Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.10
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
urgenti per il rinnovo degli organi elettivi dei comuni e degli
enti di area vasta (n. 878/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno: Discussione dei disegni di legge. Si procede con il
disegno di legge Disposizioni urgenti per il rinnovo degli organi
elettivi dei comuni e degli enti di area vasta (n. 878/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni e al relatore, onorevole Pellegrino a svolgere la
relazione.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in maniera molto breve, c'è una
relazione abbastanza esaustiva in relazione alla votazione che
dovrà effettuarsi nei comuni e il disegno di legge riguarda anche
l'elezione di secondo livello nelle province.
Quindi, noi in I Commissione abbiamo lavorato, ci sono degli
emendamenti che andremo a valutare e, in particolare, un
emendamento che riguarda l'anticipazione delle elezioni provinciali
sganciandole dalle elezioni comunali, e spiego perché.
Perché andando dietro alle diverse elezioni in sede comunale non
riusciremo mai a eleggere un Presidente ed un Consiglio provinciale
perché ci saranno sempre, nel corso degli anni, elezioni, andiamo
sempre dietro all'ultima elezione, ci sarà Alcamo a breve, poi ci
sarà Palermo, e non riusciremo mai ad eleggere un presidente.
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
878/A
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in sede
di discussione generale, se vuole, oppure poi intervengo per
spiegare gli emendamenti abrogativi.
PRESIDENTE. Come vuole, onorevole Assenza.
ASSENZA. Lo spiego ora, perché vorrei la sua attenzione e quella
degli Uffici, oltre che dei colleghi che sono in Aula, perché
stiamo, non dico con la fretta ma con una certa approssimazione dei
lavori in Commissione, andando a discutere di una norma che, credo,
non poteva essere nemmeno presente nel testo.
Mi riferisco all'articolo 1, ed esattamente alla parte finale. Noi
stiamo modificando quelli che sono dei principi di natura
elettorale assolutamente intangibili e immodificabili.
Noi stiamo dicendo che per le elezioni, che dovranno essere
indette successivamente, in pratica, si opereranno a bocce ferme,
nel senso che rimangono ferme alla presentazione delle liste, i
candidati sindaci eventuali, degli apparentamenti e quant'altro
come se fosse possibile, non è possibile neanche il vincolo di un
mandato, figuriamoci, noi stiamo introducendo quasi il vincolo
della candidatura, cioè persone soggetti che si sono cimentati
nella presentazione delle liste e quant'altro, cristallizziamo una
situazione, per ora a distanza di sei mesi, con questo quadro
epidemiologico rischiamo di cristallizzarla non so come, non so per
quanto, perché possibilmente saranno di nuovo rinviate, e quindi
che cosa facciamo? Precludiamo ad eventuali terzi interessati che
possono, che vogliano o possono concorrere alle candidature o a
sindaco, che possono uscire nuovamente, io credo che di questa
norma non dovremmo nemmeno discutere.
La cosa più grave è che poi si è cercato di estendere questa
previsione addirittura nell'ambito dei comuni sciolti per mafia,
dove tutti noi sappiamo che il blocco delle operazioni elettorali
non è stato frutto delle decisioni del Governo regionale ma del
Governo nazionale: a questo proposito, è espressamente previsto
all'articolo 1, comma 1, nel rinvio, ve lo leggo testualmente
perché è importante l'elezione dei comuni i cui organi sono stati
sciolti ai sensi dell'articolo, c'è la legislazione antimafia,
già indette per le date del 22 e 23 novembre 2020, sono rinviate e
si svolgono entro il 31 marzo 2021 - Presidente, mi ascolti -
mediante l'integrale rinnovo del procedimento di presentazione di
tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere comunale . E
noi con una legge regionale andiamo a dire no rimangano ferme le
candidature sono già fatte .
Credo che veramente sia un fuor d'opera. Se vogliamo insistere e
mettere in votazione questa norma facciamolo pure ma credo che a
tutto vi è un limite.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, io credo che, e non vorrei metterlo
in dubbio, noi quello che possiamo fare è che, fermo restando e
fatte salve le liste che non vengono modificate rispetto al momento
in cui erano state presentate e quindi rimangono quelle,
consideriamo le firme prese allora, ammesso e non concesso che tra
quelle firme non ci sia qualcuno che nel frattempo, per esempio, è
morto, perché anche questa è una cosa da andare a verificare, però,
fermo restando che su quelle liste se sono identiche a prima e sono
già state raccolte le firme e quelle firme continuano ad essere
ancora valide, non c'è problema a lasciarle così, ma è chiaro che
noi non possiamo, in nessuna maniera, limitare la possibilità di
qualcuno di presentare altre liste, di modificarle, di fare quello
che si vuole; quello che noi possiamo fare al massimo è considerare
salve le liste già presentate se sono identiche e se tutti i
firmatari per la presentazione di quella lista, sono persone che
hanno ancora oggi la possibilità di firmare, perché, diversamente
non sarebbe possibile nemmeno questo. Questo io credo che sia
l'unica cosa che si può immaginare di fare.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Assenza si riscalda quando la temperatura è una temperatura che non
c'è motivo di riscaldarsi, è una bella temperatura, niente non c'è
niente da surriscaldarsi, la Commissione ha fatto un ragionamento
in piena legittimità e in pieno intelletto ha votato un
emendamento, Presidente, che prevede la possibilità nei comuni che
hanno già presentato le liste, che hanno raccolto le firme e,
quindi, un mondo si è mosso per arrivare a quel risultato che
questo lavoro non venga perso, mi pare un fatto legittimo, mi pare
ovvio, Presidente, la prego ho bisogno che lei mi segua, perché poi
parte del ragionamento che ha fatto io lo condivido, il problema
che qualcuno anche dopo la presentazione delle liste possa avere un
problema, possa non ricandidarsi, possa venire a mancare, possa
essere arrestato
PRESIDENTE. Onorevole vicino al microfono, per favore, se no non
la sentiamo, grazie.
DIPASQUALE. Devo stare attento, Presidente.
PRESIDENTE. Ho capito, stia attento, ma sempre vicino al
microfono, però.
DIPASQUALE. Quindi, lei capisce bene che può avvenire sempre dopo
la presentazione delle liste già in un momento di ordinaria
situazione che la lista può avere delle modifiche, anche lo stesso
sindaco, dopo la presentazione delle liste, può essere arrestato,
può avere un problema e così questo può capitare in qualsiasi parte
del mondo, e qua abbiamo noi il diritto e i regolamenti nostri che
prevedono le soluzioni, non ci dobbiamo inventare nulla, come ha
detto lei bene dobbiamo salvaguardare un lavoro che è stato fatto
dai partiti, dalle liste civiche, da un mondo che si è mosso per
ottenere quel risultato, questo è stato il ragionamento; l'ha
portato avanti la Commissione, alcuni colleghi della Commissione,
a questo ragionamento il collega faceva riferimento quasi a
scandalo c'è stato anche chi si è infilato con Vittoria .
Nessuno scandalo, quello che ha letto l'onorevole Assenza
corrisponde ovviamente al vero, che lo Stato ha deciso di rinviare
le elezioni e ha sancito con decreto che vanno rifatte le procedure
per le elezioni ma questo vale per tutto lo Stato tranne per la
Sicilia, e davvero io mi meraviglio come un uomo che qualche cosa
di diritto appunto la conosce e conosce bene, non conosce poi il
nostro ordinamento: noi abbiamo un ordinamento che prevede
esattamente quello che possiamo fare, a noi in Sicilia non devono
dirci cosa, come e perché dobbiamo muoverci per le elezioni.
Signor Presidente lo stato può decidere se azzerare le liste
solamente per il resto del Paese e non per la Sicilia.
Quindi, noi andiamo avanti, se poi lo Stato lo vuole impugnare lo
impugneranno, ma ritengo che noi dobbiamo salvaguardare questa
prerogativa che è tutta siciliana, è nel nostro ordinamento che
vale per Tremestieri e vale anche per Vittoria.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, solo per chiarire qual era la posizione del
Governo rispetto a un emendamento soppressivo che abbiamo
presentato che riguarda una competenza non legata alle norme
statutarie e alla competenza esclusiva che abbiamo per quanto
riguarda la materia elettorale.
I comuni sciolti per mafia sono di esclusiva competenza dello Sato
per cui il Governo non stava rinviando le elezioni, le elezioni
sono state rinviate perché con decreto legge emanato proprio da
parte dello Stato, ha rinviato le elezioni per tutti i comuni
sciolti per mafia laddove la competenza è dello Stato; lo stesso
decreto ha previsto che, per questi comuni sciolti per mafia, per
cui la Sicilia ha solo la possibilità di scegliere la data delle
elezioni con delibera di Giunta - ed è quello che noi abbiamo
fatto - le ha fissate, e le operazioni si devono concludere entro
il 31 marzo, e ha riaperto i procedimenti elettorali.
Per cui rispetto ad una norma che non è una norma governativa di
cui noi abbiamo competenza, noi ci siamo, gli uffici, soprattutto
proprio per evitare questioni di costituzionalità, ci siamo rimessi
a quanto previsto dallo Stato, cioè abbiamo stabilito con delibera
di giunta la data delle elezioni e poi abbiamo, appunto, com'è la
previsione statale, previsto la riapertura del procedimento
elettorale.
Proprio per lasciare libertà all'Aula e anche per rivendicare
quella che è la competenza anche statutaria esclusiva della Regione
siciliana, presentato alcun emendamento per quanto riguarda le
elezioni di Tremestieri, perché Tremestieri al pari di tutti gli
altri comuni siciliani la competenza è esclusiva della Regione.
Lì è solo un fatto legato, non a un problema di competenza legata
proprio a quella che è la norma. Detto questo, il Governo non ha
altro da aggiungere, era corretto dire la posizione, perché ripeto
non è peregrino ciò che si è voluto fare, ma si è fatto in coerenza
con quanto disposto dallo Sato, grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, chiedo scusa se l'Aula mi dà un
attimo di attenzione perché c'è una cosa che vorrei chiarita. Lo
scioglimento per mafia, per motivi di ordine pubblico e sicurezza,
lo Stato può decidere, come regolarmente fa e come giustamente fa,
la data delle elezioni, quando votare etc. ma il sistema elettorale
e l'organizzazione dell'elezione è demandata alla Regione, però
attenzione, siccome esiste un decreto legge dello Stato che secondo
me, sono d'accordo con quello che diceva l'onorevole Dipasquale, in
qualche maniera invade il campo altrui, perché dice: mediante
l'integrale rinnovo del procedimento di presentazione' ma dovrebbe
essere una scelta della Regione, questa, però la Regione ad oggi
non l'ha impugnato, stiamo attenti perché io devo cercare di far
rispettare le regole anche se complesse. Se la Regione ritiene di
non impugnare questa norma, devo essere sincero secondo me farebbe
bene a impugnarla perché comunque è un'autonomia che stiamo
togliendo alla Regione, è una nostra autonomia quella di scegliere
il sistema di votazione, perché se lo Stato la può cambiare in
quest'occasione, domani fa un altro decreto e la cambia anche per
un altro motivo.
Per cui, oserei dire che la Regione dovrebbe impugnarla, però se
la Regione non l'ha impugnata e la considera quindi valida, a quel
punto io non posso che fare quello che mi viene detto in questo
momento dal Governo e cioè considerare questo decreto valido e
quindi mediante integrale rinnovo del procedimento.
Capisco che senza consultare il resto della Giunta o il
Presidente, l'Assessore non mi possa rispondere immediatamente,
però
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Per quanto riguarda la competenza per i comuni sciolti per mafia,
li scioglie il Ministero dello Stato, con provvedimenti del
Ministero dell'Interno. I commissari, nei comuni sciolti per mafia,
vengono nominati dal Ministero
PRESIDENTE. Sissignore
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
e ha una competenza che da sempre è stata, non c'è un problema di
impugnativa. Per cui, laddove lo Stato disciplina le proprie
elezioni, ha disposto il rinnovo integrale del procedimento
elettorale.
PRESIDENTE. Assessore, se quello che lei mi sta dicendo non
significa che il Governo non ha nessuna intenzione però quello che
lei dice è così.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
No, Presidente, mi scusi, tant'è che il Governo, proprio perché
ritiene che in questa materia non ha competenza, ha cassato
l'ultima parte dell'articolo 1.
Laddove, invece, si ritiene che c'è una competenza esclusiva delle
regioni, cioè fuori da quei comuni governati per, ha lasciato
libera l'Aula di decidere se mantenere ferme quelle liste o se
riaprire i procedimenti elettorali, proprio per questo principio
sacrosanto di rafforzare quella che è una competenza esclusiva
della Regione siciliana.
Detto questo, questo è il parere del Governo. L'Aula può decidere.
Sicuramente, io avevo il dovere di uniformarmi ad un decreto legge
dello Stato riguardo a quei comuni di cui ha competenza esclusiva e
gli Uffici mi hanno presentato un emendamento dicendo abbiamo la
preoccupazione che invadiamo competenze che non sono nostre perché
in tutta Italia hanno deciso così e in tutta Italia la competenza,
compresa la Sicilia, è sempre stata questa . Quindi, non è un
problema di impugnativa o meno. Poi, hanno riaperto.
Per quanto riguarda la questione di Tremestieri, ripeto, proprio
per il rispetto nei confronti del Parlamento e per ossequio a delle
norme che sono da una parte norme regionali, dall'altra norme
statali, ci siamo limitati a presentare un emendamento solo
esattamente che non dà spazio a discrezionalità né degli Uffici, né
del Governo, né dell'Assessore. Grazie.
PRESIDENTE. Io capisco perfettamente. Vorrei soltanto che gli
Uffici, per favore, da qui a quando non votiamo questo disegno di
legge, potessero farmi questa verifica. Perché, ripeto, io sul
fatto che sul problema della sicurezza la scelta sia dello Stato e
la competenza totale sia dello Stato, non ho dubbi. È sul
procedimento; che sia elezione perché c'è stato uno scioglimento
per mafia o che non sia scioglimento per mafia, è comunque di
competenza siciliana. Poi, forse, stiamo parlando di un problema
che è meno importante di quello che stiamo valutando, però,
onestamente, è anche un fatto di principio. Essendo io il
Presidente di un Parlamento con una sua autonomia, devo cercare di
farla rispettare per quanto più è possibile questa autonomia.
Mi sembra che, in questa occasione, fermo restando quello che ha
detto l'Assessore, che è correttissimo, cioè che è competenza
assoluta dello Stato decidere quando sciogliere un Comune e quando
farlo rivotare se questo viene sciolto per mafia, perché è un
problema di sicurezza e di ordine pubblico di totale competenza
dello Stato, è sul meccanismo del procedimento può scegliere il
giorno in cui votare, ma come votare, perché un Comune che è stato
sciolto per mafia può votare in maniera diversa rispetto ad un
altro Comune? Onestamente, in qualche maniera mi disturba questa
situazione.
Sono convinto che c'è qualche cosa che non va. Vorrei soltanto che
si facesse una verifica, fermo restando che non è che stiamo
parlando di una cosa importantissima, non è la presentazione di due
firme in più, due firme in meno, che può crearci il problema. Però,
sinceramente, ritengo che la nostra potestà venga in qualche
maniera disturbata. Ecco, a prescindere poi dall'effettiva
importanza di questa norma piuttosto che altro.
Se per favore fate una verifica, parlando anche con la stessa
Regione per vedere loro cosa pensano, perché qualche cosa che non
mi convince c'è. Lo devo dire sinceramente.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Congedo
PRESIDENTE. L'onorevole Zafarana è in congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
878/A
FOTI. Grazie, Presidente. Intanto, apprezzo che lei abbia colto la
sfumatura e la difesa dell'autonomia che abbiamo in alcune materie,
mi auguro che in futuro non ci si soffermi sulla pagliuzza ma si
guardi alla trave che mortifica l'autonomia della nostra Regione in
questioni altrettanto serie.
Fatto questo inciso, desideravo, anzitutto, rivolgendomi all'Aula
e a lei, analizzare questa vicenda di Tremestieri che ha assunto
dei retroscena anche un po' da fotoromanzo perché secondo me,
secondo noi, l'errore all'origine è stato causato dal fatto che la
Regione, il Governo abbia deciso di non celebrare le elezioni, come
andava fatto, il 3 e 4 - se non ricordo male - di ottobre con le
liste legittimate a partecipare alle elezioni, anche se era una
sola lista perché il Governo si è assunto una responsabilità di
viziare il processo democratico, di mortificare quei cittadini che
avevano correttamente presentato la documentazione senza cercare
strade veloci o acquisire le firme chissà in quale modo perché non
è stato possibile per i cittadini sapere come quelle firme sono
state raccolte. Va bene; lo sapremo dalla Magistratura. In quel
caso, qualcuno avrebbe vinto le elezioni, qualcuno non avrebbe
raggiunto il 50 per cento degli elettori, mi sta bene, avremmo
avuto dei commissari regionali e la città avrebbe avuto un governo
per come era giusto che avesse. Ma insomma, hanno deciso quello che
hanno deciso.
Ora, noi abbiamo presentato due emendamenti, sono due opzioni. Da
una parte comprendiamo lo stato d'animo dei cittadini e delle
persone che fanno politica in quel territorio che, quindi, per
dirla in maniera spicciola, si scocciano a rifare tutto di nuovo
perché è un deja-vu che si ripropone nuovamente ed è un attimino
fastidioso. Però, signor Presidente, cristallizzare a metà novembre
la situazione e pensare che si possa riproporre lo stesso pacchetto
identico di candidati con lo stesso identico pacchetto di firme
presentato quattro mesi prima, lei converrà che è abbastanza
singolare. Però, la situazione è tutta distorta, quindi c'è
l'emendamento 1.1 dell'onorevole Pagana come prima firmataria che
elimina questa possibilità e prevede che regolarmente si raccolgano
le firme.
Vorrei ricordare che la raccolta delle firme non è solo una
scocciatura, è anche un momento di trovare nel territorio dei
sostenitori di un progetto civico, di quella che più essere la
governance di una città e, soprattutto, dobbiamo augurarci che da
un punto di vista sanitario, nel periodo di marzo, subito prima, ci
siano delle condizioni
(Brusìo in Aula)
Li può richiamare? Io ho ascoltato.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, vi prego, stiamo un attimo
attenti
FOTI. Dobbiamo augurarci che dal punto di vista sanitario ci sia
un momento che consenta di fare banchetti, di avere quella
partecipazione da parte dei cittadini.
Per andare incontro a questa opzione io ho presentato un
emendamento, che è l'1.10, che nella parte finale recepisce un
decreto nazionale, convertito in legge n. 26, che prevede la
raccolta solamente di un terzo delle firme e, quindi, per evitare
che ci siano troppi incontri, che ci sia il possibile contagio tra
tante persone.
Quindi, Presidente, intanto recepiamo questo beneficio, questo
aiuto di cui hanno potuto godere le altre procedure elettorali in
altre regioni perché, purtroppo, noi questa cosa non l'avevamo
fatta. La riduzione di un terzo è stata richiesta più volte in
quest'Aula, soprattutto per la vicenda di Vittoria dove c'erano
tantissimi candidati, ci sono tantissime liste, lì hanno dovuto
raccogliere centinaia e centinaia di firme.
Quindi, intanto piazziamo una certezza che si possa raccogliere
solamente un terzo e poi, signor Presidente, nel rispetto di quello
che l'Aula vorrà decidere, noi saremmo per rifare tutto ex novo, ma
al limite se ci sono le stesse condizioni e, quindi, le liste
rimangono immutate si prendano quelle compagini, si mantengano e
amen. Però, sia chiaro, non si può precludere ad altri soggetti,
che magari fra 2, 3 mesi decidono di candidarsi, di non potere
presentare le liste.
Mi permetto di dire che nella scrittura della Commissione non si
capisce bene questa cosa. Quindi, specifichiamo che ci si può
candidare anche con nuove proposte per la cittadinanza raccogliendo
un terzo delle firme e, finalmente, si possono celebrare le
elezioni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Se la questione è in qualche maniera
chiarita
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho ritenuto di parlare per
supportare le ragioni che lei ha manifestato perché pur facendolo
PRESIDENTE. La mascherina. Non sento niente.
CRACOLICI. Addirittura Mi autorizza a togliere la mascherina.
PRESIDENTE. Io sono sordo totale, per cui il labiale mi aiuta
molto
CRACOLICI. Le dicevo, intervengo per supportare in linea di
principio ciò che lei ha detto e anche per distinguere, rispetto a
quello che ha detto l'Assessore.
In materia di sicurezza lo Stato non ha nessuna competenza perché
queste questioni non riguardano la sicurezza. Lo Stato ha solo
competenza a sciogliere i Comuni per mafia ai sensi di un decreto
del 2000. Le elezioni, la data delle elezioni la fissa la Regione
avendo adeguato la propria legislazione a quella dello Stato che ha
introdotto un turno specifico autunnale, quando c'era l'election
day, nel periodo tra ottobre e novembre e la Sicilia non è che ha
applicato la norma nazionale, ha fatto propria la norma nazionale
introducendo nella propria legislazione il turno autunnale per i
soli Comuni che andranno al voto dopo essere stati sciolti per
mafia che, com'è noto, possono essere commissariati per un periodo
che va da 18 a 24 mesi. Alla scadenza dei 24 mesi si vota. Se è
d'estate si vota in estate, se è nel turno autunnale si vota nel
turno autunnale previsto dalla legge regionale non dalla legge
dello Stato, cioè lo prevede anche la legge dello Stato e noi ci
siamo adeguati introducendola nel nostro ordinamento, ma sempre con
una legge della Regione.
Perché dico questo? Perché la materia elettorale - e lo dico a
supporto delle cose che diceva il Presidente - è interamente
competenza esclusiva della Regione siciliana. Cioè, non ci può
essere una legge dello Stato che interviene sulle procedure
elettorali che sono una competenza esclusiva.
Ecco perché io credo che il decreto nazionale abbia forzato
laddove ha scritto una cosa che può valere per le Regioni a Statuto
ordinario ma non certamente per le Regioni a Statuto speciale
perché questa materia, poi la Sicilia può fare quello che dice
Assenza, fare un'altra cosa, ma nell'ambito delle competenze
esclusive che ha la Regione.
Quindi, l'idea che noi dobbiamo adeguare alla nostra legge e a
quella dello Stato sulle procedure, ammissibilità, liste eccetera,
io la ritengo, come dire, consentitemi di dire, una bestemmia
giuridica, proprio perché viene meno il principio della
esclusività, della competenza in questa materia.
Ecco perché ritengo sacrosanto quello che lei ha detto nel senso
che l'Aula ha la competenza esclusiva e decide con legge propria.
Semmai - e chiudo - la forzatura in questa vicenda se c'è stata è
che con decreto abbiamo rinviato elezioni convocate. Questo
nell'ordinamento della Regione non è ancora previsto, cioè che la
Giunta di Governo possa rinviare elezioni convocate. Anche se ci
sono fatti clamorosi, i fatti clamorosi si applicano con l'autorità
giudiziaria che esercita la sua funzione, ma non si rinviano
elezioni perché qualcuno ci fa sapere che forse è meglio rinviarle.
Oggi stiamo, di fatto, sanando un adempimento amministrativo che è
stato un poco forzato. Siccome siamo in periodo di Covid, come
dire, possiamo bypassare questa forzatura, ma rimane sacrosanto il
principio che il Parlamento siciliano è l'unico che può esercitare
la propria esclusiva competenza in materia elettorale.
PRESIDENTE. Io ho ricevuto adesso dagli Uffici la conferma di
quello che diciamo: è esclusiva competenza della Regione anche la
data, anche la data. Cioè, il Governo, in alcuni casi, può
stabilire il periodo ma non certamente la data delle elezioni che è
totale, esclusiva competenza della Regione e anche il metodo di
votazione e il procedimento.
Quindi, Assessore, credo che andrebbe impugnata questa norma dello
Stato oppure fare la norma noi? Non lo so
E' un pericolo sa perché? Non in questa occasione - è meno
pericoloso - ma teoricamente stiamo venendo meno a una nostra
prerogativa che potrebbe portare domani una qualsiasi attività
dello Stato, forse anche quella giudiziaria, a decidere se si può
votare, non si può votare, cambiare, non cambiare. Ecco, io credo
che nell'interesse della Sicilia e della nostra autonomia sarebbe
importante questa cosa qui evitarla.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Presidente, solo per dire che sulla competenza e sul procedimento
sono norme regolate dal TUEL.
Qui si sta facendo riferimento ad una competenza esclusiva dello
Stato rispetto ai comuni sciolti per mafia e a un decreto legge che
è emanato dallo Stato che, laddove dà quella competenza rispetto
alle norme previsto dall'articolo 143 del TUEL, ha stabilito quel
procedimento elettorale.
Gli uffici hanno ritenuto che, disciplinando il 143 anche la
competenza e, quindi, anche il decreto legge che rinvia le elezioni
per i comuni sciolti per mafia laddove la competenza è dello Stato
di cassare quell'articolo.
Fermo restando che siamo in Aula, abbiamo presentato solo
quell'emendamento, quindi proprio per non ledere l'autonomia della
Regione siciliana e della Sicilia in materia di organizzazione
anche elettorale non abbiamo presentato alcun emendamento per
quanto riguarda Tremestieri lasciando all'Aula l'autonomia di
decidere.
Laddove l'Aula si dovesse pronunciare in maniera diversa, siamo
qui per votare nella libertà, l'importante è che se ci dovessero
essere rispetto a quella norma prevista nel decreto legge che
disciplina le elezioni in una competenza esclusiva dello Stato
regolata dall'articolo 143 del TUEL non ci sia responsabilità da
parte degli uffici e da parte del Dipartimento su eventuali
impugnative.
Detto questo, trovate una sintesi e votiamo.
PRESIDENTE. Assessore, Aula, colleghi, capisco che gli uffici
dell'Assessorato sono stati fortemente condizionati da un decreto
legge fatto dal Governo. Ma io ho un compito diverso rispetto ai
miei uffici, anche i nostri uffici - che non sono i miei, sono di
tutta l'Assemblea.
Invito all'attenzione, onorevole Di Mauro, la prego, un attimo
soltanto.
Siccome vorrei evitare, anzi voglio, ed eviterò che sotto la mia
Presidenza ci possano essere tolte al Parlamento siciliano
autonomie e diritti che invece ha e che non ha nessuna intenzione
di regalare a nessuno. Questa vicenda qui - chiedo scusa - ma non
mi sono sufficienti queste , che l'Assessorato abbia agito in
questa maniera sulla base di un decreto legge nazionale, lo capisco
perfettamente e capisco che l'Assessorato è stato messo in forte
difficoltà. Però, vi dico che questa cosa non la posso fare
passare. Un'autonomia nostra non la posso annullare con un colpo di
voto in Aula. Sia chiaro
Per cui, chiedo due minuti, una Conferenza dei Capigruppo, dopo
avere dato la parola all'onorevole Ciancio per sentire cosa ha da
dire e poi sospendere cinque minuti, fare una Conferenza dei
Capigruppo e decidere l'iter di questa giornata, perché questo
diritto, questa responsabilità di far togliere una cosa che
riguarda l'autonomia siciliana con un voto di questo Parlamento,
non me la prendo.
Do la parola all'onorevole Ciancio e poi sospendiamo cinque minuti
per fare la Conferenza dei Capigruppo e decidiamo che cosa fare.
Prego onorevole, Ciancio.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per la
parola. Vorrei fare un piccolo excursus su questa norma, perché
secondo me da come sta andando anche quest'Aula forse non tutti i
colleghi hanno contezza dei vari passaggi che hanno portato a
questa norma.
Il comma 1 - mi riferisco soprattutto a lei giustamente per quello
che ha detto - originariamente non prevedeva i comuni commissariati
per mafia. Questa norma era fatta esclusivamente per Tremestieri,
ma non perché loro non sono per nulla felici - le assicuro - di
questa situazione, ma perché si è venuta a creare, dopo una serie
di rinvii, una situazione di stallo e che andava affrontata e che
la Commissione ha ritenuto di affrontare in questo modo.
Proprio perché sono state fatte una serie di forzature, a partire
da non avere aderito all'election day, poi avere rimandato senza
una base normativa e poi ancora aver fatto un ulteriore rinvio
chiedendo di nuovo la presentazione delle liste e la raccolta delle
firme, non possiamo commettere un ulteriore errore, che è quello di
rinnovare nuovamente, quindi dire anche ai cittadini di Tremestieri
o a chi vuole candidarsi di rifare ex novo per la terza volta tutto
il procedimento perché si sono fatti degli errori in passato.
Detto questo, i due comuni commissariati per mafia sono stati un
emendamento presentato in Commissione, legittimamente per carità, e
che è arrivato in Aula, ma di fatto la norma iniziale era un rinvio
solo ed esclusivamente per Tremestieri. Quindi, la Commissione non
si era concentrata sui comuni commissariati.
Quindi, visto che c'è un emendamento che, di fatto, torna alla
versione che era uscita dalla Commissione io propongo - chiaramente
poi valuterà lei se fare la Conferenza dei Capigruppo - però c'è un
emendamento sul quale l'Aula si può esprimere, che credo sia quello
del Governo che elimina sostanzialmente l'ultima parte, sul quale
l'Aula si esprimerà.
Per il resto, tutto il testo del disegno di legge è il frutto di
un lavoro della Commissione, di una mediazione e soprattutto di un
lavoro fatto - questo lo dico anche ai colleghi, commissari della I
Commissione - per lo più dai colleghi dell'opposizione, perché in
Commissione c'eravamo io, c'era il Presidente, c'era l'onorevole
Assenza, ma poi per il resto c'erano colleghi del PD, ma non c'era
nessuno della maggioranza a parte l'Assessore. Quindi, chiaramente
abbiamo cercato di mettere una pezza allo stallo che si è creato.
Questo è il risultato e vorrei che l'Aula si esprimesse
sull'emendamento 1.2 del Governo. Grazie.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
878/A
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi io vi chiederei, finito
l'intervento dell'onorevole Fava, se ci possiamo vedere in Sala
Pompeiana con i Capigruppo e la Commissione ed anche l'onorevole
Assenza, in modo da capire bene qual è la vostra posizione. Prego,
onorevole Fava.
FAVA. Signor Presidente, premesso che l'Aula poi deciderà come
vuole, quali siano le forme con cui si tornerà al voto in questi
comuni, l'unica cosa che mi preme sottolineare è che l'articolo 143
del Testo Unico degli enti locali, e quindi una legge dello Stato,
non si occupa di come si tornerà al voto nei comuni sciolti per
mafia, si occupa di come si sciolgono per mafia quei comuni, si
occupa di specificare che per 18 mesi è previsto un
commissariamento, come si arriva, la Commissione d'accesso, le
determinazioni
PRESIDENTE. E' esattamente quello che dicevamo, onorevole Fava.
FAVA la possibilità di prorogare per altri sei mesi, ma su come
si va al voto il testo del TUEL
PRESIDENTE. Non se ne occupa.
FAVA. Assolutamente Nulla Quindi, su questo siamo esenti da ogni
peccato.
PRESIDENTE. Grazie. Ci vediamo in Sala Pompeiana immediatamente
con i Capigruppo e i rappresentanti della I Commissione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.54, è ripresa alle ore 17.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, siccome ci sono una serie
di questioni sugli emendamenti che sto valutando, vi chiedo cinque
minuti per verificare alcune cose. Colleghi, è una legge che
comprende alcune cose che sono di dubbia legittimità
costituzionale, per cui mi dovete fare studiare bene le cose perché
non ci possiamo permettere di fare errori.
L'onorevole Assenza aveva chiesto di parlare. Ne ha facoltà. In
ogni caso prima di iniziare qualsiasi cosa voglio ancora cinque
minuti.
ASSENZA. Signor Presidente, proprio perché la questione è molto
delicata e le questioni da approfondire sono abbastanza serie, non
ritengo che cinque minuti possano essere sufficienti, e mi
permetterei di suggerire, che l'esame di questa norma lo facciamo
tutti con una maggiore oculatezza, e ne discutiamo mercoledì
prossimo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo essere sincero, devo dire che
non sono d'accordo con l'onorevole Assenza e non ci siamo messi
d'accordo per fare questo intervento. Però l'intervento
dell'onorevole Assenza non è che mi convince, mi straconvince,
perché ci sono tutta una serie di cose che lasciano dei dubbi. Io,
come dire, non voglio rischiare minimamente di fare qualcosa che
poi penalizza la nostra autonomia, penalizza i nostri diritti e
company . Per cui gli darei assolutamente ragione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lantieri è in congedo per la
giornata odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
878/A
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, intervengo naturalmente sull'ordine
dei lavori. Io credo che la Commissione ha fatto un buon lavoro e
siamo arrivati in Aula oggi con una istruttoria fatta in modo
evidente. Credo che alle ore 16 quando è iniziata l'Aula -
Presidente lei è garante del rispetto, come ha sempre fatto in
questi anni, delle prerogative dei parlamentari - c'era una
presenza importante delle opposizioni. Rinviare i lavori a martedì
prossimo significa falsare i lavori oggi perché c'è una presenza
dei deputati, ci siamo, ci sono le condizioni per votare.
A seguito della Conferenza dei Capigruppo sono maturate condizioni
anche evidenti per procedere in modo più condiviso. Credo che non
siamo, la parzialità non serve, serve garantire il rispetto delle
regole, Presidente.
PRESIDENTE. Assolutamente. Non credo che nessuno mi possa accusare
di essere imparziale.
BARBAGALLO. Facendo presente, finisco il mio intervento, che oggi
siamo qua a parlare dopo mesi ancora di Tremestieri Etneo, perché
il Governo regionale si è assunto la responsabilità di un atto che
non gli competeva, perché rinviare giovedì 1 ottobre le elezioni
fissate per la domenica successiva, neanche nei peggiori regimi e
siccome quest'Aula parlamentare ha tradizioni importanti
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non dobbiamo
BARBAGALLO. Vorrei che questa cosa restasse agli atti. Abbiamo
depositato un'interrogazione urgente il giorno 2, assessore Grasso,
e ancora non vi siete degnati di rispondere.
Noi vogliamo sapere in forza di quale legge avete rinviato le
elezioni? In forza di quale legge?
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non esasperiamo gli animi.
Stiamo facendo una cosa per farla al meglio possibile.
Non c'è nessuna imparzialità - visto che è una cosa che riguarda
tutti e che stiamo discutendo tutti insieme. Non c'è nessuna
questione di parzialità o imparzialità quindi non esasperiamo gli
animi su una cosa che è delicata ma credo interessi tutti.
A Tremestieri non c'è soltanto gente di centrodestra o
centrosinistra o Cinque Stelle, sono cittadini così come a Vittoria
e altrove.
Onorevole Barbagallo, si tolga l'idea che ci sia qualche motivo -
perché possiamo interrompere.
Avevo chiesto 5-10 minuti, ora mi è stato chiesto di più, ma non
c'è nessun problema.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, devo dire la verità e con la massima
tranquillità, è sorprendente l'intervento dell'onorevole Barbagallo
- glielo dico affettuosamente - qui non è un problema Tremestieri
se no poi veniamo accusati e forse quelli che ci accusano hanno
pienamente ragione di provincialismo.
Oggi dobbiamo varare una legge, non c'entra né Tremestieri né
Barcellona Pozzo di Gotto né Palermo né Mazara del Vallo.
Credo che questo suo - per carità - accorato intervento sia
possibile etichettarlo come fuori tema.
Il problema oggi si pone, Presidente. Chiederei, sono d'accordo
con l'onorevole Assenza, un approfondimento. Tutti i dubbi
manifestati nella Conferenza dei Capigruppo anche facendo un
approfondimento giurisprudenziale - dico il vero - non li ho
fugati.
Addirittura, ricordo a me stesso, certamente i colleghi
parlamentari non ne avranno di bisogno, viene fatto un discrimen a
seconda del momento elettorale che si era consumato e maturato.
Lo abbiamo letto insieme all'onorevole Grasso, quello che poteva
essere salvato o non salvato. E' una materia di estrema
delicatezza. Credo che manchi addirittura un precedente e pertanto
si debba dare spazio a interpretazioni di norme.
Quando noi crediamo di fare tutto subito e in fretta - siamo
pronti a votare non abbiamo problemi - abbiamo la maggioranza
problemi non ce ne sono. Il problema però è diverso Votiamo
secondo coscienza, sicuramente sì, secondo scienza ho qualche
dubbio.
Se si accavallano problemi e temi giuridici di assoluta
complicatezza - ancora devo dire la verità e ne faccio ammenda -
non sono persuaso né in riferimento a una teoria che sembrava
prevalere né in riferimento ad un'altra.
Credo che sia opportuno, Presidente, quello che lei ha suggerito e
cioè un approfondimento da parte di tutti gli uffici perché
obiettivamente sembriamo tutti brancolare nel buio.
DI MAURO. Chiedi di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché credo sia
necessario da parte del Governo esplicitare, Presidente Micciché mi
ascolti, credo sia necessario da parte del Governo esplicitare se
prima della convocazione dei comizi possono nuovamente presentarsi
delle liste o in un senso o nell'altro senso.
Chiarisco ulteriormente. E' possibile presentare ulteriore liste?
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, la questione è esattamente il
dubbio che hanno gli uffici.
DI MAURO. Questo voglio dire
Dobbiamo chiarire per evitare che possano esserci ricorsi che dopo
che il corpo elettorale si è pronunciato venga invalidata
l'elezione del sindaco e dei consiglieri comunali.
E' una questione che deve essere chiarita nel dispositivo
legislativo. Questo lo dico perché dobbiamo essere chiari nei
confronti dei partiti, delle liste civiche e del corpo elettorale.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Io capisco che c'è qualcuno che vuole votare, io non ho problemi,
per me possiamo andare avanti e vedere di capire e poi votare tra
un'ora, però è una cosa che va capita. Prego, onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalla lettura del
comma 1 fatte salve le operazioni relative alla presentazione
delle liste delle candidature a sindaco a consigliere comunale ,
ecco, dalla lettura di questa parte del primo comma si sono aperte
due interpretazioni. Una secondo cui sono fatte salve quelle liste
presentate e quindi le persone interessate non saranno obbligate a
rifare tutto l'iter, che comprendo possa essere fastidioso quando
le condizioni non sono cambiate. Ma bisogna specificare quanto
meno, come prevedo nell'emendamento 1.10, che per la presentazione
di nuove liste, in modo che il processo democratico non sia
inficiato, noi cinque mesi prima come facciamo a dire alla
cittadinanza di Tremestieri tu non ti puoi organizzare da qui a
quattro mesi, secondo la tua sensibilità, per presentare un'altra
lista . Ma noi chi siamo per vietare a qualsiasi cittadino di
accedere al processo democratico e partecipativo delle elezioni?
Presidente, già il comma com'è scritto non è chiaro, le due
interpretazioni che stanno circolando, soprattutto quella che
vorrebbe una patta preconfezionata da quest'Aula per riproporre
la minestra riscaldata', facendo gli auguri a tutti i candidati, a
tutti i sottoscrittori delle firme di stare benissimo in quel
momento o di non aver cambiato residenza, o che le proprie
condizioni non siano cambiate per cui decida di non candidarsi, ma
bisogna specificarlo e oltretutto introdurre anche in Sicilia la
possibilità di raccogliere un terzo delle firme che è una
possibilità che già da tempo tutte le altre Regioni hanno dato nei
propri territori, come previsto dalla legge del 20 aprile n. 26.
Perché questo ridurrebbe moltissimo la circolazione delle persone,
eviterebbe contagi e quant'altro. Però almeno questo emendamento
facciamolo entrare.
Ora, io capisco che qui stiamo andando a fare rattoppi su rattoppi
su quello che io ho detto nel mio primo intervento, considero
essere stata una forzatura, da parte del Governo, quello di
annullare il procedimento, perché le elezioni andavano celebrate in
prima battuta nel rispetto di coloro avevano presentato
correttamente le liste, perché una lista era salva. Lì si è deciso
di entrare a gamba tesa, ma lo ha fatto il Governo, io spero non lo
faccia anche l'Aula limitando il processo democratico. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a me quello che viene detto, ferme
restando tutte le motivazioni che abbia, è che questa norma si
presenterebbe molto facilmente a una serie di ricorsi infiniti nel
momento in cui non fosse data la possibilità di presentare altre
liste. Fermo restando che, mi dovete credere, io e tutti noi
vogliamo fare una legge che eviti forzature, che sistemi un po' di
casini che sono stati fatti, oggettivamente da tutti, non sto qui
a dire se ne ha colpe di più il Governo nazionale, siciliano,
parlamenti eccetera, io non mi sento di andare avanti con questa
norma così per cui chiederei alla Commissione di riformulare un
testo, però dopo che io ho ottenuto alcune indicazioni precise su
alcune legittimità che riguardano questa norma nel giro di ore,
proprio di ore, non c'è bisogno di aspettare settimane anche perché
è urgente che si faccia velocemente, però io non mi sento di andare
avanti con voti che sarebbero, ha detto prima bene l'onorevole Foti
mi sembra che stiamo facendo rattoppi su rattoppi e non stiamo
facendo qualcosa di organico e sistemato , perché creerà mille
problemi e ci assumeremmo la responsabilità in questi comuni di non
fare votare nemmeno perché ci saranno i ricorsi che bloccheranno le
elezioni nuovamente.
Per cui vi prego di credermi, onorevole Barbagallo glielo posso
garantire, di tipo campanilistico, perché qui non c'è una questione
di questo tipo, ma io rinvio questa legge in Commissione.
Proviamo a rifare un testo che sia un attimo più ordinato,
aspettiamo che arrivino questi chiarimenti, si tratta di un rinvio
informale, la legge resta assolutamente all'ordine del giorno come
primo punto nel giorno in cui rientriamo, però se fosse possibile
aspettare.
Domani noi speriamo di avere questi chiarimenti su alcuni punti di
possibili eventuali ricorsi che possono arrivare nel caso in cui
non dessimo la possibilità ad altri di presentare nuove liste o di
candidarsi al consiglio comunale, per cui oggi sospenderei.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Sammartino, però la decisione
non può che essere questa, mi deve credere non ho, lo dico con
dispiacere da un lato, ma credo che è una dimostrazione di serietà
che stiamo dando per fare bene la cosa, non certamente per
incasinare ma proprio per evitare confusioni che ci sono. Quindi,
se lei deve intervenire su questo, poi sospendiamo e chiudiamo la
seduta e ci vediamo mercoledì prossimo.
SAMMARTINO. Signor Presidente, colleghi, semplicemente un
brevissimo intervento perché vedo che questa norma di oggi ha
appassionato i lavori degli uffici e del Parlamento.
Presidente, intanto io la voglio ringraziare perché lei con grande
parsimonia ha cercato di approfondire in queste ore una norma che,
secondo me, è uscita con un parere importante da parte della I
Commissione, presieduta dal Presidente Pellegrino, con l'aiuto
anche degli uffici.
Perché le voglio dire questo? Perché oggi io vorrei che rimanesse
agli atti di questo Parlamento, purtroppo, un'ennesima confusione
che qua dentro stiamo creando.
C'è qualcuno che pensa che non bisogna ripresentare le liste, c'è
qualcuno che pensa che le liste già presentate non siano valide.
Io ricordo a me stesso - e l'intervento dell'Assessore Grasso
prima me lo ha ricordato - che i procedimenti elettorali, sanciti
da norma regionale, sono stati espletati così come previsto dalla
legge regionale nei termini corretti, dopodiché il Governo con
decreto di sospensione a causa dell'emergenza Covid ha rinviato
quel procedimento che si era già concluso con il deposito delle
liste e con la partecipazione popolare dei cittadini alla
sottoscrizione delle liste civiche.
Qui dentro nessuno sta volendo fare una norma che impedisce la
partecipazione popolare, stiamo cercando di fare una norma perché
se no, Presidente, non saremmo oggi in questo Parlamento.
Serve una legge speciale perché si sani un'irregolarità e vorrei
che si mettesse a verbale quello che io sto dichiarando perché non
si possono sospendere le elezioni di un comune, ai sensi del Testo
Unico degli Enti Locali e della legge regionale speciale, senza una
chiara e definita motivazione che in nessun decreto e nessuna
delibera di Giunta di questo Governo sono state mai evidenziate.
Per tre volte si sono svolti i procedimenti elettorali ai sensi
della legge, oggi siamo in Parlamento per dare voce ad una
popolazione che chiede con grande forza di esprimere il voto
democratico. Poi possiamo pensarla in maniera diversa, possiamo
avere idee diverse di quelli che sono i modelli democratici ma non
ci possiamo separare da una volontà popolare.
Questo Governo ha impedito delle elezioni, questo Parlamento ha
l'obbligo, Presidente, nel più breve tempo possibile di sanare con
una legge quello che è avvenuto, ricordandoci tutti che quel
procedimento amministrativo si è concluso e quell'iter, ai sensi
della legge regionale, è stato espletato con gli organi di
vigilanza che hanno fatto il proprio lavoro.
Stiamo semplicemente spostando una data delle elezioni così come
il decreto ha imposto se no in quei comuni già si sarebbe votato.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, la ringrazio per il suo
intervento.
Nessuno credo, purtroppo, possa negare quello che lei ha detto e
quindi che sono state fatte delle forzature che forse era
impossibile fare o era meglio non fare. Su questo io sono
assolutamente d'accordo con lei, ma oggi noi siamo il legislatore,
il legislatore per delle elezioni che erano fissate ad ottobre
anche se poi rinviate a novembre e spostate a marzo, la
responsabilità senza accertarsi di alcune cose che sono
fondamentali, la responsabilità di dire chi l'ha presentato bene,
chi oggi lo voglia presentare di nuovo non è possibile, ripeto, è
possibile che finirà così ma io la responsabilità di deciderlo ora
senza avere prima alcune garanzie che ci evitino soltanto eventuali
ricorsi che ribloccano di nuovo le elezioni, perché la mia
preoccupazione è quella. Non ho liste da presentare a Tremestieri,
né mi sto preoccupando del sig. Miccichè di Tremestieri che debba
ripresentare il figlio piuttosto che il cognato. No L'unica mia
vera preoccupazione è che un piccolo errore consenta a qualcuno di
presentare ricorso, di ottenere ragione e di bloccare per
l'ennesima volta quelle elezioni.
Quindi, do ragione a quello che ha detto l'onorevole Sammartino,
in maniera totale, non oso contestarlo minimamente però, credetemi,
è utile per tutti noi e mi sembra corretto che noi oggi aspettiamo
di avere questi pareri, onorevole Pellegrino.
La seduta è conclusa ed è rinviata a mercoledì, 9 dicembre 2020,
alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 17.51 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XIX SESSIONE ORDINARIA
233a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 9 dicembre 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni urgenti per il rinnovo degli organi elettivi dei
comuni e degli enti di area vasta . (n. 878/A) (Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
2) Disposizioni in materia di demanio marittimo . (n. 868/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
3) Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e tutela
del consumo dei tartufi nella Regione siciliana . (nn. 496-236-436-
501/A) (Seguito)
Relatore: on. Catanzaro
4) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
5) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)
- Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica
N. 909 - Chiarimenti in riferimento all'applicazione della
disciplina dei gettoni di presenza nelle commissioni consiliari del
Comune di Avola (SR).
Firmatari: Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
- La firma dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della presa
d'atto, da parte dell'Assemblea dalle sue dimissioni dalla carica
di deputato regionale. (v. seduta n. 138 del 17 settembre 2019). -
Con nota prot. n. 43438/IN.17 del 30 ottobre 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
(*) La risposta alla suddetta interrogazione sarà pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazione
- con richiesta di risposta orale presentata:
N. 1858 - Notizie sull'ampliamento del centro di
accoglienza di Pantelleria.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Salute
Aricò Alessandro
L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Allegato B
Risposta scritta ad interrogazione