Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 245 di mercoledì 20 gennaio 2021
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.03

   PRESIDENTE.  Buonasera, colleghi. Avverto che il processo  verbale
  della  seduta  precedente  è posto a disposizione  degli  onorevoli
  deputati che intendano prenderne visione ed è considerato approvato
  in assenza di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione relativa a cariche interne di Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che:
     con nota datata 18 gennaio 2021 e protocollata al n. 41-PRE/2021
  del  19  gennaio successivo, l'on. Claudio Fava ha trasmesso  copia
  del  verbale della riunione del Gruppo parlamentare  Misto' del  22
  dicembre  2020,  nel corso della quale si è proceduto  all'elezione
  del  Vicepresidente  e  del Segretario del  Gruppo  medesimo  nelle
  persone,  rispettivamente,  dell'on.  Carmelo  Pullara  e  dell'on.
  Claudio Fava;

   con  nota  datata 19 gennaio 2021 e protocollata al n. 38-PRE/2021
  di  pari  data,  gli onorevoli Eleonora Lo Curto e  Giovanni  Bulla
  hanno  comunicato  che il Gruppo parlamentare  Udc  -   Unione  dei
  Democratici  Cristiani e dei Democratici di Centro'   ha  proceduto
  alla   designazione  del  Presidente,  del  Vicepresidente  e   del
  Segretario  del  Gruppo medesimo nelle persone,  dell'onorevole  Lo
  Curto quale Presidente e dell'onorevole  Bulla quale Vicepresidente
  e Segretario.

         L'Assemblea ne prende atto.


            Commemorazione dell'onorevole Emanuele Macaluso

   PRESIDENTE. Oggi, onorevoli colleghi, come sapete, all'ordine  del
  giorno  abbiamo  prima  la  commemorazione dell'onorevole  Emanuele
  Macaluso,  poi,  subito  dopo, inizierà il dibattito  sul  problema
  delle  scorie  nucleare da piazzare in giro per  l'Italia,  Sicilia
  compresa.
   Già  ieri, sono intervenuto quando abbiamo avuto la notizia  della
  scomparsa  di  Emanuele Macaluso e, quindi,  faccio  un  brevissimo
  intervento  introduttivo, per poi dare la parola ai Capigruppo  che
  vorranno  intervenire  -  credo tutti -  due  persone  per  il  PD,
  considerata  l'appartenenza  dell'onorevole  Emanuele  Macaluso   a
  questo  partito  e,  poi, alla fine, darò la parola  al  Presidente
  della Regione per il suo intervento.
   Macaluso era un uomo che aveva il coraggio di difendere le proprie
  idee. Da ragazzo aveva sfidato a viso aperto la mafia, organizzando
  le  lotte  contadine nella sua Sicilia e aveva visto molti compagni
  suoi  cadere assassinati dai sicari di  cosa nostra ;  ma  era  uno
  che, come dire, non veniva meno alle sue idee a volte pagando anche
  un  prezzo  in termini di emarginazione, se mi posso permettere  di
  dirlo, anche all'interno del suo stesso partito. Era un combattente
  a tutto tondo, sempre pronto, sempre in prima linea per difendere i
  più  deboli.  Questo era l'uomo, il sindacalista, il  politico,  il
  giornalista Emanuele Macaluso morto a 96 anni, a Roma, a  causa  di
  problemi   cardiaci  ma  dovuti,  fondamentalmente  accelerati   da
  un'improvvisa caduta che si è rivelata fatale.
   Il  30  aprile  del  2019 era tornato a Palazzo  dei  Normanni,  a
  Palazzo   Reale,   per   la  commemorazione   del   trentasettesimo
  anniversario della morte di Pio La Torre. In quell'occasione  aveva
  fatto  un intervento che mi aveva molto colpito, con la sua  solita
  capacità oratoria ma anche puntando l'attenzione molto al fatto che
  era la prima volta, a sua memoria ma anche a mia devo dire, che una
  commemorazione  di  un  morto ammazzato  dalla  mafia  fosse  fatta
  all'interno dell'Assemblea. E lui, riprendendo alcune parole che io
  avevo detto prima, accettò l'idea che questa oggi non è più la casa
  del  passato,  non  è più quell'istituzione che, se  vogliamo,  non
  posso  dire  intrisa  di mafia ma, certamente,  con  situazioni  di
  grande equivocità e di grande melmosità.
   Oggi è diverso. Lui stesso disse:  Oggi la politica è diversa . Ci
  si  può  permettere  di fare tranquillamente una commemorazione  di
  stampo  antimafioso all'interno dell'Assemblea perché oggi le  cose
  sono  diverse.  Per me quello fu un momento particolare,  anche  di
  grande soddisfazione personale ma che - come ho detto ieri -  credo
  di  grande soddisfazione di tutti coloro che oggi sono protagonisti
  della nostra politica attuale. Fu una giornata, quella, memorabile,
  perché  la  sua  analisi sulla società e sulla deleteria  influenza
  della mafia fu assolutamente impeccabile.
   Io  ricordo  che, in quell'occasione - l'ho comunicato  stamattina
  con piacere, anche dopo avere risentito il suo intervento di allora
  che  tutti potete risentire sul sito Pio La Torre.it  - fece  tutto
  un  ragionamento su Corleone che, in quei giorni, era stato oggetto
  di  visita del Ministro dell'Interno come città della mafia e  lui,
  invece,   con   grande  forza  disse  che  quella  era   la   città
  dell'antimafia dove, già nel 1915 era stato ucciso un sindaco dalla
  mafia.  Lo  fece con tale, risentendolo stamattina  mi  sono  molto
  emozionato  perché  lo  ha  fatto con una  tale  carica,  con  tale
  controllo  delle  parole sempre ma con molta  foga.  Un  bellissimo
  intervento  che  invito  tutti di andarvi a  risentire,  se  potete
  farlo.
   Lui  era nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924. Era figlio  di
  un  ferroviere. Studiò presso l'Istituto minerario di Caltanissetta
  e, a 24 anni, aderì all'allora ancora clandestino Partito comunista
  italiano.
   Divenne  il Segretario generale della Camera del lavoro nissena  e
  dal  1947  al 1956 fu segretario regionale della CGIL,  carica  che
  lasciò  nel  1956 quando fu eletto proprio Segretario  del  Partito
  comunista italiano.
   Macaluso  fu tra i protagonisti della stagione politica  siciliana
  ricordata    come    Milazzismo ,   appartenente   alla    corrente
   migliorista ,  come lui amava dire più ancor che  riformista   del
  PCI, del quale faceva parte Giorgio Napolitano.
   Peraltro,  un'altra  mia  memoria che vorrei  passarvi  fu  quella
  quando,  nel  sessantesimo anniversario dell'Assemblea  facemmo  lo
  spettacolo  dei  Cataclò,  erano  invitati  entrambi  sia  Emanuele
  Macaluso  che Giorgio Napolitano e il loro abbraccio,  che  avvenne
  qui proprio davanti al Palazzo, davanti a quel portone che fino  ad
  allora  era rimasto chiuso e che fu aperto proprio quel  giorno,  è
  ancora   testimoniato   dal   filmato   di   quella   straordinaria
  rappresentazione teatrale che fu fatta dai Cataclò.
   Nel   62  fu  chiamato a Roma dal Partito e lasciò  la  Segreteria
  regionale del Partito comunista proprio a Pio La Torre.
   Nel   63  entrò  nella segreteria politica con segretario  Palmiro
  Togliatti e poi con Lungo e successivamente con Berlinguer.
   Nel   63  fu  eletto deputato alla Camera e venne  confermato  per
  alcune  legislature; mentre poi da  76 al  92 sedette tra i  banchi
  del Senato.
   Ripeteva  spesso  Macaluso:   Il politico  che  non  scrive  è  un
  politico  dimezzato . Probabilmente, questa era la molla  che  fino
  all'ultimo  lo  ha spinto a scrivere i suoi acuti commenti  con  la
  sigla  Emma' sui social e sui vari giornali.
     Nel  1982 Berlinguer gli affidò la direzione dell'Unità che  era
  l'organo  di  informazione del Partito Comunista.  Vi  rimase  alla
  guida  fino  al  1986,  poi  gli venne affidata  la  direzione  del
  Riformista.
   Già  giovanissimo nel  46 collaborava con la  Voce della Sicilia',
  fondò  la  rivista   Le nuove ragioni del socialismo'  ed  è  stato
  editorialista della La Stampa e del Mattino.
   Notevole anche la sua produzione saggistica come  I Comunisti e la
  Sicilia,   La mafia e lo Stato',  Agricoltura, mercato  e  regioni'
  scritti  insieme a Gerardo Chiaromonte e Pietro Ingrao;  La Sicilia
  e  lo  Stato',  Giulio Andreotti tra Stato e mafia',  Al  capolinea
  contro storie del Partito Democratico'.
   Gli  scioperi degli zolfatari e le lotte dei contadini  forgiarono
  il  carattere dell'uomo, ma soprattutto furono l'humus  in  cui  si
  formò  il  sindacalista  prima  e  il  politico  poi.  Antifascista
  convinto  non  si  sottrasse alla lotta per il riscatto  sociale  e
  morale  dei  più  deboli.  Ricordava  spesso  quando  accompagnò  a
  Villalba,  nell'immediato dopoguerra, Girolamo Li Causi che  doveva
  tenere  un comizio insieme a Michele Pantaleone. Per impedirgli  di
  fare  il  comizio  gli uomini del capomafia Vizzini  gli  spararono
  contro  diverse fucilate. Questa era la Sicilia. Per fortuna,  oggi
  molte cose sono cambiate anche se ancora molto c'è da cambiare.
   Lasciatemi soltanto un ricordo personale che ho avuto con Emanuele
  Macaluso.  Molto  spesso  quando  io  ero  deputato  nazionale  lui
  lavorava in quel periodo al  Riformista' nella sede che fu, che era
  stata  di   Rinascita', la mitica sede di  Rinascita' di via  delle
  Botteghe  Oscure.  Bene, io spessissimo, finiti i lavori  dell'Aula
  alla  Camera,  mi recavo al  Riformista' per parlare  con  lui.  Il
  giornale  non  lo amavo molto, ma lui sì. E, quindi,  andavo  lì  a
  parlare  con  lui e mi confrontavo. Lui mi chiedeva sempre  di  mio
  papà che è morto che erano quasi coetanei, ed erano amici, e papà è
  morto  l'anno  scorso, ma lui in quel periodo  ogni  volta  che  lo
  andavo a trovare, la prima domanda mi chiedeva come stessere  mamma
  e papà.
   Questa   è  una  cosa  che  non  posso  dimenticare,  non    potrò
  dimenticare i suggerimenti, i ricordi, l'ascoltarlo. La storia  che
  raccontava su ogni singolo episodio lo faceva diventare un romanzo,
  era  un  fatto  straordinario. E' stata una persona  che  ho  amato
  molto,  non  posso negarlo, certamente i suoi compagni di  Partito,
  chi  lo  ha  conosciuto prima di me, gli sono certamente molto  più
  legati,  ma  io  ricorderò sempre Emanuele  Macaluso  con  infinito
  affetto  e con una stima che rimarrà tale, anche oggi che purtroppo
  non c'è più.
   E'  iscritto  a  parlare,  come primo intervento,  il   Segretario
  regionale  del  PD ex PCI, onorevole Barbagallo, a cui  con  grande
  piacere la parola. Ne ha facoltà.
   Ricordo che gli interventi dovrebbero limitarsi nei tempi  in  cui
  sono  stato più o meno capace di limitarli io, cioè, una decina  di
  minuti,  se  fosse  possibile. Poi subito dopo parlerà  l'onorevole
  Cracolici  come  altro intervento del PD e poi diamo  la  parola  a
  tutti gli altri.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  in  tanti  siamo  rimasti  colpiti   da   una
  sensazione  di  vuoto  profondo  al  momento  della  notizia  della
  scomparsa  di  Emanuele  Macaluso. Con il  suo  impegno  e  la  sua
  passione  è  stato fulgido esempio per le giovani  generazioni.  E'
  stato un testimone straordinario del suo tempo, il  900.
   Di  Macaluso  impressiona  la precocità dell'impegno  sindacale  e
  politico  e  la sua durata. Di origini umili, iscritto giovanissimo
  ed  in  modo clandestino al Partito Comunista d'Italia, a  soli  20
  anni - come lei ha già ricordato, signor Presidente - è stato primo
  Segretario provinciale della Camera del Lavoro di Caltanissetta,  e
  a 23 anni segretario regionale della CGIL di Giuseppe Di Vittorio.
   La  Sicilia era stata appena liberata ma le lotte erano durissime.
  Il  16  settembre  del '44 si recò per un comizio con  Girolamo  Li
  Causi  a  Villalba, venendo accolto dagli uomini del boss locale  a
  colpi di arma da fuoco. Erano gli anni del separatismo banditesco e
  fare  opposizione  in  Sicilia contro gli  agrari  legati  a   cosa
  nostra' non era certo semplice.
   Ricordava  anche l'episodio di Riesi quando insieme  con  Calogero
  Boccadutri,  capo del PCI clandestino a Caltanissetta, percorse  50
  chilometri a piedi per andare a fare un comizio dopo che  la  mafia
  aveva ucciso 36 sindacalisti.
   Testimone  del  suo  tempo, dicevamo. Nel '51  la  prima  elezione
  all'ARS con il PCI; nel '56 diventa Segretario regionale del PCI  e
  nel  '58 è protagonista dell'operazione del Milazzismo mettendo  in
  minoranza la Democrazia Cristiana.
   Nel  '62  Togliatti lo chiama in segreteria nazionale lasciando  -
  come lei ha ricordato prima - quella regionale a Pio La Torre.
   Una  segreteria  nazionale  guidata da Togliatti  che  lui  stesso
  ricordava a memoria e ripeteva come se fosse una squadra di calcio:
  Longo, Berlinguer, Amendola, Paietti, Alicata, Natta, Ingrao e  poi
  il  più  giovane  che era lui. Da lì l'elezione in  Parlamento  per
  sette  legislature  e  la  continuazione dell'impegno  politico  in
  segreteria nazionale con Longo e con Berlinguer.
   Testimone vero ed autentico non solo del  900 ma anche del Partito
  Comunista  Italiano, di cui Macaluso è stato dirigente ortodosso  e
  anticonformista.
   Non  si  rassegnava  all'idea di un partito che  rinunciasse  alla
  battaglia  per cambiare gli equilibri nella società, prima,  e  nel
  Palazzo poi.
   Riformista.  Accompagnò la svolta della Bolognina, ma insieme  con
  Giorgio  Napolitano, Gerardo Chiaromonte, Paolo Bufalini e  Luciano
  Lama  propugnava  l'unità  a sinistra e l'identità  riformista  del
  socialismo europeo criticando aspramente la mancata costituzione in
  Italia  di un Partito socialista unitario soprattutto dopo  che  il
  PDS  aveva  aderito all'Internazionale socialista.  Era  questa  la
  cosiddetta  corrente migliorista .
   Gli   stava  particolarmente  a  cuore  l'inclusione  delle  masse
  popolari  nella vita democratica del Paese. C'è una sua  frase  che
  sintetizza il suo impegno politico:  essere di sinistra ha avuto un
  senso  perché ha migliorato la vita a milioni e milioni di persone.
  Ne  è  valsa  la pena . Ed in quel  ne è valsa la pena  c'erano  le
  sofferenze,  i  patemi d'animo, la clandestinità,  il  carcere,  le
  distanze, la solitudine.
   Viveva  la politica, la sinistra, come rinascita, come possibilità
  di  riscatto,  con una vocazione particolare per la lotta  politica
  avverso  le  ingiustizie, le diseguaglianze  economiche  e  sociali
  verso un futuro diverso, una umanità migliore.
   Abbiamo  negli  occhi e nel cuore due momenti significativi  degli
  ultimi  anni: il comizio a Portella della Ginestra il primo  maggio
  del  2019 e l'intervento alla scuola di formazione politica del  PD
  quando  restò  per quasi due ore in piedi evidenziando  le  ragioni
  della   lotta  sociale,  la  disuguaglianza,  l'impegno  che  tutti
  dobbiamo avere nei confronti del Mezzogiorno.
   Resta,  infine, l'attualità del pensiero di Macaluso, anche quello
  immortalato  negli  scritti  degli  ultimi  anni  su  facebook  con
  esortazioni continue ad un nuovo modello di partito, ad  una  nuova
  sinistra   con   una  visione  di  Governo  più   identitaria,   la
  preoccupazione  per  i  più giovani, le  battaglie  per  una  legge
  elettorale più giusta e rappresentativa dei territori.
   La pagina  Emma in corsivo  era un appuntamento per molti.
   Negli  scritti dell'ultimo periodo ce n'è uno che voglio ricordare
  ed  è  quello  che  fece Macaluso nel settembre  del  2020,  il  20
  settembre  2020, in occasione della scomparsa di Rossana  Rossanda:
   I  militari e i dirigenti del PC vanno scomparendo - scriveva - ma
  la  storia di questo partito non potrà scomparire perché ha segnato
  per un lungo periodo la storia d'Italia .
   Ed  è  con  questa  consapevolezza che il PD  saluta  il  compagno
  Macaluso.  Quelle lotte, quelle battaglie, il sogno di una  Sicilia
  più  giusta  vivono  nell'impegno dei giovani  militanti  e  vivono
  nell'azione  di un partito che, seppure in un tempo  difficile,  ha
  l'ambizione di mantenere vive e forti le sue radici più profonde.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Barbagallo. Grazie  anche  per  il
  rispetto dei tempi.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
  colleghi,  non  nascondo  la mia emozione nel  ricordare  oggi,  in
  quest'Aula,  Emanuele Macaluso che certamente, anche attraverso  la
  sua  presenza, renderà ulteriormente più prestigioso  il  ruolo  di
  questo  Parlamento e della funzione che esso ha avuto nella  storia
  del popolo siciliano.
   Non ripercorrerò la bibliografia che lei ha fatto, che ha fatto il
  mio  collega  Barbagallo;  mi permetto di  ricordare  ciò  che  era
  Macaluso.  Era  innanzitutto un siciliano, e lo  era  non  soltanto
  perché è nato in Sicilia o perché è stato un dirigente politico che
  ha  svolto una parte della sua vita politica nella nostra  Regione,
  ma  era  un  siciliano che non ha mai smesso di esserlo  in  nessun
  momento  della  sua  vita  persino nel suo  accento  dialettale  e,
  soprattutto,  per  la  sua capacità di portare  il  bagaglio  della
  complessità sociale di questa Terra nella sua esperienza,  nel  suo
  modo di leggere la realtà, la società, in tutti i momenti in cui ha
  segnato  con  le sue parole, ma soprattutto con i suoi scritti,  la
  sua lunga storia.
   Consentitemi  di  dire  che  chi come me  ha  conosciuto  Emanuele
  Macaluso  gli  è  grato  anche perché ci  ha  consentito  e  mi  ha
  consentito  di  essere  orgoglioso di essere siciliano;  di  essere
  espressione di una Terra piena di contraddizioni, condizioni  dure,
  una Terra dove la misera più dura le contraddizioni più drammatiche
  hanno  segnato  la  nostra storia. Dai zolfatari  senza  abiti,  ai
  contadini senza terra; dai  mau mau' che fino a diversi decenni  fa
  costellavano la condizione operaia al cantiere navale  di  Palermo,
  molti  non sapete che cosa vuol dire  mau mau', ma sono gli  operai
  senza  diritti,  gli  operai che entravano la  mattina  e  qualcuno
  decideva  di farli lavorare e qualche altro decideva di  non  farli
  lavorare.
   Emanuele  Macaluso,  da dirigente politico e da  sindacalista,  ha
  saputo  indicare e guidare nella lotta politica e sociale il motore
  del  cambiamento,  il riscatto dei ceti sociali più  deboli  e  più
  esclusi.  Un  uomo che ha saputo interpretare il  valore  più  alto
  della  politica come strumento essenziale per la emancipazione  del
  popolo,   del   rafforzamento  della  democrazia   come   strumento
  fondamentale  dove  rendere effettivi i diritti  conquistati,  dare
  consapevolezza a milioni di persone che la giustizia sociale  è  un
  obiettivo  che  si  persegue con la lotta, con  l'impegno,  con  la
  capacità di mobilitare il popolo.
   Emanuele  Macaluso  era  un  uomo di sinistra,  era  un  comunista
  siciliano e quindi un riformista - ci tengo a fare questo assioma -
  che  ha  saputo  interpretare la migliore tradizione dei  comunisti
  italiani,  capace  di sapere essere di parte, ma  mai  perdendo  di
  vista  gli  interessi generali del popolo, del miglioramento  delle
  proprie  condizioni di vita e di benessere sociale, di  quello  che
  oggi  noi  tutti  chiamiamo   bene  comune .  Essere  portatore  di
  interprete  di  grandi  idealità ma con un senso  pragmatico  della
  lettura della realtà, in grado di incidere per modificare la realtà
  delle cose e non per predicare un mondo che verrà, ma per costruire
  un  mondo dell'oggi migliore di quello di ieri, e non perdendo  mai
  di vista la vita e i luoghi dove vive il popolo, la vita reale
   Era un pragmatico e perciò riformista, di quel riformismo italiano
  che,  come  brillantemente ha sintetizzato in  un  bellissimo  film
  Peppuccio Tornatore nel film  Baarìa  dicendo  Riformista è chi non
  sbatte  la testa contro un muro perché sa che è la testa a rompersi
  e  non il muro , riformista è chi vuole cambiare il mondo col  buon
  senso.  Ma Macaluso non era solo questo, ci ha insegnato ad esserlo
  a  tanti  come me, a tanti come noi con l'esempio della  sua  vita.
  Anche a chi come me, come tutti i ragazzi della mia generazione, ha
  pensato negli più giovanili del proprio impegno politico che  è  la
  prevalenza della passione e dell'identità poteva in alcuni  momenti
  prescindere dalla realtà delle cose.
   Ci  ha  insegnato  ad avere una visione alta della  politica  come
  funzione  regolatrice  in  grado  di  fare  avanzare  le  conquiste
  sociali, anche nel compromesso e nella capacità di sapere ascoltare
  gli altri e coloro che non la pensano come te.
   Ha  saputo interpretare al meglio il primato della politica, anche
  contro  corrente  rispetto  a momenti  nei  quali  la  politica  ha
  abdicato il suo ruolo ad altri poteri pubblici. Ha contrastato  una
  visione  giustizialista e forcaiola, che ha avuto in alcuni momenti
  della  nostra storia il sopravvento, rispetto alla grande battaglia
  sociale e di garanzia dei diritti.
   E' stato un grande antimafioso, ma avendo sempre la consapevolezza
  che la mafia andava combattuta con la quotidianità dell'impegno.
   Lei,  signor  Presidente, ricordava il 30 aprile del  2019  quando
  Emanuele   Macaluso,   ricordando  Pio   La   Torre,   lasciò   una
  testimonianza a quel migliaio di giovani che hanno riempito  questo
  Palazzo,  ai  quali in qualche modo ha dato loro lo  strumento  più
  concreto, che è quello che la lotta alla mafia non si fa un  giorno
  all'anno  ma  si  fa  con l'impegno di ogni  giorno,  con  l'essere
  testimone  nella propria vita di un modo per sottrarre  alla  mafia
  quel  consenso che ha consentito a questo potere criminale di avere
  la  forza  che ha avuto di spadroneggiare nelle nostre  città,  nei
  nostri paesi e nelle nostre borgate.
   Emanuele  Macaluso  rimarrà  come uno degli  uomini  migliori  che
  questa  Terra  ha generato, un esempio che vivrà nei suoi  scritti,
  nelle sue memorie, nella sua testimonianza di uomo libero.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, Governo, colleghi, oggi  commemoriamo
  la memoria dell'onorevole Emanuele Macaluso.
   E'  stato  un  grande  sindacalista  protagonista  della  politica
  siciliana e italiana dal dopoguerra.
   Fu  uno  degli  artefici  del cosiddetto   Milazzismo   che  portò
  l'onorevole  Silvio  Milazzo a Presidente della Regione  siciliana.
  Con questa mossa ha inaugurato una stagione autonomista pensando di
  potere  portare  a compimento la capacità dei tanti  siciliani  che
  hanno combattuto e che ancora combattono per avere riconosciuto  lo
  Statuto siciliano.
   Dal 1992 per tre legislature e poi due alla Camera e due al Senato
  è  stato  protagonista della politica siciliana, ha  portato  tanti
  atti   con  tanti  disegni  di  legge  che  sono  stati  di  grande
  ammirazione.
   Dal  1992  al  2018  rimane  attivo come giornalista  e  scrittore
  affrontando  e principalmente combattendo la mafia e la  corruzione
  della politica siciliana e italiana.
   E  tanta è stata la sua passione, il suo amore per la Sicilia, che
  l'anno  scorso  è  intervenuto nonostante l'età  di  95  anni  alla
  manifestazione  di Portella della Ginestra tenendo  un  discorso  a
  braccio, mettendo in risalto la questione sociale.
   La   questione  sociale  che  è  importante  per  tutti  noi,   un
  riconoscimento  che  ogni  politico dovrebbe  fare,  adottare,  per
  portare  i  problemi  della  comunità  in  quest'Aula,  in   questo
  Parlamento,  dando una lezione di vita a tutti noi che non  bisogna
  dimenticare mai il popolo, la ragione di vita.
   Pur  appartenendo ad un'ideologia politica diversa dalla  mia,  da
  siciliano e da politico voglio onorare la memoria di un grande uomo
  che ha dedicato tutta la vita alla politica e a questa Terra.
   Così come ho detto ieri nelle mie dichiarazioni in occasione della
  discussione sull'accordo Stato-Regione, non esiste divisione alcuna
  quando gli argomenti trattati riguardano la Sicilia e i siciliani.
   A  nome  mio  e  del  Gruppo  parlamentare  che  rappresento,  gli
  Autonomisti,  esprimo  cordoglio  e  vicinanza  alla  famiglia   e,
  all'onorevole   Emanuele  Macaluso,  un  commosso   ringraziamento.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Lentini.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Grazie Presidente, onorevole Presidente, Governo, colleghi,
  Emanuele  Macaluso fa parte di una generazione in cui si  diventava
  uomini  assai  presto, in un'età in cui i nostri figli  ancora  non
  sanno nemmeno cosa voglia dire la parola vita.
   Aveva  23  anni, Macaluso quando diventa, alla fine della  guerra,
  segretario regionale della CGIL, ed essere segretario regionale del
  sindacato  in  quell'epoca voleva dire molte cose e  cose  precise,
  voleva dire andare a riprendersi le zolfatare che i padroni avevano
  riempito  d'acqua perché gli operai non potessero -  i  minatori  -
  scendere  giù,  voleva  dire difendere i  braccianti  che  venivano
  arrestati  quando  andavano a occupare i latifondi  incolti,  è  la
  storia  di Pio La Torre, fra tante, voleva dire -  lo ricordava  il
  collega  Cracolici  -   stare a fianco degli  operai  dei  cantieri
  navali in un'epoca in cui le assunzioni ai cantieri navali venivano
  decise  dal  capo  mafia che gestiva la zona del  porto  in  questa
  città.
   E  poi  lo ritroviamo, però, a 94 anni, a Portella della Ginestra,
  fare  un  discorso a braccio di implacabile lucidità, in condizioni
  anche  climatiche faticose, in piedi, senza smarrire una virgola  o
  un grammo di lucidità nel proprio pensiero.
   E  allora, a me, Presidente, piace pensare che tra quei 23 anni in
  cui lui comincia a occuparsi del destino materiale della vita fatta
  di sangue, ossa, carne, di migliaia di disperati in Sicilia, e i 94
  anni  in  cui  ricorda cos'è stata la lotta alla  mafia  in  questa
  terra, sono trascorsi settantuno anni.
   Allora,  forse, la politica può non essere un mestiere,  nel  modo
  spesso  detestabile con cui viene evocata e additata.  La  politica
  può  essere il peggiore dei mestieri, a volte, anche se la facciamo
  soltanto un giorno, dipende dal modo in cui viene interpretato  per
  quel  giorno il mestiere della politica, oppure può essere  il  più
  alto servizio che un cittadino può rendere alle istituzioni.
   E  noi  abbiamo avuto il privilegio, noi italiani,  di  avere  per
  settant'anni  in  Emanuele Macaluso, un uomo che ha  reso  un  alto
  servizio  alle  istituzioni  perché  faceva  politica,  dentro   le
  istituzioni e fuori.
   Va rivalutato il senso e il significato di questa parola nel senso
  che  va  declinata  con la storia, con la vita, non  con  categorie
  astratte.
   Per  fortuna  Emanuele Macaluso per settant'anni ha  dato  il  suo
  contributo  alla  politica in questo Paese. Non è  una  regola  che
  valga per tutti ma è una storia che deve farci riflettere su quante
  sfumature ci siano nell'interpretare la parola  politica'.
   Emanuele  Macaluso in questi settant'anni ci ha  anche  raccontato
  alcune parole che meritano di essere un po' riscritte nel suo verbo
  reale, nella loro forza autentica.
   La  parola   combattente': è stato descritto da  tanti  in  questi
  giorni,  in  queste  ore come un autentico combattente.  La  parola
   combattente'  Presidente non credo sia soltanto  in  quei  momenti
  drammatici e coraggiosi in cui si andavano a sfidare le revolverate
  di  Calogero  Vizzini  in piazza, ma essere stato  combattente  per
  settant'anni  ha  voluto  dire  essere  stato  capace   di   andare
  controcorrente,  non  dovere piacere e compiacere  necessariamente,
  avere  il  coraggio anche della polemica, avere il  coraggio  delle
  proprie  ragioni  e  della propria coerenza,  anche  quando  queste
  ragioni  e  queste  coerenze potevano non essere  interpretate  nel
  verso  giusto, o apprezzate anche da quelli che stavano  accanto  a
  te, nel tuo stesso partito.
   Combattente nel senso di avere seguito più che un'ideale  un'idea,
  una  somma  di  idee,  avere lavorato perché queste  idee  avessero
  dignità  d'ascolto.  Per settant'anni ci ha  raccontato  la  parola
  libertà così come è stato ricordato anche da altri colleghi.
   Io  penso  che ce l'abbia raccontata anche da siciliano per  dirci
  che  liberi si è se si è anzitutto liberi dalla mafia, ma anche  in
  questo  è  stato  un maestro di vita e di comportamento,  facendoci
  capire  che la lotta alla mafia si fa nelle cose, nelle  vite,  nei
  luoghi, nei fatti e non nelle cerimonie.
   Anche  di questo lo ringraziamo e anche per questo sentiremo molto
  la mancanza delle parole di Emanuele Macaluso. Grazie.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Zafarana.

   L'Assemblea ne prende atto.


            Commemorazione dell'onorevole Emanuele Macaluso

     PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  commemorare  la
  figura di Emanuele Macaluso di certo non è esercizio facile,  ancor
  meno  lo è per chi ha fatto percorsi diversi e non conosce fino  in
  fondo  le caratteristiche di un personaggio poliedrico e complesso,
  di  certo  un  gigante,  un protagonista della  storia  dell'Italia
  repubblicana.
   Macaluso fu deputato dell'Assemblea regionale siciliana nella  II,
  III  e  IV  legislatura,  tra il 1951 e il 1962.  Noi  di  Fratelli
  d'Italia  lo  vogliamo  ricordare anche perché  nel  1958  con  una
  imprevedibile   mossa  politica  fu  in  grado   di   far   passare
  all'opposizione la Democrazia cristiana.
   Egli fu uno degli ideatori del cosiddetto milazzismo, dal nome  di
  Silvio Milazzo eletto presidente della regione siciliana che  portò
  il varo di un governo regionale sostenuto da comunisti, socialisti,
  monarchici, fuoriusciti DC e Movimento sociale italiano.
   Fu  un  fatto politico inedito e clamoroso allo stesso  tempo.  La
  destra missina partecipava per la prima volta ad una coalizione  di
  governo  con  un  suo esponente, Dino Grammatico,  nominato  allora
  assessore all'agricoltura.
   Il  governo Milazzo suscitò le critiche di molti ma, nonostante le
  promesse, Palmiro Togliatti sostenne l'operato di Macaluso.
   L'uomo Macaluso, a detta di chi l'ha conosciuto, non ha mai smesso
  di  provocare  il tempo che aveva di fronte. Lo ha  sfidato,  anche
  fisicamente,  sin  dalle  lotte a difesa  dei  braccianti  che  nel
  dopoguerra dove si rischiava la pelle.
   Lo  ha  raccontato,  commentato, in libri,  articoli,  interviste,
  sempre  con  un  originale punto di vista. Lo ha  compreso,  ci  ha
  litigato, mai rinunciando alla battaglia politica intellettuale con
  parecchi  dei suoi interpreti. Macaluso è stato fino all'ultimo  un
  grande  comunista, un comunista italiano che di  quella  storia  ha
  sempre  conservato  il  senso profondo, senza  nasconderne  limiti,
  errori e contraddizioni.
   Macaluso è stato uno degli esponenti più rappresentativi non  solo
  della politica ma anche della cultura, sempre capace di intervenire
  in  modo puntuale sugli argomenti di stretta attualità politica. Fu
  punto  di  riferimento per tante generazioni capace di attraversare
  le   diverse   fasi   della  democrazia  italiana.   Di   lui   non
  dimenticheremo mai l'impegno anti mafia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amata.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  cittadini.
  Celebrare  con le parole chi, oggi, non c'è più rischia  spesso  di
  portare   ad  un  eccesso  di  indulgenza,  quasi  ad  una  bonaria
  assoluzione laica da tutti i difetti per limitarsi ad una esclusiva
  esaltazione delle virtù.
   Nel  caso di Emanuele Macaluso ci si può permettere di non correre
  questo  rischio  trovando  nella sua condotta  di  vita  episodi  e
  comportamenti  che  esaltano  la grandezza  dell'uomo  e  le  virtù
  innegabili del politico.
     In  un momento in cui presunti eredi di una indubbia diramazione
  di  quella  che  fu  la  compagine politica di  Macaluso  si  fanno
  creatori  di crisi irresponsabili la sua figura si erge quasi  come
  il  simbolo  di  un'azione politica saggia e  responsabile,  perché
  proprio  in  Macaluso la coerenza e la praticità  delle  azioni  si
  uniscono alla raffinatezza delle intuizioni politiche.
   Fu un uomo corale, nel figurato significato di chi cerca sempre il
  consenso    delle    persone,   il   confronto    costruttivo    in
  contrapposizione alla imposizione autoritaria del  pensiero  unico,
  caratteristiche che appaiono scomparse ai giorni nostri connaturati
  dalla esaltazione dell'individualismo più basso dove la ricerca  di
  un  presunto messia politico, dell'uomo simbolo si sostituisce alla
  costruzione di un sano confronto collettivo.
   Chiaro sia, Presidente e colleghi, che questa sua continua ricerca
  del  confronto  e  del  dialogo aveva basi solide  nella  terra  di
  Sicilia  in  quella terra che conobbe la violenza  fascista  ed  il
  sopruso  mafioso, cui Macaluso seppe opporsi senza  mai  rinunciare
  alla  presenza  nei  luoghi  che erano campi  di  battaglia  per  i
  diritti.
   Una lotta alla mafia fatta al fianco della gente contadina, non da
  uno  scranno, non dalle colonne di un quotidiano ma lì nelle piazze
  polverose  dei  borghi siculi. Ed è giusto ricordare  gli  episodi.
  Così il cuore della Sicilia il feudo di quello che era il noto capo
  mafia  Calogero  Vizzini,  la piccola piazza  di  Villalba  divenne
  narrazione  di  questa presenza per i diritti,  lì  dove  la  mafia
  impediva, materialmente, la formazione di partiti operai.
   Girolamo  Li Causi comiziò il 16 settembre del 1944. Macaluso,  ci
  dicono le cronache, era tra i pochissimi ascoltatori alla base  dei
  tre  gradini  che  fungevano  da  palco.  I  contadini  ascoltavano
  nascosti  dietro le finestre serrate intimoriti dalla  presenza  di
  don  Calò  Vizzini, e proprio quando la piazza si animò  in  favore
  delle  parole  spese da Li Causi i sicari mafiosi  spararono  nella
  piazza  e  buttarono bombe a mano. Una scena di guerra, un  comizio
  insanguinato  e  lì era il giovane Macaluso fra parole,  diritti  e
  spari,  non per l'esaltazione di un ego smisurato ma per  il  credo
  indiscusso ad una causa meritevole di aspre battaglie.
   Questi  scranni  lo hanno visto come espressione  di  quel  popolo
  siciliano  di cui era parte diretta prima ancora che rappresentante
  eletto,  e fra queste mura antiche che ha lavorato per far  sì  che
  quelle   sue   gesta  non  fossero  solo  epico   racconto,   quasi
  rivoluzionario ma azione concreta.
   Un uomo ed un politico Macaluso che seppe essere fautore di scelte
  avanguardistiche in una Sicilia politica che agiva in  retroguardia
  che  voleva  mantenere uno status quo intoccabile. Così  mentre  la
  nostra  epoca  vive di profonde divisioni, di spaccature  politiche
  vissute  sulla  pelle della gente pur di esaltare  l'individualismo
  mediatico  di  uomini privi di senso della comunità  la  storia  di
  Macaluso  è  un  insegnamento per contrastare  questa  deriva,  una
  spinta verso l'unione, la coesione.
   In  quel di Caltanissetta lui, giovane segretario ventunenne della
  Camera  del Lavoro, firmò il patto di unità sindacale con  Giuseppe
  Alessi,   rappresentante  della  Democrazia  Cristiana,  cattolico,
  popolare,  sturziano  e con i socialisti, in questa  unione,  nella
  capacità di essere dialogante, di pensare alla soluzione e non solo
  ai problemi, si sintetizza la grande abilità del politico Macaluso.
   Un'abilità che non era, si intenda, basata sull'accordo a tutti  i
  costi,   come  forse  qualcuno  sarebbe  tentato  a  credere,   per
  convenienze  proprie e facili interpretazioni di basso profilo,  ma
  che  si  fondava  sull'innata capacità di  comprendere  quando  era
  necessario un radicalismo di fondo e quando servivano la mediazione
  e il confronto.
   Macaluso  ed  Alessi, non furono simbolo di alleanze indiscusse  e
  generiche ma unioni di correnti che volevano puntare a costruire  e
  in  quell'Assemblea  Regionale siciliana, in  quest'Aula,  Macaluso
  sintetizzò il senso stesso, di un'opposizione ad una certa politica
  con  un intervento in cui tacciò l'allora Presidente democristiano,
  Giuseppe La Loggia, di corrente fanfaniana e non vicina ad  Alessi,
  come fautore di intrighi politici.
   In  questi  atti, che sono oramai storia, si esprime l'alto  senso
  politico  ed  etico  del Macaluso, deputato  regionale,  capace  di
  comprendere  il senso del dialogo con altre forze politiche,  senza
  svendere il tutto a becero compromesso quantitativo.
   Siamo  oggi capaci di leggere queste azioni? Siamo oggi capaci  di
  comprendere le scelte di un uomo che lavorò sempre per un  progetto
  collettivo e mai per un mero fine individuale, in contrasto  spesso
  con  la  sua  stessa  compagine?  E' questo il senso  del  ricordo,
  comprendere  le  gesta,  affinché  queste  non  siano  state  vane,
  affinché le stesse non si trasformino in mero esercizio di  sfoggio
  intellettuale.
   Nell'Italia  della  bulimia legislativa e delle  leggi  elettorali
  costruite  non  per favorire la chiara e massima rappresentanza  ma
  per  distruggere una compagine e avvantaggiarne un'altra, le parole
  di  Macaluso  pronunciate  in un intervento  in  quest'Aula,  oltre
  sessant'anni  fa,  risuonano come un monito, purtroppo  non  sempre
  raccolto:  «Non bisogna fare nuove grandi leggi, bisogna  applicare
  le  leggi, fare una legge elettorale, che possa essere lo  specchio
  della  Sicilia,  preparare elezioni liberali ed oneste,  su  questa
  linea  e su questo programma minimo ed amministrativo io credo  che
  gli  uomini  onesti e coloro i quali non cercano  di  speculare  su
  questa situazione non possano non trovare una linea di consenso.»
   In  queste poche parole, troviamo il senso stesso della sua azione
  politica,   la   libertà  e  l'onestà  applicate  alla   formazione
  dell'Assemblea rappresentativa, di quell'organo che dovrà  assumere
  come  accade in ogni democrazia, le decisioni che regolano la  vita
  della  comunità rappresentata, un organo che dovrà essere specchio,
  esatto riflesso del suo corpo elettorale e non distorta derivazione
  artefatta.  Ed  è  proprio nella struttura della  rappresentanza  e
  nella  struttura  degli organi collegiali che ha costruito  la  sua
  critica dell'uomo solo al comando.
   Durante  un  intervento tenuto nell'ottavo congresso  del  Partito
  comunista  italiano, ribadì come tutte le lotte  dovessero  basarsi
  sull'unità  del partito su un concetto comunitario, non  diviso  da
  settarismi, individualismi e piccoli capi.
   Quello  che criticava alla politica di oggi, era la perdita  della
  cultura  dell'ascolto;  l'incapacità  di  guardare  a  quello   che
  avveniva  nella  società, i problemi che  covavano,  le  rabbie  le
  inquietudini,  le  aspettative, con l'unico obiettivo  del  calcolo
  meramente elettorale.
   Nella  struttura  di  partito nell'azione  collettiva,  quindi  ha
  sempre  visto  le  soluzioni  e mai  i  problemi,  per  lui  invece
  collegate all'esaltazione del culto della personalità.
   Ebbe  a  dichiarare a tal proposito:  Un partito è tale se un  suo
  asse  politico,  culturale, ideale che  produce  politica  e  tiene
  assieme anche chi è di opinione diversa, dentro quell'asse .
   Un  partito  senza cultura collettiva è un partito privo  del  suo
  elemento fondamentale: la capacità di essere rappresentativo.
   In  anni  recentissimi è stato tranciante nel criticare la  logica
  dei  partitini e delle scissioni che hanno portato la  politica  ad
  un'aggregazione infausta e sterile di personalità autoreferenziali.
   Ci  ha lascito quasi centenario, Emanuele Macaluso, a pochi giorni
  dalla  celebrazione  dei cent'anni del partito  comunista,  il  suo
  partito.
   Se  n'è andato dopo essere stato per l'ultima volta sui luoghi  di
  Portella  della  Ginestra  ad arringare  con  forza  e  carisma,  a
  chiamare  i giovani all'azione politica, luoghi che stimolarono  in
  lui una lotta alla mafia, non fatta di chiacchere.
   Macaluso,  il migliorista, forse non il più bello dei termini,  ma
  quello  che  sintetizzò  al massimo, la  sua  strenua  lotta  verso
  l'unione e contro il settarismo, inutile.
   Sindacalista,  parlamentare regionale siciliano,  onorevole  della
  Camera   dei   deputati,  senatore  sella   Repubblica   ma   anche
  giornalista, scrittore polemista, un pragmatico che spingeva  verso
  l'azione consapevole che l'agire fosse fondamentale per cambiare le
  cose.
    Quel che è possibile fare, bisogna farlo. E' poco, bisogna farlo.
  E' molto, bisogna farlo.  Ebbe a ribadire. Lui, che aveva scelto la
  politica all'inizio, non per ideologia partitica ma, perché attorno
  a  sé  vedeva  troppa  ingiustizia ed a quella  ingiustizia  voleva
  mettere un freno. Dare una soluzione al problema.
    Divenni comunista per ribellione, contro l'ingiustizia sociale  e
  la mancanza di libertà. , disse.
   Ricordarlo  in quest'Aula, assume un valore ancora più importante,
  qui,  dove  costruì  la sua azione di rappresentanza,  specchio  di
  quella  Sicilia  che  lui  voleva liberare  dalle  ingiustizie.  Di
  quell'Isola   che  esaltò  sempre  il  suo  essere  autonomista   e
  meridionalista. Questo luogo, simbolo della democrazia,  dell'Isola
  a tre punte, della Trinacria che Macaluso ha sempre portato con sé,
  fin nel cuore della sua casa romana.
   Lo  salutiamo, con affetto e commozione, consapevoli tutti, signor
  Presidente e colleghi, che il lascito della sua vita non può, e non
  deve essere, un semplice ricordo ma, una lezione pratica da portare
  avanti,   un   cammino  essenziale  da  seguire  con   costanza   e
  determinazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Governo,   colleghi,  cittadini.  La  volevo  ringraziare,   signor
  Presidente,   per  avere  fortemente  voluto  questo   momento   di
  commemorazione della figura di Emanuele Macaluso, perché credo che,
  oggi  come mai, abbiamo bisogno di fonti di ispirazione, di esempi,
  ed  Emanuele  Macaluso, credo che sia una fonte  di  ispirazione  a
  tutti gli effetti, perché parliamo, intanto, di un personaggio  che
  per  quasi  ottanta  anni ha profuso il suo impegno  incondizionato
  come sindacalista, come politico, come scrittore, come giornalista,
  come  direttore  di  testata. Ma, ancor  più  di  questo,  Emanuele
  Macaluso  ci  dà  un  esempio di come le azioni debbano  essere  in
  funzione  dei  valori, in un'epoca in cui, molto spesso,  i  valori
  sono  condizionati  dalle azioni e dove c'è poca coerenza  rispetto
  alle scale valoriali.
   A  prescindere dal fatto, quindi, che si possa essere vicini  alle
  idee  di  Emanuele  Macaluso,  ed io, sinceramente,  non  credo  di
  poterle condividere, posso, comunque, dire che ammiro l'esempio  di
  dedizione e di impegno che Emanuele Macaluso ci ha manifestato  per
  oltre 80 anni, di impegno nei campi che ho citato.
   E  mi impressiona, da persona relativamente giovane, pensare che a
  20  anni,  Emanuele  Macaluso, per difendere  gli  interessi  della
  classe  operaia,  in  un'epoca così difficile, una  Sicilia  appena
  liberata,  dove  ancora non c'era una classe media ben  definita  e
  combattere  il  latifondo voleva significare  combattere  anche  la
  mafia,  è andato a comiziare a Villalba, esponendosi, per difendere
  i  propri  ideali,  ai  colpi di fucile degli  scagnozzi  del  boss
  locale.
   E senza volermi soffermare, quindi, sulle vicende principali della
  sua  vita,  che  sono state, prima di me, da chi mi  ha  preceduto,
  abbondantemente esposte, voglio ringraziare, ancora una  volta,  il
  Presidente, per questa occasione.
   Voglio manifestare vicinanza e cordoglio, da parte mia e da  parte
  di  tutti  i  deputati  del Gruppo parlamentare  Lega  Sicilia,  ai
  familiari di Emanuele Macaluso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, desidero parlare da questo banco.
   Signor  Presidente, onorevole Presidente della  Regione,  Governo,
  colleghi, cittadini e familiari dell'onorevole Macaluso.
   Non è facile tracciare il ricordo di una personalità così nota  ed
  importante  nella  storia  politica siciliana  e  nazionale,  senza
  cadere  nella ritualità delle frasi già pronunciate e nei  pensieri
  comuni  a  tutti coloro che ne hanno chiaro il profilo umano  e  la
  dimensione politica e culturale.
   Ad  Emanuele  Macaluso voglio rivolgermi con gratitudine,  per  la
  straordinaria  eredità morale che lascia, avendo,  sino  all'ultimo
  giorno  della sua vita, testimoniato cosa sia, e con quale tensione
  etica debba essere vissuto l'impegno politico.
   Il  suo  stare  fermamente ancorato a quegli ideali per  i  quali,
  diceva  sino ai giorni scorsi, ne è valsa la pena, senza mai cedere
  al radicalismo giacobino, ne rende davvero grande la statura.
   Da  attento  osservatore dei cambiamenti, non tutti e  non  sempre
  positivi,  che  hanno coinvolto la sua stessa area politica  mentre
  iniziava  la  fine  dei  partiti, insorgevano  i  leaderismi  e  si
  affermavano i populismi, Emanuele Macaluso ha continuato ad  essere
  una  voce  critica ed un intellettuale di prim'ordine nell'asserire
  il primato del bene comune di cui si rese protagonista per l'intera
  sua vita.
   Se  ne  va  un  Siciliano che seppe combattere la mafia  contadina
  corpo  a  corpo,  prendendo le pallottole nella terra  di  Calogero
  Vizzini.  Di questo episodio storico conservo un ricordo personale,
  non  perché  lo abbia vissuto, ma nei racconti di un mio  zio,  una
  persona  a cui io sono e resto molto legata, una persona vissuta  a
  Villalba, Totò Mingoia a cui ero particolarmente legata: bene, Totò
  Mingoia  partecipò a fianco di Macaluso e Li Causi  all'occupazione
  delle  terre, imbracciando il fucile contro il mafioso Genco Russo.
  Il  racconto di quei fatti e l'orgoglio che palpitava nelle  parole
  di  mio zio a difesa dei contadini, che davano la vita per la  loro
  terra,  e  armato contro i mafiosi hanno certamente  contribuito  a
  farmi  essere ciò che sono: donna delle istituzioni che sa da quale
  parte  stare  e contro chi lottare, attraverso gli strumenti  della
  politica e dell'impegno civile.
   Emanuele  Macaluso, da comunista cercò di instillare il garantismo
  quando,  ed è stato pur detto, negli anni più recenti, la  sinistra
  imboccò la strada senza uscita del giustizialismo.
   Mi piace definire Macaluso un vero rivoluzionario della coscienza,
  che  seppe  dialogare con mondi diversi senza  pentimenti  e  senza
  appiattimenti. La stagione di Milazzo, qualcuno lo ha ricordato, in
  Sicilia ebbe il suo imprinting.
   Fu  amico  di Pio La Torre, di Enrico Berlinguer e riformista  nel
  Partito comunista italiano con Giorgio Napolitano.
   Con orgoglio rivendicava l'appartenenza ad una generazione che  ha
  creduto seriamente nell'impegno collettivo per dare opportunità  ai
  più  deboli  e,  allo stesso tempo, mal sopportava  il  progressivo
  distanziamento  della  politica dai  valori  democratici  importati
  dalla  stagione dei partiti per approdare ad una fase, come  quella
  attuale,   in   cui  prevale  l'individualismo  corroborato   dalla
  spettacolarizzazione mediatica dell'impegno politico. Nulla era più
  distante da lui di quanto ho appena detto.
   Con Emanuele Macaluso scompare il paradigma del politico che nutre
  la  propria passione con lo studio e con l'approfondimento. Rimarrà
  un  esempio  per chi pensa, e sbaglia, che la politica sia  un'arte
  facile  da  imparare  e ancora più facile da  praticare.  E  questa
  convinzione, superficiale ed arrogante, poi determina solo danni  e
  pericolosi arretramenti culturali e ideali.
   L'Italia oggi è orfana di uomini come Macaluso. Lui è il testimone
  ormai,  anche  lui, scomparso, di una stagione che non  è  più.  E'
  orfana  di  uomini come Macaluso che seppe guardare negli  occhi  i
  giganti  della politica italiana, con la fierezza l'orgoglio  e  la
  dignità  di  appartenere  ad un popolo, il  nostro  popolo,  quello
  siciliano di cui fu fiero testimone sempre, sino all'ultimo  giorno
  della sua vita.
   Con  il  suo impegno e con la testimonianza che ha reso nella  sua
  lunga  vita,  ha  saputo marcare la differenza tra chi,  come  lui,
  possedeva la vera grandezza e chi, invece, passerà alla storia come
  un  lillipuziano. Mancheranno i suoi scritti, i suoi  pensieri,  le
  sue critiche graffianti.
   A  lui oggi, ma per sempre direi, l'onore di questo Parlamento  ed
  il  mio  personale  grazie per avere caratterizzato  anche  la  mia
  formazione politica.
   L'eredità di Emanuele Macaluso rappresenterà per sempre un esempio
  ed  un riferimento imprescindibile per la politica che oggi più che
  mai  ha bisogno di recuperare senso, direzione, tensione morale  ed
  autentico impegno civile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Presidente
  della  Regione,  Governo, colleghi, per ch come me  ha  una  storia
  politica  personale,  lontana  dalla  sinistra  italiana,  dovrebbe
  essere difficile commemorare uno dei maggiori esponenti del Partito
  Comunista  italiano,  ma non è così, perché  ci  sono  uomini  come
  Emanuele Macaluso, che al di là delle proprie idee politiche  hanno
  lasciato  un  solco indelebile nella storia sia della  Sicilia  che
  dell'Italia intera. Tutti, compresi coloro, che sono agli  antipodi
  delle  sue  idee  politiche, gli devono rispetto,  stima  ed  anche
  ammirazione. Politico, sindacalista e uomo d'altri tempi.  Emanuele
  Macaluso  è  stato nella lunga ed appassionata vita un  esempio  di
  seguire  per la coerenza delle proprie idee, la lucidità di analisi
  ed  il  suo  impegno sociale e la lotta senza quartiere  contro  le
  mafie e le ingiustizie.
   Da  sindacalista ha difeso strenuamente i diritti dei  lavoratori,
  girando  in lungo ed in largo per la Sicilia. Lo ha fatto sempre  a
  testa  alta  e  senza paura. Lui stesso ha ricordato,  e  lo  hanno
  ricordato  in  molti in questo scranno, non c'è paese  in  cui  non
  abbia fatto un comizio. Una volta, con Calogero Boccadutri, il capo
  del  PC  clandestino a Caltanissetta, andammo a  Riesi  percorrendo
  cinquanta  chilometri.  I chilometri erano percorsi  a  piedi,  con
  trentasei sindacalisti uccisi, ed ebbe a dire:  La lotta alla mafia
  allora  non  si  faceva  a chiacchiere  . Già,  perché  la  sua  fu
  u'antimafia autentica ai tempi in cui la parola mafia faceva  paura
  perfino  a  pronunciarla. Le lotte sindacali in difesa dei  diritti
  dei   lavoratori  e  non  dei  privilegi  purtroppo   oggi   alcuni
  sindacalisti  fanno,  hanno contraddistinto la  sua  esistenza.  E'
  stato,  com'è stato ricordato, testimone della strage  di  Portella
  della Ginestra. Per il suo impegno politico e sindacale ha avuto  i
  mafiosi  come suoi acerrimi nemici e lui per queste peculiarità  li
  appuntava nella sua giacca non come un rischio bensì come un grande
  onore.
   Proprio in quel luogo simbolico, Portella della Ginestra, due anni
  fa  ha  tenuto  un  appassionato comizio all'età di  novantaquattro
  anni.  Dovete ricordare la sua proverbiale vis polemica che è stata
  sempre  sincera  come molti hanno ricordato mai in mala  fede,  sia
  contro  gli  avversari ma anche nei confronti della  sua  sinistra.
  Ricordando  le  sue  parole:  Se la sinistra  non  capisce  che  la
  questione  sociale dovrebbe essere ragione della sua esistenza  non
  si va avanti .
   La  sua  formazione umana e politica coincise con le  lotte  delle
  classi  sociali  più  disagiate: i braccianti, gli  zolfatari,  gli
  operai.  Ha sempre avuto chiaro il senso dello Stato. E'  stato  un
  protagonista di primo piano della storia della repubblica italiana,
  dell'Assemblea Costituente fino ai nostri giorni, ed è da ricordare
  la  sua attività, il suo percorso in Assemblea regionale siciliana,
  dalla  seconda,  la  terza  e  la quarta  legislatura,  dove  seppe
  affrontare  sempre a testa alta i poteri forti della  politica  del
  dopoguerra  e  non  esitò, molti lo hanno già  ricordato,  relegare
  all'opposizione  la  forte  Democrazia  Cristiana  che  allora   in
  Sicilia, in tutta Italia, prendeva percentuali bulgare, quando, nel
  1958,  fu  uno dei promotori del Governo sostenuto dalla,  sia  dal
  Partito   Comunista  italiano,  ma  anche  dal  Movimento   Sociale
  Italiano,  con  a  capo  Silvio Milazzo, e dissero,  lui  stesso  e
  l'allora  capogruppo  del Movimento Sociale, Dino  Grammatico,  che
  quella fu una scelta in nome dei superiori interessi dei siciliani.
  Tutto  questo  con  il  consenso dei  segretari  nazionali,  allora
  Palmiro   Togliatti  e  Giorgio  Almirante  del  Movimento  Sociale
  Italiano.
   Ha  più volte invitato le giovani generazioni all'impegno politico
  e sociale, quello autentico vale a dire con una militanza assidua.
   Intervenendo ad una commemorazione di Pio La Torre, Macaluso disse
   non  bisogna  demonizzare le istituzioni ma è anche  vero  che  in
  questa  istituzione, l'Assemblea regionale siciliana, c'è stato  di
  tutto. Ci sono stati combattenti dell'antimafia, come La Torre,  ma
  anche uomini della mafia e questo ci deve fare riflettere .
   A  nome  personale mio e del Gruppo di  Diventerà Bellissima   non
  possiamo  che  porgere il nostro più caro cordoglio  alla  famiglia
  Macaluso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia età e la mia
  appartenenza  ad una generazione che si è avvicinata alla  politica
  in  questo  momento  storico mi porta  ad  onorare  la  memoria  di
  Emanuele  Macaluso in maniera diversa rispetto a ciò  che  è  stato
  detto in questi giorni e anche oggi da questo scranno.
   Non ci sono ricordi personali nel mio discorso ma semplicemente il
  desiderio  di ringraziare ed esaltare chi è stato, anche in  questa
  Aula,   protagonista  di  battaglie  politiche  e  di   innovazioni
  culturali avendo sempre il coraggio delle proprie idee.
   La  scomparsa  di  Emanuele  Macaluso  ci  obbliga  tutti  ad  una
  riflessione che prescinde da bandiere, appartenenza e schieramenti.
   E'  un  esercizio  obbligatorio perché Macaluso è stato  coscienza
  critica  della  Sicilia  ed anche dei siciliani  ancora  prima  che
  comunista e uomo di partito.
   Una voce da ascoltare sempre e comunque perché aldilà degli ideali
  c'era  sempre  un  pensiero  capace di  arricchire  chi  lo  sapeva
  ascoltare e cogliere.
   Macaluso  è  stato un intellettuale che ha scelto la politica  per
  contribuire a dare un volto all'Italia, a dare un altro volto  alla
  Sicilia  partendo  proprio dalla Sicilia in  cui  diseguaglianze  e
  miseria erano i parametri con cui confrontarsi.
   Tanti gli spunti di riflessione che ci lascia Emanuele Macaluso la
  cui  militanza è stata esempio di passione civile, quella  passione
  che è stato il sigillo di ogni azione.
   Uomo di parte, sempre dalla stessa parte per tutta la vita.
   Sindacalista,   dirigente   di  partito   e   anche   giornalista,
  giornalista  in  una  stagione in cui  il  giornale  era  strumento
  essenziale per parlare ai compagni di viaggio e non è un  caso  che
  proprio  Macaluso è stato il protagonista del tentativo,  purtroppo
  non  riuscito,  del salvataggio del Giornale L'Ora che  vedeva  più
  come  una  tribuna civica ancor prima che un importante contenitore
  di notizie.
   Macaluso la sua credibilità l'ha conquistata sul campo, la  stessa
  credibilità  che  gli  ha consentito di essere personaggio  scomodo
  senza mai essere bollato quale eretico. Perché in fondo è vero  che
  l'eresia   non   esiste  se  prevale  sempre  e   comunque   onestà
  intellettuale e la capacità di non mascherare la realtà.
   In  Sicilia  il senatore Macaluso è stato riferimento fondamentale
  per  tante  generazioni soprattutto per quelle che hanno provato  a
  guardare l'Isola senza filtri. Il coraggio delle idee e il coraggio
  delle  azioni,  un uomo che ha vissuto le fasi più  delicate  della
  Sicilia  del dopoguerra. Dalle lotte sindacali per le riforme  alla
  questione mafia e la sua voce in tutto questo non è mai mancata.
   Invece  a noi manca, è mancata e continua a mancare la formazione,
  una  formazione che da giovani nel nome di un'idea, che sia un'idea
  di  destra o di sinistra ma comunque un'idea, consente di affermare
  la propria appartenenza politica nel nome di un ragionamento serio,
  un  ragionamento articolato, di una proposta che sia argomentata  e
  non di un twitter o di una semplificazione suggestiva.
   Con  la  perdita  del senatore Macaluso perdiamo  un  riferimento,
  perdiamo  la  storia di un uomo la cui vita si  è  intrecciata  con
  quella del  900.
   Tocca  a  noi, Presidente, la sfida di non perdere la speranza  di
  una politica diversa, una politica, quella con la  p  maiuscola  di
  cui il senatore Macaluso è stato interprete e pensatore.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi,  commemorare un uomo come Emanuele Macaluso e  porgere  e
  riferire  e argomentare è operazione dialettica assai agevole.  Io,
  Presidente, unendomi al coro, al corteo che ha contraddistinto  gli
  interventi  dei  miei  colleghi  desidero  fare  soltanto   qualche
  riflessione, che è una riflessione vera, sincera e profonda  perché
  proviene,  non solo da un uomo, ma anche da un partito  che  da  un
  punto  di vista ideologico ha poche o direi quasi nessuna,  se  non
  addirittura  nessuna affinità col pensiero che  ha  contraddistinto
  l'esistenza in vita di Emanuele Macaluso.
   Ho  letto attentamente la biografia, così come lo hanno fatto  gli
  altri colleghi, e alcuni passaggi della sua vita e del suo agire mi
  hanno  particolarmente colpito. Ho letto per esempio:  Iscritto  al
  Partito   Comunista  prima  della  caduta  del  regime   fascista .
  Sembrerebbe un'affermazione banale, ma in un Paese come  il  nostro
  che  prima  dell'entrata  in guerra del secondo  conflitto  bellico
  erano  tutti fascisti per poi divenire il giorno dopo -  e  abbiamo
  qualche autorevole esempio - tutti antifascisti io credo che questo
  sia  veramente elemento che contraddistingue da subito la vita  del
  giovane Emanuele Macaluso.
   L'ha  ricordato  ella,  signor Presidente,  amava  dire   un  uomo
  politico  che non scrive è un uomo dimezzato  riferendosi ad  altro
  importante  personaggio  politico che ha caratterizzato  il  secolo
  scorso.  E'  così Presidente. In un momento in cui  la  politica  -
  purtroppo  e  ahimè,  potrei dire ahinoi, signor  Presidente  della
  Regione  - è caratterizzata da avventurieri che non hanno letto  un
  solo  libro nella loro vita, che non hanno studiato al  di  là  del
  sussidiario  della scuola elementare, potere leggere  che  un  uomo
  politico che non scrive, che non legge, che non studia, che non  si
  impegna   ad   arricchire   il  proprio  patrimonio   culturale   e
  d'istruzione  è  men  che meno che dimezzato. Ed  aveva  ragione  e
  speriamo  sia  da  monito per tutte le prossime generazioni  in  un
  momento in cui anche fare il consigliere comunale è divenuto  quasi
  un mestiere per le volgari mille euro al mese.
   E  allora,  questa osservazione dell'onorevole, del senatore,  del
  sindacalista,  del  giornalista  dell'immenso  uomo  che  è   stato
  Emanuele   Macaluso  noi  la  dobbiamo  prendere  come  esempio   e
  suggerirla  alle  giovani  generazioni  della  politica.   Era   il
  sostenitore   del  primato  della  politica,  altra  caratteristica
  peculiare  di  questo  straordinario uomo,  sì,  il  primato  della
  politica.  Che  -  a  mio  modo di vedere -  va  letta  in  maniera
  sinottica  - signori che mi state ascoltando - con una affermazione
  che  amava fare Emanuele Macaluso, l'impegno contro la mafia ma  da
  posizioni  garantiste.  Ed  è  qui che  Emanuele  Macaluso  diviene
  straordinario,  perché  vedete, io da  cittadino  amavo  ascoltare,
  udire,  maturare  tutti  i suoi interventi  soprattutto  quando  si
  parlava  di giustizia, ed era veramente straordinario come riusciva
  a  superare con le idee ma sempre con la fermezza della lotta  alla
  mafia  e  lo dimostrava con i fatti, con le eloquenze dei  fatti  -
  hanno  ricordato i colleghi parlamentari che mi hanno  preceduto  -
  l'impegno concreto, le vere battaglie non soltanto le battaglie dei
  cosiddetti professionisti dell'antimafia.
   Lui  entrava in campo e lottava contro la mafia con i fatti e  non
  con  le  chiacchiere  e non perdendo mai la stella  cometa,  signor
  Presidente, delle garanzie, perché essere garantisti in un  momento
  in cui l'ansia di giustizialismo sommario della gente comune ci sta
  travolgendo,  questo  è  uno  degli  esempi  massimi  che  un  uomo
  straordinario  come  Emanuele  Macaluso  poteva  suggerire  ed   ha
  suggerito  alle  giovani  generazioni. E lo  ha  suggerito,  signor
  Presidente, con quella sua caratteristica di essere uomo sferzante,
  aspro, difficile ma estremamente onesto, studioso e competente.
   E'  morto  a  95  anni, attraversando la storia e l'uragano  della
  storia,  e io credo e ne sono assolutamente persuaso che  è  facile
  per   chi   apparteneva   alla   sua  stessa   posizione   politica
  commemorarlo,  è  altra cosa - mi sia consentito - commemorarlo  da
  posizioni  che  da un punto di vista ideologico erano assolutamente
  diverse se non assolutamente conflittuali.
   Questo  significa, cari colleghi, che oggi non stiamo commemorando
  solo  un  politico,  perché di politici che hanno  attraversato  la
  storia  ce  ne sono tanti, oggi soprattutto stiamo commemorando  un
  grande uomo.

   PRESIDENTE.  Do  la  parola  al Presidente  Musumeci  per  il  suo
  intervento.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il Governo della Regione siciliana esprime ai  familiari
  del  senatore  Emanuele  Macaluso  i  sentimenti  del  più  sincero
  cordoglio.
   La  sua  scomparsa,  quasi sulla soglia dei  100  anni,  priva  la
  politica  italiana di una delle più raffinate intelligenze,  di  un
  qualificato  esponente della sinistra riformista,  di  un  uomo  di
  cultura  dagli  interessi  più  vari,  di  un  giornalista   lucido
  nell'analisi  implacabile nella denuncia. Ma  Emanuele  Macaluso  è
  stato  soprattutto  -  come molti colleghi  hanno  ricordato  -  un
  sindacalista, un'abile organizzatore del sindacato come può esserlo
  un  agitatore  nato  e  cresciuto in una  terra  di  zolfatari,  il
  nisseno,   nel  latifondo  presidiato  dalla  miseria,  pronto   ad
  ascoltare sia la voce sommessa che la protesta vibrata, sia  quella
  dei  carusi  che quella degli adulti, tutti impegnati  nella  lotta
  sanguigna per strappare un pezzo di zolfo alle viscere della terra.
   E  da  sindacalista  Macaluso è approdato nel  1951  all'Assemblea
  regionale   siciliana  rimanendovi  per  tre  legislature,   sempre
  rieletto nel Collegio di Caltanissetta, prima di essere chiamato  a
  Roma.
   Gli  appassionati interventi svolti in quest'Aula da Macaluso -  e
  ormai  consacrati  agli  atti parlamentari  per  essere  lettura  e
  disamina di storici e studiosi - evidenziano il suo inquieto  animo
  di  migliorista e di autonomista all'interno del suo stesso  gruppo
  parlamentare, quello del Partito Comunista Italiano.
   Sono gli anni del centrismo alla Regione siciliana dall'incerto  e
  faticoso  avvio  della riforma agraria che presto  si  rivelerà  un
  parziale  fallimento. Sono gli anni in cui la Sicilia tenta  invano
  di darsi un modello di sviluppo tentennando tra una modernizzazione
  dell'agricoltura, ora dedita alle colture intensive, e il  miraggio
  di un'industrializzazione promessa dai petrolieri venuti dal nord e
  accreditata  dalla abilità diplomatica di Enrico  Mattei.  Ma  sono
  soprattutto  quelli  gli  anni  di un  neo-centralismo  romano  che
  riaccende  le spinte trasversali e autonomiste e spacca il  partito
  di  maggioranza  relativa,  la  Democrazia  cristiana  che  si  era
  arroccata sulle posizioni del leader Fanfani.
   Ed   è  in  questo  turbinio  di  sentimenti  e  di  risentimenti,
  trasversali nella geografia di Sala d'Ercole, che Emanuele Macaluso
  si  adopera  per  dare  vita da sinistra a destra  al  governo  del
  ribelle Silvio Milazzo nell'ottobre del '58, un uomo metà villano e
  metà  barone  come lo ha definito con felice intuito un giornalista
  di quel tempo.
   Emanuele  Macaluso, assieme ai colleghi degli altri partiti  della
  sinistra e della destra, e di una parte della Democrazia cristiana,
  dan  vita  ad un governo e ad una coalizione inedita, assolutamente
  anomala,   in  nome  di  una  rivincita  dell'autonomia   siciliana
  mortificata,  si disse allora, dalle decisioni calate  dai  palazzi
  romani.  Un'esperienza clamorosa, clamorosa  ma  anche  breve,  che
  costò  a  Macaluso critiche e incomprensioni anche all'interno  del
  suo  stesso  ambiente politico. Ma Macaluso non  si  pentì  mai  di
  essere stato fra i registi di quella operazione di ribellione. E mi
  si  consenta un ricordo personale, ribadì quella sua posizione  con
  sottile  ironia, tipica ironia dell'intelligenza, e con disincanto,
  nel  corso  di  un  confronto al quale io ebbi  l'onore  di  essere
  l'interlocutore  in  una grande emittente televisiva  nel  1988,  a
  trent'anni dall'operazione Milazzo.
   Incontrai  per  la  prima volta il senatore  Macaluso,  ne  rimasi
  impressionato  dal garbo, dal profilo, lui gigante della  politica,
  io trentenne pivellino, delle maniera con le quali egli mi ha messo
  in  agio  e soprattutto mi ha consentito di rappresentare  le  tesi
  della   mia   parte   politica   e  la   chiave   d'interpretazione
  dell'operazione Milazzo che coincidevano quasi sostanzialmente  con
  quella rappresentante dal senatore Macaluso in nome della autonomia
  siciliana.  Non potrà mai dimenticare quella preziosa occasione  di
  confronto  e di convergenza che mi piacque e mi fece, e fu  per  me
  motivo di grande soddisfazione.
   Lasciata  la  Sicilia,  lasciato questo  palazzo,  Macaluso  viene
  chiamato  a  Roma a svolgere l'attività parlamentare e  soprattutto
  quella  più assorbente alla guida del quotidiano organo di  partito
   L'Unità'  e  di  riviste che si muovevano  fra  l'attualità  e  le
  riflessioni  politiche  e  culturali. Mai  improvvisate  e  banali,
  sempre  profonde  e  lucide  nelle quali  egli  non  trascurava  il
  richiamo costante al rispetto degli ultimi, dei non garantiti,  dei
  diseredati, degli emarginati e l'impegno costante nella lotta  alla
  mafia.
   Questo  il  prezioso patrimonio che lascia Emanuele Macaluso  alla
  storia  politica  non  solo della sua parte e  alla  storia  questo
  Parlamento  regionale che oggi lo ricorda con  animo  grato  e  con
  doveroso  omaggio. Rinnovo il pensiero di cordoglio alla  famiglia,
  mio   personale   e   dell'intero  governo  che   ho   l'onore   di
  rappresentare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendiamo dieci minuti prima  di
  iniziare  il  dibattito sui rifiuti nucleari,  lasciatemi  soltanto
  dire  che  credo proprio che ci mancherà, non mancherà soltanto  ai
  colleghi  del suo partito, credo proprio che mancherà  a  tutta  la
  politica.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.26, è ripresa alle ore 17.41)

   La seduta è ripresa.


   Discussione dei disegni di legge  Intervento correttivo alla legge
  regionale  13  agosto  2020, n. 19 recante norme  sul  governo  del
  territorio  (n. 911/A);  Schema di progetto di legge da proporre al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
  della Regione, recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso
  ai  corsi  universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999,  n.
  264.    (n. 766/A);  Disposizioni finanziarie e per il sostegno  ai
  processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
  Disposizioni varie.  (n. 893/A - Stralcio IV);  Disposizioni per il
  Consorzio per le autostrade siciliane.  (n. 783/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Cordaro  per  la sua relazione  sul  problema  delle
  scorie  nucleari,  terminiamo quello che avevamo  lasciato  a  metà
  ieri, cioè incardiniamo le leggi che bisogna incardinare.
   Gli  Uffici hanno fatto il lavoro che avevamo richiesto,  cioè  di
  andare a verificare dell'893 quali erano le norme totalmente  senza
  spesa che, teoricamente, si potrebbero incardinare pure. Ed allora,
  stiamo  distribuendo uno stralcio. Onorevole Pasqua, ora  è  finita
  quest'analisi,  per  cui, materialmente, siamo in  diretta.  Stiamo
  facendo distribuire, in modo che lo possiate guardare 2 minuti.
   Possiamo incardinare.
   Facciamo  così,  noi incardiniamo tutto, compreso questo  stralcio
  che  stiamo distribuendo, sotto tutte norme già previste  nell'893,
  sono,  quindi,  già  inserite nell'ordine del  giorno,  non  stiamo
  facendo  niente di particolare. L'importante è che si  capisca  che
  sono  quelle  cose  che  possiamo  fare  prima  di  affrontare   la
  finanziaria, pur essendo in esercizio provvisorio.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Questo è lo  stralcio  dell'893  che
  diventa un disegno di legge.

   TRIZZINO.  Sullo stralcio, molto brevemente. Si ricorderà,  signor
  Presidente, che sono intervenuto, la settimana scorsa, in merito ad
  una  norma  che  trova  l'articolo 11, quello  sulla  certezza  dei
  pagamenti. Presenterò formalmente una richiesta con la quale chiedo
  di  stralciare,  ulteriormente, questa norma da questo  testo,  per
  poterlo  fare confluire nella modifica alla legge n.  16  del  2016
  sull'edilizia, concordemente con quanto avevo stabilito  anche  con
  l'assessore.  Chiaramente se l'assessore  è  d'accordo,  perché  ne
  avevamo  parlato prima, però, se continua a manifestare  lo  stesso
  intendimento,  vorrei  che il Presidente  potesse  valutare  questa
  opzione.

   PRESIDENTE. No, queste sono soltanto le norme senza spesa previste
  nell'893.  Questo avevamo stabilito e questo è stato  chiesto  agli
  Uffici,  di  stralciarmi  le norme senza spesa  dell'893,  poi,  su
  questo   argomento,   che  mi  trova,  per   altro,   assolutamente
  favorevole, per cui la seguirò con assoluto interesse, diciamo,  ma
  dobbiamo vedere come e dove poterlo inserire.
   E'  quello della certezza dei pagamenti. E' qui dentro  Ah, tu  lo
  vuoi levare
   Facciamo una cosa. Siccome il disegno di legge riguarda quello che
  è stato il mandato che gli abbiamo detto, cioè tutte le norme senza
  spesa,  appena lo cominciamo a verificare ci sarà la sua  richiesta
  di stralciarlo e credo che la Presidenza, se l'Aula sarà d'accordo,
  non avrà difficoltà a farlo. Per cui intanto oggi incardiniamo.  Al
  momento in cui lo discuteremo, lo stralceremo in quel momento
   Quale  sarà la prima che metteremo in Aula? Quella di Cordaro,  le
  norme del governo del territorio.
   Intanto,  diamo il termine per la presentazione degli  emendamenti
  per tutti i disegni di legge.
   Facciamo  una cosa, siccome la prima legge che facciamo è  questa,
  per venerdì la diamo su questa prima e per le altre anche lunedì.
   Quindi,  diciamo che il termine è fino a lunedì,  tranne  che  per
   L'intervento sul governo del territorio  che, dovendo trattare già
  da martedì, gli uffici devono avere gli emendamenti prima quindi li
  dobbiamo avere venerdì.
   Abbiamo  incardinato tutto. Il tempo per gli emendamenti di  tutte
  queste  leggi è lunedì prossimo, tranne che per questi sul  governo
  del  territorio che, dovendo essere la prima ad essere trattata già
  martedì  stesso, gli uffici devono riceverli prima. Non è possibile
  lunedì,  bisogna mandarglieli almeno venerdì in modo che li possano
  valutare  prima.  Quindi,  solo su  Intervento  correttivo  recante
  norme  sul governo del territorio  per venerdì. Peraltro vi ricordo
  che  questa è una norma dove emendamenti non ce ne saranno,  perché
  sono  le correzioni che ci ha fatto il Governo nazionale. Per  cui,
  credo   che  è  una  cosa  molto  veloce  che  potremo  fare  senza
  emendamenti immagino. Per cui quelle vere, su cui vanno  presentati
  gli emendamenti, sono le altre e stiamo dando tempo fino a lunedì a
  mezzogiorno. Ma, ripeto, su questa legge emendamenti non credo  che
  ce  ne  debbano essere perché ogni emendamento sarebbe un  problema
  nell'accordo fatto col Governo.

   di stoccaggio di materiale radioattivo

  Discussione unificata di mozioni ed interrogazioni sulla questione
     dell'individuazione di alcune zone della Regione destinate ad
        accogliere siti di stoccaggio di materiale radioattivo

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, a questo  punto,  do  la  parola
  all'assessore  Cordaro perché faccia la sua  relazione  su  questo,
  assessore,  che  è  un problema che ha interessato  un  po'  tutti.
  Ancora  oggi  io  ho  incontrato delle associazioni  sull'argomento
  delle  scorie nucleari e c'è veramente un'attenzione  da  parte  di
  tutta  la Sicilia, di tutto territorio siciliano, particolare.  Per
  fortuna conosco già la sua posizione e, quindi, mi tranquillizzo da
  solo,   ma   volevo   proprio   riferirle   formalmente   che    su
  quest'argomento  c'è una fibrillazione in giro  molto  molto  alta.
  Quindi cedo la parola all'assessore Cordaro per la sua relazione.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e   l'ambiente   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di svolgere una  relazione
  che  affronti la tematica assolutamente attuale anche per  dare  un
  contributo  ai colleghi che vorranno, ma soprattutto  ai  cittadini
  che  ci  ascoltano,  in  maniera tale da potere  creare  condizioni
  oggettive di conoscenza su dati assolutamente certi e, soprattutto,
  in  maniera  da fugare eventuali dubbi su un tema delicato  qual  è
  quello  legato alla realizzazione del Deposito unico nazionale  dei
  rifiuti radioattivi.
   Il  decreto  legislativo  n.  31 del  2010,  all'articolo  25,  ha
  stabilito appunto che nel nostro paese fosse realizzato il Deposito
  unico  nazionale  dei  rifiuti radioattivi e il  conseguente  parco
  tecnologico.
   Attraverso  questo  decreto  legislativo,  il  Governo   nazionale
  avrebbe dovuto, sulla base delle indicazioni normative, dato con il
  nulla  osta dei Ministeri dello Sviluppo economico e dell'ambiente,
  il  compito alla SO.GIN società pubblica, il cui acronimo significa
  appunto  Società di Gestione di Impianti Nucleari,  il  compito  di
  realizzare, di redigere la cosiddetta Cnapi, Carta Nazionale  delle
  Aree Potenzialmente Idonee.
   La  realizzazione  della  Cnapi era  legata  a  delle  indicazioni
  tassative precise che dovevano venire per un verso dallo IAEA ossia
  dall'International Atomic Energy Agency ed attraverso  la  precipua
  indicazione dei criteri stabiliti dalla guida tecnica 29 dell'Ispra
  che come tutti sapete è l'Istituto superiore per la protezione e la
  ricerca  ambientale e soprattutto sopra intende alle Arpa regionali
  delle venti regioni italiane.
   Sulla  base  di  questo  percorso, quindi, tracciato  dal  decreto
  legislativo  del  2010,  si è pervenuti alla  comunicazione,  il  5
  gennaio  dell'anno in corso e, quindi, del 2021  della  Cnapi  alle
  autorità  della Regione siciliana e questo ha portato,  ovviamente,
  alla  conoscenza di quelli che appunto attraverso la  redazione  di
  questa  carta  erano  i sessantasette siti individuati  nel  nostro
  Paese  come  siti, appunto, potenzialmente idonei  ad  ospitare  il
  deposito dei rifiuti radioattivi.
   Quello che è venuto subito alla luce di chi ha voluto approfondire
  come  me,  su  delega del Presidente della Regione,  l'argomento  è
  intanto  che  l'individuazione  di  questi  sessantasette  siti   è
  avvenuta  sulla  base di semplici rilievi cartografici  e,  quindi,
  nessun  tipo di sopralluogo, di ispezione, nessun tipo di  presenza
  su   quei  luoghi  è  stato  realizzato  dalla  SO.GIN.  e  neanche
  dall'Ispra per verificare la cogenza delle indicazioni tassative al
  reale  stato dei luoghi. Considerate fra i temi più importanti  che
  venivano  stabiliti  dalla guida ventinove dell'Ispra  ve  ne  sono
  alcuni  che ictu oculi ci appaiono assolutamente contrari  rispetto
  alla  possibilità  di individuare la Sicilia  in  uno  dei  quattro
  territori  o meglio in uno dei quattro potenziali siti come  luoghi
  appunto per accogliere il deposito dei rifiuti radioattivi.
   Dei sessantasette siti, infatti, quattro sono stati individuati in
  Sicilia  e  riguardano  cinque comunità perché  uno  sarebbe  stato
  individuato  in  territorio  di Trapani  e  poi  in  territorio  di
  Calatafimi Segesta in territorio di Butera ed in un territorio  che
  vede  la cointeressenza di Castellana Sicula e di Petralia Sottana.
  Ebbene  fra  i  criteri  tassativamente rappresentati  dalla  guida
  tecnica 29 dell'Ispra ve ne sono alcuni dicevo che cozzano  con  il
  nostro  tessuto strutturale. Infatti, il primo dato che deve essere
  considerato è quello della stabilità geologica del sito  nel  quale
  verrà  individuato  il luogo potenzialmente idoneo  a  ricevere  il
  deposito.  Tutti voi sapete e tutti noi sappiamo, come  la  Sicilia
  sia  una  terra, ci stiamo lavorando, ma potenzialmente oggetto  di
  dissesto idrogeologico.
   Per  non  parlare del confinamento del rifiuti radioattivi,  della
  compatibilità  della  realizzazione  del  deposito  con  i  vincoli
  normativi,   con   l'isolamento  del  deposito  da   infrastrutture
  antropiche ed attività umane, l'isolamento del deposito da  risorse
  naturali  del  sottosuolo ed infine, altro tema, per esempio,  solo
  per  fare  riferimento al sito individuato nel territorio madonita,
  la  protezione  del  deposito da condizioni meteorologiche  estreme
  laddove  sappiamo  che in quei luoghi ci può essere  grande  freddo
  d'inverno e grande caldo d'estate.
   Ebbene, sulla base di queste indicazioni e sulla base di altre che
  abbiamo  approfondito  nelle  ore  immediatamente  successive  alla
  conoscenza,  alla notifica della Cnapi, appunto,  di  questa  carta
  nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il  deposito
  unico  dei rifiuti radioattivi, il Presidente della Regione, appena
  quarantottore dopo avere ricevuto queste indicazioni, ha  convocato
  una  Giunta straordinaria, che peraltro è stata la prima del  2021,
  il  7  gennaio,  laddove  sulla base  dei  dati  raccolti  si  sono
  stabiliti  alcuni  principi il primo  dei  quali  è,  e  resta,  la
  assoluta contrarietà rappresentata in questa delibera di Giunta  da
  parte del Governo della Regione ad ospitare questo sito.
   L'assoluta  contrarietà viene rappresentata in quanto  le  quattro
  aree  potenzialmente  idonee  presentano  caratteristiche  fisiche,
  geomorfologiche, sismiche, culturali, infrastrutturali,  ambientali
  e  naturalistiche che le rendono assolutamente incompatibili con la
  possibilità   della   realizzazione  del   deposito   dei   rifiuti
  radioattivi.
   Non solo.
   Ma uno dei temi che pure è stato approfondito da parte della SOGIN
  e  sulla  base delle indicazioni dello IAEA e dell'ISPRA  circa  la
  individuazione  del sito risiede, altresì, per esempio,  nel  fatto
  che è assolutamente sconsigliata una terra che abbia, che ospiti  i
  siti UNESCO.
   Ebbene è a tutti noto che la Sicilia ha sette siti UNESCO che sono
  stati  riconosciuti dall'ente de quo e, soprattutto, che in Sicilia
  sono stati già autorizzati ed individuati due geopark uno dei quali
  si trova proprio nel Parco delle Madonie.
   E  ancora,  la  valutazione che il 70 per cento di questi  rifiuti
  radioattivi  risiede  al nord del Paese e  che  uno  dei  temi  più
  delicati  circa  l'allocazione dei rifiuti medesimi  è  quello  del
  trasporto  e  ancora di più del trasporto via mare.  Non  sfugge  a
  nessuno  il fatto che sia che vengano da Reggio Calabria,  sia  che
  vengano da Civitavecchia piuttosto che da Genova questi rifiuti per
  essere ospitati in Sicilia non soltanto dovrebbero percorrere tutto
  lo  stivale  ma  avrebbero bisogno di un percorso via  mare  che  è
  assolutamente sconsigliato.
   In  ragione  di  tutto  questo ma anche  in  ragione  di  un  dato
  oggettivo  che  è  giusto  che i nostri cittadini,  i  concittadini
  siciliani, conoscano vi è da dire che di questi 67 siti individuati
  nella  CNAPI in questa carta, dodici siti sono stati ritenuti molto
  interessanti, undici siti interessanti e 44 meno interessanti.
   I  4  siti siciliani rientrano fra i 44 siti poco interessanti,  o
  comunque meno interessanti, cosa che seppur non ci fa abbassare  la
  guardia tuttavia ci deve fare essere consapevoli che è un tema  che
  dobbiamo affrontare senza proclami, senza terrorismo ma anche senza
  superficialità, così come abbiamo fatto, e soprattutto, e questo ci
  tengo a dirlo, l'ho già detto in occasione della convocazione in IV
  Commissione  su  indicazione della Presidente  Savarino,  mi  piace
  ripeterlo  in  questa sede, la nostra è stata  una  valutazione,  e
  quello  del  Governo  Musumeci  è  stato  un  taglio  squisitamente
  tecnico.
   Nessuna  chiave  politica,  nessuna polemica  fermo  restando  che
  certo  i dubbi vengono quando si scopre che fra i 67 siti che  sono
  stati  ritenuti  potenzialmente idonei non c'è  il  sito  di  Trino
  Vercellese  che  non solo aveva fatto richiesta attraverso  i  suoi
  amministratori di essere sede del deposito dei rifiuti  radioattivi
  ma, soprattutto, risulta essere uno dei 4 siti dove erano sorte  al
  tempo,  ossia  quasi 35 anni fa, le centrali nucleari operative  in
  Italia  che poi furono dismesse all'indomani del referendum che  si
  pose,  che  decise  che l'Italia non sarebbe  stato  un  Paese  che
  ospitava centrali nucleari.
   D'altro   canto  abbiamo  immaginato  immediatamente   di   essere
  operativi, dicevo sotto il profilo politico, dichiarando la  nostra
  contrarietà  per  le  ragioni  che  ho  succintamente  esposto   e,
  soprattutto,   dandoci  immediatamente  da   fare   attraverso   la
  realizzazione  prima e la convocazione poi di un gruppo  di  studio
  che abbiamo ritenuto di costituire attraverso, intanto, la presenza
  dei  cinque  sindaci,  delle  cinque  comunità  che  sono  chiamate
  potenzialmente  ad  ospitare  il  deposito,  abbiamo   chiesto   la
  collaborazione  ai  quattro magnifici rettori  dei  quattro  atenei
  siciliani,  perché  ci affidassero alla collaborazione  di  quattro
  docenti, appunto dei quattro atenei.
   Abbiamo  coinvolto  il Parlamento attraverso  l'indicazione  della
  Presidente  della IV Commissione, o chi da lei delegata o  delegato
  ed, infine, abbiamo deciso di affidare il coordinamento tecnico  di
  questa  attività  al Professore Aurelio Angelini, Presidente  della
  Commissione tecnico-specialistica e la guida politica all'Assessore
  per l'ambiente che vi parla.
   Perché questo? Questo perché dalla data del 5 gennaio è partito un
  countdown, cioè un conto alla rovescia che prevede la prima fase di
  consultazione  che durerà due mesi e che prevede all'interno  della
  fase di consultazione la redazione di documenti precisi che possano
  confutare  - ed io dico che devono e dovranno confutare in  maniera
  decisa  e  definitiva - la possibilità che in Sicilia possa  essere
  individuato in uno dei quattro siti potenziali il sito definitivo.
   D'altro  canto, in questi due mesi quindi noi invieremo a Roma  il
  frutto  del  lavoro  del gruppo di studio, perché  all'indomani  di
  questi  due  mesi  e  nei  quattro mesi  successivi  si  aprirà  il
  cosiddetto  seminario  nazionale che  prevederà  il  confronto  del
  Governo  nazionale con le autorità territoriali per  arrivare  alla
  definitiva  decisione sull'individuazione del sito dove ubicare  il
  deposito.
   Tutto questo lo abbiamo voluto fare in termini di immediatezza  e,
  soprattutto, coinvolgendo docenti universitari di assoluto profilo.
  E  mi  piace  citare  la professoressa Tricomi  dell'Università  di
  Catania,  docente  di  fisica  sperimentale;  la  professoressa  De
  Stefano  dell'Ateneo di Messina, docente di chimica  analitica;  il
  professore Tomarchio dell'Università di Palermo, docente in  misure
  e  strumenti nucleare; il professore Freni dell'Università di Enna,
  docente  in costruzioni idrauliche. Quattro tematiche assolutamente
  e  strettamente direttamente connesse con le risposte che  dobbiamo
  articolare e che si gioveranno tutti di qualsiasi contributo voglia
  pervenire all'attenzione del gruppo di studio da me presieduto.
   Per  tale ragione, abbiamo creato un apposito indirizzo e-mail con
  apposita       casella      postale       che       si       chiama
  gruppostudio.cnapi  egione.sicilia.it , perché in questa prima fase
  dei  due  mesi  nei  quali si svolgerà questa nostra  attività  noi
  raccoglieremo per un verso tutta la documentazione che ci  vorranno
  inviare  - lo ha già fatto, per esempio, il sindaco di Trapani  col
  quale  mi  sono  prontamente sentito e confrontato e che  partecipa
  alle  nostre  riunioni personalmente o delegando un suo  assessore,
  che  ha fatto già un lavoro egregio - lo faremo, dicevo, con  tutti
  coloro che vorranno essere auditi: singoli cittadini, comitati  che
  si  sono  costituiti  volontariamente, ordini  professionali,  enti
  locali,  amministratori  e, soprattutto,  raccoglieremo  in  questa
  prima  fase, attraverso questa casella, attraverso questo indirizzo
  internet   tutta  la  documentazione  che  vorranno  mandarci   per
  contribuire alla realizzazione del nostro lavoro.
   La  seconda fase, immagino il mese di febbraio, sarà dedicata  poi
  alla  redazione  puntuale  e  precisa  delle  controdeduzioni   che
  invieremo al Governo nazionale in maniera tale da potere  dare  una
  risposta   unica  e  definitiva  che  scongiuri  il  pericolo   che
  potenzialmente riguarda la nostra Terra.
   E'  chiaro che quando si parla di rifiuti radioattivi si parla  di
  un  universo mondo, perché i rifiuti radioattivi sono della  specie
  più diversa, per un verso rientrano in alcune categorie di massima,
  ossia  i  rifiuti  a  vita  media molto breve,  che  sono  smaltiti
  solitamente  in  normali discariche, i rifiuti  ad  attività  molto
  bassa  che  sono in gran parte legati alla presenza delle  centrali
  elettronucleari,  i rifiuti a bassa attività e i  rifiuti  a  media
  attività  che  sono,  in  buona sostanza,  rifiuti  che  hanno  una
  caratteristica  legata al tempo necessario per perdere  l'intensità
  radioattiva;  nel  caso  dei rifiuti ad alta  intensità  anche  per
  perdere  la loro fonte di calore, che poi è il dato pericoloso  che
  noi dobbiamo contrastare.
   Ci  sono  rifiuti  radioattivi che perdono  la  loro  potenzialità
  pericolosa in mesi, ci sono rifiuti radioattivi che perdono  -  nel
  caso di altre intensità - la loro pericolosità in centinaia di anni
  se  non  anche  in qualche migliaia di anni. Tutti questi  verranno
  allocati  in questo deposito unico, ci tengo a sottolineare  ancora
  una   volta  sia  che  si  tratti  di  vestiario  utilizzato  nelle
  installazioni  nucleari;  di resine a  scambio  ionico  esaurite  e
  utilizzate come elementi di filtraggio in sistemi in cui  circolano
  fluidi  radioattivi; concentrato degli evaporati;  fanghi  derivati
  dai  processi  di pretrattamento dei liquidi radioattivi;  cartucce
  filtranti; materiali metallici derivati da strutture componenti  di
  impianto;  tubazioni  e parti strutturali;   residui  verificati  e
  compattati   derivanti  dal  ritrattamento  combustibile;   grafite
  irraggiata;  calcinacci derivati dalle attività di  bonifica  delle
  strutture  civile e le installazioni nucleari; materiali  plastici,
  vetrosi  provenienti  dai laboratori di ricerca  e  dai  centri  di
  medicina  nucleare;  materiale coibente  utilizzato  per  visionare
  termicamente  che  vedevano il passaggio di  fluidi  radioattivi  e
  infine materiali speciali come oli  o liquidi organici.
   Tutta  questa congerie di rifiuti troverà allocazione  per  quanto
  riguarda  l'Italia  -  perché ho sentito anche  un'indicazione  che
  dobbiamo smentire soprattutto nella comunicazione istituzionale  ma
  nella  comunicazione  con  i  cittadini  -  in  un  unico  deposito
  nazionale.
   Non  ci sono più depositi nazionali da individuare, ce ne sarà uno
  soltanto e dobbiamo fare presto - a mio modesto parere - perché  un
  altro  dei  temi  che ci ha visto approfondire l'argomento  che  ci
  riguarda  è  la  procedura di infrazione europea che  è  stata  già
  adottata  nei confronti del Paese Italia, in ragione del fatto  che
  attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una  ventina  di
  siti  provvisori,  nessuno  dei quali  è  idoneo  allo  smaltimento
  definitivo.
   Questo,  quindi,  è il quadro dell'attuale situazione  e  concludo
  ringraziando non soltanto i colleghi per l'attenzione  odierna,  ma
  soprattutto   tutti   i   rappresentanti  delle   forze   politiche
  rappresentate  in  Parlamento  che,  devo  dire,  all'unanimità  in
  Commissione   Ambiente  hanno rappresentato e hanno manifestato  la
  loro contrarietà a questa scelta e, quindi, la voce unica che si  è
  levata  dal Parlamento all'unisono con quella del Governo è che  la
  Sicilia  non possa e non debba essere sede del deposito  unico  dei
  rifiuti radioattivi.
   Grazie,  signor Presidente. Resto a disposizione dei colleghi  per
  eventuali chiarimenti o risposte alla fine dei loro interventi.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  avete   ricevuto   l'allegato
  all'ordine del giorno, abbiamo tre mozioni e due interrogazioni. La
  discussione  sull'argomento è unificata, le mozioni saranno  votate
  separatamente.
   Ci  sono  già  degli  iscritti a parlare: gli  onorevoli  Palmeri,
  Trizzino,  Dipasquale, Campo, Compagnone, Calderone e  Catanzaro.Vi
  prego  entro  la  fine del primo intervento di farmi  pervenire  le
  vostre  richieste di intervento.  Lo Curto, Savarino,  Damante,  Di
  Paola.
    E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Grazie  Presidente,  Assessori,  colleghi  e  cittadini.
  Rassicura  sicuramente l'apprendere che c'è in Sicilia una  volontà
  politica  unanime  nella non realizzazione  di  un  deposito  unico
  nucleare in Sicilia.
   Chiaramente,  gli  aspetti macroscopici che ci  portano  a  questa
  scelta,  quelli principali, sono due e sono quelli legati, appunto,
  alla sua insularità e alla sismicità della Sicilia. Purtroppo,  non
  ci  sono dubbi sul fatto che questo deposito dovrebbe accogliere le
  scorie  nucleari  anche  le  più pesanti derivanti  dagli  impianti
  nucleari  non più in esercizio. Infatti, nel DM 340 del 2018  viene
  specificato   che   tutto   il   combustibile   esaurito   italiano
  riprocessato  e  non  verrà  stoccato  in  sicurezza   nella   zona
  temporanea di lungo periodo, cinquant'anni, nel deposito  nazionale
  e  successivamente  trasferito in deposito  geologico  per  la  sua
  sistemazione definitiva.
   Quindi,  chiaramente,  non  c'è  da  abbassare  la  guardia  ed  è
  importante  questo confronto. Non convince, chiaramente,  l'analisi
  sismica  che  è  stata compiuta per individuare le aree  alla  luce
  della  ripetuta  sismicità della nostra Terra, in  particolare  non
  soltanto andavano esclusi tutti i comuni in fascia 1 come Gibellina
  e  tutti i comuni della fascia, della Valle del Belice che nel  '68
  sono  stati interessati da quel dramma catastrofico che  ha  fatto,
  portato la morte e allo sfollamento di migliaia di persone ma anche
  dovevano essere esclusi i comuni confinanti come Calatafimi-Segesta
  ed altri.
   Quindi,  è  chiaro che in Sicilia sono stati scelte  quattro  aree
  potenzialmente idonee, in provincia di Trapani in particolare, è la
  più  penalizzata,  in quanto sono state individuate  ben  due  aree
  ossia    Caltafimi-Segesta,   appunto   Trapani-Fulgatore.    Ecco,
  quest'area  veramente è surreale in quanto viene sempre individuata
  per  scelte  potenzialmente devastanti come,  l'Assessore  Pierobon
  insomma  sa  di  cosa  parlo,  per  la  scelta  potenziale  per  la
  realizzazione di un gassificatore, e quindi, in questo caso,  anche
  in  questo  caso,  viene  scelta  per  un  impianto  potenzialmente
  devastante.
   Calatafimi-Segesta non soltanto è da escludere  perché  confinante
  con  i  comuni di sismicità in fascia 1, ma anche per tutte le  sue
  vocazioni   archeologiche  insiste  un  parco  archeologico,   aree
  archeologiche,  e  tutta una serie di aree  agricole  importanti  e
  peculiarità fondamentali.
   Dal punto di vista culturale, agricolo, turistico, quindi i comuni
  siciliani  chiaramente, tutta la regione dovrebbe  essere  esclusa.
  Non è la prima volta, come dicevo, che queste zone vengono incluse.
   Assessore,  io vorrei aprire una parentesi in questa  discussione.
  Credo  che  in  questa vicenda, purtroppo, bisogna anche  sollevare
  un'inadempienza  da  parte della Regione  in  quella  finestra  che
  dall'aprile 2016 al giugno 2016 l'Amministrazione regionale  attiva
  non ha presentato osservazioni in fase preliminare a quello che era
  il  programma  nazionale.  Nove, ben nove  regioni  d'Italia  hanno
  presentato queste osservazioni, ma anche la provincia di Trento, la
  provincia di Ragusa, l'ARPA Sicilia, e la Regione siciliana non  ha
  presentato  nessuna  osservazioni ed è  stato  un  peccato,  perché
  queste osservazioni presentate dalle altre regioni sono entrate nel
  rapporto  preliminare come, ad esempio, in particolare c'è  scritto
  oggi nel documento di valutazione di impatto ambientale  Si ritiene
  indispensabile considerare tutti i dati disponibili  relativi  agli
  aspetti  di  pericolosità  geologica di distretti  idrografici  del
  Molise  o  la  vulnerabilità degli acquiferi e il Piano  di  tutela
  delle acque della Regione Molise .
   Quindi,    sarebbe   stato   importante   anche   capire    perché
  l'Amministrazione regionale ha ritenuto in quel periodo, nel  2016,
  di non dire nulla e neanche informare il Parlamento siciliano.
   Per  concludere, vado ai punti della mozione di cui sono la  prima
  firmataria.  Quindi,  tutto il Gruppo  Attiva Sicilia ,  ovviamente
  chiediamo  alla  Regione, come già ho appreso che sta  facendo,  di
  mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché venga posto  in
  essere  l'assoluto divieto a indicare la Sicilia  come  area,  come
  sede  di  questo  deposito, ma anche - e non meno importante  -  la
  questione  dei  depositi temporanei per i materiali  pericolosi,  a
  pericolosità  media  bassa.  A Palermo, all'Università  di  Palermo
  sembrerebbe  che  esiste uno di questi depositi.  Ecco  servirebbe,
  secondo  me,  maggiore trasparenza e informazione ai  cittadini  su
  questi depositi temporanei.
   E  poi  nella mozione chiediamo anche di avviare un'interlocuzione
  con  il Governo nazionale per una modifica del decreto 31 del 2010,
  già  ne  abbiamo  parlato in Commissione  Ambiente ,  il  comma  7,
  infatti, reca scritto la dicitura che  in assenza di manifestazioni
  di  interesse la scelta ricada su tutte le regioni, anche su quelle
  meno interessanti . Ecco, se questa modifica si può fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  notizia  del
  deposito  delle scorie radioattive, ce lo ricordiamo tutti,  piomba
  sui  nostri cellulari intorno alle 7.00 del mattino di un  paio  di
  settimane fa.
   Ora,  partiamo dalla considerazione secondo cui se questa  notizia
  l'avessimo appresa nella sua reale portata, scevra dal populismo  a
  cui  Matteo Salvini ci ha abituato, ci saremmo preoccupati  un  po'
  meno e, magari, ci saremmo svegliati con qualche messaggio in meno.
   Ricorderemo tutti - lo ricordava pure l'assessore Cordaro - che il
  primo  tweet  parlava  di ben 4 depositi di  stoccaggio  di  scorie
  radioattive,  segnale  che  l'autore di quel  tweet  nemmeno  aveva
  finito  di  leggere il primo rigo della notizia diffusa  dall'Ansa.
  Ovviamente,  poi  la  notizia  si è  riprodotta  e  ognuno  che  la
  condivideva con una fesseria diversa.
   Ad esempio, c'è stato un deputato, non della Lega, è giusto dirlo,
  che  addirittura ha sostenuto che la CNAPI, cioè la Carta Nazionale
  della Aree Potenzialmente Idonee, non indicasse un elenco dal quale
  doveva  discendere un deposito unico, ma 67 siti dove costruire  67
  depositi unici.
   Magari,  se  qualcuno si fosse impegnato un po' di  più  prima  di
  lanciare  questi  allarmi, si sarebbe accorto  che  a  meno  di  un
  chilometro  dal  Parlamento  regionale siciliano  c'è  un  reattore
  nucleare  utilizzato  dall'Università degli studi  di  Palermo  che
  viene, appunto, utilizzato dagli studenti per attività didattiche e
  fino al 2010 la stessa città di Palermo ospitava un deposito per le
  scorie radioattive della medicina nucleare.
   Magari,  si  sarebbe  anche  accorto che  l'Italia  ha  accumulato
  rifiuti  radioattivi per una quantità pari ad oggi a 33 mila  metri
  cubi  e  che il deposito unico ne stoccherà altri 70 mila,  che  in
  Italia, come diceva opportunamente l'Assessore, ci sono una ventina
  di  depositi  radioattivi sparsi per l'Italia, depositi radioattivi
  che  hanno  una  capacità di vita pari a 50 anni, ma  che  stoccano
  rifiuti  di  media  e  alta  attività  che  hanno  bisogno  per  il
  dimezzamento   della  carica  radioattiva  di  300   anni,   quindi
  assolutamente inidonei e quindi pericolosi per la salute umana.
   Basta  questo  per  capire che un deposito  più  sicuro  non  solo
  risponde  alle prescrizioni europee, ma risponde anche alla  logica
  di  una persona mediamente intelligente. Magari, prima di lanciarsi
  in  post,  mi perdoni Presidente, acchiappa like, tipo la foto  del
  barile  che  esce fuori dalla spiaggia, sarebbe bastato controllare
  che proprio perché non abbiamo un deposito unico, l'Italia paga una
  procedura di inflazione minoraria per la direttiva Euratom  che  ci
  dava  l'Assessore. Magari, ancora bastava ricordare che  i  rifiuti
  che  vengono  stoccati nel deposito unico sono  soltanto  quelli  a
  media  e  bassa  attività, cioè quelli - lo ricordiamo  ancora  una
  volta  -  per i quali il dimezzamento radioattivo è di 300  anni  e
  soltanto  temporaneamente quelli ad alta attività i quali  verranno
  stoccati  successivamente in deposito geologico sottoterra  e,  tra
  l'altro, questo deposito geologico manco verrà realizzato in Italia
  perché c'è un accordo con i paesi membri per realizzarlo altrove.
   Tra  l'altro,  paesi  membri che non hanno mai  ospitato  impianti
  elettronucleari,  invece l'Italia aveva quattro  impianti  nucleari
  prima  del  1986, quando ci fu il referendum con il quale  l'Italia
  abbandonò questo metro di approvvigionamento energetico.
   E  magari  ancora,  e concludo con l'elenco delle  fesserie  -  mi
  perdonerà,  Presidente - si sarebbe reso conto che ha fatto  questo
  post  allarmistico, che gran parte dei rifiuti radioattivi prodotti
  dalla  medicina  nucleare  non  c'entrano  niente  con  quelli  che
  verranno stoccati dal deposito unico perché sono quelli a  bassa  e
  media  attività,  mentre  gran parte  dei  rifiuti  prodotti  dalla
  medicina  nucleare sono a bassissima attività e,  in  quanto  tali,
  possono  essere stoccati nelle prossimità del luogo  di  produzione
  perché   dopo  un  brevissimo  periodo  di  tempo,  cioè  dopo   il
  dimezzamento   della  loro  attività  radioattiva  possono   essere
  trattati come rifiuti convenzionali.
   Al   netto   di  queste  cose  passo,  diciamo,  all'aspetto   più
  interessante per noi siciliani e due cose vanno dette. La  prima  è
  che  la  Cnapi  è  stata scritta, non è stata scritta  dal  Governo
  nazionale  ma  da  una società che si chiama  Sogin,  chi  dice  il
  contrario, chiaramente, o mente oppure è l'autore di quel post.
   2)  I  quattro  siti che sono stati individuati in  Sicilia  -  lo
  ricordava l'Assessore - sono in fondo alla classifica dei  67  siti
  idonei,  quindi  per  una  volta  è  piacevole  essere  ultimi   in
  classifica.
   La  Cnapi  è una proposta non ha nessun carattere vincolante.  C'è
  scritto in italiano nel decreto legislativo 31/2010 quindi  lo  può
  capire  chiunque, lo ha anche ricordato l'Assessore in Commissione,
  lo  ha fatto anche oggi quando ha detto che poi ci sarà anzi, si  è
  avviata una fase di consultazione con il Governo, questo fa  capire
  che  gli  enti locali hanno il diritto di potere avanzare  proposte
  oppure  meno.  E  proprio perché la Cnapi fornisce  opzioni  e  non
  obblighi  le  comunità locali sono libere di decidere e  sul  punto
  ricordo che:
   1) la settimana scorsa in Commissione  Ambiente  abbiamo sentito i
  cinque  sindaci  che  dovrebbero  occupare  i  luoghi  limitrofi  a
  quest'area, tutti e cinque sono contrari.
   2)  Due  anni  fa  il  Parlamento regionale si  è  espresso  credo
  all'unanimità su una mozione credo del mio collega Nuccio Di  Paola
  che  era  il primo firmatario con il quale il Parlamento  siciliano
  che,  se  non erro, rappresenta il popolo siciliano, si  è  opposto
  fermamente alla realizzazione di questo deposito.
   3) Il Presidente Musumeci

   PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, concluda.

   TRIZZINO.  Dicevo, Il Presidente Musumeci - ed ho  concluso  -  il
  giorno  dopo,  lo  diceva l'Assessore, 48 ore  dopo  ha  deciso  di
  convenire  con  questo intendimento, hanno costituito,  non  so  se
  l'hanno già fatto o lo staranno facendo questo pull di esperti  con
  il  quale,  diciamo,  dichiarare ancora una volta  la  volontà  del
  popolo siciliano nel non accogliere questo deposito unico.
   Detto  questo, francamente non vedo motivi per i quali il deposito
  unico si possa anche soltanto immaginare in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Trizzino. Colleghi,  vi  prego  di
  attenervi al tempo di massimo cinque minuti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, signori colleghi, assessore Cordaro,
  in  parte  devo concordare con la vis polemica, se mi è consentito,
  dell'onorevole Trizzino. Nel senso cioè che prima di argomentare in
  qualsiasi  senso ed in qualunque direzione occorre  conoscere  bene
  gli  argomenti. Ed io anticipo di veramente fare i miei complimenti
  sia  al Governo Musumeci, sia all'assessore Cordaro, perché? Questa
  Carta  a  cui  ha fatto riferimento, che è la Carta nazionale  aree
  potenzialmente  idonee,  era nel cassetto addirittura  segretamente
  nascosta sin dal 2015. Non è che è stata tirata fuori così
   Certamente,  è  un argomento scottante, signor Presidente,  questa
  Carta, così come ha affermato l'onorevole Trizzino, è stata redatta
  da una società statale costituita nel 1999 che è la Sogin, ma che è
  soltanto una Carta, perché questa Carta, che è stata resa nota il 5
  di gennaio del 2021, non è un atto cogente che viene immediatamente
  applicato.   C'è  una  procedura,  per  l'appunto  trattandosi   di
  argomento delicatissimo assai complesso, che porterà certamente  ad
  avere  un  risultato tranquillante. Perché ci saranno 60 giorni  in
  cui  enti,  sindacati addirittura, associazioni di categoria,  enti
  locali intendevo fare riferimento, faranno le loro osservazioni.
   Ed è qui che, in maniera puntuale, interviene il Governo siciliano
  e  l'Assessore  competente perché in questi  60  giorni,  è  questo
  l'auspicio,  certamente, che verrà recepito dall'assessore  Cordaro
  di  un  lavoro matto e disperatissimo, dovrà convincere quello  che
  viene definito il seminario, cioè ci sarà una riunione complessiva,
  che  vedrà   partecipare il Ministro per lo Sviluppo Economico,  il
  Ministro  per  le infrastrutture e i trasporti, l'Isid,  che  è  un
  Istituto importantissimo che si occupa di rifiuti, e alla  fine  di
  tutte  le osservazioni o dico meglio, signor Presidente, dell'esame
  di tutte le osservazioni, che certamente non mancheranno, questo  è
  certamente  l'auspicio che avanzo da parte della Regione siciliana,
  l'ultima  parola  su  questa  Carta  che  certamente  non  è  stata
  inventata  per  vaghezza,  ci sono le  direttive,  c'è  il  decreto
  legislativo  n.  31 del 2010, c'è una procedura  di  infrazione  in
  atto, quindi, certamente bisogna adeguarsi, assessore Cordaro, così
  come  stiamo  facendo,  a  quelle che sono  le  norme  anche  sovra
  nazionali, in materie delicate come queste e vorrei ricordare a  me
  stesso - lo dico senza alcuna polemica, alcuna vana polemica  -  il
  momento  attuale  è  tristissimo, se  si  va  disciplinare,  perché
  depositi,  come  ha fatto riferimento l'onorevole Trizzino,  ce  ne
  sono tanti e non sono regolamentati.
   E allora, assessore Cordaro, visto che la Regione siciliana con le
  osservazioni e con il lavoro di questa Commissione, che  avete  ben
  composto,  certamente  sono persone tutte  di  alto  profilo,  fate
  sentire alta la voce della Sicilia, perché nonostante osserviamo le
  leggi  e andiamo a bandire il populismo, certamente questo deposito
  non s'ha da fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Dipasquale.  Ha
  facoltà di parlare.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli  colleghi,
  penso che su questa vicenda possiamo dire di essere tutti d'accordo
  e di rappresentare un muro fermo e determinato verso il no.
   Condivido  tutte  le cose che sono state dette, vorrei  aggiungere
  qualche  elemento. Noi abbiamo come Partito democratico, affrontato
  subito  la questione verso due direttive. Una già il 6 di  gennaio,
  non  sapevamo  quali  erano  le intenzioni  del  Governo  e  quindi
  regionale  e  abbiamo immediatamente inviato un'interrogazione  per
  capire  quale  era la posizione del Governo e poi l'abbiamo  capito
  strada facendo, ma sinceramente ne eravamo sicuri.
   L'altra   all'interno  del  partito,  per  questo   ringrazio   il
  Segretario  regionale  Antony  Barbagallo,  perché  ha   messo   in
  condizione a tutto il Gruppo parlamentare, non solo il partito,  di
  avere  un  confronto  anche con i massimi  organismi  del  partito,
  perché ci siamo profondamente preoccupati.
   Attenzione,  questa  è una vicenda antica  parte  dal  2010  ed  è
  necessario, non ci sono dubbi,  che l'Italia si doti di un deposito
  nazionale  per  i  rifiuti  atomici e  radioattivi.  Attenzione,  i
  rifiuti sono non solo radioattivi, sono per il 60 per cento rifiuti
  atomici  che scaturiscono, che provengono dalle centrali  dismesse,
  per il 40 per cento invece, sono rifiuti radioattivi.
   Un intervento di un milione e 100 mila metri quadrati di struttura
  per  90  celle  formate  da  edifici di 10  metri  per  25,  quindi
  considerate quasi tre piani,  90 di questi edifici, tutti  coperti,
  con  della terra, una montagna, un paese, poi un milione 100  metri
  quadrati  di interventi per un totale di un milione 600 mila  metri
  quadrati di aria. Una cosa immensa
   Le motivazioni tecniche le ha espresse bene l'Assessore. Ritorno a
  dire  già noi, come partito, avevamo avuto una serie di chiarimenti
  e  poi  interverrà anche l'onorevole Barbagallo e sarà  ancora  più
  chiaro,  ma  ovviamente noi siamo stati tranquillizzati  in  questo
  senso. Sono quattro dei 67 obiettivi previsti, non obiettivi,  siti
  nel territorio nazionale.
   La  Sicilia  è  tra  quelli che sono considerati meno  appetibili.
  Rimane,  comunque, il fatto che noi dobbiamo fare tutta  la  nostra
  parte,  perché così come ha detto bene l'assessore, il 5 di gennaio
  2021 è partito un procedimento di evidenza pubblica che, purtroppo,
  quando  fu,  con l'individuazione della Basilicata, allora  con  il
  Governo  Berlusconi,  siccome non fu fatta questa  evidenza,  saltò
  l'ipotesi della Basilicata.
   Ora,  si  è  ripreso questo percorso. Noi, quindi,  dobbiamo  fare
  tutte le azioni legittime che vanno fatte, così come vuole fare  il
  Governo,  io  mi  auguro senza costi, assessore, che  tutti  questi
  professori diano il loro contributo alla nostra Terra, ma di questo
  ne  sono sicuro, su questo ci tengo io ma anche il Presidente Foti,
  perché abbiamo la stessa idea.
   Abbiamo,  dunque, l'esigenza di esprimere questo parere  contrario
  che  va  fatto in maniera unanime. Fermo restando che  il  sito   è
  necessario che l'Italia si doti del deposito nazionale ma, non  può
  essere  fatto  in  Sicilia, non solo per i motivi  tecnici  che  ha
  espresso l'assessore ma, noi ribadiamo, anche per i motivi politici
  e già l'abbiamo detto ai massimi rappresentanti del nostro partito.
   Questa  è  la  terra che ha dato un contributo  con  i  missili  a
  Comiso. Questa è la terra che ha dato il contributo con il Muos a
  -  sto  finendo,  ancora  non ho neanche finito  i  minuti,  signor
  Presidente - Niscemi, al limite della sughereta. Questa è la  terra
  che ha dato il suo contributo con Priolo. Questa è la terra che  ha
  dato il suo contributo con Gela e con Milazzo.
   Riteniamo che noi non dobbiamo essere anche la Terra del  deposito
  nazionale dei rifiuti nucleari e, quindi, ci sono i motivi  tecnici
  e quelli politici.

   PRESIDENTE.  Concordo,  onorevole  Dipasquale,  questo  lavoro   è
  gratuito, onorevole Dipasquale, soprattutto perché è impagabile  il
  lavoro che stanno facendo gli esperti per sostenere la volontà  che
  emerge anche dall'Aula.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  il  tema  che  coinvolge   questo
  dibattito è un tema che, come giustamente è stato detto,  ha  anche
  coinvolto  tutti  i cittadini siciliani, perché,  al  di  là  della
  vicinanza   con  i  siti  individuati,  tutti  i  siciliani   hanno
  testimoniato,  a  vario  titolo ed in vario modo,  una  contrarietà
  all'idea  che  la  Sicilia  possa  diventare  deposito  di   scorie
  nucleari.
   Non  soltanto per quello che la storia ha già dato in  termini  di
  impatto  ambientale,  in  termini di  sacrifici  ambientali,  dalla
  Sicilia  al  resto d'Italia ma, anche perché, ed entro nel  merito,
  come   è  stato  evidenziato  nell'audizione  che  ha  citato  pure
  l'assessore  Cordaro  che, immediatamente, ho voluto  convocare  in
  Commissione,  con  la  presenza, non solo del Governo  Musumeci  ma
  anche  degli  amministratori dei comuni interessati,  come  fossero
  assolutamente inidonei i siti individuati da questa carta, uno  per
  uno e per motivi diversi.
   Ed  è questo approccio tecnico che ci deve aiutare a sostenere  il
  diniego  rispetto  alla individuazione dei siti,  al  di  là  della
  valenza politica che ci vede oggi presentare, quasi tutti i  Gruppi
  parlamentari, diversi ordini del giorno.
   L'abbiamo  fatto  pure  noi, come Gruppo Diventerà  bellissima  e,
  quindi,  dimostrando una convergenza politica  su  questa  negativa
  all'individuazione  dei siti in Sicilia ma, dicevo,  è  l'approccio
  proprio   tecnico   e   giuridico  che  ci  porterà   a   risolvere
  definitivamente questa situazione.
   E,  per  questo, ringrazio il Presidente Musumeci che prontamente,
  ha  dato  questo taglio, non polemico ma tecnico e giuridico,  alla
  opposizione rispetto a questa individuazione.
   L'avere istituito questa commissione, che vede attorno allo stesso
  tavolo  gli  amministratori, gli enti locali, i professionisti,  le
  Università  e,  per  volere  del  Presidente  Musumeci,  anche  una
  presenza della Commissione che io ho l'onore di presiedere, in modo
  da  fare  da  raccordo rispetto alle audizioni e agli  ascolti  che
  anche  noi, in Commissione abbiamo fatto e che continueremo a fare,
  dare una risposta che sia proprio puntuale.
   Perché se il Sindaco di Butera è venuto a dirci, giustamente,  che
  la  sua è un'area a vocazione agricola di qualità - ci sono  lì  le
  produzioni di vini di Zonin, dei Cusumano che esportano in tutto il
  mondo  - c'è una zona a vocazione turistica di una certa importanza
  con resort bellissimi, col castello di Falconara che ha una valenza
  storica.
   Cose  diverse, ma analoghe, ci hanno detto i sindaci  di  Trapani,
  Calatafimi Segesta per non parlare delle Madonie dove, addirittura,
  lì  diventa ancora più preminente il fatto di dovere individuare un
  sito,  una zona di montagna dove, ovviamente, il trasporto paga  un
  prezzo  in termini, anche di sicurezza delle nostre strade,  che  è
  troppo  alto  da  potere immaginare quando il trasporto  di  scorie
  nucleari.
   Il sito di Trapani, accanto a Selinunte, ha un tempio che è vocato
  al  turismo in una maniera tale che non può assolutamente tollerare
  altre  vocazioni e altre individuazioni. E anche motivi  di  ordine
  morfologico legate al nostro territorio.
   E'  stato ricordato, di recente, l'anniversario del terremoto  del
  Belìce.
   Quindi,  insomma, sono assolutamente motivi che fanno  riferimento
  alle   caratteristiche  morfologiche  della  nostra  regione,  alla
  vocazione  turistica, alla vocazione agricola di  qualità,  ad  una
  serie  di indicazioni nette e chiare che si vedranno scritte,  nero
  su  bianco, nel documento che il Presidente Musumeci, il Governo  e
  la  commissione istituita di cui ci ha parlato l'assessore  Cordaro
  oggi,  che  ci ha voluto coinvolgere, troveranno ragioni  chiare  e
  nette di diniego ad una individuazione che, certamente, qualcuno ha
  voluto  enfatizzare ma, caro collega, voglio dirti in questi giorni
  tante  volte  abbiamo  assistito a  fake-news  e  noi,  con  grande
  serietà,  cerchiamo sempre di dare risposte concrete al  di  là  di
  quelle che può essere la strumentalizzazione, di basso livello, che
  qualcuno poi ne vuole fare.
   Noi siamo qui per dare risposte concrete ai siciliani e, facendolo
  con serietà, sicuramente rispetteremo il nostro mandato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,   la
  necessità  del Governo di trovare un sito nazionale  unico  per  il
  deposito di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito
  è  nota,  ed  era  nota  fin da undici anni fa,  cioè  dal  decreto
  legislativo n. 31 del 2010.
   Eppure,  questa  notizia è cascata sulla testa di tutti  noi,  del
  Governo  e  di  tutti  i siciliani, il 5 gennaio  quando  ci  siamo
  svegliati  e,  appunto, abbiamo trovato le  bacheche  di  tutte  le
  pagine,  di  tutti  i  profili personali  che  gridavano,  appunto,
  all'allarme di questo pericolo che incombeva sulla Sicilia.
   Giustamente,  l'allora  Governo, il terzo governo  Berlusconi,  su
  spinta  della Comunità Europea, dovette individuare un  sito  unico
  nazionale  perché,  ad  oggi, i rifiuti nucleari  radioattivi  sono
  praticamente  sparsi in più di venti siti che non  sono  per  nulla
  sicuri.
   Io, ora, mi chiedo una cosa. Proprio in quel Governo, e proprio in
  quel periodo, il Presidente della Regione era Sottosegretario,  era
  Sottosegretario  -  allora - al Ministero al Lavoro  e  ai  Servizi
  sociali. Ora, chiaramente, ha un ruolo diverso.
   Io  non  voglio risalire a undici anni fa, però, ricordo un  altro
  episodio che è successo in quest'Aula e cioè nel luglio del 2018 il
  nostro  collega  Nuccio  Di  Paola  presentò  una  mozione  che  fu
  approvata  all'unanimità  e  che  impegnava,  proprio  il   Governo
  regionale,  a dichiarare denuclearizzato l'intero territorio  della
  nostra   Isola   ed  a  rendere  pubblica  la  totale   contrarietà
  all'individuazione della Sicilia come sede di deposito nazionale.
   Perché  voglio ricordare queste due date? Quindi, undici anni  fa,
  dove  il  presidente  Musumeci già penso che  abbia  partecipato  a
  qualche tavolo ministeriale e fosse a conoscenza di questa  cosa  e
  la  mozione  di due anni fa, perché ora mi dispiace che noi  avremo
  solo  due  mesi  per  pensare  a delle controdeduzioni  e  a  dover
  difendere la nostra terra.
   Io  sono  certa  che lo faremo tutti insiemi e su  questo  non  ho
  nessun  dubbio,  però,  avremmo potuto avere  due  anni  se  quella
  mozione  non  fosse  rimasta lettera morta come tante  mozioni  che
  vengono approvate in quest'Aula. Avremmo potuto avere due anni  per
  delineare  una  visione,  una strategia per  proteggere  la  nostra
  Sicilia.
   Ora,   c'è   qua   l'assessore  Cordaro,   voglio   lanciare   una
  sollecitazione,  per  esempio, noi dobbiamo tutelare  non  solo  il
  nostro  suolo ma anche il nostro sottosuolo. Abbiamo dei  siti  che
  potrebbero diventare dei parchi minerari straordinari, depositi  di
  zolfo,  di carbone, di bitume, di sale, delle miniere. Non dobbiamo
  assolutamente  permettere  che  nessuno  butti  nulla  nel   nostro
  sottosuolo,  nella  nostra Regione. E per questo  ci  vuole  tempo,
  chiaramente,  ci  vuole tanto lavoro. Poter  istituire  dei  parchi
  minerari per esempio. Ecco, la nostra Sicilia, il nostro paesaggio,
  i  nostri  beni  non hanno nessun prezzo e non siamo  assolutamente
  disposti a svenderci per nessuna ragione al mondo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi. Grazie  signor
  Presidente, francamente dovrò rivedere il mio intervento  perché  è
  stato  sostanzialmente anticipato da quanto  detto  dal  Governo  e
  soprattutto dal collega Trizzino a cui mi iscrivo, sostanzialmente,
  nella impostazione e nel ragionamento.
   Se  c'è  un motivo per cui a questo punto decido di intervenire  è
  proprio  per, e credo che l'operazione che debba fare  la  politica
  seria  in  questo  momento  è  quella  di  dare  un  messaggio   di
  tranquillità,  tra virgolette, ai cittadini, di buona informazione,
  evitare  che si inneschi questa paura eccessiva che deve esserci  -
  per   carità   -    ma   deve  essere,  come  dire,   assunta   con
  responsabilità,  con  intelligenza e  soprattutto,  siccome  stiamo
  parlando  non  di  politica, ma stiamo parlando di scienza,  stiamo
  parlando  di  dati tecnici, di problemi scientifici, ecco,  che  ha
  citato  benissimo l'assessore - mi complimento per la  serietà  con
  cui  il  Governo ha invece affrontato l'argomento - perché  c'è  un
  dato  ben  preciso. Le scorie radioattive vengono prodotte  da  noi
  umani,   molte  volte  per  attività  scientifiche,  per   attività
  assistenziali,  una  parte  sono  venute  fuori  anche  per  creare
  energia,  c'è il combustibile esaurito, c'è, voglio dire, tutto  un
  mondo  per  cui  si produce e dei modi per cui si producono  queste
  scorie ed in qualche modo bisogna poi trattarle.
   Vero è che finora, nonostante un'impostazione legislativa italiana
  e  comunitaria  non c'è stato di fatto in Italia -  avremmo  dovuto
  farlo da tempo -  la individuazione di un sito dove stoccare queste
  scorie.
   Vero è che in questo momento sono, così com'è stato brillantemente
  detto,  stoccate  in  vari  siti  probabilmente  non  perfettamente
  adatti.
   Vero è che abbiamo una necessità di farlo. Una cosa sola forse  ha
  dimenticato  l'assessore di dire quando ha detto che siamo  in  una
  procedura  di infrazione comunitaria, non solo siamo in  infrazione
  comunitaria,  ma  sappiate  che  entro  il  2025,  cioè   significa
  dopodomani, noi saremo costretti come Italia a far rientrare un bel
  po'  di  tonnellate di scorie radioattive che abbiamo  stoccato  in
  Francia  per  essere  processate lì ed adesso devono  ritornare  in
  Italia. Quindi, in qualche modo, ce ne dobbiamo fare carico.
   Allora,  in  questi casi la cosa più seria da  fare  è  quella  di
  organizzarsi in modo scientifico, in modo serio per evitare di fare
  sciocchezze e di essere puntuali per quello che dobbiamo fare.
   E'  chiaro, io ho avuto la fortuna, o l'avventura, nella mia  vita
  di  poter vedere un impianto del genere. L'ho visto in Spagna, a El
  Cabril esattamente, dove mi hanno dimostrato come, se ben fatto, se
  tenuto  bene  con  le  soluzioni scientifiche,  tra  l'altro  molta
  tecnologia,  tra  l'altro era propria italiana, sono  assolutamente
  innocue, certamente c'è un problema fondamentale.
   Tra i tanti parametri che l'assessore ha citato, che sono previsti
  dalla  norma,  uno  fondamentale, che è poi  quello  che  si  sposa
  perfettamente con la Regione Sicilia, è il fatto che il  territorio
  debba assolutamente non avere attività sismica perché, il sistema è
  molto  semplice, ci sono questi fusti che poi vengono inglobati  in
  dei   cubi   di  cemento  armato,  un  cemento  armato  particolare
  chiaramente,  e  poi  con  un meccanismo a matrioska,  vengono  poi
  stoccati  in  questi grossi capannoni di cemento armato,  che  sono
  visitabili, controllabili, tutto sotto controllo, ecc., io ci  sono
  passato  e sono, come vedete, sopravvissuto, chiaramente il terreno
  deve  essere  distante  dai  centri abitati,  distanti  dai  centri
  importanti, bisogna evitare di intervenire in territori interessati
  da   dissesto  idrogeologico  ma,  soprattutto,  deve   essere   un
  territorio assolutamente non sismico.
   Purtroppo,  o per fortuna in questo caso, la Sicilia è  tutta  una
  regione ad alta incidenza sismica e io sfido chiunque a trovare  un
  posto  in  Sicilia  che non sia urbanizzato, dove  non  ci  sia  la
  presenza  di  umani e di attività umane. E' quasi impossibile.  Noi
  siamo un'Isola notevolmente abitata.
   Questi  motivi  scientifici bisogna sollevare. Ha  fatto  bene  il
  Governo,   ha   fatto  benissimo  il  Governo  a  individuare   una
  Commissione tecnico-scientifica che metta in modo serio e a puntino
  questa  cosa  e  in  un  dialogo intelligente, serio,  determinato,
  assessore,  determinato  e serio con il Governo  nazionale,  questa
  volta  potremmo evitare che, come al solito, ci vengano  calate  le
  cose  dall'alto,  ma lo facciamo solo se siamo seri,  competenti  e
  determinati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  molti
  degli  interventi  autorevoli dei colleghi che mi  hanno  preceduto
  hanno  raccontato questa vicenda, questa storia  che  ci  ha  visto
  protagonisti, come qualcuno diceva, giorno 5 gennaio  e  noi  il  6
  gennaio  abbiamo  voluto presentare una interrogazione  al  Governo
  regionale  proprio per chiedere con forza, assessore,  la  presenza
  del  Governo che si facesse carico di un argomento molto importante
  che  può  tracciare davvero l'orizzonte positivo e  negativo  della
  nostra  Regione e, quindi, abbiamo proprio chiesto  al  Governo  di
  farsi carico ed interlocutore di questa annosa vicenda.
   E'  vero  che  sono  molte  le  cose  che  con  demagogia  vengono
  affrontate  perché  sull'aspetto  tecnico  -   poca  fa   ascoltavo
  l'intervento del collega Trizzino che è entrato dal punto di  vista
  tecnico  e  ha  detto delle cose correttissime - noi comunque  come
  Regione  siamo  una  regione che come sito è una  considerata  come
  regione si serie B quindi non siamo noi i primi ad essere scelti e,
  quindi, c'è una percentuale bassissima per la Sicilia.
   Però  è chiaro che dal nostro punto di vista bisogna, appunto  per
  l'argomento,  essere abbastanza presenti e noi  lo  abbiamo  voluto
  fare  senza nessuna demagogia proprio per cercare di far sì che  il
  Governo  regionale si facesse promotore e desse  voce  a  Roma  per
  dire,  anche  se noi siamo il Partito Democratico e siamo  a  Roma,
  proprio per dire che noi come Sicilia ci opponiamo con un secco  no
  a questo argomento.
   Dopodiché  dico che, è chiaro la commissione che è stata nominata
  noi vogliamo vigilare e saremo qui a vigilare, per dire no a quello
  che è la scelta del sito per questa regione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.
   A seguire gli onorevoli Lo Curto, Damante, Di Paola e Aricò.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  credo
  che  sia stato detto tutto anche da parte dei colleghi che mi hanno
  preceduto, in particolare per quanto riguarda il nostro Gruppo  gli
  onorevoli Dipasquale e Catanzaro.
   Siamo  felici che è emerso in modo chiaro e netto quelle che  sono
  le  linee e l'orientamento anche di tutte le forze parlamentari che
  spingono verso un'unica direzione.
   Mi  preme  brevemente ribadire tre aspetti nel mio intervento,  il
  primo:  è  certo,  naturalmente, che il deposito  unico  non  verrà
  realizzato  in  Sicilia  e, quindi, abbiamo  il  compito  tutti  di
  tranquillizzare   gli  animi,  anche  perché  andiamo   verso   una
  definizione  serena  di questa vicenda; punto secondo:  il  Governo
  nazionale  ha fatto un'operazione  verità', per la prima  volta  la
  carta  nazionale  dei  siti è stata trasmessa pubblicamente,  si  è
  potuto prendere conoscenza dei venti siti, che poi sono otto i siti
  veri, in cui oggi sono concentrate le scorie nucleari e, quindi, si
  è  potuto  avere consapevolezza dei depositi temporanei, certamente
  il  fatto  che sia caduto il segreto di stato rappresenta un  fatto
  avanti.
   Da  ultimo  ci  sono partiti che hanno improntato la  loro  azione
  politica ad una avversione netta al nucleare, ne abbiamo fatto, per
  quanto  riguarda il Partito Democratico, una battaglia non soltanto
  referendaria  ma  che  ha  coinvolto i  circoli,  gli  attivisti  a
  differenza  di  quello che è accaduto con altre forze parlamentari,
  per  essere  chiari, Salvini sul palco di Cagliari ha inneggiato  a
  possibilità  di ritorno al nucleare che, certamente,  sono  ipotesi
  che  avversiamo  e  che avverseremo, ove mai  ci  dovessero  essere
  ritorni di fiamma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   CURTO.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  Presidente  parlerò anche questa volta da qui. Ho  redatto  anch'io
  una  mozione,  insieme  ad alcuni colleghi,  l'onorevole  Bulla  in
  particolare, per dire no alla istallazione, allocazione di depositi
  di scorie nucleari nella Sicilia.
   Sono  stata  anche, e di questo ringrazio la Presidente  Savarino,
  incaricata e delegata a rappresentare nel gruppo di studio  che  ha
  istituito  l'Assessore Cordaro che saluto e ringrazio anche  perché
  questa,  ancora  una volta, ha dato piena conoscenza  dei  fatti  e
  delle  circostanze  che  hanno portato alla istituzione  di  questo
  gruppo  di  studio  e  ne  sono  onorata  perché,  ovviamente,   io
  rappresento una parte politica ma rappresento una Commissione nella
  quale,  a  vario  titolo,  tutto il Parlamento  è  rappresentato  e
  unanimemente si è espresso per dire no alla allocazione  di  queste
  scorie nucleari nella nostra terra.
   Inutile  dire le cose che sono già state dette da altri  colleghi,
  ossia  che la Sicilia, ma che anche l'Assessore Cordaro ha riferito
  a   quest'Aula,   ossia   che   la  Sicilia   presenta   condizioni
  geomorfologiche che sono assolutamente innaturali e contrarie  alla
  possibilità di ospitare siti di carattere nucleare.
   Ma  è  singolare  in  un  momento  nel  quale  questo  Parlamento,
  unanimemente  manifesta una volontà comune di esprimersi  contro  e
  c'è  un  Governo,  così  come  si legge  dalle  parole  chiaramente
  espresse   dall'Assessore   Cordaro,   non   vuole   caratterizzare
  politicamente  la  manifestazione  di  volontà  di   opporsi   alla
  installazione di questi impianti tecnologici e in assenza di alcuna
  vena  polemica è stato istituito questo gruppo di lavoro di  studio
  proprio  per  dare  sul piano scientifico le  ragioni  che  possono
  essere convincenti e vincenti con chi ha messo la Sicilia tra i  67
  siti  come  possibili  per  questi  impianti  tecnologici,  qui  si
  registra stranamente, proprio dalla parte politica che oggi governa
  l'Italia, un atteggiamento polemico, critico.
   Qualcuno  fa  riferimento a ruoli di sottogoverno che  sono  stati
  espressi da siciliani mentre al Governo c'era Berlusconi che  aveva
  l'obbligo - così come ha fatto e doveva fare - di prevedere che  ci
  fosse  lo  studio  di  luoghi  nei  quali  allocare  queste  scorie
  radioattive.
   Non capisco il senso di questa polemica, non capisco il nervosismo
  con  cui si vuole dire che dovevamo approvare una certa mozione  di
  tre anni fa per dire no al nucleare.
   Questo   Governo   sta  lavorando  e  in  una  direzione   che   è
  assolutamente  chiara sul piano politico ma anche sul  piano  della
  difesa del suo territorio, che è la più grande risorsa economica di
  cui  la Sicilia dispone sia sul piano della tutela delle coste, sia
  con  gli  interventi a favore del dissesto idrogeologico,  sia  per
  tutta  una  serie di iniziative che sono in atto, anche con  grandi
  riforme  che  si  stanno  facendo che contrastano  ovviamente  ogni
  equivoca intenzione di fare altro della Sicilia.
   La Sicilia è una terra che deve garantire lo sviluppo economico  e
  anche  il  futuro dei giovani e delle imprese proprio perché  vuole
  investire  su ciò che di più bello ha. E il fatto stesso  -  lo  ha
  ricordato l'Assessore Cordaro - che un geoparco e sito Unesco sorge
  in  un sito individuato come sito potenzialmente idoneo ad ospitare
  scorie  radioattive  la dice lunga sulla inadeguatezza  di  chi  ha
  osato  fare  la  scelta  propinandola  all'indomani  delle  vacanze
  natalizie, quasi ci siamo svegliati con questa polpetta avvelenata.
   Noi  non  vogliamo fare polemiche ma non consentiamo a nessuno  di
  dare  lezioni a noi su come costruire una politica di  governo  del
  territorio su cui invece ci stiamo spendendo con grande attenzione,
  lo  dimostra  come  lavoriamo  in Quarta  Commissione,  Commissione
  ambiente, lo dimostrano le riforme dell'edilizia, dell'urbanistica,
  che  già  sono  state portate avanti e che altre  ancora  porteremo
  avanti.
   Il  nostro  no  è deciso e determinato e naturalmente  voteremo  a
  favore tutte le mozioni, compresa quella che l'UDC ha presentato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Damante.  Ne  ha
  facoltà.
   Per dare significato alle mozioni è necessario che ci sia presenza
  in  Aula.  Ringrazio chi c'è, un po' meno chi se ne è  andato,  per
  questo  vi  richiamo  ad  essere precisi con  i  tempi,  il  minimo
  indispensabile.

   DAMANTE. Il minimo indispensabile, Signor Presidente, colgo il suo
  invito,  tra  l'altro, molto è stato detto, anzi sono  contenta  di
  aver  sentito  questo no corale da tutte le parti politiche,  anche
  dal Governo.
   Un  no a tutti i costi con un approccio tecnico e politico che chi
  mi  ha preceduto ha già ampiamente descritto. Un no a tutti i costi
  anche  senza se e senza ma, soprattutto senza farci prendere  dalle
  famose  compensazioni, cioè avere una visione non troppo  economica
  della  nostra  Terra, una visione della nostra  Terra  che  non  si
  faccia attrarre dalle compensazioni.
   Questo  no  deve  rimanere sempre alto e questo muro  di  no  deve
  continuare, ma il mio intervento oggi era soltanto per ricordare ai
  deputati  e  al  Governo  che  oltre alla  vocazione  agricola  del
  territorio  di  Butera,  che è uno dei siti  individuati,  uno  dei
  quattro siti individuati in Sicilia, Butera è  insieme a Gela  e  a
  Niscemi,  su  un'area  che  è indicata di  risanamento  ambientale,
  risanamento ambientale che risale al 1995.
   Ecco  io  credo  che  quest'Aula tutta  e  il  Governo  dovrebbero
  impegnarsi affinché non solo quel piano non rimanga lettera  morta,
  ma  soprattutto  che  venga aggiornato e si  faccia  di  tutto  per
  aggiornarlo. Grazie Presidente, grazie colleghi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,  cittadini,
  finalmente  questa  sera  abbiamo fatto  chiarezza,  su  che  cos'è
  questa, cosa sono questi siti potenziali, potenziali, e che non c'è
  nulla  calato  dall'alto; mi dispiace non vedere tra  i  banchi  la
  Lega,  Forza Italia, i Fratelli d'Italia, no, che in questi  giorni
  erano  con  striscioni a fare comunicati stampa, una scelta  calata
  dall'alto,  mettersi lì accanto ai cittadini per  cercare  di  fare
  chissà quale battaglia.
   Non è, ed è stato chiarito questa sera, non abbiamo nessuna scelta
  calata dall'alto. Nessuna scelta calata dall'alto. Sta partendo  un
  percorso  di  confronto con i territori, finalmente è  stata,  come
  dire,  resa  pubblica questa carta, e dopo di che si  sceglierà  un
  solo  sito tra i siti idonei perché dai siti potenziali si  passerà
  ad una carta di siti idonei.
   E  dico  Presidente, io ringrazio il Governo regionale  che  si  è
  mosso  subito, all'indomani della pubblicazione della  carta.  Però
  Presidente, secondo me, si poteva fare di più già prima. Si  poteva
  fare qualcosa già prima.
   Colleghi,  la mozione è stata approvata il 4 luglio 2018.  E'  già
  cercavamo lì di spingere il Governo regionale, stavamo suonando una
  campanella così come questa campanella è suonata in altre  regioni,
  Presidente,    perché   altre   regioni   già   si    sono    mosse
  indipendentemente  dalla  pubblicazione  della   carta   dei   siti
  potenziali.  E  mi  riferisco alla Sardegna  nel  luglio  2018,  mi
  riferisco al Piemonte sempre nel 2018, mi riferisco alla Basilicata
  che  hanno  già prodotto atti di Giunta regionale chiari  e  netti.
  Quindi  oltre  al  livello tecnico, anche il livello  politico,  in
  altre regioni si è già mosso.
   Noi  ci stiamo muovendo adesso Presidente. E allora dico, va  bene
  tranquillizzare  ma  manteniamo il livello alto  Presidente  perché
  dobbiamo fare il possibile, tutti insieme, per far sì che i quattro
  siti  che  al  momento  sono potenziali, non rientrano  all'interno
  della  carta  dei  siti e nell'elenco dei siti  idonei.  Questo  lo
  dobbiamo evitare. E proprio per questo, Presidente, noi come Gruppo
  del Movimento Cinque Stelle stiamo presentando un ordine del giorno
  per far sì che tutto quel lavoro che farà il Governo regionale, con
  la  Commissione  che  è  stata costituita, prima  di  mandare  quel
  lavoro, prima di confrontarsi con i tecnici nazionali, con tutti  i
  comitati, questo lavoro venga portato qui in Aula e non come  si  è
  fatto  con  altri  documenti che poi sono  arrivati  a  Roma  senza
  nemmeno un confronto qui in Aula.
   Vogliamo  conoscere quali saranno le contro deduzioni  che  questo
  Governo  regionale assieme alla Commissione, assieme ai tecnici,  e
  ai comitati produrranno.
   Voglio  chiudere,  Presidente, con una piccola  nota,  mi  sarebbe
  piaciuto,  ne  parlavo  poco fa con la collega  Ciancio,  che  allo
  stesso  modo, allo stesso modo con cui si stanno trattando  oggi  i
  siti  potenziali per le scorie nucleari, si fosse trattato  qui  in
  Aula la scelta dei siti potenziali per lo stoccaggio di amianto che
  questo  Governo  regionale ha fatto senza nessun confronto  con  il
  territorio. C'è stata una sola audizione in commissione ambiente  e
  nessuno  dei gruppi politici, tranne pochi, soprattutto  quelli  di
  maggioranza,  nessuno ha fatto la levata di scudi che ho  ascoltato
  volentieri  per quanto riguarda i siti potenziali dello  stoccaggio
  delle  scorie nucleari. Non ci sono territori di serie a o di serie
  b.  Questo governo regionale senza nessun confronto con i territori
  ha  individuato come siti di stoccaggio potenziali  di  amianto  la
  miniera  bosco  di San Cataldo, la miniera di Milena,  Pasquasia  e
  Biancavilla.  E  allora ci sarebbe piaciuto, Presidente,  che  allo
  stesso  modo  si  fosse fatto un confronto con i territori,  con  i
  comitati  per  la  scelta  di quei siti  potenziali  di  stoccaggio
  amianto, quelli sì Presidente che sono stati calati dall'alto senza
  nessun confronto con il territorio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ero  indeciso
  se  intervenire  perché  comunque il buon andamento,  la  relazione
  dell'assessore,  del  governo su quanto già il governo  prontamente
  sta  impostando con la costituzione di questo nucleo di lavoro,  di
  questa   commissione  che  produrrà  tutti  i  documenti  necessari
  affinché nessuno dei quattro siti individuati tra i siti potenziali
  in  Sicilia,  possa  essere individuabile come deposito  nazionale.
  Questo  l'obiettivo  che  il governo a livello  amministrativo  sta
  cercando  di  fare e sono sicuro che alla fine di  questi  sessanta
  giorni sarà una conclusione positiva per la Sicilia e i siciliani.
   Qui però c'è un tema politico in cui la parte che oggi governa  il
  Paese, che poi tra l'altro è la parte politica che indica i vertici
  della  società dell'ente Sogin, ha fatto sì che Sogin  individuasse
  67 siti potenziali tra cui quattro in Sicilia e voglio ricordare di
  questi  quattro  siti  uno è accanto a un  sito  che  è  patrimonio
  dell'Umanità,  sito  collegato  al circuito  Unesco  e  l'altro,  è
  all'interno del Parco delle Madonie che, come giustamente ricordava
  l'assessore,  è  uno  dei  pochi siti  in  Italia  appartenente  al
  circuito internazionale di Geopack.
   Oggi  io  mi  sarei aspettato da parte degli amici del  PD  e  del
  Movimento  cinque  stelle  ammenda  su  quanto  fatto  dal  Governo
  nazionale.  Abbiamo sentito negli interventi precedenti addirittura
  del  fatto che il Presidente della Regione Nello Musumeci nel  2009
  forse era sottosegretario di un Governo con la delega al lavoro, ma
  cosa   c'entra   cari   colleghi?  Come   vi   permettete?   Oppure
  l'individuazione  di  che  cosa?  Dell'amianto?  Settant'anni   che
  raffiniamo  il  40  per cento della benzina  per  gli  italiani  in
  Sicilia  e  se  ci fossero dei meccanismi compensativi  in  cui  la
  Sicilia  dovesse  essere fuori dai depositi  potenziali  di  scorie
  nucleari  al di là della produzione che c'è? Ma cosa ci sarebbe  di
  male?  Io avrei voluto sentire questo e non che due anni fa è stato
  approvato dall'Assemblea un ordine del giorno su che cosa?
   E  allora,  Presidente, io ritengo che dobbiamo fare un'operazione
  verità  perché  se  dobbiamo sentire dai  colleghi  del  PD  e  del
  Movimento cinque stelle che non c'è niente, addirittura ho  sentito
  un  intervento - parlate con uno che è sempre dall'inizio alla fine
  in  ogni  seduta,  quindi credo di avere il diritto  di  parlare  -
  quando  sento  dall'onorevole Di Pasquale   sì  siamo  stati  anche
  tranquillizzati  perché l'onorevole Barbagallo, il  segretario  del
  PD,  ha  fatto  in  modo  che  il Gruppo  parlamentare  si  potesse
  confrontare coi vertici nazionali  eccetera, eccetera .
   Noi  non  l'abbiamo  avuta questa possibilità,  io  non  mi  sento
  tranquillo  dal  fatto  che  lo Stato  italiano  abbia  individuato
  quattro  siti potenziali in Sicilia, uno nel parco delle Madonie  e
  l'altro  accanto Segesta Selinunte. Non lo trovo un fatto  positivo
  per  la Sicilia. Io mi sarei aspettato qua le prese di distanza dal
  Governo  nazionale   No,  va bene, sì, respingiamo,  rispettiamo  i
  siciliani  ed altro. La presa di distanza dei partiti che governano
  oggi l'Italia per quello che hanno prodotto.
   Ed  a  me  dispiace  perché questo doveva essere probabilmente  un
  dibattito  sereno,  ma  nel  momento  in  cui  vedo  nella  mozione
  presentata  dai  Cinque  Stelle che si  fa  riferimento  puro  alla
  mozione  come  se  il Governo fosse stato inerme, che  ha  lavorato
  immediatamente  dopo aver ricevuto un avviso  da  parte  di  questa
  società.  Non  si  può. Io lo vorrei, io non  so  se  voi  colleghi
  l'avete  visto  questo avviso, io l'ho scaricato, l'ho  letto,  una
  paginetta.   Depositonazionale.it,  una  paginetta  tre  capoversi,
  potete  fare  voi, le Regioni, le vostre controdeduzioni  entro  60
  giorni  se  non  vi  sono stati trasmessi gli atti  perché  non  li
  trovate  sul  sito ve li potete andare a vedere in cinque  siti.  E
  parliamo  di  scorie nucleari, in Sicilia  E non ci sono  problemi,
  tanto dobbiamo metterli da qualche parte, ma perché preoccuparci.
   E' come quando ci hanno messo le raffinerie, e concludo. Ma non ci
  sono  problemi, porteranno lavoro, benefici economici, non è  vero.
  In parte hanno distrutto la Sicilia  Ed allora noi questo problema,
  siccome  la  forma è sostanza, in politica, e non è tra  i  quattro
  siti  potenziali su 67, non ce li vogliamo questi 4 siti potenziali
  su 67

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, la prego di concludere.

   ARICO'.  Così come il Governo nazionale ha ritenuto ad esempio,  e
  concludo,  di  non mettere nella fase di investimento del  Recovery
  found  il famoso ponte sullo stretto, dopo che sono state approvate
  le mozioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò deve concludere. Sta affrontando altri
  argomenti.

   ARICO'.  Io vi dico la forma è sostanza. Il Governo ha deciso,  ha
  deciso di non mettere, e allora che non mettano anche i siti per il
  ricovero nucleare.

   PRESIDENTE. Bene colleghi, procediamo. L'onorevole Cordaro  mi  fa
  un cenno che vuole brevemente arricchire la sua relazione.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sento voci.

   PRESIDENTE.   Colleghi  vi  prego  di  non,  di  non  polemizzare,
  ascoltiamo l'Assessore che ci deve riferire e contribuire a  questa
  seduta d'Aula.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, Presidente,
  mi  scusi,  intanto io volevo sapere una cosa da  lei.  Io  ho  due
  mozioni.

   PRESIDENTE. Sono tre, nel fascicolo sono tre.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sempre  due  ne
  ho,  nel  senso  che  le ho chieste e me ne sono  state  date  due.
  Quindi, se mi date anche la terza.

   PRESIDENTE. Si riferisce agli ordini del giorno.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ah, e dove sono
  le mozioni?

   PRESIDENTE. Lei ha degli ordini del giorno. Nel fascicolo allegato
  all'ordine del giorno della seduta 245 ci sono tre mozioni. Una  il
  primo  firmatario è l'onorevole Lo Curto con altri colleghi, una  è
  493, 492 e 497, una dell'onorevole Di Mauro, Lentini, Compagnone  e
  una Palmeri, Foti ed altri.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Allora
  Presidente, io le mozioni .

   PRESIDENTE. Le ha potute vedere solo adesso.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Brava.

   PRESIDENTE.  Ho  capito,  va  bene.  Allora,  diciamo,  la   parte
  dell'impegno, è insomma abbastanza omogenea per tutti.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Sì,   ma
  Presidente,   per   concludere  questa  giornata.   Se   la   parte
  dell'impegno  è  legata per tutti a redigere delle motivazioni  che
  abbiano   diciamo   sostanza  e  che  possano,   al   netto   delle
  rassicurazioni che ho sentito, delle preoccupazioni strumentali che
  ho  pure sentito, perché poi non si capisce bene se mi devo  fidare
  delle   rassicurazioni  dell'onorevole  Trizzino,  che  io   vorrei
  fortemente  credere,  o  quelle dell'onorevole  Barbagallo,  oppure
  delle preoccupazioni di altri colleghi che hanno fatto diversi  dai
  suoi ma non ci entro nel merito perché sono di troppo alto profilo.
   Rispetto  a  questo dico che se le mozioni, hanno  come  obiettivo
  quello di rendere edotto il parlamento delle argomentazioni, non ho
  nulla in contrario perché noi siamo trasparenti sempre come Governo
  Musumeci, e quindi certamente le argomentazioni che scriveremo  per
  inviarle  a Roma intanto saranno patrimonio di tutto il Parlamento,
  perché  il Presidente Musumeci per primo ha ritenuto di coinvolgere
  il  Parlamento  medesimo  volendo che di questo  gruppo  di  studio
  facesse parte il Presidente della IV o un suo delegato.
   Non  credo  di  dovere dare risposte perché è stato  un  dibattito
  nella stragrande maggioranza degli interventi, assolutamente serio,
  assolutamente competente devo dire, evidentemente c'è qualcuno  che
  non ricordava che le controdeduzioni dovevano esser fatte in quella
  finestra,  della  quale  bene ha parlato  l'onorevole  Palmeri  che
  andava  dall'aprile al giugno 2016, e che magari,  potrebbe  essere
  possibile, io questo non lo so, la mozione del 2018, che pure aveva
  un   senso,   finiva  per  avere  un  sapore  non  costruttivo   ma
  probabilmente strumentale, perché quello che si doveva dire,  forse
  lo si doveva dire due anni fa e al governo non c'eravamo noi.
   Devo  dirvi  con  grande  franchezza che,  quello  che  più  si  è
  adombrato nel confronto che abbiamo fatto in questi giorni è  stato
  proprio  il sindaco di Trapani; che non è del mio partito  come  il
  collega  Dipasquale sa, perché non riesce ancora a  spiegarsi  come
  abbia  potuto  fare un governo amico a non sentire la necessità  di
  comunicare  almeno ai sindaci di centro sinistra  che  Trapani,  in
  quel  caso,  era  stato  individuato  come  uno  dei  quattro  siti
  potenziali della Sicilia. Però lo abbiamo rassicurato, come Governo
  Musumeci,  perché gli abbiamo detto che ci sarà comunque un  lavoro
  di  due  mesi di approfondimento e che saremo in grado di  dare  le
  risposte  idonee  per  salvare  anche  Trapani,  dalla  possibilità
  denegata,  noi diciamo, della possibilità di ricevere  un  deposito
  radioattivo.
   Ho anche ascoltato, e di questo un po' mi sono dispiaciuto, perché
  prima  di  fare  riferimento  a un sottosegretario  alle  politiche
  sociali   del   2011,  mi  sarei  aspettato  che  qualcuno   avesse
  consigliato  al  Ministro Costa, col quale mi  onoro  di  avere  un
  rapporto  cordiale e costruttivo, di non dire in  Parlamento  com'è
  accaduto il 9 gennaio che non ne sapeva nulla e che era pronto a un
  rinvio, perché noi, come immagino tutti i deputati presenti,  siamo
  contro  il  rinvio  per un verso perché siamo  contro  l'infrazione
  europea  e  l'infrazione europea la paghiamo  di  tasca  tutti  gli
  italiani,  e  per altro verso perché essendo stato  asseverato,  il
  lavoro della Sogin, dal Ministero per lo Sviluppo economico  e  dal
  Ministero  per l'ambiente, è assolutamente chiaro che  il  Ministro
  per l'Ambiente non poteva non saperlo.
   E'  stata  una risposta precisa al dibattito che si  è  svolto  in
  Parlamento e che ha evidentemente visto il Ministro in una fase  di
  distrazione, uno scivolone ci può stare, ma sicuramente il Ministro
  sarà  in  condizione  di dare alla Sicilia  quel  supporto  che  il
  Governo  Musumeci,  ma  sono convinto il  Gruppo  parlamentare  del
  Movimento Cinque Stelle, al di là delle inesattezze di questa sera,
  riuscirà  a  dare per fare in modo che la Sicilia  esca  da  questo
  moderato incubo.
   E  allora, in ragione delle argomentazioni invece costruttive, che
  sono  state  le  più,  io sono convinto che si possa  continuare  a
  lavorare  insieme  perché l'obiettivo è comune  ed  in  ragione  di
  questo,  io,  signor Presidente, do il mio parere  favorevole  alle
  mozioni   che   sono  state  presentate,  non  tanto  nella   parte
  discorsiva, dove gli accenni polemici che, come avete visto,  io  e
  nessuno  del  Governo  ha  utilizzato in questi  giorni,  e  ve  ne
  sarebbero state di occasioni e di temi.
   Resto fermo al dato tecnico-scientifico, alla tutela della Sicilia
  e,  quindi,  do  il mio parere favorevole nella parte  dispositiva,
  soprattutto  là  dove  si dice che:  Come è corretto  che  sia,  il
  Parlamento venga messo a conoscenza dell'attività che il gruppo  di
  studio, a tutela della Sicilia, porterà avanti. .

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione delle mozioni.
   Pongo  in votazione la mozione n. 492,  Interventi urgenti  presso
  il  Governo nazionale in merito alla proposta di localizzazione nel
  territorio  regionale di siti potenzialmente idonei allo stoccaggio
  di scorie radioattive , a firma degli onorevoli Di Mauro, Lentini e
  Compagnone. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   CAPPELLO. Mancano i presentatori in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, non è necessaria la  presenza  in
  Aula dei presentatori.
   Il  Movimento  Cinque  Stelle  ed il  Partito  democratico  votano
  contrari.

                           (Non è approvata)

   Pongo  in votazione la mozione n. 493  Iniziative volte ad evitare
  che  la  Sicilia  divenga sede definitiva per la  collocazione  del
  Deposito   Nazionale   dei   rifiuti  radioattivi   e   del   Parco
  Tecnologico , a firma degli onorevoli Palmeri, Foti, Mangiacavallo,
  Tancredi  e Pagana. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione la mozione n. 497  Diniego all'individuazione
  in  Sicilia  di  siti  potenzialmente idonei ad accogliere  rifiuti
  radioattivi  e combustibile nucleare , a firma degli  onorevoli  Lo
  Curto,  Bulla  e  Genovese. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Assessori e colleghi, abbiamo distribuito gli ordini del giorno n.
  411 ed il n. 422, che vengono accettati come raccomandazione.
   Le interrogazioni le riteniamo assorbite.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  26  gennaio
  2021, alle ore 16.00, con il seguito dell'ordine del giorno.

                 La seduta è tolta alle ore 19.22 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         246a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 26 gennaio 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n.
           19 recante norme sul governo del territorio  (n. 911/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

         2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
           Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
           recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso ai corsi
           universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264  (n.
           766/A) (Seguito)

           Relatore: on. Sammartino

         3)  Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
           crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
           Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         4)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

         5)  Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane.  (n.
           783/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

         6)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni in ordine al riconoscimento della funzione sociale
  educativa degli oratori (n. 921).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021
   Inviato il 18 gennaio 2021.
   Parere VI.

   - Misure per la valorizzazione delle professionalità del personale
  di ruolo della Regione Siciliana (n. 923).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021
   Inviato il 18 gennaio 2021.

   - Interpretazione delle disposizioni di cui all'articolo 51, comma
  3 e all'articolo 52 commi 1 e 6 della legge regionale n. 9/2015 (n.
  926).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021
   Inviato il 18 gennaio 2021.

   - Disposizioni in materia di personale (n. 927).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 12 gennaio 2021
   Inviato il 18 gennaio 2021.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -   Disposizioni   urgenti  di  sostegno   della   filiera   della
  ristorazione siciliana (n. 924).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021
   Inviato il 18 gennaio 2021.

   -  Disposizioni per lo smaltimento dei PFU - Pneumatici Fuori  Uso
  (n. 925).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021
   Inviato il 18 gennaio 2021.

   -  Disposizioni  per  la  promozione del  consumo  consapevole  di
  prodotti  agroalimentari sostenibili e di qualità e  la  promozione
  delle filiere  corte' (n. 928).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021
   Inviato il 19 gennaio 2021.

   -  Riconoscimento  regionale  delle organizzazioni  di  produttori
  della pesca (n. 930).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021
   Inviato il 19 gennaio 2021.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Norme per la tutela della qualitàÌ dell'aria ambiente al fine di
  salvaguardare l'ambiente e la salute pubblica (n. 920).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 18 gennaio 2021.
   Parere I e III.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Istituzione  dell'Albo  regionale  delle  Istituzioni  di  Alta
  Cultura (n. 919).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 18 gennaio 2021.

   -  Misure  per la valorizzazione dell'immagine dei beni  culturali
  ambientali e turistici siciliani (n. 922).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 18 gennaio 2021.

   - Norme per la tutela e la regolamentazione dei campeggi didattico
  - educativi nel territorio della Regione (n. 929).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 18 gennaio 2021.
   Parere III.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Interventi in favore del personale medico titolare di incarico a
  tempo indeterminato nel ruolo dell'Emergenza Sanitaria Territoriale
  e   del  personale  medico,  titolare  di  rapporti  di  continuità
  assistenziale, riconosciuto inidoneo al servizio (n. 918).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 18 gennaio 2021.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   Si  comunica  che  l'onorevole Tancredi con  nota  prot.  n.  282-
  ARS/2021  del 14 gennaio 2021, ha ritirato il disegno di  legge  n.
  850  Istituzione del servizio di Psicologia di base , presentato il
  15 ottobre 2020.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  370  - Chiarimenti urgenti circa le procedure adottate per  lo
  screening  di  studenti  e docenti in previsione  della  riapertura
  degli istituti scolastici fissata al 18 gennaio 2021.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lupo  Giuseppe;  Dipasquale Emanuele; Arancio  Giuseppe  Concetto;
  Barbagallo Anthony Emanuele; Catanzaro Michele; Cracolici Antonino;
  Gucciardi Baldassare

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N. 494 - Riconoscimento del gettito IVA alla Regione siciliana.
   Tancredi  Sergio;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina; Pagana Elena
   Presentata il 14/01/21

   N.  495  - Completamento dei lavori di ristrutturazione del centro
  di riabilitazione multidisciplinare CRIM di Enna.
   Di Mauro Giovanni; Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe
   Presentata il 14/01/21

   N.  496  -  Misure dirette a sostenere il  comparto agroalimentare
  colpito dalla crisi determinata  dalla pandemia da Covid-19.
   Lo Curto Eleonora; Bulla Giovanni; Genovese Luigi
   Presentata il 18/01/21

   N.   497   -  Diniego  all'individuazione  in  Sicilia   di   siti
  potenzialmente   idonei   ad  accogliere  rifiuti   radioattivi   e
  combustibile nucleare.
   Lo Curto Eleonora; Bulla Giovanni; Genovese Luigi
   Presentata il 19/01/21

   Le  mozioni,  saranno  demandate, a norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione, ad eccezione della mozione n. 497 già calendarizzata.
   .

  Allegato B

    Mozioni e interrogazioni sulla questione dell'individuazione di
       alcune zone della Regione destinate ad accogliere siti di
                  stoccaggio di materiale radioattivo