Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.07
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che il Presidente Musumeci
ha appena comunicato che ritarderà 15 minuti. Approfitterei per
convocare una velocissima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per decidere cosa fare e tornare in Aula alle ore
16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.08, è ripresa alle ore 16.24)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho parlato nuovamente con il
Presidente della Regione.
Poco fa con i Capigruppo, visto che devo parlare della cosa che ci
siamo detti, avevamo detto di chiudere per le 20.00, però il
Governo ritarda.
Siccome stanno facendo una cosa che devono presentare in Aula, ho
detto al Governo di fare pure con comodo, ma che il dibattito
durerà quattro ore dal momento in cui loro arrivano.
Io credo che sia inutile stare qui ad aspettare perché
impiegheranno ancora un po' di tempo, direi di riaprire
direttamente la seduta alle ore 17.00, quindi si chiuderà alle ore
21.00.
Il Presidente mi ha chiesto questa cortesia, di ritardare un
attimo, perché stanno facendo delle cose che devono presentare e mi
sembra che non sia il caso di dirgli di no. Quindi, accettiamo
volentieri questa proposta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna l'onorevole
Fava.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. In realtà, siccome ho seguito anche
altri dibattiti, oltre a quelli interessantissimi che saranno
affrontati oggi e alcuni di questi certamente hanno visto impegnata
anche la Presidenza insieme ad alcune iniziative dell'assessore
Bandiera - assessore, se per un attimo insieme al Presidente, può
ascoltare - in considerazione del fatto che diverse sono le
criticità affrontate sul sistema dei consorzi di bonifica, visto
che tra i temi importanti che oggi tratteremo c'è anche quello
degli incendi boschivi, in considerazione del fatto che, collegato
a queste criticità, abbiamo almeno due temi, ovvero quello
dell'organico carente legato ai consorzi di bonifica che è connesso
sia all'aumento dei costi di gestione che agli scarsi servizi, se
era possibile, Presidente Micciché, sul tema dei consorzi avviare,
insomma, un sistema di riforma - ho visto che trasversalmente
diversi parlamentari se ne sono occupati da Fratelli d'Italia, al
PD, al Movimento Cinque Stelle - e siccome poi ovviamente i
servizi offerti da ditte esterne aggravano i costi di gestione e
siccome è opportuno riqualificare il personale e siccome sarebbe
opportuno avviare in automatico l'iter relativo al turn-over,
volevo chiedere se, con riferimento a questo dibattito sugli
incendi boschivi, siccome noi ci troviamo ad affrontare,
complessivamente, il tema dell'ecosistema ambientale che ormai in
Sicilia è un tema emergenziale, in termini di prevenzione, in
termini di dissesto idrogeologico, in termini anche di consorzi di
bonifica e di sistema irriguo, in che termini, signor Presidente,
noi riusciamo a dare garanzie a questo impegno preso che, devo dire
la verità, ha visto lei stessa impegnata su questo argomento?
PRESIDENTE. La ringrazio. Io ho preso, come Presidente
dell'Assemblea, un impegno con questa categoria, ne abbiamo parlato
già con tutti i partiti o con quasi tutti i partiti. Esiste già una
proposta che è stata consegnata alla Commissione, il mio impegno,
sentito tutti gli altri, è quello di far sì che entro la fine
dell'anno questa sia norma, sia legge già definitiva, per cui
probabilmente da non inserire nella finanziaria che finirebbe
sicuramente ad anno nuovo, per cui stiamo valutando l'opportunità
di poterla inserire in qualche disegno di legge che sia pertinente,
se non ci dovessero essere disegni di legge pertinenti, ne facciamo
oggetto di legge specifica, anche se è un articolo soltanto, per
garantire questa situazione per cui possono stare tranquilli tutti.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Io intervengo per
quanto riguarda la dichiarazione dello stato di calamità naturale
ed emergenziale in merito alla bomba d'acqua che si è verificata a
Palermo il 15 luglio, se non sbaglio.
Apprendo da notizie di stampa, che in merito ad una lettera
ricevuta dal Presidente del Consiglio Conte, si è appreso che la
Regione non ha avviato alcuna pratica istruttoria.
Signor Presidente, mi sembra un fatto alquanto grave: Necessita
lo stato di calamità naturale per attivare tutte le procedure di
risarcimento dei danni causati da quel violento nubifragio che ha
colpito la città , la nota della Presidenza del Consiglio chiarisce
che senza l'istruttoria da parte della Regione, la protezione
civile nazionale non può avviare la procedura per la dichiarazione
dello stato di emergenza e quindi, consequenzialmente, anche il
rimborso dei danni che hanno subìto alcuni soggetti che in quel
momento si trovavano a Palermo.
Per cui, io chiedo a lei, Presidente dell'Assemblea, ma chiedo qui
anche, non vedo tra i banchi né il Presidente né la parte
PRESIDENTE. Ho avvertito che stanno arrivando, infatti questo è un
dibattito extra perché il dibattito lo inizieremo alle 17.00, come
già comunicato.
TAMAJO. Presidente, siccome tanti cittadini palermitani desiderano
sapere notizie in merito a questo argomento, allora io chiedo a
lei, Presidente, se si può fare portavoce o a qualche componente
del Governo di illustrarci qual è stato il percorso e se ancora non
è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, desidero sapere
il perché. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, Assessori, colleghi
parlamentari, io mi ricollego all'intervento fatto sulla bonifica.
Presidente, noi siamo contenti di sentirla assumere l'impegno
perché non è reato, cioè che il fatto che il Presidente
dell'Assemblea si assuma l'impegno per spingere la riforma sui
consorzi di bonifica a me fa piacere.
Mi permetto di dire che sono passati 3 anni e sono 3 anni che
urliamo sui consorzi di bonifica. Cioè io non so se . ci saranno
almeno una ventina di interventi miei in Aula
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, per essere precisi, io non mi
sto impegnando su una riforma, mi sto impegnando su un emendamento
che è stato passato in Commissione e io mi sono impegnato a farlo
votare entro quest'anno.
DIPASQUALE. Questo è ovvio, però
PRESIDENTE. La riforma è una cosa che è un poco più vasta.
DIPASQUALE. No, però siccome lei ha avuto parole, non ora, ha
avuto sulla riforma, lei a qualcuno
PRESIDENTE. Certo.
DIPASQUALE. L'ha assunto l'impegno sulla riforma; io non ne dico
cose a caso, Presidente.
PRESIDENTE. Io però l'impegno lo posso prendere se viene
presentato un emendamento e farlo arrivare in Aula; l'impegno su
una riforma sono i partiti che la devono presentare, non la posso
presentare io.
DIPASQUALE. Lei ha avuto modo incontrando i lavoratori del
consorzio
PRESIDENTE. Sissignore.
DIPASQUALE. di assumere ed io le dico ha fatto bene, non sono
scandalizzato, Presidente
PRESIDENTE. E sono certo di potere mantenere questo
DIPASQUALE. Io sono
PRESIDENTE. Lo so, lo so
DIPASQUALE. E lei che è Presidente dell'Assemblea, il fatto che
assuma l'impegno è importante. Cioè non è motivo di scandalo, è
importante e non trovo difficoltà a dirlo qui dentro.
Quindi, fermo restando quello che ha detto il collega che è
intervenuto sul turn over, ne parleremo quando arriverà e diremo
ognuno si esprimerà per quello che pensa, però la vera questione è
la riforma, e da 3 anni noi siamo fermi sulla riforma. E solamente
quando faremo la riforma dei consorzi di bonifica, noi avremo la
possibilità di dare un futuro serio non solo ai lavoratori della
bonifica ma anche agli agricoltori perché noi siamo riusciti, ormai
da tempo compreso gli ultimi 3 anni, a mettere in crisi il comparto
tutto che è legato alla bonifica, tutto. Quindi, al collega
Figuccia io dico sì di questo ne discuteremo, al Presidente della
PRESIDENTE. Scusate, non dibattete tra di voi.
DIPASQUALE. al Presidente dell'Assemblea bene ha fatto e bene fa
a prestare un occhio di riguardo e di attenzione, anche perché
passato è troppo tempo che parliamo di bozze e di ipotesi di
bonifica.
Mi permetto di dire che ci sono però delle urgenze, ci sono
consorzi di bonifica dove i lavoratori non hanno preso stipendio,
per fortuna qualcosa si è mossa ultimamente, ma che non hanno preso
stipendi per decine di mesi, per diversi mesi. Sono delle cose che
sono impensabili. Mi auguro che quest'attenzione anche durante la
Finanziaria, io come al solito ripresenterò gli emendamenti insieme
agli altri colleghi e così via, mi auguro che
PRESIDENTE. Perché non si va a fare un testo di riforma della
DIPASQUALE. Ma ci sono i testi, il problema è che questa
maggioranza non li fa uscire dalla Commissione, Presidente, così
come altri, io mi auguro che possano uscire dalla Commissione e
venire in Aula. E' da 3 anni che parliamo di riforma dei consorzi
di bonifica eccetera, eccetera.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, scusi, siccome ogni intervento
mi stuzzica, mi dà e mi interessa, quindi, è giusto che io mi
interessi delle cose che vengono dette. Io alla prossima Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari chiederò di inserire tra le
priorità per le Commissioni se ci sono dei testi, lo stanno
verificando, sui testi di riforma della questione, dopodiché
pregherò l'onorevole Ragusa, Presidente della Commissione Attività
produttive , di cominciarla a studiarla insieme alle altre
Commissioni competenti per materia.
Sarò mio compito perché io fino ad adesso in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari non ne ho sentito parlare;
quindi, se qualcuno me lo sottolinea alla prossima Conferenza
certamente sia sicuro che se esistono dei testi li mettiamo
velocemente in cammino.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
comunicare, ahimè, che praticamente ancora siamo in attesa da circa
un anno per avere finalmente assegnati dei locali idonei al nostro
partito. Tenga presente che siamo in quattro e viviamo in 30 metri
quadrati.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, però questo non è oggetto di
dibattito d'Aula, se volete ci incontriamo subito dopo e ne
parliamo. Non sapevo che ci fosse un disagio, me ne faccio carico,
le dico subito che me ne faccio carico personalmente, ma chi ci
ascolta da casa
LENTINI. Invece, lo devono sapere tutti E poi la collega,
onorevole Ternullo, di Ora Sicilia , ancora da quando si è
insediata non fa parte di una Commissione. E allora, se vogliamo
andare avanti e portare avanti i lavori così come noi, come Ora
Sicilia è schierata con il centrodestra, noi da questo momento,
Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, mi dicono gli Uffici che oggi,
stamattina, sono stati assegnati i locali al Gruppo parlamentare
Ora Sicilia .
LENTINI. Sono a conoscenza dei locali che vogliono assegnare e non
sono idonei.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, però non può essere oggetto di
dibattito d'Aula, io le chiedo scusa.
LENTINI. Presidente, mi ascolti. Lei mi dica quando dobbiamo
parlarne.
PRESIDENTE. Subito dopo l'Aula ci vediamo fuori.
LENTINI. Dopo l'Aula alle 10.00?
PRESIDENTE. Allora, domattina. Vuole che interrompiamo l'Aula per
discutere di questo?
LENTINI. Va bene, se non risolviamo questo problema noi fino a
quando non viene risolto il problema noi non parteciperemo più ai
lavori d'Aula.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
approfittare della presenza dell'assessore Grasso perché ho saputo
attraverso notizie stampa della riorganizzazione degli Uffici
regionali, quindi riunioni fiume in merito a questa questione.
Siccome l'altra volta, la settimana scorsa abbiamo fatto una
audizione per la questione del ricollocamento dei lavoratori
dell'Istituto Incremento Ippico, visto che c'è, appunto, il piano
del fabbisogno triennale che ha carenza di personale tra cui
lavoratori di categoria C, come sono appunto i lavoratori
dell'Incremento Ippico, volevo capire se avete dialogato insieme
all'assessore Bandiera che era presente in Commissione e se ci sono
notizie rispetto alla ricollocazione perché queste persone,
chiaramente, sono appese ad un filo e vorrebbero sapere qualcosa in
merito. Grazie.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funziona pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funziona pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire alla collega
che è un argomento che è stato trattato ma dall'assessore Bandiera,
dal direttore Cartabellotta perché è competenza esclusiva loro,
quindi, non riguarda il personale regionale ma proprio il personale
dell'Incremento Ippico.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 17.00)
La seduta è ripresa.
Dibattito sulle comunicazioni rese dai competenti Assessori
regionali sulle seguenti materie:
1 - Stato di attuazione della legge di stabilità
regionale per l'anno 2020
2 - Riapertura delle scuole in Sicilia
3 - Attuale emergenza sanitaria dal Covid-19
4 - Emergenza incendi che hanno interessato il
territorio regionale
PRESIDENTE. Presidente Musumeci, buonasera. Iniziamo la seduta.
Comunico soltanto i tempi a disposizione dei Gruppi per gli
interventi: il Movimento Cinque Stelle complessivamente 42 minuti,
20 minuti Forza Italia, 32 minuti PD, 15 minuti Diventerà
Bellissima, 15 minuti UDC, 14 minuti Popolari e Autonomisti, 29
minuti Attiva Sicilia, 29 minuti Ora Sicilia, 11 minuti Fratelli di
Italia - lei 11 minuti - 10 minuti Lega e 10 minuti Misto.
Allora, Presidente lei cosa preferisce fare? Fare un intervento
all'inizio?
MUSUMECI, presidente della Regione. Sì. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente.
Onorevoli colleghi, credo che sia importante mantenere fede
all'impegno assunto alcuni mesi fa quando, nel riprogrammare i
lavori che dovevano disciplinare le relazioni del Presidente
all'Aula, abbiamo concordato un incontro semestrale che, in questa
occasione, credo non possa prescindere essenzialmente da tre punti:
l'epidemia del Covid-19, così come sta manifestandosi in Sicilia
con le relative iniziative adottate dal Governo; la
riprogrammazione dei fondi che debbono dare concretezza alla legge
di stabilità del 2020; gli obiettivi ai quali bisogna improntare il
disegno di programmazione dei Fondi del Recovery Fund che l'Unione
europea mette a disposizione della nostra Nazione.
Naturalmente mi offro al dibattito dell'Aula, anche alla luce
delle relazioni che qui sono state, nelle scorse settimane, svolte
da alcuni componenti il Governo su determinate materie.
La situazione dell'epidemia in Sicilia segnala una crescita
costante dei contagi che si muove in linea di coerenza con il
quadro nazionale, seppure con una minore incidenza percentuale sul
rapporto tra contagiati e popolazione. L'andamento epidemiologico,
come non sfugge a nessuno di voi, è il faro di riferimento per le
scelte di politica sanitaria. La politica, le scelte della politica
- come amo ripetere spesso - sono consequenziali al numero dei
contagi.
La nostra Regione ha adottato un primo piano, già nel mese di
aprile del 2020, poi sostituito con una diversa programmazione per
la fase estiva e, adesso, è prossima alla presentazione di un nuovo
documento programmatico che tiene conto del margine di crescita
dell'ospedalizzazione fino al fabbisogno di 2.500 posti letto, il
20 per cento dei quali ripartiti tra terapia intensiva e
subintensiva secondo le linee di guida fornite dalle indicazioni
nazionali.
Prima di entrare nel merito di alcune comunicazioni che si
aggiungono a quelle già rese in Aula dall'Assessore per la sanità,
esiste una differenza sostanziale tra la prima fase dell'epidemia e
quella che stiamo vivendo in questi giorni. Abbiamo iniziato questa
esperienza senza che fossero noti protocolli medici, con lo sguardo
sempre rivolto alla situazione del Nord Italia e a quel numero
enorme di contagi; mancavano tamponi, scarseggiavano dispositivi di
protezione individuale, non c'era alcun accesso a test diagnostici
rapidi; come tutte le altre Regioni durante il lockdown sono state
sospese le attività sanitarie ordinarie, con l'unica eccezione per
prestazioni urgenti o non differibili.
Oggi, il contesto è profondamente diverso: abbiamo rafforzato con
oltre 3 mila nuovi operatori il nostro sistema sanitario e abbiamo
creato un supporto territoriale con l'istituzione delle U.S.C.A.,
che sono e si rivelano ogni giorno di più presidio indispensabile
per alleggerire la tensione ospedaliera.
Siamo tra le Regioni italiane che si sono dotate per prime di test
diagnostici rapidi, di tamponi antigenici, di test sierologici.
Abbiamo testato oltre 460 mila casi singoli con test molecolari e
oltre 250 mila con test sierologici. Con i tamponi rapidi
antigenici saremo presto a 100 mila cittadini già testati e grazie
al bando di reclutamento, che si è concluso, avvieremo una forte
campagna a partire dalla popolazione in età scolastica, che è
quella che maggiormente, assieme agli anziani, richiama la nostra
attenzione.
Esistono criticità, certo. Inutile negarlo, soprattutto nelle
ultime settimane. Criticità legate all'enorme numero dei soggetti
sottoposti ad isolamento volontario, anche tra i cosiddetti
contatti stretti nelle scuole.
Stiamo lavorando senza risparmio di energie e mi auguro che
l'istituzione delle U.S.C.A. scolastiche, decisa solo in Sicilia a
seguito di una mia ordinanza, possa essere presto una buona
risposta a un problema che esiste e che stiamo affrontando.
Ma c'è un dato che deve essere tenuto in adeguata considerazione:
tra il periodo di marzo-aprile e il periodo di settembre-ottobre il
nostro sistema sanitario ha reso il 120 per cento in più delle
prestazioni sanitarie. E ancora oggi, sperando di contemperare i
disagi con la necessità di garantire il diritto alla salute, siamo
fermi sulla nostra posizione di non sospendere le attività di cura
per tutti coloro che non sono malati di Coronavirus. Dove è
possibile fare lo stiamo facendo.
Un'ultima notazione, e lo dico senza alcuna vena polemica: ho
letto in più interventi negli ultimi giorni che la Sicilia avrebbe
buttato il periodo dell'estate. Nulla di più falso. Lo dimostra
peraltro il potenziamento della rete territoriale, lo dimostrano le
assunzioni fatte, i programmi di cura adottati, il tracciamento dei
turisti. Ma, soprattutto, lo dimostra l'avvio di opere nelle
strutture ospedaliere, alcune delle quali sono già state completate
e consegnate.
Ricorderete che il Governo centrale ha approvato la nostra
proposta di potenziamento della rete delle terapie intensive e
subintensive. Si tratta di 128 milioni di interventi, per i quali
sono stato delegato solo lo scorso 7 ottobre. Abbiamo una tabella
di marcia che è serratissima e dobbiamo sperare di recuperare il
tempo perduto, perduto non da noi, naturalmente, nel senso che se
la delega fosse arrivata nel mese di luglio, forse qualche
struttura avremmo potuto nel frattempo completare.
L'obiettivo resta uno: fare in modo che dopo l'emergenza possa
esistere un sistema sanitario più forte, più radicato
territorialmente, più moderno tecnologicamente, più digitale, più
adeguato ai nostri tempi.
Ho detto all'inizio che la situazione epidemiologica segnala nella
nostra Isola una crescita costante dei contagi. In alcune Regioni
d'Italia la situazione è di emergenza, in altre è di grave
emergenza. Noi non siamo, per fortuna, in questa condizione. Non
escludiamo ci si possa arrivare con il moltiplicarsi di contagi
che, per esempio, in Umbria hanno, nelle ultime due settimane,
superato il 200 per cento. E abbiamo adottato una ordinanza che
tenesse conto, da un lato della esigenza di contenere la diffusione
del contagio; dall'altro dell'esigenza di assicurare una vita quasi
normale consentendo al tessuto imprenditoriale isolano di potere
lavorare fino a quando il dato epidemiologico dovesse consentirlo.
Il DPCM del Governo centrale è stato molto restrittivo rispetto
alla nostra ordinanza e noi presidenti di Regione, in sede di
confronto con il presidente Conte e con i ministri Speranza e
Boccia, abbiamo evidenziato come alcune norme di quel
provvedimento, in particolare la chiusura degli esercizi
commerciali alle ore 18.00 (bar, ristoranti, pizzerie), costituisse
un serio problema per alcune Regioni, cioè per quelle Regioni dove
il dato epidemiologico non presenta una condizione di grave
emergenza e dove il tessuto imprenditoriale può ancora resistere ed
organizzarsi nel rispetto delle linee guida fissate e concordate
dalla Conferenza Stato-Regioni.
Purtroppo, il Governo centrale ha ritenuto di non dovere
accogliere alcune nostre richieste nonostante si fosse sottolineata
la differenza fra Regione e Regione. Chiudere alle ore 18.00 i
ristoranti in una Terra come la nostra significa non tenere conto
del fatto che fino alle ore 18.00, solitamente, i nostri
ristoranti, le trattorie non lavorano in Sicilia, sono luoghi di
incontro nelle ore serali e stabilito il rispetto delle norme con
cui bisogna stare seduti ad un tavolo, alcuni ristoranti, alcuni
esercizi, avrebbero potuto ancora, per qualche settimana, svolgere
la propria attività.
In Lombardia si va al ristorante alle ore 20.00, alle ore 19.30,
di solito si cena presto. Se uno entra in un ristorante in Sicilia
alle ore 19.30 gli fanno il TSO.
Ecco perché ritenevamo che fosse giusto adattare le norme alla
realtà, alle abitudini della nostra Terra senza per questo dovere
compromettere il diritto sacrosanto alla tutela della salute.
Ho visto nella mia città alcuni cittadini aspettare in piedi il
cibo pronto da portare a casa, erano nove cittadini che stavano
l'uno accanto all'altro senza alcun rispetto di distanza fisica; se
quei cittadini fossero stati ammessi a sedere a tavola ad un metro,
un metro e mezzo di distanza, forse avremo evitato qualche contatto
in più. Questo è solo uno dei tanti esempi.
I musei aperti e i teatri ed i cinema chiusi. E' un tema sul quale
ci siamo confrontati col Governo centrale spiegando che in un
teatro, in un cinema, se si lasciano due posti liberi c'è la
sufficiente distanza per potere consentire a quelle imprese che
operano nel mondo culturale di poter continuare a lavorare ancora
per una, due, tre settimane, speriamo senza interruzioni ma
l'interruzione c'è già stata.
E, allora, riteniamo, con tutto il rispetto per il Governo
nazionale, di rivendicare il diritto a disciplinare soltanto su
alcune materie le misure che i Presidenti di Regione possono
adottare, che finora sono restrittive e che potrebbero essere
estensive. Lo facciamo senza alcuno spirito, come dire, di
rivendicazionismo sterile e inutile ma solo perché su alcune
materie possiamo intervenire meglio di come una norma generica
possa disciplinare la realtà territoriale che, nella sua
specificità, soltanto noi Presidenti delle Regioni conosciamo
meglio e più di quanto possa conoscere il Governo centrale col
quale abbiamo sempre avuto e continuiamo ad avere, nel rispetto
della dialettica reciproca, un rapporto improntato alla
collaborazione.
Questa idea di chiedere deroghe anche per le materie restrittive,
estensive non è nuova. In questi giorni circola una norma della
provincia autonoma di Bolzano con la quale si disciplinano le
misure di contenimento della diffusione del virus - leggo
testualmente - nella fase di ripresa delle attività.
Come sapete, la provincia autonoma di Bolzano è dotata di Statuto
speciale esattamente come la nostra Regione; questa norma non è
stata impugnata dal Governo, vuol dire che il Governo centrale la
ritiene compatibile con l'ordinamento costituzionale, quindi, senza
volere compiere alcun oltraggio all'integrità dello Stato, stasera
il Governo regionale si riunirà per adottare un disegno di legge
che richiami, nella forma e nella sostanza, la legge già adottata e
approvata dal Governo centrale - se lo ha fatto per Bolzano non si
capisce perché non possa farlo per la Sicilia -, e mi auguro che su
questo tema si possa trovare - signor presidente Miccichè io la so
molto sensibile a questi temi - la condivisione del Parlamento,
naturalmente su alcune materie, non su tutte, penso ai beni
culturali per esempio che è materia sulla quale abbiamo potestà
primaria, penso ad alcune attività legate al turismo. Questo per
quanto riguarda la situazione del Covid.
Per quanto riguarda, invece, i fondi della riprogrammazione post
Covid - ma il post Covid ancora è lontano, purtroppo, e temo che
resterà lontano ancora per qualche tempo -, la legge di stabilità
votata da questo Parlamento è stata essenzialmente improntata
all'obiettivo di dare risposte al tessuto imprenditoriale e al
tessuto sociale di questa nostra Isola fortemente messi in
ginocchio dalla terribile epidemia.
Anche qui si è andati avanti a tappe forzate, credo senza perdere
un solo giorno rispetto al calendario imposto dalle procedure, che
non sono procedure semplici, non sono procedure snelle, non sono
procedure facili.
Ricordo che la legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana il 14 maggio del 2020, abbiamo dovuto
attendere 60 giorni per la scadenza del termine per evitare che il
Governo nazionale potesse impugnarla, quindi arriviamo al 14 luglio
e, tuttavia, nel frattempo, non siamo rimasti con le mani in mano.
L'11 giugno con una mia direttiva sono stati precisati gli ambiti
emergenziali in cui doveva attenersi la richiesta programmazione;
il 15 giugno il Dipartimento programmazione, anche in esito ad
alcune riunioni tenutesi presso la Presidenza, ha proceduto a
elaborare una proposta di riprogrammazione del PO-FESR 14- 20
effettuando una puntuale analisi mirata ad analizzare la coerenza
delle iniziative previste dalla legge di stabilità con gli
obiettivi e le finalità del PO-FESR; a individuare le procedure non
attivate o in ritardo di attuazione al fine di definire le risorse
riprogrammabili sulla base dei vincoli; a valutare i profili
connessi all'eleggibilità della spesa del PO; ad individuare le
altre fonti finanziarie per il finanziamento degli ulteriori
interventi previsti dalla legge di stabilità. Questo in ossequio
all'articolo quinto, comma 2, della legge di stabilità che, lo
ricordo, ha limitato la riprogrammazione dei fondi extra-regionali
e del POC 14- 20 alle risorse dico testualmente libere da atti
giuridicamente vincolanti o prive di graduatorie di assegnazione e
fatti in ogni caso salvi i procedimenti in fase di istruttoria'.
Il 16 giugno, siamo a un mese dalla pubblicazione della legge di
stabilità, la proposta di riprogrammazione è stata discussa e
condivisa con i rappresentanti del Dipartimento delle politiche di
coesione, dell'Agenzia della coesione territoriale dell'Anpal e si
è concordato un percorso di revisione del PO in due fasi: una prima
relativa alla riprogrammazione di circa 400 milioni che riguarda le
iniziative Covid-19, individuate nell'ambito della legge di
stabilità; una seconda, più ampia, che recepirà il contenuto
dell'accordo Stato-Regione da definire successivamente con la
stipula dell'accordo entro le prossime settimane.
Il 25 giugno e il 1 luglio la proposta esecutiva di
riprogrammazione e l'integrazione alla stessa, assieme alla
documentazione necessaria, è stata formalizzata al Dipartimento
programmazione; le proposte sono state trasmesse il 26 giugno e il
7 luglio all'Assemblea regionale siciliana per l'acquisizione del
parere da parte delle competenti Commissioni legislative.
Il 22 luglio, appena decorso il termine per il pericolo
dell'impugnativa, l'Ufficio per il coordinamento dell'attività
legislativa dell'ARS ha comunicato che la II Commissione
legislativa, nella seduta del 14 luglio, e la Commissione per
l'esame delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea,
nella seduta del 21 luglio, hanno espresso parere favorevole sulla
proposta di riprogrammazione.
Il 23 luglio, appena un giorno dopo, la Giunta ha approvato la
proposta di riprogrammazione e il 9 agosto ha apprezzato in via
definitiva il documento completo di riprogrammazione del PO-FESR
14-'20, come sapete, documento propedeutico all'avvio della
procedura di consultazione del Comitato di sorveglianza per l'esame
e la successiva approvazione.
Il 9 settembre con Direttiva presidenziale gli Assessorati
competenti, nelle more della definitiva approvazione da parte della
Commissione europea, sono stati comunque invitati ad attivare con
immediatezza le procedure per la concreta realizzazione degli
interventi contenuti nella riprogrammazione.
Il 18 settembre la riprogrammazione degli interventi per
contrastare gli effetti della pandemia per circa 400 milioni di
euro del PO-FESR 14- 20 è stata definitivamente approvata dalla
Commissione europea.
Il 26 ottobre, con deliberazione di Giunta, è stata apprezzata la
proposta di riprogrammazione dei fondi FSC per un totale di 569
milioni di euro, a ulteriore copertura finanziaria degli interventi
di contrasto agli effetti della pandemia.
Va, inoltre, aggiunto che è in via di definizione l'istruttoria
relativa alla riprogrammazione delle risorse del Fondo sviluppo e
coesione al fine di addivenire alla stipula dell'accordo Stato-
Regione che, come sapete, è prevista dal decreto legge n. 34 di
quest'anno.
In estrema sintesi così si articola la riprogrammazione: 100
milioni per gli aiuti alle famiglie indigenti, 30 milioni sono
stati già erogati, 70 milioni sono a disposizione dei comuni in
attesa che completino la rendicontazione e sempre che siano ancora
richiesti; 125 milioni per il diritto allo studio; 400 milioni per
le imprese dalla riprogrammazione FESR; 524 milioni dalla
riprogrammazione FSC; per gli enti locali abbiamo destinato 263
milioni di euro.
Non sono somme particolarmente robuste, ma il denaro non si
inventa, è quello che abbiamo trovato nella nostra cassaforte,
quello che è stato speso è stato speso, quello che non è stato
speso lo abbiamo riprogrammato, quello che era riprogrammabile per
metterlo a disposizione.
Non sono cifre esorbitanti, dicevo, ma se guardo la Calabria penso
che siamo abbastanza avanti con quei 162 milioni di euro destinati
al post Covid; la Basilicata, sono Regioni più piccole della
nostra, 91 milioni 880 mila; la Puglia che è molto vicina a noi dal
punto di vista delle caratteristiche territoriali e della
popolazione 468 milioni; il Veneto 372 milioni; l'unica Regione con
la quale possiamo fare un ragionevole paragone è la Campania che ha
destinato 1 miliardo 132 milioni di euro.
C'è il tema legato al Recovery Fund, e su quello, come sapete,
qualche riferimento lo abbiamo già fatto. Mi avvio alla
conclusione, signor Presidente, proprio perché mi piace ascoltare
il dibattito.
Oltre 20 miliardi di euro dovrebbero andare alla Sicilia ma ancora
non si conoscono bene e nei particolari le procedure. Da un
confronto avuto con il Presidente della Conferenza delle Regioni,
il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sappiamo che
le Regioni e complessivamente gli enti locali possono far pervenire
le loro indicazioni entro il 5 novembre.
È chiaro che non sappiamo ancora con esattezza che tipo di
progetto va presentato, se un progetto esecutivo, se un progetto
definitivo, se un elenco di obiettivi ragionevoli.
Ci siamo riuniti più volte - come Giunta di Governo e,
naturalmente, delibereremo prima del 5 novembre, perché vogliamo
trasmettere a Roma l'elenco, puntualmente - abbiamo anche scritto
ai grandi gruppi, penso alle Ferrovie, penso all'ANAS, penso a
TERNA, penso all'ENEL, all'ENI, per chiedere a questi grossi enti
se avessero già dei progetti esecutivi nei loro cassetti da potere
mettere a disposizione della Regione e inserirli nella
programmazione, se ritenuti meritevoli di esserlo.
Tutti hanno risposto con buoni propositi - ed io li ringrazio
anche da questa tribuna - ma nessuno ha detto di avere un progetto
esecutivo pronto.
Pensiamo di dovere cogliere la straordinaria occasione del
Recovery Fund per puntare a dare una strategia alla Sicilia nella
macro area del Mediterraneo. E' una grande, preziosa occasione. La
Sicilia, come sapete, ha bisogno di acquisire un vantaggio
competitivo in quest'area. Per farlo, deve essere capace di
accrescere la propria dotazione di risorse da poterle offrire alle
imprese che operano in quest'area, o che vorrebbero investire in
quest'area.
Le risorse sono strutturali, sono infrastrutturali, sono
tecnologiche. Ecco perché le risorse che l'Unione europea mette a
disposizione con il Recovery Fund diventa, non soltanto per noi -
forse - l'unica occasione da non sprecare.
Il Governo regionale è impegnato a realizzare proprio in queste
settimane un disegno di crescita della nostra Isola su pochi ma
essenziali obiettivi, non cento piccole cose da fare, ma dieci
grandi cose da fare. La Sicilia ha bisogno di infrastrutture
strategiche per potere uscire fuori dalla condizione in cui si
trova. Obiettivi che vogliamo naturalmente condividere, non solo
con questo Parlamento, confrontandoci con le relative Commissioni -
se questa idea fosse condivisa dal signor Presidente della
Conferenza dei Capigruppo - ma vorremmo confrontarci anche con le
ex province e con i comuni.
Saremo tutti chiamati a trasformare le idee in azioni, le linee
strategiche in progetti, progetti da mandare in gara nel più breve
tempo possibile.
Qualcuno mi chiede, soprattutto da parte della stampa, ma voi
volete gestire il denaro assegnato alla Sicilia? . Assolutamente
no Per noi non è assolutamente rilevante sapere chi dovrà gestire
queste procedure e queste risorse. Potrebbe farlo anche il Governo
nazionale - leggevo proprio oggi sul Corriere della Sera di un
possibile Alto commissariato in tal senso. L'importante per noi è
che gli interventi in Sicilia siano realizzati in tempi rapidi e
con percorsi semplificati.
La nostra Terra non può più restare prigioniera della perifericità
e marginalità rispetto al continente europeo, ha una straordinaria
occasione di aprire una stagione con l'obiettivo di rilanciare e
concretizzare gli sforzi che sono stati profusi negli ultimi anni,
facendo diventare la Sicilia una grande piattaforma logistica del
Mediterraneo.
Non possiamo più guardare verso il Nord sapendo di restare una
Regione di periferia, con tutte le diseconomie che questa
condizione geografica e infrastrutturale comporta. Per rendere
possibile questo ambizioso progetto, e presentare quindi un modello
appetibile per il mercato, è necessario secondo noi che le
decisioni sulla intermodalità e sul piano industriale e demografico
siano rapide ed efficaci. Dobbiamo compensare il gap trentennale,
con la realizzazione di una vera area intermodale capace di
costruire un modello che sia basato su infrastrutture viarie e
ferroviarie moderne e affidabili.
Non è pensabile per la Sicilia potere essere la piattaforma
logistica del Mediterraneo senza un modello di intermodalità
sostenibile e adeguato alle richieste del mercato, mentre il
Mediterraneo torna ad essere affollato di navi mercantili che
navigano verso il Baltico, il nord Europa, invece di fermarsi nei
nostri porti. I lavori per le opere necessarie a colmare le lacune
infrastrutturali, come oramai compare fin troppo evidente, non
possono essere lasciati ad Anas e a RFI. Devono avere un'unica
regia che basi gli interventi su tempi certi e non più
procrastinabili, senza più dovere attendere quelle lungaggini
burocratiche che spesso hanno reso e rendono le nuove
infrastrutture già vecchie prima ancora che sia messa la prima
pietra.
Ecco qual è l'obiettivo per noi prioritario nell'utilizzo dei
fondi del Recovery Fund. Naturalmente senza dimenticare, assieme
alle infrastrutture dei trasporti, le infrastrutture sociali, senza
dimenticare la digitalizzazione e le nuove tecnologie, senza
dimenticare la tutela del territorio e la soluzione del problema
risorsa idrica, con la quale molto presto i nostri agricoltori e
tutti noi dovremo fare i conti. Ecco perché abbiamo elaborato un
elenco di priorità che riteniamo possano essere, ci auguriamo,
condivise dal Parlamento e dagli enti locali, il cui percorso noi
non conosciamo, perché non sappiamo che le proposte delle ex
province e dei comuni siano state già presentate a Roma, o invece
si ritiene di doverle affidare ad un unico soggetto che dovrà
interloquire con il Governo nazionale.
Infine, lasciatemi esprimere un auspicio, quello che presto le ZES
possano essere operative. Si è tanto polemizzato su presunte
perdite di tempo da parte della Regione, ma noi quando siamo
arrivati non abbiamo trovato neanche la carpetta, e abbiamo
lavorato perché le ZES, in un confronto quotidiano con gli enti
locali e con i soggetti del territorio, potessero diventare realtà.
Già da tempo sono state trasmesse a Roma, ci siamo incontrati anche
con il Ministro per il Sud, al quale abbiamo rappresentato, ma non
ce ne era bisogno essendo lui siciliano, abbiamo rappresentato
l'importanza di dare subito il via a questa opportunità per le
imprese che già operano, e per quelle che potrebbero venire ad
investire.
Io sono convinto che, se diamo fiato a questo nostro grido di
allarme, non potranno non arrivare le risposte. Questo è in sintesi
signor Presidente, onorevoli colleghi, il punto che desideravo fare
sui tre temi che mi sembrano prioritari in questa attualità
politica, economica, sanitaria e sociale.
Naturalmente viviamo nell'incertezza quotidiana, perché nessuno
più riesce, né a Roma, né al Nord e né al Sud programmare alcunché.
Tutti siamo legati alla velocità e ai capricci di questo terribile
virus, alla sua capacità di essere trasmesso e di diffondersi tra
la gente, non sono mancati gli appelli alla responsabilità e alla
cautela.
Credo che assieme agli appelli esterni, non sia assolutamente
inutile e vano un appello interno; credo che in momenti così
difficili come questi, si possono evitare i motivi di contrasto e
di scontro istituzionale.
Si possono evitare, perché la gente ha bisogno di sentirsi
rassicurata. So che questo è l'appello che il Presidente Conte
rivolge alle opposizioni e al Parlamento nazionale, è l'appello che
rivolgo a tutto il Parlamento siciliano, qui da noi, senza
naturalmente dover impedire, questo spirito di responsabilità in
tempo di guerra, senza dover impedire il legittimo ricorso alle
critiche, che se sono costruttive, se sono edificanti e che, se non
sono mosse, da altre recondite ragioni, possono servire a ciascuno
di noi, che siamo chiamati a governare, in questo momento
difficile.
Un richiamo sempre più costante a fare meglio e a fare di più,
perché nessuno fra questi banchi è esente da limiti, da
responsabilità, da colpe, da errori, per carità, sarebbe
presuntuoso dire il contrario, ma credeteci, ognuno sta
approfondendo il meglio delle proprie energie, per fare onore, non
al Governo, e già sarebbe sufficiente, ma per fare onore a questa
terra di Sicilia, che siamo sicuri saprà rialzarsi meglio e più
forte di prima. E questo Parlamento, e questo Governo, sono la
sintesi e lo specchio di questa Terra di Sicilia.
PRESIDENTE. La ringrazio di questo suo intervento, ma devo dire
con molta franchezza, tutti sanno qual è la mia franchezza nel dire
le cose, ma nel suo intervento c'è uno spunto che non posso non
cogliere, ed è un punto importante; ed è una comunicazione che lei
ci fa fatto su un'eventuale legge, disegno di legge che potrebbe la
Giunta, fare stasera stessa, per limitare le chiusure a causa del
Covid.
Bene, io non posso, lo sapete tutti, ne ho fatto oggetto di
dibattiti e di discussioni in questi ultimi due giorni, anche
personalmente, nelle mie comunicazioni, ho fortemente messo
l'accento sul fatto che noi con queste limitazioni così forti che
abbiamo, rischiamo di fare un danno alla Sicilia, che è certamente
superiore a qualsiasi altro. Piano piano e a poco a poco avevamo
iniziato a riprenderci, questa ulteriore chiusura sarebbe per noi
una mazzata, per cui accolgo con grande interesse la comunicazione
che lei ci ha fatto.
Mi verrebbe da chiedere ai Capi Gruppo un ordine del giorno per
rendere più forte questo tipo di azione, perché tutto il
Parlamento, da giorni, non parla d'altro, e sarebbe veramente
fortissimamente importante. Vedo che ci sono alcuni, che forse lo
hanno già preparato, mi fa enormemente piacere.
Inizio il dibattito, ma su questo argomento del disegno di legge
da presentare questa sera, onorevole Presidente, le do la mia
disponibilità per ricevere l'eventuale ddl e renderlo prioritario
rispetto a tutto, in tempi brevissimi per il passaggio in
Commissione e in Aula, perché credo che mezza Sicilia aspettasse
una notizia di questo genere, aspettasse una sua presa di
posizione, e io non posso che, a nome di tutti, ringraziarla
enormemente per questo tipo di atteggiamento.
Per cui iniziamo il dibattito che era previsto, e do la parola
all'onorevole Cafeo che me lo ha chiesto per primo. E poi tanti
altri, ora iniziamo a iscrivere tutti quelli che chiedono di
intervenire.
Prego, onorevole Cafeo, il suo Gruppo ha 29 minuti
complessivamente a disposizione.
CAFEO. Signor Presidente, ne utilizzerò molti meno. Allora,
brevemente io ritengo che la situazione critica che stiamo vivendo
oltre alle problematiche economiche ed alle problematiche
sanitarie, rischia di far perdere totalmente, se ce ne fosse
bisogno, credibilità all'azione politica messa in campo.
Io devo dire, caro Presidente, che non condivido molto dell'azione
politica messa in campo dal Governo regionale, non condivido il
populismo manifestato da alcune sue forze di Governo a livello
nazionale, che sono passati dal negare la crisi a dire che il
Governo nazionale ha perso tempo, non ho condiviso le sue azioni di
far valere articoli dello statuto tese a farlo diventare il capo
della polizia in Sicilia, non ho condiviso alcune uscite a mio
avviso strumentali sul tema dell'immigrazione. Come, devo dire, che
non ho condiviso neanche le azioni del Governo nazionale legate a
quest'ultimo DPCM in merito a quanto anche lei ha esposto, cioè al
non tenere conto dell'indice di contagio relativo alle varie
regioni. Per cui preciso che, prima del suo intervento, come Gruppo
parlamentare di Italia Viva, nonostante noi sosteniamo il Governo
regionale, mi ero preparato un ordine del giorno che abbiamo
presentato in cui le volevamo dare la forza in questa iniziativa,
non per dare forza a questo Governo, al suo Governo, e lo dico a
scanso di equivoci, perché vede, fra i suoi banchi c'è anche chi
confonde il normale rapporto fra i deputati ed il Governo per cui
basta che un deputato prende una posizione e già si parla di cambi
di casacca, o di cambi di posizione.
Noi restiamo all'opposizione di questo Governo regionale,
sosteniamo il Governo Conte ma non possiamo esimerci di mettere al
centro dell'attenzione la crisi economica e il non condividere la
chiusura di scuole, teatri, cinema e della chiusura anticipata di
tutto ciò che è ristorazione con i posti seduti al tavolo, quindi
non con il servizio per cui avevamo presentato un ordine del giorno
che andava nella logica di darle mandato di impugnare il DPCM in
questa parte. Se il Governo regionale intende seguire un'altra
strada, che è quella di farla dopo un disegno di legge, a me quello
che interessa è che, perché poi sui territori, più del Governo ci
stiamo noi deputati, che rappresentiamo piccole porzioni e, mi
consenta di dire, alcune volte provando a dare una visione che sia
una visione complessiva, non una visione campanilistica ma
trattando i vari argomenti, o ci sforziamo di farlo in termini si
sistema. Per cui questo ordine del giorno, se va bene lo
sottoponete all'Aula, oppure se ne elabora un altro, ma per quanto
ci riguarda su temi che riguardano non la strumentalizzazione
politica ma gli interessi dei siciliani noi, come Italia Viva,
nonostante sosteniamo il Governo Conte, ci assumiamo qui in Sicilia
la responsabilità di dichiarare che è un errore.
Ci tengo a precisare questi aspetti perché sia chiara la posizione
politica. E' una posizione di non voler perdere la credibilità e di
essere consapevoli nei confronti dei cittadini e degli operatori
economici di questa Regione che ancora oggi, caro Presidente, se
devo aggiungere, perché mi compete e perché l'argomento anche di
oggi, alcune osservazioni rispetto alla sua relazione, più che le
date che lei ha enunciato sottolineerei le date che mancano, e mi
spiego meglio.
Vede, quando dico che il COVID ha reso tutto il sistema politico,
ma in Sicilia parlando di noi è ancora più evidente, mette in crisi
il fatto che noi parliamo di cifre, abbiamo parlato, sono sempre le
stesse somme che noi abbiamo dichiarato in finanziaria, che erano
delle somme che ancora non erano disponibili.
Allora, secondo me, le dico due date che mancano in quella sua
relazione. La data di concertazione e di coinvolgimento con chi
opera materialmente nell'economia, che avrebbe evitato tanti
errori, e la data in cui i fruitori di quelle manovre e di quelle
misure, votate con l'appoggio della finanziaria nel Governo,
possano dire: Abbiamo preso i soldi . Veda, mancano queste due
date. La data della concertazione con il territorio e con chi
materialmente opera, che ha creato bandi e misure che non tenevano
conto delle difficoltà reali sia degli operatori che della macchina
amministrativa.
Le faccio presente che oggi non si può più sopportare e,
soprattutto, alle attività produttive ci sono servizi senza
personale e gente che aspetta soldi a prescindere dal CO-VID non so
da quanto tempo. Per cui, la prego di affrontare seriamente questo
tipo di problema.
Le faccio notare che uno dei settori strategici del Recovery Fund
è l'innovazione, è l'economia circolare e quant'altro e molti dei
fondi sono stati presi e tolti alla ricerca e all'innovazione ed è
una scelta che evidenza, a mio avviso personale, una mancanza di
visione strategica su come noi questa economia la possiamo
rilanciare. Perché i settantacinque milioni tolti dalle misure
delle attività produttive, dalla 1.5, è un chiaro segnale che noi
non abbiamo una visione, perché rispetto alle cose che abbiamo
fatto noi abbiamo dato un segnale a tutto il territorio siciliano
che, possibilmente, è più strategico le sugheriere rispetto
all'innovazione tecnologica e alla ricerca. Questa cosa, io
Presidente, è una cosa che non condivido, e che da un segnale
sbagliato a chi vuole venire qui ad investire.
Come le dico, caro Presidente, che sulle ZES lei sa quanto noi
abbiamo fatto la nostra parte, e siamo stati di aiuto, o di sprone
affinché abbiamo ritenuto centrale questa iniziativa sulle ZES.
Le ricordo, caro Presidente, che la nostra azione nel Governo
nazionale ha fatto anche in modo di dare un'opportunità alla
Sicilia, di poter sfruttare un'opzione, prevista dalle ZES - che
era prevista entro il 31 dicembre 2019, e che abbiamo spostato al
31 dicembre 2020 - che è la possibilità di identificare all'interno
delle zone ZES delle zone franche doganali intercluse.
So che, presi dalle emergenze, perché se c'è una cosa evidente è
che, a prescindere dall'emergenza del CO-VID noi siamo alle prese
di emergenze per non avere ancora, e sono passati tre anni caro
Presidente, sviluppato una macchina che sia in grado di programmare
e di rendere visibile agli operatori economici qual è la strategia
di sviluppo della Sicilia.
Per cui, la prego Presidente, noi stiamo anche provando
ulteriormente a spostare questa data al 2021, però si faccia carico
e tenga conto che le zone franche, che l'individuazione delle Zone
franche doganali è un altro tassello centrale dello sviluppo di
questa terra.
Le aggiungo solo una cosa, perché non voglio togliere, due cose,
non voglio togliere spazio ai miei colleghi.
Lei ha parlato di risorse idriche, e ha parlato di risorse idriche
non solo connesse con tutte le infrazioni comunitarie che la
Regione siciliana vive rispetto a depuratori e rispetto all'avvio
delle gare sull'acqua, ma lei ha fatto - perché lei è molto attento
all'agricoltura - ha fatto un preciso appunto in merito alle
risorse idriche connesse, anche, all'agricoltura. Le ricordo che è
da sei mesi fermo, alla commissione bilancio, la legge di riforma
dei consorzi di bonifica e che nel frattempo però, caro Presidente,
abbiamo assistito a emanazione di concorsi per dirigenti quando,
sempre abbiamo dichiarato che mancano gli operai e che non mancano
i dirigenti, e questo rende poco credibile i ritardi. Il suo
Governo, i suoi Uffici, non è che li ha fatti qualcun altro, parli
con il suo assessore.
Ma un altro tema essenziale, Presidente, che io le sottopongo - la
prego - ai Consorzi i commissari chi li ha nominati? Perfetto. Le
dico un altro tema, caro Presidente, perché sono convinto che lei
questa cosa non la sa. Sono anche il relatore della riforma, quando
arriva in Aula la facciamo. Speriamo. Però le dico una cosa, perché
nel frattempo non è che perché c'è la riforma gli altri problemi
non li possiamo affrontare. Le faccio un esempio: sulla base di
tutte le riforme messe in campo da questo Governo, dal bacino
idrico a quant'altro, sta di fatto che i Greci nella nostra
provincia hanno fatto un canale, che si chiama Canale Galermi, e
che ci sono, non so esattamente il numero, ma più di trecento
agricoltori che pagano regolarmente per avere l'acqua dal Canale
Galermi. Oggi non si capisce né di chi è la competenza, né quali
sono le risorse per fare gli interventi e ci sono più di trecento
operatori del settore agricolo che vogliono capire la normale
manutenzione, che prima veniva fatta dal Genio civile, oggi chi la
deve fare.
Perché, veda, rispetto poi al riempirsi di grandi riforme ci sono
alcune cose all'interno della macchina amministrativa che non
funzionano. Ci sono esempi come questo del Canale Galermi, ma
gliene posso citare anche tanti altri: anche le iniziative per gli
interventi sull'edilizia popolare a sostegno per le famiglie
indigenti, abbiamo difficoltà a capire se dipendono dalla Famiglia,
dalle Infrastrutture o dagli Enti locali, perché ognuno sa solo
dire che è responsabilità di qualcun altro.
Per cui, caro Presidente, io auspico che tutta l'azione di questo
Governo diventi più collegiale e che oltre a parlare di riforme,
SAS che si unifica e quant'altro, pensi anche ad affrontare i
problemi quotidiani.
Rispetto al Recovery Fund, Presidente, a me dispiace che entro il
5 novembre questo Governo, sulla base delle indicazioni della
tipologia di stato di attuazione del progetto, presenterà la sua
proposta senza un confronto in Aula per sentire se ci sono delle
proposte da parte dell'Assemblea rispetto alla visione di Sicilia
e, ritengo, cosa ancora più grave, senza un confronto con le parti
sociali.
Chiudo con questa mia riflessione, caro Presidente, che sono
convinto che lei condivida: io sono convinto che la Sicilia
nell'azione di risoluzione dei propri problema possa andare oggi
dal Governo nazionale e dire noi siamo strategici per l'Europa e
per il ruolo dell'Italia; perché se c'è una cosa che viene
dimostrata dagli ultimi andamenti di politica internazionale è la
strategia del Mediterraneo, è la centralità del Mediterraneo. Per
cui, caro Presidente, se noi riusciamo prima di tutto a essere
credibili e ad avere le idee chiare, la Sicilia si può candidare a
svolgere un ruolo attivo, non andare con il piattino. Ma questo si
fa con un patto con le organizzazioni di categoria e avendo un'idea
chiara di quello che è lo sviluppo non da qui a due anni, quando si
vota, ma da qui a vent'anni con le azioni però da fare ora E noi,
ad oggi, di questo non abbiamo visto traccia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io rubo pochi minuti, perché è un dibattito
serrato dove nell'arco di poche ore cambiano tante cose. Se
avessimo fatto questo dibattito la settimana scorsa probabilmente
ci sarebbe stato un altro approccio da parte di tutti noi e penso
anche da parte del Presidente della Regione.
Quindi non intervengo sulle questioni economiche, sulle misure, su
tutto ciò che abbiamo fatto in questo Parlamento e che ancora giace
nei meandri di una amministrazione confusa e paralizzata.
Io voglio stare al tema della sanità, Presidente, perché non le
nascondo che dopo averla sentita mi chiedo sempre di più se Lei è
adeguato a fare il Presidente di questa Regione.
Lei è stato tra i primi presidenti delle regioni che ha
introdotto, per i dati epidemiologici gravi della nostra Regione,
il coprifuoco al pari della Campania, del Piemonte, della
Lombardia.
Oggi ascoltandola prendiamo atto che la Sicilia non è nella stessa
condizione di emergenza di quelle regioni.
Mi chiedo allora perché ha fatto il coprifuoco.
Perché aveva bisogno di esistere. La dimensione dell'esistenza in
questa fase della storia è più il bisogno di dimostrare muscoli che
spesso non servono a fare neanche ginnastica.
Oggi viene in Aula a dirci che il suo Governo si appresta a varare
un disegno di legge per cambiare il DPCM almeno per alcune attività
che sono state bloccate dal DPCM.
Non le nascondo che dubbi ne ho anch'io. Sugli orari, sulle
modalità di orari. Ma vede, Presidente, i miei dubbi nascono dal
fatto che proprio perché sono convinto che siamo in una fase
gravissima di emergenza, io penso che le mezze misure spesso
finiscono per essere incomprese.
Siamo in una fase grave e devo dirle, Presidente, che la Sicilia -
spero di sbagliarmi ma i dati ci dicono un'altra cosa - la Sicilia
si appresta a vivere giorni complicatissimi per cui il messaggio
che Lei in qualche modo, capisco socialmente magari in qualche modo
si fa interprete di bisogni legittimi di gente che in questo
momento si sta interrogando sul suo futuro economico, però in una
Regione - Presidente - dove oggi 860 nuovi contagiati; 50 ricoveri,
non cinque Presidente ma 15 nuovi in terapia intensiva perché con
questo trucco, oggi ce lo ha detto il Comitato scientifico da Lei
nominato, ogni giorno i morti li consideriamo morti dimenticando
che i morti escono dalle terapie intensive e quando c'è +5 vuol
dire che a fronte dei 10 morti di oggi ci sono non solo i 10 posti
occupati precedentemente da chi purtroppo è morto ma in ulteriore
aggiunta ulteriori cinque.
Quindi abbiamo complessivamente 65 ospedalizzati, di cui 15 in
terapia intensiva.
La domanda è: ce la faremo?
Io sono molto preoccupato perché la crescita è esponenziale, non è
una crescita costante. Ieri i ricoveri erano 30 oggi sono 50. Ieri
le terapie intensive erano 3 oggi sono 5+10.
Allora io mi chiedo se Lei sta dando il messaggio corretto ai
siciliani.
Veda, Presidente, tra l'altro la scelta che Lei sta annunciando
come il salvatore dei ristoratori e dei cinema e dei teatri, non si
comprende perché la fa fare con un disegno di legge dove bene che
va troverà applicazione in Gazzetta Ufficiale non prima dei
prossimi 15 giorni.
Mentre Lei avrebbe uno strumento immediato, non c'è neanche
bisogno di riunire la Giunta come ha fatto fino ad ora, con un suo
DPCM stanotte, se Lei avesse la convinzione di sostenere le ragioni
che ha sostenuto in Aula, potrebbe benissimo modificare, come ha
fatto il Trentino Alto Adige con un proprio provvedimento e sfidare
il Governo anche dinanzi all'eventuale ricorso al TAR.
Ma Lei credo che sta scegliendo la strada della propaganda. Ma non
mi preoccupo della propaganda sui ristoratori, anche se mi chiedo
quelle persone che in questo momento soffrono e per i quali è stato
annunciato un provvedimento di ristoro pari al 200 per cento di
quello che era stato già erogato nel mese di marzo e aprile.
Mi chiedo, al di là delle modalità di utilizzo, diciamo, di un
problema sociale, se tutto questo, al di là, ripeto, della risposta
sociale, se tutto questo oggi non mette in discussione una
questione, lei ha la percezione della gravità in cui siamo in
Sicilia? Lei ha la percezione che nell'arco dei prossimi dieci,
quindici giorni ci sarà il caos ingovernabile, come in parte oggi
già avviene.
Basta pensare il caos su tutta la situazione dei contagiati, di
chi è chiuso in casa, di chi non riceve il tampone, di chi riceve
l'esito del tampone dopo otto giorni dal momento in cui l'ha fatto,
da un servizio territoriale che siamo al caos. Io ho la sensazione,
Presidente, che lei forse non ha la percezione materiale della
situazione in cui siamo.
Io mi auguro che tutto quello che sto dicendo sia, come dire,
smentito dai fatti, me lo auguro da siciliano e da persona che è
preoccupata per la salute propria e dei propri cari, oltre che di
tanti amici siciliani che conosco, e di tutta la Sicilia. Ma la
sensazione che ho è che lei oggi, in qualche modo, si è infilato in
un tunnel, nel tunnel della propaganda gestionale, e non del
condottiero che primo governatore di questa Regione ha il dovere di
rassicurare i siciliani.
Veda Presidente - e chiudo - noi possiamo aprire tutti i
ristoranti che vogliamo, la verità è che la gente, prudenzialmente,
non esce più di casa, che la condizione delle nostre città si è,
nell'arco di quattro, cinque giorni, improvvisamente ridotta la
mobilità delle persone, perché forse le persone, più del Governo,
hanno la percezione che la situazione è grave e, soprattutto, se si
dovesse ammalare c'è il rischio che debba rivolgersi soltanto al
Padre eterno, non al sistema organizzato di una sanità in grado di
dargli risposta.
Mi fermo qui, Presidente. Lei presenti pure il disegno di legge,
lo valuteremo, lo discuteremo, non troverà l'opposizione che
certamente gli farà il regalo di, come dire, contrapporsi su un
provvedimento, quando negli stessi giorni in cui discuteremo il
disegno di legge forse dovremo prendere iniziative straordinarie
per garantire la salute ai siciliani.
Presidenza il Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, veda io condivido
che la situazione è grave, e non è il momento delle polemiche,
bisogna affrontare le situazioni nel più breve tempo possibile.
I risultati dei positivi di oggi, di circa ottocento, più quelli
che sono stati anche in terapia intensiva e i ricoveri, impongono
di guardare obiettivamente una situazione attuale e di renderci
conto che siamo veramente in emergenza. Veda, lo dico per tutti,
per me stesso e per altri, i politici diceva un grande scrittore
guardano alle prossime elezioni, gli statisti guardano alle
prossime generazioni .
Noi abbiamo il compito di dovere affrontare questa situazione
senza le polemiche, ma affrontando veramente la reale situazione
dei territori. Veda Presidente, io vengo dal Territorio, vivo ogni
giorno, essendo anche sindaco, la situazione che si presenta per
quanto riguarda la sanità. Forse a livello nazionale, ma anche a
livello regionale, credo che sia mancata una programmazione
rispetto a quelle che potevano essere anche le situazioni che si
aspettavano in questo autunno.
E dico alcune cose rispetto a queste, perché nella realtà
quotidiana io li vivo, beh noi dobbiamo assolutamente rafforzare i
servizi territoriali; abbiamo servizi territoriali che non riescono
più ad affrontare le situazioni del quotidiano, nel senso che non
riescono più a vedere quali sono i contatti stretti, a contattarli,
abbiamo un problema di tamponi che a volte vengono fatti con molti
ritardi, purtroppo, perché ora sono molti, e io sono favorevole
all'USCA che praticamente sono stati istituiti, ma che dovrebbero
essere istituiti da qui a poco.
Però è chiaro che abbiamo un problema: i medici dell'USCA devono
essere formati anche con brevi corsi, ma non possono andare nello
sbaraglio, così come si sta avvenendo. E poi, qui c'è l'Assessore
alla pubblica istruzione, c'è il Presidente, volevo anche
soffermarmi su alcune cose, io ho presentato un'interrogazione, ho
visto che ieri c'era una circolare della Protezione civile che
cercava un poco di attenuare quella che era la misura del cento per
cento della didattica a distanza. In questi due giorni ho avuto
molte sollecitazioni e, credo anche il Governo ne abbia avuto
tanto, rispetto a quel 75 per cento.
Io credo, Presidente, che con buon senso, si possa modificare
l'ordinanza e riportare al 75 per cento, così come la norma
nazionale, perché altrimenti avremmo problemi per gli alunni
disabili che non riescono ad essere gestiti a casa, e le famiglie
non possono nemmeno andare a lavorare, perché non ci sono le
condizioni. Veda, l'integrazione fatta a casa non può esistere in
questo caso, e col 25 per cento noi risolveremmo anche il problema
di quegli alunni che non hanno internet, in molte zone della
Sicilia non ci sono, e quindi il mio invito, pressante Presidente,
è che venga modificata l'ordinanza in questo senso, sentendo anche
quelle che sono le associazioni dei genitori di questi figli
disabili.
E poi apprezzo, l'ho detto, il fatto che si stiano moltiplicando
gli USCA, ma con alcune raccomandazioni: che vengano formati anche
in due, tre giorni. Io credo che nel discorso territoriale vanno
sicuramente coinvolti i medici di famiglia, perché coinvolgendo i
medici di famiglia, si risolverebbero molte situazioni rispetto a
quella che è la gravità che io credo ci accingiamo dovere
affrontare.
E poi, per quanto riguarda la Finanziaria, qui c'è l'Assessore
enti locali, c'è l'Assessore all'economia, alla quale ho rivolto
già un appello a nome di moltissimi sindaci. Noi abbiamo il
problema in questa fase dei fondi di investimenti, i comuni
andranno tutti in dissesto se non arrivano, se non arriva
l'erogazione dei fondi di investimenti, perché con quei fondi di
investimento i comuni pagano le rate anche dei mutui; bisogna
trovare una soluzione immediata, perché con i fondi europei o altro
noi non riusciremo a colmare questo. E' un compito in questo
momento del Governo, nella sua collegialità, poter trovare questo.
E poi, io mi permetto di sottolineare anche un problema di questi
giorni: sono state individuate diverse zone rosse, a questi comuni,
attraverso una parte del fondo perequativo che non è stato
assegnato ai comuni, il 20 per cento non è stato ancora assegnato,
o attraverso altri fondi, dobbiamo cercare di dare un ristoro a
questi comuni che sono stati dichiarati zona rossa. C'è un problema
per l'attività economica più forte, non parlo solo di Galati, ma
parlo di tutta la Regione, di tutte le zone rosse e poi io credo,
Presidente, che in questa fase ci vogliono anche gli organi
territoriali delle ASP, gli organi territoriali delle aziende a
dovere collaborare e a dare il massimo in questa fase.
Veda cos'è, vi faccio un esempio semplice, in provincia di Messina
è stato individuato prima a Barcellona un ospedale Covid, poi è
stato dismesso, oggi per esempio ancora non è pronto perché,
naturalmente io lo capisco pure, mancano in questo momento gli
anestesisti formati, gli anestesisti che devono essere quelli che
vengono dalle rianimazioni per potere fare questo, e ora noi non
possiamo aspettare a lungo; vi faccio un altro esempio, l'ospedale
Papardo, individuato per 60 posti Covid, non è possibile,
l'immediata indisponibilità per potere avere almeno immediatamente
alcuni posti Covid e di terapia intensiva.
Veda, il problema delle terapia intensive sta nel fatto che la
Sicilia ha una carenza di anestesisti e, allora, io ricordo che da
Presidente della Commissione Sanità feci allora un verbale
trasmesso alle Università e all'Assessore per la Sanità di allora,
dicendo che le specializzazioni dovevano tenere conto di quello che
era il fabbisogno regionale e, in questo senso, io rivolgo un
appello perché vengano istituite borse di studio regionali
universitarie che sono rivolte solamente ad anestesisti, a medici
di Pronto soccorso, perché ce n'è di bisogno, a radiologi e
ortopedici, in questo momento di emergenza servono queste figure e,
allora, noi dobbiamo avere una visione di insieme, credo, rispetto
a quella che è la gravità del momento.
Io sono uno che viene dal Territorio, e che osservo ogni giorno
quelle che sono le carenze nel Territorio, mi creda oggi la sanità
ha bisogno di qualche cosa in più, dobbiamo scegliere dirigenti,
burocrati all'altezza della situazione, perché in questi momenti si
vede la carenza di quei dirigenti che non sono all'altezza di
affrontare una emergenza come questa, io penso che da qui a trenta
giorni noi dobbiamo essere pronti al peggio.
Io ho sentito il suo appello quando ha detto la situazione è
grave, ma la situazione è grave veramente e, allora, dobbiamo
affrontarla con mezzi immediati. Veda, io non so se il disegno di
legge o meno possa riuscire a risolvere alcuni problemi, io mi
preoccuperei in questo momento di dare risposte immediate, perché
noi sicuramente dobbiamo affrontare questa emergenza col massimo
della sinergia e degli sforzi, se questo si fa, lei mi troverà al
suo fianco, perché non è il momento di fare distinguo, ma non è il
momento di fare nemmeno demagogia. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Presidente Musumeci, io sono più deluso delle altre volte dopo
averla ascoltato, ma non solo sono più deluso delle altre volte,
sono questa volta molto più preoccupato, perché io la conosco, e la
conosco da tempo. Riesco a leggere bene anche il suo linguaggio, ho
percepito tutta la demagogia e il populismo che questa sua
relazione aveva, e purtroppo non è periodo, iniziando già dalla
prima cosa che ha detto io sono qui per la mia relazione
semestrale .
Presidente, non la vediamo da agosto Lei non viene sei mesi, una
volta ogni sei mesi in Aula, lei è parlamentare, lei deve venire in
Aula, Presidente Le do questo consiglio.
Quando lei in Parlamento viene più spesso, anche il nostro
atteggiamento è diverso.
Quando un Presidente della Regione, così come quando facevamo io
il sindaco e lei il presidente della provincia, se fossimo stati
presenti una volta ogni sei mesi, come potevamo eliminarle le
tensioni dentro l'Aula? Lei non fa altro che farle accumulare le
tensioni e poi farle esplodere.
A lei non appartiene più completamente il linguaggio del
confronto, della partecipazione, lo ha perso totalmente. A lei
devono dare partecipare nelle trasmissioni nazionali. Ieri sera
l'ho vista, era là, solo, che parla, interviene, esprime il suo
pensiero senza contraddittorio, e dopo di che il suo ruolo lei lo
ha terminato.
Quando è intervenuto prima l'onorevole Laccoto che parlava di
pensare alle future generazioni, e sono gli statisti, abbassava la
testa. Lei è tutto tranne uno statista Tutto tranne uno statista
E' diventato un populista e lo è diventato alla massima potenza.
Perché sono preoccupato? Ultimamente questo atteggiamento lei lo
ha avuto - sono preoccupato perché il momento è di crisi,
particolare.
Noi ci aspettavamo lei in Aula già dai primi di settembre, dai
primi di ottobre.
Lei è venuto qui in Aula - non lo ridica mai più per favore - dei
sei mesi, della relazione semestrale, lei è venuto solamente a fine
ottobre, dopo tutta una serie di emergenze che si sono presentate
nella nostra Isola.
Siamo partiti sin da subito con la stagione autunnale, con
un'impennata dei contagi, avevamo bisogno di un confronto con lei,
e lei non c'è stato.
Abbiamo avuto questo macello che c'è stato con il bordello day',
come si chiamava? il click day', lei in Aula non c'è stato, e così
su tutte la varie problematiche.
La scuola, sì, abbiamo avuto gli Assessori, sono venuti qui ma noi
non siamo potuti intervenire perché aspettavamo lei
Io aspetto da settembre per potere dire determinate cose, ho
dovuto aspettare a fine di ottobre, ma lei come lo vuole costruire
così il rapporto di confronto, il dialogo, il mutuo soccorso?
Così si costruiscono solamente contrapposizioni, perché c'è
lontananza, c'è distanza che lei riesce scientificamente a
costruire.
Vado nel merito. E parto a proposito di atto demagogo e di
profondo populismo, quello del disegno di legge che intende portare
avanti per i ristoratori. Quello è proprio l'atto più superficiale
che un Presidente di Regione possa fare. Primo, perché va verso
un'impugnativa sicura; secondo, come ha detto bene Cracolici, gli
effetti si vedranno fra quindici giorni, nel frattempo noi abbiamo
le degenze, abbiamo i ricoveri, la necessità di ricoverare le
persone che si stanno ammalando giorno dopo giorno nella nostra
Isola, e abbiamo difficoltà per i posti letto, e lei pensa che il
problema che oggi ha la Sicilia è quello di spostare l'orario dei
ristoratori?
Fra poco dovremmo stare tutti a casa, Presidente, ed è grave che
lei non lo capisca, ed è grave che lei non abbia il coraggio di
spiegarlo ai nostri ristoratori, ai nostri commercianti che vanno
aiutati in maniera diversa.
Lo Stato fa la sua parte, e lei dovrebbe dire oggi, vi dobbiamo
spiegare perché non possiamo andare verso le vostre
Io voterò contrario.
Per me ha sbagliato Conte, non perché non l'ha portato alle 24.00,
doveva eliminarlo direttamente, almeno lasciarlo nella mattinata,
perché le 18.00 non ha nessun significato, e prevedere i ristori,
prevedere gli interventi economici.
Fra poco non ci potrà andare più nessuno, non uscirà più nessuno
di casa.
Ogni giorno arrivano telefonate di amici, di persone, sai, mio
figlio, sai mia mamma è ricoverata, sai mia mamma ancora è al
pronto soccorso perché non gli hanno trovato il posto nel reparto'.
E ancora stanno partendo ora queste cose.
Il problema dei contagi, questa impennata sta avvenendo ora, e
purtroppo siamo impreparati. Siamo impreparati e noi pensiamo che
il problema che ha la Sicilia invece è quello lì di prorogare
l'orario delle ore 18.00. Fra poco noi saremo costretti, non ci va
nessuno fuori.
La gente sta iniziando, momento dopo momento, ora dopo ora, giorno
dopo giorno, a prendere atto che quello che non era successo nella
prima fase a marzo, forse in Sicilia sta accadendo ora. Forse sta
accadendo ora e un Presidente della Regione che vuole fare lo
statista, vuole lasciare il segno, deve avere il coraggio di dirle
queste cose. Anche quando mi chiamano gli amici commercianti cerco
di spiegargli questo e non lo capiscono perché hanno ragione,
perché loro devono chiudere, loro hanno la speranza che qualcuno
possa andare da loro. Ma noi sappiamo che ogni giorno che passa i
contagi non faranno altro che aumentare e quindi la prospettiva di
chiusura totale è scontata.
Dobbiamo avere il coraggio di dire questo perché die cose diverse
significa prendere per i fondelli già una categoria che è in
difficoltà. Presidente, ci vuole coraggio. Nella vita scelte
coraggiose ne abbiamo fatte. Ci vuole coraggio. Questo è il momento
del coraggio. Se lei mette da parte questo populismo e questa
demagogia insignificante che non serve a nessuno perché dopo due
giorni dovrà ritornare indietro rispetto a quello che va, siamo
tutti a sua disposizione. Ma veramente lo deve fare Cose concrete,
invece di andare da Bocelli con l'Assessore, io sono stato Sindaco.
Io mi vergognavo ad andare a vedere gli spettacoli e a mettermi lì
come un pappagallo in prima fila. Io mi vergognavo, mi vergognavo.
Ma immaginiamoci ora in questo periodo. Io lo capisco, lo avevate
finanziato, lo dovevate portare avanti. Ma ha un significato
prendersi l'Assessore con la manina e andarsene là. Ma la gente che
cosa ha potuto dire? Ma lei che pensa che hanno potuto dire che
bravo questo Presidente'. E' uno statista, è uno per davvero che ha
gli attributi perché è là, perché ci rappresenta. Lei pensa che
hanno detto questo? Io penso che la brutta figura che ha fatto lei
insieme all'assessore al turismo sia una brutta figura che non ha
precedenti. Siamo in tempi di guerra, lo ha detto lei. Quindi non
dobbiamo andare a teatro a vedere i concerti di Bocelli il giorno
prima dell'ordinanza restrittiva, anche questo ridicolo. Dobbiamo
andare in giro nei pronto soccorso.
Io invito gli amici dell'opposizione. Noi dobbiamo farla qualcosa.
Siccome qua, io non mi fido più neanche di quello che esce fuori.
Dobbiamo girarci i pronto soccorso. Perché la stessa cosa deve far
lei, se lo vogliamo fare insieme siamo disponibili. Dobbiamo vedere
quanta gente arriva, Presidente, quanti posti ancora ci sono
liberi. Perché la situazione non è come quella che ha prospettato
lei al TG2 oggi. Non può lei, per giustificare questa azione
demagogica nei confronti del commercio che vanno aiutati in maniera
diversa, fare finta che noi abbiamo davanti un momento, un momento
davvero difficile. Io guardi, assumo l'impegno, per la mia persona,
a darle tutto l'aiuto e la vicinanza possibile perché sono
seriamente preoccupato ma per cose veramente che hanno un
significato e non per cose che sono solamente e meramente
demagogiche.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, colleghi, cittadini, rimango basito
dalle parole del Presidente della Regione, è venuto qui in Aula a
parlare di collaborazione istituzionale soprattutto in questa fase,
e nel frattempo che dice queste parole, continua nello scontro
istituzionale con il governo nazionale.
E'da mesi che c'è questo scollamento, che c'è questo scontro
istituzionale tra il Presidente della Regione siciliana e il
governo nazionale, e questo, come detto da altri miei colleghi
prima, è dovuto a che cosa? Dall'eccessiva ricerca di protagonismo
e di propaganda di questo Presidente, che oggi non è necessaria.
Io Presidente, volevo ricordare che oggi abbiamo in Sicilia 103
posti di terapia già occupati e 727 ricoverati con sintomi, e in
più, oggi, l'incremento dei casi è stato di 860; qui il Presidente
è venuto a parlare di un disegno di legge, per seguire Bolzano, per
dare man forte ai ristoratori: ma colleghi per dare man forte ai
ristoratori, ai bar doveva funzionare il click day, Presidente, il
click day, che ha fallito, ha fallito Presidente, ha fallito, e lì
che dovevamo ristoro a tutte le categorie dei siciliani.
Sessantamila aziende, piccole aziende hanno fatto richiesta E noi
ora qui che cosa facciamo? Cerchiamo di fare il disegno di legge,
quando, invece, sempre questo Presidente, un giorno prima del DPCM
fa l'ordinanza, sempre in contrasto, ci si paragona alla Campania e
poi si chiede di fare aprire i ristoratori, i ristoranti, i bar.
Ai ristoranti e bar bisogna dare ristoro economico, Presidente. Eh
veda Presidente, non è solo il problema delle attività commerciali,
l'Avviso 22 Presidente, i tirocinanti, stanno aspettando ancora i
soldi, soldi che ci sono, noi abbiamo dato una soluzione per
sbloccare questo problema. Ci sono 7 passaggi lunghissimi per
pagare questi tirocinanti che hanno già completato il tirocinio e
sono siciliani, Presidente, e anche lì noi non stiamo dando
ristoro. E poi, parliamo di scuola, abbiamo chiuso le scuole
superiori, ha chiuso le scuole superiori, questo governo regionale,
e lo si diceva prima, il 75 per cento di didattica a distanza è
dovuto al fatto che ci sono studenti fragili che hanno bisogno di
andare a scuola.
Ma noi comunque ce ne freghiamo, questo governo se ne frega delle
persone fragili. Tant'è che ha bloccato gli assistenti all'igienico
personale complessa, anche lì Presidente, ore e ore di audizioni e
anche lì abbiamo trovato una soluzione che non viene applicata da
questo governo regionale. Basterebbe una circolare, Presidente, di
quegli stessi dirigenti che lei andrà a premiare quest'anno.
Colleghi, vedete ci sono tante piccole cose che potrebbero essere
fatte nell'immediato per sbloccare fondi ai siciliani e, invece,
qui di cosa parliamo, parliamo del disegno di legge per fare come
Bolzano, del Trentino Alto Adige, ma stiamo scherzando? Cioè,
siamo fuori da ogni realtà, perché le responsabilità le diamo
sempre agli altri, però, ci prendiamo i meriti, perché cosa? Per
cose effimere che i siciliani non riescono più a capire. E quali
sono queste cose effimere, Presidente? La fiera dei cavalli, il
concerto di Bocelli, i finanziamenti a Dolce e Gabbana, nel
frattempo che tutto il settore del turismo e del teatro siciliano è
in ginocchio, noi diamo i finanziamenti a Dolce e Gabbana,
finanziamo pure il concerto di Bocelli
E allora Presidente, i siciliani non capiscono più, non capiscono
più e si stanno staccando da questo Governo regionale che dà le
responsabilità ad altri. E allora, a questo punto è meglio
chiuderla la Regione, mettiamo, si chiude . Diamo le
responsabilità agli altri e facciamo in modo che ci sia anche un
Governo regionale fatto da altre persone.
E allora Presidente, l'appello che le faccio è alla
responsabilità, alla responsabilità, la smetta di andare in TV a
fare propaganda, la smetta di venire qui in Aula a fare propaganda
è tempo di responsabilità. I tempi sono difficili e quest'Aula è
sempre stata disponibile a trovare soluzioni che il suo Governo
regionale spesso, anzi quasi sempre, non ha applicato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pagana è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni rese dai competenti
Assessori regionali sulle seguenti materie:
1 - Stato di attuazione della legge di stabilità
regionale per l'anno 2020
2 - Riapertura delle scuole in Sicilia
3 - Attuale emergenza sanitaria dal Covid-19
4 - Emergenza incendi che hanno interessato il
territorio regionale
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi. Presidente lei ha detto: la gente ha bisogno
di sentirsi rassicurata , ha ragione Presidente. Però la gente non
ha bisogno di essere presa in giro.
Presidente, la Commissione Europea attende la riprogrammazione
da marzo, a febbraio la Commissione Europea ha redatto i nuovi
Regolamenti. Lei poteva riprogrammare tranquillamente senza la
legge finanziaria. Non serve che lei legga le date della legge
finanziaria a questa Assemblea. Non serve perché prende in giro i
deputati di questa Assemblea ma soprattutto prende in giro i
siciliani.
Le riprogrammazioni dei fondi strutturali non devono passare da
questa Assemblea, lei li avrebbe potuti fare da marzo, da aprile ed
è inutile che rida Presidente, perché la cosa che mi preoccupa di
più, Presidente Musumeci, è che lei o mente sapendo di mentire,
oppure, lei non è in grado di capire quello che sta leggendo e chi
glielo ha scritto non è in grado di amministrare questa Regione,
perché, vede Presidente io lo ricordo bene quando lei ad ottobre o
novembre dello scorso anno mandava i suoi esperti vari dipartimenti
a fare la ricognizione dei fondi europei. Sono trascorsi 12 lunghi
mesi, ancora nessuno sa quanti fondi europei ha a disposizione
questa Regione, quanti fondi POC ha a disposizione questa Regione.
E abbiamo fatto una legge finanziaria basata sui POC, molti
colleghi li hanno scoperti durante la legge finanziaria cosa sono i
POC e quando lo dicevamo, Presidente, prima deve riprogrammare il
FESR, solo dopo i fondi strutturali del FESR potrà riprogrammare il
POC, avevamo maledettamente ragione.
E lei su questo ci ha giocato, ed ha giocato sulla testa dei
siciliani, perché vede, la spesa europea con i nuovi Regolamenti è
ammissibile dal primo febbraio. Siamo arrivati a novembre,
Presidente, Puglia, Campania - che lei ha citato - hanno fatto i
bandi ad aprile, Presidente, e noi ancora siamo qui a novembre ad
aspettare i risultati di questa legge finanziaria.
Vede Presidente, noi non li abbiamo dimenticati i cinquanta
milioni di Euro promessi all'agricoltura. Chieda al direttore
dell'agricoltura quanti soldi ha ricevuto da questo Governo: zero
Euro dalla Finanziaria. I trenta milioni della pesca, chieda al
direttore del dipartimento della pesca quanto ha ricevuto: zero
Euro, Presidente della Regione.
Chieda, chieda agli operatori del turismo - qui c'è l'assessore
Messina - quanti dei settantacinque milioni di Euro sono arrivati
agli operatori del turismo. zero Euro, Presidente della Regione.
Chieda, Presidente, quanti milioni di Euro sono arrivati con i
bonus spesa che ha approvato con questo suo modo di fare, di
provare ogni volta ad anticipare il Governo nazionale di dieci ore,
dodici ore salvo poi mettere in campo le azioni dodici mesi dopo.
Quanti soldi dei buoni spesa sono arrivati? Lo ricorderà, era il 28-
29 di marzo quando lei riprogrammò cento milioni di Euro per le
famiglie: ancora il nulla più assoluto, senza dimenticare la misura
più bella, quella che fu promessa ai siciliani, cento milioni di
Euro promessi alle famiglie italiane con dei prestiti immediati. Sa
quanto è stato riprogrammato, Presidente? Zero Euro, alle famiglie
siciliane. E allora quello che a me preoccupa, Presidente, e poi
magari lei ci scioglierà questo dubbio che mi attanaglia, è se lei
non ha capito quello che sta leggendo, e, quindi, chi glielo ha
scritto le ha fatto un torto, lo ha fatto ai siciliani, oppure lei
mente sapendo di mentire, Presidente, perché a soffrire non sono
solo i siciliani sono i sindaci di comuni siciliani che ancora ad
oggi aspettano le rate dei trasferimenti dalla Regione nei
confronti dei comuni. Che ancora oggi, aspettano i centoventi
milioni di Euro di investimenti che lei, per la prima volta di
questa Regione, ha tolto dal bilancio e li ha messi nei fondi POC.
Soldi che, probabilmente, questi comuni non riceveranno mai. E
allora è inutile che lei, oggi, col suo populismo di questo disegno
di legge, faccia un'ordinanza, Presidente della Regione Verrà
impugnata nello stesso identico modo in cui verrebbe impugnata
un'eventuale norma approvata da quest'Assemblea, perché non lo può
fare, Presidente
Allora, si preoccupi a rimettere in moto tutta quella macchina
sanitaria che, ad oggi, vacilla.
Nella provincia di Palermo i posti COVID sono già colmi e siamo
solamente a fine ottobre.
Allora, Presidente, anziché raccontarci menzogne, anziché
raccontare cose che non sono vere, scaricare responsabilità nei
confronti del Governo, faccia una cosa, per una volta, ammetta le
proprie incapacità, ammetta e semplicemente dica: l'unica misura
che avevamo previsto, il click day, è fallito . E' fallito. E
quelle misure che dovevano servire alle imprese siciliane, che
servivano per dare un ristoro piccolo - perché si parlava di dieci,
venti, trentamila euro - adesso si vedranno la mancetta da duemila
euro probabilmente a fine novembre. Lo dica, Presidente, ammetta le
proprie responsabilità. Lo deve dire, perché non è che può ogni
volta scaricare responsabilità, e una volta l'assessore alle
attività produttive, dall'assessore alle attività produttive
all'assessore all'economia, e l'assessore all'economia dipende
dall'ARIT, e poi l'ARIT a Enel come si dice, lì che era? TIM,
altro che ENEL.
Allora, esiste un Presidente della Regione che per una volta dice:
Abbiamo sbagliato a riprogrammare quelle somme. Non siamo stati in
grado di farlo . E oggi, a pagarne le conseguenze purtroppo sono i
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi intanto sulla
disamina del Presidente io mi soffermerò soltanto sull'aspetto
legato alla proposta di legge che vuole promulgare il Governo.
Non sono così convinto che possa essere impugnata, perché credo
che lo Statuto non sia stato ancora abolito. E credo che l'art. 17
forse, dico forse - io non sono un giurista -, ci permetta anche di
legiferare in questi termini.
Quindi, le certezze manifestate da interventi precedenti, io dico
chiaramente non ce le ho. Quindi, mi aspetto che dalla discussione,
poi, che eminenti giuristi che calcano questi scranni possano dare
ulteriore ragguaglio per capire se si può fare o non si può fare.
Io sono convinto che ci siano i margini.
Riguardo a tutto quello che ha detto, Presidente, io però non
posso fare a meno di sottolineare un aspetto. Perché se è vero che
l'aspetto programmatorio è necessario, è anche vero che noi abbiamo
probabilmente un'occasione unica. Noi come Gruppo nelle scorse
settimane abbiamo, più volte, sollecitato anche la sua presenza,
perché crediamo che uno degli aspetti che, ad oggi, non è purtroppo
ancora applicato, l'aspetto dello Statuto, probabilmente in questo
frangente potrebbe essere un elemento molto importante, direi,
forse, fondamentale, per evitare di andare ulteriormente a chiedere
qualcosa che dovrebbe essere già nostro. Qualcuno dirà che il mio è
un atteggiamento rivendicazionista. Lo è, con forza e con orgoglio
Perché, qua dentro, forse qualcuno ogni tanto dimentica di essere
siciliano. E molti si dimenticano, a Roma, di essere siciliani, e
sono 77 deputati Questa cosa per me è intollerabile Non è più
tempo di fare finta che non esista, non è più tempo di fare finta
che il popolo siciliano possa permettersi di continuare a dare
risorse allo Stato italiano. Ma non perché noi non siamo generosi,
perché in settantaquattro anni di generosità ne abbiamo manifestata
veramente tanta.
Noi come gruppo abbiamo preparato una serie di documenti. Stiamo
spingendo in maniera forte perché questo diventi il tema , oltre a
tutto quello che è l'aspetto in questo momento emergenziale, che
speriamo cada presto. Però non possiamo non evidenziare che da
parte dell'Aula forse c'è una scarsa consapevolezza delle
quantificazioni reali che comporterebbe l'applicazione piena dello
Statuto.
Mi sono permesso di inviare a tutti i deputati dell'Assemblea una
relazione - la troverete nelle vostre mail istituzionali - perché
forse avere un quadro un po' più preciso, con una numerazione più
precisa, che possa fare capire i termini reali, potrebbe, di fatto,
aiutare questo Governo a dare le risposte che i Siciliani meritano.
Poi sull'aspetto programmatorio, ovviamente, e lo dico senza tema
di smentita, perché basterebbe anche una delle misure che non ci è
stata mai riconosciuta, l'IVA è una tassa, viene pagata da tutti,
ogni punto percentuale, 550 milioni, sei punti e mezzo restano
nelle casse dello Stato, a spanne sono 3 miliardi e mezzo dei quali
noi potremmo bene fare uso.
Poi, l'aspetto successivo potrebbe essere quello di giudicare se
il Governo li spende bene o li spende male; ma è un aspetto
successivo, non prioritario, perché ho ascoltato colleghi dire: noi
dobbiamo andare a Roma con dignità, con credibilità. Ma se non hai
la possibilità di fare la minima programmazione perché il
portafoglio è vuoto, vuoto, vuoto, non c'è niente nelle casse della
Regione. Non c'è niente perché noi non siamo riusciti, adesso, a
ricevere dallo Stato quello che è nostro.
E quindi, io chiedo - lo chiedo sommessamente e politicamente
credo che sia l'elemento più importante che dovrebbe caratterizzare
i prossimi anni, da che cosa nasce tutto questo? Io personalmente
sono saltato dalla sedia quando ho ascoltato il Ministro Boccia
dire che lo Statuto era incostituzionale. Forse qualcuno dovrebbe
dirgli che è anche antecedente alla Costituzione italiana e
probabilmente il Titolo V del 2001 forse andava anche adattato alle
peculiarità dell'aspetto a livello nazionale, perché lo Statuto è
parte integrante della Costituzione italiana.
E quindi, sotto questo aspetto, siccome il mio timore è che ci
possa essere un ulteriore pregiudizio alle nostre peculiarità,
forse sarebbe il caso che cominciassimo a dare un indirizzo
politico ben preciso.
E debbo dire, Presidente, che il suo Governo con la delibera n.
197 del 2018 un indirizzo politico ben preciso lo aveva dato. Noi
chiediamo ufficialmente che venga utilizzato quell'indirizzo,
perché crediamo che possa essere il punto di partenza per una
discussione, concreta, giusta e che possa dare delle risorse
importanti. Poi il come sarà nostra cura, come dire, puntare il
dito se non sarà fatto bene, o se sarà fatto bene, sicuramente, non
mancheranno i complimenti, come non mancheranno le critiche se non
sarà stato adeguatamente supportato il tessuto della Regione.
Concludo dicendo che mi aspetto grande responsabilità da tutti. Io
non credo che qui dentro ci sia qualcuno che pensi che in questa
situazione tanto meglio tanto peggio, soltanto per il ritorno
effimero di qualche like o di qualche voto. Non ce lo possiamo
permettere. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Grazie, signor Presidente. Penso che oggi più che mai gli
articoli del nostro Statuto, il 37 e il 38, che danno l'autonomia
perfetta alla Regione siciliana, siano importanti più che mai.
Perché in questo preciso momento il Governo nazionale e il Governo
regionale stanno combattendo un'epidemia molto, molto distruttiva;
è inutile che qua oggi facciamo discorsi noi siamo più bravi di
voi o noi siamo più bravi di , in questo momento sono due
legislature, quella regionale e quella nazionale, che sono
concentrate solo a combattere il COVID, l'epidemia, questo
maledetto male che ci ha coinvolto, dal mese di dicembre 2019, e
ancora non ha smesso di percorrere quella strada distruttiva con le
persone mettendole k.o..
Oggi noi non possiamo concentrarci solo ed esclusivamente su
questo perché la vita continua, perché ci sono i bambini, perché ci
sono i ragazzi che devono continuare a vivere, ognuno deve vivere
la propria vita. E noi, quelli con più esperienza, dobbiamo
attenzionare questo problema e mettere veramente in sicurezza,
appunto, tutti coloro che sono indifesi.
Io non penso che l'assessore per la salute, ma anche il nostro
Presidente della Regione, in questo momento vogliono fare i capi di
quel populismo che qualcuno vuole ora evidenziare, perché penso che
non c'è proprio niente da meritarsi, niente da pensare, se non
quello di attenzionare i problemi dei cittadini che sono a
prescindere, coloro che sono di destra o di sinistra, siamo tutti
uguali, e, quindi, questa è la cosa più importante che bisogna fare
e bisogna attenzionare in questo momento.
Si parla sempre del Recovery fund che ancora . Io ascolto i media
dalla mattina alla sera e leggo sempre e sento ed ascolto che
probabilmente arriveranno a giugno del 2021.
E, allora signori miei non conteremo solo i morti per il COVID ma
conteremo pure i morti per coloro che si suicideranno perché è vero
quello che ha detto il Presidente perché ha colto veramente
all'esterno, ma lo avete sentito ed ascoltato pure voi quello che
sta accadendo nelle grandi città. A Milano, a Torino, a Napoli,
ovunque, che chiudere i teatri, chiudere i bar, i ristoranti, le
palestre e quant'altro in un certo orario l'ordinanza che aveva
emesso il giorno prima, quindi il 24 di ottobre, il Presidente
della Regione, non era male. Perché diceva che i ristoranti
potevano stare aperti fino alle ore 23.00. Dalle 23 alle 5 di
mattina i ristoranti dovevano restare chiusi. Mi sembra che fosse
stata una scelta più esatta anche per la differenziazione che ha
fatto sui cittadini del settentrione d'Italia e quelli del Sud
Italia, che abbiamo abitudini diverse, qua c'è più caldo rispetto
al settentrione.
Io penso che noi non possiamo, in questo momento, non dare man
forte a questa ordinanza, chiamiamolo disegno di legge, quello che
vuole fare il Presidente, ma comunque sicuramente un documento che
sarà attenzionato da questo Parlamento come un disegno di legge-
voto che sarà sicuramente condizionato, il Governo nazionale, da
una scelta forte, politica, da un Parlamento, da una Regione del
Sud che dà la sua impressione, che dà la sua risposta alle giuste
richieste che arrivano dai lavoratori. Non è vero che questi
signori, che sono scesi tutti per strada, perché non è vero, non è
pensabile che ognuno di loro domani mattina già chi è titolare o
meno di partita IVA avrà delle risorse bastevoli a quella che è la
conduzione della vita familiare.
Io voglio ricordare, c'è un articolo del DPCM del marzo del 2020,
a firma Conte, l'articolo 60 recita: aiuto sotto forma di
sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare
i licenziamenti durante la pandemia cioè significa che i datori di
lavoro non possono licenziare e, però, c'è l'attenzione da parte
dello Stato che dà fino all'80% delle risorse affinché questi
rimangano sempre inseriti nel contesto lavorativo, ma non è stato
mai attuato, quindi è inutile che parlate e dite il Presidente
della Regione ha fatto , voi sapete benissimo che quando c'è
qualcosa che non funziona io sono per le cose giuste, oggi bisogna
vivere la politica in modo proprio, questo preciso momento,
dobbiamo essere uniti e combattere questa brutta epidemia perché,
altrimenti, veramente non ci sono più argomenti perché in qualsiasi
momento, per strada, nelle televisioni, nei media, nei giornali, si
parla solo ed esclusivamente dell'epidemia, del COVID.
Quindi, attenzionare, Presidente, questa è una delle cose. Un
suggerimento che darei io, eventualmente, anche per la
predisposizione di un ordine del giorno che riguarda proprio i
cittadini cioè bisogna evitare l'assembramento, la cosa più utile
in questo momento è quella di dare un input ai comuni, Presidente,
per mettere su strada più bus per evitare la mattina e al rientro
dalle scuole la calca, che è quella più forte, quella più incisiva
per la trasmissione del COVID.
Quindi, diciamo, questo potrebbe essere anche un modo per e poi
l'ultima cosa Presidente, attenzioniamo anche gli ospedali che
vengono riconvertiti in COVID' perché, Presidente, non c'è il
problema solo del Covid, ci sono tante altre malattie.
Lei poco fa, nella sua relazione, le ha dette queste cose, però,
io la prego di attenzionare con il Comitato scientifico che ha
costituito da poco, di attenzionare queste realtà: l'ospedale di
Partinico che è un ospedale che abbraccia circa 150.000 abitanti,
ad occidente di Palermo, è praticamente un ospedale molto
importante, quando l'ASP di Palermo decide di portare i malati e di
andare a farsi curare nell'ospedale di Corleone o di Palermo,
all'Ingrassia, che sono gli ospedali dell'ASP, non è che abbiamo
fatto una cosa bella per quei cittadini, perché per andare a
Corleone ci sono 75 km, per andare a Palermo e attraversare la
città, per arrivare all'ospedale Ingrassia ci sono tanti chilometri
oltre il tempo che si perde per il traffico che ha la città.
Quindi, io ho sentito che già da oggi la Medicina 2'
dell'ospedale Civico di Palermo chiude ed è riconvertita, pure
questa, quindi su questo bisogna stare attenti perché qua non è una
questione io oggi sono tranquillo non ho niente e me ne sto
sbattendo le scatole delle persone, dei cittadini che in questo
momento attraversano problemi importanti per la salute , quindi
bisogna attenzionare queste piccole cose che sono grandi, la gente
ha bisogno di interloquire anche con gli ospedali. I malati
arrivano negli ospedali, sono ricoverati e sono in stato di
abbandono ma non perché l'ha detto l'assessore Razza o il
Presidente della Regione, è un discorso generale. Se avete sentito
anche nel settentrione d'Italia, negli ospedali del settentrione
d'Italia si è verificato questo, tanti cittadini, tanti cittadini
hanno pianto i loro genitori senza vederli. Quindi, non è un
problema del Governo regionale. Attenzione, ragazzi, io ve lo dico:
io non sono di parte a nessuno ma questo è un problema generale;
cioè noi dobbiamo condizionare il Governo nazionale e su questo
dobbiamo essere tutti uniti perché qua non ci deve guadagnare
nessuno, ci devono guadagnare i cittadini avendo i servizi, avendo
riconosciuto quello che spetta loro, ognuno paga le tasse e un
ottantenne dopo che ha pagato una vita le tasse viene buttato
fuori. E' veramente è un'idiozia Ma veramente com'è che si può
arrivare a questo punto? La Svizzera in questi giorni ha deciso di
non mettere i macchinari a chi ha superato l'età di 75-80 anni; li
fanno morire Ma che popolo è
E allora, bisogna attrezzarci. Io capisco che nessuno è bravo
perché ci siamo ritrovati tutti davanti questo problema e lo
dobbiamo affrontare. La prossima finanziaria tutta Covid sarà,
l'altra ancora tutta Covid sarà fino a quando non nasce questo
benedetto vaccino.
E allora, smettiamola e costituiamo un gruppo di lavoro che sia di
destra e di sinistra, in questo Parlamento, che possa mettere
insieme alcune menti che possano portare avanti e realizzare questo
grande problema che attanaglia l'intera Isola. E poi non parliamo
più, non si parla più, per ora i migranti non esistono più perché
il Covid ha ucciso pure questo, pure questo argomento ha ucciso il
Covid Mi parlate pure di accoglienza Ma di quale accoglienza,
che bivaccano tutti per le strade a chiedere elemosina a destra e a
manca Signori miei, questi sono dati di fatto L'accoglienza
significa aiutare le persone Questo significa
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore, ha avuto la possibilità
di parlare 13 minuti. La invito a concludere.
LENTINI. Grazie, Presidente. Io voglio ringraziare il Presidente
della Regione, l'Assessore e gli Assessori, in particolare perché
ad oggi hanno, si stanno battendo veramente per dare un segnale
positivo a questa Terra. E' difficile dire a tutti sì, è difficile
fare tutte cose
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, si avvii alle conclusioni.
LENTINI. però nella vita bisogna anche capire quando il problema
è veramente grave.
PRESIDENTE. Grazie.
PRESIDENTE. E' inscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha
facoltà.
LUPO. Grazie, Presidente. Presidente della Regione, Governo,
Assessori, colleghi. Presidente della Regione io sono molto deluso
dal suo intervento di oggi che trovo l'intervento di un Presidente
irresponsabile, un Presidente irresponsabile che ha assunto delle
decisioni che rischiano di mettere seriamente in pericolo la salute
dei siciliani; un Presidente irresponsabile che rischia di fare
precipitare l'isola, la Sicilia, verso un nuovo lockdown.
Lei è stato un negazionista a giorni alterni. Lei ha chiuso lo
stretto di Messina quando in Sicilia avevamo in primavera circa
cento contagi, poi ha dato segnali invece di apertura. Lunedì
scorso ci ha intrattenuto con una conferenza stampa su facebook
dicendo ai siciliani che la Sicilia non era in emergenza, qualche
giorno dopo ha deciso di tenere a casa il cento per cento degli
studenti delle scuole secondarie, ha deciso però di tenere aperte
le sale gioco, e adesso ci annuncia, dopo avere proclamato anche il
coprifuoco dalle 23.00 alle 5.00, questo sempre soltanto tre giorni
fa, che intende aprire ma non assumendosi la responsabilità ma per
legge, quindi, con il voto del Parlamento molte attività economiche
in Sicilia.
Presidente, oggi abbiamo in Sicilia 860 nuovi contagi come lei ben
sa, sono 860 nuove famiglie che certamente non avranno alcuna
voglia e non potranno certamente pensare di andare a cena fuori nei
ristoranti, che certamente non hanno alcuna voglia di andare al
cinema, che certamente non sentono alcun bisogno di andare a teatro
ma che sono fortemente preoccupati per la salute dei loro cari.
Presidente, noi abbiamo a Palermo oggi 345 nuovi casi di Covid. Io
le voglio ricordare che la punta massima, il picco dei contagi di
primavera, la prima ondata in Sicilia, durante il lockdown è stato,
se non ricordo male, è stato il 26 marzo con 170 nuovi contagiati,
quindi, solo Palermo ha il doppio del massimo dei contagi
registrati in primavera in tutta la Regione.
Sostanzialmente, la rete sanitaria è ferma, è quello che era, non
si è portato avanti la riprogrammazione delle terapie sub intensive
e intensive, lei ne ha fatto cenno, approfondiremo in Commissione;
oggi, purtroppo, abbiamo credo altri dieci deceduti, con cinque
ricoverati in più in terapia intensiva, quindi il saldo - come
purtroppo diceva l'onorevole Cracolici - è più quindici, e circa
103 ricoverati in terapia intensiva.
Lei sa bene che il limite di guardia oltre il quale bisognerà
negare le terapie intensive agli ammalati di altre patologie è da
150 in su; con questo trend nel giro di pochi giorni, la Sicilia
drammaticamente potrebbe essere nelle condizioni di negare il
ricovero ad ammalati gravi che hanno bisogno di interventi cui
potrebbe fare seguito anche il ricovero in terapia intensiva. E in
questo clima lei pensa ad una deregulation, ad una apertura dei
teatri, dei cinema?
Intanto, bisogna vedere se la riapertura dei cinema, dei teatri,
dei ristoranti è conveniente per gli operatori del mondo,
conveniente dal punto di vista economico per gli operatori del
settore della cultura e per i ristoratori, perché purtroppo i
ristoranti sono vuoti perché la gente ha paura di uscire con questi
dati terrificanti che riguardano l'aumento dei contagi in Sicilia e
lei, comunque, pensa che tutto questo sia conciliabile, per
esempio, con il coprifuoco che lei ha dichiarato dalle 23.00 alle
5.00? Lei pensa di poter riaprire teatri e cinema e, al contempo,
tenere chiuse le scuole secondarie di fatto mantenendo a casa il
100 per cento dei ragazzi impossibilitati alle lezioni in presenza?
Ma qual è la coerenza del suo operato da quando è scoppiata
l'emergenza Covid? Perché se è così, Presidente, lei ha ucciso le
attività economiche in primavera quando i contagi erano un quinto
di quelli che sono attualmente e adesso rischia di peggiorare
drammaticamente la condizione e la salute dei siciliani e di far
precipitare la Sicilia verso il lockdown nel momento in cui i
contagi oggi non sono né 100 né 170 ma sono 860.
Allora, io la ritengo davvero non solo inadeguato ma anche
irresponsabile e credo che la legge che lei ha annunciato, che noi
ovviamente valuteremo nel merito, rappresenti la sua richiesta di
iscrizione alla corrente dei negazionisti. Lei non è più un
negazionista a giorni alterni ma, probabilmente, portato per mano
dal coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Micciché,
che questo ha detto qualche giorno fa, non dico del Presidente
Micciché, perché distinguo la funzione da quello che dice nella
qualità di coordinatore regionale del partito, l'ha convinta
probabilmente a scegliere la via del negazionismo con dichiarazioni
che io trovo gravemente irresponsabili per la vita di questa
Regione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Presidente, onorevoli colleghi, più volte in Commissione, in
Aula, ho detto una cosa che voglio ricordare prima di cominciare.
Il manuale della pandemia non ce l'ha nessuno né a Roma né qui né
in altro Paese europeo, altrimenti basterebbe mutuare delle
pratiche migliori rispetto a quelle che sono state adottate.
Un osservatore anche distratto noterebbe come tanti provvedimenti,
purtroppo, hanno dovuto subire anche modifiche nell'arco di pochi
giorni, a tutti i livelli, perché la situazione è sempre in
divenire.
Bisogna anche ricordare che la storia dell'umanità è costellata di
virus che hanno anche contribuito a farci essere dove siamo.
Una cosa però non si deve perdere: la capacità di dialogo e
l'umanità. Purtroppo, alcuni atteggiamenti spesso sembrano
autoritari più che autorevoli, lo stiamo vivendo in queste ore con
i territori che ancora stentano a comprendere delle decisioni in
fatto di sanità. Mi riferisco, ad esempio, ai fatti del
comprensorio di Acireale dove si è stati più autoritari che non
autorevoli nella comunicazione passata sopra la testa dei sindaci
e, chiaramente, piombata fra i cittadini senza la dovuta
comunicazione, senza la dovuta conoscenza di strategie che si
stanno apparentemente improvvisando e che oggi non sono trapelate
in alcuna maniera neppure durante la lunghissima Commissione
Salute .
Questa sera, Presidente, vorrei capire da lei se gli ordini del
giorno saranno trattati. Con il Gruppo Attiva' abbiamo presentato,
stamattina era una mozione, oggi è un ordine del giorno in merito
alla possibilità di aperture differenziate calibrate per il nostro
territorio che non significa essere incoscienti, ma significa avere
coraggio e adattare delle misure al nostro territorio per le
condizioni climatiche e per il bisogno altrettanto legittimo e
dignitoso di lavorare. Non capisco perché il virus dovrebbe
contagiare alle ore 22.00 e non contagiare alle ore 13.00 dove si
può andare a pranzare.
I protocolli sono stati più che, più che più condivisi con tutti
gli operatori già sul finire della primavera e hanno visto anche
degli investimenti: separè, disinfettanti, dispositivi per chi
lavora all'interno dei locali e certamente un contingentamento di
un massimo quattro posti - tra l'altro previsto pochi giorni fa
anche a livello statale - immagino non possa creare drammi che
evidentemente si possono verificare anche durante altri orari della
giornata.
Per questo abbiamo depositato un ordine del giorno che se lei,
Presidente, vorrà distribuire voteremo in maniera favorevole.
Una riflessione però è d'obbligo.: mi chiedo perché un'ordinanza
della provincia di Bolzano non scandalizzi così tanto, ove fra
l'altro si va anche a disciplinare la fiera delle castagne ritenuta
per quel territorio questione disciplinabile.
Non capisco perché andando in aereo posso sedere a zero centimetri
da un perfetto sconosciuto, seppure indossando la mascherina per
parecchio tempo o comunque con qualcuno che, magari, se l'abbassa
perché ha un disagio, lo fa per necessità o su un autobus a pochi
centimetri dove con il movimento è chiaro che ci si avvicina, non
si sta lì con il distanziometro, e non si possa andare in un cinema
dove un'attività statica è già predisposta con una distanza ben al
di sopra del metro di distanza. Io lo trovo ragionevole e per
questo con coraggio ma senza irresponsabilità ritengo che questa
attività possa essere svolta, tra l'altro da operatori che hanno
dimostrato grandissima serietà.
Per quanto riguarda il Recovery Fund, Presidente, dalle
informazioni che io ho raccolto nelle scorse settimane, purtroppo,
devo registrare che tutta la pianificazione è disarticolata. Il
Governo nazionale si è rivolto in maniera assolutamente
disarticolata con la Regione, con le ex Province, con i Comuni
quasi comparti a camera stagna dove uno non sa cosa sta facendo
l'altro e lei stasera, purtroppo, lo ha confermato e non posso che
crederle anche se francamente rimango piuttosto stupita.
Progetti esecutivi. Se fossero già progetti esecutivi, ragione
vorrebbe che fossero stati presi precedentemente e inseriti in
pianificazioni, pianificazioni diverse, pianificazioni del passato.
Tutti quanti qualche anno fa ricorderemo quando si fece il Patto
per il Sud dove c'era di tutto dai collegamenti stradali alla
ristrutturazione del crocifisso della chiesa di periferia. Fu un
elenco della spesa dove ci dovevano essere i progetti esecutivi,
poi spesso erano meno che studi di fattibilità sSe n'è fatto
veramente poco, ma se deve essere una riproduzione di questa,
stacco qui. Abbiamo finito.
Penso che il Recovery Fund si rivolga ad opere strategiche nuove
sui vari settori e Presidente, io vorrei capire da lei, se ci sarà
una seduta, lo gradirei prima del 5 novembre o domani dove noi
deputati possiamo sottoporre delle mozioni alla luce del sole dove
diamo chiaramente delle indicazioni ampie su questioni di ambito
vasto, non localistico del quartiere, che interessino territori più
vasti, che abbiano refluenze positive sull'ambiente, sul lavoro,
sulla riqualificazione ambientale. In quel caso saremmo onorati di
potere partecipare attivamente prima che il tutto si consumi in una
delibera che poi verrà pubblicata oltretutto 4 giorni dopo e quindi
spesso veniamo a sapere ancora dopo quello che sta facendo il
Governo che, chiaramente, non posso dare per scontato certe
condivisioni.
E' un paio di mesi che ce lo ripetiamo, invece poi mi ritrovo con
scene in cui ci si autoincensa ognuno in maniera autoreferenziale,
auto incensa le proprie azioni quando invece ci vorrebbe un po' più
- ripeto - di condivisione.
Per quanto riguarda i problemi, i problemi cronici che abbiamo. Io
mi chiedo, cari colleghi, ma la finanziaria con quali soldi la
dovevamo fare? Già durante l'incontro che ci fu in Commissione
Bilancio sul finire dell'anno scorso l'abbiamo capito. La Sicilia
non riesce a battere cassa. Riscossione Sicilia è ridotta al
lumicino perché per una serie di problemi non si riscuote quanto si
dovrebbe e quest'anno praticamente possiamo dire per tutto l'anno
tantissima della Riscossione rimarrà inattiva, soprattutto per via
delle disposizioni nazionali giuste, condivisibili, perché la
seconda cosa che ci chiedono è: per piacere, allungate i tempi,
spostate in avanti i pagamenti, non ce la facciamo . E' giusto, e
mi dispiace registrare che a livello statale l'Ader, cioè l'agenzia
di riscossione nazionale delle Regioni a statuto ordinario, ha
visto assegnati 300 milioni sulla programmazione delle varie
annualità per sostenere il peso della mancata riscossione e quindi
del mancato agio sulle cartelle. Invece noi per la nostra Ader
siciliana, la nostra riscossione Sicilia, abbiamo dovuto provvedere
con un prestito, dovremmo andare a rimaneggiare questo argomento
perché lì dovremmo allungare i tempi e mettere altri soldi.
Allora, io mi chiedo, Presidente, perché non andiamo alla luce del
sole a discutere questi argomenti che sono fondamentali perché la
riscossione deve essere uguale in Sicilia come lo deve essere in
Campania, ma non possiamo provvedere con soldi che non abbiamo. E'
facile dire Si usano i soldi della programmazione . Presidente,
mi dica dove il baule con i soldi dove li sta tenendo nascosti? Non
ci sono. Stiamo usando la programmazione europea, tra l'altro
impegnando quella non utilizzata che se non ci fosse stato il Covid
avremmo spalmato nel tempo.
Quindi, è ragionevolissimo, oggi, discutere e lo avevo chiesto al
Presidente Miccichè, con una lettera e ne avevamo parlato anche in
Capigruppo, della possibilità, Presidente che lei venisse a
riferire, invece, sulla Commissione paritetica che nel luglio del
2020 aveva fissato al 31 ottobre sempre di quest'anno,
l'approvazione, presa d'atto di decreti legislativi tali da
regolare meglio le nostre entrate, perché non è possibile pensare
che il prossimo anno ci sarà una nuova programmazione europea. Non
ci sarà neppure quella, non avremo neppure la possibilità di
sperare che ci sia qualche risorsa da distrarre, perché è chiaro
utilizzeremo la spesa europea come spesa corrente, inappropriato.
Ma, voglio dire, è da tanti anni che questo avviene, perché è da
tanti anni che dagli articoli 36, 37 e 38 la mancata regolazione
non permette di avere risorse per potere legiferare e offrire ai
cittadini la sensazione di essere uguali agli altri.
Vorrei anche dire, Presidente, che in questo argomento io credo
che la legittimazione da parte del Parlamento debba essere forte,
perché verrà fuori sempre un problema o un'emergenza di turno a
spostare questa data più in avanti, ma per noi oggi diventa
fondamentale.
Lo scorso anno di questi tempi, colleghi, eravamo qui a discutere
sui 300 milioni di debiti da spalmare nei prossimi 5, 3, 10 anni, e
oggi siamo di fronte ad un'altra emergenza. Ma il problema di base
è che quello che paghiamo attraverso le tasse deve rimanere in
Sicilia, nella misura in cui dà copertura economica ai livelli
essenziali di prestazione a cui i nostri cittadini hanno diritto
come qualsiasi altro cittadino.
Sembrerà assurdo, fuori dal tempo fare questa discussine oggi,
invece la trovo attualissima e credo che ci siano i margini con il
Governo nazionale, che trovo ponderato, ragionevole, vedo che
risponde a tutti, risponde al mondo della cultura, risponde ai
disabili, risponde agli anziani, ecco che si inizi una discussione
e noi vogliamo essere partecipi, vogliamo essere messi a conoscenza
di quello che questi 4 componenti che, credetemi, hanno molto più
potere di noi e di tutto il Parlamento messo insieme, decidono dei
nostri concittadini siciliani, perché ormai si è raschiato il fondo
del barile e più in baso di così c'è solo il disordine sociale che
è l'unica cosa che dobbiamo assolutamente scongiurare. Grazie,
Presidente.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
FOTI. A tal proposito, se mi dice se possiamo depositare altri
ordini del giorno o chiamerà il Presidente per un'ulteriore seduta,
anche straordinaria, qui, nelle Commissioni di competenza, perché
vogliamo attivamente depositare agli atti, poi loro decideranno se
fare o non fare
PRESIDENTE. Onorevole Foti, è ovvio che gli ordini del giorno
riguardano la seduta di oggi, quindi li potete presentare, oggi
sicuramente e li valuteremo alla fine della seduta. Per il resto,
ne parleremo con il Governo e alla prima Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che faremo, discuteremo su questo
argomento.
E' iscritta a parlare l'onorevole Damante. Ne ha facoltà.
DAMANTE. Signor Presidente, colleghi, Governo, molte cose sono
state dette oggi in quest'Aula, però io mi aspettavo un discorso
diverso dal Presidente della Regione e dal suo, visto che è anche i
suoi assessori qualche tempo fa in Aula non me l'hanno indicato.
Qui parliamo sempre di date e di responsabilità nell'attuazione
della gestione di fondi extraregionali, fondi che voi Governo avete
scelto per coprire la legge di stabilità chiamata la legge
finanziaria di guerra proprio per affrontare l'emergenza Covid.
Io mi sarei aspettato dal Presidente della Regione e dal suo
Governo la vera descrizione della sua prerogativa che è quella di
delineare un elenco di interventi, azioni e progetti inseriti in un
piano che possa far sollevare la nostra Terra in questa emergenza
nel breve nel medio e nel lungo periodo.
Ma questa situazione e questa mancanza di relazionare al
Parlamento cosa ha in mente questo Governo per far fronte a questa
emergenza storica per tutta l'Italia e per la Sicilia a qualcuno ha
fatto venire il dubbio che questo Governo sia inadeguato o non
abbia contezza. Io, invece, sono sicura che questo Governo sa
benissimo che la prerogativa di un Governo nell'attuazione della
gestione dei fondi extraregionali è l'attività di programmazione, e
lo sa bene perché mentre il Presidente elencava l'articolo 5, comma
2, ha dimenticato un passaggio e cioè che spettava a questo Governo
realizzare il piano per la ricostruzione economica che io ancora
non ho visto né in quest'Aula né nelle Commissioni di merito.
Durante il periodo della Finanziaria più volte ho ribadito che non
solo era necessario avere il quadro e le scelte di indirizzo
politico che questo Governo voleva mettere in campo, non la
governance. La gestione con le procedure, i regolamenti spetta alla
macchina burocratica, ma qui è mancato il Governo regionale
nell'individuazione del piano di ricostruzione economica.
E allora, chiedo a quest'Aula, Presidente invito pure lei, di
investire il Governo che ci parli di questo piano di ricostruzione
economica anche nelle Commissioni di merito e mi parli anche della
ricognizione dei fondi. E' vero, i fondi extraregionali sono
difficilissimi da gestire perché hanno procedura e regolamenti e
non abbiamo solo questo miliardo e quattro così come lo avete
indicato nella finanziaria ma nei cassetti del Dipartimento - il
Presidente della Regione lo sa, come lo sapete tutti voi assessori
- c'è ben oltre. Perché forse non è facile impegnare o spendere nel
breve periodo ma a quanto ammontano queste somme? Perché il
Parlamento non deve essere tenuto al corrente di questi fondi?
Eppure questo Governo ha istituito pure una task force, un gruppo
di lavoro dove c'è anche il dottore Ceglia che è il capo vicario,
fa parte del gabinetto del Presidente.
Può quest'Aula e la Commissione di merito sapere a che punto siamo
con questo gruppo di lavoro? Che ricognizione hanno fatto? Qual è
il loro lavoro? Cosa hanno portato a più di un anno dal loro
inizio? La task force è stata istituita il 2 aprile proprio dal
vVcepresidente, l'assessore per l'economia proprio per far fronte a
questa emergenza.
Quindi, Presidente, la invito a trovare una forma affinché la
Commissione di merito, quest'Aula prenda contezza di questo e del
lavoro svolto da questo gruppo di lavoro. Se vogliamo intervenire
anche costruttivamente dando anche noi la nostra critica o appoggio
o suggerimento costruttivo, perché la Sicilia ha bisogno vero delle
forze unite, ma questo Parlamento deve essere tenuto al corrente
sia di cosa ha in mente questo Governo col piano di ricostruzione
economica nonché della ricognizione dei fondi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà. Onorevole Tamajo, ha quattro minuti a disposizione,
quattro minuti e mezzo.
TAMAJO. Signor Presidente, ringrazio i miei colleghi per avermi
concesso questi quattro minuti. Sono un po' pochi, però va bene.
Presidente, Governo, colleghi, il primo quesito che vorrei
rivolgere al Presidente della Regione è: perché ancora la Regione
non ha provveduto alla dichiarazione dello stato di calamità
naturale ed emergenziale, in merito alla bomba d'acqua che ha
colpito la città di Palermo il 15 luglio?
Caro Presidente, ho letto diverse agenzie di stampa e ho letto
anche una lettera da parte del Presidente del Consiglio, Giuseppe
Conte, e ho appreso che la Regione non ha inviato ancora alcuna
pratica istruttoria. Questo mi sembra, come dire, grave, diciamo,
che ancora la Regione non si sia attivata per fare compiere i
provvedimenti necessari affinché si possa dichiarare lo stato di
calamità naturale per la città di Palermo.
Lo stato di calamità naturale, come vorrei ricordare, è necessario
per quanto riguarda l'attivazione delle procedure di risarcimento
dei danni causati dal nubifragio. Avevo posto questa domanda
stamattina, in Commissione. Approfitto della presenza del
Presidente della Regione così mi potrà dare tutte le sue, come
dire, le risposte.
Presidente, per quanto riguarda invece - visto che ho pochi minuti
- il DPCM nazionale, la penso come lei. Mi dispiace che qualcuno la
pensi diversamente in quest'Aula. Io siccome mi reputo una persona
coerente, a me le difese obbligate di partito, per difendere
interessi di partito non piacciono. Le Regioni italiane, come ho
letto in determinate agenzie di stampa, con un documento unanime,
avevano chiesto altro, è vero. Non penso che questo DPCM nazionale,
però, vada nella direzione di scelte ragionate e sostenibili sotto
il profilo dell'equilibrio che c'è tra il diritto alla salute, caro
Presidente, e lo chiamerei il diritto alla sopravvivenza economica.
Però, quando si parla di assicurare il concreto ristoro economico
devo dire, Presidente, non abbiamo dato dei grandi segnali sia a
livello nazionale che regionale perché ancora c'è gente che deve
percepire la Cassa integrazione. Quindi, il fatto che qualcuno a
livello nazionale dice di dare ristoro in maniera immediata, questo
mi preoccupa Presidente.
Per cui, la invito - e in questo sono con lei - a tutti quegli
interventi, a quei provvedimenti di natura tecnica, legislativa
anche eclatanti che possano, come dire, obbligare il Governo a
ritirare questo DPCM nazionale per quanto riguarda la Sicilia.
Anche se noi siamo un partito di maggioranza, a livello nazionale
però, in questa fase, Presidente, siamo con lei anche nei gesti
eclatanti e siamo con lei affinché si possano concedere e si possa
dare la possibilità ai ristoratori, ai cinema, ai teatri, ai centri
scommesse, a tutto quel tessuto produttivo importante che noi
nell'ultimo, nel precedente DPCM avevamo salvaguardato. Quindi,
Presidente, desidero sapere: 1) l'aspetto che riguarda la
dichiarazione di stato di calamità naturale e se mi risponde, mi fa
sapere se lo avete fatto o è in programma di farlo, visto che so
che avete Giunta quasi ogni sera; 2) per quanto riguarda il DPCM,
Presidente, sono qua con lei, sono con lei a difendere il tessuto
produttivo-economico di questa Terra e sono con lei per tutti quei
provvedimenti anche eclatanti che riguardano la difesa del tessuto
socio-economico siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tamajo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà. Il suo
Gruppo ha 26 minuti circa.
(Intervento fuori microfono)
Del vostro Gruppo, altri 15.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, non capisco
presidente Musumeci una cosa: perché da una parte possiamo aprire
tutto, cinema, teatri, pizzerie, ristoranti e dall'altra parte non
possiamo rispettare il DPCM che prevedeva la DAD a distanza per
solo il settantacinque per cento delle ore, dando la possibilità
agli studenti di frequentare la scuola?
Qua in Sicilia da una parte apriamo, dall'altra chiudiamo le
scuole al cento per cento, gli istituti superiori. Ma questo Covid
c'è o non c'è?
I ragazzi a scuola non ci possono andare, possono stare sul
divano, a parte quelle poche ore di DAD, tanto non fanno parte del
tessuto produttivo della città, però dall'altra parte per i ragazzi
la sera Covid non ce n'è più e se ne possono andare in pizzeria, se
ne possono andare al teatro, al cinema, al ristorante.
E no Non funziona così Perché lo sa ieri a Ragusa cosa è
successo? Sono terminati i posti di terapia intensiva. E qua ci
sono delle incongruenze nei numeri perché erano previsti 40 posti
di terapia intensiva e 22 di subintensiva a Ragusa. Noi abbiamo 28
ricoverati in tutto: 18 in malattie infettive, 5 al Maggiore di
Modica e 4 in terapia intensiva di Ragusa. E sono finiti i posti.
Evidentemente, non sono stati rispettati i posti che questo Governo
doveva garantire ai cittadini. Noi che vogliamo aprire tutto non
siamo nelle condizioni di garantire salute e sicurezza alla nostra
popolazione, quindi non ci possiamo permettere di fare queste cose.
Ma chiaramente lei lo sa che sta semplicemente prendendo in giro
tutti gli imprenditori e tutti gli operatori culturali perché
questa legge è solo di facciata, per avere la possibilità di
scaricare tutto sul Governo nazionale, questa è la verità.
Invece, faccia una cosa intelligente, Presidente, porti la DAD al
75 per cento e dia la possibilità agli studenti di lavorare e di
studiare nel posto più sicuro e protetto al mondo, che è la scuola,
che sta rispettando tutti i parametri di sicurezza e che ha
l'esigenza di fare i laboratori, perché abbiamo gli istituti
coreutici, abbiamo gli istituti musicali, abbiamo gli istituti
alberghieri, abbiamo i professionali con dei laboratori che si
possono fare solo a scuola, perché a scuola c'è l'attrezzatura: il
cinematografico per esempio, il fotografico, il grafico e tanti
altri.
Facciamo dei provvedimenti intelligenti e non prendiamo in giro i
siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato la
relazione del presidente Musumeci su tre argomenti che, ovviamente,
sono molto importanti: uno è la questione
PRESIDENTE. Onorevole, chiedo scusa. Il suo Gruppo ha 14 minuti a
disposizione.
DI MAURO. Sì, ma non penso che li utilizzerò tutti. Fondi che
abbiamo utilizzato attraverso la finanziaria, mi riferisco,
ovviamente, alla finanziaria così denominata gestione fondi
Covid , che finalmente ha visto, dopo un excursus amministrativo di
non poca complessità, riuscire finalmente ad arrivare alla
destinazione che tutti quanti auspicavamo e, quindi, siamo in
attesa, a breve, di vedere i risultati nel nostro territorio.
Devo ricordare all'intero Parlamento che su questa impostazione, o
meglio ancora sull'impostazione di quella finanziaria c'è stata
l'intesa da parte di tutti i Gruppi parlamentari. Ora, venire qui a
rivendicare in ordine ad alcune questioni la gestione di questi
fondi, francamente, mi sembra una scusa che si vuole tirare innanzi
al Parlamento, perché se abbiamo convenuto tutti su una serie di
attività che dovevamo mettere in campo, era sin troppo ovvia la
necessità di doversi aggiornare con una serie di tempi tecnici, che
sono conseguenti al tipo di gestione dei fondi; non sono fondi del
nostro bilancio ordinario, sono fondi che hanno un percorso
abbastanza complicato.
E non voglio soffermarmi sulla questione, Presidente, del Covid.
Ne abbiamo parlato diverse volte in questo Parlamento. Vi siete
assunti - soprattutto lei, Presidente, e l'Assessore per la salute
- la responsabilità della gestione del mese di marzo, del mese di
aprile, del mese di maggio, del mese di giugno e non mi risulta,
nonostante le cose siano andate bene, che ci siano stati da parte
di questo Parlamento riconoscimenti verso il Governo, perché se le
cose vanno bene è merito di tutti, se le cose vanno male la colpa è
del Governo. E quindi, in questo caso, la responsabilità personale
di chi ovviamente ha la delega è soprattutto in capo al Presidente.
Ora, Presidente, siccome di queste riunioni a proposito del Covid
ne abbiamo fatte diverse e c'è sempre da un lato chi dice quello
che ha fatto; dall'altro c'è chi comunque obietta in tutti i modi
ed in tutte le maniere descrivendo anche situazioni tragiche che,
certamente, lo possono essere sul piano della sensibilità rispetto
all'argomento, ma non credo che, in questo momento, ci sia una
realtà tragica sul piano sanitario, credo che lei farebbe bene,
Presidente, nella sua attività di Governo a confrontarsi con una
stabile struttura con tutti i partiti perché da questa melina ne
veniamo fuori, perché non è possibile che lei dice una cosa e c'è
sempre chi dice che sta succedendo la fine del mondo.
Credo che sia opportuno da parte sua, Presidente, coinvolgere le
forze politiche di questo Parlamento in un tavolo di discussione
continuo, 24 ore al giorno, perché le decisioni possano essere
condivise e si possa evitare questo stillicidio di interventi
dell'uno contro l'altro perché a me sembra che il mancato
coinvolgimento delle forze politiche su un argomento, mi permetto
di dire, così sentito crei questo contrasto.
Fino ad oggi mi pare che, tutto sommato, le cose non vadano male.
C'è un po' di panico nella gente, anch'io personalmente mi sento
preoccupato essendo un immunodepresso, ma sono qui a cercare di
fare il mio lavoro ed il mio dovere.
Volevo invece, Presidente sottolineare, e lo dico con rammarico,
una questione importante: la questione del Recovery Fund. Lei ha
citato una cifra, la cifra dei 20 miliardi destinati alla Sicilia,
su cui questo Parlamento non solo ha sorvolato, ma non ha ritenuto
che sia una cosa epocale per una Regione come la Sicilia potere, a
breve, gestire risorse per 20 miliardi.
Non ho ascoltato un intervento in cui qualcuno ha formulato una
proposta al Governo per dire caro Presidente, penso che sarebbe
importante pensare una volta per tutte allo Stretto di Messina ,
cioè al Ponte che è un'opera che tutti abbiamo detto che è
importante ma nessuno ne parla.
E devo dire, Presidente, che anche il suo intervento dove dice è
stato elaborato un elenco di priorità che riteniamo possa essere
condiviso dal Parlamento e dagli enti locali, il cui percorso -
riferito agli enti locali - non conosciamo perché non sappiamo se
le proposte dei comuni e dei liberi consorzi siano state presentate
a Roma o affidate ad un unico soggetto .
Io credo, Presidente, che nemmeno al Parlamento interessa chi
gestisce queste risorse. Di questo ne sono convinto. A noi
interessa, e con le procedure che vogliono, Presidente, purché le
cose le facciano, urgenti, semi urgenti, somme urgenze, aste
pubbliche, quello che voglio fare, ma una cosa è certa che i
Comuni, a mio parere, non sono stati sentiti da alcuno. Se voi
avete deliberato linee strategiche, Presidente, che ha indicato in
intermodalità sostenibile e adeguata alle esigenze del mercato,
opere strategiche fino alla omogeneità della Sicilia, piattaforme
logistiche, sono, mi permetto di dire, Presidente, termini generici
che troviamo in tutti gli studi che noi abbiamo fatto.
Allora, mi sarei aspettato che lei qui avesse detto due, tre cose
importanti. Una è certamente il Ponte sullo Stretto, se il
Parlamento lo condivide, un'altra le linee ferrate.
Le dico, Presidente, che da Agrigento per arrivare a Catania
occorrono 4 ore e 45 minuti. Non è possibile che ancora sussistano
queste difficoltà di comunicazione.
Per non parlare poi del cosiddetto hub commerciale che si vuole
fare a Palermo. Per non parlare anche, forse, se è possibile, altre
strutture nella Sicilia occidentale che rispetto a quella orientale
è diciamo messa in un cantuccio perché nello spazio della Sicilia
occidentale, o meglio ancora, nel trapezio che va da Palermo ad
Enna, a Catania e a Messina ci sono le Università, ci sono le
autostrade, ci sono i porti, ci sono gli interporti, ci sono gli
aeroporti mentre nella nostra parte della Sicilia, Presidente, c'è
il vuoto totale.
Allora, lei o affronta il Parlamento indicando alcune cose
specifiche, mi permetto di dirle, che sono scelte che il Parlamento
e il Governo fanno assieme, oppure lei ha la facoltà di assumersi
la responsabilità di operare le scelte che ritiene necessarie per
questo benedetto territorio che è la Sicilia e, ovviamente,
presentarsi al corpo elettorale, quando sarà il momento della
prossima campagna elettorale, e ritenere di avere fatto in pieno il
suo dovere e di chiedere ai siciliani, ecco, la sua riconferma.
Queste sono, diciamo, occasioni storiche che la Sicilia ha.
Se riteniamo che i 10 miliardi che ogni anno la Commissione
europea assegna alla Sicilia per sei anni e che hanno una diversa
modalità d'intervento, le imprese, i servizi sociali, l'assistenza,
la questione delle opere infrastrutturali e così via, questa
occasione di 20 miliardi che possono essere destinati alla
digitalizzazione, che possono essere destinati praticamente a
tecnologie avanzate nel territorio, al problema idrico, Presidente,
ancora abbiamo ad Agrigento il 58 per cento di perdita dell'acqua e
lei con delibera 480 del 27 febbraio 2019 ha autorizzato i Comuni
che non potevano avere la copertura finanziaria perché il soggetto
gestore non versava la sua parte, bene, dal 27 febbraio il comune
di Agrigento non ha appaltato alcuna opera, 25 milioni 550, questo
progetto risale al 1999, Presidente. E' una cosa assurda Speriamo
che il nuovo sindaco proceda immediatamente a fare questa cosa, ma
non c'è solo Agrigento, ci sono, ho visto, diversi Comuni e lei ha
giacenti risorse che se oggi può fare cento chilometri di rete
idrica e quindi abbassare le tariffe, Presidente, le tariffe,
perché abbiamo il dovere se facciamo la rete idrica di fare la
legge regionale in cui viene equiparata la Sicilia o meglio ancora
il sistema di servizio idrico al resto dell'Europa, perché questo
servizio, Presidente, l'Europa ci dice dovete farlo eccetto per i
casi di cui all'articolo 147 del decreto legislativo 152 del 2006,
deve essere gestito da società che non hanno niente a che fare con
la gestione pubblica, con la gestione del Comune. E' inutile che
qui ci arrovelliamo.
L'altra volta abbiamo avuto un disegno di legge che è stato
bocciato per intero dal Governo, impugnato dal Governo, meglio
ancora, mi correggo e, poi bocciato dalla Corte Costituzionale e in
conclusione siamo ancora all'anno zero, tant'è che vi siete assunti
la responsabilità come Giunta di Governo, su proposta dell'ufficio,
di dire andiamo avanti rispetto alla salute pubblica e rispetto
alla gestione di un servizio idrico che è importante per la nostra
Sicilia perché su questo piano siamo ancora, in tema di
infrastrutture stravecchie.
Allora, Presidente, si concentri sul Recovery Fund, faccia in modo
di coinvolgere il Parlamento, tutte le forze politiche sulla
questione del Covid per evitare queste continue discussioni in
questo Parlamento in cui l'opposizione dice una cosa e le forze
vicine al Governo dicono un'altra cosa; dobbiamo sciogliere i nodi
ed essere coinvolti tutti nelle decisioni perché, così com'è stato
detto più volte, sulla salute, sulla sanità, sulla pandemia, non ci
possono essere divisioni politiche.
Su queste cose, Presidente, credo che lei abbia il dovere di
confrontarsi, ripeto, con i partiti, con il Parlamento e
soprattutto con il territorio. Convochi gli enti locali, l'Anci, le
associazioni che ritiene opportuno perché ci sia una condivisione e
se può, non so se sia nelle condizioni, fare in modo che ci sia una
parte di queste risorse del Recovery Fund che possa essere
destinata a risanare i bilanci dei Comuni e a fare in modo che i
Comuni possano avere le risorse per fare i progetti. Lei ha risorse
importanti nelle casse attraverso le varie modalità di
finanziamento, ma i Comuni non hanno le risorse per potere fare
progetti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà. Il suo
Gruppo ha circa 23 minuti ancora a disposizione.
DE LUCA. Grazie, Presidente. Presidente Musumeci, apprendo che
avete deciso di riaprire alcune attività in deroga. Il DPCM
certamente questo lo consente e, allora, dico fatelo, ma
assumetevene la responsabilità, come sta facendo il suo collega
sardo, come stanno facendo le province autonome di Trento e Bolzano
e non cercate di nascondervi in quest'Aula perché quest'Aula non ha
ricevuto neppure le informazioni per fare una scelta consapevole.
Il piano di rafforzamento degli ospedali Covid, presidente
Musumeci, non sappiamo a che punto è, non lo conosciamo, non ne
abbiamo notizia, sappiamo semplicemente che non ce lo avete fatto
conoscere, che non è stato reso pubblico, ma la versione che avete
mandato a Roma, seppur validata dal Ministero, prevedeva, aveva un
tempo di attuazione pari a 15 mesi. Ma vi stavate preparando per
l'epidemia dell'anno prossimo, per quella del Covid 20?
I piani di consolidamento dovevano essere eseguiti in 6 mesi non
in 15. E, allora, vorrei capire: a che punto è la progettazione
delle opere? Noi come decidiamo di delegare questo Governo a
riaprire attività se non sappiamo come cureremo i malati
all'interno dei nostri ospedali. In questo momento quanti posti ci
sono completi di respiratori, di monitor, quanti? Noi sappiamo
semplicemente che già abbiamo raggiunto il 30 per cento della
capienza, una cosa che non abbiamo visto neppure nella scorsa
primavera. Come ci azzardiamo a dare questa delega al Governo? E se
la situazione cambia poi che facciamo, facciamo un'altra legge per
richiuderle? O la legge conterrà una delega al Governo a fare
quello che vuole a seconda della situazione che si prospetterà? E'
vero che lei ha ricevuto la delega come Commissario il 7 ottobre ma
vorrei sapere dal 7 ottobre ad oggi cosa è stato fatto? Ci sono gli
accordi quadro siglati dal commissario straordinario Arcuri per la
progettazione, per la fornitura dei macchinari, per l'esecuzione
delle opere. Che cosa avete fatto? Abbiamo progettato noi? Hanno
progettato le nostre ASP? Ha progettato l'Assessorato? Noi non ne
sappiamo nulla.
Allora, vorrei che lei oggi, Presidente, il suo assessore Razza,
ci diceste che cosa avete fatto da giugno quando avete trasmesso
questo programma, da luglio ad oggi, siamo ad ottobre e ancora il
Parlamento, la Commissione sanità, i siciliani non sanno se si
ammaleranno, se finiranno in ospedale, se avranno necessità di
essere intubati, dove dovranno andare a farlo Le aree grigie degli
ospedali esistono solo sulla carta, c'è una confusione incredibile.
Si sta contagiando il personale sanitario. A Messina il 118 è in
crisi e voi gli andate a dare il TSO, il trasporto dei medicinali,
ci sono zone rosse come Galati Mamertino dove si sono contagiati
tutti e non abbiamo notizie del tracciamento perché non è stato
fatto nulla.
E allora, Presidente, qua non c'è da nascondersi dietro una legge,
dietro un disegno di legge da portare qua in Parlamento, qua c'è da
prendersi la responsabilità, mettetevi sul tavolo le carte che
avete e che non condividete e decidete. Volete aprire? Noi possiamo
solo accogliere con favore che aprite se ci sono le condizioni per
aprire ma, soprattutto, se ci sono le condizioni per affrontare
l'ondata di contagi che, ahinoi, probabilmente arriverà. Ma in
questo momento abbiamo come l'impressione che voi non sappiate che
pesci prendere per questo sperate in un super commissario nazionale
che se la veda lui perché voi, in questi mesi, non avete preparato
nulla per affrontare questa emergenza, quella che già è iniziata
perché abbiamo il 30 per cento dei posti già pieni. A Messina ci
dovevano essere già 300 posti operativi e ce ne sono forse 100.
E allora, prendetevi la responsabilità: 1) di dire che cosa sta
succedendo; 2) come avete intenzione realmente di affrontarla; 3)
se volete riaprire fate una delibera e riaprite e prendetevene la
responsabilità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà. Il suo
Gruppo ha 15 minuti.
ARICO'. Grazie , Presidente. Presidente della Regione, membri del
Governo, colleghi. In questi, e mi dispiace iniziare con quella,
con l'annuncio del Presidente che ha sollevato maggiori polemiche
che era quello della presentazione di un disegno di legge per
agevolare l'apertura di categorie che oggi sono in grave difficoltà
che è quella dei ristoratori o degli affini; e per ora, signor
Presidente, c'è una vignetta che gira su google in cui c'è il
presidente del Consiglio, Conte, che si rivolge ai ristoratori e
chiede di mettere il plexiglass, poi distanziare i tavoli, poi
ridurre i clienti, poi igienizzare per bene i locali, poi
registrare tutti i clienti e l'ultima battuta è sì, ora puoi
chiudere .
E, allora, dobbiamo capire la schizofrenia non di questo Governo
che sta cercando di aiutare una categoria che sta cercando di
reggere anche il fronte economico non aiutato. Noi non siamo in
possesso di quattrini se non quelli che ci sbloccheranno da Roma
con una finanziaria che, in queste ultime settimane, che negli
scorsi mesi, è stata condivisa dalle intere forze politiche.
Abbiamo fatto riunioni e riunioni e riunioni, abbiamo presentato
numerosi emendamenti, tutte le forze politiche hanno apprezzato la
finanziaria, oggi però si dimenticano di avere fatto questo sforzo
insieme a noi, anziché prendersi la paternità politica di una
redazione di un documento finanziario importante e ben scritto, il
massimo che poteva fare il Governo e questo Parlamento, oggi
prendono le distanze, quindi, annunciamo anche la presentazione di
un ordine del giorno che condividiamo questa idea.
E null'altro che schizofrenica la scelta del Presidente della
Regione perché coincide assolutamente con una ordinanza che, nei
giorni precedenti, aveva sottoscritto, che era quella di chiusura
delle 23 e il coprifuoco avrebbe riguardato soltanto l'orario che
andava dalle 23 alle 5, soltanto per ritornare nei rispettivi
luoghi di abitazione, di dimora o per gravi esigenze familiari e
personali.
E oggi, signor Presidente, nessuno parla anche degli sforzi
economici che questa Regione in questi tre anni ha intrapreso
soprattutto con il giudizio positivo di Moody's; ci ha confermato
un rating positivo, ha confermato il risanamento delle casse
regionali e siamo assolutamente su una buona linea politica.
E allora, ho ascoltato con grande attenzione la relazione del
Presidente della Regione, soprattutto sugli obiettivi, su quei
pochi obiettivi che dovranno cambiare l'economia e il sistema
Sicilia.
Abbiamo la possibilità di spendere in Sicilia 20 miliardi di euro,
allora incominciamo a pensare alla Sicilia del 2025, del 2030, ma
ci dobbiamo pensare oggi, possibilmente anche in un periodo buio
che sta attraversando la Sicilia, l'intera Italia, ma che dire
l'intero pianeta, ma oggi abbiamo la possibilità di far sì che
queste risorse possano essere spese in Sicilia con progetti
imponenti e importanti.
Il collega Di Mauro parlava, ad esempio, del Ponte sullo Stretto,
ricordo all'Aula che addirittura all'inizio della legislatura noi,
Presidente, il collega Galluzzo, abbiamo istituito un Intergruppo
per dare la possibilità di porre l'attenzione su una delle opere
che riteniamo strategiche, ma da solo non basta, ha detto bene il
Presidente della Regione, abbiamo bisogno della costruzione di un
porto hub, di infrastrutture, di linee ferrate, di un'alta velocità
che possa interconnettere non solo la Sicilia al resto d'Italia ma
anche la Sicilia all'interno del proprio perimetro; la viabilità è
pessima ed oggi abbiamo la possibilità di incominciare ad avviare
una serie di proposte da presentare a Roma e non con il cappello in
mano come qualche collega dell'opposizione ha detto.
Io non ho mai visto un Presidente della Regione andare a Roma per
chiedere elemosina, io ho visto un Presidente della Regione che,
nel momento opportuno, impattava con lo Stato, con l'Anas, con Rfi,
proteggendo gli interessi dei siciliani, cercando di porre
l'attenzione su temi importanti ed oggi i frutti si incominciano a
vedere.
Allora, dieci opere, non possiamo che condividere, non possiamo
parcellizzare gli investimenti, dobbiamo far sì che le risorse, gli
investimenti che saranno previsti in Sicilia debbano essere opere
importanti che possano anche colmare quel famoso Pil che si sta
abbattendo.
E vorrei ricordare che non è una pandemia normale questa, molti di
noi, tutti noi abbiamo vissuto il periodo della Sars, è passato
quasi e non ce ne siamo accorti, quanto meno in Sicilia, non ha
scalfito se non proprio di pochi punti decimali il Pil mondiale e
italiano
Oggi si parla di un abbattimento del prodotto interno lordo del 10
per cento e, purtroppo, l'Italia non può battere moneta. Qualcuno
ha parlato sì di MES, altri hanno parlato di helicopter money,
questi contributi a pioggia. La Sicilia purtroppo non ha le risorse
e la capacità per potere dare questo contributo.
Che intervenga l'Europa e che l'Italia faccia sentire la propria
voce in Europa, questo è quello che chiediamo.
E' vero, dobbiamo distinguere, dobbiamo far sì che quella linea
sottile fra chi ha parlato di diritto alla salute e diritto anche
di essere curati e il Governo Musumeci oggi, con un rendiconto di
tre anni può dire che i problemi sanitari sono stati la priorità di
questo Governo.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Quando a febbraio e a marzo si decise e si lanciò quel grido di
allarme, il Presidente fu criticato perché ebbe a dire ai
concittadini del Nord se non è prettamente urgente statevene a
casa.
Proprio quelle iniziative, questa la prima di una lunga serie,
hanno fatto sì che il contagio epidemiologico dell'Isola si
fermasse e fosse tra i migliori d'Italia - se non d'Europa.
Oggi, è vero siamo in emergenza, non lo possiamo che ammettere
C'è però quella sottile linea fra diritto alla salute e diritto a
lavoro e diritto di portare i frutti del proprio lavoro a casa, ai
propri familiari per cercare di sfamarli, di non perdere le
attività che per decenni alcuni hanno portato avanti con grande
fatica. Abbiamo bisogno di aiutare questi imprenditori.
Vorrei rispondere a chi ha parlato del Presidente come persona
inadeguata, che vuole mostrare i muscoli, che vuole più apparire o
populista. Niente di più falso Finalmente, oggi abbiamo un
Presidente della Regione di cui tutti i siciliani possono essere
orgogliosi di essere rappresentati quando fa sentire la sua voce -
e perché no? - anche agli organi di stampa e televisione nazionale
per far sì che le pressioni, anche politiche, possano farsi sentire
da vertici nazionali, statali e anche europei. E' di questo non
possiamo che essere orgogliosi.
Allora, è vero, abbiamo bisogno di aiuto da Roma, abbiamo bisogno
- come diceva il collega Tancredi - di fare capire che abbiamo uno
Statuto per il quale i nostri padri costituenti hanno lavorato alla
redazione e dobbiamo rispettarlo e far sì che Roma lo rispetti.
Per quanto riguarda i contagiati, non possiamo fare un raffronto
sui contagiati che oggi si registrano rispetto all'inizio della
pandemia.
Prima gli ospedali, le aziende ospedaliere, le aziende
territoriali facevano il tampone soltanto ai sintomatici, quelli
che in preda ad un momento di panico si recavano presso le
strutture ospedalieri con linee di febbre o sintomi, oggi il
meccanismo capillare del territorio è tale che sta funzionando e
che fa sì che ci siano migliaia e migliaia di tamponi fatti al
giorno.
La situazione quindi non è completamente paragonabile.
Signor Presidente, ritengo che oggi il dibattito sia stato
assolutamente pacato, speriamo che nei prossimi giorni si possa
lavorare tutti insieme con tutto il Parlamento nella sua interezza
per aiutare il Governo regionale a far sì che la Sicilia possa
essere maggiormente ascoltata dall'Italia e dall'Europa.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano, sono rimasti
a disposizione diciotto minuti e mezzo circa. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la
sensazione che abbiamo noi deputati ma la sensazione che hanno
tutti i siciliani - o per lo meno la maggior parte - è quella che
la situazione sia fuori controllo o che la situazione sia sfuggita
di mano. Le persone hanno paura e non solo hanno paura perché hanno
davanti un nemico invisibile che è difficile da affrontare ma hanno
anche paura perché il sistema sanitario e di gestione in questa
Regione è fallimentare.
Faccio degli esempi concreti di vita quotidiana per renderci conto
di quello che succede. Ci arrivano decine e decine di segnalazioni
ogni giorno. Per esempio la signora Rita, faccio dei nomi di
fantasia, mi scrive che da 14 giorni è risultata positiva, ha fatto
il tampone, ha chiamato il numero verde ma non risponde nessuno,
che di quelli dell'Asp che sarebbero dovuti andare a casa a fare il
tampone agli altri 4 membri della famiglia, nessuno è andato ed è
da 14 giorni che questa gente vive nel terrore, ma nessuno si fa
sentire e nessuno va a casa. La signora Michela ha il bambino
disabile, con l'ordinanza che ha emanato il 24 ottobre si
istituisce la possibilità di fare la didattica a distanza che va
benissimo. C'è la tecnologia e usiamola, ma ci sono i disabili che
hanno bisogno di assistenza e quindi i genitori chiedono di potere
fare le lezioni in presenza perché questi bambini non possono
effettuare la didattica a distanza. C'è il problema degli ospedali
Covid e non Covid. Fatto di ieri, la questione di Acireale. I
sindaci hanno fatto una richiesta già a maggio quando già nella
prima fase di questa pandemia dove chiedevano la possibilità di
riconoscere magari fra le strutture dismesse inutilizzate di potere
realizzare un Covid Hospital.
Io ho fatto interrogazioni, atti parlamentari da febbraio, quando
ancora la pandemia era all'inizio. Sono passati 9 mesi e non si
hanno segnali di pianificazione, di programmazione. Ieri esce la
notizia di Acireale con il Covid Hospital e chiaramente tutti i
sindaci, non essendo stati coinvolti in questa decisione si sono
preoccupati. Ma non ci preoccupiamo, Presidente, per una questione
di campanilismo, non è questo il problema, lo so che la pandemia è
un problema siciliano e di tutta l'Isola ma è chiaro che se non ci
si programma in tempo bisogna togliere un ospedale con il pronto
soccorso. Poi lo so che ieri ha detto lascerà il pronto soccorso ma
bisognerà capire come verrà gestito pure questo, per una utenza di
220 mila persone che è un problema.
C'è la necessità di capire che c'è una visione, che c'è una
strategia di gestione perché così ci ritroveremo a fine pandemia a
fare il classico minuto di silenzio per tutte le vittime di questa
Isola e non avremo fatto nulla per potere gestire bene questa
pandemia.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascoltando il
dibattito e seguendolo con grande attenzione mi sono chiesta cosa
avrei potuto dire in questa seduta, quale poteva essere se fossi
stata all'opposizione la mia opinione su quanto sta accadendo. Poi
mi sono ricordata però, signor Presidente della Regione che alcuni
mesi fa, all'inizio della pandemia e forse durante l'approvazione
della finanziaria ho preso la parola, come spesso accade, anche per
il mio ruolo di Presidente del Gruppo parlamentare dell'UDC, e in
quella circostanza, riferendomi al Governo Conte, ho detto che è
facile e potrebbe essere facile potere fare l'opposizione e dire e
fare rilevare tutto ciò che non funziona o non funziona come noi
vorremmo.
Ricordo perfettamente queste parole perché anche oggi ho sentito
delle frasi il cui contenuto è veramente inascoltabile. Giudizi di
valore molto pesanti sulla sua persona, qualcuno ha detto che lei è
irresponsabile, inadeguato, che bene farebbe a dimettersi, a
riconoscere i propri errori, qualche altro ha detto che lei sta
vivendo un momento di grande protagonismo, come se fosse questo il
motivo per cui o la circostanza per la quale vorremmo essere
protagonisti della scena politica, altri ancora che lei interpreta,
con atteggiamento populista, il suo ruolo.
Bene io credo che se diamo uno sguardo al mondo, ci possiamo
rendere conto che queste stesse parole possono essere dette da
tutti i capi di stato e di governo, di tutto il pianeta di ogni
stato, perché ogni stato vive questa grande emergenza sanitaria e
la corsa di questo virus e assai più veloce di quanto non siano
capaci i governatori e i governanti di Stato e di regioni e di
città inseguendo, appunto la ricetta giusta, per frenare la e la
pandemia; non ce l'abbiamo la ricetta giusta per frenare la
pandemia,
Ma non ce l'ha non il Presidente della Regione siciliana, non ce
l'ha chi governa lo stato italiano, chi governa la più grande
nazione del mondo, che è l'America, e così la Francia, la Germania
e andando avanti scorrendo un po' tutto il pianeta ci troviamo
nella condizione che questa pandemia imperversa senza conoscere,
frontiere, limiti e meno che mai divisioni e barriere politiche.
Quindi mi attenderei, davvero, un atteggiamento di maggiore e
corale responsabilità, perché dobbiamo anche avere il coraggio di
dire che la politica debba recuperare una funzione che pare abbia
perduto, irrimediabilmente, la funzione pedagogica.
Quando ci guardano i cittadini, mentre ci affanniamo a dire la
nostra e a far conoscere il nostro pensiero io credo che dovremmo
tutti essere preoccupati di dare un messaggio, che è anche quello
che i cittadini si aspettano da noi, che non è populistico, non è
da protagonismo mea è un messaggio, di buon senso, anzi di
condivisione di un momento di grave sofferenza, che tutti i
cittadini, vivono e viviamo, signor Presidente.
Quindi non c'è opposizione, non c'è maggioranza che dovrebbe
essere maggiormente interessata di questo messaggio educativo, di
stare dalla parte dei cittadini, non urlando, tutto ciò che non
funziona e che potrebbe funzionare meglio, ma facendo ognuno la
nostra parte, dando suggerimenti, tendendo la mano al Governo,
stringendoci in un patto di alleanza davvero, prima di tutto
morale, nei confronti di chi sta molto soffrendo e sono gli
ammalati, sicuramente, quelli che hanno perduto anche un loro caro
senza neanche poterlo salutare, dare un ultimo saluto.
Questo Covid ci priva anche, della normale condizione di esseri
umani, cittadini che non hanno potuto dare l'ultimo abbraccio,
l'ultimo saluto ai genitori morenti.
Allora cerchiamo di valutare come sia possibile recuperare questa
umanità, che non dobbiamo assolutamente perdere, perché perdere
l'umanità è veramente increscioso e squallido, signor Presidente,
mi permetto di dire, oggi sarebbe bello potere sciorinare qui, ogni
tanto lo vedo fare, naturalmente alle opposizioni, anche a livello
nazionale, essere tutti contro tutti. Ma a cosa serve essere tutti
contro tutti, serve a come dire, uccidere, mortificare la speranza,
molti dei quali si attendono dalla politica risposte.
Non le vogliono solo dalla maggioranza le risposte, indubbiamente
e soprattutto da chi governa ma si attendono un momento anche di
responsabile collaborazione e alleanza, da parte delle opposizioni.
E' per questo, signor Presidente che abbiamo vinto le elezioni
contro i populismi di quanti hanno solo urlato contro il potere,
contro i partiti, contro chi ha governato, oggi forse ci stiamo
recuperando uno spazio politico importante, che è quello che
richiama ciascuno di noi al senso della responsabilità.
E non è vero che abbiamo perso. Abbiamo vinto le elezioni, in
alcuni comuni importanti, in Sicilia, significa che c'è una classe
dirigente, dai parlamentari a chi governa, che è rispettata dai
cittadini, che è guardata con ammirazione, con attenzione
favorevole. Abbiamo recuperato quel consenso che viene dal basso,
dalla partecipazione.
Ecco questo ci deve inorgoglire e ci deve anche fare capire che
stiamo lavorando bene, signor Presidente, certo possiamo fare molto
meglio e mi auguro che questa sia l'occasione per fare molto
meglio.
Si parlava del Recovery Fund, bene, io mi aspetto qui i colleghi,
qualcuno l'ha detto è importante che ci sia un'azione strategica,
puntare, lei l'ha detto pure ma con la condivisione dei Comuni e
dei territori. Diventino questi l'interlocutore principale questi
enti territoriali non li dobbiamo dimenticare perché nel
programmare, signor Presidente, si tenga conto delle vocazioni del
territorio, dei bisogni del territorio, delle esigenze del
territorio. Qui qualcuno ha detto ad esempio che da Catania non so
dove ci vogliono, da Agrigento a Catania ci vogliono quattro ore
col treno, ma io ne immagino anche di più da Marsala a Palermo per
esempio, ben più di quattro ore. Abbiamo una sola linea ferrata e
siamo nel Medioevo signor Presidente, allora occupiamoci di
lavorare, di collaborare e facciamolo senza divisioni perché alla
fine i cittadini, e mi rivolgo alle forze dell'opposizione che
tanto sono state anche come dire, sono calate nel consenso, perché?
Perché poi dopo il primo momento di entusiasmo di chi parla alla
pancia del Paese poi c'è un momento di riflessione. Dopo la pancia
c'è anche la testa e dopo che si vedono mancate le risposte, quando
si vedono mancate le aspettative mancate, come dire, quelle
attenzioni che comunque chi aveva tanto urlato contro chi prima
aveva governato, poi sul momento del fare inadeguato nel dare le
risposte, come forse lo siamo un po' tutti quando siamo nella
stanza dei bottoni non c'è uno che ha la ricetta per risolvere ogni
problema.
Io credo che oggi sia un'occasione imperdibile, signor Presidente
e cari colleghi e lo dico anche ai cittadini che possono ascoltarci
perché questo momento diventi un momento prezioso di recupero di
uno spazio politico che significa spazio di attenzione ai cittadini
veramente dalle fasce più deboli.
Qualcuno ha parlato dei giovani, delle scuole, sono parzialmente
d'accordo sulla chiusura delle scuole ma immagino la difficoltà
anche dei genitori di dovere condividere questa, questo momento. E
poi certamente dobbiamo immaginare anche altro signor Presidente,
dobbiamo lavorare perché le categorie produttive d'accordo non
vengano depresse, ma dobbiamo insistere con una campagna forte di
sensibilizzazione e di educazione al senso civico, alla
responsabilità, perché da tutti noi dipende la salute di tutti noi.
Quindi sapere e condividere anche i momenti di aggregazione o di
lavoro perché la gente deve vivere, deve lavorare, ha fatto bene
Presidente a proporre una iniziativa che ristabilisca anche
l'autonomia della Regione, questa Regione che certamente ha uno
Statuto e fa specie se non è anche persino drammatico sentir dire a
qualche ministro che lo Statuto è anticostituzionale.
Io ricordo. signor Presidente. che in quest'Aula il primo atto
parlamentare è la legge numero 1 per me depositata qui è la legge
che poi il Parlamento ha approvato con la quale modifichiamo lo
Statuto perché abbiamo inserito le parole, il riconoscimento della
condizione di svantaggio derivante dall'insularità. Bene, questo
provvedimento, che è al Parlamento nazionale io ho detto faccio,
qualcuno ha fatto appello ai 77-73-74 deputati siciliani, ma
prendete questo disegno di legge e portatelo a compimento fatene
una legge dello Stato, dello Stato italiano, perché se vogliamo
parlare di numeri, perché ne ho sentiti sciorinare tanti questa
sera, bene, sapete quante finanziarie potremmo fare con i 6 miliari
di euro l'anno che ci verrebbero riconosciuti se passasse questa
norma? Ecco, allora parliamo di questo.
Dobbiamo essere onesti, seri e sinceri perché l'onestà
intellettuale non è una qualità in astratto, è una qualità che
dobbiamo mettere in pratica quotidianamente nel nostro ruolo
ciascuno lo faccia, noi lo facciamo qui a Palermo, in ARS, ma c'è
chi a Roma, forse come qualcuno ha detto l'onorevole Tancredi lo ha
ribadito, hanno dimenticato di essere siciliani.
Allora, abbiamo fatto una Finanziaria signor Presidente, una
Finanziaria che ancora non ha dato risposta. Non è colpa nostra,
non è colpa di nessuno. E' colpa dei tempi, delle procedure ma
dobbiamo incalzare perché riprogrammar questi fondi per dare
ristoro alle persone, alle categorie produttive è una cosa
indispensabile e noi lo dobbiamo fare e sono certa che lo faremo.
Aggiungo, per finire signor Presidente glielo suggerisco, è mio
dovere farlo e non è certo una marchetta, chiamiamola utilizzo
questa parola che mi fa quasi orrore, però siccome a qualcuno molto
piace qui dentro - non mi riferisco al Presidente dell'Ars, che lo
ha copiato.
Allora, c'è il porto di Marsala, a proposito di opere strategiche.
Marsala è la quinta città della Sicilia, è una città di mare, una
città dove il porto sta sprofondando dove anche le normali attività
pescherecce non possono essere consentite perché non c'è più
neanche un molo. Bene, io mi auguro e sarò - ovviamente faccio da
pungolo è il mio dovere, naturalmente lo farò - io sono lì a
presidiare il documento, perché sia inserito tra le opere
strategiche. Strategiche Perché quando lei parlava, signor
Presidente, di base logistica nel Mediterraneo, a proposito della
nostra isola, io non oso immaginare come si possa pensare che una
città come Marsala, la quinta della Sicilia, possa non avere il suo
porto che è quella che più si interfaccia e lo dimostra la storia,
no?
Lei è venuto a Mozia, quindi questa parte del territorio siciliano
ha una storia antica di grande valore che, nei tempi antichi, ha
fatto di questa città e di questa terra, come dire, terra di grande
risorse economiche, di grandi traffici economici e culturali.
Quindi dovremo lavorare a questo, nei prossimi mesi, Signor
Presidente. Ci lavoreremo con impegno e sono certa che il Governo
non dovrà essere incalzato, perché quando le proposte sono serie,
di buon senso e importanti e strategiche non possono che essere
accolte. Grazie Presidente, buon lavoro. Buon lavoro a tutti noi,
ne abbiamo bisogno e buon lavoro ai siciliani che fanno fatica e a
cui noi dobbiamo essere accanto con grande impegno e con grande
determinazione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini che siete a casa. In queste ore, in questa giornata di
oggi, nelle settimane passate è come se si sia offerta io non vedo
più il Presidente. Allora, magari, io attenderei di potere parlare
alla sua presenza.
PRESIDENTE. Sì, certo. Aspettiamo che rientri il Presidente.
Colleghi, sospendiamo per qualche minuto, cinque minuti. Il tempo
che il Presidente possa rientrare in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 20.24, è ripresa alle ore 20.43)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori
dall'intervento dell'onorevole Zafarana. Vi prego di raggiungere i
vostri posti.
ZAFARANA. Si grazie Presidente, colleghi.
PRESIDENTE. perché abbiamo ancora tre interventi.
ZAFARANA. Grazie Presidente, colleghi, Governo, Presidente
Musumeci. In queste ore, in questi giorni, noi stiamo praticamente
assistendo alla concretizzazione di un dilemma nella nostra Terra,
dilemma tra l'inadeguatezza o la menzogna. Perché praticamente qua
non si sa più se le azioni messe in atto da questo Governo siano
più discendenti dalla inadeguatezza di fare le cose e gestire i
processi e governare una Regione, oppure siano tutta una serie di
infilate di cose non vere, che poi si rispecchiano puntualmente a
una prima verifica, semplicissima e superficiale, si verificano non
vere, non consistenti, non reali.
E allora dobbiamo intenderci, però, perché in momenti drammatici
come questi, io, da cittadina siciliana, io da portavoce dei
siciliani, che vengo qui dentro a svolgere il mio ruolo, io
pretendo chiarezza, io pretendo nettezza nelle azioni e nelle
parole, che dovrebbero essere poche, perché dovremmo ascoltare la
gente, vedere quello che succede nelle terapie intensive, quelle
che ci sono e nei pronto soccorso, e agire e scegliere remando
tutti nella stessa direzione.
Ho sempre pensato che la politica fosse l'arte del ben governare.
Ben governare quindi, i processi, non invece avere la possibilità
da parte della lingua italiana molto spesso di poter dire la
politica spettacolo, di nascondersi dietro la politica spettacolo,
se voi guardate nel vocabolario esistono anche la politichetta,
questi diminuitivi che abbiamo creato noi, che li ha creato l'uso,
la consuetudine di vedere che, invece, di fare buon governo, invece
di fare buone scelte per i cittadini, che succede?
Si pensa sempre a creare e ad unire consenso, o da una parte ora
dall'altra, Presidente, se potessi avere la sua attenzione io le
sarei infinitamente grata, grazie.
E allora io però a questo gioco non ci sto, e non ci stanno in
questo momento drammatico tutti i cittadini siciliani, perché se
potremmo, in condizioni di normalità, pensare che comunque la
politica può essere scontro, a volte anche trascinato a livelli di
scontro tra bande, ed è veramente grave anche allora, ma mai come
in questo momento di drammaticità sanitaria ed economica noi
dovremmo trascendere in sterili dichiarazioni di mera appartenenza
pur di mantenere saldo il posto in vista della prossima elezione,
perché io questo sto vedendo in queste ore.
E allora, andiamo subito veramente a dimostrare con concretezza
quello che vedo, vedo che c'è un Presidente che ha fatto una
finanziaria insieme a quest'Aula, per carità, condivisa non dal mio
Gruppo politico, sicuramente, in cui ci sono tutta una serie di
cose che non si sono verificate, inadeguatezza.
Pertanto, noi abbiamo forse oggi il bollo auto dopo che l'abbiamo
spinto, l'esenzione per le fasce debole e un bonus Sicilia che
ancora non c'è perché è fallito, e non c'è nient'altro, a voglia a
dire cose su cose, su cose, non ci sono, primo; seconda cosa,
Presidente, lei ha deciso di chiudere le scuole secondarie, la
secondaria superiore al 100% quando, invece, il Governo nazionale
ha fatto uno sforzo tutta l'estate per mantenerla e metterla in
condizione di sicurezza, e abbiamo investito sul personale docente,
sull'edilizia scolastica, sulla fornitura delle sedute monoposto,
sul creare degli ambienti sicuri, perché per noi la scuola è sempre
stato un principio fondamentale, è la base della democrazia, la
prima cosa che succede, alla prima ordinanza di emergenza che
comincia a concretizzarsi nell'emergenza è tagliare la scuola?
Bene allora, Presidente, io le dico perché non l'ha chiusa tutta
la scuola? Anche la primaria e anche la scuola media? No, quella la
lasciamo aperta, e allora io potrei anche essere d'accordo a
chiudere tutto, perché comunque c'è una condizione di vero disagio,
però andiamo a vedere, non vorrei che questo è stato fatto perché
non si è, per esempio, speso quando si poteva farlo, e per fortuna
ancora si può fare per comprare e per affittare bus turistici e le
navette con i 14 milioni a questo uopo per l'attuazione delle linee
guida dati dal Governo nazionale, sono 7 milioni oggi e 7 in
parole, promessi e impegnati, oggi e resi concreti e anticipati
rispetto alla finanziaria nazionale che, invece, come sapete, si
conclude nei tempi soliti di dicembre.
Quindi, il Governo nazionale ha fatto una corsa incredibile, con
impegno e sacrificio, per garantire 14 milioni di riparto alla
Sicilia, per garantire l'osservanza e, quindi, l'applicazione dei
servizi aggiuntivi e altro ancora, 19 milioni per potere rifondare
dei minori ricavi tutto il trasporto pubblico locale, perché questo
lo dobbiamo dire, 19 milioni sono già nelle casse della Regione e,
praticamente, noi chiudiamo le scuole?
Proviamoci almeno, proviamo a dare sostegno magari ai primi anni
della scuola secondaria, proviamo magari a dare sostegno ai
genitori che in questo momento, tra il lavoro e le difficoltà
Covid, si trovano, comunque, a dovere sostenere anche i ragazzi
della scuola superiore a casa. Bene, io invece ritengo che tutto
questo sia stato fatto perché ancora il Ministero non ha avuto da
tre Regioni, tra cui la nostra, manifestata e trasmessa la
progettualità del trasporto pubblico aggiuntivo da fare con in
soldi dello Stato, allora di che stiamo parlando? Qua c'è un mix,
il dilemma forse non si risolve, è un mix di inadeguatezza e di
ignoranza, e potrei anche andare oltre, però mi fermo qua.
Io veramente, Presidente, faccio appello a un senso di verità e
concretezza, questo non è il momento della propaganda, non possiamo
ancora confondere le teste dei siciliani con schioppettanti
promesse
Non venga qui a portare disegni di legge con soluzioni che, se
ritenute opportune nella sua libertà, lei dopo cinquantaquattro
ordinanze può inserire nella cinquantacinquesima ordinanza, perché
comunque le cose si decidono e come sta facendo il Governo
regionale, e come stiamo facendo tutti quanti noi con umiltà e
mettendoci al lato della gente, oggi non posso non dirlo, l'urgenza
con cui le parlo mi è stata anche trasferita dalla Commissione
Sanità' che ha audito il Comitato tecnico specialistico
sull'emergenza Covid.
Ci hanno detto che appena noi raggiungiamo i 180 posti letto di
occupazione, siamo già oltre il livello di controllo. Penso che
questo preoccupi me, Presidente, ma preoccupi anche tutti quanti
noi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, Presidente Musumeci, è di ieri
l'intervento del Presidente Mattarella che ha rinnovato l'appello
all'unità, chiedendo a tutti collaborazione senza barriere ed
egoismi - lo ha chiesto - e si è appellato al senso di
responsabilità di ognuno: Governo, Regioni, cittadini.
Noi del Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle e - devo dire
- tutta l'opposizione di responsabilità ne abbiamo mostrata
tantissima.
Nel corso della trattazione, della costruzione, della legge di
stabilità di aprile, abbiamo mostrato capacità propositiva,
responsabilità, abbiamo fatto il nostro dovere durante questa legge
di stabilità, che abbiamo chiamato di emergenza-covid'. Ma
collaborazione e responsabilità non assolvono il nostro compito,
non lo esauriscono.
Fare opposizione vuol dire, noi siamo opposizione perché i
siciliani hanno votato lei che deve governare, e hanno detto a noi
che dobbiamo fare opposizione.
Opposizione vuol dire anche essere pungolo e controllo nei
confronti di chi governa. Quindi, ci lasci dire le cose che abbiamo
detto.
Quelle cose che abbiamo detto, che le hanno detto già i miei
colleghi, tutti questi esempi che hanno portato in questo ultimo
anno caratterizzato dal Covid.
Ad esempio, non posso a questo punto tacere sul fatto che il click
day sia stato un disastro. Un decimo della legge di stabilità di
emergenza Covid è stato un disastro.
Eppure da questo scranno, dalle nostre posizioni, vi abbiamo detto
più e più volte che sareste andati a sbattere su questa cosa - ve
lo abbiamo detto più e più volte che era sbagliato l'ennesimo click
day, che sarebbe stato un fallimento, sareste andati a sbattere, e
voi non ci avete ascoltato.
Non lo dovremmo dire che avete sbagliato? Lo diciamo Avete
sbagliato, con responsabilità e senso di collaborazione, avete
sbagliato
Allo stesso modo non possiamo tacere sul fatto che la legge di
stabilità di emergenza Covid ad oggi, ben sei mesi dopo, non trova
la sua completa applicazione.
Non siete riusciti a riprogrammare i fondi europei, nonostante
sapevate già dai primi di marzo che era questa l'unica strada per
trovare i soldi, e sapevate che già da un anno dovevate fare la
ricognizione delle somme.
Non lo dovremmo dire che non state facendo bene il vostro dovere?
Che non avete fatto ciò che andava fatto nel momento opportuno? Lo
diciamo Avete sbagliato
Non possiamo neanche tacere sulla risposta scomposta in materia di
sanità.
La prima ondata l'abbiamo subita, e la risposta sanitaria è stata
quella che è stata, affidata soprattutto alla professionalità e
abnegazione del personale sanitario siciliano.
La seconda ondata però non la dobbiamo subire, non la dovevamo
subire, andava prevenuta, andava organizzata una risposta
preventiva e andrà gestita.
Però, mi chiedo, se non siete stati in grado di prevenire, di
organizzare per bene le cose, sarete in grado di gestirla questa
emergenza?
Ho i miei dubbi
Ad oggi i posti letto di terapia intensiva sono per la maggior
parte sulla carta. Non entro nel dettaglio dei numeri, ma questo è,
solo sulla carta. Saprete reagire? Non lo so. Abbiamo sentito in
questi mesi solo annunci di propaganda, ma niente di concreto e
risolutivo, e porto un altro esempio. Una sola propaganda avreste
dovuto fare e non l'avete fatta. Le Usca, Unità speciali di
continuità assistenziali, quella cosa per la quale io personalmente
e il collega Arancio vi abbiamo chiesto in Commissione più di un
mese fa di fare pubblicità massiva, per permettere ai siciliani di
conoscere, non i soli compiti delle Usca, ma anche l'esistenza
delle Usca.
Allo stato attuale, metà dei siciliani, se glielo andate a
chiedere, non sanno neanche cosa sono le Usca. Non lo sanno. Questo
sapete cosa comporta, che i siciliani quando hanno un minimo di
sintomi, oppure pensano di essere stati a contatto con un positivo
Covid, si fiondano nei pronto soccorsi intasandoli, e prima o poi
avremo il collasso dei pronto soccorsi. Riuscirete a reagire? Mah
abbiamo dei dubbi.
Dovevamo dire che avete sbagliato e ve lo stiamo dicendo. Non
possiamo tacere neanche e questa è la parte più importante, secondo
me, sulle sue strategie comunicative politiche, Presidente. Questo
è il suo maggiore errore. Lei agisce cercando di distogliere
l'attenzione dei siciliani dai suoi fallimenti, cercando di
distrarre sempre con altri argomenti, indicando altri problemi che
lei dice creati da altri che le impediscono di fare bene, lei unico
e solo bravo in mezzo ad una Italia di scarsi. Ogni cosa è sempre
colpa di altri. Però c'è un problema, fino a quando potrà usar
questa scusa dopo 3 anni, è da 3 anni a questa parte che la usa.
L'ordinanza che lei firma 24 ore prima del DPCM è un chiaro
esempio. Suona come il modo per potere dire ai siciliani che lei è
quello bravo e Conte è cattivo, che vuole affamare i siciliani. A
che gioco sta giocando? I siciliani oramai l'hanno sgamata, l'hanno
scoperto, che questo è un bluff. Il ddl che lei dice di volere
presentare è un altro bluff, ma i siciliani se ne accorgono, se ne
rendono conto.
La responsabilità che ci ha chiesto Mattarella la deve mostrare ed
esercitare anche lei, soprattutto lei, non facendo queste cose.
Presidente, questi sono solo alcuni esempi, altri li hanno mostrati
i miei colleghi, e tutto questo mostra l'inadeguatezza nel condurre
questa Regione, sia in tempi di pace e sia in tempi di guerra al
Covid.
Abbia quindi il buon senso di cambiare la rotta, di ascoltare le
opposizioni, di lasciare da parte il suo desiderio egoistico, di
salvare la faccia sempre e comunque, ed affronti questa seconda
ondata con umiltà, unità e collaborazione, come ci chiede
Mattarella, perché altrimenti si ripeterà quanto è avvenuto fino ad
ora quindi, fallimenti su fallimenti. Pensi però che i suoi
fallimenti hanno conseguenza su 5 milioni di siciliani.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua.
Presidente, lei intende fare una breve replica oppure no? Perché
in ogni caso le dovrei chiedere di farla proprio breve, perché
essendo comunque vigente il cosiddetto coprifuoco, tutti i
dipendenti dell'Assemblea devono andare via. Avevamo pensato di
finire per le 21.00, però se deve fare una replica, ovviamente, la
può fare, la pregherei soltanto di farla il più breve possibile,
perché dobbiamo chiudere l'Assemblea.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, credo che
la replica spetti agli Assessori e per 5 minuti al sottoscritto. Se
gli Assessori, visto che siamo stati chiamati in causa, mi pare che
il Parlamento meriti una risposta.
PRESIDENTE. La stessa preghiera devo farla agli Assessori.
Purtroppo, sono costretto a dire una cosa che non vorrei dire; c'è
un problema reale, di tipo organizzativo all'interno
dell'Assemblea. Assessore Razza, prego.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusate, in Capigruppo è stato chiarissimo. Io ho
detto che la replica spetta al Governo. Se il Governo avesse voluto
fare parlare solo il Presidente Musumeci saremmo stati felici, ma
il Governo decide chi deve rispondere. Per cui, se l'intervento del
Presidente Musumeci sarà comunque a conclusione, per quanto mi
riguarda non ci possono essere dubbi, per cui intervengono gli
Assessori, l'assessore Razza per primo e poi gli altri, e poi
interverrà il Presidente Musumeci.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente. Davvero mi
atterrò a pochissimi minuti per affrontare soltanto alcune delle
questioni sanitarie che sono state poste.
La prima. Procedo per flash nel corso del periodo estivo e dopo la
prima fase di gestione della pandemia il Governo non ha attivato
alcuna azione di programmazione, questo non risponde al vero.
Esistono due dati il primo l'ho ricavato dal rapporto del 13
agosto.
Il 13 agosto del 2020 in Sicilia nella riorganizzazione della
gestione territoriale operavano 101 unità di continuità
assistenziale, che hanno effettuato 5.672 visite, 17.709 pazienti
seguiti, hanno operato su 12.613 tamponi e risposto a 27.000
contatti telefonici. Questo per dire che cosa? Se oggi noi siamo
nelle condizioni di gestire una difficile presenza di soggetti
isolati al domicilio, che devono essere seguiti perché oggi si
riesce ad avere una percentuale, come i dati segnalano, del 93 per
cento di soggetti che vengono seguiti al domicilio e del solo 7 per
cento di soggetti che vengono gestiti in ospedale, il 6 per cento
dei quali in regime di degenza ordinaria, l'1 per cento di questi
in regime di terapia intensiva.
Se noi torniamo con la memoria alla prima fase del lockdown, e non
c'era un protocollo sanitario di gestione, come bene ha detto il
Presidente della Regione, questo rapporto vedeva il 30 per cento
dei soggetti positivi ospedalizzati e un peso in proporzione sul
sistema sanitario nel suo complesso che oggi sarebbe stato
ingestibile se non si fosse attivato nel territorio un principio di
azione. La matematica non è soggetta ad una interpretazione. Se noi
oggi non avessimo una capacità di diagnostica, come quella che è
manifestata, e se non avessimo una capacità di seguire al
domicilio, come quello che cercano di fare le Unità sanitarie di
continuità assistenziale che non sono dei soggetti del sistema
sanitario, onorevole Pasqua, al quale devono telefonare i
cittadini, ma alle Unità sanitarie di continuità assistenziale è
affidata la presa in carico dei soggetti isolati e l'intervento
nelle aree delle scuole. Quindi, non c'è un cittadino che debba
rivolgersi all'unità sanitaria di continuità assistenziale, che
normativamente ed istituzionalmente risponde ad una logica diversa.
Probabilmente, i cittadini non sapranno bene che cosa sono le unità
di continuità assistenziale, dovremmo però saperlo un po' tutti
almeno in questa Aula.
Oggi il sistema è nelle condizioni, con l'enorme difficoltà, di
gestire decine di migliaia di persone che si trovano presso il
proprio domicilio. C'è una efficienza diagnostica visto che la
Sicilia è stata la seconda regione in Italia a dotarsi di tamponi
rapidi, esiste che cosa? Un peso effettivo sul sistema sanitario. E
quando io vedo e sento e so che oggi la VI Commissione si è
confrontata con il Comitato tecnico scientifico - e mi avvio a
concludere - oggi noi gestiamo una situazione sanitaria nella quale
la Regione ha deciso di non sospendere le attività ordinarie e le
attività non indifferibili.
Nei mesi di marzo e aprile anche la nostra come tutte le regioni
italiane ha sospeso le attività di ricovero ordinario. La
differenza in termini numerici, perché a numeri ci si deve
richiamare, è che tra i mesi di marzo e aprile e i mesi di
settembre e ottobre l'offerta sanitaria e le erogazioni di
prestazioni sanitarie è cresciuta del 123 per cento; cioè in quel
momento il personale era svuotato dalle attività ordinarie, mesi di
marzo e aprile. Oggi gestiamo una situazione complessa, una
situazione articolata, ma lo facciamo garantendo il diritto alla
salute anche ai cittadini che non siamo malati di Coronavirus.
Dal punto di vista della gestione della rete ospedaliera, mi si
lasci dire che quando il 4 di aprile in quest'Aula io ho presentato
il primo piano di gestione, quello che è stato apprezzato
positivamente da larga parte dell'Assemblea regionale, esso teneva
a riferimento una valutazione di contesto epidemiologico che poi è
stata calibrata sulle grandi regioni del Nord, che in quella fase
erano colpite in maniera significativa dalla pandemia.
A quella programmazione ne è seguita una di cui si è discusso in
Aula e nella VI Commissione nel mese di giugno, dopo che fosse
stata valutata dal Comitato tecnico scientifico della Regione; oggi
viviamo una fase diversa, c'è un fabbisogno di posti letto che è
sostanzialmente diverso e, quindi, quell'impianto si sta adeguando
ad un fabbisogno di 2.500 posti letto che, come ha detto il
Presidente della Regione, tiene conto del venti percento, secondo
le linee guida nazionali, di terapia intensiva e sub intensiva.
Questo non vuol dire - e voglio dirlo con grande chiarezza
concludendo - che i sistemi sanitari di tutto il mondo in questo
momento non siano sotto stress; ma chi ci guarda da casa e apre la
finestra sulle altre Regioni, sugli altri Stati e sulle altre
Nazioni vede come la gestione della ospedalizzazione rispetto alla
pandemia ha messo e mette sotto stress i sistemi sanitari nazionali
e degli altri Stati.
Oggi noi abbiamo una capacità di ricovero che è efficace, abbiamo
una capacità di diagnosi che è fortemente accresciuta, abbiamo
3.000 professionisti che sono messi a disposizione del sistema
sanitario in un momento difficilissimo. È chiaro che nessuno - e
concludo - si permette scelte che siano orientate dalla logica
politica quando si parla della salute dei cittadini, ma ogni scelta
che viene assunta e che può mutare, mutato il contesto epidemico, è
sempre discussa con il nostro Comitato tecnico-scientifico, al
quale affidiamo sempre il compito di offrire delle indicazioni che
poi vengono prese in esame.
Dall'inizio dell'epidemia ad oggi non è mai capitato che un
cittadino siciliano avesse bisogno di un posto letto in terapia
intensiva e non l'abbia trovato. Far passare all'esterno il
messaggio che questo possa accadere nel futuro, io penso che non
solo non sia giusto nei confronti degli operatori della sanità che
oggi si stanno impegnando in maniera enorme per la gestione di
questa situazione difficile, ma penso che possa portare anche
all'esterno l'idea di una preoccupazione che deve esserci perché si
muove in un contesto epidemico, ma che non può assolutamente e non
deve assolutamente essere riportata in termini di assoluto allarme.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Grazie, Presidente. Vorrei brevissimamente intervenire muovendo
dalle considerazioni finali dell'assessore Razza, il quale ha
parlato di un sistema sanitario ed ospedaliero sotto stress. Così
come, sicuramente, sotto stress deve essere considerato il sistema
dell'istruzione che si è, come tutti sappiamo e come ho riferito a
quest'Aula, ben preparato per merito dei docenti, per merito delle
istituzioni, si è ben preparato all'avvio dell'anno scolastico 2020-
2021, garantendo in tutte le scuole di ogni ordine e grado della
nostra Regione un livello di sicurezza e capacità di tracciamento e
prevenzione del contagio assolutamente invidiabile.
È assolutamente vero, peraltro, come l'incidenza di casi di
contagio registrati all'interno dell'ambiente scolastico su
soggetti scolastici, sia percentualmente assolutamente irrilevante
rispetto alla percentuale valutata sulla popolazione generale.
E', quindi, chiaro che la motivazione che ha spinto il Governo ed
il Presidente Musumeci a richiedere la sospensione delle attività
didattiche in presenza negli istituti scolastici secondari di
secondo grado, non muove all'interno dell'istituzione scolastica,
ma deriva da considerazioni e da fatti di ordine molto più generale
e sanitario. In particolare, da quelle conclusioni alle quali in
data 22 ottobre è pervenuto il Comitato tecnico scientifico
istituito presso la Regione siciliana, il quale ha documentato una
trasmissibilità sostenuta e diffusa con un indice di diffusione del
contagio che imponeva misure adeguate e da assumere in tempi
straordinariamente urgenti.
E', quindi, con questo senso di responsabilità che la Giunta e
che il Governo si è posto il tema di affrontare una scelta
sicuramente dolorosa, sicuramente opinabile ma in quel momento
necessaria per evitare che potesse il pendolarismo connesso alle
scuole secondarie di secondo grado e la mobilità generale che trova
nella scuola secondaria di secondo grado un particolare elemento di
alimentazione potesse ulteriormente determinare un aggiuntivo
pericolo sanitario.
E proprio per questo si era inizialmente immaginato di potere
limitare alle sole tre classi centrali questo stop, auditi
personalmente tanto le organizzazioni sindacali, quanto i molti
rappresentanti della scuola ci hanno rappresentato la difficoltà di
potere contemperare in modo contestuale tanto l'attività in
presenza quanto quella a distanza, e questo ci ha portato a quella
deliberazione che dopo poche ore è stata in qualche modo replicata,
almeno in termini di motivazione della scelta, dal DPCM del Governo
Conte.
Il Governo, la sensibilità del Presidente, ha voluto poi che con
circolare 24 del 26 ottobre, cioè di ieri, si potesse procedere ad
un coordinato raccordo tra i contenuti del DPCM e i contenuti della
previgente Ordinanza regionale. Motivo per il quale, la circolare
regionale recita al punto 2: in modo tale da riaprire rispetto ad
alcune categorie svantaggiate, la possibilità di utilizzare le
attività didattiche in presenza. E precisamente, sono poche righe,
le leggo: In relazione alle nuove disposizioni contenute nel DPCM
24 ottobre 2020, nei limiti percentuali dell'autorizzato ricorso
alla didattica in presenza, è attribuita ai dirigenti scolastici di
attivare ogni azione per garantire i servizi scolastici agli
studenti disabili o portatori di bisogni speciali ovvero per
assicurare a continuità dell'azione formativa in caso di
particolari e limitati situazioni di contesto derivante da motivate
difficoltà di ordine tecnico, informatico o organizzativo .
Quindi, come vedete, si è dato spazio a motivate richieste di
tutelare alcune categorie di studenti. Vi è la possibilità teorica
di riprendere una minimale essenziale fondamentale attività in
presenza, ma dovranno essere i dirigenti scolastici sulla base
delle loro esigenze a modulare al meglio questa prospettiva.
Proprio oggi, con nota assessoriale del 27 ottobre, 4114 di
protocollo, ho comunicato ai dirigenti scolastici, per il tramite
dell'Ufficio scolastico regionale, questa opportunità.
Mi sia consentito, infine, rispondere all'onorevole Zafarana, la
quale parlava della criticità dei trasporti. Onorevole Zafarana,
non è una difficoltà, una criticità della Regione siciliana, come
ella vede bene è una criticità diffusa. Mi costa personalmente
perché anch'io, partecipando alla Conferenza Stato-Regioni in
rappresentanza del Governo, ho avuto modo di sollecitare tre
Ministri contemporaneamente presenti all'impegno del Governo
nazionale sul potenziamento e rafforzamento del TPL, del trasporto
pubblico locale, perché capivamo che il tallone d'Achille sarebbe
stato lì.
Bene, io le debbo dire che la risposta, una prima parziale
risposta del Governo nazionale, è arrivata in data 8 settembre 2020
e, in relazione a questo stesso primo parziale provvedimento in
Sicilia, come altrove, non si è potuto dare adito all'utilizzazione
diretta delle risorse perché restavano subordinate ad indicazioni
ulteriori da parte del Ministero dei Trasporti e, siccome ci siamo
interessati direttamente di questa vicenda comunicandola ai
dirigenti scolastici, in data 1 ottobre i tre direttori generali,
dell'Istruzione, delle Infrastrutture mobilità e trasporti e delle
Autonomie locali, ci comunicano che si resta, comunque, in attesa
di ulteriori e definitive indicazioni da parte del Ministero dei
Trasporti per poter effettivamente attingere alle citate fonti di
finanziamento . Questo è firmata da tre direttori generali e,
quindi, evidentemente, si tratta di una criticità che riguarda
tutti e non consente la disponibilità di risorse.
Vorrei rassicurare chi parlando, invece, di potenziamento degli
organici specialistici dei medici chiedeva più anestesisti, più
radiologi, più specialità diretta. Bene, debbo dire che questo
Governo della Regione, nonostante anche a livello nazionale la
platea del numero di specialisti ammessi quest'anno sia potenziata,
ha contribuito erogando 5 milioni sulla Finanziaria che questo
Parlamento ha approvato e debbo dire che, già con questo concorso,
queste risorse della Finanziaria sono state attivate ed utilizzate,
quindi con oltre 70 nuovi posti in Sicilia finanziati direttamente
dal Governo, così come altro articolo, comma della Finanziaria
voluta da questo Parlamento, ha già trovato conclusione anche
amministrativa ed il fondo di garanzia destinato alla formazione
professionale che è stato più volte sollecitato tanto da parte
dell'opposizione quanto della coalizione di Governo. Grazie,
Presidente.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Grazie, Presidente, brevemente. Ho ascoltato
con grande attenzione ogni istante di questo dibattito, ritengo di
dover fornire due risposte a singoli deputati.
La prima all'onorevole Sunseri che ha asserito lo stanziamento
pari a zero per agricoltura e pesca. In verità non è così, c'è un
deficit di informazione non perché l'onorevole Sunseri sia un
deputato distratto, ma perché alcune erogazioni sono assai assai
recenti.
In questo momento la situazione è questa: l'Agricoltura ha
beneficiato di 15 milioni di euro da riprogrammazione di Fsc, lo
stesso la Pesca; se aggiungiamo a queste cifre i 5 milioni di
risorse messe a disposizione come aiuti alle attività
agrituristiche, c'è un bando in questo momento aperto il 12 ottobre
che scade il 5 novembre e, se a questi 5 milioni aggiungiamo anche
i 5 milioni e 2 che sono arresto temporaneo di pesca , per il
quale si attende che nei prossimi giorni la Direzione generale mare
a Bruxelles autorizzi il Ministero sui criteri proposti dallo
stesso Ministero, in questo momento abbiamo una disponibilità
economica di 40 milioni. Quindi, non navighiamo nell'oro ma non
siamo assolutamente a zero. Un bando è aperto, gli altri sono
pronti e, in virtù della recentissima riprogrammazione, saranno
emessi nei prossimi giorni.
Peraltro, mi piace sottolineare rapidissimamente un aspetto, a
proposito del bando della Pesca, lo dico a titolo di esempio.
Quando i dirigenti, i funzionari, del Dipartimento mi hanno chiesto
quali documentazioni dovevano produrre i pescatori o le imprese di
pesca, ho risposto loro: un foglio di carta, anzi due . Dico un
foglio perché si chiama il primo autodichiarazione, il secondo
perché è la carta di identità che andrà allegata a questa
autodichiarazione. L'avviso è pronto, il finanziamento è di poche
ore fa, quindi nei prossimi giorni verremo fuori anche con questo
bando.
Un'altra risposta la dovevo all'onorevole Cafeo che chiedeva di
chi fosse la competenza del canale Galerni. Opera realizzata 2500
anni fa, voluta dal tiranno Gelone, quindi opera greca, che ha
sempre funzionato; questa estate ha avuto un problema di
manutenzione. Gli agricoltori pagano il canone al Genio civile che
ne ha la competenza. C'è stato qualche disservizio sul quale sono
intervenuto; il disservizio è stato superato. Ho già istituito un
tavolo con il Genio civile, il consorzio di bonifica e l'autorità
di bacino per far sì che nella prossima campagna irrigua questo
disservizio non si presenti più.
Su questi due temi mi sono sentito interpellato, a voi queste
risposte. Grazie.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Grazie, Signor Presidente.
Alcune considerazioni vanno fatte a cominciare dal disegno di legge
di cui si è parlato all'inizio che, naturalmente, è stato oggetto
di polemica e di appassionato dibattito.
Il disegno di legge lo offriamo alla valutazione del Parlamento,
poi naturalmente sarà il Parlamento a decidere come sempre; noi
siamo mossi solo dal desiderio di vedere ripristinate le
prerogative che appartengono ad una Regione a Statuto speciale.
Se c'è una prerogativa riconosciuta ad una regione del Nord Italia
che ha uno statuto autonomistico, non si capisce perché la stessa
prerogativa non debba essere riconosciuta alla estrema regione del
Sud. Che poi quella prerogativa debba essere utilizzata nel momento
in cui si ritiene da parte del Comitato tecnico scientifico e da
parte della valutazione del dato epidemiologico che possa essere
utilizzata in un determinato momento piuttosto che un altro
momento, questo attiene alla responsabilità del Governo e del
Presidente della Regione.
Quindi, nessuna voglia di volere assolutamente negare la gravità
del momento, stiamo soltanto facendo quello che ha fatto una
Regione autonoma, in questo caso una Provincia autonoma del nord su
alcune materie, cominciando dagli spazi culturali, che per noi è
materia di potestà esclusiva, perché, come sapete, noi riteniamo
che gli spazi culturali possano essere assolutamente tenuti aperti
nel rispetto delle regole.
Questo per quanto riguarda il disegno di legge che nelle prossime
ore affideremo alla Presidenza dell'Assemblea.
Il Vicepresidente Di Mauro richiamava un concetto che mi sembra
significativo, lo dico soprattutto per richiamare l'attenzione dei
siciliani che ci seguono da casa. Stasera non si è fatto cenno ad
una delle cose più importanti degli ultimi cinquant'anni: al
Recovery Fund; oltre 20 miliardi di euro a disposizione della
Sicilia. Non sappiamo ancora i criteri gestionali e procedurali e
mi chiedeva il Vicepresidente Di Mauro, credo ci fosse stato anche
un altro riferimento da parte dell'onorevole Tancredi, quali
infrastrutture pensiamo di potere inserire nella programmazione. È
stato detto: le infrastrutture che daranno un protagonismo alla
Sicilia nell'area mediterranea, perché parliamo del collegamento
stabile nello Stretto di Messina, parliamo di un porto hub, non
decidiamo quale perché questa valutazione appartiene, come lei sa,
al Governo nazionale, parliamo di uno scalo intercontinentale che
possa ridare una logica al sistema aeroportuale dell'Isola,
soprattutto in rapporto alle tratte intercontinentali, parliamo
della velocizzazione della ferrovia che da Castelvetrano deve
raggiungere Ragusa, parliamo del completamento dell'autostrada che
da Mazara del Vallo deve potere arrivare a Gela, parliamo delle
reti idriche urbane che sono diventate un colabrodo e che da
quarant'anni non vengono riqualificate, parliamo della rete
fognaria urbana, parliamo della tutela del territorio, delle
infrastrutture sociali. Ecco, solo per fare alcuni esempi proprio
perché abbiamo il dovere di guardare a cosa sarà la Sicilia fra
dieci, quindici, vent'anni.
Diceva bene l'onorevole Laccoto, al quale voglio esprimere il mio
saluto e augurio di buon lavoro per il suo ritorno in Aula; diceva
bene: Il politico pensa alla prossima campagna elettorale, lo
statista pensa al futuro . Ecco, stiano tranquilli i colleghi che
hanno fatto questo riferimento, qui nessuno pensa di essere
statista; le aquile sono volate da un pezzo, sono rimasti i
pidocchi. Non ci sono statisti in giro, non ce ne sono. Vedo
soltanto piante grasse, vedo soltanto bonsai e credo che io non sia
neanche una quercia ecco, mi accontenterei di essere un arbusto, lo
dico con grande spirito di sincerità, nessuno sogna di essere
statista, nessuno E quelli che in quest'Aula ci sono da più di
vent'anni davvero non credo abbiano grandi motivi per farsi
ricordare.
Tutto questo lo dico perché abbiamo la necessità di dovere
guardare alla contingenza, di dovere guardare al momento.
Onorevoli colleghi, voi siete stati così generosi stasera
nell'esprimere apprezzamenti e aggettivi nei confronti del
Presidente della Regione, ma io davvero non credo di dovere
ricambiare se non sottolineare il garbo, il rispetto di alcuni
parlamentari anche della opposizione.
E allora, stasera il problema è capire se il Presidente della
Regione si è iscritto al partito dei negazionisti o al partito dei
garantisti. Bene, bisogna essere chiari; sappiamo tutti che prima o
poi arriveremo alla chiusura totale, lo sappiamo, è inutile fare
ipocrisia. Proprio io ieri ho dichiarato alla stampa, prepariamoci
al peggio; perché il peggio arriverà perché farlo arrivare prima,
perché? Se la mobilità, se il pendolarismo è il vero amico del
Covid, del virus, perché impedire ad un ristorante di restare
aperto dopo le 18.00? Perché impedire ad una famiglia di andare al
teatro o al cinema? Perché il Presidente della Regione con alcuni
suoi Assessori va a Noto, nella capitale del Barocco, per dire a
Bocelli: Lei rappresenta un segnale di rivincita e di riscossa di
una Terra che non intende arrendersi di fronte alla forza bruta del
morbo Perché non avere questa creatività, questa fantasia Come
si può dire che io sia iscritto al partito dei negazionisti? Come
si può dire che oggi da parte nostra non ci sia la responsabilità
necessaria?
Onorevole Cracolici, ma proprio lei usa questi termini? Ma lei
crede che io abbia dimenticato che lei nel mese di aprile diceva,
contestava a me di continuare a imporre in Sicilia misure
restrittive rispetto a quelle nazionali? Era lei iscritto al
partito dei negazionisti, non io che tutelavo la salute dei
siciliani Le revochi - lei gridava ai giornali - e Musumeci si
adegui nei fatti al Governo nazionale, altrimenti fra qualche
giorno l'Italia entrerà nella fase 2, ma non lo sarà lo stesso per
la Sicilia . Era lei, onorevole Cracolici, che il 21 marzo diceva:
Non si può proibire arbitrariamente il diritto alla libertà di
movimento e determinate attività commerciali essenziali , quando io
mi ero limitato alla chiusura del verde pubblico e dei parchi
giochi.
Era lei, onorevole Lupo, che alla fine di aprile rivendicava il
diritto del rientro in Sicilia dei siciliani fuori dall'isola
quando io dicevo a loro: Restate per prudenza dove siete perché in
Sicilia non trovate le condizioni adatte di sicurezza sanitaria .
Come vedete, a turno si ci scambia i ruoli perché ognuno recita a
soggetto sulla pelle di un popolo che vive l'ansia di una
drammatica vigilia.
Lasciateci lavorare, smettetela di fare terrorismo Smettetela di
fare terrorismo
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la prego
MUSUMECI, presidente della Regione. Il momento non lo consente Il
momento non lo consente Lasciateci lavorare, nessuno ha la ricetta
migliore per affrontare l'epidemia, nessuno E' difficile ed in
costante confronto sulle singole scelte, ne sa qualcosa il
presidente Conte e come lo capisco, lui che informa i venti
Presidenti delle Regioni un'ora prima di adottare un'ordinanza, un
decreto, un DPCM Lo capisco, eccome se lo capisco, quanto sia
difficile condividere in maniera collegiale certe scelte. Capisco
il presidente Conte che molto spesso viene accusato dalle
opposizioni che appartengono a Roma, alla mia parte politica, di
non avere sufficienti occasioni di confronto con le opposizioni
Eccome se lo capisco il caro presidente Conte, ma smettiamola con
la violenza verbale, smettiamola
I siciliani sanno di potersi fidare di questo Presidente e di
questo Governo, perché questo Presidente e questo Governo hanno
superato una prova difficilissima nella prima fase e lo hanno
potuto fare non soltanto perché hanno impostato un programma sano e
serio, ma anche perché hanno potuto contare sul pathos e sulla
responsabile partecipazioni di migliaia e migliaia di operatori
sanitari e di volontari che voglio ringraziare in questo momento.
Noi dobbiamo affrontare mesi difficili, fra qualche tempo
chiuderemo, fra qualche tempo temo che chiuderemo tutti, Roma ormai
non fa molto per nascondere questa triste prospettiva ma
affrontiamola con l'aria tipica di chi è abituato a vivere la vita
come una sofferenza.
Deputato Dipasquale, mi creda, il coraggio è stato il motto della
mia vita, se lei conoscesse in mio vissuto non mi inviterebbe ad
avere coraggio. Io gliene faccio, se mi consente, attenuante,
perché forse lei non mi conosce bene, nessuno in questa Sala può
spiegare a me a cosa serva il coraggio per cadere e rialzarsi,
nessuno nella vita politica e nella vita privata. Ecco perché tutti
dobbiamo avere il coraggio delle nostre scelte, ognuno nel proprio
ruolo.
Per quanto riguarda la drammaticità del momento, questo Governo sa
assumersi la responsabilità delle proprie scelte confidando nella
collaborazione di questo Parlamento, perché questo vuole il popolo
siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Allora, colleghi, scusatemi, il
presidente Musumeci ha fatto il suo intervento, ognuno di voi prima
ha fatto un intervento senza lesinare né critiche, né
Ecco, per cui, con grande serenità
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. La domanda? Ora me lo faccio dire e io e glielo
comunico.
(Proteste in Aula)
Colleghi, vogliamo andare avanti, altrimenti devo sospendere
l'Aula e ci sono moltissimi ordini del giorno da votare, per cui se
mi fate questa cortesia Onorevole De Luca, la prego, la prego di
stare seduto, mi faccia andare avanti.
Presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Ci sono diversi ordini del giorno.
(Gli ordini del giorno presentati recano, rispettivamente, il
numero d'ordine 386,387,388, 389,390,391,392)
Li avete ricevuti? Il Governo li ha ricevuti, onorevole Cordaro,
avete gli ordini del giorno? Sono tutti in qualche maniera
apprezzati dal Governo? Li possiamo accettare per raccomandazione?
Benissimo.
Allora, gli ordini del giorno sono tutti approvati.
(Pertanto, gli ordini del giorno nn. 386,387,388, 389,390,391,392
si intendono approvati)
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 28 ottobre 2020, alle ore
16.00. All'ordine del giorno ci sarebbe il disegno di legge
sull'edilizia, dobbiamo vedere se la IV Commissione riesce a
terminarlo, altrimenti ci sono i debiti fuori bilancio che dobbiamo
assolutamente approvare, per cui in ogni caso domani alle ore 16.00
si vota. Una buona serata a tutti e grazie.
La seduta è tolta alle ore 21.35 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
225a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 28 ottobre 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2020. Mese di gennaio . (n. 721/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2020. Mese di febbraio . (n. 770/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
4) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Economia
N. 1440 - Chiarimenti sull'impiego di personale SAS proveniente
dall'Albo unico di cui all'art. 64 della l.r. n. 21 del 2014 presso
Irfis-FinSicilia e sulle modalità di individuazione ed assegnazione
dello stesso per l'attività d'istituto.
Firmatari: Lentini Salvatore
- Con nota prot. n. 30790/IN.17 del 18 settembre 2020 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
N. 1451 - Chiarimenti in merito alla mancata approvazione del
bilancio di esercizio riferito all'anno 2018 da parte del Parco
scientifico e tecnologico della Sicilia S.c.p.a.
Firmatari: Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
- Con nota prot. n. 32735/IN.17 del 5 ottobre 2020 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Giovanni Bulla, con nota prot. n. 3012-
ARS/2020 del 20 ottobre 2020 ha chiesto di apporre la propria firma
al disegno di legge n. 851 Istituzione e disciplina del Registro
regionale dei comuni con prodotti De.Co. .
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Educazione alla cittadinanza globale. (n. 846).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 ottobre 2020.
Parere IV.
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica Italiana, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto della
Regione siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 21
aprile 2011, n. 67 (n. 848).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 ottobre 2020.
- Disposizioni urgenti al fine di contenere i danni causati
dall'incendio divampato nei Comuni di Naso, Frazzanò, Mirto, San
Marco d'Alunzio, Longi, Santo Stefano di Camastra e Reitano e nelle
abitazioni circostanti, sabato 3 ottobre 2020 (n. 849).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 ottobre 2020.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Misure urgenti per il rilancio delle attività produttive a
seguito dell'emergenza Covid 19 Rigenerazione aree ed opifici
industriali degli agglomerati gestiti dall'IRSAP (n. 845).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 ottobre 2020.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane (n.
783).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 26 ottobre 2020.
- Nuovo Ordinamento per la costituzione del Consorzio Regionale
per la protezione ambientale della Regione Sicilia. (n. 843).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 ottobre 2020.
Parere I.
- Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 3 marzo 2020, n.
3. Disposizioni in materia di contrasto all'inquinamento. (n. 844).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 21 ottobre 2020.
- Accesso dei disabili motori ai percorsi escursionistici. (n.
847).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 ottobre 2020.
Parere VI.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consiglio di amministrazione della stazione consorziale
sperimentale di granicoltura per la Sicilia. Designazione
componente con funzioni di Presidente. (n. 135/I).
Pervenuto in data 21 ottobre 2020.
Inviato in data 21 ottobre 2020.
Comunicazione di ritiro di richiesta di parere
Si comunica che con nota acquisita al prot. n. 8538-DIG/2020 del
19 ottobre 2020, il Presidente della Regione ha ritirato la
richiesta di parere n. 122/I Istituto autonomo case popolari di
Catania. Designazione componente del Consiglio di amministrazione .
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituto regionale delle attività produttive (IRSAP)
Designazione Commissario straordinario (n. 120/I).
Reso in data 21 ottobre 2020.
Inviato in data 21 ottobre 2020.
- Legge regionale 14 maggio 2009, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni. Designazione Presidente Fondo pensioni (n. 130/I).
Reso in data 21 ottobre 2020.
Inviato in data 21 ottobre 2020.
BILANCIO (II) - ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Schema di disposizioni attuative dell'articolo 10, comma 16
della legge regionale 12 maggio 2020, n. 9, perla concessione di
contributi a fondo perduto a favore delle microimprese artigiane,
commerciali, industriali e di servizi (BonuSicilia) (n. 134/II-
III).
Reso in data 15 ottobre 2020 dalla II Commissione
Reso in data 20 ottobre 2020 dalla III Commissione
Inviato in data 20 ottobre 2020.
Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
del Presidente del Consiglio dei Ministri
Si comunica che il Presidente del Consiglio dei Ministri, con
ricorso del 12 ottobre 2020, ha impugnato il comma 1 dell'articolo
5 della legge regionale 11 agosto 2020, n. 17 Riordino
dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia , per
violazione dell'articolo 17, lettere b) e c) dello Statuto speciale
nonché dell'articolo 117, terzo comma, e 120, secondo comma, della
Costituzione.
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentata:
N. 1527 - Iniziative volte alla tutela, alla valorizzazione e al
rilancio del sito minerario del Parco Floristella Grottacalda.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Lupo Giuseppe
L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentate:
N. 1526 - Riapertura del Museo interdisciplinare regionale di
Messina (MU.ME).
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 1528 - Attingimento idrico dal lago Biviere di Gela effettuato
dal Consorzio di bonifica Sicilia Occidentale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Damante Concetta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle competenti
Commissioni.
- con richiesta di risposta scritta presentata:
N. 1529 - Iniziative rivolte alla mitigazione del dissesto
idrogeologico nel Comune di Sant'Angelo Muxaro (AG).
- Presidente Regione
Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
L'interrogazione sarà inviata al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 316 - Copertura finanziaria per l'attuazione della legge
regionale per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Calderone Tommaso A.; Savona Riccardo; Papale Alfio; Pellegrino
Stefano; Gallo Riccardo; Mancuso Michele; Caputo Mario
N. 317 - Eliminazione del pedaggio autostradale per i residenti
nel tratto dell'A20 tra Messina e Villafranca Tirrena.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Catanzaro Michele
N. 318 - Nomina di commissario straordinario presso la Città
Metropolitana di Catania a seguito della sospensione di diritto
dalla carica di Sindaco.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Sammartino Luca
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 438 - Misure per fronteggiare l'emergenza migranti sul
territorio della Regione siciliana.
Amata Elvira; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
Presentata il 29/07/20
N. 439 - Avvio dei procedimenti diretti alla variazione
territoriale per l'erezione a Comune autonomo della frazione di
'Cassibile Fontane Bianche' di Siracusa.
Cannata Rossana; Campo Stefania; Cafeo Giovanni Luca; Ternullo
Daniela
Presentata il 31/07/20
N. 440 - Istituzione della Riserva Naturale Bosco Santo Pietro e
ripristino della flora andata distrutta a causa degli eventi
incendiari succedutisi negli ultimi anni.
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Pagana Elena
Presentata il 3/08/20
N. 441 - Richiesta dello stato di emergenza al Governo nazionale
per il disastro ambientale provocato dai roghi e per l'impiego
dell'Esercito nella prevenzione degli incendi in Sicilia.
Lo Curto Eleonora; Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo Margherita;
Bulla Giovanni; Lo Giudice Danilo
Presentata il 4/08/20
N. 442 - Interventi urgenti a sostegno della salvaguardia dei
livelli occupazionali dei dipendenti di Riscossione Sicilia S.p.A.
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
Presentata il 5/08/20
N. 444 - Misure volte a favorire la trasparenza sul grano
d'importazione e la commercializzazione dei grani antichi
siciliani.
Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
Presentata il 10/09/20
N. 457 - Iniziative per il divieto di importazione di grano
trattato con glifosato in fase di pre-raccolta.
Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
Presentata il 20/10/20
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni