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Resoconto d'Aula della Seduta n. 224 di martedì 27 ottobre 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.07

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che il Presidente Musumeci
  ha  appena  comunicato che ritarderà 15 minuti.  Approfitterei  per
  convocare  una  velocissima Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  per  decidere cosa fare e tornare in  Aula  alle  ore
  16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.08, è ripresa alle ore 16.24)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ho  parlato  nuovamente  con  il
  Presidente della Regione.
   Poco fa con i Capigruppo, visto che devo parlare della cosa che ci
  siamo  detti,  avevamo  detto di chiudere per  le  20.00,  però  il
  Governo ritarda.
   Siccome stanno facendo una cosa che devono presentare in Aula,  ho
  detto  al  Governo  di fare pure con comodo, ma  che  il  dibattito
  durerà quattro ore dal momento in cui loro arrivano.
   Io   credo   che  sia  inutile  stare  qui  ad  aspettare   perché
  impiegheranno   ancora  un  po'  di  tempo,   direi   di   riaprire
  direttamente la seduta alle ore 17.00, quindi si chiuderà alle  ore
  21.00.
   Il  Presidente  mi  ha chiesto questa cortesia,  di  ritardare  un
  attimo, perché stanno facendo delle cose che devono presentare e mi
  sembra  che  non  sia  il caso di dirgli di no. Quindi,  accettiamo
  volentieri questa proposta.

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed  è considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   Comunico  che ha chiesto congedo per la seduta odierna l'onorevole
  Fava.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Grazie, Presidente. In realtà, siccome ho seguito  anche
  altri  dibattiti,  oltre  a  quelli interessantissimi  che  saranno
  affrontati oggi e alcuni di questi certamente hanno visto impegnata
  anche  la  Presidenza  insieme ad alcune iniziative  dell'assessore
  Bandiera  - assessore, se per un attimo insieme al Presidente,  può
  ascoltare  -  in  considerazione del  fatto  che  diverse  sono  le
  criticità  affrontate sul sistema dei consorzi di  bonifica,  visto
  che  tra  i  temi importanti che oggi tratteremo c'è  anche  quello
  degli  incendi boschivi, in considerazione del fatto che, collegato
  a   queste  criticità,  abbiamo  almeno  due  temi,  ovvero  quello
  dell'organico carente legato ai consorzi di bonifica che è connesso
  sia  all'aumento dei costi di gestione che agli scarsi servizi,  se
  era  possibile, Presidente Micciché, sul tema dei consorzi avviare,
  insomma,  un  sistema  di riforma -  ho visto  che  trasversalmente
  diversi  parlamentari se ne sono occupati da Fratelli d'Italia,  al
  PD,  al  Movimento  Cinque  Stelle -  e siccome  poi  ovviamente  i
  servizi  offerti da ditte esterne aggravano i costi di  gestione  e
  siccome  è  opportuno riqualificare il personale e siccome  sarebbe
  opportuno  avviare  in  automatico l'iter  relativo  al  turn-over,
  volevo  chiedere  se,  con  riferimento a  questo  dibattito  sugli
  incendi   boschivi,   siccome  noi  ci  troviamo   ad   affrontare,
  complessivamente, il tema dell'ecosistema ambientale che  ormai  in
  Sicilia  è  un  tema  emergenziale, in termini di  prevenzione,  in
  termini di dissesto idrogeologico, in termini anche di consorzi  di
  bonifica  e  di sistema irriguo, in che termini, signor Presidente,
  noi riusciamo a dare garanzie a questo impegno preso che, devo dire
  la verità, ha visto lei stessa impegnata su questo argomento?

   PRESIDENTE.   La   ringrazio.  Io  ho   preso,   come   Presidente
  dell'Assemblea, un impegno con questa categoria, ne abbiamo parlato
  già con tutti i partiti o con quasi tutti i partiti. Esiste già una
  proposta  che è stata consegnata alla Commissione, il mio  impegno,
  sentito  tutti  gli  altri, è quello di far sì che  entro  la  fine
  dell'anno  questa  sia  norma, sia legge già  definitiva,  per  cui
  probabilmente  da  non  inserire nella  finanziaria  che  finirebbe
  sicuramente  ad anno nuovo, per cui stiamo valutando  l'opportunità
  di poterla inserire in qualche disegno di legge che sia pertinente,
  se non ci dovessero essere disegni di legge pertinenti, ne facciamo
  oggetto  di  legge specifica, anche se è un articolo soltanto,  per
  garantire questa situazione per cui possono stare tranquilli tutti.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Grazie  Presidente, Governo, colleghi. Io intervengo  per
  quanto  riguarda la dichiarazione dello stato di calamità  naturale
  ed emergenziale in merito alla bomba d'acqua che si è verificata  a
  Palermo il 15 luglio, se non sbaglio.
   Apprendo  da  notizie  di stampa, che in  merito  ad  una  lettera
  ricevuta  dal Presidente del Consiglio Conte, si è appreso  che  la
  Regione non ha avviato alcuna pratica istruttoria.
   Signor  Presidente, mi sembra un fatto alquanto grave:   Necessita
  lo  stato  di calamità naturale per attivare tutte le procedure  di
  risarcimento dei danni causati da quel violento nubifragio  che  ha
  colpito la città , la nota della Presidenza del Consiglio chiarisce
  che  senza  l'istruttoria  da parte della  Regione,  la  protezione
  civile  nazionale non può avviare la procedura per la dichiarazione
  dello  stato  di emergenza e quindi, consequenzialmente,  anche  il
  rimborso  dei danni che hanno subìto alcuni soggetti  che  in  quel
  momento si trovavano a Palermo.
   Per cui, io chiedo a lei, Presidente dell'Assemblea, ma chiedo qui
  anche, non vedo tra i banchi né il Presidente né la parte

   PRESIDENTE. Ho avvertito che stanno arrivando, infatti questo è un
  dibattito extra perché il dibattito lo inizieremo alle 17.00,  come
  già comunicato.

   TAMAJO. Presidente, siccome tanti cittadini palermitani desiderano
  sapere  notizie in merito a questo argomento, allora  io  chiedo  a
  lei,  Presidente,  se si può fare portavoce o a qualche  componente
  del Governo di illustrarci qual è stato il percorso e se ancora non
  è  stato dichiarato lo stato di calamità naturale, desidero  sapere
  il perché. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  Assessore,  Assessori,  colleghi
  parlamentari, io mi ricollego all'intervento fatto sulla  bonifica.
  Presidente,  noi  siamo  contenti di  sentirla  assumere  l'impegno
  perché   non   è  reato,  cioè  che  il  fatto  che  il  Presidente
  dell'Assemblea  si  assuma l'impegno per spingere  la  riforma  sui
  consorzi di bonifica a me fa piacere.
   Mi  permetto  di dire che sono passati 3 anni e sono  3  anni  che
  urliamo  sui consorzi di bonifica. Cioè io non so se .  ci  saranno
  almeno una ventina di interventi miei in Aula

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, per essere precisi,  io  non  mi
  sto  impegnando su una riforma, mi sto impegnando su un emendamento
  che  è  stato passato in Commissione e io mi sono impegnato a farlo
  votare entro quest'anno.

   DIPASQUALE. Questo è ovvio, però

   PRESIDENTE. La riforma è una cosa che è un poco più vasta.

   DIPASQUALE.  No,  però siccome lei ha avuto parole,  non  ora,  ha
  avuto sulla riforma, lei a qualcuno

   PRESIDENTE. Certo.

   DIPASQUALE. L'ha assunto l'impegno sulla riforma; io non  ne  dico
  cose a caso, Presidente.

   PRESIDENTE.  Io  però  l'impegno  lo  posso  prendere   se   viene
  presentato  un emendamento e farlo arrivare in Aula;  l'impegno  su
  una  riforma sono i partiti che la devono presentare, non la  posso
  presentare io.

   DIPASQUALE.  Lei  ha  avuto  modo  incontrando  i  lavoratori  del
  consorzio

   PRESIDENTE. Sissignore.

   DIPASQUALE.   di assumere ed io le dico ha fatto  bene,  non  sono
  scandalizzato, Presidente

   PRESIDENTE. E sono certo di potere mantenere questo

   DIPASQUALE. Io sono

   PRESIDENTE. Lo so, lo so

   DIPASQUALE.  E lei che è Presidente dell'Assemblea, il  fatto  che
  assuma  l'impegno è importante. Cioè non è motivo  di  scandalo,  è
  importante e non trovo difficoltà a dirlo qui dentro.
   Quindi,  fermo  restando  quello che ha detto  il  collega  che  è
  intervenuto  sul turn over, ne parleremo quando arriverà  e  diremo
  ognuno si esprimerà per quello che pensa, però la vera questione  è
  la  riforma, e da 3 anni noi siamo fermi sulla riforma. E solamente
  quando  faremo la riforma dei consorzi di bonifica, noi  avremo  la
  possibilità  di  dare un futuro serio non solo ai lavoratori  della
  bonifica ma anche agli agricoltori perché noi siamo riusciti, ormai
  da tempo compreso gli ultimi 3 anni, a mettere in crisi il comparto
  tutto  che  è  legato  alla bonifica, tutto.   Quindi,  al  collega
  Figuccia io dico sì di questo ne discuteremo, al Presidente della

   PRESIDENTE. Scusate, non dibattete tra di voi.

   DIPASQUALE.  al Presidente dell'Assemblea bene ha fatto e bene  fa
  a  prestare  un  occhio di riguardo e di attenzione,  anche  perché
  passato  è  troppo  tempo che parliamo di bozze  e  di  ipotesi  di
  bonifica.
   Mi  permetto  di  dire  che ci sono però delle  urgenze,  ci  sono
  consorzi  di bonifica dove i lavoratori non hanno preso  stipendio,
  per fortuna qualcosa si è mossa ultimamente, ma che non hanno preso
  stipendi per decine di mesi, per diversi mesi. Sono delle cose  che
  sono  impensabili. Mi auguro che quest'attenzione anche durante  la
  Finanziaria, io come al solito ripresenterò gli emendamenti insieme
  agli altri colleghi e così via, mi auguro che

   PRESIDENTE. Perché non si va a fare un testo di riforma della

   DIPASQUALE.  Ma  ci  sono  i  testi,  il  problema  è  che  questa
  maggioranza  non  li fa uscire dalla Commissione, Presidente,  così
  come  altri,  io mi auguro che possano uscire dalla  Commissione  e
  venire  in Aula. E' da 3 anni che parliamo di riforma dei  consorzi
  di bonifica eccetera, eccetera.

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, scusi, siccome ogni  intervento
  mi  stuzzica,  mi  dà e mi interessa, quindi, è giusto  che  io  mi
  interessi delle cose che vengono dette. Io alla prossima Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari chiederò di inserire tra  le
  priorità  per  le  Commissioni se ci  sono  dei  testi,  lo  stanno
  verificando,  sui  testi  di  riforma  della  questione,  dopodiché
  pregherò l'onorevole Ragusa, Presidente della Commissione  Attività
  produttive ,  di  cominciarla  a  studiarla  insieme   alle   altre
  Commissioni competenti per materia.
   Sarò  mio  compito  perché  io fino ad adesso  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari non ne  ho  sentito  parlare;
  quindi,  se  qualcuno  me  lo sottolinea alla  prossima  Conferenza
  certamente  sia  sicuro  che  se esistono  dei  testi  li  mettiamo
  velocemente in cammino.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  comunicare, ahimè, che praticamente ancora siamo in attesa da circa
  un  anno per avere finalmente assegnati dei locali idonei al nostro
  partito. Tenga presente che siamo in quattro e viviamo in 30  metri
  quadrati.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini, però  questo  non  è  oggetto  di
  dibattito  d'Aula,  se  volete  ci incontriamo  subito  dopo  e  ne
  parliamo. Non sapevo che ci fosse un disagio, me ne faccio  carico,
  le  dico  subito che me ne faccio carico personalmente, ma  chi  ci
  ascolta da casa

   LENTINI.  Invece,  lo  devono sapere  tutti   E  poi  la  collega,
  onorevole  Ternullo,  di   Ora Sicilia ,  ancora  da  quando  si  è
  insediata  non fa parte di una Commissione. E allora,  se  vogliamo
  andare  avanti e portare avanti i lavori così come noi,  come   Ora
  Sicilia   è  schierata con il centrodestra, noi da questo  momento,
  Presidente

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, mi dicono  gli  Uffici  che  oggi,
  stamattina,  sono  stati assegnati i locali al Gruppo  parlamentare
   Ora Sicilia .

   LENTINI. Sono a conoscenza dei locali che vogliono assegnare e non
  sono idonei.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini, però non può  essere  oggetto  di
  dibattito d'Aula, io le chiedo scusa.

   LENTINI.  Presidente,  mi  ascolti. Lei mi  dica  quando  dobbiamo
  parlarne.

   PRESIDENTE. Subito dopo l'Aula ci vediamo fuori.

   LENTINI. Dopo l'Aula alle 10.00?

   PRESIDENTE. Allora, domattina. Vuole che interrompiamo l'Aula  per
  discutere di questo?

   LENTINI.  Va bene, se non risolviamo questo problema  noi  fino  a
  quando  non viene risolto il problema noi non parteciperemo più  ai
  lavori d'Aula.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  volevo
  approfittare della presenza dell'assessore Grasso perché ho  saputo
  attraverso  notizie  stampa  della  riorganizzazione  degli  Uffici
  regionali, quindi riunioni fiume in merito a questa questione.
   Siccome  l'altra  volta,  la settimana scorsa  abbiamo  fatto  una
  audizione  per  la  questione  del  ricollocamento  dei  lavoratori
  dell'Istituto Incremento Ippico, visto che c'è, appunto,  il  piano
  del  fabbisogno  triennale  che ha carenza  di  personale  tra  cui
  lavoratori   di  categoria  C,  come  sono  appunto  i   lavoratori
  dell'Incremento  Ippico, volevo capire se avete  dialogato  insieme
  all'assessore Bandiera che era presente in Commissione e se ci sono
  notizie   rispetto  alla  ricollocazione  perché  queste   persone,
  chiaramente, sono appese ad un filo e vorrebbero sapere qualcosa in
  merito. Grazie.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funziona pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funziona pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire alla  collega
  che è un argomento che è stato trattato ma dall'assessore Bandiera,
  dal  direttore  Cartabellotta perché è competenza  esclusiva  loro,
  quindi, non riguarda il personale regionale ma proprio il personale
  dell'Incremento Ippico.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 17.00)

   La seduta è ripresa.


   Dibattito   sulle  comunicazioni  rese  dai  competenti  Assessori
  regionali sulle seguenti materie:
                    1  - Stato di attuazione della legge di stabilità
  regionale per l'anno 2020
                   2 - Riapertura delle scuole in Sicilia
                   3 - Attuale emergenza sanitaria dal Covid-19
                    4  -  Emergenza incendi che hanno interessato  il
  territorio regionale

   PRESIDENTE. Presidente Musumeci, buonasera. Iniziamo la seduta.
   Comunico  soltanto  i  tempi a disposizione  dei  Gruppi  per  gli
  interventi: il Movimento Cinque Stelle complessivamente 42  minuti,
  20   minuti  Forza  Italia,  32  minuti  PD,  15  minuti  Diventerà
  Bellissima,  15  minuti UDC, 14 minuti Popolari e  Autonomisti,  29
  minuti Attiva Sicilia, 29 minuti Ora Sicilia, 11 minuti Fratelli di
  Italia  - lei 11 minuti - 10 minuti Lega e 10 minuti Misto.
   Allora,  Presidente lei cosa preferisce fare? Fare  un  intervento
  all'inizio?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Sì. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Grazie,  signor  Presidente.
  Onorevoli  colleghi,  credo  che  sia  importante  mantenere   fede
  all'impegno  assunto  alcuni mesi fa quando,  nel  riprogrammare  i
  lavori  che  dovevano  disciplinare  le  relazioni  del  Presidente
  all'Aula, abbiamo concordato un incontro semestrale che, in  questa
  occasione, credo non possa prescindere essenzialmente da tre punti:
  l'epidemia  del Covid-19, così come sta manifestandosi  in  Sicilia
  con    le   relative   iniziative   adottate   dal   Governo;    la
  riprogrammazione dei fondi che debbono dare concretezza alla  legge
  di stabilità del 2020; gli obiettivi ai quali bisogna improntare il
  disegno  di programmazione dei Fondi del Recovery Fund che l'Unione
  europea mette a disposizione della nostra Nazione.
   Naturalmente  mi  offro al dibattito dell'Aula,  anche  alla  luce
  delle  relazioni che qui sono state, nelle scorse settimane, svolte
  da alcuni componenti il Governo su determinate materie.
   La  situazione  dell'epidemia  in  Sicilia  segnala  una  crescita
  costante  dei  contagi che si muove in linea  di  coerenza  con  il
  quadro nazionale, seppure con una minore incidenza percentuale  sul
  rapporto  tra contagiati e popolazione. L'andamento epidemiologico,
  come  non sfugge a nessuno di voi, è il faro di riferimento per  le
  scelte di politica sanitaria. La politica, le scelte della politica
  -  come  amo  ripetere spesso - sono consequenziali al  numero  dei
  contagi.
   La  nostra  Regione ha adottato un primo piano, già  nel  mese  di
  aprile del 2020, poi sostituito con una diversa programmazione  per
  la fase estiva e, adesso, è prossima alla presentazione di un nuovo
  documento  programmatico che tiene conto del  margine  di  crescita
  dell'ospedalizzazione fino al fabbisogno di 2.500 posti  letto,  il
  20   per  cento  dei  quali  ripartiti  tra  terapia  intensiva   e
  subintensiva  secondo le linee di guida fornite  dalle  indicazioni
  nazionali.
   Prima  di  entrare  nel  merito  di alcune  comunicazioni  che  si
  aggiungono a quelle già rese in Aula dall'Assessore per la  sanità,
  esiste una differenza sostanziale tra la prima fase dell'epidemia e
  quella che stiamo vivendo in questi giorni. Abbiamo iniziato questa
  esperienza senza che fossero noti protocolli medici, con lo sguardo
  sempre  rivolto  alla situazione del Nord Italia e  a  quel  numero
  enorme di contagi; mancavano tamponi, scarseggiavano dispositivi di
  protezione  individuale, non c'era alcun accesso a test diagnostici
  rapidi; come tutte le altre Regioni durante il lockdown sono  state
  sospese le attività sanitarie ordinarie, con l'unica eccezione  per
  prestazioni urgenti o non differibili.
   Oggi, il contesto è profondamente diverso: abbiamo rafforzato  con
  oltre  3 mila nuovi operatori il nostro sistema sanitario e abbiamo
  creato  un  supporto territoriale con l'istituzione delle U.S.C.A.,
  che  sono  e si rivelano ogni giorno di più presidio indispensabile
  per alleggerire la tensione ospedaliera.
   Siamo tra le Regioni italiane che si sono dotate per prime di test
  diagnostici  rapidi,  di tamponi antigenici, di  test  sierologici.
  Abbiamo  testato oltre 460 mila casi singoli con test molecolari  e
  oltre   250  mila  con  test  sierologici.  Con  i  tamponi  rapidi
  antigenici saremo presto a 100 mila cittadini già testati e  grazie
  al  bando  di reclutamento, che si è concluso, avvieremo una  forte
  campagna  a  partire  dalla popolazione in età  scolastica,  che  è
  quella  che maggiormente, assieme agli anziani, richiama la  nostra
  attenzione.
   Esistono  criticità,  certo.  Inutile negarlo,  soprattutto  nelle
  ultime  settimane. Criticità legate all'enorme numero dei  soggetti
  sottoposti   ad  isolamento  volontario,  anche  tra  i  cosiddetti
  contatti stretti nelle scuole.
   Stiamo  lavorando  senza  risparmio di energie  e  mi  auguro  che
  l'istituzione delle U.S.C.A. scolastiche, decisa solo in Sicilia  a
  seguito  di  una  mia  ordinanza, possa  essere  presto  una  buona
  risposta a un problema che esiste e che stiamo affrontando.
   Ma  c'è un dato che deve essere tenuto in adeguata considerazione:
  tra il periodo di marzo-aprile e il periodo di settembre-ottobre il
  nostro  sistema  sanitario ha reso il 120 per cento  in  più  delle
  prestazioni  sanitarie. E ancora oggi, sperando di  contemperare  i
  disagi con la necessità di garantire il diritto alla salute,  siamo
  fermi sulla nostra posizione di non sospendere le attività di  cura
  per  tutti  coloro  che  non sono malati  di  Coronavirus.  Dove  è
  possibile fare lo stiamo facendo.
   Un'ultima  notazione,  e lo dico senza alcuna  vena  polemica:  ho
  letto  in più interventi negli ultimi giorni che la Sicilia avrebbe
  buttato  il  periodo dell'estate. Nulla di più falso.  Lo  dimostra
  peraltro il potenziamento della rete territoriale, lo dimostrano le
  assunzioni fatte, i programmi di cura adottati, il tracciamento dei
  turisti.  Ma,  soprattutto,  lo dimostra  l'avvio  di  opere  nelle
  strutture ospedaliere, alcune delle quali sono già state completate
  e consegnate.
   Ricorderete  che  il  Governo  centrale  ha  approvato  la  nostra
  proposta  di  potenziamento della rete delle  terapie  intensive  e
  subintensive. Si tratta di 128 milioni di interventi, per  i  quali
  sono  stato delegato solo lo scorso 7 ottobre. Abbiamo una  tabella
  di  marcia  che è serratissima e dobbiamo sperare di recuperare  il
  tempo  perduto, perduto non da noi, naturalmente, nel senso che  se
  la  delega  fosse  arrivata  nel  mese  di  luglio,  forse  qualche
  struttura avremmo potuto nel frattempo completare.
   L'obiettivo  resta  uno: fare in modo che dopo  l'emergenza  possa
  esistere   un   sistema   sanitario   più   forte,   più   radicato
  territorialmente, più moderno tecnologicamente, più  digitale,  più
  adeguato ai nostri tempi.
   Ho detto all'inizio che la situazione epidemiologica segnala nella
  nostra  Isola una crescita costante dei contagi. In alcune  Regioni
  d'Italia  la  situazione  è  di emergenza,  in  altre  è  di  grave
  emergenza.  Noi  non siamo, per fortuna, in questa condizione.  Non
  escludiamo  ci  si possa arrivare con il moltiplicarsi  di  contagi
  che,  per  esempio,  in Umbria hanno, nelle ultime  due  settimane,
  superato  il  200 per cento. E abbiamo adottato una  ordinanza  che
  tenesse conto, da un lato della esigenza di contenere la diffusione
  del contagio; dall'altro dell'esigenza di assicurare una vita quasi
  normale  consentendo al tessuto imprenditoriale isolano  di  potere
  lavorare fino a quando il dato epidemiologico dovesse consentirlo.
   Il  DPCM  del Governo centrale è stato molto restrittivo  rispetto
  alla  nostra  ordinanza e noi presidenti di  Regione,  in  sede  di
  confronto  con  il  presidente Conte e con i  ministri  Speranza  e
  Boccia,   abbiamo   evidenziato   come   alcune   norme   di   quel
  provvedimento,   in   particolare  la   chiusura   degli   esercizi
  commerciali alle ore 18.00 (bar, ristoranti, pizzerie), costituisse
  un  serio problema per alcune Regioni, cioè per quelle Regioni dove
  il  dato  epidemiologico  non  presenta  una  condizione  di  grave
  emergenza e dove il tessuto imprenditoriale può ancora resistere ed
  organizzarsi  nel rispetto delle linee guida fissate  e  concordate
  dalla Conferenza Stato-Regioni.
   Purtroppo,   il  Governo  centrale  ha  ritenuto  di  non   dovere
  accogliere alcune nostre richieste nonostante si fosse sottolineata
  la  differenza  fra Regione e Regione. Chiudere alle  ore  18.00  i
  ristoranti  in una Terra come la nostra significa non tenere  conto
  del   fatto  che  fino  alle  ore  18.00,  solitamente,  i   nostri
  ristoranti,  le trattorie non lavorano in Sicilia, sono  luoghi  di
  incontro  nelle ore serali e stabilito il rispetto delle norme  con
  cui  bisogna  stare seduti ad un tavolo, alcuni ristoranti,  alcuni
  esercizi, avrebbero potuto ancora, per qualche settimana,  svolgere
  la propria attività.
   In  Lombardia si va al ristorante alle ore 20.00, alle ore  19.30,
  di  solito si cena presto. Se uno entra in un ristorante in Sicilia
  alle ore 19.30 gli fanno il TSO.
   Ecco  perché  ritenevamo che fosse giusto adattare le  norme  alla
  realtà,  alle abitudini della nostra Terra senza per questo  dovere
  compromettere il diritto sacrosanto alla tutela della salute.
   Ho  visto  nella mia città alcuni cittadini aspettare in piedi  il
  cibo  pronto  da portare a casa, erano nove cittadini  che  stavano
  l'uno accanto all'altro senza alcun rispetto di distanza fisica; se
  quei cittadini fossero stati ammessi a sedere a tavola ad un metro,
  un metro e mezzo di distanza, forse avremo evitato qualche contatto
  in più. Questo è solo uno dei tanti esempi.
   I musei aperti e i teatri ed i cinema chiusi. E' un tema sul quale
  ci  siamo  confrontati col Governo centrale  spiegando  che  in  un
  teatro,  in  un  cinema, se si lasciano due  posti  liberi  c'è  la
  sufficiente  distanza per potere consentire a  quelle  imprese  che
  operano  nel mondo culturale di poter continuare a lavorare  ancora
  per  una,  due,  tre  settimane,  speriamo  senza  interruzioni  ma
  l'interruzione c'è già stata.
   E,  allora,  riteniamo,  con  tutto il  rispetto  per  il  Governo
  nazionale,  di  rivendicare il diritto a disciplinare  soltanto  su
  alcune  materie  le  misure  che i Presidenti  di  Regione  possono
  adottare,  che  finora  sono restrittive e  che  potrebbero  essere
  estensive.  Lo  facciamo  senza  alcuno  spirito,  come  dire,   di
  rivendicazionismo  sterile  e inutile  ma  solo  perché  su  alcune
  materie  possiamo  intervenire meglio di come  una  norma  generica
  possa   disciplinare  la  realtà  territoriale   che,   nella   sua
  specificità,  soltanto  noi  Presidenti  delle  Regioni  conosciamo
  meglio  e  più  di quanto possa conoscere il Governo  centrale  col
  quale  abbiamo  sempre avuto e continuiamo ad avere,  nel  rispetto
  della   dialettica   reciproca,   un   rapporto   improntato   alla
  collaborazione.
   Questa  idea di chiedere deroghe anche per le materie restrittive,
  estensive  non  è nuova. In questi giorni circola una  norma  della
  provincia  autonoma  di  Bolzano con la quale  si  disciplinano  le
  misure   di  contenimento  della  diffusione  del  virus  -   leggo
  testualmente - nella fase di ripresa delle attività.
   Come  sapete, la provincia autonoma di Bolzano è dotata di Statuto
  speciale  esattamente come la nostra Regione; questa  norma  non  è
  stata  impugnata dal Governo, vuol dire che il Governo centrale  la
  ritiene compatibile con l'ordinamento costituzionale, quindi, senza
  volere  compiere alcun oltraggio all'integrità dello Stato, stasera
  il  Governo regionale si riunirà per adottare un disegno  di  legge
  che richiami, nella forma e nella sostanza, la legge già adottata e
  approvata dal Governo centrale - se lo ha fatto per Bolzano non  si
  capisce perché non possa farlo per la Sicilia -, e mi auguro che su
  questo tema si possa trovare - signor presidente Miccichè io la  so
  molto  sensibile  a questi temi - la condivisione  del  Parlamento,
  naturalmente  su  alcune  materie, non  su  tutte,  penso  ai  beni
  culturali  per  esempio che è materia sulla quale  abbiamo  potestà
  primaria,  penso ad alcune attività legate al turismo.  Questo  per
  quanto riguarda la situazione del Covid.
   Per  quanto riguarda, invece, i fondi della riprogrammazione  post
  Covid  -  ma il post Covid ancora è lontano, purtroppo, e temo  che
  resterà  lontano ancora per qualche tempo -, la legge di  stabilità
  votata  da  questo  Parlamento  è stata  essenzialmente  improntata
  all'obiettivo  di  dare risposte al tessuto  imprenditoriale  e  al
  tessuto  sociale  di  questa  nostra  Isola  fortemente  messi   in
  ginocchio dalla terribile epidemia.
   Anche  qui si è andati avanti a tappe forzate, credo senza perdere
  un  solo giorno rispetto al calendario imposto dalle procedure, che
  non  sono  procedure semplici, non sono procedure snelle, non  sono
  procedure facili.
   Ricordo  che la legge è stata pubblicata sulla Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  siciliana  il 14 maggio del  2020,  abbiamo  dovuto
  attendere 60 giorni per la scadenza del termine per evitare che  il
  Governo nazionale potesse impugnarla, quindi arriviamo al 14 luglio
  e,  tuttavia, nel frattempo, non siamo rimasti con le mani in mano.
  L'11  giugno con una mia direttiva sono stati precisati gli  ambiti
  emergenziali  in  cui doveva attenersi la richiesta programmazione;
  il  15  giugno il Dipartimento programmazione, anche  in  esito  ad
  alcune  riunioni  tenutesi  presso la Presidenza,  ha  proceduto  a
  elaborare  una  proposta di riprogrammazione  del  PO-FESR   14- 20
  effettuando  una puntuale analisi mirata ad analizzare la  coerenza
  delle  iniziative  previste  dalla  legge  di  stabilità  con   gli
  obiettivi e le finalità del PO-FESR; a individuare le procedure non
  attivate o in ritardo di attuazione al fine di definire le  risorse
  riprogrammabili  sulla  base  dei vincoli;  a  valutare  i  profili
  connessi  all'eleggibilità della spesa del PO;  ad  individuare  le
  altre  fonti  finanziarie  per  il  finanziamento  degli  ulteriori
  interventi  previsti dalla legge di stabilità. Questo  in  ossequio
  all'articolo  quinto,  comma 2, della legge di  stabilità  che,  lo
  ricordo,  ha limitato la riprogrammazione dei fondi extra-regionali
  e  del  POC  14- 20 alle risorse dico testualmente  libere da  atti
  giuridicamente vincolanti o prive di graduatorie di assegnazione  e
  fatti in ogni caso salvi i procedimenti in fase di istruttoria'.
   Il  16 giugno, siamo a un mese dalla pubblicazione della legge  di
  stabilità,  la  proposta di riprogrammazione  è  stata  discussa  e
  condivisa  con i rappresentanti del Dipartimento delle politiche di
  coesione, dell'Agenzia della coesione territoriale dell'Anpal e  si
  è concordato un percorso di revisione del PO in due fasi: una prima
  relativa alla riprogrammazione di circa 400 milioni che riguarda le
  iniziative  Covid-19,  individuate  nell'ambito  della   legge   di
  stabilità;  una  seconda,  più ampia,  che  recepirà  il  contenuto
  dell'accordo  Stato-Regione  da  definire  successivamente  con  la
  stipula dell'accordo entro le prossime settimane.
   Il   25   giugno   e  il  1   luglio  la  proposta  esecutiva   di
  riprogrammazione  e  l'integrazione  alla  stessa,   assieme   alla
  documentazione  necessaria,  è stata formalizzata  al  Dipartimento
  programmazione; le proposte sono state trasmesse il 26 giugno e  il
  7  luglio all'Assemblea regionale siciliana per l'acquisizione  del
  parere da parte delle competenti Commissioni legislative.
   Il   22   luglio,  appena  decorso  il  termine  per  il  pericolo
  dell'impugnativa,  l'Ufficio  per  il  coordinamento  dell'attività
  legislativa   dell'ARS  ha  comunicato  che   la   II   Commissione
  legislativa,  nella  seduta del 14 luglio,  e  la  Commissione  per
  l'esame delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea,
  nella  seduta del 21 luglio, hanno espresso parere favorevole sulla
  proposta di riprogrammazione.
   Il  23  luglio, appena un giorno dopo, la Giunta ha  approvato  la
  proposta  di  riprogrammazione e il 9 agosto ha apprezzato  in  via
  definitiva  il documento completo di riprogrammazione  del  PO-FESR
   14-'20,  come  sapete,  documento  propedeutico  all'avvio   della
  procedura di consultazione del Comitato di sorveglianza per l'esame
  e la successiva approvazione.
   Il   9  settembre  con  Direttiva  presidenziale  gli  Assessorati
  competenti, nelle more della definitiva approvazione da parte della
  Commissione  europea, sono stati comunque invitati ad attivare  con
  immediatezza  le  procedure  per la  concreta  realizzazione  degli
  interventi contenuti nella riprogrammazione.
   Il   18   settembre  la  riprogrammazione  degli  interventi   per
  contrastare  gli effetti della pandemia per circa  400  milioni  di
  euro  del  PO-FESR  14- 20 è stata definitivamente approvata  dalla
  Commissione europea.
   Il  26 ottobre, con deliberazione di Giunta, è stata apprezzata la
  proposta  di  riprogrammazione dei fondi FSC per un totale  di  569
  milioni di euro, a ulteriore copertura finanziaria degli interventi
  di contrasto agli effetti della pandemia.
   Va,  inoltre,  aggiunto che è in via di definizione  l'istruttoria
  relativa  alla riprogrammazione delle risorse del Fondo sviluppo  e
  coesione  al  fine  di addivenire alla stipula dell'accordo  Stato-
  Regione  che, come sapete, è prevista dal decreto legge  n.  34  di
  quest'anno.
   In  estrema  sintesi  così  si articola la  riprogrammazione:  100
  milioni  per  gli  aiuti alle famiglie indigenti, 30  milioni  sono
  stati  già  erogati, 70 milioni sono a disposizione dei  comuni  in
  attesa  che completino la rendicontazione e sempre che siano ancora
  richiesti; 125 milioni per il diritto allo studio; 400 milioni  per
  le   imprese   dalla  riprogrammazione  FESR;  524  milioni   dalla
  riprogrammazione  FSC;  per gli enti locali abbiamo  destinato  263
  milioni di euro.
   Non  sono  somme  particolarmente robuste, ma  il  denaro  non  si
  inventa,  è  quello  che abbiamo trovato nella  nostra  cassaforte,
  quello  che  è stato speso è stato speso, quello che  non  è  stato
  speso lo abbiamo riprogrammato, quello che era riprogrammabile  per
  metterlo a disposizione.
   Non sono cifre esorbitanti, dicevo, ma se guardo la Calabria penso
  che  siamo abbastanza avanti con quei 162 milioni di euro destinati
  al  post  Covid;  la  Basilicata, sono Regioni  più  piccole  della
  nostra, 91 milioni 880 mila; la Puglia che è molto vicina a noi dal
  punto   di  vista  delle  caratteristiche  territoriali   e   della
  popolazione 468 milioni; il Veneto 372 milioni; l'unica Regione con
  la quale possiamo fare un ragionevole paragone è la Campania che ha
  destinato 1 miliardo 132 milioni di euro.
   C'è  il  tema  legato al Recovery Fund, e su quello, come  sapete,
  qualche   riferimento  lo  abbiamo  già  fatto.   Mi   avvio   alla
  conclusione,  signor Presidente, proprio perché mi piace  ascoltare
  il dibattito.
   Oltre 20 miliardi di euro dovrebbero andare alla Sicilia ma ancora
  non  si  conoscono  bene  e nei particolari  le  procedure.  Da  un
  confronto  avuto con il Presidente della Conferenza delle  Regioni,
  il  presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sappiamo che
  le Regioni e complessivamente gli enti locali possono far pervenire
  le loro indicazioni entro il 5 novembre.
   È  chiaro  che  non  sappiamo ancora con  esattezza  che  tipo  di
  progetto  va  presentato, se un progetto esecutivo, se un  progetto
  definitivo, se un elenco di obiettivi ragionevoli.
   Ci   siamo  riuniti  più  volte  -  come  Giunta  di  Governo   e,
  naturalmente,  delibereremo prima del 5 novembre,  perché  vogliamo
  trasmettere  a Roma l'elenco, puntualmente - abbiamo anche  scritto
  ai  grandi  gruppi,  penso alle Ferrovie, penso all'ANAS,  penso  a
  TERNA,  penso all'ENEL, all'ENI, per chiedere a questi grossi  enti
  se  avessero già dei progetti esecutivi nei loro cassetti da potere
  mettere   a   disposizione   della  Regione   e   inserirli   nella
  programmazione, se ritenuti meritevoli di esserlo.
   Tutti  hanno  risposto con buoni propositi - ed  io  li  ringrazio
  anche  da questa tribuna - ma nessuno ha detto di avere un progetto
  esecutivo pronto.
   Pensiamo  di  dovere  cogliere  la  straordinaria  occasione   del
  Recovery  Fund per puntare a dare una strategia alla Sicilia  nella
  macro area del Mediterraneo. E' una grande, preziosa occasione.  La
  Sicilia,   come  sapete,  ha  bisogno  di  acquisire  un  vantaggio
  competitivo  in  quest'area.  Per  farlo,  deve  essere  capace  di
  accrescere la propria dotazione di risorse da poterle offrire  alle
  imprese  che  operano in quest'area, o che vorrebbero investire  in
  quest'area.
   Le   risorse   sono   strutturali,  sono  infrastrutturali,   sono
  tecnologiche. Ecco perché le risorse che l'Unione europea  mette  a
  disposizione con il Recovery Fund diventa, non soltanto per  noi  -
  forse - l'unica occasione da non sprecare.
   Il  Governo regionale è impegnato a realizzare proprio  in  queste
  settimane  un disegno di crescita della nostra Isola  su  pochi  ma
  essenziali  obiettivi, non cento piccole cose  da  fare,  ma  dieci
  grandi  cose  da  fare.  La  Sicilia ha bisogno  di  infrastrutture
  strategiche  per  potere uscire fuori dalla condizione  in  cui  si
  trova.  Obiettivi che vogliamo naturalmente condividere,  non  solo
  con questo Parlamento, confrontandoci con le relative Commissioni -
  se   questa  idea  fosse  condivisa  dal  signor  Presidente  della
  Conferenza dei Capigruppo - ma vorremmo confrontarci anche  con  le
  ex province e con i comuni.
   Saremo  tutti chiamati a trasformare le idee in azioni,  le  linee
  strategiche in progetti, progetti da mandare in gara nel più  breve
  tempo possibile.
   Qualcuno  mi  chiede, soprattutto da parte della stampa,   ma  voi
  volete  gestire  il denaro assegnato alla Sicilia? .  Assolutamente
  no   Per noi non è assolutamente rilevante sapere chi dovrà gestire
  queste  procedure e queste risorse. Potrebbe farlo anche il Governo
  nazionale  -  leggevo proprio oggi sul Corriere della  Sera  di  un
  possibile Alto commissariato in tal senso. L'importante per  noi  è
  che  gli  interventi in Sicilia siano realizzati in tempi rapidi  e
  con percorsi semplificati.
   La nostra Terra non può più restare prigioniera della perifericità
  e  marginalità rispetto al continente europeo, ha una straordinaria
  occasione  di  aprire una stagione con l'obiettivo di rilanciare  e
  concretizzare gli sforzi che sono stati profusi negli ultimi  anni,
  facendo  diventare la Sicilia una grande piattaforma logistica  del
  Mediterraneo.
   Non  possiamo  più guardare verso il Nord sapendo di  restare  una
  Regione   di  periferia,  con  tutte  le  diseconomie  che   questa
  condizione  geografica  e infrastrutturale  comporta.  Per  rendere
  possibile questo ambizioso progetto, e presentare quindi un modello
  appetibile  per  il  mercato,  è  necessario  secondo  noi  che  le
  decisioni sulla intermodalità e sul piano industriale e demografico
  siano  rapide  ed efficaci. Dobbiamo compensare il gap trentennale,
  con  la  realizzazione  di  una vera  area  intermodale  capace  di
  costruire  un  modello  che sia basato su infrastrutture  viarie  e
  ferroviarie moderne e affidabili.
   Non  è  pensabile  per  la Sicilia potere  essere  la  piattaforma
  logistica  del  Mediterraneo  senza  un  modello  di  intermodalità
  sostenibile  e  adeguato  alle richieste  del  mercato,  mentre  il
  Mediterraneo  torna  ad  essere affollato di  navi  mercantili  che
  navigano  verso il Baltico, il nord Europa, invece di fermarsi  nei
  nostri  porti. I lavori per le opere necessarie a colmare le lacune
  infrastrutturali,  come  oramai compare fin  troppo  evidente,  non
  possono  essere  lasciati ad Anas e a RFI.  Devono  avere  un'unica
  regia   che  basi  gli  interventi  su  tempi  certi  e   non   più
  procrastinabili,  senza  più  dovere  attendere  quelle  lungaggini
  burocratiche   che   spesso  hanno  reso   e   rendono   le   nuove
  infrastrutture  già  vecchie prima ancora che sia  messa  la  prima
  pietra.
   Ecco  qual  è  l'obiettivo per noi prioritario  nell'utilizzo  dei
  fondi  del  Recovery Fund. Naturalmente senza dimenticare,  assieme
  alle infrastrutture dei trasporti, le infrastrutture sociali, senza
  dimenticare  la  digitalizzazione  e  le  nuove  tecnologie,  senza
  dimenticare  la tutela del territorio e la soluzione  del  problema
  risorsa  idrica, con la quale molto presto i nostri  agricoltori  e
  tutti  noi  dovremo fare i conti. Ecco perché abbiamo elaborato  un
  elenco  di  priorità  che riteniamo possano essere,  ci  auguriamo,
  condivise  dal Parlamento e dagli enti locali, il cui percorso  noi
  non  conosciamo,  perché  non sappiamo che  le  proposte  delle  ex
  province  e dei comuni siano state già presentate a Roma, o  invece
  si  ritiene  di  doverle affidare ad un unico  soggetto  che  dovrà
  interloquire con il Governo nazionale.
   Infine, lasciatemi esprimere un auspicio, quello che presto le ZES
  possano  essere  operative.  Si  è tanto  polemizzato  su  presunte
  perdite  di  tempo  da  parte della Regione, ma  noi  quando  siamo
  arrivati  non  abbiamo  trovato  neanche  la  carpetta,  e  abbiamo
  lavorato  perché le ZES, in un confronto quotidiano  con  gli  enti
  locali e con i soggetti del territorio, potessero diventare realtà.
  Già da tempo sono state trasmesse a Roma, ci siamo incontrati anche
  con  il Ministro per il Sud, al quale abbiamo rappresentato, ma non
  ce  ne  era  bisogno  essendo lui siciliano, abbiamo  rappresentato
  l'importanza  di  dare subito il via a questa  opportunità  per  le
  imprese  che  già  operano, e per quelle che potrebbero  venire  ad
  investire.
   Io  sono  convinto che, se diamo fiato a questo  nostro  grido  di
  allarme, non potranno non arrivare le risposte. Questo è in sintesi
  signor Presidente, onorevoli colleghi, il punto che desideravo fare
  sui  tre  temi  che  mi  sembrano prioritari  in  questa  attualità
  politica, economica, sanitaria e sociale.
   Naturalmente  viviamo nell'incertezza quotidiana,  perché  nessuno
  più riesce, né a Roma, né al Nord e né al Sud programmare alcunché.
  Tutti  siamo legati alla velocità e ai capricci di questo terribile
  virus,  alla sua capacità di essere trasmesso e di diffondersi  tra
  la  gente, non sono mancati gli appelli alla responsabilità e  alla
  cautela.
   Credo  che  assieme  agli appelli esterni, non  sia  assolutamente
  inutile  e  vano  un  appello interno; credo che  in  momenti  così
  difficili  come questi, si possono evitare i motivi di contrasto  e
  di scontro istituzionale.
   Si  possono  evitare,  perché  la gente  ha  bisogno  di  sentirsi
  rassicurata.  So  che  questo è l'appello che il  Presidente  Conte
  rivolge alle opposizioni e al Parlamento nazionale, è l'appello che
  rivolgo  a  tutto  il  Parlamento  siciliano,  qui  da  noi,  senza
  naturalmente  dover impedire, questo spirito di  responsabilità  in
  tempo  di  guerra, senza dover impedire il legittimo  ricorso  alle
  critiche, che se sono costruttive, se sono edificanti e che, se non
  sono  mosse, da altre recondite ragioni, possono servire a ciascuno
  di   noi,  che  siamo  chiamati  a  governare,  in  questo  momento
  difficile.
   Un  richiamo  sempre più costante a fare meglio e a fare  di  più,
  perché   nessuno  fra  questi  banchi  è  esente  da   limiti,   da
  responsabilità,   da   colpe,  da  errori,  per   carità,   sarebbe
  presuntuoso   dire   il   contrario,  ma  credeteci,   ognuno   sta
  approfondendo il meglio delle proprie energie, per fare onore,  non
  al  Governo, e già sarebbe sufficiente, ma per fare onore a  questa
  terra  di  Sicilia, che siamo sicuri saprà rialzarsi meglio  e  più
  forte  di  prima.  E questo Parlamento, e questo Governo,  sono  la
  sintesi e lo specchio di questa Terra di Sicilia.

   PRESIDENTE.  La ringrazio di questo suo intervento, ma  devo  dire
  con molta franchezza, tutti sanno qual è la mia franchezza nel dire
  le  cose,  ma nel suo intervento c'è uno spunto che non  posso  non
  cogliere, ed è un punto importante; ed è una comunicazione che  lei
  ci fa fatto su un'eventuale legge, disegno di legge che potrebbe la
  Giunta,  fare stasera stessa, per limitare le chiusure a causa  del
  Covid.
   Bene,  io  non  posso,  lo sapete tutti, ne ho  fatto  oggetto  di
  dibattiti  e  di  discussioni in questi ultimi  due  giorni,  anche
  personalmente,   nelle  mie  comunicazioni,  ho  fortemente   messo
  l'accento  sul fatto che noi con queste limitazioni così forti  che
  abbiamo,  rischiamo di fare un danno alla Sicilia, che è certamente
  superiore  a  qualsiasi altro. Piano piano e a poco a poco  avevamo
  iniziato a riprenderci, questa ulteriore chiusura sarebbe  per  noi
  una  mazzata, per cui accolgo con grande interesse la comunicazione
  che lei ci ha fatto.
   Mi  verrebbe da chiedere ai Capi Gruppo un ordine del  giorno  per
  rendere   più  forte  questo  tipo  di  azione,  perché  tutto   il
  Parlamento,  da  giorni,  non parla d'altro,  e  sarebbe  veramente
  fortissimamente importante. Vedo che ci sono alcuni, che  forse  lo
  hanno già preparato, mi fa enormemente piacere.
   Inizio  il dibattito, ma su questo argomento del disegno di  legge
  da  presentare  questa sera, onorevole Presidente,  le  do  la  mia
  disponibilità  per ricevere l'eventuale ddl e renderlo  prioritario
  rispetto  a  tutto,  in  tempi  brevissimi  per  il  passaggio   in
  Commissione  e  in Aula, perché credo che mezza Sicilia  aspettasse
  una  notizia  di  questo  genere,  aspettasse  una  sua  presa   di
  posizione,  e  io  non  posso che, a nome  di  tutti,  ringraziarla
  enormemente per questo tipo di atteggiamento.
   Per  cui  iniziamo il dibattito che era previsto, e do  la  parola
  all'onorevole  Cafeo che me lo ha chiesto per primo.  E  poi  tanti
  altri,  ora  iniziamo  a  iscrivere tutti quelli  che  chiedono  di
  intervenire.
   Prego,   onorevole   Cafeo,   il   suo   Gruppo   ha   29   minuti
  complessivamente a disposizione.

   CAFEO.  Signor  Presidente,  ne  utilizzerò  molti  meno.  Allora,
  brevemente io ritengo che la situazione critica che stiamo  vivendo
  oltre   alle   problematiche  economiche  ed   alle   problematiche
  sanitarie,  rischia  di  far perdere totalmente,  se  ce  ne  fosse
  bisogno, credibilità all'azione politica messa in campo.
   Io devo dire, caro Presidente, che non condivido molto dell'azione
  politica  messa  in campo dal Governo regionale, non  condivido  il
  populismo  manifestato da alcune sue forze  di  Governo  a  livello
  nazionale,  che  sono passati dal negare la crisi  a  dire  che  il
  Governo nazionale ha perso tempo, non ho condiviso le sue azioni di
  far  valere articoli dello statuto tese a farlo diventare  il  capo
  della  polizia  in Sicilia, non ho condiviso alcune  uscite  a  mio
  avviso strumentali sul tema dell'immigrazione. Come, devo dire, che
  non  ho condiviso neanche le azioni del Governo nazionale legate  a
  quest'ultimo DPCM in merito a quanto anche lei ha esposto, cioè  al
  non  tenere  conto  dell'indice  di contagio  relativo  alle  varie
  regioni. Per cui preciso che, prima del suo intervento, come Gruppo
  parlamentare di Italia Viva, nonostante noi sosteniamo  il  Governo
  regionale,  mi  ero  preparato un ordine  del  giorno  che  abbiamo
  presentato  in cui le volevamo dare la forza in questa  iniziativa,
  non  per dare forza a questo Governo, al suo Governo, e lo  dico  a
  scanso  di  equivoci, perché vede, fra i suoi banchi c'è anche  chi
  confonde il normale rapporto fra i deputati ed il Governo  per  cui
  basta  che un deputato prende una posizione e già si parla di cambi
  di casacca, o di cambi di posizione.
   Noi   restiamo   all'opposizione  di  questo  Governo   regionale,
  sosteniamo il Governo Conte ma non possiamo esimerci di mettere  al
  centro  dell'attenzione la crisi economica e il non condividere  la
  chiusura  di scuole, teatri, cinema e della chiusura anticipata  di
  tutto  ciò che è ristorazione con i posti seduti al tavolo,  quindi
  non con il servizio per cui avevamo presentato un ordine del giorno
  che  andava nella logica di darle mandato di impugnare il  DPCM  in
  questa  parte.  Se  il Governo regionale intende  seguire  un'altra
  strada, che è quella di farla dopo un disegno di legge, a me quello
  che  interessa è che, perché poi sui territori, più del Governo  ci
  stiamo  noi  deputati, che rappresentiamo piccole  porzioni  e,  mi
  consenta di dire, alcune volte provando a dare una visione che  sia
  una   visione  complessiva,  non  una  visione  campanilistica   ma
  trattando  i vari argomenti, o ci sforziamo di farlo in termini  si
  sistema.  Per  cui  questo  ordine  del  giorno,  se  va  bene   lo
  sottoponete all'Aula, oppure se ne elabora un altro, ma per  quanto
  ci  riguarda  su  temi  che riguardano non  la  strumentalizzazione
  politica  ma  gli  interessi dei siciliani noi, come  Italia  Viva,
  nonostante sosteniamo il Governo Conte, ci assumiamo qui in Sicilia
  la responsabilità di dichiarare che è un errore.
   Ci tengo a precisare questi aspetti perché sia chiara la posizione
  politica. E' una posizione di non voler perdere la credibilità e di
  essere  consapevoli nei confronti dei cittadini e  degli  operatori
  economici  di  questa Regione che ancora oggi, caro Presidente,  se
  devo  aggiungere, perché mi compete e perché l'argomento  anche  di
  oggi,  alcune osservazioni rispetto alla sua relazione, più che  le
  date  che lei ha enunciato sottolineerei le date che mancano, e  mi
  spiego meglio.
   Vede,  quando dico che il COVID ha reso tutto il sistema politico,
  ma in Sicilia parlando di noi è ancora più evidente, mette in crisi
  il fatto che noi parliamo di cifre, abbiamo parlato, sono sempre le
  stesse  somme che noi abbiamo dichiarato in finanziaria, che  erano
  delle somme che ancora non erano disponibili.
   Allora,  secondo me, le dico due date che mancano  in  quella  sua
  relazione.  La  data di concertazione e di coinvolgimento  con  chi
  opera   materialmente  nell'economia,  che  avrebbe  evitato  tanti
  errori,  e la data in cui i fruitori di quelle manovre e di  quelle
  misure,  votate  con  l'appoggio  della  finanziaria  nel  Governo,
  possano  dire:   Abbiamo preso i soldi . Veda, mancano  queste  due
  date.  La  data  della concertazione con il territorio  e  con  chi
  materialmente opera, che ha creato bandi e misure che non  tenevano
  conto delle difficoltà reali sia degli operatori che della macchina
  amministrativa.
   Le  faccio  presente  che  oggi  non  si  può  più  sopportare  e,
  soprattutto,  alle  attività  produttive  ci  sono  servizi   senza
  personale e gente che aspetta soldi a prescindere dal CO-VID non so
  da  quanto tempo. Per cui, la prego di affrontare seriamente questo
  tipo di problema.
   Le  faccio notare che uno dei settori strategici del Recovery Fund
  è  l'innovazione, è l'economia circolare e quant'altro e molti  dei
  fondi sono stati presi e tolti alla ricerca e all'innovazione ed  è
  una  scelta  che evidenza, a mio avviso personale, una mancanza  di
  visione   strategica  su  come  noi  questa  economia  la  possiamo
  rilanciare.  Perché  i settantacinque milioni  tolti  dalle  misure
  delle  attività produttive, dalla 1.5, è un chiaro segnale che  noi
  non  abbiamo  una  visione, perché rispetto alle cose  che  abbiamo
  fatto  noi  abbiamo dato un segnale a tutto il territorio siciliano
  che,   possibilmente,  è  più  strategico  le  sugheriere  rispetto
  all'innovazione  tecnologica  e  alla  ricerca.  Questa  cosa,   io
  Presidente,  è  una  cosa che non condivido, e che  da  un  segnale
  sbagliato a chi vuole venire qui ad investire.
   Come  le  dico, caro Presidente, che sulle ZES lei sa  quanto  noi
  abbiamo fatto la nostra parte, e siamo stati di aiuto, o di  sprone
  affinché abbiamo ritenuto centrale questa iniziativa sulle ZES.
   Le  ricordo,  caro  Presidente, che la nostra azione  nel  Governo
  nazionale  ha  fatto  anche  in modo di  dare  un'opportunità  alla
  Sicilia,  di poter sfruttare un'opzione, prevista dalle ZES  -  che
  era  prevista entro il 31 dicembre 2019, e che abbiamo spostato  al
  31 dicembre 2020 - che è la possibilità di identificare all'interno
  delle zone ZES delle zone franche doganali intercluse.
   So  che, presi dalle emergenze, perché se c'è una cosa evidente  è
  che,  a prescindere dall'emergenza del CO-VID noi siamo alle  prese
  di  emergenze  per non avere ancora, e sono passati tre  anni  caro
  Presidente, sviluppato una macchina che sia in grado di programmare
  e  di rendere visibile agli operatori economici qual è la strategia
  di sviluppo della Sicilia.
   Per   cui,   la  prego  Presidente,  noi  stiamo  anche   provando
  ulteriormente a spostare questa data al 2021, però si faccia carico
  e  tenga conto che le zone franche, che l'individuazione delle Zone
  franche  doganali  è un altro tassello centrale dello  sviluppo  di
  questa terra.
   Le  aggiungo solo una cosa, perché non voglio togliere, due  cose,
  non voglio togliere spazio ai miei colleghi.
   Lei ha parlato di risorse idriche, e ha parlato di risorse idriche
  non  solo  connesse  con  tutte le infrazioni  comunitarie  che  la
  Regione  siciliana vive rispetto a depuratori e rispetto  all'avvio
  delle gare sull'acqua, ma lei ha fatto - perché lei è molto attento
  all'agricoltura  -  ha  fatto un preciso  appunto  in  merito  alle
  risorse idriche connesse, anche, all'agricoltura. Le ricordo che  è
  da  sei  mesi fermo, alla commissione bilancio, la legge di riforma
  dei consorzi di bonifica e che nel frattempo però, caro Presidente,
  abbiamo  assistito  a emanazione di concorsi per dirigenti  quando,
  sempre  abbiamo dichiarato che mancano gli operai e che non mancano
  i  dirigenti,  e  questo rende poco credibile  i  ritardi.  Il  suo
  Governo, i suoi Uffici, non è che li ha fatti qualcun altro,  parli
  con il suo assessore.
   Ma un altro tema essenziale, Presidente, che io le sottopongo - la
  prego  - ai Consorzi i commissari chi li ha nominati? Perfetto.  Le
  dico  un altro tema, caro Presidente, perché sono convinto che  lei
  questa cosa non la sa. Sono anche il relatore della riforma, quando
  arriva in Aula la facciamo. Speriamo. Però le dico una cosa, perché
  nel  frattempo  non è che perché c'è la riforma gli altri  problemi
  non  li  possiamo affrontare. Le faccio un esempio: sulla  base  di
  tutte  le  riforme  messe in campo da questo  Governo,  dal  bacino
  idrico  a  quant'altro,  sta di fatto  che  i  Greci  nella  nostra
  provincia  hanno fatto un canale, che si chiama Canale  Galermi,  e
  che  ci  sono,  non so esattamente il numero, ma  più  di  trecento
  agricoltori  che pagano regolarmente per avere l'acqua  dal  Canale
  Galermi.  Oggi non si capisce né di chi è la competenza,  né  quali
  sono  le  risorse per fare gli interventi e ci sono più di trecento
  operatori  del  settore  agricolo che vogliono  capire  la  normale
  manutenzione, che prima veniva fatta dal Genio civile, oggi chi  la
  deve fare.
   Perché, veda, rispetto poi al riempirsi di grandi riforme ci  sono
  alcune  cose  all'interno  della macchina  amministrativa  che  non
  funzionano.  Ci  sono  esempi come questo del  Canale  Galermi,  ma
  gliene posso citare anche tanti altri: anche le iniziative per  gli
  interventi  sull'edilizia  popolare  a  sostegno  per  le  famiglie
  indigenti, abbiamo difficoltà a capire se dipendono dalla Famiglia,
  dalle  Infrastrutture o dagli Enti locali, perché  ognuno  sa  solo
  dire che è responsabilità di qualcun altro.
   Per  cui, caro Presidente, io auspico che tutta l'azione di questo
  Governo  diventi più collegiale e che oltre a parlare  di  riforme,
  SAS  che  si  unifica e quant'altro, pensi anche  ad  affrontare  i
  problemi quotidiani.
   Rispetto al Recovery Fund, Presidente, a me dispiace che entro  il
  5  novembre  questo  Governo, sulla base  delle  indicazioni  della
  tipologia  di stato di attuazione del progetto, presenterà  la  sua
  proposta  senza un confronto in Aula per sentire se ci  sono  delle
  proposte  da parte dell'Assemblea rispetto alla visione di  Sicilia
  e,  ritengo, cosa ancora più grave, senza un confronto con le parti
  sociali.
   Chiudo  con  questa  mia riflessione, caro  Presidente,  che  sono
  convinto  che  lei  condivida:  io sono  convinto  che  la  Sicilia
  nell'azione  di risoluzione dei propri problema possa  andare  oggi
  dal  Governo nazionale e dire noi siamo strategici per  l'Europa  e
  per  il  ruolo  dell'Italia;  perché se  c'è  una  cosa  che  viene
  dimostrata dagli ultimi andamenti di politica internazionale  è  la
  strategia  del Mediterraneo, è la centralità del Mediterraneo.  Per
  cui,  caro  Presidente, se noi riusciamo prima di  tutto  a  essere
  credibili e ad avere le idee chiare, la Sicilia si può candidare  a
  svolgere un ruolo attivo, non andare con il piattino. Ma questo  si
  fa con un patto con le organizzazioni di categoria e avendo un'idea
  chiara di quello che è lo sviluppo non da qui a due anni, quando si
  vota, ma da qui a vent'anni con le azioni però da fare ora  E  noi,
  ad oggi, di questo non abbiamo visto traccia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io rubo pochi minuti, perché è un dibattito
  serrato  dove  nell'arco  di  poche ore  cambiano  tante  cose.  Se
  avessimo  fatto questo dibattito la settimana scorsa  probabilmente
  ci  sarebbe stato un altro approccio da parte di tutti noi e  penso
  anche da parte del Presidente della Regione.
   Quindi non intervengo sulle questioni economiche, sulle misure, su
  tutto ciò che abbiamo fatto in questo Parlamento e che ancora giace
  nei meandri di una amministrazione confusa e paralizzata.
   Io  voglio stare al tema della sanità, Presidente, perché  non  le
  nascondo che dopo averla sentita mi chiedo sempre di più se  Lei  è
  adeguato a fare il Presidente di questa Regione.
   Lei  è  stato  tra  i  primi  presidenti  delle  regioni  che   ha
  introdotto,  per i dati epidemiologici gravi della nostra  Regione,
  il   coprifuoco  al  pari  della  Campania,  del  Piemonte,   della
  Lombardia.
   Oggi ascoltandola prendiamo atto che la Sicilia non è nella stessa
  condizione di emergenza di quelle regioni.
   Mi chiedo allora perché ha fatto il coprifuoco.
   Perché aveva bisogno di esistere. La dimensione dell'esistenza  in
  questa fase della storia è più il bisogno di dimostrare muscoli che
  spesso non servono a fare neanche ginnastica.
   Oggi viene in Aula a dirci che il suo Governo si appresta a varare
  un disegno di legge per cambiare il DPCM almeno per alcune attività
  che sono state bloccate dal DPCM.
   Non  le  nascondo  che  dubbi ne ho anch'io.  Sugli  orari,  sulle
  modalità  di  orari. Ma vede, Presidente, i miei dubbi nascono  dal
  fatto  che  proprio  perché sono convinto che  siamo  in  una  fase
  gravissima  di  emergenza,  io penso che  le  mezze  misure  spesso
  finiscono per essere incomprese.
   Siamo in una fase grave e devo dirle, Presidente, che la Sicilia -
  spero  di sbagliarmi ma i dati ci dicono un'altra cosa - la Sicilia
  si  appresta  a vivere giorni complicatissimi per cui il  messaggio
  che Lei in qualche modo, capisco socialmente magari in qualche modo
  si  fa  interprete  di  bisogni legittimi di gente  che  in  questo
  momento si sta interrogando sul suo futuro economico, però  in  una
  Regione - Presidente - dove oggi 860 nuovi contagiati; 50 ricoveri,
  non  cinque Presidente ma 15 nuovi in terapia intensiva perché  con
  questo  trucco, oggi ce lo ha detto il Comitato scientifico da  Lei
  nominato,  ogni  giorno i morti li consideriamo morti  dimenticando
  che  i  morti escono dalle terapie intensive e quando c'è  +5  vuol
  dire  che a fronte dei 10 morti di oggi ci sono non solo i 10 posti
  occupati  precedentemente da chi purtroppo è morto ma in  ulteriore
  aggiunta ulteriori cinque.
   Quindi  abbiamo complessivamente 65 ospedalizzati, di  cui  15  in
  terapia intensiva.
   La domanda è: ce la faremo?
   Io sono molto preoccupato perché la crescita è esponenziale, non è
  una  crescita costante. Ieri i ricoveri erano 30 oggi sono 50. Ieri
  le terapie intensive erano 3 oggi sono 5+10.
   Allora  io  mi  chiedo se Lei sta dando il messaggio  corretto  ai
  siciliani.
   Veda,  Presidente, tra l'altro la scelta che Lei  sta  annunciando
  come il salvatore dei ristoratori e dei cinema e dei teatri, non si
  comprende perché la fa fare con un disegno di legge dove  bene  che
  va  troverà  applicazione  in  Gazzetta  Ufficiale  non  prima  dei
  prossimi 15 giorni.
   Mentre  Lei  avrebbe  uno  strumento immediato,  non  c'è  neanche
  bisogno di riunire la Giunta come ha fatto fino ad ora, con un  suo
  DPCM stanotte, se Lei avesse la convinzione di sostenere le ragioni
  che  ha  sostenuto in Aula, potrebbe benissimo modificare, come  ha
  fatto il Trentino Alto Adige con un proprio provvedimento e sfidare
  il Governo anche dinanzi all'eventuale ricorso al TAR.
   Ma Lei credo che sta scegliendo la strada della propaganda. Ma non
  mi  preoccupo della propaganda sui ristoratori, anche se mi  chiedo
  quelle persone che in questo momento soffrono e per i quali è stato
  annunciato  un provvedimento di ristoro pari al 200  per  cento  di
  quello che era stato già erogato nel mese di marzo e aprile.
   Mi  chiedo,  al di là delle modalità di utilizzo, diciamo,  di  un
  problema sociale, se tutto questo, al di là, ripeto, della risposta
  sociale,  se  tutto  questo  oggi  non  mette  in  discussione  una
  questione,  lei  ha la percezione della gravità  in  cui  siamo  in
  Sicilia?  Lei  ha  la percezione che nell'arco dei prossimi  dieci,
  quindici  giorni ci sarà il caos ingovernabile, come in parte  oggi
  già avviene.
   Basta  pensare  il caos su tutta la situazione dei contagiati,  di
  chi  è  chiuso in casa, di chi non riceve il tampone, di chi riceve
  l'esito del tampone dopo otto giorni dal momento in cui l'ha fatto,
  da un servizio territoriale che siamo al caos. Io ho la sensazione,
  Presidente,  che  lei  forse non ha la percezione  materiale  della
  situazione in cui siamo.
   Io  mi  auguro  che tutto quello che sto dicendo sia,  come  dire,
  smentito  dai fatti, me lo auguro da siciliano e da persona  che  è
  preoccupata per la salute propria e dei propri cari, oltre  che  di
  tanti  amici  siciliani che conosco, e di tutta la Sicilia.  Ma  la
  sensazione che ho è che lei oggi, in qualche modo, si è infilato in
  un  tunnel,  nel  tunnel  della propaganda gestionale,  e  non  del
  condottiero che primo governatore di questa Regione ha il dovere di
  rassicurare i siciliani.
   Veda  Presidente  -  e  chiudo  -  noi  possiamo  aprire  tutti  i
  ristoranti che vogliamo, la verità è che la gente, prudenzialmente,
  non  esce più di casa, che la condizione delle nostre città  si  è,
  nell'arco  di  quattro, cinque giorni, improvvisamente  ridotta  la
  mobilità  delle persone, perché forse le persone, più del  Governo,
  hanno la percezione che la situazione è grave e, soprattutto, se si
  dovesse  ammalare c'è il rischio che debba rivolgersi  soltanto  al
  Padre eterno, non al sistema organizzato di una sanità in grado  di
  dargli risposta.
   Mi  fermo qui, Presidente. Lei presenti pure il disegno di  legge,
  lo  valuteremo,  lo  discuteremo,  non  troverà  l'opposizione  che
  certamente  gli  farà il regalo di, come dire, contrapporsi  su  un
  provvedimento,  quando negli stessi giorni in  cui  discuteremo  il
  disegno  di  legge forse dovremo prendere iniziative  straordinarie
  per garantire la salute ai siciliani.

                 Presidenza il Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, veda io condivido
  che  la  situazione  è grave, e non è il momento  delle  polemiche,
  bisogna affrontare le situazioni nel più breve tempo possibile.
   I  risultati dei positivi di oggi, di circa ottocento, più  quelli
  che  sono  stati anche in terapia intensiva e i ricoveri, impongono
  di  guardare  obiettivamente una situazione attuale e  di  renderci
  conto  che  siamo veramente in emergenza. Veda, lo dico per  tutti,
  per  me stesso e per altri,  i politici  diceva un grande scrittore
   guardano  alle  prossime  elezioni,  gli  statisti  guardano  alle
  prossime generazioni .
   Noi  abbiamo  il  compito di dovere affrontare  questa  situazione
  senza  le  polemiche, ma affrontando veramente la reale  situazione
  dei  territori. Veda Presidente, io vengo dal Territorio, vivo ogni
  giorno,  essendo anche sindaco, la situazione che si  presenta  per
  quanto  riguarda la sanità. Forse a livello nazionale, ma  anche  a
  livello   regionale,  credo  che  sia  mancata  una  programmazione
  rispetto  a quelle che potevano essere anche le situazioni  che  si
  aspettavano in questo autunno.
   E  dico  alcune  cose  rispetto  a  queste,  perché  nella  realtà
  quotidiana io li vivo, beh noi dobbiamo assolutamente rafforzare  i
  servizi territoriali; abbiamo servizi territoriali che non riescono
  più  ad affrontare le situazioni del quotidiano, nel senso che  non
  riescono più a vedere quali sono i contatti stretti, a contattarli,
  abbiamo un problema di tamponi che a volte vengono fatti con  molti
  ritardi,  purtroppo, perché ora sono molti, e  io  sono  favorevole
  all'USCA  che praticamente sono stati istituiti, ma che  dovrebbero
  essere istituiti da qui a poco.
   Però  è  chiaro che abbiamo un problema: i medici dell'USCA devono
  essere  formati anche con brevi corsi, ma non possono andare  nello
  sbaraglio,  così come si sta avvenendo. E poi, qui c'è  l'Assessore
  alla   pubblica  istruzione,  c'è  il  Presidente,   volevo   anche
  soffermarmi su alcune cose, io ho presentato un'interrogazione,  ho
  visto  che  ieri  c'era una circolare della Protezione  civile  che
  cercava un poco di attenuare quella che era la misura del cento per
  cento  della  didattica a distanza. In questi due giorni  ho  avuto
  molte  sollecitazioni  e, credo anche il  Governo  ne  abbia  avuto
  tanto, rispetto a quel 75 per cento.
   Io  credo,  Presidente, che con buon senso,  si  possa  modificare
  l'ordinanza  e  riportare  al 75 per  cento,  così  come  la  norma
  nazionale,  perché  altrimenti  avremmo  problemi  per  gli  alunni
  disabili  che non riescono ad essere gestiti a casa, e le  famiglie
  non  possono  nemmeno  andare a lavorare, perché  non  ci  sono  le
  condizioni.  Veda, l'integrazione fatta a casa non può esistere  in
  questo  caso, e col 25 per cento noi risolveremmo anche il problema
  di  quegli  alunni  che non hanno internet,  in  molte  zone  della
  Sicilia  non ci sono, e quindi il mio invito, pressante Presidente,
  è  che venga modificata l'ordinanza in questo senso, sentendo anche
  quelle  che  sono  le  associazioni dei genitori  di  questi  figli
  disabili.
   E  poi  apprezzo, l'ho detto, il fatto che si stiano moltiplicando
  gli  USCA, ma con alcune raccomandazioni: che vengano formati anche
  in  due,  tre giorni. Io credo che nel discorso territoriale  vanno
  sicuramente  coinvolti i medici di famiglia, perché coinvolgendo  i
  medici  di famiglia, si risolverebbero molte situazioni rispetto  a
  quella  che  è  la  gravità  che  io  credo  ci  accingiamo  dovere
  affrontare.
   E  poi,  per  quanto riguarda la Finanziaria, qui c'è  l'Assessore
  enti  locali, c'è l'Assessore all'economia, alla quale  ho  rivolto
  già  un  appello  a  nome  di moltissimi sindaci.  Noi  abbiamo  il
  problema  in  questa  fase  dei fondi  di  investimenti,  i  comuni
  andranno  tutti  in  dissesto  se  non  arrivano,  se  non   arriva
  l'erogazione  dei fondi di investimenti, perché con quei  fondi  di
  investimento  i  comuni  pagano le rate anche  dei  mutui;  bisogna
  trovare una soluzione immediata, perché con i fondi europei o altro
  noi  non  riusciremo  a  colmare questo. E' un  compito  in  questo
  momento del Governo, nella sua collegialità, poter trovare questo.
   E  poi, io mi permetto di sottolineare anche un problema di questi
  giorni: sono state individuate diverse zone rosse, a questi comuni,
  attraverso  una  parte  del  fondo  perequativo  che  non  è  stato
  assegnato  ai comuni, il 20 per cento non è stato ancora assegnato,
  o  attraverso  altri fondi, dobbiamo cercare di dare un  ristoro  a
  questi comuni che sono stati dichiarati zona rossa. C'è un problema
  per  l'attività economica più forte, non parlo solo di  Galati,  ma
  parlo  di tutta la Regione, di tutte le zone rosse e poi io  credo,
  Presidente,  che  in  questa  fase ci  vogliono  anche  gli  organi
  territoriali   delle ASP, gli organi territoriali delle  aziende  a
  dovere collaborare e a dare il massimo in questa fase.
   Veda cos'è, vi faccio un esempio semplice, in provincia di Messina
  è  stato  individuato prima a Barcellona un ospedale Covid,  poi  è
  stato  dismesso,  oggi  per esempio ancora  non  è  pronto  perché,
  naturalmente  io  lo  capisco pure, mancano in questo  momento  gli
  anestesisti formati, gli anestesisti che devono essere  quelli  che
  vengono  dalle rianimazioni per potere fare questo, e ora  noi  non
  possiamo  aspettare a lungo; vi faccio un altro esempio, l'ospedale
  Papardo,   individuato  per  60  posti  Covid,  non  è   possibile,
  l'immediata  indisponibilità per potere avere almeno immediatamente
  alcuni posti Covid e di terapia intensiva.
   Veda,  il  problema delle terapia intensive sta nel fatto  che  la
  Sicilia ha una carenza di anestesisti e, allora, io ricordo che  da
  Presidente   della  Commissione  Sanità  feci  allora  un   verbale
  trasmesso alle Università e all'Assessore per la Sanità di  allora,
  dicendo che le specializzazioni dovevano tenere conto di quello che
  era  il  fabbisogno  regionale e, in questo senso,  io  rivolgo  un
  appello   perché  vengano  istituite  borse  di  studio   regionali
  universitarie che sono rivolte solamente ad anestesisti,  a  medici
  di  Pronto  soccorso,  perché ce n'è  di  bisogno,  a  radiologi  e
  ortopedici, in questo momento di emergenza servono queste figure e,
  allora,  noi dobbiamo avere una visione di insieme, credo, rispetto
  a quella che è la gravità del momento.
   Io  sono  uno che viene dal Territorio, e che osservo ogni  giorno
  quelle  che sono le carenze nel Territorio, mi creda oggi la sanità
  ha  bisogno  di qualche cosa in più, dobbiamo scegliere  dirigenti,
  burocrati all'altezza della situazione, perché in questi momenti si
  vede  la  carenza  di  quei dirigenti che non sono  all'altezza  di
  affrontare una emergenza come questa, io penso che da qui a  trenta
  giorni noi dobbiamo essere pronti al peggio.
   Io  ho  sentito  il suo appello quando ha detto  la  situazione  è
  grave,  ma  la  situazione è grave veramente  e,  allora,  dobbiamo
  affrontarla con mezzi immediati. Veda, io non so se il  disegno  di
  legge  o  meno  possa riuscire a risolvere alcuni problemi,  io  mi
  preoccuperei  in questo momento di dare risposte immediate,  perché
  noi  sicuramente dobbiamo affrontare questa emergenza  col  massimo
  della  sinergia e degli sforzi, se questo si fa, lei mi troverà  al
  suo fianco, perché non è il momento di fare distinguo, ma non è  il
  momento di fare nemmeno demagogia. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  Presidente  Musumeci,  io sono più deluso delle  altre  volte  dopo
  averla  ascoltato, ma non solo sono più deluso delle  altre  volte,
  sono questa volta molto più preoccupato, perché io la conosco, e la
  conosco da tempo. Riesco a leggere bene anche il suo linguaggio, ho
  percepito  tutta  la  demagogia  e  il  populismo  che  questa  sua
  relazione  aveva,  e purtroppo non è periodo, iniziando  già  dalla
  prima  cosa  che  ha  detto   io sono  qui  per  la  mia  relazione
  semestrale .
   Presidente, non la vediamo da agosto  Lei non viene sei mesi,  una
  volta ogni sei mesi in Aula, lei è parlamentare, lei deve venire in
  Aula, Presidente  Le do questo consiglio.
   Quando  lei  in  Parlamento  viene più  spesso,  anche  il  nostro
  atteggiamento è diverso.
   Quando  un Presidente della Regione, così come quando facevamo  io
  il  sindaco  e lei il presidente della provincia, se fossimo  stati
  presenti  una  volta  ogni sei mesi, come  potevamo  eliminarle  le
  tensioni  dentro l'Aula? Lei non fa altro che farle  accumulare  le
  tensioni e poi farle esplodere.
   A   lei  non  appartiene  più  completamente  il  linguaggio   del
  confronto,  della  partecipazione, lo ha perso  totalmente.  A  lei
  devono  dare  partecipare nelle trasmissioni nazionali.  Ieri  sera
  l'ho  vista,  era là, solo, che parla, interviene, esprime  il  suo
  pensiero senza contraddittorio, e dopo di che il suo ruolo  lei  lo
  ha terminato.
   Quando  è  intervenuto prima l'onorevole Laccoto  che  parlava  di
  pensare alle future generazioni, e sono gli statisti, abbassava  la
  testa.  Lei è tutto tranne uno statista  Tutto tranne uno statista
  E' diventato un populista e lo è diventato alla massima potenza.
   Perché  sono preoccupato? Ultimamente questo atteggiamento lei  lo
  ha  avuto  -  sono  preoccupato  perché  il  momento  è  di  crisi,
  particolare.
   Noi  ci  aspettavamo lei in Aula già dai primi di  settembre,  dai
  primi di ottobre.
   Lei  è venuto qui in Aula - non lo ridica mai più per favore - dei
  sei mesi, della relazione semestrale, lei è venuto solamente a fine
  ottobre,  dopo tutta una serie di emergenze che si sono  presentate
  nella nostra Isola.
   Siamo  partiti  sin  da  subito con  la  stagione  autunnale,  con
  un'impennata dei contagi, avevamo bisogno di un confronto con  lei,
  e lei non c'è stato.
   Abbiamo avuto questo macello che c'è stato con il  bordello  day',
  come si chiamava?  il click day', lei in Aula non c'è stato, e così
  su tutte la varie problematiche.
   La scuola, sì, abbiamo avuto gli Assessori, sono venuti qui ma noi
  non siamo potuti intervenire perché aspettavamo lei
   Io  aspetto  da  settembre per potere dire  determinate  cose,  ho
  dovuto  aspettare a fine di ottobre, ma lei come lo vuole costruire
  così il rapporto di confronto, il dialogo, il mutuo soccorso?
   Così  si  costruiscono  solamente  contrapposizioni,  perché   c'è
  lontananza,   c'è  distanza  che  lei  riesce  scientificamente   a
  costruire.
   Vado  nel  merito.  E  parto a proposito di  atto  demagogo  e  di
  profondo populismo, quello del disegno di legge che intende portare
  avanti  per i ristoratori. Quello è proprio l'atto più superficiale
  che  un  Presidente di Regione possa fare. Primo, perché  va  verso
  un'impugnativa  sicura; secondo, come ha detto bene Cracolici,  gli
  effetti  si vedranno fra quindici giorni, nel frattempo noi abbiamo
  le  degenze,  abbiamo  i ricoveri, la necessità  di  ricoverare  le
  persone  che  si stanno ammalando giorno dopo giorno  nella  nostra
  Isola,  e abbiamo difficoltà per i posti letto, e lei pensa che  il
  problema  che oggi ha la Sicilia è quello di spostare l'orario  dei
  ristoratori?
   Fra  poco dovremmo stare tutti a casa, Presidente, ed è grave  che
  lei  non  lo  capisca, ed è grave che lei non abbia il coraggio  di
  spiegarlo  ai nostri ristoratori, ai nostri commercianti che  vanno
  aiutati in maniera diversa.
   Lo  Stato  fa la sua parte, e lei dovrebbe dire oggi, vi  dobbiamo
  spiegare perché non possiamo andare verso le vostre
   Io voterò contrario.
   Per me ha sbagliato Conte, non perché non l'ha portato alle 24.00,
  doveva  eliminarlo direttamente, almeno lasciarlo nella  mattinata,
  perché  le 18.00 non ha nessun significato, e prevedere i  ristori,
  prevedere gli interventi economici.
   Fra  poco non ci potrà andare più nessuno, non uscirà più  nessuno
  di casa.
   Ogni  giorno arrivano telefonate di amici, di persone,   sai,  mio
  figlio,  sai  mia  mamma è ricoverata, sai mia mamma  ancora  è  al
  pronto soccorso perché non gli hanno trovato il posto nel reparto'.
  E ancora stanno partendo ora queste cose.
   Il  problema  dei contagi, questa impennata sta avvenendo  ora,  e
  purtroppo  siamo impreparati. Siamo impreparati e noi pensiamo  che
  il  problema  che  ha la Sicilia invece è quello  lì  di  prorogare
  l'orario delle ore 18.00. Fra poco noi saremo costretti, non ci  va
  nessuno fuori.
   La gente sta iniziando, momento dopo momento, ora dopo ora, giorno
  dopo  giorno, a prendere atto che quello che non era successo nella
  prima  fase a marzo, forse in Sicilia sta accadendo ora. Forse  sta
  accadendo  ora  e  un Presidente della Regione che  vuole  fare  lo
  statista, vuole lasciare il segno, deve avere il coraggio di  dirle
  queste cose. Anche quando mi chiamano gli amici commercianti  cerco
  di  spiegargli  questo  e non lo capiscono  perché  hanno  ragione,
  perché  loro  devono chiudere, loro hanno la speranza che  qualcuno
  possa  andare da loro. Ma noi sappiamo che ogni giorno che passa  i
  contagi non faranno altro che aumentare e quindi la prospettiva  di
  chiusura totale è scontata.
   Dobbiamo avere il coraggio di dire questo perché die cose  diverse
  significa  prendere  per  i fondelli già una  categoria  che  è  in
  difficoltà.  Presidente,  ci  vuole  coraggio.  Nella  vita  scelte
  coraggiose ne abbiamo fatte. Ci vuole coraggio. Questo è il momento
  del  coraggio.  Se  lei mette da parte questo  populismo  e  questa
  demagogia  insignificante che non serve a nessuno perché  dopo  due
  giorni  dovrà  ritornare indietro rispetto a quello che  va,  siamo
  tutti a sua disposizione. Ma veramente lo deve fare  Cose concrete,
  invece di andare da Bocelli con l'Assessore, io sono stato Sindaco.
  Io  mi vergognavo ad andare a vedere gli spettacoli e a mettermi lì
  come  un pappagallo in prima fila. Io mi vergognavo, mi vergognavo.
  Ma  immaginiamoci ora in questo periodo. Io lo capisco, lo  avevate
  finanziato,  lo  dovevate  portare avanti.  Ma  ha  un  significato
  prendersi l'Assessore con la manina e andarsene là. Ma la gente che
  cosa  ha  potuto dire? Ma lei che pensa che hanno potuto dire   che
  bravo questo Presidente'. E' uno statista, è uno per davvero che ha
  gli  attributi  perché è là, perché ci rappresenta. Lei  pensa  che
  hanno detto questo? Io penso che la brutta figura che ha fatto  lei
  insieme all'assessore al turismo sia una brutta figura che  non  ha
  precedenti. Siamo in tempi di guerra, lo ha detto lei.  Quindi  non
  dobbiamo  andare a teatro a vedere i concerti di Bocelli il  giorno
  prima  dell'ordinanza restrittiva, anche questo ridicolo.  Dobbiamo
  andare in giro nei pronto soccorso.
   Io invito gli amici dell'opposizione. Noi dobbiamo farla qualcosa.
  Siccome  qua, io non mi fido più neanche di quello che esce  fuori.
  Dobbiamo girarci i pronto soccorso. Perché la stessa cosa deve  far
  lei, se lo vogliamo fare insieme siamo disponibili. Dobbiamo vedere
  quanta  gente  arriva,  Presidente, quanti  posti  ancora  ci  sono
  liberi.  Perché la situazione non è come quella che ha  prospettato
  lei  al  TG2  oggi.  Non  può lei, per giustificare  questa  azione
  demagogica nei confronti del commercio che vanno aiutati in maniera
  diversa, fare finta che noi abbiamo davanti un momento, un  momento
  davvero difficile. Io guardi, assumo l'impegno, per la mia persona,
  a  darle  tutto  l'aiuto  e  la  vicinanza  possibile  perché  sono
  seriamente  preoccupato  ma  per  cose  veramente  che   hanno   un
  significato  e  non  per  cose  che  sono  solamente  e   meramente
  demagogiche.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, colleghi, cittadini, rimango  basito
  dalle  parole del Presidente della Regione, è venuto qui in Aula  a
  parlare di collaborazione istituzionale soprattutto in questa fase,
  e  nel  frattempo  che dice queste parole, continua  nello  scontro
  istituzionale con il governo nazionale.
   E'da  mesi  che  c'è  questo scollamento, che c'è  questo  scontro
  istituzionale  tra  il  Presidente della  Regione  siciliana  e  il
  governo  nazionale,  e questo, come detto da  altri  miei  colleghi
  prima,  è dovuto a che cosa? Dall'eccessiva ricerca di protagonismo
  e di propaganda di questo Presidente, che oggi non è necessaria.
   Io  Presidente, volevo ricordare che oggi abbiamo in  Sicilia  103
  posti  di terapia già occupati e 727 ricoverati con sintomi,  e  in
  più, oggi, l'incremento dei casi è stato di 860;  qui il Presidente
  è venuto a parlare di un disegno di legge, per seguire Bolzano, per
  dare  man  forte ai ristoratori: ma colleghi per dare man forte  ai
  ristoratori, ai bar doveva funzionare il click day, Presidente,  il
  click day, che ha fallito, ha fallito Presidente, ha fallito, e  lì
  che   dovevamo   ristoro  a  tutte  le  categorie  dei   siciliani.
  Sessantamila aziende, piccole aziende hanno fatto richiesta  E  noi
  ora  qui che cosa facciamo? Cerchiamo di fare il disegno di  legge,
  quando, invece, sempre questo Presidente, un giorno prima del  DPCM
  fa l'ordinanza, sempre in contrasto, ci si paragona alla Campania e
  poi si chiede di fare aprire i ristoratori, i ristoranti, i bar.
   Ai ristoranti e bar bisogna dare ristoro economico, Presidente. Eh
  veda Presidente, non è solo il problema delle attività commerciali,
  l'Avviso  22 Presidente, i tirocinanti, stanno aspettando ancora  i
  soldi,  soldi  che  ci  sono, noi abbiamo dato  una  soluzione  per
  sbloccare  questo  problema.  Ci sono 7  passaggi  lunghissimi  per
  pagare  questi tirocinanti che hanno già completato il tirocinio  e
  sono  siciliani,  Presidente,  e anche  lì  noi  non  stiamo  dando
  ristoro.  E  poi,  parliamo  di scuola, abbiamo  chiuso  le  scuole
  superiori, ha chiuso le scuole superiori, questo governo regionale,
  e  lo  si  diceva prima, il 75 per cento di didattica a distanza  è
  dovuto  al fatto che ci sono studenti fragili che hanno bisogno  di
  andare a scuola.
   Ma  noi comunque ce ne freghiamo, questo governo se ne frega delle
  persone fragili. Tant'è che ha bloccato gli assistenti all'igienico
  personale complessa, anche lì Presidente, ore e ore di audizioni  e
  anche  lì abbiamo trovato una soluzione che non viene applicata  da
  questo governo regionale. Basterebbe una circolare, Presidente,  di
  quegli stessi dirigenti che lei andrà a premiare quest'anno.
   Colleghi, vedete ci sono tante piccole cose che potrebbero  essere
  fatte  nell'immediato per sbloccare fondi ai siciliani  e,  invece,
  qui  di cosa parliamo, parliamo del disegno di legge per fare  come
  Bolzano,  del  Trentino  Alto Adige, ma stiamo  scherzando?   Cioè,
  siamo  fuori  da  ogni  realtà, perché le responsabilità  le  diamo
  sempre  agli altri, però, ci prendiamo i meriti, perché  cosa?  Per
  cose  effimere che i siciliani non riescono più a capire.  E  quali
  sono  queste  cose effimere, Presidente? La fiera dei  cavalli,  il
  concerto  di  Bocelli,  i  finanziamenti a  Dolce  e  Gabbana,  nel
  frattempo che tutto il settore del turismo e del teatro siciliano è
  in  ginocchio,  noi  diamo  i  finanziamenti  a  Dolce  e  Gabbana,
  finanziamo pure il concerto di Bocelli
   E  allora Presidente, i siciliani non capiscono più, non capiscono
  più  e  si stanno staccando da questo Governo regionale che  dà  le
  responsabilità  ad  altri.  E  allora,  a  questo  punto  è  meglio
  chiuderla   la   Regione,   mettiamo,    si   chiude .   Diamo   le
  responsabilità agli altri e facciamo in modo che ci  sia  anche  un
  Governo regionale fatto da altre persone.
   E   allora   Presidente,   l'appello  che   le   faccio   è   alla
  responsabilità, alla responsabilità, la smetta di andare  in  TV  a
  fare  propaganda, la smetta di venire qui in Aula a fare propaganda
  è  tempo  di responsabilità. I tempi sono difficili e quest'Aula  è
  sempre  stata  disponibile a trovare soluzioni che il  suo  Governo
  regionale spesso, anzi quasi sempre, non ha applicato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pagana è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende  il  dibattito sulle comunicazioni  rese  dai  competenti
  Assessori regionali sulle seguenti materie:
                    1  - Stato di attuazione della legge di stabilità
  regionale per l'anno 2020
                   2 - Riapertura delle scuole in Sicilia
                   3 - Attuale emergenza sanitaria dal Covid-19
                    4  -  Emergenza incendi che hanno interessato  il
  territorio regionale

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

     SUNSERI. Grazie Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
  onorevoli  colleghi. Presidente lei ha detto:  la gente ha  bisogno
  di  sentirsi rassicurata , ha ragione Presidente. Però la gente non
  ha bisogno di essere presa in giro.
    Presidente,  la  Commissione Europea attende la  riprogrammazione
  da  marzo,  a  febbraio la Commissione Europea ha redatto  i  nuovi
  Regolamenti.  Lei  poteva  riprogrammare tranquillamente  senza  la
  legge  finanziaria.  Non serve che lei legga le  date  della  legge
  finanziaria a questa Assemblea. Non serve perché prende in  giro  i
  deputati  di  questa  Assemblea ma soprattutto  prende  in  giro  i
  siciliani.
    Le  riprogrammazioni dei fondi strutturali non devono passare  da
  questa Assemblea, lei li avrebbe potuti fare da marzo, da aprile ed
  è  inutile che rida Presidente, perché la cosa che mi preoccupa  di
  più,  Presidente  Musumeci, è che lei o mente sapendo  di  mentire,
  oppure, lei non è in grado di capire quello che sta leggendo e  chi
  glielo  ha  scritto non è in grado di amministrare questa  Regione,
  perché, vede Presidente io lo ricordo bene quando lei ad ottobre  o
  novembre dello scorso anno mandava i suoi esperti vari dipartimenti
  a  fare la ricognizione dei fondi europei. Sono trascorsi 12 lunghi
  mesi,  ancora  nessuno sa quanti fondi europei  ha  a  disposizione
  questa  Regione, quanti fondi POC ha a disposizione questa Regione.
  E  abbiamo  fatto  una  legge finanziaria  basata  sui  POC,  molti
  colleghi li hanno scoperti durante la legge finanziaria cosa sono i
  POC  e quando lo dicevamo, Presidente, prima deve riprogrammare  il
  FESR, solo dopo i fondi strutturali del FESR potrà riprogrammare il
  POC, avevamo maledettamente ragione.
    E  lei  su  questo ci ha giocato, ed ha giocato sulla  testa  dei
  siciliani, perché vede, la spesa europea con i nuovi Regolamenti  è
  ammissibile   dal  primo  febbraio.  Siamo  arrivati  a   novembre,
  Presidente, Puglia, Campania - che lei ha citato -  hanno  fatto  i
  bandi  ad aprile, Presidente, e noi ancora siamo qui a novembre  ad
  aspettare i risultati di questa legge finanziaria.
    Vede  Presidente,  noi  non li abbiamo  dimenticati  i  cinquanta
  milioni  di  Euro  promessi all'agricoltura.  Chieda  al  direttore
  dell'agricoltura quanti soldi ha ricevuto da questo Governo:   zero
  Euro  dalla  Finanziaria. I trenta milioni della pesca,  chieda  al
  direttore  del  dipartimento della pesca quanto ha  ricevuto:  zero
  Euro, Presidente della Regione.
    Chieda,  chieda agli operatori del turismo -  qui c'è l'assessore
  Messina  -  quanti dei settantacinque milioni di Euro sono arrivati
  agli operatori del turismo. zero Euro, Presidente della Regione.
    Chieda,  Presidente, quanti milioni di Euro sono arrivati  con  i
  bonus  spesa  che  ha approvato con questo suo  modo  di  fare,  di
  provare ogni volta ad anticipare il Governo nazionale di dieci ore,
  dodici  ore salvo poi mettere in campo le azioni dodici mesi  dopo.
  Quanti soldi dei buoni spesa sono arrivati? Lo ricorderà, era il 28-
  29  di  marzo quando lei riprogrammò cento milioni di Euro  per  le
  famiglie: ancora il nulla più assoluto, senza dimenticare la misura
  più  bella,  quella che fu promessa ai siciliani, cento milioni  di
  Euro promessi alle famiglie italiane con dei prestiti immediati. Sa
  quanto  è stato riprogrammato, Presidente? Zero Euro, alle famiglie
  siciliane.  E allora quello che a me preoccupa, Presidente,  e  poi
  magari lei ci scioglierà questo dubbio che mi attanaglia, è se  lei
  non  ha  capito quello che sta leggendo, e, quindi, chi  glielo  ha
  scritto le ha fatto un torto, lo ha fatto ai siciliani, oppure  lei
  mente  sapendo di mentire, Presidente, perché a soffrire  non  sono
  solo  i siciliani sono i sindaci di comuni siciliani che ancora  ad
  oggi  aspettano  le  rate  dei  trasferimenti  dalla  Regione   nei
  confronti  dei  comuni.  Che ancora oggi,  aspettano  i  centoventi
  milioni  di  Euro di investimenti che lei, per la  prima  volta  di
  questa Regione, ha tolto dal bilancio e li ha messi nei fondi POC.
   Soldi  che,  probabilmente, questi comuni non riceveranno  mai.  E
  allora è inutile che lei, oggi, col suo populismo di questo disegno
  di  legge,  faccia  un'ordinanza, Presidente della  Regione   Verrà
  impugnata  nello  stesso  identico modo in cui  verrebbe  impugnata
  un'eventuale norma approvata da quest'Assemblea, perché non lo  può
  fare, Presidente
   Allora,  si  preoccupi a rimettere in moto tutta  quella  macchina
  sanitaria che, ad oggi, vacilla.
   Nella  provincia di Palermo i posti COVID sono già colmi  e  siamo
  solamente a fine ottobre.
   Allora,   Presidente,   anziché  raccontarci   menzogne,   anziché
  raccontare  cose  che non sono vere, scaricare  responsabilità  nei
  confronti  del Governo, faccia una cosa, per una volta, ammetta  le
  proprie  incapacità, ammetta e semplicemente dica:  l'unica  misura
  che  avevamo  previsto,  il click day, è fallito .  E'  fallito.  E
  quelle  misure  che  dovevano servire alle imprese  siciliane,  che
  servivano per dare un ristoro piccolo - perché si parlava di dieci,
  venti,  trentamila euro - adesso si vedranno la mancetta da duemila
  euro probabilmente a fine novembre. Lo dica, Presidente, ammetta le
  proprie  responsabilità. Lo deve dire, perché non è  che  può  ogni
  volta  scaricare  responsabilità,  e  una  volta  l'assessore  alle
  attività   produttive,  dall'assessore  alle  attività   produttive
  all'assessore  all'economia,  e  l'assessore  all'economia  dipende
  dall'ARIT,  e  poi l'ARIT a Enel  come si dice, lì  che  era?  TIM,
  altro che ENEL.
   Allora, esiste un Presidente della Regione che per una volta dice:
   Abbiamo sbagliato a riprogrammare quelle somme. Non siamo stati in
  grado di farlo . E oggi, a pagarne le conseguenze purtroppo sono  i
  siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi  intanto  sulla
  disamina  del  Presidente  io mi soffermerò  soltanto  sull'aspetto
  legato alla proposta di legge che vuole promulgare il Governo.
   Non  sono  così convinto che possa essere impugnata, perché  credo
  che lo Statuto non sia stato ancora abolito. E credo che l'art.  17
  forse, dico forse - io non sono un giurista -, ci permetta anche di
  legiferare in questi termini.
   Quindi, le certezze manifestate da interventi precedenti, io  dico
  chiaramente non ce le ho. Quindi, mi aspetto che dalla discussione,
  poi,  che eminenti giuristi che calcano questi scranni possano dare
  ulteriore ragguaglio per capire se si può fare o non si può fare.
   Io sono convinto che ci siano i margini.
   Riguardo  a  tutto quello che ha detto, Presidente,  io  però  non
  posso fare a meno di sottolineare un aspetto. Perché se è vero  che
  l'aspetto programmatorio è necessario, è anche vero che noi abbiamo
  probabilmente  un'occasione unica. Noi  come  Gruppo  nelle  scorse
  settimane  abbiamo, più volte, sollecitato anche la  sua  presenza,
  perché crediamo che uno degli aspetti che, ad oggi, non è purtroppo
  ancora  applicato, l'aspetto dello Statuto, probabilmente in questo
  frangente  potrebbe  essere un elemento  molto  importante,  direi,
  forse, fondamentale, per evitare di andare ulteriormente a chiedere
  qualcosa che dovrebbe essere già nostro. Qualcuno dirà che il mio è
  un atteggiamento rivendicazionista. Lo è, con forza e con orgoglio
  Perché,  qua dentro, forse qualcuno ogni tanto dimentica di  essere
  siciliano.  E molti si dimenticano, a Roma, di essere siciliani,  e
  sono  77  deputati  Questa cosa per me è intollerabile  Non  è  più
  tempo  di fare finta che non esista, non è più tempo di fare  finta
  che  il  popolo  siciliano possa permettersi di continuare  a  dare
  risorse  allo Stato italiano. Ma non perché noi non siamo generosi,
  perché in settantaquattro anni di generosità ne abbiamo manifestata
  veramente tanta.
   Noi  come gruppo abbiamo preparato una serie di documenti.  Stiamo
  spingendo in maniera forte perché questo diventi  il tema , oltre a
  tutto  quello  che è l'aspetto in questo momento emergenziale,  che
  speriamo  cada  presto. Però non possiamo non  evidenziare  che  da
  parte   dell'Aula   forse  c'è  una  scarsa  consapevolezza   delle
  quantificazioni reali che comporterebbe l'applicazione piena  dello
  Statuto.
   Mi  sono permesso di inviare a tutti i deputati dell'Assemblea una
  relazione - la troverete nelle vostre mail istituzionali -   perché
  forse  avere un quadro un po' più preciso, con una numerazione  più
  precisa, che possa fare capire i termini reali, potrebbe, di fatto,
  aiutare questo Governo a dare le risposte che i Siciliani meritano.
   Poi  sull'aspetto programmatorio, ovviamente, e lo dico senza tema
  di smentita, perché basterebbe anche una delle misure che non ci  è
  stata  mai riconosciuta, l'IVA è una tassa, viene pagata da  tutti,
  ogni  punto  percentuale, 550 milioni, sei punti  e  mezzo  restano
  nelle casse dello Stato, a spanne sono 3 miliardi e mezzo dei quali
  noi potremmo bene fare uso.
   Poi,  l'aspetto successivo potrebbe essere quello di giudicare  se
  il  Governo  li  spende  bene o li spende male;  ma  è  un  aspetto
  successivo, non prioritario, perché ho ascoltato colleghi dire: noi
  dobbiamo andare a Roma con dignità, con credibilità. Ma se non  hai
  la   possibilità  di  fare  la  minima  programmazione  perché   il
  portafoglio è vuoto, vuoto, vuoto, non c'è niente nelle casse della
  Regione.  Non c'è niente perché noi non siamo riusciti,  adesso,  a
  ricevere dallo Stato quello che è nostro.
   E  quindi,  io  chiedo - lo chiedo sommessamente  e  politicamente
  credo che sia l'elemento più importante che dovrebbe caratterizzare
  i  prossimi  anni, da che cosa nasce tutto questo? Io personalmente
  sono  saltato  dalla sedia quando ho ascoltato il  Ministro  Boccia
  dire  che  lo Statuto era incostituzionale. Forse qualcuno dovrebbe
  dirgli  che  è  anche  antecedente  alla  Costituzione  italiana  e
  probabilmente il Titolo V del 2001 forse andava anche adattato alle
  peculiarità dell'aspetto a livello nazionale, perché lo  Statuto  è
  parte integrante della Costituzione italiana.
   E  quindi, sotto questo aspetto, siccome il mio timore  è  che  ci
  possa  essere  un  ulteriore pregiudizio alle  nostre  peculiarità,
  forse  sarebbe  il  caso  che cominciassimo  a  dare  un  indirizzo
  politico ben preciso.
   E  debbo  dire, Presidente, che il suo Governo con la delibera  n.
  197  del 2018 un indirizzo politico ben preciso lo aveva dato.  Noi
  chiediamo   ufficialmente  che  venga  utilizzato  quell'indirizzo,
  perché  crediamo  che  possa essere il punto di  partenza  per  una
  discussione,  concreta,  giusta e  che  possa  dare  delle  risorse
  importanti.  Poi  il come sarà nostra cura, come dire,  puntare  il
  dito se non sarà fatto bene, o se sarà fatto bene, sicuramente, non
  mancheranno i complimenti, come non mancheranno le critiche se  non
  sarà stato adeguatamente supportato il tessuto della Regione.
   Concludo dicendo che mi aspetto grande responsabilità da tutti. Io
  non  credo  che qui dentro ci sia qualcuno che pensi che in  questa
  situazione  tanto  meglio  tanto peggio, soltanto  per  il  ritorno
  effimero  di  qualche like o di qualche voto. Non  ce  lo  possiamo
  permettere. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI. Grazie, signor Presidente. Penso che oggi più che mai gli
  articoli  del nostro Statuto, il 37 e il 38, che danno  l'autonomia
  perfetta  alla  Regione siciliana, siano importanti  più  che  mai.
  Perché  in questo preciso momento il Governo nazionale e il Governo
  regionale  stanno combattendo un'epidemia molto, molto distruttiva;
  è  inutile che qua oggi facciamo discorsi  noi siamo più  bravi  di
  voi   o   noi  siamo  più bravi di  , in questo  momento  sono  due
  legislature,  quella  regionale  e  quella  nazionale,   che   sono
  concentrate   solo  a  combattere  il  COVID,  l'epidemia,   questo
  maledetto  male che ci ha coinvolto, dal mese di dicembre  2019,  e
  ancora non ha smesso di percorrere quella strada distruttiva con le
  persone mettendole k.o..
   Oggi  noi  non  possiamo concentrarci solo  ed  esclusivamente  su
  questo perché la vita continua, perché ci sono i bambini, perché ci
  sono  i  ragazzi che devono continuare a vivere, ognuno deve vivere
  la  propria  vita.  E  noi,  quelli con  più  esperienza,  dobbiamo
  attenzionare  questo  problema e mettere  veramente  in  sicurezza,
  appunto, tutti coloro che sono indifesi.
   Io  non  penso che l'assessore per la salute, ma anche  il  nostro
  Presidente della Regione, in questo momento vogliono fare i capi di
  quel populismo che qualcuno vuole ora evidenziare, perché penso che
  non  c'è  proprio  niente da meritarsi, niente da pensare,  se  non
  quello  di  attenzionare  i  problemi  dei  cittadini  che  sono  a
  prescindere, coloro che sono di destra o di sinistra,  siamo  tutti
  uguali, e, quindi, questa è la cosa più importante che bisogna fare
  e bisogna attenzionare in questo momento.
   Si  parla sempre del Recovery fund che ancora . Io ascolto i media
  dalla  mattina  alla  sera e leggo sempre e sento  ed  ascolto  che
  probabilmente arriveranno a giugno del 2021.
   E,  allora signori miei non conteremo solo i morti per il COVID ma
  conteremo pure i morti per coloro che si suicideranno perché è vero
  quello  che  ha  detto  il  Presidente perché  ha  colto  veramente
  all'esterno, ma lo avete sentito ed ascoltato pure voi  quello  che
  sta  accadendo  nelle grandi città. A Milano, a Torino,  a  Napoli,
  ovunque,  che  chiudere i teatri, chiudere i bar, i ristoranti,  le
  palestre  e  quant'altro in un certo orario l'ordinanza  che  aveva
  emesso  il  giorno  prima, quindi il 24 di ottobre,  il  Presidente
  della  Regione,  non  era  male. Perché  diceva  che  i  ristoranti
  potevano  stare  aperti fino alle ore 23.00. Dalle  23  alle  5  di
  mattina  i ristoranti dovevano restare chiusi. Mi sembra che  fosse
  stata  una scelta più esatta anche per la differenziazione  che  ha
  fatto  sui  cittadini del settentrione d'Italia e  quelli  del  Sud
  Italia,  che abbiamo abitudini diverse, qua c'è più caldo  rispetto
  al settentrione.
   Io  penso  che noi non possiamo, in questo momento, non  dare  man
  forte a questa ordinanza, chiamiamolo disegno di legge, quello  che
  vuole fare il Presidente, ma comunque sicuramente un documento  che
  sarà  attenzionato da questo Parlamento come un disegno  di  legge-
  voto  che  sarà sicuramente condizionato, il Governo nazionale,  da
  una  scelta  forte, politica, da un Parlamento, da una Regione  del
  Sud  che dà la sua impressione, che dà la sua risposta alle  giuste
  richieste  che  arrivano dai lavoratori.  Non  è  vero  che  questi
  signori, che sono scesi tutti per strada, perché non è vero, non  è
  pensabile  che ognuno di loro domani mattina già chi è  titolare  o
  meno di partita IVA avrà delle risorse bastevoli a quella che è  la
  conduzione della vita familiare.
   Io  voglio ricordare, c'è un articolo del DPCM del marzo del 2020,
  a  firma  Conte,  l'articolo  60  recita:   aiuto  sotto  forma  di
  sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per  evitare
  i licenziamenti durante la pandemia  cioè significa che i datori di
  lavoro  non possono licenziare e, però, c'è l'attenzione  da  parte
  dello  Stato  che  dà  fino all'80% delle risorse  affinché  questi
  rimangano sempre inseriti nel contesto lavorativo, ma non  è  stato
  mai  attuato,  quindi è inutile che parlate e dite   il  Presidente
  della  Regione  ha  fatto  , voi sapete benissimo  che  quando  c'è
  qualcosa che non funziona io sono per le cose giuste, oggi  bisogna
  vivere  la  politica  in  modo proprio,   questo  preciso  momento,
  dobbiamo  essere uniti e combattere questa brutta epidemia  perché,
  altrimenti, veramente non ci sono più argomenti perché in qualsiasi
  momento, per strada, nelle televisioni, nei media, nei giornali, si
  parla solo ed esclusivamente dell'epidemia, del COVID.
   Quindi,  attenzionare, Presidente, questa è  una  delle  cose.  Un
  suggerimento   che   darei   io,  eventualmente,   anche   per   la
  predisposizione  di  un ordine del giorno che  riguarda  proprio  i
  cittadini  cioè bisogna evitare l'assembramento, la cosa più  utile
  in  questo momento è quella di dare un input ai comuni, Presidente,
  per  mettere su strada più bus per evitare la mattina e al  rientro
  dalle  scuole la calca, che è quella più forte, quella più incisiva
  per la trasmissione del COVID.
   Quindi, diciamo, questo potrebbe essere anche un modo per   e  poi
  l'ultima  cosa  Presidente, attenzioniamo anche  gli  ospedali  che
  vengono  riconvertiti  in  COVID' perché, Presidente,  non  c'è  il
  problema solo del Covid, ci sono tante altre malattie.
   Lei  poco fa, nella sua relazione, le ha dette queste cose,  però,
  io  la  prego  di attenzionare con il Comitato scientifico  che  ha
  costituito  da  poco, di attenzionare queste realtà: l'ospedale  di
  Partinico  che è un ospedale che abbraccia circa 150.000  abitanti,
  ad   occidente  di  Palermo,  è  praticamente  un  ospedale   molto
  importante, quando l'ASP di Palermo decide di portare i malati e di
  andare  a  farsi  curare nell'ospedale di Corleone  o  di  Palermo,
  all'Ingrassia, che sono gli ospedali dell'ASP, non  è  che  abbiamo
  fatto  una  cosa  bella per quei cittadini,  perché  per  andare  a
  Corleone  ci  sono  75 km, per andare a Palermo e  attraversare  la
  città, per arrivare all'ospedale Ingrassia ci sono tanti chilometri
  oltre il tempo che si perde per il traffico che ha la città.
   Quindi,   io   ho  sentito  che  già  da  oggi  la  Medicina    2'
  dell'ospedale  Civico  di Palermo chiude ed  è  riconvertita,  pure
  questa, quindi su questo bisogna stare attenti perché qua non è una
  questione   io  oggi  sono tranquillo non ho niente  e  me  ne  sto
  sbattendo  le  scatole delle persone, dei cittadini che  in  questo
  momento  attraversano problemi importanti per  la  salute ,  quindi
  bisogna attenzionare queste piccole cose che sono grandi, la  gente
  ha  bisogno  di  interloquire  anche con  gli  ospedali.  I  malati
  arrivano  negli  ospedali,  sono ricoverati  e  sono  in  stato  di
  abbandono  ma  non  perché  l'ha  detto  l'assessore  Razza  o   il
  Presidente della Regione, è un discorso generale. Se avete  sentito
  anche  nel  settentrione d'Italia, negli ospedali del  settentrione
  d'Italia  si è verificato questo, tanti cittadini, tanti  cittadini
  hanno  pianto  i  loro genitori senza vederli.  Quindi,  non  è  un
  problema del Governo regionale. Attenzione, ragazzi, io ve lo dico:
  io  non  sono di parte a nessuno ma questo è un problema  generale;
  cioè  noi  dobbiamo condizionare il Governo nazionale e  su  questo
  dobbiamo  essere  tutti  uniti perché qua non  ci  deve  guadagnare
  nessuno, ci devono guadagnare i cittadini avendo i servizi,  avendo
  riconosciuto  quello che spetta loro, ognuno paga  le  tasse  e  un
  ottantenne  dopo  che  ha pagato una vita le  tasse  viene  buttato
  fuori.  E'  veramente è un'idiozia  Ma veramente com'è che  si  può
  arrivare a questo punto? La Svizzera in questi giorni ha deciso  di
  non mettere i macchinari a chi ha superato l'età di 75-80 anni;  li
  fanno morire  Ma che popolo è
   E  allora,  bisogna attrezzarci. Io capisco che  nessuno  è  bravo
  perché  ci  siamo  ritrovati tutti davanti  questo  problema  e  lo
  dobbiamo  affrontare.  La prossima finanziaria  tutta  Covid  sarà,
  l'altra  ancora  tutta Covid sarà fino a quando  non  nasce  questo
  benedetto vaccino.
   E allora, smettiamola e costituiamo un gruppo di lavoro che sia di
  destra  e  di  sinistra, in questo Parlamento,  che  possa  mettere
  insieme alcune menti che possano portare avanti e realizzare questo
  grande  problema che attanaglia l'intera Isola. E poi non  parliamo
  più,  non si parla più, per ora i migranti non esistono più  perché
  il  Covid ha ucciso pure questo, pure questo argomento ha ucciso il
  Covid    Mi  parlate pure di accoglienza  Ma di quale  accoglienza,
  che bivaccano tutti per le strade a chiedere elemosina a destra e a
  manca   Signori  miei,  questi sono dati  di  fatto   L'accoglienza
  significa aiutare le persone  Questo significa

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore, ha avuto la possibilità
  di parlare 13 minuti. La invito a concludere.

   LENTINI.  Grazie, Presidente. Io voglio ringraziare il  Presidente
  della  Regione, l'Assessore e gli Assessori, in particolare  perché
  ad  oggi  hanno, si stanno battendo veramente per dare  un  segnale
  positivo  a questa Terra. E' difficile dire a tutti sì, è difficile
  fare tutte cose

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, si avvii alle conclusioni.

   LENTINI.   però nella vita bisogna anche capire quando il problema
  è veramente grave.

   PRESIDENTE. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  inscritto  a  parlare  l'onorevole  Lupo.  Ne  ha
  facoltà.

   LUPO.  Grazie,  Presidente.  Presidente  della  Regione,  Governo,
  Assessori, colleghi. Presidente della Regione io sono molto  deluso
  dal  suo intervento di oggi che trovo l'intervento di un Presidente
  irresponsabile, un Presidente irresponsabile che ha  assunto  delle
  decisioni che rischiano di mettere seriamente in pericolo la salute
  dei  siciliani;  un Presidente irresponsabile che rischia  di  fare
  precipitare l'isola, la Sicilia, verso un nuovo lockdown.
   Lei  è  stato un negazionista a giorni alterni. Lei ha  chiuso  lo
  stretto  di  Messina quando in Sicilia avevamo in  primavera  circa
  cento  contagi,  poi  ha dato segnali invece  di  apertura.  Lunedì
  scorso  ci  ha intrattenuto con una conferenza stampa  su  facebook
  dicendo  ai siciliani che la Sicilia non era in emergenza,  qualche
  giorno  dopo  ha deciso di tenere a casa il cento per  cento  degli
  studenti  delle scuole secondarie, ha deciso però di tenere  aperte
  le sale gioco, e adesso ci annuncia, dopo avere proclamato anche il
  coprifuoco dalle 23.00 alle 5.00, questo sempre soltanto tre giorni
  fa,  che intende aprire ma non assumendosi la responsabilità ma per
  legge, quindi, con il voto del Parlamento molte attività economiche
  in Sicilia.
   Presidente, oggi abbiamo in Sicilia 860 nuovi contagi come lei ben
  sa,  sono  860  nuove  famiglie che certamente non  avranno  alcuna
  voglia e non potranno certamente pensare di andare a cena fuori nei
  ristoranti,  che certamente non hanno alcuna voglia  di  andare  al
  cinema, che certamente non sentono alcun bisogno di andare a teatro
  ma che sono fortemente preoccupati per la salute dei loro cari.
   Presidente, noi abbiamo a Palermo oggi 345 nuovi casi di Covid. Io
  le  voglio ricordare che la punta massima, il picco dei contagi  di
  primavera, la prima ondata in Sicilia, durante il lockdown è stato,
  se  non ricordo male, è stato il 26 marzo con 170 nuovi contagiati,
  quindi,   solo  Palermo  ha  il  doppio  del  massimo  dei  contagi
  registrati in primavera in tutta la Regione.
   Sostanzialmente, la rete sanitaria è ferma, è quello che era,  non
  si è portato avanti la riprogrammazione delle terapie sub intensive
  e  intensive, lei ne ha fatto cenno, approfondiremo in Commissione;
  oggi,  purtroppo,  abbiamo credo altri dieci deceduti,  con  cinque
  ricoverati  in  più in terapia intensiva, quindi il  saldo  -  come
  purtroppo  diceva l'onorevole Cracolici - è più quindici,  e  circa
  103 ricoverati in terapia intensiva.
   Lei  sa  bene  che  il limite di guardia oltre il quale  bisognerà
  negare le terapie intensive agli ammalati di altre patologie  è  da
  150  in  su; con questo trend nel giro di pochi giorni, la  Sicilia
  drammaticamente  potrebbe  essere nelle  condizioni  di  negare  il
  ricovero  ad  ammalati gravi che hanno bisogno  di  interventi  cui
  potrebbe fare seguito anche il ricovero in terapia intensiva. E  in
  questo  clima  lei pensa ad una deregulation, ad una  apertura  dei
  teatri, dei cinema?
   Intanto,  bisogna vedere se la riapertura dei cinema, dei  teatri,
  dei   ristoranti  è  conveniente  per  gli  operatori  del   mondo,
  conveniente  dal  punto di vista economico per  gli  operatori  del
  settore  della  cultura  e per i ristoratori,  perché  purtroppo  i
  ristoranti sono vuoti perché la gente ha paura di uscire con questi
  dati terrificanti che riguardano l'aumento dei contagi in Sicilia e
  lei,  comunque,  pensa  che  tutto  questo  sia  conciliabile,  per
  esempio,  con il coprifuoco che lei ha dichiarato dalle 23.00  alle
  5.00?  Lei  pensa di poter riaprire teatri e cinema e, al contempo,
  tenere  chiuse le scuole secondarie di fatto mantenendo a  casa  il
  100 per cento dei ragazzi impossibilitati alle lezioni in presenza?
  Ma  qual  è  la  coerenza  del suo operato da  quando  è  scoppiata
  l'emergenza Covid? Perché se è così, Presidente, lei ha  ucciso  le
  attività  economiche in primavera quando i contagi erano un  quinto
  di  quelli  che  sono  attualmente e adesso rischia  di  peggiorare
  drammaticamente la condizione e la salute dei siciliani  e  di  far
  precipitare  la  Sicilia verso il lockdown nel  momento  in  cui  i
  contagi oggi non sono né 100 né 170 ma sono 860.
   Allora,  io  la  ritengo  davvero non  solo  inadeguato  ma  anche
  irresponsabile e credo che la legge che lei ha annunciato, che  noi
  ovviamente  valuteremo nel merito, rappresenti la sua richiesta  di
  iscrizione  alla  corrente  dei negazionisti.  Lei  non  è  più  un
  negazionista a giorni alterni ma, probabilmente, portato  per  mano
  dal  coordinatore  regionale di Forza Italia, Gianfranco  Micciché,
  che  questo  ha  detto qualche giorno fa, non dico  del  Presidente
  Micciché,  perché distinguo la funzione da quello  che  dice  nella
  qualità  di  coordinatore  regionale  del  partito,  l'ha  convinta
  probabilmente a scegliere la via del negazionismo con dichiarazioni
  che  io  trovo  gravemente irresponsabili per  la  vita  di  questa
  Regione.

  PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Presidente, onorevoli colleghi, più volte in Commissione, in
  Aula,  ho  detto una cosa che voglio ricordare prima di cominciare.
  Il  manuale della pandemia non ce l'ha nessuno né a Roma né qui  né
  in   altro  Paese  europeo,  altrimenti  basterebbe  mutuare  delle
  pratiche migliori rispetto a quelle che sono state adottate.
   Un osservatore anche distratto noterebbe come tanti provvedimenti,
  purtroppo, hanno dovuto subire anche modifiche nell'arco  di  pochi
  giorni,  a  tutti  i  livelli, perché la  situazione  è  sempre  in
  divenire.
   Bisogna anche ricordare che la storia dell'umanità è costellata di
  virus che hanno anche contribuito a farci essere dove siamo.
   Una  cosa  però  non  si deve perdere: la capacità  di  dialogo  e
  l'umanità.   Purtroppo,   alcuni  atteggiamenti   spesso   sembrano
  autoritari più che autorevoli, lo stiamo vivendo in queste ore  con
  i  territori  che ancora stentano a comprendere delle decisioni  in
  fatto   di   sanità.  Mi  riferisco,  ad  esempio,  ai  fatti   del
  comprensorio  di  Acireale dove si è stati più autoritari  che  non
  autorevoli  nella comunicazione passata sopra la testa dei  sindaci
  e,   chiaramente,  piombata  fra  i  cittadini  senza   la   dovuta
  comunicazione,  senza  la dovuta conoscenza  di  strategie  che  si
  stanno  apparentemente improvvisando e che oggi non sono  trapelate
  in  alcuna  maniera  neppure  durante  la  lunghissima  Commissione
   Salute .
   Questa  sera, Presidente, vorrei capire da lei se gli  ordini  del
  giorno saranno trattati. Con il Gruppo  Attiva' abbiamo presentato,
  stamattina era una mozione, oggi è un ordine del giorno  in  merito
  alla  possibilità di aperture differenziate calibrate per il nostro
  territorio che non significa essere incoscienti, ma significa avere
  coraggio  e  adattare  delle misure al  nostro  territorio  per  le
  condizioni  climatiche  e  per il bisogno altrettanto  legittimo  e
  dignitoso  di  lavorare.  Non  capisco  perché  il  virus  dovrebbe
  contagiare alle ore 22.00 e non contagiare alle ore 13.00  dove  si
  può andare a pranzare.
   I  protocolli sono stati più che, più che più condivisi con  tutti
  gli  operatori già sul finire della primavera e hanno  visto  anche
  degli  investimenti:  separè, disinfettanti,  dispositivi  per  chi
  lavora  all'interno dei locali e certamente un contingentamento  di
  un  massimo  quattro posti - tra l'altro previsto pochi  giorni  fa
  anche  a  livello  statale - immagino non possa creare  drammi  che
  evidentemente si possono verificare anche durante altri orari della
  giornata.
   Per  questo  abbiamo depositato un ordine del giorno che  se  lei,
  Presidente, vorrà distribuire voteremo in maniera favorevole.
   Una  riflessione però è d'obbligo.: mi chiedo perché  un'ordinanza
  della  provincia  di Bolzano non scandalizzi così  tanto,  ove  fra
  l'altro si va anche a disciplinare la fiera delle castagne ritenuta
  per quel territorio questione disciplinabile.
   Non capisco perché andando in aereo posso sedere a zero centimetri
  da  un  perfetto sconosciuto, seppure indossando la mascherina  per
  parecchio  tempo o comunque con qualcuno che, magari, se  l'abbassa
  perché  ha un disagio, lo fa per necessità o su un autobus a  pochi
  centimetri  dove con il movimento è chiaro che ci si avvicina,  non
  si sta lì con il distanziometro, e non si possa andare in un cinema
  dove un'attività statica è già predisposta con una distanza ben  al
  di  sopra  del  metro di distanza. Io lo trovo  ragionevole  e  per
  questo  con  coraggio ma senza irresponsabilità ritengo che  questa
  attività  possa essere svolta, tra l'altro da operatori  che  hanno
  dimostrato grandissima serietà.
   Per   quanto   riguarda  il  Recovery  Fund,   Presidente,   dalle
  informazioni che io ho raccolto nelle scorse settimane,  purtroppo,
  devo  registrare  che tutta la pianificazione è  disarticolata.  Il
  Governo   nazionale   si   è  rivolto  in   maniera   assolutamente
  disarticolata  con  la Regione, con le ex Province,  con  i  Comuni
  quasi  comparti  a camera stagna dove uno non sa cosa  sta  facendo
  l'altro e lei stasera, purtroppo, lo ha confermato e non posso  che
  crederle anche se francamente rimango piuttosto stupita.
   Progetti  esecutivi.  Se fossero già progetti  esecutivi,  ragione
  vorrebbe  che  fossero stati presi precedentemente  e  inseriti  in
  pianificazioni, pianificazioni diverse, pianificazioni del passato.
  Tutti  quanti qualche anno fa ricorderemo quando si fece  il  Patto
  per  il  Sud  dove  c'era di tutto dai collegamenti  stradali  alla
  ristrutturazione  del crocifisso della chiesa di periferia.  Fu  un
  elenco  della  spesa dove ci dovevano essere i progetti  esecutivi,
  poi  spesso  erano  meno  che studi di fattibilità  sSe  n'è  fatto
  veramente  poco,  ma  se  deve essere una riproduzione  di  questa,
  stacco qui. Abbiamo finito.
   Penso  che il Recovery Fund si rivolga ad opere strategiche  nuove
  sui  vari settori e Presidente, io vorrei capire da lei, se ci sarà
  una  seduta,  lo  gradirei prima del 5 novembre o domani  dove  noi
  deputati possiamo sottoporre delle mozioni alla luce del sole  dove
  diamo  chiaramente delle indicazioni ampie su questioni  di  ambito
  vasto, non localistico del quartiere, che interessino territori più
  vasti,  che  abbiano refluenze positive sull'ambiente, sul  lavoro,
  sulla riqualificazione ambientale. In quel caso saremmo onorati  di
  potere partecipare attivamente prima che il tutto si consumi in una
  delibera che poi verrà pubblicata oltretutto 4 giorni dopo e quindi
  spesso  veniamo  a  sapere ancora dopo quello che  sta  facendo  il
  Governo  che,  chiaramente,  non  posso  dare  per  scontato  certe
  condivisioni.
   E'  un paio di mesi che ce lo ripetiamo, invece poi mi ritrovo con
  scene  in cui ci si autoincensa ognuno in maniera autoreferenziale,
  auto incensa le proprie azioni quando invece ci vorrebbe un po' più
  - ripeto - di condivisione.
   Per quanto riguarda i problemi, i problemi cronici che abbiamo. Io
  mi  chiedo,  cari colleghi, ma la finanziaria con  quali  soldi  la
  dovevamo  fare?  Già durante l'incontro che ci  fu  in  Commissione
   Bilancio  sul finire dell'anno scorso l'abbiamo capito. La Sicilia
  non  riesce  a  battere  cassa. Riscossione Sicilia  è  ridotta  al
  lumicino perché per una serie di problemi non si riscuote quanto si
  dovrebbe  e quest'anno praticamente possiamo dire per tutto  l'anno
  tantissima della Riscossione rimarrà inattiva, soprattutto per  via
  delle  disposizioni  nazionali  giuste,  condivisibili,  perché  la
  seconda  cosa che ci chiedono è:  per piacere, allungate  i  tempi,
  spostate in avanti i pagamenti, non ce la facciamo  . E' giusto,  e
  mi dispiace registrare che a livello statale l'Ader, cioè l'agenzia
  di  riscossione  nazionale delle Regioni a  statuto  ordinario,  ha
  visto  assegnati  300  milioni  sulla  programmazione  delle  varie
  annualità per sostenere il peso della mancata riscossione e  quindi
  del  mancato  agio sulle cartelle. Invece noi per  la  nostra  Ader
  siciliana, la nostra riscossione Sicilia, abbiamo dovuto provvedere
  con  un  prestito, dovremmo andare a rimaneggiare questo  argomento
  perché lì dovremmo allungare i tempi e mettere altri soldi.
   Allora, io mi chiedo, Presidente, perché non andiamo alla luce del
  sole  a discutere questi argomenti che sono fondamentali perché  la
  riscossione  deve essere uguale in Sicilia come lo deve  essere  in
  Campania, ma non possiamo provvedere con soldi che non abbiamo.  E'
  facile  dire   Si usano i soldi della programmazione .  Presidente,
  mi dica dove il baule con i soldi dove li sta tenendo nascosti? Non
  ci  sono.  Stiamo  usando la programmazione  europea,  tra  l'altro
  impegnando quella non utilizzata che se non ci fosse stato il Covid
  avremmo spalmato nel tempo.
   Quindi, è ragionevolissimo, oggi, discutere e lo avevo chiesto  al
  Presidente Miccichè, con una lettera e ne avevamo parlato anche  in
  Capigruppo,  della  possibilità,  Presidente  che  lei  venisse   a
  riferire,  invece, sulla Commissione paritetica che nel luglio  del
  2020   aveva   fissato   al  31  ottobre  sempre   di   quest'anno,
  l'approvazione,  presa  d'atto  di  decreti  legislativi  tali   da
  regolare  meglio le nostre entrate, perché non è possibile  pensare
  che il prossimo anno  ci sarà una nuova programmazione europea. Non
  ci  sarà  neppure  quella,  non avremo neppure  la  possibilità  di
  sperare  che ci sia qualche risorsa da distrarre, perché  è  chiaro
  utilizzeremo  la spesa europea come spesa corrente,  inappropriato.
  Ma,  voglio dire, è da tanti anni che questo avviene, perché  è  da
  tanti  anni  che dagli articoli 36, 37 e 38 la mancata  regolazione
  non  permette di avere risorse per potere legiferare e  offrire  ai
  cittadini la sensazione di essere uguali agli altri.
   Vorrei  anche dire, Presidente, che in questo argomento  io  credo
  che  la  legittimazione da parte del Parlamento debba essere forte,
  perché  verrà fuori sempre un problema o un'emergenza  di  turno  a
  spostare  questa  data  più in avanti,  ma  per  noi  oggi  diventa
  fondamentale.
   Lo  scorso anno di questi tempi, colleghi, eravamo qui a discutere
  sui 300 milioni di debiti da spalmare nei prossimi 5, 3, 10 anni, e
  oggi  siamo di fronte ad un'altra emergenza. Ma il problema di base
  è  che  quello  che paghiamo attraverso le tasse deve  rimanere  in
  Sicilia,  nella  misura in cui dà copertura  economica  ai  livelli
  essenziali  di  prestazione a cui i nostri cittadini hanno  diritto
  come qualsiasi altro cittadino.
   Sembrerà  assurdo,  fuori dal tempo fare questa  discussine  oggi,
  invece la trovo attualissima e credo che ci siano i margini con  il
  Governo  nazionale,  che  trovo ponderato,  ragionevole,  vedo  che
  risponde  a  tutti,  risponde al mondo della cultura,  risponde  ai
  disabili,  risponde agli anziani, ecco che si inizi una discussione
  e noi vogliamo essere partecipi, vogliamo essere messi a conoscenza
  di  quello che questi 4 componenti che, credetemi, hanno molto  più
  potere di noi e di tutto il Parlamento messo insieme, decidono  dei
  nostri concittadini siciliani, perché ormai si è raschiato il fondo
  del barile e più in  baso di così c'è solo il disordine sociale che
  è  l'unica  cosa  che  dobbiamo assolutamente scongiurare.  Grazie,
  Presidente.

                 Presidenza del Presidente  MICCICHE'

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.

   FOTI.  A  tal  proposito, se mi dice se possiamo depositare  altri
  ordini del giorno o chiamerà il Presidente per un'ulteriore seduta,
  anche  straordinaria, qui, nelle Commissioni di competenza,  perché
  vogliamo attivamente depositare agli atti, poi loro decideranno  se
  fare o non fare

   PRESIDENTE.   Onorevole Foti, è ovvio che gli  ordini  del  giorno
  riguardano  la  seduta di oggi, quindi li potete  presentare,  oggi
  sicuramente e li valuteremo alla fine della seduta. Per  il  resto,
  ne parleremo con il Governo  e alla prima Conferenza dei Presidenti
  dei   Gruppi  parlamentari  che  faremo,  discuteremo   su   questo
  argomento.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Damante. Ne ha facoltà.

   DAMANTE.  Signor Presidente, colleghi, Governo,  molte  cose  sono
  state  dette  oggi in quest'Aula, però io mi aspettavo un  discorso
  diverso dal Presidente della Regione e dal suo, visto che è anche i
  suoi assessori qualche tempo fa in Aula non me l'hanno indicato.
   Qui  parliamo  sempre di date e di responsabilità  nell'attuazione
  della gestione di fondi extraregionali, fondi che voi Governo avete
  scelto  per  coprire  la  legge  di  stabilità  chiamata  la  legge
  finanziaria di guerra proprio per affrontare l'emergenza Covid.
   Io  mi  sarei  aspettato dal Presidente della Regione  e  dal  suo
  Governo  la vera descrizione della sua prerogativa che è quella  di
  delineare un elenco di interventi, azioni e progetti inseriti in un
  piano  che  possa far sollevare la nostra Terra in questa emergenza
  nel breve nel medio e nel lungo periodo.
   Ma   questa  situazione  e  questa  mancanza  di  relazionare   al
  Parlamento cosa ha in mente questo Governo per far fronte a  questa
  emergenza storica per tutta l'Italia e per la Sicilia a qualcuno ha
  fatto  venire  il  dubbio che questo Governo sia inadeguato  o  non
  abbia  contezza.  Io,  invece, sono sicura che  questo  Governo  sa
  benissimo  che  la prerogativa di un Governo nell'attuazione  della
  gestione dei fondi extraregionali è l'attività di programmazione, e
  lo sa bene perché mentre il Presidente elencava l'articolo 5, comma
  2, ha dimenticato un passaggio e cioè che spettava a questo Governo
  realizzare  il piano per la ricostruzione economica che  io  ancora
  non ho visto né in quest'Aula né nelle Commissioni di merito.
   Durante il periodo della Finanziaria più volte ho ribadito che non
  solo  era  necessario  avere il quadro e  le  scelte  di  indirizzo
  politico  che  questo  Governo voleva  mettere  in  campo,  non  la
  governance. La gestione con le procedure, i regolamenti spetta alla
  macchina  burocratica,  ma  qui  è  mancato  il  Governo  regionale
  nell'individuazione del piano di ricostruzione economica.
   E  allora,  chiedo a quest'Aula, Presidente invito  pure  lei,  di
  investire  il Governo che ci parli di questo piano di ricostruzione
  economica anche nelle Commissioni di merito e mi parli anche  della
  ricognizione  dei  fondi.  E'  vero, i  fondi  extraregionali  sono
  difficilissimi  da gestire perché hanno procedura e  regolamenti  e
  non  abbiamo  solo  questo miliardo e quattro così  come  lo  avete
  indicato  nella finanziaria ma nei cassetti del Dipartimento  -  il
  Presidente della Regione lo sa, come lo sapete tutti voi  assessori
  - c'è ben oltre. Perché forse non è facile impegnare o spendere nel
  breve  periodo  ma  a  quanto ammontano  queste  somme?  Perché  il
  Parlamento  non  deve essere tenuto al corrente  di  questi  fondi?
  Eppure  questo Governo ha istituito pure una task force, un  gruppo
  di  lavoro dove c'è anche il dottore Ceglia che è il capo  vicario,
  fa parte del gabinetto del Presidente.
   Può quest'Aula e la Commissione di merito sapere a che punto siamo
  con  questo gruppo di lavoro? Che ricognizione hanno fatto? Qual  è
  il  loro  lavoro?  Cosa hanno portato a più di  un  anno  dal  loro
  inizio?  La  task force è stata istituita il 2 aprile  proprio  dal
  vVcepresidente, l'assessore per l'economia proprio per far fronte a
  questa emergenza.
   Quindi,  Presidente,  la invito a trovare una  forma  affinché  la
  Commissione di merito, quest'Aula prenda contezza di questo  e  del
  lavoro  svolto da questo gruppo di lavoro. Se vogliamo  intervenire
  anche costruttivamente dando anche noi la nostra critica o appoggio
  o suggerimento costruttivo, perché la Sicilia ha bisogno vero delle
  forze  unite, ma questo Parlamento deve essere tenuto  al  corrente
  sia  di  cosa ha in mente questo Governo col piano di ricostruzione
  economica nonché della ricognizione dei fondi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.  Onorevole  Tamajo,  ha  quattro  minuti  a  disposizione,
  quattro minuti e mezzo.

   TAMAJO.  Signor Presidente, ringrazio i miei colleghi  per  avermi
  concesso questi quattro minuti. Sono un po' pochi, però va bene.
   Presidente,  Governo,  colleghi,  il  primo  quesito  che   vorrei
  rivolgere  al Presidente della Regione è: perché ancora la  Regione
  non  ha  provveduto  alla  dichiarazione dello  stato  di  calamità
  naturale  ed  emergenziale, in merito alla  bomba  d'acqua  che  ha
  colpito la città di Palermo il 15 luglio?
   Caro  Presidente, ho letto diverse agenzie di stampa  e  ho  letto
  anche  una lettera da parte del Presidente del Consiglio,  Giuseppe
  Conte,  e  ho  appreso che la Regione non ha inviato ancora  alcuna
  pratica  istruttoria. Questo mi sembra, come dire, grave,  diciamo,
  che  ancora  la  Regione non si sia attivata per  fare  compiere  i
  provvedimenti necessari affinché si possa dichiarare  lo  stato  di
  calamità naturale per la città di Palermo.
   Lo stato di calamità naturale, come vorrei ricordare, è necessario
  per  quanto  riguarda l'attivazione delle procedure di risarcimento
  dei  danni  causati  dal  nubifragio. Avevo  posto  questa  domanda
  stamattina,   in   Commissione.  Approfitto  della   presenza   del
  Presidente  della  Regione così mi potrà dare tutte  le  sue,  come
  dire, le risposte.
   Presidente, per quanto riguarda invece - visto che ho pochi minuti
  - il DPCM nazionale, la penso come lei. Mi dispiace che qualcuno la
  pensi  diversamente in quest'Aula. Io siccome mi reputo una persona
  coerente,  a  me  le  difese obbligate di  partito,  per  difendere
  interessi  di partito non piacciono. Le Regioni italiane,  come  ho
  letto  in  determinate agenzie di stampa, con un documento unanime,
  avevano chiesto altro, è vero. Non penso che questo DPCM nazionale,
  però,  vada nella direzione di scelte ragionate e sostenibili sotto
  il profilo dell'equilibrio che c'è tra il diritto alla salute, caro
  Presidente, e lo chiamerei il diritto alla sopravvivenza economica.
  Però,  quando si parla di assicurare il concreto ristoro  economico
  devo  dire, Presidente, non abbiamo dato dei grandi segnali  sia  a
  livello  nazionale che regionale perché ancora c'è gente  che  deve
  percepire  la Cassa integrazione. Quindi, il fatto che  qualcuno  a
  livello nazionale dice di dare ristoro in maniera immediata, questo
  mi preoccupa Presidente.
   Per  cui,  la  invito - e in questo sono con lei - a tutti  quegli
  interventi,  a  quei  provvedimenti di natura tecnica,  legislativa
  anche  eclatanti che possano, come dire,  obbligare  il  Governo  a
  ritirare  questo  DPCM  nazionale per quanto riguarda  la  Sicilia.
  Anche  se  noi siamo un partito di maggioranza, a livello nazionale
  però,  in  questa fase, Presidente, siamo con lei anche  nei  gesti
  eclatanti e siamo con lei affinché si possano concedere e si  possa
  dare la possibilità ai ristoratori, ai cinema, ai teatri, ai centri
  scommesse,  a  tutto  quel tessuto produttivo  importante  che  noi
  nell'ultimo,  nel  precedente DPCM avevamo  salvaguardato.  Quindi,
  Presidente,   desidero  sapere:  1)  l'aspetto  che   riguarda   la
  dichiarazione di stato di calamità naturale e se mi risponde, mi fa
  sapere  se lo avete fatto o è in programma di farlo, visto  che  so
  che  avete Giunta quasi ogni sera; 2) per quanto riguarda il  DPCM,
  Presidente, sono qua con lei, sono con lei a difendere  il  tessuto
  produttivo-economico di questa Terra e sono con lei per tutti  quei
  provvedimenti anche eclatanti che riguardano la difesa del  tessuto
  socio-economico siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tamajo.
   E'  iscritta  a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.  Il  suo
  Gruppo ha 26 minuti circa.

                     (Intervento fuori microfono)

   Del vostro Gruppo, altri 15.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, non capisco
  presidente  Musumeci una cosa: perché da una parte possiamo  aprire
  tutto, cinema, teatri, pizzerie, ristoranti e dall'altra parte  non
  possiamo  rispettare il DPCM che prevedeva la DAD  a  distanza  per
  solo  il  settantacinque per cento delle ore, dando la  possibilità
  agli studenti di frequentare la scuola?
   Qua  in  Sicilia  da  una parte apriamo, dall'altra  chiudiamo  le
  scuole al cento per cento, gli istituti superiori. Ma questo  Covid
  c'è o non c'è?
   I  ragazzi  a  scuola  non ci possono andare,  possono  stare  sul
  divano, a parte quelle poche ore di DAD, tanto non fanno parte  del
  tessuto produttivo della città, però dall'altra parte per i ragazzi
  la sera Covid non ce n'è più e se ne possono andare in pizzeria, se
  ne possono andare al teatro, al cinema, al ristorante.
   E  no   Non  funziona  così  Perché lo sa ieri  a  Ragusa  cosa  è
  successo?  Sono terminati i posti di terapia intensiva.  E  qua  ci
  sono  delle incongruenze nei numeri perché erano previsti 40  posti
  di  terapia intensiva e 22 di subintensiva a Ragusa. Noi abbiamo 28
  ricoverati  in  tutto: 18 in malattie infettive, 5 al  Maggiore  di
  Modica  e 4 in terapia intensiva di Ragusa. E sono finiti i  posti.
  Evidentemente, non sono stati rispettati i posti che questo Governo
  doveva  garantire ai cittadini. Noi che vogliamo aprire  tutto  non
  siamo  nelle condizioni di garantire salute e sicurezza alla nostra
  popolazione, quindi non ci possiamo permettere di fare queste cose.
   Ma  chiaramente lei lo sa che sta semplicemente prendendo in  giro
  tutti  gli  imprenditori  e  tutti gli operatori  culturali  perché
  questa  legge  è  solo  di facciata, per avere  la  possibilità  di
  scaricare tutto sul Governo nazionale, questa è la verità.
   Invece, faccia una cosa intelligente, Presidente, porti la DAD  al
  75  per cento e dia la possibilità agli studenti di lavorare  e  di
  studiare nel posto più sicuro e protetto al mondo, che è la scuola,
  che  sta  rispettando  tutti i parametri  di  sicurezza  e  che  ha
  l'esigenza  di  fare  i  laboratori, perché  abbiamo  gli  istituti
  coreutici,  abbiamo  gli istituti musicali,  abbiamo  gli  istituti
  alberghieri,  abbiamo  i professionali con dei  laboratori  che  si
  possono fare solo a scuola, perché a scuola c'è l'attrezzatura:  il
  cinematografico  per esempio, il fotografico, il  grafico  e  tanti
  altri.
   Facciamo dei provvedimenti intelligenti e non prendiamo in giro  i
  siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  la
  relazione del presidente Musumeci su tre argomenti che, ovviamente,
  sono molto importanti: uno è la questione

   PRESIDENTE. Onorevole, chiedo scusa. Il suo Gruppo ha 14 minuti  a
  disposizione.

   DI  MAURO.  Sì,  ma non penso che li utilizzerò tutti.  Fondi  che
  abbiamo   utilizzato  attraverso  la  finanziaria,  mi   riferisco,
  ovviamente,  alla  finanziaria  così  denominata   gestione   fondi
  Covid , che finalmente ha visto, dopo un excursus amministrativo di
  non   poca  complessità,  riuscire  finalmente  ad  arrivare   alla
  destinazione  che  tutti quanti auspicavamo  e,  quindi,  siamo  in
  attesa, a breve, di vedere i risultati nel nostro territorio.
   Devo ricordare all'intero Parlamento che su questa impostazione, o
  meglio  ancora  sull'impostazione di quella finanziaria  c'è  stata
  l'intesa da parte di tutti i Gruppi parlamentari. Ora, venire qui a
  rivendicare  in  ordine ad alcune questioni la gestione  di  questi
  fondi, francamente, mi sembra una scusa che si vuole tirare innanzi
  al  Parlamento, perché se abbiamo convenuto tutti su una  serie  di
  attività  che  dovevamo mettere in campo, era sin troppo  ovvia  la
  necessità di doversi aggiornare con una serie di tempi tecnici, che
  sono conseguenti al tipo di gestione dei fondi; non sono fondi  del
  nostro  bilancio  ordinario,  sono  fondi  che  hanno  un  percorso
  abbastanza complicato.
   E  non  voglio soffermarmi sulla questione, Presidente, del Covid.
  Ne  abbiamo  parlato diverse volte in questo Parlamento.  Vi  siete
  assunti - soprattutto lei, Presidente, e l'Assessore per la  salute
  -  la responsabilità della gestione del mese di marzo, del mese  di
  aprile,  del  mese di maggio, del mese di giugno e non mi  risulta,
  nonostante le cose siano andate bene, che ci siano stati  da  parte
  di  questo Parlamento riconoscimenti verso il Governo, perché se le
  cose vanno bene è merito di tutti, se le cose vanno male la colpa è
  del  Governo. E quindi, in questo caso, la responsabilità personale
  di chi ovviamente ha la delega è soprattutto in capo al Presidente.
   Ora,  Presidente, siccome di queste riunioni a proposito del Covid
  ne  abbiamo  fatte diverse e c'è sempre da un lato chi dice  quello
  che  ha fatto; dall'altro c'è chi comunque obietta in tutti i  modi
  ed  in tutte le maniere descrivendo anche situazioni tragiche  che,
  certamente, lo possono essere sul piano della sensibilità  rispetto
  all'argomento,  ma  non credo che, in questo momento,  ci  sia  una
  realtà  tragica  sul piano sanitario, credo che lei  farebbe  bene,
  Presidente,  nella sua attività di Governo a confrontarsi  con  una
  stabile  struttura con tutti i partiti perché da questa  melina  ne
  veniamo fuori, perché non è possibile che lei dice una cosa  e  c'è
  sempre chi dice che sta succedendo la fine del mondo.
   Credo  che sia opportuno da parte sua, Presidente, coinvolgere  le
  forze  politiche di questo Parlamento in un tavolo  di  discussione
  continuo,  24  ore  al giorno, perché le decisioni  possano  essere
  condivise  e  si  possa  evitare questo stillicidio  di  interventi
  dell'uno  contro  l'altro  perché  a  me  sembra  che  il   mancato
  coinvolgimento delle forze politiche su un argomento,  mi  permetto
  di dire, così sentito crei questo contrasto.
   Fino  ad oggi mi pare che, tutto sommato, le cose non vadano male.
  C'è  un  po' di panico nella gente, anch'io personalmente mi  sento
  preoccupato  essendo un immunodepresso, ma sono qui  a  cercare  di
  fare il mio lavoro ed il mio dovere.
   Volevo  invece, Presidente sottolineare, e lo dico con  rammarico,
  una  questione importante: la questione del Recovery Fund.  Lei  ha
  citato  una cifra, la cifra dei 20 miliardi destinati alla Sicilia,
  su  cui questo Parlamento non solo ha sorvolato, ma non ha ritenuto
  che sia una cosa epocale per una Regione come la Sicilia potere,  a
  breve, gestire risorse per 20 miliardi.
   Non  ho  ascoltato un intervento in cui qualcuno ha formulato  una
  proposta  al  Governo per dire  caro Presidente, penso che  sarebbe
  importante  pensare una volta per tutte allo Stretto  di  Messina ,
  cioè  al  Ponte  che  è  un'opera che tutti  abbiamo  detto  che  è
  importante ma nessuno ne parla.
   E  devo dire, Presidente, che anche il suo intervento dove dice  è
  stato  elaborato un elenco di priorità che riteniamo  possa  essere
  condiviso  dal  Parlamento e dagli enti locali, il cui  percorso  -
  riferito  agli enti locali - non conosciamo perché non sappiamo  se
  le proposte dei comuni e dei liberi consorzi siano state presentate
  a Roma o affidate ad un unico soggetto .
   Io  credo,  Presidente,  che nemmeno al Parlamento  interessa  chi
  gestisce  queste  risorse.  Di  questo  ne  sono  convinto.  A  noi
  interessa, e con le procedure che vogliono, Presidente,  purché  le
  cose  le  facciano,  urgenti,  semi urgenti,  somme  urgenze,  aste
  pubbliche,  quello  che voglio fare, ma una  cosa  è  certa  che  i
  Comuni,  a  mio  parere, non sono stati sentiti da alcuno.  Se  voi
  avete deliberato linee strategiche, Presidente, che ha indicato  in
  intermodalità  sostenibile e adeguata alle  esigenze  del  mercato,
  opere  strategiche fino alla omogeneità della Sicilia,  piattaforme
  logistiche, sono, mi permetto di dire, Presidente, termini generici
  che troviamo in tutti gli studi che noi abbiamo fatto.
   Allora, mi sarei aspettato che lei qui avesse detto due, tre  cose
  importanti.  Una  è  certamente  il  Ponte  sullo  Stretto,  se  il
  Parlamento lo condivide, un'altra le linee ferrate.
   Le  dico,  Presidente,  che da Agrigento per  arrivare  a  Catania
  occorrono  4 ore e 45 minuti. Non è possibile che ancora sussistano
  queste difficoltà di comunicazione.
   Per  non  parlare poi del cosiddetto hub commerciale che si  vuole
  fare a Palermo. Per non parlare anche, forse, se è possibile, altre
  strutture nella Sicilia occidentale che rispetto a quella orientale
  è  diciamo messa in un cantuccio perché nello spazio della  Sicilia
  occidentale,  o meglio ancora, nel trapezio che va  da  Palermo  ad
  Enna,  a  Catania  e a Messina ci sono le Università,  ci  sono  le
  autostrade,  ci sono i porti, ci sono gli interporti, ci  sono  gli
  aeroporti mentre nella nostra parte della Sicilia, Presidente,  c'è
  il vuoto totale.
   Allora,  lei  o  affronta  il  Parlamento  indicando  alcune  cose
  specifiche, mi permetto di dirle, che sono scelte che il Parlamento
  e  il  Governo fanno assieme, oppure lei ha la facoltà di assumersi
  la  responsabilità di operare le scelte che ritiene necessarie  per
  questo  benedetto  territorio  che  è  la  Sicilia  e,  ovviamente,
  presentarsi  al  corpo  elettorale, quando sarà  il  momento  della
  prossima campagna elettorale, e ritenere di avere fatto in pieno il
  suo  dovere  e  di chiedere ai siciliani, ecco, la sua  riconferma.
  Queste sono, diciamo, occasioni storiche che la Sicilia ha.
   Se  riteniamo  che  i  10 miliardi che ogni  anno  la  Commissione
  europea  assegna alla Sicilia per sei anni e che hanno una  diversa
  modalità d'intervento, le imprese, i servizi sociali, l'assistenza,
  la  questione  delle  opere infrastrutturali  e  così  via,  questa
  occasione  di  20  miliardi  che  possono  essere  destinati   alla
  digitalizzazione,  che  possono  essere  destinati  praticamente  a
  tecnologie avanzate nel territorio, al problema idrico, Presidente,
  ancora abbiamo ad Agrigento il 58 per cento di perdita dell'acqua e
  lei  con delibera 480 del 27 febbraio 2019 ha autorizzato i  Comuni
  che  non potevano avere la copertura finanziaria perché il soggetto
  gestore  non versava la sua parte, bene, dal 27 febbraio il  comune
  di  Agrigento non ha appaltato alcuna opera, 25 milioni 550, questo
  progetto  risale al 1999, Presidente. E' una cosa assurda  Speriamo
  che il nuovo sindaco proceda immediatamente a fare questa cosa,  ma
  non c'è solo Agrigento, ci sono, ho visto, diversi Comuni e lei  ha
  giacenti  risorse  che se oggi può fare cento  chilometri  di  rete
  idrica  e  quindi  abbassare le tariffe,  Presidente,  le  tariffe,
  perché  abbiamo  il dovere se facciamo la rete idrica  di  fare  la
  legge  regionale in cui viene equiparata la Sicilia o meglio ancora
  il  sistema di servizio idrico al resto dell'Europa, perché  questo
  servizio, Presidente, l'Europa ci dice  dovete farlo eccetto per  i
  casi  di cui all'articolo 147 del decreto legislativo 152 del 2006,
  deve essere gestito da società che non hanno niente a che fare  con
  la  gestione  pubblica, con la gestione del Comune. E' inutile  che
  qui ci arrovelliamo.
   L'altra  volta  abbiamo avuto un disegno  di  legge  che  è  stato
  bocciato  per  intero  dal Governo, impugnato dal  Governo,  meglio
  ancora, mi correggo e, poi bocciato dalla Corte Costituzionale e in
  conclusione siamo ancora all'anno zero, tant'è che vi siete assunti
  la responsabilità come Giunta di Governo, su proposta dell'ufficio,
  di  dire  andiamo avanti rispetto alla salute pubblica  e  rispetto
  alla  gestione di un servizio idrico che è importante per la nostra
  Sicilia   perché  su  questo  piano  siamo  ancora,  in   tema   di
  infrastrutture stravecchie.
   Allora, Presidente, si concentri sul Recovery Fund, faccia in modo
  di  coinvolgere  il  Parlamento, tutte  le  forze  politiche  sulla
  questione  del  Covid  per evitare queste continue  discussioni  in
  questo  Parlamento in cui l'opposizione dice una cosa  e  le  forze
  vicine al Governo dicono un'altra cosa; dobbiamo sciogliere i  nodi
  ed  essere coinvolti tutti nelle decisioni perché, così com'è stato
  detto più volte, sulla salute, sulla sanità, sulla pandemia, non ci
  possono essere divisioni politiche.
   Su  queste  cose,  Presidente, credo che lei abbia  il  dovere  di
  confrontarsi,   ripeto,  con  i  partiti,  con  il   Parlamento   e
  soprattutto con il territorio. Convochi gli enti locali, l'Anci, le
  associazioni che ritiene opportuno perché ci sia una condivisione e
  se può, non so se sia nelle condizioni, fare in modo che ci sia una
  parte  di  queste  risorse  del  Recovery  Fund  che  possa  essere
  destinata  a risanare i bilanci dei Comuni e a fare in modo  che  i
  Comuni possano avere le risorse per fare i progetti. Lei ha risorse
  importanti   nelle   casse  attraverso   le   varie   modalità   di
  finanziamento,  ma i Comuni non hanno le risorse  per  potere  fare
  progetti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà. Il  suo
  Gruppo ha circa 23 minuti ancora a disposizione.

   DE  LUCA.  Grazie, Presidente. Presidente Musumeci,  apprendo  che
  avete  deciso  di  riaprire  alcune attività  in  deroga.  Il  DPCM
  certamente   questo  lo  consente  e,  allora,  dico   fatelo,   ma
  assumetevene  la responsabilità, come sta facendo  il  suo  collega
  sardo, come stanno facendo le province autonome di Trento e Bolzano
  e non cercate di nascondervi in quest'Aula perché quest'Aula non ha
  ricevuto neppure le informazioni per fare una scelta consapevole.
   Il   piano  di  rafforzamento  degli  ospedali  Covid,  presidente
  Musumeci,  non  sappiamo a che punto è, non lo conosciamo,  non  ne
  abbiamo  notizia, sappiamo semplicemente che non ce lo avete  fatto
  conoscere, che non è stato reso pubblico, ma la versione che  avete
  mandato a Roma, seppur validata dal Ministero, prevedeva, aveva  un
  tempo  di  attuazione pari a 15 mesi. Ma vi stavate preparando  per
  l'epidemia dell'anno prossimo, per quella del Covid 20?
   I  piani di consolidamento dovevano essere eseguiti in 6 mesi  non
  in  15.  E,  allora, vorrei capire: a che punto è la  progettazione
  delle  opere?  Noi  come  decidiamo di delegare  questo  Governo  a
  riaprire   attività  se  non  sappiamo  come  cureremo   i   malati
  all'interno dei nostri ospedali. In questo momento quanti posti  ci
  sono  completi  di  respiratori, di monitor, quanti?  Noi  sappiamo
  semplicemente  che  già abbiamo raggiunto il  30  per  cento  della
  capienza,  una  cosa  che non abbiamo visto  neppure  nella  scorsa
  primavera. Come ci azzardiamo a dare questa delega al Governo? E se
  la  situazione cambia poi che facciamo, facciamo un'altra legge per
  richiuderle?  O  la  legge conterrà una delega al  Governo  a  fare
  quello che vuole a seconda della situazione che si prospetterà?  E'
  vero che lei ha ricevuto la delega come Commissario il 7 ottobre ma
  vorrei sapere dal 7 ottobre ad oggi cosa è stato fatto? Ci sono gli
  accordi quadro siglati dal commissario straordinario Arcuri per  la
  progettazione,  per la fornitura dei macchinari,  per  l'esecuzione
  delle  opere. Che cosa avete fatto? Abbiamo progettato  noi?  Hanno
  progettato le nostre ASP? Ha progettato l'Assessorato? Noi  non  ne
  sappiamo nulla.
   Allora,  vorrei che lei oggi, Presidente, il suo assessore  Razza,
  ci  diceste  che cosa avete fatto da giugno quando avete  trasmesso
  questo  programma, da luglio ad oggi, siamo ad ottobre e ancora  il
  Parlamento,  la  Commissione sanità, i siciliani non  sanno  se  si
  ammaleranno,  se  finiranno in ospedale, se  avranno  necessità  di
  essere intubati, dove dovranno andare a farlo  Le aree grigie degli
  ospedali esistono solo sulla carta, c'è una confusione incredibile.
  Si  sta contagiando il personale sanitario. A Messina il 118  è  in
  crisi  e voi gli andate a dare il TSO, il trasporto dei medicinali,
  ci  sono  zone rosse come Galati Mamertino dove si sono  contagiati
  tutti  e  non abbiamo notizie del tracciamento perché non  è  stato
  fatto nulla.
   E allora, Presidente, qua non c'è da nascondersi dietro una legge,
  dietro un disegno di legge da portare qua in Parlamento, qua c'è da
  prendersi  la  responsabilità, mettetevi sul tavolo  le  carte  che
  avete e che non condividete e decidete. Volete aprire? Noi possiamo
  solo accogliere con favore che aprite se ci sono le condizioni  per
  aprire  ma,  soprattutto, se ci sono le condizioni  per  affrontare
  l'ondata  di  contagi che, ahinoi, probabilmente  arriverà.  Ma  in
  questo momento abbiamo come l'impressione che voi non sappiate  che
  pesci prendere per questo sperate in un super commissario nazionale
  che  se la veda lui perché voi, in questi mesi, non avete preparato
  nulla  per  affrontare questa emergenza, quella che già è  iniziata
  perché  abbiamo il 30 per cento dei posti già pieni. A  Messina  ci
  dovevano essere già 300 posti operativi e ce ne sono forse 100.
   E  allora, prendetevi la responsabilità: 1) di dire che  cosa  sta
  succedendo;  2) come avete intenzione realmente di affrontarla;  3)
  se  volete riaprire fate una delibera e riaprite e prendetevene  la
  responsabilità.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.  Il  suo
  Gruppo ha 15 minuti.

   ARICO'. Grazie , Presidente. Presidente della Regione, membri  del
  Governo,  colleghi. In questi, e mi dispiace iniziare  con  quella,
  con  l'annuncio del Presidente che ha sollevato maggiori  polemiche
  che  era  quello  della presentazione di un disegno  di  legge  per
  agevolare l'apertura di categorie che oggi sono in grave difficoltà
  che  è  quella  dei ristoratori o degli affini; e per  ora,  signor
  Presidente,  c'è  una vignetta che gira su google  in  cui  c'è  il
  presidente  del Consiglio, Conte, che si rivolge ai  ristoratori  e
  chiede  di  mettere il plexiglass, poi distanziare  i  tavoli,  poi
  ridurre  i  clienti,  poi  igienizzare  per  bene  i  locali,   poi
  registrare  tutti  i clienti e l'ultima battuta  è   sì,  ora  puoi
  chiudere .
   E,  allora, dobbiamo capire la schizofrenia non di questo  Governo
  che  sta  cercando  di aiutare una categoria che  sta  cercando  di
  reggere  anche il fronte economico non aiutato. Noi  non  siamo  in
  possesso  di quattrini se non quelli che ci sbloccheranno  da  Roma
  con  una  finanziaria  che, in queste ultime settimane,  che  negli
  scorsi  mesi,  è  stata  condivisa dalle  intere  forze  politiche.
  Abbiamo  fatto  riunioni e riunioni e riunioni, abbiamo  presentato
  numerosi emendamenti, tutte le forze politiche hanno apprezzato  la
  finanziaria, oggi però si dimenticano di avere fatto questo  sforzo
  insieme  a  noi,  anziché prendersi la paternità  politica  di  una
  redazione di un documento finanziario importante e ben scritto,  il
  massimo  che  poteva  fare  il Governo e  questo  Parlamento,  oggi
  prendono le distanze, quindi, annunciamo anche la presentazione  di
  un ordine del giorno che condividiamo questa idea.
   E  null'altro  che  schizofrenica la scelta del  Presidente  della
  Regione  perché coincide assolutamente con una ordinanza  che,  nei
  giorni  precedenti, aveva sottoscritto, che era quella di  chiusura
  delle  23 e il coprifuoco avrebbe riguardato soltanto l'orario  che
  andava  dalle  23  alle  5, soltanto per ritornare  nei  rispettivi
  luoghi  di  abitazione, di dimora o per gravi esigenze familiari  e
  personali.
   E  oggi,  signor  Presidente, nessuno  parla  anche  degli  sforzi
  economici  che  questa  Regione in questi tre  anni  ha  intrapreso
  soprattutto  con il giudizio positivo di Moody's; ci ha  confermato
  un  rating  positivo,  ha  confermato il  risanamento  delle  casse
  regionali e siamo assolutamente su una buona linea politica.
   E  allora,  ho  ascoltato con grande attenzione la  relazione  del
  Presidente  della  Regione, soprattutto sugli  obiettivi,  su  quei
  pochi  obiettivi  che  dovranno cambiare l'economia  e  il  sistema
  Sicilia.
   Abbiamo la possibilità di spendere in Sicilia 20 miliardi di euro,
  allora  incominciamo a pensare alla Sicilia del 2025, del 2030,  ma
  ci  dobbiamo  pensare oggi, possibilmente anche in un periodo  buio
  che  sta  attraversando la Sicilia, l'intera Italia,  ma  che  dire
  l'intero  pianeta, ma oggi abbiamo la possibilità  di  far  sì  che
  queste  risorse  possano  essere  spese  in  Sicilia  con  progetti
  imponenti e importanti.
   Il  collega Di Mauro parlava, ad esempio, del Ponte sullo Stretto,
  ricordo all'Aula che addirittura all'inizio della legislatura  noi,
  Presidente,  il collega Galluzzo, abbiamo istituito un  Intergruppo
  per  dare  la possibilità di porre l'attenzione su una delle  opere
  che  riteniamo strategiche, ma da solo non basta, ha detto bene  il
  Presidente della Regione, abbiamo bisogno della costruzione  di  un
  porto hub, di infrastrutture, di linee ferrate, di un'alta velocità
  che possa interconnettere non solo la Sicilia al resto d'Italia  ma
  anche la Sicilia all'interno del proprio perimetro; la viabilità  è
  pessima  ed oggi abbiamo la possibilità di incominciare ad  avviare
  una serie di proposte da presentare a Roma e non con il cappello in
  mano come qualche collega dell'opposizione ha detto.
   Io  non ho mai visto un Presidente della Regione andare a Roma per
  chiedere  elemosina, io ho visto un Presidente della  Regione  che,
  nel momento opportuno, impattava con lo Stato, con l'Anas, con Rfi,
  proteggendo  gli  interessi  dei  siciliani,  cercando   di   porre
  l'attenzione su temi importanti ed oggi i frutti si incominciano  a
  vedere.
   Allora,  dieci opere, non possiamo che condividere,  non  possiamo
  parcellizzare gli investimenti, dobbiamo far sì che le risorse, gli
  investimenti  che saranno previsti in Sicilia debbano essere  opere
  importanti  che possano anche colmare quel famoso Pil  che  si  sta
  abbattendo.
   E vorrei ricordare che non è una pandemia normale questa, molti di
  noi,  tutti  noi abbiamo vissuto il periodo della Sars,  è  passato
  quasi  e  non ce ne siamo accorti, quanto meno in Sicilia,  non  ha
  scalfito  se non proprio di pochi punti decimali il Pil mondiale  e
  italiano
   Oggi si parla di un abbattimento del prodotto interno lordo del 10
  per  cento e, purtroppo, l'Italia non può battere moneta.  Qualcuno
  ha  parlato  sì  di  MES, altri hanno parlato di helicopter  money,
  questi contributi a pioggia. La Sicilia purtroppo non ha le risorse
  e la capacità per potere dare questo contributo.
   Che  intervenga l'Europa e che l'Italia faccia sentire la  propria
  voce in Europa, questo è quello che chiediamo.
   E'  vero,  dobbiamo distinguere, dobbiamo far sì che quella  linea
  sottile  fra chi ha parlato di diritto alla salute e diritto  anche
  di  essere curati e il Governo Musumeci oggi, con un rendiconto  di
  tre anni può dire che i problemi sanitari sono stati la priorità di
  questo Governo.
   I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
   Quando  a  febbraio e a marzo si decise e si lanciò quel grido  di
  allarme,  il  Presidente  fu  criticato  perché  ebbe  a  dire   ai
  concittadini  del  Nord se non è prettamente  urgente  statevene  a
  casa.
   Proprio  quelle  iniziative, questa la prima di una  lunga  serie,
  hanno  fatto  sì  che  il  contagio  epidemiologico  dell'Isola  si
  fermasse e fosse tra i migliori d'Italia - se non d'Europa.
   Oggi,  è  vero siamo in emergenza, non lo possiamo che  ammettere
  C'è  però quella sottile linea fra diritto alla salute e diritto  a
  lavoro e diritto di portare i frutti del proprio lavoro a casa,  ai
  propri  familiari  per  cercare di  sfamarli,  di  non  perdere  le
  attività  che  per decenni alcuni hanno portato avanti  con  grande
  fatica. Abbiamo bisogno di aiutare questi imprenditori.
   Vorrei  rispondere  a chi ha parlato del Presidente  come  persona
  inadeguata, che vuole mostrare i muscoli, che vuole più apparire  o
  populista.  Niente  di  più  falso   Finalmente,  oggi  abbiamo  un
  Presidente  della Regione di cui tutti i siciliani  possono  essere
  orgogliosi di essere rappresentati quando fa sentire la sua voce  -
  e  perché no? - anche agli organi di stampa e televisione nazionale
  per far sì che le pressioni, anche politiche, possano farsi sentire
  da  vertici  nazionali, statali e anche europei. E' di  questo  non
  possiamo che essere orgogliosi.
   Allora,  è vero, abbiamo bisogno di aiuto da Roma, abbiamo bisogno
  -  come diceva il collega Tancredi - di fare capire che abbiamo uno
  Statuto per il quale i nostri padri costituenti hanno lavorato alla
  redazione e dobbiamo rispettarlo e far sì che Roma lo rispetti.
   Per  quanto riguarda i contagiati, non possiamo fare un  raffronto
  sui  contagiati  che oggi si registrano rispetto  all'inizio  della
  pandemia.
   Prima   gli   ospedali,   le  aziende  ospedaliere,   le   aziende
  territoriali  facevano il tampone soltanto ai  sintomatici,  quelli
  che  in  preda  ad  un  momento di panico  si  recavano  presso  le
  strutture  ospedalieri  con  linee di febbre  o  sintomi,  oggi  il
  meccanismo  capillare del territorio è tale che sta  funzionando  e
  che  fa  sì  che ci siano migliaia e migliaia di tamponi  fatti  al
  giorno.
   La situazione quindi non è completamente paragonabile.
   Signor  Presidente,  ritengo  che  oggi  il  dibattito  sia  stato
  assolutamente  pacato, speriamo che nei prossimi  giorni  si  possa
  lavorare  tutti insieme con tutto il Parlamento nella sua interezza
  per  aiutare  il  Governo regionale a far sì che la  Sicilia  possa
  essere maggiormente ascoltata dall'Italia e dall'Europa.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano, sono rimasti
  a disposizione diciotto minuti e mezzo circa. Ne ha facoltà.

   MARANO.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   la
  sensazione  che  abbiamo noi deputati ma la  sensazione  che  hanno
  tutti  i siciliani - o per lo meno la maggior parte - è quella  che
  la  situazione sia fuori controllo o che la situazione sia sfuggita
  di mano. Le persone hanno paura e non solo hanno paura perché hanno
  davanti un nemico invisibile che è difficile da affrontare ma hanno
  anche  paura  perché il sistema sanitario e di gestione  in  questa
  Regione è fallimentare.
   Faccio degli esempi concreti di vita quotidiana per renderci conto
  di  quello che succede. Ci arrivano decine e decine di segnalazioni
  ogni  giorno.  Per  esempio la signora Rita,  faccio  dei  nomi  di
  fantasia, mi scrive che da 14 giorni è risultata positiva, ha fatto
  il  tampone,  ha chiamato il numero verde ma non risponde  nessuno,
  che di quelli dell'Asp che sarebbero dovuti andare a casa a fare il
  tampone agli altri 4 membri della famiglia, nessuno è andato  ed  è
  da  14  giorni che questa gente vive nel terrore, ma nessuno si  fa
  sentire  e  nessuno  va a casa. La signora Michela  ha  il  bambino
  disabile,  con  l'ordinanza  che  ha  emanato  il  24  ottobre   si
  istituisce  la possibilità di fare la didattica a distanza  che  va
  benissimo. C'è la tecnologia e usiamola, ma ci sono i disabili  che
  hanno  bisogno di assistenza e quindi i genitori chiedono di potere
  fare  le  lezioni  in  presenza perché questi bambini  non  possono
  effettuare la didattica a distanza. C'è il problema degli  ospedali
  Covid  e  non  Covid. Fatto di ieri, la questione  di  Acireale.  I
  sindaci  hanno  fatto una richiesta già a maggio quando  già  nella
  prima  fase  di  questa pandemia dove chiedevano la possibilità  di
  riconoscere magari fra le strutture dismesse inutilizzate di potere
  realizzare un Covid Hospital.
   Io  ho fatto interrogazioni, atti parlamentari da febbraio, quando
  ancora  la pandemia era all'inizio. Sono passati 9 mesi  e  non  si
  hanno  segnali di pianificazione, di programmazione. Ieri  esce  la
  notizia  di  Acireale con il Covid Hospital e chiaramente  tutti  i
  sindaci,  non essendo stati coinvolti in questa decisione  si  sono
  preoccupati. Ma non ci preoccupiamo, Presidente, per una  questione
  di campanilismo, non è questo il problema, lo so che la pandemia  è
  un  problema siciliano e di tutta l'Isola ma è chiaro che se non ci
  si  programma in tempo bisogna togliere un ospedale con  il  pronto
  soccorso. Poi lo so che ieri ha detto lascerà il pronto soccorso ma
  bisognerà capire come verrà gestito pure questo, per una utenza  di
  220 mila persone che è un problema.
   C'è  la  necessità  di  capire che c'è una visione,  che  c'è  una
  strategia di gestione perché così ci ritroveremo a fine pandemia  a
  fare  il classico minuto di silenzio per tutte le vittime di questa
  Isola  e  non  avremo  fatto nulla per potere gestire  bene  questa
  pandemia.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Lo  Curto  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ascoltando  il
  dibattito  e seguendolo con grande attenzione mi sono chiesta  cosa
  avrei  potuto dire in questa seduta, quale poteva essere  se  fossi
  stata all'opposizione la mia opinione su quanto sta accadendo.  Poi
  mi  sono ricordata però, signor Presidente della Regione che alcuni
  mesi  fa,  all'inizio della pandemia e forse durante l'approvazione
  della finanziaria ho preso la parola, come spesso accade, anche per
  il  mio ruolo di Presidente del Gruppo parlamentare dell'UDC, e  in
  quella  circostanza, riferendomi al Governo Conte, ho detto  che  è
  facile e potrebbe essere facile potere fare l'opposizione e dire  e
  fare  rilevare tutto ciò che non funziona o non funziona  come  noi
  vorremmo.
   Ricordo  perfettamente queste parole perché anche oggi ho  sentito
  delle frasi il cui contenuto è veramente inascoltabile. Giudizi  di
  valore molto pesanti sulla sua persona, qualcuno ha detto che lei è
  irresponsabile,  inadeguato,  che  bene  farebbe  a  dimettersi,  a
  riconoscere  i propri errori, qualche altro ha detto  che  lei  sta
  vivendo un momento di grande protagonismo, come se fosse questo  il
  motivo  per  cui  o  la  circostanza per la quale  vorremmo  essere
  protagonisti della scena politica, altri ancora che lei interpreta,
  con atteggiamento populista, il suo ruolo.
   Bene  io  credo  che  se diamo uno sguardo al mondo,  ci  possiamo
  rendere  conto  che queste stesse parole possono  essere  dette  da
  tutti  i  capi di stato e di governo, di tutto il pianeta  di  ogni
  stato, perché  ogni stato vive questa grande emergenza sanitaria  e
  la  corsa  di questo virus e assai più veloce di quanto  non  siano
  capaci  i  governatori e i governanti di Stato e di  regioni  e  di
  città  inseguendo, appunto la ricetta giusta, per frenare la  e  la
  pandemia;  non  ce  l'abbiamo  la ricetta  giusta  per  frenare  la
  pandemia,
   Ma  non ce l'ha non il Presidente della Regione siciliana, non  ce
  l'ha  chi  governa  lo stato italiano, chi governa  la  più  grande
  nazione  del mondo, che è l'America, e così la Francia, la Germania
  e  andando  avanti  scorrendo un po' tutto il pianeta  ci  troviamo
  nella  condizione  che questa pandemia imperversa senza  conoscere,
  frontiere, limiti e meno che mai divisioni e barriere politiche.
   Quindi  mi  attenderei, davvero, un atteggiamento  di  maggiore  e
  corale  responsabilità, perché dobbiamo anche avere il coraggio  di
  dire  che la politica debba recuperare una funzione che pare  abbia
  perduto, irrimediabilmente, la funzione pedagogica.
   Quando  ci  guardano i cittadini, mentre ci affanniamo a  dire  la
  nostra  e  a far conoscere il nostro pensiero io credo che dovremmo
  tutti  essere preoccupati di dare un messaggio, che è anche  quello
  che  i cittadini si aspettano da noi, che non è populistico, non  è
  da  protagonismo  mea  è  un messaggio,  di  buon  senso,  anzi  di
  condivisione  di  un  momento  di grave  sofferenza,  che  tutti  i
  cittadini, vivono e viviamo, signor Presidente.
   Quindi  non  c'è  opposizione, non c'è  maggioranza  che  dovrebbe
  essere  maggiormente interessata di questo messaggio educativo,  di
  stare  dalla  parte dei cittadini, non urlando, tutto ciò  che  non
  funziona  e  che potrebbe funzionare meglio, ma facendo  ognuno  la
  nostra  parte,  dando suggerimenti, tendendo la  mano  al  Governo,
  stringendoci  in  un  patto di alleanza  davvero,  prima  di  tutto
  morale,  nei  confronti  di  chi sta molto  soffrendo  e  sono  gli
  ammalati, sicuramente, quelli che hanno perduto anche un loro  caro
  senza neanche poterlo salutare, dare un ultimo saluto.
   Questo  Covid ci priva anche, della normale condizione  di  esseri
  umani,  cittadini  che  non hanno potuto dare  l'ultimo  abbraccio,
  l'ultimo saluto ai genitori morenti.
   Allora  cerchiamo di valutare come sia possibile recuperare questa
  umanità,  che  non dobbiamo assolutamente perdere,  perché  perdere
  l'umanità  è  veramente increscioso e squallido, signor Presidente,
  mi permetto di dire, oggi sarebbe bello potere sciorinare qui, ogni
  tanto  lo vedo fare, naturalmente alle opposizioni, anche a livello
  nazionale, essere tutti contro tutti. Ma a cosa serve essere  tutti
  contro tutti, serve a come dire, uccidere, mortificare la speranza,
  molti dei quali si attendono dalla politica risposte.
   Non  le vogliono solo dalla maggioranza le risposte, indubbiamente
  e  soprattutto da chi governa ma si attendono un momento  anche  di
  responsabile collaborazione e alleanza, da parte delle opposizioni.
   E'  per  questo, signor Presidente che abbiamo vinto  le  elezioni
  contro  i  populismi di quanti hanno solo urlato contro il  potere,
  contro  i  partiti, contro chi ha governato, oggi forse  ci  stiamo
  recuperando  uno  spazio  politico importante,  che  è  quello  che
  richiama ciascuno di noi al senso della responsabilità.
   E  non  è  vero  che abbiamo perso. Abbiamo vinto le elezioni,  in
  alcuni  comuni importanti, in Sicilia, significa che c'è una classe
  dirigente,  dai  parlamentari a chi governa, che è  rispettata  dai
  cittadini,   che   è  guardata  con  ammirazione,  con   attenzione
  favorevole. Abbiamo recuperato quel consenso che viene  dal  basso,
  dalla partecipazione.
   Ecco  questo ci deve inorgoglire e ci deve anche fare  capire  che
  stiamo lavorando bene, signor Presidente, certo possiamo fare molto
  meglio  e  mi  auguro  che questa sia l'occasione  per  fare  molto
  meglio.
   Si  parlava del Recovery Fund, bene, io mi aspetto qui i colleghi,
  qualcuno  l'ha detto è importante che ci sia un'azione  strategica,
  puntare,  lei l'ha detto pure ma con la condivisione dei  Comuni  e
  dei  territori. Diventino questi l'interlocutore principale  questi
  enti   territoriali   non  li  dobbiamo  dimenticare   perché   nel
  programmare, signor Presidente, si tenga conto delle vocazioni  del
  territorio,   dei  bisogni  del  territorio,  delle  esigenze   del
  territorio. Qui qualcuno ha detto ad esempio che da Catania non  so
  dove  ci  vogliono, da Agrigento a Catania ci vogliono quattro  ore
  col  treno, ma io ne immagino anche di più da Marsala a Palermo per
  esempio,  ben più di quattro ore. Abbiamo una sola linea ferrata  e
  siamo  nel  Medioevo  signor  Presidente,  allora  occupiamoci   di
  lavorare,  di collaborare e facciamolo senza divisioni perché  alla
  fine  i  cittadini,  e  mi rivolgo alle forze dell'opposizione  che
  tanto sono state anche come dire, sono calate nel consenso, perché?
  Perché  poi  dopo il primo momento di entusiasmo di chi parla  alla
  pancia  del Paese poi c'è un momento di riflessione. Dopo la pancia
  c'è anche la testa e dopo che si vedono mancate le risposte, quando
  si  vedono  mancate  le  aspettative  mancate,  come  dire,  quelle
  attenzioni  che  comunque chi aveva tanto urlato contro  chi  prima
  aveva  governato, poi sul momento del fare inadeguato nel  dare  le
  risposte,  come  forse  lo siamo un po' tutti  quando  siamo  nella
  stanza dei bottoni non c'è uno che ha la ricetta per risolvere ogni
  problema.
   Io  credo che oggi sia un'occasione imperdibile, signor Presidente
  e cari colleghi e lo dico anche ai cittadini che possono ascoltarci
  perché  questo momento diventi un momento prezioso di  recupero  di
  uno spazio politico che significa spazio di attenzione ai cittadini
  veramente dalle fasce più deboli.
   Qualcuno  ha  parlato dei giovani, delle scuole, sono parzialmente
  d'accordo  sulla  chiusura delle scuole ma immagino  la  difficoltà
  anche dei genitori di dovere condividere questa, questo momento.  E
  poi  certamente dobbiamo immaginare anche altro signor  Presidente,
  dobbiamo  lavorare  perché  le categorie produttive  d'accordo  non
  vengano  depresse, ma dobbiamo insistere con una campagna forte  di
  sensibilizzazione   e   di  educazione  al   senso   civico,   alla
  responsabilità, perché da tutti noi dipende la salute di tutti noi.
  Quindi  sapere e condividere anche i momenti di aggregazione  o  di
  lavoro  perché la gente deve vivere, deve lavorare, ha  fatto  bene
  Presidente  a  proporre  una  iniziativa  che  ristabilisca   anche
  l'autonomia  della  Regione, questa Regione che certamente  ha  uno
  Statuto e fa specie se non è anche persino drammatico sentir dire a
  qualche ministro che lo Statuto è anticostituzionale.
   Io  ricordo.  signor Presidente. che in quest'Aula il  primo  atto
  parlamentare è la legge numero 1 per me depositata qui è  la  legge
  che  poi  il  Parlamento ha approvato con la quale modifichiamo  lo
  Statuto perché abbiamo inserito le parole, il riconoscimento  della
  condizione  di svantaggio derivante dall'insularità.  Bene,  questo
  provvedimento,  che è al Parlamento nazionale io ho  detto  faccio,
  qualcuno  ha  fatto  appello  ai 77-73-74  deputati  siciliani,  ma
  prendete  questo  disegno di legge e portatelo a compimento  fatene
  una  legge  dello Stato, dello Stato italiano, perché  se  vogliamo
  parlare  di  numeri, perché ne ho sentiti sciorinare  tanti  questa
  sera, bene, sapete quante finanziarie potremmo fare con i 6 miliari
  di  euro  l'anno che ci verrebbero riconosciuti se passasse  questa
  norma? Ecco, allora parliamo di questo.
   Dobbiamo   essere   onesti,   seri  e  sinceri   perché   l'onestà
  intellettuale  non  è una qualità in astratto, è  una  qualità  che
  dobbiamo  mettere  in  pratica  quotidianamente  nel  nostro  ruolo
  ciascuno lo faccia, noi lo facciamo qui a Palermo, in ARS,  ma  c'è
  chi a Roma, forse come qualcuno ha detto l'onorevole Tancredi lo ha
  ribadito, hanno dimenticato di essere siciliani.
   Allora,  abbiamo  fatto  una Finanziaria  signor  Presidente,  una
  Finanziaria  che ancora non ha dato risposta. Non è  colpa  nostra,
  non  è  colpa  di nessuno. E' colpa dei tempi, delle  procedure  ma
  dobbiamo  incalzare  perché  riprogrammar  questi  fondi  per  dare
  ristoro  alle  persone,  alle  categorie  produttive  è  una   cosa
  indispensabile e noi lo dobbiamo fare e sono certa che lo faremo.
   Aggiungo,  per finire signor Presidente glielo suggerisco,  è  mio
  dovere  farlo  e  non  è  certo una marchetta, chiamiamola utilizzo
  questa parola che mi fa quasi orrore, però siccome a qualcuno molto
  piace qui dentro - non mi riferisco al Presidente dell'Ars, che  lo
  ha copiato.
   Allora, c'è il porto di Marsala, a proposito di opere strategiche.
  Marsala  è la quinta città della Sicilia, è una città di mare,  una
  città dove il porto sta sprofondando dove anche le normali attività
  pescherecce  non  possono  essere consentite  perché  non  c'è  più
  neanche  un molo. Bene, io mi auguro e sarò - ovviamente faccio  da
  pungolo  è  il  mio dovere, naturalmente lo farò -  io  sono  lì  a
  presidiare  il  documento,  perché  sia  inserito  tra   le   opere
  strategiche.   Strategiche   Perché  quando  lei  parlava,   signor
  Presidente,  di base logistica nel Mediterraneo, a proposito  della
  nostra  isola, io non oso immaginare come si possa pensare che  una
  città come Marsala, la quinta della Sicilia, possa non avere il suo
  porto  che è quella che più si interfaccia e lo dimostra la storia,
  no?
   Lei è venuto a Mozia, quindi questa parte del territorio siciliano
  ha  una  storia antica di grande valore che, nei tempi antichi,  ha
  fatto di questa città e di questa terra, come dire, terra di grande
  risorse economiche, di grandi traffici economici e culturali.
   Quindi  dovremo  lavorare  a  questo, nei  prossimi  mesi,  Signor
  Presidente. Ci lavoreremo con impegno e sono certa che  il  Governo
  non  dovrà essere incalzato, perché quando le proposte sono  serie,
  di  buon  senso e importanti e strategiche non possono  che  essere
  accolte.  Grazie Presidente, buon lavoro. Buon lavoro a tutti  noi,
  ne abbiamo bisogno e buon lavoro ai siciliani che fanno fatica e  a
  cui  noi  dobbiamo essere accanto con grande impegno e  con  grande
  determinazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini  che siete a casa. In queste ore, in questa  giornata  di
  oggi, nelle settimane passate è come se si sia offerta io non  vedo
  più  il Presidente. Allora, magari, io attenderei di potere parlare
  alla sua presenza.

   PRESIDENTE.  Sì,  certo.  Aspettiamo che  rientri  il  Presidente.
  Colleghi, sospendiamo per qualche minuto, cinque minuti.  Il  tempo
  che il Presidente possa rientrare in Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.24, è ripresa alle ore 20.43)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    riprendiamo    i    lavori
  dall'intervento dell'onorevole Zafarana. Vi prego di raggiungere  i
  vostri posti.

   ZAFARANA. Si grazie Presidente, colleghi.

   PRESIDENTE.  perché abbiamo ancora tre interventi.

   ZAFARANA.   Grazie   Presidente,  colleghi,  Governo,   Presidente
  Musumeci.  In queste ore, in questi giorni, noi stiamo praticamente
  assistendo alla concretizzazione di un dilemma nella nostra  Terra,
  dilemma tra l'inadeguatezza o la menzogna. Perché praticamente  qua
  non  si  sa più se le azioni messe in atto da questo Governo  siano
  più  discendenti dalla inadeguatezza di fare le cose  e  gestire  i
  processi  e governare una Regione, oppure siano tutta una serie  di
  infilate  di cose non vere, che poi si rispecchiano puntualmente  a
  una prima verifica, semplicissima e superficiale, si verificano non
  vere, non consistenti, non reali.
   E  allora  dobbiamo intenderci, però, perché in momenti drammatici
  come  questi,  io,  da  cittadina siciliana, io  da  portavoce  dei
  siciliani,  che  vengo  qui  dentro a svolgere  il  mio  ruolo,  io
  pretendo  chiarezza,  io pretendo nettezza  nelle  azioni  e  nelle
  parole,  che dovrebbero essere poche, perché dovremmo ascoltare  la
  gente,  vedere  quello che succede nelle terapie intensive,  quelle
  che  ci  sono  e  nei pronto soccorso, e agire e scegliere  remando
  tutti nella stessa direzione.
   Ho  sempre pensato che la politica fosse l'arte del ben governare.
  Ben  governare quindi, i processi, non invece avere la  possibilità
  da  parte  della  lingua italiana molto spesso  di  poter  dire  la
  politica  spettacolo, di nascondersi dietro la politica spettacolo,
  se  voi  guardate  nel vocabolario esistono anche la  politichetta,
  questi  diminuitivi che abbiamo creato noi, che li ha creato l'uso,
  la consuetudine di vedere che, invece, di fare buon governo, invece
  di fare buone scelte per i cittadini, che succede?
   Si  pensa sempre a creare e ad unire consenso, o da una parte  ora
  dall'altra,  Presidente, se potessi avere la sua attenzione  io  le
  sarei infinitamente grata, grazie.
   E  allora  io però a questo gioco non ci sto, e non ci  stanno  in
  questo  momento drammatico tutti i cittadini siciliani,  perché  se
  potremmo,  in  condizioni  di normalità, pensare  che  comunque  la
  politica può essere scontro, a volte anche trascinato a livelli  di
  scontro  tra bande, ed è veramente grave anche allora, ma mai  come
  in  questo  momento  di  drammaticità sanitaria  ed  economica  noi
  dovremmo  trascendere in sterili dichiarazioni di mera appartenenza
  pur  di  mantenere saldo il posto in vista della prossima elezione,
  perché io questo sto vedendo in queste ore.
   E  allora,  andiamo subito veramente a dimostrare con  concretezza
  quello  che  vedo,  vedo che c'è un Presidente  che  ha  fatto  una
  finanziaria insieme a quest'Aula, per carità, condivisa non dal mio
  Gruppo  politico, sicuramente, in cui ci sono tutta  una  serie  di
  cose che non si sono verificate, inadeguatezza.
   Pertanto,  noi abbiamo forse oggi il bollo auto dopo che l'abbiamo
  spinto,  l'esenzione  per le fasce debole e un  bonus  Sicilia  che
  ancora non c'è perché è fallito, e non c'è nient'altro, a voglia  a
  dire  cose  su  cose,  su cose, non ci sono, primo;  seconda  cosa,
  Presidente,  lei  ha  deciso di chiudere le scuole  secondarie,  la
  secondaria  superiore al 100% quando, invece, il Governo  nazionale
  ha  fatto  uno sforzo tutta l'estate per mantenerla e  metterla  in
  condizione di sicurezza, e abbiamo investito sul personale docente,
  sull'edilizia  scolastica, sulla fornitura delle sedute  monoposto,
  sul creare degli ambienti sicuri, perché per noi la scuola è sempre
  stato  un  principio fondamentale, è la base della  democrazia,  la
  prima  cosa  che  succede, alla prima ordinanza  di  emergenza  che
  comincia a concretizzarsi nell'emergenza è tagliare la scuola?
   Bene  allora, Presidente, io le dico perché non l'ha chiusa  tutta
  la scuola? Anche la primaria e anche la scuola media? No, quella la
  lasciamo  aperta,  e  allora io potrei  anche  essere  d'accordo  a
  chiudere tutto, perché comunque c'è una condizione di vero disagio,
  però  andiamo a vedere, non vorrei che questo è stato fatto  perché
  non  si è, per esempio, speso quando si poteva farlo, e per fortuna
  ancora si può fare per comprare e per affittare bus turistici e  le
  navette con i 14 milioni a questo uopo per l'attuazione delle linee
  guida  dati  dal  Governo nazionale, sono 7 milioni  oggi  e  7  in
  parole,  promessi  e impegnati, oggi e resi concreti  e  anticipati
  rispetto  alla finanziaria nazionale che, invece, come  sapete,  si
  conclude nei tempi soliti di dicembre.
   Quindi,  il Governo nazionale ha fatto una corsa incredibile,  con
  impegno  e  sacrificio, per garantire 14 milioni  di  riparto  alla
  Sicilia,  per garantire l'osservanza e, quindi, l'applicazione  dei
  servizi  aggiuntivi e altro ancora, 19 milioni per potere rifondare
  dei minori ricavi tutto il trasporto pubblico locale, perché questo
  lo  dobbiamo dire, 19 milioni sono già nelle casse della Regione e,
  praticamente, noi chiudiamo le scuole?
   Proviamoci  almeno, proviamo a dare sostegno magari ai primi  anni
  della  scuola  secondaria,  proviamo  magari  a  dare  sostegno  ai
  genitori  che  in  questo momento, tra il lavoro  e  le  difficoltà
  Covid,  si  trovano, comunque, a dovere sostenere anche  i  ragazzi
  della  scuola superiore a casa. Bene, io invece ritengo  che  tutto
  questo  sia stato fatto perché ancora il Ministero non ha avuto  da
  tre  Regioni,  tra  cui  la  nostra,  manifestata  e  trasmessa  la
  progettualità  del trasporto pubblico aggiuntivo  da  fare  con  in
  soldi  dello Stato, allora di che stiamo parlando? Qua c'è un  mix,
  il  dilemma  forse non si risolve, è un mix di inadeguatezza  e  di
  ignoranza, e potrei anche andare oltre, però mi fermo qua.
   Io  veramente, Presidente, faccio appello a un senso di  verità  e
  concretezza, questo non è il momento della propaganda, non possiamo
  ancora   confondere  le  teste  dei  siciliani  con  schioppettanti
  promesse
   Non  venga  qui a portare disegni di legge con soluzioni  che,  se
  ritenute  opportune  nella sua libertà, lei  dopo  cinquantaquattro
  ordinanze può inserire nella cinquantacinquesima ordinanza,  perché
  comunque  le  cose  si  decidono e  come  sta  facendo  il  Governo
  regionale,  e  come stiamo facendo tutti quanti noi  con  umiltà  e
  mettendoci al lato della gente, oggi non posso non dirlo, l'urgenza
  con  cui  le  parlo  mi è stata anche trasferita dalla  Commissione
   Sanità'   che   ha   audito  il  Comitato  tecnico   specialistico
  sull'emergenza Covid.
   Ci  hanno  detto che appena noi raggiungiamo i 180 posti letto  di
  occupazione,  siamo  già oltre il livello di controllo.  Penso  che
  questo  preoccupi me, Presidente, ma preoccupi anche  tutti  quanti
  noi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA.   Signor  Presidente,  Presidente  Musumeci,  è  di   ieri
  l'intervento  del Presidente Mattarella che ha rinnovato  l'appello
  all'unità,  chiedendo  a  tutti collaborazione  senza  barriere  ed
  egoismi  -  lo  ha  chiesto  -  e  si  è  appellato  al  senso   di
  responsabilità di ognuno: Governo, Regioni, cittadini.
   Noi  del Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle e - devo dire
  -   tutta  l'opposizione  di  responsabilità  ne  abbiamo  mostrata
  tantissima.
   Nel  corso  della trattazione, della costruzione, della  legge  di
  stabilità   di   aprile,  abbiamo  mostrato  capacità  propositiva,
  responsabilità, abbiamo fatto il nostro dovere durante questa legge
  di   stabilità,  che  abbiamo  chiamato  di   emergenza-covid'.  Ma
  collaborazione  e responsabilità non assolvono il  nostro  compito,
  non lo esauriscono.
   Fare  opposizione  vuol  dire,  noi  siamo  opposizione  perché  i
  siciliani hanno votato lei che deve governare, e hanno detto a  noi
  che dobbiamo fare opposizione.
   Opposizione  vuol  dire  anche  essere  pungolo  e  controllo  nei
  confronti di chi governa. Quindi, ci lasci dire le cose che abbiamo
  detto.
   Quelle  cose  che  abbiamo detto, che le hanno detto  già  i  miei
  colleghi,  tutti questi esempi che hanno portato in  questo  ultimo
  anno caratterizzato dal Covid.
   Ad esempio, non posso a questo punto tacere sul fatto che il click
  day  sia  stato un disastro. Un decimo della legge di stabilità  di
  emergenza Covid è stato un disastro.
   Eppure da questo scranno, dalle nostre posizioni, vi abbiamo detto
  più  e più volte che sareste andati a sbattere su questa cosa -  ve
  lo abbiamo detto più e più volte che era sbagliato l'ennesimo click
  day, che sarebbe stato un fallimento, sareste andati a sbattere,  e
  voi non ci avete ascoltato.
   Non  lo  dovremmo  dire  che avete sbagliato?  Lo  diciamo   Avete
  sbagliato,  con  responsabilità e senso  di  collaborazione,  avete
  sbagliato
   Allo  stesso  modo non possiamo tacere sul fatto che la  legge  di
  stabilità di emergenza Covid ad oggi, ben sei mesi dopo, non  trova
  la sua completa applicazione.
   Non  siete  riusciti  a riprogrammare i fondi europei,  nonostante
  sapevate  già dai primi di marzo che era questa l'unica strada  per
  trovare  i  soldi, e sapevate che già da un anno dovevate  fare  la
  ricognizione delle somme.
   Non  lo dovremmo dire che non state facendo bene il vostro dovere?
  Che non avete fatto ciò che andava fatto nel momento opportuno?  Lo
  diciamo  Avete sbagliato
   Non possiamo neanche tacere sulla risposta scomposta in materia di
  sanità.
   La  prima ondata l'abbiamo subita, e la risposta sanitaria è stata
  quella  che  è  stata, affidata soprattutto alla professionalità  e
  abnegazione del personale sanitario siciliano.
   La  seconda  ondata però non la dobbiamo subire, non  la  dovevamo
  subire,   andava   prevenuta,  andava  organizzata   una   risposta
  preventiva e andrà gestita.
   Però,  mi  chiedo,  se non siete stati in grado di  prevenire,  di
  organizzare  per  bene le cose, sarete in grado di gestirla  questa
  emergenza?
   Ho i miei dubbi
   Ad  oggi  i  posti letto di terapia intensiva sono per la  maggior
  parte sulla carta. Non entro nel dettaglio dei numeri, ma questo è,
  solo  sulla  carta. Saprete reagire? Non lo so. Abbiamo sentito  in
  questi  mesi  solo annunci di propaganda, ma niente di  concreto  e
  risolutivo,  e porto un altro esempio. Una sola propaganda  avreste
  dovuto  fare  e  non  l'avete fatta. Le  Usca,  Unità  speciali  di
  continuità assistenziali, quella cosa per la quale io personalmente
  e  il  collega Arancio vi abbiamo chiesto in Commissione più di  un
  mese fa di fare pubblicità massiva, per permettere ai siciliani  di
  conoscere,  non  i  soli compiti delle Usca, ma  anche  l'esistenza
  delle Usca.
   Allo  stato  attuale,  metà  dei siciliani,  se  glielo  andate  a
  chiedere, non sanno neanche cosa sono le Usca. Non lo sanno. Questo
  sapete  cosa  comporta, che i siciliani quando hanno un  minimo  di
  sintomi,  oppure pensano di essere stati a contatto con un positivo
  Covid, si fiondano nei pronto soccorsi intasandoli, e prima  o  poi
  avremo  il collasso dei pronto soccorsi. Riuscirete a reagire?  Mah
  abbiamo dei dubbi.
   Dovevamo  dire  che  avete sbagliato e ve lo stiamo  dicendo.  Non
  possiamo tacere neanche e questa è la parte più importante, secondo
  me,  sulle sue strategie comunicative politiche, Presidente. Questo
  è  il  suo  maggiore  errore. Lei agisce  cercando  di  distogliere
  l'attenzione  dei  siciliani  dai  suoi  fallimenti,  cercando   di
  distrarre sempre con altri argomenti, indicando altri problemi  che
  lei dice creati da altri che le impediscono di fare bene, lei unico
  e  solo  bravo in mezzo ad una Italia di scarsi. Ogni cosa è sempre
  colpa  di  altri.  Però c'è un problema, fino a quando  potrà  usar
  questa scusa dopo 3 anni, è da 3 anni a questa parte che la usa.
   L'ordinanza  che  lei  firma 24 ore prima del  DPCM  è  un  chiaro
  esempio. Suona come il modo per potere dire ai siciliani che lei  è
  quello  bravo e Conte è cattivo, che vuole affamare i siciliani.  A
  che gioco sta giocando? I siciliani oramai l'hanno sgamata, l'hanno
  scoperto,  che  questo è un bluff. Il ddl che lei  dice  di  volere
  presentare è un altro bluff, ma i siciliani se ne accorgono, se  ne
  rendono conto.
   La responsabilità che ci ha chiesto Mattarella la deve mostrare ed
  esercitare  anche  lei, soprattutto lei, non facendo  queste  cose.
  Presidente, questi sono solo alcuni esempi, altri li hanno mostrati
  i miei colleghi, e tutto questo mostra l'inadeguatezza nel condurre
  questa  Regione, sia in tempi di pace e sia in tempi di  guerra  al
  Covid.
   Abbia  quindi il buon senso di cambiare la rotta, di ascoltare  le
  opposizioni,  di lasciare da parte il suo desiderio  egoistico,  di
  salvare  la  faccia sempre e comunque, ed affronti  questa  seconda
  ondata   con  umiltà,  unità  e  collaborazione,  come  ci   chiede
  Mattarella, perché altrimenti si ripeterà quanto è avvenuto fino ad
  ora  quindi,  fallimenti  su fallimenti.  Pensi  però  che  i  suoi
  fallimenti hanno conseguenza su 5 milioni di siciliani.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua.
   Presidente, lei intende fare una breve replica oppure  no?  Perché
  in  ogni  caso  le dovrei chiedere di farla proprio  breve,  perché
  essendo   comunque  vigente  il  cosiddetto  coprifuoco,  tutti   i
  dipendenti  dell'Assemblea devono andare via.  Avevamo  pensato  di
  finire per le 21.00, però se deve fare una replica, ovviamente,  la
  può  fare,  la pregherei soltanto di farla il più breve  possibile,
  perché dobbiamo chiudere l'Assemblea.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente, credo  che
  la replica spetti agli Assessori e per 5 minuti al sottoscritto. Se
  gli Assessori, visto che siamo stati chiamati in causa, mi pare che
  il Parlamento meriti una risposta.

   PRESIDENTE.  La  stessa  preghiera  devo  farla  agli   Assessori.
  Purtroppo, sono costretto a dire una cosa che non vorrei dire;  c'è
  un    problema    reale,   di   tipo   organizzativo    all'interno
  dell'Assemblea. Assessore Razza, prego.

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Scusate,  in Capigruppo è stato  chiarissimo.  Io  ho
  detto che la replica spetta al Governo. Se il Governo avesse voluto
  fare  parlare solo il Presidente Musumeci saremmo stati felici,  ma
  il Governo decide chi deve rispondere. Per cui, se l'intervento del
  Presidente  Musumeci  sarà comunque a conclusione,  per  quanto  mi
  riguarda  non  ci  possono essere dubbi, per cui  intervengono  gli
  Assessori,  l'assessore Razza per primo e  poi  gli  altri,  e  poi
  interverrà il Presidente Musumeci.

   RAZZA,  assessore  per la salute. Grazie, Presidente.  Davvero  mi
  atterrò  a  pochissimi minuti per affrontare soltanto alcune  delle
  questioni sanitarie che sono state poste.
   La prima. Procedo per flash nel corso del periodo estivo e dopo la
  prima  fase  di gestione della pandemia il Governo non ha  attivato
  alcuna  azione  di  programmazione, questo non  risponde  al  vero.
  Esistono  due  dati  il primo l'ho ricavato  dal  rapporto  del  13
  agosto.
   Il  13  agosto  del  2020 in Sicilia nella riorganizzazione  della
  gestione   territoriale   operavano   101   unità   di   continuità
  assistenziale,  che hanno effettuato 5.672 visite, 17.709  pazienti
  seguiti,  hanno  operato  su 12.613 tamponi  e  risposto  a  27.000
  contatti  telefonici. Questo per dire che cosa? Se oggi  noi  siamo
  nelle  condizioni  di  gestire una difficile presenza  di  soggetti
  isolati  al  domicilio, che devono essere seguiti  perché  oggi  si
  riesce ad avere una percentuale, come i dati segnalano, del 93  per
  cento di soggetti che vengono seguiti al domicilio e del solo 7 per
  cento  di soggetti che vengono gestiti in ospedale, il 6 per  cento
  dei  quali in regime di degenza ordinaria, l'1 per cento di  questi
  in regime di terapia intensiva.
   Se noi torniamo con la memoria alla prima fase del lockdown, e non
  c'era  un  protocollo sanitario di gestione, come bene ha detto  il
  Presidente  della Regione, questo rapporto vedeva il 30  per  cento
  dei  soggetti  positivi ospedalizzati e un peso in proporzione  sul
  sistema  sanitario  nel  suo  complesso  che  oggi  sarebbe   stato
  ingestibile se non si fosse attivato nel territorio un principio di
  azione. La matematica non è soggetta ad una interpretazione. Se noi
  oggi  non avessimo una capacità di diagnostica, come quella  che  è
  manifestata,  e  se  non  avessimo  una  capacità  di  seguire   al
  domicilio,  come quello che cercano di fare le Unità  sanitarie  di
  continuità  assistenziale  che non sono dei  soggetti  del  sistema
  sanitario,   onorevole  Pasqua,  al  quale  devono   telefonare   i
  cittadini,  ma  alle Unità sanitarie di continuità assistenziale  è
  affidata  la  presa in carico dei soggetti isolati  e  l'intervento
  nelle  aree  delle scuole. Quindi, non c'è un cittadino  che  debba
  rivolgersi  all'unità  sanitaria di continuità  assistenziale,  che
  normativamente ed istituzionalmente risponde ad una logica diversa.
  Probabilmente, i cittadini non sapranno bene che cosa sono le unità
  di  continuità assistenziale, dovremmo però saperlo  un  po'  tutti
  almeno in questa Aula.
   Oggi  il  sistema è nelle condizioni, con l'enorme difficoltà,  di
  gestire  decine  di  migliaia di persone che si trovano  presso  il
  proprio  domicilio.  C'è una efficienza diagnostica  visto  che  la
  Sicilia  è stata la seconda regione in Italia a dotarsi di  tamponi
  rapidi, esiste che cosa? Un peso effettivo sul sistema sanitario. E
  quando  io  vedo  e  sento e so che oggi la  VI  Commissione  si  è
  confrontata  con il Comitato tecnico scientifico -  e  mi  avvio  a
  concludere - oggi noi gestiamo una situazione sanitaria nella quale
  la  Regione ha deciso di non sospendere le attività ordinarie e  le
  attività non indifferibili.
   Nei  mesi di marzo e aprile anche la nostra come tutte le  regioni
  italiane   ha  sospeso  le  attività  di  ricovero  ordinario.   La
  differenza  in  termini  numerici,  perché  a  numeri  ci  si  deve
  richiamare,  è  che  tra i mesi di marzo  e  aprile  e  i  mesi  di
  settembre  e  ottobre  l'offerta  sanitaria  e  le  erogazioni   di
  prestazioni sanitarie è cresciuta del 123 per cento; cioè  in  quel
  momento il personale era svuotato dalle attività ordinarie, mesi di
  marzo  e  aprile.  Oggi  gestiamo  una  situazione  complessa,  una
  situazione  articolata, ma lo facciamo garantendo il  diritto  alla
  salute anche ai cittadini che non siamo malati di Coronavirus.
   Dal  punto di vista della gestione della rete ospedaliera,  mi  si
  lasci dire che quando il 4 di aprile in quest'Aula io ho presentato
  il   primo  piano  di  gestione,  quello  che  è  stato  apprezzato
  positivamente da larga parte dell'Assemblea regionale, esso  teneva
  a  riferimento una valutazione di contesto epidemiologico che poi è
  stata  calibrata sulle grandi regioni del Nord, che in quella  fase
  erano colpite in maniera significativa dalla pandemia.
   A  quella programmazione ne è seguita una di cui si è discusso  in
  Aula  e  nella  VI Commissione nel mese di giugno, dopo  che  fosse
  stata valutata dal Comitato tecnico scientifico della Regione; oggi
  viviamo  una fase diversa, c'è un fabbisogno di posti letto  che  è
  sostanzialmente diverso e, quindi, quell'impianto si sta  adeguando
  ad  un  fabbisogno  di 2.500  posti letto che,  come  ha  detto  il
  Presidente  della Regione, tiene conto del venti percento,  secondo
  le linee guida nazionali, di terapia intensiva e sub intensiva.
   Questo  non  vuol  dire  -  e voglio dirlo  con  grande  chiarezza
  concludendo  - che i sistemi sanitari di tutto il mondo  in  questo
  momento non siano sotto stress; ma chi ci guarda da casa e apre  la
  finestra  sulle  altre Regioni, sugli altri  Stati  e  sulle  altre
  Nazioni vede come la gestione della ospedalizzazione rispetto  alla
  pandemia ha messo e mette sotto stress i sistemi sanitari nazionali
  e degli altri Stati.
   Oggi  noi abbiamo una capacità di ricovero che è efficace, abbiamo
  una  capacità  di  diagnosi che è fortemente  accresciuta,  abbiamo
  3.000  professionisti  che  sono messi a disposizione  del  sistema
  sanitario  in un momento difficilissimo. È chiaro che nessuno  -  e
  concludo  -  si  permette scelte che siano orientate  dalla  logica
  politica quando si parla della salute dei cittadini, ma ogni scelta
  che viene assunta e che può mutare, mutato il contesto epidemico, è
  sempre  discussa  con  il  nostro Comitato tecnico-scientifico,  al
  quale affidiamo sempre il compito di offrire delle indicazioni  che
  poi vengono prese in esame.
   Dall'inizio  dell'epidemia  ad oggi non  è  mai  capitato  che  un
  cittadino  siciliano avesse bisogno di un posto  letto  in  terapia
  intensiva  e  non  l'abbia  trovato.  Far  passare  all'esterno  il
  messaggio  che questo possa accadere nel futuro, io penso  che  non
  solo non sia giusto nei confronti degli operatori della sanità  che
  oggi  si  stanno  impegnando in maniera enorme per la  gestione  di
  questa  situazione  difficile, ma penso  che  possa  portare  anche
  all'esterno l'idea di una preoccupazione che deve esserci perché si
  muove in un contesto epidemico, ma che non può assolutamente e  non
  deve assolutamente essere riportata in termini di assoluto allarme.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Grazie,  Presidente.  Vorrei brevissimamente  intervenire  muovendo
  dalle  considerazioni  finali dell'assessore  Razza,  il  quale  ha
  parlato  di un sistema sanitario ed ospedaliero sotto stress.  Così
  come,  sicuramente, sotto stress deve essere considerato il sistema
  dell'istruzione che si è, come tutti sappiamo e come ho riferito  a
  quest'Aula, ben preparato per merito dei docenti, per merito  delle
  istituzioni, si è ben preparato all'avvio dell'anno scolastico 2020-
  2021,  garantendo in tutte le scuole di ogni ordine e  grado  della
  nostra Regione un livello di sicurezza e capacità di tracciamento e
  prevenzione del contagio assolutamente invidiabile.
   È  assolutamente  vero,  peraltro, come  l'incidenza  di  casi  di
  contagio   registrati  all'interno  dell'ambiente   scolastico   su
  soggetti  scolastici, sia percentualmente assolutamente irrilevante
  rispetto alla percentuale valutata sulla popolazione generale.
   E', quindi, chiaro che la motivazione che ha spinto il Governo  ed
  il  Presidente Musumeci a richiedere la sospensione delle  attività
  didattiche  in  presenza  negli istituti  scolastici  secondari  di
  secondo  grado, non muove all'interno dell'istituzione  scolastica,
  ma deriva da considerazioni e da fatti di ordine molto più generale
  e  sanitario. In particolare, da quelle conclusioni alle  quali  in
  data  22  ottobre  è  pervenuto  il  Comitato  tecnico  scientifico
  istituito presso la Regione siciliana, il quale ha documentato  una
  trasmissibilità sostenuta e diffusa con un indice di diffusione del
  contagio  che  imponeva  misure adeguate e  da  assumere  in  tempi
  straordinariamente urgenti.
   E',  quindi, con  questo senso di responsabilità che la  Giunta  e
  che  il  Governo  si  è  posto il tema  di  affrontare  una  scelta
  sicuramente  dolorosa, sicuramente opinabile ma   in  quel  momento
  necessaria  per evitare che potesse il pendolarismo  connesso  alle
  scuole secondarie di secondo grado e la mobilità generale che trova
  nella scuola secondaria di secondo grado un particolare elemento di
  alimentazione  potesse  ulteriormente  determinare  un   aggiuntivo
  pericolo sanitario.
   E  proprio  per  questo si era inizialmente immaginato  di  potere
  limitare  alle  sole  tre  classi  centrali  questo  stop,   auditi
  personalmente  tanto le organizzazioni sindacali,  quanto  i  molti
  rappresentanti della scuola ci hanno rappresentato la difficoltà di
  potere  contemperare  in  modo  contestuale  tanto  l'attività   in
  presenza quanto quella a distanza, e questo ci ha portato a  quella
  deliberazione che dopo poche ore è stata in qualche modo replicata,
  almeno in termini di motivazione della scelta, dal DPCM del Governo
  Conte.
   Il  Governo, la sensibilità del Presidente, ha voluto poi che  con
  circolare 24 del 26 ottobre, cioè di ieri, si potesse procedere  ad
  un coordinato raccordo tra i contenuti del DPCM e i contenuti della
  previgente  Ordinanza regionale. Motivo per il quale, la  circolare
  regionale recita al punto 2:   in modo tale da riaprire rispetto ad
  alcune  categorie  svantaggiate, la possibilità  di  utilizzare  le
  attività didattiche in presenza.  E precisamente, sono poche righe,
  le  leggo:  In relazione alle nuove disposizioni contenute nel DPCM
  24  ottobre  2020, nei limiti percentuali dell'autorizzato  ricorso
  alla didattica in presenza, è attribuita ai dirigenti scolastici di
  attivare  ogni  azione  per  garantire i  servizi  scolastici  agli
  studenti  disabili  o  portatori di  bisogni  speciali  ovvero  per
  assicurare   a  continuità  dell'azione  formativa   in   caso   di
  particolari e limitati situazioni di contesto derivante da motivate
  difficoltà di ordine tecnico, informatico o organizzativo .
   Quindi,  come  vedete,  si è dato spazio a motivate  richieste  di
  tutelare alcune categorie di studenti. Vi è la possibilità  teorica
  di  riprendere  una  minimale essenziale fondamentale  attività  in
  presenza,  ma  dovranno  essere i dirigenti scolastici  sulla  base
  delle  loro  esigenze  a  modulare al  meglio  questa  prospettiva.
  Proprio  oggi,  con  nota  assessoriale del  27  ottobre,  4114  di
  protocollo, ho comunicato ai dirigenti scolastici, per  il  tramite
  dell'Ufficio scolastico regionale, questa opportunità.
   Mi  sia consentito, infine, rispondere all'onorevole Zafarana,  la
  quale  parlava  della criticità dei trasporti. Onorevole  Zafarana,
  non  è una difficoltà, una criticità della Regione siciliana,  come
  ella  vede  bene  è  una criticità diffusa. Mi costa  personalmente
  perché  anch'io,  partecipando  alla  Conferenza  Stato-Regioni  in
  rappresentanza  del  Governo,  ho avuto  modo  di  sollecitare  tre
  Ministri   contemporaneamente  presenti  all'impegno  del   Governo
  nazionale  sul potenziamento e rafforzamento del TPL, del trasporto
  pubblico  locale, perché capivamo che il tallone d'Achille  sarebbe
  stato lì.
   Bene,  io  le  debbo  dire  che la risposta,  una  prima  parziale
  risposta del Governo nazionale, è arrivata in data 8 settembre 2020
  e,  in  relazione  a questo stesso primo parziale provvedimento  in
  Sicilia, come altrove, non si è potuto dare adito all'utilizzazione
  diretta  delle risorse perché restavano subordinate ad  indicazioni
  ulteriori da parte del Ministero dei Trasporti e, siccome ci  siamo
  interessati   direttamente  di  questa  vicenda  comunicandola   ai
  dirigenti  scolastici, in data 1  ottobre i tre direttori generali,
  dell'Istruzione, delle Infrastrutture mobilità e trasporti e  delle
  Autonomie locali, ci comunicano che  si resta, comunque, in  attesa
  di  ulteriori  e definitive indicazioni da parte del Ministero  dei
  Trasporti per poter effettivamente attingere alle citate  fonti  di
  finanziamento .  Questo  è  firmata da tre  direttori  generali  e,
  quindi,  evidentemente,  si tratta di una  criticità  che  riguarda
  tutti e non consente la disponibilità di risorse.
   Vorrei  rassicurare  chi parlando, invece, di potenziamento  degli
  organici  specialistici dei medici chiedeva  più  anestesisti,  più
  radiologi,  più  specialità diretta. Bene, debbo  dire  che  questo
  Governo  della  Regione, nonostante anche a  livello  nazionale  la
  platea del numero di specialisti ammessi quest'anno sia potenziata,
  ha  contribuito  erogando 5 milioni sulla  Finanziaria  che  questo
  Parlamento ha approvato e debbo dire che, già con questo  concorso,
  queste risorse della Finanziaria sono state attivate ed utilizzate,
  quindi  con oltre 70 nuovi posti in Sicilia finanziati direttamente
  dal  Governo,  così  come altro articolo, comma  della  Finanziaria
  voluta  da  questo  Parlamento, ha già  trovato  conclusione  anche
  amministrativa  ed il fondo di garanzia destinato  alla  formazione
  professionale  che  è stato più volte sollecitato  tanto  da  parte
  dell'opposizione  quanto  della  coalizione  di  Governo.   Grazie,
  Presidente.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Grazie,  Presidente, brevemente. Ho  ascoltato
  con grande attenzione ogni istante di questo dibattito, ritengo  di
  dover fornire due risposte a singoli deputati.
   La  prima  all'onorevole Sunseri che ha asserito  lo  stanziamento
  pari  a zero per agricoltura e pesca. In verità non è così, c'è  un
  deficit  di  informazione  non perché l'onorevole  Sunseri  sia  un
  deputato  distratto, ma perché alcune erogazioni sono  assai  assai
  recenti.
   In  questo  momento  la  situazione  è  questa:  l'Agricoltura  ha
  beneficiato di 15 milioni di euro da riprogrammazione  di  Fsc,  lo
  stesso  la  Pesca; se aggiungiamo a queste cifre  i  5  milioni  di
  risorse   messe   a   disposizione   come   aiuti   alle   attività
  agrituristiche, c'è un bando in questo momento aperto il 12 ottobre
  che  scade il 5 novembre e, se a questi 5 milioni aggiungiamo anche
  i  5  milioni  e 2 che sono  arresto temporaneo di pesca ,  per  il
  quale si attende che nei prossimi giorni la Direzione generale mare
  a  Bruxelles  autorizzi  il Ministero sui  criteri  proposti  dallo
  stesso  Ministero,  in  questo momento  abbiamo  una  disponibilità
  economica  di  40 milioni. Quindi, non navighiamo nell'oro  ma  non
  siamo  assolutamente  a  zero. Un bando è aperto,  gli  altri  sono
  pronti  e,  in  virtù della recentissima riprogrammazione,  saranno
  emessi nei prossimi giorni.
   Peraltro,  mi  piace sottolineare rapidissimamente un  aspetto,  a
  proposito  del  bando  della Pesca, lo dico a  titolo  di  esempio.
  Quando i dirigenti, i funzionari, del Dipartimento mi hanno chiesto
  quali documentazioni dovevano produrre i pescatori o le imprese  di
  pesca,  ho risposto loro:  un foglio di carta, anzi due .  Dico  un
  foglio  perché  si  chiama il primo autodichiarazione,  il  secondo
  perché  è  la  carta  di  identità  che  andrà  allegata  a  questa
  autodichiarazione. L'avviso è pronto, il finanziamento è  di  poche
  ore  fa, quindi nei prossimi giorni verremo fuori anche con  questo
  bando.
   Un'altra  risposta la dovevo all'onorevole Cafeo che  chiedeva  di
  chi  fosse la competenza del canale Galerni. Opera realizzata  2500
  anni  fa,  voluta dal tiranno Gelone, quindi opera  greca,  che  ha
  sempre   funzionato;  questa  estate  ha  avuto  un   problema   di
  manutenzione. Gli agricoltori pagano il canone al Genio civile  che
  ne  ha la competenza. C'è stato qualche disservizio sul quale  sono
  intervenuto;  il disservizio è stato superato. Ho già istituito  un
  tavolo  con  il Genio civile, il consorzio di bonifica e l'autorità
  di  bacino  per  far sì che nella prossima campagna irrigua  questo
  disservizio non si presenti più.
   Su  questi  due temi mi sono sentito interpellato,  a  voi  queste
  risposte. Grazie.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  Presidente  della Regione. Grazie,  Signor  Presidente.
  Alcune considerazioni vanno fatte a cominciare dal disegno di legge
  di  cui  si è parlato all'inizio che, naturalmente, è stato oggetto
  di polemica e di appassionato dibattito.
   Il  disegno  di legge lo offriamo alla valutazione del Parlamento,
  poi  naturalmente  sarà il Parlamento a decidere come  sempre;  noi
  siamo   mossi   solo  dal  desiderio  di  vedere  ripristinate   le
  prerogative che appartengono ad una Regione a Statuto speciale.
   Se c'è una prerogativa riconosciuta ad una regione del Nord Italia
  che  ha  uno statuto autonomistico, non si capisce perché la stessa
  prerogativa non debba essere riconosciuta alla estrema regione  del
  Sud. Che poi quella prerogativa debba essere utilizzata nel momento
  in  cui si ritiene da parte del Comitato tecnico scientifico  e  da
  parte  della  valutazione del dato epidemiologico che possa  essere
  utilizzata  in  un  determinato  momento  piuttosto  che  un  altro
  momento,  questo  attiene alla responsabilità  del  Governo  e  del
  Presidente della Regione.
   Quindi,  nessuna voglia di volere assolutamente negare la  gravità
  del  momento,  stiamo  soltanto facendo quello  che  ha  fatto  una
  Regione autonoma, in questo caso una Provincia autonoma del nord su
  alcune  materie, cominciando dagli spazi culturali, che per  noi  è
  materia  di  potestà esclusiva, perché, come sapete, noi  riteniamo
  che  gli spazi culturali possano essere assolutamente tenuti aperti
  nel rispetto delle regole.
   Questo  per quanto riguarda il disegno di legge che nelle prossime
  ore affideremo alla Presidenza dell'Assemblea.
   Il  Vicepresidente Di Mauro richiamava un concetto che  mi  sembra
  significativo, lo dico soprattutto per richiamare l'attenzione  dei
  siciliani che ci seguono da casa. Stasera non si è fatto  cenno  ad
  una  delle  cose  più  importanti degli  ultimi  cinquant'anni:  al
  Recovery  Fund;  oltre  20 miliardi di euro  a  disposizione  della
  Sicilia.  Non sappiamo ancora i criteri gestionali e procedurali  e
  mi  chiedeva il Vicepresidente Di Mauro, credo ci fosse stato anche
  un  altro  riferimento  da  parte  dell'onorevole  Tancredi,  quali
  infrastrutture pensiamo di potere inserire nella programmazione.  È
  stato  detto:  le  infrastrutture che daranno un protagonismo  alla
  Sicilia  nell'area mediterranea, perché parliamo  del  collegamento
  stabile  nello  Stretto di Messina, parliamo di un porto  hub,  non
  decidiamo quale perché questa valutazione appartiene, come lei  sa,
  al  Governo nazionale, parliamo di uno scalo intercontinentale  che
  possa   ridare  una  logica  al  sistema  aeroportuale  dell'Isola,
  soprattutto  in  rapporto  alle tratte intercontinentali,  parliamo
  della  velocizzazione  della ferrovia  che  da  Castelvetrano  deve
  raggiungere Ragusa, parliamo del completamento dell'autostrada  che
  da  Mazara  del  Vallo deve potere arrivare a Gela, parliamo  delle
  reti  idriche  urbane  che sono diventate un  colabrodo  e  che  da
  quarant'anni  non  vengono  riqualificate,  parliamo   della   rete
  fognaria  urbana,  parliamo  della  tutela  del  territorio,  delle
  infrastrutture  sociali. Ecco, solo per fare alcuni esempi  proprio
  perché  abbiamo  il dovere di guardare a cosa sarà la  Sicilia  fra
  dieci, quindici, vent'anni.
   Diceva bene l'onorevole Laccoto, al quale voglio esprimere il  mio
  saluto  e augurio di buon lavoro per il suo ritorno in Aula; diceva
  bene:   Il  politico  pensa alla prossima campagna  elettorale,  lo
  statista  pensa al futuro . Ecco, stiano tranquilli i colleghi  che
  hanno  fatto  questo  riferimento,  qui  nessuno  pensa  di  essere
  statista;  le  aquile  sono  volate da un  pezzo,  sono  rimasti  i
  pidocchi.  Non  ci  sono statisti in giro, non  ce  ne  sono.  Vedo
  soltanto piante grasse, vedo soltanto bonsai e credo che io non sia
  neanche una quercia ecco, mi accontenterei di essere un arbusto, lo
  dico  con  grande  spirito di sincerità, nessuno  sogna  di  essere
  statista,  nessuno  E quelli che in quest'Aula ci sono  da  più  di
  vent'anni  davvero  non  credo  abbiano  grandi  motivi  per  farsi
  ricordare.
   Tutto  questo  lo  dico  perché abbiamo  la  necessità  di  dovere
  guardare alla contingenza, di dovere guardare al momento.
   Onorevoli   colleghi,  voi  siete  stati  così  generosi   stasera
  nell'esprimere   apprezzamenti  e  aggettivi  nei   confronti   del
  Presidente  della  Regione,  ma io  davvero  non  credo  di  dovere
  ricambiare  se  non  sottolineare il garbo, il rispetto  di  alcuni
  parlamentari anche della opposizione.
   E  allora,  stasera  il problema è capire se il  Presidente  della
  Regione si è iscritto al partito dei negazionisti o al partito  dei
  garantisti. Bene, bisogna essere chiari; sappiamo tutti che prima o
  poi  arriveremo alla chiusura totale, lo sappiamo, è  inutile  fare
  ipocrisia.  Proprio io ieri ho dichiarato alla stampa, prepariamoci
  al  peggio; perché il peggio arriverà perché farlo arrivare  prima,
  perché?  Se  la  mobilità, se il pendolarismo è il vero  amico  del
  Covid,  del  virus,  perché impedire ad un  ristorante  di  restare
  aperto dopo le 18.00? Perché impedire ad una famiglia di andare  al
  teatro  o al cinema? Perché il Presidente della Regione con  alcuni
  suoi  Assessori va a Noto, nella capitale del Barocco, per  dire  a
  Bocelli:  Lei rappresenta un segnale di rivincita e di riscossa  di
  una Terra che non intende arrendersi di fronte alla forza bruta del
  morbo    Perché non avere questa creatività, questa fantasia   Come
  si  può dire che io sia iscritto al partito dei negazionisti?  Come
  si  può  dire che oggi da parte nostra non ci sia la responsabilità
  necessaria?
   Onorevole  Cracolici, ma proprio lei usa questi  termini?  Ma  lei
  crede  che io abbia dimenticato che lei nel mese di aprile  diceva,
  contestava  a  me  di  continuare  a  imporre  in  Sicilia   misure
  restrittive  rispetto  a  quelle nazionali?  Era  lei  iscritto  al
  partito  dei  negazionisti,  non io  che  tutelavo  la  salute  dei
  siciliani   Le revochi   - lei gridava ai giornali -  e Musumeci si
  adegui  nei  fatti  al  Governo nazionale, altrimenti  fra  qualche
  giorno l'Italia entrerà nella fase 2, ma non lo sarà lo stesso  per
  la  Sicilia . Era lei, onorevole Cracolici, che il 21 marzo diceva:
   Non  si  può proibire arbitrariamente il diritto alla  libertà  di
  movimento e determinate attività commerciali essenziali , quando io
  mi  ero  limitato  alla chiusura del verde pubblico  e  dei  parchi
  giochi.
   Era  lei,  onorevole Lupo, che alla fine di aprile rivendicava  il
  diritto  del  rientro  in  Sicilia dei siciliani  fuori  dall'isola
  quando io dicevo a loro:  Restate per prudenza dove siete perché in
  Sicilia  non trovate le condizioni adatte di sicurezza sanitaria  .
  Come vedete, a turno si ci scambia i ruoli perché ognuno  recita  a
  soggetto  sulla  pelle  di  un  popolo  che  vive  l'ansia  di  una
  drammatica vigilia.
   Lasciateci lavorare, smettetela di fare terrorismo  Smettetela  di
  fare terrorismo

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la prego

   MUSUMECI, presidente della Regione. Il momento non lo consente  Il
  momento non lo consente  Lasciateci lavorare, nessuno ha la ricetta
  migliore  per  affrontare l'epidemia, nessuno  E' difficile  ed  in
  costante  confronto  sulle  singole  scelte,  ne  sa  qualcosa   il
  presidente  Conte  e  come  lo capisco, lui  che  informa  i  venti
  Presidenti delle Regioni un'ora prima di adottare un'ordinanza,  un
  decreto,  un  DPCM   Lo capisco, eccome se lo capisco,  quanto  sia
  difficile  condividere in maniera collegiale certe scelte.  Capisco
  il   presidente  Conte  che  molto  spesso  viene  accusato   dalle
  opposizioni  che appartengono a Roma, alla mia parte  politica,  di
  non  avere  sufficienti occasioni di confronto con le  opposizioni
  Eccome  se lo capisco il caro presidente Conte, ma smettiamola  con
  la violenza verbale, smettiamola
   I  siciliani  sanno di potersi fidare di questo  Presidente  e  di
  questo  Governo,  perché questo Presidente e questo  Governo  hanno
  superato  una  prova difficilissima nella prima  fase  e  lo  hanno
  potuto fare non soltanto perché hanno impostato un programma sano e
  serio,  ma  anche perché hanno potuto contare sul  pathos  e  sulla
  responsabile  partecipazioni di migliaia e  migliaia  di  operatori
  sanitari e di volontari che voglio ringraziare in questo momento.
   Noi   dobbiamo  affrontare  mesi  difficili,  fra  qualche   tempo
  chiuderemo, fra qualche tempo temo che chiuderemo tutti, Roma ormai
  non   fa   molto  per  nascondere  questa  triste  prospettiva   ma
  affrontiamola con l'aria tipica di chi è abituato a vivere la  vita
  come una sofferenza.
   Deputato Dipasquale, mi creda, il coraggio è stato il motto  della
  mia  vita,  se lei conoscesse in mio vissuto non mi inviterebbe  ad
  avere  coraggio.  Io  gliene faccio, se  mi  consente,  attenuante,
  perché  forse lei non mi conosce bene, nessuno in questa  Sala  può
  spiegare  a  me  a cosa serva il coraggio per cadere  e  rialzarsi,
  nessuno nella vita politica e nella vita privata. Ecco perché tutti
  dobbiamo avere il coraggio delle nostre scelte, ognuno nel  proprio
  ruolo.
   Per quanto riguarda la drammaticità del momento, questo Governo sa
  assumersi  la responsabilità delle proprie scelte confidando  nella
  collaborazione di questo Parlamento, perché questo vuole il  popolo
  siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, Presidente. Allora, colleghi,  scusatemi,  il
  presidente Musumeci ha fatto il suo intervento, ognuno di voi prima
  ha fatto un intervento senza lesinare né critiche, né
   Ecco, per cui, con grande serenità

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  La  domanda? Ora me lo faccio  dire  e  io  e  glielo
  comunico.

                          (Proteste in Aula)

   Colleghi,  vogliamo  andare  avanti,  altrimenti  devo  sospendere
  l'Aula e ci sono moltissimi ordini del giorno da votare, per cui se
  mi  fate questa cortesia  Onorevole De Luca, la prego, la prego  di
  stare seduto, mi faccia andare avanti.


                  Presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Ci sono diversi ordini del giorno.

   (Gli  ordini  del  giorno presentati recano,  rispettivamente,  il
  numero d'ordine 386,387,388, 389,390,391,392)

   Li  avete  ricevuti? Il Governo li ha ricevuti, onorevole Cordaro,
  avete  gli  ordini  del  giorno?  Sono  tutti  in  qualche  maniera
  apprezzati  dal Governo? Li possiamo accettare per raccomandazione?
  Benissimo.
   Allora, gli ordini del giorno sono tutti approvati.

   (Pertanto, gli ordini del giorno nn. 386,387,388, 389,390,391,392
                        si intendono approvati)

   La seduta è rinviata a domani, mercoledì 28 ottobre 2020, alle ore
  16.00.  All'ordine  del  giorno ci  sarebbe  il  disegno  di  legge
  sull'edilizia,  dobbiamo  vedere se  la  IV  Commissione  riesce  a
  terminarlo, altrimenti ci sono i debiti fuori bilancio che dobbiamo
  assolutamente approvare, per cui in ogni caso domani alle ore 16.00
  si vota. Una buona serata a tutti e grazie.

                 La seduta è tolta alle ore 21.35 (*)


    (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                         225a SEDUTA PUBBLICA
                 Mercoledì 28 ottobre 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

         2)   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
           sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
           23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
           D.F.B. 2020. Mese di gennaio . (n. 721/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
           sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
           23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
           D.F.B. 2020. Mese di febbraio . (n. 770/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         4)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'Economia

   N.  1440  -  Chiarimenti sull'impiego di personale SAS proveniente
  dall'Albo unico di cui all'art. 64 della l.r. n. 21 del 2014 presso
  Irfis-FinSicilia e sulle modalità di individuazione ed assegnazione
  dello stesso per l'attività d'istituto.
   Firmatari: Lentini Salvatore
   -  Con  nota  prot.  n.  30790/IN.17  del  18  settembre  2020  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   N.  1451  -  Chiarimenti in merito alla mancata  approvazione  del
  bilancio  di  esercizio riferito all'anno 2018 da parte  del  Parco
  scientifico e tecnologico della Sicilia S.c.p.a.
   Firmatari: Sunseri Luigi;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti   Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Schillaci  Roberta;  Di  Caro  Giovanni;   Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
   -  Con  nota prot. n. 32735/IN.17 del 5 ottobre 2020 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si comunica che l'onorevole Giovanni Bulla, con nota prot. n. 3012-
  ARS/2020 del 20 ottobre 2020 ha chiesto di apporre la propria firma
  al  disegno di legge n. 851  Istituzione e disciplina del  Registro
  regionale dei comuni con prodotti De.Co. .

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Educazione alla cittadinanza globale. (n. 846).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 ottobre 2020.
   Parere IV.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  Italiana,  ai sensi dell'art. 18  dello  Statuto  della
  Regione  siciliana,  recante  Modifiche al decreto  legislativo  21
  aprile 2011, n. 67  (n. 848).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 ottobre 2020.

   -  Disposizioni  urgenti  al  fine di contenere  i  danni  causati
  dall'incendio  divampato nei Comuni di Naso, Frazzanò,  Mirto,  San
  Marco d'Alunzio, Longi, Santo Stefano di Camastra e Reitano e nelle
  abitazioni circostanti, sabato 3 ottobre 2020 (n. 849).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 ottobre 2020.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Misure  urgenti  per  il rilancio delle attività  produttive  a
  seguito  dell'emergenza  Covid  19 Rigenerazione  aree  ed  opifici
  industriali degli agglomerati gestiti dall'IRSAP (n. 845).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 ottobre 2020.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Disposizioni per il Consorzio per le autostrade  siciliane  (n.
  783).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 26 ottobre 2020.

   -  Nuovo  Ordinamento per la costituzione del Consorzio  Regionale
  per la protezione ambientale della Regione Sicilia. (n. 843).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 ottobre 2020.
   Parere I.

   -  Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 3 marzo 2020, n.
  3. Disposizioni in materia di contrasto all'inquinamento. (n. 844).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 21 ottobre 2020.

   -  Accesso  dei  disabili motori ai percorsi escursionistici.  (n.
  847).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 ottobre 2020.
   Parere VI.

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Consiglio   di  amministrazione  della  stazione   consorziale
  sperimentale   di   granicoltura  per  la   Sicilia.   Designazione
  componente con funzioni di Presidente. (n. 135/I).
   Pervenuto in data 21 ottobre 2020.
   Inviato in data 21 ottobre 2020.

            Comunicazione di ritiro di  richiesta di parere

   Si  comunica che con nota acquisita al prot. n. 8538-DIG/2020  del
  19  ottobre  2020,  il  Presidente della  Regione  ha  ritirato  la
  richiesta  di parere n. 122/I  Istituto autonomo case  popolari  di
  Catania. Designazione componente del Consiglio di amministrazione .

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Istituto   regionale   delle   attività   produttive   (IRSAP)
  Designazione Commissario straordinario (n. 120/I).
   Reso in data 21 ottobre 2020.
   Inviato in data 21 ottobre 2020.

   -  Legge regionale 14 maggio 2009, n. 14 e successive modifiche ed
  integrazioni. Designazione Presidente Fondo pensioni (n. 130/I).
   Reso in data 21 ottobre 2020.
   Inviato in data 21 ottobre 2020.

              BILANCIO (II) - ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Schema  di  disposizioni attuative dell'articolo 10,  comma  16
  della  legge  regionale 12 maggio 2020, n. 9, perla concessione  di
  contributi  a fondo perduto a favore delle microimprese  artigiane,
  commerciali,  industriali  e di servizi (BonuSicilia)  (n.  134/II-
  III).
   Reso in data 15 ottobre 2020 dalla II Commissione
   Reso in data 20 ottobre 2020 dalla III Commissione
   Inviato in data 20 ottobre 2020.

       Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
               del Presidente del Consiglio dei Ministri

   Si  comunica  che  il Presidente del Consiglio dei  Ministri,  con
  ricorso  del 12 ottobre 2020, ha impugnato il comma 1 dell'articolo
  5   della   legge  regionale  11  agosto  2020,  n.  17    Riordino
  dell'Istituto  Zooprofilattico  sperimentale  della  Sicilia ,  per
  violazione dell'articolo 17, lettere b) e c) dello Statuto speciale
  nonché dell'articolo 117, terzo comma, e 120, secondo comma,  della
  Costituzione.

   Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentata:

   N.  1527 - Iniziative volte alla tutela, alla valorizzazione e  al
  rilancio del sito minerario del Parco Floristella Grottacalda.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Lupo Giuseppe

   L'interrogazione  sarà  posta all'ordine  del  giorno  per  essere
  svolta al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentate:

   N.  1526  -  Riapertura del Museo interdisciplinare  regionale  di
  Messina (MU.ME).
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Cracolici  Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  1528 - Attingimento idrico dal lago Biviere di Gela effettuato
  dal Consorzio di bonifica Sicilia Occidentale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Damante  Concetta;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Le  interrogazioni saranno inviate al Governo ed  alle  competenti
  Commissioni.

   - con richiesta di risposta scritta presentata:

   N.  1529  -  Iniziative  rivolte  alla  mitigazione  del  dissesto
  idrogeologico nel Comune di Sant'Angelo Muxaro (AG).
   - Presidente Regione
   Di  Caro  Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   L'interrogazione sarà inviata al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  316  -  Copertura  finanziaria per  l'attuazione  della  legge
  regionale  per la tutela della salute e del territorio  dai  rischi
  derivanti dall'amianto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Calderone  Tommaso  A.; Savona Riccardo; Papale Alfio;  Pellegrino
  Stefano; Gallo Riccardo; Mancuso Michele; Caputo Mario

   N.  317  -  Eliminazione del pedaggio autostradale per i residenti
  nel tratto dell'A20 tra Messina e Villafranca Tirrena.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cracolici  Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;  Arancio
  Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  318  -  Nomina  di commissario straordinario presso  la  Città
  Metropolitana  di  Catania a seguito della sospensione  di  diritto
  dalla carica di Sindaco.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Sammartino Luca

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.   438  -  Misure  per  fronteggiare  l'emergenza  migranti  sul
  territorio della Regione siciliana.
   Amata Elvira; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
   Presentata il 29/07/20

   N.   439   -   Avvio  dei  procedimenti  diretti  alla  variazione
  territoriale  per  l'erezione a Comune autonomo della  frazione  di
  'Cassibile Fontane Bianche' di Siracusa.
   Cannata  Rossana;  Campo Stefania; Cafeo Giovanni  Luca;  Ternullo
  Daniela
   Presentata il 31/07/20

   N.  440 - Istituzione della Riserva Naturale Bosco Santo Pietro  e
  ripristino  della  flora  andata distrutta  a  causa  degli  eventi
  incendiari succedutisi negli ultimi anni.
   Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
   Tancredi Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 3/08/20

   N.  441  - Richiesta dello stato di emergenza al Governo nazionale
  per  il  disastro  ambientale provocato dai roghi e  per  l'impiego
  dell'Esercito nella prevenzione degli incendi in Sicilia.
   Lo  Curto Eleonora; Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo Margherita;
  Bulla Giovanni; Lo Giudice Danilo
   Presentata il 4/08/20

   N.  442  -  Interventi urgenti a sostegno della  salvaguardia  dei
  livelli occupazionali dei dipendenti di Riscossione Sicilia S.p.A.
   Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 5/08/20

   N.  444  -  Misure  volte  a  favorire la  trasparenza  sul  grano
  d'importazione   e   la  commercializzazione  dei   grani   antichi
  siciliani.
   Palmeri  Valentina;  Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 10/09/20

   N.  457  -  Iniziative  per il divieto di  importazione  di  grano
  trattato con glifosato in fase di pre-raccolta.
   Palmeri  Valentina;  Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 20/10/20

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni