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Resoconto d'Aula della Seduta n. 247 di mercoledì 27 gennaio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 11.05

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  buongiorno.  Avverto   che   il
  processo  verbale  della seduta precedente è posto  a  disposizione
  degli  onorevoli  deputati che intendano  prenderne  visione  ed  è
  considerato approvato in assenza di osservazioni in contrario nella
  presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Se chiamate il Governo, per favore, così quando arriva cominciamo.
  In  attesa  che  arrivi il Governo, sospeso  la  seduta  per  dieci
  minuti.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.06, è ripresa alle ore 11.19)

   La seduta è ripresa.


    Comunicazioni del Governo sulla situazione sanitaria in Sicilia

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Salutiamo l'assessore Razza e gli
  do  immediatamente  la parola per una decina di minuti,  Assessore,
  perché  poi  inizia il dibattito che certamente  non  potrà  andare
  oltre  le  ore 14.00, ma se potesse finire prima saremmo tutti  più
  contenti.
   Prego i colleghi di prendere posto affinché l'Assessore possa fare
  la sua relazione iniziale e poi apriamo il dibattito.
   Intanto,  coloro  che si devono iscrivere a parlare  comincino  ad
  alzare  la  mano  così  facciamo  l'elenco  di  quelli  che  devono
  intervenire.
   Ha facoltà di parlare, l'assessore Razza.

   RAZZA,  assessore  per  la salute.  Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo, ancora una volta dall'inizio  dell'epidemia,
  per  rendere  al  Parlamento  alcune informazioni  sullo  stato  di
  avanzamento del Coronavirus in Sicilia.
   Mi  pare corretto, prima di esaminare il più recente andamento, di
  fare  un  focus  alla giornata di ieri. Alla giornata  di  ieri  in
  Sicilia  sono stati realizzati 1.648.866 tamponi, tra molecolari  e
  antigenici, che hanno portato alla evidenziazione di 131.607  casi.
  Di  questi  80.832  sono  guariti; 47.479 sono  ancora  attualmente
  positivi;  3.296 sono purtroppo deceduti. I ricoverati sono  1.435,
  il  3 per cento degli attuali positivi e sono ricoverati in reparti
  di  malattie  infettive o di medicina; 228  sono  i  ricoverati  in
  terapia intensiva e rappresentano l'1 per cento del totale;  45.815
  sono in isolamento domiciliare e rappresentano il 96 per cento  del
  totale.  La  incidenza  dei  guariti, in  termini  percentuali,  al
  momento è del 61 per cento; dei deceduti è del 3 per cento.
   Questi  i  dati  in  maniera secca, che ci  forniscono  una  prima
  valutazione  in  ordine all'andamento dell'epidemia nel  territorio
  della  nostra  Regione e non soltanto nel territorio  della  nostra
  Regione,  perché  essa presenta caratteri di  analogia  con  quanto
  accade  in  tutte le regioni italiane ed in una parte significativa
  degli Stati dell'Unione europea.
   La capacità di diagnostica consente di anticipare il più possibile
  l'isolamento  dei casi positivi e dalla fase iniziale della  nostra
  epidemia, che aveva un tasso di ospedalizzazione tra il 30 ed il 40
  per  cento  del  totale  dei soggetti positivi  individuati,  si  è
  drasticamente scesi ad un circa 4 per cento del numero dei soggetti
  che  hanno bisogno di ricevere cure ospedaliere. Nel totale,  però,
  il  numero  è  significativo perché sono circa 1.700 i pazienti  in
  questo momento ricoverati nelle strutture ospedaliere siciliane  di
  cosiddetta  alta e media intensità di cure. A questi si  aggiungono
  gli  ulteriori soggetti ricoverati che, nell'ambito di un  efficace
  turnover ospedaliero, hanno consentito di poter ricevere cure o  in
  reparti  di  bassa  intensità  di cure  o  in  residenze  sanitarie
  assistite all'uopo convertite.
   Vige  in  Sicilia,  infatti,  il piano  che  era  stato  discusso,
  valutato   ed   esposto  sia  in  VI  Commissione   che   nell'Aula
  dell'Assemblea regionale che vede un numero significativo di  posti
  letto  riservati  e  che  consente, ancora  ad  oggi,  alla  nostra
  Regione,  pur nelle crescenti difficoltà, di essere tra le  regioni
  italiane   che   hanno  il  maggior  rispetto  dei   parametri   di
  ospedalizzazione che - come sapete, avendolo più volte detto - sono
  quelli del 30 per cento per i reparti di terapia intensiva e del 40
  per  cento  per  i reparti di medicina o di degenza  ordinaria.  La
  Regione  siciliana anche in questo momento si trova al di sotto  di
  entrambi i parametri.
   Qualche  valutazione va detta sull'andamento della curva epidemica
  nel   corso   delle  ultime  settimane.  Nei  mesi   immediatamente
  antecedenti  alle festività natalizie l'andamento dell'epidemia  in
  Sicilia  si  è comportato esattamente come il maggior numero  delle
  regioni italiane, soprattutto quelle del centro-sud, e ha visto  un
  indice  Rt, soprattutto nella fase principale, che non è mai  stato
  superiore - secondo i parametri previsti dal Ministero della salute
  e dall'Istituto Superiore di sanità - a 1,35.
   Attualmente  l'indice Rt della Sicilia, nell'ultimo  monitoraggio,
  nel  suo  intervallo  medio  era posizionato  a  1.27,  ma  in  una
  condizione  e in una valutazione diversa rispetto alla cornice  sia
  normativa che scientifica che si è presentata fino alla vigenza del
  decreto del Ministro per la salute emanato nella data del 30 aprile
  dello scorso anno.
   Il   Governo   nazionale  ha,  infatti,  ritenuto,   nella   piena
  condivisione con le Regioni, che avviandosi a presentare l'epidemia
  un  carattere  di  maggiore diffusività ed  essendo  in  corso  una
  campagna  di  vaccinazione - che è iniziata in tutta Italia  il  27
  dicembre  e  sulla  quale tornerò nella fase conclusiva  di  questo
  breve intervento - di abbassare il coefficiente di rischio previsto
  dal  decreto del 30 aprile sicché l'indice Rt, un tempo previsto  a
  1.5  per l'ingresso della zona rossa, è stato posizionato a 1.25  e
  l'ingresso  Rt,  previsto per la zona arancione da  1.25,  è  stato
  posizionato a 1.
   Ciò  ha  determinato, per quanto riguarda la  nostra  Regione,  la
  decisione,  all'inizio  condivisa  con  il  Governo  nazionale   ma
  adottata  con ordinanza del Presidente della Regione,  di  disporre
  nella  fase  immediatamente successiva alle vacanze  natalizie  una
  anticipazione di alcuni giorni per l'ingresso della Sicilia in zona
  arancione, essendo il nostro Rt nell'intervallo medio posizionato a
  0.98,  e  nella  settimana immediatamente successiva  la  richiesta
  formulata  al  Governo centrale e condivisa  dal  Ministro  per  la
  salute  di anticipare le misure previste per la zona rossa  secondo
  quanto  indicato  dal  decreto  del Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri vigente.
   Su   questo desidero soffermarmi alcuni minuti, perché si è  detto
  che  la  decisione  del  Governo regionale di  condividere  con  il
  Governo  nazionale  una  anticipazione  della  zona  rossa  potesse
  essere,  in  qualche  modo, espressione di ragionamento  di  ordine
  politico  o  potesse determinare un danno eccessivo per il  sistema
  produttivo della nostra Regione.
   Allora,  va spiegato e va detto con grande evidenza il  perché  di
  quella decisione: il meccanismo tuttora vigente, infatti, fa sì che
  la  valutazione  settimanale dell'Istituto superiore  di  sanità  e
  della cabina di regia voluta dal Ministro per la salute produca  un
  risultato che è espressione in larga parte degli indicatori  emersi
  nella settimana antecedente.
   Allo  stesso  modo, la valutazione della diffusività del  contagio
  sul  territorio  di  una  regione tiene conto  dell'incubazione  di
  un'infezione che è avvenuta in epoca ancora antecedente  essendo  -
  com'è  noto - l'incubazione dell'infezione da Covid19 della  durata
  di  circa  dieci  giorni secondo le linee guida nazionali.  Qual  è
  l'effetto?  L'effetto è che nel momento in cui il Presidente  della
  Regione  ha  richiesto al Governo centrale  e  con  il  Governo  ha
  condiviso  la  volontà  di anticipare di una  settimana  le  misure
  previste  dalla  zona  rossa,  lo  ha  fatto  sulla  base  di   una
  valutazione prognostica in forza  della quale già allora si  poteva
  immaginare che la settimana successiva l'indice Rt avrebbe lambito,
  superato  il  grado  di  1,25 che rendeva obbligatoria  e  per  tre
  settimane la zona rossa.
   I  dati, anche in questo caso, siccome i numeri tendono ad  essere
  più  cocciuti  delle  valutazioni personali  e  individuali,  hanno
  consentito  di  dimostrare che quella valutazione si è  manifestata
  per  ciò che doveva essere e alla settimana successiva l'indice  Rt
  ha  superato nel suo intervallo medio l'1.27 che, invece,  la  zona
  rossa l'avrebbe resa obbligatoria e per la durata secondo lo schema
  attualmente vigente di circa tre settimane.
   Valuteremo  le prossime 48 ore, e nelle prossime 48  ore  potremo,
  fino  in  fondo, comprendere se le due decisioni condivise  insieme
  tra il Governo della Regione e lo Stato, abbiano avuto l'effetto di
  limitare la diffusività del contagio sul territorio della Regione e
  se abbiano, contemporaneamente, anche avuto l'effetto di evitare un
  danno significativo per l'apparato produttivo della nostra Regione,
  limitando   nel  tempo  la  chiusura  degli  esercizi  commerciali.
  Qualche  ora  ancora e scopriremo se l'indice di  Rt  ci  sarà,  da
  questo  di  vista, così come appare dalla riduzione dei contagi  di
  questi  giorni  e potrà consentire di condividere  con  il  Governo
  centrale  una  valutazione che vede il possibile  declassamento  di
  rischio per il territorio della nostra Regione.
   Strada  facendo i numeri ci dicono che l'incidenza  per  diecimila
  abitanti,  in queste ultime due settimane, ha visto la  Sicilia  al
  quinto  posto in Italia, che i deceduti per diecimila  abitanti  ci
  hanno  visto  al  dodicesimo  posto in  Italia,  e  che  i  tamponi
  molecolari  realizzati,  sempre  nella  valutazione  per  diecimila
  abitanti, ci vedono al settimo posto in Italia.
   Sapete anche che, come chiesto da tutte le Regioni italiane e come
  invocato  anche  dalla nostra Regione, a seguito del pronunciamento
  dell'ECDC,   si  è  deciso  di  far  inserire,  nell'ambito   della
  valutazione dei tamponi che vengono settimanalmente redatti,  anche
  i   tamponi  antigenici.  Questo  ha  abbassato  drasticamente   la
  percentuale  di  tamponi positivi, ovviamente non soltanto  per  la
  nostra  Regione,  ma integralmente per l'intero Paese  che,  da  un
  tasso  di  positività stabilmente attorno al 12 per cento,  potendo
  inserire  al  denominatore tutti i mezzi diagnostici utilizzati,  è
  arrivato  a un tasso di positività che si situa attorno al  50  per
  cento, scusate al 5 per cento, anche nella nostra Regione.
     Sempre  sul piano della diagnostica,  sempre per quanto riguarda
  le  attività  che  sono state realizzate in aggiunta  nelle  ultime
  settimane mi piace ricordare alcune azioni di screening che si sono
  svolti  nei mesi di novembre e che hanno coinvolto oltre  180  mila
  cittadini  siciliani, soltanto nelle settimane dal 7 al 9 novembre,
  dal 13 al 17 novembre, dal 19 al 23 novembre e il 24 novembre, e mi
  fa  piacere anche ricordare la aggiuntiva disposizione che è emersa
  nell'ordinanza del Presidente della Regione, adottata in  relazione
  ai  rientri  in  Sicilia per l'estate, che anche in quel  caso,  il
  riscontro diagnostico è stato assai significativo.
   Nell'ultima settimana presa di riferimento negli ultimi 10 giorni,
  quelli dall'11 di gennaio al 24 di gennaio, i tamponi effettuati su
  cittadini rientrati in Sicilia, sono stati 22.500 mentre dal 28  di
  dicembre al 10 di gennaio sono stati 44.293, dal 21 al 27 dicembre,
  che è stato il cuore del rientro, sono stati circa 40 mila.
   Anche   queste   azioni  ci  hanno,  certamente,   consentito   di
  individuare un numero più ampio di cittadini positivi e riverberano
  anche  nella  efficienza di diagnostica che  ci  ha  consentito  di
  anticipare precocemente l'isolamento domiciliare.
   Vedete  infatti  che  le due curve prese ad  esame,  quella  della
  crescita  del  contagio, indice della diffusività  territoriale,  e
  quella invece del tasso di ospedalizzazione, presentano, secondo il
  report   dell'Istituto  superiore  di  sanità,   delle   differenze
  significative,  mentre è cresciuta in maniera alta la  curva  della
  diffusione  territoriale  del  contagio,  si  è,  nella   costanza,
  mantenuta pressoché piatta o analoga la curva dell'ospedalizzazione
  nei diversi livelli ed intensità di cure.
   Più  di  recente,  ulteriori azioni per accompagnare  la  fase  di
  ripartenza  delle scuole sono state realizzate per  la  popolazione
  scolastica:  sono  stati  65.000 gli studenti  delle  scuole  medie
  inferiori  che,  ad oggi, sono stati sottoposti a  una  valutazione
  diagnostica, e nella imminenza del possibile passaggio alla zona di
  classe  più  ridotta vi è forte la possibilità di  approvare  nelle
  prossime  ore, con il contributo del Comitato Tecnico  Scientifico,
  un    programma    scuole-sicure   condiviso   con    l'Assessorato
  all'istruzione  per  la  ripartenza anche delle  scuole  secondarie
  superiori.
   Un  focus  rapido  ho  il dovere di fornirlo  sull'incremento  del
  personale che è stata questione molto dibattuta, soprattutto perché
  non  tutte le aziende hanno contemporaneamente agito e la  crescita
  del  personale non è stata significativamente pari in tutte e  nove
  province dell'Isola.
   Oggi,  complessivamente, a disposizione dell'emergenza coronavirus
  sono  state assunte 6.176 persone delle quali 1.945 medici e  1.855
  infermieri.  La  parte residuale è legata ovviamente  ad  operatori
  socio-sanitari, ad informatici, al personale amministrativo che  si
  è occupato delle attività di informatizzazione e diagnostica.
   Ultimo  aspetto riguarda la campagna vaccinale sulla quale intanto
  vorrei  registrare con soddisfazione la circostanza che la  Sicilia
  era  stata tra le regioni, nell'avvio della campagna vaccinale, che
  avevano  mostrato una maggiore efficacia e una maggiore  efficienza
  nella  capacità di somministrazione del vaccino in  tutte  e  9  le
  province.
   Sapete  anche che il Piano nazionale dei vaccini prevede in questa
  prima  fase  che  vi  siano somministrate le  dosi  agli  operatori
  sanitari  o  a  coloro  che  lavorano all'interno  delle  strutture
  ospedaliere,  o  a  coloro  che operano  a  contatto  con  soggetti
  potenzialmente     positivi    al    coronavirus     e,     quindi,
  nell'interpretazione  che  ha fornito il  Ministero  della  Salute,
  nell'accezione  più  ampia,  nell'idea  di  dover  raggiungere  una
  immunità del personale sanitario e una presenza di strutture il più
  possibile covid-free.
   In  seconda  istanza, sempre nella prima fase  di  vaccinazione  è
  prevista  la  vaccinazione delle Residenze  Sanitarie  Assistite  e
  delle  case  di riposo. In terza istanza è prevista la vaccinazione
  degli over 80 a completare la fase del primo trimestre 2021.
   In  termini di popolazione in Sicilia si tratta, complessivamente,
  di  circa  400.000 persone, 140.000 il risultato  delle  prime  due
  classi  -  operatori sanitari e socio-sanitari, residenze sanitarie
  assistite  e case di riposo -  circa 300.000 gli over 80  che  sono
  residenti nel territorio della nostra regione.
   Posso dire che, ovviamente, il rispetto pedissequo e nei tempi  di
  questo  calendario  è  legato da due  variabili.  La   prima  è  la
  quantità dei vaccini che potranno essere distribuiti sul territorio
  della  nostra regione, la seconda è la tempestività con cui  questi
  vaccini arriveranno non in Sicilia ma in tutte le regioni italiane.
   Sapete anche che c'è una preoccupazione diffusa -  direi in Europa
  -   se  leggo sui giornali oggi da parte della Commissione  europea
  alcune prese di posizione molto importanti che sono in linea  anche
  con  alcune  dichiarazioni che nei giorni scorsi  avevano  meritato
  l'auspicio  del  presidente della regione relative alla  produzione
  dei  vaccini  sul territorio dell'Unione, la realtà  è  che  ci  si
  attendeva  -   faccio l'esempio di uno dei due vaccini prossimo  ad
  autorizzazione, quello di AstraZeneca - una consegna entro il  mese
  di marzo di oltre otto milioni di dosi.
   Queste  otto milioni di dosi sembrano essere diventate  circa  tre
  milioni, il che vuol dire un calo imponente dell'attesa.
   Anche da parte di Pfizer/BioNtech e Moderna si sono annunciati dei
  cali  di  consegne  e  la  sola Pfizer si  è  detta  disponibile  a
  recuperare,  nelle  prossime settimane, l'integrale  dotazione  che
  aveva previsto.
   Queste  due  variabili non sono soltanto numeriche ma sono  legate
  alla modalità di gestione della campagna vaccinale perché i diversi
  vaccini,  anche  per la diversa modalità di conservazione,  possono
  determinare il coinvolgimento di alcune categorie di vaccinatori  e
  non di altre.
   Da  questo punto di vista il Commissario nazionale per l'emergenza
  Coronavirus  ha  convocato in settimana un ulteriore  incontro  con
  tutte le regioni per il quale avremo ulteriori chiarimenti.
   Sapete  anche - e non intendo nasconderlo - che, nel  corso  della
  vaccinazione,  in  alcune aree del territorio, si  sono  verificate
  delle  criticità. A me non importa che, a fronte di centocinquemila
  soggetti  vaccinati, queste criticità possono  aver  riguardato  un
  numero significativamente modesto di persone. Il tema è legato alla
  effettività del rispetto delle procedure in maniera eguale da parte
  di  tutti, perché nessuno ha mai pensato che dovessero andare perse
  delle dosi vaccinali e se l'Ordine nazionale dei medici parla di un
  numero  di  circa quattrocentomila soggetti che, in  tutta  Italia,
  sarebbero  stati  destinatari  di  una  vaccinazione  al  di  fuori
  dell'ordine  delle  priorità, è chiaro  che  non  è  una  questione
  integralmente legata alle vicende del nostro territorio.
   Però, è diverso, è diverso se rimane qualche dose scongelata, e si
  vuole  coinvolgere perché quella dose non vada persa, un numero  di
  soggetti  che  possono  essere vaccinati; altra  cosa,  invece,  se
  dovesse   emergere   che  qualcuno  ha,  in  maniera   preordinata,
  organizzato la cessione di queste dosi.
   Da   questo   punto   di  vista  esistono  due  attività:   quella
  amministrativa,  disposta  dalle Aziende  sanitarie  provinciali  -
  penso a quelle di Ragusa e di Palermo, che sono state le prime  che
  si  sono  mosse  in  questa direzione, e ci sarà, poi,  l'ulteriore
  elemento che emergerà dall'attività giurisdizionale.
   Mi  sembra molto corretto, però, ricordare che la Circolare che ha
  emanato l'Assessorato alla salute, anche da questo punto di  vista,
  ha  dettato  indicazioni,  ed ha detto  che,  laddove  siano  state
  scongelate più dosi rispetto a chi materialmente si presentano  per
  ricevere  la vaccinazione, si deve fare riferimento alle  categorie
  indicate  nella  circolare  e, quindi,  certamente  agli  over  80,
  certamente al personale che svolge attività di servizio pubblico  e
  non a familiari, parenti, amici.
   Di  questo  ci  occuperemo nelle prossime giornate, avendo,  però,
  chiaro  non  soltanto la dimensione del fenomeno ma  avendo  chiaro
  che,   nelle  prossime  giornate,  noi  dobbiamo  organizzare   sul
  territorio della nostra regione una campagna vaccinale che metta in
  sicurezza quella parte della popolazione che è stata ed  è  la  più
  esposta,  perché  anche in Sicilia il cumulo dei  soggetti  di  età
  superiore  a settant'anni rappresenta, dolorosamente, la parte  più
  cospicua dei cittadini siciliani che hanno perso la vita dopo  aver
  contratto questa infezione.
   Ed   allora,  noi  ci  attendiamo  di  conoscere,  fin  da  questa
  settimana,  se  si dovrà fare riferimento soltanto ai  vaccini  che
  possono  essere somministrati in modalità freeze e, cioè, a  quelli
  che  hanno  bisogno di essere somministrati solo all'interno  delle
  strutture  ospedaliere  perché, in quel caso,  dovremo  organizzare
  anche  la  campagna vaccinale sugli over 80, tenendo conto  di  chi
  presenta particolari difficoltà di mobilità e, quindi, dovremo fare
  riferimento  a  quella tipologia vaccinale e solo  a  quella,  cosa
  diversa  è, invece, se da parte di EMA e da parte dell'AIFA dovesse
  arrivar  un  via  libera  all'utilizzazione dell'ulteriore  vaccino
  quello  di AstraZeneca anche per la popolazione di età superiore  a
  ottant'anni, perché avrete letto sui giornali di oggi che  esistono
  delle differenti classi di età che consigliano l'utilizzo di questo
  o quel vaccino per raggiungere in maniera adeguata l'immunità.
   Non  nascondo,  infine, che sul territorio della regione  si  sono
  verificate  alcune  criticità,  penso  alla  vicenda  che  riguarda
  l'Azienda sanitaria provinciale di Messina, della quale, nel  corso
  dell'ultima  seduta  della Commissione  Salute ,  i  componenti  mi
  hanno  chiesto di poter riferire nel corso della Commissione, anche
  da  questo punto di vista la mia disponibilità è totale, ne abbiamo
  iniziato  a  discutere  nel corso, se io non  ricordo  male,  della
  Commissione  che si è tenuta lo scorso martedì, fin dalla  prossima
  settimana,  ho detto alla Presidente la Rocca Ruvolo,  che  la  mia
  disponibilità  è  totale per affrontare, anche da questo  punto  di
  vista, tutti i temi.
   L'auspicio,  intanto,  e con questo concludo,  è  che  i  prossimi
  giorni   ci   possano   consegnare  un  quadro   della   diffusione
  dell'epidemia sul territorio della nostra regione che  ci  consenta
  di  poter  avviare una fase di graduale riapertura  delle  attività
  economiche,  tenuto conto che essa, comunque, deve  avvenire  nella
  sicurezza necessaria ed indispensabile. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevoli  colleghi, ci sono diversi deputati iscritti a  parlare.
  Ieri  avevamo  detto senza grandi rigidità, però, è  il  caso  che,
  siccome  già  per esempio cinque iscritti a parlare  del  Movimento
  Cinque  Stelle, che ieri avevamo detto massimo tre per Gruppo,   se
  poi  c'è  un quarto non ha importanza, però, l'importante è  che  i
  Gruppi  si  regolino un attimo di conseguenza perché sennò  finiamo
  alle cinque di oggi pomeriggio.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Figuccia, che è il primo che ha
  chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire  che
  l'Assessore,  così come ha dimostrato, per carità,  in  questi  tre
  anni,  certamente,  è una figura, un profilo che  ha  dimestichezza
  quanto   con   la   dimensione  scientifica   quanto   con   quella
  amministrativa  della  gestione del  fenomeno  e,  quindi,  siccome
  certamente  non  è  questa, tra l'altro,  neanche  l'occasione  per
  creare  un  confronto in un ambito dove lei davvero sta dimostrando
  di  avere  padronanza  del  tema,  eviterò,  e  non  serve  neanche
  rinnovarle,  come  dire  l'apprezzamento  e  la  stima   nei   suoi
  confronti,  eviterò di entrare nella dimensione tecnico-scientifica
  del  fenomeno e, semplicemente, signor Presidente, io ho l'esigenza
  di chiedere due cose fondamentali all'Assessore: la prima è quand'è
  che  possiamo iniziare a fare i vaccini, mio padre ha settant'anni,
  ha  avuto  qualche  problema  di  salute  e  credo  che  in  questa
  condizione ci siano centinaia di migliaia di siciliani,  in  questo
  momento, certamente non è che possiamo aspettare la condizione  del
  Governo nazionale che ha tenuto questo accordo con l'Europa, ed  io
  voglio  sapere, Assessore da lei, come noi possiamo intervenire  su
  questa  vicenda:  cioè, non è immaginabile che  una  multinazionale
  chiuda  un accordo con lo Stato attraverso l'Europa sulla fornitura
  dei  vaccini e noi in questo momento non sappiamo quando le persone
  potranno  iniziare a vaccinarsi in Sicilia. In Sicilia, a  dire  il
  vero, come in tutto il resto del Paese.
   Quindi,  la  mia domanda è, assessore, cosa può fare il Parlamento
  siciliano,  cosa  può  fare il Governo, cosa può  fare,  anche  lei
  Presidente  dell'Assemblea  regionale  -  presidente  la  prego  mi
  ascolti -  cosa può fare questa Presidenza dell'Assemblea, cosa può
  fare  il  Governo regionale, cosa può fare il Parlamento siciliano,
  per  uscire  da  questa situazione vergognosa che  coinvolge,  caro
  onorevole Cracolici, il Governo nazionale rispetto ad un accordo  -
  vergognoso   -  con  una multinazionale che, ad un  tratto,  ci  fa
  scoprire  che i vaccini non ci sono nelle quantità che erano  state
  siglate in quell'accordo. E questo è un fatto gravissimo
   Il  secondo aspetto, Assessore, è quello che rimanda ad un  ordine
  del  giorno  che, il segretario regionale della Lega,  Minardo,  ha
  proposto,  attraverso  il  nostro Gruppo parlamentare,  e  sappiamo
  essere apprezzato qui trasversalmente dai diversi Gruppi, legato  a
  questa benedetta  Zona rossa .
   La  Zona  rossa ha visto colpita la Sicilia, insieme  ad  un'altra
  regione, anzi alla provincia di Bolzano, e, per chissà quale strano
  motivo,  mentre  vi erano delle regioni con un indice  di  contagio
  anche  più  basso,  la  Sicilia è stata  tirata  dentro  in  questa
  rappresentazione che ha visto, al momento, la chiusura  di  diverse
  attività: parliamo del mondo della ristorazione, degli albergatori,
  di  tutto un indotto che ruota attorno al mondo dell'abbigliamento,
  di  tutta  una  serie di attività che hanno chiuso,  in  attesa  di
  ricevere  ristori  che, poi, hanno licenziato,  mettendo  in  cassa
  integrazione  delle persone che aspettano, ancora, di ricevere  gli
  indennizzi, ed aspettano ancora di ricevere i ristori, e,  rispetto
  ai  quali,  caro assessore, e mi dispiace che, oggi,  insieme  alla
  presenza   dell'assessore  per  la  sanità,  non  ci   sia   quella
  dell'assessore  per il bilancio e dell'assessore  per  le  attività
  produttive, perché, vedete, il vero tema, al di là della dimensione
  scientifica,  che  lei  assessore  sta  ben  rappresentando,  è  la
  dimensione economica.
   Noi ci troviamo di fronte ad una recessione senza pari, dalla metà
  del 1800 ad oggi, con una serie di attività che stanno chiudendo  e
  che, con molta probabilità, non potranno riaprire.
   Ora, siccome, purtroppo, il tempo che rimane a disposizione

   PRESIDENTE. E, peraltro, oggi, non posso dare proroghe perché

   FIGUCCIA. Io, nel sintetizzare, le chiedo, per favore, risposta su
  questi  due  elementi: tempi di vaccinazione per la  popolazione  e
  passaggio,  come  già richiesto con un ordine  del  giorno,  signor
  Presidente, che abbiamo presentato come Lega

   PRESIDENTE. Sissignore.

   FIGUCCIA.     da  domenica,  ad  una   Zona  arancione    che   mi
  sembrerebbe  essere  più  compatibile con la  situazione  sanitaria
  della Sicilia.

   PRESIDENTE.  Così  come  sto  facendo  con  l'onorevole  Figuccia,
  sappiano  tutti  i  colleghi che, siccome  ci  sono  una  marea  di
  iscritti a parlare e dobbiamo, comunque, concludere entro un  certo
  orario,  non  mi  chiedete e non continuate a parlare  perché  sono
  costretto  a  fare togliere il microfono, quindi,  vi  supplico  di
  evitare  questi imbarazzi, anche da parte mia e, quindi, di  finire
  gli interventi nei tempi corretti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
   Chiedo  scusa,  onorevole  Caputo, anche perché,  considerato  che
  continuano richieste di iscrizione a parlare, diversamente dovremo,
  ad un certo punto, interrompere e riprendere questa seduta, magari,
  un altro giorno, perché saremo costretti, assolutamente.
   L'assessore,  mi  ha  già  fatto  capire  con  la  testa,  che   è
  disponibile, per cui, se dovessimo andare avanti nel tempo,  ad  un
  certo   punto,   interrompiamo.  Per  quanto  mi  riguarda,   anche
  domattina,  non  so se l'assessore è disponibile, poi  lo  vedremo,
  comunque,  eventualmente la spezziamo e la riportiamo ad  un  altro
  giorno.
   Prego, onorevole Caputo.

   CAPUTO. Signor Presidente, assessore, colleghi, sarò molto breve e
  cerco, anche, di essere molto sintetico, sia nel rispetto dei tempi
  anche per i numerosi interventi che già sono iscritti.
   Volevo,  innanzitutto,  ringraziare e manifestare  l'apprezzamento
  per  il  lavoro  svolto da parte dell'Assessore  regionale  per  la
  salute,  nonché,  anche  per  il  focus  dettagliato,  preciso   e,
  soprattutto,  analitico  nell'elencare sia  la  parte  relativa  ai
  contagi, gli indici, tutti i dati che ritengo che, questa Assemblea
  ma,  principalmente i cittadini della Sicilia debbano conoscere,  e
  per  questo  io la ringrazio per il senso del dovere e per  la  sua
  presenza in questa Aula.
   Volevo, soltanto, sottolineare e associandomi a quanto detto anche
  dal  collega  Figuccia, ma soprattutto alla parte  finale  del  suo
  intervento  all'augurarmi  anch'io  che  la  nostra  regione  possa
  accedere  ad una fase, ad un colore, così ormai lo definiamo,  dove
  le  prescrizioni siano più miti e quindi dare subito una  immediata
  ripresa  economica  da  parte delle attività produttive  in  questo
  momento assai poste in uno stato di sofferenza.
   In questi giorni avevo anche anticipato ad ella l'iniziativa che è
  stata  suggerita ma che viene anche fortemente ribadita da  diversi
  medici   di  medicina  generale  i  quali  cercano,  mettendosi   a
  disposizione, dando appunto la propria disponibilità ad  accelerare
  i  tempi e, soprattutto, a velocizzare le procedure che sia per  la
  carenza  di  personale, per problemi anche di natura informatica  e
  anche   logistici,  si  apprestano  a  notevoli  ritardi   causando
  difficoltà alle famiglie, alle persone.
   Vado  nello specifico e sono le comunicazioni relative agli  esiti
  dei  tamponi  che permetterebbero a questi soggetti di  essere  tra
  virgolette,   ovviamente,   e   mi   scusi   il   termine,   essere
  immediatamente  liberati  da questo stato  di  quarantena  e  poter
  riprendere al più presto le proprie attività lavorative, personali,
  professionali  ed  evitare  inutili  lungaggini  all'interno  della
  propria  abitazione contattando continuamente un centralino  che  a
  volte  risponde, a volte magari è intasato, altre  volte  dà  delle
  date  ma  per  le motivazioni che ho poc'anzi detto magari  vengono
  ritardate.
   Questa  procedura,  ovvero  sia la possibilità  che  i  medici  di
  medicina  generale  possano accedere alla  piattaforma  dell'ASP  e
  quindi  anche dell'USCA per potere avere in tempi reali, immediati,
  gli  esiti dei tamponi e giusto per una rete capillare che  è  loro
  propria  e sicuramente hanno un modo diretto di poter contattare  i
  propri   assistiti,  possano  comunicare  loro  e   quindi   essere
  autorizzati  ad  effettuare la comunicazione e quindi  evitare  che
  questo lavoro venga addossato ancora all'USCA e, soprattutto,  loro
  possano  attivarsi effettuando la comunicazione e, quindi, mettendo
  queste persone alle loro attività lavorative immediate.
   Io  la  ringrazio  e  spero  che  questa  sia  apprezzata  ma  già
  l'Assessore ha manifestato l'interesse e soprattutto la possibilità
  di  portarla  avanti e chiedo, appunto, che questa venga  posta  in
  essere in tempi veloci.  La ringrazio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caputo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
   Onorevoli colleghi, leggo la sequenza degli interventi così ognuno
  si   prepara:  Dipasquale,  Siragusa,  Bulla,  Catanzaro,   Pasqua,
  Cappello,  Sunseri, Lo Giudice, Campo, Laccoto, Pullara, Lentini  e
  Savarino.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessore, colleghi  parlamentari.
  Mi permetta Assessore di dirle che il fatto che lei viene in Aula è
  una  cosa  normale a discutere di COVID e non sono  sufficienti  le
  volte che lei viene in Aula, non solo,  se lei vede le volte che il
  Ministro  Speranza è andato in Aula, in Parlamento  a  confrontarsi
  con il Parlamento lei sicuramente è venuto meno volte. Mi creda.
   Io  non  voglio  fare polemica perché veramente questo  non  è  il
  momento della polemica perché mai come adesso, noi ci siamo trovati
  a vivere una situazione così drammatica per il COVID.
   Noi  passiamo da duecento morti -  della prima fase -  a  3.200  e
  passa morti a ieri, quindi la drammaticità.
   Ritengo  un  errore che lei abbia evidenziato tutta una  serie  di
  dati  positivi,  mi  creda non è il momento, così  come  non  è  il
  momento  attaccare lei, Musumeci sull'operato, avremmo un  modo  di
  fare  un'operazione  verità e dove poi ognuno di  noi  cercherà  di
  dimostrare veramente come ci sono grandi responsabilità dal  nostro
  punto di vista su questi tremiladuecento morti, pensate passiamo da
  duecento a tremiladuecento morti e siamo arrivati ad essere i primi
  in Italia come Regione per maggiori contagi.
   Detto  ciò,  Figuccia  l'ordine  del  giorno  della  Lega  è   una
  barzelletta,  una barzelletta, no condivisione; io l'ho  detto  per
  primo  che l'ordine del giorno va votato, noi ne abbiamo  un  altro
  presentato  ma è una barzelletta. La Lega, da forza di maggioranza,
  doveva  impedire  al presidente Musumeci di richiedere  al  Governo
  nazionale l'istituzione della zona rossa; ha fatto una sciocchezza.
   La  Lega  doveva pretendere dal Governo regionale di  chiedere  la
  zona  arancione e poi di istituire le zone rosse per i comuni,  per
  le   aree   metropolitane  e  i  comuni  che  avevano   determinate
  difficoltà.
   Oggi  venirci  a  raccontare di  già siamo in zona arancione,  non
  potrà  fare diversamente il presidente Musumeci, quindi  non  siete
  riusciti ad esercitare un ruolo con Musumeci nel momento che andava
  esercitato, ora non veniamo a raccontare barzellette con gli ordini
  del giorno.
   I  vaccini. Cosa può fare Musumeci, ma si può spogliare nudo  come
  qualcuno  faceva in quest'Aula, può fare una serie di pernacchie  a
  Conte, come qualcuno ha fatto nei confronti di Musumeci, cioè  dico
  ma  cosa  deve  fare  Musumeci? La battaglia per  i  vaccini  e  la
  battaglia  dei Governi, la battaglia dell'Europa che hanno  firmato
  una  serie  di  accordi  e stanno lottando e battagliando  affinché
  questi  accordi vengano rispettati. Se vogliamo infilarci anche  su
  questa vicenda, la demagogia, il populismo e gli spot di Musumeci è
  veramente vergognoso, quando non siete riusciti neanche a garantire
  che  quei pochi vaccini non fossero trasmetti, fatti, somministrati
  ai parenti, agli amici.
   Io  ho visto vergogne, io ho assistito a vergogne, il responsabile
  dei vaccini di una città della mia provincia ha pensato a vaccinare
  sua moglie, ha pensato a vaccinare il fidanzato della figlia, e  la
  figlia  era vaccinata perché gli toccava completando il suo  nucleo
  familiare,   viene   sostituito,  viene  messa   un'altra   persona
  responsabile e questa vaccina suo marito. Una vergogna  E' successo
  in tutta la provincia, è successo in altre città, ma è possibile, è
  possibile una cosa del genere?
   Ognuno  di noi esercita un potere, ma io sono sicuro che  come  me
  nessuno di voi si è permesso di cercare scorciatoie, nessuno di voi
  da parlamentare e nessuno di noi ha cercato di farsi un vaccino,  è
  deplorevole  e  la  cosa  più vergognosa è quando  mi  arrivano  le
  telefonate per dirmi ma perché non ti calmi, perché è una vergogna
   I  medici, alcuni medici, alcuni medici non tutti, quelli là bravi
  onesti  noi  li ringraziamo, ma chi ha autorizzato anche  una  sola
  dose  e non minimizziamo, Assessore, e siete arrivati tardi  io  in
  quest'Aula  il  12 di gennaio già urlavo allo scandalo  e  voi  non
  c'eravate;  controllate  bene  i vaccini,  ci  sono  negli  elenchi
  centinaia di persone con scritto altro, dovete avviare una verifica
  a  livello  regionale  ogni giorno, ogni due  giorni  e  verificare
  quando scrivono altro questi dottori perché scrivono altro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Pasquale.


                        Sull'ordine dei lavori

     PRESIDENTE.  Ora  avrebbe  chiesto  di  intervenire  l'onorevole
  Siragusa,  ma mi chiede un attimo la parola l'onorevole  Barbagallo
  sull'ordine dei lavori.

   BARBAGALLO. Grazie Presidente, intervengo sull'ordine  dei  lavori
  perché  ci  è  appena  arrivata  la  convocazione  dalla  Direzione
  nazionale del Partito democratico sulla crisi di Governo  per  oggi
  alle ore16.00. C'è una concomitanza evidente con i lavori dell'Aula
  parlamentare, quindi le chiederemmo la cortesia di spostare  almeno
  anche  di  un'ora  soltanto  la convocazione  di  oggi  perché  c'è
  un'evidente  coincidenza con i lavori dell'Aula e,  quindi,  alcuni
  deputati del Gruppo parlamentare non potremmo partecipare ai lavori
  d'Aula.

   PRESIDENTE. Va bene. Allora visto che, ovviamente, non ho  bisogno
  di   fare  la  Conferenza  dei  Capigruppo  sulla  base  di  queste
  motivazioni c'è poco da fare. Però, a questo punto, se  lei  mi  fa
  sapere,   per  evitare  confusione  nell'ordine  dei   lavori,   se
  effettivamente è un'ora la facciamo per le 17.00 altrimenti  meglio
  dire direttamente 17.30.
   Facciamo  17.30  perché ho capito che poi per  le  17.00  dovremmo
  aspettare per cui è inutile.
   Mi   permetto   di  rispondere  a  nome  di  tutti   all'onorevole
  Barbagallo,  per  cui va bene questa richiesta di  rinvio.  Andiamo
  avanti nel dibattito e l'Aula nel pomeriggio sarà convocata per  le
  ore 17.30.

   situazione sanitaria in Sicilia

      Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo sulla
                    situazione sanitaria in Sicilia

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  sarò
  breve  non  porterò via molto tempo. Peraltro, ci siamo confrontati
  spesso,  sia in questa Aula che in Commissione, quindi molte  delle
  cose ce le siamo già dette.
   Una  cosa che le ho sempre detto è sempre quella, la solita,  cioè
  che  non  esiste  il  manuale  della pandemia,  la  gestione  della
  pandemia  anche  se, dopo un anno, qualche capitolo avremmo  dovuto
  cominciare a scriverlo.
   Esiste però un manuale che, invece, dovremmo conoscere molto bene,
  di  quello  che  sta  succedendo in  questi  giorni,  ovvero  della
  gestione dei furbetti perché in qualsiasi cosa i furbetti  ci  sono
  sempre.  Solo  che  di  solito si tende  sempre  a  minimizzare,  a
  ridurre, a fare passare sotto traccia.
   Io  l'appello  accorato che faccio al Governo  è  che  questo  non
  avvenga.
   Non può essere una decisione soggettiva quella a cui somministrare
  le  dosi  che sono in sovrannumero perché è normale che non bisogna
  sprecare  dosi ma non è normale che queste dosi, anzi è  scandaloso
  ed  è  vergognoso, che queste dosi vengano somministrate ad  amici,
  parenti, sindaci, Assessori e quant'altro.
   E  questa  dovrebbe  anche essere un'aggravante nella  valutazione
  delle  cose.  Il fatto che delle persone elette a qualsiasi  carica
  elettiva  approfittino  di  questa  loro  posizione  per  avere  un
  privilegio  che  non tocca, dovrebbe essere una cosa  che  non  può
  passare sotto traccia.
   E  da  questo  mi aspetto il pugno di ferro da parte del  Governo,
  anche   arrivare   a   non   consentire   la   seconda   dose    di
  somministrazione, proprio fare finire ultime queste persone  perché
  è assolutamente inaccettabile.
   E  proprio  con il riferimento all'altro, vero è che il modulo  di
  compilazione  che arriva è ministeriale, ma potere aggiungere  alla
  voce   altro ,  specificare , e fare scrivere chiaramente per quale
  motivo queste persone  altro  vengono vaccinate, potrebbe essere un
  elemento  che  può  consentire  una  più  veloce,  un  più   celere
  accertamento  di  eventuali  responsabilità  che  poi  certo   sono
  demandate    all'autorità    giudiziaria    e    quant'altro,    ma
  l'amministrazione qualche cosa può fare.
   C'è  una seconda cosa che nella sua relazione non è nemmeno  stata
  tracciata, ma effettivamente spesso passa in secondo piano. Ci sono
  80.832  persone guarite, molte di queste in realtà non sono guarite
  sono   soltanto  negativizzate  perché  molte  di  queste   persone
  continuano ad avere sintomatologie anche importanti che necessitano
  di  visite,  di  cure  e di trattamenti farmaceutici  spesso,  anzi
  sempre, a carico di queste persone.
   Io  chiederei che il Governo si facesse carico di un  percorso  di
  follow  up,  anche  confrontandosi con  il  Governo  nazionale,  di
  esenzioni anche provvisorie per queste persone perché sono  persone
  che  restano malate a tutti gli effetti anche se il Covid lo  hanno
  superato  grazie  alla  negatività,  ma  che  non  possono   essere
  abbandonate,  non possono essere dimenticate e non  possono  essere
  lasciate a casa, peraltro spesso anche nell'impossibilità di potere
  andare  a lavorare, senza avere un codice di malattia a cui potessi
  associare.
   Sono queste le due cose che volevo dirle e spero che il Governo le
  possa mettere in pratica. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Bulla. Ne ha
  facoltà.

   BULLA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, certo che
  in  questo  momento  criticare l'azione di  Governo,  di  qualsiasi
  Assessorato,  sarebbe facile ma bisogna pensare anche che  l'intero
  mondo  si  è trovato impreparato in questo momento, con la pandemia
  Covid.
   Assessore,  le chiedo però di essere concreto nell'azione  che  si
  deve mettere in campo per cercare di evitare che questa pandemia in
  Sicilia possa evolversi in qualche cosa di più negativo.
   Certamente  la  colpa non può essere addebitata a  lei  Assessore,
  occorre anche ricordare che la politica sanitaria, negli ultimi  20
  anni,  in  Italia si è caratterizzata con accorpamenti di ospedali,
  con  tagli di risorse umane, con tagli di risorse che riguardavano,
  appunto, importanti servizi essenziali per la cittadinanza.
   Quindi,  Assessore,  un esempio lampante - e  ne  abbiamo  parlato
  anche  in  privato  -  è  la  medicina  territoriale.  Le  ricordo,
  Assessore,  che c'è un disegno di legge che l'Aula vuole  trattare,
  quindi  la invito con i suoi dirigenti a dare una relazione  perché
  questo  disegno  possa  essere  trattato  in  Aula,  riguarda   gli
  infermieri di famiglia.
   Questo  è  un  elemento  importante perché  potenziare  i  servizi
  territoriali,  potenziare l'ADI, potenziare con gli  infermieri  di
  famiglia  che  sarebbero una figura importante  per  relazionare  i
  medici  di  medicina  di base territoriale,  il  territorio  e  gli
  ospedali nei confronti di soggetti fragili, quali sono appunto  gli
  anziani, oppure i disabili, eviterebbe che in questo modo si  possa
  ricorrere ad interventi ospedalieri.
   L'importante,  Assessore, e concludo nel dire che oggi  la  sanità
  non  può  essere  rappresentata come un business,  ma  occorre  che
  l'impegno,  la professionalità possano dare alternative  ai  nostri
  cittadini e possa essere di supporto per la cura della salute delle
  nostre persone. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Bulla.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
   Se  tutti  fossero bravi come l'onorevole Bulla saremmo  a  posto.
  Anche nei tempi, anche l'onorevole Caputo è stato bravo, veramente.

   CATANZARO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  chi
  mi  conosce  sa  che ho sempre interpretato il ruolo  di  esponente
  dell'opposizione  politica a questo Governo in termini  costruttivi
  con  l'obiettivo  di fare sempre e comunque il  bene  della  nostra
  Terra.
   Oggi, intendo con forza, Assessore, rappresentare le ragioni di un
  dissenso politico, netto e forte rispetto al modo in cui - dal  mio
  punto di vista - è stata gestita fino ad ora l'emergenza sanitaria.
   Certamente,  dobbiamo ricordare tutti che nei mesi drammatici  del
  lockdown  ansia e preoccupazione hanno contraddistinto  un  momento
  della nostra storia che, probabilmente, i nostri figli ricorderanno
  sui libri di scuola.
   Ricorderemo  che quelle sensazioni e quegli stati di  inquietudine
  erano  mitigati dalla consapevolezza che la curva del  contagio  in
  Sicilia fosse la più bassa in Italia e che la nostra Terra sembrava
  essere  in  parte risparmiata seppur dagli effetti  devastanti  del
  virus,  non certo per merito delle scelte adottate fino  allora  da
  questo  Governo.  Ciò  aveva,  ovviamente,  dato  alle  istituzioni
  regionali siciliane la possibilità di lavorare più seriamente  alla
  pianificazione   degli  interventi  di  lotta  contro   il   Covid,
  pianificando,  senza  l'ansia  dell'emergenza  vissuta   da   altre
  Regioni, la fase della ripresa e della fuoriuscita dalla pandemia.
   Oggi, però, possiamo affermare con una profonda amarezza che  quel
  vantaggio  è stato, nei fatti, consumato negativamente a  causa  di
  scelte, per certi versi, schizofreniche adottate da questo Governo.
  Basti  ricordare, a dir poco, la gestione improvvisata delle scelte
  della  realizzazione dei cosiddetti ospedali Covid,  questione  che
  tra mille polemiche, improvvisazioni e contorsioni oggi in tutta la
  Sicilia   diciamo   che   i  ritardi  sono  drammatici   e   stanno
  letteralmente mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale.
   Le  mie,  ovviamente, non sono soltanto parole ma vi porto  esempi
  concreti:  reparto Covid di Ribera, Assessore, solamente adesso  il
  Commissario   attuale   ha   dato  un'evidente   accelerazione   al
  completamento di quei lavori per attrezzare quel reparto, solamente
  in  queste ultime settimane. E appare chiaro che si sono persi mesi
  perché  è  da  marzo  che sapevamo che dovevamo attrezzarci  e  non
  l'abbiamo fatto, anzi penso che non l'avete fatto.
   Ricordo  ancora  nei  mesi  passati che da  questo  scranno  avevo
  chiesto di pensare ad un reparto di malattie infettive e ad uno  di
  pneumologia  per sopperire alle mancanze strutturali  della  sanità
  agrigentina e anche in questo caso l'appello è caduto nel vuoto.
   Ma gli errori non finiscono qui, basti pensare alla totale assenza
  di  misure  di controllo e di vigilanza del territorio  per  tenere
  sotto  controllo la curva del contagio, scongiurando il  potenziale
  diffondersi   del  virus  nei  principali  luoghi  di  aggregazione
  sociale; basti pensare alla gestione irresponsabile e dilettantesca
  della stagione estiva e delle ultime festività natalizie.
   In  ultimo basti pensare all'imbarazzante ping-pong con il Governo
  nazionale  sull'attribuzione dei colori delle emergenze  di  queste
  ultime  settimane che il Governo regionale 48 ore  prima  parla  di
  zona rossa e 48 ore dopo parla di zona arancione.
   Certamente  adesso,  signor  Presidente,  entriamo  in   un   tema
  abbastanza  importante, ci rendiamo conto  che  questo  generi  una
  profonda  confusione  e  destabilizzazione  di  tutto  il   sistema
  sanitario ma è proprio considerato il fallimento di questo operato,
  di questa ragione, che la Regione oggi dovrebbe aprire un confronto
  con  lo  Stato - che come vede oggi, poco fa l'ha detto l'onorevole
  Figuccia,  manca  l'Assessore regionale -; il  tema  della  finanza
  regionale  - al di là della buona volontà dell'assessore Armao,  il
  quale  prova  a  portare a casa qualche risultato privilegiando  la
  politica del compromesso - e il tema del rapporto con lo Stato sono
  le  questioni politiche centrali su cui questo Governo  si  sarebbe
  dovuto qualificare e invece non l'ha fatto.
   Rendiamo  più  sicure  le nostre scuole, perché  non  è  chiudendo
  indiscriminatamente che si risolve il problema della diffusione del
  contagio, rendiamo più sicure le nostre piazze e i nostri luoghi.
   Signor  Presidente,  sto  concludendo. Oggi  è  l'opposizione  che
  giudica  il  suo  operato,  oggi  l'operato  è  all'attenzione  del
  giudizio  della storia; anche lei Assessore sarà ricordato  per  le
  scelte che saprà o non saprà adottare.
   Facciamola più bella la Sicilia ma non con le parole o peggio  con
  uno  slogan,  rendiamo  subito gli ospedali più  efficienti  perché
  l'efficienza è l'unica misura di bellezza degli ospedali. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, colleghi,  Assessore,  mi  sembra  un
  ragionamento surreale quello che stiamo facendo in questo  momento,
  in quest'Aula, in questa mattinata.
   Mi  sembra di tornare indietro di tre mesi, perché in tre mesi non
  è cambiato nulla; tre mesi fa eravamo qui in quest'Aula a discutere
  -  si  parlava  già di zona arancione, eccetera  -  e  oggi  non  è
  cambiato   nulla,  anzi  una  sola  cosa  è  cambiata  e   dobbiamo
  riconoscerla  ufficialmente: è cambiata la  capacità  di  medici  e
  infermieri  di essere resilienti, riescono a curarci  meglio  e  di
  questo dobbiamo fare un plauso ai nostri medici ed infermieri, però
  per il resto nella sanità siciliana non è cambiato nulla.
   La  prima  ondata,  quella di marzo, l'abbiamo  subita  tutti;  il
  vostro  comportamento, il vostro agire è stato  giustificato  dalla
  pandemia che non potevamo riconoscere, nessuno era pronto a reagire
  a quella, poi c'è stata la seconda ondata, quella di novembre, però
  avevamo  avuto  nel frattempo un'intera estate per mettere  riparo,
  per  mettere  le  pezze  dove c'erano i buchi,  di  sistemare  quei
  problemi che la sanità siciliana ha.
   Non  l'avete fatto, ci siamo trovati in zona arancione e io voglio
  ricordare  a  tutti che, in quei giorni, con quei numeri  che  sono
  quasi sovrapponibili a quelli di oggi, allora, lei Assessore  e  il
  Presidente  sbraitavate  contro  quell'iniqua  scelta  del  Governo
  nazionale  che ci aveva messo in zona arancione e stava  affossando
  noi  siciliani. Oggi, con gli stessi numeri, avete chiesto la  zona
  rossa, mentre un DPCM già prevedeva che era possibile fare le  zone
  rosse  comune per comune, che era forse la cosa più opportuna visto
  che da un comune all'altro ci sono differenze abissali.
   Ebbene,  non  è  cambiato nulla, in pratica, e non  sono  cambiati
  neanche i discorsi in quest'Aula quando parlavamo qualche mese  fa,
  due  mesi e mezzo fa, discutevamo della mozione di sfiducia  a  lei
  Assessore, abbiamo usato gli stessi argomenti, e li stiamo  usando,
  poco fa chi mi ha preceduto ha detto le stesse cose, non è cambiato
  nulla.
   Forse è cambiato qualche cosa, avete peggiorato qualcosina perché,
  nel frattempo, sono arrivati altri problemi, altri problemi che non
  avete  saputo governare. I fenomeni di questo tipo vanno governati,
  bisogna  saperli guidare e l'esperienza l'avete già fatta,  l'avete
  già fatta con una seconda ondata.
   Adesso  c'è  stato  il  problema dei  vaccini.  Vaccini  che  sono
  arrivati  il  6,  per  la  befana, per alcuni  medici,  per  alcuni
  dirigenti  delle  ASP sono sembrati:  è arrivata la  befana  con  i
  regali allora dobbiamo anche noi diffondere questi regali' e uno su
  quattro  di questi vaccini sono andati a finire a persone  che  non
  avevano diritto.
   Ma  questa cosa, cosa significa? L'ha detto il suo Presidente,  il
  Presidente  Musumeci, che a Petralia Sottana,  uno  su  quattro,  i
  vaccini  non  sono  andati alle persone che erano  in  elenco,  che
  dovevano  prenderlo. Ma questa è stata una strenna della befana,  e
  va  bene, ma non va bene, perché quei vaccini che sono andati a chi
  non aveva diritto, sono vaccini in meno a quelle persone che devono
  salvarci.
   Prima,  è una regola generale, e io mi sento in un déjà vu, perché
  sto  ripetendo  le  stesse cose che ho detto i  primi  di  dicembre
  nell'occasione  della sfiducia a lei Assessore. La stessa  identica
  cosa.
   I  vaccini  vanno dati, vanno fatti, noi dobbiamo prima proteggere
  chi  ci  deve salvare. Quei vaccini sono stati fatti a persone  che
  non  dovevano salvare le persone togliendoli a medici ed infermieri
  che  è importante che non si ammalino, era una protezione, era  una
  barriera. Questa è la cosa scandalosa, la cosa vergognosa,  che  ci
  sono adesso delle persone che non sono protette.
   Un'altra  cosa,  non  è  cambiata la vostra  inazione,  la  vostra
  mancata  capacità di reagire prontamente agli eventi. Il 6 arrivano
  i  vaccini,  la  prima circolare con la quale date  l'elenco  delle
  priorità, arriva dopo 10 giorni, dopo 10 giorni.
   Cos'è  cambiato?  Allora non avete imparato  dagli  stessi  errori
  commessi durante la seconda ondata. Assessore, prima che arrivi una
  quarta ondata, siamo nella terza, la prego, svegliatevi

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne
  ha facoltà.

   CAPPELLO.  Presidente,  Assessore,  colleghi,  intanto  desideravo
  porgere  la  mia  solidarietà  nei confronti  dell'assessore  Razza
  perché capisco che, in questo momento, governare il processo  della
  lotta  al Covid, accanto a un Presidente della Regione che utilizza
  questa  lotta al Covid solo ed esclusivamente ai fini del consenso,
  contraddicendo  se  stesso nelle varie  fasi  di  questa  lotta  al
  contagio, non dev'essere facile.
   Partiamo  da  un  dato che lei oggi ci ha fornito:  6.170  persone
  assunte per la lotta al contagio. Abbiamo un esercito intero  e  di
  una  sanità parallela a quella ordinaria che si occupa della  lotta
  al contagio, eppure oggi siamo in zona rossa.
   Evidentemente, qualcosa continua a non funzionare e il sistema che
  avete  messo in opera, sostanzialmente, è sempre punto  e  a  capo.
  Tracciamento, monitoraggio, sorveglianza, non funzionano.
   La  lotta al Covid non funziona per il sistema che avete messo  in
  opera  perché, evidentemente, non riuscite a controllare i contagi.
  Eppure, ripeto, avete messo su un esercito di operatori sanitari ai
  quali  siamo grati per il lavoro che stanno svolgendo, ma  la  zona
  nella quale siamo piombati è quella rossa.
   Beh, il presidente Musumeci continua a dare la colpa ai cittadini,
  a  quella  porzione  minore di irresponsabili  che,  evidentemente,
  viola le regole. Ma non credo che possa essere solo colpa di quella
  porzione  di  cittadini  siciliani che  viola  la  regola.  Qua  il
  problema è di sistema.
   Assessore  Razza, vorremmo che questo Governo, e  lei  in  primis,
  foste  più coraggiosi. Il DPCM, all'articolo 2 e 3, stabilisce  che
  il  Presidente  della Regione, in concorso con  il  Ministro  della
  salute, possa stabilire anche quali siano le zone della Regione che
  possano  essere esentate dalle restrizioni. In poche parole  quello
  che il Movimento Cinque Stelle ha cercato di suggerirvi, perché non
  sempre  gli  atti  ispettivi  che proponiamo  vogliono  essere  una
  critica  nei  confronti di questo Assessore e di questo Presidente,
  ma vogliono anche essere una mano tesa. Noi non riusciamo ancora  a
  capire  perché  se  fosse  vero  che  una  minoranza  di  siciliani
  determina quello che sostiene il Presidente della Regione, cioè  la
  zona  rossa  in Sicilia, debbono pagarla anche tutto il  resto  dei
  siciliani.
     La  Sicilia, Assessore, è formata da 390 comuni, eppure  sino  a
  qualche  tempo fa, prima che entrassimo nuovamente in  zona  rossa,
  soltanto  10 comuni erano stati dichiarati zona rossa e altri  due,
  Catania  e  Palermo,  il Presidente non ha  avuto  il  coraggio  di
  dichiararli zona rossa.
   In  fin  dei  conti la metà della popolazione si trova nelle  aree
  metropolitane e l'altra metà nella stragrande parte del  territorio
  siciliano,  eppure  anche quelle parti dove il  contagio  è  basso,
  subiscono  le stesse restrizioni di quelle parti dove il sistema  è
  saltato  e  quindi l'RT è alto e quindi è necessario imporre  delle
  restrizioni.
   E,  allora, mettetevi nei panni di quegli operatori economici  che
  non  ce la fanno più, mettetevi nei panni di quei siciliani che non
  ce la fanno più e che sono stanchi, agite in concorso con lo Stato.
  Lo  Stato  questa  possibilità ve la dà, ma  dovete  concordarla  e
  dovete  farlo  in  maniera onesta perché ciò che  ci  sta  portando
  ancora  indietro  è  questa sua voglia,  questa  vostra  voglia  di
  mettere tutta la polvere sotto il tappeto e di legarlo.
   E,  allora, Assessore noi abbiamo 6.170 unità dedicate al Covid  e
  una  sanità ordinaria che langue perché la verità è che oggi se non
  sei  malato di Covid non puoi curarti perché le carenze di organico
  sono  rimaste, ancora una volta, quelle che erano e sul quel fronte
  la  Regione  poco o nulla, purtroppo, per i pazienti siciliani,  ha
  fatto.
   Non  ho  molto  tempo,  quindi  devo  concludere.  Assessore,  noi
  pretendiamo nei confronti dei furbetti che oggi si sono  vaccinati,
  come  ha  detto il mio collega Siragusa, il pugno duro perché  ogni
  dose  che  è  stata somministrata a chi non ne aveva diritto  è  un
  operatore sanitario in meno che abbiamo vaccinato, è una  vita  che
  poteva essere salvata.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cappello. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Grazie,  Presidente. Buongiorno Assessore,  colleghi  e
  cittadini  siciliani. Signor Presidente, oggi sono sconcertato  per
  due  questioni. Innanzitutto, e senza voler mancare di rispetto per
  l'assenza  del  presidente Musumeci, però non dobbiamo  dimenticare
  che lui è il Commissario delegato per l'emergenza Covid, quindi nel
  momento  in  cui  si  parla  di Covid sarebbe  stato  bene  che  il
  Presidente fosse stato seduto accanto al suo Assessore alla sanità.
   In secondo luogo sono alquanto sconcertato per la serenità con cui
  l'assessore  Razza snocciola dati positivi, quasi  che  in  Sicilia
  problemi non ve ne fossero. Sono sconcertato dalla serenità con cui
  tratta  il  dato delle vaccinazioni anomale, come se il  fatto  che
  determinate  cose  succedono in altre Regioni rivelasse  quasi  una
  consuetudine accettabile, quando, invece, questo è un fenomeno  che
  va  condannato con fermezza, con rigore, con determinazione. Perché
  poteva essere evitato. Poteva essere evitato emanando una circolare
  per  tempo,  che  prevedesse ed indicasse - anche all'indomani  del
  primo  fatto  -  ti  rendi  conto che c'è un  problema,  emani  una
  circolare  e dici  signori cari, se avanzano delle dosi  le  dovete
  gestire in questa maniera .
   Perché  è  nell'incertezza che, poi, s'insinua  il  malaffare,  la
  convenienza, il favore, l'ammiccamento. E, quindi, il tema qual  è?
  Quando c'è un'epidemia non si possono evitare i problemi, però, una
  volta che li incontri, ti puoi adoperare per risolverli.
   Se,  poi, addirittura, fai qualcosa per prevenirli, questo diventa
  quasi premiale in questa Regione.
   Il  tema  è  che ci sono migliaia, decine di migliaia di  famiglie
  costrette  ingiustamente agli arresti domiciliari senza alcun  tipo
  di  assistenza, perché era prevedibile, anzi era stato previsto, lo
  avevamo  denunciato tante volta in Commissione sanità, che  le  ASP
  non fossero in grado, non avevano le risorse umane, non avevano  le
  risorse  economiche per gestire tutti i soggetti che  si  sarebbero
  contagiati,   che   sono,  poi,  l'effetto  di  una   carenza   nel
  tracciamento del monitoraggio.
   Ci  si sarebbe già potuto pensare durante l'estate, o a settembre,
  ad   iniziare  a  rafforzare  questo  personale,  anche  di  natura
  amministrativa, che avesse il compito di chiamare  le  persone  che
  stavano  a casa, sapere come stessero, chiedere se avevano  bisogno
  di   aver   presa  la  spazzatura,  come  procedeva  la   malattia,
  l'evolversi.
   Tutto   questo   avrebbe  evitato  l'aggravarsi   di   determinate
  condizioni  cliniche  che,  poi,  hanno  portato  ad  intasare  gli
  ospedali.
   Se  gli  ospedali sono intasati è anche perché abbiamo subito  una
  percentuale mostruosa di ricoveri, che erano evitabili con le  cure
  domiciliari.
   E  qua  viene anche la carenza di prevenzione, perché se  avessimo
  portato in Aula, se fosse arrivata la relazione, che chiediamo,  in
  Aula,  in Commissione, anche sull'infermiere di famiglia, assessore
  -  che non arriva dall'assessorato nonostante tanti input provenuti
  dalla  Commissione  -  avremmo  avuto  centinaia  di  risorse   sul
  territorio, risorse competenti e professionali.
   A  Messina c'è l'ira di Dio, c'è una confusione che non si  è  mai
  vista, non solo per il Covid.
   C'è un sindaco che produce ordinanze su ordinanze, un prefetto che
  rimanda all'assessorato la valutazione sulla legittimità di  quelle
  ordinanze, un assessorato  che se ne lava le mani e fa finta di non
  vedere,  un Presidente che è a fasi alterne - un giorno  chiede  la
  zona  arancione,  un giorno chiede la zona rossa, poi  dice  magari
  mischiamo  i  due  colori e viene fuori il  giallo,  poi  s'inventa
   proviamo a confiscare i vaccini così risolviamo il problema  delle
  vaccinazioni,  poi,  magari, prendiamo, invadiamo  pure  due  Paesi
  stranieri, gli sequestriamo le fabbriche e le risorse. Forse  crede
  di giocare a Risiko?
   Mi  auguro  che nessuno proponga di invadere l'Etiopia, magari  ci
  fosse qualche risorsa per fare i vaccini
   Non va bene, non va bene, Presidente. Serve serietà. Noi chiediamo
  serietà, prevenzione, organizzazione. Non possiamo evitare  che  il
  Covid  faccia  vittime,  però possiamo,  quanto  meno,  gestire  il
  problema.
   E  concludo  su una questione: stiamo pagando un prezzo  altissimo
  anche  a  livello di prestazioni ordinarie. La mancata  separazione
  degli   ospedali,  la  mancata  separazione  dei  percorsi   stanno
  producendo ...

   PRESIDENTE.  Le  chiedo scusa, onorevole De Luca,  se  non  faccio
  così   ho  capito, il Parlamento ha delle regole, se va  in  Europa
  manco l'avvertono che le chiudono il microfono.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori  e
  cittadini  che  ci  seguono  da  casa,  ho  ascoltato  l'intervento
  dell'assessore  Razza su tutta una serie di dati  che  ha  fornito.
  Certo,  mi  sarei  aspettato  qualche precisazione  puntuale  sulla
  situazione  che  viviamo  in provincia di Messina,  una  situazione
  disarmante e disastrosa sotto ogni punto di vista.
   E  vede, assessore, io non voglio parlarle qui dei posti letto che
  a  Messina  non  si sa se ci sono o se non ci sono,  del  Covid  di
  Barcellona,  in cui abbiamo silurato la dottoressa La Guidara,  per
  poi  nei  giorni  scorsi  integrarla, e non  si  capisce  cosa  sia
  successo, chi abbia torto o chi abbia ragione, perché non riusciamo
  ad   individuare  nessun  responsabile,  però,  nel  frattempo   da
  Barcellona  l'abbiamo  portata  a  Lipari,  e  nei  giorni   scorsi
  l'abbiamo  fatta  ritornare  al suo  posto,  come  se  nulla  fosse
  successo, quando tutti i Tg nazionali ne hanno parlato.
   Non  voglio  parlarle neanche della questione inerenti i  tamponi.
  Cito  un  dato  su tutti: i tamponi, tremilacentoventinove  tamponi
  fatti  tra novembre e dicembre, sono stati caricati solo a gennaio.
  Questo,  capisce bene, assessore, che non consente il tracciamento,
  e non consente nulla. E' un'assurdità pazzesca. Comunicazione fatta
  dal Commissario da lei nominata il 4 di gennaio.
   Non  voglio  parlarle della gente che è abbandonata a  se  stessa,
  ormai,  intere  settimane  senza sapere  gli  esiti,  senza  sapere
  risultati, senza sapere cosa deve fare.
   Non  voglio parlarle neanche del mancato tracciamento dei contagi,
  perché  è  chiaro  che nel momento in cui passa una  settimana  per
  poter  fare il tampone, e un'altra settimana passa per potere avere
  il  risultato,  e  quindi, l'esito del tampone due settimane.  Lei,
  assessore, scuote la testa, ma le garantisco che è così. A  Messina
  città  le  garantisco che tutt'oggi è così, ma basta  semplicemente
  aprire Facebook e leggere il commento o la riflessione di qualunque
  cittadino,   non  è  così  nel  mio  comune,  devo   dire,   perché
  fortunatamente  con  l'Usca, lo sto facendo. Io  parlo  di  Messina
  città. A Messina città si attende una settimana per fare il tampone
  ed  una settimana per avere il risultato, quindici giorni, mi  dica
  lei, che tracciamento si può fare
   Non voglio parlarle neanche della questione dei rifiuti, perché  i
  cumuli  di  rifiuti che le persone che hanno avuto la  sfortuna  di
  contrarre  il Covid si sono ritrovate, e si ritrovano  tutt'ora  in
  casa,  sono imbarazzanti sotto tutti i punti di vista, e  l'Asp  di
  questo  non se n'è mai occupata, se non con una nota dove  dice  ai
  comuni:  organizzatevi .
   Certo, assessore, io mi sarei aspettato una riflessione importante
  da  parte sua su quello che ormai è noto come  il caso Messina', un
  caso   in  cui,  ripeto,  la  confusione  regna  sovrana,  ma   non
  s'individua  nessun tipo di responsabilità da parte di  alcuno.  E'
  stata nominata una Commissione che sta svolgendo delle indagini, ma
  non  abbiamo  nessuna  risultanza, e lei non riferisce  nessuna  in
  merito a quelle che sono le risultanze di questa Commissione.
   Sono  state fatte delle controdeduzioni, e lei tutt'oggi,  ancora,
  non  ci  sta riferendo nulla in merito a queste controdeduzioni  da
  parte  del Direttore generale La Paglia, e nel frattempo, però,  la
  situazione  a Messina non cambia  Perché, veda, non è che  io  sono
  interessato  a  chi  ha sbagliato o perché ha  sbagliato.  Io  sono
  interessato  a  far sì che in provincia di Messina tutto  funzioni,
  non  dico  alla normalità, ma quanto meno con un minimo di dignità,
  perché oggi la situazione a Messina è catastrofica
   E,  veda,  assessore, continua ad esserci all'Asp di  Messina  una
  guerra pazzesca. Oggi l'ennesimo articolo sulla Gazzetta del Sud in
  cui  si  parla  di  un appalto di dieci milioni,  citato  mesi  fa,
  qualche  mese fa dal Direttore generale, La Paglia, che  ha  subito
  non si sa quali pressioni. Scopriamo nel frattempo che, però, viene
  sospesa la dottoressa Di Blasi, proprio per questo motivo di questi
  dieci  milioni  di  questo benedetto appalto, nel  frattempo  tutto
  rimane  com'è. Noi continuiamo a silurare, a destra e a  manca,  ma
  vede,  mi  creda assessore, non credo che ai cittadini,  in  questo
  momento,  interessa  silurare tizio piuttosto  che  silurare  Caio.
  Credo,  e  di  questo ne sono fermamente convinto,  che  in  questo
  momento lei, per il ruolo di responsabilità che ha, debba occuparsi
  in  maniera  seria della situazione che vive l'Asp di Messina,  con
  tutta  una  serie  di  provvedimenti  che  possono  consentire   di
  ritornare alla normalità, di avere una normalità perché i cittadini
  questo ci chiedono.
   La  situazione è incontrollabile sotto tutti i punti di vista. Noi
  a  Messina abbiamo un Direttore generale che nomina un delegato con
  una  successiva nomina da parte sua di un Commissario, con  il  suo
  Capo  di Gabinetto che è ancora tuttora presente a Messina. Abbiamo
  un esercito di generali, ma nessuno che svolge i suoi compiti.
   Ecco,  credo,  Assessore, che su questo lei debba riferire,  debba
  darsi  delle  risposte, ma soprattutto dare delle  risposte  che  i
  cittadini  meritano,  perché nel frattempo che  noi  continuiamo  a
  chiacchierare,  a  fare  indagini,  a  cercare  i   colpevoli,   la
  situazione a Messina continua ad essere disastrosa.

   PRESIDENTE. Fantastico  L'avrà provato prima l'intervento   Cinque
  minuti spaccati
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Assessore, colleghi deputati.  Il  caso
   vaccinopoli   è  partito da Scicli, purtroppo, è iniziato  con  la
  nostra  cittadina  ragusana e, poi, è arrivato alla  ribalta  della
  cronaca  nazionale aprendo un vaso di Pandora. Ed adesso,  è  stato
  ripetuto  da  tanti  e  tanti che ogni   una  persona  su  quattro,
  praticamente, si è vaccinata non avente diritto, il  25  per  cento
  circa.
   Assessore,  va bene, poi replicherà, non sono qua per  attaccarla,
  sono  qua per rappresentare una questione sia ai Siciliani  che  al
  Governo.
   Si  è  sempre detto che saremmo usciti da questa pandemia restando
  uniti, rispettando le regole, indossando la mascherina, sanificando
  le   mani,  mantenendo  l'isolamento  domiciliare  nei  periodi  di
  lockdown.  Ed il rispetto delle regole parte anche da una  corretta
  turnazione delle vaccinazioni.
   Ci  sono  delle  fasi, ed io mi aspettavo che, quando  le  aziende
  sanitarie  facevano  gli elenchi degli aventi diritto  al  vaccino,
  mettessero anche delle riserve, e non si trovassero sprovveduti nel
  dover  chiamare, in maniera discrezionale, persone dalla  strada  o
  dalle proprie case, dalle proprie famiglie, per salvare quelle dosi
  di vaccino che avanzavano e non vederle sprecate.
   Ora, io ho letto della sua proposta di non vaccinare chi ha fatto,
  praticamente,  il vaccino senza averne diritto. Sono d'accordo  con
  lei.
   Mi  pongo,  però, un problema: queste persone di fatto  faranno  3
  dosi  di vaccino, quindi, una dose andrà sprecata. Ebbene, che  non
  una sola dose venga pagata dai cittadini siciliani
   Le faccio, quindi, una proposta: chi farà un'altra dose di vaccino
  in più, in seconda battuta, perché andrà in coda agli altri, perché
  ora  si  è  vaccinato  illegittimamente, la paghi  questa  dose  di
  vaccino, sia a pagamento.
   Non  devono essere i siciliani a pagarla, perché i siciliani hanno
  già  pagato. Hanno pagato tutti gli insegnanti di sostegno,  tutti,
  che  potevano  avere  la  priorità rispetto  a  questi,  perché  si
  occupano  di  ragazzi con difficoltà che non riescono a  portare  a
  scuola  le  mascherine, che non riescono a sanificare le mani,  che
  non riescono a mantenere la distanza.
   Hanno  pagato gli operatori ecologici, che vanno nelle case  delle
  persone affette da Covid a rimuovere i rifiuti.
   Hanno  pagato  tutti  coloro che potevano approfittare  di  questo
  vaccino al posto di chi non ne aveva diritto come, per esempio,  le
  persone  anziane ma, anche, e soprattutto quel 75% di  medici,  che
  sono  stati, fino a qualche settimana fa, i nostri eroi in Sicilia,
  ed  ora  sono  diventati dei criminali per la maggior  parte  della
  popolazione
   Ma  stiamo  scherzando?  Io leggo su Facebook    da  medici  senza
  frontiere a medici senza pudore   Non possiamo permettere una  cosa
  del genere.
   Dobbiamo  ristabilire  serietà. Serietà  dentro  le  nostre  unità
  sanitarie, e non dobbiamo più permettere che il buon nome di  tanti
  dottori,  che hanno lottato e ci hanno salvato dalla morte,  adesso
  sia infangato in questo modo.
   Anche io, quindi, come i miei colleghi, sono per il pugno duro.

   PRESIDENTE.  Scusate, colleghi, intanto, visto e  considerato  che
  ora  non  ce  ne sono ancora tantissimi interventi da  fare,  però,
  comunque, non riusciremmo a finire entro le 13.30, ed avendo  avuto
  anche   l'ok  da  parte  dell'assessore  del  Gruppo  del   Partito
  Democratico, continuiamo alle 16.00.
   Quando  smetteremo,  cioè tra un'oretta circa,  anche  meno,  poi,
  continuiamo alle 16.00, anche senza il Partito Democratico che  sta
  facendo  la  sua  direzione, perché tanto i  colleghi  del  Partito
  Democratico che dovevano intervenire sono già intervenuti.   E  noi
  continuiamo in modo che per le 17.00 riusciamo a finire, attendendo
  che torni il Partito Democratico, per le conclusioni dell'onorevole
  Razza.  Mi permetto, quindi, di fare questa modifica senza  bisogno
  di riunirvi, se c'è l'ok da parte di tutti. Benissimo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
   Quindi  alle  16.00 ci si rivede, continuando, per i colleghi,  ne
  mancano   ancora  un  sette,  otto,  per  i  colleghi  che   devono
  intervenire, e poi, in attesa che tornino i colleghi del PD,  diamo
  la  parola  all'Assessore  Razza  per  la  sua  replica,  così  poi
  continuiamo con le normali attività della giornata.
   Prego, onorevole Laccoto.

   LACCOTO.   Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  io
  credo che questo sia un momento molto grave. E' una emergenza e nei
  momenti  di  emergenza le contrapposizioni forti  non  servono.  Io
  credo  che  dovremmo andare tutti all'unisono per risolvere  alcuni
  problemi che ci sono, e sono anche gravi.
   Mi  permetto, Assessore, dal mio punto di vista, dal  mio  piccolo
  osservatorio  anche di Sindaco di un comune che  vive  giornalmente
  quelle  che  sono  le trepidazioni, le ansie, le  preoccupazioni  e
  anche i disguidi che ci sono nei nostri comuni.
   Il primo problema riguarda sicuramente il tracciamento. Sono stati
  fatti  passi  in  avanti,  ma ancora resta purtroppo  un'incompiuta
  rispetto a quelle che sono anche le diverse competenze delle  USCA,
  dei servizi di prevenzione, dell'ASP in generale.
   A   mio   avviso  bisognerebbe  potenziare  anche  i  servizi   di
  prevenzione. Serve sicuramente un supporto per potere  avere  anche
  dei risultati immediati.
   Veda,  noi  siamo una provincia con 108 comuni, e  sicuramente  ci
  sono  delle problematiche che io purtroppo, anche da Sindaco,  vivo
  ogni  giorno. Intanto, come posti di terapia intensiva,  almeno  al
  report del 26 gennaio, noi abbiamo 50 posti di terapia intensiva, e
  sono già occupati 43 posti, almeno questo è il report ufficiale del
  26  gennaio,  e  in più i posti letto. Le faccio un esempio  che  è
  avvenuto  pochi giorni fa. Il 118 porta praticamente due  positivi,
  anche  di  anziana  età, al Pronto Soccorso di un ospedale,  questo
  ospedale  aspettano quattro, cinque ore, dopo dicono  che  non  c'è
  posto  e  li  trasferiscono  in  un  altro  posto,  per  esempio  a
  Barcellona,  dove non c'è nemmeno la terapia né semi  intensiva  né
  intensiva. Purtroppo, questa terapia era stata, i posti letto erano
  stati  programmati, ma non sono stati mai attivati per  le  vicende
  che ben conoscete.
   Io non voglio entrare nel merito di una guerra, ma è chiaro che in
  provincia  di Messina, in questo momento, manca la serenità,  senza
  serenità non si può affrontare una emergenza come questa, e  questo
  è il punto nodale che io voglio rappresentare.
   Noi  abbiamo bisogno all'interno dell'ASP, della Sanità messinese,
  di  una  serenità che possa affrontare le emergenze  che  purtroppo
  ancora ci sono. Non sto qua a fare critiche o a patteggiare per uno
  o  per l'altro, ma sicuramente in queste condizioni non si può  più
  andare  avanti, questo è l'appello che io faccio, Assessore  perché
  stiamo pagando un prezzo troppo alto.
   Capisco  che anche il Commissario nuovo sta cercando di  rimettere
  alcune  cose a posto, però è chiaro che quando ci sono disfunzioni,
  quando  non c'è la possibilità di programmare perché si è  occupati
  su  altri  fronti, quando non c'è la possibilità di  attivarsi  con
  serenità, ma anche con competenza, noi pagheremo uno scotto  che  è
  troppo  forte.  Le  ricordo  che la  provincia  di  Messina  è  una
  provincia  con 108 comuni, che è la terza area metropolitana  della
  Sicilia  e ha bisogno di risposte concrete che possono essere  date
  solo  da  coloro che si occupino affettivamente della medicina  del
  territorio,  della prevenzione, e che lo facciano senza possibilità
  alcuna di guardare a guerre. Le guerre non ci interessano in questo
  momento,  verrà  il  momento di giudicare  l'operato  del  Governo,
  dell'Assessore. In questo momento ci interessa che si  risolvono  i
  problemi.
   Questo  è l'appello che io faccio a lei, ma anche a tutti, viviamo
  una condizione di grande precarietà, grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Laccoto. Facciamo  nostro  il  suo
  appello, quello di risolvere e non di creare guerre che non servono
  a nessuno.
   Onorevoli colleghi, io direi, anche per non fare le cose di corsa,
  dopo  l'intervento dell'onorevole Pullara mancano poi un sette-otto
  interventi, interrompiamo e riprendiamo alle ore 16.00, per come ci
  eravamo detti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo solo per fare alcune precisazioni e devo dire aprire gli
  occhi all'Assessore rispetto ad alcune realtà.
   Non c'è dubbio che dopo una prima fase claudicante nell'affrontare
  l'emergenza Covid seconda ondata, da parte dell'assessorato  e  del
  Governo,   c'è  stato  un  impegno  e  un  accelerazione   notevole
  sull'affrontare e sul determinare le questioni che potevano  essere
  affrontate,  e  dare veramente quelle risposte che potevano  essere
  date  con  attenzione,  con metodo e anche organizzazione,  però  è
  altrettanto  vero, assessore, che la politica da gli indirizzi,  ma
  spesso  questi  purtroppo  non  vengono,  come  dire,  applicati  o
  eseguiti.
   Questa  è  la  parola esatta con la metodica con la quale  gli  si
  richiede,  ma altrettanto è importante con la tempistica assessore.
  Io  ho sentito, devo dire anche dalle parti dell'agrigentino, ma  a
  macchia di leopardo, mi pare in tutta la Regione, che ci sono delle
  carenze  e delle criticità che prima di essere imputate al Governo,
  e  quindi  all'assessore al ramo, onestamente da  ex  dirigente  di
  questo  settore devo fare ammenda e dire che dipendono  soprattutto
  dall'impalcatura  che  oggi in termini sanitari  viene  gestita,  e
  pertanto  assessore  la invito immediatamente  a  procedere  a  una
  verifica  prima  della  fine del mandato, dei  Direttori  generali,
  perché  così  è  previsto  da diciotto  mesi  al  giro  di  boa,  e
  altrettanto  una verifica che è assolutamente più  semplice  per  i
  commissari straordinari, che non hanno un contratto a cui li  lega,
  e  che  oggettivamente si muovono in maniera non allineata  con  la
  tempistica    che   viene,   come   dire,   indicata    da    parte
  dell'assessorato.
   Assessore, questa è una cosa importante, glielo chiedo  perché  la
  maggioranza  che lo sostiene rischia di pagare in termini  politici
  quelli  che sono le scelte di alcuni soggetti che, forse, non  sono
  adeguati  al momento e al ruolo che rivestono. Quindi,  su  questo,
  Assessore,  come parte della maggioranza la invito a  farlo,  anche
  congiuntamente  se  lo  ritiene, con l'input  col  sostegno  ed  ad
  adiuvandum della Commissione  Sanità .
   Un'altra  cosa  che le dico è sui vaccini; pugno  duro,  pugno  di
  ferro  sulla  seconda  dose per i furbetti,  però  attenzione,  non
  spostiamo l'asse in un campo che è quello della salute, ho  sentito
  dire  di  non  fare  la  seconda dose  a  coloro  i  quali  vengono
  classificati  furbetti, su questo assessore una riflessione  io  la
  farei,  perché ci può essere una ricaduta in termini di salute  sul
  soggetto  di  cui non ci possiamo macchiare, allora la persecuzione
  in  termini  giuridici è anche costituirci come  parte  civile  nei
  confronti  di questi soggetti, non solo per pagare il  vaccino,  ma
  proprio  per ripagare la Regione del danno fatto, questa è un'altra
  cosa che le chiedo, e vado alle conclusioni.
   Noi nella scelta  o la borsa o la vita , quando il Coronavirus c'è
  l'ha chiesto, abbiamo scelto la vita, e abbiamo fatto bene ad avere
  un  atteggiamento prudenziale rispetto a richiedere la zona  rossa.
  Forse  oggi, Assessore, alla luce anche dei suoi dati, mi pare  che
  non sia più necessario.
   Ritorniamo  alla  borsa. Però faccio un appello,  e  se  vuole  lo
  condividiamo  con  i colleghi parlamentari di tutte  le  formazioni
  politiche,  non aspettiamo il 31 gennaio. Anche un solo giorno  per
  la  nostra  economia può essere un giorno importante per  i  nostri
  commercianti,  per i nostri artigiani, per gli albergatori,  per  i
  ristoratori.  Se fosse possibile farlo già da domani alla  luce  di
  questi  dati.  Assessore,  so che chiedo  tanto,  però  valutiamolo
  perché non è una cosa da poco.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta fino alle ore 16.00. Alle ore 16.00
  riprenderemo  i  lavori e entro le ore 17.00  chiudiamo  tutto.  Si
  riprenderà con l'intervento dell'onorevole Lentini. L'importante  è
  iniziare puntuali in modo che poi finiamo tutto entro le ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.56, è ripresa alle ore 16.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto che l'Assessore  è  arrivato
  riprendiamo l'argomento di questa mattina.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà. Poi,  a
  seguire gli onorevoli Savarino, Aricò, Amata.

   LENTINI.  Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi, io  volevo
  intervenire  qualche  minuto solo perché,  finalmente,  ci  sono  i
  vaccini  e  quindi,  finalmente, i cittadini, la  comunità,  stiamo
  cercando  tutti  insieme  di rallegrarci  per  questo  bell'evento,
  diciamo,  in dieci mesi abbiamo avuto questa possibilità grazie  ai
  nostri scienziati di creare il vaccino.
   Io  stamattina sentivo interventi contro l'assessore  riguardo  ad
  alcune attività in alcuni posti, in alcune province.
   Io  penso  che rispetto agli strumenti che ha avuto a disposizione
  l'assessore Razza, credo che abbia fatto miracoli perché, vedete, a
  livello  nazionale tanti presidenti delle regioni si sono lamentati
  rispetto  ad  alcune regole che avevano imposto i  DPCM  del  primo
  Ministro Conte.
   Quindi,  affrontare una pandemia da Covid - così feroce  -  non  è
  stato semplicissimo e, quindi, nell'arco di pochissimo tempo,  cosa
  accade?  Accade che immediatamente bisogna rimediare alla  mancanza
  di  medici, alla mancanza di infermieri, alla mancanza di operatori
  socio sanitari.
   Ecco, l'intervento dell'assessore devo dire che, immediatamente la
  sanità, immediatamente il Governo ha assunto più di seimila persone
  e non è cosa semplice, e fatta in pochissimo tempo è riuscita anche
  benissimo.
   Ieri  c'è stato il dibattito sul DDL n. 766 che mi vede come primo
  firmatario,  sull'apertura, finalmente, dei corsi  universitari,  e
  quindi  contro il blocco, perché si è evidenziato veramente  questo
  fabbisogno.
   Quindi,  bisogna,  assessore, fare in  fretta,  bisogna  vaccinare
  tutti  prima  possibile,  ho visto nella sua  relazione  di  questa
  mattina  che  per il primo trimestre ci sono alcune  categorie  che
  saranno  beneficiate dal vaccino. Però, dobbiamo  insistere  perché
  dobbiamo fare arrivare più vaccini possibili.
   Oggi  ho  saputo  attraverso  i  media  che  sono  arrivati  circa
  8.500/9.000  vaccini  che,  immediatamente,  sono  stati  messi   a
  disposizione della cittadinanza.
   Quindi,  adesso  cosa  bisogna fare? Bisogna  intervenire  e  dare
  questo  input  immediato  che, secondo  me,  è  importante  per  lo
  sviluppo della nostra regione.
   Quindi, signor Presidente, sono due le richieste che oggi metto  a
  conoscenza del Parlamento, della Presidenza e del Governo.
   La  prima,  e  lo devo dire con grande umiltà, che  il  Presidente
  dell'Assemblea  per quanto riguarda fatti sociali  è  stato  sempre
  premuroso,  in  particolare tutto quello che riguarda  la  pandemia
  l'ha  affrontato sotto tutti gli aspetti e dando spazio a chiunque.
  E,  quindi,  organizzare,  Presidente, un intervento  immediato  di
  Aula, una seduta d'Aula ad hoc per affrontare il problema non  solo
  pandemico ma in questo momento affrontare pure, a partire  da  ora,
  il  tema dei disoccupati e delle imprese che non ricevendo soldi si
  stanno cancellando tutti e tutti entrano in povertà.
   Quindi,  a  questo  punto, altro che reddito di cittadinanza,  non
  esiste più; qua saremo messi veramente tutti davanti alla gogna.
   La  seconda  cosa,  voglio  che  il Presidente  della  Regione  si
  inserisca  in  un  contesto  forte, mandando  un  input  forte,  un
  messaggio   forte   al   Governo   nazionale   affinché   organizzi
  immediatamente  una  Conferenza Stato-Regione  che  possa  mettere,
  finalmente, a conoscenza del problema reale di cui soffre  l'Italia
  meridionale e non solo e la Sicilia in particolare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, io stamattina ho ascoltato con grande
  attenzione  sia l'intervento dell'assessore, che è stato  puntuale,
  mai  polemico, molto asettico, che ha con grande linearità  parlato
  di  quelli  che  sono dati reali, sia numerici che  di  prospettive
  rispetto  anche all' Rt che si prevede possa cambiare nei  prossimi
  giorni,   quindi,  anche  con  un  atteggiamento  di  speranza   ma
  giustificando quella che è stata una scelta di avere anticipato  di
  una   settimana  una  inevitabile  zona  rossa  siciliana,   e   di
  anticiparla  sulla  base di dati che nella  Regione  Siciliana  già
  erano conosciuti.
   Ed  erano conosciuti perché - lo abbiamo visto e a volte ho  avuto
  la  sensazione, stamattina, ascoltando i colleghi che,  forse,  non
  abitiamo  nella  stessa terra di Sicilia - perché,  chi  ha  onestà
  intellettuale, o quantomeno un minimo di attenzione  a  quelli  che
  sono  i  dati  di  contagio della nostra realtà,  dà  all'occhio  e
  abbiamo, sicuramente, tutti notato, se non in mala fede, quello che
  è successo durante le vacanze natalizie.
   L'avere scelto - con una scelta che noi non abbiamo contestato  ma
  che  è stata tutta romana, di alternare zona arancione e zona rossa
  durante le vacanze di Natale, ha reso, probabilmente, nell'opinione
  pubblica  siciliana, abituata a vivere quelle vacanze natalizie  in
  maniera  molto famigliare, in comunità e in comunione, un senso  di
  lassismo.
   Probabilmente,  se in Italia avessero fatto una  scelta  simile  a
  quella che la Merkel, coraggiosamente, ha fatto in Germania, e quei
  quindici  giorni fossero stati utilizzati per una  zona  rossa  più
  forte,  più chiara, più certa, non si sarebbero sentiti autorizzati
  i nostri cittadini siciliani a rompere alcune regole, anche a volte
  per  ignoranza, qualche volta per superficialità, altre  volte  per
  rispetto  di  tradizioni familiari. Rompere quelle  regole  che  ci
  avrebbero dovuto portare ad avere più prudenza.
   Guardando  i dati di contagio e il tracciamento che si sono  fatti
  nei  nostri  comuni  e  nelle nostre realtà locali,  dà  all'occhio
  intere famiglie e nuclei familiari di venti persone compresi figli,
  i  fidanzati  delle figlie e i futuri consuoceri.  Positive  intere
  comunità  di chiese dove dopo la messa, compreso il parroco,  tutti
  insieme  hanno  mangiato  la  pizza.  Positivi  ragazzi  che  hanno
  affittato  i  B&B  interi,  i palazzi  affittati  con  i  B&B,  per
  festeggiare  insieme  il capodanno, poi positivi.  Positivi  interi
  viali,  strade di comuni in cui i vicini di casa hanno  festeggiato
  insieme il capodanno e poi sono risultati tutti positivi.
   Cioè  è  un  dato  quello che non credo possa essere  addebitabile
  all'assessore Razza o a chi per lui, ma un dato che se non  fermato
  subito  con  l'anticipazione  della zona  rossa  sarebbe  diventato
  ancora più difficile da controllare.
   Mi  pare  difficile che i miei colleghi non abbiano notato  quello
  che   invece  a  tutti  noi  è  dato  all'occhio,  il   fatto   che
  positivamente è stato attivato un controllo presso i  porti  e  gli
  aeroporti  per  gli  arrivi in Sicilia proprio durante  le  vacanze
  natalizie  e non oso immaginare se questi 170 mila tamponi  di  cui
  oggi  ci  ha parlato l'assessore Razza fatti in più nello screening
  del  periodo natalizio non fossero stati attivati di sua iniziativa
  dal  Governo  reginale,  quel dato delle  vacanze  di  natale  cosa
  avrebbe portato oggi in Sicilia.
   E  allora,  il  vero  tema oggi, Assessore, è lì,  ha  ragione  il
  collega  Lentini e quanti lo hanno sottolineato, è la  vaccinazione
  perché  noi  usciamo  da questo momento di crisi  al  di  là  delle
  polemiche che penso spesso e troppe volte sono strumentali e di cui
  per fortuna lei oggi non è stato protagonista e mi fa piacere e  mi
  onoro  di essere nel suo stesso movimento e ho anche apprezzato  le
  parole  che  lei  ha rivolto al Ministro Speranza  augurandosi  che
  l'interlocutore  del Governo nazionale possa continuare  ad  essere
  lui  nonostante sia di estrazione politica totalmente diversa dalla
  nostra,  ma  per  serietà,  ecco allora, e  chiudo,  un  attenzione
  particolare  a  quelle  che  sono  le  vaccinazioni  e  anche  alla
  strategia  che  può  vedere protagonista la Sicilia  a  prescindere
  dalle scelte nazionali.
   Quella è la svolta.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà. Poi gli onorevoli Amata, Aricò e Caronia.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  cittadini  che  ci  guardate da casa, bene è  opportuno  in  questo
  momento ricordare che stiamo attraversando un momento storico molto
  difficile  e  purtroppo  la  Sicilia oggi  è  praticamente  rimasta
  l'unica  regione in zona rossa, sperando che dal primo febbraio  le
  determinazioni  future possano condurci verso un  ragionamento  che
  acquisito un considerevole calo della curva dei contagi, fuori  dal
  tormentone  e dal tormento anzi vorrei dire delle feste  natalizie,
  possano  appunto  condurci  in zona arancione  anche  perché,  come
  sappiamo,  già  alcune  misure erano state prese  per  contenere  i
  focolai a livello territoriale nella Regione siciliana individuando
  alcune  zone  rosse  in misura e in ragione  dello  sviluppo  o  di
  focolai  o  di  concentrazioni appunto sul numero  di  abitanti  di
  contagiati.
   E,  pertanto, l'estensione della zona rossa, veramente, a tutta la
  Sicilia  è  sembrata una misura e appare a tutt'oggi una  misura  a
  tutto il territorio regionale veramente di costrizione rispetto  a,
  per  carità  senza dimenticare le criticità e in  numeri  che  sono
  lievitati, senza dimenticare chi oggi è purtroppo negli ospedali  e
  soffre,  ma  altrettanto abbiamo sempre voluto porre  sullo  stesso
  piano o su un piano della medesima importanza anche chi grida e chi
  soffre  oggi  perché ha dovuto chiudere la saracinesca,  perché  ha
  dovuto dire addio alla propria attività imprenditoriale, perché  ha
  dovuto  cessare  la  propria impresa, chi non sa  e  non  può  oggi
  mettere  insieme  il  pasto del pranzo con la  cena  e  sfamare  le
  proprie famiglie.
   Questa  è una situazione drammatica che già i miei colleghi  hanno
  abbondantemente   approfondito  ed  è  stata  eviscerata   e   anzi
  ulteriormente  abbiamo chiesto commissioni su commissioni  e  nella
  commissione  sanità che è preposta appunto a questo approfondimento
  per  capire perché ci sembra sempre di essere ad uno stop  and  go,
  stop  and  go,  mai  una linearità e soprattutto  mai  una  vera  e
  concreta strutturazione di come affrontare il problema dal punto di
  vista   amministrativo,  centrale  e  di  una  accelerazione  anche
  dell'effettiva efficacia delle misure nei vari contesti.
   Cosa  voglio dire? Assessore, lei ha avuto le risorse, il  governo
  regionale ha avuto la possibilità di avere direttive nette, certe e
  chiare  pure su quanti posti di giornalisti si dovessero  nominare,
  tutto  è stato normato, siete stati indirizzati per come affrontare
  la pandemia sul territorio siciliano.
   La  querelle  sul  numero dei posti letto. Ancor più  noi  abbiamo
  visto tutta una serie di criticità nelle città metropolitane  e  io
  voglio  venire  in  particolar modo al tema  che  più  interroga  i
  cittadini  di Messina, della mia città, dove oggi purtroppo  ancora
  il  tema del Covid è diventato tema, ahimé, di querelle politica di
  bassissima lega che si incentra poi sulle personalità, come lei ben
  sa,  del  sindaco attualmente e del direttore dell'Asp La Paglia  e
  praticamente non è pensabile che mentre queste due persone litigano
  su  come  e  chi  avrebbe dovuto fare cosa, noi abbiamo  avuto  uno
  sballamento dei tracciamenti con dati e carte alla mano,  mancavano
  tremila  positivi in un periodo di venti giorni che  l'Asp  avrebbe
  dovuto registrare.
   Noi abbiamo avuto persone rinchiuse in casa con l'impossibilità di
  avere  un  servizio di smaltimento dei rifiuti che sappiamo  essere
  rifiuti  speciali che andavano raccolti tra l'Asp e il  comune.  La
  variabile  tempo,  in  politica, sappiamo  che  ha  una  importanza
  fondamentale.  Altrettanto la variabile tempo  per  chi  oggi  deve
  lavorare,  15 giorni chiusi in casa sono 15 giorni per cui  io  non
  posso  andare a lavorare, 15 giorni chiusi in casa o ancor più  per
  le  imprese di zona rossa, anzi profonda rossa perché a Messina noi
  abbiamo  avuto  misure molto più restrittive,  sono  state  per  le
  nostre imprese messinesi una mannaia in più.
   Ora, di chi è la responsabilità? Io questo vengo a chiedere perché
  non  mi  si può dire che col fatto che noi siamo in attesa  di  una
  determinazione,  assessore mi informa di una commissione  specifica
  per  la questione messinese, non si potrà dire ai messinesi che non
  si sa di chi è la responsabilità di tutto questo, perché a un certo
  punto  hanno  dovuto  subire  una  zona  rossa  rinforzata.  Non  è
  pensabile.  Io alla fine, assessore, voglio da chi è a  capo  della
  gestione delle aziende sanitarie della nostra isola, voglio  sapere
  chi  e  in  che  modo ha sbagliato e dove perché il Covid  non  può
  essere oggetto politicizzato per fare campagna elettorale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  assessore  Razza
  innanzitutto  desidero  ringraziarla  per  la  sensibilità   e   la
  disponibilità  al confronto con il parlamento. Lei  ha  una  delega
  certamente  importante e quotidianamente affronta problematiche  di
  difficile soluzione, in un contesto oggi surreale che è quello  che
  la  pandemia sta determinando, ma allo stesso tempo non  si  è  mai
  sottratto  al  confronto pur sapendo di andare  incontro  spesso  a
  delle  critiche anche assai aspre e certamente anche oggi in questo
  dibattito ciò è avvenuto.
   Invece,  a  mio modo di vedere, sarebbe il momento di un confronto
  fra  tutti  e  di  uno  stare  insieme per  riuscire  veramente  ad
  affrontare e ad uscire da questa difficilissima situazione.
   Nel  merito dell'odierna seduta, cioè la gestione di questa  nuova
  fase dell'epidemia che ha investito la nostra Regione in modo ancor
  purtroppo  più  violento della prima, vede  assessore,  io  ricordo
  alcune  previsioni  fatte  durante  la  prima  ondata  da  eminenti
  scienziati che dicevano  la seconda ondata investirà il sud in modo
  così  violento, con enormi difficoltà per il sistema sanitario  che
  sarà un'ecatombe .
   In  effetti,  la  pressione sul sistema sanitario  è  stata  ed  è
  fortissima,  la  concomitanza di tanti fattori  ha  determinato  un
  aumento esponenziale dei casi, abbiamo avuto anche duemila casi  al
  giorno  eppure,  grazie alla professionalità dei  nostri  operatori
  sanitari,  grazie  al  potenziamento del nostro  sistema  sanitario
  messo  in  campo da questo Governo regionale il nostro  sistema  ha
  retto e continua a reggere.
   Naturalmente la situazione era e resta molto delicata e da qui  la
  domanda:  era  necessario chiedere la zona rossa  per  la  Sicilia,
  sapendo  che  la  stessa avrebbe creato ulteriori restrizioni  alla
  mobilità,  alle attività, alle imprese, alla scuola? La risposta  è
  sì.  Il  trend della curva epidemiologica era esponenziale, serviva
  quindi  un  intervento  drastico, nella consapevolezza  che  questa
  misura  avrebbe creato certamente situazioni di difficoltà e  nella
  consapevolezza  che il protrarsi di questo periodo  di  restrizioni
  orami non è più tollerato e tollerabile per nessuno ma per il  bene
  di  tutti  è necessario riavviare il sistema ma in totale sicurezza
  e, certamente, duemila casi al giorno non ci permettevano di avere,
  di riscontrare quella totale sicurezza.
   Oggi  però, assessore, alla luce dei dati degli ultimi  giorni  ci
  sono  le  condizioni per chiedere e ottenere un passaggio in   zona
  arancione   mantenendo in questo modo alto il livello di  sicurezza
  ma  permettendo  alle  nostre attività di  riprendere  a  lavorare.
  Allora  possiamo  dire  che  tutto va bene,  che  i  problemi  sono
  risolti?
   No,  assessore,  questo  non lo possiamo  assolutamente  dire.  La
  gestione  sanitaria  del territorio attraverso le  Asp,  attraverso
  tutte  le Asp della Sicilia, tutte, è piena di criticità, criticità
  che  la popolazione sente e assorbe sulla propria pelle e chiede  a
  gran  voce che siano superate. Certo, alcune necessitano di  tempo,
  di  interventi  strutturali  ma  altre  invece  possono  essere  di
  immediata risoluzione.
   Per esempio, ho avuto modo di inviare giorni addietro al direttore
  sanitario dell'Asp di Messina una lettera con la quale lo  invitavo
  a dare le necessarie direttive per rendere efficace la disposizione
  con  la  quale i medici di medicina generale supportano il  sistema
  sanitario   attraverso  il  famoso  certificato   liberatorio   dei
  pazienti.  Bene,  assessore,  è  semplicissimo,  basta  dargli   le
  coordinate, le password per reinserirsi nella piattaforma e  quindi
  ogni medico di medicina generale digita il nome del paziente, trova
  lo  storico peraltro del proprio paziente e dà quel certificato  di
  liberatoria  che serve chiaramente a chi a tornare a  lavorare,  ad
  altri  per  poter comunque vivere un attimo più in serenità  e  non
  avere quello stress psicologico di dover restare chiuso in casa.
   Lo stesso, scopro oggi in Aula, ha fatto il collega Caputo quindi,
  assessore,  in  alcuni  interventi  sarebbe  il  caso   di   essere
  assolutamente presente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Lantieri.  Ne  ha
  facoltà.

   LANTIERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  sarò
  veloce  -  come in tutte le mie cose - perché la voglio ringraziare
  per  come  ha affrontato questa problematica che è una problematica
  mondiale  e non era facile con il sistema sanitario che avevamo  in
  Sicilia.
   Possiamo  dire che non ci siamo vergognati questa volta di  essere
  siciliani. La ringrazio per questo.
   Mi  scuso perché stamattina non ho ascoltato la relazione,  volevo
  sottolineare  solamente due cose perché penso che i colleghi  hanno
  detto tutto.
   Volevo  sottolineare di pensare seriamente per chi  deve  fare  il
  vaccino - non so se nella relazione lo ha detto, appunto mi scuso -
  per   i   soggetti  a  rischio,  Assessore,  perché  è   una   cosa
  importantissima.
   Ci  sono queste persone purtroppo che adesso stanno in silenzio ma
  che  soffrono  perché hanno la paura di non sapere quando  potranno
  fare il vaccino.
   Una seconda cosa.
   Ho  saputo  -  ed  è  purtroppo vero -  che  a  Enna,  non  voglio
  evidenziare Enna solo perché è Enna, ma perché nelle altre province
  sono  arrivati i vaccini, mi risulta che ieri a Enna  purtroppo  ci
  doveva  essere  una  consegna, non so  cosa  sia  successo,  non  è
  polemica, ma la volevo informare che non sono arrivate le  dosi  di
  vaccini  che  l'Oasi  di Troina li darà in prestito  all'Umberto  I
  perché hanno fatto una differenziazione.
   E'  importante che i vaccini vengano fatti perché c'era la seconda
  dose,  ma  se può attenzionare la nostra provincia e farsi spiegare
  perché non sono arrivati i vaccini.
   Ripeto,  la  ringrazio  e taccio, di considerare  le  categorie  a
  rischio  con tutto il rispetto per tutti i sanitari, per  le  forze
  dell'ordine, per gli anziani, però subito dopo mettere le categorie
  a rischio - glielo chiedo col cuore, da mamma

   PRESIDENTE.  Dopo  l'onorevole  Arico,  l'onorevole  Catalfamo   e
  abbiamo finito.
   C'era  l'onorevole  Lo  Curto che avevamo chiamato  prima  ma  non
  c'era.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà. O Aricò
  o  Lo  Curto  basta che qualcuno interviene, anche perché  sono  le
  cinque  meno  dieci,  l'Assessore ha chiesto  per  la  sua  replica
  quindici   minuti,   massimo  alle  17.30  dobbiamo   iniziare   la
  discussione sul CAS.
   Restano  gli interventi di Catalfamo, Lo Curto e Aricò; sono  tre,
  ce la dovremmo fare.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, colgo  l'occasione  di  avere  qui
  l'Assessore  Razza  intanto perché non ho rimostranze  da  fare  al
  nostro  Governo e quindi voglio testimoniare la nostra  solidarietà
  alle  azioni che il Governo ha posto in essere per fronteggiare  la
  pandemia.
   Certamente avere dichiarato la zona rossa in Sicilia non  è  stata
  una   scelta  a  cuor  leggero  ed  è  il  frutto  di  tutti   quei
  comportamenti irregolari che sono stati qui stigmatizzati anche  da
  chi  mi  ha preceduto, dall'onorevole Savarino che ne ha ampiamente
  discusso e sui quali evito di soffermarmi anche io.
   Vorrei però approfittare appunto della presenza dell'Assessore per
  evidenziare un problema.
   Un  problema  che  è  stato ripreso anche dai giornali  in  questi
  giorni  perché  mi  sono  fatta promotrice  di  una  iniziativa  di
  comunicazione  che riguarda proprio il rapporto sanità  pubblica  e
  sanità privata e strutture private che lavorano per il pubblico.
   Mi  riferisco al servizio ADI, l'Assistenza Domiciliare  Integrata
  che viene svolta per conto delle ASP e su precisa indicazione degli
  aventi diritto da parte dei competenti distretti sanitari che a ciò
  provvedono  e  che  appunto le strutture private  che  lavorano  in
  convenzione  con  le  ASP forniscono alle persone  presso  il  loro
  domicilio.
   Si  tratta  di assistenza socio-sanitaria ma anche di  prestazioni
  specialistiche,  infermieristiche, logopediche,  di  riabilitazione
  fisioterapica   e   altro   genere   sempre   afferente   al   tema
  dell'assistenza  e  dei livelli di assistenza primaria  che  devono
  essere garantiti.
   Bene, cosa accade da quando c'è l'emergenza Covid? Che per effetto
  della  ricerca  -  e  ieri ne abbiamo parlato  anche  invocando  la
  liberalizzazione delle professioni sanitarie e l'iscrizione  libera
  alle  facoltà di medicina e delle professioni sanitarie - da quando
  c'è  il  Covid  accade  che  infermieri, soprattutto  infermieri  e
  riabilitatori  a  vario  genere, fisioterapisti  eccetera,  vengano
  acquisiti  dall'Asp con contratti ovviamente ben più  favorevoli  a
  quelli  che  la struttura privata, che ha ovviamente un budget  già
  consolidato  in base alla gara che è stata espletata dall'Asp,  per
  pagare i propri fisioterapisti, gli infermieri eccetera, ed  è  una
  sorta di sleale concorrenza contro se stessa che l'Asp fa perché da
  un  lato  assume  gli  infermieri,  il  personale  paramedico,  gli
  specialisti  della  riabilitazione  per  l'emergenza  Covid   nella
  struttura  pubblica,  dall'altro  lato  depaupera  il  privato,  la
  struttura  privata,  l'azienda privata dello stesso  personale  che
  paradossalmente  deve  fare  le  prestazioni  proprio  agli  aventi
  diritto segnalati dalle Asp. E' un po' il cane che si morde la coda
  ed è una situazione assolutamente incresciosa che certamente merita
  tanta attenzione.
   Signor Assessore, io ho presentato nel merito una mozione, che  mi
  auguro  prima o poi verrà discussa in questo Parlamento, che  cerca
  una  soluzione che vuole essere di aiuto, io non so se possa essere
  perseguita   o   perseguibile,   però   sicuramente   vuole   porre
  all'attenzione del Governo il problema, perché il problema esiste e
  noi  non  abbiamo risorse professionali dal cassetto  che  possiamo
  tirare  fuori. Allora ho immaginato una procedura - per  questo  le
  chiedo  poi  il suo parere ovviamente - una procedura che  permetta
  per  esempio  agli  studenti  dell'ultimo  anno  delle  professioni
  sanitarie,  di  poter  essere assunti da queste  strutture  private
  perché  si tratta comunque di prestazioni che devono essere  fatte,
  che  devono essere erogate, perché stiamo parlando di LEA, e quindi
  non  stiamo parlando di cose in aggiunta. Ritengo che questa  possa
  essere una strada di buon senso, così come di buon senso può essere
  la  strada  di potere chiedere di potere fare tornare gli  studenti
  dell'ultimo  anno  delle  università  private  o  delle  università
  straniere  per meglio dire e potremmo impiegarli allo  stesso  modo
  con una formazione come quella, tra virgolette, molto veloce che  è
  stata  fatta  per i medici non specializzati che sono  in  servizio
  presso le Asp.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Mangiacavallo e Foti.

   L'Assemblea ne prende atto.

   situazione sanitaria in Sicilia

      Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo sulla
                    situazione sanitaria in Sicilia

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   non
  possiamo che essere soddisfatti della relazione che questa  mattina
  l'Assessore  Razza  ha  voluto illustrare per  l'ennesima  volta  a
  questo  consesso. Ricordo bene che già da marzo, quando è  iniziata
  la  diffusione  della  pandemia, è  iniziato  anche  il  lock-down,
  quest'Aula ci ha visto protagonisti di numerosi dibattiti che  sono
  serviti ad accrescere sicuramente la consapevolezza del momento che
  stiamo  vivendo.  Non  ultime  le decisioni  del  Presidente  della
  Regione di qualche settimana fa di lavorare affinché la Sicilia  ad
  oggi,  e  speriamo  e  siamo  sicuri non nelle  prossime  giornate,
  venisse  dichiarata zona rossa. E' una decisione molto  importante,
  ritengo  io, che è stata contestata da numerosi deputati di  questo
  Parlamento, ma che io personalmente e tutto il Gruppo di  diventerà
  Bellissima    ha   ritenuto   essenziale   rispetto   all'andamento
  epidemiologico che c'era stato durante le giornate di Natale  e  di
  Capodanno.
   Sappiamo   tutti   e  ho  per  esperienza  di  quanto   mi   viene
  rappresentato soprattutto nella città di Palermo, città  che  vivo,
  che  in  quei  giorni era spesso e volentieri, i cittadini  amavano
  affittare  bed and breakfast, villette, appartamenti,  per  passare
  insieme  le  vacanze  di  Natale e di Capodanno.  Tutto  questo  ha
  comportato  un  rischio  di contagio elevatissimo.  E  pensiamo  ai
  numerosi decessi che, negli ultimi giorni con un range che va da 28
  siciliani a 40, ogni giorno sono deceduti a causa del Covid.
   Io  sono  sicuro  che  la  scelta del  Presidente  della  Regione,
  dell'Assessore  Razza, di indicare una strada al Governo  nazionale
  affinché  potesse  essere indicata e valutata come  zona  rossa  la
  Sicilia,  era la strada giusta in quel momento. Però pensiamo  alle
  attività imprenditoriali che stanno avendo, a causa del Covid,  una
  botta,  un arretramento importante delle loro attività e  del  loro
  fatturato.  Attività che, comunque, sono state messe da  parte  dal
  Governo nazionale perché non si è pensato ai famosi ristori a falli
  arrivare subito e spero che in questo caso possano arrivare  quanto
  prima.  E  ritengo  che questa decisione a ritornare  ad  una  zona
  arancione potrà allievare le sorti di numerosi imprenditori che con
  grande  sacrificio  stanno  cercando  di  portare  avanti  le  loro
  attività.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Il  suo  è  l'ultimo  intervento.  Spero  che   anche
  l'onorevole  Catalfamo  sia  bravo quanto  l'onorevole  Aricò,  nei
  tempi,  e  così diamo subito la parola all'Assessore Razza.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, proverò ad essere anche  più  bravo
  del collega Aricò, anche se effettivamente è difficile
   Signor  Assessore Razza, io non la invidio  Non la invidio  perché
  la  pandemia non era prevista. Non so se nel 2017 quando le è stato
  conferito   questo  incarico  avrebbe  mai  pensato  di  affrontare
  problemi  così  grandi. E io questo glielo sempre detto  in  questi
  mesi.  Apprezzo  lo  sforzo che sta facendo,  insieme  a  tutto  il
  Governo,  per  venire a capo di tutta una serie di  situazioni  che
  sono  in  continua  evoluzione e che, chiaramente,  ci  pongono  di
  fronte,  settimana  dopo  settimana, a delle  criticità.  Perché  è
  innegabile  -  come  ho  sentito giustamente  il  monitoraggio,  la
  tracciatura,  i vaccini che vengono somministrati, a volte  succede
  qualcosa  che  non dovrebbe succedere - sono tutti  problemi  veri,
  reali sui quali bisogna confrontarci.
   Ed  è  giusto ogni tanto venire qui in Aula a fare il punto  della
  situazione. Quello che dovrebbe anche essere giusto è che tutti gli
  input,  tutti gli stimoli, avvenissero con fare costruttivo  e  mai
  con  interessi strumentali o di natura politica. Ahimè  Soprattutto
  nella  mia  provincia, devo dire, che avvengono ogni tanto  episodi
  veramente  imbarazzanti, veramente incresciosi che  non  dovrebbero
  far parte della interlocuzione a livello istituzionale specie su un
  argomento così critico come la pandemia.
   Nell'ottica  di collaborare con lei, signor Assessore    Assessore
  mi può seguire un attimo? Grazie. Nell'ottica della collaborazione,
  come stavo dicendo, come Gruppo parlamentare abbiamo depositato  in
  questi  giorni, un ordine del giorno che è stato anche  numerato  e
  che  è  il  424  perché  riteniamo che  sia  importante  -  laddove
  possibile  - dare una mano di aiuto a tutti gli operatori economici
  che  sono  stati  veramente  penalizzati in  maniera  probabilmente
  eccessiva  con  questa zona rossa estesa su tutto il territorio  in
  maniera incondizionata.
   Riteniamo  che  sia  possibile stabilire  un  ritorno  o  comunque
  impegnarsi  al  fine di arrivare a un ritorno alla zona  arancione,
  magari individuando all'interno del territorio regionale delle zone
  con  maggiore criticità epidemiologiche dove potrebbe  rimanere  la
  zona  rossa.  Anche anticipare di un giorno, di due giorni,  quello
  che  sembra  un  fisiologico ritorno alla zona  arancione  potrebbe
  significare molto per molti siciliani.
   Chiedo  pertanto  che  questo ordine del  giorno  venga  votato  e
  apprezzato  dall'Aula  e  credo che potrebbe  essere  una  risposta
  importante per tante persone.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Catalfamo.  Assessore  Razza,  15
  minuti. Le dò la parola con la speranza che si possa, in un  futuro
  spero   non  lontano  quanto  meno,  potere  fare  finalmente   una
  discussione  sulla sanità quella regolare, quella  normale.  Perché
  non  si parla di altro oramai che di Covid mentre la sanità  non  è
  solo Covid. Ci sono tutta una serie di difficoltà che per colpa del
  Covid  stanno  nascendo sulle altre forme di  malattia  che  invece
  tanti,  tutti  i  siciliani possono avere.  Per  cui  veramente  mi
  piacerebbe  molto potere un giorno dire, finita l'emergenza  Covid,
  vediamo  qual  è  la situazione della sanità siciliana  per  quanto
  riguarda tutto il resto perché credo che sia per il futuro la  cosa
  veramente più importante.
   Prego, Assessore.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  ovviamente  recuperando  le  ultime  riflessioni   della
  presenza  dell'Assemblea, disponibilità massima ad un  ragionamento
  che  poi  è quello che ci porta verso il futuro quando, come  tutti
  speriamo,  quella del Coronavirus sarà una esperienza  che  potremo
  avere lasciato alle nostre spalle. Non quella delle pandemie perché
  il  tema delle pandemie rischia di essere sempre più presente nelle
  vite   di  ognuno  e  quindi  di  dovere  orientare  anche   alcune
  valutazioni,  tanto  dal punto di vista assistenziale,  quanto  dal
  punto di vista strutturale.
   Io, intanto, ringrazio davvero tutti i 22 parlamentari intervenuti
  per  gli  stimoli  importanti che sono  pervenuti  al  dibattito  e
  proverò,  non in una replica vera e propria, perché in molti  degli
  interventi mi sono riconosciuto e quindi in essi, li condivido.  In
  realtà ci sono 3 o 4 questioni che forse meritano meglio chiarite.
   La  prima  di tutte è relativa alla decisione assunta dal  Governo
  della  Regione  di concordare con la cabina di regia  nazionale  la
  individuazione  sul  territorio della Regione  di  una  zona  rossa
  secondo  l'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio  dei
  Ministri  vigenti.  Io  ritengo e, vorrei che  tutti  provassimo  a
  ritenere  quella  decisione,  come  una  decisione  necessaria   ed
  attuale. Necessaria ed attuale su tutto il territorio della Regione
  non  perché  è  una suggestione che proviene da una valutazione  di
  ordine  politico  ma perché all'inizio del nuovo  DPCM,  del  nuovo
  meccanismo  di  monitoraggio c'è stato  un  decreto  legge  che  ha
  individuato una soglia dalla quale fare scaturire la condizione  di
  serenità  massima  sulla diffusione del contagio e  quella  soglia,
  quella  individuata come più adeguata anche alla realizzazione  del
   contact  tracing' è di 50 casi ogni 100 mila abitanti  nell'ultima
  settimana.  Quasi  tutto il territorio della  nostra  Regione,  non
  soltanto  le aree metropolitane, nel momento in cui si  è  avanzata
  quella  richiesta al Governo nazionale ed è stata  condivisa  dalla
  cabina  di  regia dell'Istituto superiore di sanità, si trovava  in
  questa  condizione.  Perché  il  riferimento  non  può  mai  essere
  compiuto  ai pochi giorni antecedenti la decisione proposta  ma  in
  una  valutazione  che possa essere epidemiologicamente  sostenibile
  bisogna tornare almeno indietro di 14 giorni secondo il modello che
  viene offerto dall'Istituto superiore di sanità.
   Ed  allora, se il primo dato ci indicava come necessaria un'azione
  di  contenimento del contagio il secondo ci ha messo  probabilmente
  in  sicurezza e se tutto dovesse procedere come noi auspichiamo  ci
  potrà consentire di uscire dalla zona rossa al giorno 31, alla fine
  di  questo  mese.  Perché  anche qui, il  meccanismo  previsto  dal
  decreto del Ministro Speranza che ha sostituito il decreto  del  30
  aprile  è  un meccanismo obbligatorio e stabilisce che  quando  nel
  territorio della Regione l'indice Rt supera il valore di 2,5 punti,
  la zona rossa non è una decisione, è una scelta imposta dal modello
  condiviso  tra  lo Stato e le Regioni e deve durare  almeno  per  3
  settimane.
   Quindi,  proviamo a ragionare nel concreto dei fatti e  non  nella
  loro  auspicabile  suggestione. Se non si fosse  condiviso  con  il
  Governo  nazionale quel provvedimento, la settimana antecedente  al
  superamento  dell'indice Rt, che come sapete è stato di  2.7  punti
  percentuali la scorsa settimana, noi la paralisi della  zona  rossa
  non l'avremmo, ragionevolmente avuta, come speriamo di avere fino a
  giorno 31, ma l'avremmo avuta sul tutto il territorio della Regione
  per  le  tre settimane successive a quelle all'inizio, che  sarebbe
  stato individuato da questo lunedì.
   Invece,  le due decisioni che sono state concordate, nella  logica
  della  leale collaborazione tra lo Stato e la Regione,  sono  state
  legate  all'anticipazione della zona arancione, la prima  settimana
  dopo  il  monitoraggio, perché noi avevamo un indice Rt di  0,98  e
  anche  in quel caso, abbiamo condiviso con lo Stato l'anticipazione
  della zona arancione e poi l'anticipazione della zona rossa.
   Quelle tre settimane ci hanno consentito, di vedere raffreddare la
  curva,  così come oggi la stiamo vedendo raffreddare, di continuare
  a  tenere piatta la curva dell'ospedalizzazione dei diversi livelli
  di  intensità di cura, ma soprattutto di individuare, come prognosi
  possibile di una graduale riapertura, la fine del mese di gennaio e
  non la fine del mese di febbraio.
   Se   questo  inquadramento  è  non  affidato  ad  una  valutazione
  personale  ma  se questo inquadramento è affidato alla  logica  dei
  numeri, per come voi stessi li potete andare a vedere, nella logica
  degli  open  data   sui  report che vengono pubblicati  dai  report
  dell'Istituto  Superiore di Sanità, tutto  si  può  dire  anche  in
  questo caso, tranne che le decisioni del governo sono state assunte
  tardive  o  sono state sovrabbondanti, rispetto all'esigenze  e  ai
  fabbisogni  del  nostro  territorio,  perché  invece  è   vero   il
  contrario. Le decisioni del Governo sono state tempestive  e  hanno
  risposto  a  una  logica di doppio fabbisogno,  sia  sanitario  che
  economico;  sanitario perché hanno raffreddato la curva,  economico
  perché,  probabilmente, consentiranno qualche giorno prima a  tante
  imprese del nostro territorio, di potere aprire.
   La  seconda  delle questioni che viene affrontata  è  legata  alla
  prontezza di attivismo, alcuni hanno detto:  il dibattito  che  noi
  oggi  andiamo  compiere,  sembra lo  stesso  dibattito,  di  alcune
  settimane   fa , non soltanto, quando si è discussa la  mozione  di
  censura al sottoscritto ma anche nelle altre interlocuzioni che  ci
  sono  state, tanto con la Commissione VI, che ringrazio sempre  per
  tutte  le  occasioni di confronto, quanto con  l'Aula  con  la  sua
  totalità, quando mi è stato chiesto di essere presente e io  sempre
  lo sono stato.
   Anche sotto questo profilo è molto complicato sostenere che noi si
  sia  in  ritardo sull'adeguamento strutturale come anche ho  potuto
  sentire  da  parte di alcuni interventi se proprio,  l'Ufficio  del
  Commissario  nazionale all'emergenza Covid  nei  giorni  scorsi  ha
  diramato  il  piano  di attuazione delle terapie  intensive  e  sub
  intensive,  come  risultante dall'art. 2 del decreto   crescita'  e
  vede  la Sicilia, prima regione in Italia per il numero di attività
  già  contrattualizzate  e di cantieri aperti.  Certo  alcune  delle
  iniziative,  si dirà potevano essere assunte, anche  prima,  ma  la
  lettura  dell'art.  2  non tradisce smentita  e  purtroppo  non  la
  tradisce né alcune settimane fa quando ne abbiamo parlato  né  oggi
  quando ne stiamo riparlando.
   Se  l'articolo 2 affidava il potenziamento della rete  ospedaliera
  non  alla  Regione ma al Commissario nazionale e se la delega  alla
  Regione porta la data del 9 di ottobre del 2020 è chiaro che noi  a
  meno   di  90  giorni  abbiamo  approvato  tutti  i  progetti,   71
  interventi, abbiamo contrattualizzato con progetto esecutivo più di
  10  di  questi interventi, contiamo di completare la maggior  parte
  delle  opere  entro il giugno del 2021. Perché poi  dobbiamo  anche
  pensare  di  uscire dalla pandemia. E se pensiamo di  uscire  dalla
  pandemia,  dobbiamo  restituire al nostro sistema  sanitario  delle
  strutture  che  siano  più  forti,  delle  strutture  che   possano
  risolvere alcune criticità di un tempo.
   L'auspicio  è  quello  che  le  strutture  complesse  di  malattie
  infettiva,  dove  non  erano previste,  siano  aperte,  penso  alla
  provincia di Trapani e penso alla provincia di Agrigento.
   E,  se  si è potuto fare un potenziamento della rete delle terapie
  intensive per effetto del nuovo parametro e non lo si poteva fare a
  marzo, come ho sentito dire a qualcuno, per il semplice motivo  che
  il   nuovo   parametro  è  stato  approvato  a  maggio   e   quindi
  difficilmente si poteva immaginare di pensare alla rete più terapie
  intensive  quando  non  c'era  una  norma  di  riferimento  che  lo
  consentisse,  noi  oggi siamo nelle condizioni  di  restituire  una
  rafforzata presenza in terapia intensiva, in terapia sub-intensiva,
  mettere  in  campo  tutte  quelle  azioni  che  danno,  anche,   un
  significato  a  tante strutture ospedaliere delle quali  era  stata
  prevista la chiusura, perché anche su questo dobbiamo fare  un  po'
  di  chiarezza, perché sarebbe stato molto complicato affrontare  la
  gestione  della pandemia se nella lettura stretta e  riduttiva  del
  decreto Balduzzi si fosse andati nella direzione che pure era stata
  immaginata.
   Oggi si parla di rivedere il decreto Balduzzi, non si parla più di
  chiudere  le strutture ospedaliere, ma abbiamo fatto i  dieci  anni
  precedenti  chiudendo gli ospedali e dicendo  che  si  trattava  di
  duplicazioni e che non c'era bisogno di avere strutture ospedaliere
  presenti sul territorio della Regione.
   E non è una valutazione di parte, non si tratta di essere oggi noi
  al  governo  della Regione con una maggioranza di  centro-destra  e
  ieri  negli  stessi banchi dove oggi siamo seduti noi  esserci  una
  maggioranza  di centro-sinistra, perché il decreto Balduzzi  è  del
  2012  e  tutti sono stati costretti a dovere immaginare le  proprie
  reti ospedaliere in quel modello.
   Certo, noi qualche distinzione l'abbiamo fatta perché quando si  è
  trattato  di  decidere, per esempio, se chiudere o riqualificare  o
  rilanciare un ospedale come quello di Barcellona Pozzo di Gotto noi
  abbiamo  fatto  una  scelta diversa, ci siamo  confrontati  con  il
  Ministero,  ma  è marginale nel quadro generale,  non  è  un  fatto
  singolo, o penso alla città di Giarre nella provincia di Catania  o
  il  lavoro  che  si sta facendo oggi su Ribera o su  Marsala,  sono
  tutti  fatti singoli che devono essere, invece, inquadrati  in  una
  strategia  più ampia, in un fatto più condiviso rispetto  al  quale
  non  penso  possano  esserci differenze di  ordine  politico.  C'è,
  invece, bisogno che tutte le attività che siano state programmate e
  previste  poi, materialmente, vengono realizzate, perché quando  il
  Coronavirus  sarà  un  ricordo alle nostre  spalle  si  possa  dire
  almeno: tra mille difficoltà questa esperienza ci ha restituito  un
  sistema  sanitario  più forte sul piano dell'innovazione  digitale,
  più  serrato  dal  punto  di  vista  della  struttura  di  edilizia
  sanitaria,  più  giovane  e  più ricco dal  punto  di  vista  delle
  professionalità.
   Ci siamo già riusciti in questi pochi mesi? No.
   L'obiettivo  è questo, e vi prego di credermi, non è un  obiettivo
  che   si  coglie  nel  senso  dell'appartenenza  e,  quindi,  nella
  distinzione  dei  ruoli,  penso  che  possa  essere  un   obiettivo
  condiviso perché se la nostra regione per tanti anni, sottoposta  a
  piano  di  rientro,  ha avuto grandissime difficoltà,  anche  nella
  selezione  del  personale, a potere mantenere sul territorio  della
  regione  migliaia di professionisti che pure qui si  sono  formati,
  pensare di uscire da questa situazione penso che interessi a tutti.
   Vaccinazioni. Il piano nazionale delle vaccinazioni non può essere
  derogato. Se qualcuno territorialmente pensa di derogare  al  piano
  nazionale delle vaccinazioni, commette un reato.
   Da  questo  punto  di vista non c'è un ritardo,  ho  sentito  dire
  rispetto   alla  prima  iniziativa  di  avvio  della  campagna   di
  vaccinazione  una  circolare ulteriore da  parte  della  Regione  è
  arrivata dieci giorni dopo; non è arrivata dieci giorni dopo perché
  tutta  la fase di preparazione, esattamente come noi abbiamo  avuto
  confronti  continui  con  lo Stato in videoconferenza,  gli  stessi
  confronti   li  abbiamo  avuti  con  tutte  le  aziende   sanitarie
  provinciali  in  un ciclo continuo di attività che ha  visto  tutti
  presenti  e  nessuno  escluso.  È chiaro  che  se  poi  emerge  una
  criticità, il giorno stesso si interviene.
   Io ho la nota con cui il direttore generale dell'Azienda sanitaria
  provinciale  di  Ragusa  ha  rimosso  il  responsabile  del  centro
  vaccinale di Scicli non dopo quattro o cinque giorni, ma lo  stesso
  giorno  in  cui si è avuta notizia di un fatto che  è  grave  ed  è
  increscioso e che meriterà, non soltanto il massimo della  reazione
  dal  punto  di  vista  amministrativo, ma  anche  della  azione  di
  controllo su tutto il territorio. E, lasciate che io vi escluda  un
  dubbio, la indicazione  altro' della piattaforma con riferimento ai
  vaccinati, nella stragrande maggioranza dei casi contiene  soggetti
  che  avevano titolo di essere vaccinati non che non avevano  titolo
  di essere vaccinati.
   Abbiamo  chiesto,  confrontandoci con il  Commissario  Arcuri  che
  venisse   affinata  la  piattaforma  in  maniera  tale  da   potere
  qualificare  meglio,  vi  do  un  esempio,  a  una  interpretazione
  rigorosa nella categoria  altro' sono stati inquadrati gli  autisti
  soccorritori  del  118 che non sono personale  sanitario  in  senso
  medico, infermieristico o operatori socio-sanitari e, quindi,  sono
  stati   inquadrati  nella  categoria   altro'.  Ma   qualcuno   può
  seriamente pensare che chi rischia anche la propria vita ed è stato
  soggetto  ad  enormi  contagi  sulle  ambulanze  possa  non  essere
  destinatario   del  massimo  delle  attenzioni   da   parte   della
  vaccinazione?
   Così come non mi meraviglia se in qualche struttura ospedaliera di
  fronte ad una fase di work in progress - e mi avvio a concludere  -
  vi  sia  stato  il  ricorso al non disperdere le dosi.  Perché  noi
  abbiamo iniziato questa campagna vaccinale con una linea guida  che
  ci  offriva  la possibilità di utilizzare per ogni boccetta  cinque
  dosi,  salvo  poi  scoprire, strada facendo, che ogni  boccetta  ne
  conteneva sei. Ma a me non preoccupa se a dei pazienti over 80  sia
  stata praticata la dose in più.
   A  me  non  preoccupa se per non disperdere le dosi si  sia  fatto
  ricorso  al  personale di protezione civile impegnato nei  drive-in
  dove  si  effettuano  i  tamponi  o  se  si  sia  fatto  ricorso  a
  professionalità  del  servizio pubblico o  incaricati  di  pubblico
  servizio.
   È  una  cosa  diversa da chi, invece, capendo che al terzo  giorno
  rimaneva qualche dose in più ha pensato di vaccinare la moglie,  il
  figlio  o  lo  zio.  In  questi casi, non  è  solo  il  pugno  duro
  indispensabile  ma è indispensabile ogni azione amministrativa  che
  sia adeguata e proporzionale a ciò che è stato determinato sotto il
  profilo  dell'illecito amministrativo. Non intervengo  oltre  sulle
  tante sollecitazioni ricevute anche dal punto di vista del rapporto
  con le amministrazioni locali, con le prefetture, sui controlli.
   È chiaro che, quando si è detto che doveva essere il Governo della
  Regione  ad  effettuare  i controlli territoriali  si  è  detto  un
  qualcosa  che,  inevitabilmente,  non  poteva  essere  e  che   non
  corrisponde  alla  realtà.  Però,  immagino  che  si  volesse  dire
  qualcosa  di  diverso. A meno che da non ritenere  che  nell'ambito
  delle attività di contenimento sanitario possano esservi ricomprese
  le   azioni  di  controllo  che,  invece,  competono  al   Comitato
  provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e, da questo punto
  di  vista,  immagino  che sia una voce del sen fuggita,  mettiamola
  così.
   In  conclusione, ovviamente, ho dato la mia disponibilità  -  l'ho
  detto  all'inizio  -  ad  essere presente  in  VI  Commissione  per
  affrontare   la   questione  messinese,  dell'Azienda   provinciale
  sanitaria  di Messina. Poi per me è fondamentale - lo  dico  perché
  sarà che nella vita faccio l'avvocato, ogni tanto qualcuno dice che
  sono   vittima  della  mia  professionalità,  io  penso  di  essere
  valorizzato nella mia professionalità, anche perché a differenza di
  alcuni ne ho una - il punto è un altro. Ritengo che un procedimento
  amministrativo  vada  affrontato, compiuto e concluso,  nelle  sedi
  amministrative,  perché  il  giorno  in  cui  noi  decidessimo   di
  affrontare questioni estremamente serie, non nelle sedi opportune e
  nel rispetto delle regole previste dalle leggi, ma altrove rispetto
  ad  esse, commetteremmo un gravissimo errore di valutazione. Il che
  vuole dire che i procedimenti vanno conclusi, che vanno conclusi in
  maniera  rapida  e che non appena i procedimenti  sono  conclusi  è
  compito  di  chi ha la responsabilità amministrativa adottare  ogni
  atto  che riterrà giusto e che ritiene giusto. Poi ci sarà la  sede
  politica  e nella sede politica si potrà valutare se gli  atti  che
  sono stati adottati rispondono alle esigenze imposte dalle leggi  e
  dall'opportunità o se invece la valutazione dovesse essere diversa,
  ma  non  mi  si  può chiedere di utilizzare la ragion politica  per
  affrontare questioni amministrative perché se ognuno di  noi  fosse
  disposto  a  fare retrocedere il diritto rispetto ai propri  doveri
  commetterebbe un gravissimo errore che costituirebbe un  precedente
  insopportabile  in  una  democrazia  che  resta  ancora  fortemente
  ancorata allo stato di diritto.

   PRESIDENTE.  Assessore,  non  credo  che  sia  stato  chiesto   di
  rinunciare,  ovviamente, ai diritti per la ragione  politica,  però
  lei  ha  fatto bene a sottolinearlo nel caso in cui ci fosse questo
  dubbio.
   Allora,  colleghi,  alle  17.30  precise  riprendiamo  l'Aula  per
  discutere  la  legge  sul  CAS. Abbiamo,  quindi,  otto  minuti  di
  intervallo.  Potremmo  anche  non farlo,  però  io  oggi  mi  trovo
  purtroppo  senza  Vicepresidenti, quindi anche io ho  bisogno  ogni
  tanto  di  cinque  minuti di intervallo per cui ci  rivediamo  alle
  17.30.
   Assessore Razza, io ho dimenticato gli ordini del giorno e un  mio
  errore  non  può  costare  invece il  lavoro  che  fanno  i  nostri
  deputati. Se lei è d'accordo, li consideriamo tutti accettati  come
  raccomandazione.
   Se  gli  onorevoli colleghi sono d'accordo, li consideriamo  tutti
  accettati come raccomandazione.

   (Gli  ordini del giorno, accettati come raccomandazione, recano  i
  numeri d'ordine 423, 424 e 425)

   La seduta è sospesa e riprenderà fra dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.22, è ripresa alle ore 17.36)

   La seduta è ripresa.


   Seguito  della discussione del disegno di legge  Disposizioni  per
  il Consorzio per le autostrade siciliane  (n. 783/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  mi  sembra  sia  scontato   che
  preleviamo il disegno di legge n. 783/A  sul CAS prima del  disegno
  di legge n. 893/A Stralcio IV.
   Invito, pertanto i componenti la IV Commissione, a prendere  posto
  al  banco  della  Commissione. Come sempre l'onorevole  Savarino  è
  puntualissima e la ringraziamo di questo.
   Onorevole Savarino, su questo si era già rimessa all'Aula  l'altra
  volta?  E'  già  stata  fatta  la  discussione  generale.  Possiamo
  direttamente iniziare. Così ricordo, se anche gli Uffici mi  dicono
  così. In ogni caso se qualcuno vuole intervenire, lo può fare.
   Avevamo fatto solo la relazione, non ricordo. Ci sono interventi?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Poi, dobbiamo velocemente iniziare  la
  valutazione dei vari articoli e la votazione del disegno di legge.

                           (Brusìo in Aula)

   Invito i colleghi sotto il pulpito, onorevole Papale, Assessore  -
  vedo  che l'Assessore Falcone attrae molto la discussione di alcuni
  deputati   - se si mette dall'altra parte in modo da non disturbare
  chi parla in questo momento.

   CRACOLICI. Vorrei l'ascolto dell'Assessore Armao.

   PRESIDENTE. E l'Assessore Armao è lì e lo ascolta certamente.

   CRACOLICI.  La  domanda va fatta a lui perché  questo  disegno  di
  legge  sul CAS vorrei che fosse esplicito che non ci siano  effetti
  collaterali rispetto all'accordo che è stato sottoscritto.
   Non  vorrei  -  stiamo  parlando di  fatto  di  un  ente  pubblico
  economico  che  viene  costituito da una  società  partecipata  con
  effetti

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, il dibattito a due non viene  capito
  da nessuno.

   CRACOLICI.  Assessore Armao, è un consorzio e il consorzio  è  una
  società,  è una forma societaria. Stiamo trasformando un  consorzio
  in ente pubblico economico.
   Mi  rimetto  alla  questione legata all'accordo  Stato-Regione  di
  qualche  giorno fa perché dobbiamo sapere che abbiamo  sottoscritto
  un  accordo che, qualora agiamo in maniera difforme, la conseguenza
  è che si blocca la spalmatura del debito.
   Stiamo  attenti,  parliamo  di cose delicatissime   Verificate  se
  l'accordo  non  contiene  clausole sulle  partecipate  che  possano
  mettere in discussione il senso stesso dell'operazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, la cosa, su cui  interviene  ora
  l'Assessore però vorrei dirle che questa è una norma del Parlamento
  che  era  già incardinata precedentemente. Bisogna anche immaginare
  che  il  Parlamento alcune cose ha deciso di farle e  le  fa.  Poi,
  vediamo che tipo di salvaguardia possiamo avere o prendere rispetto
  all'accordo con lo Stato, però non è che il Governo fa  un  accordo
  con  lo  Stato e il Parlamento fa finta che non esiste più,  perché
  questo non può avvenire.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. La suggestione  dell'onorevole
  Cracolici  mi  consente, ci consente come Governo, di svolgere  gli
  opportuni approfondimenti e le precisazioni in ordine alla  portata
  di  questa trasformazione, di un consorzio fra soggetti pubblici  -
  quindi  un consorzio fra enti pubblici - i consorzi possono  essere
  tra soggetti privati o tra enti pubblici, questo è un consorzio fra
  enti  pubblici. Un consorzio fra enti pubblici potrebbe  essere  un
  consorzio  fra  comuni in un ente pubblico economico.  Proprio  per
  l'attività

                            (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao,  le  chiedo  scusa.  Colleghi,  per
  favore,  siccome l'argomento è delicato ed è difficile comprendere,
  tra  mascherine ed altro si capisce poco, per cui se possiamo  fare
  un  attimo  di  silenzio in modo che ascoltiamo l'Assessore  Armao.
  Prego, Assessore.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Proprio per la natura  giuridica
  che viene ad assumere lo si intende e questo è stato lo spirito che
  ha  animato in particolare l'Assessore Falcone che si è  battuto  e
  potrà  intervenire ovviamente per precisare meglio alcuni  profili,
  si  è  battuto molto per questa trasformazione perché  è  in  gioco
  l'attività  concreta  che svolge il Consorzio,  che  è  un'attività
  sostanzialmente imprenditoriale, poiché - come è noto  -  in  altre
  parti   d'Italia  e  d'Europa,  l'attività  di  costruzione   delle
  autostrade  e  di  gestione  delle  autostrade  è  un'attività   da
  imprenditori.
   La  trasformazione  in ente pubblico economico, altresì,  consente
  sotto  il  profilo  Iva  di gestire più agevolmente  l'attività  di
  fatturazione.  E comunque quello che è importante e  rilevante  che
  qui  intendiamo  sottolineare che in nessun modo  non  solo  questa
  iniziativa  legislativa, ma anche tutte quelle che  ci  saranno  in
  futuro,  hanno  intendimento di aggirare un  impegno  che  è  stato
  assunto con dignità e onore, si potrebbe dire, dal Presidente della
  Regione nei confronti del Presidente del Consiglio e viceversa.
   Quindi, un accordo di leale collaborazione; come voi sapete  siamo
  stati  i  primi a non denigrare, anzi a ritenere che  è  stata  una
  conquista importante seppur gravosa sotto alcuni profili per scelte
  fatte lo scorso anno da altri.
   E  comunque  io  vorrei che si guardassero anche gli  emendamenti.
  Onorevole Cracolici, il terzo comma dell'articolo 2 viene  abrogato
  su  proposta  del  Governo,  cioè il  Governo  stesso  proprio  per
  scongiurare interpretazioni che potrebbero anche latamente condurre
  ad  un aggiramento di quei vincoli che sono stati assunti, il terzo
  comma  viene  direttamente abrogato. Mentre il secondo comma  viene
  riformato   con  l'obiettivo,  da  un  lato  di  non   pregiudicare
  l'attività  che  il  CAS svolge e che deve continuare  a  svolgere,
  perché  se  non  incassa il CAS non vive e dall'altro  di  incedere
  progressivamente verso una più ordinata e organizzata attività  del
  personale  attraverso  la  pianta  organica,  perché  non  si   può
  continuare  ad assumere temporaneamente del personale per  svolgere
  le  attività  senza  una  pianta organica,  un  criterio  serio  di
  sviluppo delle risorse umane.
   Quindi, sotto questo profilo i due emendamenti che sono il 2.8R  -
  Presidente,  mi  sto prendendo la licenza anche di  illustrare  gli
  emendamenti a che intervengo, così ne facciamo due in una -  e  poi
  gli  altri due emendamenti riguardano uno la clausola di invarianza
  proprio  perché  questa trasformazione non  può  generare  costi  a
  carico  del  bilancio  della  Regione in  nessun  modo,  ma  grazie
  all'abrogazione  dell'articolo 2, terzo comma, non può  ingenerarli
  neanche nel CAS.
   Abbiamo  poi  - a che ho preso la parola, così poi non  intervengo
  più  - inserito anche una clausola  che riguarda l'appartamento  di
  Roma,  un immobile a Roma che ha il CAS e che da oltre cinque  anni
  non  è  utilizzato  e  che  passerebbe alla  Regione,  proprio  nel
  rispetto  dell'accordo di Roma, lo trova nella relazione,  entrambi
  gli  emendamenti  che  ho presentato fanno riferimento  all'accordo
  testualmente,   perché   noi  stiamo  conferendo   l'immobile   che
  attualmente  è sede della Regione siciliana a Roma in via  Marghera
  al Fondo Pensioni.
   E'  chiaro che una volta che lo diamo al Fondo Pensioni  o  ce  ne
  andiamo  o  paghiamo  un affitto. A quel punto  incrementeremmo  le
  spese  per  affitti  laddove  non ce  ne  andassimo,  anche  perché
  l'immobile  ormai  è  diventato ridondante,  con  lo  smart-working
  tenere una palazzina intera non corrisponde più alle esigenze della
  Regione  che forse erano valide vent'anni fa o trent'anni fa,  oggi
  non lo sono assolutamente.
   Allora, prendiamo l'immobile di via dei Crociferi, che peraltro  è
  anche allocato vicino alla Camera, alla Presidenza del Consiglio, è
  più  piccolino,  sono  190 metri quadri, dove potremmo  mettere  la
  dotazione di personale necessaria, senza questi numeri così elevati
  e   dall'altro,  però,  con  una  commissione  paritetica  che  tra
  Assessorato dell'economia e DRT e CAS provvederemo ad impinguare la
  dotazione  patrimoniale di un immobile di pari valore in  modo  che
  così  l'equilibrio  patrimoniale del CAS non viene  in  alcun  modo
  pregiudicato.
   Noi  acquisiamo un immobile che ci serve a ridurre i costi e,  nel
  frattempo, conferiamo l'immobile di Via Marghera al Fondo pensioni,
  corrispondendo   ad  una  obbligazione  che  finora   non   abbiamo
  pienamente  osservato. Perché, come voi sapete, siamo debitori  nei
  confronti   del   Fondo  pensioni  e  intendiamo  ripristinare   la
  tempestività dei conferimenti.
   Quindi, grazie signor Presidente, per avermi dato la parola perché
  mi ha consentito non solo di precisare l'intendimento del Governo -
  ripeto, lo si vede dalla relazione di accompagnamento di rispettare
  pienamente l'accordo con il Governo nazionale - ma anche di  andare
  avanti  con  alcune misure proprio volte a ridurre  i  costi  sulla
  gestione della Regione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, siccome l'Assessore ha spiegato pure
  gli emendamenti rispetto ai quali io non mi ero ancora avventurato,
  mi permetto di dire a differenza

   PRESIDENTE.  Mi scusi onorevole Cracolici, scusatemi onorevole  Lo
  Giudice,   onorevole  De  Luca,  non  è  possibile   stare   là   a
  chiacchierare sotto la persona che sta parlando  Onorevole Falcone,
  le  posso chiedere una cortesia? Si metta dall'altro lato  così  se
  c'è  qualcuno  che le deve parlare, evitiamo che sia proprio  sotto
  chi sta parlando dal pulpito. Grazie.

   CRACOLICI. Oppure, onorevole Falcone, se ne vada. Meglio, fuori

   PRESIDENTE. Questa è una sua richiesta, non certamente la mia

   CRACOLICI. Dica la verità, che lo pensava anche lei

   PRESIDENTE. Faccia il suo intervento velocemente.

   CRACOLICI. Gli emendamenti che ha illustrato l'Assessore Armao, mi
  permetto  di  dire,  non  hanno questo fine chiarificatore,  semmai
  introducono qualche elemento di dubbio.
   Primo: cioè noi stiamo dicendo che un ente di diritto pubblico può
  assumere  soggetti che hanno agito con un soggetto privato,  perché
  qui, mentre la norma originaria dice che si possono stabilizzare  i
  lavoratori a tempo determinato con il Consorzio, con la  norma  che
  andiamo  a modificare ampliamo questa platea anche a quei  soggetti
  che  hanno  operato  per  soggetti  privati  per  il  Consorzio  da
  lavoratori precari.
   Quindi,  questo è il secondo comma così come viene  riscritto.  In
  più  si  abroga il terzo comma che è quello che prevede i  concorsi
  per titoli ed esami. Da un lato, stiamo prevedendo una norma che  è
  un  ente  di diritto pubblico; poi abroghiamo la norma che dovrebbe
  dare  senso al fatto che in un ente di diritto pubblico  si  accede
  per titoli ed esami.
   Mi  spieghi  l'Assessore Armao l'utilità di questi emendamenti  se
  non  la  contraddizione che con questi emendamenti si pensa  ad  un
  ente di diritto pubblico, ma si vuole fare un carrozzone alla mercé
  di quello che passa il convento.
   Mi permetto di suggerire al Governo, almeno l'emendamento 2.8R, di
  ritirarlo  per evitare che diventi una delle barzellette di  questo
  Governo.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   dico   che   le   perplessità
  dell'onorevole Cracolici vengono anzi fugate dall'emendamento 2.8R.
   Perché  vengono  fugate? Perché noi partiamo  dalla  verifica  del
  fabbisogno e diciamo qualora all'interno del fabbisogno - che è  un
  fabbisogno   già  stabilito,  lo  stiamo  stabilendo  secondo   una
  dotazione,  una pianta organica - c'è la necessità di  attingere  a
  tempo  determinato  per  un periodo di  tempo  e  sappiamo  che  le
  autostrade  siciliane - le chiamiamo ormai così e spero di  poterle
  chiamare per il futuro così - hanno necessità di aggiungere  alcune
  unità  lavorative per uno specifico motivo, cioè per una  specifica
  funzione che è quella dell'esazione, allora in questo senso diciamo
  che  è  possibile dando priorità. Da che cosa? Attingendo da quelle
  persone che hanno già svolto questo stesso servizio, cioè cerchiamo
  di garantire ma soltanto come attività a tempo determinato.
   Per  quanto riguarda il comma 3 che abbiamo abrogato, è nelle cose
  che un ente pubblico, ancorché economico, debba assumere per titolo
  e  per  esami.  Stiamo  attenti  Poi, ci sono delle  categorie,  le
  categorie più basse o le categorie, diciamo così, che sono protette
  che possono essere assunte soltanto per titoli e non per esami.  Ma
  è altra cosa. Cioè, noi stiamo disciplinando oggi con questa norma,
  anzi è una norma restrittiva, è una norma che mette in salvaguardia
  le  condizioni  del consorzio. Questo, io dico,  stiamo  attenti  e
  valutiamolo  bene, leggiamolo bene e mettiamo nelle  condizioni  un
  ente, finalmente, di non avere più alibi e di potere lavorare  bene
  nell'interesse della Sicilia.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Lo Giudice,  poco
  fa.  Non  so  se  vale  ancora.  Comunque  ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Laccoto.
   Se per favore fate cenno al segretario, onorevole Tamajo, coloro i
  quali intendono intervenire.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  perché  è stato presentato un emendamento al fine di fare giustizia
  rispetto  a chi è andato in pensione. Mi si dice che ci sarebbe  un
  maggiore onere per la Regione. In effetti, il maggiore onere non  è
  per  la Regione ma è per il consorzio che ha tanti contenziosi  con
  coloro  che  sono  andati in pensione. Una norma del  2010  ha,  di
  fatto,   bloccato   questa  situazione.   Io   credo   invece   che
  l'emendamento,  anche  se volete mettere, aggiungere  che  non  c'è
  nessun  onere a carico della Regione fa giustizia rispetto  ad  una
  ingiustizia  che viene fatta nei riguarda del personale attualmente
  in servizio.
    Quindi, io chiedo che venga rimesso questo benedetto emendamento,
  che si possa leggere e che l'Aula comprenda che non si tratta di un
  nuovo carico fatto nei confronti della Regione, bensì del consorzio
  stesso  che  risolve  tra  l'altro diversi contenziosi.  Ecco  cosa
  chiedo, umilmente questo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è  un  tema
  che appassiona e che interessa   tutti perché, come ben sappiamo, è
  stato  oggetto  già nella passata Legislatura della  trasformazione
  del  CAS  in  una  società  per azione e,  quindi,  anche  con  una
  ricapitalizzazione, un aumento di capitali per attirare investitori
  anche  dall'internazionale, era il mio disegno di  legge.  Oggi  la
  necessità di trasformare il CAS in un ente pubblico economico, cioè
  un   consorzio   di  autostrade  che  dobbiamo,  secondo   me,   un
  po'sgombrare il campo dal fatto che possa essere assimilato a delle
  società  partecipate  perché  il  CAS  sostanzialmente  è  un  ente
  pubblico che è stato costituito con una convenzione da parte  dello
  Stato per la gestione delle autostrade.
   Quindi, è asseverato al bilancio  consolidato, ma non alle società
  in house. Quindi questo già sgombra il campo da alcuni equivoci che
  comporterebbero anche il divieto di assumere.
   Qui, a mio avviso, dobbiamo contemperare due esigenze. Da un lato,
  la  salvaguardia  del personale esistente e una volta  che  il  CAS
  diventa  un ente pubblico economico accertato, quindi deve redigere
  un  piano  di  fabbisogno ma accertata la liquidità e,  quindi,  la
  possibilità di potere assumere, essendo un ente che ha la liquidità
  e quindi le risorse proprie può avviare quel piano di fabbisogno ed
  eventualmente  quelle procedure selettive che si dovessero  rendere
  necessarie dal punto di vista di figure tecniche per il reperimento
  di  figure tecniche. Quindi, io tutte queste grandi difficoltà  dal
  punto di vista normativo non le vedo.
   Ritengo  che  oggi  è una buona opportunità perché  evidentemente,
  avendo  il  CAS,  una  sua propria autonomia,  può  tranquillamente
  gestirsi e possiamo evitare tanto personale comandato che  oggi  va
  lì  e  lavora  al  CAS  ed  è  personale  che  viene  sottratto  ai
  dipartimenti  della Regione,  ma nello stesso  tempo  il  piano  di
  fabbisogni lo dovrà redigere, perché è ovvio che dovrà redigere  un
  piano  di  fabbisogni  e una pianta organica come  tutti  gli  enti
  pubblici  e  economici  e,  solo dopo aver  accertato  questo,  può
  procedere alle selezioni, perché naturalmente vi è tutta  la  parte
  del  contenzioso che nella trasformazione resta non più in capo  al
  Dipartimento delle infrastrutture ma al consorzio autostradale.
   Quindi  abrogare, secondo me, completamente l'articolo  3  no,  ma
  modificarlo  - lo sto dicendo all'assessore Armao - modificarlo  in
  questo senso potrebbe essere la soluzione giusta. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, è iscritto a parlare l'onorevole Lo
  Giudice. L'onorevole Lo Giudice che lo aveva chiesto per prima.  Ne
  ha facoltà.

   PRESIDENTE.  Vi  chiedo  scusa, ditelo al Segretario.  L'onorevole
  Barbagallo pure.
   Prego, onorevole Lo Giudice.

   LO   GIUDICE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  intervenire  in merito all'emendamento di riscrittura del  Governo,
  ne avevo presentato uno, ho visto questa riscrittura il 2.8.R.
   Siamo  d'accordo  sulla necessità da parte del CAS  di  ovviamente
  approvare, finalmente, una pianta organica, attraverso quella che è
  una  normale giusta verifica del fabbisogno dell'ente è chiaro però
  che rispetto alla necessità di assumere i cosiddetti stagionali  se
  noi vincoliamo questa cosa alla pianta organica, in pianta organica
  attualmente  o  meglio quella del 2006 ci sono  solo  7  posti.  E'
  chiaro che non saranno mai sufficienti a garantire quelle che  sono
  le  esigenze  perché negli anni il consorzio ha attinto  attraverso
  delle società interinali a tutta una serie di personale.
   Se  vogliamo,  a mio avviso, eliminare questa stortura  e,  quindi
  dare  la  possibilità,  che  effettivamente  si  possano  fare  dei
  contratti di lavoro a tempo determinato, dovremmo sganciare  questa
  cosa dal discorso della pianta organica. Ovviamente, facendo sempre
  riferimento  a  quelle  che  sono le  necessità  che  il  consorzio
  autostrade ha.
   Quindi,  cassando  la  parte   a seguito  dell'approvazione  della
  suddetta  pianta  organica ,   rimarrebbe  soltanto   qualora   sia
  necessario,  al  fine  di  garantire  la  funzionalità   dell'ente,
  avvalersi  soltanto di personale con contratto di  lavoro  a  tempo
  determinato,  eccetera, è data la priorità al personale in possesso
  di esperienza lavorativa .
   Questo  darebbe la possibilità al consorzio di far fronte a quelle
  che  sono le esigenze che ha. E qui chiedo, ovviamente, il supporto
  del  Segretario  generale se da questo punto di vista  è  possibile
  svincolare  e, quindi, cassare questa parte per riuscire  a  venire
  incontro  a quella che è l'esigenza dell'ente, perché ripeto  negli
  anni  il  consorzio ha fatto sempre ricorso alle società interinali
  per far fronte all'esigenze.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    abbiamo
  presentato,  come  Gruppo  parlamentare,  due  emendamenti  e   uno
  riguarda, appunto, il comma 1 e il comma 2.
   Al  comma  1 diciamo praticamente  tutto il personale che lavorava
  al 31, presente in attività, al 31 dicembre del 2020 .
   Il  secondo emendamento che parla di soppressione del comma  2  in
  effetti  mi sembra giusto che i lavoratori che hanno presso l'ente,
  che  abbiano  un occhio di riguardo, nel senso che  è  inutile  che
  creiamo ancora precariato, nel senso che facciamo un bando pubblico
  dove  chi  ha  lavorato ha un punteggio, per ogni tot  di  giornate
  lavorate gli diamo un punteggio e aprire a tutti.
   Mi  sembra  questa  la  cosa  più giusta  che  si  possa  fare  in
  democrazia. Quindi, penso, Presidente, che andare ancora a  formare
  precariato  mi sembra una cosa assurda. Abbiamo lottato  per  tanti
  anni,  abbiamo completato tutto l'iter burocratico per  metterli  a
  tutti  in  regola; finalmente ci siamo riusciti e ora partiamo  col
  piede sbagliato.
   Il  CAS  è  un ente che va in trasformazione, lo dobbiamo  portare
  avanti  ed  è  giusto  così,  però il personale  deve  fare  parte,
  appunto,  dell'ente  ma con bando pubblico,  dando  la  priorità  a
  coloro,  con  un  punteggio,  a coloro che  hanno  lavorato  presso
  l'ente.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Grazie, Presidente. Il CAS oggi è un ente pubblico  non
  economico e la domanda che mi faccio è: con questo disegno di legge
  cambieranno  le  sorti  del CAS, del Consorzio  per  le  autostrade
  siciliane, o no?
   Secondo  me  no.  Perché?  Il  30 giugno  2020  il  Ministero  dei
  trasporti  ha diramato nei confronti del CAS 1.465 non  conformità.
  Di  queste 1.465 non conformità, solo 400 sono state regolarizzate,
  altre poche centinaia sono in corso di definizione, tutte le altre,
  ancora, non si sa che fine faranno.
   Trecento milioni di euro di debiti, 340 dipendenti di cui  diversi
  in comando, diversi dipendenti regionali mandati in comando al CAS,
  forse   perché  era  più  conveniente  mandarli  al   CAS   perché,
  evidentemente,  visto gli stipendi che ci sono, qualcuno  aveva  da
  guadagnare  qualcosa  in  più e i buchi di  bilancio  che  sappiamo
  tutti;   oltre  ai  buchi  di  bilancio  ci  sono  le   buche   che
  sistematicamente  il  CAS  non ripara e chi  attraversa  le  strade
  gestite  da  questo  consorzio conosce bene in  che  condizioni  si
  trovano e come sono state gestite.
   Vorrei  capire,  inoltre, questi 340 dipendenti,  fatte  salve  le
  garanzie  occupazionali e tutto quello che vogliamo,  come  saranno
  gestiti subito dopo questo disegno di legge? Cioè, una volta che la
  legge diventa, trasforma in ente economico il CAS, i dipendenti che
  tipo  di  natura  avranno? I dipendenti in comando torneranno  alla
  sede dalla quale sono, diciamo, partiti oppure no?
   Io,  Presidente,  penso  una cosa, a prescindere  dalle  sorti  di
  questo  disegno di legge, io penso che si arriverà  ad  una  revoca
  delle  concessioni,  il Ministero sarà chiamato,  a  breve,  a  mio
  avviso, a revocare le concessioni rendendo praticamente inutili gli
  effetti di questa norma.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie Presidente, fermo restando  quanto  già  hanno
  detto i miei colleghi a proposito dell'accordo Stato-Regione che ci
  preoccupa  anche per la credibilità della Regione e del  Parlamento
  nei confronti di chi ci osserva, c'è questo emendamento che è stato
  stralciato   dal   testo  che  a  nostro  giudizio,   è   a   firma
  dell'onorevole Laccoto, e che a nostro giudizio ha già la copertura
  e non necessita di ulteriori coperture. Quindi, se magari su questo
  emendamento  si  potesse  fare  un approfondimento  anche  con  una
  sospensione  di qualche minuto, al fine di sentire  il  parere  del
  Governo  e  degli  uffici  perché credo  che,  inspiegabilmente,  è
  saltato e non è già nel testo.

   PRESIDENTE. Qual è questo emendamento? Me lo ricorda qual è questo
  emendamento?

   BARBAGALLO.  Glielo  faccio avere in copia se  vuole,  è  a  firma
  dell'onorevole Laccoto, è un emendamento che aggiunge  il  comma  3
  bis all'articolo 2.

   PRESIDENTE.  È quello di cui parlavamo prima? Se è quello  di  cui
  parlavamo prima, onorevole Laccoto, ma trattandosi di pensioni, gli
  uffici  mi  dicono che un minimo di interesse finanziario  c'è  per
  forza.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei intervenga pure, però,  perché  qua
  scusate  il  problema  non  è  del Governo,  il  problema  è  della
  Presidenza   se   può  accettare  qualcosa  che   preveda   impegni
  finanziari.

   LACCOTO.  Signor Presidente, giusto.  Nelle more della definizione
  dei precedenti di cui all'articolo eccetera  al fine di superare  i
  contenziosi  in  essere  e  prevenire  l'insorgenza  di  nuovi,  il
  Consorzio è autorizzato a procedere in via transattiva e con  oneri
  a  carico dello stesso  non a carico della Regione  anche in deroga
  alle  previsioni  di cui all'articolo 31 della legge  del  7  marzo
  1997,  n.  6,  alla regolarizzazione delle spettanze retributive  e
  previdenziali sospese ai sensi della deliberazione della Giunta  11
  novembre 2010, n. 435 . Non pone a carico della

   PRESIDENTE.  Ho  capito,  però  su  questioni  previdenziali   può
  intervenire il Consorzio con i suoi fondi? Questo devo capire.

   LACCOTO.  Ci  sono  in  questo  momento  dei  contenziosi  con  il
  Consorzio, dal momento in cui questi contenziosi vanno avanti è  un
  danno per il Consorzio.
   Il  Consorzio, naturalmente, se noi sblocchiamo dal punto di vista
  di  quella  delibera di Giunta, può sicuramente  arrivare  a  delle
  transazioni che siano favorevoli anche per il Consorzio.
   Quindi, non è un onere a carico della Regione. Solo questo.

   PRESIDENTE. E perché, scusi, onorevole Laccoto, c'è bisogno di  un
  emendamento? Se c'è un contenzioso

   LACCOTO. Perché la delibera di Giunta regionale 11 novembre  2010,
  n.  435  aveva  bloccato questo sistema. Se  noi  lo  facciamo  per
  l'altro personale, Presidente

   PRESIDENTE. Quindi, se mi posso permettere, basta una delibera  di
  Giunta, è inutile fare una legge in questo senso.

   LACCOTO.  Ma la legge, se loro non fanno la delibera di  Giunta  è
  meglio autorizzarli.

   PRESIDENTE. E, allora, mi posso permettere? Già questo disegno  di
  legge  ha  qualche complessità. Su questo argomento  basta  che  la
  Giunta decida di farla, basta un ordine del giorno alla Giunta e se
  viene votato da tutti, la Giunta in qualche maniera è autorizzata e
  obbligata  a  farla.  Metterlo fare  un  disegno  di  legge  su  un
  contenzioso che ha in questo momento il Consorzio, una delibera  di
  Giunta l'ha bloccato, una delibera di Giunta lo sblocca.
   Onorevole  Barbagallo,  non  so  se  è  chiaro  visto  che  lei  è
  intervenuto anche su questo. È una delibera di Giunta, che  c'entra
  la legge?

   BARBAGALLO. Facciamo un ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Fate  un  ordine  del  giorno,  benissimo,  onorevole
  Barbagallo.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Gallo ha  chiesto  di  essere  posto  in
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 783/A

   PRESIDENTE.  Va  bene,  siamo rimasti  d'accordo  con  l'onorevole
  Barbagallo che fa un ordine del giorno su questo argomento.
   Un  momento,  ora  passiamo  a  quest'altro.  Facciamo  una  cosa.
  Interrompiamo cinque minuti e vediamo di capire con il Governo

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente della Commissione. Col suo permesso  intanto
  io  volevo  rispondere ad alcune sollecitazioni rispetto  a  questo
  disegno di legge, soprattutto a quelle del Capogruppo del Movimento
  Cinque  Stelle,  perché  noi  abbiamo fatto  diverse  audizioni  in
  Commissione, fin dall'inizio del nostro insediamento sul CAS. E non
  c'è  dubbio  che  il CAS, di adesso, eredita situazioni  difficili,
  tant'è  che non è la prima volta che il Ministero dei trasporti  fa
  delle  dimostranze e attiva dei procedimenti per  la  revoca  della
  concessione.
   Però,  oggi, c'è un dato che, ormai, viene riconosciuto in maniera
  unanime  ed  è  stato  riconosciuto anche in Commissione  IV  dallo
  stesso  viceministro Cancelleri e, cioè, che la  nuova  governance,
  voluta  dal  Governo  Musumeci,  ha  impresso  un'accelerazione  al
  miglioramento dei conti, ad una valorizzazione dell'ente e maggiori
  lavori   e,  quindi,  implementazione  di  lavori  e  di  fondi   a
  disposizione  dell'ente che sono stati spesi  e  sono  stati  spesi
  bene,  con  progettualità che venivano richieste dal Ministero  dei
  trasporti, per cui se a questa buona governance, a cui noi  abbiamo
  dato pubblico merito  - e anche in questa sede lo voglio ribadire -
  viene  aggiunto  anche  questo sforzo  che  ha  voluto  l'assessore
  Falcone  di  rendere  l'Ente, un ente pubblico economico  come  nel
  testo  che oggi ci approntiamo ad approvare, sono degli sforzi  che
  il   Governo   Musumeci   mette  in  campo  perché   il   Consorzio
  universitario  di  oggi, autostrade siciliane  di  domani,  possano
  avere  una  prospettiva  di speranza e un futuro  grazie,  appunto,
  all'impegno globale sia dell'Amministrazione che dell'assessore che
  della  governance che il Governo Musumeci ha voluto ai vertici  del
  CAS.
   Noi speriamo in questo modo di risollevare

   PRESIDENTE.  Allora,  facciamo una cosa,  onorevole  Savarino,  se
  fosse  possibile, giusto perché io capisca bene le cose, se  i  due
  membri  del  Governo,  cioè gli assessori Falcone  e  Armao,  anche
  insieme  alla presidente della Commissione, ci possiamo riunire  un
  attimo,  qua dietro, in modo da capire quello che è giusto,  perché
  abbiamo dei dubbi anche qui in Presidenza.
   Per  cui possiamo interrompere dieci minuti in modo da capire bene
  se e tutto può andare avanti oppure no.
   Quindi,  sospendo  l'Aula dieci minuti e inviterei  gli  assessori
  Falcone e Armao e la presidente Savarino in Sala Lettura.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 18.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerati gli interventi che  ci
  sono stati e dopo un piccolo incontro avuto con il Governo e con la
  Presidente  della  Commissione, mi convinco che questo  disegno  di
  legge  va  rimandato in Commissione  Bilancio , per verificare  una
  serie di cose che si devono fare.
   Non è giornata per poterla mandare avanti, ci sono troppe cose  da
  chiarire, mi dovete credere.
   Per  cui,  se  l'assessore  Falcone è d'accordo,  ne  abbiamo  già
  parlato  prima  e  capisco che alcuni di voi  ci  tenevano  che  si
  facesse, specialmente i Messinesi, ma - credetemi - è giornata  che
  veniva fuori un pasticcio, se non lo rivediamo con calma.
   Onorevole  Zafarana, sì appunto, per cui facciamo questo passaggio
  in  Commissione che poi dipende dalla Commissione,  per  me  se  la
  Commissione   in  un  giorno  la  rimanda  in  Aula   lo   facciamo
  immediatamente dopo, però, credetemi, per il bene della  legge  era
  necessario fare questo passaggio.

   CAMPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

     PRESIDENTE.  Onorevole Campo, non è finita la  giornata  ancora,
  appena  finisce  la giornata le do la parola, a meno  che  lei  non
  voglia che si finisca così, facciamo subito.
   Onorevoli  colleghi,  io  non  so  quanti  deputati  siano  ancora
  rimasti,  quindi, se è possibile fare altre leggi,  ma  ci  sarebbe
  all'ordine del giorno, il disegno di  legge successivo che è quello
  su Misiliscemi ma non vedo il Presidente della Commissione.
   Allora,  io ho un impegno con chi ha presentato questo disegno  di
  legge,  e  con quelli che ci tengono molto a che questo disegno  di
  legge  venga fatto, però mi sembra di capire, onorevole  Lo  Curto,
  che   non  c'è  più  nessuno,  non  c'è  né  il  Presidente  né   i
  Vicepresidenti  della  Commissione  e,  onestamente,  non  so  come
  cominciare.  Io lo vorrei fare, assolutamente, io veramente  ho  un
  impegno  non  a  che venga votato a favore o a sfavore,  quello  lo
  decide  l'Assemblea,  ovviamente, lo  decide  l'Aula,  però  ho  un
  impegno a portarlo in votazione sia con le persone che sono  venute
  a trovarci, che ci tengono molto a questa cosa, sia con l'onorevole
  Lo  Curto  ed  altri deputati che hanno presentato  il  disegno  di
  legge;  ma l'onorevole Genovese non c'è, che posso fare? Ho provato
  anche a chiamarlo. Onorevole Lo Curto, ho provato anche a chiamarlo
  ma non mi ha risposto, ci provi anche lei.
   Onorevole  Campo, se vuole può intervenire ai sensi  dell'articolo
  83, che così andiamo avanti.

   LO CURTO. Signor Presidente

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto se lo troviamo e gli chiediamo  di
  venire quanto meno.
   Allora,  onorevole  Lantieri, io posso  dire  una  cosa?  Parlando
  liberamente,  quindi al microfono, sono convinto  che  non  si  può
  completare  l'iter, ma se già lo iniziassimo con la presenza  della
  Commissione sarebbe già un bel risultato. Per cui, se lei trova  il
  Presidente  o  un Vicepresidente della Commissione, io  intanto  lo
  faccio cominciare, però, almeno loro li dobbiamo trovare, onorevole
  Lo Curto.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAMPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Colleghi  scusate, c'è un  intervento  dell'onorevole
  Campo,  ai  sensi  dell'articolo 83, per cui per favore  mettiamoci
  tutti seduti e tranquilli, sentiamo, così poi andiamo avanti.
   Prego, onorevole Campo.

   CAMPO.   Grazie,   Presidente.   Questo   intervento   ci   tenevo
  particolarmente  a  farlo perché è diventato  un  mio  appuntamento
  fisso.  Io intervengo ogni sei mesi da questo scranno sempre  sullo
  stesso   argomento  e,  chiaramente,  con  un   corredo   di   atti
  parlamentari  al  seguito, mozioni, richiesta  di  tavolo  tecnico,
  interrogazioni.  A  cosa  mi riferisco? Mi riferisco  alla  mancata
  autorizzazione AIA per il trattamento TMB, il trattamento meccanico
  dei rifiuti, di Cava dei Modicani.
   Mi  dispiace che l'assessore Pierobon non ci sia, spero che  possa
  ascoltare questo audio e possa leggere le mie interrogazioni, e che
  qualcuno glielo riferisca.
   Allora,  è  una questione che è nata nel 2015 anno in cui  abbiamo
  chiesto questa autorizzazione, sono passati sei anni, io capisco la
  lentezza  burocratica, la lentezza amministrativa, ma  sei  anni  è
  qualcosa  di  vergognoso,  soprattutto quando  dall'Assessorato  ci
  arriva  la giustificazione che il funzionario in questione è andato
  in pensione.
   Cioè,  capite bene che io mi vergogno, mi vergogno pure a  sentire
  delle  cose,  dopo  sei  anni questa autorizzazione  non  l'abbiamo
  perché un funzionario è andato in pensione. Cosa è successo?
   Dal  16 gennaio è scaduta l'ennesima proroga che ci permetteva  di
  conferire  in discarica facendo funzionare questo TMB  e  quindi  i
  cittadini di tutto il comprensorio ibleo hanno i rifiuti a casa dal
  16  gennaio  perchè con circolari continue, da  parte  di  tutti  i
  sindaci, e devono tenerseli a casa.
   Fra l'altro in un periodo in cui c'è il COVID e che la gente sta a
  casa  e  produce molti più rifiuti non possono conferire in nessuna
  discarica.
   Praticamente,  l'ultima  volta  che  sono  intervenuta  su  questo
  argomento  sembrava che finalmente fosse tutto pronto.  La  Regione
  disse che entro novanta giorni avrebbe rilasciato l'autorizzazione,
  si  parlava  dell'8  giugno,  i  novanta  giorni  sono  scaduti   a
  settembre,  ne  sono  passati duecento ma  vi  dirò  di  più  -  ne
  bastavano  trenta,  perché  il Presidente  Musumeci  aveva  firmato
  un'ordinanza  che  snelliva  di  un  terzo  tutte  le  pratiche  di
  autorizzazione,  noi quindi in trenta giorni avremmo  potuto  avere
  l'autorizzazione, cioè a luglio. Abbiamo accettato  novanta  giorni
  ma  adesso sono duecento giorni passati. Abbiamo ricevuto anche una
  sorta  di contentino in questi giorni per coprire un buco  con  una
  pezza  piccolina, per un paio di giorni possiamo portare rifiuti  a
  Gela.
   Vi  rendete  conto?  Possiamo portare sette tonnellate,  i  comuni
  grandi,  e quattro tonnellate i comuni piccoli, a Gela quando  solo
  la  città  di  Ragusa  ne  produce  250  tonnellate  di  rifiuti  a
  settimana.
   Ma  è  possibile che noi per avere l'autorizzazione  AIA  dobbiamo
  aspettare  sei  anni  e i cittadini che pagano la  bolletta  devono
  tenere questi rifiuti a casa?
   Veramente, prego questo Governo di riferire all'Assessore Pierobon
  che a Ragusa c'è un'emergenza seria ed è inutile che il Governo  ci
  continua  a  propinare disegni di legge sulla riforma  dei  rifiuti
  come se fosse la panacea di tutti i mali.
   Ma perché non approvate i disegni di legge che ci sono attualmente
  in corso e aiutate gli enti locali che sono i soggetti deboli della
  catena?

   PRESIDENTE. Onorevole Campo, posso chiedere all'Assessore  Falcone
  -  seppur  non  essendo lui l'Assessore al ramo - se  si  può  fare
  seriamente carico di avvertire l'Assessore Pierobon dell'intervento
  dell'onorevole Campo e, quantomeno, avere una risposta in modo  che
  si  possa fornire questa risposta all'onorevole Campo, non solo, ma
  a tutti i cittadini che hanno questo problema. Oggettivamente, è un
  intervento  periodico dell'onorevole, però, una  risposta  si  deve
  dare,  non  si  può  continuare a non considerare  i  problemi  che
  esistono.
   La  ringrazio, assessore Falcone, perché non è lei l'Assessore  al
  ramo, ma la prego di farsi carico di questo problema.

   CAMPO. Grazie.

   PRESIDENTE. Non c'è possibilità di andare avanti...

   DI  CARO.   Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, oggi è la Giornata della memoria.

   PRESIDENTE. E lei se la ricorda, per cui è già una cosa positiva.

   DI  CARO.  È il giorno in cui tutti noi siamo chiamati a ricordare
  quello  che  è  successo,  le  vittime  della  Shoah,  il  progetto
  criminale  del  nazifascismo  per la soluzione  finale;  ma  vorrei
  approfittare  di questa giornata per ricordare un grande  siciliano
  che  spesso viene dimenticato perché ci sono dei film, dei  romanzi
  che narrano di altre persone che hanno fatto le stesse cose.
   Questo siciliano si chiamava Calogero Marrone, era di Favara.
   Brevemente, vorrei raccontare la storia di Calogero Marrone che  -
  per  semplificare -  ha fatto la stessa cosa che hanno fatto i vari
  Schindler o Perlasca.
   Fu allontanato da Favara

   PRESIDENTE. Proprio ieri abbiamo visto il film  Schindler's List ,
  lo ricordiamo bene per questo.

   DI CARO. Fu allontanato da Favara perché era contrario al fascismo
  e trovò lavoro al Nord Italia, a Varese, lì  trovò occupazione come
  ufficiale  di  anagrafe e approfittando di questa sua posizione  di
  ufficiale di anagrafe, falsificò centinaia di documenti a cittadini
  ebrei che venivano ammassati a Varese per portarli poi nei campi di
  concentramento. Marrone fu tradito da un collega  e  fu  anche  lui
  portato nel campo di sterminio di Dachau dove trovò la morte.
   Ecco, oggi mi piacerebbe ricordare il gesto di Marrone eroico e mi
  piacerebbe  anche ricordare che ci possa essere un'altra occasione,
  magari  l'anno prossimo, più solenne per ricordare le gesta eroiche
  di Marrone.
   Signor  Presidente,  mi sarebbe piaciuto che lei,  magari,  avesse
  dato  ascolto  a  quello che ho detto, perché  ci  potrebbe  essere
  un'occasione  l'anno  prossimo per ricordare  solennemente  Marrone
  all'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro, essendo di origini favaresi,  come
  lei  sa, questo argomento ovviamente non può che interessarmi.  Non
  conosco sinceramente la storia che lei ha appena accennato e me  ne
  faccio  una colpa di non conoscerla, però l'ho ascoltata volentieri
  e  mi  occuperò di questa cosa. Se per l'anno prossimo  si  volesse
  organizzare qualcosa, non sarà certo questa Presidenza a  evitarlo,
  a  vietarlo;  per cui, sempre a disposizione per fare queste  cose.
  Poi,  quel periodo è un periodo che persino gli uomini della destra
  di  oggi  in  qualche maniera sono ormai convinti di condannare  in
  maniera  netta,  per cui non esistono problemi da questo  punto  di
  vista.


   Seguito della discussione del disegno di legge  Istituzione  nuovo
  comune denominato Misiliscemi  (n. 783/A)

   PRESIDENTE.  Allora,  essendoci l'Assessore, essendo  arrivato  il
  Vicepresidente  della I Commissione, io chiederei  quanto  meno  di
  iniziare  l'iter di questo disegno di legge, lei rinvierà  immagino
  la  discussione  all'articolo 1, in modo che la prossima  volta  lo
  possiamo fare. Per cui le do la parola, onorevole Genovese.

   GENOVESE, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,  mi
  rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE.  Lei  si rimette al testo e, quindi, è  diciamo  ormai
  nella fase finale, in dirittura d'arrivo, quanto meno abbiamo fatto
  la  curva  finale prima della dirittura d'arrivo che  era  la  cosa
  importante e chiudiamo la seduta di oggi e alla prossima seduta  ci
  sarà  questo disegno di legge, sperando che ci sia la I Commissione
  nel  suo  pieno  in modo da poterla anche difendere un  disegno  di
  legge di questo tipo. Benissimo, martedì prossimo la incardiniamo.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Colleghi, siccome la I Commissione ha mandato anche il
  testo del disegno di legge sugli enti locali per quanto riguarda la
  possibilità  della terza rielezione dei sindaci minori dei  piccoli
  paesi,   quelli  sotto  tremila  abitanti,  avendola   esitata   lo
  incardiniamo  martedì  mattina  in  Aula,  diamo  i  tempi  per  la
  presentazione degli emendamenti e lo mettiamo in coda rispetto alle
  cose  che  si  devono  fare ma speriamo anzi, dobbiamo  riuscire  a
  farlo,  positivo o negativo, il risultato lo decide l'Aula,  ma  se
  dovesse  essere il risultato positivo è importante farlo nei  tempi
  giusti perché con la prossima mandata elettorale i sindaci sotto  i
  tremila abitanti possano ricandidarsi, sennò sarebbe una perdita di
  tempo, per cui faremo in modo di farlo velocemente.
   Onorevoli  colleghi, siccome era previsto per martedì  mattina  il
  dibattito sull'agricoltura io ve lo faccio sapere via mail,  perché
  parlo  con  l'Assessore, se l'Assessore è disponibile,  rinviamo  a
  martedì  mattina,  incardiniamo questa norma  direttamente  martedì
  mattina  in  modo da potere già dare il tempo per la  presentazione
  degli emendamenti e poterla poi votare anche il giorno successivo.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA. Signor Presidente, quindi martedì cosa è previsto? Martedì
  è prevista rubrica come quella di oggi?

   PRESIDENTE. Deve parlare più forte, onorevole, perché  io  non  la
  sento,  purtroppo.  Qua attorno mi parlano,  mi  viene  da  ridere,
  perché  io rimprovero, si fa per dire, invito tutti quelli  che  mi
  stanno di fronte a evitare di parlare, ma mi parlano questi attorno
  e  dietro, per cui non sento niente, regolarmente. La prego,  parli
  anche un po' più forte. Per favore, un secondo di silenzio, grazie.

   PAGANA.  Signor Presidente, nell'ultima Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari eravamo rimasti di  fare,  settimana  per
  settimana, anche la mattina, attività ispettiva. Io non ho  capito,
  la prossima settimana

   PRESIDENTE. Martedì mattina sull'Agricoltura.

   PAGANA. Poi, se sarà presente il neo Assessore per gli enti locali
  e la funzione pubblica, io lo inviterei per capire cosa fare con le
  elezioni comunali per quei Comuni sciolti per mafia.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  ma non ne abbiamo  già  discusso  l'altra
  volta?

   PAGANA. Ma poi è intervenuto il decreto nazionale. Quindi, si deve
  capire che intenzioni ci sono.

   PRESIDENTE. Quella legge per i Comuni sciolti per mafia, l'abbiamo
  fatta  in  funzione di quel decreto nazionale. Per  cui,  non  deve
  succedere niente altro. E' stata fatta proprio in funzione di  quel
  decreto  lì,  c'è  stato un lungo dibattito  proprio  perché  c'era
  qualcuno  -  io  compreso  - che riteneva  non  fosse  obbligatorio
  seguirlo,  ma  poi abbiamo deciso di seguire quelle  che  erano  le
  indicazioni del decreto nazionale.

   PAGANA.  Però,  non  mi  ricordo se  all'epoca  siamo  riusciti  a
  recepire la disposizione di un terzo della raccolta delle firme. Ne
  possiamo parlare?

   PRESIDENTE. Possiamo fare una cosa, onorevole Pagana

   PAGANA...Perchè  abbiamo  fatto  questo  intervento?  Perchè   nel
  disegno di legge  degli enti locali...

   PRESIDENTE. Se martedì incardiniamo questo disegno di legge faremo
  in  modo di metterlo in votazione il più presto possibile e se  c'è
  già questo...

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Ma se è già inserito in quel decreto, in quel  disegno
  di legge

   PAGANA. No, avevamo deciso di non recepirlo.

   PRESIDENTE.  Presentate un emendamento e lo inseriamo.  Non  è  un
  grosso problema questo.

   PAGANA.  Va  bene.  Poi, Presidente, sempre soprattutto  su  input
  della  collega  e  della Vicepresidente Angela Foti,  mi  chiedevo,
  visto  che il 24 luglio di qualche anno fa quest'Aula ha deliberato
  la procedura d'urgenza riconoscendo quindi l'urgenza nel tema delle
  IPAB  che questo Parlamento ha lavorato prima in Commissione, anche
  l'Aula  si  è espressa più volte, abbiamo fatto questo  disegno  di
  legge, ne sono arrivati diversi, uno dall'allora Assessore, uno  da
  questo Parlamento...

   PRESIDENTE.  La  settimana  prossima noi  sicuramente  faremo  una
  Conferenza   dei  Capigruppo.  Quando  faremo  la  Capigruppo   lei
  proporrà

   PAGANA.  Signor Presidente, veramente io lo chiedo -  a  parte  la
  Conferenza dei Capigruppo - vorrei restasse

   PRESIDENTE.  No,  perché per considerarla urgente  in  Commissione
  quanto meno dobbiamo essere d'accordo i Capigruppo. Per cui, se lei
  solleva  il  problema alla prima Conferenza dei Capigruppo  che  ci
  sarà, mettiamo l'urgenza in Commissione e la facciamo velocemente.

   PAGANA. Va bene, in modo tale che questa Aula si esprima.

   PRESIDENTE. Guardi, io ho sull'argomento la mia Vicepresidente, la
  nostra  Vicepresidente Foti, che ogni mattina mi sveglia con questo
  argomento. Per cui, stia tranquilla che la dovremo inserire prima o
  poi  per  forza. Quindi, la velocizziamo alla prima Conferenza  dei
  Capigruppo la rendiamo urgente in Commissione.
   Onorevoli  colleghi, la seduta  è conclusa ed rinviata  a  martedì
  mattina.  Se poi non dovesse essere possibile ve lo faccio  sapere.
  Quindi,  martedì  2  febbraio 2021, alle  ore  11.00  con  il  tema
  sull'agricoltura  e  il  dibattito sull'agricoltura,  per  poi  nel
  pomeriggio  fare quello che continua ad essere l'ordine dei  lavori
  che avevamo già previsto. La seduta è tolta.

   (Pertanto, a seguito dell'intervento dell'onorevole Pagana  ed  in
  analogia a quanto avvenuto per la rubrica  Salute  nella seduta  n.
  246 del 26 gennaio 2021, oltre alle comunicazioni del Governo sullo
  stato   dell'agricoltura,  l'Assessore  preposto  fornirà  risposta
  scritta  agli onorevoli deputati per le interrogazioni  a  risposta
  orale ancora in vita fino alla numero 1891 del 2 dicembre 2020)

                 La seduta è tolta alle ore 18.38 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         248a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 2 febbraio 2021 - ore 11.00
                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLO STATO DELL'AGRICOLTURA IN
  SICILIA
   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane.  (n.
           783/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

         2)   Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
           crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
           Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         3)  Norme in materia di enti locali . (nn. 824-810 Stralcio I/A)

           Relatore: on. Pellegrino

         4)  Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

         5)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio