Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 11.05
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buongiorno. Avverto che il
processo verbale della seduta precedente è posto a disposizione
degli onorevoli deputati che intendano prenderne visione ed è
considerato approvato in assenza di osservazioni in contrario nella
presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Se chiamate il Governo, per favore, così quando arriva cominciamo.
In attesa che arrivi il Governo, sospeso la seduta per dieci
minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.06, è ripresa alle ore 11.19)
La seduta è ripresa.
Comunicazioni del Governo sulla situazione sanitaria in Sicilia
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Salutiamo l'assessore Razza e gli
do immediatamente la parola per una decina di minuti, Assessore,
perché poi inizia il dibattito che certamente non potrà andare
oltre le ore 14.00, ma se potesse finire prima saremmo tutti più
contenti.
Prego i colleghi di prendere posto affinché l'Assessore possa fare
la sua relazione iniziale e poi apriamo il dibattito.
Intanto, coloro che si devono iscrivere a parlare comincino ad
alzare la mano così facciamo l'elenco di quelli che devono
intervenire.
Ha facoltà di parlare, l'assessore Razza.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo, ancora una volta dall'inizio dell'epidemia,
per rendere al Parlamento alcune informazioni sullo stato di
avanzamento del Coronavirus in Sicilia.
Mi pare corretto, prima di esaminare il più recente andamento, di
fare un focus alla giornata di ieri. Alla giornata di ieri in
Sicilia sono stati realizzati 1.648.866 tamponi, tra molecolari e
antigenici, che hanno portato alla evidenziazione di 131.607 casi.
Di questi 80.832 sono guariti; 47.479 sono ancora attualmente
positivi; 3.296 sono purtroppo deceduti. I ricoverati sono 1.435,
il 3 per cento degli attuali positivi e sono ricoverati in reparti
di malattie infettive o di medicina; 228 sono i ricoverati in
terapia intensiva e rappresentano l'1 per cento del totale; 45.815
sono in isolamento domiciliare e rappresentano il 96 per cento del
totale. La incidenza dei guariti, in termini percentuali, al
momento è del 61 per cento; dei deceduti è del 3 per cento.
Questi i dati in maniera secca, che ci forniscono una prima
valutazione in ordine all'andamento dell'epidemia nel territorio
della nostra Regione e non soltanto nel territorio della nostra
Regione, perché essa presenta caratteri di analogia con quanto
accade in tutte le regioni italiane ed in una parte significativa
degli Stati dell'Unione europea.
La capacità di diagnostica consente di anticipare il più possibile
l'isolamento dei casi positivi e dalla fase iniziale della nostra
epidemia, che aveva un tasso di ospedalizzazione tra il 30 ed il 40
per cento del totale dei soggetti positivi individuati, si è
drasticamente scesi ad un circa 4 per cento del numero dei soggetti
che hanno bisogno di ricevere cure ospedaliere. Nel totale, però,
il numero è significativo perché sono circa 1.700 i pazienti in
questo momento ricoverati nelle strutture ospedaliere siciliane di
cosiddetta alta e media intensità di cure. A questi si aggiungono
gli ulteriori soggetti ricoverati che, nell'ambito di un efficace
turnover ospedaliero, hanno consentito di poter ricevere cure o in
reparti di bassa intensità di cure o in residenze sanitarie
assistite all'uopo convertite.
Vige in Sicilia, infatti, il piano che era stato discusso,
valutato ed esposto sia in VI Commissione che nell'Aula
dell'Assemblea regionale che vede un numero significativo di posti
letto riservati e che consente, ancora ad oggi, alla nostra
Regione, pur nelle crescenti difficoltà, di essere tra le regioni
italiane che hanno il maggior rispetto dei parametri di
ospedalizzazione che - come sapete, avendolo più volte detto - sono
quelli del 30 per cento per i reparti di terapia intensiva e del 40
per cento per i reparti di medicina o di degenza ordinaria. La
Regione siciliana anche in questo momento si trova al di sotto di
entrambi i parametri.
Qualche valutazione va detta sull'andamento della curva epidemica
nel corso delle ultime settimane. Nei mesi immediatamente
antecedenti alle festività natalizie l'andamento dell'epidemia in
Sicilia si è comportato esattamente come il maggior numero delle
regioni italiane, soprattutto quelle del centro-sud, e ha visto un
indice Rt, soprattutto nella fase principale, che non è mai stato
superiore - secondo i parametri previsti dal Ministero della salute
e dall'Istituto Superiore di sanità - a 1,35.
Attualmente l'indice Rt della Sicilia, nell'ultimo monitoraggio,
nel suo intervallo medio era posizionato a 1.27, ma in una
condizione e in una valutazione diversa rispetto alla cornice sia
normativa che scientifica che si è presentata fino alla vigenza del
decreto del Ministro per la salute emanato nella data del 30 aprile
dello scorso anno.
Il Governo nazionale ha, infatti, ritenuto, nella piena
condivisione con le Regioni, che avviandosi a presentare l'epidemia
un carattere di maggiore diffusività ed essendo in corso una
campagna di vaccinazione - che è iniziata in tutta Italia il 27
dicembre e sulla quale tornerò nella fase conclusiva di questo
breve intervento - di abbassare il coefficiente di rischio previsto
dal decreto del 30 aprile sicché l'indice Rt, un tempo previsto a
1.5 per l'ingresso della zona rossa, è stato posizionato a 1.25 e
l'ingresso Rt, previsto per la zona arancione da 1.25, è stato
posizionato a 1.
Ciò ha determinato, per quanto riguarda la nostra Regione, la
decisione, all'inizio condivisa con il Governo nazionale ma
adottata con ordinanza del Presidente della Regione, di disporre
nella fase immediatamente successiva alle vacanze natalizie una
anticipazione di alcuni giorni per l'ingresso della Sicilia in zona
arancione, essendo il nostro Rt nell'intervallo medio posizionato a
0.98, e nella settimana immediatamente successiva la richiesta
formulata al Governo centrale e condivisa dal Ministro per la
salute di anticipare le misure previste per la zona rossa secondo
quanto indicato dal decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri vigente.
Su questo desidero soffermarmi alcuni minuti, perché si è detto
che la decisione del Governo regionale di condividere con il
Governo nazionale una anticipazione della zona rossa potesse
essere, in qualche modo, espressione di ragionamento di ordine
politico o potesse determinare un danno eccessivo per il sistema
produttivo della nostra Regione.
Allora, va spiegato e va detto con grande evidenza il perché di
quella decisione: il meccanismo tuttora vigente, infatti, fa sì che
la valutazione settimanale dell'Istituto superiore di sanità e
della cabina di regia voluta dal Ministro per la salute produca un
risultato che è espressione in larga parte degli indicatori emersi
nella settimana antecedente.
Allo stesso modo, la valutazione della diffusività del contagio
sul territorio di una regione tiene conto dell'incubazione di
un'infezione che è avvenuta in epoca ancora antecedente essendo -
com'è noto - l'incubazione dell'infezione da Covid19 della durata
di circa dieci giorni secondo le linee guida nazionali. Qual è
l'effetto? L'effetto è che nel momento in cui il Presidente della
Regione ha richiesto al Governo centrale e con il Governo ha
condiviso la volontà di anticipare di una settimana le misure
previste dalla zona rossa, lo ha fatto sulla base di una
valutazione prognostica in forza della quale già allora si poteva
immaginare che la settimana successiva l'indice Rt avrebbe lambito,
superato il grado di 1,25 che rendeva obbligatoria e per tre
settimane la zona rossa.
I dati, anche in questo caso, siccome i numeri tendono ad essere
più cocciuti delle valutazioni personali e individuali, hanno
consentito di dimostrare che quella valutazione si è manifestata
per ciò che doveva essere e alla settimana successiva l'indice Rt
ha superato nel suo intervallo medio l'1.27 che, invece, la zona
rossa l'avrebbe resa obbligatoria e per la durata secondo lo schema
attualmente vigente di circa tre settimane.
Valuteremo le prossime 48 ore, e nelle prossime 48 ore potremo,
fino in fondo, comprendere se le due decisioni condivise insieme
tra il Governo della Regione e lo Stato, abbiano avuto l'effetto di
limitare la diffusività del contagio sul territorio della Regione e
se abbiano, contemporaneamente, anche avuto l'effetto di evitare un
danno significativo per l'apparato produttivo della nostra Regione,
limitando nel tempo la chiusura degli esercizi commerciali.
Qualche ora ancora e scopriremo se l'indice di Rt ci sarà, da
questo di vista, così come appare dalla riduzione dei contagi di
questi giorni e potrà consentire di condividere con il Governo
centrale una valutazione che vede il possibile declassamento di
rischio per il territorio della nostra Regione.
Strada facendo i numeri ci dicono che l'incidenza per diecimila
abitanti, in queste ultime due settimane, ha visto la Sicilia al
quinto posto in Italia, che i deceduti per diecimila abitanti ci
hanno visto al dodicesimo posto in Italia, e che i tamponi
molecolari realizzati, sempre nella valutazione per diecimila
abitanti, ci vedono al settimo posto in Italia.
Sapete anche che, come chiesto da tutte le Regioni italiane e come
invocato anche dalla nostra Regione, a seguito del pronunciamento
dell'ECDC, si è deciso di far inserire, nell'ambito della
valutazione dei tamponi che vengono settimanalmente redatti, anche
i tamponi antigenici. Questo ha abbassato drasticamente la
percentuale di tamponi positivi, ovviamente non soltanto per la
nostra Regione, ma integralmente per l'intero Paese che, da un
tasso di positività stabilmente attorno al 12 per cento, potendo
inserire al denominatore tutti i mezzi diagnostici utilizzati, è
arrivato a un tasso di positività che si situa attorno al 50 per
cento, scusate al 5 per cento, anche nella nostra Regione.
Sempre sul piano della diagnostica, sempre per quanto riguarda
le attività che sono state realizzate in aggiunta nelle ultime
settimane mi piace ricordare alcune azioni di screening che si sono
svolti nei mesi di novembre e che hanno coinvolto oltre 180 mila
cittadini siciliani, soltanto nelle settimane dal 7 al 9 novembre,
dal 13 al 17 novembre, dal 19 al 23 novembre e il 24 novembre, e mi
fa piacere anche ricordare la aggiuntiva disposizione che è emersa
nell'ordinanza del Presidente della Regione, adottata in relazione
ai rientri in Sicilia per l'estate, che anche in quel caso, il
riscontro diagnostico è stato assai significativo.
Nell'ultima settimana presa di riferimento negli ultimi 10 giorni,
quelli dall'11 di gennaio al 24 di gennaio, i tamponi effettuati su
cittadini rientrati in Sicilia, sono stati 22.500 mentre dal 28 di
dicembre al 10 di gennaio sono stati 44.293, dal 21 al 27 dicembre,
che è stato il cuore del rientro, sono stati circa 40 mila.
Anche queste azioni ci hanno, certamente, consentito di
individuare un numero più ampio di cittadini positivi e riverberano
anche nella efficienza di diagnostica che ci ha consentito di
anticipare precocemente l'isolamento domiciliare.
Vedete infatti che le due curve prese ad esame, quella della
crescita del contagio, indice della diffusività territoriale, e
quella invece del tasso di ospedalizzazione, presentano, secondo il
report dell'Istituto superiore di sanità, delle differenze
significative, mentre è cresciuta in maniera alta la curva della
diffusione territoriale del contagio, si è, nella costanza,
mantenuta pressoché piatta o analoga la curva dell'ospedalizzazione
nei diversi livelli ed intensità di cure.
Più di recente, ulteriori azioni per accompagnare la fase di
ripartenza delle scuole sono state realizzate per la popolazione
scolastica: sono stati 65.000 gli studenti delle scuole medie
inferiori che, ad oggi, sono stati sottoposti a una valutazione
diagnostica, e nella imminenza del possibile passaggio alla zona di
classe più ridotta vi è forte la possibilità di approvare nelle
prossime ore, con il contributo del Comitato Tecnico Scientifico,
un programma scuole-sicure condiviso con l'Assessorato
all'istruzione per la ripartenza anche delle scuole secondarie
superiori.
Un focus rapido ho il dovere di fornirlo sull'incremento del
personale che è stata questione molto dibattuta, soprattutto perché
non tutte le aziende hanno contemporaneamente agito e la crescita
del personale non è stata significativamente pari in tutte e nove
province dell'Isola.
Oggi, complessivamente, a disposizione dell'emergenza coronavirus
sono state assunte 6.176 persone delle quali 1.945 medici e 1.855
infermieri. La parte residuale è legata ovviamente ad operatori
socio-sanitari, ad informatici, al personale amministrativo che si
è occupato delle attività di informatizzazione e diagnostica.
Ultimo aspetto riguarda la campagna vaccinale sulla quale intanto
vorrei registrare con soddisfazione la circostanza che la Sicilia
era stata tra le regioni, nell'avvio della campagna vaccinale, che
avevano mostrato una maggiore efficacia e una maggiore efficienza
nella capacità di somministrazione del vaccino in tutte e 9 le
province.
Sapete anche che il Piano nazionale dei vaccini prevede in questa
prima fase che vi siano somministrate le dosi agli operatori
sanitari o a coloro che lavorano all'interno delle strutture
ospedaliere, o a coloro che operano a contatto con soggetti
potenzialmente positivi al coronavirus e, quindi,
nell'interpretazione che ha fornito il Ministero della Salute,
nell'accezione più ampia, nell'idea di dover raggiungere una
immunità del personale sanitario e una presenza di strutture il più
possibile covid-free.
In seconda istanza, sempre nella prima fase di vaccinazione è
prevista la vaccinazione delle Residenze Sanitarie Assistite e
delle case di riposo. In terza istanza è prevista la vaccinazione
degli over 80 a completare la fase del primo trimestre 2021.
In termini di popolazione in Sicilia si tratta, complessivamente,
di circa 400.000 persone, 140.000 il risultato delle prime due
classi - operatori sanitari e socio-sanitari, residenze sanitarie
assistite e case di riposo - circa 300.000 gli over 80 che sono
residenti nel territorio della nostra regione.
Posso dire che, ovviamente, il rispetto pedissequo e nei tempi di
questo calendario è legato da due variabili. La prima è la
quantità dei vaccini che potranno essere distribuiti sul territorio
della nostra regione, la seconda è la tempestività con cui questi
vaccini arriveranno non in Sicilia ma in tutte le regioni italiane.
Sapete anche che c'è una preoccupazione diffusa - direi in Europa
- se leggo sui giornali oggi da parte della Commissione europea
alcune prese di posizione molto importanti che sono in linea anche
con alcune dichiarazioni che nei giorni scorsi avevano meritato
l'auspicio del presidente della regione relative alla produzione
dei vaccini sul territorio dell'Unione, la realtà è che ci si
attendeva - faccio l'esempio di uno dei due vaccini prossimo ad
autorizzazione, quello di AstraZeneca - una consegna entro il mese
di marzo di oltre otto milioni di dosi.
Queste otto milioni di dosi sembrano essere diventate circa tre
milioni, il che vuol dire un calo imponente dell'attesa.
Anche da parte di Pfizer/BioNtech e Moderna si sono annunciati dei
cali di consegne e la sola Pfizer si è detta disponibile a
recuperare, nelle prossime settimane, l'integrale dotazione che
aveva previsto.
Queste due variabili non sono soltanto numeriche ma sono legate
alla modalità di gestione della campagna vaccinale perché i diversi
vaccini, anche per la diversa modalità di conservazione, possono
determinare il coinvolgimento di alcune categorie di vaccinatori e
non di altre.
Da questo punto di vista il Commissario nazionale per l'emergenza
Coronavirus ha convocato in settimana un ulteriore incontro con
tutte le regioni per il quale avremo ulteriori chiarimenti.
Sapete anche - e non intendo nasconderlo - che, nel corso della
vaccinazione, in alcune aree del territorio, si sono verificate
delle criticità. A me non importa che, a fronte di centocinquemila
soggetti vaccinati, queste criticità possono aver riguardato un
numero significativamente modesto di persone. Il tema è legato alla
effettività del rispetto delle procedure in maniera eguale da parte
di tutti, perché nessuno ha mai pensato che dovessero andare perse
delle dosi vaccinali e se l'Ordine nazionale dei medici parla di un
numero di circa quattrocentomila soggetti che, in tutta Italia,
sarebbero stati destinatari di una vaccinazione al di fuori
dell'ordine delle priorità, è chiaro che non è una questione
integralmente legata alle vicende del nostro territorio.
Però, è diverso, è diverso se rimane qualche dose scongelata, e si
vuole coinvolgere perché quella dose non vada persa, un numero di
soggetti che possono essere vaccinati; altra cosa, invece, se
dovesse emergere che qualcuno ha, in maniera preordinata,
organizzato la cessione di queste dosi.
Da questo punto di vista esistono due attività: quella
amministrativa, disposta dalle Aziende sanitarie provinciali -
penso a quelle di Ragusa e di Palermo, che sono state le prime che
si sono mosse in questa direzione, e ci sarà, poi, l'ulteriore
elemento che emergerà dall'attività giurisdizionale.
Mi sembra molto corretto, però, ricordare che la Circolare che ha
emanato l'Assessorato alla salute, anche da questo punto di vista,
ha dettato indicazioni, ed ha detto che, laddove siano state
scongelate più dosi rispetto a chi materialmente si presentano per
ricevere la vaccinazione, si deve fare riferimento alle categorie
indicate nella circolare e, quindi, certamente agli over 80,
certamente al personale che svolge attività di servizio pubblico e
non a familiari, parenti, amici.
Di questo ci occuperemo nelle prossime giornate, avendo, però,
chiaro non soltanto la dimensione del fenomeno ma avendo chiaro
che, nelle prossime giornate, noi dobbiamo organizzare sul
territorio della nostra regione una campagna vaccinale che metta in
sicurezza quella parte della popolazione che è stata ed è la più
esposta, perché anche in Sicilia il cumulo dei soggetti di età
superiore a settant'anni rappresenta, dolorosamente, la parte più
cospicua dei cittadini siciliani che hanno perso la vita dopo aver
contratto questa infezione.
Ed allora, noi ci attendiamo di conoscere, fin da questa
settimana, se si dovrà fare riferimento soltanto ai vaccini che
possono essere somministrati in modalità freeze e, cioè, a quelli
che hanno bisogno di essere somministrati solo all'interno delle
strutture ospedaliere perché, in quel caso, dovremo organizzare
anche la campagna vaccinale sugli over 80, tenendo conto di chi
presenta particolari difficoltà di mobilità e, quindi, dovremo fare
riferimento a quella tipologia vaccinale e solo a quella, cosa
diversa è, invece, se da parte di EMA e da parte dell'AIFA dovesse
arrivar un via libera all'utilizzazione dell'ulteriore vaccino
quello di AstraZeneca anche per la popolazione di età superiore a
ottant'anni, perché avrete letto sui giornali di oggi che esistono
delle differenti classi di età che consigliano l'utilizzo di questo
o quel vaccino per raggiungere in maniera adeguata l'immunità.
Non nascondo, infine, che sul territorio della regione si sono
verificate alcune criticità, penso alla vicenda che riguarda
l'Azienda sanitaria provinciale di Messina, della quale, nel corso
dell'ultima seduta della Commissione Salute , i componenti mi
hanno chiesto di poter riferire nel corso della Commissione, anche
da questo punto di vista la mia disponibilità è totale, ne abbiamo
iniziato a discutere nel corso, se io non ricordo male, della
Commissione che si è tenuta lo scorso martedì, fin dalla prossima
settimana, ho detto alla Presidente la Rocca Ruvolo, che la mia
disponibilità è totale per affrontare, anche da questo punto di
vista, tutti i temi.
L'auspicio, intanto, e con questo concludo, è che i prossimi
giorni ci possano consegnare un quadro della diffusione
dell'epidemia sul territorio della nostra regione che ci consenta
di poter avviare una fase di graduale riapertura delle attività
economiche, tenuto conto che essa, comunque, deve avvenire nella
sicurezza necessaria ed indispensabile. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevoli colleghi, ci sono diversi deputati iscritti a parlare.
Ieri avevamo detto senza grandi rigidità, però, è il caso che,
siccome già per esempio cinque iscritti a parlare del Movimento
Cinque Stelle, che ieri avevamo detto massimo tre per Gruppo, se
poi c'è un quarto non ha importanza, però, l'importante è che i
Gruppi si regolino un attimo di conseguenza perché sennò finiamo
alle cinque di oggi pomeriggio.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia, che è il primo che ha
chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire che
l'Assessore, così come ha dimostrato, per carità, in questi tre
anni, certamente, è una figura, un profilo che ha dimestichezza
quanto con la dimensione scientifica quanto con quella
amministrativa della gestione del fenomeno e, quindi, siccome
certamente non è questa, tra l'altro, neanche l'occasione per
creare un confronto in un ambito dove lei davvero sta dimostrando
di avere padronanza del tema, eviterò, e non serve neanche
rinnovarle, come dire l'apprezzamento e la stima nei suoi
confronti, eviterò di entrare nella dimensione tecnico-scientifica
del fenomeno e, semplicemente, signor Presidente, io ho l'esigenza
di chiedere due cose fondamentali all'Assessore: la prima è quand'è
che possiamo iniziare a fare i vaccini, mio padre ha settant'anni,
ha avuto qualche problema di salute e credo che in questa
condizione ci siano centinaia di migliaia di siciliani, in questo
momento, certamente non è che possiamo aspettare la condizione del
Governo nazionale che ha tenuto questo accordo con l'Europa, ed io
voglio sapere, Assessore da lei, come noi possiamo intervenire su
questa vicenda: cioè, non è immaginabile che una multinazionale
chiuda un accordo con lo Stato attraverso l'Europa sulla fornitura
dei vaccini e noi in questo momento non sappiamo quando le persone
potranno iniziare a vaccinarsi in Sicilia. In Sicilia, a dire il
vero, come in tutto il resto del Paese.
Quindi, la mia domanda è, assessore, cosa può fare il Parlamento
siciliano, cosa può fare il Governo, cosa può fare, anche lei
Presidente dell'Assemblea regionale - presidente la prego mi
ascolti - cosa può fare questa Presidenza dell'Assemblea, cosa può
fare il Governo regionale, cosa può fare il Parlamento siciliano,
per uscire da questa situazione vergognosa che coinvolge, caro
onorevole Cracolici, il Governo nazionale rispetto ad un accordo -
vergognoso - con una multinazionale che, ad un tratto, ci fa
scoprire che i vaccini non ci sono nelle quantità che erano state
siglate in quell'accordo. E questo è un fatto gravissimo
Il secondo aspetto, Assessore, è quello che rimanda ad un ordine
del giorno che, il segretario regionale della Lega, Minardo, ha
proposto, attraverso il nostro Gruppo parlamentare, e sappiamo
essere apprezzato qui trasversalmente dai diversi Gruppi, legato a
questa benedetta Zona rossa .
La Zona rossa ha visto colpita la Sicilia, insieme ad un'altra
regione, anzi alla provincia di Bolzano, e, per chissà quale strano
motivo, mentre vi erano delle regioni con un indice di contagio
anche più basso, la Sicilia è stata tirata dentro in questa
rappresentazione che ha visto, al momento, la chiusura di diverse
attività: parliamo del mondo della ristorazione, degli albergatori,
di tutto un indotto che ruota attorno al mondo dell'abbigliamento,
di tutta una serie di attività che hanno chiuso, in attesa di
ricevere ristori che, poi, hanno licenziato, mettendo in cassa
integrazione delle persone che aspettano, ancora, di ricevere gli
indennizzi, ed aspettano ancora di ricevere i ristori, e, rispetto
ai quali, caro assessore, e mi dispiace che, oggi, insieme alla
presenza dell'assessore per la sanità, non ci sia quella
dell'assessore per il bilancio e dell'assessore per le attività
produttive, perché, vedete, il vero tema, al di là della dimensione
scientifica, che lei assessore sta ben rappresentando, è la
dimensione economica.
Noi ci troviamo di fronte ad una recessione senza pari, dalla metà
del 1800 ad oggi, con una serie di attività che stanno chiudendo e
che, con molta probabilità, non potranno riaprire.
Ora, siccome, purtroppo, il tempo che rimane a disposizione
PRESIDENTE. E, peraltro, oggi, non posso dare proroghe perché
FIGUCCIA. Io, nel sintetizzare, le chiedo, per favore, risposta su
questi due elementi: tempi di vaccinazione per la popolazione e
passaggio, come già richiesto con un ordine del giorno, signor
Presidente, che abbiamo presentato come Lega
PRESIDENTE. Sissignore.
FIGUCCIA. da domenica, ad una Zona arancione che mi
sembrerebbe essere più compatibile con la situazione sanitaria
della Sicilia.
PRESIDENTE. Così come sto facendo con l'onorevole Figuccia,
sappiano tutti i colleghi che, siccome ci sono una marea di
iscritti a parlare e dobbiamo, comunque, concludere entro un certo
orario, non mi chiedete e non continuate a parlare perché sono
costretto a fare togliere il microfono, quindi, vi supplico di
evitare questi imbarazzi, anche da parte mia e, quindi, di finire
gli interventi nei tempi corretti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
Chiedo scusa, onorevole Caputo, anche perché, considerato che
continuano richieste di iscrizione a parlare, diversamente dovremo,
ad un certo punto, interrompere e riprendere questa seduta, magari,
un altro giorno, perché saremo costretti, assolutamente.
L'assessore, mi ha già fatto capire con la testa, che è
disponibile, per cui, se dovessimo andare avanti nel tempo, ad un
certo punto, interrompiamo. Per quanto mi riguarda, anche
domattina, non so se l'assessore è disponibile, poi lo vedremo,
comunque, eventualmente la spezziamo e la riportiamo ad un altro
giorno.
Prego, onorevole Caputo.
CAPUTO. Signor Presidente, assessore, colleghi, sarò molto breve e
cerco, anche, di essere molto sintetico, sia nel rispetto dei tempi
anche per i numerosi interventi che già sono iscritti.
Volevo, innanzitutto, ringraziare e manifestare l'apprezzamento
per il lavoro svolto da parte dell'Assessore regionale per la
salute, nonché, anche per il focus dettagliato, preciso e,
soprattutto, analitico nell'elencare sia la parte relativa ai
contagi, gli indici, tutti i dati che ritengo che, questa Assemblea
ma, principalmente i cittadini della Sicilia debbano conoscere, e
per questo io la ringrazio per il senso del dovere e per la sua
presenza in questa Aula.
Volevo, soltanto, sottolineare e associandomi a quanto detto anche
dal collega Figuccia, ma soprattutto alla parte finale del suo
intervento all'augurarmi anch'io che la nostra regione possa
accedere ad una fase, ad un colore, così ormai lo definiamo, dove
le prescrizioni siano più miti e quindi dare subito una immediata
ripresa economica da parte delle attività produttive in questo
momento assai poste in uno stato di sofferenza.
In questi giorni avevo anche anticipato ad ella l'iniziativa che è
stata suggerita ma che viene anche fortemente ribadita da diversi
medici di medicina generale i quali cercano, mettendosi a
disposizione, dando appunto la propria disponibilità ad accelerare
i tempi e, soprattutto, a velocizzare le procedure che sia per la
carenza di personale, per problemi anche di natura informatica e
anche logistici, si apprestano a notevoli ritardi causando
difficoltà alle famiglie, alle persone.
Vado nello specifico e sono le comunicazioni relative agli esiti
dei tamponi che permetterebbero a questi soggetti di essere tra
virgolette, ovviamente, e mi scusi il termine, essere
immediatamente liberati da questo stato di quarantena e poter
riprendere al più presto le proprie attività lavorative, personali,
professionali ed evitare inutili lungaggini all'interno della
propria abitazione contattando continuamente un centralino che a
volte risponde, a volte magari è intasato, altre volte dà delle
date ma per le motivazioni che ho poc'anzi detto magari vengono
ritardate.
Questa procedura, ovvero sia la possibilità che i medici di
medicina generale possano accedere alla piattaforma dell'ASP e
quindi anche dell'USCA per potere avere in tempi reali, immediati,
gli esiti dei tamponi e giusto per una rete capillare che è loro
propria e sicuramente hanno un modo diretto di poter contattare i
propri assistiti, possano comunicare loro e quindi essere
autorizzati ad effettuare la comunicazione e quindi evitare che
questo lavoro venga addossato ancora all'USCA e, soprattutto, loro
possano attivarsi effettuando la comunicazione e, quindi, mettendo
queste persone alle loro attività lavorative immediate.
Io la ringrazio e spero che questa sia apprezzata ma già
l'Assessore ha manifestato l'interesse e soprattutto la possibilità
di portarla avanti e chiedo, appunto, che questa venga posta in
essere in tempi veloci. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caputo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, leggo la sequenza degli interventi così ognuno
si prepara: Dipasquale, Siragusa, Bulla, Catanzaro, Pasqua,
Cappello, Sunseri, Lo Giudice, Campo, Laccoto, Pullara, Lentini e
Savarino.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi parlamentari.
Mi permetta Assessore di dirle che il fatto che lei viene in Aula è
una cosa normale a discutere di COVID e non sono sufficienti le
volte che lei viene in Aula, non solo, se lei vede le volte che il
Ministro Speranza è andato in Aula, in Parlamento a confrontarsi
con il Parlamento lei sicuramente è venuto meno volte. Mi creda.
Io non voglio fare polemica perché veramente questo non è il
momento della polemica perché mai come adesso, noi ci siamo trovati
a vivere una situazione così drammatica per il COVID.
Noi passiamo da duecento morti - della prima fase - a 3.200 e
passa morti a ieri, quindi la drammaticità.
Ritengo un errore che lei abbia evidenziato tutta una serie di
dati positivi, mi creda non è il momento, così come non è il
momento attaccare lei, Musumeci sull'operato, avremmo un modo di
fare un'operazione verità e dove poi ognuno di noi cercherà di
dimostrare veramente come ci sono grandi responsabilità dal nostro
punto di vista su questi tremiladuecento morti, pensate passiamo da
duecento a tremiladuecento morti e siamo arrivati ad essere i primi
in Italia come Regione per maggiori contagi.
Detto ciò, Figuccia l'ordine del giorno della Lega è una
barzelletta, una barzelletta, no condivisione; io l'ho detto per
primo che l'ordine del giorno va votato, noi ne abbiamo un altro
presentato ma è una barzelletta. La Lega, da forza di maggioranza,
doveva impedire al presidente Musumeci di richiedere al Governo
nazionale l'istituzione della zona rossa; ha fatto una sciocchezza.
La Lega doveva pretendere dal Governo regionale di chiedere la
zona arancione e poi di istituire le zone rosse per i comuni, per
le aree metropolitane e i comuni che avevano determinate
difficoltà.
Oggi venirci a raccontare di già siamo in zona arancione, non
potrà fare diversamente il presidente Musumeci, quindi non siete
riusciti ad esercitare un ruolo con Musumeci nel momento che andava
esercitato, ora non veniamo a raccontare barzellette con gli ordini
del giorno.
I vaccini. Cosa può fare Musumeci, ma si può spogliare nudo come
qualcuno faceva in quest'Aula, può fare una serie di pernacchie a
Conte, come qualcuno ha fatto nei confronti di Musumeci, cioè dico
ma cosa deve fare Musumeci? La battaglia per i vaccini e la
battaglia dei Governi, la battaglia dell'Europa che hanno firmato
una serie di accordi e stanno lottando e battagliando affinché
questi accordi vengano rispettati. Se vogliamo infilarci anche su
questa vicenda, la demagogia, il populismo e gli spot di Musumeci è
veramente vergognoso, quando non siete riusciti neanche a garantire
che quei pochi vaccini non fossero trasmetti, fatti, somministrati
ai parenti, agli amici.
Io ho visto vergogne, io ho assistito a vergogne, il responsabile
dei vaccini di una città della mia provincia ha pensato a vaccinare
sua moglie, ha pensato a vaccinare il fidanzato della figlia, e la
figlia era vaccinata perché gli toccava completando il suo nucleo
familiare, viene sostituito, viene messa un'altra persona
responsabile e questa vaccina suo marito. Una vergogna E' successo
in tutta la provincia, è successo in altre città, ma è possibile, è
possibile una cosa del genere?
Ognuno di noi esercita un potere, ma io sono sicuro che come me
nessuno di voi si è permesso di cercare scorciatoie, nessuno di voi
da parlamentare e nessuno di noi ha cercato di farsi un vaccino, è
deplorevole e la cosa più vergognosa è quando mi arrivano le
telefonate per dirmi ma perché non ti calmi, perché è una vergogna
I medici, alcuni medici, alcuni medici non tutti, quelli là bravi
onesti noi li ringraziamo, ma chi ha autorizzato anche una sola
dose e non minimizziamo, Assessore, e siete arrivati tardi io in
quest'Aula il 12 di gennaio già urlavo allo scandalo e voi non
c'eravate; controllate bene i vaccini, ci sono negli elenchi
centinaia di persone con scritto altro, dovete avviare una verifica
a livello regionale ogni giorno, ogni due giorni e verificare
quando scrivono altro questi dottori perché scrivono altro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Pasquale.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ora avrebbe chiesto di intervenire l'onorevole
Siragusa, ma mi chiede un attimo la parola l'onorevole Barbagallo
sull'ordine dei lavori.
BARBAGALLO. Grazie Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
perché ci è appena arrivata la convocazione dalla Direzione
nazionale del Partito democratico sulla crisi di Governo per oggi
alle ore16.00. C'è una concomitanza evidente con i lavori dell'Aula
parlamentare, quindi le chiederemmo la cortesia di spostare almeno
anche di un'ora soltanto la convocazione di oggi perché c'è
un'evidente coincidenza con i lavori dell'Aula e, quindi, alcuni
deputati del Gruppo parlamentare non potremmo partecipare ai lavori
d'Aula.
PRESIDENTE. Va bene. Allora visto che, ovviamente, non ho bisogno
di fare la Conferenza dei Capigruppo sulla base di queste
motivazioni c'è poco da fare. Però, a questo punto, se lei mi fa
sapere, per evitare confusione nell'ordine dei lavori, se
effettivamente è un'ora la facciamo per le 17.00 altrimenti meglio
dire direttamente 17.30.
Facciamo 17.30 perché ho capito che poi per le 17.00 dovremmo
aspettare per cui è inutile.
Mi permetto di rispondere a nome di tutti all'onorevole
Barbagallo, per cui va bene questa richiesta di rinvio. Andiamo
avanti nel dibattito e l'Aula nel pomeriggio sarà convocata per le
ore 17.30.
situazione sanitaria in Sicilia
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo sulla
situazione sanitaria in Sicilia
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, sarò
breve non porterò via molto tempo. Peraltro, ci siamo confrontati
spesso, sia in questa Aula che in Commissione, quindi molte delle
cose ce le siamo già dette.
Una cosa che le ho sempre detto è sempre quella, la solita, cioè
che non esiste il manuale della pandemia, la gestione della
pandemia anche se, dopo un anno, qualche capitolo avremmo dovuto
cominciare a scriverlo.
Esiste però un manuale che, invece, dovremmo conoscere molto bene,
di quello che sta succedendo in questi giorni, ovvero della
gestione dei furbetti perché in qualsiasi cosa i furbetti ci sono
sempre. Solo che di solito si tende sempre a minimizzare, a
ridurre, a fare passare sotto traccia.
Io l'appello accorato che faccio al Governo è che questo non
avvenga.
Non può essere una decisione soggettiva quella a cui somministrare
le dosi che sono in sovrannumero perché è normale che non bisogna
sprecare dosi ma non è normale che queste dosi, anzi è scandaloso
ed è vergognoso, che queste dosi vengano somministrate ad amici,
parenti, sindaci, Assessori e quant'altro.
E questa dovrebbe anche essere un'aggravante nella valutazione
delle cose. Il fatto che delle persone elette a qualsiasi carica
elettiva approfittino di questa loro posizione per avere un
privilegio che non tocca, dovrebbe essere una cosa che non può
passare sotto traccia.
E da questo mi aspetto il pugno di ferro da parte del Governo,
anche arrivare a non consentire la seconda dose di
somministrazione, proprio fare finire ultime queste persone perché
è assolutamente inaccettabile.
E proprio con il riferimento all'altro, vero è che il modulo di
compilazione che arriva è ministeriale, ma potere aggiungere alla
voce altro , specificare , e fare scrivere chiaramente per quale
motivo queste persone altro vengono vaccinate, potrebbe essere un
elemento che può consentire una più veloce, un più celere
accertamento di eventuali responsabilità che poi certo sono
demandate all'autorità giudiziaria e quant'altro, ma
l'amministrazione qualche cosa può fare.
C'è una seconda cosa che nella sua relazione non è nemmeno stata
tracciata, ma effettivamente spesso passa in secondo piano. Ci sono
80.832 persone guarite, molte di queste in realtà non sono guarite
sono soltanto negativizzate perché molte di queste persone
continuano ad avere sintomatologie anche importanti che necessitano
di visite, di cure e di trattamenti farmaceutici spesso, anzi
sempre, a carico di queste persone.
Io chiederei che il Governo si facesse carico di un percorso di
follow up, anche confrontandosi con il Governo nazionale, di
esenzioni anche provvisorie per queste persone perché sono persone
che restano malate a tutti gli effetti anche se il Covid lo hanno
superato grazie alla negatività, ma che non possono essere
abbandonate, non possono essere dimenticate e non possono essere
lasciate a casa, peraltro spesso anche nell'impossibilità di potere
andare a lavorare, senza avere un codice di malattia a cui potessi
associare.
Sono queste le due cose che volevo dirle e spero che il Governo le
possa mettere in pratica. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Bulla. Ne ha
facoltà.
BULLA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, certo che
in questo momento criticare l'azione di Governo, di qualsiasi
Assessorato, sarebbe facile ma bisogna pensare anche che l'intero
mondo si è trovato impreparato in questo momento, con la pandemia
Covid.
Assessore, le chiedo però di essere concreto nell'azione che si
deve mettere in campo per cercare di evitare che questa pandemia in
Sicilia possa evolversi in qualche cosa di più negativo.
Certamente la colpa non può essere addebitata a lei Assessore,
occorre anche ricordare che la politica sanitaria, negli ultimi 20
anni, in Italia si è caratterizzata con accorpamenti di ospedali,
con tagli di risorse umane, con tagli di risorse che riguardavano,
appunto, importanti servizi essenziali per la cittadinanza.
Quindi, Assessore, un esempio lampante - e ne abbiamo parlato
anche in privato - è la medicina territoriale. Le ricordo,
Assessore, che c'è un disegno di legge che l'Aula vuole trattare,
quindi la invito con i suoi dirigenti a dare una relazione perché
questo disegno possa essere trattato in Aula, riguarda gli
infermieri di famiglia.
Questo è un elemento importante perché potenziare i servizi
territoriali, potenziare l'ADI, potenziare con gli infermieri di
famiglia che sarebbero una figura importante per relazionare i
medici di medicina di base territoriale, il territorio e gli
ospedali nei confronti di soggetti fragili, quali sono appunto gli
anziani, oppure i disabili, eviterebbe che in questo modo si possa
ricorrere ad interventi ospedalieri.
L'importante, Assessore, e concludo nel dire che oggi la sanità
non può essere rappresentata come un business, ma occorre che
l'impegno, la professionalità possano dare alternative ai nostri
cittadini e possa essere di supporto per la cura della salute delle
nostre persone. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Bulla.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
Se tutti fossero bravi come l'onorevole Bulla saremmo a posto.
Anche nei tempi, anche l'onorevole Caputo è stato bravo, veramente.
CATANZARO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, chi
mi conosce sa che ho sempre interpretato il ruolo di esponente
dell'opposizione politica a questo Governo in termini costruttivi
con l'obiettivo di fare sempre e comunque il bene della nostra
Terra.
Oggi, intendo con forza, Assessore, rappresentare le ragioni di un
dissenso politico, netto e forte rispetto al modo in cui - dal mio
punto di vista - è stata gestita fino ad ora l'emergenza sanitaria.
Certamente, dobbiamo ricordare tutti che nei mesi drammatici del
lockdown ansia e preoccupazione hanno contraddistinto un momento
della nostra storia che, probabilmente, i nostri figli ricorderanno
sui libri di scuola.
Ricorderemo che quelle sensazioni e quegli stati di inquietudine
erano mitigati dalla consapevolezza che la curva del contagio in
Sicilia fosse la più bassa in Italia e che la nostra Terra sembrava
essere in parte risparmiata seppur dagli effetti devastanti del
virus, non certo per merito delle scelte adottate fino allora da
questo Governo. Ciò aveva, ovviamente, dato alle istituzioni
regionali siciliane la possibilità di lavorare più seriamente alla
pianificazione degli interventi di lotta contro il Covid,
pianificando, senza l'ansia dell'emergenza vissuta da altre
Regioni, la fase della ripresa e della fuoriuscita dalla pandemia.
Oggi, però, possiamo affermare con una profonda amarezza che quel
vantaggio è stato, nei fatti, consumato negativamente a causa di
scelte, per certi versi, schizofreniche adottate da questo Governo.
Basti ricordare, a dir poco, la gestione improvvisata delle scelte
della realizzazione dei cosiddetti ospedali Covid, questione che
tra mille polemiche, improvvisazioni e contorsioni oggi in tutta la
Sicilia diciamo che i ritardi sono drammatici e stanno
letteralmente mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale.
Le mie, ovviamente, non sono soltanto parole ma vi porto esempi
concreti: reparto Covid di Ribera, Assessore, solamente adesso il
Commissario attuale ha dato un'evidente accelerazione al
completamento di quei lavori per attrezzare quel reparto, solamente
in queste ultime settimane. E appare chiaro che si sono persi mesi
perché è da marzo che sapevamo che dovevamo attrezzarci e non
l'abbiamo fatto, anzi penso che non l'avete fatto.
Ricordo ancora nei mesi passati che da questo scranno avevo
chiesto di pensare ad un reparto di malattie infettive e ad uno di
pneumologia per sopperire alle mancanze strutturali della sanità
agrigentina e anche in questo caso l'appello è caduto nel vuoto.
Ma gli errori non finiscono qui, basti pensare alla totale assenza
di misure di controllo e di vigilanza del territorio per tenere
sotto controllo la curva del contagio, scongiurando il potenziale
diffondersi del virus nei principali luoghi di aggregazione
sociale; basti pensare alla gestione irresponsabile e dilettantesca
della stagione estiva e delle ultime festività natalizie.
In ultimo basti pensare all'imbarazzante ping-pong con il Governo
nazionale sull'attribuzione dei colori delle emergenze di queste
ultime settimane che il Governo regionale 48 ore prima parla di
zona rossa e 48 ore dopo parla di zona arancione.
Certamente adesso, signor Presidente, entriamo in un tema
abbastanza importante, ci rendiamo conto che questo generi una
profonda confusione e destabilizzazione di tutto il sistema
sanitario ma è proprio considerato il fallimento di questo operato,
di questa ragione, che la Regione oggi dovrebbe aprire un confronto
con lo Stato - che come vede oggi, poco fa l'ha detto l'onorevole
Figuccia, manca l'Assessore regionale -; il tema della finanza
regionale - al di là della buona volontà dell'assessore Armao, il
quale prova a portare a casa qualche risultato privilegiando la
politica del compromesso - e il tema del rapporto con lo Stato sono
le questioni politiche centrali su cui questo Governo si sarebbe
dovuto qualificare e invece non l'ha fatto.
Rendiamo più sicure le nostre scuole, perché non è chiudendo
indiscriminatamente che si risolve il problema della diffusione del
contagio, rendiamo più sicure le nostre piazze e i nostri luoghi.
Signor Presidente, sto concludendo. Oggi è l'opposizione che
giudica il suo operato, oggi l'operato è all'attenzione del
giudizio della storia; anche lei Assessore sarà ricordato per le
scelte che saprà o non saprà adottare.
Facciamola più bella la Sicilia ma non con le parole o peggio con
uno slogan, rendiamo subito gli ospedali più efficienti perché
l'efficienza è l'unica misura di bellezza degli ospedali. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, colleghi, Assessore, mi sembra un
ragionamento surreale quello che stiamo facendo in questo momento,
in quest'Aula, in questa mattinata.
Mi sembra di tornare indietro di tre mesi, perché in tre mesi non
è cambiato nulla; tre mesi fa eravamo qui in quest'Aula a discutere
- si parlava già di zona arancione, eccetera - e oggi non è
cambiato nulla, anzi una sola cosa è cambiata e dobbiamo
riconoscerla ufficialmente: è cambiata la capacità di medici e
infermieri di essere resilienti, riescono a curarci meglio e di
questo dobbiamo fare un plauso ai nostri medici ed infermieri, però
per il resto nella sanità siciliana non è cambiato nulla.
La prima ondata, quella di marzo, l'abbiamo subita tutti; il
vostro comportamento, il vostro agire è stato giustificato dalla
pandemia che non potevamo riconoscere, nessuno era pronto a reagire
a quella, poi c'è stata la seconda ondata, quella di novembre, però
avevamo avuto nel frattempo un'intera estate per mettere riparo,
per mettere le pezze dove c'erano i buchi, di sistemare quei
problemi che la sanità siciliana ha.
Non l'avete fatto, ci siamo trovati in zona arancione e io voglio
ricordare a tutti che, in quei giorni, con quei numeri che sono
quasi sovrapponibili a quelli di oggi, allora, lei Assessore e il
Presidente sbraitavate contro quell'iniqua scelta del Governo
nazionale che ci aveva messo in zona arancione e stava affossando
noi siciliani. Oggi, con gli stessi numeri, avete chiesto la zona
rossa, mentre un DPCM già prevedeva che era possibile fare le zone
rosse comune per comune, che era forse la cosa più opportuna visto
che da un comune all'altro ci sono differenze abissali.
Ebbene, non è cambiato nulla, in pratica, e non sono cambiati
neanche i discorsi in quest'Aula quando parlavamo qualche mese fa,
due mesi e mezzo fa, discutevamo della mozione di sfiducia a lei
Assessore, abbiamo usato gli stessi argomenti, e li stiamo usando,
poco fa chi mi ha preceduto ha detto le stesse cose, non è cambiato
nulla.
Forse è cambiato qualche cosa, avete peggiorato qualcosina perché,
nel frattempo, sono arrivati altri problemi, altri problemi che non
avete saputo governare. I fenomeni di questo tipo vanno governati,
bisogna saperli guidare e l'esperienza l'avete già fatta, l'avete
già fatta con una seconda ondata.
Adesso c'è stato il problema dei vaccini. Vaccini che sono
arrivati il 6, per la befana, per alcuni medici, per alcuni
dirigenti delle ASP sono sembrati: è arrivata la befana con i
regali allora dobbiamo anche noi diffondere questi regali' e uno su
quattro di questi vaccini sono andati a finire a persone che non
avevano diritto.
Ma questa cosa, cosa significa? L'ha detto il suo Presidente, il
Presidente Musumeci, che a Petralia Sottana, uno su quattro, i
vaccini non sono andati alle persone che erano in elenco, che
dovevano prenderlo. Ma questa è stata una strenna della befana, e
va bene, ma non va bene, perché quei vaccini che sono andati a chi
non aveva diritto, sono vaccini in meno a quelle persone che devono
salvarci.
Prima, è una regola generale, e io mi sento in un déjà vu, perché
sto ripetendo le stesse cose che ho detto i primi di dicembre
nell'occasione della sfiducia a lei Assessore. La stessa identica
cosa.
I vaccini vanno dati, vanno fatti, noi dobbiamo prima proteggere
chi ci deve salvare. Quei vaccini sono stati fatti a persone che
non dovevano salvare le persone togliendoli a medici ed infermieri
che è importante che non si ammalino, era una protezione, era una
barriera. Questa è la cosa scandalosa, la cosa vergognosa, che ci
sono adesso delle persone che non sono protette.
Un'altra cosa, non è cambiata la vostra inazione, la vostra
mancata capacità di reagire prontamente agli eventi. Il 6 arrivano
i vaccini, la prima circolare con la quale date l'elenco delle
priorità, arriva dopo 10 giorni, dopo 10 giorni.
Cos'è cambiato? Allora non avete imparato dagli stessi errori
commessi durante la seconda ondata. Assessore, prima che arrivi una
quarta ondata, siamo nella terza, la prego, svegliatevi
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne
ha facoltà.
CAPPELLO. Presidente, Assessore, colleghi, intanto desideravo
porgere la mia solidarietà nei confronti dell'assessore Razza
perché capisco che, in questo momento, governare il processo della
lotta al Covid, accanto a un Presidente della Regione che utilizza
questa lotta al Covid solo ed esclusivamente ai fini del consenso,
contraddicendo se stesso nelle varie fasi di questa lotta al
contagio, non dev'essere facile.
Partiamo da un dato che lei oggi ci ha fornito: 6.170 persone
assunte per la lotta al contagio. Abbiamo un esercito intero e di
una sanità parallela a quella ordinaria che si occupa della lotta
al contagio, eppure oggi siamo in zona rossa.
Evidentemente, qualcosa continua a non funzionare e il sistema che
avete messo in opera, sostanzialmente, è sempre punto e a capo.
Tracciamento, monitoraggio, sorveglianza, non funzionano.
La lotta al Covid non funziona per il sistema che avete messo in
opera perché, evidentemente, non riuscite a controllare i contagi.
Eppure, ripeto, avete messo su un esercito di operatori sanitari ai
quali siamo grati per il lavoro che stanno svolgendo, ma la zona
nella quale siamo piombati è quella rossa.
Beh, il presidente Musumeci continua a dare la colpa ai cittadini,
a quella porzione minore di irresponsabili che, evidentemente,
viola le regole. Ma non credo che possa essere solo colpa di quella
porzione di cittadini siciliani che viola la regola. Qua il
problema è di sistema.
Assessore Razza, vorremmo che questo Governo, e lei in primis,
foste più coraggiosi. Il DPCM, all'articolo 2 e 3, stabilisce che
il Presidente della Regione, in concorso con il Ministro della
salute, possa stabilire anche quali siano le zone della Regione che
possano essere esentate dalle restrizioni. In poche parole quello
che il Movimento Cinque Stelle ha cercato di suggerirvi, perché non
sempre gli atti ispettivi che proponiamo vogliono essere una
critica nei confronti di questo Assessore e di questo Presidente,
ma vogliono anche essere una mano tesa. Noi non riusciamo ancora a
capire perché se fosse vero che una minoranza di siciliani
determina quello che sostiene il Presidente della Regione, cioè la
zona rossa in Sicilia, debbono pagarla anche tutto il resto dei
siciliani.
La Sicilia, Assessore, è formata da 390 comuni, eppure sino a
qualche tempo fa, prima che entrassimo nuovamente in zona rossa,
soltanto 10 comuni erano stati dichiarati zona rossa e altri due,
Catania e Palermo, il Presidente non ha avuto il coraggio di
dichiararli zona rossa.
In fin dei conti la metà della popolazione si trova nelle aree
metropolitane e l'altra metà nella stragrande parte del territorio
siciliano, eppure anche quelle parti dove il contagio è basso,
subiscono le stesse restrizioni di quelle parti dove il sistema è
saltato e quindi l'RT è alto e quindi è necessario imporre delle
restrizioni.
E, allora, mettetevi nei panni di quegli operatori economici che
non ce la fanno più, mettetevi nei panni di quei siciliani che non
ce la fanno più e che sono stanchi, agite in concorso con lo Stato.
Lo Stato questa possibilità ve la dà, ma dovete concordarla e
dovete farlo in maniera onesta perché ciò che ci sta portando
ancora indietro è questa sua voglia, questa vostra voglia di
mettere tutta la polvere sotto il tappeto e di legarlo.
E, allora, Assessore noi abbiamo 6.170 unità dedicate al Covid e
una sanità ordinaria che langue perché la verità è che oggi se non
sei malato di Covid non puoi curarti perché le carenze di organico
sono rimaste, ancora una volta, quelle che erano e sul quel fronte
la Regione poco o nulla, purtroppo, per i pazienti siciliani, ha
fatto.
Non ho molto tempo, quindi devo concludere. Assessore, noi
pretendiamo nei confronti dei furbetti che oggi si sono vaccinati,
come ha detto il mio collega Siragusa, il pugno duro perché ogni
dose che è stata somministrata a chi non ne aveva diritto è un
operatore sanitario in meno che abbiamo vaccinato, è una vita che
poteva essere salvata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello. E' iscritto a parlare
l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Grazie, Presidente. Buongiorno Assessore, colleghi e
cittadini siciliani. Signor Presidente, oggi sono sconcertato per
due questioni. Innanzitutto, e senza voler mancare di rispetto per
l'assenza del presidente Musumeci, però non dobbiamo dimenticare
che lui è il Commissario delegato per l'emergenza Covid, quindi nel
momento in cui si parla di Covid sarebbe stato bene che il
Presidente fosse stato seduto accanto al suo Assessore alla sanità.
In secondo luogo sono alquanto sconcertato per la serenità con cui
l'assessore Razza snocciola dati positivi, quasi che in Sicilia
problemi non ve ne fossero. Sono sconcertato dalla serenità con cui
tratta il dato delle vaccinazioni anomale, come se il fatto che
determinate cose succedono in altre Regioni rivelasse quasi una
consuetudine accettabile, quando, invece, questo è un fenomeno che
va condannato con fermezza, con rigore, con determinazione. Perché
poteva essere evitato. Poteva essere evitato emanando una circolare
per tempo, che prevedesse ed indicasse - anche all'indomani del
primo fatto - ti rendi conto che c'è un problema, emani una
circolare e dici signori cari, se avanzano delle dosi le dovete
gestire in questa maniera .
Perché è nell'incertezza che, poi, s'insinua il malaffare, la
convenienza, il favore, l'ammiccamento. E, quindi, il tema qual è?
Quando c'è un'epidemia non si possono evitare i problemi, però, una
volta che li incontri, ti puoi adoperare per risolverli.
Se, poi, addirittura, fai qualcosa per prevenirli, questo diventa
quasi premiale in questa Regione.
Il tema è che ci sono migliaia, decine di migliaia di famiglie
costrette ingiustamente agli arresti domiciliari senza alcun tipo
di assistenza, perché era prevedibile, anzi era stato previsto, lo
avevamo denunciato tante volta in Commissione sanità, che le ASP
non fossero in grado, non avevano le risorse umane, non avevano le
risorse economiche per gestire tutti i soggetti che si sarebbero
contagiati, che sono, poi, l'effetto di una carenza nel
tracciamento del monitoraggio.
Ci si sarebbe già potuto pensare durante l'estate, o a settembre,
ad iniziare a rafforzare questo personale, anche di natura
amministrativa, che avesse il compito di chiamare le persone che
stavano a casa, sapere come stessero, chiedere se avevano bisogno
di aver presa la spazzatura, come procedeva la malattia,
l'evolversi.
Tutto questo avrebbe evitato l'aggravarsi di determinate
condizioni cliniche che, poi, hanno portato ad intasare gli
ospedali.
Se gli ospedali sono intasati è anche perché abbiamo subito una
percentuale mostruosa di ricoveri, che erano evitabili con le cure
domiciliari.
E qua viene anche la carenza di prevenzione, perché se avessimo
portato in Aula, se fosse arrivata la relazione, che chiediamo, in
Aula, in Commissione, anche sull'infermiere di famiglia, assessore
- che non arriva dall'assessorato nonostante tanti input provenuti
dalla Commissione - avremmo avuto centinaia di risorse sul
territorio, risorse competenti e professionali.
A Messina c'è l'ira di Dio, c'è una confusione che non si è mai
vista, non solo per il Covid.
C'è un sindaco che produce ordinanze su ordinanze, un prefetto che
rimanda all'assessorato la valutazione sulla legittimità di quelle
ordinanze, un assessorato che se ne lava le mani e fa finta di non
vedere, un Presidente che è a fasi alterne - un giorno chiede la
zona arancione, un giorno chiede la zona rossa, poi dice magari
mischiamo i due colori e viene fuori il giallo, poi s'inventa
proviamo a confiscare i vaccini così risolviamo il problema delle
vaccinazioni, poi, magari, prendiamo, invadiamo pure due Paesi
stranieri, gli sequestriamo le fabbriche e le risorse. Forse crede
di giocare a Risiko?
Mi auguro che nessuno proponga di invadere l'Etiopia, magari ci
fosse qualche risorsa per fare i vaccini
Non va bene, non va bene, Presidente. Serve serietà. Noi chiediamo
serietà, prevenzione, organizzazione. Non possiamo evitare che il
Covid faccia vittime, però possiamo, quanto meno, gestire il
problema.
E concludo su una questione: stiamo pagando un prezzo altissimo
anche a livello di prestazioni ordinarie. La mancata separazione
degli ospedali, la mancata separazione dei percorsi stanno
producendo ...
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole De Luca, se non faccio
così ho capito, il Parlamento ha delle regole, se va in Europa
manco l'avvertono che le chiudono il microfono.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori e
cittadini che ci seguono da casa, ho ascoltato l'intervento
dell'assessore Razza su tutta una serie di dati che ha fornito.
Certo, mi sarei aspettato qualche precisazione puntuale sulla
situazione che viviamo in provincia di Messina, una situazione
disarmante e disastrosa sotto ogni punto di vista.
E vede, assessore, io non voglio parlarle qui dei posti letto che
a Messina non si sa se ci sono o se non ci sono, del Covid di
Barcellona, in cui abbiamo silurato la dottoressa La Guidara, per
poi nei giorni scorsi integrarla, e non si capisce cosa sia
successo, chi abbia torto o chi abbia ragione, perché non riusciamo
ad individuare nessun responsabile, però, nel frattempo da
Barcellona l'abbiamo portata a Lipari, e nei giorni scorsi
l'abbiamo fatta ritornare al suo posto, come se nulla fosse
successo, quando tutti i Tg nazionali ne hanno parlato.
Non voglio parlarle neanche della questione inerenti i tamponi.
Cito un dato su tutti: i tamponi, tremilacentoventinove tamponi
fatti tra novembre e dicembre, sono stati caricati solo a gennaio.
Questo, capisce bene, assessore, che non consente il tracciamento,
e non consente nulla. E' un'assurdità pazzesca. Comunicazione fatta
dal Commissario da lei nominata il 4 di gennaio.
Non voglio parlarle della gente che è abbandonata a se stessa,
ormai, intere settimane senza sapere gli esiti, senza sapere
risultati, senza sapere cosa deve fare.
Non voglio parlarle neanche del mancato tracciamento dei contagi,
perché è chiaro che nel momento in cui passa una settimana per
poter fare il tampone, e un'altra settimana passa per potere avere
il risultato, e quindi, l'esito del tampone due settimane. Lei,
assessore, scuote la testa, ma le garantisco che è così. A Messina
città le garantisco che tutt'oggi è così, ma basta semplicemente
aprire Facebook e leggere il commento o la riflessione di qualunque
cittadino, non è così nel mio comune, devo dire, perché
fortunatamente con l'Usca, lo sto facendo. Io parlo di Messina
città. A Messina città si attende una settimana per fare il tampone
ed una settimana per avere il risultato, quindici giorni, mi dica
lei, che tracciamento si può fare
Non voglio parlarle neanche della questione dei rifiuti, perché i
cumuli di rifiuti che le persone che hanno avuto la sfortuna di
contrarre il Covid si sono ritrovate, e si ritrovano tutt'ora in
casa, sono imbarazzanti sotto tutti i punti di vista, e l'Asp di
questo non se n'è mai occupata, se non con una nota dove dice ai
comuni: organizzatevi .
Certo, assessore, io mi sarei aspettato una riflessione importante
da parte sua su quello che ormai è noto come il caso Messina', un
caso in cui, ripeto, la confusione regna sovrana, ma non
s'individua nessun tipo di responsabilità da parte di alcuno. E'
stata nominata una Commissione che sta svolgendo delle indagini, ma
non abbiamo nessuna risultanza, e lei non riferisce nessuna in
merito a quelle che sono le risultanze di questa Commissione.
Sono state fatte delle controdeduzioni, e lei tutt'oggi, ancora,
non ci sta riferendo nulla in merito a queste controdeduzioni da
parte del Direttore generale La Paglia, e nel frattempo, però, la
situazione a Messina non cambia Perché, veda, non è che io sono
interessato a chi ha sbagliato o perché ha sbagliato. Io sono
interessato a far sì che in provincia di Messina tutto funzioni,
non dico alla normalità, ma quanto meno con un minimo di dignità,
perché oggi la situazione a Messina è catastrofica
E, veda, assessore, continua ad esserci all'Asp di Messina una
guerra pazzesca. Oggi l'ennesimo articolo sulla Gazzetta del Sud in
cui si parla di un appalto di dieci milioni, citato mesi fa,
qualche mese fa dal Direttore generale, La Paglia, che ha subito
non si sa quali pressioni. Scopriamo nel frattempo che, però, viene
sospesa la dottoressa Di Blasi, proprio per questo motivo di questi
dieci milioni di questo benedetto appalto, nel frattempo tutto
rimane com'è. Noi continuiamo a silurare, a destra e a manca, ma
vede, mi creda assessore, non credo che ai cittadini, in questo
momento, interessa silurare tizio piuttosto che silurare Caio.
Credo, e di questo ne sono fermamente convinto, che in questo
momento lei, per il ruolo di responsabilità che ha, debba occuparsi
in maniera seria della situazione che vive l'Asp di Messina, con
tutta una serie di provvedimenti che possono consentire di
ritornare alla normalità, di avere una normalità perché i cittadini
questo ci chiedono.
La situazione è incontrollabile sotto tutti i punti di vista. Noi
a Messina abbiamo un Direttore generale che nomina un delegato con
una successiva nomina da parte sua di un Commissario, con il suo
Capo di Gabinetto che è ancora tuttora presente a Messina. Abbiamo
un esercito di generali, ma nessuno che svolge i suoi compiti.
Ecco, credo, Assessore, che su questo lei debba riferire, debba
darsi delle risposte, ma soprattutto dare delle risposte che i
cittadini meritano, perché nel frattempo che noi continuiamo a
chiacchierare, a fare indagini, a cercare i colpevoli, la
situazione a Messina continua ad essere disastrosa.
PRESIDENTE. Fantastico L'avrà provato prima l'intervento Cinque
minuti spaccati
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Assessore, colleghi deputati. Il caso
vaccinopoli è partito da Scicli, purtroppo, è iniziato con la
nostra cittadina ragusana e, poi, è arrivato alla ribalta della
cronaca nazionale aprendo un vaso di Pandora. Ed adesso, è stato
ripetuto da tanti e tanti che ogni una persona su quattro,
praticamente, si è vaccinata non avente diritto, il 25 per cento
circa.
Assessore, va bene, poi replicherà, non sono qua per attaccarla,
sono qua per rappresentare una questione sia ai Siciliani che al
Governo.
Si è sempre detto che saremmo usciti da questa pandemia restando
uniti, rispettando le regole, indossando la mascherina, sanificando
le mani, mantenendo l'isolamento domiciliare nei periodi di
lockdown. Ed il rispetto delle regole parte anche da una corretta
turnazione delle vaccinazioni.
Ci sono delle fasi, ed io mi aspettavo che, quando le aziende
sanitarie facevano gli elenchi degli aventi diritto al vaccino,
mettessero anche delle riserve, e non si trovassero sprovveduti nel
dover chiamare, in maniera discrezionale, persone dalla strada o
dalle proprie case, dalle proprie famiglie, per salvare quelle dosi
di vaccino che avanzavano e non vederle sprecate.
Ora, io ho letto della sua proposta di non vaccinare chi ha fatto,
praticamente, il vaccino senza averne diritto. Sono d'accordo con
lei.
Mi pongo, però, un problema: queste persone di fatto faranno 3
dosi di vaccino, quindi, una dose andrà sprecata. Ebbene, che non
una sola dose venga pagata dai cittadini siciliani
Le faccio, quindi, una proposta: chi farà un'altra dose di vaccino
in più, in seconda battuta, perché andrà in coda agli altri, perché
ora si è vaccinato illegittimamente, la paghi questa dose di
vaccino, sia a pagamento.
Non devono essere i siciliani a pagarla, perché i siciliani hanno
già pagato. Hanno pagato tutti gli insegnanti di sostegno, tutti,
che potevano avere la priorità rispetto a questi, perché si
occupano di ragazzi con difficoltà che non riescono a portare a
scuola le mascherine, che non riescono a sanificare le mani, che
non riescono a mantenere la distanza.
Hanno pagato gli operatori ecologici, che vanno nelle case delle
persone affette da Covid a rimuovere i rifiuti.
Hanno pagato tutti coloro che potevano approfittare di questo
vaccino al posto di chi non ne aveva diritto come, per esempio, le
persone anziane ma, anche, e soprattutto quel 75% di medici, che
sono stati, fino a qualche settimana fa, i nostri eroi in Sicilia,
ed ora sono diventati dei criminali per la maggior parte della
popolazione
Ma stiamo scherzando? Io leggo su Facebook da medici senza
frontiere a medici senza pudore Non possiamo permettere una cosa
del genere.
Dobbiamo ristabilire serietà. Serietà dentro le nostre unità
sanitarie, e non dobbiamo più permettere che il buon nome di tanti
dottori, che hanno lottato e ci hanno salvato dalla morte, adesso
sia infangato in questo modo.
Anche io, quindi, come i miei colleghi, sono per il pugno duro.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, intanto, visto e considerato che
ora non ce ne sono ancora tantissimi interventi da fare, però,
comunque, non riusciremmo a finire entro le 13.30, ed avendo avuto
anche l'ok da parte dell'assessore del Gruppo del Partito
Democratico, continuiamo alle 16.00.
Quando smetteremo, cioè tra un'oretta circa, anche meno, poi,
continuiamo alle 16.00, anche senza il Partito Democratico che sta
facendo la sua direzione, perché tanto i colleghi del Partito
Democratico che dovevano intervenire sono già intervenuti. E noi
continuiamo in modo che per le 17.00 riusciamo a finire, attendendo
che torni il Partito Democratico, per le conclusioni dell'onorevole
Razza. Mi permetto, quindi, di fare questa modifica senza bisogno
di riunirvi, se c'è l'ok da parte di tutti. Benissimo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
Quindi alle 16.00 ci si rivede, continuando, per i colleghi, ne
mancano ancora un sette, otto, per i colleghi che devono
intervenire, e poi, in attesa che tornino i colleghi del PD, diamo
la parola all'Assessore Razza per la sua replica, così poi
continuiamo con le normali attività della giornata.
Prego, onorevole Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io
credo che questo sia un momento molto grave. E' una emergenza e nei
momenti di emergenza le contrapposizioni forti non servono. Io
credo che dovremmo andare tutti all'unisono per risolvere alcuni
problemi che ci sono, e sono anche gravi.
Mi permetto, Assessore, dal mio punto di vista, dal mio piccolo
osservatorio anche di Sindaco di un comune che vive giornalmente
quelle che sono le trepidazioni, le ansie, le preoccupazioni e
anche i disguidi che ci sono nei nostri comuni.
Il primo problema riguarda sicuramente il tracciamento. Sono stati
fatti passi in avanti, ma ancora resta purtroppo un'incompiuta
rispetto a quelle che sono anche le diverse competenze delle USCA,
dei servizi di prevenzione, dell'ASP in generale.
A mio avviso bisognerebbe potenziare anche i servizi di
prevenzione. Serve sicuramente un supporto per potere avere anche
dei risultati immediati.
Veda, noi siamo una provincia con 108 comuni, e sicuramente ci
sono delle problematiche che io purtroppo, anche da Sindaco, vivo
ogni giorno. Intanto, come posti di terapia intensiva, almeno al
report del 26 gennaio, noi abbiamo 50 posti di terapia intensiva, e
sono già occupati 43 posti, almeno questo è il report ufficiale del
26 gennaio, e in più i posti letto. Le faccio un esempio che è
avvenuto pochi giorni fa. Il 118 porta praticamente due positivi,
anche di anziana età, al Pronto Soccorso di un ospedale, questo
ospedale aspettano quattro, cinque ore, dopo dicono che non c'è
posto e li trasferiscono in un altro posto, per esempio a
Barcellona, dove non c'è nemmeno la terapia né semi intensiva né
intensiva. Purtroppo, questa terapia era stata, i posti letto erano
stati programmati, ma non sono stati mai attivati per le vicende
che ben conoscete.
Io non voglio entrare nel merito di una guerra, ma è chiaro che in
provincia di Messina, in questo momento, manca la serenità, senza
serenità non si può affrontare una emergenza come questa, e questo
è il punto nodale che io voglio rappresentare.
Noi abbiamo bisogno all'interno dell'ASP, della Sanità messinese,
di una serenità che possa affrontare le emergenze che purtroppo
ancora ci sono. Non sto qua a fare critiche o a patteggiare per uno
o per l'altro, ma sicuramente in queste condizioni non si può più
andare avanti, questo è l'appello che io faccio, Assessore perché
stiamo pagando un prezzo troppo alto.
Capisco che anche il Commissario nuovo sta cercando di rimettere
alcune cose a posto, però è chiaro che quando ci sono disfunzioni,
quando non c'è la possibilità di programmare perché si è occupati
su altri fronti, quando non c'è la possibilità di attivarsi con
serenità, ma anche con competenza, noi pagheremo uno scotto che è
troppo forte. Le ricordo che la provincia di Messina è una
provincia con 108 comuni, che è la terza area metropolitana della
Sicilia e ha bisogno di risposte concrete che possono essere date
solo da coloro che si occupino affettivamente della medicina del
territorio, della prevenzione, e che lo facciano senza possibilità
alcuna di guardare a guerre. Le guerre non ci interessano in questo
momento, verrà il momento di giudicare l'operato del Governo,
dell'Assessore. In questo momento ci interessa che si risolvono i
problemi.
Questo è l'appello che io faccio a lei, ma anche a tutti, viviamo
una condizione di grande precarietà, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto. Facciamo nostro il suo
appello, quello di risolvere e non di creare guerre che non servono
a nessuno.
Onorevoli colleghi, io direi, anche per non fare le cose di corsa,
dopo l'intervento dell'onorevole Pullara mancano poi un sette-otto
interventi, interrompiamo e riprendiamo alle ore 16.00, per come ci
eravamo detti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo solo per fare alcune precisazioni e devo dire aprire gli
occhi all'Assessore rispetto ad alcune realtà.
Non c'è dubbio che dopo una prima fase claudicante nell'affrontare
l'emergenza Covid seconda ondata, da parte dell'assessorato e del
Governo, c'è stato un impegno e un accelerazione notevole
sull'affrontare e sul determinare le questioni che potevano essere
affrontate, e dare veramente quelle risposte che potevano essere
date con attenzione, con metodo e anche organizzazione, però è
altrettanto vero, assessore, che la politica da gli indirizzi, ma
spesso questi purtroppo non vengono, come dire, applicati o
eseguiti.
Questa è la parola esatta con la metodica con la quale gli si
richiede, ma altrettanto è importante con la tempistica assessore.
Io ho sentito, devo dire anche dalle parti dell'agrigentino, ma a
macchia di leopardo, mi pare in tutta la Regione, che ci sono delle
carenze e delle criticità che prima di essere imputate al Governo,
e quindi all'assessore al ramo, onestamente da ex dirigente di
questo settore devo fare ammenda e dire che dipendono soprattutto
dall'impalcatura che oggi in termini sanitari viene gestita, e
pertanto assessore la invito immediatamente a procedere a una
verifica prima della fine del mandato, dei Direttori generali,
perché così è previsto da diciotto mesi al giro di boa, e
altrettanto una verifica che è assolutamente più semplice per i
commissari straordinari, che non hanno un contratto a cui li lega,
e che oggettivamente si muovono in maniera non allineata con la
tempistica che viene, come dire, indicata da parte
dell'assessorato.
Assessore, questa è una cosa importante, glielo chiedo perché la
maggioranza che lo sostiene rischia di pagare in termini politici
quelli che sono le scelte di alcuni soggetti che, forse, non sono
adeguati al momento e al ruolo che rivestono. Quindi, su questo,
Assessore, come parte della maggioranza la invito a farlo, anche
congiuntamente se lo ritiene, con l'input col sostegno ed ad
adiuvandum della Commissione Sanità .
Un'altra cosa che le dico è sui vaccini; pugno duro, pugno di
ferro sulla seconda dose per i furbetti, però attenzione, non
spostiamo l'asse in un campo che è quello della salute, ho sentito
dire di non fare la seconda dose a coloro i quali vengono
classificati furbetti, su questo assessore una riflessione io la
farei, perché ci può essere una ricaduta in termini di salute sul
soggetto di cui non ci possiamo macchiare, allora la persecuzione
in termini giuridici è anche costituirci come parte civile nei
confronti di questi soggetti, non solo per pagare il vaccino, ma
proprio per ripagare la Regione del danno fatto, questa è un'altra
cosa che le chiedo, e vado alle conclusioni.
Noi nella scelta o la borsa o la vita , quando il Coronavirus c'è
l'ha chiesto, abbiamo scelto la vita, e abbiamo fatto bene ad avere
un atteggiamento prudenziale rispetto a richiedere la zona rossa.
Forse oggi, Assessore, alla luce anche dei suoi dati, mi pare che
non sia più necessario.
Ritorniamo alla borsa. Però faccio un appello, e se vuole lo
condividiamo con i colleghi parlamentari di tutte le formazioni
politiche, non aspettiamo il 31 gennaio. Anche un solo giorno per
la nostra economia può essere un giorno importante per i nostri
commercianti, per i nostri artigiani, per gli albergatori, per i
ristoratori. Se fosse possibile farlo già da domani alla luce di
questi dati. Assessore, so che chiedo tanto, però valutiamolo
perché non è una cosa da poco.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta fino alle ore 16.00. Alle ore 16.00
riprenderemo i lavori e entro le ore 17.00 chiudiamo tutto. Si
riprenderà con l'intervento dell'onorevole Lentini. L'importante è
iniziare puntuali in modo che poi finiamo tutto entro le ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.56, è ripresa alle ore 16.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto che l'Assessore è arrivato
riprendiamo l'argomento di questa mattina.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà. Poi, a
seguire gli onorevoli Savarino, Aricò, Amata.
LENTINI. Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
intervenire qualche minuto solo perché, finalmente, ci sono i
vaccini e quindi, finalmente, i cittadini, la comunità, stiamo
cercando tutti insieme di rallegrarci per questo bell'evento,
diciamo, in dieci mesi abbiamo avuto questa possibilità grazie ai
nostri scienziati di creare il vaccino.
Io stamattina sentivo interventi contro l'assessore riguardo ad
alcune attività in alcuni posti, in alcune province.
Io penso che rispetto agli strumenti che ha avuto a disposizione
l'assessore Razza, credo che abbia fatto miracoli perché, vedete, a
livello nazionale tanti presidenti delle regioni si sono lamentati
rispetto ad alcune regole che avevano imposto i DPCM del primo
Ministro Conte.
Quindi, affrontare una pandemia da Covid - così feroce - non è
stato semplicissimo e, quindi, nell'arco di pochissimo tempo, cosa
accade? Accade che immediatamente bisogna rimediare alla mancanza
di medici, alla mancanza di infermieri, alla mancanza di operatori
socio sanitari.
Ecco, l'intervento dell'assessore devo dire che, immediatamente la
sanità, immediatamente il Governo ha assunto più di seimila persone
e non è cosa semplice, e fatta in pochissimo tempo è riuscita anche
benissimo.
Ieri c'è stato il dibattito sul DDL n. 766 che mi vede come primo
firmatario, sull'apertura, finalmente, dei corsi universitari, e
quindi contro il blocco, perché si è evidenziato veramente questo
fabbisogno.
Quindi, bisogna, assessore, fare in fretta, bisogna vaccinare
tutti prima possibile, ho visto nella sua relazione di questa
mattina che per il primo trimestre ci sono alcune categorie che
saranno beneficiate dal vaccino. Però, dobbiamo insistere perché
dobbiamo fare arrivare più vaccini possibili.
Oggi ho saputo attraverso i media che sono arrivati circa
8.500/9.000 vaccini che, immediatamente, sono stati messi a
disposizione della cittadinanza.
Quindi, adesso cosa bisogna fare? Bisogna intervenire e dare
questo input immediato che, secondo me, è importante per lo
sviluppo della nostra regione.
Quindi, signor Presidente, sono due le richieste che oggi metto a
conoscenza del Parlamento, della Presidenza e del Governo.
La prima, e lo devo dire con grande umiltà, che il Presidente
dell'Assemblea per quanto riguarda fatti sociali è stato sempre
premuroso, in particolare tutto quello che riguarda la pandemia
l'ha affrontato sotto tutti gli aspetti e dando spazio a chiunque.
E, quindi, organizzare, Presidente, un intervento immediato di
Aula, una seduta d'Aula ad hoc per affrontare il problema non solo
pandemico ma in questo momento affrontare pure, a partire da ora,
il tema dei disoccupati e delle imprese che non ricevendo soldi si
stanno cancellando tutti e tutti entrano in povertà.
Quindi, a questo punto, altro che reddito di cittadinanza, non
esiste più; qua saremo messi veramente tutti davanti alla gogna.
La seconda cosa, voglio che il Presidente della Regione si
inserisca in un contesto forte, mandando un input forte, un
messaggio forte al Governo nazionale affinché organizzi
immediatamente una Conferenza Stato-Regione che possa mettere,
finalmente, a conoscenza del problema reale di cui soffre l'Italia
meridionale e non solo e la Sicilia in particolare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, io stamattina ho ascoltato con grande
attenzione sia l'intervento dell'assessore, che è stato puntuale,
mai polemico, molto asettico, che ha con grande linearità parlato
di quelli che sono dati reali, sia numerici che di prospettive
rispetto anche all' Rt che si prevede possa cambiare nei prossimi
giorni, quindi, anche con un atteggiamento di speranza ma
giustificando quella che è stata una scelta di avere anticipato di
una settimana una inevitabile zona rossa siciliana, e di
anticiparla sulla base di dati che nella Regione Siciliana già
erano conosciuti.
Ed erano conosciuti perché - lo abbiamo visto e a volte ho avuto
la sensazione, stamattina, ascoltando i colleghi che, forse, non
abitiamo nella stessa terra di Sicilia - perché, chi ha onestà
intellettuale, o quantomeno un minimo di attenzione a quelli che
sono i dati di contagio della nostra realtà, dà all'occhio e
abbiamo, sicuramente, tutti notato, se non in mala fede, quello che
è successo durante le vacanze natalizie.
L'avere scelto - con una scelta che noi non abbiamo contestato ma
che è stata tutta romana, di alternare zona arancione e zona rossa
durante le vacanze di Natale, ha reso, probabilmente, nell'opinione
pubblica siciliana, abituata a vivere quelle vacanze natalizie in
maniera molto famigliare, in comunità e in comunione, un senso di
lassismo.
Probabilmente, se in Italia avessero fatto una scelta simile a
quella che la Merkel, coraggiosamente, ha fatto in Germania, e quei
quindici giorni fossero stati utilizzati per una zona rossa più
forte, più chiara, più certa, non si sarebbero sentiti autorizzati
i nostri cittadini siciliani a rompere alcune regole, anche a volte
per ignoranza, qualche volta per superficialità, altre volte per
rispetto di tradizioni familiari. Rompere quelle regole che ci
avrebbero dovuto portare ad avere più prudenza.
Guardando i dati di contagio e il tracciamento che si sono fatti
nei nostri comuni e nelle nostre realtà locali, dà all'occhio
intere famiglie e nuclei familiari di venti persone compresi figli,
i fidanzati delle figlie e i futuri consuoceri. Positive intere
comunità di chiese dove dopo la messa, compreso il parroco, tutti
insieme hanno mangiato la pizza. Positivi ragazzi che hanno
affittato i B&B interi, i palazzi affittati con i B&B, per
festeggiare insieme il capodanno, poi positivi. Positivi interi
viali, strade di comuni in cui i vicini di casa hanno festeggiato
insieme il capodanno e poi sono risultati tutti positivi.
Cioè è un dato quello che non credo possa essere addebitabile
all'assessore Razza o a chi per lui, ma un dato che se non fermato
subito con l'anticipazione della zona rossa sarebbe diventato
ancora più difficile da controllare.
Mi pare difficile che i miei colleghi non abbiano notato quello
che invece a tutti noi è dato all'occhio, il fatto che
positivamente è stato attivato un controllo presso i porti e gli
aeroporti per gli arrivi in Sicilia proprio durante le vacanze
natalizie e non oso immaginare se questi 170 mila tamponi di cui
oggi ci ha parlato l'assessore Razza fatti in più nello screening
del periodo natalizio non fossero stati attivati di sua iniziativa
dal Governo reginale, quel dato delle vacanze di natale cosa
avrebbe portato oggi in Sicilia.
E allora, il vero tema oggi, Assessore, è lì, ha ragione il
collega Lentini e quanti lo hanno sottolineato, è la vaccinazione
perché noi usciamo da questo momento di crisi al di là delle
polemiche che penso spesso e troppe volte sono strumentali e di cui
per fortuna lei oggi non è stato protagonista e mi fa piacere e mi
onoro di essere nel suo stesso movimento e ho anche apprezzato le
parole che lei ha rivolto al Ministro Speranza augurandosi che
l'interlocutore del Governo nazionale possa continuare ad essere
lui nonostante sia di estrazione politica totalmente diversa dalla
nostra, ma per serietà, ecco allora, e chiudo, un attenzione
particolare a quelle che sono le vaccinazioni e anche alla
strategia che può vedere protagonista la Sicilia a prescindere
dalle scelte nazionali.
Quella è la svolta.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà. Poi gli onorevoli Amata, Aricò e Caronia.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
cittadini che ci guardate da casa, bene è opportuno in questo
momento ricordare che stiamo attraversando un momento storico molto
difficile e purtroppo la Sicilia oggi è praticamente rimasta
l'unica regione in zona rossa, sperando che dal primo febbraio le
determinazioni future possano condurci verso un ragionamento che
acquisito un considerevole calo della curva dei contagi, fuori dal
tormentone e dal tormento anzi vorrei dire delle feste natalizie,
possano appunto condurci in zona arancione anche perché, come
sappiamo, già alcune misure erano state prese per contenere i
focolai a livello territoriale nella Regione siciliana individuando
alcune zone rosse in misura e in ragione dello sviluppo o di
focolai o di concentrazioni appunto sul numero di abitanti di
contagiati.
E, pertanto, l'estensione della zona rossa, veramente, a tutta la
Sicilia è sembrata una misura e appare a tutt'oggi una misura a
tutto il territorio regionale veramente di costrizione rispetto a,
per carità senza dimenticare le criticità e in numeri che sono
lievitati, senza dimenticare chi oggi è purtroppo negli ospedali e
soffre, ma altrettanto abbiamo sempre voluto porre sullo stesso
piano o su un piano della medesima importanza anche chi grida e chi
soffre oggi perché ha dovuto chiudere la saracinesca, perché ha
dovuto dire addio alla propria attività imprenditoriale, perché ha
dovuto cessare la propria impresa, chi non sa e non può oggi
mettere insieme il pasto del pranzo con la cena e sfamare le
proprie famiglie.
Questa è una situazione drammatica che già i miei colleghi hanno
abbondantemente approfondito ed è stata eviscerata e anzi
ulteriormente abbiamo chiesto commissioni su commissioni e nella
commissione sanità che è preposta appunto a questo approfondimento
per capire perché ci sembra sempre di essere ad uno stop and go,
stop and go, mai una linearità e soprattutto mai una vera e
concreta strutturazione di come affrontare il problema dal punto di
vista amministrativo, centrale e di una accelerazione anche
dell'effettiva efficacia delle misure nei vari contesti.
Cosa voglio dire? Assessore, lei ha avuto le risorse, il governo
regionale ha avuto la possibilità di avere direttive nette, certe e
chiare pure su quanti posti di giornalisti si dovessero nominare,
tutto è stato normato, siete stati indirizzati per come affrontare
la pandemia sul territorio siciliano.
La querelle sul numero dei posti letto. Ancor più noi abbiamo
visto tutta una serie di criticità nelle città metropolitane e io
voglio venire in particolar modo al tema che più interroga i
cittadini di Messina, della mia città, dove oggi purtroppo ancora
il tema del Covid è diventato tema, ahimé, di querelle politica di
bassissima lega che si incentra poi sulle personalità, come lei ben
sa, del sindaco attualmente e del direttore dell'Asp La Paglia e
praticamente non è pensabile che mentre queste due persone litigano
su come e chi avrebbe dovuto fare cosa, noi abbiamo avuto uno
sballamento dei tracciamenti con dati e carte alla mano, mancavano
tremila positivi in un periodo di venti giorni che l'Asp avrebbe
dovuto registrare.
Noi abbiamo avuto persone rinchiuse in casa con l'impossibilità di
avere un servizio di smaltimento dei rifiuti che sappiamo essere
rifiuti speciali che andavano raccolti tra l'Asp e il comune. La
variabile tempo, in politica, sappiamo che ha una importanza
fondamentale. Altrettanto la variabile tempo per chi oggi deve
lavorare, 15 giorni chiusi in casa sono 15 giorni per cui io non
posso andare a lavorare, 15 giorni chiusi in casa o ancor più per
le imprese di zona rossa, anzi profonda rossa perché a Messina noi
abbiamo avuto misure molto più restrittive, sono state per le
nostre imprese messinesi una mannaia in più.
Ora, di chi è la responsabilità? Io questo vengo a chiedere perché
non mi si può dire che col fatto che noi siamo in attesa di una
determinazione, assessore mi informa di una commissione specifica
per la questione messinese, non si potrà dire ai messinesi che non
si sa di chi è la responsabilità di tutto questo, perché a un certo
punto hanno dovuto subire una zona rossa rinforzata. Non è
pensabile. Io alla fine, assessore, voglio da chi è a capo della
gestione delle aziende sanitarie della nostra isola, voglio sapere
chi e in che modo ha sbagliato e dove perché il Covid non può
essere oggetto politicizzato per fare campagna elettorale.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Razza
innanzitutto desidero ringraziarla per la sensibilità e la
disponibilità al confronto con il parlamento. Lei ha una delega
certamente importante e quotidianamente affronta problematiche di
difficile soluzione, in un contesto oggi surreale che è quello che
la pandemia sta determinando, ma allo stesso tempo non si è mai
sottratto al confronto pur sapendo di andare incontro spesso a
delle critiche anche assai aspre e certamente anche oggi in questo
dibattito ciò è avvenuto.
Invece, a mio modo di vedere, sarebbe il momento di un confronto
fra tutti e di uno stare insieme per riuscire veramente ad
affrontare e ad uscire da questa difficilissima situazione.
Nel merito dell'odierna seduta, cioè la gestione di questa nuova
fase dell'epidemia che ha investito la nostra Regione in modo ancor
purtroppo più violento della prima, vede assessore, io ricordo
alcune previsioni fatte durante la prima ondata da eminenti
scienziati che dicevano la seconda ondata investirà il sud in modo
così violento, con enormi difficoltà per il sistema sanitario che
sarà un'ecatombe .
In effetti, la pressione sul sistema sanitario è stata ed è
fortissima, la concomitanza di tanti fattori ha determinato un
aumento esponenziale dei casi, abbiamo avuto anche duemila casi al
giorno eppure, grazie alla professionalità dei nostri operatori
sanitari, grazie al potenziamento del nostro sistema sanitario
messo in campo da questo Governo regionale il nostro sistema ha
retto e continua a reggere.
Naturalmente la situazione era e resta molto delicata e da qui la
domanda: era necessario chiedere la zona rossa per la Sicilia,
sapendo che la stessa avrebbe creato ulteriori restrizioni alla
mobilità, alle attività, alle imprese, alla scuola? La risposta è
sì. Il trend della curva epidemiologica era esponenziale, serviva
quindi un intervento drastico, nella consapevolezza che questa
misura avrebbe creato certamente situazioni di difficoltà e nella
consapevolezza che il protrarsi di questo periodo di restrizioni
orami non è più tollerato e tollerabile per nessuno ma per il bene
di tutti è necessario riavviare il sistema ma in totale sicurezza
e, certamente, duemila casi al giorno non ci permettevano di avere,
di riscontrare quella totale sicurezza.
Oggi però, assessore, alla luce dei dati degli ultimi giorni ci
sono le condizioni per chiedere e ottenere un passaggio in zona
arancione mantenendo in questo modo alto il livello di sicurezza
ma permettendo alle nostre attività di riprendere a lavorare.
Allora possiamo dire che tutto va bene, che i problemi sono
risolti?
No, assessore, questo non lo possiamo assolutamente dire. La
gestione sanitaria del territorio attraverso le Asp, attraverso
tutte le Asp della Sicilia, tutte, è piena di criticità, criticità
che la popolazione sente e assorbe sulla propria pelle e chiede a
gran voce che siano superate. Certo, alcune necessitano di tempo,
di interventi strutturali ma altre invece possono essere di
immediata risoluzione.
Per esempio, ho avuto modo di inviare giorni addietro al direttore
sanitario dell'Asp di Messina una lettera con la quale lo invitavo
a dare le necessarie direttive per rendere efficace la disposizione
con la quale i medici di medicina generale supportano il sistema
sanitario attraverso il famoso certificato liberatorio dei
pazienti. Bene, assessore, è semplicissimo, basta dargli le
coordinate, le password per reinserirsi nella piattaforma e quindi
ogni medico di medicina generale digita il nome del paziente, trova
lo storico peraltro del proprio paziente e dà quel certificato di
liberatoria che serve chiaramente a chi a tornare a lavorare, ad
altri per poter comunque vivere un attimo più in serenità e non
avere quello stress psicologico di dover restare chiuso in casa.
Lo stesso, scopro oggi in Aula, ha fatto il collega Caputo quindi,
assessore, in alcuni interventi sarebbe il caso di essere
assolutamente presente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha
facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, sarò
veloce - come in tutte le mie cose - perché la voglio ringraziare
per come ha affrontato questa problematica che è una problematica
mondiale e non era facile con il sistema sanitario che avevamo in
Sicilia.
Possiamo dire che non ci siamo vergognati questa volta di essere
siciliani. La ringrazio per questo.
Mi scuso perché stamattina non ho ascoltato la relazione, volevo
sottolineare solamente due cose perché penso che i colleghi hanno
detto tutto.
Volevo sottolineare di pensare seriamente per chi deve fare il
vaccino - non so se nella relazione lo ha detto, appunto mi scuso -
per i soggetti a rischio, Assessore, perché è una cosa
importantissima.
Ci sono queste persone purtroppo che adesso stanno in silenzio ma
che soffrono perché hanno la paura di non sapere quando potranno
fare il vaccino.
Una seconda cosa.
Ho saputo - ed è purtroppo vero - che a Enna, non voglio
evidenziare Enna solo perché è Enna, ma perché nelle altre province
sono arrivati i vaccini, mi risulta che ieri a Enna purtroppo ci
doveva essere una consegna, non so cosa sia successo, non è
polemica, ma la volevo informare che non sono arrivate le dosi di
vaccini che l'Oasi di Troina li darà in prestito all'Umberto I
perché hanno fatto una differenziazione.
E' importante che i vaccini vengano fatti perché c'era la seconda
dose, ma se può attenzionare la nostra provincia e farsi spiegare
perché non sono arrivati i vaccini.
Ripeto, la ringrazio e taccio, di considerare le categorie a
rischio con tutto il rispetto per tutti i sanitari, per le forze
dell'ordine, per gli anziani, però subito dopo mettere le categorie
a rischio - glielo chiedo col cuore, da mamma
PRESIDENTE. Dopo l'onorevole Arico, l'onorevole Catalfamo e
abbiamo finito.
C'era l'onorevole Lo Curto che avevamo chiamato prima ma non
c'era.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà. O Aricò
o Lo Curto basta che qualcuno interviene, anche perché sono le
cinque meno dieci, l'Assessore ha chiesto per la sua replica
quindici minuti, massimo alle 17.30 dobbiamo iniziare la
discussione sul CAS.
Restano gli interventi di Catalfamo, Lo Curto e Aricò; sono tre,
ce la dovremmo fare.
LO CURTO. Signor Presidente, colgo l'occasione di avere qui
l'Assessore Razza intanto perché non ho rimostranze da fare al
nostro Governo e quindi voglio testimoniare la nostra solidarietà
alle azioni che il Governo ha posto in essere per fronteggiare la
pandemia.
Certamente avere dichiarato la zona rossa in Sicilia non è stata
una scelta a cuor leggero ed è il frutto di tutti quei
comportamenti irregolari che sono stati qui stigmatizzati anche da
chi mi ha preceduto, dall'onorevole Savarino che ne ha ampiamente
discusso e sui quali evito di soffermarmi anche io.
Vorrei però approfittare appunto della presenza dell'Assessore per
evidenziare un problema.
Un problema che è stato ripreso anche dai giornali in questi
giorni perché mi sono fatta promotrice di una iniziativa di
comunicazione che riguarda proprio il rapporto sanità pubblica e
sanità privata e strutture private che lavorano per il pubblico.
Mi riferisco al servizio ADI, l'Assistenza Domiciliare Integrata
che viene svolta per conto delle ASP e su precisa indicazione degli
aventi diritto da parte dei competenti distretti sanitari che a ciò
provvedono e che appunto le strutture private che lavorano in
convenzione con le ASP forniscono alle persone presso il loro
domicilio.
Si tratta di assistenza socio-sanitaria ma anche di prestazioni
specialistiche, infermieristiche, logopediche, di riabilitazione
fisioterapica e altro genere sempre afferente al tema
dell'assistenza e dei livelli di assistenza primaria che devono
essere garantiti.
Bene, cosa accade da quando c'è l'emergenza Covid? Che per effetto
della ricerca - e ieri ne abbiamo parlato anche invocando la
liberalizzazione delle professioni sanitarie e l'iscrizione libera
alle facoltà di medicina e delle professioni sanitarie - da quando
c'è il Covid accade che infermieri, soprattutto infermieri e
riabilitatori a vario genere, fisioterapisti eccetera, vengano
acquisiti dall'Asp con contratti ovviamente ben più favorevoli a
quelli che la struttura privata, che ha ovviamente un budget già
consolidato in base alla gara che è stata espletata dall'Asp, per
pagare i propri fisioterapisti, gli infermieri eccetera, ed è una
sorta di sleale concorrenza contro se stessa che l'Asp fa perché da
un lato assume gli infermieri, il personale paramedico, gli
specialisti della riabilitazione per l'emergenza Covid nella
struttura pubblica, dall'altro lato depaupera il privato, la
struttura privata, l'azienda privata dello stesso personale che
paradossalmente deve fare le prestazioni proprio agli aventi
diritto segnalati dalle Asp. E' un po' il cane che si morde la coda
ed è una situazione assolutamente incresciosa che certamente merita
tanta attenzione.
Signor Assessore, io ho presentato nel merito una mozione, che mi
auguro prima o poi verrà discussa in questo Parlamento, che cerca
una soluzione che vuole essere di aiuto, io non so se possa essere
perseguita o perseguibile, però sicuramente vuole porre
all'attenzione del Governo il problema, perché il problema esiste e
noi non abbiamo risorse professionali dal cassetto che possiamo
tirare fuori. Allora ho immaginato una procedura - per questo le
chiedo poi il suo parere ovviamente - una procedura che permetta
per esempio agli studenti dell'ultimo anno delle professioni
sanitarie, di poter essere assunti da queste strutture private
perché si tratta comunque di prestazioni che devono essere fatte,
che devono essere erogate, perché stiamo parlando di LEA, e quindi
non stiamo parlando di cose in aggiunta. Ritengo che questa possa
essere una strada di buon senso, così come di buon senso può essere
la strada di potere chiedere di potere fare tornare gli studenti
dell'ultimo anno delle università private o delle università
straniere per meglio dire e potremmo impiegarli allo stesso modo
con una formazione come quella, tra virgolette, molto veloce che è
stata fatta per i medici non specializzati che sono in servizio
presso le Asp.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Mangiacavallo e Foti.
L'Assemblea ne prende atto.
situazione sanitaria in Sicilia
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo sulla
situazione sanitaria in Sicilia
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non
possiamo che essere soddisfatti della relazione che questa mattina
l'Assessore Razza ha voluto illustrare per l'ennesima volta a
questo consesso. Ricordo bene che già da marzo, quando è iniziata
la diffusione della pandemia, è iniziato anche il lock-down,
quest'Aula ci ha visto protagonisti di numerosi dibattiti che sono
serviti ad accrescere sicuramente la consapevolezza del momento che
stiamo vivendo. Non ultime le decisioni del Presidente della
Regione di qualche settimana fa di lavorare affinché la Sicilia ad
oggi, e speriamo e siamo sicuri non nelle prossime giornate,
venisse dichiarata zona rossa. E' una decisione molto importante,
ritengo io, che è stata contestata da numerosi deputati di questo
Parlamento, ma che io personalmente e tutto il Gruppo di diventerà
Bellissima ha ritenuto essenziale rispetto all'andamento
epidemiologico che c'era stato durante le giornate di Natale e di
Capodanno.
Sappiamo tutti e ho per esperienza di quanto mi viene
rappresentato soprattutto nella città di Palermo, città che vivo,
che in quei giorni era spesso e volentieri, i cittadini amavano
affittare bed and breakfast, villette, appartamenti, per passare
insieme le vacanze di Natale e di Capodanno. Tutto questo ha
comportato un rischio di contagio elevatissimo. E pensiamo ai
numerosi decessi che, negli ultimi giorni con un range che va da 28
siciliani a 40, ogni giorno sono deceduti a causa del Covid.
Io sono sicuro che la scelta del Presidente della Regione,
dell'Assessore Razza, di indicare una strada al Governo nazionale
affinché potesse essere indicata e valutata come zona rossa la
Sicilia, era la strada giusta in quel momento. Però pensiamo alle
attività imprenditoriali che stanno avendo, a causa del Covid, una
botta, un arretramento importante delle loro attività e del loro
fatturato. Attività che, comunque, sono state messe da parte dal
Governo nazionale perché non si è pensato ai famosi ristori a falli
arrivare subito e spero che in questo caso possano arrivare quanto
prima. E ritengo che questa decisione a ritornare ad una zona
arancione potrà allievare le sorti di numerosi imprenditori che con
grande sacrificio stanno cercando di portare avanti le loro
attività.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Il suo è l'ultimo intervento. Spero che anche
l'onorevole Catalfamo sia bravo quanto l'onorevole Aricò, nei
tempi, e così diamo subito la parola all'Assessore Razza. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, proverò ad essere anche più bravo
del collega Aricò, anche se effettivamente è difficile
Signor Assessore Razza, io non la invidio Non la invidio perché
la pandemia non era prevista. Non so se nel 2017 quando le è stato
conferito questo incarico avrebbe mai pensato di affrontare
problemi così grandi. E io questo glielo sempre detto in questi
mesi. Apprezzo lo sforzo che sta facendo, insieme a tutto il
Governo, per venire a capo di tutta una serie di situazioni che
sono in continua evoluzione e che, chiaramente, ci pongono di
fronte, settimana dopo settimana, a delle criticità. Perché è
innegabile - come ho sentito giustamente il monitoraggio, la
tracciatura, i vaccini che vengono somministrati, a volte succede
qualcosa che non dovrebbe succedere - sono tutti problemi veri,
reali sui quali bisogna confrontarci.
Ed è giusto ogni tanto venire qui in Aula a fare il punto della
situazione. Quello che dovrebbe anche essere giusto è che tutti gli
input, tutti gli stimoli, avvenissero con fare costruttivo e mai
con interessi strumentali o di natura politica. Ahimè Soprattutto
nella mia provincia, devo dire, che avvengono ogni tanto episodi
veramente imbarazzanti, veramente incresciosi che non dovrebbero
far parte della interlocuzione a livello istituzionale specie su un
argomento così critico come la pandemia.
Nell'ottica di collaborare con lei, signor Assessore Assessore
mi può seguire un attimo? Grazie. Nell'ottica della collaborazione,
come stavo dicendo, come Gruppo parlamentare abbiamo depositato in
questi giorni, un ordine del giorno che è stato anche numerato e
che è il 424 perché riteniamo che sia importante - laddove
possibile - dare una mano di aiuto a tutti gli operatori economici
che sono stati veramente penalizzati in maniera probabilmente
eccessiva con questa zona rossa estesa su tutto il territorio in
maniera incondizionata.
Riteniamo che sia possibile stabilire un ritorno o comunque
impegnarsi al fine di arrivare a un ritorno alla zona arancione,
magari individuando all'interno del territorio regionale delle zone
con maggiore criticità epidemiologiche dove potrebbe rimanere la
zona rossa. Anche anticipare di un giorno, di due giorni, quello
che sembra un fisiologico ritorno alla zona arancione potrebbe
significare molto per molti siciliani.
Chiedo pertanto che questo ordine del giorno venga votato e
apprezzato dall'Aula e credo che potrebbe essere una risposta
importante per tante persone.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catalfamo. Assessore Razza, 15
minuti. Le dò la parola con la speranza che si possa, in un futuro
spero non lontano quanto meno, potere fare finalmente una
discussione sulla sanità quella regolare, quella normale. Perché
non si parla di altro oramai che di Covid mentre la sanità non è
solo Covid. Ci sono tutta una serie di difficoltà che per colpa del
Covid stanno nascendo sulle altre forme di malattia che invece
tanti, tutti i siciliani possono avere. Per cui veramente mi
piacerebbe molto potere un giorno dire, finita l'emergenza Covid,
vediamo qual è la situazione della sanità siciliana per quanto
riguarda tutto il resto perché credo che sia per il futuro la cosa
veramente più importante.
Prego, Assessore.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ovviamente recuperando le ultime riflessioni della
presenza dell'Assemblea, disponibilità massima ad un ragionamento
che poi è quello che ci porta verso il futuro quando, come tutti
speriamo, quella del Coronavirus sarà una esperienza che potremo
avere lasciato alle nostre spalle. Non quella delle pandemie perché
il tema delle pandemie rischia di essere sempre più presente nelle
vite di ognuno e quindi di dovere orientare anche alcune
valutazioni, tanto dal punto di vista assistenziale, quanto dal
punto di vista strutturale.
Io, intanto, ringrazio davvero tutti i 22 parlamentari intervenuti
per gli stimoli importanti che sono pervenuti al dibattito e
proverò, non in una replica vera e propria, perché in molti degli
interventi mi sono riconosciuto e quindi in essi, li condivido. In
realtà ci sono 3 o 4 questioni che forse meritano meglio chiarite.
La prima di tutte è relativa alla decisione assunta dal Governo
della Regione di concordare con la cabina di regia nazionale la
individuazione sul territorio della Regione di una zona rossa
secondo l'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri vigenti. Io ritengo e, vorrei che tutti provassimo a
ritenere quella decisione, come una decisione necessaria ed
attuale. Necessaria ed attuale su tutto il territorio della Regione
non perché è una suggestione che proviene da una valutazione di
ordine politico ma perché all'inizio del nuovo DPCM, del nuovo
meccanismo di monitoraggio c'è stato un decreto legge che ha
individuato una soglia dalla quale fare scaturire la condizione di
serenità massima sulla diffusione del contagio e quella soglia,
quella individuata come più adeguata anche alla realizzazione del
contact tracing' è di 50 casi ogni 100 mila abitanti nell'ultima
settimana. Quasi tutto il territorio della nostra Regione, non
soltanto le aree metropolitane, nel momento in cui si è avanzata
quella richiesta al Governo nazionale ed è stata condivisa dalla
cabina di regia dell'Istituto superiore di sanità, si trovava in
questa condizione. Perché il riferimento non può mai essere
compiuto ai pochi giorni antecedenti la decisione proposta ma in
una valutazione che possa essere epidemiologicamente sostenibile
bisogna tornare almeno indietro di 14 giorni secondo il modello che
viene offerto dall'Istituto superiore di sanità.
Ed allora, se il primo dato ci indicava come necessaria un'azione
di contenimento del contagio il secondo ci ha messo probabilmente
in sicurezza e se tutto dovesse procedere come noi auspichiamo ci
potrà consentire di uscire dalla zona rossa al giorno 31, alla fine
di questo mese. Perché anche qui, il meccanismo previsto dal
decreto del Ministro Speranza che ha sostituito il decreto del 30
aprile è un meccanismo obbligatorio e stabilisce che quando nel
territorio della Regione l'indice Rt supera il valore di 2,5 punti,
la zona rossa non è una decisione, è una scelta imposta dal modello
condiviso tra lo Stato e le Regioni e deve durare almeno per 3
settimane.
Quindi, proviamo a ragionare nel concreto dei fatti e non nella
loro auspicabile suggestione. Se non si fosse condiviso con il
Governo nazionale quel provvedimento, la settimana antecedente al
superamento dell'indice Rt, che come sapete è stato di 2.7 punti
percentuali la scorsa settimana, noi la paralisi della zona rossa
non l'avremmo, ragionevolmente avuta, come speriamo di avere fino a
giorno 31, ma l'avremmo avuta sul tutto il territorio della Regione
per le tre settimane successive a quelle all'inizio, che sarebbe
stato individuato da questo lunedì.
Invece, le due decisioni che sono state concordate, nella logica
della leale collaborazione tra lo Stato e la Regione, sono state
legate all'anticipazione della zona arancione, la prima settimana
dopo il monitoraggio, perché noi avevamo un indice Rt di 0,98 e
anche in quel caso, abbiamo condiviso con lo Stato l'anticipazione
della zona arancione e poi l'anticipazione della zona rossa.
Quelle tre settimane ci hanno consentito, di vedere raffreddare la
curva, così come oggi la stiamo vedendo raffreddare, di continuare
a tenere piatta la curva dell'ospedalizzazione dei diversi livelli
di intensità di cura, ma soprattutto di individuare, come prognosi
possibile di una graduale riapertura, la fine del mese di gennaio e
non la fine del mese di febbraio.
Se questo inquadramento è non affidato ad una valutazione
personale ma se questo inquadramento è affidato alla logica dei
numeri, per come voi stessi li potete andare a vedere, nella logica
degli open data sui report che vengono pubblicati dai report
dell'Istituto Superiore di Sanità, tutto si può dire anche in
questo caso, tranne che le decisioni del governo sono state assunte
tardive o sono state sovrabbondanti, rispetto all'esigenze e ai
fabbisogni del nostro territorio, perché invece è vero il
contrario. Le decisioni del Governo sono state tempestive e hanno
risposto a una logica di doppio fabbisogno, sia sanitario che
economico; sanitario perché hanno raffreddato la curva, economico
perché, probabilmente, consentiranno qualche giorno prima a tante
imprese del nostro territorio, di potere aprire.
La seconda delle questioni che viene affrontata è legata alla
prontezza di attivismo, alcuni hanno detto: il dibattito che noi
oggi andiamo compiere, sembra lo stesso dibattito, di alcune
settimane fa , non soltanto, quando si è discussa la mozione di
censura al sottoscritto ma anche nelle altre interlocuzioni che ci
sono state, tanto con la Commissione VI, che ringrazio sempre per
tutte le occasioni di confronto, quanto con l'Aula con la sua
totalità, quando mi è stato chiesto di essere presente e io sempre
lo sono stato.
Anche sotto questo profilo è molto complicato sostenere che noi si
sia in ritardo sull'adeguamento strutturale come anche ho potuto
sentire da parte di alcuni interventi se proprio, l'Ufficio del
Commissario nazionale all'emergenza Covid nei giorni scorsi ha
diramato il piano di attuazione delle terapie intensive e sub
intensive, come risultante dall'art. 2 del decreto crescita' e
vede la Sicilia, prima regione in Italia per il numero di attività
già contrattualizzate e di cantieri aperti. Certo alcune delle
iniziative, si dirà potevano essere assunte, anche prima, ma la
lettura dell'art. 2 non tradisce smentita e purtroppo non la
tradisce né alcune settimane fa quando ne abbiamo parlato né oggi
quando ne stiamo riparlando.
Se l'articolo 2 affidava il potenziamento della rete ospedaliera
non alla Regione ma al Commissario nazionale e se la delega alla
Regione porta la data del 9 di ottobre del 2020 è chiaro che noi a
meno di 90 giorni abbiamo approvato tutti i progetti, 71
interventi, abbiamo contrattualizzato con progetto esecutivo più di
10 di questi interventi, contiamo di completare la maggior parte
delle opere entro il giugno del 2021. Perché poi dobbiamo anche
pensare di uscire dalla pandemia. E se pensiamo di uscire dalla
pandemia, dobbiamo restituire al nostro sistema sanitario delle
strutture che siano più forti, delle strutture che possano
risolvere alcune criticità di un tempo.
L'auspicio è quello che le strutture complesse di malattie
infettiva, dove non erano previste, siano aperte, penso alla
provincia di Trapani e penso alla provincia di Agrigento.
E, se si è potuto fare un potenziamento della rete delle terapie
intensive per effetto del nuovo parametro e non lo si poteva fare a
marzo, come ho sentito dire a qualcuno, per il semplice motivo che
il nuovo parametro è stato approvato a maggio e quindi
difficilmente si poteva immaginare di pensare alla rete più terapie
intensive quando non c'era una norma di riferimento che lo
consentisse, noi oggi siamo nelle condizioni di restituire una
rafforzata presenza in terapia intensiva, in terapia sub-intensiva,
mettere in campo tutte quelle azioni che danno, anche, un
significato a tante strutture ospedaliere delle quali era stata
prevista la chiusura, perché anche su questo dobbiamo fare un po'
di chiarezza, perché sarebbe stato molto complicato affrontare la
gestione della pandemia se nella lettura stretta e riduttiva del
decreto Balduzzi si fosse andati nella direzione che pure era stata
immaginata.
Oggi si parla di rivedere il decreto Balduzzi, non si parla più di
chiudere le strutture ospedaliere, ma abbiamo fatto i dieci anni
precedenti chiudendo gli ospedali e dicendo che si trattava di
duplicazioni e che non c'era bisogno di avere strutture ospedaliere
presenti sul territorio della Regione.
E non è una valutazione di parte, non si tratta di essere oggi noi
al governo della Regione con una maggioranza di centro-destra e
ieri negli stessi banchi dove oggi siamo seduti noi esserci una
maggioranza di centro-sinistra, perché il decreto Balduzzi è del
2012 e tutti sono stati costretti a dovere immaginare le proprie
reti ospedaliere in quel modello.
Certo, noi qualche distinzione l'abbiamo fatta perché quando si è
trattato di decidere, per esempio, se chiudere o riqualificare o
rilanciare un ospedale come quello di Barcellona Pozzo di Gotto noi
abbiamo fatto una scelta diversa, ci siamo confrontati con il
Ministero, ma è marginale nel quadro generale, non è un fatto
singolo, o penso alla città di Giarre nella provincia di Catania o
il lavoro che si sta facendo oggi su Ribera o su Marsala, sono
tutti fatti singoli che devono essere, invece, inquadrati in una
strategia più ampia, in un fatto più condiviso rispetto al quale
non penso possano esserci differenze di ordine politico. C'è,
invece, bisogno che tutte le attività che siano state programmate e
previste poi, materialmente, vengono realizzate, perché quando il
Coronavirus sarà un ricordo alle nostre spalle si possa dire
almeno: tra mille difficoltà questa esperienza ci ha restituito un
sistema sanitario più forte sul piano dell'innovazione digitale,
più serrato dal punto di vista della struttura di edilizia
sanitaria, più giovane e più ricco dal punto di vista delle
professionalità.
Ci siamo già riusciti in questi pochi mesi? No.
L'obiettivo è questo, e vi prego di credermi, non è un obiettivo
che si coglie nel senso dell'appartenenza e, quindi, nella
distinzione dei ruoli, penso che possa essere un obiettivo
condiviso perché se la nostra regione per tanti anni, sottoposta a
piano di rientro, ha avuto grandissime difficoltà, anche nella
selezione del personale, a potere mantenere sul territorio della
regione migliaia di professionisti che pure qui si sono formati,
pensare di uscire da questa situazione penso che interessi a tutti.
Vaccinazioni. Il piano nazionale delle vaccinazioni non può essere
derogato. Se qualcuno territorialmente pensa di derogare al piano
nazionale delle vaccinazioni, commette un reato.
Da questo punto di vista non c'è un ritardo, ho sentito dire
rispetto alla prima iniziativa di avvio della campagna di
vaccinazione una circolare ulteriore da parte della Regione è
arrivata dieci giorni dopo; non è arrivata dieci giorni dopo perché
tutta la fase di preparazione, esattamente come noi abbiamo avuto
confronti continui con lo Stato in videoconferenza, gli stessi
confronti li abbiamo avuti con tutte le aziende sanitarie
provinciali in un ciclo continuo di attività che ha visto tutti
presenti e nessuno escluso. È chiaro che se poi emerge una
criticità, il giorno stesso si interviene.
Io ho la nota con cui il direttore generale dell'Azienda sanitaria
provinciale di Ragusa ha rimosso il responsabile del centro
vaccinale di Scicli non dopo quattro o cinque giorni, ma lo stesso
giorno in cui si è avuta notizia di un fatto che è grave ed è
increscioso e che meriterà, non soltanto il massimo della reazione
dal punto di vista amministrativo, ma anche della azione di
controllo su tutto il territorio. E, lasciate che io vi escluda un
dubbio, la indicazione altro' della piattaforma con riferimento ai
vaccinati, nella stragrande maggioranza dei casi contiene soggetti
che avevano titolo di essere vaccinati non che non avevano titolo
di essere vaccinati.
Abbiamo chiesto, confrontandoci con il Commissario Arcuri che
venisse affinata la piattaforma in maniera tale da potere
qualificare meglio, vi do un esempio, a una interpretazione
rigorosa nella categoria altro' sono stati inquadrati gli autisti
soccorritori del 118 che non sono personale sanitario in senso
medico, infermieristico o operatori socio-sanitari e, quindi, sono
stati inquadrati nella categoria altro'. Ma qualcuno può
seriamente pensare che chi rischia anche la propria vita ed è stato
soggetto ad enormi contagi sulle ambulanze possa non essere
destinatario del massimo delle attenzioni da parte della
vaccinazione?
Così come non mi meraviglia se in qualche struttura ospedaliera di
fronte ad una fase di work in progress - e mi avvio a concludere -
vi sia stato il ricorso al non disperdere le dosi. Perché noi
abbiamo iniziato questa campagna vaccinale con una linea guida che
ci offriva la possibilità di utilizzare per ogni boccetta cinque
dosi, salvo poi scoprire, strada facendo, che ogni boccetta ne
conteneva sei. Ma a me non preoccupa se a dei pazienti over 80 sia
stata praticata la dose in più.
A me non preoccupa se per non disperdere le dosi si sia fatto
ricorso al personale di protezione civile impegnato nei drive-in
dove si effettuano i tamponi o se si sia fatto ricorso a
professionalità del servizio pubblico o incaricati di pubblico
servizio.
È una cosa diversa da chi, invece, capendo che al terzo giorno
rimaneva qualche dose in più ha pensato di vaccinare la moglie, il
figlio o lo zio. In questi casi, non è solo il pugno duro
indispensabile ma è indispensabile ogni azione amministrativa che
sia adeguata e proporzionale a ciò che è stato determinato sotto il
profilo dell'illecito amministrativo. Non intervengo oltre sulle
tante sollecitazioni ricevute anche dal punto di vista del rapporto
con le amministrazioni locali, con le prefetture, sui controlli.
È chiaro che, quando si è detto che doveva essere il Governo della
Regione ad effettuare i controlli territoriali si è detto un
qualcosa che, inevitabilmente, non poteva essere e che non
corrisponde alla realtà. Però, immagino che si volesse dire
qualcosa di diverso. A meno che da non ritenere che nell'ambito
delle attività di contenimento sanitario possano esservi ricomprese
le azioni di controllo che, invece, competono al Comitato
provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e, da questo punto
di vista, immagino che sia una voce del sen fuggita, mettiamola
così.
In conclusione, ovviamente, ho dato la mia disponibilità - l'ho
detto all'inizio - ad essere presente in VI Commissione per
affrontare la questione messinese, dell'Azienda provinciale
sanitaria di Messina. Poi per me è fondamentale - lo dico perché
sarà che nella vita faccio l'avvocato, ogni tanto qualcuno dice che
sono vittima della mia professionalità, io penso di essere
valorizzato nella mia professionalità, anche perché a differenza di
alcuni ne ho una - il punto è un altro. Ritengo che un procedimento
amministrativo vada affrontato, compiuto e concluso, nelle sedi
amministrative, perché il giorno in cui noi decidessimo di
affrontare questioni estremamente serie, non nelle sedi opportune e
nel rispetto delle regole previste dalle leggi, ma altrove rispetto
ad esse, commetteremmo un gravissimo errore di valutazione. Il che
vuole dire che i procedimenti vanno conclusi, che vanno conclusi in
maniera rapida e che non appena i procedimenti sono conclusi è
compito di chi ha la responsabilità amministrativa adottare ogni
atto che riterrà giusto e che ritiene giusto. Poi ci sarà la sede
politica e nella sede politica si potrà valutare se gli atti che
sono stati adottati rispondono alle esigenze imposte dalle leggi e
dall'opportunità o se invece la valutazione dovesse essere diversa,
ma non mi si può chiedere di utilizzare la ragion politica per
affrontare questioni amministrative perché se ognuno di noi fosse
disposto a fare retrocedere il diritto rispetto ai propri doveri
commetterebbe un gravissimo errore che costituirebbe un precedente
insopportabile in una democrazia che resta ancora fortemente
ancorata allo stato di diritto.
PRESIDENTE. Assessore, non credo che sia stato chiesto di
rinunciare, ovviamente, ai diritti per la ragione politica, però
lei ha fatto bene a sottolinearlo nel caso in cui ci fosse questo
dubbio.
Allora, colleghi, alle 17.30 precise riprendiamo l'Aula per
discutere la legge sul CAS. Abbiamo, quindi, otto minuti di
intervallo. Potremmo anche non farlo, però io oggi mi trovo
purtroppo senza Vicepresidenti, quindi anche io ho bisogno ogni
tanto di cinque minuti di intervallo per cui ci rivediamo alle
17.30.
Assessore Razza, io ho dimenticato gli ordini del giorno e un mio
errore non può costare invece il lavoro che fanno i nostri
deputati. Se lei è d'accordo, li consideriamo tutti accettati come
raccomandazione.
Se gli onorevoli colleghi sono d'accordo, li consideriamo tutti
accettati come raccomandazione.
(Gli ordini del giorno, accettati come raccomandazione, recano i
numeri d'ordine 423, 424 e 425)
La seduta è sospesa e riprenderà fra dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.22, è ripresa alle ore 17.36)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni per
il Consorzio per le autostrade siciliane (n. 783/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra sia scontato che
preleviamo il disegno di legge n. 783/A sul CAS prima del disegno
di legge n. 893/A Stralcio IV.
Invito, pertanto i componenti la IV Commissione, a prendere posto
al banco della Commissione. Come sempre l'onorevole Savarino è
puntualissima e la ringraziamo di questo.
Onorevole Savarino, su questo si era già rimessa all'Aula l'altra
volta? E' già stata fatta la discussione generale. Possiamo
direttamente iniziare. Così ricordo, se anche gli Uffici mi dicono
così. In ogni caso se qualcuno vuole intervenire, lo può fare.
Avevamo fatto solo la relazione, non ricordo. Ci sono interventi?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, dobbiamo velocemente iniziare la
valutazione dei vari articoli e la votazione del disegno di legge.
(Brusìo in Aula)
Invito i colleghi sotto il pulpito, onorevole Papale, Assessore -
vedo che l'Assessore Falcone attrae molto la discussione di alcuni
deputati - se si mette dall'altra parte in modo da non disturbare
chi parla in questo momento.
CRACOLICI. Vorrei l'ascolto dell'Assessore Armao.
PRESIDENTE. E l'Assessore Armao è lì e lo ascolta certamente.
CRACOLICI. La domanda va fatta a lui perché questo disegno di
legge sul CAS vorrei che fosse esplicito che non ci siano effetti
collaterali rispetto all'accordo che è stato sottoscritto.
Non vorrei - stiamo parlando di fatto di un ente pubblico
economico che viene costituito da una società partecipata con
effetti
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Assessore Armao, il dibattito a due non viene capito
da nessuno.
CRACOLICI. Assessore Armao, è un consorzio e il consorzio è una
società, è una forma societaria. Stiamo trasformando un consorzio
in ente pubblico economico.
Mi rimetto alla questione legata all'accordo Stato-Regione di
qualche giorno fa perché dobbiamo sapere che abbiamo sottoscritto
un accordo che, qualora agiamo in maniera difforme, la conseguenza
è che si blocca la spalmatura del debito.
Stiamo attenti, parliamo di cose delicatissime Verificate se
l'accordo non contiene clausole sulle partecipate che possano
mettere in discussione il senso stesso dell'operazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la cosa, su cui interviene ora
l'Assessore però vorrei dirle che questa è una norma del Parlamento
che era già incardinata precedentemente. Bisogna anche immaginare
che il Parlamento alcune cose ha deciso di farle e le fa. Poi,
vediamo che tipo di salvaguardia possiamo avere o prendere rispetto
all'accordo con lo Stato, però non è che il Governo fa un accordo
con lo Stato e il Parlamento fa finta che non esiste più, perché
questo non può avvenire.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. La suggestione dell'onorevole
Cracolici mi consente, ci consente come Governo, di svolgere gli
opportuni approfondimenti e le precisazioni in ordine alla portata
di questa trasformazione, di un consorzio fra soggetti pubblici -
quindi un consorzio fra enti pubblici - i consorzi possono essere
tra soggetti privati o tra enti pubblici, questo è un consorzio fra
enti pubblici. Un consorzio fra enti pubblici potrebbe essere un
consorzio fra comuni in un ente pubblico economico. Proprio per
l'attività
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Assessore Armao, le chiedo scusa. Colleghi, per
favore, siccome l'argomento è delicato ed è difficile comprendere,
tra mascherine ed altro si capisce poco, per cui se possiamo fare
un attimo di silenzio in modo che ascoltiamo l'Assessore Armao.
Prego, Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Proprio per la natura giuridica
che viene ad assumere lo si intende e questo è stato lo spirito che
ha animato in particolare l'Assessore Falcone che si è battuto e
potrà intervenire ovviamente per precisare meglio alcuni profili,
si è battuto molto per questa trasformazione perché è in gioco
l'attività concreta che svolge il Consorzio, che è un'attività
sostanzialmente imprenditoriale, poiché - come è noto - in altre
parti d'Italia e d'Europa, l'attività di costruzione delle
autostrade e di gestione delle autostrade è un'attività da
imprenditori.
La trasformazione in ente pubblico economico, altresì, consente
sotto il profilo Iva di gestire più agevolmente l'attività di
fatturazione. E comunque quello che è importante e rilevante che
qui intendiamo sottolineare che in nessun modo non solo questa
iniziativa legislativa, ma anche tutte quelle che ci saranno in
futuro, hanno intendimento di aggirare un impegno che è stato
assunto con dignità e onore, si potrebbe dire, dal Presidente della
Regione nei confronti del Presidente del Consiglio e viceversa.
Quindi, un accordo di leale collaborazione; come voi sapete siamo
stati i primi a non denigrare, anzi a ritenere che è stata una
conquista importante seppur gravosa sotto alcuni profili per scelte
fatte lo scorso anno da altri.
E comunque io vorrei che si guardassero anche gli emendamenti.
Onorevole Cracolici, il terzo comma dell'articolo 2 viene abrogato
su proposta del Governo, cioè il Governo stesso proprio per
scongiurare interpretazioni che potrebbero anche latamente condurre
ad un aggiramento di quei vincoli che sono stati assunti, il terzo
comma viene direttamente abrogato. Mentre il secondo comma viene
riformato con l'obiettivo, da un lato di non pregiudicare
l'attività che il CAS svolge e che deve continuare a svolgere,
perché se non incassa il CAS non vive e dall'altro di incedere
progressivamente verso una più ordinata e organizzata attività del
personale attraverso la pianta organica, perché non si può
continuare ad assumere temporaneamente del personale per svolgere
le attività senza una pianta organica, un criterio serio di
sviluppo delle risorse umane.
Quindi, sotto questo profilo i due emendamenti che sono il 2.8R -
Presidente, mi sto prendendo la licenza anche di illustrare gli
emendamenti a che intervengo, così ne facciamo due in una - e poi
gli altri due emendamenti riguardano uno la clausola di invarianza
proprio perché questa trasformazione non può generare costi a
carico del bilancio della Regione in nessun modo, ma grazie
all'abrogazione dell'articolo 2, terzo comma, non può ingenerarli
neanche nel CAS.
Abbiamo poi - a che ho preso la parola, così poi non intervengo
più - inserito anche una clausola che riguarda l'appartamento di
Roma, un immobile a Roma che ha il CAS e che da oltre cinque anni
non è utilizzato e che passerebbe alla Regione, proprio nel
rispetto dell'accordo di Roma, lo trova nella relazione, entrambi
gli emendamenti che ho presentato fanno riferimento all'accordo
testualmente, perché noi stiamo conferendo l'immobile che
attualmente è sede della Regione siciliana a Roma in via Marghera
al Fondo Pensioni.
E' chiaro che una volta che lo diamo al Fondo Pensioni o ce ne
andiamo o paghiamo un affitto. A quel punto incrementeremmo le
spese per affitti laddove non ce ne andassimo, anche perché
l'immobile ormai è diventato ridondante, con lo smart-working
tenere una palazzina intera non corrisponde più alle esigenze della
Regione che forse erano valide vent'anni fa o trent'anni fa, oggi
non lo sono assolutamente.
Allora, prendiamo l'immobile di via dei Crociferi, che peraltro è
anche allocato vicino alla Camera, alla Presidenza del Consiglio, è
più piccolino, sono 190 metri quadri, dove potremmo mettere la
dotazione di personale necessaria, senza questi numeri così elevati
e dall'altro, però, con una commissione paritetica che tra
Assessorato dell'economia e DRT e CAS provvederemo ad impinguare la
dotazione patrimoniale di un immobile di pari valore in modo che
così l'equilibrio patrimoniale del CAS non viene in alcun modo
pregiudicato.
Noi acquisiamo un immobile che ci serve a ridurre i costi e, nel
frattempo, conferiamo l'immobile di Via Marghera al Fondo pensioni,
corrispondendo ad una obbligazione che finora non abbiamo
pienamente osservato. Perché, come voi sapete, siamo debitori nei
confronti del Fondo pensioni e intendiamo ripristinare la
tempestività dei conferimenti.
Quindi, grazie signor Presidente, per avermi dato la parola perché
mi ha consentito non solo di precisare l'intendimento del Governo -
ripeto, lo si vede dalla relazione di accompagnamento di rispettare
pienamente l'accordo con il Governo nazionale - ma anche di andare
avanti con alcune misure proprio volte a ridurre i costi sulla
gestione della Regione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, siccome l'Assessore ha spiegato pure
gli emendamenti rispetto ai quali io non mi ero ancora avventurato,
mi permetto di dire a differenza
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Cracolici, scusatemi onorevole Lo
Giudice, onorevole De Luca, non è possibile stare là a
chiacchierare sotto la persona che sta parlando Onorevole Falcone,
le posso chiedere una cortesia? Si metta dall'altro lato così se
c'è qualcuno che le deve parlare, evitiamo che sia proprio sotto
chi sta parlando dal pulpito. Grazie.
CRACOLICI. Oppure, onorevole Falcone, se ne vada. Meglio, fuori
PRESIDENTE. Questa è una sua richiesta, non certamente la mia
CRACOLICI. Dica la verità, che lo pensava anche lei
PRESIDENTE. Faccia il suo intervento velocemente.
CRACOLICI. Gli emendamenti che ha illustrato l'Assessore Armao, mi
permetto di dire, non hanno questo fine chiarificatore, semmai
introducono qualche elemento di dubbio.
Primo: cioè noi stiamo dicendo che un ente di diritto pubblico può
assumere soggetti che hanno agito con un soggetto privato, perché
qui, mentre la norma originaria dice che si possono stabilizzare i
lavoratori a tempo determinato con il Consorzio, con la norma che
andiamo a modificare ampliamo questa platea anche a quei soggetti
che hanno operato per soggetti privati per il Consorzio da
lavoratori precari.
Quindi, questo è il secondo comma così come viene riscritto. In
più si abroga il terzo comma che è quello che prevede i concorsi
per titoli ed esami. Da un lato, stiamo prevedendo una norma che è
un ente di diritto pubblico; poi abroghiamo la norma che dovrebbe
dare senso al fatto che in un ente di diritto pubblico si accede
per titoli ed esami.
Mi spieghi l'Assessore Armao l'utilità di questi emendamenti se
non la contraddizione che con questi emendamenti si pensa ad un
ente di diritto pubblico, ma si vuole fare un carrozzone alla mercé
di quello che passa il convento.
Mi permetto di suggerire al Governo, almeno l'emendamento 2.8R, di
ritirarlo per evitare che diventi una delle barzellette di questo
Governo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, dico che le perplessità
dell'onorevole Cracolici vengono anzi fugate dall'emendamento 2.8R.
Perché vengono fugate? Perché noi partiamo dalla verifica del
fabbisogno e diciamo qualora all'interno del fabbisogno - che è un
fabbisogno già stabilito, lo stiamo stabilendo secondo una
dotazione, una pianta organica - c'è la necessità di attingere a
tempo determinato per un periodo di tempo e sappiamo che le
autostrade siciliane - le chiamiamo ormai così e spero di poterle
chiamare per il futuro così - hanno necessità di aggiungere alcune
unità lavorative per uno specifico motivo, cioè per una specifica
funzione che è quella dell'esazione, allora in questo senso diciamo
che è possibile dando priorità. Da che cosa? Attingendo da quelle
persone che hanno già svolto questo stesso servizio, cioè cerchiamo
di garantire ma soltanto come attività a tempo determinato.
Per quanto riguarda il comma 3 che abbiamo abrogato, è nelle cose
che un ente pubblico, ancorché economico, debba assumere per titolo
e per esami. Stiamo attenti Poi, ci sono delle categorie, le
categorie più basse o le categorie, diciamo così, che sono protette
che possono essere assunte soltanto per titoli e non per esami. Ma
è altra cosa. Cioè, noi stiamo disciplinando oggi con questa norma,
anzi è una norma restrittiva, è una norma che mette in salvaguardia
le condizioni del consorzio. Questo, io dico, stiamo attenti e
valutiamolo bene, leggiamolo bene e mettiamo nelle condizioni un
ente, finalmente, di non avere più alibi e di potere lavorare bene
nell'interesse della Sicilia.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Lo Giudice, poco
fa. Non so se vale ancora. Comunque ha facoltà di parlare
l'onorevole Laccoto.
Se per favore fate cenno al segretario, onorevole Tamajo, coloro i
quali intendono intervenire.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché è stato presentato un emendamento al fine di fare giustizia
rispetto a chi è andato in pensione. Mi si dice che ci sarebbe un
maggiore onere per la Regione. In effetti, il maggiore onere non è
per la Regione ma è per il consorzio che ha tanti contenziosi con
coloro che sono andati in pensione. Una norma del 2010 ha, di
fatto, bloccato questa situazione. Io credo invece che
l'emendamento, anche se volete mettere, aggiungere che non c'è
nessun onere a carico della Regione fa giustizia rispetto ad una
ingiustizia che viene fatta nei riguarda del personale attualmente
in servizio.
Quindi, io chiedo che venga rimesso questo benedetto emendamento,
che si possa leggere e che l'Aula comprenda che non si tratta di un
nuovo carico fatto nei confronti della Regione, bensì del consorzio
stesso che risolve tra l'altro diversi contenziosi. Ecco cosa
chiedo, umilmente questo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un tema
che appassiona e che interessa tutti perché, come ben sappiamo, è
stato oggetto già nella passata Legislatura della trasformazione
del CAS in una società per azione e, quindi, anche con una
ricapitalizzazione, un aumento di capitali per attirare investitori
anche dall'internazionale, era il mio disegno di legge. Oggi la
necessità di trasformare il CAS in un ente pubblico economico, cioè
un consorzio di autostrade che dobbiamo, secondo me, un
po'sgombrare il campo dal fatto che possa essere assimilato a delle
società partecipate perché il CAS sostanzialmente è un ente
pubblico che è stato costituito con una convenzione da parte dello
Stato per la gestione delle autostrade.
Quindi, è asseverato al bilancio consolidato, ma non alle società
in house. Quindi questo già sgombra il campo da alcuni equivoci che
comporterebbero anche il divieto di assumere.
Qui, a mio avviso, dobbiamo contemperare due esigenze. Da un lato,
la salvaguardia del personale esistente e una volta che il CAS
diventa un ente pubblico economico accertato, quindi deve redigere
un piano di fabbisogno ma accertata la liquidità e, quindi, la
possibilità di potere assumere, essendo un ente che ha la liquidità
e quindi le risorse proprie può avviare quel piano di fabbisogno ed
eventualmente quelle procedure selettive che si dovessero rendere
necessarie dal punto di vista di figure tecniche per il reperimento
di figure tecniche. Quindi, io tutte queste grandi difficoltà dal
punto di vista normativo non le vedo.
Ritengo che oggi è una buona opportunità perché evidentemente,
avendo il CAS, una sua propria autonomia, può tranquillamente
gestirsi e possiamo evitare tanto personale comandato che oggi va
lì e lavora al CAS ed è personale che viene sottratto ai
dipartimenti della Regione, ma nello stesso tempo il piano di
fabbisogni lo dovrà redigere, perché è ovvio che dovrà redigere un
piano di fabbisogni e una pianta organica come tutti gli enti
pubblici e economici e, solo dopo aver accertato questo, può
procedere alle selezioni, perché naturalmente vi è tutta la parte
del contenzioso che nella trasformazione resta non più in capo al
Dipartimento delle infrastrutture ma al consorzio autostradale.
Quindi abrogare, secondo me, completamente l'articolo 3 no, ma
modificarlo - lo sto dicendo all'assessore Armao - modificarlo in
questo senso potrebbe essere la soluzione giusta. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, è iscritto a parlare l'onorevole Lo
Giudice. L'onorevole Lo Giudice che lo aveva chiesto per prima. Ne
ha facoltà.
PRESIDENTE. Vi chiedo scusa, ditelo al Segretario. L'onorevole
Barbagallo pure.
Prego, onorevole Lo Giudice.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire in merito all'emendamento di riscrittura del Governo,
ne avevo presentato uno, ho visto questa riscrittura il 2.8.R.
Siamo d'accordo sulla necessità da parte del CAS di ovviamente
approvare, finalmente, una pianta organica, attraverso quella che è
una normale giusta verifica del fabbisogno dell'ente è chiaro però
che rispetto alla necessità di assumere i cosiddetti stagionali se
noi vincoliamo questa cosa alla pianta organica, in pianta organica
attualmente o meglio quella del 2006 ci sono solo 7 posti. E'
chiaro che non saranno mai sufficienti a garantire quelle che sono
le esigenze perché negli anni il consorzio ha attinto attraverso
delle società interinali a tutta una serie di personale.
Se vogliamo, a mio avviso, eliminare questa stortura e, quindi
dare la possibilità, che effettivamente si possano fare dei
contratti di lavoro a tempo determinato, dovremmo sganciare questa
cosa dal discorso della pianta organica. Ovviamente, facendo sempre
riferimento a quelle che sono le necessità che il consorzio
autostrade ha.
Quindi, cassando la parte a seguito dell'approvazione della
suddetta pianta organica , rimarrebbe soltanto qualora sia
necessario, al fine di garantire la funzionalità dell'ente,
avvalersi soltanto di personale con contratto di lavoro a tempo
determinato, eccetera, è data la priorità al personale in possesso
di esperienza lavorativa .
Questo darebbe la possibilità al consorzio di far fronte a quelle
che sono le esigenze che ha. E qui chiedo, ovviamente, il supporto
del Segretario generale se da questo punto di vista è possibile
svincolare e, quindi, cassare questa parte per riuscire a venire
incontro a quella che è l'esigenza dell'ente, perché ripeto negli
anni il consorzio ha fatto sempre ricorso alle società interinali
per far fronte all'esigenze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
presentato, come Gruppo parlamentare, due emendamenti e uno
riguarda, appunto, il comma 1 e il comma 2.
Al comma 1 diciamo praticamente tutto il personale che lavorava
al 31, presente in attività, al 31 dicembre del 2020 .
Il secondo emendamento che parla di soppressione del comma 2 in
effetti mi sembra giusto che i lavoratori che hanno presso l'ente,
che abbiano un occhio di riguardo, nel senso che è inutile che
creiamo ancora precariato, nel senso che facciamo un bando pubblico
dove chi ha lavorato ha un punteggio, per ogni tot di giornate
lavorate gli diamo un punteggio e aprire a tutti.
Mi sembra questa la cosa più giusta che si possa fare in
democrazia. Quindi, penso, Presidente, che andare ancora a formare
precariato mi sembra una cosa assurda. Abbiamo lottato per tanti
anni, abbiamo completato tutto l'iter burocratico per metterli a
tutti in regola; finalmente ci siamo riusciti e ora partiamo col
piede sbagliato.
Il CAS è un ente che va in trasformazione, lo dobbiamo portare
avanti ed è giusto così, però il personale deve fare parte,
appunto, dell'ente ma con bando pubblico, dando la priorità a
coloro, con un punteggio, a coloro che hanno lavorato presso
l'ente.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Grazie, Presidente. Il CAS oggi è un ente pubblico non
economico e la domanda che mi faccio è: con questo disegno di legge
cambieranno le sorti del CAS, del Consorzio per le autostrade
siciliane, o no?
Secondo me no. Perché? Il 30 giugno 2020 il Ministero dei
trasporti ha diramato nei confronti del CAS 1.465 non conformità.
Di queste 1.465 non conformità, solo 400 sono state regolarizzate,
altre poche centinaia sono in corso di definizione, tutte le altre,
ancora, non si sa che fine faranno.
Trecento milioni di euro di debiti, 340 dipendenti di cui diversi
in comando, diversi dipendenti regionali mandati in comando al CAS,
forse perché era più conveniente mandarli al CAS perché,
evidentemente, visto gli stipendi che ci sono, qualcuno aveva da
guadagnare qualcosa in più e i buchi di bilancio che sappiamo
tutti; oltre ai buchi di bilancio ci sono le buche che
sistematicamente il CAS non ripara e chi attraversa le strade
gestite da questo consorzio conosce bene in che condizioni si
trovano e come sono state gestite.
Vorrei capire, inoltre, questi 340 dipendenti, fatte salve le
garanzie occupazionali e tutto quello che vogliamo, come saranno
gestiti subito dopo questo disegno di legge? Cioè, una volta che la
legge diventa, trasforma in ente economico il CAS, i dipendenti che
tipo di natura avranno? I dipendenti in comando torneranno alla
sede dalla quale sono, diciamo, partiti oppure no?
Io, Presidente, penso una cosa, a prescindere dalle sorti di
questo disegno di legge, io penso che si arriverà ad una revoca
delle concessioni, il Ministero sarà chiamato, a breve, a mio
avviso, a revocare le concessioni rendendo praticamente inutili gli
effetti di questa norma.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie Presidente, fermo restando quanto già hanno
detto i miei colleghi a proposito dell'accordo Stato-Regione che ci
preoccupa anche per la credibilità della Regione e del Parlamento
nei confronti di chi ci osserva, c'è questo emendamento che è stato
stralciato dal testo che a nostro giudizio, è a firma
dell'onorevole Laccoto, e che a nostro giudizio ha già la copertura
e non necessita di ulteriori coperture. Quindi, se magari su questo
emendamento si potesse fare un approfondimento anche con una
sospensione di qualche minuto, al fine di sentire il parere del
Governo e degli uffici perché credo che, inspiegabilmente, è
saltato e non è già nel testo.
PRESIDENTE. Qual è questo emendamento? Me lo ricorda qual è questo
emendamento?
BARBAGALLO. Glielo faccio avere in copia se vuole, è a firma
dell'onorevole Laccoto, è un emendamento che aggiunge il comma 3
bis all'articolo 2.
PRESIDENTE. È quello di cui parlavamo prima? Se è quello di cui
parlavamo prima, onorevole Laccoto, ma trattandosi di pensioni, gli
uffici mi dicono che un minimo di interesse finanziario c'è per
forza.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei intervenga pure, però, perché qua
scusate il problema non è del Governo, il problema è della
Presidenza se può accettare qualcosa che preveda impegni
finanziari.
LACCOTO. Signor Presidente, giusto. Nelle more della definizione
dei precedenti di cui all'articolo eccetera al fine di superare i
contenziosi in essere e prevenire l'insorgenza di nuovi, il
Consorzio è autorizzato a procedere in via transattiva e con oneri
a carico dello stesso non a carico della Regione anche in deroga
alle previsioni di cui all'articolo 31 della legge del 7 marzo
1997, n. 6, alla regolarizzazione delle spettanze retributive e
previdenziali sospese ai sensi della deliberazione della Giunta 11
novembre 2010, n. 435 . Non pone a carico della
PRESIDENTE. Ho capito, però su questioni previdenziali può
intervenire il Consorzio con i suoi fondi? Questo devo capire.
LACCOTO. Ci sono in questo momento dei contenziosi con il
Consorzio, dal momento in cui questi contenziosi vanno avanti è un
danno per il Consorzio.
Il Consorzio, naturalmente, se noi sblocchiamo dal punto di vista
di quella delibera di Giunta, può sicuramente arrivare a delle
transazioni che siano favorevoli anche per il Consorzio.
Quindi, non è un onere a carico della Regione. Solo questo.
PRESIDENTE. E perché, scusi, onorevole Laccoto, c'è bisogno di un
emendamento? Se c'è un contenzioso
LACCOTO. Perché la delibera di Giunta regionale 11 novembre 2010,
n. 435 aveva bloccato questo sistema. Se noi lo facciamo per
l'altro personale, Presidente
PRESIDENTE. Quindi, se mi posso permettere, basta una delibera di
Giunta, è inutile fare una legge in questo senso.
LACCOTO. Ma la legge, se loro non fanno la delibera di Giunta è
meglio autorizzarli.
PRESIDENTE. E, allora, mi posso permettere? Già questo disegno di
legge ha qualche complessità. Su questo argomento basta che la
Giunta decida di farla, basta un ordine del giorno alla Giunta e se
viene votato da tutti, la Giunta in qualche maniera è autorizzata e
obbligata a farla. Metterlo fare un disegno di legge su un
contenzioso che ha in questo momento il Consorzio, una delibera di
Giunta l'ha bloccato, una delibera di Giunta lo sblocca.
Onorevole Barbagallo, non so se è chiaro visto che lei è
intervenuto anche su questo. È una delibera di Giunta, che c'entra
la legge?
BARBAGALLO. Facciamo un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Fate un ordine del giorno, benissimo, onorevole
Barbagallo.
Congedo
PRESIDENTE. L'onorevole Gallo ha chiesto di essere posto in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
783/A
PRESIDENTE. Va bene, siamo rimasti d'accordo con l'onorevole
Barbagallo che fa un ordine del giorno su questo argomento.
Un momento, ora passiamo a quest'altro. Facciamo una cosa.
Interrompiamo cinque minuti e vediamo di capire con il Governo
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Col suo permesso intanto
io volevo rispondere ad alcune sollecitazioni rispetto a questo
disegno di legge, soprattutto a quelle del Capogruppo del Movimento
Cinque Stelle, perché noi abbiamo fatto diverse audizioni in
Commissione, fin dall'inizio del nostro insediamento sul CAS. E non
c'è dubbio che il CAS, di adesso, eredita situazioni difficili,
tant'è che non è la prima volta che il Ministero dei trasporti fa
delle dimostranze e attiva dei procedimenti per la revoca della
concessione.
Però, oggi, c'è un dato che, ormai, viene riconosciuto in maniera
unanime ed è stato riconosciuto anche in Commissione IV dallo
stesso viceministro Cancelleri e, cioè, che la nuova governance,
voluta dal Governo Musumeci, ha impresso un'accelerazione al
miglioramento dei conti, ad una valorizzazione dell'ente e maggiori
lavori e, quindi, implementazione di lavori e di fondi a
disposizione dell'ente che sono stati spesi e sono stati spesi
bene, con progettualità che venivano richieste dal Ministero dei
trasporti, per cui se a questa buona governance, a cui noi abbiamo
dato pubblico merito - e anche in questa sede lo voglio ribadire -
viene aggiunto anche questo sforzo che ha voluto l'assessore
Falcone di rendere l'Ente, un ente pubblico economico come nel
testo che oggi ci approntiamo ad approvare, sono degli sforzi che
il Governo Musumeci mette in campo perché il Consorzio
universitario di oggi, autostrade siciliane di domani, possano
avere una prospettiva di speranza e un futuro grazie, appunto,
all'impegno globale sia dell'Amministrazione che dell'assessore che
della governance che il Governo Musumeci ha voluto ai vertici del
CAS.
Noi speriamo in questo modo di risollevare
PRESIDENTE. Allora, facciamo una cosa, onorevole Savarino, se
fosse possibile, giusto perché io capisca bene le cose, se i due
membri del Governo, cioè gli assessori Falcone e Armao, anche
insieme alla presidente della Commissione, ci possiamo riunire un
attimo, qua dietro, in modo da capire quello che è giusto, perché
abbiamo dei dubbi anche qui in Presidenza.
Per cui possiamo interrompere dieci minuti in modo da capire bene
se e tutto può andare avanti oppure no.
Quindi, sospendo l'Aula dieci minuti e inviterei gli assessori
Falcone e Armao e la presidente Savarino in Sala Lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 18.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerati gli interventi che ci
sono stati e dopo un piccolo incontro avuto con il Governo e con la
Presidente della Commissione, mi convinco che questo disegno di
legge va rimandato in Commissione Bilancio , per verificare una
serie di cose che si devono fare.
Non è giornata per poterla mandare avanti, ci sono troppe cose da
chiarire, mi dovete credere.
Per cui, se l'assessore Falcone è d'accordo, ne abbiamo già
parlato prima e capisco che alcuni di voi ci tenevano che si
facesse, specialmente i Messinesi, ma - credetemi - è giornata che
veniva fuori un pasticcio, se non lo rivediamo con calma.
Onorevole Zafarana, sì appunto, per cui facciamo questo passaggio
in Commissione che poi dipende dalla Commissione, per me se la
Commissione in un giorno la rimanda in Aula lo facciamo
immediatamente dopo, però, credetemi, per il bene della legge era
necessario fare questo passaggio.
CAMPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevole Campo, non è finita la giornata ancora,
appena finisce la giornata le do la parola, a meno che lei non
voglia che si finisca così, facciamo subito.
Onorevoli colleghi, io non so quanti deputati siano ancora
rimasti, quindi, se è possibile fare altre leggi, ma ci sarebbe
all'ordine del giorno, il disegno di legge successivo che è quello
su Misiliscemi ma non vedo il Presidente della Commissione.
Allora, io ho un impegno con chi ha presentato questo disegno di
legge, e con quelli che ci tengono molto a che questo disegno di
legge venga fatto, però mi sembra di capire, onorevole Lo Curto,
che non c'è più nessuno, non c'è né il Presidente né i
Vicepresidenti della Commissione e, onestamente, non so come
cominciare. Io lo vorrei fare, assolutamente, io veramente ho un
impegno non a che venga votato a favore o a sfavore, quello lo
decide l'Assemblea, ovviamente, lo decide l'Aula, però ho un
impegno a portarlo in votazione sia con le persone che sono venute
a trovarci, che ci tengono molto a questa cosa, sia con l'onorevole
Lo Curto ed altri deputati che hanno presentato il disegno di
legge; ma l'onorevole Genovese non c'è, che posso fare? Ho provato
anche a chiamarlo. Onorevole Lo Curto, ho provato anche a chiamarlo
ma non mi ha risposto, ci provi anche lei.
Onorevole Campo, se vuole può intervenire ai sensi dell'articolo
83, che così andiamo avanti.
LO CURTO. Signor Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto se lo troviamo e gli chiediamo di
venire quanto meno.
Allora, onorevole Lantieri, io posso dire una cosa? Parlando
liberamente, quindi al microfono, sono convinto che non si può
completare l'iter, ma se già lo iniziassimo con la presenza della
Commissione sarebbe già un bel risultato. Per cui, se lei trova il
Presidente o un Vicepresidente della Commissione, io intanto lo
faccio cominciare, però, almeno loro li dobbiamo trovare, onorevole
Lo Curto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CAMPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi scusate, c'è un intervento dell'onorevole
Campo, ai sensi dell'articolo 83, per cui per favore mettiamoci
tutti seduti e tranquilli, sentiamo, così poi andiamo avanti.
Prego, onorevole Campo.
CAMPO. Grazie, Presidente. Questo intervento ci tenevo
particolarmente a farlo perché è diventato un mio appuntamento
fisso. Io intervengo ogni sei mesi da questo scranno sempre sullo
stesso argomento e, chiaramente, con un corredo di atti
parlamentari al seguito, mozioni, richiesta di tavolo tecnico,
interrogazioni. A cosa mi riferisco? Mi riferisco alla mancata
autorizzazione AIA per il trattamento TMB, il trattamento meccanico
dei rifiuti, di Cava dei Modicani.
Mi dispiace che l'assessore Pierobon non ci sia, spero che possa
ascoltare questo audio e possa leggere le mie interrogazioni, e che
qualcuno glielo riferisca.
Allora, è una questione che è nata nel 2015 anno in cui abbiamo
chiesto questa autorizzazione, sono passati sei anni, io capisco la
lentezza burocratica, la lentezza amministrativa, ma sei anni è
qualcosa di vergognoso, soprattutto quando dall'Assessorato ci
arriva la giustificazione che il funzionario in questione è andato
in pensione.
Cioè, capite bene che io mi vergogno, mi vergogno pure a sentire
delle cose, dopo sei anni questa autorizzazione non l'abbiamo
perché un funzionario è andato in pensione. Cosa è successo?
Dal 16 gennaio è scaduta l'ennesima proroga che ci permetteva di
conferire in discarica facendo funzionare questo TMB e quindi i
cittadini di tutto il comprensorio ibleo hanno i rifiuti a casa dal
16 gennaio perchè con circolari continue, da parte di tutti i
sindaci, e devono tenerseli a casa.
Fra l'altro in un periodo in cui c'è il COVID e che la gente sta a
casa e produce molti più rifiuti non possono conferire in nessuna
discarica.
Praticamente, l'ultima volta che sono intervenuta su questo
argomento sembrava che finalmente fosse tutto pronto. La Regione
disse che entro novanta giorni avrebbe rilasciato l'autorizzazione,
si parlava dell'8 giugno, i novanta giorni sono scaduti a
settembre, ne sono passati duecento ma vi dirò di più - ne
bastavano trenta, perché il Presidente Musumeci aveva firmato
un'ordinanza che snelliva di un terzo tutte le pratiche di
autorizzazione, noi quindi in trenta giorni avremmo potuto avere
l'autorizzazione, cioè a luglio. Abbiamo accettato novanta giorni
ma adesso sono duecento giorni passati. Abbiamo ricevuto anche una
sorta di contentino in questi giorni per coprire un buco con una
pezza piccolina, per un paio di giorni possiamo portare rifiuti a
Gela.
Vi rendete conto? Possiamo portare sette tonnellate, i comuni
grandi, e quattro tonnellate i comuni piccoli, a Gela quando solo
la città di Ragusa ne produce 250 tonnellate di rifiuti a
settimana.
Ma è possibile che noi per avere l'autorizzazione AIA dobbiamo
aspettare sei anni e i cittadini che pagano la bolletta devono
tenere questi rifiuti a casa?
Veramente, prego questo Governo di riferire all'Assessore Pierobon
che a Ragusa c'è un'emergenza seria ed è inutile che il Governo ci
continua a propinare disegni di legge sulla riforma dei rifiuti
come se fosse la panacea di tutti i mali.
Ma perché non approvate i disegni di legge che ci sono attualmente
in corso e aiutate gli enti locali che sono i soggetti deboli della
catena?
PRESIDENTE. Onorevole Campo, posso chiedere all'Assessore Falcone
- seppur non essendo lui l'Assessore al ramo - se si può fare
seriamente carico di avvertire l'Assessore Pierobon dell'intervento
dell'onorevole Campo e, quantomeno, avere una risposta in modo che
si possa fornire questa risposta all'onorevole Campo, non solo, ma
a tutti i cittadini che hanno questo problema. Oggettivamente, è un
intervento periodico dell'onorevole, però, una risposta si deve
dare, non si può continuare a non considerare i problemi che
esistono.
La ringrazio, assessore Falcone, perché non è lei l'Assessore al
ramo, ma la prego di farsi carico di questo problema.
CAMPO. Grazie.
PRESIDENTE. Non c'è possibilità di andare avanti...
DI CARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, oggi è la Giornata della memoria.
PRESIDENTE. E lei se la ricorda, per cui è già una cosa positiva.
DI CARO. È il giorno in cui tutti noi siamo chiamati a ricordare
quello che è successo, le vittime della Shoah, il progetto
criminale del nazifascismo per la soluzione finale; ma vorrei
approfittare di questa giornata per ricordare un grande siciliano
che spesso viene dimenticato perché ci sono dei film, dei romanzi
che narrano di altre persone che hanno fatto le stesse cose.
Questo siciliano si chiamava Calogero Marrone, era di Favara.
Brevemente, vorrei raccontare la storia di Calogero Marrone che -
per semplificare - ha fatto la stessa cosa che hanno fatto i vari
Schindler o Perlasca.
Fu allontanato da Favara
PRESIDENTE. Proprio ieri abbiamo visto il film Schindler's List ,
lo ricordiamo bene per questo.
DI CARO. Fu allontanato da Favara perché era contrario al fascismo
e trovò lavoro al Nord Italia, a Varese, lì trovò occupazione come
ufficiale di anagrafe e approfittando di questa sua posizione di
ufficiale di anagrafe, falsificò centinaia di documenti a cittadini
ebrei che venivano ammassati a Varese per portarli poi nei campi di
concentramento. Marrone fu tradito da un collega e fu anche lui
portato nel campo di sterminio di Dachau dove trovò la morte.
Ecco, oggi mi piacerebbe ricordare il gesto di Marrone eroico e mi
piacerebbe anche ricordare che ci possa essere un'altra occasione,
magari l'anno prossimo, più solenne per ricordare le gesta eroiche
di Marrone.
Signor Presidente, mi sarebbe piaciuto che lei, magari, avesse
dato ascolto a quello che ho detto, perché ci potrebbe essere
un'occasione l'anno prossimo per ricordare solennemente Marrone
all'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, essendo di origini favaresi, come
lei sa, questo argomento ovviamente non può che interessarmi. Non
conosco sinceramente la storia che lei ha appena accennato e me ne
faccio una colpa di non conoscerla, però l'ho ascoltata volentieri
e mi occuperò di questa cosa. Se per l'anno prossimo si volesse
organizzare qualcosa, non sarà certo questa Presidenza a evitarlo,
a vietarlo; per cui, sempre a disposizione per fare queste cose.
Poi, quel periodo è un periodo che persino gli uomini della destra
di oggi in qualche maniera sono ormai convinti di condannare in
maniera netta, per cui non esistono problemi da questo punto di
vista.
Seguito della discussione del disegno di legge Istituzione nuovo
comune denominato Misiliscemi (n. 783/A)
PRESIDENTE. Allora, essendoci l'Assessore, essendo arrivato il
Vicepresidente della I Commissione, io chiederei quanto meno di
iniziare l'iter di questo disegno di legge, lei rinvierà immagino
la discussione all'articolo 1, in modo che la prossima volta lo
possiamo fare. Per cui le do la parola, onorevole Genovese.
GENOVESE, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente, mi
rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Lei si rimette al testo e, quindi, è diciamo ormai
nella fase finale, in dirittura d'arrivo, quanto meno abbiamo fatto
la curva finale prima della dirittura d'arrivo che era la cosa
importante e chiudiamo la seduta di oggi e alla prossima seduta ci
sarà questo disegno di legge, sperando che ci sia la I Commissione
nel suo pieno in modo da poterla anche difendere un disegno di
legge di questo tipo. Benissimo, martedì prossimo la incardiniamo.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Colleghi, siccome la I Commissione ha mandato anche il
testo del disegno di legge sugli enti locali per quanto riguarda la
possibilità della terza rielezione dei sindaci minori dei piccoli
paesi, quelli sotto tremila abitanti, avendola esitata lo
incardiniamo martedì mattina in Aula, diamo i tempi per la
presentazione degli emendamenti e lo mettiamo in coda rispetto alle
cose che si devono fare ma speriamo anzi, dobbiamo riuscire a
farlo, positivo o negativo, il risultato lo decide l'Aula, ma se
dovesse essere il risultato positivo è importante farlo nei tempi
giusti perché con la prossima mandata elettorale i sindaci sotto i
tremila abitanti possano ricandidarsi, sennò sarebbe una perdita di
tempo, per cui faremo in modo di farlo velocemente.
Onorevoli colleghi, siccome era previsto per martedì mattina il
dibattito sull'agricoltura io ve lo faccio sapere via mail, perché
parlo con l'Assessore, se l'Assessore è disponibile, rinviamo a
martedì mattina, incardiniamo questa norma direttamente martedì
mattina in modo da potere già dare il tempo per la presentazione
degli emendamenti e poterla poi votare anche il giorno successivo.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, quindi martedì cosa è previsto? Martedì
è prevista rubrica come quella di oggi?
PRESIDENTE. Deve parlare più forte, onorevole, perché io non la
sento, purtroppo. Qua attorno mi parlano, mi viene da ridere,
perché io rimprovero, si fa per dire, invito tutti quelli che mi
stanno di fronte a evitare di parlare, ma mi parlano questi attorno
e dietro, per cui non sento niente, regolarmente. La prego, parli
anche un po' più forte. Per favore, un secondo di silenzio, grazie.
PAGANA. Signor Presidente, nell'ultima Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari eravamo rimasti di fare, settimana per
settimana, anche la mattina, attività ispettiva. Io non ho capito,
la prossima settimana
PRESIDENTE. Martedì mattina sull'Agricoltura.
PAGANA. Poi, se sarà presente il neo Assessore per gli enti locali
e la funzione pubblica, io lo inviterei per capire cosa fare con le
elezioni comunali per quei Comuni sciolti per mafia.
PRESIDENTE. Mi scusi, ma non ne abbiamo già discusso l'altra
volta?
PAGANA. Ma poi è intervenuto il decreto nazionale. Quindi, si deve
capire che intenzioni ci sono.
PRESIDENTE. Quella legge per i Comuni sciolti per mafia, l'abbiamo
fatta in funzione di quel decreto nazionale. Per cui, non deve
succedere niente altro. E' stata fatta proprio in funzione di quel
decreto lì, c'è stato un lungo dibattito proprio perché c'era
qualcuno - io compreso - che riteneva non fosse obbligatorio
seguirlo, ma poi abbiamo deciso di seguire quelle che erano le
indicazioni del decreto nazionale.
PAGANA. Però, non mi ricordo se all'epoca siamo riusciti a
recepire la disposizione di un terzo della raccolta delle firme. Ne
possiamo parlare?
PRESIDENTE. Possiamo fare una cosa, onorevole Pagana
PAGANA...Perchè abbiamo fatto questo intervento? Perchè nel
disegno di legge degli enti locali...
PRESIDENTE. Se martedì incardiniamo questo disegno di legge faremo
in modo di metterlo in votazione il più presto possibile e se c'è
già questo...
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ma se è già inserito in quel decreto, in quel disegno
di legge
PAGANA. No, avevamo deciso di non recepirlo.
PRESIDENTE. Presentate un emendamento e lo inseriamo. Non è un
grosso problema questo.
PAGANA. Va bene. Poi, Presidente, sempre soprattutto su input
della collega e della Vicepresidente Angela Foti, mi chiedevo,
visto che il 24 luglio di qualche anno fa quest'Aula ha deliberato
la procedura d'urgenza riconoscendo quindi l'urgenza nel tema delle
IPAB che questo Parlamento ha lavorato prima in Commissione, anche
l'Aula si è espressa più volte, abbiamo fatto questo disegno di
legge, ne sono arrivati diversi, uno dall'allora Assessore, uno da
questo Parlamento...
PRESIDENTE. La settimana prossima noi sicuramente faremo una
Conferenza dei Capigruppo. Quando faremo la Capigruppo lei
proporrà
PAGANA. Signor Presidente, veramente io lo chiedo - a parte la
Conferenza dei Capigruppo - vorrei restasse
PRESIDENTE. No, perché per considerarla urgente in Commissione
quanto meno dobbiamo essere d'accordo i Capigruppo. Per cui, se lei
solleva il problema alla prima Conferenza dei Capigruppo che ci
sarà, mettiamo l'urgenza in Commissione e la facciamo velocemente.
PAGANA. Va bene, in modo tale che questa Aula si esprima.
PRESIDENTE. Guardi, io ho sull'argomento la mia Vicepresidente, la
nostra Vicepresidente Foti, che ogni mattina mi sveglia con questo
argomento. Per cui, stia tranquilla che la dovremo inserire prima o
poi per forza. Quindi, la velocizziamo alla prima Conferenza dei
Capigruppo la rendiamo urgente in Commissione.
Onorevoli colleghi, la seduta è conclusa ed rinviata a martedì
mattina. Se poi non dovesse essere possibile ve lo faccio sapere.
Quindi, martedì 2 febbraio 2021, alle ore 11.00 con il tema
sull'agricoltura e il dibattito sull'agricoltura, per poi nel
pomeriggio fare quello che continua ad essere l'ordine dei lavori
che avevamo già previsto. La seduta è tolta.
(Pertanto, a seguito dell'intervento dell'onorevole Pagana ed in
analogia a quanto avvenuto per la rubrica Salute nella seduta n.
246 del 26 gennaio 2021, oltre alle comunicazioni del Governo sullo
stato dell'agricoltura, l'Assessore preposto fornirà risposta
scritta agli onorevoli deputati per le interrogazioni a risposta
orale ancora in vita fino alla numero 1891 del 2 dicembre 2020)
La seduta è tolta alle ore 18.38 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
248a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 2 febbraio 2021 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLO STATO DELL'AGRICOLTURA IN
SICILIA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane. (n.
783/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
2) Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)
Relatore: on. Savona
3) Norme in materia di enti locali . (nn. 824-810 Stralcio I/A)
Relatore: on. Pellegrino
4) Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi . (n. 686/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
5) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio