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Resoconto d'Aula della Seduta n. 232 di mercoledì 02 dicembre 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.10

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


     Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Disposizioni
  urgenti  per  il rinnovo degli organi elettivi dei comuni  e  degli
  enti di area vasta  (n. 878/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II  punto  all'ordine
  del  giorno: Discussione dei disegni di legge.  Si procede  con  il
  disegno di legge  Disposizioni urgenti per il rinnovo degli  organi
  elettivi dei comuni e degli enti di area vasta  (n. 878/A).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni e al relatore, onorevole Pellegrino a svolgere la
  relazione.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in maniera molto  breve,  c'è  una
  relazione  abbastanza  esaustiva in relazione  alla  votazione  che
  dovrà  effettuarsi nei comuni e il disegno di legge riguarda  anche
  l'elezione di secondo livello nelle province.
   Quindi,  noi  in  I Commissione abbiamo lavorato,  ci  sono  degli
  emendamenti   che   andremo  a  valutare  e,  in  particolare,   un
  emendamento che riguarda l'anticipazione delle elezioni provinciali
  sganciandole dalle elezioni comunali, e spiego perché.
   Perché  andando dietro alle diverse elezioni in sede comunale  non
  riusciremo mai a eleggere un Presidente ed un Consiglio provinciale
  perché  ci saranno sempre, nel corso degli anni, elezioni,  andiamo
  sempre  dietro all'ultima elezione, ci sarà Alcamo a breve, poi  ci
  sarà Palermo, e non riusciremo mai ad eleggere un presidente.

   PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Tamajo è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 878/A

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in sede
  di  discussione  generale,  se vuole,  oppure  poi  intervengo  per
  spiegare gli emendamenti abrogativi.

   PRESIDENTE. Come vuole, onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Lo spiego ora, perché vorrei la sua attenzione e  quella
  degli  Uffici,  oltre  che dei colleghi che sono  in  Aula,  perché
  stiamo, non dico con la fretta ma con una certa approssimazione dei
  lavori in Commissione, andando a discutere di una norma che, credo,
  non poteva essere nemmeno presente nel testo.
   Mi riferisco all'articolo 1, ed esattamente alla parte finale. Noi
  stiamo   modificando  quelli  che  sono  dei  principi  di   natura
  elettorale assolutamente intangibili e immodificabili.
   Noi  stiamo  dicendo  che  per le elezioni,  che  dovranno  essere
  indette  successivamente, in pratica, si opereranno a bocce  ferme,
  nel  senso  che rimangono ferme alla presentazione delle  liste,  i
  candidati  sindaci  eventuali, degli apparentamenti  e  quant'altro
  come  se fosse possibile, non è possibile neanche il vincolo di  un
  mandato,  figuriamoci,  noi stiamo introducendo  quasi  il  vincolo
  della  candidatura,  cioè persone soggetti che  si  sono  cimentati
  nella presentazione delle liste e quant'altro, cristallizziamo  una
  situazione,  per  ora  a distanza di sei mesi,  con  questo  quadro
  epidemiologico rischiamo di cristallizzarla non so come, non so per
  quanto,  perché possibilmente saranno di nuovo rinviate,  e  quindi
  che  cosa facciamo? Precludiamo ad eventuali terzi interessati  che
  possono,  che vogliano o possono concorrere  alle candidature  o  a
  sindaco,  che  possono uscire nuovamente, io credo  che  di  questa
  norma non dovremmo nemmeno discutere.
   La  cosa  più  grave  è che poi si è cercato di  estendere  questa
  previsione  addirittura nell'ambito dei comuni sciolti  per  mafia,
  dove  tutti  noi sappiamo che il blocco delle operazioni elettorali
  non  è  stato frutto delle decisioni del Governo regionale  ma  del
  Governo  nazionale:  a  questo proposito, è espressamente  previsto
  all'articolo  1,  comma  1, nel rinvio, ve  lo  leggo  testualmente
  perché  è importante l'elezione dei comuni i cui organi sono  stati
  sciolti  ai  sensi  dell'articolo,  c'è la legislazione  antimafia,
   già indette per le date del 22 e 23 novembre 2020, sono rinviate e
  si  svolgono  entro  il 31 marzo 2021 - Presidente,  mi  ascolti  -
  mediante  l'integrale rinnovo del procedimento di presentazione  di
  tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere comunale . E
  noi  con una legge regionale andiamo a dire  no rimangano ferme  le
  candidature sono già fatte .
   Credo  che veramente sia un fuor d'opera. Se vogliamo insistere  e
  mettere  in votazione questa norma facciamolo pure ma credo  che  a
  tutto vi è un limite.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, io credo che, e non vorrei metterlo
  in  dubbio,  noi quello che possiamo fare è che, fermo  restando  e
  fatte salve le liste che non vengono modificate rispetto al momento
  in   cui   erano  state  presentate  e  quindi  rimangono   quelle,
  consideriamo le firme prese allora, ammesso e non concesso che  tra
  quelle firme non ci sia qualcuno che nel frattempo, per esempio,  è
  morto, perché anche questa è una cosa da andare a verificare, però,
  fermo restando che su quelle liste se sono identiche a prima e sono
  già  state  raccolte le firme e quelle firme continuano  ad  essere
  ancora  valide, non c'è problema a lasciarle così, ma è chiaro  che
  noi  non  possiamo, in nessuna maniera, limitare la possibilità  di
  qualcuno di presentare altre liste, di modificarle, di fare  quello
  che si vuole; quello che noi possiamo fare al massimo è considerare
  salve  le  liste  già presentate se sono identiche  e  se  tutti  i
  firmatari  per la presentazione di quella lista, sono  persone  che
  hanno  ancora  oggi la possibilità di firmare, perché, diversamente
  non  sarebbe  possibile nemmeno questo. Questo  io  credo  che  sia
  l'unica cosa che si può immaginare di fare.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Assenza si riscalda quando la temperatura è una temperatura che non
  c'è  motivo di riscaldarsi, è una bella temperatura, niente non c'è
  niente  da surriscaldarsi,  la Commissione ha fatto un ragionamento
  in   piena   legittimità  e  in  pieno  intelletto  ha  votato   un
  emendamento, Presidente, che prevede la possibilità nei comuni  che
  hanno  già  presentato  le liste, che hanno raccolto  le  firme  e,
  quindi,  un  mondo  si è mosso per arrivare a  quel  risultato  che
  questo lavoro non venga perso, mi pare un fatto legittimo, mi  pare
  ovvio, Presidente, la prego ho bisogno che lei mi segua, perché poi
  parte  del  ragionamento che ha fatto io lo condivido, il  problema
  che qualcuno anche dopo la presentazione delle liste possa avere un
  problema,  possa  non ricandidarsi, possa venire a  mancare,  possa
  essere arrestato

   PRESIDENTE. Onorevole vicino al microfono, per favore, se  no  non
  la sentiamo, grazie.

   DIPASQUALE. Devo stare attento, Presidente.

   PRESIDENTE.  Ho  capito,  stia  attento,  ma  sempre   vicino   al
  microfono, però.

   DIPASQUALE. Quindi, lei capisce bene che può avvenire sempre  dopo
  la  presentazione  delle  liste già  in  un  momento  di  ordinaria
  situazione che la lista può avere delle modifiche, anche lo  stesso
  sindaco,  dopo la presentazione delle liste, può essere  arrestato,
  può avere un problema e così questo può capitare in qualsiasi parte
  del  mondo, e qua abbiamo noi il diritto e i regolamenti nostri che
  prevedono  le soluzioni, non ci dobbiamo inventare nulla,  come  ha
  detto  lei bene dobbiamo salvaguardare un lavoro che è stato  fatto
  dai  partiti, dalle liste civiche, da un mondo che si è  mosso  per
  ottenere  quel  risultato,  questo è stato  il  ragionamento;  l'ha
  portato  avanti la Commissione, alcuni  colleghi della Commissione,
  a  questo  ragionamento  il  collega  faceva  riferimento  quasi  a
  scandalo  c'è stato anche chi si è infilato con Vittoria .
   Nessuno   scandalo,  quello  che  ha  letto  l'onorevole   Assenza
  corrisponde ovviamente al vero, che lo Stato ha deciso di  rinviare
  le elezioni e ha sancito con decreto che vanno rifatte le procedure
  per  le  elezioni ma  questo vale per tutto lo Stato tranne per  la
  Sicilia,  e davvero io mi meraviglio come un uomo che qualche  cosa
  di  diritto appunto la conosce e  conosce bene, non conosce poi  il
  nostro   ordinamento:  noi  abbiamo  un  ordinamento  che   prevede
  esattamente quello che possiamo fare, a noi in Sicilia  non  devono
  dirci cosa, come e perché dobbiamo muoverci per le elezioni.
   Signor  Presidente  lo  stato può decidere se  azzerare  le  liste
  solamente per il resto del Paese e non per la Sicilia.
   Quindi, noi andiamo avanti, se poi lo Stato lo vuole impugnare  lo
  impugneranno,  ma  ritengo  che noi dobbiamo  salvaguardare  questa
  prerogativa  che  è tutta siciliana, è nel nostro  ordinamento  che
  vale per Tremestieri e vale anche per Vittoria.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  solo per chiarire qual era  la  posizione  del
  Governo   rispetto  a  un  emendamento  soppressivo   che   abbiamo
  presentato  che  riguarda  una competenza  non  legata  alle  norme
  statutarie  e  alla  competenza esclusiva che  abbiamo  per  quanto
  riguarda la materia elettorale.
   I comuni sciolti per mafia sono di esclusiva competenza dello Sato
  per  cui  il  Governo non stava rinviando le elezioni, le  elezioni
  sono  state  rinviate perché con decreto legge emanato  proprio  da
  parte  dello  Stato,  ha rinviato le elezioni per  tutti  i  comuni
  sciolti  per mafia laddove la competenza è dello Stato;  lo  stesso
  decreto  ha previsto che, per questi comuni sciolti per mafia,  per
  cui  la  Sicilia ha solo la possibilità di scegliere la data  delle
  elezioni  con  delibera di Giunta -  ed è quello  che  noi  abbiamo
  fatto -  le ha fissate, e  le operazioni si devono concludere entro
  il 31 marzo, e ha riaperto i procedimenti elettorali.
     Per cui rispetto ad una norma che non è una norma governativa di
  cui  noi  abbiamo competenza, noi ci siamo, gli uffici, soprattutto
  proprio per evitare questioni di costituzionalità, ci siamo rimessi
  a  quanto previsto dallo Stato, cioè abbiamo stabilito con delibera
  di  giunta la data delle elezioni e poi abbiamo, appunto, com'è  la
  previsione   statale,  previsto  la  riapertura  del   procedimento
  elettorale.
   Proprio  per  lasciare  libertà all'Aula e anche  per  rivendicare
  quella che è la competenza anche statutaria esclusiva della Regione
  siciliana,  presentato  alcun emendamento per  quanto  riguarda  le
  elezioni  di Tremestieri, perché Tremestieri al pari di  tutti  gli
  altri comuni siciliani la competenza è esclusiva della Regione.
   Lì  è solo un fatto legato, non a un problema di competenza legata
  proprio  a quella che è la norma. Detto questo, il Governo  non  ha
  altro  da aggiungere, era corretto dire la posizione, perché ripeto
  non è peregrino ciò che si è voluto fare, ma si è fatto in coerenza
  con quanto disposto dallo Sato, grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, chiedo scusa se  l'Aula  mi  dà  un
  attimo  di  attenzione perché c'è una cosa che vorrei chiarita.  Lo
  scioglimento per mafia, per motivi di ordine pubblico e  sicurezza,
  lo  Stato può decidere, come regolarmente fa e come giustamente fa,
  la data delle elezioni, quando votare etc. ma il sistema elettorale
  e  l'organizzazione  dell'elezione è demandata alla  Regione,  però
  attenzione, siccome esiste un decreto legge dello Stato che secondo
  me, sono d'accordo con quello che diceva l'onorevole Dipasquale, in
  qualche  maniera  invade  il campo altrui, perché  dice:   mediante
  l'integrale rinnovo del procedimento di presentazione' ma  dovrebbe
  essere  una scelta della Regione, questa, però la Regione  ad  oggi
  non  l'ha impugnato, stiamo attenti perché io devo cercare  di  far
  rispettare  le regole anche se complesse. Se la Regione ritiene  di
  non  impugnare questa norma, devo essere sincero secondo me farebbe
  bene  a  impugnarla  perché  comunque  è  un'autonomia  che  stiamo
  togliendo  alla Regione, è una nostra autonomia quella di scegliere
  il  sistema  di  votazione, perché se lo Stato la può  cambiare  in
  quest'occasione, domani fa un altro decreto e la cambia  anche  per
  un altro motivo.
     Per cui, oserei dire che la Regione dovrebbe impugnarla, però se
  la  Regione non l'ha impugnata e la considera quindi valida, a quel
  punto  io  non posso che fare quello che mi viene detto  in  questo
  momento  dal  Governo e cioè considerare questo  decreto  valido  e
  quindi mediante integrale rinnovo del procedimento.
   Capisco  che  senza  consultare  il  resto  della  Giunta   o   il
  Presidente,  l'Assessore  non mi possa  rispondere  immediatamente,
  però

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Per  quanto riguarda la competenza per i comuni sciolti per  mafia,
  li  scioglie  il  Ministero  dello  Stato,  con  provvedimenti  del
  Ministero dell'Interno. I commissari, nei comuni sciolti per mafia,
  vengono nominati dal Ministero

   PRESIDENTE. Sissignore

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
  e  ha una competenza che da sempre è stata, non c'è un problema  di
  impugnativa.  Per  cui,  laddove lo  Stato  disciplina  le  proprie
  elezioni,   ha  disposto  il  rinnovo  integrale  del  procedimento
  elettorale.

   PRESIDENTE.  Assessore,  se quello che  lei  mi  sta  dicendo  non
  significa che il Governo non ha nessuna intenzione  però quello che
  lei dice è così.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  No,  Presidente,  mi scusi, tant'è che il Governo,  proprio  perché
  ritiene  che  in  questa  materia non  ha  competenza,  ha  cassato
  l'ultima parte dell'articolo 1.
   Laddove, invece, si ritiene che c'è una competenza esclusiva delle
  regioni,  cioè  fuori  da quei comuni governati  per,  ha  lasciato
  libera  l'Aula  di decidere se mantenere ferme quelle  liste  o  se
  riaprire  i  procedimenti elettorali, proprio per questo  principio
  sacrosanto  di  rafforzare  quella che è una  competenza  esclusiva
  della Regione siciliana.
   Detto questo, questo è il parere del Governo. L'Aula può decidere.
  Sicuramente, io avevo il dovere di uniformarmi ad un decreto  legge
  dello Stato riguardo a quei comuni di cui ha competenza esclusiva e
  gli  Uffici mi hanno presentato un emendamento dicendo  abbiamo  la
  preoccupazione che invadiamo competenze che non sono nostre  perché
  in  tutta Italia hanno deciso così e in tutta Italia la competenza,
  compresa  la  Sicilia, è sempre stata questa .  Quindi,  non  è  un
  problema di impugnativa o meno. Poi, hanno riaperto.
   Per  quanto riguarda la questione di Tremestieri, ripeto,  proprio
  per il rispetto nei confronti del Parlamento e per ossequio a delle
  norme  che  sono  da  una parte norme regionali,  dall'altra  norme
  statali,  ci  siamo  limitati  a  presentare  un  emendamento  solo
  esattamente che non dà spazio a discrezionalità né degli Uffici, né
  del Governo, né dell'Assessore. Grazie.

   PRESIDENTE.  Io  capisco perfettamente. Vorrei  soltanto  che  gli
  Uffici,  per favore, da qui a quando non votiamo questo disegno  di
  legge,  potessero  farmi questa verifica. Perché,  ripeto,  io  sul
  fatto che sul problema della sicurezza la scelta sia dello Stato  e
  la  competenza  totale  sia  dello  Stato,  non  ho  dubbi.  È  sul
  procedimento;  che sia elezione perché c'è stato  uno  scioglimento
  per  mafia  o  che non sia scioglimento per mafia,  è  comunque  di
  competenza  siciliana. Poi, forse, stiamo parlando di  un  problema
  che  è  meno  importante  di  quello che  stiamo  valutando,  però,
  onestamente,  è  anche  un  fatto  di  principio.  Essendo  io   il
  Presidente di un Parlamento con una sua autonomia, devo cercare  di
  farla rispettare per quanto più è possibile questa autonomia.
   Mi  sembra che, in questa occasione, fermo restando quello che  ha
  detto  l'Assessore,  che è correttissimo,  cioè  che  è  competenza
  assoluta dello Stato decidere quando sciogliere un Comune e  quando
  farlo  rivotare  se  questo viene sciolto per mafia,  perché  è  un
  problema  di  sicurezza e di ordine pubblico di  totale  competenza
  dello  Stato,  è sul meccanismo del procedimento  può scegliere  il
  giorno in cui votare, ma come votare, perché un Comune che è  stato
  sciolto  per  mafia può votare in maniera diversa  rispetto  ad  un
  altro  Comune?  Onestamente, in qualche maniera mi disturba  questa
  situazione.
   Sono convinto che c'è qualche cosa che non va. Vorrei soltanto che
  si  facesse  una  verifica, fermo restando che  non  è  che  stiamo
  parlando di una cosa importantissima, non è la presentazione di due
  firme in più, due firme in meno, che può crearci il problema. Però,
  sinceramente,  ritengo  che  la nostra  potestà  venga  in  qualche
  maniera   disturbata.  Ecco,  a  prescindere   poi   dall'effettiva
  importanza di questa norma piuttosto che altro.
   Se  per  favore  fate una verifica, parlando anche con  la  stessa
  Regione  per vedere loro cosa pensano, perché qualche cosa che  non
  mi convince c'è. Lo devo dire sinceramente.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Zafarana è  in  congedo  per  la  seduta
  odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 878/A

   FOTI. Grazie, Presidente. Intanto, apprezzo che lei abbia colto la
  sfumatura e la difesa dell'autonomia che abbiamo in alcune materie,
  mi  auguro che in futuro non ci si soffermi sulla pagliuzza  ma  si
  guardi alla trave che mortifica l'autonomia della nostra Regione in
  questioni altrettanto serie.
   Fatto  questo inciso, desideravo, anzitutto, rivolgendomi all'Aula
  e  a  lei, analizzare questa vicenda di Tremestieri che ha  assunto
  dei  retroscena  anche  un po' da fotoromanzo  perché  secondo  me,
  secondo noi, l'errore all'origine è stato causato dal fatto che  la
  Regione, il Governo abbia deciso di non celebrare le elezioni, come
  andava  fatto, il 3 e 4 - se non ricordo male - di ottobre  con  le
  liste  legittimate a partecipare alle elezioni, anche  se  era  una
  sola  lista  perché  il Governo si è assunto una responsabilità  di
  viziare il processo democratico, di mortificare quei cittadini  che
  avevano  correttamente presentato la documentazione  senza  cercare
  strade veloci o acquisire le firme chissà in quale modo perché  non
  è  stato  possibile per i cittadini sapere come quelle  firme  sono
  state  raccolte.  Va bene; lo sapremo dalla Magistratura.  In  quel
  caso,  qualcuno  avrebbe vinto le elezioni,  qualcuno  non  avrebbe
  raggiunto  il  50  per cento degli elettori, mi sta  bene,  avremmo
  avuto  dei commissari regionali e la città avrebbe avuto un governo
  per come era giusto che avesse. Ma insomma, hanno deciso quello che
  hanno deciso.
   Ora, noi abbiamo presentato due emendamenti, sono due opzioni.  Da
  una  parte  comprendiamo lo stato d'animo  dei  cittadini  e  delle
  persone  che  fanno politica in quel territorio  che,  quindi,  per
  dirla  in  maniera spicciola, si scocciano a rifare tutto di  nuovo
  perché  è  un deja-vu che si ripropone nuovamente ed è un  attimino
  fastidioso. Però, signor Presidente, cristallizzare a metà novembre
  la situazione e pensare che si possa riproporre lo stesso pacchetto
  identico  di  candidati con lo stesso identico pacchetto  di  firme
  presentato  quattro  mesi  prima, lei  converrà  che  è  abbastanza
  singolare.  Però,  la  situazione  è  tutta  distorta,  quindi  c'è
  l'emendamento  1.1 dell'onorevole Pagana come prima firmataria  che
  elimina questa possibilità e prevede che regolarmente si raccolgano
  le firme.
   Vorrei  ricordare  che  la raccolta delle firme  non  è  solo  una
  scocciatura,  è  anche  un momento di trovare  nel  territorio  dei
  sostenitori  di  un progetto civico, di quella che  più  essere  la
  governance di una città e, soprattutto, dobbiamo augurarci  che  da
  un punto di vista sanitario, nel periodo di marzo, subito prima, ci
  siano delle condizioni

                           (Brusìo in Aula)

   Li può richiamare? Io ho ascoltato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sammartino, vi  prego,  stiamo  un  attimo
  attenti

   FOTI.  Dobbiamo augurarci che dal punto di vista sanitario ci  sia
  un  momento  che  consenta  di  fare  banchetti,  di  avere  quella
  partecipazione da parte dei cittadini.
   Per  andare  incontro  a  questa  opzione  io  ho  presentato   un
  emendamento,  che  è  l'1.10, che nella parte finale  recepisce  un
  decreto  nazionale,  convertito in legge  n.  26,  che  prevede  la
  raccolta  solamente di un terzo delle firme e, quindi, per  evitare
  che  ci siano troppi incontri, che ci sia il possibile contagio tra
  tante persone.
   Quindi,  Presidente,  intanto recepiamo questo  beneficio,  questo
  aiuto  di cui hanno potuto godere le altre procedure elettorali  in
  altre  regioni  perché, purtroppo, noi questa  cosa  non  l'avevamo
  fatta.  La  riduzione di un terzo è stata richiesta  più  volte  in
  quest'Aula,  soprattutto per la vicenda di  Vittoria  dove  c'erano
  tantissimi  candidati, ci sono tantissime liste,  lì  hanno  dovuto
  raccogliere centinaia e centinaia di firme.
   Quindi,  intanto  piazziamo una certezza che si possa  raccogliere
  solamente un terzo e poi, signor Presidente, nel rispetto di quello
  che l'Aula vorrà decidere, noi saremmo per rifare tutto ex novo, ma
  al  limite  se  ci  sono le stesse condizioni e, quindi,  le  liste
  rimangono  immutate si prendano quelle compagini, si  mantengano  e
  amen.  Però,  sia chiaro, non si può precludere ad altri  soggetti,
  che  magari  fra 2, 3 mesi decidono di candidarsi,  di  non  potere
  presentare le liste.
   Mi  permetto di dire che nella scrittura della Commissione non  si
  capisce  bene  questa cosa. Quindi, specifichiamo  che  ci  si  può
  candidare anche con nuove proposte per la cittadinanza raccogliendo
  un  terzo  delle  firme  e,  finalmente, si  possono  celebrare  le
  elezioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie.   Se  la  questione  è  in  qualche   maniera
  chiarita

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.    Signor  Presidente,  ho  ritenuto  di  parlare   per
  supportare le ragioni che lei ha manifestato perché pur facendolo

   PRESIDENTE. La mascherina. Non sento niente.

   CRACOLICI. Addirittura  Mi autorizza a togliere la mascherina.

   PRESIDENTE.  Io  sono sordo totale, per cui il  labiale  mi  aiuta
  molto

   CRACOLICI.  Le  dicevo,  intervengo per  supportare  in  linea  di
  principio ciò che lei ha detto e anche per distinguere, rispetto  a
  quello che ha detto l'Assessore.
   In  materia di sicurezza lo Stato non ha nessuna competenza perché
  queste  questioni  non riguardano la sicurezza. Lo  Stato  ha  solo
  competenza  a sciogliere i Comuni per mafia ai sensi di un  decreto
  del  2000. Le elezioni, la data delle elezioni la fissa la  Regione
  avendo adeguato la propria legislazione a quella dello Stato che ha
  introdotto  un  turno specifico autunnale, quando c'era  l'election
  day,  nel periodo tra ottobre e novembre e la Sicilia non è che  ha
  applicato  la norma nazionale, ha fatto propria la norma  nazionale
  introducendo  nella propria legislazione il turno autunnale  per  i
  soli  Comuni  che  andranno al voto dopo essere stati  sciolti  per
  mafia  che, com'è noto, possono essere commissariati per un periodo
  che  va  da 18 a 24 mesi. Alla scadenza dei 24 mesi si vota.  Se  è
  d'estate  si vota in estate, se è nel turno autunnale si  vota  nel
  turno  autunnale  previsto dalla legge regionale  non  dalla  legge
  dello  Stato, cioè lo prevede anche la legge dello Stato e  noi  ci
  siamo adeguati introducendola nel nostro ordinamento, ma sempre con
  una legge della Regione.
   Perché  dico questo? Perché la materia elettorale - e  lo  dico  a
  supporto  delle  cose  che  diceva il Presidente  -  è  interamente
  competenza  esclusiva della Regione siciliana.  Cioè,  non  ci  può
  essere  una  legge  dello  Stato  che  interviene  sulle  procedure
  elettorali che sono una competenza esclusiva.
   Ecco  perché  io  credo  che il decreto  nazionale  abbia  forzato
  laddove ha scritto una cosa che può valere per le Regioni a Statuto
  ordinario  ma  non  certamente per le Regioni  a  Statuto  speciale
  perché  questa  materia, poi la Sicilia può fare  quello  che  dice
  Assenza,  fare  un'altra  cosa,  ma  nell'ambito  delle  competenze
  esclusive che ha la Regione.
   Quindi,  l'idea che noi dobbiamo adeguare alla nostra  legge  e  a
  quella  dello Stato sulle procedure, ammissibilità, liste eccetera,
  io  la  ritengo,  come  dire, consentitemi di dire,  una  bestemmia
  giuridica,   proprio   perché  viene  meno   il   principio   della
  esclusività, della competenza in questa materia.
   Ecco  perché ritengo sacrosanto quello che lei ha detto nel  senso
  che  l'Aula ha la competenza esclusiva e decide con legge  propria.
  Semmai  - e chiudo - la forzatura in questa vicenda se c'è stata  è
  che   con  decreto  abbiamo  rinviato  elezioni  convocate.  Questo
  nell'ordinamento della Regione non è ancora previsto, cioè  che  la
  Giunta  di Governo possa rinviare elezioni convocate. Anche  se  ci
  sono fatti clamorosi, i fatti clamorosi si applicano con l'autorità
  giudiziaria  che  esercita  la sua funzione,  ma  non  si  rinviano
  elezioni perché qualcuno ci fa sapere che forse è meglio rinviarle.
   Oggi stiamo, di fatto, sanando un adempimento amministrativo che è
  stato  un  poco  forzato. Siccome siamo in periodo di  Covid,  come
  dire, possiamo bypassare questa forzatura, ma rimane sacrosanto  il
  principio  che il Parlamento siciliano è l'unico che può esercitare
  la propria esclusiva competenza in materia elettorale.

   PRESIDENTE.  Io  ho ricevuto adesso dagli Uffici  la  conferma  di
  quello  che diciamo: è esclusiva competenza della Regione anche  la
  data,  anche  la  data.  Cioè,  il Governo,  in  alcuni  casi,  può
  stabilire il periodo ma non certamente la data delle elezioni che è
  totale,  esclusiva competenza della Regione e anche  il  metodo  di
  votazione e il procedimento.
   Quindi, Assessore, credo che andrebbe impugnata questa norma dello
  Stato oppure fare la norma noi? Non lo so
   E'  un  pericolo  sa  perché? Non in questa  occasione  -  è  meno
  pericoloso  -  ma  teoricamente stiamo venendo meno  a  una  nostra
  prerogativa  che  potrebbe portare domani  una  qualsiasi  attività
  dello  Stato, forse anche quella giudiziaria, a decidere se si  può
  votare,  non si può votare, cambiare, non cambiare. Ecco, io  credo
  che  nell'interesse della Sicilia e della nostra autonomia  sarebbe
  importante questa cosa qui evitarla.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Presidente,  solo per dire che sulla competenza e sul  procedimento
  sono norme regolate dal TUEL.
   Qui  si sta facendo riferimento ad una competenza esclusiva  dello
  Stato rispetto ai comuni sciolti per mafia e a un decreto legge che
  è  emanato  dallo Stato che, laddove dà quella competenza  rispetto
  alle  norme previsto dall'articolo 143 del TUEL, ha stabilito  quel
  procedimento elettorale.
   Gli  uffici  hanno ritenuto che, disciplinando  il  143  anche  la
  competenza e, quindi, anche il decreto legge che rinvia le elezioni
  per  i comuni sciolti per mafia laddove la competenza è dello Stato
  di cassare quell'articolo.
   Fermo  restando  che  siamo  in  Aula,  abbiamo  presentato   solo
  quell'emendamento, quindi proprio per non ledere l'autonomia  della
  Regione  siciliana  e  della Sicilia in materia  di  organizzazione
  anche  elettorale  non  abbiamo presentato  alcun  emendamento  per
  quanto  riguarda  Tremestieri  lasciando  all'Aula  l'autonomia  di
  decidere.
   Laddove  l'Aula  si dovesse pronunciare in maniera diversa,  siamo
  qui  per  votare nella libertà, l'importante è che se ci  dovessero
  essere  rispetto  a  quella norma prevista nel  decreto  legge  che
  disciplina  le  elezioni in una competenza  esclusiva  dello  Stato
  regolata  dall'articolo 143 del TUEL non ci sia  responsabilità  da
  parte  degli  uffici  e  da  parte del  Dipartimento  su  eventuali
  impugnative.
  Detto questo, trovate una sintesi e votiamo.

   PRESIDENTE.  Assessore,  Aula, colleghi, capisco  che  gli  uffici
  dell'Assessorato sono stati fortemente condizionati da  un  decreto
  legge  fatto  dal Governo. Ma io ho un compito diverso rispetto  ai
  miei  uffici, anche i nostri uffici - che non sono i miei, sono  di
  tutta l'Assemblea.
   Invito  all'attenzione, onorevole Di Mauro, la  prego,  un  attimo
  soltanto.
   Siccome vorrei evitare, anzi voglio, ed eviterò che sotto  la  mia
  Presidenza   ci  possano  essere  tolte  al  Parlamento   siciliano
  autonomie  e diritti che invece ha e che non ha nessuna  intenzione
  di  regalare a nessuno. Questa vicenda qui - chiedo scusa - ma  non
  mi  sono  sufficienti  queste , che l'Assessorato  abbia  agito  in
  questa maniera sulla base di un decreto legge nazionale, lo capisco
  perfettamente  e capisco che l'Assessorato è stato messo  in  forte
  difficoltà.  Però,  vi  dico che questa  cosa  non  la  posso  fare
  passare. Un'autonomia nostra non la posso annullare con un colpo di
  voto in Aula. Sia chiaro
   Per  cui,  chiedo due minuti, una Conferenza dei Capigruppo,  dopo
  avere  dato la parola all'onorevole Ciancio per sentire cosa ha  da
  dire  e  poi  sospendere  cinque minuti, fare  una  Conferenza  dei
  Capigruppo  e  decidere  l'iter di questa giornata,  perché  questo
  diritto,  questa  responsabilità  di  far  togliere  una  cosa  che
  riguarda  l'autonomia siciliana con un voto di  questo  Parlamento,
  non me la prendo.
   Do la parola all'onorevole Ciancio e poi sospendiamo cinque minuti
  per fare la Conferenza dei Capigruppo e decidiamo che cosa fare.
  Prego onorevole, Ciancio.

  CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  grazie  per  la
  parola.  Vorrei  fare un piccolo excursus su questa  norma,  perché
  secondo  me da come sta andando anche quest'Aula forse non tutti  i
  colleghi  hanno  contezza dei vari passaggi  che  hanno  portato  a
  questa norma.
   Il comma 1 - mi riferisco soprattutto a lei giustamente per quello
  che ha detto - originariamente non prevedeva i comuni commissariati
  per  mafia.  Questa norma era fatta esclusivamente per Tremestieri,
  ma  non  perché loro non sono per nulla felici - le assicuro  -  di
  questa  situazione, ma perché si è venuta a creare, dopo una  serie
  di  rinvii, una situazione di stallo e che andava affrontata e  che
  la Commissione ha ritenuto di affrontare in questo modo.
   Proprio  perché sono state fatte una serie di forzature, a partire
  da  non  avere aderito all'election day, poi avere rimandato  senza
  una  base  normativa  e poi ancora aver fatto un  ulteriore  rinvio
  chiedendo di nuovo la presentazione delle liste e la raccolta delle
  firme, non possiamo commettere un ulteriore errore, che è quello di
  rinnovare nuovamente, quindi dire anche ai cittadini di Tremestieri
  o a chi vuole candidarsi di rifare ex novo per la terza volta tutto
  il procedimento perché si sono fatti degli errori in passato.
   Detto  questo, i due comuni commissariati per mafia sono stati  un
  emendamento presentato in Commissione, legittimamente per carità, e
  che è arrivato in Aula, ma di fatto la norma iniziale era un rinvio
  solo ed esclusivamente per Tremestieri. Quindi, la Commissione  non
  si era concentrata sui comuni commissariati.
   Quindi,  visto  che c'è un emendamento che, di fatto,  torna  alla
  versione che era uscita dalla Commissione io propongo - chiaramente
  poi valuterà lei se fare la Conferenza dei Capigruppo - però c'è un
  emendamento sul quale l'Aula si può esprimere, che credo sia quello
  del  Governo che elimina sostanzialmente l'ultima parte, sul  quale
  l'Aula si esprimerà.
   Per  il resto, tutto il testo del disegno di legge è il frutto  di
  un  lavoro della Commissione, di una mediazione e soprattutto di un
  lavoro fatto - questo lo dico anche ai colleghi, commissari della I
  Commissione - per lo più dai colleghi dell'opposizione,  perché  in
  Commissione  c'eravamo io, c'era il Presidente,  c'era  l'onorevole
  Assenza, ma poi per il resto c'erano colleghi del PD, ma non  c'era
  nessuno  della maggioranza a parte l'Assessore. Quindi, chiaramente
  abbiamo  cercato di mettere una pezza allo stallo che si è  creato.
  Questo   è   il  risultato  e  vorrei  che  l'Aula  si   esprimesse
  sull'emendamento 1.2 del Governo. Grazie.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 878/A

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha   facoltà.  Poi  io  vi  chiederei,   finito
  l'intervento  dell'onorevole Fava, se ci possiamo  vedere  in  Sala
  Pompeiana  con  i Capigruppo e la Commissione ed anche  l'onorevole
  Assenza, in modo da capire bene qual è la vostra posizione.  Prego,
  onorevole Fava.

   FAVA.  Signor  Presidente, premesso che l'Aula poi  deciderà  come
  vuole,  quali siano le forme con cui si tornerà al voto  in  questi
  comuni, l'unica cosa che mi preme sottolineare è che l'articolo 143
  del  Testo Unico degli enti locali, e quindi una legge dello Stato,
  non  si  occupa di come si tornerà al voto nei comuni  sciolti  per
  mafia,  si  occupa di come si sciolgono per mafia quei  comuni,  si
  occupa   di   specificare   che  per  18   mesi   è   previsto   un
  commissariamento,  come  si  arriva, la Commissione  d'accesso,  le
  determinazioni

   PRESIDENTE. E' esattamente quello che dicevamo, onorevole Fava.

   FAVA   la possibilità di prorogare per altri sei mesi, ma su  come
  si va al voto il testo del TUEL

   PRESIDENTE. Non se ne occupa.

   FAVA. Assolutamente  Nulla  Quindi, su questo siamo esenti da ogni
  peccato.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Ci vediamo in Sala Pompeiana  immediatamente
  con i Capigruppo e i rappresentanti della I Commissione.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.54, è ripresa alle ore 17.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, siccome ci sono una serie
  di  questioni sugli emendamenti che sto valutando, vi chiedo cinque
  minuti  per  verificare  alcune cose. Colleghi,  è  una  legge  che
  comprende    alcune   cose   che   sono   di   dubbia   legittimità
  costituzionale, per cui mi dovete fare studiare bene le cose perché
  non ci possiamo permettere di fare errori.
   L'onorevole  Assenza aveva chiesto di parlare. Ne ha  facoltà.  In
  ogni  caso  prima di iniziare qualsiasi cosa voglio  ancora  cinque
  minuti.

   ASSENZA.  Signor Presidente, proprio perché la questione  è  molto
  delicata e le questioni da approfondire sono abbastanza serie,  non
  ritengo  che  cinque  minuti  possano  essere  sufficienti,  e   mi
  permetterei  di suggerire, che l'esame di questa norma lo  facciamo
  tutti  con  una  maggiore  oculatezza, e  ne  discutiamo  mercoledì
  prossimo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo essere sincero, devo dire che
  non  sono  d'accordo con l'onorevole Assenza e non ci  siamo  messi
  d'accordo   per   fare   questo   intervento.   Però   l'intervento
  dell'onorevole  Assenza  non  è che mi convince,  mi  straconvince,
  perché ci sono tutta una serie di cose che lasciano dei dubbi.  Io,
  come  dire,  non voglio rischiare minimamente di fare qualcosa  che
  poi  penalizza la nostra autonomia, penalizza i nostri  diritti   e
  company . Per cui gli darei assolutamente ragione.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lantieri è in congedo per  la
  giornata odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 878/A

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, intervengo naturalmente sull'ordine
  dei  lavori. Io credo che la Commissione ha fatto un buon lavoro  e
  siamo  arrivati  in  Aula oggi con una istruttoria  fatta  in  modo
  evidente.  Credo  che  alle  ore 16  quando  è  iniziata  l'Aula  -
  Presidente  lei  è garante del rispetto, come ha  sempre  fatto  in
  questi  anni,  delle  prerogative  dei  parlamentari  -  c'era  una
  presenza importante delle opposizioni. Rinviare i lavori a  martedì
  prossimo  significa falsare i lavori oggi perché c'è  una  presenza
  dei deputati, ci siamo, ci sono le condizioni per votare.
   A seguito della Conferenza dei Capigruppo sono maturate condizioni
  anche  evidenti per procedere in modo più condiviso. Credo che  non
  siamo,  la parzialità non serve, serve garantire il rispetto  delle
  regole, Presidente.

   PRESIDENTE. Assolutamente. Non credo che nessuno mi possa accusare
  di essere imparziale.

   BARBAGALLO. Facendo presente, finisco il mio intervento, che  oggi
  siamo  qua a parlare dopo mesi ancora di Tremestieri Etneo,  perché
  il  Governo regionale si è assunto la responsabilità di un atto che
  non  gli  competeva, perché rinviare giovedì 1 ottobre le  elezioni
  fissate  per la domenica successiva, neanche nei peggiori regimi  e
  siccome quest'Aula parlamentare ha tradizioni importanti

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non dobbiamo

   BARBAGALLO.  Vorrei  che questa cosa restasse agli  atti.  Abbiamo
  depositato un'interrogazione urgente il giorno 2, assessore Grasso,
  e ancora non vi siete degnati di rispondere.
   Noi  vogliamo  sapere in forza di quale legge  avete  rinviato  le
  elezioni? In forza di quale legge?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo,  non  esasperiamo  gli  animi.
  Stiamo facendo una cosa per farla al meglio possibile.
   Non  c'è  nessuna imparzialità - visto che è una cosa che riguarda
  tutti  e  che  stiamo  discutendo tutti insieme.  Non  c'è  nessuna
  questione  di parzialità o imparzialità quindi non esasperiamo  gli
  animi su una cosa che è delicata ma credo interessi tutti.
   A   Tremestieri   non  c'è  soltanto  gente  di   centrodestra   o
  centrosinistra o Cinque Stelle, sono cittadini così come a Vittoria
  e altrove.
   Onorevole Barbagallo, si tolga l'idea che ci sia qualche motivo  -
  perché possiamo interrompere.
   Avevo  chiesto 5-10 minuti, ora mi è stato chiesto di più, ma  non
  c'è nessun problema.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, devo dire la verità e con la massima
  tranquillità, è sorprendente l'intervento dell'onorevole Barbagallo
  -  glielo  dico affettuosamente - qui non è un problema Tremestieri
  se  no  poi  veniamo accusati e forse quelli che ci accusano  hanno
  pienamente ragione di provincialismo.
   Oggi  dobbiamo  varare una legge, non c'entra  né  Tremestieri  né
  Barcellona Pozzo di Gotto né Palermo né Mazara del Vallo.
   Credo  che  questo  suo  - per carità  - accorato  intervento  sia
  possibile etichettarlo come fuori tema.
   Il  problema  oggi si pone, Presidente. Chiederei, sono  d'accordo
  con   l'onorevole  Assenza,  un  approfondimento.  Tutti  i   dubbi
  manifestati  nella  Conferenza  dei  Capigruppo  anche  facendo  un
  approfondimento  giurisprudenziale - dico  il  vero  -  non  li  ho
  fugati.
   Addirittura,   ricordo   a  me  stesso,  certamente   i   colleghi
  parlamentari non ne avranno di bisogno, viene fatto un discrimen  a
  seconda del momento elettorale che si era consumato e maturato.
   Lo  abbiamo letto insieme all'onorevole Grasso, quello che  poteva
  essere    salvato   o  non  salvato.  E'  una  materia  di  estrema
  delicatezza. Credo che manchi addirittura un precedente e  pertanto
  si debba dare spazio a interpretazioni di norme.
   Quando  noi  crediamo di fare tutto subito e  in  fretta  -  siamo
  pronti  a  votare  non  abbiamo problemi - abbiamo  la  maggioranza
  problemi  non  ce  ne  sono. Il problema però  è  diverso   Votiamo
  secondo  coscienza,  sicuramente sì,  secondo  scienza  ho  qualche
  dubbio.
   Se   si   accavallano  problemi  e  temi  giuridici  di   assoluta
  complicatezza  - ancora devo dire la verità e ne faccio  ammenda  -
  non  sono  persuaso  né in riferimento a una  teoria  che  sembrava
  prevalere né in riferimento ad un'altra.
   Credo che sia opportuno, Presidente, quello che lei ha suggerito e
  cioè  un  approfondimento  da  parte di  tutti  gli  uffici  perché
  obiettivamente sembriamo tutti brancolare nel buio.

   DI MAURO. Chiedi di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor  Presidente,  intervengo  perché  credo   sia
  necessario da parte del Governo esplicitare, Presidente Micciché mi
  ascolti,  credo sia necessario da parte del Governo esplicitare  se
  prima  della convocazione dei comizi possono nuovamente presentarsi
  delle liste o in un senso o nell'altro senso.
   Chiarisco ulteriormente. E' possibile presentare ulteriore liste?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Mauro, la questione  è  esattamente  il
  dubbio che hanno gli uffici.

   DI MAURO. Questo voglio dire
   Dobbiamo chiarire per evitare che possano esserci ricorsi che dopo
  che   il   corpo  elettorale  si  è  pronunciato  venga  invalidata
  l'elezione del sindaco e dei consiglieri comunali.
   E'   una  questione  che  deve  essere  chiarita  nel  dispositivo
  legislativo.  Questo  lo  dico perché dobbiamo  essere  chiari  nei
  confronti dei partiti, delle liste civiche e del corpo elettorale.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Io  capisco che c'è qualcuno che vuole votare, io non ho problemi,
  per  me possiamo andare avanti e vedere di capire e poi votare  tra
  un'ora, però è una cosa che va capita. Prego, onorevole Foti.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, dalla  lettura  del
  comma  1    fatte  salve le operazioni relative alla  presentazione
  delle  liste  delle candidature a sindaco a consigliere  comunale ,
  ecco,  dalla lettura di questa parte del primo comma si sono aperte
  due  interpretazioni. Una secondo cui sono fatte salve quelle liste
  presentate e quindi le persone interessate non saranno obbligate  a
  rifare  tutto l'iter, che comprendo possa essere fastidioso  quando
  le  condizioni  non  sono cambiate. Ma bisogna  specificare  quanto
  meno,  come prevedo nell'emendamento 1.10, che per la presentazione
  di  nuove  liste,  in  modo  che il processo  democratico  non  sia
  inficiato,  noi  cinque  mesi  prima  come  facciamo  a  dire  alla
  cittadinanza di Tremestieri  tu non ti puoi organizzare  da  qui  a
  quattro  mesi, secondo la tua sensibilità, per presentare  un'altra
  lista .  Ma  noi  chi  siamo per vietare a qualsiasi  cittadino  di
  accedere al processo democratico e partecipativo delle elezioni?
   Presidente,  già  il  comma com'è scritto non  è  chiaro,  le  due
  interpretazioni  che  stanno  circolando,  soprattutto  quella  che
  vorrebbe  una  patta  preconfezionata da quest'Aula per  riproporre
  la  minestra riscaldata', facendo gli auguri a tutti i candidati, a
  tutti  i  sottoscrittori  delle firme di stare  benissimo  in  quel
  momento  o  di  non  aver  cambiato residenza,  o  che  le  proprie
  condizioni non siano cambiate per cui decida di non candidarsi,  ma
  bisogna  specificarlo e oltretutto introdurre anche in  Sicilia  la
  possibilità  di  raccogliere  un  terzo  delle  firme  che  è   una
  possibilità che già da tempo tutte le altre Regioni hanno dato  nei
  propri  territori, come previsto dalla legge del 20 aprile  n.  26.
  Perché  questo ridurrebbe moltissimo la circolazione delle persone,
  eviterebbe  contagi  e quant'altro. Però almeno questo  emendamento
  facciamolo entrare.
   Ora, io capisco che qui stiamo andando a fare rattoppi su rattoppi
  su  quello  che  io  ho  detto nel mio primo intervento,  considero
  essere  stata  una  forzatura,  da parte  del  Governo,  quello  di
  annullare il procedimento, perché le elezioni andavano celebrate in
  prima   battuta   nel   rispetto  di  coloro   avevano   presentato
  correttamente le liste, perché una lista era salva. Lì si è  deciso
  di entrare a gamba tesa, ma lo ha fatto il Governo, io spero non lo
  faccia anche l'Aula limitando il processo democratico. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a me quello che viene detto, ferme
  restando  tutte  le motivazioni che abbia, è che  questa  norma  si
  presenterebbe molto facilmente a una serie di ricorsi infiniti  nel
  momento  in  cui non fosse data la possibilità di presentare  altre
  liste.  Fermo  restando  che, mi dovete credere,  io  e  tutti  noi
  vogliamo fare una legge che eviti forzature, che sistemi un po'  di
   casini  che sono stati fatti, oggettivamente da tutti, non sto qui
  a  dire  se  ne  ha  colpe di più il Governo nazionale,  siciliano,
  parlamenti  eccetera, io non mi sento di andare avanti  con  questa
  norma  così  per  cui chiederei alla Commissione di riformulare  un
  testo,  però dopo che io ho ottenuto alcune indicazioni precise  su
  alcune  legittimità che riguardano questa norma nel  giro  di  ore,
  proprio di ore, non c'è bisogno di aspettare settimane anche perché
  è urgente che si faccia velocemente, però io non mi sento di andare
  avanti con voti che sarebbero, ha detto prima bene l'onorevole Foti
   mi  sembra  che stiamo facendo rattoppi su rattoppi e  non  stiamo
  facendo  qualcosa  di  organico e sistemato , perché  creerà  mille
  problemi e ci assumeremmo la responsabilità in questi comuni di non
  fare votare nemmeno perché ci saranno i ricorsi che bloccheranno le
  elezioni nuovamente.
   Per  cui  vi prego di credermi, onorevole Barbagallo glielo  posso
  garantire, di tipo campanilistico, perché qui non c'è una questione
  di questo tipo, ma io rinvio questa legge in Commissione.
   Proviamo  a  rifare  un  testo che sia  un  attimo  più  ordinato,
  aspettiamo che arrivino questi chiarimenti, si tratta di un  rinvio
  informale, la legge resta assolutamente all'ordine del giorno  come
  primo  punto nel giorno in cui rientriamo, però se fosse  possibile
  aspettare.
   Domani noi speriamo di avere questi chiarimenti su alcuni punti di
  possibili  eventuali ricorsi che possono arrivare nel caso  in  cui
  non dessimo la possibilità ad altri di presentare nuove liste o  di
  candidarsi al consiglio comunale, per cui oggi sospenderei.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Sammartino, però la decisione
  non  può  che  essere questa, mi deve credere non ho, lo  dico  con
  dispiacere da un lato, ma credo che è una dimostrazione di  serietà
  che  stiamo  dando  per  fare  bene la  cosa,  non  certamente  per
  incasinare  ma proprio per evitare confusioni che ci sono.  Quindi,
  se  lei deve intervenire su questo, poi sospendiamo e chiudiamo  la
  seduta e ci vediamo mercoledì prossimo.

   SAMMARTINO.   Signor   Presidente,  colleghi,   semplicemente   un
  brevissimo  intervento  perché vedo che questa  norma  di  oggi  ha
  appassionato i lavori degli uffici e del Parlamento.
   Presidente, intanto io la voglio ringraziare perché lei con grande
  parsimonia ha cercato di approfondire in queste ore una norma  che,
  secondo  me,  è  uscita con un parere importante da parte  della  I
  Commissione,  presieduta  dal Presidente  Pellegrino,  con  l'aiuto
  anche degli uffici.
   Perché  le voglio dire questo? Perché oggi io vorrei che rimanesse
  agli  atti  di questo Parlamento, purtroppo, un'ennesima confusione
  che qua dentro stiamo creando.
   C'è  qualcuno che pensa che non bisogna ripresentare le liste, c'è
  qualcuno che pensa che le liste già presentate non siano valide.
   Io  ricordo  a  me  stesso - e l'intervento dell'Assessore  Grasso
  prima  me lo ha ricordato - che i procedimenti elettorali,  sanciti
  da  norma regionale, sono stati espletati così come previsto  dalla
  legge  regionale  nei termini corretti, dopodiché  il  Governo  con
  decreto  di  sospensione a causa dell'emergenza Covid  ha  rinviato
  quel  procedimento  che si era già concluso con il  deposito  delle
  liste   e  con  la  partecipazione  popolare  dei  cittadini   alla
  sottoscrizione delle liste civiche.
   Qui  dentro  nessuno sta volendo fare una norma che  impedisce  la
  partecipazione popolare, stiamo cercando di fare una  norma  perché
  se no, Presidente, non saremmo oggi in questo Parlamento.
   Serve  una legge speciale perché si sani un'irregolarità e  vorrei
  che  si mettesse a verbale quello che io sto dichiarando perché non
  si  possono sospendere le elezioni di un comune, ai sensi del Testo
  Unico degli Enti Locali e della legge regionale speciale, senza una
  chiara  e  definita  motivazione che in nessun  decreto  e  nessuna
  delibera di Giunta di questo Governo sono state mai evidenziate.
   Per  tre  volte si sono svolti i procedimenti elettorali ai  sensi
  della  legge,  oggi  siamo  in Parlamento  per  dare  voce  ad  una
  popolazione  che  chiede  con grande forza  di  esprimere  il  voto
  democratico.  Poi  possiamo pensarla in maniera  diversa,  possiamo
  avere idee diverse di quelli che sono i modelli democratici ma  non
  ci possiamo separare da una volontà popolare.
   Questo  Governo ha impedito delle elezioni, questo  Parlamento  ha
  l'obbligo, Presidente, nel più breve tempo possibile di sanare  con
  una  legge  quello  che  è avvenuto, ricordandoci  tutti  che  quel
  procedimento  amministrativo si è concluso e quell'iter,  ai  sensi
  della  legge  regionale,  è  stato  espletato  con  gli  organi  di
  vigilanza che hanno fatto il proprio lavoro.
   Stiamo  semplicemente spostando una data delle elezioni così  come
  il decreto ha imposto se no in quei comuni già si sarebbe votato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sammartino,  la  ringrazio  per   il   suo
  intervento.
   Nessuno  credo, purtroppo, possa negare quello che lei ha detto  e
  quindi  che  sono  state  fatte  delle  forzature  che  forse   era
  impossibile  fare  o  era  meglio  non  fare.  Su  questo  io  sono
  assolutamente d'accordo con lei, ma oggi noi siamo il  legislatore,
  il  legislatore  per  delle elezioni che erano fissate  ad  ottobre
  anche   se  poi  rinviate  a  novembre  e  spostate  a  marzo,   la
  responsabilità   senza   accertarsi  di  alcune   cose   che   sono
  fondamentali,  la responsabilità di dire chi l'ha presentato  bene,
  chi  oggi lo voglia presentare di nuovo non è possibile, ripeto,  è
  possibile che finirà così ma io la responsabilità di deciderlo  ora
  senza avere prima alcune garanzie che ci evitino soltanto eventuali
  ricorsi  che  ribloccano  di  nuovo  le  elezioni,  perché  la  mia
  preoccupazione è quella. Non ho liste da presentare a  Tremestieri,
  né  mi  sto preoccupando del sig. Miccichè di Tremestieri che debba
  ripresentare  il figlio piuttosto che il cognato. No   L'unica  mia
  vera preoccupazione è che un piccolo errore consenta a qualcuno  di
  presentare   ricorso,  di  ottenere  ragione  e  di  bloccare   per
  l'ennesima volta quelle elezioni.
   Quindi,  do  ragione a quello che ha detto l'onorevole Sammartino,
  in maniera totale, non oso contestarlo minimamente però, credetemi,
  è  utile per tutti noi e mi sembra corretto che noi oggi aspettiamo
  di avere questi pareri, onorevole Pellegrino.
   La  seduta è conclusa ed è rinviata a mercoledì, 9 dicembre  2020,
  alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.51 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIX SESSIONE ORDINARIA


                         233a SEDUTA PUBBLICA
                 Mercoledì 9 dicembre 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Disposizioni urgenti per il rinnovo degli organi elettivi dei
           comuni e degli enti di area vasta . (n. 878/A) (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

         2)  Disposizioni in materia di demanio marittimo . (n. 868/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

         3)  Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e tutela
           del consumo dei tartufi nella Regione siciliana . (nn. 496-236-436-
           501/A) (Seguito)

           Relatore: on. Catanzaro

         4)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

         5)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)

   - Risposta  scritta pervenuta alla seguente interrogazione:

   -  da  parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica

   N.   909  -  Chiarimenti  in  riferimento  all'applicazione  della
  disciplina dei gettoni di presenza nelle commissioni consiliari del
  Comune di Avola (SR).
   Firmatari: Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio
   -  La  firma dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della  presa
  d'atto,  da parte dell'Assemblea dalle sue dimissioni dalla  carica
  di deputato regionale. (v. seduta n. 138 del 17 settembre 2019).  -
  Con  nota  prot. n. 43438/IN.17 del 30 ottobre 2019  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   (*)  La  risposta  alla  suddetta interrogazione  sarà  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazione

   - con richiesta di risposta orale presentata:

   N.       1858   -   Notizie   sull'ampliamento   del   centro   di
  accoglienza di Pantelleria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Salute
   Aricò Alessandro

   L'interrogazione  sarà  posta all'ordine  del  giorno  per  essere
  svolta al proprio turno.

  Allegato B

                  Risposta scritta ad interrogazione