Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.41
PRESIDENTE. La seduta è aperta. Onorevoli colleghi, è appena
terminata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, un
attimo che vi do la risultanza, la stiamo predisponendo; allora,
andiamo avanti e poi vi dirò l'esito della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Arancio e Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a cariche interne di Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che:
-con nota datata 19 gennaio 2021 e protocollata al n. 363-ARS/2021
del 19 gennaio 2021, il Presidente del Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia , on. Amata, ha comunicato che l'on. Gaetano
Galvagno è stato designato quale Segretario del predetto Gruppo
parlamentare;
-con nota datata 18 gennaio 2021 e protocollata al n. 34-PRE/2021
del 19 gennaio successivo, gli onorevoli Antonio Catalfamo e
Vincenzo Figuccia hanno, fra l'altro, trasmesso copia del verbale
della riunione del Gruppo parlamentare Lega Sicilia per Salvini
premier del 18 gennaio 2021, nel corso della quale si è proceduto
all'elezione del Vicepresidente e del Segretario del Gruppo
medesimo nelle persone, rispettivamente, dell'on. Orazio Ragusa e
dell'on. Vincenzo Figuccia.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreti di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Do lettura dei decreti di componenti di Commissione:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T
E 12
VISTE le dimissioni, datate 18 gennaio 2021, dell'onorevole
Riccardo Gallo da componente della VI Commissione legislativa
permanente Salute, servizi sociali e sanitari, protocollata in pari
data al n. 360-ARS/2021;
VISTA la nota, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare
Forza Italia', on. Calderone, protocollata al n. 361-ARS/2021 del
18 gennaio 2021, con la quale si designa l'on. Tommaso Calderone a
componente della suddetta Commissione in sostituzione del
dimissionario;
CONSIDERATO che l'on. Calderone fa parte dello stesso Gruppo
parlamentare dell'on. Gallo;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alla relativa
sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Tommaso CALDERONE è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Salute, servizi sociali e
sanitari, in sostituzione dell'onorevole Gallo, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 19 gennaio 2021
«Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T
E 13
VISTE le dimissioni, datate 18 gennaio 2021, dell'onorevole
Tommaso Calderone da componente della II Commissione legislativa
permanente Bilancio, protocollata in pari data al n. 358-ARS/2021;
VISTA la nota, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare
Forza Italia', on. Calderone, protocollata al n. 359-ARS/2021 del
18 gennaio 2021, con la quale si designa l'on. Bernardette Grasso a
componente della suddetta Commissione in sostituzione del
dimissionario;
CONSIDERATO che l'on. Grasso fa parte dello stesso Gruppo
parlamentare dell'on. Calderone;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alla relativa
sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Bernardette GRASSO è nominata componente della II
Commissione legislativa permanente Bilancio, in sostituzione
dell'onorevole Calderone, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 19 gennaio 2021»
Cordoglio per la scomparsa dell'onorevole Emanuele Macaluso
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di cominciare aspetterei il
Gruppo del PD. Onorevole Lupo, vorrei cominciare, dolorosamente,
con la notizia della morte dell'onorevole Emanuele Macaluso.
Onorevole Barbagallo, sto parlando dell'onorevole Macaluso che è
morto stanotte, se potessimo
Emanuele Macaluso aveva 96 anni ed è stata certamente una delle
persone più importanti della storia della politica siciliana.
Nell'immediato dopoguerra fu Segretario regionale della Cgil, fu
deputato regionale, deputato alla Camera, senatore e giornalista,
anche direttore di testate molto importanti, ma fu un uomo che non
ha veramente mai avuto paura di andare controcorrente quando era
necessario, anche quando alcune sue prese di posizione gli si sono
rivoltate contro.
Fu protagonista e nello stesso tempo testimone del 900, nonché
coscienza critica di questo primo ventennio del 2000.
Uno degli ultimi interventi che fece Emanuele noi abbiamo il
grande piacere di ricordare che fu fatto proprio all'interno di
questa Assemblea, era il 30 aprile del 2019, nel cortile Maqueda
del nostro Palazzo commemorò Pio La Torre, segretario regionale del
PCI assassinato dalla mafia, e in quell'occasione ebbe a dire una
cosa di grandissima importanza per tutti noi credo un vanto ed
un'importanza enorme. Lui disse che era la prima volta che si
commemorava un assassinio di mafia, una persona che era stata
assassinata dalla mafia all'interno di questa Assemblea che, prima,
veniva sempre considerata come il Palazzo della mafia o comunque
il Palazzo della politica mafiosa .
Emanuele, in quell'occasione, veramente fece un intervento
straordinario in cui disse che la sua era una felicità, quella di
commemorare dentro questo Palazzo Pio La Torre perché voleva dire
che erano cambiate le cose, che questo non era più il Palazzo del
malaffare ma era diventato il Palazzo della legalità e che,
comunque, la politica era molto cambiata e che l'atteggiamento
della politica nei confronti della mafia era molto cambiato.
Per me fu un grandissimo onore sentirgli dire quelle cose, ma è un
onore che era riferito a tutti, un onore che, credo, dobbiamo avere
tutti perché il fatto che noi, oggi, si sia protagonisti di un
momento politico in cui anche persone del livello di Emanuele
Macaluso abbiano riconosciuto che non è più quel momento della
politica che aveva commistioni continue con la mafia - per carità
non finiranno mai le commistioni - ma certamente, oggi, questo
Palazzo non è più quello che era, il palazzo del malaffare.
Nel '41, a 24 anni, aderì al Partito comunista italiano
clandestino; fu convinto antifascista, fu grande amico di Leonardo
Sciascia oltre che di tutti i maggiori dirigenti del PCI siciliano
e fu il primo segretario regionale della CGIL.
Il suo impegno contro la mafia fu costante ed, insieme a Pio La
Torre, fu addirittura arrestato e processato per aver occupato i
feudi di Corleone, Bisacquino che, allora, erano controllati dal
boss della mafia Luciano Liggio.
Nel '51 diventò per la prima volta deputato regionale, eletto nel
collegio di Caltanissetta e, poi, rieletto nel '55 e nel '59. Nel
'56 lasciò il sindacato per passare alla guida del PCI siciliano.
Nel '63 fu eletto deputato alla Camera e dal '76 al '92 al Senato.
Vera coscienza critica della Sinistra, Macaluso ha sempre
intrecciato il suo impegno politico con quello del giornalista.
Collaborò con la Voce della Sicilia ma fu, poi, editorialista e
direttore dell'Unità, che era la voce ufficiale del Partito
comunista.
Con Emanuele Macaluso scompare veramente una delle figure più
straordinarie della politica di questa Terra. Per cui, credo che
sia obbligo mio e di tutti voi fare un momento di raccoglimento in
sua memoria.
(Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
raccoglimento)
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo, terminata pochi
minuti fa, ha, peraltro, deciso di calendarizzare già per domani
pomeriggio la commemorazione dell'onorevole Emanuele Macaluso, con
condizioni che sono quelle che sono dovute al Covid, per cui non
potremo avere pubblico, però sarà nostra cura avvertire i familiari
di questo momento.
Poi, abbiamo anche immaginato, non potendo avere i familiari qua,
non potendo avere la possibilità anche di un incontro e di un
dibattito con le persone che meglio lo hanno conosciuto, abbiamo
ritenuto di preannunciare l'organizzazione di un convegno,
organizzato qui in Assemblea direttamente dall'Assemblea, sul
personaggio Emanuele Macaluso, anche su richiesta, su indicazione -
per cui lo ringrazio - del Presidente Fava. Abbiamo oggi inviato
alla Camera mortuaria una corona di fiori dell'Assemblea regionale,
quindi, di tutti noi. Lo ringrazio per questa idea che mi ha dato
perché era effettivamente nostro dovere farlo e, quindi, è stato
fatto con grande piacere da parte di tutti noi.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Passiamo a quello che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari Capigruppo ha effettivamente determinato.
Intanto, per quanto riguarda le Commissioni è stata data priorità
all'esame dei disegni di legge ddl voto in materia di contrasti
agli incendi, ddl in materia degli enti locali; tutte questa altre
cose non ne abbiamo parlato in effetti non so perché sono state
inserite.
Per quanto riguarda l'Aula, domani 20 gennaio 2021 commemorazione
dell'onorevole Macaluso e a seguire interverrà un deputato per
Gruppo; abbiamo lasciato, su richiesta dell'onorevole Lupo, due
interventi al PD perché rappresentante del partito dell'onorevole
Macaluso, e poi un intervento per Gruppo per cui diciamo che nel
giro di un'ora si dovrebbe terminare la commemorazione.
Immediatamente dopo passeremo al dibattito sull'individuazione
delle zone per il deposito di scorie nucleari, alla presenza
dell'assessore Cordaro; quindi, chiunque abbia interrogazioni o
cose da presentare per domani, domani è il giorno delle scorie
nucleari.
Domani poi incardiniamo tutti i disegni di legge che abbiamo
previsto che sono quelli pronti per l'Aula che possiamo dire che
sono: Numero chiuso per l'accesso ai corsi di laurea , il disegno
di legge voto, Governo del territorio e consorzio delle autostrade
siciliane , Misiliscemi e le norme che stiamo verificando
dell'893, che sarà possibile stralciare dall'893, che non prevedono
nemmeno un euro di spesa, perché siamo entrati in sessione di
bilancio.
Quindi, martedì 26 inizieranno i disegni di legge che incardiniamo
domani, il 27 mattina ci saranno alcuni, e li stiamo prevedendo per
le prossime settimane, dei dibattiti tematici, dove si discuteranno
le interrogazioni parlamentari, si presenteranno gli ordini del
giorno tematici che erano stati presentati o che si volessero
presentare sugli argomenti e ci sarà la Sanità , quindi alla
presenza dell'assessore Razza, mercoledì 27 alle ore 11.00.
L'Agricoltura , che era prevista già per questo giovedì mattina,
purtroppo l'Assessore ci ha fatto sapere che non può essere
presente, quindi la ricalendarizziamo quanto prima nella prossima
settimana, spero.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Molto rapidamente, Presidente. Sono certo che le ragioni
che hanno indotto a definire il calendario dei lavori sono
assolutamente quelle che imponeva un po' il cronoprogramma delle
attività, sono certo che tutti i punti a cui è stata data priorità
sono assolutamente essenziali, ma volevo chiederle, non
partecipando
PRESIDENTE. So che mi vuole dire che ne manca uno.
FIGUCCIA. No, non ne manca; ecco, dire che manca no, perché sono
certo che lei ormai ce l'ha nel cuore e nel cassetto e che, quindi,
questo che già lei sa essere nel cuore e nel cassetto, ovvero il
riferimento ai Consorzi di bonifica, e non lo tratto perché ormai
lo conosciamo tutti i Gruppi parlamentari e lei in testa,
essendosene occupato anche in quest'Aula e avendo rassicurato tutti
i Gruppi parlamentari che si tratta di una priorità, per evitare
che rimanga questo stallo, garantendo, così, la possibilità ai
settantottisti di diventare centunisti e così via fino ai
centocinquantunisti per passare a tempo indeterminato, in modo da
andare incontro, signor Presidente, non solo ai limiti che vengono
imposti alla categoria, ma al mondo dell'agricoltura che,
ovviamente, dei Consorzi di bonifica ne è coinvolto. E in un
momento tra l'altro così particolare, che ha visto il passaggio di
consegne, rispetto agli entrambi stimatissimi, prima l'Assessore
Bandiera che certamente ha fatto un grande lavoro e adesso
all'Assessore Tony Scilla, che approfitto per salutare certo,
conoscendolo, che sarà in grado di dare un contributo
importantissimo non solo nel settore specifico dei Consorzi di
bonifica ma per tutte le riforme che aspettano un intervento del
Parlamento e del Governo in seno ai Consorzi di bonifica, alla
forestazione, al mondo della pesca. Do il benvenuto, ovviamente, e
auguro buon lavoro anche all'Assessore per gli enti locali,
assessore Zambuto. Il quesito era sempre quello: la prego ancora
una volta di rassicurarmi perché si possa passare all'approvazione
della legge di bilancio tenendo riferimento all'impegno che abbiamo
preso.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, io la ringrazio per questo
intervento; se lei non lo avesse fatto, glielo avrei chiesto. Lo
dico sinceramente, perché siccome questo è un impegno che abbiamo
preso, ma vorrei comunicare che non c'è nessuna dimenticanza nel
senso che è già previsto. Stiamo facendo in queste due settimane,
in attesa di ricevere la finanziaria del Governo, quei disegni di
legge che non prevedono spesa. Per cui, tutti questi di cui abbiamo
parlato oggi e quelli che calendarizziamo a partire da domani, sono
tutti disegni di legge ordinamentali che non prevedono nemmeno un
euro di spesa.
Tutti gli altri già previsti e che sono ovviamente più che
prioritari, qualcuno anche più di questi di cui abbiamo discusso,
abbiamo già stabilito che il Governo li inserirà direttamente nella
finanziaria, in modo da non aspettare nemmeno il dopo finanziaria
ma li discuteremo in finanziaria. E siccome c'è un obbligo nei
confronti del Governo nazionale - pena l'accordo che è stato appena
siglato pochi giorni fa a Roma - che la Finanziaria deve essere
votata entro il 28 febbraio, noi abbiamo la certezza che tutto
quello di cui stiamo parlando sia i disegni di legge di cui abbiamo
parlato prima, sia tutto quello che andrà in Finanziaria tra cui il
turnover dei Consorzi, sarà certamente approvato entro il 28
febbraio. Ci sono delle situazioni di tipo tecnico che non posso
superare, che sono quelle per cui fino a che non ci viene
presentata la Finanziaria non possiamo fare disegni di legge di
spesa. Per cui, quelli che sono inseriti sono tutti ordinamentali
senza nemmeno un euro di spesa. Per cui, questi sono assolutamente
garantiti, glielo dico io materialmente su sua richiesta perché è
una certezza che possono avere. Poi l'Aula può approvare o
bocciare, non posso pretendere nulla, ma che il tutto verrà fatto
in Finanziaria, e quindi che entro il 28 febbraio tutto sarà
approvato, è una assoluta certezza. Questo lo possiamo dare
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' sull'ordine dei lavori? Perché il dibattito oggi è
un altro.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Ora gliela do la parola, stavo parlando con
l'onorevole De Luca che mi aveva chiesto la parola e stavo
ricordando che il dibattito di oggi è sull'accordo Stato-Regione e
siccome ho già risposto all'onorevole Figuccia che tutto quello che
comporta spesa verrà inserito direttamente in Finanziaria che si fa
immediatamente perché c'è l'impegno con il Governo nazionale che
tutto deve essere approvato entro il 28 febbraio. Dopodiché lei
chiede la parola, onorevole Dipasquale, si figuri se non gliela do
DIPASQUALE. Signor Presidente, non è per mancanza di garbo nei
suoi confronti perché è risaputo il rispetto che ho della sua
persona e del suo ruolo, però ogni volta che interviene l'onorevole
Figuccia per parlare dei Consorzi io già sono automaticamente
prenotato. Quindi, lei lo sa bene, perché non è possibile, dico a
me fa piacere, siccome è da tre anni che parliamo di Consorzi di
bonifica, che vogliamo la riforma e non c'è, che vogliamo che venga
risolto il problema dei canoni per gli agricoltori, perché veda il
problema degli agricoltori non è se sono sessantunisti,
ottantunisti, novantunisti o centunisti, il problema che hanno gli
agricoltori sono le bollette che arrivano per migliaia e migliaia e
decine di migliaia di euro, quindi, vogliamo risolvere ora
velocemente la parte relativa al turnover? Che ben venga L'abbiamo
detto, andava fatta anche prima ma, contestualmente, mi auguro e
per questo la invito, Presidente, perché il problema dei Consorzi
di bonifica non è solo il turnover, è la riforma che ad oggi non è
stata fatta e non per colpa sicuramente della minoranza ed è la
possibilità per gli agricoltori di avere dimezzati i canoni idrici,
quindi, su questa vicenda ogni volta che qua si interviene per dire
che stiamo risolvendo la questione, ovviamente, mi consideri
prenotato.
PRESIDENTE. E' corretto che tutti quelli che stanno lavorando su
un argomento ritengano di prendere la parola e di comunicarlo per
cui non c'è niente di male, onorevole Dipasquale, nella sua
richiesta, né io mi sarei permesso di considerarla come una
richiesta non legittima e non quasi scontata ma certamente
legittima.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopo l'intervento dell'onorevole De
Luca però perché altrimenti andiamo avanti su altri argomenti, do
la parola all'assessore Armao per iniziare il dibattito, quindi,
una piccola relazione per quanto un po' più ampia di quella di ieri
e si apre il dibattito sull'Accordo tra lo Stato e la Regione.
DE LUCA. Signor Presidente, innanzitutto volevo evidenziare a lei
personalmente, che oggi in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari avete calendarizzato dei disegni di legge che erano
ritenuti per l'appunto pronti per l'Aula, le volevo evidenziare che
ci sono diversi disegni di legge che sono stati approvati nelle
competenti Commissioni e, in particolare, mi riferisco alla
Commissione Sanità', disegni di legge importanti come quello
sull'Alzheimer o sull'istituzione dell'infermiere di famiglia che
da oltre un anno, da oltre un anno, attendono la trasmissione della
relazione da parte dell'Assessorato competente e non è possibile
consentire che l'autonomia legislativa di questo Parlamento sia
paralizzata dagli organi amministrativi-burocratici, per cui la
invito caldamente, Presidente, a redarguire il Governo e i
Dipartimenti affinché siano emesse e trasmesse le relazioni
tecniche ed economiche dei disegni di leggi approvati nelle
Commissioni.
Seconda cosa, Presidente, ho notato anche senza desiderio di
diatriba che nell'ordine dei lavori dei prossimi disegni di legge
che arriveranno in Aula c'è anche quello che riguarda la
trasformazione del CAS in ente pubblico economico, questione sulla
quale non abbiamo, come Movimento Cinque Stelle, alcun tipo di
riserva, però desidero evidenziare due questioni: la prima è che il
disegno di legge, se pur con una bollinatura del Ragioniere
generale, non è passato dalla Commissione Bilancio' e siccome
comunque si tratta di trasformare un consorzio in una partecipata,
credo che debba passare dalla Commissione Bilancio' perché non lo
vorrei poi trovare in Aula per poi tornare indietro perché
perderemmo ulteriore tempo e non è giusto per i lavoratori che si
perda altro tempo, quindi, verifichiamo prima se deve passare dalla
Commissione Bilancio' anche perché la costituzione di una nuova
partecipata potrebbe confliggere con l'accordo Stato-Regione che
avete firmato un paio di giorni fa. Però, ripeto, non è una
contrapposizione ideologica, anzi è un disegno di legge che noi
accogliamo con favore, però dobbiamo un attimino rispettare i
passaggi.
Infine, Presidente, vorrei chiedere come mai l'assenza oggi del
presidente Musumeci, atteso che al netto della competenza che ci
mostrerà l'assessore Armao, comunque, è un atto firmato dal
Presidente e conseguentemente al netto di chi relazionerà e
spiegherà perché manca chi ha la titolarità della firma e della
rappresentanza della Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Sull'ultima domanda la risposta è fin troppo semplice,
l'assessore Armao ha la delega dell'economia per cui l'accordo
Stato-Regione è stato gestito direttamente, in Consiglio dei
Ministri, dall'assessore Armao per cui questa è ovviamente una cosa
che non ha risposta.
Per quanto riguarda la prima sua domanda, siamo stati in
Capigruppo poco fa. Se il suo Presidente di Gruppo ce lo avesse
detto prima l'avremmo messo
(Intervento fuori microfono)
Benissimo, allora se noi possiamo chiedere la priorità alle
Commissioni e, di conseguenza, chiedere al Governo se fosse per la
mancanza della relazione tecnica, una sollecitazione.
E' una cosa che abbiamo fatto già più volte e più volte il Governo
quando ha potuto - ma deve potere - ci ha fatto arrivare la
relazione tecnica.
Approfitto della presenza di quattro responsabili del Governo per
chiedere ancora ora che su questo argomento si possa avere la
relazione tecnica in modo da potere affrontare, da potere portare
al voto finale questa questione.
C'erano altre domande? Mi sembra di no.
Dibattito sull'Accordo Stato-Regione
PRESIDENTE. Possiamo dare la parola all'assessore Armao e iniziare
l'ordine del giorno di oggi che prevede proprio il dibattito
sull'accordo Stato-Regione che, firmato dal Presidente della
Regione, è stato gestito interamente dall'Assessore per l'economia
che, peraltro è anche Vicepresidente della Regione, per cui ha
tutta la titolarità per essere colui che presenta.
Diciamo - anzi - che se ci fosse stato il Presidente della Regione
avrebbe avuto bisogno accanto dell'assessore Armao perché l'ha
gestita direttamente lui e quindi è lui che ne può parlare
certamente meglio di chiunque altro. Prego Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Le sue parole mi lusingano,
Presidente. Grazie.
La questione che mi si chiede oggi di illustrare che ieri ho,
sinteticamente, portato all'attenzione del Parlamento che,
peraltro, la conosceva in quanto immediatamente trasmessa alla
Commissione Bilancio', attiene all'ultima delle fasi di una lunga
attività di negoziato intervenuta fra la Regione siciliana e lo
Stato.
Vorrei cominciare con una frase di Massimo Ganci, importante
storico palermitano e siciliano, che è stato in quest'Aula come
deputato indipendente del Partito Comunista - andava molto
orgoglioso della sua indipendenza che veniva dalla sua statura
intellettuale che lo rendeva come tutti i grandi studiosi un uomo
con le sue peculiarità - che nella prefazione di un bel libro
Storia antologica dell'Autonomia siciliana del 1980 - ormai
introvabile se non nelle biblioteche, quello che c'è in questa
Biblioteca è stato donato dal professore Renda, altro esponente
parlamentare del Partito Comunista - diceva la tipicità della
storia dell'Isola è un dato ricorrente nei secoli, è l'aspirazione
all'autogoverno sempre puntualmente frustrata per colpa degli altri
ma soprattutto per colpa dei siciliani stessi, di guisa che la
delusione assurge ad emblema della psicologia collettiva e
individuale del nostro popolo .
E' un giudizio ostentoreo, è un giudizio molto duro ma che, in
qualche modo, richiama alcune condizioni degli accordi fra la
Regione e lo Stato, nel senso che i siciliani sia direttamente
coinvolti, ma soprattutto quelli che non sono direttamente
coinvolti, spesso lavorano piuttosto per la propria Terra, lavorano
per obiettivi di piccolo cabotaggio che mal si conciliano con le
strategie del nostro popolo.
L'intesa del gennaio 2021 è un'intesa che il ministro Provenzano
ha definito in Consiglio dei Ministri, al quale ho partecipato su
delega del Presidente per l'approvazione della norma di attuazione,
come un'intesa storica.
Non so se posso convenire con questo giudizio così generoso nei
confronti di questo accordo, a me sembra un accordo a cui ci siamo
dovuti attenere perché esattamente un anno fa, nel dicembre 2019,
vado alla norma di attuazione alla quale si riferisce l'accordo,
cioè il decreto legislativo n. 158 del 2019, quando la Commissione
paritetica aveva già trasmesso il testo, alcuni esponenti siciliani
di forze politiche dissero ma questa è una vergogna, si consente
alla Sicilia di spalmare in 10 anni il disavanzo senza alcune
condizioni, senza alcune puntuali precisazioni che conducano la
Regione verso il risanamento , come se la Regione non avesse una
resipiscienza, una capacità di guardare all'innovazione, guardare
al cambiamento. Non perché il cambiamento sia giusto in sé, diceva
Churchill che il cambiamento è giusto se volge al meglio,
altrimenti il cambiamento è fine a sé stesso.
Bene, cosa accadde? Accadde che la Commissione paritetica si
dovette riunire nuovamente il 23 dicembre. Se andate a vedere nel
preambolo del decreto legislativo n. 158 vedrete che la data di
delibera della Commissione paritetica coincide con la data di
deliberazione del Consiglio dei ministri, cosa diciamo che non
accade mai perché questa tempestività del passaggio dalla
Commissione paritetica al Consiglio dei ministri non c'è, non ci
può essere. Credo che sia un unicum nel panorama delle norme
attuative dello Statuto siciliano perché da parte di qualcuno si
pretese politicamente che ci fossero questi vincoli.
Entra in vigore il decreto legislativo n. 158, cui ieri questo
eccellentissimo Parlamento ha dato attuazione anche attraverso
l'istituzione del Collegio dei revisori, un'innovazione che,
certamente, farà progredire l'attenzione verso l'equilibrio dei
conti e verso la fluidità dei dati di bilancio perché aiuterà il
Governo e l'Assemblea a valutare meglio gli equilibri di finanza
pubblica.
L'accordo in qualche modo ha incrociato per la sua attuazione la
pandemia. E' entrato in vigore a gennaio, quando si cominciò a
lavorare per dargli attuazione, come voi sapete, è arrivato il
dramma che ancora oggi attanaglia il nostro Paese, il nostro
continente, l'intero mondo.
Per far fronte agli impegni che prevedevano che entro la fine di
marzo la Regione dovesse concordare con lo Stato, non su iniziativa
della Regione, ma concordare con lo Stato questi famosi adempimenti
per consentire la cosiddetta spalmatura, il ripianamento decennale,
anziché triennale, perché non dimentichiamo che queste norme di
attuazione traggono spunto dalla circostanza che, mentre la
prescrizione del decreto legislativo n. 118 che le norme di
attuazione proprio volevano correttamente recepire nell'ordinamento
interno, perché quelle del 2016 attraverso legge ordinaria non fu
una forma di recepimento corretto, perché proprio previsione della
legge sul federalismo fiscale di cui il decreto n. 118 è
attuazione, per le speciali l'attuazione della legge sul
federalismo fiscale deve essere declinata attraverso norme di
attuazione e non attraverso legge ordinaria né dello Stato né della
Regione. Quindi, non solo recepimmo correttamente quel tema
dell'ordinamento contabile armonizzato, ma si pose il problema
dell'attuazione di questo accordo.
Il 13 di febbraio del 2020, vorrei sul punto fare alcune
precisazioni su alcune erronee prospettazioni che ho ascoltato
ieri, ho sentito ieri da alcuni esponenti dell'opposizione, nel
senso che il Governo è stato inerte, non ha fatto niente e quindi è
stato in qualche modo tirato per le orecchie a questo accordo.
Purtroppo, la carta dimostra la fallacia di questa critica, perché
vi è una lettera del Presidente della Regione alla Presidenza del
Consiglio del 13 febbraio che dice noi siamo pronti a declinare
questo accordo , aspettiamo di incontrarci. E dopo 15 giorni il
Presidente della Regione scrive al Ministro dell'economia, di nuovo
rappresentando l'esigenza di un incontro immediato per definire
queste cose. La verità è che eravamo in piena pandemia e non si
poteva addivenire entro febbraio, stava esplodendo già in varie
parti d'Italia, soprattutto nel Nord Italia, quindi il Governo è
tutt'altro affaccendato come era corretto che fosse. Tant'è che
scrupolo del Governo regionale - non ce l'ha chiesto Roma - è
stato quello che il 23 marzo 2020 abbiamo, in Giunta, su proposta
dell'Assessorato dell'economia, previsto la modifica delle norme di
attuazione facendo slittare il termine di marzo al 15 ottobre,
proprio perché si capiva che, chiaramente, non si sarebbe potuti
addivenire a quell'accordo entro marzo.
Quindi, vi prego, se dobbiamo fare delle critiche e credo che
compito dell'opposizione sia fare critiche perché queste aiutano la
maggioranza e il Governo a lavorare meglio, quindi non ho mai
demonizzato chi ci critica, anzi ritengo, come diceva Churchill che
un uomo politico va visto dagli stimoli che innesca
nell'opposizione, più l'opposizione è forte e puntuale, più quello
che sta facendo, probabilmente, ha un senso, altrimenti se
l'opposizione non ha nulla da dire c'è poco di conducente
A quel punto, le norme di attuazione vengono mandate a Roma e il 7
maggio la Commissione paritetica approva, per la prima volta, le
norme di attuazione modificative che fanno slittare il termine al
15 ottobre.
Queste norme sono state approvate cinque volte dalla Commissione
paritetica. Ho cinque deliberazioni con me, non ve le richiamo
tutte, le depositerò al Presidente, all'attenzione, per chi le
voglia consultare, fino all'ultima deliberazione, quella che ci ha
visti arrivare, il 13 gennaio, all'approvazione dello schema di
norme di attuazione che ha previsto il ripianamento, questa volta,
con un passo in avanti perché abbiamo ottenuto la sospensione, per
quest'anno, o, meglio, il differimento per quest'anno all'ultimo
anno del periodo decennale del ripianamento del disavanzo e,
quindi, è tutto passato attraverso un'intesa che è stata lunga,
farraginosa, ci sono state quattro riunioni molto pesanti, di
diverse ore dove, chiaramente, il Governo spingeva per stringere e
la Regione spingeva per allargare, evidentemente, le maglie di
questa intesa.
Io vorrei, intanto, dare una precisazione perché in uno o due
interventi, ieri, mi è sembrato che questa cosa fosse sfuggita e mi
permetto di osservarne l'esatta collocazione nell'ambito dei
rapporti finanziari: i 40, 80, 120 che diventano 300, non sono
cifre che si aggiungono a quelle che siamo chiamati a ripianare e,
quindi, a coprire. Quindi, non sono tagli ulteriori. Questa intesa
sui risparmi, è stata detta sui tagli, io preferisco sui risparmi,
è volta a costituire una quota parte di quei 421 milioni che
dobbiamo, comunque, appostare a copertura del disavanzo. Non sono
aggiuntivi; 421 milioni li dovremmo coprire comunque. Se questo
accordo non si fosse fatto, la differenza sarebbe stata non che non
avremmo fatto i tagli, che saremmo stati totalmente liberi nel
fine, come dice una tesi filosofica, ma non avremmo dovuto
rispondere ad alcuni tracciati di taglio. Mentre, invece, adesso i
tracciati dei tagli sono in parte declinati dai dodici punti
dell'accordo. Quindi, non c'è sommatoria. Non sono gli accordi del
governo Crocetta - qua mi preme dirlo -, perché gli accordi del
governo Crocetta, intanto prescindevano dall'ipotesi di
ripianamento, non erano correlati ad attività che la Regione
avrebbe dovuto, comunque, fare e, secondo, attenevano addirittura
tagli percentuali sull'intera spesa della Regione, il 3 per cento
dell'intera spesa corrente. Qui, invece, si tratta di interventi
che, certo, intervengono in modo significativo sui limitati margini
di spesa che ha il nostro bilancio ma che, comunque, danno un
percorso che - ripeto - non arriva neanche, alla fine dei nove
anni, a coprire l'intera somma dei 421 milioni di euro che,
comunque, bisognerà coprire con risorse che, certamente, come voi
ben conoscete, avendo approvato diversi bilanci non si trovano tra
le pieghe delle rubriche, così, a fiumi. Sarà un lavoro, comunque,
duro per il prossimo decennio quello di fare il bilancio. Quindi,
non invidio i miei successori e, come sovente accade, non invidio
me stesso nell'attività che ho l'onore di svolgere.
Con riguardo al tema, entriamo nel merito allora di questi non
richiamo gli accordi del 2014, del 2016, del 2017 e del 2018 perché
li conoscete e ne conoscete anche la portata e in alcuni casi
troverete alcune espressioni totalmente ripetute, cioè se guardate
l'accordo del 2016 ci sono pezzi interi che lo Stato ci ha
richiesto nuovamente nel 2021, quindi sostanzialmente alcune
richieste, pensiamo alle fasce - prima, seconda fascia -
esattamente identici.
(Intervento fuori microfono)
Cosa? Non c'è concorso per titoli ed esami. Certo sì, ma finisce
la terza fascia. C'era anche l'ipotesi che ci fosse l'esame
scritto, ci avevano chiesto. Gli esami possono essere anche orali,
non sono necessariamente scritti.
Comunque su questo avrò modo di
Vado veloce perché entriamo nel merito della questione.
La manovra complessiva ha come effetto, quindi quello di
riqualificare la spesa.
Si potrà realizzare una riqualificazione strutturale con
interventi orientati verso la razionalizzazione e la riduzione
delle uscite nel solco delle misure già intraprese dal governo
Musumeci, come peraltro avvenuto con i percorsi di concentrazione
già avviati tra Sicilia digitale, Società interporti di Sicilia e
Parco scientifico e tecnologico, oppure tra SAS e RESAIS che com'è
noto hanno già le assemblee convocate per il conferimento e, poi, a
seguito della chiusura di un contenzioso in Corte di Cassazione da
200 milioni di euro che ha RESAIS, che ha vinto già in primo e in
secondo grado, manca la pronuncia della Cassazione, giustamente gli
amministratori di SAS hanno detto prima di incorporarla vorremo
capire se questo contenzioso è chiuso positivamente perché,
altrimenti, importeremmo una possibile perdita da 200 milioni di
euro, ma confidiamo anche a seguito dei pareri che la
concentrazione sia positiva.
Oppure la prospettiva che questa Assemblea ha approvato di
realizzare finalmente il centro direzionale, liberando la Regione
da decine di milioni di affitti che vengono pagati a quella
gestione del fondo che mi ha visto, non solo in questa legislatura,
ma anche nelle due precedenti, quando rivestivo la stessa carica,
di essere fortemente critico verso quella soluzione del cosiddetto
fondo al quale ha aderito la Regione e che per lungo tempo è stato
il fondo più redditivo d'Europa. Questo la dice lunga su quanto
conveniente per la Regione è stato conferire i propri beni a quel
fondo, tanto da renderlo il più redditivo d'Europa. Si commenta da
solo
Dicevo: a questo punto cosa prevede questo accordo?
Dopodiché mi riservo qualche battuta poi in sede di replica,
perché probabilmente potrò essere più puntuale sulla base delle
sollecitazioni che vorrete offrire con i vostri interventi più che
auspicati.
C'è la parte riguardante appunto la riduzione dei fitti passivi.
Su questo già ci stiamo muovendo.
EAS ha lasciato i propri locali che pagava alla Regione spendendo
trecentomila euro l'anno e va verso IRFIS, oggi stesso è stato
definito già l'accordo per il trasferimento.
ESPI ed EMS hanno lasciato la storica sede dove si pagavano
quattrocento mila euro e vengono presso l'Assessorato. RESAIS è
andata presso SAS.
(Intervento fuori microfono)
No RESAIS. ESPI ed EMS sono insieme. A ranghi ridotti li abbiamo
ospitati in Assessorato e riducendo di quattrocento mila euro i
fitti.
Quindi, un percorso che c'è stato chiesto di rafforzare, ma che
abbiamo già oggettivamente intrapreso.
Sicilia digitale e ARIT lasceranno la sede dove sono in affitto e
pagano altri quattrocentomila euro annui e andranno presso il
centro direzionale di Brancaccio per il quale sono imminenti gli
appalti dove, finalmente, rimetteremo questo centro direzionale,
bellissimo, in movimento risparmiando in modo significativo
affitti.
Non sono cose chiaramente che cambiano come un centro direzionale
che ci farà risparmiare circa 20 milioni a Palermo quando lo
liberemo e sapete che già la commissione di aggiudicazione è molto
avanti nella scelta dell'aggiudicatario per la progettazione, però
quindi il percorso è intrapreso.
Questo per parlare di concentrazioni, per parlare appunto della
valorizzazione delle entrate, per parlare della riduzione della
spesa delle erogazioni passive, come dicevo pocanzi, per la
riduzione dell'indebitamento; abbiamo in tre anni ridotto circa 700
milioni di indebitamento, stiamo negoziando sui derivati dopo le
due sentenze della Cassazione che hanno completamente cambiato lo
scenario in favore degli enti pubblici, il che ci consentirà di
risparmiare in modo assai significativo e abbiamo, ripeto, circa
800 milioni negli ultimi tre anni. L'indebitamento è sceso
notevolmente.
Le semplificazioni amministrative. Abbiamo adottato la legge del
2019, la legge 7 del 2019 sulla semplificazione amministrativa, lo
dico da amministrativista e lo hanno detto alcuni miei colleghi,
una che è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea ed è quindi
patrimonio di tutti voi e di tutto il Parlamento e che è
riconosciuta come una tra le migliori leggi sulla semplificazione
delle Regioni italiane, prima perché ha i tempi di durata dei
procedimenti più brevi che ci sono in Italia, secondo perché ha gli
elementi di responsabilità degli amministratori più elevati
d'Italia e terzo perché prevede, per esempio, istituti che non
esistono nel resto del Paese, come per esempio il diritto di essere
auditi, che è stato introdotto dal legislatore siciliano.
La legge sulla digitalizzazione che abbiamo ormai imminente;
stamattina si è tenuta la I Commissione ed è pronta per l'Aula,
quindi, alcuni percorsi si stanno facendo. Questo accordo secondo
noi, certo in alcuni punti è molto stretto, abbiamo cercato di
contrastarlo, gli accordi come voi sapete, lo dice il Codice Civile
in materia di transazioni, sono patti di reciproca concessioni -
l'onorevole Cappello è anche avvocato e quindi lo sa bene,
l'onorevole Assenza è altro illustro avvocato presente in questa
Aula -, reciproche concessioni, evidentemente non c'è un accordo
dove uno delle due parti ha fatto l'accordo come voleva perché,
altrimenti, sarebbe un patto leonino, perché è un accordo dove solo
uno delle parti è soddisfatta e l'altro no.
Evidentemente non ci soddisfa in tutte le parti, in alcune parti
abbiamo dovuto accettare quello che ci diceva Roma, tenendo
presente che anche il Parlamento potrebbe rigettare questo accordo,
attenzione, non abbiamo vincolato il Parlamento, c'è solo un
meccanismo, laddove non venga accolto questo accordo o non venga
rispettato nel prosieguo, si decade dal beneficio del ripianamento
decennale e si torna al ripianamento triennale, quindi siamo liberi
di farlo, abbiamo una mannaia finanziaria, quindi costa
disattendere questo accordo.
Io devo sottolineare, avete visto tutti questa tabella con le
voci. Sono dodici punti che il Governo ci aveva chiesto di
quantificare in termini di riduzione punto per punto, cioè dovevamo
dire per ciascun anno quanto avremmo risparmiato. Io su questo mi
sono veramente messo di traverso, come il Ragioniere generale, lo
stesso Presidente che o ho informato passo per passo nel negoziato
perché, comprendete bene, che preordinare da qui al 2029, voce per
voce, quanto avremmo risparmiato era un esercizio o di
responsabilità o di fantasia perché, evidentemente, era impossibile
quantificare puntualmente. Allora, abbiamo preferito e devo che
dopo i primi ragionamenti si è acceduto a questa soluzione che, in
qualche modo, ci favorisce perché ci consente una flessibilità tra
le diverse voci, di non prevedere riduzioni perché qualcuno mi ha
detto: ma cosa avete previsto il 40 per cento in meno delle
locazioni passive? Il 40 per cento è relativo alla costituzione
dell'ultimo dato cioè del dato quantitativo annuale di riduzione
della spesa, per cui se la spesa quest'anno va ridotta di 40
milioni, di questi 40 milioni il 20 per cento dovrà essere
costituito dalle prime quattro voci, il 40 per cento dalle seconde
quattro voci, quindi 8 milioni, 16 milioni e 16 milioni,
sostanzialmente.
(Intervento fuori microfono)
No, no, ho avuto anche da più parti dubbi sull'applicabilità alle
singole voci del 40 per cento, tengo a precisarlo.
Abbiamo introdotto su nostra richiesta anche il tema della
franchigia, cioè c'è una franchigia del 10 per cento, per cui
laddove non si possa raggiungere quel taglio di spesa che, ripeto,
avremmo dovuto fare comunque per coprire i 400 milioni, solo che in
questo modo lo riqualifichiamo, si può ottenere una franchigia che
va recuperata l'anno successivo.
Parimenti se si eccede, come è possibile che avvenga i primi anni
dove le soglie sono più basse, se si eccede la soglia dei 40, 80 o
125 si potrà usufruirne l'anno prossimo, l'anno successivo con un
minore impegno finanziario.
Io vado alla conclusione, ripeto, e resto a disposizione qui per
ogni chiarimento ulteriore, c'è il vincolo del 28 febbraio per il
piano di rientro che dovremo presentare a Roma, ai sensi del punto
9225 dell'allegato 4/2 del decreto legislativo n. 118, c'è
l'impegno ad approvare l'esercizio provvisorio entro il 28
febbraio, c'è - e questo lo abbiamo preteso come regione -
l'impegno del Governo, il bilancio, scusate, ricordavo di
ricordarlo, si apprende sempre, anche quando si è approvato il
giorno prima l'esercizio provvisorio, quindi sarei anche smemorato,
il Governo s'impegna ad individuare le modalità di cooperazione
volte a supportare l'attività di contenimento e di collocazione
della spesa senza onere a carico della finanza pubblica, quindi con
un impegno del Governo ad essere proattivo nella collaborazione con
la Regione, nonché a definire il quadro complessivo degli accordi
che, non dimentichiamo, dal 2018 abbiamo posto a Roma.
Oggi mi chiedeva un giornalista: ma perché negli ultimi due
esercizi avete fatto ricorso all'esercizio provvisorio e in passato
la Regione, in un modo o in un altro, l'esercizio provvisorio si
presenta sempre come un incubo? Perché fino a quando non si
definisce il quadro finanziario corretto tra Stato e Regione, è
accaduto la scorsa legislatura, è accaduto nella legislatura prima,
si sta lì sempre con Roma a negoziare ed a trattare con accordi di
anno in anno e la frequenza dei sei accordi negli ultimi sette anni
la dice lunga sul fatto che si tratta di accordi quasi annuali.
Il dato qual è? Che bisogna, e questo è un impegno di un intero
Parlamento, a divenire e siamo l'ultima regione rimasta, su questo
io depositerò oltre diciotto note e deposito soprattutto l'ultima
nota che è stata inviata ieri al Vice Ministro Misiani con la quale
si chiede al Governo di definire nel più breve tempo possibile la
revisione delle norme di attuazione del 1965, non possiamo ancora,
sono quasi coetanee mie, io ho tre anni in più di queste norme
d'attuazione e, siccome non mi sento un fresco giovane,
assolutamente no, non credo che lo siano più queste norme che sono
state approvate quando, e lo dico agli onorevoli più giovani,
esisteva l'imposta generale sulle entrate, non esisteva neanche
l'Iva, non c'era una normativa europea sulla tassazione, quindi
sono norme che attengono al mesozoico, un altro mondo, e invece per
la Sicilia sono ancora in vigore.
Quindi noi chiediamo quello che hanno le altre regioni speciali,
una disciplina compiuta in materia finanziaria che lo Stato si è
impegnato e devo dire il Vice Ministro Misiani, al quale va il mio
ringraziamento per la lealtà e la correttezza con la quale ha
condotto questo negoziato, e devo dire che il Presidente del
Consiglio ha voluto in sede del Consiglio dei Ministri ribadire
l'assoluta lealtà istituzionale tra Regione e Stato, non c'è stata
nessun bypass di tipo politico o negoziati sotto banco, tutto molto
trasparente, leale, in alcuni casi duro, perché soprattutto sul
personale siamo stati durissimi, quando ci volevano impedire il
turnover per tutto, sia per il comparto che per la dirigenza,
abbiamo dovuto mediare e la mediazione è stata che almeno per il
comparto il turnover si potesse fare perché, ve lo dico, è assai
arduo governare senza avere la possibilità di avere un sostegno.
Qui ci sono tra di voi alcuni parlamentari che sono stati
assessori nella precedente legislatura e sanno quanto sia pesante e
difficile governare senza personale e dare risposte alla Sicilia
senza le strutture giovani, moderne, dinamiche che altre
Amministrazioni hanno potuto avere grazie al turnover, quindi il
turnover è essenziale. Io credo che, concludo davvero, poi
depositerò questa lettera al senatore Misiani proprio per dire si
riapre immediatamente il negoziato sull'autonomia finanziaria
complessiva che ha fatto dei passi avanti, abbiamo già le norme
concordate e definite, che si possa addivenire il prima possibile
ad un vero e proprio accordo.
Io penso che ci siano e riteniamo col Ragioniere generale, ne
abbiamo parlato a lungo soprattutto i primi due anni, attenzione ci
avevano chiesto 50 e 100 i primi due anni, cioè noi avremmo dovuto
tagliare nei primi due anni la metà di quanto si sarebbe dovuto
tagliare nei nove anni. Quindi, con una spinta gravitazionale
verso l'inizio e non verso la fine del periodo.
Siamo riusciti ad ottenere un'attenuazione con 40 e 80 e,
soprattutto, per i primi due anni, si può ottenere da alcuni voci
un apporto consistente, il che ci può orientare verso una
gradualità perché noi dobbiamo riqualificare la spesa con
gradualità e non con spinte troppo traumatiche che non gioverebbero
alla nostra Amministrazione.
Io credo che autonomia sia responsabilità.
Il titolo di un mio libro di qualche anno fa è proprio questo
L'Autonomia della responsabilità e la responsabilità
dell'autonomia . Sostanzialmente non ci può essere autonomia senza
responsabilità e, credo, che quello che ci viene chiesto sia quello
di gestire, in modo sempre più innovativo, attraverso riforme ed
attraverso passaggi qualificanti la nostra Autonomia.
Non a caso - ne do notizia al Parlamento e mi fa piacere - abbiamo
istituito una commissione per consegnare, entro la fine di marzo,
massimo i primi di aprile, una riforma della disciplina di
contabilità della Regione.
La nostra disciplina di contabilità, come anche la disciplina
sull'urbanistica, risalgono ai tempi del Presidente Mattarella,
sono state due leggi importantissime che hanno governato la Regione
ma, oggi, è necessario un intervento di riforma che renda la
disciplina coerente con le mutazioni profonde della nostra
Amministrazione.
Sono qui a disposizione per ogni replica alle questioni che
saranno poste.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Armao. Ieri, durante il dibattito,
io stessa avevo fatto delle domande anche intorno agli accordi
precedenti e, soprattutto, magari mi auguro di sentire, nel momento
delle repliche, qualche chiarimento, sugli effetti dei contenziosi
vinti - che lei conosce bene - a cui, in quel momento storico, si
rinunciò agli effetti.
Capire questi effetti a quando sono stati rimandati perché anche
quello è un tema molto interessante sul quale dobbiamo avere
chiarezza.
Magari, poi, nei momenti della replica - se potrà - avrei piacere
di sentire qualcosa a proposito dell'argomento.
PRESIDENTE. Si sono iscritti a parlare molti deputati. Sono tanti
interventi, vi prego di essere originali, non ripetitivi.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini che
ci seguono da casa, assessore Armao, ho ascoltato il suo intervento
che è iniziato con una citazione e voglio anch'io iniziare non con
una citazione ma con un proverbio siciliano, che, credo, calzi a
pennello con quella che è la situazione in cui ci troviamo: A
squagghiata da nivi, si vidinu i puttusa .
E mi creda, assessore, quella che è la sensazione che io ho in
questo momento è questa.
Noi abbiamo siglato un accordo Stato-Regione qualche giorno fa
che, ci viene detto da più parti, essere la salvezza della Sicilia.
Ed è chiaro che, nel momento in cui ci viene fatto questo
ragionamento, dobbiamo capire se da un lato ci è stato consentito
lo spalmamento' in dieci anni di quello che era il debito che
avevamo ma, al contempo, questa salvezza della Sicilia quanto ci
costerà negli anni.
E, sicuramente, non ci costerà poco assessore.
Perché vede, noi oggi siamo riusciti, o meglio ieri, ad approvare
l'esercizio provvisorio ma è necessario, per capire bene come sono
andate le cose, fare un passo indietro. E su questo, assessore, io
le chiedo delle risposte più certe, più puntuali.
Il Governo Musumeci ha già firmato e siglato un precedente
accordo, che è quello del 2018, accordo che prevedeva già per la
Regione Sicilia degli aspetti molto importanti, l'aggiornamento per
esempio e l'attuazione delle norme dello Statuto siciliano a che
punto siamo? Entro il 30 settembre del 2019 bisognava individuare
anche eventuali coperture finanziarie, e di questo non abbiamo
notizie, individuazione della modalità di attribuzione dell'imposta
di bollo alla Sicilia, al fine di garantire la neutralità
finanziaria, e di questo non abbiamo notizie; individuazione di
forme di fiscalità di vantaggio per l'insediamento di imprese in
Sicilia, anche questo era previsto nell'accordo del 2018 e non
abbiamo notizie; entro il 31 gennaio 2019 bisognava definire il
decreto ministeriale per l'attribuzione dell'iva alla regione
siciliana, c'erano poi previste delle altre cose il trasferimento
di 540milioni alla regione siciliana, cosa che è stata fatta da
parte dello Stato per città metropolitane e liberi consorzi, in
sintesi aggiorniamoci al 30 giugno 2020 ecco assessore, lei la
prima cosa che dovrebbe fare è darci un aggiornamento al 30 giugno
2020 di quello che è stato fatto, perché siamo a gennaio del 2021 e
su quattro, cinque punti fondamentali per la Sicilia, che
consentirebbero realmente alla Sicilia di risollevarsi e non di
vedersi ogni volta schiacciata e presentarsi a Roma con il piattino
in mano. Ecco, su questo lei ci deve dire a che punto siamo
sicuramente, perché è chiaro che nel momento in cui noi andiamo ad
analizzare solo l'ultimo accordo Stato-Regione, ci rendiamo conto
che abbiamo una visione è assolutamente parziale, e vede assessore
ha detto lei un aspetto che mi piace sottolineare, molte delle cose
contenute nell'attuale accordo Stato-Regione, era già presenti nel
2016, erano già presenti nel 2017, e allora assessore mi chiedo e
le chiedo: noi, in questi tre anni e più cosa abbiamo fatto? Cosa
abbiamo fatto, per esempio, per quanto riguarda la
razionalizzazione delle partecipazioni societarie, non sappiamo
neanche i bilanci di alcune di queste, per la chiusura delle
liquidazioni dove continuiamo a nominare trombati della politica,
commissari che poi alla fine non producono nulla.
Cosa abbiamo fatto per quanto riguarda la riduzione delle spese
delle locazioni passive, anche qui noi pensiamo al grande centro
direzionale, stiamo facendo il progetto, ma nel frattempo assessore
nel frattempo la Sicilia continua a morire, e noi non ce lo
possiamo permettere perché i siciliani non ci hanno chiesto questo,
non ci hanno chiesto di amministrare in questo modo.
La riduzione dei centri di costo e l'aggregazione delle commesse,
anche questo è un tema normato dal d.l. 50 su cui noi non abbiamo
fatto nulla, la mano destra in Sicilia non sa cosa fa la mano
sinistra assessore; la riduzione del numero complessivo dei
dirigenti e l'adeguamento del corrispettivo economico zero su zero,
contenuto nel 2016 nell'accordo Crocetta che noi abbiamo
contestato, per carità era capestro allora assessore ed è capestro
tutt'oggi e alla fine continuano a pagare solo ed esclusivamente i
siciliani.
La riduzione dell'indebitamento complessivo, anche qui nessuna
notizia, la riduzione dei trasferimenti e dei compensi agli organi
di amministrazione e controllo delle varie enti e delle varie
società anche qui assessore non abbiamo notizie, altre riduzioni
varie queste sono a fantasia, le possiamo decidere noi. Ma io mi
chiedo, veramente, assessore noi possiamo ritrovarci con questi
elementi tutti elencati in cui ci viene detto cosa dobbiamo fare,
come lo dobbiamo fare, e quando lo dobbiamo fare; questo assessore,
per quanto mi riguarda, io lo interpreto - mi creda, e sono
profondamente amareggiato di ciò - come un commissariamento della
Sicilia, perché questo è l'unico modo in cui si può definire
l'accordo Stato-Regione che noi oggi abbiamo siglato, entro il 28
febbraio dobbiamo approvare ovviamente il piano di rientro e quindi
la finanziaria, entro il 30 aprile di ogni anno trasmetteremo le
risultanze di queste che sono i compiti per casa che lo Stato ci ha
assegnato.
Ma assessore, se non è questo un commissariamento bello e buono,
io non ho veramente altre parole per definirlo, ci siamo ridotti a
far pagare a siciliani il dazio e a versare supinamente questo
dazio allo Stato, io non credo che la Sicilia meriti tutto ciò
assessore, e glielo dico francamente, e credo e mi aspetto che ci
sia un inversione di tendenza, perché se è vero che abbiamo
ottenuto il risultato dello spalmamento in dieci anni, ci siamo
veramente calati le braghe di fronte a tutto, e noi rispetto a
quelle che erano le esigenze e le prerogative previste non solo dal
nostro Statuto, ma anche da un accordo già in precedenza siglato,
non abbiamo fatto nulla.
E dell'accordo 2018, signor Assessore, non c'è alcun elemento o
citazione riportata nell'attuale Accordo. Ed è questo che mi lascia
profondamente perplesso. Perché dal 2018 ad oggi sono passati oltre
due anni e anche qui non abbiamo contezza di nulla. Siamo obbligati
a siglare questo accordo. Certo, signor Assessore, siamo obbligati
a siglare questo accordo perché ci siamo ritrovati con le spalle al
muro: o firmavamo e siglavamo questo accordo oppure non avevamo
altra scelta. E questo, signor Assessore, significa che noi non
abbiamo fatto i compiti per casa prima, non li abbiamo fatti ora e,
probabilmente, non li faremo mai. E noi, ripeto, non ce lo possiamo
permettere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
leggo il programma elettorale solitamente rappresenta il libro dei
sogni in cui vengono riportati obiettivi irraggiungibili. Oppure è
il libro degli interessi.
Questo, l'Assessore Armao lo ricorderà bene, è il programma delle
elezioni del 2017 presentato dal Presidente Musumeci che subito
dopo è andato a vincere. Probabilmente il programma di Musumeci non
intendeva essere né l'uno, né l'altro. perché il Presidente
Musumeci prima di sottoscrivere gli accordi che ha sottoscritto in
questi anni, ha disatteso gli impegni nei confronti dei cittadini,
prima che con lo Stato. Perché le dico questo? Perché sicuramente
ricorderà a pagina 10 di questo programma, il Presidente Musumeci
scriveva. La riforma del sistema delle partecipate e degli enti
strumentali, l'autority per la trasparenza, l'informatizzazione e
trasparenza dei servizi procedimentali, il Governo di fatto,
razionalizzazione, riforma della struttura amministrativa .
Tutti programmi che il Presidente Musumeci ha completamente
disatteso in tre anni di Governo. Nulla di tutto questo è stato
fatto. Lo abbiamo ripetuto. Sulle società partecipate 156 - 164
nell'ultimo gap - sono e 164 continuano ad essere oggi. nessuna
opera è stata messa in atto da questo Governo se non l'accorpamento
tra CRIAS e IRCAC che a distanza di due anni dell'approvazione
della legge ad oggi non è nemmeno attuata perché manca il Consiglio
di amministrazione che deve nominare - indovini chi? - il Governo
di questa Regione
Riforma della struttura amministrativa. Il Governo ancora dopo tre
anni promette al Governo nazionale di fare la riforma quando invece
poi si scopre - ieri ne ho girato copia all'Assessore Armao - che
c'è un ente tra questi, l'ESA, che porta nel CdA il passaggio dei
dipendenti non dirigenziali a dirigenziali giorno 21. Vorremmo
capire, abbiamo presentato una interrogazione, cosa ne pensa il
Presidente Musumeci e cosa vuole fare il nuovo Assessore per
l'agricoltura.
La riforma dei forestali. Nel programma di Musumeci c'era la
riforma dei forestali, 2017. Musumeci firma un Accordo con lo Stato
nel 2021, dicendo la riforma dei forestali. La credibilità di
questo Presidente si palesa perfettamente nel momento in cui si
prende il vecchio programma e l'Accordo che va a firmare con lo
Stato, ci si rende conto che nulla è se non il suo programma
elettorale. E la credibilità di un Presidente di Regione che a
distanza di tre anni non riesce a fare nulla di quello che aveva
promesso nei confronti dei siciliani, ne abbiamo oggi aperta
contezza.
Ma nel frattempo, aprendo gli Accordi che sono stati firmati in
questi anni, il Governo regionale ha ottenuto: lo spalmamento del
disavanzo in 10 anni anziché in tre così come previsto dal decreto
legislativo 118; una finanziaria totalmente riprogrammata con fondi
extra regionali; 780 milioni di minore contributo alla finanza
pubblica con il decreto legge 34 del maggio 2020, 13 milioni di
euro dal differimento delle rate dei mutui; 33 milioni di euro del
Fondo dei forestali trascinato fuori dal bilancio e trasferito nel
FSC; 38 milioni di euro che dopo 10 anni finalmente ritornano
nelle mani della Regione grazie al Governo centrale; 540 milioni di
euro destinate alle strade provinciali e alle scuole, accordo
Governo Conte 1 , cento milioni di euro di fondi FSC accordo Tria-
Musumeci Governo Conte 1 e poi potremmo così all'infinito,
Presidente, perché da una parte c'è la serietà di un Governo che
sta accordando una serie di cose nei confronti della Regione e
dall'altro c'è una Regione che, invece, non fa quello che prima di
tutto aveva promesso nei confronti dei siciliani e successivamente
adesso si impegna nei confronti dello Stato.
Veda, Presidente, il rischio è che Musumeci tra due anni verrà
ricordato dai siciliani per due cose, per la bellissima Ambelia sui
quali sta investendo milioni e milioni di euro e per il giardinetto
che si è realizzato davanti a Palazzo d'Orleàns, per il resto temo
che purtroppo i siciliani dovranno aspettare un nuovo Governo che
possa fare quello che lui stesso ha programmato.
Mi permetto di fare una precisazione, Presidente Foti, visto che
manca il Presidente Micciché, che probabilmente non so chi gliele
scrive le cose o se se le inventa lui ma secondo l'articolo 1,
comma 787, della legge 178 del 2020 questa Assemblea regionale non
può fare nulla se non l'assestamento previo la parifica della Corte
dei Conti, quindi, se prima la Corte dei Conti ci parifica il
rendiconto precedente non possiamo fare altro se non l'assestamento
e nulla che possa vedere la liberazione dell'avanzo e della spesa
per investimenti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il mio
intervento questa sera è finalizzato semplicemente a volere
riassumere e mettere anche con spunto di riflessione un lavoro che
questa amministrazione, che il Governo che mi ha vista impegnata in
questi tre anni, ha messo in campo, è ovvio, assessore Armao,
Presidente Musumeci, che questo accordo è stato necessario e si è
reso necessario per tutto quello che questo Governo ha ereditato.
Non sto qui a parlare dei tre accordi che sono stati stipulati
nella passata legislatura e che hanno penalizzato fortemente questa
terra, io vorrei richiamare semplicemente, lo ricordo, perché ero
qui e insieme a me tanti colleghi che oggi alcuni dei quali
rivestono il ruolo di assessore, nel 2016 durante la Finanziaria
l'assessore Baccei disse, rilasciò un'intervista dicendo che il
concorso alla finanza pubblica da parte della Sicilia era
penalizzante addirittura pari a, mi ricordo, disse che c'era un
buco di sette miliardi, mi pare, nel 2016 un buco di tre miliardi,
la colpa era dello Stato a causa degli accantonamenti imposti dalla
nostra Regione per il concorso al risanamento dei conti della
finanza pubblica perché lo Stato aveva agito, nel 2013 prelevò
novecento quindici milioni dalle casse della Regione, nel 2014 un
miliardo e centocinquanta milioni, ai quali si aggiunsero gli altri
duecento milioni dalle tasche dei siciliani per i famosi ottanta
euro di Renzi e ribadì lo stesso concetto nel 2015 prelevando un
miliardo e trecento milioni dalle casse della Sicilia, la somma fu
tre miliardi di buco, durante la Finanziaria del 2016 questo
miliardo, durante la notte della Finanziaria, se ricorderete, sparì
un miliardo di buco, il miliardo di buco da tre a due miliardi
sparì perché?
Non perché c'era stato un miracolo, perché ci fu il taglio lineare
sulla spesa corrente, quindi, oggi noi siamo arrivati a questo
accordo e il precedente accordo quello che poi ci ha consentito di
risanare il debito delle province ed evitare il dissesto delle
Città metropolitane e dei Liberi consorzi nasceva proprio come
rimedio ai danni causati di quell'accordo, quindi, dico la memoria
non la dobbiamo dimenticare però oggi questo accordo, assessore
Armao, mi lascia perplessa su una parte che penalizza tutto il
lavoro che in questi tre anni si è fatto, cioè io mi sono e mi
tocca da vicino ecco perché il mio intervento questa sera, quando
io mi sono insediata nella qualità di assessore alla funzione
pubblica abbiamo trovata una macchina elefantiaca e non solo non
era mai stato redatto il piano dei fabbisogni, avevamo solo un
questionario che ci dava il numero indicativo dei dipendenti e
quindi di tutti i dipendenti presenti ma non c'era un piano di
fabbisogno.
Tant'è che la legge del 2015 che aveva portato al pre-
pensionamento e che poi fu oggetto anche di riflessione ma anche di
argomento trattato dalla parifica della Corte dei conti.
Durante la parifica, proprio la Corte dei conti in sede di
parifica del rendiconto del 2017 - a pochi mesi dal mio
insediamento - osservava che i prepensionamenti messi in atto dalla
Regione non avevano comportato risparmi ma anzi avevano generato
disfunzioni amministrative, perdita anticipata di produttività,
disquilibri funzionali per aleatorietà delle cessazioni rispetto
alle esigenze amministrative.
Fin dal primo giorno, mi è sembrato fondamentale procedere,
intraprendere tutte quelle iniziative propedeutiche alla
riorganizzazione razionale della macchina amministrativa.
Non si sarebbe neanche potuto procedere alla riclassificazione del
personale a sbloccare le assunzioni e individuare le necessarie
risorse, senza mettere ordine e dotare l'Amministrazione di
strumenti propedeutici.
Abbiamo quindi concertato con lo Stato l'articolo 19 della legge
14/2019 che è stata approvata da questo Parlamento e che è stata
anche discussa in I Commissione e poi approvata, con un accordo con
lo Stato, la legge 714 che sbloccava le assunzioni rispetto al
precedente blocco, cosa prevedeva?
E' stato un percorso ordinato.
Si era dato seguito da un lato a quanto previsto dalla legge
Baccei' sul riordino delle strutture - ricordiamo le due direttive
del Presidente della Regione.
La prima riordino e quindi accorpamento di strutture, e la seconda
direttiva del 2020, che sta procedendo in questi giorni, iniziata
in questo mese, che prevede un'altra riduzione di strutture e
quindi un'altra riduzione di dirigenti.
Un processo virtuoso che ha portato all'approvazione del piano di
fabbisogni. Il piano di fabbisogni nasce da una collaborazione e
dall'adesione da parte della Regione siciliana ad un programma del
Ministero della funzione pubblica, pon governance, assistiti non
realizzati all'interno della Regione ma col Formez che ci ha
portato non solo a capire cosa?
Quali fossero le competenze quali-quantitative e successivamente
siamo riusciti a mettere in campo anche la mappatura dei processi.
Tutto questo cosa ha comportato? Ha comportato che potessimo
finalmente sbloccare le assunzioni e quindi il turn over, come?
Proprio con l'accordo con lo Stato 2019 il 75 per cento, 2020 l'80
per cento e poi il 100 per cento nel 2021.
Questo percorso virtuoso, da un lato la riduzione delle strutture,
la mappatura dei processi, il piano dei fabbisogni, la
reingegnerizzazione dei procedimenti amministrativi - non
dimentichiamo che c'è un piano di fabbisogno triennale che prevede
tutti questi strumenti che portano a quella riorganizzazione
dell'Amministrazione che mi dispiace siano contenuti nell'accordo
ma che già la Regione aveva messo in atto - compreso il lavoro
agile perché il lavoro agile è un istituto contemplato dal
contratto che abbiamo attuato durante la pandemia, mettendo 4800
dipendenti a lavorare da remoto.
Che cosa oggi quell'accordo invece cancella? Cancella la
possibilità di utilizzare tutte le risorse assunzionali che noi
avevamo messo a disposizione per il turnover.
Significa che, nel rispetto della finanza pubblica e delle norme
nazionali e in accordo - quello che diventa difficile oggi
accettare è proprio questo - perché ritengo che il Governo
nazionale in contraddizione con quanto ci aveva concesso e con
quanto aveva pattuito con la Regione siciliana ha voluto
penalizzare la Regione.
Mentre oggi in tutta Italia si assume, mentre in tutta Italia si
possono assumere, si fanno bandi e si faranno i concorsi dove i
Ministeri che pure l'Unione europea con il Recovery found impone
una serie di misure di razionalizzazione, di riforma della pubblica
amministrazione continua a bandire concorsi, a noi c'è stato
imposto di non utilizzare le risorse assunzionali dei dipendenti
che sono andati in pensione con il contratto 1, perché quella
spesa, quelle risorse, quel risparmio delle risorse assunzionali va
ad avere refluenze sul bilancio regionale. Mentre noi nella legge
n. 14 del 2019 avevamo previsto che il calcolo delle risorse
assunzionali si facesse non sui prepensionamenti ma sui
pensionamenti ordinari, perché sui prepensionamenti avevamo
osservato quanto era stato disposto dal precedente Governo per il
contenimento della spesa in virtù dell'accordo.
Per cui il prepensionamento non veniva toccato, le risorse
assunzionali
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, la prego di concludere.
GRASSO. .si faceva riferimento alle risorse assunzionali con i
pensionamenti ordinari. Tutto questo viene meno, e tutto questo
sicuramente io pongo una riflessione di riaprire, ove possibile,
senza fare venire meno l'accordo ma in virtù un tavolo perché in un
momento in cui la Pubblica amministrazione ha necessità ed urgenza
di avere linfa nuova, nuove figure, che fra l'altro sono state
individuate con la mappatura - ripeto - dei processi e con il piano
dei fabbisogni redatto proprio, individuato, i profili
professionali per la prima volta. Noi non possiamo togliere la
speranza a tanti giovani siciliani, ai giovani, ai ragazzi, alle
persone laureate, a chiunque possa accedere alla Pubblica
amministrazione oggi dopo aver intrapreso un percorso virtuoso, di
reingegnerizzazione, di mappatura dei processi, tutto dico voglio
dire un processo, un percorso virtuoso. Noi oggi poniamo fine
necessariamente al turnover con le nuove assunzioni, perché
possiamo sicuramente fare la riclassificazione o il nuovo
ordinamento professionale, non della misura non superiore al 30%
con i risparmi che si hanno dal contratto ma anche qui si dice che
ci impongono la riduzione degli accessori per quanto riguarda il
contratto della dirigenza.
Ricordiamo che la riduzione degli accessori, noi già siamo nei
limiti previsti dallo Stato, cioè quelli del decreto legislativo
dell'articolo 2, mi pare, del decreto legislativo n. 165, non
ricordo bene quale è. Quindi siamo perfettamente in linea con lo
Stato, non è dato capire le ragioni per cui ci impongono misure che
noi già abbiamo adottato per impedirci di effettuare il turnover.
Su questo, Assessore, io pongo una riflessione e mi rendo conto che
il momento era quello di accettare un accordo però, ove possibile
riaprire un tavolo su questo argomento, io vi prego di farlo
perché, onestamente, non possiamo penalizzare oggi il turnover, non
possiamo penalizzare oggi un'amministrazione che per dare, per
rendere servizi ai cittadini, ha necessariamente bisogno di nuovo
profili professionali che sono stati individuati con un percorso
virtuoso.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, io la ringrazio di questo
approfondimento. Era uno dei temi che mi lasciava perplessa e che
lasciava perplessi tanti colleghi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, lei
ha iniziato con delle citazioni storiche anche di ex parlamentari,
oltre che di storici che hanno, in qualche modo, dato una corteccia
intellettuale alle ragioni dell'autonomia ed all'attuazione
dell'autonomia. Per portarci questo accordo a suggello tra lo Stato
e la Regione.
Intanto voglio fare una considerazione, questo è un accordo che
non porta o non trasferisce un euro alla Regione, perché di fatto
stiamo parlando di una minestra che ci somministriamo da soli
perché il debito è nostro, il risanamento del debito è un problema
del bilancio della Regione siciliana, quindi non c'è un
trasferimento dello Stato per pagare il debito, c'è soltanto la
spalmatura di questo debito in dieci anni, cioè ci consente di
avere minori accantonamenti per il debito prodotto che, anche
questo, è un debito figlio non di una gestione ordinaria ma è
figlio anche dell'introduzione del 118 che ha trasformato i residui
attivi in debito, quando si è avviata la pulizia del bilancio
quindi con l'accordo di cui parlava lei. Quello del Governo
Crocetta, c'entra poco perché il 118 è effetto di quell'accordo e
da allora abbiamo, in qualche modo, scoperto, se c'era bisogno di
scoprirlo, che la Regione Siciliana aveva un debito nascosto, ma lo
sapevamo, di oltre sette miliardi.
Fatta questa premessa mi sarei aspettato, perché lei è stato ex
assessore nel Governo Lombardo, è stato pure un avvocato che ha
fatto atti nei confronti del precedente Governo, addirittura
diffide a nome di movimenti indipendentisti siciliani etc
contestando al Governo di allora che la ragione per la quale la
Sicilia avrebbe dovuto alzare la voce nei confronti dello Stato
era, innanzitutto, quella di rivendicare il diritto ad avere le
accise sui prodotti petroliferi che lei stesso, in una nota, in
un'intervista ha quantificato in due miliardi e ottocento milioni
che la Regione avrebbe dovuto rivendicare e non ha mai rivendicato.
Ci saremmo aspettati, dopo tre anni e qualcosa, che tutti questi
accordi avrebbero, quantomeno, portato a casa quella che è stata
una sua rivendicazione nel tempo. Mi pare che quest'accordo, non
solo non da un euro al bilancio della Regione ma, sostanzialmente,
lei questo accordo lo ha voluto per fare che cosa? Per spostare i
480 milioni che avremmo dovuto accantonare nel 2021, voleva farlo
già nel 2020, e spostarle tra dieci anni, in maniera tale da avere,
oltre al minore impatto del debito con la spalmatura in dieci anni,
la rata del 2021 che gli consente di fare il bilancio di
quest'anno. Perché poi, tutta questa storia edulcorata nasconde un
dato di realtà.
Grazie ai 480 milioni che non pagheremo quest'anno, no non
pagheremo, non accantoneremo quest'anno, lei potrà fare il bilancio
2021 e, in parte, quello del 2022. Diciamola così, questo è un
accordo che vi consente di arrivare alla conclusione della
legislatura senza particolari drammi. Ed è questa la ragione per
cui avete fatto l'accordo. Ma questo accordo - ha ragione la
collega Grasso e così come ha ragione e ha fatto bene il collega
Sunseri - è la conferma del fallimento, perché vede gran parte
delle misure che sono qui contenute sono figlie di una
inaffidabilità che questa Regione continua a mostrare sulla sua
capacità di risanare il bilancio non per mettersi da parte i soldi
ma per spostare le risorse dalla spesa corrente e consolidata a
spesa per investimenti in grado di aiutare le imprese, mettere in
moto l'economia.
Proprio in questa direzione, la Sicilia, purtroppo, ha fallito e
ha fallito perché le cosiddette riforme che erano state annunciate
con prosopopea da innovatori de noi altri', non sono fallite, non
ci sono state. Anzi, alcune via, via, nel tempo si stanno facendo.
Ne cito una. C'è la citazione qui che bisogna fare la riforma dei
consorzi di bonifica. Il Governo, da un lato ha presentato un testo
che porta da 2 a 5 i consorzi di bonifica che non mi pare una
politica di risparmio, contemporaneamente, nelle settimane scorse,
ha fatto una promozione di 40 dirigenti ai consorzi di bonifica
quando ce n'erano 8. Mi pare che il costo complessivo sarà un saldo
negativo del bilancio dei consorzi di bonifica e, quindi, della
Regione e della tariffa che pagheranno gli agricoltori.
Così come quello dell'ESA che citava il collega Sunseri. Una
vecchia querelle, l'aspirazione a diventare dirigenti da parte di
tanti funzionari dell'ESA è una vicenda che dura da almeno 15 anni.
Sembra che qualcuno gli ha promesso che adesso arriverà in porto. E
potrei continuare, il turn-over dei consorzi di bonifica, il turn-
over dei forestali.
Noi abbiamo affrontato la questione, abbiamo comunicato le riforme
con la possibilità di fare nuove assunzioni, cioè nuova spesa.
Questo è il fallimento del vostro Governo. Perché non avete avuto
il coraggio di affrontare i nodi del riordino della macchina
amministrativa nella sua interezza e invece avete pensato di
promettere tutto a tutti non riuscendo neanche a garantire se non a
qualcuno e a qualche amico.
Risultato? Risultato che questo accordo è un accordo - lei lo ha
definito capestro quello di qualche anno fa - questo non è meno
capestro, ma per una ragione. Perché questo da un colpo definitivo
a un'aspirazione legittima da parte della macchina regionale che si
trova ad avere una condizione di invecchiamento che si è
determinato nel corso degli anni; siamo l'amministrazione pubblica
col più alto tasso di media età di persone in attività e quindi c'è
un'aspirazione da parte di tante persone a poter concludere la
propria carriera in una condizione di status migliore di quello
attuale.
Penso alla vicenda della riforma della dirigenza che con questo
accordo, sostanzialmente, non solo rende complicatissima la
procedura di unificare in un'area unica la dirigenza, ma
addirittura ne prevede ulteriori, diciamo, tagli che renderanno
impossibile non solo il riordino amministrativo, ma il riordino
delle funzioni in una
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vada verso la conclusione.
CRACOLICI. Lo dico tutto questo perché dobbiamo avere contezza che
quando si fa solo propaganda poi i nodi vengono al pettine.
Voi non avete fatto quello che vi consentiva in questi tre anni di
avere le cosiddette carte in regola di cui il Presidente Mattarella
parlò in quest'Aula, molti, molti anni fa.
Le carte in regola.
La Sicilia oggi è considerata una regione inaffidabile, guardate,
non per il Governo che sta a Roma.
Qualunque Governo che starà a Roma avrà sempre un problema anche
nel negoziare soluzioni positive per la Sicilia perché le strutture
ministeriali a partire dal MEF e dalla struttura burocratica del
MEF quando affrontano il caso Sicilia pensano che la Sicilia è solo
una terra di furbi e furbetti.
Non è un caso, e finisco, che questo è il primo accordo, lo diceva
il collega che ha parlato per primo parlava di commissariamento, di
fatto ci somiglia. Perché quando la Regione viene sottoposta ad un
monitoraggio annuale e con certificazioni da produrre anno per
anno, il Governo è riuscito ad ottenere un bonus per i primi due
anni, quaranta e ottanta, che sostanzialmente non ha effetti
particolarmente pesanti ma sulle norme sì, sull'ordinamentale sì,
perché si è liberato dell'effetto dei primi due anni, poi dal 2023
chi vivrà, vedrà. Questo è un accordo che Armao e Musumeci, più
Armao che Musumeci ha voluto per arrivare sereno a fine
legislatura. Poi chi arriverà dopo di lui, saranno cavoli di chi
arriverà dopo di lui.
Ecco il senso negativo di questo accordo.
È un accordo della sopravvivenza di un Governo che ha fallito in
questi tre anni e che si appresta a galleggiare per i prossimi due
anni.
Mi pare che la bocciatura vera che non arriva solo dal Governo
nazionale, ma da voi stessi che non siete stati capaci di fare una
sola delle riforme che da più tempo si sono citate - riordino delle
partecipate e bla bla bla - e che fino ad oggi avete fatto
chiacchiere, come dicevo una volta, chiacchere e distintivo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sulla casella di
posta istituzionale di ognuno di voi troverete un documento di
approfondimento preparato dagli Uffici dell'Assemblea.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, l'accordo che è stato sottoscritto dal Governo regionale
qualche giorno fa a Roma sancisce il fallimento del Presidente
Musumeci e di questo Governo di sovranisti e sono convinto che non
si riuscirà a fare nulla, questo Governo non riuscirà ad attuare
nulla di quanto scritto all'interno dell'accordo.
E allora, cari colleghi e cittadini, cosa dovrà fare il prossimo
Governo regionale? Beh, dovrà seguire tre parole fondamentali che
sono verità, sostenibilità e digitalizzazione. La prima cosa da
fare è un'operazione verità sugli immobili, Presidente. Non
sappiamo ad oggi quali sia il costo delle locazioni e delle sub
locazioni fatte dalla Regione. Non conosciamo nulla e non
conosciamo nemmeno il nostro patrimonio immobiliare e vedete negli
anni sono stati fatti censimenti, milionari, password perdute, e ad
oggi sugli immobili la Regione non ha piena contezza e allora
bisogna fare li un'operazione verità e la soluzione Presidente non
può essere la realizzazione del mega centro direzionale, è
anacronistica come soluzione, e lì Presidente bisogna agire con la
digitalizzazione perché finalmente si deve fare questo famoso
censimento. Io voglio sapere quanto spendiamo in termini di affitto
e quali sono gli immobili della Regione e quindi il dato che è
stato riportato dal Governo regionale che cercherà di ridurre la
spesa del 20 per cento anzi del 40 per cento, e tra la voce c'è
pure gli immobili, quella voce non si riuscirà ad attuare
Presidente.
La stessa cosa bisogna fare un'operazione verità con le
partecipate e gli enti. Noi spendiamo circa due miliardi, abbiamo
speso due miliardi di euro negli ultimi cinque anni nella gestione
delle partecipate e degli enti, due miliardi di euro circa e
guardate la Corte dei Conti ci dice che le partecipate della
Regione siciliana nell'ultima parifica sono geneticamente prive di
sostenibilità, anche qui ritorna il termine sostenibilità.
E veda, Presidente, ci sono alcune partecipate, al di là di quello
che ha detto l'Assessore che stiamo provando ad accorparne alcune,
lo si sta iniziando adesso ma sarà un percorso che questo Governo
regionale non riuscirà a completare, ne sono più che convinto, ci
sono partecipate che sono in liquidazione da più di vent'anni, da
più di vent''anni Presidente e sa perché Perché poi tutti i
Governi regionali, compreso questo Assessore all'economia dice che
ci sono delle partecipate, e lo ripete nel tempo, qualcuno ha
ricordato che questo Assessore all'economia è stato pure Assessore
del Governo Lombardo.
Ci sono alcune partecipate che sono in liquidazione da anni e che,
si dice, si vogliono liquidare ma a parole Presidente, perché poi
di fatto quelle partecipate in liquidazione hanno tantissimi
contenziosi e ritorna il tema del digitale Presidente, questa
Regione, questo Governo regionale non ha una banca dati sui
contenziosi, e ce lo ha chiesto la Corte dei Conti. Non abbiamo una
banca dati per cercare di risolvere i contenziosi. Non ce
l'abbiamo. E quindi verità, sostenibilità e digitalizzazione.
Per non parlare, Presidente, dei costi per quanto riguarda anche
il personale e la gestione del personale. Vedete si è parlato di
lavoro agile. E effettivamente la nostra Regione appena è arrivata
questa pandemia ha messo la maggior parte dei lavoratori in smart
working, addirittura se ne è pure vantato, salvo poi il Presidente
Musumeci dire che i dipendenti mentre erano in smart working si
grattano la pancia, la maggior parte dei dipendenti si gratta la
pancia. E allora poi sono subito corsi, hanno subito richiamato i
dipendenti al lavoro, quindi dallo smart working si è passati
nuovamente in presenza, salvo poi nuovamente, infine, dare un
premio ai funzionari di circa sette milioni e passa di euro.
E allora, Presidente, colleghi da qui emerge l'enorme
contraddizioni, anche lì bisogna fare un'operazione verità sui
costi, sulla gestione del personale, bisogna ottimizzare la
gestione del personale, con lo smart working, con il lavoro agile
fatto in maniere corretta e anche qui verità, sostenibilità e
digitalizzazione.
E poi, Presidente, mi permetta di dire un'ultima cosa, dobbiamo
riflettere pure dei costi della politica regionale, dei costi dei
deputati e degli ex deputati. Anche qui dobbiamo fare un'operazione
verità perché io, Presidente, è da tempo, è da mesi che chiedo se
il Presidente Musumeci, in piena pandemia, si è aumentato la
pensione e la buonuscita e anche qui bisognerà fare un'operazione
verità nei confronti dei cittadini e anche lì i deputati della
Regione siciliana e gli ex deputati della Regione Siciliana devono
diventare sostenibili, il loro costo deve essere sostenibile e per
fare ciò, anche lì, la digitalizzazione. Cerchiamo di rendere il
Palazzo sempre più trasparente, Presidente, perché vede Presidente
questo Governo ha fallito, il Presidente Musumeci ha fallito ma chi
verrà per costruire una Sicilia migliore dovrà portare avanti
questi tre valori che sono la verità, la sostenibilità e la
digitalizzazione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà. A seguire gli onorevoli Di Caro, Tancredi, Dipasquale,
Cappello, Pagana, Lentini e Aricò.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, parto da un
dato politico che è un dato di fatto, il Governo Conte ha salvato
la Sicilia, ha concesso lo spalmamento del debito per dieci anni e
quindi eviteremo una situazione economica veramente disastrosa e
pesante che altrimenti la Sicilia avrebbe affrontato.
In questi mesi abbiamo assistito a continue passerelle del
Presidente Musumeci che non ha perso occasione per attaccare Conte
che mi preme sottolineare che proprio oggi ha ricevuto la fiducia
anche del Senato, ieri della Camera. L'ha attaccato ingiustamente
ed in maniera pretestuosa quando invece avrebbe dovuto ringraziarlo
per quello che il governo nazionale ha fatto per noi.
E invece che cosa ha fatto questo Presidente della Regione? Ha
fatto sì che intanto stiamo discutendo qua di questo fuori tempo,
mi sembra quasi uno sfogatoio perché alla fine noi avremmo dovuto
parlare di questo prima dell'accordo per poter anche intervenire,
per poter dare un parere anche democratico su questo accordo ma non
è avvenuto e, del resto, il Presidente della Regione ha agito nella
stessa maniera per tutto quello che ha fatto fino ad oggi e un dato
che voglio ricordare è quello dell'ultima conferenza stampa a cui
ho assistito, che si è svolta a Catania, cioè il Presidente ha
detto praticamente che in questa terra pirandelliana c'è cu a voli
cotta e cu a voli crura cioè questa è la sua ricetta per uscire
dalla pandemia, se guardate la registrazione lo potrete ascoltare
anche voi, in pratica oscilla tra fatalismo, scetticismo e luoghi
comuni e, per sì e per no, dichiara rossa tutta la Sicilia, senza
valutare il caso per caso e senza soprattutto penalizzare tutti
coloro che non si sono comportati bene e che effettivamente hanno
superato gli indici dei dati epidemiologici e invece, diciamo,
premiare tutti coloro che sono riusciti, soprattutto i sindaci, a
contenere l'emergenza in questi mesi difficili. Tant'è che proprio
ieri nove sindaci della mia provincia, quindi nove sindaci su
dodici, hanno scritto una lettera al Presidente chiedendo appunto
conto e ragione di questi dati, del perché la provincia di Ragusa,
che non ne aveva bisogno, si ritrova in zona rossa, con dei dati
tra l'altro particolari perché noi abbiamo anche il Comune di
Vittoria, per esempio, che era appena uscito da una zona rossa
particolare per entrare in una zona rossa regionale, un Comune
commissariato che vedrà rinviate ulteriormente le elezioni.
Un altro fatto allarmante è che, proprio ieri sera, prima che si
chiudesse l'Aula, il Presidente Miccichè ha detto che non si può
approvare nessuna legge che abbia impegni economici fino
all'approvazione della legge di stabilità.
Praticamente noi in questi messi abbiamo lavorato al ddl n. 893,
pensando a dare un minimo di ristoro, soprattutto col fondo che
doveva sostenere le imprese economiche nei comuni che erano stati
dichiarati zona rossa e fino ad ora, quindi, abbiamo scherzato.
Questa legge non esiste più Dovremo aspettare la prossima legge
di stabilità che non sarà il 28 febbraio perché io posso benissimo
dire che le cose sono andate esattamente alla stessa maniera.
Quindi, noi abbiamo una data incerta per dare un sostegno
economico ai comuni in zona rossa e non solo. Dentro il ddl n. 893
c'erano anche tante altre cose importantissime.
C'erano, per esempio, i soldi per l'aeroporto di Comiso, avevamo
parlato con la CNA, col collega Dipasquale avevamo fatto una
riunione e c'erano anche i colleghi Assenza e Ragusa. Ma che cosa
dobbiamo andare a raccontare noi a tutte queste persone? Che cosa
diciamo? Che abbiamo scherzato finora, che questo disegno di legge
non esiste più e che si dovrà aspettare forse a ridosso dell'estate
per avere un minimo di sostegno economico? Sicuramente non lo
dovremo fare noi questo, sicuramente ci dovrà pensare il Presidente
della Regione.
Io vorrei citare Oliviero Di Liberto quando diceva il popolo ci
inseguirà con i forconi . Ci finirà così, ci inseguiranno con i
forconi
Io vi ricordo che, sempre a Vittoria, era stato promesso un
prestito per l'autoporto, anche questo cancellato. Quindi, tutti i
ristori economici che i Siciliani si aspettavano saranno slittati a
data da destinarsi, a ridosso dell'estate.
Io ho finito, era giusto per chiarire la situazione disastrosa in
cui questo Governo ha ridotto la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, colleghi, visto che lei ha invitato i
colleghi a non essere ripetitivi, cercherò di fare un intervento
stretto e non ridondante, se mi è possibile.
PRESIDENTE. Apportando nuovi elementi chiaramente
DI CARO. Certo, vediamo se ci riusciamo.
L'assessore Armao poco fa, il Vicepresidente della Regione, faceva
degli appunti in merito a delle critiche legate ai tempi con i
quali questo accordo è stato sottoscritto. I tempi che riguardano
ovviamente la Regione.
E questo è stato già detto ieri, quindi saltiamo questo argomento.
Magari, ci ritorniamo brevemente dopo.
Assessore, oltre ai tempi, quello che ci dà davvero fastidio sono
stati i modi con i quali questo accordo è stato sottoscritto. I
modi sono quelli che hanno visto i deputati di quest'Assemblea
totalmente esautorati da qualsiasi cosa.
Noi non siamo stati coinvolti minimamente nei processi decisionali
legati a questo accordo, tranne questa sera in cui ci si ratifica
il termine ed i termini di questo accordo.
Quindi, tutto l'arco temporale dal 27 dicembre 2019 che ha
riguardato la pubblicazione del Decreto legislativo n. 158 del 2019
fino ad ora, lasciamolo perdere. Si poteva utilizzare questo anno
per coinvolgere i sindacati, i decisori principali coinvolti
nell'accordo, i deputati che rappresentano i Siciliani, non si è
fatto.
Va male. L'assessore Armao ha parlato anche di eliminazione di
fitti passivi. Diceva bene il collega Di Paola poco fa, come
facciamo, assessore Armao, ad eliminare i fitti passivi se non
conosciamo il patrimonio immobiliare della Regione siciliana? Come
facciamo? Come facciamo a finanziare il Centro direzionale, con
quali fondi? Con quali finanziamenti? Con il finanziamento tramite
terzi impegniamo, ulteriormente, per altri vent'anni, trent'anni,
la Regione siciliana a contribuire, nuovamente, quindi, contrarietà
assoluta al Centro direzionale.
Il Governo, oggi, doveva venire qua non leggendo i termini
dell'accordo, che li conosciamo bene già, doveva venire qua
declinando, punto per punto, ogni impegno che ha preso col Governo
centrale, calendario alla mano doveva dirci entro il mese tot
faremo questo, entro il mese x faremo quest'altro, alla fine della
legislatura lasceremo, a chi avrà l'onore e l'onere di governare
questa regione x risultati, ma siccome qua stasera stiamo giocando
a tressette col morto', perché io ricordo che il mazziere
principale che ha sottoscritto questo accordo, questa sera è
assente; quindi, Presidente, l'ennesimo atto di vilipendio alla
ragione di quest'Aula, la prima volta quando il Presidente doveva
sottoscrivere l'accordo che ha poi ratificato, quindi non l'ha
praticamente notificato a quest'Aula, la seconda volta quando è
assente nel momento in cui si deve discutere dell'accordo già
ratificato.
Io ho più volte chiesto, l'ho ripetuto ieri e lo ripeto stasera,
l'istituzione di una Commissione che controlli singolarmente il
percorso di questo accordo, c'è un ordine del giorno già votato e
approvato dal Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana,
aspettiamo che si istituisca questa Commissione, e che si metta a
lavoro, seriamente, perché questa volta rischiamo di vendere ai
siciliani l'ennesimo fuoco fatuo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro. Poi, magari, l'assessore
Armao, nella sua replica, ci potrà dire se ha in mente un
cronoprogramma, io immagino che entro il 2029 si faranno queste
riforme.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
parliamo dell'Accordo: sono passati 130 anni dall'unità d'Italia ma
credo che potrebbe essere tranquillamente utilizzata la famosa
frase di Carlo Bombrini: I meridionali non dovranno più
intraprendere ; questo accordo potrebbe essere chiamato in
maniera, forse un po' più come dire, terra terra, siete brutti,
sporchi, cattivi e dobbiamo impedirvi di intraprendere qualsiasi
cosa , ma non solo a voi politici, a tutti i siciliani, questo
poteva essere l'incipit dell'accordo, perché se c'è una sola cosa
che io condivido di tanti interventi che sono passati qui dallo
scranno, che è una sorta di commissariamento, ma anche un ricatto,
una diminutio delle peculiarità di questa Assemblea di decidere, ma
decidere sulla base di che cosa? Perché spesso e volentieri si
perde di vista il motivo dal quale scaturisce tutto questo. Io di
lavoro faccio l'istruttore di palestra, ho un master in osteopatia,
e in osteopatia si cerca sempre, quando c'è un danno, la causa
primaria, la causa primaria è quella che poi determina una serie di
patologie, e qual è la causa primaria delle problematiche
economiche di questa regione, al netto di tutte quelle che sono le
leggende contro la Sicilia e in generale contro il Sud? Il fatto
che noi siamo spendaccioni, non abbiamo credibilità, non siamo
capaci di fare, non siamo capaci di essere parchi, non siamo capaci
di razionalizzare.
In questo, debbo dire che i colleghi del PD, della scorsa
legislatura, che hanno governato per cinque anni, che adesso,
giustamente, dall'opposizione vengono qui a manifestare il loro
sdegno, giustamente, nemmeno loro si sono resi conto di essere
stati presi a calci dal loro Governo nazionale, precedentemente.
Perché dico questo? Perché c'è un momento preciso nel quale questa
Regione passa da un avanzo primario forfettario, di vari residui
attivi che erano presenti nel bilancio, perché voglio ricordare che
il decreto legislativo 118 entra in vigore nel 2011, noi lo
applichiamo nel 2015.
Io ricordo perfettamente le prime finanziarie, ero un deputato
appena eletto, fui catapultato in Commissione Bilancio e c'era
una folla immensa di deputati là dentro, forse tutti 90, nella
scorsa legislatura, perché le risorse da distribuire erano
veramente tante. E in quella sede, quelli che partecipavano a
questa distribuzione, la famosa Tabella H era un esempio vilipeso
da tutti.
Nella scorsa legislatura c'era l'altra parte, noi che eravamo del
Movimento non abbiamo mai partecipato a questo tipo di discussione.
E questo lo rivendico con orgoglio, sebbene io sia da un'altra
parte, politicamente parlando.
Il punto qual è? Che noi il 10 agosto del 2015, con la delibera n.
204, abbiamo cancellato oltre 6 miliardi e 800 milioni di residui.
La ripulitura complessiva di quel bilancio ammonta ad oltre 10
miliardi e 800 milioni che hanno fatto precipitare la Regione in un
disavanzo, disavanzo non debito, perché il disavanzo è una cosa
diversa dal debito. Perché questi soldi noi, tecnicamente, non li
diamo a nessuno ma li stiamo sottraendo ai siciliani. Perché li
stiamo sottraendo ai siciliani? Io sollecito l'onorevole Fava che
forse tra le tante cose che potrebbe fare, potrebbe anche andare a
fare una disanima di tutte quelle partite finanziarie che sono
state cancellate e delle quali non si sa a chi li abbiamo
cancellate, di pubblico e di privato. C'è anche qualche privato che
ha usufruito di quella cancellazione di residui, sarebbe
interessante capire come e a chi è stato fatto qualche bel regalo.
Ma di contro, non possiamo nasconderci da un fatto che è
inoppugnabile: i debiti tra Istituzioni non sono cancellabili.
Perché sono stati cancellati? E lì vi racconto un aneddoto. Perché
io all'epoca feci un accesso agli atti e il dirigente generale
Bologna mi rispose che, purtroppo, non aveva potuto riscrivere
quelle somme di cui io gli avevo chiesto conto perché dallo Stato
non era venuta nessuna conferma che fosse un debito certo ed
esigibile, e, quindi, a quel punto andava cancellato,
correttamente.
Quindi, fra cancellazione e re-imputazioni noi siamo diventati
quella che tecnicamente potrebbe essere considerata una Regione
canaglia. Perché a quel punto diventiamo veramente una Regione in
dissesto presunto. Ora, vorrei capire, come sia possibile essere in
grado di far funzionare una Regione quando, già normalmente, noi
siamo con l'acqua alla gola.
E' vero, ci sono cose da sistemare, ci sono delle riforme da fare,
c'è un sistema amministrativo da svecchiare. Sono curioso di capire
come lo svecchieremo se abbiamo il blocco del turnover. Questo è
molto interessante, perché questa è una cosa che io non riesco a
capire, perché se il dottore Cartabellotta che è il dirigente più
giovane ha 57 anni - a quanto mi risulta - voglio capire quando
fra due anni, 580 dirigenti andranno in pensione, chi li
sostituirà? Magari saremo costretti, nella prossima legislatura, ad
andare all'esterno e poi magari diranno: Caspita, esternalizzate
pure i servizi all'esterno e diventeremo regione canaglia per
questo, nessuna visione di prospettiva
Ma la cosa che a me personalmente fa molto male, veramente molto
male, io sto vedendo due governi differenti quello della scorsa
legislatura e questa e qui vedo sempre il famoso gioco delle parti:
chi era prima dall'altra parte, ovviamente faceva l'opposizione,
adesso è esattamente il contrario ma le parole sono identiche, le
medesime e l'atteggiamento è lo stesso.
Il punto è un altro e ritorno al ragionamento principale
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, concluda.
TANCREDI. Concludo con la proposta che è una soltanto, siccome è
dal 1965 - io non ero ancora nato - che ci sono le norme di
attuazione, e noi come Gruppo Attiva Sicilia abbiamo presentato un
ordine del giorno che chiede una sola cosa a questo Governo,
Assessore Armao noi chiediamo che lei metta
(Proteste da parte dei deputati)
PRESIDENTE. Colleghi, non disturbate l'intervento; ci sono stati
ampi margini per l'onorevole Grasso, l'onorevole Cracolici e per il
vostro Gruppo per trasbordare anche di minuti e si è consentito
anche di fare interventi, assolutamente, fuori tema dall'accordo,
non capisco perché bisogna non ascoltare e fissarsi con l'orologio.
Lasciate concludere il collega che stava concludendo, a quest'ora
avrebbe già finito.
TANCREDI. La verità fa male, purtroppo
Assessore Armao, noi chiediamo che, finalmente, un punto dello
Statuto venga applicato: l'assegnazione dell'IVA, totale, poi
magari la contrattiamo ma quello probabilmente potrebbe essere un
primo passo, perché in cinque anni recupereremmo tutto il
disavanzo, perché la mancanza dell'attribuzione dell'IVA, che
ricordo in Sicilia è 3.64, quando la media delle Regioni a Statuto
Speciale è 8,7 ed è un differenziale di 2 miliardi 750 milioni per
anno che restano nelle casse dello Stato.
Noi adesso, visto che siamo una regione canaglia, perché qualcuno
dice che lo siamo, chiediamo l'attribuzione piena, e spero e credo
veramente che questa sarà una delle cose prioritarie che potrà fare
questo Governo e forse riusciremo ad organizzarla meglio nei
prossimi due anni.
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, se lei già ha depositato l'ordine
del giorno che stava illustrando, quando ci sarà l'opportunità,
magari, l'Assessore se lo legge e quando sarà appropriato si
discuterà.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi parlamentari,
io penso che la dichiarazione più opportuna che è stata fatta su
questa vicenda negli ultimi giorni è stata quella del Presidente
Musumeci quando ha dichiarato, a proposito dell'accordo, che
andavano sanate ed era il prezzo di trent'anni di gestione allegra.
Queste sono state le parole che ha utilizzato Musumeci e le
condivido. Il problema che oggi stiamo vivendo - non solo oggi ma
questo problema parte dal 2015, con l'applicazione del 118 - non
sono state niente altro che la causa di tutta una serie di Governi
che ci sono stati, tra cui uno a cui ha partecipato anche
l'Assessore Armao, che hanno prodotto tutta una serie di
indebitamenti nella Regione siciliana.
Questa dichiarazione di Musumeci io la riprendo perché è caduto il
gioco che si è cercato di fare all'inizio quando il responsabile
era Crocetta, come se lui avesse creato i buchi di bilancio.
Purtroppo l'applicazione del 118, allora cadde il tetto su quella
maggioranza e su quel Governo, lo sa qual è la differenza Assessore
e colleghi parlamentari? Che allora questo avvenne alla fine del
mandato, negli ultimi due anni. L'Assessore Baccei e Crocetta
trovarono alcune soluzioni - non sono state soddisfacenti? Può
essere Ma hanno evitato sicuramente il fallimento della Regione
siciliana.
Purtroppo non voi, già allora quel Governo, quella maggioranza si
ritrovò queste tegole - dico non le tegole, il tetto che gli crollò
addosso, perché da un bilancio positivo passammo in pochissimi mesi
ad un bilancio negativo per diversi milioni.
Ritorno a dire, non fu sbagliato quell'accordo, non fu
sufficiente, Crocetta ha pagato un prezzo e quella maggioranza
furono bocciati Dopo di che siete arrivati voi che vi siete
trovati anche parte di quelle difficoltà che sono arrivate dai
trent'anni della cattiva gestione - poi bisognerebbe vedere quali
Governi ci sono stati, chi ha governato ma non è questo il momento
Qual è la difficoltà e qual è la differenza? Voi avete avuto tre
anni, avete avuto tre anni pieni e - a differenza di quel Governo
precedente che si è trovato a gestire l'emergenza - avevate
possibilità di creare gli anticorpi. Quali erano gli anticorpi? La
credibilità
Essere credibili e dimostrare allo Stato che quella Regione che
non era stata virtuosa per trent'anni perché, caro collega
Tancredi, purtroppo la Sicilia non è stata virtuosa e non per
Crocetta, non è stata virtuosa per il passato, per i decenni
passati. Allora, cosa è che bisognava fare? Bisognava dimostrare
serietà, strategia, politica Voi avete fatto un primo accordo nel
2018 e non siete riusciti a portare a compimento nulla Oggi venite
a dire: stiamo facendo, stiamo portando avanti - ma se è in itinere
- significa il nulla E chiacchiere, ovviamente, al Governo
centrale non ne possiamo portare avanti.
Quell'accordo del 2018 è stato totalmente disatteso, non siete
riusciti a portare a termine una riforma strutturale in tre anni.
Qui non c'entra lo Stato cattivo, siete voi che siete stati
asinelli perché non avete portato avanti la riforma sui consorzi di
bonifica anzi - come ha detto bene il collega Cracolici - avete
aumentato i dirigenti, la spesa, continuate ad ampliare sempre la
spesa. Non siete riusciti a fare la riforma sulla forestale, cosa
richiesta. Avete dimenticato anche in questo accordo, che prima ne
parlavate, almeno ne parlavate, adesso avete avuto il pudore di non
parlarne: la riforma sulla casa. Ve la ricordate? Dovevano fare la
riforma sulla casa.
Avete creato un'altra centrale di spesa sostituendo i commissari
con i vecchi consigli di amministrazione. Poi vi dirò - perché l'ho
promesso a Musumeci - quanto avete aumentato di costi solo su
questo. Quando voi non producete, non avete prodotto nessun
risultato ma, anzi, quello che ci ha dato lo Stato è davvero un
grande riconoscimento.
Ancora voi rimettete, riscrivete, assumete impegni su queste
riforme - me lo auguro, Assessore Mi auguro che voi facciate le
riforme così come ci aspettiamo da tempo, Assessore - me lo auguro,
però la smetta di fare dietrologia che non serve, certe volte
scambia quest'Aula in una sede universitaria, è cosa diversa Del
resto su questa vicenda la politica è mancata tutta. E' mancata, sa
perché? Perché Musumeci non si occupa di politica Il Presidente
della Regione - e mi avvio alle conclusioni - non si occupa di
politica perché neanche viene in Aula, in una situazione del genere
doveva cercare subito - come ha detto qualche collega prima di me,
la collega Campo, immediatamente il confronto con l'Aula, doveva
trovare il coinvolgimento con l'Aula. Lui ha rinunciato, ha
lasciato gestire a lei, che non è una gestione politica, è una
gestione salottiera, questa che lei ha portato avanti, dove è
bravissimo. E' bravissimo, perché nel salotto si intreccia tutto,
si intreccia il centrodestra, si intreccia il centrosinistra, e nel
salotto esce fuori quello che può
PRESIDENTE. La prego di andare a conclusione.
DIPASQUALE. Sì, parlo meno di Tancredi. Tancredi ha avuto quattro
minuti, io sto concludendo.
PRESIDENTE. Io la sto invitando ad andare alla conclusione
DIPASQUALE. Lei mi deve considerare, almeno, quanto i suoi amici
di partito, tanto non mi serve. Oggi può chiamare i pompieri.
Detto questo, assessore, quindi è stata una gestione salottiera,
ha portato questo, per esserci una gestione politica serve la
politica. La politica, le chiacchere nei salotti valgono zero, per
la politica servono le riforme e lì servirebbe un presidente della
Regione ed un Governo ed una maggioranza.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà. A seguire gli onorevoli Lupo, Pagana, Lentini, Aricò.
Solo un attimo colleghi, in merito agli ordini del giorno, stiamo
cercando di selezionare, intanto, quelli che riguardano l'assessore
Armao, dato che si trova qui, poi se lui - in questo momento deve
seguire gli interventi, giustamente, per poi potere replicare - li
prende con sé e verifica se si possono mettere in votazione come -
diciamo - indicazione, come suggerimento, approvati, e poi quelli
di altre agende i quali assessori in questo momento non sono
presenti; prima c'era l'assessore Razza ma è da un po' che non lo
vedo, perché ci sono alcune cose che riguardano il benessere
animale. Eventualmente li stralciamo per domani. Certamente quelli
che riguardano il nucleare li tratteremo domani in presenza
dell'assessore Cordaro che approfondirà il tema.
Prego, onorevole Cappello.
CAPPELLO. Signor Vicepresidente, onorevoli colleghi, Assessore.
Oggi è il giorno dei vice, non possiamo non dire ai siciliani che
si sta svolgendo un dibattito con un'Aula semivuota, i banchi della
maggioranza la fanno da padrone ho sbagliato: i banchi
dell'opposizione la fanno da padrone rispetto ai banchi della
maggioranza ed abbiamo - sono d'accordo Totò - abbiamo un
presidente della Regione che firma l'accordo con lo Stato, assente,
ed abbiamo un vicepresidente che, a mio avviso, assessore Armao, fa
un po' da capro espiatorio dell'Aula e degli interventi per la
maggior parte dei componenti dell'opposizione.
Assessore Armao, ancora una volta, avete diviso il Parlamento su
un tema che riguarda cinque milioni di siciliani, in maggioranza ed
opposizione, e lo avete diviso perché non lo avete inteso
coinvolgere su un accordo che non riguarda gli ultimi due anni di
legislatura ma un periodo molto più grande che è quello di dieci
anni. Due anni, che sono quelli che contraddistingueranno la fine
di questa legislatura, ed altri otto anni che vedranno, spero, un
governo diverso da quello che, oggi, è seduto su questi banchi.
Assessore Armao, questo è l'errore più grande di questo Governo:
l'esclusione della maggioranza dei siciliani su un accordo che vede
questo Governo impegnato ancora una volta, come tutti i Governi che
si sono succeduti negli ultimi trenta anni sino ad oggi, perché se
di responsabilità si deve parlare, allora, questa ve la dovete
prendere tutta, perché i partiti che oggi rappresentate hanno
governato negli ultimi trent'anni, nessuno escluso, fino a questo
momento.
Io non sono un appassionato di questo accordo, ringrazio il
Governo Conte perché, altrimenti, non so che cosa i siciliani
avrebbero dovuto subire per questi ultimi due anni, ma non mi piace
perché, ancora una volta, questa dilazione nei termini per quanto
concerne il cosiddetto spalmamento' secondo me continuerà a
produrre quell'inerzia nella quale vi siete esercitati negli ultimi
tre anni.
Se la Sicilia, se questo Governo regionale, se questa Assemblea,
non subisce veramente uno shock io non credo che cambierà qualche
cosa da qui ai prossimi due anni, da qui ai prossimi dieci anni. E,
allora, a me non piace il termine concessione' perché io nello
Statuto siciliano ci credo.
Il problema è che lo Statuto speciale è croce e delizia ad ogni
campagna elettorale, dopodiché, il dibattito sullo stesso viene
meno per tutti e cinque gli anni, così è stato nella scorsa
legislatura e così è anche oggi. E un Governo - qual è quello che
siede oggi su questi banchi che agisce sempre in stato di
emergenza, perché non ha né una visione, né una prospettiva - lo
vediamo in tutti gli atti che vengono proposti sino a quello che
abbiamo votato l'altro ieri - continua a produrre, sostanzialmente,
il nulla.
Io non voglio prendermi più tempo di quello che è stato preso dai
colleghi che mi hanno preceduto e mi fermo qui nell'esprimere il
mio parere, però l'assenza del Presidente Musumeci è veramente
grave e va stigmatizzata con tutte le nostre forze, perché, ancora
una volta, questo è l'atteggiamento di chi snobba il Parlamento
siciliano e di chi snobba cinque milioni di siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
A seguire gli onorevoli Pagana, Lentini e Aricò.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
altri colleghi del mio Gruppo parlamentare sono già intervenuti e,
quindi, io ovviamente non ripeto quanto hanno giustamente sostenuto
gli onorevoli Cracolici e Dipasquale, ma intervengo, in
particolare, assessore Armao, con riferimento al punto n)
dell'accordo che io ritengo importante per lo sviluppo della nostra
Regione, perché attiene all'incremento degli investimenti.
Se questo accordo lo guardiamo solo sotto l'aspetto della
riduzione della spesa, sbagliamo, questo accordo vuole essere un
grande impulso per lo sviluppo produttivo della nostra Regione,
evitando sprechi, obbligando la Regione ad avviare un percorso
virtuoso di riqualificazione della spesa ma, soprattutto, a
spostare risorse in maniera significativa dalla spesa corrente, che
può essere spesa improduttiva, che può essere spesa a volte, ahimè
tristemente anche clientelare, verso una spesa in conto
investimenti, quindi una spesa finalizzata alla crescita,
finalizzata al futuro, finalizzata allo sviluppo produttivo e al
lavoro produttivo della nostra Regione.
E questo punto riguarda non soltanto l'incremento degli
investimenti attraverso l'utilizzo dei fondi nazionali, dei fondi
regionali, ma anche attraverso l'utilizzo dei fondi comunitari.
Allora, io ripropongo a questo Governo una sfida. La sfida è
quella di affrontare, in quest'Aula parlamentare, anche la
programmazione dei fondi comunitari. Noi non possiamo essere un
Parlamento che si occupa solo dei tagli di bilancio e non invece
della più grande leva di investimenti per lo sviluppo data dai
fondi comunitari. Sbaglierebbe il Governo, sbaglieremmo noi a
rinunciare a questo ruolo. Ed è per questo che, anche oggi, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ho chiesto che
l'Aula potesse dibattere su questi temi. Il Governo ha dato
disponibilità ad affrontare una discussione sui fondi comunitari in
Commissione Bilancio , mi sembra importante ed utile anche perché
lì potranno intervenire i rappresentanti delle autorità di gestione
quindi anche i dirigenti, dando un apporto anche di competenze e di
conoscenze.
Ma io credo che, comunque, successivamente, è necessario
affrontare il tema anche qui in Aula, perché fa male se il Governo
- così dice, la cosa non risponde al vero - forse è tenuto a fare
una smentita, leggere sul Sole 24 Ore' di ieri, a firma Giuseppe
Chiellino, in prima pagina, che in termini assoluti quello che
preoccupa di più è il PO-FESR Sicilia che deve certificare ancora
quasi 2,7 miliardi su una dotazione di 4,3 miliardi. Con la quota
del PSR per la Regione l'importo da spendere entro il 2023 sale a
4,2 miliardi. Una sfida complessa, soprattutto se si considera che
anno dopo anno diventano sempre più rari i cosiddetti progetti
coerenti inizialmente finanziati con risorse nazionali ma poi
coperti con i fondi UE per evitare di perdere le risorse
comunitarie.
Questo è inaccettabile. E credo che il Governo ha l'obbligo di
venire in Aula a dire come stanno esattamente le cose nel momento
in cui la Sicilia vive la più grave crisi economica del dopoguerra;
non è possibile perdere 4,2 miliardi di euro, una cifra enorme che
può rappresentare una leva fondamentale per lo sviluppo e per la
crescita, nonostante la massima disponibilità data dall'Europa e
dal Governo nazionale in termini di flessibilità e di disponibilità
alla riprogrammazione dei fondi. Noi, veramente, non dovremmo
sprecare neppure un euro. E allora, se così non è si faccia
chiarezza, ma si faccia chiarezza in Parlamento e si faccia
chiarezza in Parlamento carta alla mano.
Io per questo spero che questo accordo possa davvero essere anche
una spinta, una leva, un'occasione in più per mettere una marcia in
più per la crescita, per lo sviluppo, per il lavoro di cui la
Sicilia ha bisogno.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io le
confesso la sensazione che ho avuto appena abbiamo letto questo
accordo, appena già abbiamo letto la bozza che era stata trasmessa,
seppur informalmente, alla Commissione Bilancio .
In questo accordo manca una pagina, manca la pagina di quanto Roma
deve dare alla nostra Sicilia, di quanto il Governo nazionale deve
riconoscere e non concedere, come qualcuno dice e come qualcuno ha
detto, a questa Terra.
Questa è stata la sensazione che ho avuto io insieme, magari,
chissà a qualche sicilianista convinto, insieme a qualche siciliano
che è riuscito a indignarsi anche in questi giorni sentendo parole
come concessioni, a proposito dello spalmamento di questo - va di
moda questo termine - disavanzo, o ancora l'indignazione io credo
l'abbiano provata, qualcuno si sia riuscito ad indignare davanti a
chi rappresentante degno della politica degli ultimi vent'anni dice
che questo accordo lo pagheranno le generazioni future,
dimenticando che è proprio la politica degli ultimi decenni che ha
prodotto quanto meno i presupposti di questo accordo.
E in questi giorni abbiamo assistito ad un dibattito surreale. E
questo noi lo abbiamo richiesto da questo scranno, lo abbiamo
chiesto in Commissione, abbiamo chiesto più volte che questo
Parlamento fosse partecipe e protagonista, abbiamo persino
approvato delle risoluzioni in Commissione per la revisione dello
Statuto, c'è stato un lavoro di tutti i Gruppi parlamentari tranne
di chi oggi dice che il Parlamento non è stato messo nelle
condizioni di lavorare, ma quando poteva farlo svolgendo ed
esercitando la propria funzione di indirizzo politico, sebbene
limitata all'interno di una risoluzione, non lo ha fatto.
Assessore Armao, io mi vorrei unire al coro di ringraziamenti
trionfalistici che sono arrivati in quest'Aula nei confronti del
Governo nazionale. E quindi io, Assessore Armao, le chiedo: questi
cinque verbali della Commissione paritetica cui faceva riferimento
all'inizio della sua relazione, ce li dia, cosicché anche noi
possiamo ringraziare chi dobbiamo ringraziare anche per tempistiche
con cui siamo arrivati a questo accordo da marzo ad ottobre, da
ottobre a dicembre, da dicembre a gennaio; eppure, è colpa sempre
dei soliti brutti e cattivi che, guarda caso, sono sempre dalla
parte politica opposta.
Quindi, l'onorevole Lo Giudice ha iniziato con un detto siciliano
a squagghiata da nivi si virunu i pirtusa , cioè ne pagheranno
sicuramente le conseguenze le generazioni future, inizieranno a
pagarne le conseguenze le generazioni di oggi.
Presidente, io mi auguro che veramente da oggi in poi si inizi a
parlare di Statuto in modo differente, si inizi a parlare di
Statuto pensando agli articoli 36, 37 e 38, pensando anche al ruolo
dello Statuto della Regione siciliana all'interno del nostro
ordinamento, pensando alla revisione delle modalità delle norme di
attuazione, si inizi a parlare dell'articolo 14 dello Statuto,
dell'articolo 17, del fatto che le grandi, le competenze che ci
sono state riconosciute in tema di agricoltura, ne cito solo una,
oggi si sono ridotte soltanto a un calendario venatorio e questo è
umiliante. Quindi, anche questo vuole, necessita un approfondimento
e lo abbiamo chiesto più e più volte sempre da questo scranno.
Quindi, Presidente, aspettando le repliche del Vicepresidente
della nostra Regione, mi auguro che con oggi si possa mettere un
punto a questa vicenda e si possa iniziare a scrivere quello che
veramente tutti i siciliani aspettano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagana.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
Ritengo che la seduta sia certamente utile perché, in qualche
modo, tutte le parti politiche hanno un attimino, come dire,
riferito. Abbiamo avuto degli interventi particolarmente
interessanti che ci fanno ben sperare che il salvataggio possa
continuare parlando di accise e di idrocarburi per esempio, che è
stato un argomento che è stato toccato, voglio dire se c'è buona
volontà in una Commissione paritetica e con il Governo si possono
ipotizzare dei percorsi chiaramente a beneficio della Sicilia.
Prego, onorevole Lentini.
LENTINI. Grazie, Presidente. Io rispetto all'intervento di ieri
che davo per scontato perché è così, almeno per quello che riguarda
la mia attività politica, che quando ci sono degli argomenti che
toccano la comunità secondo me dobbiamo collaborare, dobbiamo
lavorare insieme; sarò un sognatore, ma mi attengo a dire sempre le
stesse cose e quello che penso.
Non vi è dubbio che questa pandemia da Covid ha trasformato gli
uomini, ha trasformato le istituzioni e ha trasformato il mondo
intero perché abbiamo tutti sofferto e soffriamo, con le morti ma
anche con tanti sacrifici che la gente, i cittadini compiono nel
portare avanti, combattendo questa epidemia.
Questo accordo nasce, ecco ieri dicevo, nasce, qual è l'intento di
questo accordo? Perché giustamente le difficoltà che vive la
Regione Sicilia le conosciamo tutte; non c'entra niente il Governo
Musumeci, ma oserei dire è una cosa che è insostenibile dire che il
Governo Musumeci abbia prodotto debiti in questa Regione.
Il Governo Musumeci, vi voglio ricordare una cosa, io dal 2008 al
2012 feci il Presidente della Commissione Lavoro e quanti precari
ho visto in quegli anni, enormi precari, che oggi non ci sono più,
questo Governo li ha stabilizzati e quindi questo è, a mio avviso,
rispetto a tanti altri governi che dicevano sempre: sì, non vi
preoccupate, domani mattina . Il problema è stato risolto quindi
ci sono delle cose positive.
In questo accordo ci sono, onestamente devo dire, delle cose
positive. Questo accordo prevede l'accorpamento di alcune funzioni,
l'accorpamento oserei dire anche - metterei, non l'ho letto ma lo
aggiungerei io - di alcuni dipartimenti, di alcune società
partecipate, non c'è bisogno. Questo accordo parla di, appunto, di
risparmio e quindi io penso che ora, assessore Armao, con le
assunzioni secondo me bisogna fermarsi un attimino perché con
questo accordo che noi ieri abbiamo votato in Aula e con la
finanziaria che ci accingiamo ad affrontare entro il 28 febbraio -
ecco qua il ricatto, che io non lo accetto - dobbiamo rispettare
alcuni paletti e quindi dobbiamo dare un esempio alla cittadinanza
ma, più che altro, dare al Governo un input che stiamo lavorando
per cercare di portare i conti a posto che non è semplice.
Però, io ricorderei al Governo nazionale durante le Conferenze
Stato-Regione che le norme di attuazione dei due articoli più
importanti del nostro Statuto che portano sviluppo, che sono le
risorse attraverso l'articolo 37 e l'articolo 38 queste noi
dobbiamo batterci insieme, destra, sinistra, centristi e
chicchessia, tutti settanta dobbiamo partecipare affinché
l'articolo 37 e 38 venga approvato finalmente dopo settant'anni
dallo Stato.
E poi voglio ricordare un'altra cosa a voi, che il Governo
nazionale per un piano di rientro che riguardava la Sanità -
parliamo della legge nazionale 296 del 2006, appunto il piano di
rientro - la Sicilia passò da una compartecipazione sanitaria del
42 per cento ad una compartecipazione del 49,11 per cento. Il
totale della spesa annuale equivale a 550 milioni di euro.
Oggi noi, qualche anno fa ci hanno premiato per questo e hanno
detto: Finalmente la Regione siciliana ha attuato il piano di
rientro sulla sanità, sulle spese alla sanità , quindi c'è un
controllo ormai. Ma questi 550 milioni di euro, assessore Armao, io
penso che ancora noi li usciamo, penso che sia così. E'così? Oh
Quindi, cari colleghi dell'opposizione, ci sono tanti in questi
punti che io condivido dell'accordo, tanti punti, ma ci sono pure
delle cose che dobbiamo sapere che sono queste che vi ho appena
detto. Quindi, oserei dire se, ad esempio, in questi mesi
l'Assessore per la salute, l'assessore per l'economia esce fuori
con un disegno di legge, una proposta che possa finalmente arrivare
in questo benedetto Parlamento nazionale e fare decidere,
finalmente, di agevolarci e non andare sempre a pietire col
cappello in mano per cercare di portare a compimento i nostri
doveri nei confronti dei cittadini.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Lentini. Si era iscritto
LENTINI. Sto chiudendo, Presidente. E non condivido, l'ho sempre
detto ma ho anche il coraggio di dirlo pure fuori, questo sperpero
di denaro pubblico che è il reddito di cittadinanza; è sperpero di
denaro pubblico Le stesse persone devono essere aiutate ma dando
dignità a far fare qualcosa per la comunità.
Di questo ne parliamo, c'è un dibattito aperto da chissà quanto
però il Governo nazionale, siccome vede comodo il consenso
elettorale, ancora non ci mette mano. Io mi auguro che su questo ci
sia la mano del Presidente Conte affinchè possa finire, finalmente,
questo obbrobrio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire un
dibattito molto acceso oggi in quest'Aula, relazione esaustiva del
Vicepresidente della Regione che ci ha illustrato che forse questo
non era il miglior accordo che la Sicilia poteva siglare ma il
miglior risultato che il Governo regionale poteva portare a casa.
E l'hanno detto in alcuni interventi chi mi ha preceduto come è
nato questo disavanzo. Perché il famoso 118 ha trasformato i
residui attivi in indebitamenti. E lo sappiamo cosa è successo nel
corso degli anni, dal 2013, 2014, 2015.
Si parla di 915 milioni nel 2013, nel 2014 un miliardo e 350
milioni di euro di indebitamento per, poi, nel 2015 un miliardo e
300 milioni di indebitamento per la Regione siciliana. Ed oggi
qualcuno ci viene a dire che la responsabilità è del Governo
Musumeci, quando in quegli anni l'attuale Presidente della Regione
si sedeva nei banchi delle opposizioni e cercava di dare il meglio
che poteva dare un deputato dell'opposizione.
E chi, come l'onorevole Cracolici, ha fatto sì che la Sicilia
venisse descritta da Roma come una terra di furbi e di furbetti ,
come se, probabilmente, l'onorevole Cracolici non avesse guidato la
Sicilia da assessore regionale negli anni precedenti all'attuale
Governo della Regione
Io, cari amici, spererei che, in questo momento - e ricordo ancora
le parole del Vicepresidente Armao in una Commissione Bilancio
del febbraio dell'anno scorso quando ebbe a dire: prima di fare i
conti vedremo l'incidenza che avrà questa pandemia sul PIL e sui
dati economici , e dai banchi dell'opposizione di quella
Commissione Bilancio , quasi a sottovalutare quell'indizio,
quell'inizio di pandemia, quasi con sarcasmo c'erano sorrisini e
mugugni, quasi a sfottò di quanto stesse dicendo, non so se lo
ricorda, caro Vicepresidente.
Allora, io sono andato anche a spulciare - perché se capiamo che
stiamo vivendo un momento di crisi internazionale è una cosa, se
capiamo che dobbiamo stare tutti insieme per cercare di far fronte
ad un'emergenza internazionale è una cosa, ma se ci dobbiamo
accusare gli uni con gli altri è giusto che si faccia un'operazione
verità - e sono andato a vedere anche i conti dello Stato.
Abbiamo speso per questa emergenza, lo Stato, 108 miliardi in
relazione all'emergenza pandemica. Abbiamo fatto, però, un buco, un
indebitamento ulteriore di 194 milioni, cioè 86 miliardi in più.
Sempre dello Stato parliamo. Dopodiché sono tutte risorse che
dovremo ripagare e, se contiamo 108 più gli 86 miliardi fa una
cifra che sfiora i 200 miliardi.
Lo sapete - e chi ci ascolta sa meglio di noi perché, ormai i
siciliani e gli italiani si documentano - di quanto si tratta del
recovery found, cioè, quello che dovrebbe salvare la vita agli
italiani? 209 miliardi, a fronte di 196 già spesi, a fronte di un
indebitamento del deficit che è passato il rapporto defici-pil dal
134 per cento al 162 per cento e qualcuno del Movimento Cinque
Stelle sale su questo pulpito a dire cosa avrebbe dovuto fare il
Governo Musumeci Ma perché non glielo andate a dire a Conte e ai
responsabili cosa devono fare anziché venire a darci lezioni, che
con le armi purtroppo che abbiamo, forse fionde, stiamo facendo
miracoli Questo Governo sta facendo miracoli Stiamo facendo il
massimo i miracoli non se ne possono fare.
Perché non parliamo del gettito IVA? Abbiamo sentito tutti
l'intervento dell'onorevole Tancredi; perché non parliamo di
quanto la Regione Sicilia dovrebbe incassare su quel famoso gettito
IVA? In tutte le regioni a Statuto speciali la percentuale di
gettito è più che doppia in alcuni casi, in un caso è tripla e
questo perché? Perché devono tenere la Sicilia sempre la
guinzaglio, incominciamo a parlare delle cose giuste. Non siamo
furbi e furbetti non siamo una regione di furbi e furbetti c'è un
Governo serio alla guida della Sicilia che cerca di fare il
massimo.
E allora, amici e colleghi, perché prima di tutto, prima di avere
appartenenza politica siamo tutti siciliani e dobbiamo capire che,
probabilmente, finita la legislatura e finita anche l'esperienza
politica, perché ognuno di noi finirà l'esperienza politica, ci
ritroveremo a stare in questa regione, almeno il mio sogno è quello
di invecchiare insieme a mia figlia e alla mia famiglia in questa
terra.
E allora, facciamo sì che questa regione possa ritornare a
splendere e possa essere restituito alla Sicilia e ai siciliani
tutto quello che in questi anni non ci è stato dato, perché ci
siamo fatti belli a parlare dello Statuto, di quanto potrebbe
essere bello o meraviglioso per le casse della Sicilia attuare quei
famosi due articoli dello Statuto, l'articolo 37 e 38; ma facciamo
una battaglia politica insieme.
E poi non parliamo di quanto sia scritto - e Presidente vado alle
conclusioni - di quanto è scritto nell'accordo. Questo accordo è
stato siglato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal
Presidente della Regione, è stato fatto probabilmente un
compromesso. Un compromesso forse non stava bene al Presidente del
Consiglio, sicuramente il Presidente della Regione ha ritenuto che
poteva essere un compromesso il meno peggiore o il migliore da
potere siglare per la Sicilia, la Sicilia sicuramente ha
incominciato già a fare la sua parte, questo Governo sta facendo un
lavoro, il miglior lavoro che può mettere sul tavolo, che può
mettere in essere, nei prossimi giorni spero nella fase di
approvazione della finanziaria che dovrà essere entro il 28
febbraio, perché, cari colleghi, sappiamo che da lunedì si dovrà
cominciare a lavorare ogni giorno per trovare delle soluzioni per
la nostra Terra. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò. E' iscritto a parlare
l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà. Dopodiché l'assessore Armao se
vuole fare una sintesi, una replica, è ritornato l'assessore Razza,
vi sono stati distribuiti degli ordini del giorno di natura
sanitaria, zootecnica e di natura economica sui quali, poi. potrete
diciamo esprimere un parere o accogliere come raccomandazione.
Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo quello che
è rimasto, colleghi quelli che sono rimasti. Sa Vicepresidente
Armao io non vorrei essere al posto suo in particolare, perché è
complicato, io lo immagino, la mattina essere sicilianisti e il
pomeriggio essere notai. Ogni volta che lei prende l'aereo per Roma
a me tremano i polsi, perché non oso immaginare con quale risultato
tornerà a casa.
Io vi ho detto tante volte che per ottenere ciò di cu la Sicilia
ha diritto occorre essere autorevoli, occorre innanzitutto che il
Governo regionale sia autorevole. E per essere autorevoli non serve
fare comunicati stampa in cui raccontiamo grandi risultati; serve
essere credibili, avere i conti in ordine non serve perché dobbiamo
sottostare a quelli che sono gli incipit romani o le norme di
finanza pubblica. Serve innanzitutto per potere attuare quelle
riforme che da tre anni le sentiamo decantare, ma che questa Aula
non è riuscita a vedere. Essere credibili, avere approvati,
costringere le partecipate a chiudere i bilanci, a portarli
all'esame, a fare un consolidato come si deve, serve ad essere
credibili e ad avere un nome spendibile. Una cosa che in questo
momento, in Governo Musumeci, mi dispiace, ma non ha. E mi dispiace
in quanto siciliano, perché non mi consente di essere autorevole a
Roma.
Si parla di compiti per casa non fatti, ed è vero. Ma non perché
noi abbiamo il compito che ci dà Roma, noi abbiamo il compito che
ci danno i siciliani. La serietà, la correttezza dei conti pubblici
della Sicilia serve innanzitutto a noi. E vede, Vicepresidente
Armao - è stato lasciato solo anche questa volta - trattare queste
questioni, invocare l'aiuto di questa Aula, dei parlamentari
siciliani, come sentivo prima dire al collega Aricò dire: noi
siamo tutti siciliani, dobbiamo prendere . Giusto Se ce ne
avessero messo a parte; ma se l'hanno fatto nascondendosi dal
confronto, non vedo come avremmo potuto intervenire
qualitativamente sull'Accordo.
Non è una questione di essere siciliani. Qua deve essere siciliano
chi governa la Sicilia. Qua deve dimostrare di essere siciliano chi
tiene i conti della Sicilia, perché quello che è stato fatto,
quando si dice il Governo Conte ha salvato la Sicilia, non è perché
gli ha dato qualcosa a cui la Sicilia non aveva diritto, ma perché
gli ha consentito di non dover tagliare il proprio bilancio nei
prossimi tre anni distruggendo ogni speranza di ripresa. Se poi noi
facciamo le cose male, se questo Governo fa le cose male, non è una
responsabilità che si può dare né a questa Aula, né alle forze di
opposizione, né a chi c'è stato. E' una responsabilità di chi c'è.
E da questo punto di vista vi dovete decidere a prendervela questa
responsabilità. Non avete la possibilità di tirare la palla ancora
in avanti perché io già temo cosa succederà: temo che voi ve ne
fregherete di questo Accordo e che il prossimo Governo, chi
governerà prossimamente la Regione, si ritroverà non solo questo
Accordo ritrattato, lei sorride, non ha i baffi per nascondere il
sorriso Vicepresidente perché evidentemente ci siamo capiti: questa
è una trappola per i siciliani e per chi verrà dopo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per la
replica.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ritengo che
il confronto sul merito delle questioni - che qualche parlamentare
intriso non di politica, di retropensiero politico dove è giusto
quello che dico io e non è giusto quello che dice l'altro, solo per
questioni di posizioni - non meriti risposta. E pertanto,
soprattutto nei confronti di chi ha lanciato accuse e se ne è
andato, come i bambini che quando non gli piace il gioco prendono
la palla e se ne vanno, non replicherò, perché credo che bisogna
avere rispetto del Parlamento, se si fanno delle affermazioni si
deve anche ascoltare la replica. Questo comportamento di chi sale
sul podio, spara le sue tesi, e mi fermo alle tesi, poi si alza e
se ne va per vedere soltanto il suo filmino proiettato su facebook,
è una condotta che - a mio avviso - offende il Parlamento, oltre
che l'interlocutore. Ma della mia offesa se ne può infischiare, ma
credo che non giovi la presenza di chi frequenta quest'Aula solo
per fare le sue affermazioni e andarsene, perché non credo che sia
questo il senso della dialettica parlamentare
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Non l'ho interrotta, ho sentito
le sue argomentazioni raffinate e, quindi, pretendo di non essere
interrotto.
Vorrei passare alle considerazioni di alcuni interventi che, devo
dire, sono contraddittorie e credo che sia un'affermazione fin
troppo generosa, perché non si può dire, come ha fatto l'onorevole
Sunseri, con dovizia di particolari e con la sua consueta
attenzione, che una valanga di soldi è arrivata in Sicilia,
ovviamente sempre per generosità romana non per capacità negoziale,
quindi una valanga e poi, successivamente, un altro parlamentare
dello stesso partito viene qui a spiegare che è l'accordo più
disastroso del mondo, perché delle due l'una: o sono una serie di
accordi che hanno portato risorse in Sicilia - e quindi il Governo
ha negoziato bene a tirare risorse - oppure è vero quello che dice
l'altro parlamentare.
Quindi, si tratta soltanto di posizioni politiche dove, a
differenza di altri settori dove quello che si dice si deve
dimostrare, alcune volte alcuni politici pensano che le cose che si
dicono non si debbano dimostrare, tanto si può dire che domani non
sorge il sole, è una tesi e quindi lo posso dire.
Io vorrei far riferimento a un documento che è stato pubblicato
qualche mese fa e non da una velina giornalistica di qualche
associazione ma da tale Moody's che è una delle più grandi agenzie
di rating del mondo e che valuta la Sicilia.
Bene, Moody's ci dice Il report di analisi di agenzia evidenzia
la rilevante riduzione del debito sceso al di sotto dei 7 miliardi,
accompagnato da una drastica riduzione del costo del debito .
Moody's ha anche evidenziato un progressivo incremento della
liquidità nel biennio, che oggi è ben oltre il miliardo di euro, da
sottolineare il fatto che gli effetti della pandemia in corso
avranno un impatto modesto sulle previsioni e i budget per
l'andamento dell'economia siciliana è ulteriore dimostrazione del
giudizio di solidità finanziaria che l'agenzia esprime nella
relazione. Di rilievo la considerazione sul miglioramento della
gestione amministrativa della Regione attraverso quelle che vengono
definite politiche di bilancio credibili e di risanamento,
esattamente quelle politiche credibili e di risanamento che hanno
fatto sì che Roma ci concedesse alcuni spazi finanziari che abbiamo
ottenuto perché siamo più che credibili, perché se fossimo il
governo Crocetta che col cappello in mano andava a Roma rinunciando
a miliardi di contenziosi - e mi dispiace che l'onorevole Cracolici
si annoveri tra coloro che lanciano il sasso e nascondono la mano,
perché non lo vedo
(Intervento fuori microfono: La smetta di fare il professore )
Non smetto di fare il professore, magari lo fosse lei. Lei mi
sembra il suo sodale di partito che dice che manda Conte al limite
a fare il professore universitario. Verso questa politica io non ho
alcuna considerazione Dopodiché non mi faccio dare lezioni da chi
ha sostenuto un Governo come quello Crocetta che ha svenduto la
Sicilia - e mi assumo la responsabilità delle cose che dico - e lo
ha fatto con reiterate rinunce a miliardi di contenziosi nei
confronti dello Stato.
Noi non abbiamo rinunciato a nulla Noi abbiamo messo una
piattaforma di negoziato con lo Stato che è sul tavolo, che
intendiamo portare avanti e che stiamo portando avanti, ci sono già
norme concordate. Il sottosegretario Villarosa, persona
correttissima, le conosce benissimo e quindi lei sa bene onorevole
De Luca - e glielo potrà assicurare l'onorevole Villarosa che lei
conosce bene per essere tra l'altro della sua stessa provincia -
che siamo molto avanti con il negoziato di definizione della
piattaforma finanziaria.
Chiaramente questa ci sta, perché l'opposizione deve fare il suo
lavoro ma che questo non è - e lo dico all'onorevole Pagana che
invece ha fatto un intervento molto puntuale -, onorevole Pagana,
questo non è l'accordo finanziario con lo Stato, questo è un'intesa
relativa all'articolo 7 della norma di attuazione del 158 del 2019
che se non ci fossero - e mi dispiace che non sia stata ascoltata
la citazione, perché avete sentito chi è intervenuto mi ha
apprezzato per la citazione che ho fatto, ha sentito il nome e
cognome di chi aveva scritto quelle belle parole ma non ha compreso
minimamente il contenuto di quella citazione. Quella citazione
parlava di quegli ascari che svendono la Sicilia per motivi
politici e ce ne sono tra quelli che hanno imposto queste
condizioni che sono stati quelli che quando noi eravamo pronti a
fare un accordo senza nessuna condizione hanno preteso a Roma -
svendendo la propria Terra - di impilare condizioni sempre più
gravose.
Ho fatto riferimento a questi signori, a questi siciliani e lo fa
Massimo Ganci in quella splendida premessa.
Noi difendiamo la Sicilia, proteggiamo la Sicilia, ci battiamo per
la Sicilia. Chi vuole stare da questa parte, indipendentemente
dalle posizioni politiche, le interlocuzioni che tengo con persone
come il sottosegretario Villarosa che trovo sempre leale, schierato
nel solo interesse della Sicilia e lui sa che mi trova su queste
identiche posizioni, non ci sono infingimenti di partito o
convenienze di posizione politica che sono quelle che sono state
alla base di questi impegni che ci sono stati chiesti dal Governo
di Roma. Andremo avanti nonostante questi impegni.
Come diceva bene l'onorevole Aricò non è né il migliore accordo
del mondo né il peggiore accordo del mondo, è un passaggio per
andare avanti.
Ringrazio l'onorevole Grasso per l'idea che è assolutamente
condivisibile che è quella di aprire un negoziato di specificazione
sul tema del turnover perché non ne possiamo fare a meno, non ne
possiamo fare a meno. Evidentemente, se certi compromessi si sono
ottenuti da parte dello Stato, a nostro danno in questo senso, è
perché eravamo costretti comunque a firmare un accordo, perché
dovevamo approvare l'esercizio provvisorio perché, altrimenti, non
pagavamo gli stipendi questo mese - lo sapete bene - che senza
esercizio provvisorio non si pagavano gli stipendi. E io non gioco,
come non gioca il governo Musumeci, sulle tasche dei nostri
siciliani, in un momento drammatico in cui la Sicilia è zona rossa
e rischiamo la pace sociale perché molta gente è in disagio
pesante.
Noi non intendiamo minimamente non rispondere ai nostri
concittadini. Sulla difesa della Sicilia sappiate che non troverete
alcun componente del Governo, alcun componente di questa
maggioranza un passo indietro rispetto a chi vuole portare avanti
con coraggio, con lealtà gli interessi della Sicilia.
Su questi nessuno, tranne qualche ascaro che la Sicilia se la
svende per pura opportunità politica perché tanto meglio far
soffrire il governo Musumeci e quindi la Sicilia ora tanto poi,
comunque, spero di prendere il potere io e fare di più. Ecco,
questa logica non ci vedrà mai dalla stessa parte, mai, perché
sugli interessi della Sicilia il governo Musumeci non fa negoziati,
né trattative, né scuse. Ecco perché proseguiremo - spero come dice
l'onorevole Sunseri - nella capacità di attrarre risorse quelle che
ha elencato e oggettivamente sono consistenti.
Mi fa piacere che l'onorevole Sunseri, chi ha riconosciuto questi
numeri perché li conosce, altri non li riconoscono perché non li
conoscono, è evidente perché sa quante risorse sono arrivate in
Sicilia con questo negoziato che, ripeto, ha portato anche alcuni
limiti e alcuni pesi che certamente ci sono e che tenteremo, nel
negoziato e nel confronto leale, come ha riconosciuto l'intero
Consiglio dei Ministri con la Sicilia e se non ci fosse
autorevolezza, guardate che non ci riconoscevano mica questa realtà
istituzionale. Quindi, la lealtà istituzionale c'è.
E' evidente, onorevole Tancredi e condivido totalmente le
rivendicazioni, e lei sa quanto mi batto in questo senso.
Per esempio, e lo ripeto al Parlamento, dovremmo verificare una
cosa: perché le norme di attuazione sui 38 milioni, cui faceva
riferimento l'onorevole Sunseri poc'anzi, che riguardano le imprese
sono state deliberate dalla Commissione paritetica a febbraio e
sono state approvate a novembre? E poi il decreto è stato
pubblicato a gennaio con una norma che consentiva, laddove fossero
state approvate prima che fossero state trasferite 38 milioni in
meno per la Sicilia?
Ho scritto dal momento in cui sono state approvate al Ministro
dell'economia e al Ministro delle attività produttive rivendicando
immediatamente quelle risorse.
Dobbiamo su questo aprire una vertenza perché il 2020 non può
passare inosservato perché si fanno le furbizie e si rallentano le
carte per passare all'anno dopo. Non lo può consentire nessuno di
noi Su questo la battaglia la faremo insieme - per chi la vuole
fare
Non è una battaglia del governo Musumeci, è una battaglia della
Sicilia e se la vince la vince la Sicilia, non la vince il governo
Musumeci che, in questo momento, svolge il servizio di essere
Governo, perché essere governo è stare al servizio della propria
Terra.
Vado alla conclusione, il grande impulso che è stato dato ai
negoziati con lo Stato e con il Governo centrale è dato dalla
copiosa documentazione che consegnerò alla Presidenza e che potrete
esaminare.
Come voi sapete non mi sono mai sottratto in Commissione
Bilancio' al confronto.
Sul tema dei fondi europei, onorevole Lupo, la massima
disponibilità da parte del Governo a confrontarsi.
Io so solo una cosa: che quando sono arrivato, non dimentichiamo
che questa programmazione è la 14/20 non è la programmazione del
governo Musumeci, noi ci siamo trovati una programmazione impostata
dal precedente Governo. Quando sono arrivato, le parlo di un dato,
agenda digitale: si erano spesi 1,5 milioni di euro ed oggi siamo a
280 milioni di euro di impegni. Quindi, ci sono settori dove siamo
andati più veloci, altri dove siamo andati meno veloci, ma ripeto
il Sole 24 ore che lei ha correttamente citato perché quel dato
reca, la pagina del Sole 24 ore, invece quel dato, a mio avviso,
non tiene conto della riprogrammazione che con il ministro
Provenzano abbiamo definito in cabina di regia qualche giorno fa.
Quindi, probabilmente, non tiene conto né di quello, né tanto meno
di una legge di stabilità come quella che abbiamo approvato lo
scorso anno, con uno sforzo, dove devo dire l'opposizione ha dato
il suo importante contributo alla celere definizione del testo
normativo, che ha messo in movimento risorse assai significative
per le imprese, soprattutto per le nostre famiglie.
C'è una nuova sfida, che è quella del Recovery Fund, dove tutte le
regioni sono state lasciate all'angolo. Io ho una lettera che il
presidente Conte, è arrivata stamattina, ha mandato al presidente
Bonaccini con la quale dice questo è il Recovery Fund che abbiamo
approvato, dopodiché apriremo un ragionamento, i contributi delle
autonomie sono i benvenuti. Quindi sul Recovery Fund non c'è stata
l'attivazione delle Regioni. Allora, è il momento - ne parlavamo
con l'onorevole Calderone che mi dispiace non sia qui presente -,
ma ne parlavamo dicendo è necessario aprire tempestivamente un
confronto sul Recovery Fund, non aspettiamo che il Recovery Fund
sia definitivamente varato per attivarci perché è il momento, per
esempio, per mettere in moto le spinte da parte delle Commissioni
competenti su quello che la Sicilia può e deve chiedere per il
Recovery Fund.
Concludo con un appello. Oggi è stata una giornata nella quale ci
siamo confrontati, io credo sempre e non mi rassegno alla brutalità
del confronto tra maggioranza ed opposizione, solo perché uno è
maggioranza ed uno è opposizione. Mi ritengo appartenente a quella
sfida che credo attraversi la vita di donne e uomini in varie parti
della loro vita, di indugiare, spingere sempre per il ragionamento
ed il confronto leale, piuttosto che per il muro contro muro. Il
muro contro muro non ci serve, non ci porta da alcuna parte, non
serve soprattutto ai siciliani che fuori da questa Aula attendono
risposte concrete.
Ribadisco la piena disponibilità del Governo a confrontarsi nelle
Commissioni, in Aula, su tutti i temi, a partire da quello del
negoziato con lo Stato. Ma questa partita che faremo, che porteremo
fino in fondo, sono convinto che la vinceremo prima e la vinceremo
meglio se ci raccogliamo non come maggioranza ed opposizione ma
come siciliani attorno ad un'idea di rilancio e di tutela e di
difesa delle nostre prerogative statutarie. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Armao, le avevamo lasciato un paio di ordini
del giorno, non so se ha avuto modo di leggerli e se li vuole
accogliere come
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, per quanto riguarda
quello che riguarda l'onorevole Di Caro, circa la istituzione di
fondi dovremmo vedere nella elaborazione della legge di stabilità
gli spazi che ci possono essere, anche alla luce delle risorse già
stanziate nella legge di stabilità precedente ed in corso di
redazione da parte delle istituzioni. Per quanto riguarda il terzo
ordine del giorno, quello con firmatari Tancredi ed altri, non
abbiamo la possibilità di modificare l'accordo che è stato concluso
perché è stato firmato. E' evidente
PRESIDENTE. Si riferisce al prossimo accordo, è chiaro no?
ARMAO, assessore per l'economia. L'accordo, Presidente, è in
itinere, noi abbiamo già depositato nel 2018 e ci sono state almeno
12, 13 riunioni a Roma, ripeto, sempre alla presenza del
sottosegretario Villarosa, perché ci sono confronti leali e diretti
col Governo. Il problema - qui lo posso rilevare ma lo potrà
confermare l'onorevole Villarosa - è che le burocrazie ministeriali
stanno presentando delle pessime relazioni. Resistono,
pesantemente, a qualsiasi tipo di decentramento. I primi avversari
della autonomia siciliana non sono i componenti del Governo
nazionale, sono le burocrazie romane che vedono come fumo negli
occhi e queste denigrano e ci dicono che siamo brutti, sporchi e
cattivi, come diceva poc'anzi l'onorevole Tancredi, come siciliani,
spesso non cogliendone il segno. Basta vedere - richiamando sempre
ciò che diceva l'onorevole Lupo - l'andamento dei POR e dei PON.
Andate a vedere i numeri. Il Governo statale, nell'utilizzo dei
PON, cioè le risorse europee assegnate al Governo, è di gran lunga
dietro alla gran parte delle Regioni. Quindi, la burocrazia
centrale spesso è avversa. Ma noi siamo dentro questo accordo. E,
quindi, tutta la spinta volta a conseguire la fine di questo
accordo è più che benvenuta.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno degli onorevoli Schillaci
e altri, sono misure di tipo fiscale che dovremmo vedere con le
coperture, se sono garantibili o meno. Personalmente
PRESIDENTE. Quindi, li accogliamo come raccomandazione, Assessore?
ARMAO, assessore per l'economia. Esatto.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, non si possono discutere gli ordini
del giorno. Non discutiamo gli ordini del giorno perché a seguire
ce ne sono altri e non è consentito.
DI CARO. Le voglio chiedere semplicemente, Presidente, se ci dà la
possibilità, immediatamente, in due minuti, di presentare un ordine
del giorno in merito al dibattito di oggi.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, siamo esattamente alle ore 19.48,
siamo qui in Aula da parecchie ore. Eventualmente, sui temi
trattati oggi se ci sono i margini poi se ne parla. L'onorevole
Caronia aveva chiesto di parlare ai sensi dell'articolo 83 per poi
parlare con l'assessore Razza. Assessore Razza, anche lei accoglie
come raccomandazione gli ordini del giorno?
RAZZA, assessore per la salute. Sì, entrambi gli ordini del
giorno.
(Gli ordini del giorno, accettati come raccomandazione, recano
rispettivamente il numero d'ordine 412, 413, 414, 415, 420 e 421)
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, in realtà pur entrando in un altro
argomento che è quello della sanità, in qualche modo mi riallaccio
a quello che è il comportamento che, a mio avviso, da parte del
Governo nazionale, sicuramente non ci vede premiati e non ci vede
premiati rispetto a tutta una serie di istanze.
Adesso voglio centrare l'attenzione su un aspetto che riguarda,
appunto, la sanità. Però, non posso non ricordare da soggetto che
ha sempre creduto che l'autonomia sia un valore che non può essere
assolutamente messo in discussione, che dall'inizio di questa
legislatura abbiamo subito una quantità di attacchi a quella che è
la nostra autonomia, ricordo ancora la legge voto che abbiamo
fortemente avversato in questo Parlamento, così come ricordo le
battaglie per l'Iva, stranamente l'Iva la sosteniamo noi col
bilancio regionale mentre nelle altre Regioni sul contratto
Trenitalia lo fa lo Stato.
Ma vorrei essere molto precisa e, giustamente, intervengo su un
tema che è la sanità.
Assessore Razza, in queste ore, purtroppo mentre eravamo anche in
Aula, i dati scoraggianti dei contagi, oggi siamo a 1.600 contagi
in Sicilia, accentuano quella che è la nostra preoccupazione in
merito a quello che è il grande sforzo che la sanità siciliana sta
facendo nel dotare le strutture sanitarie di posti letto adeguati
per poter affrontare questa difficilissima battaglia sanitaria. E,
poiché, ovviamente, nella distribuzione di quelle che sono le aree
geografiche e l'individuazione dei posti letto, ampiamente si è
discusso in quest'Aula e nella Commissione di merito su quello che
h il piano dei posti letto, sia ordinari, sia per le terapie
intensive.
Ed è chiaro che questi numeri così imponenti - 1.600 contagi nella
sola giornata di oggi in Sicilia - pongono un tema che è quello
della necessaria, come dire, dell'allargamento necessario o meglio
dell'adeguamento a quel piano che, in un certo senso, era stato
definito a fisarmonica, se dico bene l'Assessore potrà darmi
ragione, che è stato in qualche modo necessitato anche dalle ondate
che la Regione ha vissuto, per cui è chiaro che nelle ultime ore la
quantità enorme di contagi ha registrato anche la necessità di far
fronte a degli aspetti programmatici, perché programmati lo erano,
che vedono chiaramente, per esempio, faccio l'esempio specifico di
Palermo, il reparto di ginecologia e ostetricia in questo momento
spostato dall'Ospedale Cervello che come sappiamo tutti è diventato
il Covid center di Palermo e della provincia di Palermo ma, in
realtà, copre anche buona parte della Sicilia occidentale.
Allora, mi chiedo: a fronte dei grandi sacrifici che questa
sanità, e devo sempre dire un grande grazie anche agli operatori
sanitari che stanno dimostrando una grande duttilità perché è
chiaro che chi si trasforma in Covid non è che trasforma di botto
la propria competenza, adegua le proprie competenze, la propria
professionalità ad un mondo che ancora non è conosciuto ad alcuno
per cui è chiaro che molte iniziative sono soprattutto legate alla
grande disponibilità del personale medico.
E devo anche dire che l'assessore Razza, io condivido quello che è
il piano, perché nel momento in cui la necessità ci impone alcune
scelte, ecco, sacrificare tra virgolette, sacrificare è un
sacrificio che comunque deve trovare delle misure compensative
perché è chiaro che la regola base è quella di non abbandonare le
patologie esistenti perché non si muore solo di Covid, questo lo
ribadiamo, ma è un concetto che abbiamo, come dire, ormai credo
standardizzato.
Però, mi chiedo: a fronte di questi grandi sacrifici nella
rimodulazione degli ospedali, e mi riferisco al Covid center di
Palermo, come mai ad oggi i fondi che sono stati stanziati al
soggetto attuatore dell'emergenza, ingegnere D'Urso, come mai
questi fondi ancora non sono arrivati in Sicilia? Perché ad oggi
nella sola struttura dell'Ospedale Cervello, e mi riferisco allo
stabile A e B dell'Ospedale Cervello, avremmo avuto già cento posti
letto nuovi o meglio cento posti che vengono riconvertiti perché,
con una nuova disposizione e con l'adeguamento delle strutture,
oggi, conti alla mano, sarebbero stati pronti al 31 di gennaio
cento posti. Il che, probabilmente, non avrebbe evitato lo
spostamento dell'ostetricia e della ginecologia, non avrebbe
evitato di penalizzare pronto soccorso pediatrico piuttosto che
alcuni aspetti di alcune patologie da ambulatorio o comunque
attività ambulatoriali, ma sicuramente verrebbe incontro ad
un'esigenza pressante che è quella di venire incontro a questo
numero così esorbitante di contagi che ci impongono ulteriori
allargamenti.
Allora, mi chiedo: se questo Governo che oggi per altre vicende
abbiamo, come dire, analizzato, Governo nazionale ovviamente, ci
sottopone anche, come dire, un po' con tempi da acqua alla gola
perché diciamocela tutta un rinvio continuo del Consiglio dei
Ministri lascia pensare anche a colui e a colei che sono meno, come
dire, inclini alla polemica, però onestamente questo continuo
rimandare, certamente, lascia molto perplessi
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Caronia.
CARONIA. Concludo. Allora, mi chiedo: ma perché questo Governo
nazionale, per quanto riguarda la Protezione civile, nelle Regioni
del Nord ha già provveduto addirittura a definire gli interventi
cosiddetti Covid, mentre qui in Sicilia ancora stentiamo ad avere
le risorse necessarie ad adeguare le strutture e mi riferisco a
quelle di Palermo perché sono quelle che conosco meglio, ma la
problematica è estesa su tutto il territorio. Ricordiamoci che
abbiamo ancora per esempio il CTO da riconvertire.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la prossima settimana tratteremo le
interrogazioni. Deve concludere.
CARONIA. Sì. La conclusione è semplicissima. Desidero chiedere
all'Assessore se ci può dare informazioni in merito a questa
specifica domanda cioè se il Governo nazionale darà, a brevissimo,
quello che ci è dovuto ossia le somme per l'emergenza Covid per la
edilizia sanitaria dedicata alle strutture che servono proprio
all'emergenza. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, se l'Assessore è in condizione, in via del tutto
eccezionale, di rispondere a domande estemporanee, bene, però
voglio ricordare che durante la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si è stabilito che giorno 26 ci sarà una seduta
apposita anche per dare dignità alle questioni che state
sollevando.
CAPPELLO. Chiedo di palare.
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Cappello, che è membro della
Commissione Sanità', sta chiedendo di parlare sull'argomento
sanita. No, no, non si può aprire un dibattito, onorevole De Luca
Non si può aprire un dibattito sulla sanità perché la prossima
settimana
(Proteste in Aula)
ma che non riguarderà sanità e domande all'Assessore.
CAPPELLO. Signor Presidente, intanto la ringrazio. Assessore
Razza, le sottopongo una questione di massima gravità che riguarda
l'Ospedale Gravina di Caltagirone. Le rappresento che attualmente
al pronto soccorso, al MCAU, sono in servizio soltanto 7 medici sui
24 previsti in pianta organica e in cardiologia emodinamica UTIC
sono in servizio soltanto 9 medici sui 25 previsti.
Assessore Razza, stiamo rischiando seriamente di non consentire a
questi medici che già non ce la fanno di fare i turni di servizio e
quindi stiamo rischiando di chiudere due importanti unità operative
complesse, quella del pronto soccorso che ribadisco, vede in
servizio soltanto 7 medici e quella di cardiologia.
Assessore Razza, le abbiamo rivolto durante questi mesi tantissimi
atti ispettivi e, ahimè, non abbiamo ancora ricevuto risposta. Noi
la invitiamo a fare, nel più breve tempo possibile, degli atti
concreti per rimpinguare il personale di questo Ospedale perché il
Calatino non può permettersi in alcun modo di vedere chiusi due
reparti che servono un bacino che conta più di 150 mila utenti.
Siamo di fronte ad atti di una gravità assoluta e questa inerzia
non è tollerabile da chi governa la sanità in Sicilia.
PRESIDENTE. Messaggio chiarissimo. Prego, assessore Razza.
RAZZA, assessore per la salute. Non conosco niente di più grave
della menzogna da qualsiasi parte provenga, in qualsiasi Aula possa
essere pronunciata e ne abbiamo avuto la prova alcuni minuti fa
perché sarebbe bastato, come tutti sanno drammaticamente, leggere
gli atti dell'Azienda Sanitaria provinciale di Catania per sapere
che sono stati fatti i concorsi sia a tempo determinato che a tempo
indeterminato per tutte le specialità e che, purtroppo, si versa
drammaticamente in una grandissima crisi di professionalità e di
specialisti, basti solo pensare che sono state centinaia i concorsi
per avere detto che
(Proteste in Aula)
Vede, onorevole Cappello, la menzogna è avere detto che non sono
stati prodotti degli atti mentre gli atti sono stati prodotti e
pubblicati. La menzogna è provare a dire sempre che non si sono
fatte le cose che invece sono state fatte
PRESIDENTE. Colleghi, o vi zittire oppure devo chiudere l'Aula
RAZZA, assessore per la salute. la menzogna è in ogni sua
manifestazione
PRESIDENTE. La seduta è conclusa ed è rinviata al 26 gennaio 2021
con l'agenda Sanità, per quanto riguarda la Sanità, mentre domani
tratteremo gli argomenti commemorazione e nucleare.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 20 gennaio
2021, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 19.58 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
245a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 20 gennaio 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE EMANUELE MACALUSO
II -COMUNICAZIONI
III - DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI E INTERROGAZIONI SULLA
QUESTIONE DELL'INDIVIDUAZIONE DI ALCUNE ZONE DELLA REGIONE
DESTINATE AD ACCOGLIERE DEPOSITI DI SCORIE NUCLEARI (V. allegato)
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n.
19 recante norme sul governo del territorio (n. 911/A)
Relatore: on. Savarino
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso ai corsi
universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264 (n.
766/A)
Relatore: on. Sammartino
3) Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane.
(n. 783/A)
Relatore: on. Lo Curto
4) Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio I) (Seguito)
Relatore: on. Savona
5) Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio II)
Relatore: on. Savona
6) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali delle Zes e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale . (n. 893/A - Stralcio III)
Relatore: on. Savona
7) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
8) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazione:
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 1835 - Interventi in merito alle procedure seguite per le
assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed
a.t.a. per l'anno scolastico 2020/2021.
Firmatari: Dipasquale Emanuele
- Con nota del firmatario, protocollata al n. 798-PRE/2020 del 9
dicembre 2020, è stata chiesta la procedura d'urgenza, accordata
in pari data dal Presidente dell'Assemblea ai sensi dell'articolo
143 Reg. int. Ars.
(*) La risposta alla suddetta interrogazione sarà pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1937 - Chiarimenti in merito alla nuova sede del Commissariato
della Polizia di Stato a Niscemi (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1938 - Chiarimenti urgenti in merito alle gravi condizioni di
degrado in cui versa l'Istituto professionale servizi per
l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera di San Michele di
Ganzaria (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1939 - Chiarimenti urgenti in merito alla recente
somministrazione di dosi per la vaccinazione anti Covid-19 a
rappresentanti degli studenti dell'Università degli studi di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1940 - Iniziative volte alla messa in funzione dei due
tomografi a risonanza magnetica in dotazione ai presidi ospedalieri
di Patti e Sant'Agata di Militello (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Laccoto Giuseppe
N. 1941 - Chiarimenti in merito alle procedure di mobilità indette
dalle diverse ASP del territorio regionale ed alle relative
graduatorie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 369 - Chiarimenti sulla legittimità delle delibere di Giunta
nn. 322 del 2019, 80 e 296 del 2020, in relazione alle competenze
della Regione siciliana in materia urbanistica.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Barbagallo Anthony Emanuele
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 492 - Iniziative urgenti presso il Governo nazionale in merito
alla proposta di localizzazione nel territorio regionale di siti
potenzialmente idonei allo stoccaggio di scorie radioattive.
Di Mauro Giovanni; Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe
Presentata il 12/01/21
N. 493 - Iniziative volte ad evitare che la Sicilia divenga sede
definitiva per la collocazione del Deposito Nazionale dei rifiuti
radioattivi e del Parco Tecnologico.
Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
Presentata il 12/01/21
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposta scritta ad interrogazione