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Resoconto d'Aula della Seduta n. 246 di martedì 26 gennaio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.28

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


   Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge  «Intervento
  correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme
  sul governo del territorio» (n. 911/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto  2020,
  n. 19 recante norme sul governo del territorio» ( n. 911/A).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Invito  il  Presidente  della Commissione  e  relatore,  onorevole
  Savarino, a svolgere la relazione.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto alla
  relazione scritta.

   PRESIDENTE.  Non  essendoci interventi  in  discussione  generale,
  iniziamo direttamente con  il fascicolo.
   Onorevoli  colleghi,  siccome iniziamo la  trattazione  di  questo
  disegno  di legge, vorrei ricordare a tutti che questo è un disegno
  di  legge  che nasce per trovare soluzione alle obiezioni che  sono
  state fatte dal Consiglio dei Ministri.
   Per  cui,  all'interno  del testo, siccome sono  stati  presentati
  degli  emendamenti, se facciamo un altro disegno di legge è  chiaro
  che  viene  meno  la motivazione del perché stiamo  facendo  queste
  correzioni. Per cui, mi dice l'assessore Cordaro, tranne un paio di
  emendamenti  che sono stati valutati e che immagino possano  essere
  utili  ai  chiarimenti  che  dobbiamo  fornire  al  Consiglio   dei
  Ministri, io non accetterò nessun tipo di emendamenti che non siano
  specificatamente rivolti al chiarimento nei confronti del Consiglio
  dei Ministri delle obiezioni che sono state fatte.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Come lei ha ben detto, Presidente, è  un  disegno  di
  legge che viene incontro, insomma recepisce, tra virgolette, quelle
  che  sono state le riflessioni che ha fatto il Governo nazionale  e
  che sono oggetto dell'impugnativa.
   Ricordo  a  me stesso, ma lo ricordo a tutta l'Aula,  che  l'unica
  forza parlamentare - l'assessore Cordaro se mi ascolta

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, vada avanti.

   BARBAGALLO. L'unica forza parlamentare che non ha votato la  legge
  è  stato  il Partito Democratico, quindi noi ci aspettavamo  che  a
  fare gli emendamenti fosse stato oggi il Partito Democratico.
   Noi,  per senso di responsabilità, a seguito dell'impugnativa  del
  Governo nazionale, non abbiamo fatto un solo emendamento; c'è  solo
  un   passaggio  che  il  Presidente  Savarino  ha  condiviso   come
  Commissione.   Ci   sorprende  il  fatto  che  parlamentari   della
  maggioranza,  e  forse  parlamentari  che  sostengono  il  Governo,
  abbiano  formalizzato  una serie di emendamenti  che  non  soltanto
  ingolfano il procedimento, ma che rischiano di compromettere  anche
  ulteriori eventuali impugnative anche su questa legge, e credo  che
  sull'ammissibilità, una verifica andrebbe fatta anche come Uffici.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non so se lei ha sentito  quello
  che  io  ho  detto prima del suo intervento, e cioè che  tutti  gli
  emendamenti,  tranne  un  paio, non sono  considerati  ammissibili,
  nemmeno  li  discuteremo.  Non  mi sembra,  peraltro,  che  ci  sia
  l'impegno  delle  forze  parlamentari,  c'è  qualche  deputato  che
  legittimamente  avendo  il diritto di farlo,  ha  presentato  degli
  emendamenti, ma niente di più di questo.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
    Modifiche all'articolo 8  Semplificazione e flessibilità' della
                            legge regionale
                         13 agosto 2020, n. 19

     1. Il comma 5 dell'articolo 8 della legge regionale 13 agosto
                       2020, n. 19 è abrogato».

   Sono  stati presentati emendamenti. Io inviterei a ritirare questi
  emendamenti, sennò comunque vengono considerati inammissibili,  per
  cui l'articolo 1, di fatto, è senza emendamenti.
   L'onorevole Grasso ha ritirato quelli suoi. L'onorevole Lo Giudice
  è  in Aula? Gli emendamenti sono tutti da ritirare, perché non sono
  ammissibili.  Già  ritirati  tutti, per  cui  come  vede  onorevole
  Barbagallo abbiamo già sistemato la questione.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
  Modifiche all'articolo 15 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19
           Elementi di pianificazione territoriale regionale'

   1. Al  comma  l dell'articolo 15 della legge regionale  13  agosto
      2020, n. 19 le parole "di concerto con l'Assessorato regionale dei
      beni culturali e dell'identità siciliana," sono soppresse».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
  Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19
                Valutazione ambientale strategica (VAS)'

   1.  Al  comma 5 dell'articolo 18 della legge regionale  13  agosto
  2020,  n.  19 le parole  designati come zone di protezione speciale
  per la conservazione degli uccelli selvatici (ZPS) ovvero di quelli
  classificati  come  siti  di importanza comunitaria  (S1C)  per  la
  protezione  degli  habitat naturali e della  flora  e  della  fauna
  selvatica,  sono sostituite dalle seguenti:  appartenenti alla Rete
  Natura 2000 .

   2.  I  commi  8, 9 e l0 dell'articolo 18 della legge regionale  13
  agosto 2020, n. 19 sono abrogati».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
  Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19
         Contenuti del Piano territoriale regionale con valenza
                         paesaggistica (PTR)'

   1.  La  rubrica dell'articolo 19 della legge regionale  13  agosto
  2020,  n.  19  è così sostituita: "Contenuti del Piano territoriale
  regionale con valenza economico-sociale (PTR) .

   2. Il comma l dell'articolo 19 della legge regionale n. 19/2020  è
  così  sostituito:  "il  Piano territoriale  regionale  con  valenza
  economico-sociale,  di  seguito  denominato  PTR,  costituisce   lo
  strumento  di proiezione territoriale delle strategie  di  sviluppo
  economico e sociale di breve, medio e lungo termine con le quali la
  Regione  realizza, orienta, indirizza e coordina la  programmazione
  delle  risorse  e  la pianificazione strategica,  di  coordinamento
  territoriale  e urbanistica delle Città metropolitane,  dei  liberi
  Consorzi comunali e dei comuni, singoli o associati".

   3. Il comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale n. 19/2020  è
  così  sostituito: "1 contenuti e le procedure del PTR sono definiti
  da apposito atto di indirizzo della Giunta di Governo regionale, su
  proposta  dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
  entro  sessanta  giorni  dalla data  di  entrata  in  vigore  della
  presente legge ".

   4.  Il  comma dell'articolo 19 della legge regionale n. 19/2020  è
  così  sostituito:  "L'atto  di  indirizzo  di  cui  al  comma  2  è
  aggiornato     periodicamente,    con    particolare    riferimento
  all'introduzione  di  norme  nazionali o  regionali  inerenti  alle
  materie di pertinenza del Piano .

   5.  Il  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale  13  agosto
  2020, n. 19 è abrogato.

   6.  Al  comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale  13  agosto
  2020,  n.  19  le parole "del paesaggio e" e le parole "di  qualità
  paesaggistica" sono soppresse.

   7.  Al  comma 6, lettera f) dell'articolo 19 della legge regionale
  n.  19/2020 le parole "culturali" e "paesaggistiche" sono soppresse
  e  dopo  le  parole  "in  conformità con le  previsioni  del"  sono
  aggiunte le seguenti: "piano paesaggistico, del".

   8.  Dopo  il  comma  8 dell'articolo 19 della legge  regionale  n.
  19/2020 è inserito il seguente:

   "9.  Gli  interventi sui beni paesaggistici sono ammessi nei  soli
  casi  e  limiti  previsti dal piano paesaggistico regionale  ovvero
  dalla  disciplina  d'uso dei beni paesaggistici, dettata  ai  sensi
  degli  articoli 140 e 141-bis del Codice dei beni culturali  e  del
  paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Le
  previsioni dei piani paesaggistici non sono derogabili dagli  altri
  strumenti   pianificatori,  sono  cogenti  e  sono   immediatamente
  prevalenti  sulle disposizioni difformi eventualmente contenute  in
  altri strumenti, ai sensi degli articoli 143, comma 9, e 145, comma
  3,  del  Codice.  Gli  enti locali e gli enti  gestori  delle  aree
  naturali   protette  conformano  o  adeguano   gli   strumenti   di
  pianificazione urbanistica e territoriale alle previsioni dei piani
  paesaggistici, assicurando la partecipazione degli organi regionali
  preposti alla tutela paesaggistica, ai sensi dell'articolo 145  del
  Codice dei beni culturali e del paesaggio."».

   E'  stato  presentato dalla Commissione l'emendamento 4.3.  E'  un
  emendamento tecnico, onorevole Savarino.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
    Modifiche all'articolo 21 della legge regionale 13 agosto 2020,
        n. 19 Procedimento di formazione del Piano territoriale
                              regionale'

     1.  Al  comma l dell'articolo 21 della legge regionale 13 agosto
   2020,  n.  19, le parole "di concerto con l'Assessorato  regionale
   dei beni culturali e dell'identità siciliana," sono soppresse.

   2. Al comma 2, dell'articolo 21 della legge regionale n. 19/2020 le
      parole "di concerto con l'Assessorato regionale dei beni culturali
      e dell'identità siciliana" sono soppresse».

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
  Modifiche all'articolo 22 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19
     Contenuti del piano territoriale consortile (PTC) e del piano
                   della Città metropolitana (PCM)'

   1.  Al  comma 2, lettera d) dell'articolo 22 della l.r. n. 19/2020
  le parole "e culturali" sono soppresse.

   2.  Al comma 6, lettera d) dell'articolo 22 della l.r. n. 19/2020,
  la    parola   "idrogeologica"   è   sostituita   dalla   seguente:
  "idrologica"».

   C'è  questo  dell'onorevole Barbagallo. Ero quello di cui  parlava
  che  era  stato  concordato? No? Allora è  ritirato  anche  questo,
  ovviamente.

   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
                                Art. 7.
  Modifiche all'articolo 24 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19
               Procedure di formazione del PTC e del PCM'

       1. Al comma l dell'articolo 24 della l.r. n. 19/2020 sono
   apportate le seguenti modifiche: le parole "comune capoluogo del
  libero Consorzio comunale" sono sostituite dalle seguenti: "libero
   Consorzio comunale" e le parole "dal comune capoluogo della Città
      metropolitana" sono sostituite dalle seguenti: "dalla Città
                           metropolitana ".

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
                               «Art. 8.
    Modifiche all'articolo 25 della legge regionale 13 agosto 2020,
    n. 19  Contenuti del Piano urbanistico generale comunale (PUG)'

     1.  Il comma 3, lettera l) della legge regionale 13 agosto 2020,
   n.   19   è  così  sostituito:  "annovera  i  beni  paesaggistici,
   ambientali,   culturali  e  storico-architettonici  sottoposti   a
   tutela".

     2.  Il comma 3, lettera p) della legge regionale 13 agosto 2020,
   n.  19  è così sostituito: "alla luce dei principi di contenimento
   del  consumo  di suolo, in conformità con la programmazione  dello
   sviluppo  rurale, disciplina gli interventi produttivi  nel  verde
   agricolo, nel rispetto di quanto prescritto all'articolo 37"».

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Presidente,
  posto che lei già è stato esaustivo, non ritorno sull'argomento. In
  realtà,  l'8.2  migliora  la terminologia. Vorrei  che  l'onorevole
  Barbagallo che insieme all'onorevole Trizzino, per i due Gruppi  di
  opposizione, hanno costruttivamente contribuito alla costruzione...

   PRESIDENTE.  Assessore, mi scusi se la interrompo, ma  gli  Uffici
  ritengono che non sia così; per cui, se è ritirato è meglio.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Pazienza,
  benissimo.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. L'8.1, se il Governo, ma sono stati ritirati comunque,
  quindi  a  meno  che  non  ci  siano  motivazioni  particolari  per
  rimetterlo.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  No,  se  sono
  stati ritirati, andiamo avanti col ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 8.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
  Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
    19  Procedimento di formazione ed approvazione del PUG e delle
                          relative varianti'

   1.  Al  comma l dell'articolo 26 della legge regionale n.  19/2020
  terzo  periodo  le  parole "dello studio" sono  sostituite  con  le
  seguenti: "lo studio".

   2.  Al  comma 4, lettera f) dell'articolo 26 della legge regionale
  n. 19/2020 le parole "e identifica i beni culturali e paesaggistici
  da considerare quali invarianti e" sono soppresse.

   3.  Dopo  il  comma 14 dell'articolo 26 della legge  regionale  n.
  19/2020  è inserito il seguente comma 14 bis: "Entro il termine  di
  dieci  giorni dalla chiusura della Conferenza di pianificazione  il
  responsabile  del  procedimento trasmette  al  consiglio  comunale,
  ovvero  ai  consigli comunali nel caso di piano in forma associata,
  una  relazione  istruttoria unitamente al progetto di  PUG  per  la
  presa  d'alto e l'eventuale introduzione di modifiche al  piano  da
  effettuarsi entro trenta giorni dalla ricezione. "

   4.  Al  comma 15 dell'articolo 26 della legge regionale n. 19/2020
  le  parole "dalla chiusura della Conferenza di pianificazione" sono
  sostituite  dalle  seguenti:  "dalle determinazioni  del  Consiglio
  comunale o dei Consigli Comunali,".

   5.  Al  comma 16 dell'articolo 26 della legge regionale n. 19/2020
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  le  parole  "trenta  giorni" sono sostituite  dalle  seguenti:
  "sessanta giorni";

   b)  le parole "che il Consiglio comunale è tenuto a valutare  sono
  sostituite  dalle  seguenti:  "Nei  successivi  trenta  giorni   le
  osservazioni, visualizzate su apposite planimetrie e contro dedotte
  dal  progettista  del  piano, sono trasmesse dal  responsabile  del
  procedimento al Consiglio comunale per la dovuta valutazione."

   6.  Al  comma 18 dell'articolo 26 della legge regionale n. 19/2020
  sono  apportate  le  seguenti modifiche: le  parole  "Entro  trenta
  giorni  dalla  chiusura  della seduta  prevista  al  comma  17,  il
  responsabile  del  procedimento trasmette  al  Consiglio  comunale,
  ovvero  ai  Consigli comunali nel caso di piano in forma associata,
  la  proposta  di  deliberazione per la  approvazione  del  PUG,  da
  effettuarsi entro trenta giorni dalla ricezione. Nel caso in cui il
  Consiglio comunale richieda l'introduzione di modifiche al progetto
  di  PUG,  il piano è rinviato al responsabile del procedimento  che
  acquisisce, entro trenta giorni, 'il parere della Conferenza  sulle
  modifiche  introdotte:  Nei successivi  dieci  giorni  il  piano  è
  inviato al Consiglio comunale per la definitiva approvazione che  è
  deliberata entro i successivi trenta giorni." sono sostituite dalle
  seguenti: "Entro trenta giorni dalla chiusura della seduta prevista
  al   comma  17,  il  responsabile  del  procedimento  trasmette  al
  Consiglio comunale, ovvero ai Consigli comunali nel caso  di  piano
  in   forma   associata,  la  proposta  di  deliberazione   per   la
  approvazione  del  PUG, da effettuarsi entro  trenta  giorni  dalla
  ricezione."».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
   Modifica all'articolo 27 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
       19 Disciplina del patrimonio culturale dei beni isolati'

   1.  L'articolo 27 della legge regionale 13 agosto 2020,  n.  19  è
  abrogato».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
    Modifica all'articolo 36 della legge regionale 13 agosto 2020,
        n. 19  Interventi di compensazione urbanistica a tutela
                            dell'ambiente'

     1.  Il  comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale 13 agosto
   2020, n. 19 è così sostituito:
     "3. Nell 'ipotesi di delocalizzazione o riqualificazione di siti
   produttivi dismessi o di manufatti, legittimamente realizzati,  in
   degrado  o incongrui, in quanto suscettibili, per impatto  visivo,
   per dimensioni planivolumetriche o per caratteristiche tipologiche
   e  funzionali,  di snaturare o di alterare in modo  permanente  la
   caratteristica di un luogo, della sua identità storica,  culturale
   o  paesaggistica, la compensazione si connota come  paesaggistico-
   ambientale  e  consiste  nell'attribuzione  premiale  di   diritti
   edificatori ai proprietari interessati".

     2.  Il  comma  5  dell'articolo  26  della  l.r.  n.  19/2020  è
   abrogato».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
   Modifica all'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
    19  Tutela e pianificazione del territorio rurale e tutela dei
                        boschi e delle foreste'

    1. L'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 è
                           così sostituito:

                                Art. 37.
               Interventi produttivi nel verde agricolo.

   l. Nelle zone destinate a verde agricolo dai PUG o dagli strumenti
  urbanistici  vigenti,  sono ammessi impianti  o  manufatti  edilizi
  destinati alla lavorazione o trasformazione di prodotti agricoli  o
  zoo tecnici locali ovvero allo sfruttamento a carattere artigianale
  di   risorse  naturali  locali  tassativamente  individuate   nello
  strumento urbanistico.

   2.  I permessi di costruire rilasciati ai sensi del comma l devono
  rispettare le seguenti condizioni:

   a)  rapporto  di copertura non superiore a un decimo dell'area  di
  proprietà proposta per l'insediamento;

   b) distacchi tra fabbricati non inferiori a m.10;

   c)  distacchi  dai cigli stradali non inferiori a  quelli  fissati
  dall'articolo 26 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495;

   d)  parcheggi  in  misura  non inferiore ad  un  quinto  dell'area
  interessata;

   e)  rispetto delle distanze stabilite dall'articolo 15 della legge
  regionale 12 giugno 1976, n. 78, come interpretato dall'articolo  2
  della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;

   f)  distanza  dagli  insediamenti  abitativi  ed  opere  pubbliche
  previsti  dagli  strumenti  urbanistici  non  inferiore   a   metri
  duecento, ad esclusione di quanto previsto dalla lettera c).

   3.  Previa autorizzazione delle amministrazioni competenti,  nelle
  zone  destinate  a  verde  agricolo è consentito  il  mutamento  di
  destinazione  d'uso dei fabbricati realizzati con  regolare  titolo
  abilitativo,  ancorché  non ultimati, a  destinazione  ricettivo  -
  alberghiera  e di ristorazione e per l'insediamento delle  attività
  di    bed  and  breakfast',  agriturismo  ed  annesse  attività  di
  ristorazione  ove sia verificata la compatibilità ambientale  della
  nuova destinazione ed il rispetto di tutte le prescrizioni igienico
  sanitarie  nonché  di  sicurezza. Nelle  zone  agricole  è  ammessa
  l'autorizzazione all'esercizio stagionale, primaverile  ed  estivo,
  dell'attività di ristorazione anche in manufatti destinati a civile
  abitazione e loro pertinenze, nel rispetto della cubatura esistente
  e  purché  la nuova destinazione, ancorché temporanea, non  sia  in
  contrasto,  con interessi ambientali e con disposizioni  sanitarie.
  La  destinazione  ricettivo-alberghiera  e  di  ristorazione  cessa
  automaticamente 'allorché cessi la relativa attività.

   4.  Nella Regione si applica il decreto legislativo 3 aprile 2018,
  n. 34 e successive modificazioni.

   5.  L'articolo 10 della legge regionale n. 16 del 6 aprile 1996  è
  abrogato. ».

   L'emendamento  12.5, a firma della Commissione, è  quello  di  cui
  parlavate prima.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Tamajo)

   PRESIDENTE.  Onorevole Tamajo, li abbiamo ritirati  tutti,  perché
  non è possibile fare   stiamo inserendo una cosa nuova che cambia

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, abbiamo valutato con estrema attenzione, lo vorrei dire
  a tutti i colleghi. e anche il 12.2 finisce per modificare il senso
  dell'accordo con lo Stato, quindi noi non possiamo accettarlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Tamajo,  teoricamente  non  è  che  non  è
  accettabile l'emendamento, ma siccome questa è una legge che  serve

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Non   è
  accettabile secondo  il criterio che ci siamo dati.

   PRESIDENTE.  Perché è soltanto una legge che serve per  aggiustare
  la  legge precedente. Poi, se si vuole, questo in una futura  legge
  si può ovviamente, anche sull'edilizia, lo possiamo tranquillamente
  inserire.  Quindi  non ce n'è da discutere, tranne  il  12.5  della
  Commissione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Le risponde  direttamente  io.  Non
  possiamo eliminare commi, perché sono già passati in Consiglio  dei
  Ministri, per cui è soltanto

   LACCOTO. No, ascolti, io non voglio eliminare niente. Vorrei  solo
  che  si aggiungesse il recepimento dinamico della  legge nazionale,
  altrimenti con la creazione del comma 4 e del comma 5 si  crea  una
  discrasia  fra quella che è la legge regionale e quella  nazionale,
  creando non pochi problemi, perché se è vero che noi

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, però c'è un comma 4 che  dice:   La
  Regione  applica il decreto legislativo 3 aprile 2018 e  successive
  modificazioni . Per cui, esiste già.

   LACCOTO.  Ma  c'è  un problema sulla legge 16, viene  praticamente
  soppresso  solo  l'articolo  10.  Secondo  me  -  parlo  pure   con
  l'Assessore  e con l'onorevole Barbagallo - basterebbe inserire  un
  subemendamento,  per  cui vengono recepite dinamicamente  le  norme
  nazionali, perché altrimenti si creano grossi problemi.

   PRESIDENTE.  Il  recepimento  delle  norme  nazionali   c'è   già,
  onorevole Laccoto.

   LACCOTO.  No,  c'è  solo  quello  del  decreto.  C'è  un  problema
  riguardante  il  fatto che noi qui abroghiamo  solo  l'articolo  10
  della  legge  16.  Io pongo all'attenzione questo,  perché  abbiamo
  diverse valutazioni su questo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Vediamo se ho capito bene io. L'onorevole  Laccoto  fa
  riferimento  alla  definizione di bosco. Per i lavori  che  abbiamo
  svolto in Commissione - testimone il Presidente, il Governo  e  gli
  Uffici  della  Commissione - una volta che si  recepisce  la  norma
  nazionale  -  vorrei che gli Uffici mi seguissero - in  materia  di
  forestazione, regime della forestazione, riteniamo recepito pure la
  definizione di bosco.
   L'onorevole  Laccoto, ora in Aula, se ho capito  bene,  dice:  per
  mero scrupolo, la cassiamo la definizione di bosco della legge  16,
  visto  che  non è sufficiente, a suo giudizio, il mero recepimento?
  Io  ho rilevato informalmente che è un recepimento dinamico. Quindi
  questo  è  il  punto: se è un recepimento dinamico  oppure  se  per
  scrupolo  l'Assemblea  vuole  abrogare  pure  l'articolo  4   della
  legge16, che fa riferimento alla definizione di bosco.

   PRESIDENTE.  Diventa dinamico nel momento in cui  c'è  scritto   e
  successive  modificazioni .  Per cui,  siccome  è  scritto,  perché
  dobbiamo creare problemi e andare a cambiare la legge che esiste?
   Si passa all'emendamento 12.5, a firma della Commissione. Lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                  Disposizione di tutela particolare

   1.  Al  titolo  VII della legge regionale 13 agosto 2020,  n.  19,
  dopo l'articolo 46 è inserito il seguente:

                             "Art. 46 bis.
                  Disposizioni di tutela particolare

   l.  Con  l'osservanza  delle procedure previste  dall'articolo  16
  della  legge  regionale  12  giugno 1976,  n.  78,  possono  essere
  concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma
  dell'articolo 15 della medesima legge limitatamente a:

   a) opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico;

   b)  opere  di  urbanizzazione primaria e  secondaria  connesse  ad
  impianti  turistico - ricettivi esistenti, nonché ad ammodernamenti
  strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi.

   2.  Con  l'osservanza delle procedure di cui all'articolo 7  della
  legge  regionale 11 aprile 1981, n. 65 e successive  modificazioni,
  possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera  a)
  del  primo  comma dell'articolo 15 della legge regionale 12  giugno
  1976,  n.  78  per  le  opere  di  manutenzione  straordinaria,  di
  ammodernamento  e  di potenziamento, strettamente  funzionali  alla
  sicurezza  dei  voli  negli aeroporti, dotate delle  autorizzazioni
  rilasciate dagli enti preposti."».

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  le  sottopongo, sempre per un  fatto  di  assoluta
  onestà  intellettuale, perché non contrasta  con  l'accordo  che  è
  stato   raggiunto  con  i  Ministeri,  la  possibilità  di   votare
  l'emendamento 13.2.
   Non  solo  non  va  in contraddizione con il testo,  ma  sotto  il
  profilo  tecnico, in buona sostanza, limita ancora di più  a  nuovi
  volumi  tecnici o interventi che non comportino l'aumento dell'area
  di sedime legittimamente occupata . Vorrei che l'Aula lo valutasse,
  fermo  restando  che tecnicamente non contrasta l'accordo.  Per  il
  resto mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Allora, se c'è questo parere da  parte  del  Governo,
  pongo  in  votazione  l'emendamento 13.2. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
    Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
           Modifica all'articolo 48 della legge regionale 13
                          agosto 2020, n. 19
           Poteri sostitutivi della Regione ed esecuzione del
                              giudicato'

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 48 della legge  regionale  13
  agosto 2020, n. 19 le parole "della legge regionale 10 agosto
  2016, n. 16 e successive modificazioni" sono sostituite dalle
  seguenti:  "dell'articolo 49, comma 2, della legge  regionale
  del 11 agosto 2017, n. 16."».

   Mi   dicono   gli  Uffici  che  l'emendamento  14.1,   sostitutivo
  dell'articolo 14,  migliorerebbe soltanto l'impostazione normativa,
  Assessore.

   CORDARO,  assessore peer il territorio e l'ambiente. Lo  confermo,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
    Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
        Modifica all'articolo 52 della legge 13 agosto 2020, n.
                                  19
                  Comitato tecnico scientifico (CTS)'

   1.  Al  comma 1, lettera b) dell'articolo 52 della legge regionale
  13   agosto  2020,  n.  19  dopo  le  parole  "sulle  procedure  di
  annullamento  di atti comunali illegittimi in materia  urbanistica"
  sono aggiunte le seguenti: "dell'articolo 39 del DPR 6 giugno 2001,
  n.  380,  recepito dall'articolo l della legge regionale 10  agosto
  2016, n. 16; "

   2.  Al  comma  1 dopo la lettera c) dell'articolo 52  della  legge
  regionale  n. 19/2020 è aggiunta la seguente: "d) esprimere  parere
  sui  piani territoriali ed urbanistici o le loro varianti"  di  cui
  all'art.53, comma l, della presente legge.".

   3.  Al  comma 4, lettera i) dell'articolo 52 della legge regionale
  n.  19/2020  prima delle parole "da un ingegnere" sono aggiunte  le
  seguenti: "da un pianificatore territoriale".

   4.  Al  comma 6 dell'articolo 52 della legge regionale n.  19/2020
  la parola  g),  è soppressa».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna gli
  onorevoli Caronia, Ternullo, Pagana e Foti.

   L'Assemblea ne prende atto.

   L'Assessore  Cordaro ha chiesto dieci minuti  di  sospensione  per
  rivedere una cosa, per cui, sono le ore 16.40, ci aggiorniamo  alle
  ore 17.00 in punto per votare il disegno di legge; chiaramente, per
  chi   lo  volesse  fare,   ci  saranno  prima  gli  interventi  per
  dichiarazione di voto.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 16.52)
                            (E' approvato)


   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   La   seduta  è  ripresa.  Ci  sono  interventi   per
  dichiarazione di voto?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dichiarazione  di  voto, se i colleghi mi danno la  possibilità  di
  intervenire.

   PRESIDENTE. Al banco del Governo, chiedo scusa, assessore Cordaro,
  chi  fa la dichiarazione di voto si rivolge a lei, grazie. E  anche
  gli onorevoli Lantieri, Falcone, per favore.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente.
   Siamo al quarto anno di Legislatura e arriva la prima riforma  del
  Governo  Musumeci;  un Governo Musumeci la cui composizione  voglio
  ricordare, signor Presidente, abbiamo contestato avverso un ricorso
  davanti  al Tribunale amministrativo regionale, la cui composizione
  in  questo  momento  il  Partito Democratico ritiene  assolutamente
  illegittima,  perché - com'è noto - non abbiamo presenze  di  donne
  nel Governo regionale. Una condizione che riporta, come abbiamo più
  volte  detto,  la Sicilia al Medioevo. Arriva la prima  riforma  di
  questa   Legislatura  quando  proprio  sull'urbanistica  le   altre
  regioni,  come,  ad esempio, l'Emilia Romagna, sono  arrivate  alla
  quarta  generazione di produzione legislativa regionale in  materia
  di governo del territorio.
   Noi  ci  asterremo sulla legge per alcune ragioni  che  brevemente
  proverò ad accennare. Innanzitutto, non viene risolta la questione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo,  chiedo  scusa,   per   favore
  assessore  Falcone, le devo chiedere scusa, uscite fuori se  dovete
  parlare,   grazie.   Colleghi  per  favore,  se  vogliamo   sentire
  l'intervento dell'onorevole Barbagallo, così poi votiamo.
   Prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Non  viene risolta nessuna delle  vicende  legate  ai
  tempi procedimentali che restano  particolarmente ingolfati, lunghi
  rispetto  alle  altre Regioni e che, certamente, questa  legge  non
  snellisce.
   Restano  lunghi  anche i tempi necessari per  i  vari  livelli  di
  progettazione  che, sostanzialmente, corrispondono a circa  quattro
  anni  per  avere  -  speriamo in quattro  anni  -  un  assetto  del
  territorio   complessivo  definito.  Tempi   procedimentali   -   e
  quest'Aula se ne è occupata bene più volte - che in questo  momento
  sono ingolfati dalle vicende che riguardano la Commissione Via-Vas.
  E,   signor  Assessore,  voglio  essere  chiaro:  nessuno  -  e  in
  particolare nessuno del Partito Democratico - è contro i componenti
  della  Commissione  Via-Vas, contro la loro competenza  e  perizia.
  Siamo  contrari  avverso le lungaggini che comporta  l'esame  della
  Commissione  Via-Vas. Per questo più volte in  Commissione  abbiamo
  chiesto  una  implementazione dei componenti della Commissione,  il
  Presidente  della Commissione lo sa bene, se serve siamo  pronti  a
  votare  da  subito  anche  in  questa  finanziaria  le  spese   per
  quadruplicare  i  componenti e arrivare ad una  definizione  celere
  degli  oltre  200  strumenti urbanistici che,  in  questo  momento,
  giacciono  nei cassetti dell'Assessorato e non risultano esitati  e
  che, certamente, questa legge non risolve.
   Non   ci  convincono  alcuni  elementi  contraddittori  nel  corpo
  normativo.  Non ci convince il regime transitorio per  i  piani  in
  esame perché in questo momento 200 Comuni hanno in corso l'iter  di
  approvazione  del  piano  regolatore,  soltanto  30  Comuni   hanno
  depositato  il  piano regolatore presso gli uffici dell'Assessorato
  e, facendo riferimento all'espressione  depositato  che è nel cuore
  della norma, ben 170 Comuni dovranno ricominciare daccapo.
   Non  ci  convincono come sono state affrontate alcune questioni  o
  meglio  come  non  sono state affrontate alcuni temi  nodali  delle
  questioni  del governo del territorio in Sicilia. Su tutte:  è  una
  legge che non affronta per niente il tema dell'abusivismo edilizio.
  Abbiamo abbandonato alcuni sindaci, alcune amministrazioni,  alcune
  zone   della  Sicilia,  li  abbiamo  condannate  a  convivere   con
  l'abusivismo. Era una riforma in cui bisognava avere il coraggio di
  inserire  alcune  risorse  per accompagnare  le  demolizioni  e  le
  rimessioni  in ripristino, soprattutto in alcune zone  vincolate  o
  sensibili dal punto di vista paesaggistico.
   E'  una  legge  del  governo del territorio che  non  affronta  la
  questione dei centri storici tanto cara ai siciliani. Del pari,  ci
  riporta  con  le lancette indietro al 1968 per quanto concerne  gli
  standard  urbanistici. Mentre in questo momento si sta  facendo  un
  ragionamento normativo importante a livello nazionale  per  voltare
  pagina  rispetto  agli standard del decreto ministeriale  1444  del
  1968  e,  quindi, accompagnare una urbanistica in Italia, e  quindi
  nelle  Regioni italiane, più vicina a quella americana o dei  paesi
  anglosassoni, riportiamo invece le lancette indietro al DM 1444 del
  1968  continuando ad ancorare l'urbanistica ad aree omogenee e agli
  standard vincolati.
   Nessun  riferimento, poi, a quella che dovrebbe essere  una  delle
  grandi  sfide di questo tempo e quindi le discariche, le bonifiche,
  l'inquinamento.
   Ci  preoccupa un'altra vicenda, signor Presidente, e non  vorremmo
  essere profetici. E' un norma che, per alcuni versi, è cervellotica
  e  sarà  di difficile applicazione. Occorreva accompagnare  questa,
  finora  l'unica  riforma  di  questa  legislatura,  con  corsi   di
  aggiornamento professionale, corsi di formazione, accompagnare  gli
  operatori  del  settore che da domani mattina saranno  chiamati  ad
  applicare  questa norma, con un processo di agevolazione normativa,
  per   agevolare  l'applicazione  in  tanti  contesti  in  cui  sarà
  veramente complicata.
   Abbiamo  chiesto a gran voce un regolamento di edilizia unico  per
  tutta  la  Sicilia. Abbiamo Comuni, tre-quattro  Comuni,  che  sono
  contermini, dove applichiamo tre-quattro normative.
   Per  finire, signor Presidente, come dicevo prima, speriamo di non
  essere   profetici,  continuiamo  ad  avere  tante  preoccupazioni;
  possiamo  definire  questo disegno di legge e,  tra  pochi  minuti,
  questa legge come un'occasione mancata; certamente il Parlamento  e
  il  Governo  potevano dare di più e varcare questo  tempo  con  una
  riforma certamente migliore.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                      «Intervento correttivo alla
    legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme sul governo
                      del territorio» (n. 911/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Intervento correttivo alla legge regionale 13
  agosto  2020,  n. 19 recante norme sul governo del territorio»  (n.
  911/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Sempre con il solito sistema Covid di votazione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                  55
   Votanti                   45
   Maggioranza               23
   Favorevoli                45
   Contrari                    0
   Astenuti                    8

                         (L'Assemblea approva)

   Comunico  che  gli  onorevoli Lo Curto  e  Lantieri  hanno  votato
  favorevolmente al disegno di legge.


   Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di progetto
  di  legge  da  proporre  al Parlamento della  Repubblica  ai  sensi
  dell'articolo  18  dello Statuto della Regione, recante  Abolizione
  del    numero   chiuso'   per  l'accesso  ai  corsi   universitari.
  Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264» (n. 766/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
  Repubblica  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione,
  recante  Abolizione  del   numero chiuso' per  l'accesso  ai  corsi
  universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999,  n.  264»  (n.
  766/A), posto al numero 2).
   Invito   i   componenti  la  V  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Intanto  nell'attesa che la Commissione prenda posto,  per  domani
  mattina  alle ore 11.00 ci sarà l'assessore Razza, se  lo  facciamo
  alle  ore  12.00  non riusciamo a fare niente perché  visto  che  è
  diversa  da  come  l'avevamo impostata  e  cioè  più  che  soltanto
  risposta alle interrogazioni che, invece, sarà data scritta a tutte
  le  interrogazioni, la facciamo con l'assessore Razza che verrà  in
  Aula, farà un suo intervento, spero non lungo, con cui sintetizzerà
  la  situazione  attuale e poi si aprirà un dibattito  con  i  tempi
  limitati che poi domani vi saranno comunicati, in modo che  massimo
  alle ore 13.00, 13.30 si possa completare.

   DIPASQUALE. Ci sta imbavagliando?

   PRESIDENTE.   No,   non  vi  sto  imbavagliando  anzi,   onorevole
  Dipasquale, sto dando un qualcosa in più rispetto a quello che  era
  previsto,  cioè  il  dibattito,  prima  erano  solo  interrogazioni
  parlamentari,  la  prego,  per  cui io  lavoro  nell'interesse  del
  Parlamento, né dell'una né dell'altra parte politica.
   Quindi,  domani  l'appuntamento  è  alle  ore  11.00.  E  poi  nel
  pomeriggio  si farà il disegno di legge sul CAS. È già  incardinata
  la legge. Facciamo questo se c'è il tempo lo facciamo.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Lentini,  per  svolgere  una
  piccola relazione sull'argomento.
   Colleghi, per favore, prendete posto.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   il
  disegno  di  legge  n.  766 è  Abolizione  del  numero  chiuso  per
  l'accesso ai corsi universitari ; si abolisce la legge del 2 agosto
  1999, n. 264.
   L'intenzione  perseguita dal legislatore nel  1999  di  introdurre
  l'accesso programmato ai corsi di laurea a ciclo unico in  medicina
  e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, medicina veterinaria,
  a  quelli  di primo e secondo livello nell'ambito delle professioni
  sanitarie,  ai  corsi  in scienze della formazione  primaria,  alle
  scuole  ed  ai  corsi  di specializzazione  per  medici  e  per  le
  professioni   legali,   nonché  ad   altri   percorsi   di   studio
  universitario  programmati  a  livello  nazionale  o  decentrato  a
  livello  di ateneo, sarebbe stata quella di limitare il  numero  di
  studenti,  riducendo  gli  oneri per  la  didattica  e,  almeno  in
  auspicio, determinando un miglioramento della qualità formativa con
  una preliminare selezione dei discenti.
   Per  varie ragioni, compresa l'insufficienza provvista di  risorse
  economiche  e,  verosimilmente, anche un'errata programmazione  del
  numero  di  studenti da ammettere annualmente, il numero chiuso  ha
  finito  per  produrre  conseguenze negative e  paradossali  per  il
  sistema universitario e per l'intero Paese che già presta un numero
  complessivo  di  laureati  inferiore a  quello  degli  altri  paesi
  europei  con  le  evidenti ricadute nei termini di competitività  e
  capacità di innovazione.
   In  particolare,  per  quanto attiene all'area  delle  professioni
  mediche e sanitarie le presenti restrizioni hanno condotto, per  un
  verso,  migliaia  di  studenti ad iscriversi a  corsi  promossi  da
  università  di  altri  paesi europei, costringendo  le  famiglie  a
  sostenere oneri pesanti e, sovente, discriminatori e, per  l'altro,
  determinando  la  costante insorgenza di contenziosi  di  fronte  a
  giurisdizioni amministrative in merito all'ammissione ai corsi.
   Egualmente  la previsione di una selezione su scala  nazionale  ha
  comportato un'irrazionale e costosa mobilità forzata degli studenti
  con  oneri  che  ricadono  sui relativi  nuclei  familiari.  Ma  la
  conseguenza  più  grave  e paradossale è emersa  in  tutta  la  sua
  attualità  durante l'emergenza legata alla pandemia da  Covid-19  e
  l'acclarata  carenza  di figure professionali  in  campo  medico  e
  nell'area sanitaria in genere, generata dagli effetti di  oltre  20
  anni  di  restrizioni di accesso e dall'insufficiente dotazione  di
  risorse per le borse di studio e per le specializzazioni di  medici
  rispetto all'ordinario turnover si registra una carenza nell'ordine
  di 700 medici per ogni anno.
   Come  confermato da studi promossi da associazioni e da  organismi
  sindacali  dei  medici del prossimo decennio, a  fronte  di  58.000
  pensionamenti    di   dirigenti   medici   risultano    attivabili,
  teoricamente,  appena 42.000 contratti di formazione  specialistica
  con  una  carenza  nelle  sole  strutture  del  servizio  sanitario
  nazionale di almeno 15.000 specialisti che rischia ulteriormente di
  aggravarsi   per  effetto  delle  disposizioni  del   pensionamento
  anticipato della quota 100.
   E',  perciò, evidente come il modello adottato nel '99, al  di  là
  delle intenzioni si sia rilevato dannoso rispetto alle esigenze del
  Paese  non  solo nell'ambito sanitario, ma anche e più in  generale
  rispetto  all'obiettivo  comunemente  avvertito  di  accrescere  il
  livello della riqualificazione, della qualificazione generale della
  forza  lavoro,  assicurare ai giovani l'opportunità di  inserimento
  professionale,  garantire la copertura delle esigenze  del  sistema
  sanitario.
   Si  propone,  pertanto, nello stesso senso di  diverse  iniziative
  legislative  promosse  alla Camera dei Deputati,  al  Senato  della
  Repubblica  nonché  di  analoghe  proposte  provenienti  da   altre
  assemblee  legislative  regionali di abrogare  le  disposizioni  in
  materia  di  numero programmato per l'accesso ai corsi universitari
  di  cui  all'articolo  da  1 a 5 della legge  n.  264  del  1999  a
  decorrere dal primo anno accademico utile. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riteniamo questa
  legge-voto  assolutamente condivisibile anche  se  avremmo  voluto,
  caro collega, che fosse un poco più coraggiosa e riferibile a tutti
  i  corsi  di  laurea perché riteniamo che i nostri ragazzi  debbano
  avere il libero accesso alle università e riteniamo necessario  che
  la  selezione  venga  fatta sul campo e  non  attraverso  dei  test
  universitari  che,  spesso, sono, potremmo dire  anche  pilotati  o
  agevolati.
   Io   ritengo,   inoltre,  che  questa  legge-voto   debba   essere
  accompagnata anche da una raccomandazione perché questo disegno  di
  legge  non  può avere luce se non accompagnato da un aumento  delle
  borse di studio e dei corsi di specializzazione perché da sola  non
  potrebbe  risolvere il problema dei tanti giovani universitari  che
  sono costretti a lasciare la nostra Terra e trovare lavoro in altri
  paesi europei o extraeuropei e, quindi, caro collega, mi auguro che
  questa  legge-voto venga accompagnata da una relazione proprio  per
  incidere  sui  corsi  di  specializzazione,  così  come  già  stato
  evidenziato  da una serie di interlocuzioni che abbiamo  avuto  con
  gli  universitari  e,  soprattutto,  gli  universitari  iscritti  a
  medicina. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, devo dire che condivido  anche  il
  coraggio perché credo che sia venuto il tempo, nel nostro Paese, di
  rompere il muro dell'ipocrisia perché il numero chiuso è una  delle
  ipocrisie  italiane  su  cui  si  è  costruita,  da  un  lato,   la
  proliferazione  di  Università nel nostro Paese: pensiamo  soltanto
  alla  nostra  Regione  dove, oltre le tre  Università  storiche  di
  Palermo,  Catania  e  Messina, nel tempo  sono  cresciute,  sia  le
  sezioni cosiddette distaccate Caltanissetta, Trapani, credo che  ci
  sia  qualcosa  a Siracusa, ma anche Enna come Università,  diciamo,
  autonoma  e  alcune Università private, alcune ad iniziativa  della
  libera  impresa, altre addirittura straniere presenti nella  nostra
  Regione. Ma questo vale per la Sicilia ma anche per tutto il  resto
  del Paese.
   Cioè  noi  assistiamo ad una ipocrisia ordinamentale: da un  lato,
  fortunatamente,  ampliamo l'offerta universitaria, dall'altro  lato
  manteniamo  uno sbarramento d'ingresso che, come dire,  poi  ci  ha
  fatto  vedere  dinanzi all'epidemia la debolezza del sistema  della
  programmazione universitaria, ancor più grave, ed io suggerirei  al
  collega Lentini di dire anche qualcosa in tal senso, perché come si
  sa  non  è soltanto un problema di arrivare alla laurea, ma c'è  un
  grande  problema che riguarda le scuole di specializzazione. Questo
  è  un Paese paradossale per cui, da un lato, accedono ai primi anni
  delle  facoltà, ad esempio mediche, mille studenti,  le  scuole  di
  specializzazione riguardano, sì e no, quattrocento, quindi c'è  già
  un  gap  che  si crea tra la capacità del sistema di accogliere  il
  mondo dei ragazzi che entrano nelle professioni sanitarie e poi  il
  sistema  delle  specializzazioni che è  un  ulteriore  elemento  di
  selezione del sistema.
   Ma  voglio, però, dire una cosa al collega Lentini visto che è  il
  relatore,  e  se mi ascoltasse gliene sarei grato,  se  la  Regione
  siciliana  fa  una  legge  voto, perché è  chiaro  che  non  stiamo
  decidendo noi di abolire il numero chiuso, stiamo chiedendo che  lo
  Stato cancelli le norme sul numero chiuso.
   La domanda è una però: perché prevediamo e chiediamo di cancellare
  il  numero  chiuso solo per alcune facoltà e non  anche  per  altre
  facoltà   che,  in  qualche  modo,  devo  dire,  con  uno   spirito
  assolutamente  incredibile,  in  questi  anni  si  sono  introdotti
  principi di estensione del numero?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. No, non è per tutto. Non è per tutto.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Scusate,  possiamo evitare questo  dibattito  a  due.
  Grazie.

   CRACOLICI. Collega, mi dispiace. Ti faccio un esempio specifico

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, faccia il  suo  intervento  alla
  Presidenza, per favore, poi il dibattito a due ve lo fate dopo.

   CRACOLICI. Poi glielo dice lei.

   PRESIDENTE. L'ho già detto. Grazie.

   CRACOLICI.  Nel momento in cui, stiamo parlando in questo  momento
  di vaccini. Bene, le facoltà di biotecnologia nel nostro Paese sono
  a numero chiuso. Quella legge non interviene su quelle facoltà.
   Allora, diciamo con esattezza le cose.
   Quindi,  credo  che  la  Regione siciliana  possa  intestarsi  una
  battaglia, poi vedremo come andrà, queste saranno battaglie a lungo
  periodo,  non  ci immaginiamo che domani, perché dovremo  spezzare,
  qui c'è un ex rettore di una Università come Roberto Lagalla, credo
  che lui meglio di me sappia che cosa si muove nel mondo degli

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  La smettete di interrompere e di parlare direttamente
  con  l'onorevole  Cracolici, per favore? Altrimenti  gli  tolgo  la
  parola e ve ne andate là dentro e parlate tra di voi

   CRACOLICI. Se mi toglie la parola occupo l'Aula
   Quindi,  nel  momento  in  cui oggi affrontiamo  questa  battaglia
  dobbiamo sapere che andremo contro interessi trasversali.
   Ecco, però, credo che la Sicilia potrebbe essere una bella cosa se
  dicesse  in  maniera chiara che è venuto il tempo che nelle  nostre
  Università  i ragazzi possano accedere con il sistema della  libera
  scelta. Ma continuare a mantenere un sistema di accesso selezionato
  che  poi  serve  a  tantissimi ragazzi e  famiglie  di  ragazzi  ad
  impedire  di  accedere all'Università, perché spesso  per  accedere
  alle  facoltà  bisogna pagare tre, quattro e cinque mila  euro  per
  prepararli  ai test preselettivi, questo è un ulteriore  motivo  di
  ingiustizia sociale.
   Ecco  perché  la  battaglia  che farei,  come  Regione  siciliana,
  sarebbe  una  battaglia rivolta all'insieme del mondo universitario
  guardando  sia  le  facoltà,  tutte,  sia  anche  alle  scuole   di
  specializzazione  dove  quantomeno  il  numero  delle   scuole   di
  specializzazione corrisponda al numero dei laureati.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  stasera  sarò
  quello che rompe un po' le scatole a tutti perché, sostanzialmente,
  mi  dispiace  caro  onorevole Cracolici,  spesso  ci  ritroviamo  a
  condividere  le  posizioni  ma, questa  volta,  devo  assolutamente
  dissentire  non  solo  da quello che ha detto Antonello  Cracolici,
  persona  giudiziosissima,  ma anche il  mio  caro  collega,  nonché
  Capogruppo, che si è fatto portavoce di questa legge. E  lo  faccio
  per  onestà nei miei confronti, perché conosco un poco la medicina,
  non conosco bene la politica, ma conosco benissimo la medicina.
   E,  allora, vi voglio raccontare un'esperienza molto semplice.  Io
  sono  tra  coloro che si laurearono nel 1981 e, quindi, mi iscrissi
  all'Università   nel   '75,   quando  c'era   il   libero   accesso
  all'Università  di  medicina.  Quel  tipo  di  sistema   produceva,
  sostanzialmente, una marea di laureati in medicina che  poi,  molto
  spesso,  non  avrebbero trovato lavoro dopo sei anni  di  laurea  e
  oggi, tra l'altro, ci vuole la specializzazione obbligatoria quindi
  sono,  spesso,  undici, dodici anni, per cui  poi  una  persona  si
  ritrova dopo dodici anni a non trovare lavoro e il lavoro di medico
  si  fa  con i malati, non è come la laurea in giurisprudenza  o  in
  scienze  politiche che ti permettono di accedere ad altri  tipi  di
  attività, le più varie possibili. Primo. Secondo, determinava -  ed
  è vero, mi dispiace ma è così - il fatto che si laureasse una marea
  di  gente,  spesso non perché fosse portata alla medicina  ma  solo
  perché  si  doveva trovare una sistemazione. È così,  ve  lo  posso
  garantire. Tanto è vero che poi nacquero tutta una serie  di  altre
  strutture. Vi ricorderei che la guardia medica nacque non perché si
  necessitasse  di  questo  tipo  di  servizio  ma  nacque  solo  per
  sistemare  tanti  giovani  laureati che  non  avevano  lavoro.  Tra
  l'altro,  quella riforma fu legata al fatto che non è vero  -  come
  c'è  scritto  in  questa norma - che i laureati in  medicina  erano
  inferiori  alle altre nazioni europee ma esattamente il  contrario.
  Questa  è  una  bugia, perché in realtà i laureati in  medicina  in
  Italia  erano per tre volte i laureati in medicina in  Francia,  in
  Inghilterra  e  così  via. Quindi, è tutta  -  permettetemi  -  una
  sciocchezza.
   La  verità è una sola: che non c'è dubbio che, invece, quell'altro
  sistema,  il  numero  chiuso,  con  tutti  i  suoi  difetti   abbia
  determinato la laurea di gente preparata, certamente più  preparata
  di una volta - e se ve lo dico io ci potete credere - c'erano tanti
  miei colleghi, purtroppo, ignoranti che facevano quel mestiere  per
  potersi sistemare.
   Il   numero  chiuso  ha  determinato,  di  fatto,  certamente  può
  determinare che qualche ragazzo preparato non arrivi ad entrare ma,
  certamente,  non determinerà che gente impreparata  possa  entrare.
  Cioè,  voglio  dire,  se mettiamo sul piatto  della  bilancia,  può
  succedere  l'ingiustizia che qualche ragazzo altrettanto  preparato
  come  un altro non riesca ad entrare, ma è difficilissimo,  è  come
  fare tredici, che un ragazzo impreparato, che non è portato per  la
  medicina, possa entrare nel ruolo di medicina.
   Quindi, è a tutela dei cittadini, perché dobbiamo pensare  che  la
  laurea  non serve a sistemare i ragazzi, la laurea serve  a  creare
  professionisti preparati che poi possano, nel campo della medicina,
  aiutare a curare i cittadini, non tanto per la sistemazione. Questa
  storia  tutta  italiana  del  siamo padri  di  famiglia,  i  nostri
  ragazzi, il ragazzo che vuole diventare medico. Non è che perché il
  ragazzo  vuole diventare medico lo deve diventare, il  ragazzo  può
  diventare medico se è preparato, se è portato a fare il medico e se
  può  servire  ai  cittadini  e ai malati,  non  per  soddisfare  le
  velleità  proprie  o  della  propria famiglia.  E'  un'impostazione
  totalmente diversa.
   La  verità  qual  è?  Che il numero chiuso è  stato  tarato  sulla
  necessità di medici proporzionato al numero degli abitanti. Si  può
  ridiscutere,  per carità, e questo vi invito a fare,  poi  possiamo
  richiedere di rivedere il sistema, nel senso che rivedere il numero
  dei  laureati in proporzione a quanti servono, questo è giudizioso,
  ma è stato tarato sul nostro sistema, sul numero di cittadini, sono
  stati  tarati  dieci mila medici ogni anno. Noi è  da  circa  dieci
  anni,  da  quando  c'è la legge, che laureiamo  dieci  mila  medici
  l'anno.
   Il  problema sta che a fronte dei dieci mila medici l'anno che noi
  laureiamo,  caro amico Cracolici, solo sei mila poi  entrano  nella
  specializzazione,  perché le specializzazioni il  Governo  le  deve
  pagare,  e  siccome come al solito non ci mettiamo i soldi,  allora
  specializziamo  solamente sei mila su dieci  mila.  Quindi,  avremo
  quattro mila persone ogni anno che restano senza specializzazione e
  sono  in  aria, e non è vero che mancano i medici, c'è una  cattiva
  organizzazione del sistema, è solo un problema di organizzazione.
   Lo stesso per quanto riguarda la storia del Covid e dell'emergenza
  a  cui  adesso facciamo risalire tutto e che, probabilmente, finirà
  l'anno prossimo e quindi abbiamo chiuso questo problema. È solo  un
  problema  organizzativo,  per cui - chiudo,  mi  sembra  importante
  l'argomento  -  possiamo proporre - io questo vi  propongo  con  la
  massima  serietà  colleghi, vi pregherei di  non  farci  ridere  in
  faccia con questa cosa, vi prego sinceramente -, credo che potremmo
  proporre,  con  una sorta di ordine del giorno,  una  richiesta  al
  Governo  nazionale,  per carità, di rivedere  eventualmente  questo
  discorso  della  percentuale  di  quanto  questo  numero  chiuso  è
  sostanzialmente  per i grandi numeri, e soprattutto,  la  cosa  più
  seria,   questo  sì,  in  questo  ha  ragione  la  norma,  chiedere
  assolutamente   un  aumento  di  fondi  per  le   specialità,   per
  migliorare, per fare in modo che di quei dieci mila medici che ogni
  anno  laureiamo, tutti e dieci mila vadano a potersi specializzare,
  perché  è  là il vulnus. Non è che sono pochi i medici, sono  pochi
  gli specializzati rispetto al numero che serve. Quindi è quello che
  dobbiamo   fare,   chiedere   un   aumento   di   fondi   per    le
  specializzazioni, perché tutti i dieci mila possano specializzarsi,
  e se è il caso, attraverso i numeri che hanno

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Compagnone.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, colleghi  parlamentari,
  la  V  Commissione ha affrontato questo tema che è  un  tema  molto
  ampio,  spinoso, più volte dibattuto, dove esistono  anche  diverse
  visioni,  anche  all'interno stesso dei Gruppi e sicuramente  anche
  all'interno del Parlamento.
   Io  vorrei  dare il mio contributo: riguarda l'abolizione  di  una
  norma  che  prevedeva  il  numero chiuso nelle  nostre  Università.
  Quante  volte  c'è  stata questa discussione e questa  riflessione?
  Premetto  che  non  amo  le  leggi-voto,  cioè  le  leggi-voto   mi
  affascinano, anche svolgendo il ruolo di minoranza, molto  di  meno
  le  leggi-voto.  Rischiano  a volte di rimanere,  anzi  spesso,  di
  rimanere solamente documenti. Allora, qualcuno mi può dire:  perché
  lo hai sostenuto, perché tu sei nella V Commissione? Perché ci sono
  degli aspetti della riflessione che fa l'onorevole Compagnone,  che
  è  un collega che stimo e che rispetto, che sono validi, hanno  una
  serie  di  significati.  Però, purtroppo, collega  è  successo  nel
  nostro   Paese  che,  più  volte,  non  siamo  riusciti  a  trovare
  anestesisti, non riusciamo a trovare un infermiere, non riusciamo a
  trovare  un veterinario, non riusciamo a trovare un pediatra,  cioè
  avevamo  una  norma,  che  era  una  vecchia  norma,  che  comunque
  rappresentava  e  dava una risposta a un sistema sanitario  che  ci
  siamo  resi conto, in particolar modo in quest'epoca, in  epoca  di
  pandemia, che era un sistema sanitario inadeguato.
   La verità è che il nostro sistema sanitario, anche se non riguarda
  solamente  il  sistema  sanitario, è un sistema  sanitario  che  ha
  bisogno  -  ovviamente  non parliamo solamente  di  questo,  io  lo
  utilizzo come esempio - di molta più linfa, che ha bisogno di molti
  più soggetti.
   Non  solo.  Ma veramente oggi possiamo pensare a mantenere  queste
  forme  di  esclusività?  Perché  sono  diventate  spesso  forme  di
  esclusività.
   Allora, se lei mi domanda:  tu Nello, lei onorevole Dipasquale   -
  utilizziamo la forma negli interventi -   pensa che il Governo,  lo
  Stato,  lo adotterà così come arriverà?  Io questo non lo so.  Però
  penso che al Paese serva una riflessione.
   Noi  possiamo cambiare questo processo? Io le dico che non lo  so.
  Noi  possiamo  dare  un contributo. Lo deciderà poi  il  Parlamento
  nazionale  e  lo  potrà fare o con quello che gli  proponiamo  noi,
  attraverso  l'eliminazione  della norma,  oppure,  come  dice  lei,
  rivedendo una normativa più complessa.
   Io  mi auguro, da semplice parlamentare della V Commissione che ha
  voluto  dare un contributo, che comunque questo meccanismo e questo
  processo,  che  è avvenuto nel passato, si blocchi,  perché  non  è
  attuale. Non è attuale ed è superato.
   Questo, almeno, possiamo fare noi: dare un contributo affinché  si
  blocchi  un  sistema e un processo che, ad oggi, non ha  dato  quei
  risultati sperati, sia per i giovani, sia per i ragazzi.
   Quanti  sono i professionisti che hanno avuto una laurea e non  la
  possono  utilizzare perché non utile, anche con  i  contingenti.  E
  quanti possono, invece, lavorare e possono avere una possibilità  e
  non hanno la possibilità di avere la laurea per avere questo lavoro
  e il mercato del lavoro lo offre.
   Allora,  il sistema va rivisto. Il sistema va rivisto. Noi abbiamo
  voluto  dire  che questo sistema è sbagliato. Dopodiché  spetta  al
  Parlamento nazionale trovare la soluzione migliore.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Grazie,  signor Presidente.  Il  dibattito  su  questo
  disegno di legge-voto è estremamente articolato e singolare perché,
  da  qualunque  parti  la  si  guardi questa  norma,  ovvero  questo
  desiderata della Commissione che ha predisposto questo testo per il
  Parlamento,  affinché poi il Parlamento nazionale ne  prenda  atto,
  evidenzia  comunque, da qualunque sguardo lo si osservi  Presidente
  io così non riesco a parlare, c'è troppa confusione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Curto, ha  perfettamente  ragione.  Se
  possiamo  fare  un  po' di silenzio. Poi, onorevole  Lo  Curto,  le
  chiedo  scusa,  ma  se  parla da lì e non da  là  deve  mettere  la
  mascherina.

   LO  CURTO.  Io, invece, non vado là perché là tanti hanno  parlato
  senza mascherina, Presidente.

   PRESIDENTE.  Ma  là  si  può  parlare senza  mascherina  perché  è
  coperto.

   LO  CURTO. Presidente, se la mia voce è udibile e chiara, parlo da
  qui con la mascherina.

   PRESIDENTE.  Per me è sempre meno chiara, ma non ha importanza,  è
  obbligatoria.

    LO  CURTO. Allora, dicevo, questo dibattito evidenzia un  sistema
  che  in  Italia,  nel nostro Paese, è lacunoso  in  ogni  modo,  da
  qualunque parte si osservi la vicenda delle professioni sanitarie.
    Io  voterò  positivamente questo disegno di legge,  voto  per  il
  quale ringrazio il collega e la Commissione per avere sollevato una
  questione che, oggi, appartiene a tutto il Paese. L'emergenza Covid
  sta  facendo, come dire, luce su una vicenda che è quella  che  c'è
  una  carenza  ormai fin troppo evidente di medici e  professionisti
  delle  varie  professioni sanitarie, ed è una carenza che  è  stata
  alimentata   dalla   impossibilità  dei   giovani   di   iscriversi
  liberamente,  sia nella facoltà di medicina, sia nelle  professioni
  sanitarie.
    E  questa limitazione, checché ne pensi il mio autorevole collega
  Compagnone,  che da medico guarda la vicenda da un punto  di  vista
  più  prettamente medico, appunto, io valuto che, se un  sistema  di
  selezione  si doveva adottare in Italia, era quello che  se  coloro
  che,  e  mi  auguro  che  il paese possa e chi  governa  in  questo
  momento,  chi  governerà potrà prendere visione  di  questa  invece
  evidenza,  che  per  fermare la corsa a questa professione  che  un
  tempo  si  riteneva sicura non c'è bisogno del numero  chiuso,  c'è
  bisogno  che  i  ragazzi, gli universitari,  gli  studenti  a  fine
  secondo  anno, abbiano dato e siano in regola con le  materie,  chi
  non  è  in  regola con le materie cambi, ecco, venga  riportato  ad
  altre scelte.
    Oggi  io  non solo sostengo la necessità di liberalizzare,  e  di
  liberalizzare  anche  per  tutte  le  professioni  sanitarie,  sono
  presentatrice,   Presidente,  di  una  mozione,  al   riguardo   do
  informazione   anche  al  Parlamento,  perché   accade   una   cosa
  assolutamente  singolare in questo momento di emergenza  sanitaria,
  le  Asp  sono  tenute  a  garantire  attraverso  l'Adi,  assistenza
  domiciliare  integrata, assistenza specialistica,  infermieristica,
  socio-assistenziale,  riabilitativa, logopedia,  psicologica,  ecc,
  alle persone che ne hanno diritto, e che l'Asp certifica come tali.
    Questo  servizio,  non potendo essere espletato direttamente,  lo
  si  affida  con  gare e procedure di evidenza pubblica  a  soggetti
  privati,  del sociale privato che hanno titoli per potere  svolgere
  questo servizio.
    Ebbene, la mancanza di medici e di infermieri e fisioterapisti  e
  altro  nella  sanità  pubblica determina che,  con  i  soldi  della
  Protezione   Civile,   si  ingaggiano  a  stipendi   autorevoli   e
  significativi  quelli  che  operano  nella  struttura  privata,   a
  beneficio del pubblico.
    Allora,  tutto questo evidenzia in maniera irreversibile che  c'è
  una  carenza di medici, che c'è una carenza, e non mi  si  venga  a
  dire,  onorevole  Compagnone, che ci sono troppi  medici,  oggi  si
  stanno  reclutando gli ottantenni, gli ottantenni che  ritornano  a
  fare  i  medici, ed i medici senza specializzazione, e tutti coloro
  che in questo momento, uomini e donne di buona volontà, si prestano
  perché la sanità deve far fronte a questa grave pandemia.
    Quindi,  io credo, nel dar merito alla Commissione che ha esitato
  favorevolmente questo disegno di legge, che ha i suoi limiti e  che
  vuole  essere  una grande provocazione - io la ritengo  così  -  la
  ritengo una grande provocazione perché chi governa si assuma le sue
  responsabilità, se la sanità va male, va male il Paese,  perché  se
  la  salute,  e  già questo è un paese di vecchi,  è  un  paese  che
  invecchia,  è un paese che non ha il ricambio generazionale  e  che
  non  promette futuro alle nuove generazioni e la Sicilia  ancor  di
  più.
    Detto  questo, e ho finito, chiedo all'onorevole del Pd Cracolici
  che  bene  si è espresso sul tema, di sostenere questa provocazione
  con le forze politiche che oggi governano. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie onorevole Lo Curto.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha facoltà.

    ARANCIO.  Signor Presidente, Governo, colleghi, tutti quelli  che
  sono  intervenuti hanno detto tutti delle verità,  però  non  hanno
  centrato il problema nel suo punto dolente.
    Io  voterò positivamente questa legge voto, anche se non sono  un
  estimatore  della legge voto, ma sicuramente questa legge  serve  a
  mettere  al  centro  una  problematica importante  in  vista  della
  situazione  che stiamo vivendo e la carenza di medici  che  c'è  in
  tutte   le  branche  specialistiche.  Però,  se  la  Sicilia  vuole
  risolvere il problema, c'è un modo.
    Onorevole  Lagalla, se lei nel prossimo bilancio metterà  un  po'
  di  soldini per le borse di studio aggiuntive - e sicuramente penso
  che  ci sarà la sensibilità di tutto il Parlamento di votarle -,  è
  l'unico  modo  per dare la possibilità alla nostra Terra  di  avere
  degli  specialisti che possono lavorare nei nostri ospedali, perché
  nelle borse di studio aggiuntive deve essere messa la clausola  che
  per  cinque anni debbono lavorare nei nostri ospedali.
    Io  sono,  in generale, per la libera determinazione,  nel  senso
  che  l'accesso deve essere libero per tutti, e poi durante  i  vari
  anni si selezioneranno i medici che hanno la voglia, la capacità  e
  la passione per poter continuare. Mi pare molto limitativo il fatto
  che ci sia il numero programmato, perché, come ha detto l'onorevole
  Cracolici,  e come dice anche l'onorevole Compagnone,  il  problema
  non  è  tanto nelle persone che si iscrivono, ma il problema è  che
  accedono  alla  specializzazione  il  60%  delle  persone  che   si
  laureano, un altro 10% accede alle borse per le scuole di  medicina
  generale,  e  un altro 40% di medici restano fuori dal  mercato,  e
  l'unica  cosa che possono fare nel mondo lavorativo è quello  delle
  supplenze di guardia medica, che è una cosa indescrivibile.
    Quindi  ritengo,  e  chiudo, perché  il  fulcro  del  problema  è
  innanzitutto aumentare le borse di specializzazione, perché  questo
  ci  porta alla salvezza. L'altra cosa è indubbiamente che va  tutto
  riprogrammato,  e  questa legge voto può essere l'occasione,  visto
  che  la  competenza  non è nostra, per rivedere  un  po'  tutta  la
  situazione nel suo complesso, grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Arancio.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.

    DI   CARO.   Grazie,  Presidente.  Una  breve  comunicazione   di
  servizio: è già stata incardinata in Commissione  Istruzione   alla
  Camera  dei  Deputati  una  norma che vede  come  primo  firmatario
  l'onorevole  Manuel Tuzi, del Movimento Cinque Stelle, per  abolire
  il  numero chiuso e fare una verifica dopo il primo anno accademico
  alla  facoltà di medicina. Poi devo anche dire che il Governo Conte
  ha aumentato quelle che sono le borse di studio specialistiche.
    Detto  questo,  Presidente, poco fa il collega Compagnone  diceva
  che  praticamente  molti anni fa riusciva a laurearsi  in  medicina
  gente  totalmente  ignorante.  Ora  io  dico  che  per  riuscire  a
  laurearsi in medicina uno che è totalmente ignorante, vuol dire che
  quel corso di medicina era

                 (proteste dell'onorevole Compagnone)

    DI CARO. Spesso ignorante.

    PRESIDENTE.  Onorevole Compagnone, la prego. Onorevole  Di  Caro,
  si rivolga alla Presidenza.

    DI  CARO. Gente parzialmente ignorante, Presidente, va bene così.
  Quindi  vuol  dire  che  il  corso  di  laurea  in  questione   era
  accessibile a livelli tali da consentire a persone che  avevano  un
  bagaglio culturale mediocre di laurearsi in medicina.
    Io  però  ricordo che parecchi anni fa, ormai, più  di  vent'anni
  fa,  alla  facoltà  per  esempio di ingegneria,  qua  a  Palermo  -
  l'Assessore  Lagalla  ricorderà bene -  si  facevano  i  turni  nel
  biennio,  signor Presidente, per accedere ad ascoltare le  lezioni,
  perché  il  numero degli iscritti al biennio era tale  da  occupare
  parecchi posti nelle Aule anfiteatro, e non divenire accessibile  a
  tutti gli studenti l'ascolto della lezione. Con l'andare del tempo,
  con  il passare del tempo, superato quasi il biennio, non c'era più
  bisogno di prenotarsi i posti prima o fare delle mattinate assurde,
  disumane,  alle  quattro  del mattina,  alle  cinque  del  mattino,
  andavamo ad occupare i posti, perché? Perché c'era una selezione in
  corso  d'opera, cioè la gente, man mano, capiva di  non  essere  in
  grado  di  sostenere  il  corso  di  studi,  nella  fattispecie  in
  ingegneria, e purtroppo abbandonava gli studi.
    Questo  secondo  me è un modello di selezione, non  certo  quello
  che  si fa a crocette seguendo corsi a suon di centinaia, forse  di
  migliaia  di  euro  a  pagamento,  quindi  creando  una  sorta   di
  privilegio per chi può permettersi questi corsi preventivi prima di
  fare i test a crocette.
    Ma  c'è  un  altro problema. Il problema che evidenziava  qualche
  collega poco fa che riguarda le specializzazioni, perché un  medico
  che  non accede a un corso specialistico, può fare guardie mediche,
  può  fare  il  medico  di famiglia. Quindi difficilmente  riesce  a
  trovare  lavoro  specialmente  nel  mondo  delle  specializzazioni.
  Diecimila medici italiani non riescono a specializzarsi in Italia e
  vanno  a  specializzarsi all'estero. Che cosa succede? I familiari,
  lo Stato investe sui nostri giovani, li fa laureare, questi poi non
  trovano  accesso  alla specializzazione in Italia  e  se  ne  vanno
  all'estero, spesso rimangono a lavorare là.
    Ora  il  grande tema qual è? Noi siamo d'accordo e voteremo  come
  Movimento  Cinque  Stelle  a favore di  questa  legge  voto,  però,
  Assessore  Lagalla, l'impegno che dobbiamo prendere  qui  dentro  è
  uno:  aumentare  le  borse specialistiche, riservando  i  posti  ai
  nostri  siciliani.  Due: noi abbiamo, signor  Presidente,  problemi
  alle residenze universitarie con il numero chiuso, abbiamo problemi
  alle  borse di studio con il numero chiuso, quindi immaginiamo cosa
  potrebbe  succedere  se  l'accesso fosse praticamente  garantito  a
  tutti.
    Io   auspico  davvero  che  nella  prossima  finanziaria  ci  sia
  qualcosa  in  tal senso, per dare concretezza a questo  disegno  di
  legge voto che, diversamente, diventerebbe uno dei tanti disegni di
  legge  voto che vanno a finire a Roma e poi lasciano il  tempo  che
  trovano.

    MARANO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MARANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   io
  intervengo  brevemente  e velocemente per apprezzare  questa  legge
  voto,  perché credo appunto che l'istruzione, l'accesso al  sapere,
  ma  non soltanto per l'università, per i corsi in medicina, ma come
  diceva  anche l'onorevole Cracolici, è un discorso che bisognerebbe
  fare  verso  tutti i corsi di laurea a numero chiuso ormai,  perché
  l'accesso al sapere non deve essere limitato. Tutti devono avere la
  possibilità di accedere e poi dopo magari, durante il percorso,  si
  capisce  se  si può andare avanti, se si è portati per un  mestiere
  piuttosto che un altro.
    Io  non  so  se  vi ricordate le notizie stampa che risalgono  al
  settembre  2019, quando le pagine dei giornali, ma arrivò  anche  a
  livello  nazionale, si aprirono con un titolo  Duecento  vigilantes
  per  duemilacinquecento studenti che devono fare il test d'ingresso
  a  Medicina'.  Perché  ci  fu uno scandalo  su  auricolari  che  si
  vendevano, perché c'erano professori e medici che diciamo davano le
  risposte  per  i  test  d'ingresso. E'  triste  leggere  di  queste
  notizie,  di  queste mazzette, vere o finte che siano, accertati  i
  casi,  non  accertati, è molto triste quando si  parla  di  diritto
  fondamentale,  sancito dall'articolo 34 della Costituzione.  Quindi
  volevo  appunto  dire  questo  e chiaramente,  l'ha  già  detto  il
  Capogruppo,  che  voteremo a favore, ma  ci  tenevo  ad  apprezzare
  questa legge. Grazie.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  ringraziare  la Commissione e il collega Lentini che avevano  posto
  all'attenzione di questa Aula un tema che, al di là  dei  punti  di
  vista  di  ciascuno di noi, come sono stati illustrati dai colleghi
  che  mi  hanno  preceduto,  pone una  questione  che  certamente  è
  incontestabile: cioè che il sistema così com'è non funziona.
   Non  funziona perché i numeri di laureati - soprattutto in  alcune
  branche  - sono molto di meno del fabbisogno attuale. Non  funziona
  perché  costa tanto poter accedere a questo numero chiuso, superare
  il  numero  chiuso. Non funziona perché rimangono fuori  persone  a
  volte  molto preparate. Questo perché, purtroppo, io ho avuto modo,
  avendo  fratelli  più  piccoli, di vedere  questi  test  come  sono
  organizzati,  e  non  ci sono soltanto test che riguardano  materie
  specifiche  di  competenza, ma ci sono anche domande  che  a  volte
  lasciano  un  po'  perplessi. Perché conoscere  chi  ha  presentato
  Sanremo nel 1989 non credo che interessi ai fini della preparazione
  di un futuro dentista.
   Detto  tra noi, le perplessità aumentano quando si vedono  persone
  molto  preparate, anche diplomate bene, che sono costrette  a  fare
  percorsi diversi, e poi magari accedere a quella stessa facoltà, ma
  a  distanza di due o tre anni. Quindi, con una penalizzazione anche
  temporale rispetto poi al traguardo della laurea.
   Avere posto questo tema all'ordine del giorno di questa Aula,  che
  votando  la  legge  la  pone all'ordine del giorno  del  Parlamento
  nazionale,  è  secondo  me  una  occasione  assolutamente  utile  e
  importante.  Perché le soluzioni da proporre sono  tante,  noi  non
  abbiamo  l'arroganza  in  questa sede  di  farlo  direttamente,  ma
  diciamo così non va, occupatevene. So che il Governo Musumeci sulla
  specialistica già da due anni ha aumentato i numeri delle borse  di
  studio.  E  per  questo  io ringrazio la sensibilità  del  Governo,
  proprio   perché  ha  dato  la  possibilità  a  più   laureati   di
  specializzarsi.
   Questo  non  basta,  lo sforzo va fatto, e  va  fatto  in  maniera
  globale, e va fatto soprattutto dal Governo nazionale. Ma va  fatto
  e  va  posto il tema - ripeto - su tutti i numeri chiusi di facoltà
  che  non  sono soltanto quelle scientifiche, come quelle più  volte
  citate  che  oggi  per colpa del Covid ha fatto emergere  tutta  la
  gravità,  proprio perché sappiamo quanto stiano mancando i laureati
  in  medicina, in scienze infermieristiche, specializzati  nei  vari
  rami.
   Se  possiamo, possiamo anche accompagnare con un ordine del giorno
  le   tante  proposte  che  abbiamo  sentito,  che  possono   essere
  arricchite.  Ma  il  tema è questo: dire che così  non  va  e  dire
  attenzione,  l'allarme è grave, occupatevene perché  abbiamo  tante
  intelligenze che non devono potere guardare al loro portafoglio per
  potere accedere agli studi, a delle laure che ad oggi, più di ieri,
  ci servono. Grazie.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire  che
  la  Commissione  ha  fatto un ottimo lavoro, e  che  comunque  vada
  premiata l'iniziativa. Perché numero chiuso, la parola già  chiuso
  è  un pregiudizio molto pesante. E se la politica deve intercettare
  l'esigenza della nuova società, che è questa odierna, cosa dice  la
  società?  Quali  sono  le  esigenze? Oggi servono  medici,  servono
  anestesisti, servono infermieri. E se non fosse stato altro per  il
  Covid,  forse  non  ce  ne saremmo resi conto  di  questa  esigenza
  importante.
   Per cui io ritengo che venga attuata la liberalizzazione di questo
  contesto,  e chi ha meriti ed è capace vada avanti. Perché  poi  ci
  sarà  la  famosissima selezione naturale. Io non sono  indignato  e
  neanche preoccupato per le persone che non riescono, ad esempio, ad
  organizzare   i  propri  studi  e  il  proprio  valore   attraverso
  l'Università.  Quindi molta gente si prepara,  a  molta  gente  gli
  viene  sbarrato  il  passo  e, secondo me,  è  anche  una  mancanza
  culturale  che viene meno alla Nazione, basti pensare a  Cuba  dove
  tantissimi  giovani  sono tutti laureati e il tasso  culturale  per
  quella popolazione è altissimo.
   Detto questo, il nostro voto è favorevole.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  riflettevo  ascoltando i  colleghi  sul  fatto  che  la
  ricchezza  delle dieci persone più ricche del mondo è aumentata  di
  540  miliardi di dollari durante questa pandemia, ed è  considerata
  una  somma  più che sufficiente a pagare il vaccino per  tutti  gli
  abitanti del pianeta.
   Cosa voglio dire con questo? Che ascoltando gli interventi mi sono
  messo  nei  panni di un ragazzo siciliano di diciotto anni  che  al
  momento,  per  cercare di arrotondare, perché magari  il  padre  in
  questo  momento  non  sta lavorando, si mette  a  fare  consegne  a
  domicilio,  e  nonostante questo ragazzo siciliano ha  magari  come
  sogno  quello  di diventare un medico, non riesce ad utilizzare  il
  suo  tempo per studiare e prepararsi per il test di medicina;  test
  di  medicina che - ricordo colleghi - è su cultura generale, non  è
  specifico   per  capire  se  quel  ragazzo  veramente  può   essere
  appropriato nel percorso di medicina.
   E  allora  il  numero chiuso, io capisco che ci  sono  grandissime
  difficoltà  poi  nel seguire il numero di studenti  che  magari  si
  iscrivono   a  medicina,  perché  abbiamo  meno  professori,   meno
  insegnanti,  ma  oggi  giorno ci vengono in aiuto  anche  le  nuove
  tecnologie.  E allora, soprattutto in questa fase, nella  quale  il
  divario  economico si sta ampliando sempre di più, ci  sono  sempre
  più famiglie in Sicilia che vivono in difficoltà, dobbiamo dare  la
  possibilità  a  quei giovani che aspirano, che  hanno  la  passione
  nell'intraprendere lo studio in medicina, di avere una possibilità,
  perché,  signor Presidente,  l'ascensore sociale deve continuare  a
  funzionare, deve rimettersi in moto, perché se noi continuiamo  con
  il  numero  chiuso rischiamo un domani che molti  giovani,  che  in
  questo  momento  stanno  vivendo una crisi economica  assieme  alle
  famiglie, non possono intraprendere questo percorso.
   Non mi appassionano molto le leggi voto, però se questo può essere
  l'inizio  di  un percorso, di una battaglia da fare insieme,  anche
  nell'aumentare  le borse di studio per quanto riguarda  i  percorsi
  specialistici,  perché  il futuro è sicuramente  sulle  professioni
  sanitarie.
   Diceva  bene  chi  mi ha preceduto, noi in questa  fase  di  crisi
  enorme  abbiamo  richiamato  i medici  in  pensione,  e  da  questa
  pandemia  speriamo di uscircene quanto prima, però  le  professioni
  sanitarie saranno importanti per il futuro.
   E  allora, signor Presidente, onde evitare che molti siciliani che
  in  questa fase vivono una crisi economica, molti giovani in questo
  momento  stanno  sicuramente aiutando, anche  dal  punto  di  vista
  economico, le proprie famiglie e non hanno, sicuramente, né i soldi
  per potersi preparare a questi test di cultura generale che vengono
  fatte  per  le Università a numero chiuso, e nemmeno la possibilità
  di  poter studiare su questi test di cultura generale, però  magari
  hanno  la  passione,  nello stesso tempo sono  magari  portati  per
  questa professione e danno il massimo nei licei, negli istituti che
  stanno frequentando.
   Non  dobbiamo togliere ai nostri giovani siciliani la  possibilità
  di  sognare, non possiamo permettere ai siciliani di perdere questa
  possibilità e alle nuove generazioni.
   Ecco  perché dico che, aldilà del fatto che capisco che  la  legge
  voto ha un percorso particolare, però questo può essere l'inizio di
  una battaglia che possiamo portare tutti insieme. Tutti insieme,  i
  Gruppi  politici, perché non penso che ci sia distinzione su questo
  tipo  di battaglia, perché i giovani siciliani devono continuare  a
  sognare nonostante la crisi economica che stiamo attraversando.

   BULLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io  penso
  che  il  numero chiuso in medicina è una legge ingiusta, perché  la
  selezione  non  la  può  fare un test. Il test  va  a  determinare,
  appunto, delle domande che riguardano la logica o che riguardano la
  cultura  generale, e che non ha niente a che vedere con  la  futura
  professionalità di chi si vuole iscrivere in un corso di medicina.
   Io  penso  che  la selezione la deve fare il corso di  laurea,  il
  percorso  che  si  fa  all'interno di un  corso  di  laurea,  ed  è
  importante  che  questo numero chiuso, questa  legge-voto  che  noi
  andiamo  a  votare,  sia  uno sprono per il Governo  nazionale  per
  abolire  questo  ingiusto numero chiuso, non solo in  medicina,  ma
  anche  in  tutte le facoltà che riguardano, appunto, le professioni
  mediche e parasanitarie.
   Quindi  è  importante  dare ai nostri giovani  la  possibilità  di
  iscriversi liberamente per la propria professionalità che  scelgono
  in modo libero e volontario. Dobbiamo consentire ai nostri giovani,
  e non come oggi, che è un esempio pratico che con la pandemia Covid
  abbiamo  dovuto  richiamare in servizio i  medici  in  pensione,  o
  mettere sul campo ragazzi che si sono laureati appena a luglio e ad
  agosto,  e  hanno  avuto  i  contratti  nell'Usca.  Questo  non   è
  possibile.  Dobbiamo garantire ai nostri giovani la possibilità  di
  potere  entrare liberamente nel corso di medicina e  nelle  facoltà
  parasanitarie.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'ultimo  intervento  poi  andiamo  al  voto.   Prego
  onorevole  Lupo,  ne  ha facoltà. Andiamo al  voto  nel  senso  che
  dobbiamo  dare  la parola al presentatore di nuovo e all'assessore,
  chiudiamo il dibattito.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Presidente
  l'argomento di cui si parla, ovviamente, è di estrema importanza  e
  anche di estrema attualità, l'assessore Lagalla conosce bene

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole Lupo. Onorevole  Pasqua,  onorevole
  Compagnone, per favore  Grazie.

   LUPO.  L'assessore Lagalla, dicevo, conosce bene la materia, anche
  per  la  sua  esperienza  di magnifico Rettore  dell'università  di
  Palermo.  Certamente partiamo dalla constatazione di verificare  in
  questo momento la mancanza di professioni mediche importanti per la
  lotta   alla  pandemia,  al  Covid-19,  in  particolare  di  alcune
  specializzazioni,     penso    agli    anestesisti,     pneumologi,
  infettivologi,  e  quindi ci rendiamo conto che il  nostro  sistema
  formativo-universitario ha mostrato, alla luce  dei  fatti,  grossi
  limiti.
   Certamente, ascoltando anche chi ha vissuto l'esperienza ante '99,
  prima della entrata in vigore del numero chiuso, si ascoltano anche
  opinioni differenziate tra gli esperti e gli operatori del settore,
  perché  mi si dice che da quando c'è il numero chiuso, comunque,  è
  migliorata molto la qualità anche della professione medica  perché,
  indubbiamente,  il  sistema  a numero  chiuso  introduce  anche  un
  meccanismo  selettivo, questo è innegabile, certamente discutibile,
  certamente  perfettibile, ma indubbiamente fa selezione e,  quindi,
  incentiva una maggiore competitività.
   Noi  dovremmo  anche,  a  mio  modo di vedere,  Presidente,  fermo
  restando che la materia, ovviamente, è di competenza del Parlamento
  nazionale,   evitare  l'eccesso  opposto,  cioè  evitare   che   la
  liberalizzazione  e  l'eliminazione  del  numero  chiuso  porti  al
  risultato che i ragazzi perdano uno, due anni in medicina  per  poi
  magari prendere atto, al terzo anno, che non è esattamente il corso
  di  laurea che fa per loro, o evitare il numero di fuori corso che,
  invece,  attualmente,  è molto contenuto, è molto  ridotto  perché,
  appunto,  il numero chiuso introduce un principio di selezione  che
  aumenta,  anche,  la competitività e quindi riduce,  ovviamente,  i
  fuori corso.
   Allora,  io penso che il modello francese, visto che siamo  in  un
  ambito  di  discussione ampia, potrebbe essere un  sistema  da  cui
  ripartire,  cioè abolire il numero chiuso così come  è  adesso,  ma
  comunque  prevedere un sistema preselettivo che  possa  essere  non
  limitativo,  non penalizzante per coloro i quali pensano  di  dover
  studiare  medicina ma un aiuto; e questo affiancato da  un  sistema
  adeguato  di  orientamento in modo da aiutare gli studenti  che  si
  vogliono avvicinare agli studi della professione medica, anche  per
  verificare  se  realmente ne hanno le qualità -  magari  potrebbero
  essere  degli  ottimi  ingegneri ma non  altrettanto  degli  ottimi
  medici  -  e  comunque  fare  una  preselezione  a  monte  rispetto
  l'accesso alle facoltà.
   Quindi credo che il sistema, comunque, andrà riformato.
   Ma  andando intanto a quanto dipende da questa Regione,  io  credo
  che  abbia fatto bene l'onorevole Arancio, ma anche altri colleghi,
  dicendo intanto cerchiamo noi di fare il possibile siccome siamo in
  sessione di bilancio cerchiamo di aumentare gli stanziamenti per le
  borse   di   studio   aggiuntive  per   l'accesso   ai   corsi   di
  specializzazione, perché oggi abbiamo un certo numero  di  laureati
  che,   purtroppo,  non  riescono  ad  accedere   alle   scuole   di
  specializzazione, e allora nell'immediato, la prima cosa da fare  .

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, sta parlando il suo Capogruppo,
  almeno lo ascolti. Grazie.

   LUPO.  Nell'immediato la cosa da fare, io penso che  aumentare  il
  numero  di  accessi  ai corsi di specializzazione  soprattutto  per
  quelle   professioni  di  cui  parlavamo  prima,  per  anestesisti,
  pneumologi, infettivologi, ma non solo. Quindi, chiedo  al  Governo
  di  essere coraggioso in vista della prossima legge di bilancio per
  rafforzare   e   potenziare  i  finanziamenti   previsti   per   le
  specializzazioni mediche.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto nuovamente  di  parlare
  per  qualche  motivo,  come  presentatore  del  disegno  di  legge,
  l'onorevole Lentini, però la prego per pochissimi minuti.
   Poi  ha chiesto di parlare l'assessore Lagalla che sull'argomento,
  credo, da ex Rettore, è certamente preparato, e poi votiamo.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  grazie   per   la   parola,   due
  semplicissime considerazioni.
   Considerato  che la pandemia ha rotto equilibri all'intero  mondo,
  sotto  questo  aspetto  nessuno  può  obiettare;  che  l'Italia  in
  particolare, il nostro Paese, ci siamo ritrovati con meno medici ad
  affrontare la pandemia da Covid, questo è sotto gli occhi di tutti.
   Mi  rendo  conto che è cambiato tanto nell'immaginario collettivo,
  però  i giovani pure, non ci sono più tutti quegli iscritti e  poi,
  chi  ha partecipato in questi anni alla selezione per l'Università,
  per accedere ai corsi universitari e non c'è riuscito, non è che si
  è  fermato.  Le  famiglie si sono fatte in quattro per  cercare  di
  portare  a  compimento il progetto del ragazzo o della ragazza  che
  vuole  intraprendere il percorso di studi che riguarda la medicina,
  che riguarda la sanità, e quindi è andato oltre.
   L'Unione  europea, tutta nella sua interezza,  in  tutti  i  Paesi
  membri  della  Unione  europea, non esiste il numero  chiuso,  solo
  l'Italia.
   Si   trasferiscono   dall'Italia  ai  Paesi  membri,   quindi   in
  Portogallo,  in  Germania, a studiare medicina  circa  trenta  mila
  giovani,  e  considerate il fatto che ci sono  famiglie  che  fanno
  sacrifici,  tantissimi sacrifici per mantenere tutti e cinque  anni
  in quei posti là. Quindi, Presidente, io penso che poi, per carità,
  questa  è  una  legge  voto,  poi sarà il  Parlamento  nazionale  a
  perfezionare nel dettaglio come deve essere l'accesso  alle  scuole
  universitarie.  Intanto,  come  primo  obiettivo,   il   Parlamento
  siciliano si prodiga a dire che praticamente noi da questo  momento
  abbiamo detto che bisogna andare avanti e bisogna cancellare questo
  numero chiuso perché anche la pandemia ci ha dettato questo. Per il
  resto ci pensa il Parlamento nazionale.

   PRESIDENTE.   Ha  chiesto  di  parlare  l'assessore  Lagalla.   Mi
  permette,  Assessore, prima del suo intervento, di sottolineare  il
  fatto  che,  certo qualche problema oggi l'Università  italiana  ce
  l'ha, questo è poco ma sicuro.
   Onorevole Grasso, sto parlando un attimo con l'assessore  Lagalla.
  Normalmente, quando c'è qualcuno che parla, persone che si  mettono
  là davanti a parlare mentre c'è uno che interviene, oggettivamente,
  create confusione che sarebbe meglio evitare.
   Non posso negare che, certamente, dalle nostre esperienze, qualche
  problema con l'università ce l'abbiamo. Io, per la seconda volta mi
  sono cimentato nell'organizzare un concorso per giovani laureati  e
  laureati  con  110, non laureati con voti scadenti.  Sia  la  prima
  volta  nel  2007  che  adesso, nel 2020,  non  posso  non  rimanere
  esterrefatto dal fatto che su 200/300 candidati con 110 e lode,  30
   e lode in tutte le materie più importanti, poi ne risultano idonei
  13,  di cui 11 sono entrati - ce ne sono altri due idonei -  con  i
  voti  che  certamente non davo io soltanto, ma che davano  tutti  i
  professori  facenti parte della Commissione; 99 su 100 erano  tutti
  professori   quelli che avevano dato agli stessi il 30  e  lode  un
  anno  prima, per poi dare ai medesimi nei temi 8, 11. Voti talmente
  bassi  dall'immaginare  che di fronte hai un  vero  ignorante,  una
  persona  che,  evidentemente, non è in condizioni. Ma  come?  Si  è
  laureato con 110 e lode sei mesi fa  Allora, che ci sia un problema
  è sicuro.
   Ora,  se  questo  problema è il numero chiuso o non  è  il  numero
  chiuso,   probabilmente  è  la  laurea  che  ha  valore  giuridico,
  probabilmente  è il sistema di finanziamento delle  Università  che
  vengono finanziate a numero di laureati, per cui laureano tutti pur
  di  avere il mimino finanziamento dello Stato. Io non lo so qual  è
  esattamente  il  problema,  onorevole Compagnone.  È  uno  sfascio
  Perché che mio figlio che mando all'Università, lo faccio studiare,
  finché  sta  a  casa  tento in tutte le maniere perché  si  laurei,
  prende  110  e poi diventa 186  in un concorso in cui ne  risultano
  idonei  13,  vuol  dire che lui non è che non era idoneo,  non  era
  proprio  nelle condizioni di presentarsi  Allora, qualche  problema
  c'è, non c'è dubbio.
   Dov'è  il  corto circuito? Io non lo so. Per cui,  un  anno  prima
  prendono  110  e  lode, prendono 30 e lode in  quella  facoltà,  in
  diritto  costituzionale  e poi nel tema di  diritto  costituzionale
  prendono 8 - non 18, 8 - su una votazione da 1 a 30. È evidente che
  c'è  un  corto circuito, da qualche parte c'è un corto circuito,  è
  poco  ma sicuro. Ogni tanto qualche professore mi dice  perché  non
  sono  abituati  a  scrivere  all'università .  Ma,  vivaddio,   noi
  laureiamo laureati in legge che passeranno la loro vita a  scrivere
  pareri,  sentenze, relazioni, passeranno la loro vita a scrivere  e
  mi  dite  che dall'università escono senza sapere scrivere? Ripeto,
  non  credo che sia quest'Aula che potrà fornire o potrà trovare  la
  soluzione al problema dell'università italiana, ma non c'è  dubbio,
  probabilmente, come dicono in tanti, si parte già dalla scuola.  Io
  anche  questo non lo so, ma certamente che la Sicilia  oggi  tenti,
  comunque  faccia uno sforzo, per individuare uno dei  problemi  che
  hanno le università da parte mia io sono felice di questa scelta.
   Se  poi,  come  dice l'onorevole Di Caro, a Roma stanno  lavorando
  perché  venga  fatta, ancora più felice perché  la  stiamo  facendo
  prima, per cui la cosa mi rende ancora più contento.
   Do la parola al Rettore, al Magnifico Rettore, onorevole assessore
  Roberto  Lagalla e poi se tutti siete pronti e vi sedete,  facciamo
  il  voto  sulla legge, che - vi ricordo - di fatto,  sarà  un  voto
  soltanto.
   Prego, Assessore.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, intanto la ringrazio, ma se mi desse la  parola
  nella  qualità di Rettore, potrei dire questa sera quello che disse
  De Gasperi alla Conferenza di Parigi  qui tutto mi è contro, tranne
  la vostra personale cortesia . Ma siccome così non è, e parlo nella
  qualità   e   avendo  anche  seguito  nel  corso  dell'istruttoria,
  l'avanzamento e lo stato di questo disegno di legge,  io  oggi  qui
  dico  che  esso  coglie certamente un risultato ed  un  merito.  Il
  risultato  e  il  merito  è quello, come è  stato  detto  da  tanti
  colleghi, di illuminare con un faro di critica reale un sistema che
  ormai non funziona più.
   Io  ho  vissuto personalmente, tanto il periodo della  bulimia  di
  queste facoltà, poi il periodo del numero chiuso, rispetto al quale
  tutta l'università italiana si è programmata. E quindi in tal senso
  risulta   particolarmente  difficile  modificare  oggi  un  assetto
  organizzativo,  logistico,  di  tanti  decenni  per  riportarlo  ad
  un'apertura totale su alcune scelte di corsi di laurea.
   In  particolare, parliamo dei corsi di laurea, perché a questo  il
  disegno  di  legge  si rivolge, parliamo dei corsi  di  laurea  che
  sottostanno  ad una programmazione di carattere nazionale,  e  sono
  fondamentalmente quelli dell'area medico-sanitaria,  veterinaria  e
  farmaceutica,  più  la ex facoltà di architettura,  oggi  corso  di
  laurea. Interviene la legge su questo tipo di facoltà che hanno una
  regolazione,  parlo adesso specificamente di area medico-sanitaria,
  che  hanno  una regolazione dell'accesso che è basato sul  rapporto
  tra   il   numero  dei  posti  letto  disponibili  negli   ospedali
  clinicizzati, il numero degli studenti della facoltà del  corso  di
  laurea  e  il numero degli specializzandi ammissibili al  numero  a
  seconda delle scuole di specializzazione.
   Quindi, di fatto, e rispondo all'onorevole Arancio e all'onorevole
  Di Caro, non è possibile immettere tanto ulteriore disponibilità di
  risorse  per  aumentare il numero delle scuole di specializzazione,
  perché  ogni scuola di specializzazione è tarata sulla base  di  un
  numero  massimo di studenti ammissibili. Cioè, facciamo un esempio,
  alla  specialità  di  dermatologia di  Palermo,  di  Catania  o  di
  Messina,  che è tarata con un rapporto di uno a tre (cioè significa
  che  può  accogliere al massimo tre specializzandi) non è possibile
  riceverne  quattro,  cinque, sei o sette, perché  c'è  un  rapporto
  diretto fissato a livello europeo.
   Noi, devo dire, sulle specializzazioni è da tre anni che eroghiamo
  borse  di  studio  aggiuntive, lo facciamo con un  investimento  di
  cinque milioni di euro che, su mia proposta, il Governo Musumeci ha
  messo  in  cantiere in questi anni, che si aggiungono ad altre  tre
  milioni  di  euro  che  ogni anno diamo per  il  potenziamento  dei
  dottorati  di ricerca. Quindi, questo lo abbiamo fatto per  cercare
  di  saturare l'assorbimento, ma vorrei aggiungere, non c'è certezza
  che  questo  risultato raggiunga studenti siciliani o  che  possano
  mantenersi  in  Sicilia.  Perché ci sono sentenze  della  giustizia
  amministrativa  che  escludono  la  possibilità  di  vincolare   la
  destinazione  delle borse regionali a soggetti, a  cittadini  della
  Regione o laureati nelle Università della Regione.
   Questo  lo  dico  e  lo aggiungo perché? Perché è  molto  corretto
  quello  che  in  ultimo  ha detto l'onorevole  Lentini.  Se  questo
  Parlamento,  qui,  questa sera - e mi è  sembrato,  al  di  là  dei
  dispareri  e  assolutamente al di là di ogni posizione  politica  e
  tanto meno di Gruppo - ha interesse e intenzione - e secondo me  il
  momento  è  corretto  perché  questo  avvenga  -  per  fornire   al
  Parlamento  nazionale uno spunto che sappia essere provocatorio  ma
  in  qualche  modo costruttivo, perché possano essere  studiati  gli
  elementi   opportuni  per  regolare  un  accesso  più   equo,   più
  responsabile  ai corsi di laurea a numero chiuso e a programmazione
  nazionale,  io  credo che questo, ovviamente, non  sarà  suffragato
  alla  fine  dall'approvazione  certamente  della  norma  in  questa
  configurazione,  ma  certamente  pone  uno  stimolo  al   dibattito
  politico, al dialogo, al confronto tra il sistema dell'Università e
  il sistema della politica.
   Per  queste  considerazioni  io - ovviamente  proprio  perché  con
  massima  libertà  si è espresso il Parlamento  qui  questa  sera  -
  dichiaro  che  il  Governo ha fatto tutte queste considerazioni  e,
  quindi,  si  rimette pienamente alla direzione dell'Aula,  dicendo,
  però,  che  come parlamentare e per le cose dette voterò  a  favore
  della proposta di legge. Grazie.


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Schema  di  progetto  di  legge da proporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione,
  recante  Abolizione  del  'numero chiuso' per  l'accesso  ai  corsi
  universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999,  n.  264»  (n.
  766/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siccome il  disegno  di  è  di  un
  articolo  solo e non ha emendamenti, possiamo dare un  voto,  che  è
  quello   definitivo  del  disegno  di  legge  e  tanto  vale   farlo
  direttamente   elettronico.  Nel  senso  che  non  votiamo   nemmeno
  l'articolo 1, votiamo direttamente il disegno di legge.
   Si  passa,  pertanto, alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Schema di progetto di legge da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello  Statuto
  della  Regione, recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso
  ai  corsi  universitari. Abrogazione della legge 2 agosto  1999,  n.
  264» (n. 766/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          44
   Contrari            1
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo fare un minimo di  ordine
  dei lavori.
   Intanto,  vorrei  avvertirvi che in questi  giorni  il  Segretario
  generale   farà   una  circolare,  ovviamente  d'accordo   con   la
  Presidenza,  con cui dovremo rendere molto più rigidi gli  ingressi
  al Palazzo e la circolazione delle persone all'interno del Palazzo.
  Per cui, la si sta preparando e verrà data, ovviamente, a tutti  in
  tempi  brevissimi. Comprende anche l'uso del ristorante, perché  al
  ristorante nei giorni di Aula potranno andare soltanto i  deputati,
  perché c'è un assembramento in questi posti che non ci possiamo più
  permettere. A giorni vi consegneremo questa cosa.
   Stiamo  provvedendo  anche  a  cercare  di  trovare  un'area  dove
  incontrare la gente che viene da fuori - tutti noi, parlamentari  e
  non  -  anche altre aree dove poterci incontrare, perché per adesso
  sono  limitate, dovendo le Commissioni riunirsi in altri posti  c'è
  sempre  pochissimo  spazio per potersi  riunire,  per  cui  si  sta
  facendo un lavoro che ci possa garantire una maggiore sicurezza.
   Per   quanto   riguarda  il  resto,  facendo  seguito   a   quanto
  preannunciato, l'Assessore per la salute provvederà per  competenza
  a   fornire  risposta  scritta  agli  onorevoli  deputati  per   le
  interrogazioni a risposta orale ancora in vita fino  alla  n.  1939
  del 9 gennaio 2021.
   Così rimane stabilito.
   Domattina, quindi, alle 11.00 l'assessore Razza farà un suo  primo
  intervento e poi ci sarà un dibattito che non potrà superare le due
  ore,  due ore e mezza. Alle 13.30 bisognerà comunque chiudere.  Nel
  pomeriggio, invece, alle 16.00, voteremo il disegno di   legge  sul
  CAS.
   Tutte  le  interrogazioni  che sono previste  per  domani,  a  cui
  avrebbe  dovuto rispondere l'assessore Razza, otterranno  tutte  la
  risposta  scritta. L'Assessorato ci ha garantito che sarà veloce  e
  lo farà assolutamente con tutti.
   Per  cui per quanto riguarda la giornata odierna possiamo chiudere
  la  seduta ed è rinviata a  domani, mercoledì 27 gennaio 2021, alle
  ore 11.00.
   La seduta è tolta.

                  La seduta è tolta alle ore 18.20(*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         247a SEDUTA PUBBLICA
                 Mercoledì 27 gennaio 2021 - ore 11.00
                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLA SITUAZIONE SANITARIA IN SICILIA
   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
           crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
           Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         2)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

         3)  Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane.  (n.
           783/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

         4)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche  alla  legge regionale del  20  marzo  1951,  n.  29,
  inserimento  della doppia preferenza di genere per  l'elezione  dei
  Deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana (n. 942).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 19 gennaio 2021.
   Inviato il 21 gennaio 2021.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme sull'ittiturismo (n. 931).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 20 gennaio 2021.

   - Norme in favore delle aziende viticole e vitivinicole colpite da
  gravi fitopatie     (n. 932).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 20 gennaio 2021.

   -  Centro  per  la Strategia sulla Biodiversità (CSB Sicilia)  (n.
  936).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 20 gennaio 2021.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -    Recepimento   dell'articolo   10,   comma   4   del   Decreto
  Semplificazioni  n.  76/2020 convertito in Legge  n.  120/2020  (n.
  933).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 20 gennaio 2021.

   - Norma per lo  Stop al nucleare  in Sicilia (n. 938).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 19 gennaio 2021.
   Inviato il 20 gennaio 2021.

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante    Disposizioni  concernenti  l'applicazione   della   pena
  pecuniaria, il sequestro e la confisca dei beni per i reati di  cui
  agli  articoli 422, 423 e 423 bis c.p., nonché l'utilizzo di  mezzi
  di sorveglianza militari per la identificazione dei colpevoli ed il
  monitoraggio dei siti  (n. 939).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 19 gennaio 2021.
   Inviato il 20 gennaio 2021.

   -  Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2020, n.  32.  Norme
  per  garantire l'accesso al mare per i soggetti diversamente  abili
  (n. 940).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 19 gennaio 2021.
   Inviato il 21 gennaio 2021.

   -   Norme  per  lo  snellimento  delle  procedure  relative   agli
  interventi negli impianti di depurazione pubblici (n. 941).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 19 gennaio 2021.
   Inviato il 21 gennaio 2021.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Istituzione  della fondazione culturale intitolata  a  Calogero
  Marrone (n. 937).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 gennaio 2021.
   Inviato il 20 gennaio 2021.

       Comunicazione di riassegnazione di  disegni di legge alle
                        competenti Commissioni

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Riconoscimento e promozione della Dieta mediterranea (n. 896).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 gennaio 2021.
   Parere V.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Disposizioni in ordine al riconoscimento della funzione sociale
  educativa degli oratori (n. 921).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 gennaio 2021.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

   -  Legge regionale 12 maggio 2020, n. 9, articolo 10, commi 1 e 3.
  Nuovo  schema  di disposizioni attuative. Fondo Sicilia  -  Sezione
  specializzata in credito (n. 159/II).
   Pervenuto in data 19 gennaio 2021.
   Inviato in data 21 gennaio 2021.

                             BILANCIO (II)
         COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  Fondo  sviluppo  e  coesione  Patto per il sud   Interventi  di
   Riqualificazione funzionale e renderizzazione dei resti del Tempio
  di   Venere   Ericina   -  ID  34 .  Riprogrammazione   fondi   per
  finanziamento  intervento  di   Rifunzionalizzazione   e   restauro
  conservativo del Convento dei Cappuccini  (n. 160/II-UE).
   Pervenuto in data 19 gennaio 2021.
   Inviato in data 21 gennaio 2021.

       Comunicazione di parere reso dalle competenti Commissioni

                            BILANCIO (II) -
         COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  FSC  2014/2020. Patto per lo sviluppo della Regione  Siciliana.
  Riprogrammazione delle risorse derivanti da economie ai sensi della
  delibera   CIPE  n.26/2018  e  dalla  revoca  di  tre   interventi.
  Intervento  strategico:  'Riqualificazione  Urbana  interventi   di
  recupero e rifunzionalizzazione finalizzati al miglioramento  della
  qualità  della vita ed allo sviluppo sostenibile dei  Comuni  della
  Regione  Siciliana'  -  'Interventi  sui  Beni  Culturali  Storico-
  Artistici  di Culto' - 'Edilizia Pubblica, interventi  mirati  alla
  sicurezza  ed alla riqualificazione di edifici di valenza  pubblica
  destinati a presidi di legalità o confiscati alla mafia' (n. 158/II-
  UE).
   Reso in data 18 gennaio 2021.
   Inviato in data 20 gennaio 2021.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1942 - Chiarimenti in merito a quanto posto in essere al  fine
  di contrastare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 nell'area del
  Comune di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1943  -  Chiarimenti in ordine alla gestione  dei  reparti  di
  cardiologia dell'ospedale 'San Vito e Santo Spirito' di Alcamo (TP)
  e dell'ospedale 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Schillaci Roberta;  Di
  Caro  Giovanni;  Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  De
  Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N. 1944 - Iniziative per la fornitura gratuita di saturimetri alla
  popolazione più anziana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1945  - Iniziative volte all'immediato ripristino dei  servizi
  ospedalieri sospesi e alla classificazione del Presidio ospedaliero
  di Patti quale Dipartimento di emergenza-urgenza ed accettazione di
  primo livello.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Laccoto Giuseppe

   N.  1946  - Chiarimenti in merito all'autorizzazione di  spesa  ai
  fini  della  ricostituzione  del fondo previdenziale  dell'Istituto
  regionale del vino e dell'olio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Sunseri  Luigi;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  1947 - Chiarimenti in merito alla somministrazione del vaccino
  per   limitare  la  diffusione  del  virus  Covid-19   e   priorità
  nell'individuazione dei pazienti beneficiari.
   - Assessore Salute
   Dipasquale Emanuele; Campo Stefania

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  371  -  Notizie sui tamponi rapidi effettuati nei  drive-in  e
  sulla  campagna di screening nelle scuole e nelle Università  degli
  studi della Regione alla luce delle nuove strategie ministeriali di
  testing anti Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.


    Intervento corretto dall'oratore.