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Resoconto d'Aula della Seduta n. 244 di martedì 19 gennaio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.41

   PRESIDENTE.  La  seduta  è aperta. Onorevoli  colleghi,  è  appena
  terminata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  un
  attimo  che  vi do la risultanza, la stiamo predisponendo;  allora,
  andiamo  avanti  e  poi  vi  dirò  l'esito  della  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed  è considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Arancio e Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione relativa a cariche interne di Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -con nota datata 19 gennaio 2021 e protocollata al n. 363-ARS/2021
  del   19  gennaio  2021,  il  Presidente  del  Gruppo  parlamentare
   Fratelli  d'Italia , on. Amata, ha comunicato  che  l'on.  Gaetano
  Galvagno  è  stato designato quale Segretario del  predetto  Gruppo
  parlamentare;

   -con  nota datata 18 gennaio 2021 e protocollata al n. 34-PRE/2021
  del  19  gennaio  successivo,  gli onorevoli  Antonio  Catalfamo  e
  Vincenzo  Figuccia hanno, fra l'altro, trasmesso copia del  verbale
  della  riunione del Gruppo parlamentare  Lega Sicilia  per  Salvini
  premier   del 18 gennaio 2021, nel corso della quale si è proceduto
  all'elezione  del  Vicepresidente  e  del  Segretario  del   Gruppo
  medesimo  nelle persone, rispettivamente, dell'on. Orazio Ragusa  e
  dell'on. Vincenzo Figuccia.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreti di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE. Do lettura dei decreti di componenti di Commissione:

                         Repubblica  Italiana

                        ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                                            I L    P R E S I D E N T
                 E                                 12

   VISTE  le  dimissioni,  datate  18  gennaio  2021,  dell'onorevole
  Riccardo  Gallo  da  componente della  VI  Commissione  legislativa
  permanente Salute, servizi sociali e sanitari, protocollata in pari
  data al n. 360-ARS/2021;

   VISTA  la  nota,  a  firma del Presidente del Gruppo  parlamentare
   Forza Italia', on. Calderone, protocollata al n. 361-ARS/2021  del
  18 gennaio 2021, con la quale si designa l'on. Tommaso Calderone  a
  componente   della   suddetta  Commissione  in   sostituzione   del
  dimissionario;

   CONSIDERATO  che  l'on.  Calderone fa parte  dello  stesso  Gruppo
  parlamentare dell'on. Gallo;

   CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere  alla   relativa
  sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Tommaso  CALDERONE è  nominato  componente  della  VI
  Commissione  legislativa  permanente  Salute,  servizi  sociali   e
  sanitari, in sostituzione dell'onorevole Gallo, dimissionario.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

     Palermo, 19 gennaio 2021

                               «Repubblica  Italiana

                        ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                                            I L    P R E S I D E N T
                 E                                 13

   VISTE  le  dimissioni,  datate  18  gennaio  2021,  dell'onorevole
  Tommaso  Calderone  da componente della II Commissione  legislativa
  permanente Bilancio,  protocollata in pari data al n. 358-ARS/2021;

   VISTA  la  nota,  a  firma del Presidente del Gruppo  parlamentare
   Forza Italia', on. Calderone, protocollata al n. 359-ARS/2021  del
  18 gennaio 2021, con la quale si designa l'on. Bernardette Grasso a
  componente   della   suddetta  Commissione  in   sostituzione   del
  dimissionario;

   CONSIDERATO  che  l'on.  Grasso  fa  parte  dello  stesso   Gruppo
  parlamentare dell'on. Calderone;

   CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere  alla   relativa
  sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Bernardette  GRASSO è nominata  componente  della  II
  Commissione   legislativa  permanente  Bilancio,   in  sostituzione
  dell'onorevole Calderone, dimissionario.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

    Palermo, 19 gennaio 2021»


      Cordoglio per la scomparsa dell'onorevole Emanuele Macaluso

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di cominciare aspetterei  il
  Gruppo  del  PD.  Onorevole Lupo, vorrei cominciare, dolorosamente,
  con  la  notizia  della  morte  dell'onorevole  Emanuele  Macaluso.
  Onorevole  Barbagallo, sto parlando dell'onorevole Macaluso  che  è
  morto stanotte, se potessimo
   Emanuele  Macaluso aveva 96 anni ed è stata certamente  una  delle
  persone più importanti della storia della politica siciliana.
   Nell'immediato dopoguerra fu Segretario regionale della  Cgil,  fu
  deputato  regionale, deputato alla Camera, senatore e  giornalista,
  anche direttore di testate molto importanti, ma fu un uomo che  non
  ha  veramente mai avuto paura di andare controcorrente  quando  era
  necessario, anche quando alcune sue prese di posizione gli si  sono
  rivoltate contro.
   Fu  protagonista e nello stesso tempo testimone del   900,  nonché
  coscienza critica di questo primo ventennio del 2000.
   Uno  degli  ultimi  interventi che fece Emanuele  noi  abbiamo  il
  grande  piacere  di ricordare che fu fatto proprio  all'interno  di
  questa  Assemblea, era il 30 aprile del 2019, nel  cortile  Maqueda
  del nostro Palazzo commemorò Pio La Torre, segretario regionale del
  PCI  assassinato dalla mafia, e  in quell'occasione ebbe a dire una
  cosa  di  grandissima importanza per tutti noi credo  un  vanto  ed
  un'importanza  enorme.  Lui disse che era la  prima  volta  che  si
  commemorava  un  assassinio di mafia, una  persona  che  era  stata
  assassinata dalla mafia all'interno di questa Assemblea che, prima,
  veniva  sempre considerata come il  Palazzo della mafia  o comunque
  il  Palazzo della politica mafiosa .
   Emanuele,   in  quell'occasione,  veramente  fece  un   intervento
  straordinario in cui disse che la sua era una felicità,  quella  di
  commemorare  dentro questo Palazzo Pio La Torre perché voleva  dire
  che  erano cambiate le cose, che questo non era più il Palazzo  del
  malaffare  ma  era  diventato  il Palazzo  della  legalità  e  che,
  comunque,  la  politica  era molto cambiata e  che  l'atteggiamento
  della politica nei confronti della mafia era molto cambiato.
   Per me fu un grandissimo onore sentirgli dire quelle cose, ma è un
  onore che era riferito a tutti, un onore che, credo, dobbiamo avere
  tutti  perché  il  fatto che noi, oggi, si sia protagonisti  di  un
  momento  politico  in  cui anche persone del  livello  di  Emanuele
  Macaluso  abbiano  riconosciuto che non è più  quel  momento  della
  politica  che aveva commistioni continue con la mafia - per  carità
  non  finiranno  mai  le commistioni - ma certamente,  oggi,  questo
  Palazzo non è più quello che era, il palazzo del malaffare.
   Nel   '41,   a  24  anni,  aderì  al  Partito  comunista  italiano
  clandestino; fu convinto antifascista, fu grande amico di  Leonardo
  Sciascia  oltre che di tutti i maggiori dirigenti del PCI siciliano
  e fu il primo segretario regionale della CGIL.
   Il  suo  impegno contro la mafia fu costante ed, insieme a Pio  La
  Torre,  fu  addirittura arrestato e processato per aver occupato  i
  feudi  di  Corleone, Bisacquino che, allora, erano controllati  dal
  boss della mafia Luciano Liggio.
   Nel  '51 diventò per la prima volta deputato regionale, eletto nel
  collegio  di Caltanissetta e, poi, rieletto nel '55 e nel '59.  Nel
  '56  lasciò  il sindacato per passare alla guida del PCI siciliano.
  Nel '63 fu eletto deputato alla Camera e dal '76 al '92 al Senato.
   Vera   coscienza  critica  della  Sinistra,  Macaluso  ha   sempre
  intrecciato  il  suo impegno politico con quello  del  giornalista.
  Collaborò  con  la Voce della Sicilia ma fu, poi,  editorialista  e
  direttore  dell'Unità,  che  era  la  voce  ufficiale  del  Partito
  comunista.
   Con  Emanuele  Macaluso scompare veramente una  delle  figure  più
  straordinarie  della politica di questa Terra. Per cui,  credo  che
  sia obbligo mio e di tutti voi fare un momento di raccoglimento  in
  sua memoria.

      (Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
                            raccoglimento)

  Onorevoli colleghi,  la Conferenza dei Capigruppo, terminata  pochi
  minuti  fa,  ha, peraltro, deciso di calendarizzare già per  domani
  pomeriggio la commemorazione dell'onorevole Emanuele Macaluso,  con
  condizioni  che sono quelle che sono dovute al Covid, per  cui  non
  potremo avere pubblico, però sarà nostra cura avvertire i familiari
  di questo momento.
  Poi,  abbiamo anche immaginato, non potendo avere i familiari  qua,
  non  potendo  avere la possibilità anche di un  incontro  e  di  un
  dibattito  con le persone che meglio lo hanno conosciuto,   abbiamo
  ritenuto   di   preannunciare  l'organizzazione  di  un   convegno,
  organizzato  qui  in  Assemblea  direttamente  dall'Assemblea,  sul
  personaggio Emanuele Macaluso, anche su richiesta, su indicazione -
  per  cui  lo ringrazio - del Presidente Fava. Abbiamo oggi  inviato
  alla Camera mortuaria una corona di fiori dell'Assemblea regionale,
  quindi,  di tutti noi. Lo ringrazio per questa idea che mi ha  dato
  perché  era effettivamente nostro dovere farlo e, quindi,  è  stato
  fatto con grande piacere da parte di tutti noi.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Passiamo a quello che la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi   parlamentari  Capigruppo  ha  effettivamente  determinato.
  Intanto,  per quanto riguarda le Commissioni è stata data  priorità
  all'esame  dei  disegni di legge ddl voto in materia  di  contrasti
  agli  incendi, ddl in materia degli enti locali; tutte questa altre
  cose  non  ne abbiamo parlato in effetti non so perché  sono  state
  inserite.
   Per  quanto riguarda l'Aula, domani 20 gennaio 2021 commemorazione
  dell'onorevole  Macaluso  e a seguire interverrà  un  deputato  per
  Gruppo;  abbiamo  lasciato, su richiesta dell'onorevole  Lupo,  due
  interventi  al  PD perché rappresentante del partito dell'onorevole
  Macaluso,  e poi un intervento per Gruppo per cui diciamo  che  nel
  giro   di   un'ora   si   dovrebbe  terminare  la   commemorazione.
  Immediatamente  dopo  passeremo  al  dibattito  sull'individuazione
  delle  zone  per  il  deposito di scorie  nucleari,  alla  presenza
  dell'assessore  Cordaro; quindi, chiunque  abbia  interrogazioni  o
  cose  da  presentare  per domani, domani è il giorno  delle  scorie
  nucleari.
   Domani  poi  incardiniamo tutti i disegni  di  legge  che  abbiamo
  previsto  che  sono quelli pronti per l'Aula che possiamo dire  che
  sono:   Numero chiuso per l'accesso ai corsi di laurea , il disegno
  di legge voto,  Governo del territorio e consorzio delle autostrade
  siciliane ,    Misiliscemi   e  le  norme  che  stiamo  verificando
  dell'893, che sarà possibile stralciare dall'893, che non prevedono
  nemmeno  un  euro  di spesa, perché siamo entrati  in  sessione  di
  bilancio.
   Quindi, martedì 26 inizieranno i disegni di legge che incardiniamo
  domani, il 27 mattina ci saranno alcuni, e li stiamo prevedendo per
  le prossime settimane, dei dibattiti tematici, dove si discuteranno
  le  interrogazioni parlamentari, si presenteranno  gli  ordini  del
  giorno  tematici  che erano stati presentati  o  che  si  volessero
  presentare  sugli  argomenti e ci sarà  la   Sanità ,  quindi  alla
  presenza  dell'assessore  Razza,  mercoledì  27  alle  ore   11.00.
   L'Agricoltura ,  che era prevista già per questo giovedì  mattina,
  purtroppo  l'Assessore  ci  ha fatto  sapere  che  non  può  essere
  presente,  quindi la ricalendarizziamo quanto prima nella  prossima
  settimana, spero.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Molto rapidamente, Presidente. Sono certo che le ragioni
  che  hanno  indotto  a  definire  il  calendario  dei  lavori  sono
  assolutamente  quelle  che imponeva un po' il cronoprogramma  delle
  attività, sono certo che tutti i punti a cui è stata data  priorità
  sono   assolutamente   essenziali,   ma   volevo   chiederle,   non
  partecipando

   PRESIDENTE. So che mi vuole dire che ne manca uno.

   FIGUCCIA.  No, non ne manca; ecco, dire che manca no, perché  sono
  certo che lei ormai ce l'ha nel cuore e nel cassetto e che, quindi,
  questo  che già lei sa essere nel cuore e nel cassetto,  ovvero  il
  riferimento ai Consorzi di bonifica, e non  lo tratto perché  ormai
  lo   conosciamo  tutti  i  Gruppi  parlamentari  e  lei  in  testa,
  essendosene occupato anche in quest'Aula e avendo rassicurato tutti
  i  Gruppi  parlamentari che si tratta di una priorità, per  evitare
  che  rimanga  questo stallo, garantendo, così,  la  possibilità  ai
  settantottisti  di  diventare  centunisti  e  così  via   fino   ai
  centocinquantunisti per passare a tempo indeterminato, in  modo  da
  andare  incontro, signor Presidente, non solo ai limiti che vengono
  imposti   alla   categoria,  ma  al  mondo  dell'agricoltura   che,
  ovviamente,  dei  Consorzi di bonifica ne  è  coinvolto.  E  in  un
  momento tra l'altro così particolare, che ha visto il passaggio  di
  consegne,  rispetto agli entrambi stimatissimi,  prima  l'Assessore
  Bandiera  che  certamente  ha  fatto  un  grande  lavoro  e  adesso
  all'Assessore  Tony  Scilla,  che approfitto  per  salutare  certo,
  conoscendolo,   che   sarà  in  grado   di   dare   un   contributo
  importantissimo  non  solo nel settore specifico  dei  Consorzi  di
  bonifica  ma  per tutte le riforme che aspettano un intervento  del
  Parlamento  e  del  Governo in seno ai Consorzi di  bonifica,  alla
  forestazione, al mondo della pesca. Do il benvenuto, ovviamente,  e
  auguro  buon  lavoro  anche  all'Assessore  per  gli  enti  locali,
  assessore  Zambuto. Il quesito era sempre quello: la  prego  ancora
  una  volta di rassicurarmi perché si possa passare all'approvazione
  della legge di bilancio tenendo riferimento all'impegno che abbiamo
  preso.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Figuccia,  io  la  ringrazio  per   questo
  intervento;  se lei non lo avesse fatto, glielo avrei  chiesto.  Lo
  dico  sinceramente, perché siccome questo è un impegno che  abbiamo
  preso,  ma  vorrei comunicare che non c'è nessuna dimenticanza  nel
  senso  che  è già previsto. Stiamo facendo in queste due settimane,
  in  attesa di ricevere la finanziaria del Governo, quei disegni  di
  legge che non prevedono spesa. Per cui, tutti questi di cui abbiamo
  parlato oggi e quelli che calendarizziamo a partire da domani, sono
  tutti  disegni di legge ordinamentali che non prevedono nemmeno  un
  euro di spesa.
   Tutti  gli  altri  già  previsti e che  sono  ovviamente  più  che
  prioritari,  qualcuno anche più di questi di cui abbiamo  discusso,
  abbiamo già stabilito che il Governo li inserirà direttamente nella
  finanziaria,  in modo da non aspettare nemmeno il dopo  finanziaria
  ma  li  discuteremo in finanziaria. E siccome c'è  un  obbligo  nei
  confronti del Governo nazionale - pena l'accordo che è stato appena
  siglato  pochi  giorni fa a Roma - che la Finanziaria  deve  essere
  votata  entro  il  28 febbraio, noi abbiamo la certezza  che  tutto
  quello di cui stiamo parlando sia i disegni di legge di cui abbiamo
  parlato prima, sia tutto quello che andrà in Finanziaria tra cui il
  turnover  dei  Consorzi,  sarà certamente  approvato  entro  il  28
  febbraio.  Ci sono delle situazioni di tipo tecnico che  non  posso
  superare,  che  sono  quelle  per cui  fino  a  che  non  ci  viene
  presentata  la Finanziaria non possiamo fare disegni  di  legge  di
  spesa.  Per  cui, quelli che sono inseriti sono tutti ordinamentali
  senza  nemmeno un euro di spesa. Per cui, questi sono assolutamente
  garantiti, glielo dico io materialmente su sua richiesta  perché  è
  una  certezza  che  possono  avere.  Poi  l'Aula  può  approvare  o
  bocciare,  non posso pretendere nulla, ma che il tutto verrà  fatto
  in  Finanziaria,  e  quindi che entro il  28  febbraio  tutto  sarà
  approvato, è una assoluta certezza. Questo lo possiamo dare

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. E' sull'ordine dei lavori? Perché il dibattito oggi  è
  un altro.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.   Ora  gliela  do  la  parola,  stavo   parlando   con
  l'onorevole  De  Luca  che  mi aveva  chiesto  la  parola  e  stavo
  ricordando che il dibattito di oggi è sull'accordo Stato-Regione  e
  siccome ho già risposto all'onorevole Figuccia che tutto quello che
  comporta spesa verrà inserito direttamente in Finanziaria che si fa
  immediatamente  perché c'è l'impegno con il Governo  nazionale  che
  tutto  deve  essere approvato entro il 28 febbraio.  Dopodiché  lei
  chiede la parola, onorevole Dipasquale, si figuri se non gliela do

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, non è per mancanza  di  garbo  nei
  suoi  confronti  perché è risaputo il rispetto  che  ho  della  sua
  persona e del suo ruolo, però ogni volta che interviene l'onorevole
  Figuccia  per  parlare  dei  Consorzi io già  sono  automaticamente
  prenotato. Quindi, lei lo sa bene, perché non è possibile,  dico  a
  me  fa  piacere, siccome è da tre anni che parliamo di Consorzi  di
  bonifica, che vogliamo la riforma e non c'è, che vogliamo che venga
  risolto il problema dei canoni per gli agricoltori, perché veda  il
  problema   degli   agricoltori  non  è   se   sono   sessantunisti,
  ottantunisti, novantunisti o centunisti, il problema che hanno  gli
  agricoltori sono le bollette che arrivano per migliaia e migliaia e
  decine  di  migliaia  di  euro,  quindi,  vogliamo  risolvere   ora
  velocemente la parte relativa al turnover? Che ben venga  L'abbiamo
  detto,  andava fatta anche prima ma, contestualmente, mi  auguro  e
  per  questo la invito, Presidente, perché il problema dei  Consorzi
  di bonifica non è solo il turnover, è la riforma che ad oggi non  è
  stata  fatta e non per colpa sicuramente della minoranza  ed  è  la
  possibilità per gli agricoltori di avere dimezzati i canoni idrici,
  quindi, su questa vicenda ogni volta che qua si interviene per dire
  che  stiamo  risolvendo  la  questione,  ovviamente,  mi  consideri
  prenotato.

   PRESIDENTE.  E' corretto che tutti quelli che stanno lavorando  su
  un  argomento ritengano di prendere la parola e di comunicarlo  per
  cui  non  c'è  niente  di  male, onorevole  Dipasquale,  nella  sua
  richiesta,  né  io  mi  sarei permesso  di  considerarla  come  una
  richiesta   non  legittima  e  non  quasi  scontata  ma  certamente
  legittima.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Dopo l'intervento dell'onorevole  De
  Luca  però perché altrimenti andiamo avanti su altri argomenti,  do
  la  parola  all'assessore Armao per iniziare il dibattito,  quindi,
  una piccola relazione per quanto un po' più ampia di quella di ieri
  e si apre il dibattito sull'Accordo tra lo Stato e la Regione.

   DE  LUCA. Signor Presidente, innanzitutto volevo evidenziare a lei
  personalmente,  che  oggi in Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  avete calendarizzato dei disegni di legge  che  erano
  ritenuti per l'appunto pronti per l'Aula, le volevo evidenziare che
  ci  sono  diversi  disegni di legge che sono stati approvati  nelle
  competenti  Commissioni  e,  in  particolare,  mi  riferisco   alla
  Commissione   Sanità',  disegni di  legge  importanti  come  quello
  sull'Alzheimer o sull'istituzione dell'infermiere di  famiglia  che
  da oltre un anno, da oltre un anno, attendono la trasmissione della
  relazione  da parte dell'Assessorato competente e non  è  possibile
  consentire  che  l'autonomia legislativa di questo  Parlamento  sia
  paralizzata  dagli organi amministrativi-burocratici,  per  cui  la
  invito  caldamente,  Presidente,  a  redarguire  il  Governo  e   i
  Dipartimenti  affinché  siano  emesse  e  trasmesse  le   relazioni
  tecniche  ed  economiche  dei  disegni  di  leggi  approvati  nelle
  Commissioni.
   Seconda  cosa,  Presidente, ho notato  anche  senza  desiderio  di
  diatriba  che nell'ordine dei lavori dei prossimi disegni di  legge
  che   arriveranno  in  Aula  c'è  anche  quello  che  riguarda   la
  trasformazione del CAS in ente pubblico economico, questione  sulla
  quale  non  abbiamo, come Movimento Cinque Stelle,  alcun  tipo  di
  riserva, però desidero evidenziare due questioni: la prima è che il
  disegno  di  legge,  se  pur  con una  bollinatura  del  Ragioniere
  generale,  non  è  passato dalla Commissione  Bilancio'  e  siccome
  comunque  si tratta di trasformare un consorzio in una partecipata,
  credo che debba passare dalla Commissione  Bilancio' perché non  lo
  vorrei  poi  trovare  in  Aula  per  poi  tornare  indietro  perché
  perderemmo ulteriore tempo e non è giusto per i lavoratori  che  si
  perda altro tempo, quindi, verifichiamo prima se deve passare dalla
  Commissione   Bilancio' anche perché la costituzione di  una  nuova
  partecipata  potrebbe confliggere con l'accordo  Stato-Regione  che
  avete  firmato  un  paio  di giorni fa. Però,  ripeto,  non  è  una
  contrapposizione  ideologica, anzi è un disegno di  legge  che  noi
  accogliamo  con  favore,  però dobbiamo un  attimino  rispettare  i
  passaggi.
   Infine,  Presidente, vorrei chiedere come mai l'assenza  oggi  del
  presidente  Musumeci, atteso che al netto della competenza  che  ci
  mostrerà  l'assessore  Armao,  comunque,  è  un  atto  firmato  dal
  Presidente  e  conseguentemente  al  netto  di  chi  relazionerà  e
  spiegherà  perché manca chi ha la titolarità della  firma  e  della
  rappresentanza della Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. Sull'ultima domanda la risposta è fin troppo semplice,
  l'assessore  Armao  ha la delega dell'economia  per  cui  l'accordo
  Stato-Regione  è  stato  gestito  direttamente,  in  Consiglio  dei
  Ministri, dall'assessore Armao per cui questa è ovviamente una cosa
  che non ha risposta.
   Per  quanto  riguarda  la  prima  sua  domanda,  siamo  stati   in
  Capigruppo  poco fa. Se il suo Presidente di Gruppo  ce  lo  avesse
  detto prima l'avremmo messo

                     (Intervento fuori microfono)

   Benissimo,  allora  se  noi  possiamo chiedere  la  priorità  alle
  Commissioni e, di conseguenza, chiedere al Governo se fosse per  la
  mancanza della relazione tecnica, una sollecitazione.
   E' una cosa che abbiamo fatto già più volte e più volte il Governo
  quando  ha  potuto  -  ma deve potere - ci  ha  fatto  arrivare  la
  relazione tecnica.
   Approfitto della presenza di quattro responsabili del Governo  per
  chiedere  ancora  ora che su questo argomento  si  possa  avere  la
  relazione  tecnica in modo da potere affrontare, da potere  portare
  al voto finale questa questione.
   C'erano altre domande? Mi sembra di no.


                 Dibattito sull'Accordo Stato-Regione

   PRESIDENTE. Possiamo dare la parola all'assessore Armao e iniziare
  l'ordine  del  giorno  di  oggi che prevede  proprio  il  dibattito
  sull'accordo  Stato-Regione  che,  firmato  dal  Presidente   della
  Regione,  è stato gestito interamente dall'Assessore per l'economia
  che,  peraltro  è anche Vicepresidente della Regione,  per  cui  ha
  tutta la titolarità per essere colui che presenta.
   Diciamo - anzi - che se ci fosse stato il Presidente della Regione
  avrebbe  avuto  bisogno accanto dell'assessore  Armao  perché  l'ha
  gestita  direttamente  lui  e quindi  è  lui  che  ne  può  parlare
  certamente meglio di chiunque altro. Prego Assessore.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Le sue  parole  mi  lusingano,
  Presidente. Grazie.
   La  questione  che mi si chiede oggi di illustrare  che  ieri  ho,
  sinteticamente,   portato  all'attenzione   del   Parlamento   che,
  peraltro,  la  conosceva  in quanto immediatamente  trasmessa  alla
  Commissione  Bilancio', attiene all'ultima delle fasi di una  lunga
  attività  di  negoziato intervenuta fra la Regione siciliana  e  lo
  Stato.
   Vorrei  cominciare  con  una  frase di Massimo  Ganci,  importante
  storico  palermitano e siciliano, che è stato  in  quest'Aula  come
  deputato   indipendente  del  Partito  Comunista  -  andava   molto
  orgoglioso  della  sua indipendenza che veniva  dalla  sua  statura
  intellettuale che lo rendeva come tutti i grandi studiosi  un  uomo
  con  le  sue  peculiarità - che nella prefazione di  un  bel  libro
   Storia  antologica  dell'Autonomia siciliana   del  1980  -  ormai
  introvabile  se  non nelle biblioteche, quello che  c'è  in  questa
  Biblioteca  è  stato donato dal professore Renda,  altro  esponente
  parlamentare  del  Partito Comunista - diceva   la  tipicità  della
  storia  dell'Isola è un dato ricorrente nei secoli, è l'aspirazione
  all'autogoverno sempre puntualmente frustrata per colpa degli altri
  ma  soprattutto  per colpa dei siciliani stessi, di  guisa  che  la
  delusione   assurge  ad  emblema  della  psicologia  collettiva   e
  individuale del nostro popolo .
   E'  un  giudizio ostentoreo, è un giudizio molto duro ma  che,  in
  qualche  modo,  richiama alcune condizioni  degli  accordi  fra  la
  Regione  e  lo  Stato, nel senso che i siciliani  sia  direttamente
  coinvolti,   ma  soprattutto  quelli  che  non  sono   direttamente
  coinvolti, spesso lavorano piuttosto per la propria Terra, lavorano
  per  obiettivi di piccolo cabotaggio che mal si conciliano  con  le
  strategie del nostro popolo.
   L'intesa  del gennaio 2021 è un'intesa che il ministro  Provenzano
  ha  definito in Consiglio dei Ministri, al quale ho partecipato  su
  delega del Presidente per l'approvazione della norma di attuazione,
  come un'intesa storica.
   Non  so  se posso convenire con questo giudizio così generoso  nei
  confronti di questo accordo, a me sembra un accordo a cui ci  siamo
  dovuti  attenere perché esattamente un anno fa, nel dicembre  2019,
  vado  alla  norma di attuazione alla quale si riferisce  l'accordo,
  cioè  il decreto legislativo n. 158 del 2019, quando la Commissione
  paritetica aveva già trasmesso il testo, alcuni esponenti siciliani
  di  forze  politiche dissero  ma questa è una vergogna, si consente
  alla  Sicilia  di  spalmare in 10 anni il  disavanzo  senza  alcune
  condizioni,  senza alcune puntuali precisazioni  che  conducano  la
  Regione  verso il risanamento , come se la Regione non  avesse  una
  resipiscienza,  una capacità di guardare all'innovazione,  guardare
  al  cambiamento. Non perché il cambiamento sia giusto in sé, diceva
  Churchill  che  il  cambiamento  è  giusto  se  volge  al   meglio,
  altrimenti il cambiamento è fine a sé stesso.
   Bene,  cosa  accadde?  Accadde che la  Commissione  paritetica  si
  dovette  riunire nuovamente il 23 dicembre. Se andate a vedere  nel
  preambolo  del decreto legislativo n. 158 vedrete che  la  data  di
  delibera  della  Commissione paritetica coincide  con  la  data  di
  deliberazione  del  Consiglio dei ministri, cosa  diciamo  che  non
  accade   mai   perché  questa  tempestività  del  passaggio   dalla
  Commissione  paritetica al Consiglio dei ministri non c'è,  non  ci
  può  essere.  Credo  che  sia un unicum nel  panorama  delle  norme
  attuative  dello Statuto siciliano perché da parte di  qualcuno  si
  pretese politicamente che ci fossero questi vincoli.
   Entra  in  vigore il decreto legislativo n. 158, cui  ieri  questo
  eccellentissimo  Parlamento  ha dato  attuazione  anche  attraverso
  l'istituzione  del  Collegio  dei  revisori,  un'innovazione   che,
  certamente,  farà  progredire l'attenzione verso  l'equilibrio  dei
  conti  e  verso la fluidità dei dati di bilancio perché aiuterà  il
  Governo  e  l'Assemblea a valutare meglio gli equilibri di  finanza
  pubblica.
   L'accordo  in qualche modo ha incrociato per la sua attuazione  la
  pandemia.  E'  entrato in vigore a gennaio, quando  si  cominciò  a
  lavorare  per  dargli attuazione, come voi sapete,  è  arrivato  il
  dramma  che  ancora  oggi  attanaglia il nostro  Paese,  il  nostro
  continente, l'intero mondo.
   Per  far fronte agli impegni che prevedevano che entro la fine  di
  marzo la Regione dovesse concordare con lo Stato, non su iniziativa
  della Regione, ma concordare con lo Stato questi famosi adempimenti
  per consentire la cosiddetta spalmatura, il ripianamento decennale,
  anziché  triennale, perché non dimentichiamo che  queste  norme  di
  attuazione  traggono  spunto  dalla  circostanza  che,  mentre   la
  prescrizione  del  decreto legislativo  n.  118  che  le  norme  di
  attuazione proprio volevano correttamente recepire nell'ordinamento
  interno, perché quelle del 2016 attraverso legge ordinaria  non  fu
  una  forma di recepimento corretto, perché proprio previsione della
  legge  sul  federalismo  fiscale  di  cui  il  decreto  n.  118   è
  attuazione,   per   le  speciali  l'attuazione  della   legge   sul
  federalismo  fiscale  deve  essere declinata  attraverso  norme  di
  attuazione e non attraverso legge ordinaria né dello Stato né della
  Regione.  Quindi,  non  solo  recepimmo  correttamente  quel   tema
  dell'ordinamento  contabile armonizzato, ma  si  pose  il  problema
  dell'attuazione di questo accordo.
   Il  13  di  febbraio  del  2020,  vorrei  sul  punto  fare  alcune
  precisazioni  su  alcune erronee prospettazioni  che  ho  ascoltato
  ieri,  ho  sentito  ieri da alcuni esponenti dell'opposizione,  nel
  senso che il Governo è stato inerte, non ha fatto niente e quindi è
  stato  in  qualche  modo tirato per le orecchie a  questo  accordo.
  Purtroppo, la carta dimostra la fallacia di questa critica,  perché
  vi  è una lettera del Presidente della Regione alla Presidenza  del
  Consiglio  del 13 febbraio che dice  noi siamo pronti  a  declinare
  questo  accordo , aspettiamo di incontrarci. E dopo  15  giorni  il
  Presidente della Regione scrive al Ministro dell'economia, di nuovo
  rappresentando  l'esigenza di un incontro  immediato  per  definire
  queste  cose. La verità è che eravamo in piena pandemia  e  non  si
  poteva  addivenire entro febbraio, stava esplodendo  già  in  varie
  parti  d'Italia, soprattutto nel Nord Italia, quindi il  Governo  è
  tutt'altro  affaccendato come era corretto che  fosse.  Tant'è  che
  scrupolo  del  Governo regionale - non ce l'ha chiesto  Roma  -   è
  stato  quello che il 23 marzo 2020 abbiamo, in Giunta, su  proposta
  dell'Assessorato dell'economia, previsto la modifica delle norme di
  attuazione  facendo  slittare il termine di marzo  al  15  ottobre,
  proprio  perché  si capiva che, chiaramente, non si sarebbe  potuti
  addivenire a quell'accordo entro marzo.
   Quindi,  vi  prego, se dobbiamo fare delle critiche  e  credo  che
  compito dell'opposizione sia fare critiche perché queste aiutano la
  maggioranza  e  il  Governo a lavorare meglio, quindi  non  ho  mai
  demonizzato chi ci critica, anzi ritengo, come diceva Churchill che
  un   uomo   politico   va   visto   dagli   stimoli   che   innesca
  nell'opposizione, più l'opposizione è forte e puntuale, più  quello
  che  sta  facendo,  probabilmente,  ha  un  senso,  altrimenti   se
  l'opposizione non ha nulla da dire c'è poco di conducente
   A quel punto, le norme di attuazione vengono mandate a Roma e il 7
  maggio  la  Commissione paritetica approva, per la prima volta,  le
  norme  di attuazione modificative che fanno slittare il termine  al
  15 ottobre.
   Queste  norme sono state approvate cinque volte dalla  Commissione
  paritetica.  Ho  cinque deliberazioni con me, non  ve  le  richiamo
  tutte,  le  depositerò al Presidente, all'attenzione,  per  chi  le
  voglia consultare, fino all'ultima deliberazione, quella che ci  ha
  visti  arrivare,  il 13 gennaio, all'approvazione dello  schema  di
  norme  di attuazione che ha previsto il ripianamento, questa volta,
  con  un passo in avanti perché abbiamo ottenuto la sospensione, per
  quest'anno,  o,  meglio, il differimento per quest'anno  all'ultimo
  anno  del  periodo  decennale  del ripianamento  del  disavanzo  e,
  quindi,  è  tutto passato attraverso un'intesa che è  stata  lunga,
  farraginosa,  ci  sono  state quattro riunioni  molto  pesanti,  di
  diverse ore dove, chiaramente, il Governo spingeva per stringere  e
  la  Regione  spingeva per allargare, evidentemente,  le  maglie  di
  questa intesa.
   Io  vorrei,  intanto, dare una precisazione perché in  uno  o  due
  interventi, ieri, mi è sembrato che questa cosa fosse sfuggita e mi
  permetto  di  osservarne  l'esatta  collocazione  nell'ambito   dei
  rapporti  finanziari:  i 40, 80, 120 che diventano  300,  non  sono
  cifre che si aggiungono a quelle che siamo chiamati a ripianare  e,
  quindi, a coprire. Quindi, non sono tagli ulteriori. Questa  intesa
  sui  risparmi, è stata detta sui tagli, io preferisco sui risparmi,
  è  volta  a  costituire  una quota parte di quei  421  milioni  che
  dobbiamo, comunque, appostare a copertura del disavanzo.  Non  sono
  aggiuntivi;  421  milioni li dovremmo coprire comunque.  Se  questo
  accordo non si fosse fatto, la differenza sarebbe stata non che non
  avremmo  fatto  i  tagli, che saremmo stati totalmente  liberi  nel
  fine,  come  dice  una  tesi  filosofica,  ma  non  avremmo  dovuto
  rispondere ad alcuni tracciati di taglio. Mentre, invece, adesso  i
  tracciati  dei  tagli  sono  in parte declinati  dai  dodici  punti
  dell'accordo. Quindi, non c'è sommatoria. Non sono gli accordi  del
  governo  Crocetta - qua mi preme dirlo -, perché  gli  accordi  del
  governo    Crocetta,   intanto   prescindevano   dall'ipotesi    di
  ripianamento,  non  erano  correlati ad  attività  che  la  Regione
  avrebbe  dovuto, comunque, fare e, secondo, attenevano  addirittura
  tagli  percentuali sull'intera spesa della Regione, il 3 per  cento
  dell'intera  spesa corrente. Qui, invece, si tratta  di  interventi
  che, certo, intervengono in modo significativo sui limitati margini
  di  spesa  che  ha  il nostro bilancio ma che, comunque,  danno  un
  percorso  che  - ripeto - non arriva neanche, alla  fine  dei  nove
  anni,  a  coprire  l'intera  somma dei 421  milioni  di  euro  che,
  comunque, bisognerà coprire con risorse che, certamente,  come  voi
  ben  conoscete, avendo approvato diversi bilanci non si trovano tra
  le  pieghe delle rubriche, così, a fiumi. Sarà un lavoro, comunque,
  duro  per il prossimo decennio quello di fare il bilancio.  Quindi,
  non  invidio i miei successori e, come sovente accade, non  invidio
  me stesso nell'attività che ho l'onore di svolgere.
   Con  riguardo al tema, entriamo nel merito allora di  questi   non
  richiamo gli accordi del 2014, del 2016, del 2017 e del 2018 perché
  li  conoscete  e  ne conoscete anche la portata e  in  alcuni  casi
  troverete alcune espressioni totalmente ripetute, cioè se  guardate
  l'accordo  del  2016  ci  sono pezzi interi  che  lo  Stato  ci  ha
  richiesto  nuovamente  nel  2021,  quindi  sostanzialmente   alcune
  richieste,   pensiamo  alle  fasce  -  prima,  seconda   fascia   -
  esattamente identici.

                     (Intervento fuori microfono)

   Cosa?  Non c'è concorso per titoli ed esami. Certo sì, ma  finisce
  la  terza  fascia.  C'era  anche l'ipotesi  che  ci  fosse  l'esame
  scritto, ci avevano chiesto. Gli esami possono essere anche  orali,
  non sono necessariamente scritti.
   Comunque su questo avrò modo di
   Vado veloce perché entriamo nel merito della questione.
   La   manovra  complessiva  ha  come  effetto,  quindi  quello   di
  riqualificare la spesa.
   Si   potrà   realizzare  una  riqualificazione   strutturale   con
  interventi  orientati  verso la razionalizzazione  e  la  riduzione
  delle  uscite  nel  solco delle misure già intraprese  dal  governo
  Musumeci,  come  peraltro avvenuto con i percorsi di concentrazione
  già  avviati tra Sicilia digitale, Società interporti di Sicilia  e
  Parco  scientifico e tecnologico, oppure tra SAS e RESAIS che com'è
  noto hanno già le assemblee convocate per il conferimento e, poi, a
  seguito della chiusura di un contenzioso in Corte di Cassazione  da
  200  milioni di euro che ha RESAIS, che ha vinto già in primo e  in
  secondo grado, manca la pronuncia della Cassazione, giustamente gli
  amministratori  di  SAS hanno detto prima di  incorporarla  vorremo
  capire   se  questo  contenzioso  è  chiuso  positivamente  perché,
  altrimenti,  importeremmo una possibile perdita da 200  milioni  di
  euro,   ma   confidiamo  anche  a  seguito  dei   pareri   che   la
  concentrazione sia positiva.
   Oppure  la  prospettiva  che  questa  Assemblea  ha  approvato  di
  realizzare  finalmente il centro direzionale, liberando la  Regione
  da  decine  di  milioni  di  affitti che vengono  pagati  a  quella
  gestione del fondo che mi ha visto, non solo in questa legislatura,
  ma  anche nelle due precedenti, quando rivestivo la stessa  carica,
  di  essere fortemente critico verso quella soluzione del cosiddetto
  fondo  al quale ha aderito la Regione e che per lungo tempo è stato
  il  fondo  più redditivo d'Europa. Questo la dice lunga  su  quanto
  conveniente per la Regione è stato conferire i propri beni  a  quel
  fondo, tanto da renderlo il più redditivo d'Europa. Si commenta  da
  solo
   Dicevo: a questo punto cosa prevede questo accordo?
   Dopodiché  mi  riservo qualche battuta poi  in  sede  di  replica,
  perché  probabilmente potrò essere più puntuale  sulla  base  delle
  sollecitazioni che vorrete offrire con i vostri interventi più  che
  auspicati.
   C'è  la  parte riguardante appunto la riduzione dei fitti passivi.
  Su questo già ci stiamo muovendo.
   EAS  ha lasciato i propri locali che pagava alla Regione spendendo
  trecentomila  euro  l'anno e va verso IRFIS, oggi  stesso  è  stato
  definito già l'accordo per il trasferimento.
   ESPI  ed  EMS  hanno  lasciato la storica sede  dove  si  pagavano
  quattrocento  mila  euro e vengono presso l'Assessorato.  RESAIS  è
  andata presso SAS.

                     (Intervento fuori microfono)

   No  RESAIS. ESPI ed EMS sono insieme. A ranghi ridotti li  abbiamo
  ospitati  in  Assessorato e riducendo di quattrocento mila  euro  i
  fitti.
   Quindi,  un percorso che c'è stato chiesto di rafforzare,  ma  che
  abbiamo già oggettivamente intrapreso.
   Sicilia digitale e ARIT lasceranno la sede dove sono in affitto  e
  pagano  altri  quattrocentomila euro annui  e  andranno  presso  il
  centro  direzionale di Brancaccio per il quale sono  imminenti  gli
  appalti  dove,  finalmente, rimetteremo questo centro  direzionale,
  bellissimo,   in  movimento  risparmiando  in  modo   significativo
  affitti.
   Non  sono cose chiaramente che cambiano come un centro direzionale
  che  ci  farà  risparmiare circa 20 milioni  a  Palermo  quando  lo
  liberemo e sapete che già la commissione di aggiudicazione è  molto
  avanti nella scelta dell'aggiudicatario per la progettazione,  però
  quindi il percorso è intrapreso.
   Questo  per  parlare di concentrazioni, per parlare appunto  della
  valorizzazione  delle  entrate, per parlare della  riduzione  della
  spesa  delle  erogazioni  passive,  come  dicevo  pocanzi,  per  la
  riduzione dell'indebitamento; abbiamo in tre anni ridotto circa 700
  milioni  di indebitamento, stiamo negoziando sui derivati  dopo  le
  due  sentenze della Cassazione che hanno completamente cambiato  lo
  scenario  in  favore degli enti pubblici, il che ci  consentirà  di
  risparmiare  in modo assai significativo e abbiamo,  ripeto,  circa
  800   milioni  negli  ultimi  tre  anni.  L'indebitamento  è  sceso
  notevolmente.
   Le  semplificazioni amministrative. Abbiamo adottato la legge  del
  2019, la legge 7 del 2019 sulla semplificazione amministrativa,  lo
  dico  da  amministrativista e lo hanno detto alcuni miei  colleghi,
  una  che è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea ed è quindi
  patrimonio  di  tutti  voi  e  di  tutto  il  Parlamento  e  che  è
  riconosciuta  come una tra le migliori leggi sulla  semplificazione
  delle  Regioni  italiane, prima perché ha i  tempi  di  durata  dei
  procedimenti più brevi che ci sono in Italia, secondo perché ha gli
  elementi   di  responsabilità  degli  amministratori  più   elevati
  d'Italia  e  terzo  perché prevede, per esempio, istituti  che  non
  esistono nel resto del Paese, come per esempio il diritto di essere
  auditi, che è stato introdotto dal legislatore siciliano.
   La  legge  sulla  digitalizzazione che  abbiamo  ormai  imminente;
  stamattina  si  è tenuta la I Commissione ed è pronta  per  l'Aula,
  quindi,  alcuni percorsi si stanno facendo. Questo accordo  secondo
  noi,  certo  in  alcuni punti è molto stretto, abbiamo  cercato  di
  contrastarlo, gli accordi come voi sapete, lo dice il Codice Civile
  in  materia  di transazioni, sono patti di reciproca concessioni  -
  l'onorevole  Cappello  è  anche  avvocato  e  quindi  lo  sa  bene,
  l'onorevole  Assenza è altro illustro avvocato presente  in  questa
  Aula  -,  reciproche concessioni, evidentemente non c'è un  accordo
  dove  uno  delle  due parti ha fatto l'accordo come voleva  perché,
  altrimenti, sarebbe un patto leonino, perché è un accordo dove solo
  uno delle parti è soddisfatta e l'altro no.
   Evidentemente non ci soddisfa in tutte le parti, in  alcune  parti
  abbiamo  dovuto  accettare  quello  che  ci  diceva  Roma,  tenendo
  presente che anche il Parlamento potrebbe rigettare questo accordo,
  attenzione,  non  abbiamo  vincolato il  Parlamento,  c'è  solo  un
  meccanismo,  laddove non venga accolto questo accordo o  non  venga
  rispettato  nel prosieguo, si decade dal beneficio del ripianamento
  decennale e si torna al ripianamento triennale, quindi siamo liberi
  di   farlo,   abbiamo   una  mannaia  finanziaria,   quindi   costa
  disattendere questo accordo.
   Io  devo  sottolineare, avete visto tutti questa  tabella  con  le
  voci.  Sono  dodici  punti  che  il Governo  ci  aveva  chiesto  di
  quantificare in termini di riduzione punto per punto, cioè dovevamo
  dire  per ciascun anno quanto avremmo risparmiato. Io su questo  mi
  sono  veramente messo di traverso, come il Ragioniere generale,  lo
  stesso  Presidente che o ho informato passo per passo nel negoziato
  perché, comprendete bene, che preordinare da qui al 2029, voce  per
  voce,   quanto   avremmo  risparmiato  era  un   esercizio   o   di
  responsabilità o di fantasia perché, evidentemente, era impossibile
  quantificare  puntualmente. Allora, abbiamo preferito  e  devo  che
  dopo i primi ragionamenti si è acceduto a questa soluzione che,  in
  qualche modo, ci favorisce perché ci consente una flessibilità  tra
  le  diverse voci, di non prevedere riduzioni perché qualcuno mi  ha
  detto:  ma  cosa  avete  previsto il 40 per  cento  in  meno  delle
  locazioni  passive?  Il 40 per cento è relativo  alla  costituzione
  dell'ultimo  dato cioè del dato quantitativo annuale  di  riduzione
  della  spesa,  per  cui se la spesa quest'anno  va  ridotta  di  40
  milioni,  di  questi  40  milioni il  20  per  cento  dovrà  essere
  costituito dalle prime quattro voci, il 40 per cento dalle  seconde
  quattro   voci,  quindi  8  milioni,  16  milioni  e  16   milioni,
  sostanzialmente.

                     (Intervento fuori microfono)

   No,  no, ho avuto anche da più parti dubbi sull'applicabilità alle
  singole voci del 40 per cento, tengo a precisarlo.
   Abbiamo  introdotto  su  nostra  richiesta  anche  il  tema  della
  franchigia,  cioè  c'è una franchigia del 10  per  cento,  per  cui
  laddove  non si possa raggiungere quel taglio di spesa che, ripeto,
  avremmo dovuto fare comunque per coprire i 400 milioni, solo che in
  questo modo lo riqualifichiamo, si può ottenere una franchigia  che
  va recuperata l'anno successivo.
   Parimenti se si eccede, come è possibile che avvenga i primi  anni
  dove le soglie sono più basse, se si eccede la soglia dei 40, 80  o
  125  si potrà usufruirne l'anno prossimo, l'anno successivo con  un
  minore impegno finanziario.
   Io  vado alla conclusione, ripeto, e resto a disposizione qui  per
  ogni  chiarimento ulteriore, c'è il vincolo del 28 febbraio per  il
  piano  di rientro che dovremo presentare a Roma, ai sensi del punto
  9225  dell'allegato  4/2  del  decreto  legislativo  n.  118,   c'è
  l'impegno  ad  approvare  l'esercizio  provvisorio  entro   il   28
  febbraio,  c'è  -  e  questo  lo abbiamo  preteso  come  regione  -
  l'impegno   del  Governo,  il  bilancio,  scusate,   ricordavo   di
  ricordarlo,  si  apprende sempre, anche quando si  è  approvato  il
  giorno prima l'esercizio provvisorio, quindi sarei anche smemorato,
  il  Governo  s'impegna ad individuare le modalità  di  cooperazione
  volte  a  supportare l'attività di contenimento e  di  collocazione
  della spesa senza onere a carico della finanza pubblica, quindi con
  un impegno del Governo ad essere proattivo nella collaborazione con
  la  Regione, nonché a definire il quadro complessivo degli  accordi
  che, non dimentichiamo, dal 2018 abbiamo posto a Roma.
   Oggi  mi  chiedeva  un giornalista:  ma perché  negli  ultimi  due
  esercizi avete fatto ricorso all'esercizio provvisorio e in passato
  la  Regione,  in un modo o in un altro, l'esercizio provvisorio  si
  presenta  sempre  come  un incubo?  Perché fino  a  quando  non  si
  definisce  il  quadro finanziario corretto tra Stato e  Regione,  è
  accaduto la scorsa legislatura, è accaduto nella legislatura prima,
  si  sta lì sempre con Roma a negoziare ed a trattare con accordi di
  anno in anno e la frequenza dei sei accordi negli ultimi sette anni
  la dice lunga sul fatto che si tratta di accordi quasi annuali.
   Il  dato  qual è? Che bisogna, e questo è un impegno di un  intero
  Parlamento, a divenire e siamo l'ultima regione rimasta, su  questo
  io  depositerò oltre diciotto note e deposito soprattutto  l'ultima
  nota che è stata inviata ieri al Vice Ministro Misiani con la quale
  si  chiede al Governo di definire nel più breve tempo possibile  la
  revisione delle norme di attuazione del 1965, non possiamo  ancora,
  sono  quasi  coetanee mie, io ho tre anni in più  di  queste  norme
  d'attuazione   e,   siccome  non  mi  sento  un   fresco   giovane,
  assolutamente no, non credo che lo siano più queste norme che  sono
  state  approvate  quando,  e lo dico agli  onorevoli  più  giovani,
  esisteva  l'imposta  generale sulle entrate, non  esisteva  neanche
  l'Iva,  non  c'era  una normativa europea sulla tassazione,  quindi
  sono norme che attengono al mesozoico, un altro mondo, e invece per
  la Sicilia sono ancora in vigore.
   Quindi  noi chiediamo quello che hanno le altre regioni  speciali,
  una  disciplina compiuta in materia finanziaria che lo Stato  si  è
  impegnato e devo dire il Vice Ministro Misiani, al quale va il  mio
  ringraziamento  per  la lealtà e la correttezza  con  la  quale  ha
  condotto  questo  negoziato,  e devo dire  che  il  Presidente  del
  Consiglio  ha  voluto in sede del Consiglio dei  Ministri  ribadire
  l'assoluta lealtà istituzionale tra Regione e Stato, non c'è  stata
  nessun bypass di tipo politico o negoziati sotto banco, tutto molto
  trasparente,  leale,  in alcuni casi duro, perché  soprattutto  sul
  personale  siamo  stati durissimi, quando ci volevano  impedire  il
  turnover  per  tutto,  sia per il comparto che  per  la  dirigenza,
  abbiamo  dovuto mediare e la mediazione è stata che almeno  per  il
  comparto  il turnover si potesse fare perché, ve lo dico,  è  assai
  arduo governare senza avere la possibilità di avere un sostegno.
   Qui  ci  sono  tra  di  voi  alcuni parlamentari  che  sono  stati
  assessori nella precedente legislatura e sanno quanto sia pesante e
  difficile  governare senza personale e dare risposte  alla  Sicilia
  senza   le   strutture  giovani,  moderne,  dinamiche   che   altre
  Amministrazioni  hanno potuto avere grazie al turnover,  quindi  il
  turnover  è  essenziale.  Io  credo  che,  concludo  davvero,   poi
  depositerò questa lettera al senatore Misiani proprio per dire   si
  riapre   immediatamente  il  negoziato  sull'autonomia  finanziaria
  complessiva   che ha fatto dei passi avanti, abbiamo già  le  norme
  concordate  e definite, che si possa addivenire il prima  possibile
  ad un vero e proprio accordo.
   Io  penso  che  ci siano e riteniamo col Ragioniere  generale,  ne
  abbiamo parlato a lungo soprattutto i primi due anni, attenzione ci
  avevano chiesto 50 e 100 i primi due anni, cioè noi avremmo  dovuto
  tagliare  nei  primi due anni la metà di quanto si  sarebbe  dovuto
  tagliare  nei  nove  anni.  Quindi, con una  spinta  gravitazionale
  verso l'inizio e non verso la fine del periodo.
   Siamo  riusciti  ad  ottenere  un'attenuazione  con  40  e  80  e,
  soprattutto, per i primi due anni, si può ottenere da  alcuni  voci
  un   apporto  consistente,  il  che  ci  può  orientare  verso  una
  gradualità   perché  noi  dobbiamo  riqualificare  la   spesa   con
  gradualità e non con spinte troppo traumatiche che non gioverebbero
  alla nostra Amministrazione.
   Io credo che autonomia sia responsabilità.
   Il  titolo  di  un mio libro di qualche anno fa è  proprio  questo
   L'Autonomia    della    responsabilità   e    la    responsabilità
  dell'autonomia . Sostanzialmente non ci può essere autonomia  senza
  responsabilità e, credo, che quello che ci viene chiesto sia quello
  di  gestire, in modo sempre più innovativo, attraverso  riforme  ed
  attraverso passaggi qualificanti la nostra Autonomia.
   Non a caso - ne do notizia al Parlamento e mi fa piacere - abbiamo
  istituito  una commissione per consegnare, entro la fine di  marzo,
  massimo  i  primi  di  aprile,  una  riforma  della  disciplina  di
  contabilità della Regione.
   La  nostra  disciplina di contabilità, come  anche  la  disciplina
  sull'urbanistica,  risalgono ai tempi  del  Presidente  Mattarella,
  sono state due leggi importantissime che hanno governato la Regione
  ma,  oggi,  è  necessario un intervento di  riforma  che  renda  la
  disciplina   coerente  con  le  mutazioni  profonde  della   nostra
  Amministrazione.
   Sono  qui  a  disposizione  per ogni replica  alle  questioni  che
  saranno poste.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore Armao. Ieri, durante il  dibattito,
  io  stessa  avevo  fatto delle domande anche intorno  agli  accordi
  precedenti e, soprattutto, magari mi auguro di sentire, nel momento
  delle  repliche, qualche chiarimento, sugli effetti dei contenziosi
  vinti  - che lei conosce bene - a cui, in quel momento storico,  si
  rinunciò agli effetti.
   Capire  questi effetti a quando sono stati rimandati perché  anche
  quello  è  un  tema  molto interessante sul  quale  dobbiamo  avere
  chiarezza.
   Magari,  poi, nei momenti della replica - se potrà - avrei piacere
  di sentire qualcosa a proposito dell'argomento.

   PRESIDENTE. Si sono iscritti a parlare molti deputati. Sono  tanti
  interventi, vi prego di essere originali, non ripetitivi.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini  che
  ci seguono da casa, assessore Armao, ho ascoltato il suo intervento
  che  è iniziato con una citazione e voglio anch'io iniziare non con
  una  citazione ma con un proverbio siciliano, che, credo,  calzi  a
  pennello  con  quella che è la situazione in cui  ci  troviamo:   A
  squagghiata da nivi, si vidinu i puttusa  .
   E  mi  creda, assessore, quella che è la sensazione che io  ho  in
  questo momento è questa.
   Noi  abbiamo  siglato un accordo Stato-Regione qualche  giorno  fa
  che, ci viene detto da più parti, essere la salvezza della Sicilia.
   Ed  è  chiaro  che,  nel  momento in cui  ci  viene  fatto  questo
  ragionamento,  dobbiamo capire se da un lato ci è stato  consentito
  lo   spalmamento'  in dieci anni di quello che era  il  debito  che
  avevamo  ma, al contempo, questa salvezza della Sicilia  quanto  ci
  costerà negli anni.
   E, sicuramente, non ci costerà poco assessore.
   Perché  vede, noi oggi siamo riusciti, o meglio ieri, ad approvare
  l'esercizio provvisorio ma è necessario, per capire bene come  sono
  andate le cose, fare un passo indietro. E su questo, assessore,  io
  le chiedo delle risposte più certe, più puntuali.
   Il  Governo  Musumeci  ha  già firmato  e  siglato  un  precedente
  accordo,  che è quello del 2018, accordo che prevedeva già  per  la
  Regione Sicilia degli aspetti molto importanti, l'aggiornamento per
  esempio  e l'attuazione delle norme dello Statuto siciliano  a  che
  punto  siamo? Entro il 30 settembre del 2019 bisognava  individuare
  anche  eventuali  coperture finanziarie, e di  questo  non  abbiamo
  notizie, individuazione della modalità di attribuzione dell'imposta
  di   bollo  alla  Sicilia,  al  fine  di  garantire  la  neutralità
  finanziaria,  e  di  questo non abbiamo notizie; individuazione  di
  forme  di  fiscalità di vantaggio per l'insediamento di imprese  in
  Sicilia,  anche  questo era previsto nell'accordo del  2018  e  non
  abbiamo  notizie;  entro il 31 gennaio 2019 bisognava  definire  il
  decreto  ministeriale  per  l'attribuzione  dell'iva  alla  regione
  siciliana,  c'erano poi previste delle altre cose il  trasferimento
  di  540milioni  alla regione siciliana, cosa che è stata  fatta  da
  parte  dello  Stato per città metropolitane e liberi  consorzi,  in
  sintesi  aggiorniamoci  al 30 giugno 2020 ecco  assessore,  lei  la
  prima  cosa che dovrebbe fare è darci un aggiornamento al 30 giugno
  2020 di quello che è stato fatto, perché siamo a gennaio del 2021 e
  su   quattro,  cinque  punti  fondamentali  per  la  Sicilia,   che
  consentirebbero  realmente alla Sicilia di risollevarsi  e  non  di
  vedersi ogni volta schiacciata e presentarsi a Roma con il piattino
  in  mano.  Ecco,  su  questo lei ci deve dire  a  che  punto  siamo
  sicuramente, perché è chiaro che nel momento in cui noi andiamo  ad
  analizzare  solo l'ultimo accordo Stato-Regione, ci rendiamo  conto
  che  abbiamo una visione è assolutamente parziale, e vede assessore
  ha detto lei un aspetto che mi piace sottolineare, molte delle cose
  contenute nell'attuale accordo Stato-Regione, era già presenti  nel
  2016,  erano già presenti nel 2017, e allora assessore mi chiedo  e
  le  chiedo: noi, in questi tre anni e più cosa abbiamo fatto?  Cosa
  abbiamo    fatto,   per   esempio,   per   quanto    riguarda    la
  razionalizzazione  delle  partecipazioni societarie,  non  sappiamo
  neanche  i  bilanci  di  alcune di queste, per  la  chiusura  delle
  liquidazioni  dove continuiamo a nominare trombati della  politica,
  commissari che poi alla fine non producono nulla.
   Cosa  abbiamo fatto per quanto riguarda la riduzione  delle  spese
  delle  locazioni passive, anche qui noi pensiamo al  grande  centro
  direzionale, stiamo facendo il progetto, ma nel frattempo assessore
  nel  frattempo  la  Sicilia continua a morire,  e  noi  non  ce  lo
  possiamo permettere perché i siciliani non ci hanno chiesto questo,
  non ci hanno chiesto di amministrare in questo modo.
   La  riduzione dei centri di costo e l'aggregazione delle commesse,
  anche  questo è un tema normato dal d.l. 50 su cui noi non  abbiamo
  fatto  nulla,  la  mano destra in Sicilia non sa cosa  fa  la  mano
  sinistra  assessore;  la  riduzione  del  numero  complessivo   dei
  dirigenti e l'adeguamento del corrispettivo economico zero su zero,
  contenuto   nel   2016  nell'accordo  Crocetta  che   noi   abbiamo
  contestato, per carità era capestro allora assessore ed è  capestro
  tutt'oggi e alla fine continuano a pagare solo ed esclusivamente  i
  siciliani.
   La  riduzione  dell'indebitamento complessivo, anche  qui  nessuna
  notizia, la riduzione dei trasferimenti e dei compensi agli  organi
  di  amministrazione  e controllo delle varie  enti  e  delle  varie
  società  anche  qui assessore non abbiamo notizie, altre  riduzioni
  varie  queste sono a fantasia, le possiamo decidere noi. Ma  io  mi
  chiedo,  veramente,  assessore noi possiamo ritrovarci  con  questi
  elementi  tutti elencati in cui ci viene detto cosa dobbiamo  fare,
  come lo dobbiamo fare, e quando lo dobbiamo fare; questo assessore,
  per  quanto  mi  riguarda, io lo interpreto  -  mi  creda,  e  sono
  profondamente  amareggiato di ciò - come un commissariamento  della
  Sicilia,  perché  questo  è l'unico modo in  cui  si  può  definire
  l'accordo Stato-Regione che noi oggi abbiamo siglato, entro  il  28
  febbraio dobbiamo approvare ovviamente il piano di rientro e quindi
  la  finanziaria,  entro il 30 aprile di ogni anno trasmetteremo  le
  risultanze di queste che sono i compiti per casa che lo Stato ci ha
  assegnato.
   Ma  assessore, se non è questo un commissariamento bello e  buono,
  io non ho veramente altre parole per definirlo, ci siamo ridotti  a
  far  pagare  a  siciliani il dazio e a versare  supinamente  questo
  dazio  allo  Stato, io non credo che la Sicilia  meriti  tutto  ciò
  assessore, e glielo dico francamente, e credo e mi aspetto  che  ci
  sia  un  inversione  di  tendenza, perché se  è  vero  che  abbiamo
  ottenuto  il  risultato dello spalmamento in dieci anni,  ci  siamo
  veramente  calati  le braghe di fronte a tutto, e  noi  rispetto  a
  quelle che erano le esigenze e le prerogative previste non solo dal
  nostro  Statuto, ma anche da un accordo già in precedenza  siglato,
  non abbiamo fatto nulla.
   E  dell'accordo 2018, signor Assessore, non c'è alcun  elemento  o
  citazione riportata nell'attuale Accordo. Ed è questo che mi lascia
  profondamente perplesso. Perché dal 2018 ad oggi sono passati oltre
  due anni e anche qui non abbiamo contezza di nulla. Siamo obbligati
  a  siglare questo accordo. Certo, signor Assessore, siamo obbligati
  a siglare questo accordo perché ci siamo ritrovati con le spalle al
  muro:  o  firmavamo e siglavamo questo accordo oppure  non  avevamo
  altra  scelta. E questo, signor Assessore, significa  che  noi  non
  abbiamo fatto i compiti per casa prima, non li abbiamo fatti ora e,
  probabilmente, non li faremo mai. E noi, ripeto, non ce lo possiamo
  permettere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  leggo il programma elettorale solitamente rappresenta il libro  dei
  sogni in cui vengono riportati obiettivi irraggiungibili. Oppure  è
  il libro degli interessi.
   Questo, l'Assessore Armao lo ricorderà bene, è il programma  delle
  elezioni  del  2017 presentato dal Presidente Musumeci  che  subito
  dopo è andato a vincere. Probabilmente il programma di Musumeci non
  intendeva  essere  né  l'uno,  né  l'altro.  perché  il  Presidente
  Musumeci prima di sottoscrivere gli accordi che ha sottoscritto  in
  questi  anni, ha disatteso gli impegni nei confronti dei cittadini,
  prima  che  con lo Stato. Perché le dico questo? Perché sicuramente
  ricorderà  a pagina 10 di questo programma, il Presidente  Musumeci
  scriveva.   La riforma del sistema delle partecipate e  degli  enti
  strumentali,  l'autority per la trasparenza, l'informatizzazione  e
  trasparenza  dei  servizi  procedimentali,  il  Governo  di  fatto,
  razionalizzazione, riforma della struttura amministrativa  .
   Tutti  programmi  che  il  Presidente  Musumeci  ha  completamente
  disatteso  in  tre anni di Governo. Nulla di tutto questo  è  stato
  fatto.  Lo  abbiamo ripetuto. Sulle società partecipate 156  -  164
  nell'ultimo  gap  - sono e 164 continuano ad essere  oggi.  nessuna
  opera è stata messa in atto da questo Governo se non l'accorpamento
  tra  CRIAS  e  IRCAC  che a distanza di due anni  dell'approvazione
  della legge ad oggi non è nemmeno attuata perché manca il Consiglio
  di  amministrazione che deve nominare - indovini chi? - il  Governo
  di questa Regione
   Riforma della struttura amministrativa. Il Governo ancora dopo tre
  anni promette al Governo nazionale di fare la riforma quando invece
  poi  si scopre - ieri ne ho girato copia all'Assessore Armao -  che
  c'è  un ente tra questi, l'ESA, che porta nel CdA il passaggio  dei
  dipendenti  non  dirigenziali a dirigenziali  giorno  21.  Vorremmo
  capire,  abbiamo presentato una interrogazione, cosa  ne  pensa  il
  Presidente  Musumeci  e  cosa vuole fare  il  nuovo  Assessore  per
  l'agricoltura.
   La  riforma  dei  forestali. Nel programma di  Musumeci  c'era  la
  riforma dei forestali, 2017. Musumeci firma un Accordo con lo Stato
  nel  2021,  dicendo  la riforma dei forestali.  La  credibilità  di
  questo  Presidente si palesa perfettamente nel momento  in  cui  si
  prende  il  vecchio programma e l'Accordo che va a firmare  con  lo
  Stato,  ci  si  rende  conto che nulla è se non  il  suo  programma
  elettorale.  E  la credibilità di un Presidente di  Regione  che  a
  distanza  di tre anni non riesce a fare nulla di quello  che  aveva
  promesso  nei  confronti  dei siciliani,  ne  abbiamo  oggi  aperta
  contezza.
   Ma  nel  frattempo, aprendo gli Accordi che sono stati firmati  in
  questi  anni, il Governo regionale ha ottenuto: lo spalmamento  del
  disavanzo in 10 anni anziché in tre così come previsto dal  decreto
  legislativo 118; una finanziaria totalmente riprogrammata con fondi
  extra  regionali;  780  milioni di minore contributo  alla  finanza
  pubblica  con  il decreto legge 34 del maggio 2020, 13  milioni  di
  euro dal differimento delle rate dei mutui; 33 milioni di euro  del
  Fondo dei forestali trascinato fuori dal bilancio e trasferito  nel
  FSC;   38  milioni  di  euro che dopo 10 anni finalmente  ritornano
  nelle mani della Regione grazie al Governo centrale; 540 milioni di
  euro  destinate  alle  strade provinciali e  alle  scuole,  accordo
   Governo Conte 1 , cento milioni di euro di fondi FSC accordo Tria-
  Musumeci   Governo  Conte  1   e poi  potremmo  così  all'infinito,
  Presidente,  perché da una parte c'è la serietà di un  Governo  che
  sta  accordando  una serie di cose nei confronti  della  Regione  e
  dall'altro c'è una Regione che, invece, non fa quello che prima  di
  tutto  aveva promesso nei confronti dei siciliani e successivamente
  adesso si impegna nei confronti dello Stato.
   Veda,  Presidente, il rischio è che Musumeci tra  due  anni  verrà
  ricordato dai siciliani per due cose, per la bellissima Ambelia sui
  quali sta investendo milioni e milioni di euro e per il giardinetto
  che  si è realizzato davanti a Palazzo d'Orleàns, per il resto temo
  che  purtroppo i siciliani dovranno aspettare un nuovo Governo  che
  possa fare quello che lui stesso ha programmato.
   Mi  permetto di fare una precisazione, Presidente Foti, visto  che
  manca  il Presidente Micciché, che probabilmente non so chi  gliele
  scrive  le  cose  o se se le inventa lui ma secondo  l'articolo  1,
  comma 787, della legge 178 del 2020 questa Assemblea regionale  non
  può fare nulla se non l'assestamento previo la parifica della Corte
  dei  Conti,  quindi,  se prima la Corte dei Conti  ci  parifica  il
  rendiconto precedente non possiamo fare altro se non l'assestamento
  e  nulla che possa vedere la liberazione dell'avanzo e della  spesa
  per investimenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  il  mio
  intervento  questa  sera  è  finalizzato  semplicemente  a   volere
  riassumere e mettere anche con spunto di riflessione un lavoro  che
  questa amministrazione, che il Governo che mi ha vista impegnata in
  questi  tre  anni,  ha  messo in campo, è ovvio,  assessore  Armao,
  Presidente Musumeci, che questo accordo è stato necessario e  si  è
  reso necessario per tutto quello che questo Governo ha ereditato.
   Non  sto  qui  a parlare dei tre accordi che sono stati  stipulati
  nella passata legislatura e che hanno penalizzato fortemente questa
  terra,  io vorrei richiamare semplicemente, lo ricordo, perché  ero
  qui  e  insieme  a  me  tanti colleghi che oggi  alcuni  dei  quali
  rivestono  il  ruolo di assessore, nel 2016 durante la  Finanziaria
  l'assessore  Baccei disse, rilasciò un'intervista  dicendo  che  il
  concorso   alla  finanza  pubblica  da  parte  della  Sicilia   era
  penalizzante  addirittura pari a, mi ricordo, disse  che  c'era  un
  buco  di sette miliardi, mi pare, nel 2016 un buco di tre miliardi,
  la colpa era dello Stato a causa degli accantonamenti imposti dalla
  nostra  Regione  per  il concorso al risanamento  dei  conti  della
  finanza  pubblica  perché lo Stato aveva agito,  nel  2013  prelevò
  novecento quindici milioni dalle casse della Regione, nel  2014  un
  miliardo e centocinquanta milioni, ai quali si aggiunsero gli altri
  duecento  milioni dalle tasche dei siciliani per i  famosi  ottanta
  euro  di  Renzi e ribadì lo stesso concetto nel 2015 prelevando  un
  miliardo e trecento milioni dalle casse della Sicilia, la somma  fu
  tre  miliardi  di  buco,  durante la Finanziaria  del  2016  questo
  miliardo, durante la notte della Finanziaria, se ricorderete, sparì
  un  miliardo  di  buco, il miliardo di buco da tre a  due  miliardi
  sparì perché?
   Non perché c'era stato un miracolo, perché ci fu il taglio lineare
  sulla  spesa  corrente, quindi, oggi noi siamo  arrivati  a  questo
  accordo e il precedente accordo quello che poi ci ha consentito  di
  risanare  il  debito delle province ed evitare  il  dissesto  delle
  Città  metropolitane  e dei Liberi consorzi  nasceva  proprio  come
  rimedio  ai danni causati di quell'accordo, quindi, dico la memoria
  non  la  dobbiamo  dimenticare però oggi questo accordo,  assessore
  Armao,  mi  lascia  perplessa su una parte che penalizza  tutto  il
  lavoro  che  in questi tre anni si è fatto, cioè io mi  sono  e  mi
  tocca  da vicino ecco perché il mio intervento questa sera,  quando
  io  mi  sono  insediata  nella qualità di assessore  alla  funzione
  pubblica  abbiamo trovata una macchina elefantiaca e non  solo  non
  era  mai  stato  redatto il piano dei fabbisogni, avevamo  solo  un
  questionario  che  ci dava il numero indicativo  dei  dipendenti  e
  quindi  di  tutti i dipendenti presenti ma non c'era  un  piano  di
  fabbisogno.
   Tant'è   che  la  legge  del  2015  che  aveva  portato  al   pre-
  pensionamento e che poi fu oggetto anche di riflessione ma anche di
  argomento trattato dalla parifica della Corte dei conti.
   Durante  la  parifica,  proprio la Corte  dei  conti  in  sede  di
  parifica  del  rendiconto  del  2017  -  a  pochi  mesi   dal   mio
  insediamento - osservava che i prepensionamenti messi in atto dalla
  Regione  non  avevano comportato risparmi ma anzi avevano  generato
  disfunzioni  amministrative,  perdita anticipata  di  produttività,
  disquilibri  funzionali per aleatorietà delle  cessazioni  rispetto
  alle esigenze amministrative.
   Fin  dal  primo  giorno,  mi  è sembrato  fondamentale  procedere,
  intraprendere   tutte   quelle   iniziative   propedeutiche    alla
  riorganizzazione razionale della macchina amministrativa.
   Non si sarebbe neanche potuto procedere alla riclassificazione del
  personale  a  sbloccare le assunzioni e individuare  le  necessarie
  risorse,  senza  mettere  ordine  e  dotare  l'Amministrazione   di
  strumenti propedeutici.
   Abbiamo  quindi concertato con lo Stato l'articolo 19 della  legge
  14/2019  che è stata approvata da questo Parlamento e che  è  stata
  anche discussa in I Commissione e poi approvata, con un accordo con
  lo  Stato,  la  legge 714 che sbloccava le assunzioni  rispetto  al
  precedente blocco, cosa prevedeva?
   E' stato un percorso ordinato.
   Si  era  dato  seguito  da un lato a quanto previsto  dalla  legge
   Baccei' sul riordino delle strutture - ricordiamo le due direttive
  del Presidente della Regione.
   La prima riordino e quindi accorpamento di strutture, e la seconda
  direttiva  del 2020, che sta procedendo in questi giorni,  iniziata
  in  questo  mese,  che prevede un'altra riduzione  di  strutture  e
  quindi un'altra riduzione di dirigenti.
   Un  processo virtuoso che ha portato all'approvazione del piano di
  fabbisogni.  Il  piano di fabbisogni nasce da una collaborazione  e
  dall'adesione da parte della Regione siciliana ad un programma  del
  Ministero  della funzione pubblica, pon governance,  assistiti  non
  realizzati  all'interno  della Regione ma  col  Formez  che  ci  ha
  portato non solo a capire cosa?
   Quali  fossero  le competenze quali-quantitative e successivamente
  siamo riusciti a mettere in campo anche la mappatura dei processi.
   Tutto  questo  cosa  ha  comportato? Ha comportato  che  potessimo
  finalmente  sbloccare le assunzioni e quindi il  turn  over,  come?
  Proprio con l'accordo con lo Stato 2019 il 75 per cento, 2020  l'80
  per cento e poi il 100 per cento nel 2021.
   Questo percorso virtuoso, da un lato la riduzione delle strutture,
  la   mappatura   dei   processi,  il  piano  dei   fabbisogni,   la
  reingegnerizzazione   dei   procedimenti   amministrativi   -   non
  dimentichiamo che c'è un piano di fabbisogno triennale che  prevede
  tutti  questi  strumenti  che  portano  a  quella  riorganizzazione
  dell'Amministrazione  che mi dispiace siano contenuti  nell'accordo
  ma  che  già  la Regione aveva messo in atto - compreso  il  lavoro
  agile  perché  il  lavoro  agile  è  un  istituto  contemplato  dal
  contratto  che  abbiamo attuato durante la pandemia, mettendo  4800
  dipendenti a lavorare da remoto.
   Che   cosa   oggi  quell'accordo  invece  cancella?  Cancella   la
  possibilità  di  utilizzare tutte le risorse assunzionali  che  noi
  avevamo messo a disposizione per il turnover.
   Significa  che, nel rispetto della finanza pubblica e delle  norme
  nazionali  e  in  accordo  -  quello  che  diventa  difficile  oggi
  accettare  è  proprio  questo  -  perché  ritengo  che  il  Governo
  nazionale  in  contraddizione con quanto ci aveva  concesso  e  con
  quanto   aveva  pattuito  con  la  Regione  siciliana   ha   voluto
  penalizzare la Regione.
   Mentre  oggi in tutta Italia si assume, mentre in tutta Italia  si
  possono  assumere, si fanno bandi e si faranno i  concorsi  dove  i
  Ministeri  che pure l'Unione europea con il Recovery  found  impone
  una serie di misure di razionalizzazione, di riforma della pubblica
  amministrazione  continua  a bandire  concorsi,  a  noi  c'è  stato
  imposto  di  non utilizzare le risorse assunzionali dei  dipendenti
  che  sono  andati  in pensione con il contratto  1,  perché  quella
  spesa, quelle risorse, quel risparmio delle risorse assunzionali va
  ad  avere refluenze sul bilancio regionale. Mentre noi nella  legge
  n.  14  del  2019  avevamo previsto che il  calcolo  delle  risorse
  assunzionali   si   facesse   non  sui  prepensionamenti   ma   sui
  pensionamenti   ordinari,   perché  sui  prepensionamenti   avevamo
  osservato quanto era stato disposto dal precedente Governo  per  il
  contenimento della spesa in virtù dell'accordo.
   Per  cui  il  prepensionamento  non  veniva  toccato,  le  risorse
  assunzionali

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, la prego di concludere.

   GRASSO.   .si faceva riferimento alle risorse assunzionali  con  i
  pensionamenti  ordinari. Tutto questo viene meno,  e  tutto  questo
  sicuramente  io  pongo una riflessione di riaprire, ove  possibile,
  senza fare venire meno l'accordo ma in virtù un tavolo perché in un
  momento  in cui la Pubblica amministrazione ha necessità ed urgenza
  di  avere  linfa  nuova, nuove figure, che fra l'altro  sono  state
  individuate con la mappatura - ripeto - dei processi e con il piano
  dei    fabbisogni   redatto   proprio,   individuato,   i   profili
  professionali  per  la  prima volta. Noi non possiamo  togliere  la
  speranza  a  tanti giovani siciliani, ai giovani, ai ragazzi,  alle
  persone   laureate,  a  chiunque  possa  accedere   alla   Pubblica
  amministrazione oggi dopo aver intrapreso un percorso virtuoso,  di
  reingegnerizzazione, di mappatura dei processi, tutto  dico  voglio
  dire  un  processo,  un percorso virtuoso. Noi  oggi  poniamo  fine
  necessariamente  al  turnover  con  le  nuove  assunzioni,   perché
  possiamo   sicuramente  fare  la  riclassificazione  o   il   nuovo
  ordinamento  professionale, non della misura non superiore  al  30%
  con  i risparmi che si hanno dal contratto ma anche qui si dice che
  ci  impongono la riduzione degli accessori per quanto  riguarda  il
  contratto della dirigenza.
   Ricordiamo  che la riduzione degli accessori, noi  già  siamo  nei
  limiti  previsti  dallo Stato, cioè quelli del decreto  legislativo
  dell'articolo  2,  mi  pare, del decreto legislativo  n.  165,  non
  ricordo  bene quale è. Quindi siamo perfettamente in linea  con  lo
  Stato, non è dato capire le ragioni per cui ci impongono misure che
  noi  già  abbiamo adottato per impedirci di effettuare il turnover.
  Su questo, Assessore, io pongo una riflessione e mi rendo conto che
  il  momento era quello di accettare un accordo però, ove  possibile
  riaprire  un  tavolo  su questo argomento, io  vi  prego  di  farlo
  perché, onestamente, non possiamo penalizzare oggi il turnover, non
  possiamo  penalizzare oggi un'amministrazione  che  per  dare,  per
  rendere  servizi ai cittadini, ha necessariamente bisogno di  nuovo
  profili  professionali che sono stati individuati con  un  percorso
  virtuoso.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Grasso,  io  la   ringrazio   di   questo
  approfondimento. Era uno dei temi che mi lasciava perplessa  e  che
  lasciava perplessi tanti colleghi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  lei
  ha  iniziato con delle citazioni storiche anche di ex parlamentari,
  oltre che di storici che hanno, in qualche modo, dato una corteccia
  intellettuale   alle  ragioni  dell'autonomia   ed   all'attuazione
  dell'autonomia. Per portarci questo accordo a suggello tra lo Stato
  e la Regione.
   Intanto  voglio fare una considerazione, questo è un  accordo  che
  non  porta o non trasferisce un euro alla Regione, perché di  fatto
  stiamo  parlando  di  una  minestra che ci somministriamo  da  soli
  perché  il debito è nostro, il risanamento del debito è un problema
  del   bilancio  della  Regione  siciliana,  quindi   non   c'è   un
  trasferimento  dello Stato per pagare il debito,  c'è  soltanto  la
  spalmatura  di  questo debito in dieci anni, cioè  ci  consente  di
  avere  minori  accantonamenti per il  debito  prodotto  che,  anche
  questo,  è  un  debito figlio non di una gestione  ordinaria  ma  è
  figlio anche dell'introduzione del 118 che ha trasformato i residui
  attivi  in  debito,  quando si è avviata la  pulizia  del  bilancio
  quindi  con  l'accordo  di  cui parlava  lei.  Quello  del  Governo
  Crocetta,  c'entra poco perché il 118 è effetto di quell'accordo  e
  da  allora abbiamo, in qualche modo, scoperto, se c'era bisogno  di
  scoprirlo, che la Regione Siciliana aveva un debito nascosto, ma lo
  sapevamo, di oltre sette miliardi.
   Fatta  questa premessa mi sarei aspettato, perché lei è  stato  ex
  assessore  nel  Governo Lombardo, è stato pure un avvocato  che  ha
  fatto  atti  nei  confronti  del  precedente  Governo,  addirittura
  diffide   a  nome  di  movimenti  indipendentisti  siciliani   etc
  contestando  al Governo di allora che la ragione per  la  quale  la
  Sicilia  avrebbe  dovuto alzare la voce nei confronti  dello  Stato
  era,  innanzitutto, quella di rivendicare il diritto  ad  avere  le
  accise  sui  prodotti petroliferi che lei stesso, in una  nota,  in
  un'intervista  ha quantificato in due miliardi e ottocento  milioni
  che la Regione avrebbe dovuto rivendicare e non ha mai rivendicato.
   Ci  saremmo aspettati, dopo tre anni e qualcosa, che tutti  questi
  accordi  avrebbero, quantomeno, portato a casa quella che  è  stata
  una  sua  rivendicazione nel tempo. Mi pare che quest'accordo,  non
  solo  non da un euro al bilancio della Regione ma, sostanzialmente,
  lei  questo accordo lo ha voluto per fare che cosa? Per spostare  i
  480  milioni che avremmo dovuto accantonare nel 2021, voleva  farlo
  già nel 2020, e spostarle tra dieci anni, in maniera tale da avere,
  oltre al minore impatto del debito con la spalmatura in dieci anni,
  la  rata  del  2021  che  gli  consente  di  fare  il  bilancio  di
  quest'anno. Perché poi, tutta questa storia edulcorata nasconde  un
  dato di realtà.
   Grazie  ai  480  milioni  che  non pagheremo  quest'anno,  no  non
  pagheremo, non accantoneremo quest'anno, lei potrà fare il bilancio
  2021  e,  in  parte, quello del 2022. Diciamola così, questo  è  un
  accordo  che  vi  consente  di  arrivare  alla  conclusione   della
  legislatura  senza particolari drammi. Ed è questa la  ragione  per
  cui  avete  fatto  l'accordo. Ma questo accordo  -  ha  ragione  la
  collega  Grasso e così come ha ragione e ha fatto bene  il  collega
  Sunseri  -  è  la conferma del fallimento, perché vede  gran  parte
  delle   misure   che  sono  qui  contenute  sono  figlie   di   una
  inaffidabilità  che  questa Regione continua a mostrare  sulla  sua
  capacità di risanare il bilancio non per mettersi da parte i  soldi
  ma  per  spostare le risorse dalla spesa corrente e  consolidata  a
  spesa  per investimenti in grado di aiutare le imprese, mettere  in
  moto l'economia.
   Proprio  in questa direzione, la Sicilia, purtroppo, ha fallito  e
  ha  fallito perché le cosiddette riforme che erano state annunciate
  con  prosopopea da innovatori de  noi altri', non sono fallite, non
  ci  sono state. Anzi, alcune via, via, nel tempo si stanno facendo.
  Ne  cito una. C'è la citazione qui che bisogna fare la riforma  dei
  consorzi di bonifica. Il Governo, da un lato ha presentato un testo
  che  porta  da  2 a 5 i consorzi di bonifica che non  mi  pare  una
  politica di risparmio, contemporaneamente, nelle settimane  scorse,
  ha  fatto  una promozione di 40 dirigenti ai consorzi  di  bonifica
  quando ce n'erano 8. Mi pare che il costo complessivo sarà un saldo
  negativo  del  bilancio dei consorzi di bonifica e,  quindi,  della
  Regione e della tariffa che pagheranno gli agricoltori.
   Così  come  quello  dell'ESA che citava il  collega  Sunseri.  Una
  vecchia  querelle, l'aspirazione a diventare dirigenti da parte  di
  tanti funzionari dell'ESA è una vicenda che dura da almeno 15 anni.
  Sembra che qualcuno gli ha promesso che adesso arriverà in porto. E
  potrei continuare, il turn-over dei consorzi di bonifica, il  turn-
  over dei forestali.
   Noi abbiamo affrontato la questione, abbiamo comunicato le riforme
  con  la  possibilità di fare nuove assunzioni,  cioè  nuova  spesa.
  Questo  è il fallimento del vostro Governo. Perché non avete  avuto
  il  coraggio  di  affrontare  i nodi del  riordino  della  macchina
  amministrativa  nella  sua  interezza e  invece  avete  pensato  di
  promettere tutto a tutti non riuscendo neanche a garantire se non a
  qualcuno e a qualche amico.
   Risultato? Risultato che questo accordo è un accordo - lei  lo  ha
  definito  capestro quello di qualche anno fa - questo  non  è  meno
  capestro,  ma per una ragione. Perché questo da un colpo definitivo
  a un'aspirazione legittima da parte della macchina regionale che si
  trova  ad  avere  una  condizione  di  invecchiamento  che   si   è
  determinato nel corso degli anni; siamo l'amministrazione  pubblica
  col più alto tasso di media età di persone in attività e quindi c'è
  un'aspirazione  da  parte di tante persone a  poter  concludere  la
  propria  carriera  in una condizione di status migliore  di  quello
  attuale.
   Penso  alla  vicenda della riforma della dirigenza che con  questo
  accordo,   sostanzialmente,  non  solo  rende  complicatissima   la
  procedura   di   unificare  in  un'area  unica  la  dirigenza,   ma
  addirittura  ne  prevede ulteriori, diciamo, tagli  che  renderanno
  impossibile  non solo il riordino amministrativo,  ma  il  riordino
  delle funzioni in una

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vada verso la conclusione.

   CRACOLICI. Lo dico tutto questo perché dobbiamo avere contezza che
  quando si fa solo propaganda poi i nodi vengono al pettine.
   Voi non avete fatto quello che vi consentiva in questi tre anni di
  avere le cosiddette carte in regola di cui il Presidente Mattarella
  parlò in quest'Aula, molti, molti anni fa.
   Le carte in regola.
   La  Sicilia oggi è considerata una regione inaffidabile, guardate,
  non per il Governo che sta a Roma.
   Qualunque  Governo che starà a Roma avrà sempre un problema  anche
  nel negoziare soluzioni positive per la Sicilia perché le strutture
  ministeriali  a  partire dal MEF e dalla struttura burocratica  del
  MEF quando affrontano il caso Sicilia pensano che la Sicilia è solo
  una terra di furbi e furbetti.
   Non è un caso, e finisco, che questo è il primo accordo, lo diceva
  il collega che ha parlato per primo parlava di commissariamento, di
  fatto ci somiglia. Perché quando la Regione viene sottoposta ad  un
  monitoraggio  annuale  e con certificazioni da  produrre  anno  per
  anno,  il  Governo è riuscito ad ottenere un bonus per i primi  due
  anni,  quaranta  e  ottanta,  che sostanzialmente  non  ha  effetti
  particolarmente  pesanti ma sulle norme sì, sull'ordinamentale  sì,
  perché si è liberato dell'effetto dei primi due anni, poi dal  2023
  chi  vivrà,  vedrà. Questo è un accordo che Armao e  Musumeci,  più
  Armao   che  Musumeci  ha  voluto  per  arrivare  sereno   a   fine
  legislatura.  Poi chi arriverà dopo di lui, saranno cavoli  di  chi
  arriverà dopo di lui.
   Ecco il senso negativo di questo accordo.
   È  un accordo della sopravvivenza di un Governo che ha fallito  in
  questi tre anni e che si appresta a galleggiare per i prossimi  due
  anni.
   Mi  pare  che  la bocciatura vera che non arriva solo dal  Governo
  nazionale, ma da voi stessi che non siete stati capaci di fare  una
  sola delle riforme che da più tempo si sono citate - riordino delle
  partecipate  e  bla  bla  bla - e che  fino  ad  oggi  avete  fatto
  chiacchiere, come dicevo una volta, chiacchere e distintivo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che  sulla  casella  di
  posta  istituzionale  di ognuno di voi troverete  un  documento  di
  approfondimento preparato dagli Uffici dell'Assemblea.
   È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini, l'accordo che è stato sottoscritto dal Governo regionale
  qualche  giorno  fa  a Roma sancisce il fallimento  del  Presidente
  Musumeci e di questo Governo di sovranisti e sono convinto che  non
  si  riuscirà a fare nulla, questo Governo non riuscirà  ad  attuare
  nulla di quanto scritto all'interno dell'accordo.
   E  allora, cari colleghi e cittadini, cosa dovrà fare il  prossimo
  Governo  regionale? Beh, dovrà seguire tre parole fondamentali  che
  sono  verità,  sostenibilità e digitalizzazione. La prima  cosa  da
  fare  è  un'operazione  verità  sugli  immobili,  Presidente.   Non
  sappiamo  ad  oggi quali sia il costo delle locazioni e  delle  sub
  locazioni  fatte  dalla  Regione.  Non  conosciamo  nulla   e   non
  conosciamo nemmeno il nostro patrimonio immobiliare e vedete  negli
  anni sono stati fatti censimenti, milionari, password perdute, e ad
  oggi  sugli  immobili  la Regione non ha piena  contezza  e  allora
  bisogna fare li un'operazione verità e la soluzione Presidente  non
  può  essere  la  realizzazione  del  mega  centro  direzionale,   è
  anacronistica come soluzione, e lì Presidente bisogna agire con  la
  digitalizzazione  perché  finalmente si  deve  fare  questo  famoso
  censimento. Io voglio sapere quanto spendiamo in termini di affitto
  e  quali  sono gli immobili della Regione e quindi il  dato  che  è
  stato  riportato dal Governo regionale che cercherà di  ridurre  la
  spesa  del  20 per cento anzi del 40 per cento, e tra la  voce  c'è
  pure   gli  immobili,  quella  voce  non  si  riuscirà  ad  attuare
  Presidente.
   La   stessa  cosa  bisogna  fare  un'operazione  verità   con   le
  partecipate  e gli enti. Noi spendiamo circa due miliardi,  abbiamo
  speso  due miliardi di euro negli ultimi cinque anni nella gestione
  delle  partecipate  e  degli enti, due miliardi  di  euro  circa  e
  guardate  la  Corte  dei  Conti ci dice che  le  partecipate  della
  Regione siciliana nell'ultima parifica sono geneticamente prive  di
  sostenibilità, anche qui ritorna il termine sostenibilità.
   E veda, Presidente, ci sono alcune partecipate, al di là di quello
  che  ha detto l'Assessore che stiamo provando ad accorparne alcune,
  lo  si  sta iniziando adesso ma sarà un percorso che questo Governo
  regionale  non riuscirà a completare, ne sono più che convinto,  ci
  sono  partecipate che sono in liquidazione da più di vent'anni,  da
  più  di  vent''anni   Presidente e sa perché  Perché  poi  tutti  i
  Governi regionali, compreso questo Assessore all'economia dice  che
  ci  sono  delle  partecipate, e lo ripete nel  tempo,  qualcuno  ha
  ricordato  che questo Assessore all'economia è stato pure Assessore
  del Governo Lombardo.
   Ci sono alcune partecipate che sono in liquidazione da anni e che,
  si  dice, si vogliono liquidare ma a parole Presidente, perché  poi
  di  fatto  quelle  partecipate  in  liquidazione  hanno  tantissimi
  contenziosi  e  ritorna  il  tema del digitale  Presidente,  questa
  Regione,  questo  Governo  regionale non  ha  una  banca  dati  sui
  contenziosi, e ce lo ha chiesto la Corte dei Conti. Non abbiamo una
  banca  dati  per  cercare  di  risolvere  i  contenziosi.  Non   ce
  l'abbiamo. E quindi verità, sostenibilità e digitalizzazione.
   Per  non parlare, Presidente, dei costi per quanto riguarda  anche
  il  personale e la gestione del personale. Vedete si è  parlato  di
  lavoro  agile. E effettivamente la nostra Regione appena è arrivata
  questa  pandemia ha messo la maggior parte dei lavoratori in  smart
  working,  addirittura se ne è pure vantato, salvo poi il Presidente
  Musumeci  dire  che i dipendenti mentre erano in smart  working  si
  grattano  la pancia, la maggior parte dei dipendenti si  gratta  la
  pancia.  E allora poi sono subito corsi, hanno subito richiamato  i
  dipendenti  al  lavoro, quindi dallo smart  working  si  è  passati
  nuovamente  in  presenza,  salvo poi nuovamente,  infine,  dare  un
  premio ai funzionari di circa sette milioni e passa di euro.
   E   allora,   Presidente,   colleghi  da   qui   emerge   l'enorme
  contraddizioni,  anche  lì  bisogna fare un'operazione  verità  sui
  costi,  sulla  gestione  del  personale,  bisogna  ottimizzare   la
  gestione  del personale, con lo smart working, con il lavoro  agile
  fatto  in  maniere  corretta e anche qui  verità,  sostenibilità  e
  digitalizzazione.
   E  poi,  Presidente, mi permetta di dire un'ultima cosa,  dobbiamo
  riflettere pure dei costi della politica regionale, dei  costi  dei
  deputati e degli ex deputati. Anche qui dobbiamo fare un'operazione
  verità  perché io, Presidente, è da tempo, è da mesi che chiedo  se
  il  Presidente  Musumeci,  in piena pandemia,  si  è  aumentato  la
  pensione  e  la buonuscita e anche qui bisognerà fare un'operazione
  verità  nei  confronti dei cittadini e anche lì  i  deputati  della
  Regione siciliana e gli ex deputati della Regione Siciliana  devono
  diventare sostenibili, il loro costo deve essere sostenibile e  per
  fare  ciò,  anche lì, la digitalizzazione. Cerchiamo di rendere  il
  Palazzo  sempre più trasparente, Presidente, perché vede Presidente
  questo Governo ha fallito, il Presidente Musumeci ha fallito ma chi
  verrà  per  costruire  una Sicilia migliore  dovrà  portare  avanti
  questi  tre  valori  che  sono la verità,  la  sostenibilità  e  la
  digitalizzazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.  A  seguire  gli onorevoli Di Caro, Tancredi,  Dipasquale,
  Cappello, Pagana, Lentini e Aricò.

   CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, parto da  un
  dato  politico che è un dato di fatto, il Governo Conte ha  salvato
  la Sicilia, ha concesso lo spalmamento del debito per dieci anni  e
  quindi  eviteremo una situazione economica veramente  disastrosa  e
  pesante che altrimenti la Sicilia avrebbe affrontato.
   In  questi  mesi  abbiamo  assistito  a  continue  passerelle  del
  Presidente Musumeci che non ha perso occasione per attaccare  Conte
  che  mi  preme sottolineare che proprio oggi ha ricevuto la fiducia
  anche  del  Senato, ieri della Camera. L'ha attaccato ingiustamente
  ed in maniera pretestuosa quando invece avrebbe dovuto ringraziarlo
  per quello che il governo nazionale ha fatto per noi.
   E  invece  che cosa ha fatto questo Presidente della  Regione?  Ha
  fatto  sì che intanto stiamo discutendo qua di questo fuori  tempo,
  mi  sembra quasi uno sfogatoio perché alla fine noi avremmo  dovuto
  parlare  di  questo prima dell'accordo per poter anche intervenire,
  per poter dare un parere anche democratico su questo accordo ma non
  è avvenuto e, del resto, il Presidente della Regione ha agito nella
  stessa maniera per tutto quello che ha fatto fino ad oggi e un dato
  che  voglio ricordare è quello dell'ultima conferenza stampa a  cui
  ho  assistito,  che si è svolta a Catania, cioè  il  Presidente  ha
  detto praticamente che in questa terra pirandelliana c'è  cu a voli
  cotta  e  cu a voli crura  cioè questa è la sua ricetta per  uscire
  dalla  pandemia, se guardate la registrazione lo potrete  ascoltare
  anche  voi, in pratica oscilla tra fatalismo, scetticismo e  luoghi
  comuni  e, per sì e per no, dichiara rossa tutta la Sicilia,  senza
  valutare  il  caso  per caso e senza soprattutto penalizzare  tutti
  coloro  che non si sono comportati bene e che effettivamente  hanno
  superato  gli  indici dei dati epidemiologici  e  invece,  diciamo,
  premiare  tutti coloro che sono riusciti, soprattutto i sindaci,  a
  contenere l'emergenza in questi mesi difficili. Tant'è che  proprio
  ieri  nove  sindaci  della mia provincia, quindi  nove  sindaci  su
  dodici,  hanno scritto una lettera al Presidente chiedendo  appunto
  conto  e ragione di questi dati, del perché la provincia di Ragusa,
  che  non  ne aveva bisogno, si ritrova in zona rossa, con dei  dati
  tra  l'altro  particolari perché noi abbiamo  anche  il  Comune  di
  Vittoria,  per  esempio, che era appena uscito da  una  zona  rossa
  particolare  per  entrare in una zona rossa  regionale,  un  Comune
  commissariato che vedrà rinviate ulteriormente le elezioni.
   Un  altro fatto allarmante è che, proprio ieri sera, prima che  si
  chiudesse  l'Aula, il Presidente Miccichè ha detto che non  si  può
  approvare   nessuna   legge  che  abbia  impegni   economici   fino
  all'approvazione della legge di stabilità.
   Praticamente noi in questi messi abbiamo lavorato al ddl  n.  893,
  pensando  a  dare un minimo di ristoro, soprattutto col  fondo  che
  doveva  sostenere le imprese economiche nei comuni che erano  stati
  dichiarati zona rossa e fino ad ora, quindi, abbiamo scherzato.
   Questa  legge non esiste più  Dovremo aspettare la prossima  legge
  di  stabilità che non sarà il 28 febbraio perché io posso benissimo
  dire che le cose sono andate esattamente alla stessa maniera.
   Quindi,  noi  abbiamo  una  data  incerta  per  dare  un  sostegno
  economico ai comuni in zona rossa e non solo. Dentro il ddl n.  893
  c'erano anche tante altre cose importantissime.
   C'erano,  per esempio, i soldi per l'aeroporto di Comiso,  avevamo
  parlato  con  la  CNA,  col collega Dipasquale  avevamo  fatto  una
  riunione  e c'erano anche i colleghi Assenza e Ragusa. Ma che  cosa
  dobbiamo  andare a raccontare noi a tutte queste persone? Che  cosa
  diciamo? Che abbiamo scherzato finora, che questo disegno di  legge
  non esiste più e che si dovrà aspettare forse a ridosso dell'estate
  per  avere  un  minimo di sostegno economico?  Sicuramente  non  lo
  dovremo fare noi questo, sicuramente ci dovrà pensare il Presidente
  della Regione.
   Io  vorrei citare Oliviero Di Liberto quando diceva  il popolo  ci
  inseguirà  con  i forconi . Ci finirà così, ci inseguiranno  con  i
  forconi
   Io  vi  ricordo  che,  sempre a Vittoria, era  stato  promesso  un
  prestito per l'autoporto, anche questo cancellato. Quindi, tutti  i
  ristori economici che i Siciliani si aspettavano saranno slittati a
  data da destinarsi, a ridosso dell'estate.
   Io  ho finito, era giusto per chiarire la situazione disastrosa in
  cui questo Governo ha ridotto la Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, colleghi, visto che lei ha invitato  i
  colleghi  a  non essere ripetitivi, cercherò di fare un  intervento
  stretto e non ridondante, se mi è possibile.

   PRESIDENTE. Apportando nuovi elementi chiaramente

   DI CARO. Certo, vediamo se ci riusciamo.
   L'assessore Armao poco fa, il Vicepresidente della Regione, faceva
  degli  appunti  in merito a delle critiche legate ai  tempi  con  i
  quali  questo accordo è stato sottoscritto. I tempi che  riguardano
  ovviamente la Regione.
   E questo è stato già detto ieri, quindi saltiamo questo argomento.
  Magari, ci ritorniamo brevemente dopo.
   Assessore, oltre ai tempi, quello che ci dà davvero fastidio  sono
  stati  i  modi  con i quali questo accordo è stato sottoscritto.  I
  modi  sono  quelli  che hanno visto i deputati  di  quest'Assemblea
  totalmente esautorati da qualsiasi cosa.
   Noi non siamo stati coinvolti minimamente nei processi decisionali
  legati  a  questo accordo, tranne questa sera in cui ci si ratifica
  il termine ed i termini di questo accordo.
   Quindi,  tutto  l'arco  temporale dal  27  dicembre  2019  che  ha
  riguardato la pubblicazione del Decreto legislativo n. 158 del 2019
  fino  ad ora, lasciamolo perdere. Si poteva utilizzare questo  anno
  per  coinvolgere  i  sindacati,  i  decisori  principali  coinvolti
  nell'accordo, i deputati che rappresentano i Siciliani,  non  si  è
  fatto.
   Va  male.  L'assessore Armao ha parlato anche di  eliminazione  di
  fitti  passivi.  Diceva  bene il collega Di  Paola  poco  fa,  come
  facciamo,  assessore  Armao, ad eliminare i fitti  passivi  se  non
  conosciamo il patrimonio immobiliare della Regione siciliana?  Come
  facciamo?  Come  facciamo a finanziare il Centro  direzionale,  con
  quali  fondi? Con quali finanziamenti? Con il finanziamento tramite
  terzi  impegniamo, ulteriormente, per altri vent'anni,  trent'anni,
  la Regione siciliana a contribuire, nuovamente, quindi, contrarietà
  assoluta al Centro direzionale.
   Il  Governo,  oggi,  doveva  venire qua  non  leggendo  i  termini
  dell'accordo,  che  li  conosciamo  bene  già,  doveva  venire  qua
  declinando, punto per punto, ogni impegno che ha preso col  Governo
  centrale,  calendario  alla mano doveva dirci  entro  il  mese  tot
  faremo questo, entro il mese x faremo quest'altro, alla fine  della
  legislatura  lasceremo, a chi avrà l'onore e  l'onere di  governare
  questa  regione x risultati, ma siccome qua stasera stiamo giocando
  a   tressette  col  morto',  perché  io  ricordo  che  il  mazziere
  principale  che  ha  sottoscritto questo  accordo,  questa  sera  è
  assente;  quindi,  Presidente, l'ennesimo atto di  vilipendio  alla
  ragione  di quest'Aula, la prima volta quando il Presidente  doveva
  sottoscrivere  l'accordo  che ha poi ratificato,  quindi  non  l'ha
  praticamente  notificato a quest'Aula, la seconda  volta  quando  è
  assente  nel  momento  in  cui si deve discutere  dell'accordo  già
  ratificato.
   Io  ho  più volte chiesto, l'ho ripetuto ieri e lo ripeto stasera,
  l'istituzione  di  una Commissione che controlli  singolarmente  il
  percorso  di questo accordo, c'è un ordine del giorno già votato  e
  approvato   dal  Presidente  dell'Assemblea  Regionale   Siciliana,
  aspettiamo che si istituisca questa Commissione, e che si  metta  a
  lavoro,  seriamente, perché questa volta rischiamo  di  vendere  ai
  siciliani l'ennesimo fuoco fatuo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di Caro. Poi, magari,  l'assessore
  Armao,  nella  sua  replica,  ci potrà  dire  se  ha  in  mente  un
  cronoprogramma,  io immagino che entro il 2029  si  faranno  queste
  riforme.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  parliamo dell'Accordo: sono passati 130 anni dall'unità d'Italia ma
  credo  che  potrebbe  essere tranquillamente utilizzata  la  famosa
  frase   di   Carlo  Bombrini:   I  meridionali  non  dovranno   più
  intraprendere ;   questo  accordo  potrebbe  essere   chiamato   in
  maniera,  forse  un po' più come dire, terra terra,  siete  brutti,
  sporchi,  cattivi  e dobbiamo impedirvi di intraprendere  qualsiasi
  cosa ,  ma  non  solo a voi politici, a tutti i  siciliani,  questo
  poteva  essere l'incipit dell'accordo, perché se c'è una sola  cosa
  che  io  condivido di tanti interventi che sono passati  qui  dallo
  scranno,  che è una sorta di commissariamento, ma anche un ricatto,
  una diminutio delle peculiarità di questa Assemblea di decidere, ma
  decidere  sulla  base di che cosa? Perché spesso  e  volentieri  si
  perde  di vista il motivo dal quale scaturisce tutto questo. Io  di
  lavoro faccio l'istruttore di palestra, ho un master in osteopatia,
  e  in  osteopatia  si cerca sempre, quando c'è un danno,  la  causa
  primaria, la causa primaria è quella che poi determina una serie di
  patologie,   e   qual  è  la  causa  primaria  delle  problematiche
  economiche di questa regione, al netto di tutte quelle che sono  le
  leggende  contro la Sicilia e in generale contro il Sud?  Il  fatto
  che  noi  siamo  spendaccioni, non abbiamo credibilità,  non  siamo
  capaci di fare, non siamo capaci di essere parchi, non siamo capaci
  di razionalizzare.
   In  questo,  debbo  dire  che  i colleghi  del  PD,  della  scorsa
  legislatura,  che  hanno  governato per cinque  anni,  che  adesso,
  giustamente,  dall'opposizione vengono qui a  manifestare  il  loro
  sdegno,  giustamente,  nemmeno loro si sono resi  conto  di  essere
  stati  presi  a  calci dal loro Governo nazionale, precedentemente.
  Perché  dico questo? Perché c'è un momento preciso nel quale questa
  Regione  passa da un avanzo primario forfettario, di  vari  residui
  attivi che erano presenti nel bilancio, perché voglio ricordare che
  il  decreto  legislativo  118 entra in  vigore  nel  2011,  noi  lo
  applichiamo nel 2015.
     Io  ricordo perfettamente le prime finanziarie, ero un  deputato
  appena  eletto, fui catapultato in Commissione  Bilancio   e  c'era
  una  folla  immensa di deputati là dentro, forse  tutti  90,  nella
  scorsa   legislatura,  perché  le  risorse  da  distribuire   erano
  veramente  tante.  E  in quella sede, quelli  che  partecipavano  a
  questa  distribuzione, la famosa Tabella H era un esempio  vilipeso
  da tutti.
   Nella scorsa legislatura c'era l'altra parte, noi che eravamo  del
  Movimento non abbiamo mai partecipato a questo tipo di discussione.
  E  questo  lo  rivendico con orgoglio, sebbene io sia  da  un'altra
  parte, politicamente parlando.
   Il punto qual è? Che noi il 10 agosto del 2015, con la delibera n.
  204,  abbiamo cancellato oltre 6 miliardi e 800 milioni di residui.
  La  ripulitura  complessiva di quel bilancio ammonta  ad  oltre  10
  miliardi e 800 milioni che hanno fatto precipitare la Regione in un
  disavanzo,  disavanzo non debito, perché il disavanzo  è  una  cosa
  diversa dal debito. Perché questi soldi noi, tecnicamente,  non  li
  diamo  a  nessuno ma li stiamo sottraendo ai siciliani.  Perché  li
  stiamo  sottraendo ai siciliani? Io sollecito l'onorevole Fava  che
  forse tra le tante cose che potrebbe fare, potrebbe anche andare  a
  fare  una  disanima  di tutte quelle partite finanziarie  che  sono
  state  cancellate  e  delle  quali non  si  sa  a  chi  li  abbiamo
  cancellate, di pubblico e di privato. C'è anche qualche privato che
  ha   usufruito   di   quella  cancellazione  di  residui,   sarebbe
  interessante capire come e a chi è stato fatto qualche bel  regalo.
  Ma  di  contro,  non  possiamo  nasconderci  da  un  fatto  che   è
  inoppugnabile:  i  debiti tra Istituzioni  non  sono  cancellabili.
  Perché  sono stati cancellati? E lì vi racconto un aneddoto. Perché
  io  all'epoca  feci  un accesso agli atti e il  dirigente  generale
  Bologna  mi  rispose  che, purtroppo, non aveva  potuto  riscrivere
  quelle  somme di cui io gli avevo chiesto conto perché dallo  Stato
  non  era  venuta  nessuna conferma che fosse  un  debito  certo  ed
  esigibile,   e,   quindi,   a   quel   punto   andava   cancellato,
  correttamente.
   Quindi,  fra  cancellazione e re-imputazioni noi  siamo  diventati
  quella  che  tecnicamente potrebbe essere considerata  una  Regione
  canaglia.  Perché a quel punto diventiamo veramente una Regione  in
  dissesto presunto. Ora, vorrei capire, come sia possibile essere in
  grado  di  far funzionare una Regione quando, già normalmente,  noi
  siamo con l'acqua alla gola.
   E' vero, ci sono cose da sistemare, ci sono delle riforme da fare,
  c'è un sistema amministrativo da svecchiare. Sono curioso di capire
  come  lo  svecchieremo se abbiamo il blocco del turnover. Questo  è
  molto  interessante, perché questa è una cosa che io non  riesco  a
  capire,  perché se il dottore Cartabellotta che è il dirigente  più
  giovane  ha  57 anni -  a quanto mi risulta - voglio capire  quando
  fra   due  anni,  580  dirigenti  andranno  in  pensione,  chi   li
  sostituirà? Magari saremo costretti, nella prossima legislatura, ad
  andare  all'esterno e poi magari diranno:  Caspita,  esternalizzate
  pure  i  servizi all'esterno   e diventeremo regione  canaglia  per
  questo, nessuna visione di prospettiva
   Ma  la  cosa che a me personalmente fa molto male, veramente molto
  male,  io  sto  vedendo due governi differenti quello della  scorsa
  legislatura e questa e qui vedo sempre il famoso gioco delle parti:
  chi  era  prima  dall'altra parte, ovviamente faceva l'opposizione,
  adesso  è esattamente il contrario ma le parole sono identiche,  le
  medesime e l'atteggiamento è lo stesso.
   Il punto è un altro e ritorno al ragionamento principale

   PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, concluda.

   TANCREDI.  Concludo con la proposta che è una soltanto, siccome  è
  dal  1965  -  io  non ero ancora nato - che ci  sono  le  norme  di
  attuazione, e noi come Gruppo Attiva Sicilia abbiamo presentato  un
  ordine  del  giorno  che  chiede una sola cosa  a  questo  Governo,
  Assessore Armao noi chiediamo che lei metta

                   (Proteste da parte dei deputati)

   PRESIDENTE. Colleghi, non disturbate l'intervento; ci  sono  stati
  ampi margini per l'onorevole Grasso, l'onorevole Cracolici e per il
  vostro  Gruppo  per trasbordare anche di minuti e si  è  consentito
  anche  di  fare interventi, assolutamente, fuori tema dall'accordo,
  non capisco perché bisogna non ascoltare e fissarsi con l'orologio.
   Lasciate  concludere il collega che stava concludendo, a quest'ora
  avrebbe già finito.

   TANCREDI. La verità fa male, purtroppo
   Assessore  Armao, noi chiediamo che, finalmente,  un  punto  dello
  Statuto  venga  applicato:  l'assegnazione  dell'IVA,  totale,  poi
  magari  la contrattiamo ma quello probabilmente potrebbe essere  un
  primo   passo,  perché  in  cinque  anni  recupereremmo  tutto   il
  disavanzo,  perché  la  mancanza  dell'attribuzione  dell'IVA,  che
  ricordo  in Sicilia è 3.64, quando la media delle Regioni a Statuto
  Speciale è 8,7 ed è un differenziale di 2 miliardi 750 milioni  per
  anno che restano nelle casse dello Stato.
   Noi  adesso, visto che siamo una regione canaglia, perché qualcuno
  dice  che lo siamo, chiediamo l'attribuzione piena, e spero e credo
  veramente che questa sarà una delle cose prioritarie che potrà fare
  questo  Governo  e  forse  riusciremo ad  organizzarla  meglio  nei
  prossimi due anni.

   PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, se lei già ha depositato  l'ordine
  del  giorno  che  stava illustrando, quando ci sarà  l'opportunità,
  magari,  l'Assessore  se  lo  legge e quando  sarà  appropriato  si
  discuterà.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessore, colleghi  parlamentari,
  io  penso  che la dichiarazione più opportuna che è stata fatta  su
  questa  vicenda  negli ultimi giorni è stata quella del  Presidente
  Musumeci  quando  ha  dichiarato,  a  proposito  dell'accordo,  che
  andavano sanate ed era il prezzo di trent'anni di gestione allegra.
   Queste  sono  state  le  parole che ha utilizzato  Musumeci  e  le
  condivido. Il problema che oggi stiamo vivendo - non solo  oggi  ma
  questo  problema parte dal 2015, con l'applicazione del 118  -  non
  sono  state niente altro che la causa di tutta una serie di Governi
  che  ci  sono  stati,  tra  cui  uno a  cui  ha  partecipato  anche
  l'Assessore   Armao,  che  hanno  prodotto  tutta  una   serie   di
  indebitamenti nella Regione siciliana.
   Questa dichiarazione di Musumeci io la riprendo perché è caduto il
  gioco  che  si  è cercato di fare all'inizio quando il responsabile
  era  Crocetta,  come  se lui avesse creato  i  buchi  di  bilancio.
  Purtroppo  l'applicazione del 118, allora cadde il tetto su  quella
  maggioranza e su quel Governo, lo sa qual è la differenza Assessore
  e  colleghi parlamentari? Che allora questo avvenne alla  fine  del
  mandato,  negli  ultimi  due anni. L'Assessore  Baccei  e  Crocetta
  trovarono  alcune  soluzioni - non sono  state  soddisfacenti?  Può
  essere   Ma  hanno evitato sicuramente il fallimento della  Regione
  siciliana.
   Purtroppo non voi, già allora quel Governo, quella maggioranza  si
  ritrovò queste tegole - dico non le tegole, il tetto che gli crollò
  addosso, perché da un bilancio positivo passammo in pochissimi mesi
  ad un bilancio negativo per diversi milioni.
   Ritorno   a   dire,  non  fu  sbagliato  quell'accordo,   non   fu
  sufficiente,  Crocetta  ha pagato un prezzo  e  quella  maggioranza
  furono  bocciati   Dopo  di che siete arrivati  voi  che  vi  siete
  trovati  anche  parte di quelle difficoltà che  sono  arrivate  dai
  trent'anni  della cattiva gestione - poi bisognerebbe vedere  quali
  Governi ci sono stati, chi ha governato ma non è questo il momento
   Qual  è la difficoltà e qual è la differenza? Voi avete avuto  tre
  anni,  avete avuto tre anni pieni e - a differenza di quel  Governo
  precedente  che  si  è  trovato  a gestire  l'emergenza  -  avevate
  possibilità di creare gli anticorpi. Quali erano gli anticorpi?  La
  credibilità
   Essere  credibili e dimostrare allo Stato che quella  Regione  che
  non   era  stata  virtuosa  per  trent'anni  perché,  caro  collega
  Tancredi,  purtroppo  la Sicilia non è stata  virtuosa  e  non  per
  Crocetta,  non  è  stata  virtuosa per il passato,  per  i  decenni
  passati.  Allora,  cosa è che bisognava fare? Bisognava  dimostrare
  serietà, strategia, politica  Voi avete fatto un primo accordo  nel
  2018 e non siete riusciti a portare a compimento nulla  Oggi venite
  a dire: stiamo facendo, stiamo portando avanti - ma se è in itinere
  -  significa  il  nulla   E  chiacchiere,  ovviamente,  al  Governo
  centrale non ne possiamo portare avanti.
   Quell'accordo  del  2018 è stato totalmente disatteso,  non  siete
  riusciti a portare a termine una riforma strutturale in tre anni.
   Qui  non  c'entra  lo  Stato cattivo, siete voi  che  siete  stati
  asinelli perché non avete portato avanti la riforma sui consorzi di
  bonifica  anzi  - come ha detto bene il collega Cracolici  -  avete
  aumentato  i dirigenti, la spesa, continuate ad ampliare sempre  la
  spesa.  Non siete riusciti a fare la riforma sulla forestale,  cosa
  richiesta. Avete dimenticato anche in questo accordo, che prima  ne
  parlavate, almeno ne parlavate, adesso avete avuto il pudore di non
  parlarne: la riforma sulla casa. Ve la ricordate? Dovevano fare  la
  riforma sulla casa.
   Avete  creato un'altra centrale di spesa sostituendo i  commissari
  con i vecchi consigli di amministrazione. Poi vi dirò - perché l'ho
  promesso  a  Musumeci - quanto avete aumentato  di  costi  solo  su
  questo.  Quando  voi  non  producete,  non  avete  prodotto  nessun
  risultato  ma, anzi, quello che ci ha dato lo Stato  è  davvero  un
  grande riconoscimento.
   Ancora  voi  rimettete,  riscrivete, assumete  impegni  su  queste
  riforme  -  me lo auguro, Assessore  Mi auguro che voi facciate  le
  riforme così come ci aspettiamo da tempo, Assessore - me lo auguro,
  però  la  smetta  di  fare dietrologia che non serve,  certe  volte
  scambia  quest'Aula in una sede universitaria, è cosa diversa   Del
  resto su questa vicenda la politica è mancata tutta. E' mancata, sa
  perché?  Perché Musumeci non si occupa di politica   Il  Presidente
  della  Regione  - e mi avvio alle conclusioni - non  si  occupa  di
  politica perché neanche viene in Aula, in una situazione del genere
  doveva cercare subito - come ha detto qualche collega prima di  me,
  la  collega  Campo, immediatamente il confronto con l'Aula,  doveva
  trovare  il  coinvolgimento  con  l'Aula.  Lui  ha  rinunciato,  ha
  lasciato  gestire  a lei, che non è una gestione  politica,  è  una
  gestione  salottiera,  questa che lei ha  portato  avanti,  dove  è
  bravissimo.  E' bravissimo, perché nel salotto si intreccia  tutto,
  si intreccia il centrodestra, si intreccia il centrosinistra, e nel
  salotto esce fuori quello che può

   PRESIDENTE. La prego di andare a conclusione.

   DIPASQUALE. Sì, parlo meno di Tancredi. Tancredi ha avuto  quattro
  minuti, io sto concludendo.

   PRESIDENTE. Io la sto invitando ad andare alla conclusione

   DIPASQUALE. Lei mi deve considerare, almeno, quanto i  suoi  amici
  di partito, tanto non mi serve. Oggi può chiamare i pompieri.
   Detto  questo, assessore, quindi è stata una gestione  salottiera,
  ha  portato  questo,  per esserci una gestione  politica  serve  la
  politica. La politica, le chiacchere nei salotti valgono zero,  per
  la  politica servono le riforme e lì servirebbe un presidente della
  Regione ed un Governo ed una maggioranza.

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a  parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà. A seguire gli onorevoli Lupo, Pagana, Lentini, Aricò.
   Solo  un attimo colleghi, in merito agli ordini del giorno, stiamo
  cercando di selezionare, intanto, quelli che riguardano l'assessore
  Armao, dato che si trova qui, poi se lui -  in questo momento  deve
  seguire gli interventi, giustamente, per poi potere replicare -  li
  prende con sé e verifica se si possono mettere in votazione come  -
  diciamo -  indicazione, come suggerimento, approvati, e poi  quelli
  di  altre  agende  i  quali assessori in questo  momento  non  sono
  presenti;  prima c'era l'assessore Razza ma è da un po' che non  lo
  vedo,  perché  ci  sono  alcune cose che  riguardano  il  benessere
  animale. Eventualmente li stralciamo per domani. Certamente  quelli
  che  riguardano  il  nucleare  li  tratteremo  domani  in  presenza
  dell'assessore Cordaro che approfondirà il tema.
   Prego, onorevole Cappello.

   CAPPELLO.  Signor  Vicepresidente, onorevoli colleghi,  Assessore.
  Oggi  è il giorno dei vice, non possiamo non dire ai siciliani  che
  si sta svolgendo un dibattito con un'Aula semivuota, i banchi della
  maggioranza   la   fanno   da  padrone ho   sbagliato:   i   banchi
  dell'opposizione  la  fanno da padrone  rispetto  ai  banchi  della
  maggioranza  ed  abbiamo  -  sono  d'accordo  Totò  -  abbiamo   un
  presidente della Regione che firma l'accordo con lo Stato, assente,
  ed abbiamo un vicepresidente che, a mio avviso, assessore Armao, fa
  un  po'  da  capro espiatorio dell'Aula e degli interventi  per  la
  maggior parte dei componenti dell'opposizione.
   Assessore  Armao, ancora una volta, avete diviso il Parlamento  su
  un tema che riguarda cinque milioni di siciliani, in maggioranza ed
  opposizione,  e  lo  avete  diviso  perché  non  lo  avete   inteso
  coinvolgere su un accordo che non riguarda gli ultimi due  anni  di
  legislatura  ma un periodo molto più grande che è quello  di  dieci
  anni.  Due anni, che sono quelli che contraddistingueranno la  fine
  di  questa legislatura, ed altri otto anni che vedranno, spero,  un
  governo diverso da quello che, oggi, è seduto su questi banchi.
   Assessore  Armao, questo è l'errore più grande di questo  Governo:
  l'esclusione della maggioranza dei siciliani su un accordo che vede
  questo Governo impegnato ancora una volta, come tutti i Governi che
  si  sono succeduti negli ultimi trenta anni sino ad oggi, perché se
  di  responsabilità  si deve parlare, allora, questa  ve  la  dovete
  prendere  tutta,  perché  i  partiti che oggi  rappresentate  hanno
  governato negli ultimi trent'anni, nessuno escluso, fino  a  questo
  momento.
   Io  non  sono  un  appassionato di questo  accordo,  ringrazio  il
  Governo  Conte  perché, altrimenti, non so  che  cosa  i  siciliani
  avrebbero dovuto subire per questi ultimi due anni, ma non mi piace
  perché,  ancora una volta, questa dilazione nei termini per  quanto
  concerne  il  cosiddetto   spalmamento'  secondo  me  continuerà  a
  produrre quell'inerzia nella quale vi siete esercitati negli ultimi
  tre anni.
   Se  la  Sicilia, se questo Governo regionale, se questa Assemblea,
  non  subisce veramente uno shock io non credo che cambierà  qualche
  cosa da qui ai prossimi due anni, da qui ai prossimi dieci anni. E,
  allora,  a  me non piace il termine  concessione' perché  io  nello
  Statuto siciliano ci credo.
   Il  problema è che lo Statuto speciale è croce e delizia  ad  ogni
  campagna  elettorale, dopodiché, il dibattito  sullo  stesso  viene
  meno  per  tutti  e  cinque gli anni, così  è  stato  nella  scorsa
  legislatura e così è anche oggi. E un Governo - qual è  quello  che
  siede  oggi  su  questi  banchi  che  agisce  sempre  in  stato  di
  emergenza,  perché non ha né una visione, né una prospettiva  -  lo
  vediamo  in  tutti gli atti che vengono proposti sino a quello  che
  abbiamo votato l'altro ieri - continua a produrre, sostanzialmente,
  il nulla.
   Io  non voglio prendermi più tempo di quello che è stato preso dai
  colleghi  che  mi hanno preceduto e mi fermo qui nell'esprimere  il
  mio  parere,  però  l'assenza del Presidente Musumeci  è  veramente
  grave  e va stigmatizzata con tutte le nostre forze, perché, ancora
  una  volta,  questo è l'atteggiamento di chi snobba  il  Parlamento
  siciliano e di chi snobba cinque milioni di siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
  A seguire gli onorevoli Pagana, Lentini e Aricò.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  altri colleghi del mio Gruppo parlamentare sono già intervenuti  e,
  quindi, io ovviamente non ripeto quanto hanno giustamente sostenuto
  gli   onorevoli   Cracolici  e  Dipasquale,   ma   intervengo,   in
  particolare,  assessore  Armao,  con  riferimento   al   punto   n)
  dell'accordo che io ritengo importante per lo sviluppo della nostra
  Regione, perché attiene all'incremento degli investimenti.
   Se   questo  accordo  lo  guardiamo  solo  sotto  l'aspetto  della
  riduzione  della spesa, sbagliamo, questo accordo vuole  essere  un
  grande  impulso  per lo sviluppo produttivo della  nostra  Regione,
  evitando  sprechi,  obbligando la Regione ad  avviare  un  percorso
  virtuoso  di  riqualificazione  della  spesa  ma,  soprattutto,   a
  spostare risorse in maniera significativa dalla spesa corrente, che
  può  essere spesa improduttiva, che può essere spesa a volte, ahimè
  tristemente   anche   clientelare,  verso  una   spesa   in   conto
  investimenti,   quindi   una  spesa  finalizzata   alla   crescita,
  finalizzata  al futuro, finalizzata allo sviluppo produttivo  e  al
  lavoro produttivo della nostra Regione.
   E   questo   punto   riguarda  non  soltanto  l'incremento   degli
  investimenti attraverso l'utilizzo dei fondi nazionali,  dei  fondi
  regionali, ma anche attraverso l'utilizzo dei fondi comunitari.
   Allora,  io  ripropongo a questo Governo una  sfida.  La  sfida  è
  quella   di  affrontare,  in  quest'Aula  parlamentare,  anche   la
  programmazione  dei  fondi comunitari. Noi non possiamo  essere  un
  Parlamento  che si occupa solo dei tagli di bilancio e  non  invece
  della  più  grande  leva di investimenti per lo sviluppo  data  dai
  fondi  comunitari.  Sbaglierebbe il  Governo,  sbaglieremmo  noi  a
  rinunciare  a  questo ruolo. Ed è per questo che,  anche  oggi,  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ho  chiesto  che
  l'Aula  potesse  dibattere  su questi  temi.  Il  Governo  ha  dato
  disponibilità ad affrontare una discussione sui fondi comunitari in
  Commissione  Bilancio , mi sembra importante ed utile anche  perché
  lì potranno intervenire i rappresentanti delle autorità di gestione
  quindi anche i dirigenti, dando un apporto anche di competenze e di
  conoscenze.
   Ma   io   credo  che,  comunque,  successivamente,  è   necessario
  affrontare il tema anche qui in Aula, perché fa male se il  Governo
  -  così dice, la cosa non risponde al vero - forse è tenuto a  fare
  una  smentita, leggere sul  Sole 24 Ore' di ieri, a firma  Giuseppe
  Chiellino,  in  prima  pagina, che in termini assoluti  quello  che
  preoccupa  di più è il PO-FESR Sicilia che deve certificare  ancora
  quasi  2,7 miliardi su una dotazione di 4,3 miliardi. Con la  quota
  del  PSR per la Regione l'importo da spendere entro il 2023 sale  a
  4,2  miliardi. Una sfida complessa, soprattutto se si considera che
  anno  dopo  anno  diventano sempre più rari i  cosiddetti  progetti
  coerenti  inizialmente  finanziati con  risorse  nazionali  ma  poi
  coperti   con  i  fondi  UE  per  evitare  di  perdere  le  risorse
  comunitarie.
   Questo  è  inaccettabile. E credo che il Governo ha  l'obbligo  di
  venire  in Aula a dire come stanno esattamente le cose nel  momento
  in cui la Sicilia vive la più grave crisi economica del dopoguerra;
  non  è possibile perdere 4,2 miliardi di euro, una cifra enorme che
  può  rappresentare una leva fondamentale per lo sviluppo e  per  la
  crescita,  nonostante la massima disponibilità data  dall'Europa  e
  dal Governo nazionale in termini di flessibilità e di disponibilità
  alla  riprogrammazione  dei  fondi. Noi,  veramente,  non  dovremmo
  sprecare  neppure  un  euro. E allora, se  così  non  è  si  faccia
  chiarezza,  ma  si  faccia  chiarezza in  Parlamento  e  si  faccia
  chiarezza in Parlamento carta alla mano.
   Io  per questo spero che questo accordo possa davvero essere anche
  una spinta, una leva, un'occasione in più per mettere una marcia in
  più  per  la  crescita, per lo sviluppo, per il lavoro  di  cui  la
  Sicilia ha bisogno.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io  le
  confesso  la  sensazione che ho avuto appena abbiamo  letto  questo
  accordo, appena già abbiamo letto la bozza che era stata trasmessa,
  seppur informalmente, alla Commissione  Bilancio .
   In questo accordo manca una pagina, manca la pagina di quanto Roma
  deve  dare alla nostra Sicilia, di quanto il Governo nazionale deve
  riconoscere e non concedere, come qualcuno dice e come qualcuno  ha
  detto, a questa Terra.
   Questa  è  stata  la sensazione che ho avuto io  insieme,  magari,
  chissà a qualche sicilianista convinto, insieme a qualche siciliano
  che  è riuscito a indignarsi anche in questi giorni sentendo parole
  come  concessioni, a proposito dello spalmamento di questo - va  di
  moda  questo termine - disavanzo, o ancora l'indignazione io  credo
  l'abbiano provata, qualcuno si sia riuscito ad indignare davanti  a
  chi rappresentante degno della politica degli ultimi vent'anni dice
  che   questo   accordo   lo  pagheranno  le   generazioni   future,
  dimenticando che è proprio la politica degli ultimi decenni che  ha
  prodotto quanto meno i presupposti di questo accordo.
   E  in questi giorni abbiamo assistito ad un dibattito surreale.  E
  questo  noi  lo  abbiamo richiesto da questo  scranno,  lo  abbiamo
  chiesto  in  Commissione,  abbiamo chiesto  più  volte  che  questo
  Parlamento   fosse  partecipe  e  protagonista,   abbiamo   persino
  approvato  delle risoluzioni in Commissione per la revisione  dello
  Statuto, c'è stato un lavoro di tutti i Gruppi parlamentari  tranne
  di  chi  oggi  dice  che  il Parlamento non  è  stato  messo  nelle
  condizioni  di  lavorare,  ma  quando  poteva  farlo  svolgendo  ed
  esercitando  la  propria  funzione di indirizzo  politico,  sebbene
  limitata all'interno di una risoluzione, non lo ha fatto.
   Assessore  Armao,  io  mi vorrei unire al coro  di  ringraziamenti
  trionfalistici  che sono arrivati in quest'Aula nei  confronti  del
  Governo nazionale. E quindi io, Assessore Armao, le chiedo:  questi
  cinque  verbali della Commissione paritetica cui faceva riferimento
  all'inizio  della  sua  relazione, ce li dia,  cosicché  anche  noi
  possiamo ringraziare chi dobbiamo ringraziare anche per tempistiche
  con  cui  siamo arrivati a  questo accordo da marzo ad ottobre,  da
  ottobre  a dicembre, da dicembre a gennaio; eppure, è colpa  sempre
  dei  soliti  brutti e cattivi che, guarda caso, sono  sempre  dalla
  parte politica opposta.
   Quindi,  l'onorevole Lo Giudice ha iniziato con un detto siciliano
   a  squagghiata  da nivi si virunu i pirtusa , cioè  ne  pagheranno
  sicuramente  le  conseguenze le generazioni future,  inizieranno  a
  pagarne le conseguenze le generazioni di oggi.
   Presidente, io mi auguro che veramente da oggi in poi si  inizi  a
  parlare  di  Statuto  in modo differente, si  inizi  a  parlare  di
  Statuto pensando agli articoli 36, 37 e 38, pensando anche al ruolo
  dello  Statuto  della  Regione  siciliana  all'interno  del  nostro
  ordinamento, pensando alla revisione delle modalità delle norme  di
  attuazione,  si  inizi a parlare dell'articolo  14  dello  Statuto,
  dell'articolo  17,  del fatto che le grandi, le competenze  che  ci
  sono  state riconosciute in tema di agricoltura, ne cito solo  una,
  oggi si sono ridotte soltanto a un calendario venatorio e questo  è
  umiliante. Quindi, anche questo vuole, necessita un approfondimento
  e lo abbiamo chiesto più e più volte sempre da questo scranno.
   Quindi,  Presidente,  aspettando le  repliche  del  Vicepresidente
  della  nostra Regione, mi auguro che con oggi si possa  mettere  un
  punto  a  questa vicenda e si possa iniziare a scrivere quello  che
  veramente tutti i siciliani aspettano. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagana.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
   Ritengo  che  la  seduta sia certamente utile perché,  in  qualche
  modo,  tutte  le  parti  politiche hanno un  attimino,  come  dire,
  riferito.    Abbiamo   avuto   degli   interventi   particolarmente
  interessanti  che  ci  fanno ben sperare che il  salvataggio  possa
  continuare parlando di accise e di idrocarburi per esempio,  che  è
  stato  un  argomento che è stato toccato, voglio dire se c'è  buona
  volontà  in una Commissione paritetica e con il Governo si  possono
  ipotizzare dei percorsi chiaramente a beneficio della Sicilia.
   Prego, onorevole Lentini.

   LENTINI.  Grazie, Presidente. Io rispetto all'intervento  di  ieri
  che davo per scontato perché è così, almeno per quello che riguarda
  la  mia  attività politica, che quando ci sono degli argomenti  che
  toccano  la  comunità  secondo  me dobbiamo  collaborare,  dobbiamo
  lavorare insieme; sarò un sognatore, ma mi attengo a dire sempre le
  stesse cose e quello che penso.
   Non  vi  è dubbio che questa pandemia da Covid ha trasformato  gli
  uomini,  ha  trasformato le istituzioni e ha trasformato  il  mondo
  intero  perché abbiamo tutti sofferto e soffriamo, con le morti  ma
  anche  con  tanti sacrifici che la gente, i cittadini compiono  nel
  portare avanti, combattendo questa epidemia.
   Questo accordo nasce, ecco ieri dicevo, nasce, qual è l'intento di
  questo  accordo?  Perché  giustamente le  difficoltà  che  vive  la
  Regione  Sicilia le conosciamo tutte; non c'entra niente il Governo
  Musumeci, ma oserei dire è una cosa che è insostenibile dire che il
  Governo Musumeci abbia prodotto debiti in questa Regione.
   Il  Governo Musumeci, vi voglio ricordare una cosa, io dal 2008 al
  2012 feci il Presidente della Commissione  Lavoro  e quanti precari
  ho  visto in quegli anni, enormi precari, che oggi non ci sono più,
  questo  Governo li ha stabilizzati e quindi questo è, a mio avviso,
  rispetto  a  tanti altri governi che dicevano sempre:  sì,  non  vi
  preoccupate,  domani mattina  . Il problema è stato risolto  quindi
  ci sono delle cose positive.
   In  questo  accordo  ci sono, onestamente devo  dire,  delle  cose
  positive. Questo accordo prevede l'accorpamento di alcune funzioni,
  l'accorpamento oserei dire anche - metterei, non l'ho letto  ma  lo
  aggiungerei  io  -  di  alcuni  dipartimenti,  di  alcune   società
  partecipate, non c'è bisogno. Questo accordo parla di, appunto,  di
  risparmio  e  quindi  io  penso che ora, assessore  Armao,  con  le
  assunzioni  secondo  me  bisogna fermarsi un  attimino  perché  con
  questo  accordo  che  noi ieri abbiamo votato  in  Aula  e  con  la
  finanziaria che ci accingiamo ad affrontare entro il 28 febbraio  -
  ecco  qua  il ricatto, che io non lo accetto - dobbiamo  rispettare
  alcuni  paletti e quindi dobbiamo dare un esempio alla cittadinanza
  ma,  più  che altro, dare al Governo un input che stiamo  lavorando
  per cercare di portare i conti a posto che non è semplice.
   Però,  io  ricorderei al Governo nazionale durante  le  Conferenze
  Stato-Regione  che  le  norme di attuazione dei  due  articoli  più
  importanti  del nostro Statuto che portano sviluppo,  che  sono  le
  risorse  attraverso  l'articolo  37  e  l'articolo  38  queste  noi
  dobbiamo   batterci   insieme,  destra,   sinistra,   centristi   e
  chicchessia,   tutti   settanta   dobbiamo   partecipare   affinché
  l'articolo  37  e  38 venga approvato finalmente dopo  settant'anni
  dallo Stato.
   E  poi  voglio  ricordare un'altra cosa  a  voi,  che  il  Governo
  nazionale  per  un  piano  di rientro che riguardava  la  Sanità  -
  parliamo  della legge nazionale 296 del 2006, appunto il  piano  di
  rientro  - la Sicilia passò da una compartecipazione sanitaria  del
  42  per  cento  ad una compartecipazione del 49,11  per  cento.  Il
  totale della spesa annuale equivale a 550 milioni di euro.
   Oggi  noi,  qualche anno fa ci hanno premiato per questo  e  hanno
  detto:   Finalmente  la Regione siciliana ha attuato  il  piano  di
  rientro  sulla  sanità,  sulle spese alla sanità ,  quindi  c'è  un
  controllo ormai. Ma questi 550 milioni di euro, assessore Armao, io
  penso che ancora noi li usciamo, penso che sia così. E'così? Oh
   Quindi,  cari colleghi dell'opposizione, ci sono tanti  in  questi
  punti  che io condivido dell'accordo, tanti punti, ma ci sono  pure
  delle  cose  che dobbiamo sapere che sono queste che vi  ho  appena
  detto.  Quindi,  oserei  dire  se,  ad  esempio,  in  questi   mesi
  l'Assessore  per la salute, l'assessore per l'economia  esce  fuori
  con un disegno di legge, una proposta che possa finalmente arrivare
  in   questo   benedetto  Parlamento  nazionale  e  fare   decidere,
  finalmente,  di  agevolarci  e  non andare  sempre  a  pietire  col
  cappello  in  mano  per cercare di portare a  compimento  i  nostri
  doveri nei confronti dei cittadini.

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Lentini. Si era iscritto

   LENTINI.  Sto chiudendo, Presidente. E non condivido, l'ho  sempre
  detto  ma ho anche il coraggio di dirlo pure fuori, questo sperpero
  di  denaro pubblico che è il reddito di cittadinanza; è sperpero di
  denaro  pubblico  Le stesse persone devono essere aiutate ma  dando
  dignità a far fare qualcosa per la comunità.
   Di  questo  ne parliamo, c'è un dibattito aperto da chissà  quanto
  però   il  Governo  nazionale,  siccome  vede  comodo  il  consenso
  elettorale, ancora non ci mette mano. Io mi auguro che su questo ci
  sia la mano del Presidente Conte affinchè possa finire, finalmente,
  questo obbrobrio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  devo  dire  un
  dibattito molto acceso oggi in quest'Aula, relazione esaustiva  del
  Vicepresidente della Regione che ci ha illustrato che forse  questo
  non  era  il  miglior accordo che la Sicilia poteva siglare  ma  il
  miglior risultato che il Governo regionale poteva portare a casa.
   E  l'hanno detto in alcuni interventi chi mi ha preceduto  come  è
  nato  questo  disavanzo.  Perché il famoso  118  ha  trasformato  i
  residui attivi in indebitamenti. E lo sappiamo cosa è successo  nel
  corso degli anni, dal 2013, 2014, 2015.
   Si  parla  di  915 milioni nel 2013, nel 2014 un  miliardo  e  350
  milioni  di euro di indebitamento per, poi, nel 2015 un miliardo  e
  300  milioni  di  indebitamento per la Regione siciliana.  Ed  oggi
  qualcuno  ci  viene  a  dire che la responsabilità  è  del  Governo
  Musumeci, quando in quegli anni l'attuale Presidente della  Regione
  si  sedeva nei banchi delle opposizioni e cercava di dare il meglio
  che poteva dare un deputato dell'opposizione.
   E  chi,  come  l'onorevole Cracolici, ha fatto sì che  la  Sicilia
  venisse  descritta da Roma come  una terra di furbi e di furbetti ,
  come se, probabilmente, l'onorevole Cracolici non avesse guidato la
  Sicilia  da  assessore regionale negli anni precedenti  all'attuale
  Governo della Regione
   Io, cari amici, spererei che, in questo momento - e ricordo ancora
  le  parole  del Vicepresidente Armao in una Commissione   Bilancio
  del febbraio dell'anno scorso quando ebbe a dire:  prima di fare  i
  conti  vedremo l'incidenza che avrà questa pandemia sul PIL  e  sui
  dati   economici ,   e  dai  banchi  dell'opposizione   di   quella
  Commissione    Bilancio ,  quasi  a  sottovalutare   quell'indizio,
  quell'inizio  di pandemia, quasi con sarcasmo c'erano  sorrisini  e
  mugugni,  quasi a sfottò di quanto stesse dicendo,  non  so  se  lo
  ricorda, caro Vicepresidente.
   Allora,  io sono andato anche a spulciare - perché se capiamo  che
  stiamo  vivendo un momento di crisi internazionale è una  cosa,  se
  capiamo che dobbiamo stare tutti insieme per cercare di far  fronte
  ad  un'emergenza  internazionale è una  cosa,  ma  se  ci  dobbiamo
  accusare gli uni con gli altri è giusto che si faccia un'operazione
  verità - e sono andato a vedere anche i conti dello Stato.
   Abbiamo  speso  per questa emergenza, lo Stato,  108  miliardi  in
  relazione all'emergenza pandemica. Abbiamo fatto, però, un buco, un
  indebitamento  ulteriore di 194 milioni, cioè 86 miliardi  in  più.
  Sempre  dello  Stato  parliamo. Dopodiché sono  tutte  risorse  che
  dovremo  ripagare  e, se contiamo 108 più gli 86  miliardi  fa  una
  cifra che sfiora i 200 miliardi.
   Lo  sapete  -  e chi ci ascolta sa meglio di noi perché,  ormai  i
  siciliani  e gli italiani si documentano - di quanto si tratta  del
  recovery  found,  cioè, quello che dovrebbe salvare  la  vita  agli
  italiani? 209 miliardi, a fronte di 196 già spesi, a fronte  di  un
  indebitamento del deficit che è passato il rapporto defici-pil  dal
  134  per  cento  al  162 per cento e qualcuno del Movimento  Cinque
  Stelle  sale su questo pulpito a dire cosa avrebbe dovuto  fare  il
  Governo Musumeci  Ma perché non glielo andate a dire a Conte  e  ai
  responsabili  cosa devono fare anziché venire a darci lezioni,  che
  con  le  armi  purtroppo che abbiamo, forse fionde, stiamo  facendo
  miracoli   Questo Governo sta facendo miracoli  Stiamo  facendo  il
  massimo i miracoli non se ne possono fare.
   Perché  non  parliamo  del  gettito  IVA?  Abbiamo  sentito  tutti
  l'intervento  dell'onorevole  Tancredi;   perché  non  parliamo  di
  quanto la Regione Sicilia dovrebbe incassare su quel famoso gettito
  IVA?  In  tutte  le  regioni a Statuto speciali la  percentuale  di
  gettito  è  più che doppia in alcuni casi, in un caso  è  tripla  e
  questo   perché?  Perché  devono  tenere  la  Sicilia   sempre   la
  guinzaglio,  incominciamo a parlare delle cose  giuste.  Non  siamo
  furbi  e furbetti non siamo una regione di furbi e furbetti c'è  un
  Governo  serio  alla  guida della Sicilia  che  cerca  di  fare  il
  massimo.
   E  allora, amici e colleghi, perché prima di tutto, prima di avere
  appartenenza politica siamo tutti siciliani e dobbiamo capire  che,
  probabilmente,  finita la legislatura e finita  anche  l'esperienza
  politica,  perché  ognuno di noi finirà l'esperienza  politica,  ci
  ritroveremo a stare in questa regione, almeno il mio sogno è quello
  di  invecchiare insieme a mia figlia e alla mia famiglia in  questa
  terra.
   E  allora,  facciamo  sì  che  questa regione  possa  ritornare  a
  splendere  e  possa essere restituito alla Sicilia e  ai  siciliani
  tutto  quello  che in questi anni non ci è stato  dato,  perché  ci
  siamo  fatti  belli  a parlare dello Statuto,  di  quanto  potrebbe
  essere bello o meraviglioso per le casse della Sicilia attuare quei
  famosi  due articoli dello Statuto, l'articolo 37 e 38; ma facciamo
  una battaglia politica insieme.
   E poi non parliamo di quanto sia scritto  - e Presidente vado alle
  conclusioni  - di quanto è scritto nell'accordo. Questo  accordo  è
  stato  siglato  dal  Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  dal
  Presidente   della   Regione,  è  stato  fatto   probabilmente   un
  compromesso. Un compromesso forse non stava bene al Presidente  del
  Consiglio, sicuramente il Presidente della Regione ha ritenuto  che
  poteva  essere  un compromesso il meno peggiore o  il  migliore  da
  potere   siglare   per  la  Sicilia,  la  Sicilia  sicuramente   ha
  incominciato già a fare la sua parte, questo Governo sta facendo un
  lavoro,  il  miglior  lavoro che può mettere sul  tavolo,  che  può
  mettere  in  essere,  nei  prossimi  giorni  spero  nella  fase  di
  approvazione  della  finanziaria  che  dovrà  essere  entro  il  28
  febbraio,  perché, cari colleghi, sappiamo che da lunedì  si  dovrà
  cominciare  a lavorare ogni giorno per trovare delle soluzioni  per
  la nostra Terra. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Aricò.  E'  iscritto  a   parlare
  l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà. Dopodiché l'assessore Armao  se
  vuole fare una sintesi, una replica, è ritornato l'assessore Razza,
  vi  sono  stati  distribuiti  degli ordini  del  giorno  di  natura
  sanitaria, zootecnica e di natura economica sui quali, poi. potrete
  diciamo  esprimere  un  parere o accogliere  come  raccomandazione.
  Prego, onorevole De Luca.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo quello che
  è  rimasto,  colleghi  quelli che sono rimasti.  Sa  Vicepresidente
  Armao  io  non vorrei essere al posto suo in particolare, perché  è
  complicato,  io  lo immagino, la mattina essere sicilianisti  e  il
  pomeriggio essere notai. Ogni volta che lei prende l'aereo per Roma
  a me tremano i polsi, perché non oso immaginare con quale risultato
  tornerà a casa.
   Io  vi  ho detto tante volte che per ottenere ciò di cu la Sicilia
  ha  diritto occorre essere autorevoli, occorre innanzitutto che  il
  Governo regionale sia autorevole. E per essere autorevoli non serve
  fare  comunicati stampa in cui raccontiamo grandi risultati;  serve
  essere credibili, avere i conti in ordine non serve perché dobbiamo
  sottostare  a  quelli che sono gli incipit romani  o  le  norme  di
  finanza  pubblica.  Serve innanzitutto per  potere  attuare  quelle
  riforme  che da tre anni le sentiamo decantare, ma che questa  Aula
  non  è  riuscita  a  vedere.  Essere  credibili,  avere  approvati,
  costringere  le  partecipate  a  chiudere  i  bilanci,  a  portarli
  all'esame,  a  fare un consolidato come si deve,  serve  ad  essere
  credibili  e  ad avere un nome spendibile. Una cosa che  in  questo
  momento, in Governo Musumeci, mi dispiace, ma non ha. E mi dispiace
  in quanto siciliano, perché non mi consente di essere autorevole  a
  Roma.
   Si  parla di compiti per casa non fatti, ed è vero. Ma non  perché
  noi  abbiamo il compito che ci dà Roma, noi abbiamo il compito  che
  ci danno i siciliani. La serietà, la correttezza dei conti pubblici
  della  Sicilia  serve  innanzitutto a noi. E  vede,  Vicepresidente
  Armao  - è stato lasciato solo anche questa volta - trattare queste
  questioni,  invocare  l'aiuto  di  questa  Aula,  dei  parlamentari
  siciliani,  come  sentivo prima dire al collega  Aricò  dire:   noi
  siamo  tutti  siciliani, dobbiamo prendere   .  Giusto   Se  ce  ne
  avessero  messo  a  parte;  ma se l'hanno fatto  nascondendosi  dal
  confronto,    non    vedo   come   avremmo    potuto    intervenire
  qualitativamente sull'Accordo.
   Non è una questione di essere siciliani. Qua deve essere siciliano
  chi governa la Sicilia. Qua deve dimostrare di essere siciliano chi
  tiene  i  conti  della Sicilia, perché quello che  è  stato  fatto,
  quando si dice il Governo Conte ha salvato la Sicilia, non è perché
  gli  ha dato qualcosa a cui la Sicilia non aveva diritto, ma perché
  gli  ha  consentito di non dover tagliare il proprio  bilancio  nei
  prossimi tre anni distruggendo ogni speranza di ripresa. Se poi noi
  facciamo le cose male, se questo Governo fa le cose male, non è una
  responsabilità che si può dare né a questa Aula, né alle  forze  di
  opposizione, né a chi c'è stato. E' una responsabilità di chi  c'è.
  E  da questo punto di vista vi dovete decidere a prendervela questa
  responsabilità. Non avete la possibilità di tirare la palla  ancora
  in  avanti  perché io già temo cosa succederà: temo che voi  ve  ne
  fregherete  di  questo  Accordo  e che  il  prossimo  Governo,  chi
  governerà  prossimamente la Regione, si ritroverà non  solo  questo
  Accordo ritrattato,  lei sorride, non ha i baffi per nascondere  il
  sorriso Vicepresidente perché evidentemente ci siamo capiti: questa
  è una trappola per i siciliani e per chi verrà dopo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  Armao  per  la
  replica.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  ritengo  che
  il  confronto sul merito delle questioni - che qualche parlamentare
  intriso  non di politica, di retropensiero politico dove  è  giusto
  quello che dico io e non è giusto quello che dice l'altro, solo per
  questioni   di  posizioni  -  non  meriti  risposta.  E   pertanto,
  soprattutto  nei  confronti di chi ha lanciato accuse  e  se  ne  è
  andato,  come i bambini che quando non gli piace il gioco  prendono
  la  palla  e se ne vanno, non replicherò, perché credo che  bisogna
  avere  rispetto  del Parlamento, se si fanno delle affermazioni  si
  deve  anche ascoltare la replica. Questo comportamento di chi  sale
  sul  podio, spara le sue tesi, e mi fermo alle tesi, poi si alza  e
  se ne va per vedere soltanto il suo filmino proiettato su facebook,
  è  una  condotta che - a mio avviso - offende il Parlamento,  oltre
  che l'interlocutore. Ma della mia offesa se ne può infischiare,  ma
  credo  che  non giovi la presenza di chi frequenta quest'Aula  solo
  per  fare le sue affermazioni e andarsene, perché non credo che sia
  questo il senso della dialettica parlamentare

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore per l'economia. Non l'ho interrotta, ho  sentito
  le  sue  argomentazioni raffinate e, quindi, pretendo di non essere
  interrotto.
   Vorrei passare alle considerazioni di alcuni interventi che,  devo
  dire,  sono  contraddittorie e credo che  sia  un'affermazione  fin
  troppo  generosa, perché non si può dire, come ha fatto l'onorevole
  Sunseri,   con  dovizia  di  particolari  e  con  la  sua  consueta
  attenzione,  che  una  valanga  di soldi  è  arrivata  in  Sicilia,
  ovviamente sempre per generosità romana non per capacità negoziale,
  quindi  una  valanga e poi, successivamente, un altro  parlamentare
  dello  stesso  partito viene qui a spiegare  che  è  l'accordo  più
  disastroso del mondo, perché delle due l'una: o sono una  serie  di
  accordi  che hanno portato risorse in Sicilia - e quindi il Governo
  ha  negoziato bene a tirare risorse - oppure è vero quello che dice
  l'altro parlamentare.
   Quindi,  si  tratta  soltanto  di  posizioni  politiche  dove,   a
  differenza  di  altri  settori dove quello  che  si  dice  si  deve
  dimostrare, alcune volte alcuni politici pensano che le cose che si
  dicono non si debbano dimostrare, tanto si può dire che domani  non
  sorge il sole, è una tesi e quindi lo posso dire.
   Io  vorrei  far riferimento a un documento che è stato  pubblicato
  qualche  mese  fa  e  non  da una velina giornalistica  di  qualche
  associazione ma da tale Moody's che è una delle più grandi  agenzie
  di rating del mondo e che valuta la Sicilia.
   Bene,  Moody's ci dice  Il report di analisi di agenzia  evidenzia
  la rilevante riduzione del debito sceso al di sotto dei 7 miliardi,
  accompagnato da una drastica riduzione del costo del debito .
     Moody's  ha  anche evidenziato un progressivo  incremento  della
  liquidità nel biennio, che oggi è ben oltre il miliardo di euro, da
  sottolineare  il  fatto  che gli effetti della  pandemia  in  corso
  avranno  un  impatto  modesto  sulle  previsioni  e  i  budget  per
  l'andamento  dell'economia siciliana è ulteriore dimostrazione  del
  giudizio  di  solidità  finanziaria  che  l'agenzia  esprime  nella
  relazione.  Di  rilievo la considerazione sul  miglioramento  della
  gestione amministrativa della Regione attraverso quelle che vengono
  definite   politiche  di  bilancio  credibili  e  di   risanamento,
  esattamente quelle politiche credibili e di risanamento  che  hanno
  fatto sì che Roma ci concedesse alcuni spazi finanziari che abbiamo
  ottenuto  perché  siamo più che credibili,  perché  se  fossimo  il
  governo Crocetta che col cappello in mano andava a Roma rinunciando
  a miliardi di contenziosi - e mi dispiace che l'onorevole Cracolici
  si  annoveri tra coloro che lanciano il sasso e nascondono la mano,
  perché non lo vedo

    (Intervento fuori microfono:  La smetta di fare il professore )

   Non  smetto  di fare il professore, magari lo fosse  lei.  Lei  mi
  sembra  il suo sodale di partito che dice che manda Conte al limite
  a fare il professore universitario. Verso questa politica io non ho
  alcuna considerazione  Dopodiché non mi faccio dare lezioni da  chi
  ha  sostenuto  un Governo come quello Crocetta che ha  svenduto  la
  Sicilia - e mi assumo la responsabilità delle cose che dico - e  lo
  ha  fatto  con  reiterate  rinunce a miliardi  di  contenziosi  nei
  confronti dello Stato.
   Noi  non  abbiamo  rinunciato  a  nulla   Noi  abbiamo  messo  una
  piattaforma  di  negoziato  con lo Stato  che  è  sul  tavolo,  che
  intendiamo portare avanti e che stiamo portando avanti, ci sono già
  norme    concordate.   Il   sottosegretario   Villarosa,    persona
  correttissima, le conosce benissimo e quindi lei sa bene  onorevole
  De  Luca - e glielo potrà assicurare l'onorevole Villarosa che  lei
  conosce  bene per essere tra l'altro della sua stessa  provincia  -
  che  siamo  molto  avanti  con il negoziato  di  definizione  della
  piattaforma finanziaria.
   Chiaramente questa ci sta, perché l'opposizione deve fare  il  suo
  lavoro  ma  che questo non è - e lo dico all'onorevole  Pagana  che
  invece  ha fatto un intervento molto puntuale -, onorevole  Pagana,
  questo non è l'accordo finanziario con lo Stato, questo è un'intesa
  relativa all'articolo 7 della norma di attuazione del 158 del  2019
  che  se  non ci fossero - e mi dispiace che non sia stata ascoltata
  la  citazione,  perché  avete  sentito  chi  è  intervenuto  mi  ha
  apprezzato  per  la citazione che ho fatto, ha sentito  il  nome  e
  cognome di chi aveva scritto quelle belle parole ma non ha compreso
  minimamente  il  contenuto  di quella citazione.  Quella  citazione
  parlava  di  quegli  ascari  che svendono  la  Sicilia  per  motivi
  politici  e  ce  ne  sono  tra  quelli  che  hanno  imposto  queste
  condizioni  che sono stati quelli che quando noi eravamo  pronti  a
  fare  un  accordo senza nessuna condizione hanno preteso a  Roma  -
  svendendo  la  propria  Terra - di impilare condizioni  sempre  più
  gravose.
   Ho  fatto riferimento a questi signori, a questi siciliani e lo fa
  Massimo Ganci in quella splendida premessa.
   Noi difendiamo la Sicilia, proteggiamo la Sicilia, ci battiamo per
  la  Sicilia.  Chi  vuole  stare da questa parte,  indipendentemente
  dalle  posizioni politiche, le interlocuzioni che tengo con persone
  come il sottosegretario Villarosa che trovo sempre leale, schierato
  nel  solo  interesse della Sicilia e lui sa che mi trova su  queste
  identiche  posizioni,  non  ci  sono  infingimenti  di  partito   o
  convenienze  di posizione politica che sono quelle che  sono  state
  alla  base di questi impegni che ci sono stati chiesti dal  Governo
  di Roma. Andremo avanti nonostante questi impegni.
   Come  diceva  bene l'onorevole Aricò non è né il migliore  accordo
  del  mondo  né  il peggiore accordo del mondo, è un  passaggio  per
  andare avanti.
   Ringrazio  l'onorevole  Grasso  per  l'idea  che  è  assolutamente
  condivisibile che è quella di aprire un negoziato di specificazione
  sul  tema del turnover perché non ne possiamo fare a meno,  non  ne
  possiamo fare a meno. Evidentemente, se certi compromessi  si  sono
  ottenuti  da parte dello Stato, a nostro danno in questo  senso,  è
  perché  eravamo  costretti comunque a firmare  un  accordo,  perché
  dovevamo approvare l'esercizio provvisorio perché, altrimenti,  non
  pagavamo  gli  stipendi questo mese - lo sapete bene  -  che  senza
  esercizio provvisorio non si pagavano gli stipendi. E io non gioco,
  come  non  gioca  il  governo Musumeci,  sulle  tasche  dei  nostri
  siciliani, in un momento drammatico in cui la Sicilia è zona  rossa
  e  rischiamo  la  pace  sociale perché molta  gente  è  in  disagio
  pesante.
   Noi   non   intendiamo  minimamente  non  rispondere   ai   nostri
  concittadini. Sulla difesa della Sicilia sappiate che non troverete
  alcun   componente   del  Governo,  alcun  componente   di   questa
  maggioranza  un passo indietro rispetto a chi vuole portare  avanti
  con coraggio, con lealtà gli interessi della Sicilia.
   Su  questi  nessuno, tranne qualche ascaro che la  Sicilia  se  la
  svende  per  pura  opportunità politica  perché  tanto  meglio  far
  soffrire  il  governo Musumeci e quindi la Sicilia ora  tanto  poi,
  comunque,  spero  di  prendere il potere io e fare  di  più.  Ecco,
  questa  logica  non  ci vedrà mai dalla stessa parte,  mai,  perché
  sugli interessi della Sicilia il governo Musumeci non fa negoziati,
  né trattative, né scuse. Ecco perché proseguiremo - spero come dice
  l'onorevole Sunseri - nella capacità di attrarre risorse quelle che
  ha elencato e oggettivamente sono consistenti.
   Mi  fa piacere che l'onorevole Sunseri, chi ha riconosciuto questi
  numeri  perché li conosce, altri non li riconoscono perché  non  li
  conoscono,  è  evidente perché sa quante risorse sono  arrivate  in
  Sicilia  con questo negoziato che, ripeto, ha portato anche  alcuni
  limiti  e  alcuni pesi che certamente ci sono e che tenteremo,  nel
  negoziato  e  nel  confronto leale, come ha  riconosciuto  l'intero
  Consiglio  dei  Ministri  con  la  Sicilia  e  se  non   ci   fosse
  autorevolezza, guardate che non ci riconoscevano mica questa realtà
  istituzionale. Quindi, la lealtà istituzionale c'è.
   E'   evidente,  onorevole  Tancredi  e  condivido  totalmente   le
  rivendicazioni, e lei sa quanto mi batto in questo senso.
   Per  esempio,  e lo ripeto al Parlamento, dovremmo verificare  una
  cosa:  perché  le  norme di attuazione sui 38 milioni,  cui  faceva
  riferimento l'onorevole Sunseri poc'anzi, che riguardano le imprese
  sono  state  deliberate dalla Commissione paritetica a  febbraio  e
  sono  state  approvate  a  novembre?  E  poi  il  decreto  è  stato
  pubblicato a gennaio con una norma che consentiva, laddove  fossero
  state  approvate prima che fossero state trasferite 38  milioni  in
  meno per la Sicilia?
   Ho  scritto  dal momento in cui sono state approvate  al  Ministro
  dell'economia e al Ministro delle attività produttive  rivendicando
  immediatamente quelle risorse.
   Dobbiamo  su  questo aprire una vertenza perché il  2020  non  può
  passare inosservato perché si fanno le furbizie e si rallentano  le
  carte  per passare all'anno dopo. Non lo può consentire nessuno  di
  noi   Su  questo la battaglia la faremo insieme - per chi la  vuole
  fare
   Non  è  una battaglia del governo Musumeci, è una battaglia  della
  Sicilia  e se la vince la vince la Sicilia, non la vince il governo
  Musumeci  che,  in  questo momento, svolge il  servizio  di  essere
  Governo,  perché essere governo è stare al servizio  della  propria
  Terra.
   Vado  alla  conclusione, il grande impulso che  è  stato  dato  ai
  negoziati  con  lo  Stato e con il Governo centrale  è  dato  dalla
  copiosa documentazione che consegnerò alla Presidenza e che potrete
  esaminare.
   Come   voi  sapete  non  mi  sono  mai  sottratto  in  Commissione
   Bilancio' al confronto.
   Sul   tema   dei  fondi  europei,  onorevole  Lupo,   la   massima
  disponibilità da parte del Governo a confrontarsi.
   Io  so  solo una cosa: che quando sono arrivato, non dimentichiamo
  che  questa  programmazione è la 14/20 non è la programmazione  del
  governo Musumeci, noi ci siamo trovati una programmazione impostata
  dal  precedente Governo. Quando sono arrivato, le parlo di un dato,
  agenda digitale: si erano spesi 1,5 milioni di euro ed oggi siamo a
  280  milioni di euro di impegni. Quindi, ci sono settori dove siamo
  andati  più veloci, altri dove siamo andati meno veloci, ma  ripeto
  il  Sole  24 ore che lei ha correttamente citato perché  quel  dato
  reca,  la  pagina del Sole 24 ore, invece quel dato, a mio  avviso,
  non   tiene  conto  della  riprogrammazione  che  con  il  ministro
  Provenzano  abbiamo definito in cabina di regia qualche giorno  fa.
  Quindi, probabilmente, non tiene conto né di quello, né tanto  meno
  di  una  legge  di stabilità come quella che abbiamo  approvato  lo
  scorso  anno, con uno sforzo, dove devo dire l'opposizione ha  dato
  il  suo  importante  contributo alla celere definizione  del  testo
  normativo,  che  ha messo in movimento risorse assai  significative
  per le imprese, soprattutto per le nostre famiglie.
   C'è una nuova sfida, che è quella del Recovery Fund, dove tutte le
  regioni  sono state lasciate all'angolo. Io ho una lettera  che  il
  presidente  Conte, è arrivata stamattina, ha mandato al  presidente
  Bonaccini  con la quale dice questo è il Recovery Fund che  abbiamo
  approvato,  dopodiché apriremo un ragionamento, i contributi  delle
  autonomie sono i benvenuti. Quindi sul Recovery Fund non c'è  stata
  l'attivazione  delle Regioni. Allora, è il momento -  ne  parlavamo
  con  l'onorevole Calderone che mi dispiace non sia qui presente  -,
  ma  ne  parlavamo  dicendo è necessario aprire  tempestivamente  un
  confronto  sul  Recovery Fund, non aspettiamo che il Recovery  Fund
  sia  definitivamente varato per attivarci perché è il momento,  per
  esempio,  per mettere in moto le spinte da parte delle  Commissioni
  competenti  su  quello che la Sicilia può e deve  chiedere  per  il
  Recovery Fund.
   Concludo con un appello. Oggi è stata una giornata nella quale  ci
  siamo confrontati, io credo sempre e non mi rassegno alla brutalità
  del  confronto tra maggioranza ed opposizione, solo  perché  uno  è
  maggioranza ed uno è opposizione. Mi ritengo appartenente a  quella
  sfida che credo attraversi la vita di donne e uomini in varie parti
  della  loro vita, di indugiare, spingere sempre per il ragionamento
  ed  il  confronto leale, piuttosto che per il muro contro muro.  Il
  muro  contro muro non ci serve, non ci porta da alcuna  parte,  non
  serve  soprattutto ai siciliani che fuori da questa Aula  attendono
  risposte concrete.
   Ribadisco la piena disponibilità del Governo a confrontarsi  nelle
  Commissioni,  in  Aula, su tutti i temi, a partire  da  quello  del
  negoziato con lo Stato. Ma questa partita che faremo, che porteremo
  fino  in fondo, sono convinto che la vinceremo prima e la vinceremo
  meglio  se  ci  raccogliamo non come maggioranza ed opposizione  ma
  come  siciliani  attorno ad un'idea di rilancio e di  tutela  e  di
  difesa delle nostre prerogative statutarie. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, le avevamo lasciato un paio di ordini
  del  giorno,  non so se ha avuto modo di leggerli  e  se  li  vuole
  accogliere come

   ARMAO,  assessore per l'economia. Presidente, per quanto  riguarda
  quello  che  riguarda l'onorevole Di Caro, circa la istituzione  di
  fondi  dovremmo vedere nella elaborazione della legge di  stabilità
  gli  spazi che ci possono essere, anche alla luce delle risorse già
  stanziate  nella  legge  di stabilità precedente  ed  in  corso  di
  redazione da parte delle istituzioni. Per quanto riguarda il  terzo
  ordine  del  giorno, quello con firmatari Tancredi  ed  altri,  non
  abbiamo la possibilità di modificare l'accordo che è stato concluso
  perché è stato firmato. E' evidente

   PRESIDENTE. Si riferisce al prossimo accordo, è chiaro no?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. L'accordo,  Presidente,  è  in
  itinere, noi abbiamo già depositato nel 2018 e ci sono state almeno
  12,   13  riunioni  a  Roma,  ripeto,  sempre  alla  presenza   del
  sottosegretario Villarosa, perché ci sono confronti leali e diretti
  col  Governo.  Il  problema - qui lo posso  rilevare  ma  lo  potrà
  confermare l'onorevole Villarosa - è che le burocrazie ministeriali
  stanno    presentando    delle   pessime   relazioni.    Resistono,
  pesantemente, a qualsiasi tipo di decentramento. I primi  avversari
  della  autonomia  siciliana  non  sono  i  componenti  del  Governo
  nazionale,  sono  le burocrazie romane che vedono come  fumo  negli
  occhi  e  queste denigrano e ci dicono che siamo brutti, sporchi  e
  cattivi, come diceva poc'anzi l'onorevole Tancredi, come siciliani,
  spesso  non cogliendone il segno. Basta vedere - richiamando sempre
  ciò  che  diceva l'onorevole Lupo - l'andamento dei POR e dei  PON.
  Andate  a  vedere  i numeri. Il Governo statale, nell'utilizzo  dei
  PON,  cioè le risorse europee assegnate al Governo, è di gran lunga
  dietro  alla  gran  parte  delle  Regioni.  Quindi,  la  burocrazia
  centrale  spesso è avversa. Ma noi siamo dentro questo accordo.  E,
  quindi,  tutta  la  spinta volta a conseguire  la  fine  di  questo
  accordo è più che benvenuta.
   Per  quanto riguarda l'ordine del giorno degli onorevoli Schillaci
  e  altri,  sono misure di tipo fiscale che dovremmo vedere  con  le
  coperture, se sono garantibili o meno. Personalmente

   PRESIDENTE. Quindi, li accogliamo come raccomandazione, Assessore?

   ARMAO, assessore per l'economia. Esatto.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, non si possono discutere gli ordini
  del  giorno. Non discutiamo gli ordini del giorno perché a  seguire
  ce ne sono altri e non è consentito.

   DI CARO. Le voglio chiedere semplicemente, Presidente, se ci dà la
  possibilità, immediatamente, in due minuti, di presentare un ordine
  del giorno in merito al dibattito di oggi.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, siamo esattamente alle  ore  19.48,
  siamo  qui  in  Aula  da  parecchie ore.  Eventualmente,  sui  temi
  trattati  oggi  se  ci sono i margini poi se ne parla.  L'onorevole
  Caronia aveva chiesto di parlare ai sensi dell'articolo 83 per  poi
  parlare  con l'assessore Razza. Assessore Razza, anche lei accoglie
  come raccomandazione gli ordini del giorno?

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Sì, entrambi  gli  ordini  del
  giorno.

  (Gli  ordini  del  giorno,  accettati come raccomandazione,  recano
  rispettivamente il numero d'ordine 412, 413, 414, 415, 420 e 421)


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, in realtà pur entrando  in  un  altro
  argomento  che è quello della sanità, in qualche modo mi riallaccio
  a  quello  che è il comportamento che, a mio avviso, da  parte  del
  Governo  nazionale, sicuramente non ci vede premiati e non ci  vede
  premiati rispetto a tutta una serie di istanze.
   Adesso  voglio  centrare l'attenzione su un aspetto che  riguarda,
  appunto,  la sanità. Però, non posso non ricordare da soggetto  che
  ha  sempre creduto che l'autonomia sia un valore che non può essere
  assolutamente  messo  in  discussione, che  dall'inizio  di  questa
  legislatura abbiamo subito una quantità di attacchi a quella che  è
  la  nostra  autonomia,  ricordo ancora la legge  voto  che  abbiamo
  fortemente  avversato in questo Parlamento, così  come  ricordo  le
  battaglie  per  l'Iva,  stranamente l'Iva  la  sosteniamo  noi  col
  bilancio   regionale  mentre  nelle  altre  Regioni  sul  contratto
  Trenitalia lo fa lo Stato.
   Ma  vorrei essere molto precisa e, giustamente, intervengo  su  un
  tema che è la sanità.
   Assessore Razza, in queste ore, purtroppo mentre eravamo anche  in
  Aula,  i  dati scoraggianti dei contagi, oggi siamo a 1.600 contagi
  in  Sicilia,  accentuano quella che è la nostra  preoccupazione  in
  merito a quello che è il grande sforzo che la sanità siciliana  sta
  facendo  nel dotare le strutture sanitarie di posti letto  adeguati
  per poter affrontare questa difficilissima battaglia sanitaria.  E,
  poiché, ovviamente, nella distribuzione di quelle che sono le  aree
  geografiche  e  l'individuazione dei posti letto, ampiamente  si  è
  discusso in quest'Aula e nella Commissione di merito su quello  che
  h  il  piano  dei  posti letto, sia ordinari, sia  per  le  terapie
  intensive.
   Ed è chiaro che questi numeri così imponenti - 1.600 contagi nella
  sola  giornata di oggi in Sicilia - pongono un tema  che  è  quello
  della  necessaria, come dire, dell'allargamento necessario o meglio
  dell'adeguamento  a quel piano che, in un certo  senso,  era  stato
  definito  a  fisarmonica,  se  dico bene  l'Assessore  potrà  darmi
  ragione, che è stato in qualche modo necessitato anche dalle ondate
  che la Regione ha vissuto, per cui è chiaro che nelle ultime ore la
  quantità enorme di contagi ha registrato anche la necessità di  far
  fronte  a degli aspetti programmatici, perché programmati lo erano,
  che vedono chiaramente, per esempio, faccio l'esempio specifico  di
  Palermo,  il reparto di ginecologia e ostetricia in questo  momento
  spostato dall'Ospedale Cervello che come sappiamo tutti è diventato
  il  Covid  center di Palermo e della provincia di  Palermo  ma,  in
  realtà, copre anche buona parte della Sicilia occidentale.
   Allora,  mi  chiedo:  a  fronte dei grandi  sacrifici  che  questa
  sanità,  e  devo sempre dire un grande grazie anche agli  operatori
  sanitari  che  stanno  dimostrando una grande  duttilità  perché  è
  chiaro  che chi si trasforma in Covid non è che trasforma di  botto
  la  propria  competenza, adegua le proprie competenze,  la  propria
  professionalità ad un mondo che ancora non è conosciuto  ad  alcuno
  per  cui è chiaro che molte iniziative sono soprattutto legate alla
  grande disponibilità del personale medico.
   E devo anche dire che l'assessore Razza, io condivido quello che è
  il  piano, perché nel momento in cui la necessità ci impone  alcune
  scelte,  ecco,  sacrificare  tra  virgolette,  sacrificare   è   un
  sacrificio  che  comunque  deve trovare delle  misure  compensative
  perché  è chiaro che la regola base è quella di non abbandonare  le
  patologie  esistenti perché non si muore solo di Covid,  questo  lo
  ribadiamo,  ma  è un concetto che abbiamo, come dire,  ormai  credo
  standardizzato.
   Però,  mi  chiedo:  a  fronte  di questi  grandi  sacrifici  nella
  rimodulazione  degli ospedali, e mi riferisco al  Covid  center  di
  Palermo,  come  mai  ad oggi i fondi che sono  stati  stanziati  al
  soggetto  attuatore  dell'emergenza,  ingegnere  D'Urso,  come  mai
  questi  fondi ancora non sono arrivati in Sicilia? Perché  ad  oggi
  nella  sola  struttura dell'Ospedale Cervello, e mi riferisco  allo
  stabile A e B dell'Ospedale Cervello, avremmo avuto già cento posti
  letto  nuovi o meglio cento posti che vengono riconvertiti  perché,
  con  una  nuova  disposizione e con l'adeguamento delle  strutture,
  oggi,  conti  alla mano, sarebbero stati pronti al  31  di  gennaio
  cento  posti.  Il  che,  probabilmente,  non  avrebbe  evitato   lo
  spostamento  dell'ostetricia  e  della  ginecologia,  non   avrebbe
  evitato  di  penalizzare pronto soccorso pediatrico  piuttosto  che
  alcuni  aspetti  di  alcune  patologie da  ambulatorio  o  comunque
  attività   ambulatoriali,  ma  sicuramente  verrebbe  incontro   ad
  un'esigenza  pressante  che è quella di venire  incontro  a  questo
  numero  così  esorbitante  di contagi che  ci  impongono  ulteriori
  allargamenti.
   Allora,  mi  chiedo: se questo Governo che oggi per altre  vicende
  abbiamo,  come  dire, analizzato, Governo nazionale ovviamente,  ci
  sottopone  anche, come dire, un po' con tempi da  acqua  alla  gola
  perché  diciamocela  tutta  un rinvio continuo  del  Consiglio  dei
  Ministri lascia pensare anche a colui e a colei che sono meno, come
  dire,  inclini  alla  polemica, però  onestamente  questo  continuo
  rimandare, certamente, lascia molto perplessi

   PRESIDENTE. Concluda, onorevole Caronia.

   CARONIA.  Concludo.  Allora, mi chiedo: ma perché  questo  Governo
  nazionale, per quanto riguarda la Protezione civile, nelle  Regioni
  del  Nord  ha già provveduto addirittura a definire gli  interventi
  cosiddetti Covid, mentre qui in Sicilia ancora stentiamo  ad  avere
  le  risorse  necessarie ad adeguare le strutture e mi  riferisco  a
  quelle  di  Palermo perché sono quelle che conosco  meglio,  ma  la
  problematica  è  estesa  su tutto il territorio.  Ricordiamoci  che
  abbiamo ancora per esempio il CTO da riconvertire.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la prossima settimana tratteremo le
  interrogazioni. Deve concludere.

   CARONIA.  Sì.  La  conclusione è semplicissima. Desidero  chiedere
  all'Assessore  se  ci  può dare informazioni  in  merito  a  questa
  specifica  domanda cioè se il Governo nazionale darà, a brevissimo,
  quello che ci è dovuto ossia le somme per l'emergenza Covid per  la
  edilizia  sanitaria  dedicata alle strutture  che  servono  proprio
  all'emergenza. Grazie.

   PRESIDENTE. Bene, se l'Assessore è in condizione, in via del tutto
  eccezionale,  di  rispondere  a domande  estemporanee,  bene,  però
  voglio  ricordare  che  durante la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari si è stabilito che giorno 26 ci sarà una seduta
  apposita   anche  per  dare  dignità  alle  questioni   che   state
  sollevando.

   CAPPELLO. Chiedo di palare.

   PRESIDENTE.  Anche  l'onorevole  Cappello,  che  è  membro   della
  Commissione   Sanità',  sta  chiedendo  di  parlare  sull'argomento
  sanita. No, no, non si può aprire un dibattito, onorevole De  Luca
  Non  si  può  aprire un dibattito sulla sanità perché  la  prossima
  settimana

                          (Proteste in Aula)

    ma che non riguarderà sanità e domande all'Assessore.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente,  intanto  la  ringrazio.  Assessore
  Razza,  le sottopongo una questione di massima gravità che riguarda
  l'Ospedale  Gravina di Caltagirone. Le rappresento che  attualmente
  al pronto soccorso, al MCAU, sono in servizio soltanto 7 medici sui
  24  previsti  in pianta organica e in cardiologia emodinamica  UTIC
  sono in servizio soltanto 9 medici sui 25 previsti.
   Assessore Razza, stiamo rischiando seriamente di non consentire  a
  questi medici che già non ce la fanno di fare i turni di servizio e
  quindi stiamo rischiando di chiudere due importanti unità operative
  complesse,  quella  del  pronto soccorso  che  ribadisco,  vede  in
  servizio soltanto 7 medici e quella di cardiologia.
   Assessore Razza, le abbiamo rivolto durante questi mesi tantissimi
  atti ispettivi e, ahimè, non abbiamo ancora ricevuto risposta.  Noi
  la  invitiamo  a  fare, nel più breve tempo possibile,  degli  atti
  concreti per rimpinguare il personale di questo Ospedale perché  il
  Calatino  non  può permettersi in alcun modo di vedere  chiusi  due
  reparti  che  servono un bacino che conta più di 150  mila  utenti.
  Siamo  di  fronte ad atti di una gravità assoluta e questa  inerzia
  non è tollerabile da chi governa la sanità in Sicilia.

   PRESIDENTE. Messaggio chiarissimo. Prego, assessore Razza.

   RAZZA,  assessore per la salute. Non conosco niente di  più  grave
  della menzogna da qualsiasi parte provenga, in qualsiasi Aula possa
  essere  pronunciata e ne abbiamo avuto la prova  alcuni  minuti  fa
  perché  sarebbe bastato, come tutti sanno drammaticamente,  leggere
  gli  atti dell'Azienda Sanitaria provinciale di Catania per  sapere
  che sono stati fatti i concorsi sia a tempo determinato che a tempo
  indeterminato  per tutte le specialità e che, purtroppo,  si  versa
  drammaticamente  in una grandissima crisi di professionalità  e  di
  specialisti, basti solo pensare che sono state centinaia i concorsi
  per avere detto che

                          (Proteste in Aula)

   Vede,  onorevole Cappello, la menzogna è avere detto che non  sono
  stati  prodotti  degli atti mentre gli atti sono stati  prodotti  e
  pubblicati.  La menzogna è provare a dire sempre che  non  si  sono
  fatte le cose che invece sono state fatte

   PRESIDENTE. Colleghi, o vi zittire oppure devo chiudere l'Aula

   RAZZA,  assessore  per  la salute.  la  menzogna  è  in  ogni  sua
  manifestazione

   PRESIDENTE. La seduta è conclusa ed è rinviata al 26 gennaio  2021
  con  l'agenda Sanità, per quanto riguarda la Sanità, mentre  domani
  tratteremo gli argomenti commemorazione e nucleare.
   Pertanto,  la  seduta  è rinviata a domani, mercoledì  20  gennaio
  2021, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.58 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva  pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale  siciliana  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         245a SEDUTA PUBBLICA
                 Mercoledì 20 gennaio 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE EMANUELE MACALUSO

  II -COMUNICAZIONI
   III  -  DISCUSSIONE  UNIFICATA DI MOZIONI E  INTERROGAZIONI  SULLA
    QUESTIONE  DELL'INDIVIDUAZIONE  DI  ALCUNE  ZONE  DELLA   REGIONE
    DESTINATE AD ACCOGLIERE DEPOSITI DI SCORIE NUCLEARI (V. allegato)

   IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n.
           19 recante norme sul governo del territorio  (n. 911/A)

           Relatore: on. Savarino

         2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
           Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
           recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso ai corsi
           universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264  (n.
           766/A)

           Relatore: on. Sammartino

         3)   Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane.
           (n. 783/A)

           Relatore: on. Lo Curto

         4)  Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
           crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
           Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio I) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         5)  Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
           crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
           Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio II)

           Relatore: on. Savona

         6)  Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
           l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
           economiche e imprenditoriali delle Zes e nelle aree di sviluppo
           industriale ed artigianale . (n. 893/A - Stralcio III)

           Relatore: on. Savona

         7)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

         8)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazione:

   -  da  parte  dell'Assessore  per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N.  1835  -  Interventi in merito alle procedure seguite  per  le
  assegnazioni  provvisorie  del  personale  docente,  educativo  ed
  a.t.a. per l'anno scolastico 2020/2021.
   Firmatari: Dipasquale Emanuele
   -  Con nota del firmatario, protocollata al n. 798-PRE/2020 del 9
  dicembre  2020, è stata chiesta la procedura d'urgenza,  accordata
  in  pari data dal Presidente dell'Assemblea ai sensi dell'articolo
  143 Reg. int. Ars.

   (*)  La  risposta  alla  suddetta interrogazione  sarà  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1937 - Chiarimenti in merito alla nuova sede del Commissariato
  della Polizia di Stato a Niscemi (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1938 - Chiarimenti urgenti in merito alle gravi condizioni  di
  degrado   in   cui  versa  l'Istituto  professionale  servizi   per
  l'enogastronomia  e  l'ospitalità alberghiera  di  San  Michele  di
  Ganzaria (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.   1939   -   Chiarimenti  urgenti  in   merito   alla   recente
  somministrazione  di  dosi  per  la vaccinazione  anti  Covid-19  a
  rappresentanti  degli  studenti  dell'Università  degli  studi   di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1940  -  Iniziative  volte alla  messa  in  funzione  dei  due
  tomografi a risonanza magnetica in dotazione ai presidi ospedalieri
  di Patti e Sant'Agata di Militello (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Laccoto Giuseppe

   N. 1941 - Chiarimenti in merito alle procedure di mobilità indette
  dalle  diverse  ASP  del  territorio  regionale  ed  alle  relative
  graduatorie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Palmeri  Valentina;  Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  369  - Chiarimenti sulla legittimità delle delibere di  Giunta
  nn.  322  del 2019, 80 e 296 del 2020, in relazione alle competenze
  della Regione siciliana in materia urbanistica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  492 - Iniziative urgenti presso il Governo nazionale in merito
  alla  proposta di localizzazione nel territorio regionale  di  siti
  potenzialmente idonei allo stoccaggio di scorie radioattive.
   Di Mauro Giovanni; Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe
   Presentata il 12/01/21

   N.  493 - Iniziative volte ad evitare che la Sicilia divenga  sede
  definitiva  per la collocazione del Deposito Nazionale dei  rifiuti
  radioattivi e del Parco Tecnologico.
   Palmeri  Valentina;  Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 12/01/21

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposta scritta ad interrogazione