Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.28
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Seguito della discussione del disegno di legge «Intervento
correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme
sul governo del territorio» (n. 911/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020,
n. 19 recante norme sul governo del territorio» ( n. 911/A).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Invito il Presidente della Commissione e relatore, onorevole
Savarino, a svolgere la relazione.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto alla
relazione scritta.
PRESIDENTE. Non essendoci interventi in discussione generale,
iniziamo direttamente con il fascicolo.
Onorevoli colleghi, siccome iniziamo la trattazione di questo
disegno di legge, vorrei ricordare a tutti che questo è un disegno
di legge che nasce per trovare soluzione alle obiezioni che sono
state fatte dal Consiglio dei Ministri.
Per cui, all'interno del testo, siccome sono stati presentati
degli emendamenti, se facciamo un altro disegno di legge è chiaro
che viene meno la motivazione del perché stiamo facendo queste
correzioni. Per cui, mi dice l'assessore Cordaro, tranne un paio di
emendamenti che sono stati valutati e che immagino possano essere
utili ai chiarimenti che dobbiamo fornire al Consiglio dei
Ministri, io non accetterò nessun tipo di emendamenti che non siano
specificatamente rivolti al chiarimento nei confronti del Consiglio
dei Ministri delle obiezioni che sono state fatte.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Come lei ha ben detto, Presidente, è un disegno di
legge che viene incontro, insomma recepisce, tra virgolette, quelle
che sono state le riflessioni che ha fatto il Governo nazionale e
che sono oggetto dell'impugnativa.
Ricordo a me stesso, ma lo ricordo a tutta l'Aula, che l'unica
forza parlamentare - l'assessore Cordaro se mi ascolta
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, vada avanti.
BARBAGALLO. L'unica forza parlamentare che non ha votato la legge
è stato il Partito Democratico, quindi noi ci aspettavamo che a
fare gli emendamenti fosse stato oggi il Partito Democratico.
Noi, per senso di responsabilità, a seguito dell'impugnativa del
Governo nazionale, non abbiamo fatto un solo emendamento; c'è solo
un passaggio che il Presidente Savarino ha condiviso come
Commissione. Ci sorprende il fatto che parlamentari della
maggioranza, e forse parlamentari che sostengono il Governo,
abbiano formalizzato una serie di emendamenti che non soltanto
ingolfano il procedimento, ma che rischiano di compromettere anche
ulteriori eventuali impugnative anche su questa legge, e credo che
sull'ammissibilità, una verifica andrebbe fatta anche come Uffici.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non so se lei ha sentito quello
che io ho detto prima del suo intervento, e cioè che tutti gli
emendamenti, tranne un paio, non sono considerati ammissibili,
nemmeno li discuteremo. Non mi sembra, peraltro, che ci sia
l'impegno delle forze parlamentari, c'è qualche deputato che
legittimamente avendo il diritto di farlo, ha presentato degli
emendamenti, ma niente di più di questo.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Modifiche all'articolo 8 Semplificazione e flessibilità' della
legge regionale
13 agosto 2020, n. 19
1. Il comma 5 dell'articolo 8 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 è abrogato».
Sono stati presentati emendamenti. Io inviterei a ritirare questi
emendamenti, sennò comunque vengono considerati inammissibili, per
cui l'articolo 1, di fatto, è senza emendamenti.
L'onorevole Grasso ha ritirato quelli suoi. L'onorevole Lo Giudice
è in Aula? Gli emendamenti sono tutti da ritirare, perché non sono
ammissibili. Già ritirati tutti, per cui come vede onorevole
Barbagallo abbiamo già sistemato la questione.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Modifiche all'articolo 15 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
Elementi di pianificazione territoriale regionale'
1. Al comma l dell'articolo 15 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 le parole "di concerto con l'Assessorato regionale dei
beni culturali e dell'identità siciliana," sono soppresse».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
Valutazione ambientale strategica (VAS)'
1. Al comma 5 dell'articolo 18 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 le parole designati come zone di protezione speciale
per la conservazione degli uccelli selvatici (ZPS) ovvero di quelli
classificati come siti di importanza comunitaria (S1C) per la
protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna
selvatica, sono sostituite dalle seguenti: appartenenti alla Rete
Natura 2000 .
2. I commi 8, 9 e l0 dell'articolo 18 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 sono abrogati».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
Contenuti del Piano territoriale regionale con valenza
paesaggistica (PTR)'
1. La rubrica dell'articolo 19 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 è così sostituita: "Contenuti del Piano territoriale
regionale con valenza economico-sociale (PTR) .
2. Il comma l dell'articolo 19 della legge regionale n. 19/2020 è
così sostituito: "il Piano territoriale regionale con valenza
economico-sociale, di seguito denominato PTR, costituisce lo
strumento di proiezione territoriale delle strategie di sviluppo
economico e sociale di breve, medio e lungo termine con le quali la
Regione realizza, orienta, indirizza e coordina la programmazione
delle risorse e la pianificazione strategica, di coordinamento
territoriale e urbanistica delle Città metropolitane, dei liberi
Consorzi comunali e dei comuni, singoli o associati".
3. Il comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale n. 19/2020 è
così sostituito: "1 contenuti e le procedure del PTR sono definiti
da apposito atto di indirizzo della Giunta di Governo regionale, su
proposta dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge ".
4. Il comma dell'articolo 19 della legge regionale n. 19/2020 è
così sostituito: "L'atto di indirizzo di cui al comma 2 è
aggiornato periodicamente, con particolare riferimento
all'introduzione di norme nazionali o regionali inerenti alle
materie di pertinenza del Piano .
5. Il comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 è abrogato.
6. Al comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 le parole "del paesaggio e" e le parole "di qualità
paesaggistica" sono soppresse.
7. Al comma 6, lettera f) dell'articolo 19 della legge regionale
n. 19/2020 le parole "culturali" e "paesaggistiche" sono soppresse
e dopo le parole "in conformità con le previsioni del" sono
aggiunte le seguenti: "piano paesaggistico, del".
8. Dopo il comma 8 dell'articolo 19 della legge regionale n.
19/2020 è inserito il seguente:
"9. Gli interventi sui beni paesaggistici sono ammessi nei soli
casi e limiti previsti dal piano paesaggistico regionale ovvero
dalla disciplina d'uso dei beni paesaggistici, dettata ai sensi
degli articoli 140 e 141-bis del Codice dei beni culturali e del
paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Le
previsioni dei piani paesaggistici non sono derogabili dagli altri
strumenti pianificatori, sono cogenti e sono immediatamente
prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute in
altri strumenti, ai sensi degli articoli 143, comma 9, e 145, comma
3, del Codice. Gli enti locali e gli enti gestori delle aree
naturali protette conformano o adeguano gli strumenti di
pianificazione urbanistica e territoriale alle previsioni dei piani
paesaggistici, assicurando la partecipazione degli organi regionali
preposti alla tutela paesaggistica, ai sensi dell'articolo 145 del
Codice dei beni culturali e del paesaggio."».
E' stato presentato dalla Commissione l'emendamento 4.3. E' un
emendamento tecnico, onorevole Savarino.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche all'articolo 21 della legge regionale 13 agosto 2020,
n. 19 Procedimento di formazione del Piano territoriale
regionale'
1. Al comma l dell'articolo 21 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19, le parole "di concerto con l'Assessorato regionale
dei beni culturali e dell'identità siciliana," sono soppresse.
2. Al comma 2, dell'articolo 21 della legge regionale n. 19/2020 le
parole "di concerto con l'Assessorato regionale dei beni culturali
e dell'identità siciliana" sono soppresse».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Modifiche all'articolo 22 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
Contenuti del piano territoriale consortile (PTC) e del piano
della Città metropolitana (PCM)'
1. Al comma 2, lettera d) dell'articolo 22 della l.r. n. 19/2020
le parole "e culturali" sono soppresse.
2. Al comma 6, lettera d) dell'articolo 22 della l.r. n. 19/2020,
la parola "idrogeologica" è sostituita dalla seguente:
"idrologica"».
C'è questo dell'onorevole Barbagallo. Ero quello di cui parlava
che era stato concordato? No? Allora è ritirato anche questo,
ovviamente.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Modifiche all'articolo 24 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
Procedure di formazione del PTC e del PCM'
1. Al comma l dell'articolo 24 della l.r. n. 19/2020 sono
apportate le seguenti modifiche: le parole "comune capoluogo del
libero Consorzio comunale" sono sostituite dalle seguenti: "libero
Consorzio comunale" e le parole "dal comune capoluogo della Città
metropolitana" sono sostituite dalle seguenti: "dalla Città
metropolitana ".
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Modifiche all'articolo 25 della legge regionale 13 agosto 2020,
n. 19 Contenuti del Piano urbanistico generale comunale (PUG)'
1. Il comma 3, lettera l) della legge regionale 13 agosto 2020,
n. 19 è così sostituito: "annovera i beni paesaggistici,
ambientali, culturali e storico-architettonici sottoposti a
tutela".
2. Il comma 3, lettera p) della legge regionale 13 agosto 2020,
n. 19 è così sostituito: "alla luce dei principi di contenimento
del consumo di suolo, in conformità con la programmazione dello
sviluppo rurale, disciplina gli interventi produttivi nel verde
agricolo, nel rispetto di quanto prescritto all'articolo 37"».
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
posto che lei già è stato esaustivo, non ritorno sull'argomento. In
realtà, l'8.2 migliora la terminologia. Vorrei che l'onorevole
Barbagallo che insieme all'onorevole Trizzino, per i due Gruppi di
opposizione, hanno costruttivamente contribuito alla costruzione...
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi se la interrompo, ma gli Uffici
ritengono che non sia così; per cui, se è ritirato è meglio.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Pazienza,
benissimo.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. L'8.1, se il Governo, ma sono stati ritirati comunque,
quindi a meno che non ci siano motivazioni particolari per
rimetterlo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, se sono
stati ritirati, andiamo avanti col ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19 Procedimento di formazione ed approvazione del PUG e delle
relative varianti'
1. Al comma l dell'articolo 26 della legge regionale n. 19/2020
terzo periodo le parole "dello studio" sono sostituite con le
seguenti: "lo studio".
2. Al comma 4, lettera f) dell'articolo 26 della legge regionale
n. 19/2020 le parole "e identifica i beni culturali e paesaggistici
da considerare quali invarianti e" sono soppresse.
3. Dopo il comma 14 dell'articolo 26 della legge regionale n.
19/2020 è inserito il seguente comma 14 bis: "Entro il termine di
dieci giorni dalla chiusura della Conferenza di pianificazione il
responsabile del procedimento trasmette al consiglio comunale,
ovvero ai consigli comunali nel caso di piano in forma associata,
una relazione istruttoria unitamente al progetto di PUG per la
presa d'alto e l'eventuale introduzione di modifiche al piano da
effettuarsi entro trenta giorni dalla ricezione. "
4. Al comma 15 dell'articolo 26 della legge regionale n. 19/2020
le parole "dalla chiusura della Conferenza di pianificazione" sono
sostituite dalle seguenti: "dalle determinazioni del Consiglio
comunale o dei Consigli Comunali,".
5. Al comma 16 dell'articolo 26 della legge regionale n. 19/2020
sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole "trenta giorni" sono sostituite dalle seguenti:
"sessanta giorni";
b) le parole "che il Consiglio comunale è tenuto a valutare sono
sostituite dalle seguenti: "Nei successivi trenta giorni le
osservazioni, visualizzate su apposite planimetrie e contro dedotte
dal progettista del piano, sono trasmesse dal responsabile del
procedimento al Consiglio comunale per la dovuta valutazione."
6. Al comma 18 dell'articolo 26 della legge regionale n. 19/2020
sono apportate le seguenti modifiche: le parole "Entro trenta
giorni dalla chiusura della seduta prevista al comma 17, il
responsabile del procedimento trasmette al Consiglio comunale,
ovvero ai Consigli comunali nel caso di piano in forma associata,
la proposta di deliberazione per la approvazione del PUG, da
effettuarsi entro trenta giorni dalla ricezione. Nel caso in cui il
Consiglio comunale richieda l'introduzione di modifiche al progetto
di PUG, il piano è rinviato al responsabile del procedimento che
acquisisce, entro trenta giorni, 'il parere della Conferenza sulle
modifiche introdotte: Nei successivi dieci giorni il piano è
inviato al Consiglio comunale per la definitiva approvazione che è
deliberata entro i successivi trenta giorni." sono sostituite dalle
seguenti: "Entro trenta giorni dalla chiusura della seduta prevista
al comma 17, il responsabile del procedimento trasmette al
Consiglio comunale, ovvero ai Consigli comunali nel caso di piano
in forma associata, la proposta di deliberazione per la
approvazione del PUG, da effettuarsi entro trenta giorni dalla
ricezione."».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Modifica all'articolo 27 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19 Disciplina del patrimonio culturale dei beni isolati'
1. L'articolo 27 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 è
abrogato».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Modifica all'articolo 36 della legge regionale 13 agosto 2020,
n. 19 Interventi di compensazione urbanistica a tutela
dell'ambiente'
1. Il comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 è così sostituito:
"3. Nell 'ipotesi di delocalizzazione o riqualificazione di siti
produttivi dismessi o di manufatti, legittimamente realizzati, in
degrado o incongrui, in quanto suscettibili, per impatto visivo,
per dimensioni planivolumetriche o per caratteristiche tipologiche
e funzionali, di snaturare o di alterare in modo permanente la
caratteristica di un luogo, della sua identità storica, culturale
o paesaggistica, la compensazione si connota come paesaggistico-
ambientale e consiste nell'attribuzione premiale di diritti
edificatori ai proprietari interessati".
2. Il comma 5 dell'articolo 26 della l.r. n. 19/2020 è
abrogato».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Modifica all'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19 Tutela e pianificazione del territorio rurale e tutela dei
boschi e delle foreste'
1. L'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 è
così sostituito:
Art. 37.
Interventi produttivi nel verde agricolo.
l. Nelle zone destinate a verde agricolo dai PUG o dagli strumenti
urbanistici vigenti, sono ammessi impianti o manufatti edilizi
destinati alla lavorazione o trasformazione di prodotti agricoli o
zoo tecnici locali ovvero allo sfruttamento a carattere artigianale
di risorse naturali locali tassativamente individuate nello
strumento urbanistico.
2. I permessi di costruire rilasciati ai sensi del comma l devono
rispettare le seguenti condizioni:
a) rapporto di copertura non superiore a un decimo dell'area di
proprietà proposta per l'insediamento;
b) distacchi tra fabbricati non inferiori a m.10;
c) distacchi dai cigli stradali non inferiori a quelli fissati
dall'articolo 26 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495;
d) parcheggi in misura non inferiore ad un quinto dell'area
interessata;
e) rispetto delle distanze stabilite dall'articolo 15 della legge
regionale 12 giugno 1976, n. 78, come interpretato dall'articolo 2
della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
f) distanza dagli insediamenti abitativi ed opere pubbliche
previsti dagli strumenti urbanistici non inferiore a metri
duecento, ad esclusione di quanto previsto dalla lettera c).
3. Previa autorizzazione delle amministrazioni competenti, nelle
zone destinate a verde agricolo è consentito il mutamento di
destinazione d'uso dei fabbricati realizzati con regolare titolo
abilitativo, ancorché non ultimati, a destinazione ricettivo -
alberghiera e di ristorazione e per l'insediamento delle attività
di bed and breakfast', agriturismo ed annesse attività di
ristorazione ove sia verificata la compatibilità ambientale della
nuova destinazione ed il rispetto di tutte le prescrizioni igienico
sanitarie nonché di sicurezza. Nelle zone agricole è ammessa
l'autorizzazione all'esercizio stagionale, primaverile ed estivo,
dell'attività di ristorazione anche in manufatti destinati a civile
abitazione e loro pertinenze, nel rispetto della cubatura esistente
e purché la nuova destinazione, ancorché temporanea, non sia in
contrasto, con interessi ambientali e con disposizioni sanitarie.
La destinazione ricettivo-alberghiera e di ristorazione cessa
automaticamente 'allorché cessi la relativa attività.
4. Nella Regione si applica il decreto legislativo 3 aprile 2018,
n. 34 e successive modificazioni.
5. L'articolo 10 della legge regionale n. 16 del 6 aprile 1996 è
abrogato. ».
L'emendamento 12.5, a firma della Commissione, è quello di cui
parlavate prima.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Tamajo)
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, li abbiamo ritirati tutti, perché
non è possibile fare stiamo inserendo una cosa nuova che cambia
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, abbiamo valutato con estrema attenzione, lo vorrei dire
a tutti i colleghi. e anche il 12.2 finisce per modificare il senso
dell'accordo con lo Stato, quindi noi non possiamo accettarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, teoricamente non è che non è
accettabile l'emendamento, ma siccome questa è una legge che serve
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non è
accettabile secondo il criterio che ci siamo dati.
PRESIDENTE. Perché è soltanto una legge che serve per aggiustare
la legge precedente. Poi, se si vuole, questo in una futura legge
si può ovviamente, anche sull'edilizia, lo possiamo tranquillamente
inserire. Quindi non ce n'è da discutere, tranne il 12.5 della
Commissione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le risponde direttamente io. Non
possiamo eliminare commi, perché sono già passati in Consiglio dei
Ministri, per cui è soltanto
LACCOTO. No, ascolti, io non voglio eliminare niente. Vorrei solo
che si aggiungesse il recepimento dinamico della legge nazionale,
altrimenti con la creazione del comma 4 e del comma 5 si crea una
discrasia fra quella che è la legge regionale e quella nazionale,
creando non pochi problemi, perché se è vero che noi
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, però c'è un comma 4 che dice: La
Regione applica il decreto legislativo 3 aprile 2018 e successive
modificazioni . Per cui, esiste già.
LACCOTO. Ma c'è un problema sulla legge 16, viene praticamente
soppresso solo l'articolo 10. Secondo me - parlo pure con
l'Assessore e con l'onorevole Barbagallo - basterebbe inserire un
subemendamento, per cui vengono recepite dinamicamente le norme
nazionali, perché altrimenti si creano grossi problemi.
PRESIDENTE. Il recepimento delle norme nazionali c'è già,
onorevole Laccoto.
LACCOTO. No, c'è solo quello del decreto. C'è un problema
riguardante il fatto che noi qui abroghiamo solo l'articolo 10
della legge 16. Io pongo all'attenzione questo, perché abbiamo
diverse valutazioni su questo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Vediamo se ho capito bene io. L'onorevole Laccoto fa
riferimento alla definizione di bosco. Per i lavori che abbiamo
svolto in Commissione - testimone il Presidente, il Governo e gli
Uffici della Commissione - una volta che si recepisce la norma
nazionale - vorrei che gli Uffici mi seguissero - in materia di
forestazione, regime della forestazione, riteniamo recepito pure la
definizione di bosco.
L'onorevole Laccoto, ora in Aula, se ho capito bene, dice: per
mero scrupolo, la cassiamo la definizione di bosco della legge 16,
visto che non è sufficiente, a suo giudizio, il mero recepimento?
Io ho rilevato informalmente che è un recepimento dinamico. Quindi
questo è il punto: se è un recepimento dinamico oppure se per
scrupolo l'Assemblea vuole abrogare pure l'articolo 4 della
legge16, che fa riferimento alla definizione di bosco.
PRESIDENTE. Diventa dinamico nel momento in cui c'è scritto e
successive modificazioni . Per cui, siccome è scritto, perché
dobbiamo creare problemi e andare a cambiare la legge che esiste?
Si passa all'emendamento 12.5, a firma della Commissione. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Disposizione di tutela particolare
1. Al titolo VII della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19,
dopo l'articolo 46 è inserito il seguente:
"Art. 46 bis.
Disposizioni di tutela particolare
l. Con l'osservanza delle procedure previste dall'articolo 16
della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, possono essere
concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma
dell'articolo 15 della medesima legge limitatamente a:
a) opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico;
b) opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad
impianti turistico - ricettivi esistenti, nonché ad ammodernamenti
strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi.
2. Con l'osservanza delle procedure di cui all'articolo 7 della
legge regionale 11 aprile 1981, n. 65 e successive modificazioni,
possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a)
del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale 12 giugno
1976, n. 78 per le opere di manutenzione straordinaria, di
ammodernamento e di potenziamento, strettamente funzionali alla
sicurezza dei voli negli aeroporti, dotate delle autorizzazioni
rilasciate dagli enti preposti."».
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io le sottopongo, sempre per un fatto di assoluta
onestà intellettuale, perché non contrasta con l'accordo che è
stato raggiunto con i Ministeri, la possibilità di votare
l'emendamento 13.2.
Non solo non va in contraddizione con il testo, ma sotto il
profilo tecnico, in buona sostanza, limita ancora di più a nuovi
volumi tecnici o interventi che non comportino l'aumento dell'area
di sedime legittimamente occupata . Vorrei che l'Aula lo valutasse,
fermo restando che tecnicamente non contrasta l'accordo. Per il
resto mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Allora, se c'è questo parere da parte del Governo,
pongo in votazione l'emendamento 13.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Modifica all'articolo 48 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19
Poteri sostitutivi della Regione ed esecuzione del
giudicato'
1. Al comma 1 dell'articolo 48 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 le parole "della legge regionale 10 agosto
2016, n. 16 e successive modificazioni" sono sostituite dalle
seguenti: "dell'articolo 49, comma 2, della legge regionale
del 11 agosto 2017, n. 16."».
Mi dicono gli Uffici che l'emendamento 14.1, sostitutivo
dell'articolo 14, migliorerebbe soltanto l'impostazione normativa,
Assessore.
CORDARO, assessore peer il territorio e l'ambiente. Lo confermo,
Presidente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Modifica all'articolo 52 della legge 13 agosto 2020, n.
19
Comitato tecnico scientifico (CTS)'
1. Al comma 1, lettera b) dell'articolo 52 della legge regionale
13 agosto 2020, n. 19 dopo le parole "sulle procedure di
annullamento di atti comunali illegittimi in materia urbanistica"
sono aggiunte le seguenti: "dell'articolo 39 del DPR 6 giugno 2001,
n. 380, recepito dall'articolo l della legge regionale 10 agosto
2016, n. 16; "
2. Al comma 1 dopo la lettera c) dell'articolo 52 della legge
regionale n. 19/2020 è aggiunta la seguente: "d) esprimere parere
sui piani territoriali ed urbanistici o le loro varianti" di cui
all'art.53, comma l, della presente legge.".
3. Al comma 4, lettera i) dell'articolo 52 della legge regionale
n. 19/2020 prima delle parole "da un ingegnere" sono aggiunte le
seguenti: "da un pianificatore territoriale".
4. Al comma 6 dell'articolo 52 della legge regionale n. 19/2020
la parola g), è soppressa».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna gli
onorevoli Caronia, Ternullo, Pagana e Foti.
L'Assemblea ne prende atto.
L'Assessore Cordaro ha chiesto dieci minuti di sospensione per
rivedere una cosa, per cui, sono le ore 16.40, ci aggiorniamo alle
ore 17.00 in punto per votare il disegno di legge; chiaramente, per
chi lo volesse fare, ci saranno prima gli interventi per
dichiarazione di voto.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 16.52)
(E' approvato)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Ci sono interventi per
dichiarazione di voto?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto, se i colleghi mi danno la possibilità di
intervenire.
PRESIDENTE. Al banco del Governo, chiedo scusa, assessore Cordaro,
chi fa la dichiarazione di voto si rivolge a lei, grazie. E anche
gli onorevoli Lantieri, Falcone, per favore.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente.
Siamo al quarto anno di Legislatura e arriva la prima riforma del
Governo Musumeci; un Governo Musumeci la cui composizione voglio
ricordare, signor Presidente, abbiamo contestato avverso un ricorso
davanti al Tribunale amministrativo regionale, la cui composizione
in questo momento il Partito Democratico ritiene assolutamente
illegittima, perché - com'è noto - non abbiamo presenze di donne
nel Governo regionale. Una condizione che riporta, come abbiamo più
volte detto, la Sicilia al Medioevo. Arriva la prima riforma di
questa Legislatura quando proprio sull'urbanistica le altre
regioni, come, ad esempio, l'Emilia Romagna, sono arrivate alla
quarta generazione di produzione legislativa regionale in materia
di governo del territorio.
Noi ci asterremo sulla legge per alcune ragioni che brevemente
proverò ad accennare. Innanzitutto, non viene risolta la questione
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, chiedo scusa, per favore
assessore Falcone, le devo chiedere scusa, uscite fuori se dovete
parlare, grazie. Colleghi per favore, se vogliamo sentire
l'intervento dell'onorevole Barbagallo, così poi votiamo.
Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Non viene risolta nessuna delle vicende legate ai
tempi procedimentali che restano particolarmente ingolfati, lunghi
rispetto alle altre Regioni e che, certamente, questa legge non
snellisce.
Restano lunghi anche i tempi necessari per i vari livelli di
progettazione che, sostanzialmente, corrispondono a circa quattro
anni per avere - speriamo in quattro anni - un assetto del
territorio complessivo definito. Tempi procedimentali - e
quest'Aula se ne è occupata bene più volte - che in questo momento
sono ingolfati dalle vicende che riguardano la Commissione Via-Vas.
E, signor Assessore, voglio essere chiaro: nessuno - e in
particolare nessuno del Partito Democratico - è contro i componenti
della Commissione Via-Vas, contro la loro competenza e perizia.
Siamo contrari avverso le lungaggini che comporta l'esame della
Commissione Via-Vas. Per questo più volte in Commissione abbiamo
chiesto una implementazione dei componenti della Commissione, il
Presidente della Commissione lo sa bene, se serve siamo pronti a
votare da subito anche in questa finanziaria le spese per
quadruplicare i componenti e arrivare ad una definizione celere
degli oltre 200 strumenti urbanistici che, in questo momento,
giacciono nei cassetti dell'Assessorato e non risultano esitati e
che, certamente, questa legge non risolve.
Non ci convincono alcuni elementi contraddittori nel corpo
normativo. Non ci convince il regime transitorio per i piani in
esame perché in questo momento 200 Comuni hanno in corso l'iter di
approvazione del piano regolatore, soltanto 30 Comuni hanno
depositato il piano regolatore presso gli uffici dell'Assessorato
e, facendo riferimento all'espressione depositato che è nel cuore
della norma, ben 170 Comuni dovranno ricominciare daccapo.
Non ci convincono come sono state affrontate alcune questioni o
meglio come non sono state affrontate alcuni temi nodali delle
questioni del governo del territorio in Sicilia. Su tutte: è una
legge che non affronta per niente il tema dell'abusivismo edilizio.
Abbiamo abbandonato alcuni sindaci, alcune amministrazioni, alcune
zone della Sicilia, li abbiamo condannate a convivere con
l'abusivismo. Era una riforma in cui bisognava avere il coraggio di
inserire alcune risorse per accompagnare le demolizioni e le
rimessioni in ripristino, soprattutto in alcune zone vincolate o
sensibili dal punto di vista paesaggistico.
E' una legge del governo del territorio che non affronta la
questione dei centri storici tanto cara ai siciliani. Del pari, ci
riporta con le lancette indietro al 1968 per quanto concerne gli
standard urbanistici. Mentre in questo momento si sta facendo un
ragionamento normativo importante a livello nazionale per voltare
pagina rispetto agli standard del decreto ministeriale 1444 del
1968 e, quindi, accompagnare una urbanistica in Italia, e quindi
nelle Regioni italiane, più vicina a quella americana o dei paesi
anglosassoni, riportiamo invece le lancette indietro al DM 1444 del
1968 continuando ad ancorare l'urbanistica ad aree omogenee e agli
standard vincolati.
Nessun riferimento, poi, a quella che dovrebbe essere una delle
grandi sfide di questo tempo e quindi le discariche, le bonifiche,
l'inquinamento.
Ci preoccupa un'altra vicenda, signor Presidente, e non vorremmo
essere profetici. E' un norma che, per alcuni versi, è cervellotica
e sarà di difficile applicazione. Occorreva accompagnare questa,
finora l'unica riforma di questa legislatura, con corsi di
aggiornamento professionale, corsi di formazione, accompagnare gli
operatori del settore che da domani mattina saranno chiamati ad
applicare questa norma, con un processo di agevolazione normativa,
per agevolare l'applicazione in tanti contesti in cui sarà
veramente complicata.
Abbiamo chiesto a gran voce un regolamento di edilizia unico per
tutta la Sicilia. Abbiamo Comuni, tre-quattro Comuni, che sono
contermini, dove applichiamo tre-quattro normative.
Per finire, signor Presidente, come dicevo prima, speriamo di non
essere profetici, continuiamo ad avere tante preoccupazioni;
possiamo definire questo disegno di legge e, tra pochi minuti,
questa legge come un'occasione mancata; certamente il Parlamento e
il Governo potevano dare di più e varcare questo tempo con una
riforma certamente migliore.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Intervento correttivo alla
legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme sul governo
del territorio» (n. 911/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Intervento correttivo alla legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 recante norme sul governo del territorio» (n.
911/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Sempre con il solito sistema Covid di votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 45
Contrari 0
Astenuti 8
(L'Assemblea approva)
Comunico che gli onorevoli Lo Curto e Lantieri hanno votato
favorevolmente al disegno di legge.
Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di progetto
di legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione, recante Abolizione
del numero chiuso' per l'accesso ai corsi universitari.
Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264» (n. 766/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante Abolizione del numero chiuso' per l'accesso ai corsi
universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264» (n.
766/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Intanto nell'attesa che la Commissione prenda posto, per domani
mattina alle ore 11.00 ci sarà l'assessore Razza, se lo facciamo
alle ore 12.00 non riusciamo a fare niente perché visto che è
diversa da come l'avevamo impostata e cioè più che soltanto
risposta alle interrogazioni che, invece, sarà data scritta a tutte
le interrogazioni, la facciamo con l'assessore Razza che verrà in
Aula, farà un suo intervento, spero non lungo, con cui sintetizzerà
la situazione attuale e poi si aprirà un dibattito con i tempi
limitati che poi domani vi saranno comunicati, in modo che massimo
alle ore 13.00, 13.30 si possa completare.
DIPASQUALE. Ci sta imbavagliando?
PRESIDENTE. No, non vi sto imbavagliando anzi, onorevole
Dipasquale, sto dando un qualcosa in più rispetto a quello che era
previsto, cioè il dibattito, prima erano solo interrogazioni
parlamentari, la prego, per cui io lavoro nell'interesse del
Parlamento, né dell'una né dell'altra parte politica.
Quindi, domani l'appuntamento è alle ore 11.00. E poi nel
pomeriggio si farà il disegno di legge sul CAS. È già incardinata
la legge. Facciamo questo se c'è il tempo lo facciamo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini, per svolgere una
piccola relazione sull'argomento.
Colleghi, per favore, prendete posto.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
disegno di legge n. 766 è Abolizione del numero chiuso per
l'accesso ai corsi universitari ; si abolisce la legge del 2 agosto
1999, n. 264.
L'intenzione perseguita dal legislatore nel 1999 di introdurre
l'accesso programmato ai corsi di laurea a ciclo unico in medicina
e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, medicina veterinaria,
a quelli di primo e secondo livello nell'ambito delle professioni
sanitarie, ai corsi in scienze della formazione primaria, alle
scuole ed ai corsi di specializzazione per medici e per le
professioni legali, nonché ad altri percorsi di studio
universitario programmati a livello nazionale o decentrato a
livello di ateneo, sarebbe stata quella di limitare il numero di
studenti, riducendo gli oneri per la didattica e, almeno in
auspicio, determinando un miglioramento della qualità formativa con
una preliminare selezione dei discenti.
Per varie ragioni, compresa l'insufficienza provvista di risorse
economiche e, verosimilmente, anche un'errata programmazione del
numero di studenti da ammettere annualmente, il numero chiuso ha
finito per produrre conseguenze negative e paradossali per il
sistema universitario e per l'intero Paese che già presta un numero
complessivo di laureati inferiore a quello degli altri paesi
europei con le evidenti ricadute nei termini di competitività e
capacità di innovazione.
In particolare, per quanto attiene all'area delle professioni
mediche e sanitarie le presenti restrizioni hanno condotto, per un
verso, migliaia di studenti ad iscriversi a corsi promossi da
università di altri paesi europei, costringendo le famiglie a
sostenere oneri pesanti e, sovente, discriminatori e, per l'altro,
determinando la costante insorgenza di contenziosi di fronte a
giurisdizioni amministrative in merito all'ammissione ai corsi.
Egualmente la previsione di una selezione su scala nazionale ha
comportato un'irrazionale e costosa mobilità forzata degli studenti
con oneri che ricadono sui relativi nuclei familiari. Ma la
conseguenza più grave e paradossale è emersa in tutta la sua
attualità durante l'emergenza legata alla pandemia da Covid-19 e
l'acclarata carenza di figure professionali in campo medico e
nell'area sanitaria in genere, generata dagli effetti di oltre 20
anni di restrizioni di accesso e dall'insufficiente dotazione di
risorse per le borse di studio e per le specializzazioni di medici
rispetto all'ordinario turnover si registra una carenza nell'ordine
di 700 medici per ogni anno.
Come confermato da studi promossi da associazioni e da organismi
sindacali dei medici del prossimo decennio, a fronte di 58.000
pensionamenti di dirigenti medici risultano attivabili,
teoricamente, appena 42.000 contratti di formazione specialistica
con una carenza nelle sole strutture del servizio sanitario
nazionale di almeno 15.000 specialisti che rischia ulteriormente di
aggravarsi per effetto delle disposizioni del pensionamento
anticipato della quota 100.
E', perciò, evidente come il modello adottato nel '99, al di là
delle intenzioni si sia rilevato dannoso rispetto alle esigenze del
Paese non solo nell'ambito sanitario, ma anche e più in generale
rispetto all'obiettivo comunemente avvertito di accrescere il
livello della riqualificazione, della qualificazione generale della
forza lavoro, assicurare ai giovani l'opportunità di inserimento
professionale, garantire la copertura delle esigenze del sistema
sanitario.
Si propone, pertanto, nello stesso senso di diverse iniziative
legislative promosse alla Camera dei Deputati, al Senato della
Repubblica nonché di analoghe proposte provenienti da altre
assemblee legislative regionali di abrogare le disposizioni in
materia di numero programmato per l'accesso ai corsi universitari
di cui all'articolo da 1 a 5 della legge n. 264 del 1999 a
decorrere dal primo anno accademico utile. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riteniamo questa
legge-voto assolutamente condivisibile anche se avremmo voluto,
caro collega, che fosse un poco più coraggiosa e riferibile a tutti
i corsi di laurea perché riteniamo che i nostri ragazzi debbano
avere il libero accesso alle università e riteniamo necessario che
la selezione venga fatta sul campo e non attraverso dei test
universitari che, spesso, sono, potremmo dire anche pilotati o
agevolati.
Io ritengo, inoltre, che questa legge-voto debba essere
accompagnata anche da una raccomandazione perché questo disegno di
legge non può avere luce se non accompagnato da un aumento delle
borse di studio e dei corsi di specializzazione perché da sola non
potrebbe risolvere il problema dei tanti giovani universitari che
sono costretti a lasciare la nostra Terra e trovare lavoro in altri
paesi europei o extraeuropei e, quindi, caro collega, mi auguro che
questa legge-voto venga accompagnata da una relazione proprio per
incidere sui corsi di specializzazione, così come già stato
evidenziato da una serie di interlocuzioni che abbiamo avuto con
gli universitari e, soprattutto, gli universitari iscritti a
medicina. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, devo dire che condivido anche il
coraggio perché credo che sia venuto il tempo, nel nostro Paese, di
rompere il muro dell'ipocrisia perché il numero chiuso è una delle
ipocrisie italiane su cui si è costruita, da un lato, la
proliferazione di Università nel nostro Paese: pensiamo soltanto
alla nostra Regione dove, oltre le tre Università storiche di
Palermo, Catania e Messina, nel tempo sono cresciute, sia le
sezioni cosiddette distaccate Caltanissetta, Trapani, credo che ci
sia qualcosa a Siracusa, ma anche Enna come Università, diciamo,
autonoma e alcune Università private, alcune ad iniziativa della
libera impresa, altre addirittura straniere presenti nella nostra
Regione. Ma questo vale per la Sicilia ma anche per tutto il resto
del Paese.
Cioè noi assistiamo ad una ipocrisia ordinamentale: da un lato,
fortunatamente, ampliamo l'offerta universitaria, dall'altro lato
manteniamo uno sbarramento d'ingresso che, come dire, poi ci ha
fatto vedere dinanzi all'epidemia la debolezza del sistema della
programmazione universitaria, ancor più grave, ed io suggerirei al
collega Lentini di dire anche qualcosa in tal senso, perché come si
sa non è soltanto un problema di arrivare alla laurea, ma c'è un
grande problema che riguarda le scuole di specializzazione. Questo
è un Paese paradossale per cui, da un lato, accedono ai primi anni
delle facoltà, ad esempio mediche, mille studenti, le scuole di
specializzazione riguardano, sì e no, quattrocento, quindi c'è già
un gap che si crea tra la capacità del sistema di accogliere il
mondo dei ragazzi che entrano nelle professioni sanitarie e poi il
sistema delle specializzazioni che è un ulteriore elemento di
selezione del sistema.
Ma voglio, però, dire una cosa al collega Lentini visto che è il
relatore, e se mi ascoltasse gliene sarei grato, se la Regione
siciliana fa una legge voto, perché è chiaro che non stiamo
decidendo noi di abolire il numero chiuso, stiamo chiedendo che lo
Stato cancelli le norme sul numero chiuso.
La domanda è una però: perché prevediamo e chiediamo di cancellare
il numero chiuso solo per alcune facoltà e non anche per altre
facoltà che, in qualche modo, devo dire, con uno spirito
assolutamente incredibile, in questi anni si sono introdotti
principi di estensione del numero?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, non è per tutto. Non è per tutto.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusate, possiamo evitare questo dibattito a due.
Grazie.
CRACOLICI. Collega, mi dispiace. Ti faccio un esempio specifico
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, faccia il suo intervento alla
Presidenza, per favore, poi il dibattito a due ve lo fate dopo.
CRACOLICI. Poi glielo dice lei.
PRESIDENTE. L'ho già detto. Grazie.
CRACOLICI. Nel momento in cui, stiamo parlando in questo momento
di vaccini. Bene, le facoltà di biotecnologia nel nostro Paese sono
a numero chiuso. Quella legge non interviene su quelle facoltà.
Allora, diciamo con esattezza le cose.
Quindi, credo che la Regione siciliana possa intestarsi una
battaglia, poi vedremo come andrà, queste saranno battaglie a lungo
periodo, non ci immaginiamo che domani, perché dovremo spezzare,
qui c'è un ex rettore di una Università come Roberto Lagalla, credo
che lui meglio di me sappia che cosa si muove nel mondo degli
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. La smettete di interrompere e di parlare direttamente
con l'onorevole Cracolici, per favore? Altrimenti gli tolgo la
parola e ve ne andate là dentro e parlate tra di voi
CRACOLICI. Se mi toglie la parola occupo l'Aula
Quindi, nel momento in cui oggi affrontiamo questa battaglia
dobbiamo sapere che andremo contro interessi trasversali.
Ecco, però, credo che la Sicilia potrebbe essere una bella cosa se
dicesse in maniera chiara che è venuto il tempo che nelle nostre
Università i ragazzi possano accedere con il sistema della libera
scelta. Ma continuare a mantenere un sistema di accesso selezionato
che poi serve a tantissimi ragazzi e famiglie di ragazzi ad
impedire di accedere all'Università, perché spesso per accedere
alle facoltà bisogna pagare tre, quattro e cinque mila euro per
prepararli ai test preselettivi, questo è un ulteriore motivo di
ingiustizia sociale.
Ecco perché la battaglia che farei, come Regione siciliana,
sarebbe una battaglia rivolta all'insieme del mondo universitario
guardando sia le facoltà, tutte, sia anche alle scuole di
specializzazione dove quantomeno il numero delle scuole di
specializzazione corrisponda al numero dei laureati.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera sarò
quello che rompe un po' le scatole a tutti perché, sostanzialmente,
mi dispiace caro onorevole Cracolici, spesso ci ritroviamo a
condividere le posizioni ma, questa volta, devo assolutamente
dissentire non solo da quello che ha detto Antonello Cracolici,
persona giudiziosissima, ma anche il mio caro collega, nonché
Capogruppo, che si è fatto portavoce di questa legge. E lo faccio
per onestà nei miei confronti, perché conosco un poco la medicina,
non conosco bene la politica, ma conosco benissimo la medicina.
E, allora, vi voglio raccontare un'esperienza molto semplice. Io
sono tra coloro che si laurearono nel 1981 e, quindi, mi iscrissi
all'Università nel '75, quando c'era il libero accesso
all'Università di medicina. Quel tipo di sistema produceva,
sostanzialmente, una marea di laureati in medicina che poi, molto
spesso, non avrebbero trovato lavoro dopo sei anni di laurea e
oggi, tra l'altro, ci vuole la specializzazione obbligatoria quindi
sono, spesso, undici, dodici anni, per cui poi una persona si
ritrova dopo dodici anni a non trovare lavoro e il lavoro di medico
si fa con i malati, non è come la laurea in giurisprudenza o in
scienze politiche che ti permettono di accedere ad altri tipi di
attività, le più varie possibili. Primo. Secondo, determinava - ed
è vero, mi dispiace ma è così - il fatto che si laureasse una marea
di gente, spesso non perché fosse portata alla medicina ma solo
perché si doveva trovare una sistemazione. È così, ve lo posso
garantire. Tanto è vero che poi nacquero tutta una serie di altre
strutture. Vi ricorderei che la guardia medica nacque non perché si
necessitasse di questo tipo di servizio ma nacque solo per
sistemare tanti giovani laureati che non avevano lavoro. Tra
l'altro, quella riforma fu legata al fatto che non è vero - come
c'è scritto in questa norma - che i laureati in medicina erano
inferiori alle altre nazioni europee ma esattamente il contrario.
Questa è una bugia, perché in realtà i laureati in medicina in
Italia erano per tre volte i laureati in medicina in Francia, in
Inghilterra e così via. Quindi, è tutta - permettetemi - una
sciocchezza.
La verità è una sola: che non c'è dubbio che, invece, quell'altro
sistema, il numero chiuso, con tutti i suoi difetti abbia
determinato la laurea di gente preparata, certamente più preparata
di una volta - e se ve lo dico io ci potete credere - c'erano tanti
miei colleghi, purtroppo, ignoranti che facevano quel mestiere per
potersi sistemare.
Il numero chiuso ha determinato, di fatto, certamente può
determinare che qualche ragazzo preparato non arrivi ad entrare ma,
certamente, non determinerà che gente impreparata possa entrare.
Cioè, voglio dire, se mettiamo sul piatto della bilancia, può
succedere l'ingiustizia che qualche ragazzo altrettanto preparato
come un altro non riesca ad entrare, ma è difficilissimo, è come
fare tredici, che un ragazzo impreparato, che non è portato per la
medicina, possa entrare nel ruolo di medicina.
Quindi, è a tutela dei cittadini, perché dobbiamo pensare che la
laurea non serve a sistemare i ragazzi, la laurea serve a creare
professionisti preparati che poi possano, nel campo della medicina,
aiutare a curare i cittadini, non tanto per la sistemazione. Questa
storia tutta italiana del siamo padri di famiglia, i nostri
ragazzi, il ragazzo che vuole diventare medico. Non è che perché il
ragazzo vuole diventare medico lo deve diventare, il ragazzo può
diventare medico se è preparato, se è portato a fare il medico e se
può servire ai cittadini e ai malati, non per soddisfare le
velleità proprie o della propria famiglia. E' un'impostazione
totalmente diversa.
La verità qual è? Che il numero chiuso è stato tarato sulla
necessità di medici proporzionato al numero degli abitanti. Si può
ridiscutere, per carità, e questo vi invito a fare, poi possiamo
richiedere di rivedere il sistema, nel senso che rivedere il numero
dei laureati in proporzione a quanti servono, questo è giudizioso,
ma è stato tarato sul nostro sistema, sul numero di cittadini, sono
stati tarati dieci mila medici ogni anno. Noi è da circa dieci
anni, da quando c'è la legge, che laureiamo dieci mila medici
l'anno.
Il problema sta che a fronte dei dieci mila medici l'anno che noi
laureiamo, caro amico Cracolici, solo sei mila poi entrano nella
specializzazione, perché le specializzazioni il Governo le deve
pagare, e siccome come al solito non ci mettiamo i soldi, allora
specializziamo solamente sei mila su dieci mila. Quindi, avremo
quattro mila persone ogni anno che restano senza specializzazione e
sono in aria, e non è vero che mancano i medici, c'è una cattiva
organizzazione del sistema, è solo un problema di organizzazione.
Lo stesso per quanto riguarda la storia del Covid e dell'emergenza
a cui adesso facciamo risalire tutto e che, probabilmente, finirà
l'anno prossimo e quindi abbiamo chiuso questo problema. È solo un
problema organizzativo, per cui - chiudo, mi sembra importante
l'argomento - possiamo proporre - io questo vi propongo con la
massima serietà colleghi, vi pregherei di non farci ridere in
faccia con questa cosa, vi prego sinceramente -, credo che potremmo
proporre, con una sorta di ordine del giorno, una richiesta al
Governo nazionale, per carità, di rivedere eventualmente questo
discorso della percentuale di quanto questo numero chiuso è
sostanzialmente per i grandi numeri, e soprattutto, la cosa più
seria, questo sì, in questo ha ragione la norma, chiedere
assolutamente un aumento di fondi per le specialità, per
migliorare, per fare in modo che di quei dieci mila medici che ogni
anno laureiamo, tutti e dieci mila vadano a potersi specializzare,
perché è là il vulnus. Non è che sono pochi i medici, sono pochi
gli specializzati rispetto al numero che serve. Quindi è quello che
dobbiamo fare, chiedere un aumento di fondi per le
specializzazioni, perché tutti i dieci mila possano specializzarsi,
e se è il caso, attraverso i numeri che hanno
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Compagnone.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari,
la V Commissione ha affrontato questo tema che è un tema molto
ampio, spinoso, più volte dibattuto, dove esistono anche diverse
visioni, anche all'interno stesso dei Gruppi e sicuramente anche
all'interno del Parlamento.
Io vorrei dare il mio contributo: riguarda l'abolizione di una
norma che prevedeva il numero chiuso nelle nostre Università.
Quante volte c'è stata questa discussione e questa riflessione?
Premetto che non amo le leggi-voto, cioè le leggi-voto mi
affascinano, anche svolgendo il ruolo di minoranza, molto di meno
le leggi-voto. Rischiano a volte di rimanere, anzi spesso, di
rimanere solamente documenti. Allora, qualcuno mi può dire: perché
lo hai sostenuto, perché tu sei nella V Commissione? Perché ci sono
degli aspetti della riflessione che fa l'onorevole Compagnone, che
è un collega che stimo e che rispetto, che sono validi, hanno una
serie di significati. Però, purtroppo, collega è successo nel
nostro Paese che, più volte, non siamo riusciti a trovare
anestesisti, non riusciamo a trovare un infermiere, non riusciamo a
trovare un veterinario, non riusciamo a trovare un pediatra, cioè
avevamo una norma, che era una vecchia norma, che comunque
rappresentava e dava una risposta a un sistema sanitario che ci
siamo resi conto, in particolar modo in quest'epoca, in epoca di
pandemia, che era un sistema sanitario inadeguato.
La verità è che il nostro sistema sanitario, anche se non riguarda
solamente il sistema sanitario, è un sistema sanitario che ha
bisogno - ovviamente non parliamo solamente di questo, io lo
utilizzo come esempio - di molta più linfa, che ha bisogno di molti
più soggetti.
Non solo. Ma veramente oggi possiamo pensare a mantenere queste
forme di esclusività? Perché sono diventate spesso forme di
esclusività.
Allora, se lei mi domanda: tu Nello, lei onorevole Dipasquale -
utilizziamo la forma negli interventi - pensa che il Governo, lo
Stato, lo adotterà così come arriverà? Io questo non lo so. Però
penso che al Paese serva una riflessione.
Noi possiamo cambiare questo processo? Io le dico che non lo so.
Noi possiamo dare un contributo. Lo deciderà poi il Parlamento
nazionale e lo potrà fare o con quello che gli proponiamo noi,
attraverso l'eliminazione della norma, oppure, come dice lei,
rivedendo una normativa più complessa.
Io mi auguro, da semplice parlamentare della V Commissione che ha
voluto dare un contributo, che comunque questo meccanismo e questo
processo, che è avvenuto nel passato, si blocchi, perché non è
attuale. Non è attuale ed è superato.
Questo, almeno, possiamo fare noi: dare un contributo affinché si
blocchi un sistema e un processo che, ad oggi, non ha dato quei
risultati sperati, sia per i giovani, sia per i ragazzi.
Quanti sono i professionisti che hanno avuto una laurea e non la
possono utilizzare perché non utile, anche con i contingenti. E
quanti possono, invece, lavorare e possono avere una possibilità e
non hanno la possibilità di avere la laurea per avere questo lavoro
e il mercato del lavoro lo offre.
Allora, il sistema va rivisto. Il sistema va rivisto. Noi abbiamo
voluto dire che questo sistema è sbagliato. Dopodiché spetta al
Parlamento nazionale trovare la soluzione migliore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Grazie, signor Presidente. Il dibattito su questo
disegno di legge-voto è estremamente articolato e singolare perché,
da qualunque parti la si guardi questa norma, ovvero questo
desiderata della Commissione che ha predisposto questo testo per il
Parlamento, affinché poi il Parlamento nazionale ne prenda atto,
evidenzia comunque, da qualunque sguardo lo si osservi Presidente
io così non riesco a parlare, c'è troppa confusione.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, ha perfettamente ragione. Se
possiamo fare un po' di silenzio. Poi, onorevole Lo Curto, le
chiedo scusa, ma se parla da lì e non da là deve mettere la
mascherina.
LO CURTO. Io, invece, non vado là perché là tanti hanno parlato
senza mascherina, Presidente.
PRESIDENTE. Ma là si può parlare senza mascherina perché è
coperto.
LO CURTO. Presidente, se la mia voce è udibile e chiara, parlo da
qui con la mascherina.
PRESIDENTE. Per me è sempre meno chiara, ma non ha importanza, è
obbligatoria.
LO CURTO. Allora, dicevo, questo dibattito evidenzia un sistema
che in Italia, nel nostro Paese, è lacunoso in ogni modo, da
qualunque parte si osservi la vicenda delle professioni sanitarie.
Io voterò positivamente questo disegno di legge, voto per il
quale ringrazio il collega e la Commissione per avere sollevato una
questione che, oggi, appartiene a tutto il Paese. L'emergenza Covid
sta facendo, come dire, luce su una vicenda che è quella che c'è
una carenza ormai fin troppo evidente di medici e professionisti
delle varie professioni sanitarie, ed è una carenza che è stata
alimentata dalla impossibilità dei giovani di iscriversi
liberamente, sia nella facoltà di medicina, sia nelle professioni
sanitarie.
E questa limitazione, checché ne pensi il mio autorevole collega
Compagnone, che da medico guarda la vicenda da un punto di vista
più prettamente medico, appunto, io valuto che, se un sistema di
selezione si doveva adottare in Italia, era quello che se coloro
che, e mi auguro che il paese possa e chi governa in questo
momento, chi governerà potrà prendere visione di questa invece
evidenza, che per fermare la corsa a questa professione che un
tempo si riteneva sicura non c'è bisogno del numero chiuso, c'è
bisogno che i ragazzi, gli universitari, gli studenti a fine
secondo anno, abbiano dato e siano in regola con le materie, chi
non è in regola con le materie cambi, ecco, venga riportato ad
altre scelte.
Oggi io non solo sostengo la necessità di liberalizzare, e di
liberalizzare anche per tutte le professioni sanitarie, sono
presentatrice, Presidente, di una mozione, al riguardo do
informazione anche al Parlamento, perché accade una cosa
assolutamente singolare in questo momento di emergenza sanitaria,
le Asp sono tenute a garantire attraverso l'Adi, assistenza
domiciliare integrata, assistenza specialistica, infermieristica,
socio-assistenziale, riabilitativa, logopedia, psicologica, ecc,
alle persone che ne hanno diritto, e che l'Asp certifica come tali.
Questo servizio, non potendo essere espletato direttamente, lo
si affida con gare e procedure di evidenza pubblica a soggetti
privati, del sociale privato che hanno titoli per potere svolgere
questo servizio.
Ebbene, la mancanza di medici e di infermieri e fisioterapisti e
altro nella sanità pubblica determina che, con i soldi della
Protezione Civile, si ingaggiano a stipendi autorevoli e
significativi quelli che operano nella struttura privata, a
beneficio del pubblico.
Allora, tutto questo evidenzia in maniera irreversibile che c'è
una carenza di medici, che c'è una carenza, e non mi si venga a
dire, onorevole Compagnone, che ci sono troppi medici, oggi si
stanno reclutando gli ottantenni, gli ottantenni che ritornano a
fare i medici, ed i medici senza specializzazione, e tutti coloro
che in questo momento, uomini e donne di buona volontà, si prestano
perché la sanità deve far fronte a questa grave pandemia.
Quindi, io credo, nel dar merito alla Commissione che ha esitato
favorevolmente questo disegno di legge, che ha i suoi limiti e che
vuole essere una grande provocazione - io la ritengo così - la
ritengo una grande provocazione perché chi governa si assuma le sue
responsabilità, se la sanità va male, va male il Paese, perché se
la salute, e già questo è un paese di vecchi, è un paese che
invecchia, è un paese che non ha il ricambio generazionale e che
non promette futuro alle nuove generazioni e la Sicilia ancor di
più.
Detto questo, e ho finito, chiedo all'onorevole del Pd Cracolici
che bene si è espresso sul tema, di sostenere questa provocazione
con le forze politiche che oggi governano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lo Curto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, Governo, colleghi, tutti quelli che
sono intervenuti hanno detto tutti delle verità, però non hanno
centrato il problema nel suo punto dolente.
Io voterò positivamente questa legge voto, anche se non sono un
estimatore della legge voto, ma sicuramente questa legge serve a
mettere al centro una problematica importante in vista della
situazione che stiamo vivendo e la carenza di medici che c'è in
tutte le branche specialistiche. Però, se la Sicilia vuole
risolvere il problema, c'è un modo.
Onorevole Lagalla, se lei nel prossimo bilancio metterà un po'
di soldini per le borse di studio aggiuntive - e sicuramente penso
che ci sarà la sensibilità di tutto il Parlamento di votarle -, è
l'unico modo per dare la possibilità alla nostra Terra di avere
degli specialisti che possono lavorare nei nostri ospedali, perché
nelle borse di studio aggiuntive deve essere messa la clausola che
per cinque anni debbono lavorare nei nostri ospedali.
Io sono, in generale, per la libera determinazione, nel senso
che l'accesso deve essere libero per tutti, e poi durante i vari
anni si selezioneranno i medici che hanno la voglia, la capacità e
la passione per poter continuare. Mi pare molto limitativo il fatto
che ci sia il numero programmato, perché, come ha detto l'onorevole
Cracolici, e come dice anche l'onorevole Compagnone, il problema
non è tanto nelle persone che si iscrivono, ma il problema è che
accedono alla specializzazione il 60% delle persone che si
laureano, un altro 10% accede alle borse per le scuole di medicina
generale, e un altro 40% di medici restano fuori dal mercato, e
l'unica cosa che possono fare nel mondo lavorativo è quello delle
supplenze di guardia medica, che è una cosa indescrivibile.
Quindi ritengo, e chiudo, perché il fulcro del problema è
innanzitutto aumentare le borse di specializzazione, perché questo
ci porta alla salvezza. L'altra cosa è indubbiamente che va tutto
riprogrammato, e questa legge voto può essere l'occasione, visto
che la competenza non è nostra, per rivedere un po' tutta la
situazione nel suo complesso, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Arancio.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.
DI CARO. Grazie, Presidente. Una breve comunicazione di
servizio: è già stata incardinata in Commissione Istruzione alla
Camera dei Deputati una norma che vede come primo firmatario
l'onorevole Manuel Tuzi, del Movimento Cinque Stelle, per abolire
il numero chiuso e fare una verifica dopo il primo anno accademico
alla facoltà di medicina. Poi devo anche dire che il Governo Conte
ha aumentato quelle che sono le borse di studio specialistiche.
Detto questo, Presidente, poco fa il collega Compagnone diceva
che praticamente molti anni fa riusciva a laurearsi in medicina
gente totalmente ignorante. Ora io dico che per riuscire a
laurearsi in medicina uno che è totalmente ignorante, vuol dire che
quel corso di medicina era
(proteste dell'onorevole Compagnone)
DI CARO. Spesso ignorante.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, la prego. Onorevole Di Caro,
si rivolga alla Presidenza.
DI CARO. Gente parzialmente ignorante, Presidente, va bene così.
Quindi vuol dire che il corso di laurea in questione era
accessibile a livelli tali da consentire a persone che avevano un
bagaglio culturale mediocre di laurearsi in medicina.
Io però ricordo che parecchi anni fa, ormai, più di vent'anni
fa, alla facoltà per esempio di ingegneria, qua a Palermo -
l'Assessore Lagalla ricorderà bene - si facevano i turni nel
biennio, signor Presidente, per accedere ad ascoltare le lezioni,
perché il numero degli iscritti al biennio era tale da occupare
parecchi posti nelle Aule anfiteatro, e non divenire accessibile a
tutti gli studenti l'ascolto della lezione. Con l'andare del tempo,
con il passare del tempo, superato quasi il biennio, non c'era più
bisogno di prenotarsi i posti prima o fare delle mattinate assurde,
disumane, alle quattro del mattina, alle cinque del mattino,
andavamo ad occupare i posti, perché? Perché c'era una selezione in
corso d'opera, cioè la gente, man mano, capiva di non essere in
grado di sostenere il corso di studi, nella fattispecie in
ingegneria, e purtroppo abbandonava gli studi.
Questo secondo me è un modello di selezione, non certo quello
che si fa a crocette seguendo corsi a suon di centinaia, forse di
migliaia di euro a pagamento, quindi creando una sorta di
privilegio per chi può permettersi questi corsi preventivi prima di
fare i test a crocette.
Ma c'è un altro problema. Il problema che evidenziava qualche
collega poco fa che riguarda le specializzazioni, perché un medico
che non accede a un corso specialistico, può fare guardie mediche,
può fare il medico di famiglia. Quindi difficilmente riesce a
trovare lavoro specialmente nel mondo delle specializzazioni.
Diecimila medici italiani non riescono a specializzarsi in Italia e
vanno a specializzarsi all'estero. Che cosa succede? I familiari,
lo Stato investe sui nostri giovani, li fa laureare, questi poi non
trovano accesso alla specializzazione in Italia e se ne vanno
all'estero, spesso rimangono a lavorare là.
Ora il grande tema qual è? Noi siamo d'accordo e voteremo come
Movimento Cinque Stelle a favore di questa legge voto, però,
Assessore Lagalla, l'impegno che dobbiamo prendere qui dentro è
uno: aumentare le borse specialistiche, riservando i posti ai
nostri siciliani. Due: noi abbiamo, signor Presidente, problemi
alle residenze universitarie con il numero chiuso, abbiamo problemi
alle borse di studio con il numero chiuso, quindi immaginiamo cosa
potrebbe succedere se l'accesso fosse praticamente garantito a
tutti.
Io auspico davvero che nella prossima finanziaria ci sia
qualcosa in tal senso, per dare concretezza a questo disegno di
legge voto che, diversamente, diventerebbe uno dei tanti disegni di
legge voto che vanno a finire a Roma e poi lasciano il tempo che
trovano.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo brevemente e velocemente per apprezzare questa legge
voto, perché credo appunto che l'istruzione, l'accesso al sapere,
ma non soltanto per l'università, per i corsi in medicina, ma come
diceva anche l'onorevole Cracolici, è un discorso che bisognerebbe
fare verso tutti i corsi di laurea a numero chiuso ormai, perché
l'accesso al sapere non deve essere limitato. Tutti devono avere la
possibilità di accedere e poi dopo magari, durante il percorso, si
capisce se si può andare avanti, se si è portati per un mestiere
piuttosto che un altro.
Io non so se vi ricordate le notizie stampa che risalgono al
settembre 2019, quando le pagine dei giornali, ma arrivò anche a
livello nazionale, si aprirono con un titolo Duecento vigilantes
per duemilacinquecento studenti che devono fare il test d'ingresso
a Medicina'. Perché ci fu uno scandalo su auricolari che si
vendevano, perché c'erano professori e medici che diciamo davano le
risposte per i test d'ingresso. E' triste leggere di queste
notizie, di queste mazzette, vere o finte che siano, accertati i
casi, non accertati, è molto triste quando si parla di diritto
fondamentale, sancito dall'articolo 34 della Costituzione. Quindi
volevo appunto dire questo e chiaramente, l'ha già detto il
Capogruppo, che voteremo a favore, ma ci tenevo ad apprezzare
questa legge. Grazie.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
ringraziare la Commissione e il collega Lentini che avevano posto
all'attenzione di questa Aula un tema che, al di là dei punti di
vista di ciascuno di noi, come sono stati illustrati dai colleghi
che mi hanno preceduto, pone una questione che certamente è
incontestabile: cioè che il sistema così com'è non funziona.
Non funziona perché i numeri di laureati - soprattutto in alcune
branche - sono molto di meno del fabbisogno attuale. Non funziona
perché costa tanto poter accedere a questo numero chiuso, superare
il numero chiuso. Non funziona perché rimangono fuori persone a
volte molto preparate. Questo perché, purtroppo, io ho avuto modo,
avendo fratelli più piccoli, di vedere questi test come sono
organizzati, e non ci sono soltanto test che riguardano materie
specifiche di competenza, ma ci sono anche domande che a volte
lasciano un po' perplessi. Perché conoscere chi ha presentato
Sanremo nel 1989 non credo che interessi ai fini della preparazione
di un futuro dentista.
Detto tra noi, le perplessità aumentano quando si vedono persone
molto preparate, anche diplomate bene, che sono costrette a fare
percorsi diversi, e poi magari accedere a quella stessa facoltà, ma
a distanza di due o tre anni. Quindi, con una penalizzazione anche
temporale rispetto poi al traguardo della laurea.
Avere posto questo tema all'ordine del giorno di questa Aula, che
votando la legge la pone all'ordine del giorno del Parlamento
nazionale, è secondo me una occasione assolutamente utile e
importante. Perché le soluzioni da proporre sono tante, noi non
abbiamo l'arroganza in questa sede di farlo direttamente, ma
diciamo così non va, occupatevene. So che il Governo Musumeci sulla
specialistica già da due anni ha aumentato i numeri delle borse di
studio. E per questo io ringrazio la sensibilità del Governo,
proprio perché ha dato la possibilità a più laureati di
specializzarsi.
Questo non basta, lo sforzo va fatto, e va fatto in maniera
globale, e va fatto soprattutto dal Governo nazionale. Ma va fatto
e va posto il tema - ripeto - su tutti i numeri chiusi di facoltà
che non sono soltanto quelle scientifiche, come quelle più volte
citate che oggi per colpa del Covid ha fatto emergere tutta la
gravità, proprio perché sappiamo quanto stiano mancando i laureati
in medicina, in scienze infermieristiche, specializzati nei vari
rami.
Se possiamo, possiamo anche accompagnare con un ordine del giorno
le tante proposte che abbiamo sentito, che possono essere
arricchite. Ma il tema è questo: dire che così non va e dire
attenzione, l'allarme è grave, occupatevene perché abbiamo tante
intelligenze che non devono potere guardare al loro portafoglio per
potere accedere agli studi, a delle laure che ad oggi, più di ieri,
ci servono. Grazie.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
la Commissione ha fatto un ottimo lavoro, e che comunque vada
premiata l'iniziativa. Perché numero chiuso, la parola già chiuso
è un pregiudizio molto pesante. E se la politica deve intercettare
l'esigenza della nuova società, che è questa odierna, cosa dice la
società? Quali sono le esigenze? Oggi servono medici, servono
anestesisti, servono infermieri. E se non fosse stato altro per il
Covid, forse non ce ne saremmo resi conto di questa esigenza
importante.
Per cui io ritengo che venga attuata la liberalizzazione di questo
contesto, e chi ha meriti ed è capace vada avanti. Perché poi ci
sarà la famosissima selezione naturale. Io non sono indignato e
neanche preoccupato per le persone che non riescono, ad esempio, ad
organizzare i propri studi e il proprio valore attraverso
l'Università. Quindi molta gente si prepara, a molta gente gli
viene sbarrato il passo e, secondo me, è anche una mancanza
culturale che viene meno alla Nazione, basti pensare a Cuba dove
tantissimi giovani sono tutti laureati e il tasso culturale per
quella popolazione è altissimo.
Detto questo, il nostro voto è favorevole.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, riflettevo ascoltando i colleghi sul fatto che la
ricchezza delle dieci persone più ricche del mondo è aumentata di
540 miliardi di dollari durante questa pandemia, ed è considerata
una somma più che sufficiente a pagare il vaccino per tutti gli
abitanti del pianeta.
Cosa voglio dire con questo? Che ascoltando gli interventi mi sono
messo nei panni di un ragazzo siciliano di diciotto anni che al
momento, per cercare di arrotondare, perché magari il padre in
questo momento non sta lavorando, si mette a fare consegne a
domicilio, e nonostante questo ragazzo siciliano ha magari come
sogno quello di diventare un medico, non riesce ad utilizzare il
suo tempo per studiare e prepararsi per il test di medicina; test
di medicina che - ricordo colleghi - è su cultura generale, non è
specifico per capire se quel ragazzo veramente può essere
appropriato nel percorso di medicina.
E allora il numero chiuso, io capisco che ci sono grandissime
difficoltà poi nel seguire il numero di studenti che magari si
iscrivono a medicina, perché abbiamo meno professori, meno
insegnanti, ma oggi giorno ci vengono in aiuto anche le nuove
tecnologie. E allora, soprattutto in questa fase, nella quale il
divario economico si sta ampliando sempre di più, ci sono sempre
più famiglie in Sicilia che vivono in difficoltà, dobbiamo dare la
possibilità a quei giovani che aspirano, che hanno la passione
nell'intraprendere lo studio in medicina, di avere una possibilità,
perché, signor Presidente, l'ascensore sociale deve continuare a
funzionare, deve rimettersi in moto, perché se noi continuiamo con
il numero chiuso rischiamo un domani che molti giovani, che in
questo momento stanno vivendo una crisi economica assieme alle
famiglie, non possono intraprendere questo percorso.
Non mi appassionano molto le leggi voto, però se questo può essere
l'inizio di un percorso, di una battaglia da fare insieme, anche
nell'aumentare le borse di studio per quanto riguarda i percorsi
specialistici, perché il futuro è sicuramente sulle professioni
sanitarie.
Diceva bene chi mi ha preceduto, noi in questa fase di crisi
enorme abbiamo richiamato i medici in pensione, e da questa
pandemia speriamo di uscircene quanto prima, però le professioni
sanitarie saranno importanti per il futuro.
E allora, signor Presidente, onde evitare che molti siciliani che
in questa fase vivono una crisi economica, molti giovani in questo
momento stanno sicuramente aiutando, anche dal punto di vista
economico, le proprie famiglie e non hanno, sicuramente, né i soldi
per potersi preparare a questi test di cultura generale che vengono
fatte per le Università a numero chiuso, e nemmeno la possibilità
di poter studiare su questi test di cultura generale, però magari
hanno la passione, nello stesso tempo sono magari portati per
questa professione e danno il massimo nei licei, negli istituti che
stanno frequentando.
Non dobbiamo togliere ai nostri giovani siciliani la possibilità
di sognare, non possiamo permettere ai siciliani di perdere questa
possibilità e alle nuove generazioni.
Ecco perché dico che, aldilà del fatto che capisco che la legge
voto ha un percorso particolare, però questo può essere l'inizio di
una battaglia che possiamo portare tutti insieme. Tutti insieme, i
Gruppi politici, perché non penso che ci sia distinzione su questo
tipo di battaglia, perché i giovani siciliani devono continuare a
sognare nonostante la crisi economica che stiamo attraversando.
BULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io penso
che il numero chiuso in medicina è una legge ingiusta, perché la
selezione non la può fare un test. Il test va a determinare,
appunto, delle domande che riguardano la logica o che riguardano la
cultura generale, e che non ha niente a che vedere con la futura
professionalità di chi si vuole iscrivere in un corso di medicina.
Io penso che la selezione la deve fare il corso di laurea, il
percorso che si fa all'interno di un corso di laurea, ed è
importante che questo numero chiuso, questa legge-voto che noi
andiamo a votare, sia uno sprono per il Governo nazionale per
abolire questo ingiusto numero chiuso, non solo in medicina, ma
anche in tutte le facoltà che riguardano, appunto, le professioni
mediche e parasanitarie.
Quindi è importante dare ai nostri giovani la possibilità di
iscriversi liberamente per la propria professionalità che scelgono
in modo libero e volontario. Dobbiamo consentire ai nostri giovani,
e non come oggi, che è un esempio pratico che con la pandemia Covid
abbiamo dovuto richiamare in servizio i medici in pensione, o
mettere sul campo ragazzi che si sono laureati appena a luglio e ad
agosto, e hanno avuto i contratti nell'Usca. Questo non è
possibile. Dobbiamo garantire ai nostri giovani la possibilità di
potere entrare liberamente nel corso di medicina e nelle facoltà
parasanitarie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'ultimo intervento poi andiamo al voto. Prego
onorevole Lupo, ne ha facoltà. Andiamo al voto nel senso che
dobbiamo dare la parola al presentatore di nuovo e all'assessore,
chiudiamo il dibattito.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Presidente
l'argomento di cui si parla, ovviamente, è di estrema importanza e
anche di estrema attualità, l'assessore Lagalla conosce bene
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Lupo. Onorevole Pasqua, onorevole
Compagnone, per favore Grazie.
LUPO. L'assessore Lagalla, dicevo, conosce bene la materia, anche
per la sua esperienza di magnifico Rettore dell'università di
Palermo. Certamente partiamo dalla constatazione di verificare in
questo momento la mancanza di professioni mediche importanti per la
lotta alla pandemia, al Covid-19, in particolare di alcune
specializzazioni, penso agli anestesisti, pneumologi,
infettivologi, e quindi ci rendiamo conto che il nostro sistema
formativo-universitario ha mostrato, alla luce dei fatti, grossi
limiti.
Certamente, ascoltando anche chi ha vissuto l'esperienza ante '99,
prima della entrata in vigore del numero chiuso, si ascoltano anche
opinioni differenziate tra gli esperti e gli operatori del settore,
perché mi si dice che da quando c'è il numero chiuso, comunque, è
migliorata molto la qualità anche della professione medica perché,
indubbiamente, il sistema a numero chiuso introduce anche un
meccanismo selettivo, questo è innegabile, certamente discutibile,
certamente perfettibile, ma indubbiamente fa selezione e, quindi,
incentiva una maggiore competitività.
Noi dovremmo anche, a mio modo di vedere, Presidente, fermo
restando che la materia, ovviamente, è di competenza del Parlamento
nazionale, evitare l'eccesso opposto, cioè evitare che la
liberalizzazione e l'eliminazione del numero chiuso porti al
risultato che i ragazzi perdano uno, due anni in medicina per poi
magari prendere atto, al terzo anno, che non è esattamente il corso
di laurea che fa per loro, o evitare il numero di fuori corso che,
invece, attualmente, è molto contenuto, è molto ridotto perché,
appunto, il numero chiuso introduce un principio di selezione che
aumenta, anche, la competitività e quindi riduce, ovviamente, i
fuori corso.
Allora, io penso che il modello francese, visto che siamo in un
ambito di discussione ampia, potrebbe essere un sistema da cui
ripartire, cioè abolire il numero chiuso così come è adesso, ma
comunque prevedere un sistema preselettivo che possa essere non
limitativo, non penalizzante per coloro i quali pensano di dover
studiare medicina ma un aiuto; e questo affiancato da un sistema
adeguato di orientamento in modo da aiutare gli studenti che si
vogliono avvicinare agli studi della professione medica, anche per
verificare se realmente ne hanno le qualità - magari potrebbero
essere degli ottimi ingegneri ma non altrettanto degli ottimi
medici - e comunque fare una preselezione a monte rispetto
l'accesso alle facoltà.
Quindi credo che il sistema, comunque, andrà riformato.
Ma andando intanto a quanto dipende da questa Regione, io credo
che abbia fatto bene l'onorevole Arancio, ma anche altri colleghi,
dicendo intanto cerchiamo noi di fare il possibile siccome siamo in
sessione di bilancio cerchiamo di aumentare gli stanziamenti per le
borse di studio aggiuntive per l'accesso ai corsi di
specializzazione, perché oggi abbiamo un certo numero di laureati
che, purtroppo, non riescono ad accedere alle scuole di
specializzazione, e allora nell'immediato, la prima cosa da fare .
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, sta parlando il suo Capogruppo,
almeno lo ascolti. Grazie.
LUPO. Nell'immediato la cosa da fare, io penso che aumentare il
numero di accessi ai corsi di specializzazione soprattutto per
quelle professioni di cui parlavamo prima, per anestesisti,
pneumologi, infettivologi, ma non solo. Quindi, chiedo al Governo
di essere coraggioso in vista della prossima legge di bilancio per
rafforzare e potenziare i finanziamenti previsti per le
specializzazioni mediche.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto nuovamente di parlare
per qualche motivo, come presentatore del disegno di legge,
l'onorevole Lentini, però la prego per pochissimi minuti.
Poi ha chiesto di parlare l'assessore Lagalla che sull'argomento,
credo, da ex Rettore, è certamente preparato, e poi votiamo.
LENTINI. Signor Presidente, grazie per la parola, due
semplicissime considerazioni.
Considerato che la pandemia ha rotto equilibri all'intero mondo,
sotto questo aspetto nessuno può obiettare; che l'Italia in
particolare, il nostro Paese, ci siamo ritrovati con meno medici ad
affrontare la pandemia da Covid, questo è sotto gli occhi di tutti.
Mi rendo conto che è cambiato tanto nell'immaginario collettivo,
però i giovani pure, non ci sono più tutti quegli iscritti e poi,
chi ha partecipato in questi anni alla selezione per l'Università,
per accedere ai corsi universitari e non c'è riuscito, non è che si
è fermato. Le famiglie si sono fatte in quattro per cercare di
portare a compimento il progetto del ragazzo o della ragazza che
vuole intraprendere il percorso di studi che riguarda la medicina,
che riguarda la sanità, e quindi è andato oltre.
L'Unione europea, tutta nella sua interezza, in tutti i Paesi
membri della Unione europea, non esiste il numero chiuso, solo
l'Italia.
Si trasferiscono dall'Italia ai Paesi membri, quindi in
Portogallo, in Germania, a studiare medicina circa trenta mila
giovani, e considerate il fatto che ci sono famiglie che fanno
sacrifici, tantissimi sacrifici per mantenere tutti e cinque anni
in quei posti là. Quindi, Presidente, io penso che poi, per carità,
questa è una legge voto, poi sarà il Parlamento nazionale a
perfezionare nel dettaglio come deve essere l'accesso alle scuole
universitarie. Intanto, come primo obiettivo, il Parlamento
siciliano si prodiga a dire che praticamente noi da questo momento
abbiamo detto che bisogna andare avanti e bisogna cancellare questo
numero chiuso perché anche la pandemia ci ha dettato questo. Per il
resto ci pensa il Parlamento nazionale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Lagalla. Mi
permette, Assessore, prima del suo intervento, di sottolineare il
fatto che, certo qualche problema oggi l'Università italiana ce
l'ha, questo è poco ma sicuro.
Onorevole Grasso, sto parlando un attimo con l'assessore Lagalla.
Normalmente, quando c'è qualcuno che parla, persone che si mettono
là davanti a parlare mentre c'è uno che interviene, oggettivamente,
create confusione che sarebbe meglio evitare.
Non posso negare che, certamente, dalle nostre esperienze, qualche
problema con l'università ce l'abbiamo. Io, per la seconda volta mi
sono cimentato nell'organizzare un concorso per giovani laureati e
laureati con 110, non laureati con voti scadenti. Sia la prima
volta nel 2007 che adesso, nel 2020, non posso non rimanere
esterrefatto dal fatto che su 200/300 candidati con 110 e lode, 30
e lode in tutte le materie più importanti, poi ne risultano idonei
13, di cui 11 sono entrati - ce ne sono altri due idonei - con i
voti che certamente non davo io soltanto, ma che davano tutti i
professori facenti parte della Commissione; 99 su 100 erano tutti
professori quelli che avevano dato agli stessi il 30 e lode un
anno prima, per poi dare ai medesimi nei temi 8, 11. Voti talmente
bassi dall'immaginare che di fronte hai un vero ignorante, una
persona che, evidentemente, non è in condizioni. Ma come? Si è
laureato con 110 e lode sei mesi fa Allora, che ci sia un problema
è sicuro.
Ora, se questo problema è il numero chiuso o non è il numero
chiuso, probabilmente è la laurea che ha valore giuridico,
probabilmente è il sistema di finanziamento delle Università che
vengono finanziate a numero di laureati, per cui laureano tutti pur
di avere il mimino finanziamento dello Stato. Io non lo so qual è
esattamente il problema, onorevole Compagnone. È uno sfascio
Perché che mio figlio che mando all'Università, lo faccio studiare,
finché sta a casa tento in tutte le maniere perché si laurei,
prende 110 e poi diventa 186 in un concorso in cui ne risultano
idonei 13, vuol dire che lui non è che non era idoneo, non era
proprio nelle condizioni di presentarsi Allora, qualche problema
c'è, non c'è dubbio.
Dov'è il corto circuito? Io non lo so. Per cui, un anno prima
prendono 110 e lode, prendono 30 e lode in quella facoltà, in
diritto costituzionale e poi nel tema di diritto costituzionale
prendono 8 - non 18, 8 - su una votazione da 1 a 30. È evidente che
c'è un corto circuito, da qualche parte c'è un corto circuito, è
poco ma sicuro. Ogni tanto qualche professore mi dice perché non
sono abituati a scrivere all'università . Ma, vivaddio, noi
laureiamo laureati in legge che passeranno la loro vita a scrivere
pareri, sentenze, relazioni, passeranno la loro vita a scrivere e
mi dite che dall'università escono senza sapere scrivere? Ripeto,
non credo che sia quest'Aula che potrà fornire o potrà trovare la
soluzione al problema dell'università italiana, ma non c'è dubbio,
probabilmente, come dicono in tanti, si parte già dalla scuola. Io
anche questo non lo so, ma certamente che la Sicilia oggi tenti,
comunque faccia uno sforzo, per individuare uno dei problemi che
hanno le università da parte mia io sono felice di questa scelta.
Se poi, come dice l'onorevole Di Caro, a Roma stanno lavorando
perché venga fatta, ancora più felice perché la stiamo facendo
prima, per cui la cosa mi rende ancora più contento.
Do la parola al Rettore, al Magnifico Rettore, onorevole assessore
Roberto Lagalla e poi se tutti siete pronti e vi sedete, facciamo
il voto sulla legge, che - vi ricordo - di fatto, sarà un voto
soltanto.
Prego, Assessore.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, intanto la ringrazio, ma se mi desse la parola
nella qualità di Rettore, potrei dire questa sera quello che disse
De Gasperi alla Conferenza di Parigi qui tutto mi è contro, tranne
la vostra personale cortesia . Ma siccome così non è, e parlo nella
qualità e avendo anche seguito nel corso dell'istruttoria,
l'avanzamento e lo stato di questo disegno di legge, io oggi qui
dico che esso coglie certamente un risultato ed un merito. Il
risultato e il merito è quello, come è stato detto da tanti
colleghi, di illuminare con un faro di critica reale un sistema che
ormai non funziona più.
Io ho vissuto personalmente, tanto il periodo della bulimia di
queste facoltà, poi il periodo del numero chiuso, rispetto al quale
tutta l'università italiana si è programmata. E quindi in tal senso
risulta particolarmente difficile modificare oggi un assetto
organizzativo, logistico, di tanti decenni per riportarlo ad
un'apertura totale su alcune scelte di corsi di laurea.
In particolare, parliamo dei corsi di laurea, perché a questo il
disegno di legge si rivolge, parliamo dei corsi di laurea che
sottostanno ad una programmazione di carattere nazionale, e sono
fondamentalmente quelli dell'area medico-sanitaria, veterinaria e
farmaceutica, più la ex facoltà di architettura, oggi corso di
laurea. Interviene la legge su questo tipo di facoltà che hanno una
regolazione, parlo adesso specificamente di area medico-sanitaria,
che hanno una regolazione dell'accesso che è basato sul rapporto
tra il numero dei posti letto disponibili negli ospedali
clinicizzati, il numero degli studenti della facoltà del corso di
laurea e il numero degli specializzandi ammissibili al numero a
seconda delle scuole di specializzazione.
Quindi, di fatto, e rispondo all'onorevole Arancio e all'onorevole
Di Caro, non è possibile immettere tanto ulteriore disponibilità di
risorse per aumentare il numero delle scuole di specializzazione,
perché ogni scuola di specializzazione è tarata sulla base di un
numero massimo di studenti ammissibili. Cioè, facciamo un esempio,
alla specialità di dermatologia di Palermo, di Catania o di
Messina, che è tarata con un rapporto di uno a tre (cioè significa
che può accogliere al massimo tre specializzandi) non è possibile
riceverne quattro, cinque, sei o sette, perché c'è un rapporto
diretto fissato a livello europeo.
Noi, devo dire, sulle specializzazioni è da tre anni che eroghiamo
borse di studio aggiuntive, lo facciamo con un investimento di
cinque milioni di euro che, su mia proposta, il Governo Musumeci ha
messo in cantiere in questi anni, che si aggiungono ad altre tre
milioni di euro che ogni anno diamo per il potenziamento dei
dottorati di ricerca. Quindi, questo lo abbiamo fatto per cercare
di saturare l'assorbimento, ma vorrei aggiungere, non c'è certezza
che questo risultato raggiunga studenti siciliani o che possano
mantenersi in Sicilia. Perché ci sono sentenze della giustizia
amministrativa che escludono la possibilità di vincolare la
destinazione delle borse regionali a soggetti, a cittadini della
Regione o laureati nelle Università della Regione.
Questo lo dico e lo aggiungo perché? Perché è molto corretto
quello che in ultimo ha detto l'onorevole Lentini. Se questo
Parlamento, qui, questa sera - e mi è sembrato, al di là dei
dispareri e assolutamente al di là di ogni posizione politica e
tanto meno di Gruppo - ha interesse e intenzione - e secondo me il
momento è corretto perché questo avvenga - per fornire al
Parlamento nazionale uno spunto che sappia essere provocatorio ma
in qualche modo costruttivo, perché possano essere studiati gli
elementi opportuni per regolare un accesso più equo, più
responsabile ai corsi di laurea a numero chiuso e a programmazione
nazionale, io credo che questo, ovviamente, non sarà suffragato
alla fine dall'approvazione certamente della norma in questa
configurazione, ma certamente pone uno stimolo al dibattito
politico, al dialogo, al confronto tra il sistema dell'Università e
il sistema della politica.
Per queste considerazioni io - ovviamente proprio perché con
massima libertà si è espresso il Parlamento qui questa sera -
dichiaro che il Governo ha fatto tutte queste considerazioni e,
quindi, si rimette pienamente alla direzione dell'Aula, dicendo,
però, che come parlamentare e per le cose dette voterò a favore
della proposta di legge. Grazie.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso ai corsi
universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264» (n.
766/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome il disegno di è di un
articolo solo e non ha emendamenti, possiamo dare un voto, che è
quello definitivo del disegno di legge e tanto vale farlo
direttamente elettronico. Nel senso che non votiamo nemmeno
l'articolo 1, votiamo direttamente il disegno di legge.
Si passa, pertanto, alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Schema di progetto di legge da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione, recante Abolizione del 'numero chiuso' per l'accesso
ai corsi universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n.
264» (n. 766/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 44
Contrari 1
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo fare un minimo di ordine
dei lavori.
Intanto, vorrei avvertirvi che in questi giorni il Segretario
generale farà una circolare, ovviamente d'accordo con la
Presidenza, con cui dovremo rendere molto più rigidi gli ingressi
al Palazzo e la circolazione delle persone all'interno del Palazzo.
Per cui, la si sta preparando e verrà data, ovviamente, a tutti in
tempi brevissimi. Comprende anche l'uso del ristorante, perché al
ristorante nei giorni di Aula potranno andare soltanto i deputati,
perché c'è un assembramento in questi posti che non ci possiamo più
permettere. A giorni vi consegneremo questa cosa.
Stiamo provvedendo anche a cercare di trovare un'area dove
incontrare la gente che viene da fuori - tutti noi, parlamentari e
non - anche altre aree dove poterci incontrare, perché per adesso
sono limitate, dovendo le Commissioni riunirsi in altri posti c'è
sempre pochissimo spazio per potersi riunire, per cui si sta
facendo un lavoro che ci possa garantire una maggiore sicurezza.
Per quanto riguarda il resto, facendo seguito a quanto
preannunciato, l'Assessore per la salute provvederà per competenza
a fornire risposta scritta agli onorevoli deputati per le
interrogazioni a risposta orale ancora in vita fino alla n. 1939
del 9 gennaio 2021.
Così rimane stabilito.
Domattina, quindi, alle 11.00 l'assessore Razza farà un suo primo
intervento e poi ci sarà un dibattito che non potrà superare le due
ore, due ore e mezza. Alle 13.30 bisognerà comunque chiudere. Nel
pomeriggio, invece, alle 16.00, voteremo il disegno di legge sul
CAS.
Tutte le interrogazioni che sono previste per domani, a cui
avrebbe dovuto rispondere l'assessore Razza, otterranno tutte la
risposta scritta. L'Assessorato ci ha garantito che sarà veloce e
lo farà assolutamente con tutti.
Per cui per quanto riguarda la giornata odierna possiamo chiudere
la seduta ed è rinviata a domani, mercoledì 27 gennaio 2021, alle
ore 11.00.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 18.20(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
247a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 27 gennaio 2021 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLA SITUAZIONE SANITARIA IN SICILIA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
3) Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane. (n.
783/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale del 20 marzo 1951, n. 29,
inserimento della doppia preferenza di genere per l'elezione dei
Deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana (n. 942).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 19 gennaio 2021.
Inviato il 21 gennaio 2021.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme sull'ittiturismo (n. 931).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 20 gennaio 2021.
- Norme in favore delle aziende viticole e vitivinicole colpite da
gravi fitopatie (n. 932).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 20 gennaio 2021.
- Centro per la Strategia sulla Biodiversità (CSB Sicilia) (n.
936).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 20 gennaio 2021.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Recepimento dell'articolo 10, comma 4 del Decreto
Semplificazioni n. 76/2020 convertito in Legge n. 120/2020 (n.
933).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 20 gennaio 2021.
- Norma per lo Stop al nucleare in Sicilia (n. 938).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 19 gennaio 2021.
Inviato il 20 gennaio 2021.
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Disposizioni concernenti l'applicazione della pena
pecuniaria, il sequestro e la confisca dei beni per i reati di cui
agli articoli 422, 423 e 423 bis c.p., nonché l'utilizzo di mezzi
di sorveglianza militari per la identificazione dei colpevoli ed il
monitoraggio dei siti (n. 939).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 19 gennaio 2021.
Inviato il 20 gennaio 2021.
- Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2020, n. 32. Norme
per garantire l'accesso al mare per i soggetti diversamente abili
(n. 940).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 19 gennaio 2021.
Inviato il 21 gennaio 2021.
- Norme per lo snellimento delle procedure relative agli
interventi negli impianti di depurazione pubblici (n. 941).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 19 gennaio 2021.
Inviato il 21 gennaio 2021.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione della fondazione culturale intitolata a Calogero
Marrone (n. 937).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 gennaio 2021.
Inviato il 20 gennaio 2021.
Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alle
competenti Commissioni
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Riconoscimento e promozione della Dieta mediterranea (n. 896).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 gennaio 2021.
Parere V.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disposizioni in ordine al riconoscimento della funzione sociale
educativa degli oratori (n. 921).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 gennaio 2021.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Legge regionale 12 maggio 2020, n. 9, articolo 10, commi 1 e 3.
Nuovo schema di disposizioni attuative. Fondo Sicilia - Sezione
specializzata in credito (n. 159/II).
Pervenuto in data 19 gennaio 2021.
Inviato in data 21 gennaio 2021.
BILANCIO (II)
COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- Fondo sviluppo e coesione Patto per il sud Interventi di
Riqualificazione funzionale e renderizzazione dei resti del Tempio
di Venere Ericina - ID 34 . Riprogrammazione fondi per
finanziamento intervento di Rifunzionalizzazione e restauro
conservativo del Convento dei Cappuccini (n. 160/II-UE).
Pervenuto in data 19 gennaio 2021.
Inviato in data 21 gennaio 2021.
Comunicazione di parere reso dalle competenti Commissioni
BILANCIO (II) -
COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- FSC 2014/2020. Patto per lo sviluppo della Regione Siciliana.
Riprogrammazione delle risorse derivanti da economie ai sensi della
delibera CIPE n.26/2018 e dalla revoca di tre interventi.
Intervento strategico: 'Riqualificazione Urbana interventi di
recupero e rifunzionalizzazione finalizzati al miglioramento della
qualità della vita ed allo sviluppo sostenibile dei Comuni della
Regione Siciliana' - 'Interventi sui Beni Culturali Storico-
Artistici di Culto' - 'Edilizia Pubblica, interventi mirati alla
sicurezza ed alla riqualificazione di edifici di valenza pubblica
destinati a presidi di legalità o confiscati alla mafia' (n. 158/II-
UE).
Reso in data 18 gennaio 2021.
Inviato in data 20 gennaio 2021.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1942 - Chiarimenti in merito a quanto posto in essere al fine
di contrastare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 nell'area del
Comune di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1943 - Chiarimenti in ordine alla gestione dei reparti di
cardiologia dell'ospedale 'San Vito e Santo Spirito' di Alcamo (TP)
e dell'ospedale 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De
Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1944 - Iniziative per la fornitura gratuita di saturimetri alla
popolazione più anziana.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1945 - Iniziative volte all'immediato ripristino dei servizi
ospedalieri sospesi e alla classificazione del Presidio ospedaliero
di Patti quale Dipartimento di emergenza-urgenza ed accettazione di
primo livello.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Laccoto Giuseppe
N. 1946 - Chiarimenti in merito all'autorizzazione di spesa ai
fini della ricostituzione del fondo previdenziale dell'Istituto
regionale del vino e dell'olio.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1947 - Chiarimenti in merito alla somministrazione del vaccino
per limitare la diffusione del virus Covid-19 e priorità
nell'individuazione dei pazienti beneficiari.
- Assessore Salute
Dipasquale Emanuele; Campo Stefania
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 371 - Notizie sui tamponi rapidi effettuati nei drive-in e
sulla campagna di screening nelle scuole e nelle Università degli
studi della Regione alla luce delle nuove strategie ministeriali di
testing anti Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Intervento corretto dall'oratore.