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Resoconto d'Aula della Seduta n. 220 di mercoledì 07 ottobre 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.17

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

           Comunicazione di iscrizione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Facendo  seguito  a quanto  comunicato  nella  scorsa
  seduta, in base alla documentazione pervenuta, preciso che:

   -  con  nota datata 16 settembre 2020 e protocollata al  n.  2473-
  ARS/2020  del 22 settembre 2020, l'onorevole Giuseppe  Laccoto  ha,
  fra  l'altro,  dichiarato di aderire al Gruppo  parlamentare   S.F.
  Italia Viva ;
   -  con  successiva nota e-mail del 23 settembre 2020, protocollata
  al n. 2508-ARS/2020 di pari data, lo stesso deputato ha chiesto  di
  non  tener  conto  della  precedente nota  con  cui  si  comunicava
  l'adesione ( ) al gruppo parlamentare di Italia Viva  e si  pregava
   di attendere ulteriori determinazioni in merito ( ). ;
   - con ulteriore nota e-mail del 6 ottobre 2020, protocollata al n.
  2749-ARS/2020  di  pari data lo stesso deputato  ha  dichiarato  di
  aderire al Gruppo parlamentare  S.F. Italia Viva .

   Pertanto,  ai sensi dell'articolo 23, commi 1 e 4, del Regolamento
  interno dell'Assemblea e dell'articolo 2963, III comma, del  codice
  civile, l'onorevole Laccoto:

   -  risulta iscritto al Gruppo parlamentare  S.F. Italia Viva   per
  il giorno 22 settembre 2020;
   - risulta iscritto al Gruppo Misto dal 23 settembre 2020 sino al 5
  ottobre 2020;
   -  risulta iscritto al Gruppo parlamentare  S.F. Italia Viva   con
  decorrenza 6 ottobre 2020.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli  Gucciardi e Barbagallo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il II punto dell'ordine del giorno
  reca  il seguito della discussione del disegno di legge  Norme  per
  la  prevenzione  e il trattamento del disturbo da gioco  d'azzardo
  (nn.  215-387-450/A).  Il Presidente ci ha  fatto  sapere  che  gli
  Assessori competenti potrebbero arrivare in Aula intorno  alle  ore
  17.00.  Comunque,  chiedo ai  i componenti  la  VI  Commissione  di
  prendere  posto  al  banco delle Commissioni,   perché  se  c'è  il
  superamento di alcune criticità potremmo continuare con i lavori.

                                Congedo

   Comunico che l'onorevole Ciancio ha chiesto congedo per la  seduta
  odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, Governo -  Governo  che  non  c'è   -
  colleghi,   buon  pomeriggio.  Noi  abbiamo  da  poco   finito   la
  Commissione   Attività produttive  dove si è parlato della tragedia
  del   Click  day . Abbiamo ascoltato le associazioni di  categoria,
  abbiamo   ascoltato   Confcommercio,  il  CNA,  abbiamo   ascoltato
  Federalberghi  e  tutti  i  rappresentati  a  livello  regionale  e
  provinciale.  Tutti  allo stesso modo con una  voce  unanime  hanno
  detto  e hanno chiesto un dialogo con il Governo che non c'è   Così
  come  non c'è oggi in Aula, non c'è tra le imprese siciliane perché
  non  hanno concertato niente con nessuna associazione di categoria.
  Tutti  hanno  manifestato  il  fatto  che  il   Click  day   è   un
  fallimento,  che  è  un  metodo  che  non  dovrebbe  utilizzare  e,
  chiaramente,   l'Assessore   Turano  non   era   presente   durante
  l'audizione perché ha chiesto di posticipare l'intervento.

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, sull'ordine dei lavori.

   MARANO.  Bene. Ora non c'è. Sappiamo che dovrà fare una conferenza
  stampa alle 17.00. Aspettiamo notizie perché le imprese non possono
  più aspettare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Se lei era presente in III Commissione, come  me,  sa
  che   il  Governo  ha  detto,  poi  dopo  le  17.00  vedremo,   che
  l'Assessore  Turano  verrà in Aula a riferire.  Chiaramente  subito
  dopo le 17.00 ne riparliamo.
   Onorevoli colleghi, vi chiedo di intervenire solo sull'ordine  dei
  lavori. Il Governo è impegnato in questo momento in Giunta e  dalle
  17.00  in  conferenza  stampa; poi in III  Commissione  l'onorevole
  Turano  ha detto che subito dopo la sua Giunta e conferenza  stampa
  verrà a riferire in Aula; quindi, questo è l'ordine dei lavori.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  chiedevo  se  era  possibile   la
  sospensione   dell'Aula  perché  mi  sembra  davvero   irrispettoso
  rispetto  a  noi che siamo stati da questa mattina alle 13.00,  poi
  rinviata alle 15.30 su un tema di fondamentale importanza.  Di  120
  mila  aziende  che  stanno  guardando noi non  possiamo  continuare
  quest'Aula se non abbiamo il Governo presente perché è irrispettoso
  nei  confronti  di quest'Aula e di tutti i deputati che  da  questa
  mattina  attendono di sapere qualcosa sul  Click day   e  poi  alla
  fine scopriamo che alle 17.00 c'è una conferenza stampa.
   Quindi, chiedo la sospensione della seduta e dopo che finiscono la
  conferenza  stampa,  anche  se è una  cosa  veramente  assurda,  il
  Governo  venga  in  Aula  e   venga a  comunicare  quello  che  sta
  accadendo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ed allora, come richiesto dal Governo,  la  seduta  è
  sospesa e riprenderà alle ore 17.00

     (La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 17.01)

  La seduta è ripresa.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  ripresa.  Stiamo
  aspettando  gli  assessori Lagalla e Scavone per il  dibattito  che
  abbiamo fissato ieri.
   Per quanto riguarda, invece, la vicenda del  Click day , ho appena
  parlato  col Presidente della Regione che mi ha comunicato che  non
  riescono  a farlo neanche domani perché, a quanto pare, la  società
  che  deve  fare  questo  servizio gli ha comunicato  che  loro  non
  possono  dare certezza di riuscita. Per cui, queste sono le  parole
  che  mi  sono  state dette. È una follia. Quindi,  quali  decisioni
  prenderanno,  verranno  qua  in Aula a  parlarne  dopo  l'assessore
  Lagalla e l'assessore Scavone. Se arrivasse almeno un assessore  io
  farei, intanto, velocemente la legge, così intanto operiamo qualche
  cosa su quello che è il nostro mestiere.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)

   PRESIDENTE. Non apriamo il dibattito, onorevole Pasqua. Verranno a
  riferire  in  Aula  appena finita la conferenza stampa  che  stanno
  facendo.  La conferenza stampa era necessario farla immediatamente,
  perché devono comunicare che domani non c'è. Vengono a riferire  in
  Aula. Ho già parlato e mi è stato garantito che verranno a riferire
  in Aula. In linea di massima, gli assessori Turano e Armao potranno
  essere qua verso le 18.00.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Gallo  e  Tamajo  sono  in
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  ho  già  interloquito   con   il
  Presidente   della  Commissione  e  io,  purtroppo,   per   ragioni
  personali,  al  momento  sia della discussione  generale,  sia  per
  presentare gli emendamenti, sono stato assente. Però, da  un  punto
  di vista procedurale si possono sempre presentare, quindi io vorrei
  evidenziare questo.

   PRESIDENTE.  Dal  punto  di vista procedurale  non  si  potrebbero
  presentare.

   CALDERONE.  Io ho parlato con la Commissione, Presidente.  Io  non
  ero  presente,  secondo  me prima che si cominci  a  discutere   io
  offrivo delle valutazioni anche terminologiche, perché noi siamo il
  legislatore  e  se leggo  gioco d'azzardo lecito' è una  legge  che
  deve essere  gioco d'azzardo autorizzato.

   PRESIDENTE.  onorevole Calderone faccia una  cosa,  parli  con  la
  Presidente di Commissione, se possiamo organizzare in modo  che  il
  Regolamento non venga stravolto. Se la Presidente di Commissione li
  può  fare  propri come emendamenti della Commissione,  da  inserire
  come se fosse la riscrittura di qualche articolo, probabilmente

   CALDERONE.  Presidente  io stavo dicendo proprio  questo.  La  mia
  premessa era che ne avevo parlato col Presidente della Commissione.

   PRESIDENTE.  Se  si fa una cosa del genere in modo che  quantomeno
  rispettiamo il Regolamento, anche perché sugli aggiuntivi, come sa,
  questa  Presidenza  è  stata finora abbastanza  rigida,  quando  ha
  potuto esserlo.

   CALDERONE. Non sono aggiuntivi, Presidente.

   PRESIDENTE. Sono aggiuntivi in quanto non presentati nei tempi, in
  questo senso.

   CALDERONE.  Sì,  però  da  un  punto  di  vista  sostanziale  sono
  modificativi.

   PRESIDENTE. Comunque, se la Presidente è d'accordo, benissimo,  li
  dia  alla  Presidente  della Commissione  e  vediamo  come  si  può
  sistemare la vicenda.
   E'  rimasto  bloccato l'assessore Scavone e verrà a piedi.  Era  a
  Palazzo d'Orleans, tutto sommato la macchina non serviva molto.
   Appena   arriva  l'assessore  Scavone,  approfittiamo  della   sua
  presenza per portare avanti la legge, che tanto si dovrebbe fare in
  tempi rapidissimi e poi iniziamo il dibattito.
   Neanche  per tenere i microfoni aperti, sospendiamo brevemente  la
  seduta  in attesa che arrivi l'assessore. L'Assessore era  a  Villa
  Malfitano, un motivo c'era per prendere la macchina.

     (La seduta sospesa alle ore 17.06, è ripresa alle ore 17.09)

   La seduta è ripresa.


   Discussione  dei disegni di legge  Modifiche ed integrazioni  alla
  legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante Recepimento del testo
  unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia  di
  edilizia  approvato con decreto del Presidente della  Repubblica  6
  giugno 2011, n. 380 . (nn. 669-140-453/A) e  Misure per favorire la
  riduzione   dell'utilizzo  di  materiale  plastico  nel  territorio
  regionale  Plastic free'  . (nn. 311-330/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprendiamo la seduta  in  attesa
  che  arrivi l'Assessore in Aula, è già arrivato nel Palazzo per cui
  sta salendo. Incardiniamo due disegni di legge quella dell'edilizia
  e quella sul plastic free.
   Su  quella  dell'edilizia essendo un disegno di  legge  abbastanza
  complesso,  composto da circa 40 articoli, vorrei dare  un  po'  di
  tempo  per  la presentazione degli emendamenti. Se siete d'accordo,
  diamo tempo per tutta questa settimana e lo cominceremo a discutere
  la  settimana  prossima. Materialmente, da verbale, ci  sarà  tempo
  fino  alle  ore  12.00  di lunedì, e lo cominceremo  non  prima  di
  martedì, mercoledì.
                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Sì, avevamo dato inizialmente un tempo simile, poi  si
  era  capito  che era necessario aumentarlo  e l'avevamo  aumentato.
  Oggi diamo tempo fino alle ore 12.00 di lunedì 12 ottobre.
   Per  il  disegno di legge sull'edilizia, diamo tempo fino a lunedì
  prossimo, giorno 12, alle ore 12.30. Onorevole Lupo, facciamo così:
  noi diamo tempo fino a lunedì, se fosse necessario, come è successo
  per  l'urbanistica, eventualmente lo spostiamo. Ci penso io,  tanto
  lo  so, arrivato a martedì, quando entriamo in Aula, se capisco che
  c'è  maggiore tempo, diamo un'altra settimana di tempo. Tranquillo,
  Assessore Lagalla. E poi incardiniamo il disegno di legge   Plastic
  free'  che è più semplice, se diamo tempo fino a lunedì per quello,
  tanto  vale dare il termine a lunedì anche per il disegno di  legge
   Plastic   free'  in  modo  che  la  settimana  prossima   possiamo
  cominciare a votarlo.


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Norme  per  la
  prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo . (nn.
  215-387-450/A)

   PRESIDENTE.   E'   arrivato   l'Assessore   Lagalla.   Cominciamo.
  Assessore,   approfittiamo   della  sua   presenza   perché   manca
  l'Assessore  Cordaro  e la utilizziamo, come si  suole  dire,  come
  rappresentante  del  Governo per votare questi pochi  articoli  sul
  disegno di legge del gioco d'azzardo, ludopatia.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                        Finalità e definizioni

   1. Il presente disegno di legge persegue le seguenti finalità:

   a)  tutelare i valori costituzionalmente tutelati della  salute  e
  del   risparmio,  come  sancito  dagli  articoli  32  e  47   della
  Costituzione,  e gli interessi della collettività, contrastando  la
  diffusione del disturbo da gioco d'azzardo (DGA), anche se  lecito,
  salvaguardando  le fasce di popolazione più deboli  e  maggiormente
  vulnerabili  e curando il trattamento ed il recupero delle  persone
  che ne sono affette ed il supporto alle loro famiglie;
   b)  contenere  l'impatto  negativo delle  attività  connesse  alla
  pratica  del  disturbo da gioco d'azzardo sulla  sicurezza  urbana,
  sulla  viabilità,  sull'inquinamento acustico  e  sul  governo  del
  territorio.

   2.  Ai  fini dell'applicazione della presente legge, per  sale  da
  gioco   si   intendono  tutti  i  locali  adibiti   prevalentemente
  all'attività del gioco con vincita in denaro praticato mediante gli
  apparecchi descritti all'articolo 110, commi 6 e 7, del testo unico
  di cui al regio decreto n. 773/1931, e successive modificazioni.

   3.  Ai  sensi e per gli effetti della presente legge,  per  luoghi
  sensibili si intendono:
   a)  gli  istituti scolastici di ogni ordine e grado,  inclusi  gli
  istituti professionali e le università;
   b) i luoghi di culto;
   c)  le strutture sanitarie ed ospedaliere, incluse quelle dedicate
  all'accoglienza,  all'assistenza e al recupero di soggetti  affetti
  da  qualsiasi  forma di dipendenza o in particolari  condizioni  di
  disagio sociale o che, comunque, fanno parte di categorie protette;
   d)  i  luoghi  di  aggregazione giovanile,  inclusi  gli  impianti
  sportivi;
   e) le caserme;
   f) i centri di aggregazione di anziani;
   g) i cimiteri e le camere mortuarie.

   4.  I  comuni con apposito regolamento possono indicare  ulteriori
  siti   oltre   quelli  di  cui  al  comma  3   sulla   base   delle
  caratteristiche del territorio comunale.

   5.  La diagnosi o la valutazione del soggetto affetto da DGA  o  a
  rischio, requisito per la presa in carico da parte dei servizi  del
  sistema  socio-sanitario, è formulata dai servizi per le dipendenze
  patologiche delle ASP e loro coordinamenti.

   L'emendamento  1.4,  onorevole  Aricò,  Assenza,  ha   il   parere
  contrario  della  Commissione  Bilancio', quindi  non  lo  possiamo
  ammettere. Questo diciamo che più che un emendamento era un disegno
  di  legge  per intero  Prima dell'emendamento 1.3 c'è l'emendamento
  1.5 a firma della Commissione. Sono stati distribuiti?

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Ternullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge   Norme
  per   la  prevenzione  e  il  trattamento  del  disturbo  da  gioco
  d'azzardo . (nn. 215-387-450/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è in distribuzione  l'emendamento
  1.5.

   LA  ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, volevo solo dire che  all'articolo
  uno,  al  comma 1, alla lettera a) le parole  anche se  lecito   si
  possono  sostituire  dalle parole  anche se  autorizzato .  Non  la
  possiamo   fare   una   sostituzione   terminologica?   Faremo   un
  subemendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole La Rocca Ruvolo, qual è il problema?

   LA  ROCCA  RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Nella
  finalità c'era una sostituzione di un termine. Anziché mettere   se
  lecito , mettere  se autorizzato .

   PRESIDENTE. Vabbè, se è soltanto un termine

   LA ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore. Va bene.

   PRESIDENTE. L'abbiamo fatto altre volte di modificare una  parola,
  se è una questione di una parola.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Presidente, se gli Uffici preferiscono, presentiamo  un
  emendamento come Commissione.

   PRESIDENTE. Cioè cambiate questo emendamento e ce lo ripresentate?
  Non ho capito niente. Volete cambiare l'1.5 o no? E' un'altra cosa,
  quindi  l'1.5  lo votiamo, e poi la Commissione presenta  un  altro
  emendamento.  Va bene. Pongo in votazione l'emendamento1.5.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Aspettiamo  un secondo. L'avete presentato voi della  Commissione,
  onorevole De Luca, è curioso che lei non ce l'abbia. Il mio compito
  è consegnarlo agli altri, voi lo fate e lo dovreste avere
   Onorevole  La Rocca Ruvolo, mentre l'onorevole De Luca  lavora  su
  questa cosa, lei mi può dare il parere sull'emendamento 1.3?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Mi era stato detto che eravate contrari. E' sicuro che
  è favorevole?

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Aspetti
  un attimo, Presidente, che devo prendere l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Scusate, ma da quello che capisco se al comma  2   Al
  fine  dell'applicazione della presente legge per sale da  gioco  si
  intendono tutti i locali adibiti prevalentemente al gioco etc    se
  leviamo  il comma 7 stiamo levando le slot machine che sono  quelle
  che fanno diventare più matti, secondo me.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, come avevo detto ieri, questo ad esempio
  è  uno  degli  emendamenti che andando ad escludere le macchine  da
  gioco, che sono nell'elenco descritto dall'articolo 110, commi 6  e
  7,  del  Testo  Unico di cui al regio Decreto 773, noi  andiamo  ad
  escludere tutta una gamma di macchine da gioco

   PRESIDENTE. Le slot machine, quello che dicevo io.

   FOTI. Dalle limitazioni, quindi io apprezzo la sua nota a margine.
  Tra  l'altro, i presentatori mi pare che non sono presenti,  quindi
  l'emendamento,  secondo me, lei non lo dovrebbe -  mi  permetto  di
  dirlo  -  trattarlo, lo dovremmo fare decadere, a meno che qualcuno
  non si intesti questa battaglia di favorire una gran

   PRESIDENTE. Va bene, ma siccome c'è un parere che dovrebbe  essere
  negativo, chiudiamo l'argomento.

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   FOTI. Grazie, Presidenti.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Chi è  contrario
  resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Anche  l'emendamento 1.1 ha parere negativo della Commissione.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
  si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.6 della  Commissione.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Scusate, io pongo un quesito, perché  ho  letto  molto
  sommariamente  il  testo,  ma  vedo che  stiamo  disciplinando  una
  vicenda - aldilà degli aspetti sanitari e della prevenzione -  dove
  interveniamo su una competenza esclusiva dello Stato.
   Dico,  c'è  una  competenza esclusiva dello Stato in  materia  del
  gioco,  cioè è lo Stato che regola la materia del gioco,  cioè  noi
  stiamo  dicendo  una  cosa  che  in  qualche  modo  agisce  su  una
  competenza dello Stato. Non vorrei che ci stiamo  Ora,  al  di  là,
  ripeto  dell'attività  di prevenzione, dico,  facciamo  un  attimo
  perché  quel comma che veniva tolto, il 7, che avete fatto  bene  a
  respingerlo, ma già interviene su un testo unico, che  è  un  testo
  sul quale lo Stato ha disciplinato la materia in maniera uniforme.

   PRESIDENTE. Il 9 della Commissione?

   CALDERONE. C'è la Corte Costituzionale. Cioè Presidente, credo che
  il   problema   che  pone  l'onorevole  Cracolici  è  già   risolto
  nell'ottima relazione introduttiva della stessa legge.

   PRESIDENTE. Sì, infatti

   CALDERONE.  Perché  ci sono state due o addirittura  tre  pronunce
  della Corte Costituzionale quindi il problema

   PRESIDENTE. Tanto che altre regioni l'hanno già fatto per cui  non
  c'erano
   Stiamo distribuendo questo nuovo emendamento della Commissione. Vi
  stanno  distribuendo  l'emendamento 1.7.  Va  bene,  se  la  parola
   lecito  cambiata con la parola  autorizzato  mi pare che si  possa
  fare. Poi, comma 3 lettera A, le parole  gli istituti professionali
  sono

   LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Lo posso
  spiegare casomai Presidente.

   PRESIDENTE.  Stiamo  aggiungendo   le  strutture  formative .  Che
  s'intende per strutture formative?

   LA  ROCCA  RUVOLO,  presidente della Commissione  e  relatore.  In
  pratica   gli   istituti  scolastici  di  ogni   ordine   e   grado
  comprendevano anche gli istituti professionali, quindi  lo  abbiamo
  tolto  e  abbiamo messo gli istituti scolastici di  ogni  ordine  e
  grado,  le  università  e  poi ogni altra  struttura  formativa  se
  vogliamo metterlo, quindi abbiamo tolto gli istituti professionali.

   PRESIDENTE.  Quali sono le altre strutture formative onorevole  La
  Rocca?

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore.  Ma  su
  suggerimento  dell'assessore Lagalla possono  essere  anche  questi
  della  formazione insomma, posti dove comunque va, sono agenzie  di
  formazione.

   PRESIDENTE. Se è quello va bene.

   LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Sì, sì.

   PRESIDENTE.   Secondo   me  va  bene.  I  centri   di   formazione
  professionale diciamo.

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Esattamente.  Abbiamo tolto gli istituti professionali  perché  gli
  istituti professionali sono già inclusi negli istituti scolastici.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento  1.7.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
           Soggetti che concorrono alla realizzazione delle
                               finalità.

   1.  Concorrono, secondo gli indirizzi definiti dalla Regione, alla
  realizzazione delle finalità della presente legge:

   a)   i   comuni,  singoli  e  associati  e  le  aziende  sanitarie
  provinciali (ASP);
   b)  i  soggetti  del terzo settore di cui alla legge  regionale  7
  giugno  1994,  n.  22 (norme sulla valorizzazione dell'attività  di
  volontariato) e sue modifiche e integrazioni e gli enti accreditati
  per i servizi nell'area delle dipendenze;
   c)  le  associazioni  di  rappresentanza  delle  imprese  e  degli
  operatori di settore;
   d)  le  associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e degli
  utenti;
   e)  i soggetti che, a qualsiasi titolo, operano negli ambiti e per
  le finalità di cui all'articolo 1, comma 1.
   f)  i centri di scommesse intese come le strutture dedicate, anche
  in  via  non  esclusiva,  alla raccolta delle  scommesse  ai  sensi
  dell'articolo 88 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 733».

   L'emendamento della Commissione è già distribuito?
   Si  passa  all'emendamento  2.1. Con il  parere  favorevole  della
  Commissione  e del Governo lo pongo in votazione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
        Osservatorio Regionale sul Disturbo da gioco d'azzardo

   1.  E'  istituito l'Osservatorio Regionale sul Disturbo  da  gioco
  d'azzardo  al  fine di conoscere e di monitorare il fenomeno  e  di
  valutare   l'efficacia   delle  politiche   messe   in   atto   per
  contrastarlo.

   2. L'Osservatorio ha il compito di:
   a) osservare, studiare, monitorare il fenomeno della dipendenza da
  gioco;
   b)  formulare pareri, proposte di strategie e linee di  intervento
  al  Consiglio  regionale  e  alla  Giunta  regionale,  al  fine  di
  elaborare  azioni  di  prevenzione, contrasto e  trattamento  delle
  dipendenze patologiche correlate al gioco.

   3.  L'Osservatorio  Regionale sul Disturbo da gioco  d'azzardo  ha
  sede   presso   il  dipartimento  per  le  attività   sanitarie   -
  osservatorio  epidemiologico  (DASOE)  dell'Assessorato   regionale
  della  Salute, che ne assicura supporto tecnico, ed è  composto  da
  due  componenti  dell'Assessorato regionale  della  Salute,  da  un
  componente  per  ogni  Coordinamento dei Servizi  delle  dipendenze
  patologiche  delle  ASP,  dal  Presidente  del  Coordinamento  Enti
  Ausiliari  Regione  Siciliana  in  rappresentanza  delle   Comunità
  Terapeutiche  per  tossicodipendenti e da un  rappresentante  delle
  fondazioni  e/o  associazioni riconosciute per la  prevenzione  del
  fenomeno dell'usura.

   4.  La  partecipazione alle riunioni dell'Osservatorio è a  titolo
  gratuito.

   5.  Le  modalità di funzionamento dell'Osservatorio sono stabilite
  con  apposito  decreto dell'assessore regionale per  la  salute  da
  emanarsi,  previo  parere  della  Commissione   servizi  sociali  e
  sanitari   dell'Assemblea  regionale  siciliana,  entro  60  giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge.

   6.  Dall'attuazione  del presente articolo non  derivano  nuovi  o
  maggiori   oneri  a  carico  del  bilancio  della   Regione.   Agli
  adempimenti  previsti si provvede con le risorse umane, finanziarie
  e strumentali disponibili a legislazione vigente».

   Si passa all'emendamento 3.5. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.6 è inammissibile.
   L'emendamento 3.4? Non c'è il parere della Commissione  Bilancio .
   Si  passa  all'emendamento  3.3. C'è la riscrittura  3.3.1,  della
  Commissione.
   Il parere del Governo è favorevole.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 3.3 così come modificato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  3.1,  assorbito  dal  3.3,  onorevole
  Zafarana.  Il  3.2  è inammissibile. No, no, c'è  una  riscrittura;
  hanno tutti la riscrittura? Il parere della Commissione? Ah, no,  è
  della Commissione la riscrittura che quindi è favorevole. Il parere
  del Governo è favorevole.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 3. Un attimo, la Commissione mi  ha
  chiesto qualche secondo di tempo. Il problema qual è scusate?

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Presidente,  abbiamo fatto una rivalutazione  del  3.1.
  Riteniamo opportuno inserire anche  referente regionale

   PRESIDENTE. Ma è assorbito dal 3.3 per cui che dobbiamo rifare? E'
  già una decisione della Presidenza questa onorevole De Luca.
   Pongo  in votazione l'articolo 3.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                              «Articolo 4
                       Competenze della Regione

   1. La Regione:
   a) garantisce l'attività di programmazione per la prevenzione e il
  contrasto  della  dipendenza  da DGA  nel  contesto  del  piano  di
  prevenzione regionale ed in coerenza con il piano nazionale GAP;
   b)  con  cadenza  biennale, l'assessore regionale  per  la  salute
  adotta,   previo  parere  della  Commissione   servizi  sociali   e
  sanitari  dell'Assemblea regionale siciliana, con proprio  decreto,
  il  piano  per  il  contrasto, la prevenzione e  la  riduzione  del
  rischio  della  dipendenza dal gioco patologico, in attuazione  del
  piano di prevenzione regionale di cui alla lettera a);
   c)  assicura  la  conoscenza  e il monitoraggio  dei  fenomeni  di
  dipendenza   mediante  l'Osservatorio  Regionale  sulle  Dipendenze
  Patologiche, tramite i Flussi Sind GAP;
   d)   istituisce  un  numero  verde  regionale  dedicato   per   le
  segnalazioni  e  le  richieste di aiuto, i cui  riferimenti  devono
  essere affissi su ogni apparecchio per il gioco di cui all'articolo
  110,  commi  6 e 7 del R.D. 773/1931 e nei locali con  offerta  del
  gioco a rischio di sviluppare dipendenze;
   e)  promuove la conoscenza, l'informazione e l'aggiornamento degli
  esercenti,  degli  operatori  di polizia  locale,  degli  operatori
  sociali,  socio-sanitari e sanitari, nonché degli  operatori  delle
  associazioni di consumatori e utenti e degli sportelli welfare  con
  riguardo al disturbo da gioco d'azzardo;
   f)  sostiene i soggetti del terzo settore che costituiscono gruppi
  di mutuo auto-aiuto, consulenza, orientamento e supporto ai singoli
  e alle famiglie;
   h)  sostiene le iniziative delle associazioni a tutela dei diritti
  di  consumatori  e  utenti, associazioni di familiari  vittime  del
  gioco  d'azzardo  e  utenti  che  realizzano  o  collaborano   alla
  progettazione  di attività di informazione e sensibilizzazione  sui
  fattori di rischio nella pratica del gioco d'azzardo lecito e  non,
  anche  in  collaborazione con enti locali, ASP e tutti  i  soggetti
  interessati presenti sul territorio, compresi i gestori di pubblici
  esercizi;
   i)  promuove  e  monitora  le  iniziative  delle  associazioni  di
  categoria dei gestori delle sale da gioco e dei locali in cui  sono
  installati apparecchi per il gioco di cui all'articolo 110, commi 6
  e  7  del  R.D. 773/1931, tese allo sviluppo di un codice etico  di
  autoregolamentazione  che  le  vincoli  alla   sorveglianza   delle
  condizioni e delle caratteristiche di fragilità dei giocatori e  al
  rispetto  della  legalità per la prevenzione  nei  confronti  della
  malavita organizzata;
   j)  collabora  con gli Osservatori istituiti a livello  nazionale,
  allo  scopo  di sviluppare e promuovere metodiche di  intervento  e
  prevenzione a tutela dei cittadini più esposti;
   k) collabora con i competenti organi dello Stato e con le Forze di
  Polizia nella lotta al gioco illegale.

   2.  La  Regione  siciliana  rilascia,  a  cura  dei  Comuni,  agli
  esercenti di pubblici esercizi, ai gestori di circoli privati e  di
  altri  luoghi  deputati all'intrattenimento  che  scelgono  di  non
  installare apparecchiature per il gioco d'azzardo lecito il marchio
  regionale  Slot? No Grazie   di cui all'allegato A.

   3. E' fatto obbligo agli esercenti di sale di gioco e di locali in
  cui  sono  installati apparecchi per il gioco d'azzardo  lecito  di
  munirsi  di materiale informativo sui rischi correlati al  gioco  e
  sui  servizi di assistenza alle persone con patologie correlate  al
  disturbo  da  gioco  d'azzardo,  da  esporre  in  modo  visibile  e
  accessibile  al pubblico. A tal fine la Regione siciliana,  tramite
  le  ASP, provvede a pubblicare sul suo sito istituzionale materiale
  informativo  sui rischi correlati al gioco, un decalogo  di  azioni
  sul  gioco  sicuro  e  responsabile e i contenuti  di  un  test  di
  verifica  per  una  rapida  valutazione  del  proprio  rischio   di
  dipendenza.

   4.  La  Regione,  nella concessione di finanziamenti,  benefici  e
  vantaggi   economici  comunque  denominati,  considera  titolo   di
  preferenza  l'assenza di apparecchi da gioco d'azzardo  all'interno
  degli    esercizi   autorizzati   alla   pratica   del   gioco    o
  all'installazione di apparecchi da gioco d'azzardo.

   5.  La  Regione  promuove accordi con gli  enti  di  servizio  del
  trasporto  pubblico locale e regionale, per favorire l'adozione  di
  un  codice di autoregolamentazione che vieti gli spazi pubblicitari
  relativi al gioco d'azzardo.

   6. La Regione, sentita la commissione  Servizi sociali e sanitari
  dell'Assemblea regionale, entro sei mesi dalla data di  entrata  in
  vigore  della  presente legge, predispone un regolamento  attuativo
  della  presente legge che definisce, in particolare, i criteri,  le
  regole  tecniche  e  le relative modalità attuative,  le  forme  di
  controllo  e  le  sanzioni  per l'introduzione  di  un  sistema  di
  regolazione per l'accesso:
   a) alle aree dedicate all'installazione di apparecchi per il gioco
  di  cui  all'articolo 110, commi 6 e 7, del Regio Decreto 18 giugno
  1931,  n.  773,  accessibili  direttamente  dall'utenza  in  numero
  superiore a uno;
   b) ai locali destinati a sala da gioco d'azzardo lecito».

   Si  passa all'emendamento 4.1. Non c'è il parere favorevole  della
  Commissione  Bilancio , quindi è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 4.3. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo è  favorevole.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.4. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  4.5  (I  parte),  della  Commissione.
  Immagino che sia favorevole.
   Il  parere del Governo è favorevole. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 4.5 (II parte). Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 4.6.R,  della Commissione. Lo pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
                Competenze dei Comuni - Distanze minime

   1.Per  tutelare  determinate categorie  di  soggetti  maggiormente
  vulnerabili  e per prevenire fenomeni da DGA, è vietata  l'apertura
  di  centri  di  scommesse, di spazi per il  gioco  con  vincita  in
  denaro, nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco di
  cui  all'articolo  110, commi 6 e 7, del Regio  Decreto  18  giugno
  1931,  n.  773,  all'interno dei centri  e  degli  spazi  medesimi,
  situati ad una distanza dai luoghi sensibili di cui all'articolo 1,
  commi  3  e  4,  misurata in base al percorso pedonale  più  breve,
  inferiore a:
   - 300 metri per i comuni con meno di 50.000 mila abitanti;
   - 500 metri per i comuni con più di 50.000 mila abitanti.

   2. I Sindaci, nell'ambito dei Comitati per l'ordine e la sicurezza
  pubblica  presieduti dai Prefetti, informano gli organi  competenti
  delle  situazioni presenti sul territorio al fine di garantire  una
  pianificazione  di  interventi ad opera delle Forze  dell'ordine  e
  delle  Polizie locali, per la prevenzione e il contrasto  al  gioco
  d'azzardo.

   3.  I  Comuni  possono prevedere forme premianti per gli  esercizi
  SSlot?  No Grazie   di cui all'articolo 4, comma 2, e per i gestori
  di  circoli  privati e di altri luoghi deputati all'intrattenimento
  che   scelgono  di  non  installare  o  disinstallare  nel  proprio
  esercizio le apparecchiature per il gioco d'azzardo lecito.

   4.  I  centri  socio-ricreativi e sportivi privati si  considerano
  luoghi  sensibili, ai sensi dell'articolo 1, qualora soddisfano  le
  seguenti condizioni:
   a)  risultano  facilmente riconoscibili come tali, visibili  dalla
  pubblica  via  o  comunque adeguatamente segnalati al  pubblico  da
  insegne o altra pubblicità;
   b) sono sedi operative e non solo amministrative o legali.

   5.   Ai   fini  di  quanto  stabilito  dal  comma  1,  per   nuova
  installazione  di apparecchi per il gioco d'azzardo si  intende  il
  collegamento dei medesimi alle reti telematiche dell'Agenzia  delle
  dogane e dei monopoli.

   6.  Si  considera altresì nuova installazione, ai fini  di  quanto
  previsto al comma 1:
   a)  la stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente
  concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto
  in essere;
   b)  l'installazione dell'apparecchio in altro locale  in  caso  di
  trasferimento della sede dell'attività.

   7. E' ammessa la sostituzione degli apparecchi di cui all'articolo
  110,  comma 6, lettera a), del Regio Decreto 18 giugno 1931, n.773,
  con  le  modalità e nei limiti previsti dalle disposizioni  statali
  vigenti,  e, in particolare, dall'articolo 1, comma 943,  della  L.
  208/2015.

   8. E' ammessa la sostituzione degli apparecchi guasti, fatto salvo
  quanto stabilito al comma 7.

   9.  Spetta  al  Comune  la competenza dei  controlli,  tramite  la
  Polizia locale sui locali di cui al comma 1, al fine di evitare  la
  diffusione  del  fenomeno  del disturbo da  gioco  d'azzardo  e  di
  garantire il monitoraggio anche utilizzando gli strumenti  previsti
  dalla legge regionale 1 agosto 1990, n. 17».

   Si  passa  all'emendamento  5.9  che  è  inammissibile.  Si  passa
  all'emendamento 5.6. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.5. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 5.11,  il comma 2 è  soppresso ,  della
  Commissione. Il Governo è favorevole. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 5.8, I parte, dell'onorevole Aricò.  Il
  parere della Commissione?

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  A  parte che credo che la materia non sia, non  rientri
  nelle  nostre  competenze, perché incide su alcune  competenze  che
  comunque  andrebbero verificate anche con i comuni;  però  comunque
  contrari anche nel merito dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Quindi, il parere è contrario. Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.2 che è assorbito.
   Si  passa all'emendamento 5.8..  II parte, io ho in ordine, io  ho
  fascicoli  che non sono attuali, pazienza. Non c'è qui il  5.4  non
  c'è qua, c'è da 5.8  Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  5.8.  II  parte.  Il  parere   della
  Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  5.1.  Il  parere   della
  Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.12.R. Il parere della Commissione?

   LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. E' della
  Commissione. Favorevole.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  desidero  un  chiarimento,   ove
  possibile.
   Recita  testualmente questo subemendamento:  I  comuni  prevedono,
  nella   fascia   notturna  d'ingresso  e  di  uscite   scolastiche,
  sospensioni orarie delle attività.
   Ora,  che necessità c'è di scrivere questa norma se già è previsto
  dai  successivi articoli il distanziometro? Perché, è  chiaro  che,
  indipendentemente dall'entrata e dall'uscita dai luoghi  sensibili,
  si  deve stare a 500 o 300 metri, a seconda, se si tratti di comuni
  sopra  i  50.000 o sotto i 50.000 abitanti. Mi pare una norma,  del
  tutto, pleonastica. Se riusciamo, quindi  Forse non ho capito  bene
  io.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore. Diciamo
  che  forse  non  è  scritto benissimo, però,  la  ratio  di  questo
  subemendamento  è che i comuni prevedono, possono prevedere,  nella
  fascia  notturna  e nella fascia di uscita da scuola,  la  chiusura
  delle attività di gioco. Questo, peraltro, viene più volte indicato
     Possono farlo i comuni, anche perché, più volte, viene indicato,
  questo   voglio dire

   PRESIDENTE.  Onorevole La Rocca Ruvolo, vale solo  per  le  scuole
  serali, quindi, questo.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore.  No,  è
  scritto  male, ho detto, il subemendamento. Ho precisato,  infatti,
  signor  Presidente, ho detto che il subemendamento è scritto  male.
  Voleva  rappresentare  il  fatto che i comuni  possono,  sia  nella
  fascia  notturna che nelle fasce di uscita da scuola,  chiudere  le
  macchinette

   PRESIDENTE. Fasce notturne di che cosa?

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore.  Fascia
  notturna,  per esempio, dalle 23.00 in poi, è una fascia  notturna.
  Un  comune  può dire che dalle 23.00 in poi, il bar può fare  tutto
  tranne  che avere aperte le macchinette. Il subemendamento, quindi,
  è  scritto  male.  Ma  non c'entra il distanziometro,  perché,  per
  esempio, ma no  Posso parlare io, scusate, perché altrimenti
   Per  esempio, in province dove c'è un tasso pro-capite di 800 euro
  a  persona, tipo la provincia di Agrigento, il Questore ha  emanato
  una  direttiva  a  tutti  i  comuni di chiudere,  per  esempio,  di
  regolamentare  le fasce orarie per i bar, i tabacchi,  eccetera,  e
  durante gli orari dell'uscita da scuola.

   PRESIDENTE.  Sono  d'accordo, quindi, se si può già  fare,  allora
  perché  lo stiamo facendo, cioè se già i Prefetti lo possono  fare,
  noi perché stiamo

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della commissione e relatore.  Allora
  non lo prevediamo.

   PRESIDENTE. Perché può decidere il comune direttamente?  Va  bene,
  per me, va bene così.

   LA  ROCCA  RUVOLO,  presidente della commissione  e  relatore.  In
  questa maniera, non c'è bisogno che me lo dica il Prefetto, che  al
  sindaco   lo  dica  il  Prefetto.  Il  sindaco  lo  può  fare.   Il
  subemendamento  va,  però, sistemato come  modalità  di  scrittura,
  perché è scritto male, è stato fatto ora ed è scritto male.
   Guardate che già da ora si può fare così.

   PRESIDENTE.  Bene, allora riscriviamo:  I comuni  prevedono  nelle
  fasce  notturne, nonché nella fascia oraria di ingresso e di uscita
  scolastica, la sospensione oraria e le attività.  Va bene, così.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che l'emendamento 5.7, a firma dell'onorevole  Aricò,  è
  assorbito.
   L'emendamento     5.10,    all'inizio,    l'abbiamo     dichiarato
  inammissibile.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 5,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, purtroppo, i lavori d'Aula sono  andati
  molto  velocemente e, probabilmente, non ci siamo accorti di alcuni
  emendamenti  che  prevedevano alcune modifiche  di  buon  senso  in
  questa  legge,  perché, ritengo che, oramai, la problematica  della
  ludopatia,   sta  investendo  migliaia  e  migliaia   di   famiglie
  siciliane.  E,  purtroppo, cari colleghi, sappiamo  che,  spesso  e
  volentieri, molti soggetti, lavoratori, prendono gli stipendi

   PRESIDENTE.   Onorevole   Aricò,   scusi,   è   stato   dichiarato
  inammissibile,  perché  c'è il parere contrario  della  Commissione
  bilancio.

   ARICO'.  Ma non capisco il motivo. Non so quando è stato reso,  io
  tra  l'altro faccio parte della Commissione bilancio, e non ricordo
  quando  noi  abbiamo reso un parere negativo su questo emendamento.
  Signor  Presidente, quindi, io lo vorrei leggere  testualmente  con
  voi.
   Noi  prevediamo:  Una distanza tra sala da gioco e sala da  gioco.
  L'obbligo   di   accesso  selettivo  dell'offerta  di   gioco   con
  identificazione  della maggiore età secondo  le  modalità  previste
  dalla legge.
   Prevediamo la video sorveglianza dell'area di gioco rispetto  alla
  normativa  vigente;  le  modalità  di  comunicazione  al   pubblico
  esclusivamente  informativa  dei  prodotti  di  gioco  e  priva  di
  messaggi di induzione al consumo di gioco; la certificazione, etc.;
  il trasferimento di sede e quant'altro.
   L'impossibilità di piccoli esercizio commerciali  sotto  50  metri
  quadrati  di  avviare  un'attività  da  gioco  mettendo  una,   due
  macchinette  nel  retrobottega, che sono i posti  dove,  purtroppo,
  alcuni  giocatori, che soffrono di questo male che è la  ludopatia,
  vanno a giocare gli stipendi delle loro famiglie.
   Allora, io vorrei - siccome è un argomento importante - che l'Aula
  trattasse questa legge nel migliore dei modi ..

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, io sono d'accordo con lei.

   ARICO'. E poi anche il blocco delle fasce orarie. Evitare  che  le
  persone possano andare nelle fasce orarie notturne.

   PRESIDENTE. Questo l'abbiamo appena approvato.

   ARICO'. Dove? Quali sono le fasce orarie, Presidente?

   PRESIDENTE. Il 5.12.R, che parla proprio delle fasce notturne

   ARICO'. Che riprende parte dell'emendamento che avevo presentato.
   Però,  io  non  capisco  come la Commissione  Bilancio  in  questo
  emendamento   abbia  potuto  rendere  un  parere  negativo   quando
  copertura di bilancio non ce n'è.
   Presidente, io questo non lo capisco.

   PRESIDENTE.  Glielo  spiego.  La  Commissione  Bilancio   non   ha
  approvato  l'1.1,  gli ha dato parere contrario,  che  è  parte  di
  questo emendamento, che comprende anche questo emendamento.
   Per  cui diciamo che era stato, non specificatamente su questo  ma
  sull'1.1 che comprende gran parte di questo emendamento.

   ARICO'. Signor Presidente, si sarebbe potuto armonizzare visto che
  erano  modifiche di buon senso. Gli uffici avrebbero potuto trovare
  una strada.

   PRESIDENTE. Onorevole Arico', io sono a vostra disposizione.

   ARICO'.  Signor Presidente, lei è un Presidente di buon senso,  lo
  sappiamo.
   Se rilegge il 5.10 con calma, penserà di aver fatto ..

   PRESIDENTE.  Onorevole Arico', le sto dicendo, parlate  un  attimo
  con  la  Commissione.  Io sono sempre pronto a  sistemare  le  cose
  purchè la legge sia al meglio possibile.
   Se c'è qualche cosa che vogliamo aggiustare prima del voto finale,
  aggiustate queste cose e lo facciamo dopo.
   Se  quello  che  lei  dice  è un fatto  di  buon  senso  e  se  la
  Commissione è d'accordo, io sono sempre pronto a fare anche qualche
  forzatura al Regolamento purchè le leggi escano da qui condivise.
   Incontratevi  due  minuti  ed  io  evito  il  voto  finale,  e  mi
  interrompo per vedere se si deve fare qualcosa.

   LA  ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, quello che voglio  dire  è  che  i
  rilievi che aveva mosso l'onorevole Arico', ieri con gli uffici  li
  abbiamo  visti  ed abbiamo cercato di calare degli emendamenti  che
  raccogliessero quello che aveva sottolineato l'onorevole Aricò.

   PRESIDENTE.  Onorevole  La  Rocca  Ruvolo,  è  inutile   fare   un
  dibattito.  Quando  vi  vedrete  con  l'onorevole  Aricò  lei   gli
  spiegherà questo.
   Se  effettivamente le cose importanti sono già state inserite, lei
  tornerà  in  Aula  dicendo   va  bene  così,  non  c'è  bisogno  di
  aggiungere niente.  E lo vedete tra di voi.
   Pongo in votazione l'articolo 5.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente il
  lavoro della Commissione è stato un lavoro egregio e la norma in sé
  è una norma importante che va approvata.
   Io  volevo esprimere, però, una perplessità sull'articolo  5  che,
  secondo  me,  almeno  nella  parte inerente  il  comma  1  dovremmo
  tentare, Presidente La Rocca Ruvolo, di prevedere una riscrittura o
  comunque  un  qualcosa  di differente su  un  aspetto  inerente  la
  distanza.

   PRESIDENTE. Il comma 1 dell'articolo 5 è già stato approvato.

   LO GIUDICE. Lo so, Presidente, però abbiamo anche con altri

   PRESIDENTE. Posso dire una cosa?
   Nelle  aule parlamentari normalmente interviene l'opposizione  per
  contestare quello che viene fatto. Se qua interviene la maggioranza
  è  un  problema, interviene solo la maggioranza. Comincia ad essere
  un problema. Per cui parlatene.

   LO GIUDICE. Io voglio solo evidenziare un fatto, Presidente.
   Prendo, ad esempio, la provincia di Messina ma in tutta la Sicilia
  ci sono comuni piccoli.
   Se  noi  abbiamo individuato nell'articolo 1 una serie  di  luoghi
  sensibili che sono giustamente evidenziati e importanti  e  poi  al
  contempo  al comma 1 dell'art. 5 mettiamo delle distanze di  300  e
  500  metri  significa  che un tabaccaio di  un  comune  piccolo  lo
  trattiamo in maniera diversa rispetto ad un tabaccaio di un  comune
  grande  perché  con queste distanze che sono state messe  e  con  i
  luoghi  sensibili  che  sono stati individuati,  significa  che  al
  tabaccaio  del comune di Roccafiorita, che è il comune più  piccolo
  della  Sicilia, non potrà avere macchinette perché attorno, essendo
  un  comune piccolo, ha tutta una serie di luoghi sensibili che  non
  glielo  consentono.  Il tabaccaio del comune di  Messina  lo  potrà
  fare.
   Credo che questo vulnus vada evidenziato e credo che questo vulnus
  vada  riconsiderato, per questo mi permetto di  evidenziare  questo
  aspetto, a mio avviso c'è una fascia che è solo di 50 mila abitanti
  ma la maggior parte dei comuni siciliani sono composti da un numero
  di  abitanti  sicuramente, estremamente inferiore  per  cui  quando
  andiamo  a  mettere questa tipologia di distanze noi  stiamo,  come
  dire,  trattando  in  maniera impari o  differente  attività  della
  stessa  natura  che  in  un  comune  piccolo  si  troverebbero   in
  difficoltà o meglio nella non analoga considerazione rispetto ad un
  comune grande. Per questo chiedo che si possa rivedere.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Più o meno dello stesso argomento?

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  sì
  Presidente era una delle questioni che avevo sottoposto poco fa  al
  Presidente,  perché qua si pone, secondo me, un vulnus  addirittura
  di  carattere  costituzionale, questa è una norma  che  si  candida
  fortemente ad essere impugnata perché il tabaccaio di Basicò che ha
  350  anime,  o  chi  dovrà aprire un tabacchino  verrà  esattamente
  trattato  in  maniera totalmente diversa del tabaccaio di  Messina,
  quindi  è  chiaro  se  già la legge, quindi la  ratio  della  legge
  prevede una differenziazione tra i comuni che hanno più di 50  mila
  abitanti  e  quelli meno di 50 mila abitanti, noi stiamo  scrivendo
  una  legge  in  cui  si  scrive e si  evidenzia  che  a  Basicò  il
  tabacchino con queste slot non si può aprire mentre a Messina  o  a
  Barcellona lo si può fare.
   E'  chiaro  che  una  norma  che, ripeto,  si  candida  ad  essere
  impugnata, non c'è dubbio che dobbiamo tutelare il cittadino  dalla
  ludopatia,  è  inutile  spenderci qui in  argomentazioni  che  sono
  stucchevoli e inutili e sovrabbondanti, siamo tutti contro il gioco
  d'azzardo,   è   inutile   che  stiamo   qui   a   profonderci   in
  argomentazioni, però dobbiamo scrivere una legge che sia una  legge
  dignitosa, ora mettere che a Basicò o a Tripi sono i comuni

   PRESIDENTE.  Scusi possiamo trovare la soluzione,  onorevole,  non
  ripetiamo...

   CALDERONE. La soluzione è fare un terzo scaglione, Presidente.

   PRESIDENTE.  Appunto, questo stavo proponendo, se si fa  un  terzo
  scaglione  per i comuni sotto i 5 mila abitanti, che ne  so,  e  si
  rimette a cento metri si risolverà il problema.

   LA  ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, assessori, io mi rimetto  all'Aula
  non ho difficoltà come Commissione.

   PRESIDENTE.   No,   lei  dovrebbe  presentare   eventualmente   un
  emendamento.

   LA  ROCCA RUVOLO, Presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente,  non  lo  presento  per  un  semplice  motivo,   perché
  dobbiamo,  al  di  là  di quelle che possono essere  le  posizioni,
  tornare  alla legge  Norme per la prevenzione e il trattamento  del
  disturbo  da gioco d'azzardo . E' è la Commissione Salute  che  sta
  portando

   PRESIDENTE. Si, onorevole La Rocca, però oggettivamente quello che
  hanno  detto  i colleghi ha una ratio. Scusi onorevole, permettete,
  la  logica che hanno evidenziato loro è il fatto che ci sono comuni
  talmente piccoli che 300 metri è già finito il comune, per cui  500
  metri  è  già  finito il comune per cui è ovvio che se mettiamo  un
  metraggio talmente ampio anche per questi comuni è chiaro  che  non
  ne   potranno   avere,  ora  questo  sì  che  rischia   di   essere
  anticostituzionale  perché  è come se noi  decidessimo  che  alcuni
  comuni non possono avere queste macchinette.
   Ora, fosse per me le vieterei in tutta Italia, ma siccome non sono
  vietate  in  tutta  Italia, non possiamo permetterci  di  fare  una
  distinzione  tra  un  comune e l'altro, sulla distanza  possiamo  o
  avvalerci  dell'intelligenza  e  della  capacità  di  giudizio  dei
  sindaci e, quindi, chiedere un metraggio idoneo senza misurarlo con
  precisione  e  se  la  vedono  i sindaci  in  funzione  della  loro
  grandezza  quale  può  essere  questo  metraggio  oppure  fare  più
  scaglioni   in   modo  che  salviamo   capre  e   cavoli ,   perché
  effettivamente in un comune di 3 mila abitanti che in 300 metri c'è
  tutto  il  comune  se noi mettiamo una cosa significa  che  non  li
  possono  avere,  ripeto,  lo  dice uno  che  preferirebbe  che  non
  esistessero  da  nessuna in Italia, ma siccome la  legge  c'è,  non
  possiamo  stravolgerla noi. Si può fare una cosa di questa cambiare
   il sindaco dovrà stabilire la distanza idonea? .

   LA  ROCCA  RUVOLO, presidente della Commissione e  relatore.  Però
  dico  se  in un comune di uno, di mille abitanti, ce ne andrà  una,
  perché  ci sono trecento metri di differenza. Non ci saranno  dieci
  luoghi dove andare a giocare uno ce l'avrà l'obiettivo è ridurre il
  più possibile questi luoghi che non sono luoghi di aggregazione  ma
  di perdizione di rovina tasche, quindi, la posizione

   PRESIDENTE. Allora, scusate, siccome poi noi abbiamo gli assessori
  che abbiamo chiamato per parlare dei propri problemi. Ho fatto fare
  questa  legge  perché era teoricamente molto veloce.  Se  invece  è
  diventata  meno semplice di quella che prevedevamo, la  sospendiamo
  un attimo. Facciamo intervenire.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Allora Presidente, la questione non è peregrina, però, va
  risolta   in  un  altro  modo.  Scusi  un  momento.  Partiamo   dal
  presupposto  che  la  legge  è fatta per  tutelare  i  cittadini  e
  determinate categorie dal gioco d'azzardo. Quindi, che il paese sia
  piccolo o che il paese sia grande, se uno degli strumenti è  tenere
  a  distanza le macchinette dai soggetti deboli, non possiamo andare
  a  legiferare  dicendo che nel paese piccolo il pericolo  è  a  150
  metri  e  nella  città  grande è a 500 metri. Conseguentemente,  se
  dobbiamo  modificare la norma, allora si deve  fare  com'era  stata
  congegnata all'inizio, ossia, in tutti i comuni a 500 metri.
   Seconda  cosa,  ecco,  quindi cerchiamo  di  chiarire.  Quando  un
  cittadino  in Italia apre un'azienda, che sia un tabacchino  o  una
  fabbrica  di automobili, si assume il rischio imprenditoriale.  Tra
  il  rischio  imprenditoriale  c'è anche  la  modifica  dello  stato
  legislativo  che lo ha indotto ad aprire un'azienda nel  corso  del
  tempo,  perché diversamente ogni azienda potrebbe fare  un  ricorso
  ogni qual volta nasce una legge.

   PRESIDENTE. Non è questo il problema. Onorevole De Luca,  noi  non
  abbiamo il diritto di considerare diversi i cittadini di un  comune
  di diecimila da uno di cinquemila

   DE LUCA. E allora tutti 500 metri.

   PRESIDENTE. Ma siccome, qua è diverso. Allora scusatemi,  scusate,
  sono  due  le cose che possiamo fare. Lo chiedo alla Presidente  La
  Rocca Ruvolo, che in quanto Presidente di Commissione, poi mi dovrà
  rispondere:  o la sospendiamo e rivedete questo punto, si  riunisce
  la  commissione e domani la votiamo e vediamo questa cosa,  oppure,
  per  quanto mi riguarda, siccome, scusatemi, siccome quest'articolo
  è  già  stato  votato, dobbiamo fare solo il voto finale,  io  vado
  avanti,  caso mai si fa una modifica, se ritenete di farla,  o  con
  una  legge successiva, con un emendamento su un'altra legge  o,  al
  limite,  se  non è una cosa troppo complicata in sede  di   Quindi,
  andiamo avanti? O lasciamo così? Benissimo.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                         Competenze delle ASP

   1.Le  ASP  promuovono  gli interventi di prevenzione  del  rischio
  della  dipendenza  da DGA mediante iniziative di sensibilizzazione,
  informazione, educazione per fornire un primo servizio di  ascolto,
  assistenza  e consulenza sul tema del disturbo da gioco  d'azzardo,
  anche  attraverso la predisposizione di piani di informazione,  con
  particolare  riferimento al gioco on line,  rivolti  agli  studenti
  delle  istituzioni  scolastiche di primo grado e delle  istituzioni
  scolastiche e formative di secondo grado.

   2. I Servizi delle dipendenze patologiche delle ASP assicurano:
   a) l'attività di accoglienza;
   b) la valutazione diagnostica;
   c) la presa in carico e cura;
   d) il reinserimento sociale della persona affetta da DGA;
   e)  il  sostegno  ai  familiari, anche in  collaborazione  con  le
  associazioni che si occupano di disturbo da gioco d'azzardo».

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.2.  Il
  parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.1. Il parere della
  Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.3. Il parere della
  Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 6.3, non funziona. Che  cosa  s'intende
  per strutture accreditate?

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per l'appunto di

   PRESIDENTE.  Ma  esiste questo accredito?  Esiste?  Cioè  ci  sono
  quelle accreditate e quelle non accreditate?

   DE  LUCA. Tecnicamente sì, non gli è mai stata data una lira dalle
  Asp,  nonostante i fondi che sono stati. Sono tutte quelle comunità
  di   recupero  che  si  occupano  anche  di  assistenza  ai  malati
  patologici posso fare l'esempio di quelle messinesi, però, ci sono,
  va ecco su questo.

   PRESIDENTE. E' una cosa abbastanza pericolosa questa, perché non è
  che possiamo sapere cioè se esiste un accreditamento da parte delle
  Asp, dicendo quella struttura può funzionare sennò. No capisco  chi
  lo deve dare..

   DE LUCA. Allora signor Presidente, le strutture che si occupano di
  azzardopatia,  perché noi stiamo trattando l'azzardopatia,  non  la
  ludopatia,  come  qualche  volta viene erroneamente  confusa,  sono
  strutture che si occupano di patologie in generale come può  essere
  la  tossicodipendenza,  come può essere  la  dipendenza  dal  gioco
  d'azzardo,  o  vari  tipi di dipendenze. Queste strutture  -  posso
  immaginare  la  Lelat, posso immaginarne altre - operano  anche  in
  convenzione   con   le   Asp.  Conseguentemente,   sono   strutture
  convenzionate   a   tutti   gli  effetti.   Che   poi,   nel   caso
  dell'azzardopatia non sono previste forme di tutela residenziale  o
  semiresidenziale che sia, questo è un altro discorso. Esce,  forse,
  dalla comune accezione di convenzione. Però ci sono.

   PRESIDENTE. Io non discuto la ratio. Discuto il fatto  che  se  le
  Asp  devono  individuare  quali sono queste strutture  accreditate,
  vuol dire che c'è già un accreditamento di queste strutture.

   LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Vogliamo
  togliere la parola accreditate?

   PRESIDENTE. Se togliamo accreditate  le strutture che si  occupano
  di questo'.

   LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Esatto.

   PRESIDENTE.   Poi   se  la  vedranno  loro.  Come   subemendamento
  cancelliamo la parola  accreditate' dall'emendamento 6.3. Pongo  in
  votazione il subemendamento che è approvato e l'emendamento  che  è
  approvato così come modificato.
   Si passa all'emendamento 6.4. Il parere della Commissione?

   LA   ROCCA   RUVOLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione,  pongo  in
  votazione l'emendamento 6.4. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 6.5. Le strutture accreditate non ci sono
  più, quindi è superato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                        Sanzioni amministrative

   1.   E'   vietata   qualsiasi  attività   pubblicitaria   relativa
  all'apertura  o  all'esercizio delle  sale  da  disturbo  da  gioco
  d'azzardo, che si ponga in contrasto con l'articolo 7, commi  4,  4
  bis e 5 del Decreto Legge 158/2012.
   2.  L'inosservanza delle disposizioni di cui al  comma  precedente
  comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da  1.000  a
  5.000 euro.
   3.   L'apertura  di  locali  da  destinare  a  sala  da  gioco   o
  l'installazione  nei  locali di apparecchi  per  il  gioco  di  cui
  all'articolo 110, comma 6, lettera a), del Regio Decreto 18  giugno
  1931,   n.773,   in   violazione  delle   distanze   previste   dal
  provvedimento della Giunta regionale di cui all'articolo  5,  comma
  1,  è  punito con una sanzione amministrativa da euro 2.000 a  euro
  10.000, in caso di reiterazione con una sanzione amministrativa  da
  euro 10.000 a euro 50.000.
   4.  All'accertamento  delle  violazioni  e  all'irrogazione  delle
  sanzioni  di cui al presente articolo provvede il Comune competente
  per  territorio.  I  Comuni  destinano i  proventi  delle  sanzioni
  amministrative di cui al presente articolo alle iniziative  di  cui
  al  comma  2  dell'articolo  6, nonché al  sostegno  di  iniziative
  promosse  dalle associazioni a tutela dei diritti di consumatori  e
  utenti, dalle associazioni di familiari vittime del gioco d'azzardo
  volte  al  recupero  dei soggetti patologici  o  in  alternativa  a
  finalità di carattere sociale e assistenziale».

   Si  passa  all'emendamento 7.1 della Commissione.  Il  parere  del
  Governo è favorevole. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la parte I e la parte II.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                «Art. 8
                          Clausola valutativa

   1.    La    Giunta   regionale   informa   l'Assemblea   regionale
  sull'attuazione  della  presente legge  e  sui  risultati  da  essa
  ottenuti progressivamente nel prevenire, contrastare e trattare  il
  disturbo  da  gioco  d'azzardo. A tal fine, presenta  all'Assemblea
  regionale una relazione biennale, entro il mese di giugno  di  ogni
  anno, che fornisce risposte documentate ai seguenti quesiti:
   a)  quali  attività di informazione, sensibilizzazione sono  state
  realizzate e quali soggetti sono stati coinvolti;
   b)  che  dimensioni, caratteristiche e distribuzione  territoriale
  hanno  avuto  la  domanda e l'offerta di servizi di  assistenza  ai
  giocatori patologici e di sostegno alle loro famiglie;
   c)  in  che misura i servizi offerti hanno soddisfatto la  domanda
  espressa   e  hanno  favorito  il  miglioramento  delle  condizioni
  personali,  familiari e sociali dei soggetti affetti  da  forme  di
  dipendenza dal gioco d'azzardo;
   d) in che misura e per quali finalità la Regione ha finanziato gli
  interventi previsti dalla presente legge e in che modo tali risorse
  risultano  distribuite sul territorio regionale e  fra  i  soggetti
  coinvolti;
   e)  quale è stato il grado di diffusione delle iniziative poste in
  atto   dai  Comuni,  dalle  ASP  e  dai  gestori,  con  particolare
  riferimento  al  marchio  regionale   Slot?  No  Grazie    e   agli
  incentivi di cui all'articolo 4, comma 5;
   f)  come,  nel periodo considerato, si è modificata la  diffusione
  delle  sale gioco e dei luoghi dove sono installati apparecchi  per
  il   gioco   d'azzardo  nel  territorio  regionale  rispetto   alla
  situazione preesistente;
   g)   quali   sono   state  le  principali  criticità   riscontrate
  nell'attuazione  degli interventi previsti dalla presente  legge  e
  quali  le  iniziative  attuate per farvi  fronte,  con  particolare
  riferimento  alla  tutela dei minori e alle  attività  illecite  di
  riciclaggio.
   2. Gli esiti del monitoraggio realizzato ai sensi dell'articolo 4,
  comma   1,   lettera  c)  sono  parte  integrante  della  relazione
  all'Assemblea regionale.
   3.  La  relazione  prevista al comma 1 è resa pubblica  unitamente
  agli eventuali documenti dell'Assemblea regionale che ne concludono
  l'esame.
   4.  I  soggetti  pubblici e privati attuatori  delle  disposizioni
  contenute  nella  presente legge forniscono  alla  Regione  dati  e
  informazioni idonei a rispondere ai quesiti di cui al comma 1».

   Si  passa  all'emendamento 8.1, della Commissione: Dopo la  parola
   biennale'  è  aggiunta  la  parola   documentata'.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                           Norma finanziaria

   1.  Gli interventi di cui agli articoli 4 e 6, di competenza della
  regione  e  delle aziende sanitarie provinciali, sono  inclusi  nel
   Piano  biennale  regionale gioco d'azzardo patologico   finanziato
  annualmente con le risorse derivanti dal riparto tra le  regioni  e
  le  province autonome di Trento e Bolzano del  Fondo per  il  gioco
  d'azzardo patologico di cui all'articolo 1, comma 946, della  legge
  28  dicembre  2015,  n.  208, istituito al  fine  di  garantire  le
  prestazioni  di  prevenzione,  cura e riabilitazione  rivolte  alle
  persone  affette  dal  gioco  d'azzardo patologico,  come  definito
  dall'Organizzazione mondiale della sanità».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Possiamo  approvare il disegno di legge se inserite  i  tesserini.
  Ricordiamoci il sistema che è sempre quello da Covid.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                             «Norme per la
  prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d'azzardo » (n.
                            215-387-450/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Norme per la prevenzione e il trattamento del
  disturbo da gioco d'azzardo» (215-387-450/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti       46
   Votanti       .38
   Maggioranza    .20
   Favorevoli     .38
   Contrari       0
   Astenuti      .2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevole La Rocca Ruvolo, è soddisfatta? Mi dica una cosa, quanto
  avrebbe giocato che la legge passava?

   LA ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. O poco o
  nulla,  quindi ringrazio questa Presidenza per l'attenzione. Grazie
  a tutti, grazie ai colleghi.

   PRESIDENTE. Grazie a lei.


    Comunicazione relativa a nomina di componente della Commissione
           per la vigilanza sulla Biblioteca dell'Assemblea

   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Catanzaro   è   nominato
  componente della Commissione Biblioteca.


      Sui fatti accaduti presso la struttura sanitaria di Troina

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole Foti, mi può sostituire cinque minuti precisi  che  devo
  scappare  un  attimo e torno subito. Prego onorevole Zito,  cominci
  pure il suo intervento.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   ZITO.   Signor   Presidente,   approfitto   della   presenza   sia
  dell'assessore Lagalla che dell'assessore Scavone che, se non erro,
  sono  anche  dei  medici  e, soprattutto,  della  Presidente  della
  Commissione Salute, l'onorevole La Rocca Ruvolo, perché ho letto su
  un  articolo  di   Repubblica', vorrei  che  ascoltasse  anche  Lei
  Presidente, perchè è abbastanza delicata, che, presso una struttura
  sanitaria, presso l'oasi di Troina, pare ci sia stato uno stupro ai
  danni di una disabile e questo sia avvenuto durante il lockdown.
   Una  cosa  di  mostruoso, abominevole, qualcosa di indescrivibile,
  penso  che sia opportuno farsi carico e chiedere all'assessore  per
  la  salute,  dr Razza, di inviare gli ispettori per capire  cosa  è
  successo,  perché  in  quel  periodo  se  non  sbaglio,  era  anche
  dichiarata  zona rossa', quindi è confinato dentro quelle mura, chi
  è il colpevole.
   Chiederei  quindi  al  Governo  di attivarsi  per  capire  cosa  è
  successo all'interno di questa struttura, qualora fosse vero questo
  articolo di  Repubblica' è qualcosa di mostruoso e questo non  deve
  avvenire più grazie.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   PAGANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io
  per il fatto che è stato annunciato prima di me dal collega.
   Certo  de  quello  che abbiamo letto dalle varie   anse'  e  dalle
  notizie che sono state, giustamente, rilanciate sia in Sicilia  che
  giustamente anche a livello nazionale, se dovesse essere vero è una
  cosa  così squallida, terribile, un teatro dell'orrore, non  so  se
  esistono  parole adatte per descrivere fatti di questo  genere.  In
  ogni caso ci affidiamo alla magistratura.
   Per   quanto   riguarda  un'ispezione  da  parte  dell'assessorato
  competente, è quello che ho chiesto oggi in una nota che ho appunto
  trasmesso  all'assessore  per la salute e  veramente  speriamo  che
  venga fatta chiarezza e che si vada fino in fondo.

   nelle strutture sanitarie

   Sul tema relativo all'assistenza igienico-sanitaria dei disabili
                       nelle strutture sanitarie

   PRESIDENTE.  Abbiamo  qui alcuni membri  del  Governo,  c'è  anche
  l'assessore  Scavone,  immagino sia qui per relazionare  in  merito
  alle  comunicazioni che doveva relazionare in Aula sulla situazione
  dei  disabili che è stata più e più volte chiesta, durante le altre
  giornate.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Approfitto della
  presenza  dell'assessore Scavone perché questa è  una  vicenda  che
  ormai seguiamo da tempo assessore ma non abbiamo più tempo.
   La  situazione è veramente drammatica, i nostri studenti disabili,
  oggi  stanno  a  casa proprio perché on vengono erogati  i  servizi
  essenziali  che  gli  consentono di  partecipare  alle  lezioni  in
  classe.
   Credo,  assessore, che si deve trovare una soluzione perché questi
  studenti  non possono essere seguiti dal personale Ata,  perché  si
  tratta  di  disabilità che non possono essere seguite dal personale
  Ata che verranno formati con corsi di 40 ore a differenza invece di
  un  personale specialistico che ha assunto esperienza negli anni  e
  che sa quel che deve fare.
   Si  tratta  di  un  bacino di 2000 persone, che  qualora  verranno
  tagliate  fuori da questo sistema lavorativo, stiamo  parlando  del
  più  grande  licenziamento effettuato in Sicilia non da  un'azienda
  privata ma da una pubblica amministrazione; credo che questo sia da
  prendere,  assolutamente,  in  considerazione  e  occorre   trovare
  assolutamente una soluzione che possa contemperare sia le  esigenze
  delle  famiglie con i loro figli disabili ma soprattutto del bacino
  di  questi  lavoratori.  Questi  lavoratori  hanno  il  diritto  di
  partecipare alle lezioni in classe sancito dalla Costituzione e  da
  una  serie  di  leggi regionali che dal 1981, fino alla  legge  del
  2019,  del  diritto  allo  studio;  altrimenti,  sapete  che   c'è?
  Prendiamo  la  legge  approvata in questa  Assemblea,  strappiamola
  perché  non  garantiamo  il diritto allo  studio  a  questi  nostri
  ragazzi. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Scavone.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli  deputati,  buonasera.  Sono
  d'accordo  con l'onorevole Schillaci: quello che sta  avvenendo  in
  Sicilia è una situazione di grande gravità, con il rischio che  gli
  studenti disabili e fondamentalmente anche i lavoratori che di loro
  si  sono  impegnati  da lungo tempo, parliamo di  circa  vent'anni,
  possano pagare un prezzo altissimo. E, pur tuttavia, io capisco che
  nel  gioco  delle freccette ci sono i dardi e c'è il  cartellone  e
  spesso  la Regione si trova ad avere il ruolo del secondo e beccare
  tutti  i  dardi,  ma la vicenda che si è venuta  a  determinare  in
  Sicilia  è  una  di  quelle vicende per le quali  questa  volta  la
  Regione ha mantenuto un livello altissimo di attenzione e anche  di
  stimolo nei confronti di tutti gli Organi istituzionali.
   E' noto che in Sicilia il problema si è posto, perché il Consiglio
  di   Giustizia  Amministrativa  della  Regione  siciliana,  con  la
  delibera 115, che si chiama  parere  - ma il Consiglio di Giustizia
  Amministrativa  è il Consiglio di Stato - dell'8 maggio  2020,  nel
  riparto di competenze declina esattamente le competenze che ci sono
  della  Regione rispetto a questo problema e quelle dello  Stato  e,
  per   lo  Stato,  del  MIUR,  cioè  del  Ministero  della  pubblica
  istruzione,  dando a questo la responsabilità della gestione  degli
  studenti disabili attraverso il personale ATA.
   Per  la  verità, il Consiglio di Giustizia Amministrativa  non  fa
  altro  che  ripetere  una  circolare dell'Ufficio  legislativo  del
  Ministero della pubblica istruzione il 6 marzo del 2020, quindi due
  settimane   prima  della  delibera  del  Consiglio   di   Giustizia
  Amministrativa, fa declinando il reparto di competenze tra Stato  e
  Regione  siciliana in relazione agli alunni con  disabilità  che  è
  proprio  il  Ministero  a dire che nel contesto  di  questo  parere
  legislativo  che  è opportuno evidenziare che l'articolo  13  della
  legge  104,  eccetera, eccetera, prevede l'integrazione  scolastica
  della  persona con disabilità nelle sezioni e nelle classi con  una
  responsabilità che è affidata al personale ATA che,  in  virtù  del
  contratto del 2001 posso continuare?

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao, la prego di  fare  il  briefing  di
  maggioranza   da  un'altra  parte,  perché  l'Assessore   parla   e
  giustamente gli altri colleghi sono pregati di stare ai loro posti,
  chi  mi  vuole  fare  cenno lo iscrivo a parlare  per  dopo;  fermo
  restando  che se le iscrizioni sono troppe per Gruppo contingenterò
  i tempi. Prego, assessore Scavone.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Dice  chiaramente e distingue le responsabilità  il  primo
  riferito  all'assistenza  di base e di  competenza  degli  istituti
  scolastici.
   A   questo   punto   devo   dire  che   la   Regione,   conoscendo
  l'organizzazione  nostra  che derivava  fondamentalmente,  è  stata
  ricordata la norma dell'81, la 104, fondamentalmente, la  legge  15
  del  2004  e  la  circolare esplicativa, che è da leggere,  scritta
  mirabilmente  dall'allora Assessore dell'epoca che, ovviamente,  fa
  la  fotografia  della  insufficienza  della  gestione  dei  bambini
  disabili nelle scuole per l'insufficienza del personale ATA,  siamo
  all'indomani  del  contratto di lavoro del 2001  che  dà  agli  ATA
  questa  competenza,  che dice che siccome il contratto  è  recente,
  siccome i bidelli sono pochi, siccome i corsi devono essere  ancora
  fatti,  per  un periodo transitorio la Regione si sostituisce  alla
  scuola laddove vi è una necessità e fissa un elemento che ritornerà
  ancora  oggi  - ed è utilissimo ricordarlo adesso -  ci  saranno  i
  dirigenti    scolastici   che   ovviamente   dovranno   certificare
  l'insufficienza dell'assistenza a scuola nei confronti dei  bambini
  disabili  chiedendo  ai sindaci l'intervento a supporto,  perché  i
  bidelli  che non ci sono possono essere sostituiti dalla figura  di
  assistente igienico personale.
   A  questo punto, noi ci siamo preoccupati di una situazione  nella
  quale, per carità, nel rispetto di quanto statuisce il Consiglio di
  Giustizia  Amministrativa,  rispetto  al  quale  noi  non  solo  ci
  dobbiamo  ma  ci  vogliamo  ovviamente adeguare,  pur  tuttavia  la
  Regione  ha  avuto massima la preoccupazione nei  confronti  di  un
  passaggio  di  testimone  senza che ci fosse  stato  un  filtro  di
  passaggio, parliamo di una norma transitoria o quant'altro lo  dirò
  poi io alla fine.
   Pertanto,  noi proprio in data 24 giugno 2020 convochiamo  il  neo
  nominato  dirigente  dell'Ufficio scolastico  regionale  al  quale,
  ovviamente,  rappresentiamo questa fotografia: siamo d'accordo  che
  la  scuola ha questa responsabilità, però abbiamo la preoccupazione
  che  la  scuola  non  sia  in grado di potere  assolvere  a  questo
  compito,  pertanto  noi siamo pronti eventualmente  a  trovare  una
  soluzione e ad intervenire.
   In quell'incontro il direttore ebbe a ribadire, il dott. Suraniti,
  questo   è   il   verbale,  chiarisce  che   vista  la  delicatezza
  dell'assenza di base, viene assicurata ricorrendo eventualmente  ad
  assunzioni   in   deroga,   a   fronte   di   comprovati   organici
  sottodimensionati.  Una procedura semplice perché  alle  assunzioni
  provvedono   i  dirigenti  scolastici  che  poi  hanno   anche   la
  responsabilità di formarli .
   Nonostante questa assicurazione noi abbiamo mantenuto altissimo il
  livello  di preoccupazione e, com'è noto, abbiamo adottato un  atto
  deliberativo  nell'esercizio delle due  settimane  successive,  nel
  luglio  del  2020,  nel quale riscriviamo tutta questa  storia,  la
  raccontiamo e diciamo:  In relazione alle normative in vigore nella
  nostra  Regione  e  nel Paese, fino ad oggi l'assistenza  igienico-
  personale  è stata mantenuta ed è nella responsabilità  dei  Comuni
  per  quanto riguarda le scuole primarie delle ex Province  e  delle
  Province  eccetera, per quanto riguarda le scuole di secondo  grado
  ed  eventualmente  l'Università ed eventualmente e fondamentalmente
  per  tutte  le  scuole  di  ogni ordine  e  grado  per  i  minorati
  sensoriali .
   Comprenderete che noi abbiamo fatto un atto anticipando quello che
  poteva essere lo scenario che si poteva verificare in autunno, alla
  luce di questa presa di posizione del CGA, dell'Ufficio legislativo
  del  MIUR, ribadita dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale
  e  abbiamo  adottato  questa delibera dicendo  a  tutti:   Noi  non
  modifichiamo  le  risorse  che abbiamo programmato,  visto  che  le
  abbiamo programmate prima del parere del CGA  fondamentalmente,  di
  cui  non  potevamo  essere a conoscenza e  non  leviamo  una  lira,
  manteniamo  la stessa risorsa, perché laddove ci fosse necessità  i
  Comuni e le province sono autorizzate a fare -  li abbiamo chiamati
  progetti  migliorativi integrativi sostitutivi e quant'altro  -  su
  richiesta dei dirigenti scolastici .
   E siamo ai giorni nostri, è partita la scuola, alcune realtà degli
  Enti  locali  non  hanno avuto difficoltà a partire,  altre  invece
  hanno manifestato qualche preoccupazione da parte dei dirigenti dei
  Comuni,   di  qualche  struttura  provinciale  manifestando   delle
  perplessità  rispetto alla validità dell'autorizzazione  data  alla
  Giunta ad intervenire -  mi sembra ridicolo ma, comunque, questo  è
  avvenuto  -  e paventando il rischio di una violazione che  potesse
  essere poi perseguita dalla Corte dei conti.
   A  questo  punto, noi abbiamo scritto al Ministro  e  gli  abbiamo
  detto:   Gentilissimo  Ministro,  c'è  questa  situazione:  qui  la
  Regione  Sicilia  è  molto preoccupata,  nonostante  tu  e  il  tuo
  dirigente  scolastico regionale rivendicate il ruolo,  in  assoluta
  autonomia, della gestione degli studenti disabili abbiamo un doppio
  problema,  perché poi è la verità, la gestione dei  disabili  manca
  ovviamente  questo personale. Pertanto, io ti suggerisco,   intanto
  ti  chiedo  un  incontro, cosa che è avvenuta  venerdì  scorso,  ho
  incontrato  anche  il Presidente della VII Commissione  MIUR  della
  Camera,  l'onorevole  Casa, con la quale,  devo  dire  onore  della
  verità,  mi sono ritrovato assolutamente sulla stessa posizione  di
  grande  disponibilità e fondamentalmente di una necessità o di  una
  norma  ponte  o, come ho chiesto io al Ministro, di un  accordo  di
  programma  perché abbiamo detto al Ministro:  ministro,  noi  siamo
  pronti ad intervenire e a supplire la scuola.
   Ho  chiesto  a  Suraniti, con una nota credo del 20 settembre,  di
  conoscere  quanti bidelli aveva assunto, quanti ne  aveva  formato,
  qual  era  la  condizione e ancora ad oggi  non  ho  avuto  formale
  risposta però, dico, noi abbiamo stabilito che laddove il dirigente
  scolastico  ritiene  ci  sia  una necessità  si  può  rivolgere  al
  sindaco,  il sindaco o il commissario della provincia è autorizzato
  ad erogare il servizio.
   Per accordo di programma s'intende,visto che è una tua competenza,
  noi  abbiamo  una disponibilità, ci abbiamo messo  i  soldi,  siamo
  disponibili ad un ruolo di supplenza, sarebbe corretto che  poi  in
  un  tavolo opportuno si riveda, come dire, si rifanno i conti,  nel
  senso se la Regione assume in sé questa responsabilità .
   Devo   dire   che  siamo  ancora  in  attesa,  io  stamattina   ho
  risollecitato  il  Ministro  che mi  aveva,  entro  una  settimana,
  promesso l'attivazione di un tavolo tecnico, cosa che ancora non  è
  avvenuta, spero possa avvenire nelle prossime ore.
   Noi, nel frattempo, com'è noto, abbiamo trasferito ai Comuni tutte
  le   risorse,  da  quelle  degli  Enti  locali  a  quelle  del  mio
  Assessorato, che sono le risorse con cui i Comuni negli anni  hanno
  mantenuto  il  servizio e quest'anno potranno  anche  mantenere  il
  servizio.
   Per quanto riguarda le province abbiamo trasferito i soldi fino al
  31  dicembre.  Credo  che  abbiamo fatto  veramente  tanto  di  più
  rispetto  a quello che era il nostro livello di responsabilità.  Ma
  nonostante  questo, visto che in non tutti i Comuni  è  partito  il
  servizio,  in  non tutte le province è partito il servizio  abbiamo
  fatto una serie di note ai sindaci di tutti i Comuni della Regione,
  ai  signori  Commissari  straordinari, ne  abbiamo  fatta  una  l'8
  settembre,  ne abbiamo fatta un'altra il 14 settembre,  ne  abbiamo
  fatta  un'altra il 20 settembre e un'altra ancora il  29  settembre
  ricordando a ciascuno di questi il loro dovere non solo  sul  piano
  etico,  ma  anche  normativo,  d'intervenire  laddove  fosse  stato
  necessario.
   Al Presidente Orlando, Presidente dell'Anci, che aveva manifestato
  anche   lui  qualche  perplessità  a  supporto,  come  dire,  delle
  titubanze  dei  sindaci che fino ad oggi avevano  ritenuto  di  non
  intervenire, abbiamo ribadito davanti al Ministro tutto il percorso
  fatto  e  devo dire che Orlando in quell'occasione, e mi  riferisco
  all'incontro  dell'1 ottobre, ha dichiarato di essere pronto  anche
  lui  nella  sua realtà cittadina e metropolitana a partire  con  il
  servizio.
   Questo  è  lo  stato dell'arte. Certamente, io mi  auguro  che  il
  Ministro  Azzolina voglia tenere conto del nostro  suggerimento  di
  assumere,  attraverso le dirigenze scolastiche,  il  personale  che
  abbia esperienza, perché i bidelli vengono reclutati attraverso gli
  elenchi   che  ogni  singolo  dirigente  scolastico  nella  propria
  autonomia può assumere il personale ATA e gli abbiamo detto che noi
  abbiamo in Sicilia persone che da vent'anni hanno esercitato questa
  attività, molti dei quali al di là di quello che era il loro  ruolo
  hanno  fatto  corsi di formazione, hanno assunto  diplomi  come  il
  diploma  OSS  e OSA, è inutile che sto a ricordare il  senso  degli
  acronimi che voi bene conoscete e mi auguro che questa possa essere
  una strada seguita dal Ministero.
   L'onorevole  Casa che ho sentito fino a stamattina  mi  dice  che,
  eventualmente, lei è pronta alla redazione di una norma transitoria
  che  possa  consentire, liberandoci da quello che ovviamente  è  il
  dettato normativo ribadito sia dal Governo centrale che dall'organo
  giurisdizionale  amministrativo che è  il  Consiglio  di  giustizia
  amministrativo,  perché si possa evitare non  tanto  l'interruzione
  del  servizio,  perché dal mio osservatorio, la  gran  parte  delle
  realtà  è  partita  o sta partendo. Quindi, vi è una  situazione  a
  macchia di leopardo di qualche difficoltà ma, fondamentalmente, una
  condizione che sia eticamente corretta nel rispetto, come ho  detto
  all'inizio,  degli studenti disabili ma anche di  questa  massa  di
  lavoratori  che,  comunque, hanno o direttamente per  i  comuni,  o
  attraverso  l'interposizione del mondo della  cooperazione,  quindi
  delle cooperative, lavorato consentendo che in Sicilia ci fosse  un
  servizio   igienico-sanitario  che  è  riconosciuto  da  tutti   di
  altissimo livello e con una copertura capillare.
   Questo  è  avvenuto. Credo che la Regione abbia  fatto  veramente,
  anticipando tutti gli scenari che si potevano venire a determinare,
  tutto  quello  che  poteva essere fatto, anzi un  pochino  di  più,
  aspettiamo che il ministro Azzolina, che l'onorevole Casa, che  gli
  Organi  e  i livelli istituzionali romani ci possano consentire  di
  tranquillizzare  tutti; però, aggiungo, se qualche  sindaco  non  è
  partito,  avendo nel cassetto già la risorsa per gli interventi  di
  socialità e anche per questo tipo di intervento o qualche dirigente
  dei liberi consorzi ha ritenuto di manifestare qualche elemento  di
  preoccupazione,  ho già detto loro e ho detto alle  famiglie  e  ho
  detto  anche  agli interlocutori del mondo dei lavoratori,  che  si
  assumono una responsabilità anche di tipo omissivo perché alcuni di
  questi  hanno voluto giocare sulla parola che abbiamo  messo  nella
  Giunta    progetti ,  che  significano  servizi,  che   significano
  attività, che significano il progetto educativo individuale  che  è
  la  strada  maestra  dei  servizi che devono  essere  garantiti  ai
  disabili  del  mondo  della  scuola. E,  quindi,  non  ci  sono  né
  giustificazioni né alibi, né, per quanto mi riguarda,  consentiremo
  a  nessuno  di ciurlare nel manico, perché il servizio  ai  ragazzi
  disabili  e possibilmente il recupero di questa massa di lavoratori
  è  un  problema che è veramente nelle piaghe della carne di  questa
  Regione e che non può essere sopportato.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Scavone.
   Sono  iscritti a parlare gli onorevoli Di Paola, Figuccia e Campo.
  Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.

   DI   PAOLA.  Grazie,  Presidente.  Governo,  colleghi,  cittadini.
  Presidente, colleghi, io allargo le braccia perché non  lo  so  sto
  Governo mi ricorda, non so se vi ricordate, la figura di Tafazzi di
   Mai  dire  gol ,  cioè  quel personaggio  che  continuava  con  la
  bottiglia a darsi colpi continuamente.
   La  Regione  siciliana, per una volta, dico una volta, era  avanti
  rispetto   ad  altre  Regioni  d'Italia  sull'assistenza  igienico-
  personale specialistica, Assessore, che è una differenza enorme tra
  assistenza  igienico-personale, assistenza di base,  perché  si  fa
  questa enorme confusione - e mi sorprende che questa confusione  la
  faccia  l'Assessore - si fa confusione Presidente tra  l'assistenza
  di  base e l'assistenza specialistica. Assistenza specialistica che
  la Regione siciliana eroga ai disabili gravi e gravissimi da più di
  vent'anni e che questo Governo regionale, con un parere chiesto  da
  questo Governo regionale e da questo Assessore al CGA, così come ha
  detto l'Assessore, così come ha detto l'Assessore, e questo Governo
  regionale  e questo Assessore che chiede il parere al  CGA  che  si
  esprime  sull'assistenza di base, ed è giusto che  l'assistenza  di
  base venga fornita dal personale ATA, nessuno lo mette in dubbio.
   Però,  veda  Presidente, io la domanda che farei all'Assessore  è:
  ma   se   l'Assessore  avesse  una  figlia  con  disabilità  grave,
  manderebbe sua figlia in bagno, farebbe accompagnare sua figlia  in
  bagno da un bidello, da un personale ATA maschile? Io credo di  no
  Perché  stiamo parlando di questo, colleghi. L'assistenza igienico-
  personale specialistica, signor Presidente, è una missione  E'  una
  missione da parte degli operatori che l'hanno fatta da vent'anni, e
  questo Governo regionale ha smontato tutto e l'ha smontato in pochi
  mesi,  senza  nessuna programmazione. Senza nessuna programmazione,
  perché quando l'Assessore mi dice:  Ho avuto interlocuzioni con   ,
  ma  quando, signor Presidente? A settembre, a ottobre, la scuola  è
  iniziata   L'Assessore  ha  interlocuzioni  con  il  Ministro   che
  dovrebbe risolvere un problema, creato da questo Governo regionale,
  ad ottobre? A settembre?
   Ed  in  più,  qui,  l'Assessore mi viene a dire:  Aspetto  che  il
  Ministro  convochi un tavolo fra una settimana . Colleghi siamo  ad
  ottobre,  la  scuola è iniziata, ed i disabili,  e  con  disabilità
  grave  e  gravissima, non vanno a scuola, signor Presidente   Ed  i
  genitori che li portano a scuola, ci sono disabili che non  possono
  andare in bagno, perché stiamo parlando di questo
   Colleghi,  allora, qui voglio capire i gruppi di maggioranza  cosa
  pensano di questa tematica? Per carità, a me non bastano le  parole
  dell'Assessore.  E,  tra  l'altro, ringrazio  la  Presidenza  della
  Commissione  Istruzione , l'onorevole Casa, a cui abbiamo  affidato
  le  speranze di poter risolvere questo problema, perché il  Governo
  regionale, al di là che dice:  Io ho trasferito le somme ai comuni,
  ai  liberi  consorzi , ma trasferisco le somme e non do  le  linee-
  guida,  signor  Presidente?  Trasferisco  le  somme  e  scarico  la
  responsabilità ai comuni, ai sindaci, ai liberi consorzi, per dire:
   Io le somme ve le sto dando . E' da capire se queste somme bastano
  per  tutto  l'anno scolastico.   Io queste somme ve le  sto  dando
  però,  non  si  capisce, perché le linee-guida non ci sono,  signor
  Presidente.  Non  ci  sono  le  linee-guida.  Non  si  capisce   se
  l'assistenza igienico-personale specialistica, e non  di  base,  si
  deve fornire oppure no.
   Qui,  allora,  una volta che ho sentito l'Assessore,  la  disamina
  dell'Assessore, che non mi ha assolutamente convinto,  anzi,  credo
  che  questo problema, e l'ho ripetuto già in altre aule, non lo so,
  andrà a finire a  Le iene , a  Striscia la notizia , probabilmente,
  interverrà  Pif,  non  lo so  Perché di questo  si  tratta,  signor
  Presidente.
   Noi,  domani,  avremo manifestazioni in tutta  la  Sicilia  con  i
  genitori,  i  disabili e i lavoratori. Noi stiamo  ancora,  qui,  a
  parlare di che cosa?  Io dall'Assessore mi aspettavo una soluzione,
  oggi.
   Siamo  al  7 ottobre, colleghi  E voglio capire, voglio capire,  i
  colleghi  di  maggioranza  cosa  ne pensano.  Perché,  qui,  signor
  Presidente,  non  è  che può essere solo un deputato,  un  paio  di
  deputati che cercano di risolvere il problema. Questo è un problema
  che dovrebbe risolvere tutta l'Assemblea regionale siciliana.
   Se  il  Governo  regionale  non è in  grado  di  risolvere  questi
  problemi,  anzi i problemi li crea, perché noi è da  vent'anni  che
  eroghiamo  questa  assistenza  specialistica  -  e  chiudo,  signor
  Presidente - anche il garante dei disabili, che è stato sospeso, ha
  confermato questa cosa.
   Si   fa   una  confusione  enorme  tra  l'assistenza  di  base   e
  l'assistenza specialistica, signor Presidente. Se, per  una  volta,
  una  volta, la Sicilia era avanti rispetto ad altre Regioni, questo
  Governo  regionale, questo Governo regionale che di  danni  ne  sta
  facendo,  poi,  parleremo anche del discorso del  Click  day ,  sta
  facendo  dei  danni enormi, dico, colleghi la vogliamo trovare  una
  soluzione, sì o no? Sì o no? Questo, signor Presidente,  lo  voglio
  capire,  perché  se  l'Assessore  non  ha  una  soluzione,  noi  la
  soluzione la stiamo cercando ed è quella di prorogare, di prorogare
  per  quest'anno  questo  servizio, perché è stato  sospeso,  signor
  Presidente, in fase di pandemia.
   Il  personale  ATA  deve fare la sanificazione  nelle  scuole,  ha
  tantissimi  altri oneri all'interno delle scuole.  Per  quest'anno,
  allora,   proroghiamolo.  Ma aspettiamo che  cosa  per  prorogarlo?
  Cosa dobbiamo aspettare?
   Per  quest'anno proroghiamolo e, dopodiché, cerchiamo  di  trovare
  una  soluzione  che,  a regime, permetta, finalmente,  di  liberare
  questi assistenti igienico-personali che, per anni, colleghi,  sono
  stati   sfruttati  dalle  cooperative,  perché  questa  è  un'altra
  tematica.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me, purtroppo,
  toccherà  provare  con  difficoltà a  difendere  l'Assessore.  Farò
  questo tentativo che non è semplice, però, Presidente.
   Io  ci  penso, ascoltavo i colleghi dell'opposizione, rivedevo  la
  relazione  dell'Assessore e sto cercando dei punti di appiglio.  Ho
  qualche difficoltà, però ci provo.
   Ma  più  ci  penso,  Assessore, più mi viene difficile.  Mi  viene
  difficile   perché  le  opposizioni  hanno  tirato   fuori   alcuni
  argomenti: la confusione tra l'assistenza di base e l'assistenza ai
  bambini  disabili, l'assistenza specialistica. Hanno  tirato  fuori
  vent'anni  di  esperienza  di un personale specializzato  sfruttato
  all'interno   delle   cooperative.   Hanno   tirato   fuori   delle
  argomentazioni  che riguardano quei bambini, quei  ragazzi,  quelle
  bambine, quelle ragazze che riguardano del personale che, con tanto
  sacrificio,  è  entrato nella dimensione più  intima  del  rapporto
  interpersonale  di una famiglia che si fida ad un  certo  punto  di
  quell'operatore;  di  una famiglia che ha  delle  attese  verso  il
  sistema  scuola  in  un mondo in cui il sistema  delle  istituzioni
  rischia di mostrare tutte le sue fragilità.
   Allora, noi dobbiamo avere la correttezza di guardare negli  occhi
  quelle  famiglie,  dobbiamo avere la coerenza di guardare  oltre  i
  freddi  numeri,  oltre  le  semplici procedure,  i  protocolli  che
  attengono le amministrazioni, i Liberi consorzi da una parte, Città
  metropolitane da una parte, Assessorato dall'altra, Governo.
   La  mia  paura, in questo difficile compito di difendere  l'azione
  del Governo, è quella di scivolare nell'atteggiamento di chi chiude
  gli  occhi  e  di  chi non guarda in faccia la realtà.  Allora,  mi
  chiedo  è questo il ruolo che i cittadini danno a noi parlamentari,
  al   di  là  dell'appartenenza  al  ruolo  di  maggioranza   o   di
  opposizione?
   Vede,  è  una  considerazione che faccio guardando  in  faccia  la
  realtà  e rispetto alla posizione del Governo regionale, ma proprio
  per  sfuggire  ad ogni logica che mette a rischio un  atteggiamento
  demagogico di una parte o dell'altra, che faccio anche guardando in
  faccia i colleghi che hanno i rapporti con il Governo nazionale.
   Io  penso  che  ci  sono  momenti, amici, colleghi  cari,  in  cui
  dobbiamo andare oltre le appartenenze.
   Questa  è  una responsabilità che attiene davvero tutti. Questo  è
  una  responsabilità che ci inchioda di fronte  a  quel  bisogno,  a
  quella  fragilità, a quella dimensione più intima  della  relazione
  umana  che  si crea tra l'assistente ed il bambino, il ragazzo,  la
  ragazza.  Un  soggetto disabile, un minore che  affida  la  propria
  esistenza impropria insieme alla propria famiglia ad un'istituzione
  scolastica che, alla fine, dà come risposta di lasciare a casa quel
  ragazzo?  Perché  questo  è  quello che accade   Quei  ragazzi  non
  possono  andare a scuola e quelle famiglie rimangono  sole   E,  di
  fronte a questo, crolla ogni tentativo di difesa.
   Vede,  è lo stesso tentativo di difesa che ho abbandonato rispetto
  a  quella  richiesta di incontro che, insieme ad altri colleghi  di
  maggioranza e di opposizione, ho chiesto a lei, assessore  Scavone,
  per  i  temi della formazione professionale, delle politiche attive
  del  lavoro rispetto alle quali ancora oggi mi chiedono, per quanto
  riguarda  le politiche attive del lavoro, che fine abbia  fatto  il
  concorso per il Centro per l'impiego?
   La  stessa  cosa, ripeto, riguarda gli operatori della  formazione
  professionale,  l'ho  detto  ieri  rivolgendomi  al  suo   collega,
  l'assessore Lagalla, a noi non interessa che la legge si chiami 24,
  25, 38, 75, a noi interessa che ci sia una ricollocazione e che  si
  trovino soluzioni ai problemi, questo certamente al di là del ruolo
  di maggioranza e di opposizione, perché a questo che i cittadini ci
  hanno chiamato. Grazie.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ma veramente due minuti, lei  già  era
  intervenuta prima sullo stesso argomento.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  semplicemente  per un chiarimento: assessore, noi - credo  che  sia
  stato una decina di giorni fa -  abbiamo già fatto una audizione su
  questo argomento e abbiamo sentito le Città metropolitane di  tutta
  la  regione  Sicilia  nonché  gli Uffici  tecnici  dei  comuni  che
  dovrebbero erogare questi servizi.
   Noi   abbiamo  chiesto  se  questi  uffici  avessero  le   risorse
  sufficienti  e  ci  hanno ribadito che le  risorse  ancora  non  le
  avevano,  mancavano addirittura alcuni mesi per  completare  l'anno
  precedente ma chiaramente non hanno le risorse.
   A  prescindere da questo, io volevo sottolineare che il parere del
  CGA  è  un  parere non vincolante, che noi abbiamo una legislazione
  concorrente  sull'argomento e che siamo oltretutto  una  Regione  a
  Statuto  speciale, quindi, io le chiedo uno sforzo e,  soprattutto,
  la  delibera di Giunta, che è stata emanata,  del 23 luglio, è  una
  delibera  confusionaria che non mette a riparo gli enti locali  che
  dovessero erogare questi servizi da un eventuale problema anche  da
  un  giudizio  di responsabilità della Corte dei Conti.  Quindi,  io
  quello  che  le chiedo è chiarezza, faccia tutti i tavoli  che  lei
  vuole, ma ci mandi questi ragazzi a scuola

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signora Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  colgo  l'occasione della presenza qui in Aula dell'assessore  Armao
  rispetto,  appunto, all'annosa vicenda conclusasi male,  malissimo,
  andata  a  sbattere alle ore 17.00 di questo pomeriggio, del  click
  day  relativo  al bonus Sicilia che praticamente di  fatto  si  sta
  concludendo,  come  avevamo  detto  noi,  come  avevano  detto   le
  associazioni di categoria, come avevano detto i sindacati

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana, mi scusi,  mi  sembrava  volesse
  intervenire  sul  tema  dei disabili perché  l'assessore  è  venuto
  proprio per riferire sul click day.

   ZAFARANA. I miei colleghi hanno già detto quanto c'era da dire sul
  tema

   PRESIDENTE.  Facciamo parlare l'assessore così poi  lei  dopo  può
  replicare.

   ZAFARANA.  E io se posso concludere il mio intervento e  poi  così
  potrà eventualmente formulare qualche domanda perché ci sono ancora
  molti aspetti in dubbio, e se mi dà la possibilità di poter

   PRESIDENTE. Completi però si interviene una volta, non due  volte.
  Stiamo per parlare, subito dopo, di click day.

   ZAFARANA.  E  attenderò per sentire le risposte dell'assessore  se
  vorrà  riferirle  in  questo momento  o  se  ci  saranno  invece  o
  possibilmente,  successivamente, momenti  di  confronto  anche  col
  Presidente  della Regione, perché io ritengo quello che è  successo
  un  fatto  davvero  grave,  che la prima misura  della  Finanziaria
   Covid'  in  questa  regione Siciliana vada a sbattere  miseramente
  contro   il  muro  addebitando  da  parte  di  questo  Governo   le
  responsabilità  ad una piattaforma, alla Tim e, quindi,  scaricando
  tutte le responsabilità rispetto a quello che è successo.
   Al  netto del fatto che già con l'assessore Turano, ieri,  abbiamo
  detto  appunto  cosa  dovrebbe fare, e di  fronte  a  tale  gravità
  dovrebbe   soltanto   fare   un  passo   indietro   rispetto   alle
  responsabilità per la scelta della modalità del click  day,  per  i
  requisiti  che non erano assolutamente sostenibili da  parte  delle
  imprese e che hanno messo in fibrillazione, è stato un calvario per
  le  imprese  compilare quella modalità, ma io mi  chiedo,  e  passo
  ulteriormente avanti, e mi chiedo ancora, e siccome sembrerebbe, ho
  sentito  dalla  bocca  dell'assessore Turano  nella  conferenza  di
  questo  pomeriggio che se non abbiamo il click day  la  piattaforma
  non verrà utilizzata per la certificazione Spid, questa piattaforma
  però  è  costata   un  milione  e tre,  sono  soldi  dei  cittadini
  contribuenti.  Io  voglio  sapere  se  verrà  utilizzata  in  altra
  occasione, se noi spenderemo questi soldi utilmente o se è soltanto
  una  corsa, qui, a certificare spesa europea, perché altrimenti non
  saremmo  in  grado di farle, poi, seconda domanda: rispetto  ad  un
  processo di certificazione poiché il contratto non è visibile,  non
  è  pubblico sul sito dell'Amministrazione - anche eventualmente  in
  Commissione   Bilancio  - tutti noi vorremmo sapere  quali  sono  i
  servizi  che  dà  a  fronte  di tanta spesa  e  soprattutto  poiché
  parliamo, appunto, di servizi informatici, sono servizi immateriali
  per  cui la valorizzazione di questo sistema, come dire, gli  viene
  dato un valore e vorrei capire, sinceramente, se costa un milione e
  tre, che non utilizzeremo per questo click day, ribadisco e ripeto,
  e mi chiedo ancora poiché Sicilia digitale è una società in-house e
  ci è costata con contratto, ad oggi scaduto, cinque milioni di euro
  per i suoi servizi, che noi giustamente abbiamo in opera presso  le
  strutture  dell'Amministrazione  regionale,  mi  chiedo,  è  lecito
  domandare,  se questi servizi non potessero essere svolti  in-house
  già con le competenze che abbiamo internamente.
   Assessore  Armao, questa è una domanda rispetto alla quale  io  le
  formulerò anche lettera scritta perché voglio veramente andare fino
  in  fondo  rispetto,  appunto, alla spesa dei soldi  dei  cittadini
  siciliani, che vengano spesi correttamente per servizi,  perché  in
  questo momento questo servizio non lo stiamo utilizzando.

   PRESIDENTE.  Prego assessore Armao, se desidera illustrarci.  Cosa
  c'è  onorevole  Di  Paola? Mi scusi c'è stato  un  intervento  dove
  abbiamo  detto   Si è chiusa in questo momento la relazione. .  Lei
  vuole replicare? E, quindi, andiamo a zig-zag.
   Allora, onorevole Armao, facciamo completare l'assessore Scavone e
  poi riprende il suo intervento.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Signora Presidente, onorevoli colleghi, io capisco la  foga
  demagogica  che ci può essere in alcuni interventi,  al  di  là  di
  quella  che  è  la  mia  preoccupazione che  norme  d'inquadramento
  normativo  nazionale,  e  non  solo,  non  siano  perfettamente   a
  conoscenza di tutti, e alcune cose le devo dire.
   Allora,  rispetto alle osservazioni che sono state poste,  ricordo
  quando  il  MIUR,  nella sua nota n. 1340 del 2020  che  interviene
  direttamente   sulla   vicenda   siciliana   dice:     I    servizi
  dell'inclusione  scolastica riparto competenze Stato-Enti  locali .
  Ricordo  che  la  Sicilia  non ha potestà  concorrente  per  quanto
  riguarda la scuola perché la scuola è una di quelle condizioni  per
  le  quali  lo  Stato ha assoluta prevalenza anche sulle  Regioni  a
  statuto   autonomo   come   la  Regione  siciliana.    Gli   alunni
  frequentanti  la scuola hanno diritto - scrive il  MIUR  -   a  tre
  livelli  di  assistenza . Ribadisco, è la nota dell'ufficio  legale
  del  MIUR  n.  1340,  quello didattico, riservato  agli  insegnanti
  specializzati   per   attività  di  sostegno,   quindi,   in   capo
  all'Amministrazione  statale. Quello  materiale-igienico,  in  capo
  all'Amministrazione  statale, affidato ai collaboratori  scolastici
  in  forza  dei contratti collettivi. Quello educativo in capo  agli
  enti  locali  svolto  dagli assistenti per  l'autonomia  e  per  la
  comunicazione di cui all'articolo 13, comma 3, della legge  n.  104
  del  92.  Dopodiché ricorda che il servizio educativo specializzato
  di  assistenza all'autonomia alla comunicazione, nel riparto  delle
  competenze,  ai  comuni  compete l'assistenza  specializzata  nelle
  scuole di primo grado, alle ex province, l'assistenza specializzata
  nelle  scuole  di  secondo grado. E, un altro aspetto:  non  esiste
  nella  normativa  nazionale la figura professionale dell'assistente
  igienico  personale specializzato, ma solo quella  generica,  viene
  ricordato dalla norma del 2004, ribadito dalla circolare del  2015,
  ribadito dal MIUR nella sua nota.
   La  Regione  non  può  istituire  figure  professionali  nuove   e
  specializzate,   infatti   questi   lavoratori   siciliani    delle
  cooperative   prestano,  istituzionalmente,  assistenza   igienico-
  personale e non igienico-sanitario come contrariamente sostenuto da
  alcuni sindacati.
   Quindi,  non  siamo  noi  che  ricordiamo  queste  cose  e  ancora
  l'onorevole  Di Paola che fa anche un altro rilievo sui  tempi,  ho
  voluto ricordare che noi all'indomani dei pareri giurisdizionali  e
  a  tre  settimane  da questa nota che vi ho letto del  MIUR,  siamo
  intervenuti  sull'Ufficio scolastico regionale,  siamo  intervenuti
  con  la delibera di Giunta, siamo intervenuti sui sindaci e abbiamo
  mantenuto tutte le risorse.
   Al   suo   ministro,  gentilissimo  onorevole  Di   Paola,   siamo
  intervenuti  gli ultimi giorni di agosto, siamo stati costretti  al
  rinnovo di una proposta il 28 settembre e solo il primo ottobre  il
  Ministro  ha  ritenuto, ovviamente, di prendere  in  considerazione
  quelle   che   erano  le  lamentazioni  della  Regione   Siciliana:
   Gentilissimo   Ministro,   diversi  dirigenti   scolastici   hanno
  segnalato  agli  enti territoriali dell'Isola e a codesta  Regione,
  serie  difficoltà  di  assicurare adeguati  livelli  di  assistenza
  igienico-personale   di   base,  spesso   a   causa   del   mancato
  completamento del percorso formativo previsto per gli collaboratori
  scolastici   assegnati  con  conseguenziale  lesione  del   diritto
  all'inclusione  scolastica  degli  alunni  con  disabilità   grave,
  costretti  a  non  potere frequentare la scuola con  regolarità  se
  dovesse perdurare questa condizione.
   Dinanzi alle preoccupate proteste dei familiari, lo scrivente  non
  può  che  rinnovare  -  ai  fini  di un  rapido  superamento  delle
  sopraccennate criticità rilevate - la disponibilità e  la  proposta
  della  sottoscrizione con codesta Amministrazione statale anche  di
  un   eventuale  apposito  Accordo  di  programma,  previo   ricorso
  all'utilizzo delle figure professionali igienico-personali  che  in
  Sicilia  da  tantissimi anni e fino al precedente  anno  scolastico
  hanno  affiancato,  supportato, il personale ATA  nelle  scuole  di
  primo e secondo grado.
   Si  ribadisce,  come siffatta ipotesi di risolutiva  consentirebbe
  l'istituzione scolastica di disporre immediatamente delle  suddette
  figure  professionali  senza dovere sostenere  da  parte  del  MIUR
  ulteriori costi anche per gli oneri di una tardiva formazione .
   Quindi,  nel  gioco  delle  parti  accettiamo  tutto.  Certamente,
  dovremmo conoscere le norme e gli atti e anche i comportamenti.
   Per quanto riguarda l'onorevole Figuccia, mi dispiace, non so se è
  ancora  in  Aula,  non  c'è più, il suo tentativo  poi  franato  di
  difendere l'assessore, e lo ringrazio per questo. Tra le  cose  che
  mi  ha  chiesto,  mi  ha  chiesto del concorso  per  i  centri  per
  l'impiego.
   Come   è   noto,  per  quanto  riguarda  questo  concorso  abbiamo
  trasferito  le  carte  a RIPAM all'inizio dell'anno,  purtroppo  la
  vicenda  Covid ha bloccato RIPAM, che è lo Stato, che è la funzione
  pubblica  dello  Stato  nella  gestione  del  concorso,  ci   hanno
  garantito che entro il mese dovrebbe uscire questo benedetto bando.
   Proprio   oggi,  parlavo  con  l'assessore  Grasso,  c'era   anche
  l'assessore  Lagalla,  siamo  insieme  intervenuti  sul   direttore
  amministrativo  del  RIPAM  che  è lo  Stato,  chiedendo  lo  stato
  dell'arte  ed  anche  assimilando i 40 posti che  saranno  messi  a
  disposizione  come posti di categoria C e D dagli enti  locali,  ai
  1135  posti che sono l'oggetto del nostro concorso di rafforzamento
  per i centri per l'impiego.
   Il  problema dell'igienico-personale - e concludo - è un  problema
  grave. Sono d'accordo con quello che dite voi, la Sicilia ha  avuto
  un'assistenza di livello, garantita da questa massa di persone, per
  carità,  che  con  qualità e con impegno  e  con  dedizione,  forse
  alcuni,  non  tutti,  sfruttati  e  mal  pagati  dal  mondo   delle
  cooperative,  altri direttamente pagati dai comuni  ma  che  hanno,
  egregiamente,  dato  una  risposta  alle  richieste  allarmate  dei
  famigliari e ai bisogni degli studenti disabili.
   Purtroppo,  abbiamo  utilizzato, stiracchiandola,  una  norma  che
  doveva  essere  transitoria del 2004 fino al 2019, sono  intercorsi
  pareri  giurisdizionali ma anche l'Ufficio legislativo del  MIUR  a
  bacchettare  la  Sicilia  rispetto alla possibilità  di  continuare
  questo servizio.
   Nonostante  questo,  abbiamo  garantito  risorse  e  indicato   la
  strada,  come  ho  detto prima, chi  il comune o la  Provincia  che
  dovesse   continuare  a trincerarsi dietro la  parola  progetti,  o
  peggio,  quelle  che  sono  l'assenza  di   linee  guida  di   cui,
  onestamente, nemmeno il Presidente dell'Anci ha ritenuto  ci  possa
  essere   necessità,  in  quanto  la  delibera   di  Giunta   spiega
  esattamente  ciò  che  deve essere fatto e  si  parla  di  progetti
  migliorativi,  sostitutivi, integrativi su richiesta dei  dirigenti
  scolastici, e come ho ricordato a quest'Aula il progetto, significa
  il  Pei  che  viene  redatto insieme dall'Asl, dai  comuni,   dalla
  Scuola  e  cioè  la fotografia delle necessità che ha  il  bambino,
  quindi scuse rispetto ad argomenti che sono una funzione e che  dal
  mio punto di vista saranno trattati come comportamenti omissivi  da
  parte degli enti locali erogatori che hanno la responsabilità della
  gestione a supporto di questo servizio.


           Sulla sospensione della procedura del  Click day

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao se le è possibile  relazionare,  poi
  nell'eventualità, i colleghi chiedono di intervenire e  ripeto,  se
  ci sono numerosi interventi si contingenteranno i tempi.
   L'assessore  Turano,  pare aver finito  l'incontro  con  le  parti
  sociali  e  dovrebbe  raggiungerci,  per  la  parte  di  competenza
  l'assessore Armao ci può dare dei chiarimenti. Prego Assessore.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Intervengo  per  le  questioni
  concernenti  il  profilo della piattaforma e dei servizi  digitali,
  fermo   restando   che   le  questioni  concernenti   le   modalità
  organizzative dell'assegnazione del contributo, così come declinato
  dalla  norma  approvata con la legge di stabilità, sono  poi  state
  sottoposte  al vaglio della Commissione, ricorderete in Commissione
   Bilancio , il confronto che c'è stato, gli interventi che ci  sono
  stati e le prese di posizione che vi sono state sul tema.
   Fermo  restando  che sul merito del click day sì,  click  day  no,
  evidentemente  non è questa la sede per discutere, perché  c'è  già
  stato.   Perché si deve discutere prima di fare le cose, non  dopo,
  credo che dobbiamo dare ai siciliani risposte più che polemiche,  a
  meno  che non si voglia intendere la politica come polemica ma  non
  credo che siamo qui per questo.
   Per  quanto  concerne  la  piattaforma  digitale  e  quel  che   è
  successo,  noi  abbiamo lanciato una piattaforma digitale   Sicilia
  Pei'  insieme  a  Telecom che doveva servire a questa  attività  di
  selezione delle imprese e proprio tra la notte di domenica e lunedì
  è emerso un problema sulla piattaforma gestita da Telecom.
   Quindi    che    sia    chiaro   che    non    sono    ascrivibili
  all'Amministrazione   regionale   e   in   particolare   ad   ARIT,
  responsabilità  specifiche riguardanti quello che  è  accaduto,  il
  cosiddetto  Data breach' che è una forma di sovrapposizione di dati
  che evidentemente è dovuta alla gestione della piattaforma.
   Ora  se  di disquisisce qui sull'affidamento a Sicilia digitale  o
  meno,  vedete  non  è  che si può andare a ramengo  con  i  servizi
  digitali; c'è un'Agenda digitale che è stata approvata dalla Giunta
  che  è  passata in Commissione  Bilancio  e che ha fatto una scelta
  ben  precisa  di  ricorrere  ai soggetti  selezionati  dallo  Stato
  mediante  Consip, non stiamo parlando di quattro scappati  di  casa
  che  organizzano un servizio informatico ma stiamo  parlando  delle
  principali aziende del Paese, quindi stiamo parlando di Telecom, di
  Poste  e  di  coloro che forniscono il servizio SPID,  il  servizio
  sull'identificazione della persona su base digitale.
   Quindi  noi abbiamo già chiesto all'Ufficio legislativo  e  legale
  di   valutare  tutte  le  misure  volte  a  tutelare   le   ragioni
  dell'Amministrazione; amministrazione che non è  né  nostra  né  di
  ciascuno  dei  componenti di questa illustrissima Assemblea,  è  di
  tutti  e  quindi va difesa e va tutelata, soprattutto  se  ci  sono
  stati  dei disservizi. C'è un contratto di servizi, vorrei chiarire
  che   il  contratto  da  un  milione  e  tre  non  riguarda  questa
  piattaforma, riguarda tante misure come quella del portale,  ma  ne
  parleremo assolutamente, entreremo nel merito.
   Stamattina  c'è  stata una serrata discussione con  i  vertici  di
  Telecom che è stata proseguita anche nel pomeriggio, abbiamo  fatto
  un   approfondimento  con  i  componenti  della   Giunta,   abbiamo
  contestato   questi  disservizi  e  li  contesteremo  nelle   forme
  opportune,  quello  che  conta, credo  che,  però,  sia  in  questo
  momento,  piuttosto che disquisire di chi è la colpa, e  ripeto,  e
  noi la stiamo indicando in modo chiaro e neanche molto velato -  ma
  questo  ai siciliani credo poco importi di chi è la colpa - qua  il
  problema  è  fare arrivare, prima possibile, l'ossigeno finanziario
  alle imprese, questo è un compito del Governo ma è compito di tutto
  il Parlamento, credo, e per questo siamo qui per confrontarci.
   E'  emersa  la possibilità, piuttosto che ricorrere al  meccanismo
  del  click day, di assegnare le risorse pro quota alle imprese  che
  si   sono  accreditate  con  il  sistema  di  Sicilia  PEI,  quindi
  sostanzialmente  le imprese -  questo è un atto  di  indirizzo  che
  oggi  ha  fornito  la  Giunta -  c'è qui  l'Assessore  Scavone  che
  insieme  a  me,   la Giunta presieduta dal Presidente  Musumeci  ha
  analizzato  puntualmente  per molto tempo la questione  proprio  al
  fine  di  dissipare ogni dubbio e rendere più agevole possibile  il
  trasferimento   delle   risorse  -   ma  meglio   potrà   precisare
  l'Assessore Turano che è l'Assessore al ramo che poi si occupa  con
  il  suo  dirigente generale di formulare le procedure, le procedure
  dovrebbero  consentire quindi l'assegnazione pro quota a  tutte  le
  circa  60  mila,  57 mila imprese che hanno presentato  la  propria
  candidatura,   quindi  si  erano  preaccreditate  ai   fini   della
  presentazione del click day.
   Quindi, sostanzialmente il click day viene bypassato, superato  da
  un'assegnazione  pro  quota e questo consentirà  di  utilizzare  al
  meglio  le  risorse e ovviamente laddove, nell'ambito  del  serrato
  negoziato  che  c'è  col Governo nazionale  che  dovrebbe  a  breve
  concludersi  con  un  accordo  sulle risorse  extra  regionali,  se
  rinverremo  altre  risorse nel confronto  con  l'Assemblea,  queste
  risorse potranno essere orientate a soddisfare l'ansia e il bisogno
  di  ossigeno  finanziario delle nostre imprese in un  momento  così
  drammatico  che non solo è drammatico sul piano economico,  ma  che
  rischia  di  complicarsi, ulteriormente, sul piano  sanitario  come
  purtroppo  ci  dicono  i  dati in continua  crescita  dei  contagi,
  sebbene, per fortuna, senza raggiungere le vette e i picchi che  si
  raggiungono  in altre parti d'Europa, dove in questo momento  si  è
  tornati  sostanzialmente a un semi lockdown;  basti pensare  quello
  che  sta  accadendo in Francia o in Belgio o in Germania,  in  aree
  dell'Europa che stanno patendo.
   Quindi,  credo  che la cosa più importante sia  arrivare  nel  più
  breve  tempo possibile -  e noi lo faremo - all'assegnazione  delle
  risorse,   ovviamente  tuteleremo  in  tutti  i  modi  le   regioni
  dell'amministrazione  nei  confronti  del  provider  del  servizio,
  ripeto,   non   selezionato  dalla  Regione  così  a  ramengo,   ma
  individuato  dallo  Stato  mediante  CONSIP  e,  indicato,   quindi
  dall'organismo  preposto  dallo Stato  a  selezionare  le  migliori
  offerte  e migliori servizi, sia in ordine al prezzo ma soprattutto
  sia  in  ordine  alla sostanza dei requisiti e alla qualità.  Avere
  assicurato  il  servizio  mediante SPID  era  il  miglior  modo  di
  garantire  il  livello di qualità e di selezione e di  affidabilità
  del servizio.
   Credo  che  oggi si può verificare in questo modo come  in  alcuni
  casi  i  servizi  forniti dal sistema nazionale non siano  adeguati
  alla  richiesta,  probabilmente  circa  sessantamila  domande,   un
  afflusso  così  pesante  è stato mal gestito  e  mal  digerito  dal
  sistema  anche per alcuni correttivi che evidentemente il  provider
  ha dovuto apportare.
   Io ricordo - qui c'è l'onorevole Lupo che con me ha vissuto quella
  stagione  e  lo  ricorderà  certamente - che  abbiamo  avuto  altre
  stagioni  con il credito d'imposta, per esempio, nel 2011 il  click
  day si svolse in modo assolutamente sereno ma con numeri certamente
  diversi, perché ricordo che si presentarono circa ottocento domande
  e  furono  selezionate quattrocento imprese, quindi stiamo parlando
  di numeri assolutamente gestibili.
   E'  evidente che questo afflusso talmente massiccio di domande che
  segnala anche il malessere, il disagio delle nostre imprese  non  è
  stato retto dalla piattaforma gestita da Telecom.
   Questo è il dato, ci sono delle e-mail e delle interlocuzioni  che
  sono  state formalizzate che questa cosa attestano, ovviamente sarà
  nostra  cura  - laddove lo chiedano le Commissioni di competenza  -
  fornire i dettagli, tutti i riferimenti.
   Per  quanto concerne la tutela - e vado alla conclusione -  questa
  sarà   svolta   nelle   sedi   opportune,   ovviamente   dopo   gli
  approfondimenti  con  il competente Ufficio  legislativo  e  legale
  della Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.
   Vedo  che  ci  sono già altre quattro iscrizioni,  per  replicare,
  fermo  restando che poi nelle Commissioni si dovranno fare i dovuti
  approfondimenti.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi deputati e cittadini,
  ieri  io  ho  detto flop day ma lo potremmo chiamare anche  default
  day,  crash day, breach day, come vogliamo, non di certo click day,
  perché  a  quanto pare nessuno è riuscito a fare quel famoso  click
  che avrebbe consentito di accedere a queste risorse.
   Ora,  io  non  capisco  come  si fa a  non  ammettere  le  proprie
  responsabilità  di  fronte  a tutti i cittadini  che,  chiaramente,
  avevano  delle  aspettative nonostante il metodo, l'abbiamo  sempre
  criticato   e   l'abbiamo  reputato  non   meritorio   ed   iniquo.
  Responsabilità, perché qua in quest'Aula è da più di un mese che  a
  più  voci tutte le forze politiche hanno detto a questo Governo che
  il metodo non era giusto, che il metodo non andava bene.
   Noi  abbiamo parlato di breach date anche nella giornata di sabato
  e ancora l'Assessore Turano replicava -  fino a domenica -  che era
  tutto  a  posto, che non c'era nessun problema quando era  evidente
  che  nessuno  più  stava  riuscendo a inserire  le  domande  con  i
  prerequisiti e che c'erano delle evidenti difficoltà.
   Quindi,  sarebbe opportuno che il Governo, intanto, ammettesse  le
  responsabilità e, a mio avviso, qualcuno dovrebbe anche  dimettersi
  per questa situazione.
   Detto questo non penso che siano state trovate delle soluzioni, ad
  oggi,  ancora le aspettiamo perché le imprese che, per  esempio  le
  imprese che avevano denunciato il database, io vorrei capire questi
  qua rientrano nel contributo oppure no? Perché nella loro schermata
  spuntavano praticamente le domande di altre aziende con una  chiara
  ed  evidente  violazione  dei diritti della  privacy.   Allora,  il
  contributo,  il  bonus,  lo riceveranno le aziende  che  spuntavano
  nella schermata o coloro che hanno inserito la domanda e non se  la
  sono vista caricata?
   E  ancora,  tutte  quelle aziende che a livello  di  merito  hanno
  subìto  dei  danni molto pesanti, perché io ricordo che  non  tutti
  hanno avuto poi le stesse possibilità di ripresa nei mesi estivi in
  cui  le  misure  anti COVID e lockdown ha avuto delle  misure  meno
  stringenti,  alcune aziende hanno potuto ricominciare  a  lavorare,
  altre non hanno lavorato completamente, e  mi riferisco a tutti gli
  organizzatori  di  eventi, a tutti coloro  che  hanno  a  che  fare
  appunto  con  i turisti, praticamente ci sono aziende completamente
  ferme.  A differenza per esempio del settore HORECA, che ha ripreso
  a  lavorare,  quindi  praticamente, il  metodo  va  a  spalmare  un
  contributo a quei pochi che sono riusciti a caricare la domanda  in
  maniera sempre iniqua e ancora tutti quei codici ATECO che  non  ci
  rientrano,  le  autoscuole per esempio, gli NCC, i noleggiatori  di
  pullman  che  sono  fermi  da tantissimi mesi  perché  trasportano,
  trasportavano  passeggeri  solo  ed  esclusivamente  per  le   gite
  scolastiche  che  non  ci  sono  più.  Passeggeri  per  gli  eventi
  culturali,  le  manifestazioni che non ci  sono  più,  turisti  che
  vengono  dall'estero non ci sono più, praticamente  ci  sono  delle
  categorie che non rientrano in nulla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di Paola.  Ricordo
  che  abbiamo  tre minuti per gli interventi anche  perché  ci  sono
  iscritti tantissimi colleghi.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, governo, colleghi, cittadini, io  mi
  sento  preso in giro da questo governo, mi sento preso in  giro  da
  questo  governo,  c'è  l'assessore  adesso  che  sta  parlando   al
  telefono, vediamo se mi ascolta.
   Presidente,  l'assessore ha dichiarato in  quest'Aula,  e  c'è  da
  verbale,  che  ha  seguito  quanto scritto all'interno  dell'agenda
  digitale  approvata da delibera di giunta, la n.  116  del  2018  e
  quindi   si   è  affidato  a  Consip.  Assessore,  all'interno   di
  quell'agenda digitale, che ho studiato, e quindi ora  lei  mi  deve
  dare  in qualche modo riscontro di questa cosa, c'è scritto che  la
  progettazione deve essere fatta, di qualunque sistema  informativo,
  da  Sicilia  digitale.  Pretendo di sapere oggi  dall'assessore  se
  questa  cosa è stata fatta su questo sistema e voglio una  risposta
  dell'assessore  Armao  questa  sera,  oggi,  in  Aula,  perché   al
  paragrafo 5.2, assessore, dell'agenda digitale c'è scritto  che  la
  progettazione di qualunque sistema informativo - perché  i  sistemi
  informativi  devono  essere integrati  -  deve  essere  affidata  a
  Sicilia digitale.
   Voglio  capire se questa progettazione per questo sistema che  c'è
  costato  soldi,  Presidente, e qui si stanno prendendo  in  giro  i
  siciliani,  io voglio capire se la progettazione è stata  fatta  da
  Sicilia  digitale  perché  altrimenti, Presidente,  qui  nel  campo
  digitale  stiamo  andando in ordine sparso  sperperando  milioni  e
  milioni  di  euro  dei  siciliani. E qui è  stato  fatto  un  danno
  gravissimo anche alle aziende siciliane.
   E  allora, Presidente, se questa progettazione non è stata fatta e
  si è andato in ordine sparso, pretendo le dimissioni dell'assessore
  Armao.  Le  pretendo.  Le  pretendo e il Presidente  Musumeci  deve
  venire  qui  in  Aula. Lo voglio vedere questo  progetto  assessore
  Armao  e  voglio capire pure le verifiche tecniche che  sono  state
  fatte  perché  anche  le verifiche tecniche,  da  agenda  digitale,
  paragrafo  5.2, lo vada a leggere, devono essere fatte  da  Sicilia
  digitale, lo avete scritto voi e voglio capire se su questo sistema
  lo  avete  fatto o meno e se non lo avete fatto vi dovete dimettere
  perché  ci  sono delle responsabilità, non solo tecniche  ma  anche
  politiche,  gravissime, Presidente, che qui in Aula vengono  omesse
  da questo governo regionale ed è ora di dire basta ad assessori che
  vengono  in Aula a prendere in giro i rappresentanti dei cittadini.
  E' ora di dire basta

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Trizzino è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea nel prende atto

           Sulla sospensione della procedura del  Click day

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA. Signor Presidente. l'unico click che è andato bene  questa
  settimana  è il click che si è sentito quando avete schiacciato  il
  tasto  dell'autodistruzione. Questo è stato  il  risultato,  questo
  avete fatto, una distruzione totale con questa scelta del click day
  che poi è andata a male. Ve l'avevamo detto.
   E'  tristissimo  per un deputato, il capogruppo  dell'opposizione,
  dire:   ve  l'avevamo  detto';  è di  una  tristezza  infinita.  Mi
  inorridisce  il  fatto  di  doverlo  dire  qui  in  quest'Aula,  in
  quest'Aula alla presenza solo di deputati dell'opposizione  e  alla
  presenza di un solo assessore.
   Perché  io  mi  lamento di questa presenza di scarsa presenza  del
  Governo?
   Non scarsa rivolta a lei, assessore, ma alla presenza del Governo.
   Vi   ricordo  che  questi  125  milioni  erano  stati  decisi   da
  quest'Assemblea  con  la  Finanziaria  approvata  a  fine   aprile,
  pubblicata  il  12  maggio  di quest'anno.  Quella  Finanziaria  di
  emergenza post lock down, l'emergenza da Covid, l'avevamo condivisa
  tutti;   quei   125   milioni  sono  il  frutto   del   lavoro   di
  quest'Assemblea,  di  tutti i componenti di quest'Assemblea  e  voi
  avete l'obbligo di ascoltare i parlamentari di quest'Assemblea  che
  vi  hanno  detto,  a proposito il data breach, io personalmente  ho
  fatto  più e più, diversi comunicati stampa col quale vi avvisavamo
  che c'erano problemi, e ce ne accorgevamo noi semplici deputati che
  non abbiamo competenze tecniche; no, alcuni di noi ce le hanno, noi
  ce  le  abbiamo, abbiamo provato anche noi aiutando  qualche  amico
  commercialista  che voleva caricare i dati e ci siamo  accorti  che
  c'erano  quei problemi e ve li abbiamo fatti sapere,  ce  ne  siamo
  accorti noi.
   E  me lo dice assessore, però sta parlando al telefono, mi perdoni
  non  vorrei disturbarla però, e me lo dice lei assessore com'è  che
  noi  ci  accorgiamo,  noi semplici deputati  ci  accorgiamo  di  un
  problema  tecnico  così  grave e l'ARIT  e  il  dipartimento  delle
  attività produttive non se ne accorgono? Come, noi ce ne accorgiamo
  e  l'ARIT  che ha a disposizione uno stuolo di tecnici  e  mezzi  e
  soldi per potere studiare qualunque problema e non se ne accorge?
   Assessore, noi ci siamo accorti che c'era un problema di database,
  un  problema  forse  ve lo posso dire a livello  informatico  viene
  considerato     avere    sbagliato    l'abc,    veramente     l'abc
  dell'informatica. Peccato che però ci siete riusciti in questo.
   Ora  io  mi chiedo e le chiedo assessore, innanzitutto rivolga  al
  Presidente  Musumeci  il  nostro invito a venire  in  quest'Aula  a
  riferire   perché   questi  125  milioni  appartengono   a   quella
  Finanziaria  che  abbiamo  condiviso  tutti  ed  è  giusto  che  il
  Presidente  venga  qui  a  parlare di questo  problema.  Giusto?  E
  inoltre  che  ci  venga a dire chi è che ha sbagliato,  chi  è  che
  pagherà  per questi errori che avete commesso. Chi dovrà pagare  se
  ne deve andare a casa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà. A seguire gli onorevoli Lupo e Catanzaro.

   DI   CARO.   Signor  Presidente,  assessore,  c'è   solo   lei   a
  rappresentare  il Governo, la maggioranza è scappata  via,  ora  io
  voglio  farmi  latore  di  un messaggio di tutti  gli  imprenditori
  siciliani;  e  il  messaggio  è questo  in  merito  al  click  day:
   vergogna, vergogna, vergogna'. E lo sa perché?
   Perché:  1) lo avevamo detto più di un mese fa che col  click  day
  non si andava da nessuna parte; 2) visto e considerato che si vuole
  entrare nei tecnicismi con parole poco comprensibili, io le chiedo,
  visto  che si parla di Consip e si parla quasi di un'obbligatorietà
  da  parte  dell'Amministrazione di accedere ai servizi  di  Consip,
  l'Amministrazione ha fatto riferimento per i servizi da affidare  a
  TIM  al  mercato  elettronico di Consip o alle convenzioni  attive?
  Perché  non  mi risulta che ci siano convenzioni attive per  questo
  tipo di servizi. Quindi Consip non ha fatto nessun tipo di gara per
  questi  servizi; quindi, l'Amministrazione nel suo libero arbitrio,
  ha  scelto una fornitura di servizi su TIM. Andremo, poi, a  vedere
  ed  a  verificare se è vero che le responsabilità sono di TIM o  di
  chi  ha  fatto  il bando ed il capitolato da caricare  nel  mercato
  elettronico, quindi, su CONSIP.
   Queste cose le dovremo vedere
   Ieri,  io  facevo  un  riferimento, e mi  rivolgevo  all'assessore
  Turano,  per  chiedergli,  ed ancora,  oggi,  è  attuale  il  tema:
   Carissimo  Governo  regionale,  i  danni  che  avete  fatto   agli
  imprenditori, agli artigiani, ai commercianti, adesso, chi li paga?
   Quando  una  partita IVA è costretta ad attivarsi lo SPID,  andare
  dal commercialista, andarsi a comprare la firma digitale, perché ha
  un  costo,  per mettersi davanti al computer ed accedere  a  questo
  benedetto contributo, sostenete i costi?
   Quando  un artigiano è costretto a tenere chiusa l'attività perché
  si  deve  mettere pronto col mouse, per fare click per ottenere  il
  contributo,  subisce una perdita di guadagni,  quindi  sono  costi.
  Questi costi, ora, chi li paga? Questi imprenditori a chi si devono
  rivolgere?
   Quando  lei fa riferimento ad un'assegnazione pro-quota, che  cosa
  vuol  dire? Chi non è riuscito ad accedere alla piattaforma,  dovrà
  rifare  tutto da capo? Si deve presentare agli sportelli? Che  cosa
  deve   fare?  Che  cos'è  quest'assegnazione  pro-quota?   E'   una
  ripartizione proporzionale in base alle perdite sul fatturato? Cosa
  intendeva  dire  quando  faceva riferimento  all'assegnazione  pro-
  quota?
   Una  grande richiesta, poi, mi faccio latore del messaggio,  anche
  del  Gruppo  parlamentare. Noi ci aspettavamo, oggi, il  Presidente
  Musumeci,  qua,  in  Aula, per un minuto,  per  chiedere  scusa  ai
  Siciliani  per  la  gran  brutta  figura  che  ha  fatto  nei  loro
  confronti.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  assessore  e  vicepresidente   Armao,
  colleghi,  credo  che  siamo  oltre  il  ridicolo,  penso  che   il
  fallimento  del   click  day  dimostra,  con  tutta  chiarezza,  il
  fallimento di questo Governo.
   Ci ha raggiunto anche l'assessore Turano.
   Ho  letto un comunicato stampa: non ci ho capito niente  Un lancio
  d'agenzia,  dico  meglio,  dove c'è un virgolettato  dell'assessore
  Turano  che  dice:  La platea degli imprenditori è  confermata,  ma
  cambieranno  le  modalità del bando e prenderemo in  considerazione
  tutte  le domande, verificando soluzioni per rispondere a categorie
  non comprese nel bando stesso.
   Penso che questo significhi dire tutto ed il contrario di tutto.
   Mi  vorrei  fermare,  vorrei che l'assessore  Turano,  che  ci  ha
  raggiunto,  possa  intervenire e chiarire  e,  poi,  eventualmente,
  riservarmi di intervenire dopo.
   Una  parola,  però, di chiarezza, il bando lo ritirate  o  non  lo
  ritirate?  Perché se il bando resta, non è che potete  cambiare  le
  modalità o allargare la platea
   Cominci,   quindi,  a  dire  le  cose  come  stanno,   perché   il
  disorientamento  delle  categorie produttive  e  delle  imprese  in
  Sicilia,  in  questo  momento,  è  totale.  Direi  che  rasenta  lo
  smarrimento.
   Per favore, diteci cosa intendete fare.

   PRESIDENTE.  Bene,  se  i colleghi sono d'accordo,  io  ascolterei
  l'assessore Turano. Ha facoltà di parlare.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  sicuramente, l'assessore Armao avrà riferito, con i particolari che
  servivano,   l'incontro  di  oggi  in  Giunta  ed  il  collegamento
  telefonico,  nel  corso  della mattinata  e,  successivamente,  nel
  pomeriggio,  con i vertici della TIM. Ed avrà riferito  quali  sono
  state le ragioni che hanno portato l'amministrazione a rivedere  la
  procedura.
   E'  chiaro che abbiamo avvertito la necessità di evitare che tutto
  il lavoro svolto potesse andare perso.
   E  lo  dico perché, ieri, giusto l'onorevole Lupo, nell'illustrare
  la sua posizione, assieme a quella degli altri Gruppi parlamentari,
  per  dire il vero, onorevole Lupo mi corregga se sbaglio, con delle
  sfaccettature diverse rispetto ad altri Gruppi parlamentari,  aveva
  chiesto  ed  ottenuto l'approvazione di un ordine  del  giorno  che
  invita  a  soprassedere  ed invita a riconsiderare  i  criteri  per
  permettere a tutte le imprese di ottenere un ristoro.
   Non  mi  sono  discostato  da quello che ha  chiesto  l'Assemblea,
  perché quella legge che noi abbiamo approvato è stata frutto di una
  concertazione  con  le  forze  politiche  e,  poi,  ribadisco,   la
  procedura è l'unica prevista e prevedibile dal legislatore e fino a
  quando  il legislatore non la cambia non si può fare cosa  diversa.
  Tranne che - onorevole Zafarana lei conosce le cose - non si decida
  di  utilizzare  la risorsa per un ristoro a tutte le imprese.  Cosa
  che  voi  ieri  avete  chiesto  con vigore  e  si  è  costruito  un
  meccanismo che tenesse conto anche di questa osservazione.
   Quindi,  la  platea rimane quella delle imprese che già  si  erano
  registrate.
   Si poteva, a questo punto, decidere o di ritirare completamente il
  bando  e  di ricominciare una procedura ex novo - ma questo avrebbe
  significato   fare  un'ulteriore  torto  alle  cinquantaquattromila
  imprese  che  si  erano registrate - oppure continuare  con  quelle
  imprese  ristorando  tutte le imprese e  dando,  in  percentuale  -
  perché,  poi, alla fine, sarà così, in relazione a quanto richiesto
  - un ristoro in percentuale.
   Abbiamo  deciso  di  seguire questa idea però ci  siamo  posti  il
  problema  -  da  qui la puntualizzazione fatta nella  dichiarazione
  rilasciata  in corso di conferenza stampa - che ci potevano  essere
  imprenditori  che,  pur avendo i requisiti per partecipare  a  quel
  bando,  avevano deciso di non partecipare perché non  condividevano
  la procedura del click day.
   Allora,  abbiamo fotografato la situazione che c'era al 18  maggio
  dicendo  a  quegli imprenditori che avevano quei  requisiti  e  non
  nuovi  requisiti, soltanto quei requisiti che, qualora,  visto  che
  abbiamo  deciso  di  non utilizzare il click  day,  decidessero  di
  partecipare  daremo  qualche  giorno di  tempo  per  presentare  la
  domanda.
   Riteniamo  che il numero delle cinquantaquattromila domande  possa
  aumentare in maniera percentuale, io non lo so classificare.
   Ma,  per chi poteva averli ed aveva deciso di non farlo perché  il
  click  day non lo condivideva, oggi visto che questa regola cambia,
  lo può fare.
   Dopo  di che il bando rimane impostato così per com'è - né più  né
  meno.
   La  percentuale  del  ristoro in relazione  al  danno  chiaramente
  cambia, mi sembra fin troppo logico.
   Dovendo  distribuire sempre la stessa risorsa ad una platea  molto
  più larga di imprese, la percentuale cambia.
   No, uguale per tutti no
   Abbiamo  tre  diverse fasce: cinquemila, seimila e la  percentuale
  della  fascia C. In relazione a quanto loro richiesto si  darà  una
  percentuale  su  quanto richiesto. Mi sembra  assolutamente  chiaro
  perché  fino a quando non ci saranno nuovo risorse non  ci  saranno
  altre soluzioni.
   Spero,  però, che l'Assemblea proverà a trovare altre risorse  per
  sostenere  meglio  le imprese e per ampliare con  altra  procedura,
  anche  ai  soggetti  che  non hanno potuto partecipare  perché  non
  avevano il requisito del codice Ateco bloccato.
   Quindi,  io credo di essere stato chiaro. Abbiamo salvato pure  la
  procedura piuttosto che annullare tutto.
   Onorevole Catanzaro, non si può dire sempre no, ha capito
   Anche  perché  non  è un esercizio che aiuta nessuno.  Noi  stiamo
  facendo   quello   che   si  poteva  fare  dopo   aver   registrato
  l'impossibilità  di  poter  proseguire, per  fatti  non  imputabili
  all'amministrazione,  per altra via. Perché diversamente  io  avrei
  sostenuto quel sistema.
   Lo  dico  con  chiarezza perché ne sono fortemente  convinto.  Non
  potendo utilizzare quella strada, non volendo perdere ancora  tempo
  e  non  volendo danneggiare ulteriormente le imprese, che avrebbero
  vista  annullata la procedura, si è stabilita l'unica via  che  era
  compatibile.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io  -
  approfittando  della sua presenza in Aula - anche  perché  poco  fa
  avevo  fatto un intervento prima che lei arrivasse in Aula ed ancor
  prima   di  andare  in  conferenza  stampa  perché  noi  oggi,   in
  Commissione  attività  produttive, essendo io  il  vice  Presidente
  della  Commissione attività produttive, il Presidente ed  anche  il
  vice  Presidente  della  Commissione attività  produttive,  qualche
  altro deputato che è rimasto in Aula e componente della Commissione
  attività  produttive  oggi,  sia alle 13.00  che  alle  15.30,  noi
  pensavamo, come dire, lei è intervenuto per qualche secondo dicendo
  che c'erano problemi con la TIM.
   È chiaro, dato che lei mi ha chiamato in causa mentre parlava come
  se  fosse un fatto personale, lo voglio dire perché qualche  giorno
  addietro io l'ho chiamata personalmente dicendo  guardi, assessore,
  che  questa  vicenda del click day sta prendendo una  brutta  piega
  perché  ci  sono  molti che lamentano e molti che hanno  difficoltà
  perché  mi pongono determinati quesiti sull'impostazione del  click
  day .  Lei, ovviamente, mi ha detto la sua risposta dicendo  guarda
  noi ad oggi abbiamo questa soluzione perché altre soluzioni non  ce
  ne  sono  in  quanto non vediamo soluzioni migliori del  click  day
  perché  non  mi convince la soluzione a livello nazionale,  non  mi
  convincono tutte le altre cose .
   Bene,  io  non  entro nel merito perché non sono un  soggetto,  un
  parlamentare  che  è  abituato  sempre  a  dire  di  no  come   per
  appartenenza politica, io sono un parlamentare che lavora in questo
  territorio, per la sua regione per cercare di migliorare le cose. È
  chiaro  che  lei  oggi, con la sua presenza, deve  avere  anche  un
  minimo  di umiltà riconoscendo un qualcosa di importante,  la  cosa
  importante  qual è? Che c'è stato un errore che avete fatto  perché
  sulla vicenda del click day, secondo me, è un errore al di là delle
  responsabilità  della Tim, non Tim. Però oggi siamo  di  fronte  al
  secondo  tentativo che doveva avvenire domani mattina delle aziende
  registrate che si dovevano collegare per partecipare al click  day,
  questa è la situazione.
   Ora io però, assessore, le posso chiedere una cosa essendo lei qua
  presente? Ma se lei si trovasse dal lato dei parlamentari, cioè  io
  sono  un parlamentare e lei fa l'assessore, io faccio parte di  una
  commissione  di  merito che è la Commissione  Attività  produttive,
  ogni  qualvolta  noi  ci  troviamo in Commissione  per  cercare  di
  condividere un qualcosa di importante come un bando che prevede 120
  milioni  di  euro per le 120 mila aziende e che oggi sono  60  mila
  quelle   registrate  ci  ritroviamo  puntualmente   fuori   da   un
  ragionamento come commissione per potere anche cercare di  spiegare
  all'esterno  quello  che  è  la totale confusione,  una  cosa  che,
  secondo  me, è di basso stile che, nel mentre che noi non  sapevamo
  nulla, voi siete andati in conferenza stampa quando invece l'Aula è
  sovrana  e  potevate fare un passaggio in Aula prima di  andare  in
  conferenza stampa.
   Assessore, guardi, io non devo assolutamente dare lezioni di stile
  a  nessuno  perché  non è nel mio modo e nel mio costume,  però  mi
  sembra, da deputato regionale di questa Aula, che su questa vicenda
  c'è una grande falla da parte del Governo regionale ed io le chiedo
  con grande forza, assessore, al di là di tutto, prima di procedere,
  è corretto che noi anche in questi giorni come Commissione Attività
  produttive   sappiamo  quali  sono  gli  step,  perché   altrimenti
  veramente diventa un tiro al bersaglio per tutti.

   PRESIDENTE.  Assessore, lei ha fatto cenno, ho capito che desidera
  parlare  però io le volevo dire che ci sono iscritti a parlare  gli
  onorevoli Tancredi, Sunseri e Marano.
   È iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  credo
  che  ormai  sui problemi, sugli errori, sulle questioni  legate  al
  click  day si è detto quasi tutto, io però prendo la parola  perché
  vorrei aggiungere qualcosa, perché in maniera totalmente fortuita e
  casuale, ieri, in Commissione Bilancio, noi abbiamo udito i vertici
  di  Sicilia  Digitale. Lei ieri non c'era assessore, quindi  magari
  quello  che  è stato detto non lo ha potuto ascoltare, però  mi  ha
  colpito una affermazione che secondo me, andando indietro a cascata
  su  quello che è stato, sulle scelte che hanno portato poi a questa
  situazione, se si fosse interpretato in maniera differente il ruolo
  della  nostra partecipata, probabilmente oggi staremmo parlando  di
  altro.
   Di  cosa  parlo?  Parlo del fatto che ieri i  vertici  di  Sicilia
  Digitale  hanno  affermato una cosa semplicissima,  che  già  hanno
  espletato  ben  diciotto volte una procedura simile  a  quelle  che
  doveva  essere effettuata da Tim con il pieno successo  della  loro
  azione.
   Quindi,  il  mio intervento punta a dire che forse  noi  spesso  e
  volentieri tendiamo a sottovalutare quello che già abbiamo in casa.
  Spesso non siamo nemmeno stati bravi a potenziarlo per tempo che  è
  quello che noi con questo ordine del giorno auspichiamo. Ora glielo
  sottoporremo,  presidente Armao e non possono non  sottolineare  il
  fatto  che,  onorevole Turano, lei sa benissimo che su questo  tema
  del  click  day, noi abbiamo, un pò tutti i deputati avevano,  come
  dire,  manifestato delle perplessità sulle modalità che si  stavano
  effettuando,  sulle problematiche che si stavano  evidenziando.  La
  scelta  adesso  di  dare  ristoro a  tutti  in  maniera  indistinta
  chiaramente  ridurrà  il plafond che verrà  assegnato  a  tutte  le
  aziende.
   Io le chiedo se è possibile immaginare che, nel momento in cui noi
  dovessimo  trovare  delle  risorse aggiuntive,  questa  graduatoria
  resti  attiva, perché di fatto - ho fatto un calcolo così a spanne,
  centoventicinque milioni diviso cinquantasei mila,  cinquantacinque
  mila saranno sui tre scaglioni dai mille e cinque, duemila, duemila
  cinquecento euro, non di più, li siamo - e per un imprenditore  che
  magari  aspettava  sei  mila o più cinque mila  diventa  ben  poco.
  Quindi,  ben venga il parziale ristoro, ma contestualmente dobbiamo
  prevedere che quella graduatoria non venga, come dire, azzerata  da
  questo  procedimento  e  provare nella  futura  finanziaria,  o  in
  variazioni di bilancio, a trovare nuove risorse che io spero sempre
  che arrivino.
   E  qui invito anche tutti i colleghi, perché non posso fare a meno
  di  sottolineare  che in altri Stati europei le aziende  non  hanno
  dovuto   nemmeno   fare  la  richiesta.  Il  ristoro   è   arrivato
  direttamente,  direttamente. Questo perché altrove si  sono  potuti
  permettere  di  avere ben altre risorse e quindi forse  sarebbe  il
  caso che tutti, tutti cominciassero a fare un po' la loro parte per
  dare   maggiori  risorse  soprattutto  a  questo  centro-sud,  alla
  Sicilia.  Perchè è facile puntare il dito, ma è molto più difficile
  arrivare ad ottenere risultati che in questo momento non ci sono da
  parte di nessuno, nessuno.
   Quindi,  io auspico che questo evento sia un evento che dia,  come
  dire,  il  là ad un ragionamento che punti a valorizzare la  nostra
  partecipata  e  che sia di monito per il futuro, ma contestualmente
  dia .

   PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, concluda.

   TANCREDI. Concludo. A tutti quelli presenti in quest'Aula, visto e
  considerato  che  quella  finanziaria, che  a  parole  tutti  hanno
  sostenuto, a parole, diventi realtà perché ancora non lo  è,  anche
  se molti hanno fatto molte comunicazioni  su misure stanziamenti  e
  quant'altro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ma  l'assessore
  Turano  che ha fatto? E' scappato, ci ha abbandonato? Se ne  prende
  lei  la responsabilità, assessore Armao. Un fallimento, presidente,
  un   fallimento   annunziato  da  mesi   da   tutti,   maggioranza,
  opposizione.

   PRESIDENTE.  Se  lei  preferisce,  perché  sto  cercando  di  fare
  rinvenire l'assessore Turano.

   SUNSERI.  Se  rientra mentre intervengo, con piacere.  Non  voglio
  bloccare, certamente, l'Aula, visto che ormai, come dire, la brutta
  figura è talmente grande che non è un intervento in Aula a fare  la
  differenza.

   PRESIDENTE.  E'  un  commiato, questa sera  sembra  una  Sala  del
  commiato.

   SUNSERI.  Ma,  guardi, signor Presidente, lei sa benissimo  che  è
  stato  un fallimento annunciato da mesi da tutti i parlamentari  di
  quest'Assemblea. In queste settimane, in questi mesi,  chiunque  ha
  detto  che  non era quella la strada da percorrere.  Fino  a  ieri,
  quando ancora l'assessore Turano provava a convincerci che, invece,
  era  la strada giusta, che ci sarebbe riuscito, che comunque domani
  avremmo avuto la lista, avremmo avuto questo famoso click day, come
  se la Regione Siciliana non l'avesse mai provato. Era un'esperienza
  da provare perché così, paradisiaca.
   Ed,  invece,  per la ventesima volta volevamo andarci  a  sbattere
  contro un muro per capire che non siamo in grado di farlo e  non  è
  un metodo che può garantire la parzialità in questa Regione.
   Ma  la cosa più assurda è che oggi ci viene a raccontare una  cosa
  che  non  sa neanche lui. Oggi ha provato a raccontarci, in maniera
  confusa,  come vorrebbe spendere questi 125 milioni di  euro.  Sarà
  una suddivisione in parti uguali fra chi si è registrato, poi forse
  facciamo  una  ponderazione, riusciamo a dividere, ma quanto  vuole
  dare?  Quanto  vuole dare alle aziende siciliane, assessore  Armao?
  Duecento  euro  a quella più piccola e duemila euro  a  quella  più
  grande?  Di  che cifre parliamo? Entriamo nei dettagli.  Perché  di
  questo vuole sentire parlare la Sicilia.
   Allora,  siccome  il  click day, assessore  e  Presidente,  doveva
  essere il metodo veloce, l'unica cosa veloce da fare era presentare
  un  foglio  come  questo  con scritto  dimissioni',  da  firmare  e
  lasciare  al  Presidente  della  Regione,  perché  vi  siete  fatti
  crocifiggere dai siciliani e dai deputati di questa Assemblea,  con
  una  banalità  e  con una semplicità che credo che  nessun  Governo
  della  Regione potesse anche lontanamente immaginare. L'unica  cosa
  da  fare  era stamparle, consegnarle e finiva tutto lì.  Non  c'era
  altro
   Noi  abbiamo  fatto  la  parte di quelli buoni  e  simpatici,  gli
  abbiamo  già  scritto, basta aggiungere la firma e  consegnarlo  al
  Palazzo accanto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  soltanto i colleghi del Movimento Cinque Stelle, perché ci tengo  a
  precisare  che i problemi della Sicilia sono, a quanto  pare,  solo
  del  Movimento  Cinque  Stelle. Banchi della  maggioranza  deserti.
  Qualcuno  del  Pd.  Per il resto noi ce la cantiamo  e  noi  ce  la
  suoniamo, come si dice.
   Colgo l'occasione della presenza dell'assessore Turano per portare
  la  voce  dei codici Ateco che sono stati esclusi da questo  bando,
  facendo  proprio un appello per cercare, in qualche modo, tamponare
  questo buco, questa mancanza. Parlo di autoscuole, di fotografi, di
  officine  ortopediche  che mi hanno scritto in  questi  giorni  per
  segnalarmi  questa  mancanza.  Assessore  Turano  aspettiamo  anche
  notizie in merito.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono altri iscritti a  parlare.  L'Assessore
  Turano,  ho  capito, che desiderava fare una replica  o  quantomeno
  dare  un minimo di chiarimento e conforto sulla cosa. Aveva  alzato
  prima la mano.
   Onorevoli colleghi, era stato distribuito un ordine del giorno. Io
  desideravo  capire  se  l'assessore  Armao  aveva  avuto  modo   di
  apprezzarlo  per  le  indicazioni  che,  in  qualche  modo,   dagli
  interventi  in  maniera trasversale mi sembrano  essere  condivisi.
  Fermo  restando,  che certi argomenti dovranno  passare,  assessore
  Turano, la prego, se ha il garbo, mi stavo rivolgendo all'assessore
  Armao, se vuole fare dei chiarimenti.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. Prima devo capire e poi gli darò la parola. Qual è  il
  problema?

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  perché
  nel  mio  duplice ruolo, essendo membro della commissione  attività
  produttive,  l'argomento  chiaramente mi  interessa  e  non  volevo
  travalicare oltre la possibilità di poter parlare.
   Nel  mio  intervento mi voglio rivolgere ad entrambi gli assessori
  in  due  momenti separati, perché da una parte c'è la necessità  di
  dare  degli aiuti alle imprese e dall'altra parte c'è anche  quella
  che   approfondiremo   di   questa  digitalizzazione,   di   questa
  piattaforma.
   Sia  ieri che oggi ho sentito delle cose che ritengo non degne  di
  essere pronunciate all'interno di quest'aula, ma purtroppo oggi  si
  è   ripetuto,  perché  anche  l'assessore  Armao,  oggi  ha  detto,
  confondendo  secondo me le idee:   non è che TIM  è  un'azienduccia
  che abbiamo trovato .
   Allora,  attenzione assessore, guardi che TIM è il grande marchio,
  ma  poi  si è rivolta ad un'altra impresa calabrese di cui oggi  ho
  letto  il  nome su un giornale, ed evidentemente se hanno combinato
  quello che hanno combinato non sono dei fulmini. Questa ricerca  di
  nomi  esotici, quando noi abbiamo una partecipata in cui negli anni
  avete  investito  centinaia di milioni di euro e  tra  l'altro  una
  vostra delibera di giunta che io riporto nell'ordine del giorno che
  abbiamo  presentato  da  un indirizzo preciso  perché  il  progetto
  informatico i controlli, devono essere in capo al padrone di  casa,
  perché questo è un tema strategico.
   Proprio  ieri in Commissione c'era il dott. Falgares, e  ha  detto
  che  di  click  day  ne  sono stati fatti 18  e  si  è  utilizzata,
  Presidente, l'espressione  sono stati dei servizi ineccepibili .
   Perché  noi del click day ci ricordiamo quello della Scilabra,  il
  grande tonfo storico che immaginavamo non si sarebbe più ripetuto e
  invece si è ripetuta la stessa cosa: rivolgersi a degli esterni.
   E'  un  indirizzo  che  avete  dato  anche  voi  nella  Giunta,  è
  desiderio dell'Assemblea che le chiavi di casa le tenga il padrone.
  Quindi la regione questo settore strategico lo deve potenziare,  ma
  non  a  chiacchiere,  non a delibere di giunta  che  forse  non  si
  ricorda neanche Lei, vista l'immane produzione di carte, perché lei
  oggi  qui  si è contraddetto. Poi ci sono dei Rup, del procedimento
  che  mi  pare siano in capo all'Arit e poi lo andremo a vedere  con
  calma  perché questa non è la sede per fare tutto, perché a  subire
  un  danno,  a  questo  punto  non è solo  l'assessore  ma  tutti  i
  siciliani.
   Per  quanto riguarda la parte dell'assessore Turano, lo diffido  a
  fare  degli  annunci senza che passa dalla III Commissione,  perché
  noi  abbiamo dato un parere su uno schema, poi tutti i  criteri  di
  attuazione  li  hanno decisi in assessorato eludendo  il  passaggio
  dalle  attività produttive. Siccome oggi abbiamo fatto un'audizione
  di  quattro ore, perché i corpi intermedi hanno detto di non essere
  stati  auditi  nelle  forme  e  nei  modi  corretti,  qualcuno  sta
  imbrogliando le cose.
   Oggi   abbiamo  parlato  quattro  ore  e  questa  parte  competeva
  all'assessorato;   la   parte  amministrativa   di   concertazione,
  Presidente  non è avvenuta, quindi non è che ora per soddisfare  la
  stampa  o chi vuole la sua testa, Lei impegna i soldi di nuovo  con
  un  altro  tentativo, perché la lotteria non si  può  tentare.  Noi
  chiediamo  che  si  passi dalla Commissione  attività  produttive'.
  Tanto oramai hanno aspettato 6 mesi se aspettano 7 mesi non cambia,
  qualche  giorno in più di modo che le responsabilità e le decisioni
  vengano condivise.

   PRESIDENTE.  A questo punto do la parola all'Assessore  Armao  per
  rispondere alle domande che le hanno fatto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Non è mio stile replicare con  la
  stessa prosopopea che mi si rivolge, pertanto manterrò lo stile che
  mi  è  proprio, rispetto alle affermazioni scomposte  che  si  sono
  rivolte alle argomentazioni assolutamente logiche e puntuali che ho
  svolto.
   Probabilmente  un  po'  di  studio e  di  approfondimento  avrebbe
  giovato  a chi richiama l'agenda digitale senza conoscere  che  c'è
  piano  triennale, che c'è un contratto di servizio  che  in  questo
  momento  con   Sicilia digitale' non c'è, che c'è  un  problema  di
  abilitazioni che su queste questioni  Sicilia digitale'  non  ha  e
  pertanto non può progettare se non ha le abilitazioni. E' molto più
  complesso  di  quello che sembra e ovviamente  non  mi  rivolgo  al
  Vicepresidente  dell'Assemblea. Quindi in questo  momento   Sicilia
  digitale'  non  ha un contratto di servizio, c'è  un  confronto  in
  corso  sul  tema,  pertanto quando sarà stipulato il  contratto  di
  servizio  si  potrà  tornare ad affidare  direttamente  a   Sicilia
  digitale',  che  è  stata riconosciuta peraltro in  house  dopo  un
  percorso lungo due anni solo qualche mese fa.
   Pertanto,  su  questo punto la possibilità che il piano  triennale
  consente  di ricorrere al mercato, e ricorrere al mercato  peraltro
  selezionato da Consip è del tutto pacifica su questo il Governo può
  benissimo rispondere sia in Aula che in Commissione, quindi non c'è
  alcun  problema  di  ordine procedurale, né tanto  meno  di  merito
  convenzionale  o  contrattuale che  dir  si  voglia.  Sotto  questo
  profilo, quindi l'affidamento che è stato fatto a TIM e nel momento
  in  cui  si stipula un contratto con un soggetto si dà una per  una
  quota  parte  la  possibilità  di  subappaltare  e  ovviamente   il
  contraente risponde anche ai soggetti a cui ci si è rivolti  quindi
  è  evidente che se ci sono profili di responsabilità, che,  ripeto,
  in  questa sede non posso acclarare ne preannunciare, ma certamente
  saranno oggetto di approfondimento e di verifica.
   Bene, laddove ci saranno le responsabilità connesse ad affidamenti
  che  sono  stati  fatti e che non hanno garantito  la  qualità  del
  servizio, in quella sede si potrà contestare al soggetto contraente
  di  un  adempimento  totale  o parziale,  quindi  ovviamente  siamo
  disponibili  nella  Commissione di  merito  che  è  la  Commissione
   Bilancio'  ad  offrire  tutte  le  precisazioni  che  siano   però
  riconducibili   alla  complessa  articolazione   del   livello   di
  regolazione  di  questa  fattispecie che  non  è  rinvenibile  solo
  nell'agenda digitale.

   PRESIDENTE. Bene, abbiamo concluso.


                  Presentazione di ordine del giorno

   FOTI. C'è un ordine del giorno.

   (L'ordine del giorno, a firma degli onorevoli Foti ed altri, reca
                        il numero d'ordine 384)

   PRESIDENTE. Assessore, ha gli ordini del giorno?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Sì, li ho guardati anche. Questo
  ordine del giorno è semplicemente irrealizzabile in questo momento,
  perché non c'è il contratto di servizio con  Sicilia digitale'  per
  cui  il  Governo non può prendere l'impegno di affidare a   Sicilia
  digitale'  fin  quando il contratto di servizio  non  è  stipulato.
  Siamo prossimi alla stipula, ma non è ancora stipulato pertanto  in
  questa sede non posso condividere l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, scusi, non si parla però di  impegno,
  cioè  di  valutare la possibilità di affidare, quindi evidentemente
  anche per il futuro.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Ovviamente, nel momento  in  cui
  stipuleremo il contratto di servizio, nell'ambito del contratto  di
  servizio e nel rispetto delle condizioni del contratto di servizio,
  e  superata  la  vicenda che  Sicilia digitale'  non  era  iscritta
  nell'albo ANAC delle società in house come adesso è iscritta e come
  è  iscritta,  pregio di dirlo anche all'Aula - da due giorni  anche
  IRFIS,  con  un procedimento molto veloce che, invece  che  in  due
  anni, abbiamo concluso

   PRESIDENTE. Quale, Assessore?

   ARMAO, assessore per l'economia. Anche IRFIS è iscritta, adesso  è
  iscritta tra le società in house e quindi si potranno provvedere  a
  fare  tutti  gli  affidamenti di fondi che la  legge  di  stabilità
  prevede,  ecco,  nel  momento  in cui stipuliamo  il  contratto  di
  servizio,  noi potremo assolutamente affidare le progettazioni  che
  evidentemente,  ed  è oggetto del contratto di  servizio,  verranno
  affidate a  Sicilia digitale'.

   PRESIDENTE. Quindi, l'ordine del giorno, tutto sommato, non appena
  possibile

   ARMAO,  assessore per l'economia. Io richiamerei il  contratto  di
  servizio.  Nel rispetto delle previsione del contratto di  servizio
  da stipulare

   PRESIDENTE.  Quindi, mi permetto di suggerire l'accettazione  come
  raccomandazione in modo che quando sarà possibile farlo

   ARMAO, assessore per l'economia. Tra l'altro, Presidente, se posso
  precisare,  Sicilia Digitale' è altresì sottoposta a un processo di
  concentrazione  che  un  po' ci chiede la  Corte  dei  Conti  nella
  riduzione  delle  società  partecipate con  le  società  Interporti
  siciliani  e  con il Parco Scientifico e Tecnologico,  al  fine  di
  creare un sistema. L'ha fatto già la Lombardia.
   La  Lombardia  ha  fatto  un  percorso analogo  di  concentrazione
  creando   Aria  che è una società tra le primarie società italiane,
  addirittura  conferendo  anche la Centrale  Unica  di  committenza,
  quindi  si va verso la concentrazione dei soggetti, fermo  restando
  l'eventuale distinzione dei rami d'azienda, quindi senza creare una
  confusione organizzativa ma diminuendo le partecipate.
   Credo  che  questo sia un percorso che illustreremo nel  dettaglio
  quando   avremo   i  piani  industriali  definiti  in   Commissione
   Bilancio .


     Ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del Regolamento interno

   DI  PAOLA. Chiedo di parlare ai senso dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  ovviamente  qui  il  mistero  si
  infittisce, non entro nel merito, poi approfondiremo in Commissione
  Bilancio,  però,  dico, sta venendo fuori che la Regione  siciliana
  non  aveva un contatto con Sicilia Digitale e c'è la progettazione,
  la  verifica  tecnica, il collaudo non si sa  chi  l'ha  fatto,  su
  questo progetto che è crasciato qualche giorno fa, considerando che
  Sicilia Digitale ha gestito gli ultimi diciotto click day.
   E' veramente un mistero che cercheremo di sbrogliare, così come ha
  detto l'Assessore che ci sono tante carte da studiare, è un mistero
  che vedremo man mano di spulciare in Commissione Bilancio.
   Signor  Presidente,  un'altra cosa, ci sono dei  lavoratori  della
  formazione  che  sono  in  questo momento davanti  al  Dipartimento
  istruzione.  Qualche  giorno  fa erano  stati  convocati  da  parte
  dell'Assessore per l'istruzione Scavone, che è andato via,  per  un
  tavolo  per  proseguire  la problematica dell'albo  dei  lavoratori
  della formazione delle politiche attive sul lavoro.
   Gradirei,  signor  Presidente, magari  che  il  Governo  vista  la
  presenza di altri Assessori, in qualche modo, facessero capire agli
  Assessori di rispondere quantomeno ai lavoratori e di dire loro che
  se il tavolo non viene convocato perché hanno altri impegni, magari
  evitano di far presentare i lavoratori e poi il tavolo non  si  fa,
  perché  lì  ci  sono lavoratori che sono disperati e noi  diamo  un
  barlume di speranza però poi li lasciamo davanti ai dipartimenti.

   PRESIDENTE. Se è così mi dispiace, ma non credo sia compito nostro
  di dire all'Assessore di andare agli appuntamenti. Comunque, glielo
  stiamo  facendo sapere pubblicamente che c'è stato questo problema,
  spero che possa risolverlo.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  13  ottobre
  2020, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.49 (*)


                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XVIII SESSIONE ORDINARIA


                         221a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 13 ottobre 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
           sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
           23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
           D.F.B. 2020. Mese di gennaio . (n. 721/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
           sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
           23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
           D.F.B. 2020. Mese di febbraio . (n. 770/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         3)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

         4)  Misure per favorire la riduzione dell'utilizzo di materiale
           plastico nel territorio regionale  Plastic free' . (nn. 311-330/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Trizzino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio