Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.03
PRESIDENTE. Buonasera, colleghi. Avverto che il processo verbale
della seduta precedente è posto a disposizione degli onorevoli
deputati che intendano prenderne visione ed è considerato approvato
in assenza di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a cariche interne di Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che:
con nota datata 18 gennaio 2021 e protocollata al n. 41-PRE/2021
del 19 gennaio successivo, l'on. Claudio Fava ha trasmesso copia
del verbale della riunione del Gruppo parlamentare Misto' del 22
dicembre 2020, nel corso della quale si è proceduto all'elezione
del Vicepresidente e del Segretario del Gruppo medesimo nelle
persone, rispettivamente, dell'on. Carmelo Pullara e dell'on.
Claudio Fava;
con nota datata 19 gennaio 2021 e protocollata al n. 38-PRE/2021
di pari data, gli onorevoli Eleonora Lo Curto e Giovanni Bulla
hanno comunicato che il Gruppo parlamentare Udc - Unione dei
Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro' ha proceduto
alla designazione del Presidente, del Vicepresidente e del
Segretario del Gruppo medesimo nelle persone, dell'onorevole Lo
Curto quale Presidente e dell'onorevole Bulla quale Vicepresidente
e Segretario.
L'Assemblea ne prende atto.
Commemorazione dell'onorevole Emanuele Macaluso
PRESIDENTE. Oggi, onorevoli colleghi, come sapete, all'ordine del
giorno abbiamo prima la commemorazione dell'onorevole Emanuele
Macaluso, poi, subito dopo, inizierà il dibattito sul problema
delle scorie nucleare da piazzare in giro per l'Italia, Sicilia
compresa.
Già ieri, sono intervenuto quando abbiamo avuto la notizia della
scomparsa di Emanuele Macaluso e, quindi, faccio un brevissimo
intervento introduttivo, per poi dare la parola ai Capigruppo che
vorranno intervenire - credo tutti - due persone per il PD,
considerata l'appartenenza dell'onorevole Emanuele Macaluso a
questo partito e, poi, alla fine, darò la parola al Presidente
della Regione per il suo intervento.
Macaluso era un uomo che aveva il coraggio di difendere le proprie
idee. Da ragazzo aveva sfidato a viso aperto la mafia, organizzando
le lotte contadine nella sua Sicilia e aveva visto molti compagni
suoi cadere assassinati dai sicari di cosa nostra ; ma era uno
che, come dire, non veniva meno alle sue idee a volte pagando anche
un prezzo in termini di emarginazione, se mi posso permettere di
dirlo, anche all'interno del suo stesso partito. Era un combattente
a tutto tondo, sempre pronto, sempre in prima linea per difendere i
più deboli. Questo era l'uomo, il sindacalista, il politico, il
giornalista Emanuele Macaluso morto a 96 anni, a Roma, a causa di
problemi cardiaci ma dovuti, fondamentalmente accelerati da
un'improvvisa caduta che si è rivelata fatale.
Il 30 aprile del 2019 era tornato a Palazzo dei Normanni, a
Palazzo Reale, per la commemorazione del trentasettesimo
anniversario della morte di Pio La Torre. In quell'occasione aveva
fatto un intervento che mi aveva molto colpito, con la sua solita
capacità oratoria ma anche puntando l'attenzione molto al fatto che
era la prima volta, a sua memoria ma anche a mia devo dire, che una
commemorazione di un morto ammazzato dalla mafia fosse fatta
all'interno dell'Assemblea. E lui, riprendendo alcune parole che io
avevo detto prima, accettò l'idea che questa oggi non è più la casa
del passato, non è più quell'istituzione che, se vogliamo, non
posso dire intrisa di mafia ma, certamente, con situazioni di
grande equivocità e di grande melmosità.
Oggi è diverso. Lui stesso disse: Oggi la politica è diversa . Ci
si può permettere di fare tranquillamente una commemorazione di
stampo antimafioso all'interno dell'Assemblea perché oggi le cose
sono diverse. Per me quello fu un momento particolare, anche di
grande soddisfazione personale ma che - come ho detto ieri - credo
di grande soddisfazione di tutti coloro che oggi sono protagonisti
della nostra politica attuale. Fu una giornata, quella, memorabile,
perché la sua analisi sulla società e sulla deleteria influenza
della mafia fu assolutamente impeccabile.
Io ricordo che, in quell'occasione - l'ho comunicato stamattina
con piacere, anche dopo avere risentito il suo intervento di allora
che tutti potete risentire sul sito Pio La Torre.it - fece tutto
un ragionamento su Corleone che, in quei giorni, era stato oggetto
di visita del Ministro dell'Interno come città della mafia e lui,
invece, con grande forza disse che quella era la città
dell'antimafia dove, già nel 1915 era stato ucciso un sindaco dalla
mafia. Lo fece con tale, risentendolo stamattina mi sono molto
emozionato perché lo ha fatto con una tale carica, con tale
controllo delle parole sempre ma con molta foga. Un bellissimo
intervento che invito tutti di andarvi a risentire, se potete
farlo.
Lui era nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924. Era figlio di
un ferroviere. Studiò presso l'Istituto minerario di Caltanissetta
e, a 24 anni, aderì all'allora ancora clandestino Partito comunista
italiano.
Divenne il Segretario generale della Camera del lavoro nissena e
dal 1947 al 1956 fu segretario regionale della CGIL, carica che
lasciò nel 1956 quando fu eletto proprio Segretario del Partito
comunista italiano.
Macaluso fu tra i protagonisti della stagione politica siciliana
ricordata come Milazzismo , appartenente alla corrente
migliorista , come lui amava dire più ancor che riformista del
PCI, del quale faceva parte Giorgio Napolitano.
Peraltro, un'altra mia memoria che vorrei passarvi fu quella
quando, nel sessantesimo anniversario dell'Assemblea facemmo lo
spettacolo dei Cataclò, erano invitati entrambi sia Emanuele
Macaluso che Giorgio Napolitano e il loro abbraccio, che avvenne
qui proprio davanti al Palazzo, davanti a quel portone che fino ad
allora era rimasto chiuso e che fu aperto proprio quel giorno, è
ancora testimoniato dal filmato di quella straordinaria
rappresentazione teatrale che fu fatta dai Cataclò.
Nel 62 fu chiamato a Roma dal Partito e lasciò la Segreteria
regionale del Partito comunista proprio a Pio La Torre.
Nel 63 entrò nella segreteria politica con segretario Palmiro
Togliatti e poi con Lungo e successivamente con Berlinguer.
Nel 63 fu eletto deputato alla Camera e venne confermato per
alcune legislature; mentre poi da 76 al 92 sedette tra i banchi
del Senato.
Ripeteva spesso Macaluso: Il politico che non scrive è un
politico dimezzato . Probabilmente, questa era la molla che fino
all'ultimo lo ha spinto a scrivere i suoi acuti commenti con la
sigla Emma' sui social e sui vari giornali.
Nel 1982 Berlinguer gli affidò la direzione dell'Unità che era
l'organo di informazione del Partito Comunista. Vi rimase alla
guida fino al 1986, poi gli venne affidata la direzione del
Riformista.
Già giovanissimo nel 46 collaborava con la Voce della Sicilia',
fondò la rivista Le nuove ragioni del socialismo' ed è stato
editorialista della La Stampa e del Mattino.
Notevole anche la sua produzione saggistica come I Comunisti e la
Sicilia, La mafia e lo Stato', Agricoltura, mercato e regioni'
scritti insieme a Gerardo Chiaromonte e Pietro Ingrao; La Sicilia
e lo Stato', Giulio Andreotti tra Stato e mafia', Al capolinea
contro storie del Partito Democratico'.
Gli scioperi degli zolfatari e le lotte dei contadini forgiarono
il carattere dell'uomo, ma soprattutto furono l'humus in cui si
formò il sindacalista prima e il politico poi. Antifascista
convinto non si sottrasse alla lotta per il riscatto sociale e
morale dei più deboli. Ricordava spesso quando accompagnò a
Villalba, nell'immediato dopoguerra, Girolamo Li Causi che doveva
tenere un comizio insieme a Michele Pantaleone. Per impedirgli di
fare il comizio gli uomini del capomafia Vizzini gli spararono
contro diverse fucilate. Questa era la Sicilia. Per fortuna, oggi
molte cose sono cambiate anche se ancora molto c'è da cambiare.
Lasciatemi soltanto un ricordo personale che ho avuto con Emanuele
Macaluso. Molto spesso quando io ero deputato nazionale lui
lavorava in quel periodo al Riformista' nella sede che fu, che era
stata di Rinascita', la mitica sede di Rinascita' di via delle
Botteghe Oscure. Bene, io spessissimo, finiti i lavori dell'Aula
alla Camera, mi recavo al Riformista' per parlare con lui. Il
giornale non lo amavo molto, ma lui sì. E, quindi, andavo lì a
parlare con lui e mi confrontavo. Lui mi chiedeva sempre di mio
papà che è morto che erano quasi coetanei, ed erano amici, e papà è
morto l'anno scorso, ma lui in quel periodo ogni volta che lo
andavo a trovare, la prima domanda mi chiedeva come stessere mamma
e papà.
Questa è una cosa che non posso dimenticare, non potrò
dimenticare i suggerimenti, i ricordi, l'ascoltarlo. La storia che
raccontava su ogni singolo episodio lo faceva diventare un romanzo,
era un fatto straordinario. E' stata una persona che ho amato
molto, non posso negarlo, certamente i suoi compagni di Partito,
chi lo ha conosciuto prima di me, gli sono certamente molto più
legati, ma io ricorderò sempre Emanuele Macaluso con infinito
affetto e con una stima che rimarrà tale, anche oggi che purtroppo
non c'è più.
E' iscritto a parlare, come primo intervento, il Segretario
regionale del PD ex PCI, onorevole Barbagallo, a cui con grande
piacere la parola. Ne ha facoltà.
Ricordo che gli interventi dovrebbero limitarsi nei tempi in cui
sono stato più o meno capace di limitarli io, cioè, una decina di
minuti, se fosse possibile. Poi subito dopo parlerà l'onorevole
Cracolici come altro intervento del PD e poi diamo la parola a
tutti gli altri.
BARBAGALLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, in tanti siamo rimasti colpiti da una
sensazione di vuoto profondo al momento della notizia della
scomparsa di Emanuele Macaluso. Con il suo impegno e la sua
passione è stato fulgido esempio per le giovani generazioni. E'
stato un testimone straordinario del suo tempo, il 900.
Di Macaluso impressiona la precocità dell'impegno sindacale e
politico e la sua durata. Di origini umili, iscritto giovanissimo
ed in modo clandestino al Partito Comunista d'Italia, a soli 20
anni - come lei ha già ricordato, signor Presidente - è stato primo
Segretario provinciale della Camera del Lavoro di Caltanissetta, e
a 23 anni segretario regionale della CGIL di Giuseppe Di Vittorio.
La Sicilia era stata appena liberata ma le lotte erano durissime.
Il 16 settembre del '44 si recò per un comizio con Girolamo Li
Causi a Villalba, venendo accolto dagli uomini del boss locale a
colpi di arma da fuoco. Erano gli anni del separatismo banditesco e
fare opposizione in Sicilia contro gli agrari legati a cosa
nostra' non era certo semplice.
Ricordava anche l'episodio di Riesi quando insieme con Calogero
Boccadutri, capo del PCI clandestino a Caltanissetta, percorse 50
chilometri a piedi per andare a fare un comizio dopo che la mafia
aveva ucciso 36 sindacalisti.
Testimone del suo tempo, dicevamo. Nel '51 la prima elezione
all'ARS con il PCI; nel '56 diventa Segretario regionale del PCI e
nel '58 è protagonista dell'operazione del Milazzismo mettendo in
minoranza la Democrazia Cristiana.
Nel '62 Togliatti lo chiama in segreteria nazionale lasciando -
come lei ha ricordato prima - quella regionale a Pio La Torre.
Una segreteria nazionale guidata da Togliatti che lui stesso
ricordava a memoria e ripeteva come se fosse una squadra di calcio:
Longo, Berlinguer, Amendola, Paietti, Alicata, Natta, Ingrao e poi
il più giovane che era lui. Da lì l'elezione in Parlamento per
sette legislature e la continuazione dell'impegno politico in
segreteria nazionale con Longo e con Berlinguer.
Testimone vero ed autentico non solo del 900 ma anche del Partito
Comunista Italiano, di cui Macaluso è stato dirigente ortodosso e
anticonformista.
Non si rassegnava all'idea di un partito che rinunciasse alla
battaglia per cambiare gli equilibri nella società, prima, e nel
Palazzo poi.
Riformista. Accompagnò la svolta della Bolognina, ma insieme con
Giorgio Napolitano, Gerardo Chiaromonte, Paolo Bufalini e Luciano
Lama propugnava l'unità a sinistra e l'identità riformista del
socialismo europeo criticando aspramente la mancata costituzione in
Italia di un Partito socialista unitario soprattutto dopo che il
PDS aveva aderito all'Internazionale socialista. Era questa la
cosiddetta corrente migliorista .
Gli stava particolarmente a cuore l'inclusione delle masse
popolari nella vita democratica del Paese. C'è una sua frase che
sintetizza il suo impegno politico: essere di sinistra ha avuto un
senso perché ha migliorato la vita a milioni e milioni di persone.
Ne è valsa la pena . Ed in quel ne è valsa la pena c'erano le
sofferenze, i patemi d'animo, la clandestinità, il carcere, le
distanze, la solitudine.
Viveva la politica, la sinistra, come rinascita, come possibilità
di riscatto, con una vocazione particolare per la lotta politica
avverso le ingiustizie, le diseguaglianze economiche e sociali
verso un futuro diverso, una umanità migliore.
Abbiamo negli occhi e nel cuore due momenti significativi degli
ultimi anni: il comizio a Portella della Ginestra il primo maggio
del 2019 e l'intervento alla scuola di formazione politica del PD
quando restò per quasi due ore in piedi evidenziando le ragioni
della lotta sociale, la disuguaglianza, l'impegno che tutti
dobbiamo avere nei confronti del Mezzogiorno.
Resta, infine, l'attualità del pensiero di Macaluso, anche quello
immortalato negli scritti degli ultimi anni su facebook con
esortazioni continue ad un nuovo modello di partito, ad una nuova
sinistra con una visione di Governo più identitaria, la
preoccupazione per i più giovani, le battaglie per una legge
elettorale più giusta e rappresentativa dei territori.
La pagina Emma in corsivo era un appuntamento per molti.
Negli scritti dell'ultimo periodo ce n'è uno che voglio ricordare
ed è quello che fece Macaluso nel settembre del 2020, il 20
settembre 2020, in occasione della scomparsa di Rossana Rossanda:
I militari e i dirigenti del PC vanno scomparendo - scriveva - ma
la storia di questo partito non potrà scomparire perché ha segnato
per un lungo periodo la storia d'Italia .
Ed è con questa consapevolezza che il PD saluta il compagno
Macaluso. Quelle lotte, quelle battaglie, il sogno di una Sicilia
più giusta vivono nell'impegno dei giovani militanti e vivono
nell'azione di un partito che, seppure in un tempo difficile, ha
l'ambizione di mantenere vive e forti le sue radici più profonde.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo. Grazie anche per il
rispetto dei tempi.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, non nascondo la mia emozione nel ricordare oggi, in
quest'Aula, Emanuele Macaluso che certamente, anche attraverso la
sua presenza, renderà ulteriormente più prestigioso il ruolo di
questo Parlamento e della funzione che esso ha avuto nella storia
del popolo siciliano.
Non ripercorrerò la bibliografia che lei ha fatto, che ha fatto il
mio collega Barbagallo; mi permetto di ricordare ciò che era
Macaluso. Era innanzitutto un siciliano, e lo era non soltanto
perché è nato in Sicilia o perché è stato un dirigente politico che
ha svolto una parte della sua vita politica nella nostra Regione,
ma era un siciliano che non ha mai smesso di esserlo in nessun
momento della sua vita persino nel suo accento dialettale e,
soprattutto, per la sua capacità di portare il bagaglio della
complessità sociale di questa Terra nella sua esperienza, nel suo
modo di leggere la realtà, la società, in tutti i momenti in cui ha
segnato con le sue parole, ma soprattutto con i suoi scritti, la
sua lunga storia.
Consentitemi di dire che chi come me ha conosciuto Emanuele
Macaluso gli è grato anche perché ci ha consentito e mi ha
consentito di essere orgoglioso di essere siciliano; di essere
espressione di una Terra piena di contraddizioni, condizioni dure,
una Terra dove la misera più dura le contraddizioni più drammatiche
hanno segnato la nostra storia. Dai zolfatari senza abiti, ai
contadini senza terra; dai mau mau' che fino a diversi decenni fa
costellavano la condizione operaia al cantiere navale di Palermo,
molti non sapete che cosa vuol dire mau mau', ma sono gli operai
senza diritti, gli operai che entravano la mattina e qualcuno
decideva di farli lavorare e qualche altro decideva di non farli
lavorare.
Emanuele Macaluso, da dirigente politico e da sindacalista, ha
saputo indicare e guidare nella lotta politica e sociale il motore
del cambiamento, il riscatto dei ceti sociali più deboli e più
esclusi. Un uomo che ha saputo interpretare il valore più alto
della politica come strumento essenziale per la emancipazione del
popolo, del rafforzamento della democrazia come strumento
fondamentale dove rendere effettivi i diritti conquistati, dare
consapevolezza a milioni di persone che la giustizia sociale è un
obiettivo che si persegue con la lotta, con l'impegno, con la
capacità di mobilitare il popolo.
Emanuele Macaluso era un uomo di sinistra, era un comunista
siciliano e quindi un riformista - ci tengo a fare questo assioma -
che ha saputo interpretare la migliore tradizione dei comunisti
italiani, capace di sapere essere di parte, ma mai perdendo di
vista gli interessi generali del popolo, del miglioramento delle
proprie condizioni di vita e di benessere sociale, di quello che
oggi noi tutti chiamiamo bene comune . Essere portatore di
interprete di grandi idealità ma con un senso pragmatico della
lettura della realtà, in grado di incidere per modificare la realtà
delle cose e non per predicare un mondo che verrà, ma per costruire
un mondo dell'oggi migliore di quello di ieri, e non perdendo mai
di vista la vita e i luoghi dove vive il popolo, la vita reale
Era un pragmatico e perciò riformista, di quel riformismo italiano
che, come brillantemente ha sintetizzato in un bellissimo film
Peppuccio Tornatore nel film Baarìa dicendo Riformista è chi non
sbatte la testa contro un muro perché sa che è la testa a rompersi
e non il muro , riformista è chi vuole cambiare il mondo col buon
senso. Ma Macaluso non era solo questo, ci ha insegnato ad esserlo
a tanti come me, a tanti come noi con l'esempio della sua vita.
Anche a chi come me, come tutti i ragazzi della mia generazione, ha
pensato negli più giovanili del proprio impegno politico che è la
prevalenza della passione e dell'identità poteva in alcuni momenti
prescindere dalla realtà delle cose.
Ci ha insegnato ad avere una visione alta della politica come
funzione regolatrice in grado di fare avanzare le conquiste
sociali, anche nel compromesso e nella capacità di sapere ascoltare
gli altri e coloro che non la pensano come te.
Ha saputo interpretare al meglio il primato della politica, anche
contro corrente rispetto a momenti nei quali la politica ha
abdicato il suo ruolo ad altri poteri pubblici. Ha contrastato una
visione giustizialista e forcaiola, che ha avuto in alcuni momenti
della nostra storia il sopravvento, rispetto alla grande battaglia
sociale e di garanzia dei diritti.
E' stato un grande antimafioso, ma avendo sempre la consapevolezza
che la mafia andava combattuta con la quotidianità dell'impegno.
Lei, signor Presidente, ricordava il 30 aprile del 2019 quando
Emanuele Macaluso, ricordando Pio La Torre, lasciò una
testimonianza a quel migliaio di giovani che hanno riempito questo
Palazzo, ai quali in qualche modo ha dato loro lo strumento più
concreto, che è quello che la lotta alla mafia non si fa un giorno
all'anno ma si fa con l'impegno di ogni giorno, con l'essere
testimone nella propria vita di un modo per sottrarre alla mafia
quel consenso che ha consentito a questo potere criminale di avere
la forza che ha avuto di spadroneggiare nelle nostre città, nei
nostri paesi e nelle nostre borgate.
Emanuele Macaluso rimarrà come uno degli uomini migliori che
questa Terra ha generato, un esempio che vivrà nei suoi scritti,
nelle sue memorie, nella sua testimonianza di uomo libero.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, Governo, colleghi, oggi commemoriamo
la memoria dell'onorevole Emanuele Macaluso.
E' stato un grande sindacalista protagonista della politica
siciliana e italiana dal dopoguerra.
Fu uno degli artefici del cosiddetto Milazzismo che portò
l'onorevole Silvio Milazzo a Presidente della Regione siciliana.
Con questa mossa ha inaugurato una stagione autonomista pensando di
potere portare a compimento la capacità dei tanti siciliani che
hanno combattuto e che ancora combattono per avere riconosciuto lo
Statuto siciliano.
Dal 1992 per tre legislature e poi due alla Camera e due al Senato
è stato protagonista della politica siciliana, ha portato tanti
atti con tanti disegni di legge che sono stati di grande
ammirazione.
Dal 1992 al 2018 rimane attivo come giornalista e scrittore
affrontando e principalmente combattendo la mafia e la corruzione
della politica siciliana e italiana.
E tanta è stata la sua passione, il suo amore per la Sicilia, che
l'anno scorso è intervenuto nonostante l'età di 95 anni alla
manifestazione di Portella della Ginestra tenendo un discorso a
braccio, mettendo in risalto la questione sociale.
La questione sociale che è importante per tutti noi, un
riconoscimento che ogni politico dovrebbe fare, adottare, per
portare i problemi della comunità in quest'Aula, in questo
Parlamento, dando una lezione di vita a tutti noi che non bisogna
dimenticare mai il popolo, la ragione di vita.
Pur appartenendo ad un'ideologia politica diversa dalla mia, da
siciliano e da politico voglio onorare la memoria di un grande uomo
che ha dedicato tutta la vita alla politica e a questa Terra.
Così come ho detto ieri nelle mie dichiarazioni in occasione della
discussione sull'accordo Stato-Regione, non esiste divisione alcuna
quando gli argomenti trattati riguardano la Sicilia e i siciliani.
A nome mio e del Gruppo parlamentare che rappresento, gli
Autonomisti, esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia e,
all'onorevole Emanuele Macaluso, un commosso ringraziamento.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lentini. E' iscritto a parlare
l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Grazie Presidente, onorevole Presidente, Governo, colleghi,
Emanuele Macaluso fa parte di una generazione in cui si diventava
uomini assai presto, in un'età in cui i nostri figli ancora non
sanno nemmeno cosa voglia dire la parola vita.
Aveva 23 anni, Macaluso quando diventa, alla fine della guerra,
segretario regionale della CGIL, ed essere segretario regionale del
sindacato in quell'epoca voleva dire molte cose e cose precise,
voleva dire andare a riprendersi le zolfatare che i padroni avevano
riempito d'acqua perché gli operai non potessero - i minatori -
scendere giù, voleva dire difendere i braccianti che venivano
arrestati quando andavano a occupare i latifondi incolti, è la
storia di Pio La Torre, fra tante, voleva dire - lo ricordava il
collega Cracolici - stare a fianco degli operai dei cantieri
navali in un'epoca in cui le assunzioni ai cantieri navali venivano
decise dal capo mafia che gestiva la zona del porto in questa
città.
E poi lo ritroviamo, però, a 94 anni, a Portella della Ginestra,
fare un discorso a braccio di implacabile lucidità, in condizioni
anche climatiche faticose, in piedi, senza smarrire una virgola o
un grammo di lucidità nel proprio pensiero.
E allora, a me, Presidente, piace pensare che tra quei 23 anni in
cui lui comincia a occuparsi del destino materiale della vita fatta
di sangue, ossa, carne, di migliaia di disperati in Sicilia, e i 94
anni in cui ricorda cos'è stata la lotta alla mafia in questa
terra, sono trascorsi settantuno anni.
Allora, forse, la politica può non essere un mestiere, nel modo
spesso detestabile con cui viene evocata e additata. La politica
può essere il peggiore dei mestieri, a volte, anche se la facciamo
soltanto un giorno, dipende dal modo in cui viene interpretato per
quel giorno il mestiere della politica, oppure può essere il più
alto servizio che un cittadino può rendere alle istituzioni.
E noi abbiamo avuto il privilegio, noi italiani, di avere per
settant'anni in Emanuele Macaluso, un uomo che ha reso un alto
servizio alle istituzioni perché faceva politica, dentro le
istituzioni e fuori.
Va rivalutato il senso e il significato di questa parola nel senso
che va declinata con la storia, con la vita, non con categorie
astratte.
Per fortuna Emanuele Macaluso per settant'anni ha dato il suo
contributo alla politica in questo Paese. Non è una regola che
valga per tutti ma è una storia che deve farci riflettere su quante
sfumature ci siano nell'interpretare la parola politica'.
Emanuele Macaluso in questi settant'anni ci ha anche raccontato
alcune parole che meritano di essere un po' riscritte nel suo verbo
reale, nella loro forza autentica.
La parola combattente': è stato descritto da tanti in questi
giorni, in queste ore come un autentico combattente. La parola
combattente' Presidente non credo sia soltanto in quei momenti
drammatici e coraggiosi in cui si andavano a sfidare le revolverate
di Calogero Vizzini in piazza, ma essere stato combattente per
settant'anni ha voluto dire essere stato capace di andare
controcorrente, non dovere piacere e compiacere necessariamente,
avere il coraggio anche della polemica, avere il coraggio delle
proprie ragioni e della propria coerenza, anche quando queste
ragioni e queste coerenze potevano non essere interpretate nel
verso giusto, o apprezzate anche da quelli che stavano accanto a
te, nel tuo stesso partito.
Combattente nel senso di avere seguito più che un'ideale un'idea,
una somma di idee, avere lavorato perché queste idee avessero
dignità d'ascolto. Per settant'anni ci ha raccontato la parola
libertà così come è stato ricordato anche da altri colleghi.
Io penso che ce l'abbia raccontata anche da siciliano per dirci
che liberi si è se si è anzitutto liberi dalla mafia, ma anche in
questo è stato un maestro di vita e di comportamento, facendoci
capire che la lotta alla mafia si fa nelle cose, nelle vite, nei
luoghi, nei fatti e non nelle cerimonie.
Anche di questo lo ringraziamo e anche per questo sentiremo molto
la mancanza delle parole di Emanuele Macaluso. Grazie.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Zafarana.
L'Assemblea ne prende atto.
Commemorazione dell'onorevole Emanuele Macaluso
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, commemorare la
figura di Emanuele Macaluso di certo non è esercizio facile, ancor
meno lo è per chi ha fatto percorsi diversi e non conosce fino in
fondo le caratteristiche di un personaggio poliedrico e complesso,
di certo un gigante, un protagonista della storia dell'Italia
repubblicana.
Macaluso fu deputato dell'Assemblea regionale siciliana nella II,
III e IV legislatura, tra il 1951 e il 1962. Noi di Fratelli
d'Italia lo vogliamo ricordare anche perché nel 1958 con una
imprevedibile mossa politica fu in grado di far passare
all'opposizione la Democrazia cristiana.
Egli fu uno degli ideatori del cosiddetto milazzismo, dal nome di
Silvio Milazzo eletto presidente della regione siciliana che portò
il varo di un governo regionale sostenuto da comunisti, socialisti,
monarchici, fuoriusciti DC e Movimento sociale italiano.
Fu un fatto politico inedito e clamoroso allo stesso tempo. La
destra missina partecipava per la prima volta ad una coalizione di
governo con un suo esponente, Dino Grammatico, nominato allora
assessore all'agricoltura.
Il governo Milazzo suscitò le critiche di molti ma, nonostante le
promesse, Palmiro Togliatti sostenne l'operato di Macaluso.
L'uomo Macaluso, a detta di chi l'ha conosciuto, non ha mai smesso
di provocare il tempo che aveva di fronte. Lo ha sfidato, anche
fisicamente, sin dalle lotte a difesa dei braccianti che nel
dopoguerra dove si rischiava la pelle.
Lo ha raccontato, commentato, in libri, articoli, interviste,
sempre con un originale punto di vista. Lo ha compreso, ci ha
litigato, mai rinunciando alla battaglia politica intellettuale con
parecchi dei suoi interpreti. Macaluso è stato fino all'ultimo un
grande comunista, un comunista italiano che di quella storia ha
sempre conservato il senso profondo, senza nasconderne limiti,
errori e contraddizioni.
Macaluso è stato uno degli esponenti più rappresentativi non solo
della politica ma anche della cultura, sempre capace di intervenire
in modo puntuale sugli argomenti di stretta attualità politica. Fu
punto di riferimento per tante generazioni capace di attraversare
le diverse fasi della democrazia italiana. Di lui non
dimenticheremo mai l'impegno anti mafia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amata.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini.
Celebrare con le parole chi, oggi, non c'è più rischia spesso di
portare ad un eccesso di indulgenza, quasi ad una bonaria
assoluzione laica da tutti i difetti per limitarsi ad una esclusiva
esaltazione delle virtù.
Nel caso di Emanuele Macaluso ci si può permettere di non correre
questo rischio trovando nella sua condotta di vita episodi e
comportamenti che esaltano la grandezza dell'uomo e le virtù
innegabili del politico.
In un momento in cui presunti eredi di una indubbia diramazione
di quella che fu la compagine politica di Macaluso si fanno
creatori di crisi irresponsabili la sua figura si erge quasi come
il simbolo di un'azione politica saggia e responsabile, perché
proprio in Macaluso la coerenza e la praticità delle azioni si
uniscono alla raffinatezza delle intuizioni politiche.
Fu un uomo corale, nel figurato significato di chi cerca sempre il
consenso delle persone, il confronto costruttivo in
contrapposizione alla imposizione autoritaria del pensiero unico,
caratteristiche che appaiono scomparse ai giorni nostri connaturati
dalla esaltazione dell'individualismo più basso dove la ricerca di
un presunto messia politico, dell'uomo simbolo si sostituisce alla
costruzione di un sano confronto collettivo.
Chiaro sia, Presidente e colleghi, che questa sua continua ricerca
del confronto e del dialogo aveva basi solide nella terra di
Sicilia in quella terra che conobbe la violenza fascista ed il
sopruso mafioso, cui Macaluso seppe opporsi senza mai rinunciare
alla presenza nei luoghi che erano campi di battaglia per i
diritti.
Una lotta alla mafia fatta al fianco della gente contadina, non da
uno scranno, non dalle colonne di un quotidiano ma lì nelle piazze
polverose dei borghi siculi. Ed è giusto ricordare gli episodi.
Così il cuore della Sicilia il feudo di quello che era il noto capo
mafia Calogero Vizzini, la piccola piazza di Villalba divenne
narrazione di questa presenza per i diritti, lì dove la mafia
impediva, materialmente, la formazione di partiti operai.
Girolamo Li Causi comiziò il 16 settembre del 1944. Macaluso, ci
dicono le cronache, era tra i pochissimi ascoltatori alla base dei
tre gradini che fungevano da palco. I contadini ascoltavano
nascosti dietro le finestre serrate intimoriti dalla presenza di
don Calò Vizzini, e proprio quando la piazza si animò in favore
delle parole spese da Li Causi i sicari mafiosi spararono nella
piazza e buttarono bombe a mano. Una scena di guerra, un comizio
insanguinato e lì era il giovane Macaluso fra parole, diritti e
spari, non per l'esaltazione di un ego smisurato ma per il credo
indiscusso ad una causa meritevole di aspre battaglie.
Questi scranni lo hanno visto come espressione di quel popolo
siciliano di cui era parte diretta prima ancora che rappresentante
eletto, e fra queste mura antiche che ha lavorato per far sì che
quelle sue gesta non fossero solo epico racconto, quasi
rivoluzionario ma azione concreta.
Un uomo ed un politico Macaluso che seppe essere fautore di scelte
avanguardistiche in una Sicilia politica che agiva in retroguardia
che voleva mantenere uno status quo intoccabile. Così mentre la
nostra epoca vive di profonde divisioni, di spaccature politiche
vissute sulla pelle della gente pur di esaltare l'individualismo
mediatico di uomini privi di senso della comunità la storia di
Macaluso è un insegnamento per contrastare questa deriva, una
spinta verso l'unione, la coesione.
In quel di Caltanissetta lui, giovane segretario ventunenne della
Camera del Lavoro, firmò il patto di unità sindacale con Giuseppe
Alessi, rappresentante della Democrazia Cristiana, cattolico,
popolare, sturziano e con i socialisti, in questa unione, nella
capacità di essere dialogante, di pensare alla soluzione e non solo
ai problemi, si sintetizza la grande abilità del politico Macaluso.
Un'abilità che non era, si intenda, basata sull'accordo a tutti i
costi, come forse qualcuno sarebbe tentato a credere, per
convenienze proprie e facili interpretazioni di basso profilo, ma
che si fondava sull'innata capacità di comprendere quando era
necessario un radicalismo di fondo e quando servivano la mediazione
e il confronto.
Macaluso ed Alessi, non furono simbolo di alleanze indiscusse e
generiche ma unioni di correnti che volevano puntare a costruire e
in quell'Assemblea Regionale siciliana, in quest'Aula, Macaluso
sintetizzò il senso stesso, di un'opposizione ad una certa politica
con un intervento in cui tacciò l'allora Presidente democristiano,
Giuseppe La Loggia, di corrente fanfaniana e non vicina ad Alessi,
come fautore di intrighi politici.
In questi atti, che sono oramai storia, si esprime l'alto senso
politico ed etico del Macaluso, deputato regionale, capace di
comprendere il senso del dialogo con altre forze politiche, senza
svendere il tutto a becero compromesso quantitativo.
Siamo oggi capaci di leggere queste azioni? Siamo oggi capaci di
comprendere le scelte di un uomo che lavorò sempre per un progetto
collettivo e mai per un mero fine individuale, in contrasto spesso
con la sua stessa compagine? E' questo il senso del ricordo,
comprendere le gesta, affinché queste non siano state vane,
affinché le stesse non si trasformino in mero esercizio di sfoggio
intellettuale.
Nell'Italia della bulimia legislativa e delle leggi elettorali
costruite non per favorire la chiara e massima rappresentanza ma
per distruggere una compagine e avvantaggiarne un'altra, le parole
di Macaluso pronunciate in un intervento in quest'Aula, oltre
sessant'anni fa, risuonano come un monito, purtroppo non sempre
raccolto: «Non bisogna fare nuove grandi leggi, bisogna applicare
le leggi, fare una legge elettorale, che possa essere lo specchio
della Sicilia, preparare elezioni liberali ed oneste, su questa
linea e su questo programma minimo ed amministrativo io credo che
gli uomini onesti e coloro i quali non cercano di speculare su
questa situazione non possano non trovare una linea di consenso.»
In queste poche parole, troviamo il senso stesso della sua azione
politica, la libertà e l'onestà applicate alla formazione
dell'Assemblea rappresentativa, di quell'organo che dovrà assumere
come accade in ogni democrazia, le decisioni che regolano la vita
della comunità rappresentata, un organo che dovrà essere specchio,
esatto riflesso del suo corpo elettorale e non distorta derivazione
artefatta. Ed è proprio nella struttura della rappresentanza e
nella struttura degli organi collegiali che ha costruito la sua
critica dell'uomo solo al comando.
Durante un intervento tenuto nell'ottavo congresso del Partito
comunista italiano, ribadì come tutte le lotte dovessero basarsi
sull'unità del partito su un concetto comunitario, non diviso da
settarismi, individualismi e piccoli capi.
Quello che criticava alla politica di oggi, era la perdita della
cultura dell'ascolto; l'incapacità di guardare a quello che
avveniva nella società, i problemi che covavano, le rabbie le
inquietudini, le aspettative, con l'unico obiettivo del calcolo
meramente elettorale.
Nella struttura di partito nell'azione collettiva, quindi ha
sempre visto le soluzioni e mai i problemi, per lui invece
collegate all'esaltazione del culto della personalità.
Ebbe a dichiarare a tal proposito: Un partito è tale se un suo
asse politico, culturale, ideale che produce politica e tiene
assieme anche chi è di opinione diversa, dentro quell'asse .
Un partito senza cultura collettiva è un partito privo del suo
elemento fondamentale: la capacità di essere rappresentativo.
In anni recentissimi è stato tranciante nel criticare la logica
dei partitini e delle scissioni che hanno portato la politica ad
un'aggregazione infausta e sterile di personalità autoreferenziali.
Ci ha lascito quasi centenario, Emanuele Macaluso, a pochi giorni
dalla celebrazione dei cent'anni del partito comunista, il suo
partito.
Se n'è andato dopo essere stato per l'ultima volta sui luoghi di
Portella della Ginestra ad arringare con forza e carisma, a
chiamare i giovani all'azione politica, luoghi che stimolarono in
lui una lotta alla mafia, non fatta di chiacchere.
Macaluso, il migliorista, forse non il più bello dei termini, ma
quello che sintetizzò al massimo, la sua strenua lotta verso
l'unione e contro il settarismo, inutile.
Sindacalista, parlamentare regionale siciliano, onorevole della
Camera dei deputati, senatore sella Repubblica ma anche
giornalista, scrittore polemista, un pragmatico che spingeva verso
l'azione consapevole che l'agire fosse fondamentale per cambiare le
cose.
Quel che è possibile fare, bisogna farlo. E' poco, bisogna farlo.
E' molto, bisogna farlo. Ebbe a ribadire. Lui, che aveva scelto la
politica all'inizio, non per ideologia partitica ma, perché attorno
a sé vedeva troppa ingiustizia ed a quella ingiustizia voleva
mettere un freno. Dare una soluzione al problema.
Divenni comunista per ribellione, contro l'ingiustizia sociale e
la mancanza di libertà. , disse.
Ricordarlo in quest'Aula, assume un valore ancora più importante,
qui, dove costruì la sua azione di rappresentanza, specchio di
quella Sicilia che lui voleva liberare dalle ingiustizie. Di
quell'Isola che esaltò sempre il suo essere autonomista e
meridionalista. Questo luogo, simbolo della democrazia, dell'Isola
a tre punte, della Trinacria che Macaluso ha sempre portato con sé,
fin nel cuore della sua casa romana.
Lo salutiamo, con affetto e commozione, consapevoli tutti, signor
Presidente e colleghi, che il lascito della sua vita non può, e non
deve essere, un semplice ricordo ma, una lezione pratica da portare
avanti, un cammino essenziale da seguire con costanza e
determinazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, colleghi, cittadini. La volevo ringraziare, signor
Presidente, per avere fortemente voluto questo momento di
commemorazione della figura di Emanuele Macaluso, perché credo che,
oggi come mai, abbiamo bisogno di fonti di ispirazione, di esempi,
ed Emanuele Macaluso, credo che sia una fonte di ispirazione a
tutti gli effetti, perché parliamo, intanto, di un personaggio che
per quasi ottanta anni ha profuso il suo impegno incondizionato
come sindacalista, come politico, come scrittore, come giornalista,
come direttore di testata. Ma, ancor più di questo, Emanuele
Macaluso ci dà un esempio di come le azioni debbano essere in
funzione dei valori, in un'epoca in cui, molto spesso, i valori
sono condizionati dalle azioni e dove c'è poca coerenza rispetto
alle scale valoriali.
A prescindere dal fatto, quindi, che si possa essere vicini alle
idee di Emanuele Macaluso, ed io, sinceramente, non credo di
poterle condividere, posso, comunque, dire che ammiro l'esempio di
dedizione e di impegno che Emanuele Macaluso ci ha manifestato per
oltre 80 anni, di impegno nei campi che ho citato.
E mi impressiona, da persona relativamente giovane, pensare che a
20 anni, Emanuele Macaluso, per difendere gli interessi della
classe operaia, in un'epoca così difficile, una Sicilia appena
liberata, dove ancora non c'era una classe media ben definita e
combattere il latifondo voleva significare combattere anche la
mafia, è andato a comiziare a Villalba, esponendosi, per difendere
i propri ideali, ai colpi di fucile degli scagnozzi del boss
locale.
E senza volermi soffermare, quindi, sulle vicende principali della
sua vita, che sono state, prima di me, da chi mi ha preceduto,
abbondantemente esposte, voglio ringraziare, ancora una volta, il
Presidente, per questa occasione.
Voglio manifestare vicinanza e cordoglio, da parte mia e da parte
di tutti i deputati del Gruppo parlamentare Lega Sicilia, ai
familiari di Emanuele Macaluso.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, desidero parlare da questo banco.
Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, Governo,
colleghi, cittadini e familiari dell'onorevole Macaluso.
Non è facile tracciare il ricordo di una personalità così nota ed
importante nella storia politica siciliana e nazionale, senza
cadere nella ritualità delle frasi già pronunciate e nei pensieri
comuni a tutti coloro che ne hanno chiaro il profilo umano e la
dimensione politica e culturale.
Ad Emanuele Macaluso voglio rivolgermi con gratitudine, per la
straordinaria eredità morale che lascia, avendo, sino all'ultimo
giorno della sua vita, testimoniato cosa sia, e con quale tensione
etica debba essere vissuto l'impegno politico.
Il suo stare fermamente ancorato a quegli ideali per i quali,
diceva sino ai giorni scorsi, ne è valsa la pena, senza mai cedere
al radicalismo giacobino, ne rende davvero grande la statura.
Da attento osservatore dei cambiamenti, non tutti e non sempre
positivi, che hanno coinvolto la sua stessa area politica mentre
iniziava la fine dei partiti, insorgevano i leaderismi e si
affermavano i populismi, Emanuele Macaluso ha continuato ad essere
una voce critica ed un intellettuale di prim'ordine nell'asserire
il primato del bene comune di cui si rese protagonista per l'intera
sua vita.
Se ne va un Siciliano che seppe combattere la mafia contadina
corpo a corpo, prendendo le pallottole nella terra di Calogero
Vizzini. Di questo episodio storico conservo un ricordo personale,
non perché lo abbia vissuto, ma nei racconti di un mio zio, una
persona a cui io sono e resto molto legata, una persona vissuta a
Villalba, Totò Mingoia a cui ero particolarmente legata: bene, Totò
Mingoia partecipò a fianco di Macaluso e Li Causi all'occupazione
delle terre, imbracciando il fucile contro il mafioso Genco Russo.
Il racconto di quei fatti e l'orgoglio che palpitava nelle parole
di mio zio a difesa dei contadini, che davano la vita per la loro
terra, e armato contro i mafiosi hanno certamente contribuito a
farmi essere ciò che sono: donna delle istituzioni che sa da quale
parte stare e contro chi lottare, attraverso gli strumenti della
politica e dell'impegno civile.
Emanuele Macaluso, da comunista cercò di instillare il garantismo
quando, ed è stato pur detto, negli anni più recenti, la sinistra
imboccò la strada senza uscita del giustizialismo.
Mi piace definire Macaluso un vero rivoluzionario della coscienza,
che seppe dialogare con mondi diversi senza pentimenti e senza
appiattimenti. La stagione di Milazzo, qualcuno lo ha ricordato, in
Sicilia ebbe il suo imprinting.
Fu amico di Pio La Torre, di Enrico Berlinguer e riformista nel
Partito comunista italiano con Giorgio Napolitano.
Con orgoglio rivendicava l'appartenenza ad una generazione che ha
creduto seriamente nell'impegno collettivo per dare opportunità ai
più deboli e, allo stesso tempo, mal sopportava il progressivo
distanziamento della politica dai valori democratici importati
dalla stagione dei partiti per approdare ad una fase, come quella
attuale, in cui prevale l'individualismo corroborato dalla
spettacolarizzazione mediatica dell'impegno politico. Nulla era più
distante da lui di quanto ho appena detto.
Con Emanuele Macaluso scompare il paradigma del politico che nutre
la propria passione con lo studio e con l'approfondimento. Rimarrà
un esempio per chi pensa, e sbaglia, che la politica sia un'arte
facile da imparare e ancora più facile da praticare. E questa
convinzione, superficiale ed arrogante, poi determina solo danni e
pericolosi arretramenti culturali e ideali.
L'Italia oggi è orfana di uomini come Macaluso. Lui è il testimone
ormai, anche lui, scomparso, di una stagione che non è più. E'
orfana di uomini come Macaluso che seppe guardare negli occhi i
giganti della politica italiana, con la fierezza l'orgoglio e la
dignità di appartenere ad un popolo, il nostro popolo, quello
siciliano di cui fu fiero testimone sempre, sino all'ultimo giorno
della sua vita.
Con il suo impegno e con la testimonianza che ha reso nella sua
lunga vita, ha saputo marcare la differenza tra chi, come lui,
possedeva la vera grandezza e chi, invece, passerà alla storia come
un lillipuziano. Mancheranno i suoi scritti, i suoi pensieri, le
sue critiche graffianti.
A lui oggi, ma per sempre direi, l'onore di questo Parlamento ed
il mio personale grazie per avere caratterizzato anche la mia
formazione politica.
L'eredità di Emanuele Macaluso rappresenterà per sempre un esempio
ed un riferimento imprescindibile per la politica che oggi più che
mai ha bisogno di recuperare senso, direzione, tensione morale ed
autentico impegno civile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, Governo, colleghi, per ch come me ha una storia
politica personale, lontana dalla sinistra italiana, dovrebbe
essere difficile commemorare uno dei maggiori esponenti del Partito
Comunista italiano, ma non è così, perché ci sono uomini come
Emanuele Macaluso, che al di là delle proprie idee politiche hanno
lasciato un solco indelebile nella storia sia della Sicilia che
dell'Italia intera. Tutti, compresi coloro, che sono agli antipodi
delle sue idee politiche, gli devono rispetto, stima ed anche
ammirazione. Politico, sindacalista e uomo d'altri tempi. Emanuele
Macaluso è stato nella lunga ed appassionata vita un esempio di
seguire per la coerenza delle proprie idee, la lucidità di analisi
ed il suo impegno sociale e la lotta senza quartiere contro le
mafie e le ingiustizie.
Da sindacalista ha difeso strenuamente i diritti dei lavoratori,
girando in lungo ed in largo per la Sicilia. Lo ha fatto sempre a
testa alta e senza paura. Lui stesso ha ricordato, e lo hanno
ricordato in molti in questo scranno, non c'è paese in cui non
abbia fatto un comizio. Una volta, con Calogero Boccadutri, il capo
del PC clandestino a Caltanissetta, andammo a Riesi percorrendo
cinquanta chilometri. I chilometri erano percorsi a piedi, con
trentasei sindacalisti uccisi, ed ebbe a dire: La lotta alla mafia
allora non si faceva a chiacchiere . Già, perché la sua fu
u'antimafia autentica ai tempi in cui la parola mafia faceva paura
perfino a pronunciarla. Le lotte sindacali in difesa dei diritti
dei lavoratori e non dei privilegi purtroppo oggi alcuni
sindacalisti fanno, hanno contraddistinto la sua esistenza. E'
stato, com'è stato ricordato, testimone della strage di Portella
della Ginestra. Per il suo impegno politico e sindacale ha avuto i
mafiosi come suoi acerrimi nemici e lui per queste peculiarità li
appuntava nella sua giacca non come un rischio bensì come un grande
onore.
Proprio in quel luogo simbolico, Portella della Ginestra, due anni
fa ha tenuto un appassionato comizio all'età di novantaquattro
anni. Dovete ricordare la sua proverbiale vis polemica che è stata
sempre sincera come molti hanno ricordato mai in mala fede, sia
contro gli avversari ma anche nei confronti della sua sinistra.
Ricordando le sue parole: Se la sinistra non capisce che la
questione sociale dovrebbe essere ragione della sua esistenza non
si va avanti .
La sua formazione umana e politica coincise con le lotte delle
classi sociali più disagiate: i braccianti, gli zolfatari, gli
operai. Ha sempre avuto chiaro il senso dello Stato. E' stato un
protagonista di primo piano della storia della repubblica italiana,
dell'Assemblea Costituente fino ai nostri giorni, ed è da ricordare
la sua attività, il suo percorso in Assemblea regionale siciliana,
dalla seconda, la terza e la quarta legislatura, dove seppe
affrontare sempre a testa alta i poteri forti della politica del
dopoguerra e non esitò, molti lo hanno già ricordato, relegare
all'opposizione la forte Democrazia Cristiana che allora in
Sicilia, in tutta Italia, prendeva percentuali bulgare, quando, nel
1958, fu uno dei promotori del Governo sostenuto dalla, sia dal
Partito Comunista italiano, ma anche dal Movimento Sociale
Italiano, con a capo Silvio Milazzo, e dissero, lui stesso e
l'allora capogruppo del Movimento Sociale, Dino Grammatico, che
quella fu una scelta in nome dei superiori interessi dei siciliani.
Tutto questo con il consenso dei segretari nazionali, allora
Palmiro Togliatti e Giorgio Almirante del Movimento Sociale
Italiano.
Ha più volte invitato le giovani generazioni all'impegno politico
e sociale, quello autentico vale a dire con una militanza assidua.
Intervenendo ad una commemorazione di Pio La Torre, Macaluso disse
non bisogna demonizzare le istituzioni ma è anche vero che in
questa istituzione, l'Assemblea regionale siciliana, c'è stato di
tutto. Ci sono stati combattenti dell'antimafia, come La Torre, ma
anche uomini della mafia e questo ci deve fare riflettere .
A nome personale mio e del Gruppo di Diventerà Bellissima non
possiamo che porgere il nostro più caro cordoglio alla famiglia
Macaluso.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia età e la mia
appartenenza ad una generazione che si è avvicinata alla politica
in questo momento storico mi porta ad onorare la memoria di
Emanuele Macaluso in maniera diversa rispetto a ciò che è stato
detto in questi giorni e anche oggi da questo scranno.
Non ci sono ricordi personali nel mio discorso ma semplicemente il
desiderio di ringraziare ed esaltare chi è stato, anche in questa
Aula, protagonista di battaglie politiche e di innovazioni
culturali avendo sempre il coraggio delle proprie idee.
La scomparsa di Emanuele Macaluso ci obbliga tutti ad una
riflessione che prescinde da bandiere, appartenenza e schieramenti.
E' un esercizio obbligatorio perché Macaluso è stato coscienza
critica della Sicilia ed anche dei siciliani ancora prima che
comunista e uomo di partito.
Una voce da ascoltare sempre e comunque perché aldilà degli ideali
c'era sempre un pensiero capace di arricchire chi lo sapeva
ascoltare e cogliere.
Macaluso è stato un intellettuale che ha scelto la politica per
contribuire a dare un volto all'Italia, a dare un altro volto alla
Sicilia partendo proprio dalla Sicilia in cui diseguaglianze e
miseria erano i parametri con cui confrontarsi.
Tanti gli spunti di riflessione che ci lascia Emanuele Macaluso la
cui militanza è stata esempio di passione civile, quella passione
che è stato il sigillo di ogni azione.
Uomo di parte, sempre dalla stessa parte per tutta la vita.
Sindacalista, dirigente di partito e anche giornalista,
giornalista in una stagione in cui il giornale era strumento
essenziale per parlare ai compagni di viaggio e non è un caso che
proprio Macaluso è stato il protagonista del tentativo, purtroppo
non riuscito, del salvataggio del Giornale L'Ora che vedeva più
come una tribuna civica ancor prima che un importante contenitore
di notizie.
Macaluso la sua credibilità l'ha conquistata sul campo, la stessa
credibilità che gli ha consentito di essere personaggio scomodo
senza mai essere bollato quale eretico. Perché in fondo è vero che
l'eresia non esiste se prevale sempre e comunque onestà
intellettuale e la capacità di non mascherare la realtà.
In Sicilia il senatore Macaluso è stato riferimento fondamentale
per tante generazioni soprattutto per quelle che hanno provato a
guardare l'Isola senza filtri. Il coraggio delle idee e il coraggio
delle azioni, un uomo che ha vissuto le fasi più delicate della
Sicilia del dopoguerra. Dalle lotte sindacali per le riforme alla
questione mafia e la sua voce in tutto questo non è mai mancata.
Invece a noi manca, è mancata e continua a mancare la formazione,
una formazione che da giovani nel nome di un'idea, che sia un'idea
di destra o di sinistra ma comunque un'idea, consente di affermare
la propria appartenenza politica nel nome di un ragionamento serio,
un ragionamento articolato, di una proposta che sia argomentata e
non di un twitter o di una semplificazione suggestiva.
Con la perdita del senatore Macaluso perdiamo un riferimento,
perdiamo la storia di un uomo la cui vita si è intrecciata con
quella del 900.
Tocca a noi, Presidente, la sfida di non perdere la speranza di
una politica diversa, una politica, quella con la p maiuscola di
cui il senatore Macaluso è stato interprete e pensatore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, commemorare un uomo come Emanuele Macaluso e porgere e
riferire e argomentare è operazione dialettica assai agevole. Io,
Presidente, unendomi al coro, al corteo che ha contraddistinto gli
interventi dei miei colleghi desidero fare soltanto qualche
riflessione, che è una riflessione vera, sincera e profonda perché
proviene, non solo da un uomo, ma anche da un partito che da un
punto di vista ideologico ha poche o direi quasi nessuna, se non
addirittura nessuna affinità col pensiero che ha contraddistinto
l'esistenza in vita di Emanuele Macaluso.
Ho letto attentamente la biografia, così come lo hanno fatto gli
altri colleghi, e alcuni passaggi della sua vita e del suo agire mi
hanno particolarmente colpito. Ho letto per esempio: Iscritto al
Partito Comunista prima della caduta del regime fascista .
Sembrerebbe un'affermazione banale, ma in un Paese come il nostro
che prima dell'entrata in guerra del secondo conflitto bellico
erano tutti fascisti per poi divenire il giorno dopo - e abbiamo
qualche autorevole esempio - tutti antifascisti io credo che questo
sia veramente elemento che contraddistingue da subito la vita del
giovane Emanuele Macaluso.
L'ha ricordato ella, signor Presidente, amava dire un uomo
politico che non scrive è un uomo dimezzato riferendosi ad altro
importante personaggio politico che ha caratterizzato il secolo
scorso. E' così Presidente. In un momento in cui la politica -
purtroppo e ahimè, potrei dire ahinoi, signor Presidente della
Regione - è caratterizzata da avventurieri che non hanno letto un
solo libro nella loro vita, che non hanno studiato al di là del
sussidiario della scuola elementare, potere leggere che un uomo
politico che non scrive, che non legge, che non studia, che non si
impegna ad arricchire il proprio patrimonio culturale e
d'istruzione è men che meno che dimezzato. Ed aveva ragione e
speriamo sia da monito per tutte le prossime generazioni in un
momento in cui anche fare il consigliere comunale è divenuto quasi
un mestiere per le volgari mille euro al mese.
E allora, questa osservazione dell'onorevole, del senatore, del
sindacalista, del giornalista dell'immenso uomo che è stato
Emanuele Macaluso noi la dobbiamo prendere come esempio e
suggerirla alle giovani generazioni della politica. Era il
sostenitore del primato della politica, altra caratteristica
peculiare di questo straordinario uomo, sì, il primato della
politica. Che - a mio modo di vedere - va letta in maniera
sinottica - signori che mi state ascoltando - con una affermazione
che amava fare Emanuele Macaluso, l'impegno contro la mafia ma da
posizioni garantiste. Ed è qui che Emanuele Macaluso diviene
straordinario, perché vedete, io da cittadino amavo ascoltare,
udire, maturare tutti i suoi interventi soprattutto quando si
parlava di giustizia, ed era veramente straordinario come riusciva
a superare con le idee ma sempre con la fermezza della lotta alla
mafia e lo dimostrava con i fatti, con le eloquenze dei fatti -
hanno ricordato i colleghi parlamentari che mi hanno preceduto -
l'impegno concreto, le vere battaglie non soltanto le battaglie dei
cosiddetti professionisti dell'antimafia.
Lui entrava in campo e lottava contro la mafia con i fatti e non
con le chiacchiere e non perdendo mai la stella cometa, signor
Presidente, delle garanzie, perché essere garantisti in un momento
in cui l'ansia di giustizialismo sommario della gente comune ci sta
travolgendo, questo è uno degli esempi massimi che un uomo
straordinario come Emanuele Macaluso poteva suggerire ed ha
suggerito alle giovani generazioni. E lo ha suggerito, signor
Presidente, con quella sua caratteristica di essere uomo sferzante,
aspro, difficile ma estremamente onesto, studioso e competente.
E' morto a 95 anni, attraversando la storia e l'uragano della
storia, e io credo e ne sono assolutamente persuaso che è facile
per chi apparteneva alla sua stessa posizione politica
commemorarlo, è altra cosa - mi sia consentito - commemorarlo da
posizioni che da un punto di vista ideologico erano assolutamente
diverse se non assolutamente conflittuali.
Questo significa, cari colleghi, che oggi non stiamo commemorando
solo un politico, perché di politici che hanno attraversato la
storia ce ne sono tanti, oggi soprattutto stiamo commemorando un
grande uomo.
PRESIDENTE. Do la parola al Presidente Musumeci per il suo
intervento.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Governo della Regione siciliana esprime ai familiari
del senatore Emanuele Macaluso i sentimenti del più sincero
cordoglio.
La sua scomparsa, quasi sulla soglia dei 100 anni, priva la
politica italiana di una delle più raffinate intelligenze, di un
qualificato esponente della sinistra riformista, di un uomo di
cultura dagli interessi più vari, di un giornalista lucido
nell'analisi implacabile nella denuncia. Ma Emanuele Macaluso è
stato soprattutto - come molti colleghi hanno ricordato - un
sindacalista, un'abile organizzatore del sindacato come può esserlo
un agitatore nato e cresciuto in una terra di zolfatari, il
nisseno, nel latifondo presidiato dalla miseria, pronto ad
ascoltare sia la voce sommessa che la protesta vibrata, sia quella
dei carusi che quella degli adulti, tutti impegnati nella lotta
sanguigna per strappare un pezzo di zolfo alle viscere della terra.
E da sindacalista Macaluso è approdato nel 1951 all'Assemblea
regionale siciliana rimanendovi per tre legislature, sempre
rieletto nel Collegio di Caltanissetta, prima di essere chiamato a
Roma.
Gli appassionati interventi svolti in quest'Aula da Macaluso - e
ormai consacrati agli atti parlamentari per essere lettura e
disamina di storici e studiosi - evidenziano il suo inquieto animo
di migliorista e di autonomista all'interno del suo stesso gruppo
parlamentare, quello del Partito Comunista Italiano.
Sono gli anni del centrismo alla Regione siciliana dall'incerto e
faticoso avvio della riforma agraria che presto si rivelerà un
parziale fallimento. Sono gli anni in cui la Sicilia tenta invano
di darsi un modello di sviluppo tentennando tra una modernizzazione
dell'agricoltura, ora dedita alle colture intensive, e il miraggio
di un'industrializzazione promessa dai petrolieri venuti dal nord e
accreditata dalla abilità diplomatica di Enrico Mattei. Ma sono
soprattutto quelli gli anni di un neo-centralismo romano che
riaccende le spinte trasversali e autonomiste e spacca il partito
di maggioranza relativa, la Democrazia cristiana che si era
arroccata sulle posizioni del leader Fanfani.
Ed è in questo turbinio di sentimenti e di risentimenti,
trasversali nella geografia di Sala d'Ercole, che Emanuele Macaluso
si adopera per dare vita da sinistra a destra al governo del
ribelle Silvio Milazzo nell'ottobre del '58, un uomo metà villano e
metà barone come lo ha definito con felice intuito un giornalista
di quel tempo.
Emanuele Macaluso, assieme ai colleghi degli altri partiti della
sinistra e della destra, e di una parte della Democrazia cristiana,
dan vita ad un governo e ad una coalizione inedita, assolutamente
anomala, in nome di una rivincita dell'autonomia siciliana
mortificata, si disse allora, dalle decisioni calate dai palazzi
romani. Un'esperienza clamorosa, clamorosa ma anche breve, che
costò a Macaluso critiche e incomprensioni anche all'interno del
suo stesso ambiente politico. Ma Macaluso non si pentì mai di
essere stato fra i registi di quella operazione di ribellione. E mi
si consenta un ricordo personale, ribadì quella sua posizione con
sottile ironia, tipica ironia dell'intelligenza, e con disincanto,
nel corso di un confronto al quale io ebbi l'onore di essere
l'interlocutore in una grande emittente televisiva nel 1988, a
trent'anni dall'operazione Milazzo.
Incontrai per la prima volta il senatore Macaluso, ne rimasi
impressionato dal garbo, dal profilo, lui gigante della politica,
io trentenne pivellino, delle maniera con le quali egli mi ha messo
in agio e soprattutto mi ha consentito di rappresentare le tesi
della mia parte politica e la chiave d'interpretazione
dell'operazione Milazzo che coincidevano quasi sostanzialmente con
quella rappresentante dal senatore Macaluso in nome della autonomia
siciliana. Non potrà mai dimenticare quella preziosa occasione di
confronto e di convergenza che mi piacque e mi fece, e fu per me
motivo di grande soddisfazione.
Lasciata la Sicilia, lasciato questo palazzo, Macaluso viene
chiamato a Roma a svolgere l'attività parlamentare e soprattutto
quella più assorbente alla guida del quotidiano organo di partito
L'Unità' e di riviste che si muovevano fra l'attualità e le
riflessioni politiche e culturali. Mai improvvisate e banali,
sempre profonde e lucide nelle quali egli non trascurava il
richiamo costante al rispetto degli ultimi, dei non garantiti, dei
diseredati, degli emarginati e l'impegno costante nella lotta alla
mafia.
Questo il prezioso patrimonio che lascia Emanuele Macaluso alla
storia politica non solo della sua parte e alla storia questo
Parlamento regionale che oggi lo ricorda con animo grato e con
doveroso omaggio. Rinnovo il pensiero di cordoglio alla famiglia,
mio personale e dell'intero governo che ho l'onore di
rappresentare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendiamo dieci minuti prima di
iniziare il dibattito sui rifiuti nucleari, lasciatemi soltanto
dire che credo proprio che ci mancherà, non mancherà soltanto ai
colleghi del suo partito, credo proprio che mancherà a tutta la
politica.
(La seduta, sospesa alle ore 17.26, è ripresa alle ore 17.41)
La seduta è ripresa.
Discussione dei disegni di legge Intervento correttivo alla legge
regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme sul governo del
territorio (n. 911/A); Schema di progetto di legge da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione, recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso
ai corsi universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n.
264. (n. 766/A); Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai
processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie. (n. 893/A - Stralcio IV); Disposizioni per il
Consorzio per le autostrade siciliane. (n. 783/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Cordaro per la sua relazione sul problema delle
scorie nucleari, terminiamo quello che avevamo lasciato a metà
ieri, cioè incardiniamo le leggi che bisogna incardinare.
Gli Uffici hanno fatto il lavoro che avevamo richiesto, cioè di
andare a verificare dell'893 quali erano le norme totalmente senza
spesa che, teoricamente, si potrebbero incardinare pure. Ed allora,
stiamo distribuendo uno stralcio. Onorevole Pasqua, ora è finita
quest'analisi, per cui, materialmente, siamo in diretta. Stiamo
facendo distribuire, in modo che lo possiate guardare 2 minuti.
Possiamo incardinare.
Facciamo così, noi incardiniamo tutto, compreso questo stralcio
che stiamo distribuendo, sotto tutte norme già previste nell'893,
sono, quindi, già inserite nell'ordine del giorno, non stiamo
facendo niente di particolare. L'importante è che si capisca che
sono quelle cose che possiamo fare prima di affrontare la
finanziaria, pur essendo in esercizio provvisorio.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Questo è lo stralcio dell'893 che
diventa un disegno di legge.
TRIZZINO. Sullo stralcio, molto brevemente. Si ricorderà, signor
Presidente, che sono intervenuto, la settimana scorsa, in merito ad
una norma che trova l'articolo 11, quello sulla certezza dei
pagamenti. Presenterò formalmente una richiesta con la quale chiedo
di stralciare, ulteriormente, questa norma da questo testo, per
poterlo fare confluire nella modifica alla legge n. 16 del 2016
sull'edilizia, concordemente con quanto avevo stabilito anche con
l'assessore. Chiaramente se l'assessore è d'accordo, perché ne
avevamo parlato prima, però, se continua a manifestare lo stesso
intendimento, vorrei che il Presidente potesse valutare questa
opzione.
PRESIDENTE. No, queste sono soltanto le norme senza spesa previste
nell'893. Questo avevamo stabilito e questo è stato chiesto agli
Uffici, di stralciarmi le norme senza spesa dell'893, poi, su
questo argomento, che mi trova, per altro, assolutamente
favorevole, per cui la seguirò con assoluto interesse, diciamo, ma
dobbiamo vedere come e dove poterlo inserire.
E' quello della certezza dei pagamenti. E' qui dentro Ah, tu lo
vuoi levare
Facciamo una cosa. Siccome il disegno di legge riguarda quello che
è stato il mandato che gli abbiamo detto, cioè tutte le norme senza
spesa, appena lo cominciamo a verificare ci sarà la sua richiesta
di stralciarlo e credo che la Presidenza, se l'Aula sarà d'accordo,
non avrà difficoltà a farlo. Per cui intanto oggi incardiniamo. Al
momento in cui lo discuteremo, lo stralceremo in quel momento
Quale sarà la prima che metteremo in Aula? Quella di Cordaro, le
norme del governo del territorio.
Intanto, diamo il termine per la presentazione degli emendamenti
per tutti i disegni di legge.
Facciamo una cosa, siccome la prima legge che facciamo è questa,
per venerdì la diamo su questa prima e per le altre anche lunedì.
Quindi, diciamo che il termine è fino a lunedì, tranne che per
L'intervento sul governo del territorio che, dovendo trattare già
da martedì, gli uffici devono avere gli emendamenti prima quindi li
dobbiamo avere venerdì.
Abbiamo incardinato tutto. Il tempo per gli emendamenti di tutte
queste leggi è lunedì prossimo, tranne che per questi sul governo
del territorio che, dovendo essere la prima ad essere trattata già
martedì stesso, gli uffici devono riceverli prima. Non è possibile
lunedì, bisogna mandarglieli almeno venerdì in modo che li possano
valutare prima. Quindi, solo su Intervento correttivo recante
norme sul governo del territorio per venerdì. Peraltro vi ricordo
che questa è una norma dove emendamenti non ce ne saranno, perché
sono le correzioni che ci ha fatto il Governo nazionale. Per cui,
credo che è una cosa molto veloce che potremo fare senza
emendamenti immagino. Per cui quelle vere, su cui vanno presentati
gli emendamenti, sono le altre e stiamo dando tempo fino a lunedì a
mezzogiorno. Ma, ripeto, su questa legge emendamenti non credo che
ce ne debbano essere perché ogni emendamento sarebbe un problema
nell'accordo fatto col Governo.
di stoccaggio di materiale radioattivo
Discussione unificata di mozioni ed interrogazioni sulla questione
dell'individuazione di alcune zone della Regione destinate ad
accogliere siti di stoccaggio di materiale radioattivo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto, do la parola
all'assessore Cordaro perché faccia la sua relazione su questo,
assessore, che è un problema che ha interessato un po' tutti.
Ancora oggi io ho incontrato delle associazioni sull'argomento
delle scorie nucleari e c'è veramente un'attenzione da parte di
tutta la Sicilia, di tutto territorio siciliano, particolare. Per
fortuna conosco già la sua posizione e, quindi, mi tranquillizzo da
solo, ma volevo proprio riferirle formalmente che su
quest'argomento c'è una fibrillazione in giro molto molto alta.
Quindi cedo la parola all'assessore Cordaro per la sua relazione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente Signor
Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di svolgere una relazione
che affronti la tematica assolutamente attuale anche per dare un
contributo ai colleghi che vorranno, ma soprattutto ai cittadini
che ci ascoltano, in maniera tale da potere creare condizioni
oggettive di conoscenza su dati assolutamente certi e, soprattutto,
in maniera da fugare eventuali dubbi su un tema delicato qual è
quello legato alla realizzazione del Deposito unico nazionale dei
rifiuti radioattivi.
Il decreto legislativo n. 31 del 2010, all'articolo 25, ha
stabilito appunto che nel nostro paese fosse realizzato il Deposito
unico nazionale dei rifiuti radioattivi e il conseguente parco
tecnologico.
Attraverso questo decreto legislativo, il Governo nazionale
avrebbe dovuto, sulla base delle indicazioni normative, dato con il
nulla osta dei Ministeri dello Sviluppo economico e dell'ambiente,
il compito alla SO.GIN società pubblica, il cui acronimo significa
appunto Società di Gestione di Impianti Nucleari, il compito di
realizzare, di redigere la cosiddetta Cnapi, Carta Nazionale delle
Aree Potenzialmente Idonee.
La realizzazione della Cnapi era legata a delle indicazioni
tassative precise che dovevano venire per un verso dallo IAEA ossia
dall'International Atomic Energy Agency ed attraverso la precipua
indicazione dei criteri stabiliti dalla guida tecnica 29 dell'Ispra
che come tutti sapete è l'Istituto superiore per la protezione e la
ricerca ambientale e soprattutto sopra intende alle Arpa regionali
delle venti regioni italiane.
Sulla base di questo percorso, quindi, tracciato dal decreto
legislativo del 2010, si è pervenuti alla comunicazione, il 5
gennaio dell'anno in corso e, quindi, del 2021 della Cnapi alle
autorità della Regione siciliana e questo ha portato, ovviamente,
alla conoscenza di quelli che appunto attraverso la redazione di
questa carta erano i sessantasette siti individuati nel nostro
Paese come siti, appunto, potenzialmente idonei ad ospitare il
deposito dei rifiuti radioattivi.
Quello che è venuto subito alla luce di chi ha voluto approfondire
come me, su delega del Presidente della Regione, l'argomento è
intanto che l'individuazione di questi sessantasette siti è
avvenuta sulla base di semplici rilievi cartografici e, quindi,
nessun tipo di sopralluogo, di ispezione, nessun tipo di presenza
su quei luoghi è stato realizzato dalla SO.GIN. e neanche
dall'Ispra per verificare la cogenza delle indicazioni tassative al
reale stato dei luoghi. Considerate fra i temi più importanti che
venivano stabiliti dalla guida ventinove dell'Ispra ve ne sono
alcuni che ictu oculi ci appaiono assolutamente contrari rispetto
alla possibilità di individuare la Sicilia in uno dei quattro
territori o meglio in uno dei quattro potenziali siti come luoghi
appunto per accogliere il deposito dei rifiuti radioattivi.
Dei sessantasette siti, infatti, quattro sono stati individuati in
Sicilia e riguardano cinque comunità perché uno sarebbe stato
individuato in territorio di Trapani e poi in territorio di
Calatafimi Segesta in territorio di Butera ed in un territorio che
vede la cointeressenza di Castellana Sicula e di Petralia Sottana.
Ebbene fra i criteri tassativamente rappresentati dalla guida
tecnica 29 dell'Ispra ve ne sono alcuni dicevo che cozzano con il
nostro tessuto strutturale. Infatti, il primo dato che deve essere
considerato è quello della stabilità geologica del sito nel quale
verrà individuato il luogo potenzialmente idoneo a ricevere il
deposito. Tutti voi sapete e tutti noi sappiamo, come la Sicilia
sia una terra, ci stiamo lavorando, ma potenzialmente oggetto di
dissesto idrogeologico.
Per non parlare del confinamento del rifiuti radioattivi, della
compatibilità della realizzazione del deposito con i vincoli
normativi, con l'isolamento del deposito da infrastrutture
antropiche ed attività umane, l'isolamento del deposito da risorse
naturali del sottosuolo ed infine, altro tema, per esempio, solo
per fare riferimento al sito individuato nel territorio madonita,
la protezione del deposito da condizioni meteorologiche estreme
laddove sappiamo che in quei luoghi ci può essere grande freddo
d'inverno e grande caldo d'estate.
Ebbene, sulla base di queste indicazioni e sulla base di altre che
abbiamo approfondito nelle ore immediatamente successive alla
conoscenza, alla notifica della Cnapi, appunto, di questa carta
nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito
unico dei rifiuti radioattivi, il Presidente della Regione, appena
quarantottore dopo avere ricevuto queste indicazioni, ha convocato
una Giunta straordinaria, che peraltro è stata la prima del 2021,
il 7 gennaio, laddove sulla base dei dati raccolti si sono
stabiliti alcuni principi il primo dei quali è, e resta, la
assoluta contrarietà rappresentata in questa delibera di Giunta da
parte del Governo della Regione ad ospitare questo sito.
L'assoluta contrarietà viene rappresentata in quanto le quattro
aree potenzialmente idonee presentano caratteristiche fisiche,
geomorfologiche, sismiche, culturali, infrastrutturali, ambientali
e naturalistiche che le rendono assolutamente incompatibili con la
possibilità della realizzazione del deposito dei rifiuti
radioattivi.
Non solo.
Ma uno dei temi che pure è stato approfondito da parte della SOGIN
e sulla base delle indicazioni dello IAEA e dell'ISPRA circa la
individuazione del sito risiede, altresì, per esempio, nel fatto
che è assolutamente sconsigliata una terra che abbia, che ospiti i
siti UNESCO.
Ebbene è a tutti noto che la Sicilia ha sette siti UNESCO che sono
stati riconosciuti dall'ente de quo e, soprattutto, che in Sicilia
sono stati già autorizzati ed individuati due geopark uno dei quali
si trova proprio nel Parco delle Madonie.
E ancora, la valutazione che il 70 per cento di questi rifiuti
radioattivi risiede al nord del Paese e che uno dei temi più
delicati circa l'allocazione dei rifiuti medesimi è quello del
trasporto e ancora di più del trasporto via mare. Non sfugge a
nessuno il fatto che sia che vengano da Reggio Calabria, sia che
vengano da Civitavecchia piuttosto che da Genova questi rifiuti per
essere ospitati in Sicilia non soltanto dovrebbero percorrere tutto
lo stivale ma avrebbero bisogno di un percorso via mare che è
assolutamente sconsigliato.
In ragione di tutto questo ma anche in ragione di un dato
oggettivo che è giusto che i nostri cittadini, i concittadini
siciliani, conoscano vi è da dire che di questi 67 siti individuati
nella CNAPI in questa carta, dodici siti sono stati ritenuti molto
interessanti, undici siti interessanti e 44 meno interessanti.
I 4 siti siciliani rientrano fra i 44 siti poco interessanti, o
comunque meno interessanti, cosa che seppur non ci fa abbassare la
guardia tuttavia ci deve fare essere consapevoli che è un tema che
dobbiamo affrontare senza proclami, senza terrorismo ma anche senza
superficialità, così come abbiamo fatto, e soprattutto, e questo ci
tengo a dirlo, l'ho già detto in occasione della convocazione in IV
Commissione su indicazione della Presidente Savarino, mi piace
ripeterlo in questa sede, la nostra è stata una valutazione, e
quello del Governo Musumeci è stato un taglio squisitamente
tecnico.
Nessuna chiave politica, nessuna polemica fermo restando che
certo i dubbi vengono quando si scopre che fra i 67 siti che sono
stati ritenuti potenzialmente idonei non c'è il sito di Trino
Vercellese che non solo aveva fatto richiesta attraverso i suoi
amministratori di essere sede del deposito dei rifiuti radioattivi
ma, soprattutto, risulta essere uno dei 4 siti dove erano sorte al
tempo, ossia quasi 35 anni fa, le centrali nucleari operative in
Italia che poi furono dismesse all'indomani del referendum che si
pose, che decise che l'Italia non sarebbe stato un Paese che
ospitava centrali nucleari.
D'altro canto abbiamo immaginato immediatamente di essere
operativi, dicevo sotto il profilo politico, dichiarando la nostra
contrarietà per le ragioni che ho succintamente esposto e,
soprattutto, dandoci immediatamente da fare attraverso la
realizzazione prima e la convocazione poi di un gruppo di studio
che abbiamo ritenuto di costituire attraverso, intanto, la presenza
dei cinque sindaci, delle cinque comunità che sono chiamate
potenzialmente ad ospitare il deposito, abbiamo chiesto la
collaborazione ai quattro magnifici rettori dei quattro atenei
siciliani, perché ci affidassero alla collaborazione di quattro
docenti, appunto dei quattro atenei.
Abbiamo coinvolto il Parlamento attraverso l'indicazione della
Presidente della IV Commissione, o chi da lei delegata o delegato
ed, infine, abbiamo deciso di affidare il coordinamento tecnico di
questa attività al Professore Aurelio Angelini, Presidente della
Commissione tecnico-specialistica e la guida politica all'Assessore
per l'ambiente che vi parla.
Perché questo? Questo perché dalla data del 5 gennaio è partito un
countdown, cioè un conto alla rovescia che prevede la prima fase di
consultazione che durerà due mesi e che prevede all'interno della
fase di consultazione la redazione di documenti precisi che possano
confutare - ed io dico che devono e dovranno confutare in maniera
decisa e definitiva - la possibilità che in Sicilia possa essere
individuato in uno dei quattro siti potenziali il sito definitivo.
D'altro canto, in questi due mesi quindi noi invieremo a Roma il
frutto del lavoro del gruppo di studio, perché all'indomani di
questi due mesi e nei quattro mesi successivi si aprirà il
cosiddetto seminario nazionale che prevederà il confronto del
Governo nazionale con le autorità territoriali per arrivare alla
definitiva decisione sull'individuazione del sito dove ubicare il
deposito.
Tutto questo lo abbiamo voluto fare in termini di immediatezza e,
soprattutto, coinvolgendo docenti universitari di assoluto profilo.
E mi piace citare la professoressa Tricomi dell'Università di
Catania, docente di fisica sperimentale; la professoressa De
Stefano dell'Ateneo di Messina, docente di chimica analitica; il
professore Tomarchio dell'Università di Palermo, docente in misure
e strumenti nucleare; il professore Freni dell'Università di Enna,
docente in costruzioni idrauliche. Quattro tematiche assolutamente
e strettamente direttamente connesse con le risposte che dobbiamo
articolare e che si gioveranno tutti di qualsiasi contributo voglia
pervenire all'attenzione del gruppo di studio da me presieduto.
Per tale ragione, abbiamo creato un apposito indirizzo e-mail con
apposita casella postale che si chiama
gruppostudio.cnapi egione.sicilia.it , perché in questa prima fase
dei due mesi nei quali si svolgerà questa nostra attività noi
raccoglieremo per un verso tutta la documentazione che ci vorranno
inviare - lo ha già fatto, per esempio, il sindaco di Trapani col
quale mi sono prontamente sentito e confrontato e che partecipa
alle nostre riunioni personalmente o delegando un suo assessore,
che ha fatto già un lavoro egregio - lo faremo, dicevo, con tutti
coloro che vorranno essere auditi: singoli cittadini, comitati che
si sono costituiti volontariamente, ordini professionali, enti
locali, amministratori e, soprattutto, raccoglieremo in questa
prima fase, attraverso questa casella, attraverso questo indirizzo
internet tutta la documentazione che vorranno mandarci per
contribuire alla realizzazione del nostro lavoro.
La seconda fase, immagino il mese di febbraio, sarà dedicata poi
alla redazione puntuale e precisa delle controdeduzioni che
invieremo al Governo nazionale in maniera tale da potere dare una
risposta unica e definitiva che scongiuri il pericolo che
potenzialmente riguarda la nostra Terra.
E' chiaro che quando si parla di rifiuti radioattivi si parla di
un universo mondo, perché i rifiuti radioattivi sono della specie
più diversa, per un verso rientrano in alcune categorie di massima,
ossia i rifiuti a vita media molto breve, che sono smaltiti
solitamente in normali discariche, i rifiuti ad attività molto
bassa che sono in gran parte legati alla presenza delle centrali
elettronucleari, i rifiuti a bassa attività e i rifiuti a media
attività che sono, in buona sostanza, rifiuti che hanno una
caratteristica legata al tempo necessario per perdere l'intensità
radioattiva; nel caso dei rifiuti ad alta intensità anche per
perdere la loro fonte di calore, che poi è il dato pericoloso che
noi dobbiamo contrastare.
Ci sono rifiuti radioattivi che perdono la loro potenzialità
pericolosa in mesi, ci sono rifiuti radioattivi che perdono - nel
caso di altre intensità - la loro pericolosità in centinaia di anni
se non anche in qualche migliaia di anni. Tutti questi verranno
allocati in questo deposito unico, ci tengo a sottolineare ancora
una volta sia che si tratti di vestiario utilizzato nelle
installazioni nucleari; di resine a scambio ionico esaurite e
utilizzate come elementi di filtraggio in sistemi in cui circolano
fluidi radioattivi; concentrato degli evaporati; fanghi derivati
dai processi di pretrattamento dei liquidi radioattivi; cartucce
filtranti; materiali metallici derivati da strutture componenti di
impianto; tubazioni e parti strutturali; residui verificati e
compattati derivanti dal ritrattamento combustibile; grafite
irraggiata; calcinacci derivati dalle attività di bonifica delle
strutture civile e le installazioni nucleari; materiali plastici,
vetrosi provenienti dai laboratori di ricerca e dai centri di
medicina nucleare; materiale coibente utilizzato per visionare
termicamente che vedevano il passaggio di fluidi radioattivi e
infine materiali speciali come oli o liquidi organici.
Tutta questa congerie di rifiuti troverà allocazione per quanto
riguarda l'Italia - perché ho sentito anche un'indicazione che
dobbiamo smentire soprattutto nella comunicazione istituzionale ma
nella comunicazione con i cittadini - in un unico deposito
nazionale.
Non ci sono più depositi nazionali da individuare, ce ne sarà uno
soltanto e dobbiamo fare presto - a mio modesto parere - perché un
altro dei temi che ci ha visto approfondire l'argomento che ci
riguarda è la procedura di infrazione europea che è stata già
adottata nei confronti del Paese Italia, in ragione del fatto che
attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di
siti provvisori, nessuno dei quali è idoneo allo smaltimento
definitivo.
Questo, quindi, è il quadro dell'attuale situazione e concludo
ringraziando non soltanto i colleghi per l'attenzione odierna, ma
soprattutto tutti i rappresentanti delle forze politiche
rappresentate in Parlamento che, devo dire, all'unanimità in
Commissione Ambiente hanno rappresentato e hanno manifestato la
loro contrarietà a questa scelta e, quindi, la voce unica che si è
levata dal Parlamento all'unisono con quella del Governo è che la
Sicilia non possa e non debba essere sede del deposito unico dei
rifiuti radioattivi.
Grazie, signor Presidente. Resto a disposizione dei colleghi per
eventuali chiarimenti o risposte alla fine dei loro interventi.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avete ricevuto l'allegato
all'ordine del giorno, abbiamo tre mozioni e due interrogazioni. La
discussione sull'argomento è unificata, le mozioni saranno votate
separatamente.
Ci sono già degli iscritti a parlare: gli onorevoli Palmeri,
Trizzino, Dipasquale, Campo, Compagnone, Calderone e Catanzaro.Vi
prego entro la fine del primo intervento di farmi pervenire le
vostre richieste di intervento. Lo Curto, Savarino, Damante, Di
Paola.
E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Grazie Presidente, Assessori, colleghi e cittadini.
Rassicura sicuramente l'apprendere che c'è in Sicilia una volontà
politica unanime nella non realizzazione di un deposito unico
nucleare in Sicilia.
Chiaramente, gli aspetti macroscopici che ci portano a questa
scelta, quelli principali, sono due e sono quelli legati, appunto,
alla sua insularità e alla sismicità della Sicilia. Purtroppo, non
ci sono dubbi sul fatto che questo deposito dovrebbe accogliere le
scorie nucleari anche le più pesanti derivanti dagli impianti
nucleari non più in esercizio. Infatti, nel DM 340 del 2018 viene
specificato che tutto il combustibile esaurito italiano
riprocessato e non verrà stoccato in sicurezza nella zona
temporanea di lungo periodo, cinquant'anni, nel deposito nazionale
e successivamente trasferito in deposito geologico per la sua
sistemazione definitiva.
Quindi, chiaramente, non c'è da abbassare la guardia ed è
importante questo confronto. Non convince, chiaramente, l'analisi
sismica che è stata compiuta per individuare le aree alla luce
della ripetuta sismicità della nostra Terra, in particolare non
soltanto andavano esclusi tutti i comuni in fascia 1 come Gibellina
e tutti i comuni della fascia, della Valle del Belice che nel '68
sono stati interessati da quel dramma catastrofico che ha fatto,
portato la morte e allo sfollamento di migliaia di persone ma anche
dovevano essere esclusi i comuni confinanti come Calatafimi-Segesta
ed altri.
Quindi, è chiaro che in Sicilia sono stati scelte quattro aree
potenzialmente idonee, in provincia di Trapani in particolare, è la
più penalizzata, in quanto sono state individuate ben due aree
ossia Caltafimi-Segesta, appunto Trapani-Fulgatore. Ecco,
quest'area veramente è surreale in quanto viene sempre individuata
per scelte potenzialmente devastanti come, l'Assessore Pierobon
insomma sa di cosa parlo, per la scelta potenziale per la
realizzazione di un gassificatore, e quindi, in questo caso, anche
in questo caso, viene scelta per un impianto potenzialmente
devastante.
Calatafimi-Segesta non soltanto è da escludere perché confinante
con i comuni di sismicità in fascia 1, ma anche per tutte le sue
vocazioni archeologiche insiste un parco archeologico, aree
archeologiche, e tutta una serie di aree agricole importanti e
peculiarità fondamentali.
Dal punto di vista culturale, agricolo, turistico, quindi i comuni
siciliani chiaramente, tutta la regione dovrebbe essere esclusa.
Non è la prima volta, come dicevo, che queste zone vengono incluse.
Assessore, io vorrei aprire una parentesi in questa discussione.
Credo che in questa vicenda, purtroppo, bisogna anche sollevare
un'inadempienza da parte della Regione in quella finestra che
dall'aprile 2016 al giugno 2016 l'Amministrazione regionale attiva
non ha presentato osservazioni in fase preliminare a quello che era
il programma nazionale. Nove, ben nove regioni d'Italia hanno
presentato queste osservazioni, ma anche la provincia di Trento, la
provincia di Ragusa, l'ARPA Sicilia, e la Regione siciliana non ha
presentato nessuna osservazioni ed è stato un peccato, perché
queste osservazioni presentate dalle altre regioni sono entrate nel
rapporto preliminare come, ad esempio, in particolare c'è scritto
oggi nel documento di valutazione di impatto ambientale Si ritiene
indispensabile considerare tutti i dati disponibili relativi agli
aspetti di pericolosità geologica di distretti idrografici del
Molise o la vulnerabilità degli acquiferi e il Piano di tutela
delle acque della Regione Molise .
Quindi, sarebbe stato importante anche capire perché
l'Amministrazione regionale ha ritenuto in quel periodo, nel 2016,
di non dire nulla e neanche informare il Parlamento siciliano.
Per concludere, vado ai punti della mozione di cui sono la prima
firmataria. Quindi, tutto il Gruppo Attiva Sicilia , ovviamente
chiediamo alla Regione, come già ho appreso che sta facendo, di
mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché venga posto in
essere l'assoluto divieto a indicare la Sicilia come area, come
sede di questo deposito, ma anche - e non meno importante - la
questione dei depositi temporanei per i materiali pericolosi, a
pericolosità media bassa. A Palermo, all'Università di Palermo
sembrerebbe che esiste uno di questi depositi. Ecco servirebbe,
secondo me, maggiore trasparenza e informazione ai cittadini su
questi depositi temporanei.
E poi nella mozione chiediamo anche di avviare un'interlocuzione
con il Governo nazionale per una modifica del decreto 31 del 2010,
già ne abbiamo parlato in Commissione Ambiente , il comma 7,
infatti, reca scritto la dicitura che in assenza di manifestazioni
di interesse la scelta ricada su tutte le regioni, anche su quelle
meno interessanti . Ecco, se questa modifica si può fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la notizia del
deposito delle scorie radioattive, ce lo ricordiamo tutti, piomba
sui nostri cellulari intorno alle 7.00 del mattino di un paio di
settimane fa.
Ora, partiamo dalla considerazione secondo cui se questa notizia
l'avessimo appresa nella sua reale portata, scevra dal populismo a
cui Matteo Salvini ci ha abituato, ci saremmo preoccupati un po'
meno e, magari, ci saremmo svegliati con qualche messaggio in meno.
Ricorderemo tutti - lo ricordava pure l'assessore Cordaro - che il
primo tweet parlava di ben 4 depositi di stoccaggio di scorie
radioattive, segnale che l'autore di quel tweet nemmeno aveva
finito di leggere il primo rigo della notizia diffusa dall'Ansa.
Ovviamente, poi la notizia si è riprodotta e ognuno che la
condivideva con una fesseria diversa.
Ad esempio, c'è stato un deputato, non della Lega, è giusto dirlo,
che addirittura ha sostenuto che la CNAPI, cioè la Carta Nazionale
della Aree Potenzialmente Idonee, non indicasse un elenco dal quale
doveva discendere un deposito unico, ma 67 siti dove costruire 67
depositi unici.
Magari, se qualcuno si fosse impegnato un po' di più prima di
lanciare questi allarmi, si sarebbe accorto che a meno di un
chilometro dal Parlamento regionale siciliano c'è un reattore
nucleare utilizzato dall'Università degli studi di Palermo che
viene, appunto, utilizzato dagli studenti per attività didattiche e
fino al 2010 la stessa città di Palermo ospitava un deposito per le
scorie radioattive della medicina nucleare.
Magari, si sarebbe anche accorto che l'Italia ha accumulato
rifiuti radioattivi per una quantità pari ad oggi a 33 mila metri
cubi e che il deposito unico ne stoccherà altri 70 mila, che in
Italia, come diceva opportunamente l'Assessore, ci sono una ventina
di depositi radioattivi sparsi per l'Italia, depositi radioattivi
che hanno una capacità di vita pari a 50 anni, ma che stoccano
rifiuti di media e alta attività che hanno bisogno per il
dimezzamento della carica radioattiva di 300 anni, quindi
assolutamente inidonei e quindi pericolosi per la salute umana.
Basta questo per capire che un deposito più sicuro non solo
risponde alle prescrizioni europee, ma risponde anche alla logica
di una persona mediamente intelligente. Magari, prima di lanciarsi
in post, mi perdoni Presidente, acchiappa like, tipo la foto del
barile che esce fuori dalla spiaggia, sarebbe bastato controllare
che proprio perché non abbiamo un deposito unico, l'Italia paga una
procedura di inflazione minoraria per la direttiva Euratom che ci
dava l'Assessore. Magari, ancora bastava ricordare che i rifiuti
che vengono stoccati nel deposito unico sono soltanto quelli a
media e bassa attività, cioè quelli - lo ricordiamo ancora una
volta - per i quali il dimezzamento radioattivo è di 300 anni e
soltanto temporaneamente quelli ad alta attività i quali verranno
stoccati successivamente in deposito geologico sottoterra e, tra
l'altro, questo deposito geologico manco verrà realizzato in Italia
perché c'è un accordo con i paesi membri per realizzarlo altrove.
Tra l'altro, paesi membri che non hanno mai ospitato impianti
elettronucleari, invece l'Italia aveva quattro impianti nucleari
prima del 1986, quando ci fu il referendum con il quale l'Italia
abbandonò questo metro di approvvigionamento energetico.
E magari ancora, e concludo con l'elenco delle fesserie - mi
perdonerà, Presidente - si sarebbe reso conto che ha fatto questo
post allarmistico, che gran parte dei rifiuti radioattivi prodotti
dalla medicina nucleare non c'entrano niente con quelli che
verranno stoccati dal deposito unico perché sono quelli a bassa e
media attività, mentre gran parte dei rifiuti prodotti dalla
medicina nucleare sono a bassissima attività e, in quanto tali,
possono essere stoccati nelle prossimità del luogo di produzione
perché dopo un brevissimo periodo di tempo, cioè dopo il
dimezzamento della loro attività radioattiva possono essere
trattati come rifiuti convenzionali.
Al netto di queste cose passo, diciamo, all'aspetto più
interessante per noi siciliani e due cose vanno dette. La prima è
che la Cnapi è stata scritta, non è stata scritta dal Governo
nazionale ma da una società che si chiama Sogin, chi dice il
contrario, chiaramente, o mente oppure è l'autore di quel post.
2) I quattro siti che sono stati individuati in Sicilia - lo
ricordava l'Assessore - sono in fondo alla classifica dei 67 siti
idonei, quindi per una volta è piacevole essere ultimi in
classifica.
La Cnapi è una proposta non ha nessun carattere vincolante. C'è
scritto in italiano nel decreto legislativo 31/2010 quindi lo può
capire chiunque, lo ha anche ricordato l'Assessore in Commissione,
lo ha fatto anche oggi quando ha detto che poi ci sarà anzi, si è
avviata una fase di consultazione con il Governo, questo fa capire
che gli enti locali hanno il diritto di potere avanzare proposte
oppure meno. E proprio perché la Cnapi fornisce opzioni e non
obblighi le comunità locali sono libere di decidere e sul punto
ricordo che:
1) la settimana scorsa in Commissione Ambiente abbiamo sentito i
cinque sindaci che dovrebbero occupare i luoghi limitrofi a
quest'area, tutti e cinque sono contrari.
2) Due anni fa il Parlamento regionale si è espresso credo
all'unanimità su una mozione credo del mio collega Nuccio Di Paola
che era il primo firmatario con il quale il Parlamento siciliano
che, se non erro, rappresenta il popolo siciliano, si è opposto
fermamente alla realizzazione di questo deposito.
3) Il Presidente Musumeci
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, concluda.
TRIZZINO. Dicevo, Il Presidente Musumeci - ed ho concluso - il
giorno dopo, lo diceva l'Assessore, 48 ore dopo ha deciso di
convenire con questo intendimento, hanno costituito, non so se
l'hanno già fatto o lo staranno facendo questo pull di esperti con
il quale, diciamo, dichiarare ancora una volta la volontà del
popolo siciliano nel non accogliere questo deposito unico.
Detto questo, francamente non vedo motivi per i quali il deposito
unico si possa anche soltanto immaginare in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Trizzino. Colleghi, vi prego di
attenervi al tempo di massimo cinque minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, signori colleghi, assessore Cordaro,
in parte devo concordare con la vis polemica, se mi è consentito,
dell'onorevole Trizzino. Nel senso cioè che prima di argomentare in
qualsiasi senso ed in qualunque direzione occorre conoscere bene
gli argomenti. Ed io anticipo di veramente fare i miei complimenti
sia al Governo Musumeci, sia all'assessore Cordaro, perché? Questa
Carta a cui ha fatto riferimento, che è la Carta nazionale aree
potenzialmente idonee, era nel cassetto addirittura segretamente
nascosta sin dal 2015. Non è che è stata tirata fuori così
Certamente, è un argomento scottante, signor Presidente, questa
Carta, così come ha affermato l'onorevole Trizzino, è stata redatta
da una società statale costituita nel 1999 che è la Sogin, ma che è
soltanto una Carta, perché questa Carta, che è stata resa nota il 5
di gennaio del 2021, non è un atto cogente che viene immediatamente
applicato. C'è una procedura, per l'appunto trattandosi di
argomento delicatissimo assai complesso, che porterà certamente ad
avere un risultato tranquillante. Perché ci saranno 60 giorni in
cui enti, sindacati addirittura, associazioni di categoria, enti
locali intendevo fare riferimento, faranno le loro osservazioni.
Ed è qui che, in maniera puntuale, interviene il Governo siciliano
e l'Assessore competente perché in questi 60 giorni, è questo
l'auspicio, certamente, che verrà recepito dall'assessore Cordaro
di un lavoro matto e disperatissimo, dovrà convincere quello che
viene definito il seminario, cioè ci sarà una riunione complessiva,
che vedrà partecipare il Ministro per lo Sviluppo Economico, il
Ministro per le infrastrutture e i trasporti, l'Isid, che è un
Istituto importantissimo che si occupa di rifiuti, e alla fine di
tutte le osservazioni o dico meglio, signor Presidente, dell'esame
di tutte le osservazioni, che certamente non mancheranno, questo è
certamente l'auspicio che avanzo da parte della Regione siciliana,
l'ultima parola su questa Carta che certamente non è stata
inventata per vaghezza, ci sono le direttive, c'è il decreto
legislativo n. 31 del 2010, c'è una procedura di infrazione in
atto, quindi, certamente bisogna adeguarsi, assessore Cordaro, così
come stiamo facendo, a quelle che sono le norme anche sovra
nazionali, in materie delicate come queste e vorrei ricordare a me
stesso - lo dico senza alcuna polemica, alcuna vana polemica - il
momento attuale è tristissimo, se si va disciplinare, perché
depositi, come ha fatto riferimento l'onorevole Trizzino, ce ne
sono tanti e non sono regolamentati.
E allora, assessore Cordaro, visto che la Regione siciliana con le
osservazioni e con il lavoro di questa Commissione, che avete ben
composto, certamente sono persone tutte di alto profilo, fate
sentire alta la voce della Sicilia, perché nonostante osserviamo le
leggi e andiamo a bandire il populismo, certamente questo deposito
non s'ha da fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ha
facoltà di parlare.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
penso che su questa vicenda possiamo dire di essere tutti d'accordo
e di rappresentare un muro fermo e determinato verso il no.
Condivido tutte le cose che sono state dette, vorrei aggiungere
qualche elemento. Noi abbiamo come Partito democratico, affrontato
subito la questione verso due direttive. Una già il 6 di gennaio,
non sapevamo quali erano le intenzioni del Governo e quindi
regionale e abbiamo immediatamente inviato un'interrogazione per
capire quale era la posizione del Governo e poi l'abbiamo capito
strada facendo, ma sinceramente ne eravamo sicuri.
L'altra all'interno del partito, per questo ringrazio il
Segretario regionale Antony Barbagallo, perché ha messo in
condizione a tutto il Gruppo parlamentare, non solo il partito, di
avere un confronto anche con i massimi organismi del partito,
perché ci siamo profondamente preoccupati.
Attenzione, questa è una vicenda antica parte dal 2010 ed è
necessario, non ci sono dubbi, che l'Italia si doti di un deposito
nazionale per i rifiuti atomici e radioattivi. Attenzione, i
rifiuti sono non solo radioattivi, sono per il 60 per cento rifiuti
atomici che scaturiscono, che provengono dalle centrali dismesse,
per il 40 per cento invece, sono rifiuti radioattivi.
Un intervento di un milione e 100 mila metri quadrati di struttura
per 90 celle formate da edifici di 10 metri per 25, quindi
considerate quasi tre piani, 90 di questi edifici, tutti coperti,
con della terra, una montagna, un paese, poi un milione 100 metri
quadrati di interventi per un totale di un milione 600 mila metri
quadrati di aria. Una cosa immensa
Le motivazioni tecniche le ha espresse bene l'Assessore. Ritorno a
dire già noi, come partito, avevamo avuto una serie di chiarimenti
e poi interverrà anche l'onorevole Barbagallo e sarà ancora più
chiaro, ma ovviamente noi siamo stati tranquillizzati in questo
senso. Sono quattro dei 67 obiettivi previsti, non obiettivi, siti
nel territorio nazionale.
La Sicilia è tra quelli che sono considerati meno appetibili.
Rimane, comunque, il fatto che noi dobbiamo fare tutta la nostra
parte, perché così come ha detto bene l'assessore, il 5 di gennaio
2021 è partito un procedimento di evidenza pubblica che, purtroppo,
quando fu, con l'individuazione della Basilicata, allora con il
Governo Berlusconi, siccome non fu fatta questa evidenza, saltò
l'ipotesi della Basilicata.
Ora, si è ripreso questo percorso. Noi, quindi, dobbiamo fare
tutte le azioni legittime che vanno fatte, così come vuole fare il
Governo, io mi auguro senza costi, assessore, che tutti questi
professori diano il loro contributo alla nostra Terra, ma di questo
ne sono sicuro, su questo ci tengo io ma anche il Presidente Foti,
perché abbiamo la stessa idea.
Abbiamo, dunque, l'esigenza di esprimere questo parere contrario
che va fatto in maniera unanime. Fermo restando che il sito è
necessario che l'Italia si doti del deposito nazionale ma, non può
essere fatto in Sicilia, non solo per i motivi tecnici che ha
espresso l'assessore ma, noi ribadiamo, anche per i motivi politici
e già l'abbiamo detto ai massimi rappresentanti del nostro partito.
Questa è la terra che ha dato un contributo con i missili a
Comiso. Questa è la terra che ha dato il contributo con il Muos a
- sto finendo, ancora non ho neanche finito i minuti, signor
Presidente - Niscemi, al limite della sughereta. Questa è la terra
che ha dato il suo contributo con Priolo. Questa è la terra che ha
dato il suo contributo con Gela e con Milazzo.
Riteniamo che noi non dobbiamo essere anche la Terra del deposito
nazionale dei rifiuti nucleari e, quindi, ci sono i motivi tecnici
e quelli politici.
PRESIDENTE. Concordo, onorevole Dipasquale, questo lavoro è
gratuito, onorevole Dipasquale, soprattutto perché è impagabile il
lavoro che stanno facendo gli esperti per sostenere la volontà che
emerge anche dall'Aula.
E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, il tema che coinvolge questo
dibattito è un tema che, come giustamente è stato detto, ha anche
coinvolto tutti i cittadini siciliani, perché, al di là della
vicinanza con i siti individuati, tutti i siciliani hanno
testimoniato, a vario titolo ed in vario modo, una contrarietà
all'idea che la Sicilia possa diventare deposito di scorie
nucleari.
Non soltanto per quello che la storia ha già dato in termini di
impatto ambientale, in termini di sacrifici ambientali, dalla
Sicilia al resto d'Italia ma, anche perché, ed entro nel merito,
come è stato evidenziato nell'audizione che ha citato pure
l'assessore Cordaro che, immediatamente, ho voluto convocare in
Commissione, con la presenza, non solo del Governo Musumeci ma
anche degli amministratori dei comuni interessati, come fossero
assolutamente inidonei i siti individuati da questa carta, uno per
uno e per motivi diversi.
Ed è questo approccio tecnico che ci deve aiutare a sostenere il
diniego rispetto alla individuazione dei siti, al di là della
valenza politica che ci vede oggi presentare, quasi tutti i Gruppi
parlamentari, diversi ordini del giorno.
L'abbiamo fatto pure noi, come Gruppo Diventerà bellissima e,
quindi, dimostrando una convergenza politica su questa negativa
all'individuazione dei siti in Sicilia ma, dicevo, è l'approccio
proprio tecnico e giuridico che ci porterà a risolvere
definitivamente questa situazione.
E, per questo, ringrazio il Presidente Musumeci che prontamente,
ha dato questo taglio, non polemico ma tecnico e giuridico, alla
opposizione rispetto a questa individuazione.
L'avere istituito questa commissione, che vede attorno allo stesso
tavolo gli amministratori, gli enti locali, i professionisti, le
Università e, per volere del Presidente Musumeci, anche una
presenza della Commissione che io ho l'onore di presiedere, in modo
da fare da raccordo rispetto alle audizioni e agli ascolti che
anche noi, in Commissione abbiamo fatto e che continueremo a fare,
dare una risposta che sia proprio puntuale.
Perché se il Sindaco di Butera è venuto a dirci, giustamente, che
la sua è un'area a vocazione agricola di qualità - ci sono lì le
produzioni di vini di Zonin, dei Cusumano che esportano in tutto il
mondo - c'è una zona a vocazione turistica di una certa importanza
con resort bellissimi, col castello di Falconara che ha una valenza
storica.
Cose diverse, ma analoghe, ci hanno detto i sindaci di Trapani,
Calatafimi Segesta per non parlare delle Madonie dove, addirittura,
lì diventa ancora più preminente il fatto di dovere individuare un
sito, una zona di montagna dove, ovviamente, il trasporto paga un
prezzo in termini, anche di sicurezza delle nostre strade, che è
troppo alto da potere immaginare quando il trasporto di scorie
nucleari.
Il sito di Trapani, accanto a Selinunte, ha un tempio che è vocato
al turismo in una maniera tale che non può assolutamente tollerare
altre vocazioni e altre individuazioni. E anche motivi di ordine
morfologico legate al nostro territorio.
E' stato ricordato, di recente, l'anniversario del terremoto del
Belìce.
Quindi, insomma, sono assolutamente motivi che fanno riferimento
alle caratteristiche morfologiche della nostra regione, alla
vocazione turistica, alla vocazione agricola di qualità, ad una
serie di indicazioni nette e chiare che si vedranno scritte, nero
su bianco, nel documento che il Presidente Musumeci, il Governo e
la commissione istituita di cui ci ha parlato l'assessore Cordaro
oggi, che ci ha voluto coinvolgere, troveranno ragioni chiare e
nette di diniego ad una individuazione che, certamente, qualcuno ha
voluto enfatizzare ma, caro collega, voglio dirti in questi giorni
tante volte abbiamo assistito a fake-news e noi, con grande
serietà, cerchiamo sempre di dare risposte concrete al di là di
quelle che può essere la strumentalizzazione, di basso livello, che
qualcuno poi ne vuole fare.
Noi siamo qui per dare risposte concrete ai siciliani e, facendolo
con serietà, sicuramente rispetteremo il nostro mandato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
necessità del Governo di trovare un sito nazionale unico per il
deposito di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito
è nota, ed era nota fin da undici anni fa, cioè dal decreto
legislativo n. 31 del 2010.
Eppure, questa notizia è cascata sulla testa di tutti noi, del
Governo e di tutti i siciliani, il 5 gennaio quando ci siamo
svegliati e, appunto, abbiamo trovato le bacheche di tutte le
pagine, di tutti i profili personali che gridavano, appunto,
all'allarme di questo pericolo che incombeva sulla Sicilia.
Giustamente, l'allora Governo, il terzo governo Berlusconi, su
spinta della Comunità Europea, dovette individuare un sito unico
nazionale perché, ad oggi, i rifiuti nucleari radioattivi sono
praticamente sparsi in più di venti siti che non sono per nulla
sicuri.
Io, ora, mi chiedo una cosa. Proprio in quel Governo, e proprio in
quel periodo, il Presidente della Regione era Sottosegretario, era
Sottosegretario - allora - al Ministero al Lavoro e ai Servizi
sociali. Ora, chiaramente, ha un ruolo diverso.
Io non voglio risalire a undici anni fa, però, ricordo un altro
episodio che è successo in quest'Aula e cioè nel luglio del 2018 il
nostro collega Nuccio Di Paola presentò una mozione che fu
approvata all'unanimità e che impegnava, proprio il Governo
regionale, a dichiarare denuclearizzato l'intero territorio della
nostra Isola ed a rendere pubblica la totale contrarietà
all'individuazione della Sicilia come sede di deposito nazionale.
Perché voglio ricordare queste due date? Quindi, undici anni fa,
dove il presidente Musumeci già penso che abbia partecipato a
qualche tavolo ministeriale e fosse a conoscenza di questa cosa e
la mozione di due anni fa, perché ora mi dispiace che noi avremo
solo due mesi per pensare a delle controdeduzioni e a dover
difendere la nostra terra.
Io sono certa che lo faremo tutti insiemi e su questo non ho
nessun dubbio, però, avremmo potuto avere due anni se quella
mozione non fosse rimasta lettera morta come tante mozioni che
vengono approvate in quest'Aula. Avremmo potuto avere due anni per
delineare una visione, una strategia per proteggere la nostra
Sicilia.
Ora, c'è qua l'assessore Cordaro, voglio lanciare una
sollecitazione, per esempio, noi dobbiamo tutelare non solo il
nostro suolo ma anche il nostro sottosuolo. Abbiamo dei siti che
potrebbero diventare dei parchi minerari straordinari, depositi di
zolfo, di carbone, di bitume, di sale, delle miniere. Non dobbiamo
assolutamente permettere che nessuno butti nulla nel nostro
sottosuolo, nella nostra Regione. E per questo ci vuole tempo,
chiaramente, ci vuole tanto lavoro. Poter istituire dei parchi
minerari per esempio. Ecco, la nostra Sicilia, il nostro paesaggio,
i nostri beni non hanno nessun prezzo e non siamo assolutamente
disposti a svenderci per nessuna ragione al mondo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Grazie signor
Presidente, francamente dovrò rivedere il mio intervento perché è
stato sostanzialmente anticipato da quanto detto dal Governo e
soprattutto dal collega Trizzino a cui mi iscrivo, sostanzialmente,
nella impostazione e nel ragionamento.
Se c'è un motivo per cui a questo punto decido di intervenire è
proprio per, e credo che l'operazione che debba fare la politica
seria in questo momento è quella di dare un messaggio di
tranquillità, tra virgolette, ai cittadini, di buona informazione,
evitare che si inneschi questa paura eccessiva che deve esserci -
per carità - ma deve essere, come dire, assunta con
responsabilità, con intelligenza e soprattutto, siccome stiamo
parlando non di politica, ma stiamo parlando di scienza, stiamo
parlando di dati tecnici, di problemi scientifici, ecco, che ha
citato benissimo l'assessore - mi complimento per la serietà con
cui il Governo ha invece affrontato l'argomento - perché c'è un
dato ben preciso. Le scorie radioattive vengono prodotte da noi
umani, molte volte per attività scientifiche, per attività
assistenziali, una parte sono venute fuori anche per creare
energia, c'è il combustibile esaurito, c'è, voglio dire, tutto un
mondo per cui si produce e dei modi per cui si producono queste
scorie ed in qualche modo bisogna poi trattarle.
Vero è che finora, nonostante un'impostazione legislativa italiana
e comunitaria non c'è stato di fatto in Italia - avremmo dovuto
farlo da tempo - la individuazione di un sito dove stoccare queste
scorie.
Vero è che in questo momento sono, così com'è stato brillantemente
detto, stoccate in vari siti probabilmente non perfettamente
adatti.
Vero è che abbiamo una necessità di farlo. Una cosa sola forse ha
dimenticato l'assessore di dire quando ha detto che siamo in una
procedura di infrazione comunitaria, non solo siamo in infrazione
comunitaria, ma sappiate che entro il 2025, cioè significa
dopodomani, noi saremo costretti come Italia a far rientrare un bel
po' di tonnellate di scorie radioattive che abbiamo stoccato in
Francia per essere processate lì ed adesso devono ritornare in
Italia. Quindi, in qualche modo, ce ne dobbiamo fare carico.
Allora, in questi casi la cosa più seria da fare è quella di
organizzarsi in modo scientifico, in modo serio per evitare di fare
sciocchezze e di essere puntuali per quello che dobbiamo fare.
E' chiaro, io ho avuto la fortuna, o l'avventura, nella mia vita
di poter vedere un impianto del genere. L'ho visto in Spagna, a El
Cabril esattamente, dove mi hanno dimostrato come, se ben fatto, se
tenuto bene con le soluzioni scientifiche, tra l'altro molta
tecnologia, tra l'altro era propria italiana, sono assolutamente
innocue, certamente c'è un problema fondamentale.
Tra i tanti parametri che l'assessore ha citato, che sono previsti
dalla norma, uno fondamentale, che è poi quello che si sposa
perfettamente con la Regione Sicilia, è il fatto che il territorio
debba assolutamente non avere attività sismica perché, il sistema è
molto semplice, ci sono questi fusti che poi vengono inglobati in
dei cubi di cemento armato, un cemento armato particolare
chiaramente, e poi con un meccanismo a matrioska, vengono poi
stoccati in questi grossi capannoni di cemento armato, che sono
visitabili, controllabili, tutto sotto controllo, ecc., io ci sono
passato e sono, come vedete, sopravvissuto, chiaramente il terreno
deve essere distante dai centri abitati, distanti dai centri
importanti, bisogna evitare di intervenire in territori interessati
da dissesto idrogeologico ma, soprattutto, deve essere un
territorio assolutamente non sismico.
Purtroppo, o per fortuna in questo caso, la Sicilia è tutta una
regione ad alta incidenza sismica e io sfido chiunque a trovare un
posto in Sicilia che non sia urbanizzato, dove non ci sia la
presenza di umani e di attività umane. E' quasi impossibile. Noi
siamo un'Isola notevolmente abitata.
Questi motivi scientifici bisogna sollevare. Ha fatto bene il
Governo, ha fatto benissimo il Governo a individuare una
Commissione tecnico-scientifica che metta in modo serio e a puntino
questa cosa e in un dialogo intelligente, serio, determinato,
assessore, determinato e serio con il Governo nazionale, questa
volta potremmo evitare che, come al solito, ci vengano calate le
cose dall'alto, ma lo facciamo solo se siamo seri, competenti e
determinati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, molti
degli interventi autorevoli dei colleghi che mi hanno preceduto
hanno raccontato questa vicenda, questa storia che ci ha visto
protagonisti, come qualcuno diceva, giorno 5 gennaio e noi il 6
gennaio abbiamo voluto presentare una interrogazione al Governo
regionale proprio per chiedere con forza, assessore, la presenza
del Governo che si facesse carico di un argomento molto importante
che può tracciare davvero l'orizzonte positivo e negativo della
nostra Regione e, quindi, abbiamo proprio chiesto al Governo di
farsi carico ed interlocutore di questa annosa vicenda.
E' vero che sono molte le cose che con demagogia vengono
affrontate perché sull'aspetto tecnico - poca fa ascoltavo
l'intervento del collega Trizzino che è entrato dal punto di vista
tecnico e ha detto delle cose correttissime - noi comunque come
Regione siamo una regione che come sito è una considerata come
regione si serie B quindi non siamo noi i primi ad essere scelti e,
quindi, c'è una percentuale bassissima per la Sicilia.
Però è chiaro che dal nostro punto di vista bisogna, appunto per
l'argomento, essere abbastanza presenti e noi lo abbiamo voluto
fare senza nessuna demagogia proprio per cercare di far sì che il
Governo regionale si facesse promotore e desse voce a Roma per
dire, anche se noi siamo il Partito Democratico e siamo a Roma,
proprio per dire che noi come Sicilia ci opponiamo con un secco no
a questo argomento.
Dopodiché dico che, è chiaro la commissione che è stata nominata
noi vogliamo vigilare e saremo qui a vigilare, per dire no a quello
che è la scelta del sito per questa regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
A seguire gli onorevoli Lo Curto, Damante, Di Paola e Aricò.
BARBAGALLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo
che sia stato detto tutto anche da parte dei colleghi che mi hanno
preceduto, in particolare per quanto riguarda il nostro Gruppo gli
onorevoli Dipasquale e Catanzaro.
Siamo felici che è emerso in modo chiaro e netto quelle che sono
le linee e l'orientamento anche di tutte le forze parlamentari che
spingono verso un'unica direzione.
Mi preme brevemente ribadire tre aspetti nel mio intervento, il
primo: è certo, naturalmente, che il deposito unico non verrà
realizzato in Sicilia e, quindi, abbiamo il compito tutti di
tranquillizzare gli animi, anche perché andiamo verso una
definizione serena di questa vicenda; punto secondo: il Governo
nazionale ha fatto un'operazione verità', per la prima volta la
carta nazionale dei siti è stata trasmessa pubblicamente, si è
potuto prendere conoscenza dei venti siti, che poi sono otto i siti
veri, in cui oggi sono concentrate le scorie nucleari e, quindi, si
è potuto avere consapevolezza dei depositi temporanei, certamente
il fatto che sia caduto il segreto di stato rappresenta un fatto
avanti.
Da ultimo ci sono partiti che hanno improntato la loro azione
politica ad una avversione netta al nucleare, ne abbiamo fatto, per
quanto riguarda il Partito Democratico, una battaglia non soltanto
referendaria ma che ha coinvolto i circoli, gli attivisti a
differenza di quello che è accaduto con altre forze parlamentari,
per essere chiari, Salvini sul palco di Cagliari ha inneggiato a
possibilità di ritorno al nucleare che, certamente, sono ipotesi
che avversiamo e che avverseremo, ove mai ci dovessero essere
ritorni di fiamma.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
Presidente parlerò anche questa volta da qui. Ho redatto anch'io
una mozione, insieme ad alcuni colleghi, l'onorevole Bulla in
particolare, per dire no alla istallazione, allocazione di depositi
di scorie nucleari nella Sicilia.
Sono stata anche, e di questo ringrazio la Presidente Savarino,
incaricata e delegata a rappresentare nel gruppo di studio che ha
istituito l'Assessore Cordaro che saluto e ringrazio anche perché
questa, ancora una volta, ha dato piena conoscenza dei fatti e
delle circostanze che hanno portato alla istituzione di questo
gruppo di studio e ne sono onorata perché, ovviamente, io
rappresento una parte politica ma rappresento una Commissione nella
quale, a vario titolo, tutto il Parlamento è rappresentato e
unanimemente si è espresso per dire no alla allocazione di queste
scorie nucleari nella nostra terra.
Inutile dire le cose che sono già state dette da altri colleghi,
ossia che la Sicilia, ma che anche l'Assessore Cordaro ha riferito
a quest'Aula, ossia che la Sicilia presenta condizioni
geomorfologiche che sono assolutamente innaturali e contrarie alla
possibilità di ospitare siti di carattere nucleare.
Ma è singolare in un momento nel quale questo Parlamento,
unanimemente manifesta una volontà comune di esprimersi contro e
c'è un Governo, così come si legge dalle parole chiaramente
espresse dall'Assessore Cordaro, non vuole caratterizzare
politicamente la manifestazione di volontà di opporsi alla
installazione di questi impianti tecnologici e in assenza di alcuna
vena polemica è stato istituito questo gruppo di lavoro di studio
proprio per dare sul piano scientifico le ragioni che possono
essere convincenti e vincenti con chi ha messo la Sicilia tra i 67
siti come possibili per questi impianti tecnologici, qui si
registra stranamente, proprio dalla parte politica che oggi governa
l'Italia, un atteggiamento polemico, critico.
Qualcuno fa riferimento a ruoli di sottogoverno che sono stati
espressi da siciliani mentre al Governo c'era Berlusconi che aveva
l'obbligo - così come ha fatto e doveva fare - di prevedere che ci
fosse lo studio di luoghi nei quali allocare queste scorie
radioattive.
Non capisco il senso di questa polemica, non capisco il nervosismo
con cui si vuole dire che dovevamo approvare una certa mozione di
tre anni fa per dire no al nucleare.
Questo Governo sta lavorando e in una direzione che è
assolutamente chiara sul piano politico ma anche sul piano della
difesa del suo territorio, che è la più grande risorsa economica di
cui la Sicilia dispone sia sul piano della tutela delle coste, sia
con gli interventi a favore del dissesto idrogeologico, sia per
tutta una serie di iniziative che sono in atto, anche con grandi
riforme che si stanno facendo che contrastano ovviamente ogni
equivoca intenzione di fare altro della Sicilia.
La Sicilia è una terra che deve garantire lo sviluppo economico e
anche il futuro dei giovani e delle imprese proprio perché vuole
investire su ciò che di più bello ha. E il fatto stesso - lo ha
ricordato l'Assessore Cordaro - che un geoparco e sito Unesco sorge
in un sito individuato come sito potenzialmente idoneo ad ospitare
scorie radioattive la dice lunga sulla inadeguatezza di chi ha
osato fare la scelta propinandola all'indomani delle vacanze
natalizie, quasi ci siamo svegliati con questa polpetta avvelenata.
Noi non vogliamo fare polemiche ma non consentiamo a nessuno di
dare lezioni a noi su come costruire una politica di governo del
territorio su cui invece ci stiamo spendendo con grande attenzione,
lo dimostra come lavoriamo in Quarta Commissione, Commissione
ambiente, lo dimostrano le riforme dell'edilizia, dell'urbanistica,
che già sono state portate avanti e che altre ancora porteremo
avanti.
Il nostro no è deciso e determinato e naturalmente voteremo a
favore tutte le mozioni, compresa quella che l'UDC ha presentato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Damante. Ne ha
facoltà.
Per dare significato alle mozioni è necessario che ci sia presenza
in Aula. Ringrazio chi c'è, un po' meno chi se ne è andato, per
questo vi richiamo ad essere precisi con i tempi, il minimo
indispensabile.
DAMANTE. Il minimo indispensabile, Signor Presidente, colgo il suo
invito, tra l'altro, molto è stato detto, anzi sono contenta di
aver sentito questo no corale da tutte le parti politiche, anche
dal Governo.
Un no a tutti i costi con un approccio tecnico e politico che chi
mi ha preceduto ha già ampiamente descritto. Un no a tutti i costi
anche senza se e senza ma, soprattutto senza farci prendere dalle
famose compensazioni, cioè avere una visione non troppo economica
della nostra Terra, una visione della nostra Terra che non si
faccia attrarre dalle compensazioni.
Questo no deve rimanere sempre alto e questo muro di no deve
continuare, ma il mio intervento oggi era soltanto per ricordare ai
deputati e al Governo che oltre alla vocazione agricola del
territorio di Butera, che è uno dei siti individuati, uno dei
quattro siti individuati in Sicilia, Butera è insieme a Gela e a
Niscemi, su un'area che è indicata di risanamento ambientale,
risanamento ambientale che risale al 1995.
Ecco io credo che quest'Aula tutta e il Governo dovrebbero
impegnarsi affinché non solo quel piano non rimanga lettera morta,
ma soprattutto che venga aggiornato e si faccia di tutto per
aggiornarlo. Grazie Presidente, grazie colleghi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini,
finalmente questa sera abbiamo fatto chiarezza, su che cos'è
questa, cosa sono questi siti potenziali, potenziali, e che non c'è
nulla calato dall'alto; mi dispiace non vedere tra i banchi la
Lega, Forza Italia, i Fratelli d'Italia, no, che in questi giorni
erano con striscioni a fare comunicati stampa, una scelta calata
dall'alto, mettersi lì accanto ai cittadini per cercare di fare
chissà quale battaglia.
Non è, ed è stato chiarito questa sera, non abbiamo nessuna scelta
calata dall'alto. Nessuna scelta calata dall'alto. Sta partendo un
percorso di confronto con i territori, finalmente è stata, come
dire, resa pubblica questa carta, e dopo di che si sceglierà un
solo sito tra i siti idonei perché dai siti potenziali si passerà
ad una carta di siti idonei.
E dico Presidente, io ringrazio il Governo regionale che si è
mosso subito, all'indomani della pubblicazione della carta. Però
Presidente, secondo me, si poteva fare di più già prima. Si poteva
fare qualcosa già prima.
Colleghi, la mozione è stata approvata il 4 luglio 2018. E' già
cercavamo lì di spingere il Governo regionale, stavamo suonando una
campanella così come questa campanella è suonata in altre regioni,
Presidente, perché altre regioni già si sono mosse
indipendentemente dalla pubblicazione della carta dei siti
potenziali. E mi riferisco alla Sardegna nel luglio 2018, mi
riferisco al Piemonte sempre nel 2018, mi riferisco alla Basilicata
che hanno già prodotto atti di Giunta regionale chiari e netti.
Quindi oltre al livello tecnico, anche il livello politico, in
altre regioni si è già mosso.
Noi ci stiamo muovendo adesso Presidente. E allora dico, va bene
tranquillizzare ma manteniamo il livello alto Presidente perché
dobbiamo fare il possibile, tutti insieme, per far sì che i quattro
siti che al momento sono potenziali, non rientrano all'interno
della carta dei siti e nell'elenco dei siti idonei. Questo lo
dobbiamo evitare. E proprio per questo, Presidente, noi come Gruppo
del Movimento Cinque Stelle stiamo presentando un ordine del giorno
per far sì che tutto quel lavoro che farà il Governo regionale, con
la Commissione che è stata costituita, prima di mandare quel
lavoro, prima di confrontarsi con i tecnici nazionali, con tutti i
comitati, questo lavoro venga portato qui in Aula e non come si è
fatto con altri documenti che poi sono arrivati a Roma senza
nemmeno un confronto qui in Aula.
Vogliamo conoscere quali saranno le contro deduzioni che questo
Governo regionale assieme alla Commissione, assieme ai tecnici, e
ai comitati produrranno.
Voglio chiudere, Presidente, con una piccola nota, mi sarebbe
piaciuto, ne parlavo poco fa con la collega Ciancio, che allo
stesso modo, allo stesso modo con cui si stanno trattando oggi i
siti potenziali per le scorie nucleari, si fosse trattato qui in
Aula la scelta dei siti potenziali per lo stoccaggio di amianto che
questo Governo regionale ha fatto senza nessun confronto con il
territorio. C'è stata una sola audizione in commissione ambiente e
nessuno dei gruppi politici, tranne pochi, soprattutto quelli di
maggioranza, nessuno ha fatto la levata di scudi che ho ascoltato
volentieri per quanto riguarda i siti potenziali dello stoccaggio
delle scorie nucleari. Non ci sono territori di serie a o di serie
b. Questo governo regionale senza nessun confronto con i territori
ha individuato come siti di stoccaggio potenziali di amianto la
miniera bosco di San Cataldo, la miniera di Milena, Pasquasia e
Biancavilla. E allora ci sarebbe piaciuto, Presidente, che allo
stesso modo si fosse fatto un confronto con i territori, con i
comitati per la scelta di quei siti potenziali di stoccaggio
amianto, quelli sì Presidente che sono stati calati dall'alto senza
nessun confronto con il territorio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ero indeciso
se intervenire perché comunque il buon andamento, la relazione
dell'assessore, del governo su quanto già il governo prontamente
sta impostando con la costituzione di questo nucleo di lavoro, di
questa commissione che produrrà tutti i documenti necessari
affinché nessuno dei quattro siti individuati tra i siti potenziali
in Sicilia, possa essere individuabile come deposito nazionale.
Questo l'obiettivo che il governo a livello amministrativo sta
cercando di fare e sono sicuro che alla fine di questi sessanta
giorni sarà una conclusione positiva per la Sicilia e i siciliani.
Qui però c'è un tema politico in cui la parte che oggi governa il
Paese, che poi tra l'altro è la parte politica che indica i vertici
della società dell'ente Sogin, ha fatto sì che Sogin individuasse
67 siti potenziali tra cui quattro in Sicilia e voglio ricordare di
questi quattro siti uno è accanto a un sito che è patrimonio
dell'Umanità, sito collegato al circuito Unesco e l'altro, è
all'interno del Parco delle Madonie che, come giustamente ricordava
l'assessore, è uno dei pochi siti in Italia appartenente al
circuito internazionale di Geopack.
Oggi io mi sarei aspettato da parte degli amici del PD e del
Movimento cinque stelle ammenda su quanto fatto dal Governo
nazionale. Abbiamo sentito negli interventi precedenti addirittura
del fatto che il Presidente della Regione Nello Musumeci nel 2009
forse era sottosegretario di un Governo con la delega al lavoro, ma
cosa c'entra cari colleghi? Come vi permettete? Oppure
l'individuazione di che cosa? Dell'amianto? Settant'anni che
raffiniamo il 40 per cento della benzina per gli italiani in
Sicilia e se ci fossero dei meccanismi compensativi in cui la
Sicilia dovesse essere fuori dai depositi potenziali di scorie
nucleari al di là della produzione che c'è? Ma cosa ci sarebbe di
male? Io avrei voluto sentire questo e non che due anni fa è stato
approvato dall'Assemblea un ordine del giorno su che cosa?
E allora, Presidente, io ritengo che dobbiamo fare un'operazione
verità perché se dobbiamo sentire dai colleghi del PD e del
Movimento cinque stelle che non c'è niente, addirittura ho sentito
un intervento - parlate con uno che è sempre dall'inizio alla fine
in ogni seduta, quindi credo di avere il diritto di parlare -
quando sento dall'onorevole Di Pasquale sì siamo stati anche
tranquillizzati perché l'onorevole Barbagallo, il segretario del
PD, ha fatto in modo che il Gruppo parlamentare si potesse
confrontare coi vertici nazionali eccetera, eccetera .
Noi non l'abbiamo avuta questa possibilità, io non mi sento
tranquillo dal fatto che lo Stato italiano abbia individuato
quattro siti potenziali in Sicilia, uno nel parco delle Madonie e
l'altro accanto Segesta Selinunte. Non lo trovo un fatto positivo
per la Sicilia. Io mi sarei aspettato qua le prese di distanza dal
Governo nazionale No, va bene, sì, respingiamo, rispettiamo i
siciliani ed altro. La presa di distanza dei partiti che governano
oggi l'Italia per quello che hanno prodotto.
Ed a me dispiace perché questo doveva essere probabilmente un
dibattito sereno, ma nel momento in cui vedo nella mozione
presentata dai Cinque Stelle che si fa riferimento puro alla
mozione come se il Governo fosse stato inerme, che ha lavorato
immediatamente dopo aver ricevuto un avviso da parte di questa
società. Non si può. Io lo vorrei, io non so se voi colleghi
l'avete visto questo avviso, io l'ho scaricato, l'ho letto, una
paginetta. Depositonazionale.it, una paginetta tre capoversi,
potete fare voi, le Regioni, le vostre controdeduzioni entro 60
giorni se non vi sono stati trasmessi gli atti perché non li
trovate sul sito ve li potete andare a vedere in cinque siti. E
parliamo di scorie nucleari, in Sicilia E non ci sono problemi,
tanto dobbiamo metterli da qualche parte, ma perché preoccuparci.
E' come quando ci hanno messo le raffinerie, e concludo. Ma non ci
sono problemi, porteranno lavoro, benefici economici, non è vero.
In parte hanno distrutto la Sicilia Ed allora noi questo problema,
siccome la forma è sostanza, in politica, e non è tra i quattro
siti potenziali su 67, non ce li vogliamo questi 4 siti potenziali
su 67
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, la prego di concludere.
ARICO'. Così come il Governo nazionale ha ritenuto ad esempio, e
concludo, di non mettere nella fase di investimento del Recovery
found il famoso ponte sullo stretto, dopo che sono state approvate
le mozioni.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò deve concludere. Sta affrontando altri
argomenti.
ARICO'. Io vi dico la forma è sostanza. Il Governo ha deciso, ha
deciso di non mettere, e allora che non mettano anche i siti per il
ricovero nucleare.
PRESIDENTE. Bene colleghi, procediamo. L'onorevole Cordaro mi fa
un cenno che vuole brevemente arricchire la sua relazione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sento voci.
PRESIDENTE. Colleghi vi prego di non, di non polemizzare,
ascoltiamo l'Assessore che ci deve riferire e contribuire a questa
seduta d'Aula.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, Presidente,
mi scusi, intanto io volevo sapere una cosa da lei. Io ho due
mozioni.
PRESIDENTE. Sono tre, nel fascicolo sono tre.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sempre due ne
ho, nel senso che le ho chieste e me ne sono state date due.
Quindi, se mi date anche la terza.
PRESIDENTE. Si riferisce agli ordini del giorno.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ah, e dove sono
le mozioni?
PRESIDENTE. Lei ha degli ordini del giorno. Nel fascicolo allegato
all'ordine del giorno della seduta 245 ci sono tre mozioni. Una il
primo firmatario è l'onorevole Lo Curto con altri colleghi, una è
493, 492 e 497, una dell'onorevole Di Mauro, Lentini, Compagnone e
una Palmeri, Foti ed altri.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora
Presidente, io le mozioni .
PRESIDENTE. Le ha potute vedere solo adesso.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Brava.
PRESIDENTE. Ho capito, va bene. Allora, diciamo, la parte
dell'impegno, è insomma abbastanza omogenea per tutti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, ma
Presidente, per concludere questa giornata. Se la parte
dell'impegno è legata per tutti a redigere delle motivazioni che
abbiano diciamo sostanza e che possano, al netto delle
rassicurazioni che ho sentito, delle preoccupazioni strumentali che
ho pure sentito, perché poi non si capisce bene se mi devo fidare
delle rassicurazioni dell'onorevole Trizzino, che io vorrei
fortemente credere, o quelle dell'onorevole Barbagallo, oppure
delle preoccupazioni di altri colleghi che hanno fatto diversi dai
suoi ma non ci entro nel merito perché sono di troppo alto profilo.
Rispetto a questo dico che se le mozioni, hanno come obiettivo
quello di rendere edotto il parlamento delle argomentazioni, non ho
nulla in contrario perché noi siamo trasparenti sempre come Governo
Musumeci, e quindi certamente le argomentazioni che scriveremo per
inviarle a Roma intanto saranno patrimonio di tutto il Parlamento,
perché il Presidente Musumeci per primo ha ritenuto di coinvolgere
il Parlamento medesimo volendo che di questo gruppo di studio
facesse parte il Presidente della IV o un suo delegato.
Non credo di dovere dare risposte perché è stato un dibattito
nella stragrande maggioranza degli interventi, assolutamente serio,
assolutamente competente devo dire, evidentemente c'è qualcuno che
non ricordava che le controdeduzioni dovevano esser fatte in quella
finestra, della quale bene ha parlato l'onorevole Palmeri che
andava dall'aprile al giugno 2016, e che magari, potrebbe essere
possibile, io questo non lo so, la mozione del 2018, che pure aveva
un senso, finiva per avere un sapore non costruttivo ma
probabilmente strumentale, perché quello che si doveva dire, forse
lo si doveva dire due anni fa e al governo non c'eravamo noi.
Devo dirvi con grande franchezza che, quello che più si è
adombrato nel confronto che abbiamo fatto in questi giorni è stato
proprio il sindaco di Trapani; che non è del mio partito come il
collega Dipasquale sa, perché non riesce ancora a spiegarsi come
abbia potuto fare un governo amico a non sentire la necessità di
comunicare almeno ai sindaci di centro sinistra che Trapani, in
quel caso, era stato individuato come uno dei quattro siti
potenziali della Sicilia. Però lo abbiamo rassicurato, come Governo
Musumeci, perché gli abbiamo detto che ci sarà comunque un lavoro
di due mesi di approfondimento e che saremo in grado di dare le
risposte idonee per salvare anche Trapani, dalla possibilità
denegata, noi diciamo, della possibilità di ricevere un deposito
radioattivo.
Ho anche ascoltato, e di questo un po' mi sono dispiaciuto, perché
prima di fare riferimento a un sottosegretario alle politiche
sociali del 2011, mi sarei aspettato che qualcuno avesse
consigliato al Ministro Costa, col quale mi onoro di avere un
rapporto cordiale e costruttivo, di non dire in Parlamento com'è
accaduto il 9 gennaio che non ne sapeva nulla e che era pronto a un
rinvio, perché noi, come immagino tutti i deputati presenti, siamo
contro il rinvio per un verso perché siamo contro l'infrazione
europea e l'infrazione europea la paghiamo di tasca tutti gli
italiani, e per altro verso perché essendo stato asseverato, il
lavoro della Sogin, dal Ministero per lo Sviluppo economico e dal
Ministero per l'ambiente, è assolutamente chiaro che il Ministro
per l'Ambiente non poteva non saperlo.
E' stata una risposta precisa al dibattito che si è svolto in
Parlamento e che ha evidentemente visto il Ministro in una fase di
distrazione, uno scivolone ci può stare, ma sicuramente il Ministro
sarà in condizione di dare alla Sicilia quel supporto che il
Governo Musumeci, ma sono convinto il Gruppo parlamentare del
Movimento Cinque Stelle, al di là delle inesattezze di questa sera,
riuscirà a dare per fare in modo che la Sicilia esca da questo
moderato incubo.
E allora, in ragione delle argomentazioni invece costruttive, che
sono state le più, io sono convinto che si possa continuare a
lavorare insieme perché l'obiettivo è comune ed in ragione di
questo, io, signor Presidente, do il mio parere favorevole alle
mozioni che sono state presentate, non tanto nella parte
discorsiva, dove gli accenni polemici che, come avete visto, io e
nessuno del Governo ha utilizzato in questi giorni, e ve ne
sarebbero state di occasioni e di temi.
Resto fermo al dato tecnico-scientifico, alla tutela della Sicilia
e, quindi, do il mio parere favorevole nella parte dispositiva,
soprattutto là dove si dice che: Come è corretto che sia, il
Parlamento venga messo a conoscenza dell'attività che il gruppo di
studio, a tutela della Sicilia, porterà avanti. .
PRESIDENTE. Si passa alla votazione delle mozioni.
Pongo in votazione la mozione n. 492, Interventi urgenti presso
il Governo nazionale in merito alla proposta di localizzazione nel
territorio regionale di siti potenzialmente idonei allo stoccaggio
di scorie radioattive , a firma degli onorevoli Di Mauro, Lentini e
Compagnone. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
CAPPELLO. Mancano i presentatori in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, non è necessaria la presenza in
Aula dei presentatori.
Il Movimento Cinque Stelle ed il Partito democratico votano
contrari.
(Non è approvata)
Pongo in votazione la mozione n. 493 Iniziative volte ad evitare
che la Sicilia divenga sede definitiva per la collocazione del
Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco
Tecnologico , a firma degli onorevoli Palmeri, Foti, Mangiacavallo,
Tancredi e Pagana. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la mozione n. 497 Diniego all'individuazione
in Sicilia di siti potenzialmente idonei ad accogliere rifiuti
radioattivi e combustibile nucleare , a firma degli onorevoli Lo
Curto, Bulla e Genovese. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Assessori e colleghi, abbiamo distribuito gli ordini del giorno n.
411 ed il n. 422, che vengono accettati come raccomandazione.
Le interrogazioni le riteniamo assorbite.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 26 gennaio
2021, alle ore 16.00, con il seguito dell'ordine del giorno.
La seduta è tolta alle ore 19.22 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
246a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 26 gennaio 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n.
19 recante norme sul governo del territorio (n. 911/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso ai corsi
universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264 (n.
766/A) (Seguito)
Relatore: on. Sammartino
3) Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)
Relatore: on. Savona
4) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
5) Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane. (n.
783/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
6) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in ordine al riconoscimento della funzione sociale
educativa degli oratori (n. 921).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021
Inviato il 18 gennaio 2021.
Parere VI.
- Misure per la valorizzazione delle professionalità del personale
di ruolo della Regione Siciliana (n. 923).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021
Inviato il 18 gennaio 2021.
- Interpretazione delle disposizioni di cui all'articolo 51, comma
3 e all'articolo 52 commi 1 e 6 della legge regionale n. 9/2015 (n.
926).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021
Inviato il 18 gennaio 2021.
- Disposizioni in materia di personale (n. 927).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 12 gennaio 2021
Inviato il 18 gennaio 2021.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Disposizioni urgenti di sostegno della filiera della
ristorazione siciliana (n. 924).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021
Inviato il 18 gennaio 2021.
- Disposizioni per lo smaltimento dei PFU - Pneumatici Fuori Uso
(n. 925).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021
Inviato il 18 gennaio 2021.
- Disposizioni per la promozione del consumo consapevole di
prodotti agroalimentari sostenibili e di qualità e la promozione
delle filiere corte' (n. 928).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021
Inviato il 19 gennaio 2021.
- Riconoscimento regionale delle organizzazioni di produttori
della pesca (n. 930).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021
Inviato il 19 gennaio 2021.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme per la tutela della qualitàÌ dell'aria ambiente al fine di
salvaguardare l'ambiente e la salute pubblica (n. 920).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 18 gennaio 2021.
Parere I e III.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione dell'Albo regionale delle Istituzioni di Alta
Cultura (n. 919).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 18 gennaio 2021.
- Misure per la valorizzazione dell'immagine dei beni culturali
ambientali e turistici siciliani (n. 922).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 18 gennaio 2021.
- Norme per la tutela e la regolamentazione dei campeggi didattico
- educativi nel territorio della Regione (n. 929).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 18 gennaio 2021.
Parere III.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi in favore del personale medico titolare di incarico a
tempo indeterminato nel ruolo dell'Emergenza Sanitaria Territoriale
e del personale medico, titolare di rapporti di continuità
assistenziale, riconosciuto inidoneo al servizio (n. 918).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 18 gennaio 2021.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Tancredi con nota prot. n. 282-
ARS/2021 del 14 gennaio 2021, ha ritirato il disegno di legge n.
850 Istituzione del servizio di Psicologia di base , presentato il
15 ottobre 2020.
Annunzio di interpellanza
N. 370 - Chiarimenti urgenti circa le procedure adottate per lo
screening di studenti e docenti in previsione della riapertura
degli istituti scolastici fissata al 18 gennaio 2021.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Istruzione e Formazione
Lupo Giuseppe; Dipasquale Emanuele; Arancio Giuseppe Concetto;
Barbagallo Anthony Emanuele; Catanzaro Michele; Cracolici Antonino;
Gucciardi Baldassare
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 494 - Riconoscimento del gettito IVA alla Regione siciliana.
Tancredi Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Pagana Elena
Presentata il 14/01/21
N. 495 - Completamento dei lavori di ristrutturazione del centro
di riabilitazione multidisciplinare CRIM di Enna.
Di Mauro Giovanni; Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe
Presentata il 14/01/21
N. 496 - Misure dirette a sostenere il comparto agroalimentare
colpito dalla crisi determinata dalla pandemia da Covid-19.
Lo Curto Eleonora; Bulla Giovanni; Genovese Luigi
Presentata il 18/01/21
N. 497 - Diniego all'individuazione in Sicilia di siti
potenzialmente idonei ad accogliere rifiuti radioattivi e
combustibile nucleare.
Lo Curto Eleonora; Bulla Giovanni; Genovese Luigi
Presentata il 19/01/21
Le mozioni, saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione, ad eccezione della mozione n. 497 già calendarizzata.
.
Allegato B
Mozioni e interrogazioni sulla questione dell'individuazione di
alcune zone della Regione destinate ad accogliere siti di
stoccaggio di materiale radioattivo