetto alla possibilità di continuare
questo servizio.
Nonostante questo, abbiamo garantito risorse e indicato la
strada, come ho detto prima, chi il comune o la Provincia che
dovesse continuare a trincerarsi dietro la parola progetti, o
peggio, quelle che sono l'assenza di linee guida di cui,
onestamente, nemmeno il Presidente dell'Anci ha ritenuto ci possa
essere necessità, in quanto la delibera di Giunta spiega
esattamente ciò che deve essere fatto e si parla di progetti
migliorativi, sostitutivi, integrativi su richiesta dei dirigenti
scolastici, e come ho ricordato a quest'Aula il progetto, significa
il Pei che viene redatto insieme dall'Asl, dai comuni, dalla
Scuola e cioè la fotografia delle necessità che ha il bambino,
quindi scuse rispetto ad argomenti che sono una funzione e che dal
mio punto di vista saranno trattati come comportamenti omissivi da
parte degli enti locali erogatori che hanno la responsabilità della
gestione a supporto di questo servizio.
Sulla sospensione della procedura del Click day
PRESIDENTE. Assessore Armao se le è possibile relazionare, poi
nell'eventualità, i colleghi chiedono di intervenire e ripeto, se
ci sono numerosi interventi si contingenteranno i tempi.
L'assessore Turano, pare aver finito l'incontro con le parti
sociali e dovrebbe raggiungerci, per la parte di competenza
l'assessore Armao ci può dare dei chiarimenti. Prego Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Intervengo per le questioni
concernenti il profilo della piattaforma e dei servizi digitali,
fermo restando che le questioni concernenti le modalità
organizzative dell'assegnazione del contributo, così come declinato
dalla norma approvata con la legge di stabilità, sono poi state
sottoposte al vaglio della Commissione, ricorderete in Commissione
Bilancio , il confronto che c'è stato, gli interventi che ci sono
stati e le prese di posizione che vi sono state sul tema.
Fermo restando che sul merito del click day sì, click day no,
evidentemente non è questa la sede per discutere, perché c'è già
stato. Perché si deve discutere prima di fare le cose, non dopo,
credo che dobbiamo dare ai siciliani risposte più che polemiche, a
meno che non si voglia intendere la politica come polemica ma non
credo che siamo qui per questo.
Per quanto concerne la piattaforma digitale e quel che è
successo, noi abbiamo lanciato una piattaforma digitale Sicilia
Pei' insieme a Telecom che doveva servire a questa attività di
selezione delle imprese e proprio tra la notte di domenica e lunedì
è emerso un problema sulla piattaforma gestita da Telecom.
Quindi che sia chiaro che non sono ascrivibili
all'Amministrazione regionale e in particolare ad ARIT,
responsabilità specifiche riguardanti quello che è accaduto, il
cosiddetto Data breach' che è una forma di sovrapposizione di dati
che evidentemente è dovuta alla gestione della piattaforma.
Ora se di disquisisce qui sull'affidamento a Sicilia digitale o
meno, vedete non è che si può andare a ramengo con i servizi
digitali; c'è un'Agenda digitale che è stata approvata dalla Giunta
che è passata in Commissione Bilancio e che ha fatto una scelta
ben precisa di ricorrere ai soggetti selezionati dallo Stato
mediante Consip, non stiamo parlando di quattro scappati di casa
che organizzano un servizio informatico ma stiamo parlando delle
principali aziende del Paese, quindi stiamo parlando di Telecom, di
Poste e di coloro che forniscono il servizio SPID, il servizio
sull'identificazione della persona su base digitale.
Quindi noi abbiamo già chiesto all'Ufficio legislativo e legale
di valutare tutte le misure volte a tutelare le ragioni
dell'Amministrazione; amministrazione che non è né nostra né di
ciascuno dei componenti di questa illustrissima Assemblea, è di
tutti e quindi va difesa e va tutelata, soprattutto se ci sono
stati dei disservizi. C'è un contratto di servizi, vorrei chiarire
che il contratto da un milione e tre non riguarda questa
piattaforma, riguarda tante misure come quella del portale, ma ne
parleremo assolutamente, entreremo nel merito.
Stamattina c'è stata una serrata discussione con i vertici di
Telecom che è stata proseguita anche nel pomeriggio, abbiamo fatto
un approfondimento con i componenti della Giunta, abbiamo
contestato questi disservizi e li contesteremo nelle forme
opportune, quello che conta, credo che, però, sia in questo
momento, piuttosto che disquisire di chi è la colpa, e ripeto, e
noi la stiamo indicando in modo chiaro e neanche molto velato - ma
questo ai siciliani credo poco importi di chi è la colpa - qua il
problema è fare arrivare, prima possibile, l'ossigeno finanziario
alle imprese, questo è un compito del Governo ma è compito di tutto
il Parlamento, credo, e per questo siamo qui per confrontarci.
E' emersa la possibilità, piuttosto che ricorrere al meccanismo
del click day, di assegnare le risorse pro quota alle imprese che
si sono accreditate con il sistema di Sicilia PEI, quindi
sostanzialmente le imprese - questo è un atto di indirizzo che
oggi ha fornito la Giunta - c'è qui l'Assessore Scavone che
insieme a me, la Giunta presieduta dal Presidente Musumeci ha
analizzato puntualmente per molto tempo la questione proprio al
fine di dissipare ogni dubbio e rendere più agevole possibile il
trasferimento delle risorse - ma meglio potrà precisare
l'Assessore Turano che è l'Assessore al ramo che poi si occupa con
il suo dirigente generale di formulare le procedure, le procedure
dovrebbero consentire quindi l'assegnazione pro quota a tutte le
circa 60 mila, 57 mila imprese che hanno presentato la propria
candidatura, quindi si erano preaccreditate ai fini della
presentazione del click day.
Quindi, sostanzialmente il click day viene bypassato, superato da
un'assegnazione pro quota e questo consentirà di utilizzare al
meglio le risorse e ovviamente laddove, nell'ambito del serrato
negoziato che c'è col Governo nazionale che dovrebbe a breve
concludersi con un accordo sulle risorse extra regionali, se
rinverremo altre risorse nel confronto con l'Assemblea, queste
risorse potranno essere orientate a soddisfare l'ansia e il bisogno
di ossigeno finanziario delle nostre imprese in un momento così
drammatico che non solo è drammatico sul piano economico, ma che
rischia di complicarsi, ulteriormente, sul piano sanitario come
purtroppo ci dicono i dati in continua crescita dei contagi,
sebbene, per fortuna, senza raggiungere le vette e i picchi che si
raggiungono in altre parti d'Europa, dove in questo momento si è
tornati sostanzialmente a un semi lockdown; basti pensare quello
che sta accadendo in Francia o in Belgio o in Germania, in aree
dell'Europa che stanno patendo.
Quindi, credo che la cosa più importante sia arrivare nel più
breve tempo possibile - e noi lo faremo - all'assegnazione delle
risorse, ovviamente tuteleremo in tutti i modi le regioni
dell'amministrazione nei confronti del provider del servizio,
ripeto, non selezionato dalla Regione così a ramengo, ma
individuato dallo Stato mediante CONSIP e, indicato, quindi
dall'organismo preposto dallo Stato a selezionare le migliori
offerte e migliori servizi, sia in ordine al prezzo ma soprattutto
sia in ordine alla sostanza dei requisiti e alla qualità. Avere
assicurato il servizio mediante SPID era il miglior modo di
garantire il livello di qualità e di selezione e di affidabilità
del servizio.
Credo che oggi si può verificare in questo modo come in alcuni
casi i servizi forniti dal sistema nazionale non siano adeguati
alla richiesta, probabilmente circa sessantamila domande, un
afflusso così pesante è stato mal gestito e mal digerito dal
sistema anche per alcuni correttivi che evidentemente il provider
ha dovuto apportare.
Io ricordo - qui c'è l'onorevole Lupo che con me ha vissuto quella
stagione e lo ricorderà certamente - che abbiamo avuto altre
stagioni con il credito d'imposta, per esempio, nel 2011 il click
day si svolse in modo assolutamente sereno ma con numeri certamente
diversi, perché ricordo che si presentarono circa ottocento domande
e furono selezionate quattrocento imprese, quindi stiamo parlando
di numeri assolutamente gestibili.
E' evidente che questo afflusso talmente massiccio di domande che
segnala anche il malessere, il disagio delle nostre imprese non è
stato retto dalla piattaforma gestita da Telecom.
Questo è il dato, ci sono delle e-mail e delle interlocuzioni che
sono state formalizzate che questa cosa attestano, ovviamente sarà
nostra cura - laddove lo chiedano le Commissioni di competenza -
fornire i dettagli, tutti i riferimenti.
Per quanto concerne la tutela - e vado alla conclusione - questa
sarà svolta nelle sedi opportune, ovviamente dopo gli
approfondimenti con il competente Ufficio legislativo e legale
della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
Vedo che ci sono già altre quattro iscrizioni, per replicare,
fermo restando che poi nelle Commissioni si dovranno fare i dovuti
approfondimenti.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati e cittadini,
ieri io ho detto flop day ma lo potremmo chiamare anche default
day, crash day, breach day, come vogliamo, non di certo click day,
perché a quanto pare nessuno è riuscito a fare quel famoso click
che avrebbe consentito di accedere a queste risorse.
Ora, io non capisco come si fa a non ammettere le proprie
responsabilità di fronte a tutti i cittadini che, chiaramente,
avevano delle aspettative nonostante il metodo, l'abbiamo sempre
criticato e l'abbiamo reputato non meritorio ed iniquo.
Responsabilità, perché qua in quest'Aula è da più di un mese che a
più voci tutte le forze politiche hanno detto a questo Governo che
il metodo non era giusto, che il metodo non andava bene.
Noi abbiamo parlato di breach date anche nella giornata di sabato
e ancora l'Assessore Turano replicava - fino a domenica - che era
tutto a posto, che non c'era nessun problema quando era evidente
che nessuno più stava riuscendo a inserire le domande con i
prerequisiti e che c'erano delle evidenti difficoltà.
Quindi, sarebbe opportuno che il Governo, intanto, ammettesse le
responsabilità e, a mio avviso, qualcuno dovrebbe anche dimettersi
per questa situazione.
Detto questo non penso che siano state trovate delle soluzioni, ad
oggi, ancora le aspettiamo perché le imprese che, per esempio le
imprese che avevano denunciato il database, io vorrei capire questi
qua rientrano nel contributo oppure no? Perché nella loro schermata
spuntavano praticamente le domande di altre aziende con una chiara
ed evidente violazione dei diritti della privacy. Allora, il
contributo, il bonus, lo riceveranno le aziende che spuntavano
nella schermata o coloro che hanno inserito la domanda e non se la
sono vista caricata?
E ancora, tutte quelle aziende che a livello di merito hanno
subìto dei danni molto pesanti, perché io ricordo che non tutti
hanno avuto poi le stesse possibilità di ripresa nei mesi estivi in
cui le misure anti COVID e lockdown ha avuto delle misure meno
stringenti, alcune aziende hanno potuto ricominciare a lavorare,
altre non hanno lavorato completamente, e mi riferisco a tutti gli
organizzatori di eventi, a tutti coloro che hanno a che fare
appunto con i turisti, praticamente ci sono aziende completamente
ferme. A differenza per esempio del settore HORECA, che ha ripreso
a lavorare, quindi praticamente, il metodo va a spalmare un
contributo a quei pochi che sono riusciti a caricare la domanda in
maniera sempre iniqua e ancora tutti quei codici ATECO che non ci
rientrano, le autoscuole per esempio, gli NCC, i noleggiatori di
pullman che sono fermi da tantissimi mesi perché trasportano,
trasportavano passeggeri solo ed esclusivamente per le gite
scolastiche che non ci sono più. Passeggeri per gli eventi
culturali, le manifestazioni che non ci sono più, turisti che
vengono dall'estero non ci sono più, praticamente ci sono delle
categorie che non rientrano in nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ricordo
che abbiamo tre minuti per gli interventi anche perché ci sono
iscritti tantissimi colleghi.
DI PAOLA. Signor Presidente, governo, colleghi, cittadini, io mi
sento preso in giro da questo governo, mi sento preso in giro da
questo governo, c'è l'assessore adesso che sta parlando al
telefono, vediamo se mi ascolta.
Presidente, l'assessore ha dichiarato in quest'Aula, e c'è da
verbale, che ha seguito quanto scritto all'interno dell'agenda
digitale approvata da delibera di giunta, la n. 116 del 2018 e
quindi si è affidato a Consip. Assessore, all'interno di
quell'agenda digitale, che ho studiato, e quindi ora lei mi deve
dare in qualche modo riscontro di questa cosa, c'è scritto che la
progettazione deve essere fatta, di qualunque sistema informativo,
da Sicilia digitale. Pretendo di sapere oggi dall'assessore se
questa cosa è stata fatta su questo sistema e voglio una risposta
dell'assessore Armao questa sera, oggi, in Aula, perché al
paragrafo 5.2, assessore, dell'agenda digitale c'è scritto che la
progettazione di qualunque sistema informativo - perché i sistemi
informativi devono essere integrati - deve essere affidata a
Sicilia digitale.
Voglio capire se questa progettazione per questo sistema che c'è
costato soldi, Presidente, e qui si stanno prendendo in giro i
siciliani, io voglio capire se la progettazione è stata fatta da
Sicilia digitale perché altrimenti, Presidente, qui nel campo
digitale stiamo andando in ordine sparso sperperando milioni e
milioni di euro dei siciliani. E qui è stato fatto un danno
gravissimo anche alle aziende siciliane.
E allora, Presidente, se questa progettazione non è stata fatta e
si è andato in ordine sparso, pretendo le dimissioni dell'assessore
Armao. Le pretendo. Le pretendo e il Presidente Musumeci deve
venire qui in Aula. Lo voglio vedere questo progetto assessore
Armao e voglio capire pure le verifiche tecniche che sono state
fatte perché anche le verifiche tecniche, da agenda digitale,
paragrafo 5.2, lo vada a leggere, devono essere fatte da Sicilia
digitale, lo avete scritto voi e voglio capire se su questo sistema
lo avete fatto o meno e se non lo avete fatto vi dovete dimettere
perché ci sono delle responsabilità, non solo tecniche ma anche
politiche, gravissime, Presidente, che qui in Aula vengono omesse
da questo governo regionale ed è ora di dire basta ad assessori che
vengono in Aula a prendere in giro i rappresentanti dei cittadini.
E' ora di dire basta
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino è in congedo per
oggi.
L'Assemblea nel prende atto
Sulla sospensione della procedura del Click day
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Signor Presidente. l'unico click che è andato bene questa
settimana è il click che si è sentito quando avete schiacciato il
tasto dell'autodistruzione. Questo è stato il risultato, questo
avete fatto, una distruzione totale con questa scelta del click day
che poi è andata a male. Ve l'avevamo detto.
E' tristissimo per un deputato, il capogruppo dell'opposizione,
dire: ve l'avevamo detto'; è di una tristezza infinita. Mi
inorridisce il fatto di doverlo dire qui in quest'Aula, in
quest'Aula alla presenza solo di deputati dell'opposizione e alla
presenza di un solo assessore.
Perché io mi lamento di questa presenza di scarsa presenza del
Governo?
Non scarsa rivolta a lei, assessore, ma alla presenza del Governo.
Vi ricordo che questi 125 milioni erano stati decisi da
quest'Assemblea con la Finanziaria approvata a fine aprile,
pubblicata il 12 maggio di quest'anno. Quella Finanziaria di
emergenza post lock down, l'emergenza da Covid, l'avevamo condivisa
tutti; quei 125 milioni sono il frutto del lavoro di
quest'Assemblea, di tutti i componenti di quest'Assemblea e voi
avete l'obbligo di ascoltare i parlamentari di quest'Assemblea che
vi hanno detto, a proposito il data breach, io personalmente ho
fatto più e più, diversi comunicati stampa col quale vi avvisavamo
che c'erano problemi, e ce ne accorgevamo noi semplici deputati che
non abbiamo competenze tecniche; no, alcuni di noi ce le hanno, noi
ce le abbiamo, abbiamo provato anche noi aiutando qualche amico
commercialista che voleva caricare i dati e ci siamo accorti che
c'erano quei problemi e ve li abbiamo fatti sapere, ce ne siamo
accorti noi.
E me lo dice assessore, però sta parlando al telefono, mi perdoni
non vorrei disturbarla però, e me lo dice lei assessore com'è che
noi ci accorgiamo, noi semplici deputati ci accorgiamo di un
problema tecnico così grave e l'ARIT e il dipartimento delle
attività produttive non se ne accorgono? Come, noi ce ne accorgiamo
e l'ARIT che ha a disposizione uno stuolo di tecnici e mezzi e
soldi per potere studiare qualunque problema e non se ne accorge?
Assessore, noi ci siamo accorti che c'era un problema di database,
un problema forse ve lo posso dire a livello informatico viene
considerato avere sbagliato l'abc, veramente l'abc
dell'informatica. Peccato che però ci siete riusciti in questo.
Ora io mi chiedo e le chiedo assessore, innanzitutto rivolga al
Presidente Musumeci il nostro invito a venire in quest'Aula a
riferire perché questi 125 milioni appartengono a quella
Finanziaria che abbiamo condiviso tutti ed è giusto che il
Presidente venga qui a parlare di questo problema. Giusto? E
inoltre che ci venga a dire chi è che ha sbagliato, chi è che
pagherà per questi errori che avete commesso. Chi dovrà pagare se
ne deve andare a casa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà. A seguire gli onorevoli Lupo e Catanzaro.
DI CARO. Signor Presidente, assessore, c'è solo lei a
rappresentare il Governo, la maggioranza è scappata via, ora io
voglio farmi latore di un messaggio di tutti gli imprenditori
siciliani; e il messaggio è questo in merito al click day:
vergogna, vergogna, vergogna'. E lo sa perché?
Perché: 1) lo avevamo detto più di un mese fa che col click day
non si andava da nessuna parte; 2) visto e considerato che si vuole
entrare nei tecnicismi con parole poco comprensibili, io le chiedo,
visto che si parla di Consip e si parla quasi di un'obbligatorietà
da parte dell'Amministrazione di accedere ai servizi di Consip,
l'Amministrazione ha fatto riferimento per i servizi da affidare a
TIM al mercato elettronico di Consip o alle convenzioni attive?
Perché non mi risulta che ci siano convenzioni attive per questo
tipo di servizi. Quindi Consip non ha fatto nessun tipo di gara per
questi servizi; quindi, l'Amministrazione nel suo libero arbitrio,
ha scelto una fornitura di servizi su TIM. Andremo, poi, a vedere
ed a verificare se è vero che le responsabilità sono di TIM o di
chi ha fatto il bando ed il capitolato da caricare nel mercato
elettronico, quindi, su CONSIP.
Queste cose le dovremo vedere
Ieri, io facevo un riferimento, e mi rivolgevo all'assessore
Turano, per chiedergli, ed ancora, oggi, è attuale il tema:
Carissimo Governo regionale, i danni che avete fatto agli
imprenditori, agli artigiani, ai commercianti, adesso, chi li paga?
Quando una partita IVA è costretta ad attivarsi lo SPID, andare
dal commercialista, andarsi a comprare la firma digitale, perché ha
un costo, per mettersi davanti al computer ed accedere a questo
benedetto contributo, sostenete i costi?
Quando un artigiano è costretto a tenere chiusa l'attività perché
si deve mettere pronto col mouse, per fare click per ottenere il
contributo, subisce una perdita di guadagni, quindi sono costi.
Questi costi, ora, chi li paga? Questi imprenditori a chi si devono
rivolgere?
Quando lei fa riferimento ad un'assegnazione pro-quota, che cosa
vuol dire? Chi non è riuscito ad accedere alla piattaforma, dovrà
rifare tutto da capo? Si deve presentare agli sportelli? Che cosa
deve fare? Che cos'è quest'assegnazione pro-quota? E' una
ripartizione proporzionale in base alle perdite sul fatturato? Cosa
intendeva dire quando faceva riferimento all'assegnazione pro-
quota?
Una grande richiesta, poi, mi faccio latore del messaggio, anche
del Gruppo parlamentare. Noi ci aspettavamo, oggi, il Presidente
Musumeci, qua, in Aula, per un minuto, per chiedere scusa ai
Siciliani per la gran brutta figura che ha fatto nei loro
confronti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, assessore e vicepresidente Armao,
colleghi, credo che siamo oltre il ridicolo, penso che il
fallimento del click day dimostra, con tutta chiarezza, il
fallimento di questo Governo.
Ci ha raggiunto anche l'assessore Turano.
Ho letto un comunicato stampa: non ci ho capito niente Un lancio
d'agenzia, dico meglio, dove c'è un virgolettato dell'assessore
Turano che dice: La platea degli imprenditori è confermata, ma
cambieranno le modalità del bando e prenderemo in considerazione
tutte le domande, verificando soluzioni per rispondere a categorie
non comprese nel bando stesso.
Penso che questo significhi dire tutto ed il contrario di tutto.
Mi vorrei fermare, vorrei che l'assessore Turano, che ci ha
raggiunto, possa intervenire e chiarire e, poi, eventualmente,
riservarmi di intervenire dopo.
Una parola, però, di chiarezza, il bando lo ritirate o non lo
ritirate? Perché se il bando resta, non è che potete cambiare le
modalità o allargare la platea
Cominci, quindi, a dire le cose come stanno, perché il
disorientamento delle categorie produttive e delle imprese in
Sicilia, in questo momento, è totale. Direi che rasenta lo
smarrimento.
Per favore, diteci cosa intendete fare.
PRESIDENTE. Bene, se i colleghi sono d'accordo, io ascolterei
l'assessore Turano. Ha facoltà di parlare.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
sicuramente, l'assessore Armao avrà riferito, con i particolari che
servivano, l'incontro di oggi in Giunta ed il collegamento
telefonico, nel corso della mattinata e, successivamente, nel
pomeriggio, con i vertici della TIM. Ed avrà riferito quali sono
state le ragioni che hanno portato l'amministrazione a rivedere la
procedura.
E' chiaro che abbiamo avvertito la necessità di evitare che tutto
il lavoro svolto potesse andare perso.
E lo dico perché, ieri, giusto l'onorevole Lupo, nell'illustrare
la sua posizione, assieme a quella degli altri Gruppi parlamentari,
per dire il vero, onorevole Lupo mi corregga se sbaglio, con delle
sfaccettature diverse rispetto ad altri Gruppi parlamentari, aveva
chiesto ed ottenuto l'approvazione di un ordine del giorno che
invita a soprassedere ed invita a riconsiderare i criteri per
permettere a tutte le imprese di ottenere un ristoro.
Non mi sono discostato da quello che ha chiesto l'Assemblea,
perché quella legge che noi abbiamo approvato è stata frutto di una
concertazione con le forze politiche e, poi, ribadisco, la
procedura è l'unica prevista e prevedibile dal legislatore e fino a
quando il legislatore non la cambia non si può fare cosa diversa.
Tranne che - onorevole Zafarana lei conosce le cose - non si decida
di utilizzare la risorsa per un ristoro a tutte le imprese. Cosa
che voi ieri avete chiesto con vigore e si è costruito un
meccanismo che tenesse conto anche di questa osservazione.
Quindi, la platea rimane quella delle imprese che già si erano
registrate.
Si poteva, a questo punto, decidere o di ritirare completamente il
bando e di ricominciare una procedura ex novo - ma questo avrebbe
significato fare un'ulteriore torto alle cinquantaquattromila
imprese che si erano registrate - oppure continuare con quelle
imprese ristorando tutte le imprese e dando, in percentuale -
perché, poi, alla fine, sarà così, in relazione a quanto richiesto
- un ristoro in percentuale.
Abbiamo deciso di seguire questa idea però ci siamo posti il
problema - da qui la puntualizzazione fatta nella dichiarazione
rilasciata in corso di conferenza stampa - che ci potevano essere
imprenditori che, pur avendo i requisiti per partecipare a quel
bando, avevano deciso di non partecipare perché non condividevano
la procedura del click day.
Allora, abbiamo fotografato la situazione che c'era al 18 maggio
dicendo a quegli imprenditori che avevano quei requisiti e non
nuovi requisiti, soltanto quei requisiti che, qualora, visto che
abbiamo deciso di non utilizzare il click day, decidessero di
partecipare daremo qualche giorno di tempo per presentare la
domanda.
Riteniamo che il numero delle cinquantaquattromila domande possa
aumentare in maniera percentuale, io non lo so classificare.
Ma, per chi poteva averli ed aveva deciso di non farlo perché il
click day non lo condivideva, oggi visto che questa regola cambia,
lo può fare.
Dopo di che il bando rimane impostato così per com'è - né più né
meno.
La percentuale del ristoro in relazione al danno chiaramente
cambia, mi sembra fin troppo logico.
Dovendo distribuire sempre la stessa risorsa ad una platea molto
più larga di imprese, la percentuale cambia.
No, uguale per tutti no
Abbiamo tre diverse fasce: cinquemila, seimila e la percentuale
della fascia C. In relazione a quanto loro richiesto si darà una
percentuale su quanto richiesto. Mi sembra assolutamente chiaro
perché fino a quando non ci saranno nuovo risorse non ci saranno
altre soluzioni.
Spero, però, che l'Assemblea proverà a trovare altre risorse per
sostenere meglio le imprese e per ampliare con altra procedura,
anche ai soggetti che non hanno potuto partecipare perché non
avevano il requisito del codice Ateco bloccato.
Quindi, io credo di essere stato chiaro. Abbiamo salvato pure la
procedura piuttosto che annullare tutto.
Onorevole Catanzaro, non si può dire sempre no, ha capito
Anche perché non è un esercizio che aiuta nessuno. Noi stiamo
facendo quello che si poteva fare dopo aver registrato
l'impossibilità di poter proseguire, per fatti non imputabili
all'amministrazione, per altra via. Perché diversamente io avrei
sostenuto quel sistema.
Lo dico con chiarezza perché ne sono fortemente convinto. Non
potendo utilizzare quella strada, non volendo perdere ancora tempo
e non volendo danneggiare ulteriormente le imprese, che avrebbero
vista annullata la procedura, si è stabilita l'unica via che era
compatibile.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io -
approfittando della sua presenza in Aula - anche perché poco fa
avevo fatto un intervento prima che lei arrivasse in Aula ed ancor
prima di andare in conferenza stampa perché noi oggi, in
Commissione attività produttive, essendo io il vice Presidente
della Commissione attività produttive, il Presidente ed anche il
vice Presidente della Commissione attività produttive, qualche
altro deputato che è rimasto in Aula e componente della Commissione
attività produttive oggi, sia alle 13.00 che alle 15.30, noi
pensavamo, come dire, lei è intervenuto per qualche secondo dicendo
che c'erano problemi con la TIM.
È chiaro, dato che lei mi ha chiamato in causa mentre parlava come
se fosse un fatto personale, lo voglio dire perché qualche giorno
addietro io l'ho chiamata personalmente dicendo guardi, assessore,
che questa vicenda del click day sta prendendo una brutta piega
perché ci sono molti che lamentano e molti che hanno difficoltà
perché mi pongono determinati quesiti sull'impostazione del click
day . Lei, ovviamente, mi ha detto la sua risposta dicendo guarda
noi ad oggi abbiamo questa soluzione perché altre soluzioni non ce
ne sono in quanto non vediamo soluzioni migliori del click day
perché non mi convince la soluzione a livello nazionale, non mi
convincono tutte le altre cose .
Bene, io non entro nel merito perché non sono un soggetto, un
parlamentare che è abituato sempre a dire di no come per
appartenenza politica, io sono un parlamentare che lavora in questo
territorio, per la sua regione per cercare di migliorare le cose. È
chiaro che lei oggi, con la sua presenza, deve avere anche un
minimo di umiltà riconoscendo un qualcosa di importante, la cosa
importante qual è? Che c'è stato un errore che avete fatto perché
sulla vicenda del click day, secondo me, è un errore al di là delle
responsabilità della Tim, non Tim. Però oggi siamo di fronte al
secondo tentativo che doveva avvenire domani mattina delle aziende
registrate che si dovevano collegare per partecipare al click day,
questa è la situazione.
Ora io però, assessore, le posso chiedere una cosa essendo lei qua
presente? Ma se lei si trovasse dal lato dei parlamentari, cioè io
sono un parlamentare e lei fa l'assessore, io faccio parte di una
commissione di merito che è la Commissione Attività produttive,
ogni qualvolta noi ci troviamo in Commissione per cercare di
condividere un qualcosa di importante come un bando che prevede 120
milioni di euro per le 120 mila aziende e che oggi sono 60 mila
quelle registrate ci ritroviamo puntualmente fuori da un
ragionamento come commissione per potere anche cercare di spiegare
all'esterno quello che è la totale confusione, una cosa che,
secondo me, è di basso stile che, nel mentre che noi non sapevamo
nulla, voi siete andati in conferenza stampa quando invece l'Aula è
sovrana e potevate fare un passaggio in Aula prima di andare in
conferenza stampa.
Assessore, guardi, io non devo assolutamente dare lezioni di stile
a nessuno perché non è nel mio modo e nel mio costume, però mi
sembra, da deputato regionale di questa Aula, che su questa vicenda
c'è una grande falla da parte del Governo regionale ed io le chiedo
con grande forza, assessore, al di là di tutto, prima di procedere,
è corretto che noi anche in questi giorni come Commissione Attività
produttive sappiamo quali sono gli step, perché altrimenti
veramente diventa un tiro al bersaglio per tutti.
PRESIDENTE. Assessore, lei ha fatto cenno, ho capito che desidera
parlare però io le volevo dire che ci sono iscritti a parlare gli
onorevoli Tancredi, Sunseri e Marano.
È iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, credo
che ormai sui problemi, sugli errori, sulle questioni legate al
click day si è detto quasi tutto, io però prendo la parola perché
vorrei aggiungere qualcosa, perché in maniera totalmente fortuita e
casuale, ieri, in Commissione Bilancio, noi abbiamo udito i vertici
di Sicilia Digitale. Lei ieri non c'era assessore, quindi magari
quello che è stato detto non lo ha potuto ascoltare, però mi ha
colpito una affermazione che secondo me, andando indietro a cascata
su quello che è stato, sulle scelte che hanno portato poi a questa
situazione, se si fosse interpretato in maniera differente il ruolo
della nostra partecipata, probabilmente oggi staremmo parlando di
altro.
Di cosa parlo? Parlo del fatto che ieri i vertici di Sicilia
Digitale hanno affermato una cosa semplicissima, che già hanno
espletato ben diciotto volte una procedura simile a quelle che
doveva essere effettuata da Tim con il pieno successo della loro
azione.
Quindi, il mio intervento punta a dire che forse noi spesso e
volentieri tendiamo a sottovalutare quello che già abbiamo in casa.
Spesso non siamo nemmeno stati bravi a potenziarlo per tempo che è
quello che noi con questo ordine del giorno auspichiamo. Ora glielo
sottoporremo, presidente Armao e non possono non sottolineare il
fatto che, onorevole Turano, lei sa benissimo che su questo tema
del click day, noi abbiamo, un pò tutti i deputati avevano, come
dire, manifestato delle perplessità sulle modalità che si stavano
effettuando, sulle problematiche che si stavano evidenziando. La
scelta adesso di dare ristoro a tutti in maniera indistinta
chiaramente ridurrà il plafond che verrà assegnato a tutte le
aziende.
Io le chiedo se è possibile immaginare che, nel momento in cui noi
dovessimo trovare delle risorse aggiuntive, questa graduatoria
resti attiva, perché di fatto - ho fatto un calcolo così a spanne,
centoventicinque milioni diviso cinquantasei mila, cinquantacinque
mila saranno sui tre scaglioni dai mille e cinque, duemila, duemila
cinquecento euro, non di più, li siamo - e per un imprenditore che
magari aspettava sei mila o più cinque mila diventa ben poco.
Quindi, ben venga il parziale ristoro, ma contestualmente dobbiamo
prevedere che quella graduatoria non venga, come dire, azzerata da
questo procedimento e provare nella futura finanziaria, o in
variazioni di bilancio, a trovare nuove risorse che io spero sempre
che arrivino.
E qui invito anche tutti i colleghi, perché non posso fare a meno
di sottolineare che in altri Stati europei le aziende non hanno
dovuto nemmeno fare la richiesta. Il ristoro è arrivato
direttamente, direttamente. Questo perché altrove si sono potuti
permettere di avere ben altre risorse e quindi forse sarebbe il
caso che tutti, tutti cominciassero a fare un po' la loro parte per
dare maggiori risorse soprattutto a questo centro-sud, alla
Sicilia. Perchè è facile puntare il dito, ma è molto più difficile
arrivare ad ottenere risultati che in questo momento non ci sono da
parte di nessuno, nessuno.
Quindi, io auspico che questo evento sia un evento che dia, come
dire, il là ad un ragionamento che punti a valorizzare la nostra
partecipata e che sia di monito per il futuro, ma contestualmente
dia .
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, concluda.
TANCREDI. Concludo. A tutti quelli presenti in quest'Aula, visto e
considerato che quella finanziaria, che a parole tutti hanno
sostenuto, a parole, diventi realtà perché ancora non lo è, anche
se molti hanno fatto molte comunicazioni su misure stanziamenti e
quant'altro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma l'assessore
Turano che ha fatto? E' scappato, ci ha abbandonato? Se ne prende
lei la responsabilità, assessore Armao. Un fallimento, presidente,
un fallimento annunziato da mesi da tutti, maggioranza,
opposizione.
PRESIDENTE. Se lei preferisce, perché sto cercando di fare
rinvenire l'assessore Turano.
SUNSERI. Se rientra mentre intervengo, con piacere. Non voglio
bloccare, certamente, l'Aula, visto che ormai, come dire, la brutta
figura è talmente grande che non è un intervento in Aula a fare la
differenza.
PRESIDENTE. E' un commiato, questa sera sembra una Sala del
commiato.
SUNSERI. Ma, guardi, signor Presidente, lei sa benissimo che è
stato un fallimento annunciato da mesi da tutti i parlamentari di
quest'Assemblea. In queste settimane, in questi mesi, chiunque ha
detto che non era quella la strada da percorrere. Fino a ieri,
quando ancora l'assessore Turano provava a convincerci che, invece,
era la strada giusta, che ci sarebbe riuscito, che comunque domani
avremmo avuto la lista, avremmo avuto questo famoso click day, come
se la Regione Siciliana non l'avesse mai provato. Era un'esperienza
da provare perché così, paradisiaca.
Ed, invece, per la ventesima volta volevamo andarci a sbattere
contro un muro per capire che non siamo in grado di farlo e non è
un metodo che può garantire la parzialità in questa Regione.
Ma la cosa più assurda è che oggi ci viene a raccontare una cosa
che non sa neanche lui. Oggi ha provato a raccontarci, in maniera
confusa, come vorrebbe spendere questi 125 milioni di euro. Sarà
una suddivisione in parti uguali fra chi si è registrato, poi forse
facciamo una ponderazione, riusciamo a dividere, ma quanto vuole
dare? Quanto vuole dare alle aziende siciliane, assessore Armao?
Duecento euro a quella più piccola e duemila euro a quella più
grande? Di che cifre parliamo? Entriamo nei dettagli. Perché di
questo vuole sentire parlare la Sicilia.
Allora, siccome il click day, assessore e Presidente, doveva
essere il metodo veloce, l'unica cosa veloce da fare era presentare
un foglio come questo con scritto dimissioni', da firmare e
lasciare al Presidente della Regione, perché vi siete fatti
crocifiggere dai siciliani e dai deputati di questa Assemblea, con
una banalità e con una semplicità che credo che nessun Governo
della Regione potesse anche lontanamente immaginare. L'unica cosa
da fare era stamparle, consegnarle e finiva tutto lì. Non c'era
altro
Noi abbiamo fatto la parte di quelli buoni e simpatici, gli
abbiamo già scritto, basta aggiungere la firma e consegnarlo al
Palazzo accanto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
soltanto i colleghi del Movimento Cinque Stelle, perché ci tengo a
precisare che i problemi della Sicilia sono, a quanto pare, solo
del Movimento Cinque Stelle. Banchi della maggioranza deserti.
Qualcuno del Pd. Per il resto noi ce la cantiamo e noi ce la
suoniamo, come si dice.
Colgo l'occasione della presenza dell'assessore Turano per portare
la voce dei codici Ateco che sono stati esclusi da questo bando,
facendo proprio un appello per cercare, in qualche modo, tamponare
questo buco, questa mancanza. Parlo di autoscuole, di fotografi, di
officine ortopediche che mi hanno scritto in questi giorni per
segnalarmi questa mancanza. Assessore Turano aspettiamo anche
notizie in merito.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. L'Assessore
Turano, ho capito, che desiderava fare una replica o quantomeno
dare un minimo di chiarimento e conforto sulla cosa. Aveva alzato
prima la mano.
Onorevoli colleghi, era stato distribuito un ordine del giorno. Io
desideravo capire se l'assessore Armao aveva avuto modo di
apprezzarlo per le indicazioni che, in qualche modo, dagli
interventi in maniera trasversale mi sembrano essere condivisi.
Fermo restando, che certi argomenti dovranno passare, assessore
Turano, la prego, se ha il garbo, mi stavo rivolgendo all'assessore
Armao, se vuole fare dei chiarimenti.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Prima devo capire e poi gli darò la parola. Qual è il
problema?
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio perché
nel mio duplice ruolo, essendo membro della commissione attività
produttive, l'argomento chiaramente mi interessa e non volevo
travalicare oltre la possibilità di poter parlare.
Nel mio intervento mi voglio rivolgere ad entrambi gli assessori
in due momenti separati, perché da una parte c'è la necessità di
dare degli aiuti alle imprese e dall'altra parte c'è anche quella
che approfondiremo di questa digitalizzazione, di questa
piattaforma.
Sia ieri che oggi ho sentito delle cose che ritengo non degne di
essere pronunciate all'interno di quest'aula, ma purtroppo oggi si
è ripetuto, perché anche l'assessore Armao, oggi ha detto,
confondendo secondo me le idee: non è che TIM è un'azienduccia
che abbiamo trovato .
Allora, attenzione assessore, guardi che TIM è il grande marchio,
ma poi si è rivolta ad un'altra impresa calabrese di cui oggi ho
letto il nome su un giornale, ed evidentemente se hanno combinato
quello che hanno combinato non sono dei fulmini. Questa ricerca di
nomi esotici, quando noi abbiamo una partecipata in cui negli anni
avete investito centinaia di milioni di euro e tra l'altro una
vostra delibera di giunta che io riporto nell'ordine del giorno che
abbiamo presentato da un indirizzo preciso perché il progetto
informatico i controlli, devono essere in capo al padrone di casa,
perché questo è un tema strategico.
Proprio ieri in Commissione c'era il dott. Falgares, e ha detto
che di click day ne sono stati fatti 18 e si è utilizzata,
Presidente, l'espressione sono stati dei servizi ineccepibili .
Perché noi del click day ci ricordiamo quello della Scilabra, il
grande tonfo storico che immaginavamo non si sarebbe più ripetuto e
invece si è ripetuta la stessa cosa: rivolgersi a degli esterni.
E' un indirizzo che avete dato anche voi nella Giunta, è
desiderio dell'Assemblea che le chiavi di casa le tenga il padrone.
Quindi la regione questo settore strategico lo deve potenziare, ma
non a chiacchiere, non a delibere di giunta che forse non si
ricorda neanche Lei, vista l'immane produzione di carte, perché lei
oggi qui si è contraddetto. Poi ci sono dei Rup, del procedimento
che mi pare siano in capo all'Arit e poi lo andremo a vedere con
calma perché questa non è la sede per fare tutto, perché a subire
un danno, a questo punto non è solo l'assessore ma tutti i
siciliani.
Per quanto riguarda la parte dell'assessore Turano, lo diffido a
fare degli annunci senza che passa dalla III Commissione, perché
noi abbiamo dato un parere su uno schema, poi tutti i criteri di
attuazione li hanno decisi in assessorato eludendo il passaggio
dalle attività produttive. Siccome oggi abbiamo fatto un'audizione
di quattro ore, perché i corpi intermedi hanno detto di non essere
stati auditi nelle forme e nei modi corretti, qualcuno sta
imbrogliando le cose.
Oggi abbiamo parlato quattro ore e questa parte competeva
all'assessorato; la parte amministrativa di concertazione,
Presidente non è avvenuta, quindi non è che ora per soddisfare la
stampa o chi vuole la sua testa, Lei impegna i soldi di nuovo con
un altro tentativo, perché la lotteria non si può tentare. Noi
chiediamo che si passi dalla Commissione attività produttive'.
Tanto oramai hanno aspettato 6 mesi se aspettano 7 mesi non cambia,
qualche giorno in più di modo che le responsabilità e le decisioni
vengano condivise.
PRESIDENTE. A questo punto do la parola all'Assessore Armao per
rispondere alle domande che le hanno fatto.
ARMAO, assessore per l'economia. Non è mio stile replicare con la
stessa prosopopea che mi si rivolge, pertanto manterrò lo stile che
mi è proprio, rispetto alle affermazioni scomposte che si sono
rivolte alle argomentazioni assolutamente logiche e puntuali che ho
svolto.
Probabilmente un po' di studio e di approfondimento avrebbe
giovato a chi richiama l'agenda digitale senza conoscere che c'è
piano triennale, che c'è un contratto di servizio che in questo
momento con Sicilia digitale' non c'è, che c'è un problema di
abilitazioni che su queste questioni Sicilia digitale' non ha e
pertanto non può progettare se non ha le abilitazioni. E' molto più
complesso di quello che sembra e ovviamente non mi rivolgo al
Vicepresidente dell'Assemblea. Quindi in questo momento Sicilia
digitale' non ha un contratto di servizio, c'è un confronto in
corso sul tema, pertanto quando sarà stipulato il contratto di
servizio si potrà tornare ad affidare direttamente a Sicilia
digitale', che è stata riconosciuta peraltro in house dopo un
percorso lungo due anni solo qualche mese fa.
Pertanto, su questo punto la possibilità che il piano triennale
consente di ricorrere al mercato, e ricorrere al mercato peraltro
selezionato da Consip è del tutto pacifica su questo il Governo può
benissimo rispondere sia in Aula che in Commissione, quindi non c'è
alcun problema di ordine procedurale, né tanto meno di merito
convenzionale o contrattuale che dir si voglia. Sotto questo
profilo, quindi l'affidamento che è stato fatto a TIM e nel momento
in cui si stipula un contratto con un soggetto si dà una per una
quota parte la possibilità di subappaltare e ovviamente il
contraente risponde anche ai soggetti a cui ci si è rivolti quindi
è evidente che se ci sono profili di responsabilità, che, ripeto,
in questa sede non posso acclarare ne preannunciare, ma certamente
saranno oggetto di approfondimento e di verifica.
Bene, laddove ci saranno le responsabilità connesse ad affidamenti
che sono stati fatti e che non hanno garantito la qualità del
servizio, in quella sede si potrà contestare al soggetto contraente
di un adempimento totale o parziale, quindi ovviamente siamo
disponibili nella Commissione di merito che è la Commissione
Bilancio' ad offrire tutte le precisazioni che siano però
riconducibili alla complessa articolazione del livello di
regolazione di questa fattispecie che non è rinvenibile solo
nell'agenda digitale.
PRESIDENTE. Bene, abbiamo concluso.
Presentazione di ordine del giorno
FOTI. C'è un ordine del giorno.
(L'ordine del giorno, a firma degli onorevoli Foti ed altri, reca
il numero d'ordine 384)
PRESIDENTE. Assessore, ha gli ordini del giorno?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, li ho guardati anche. Questo
ordine del giorno è semplicemente irrealizzabile in questo momento,
perché non c'è il contratto di servizio con Sicilia digitale' per
cui il Governo non può prendere l'impegno di affidare a Sicilia
digitale' fin quando il contratto di servizio non è stipulato.
Siamo prossimi alla stipula, ma non è ancora stipulato pertanto in
questa sede non posso condividere l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Assessore Armao, scusi, non si parla però di impegno,
cioè di valutare la possibilità di affidare, quindi evidentemente
anche per il futuro.
ARMAO, assessore per l'economia. Ovviamente, nel momento in cui
stipuleremo il contratto di servizio, nell'ambito del contratto di
servizio e nel rispetto delle condizioni del contratto di servizio,
e superata la vicenda che Sicilia digitale' non era iscritta
nell'albo ANAC delle società in house come adesso è iscritta e come
è iscritta, pregio di dirlo anche all'Aula - da due giorni anche
IRFIS, con un procedimento molto veloce che, invece che in due
anni, abbiamo concluso
PRESIDENTE. Quale, Assessore?
ARMAO, assessore per l'economia. Anche IRFIS è iscritta, adesso è
iscritta tra le società in house e quindi si potranno provvedere a
fare tutti gli affidamenti di fondi che la legge di stabilità
prevede, ecco, nel momento in cui stipuliamo il contratto di
servizio, noi potremo assolutamente affidare le progettazioni che
evidentemente, ed è oggetto del contratto di servizio, verranno
affidate a Sicilia digitale'.
PRESIDENTE. Quindi, l'ordine del giorno, tutto sommato, non appena
possibile
ARMAO, assessore per l'economia. Io richiamerei il contratto di
servizio. Nel rispetto delle previsione del contratto di servizio
da stipulare
PRESIDENTE. Quindi, mi permetto di suggerire l'accettazione come
raccomandazione in modo che quando sarà possibile farlo
ARMAO, assessore per l'economia. Tra l'altro, Presidente, se posso
precisare, Sicilia Digitale' è altresì sottoposta a un processo di
concentrazione che un po' ci chiede la Corte dei Conti nella
riduzione delle società partecipate con le società Interporti
siciliani e con il Parco Scientifico e Tecnologico, al fine di
creare un sistema. L'ha fatto già la Lombardia.
La Lombardia ha fatto un percorso analogo di concentrazione
creando Aria che è una società tra le primarie società italiane,
addirittura conferendo anche la Centrale Unica di committenza,
quindi si va verso la concentrazione dei soggetti, fermo restando
l'eventuale distinzione dei rami d'azienda, quindi senza creare una
confusione organizzativa ma diminuendo le partecipate.
Credo che questo sia un percorso che illustreremo nel dettaglio
quando avremo i piani industriali definiti in Commissione
Bilancio .
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DI PAOLA. Chiedo di parlare ai senso dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, ovviamente qui il mistero si
infittisce, non entro nel merito, poi approfondiremo in Commissione
Bilancio, però, dico, sta venendo fuori che la Regione siciliana
non aveva un contatto con Sicilia Digitale e c'è la progettazione,
la verifica tecnica, il collaudo non si sa chi l'ha fatto, su
questo progetto che è crasciato qualche giorno fa, considerando che
Sicilia Digitale ha gestito gli ultimi diciotto click day.
E' veramente un mistero che cercheremo di sbrogliare, così come ha
detto l'Assessore che ci sono tante carte da studiare, è un mistero
che vedremo man mano di spulciare in Commissione Bilancio.
Signor Presidente, un'altra cosa, ci sono dei lavoratori della
formazione che sono in questo momento davanti al Dipartimento
istruzione. Qualche giorno fa erano stati convocati da parte
dell'Assessore per l'istruzione Scavone, che è andato via, per un
tavolo per proseguire la problematica dell'albo dei lavoratori
della formazione delle politiche attive sul lavoro.
Gradirei, signor Presidente, magari che il Governo vista la
presenza di altri Assessori, in qualche modo, facessero capire agli
Assessori di rispondere quantomeno ai lavoratori e di dire loro che
se il tavolo non viene convocato perché hanno altri impegni, magari
evitano di far presentare i lavoratori e poi il tavolo non si fa,
perché lì ci sono lavoratori che sono disperati e noi diamo un
barlume di speranza però poi li lasciamo davanti ai dipartimenti.
PRESIDENTE. Se è così mi dispiace, ma non credo sia compito nostro
di dire all'Assessore di andare agli appuntamenti. Comunque, glielo
stiamo facendo sapere pubblicamente che c'è stato questo problema,
spero che possa risolverlo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 13 ottobre
2020, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 19.49 (*)
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVIII SESSIONE ORDINARIA
221a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 13 ottobre 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2020. Mese di gennaio . (n. 721/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2020. Mese di febbraio . (n. 770/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
3) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Misure per favorire la riduzione dell'utilizzo di materiale
plastico nel territorio regionale Plastic free' . (nn. 311-330/A)
(Seguito)
Relatore: on. Trizzino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio