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Resoconto d'Aula della Seduta n. 249 di mercoledì 03 febbraio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, buon pomeriggio. Avverto  che  il
  processo  verbale  della seduta precedente è posto  a  disposizione
  degli  onorevoli  deputati che intendano  prenderne  visione  ed  è
  considerato approvato in assenza di osservazioni in contrario nella
  presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Barbagallo  ha   chiesto   di   parlare
  sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie Presidente. Abbiamo presentato un'interpellanza
  urgente,  come Partito Democratico, in ordine alla vicenda  che  ha
  arricchito  la  cronaca  parlamentare  la  scorsa  settimana  e  mi
  riferisco alla bocciatura da parte del CGA del Piano rifiuti.
   Il   CGA   ha  respinto  al  mittente  il  Piano  rifiuti  perché,
  sostanzialmente,  ha  ritenuto  che  non  è  leggibile,  parla   di
  vischiosità  normativa, quindi non è comprensibile.  Ci  chiediamo,
  allora, come mai gli enti che hanno espresso il parere, soprattutto
  quelli  che esercitano la discrezionalità tecnica, si siano  invece
  potuti esprimere.
   Riteniamo,  ed  è  il  testo ed il cuore  dell'interpellanza,  che
  quindi  il  procedimento, dopo che il Piano rifiuti venga corretta,
  riparta da capo per l'acquisizione, a quel punto sì, dei pareri  su
  un testo comprensibile.
   Riteniamo,  e  fa  parte  anche della richiesta  al  Governo,  che
  l'Assessore  Pierobon venga in Aula a discutere in questa  sede  un
  argomento  così importante e che ha conseguenze così rilevanti  per
  l'interesse dei siciliani.
     Quindi,  le  chiediamo, Presidente, alla  prima  Conferenza  dei
  Capigruppo utile, di affrontare questa questione.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Scusate, tutti questi interventi  che
  sono  pervenuti riguardano il dibattito sui rifiuti  o  sull'ordine
  dei lavori? Perché se è sul dibattito dei rifiuti ho già preso nota
  di  quello  che mi ha detto l'onorevole Barbagallo e  ne  parleremo
  immediatamente in Conferenza dei Capigruppo. Pero, vorrei  pregarvi
  di  evitare di aprire il dibattito ora su questo tema dei  rifiuti,
  poi lo apriremo nel momento in cui convocheremo l'Aula per questo.
   Onorevole  Caronia, il suo intervento non è ai sensi dell'articolo
  83. E' sull'ordine dei lavori. Prego.

   CARONIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'ordine  dei  lavori.  In realtà,  il  mio  intervento  ha  una
  connotazione  effettivamente più da articolo  83,  se  mi  consente
  però...

   PRESIDENTE. Alla fine allora. Onorevole Caronia, la ringrazio.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente,  Assessori,  colleghi,  la   scorsa
  settimana  il  Governo della Regione ha deliberato  il  ritiro  del
  Rendiconto  2019. Rendiconto che, su indicazione  della  Corte  dei
  conti,  presentava circa 300 milioni di euro di residui attivi  che
  andavano cancellati ed erano risalenti agli anni 2016-2017.  Motivo
  per  il quale ad oggi noi ci ritroviamo senza un rendiconto che era
  stato approvato - lei lo ricorderà sicuramente - ad agosto del 2020
  e  siamo all'inizio di febbraio 2021 e non abbiamo un bilancio  sul
  quale basarci.
   Siccome  lo ritengo - forse è la prima volta che accade in Sicilia
  -  molto  grave, anche alla luce delle dichiarazioni  che  leggiamo
  dalla  stampa e che non sappiamo se anche lei ne ha avuto conferma,
  cioè  della volontà del Governo regionale di presentare  una  legge
  finanziaria,   un  bilancio  ad  anno  corrente  senza   avere   un
  rendiconto, cosa che la norma espressamente vieta perché  dice  che
  fin  quando non viene parificato il rendiconto dell'anno precedente
  non si può procedere a nulla se non all'assestamento.
   Le  chiederemo cortesemente, se fosse possibile e se il Governo lo
  ritiene opportuno, venire a relazionare in Aula, perché ad oggi  la
  Regione siciliana, dopo l'accordo sulla parifica del 2018, di fatto
  è totalmente sprovvista di documenti finanziari economici dai quali
  poterci  muovere,  emendare  ed organizzare  il  futuro  di  questa
  Regione.
   Ora,  siccome  lo apprendiamo dalla Stampa e non  sappiamo  se  la
  Giunta  domani, dopodomani, proverà a deliberare quello  che  è  un
  atto  che, a nostro avviso - poi gli Uffici magari ci diranno se  è
  possibile  o  meno - intendono deliberare un nuovo bilancio  e  una
  nuova  finanziaria, vorremmo capire in base a che cosa e in base  a
  quale  norma  intendono  farlo  e,  soprattutto,   se  lei  intende
  avallare,   portare   all'attenzione   delle   Commissioni,   della
  Commissione  Bilancio  la finanziaria senza avere un rendiconto  né
  normale né parificato. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, è  evidente  che  - anche su questo
  è  inutile  aprire  un dibattito - il Governo nel  momento  in  cui
  presenta  la  finanziaria  senza  avere  fatto  ulteriori  mosse  o
  aggiustamenti,  se  lo  presenta  sulla  base  del  risultato   del
  rendiconto approvato dalla Corte dei conti, quindi con quella cifra
  diversa.  Questo  è  fin troppo ovvio, non è  che  potrebbero  fare
  diversamente.  Quindi,  il  Governo è assolutamente  autorizzato  a
  presentare la finanziaria, è ovvio con le risultanze dei conti  che
  sono  state considerate dalla Corte dei conti. Comunque, su  questo
  poi risponderà il Governo.
   Onorevole  Assessore, poi le darò la parola  alla  fine.  Ci  sono
  altri due interventi: l'onorevole Lupo e l'onorevole Trizzino.  Poi
  darò   la   parola  all'assessore  Cordaro  che  l'aveva   chiesto,
  addirittura, per primo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, intervengo anch'io sul bilancio, lei  in
  parte  ha risposto però credo che sia corretto che il Governo venga
  in  Aula  a  riferire dove questo rendiconto  e  su  che  cosa  era
  sbagliato,  perché leggiamo tutti dalla Stampa, però mi  sembra  un
  modo   anche   francamente  mortificante  per   questo   Parlamento
  apprendere le notizie dalla Stampa.
   Al  di  là  di  quello  che  dicono i giornali,  è  possibile  che
  l'Assessore per l'economia venga in Aula a riferire perché è  stato
  ritirato il rendiconto? Questa è la domanda.

   PRESIDENTE. Ho personalmente chiesto all'Assessore per  l'economia
  un minimo di spiegazione.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, il mio Gruppo aderisce alla richiesta
  che  faceva poc'anzi il collega Barbagallo in merito al  piano  dei
  rifiuti. Noi in più occasioni

   PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, non apriamo l'argomento la  prego,
  perché  anch'io  credo che aderirò per forza,  cioè  aderirà  tutta
  l'Assemblea  a questa richiesta e, quindi, quando ne parleremo  poi
  affronteremo l'argomento.

   TRIZZINO. Apprezzo che anche lei aderisce a questa iniziativa.

   PRESIDENTE. Io credo che sia obbligatorio che il Governo

   TRIZZINO.  Per  me è più che sufficiente questa sua manifestazione
  di interesse comune.

   PRESIDENTE.  Non io perché mi chiamo in una maniera piuttosto  che
  in un'altra, credo che sia un obbligo, nel momento in cui c'è stato
  questo  problema, che il Governo riferisca in Aula  e  presenti  un
  nuovo  piano modificato rispetto alle indicazioni che ci sono state
  date.  Per cui, non ci trovo niente di strano e lo considero  quasi
  obbligatorio.

   TRIZZINO.   Allora  mi  permetterò  di  intervenire  quando   sarà
  convocata l'Aula per questo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su cosa, onorevole Laccoto?

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. E infatti, se anche l'onorevole Laccoto vuole  parlare
  del  piano dei rifiuti gli tolgo subito la parola. Prego, onorevole
  Laccoto.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  io non  voglio  parlare  del  piano
  rifiuti  hanno  parlato  gli  altri;  c'è  un  problema  molto  più
  pressante per la Sicilia che è l'emergenza attuale rifiuti.
   Io  chiederei  al  Presidente  un dibattito  con  l'Assessore  per
  l'energia per comprendere quali iniziativa vuole prendere in questo
  momento perché

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la prego, non faccia interrogazioni
  dirette qui in Aula, poi il Governo risponderà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, io desidero assolutamente in maniera sobria rassicurare
  i  siciliani  e  anche in maniera molto veloce, intanto  sul  piano
  rifiuti.  Non  è stato bocciato nessun piano rifiuti,  lo  dico  ai
  colleghi, ma lo dico - ripeto - soprattutto ai siciliani. Il CGA ha
  sospeso  il  medesimo piano tecnicamente chiedendo  di  inserire  e
  precisare alcune norme precettive.
   Questo,  signor Presidente dell'Assemblea, è già stato  fatto,  le
  integrazioni  sono  già  state inviate  all'Ufficio  Legislativo  e
  Legale  e,  quindi, nelle prossime settimane, se non  nei  prossimi
  giorni e comunque dopo che l'Ufficio Legislativo e Legale avrà dato
  il  parere  di  rito, il Piano verrà rinviato con le  integrazioni,
  quindi non si tratta né di un piano bocciato né della eventualità -
  signor Presidente vorrei rassicurare anche lei -  di un nuovo piano
  rifiuti.
   Si   tratta,  esclusivamente,  come  ho  detto,  di  ragioni  che,
  comunque,   troveranno   approfondimento,   fermo   restando    che
  l'Assessore,  all'indomani ovviamente di questa trenta  giorni  che
  credo sia utile far passare per capire quale sarà l'esito relativo,
  è disponibile a venire in Aula.
   Per   quanto  riguarda  invece  il  tema  del  rendiconto,  signor
  Presidente, è chiaro che non sta né in cielo né in terra,  immagino
  sia  legato  al dictum il fatto che la Regione possa  approvare  la
  legge di stabilità senza rendiconto.
   Il percorso anche in questo caso è, assolutamente, sotto controllo
  e  d'altronde, siccome entro questa settimana così come da  impegno
  preso, al massimo all'inizio della prossima, la legge di bilancio e
  la legge di stabilità, o meglio il disegno di bilancio e il disegno
  di  legge di stabilità, saranno all'attenzione dell'Aula, in quella
  occasione,  signor Presidente e onorevoli colleghi, l'Assessore  al
  bilancio ha dato la sua, ovvia direi io, disponibilità per spiegare
  il percorso perché evidentemente, prima di entrare nel merito della
  legge di stabilità, bisogna raccontare -  cosa che farà l'Assessore
  Armao -  come ci siamo arrivati.
   Detto questo, signor Presidente, adesso mi rivolgo ai colleghi per
  formulare una richiesta tecnica.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, attenda un attimo che io così  dico
  ai colleghi, sulla base di quello che lei ha dichiarato, per quanto
  riguarda il rendiconto, era ovvio che fosse così nel senso  che  il
  rendiconto  c'è poi, se c'è, se il rendiconto arriva  a  una  cifra
  rispetto ad un'altra, su questo è un fatto che riguarda il rapporto
  tra voi e la Corte, vedrete quello che si deve fare.
   Per  quanto riguarda invece il Piano rifiuti, siccome, e su questo
  non  posso  che dare ragione ai colleghi, non è che noi ne  abbiamo
  un'informativa  precisa,  sappiamo  quello  che  c'è  scritto   sui
  giornali,  e  dai giornali si evince -  diversamente rispetto  alla
  sospensione per motivi tecnici -  più palesemente un fatto  di  non
  dico bocciatura, ma di blocco.
   Allora, su questo, se il Governo ritiene che si tratta soltanto di
  alcuni aggiustamenti tecnici che sono stati richiesti dal CGA e che
  stanno  per  presentarli, io chiedo, soltanto a lei in  qualità  di
  Governo, poi all'Assessore Pierobon, ovviamente, di conseguenza, se
  in  maniera  serena  e  cortese, senza bisogno  di  andare  a  fare
  nient'altro, possa un giorno -  entro questi giorni -  prima che si
  faccia  questa  soluzione, venire magari in Commissione  per  poter
  chiarire qual è la questione e così evitiamo che si crei, anche  da
  parte  nostra  un allarmismo, che si crea proprio per  mancanza  di
  informazione  Assessore,  non  per cattiva  volontà  da  parte  del
  Parlamento  nei confronti del piano rifiuti che anzi  tutti  stiamo
  auspicando che si possa fare il più presto possibile.
   Per cui la prego di chiederlo all'Assessore Pierobon se può venire
  a  chiarire  queste cose, poi, se il risultato sarà alcuni  piccoli
  aggiustamenti e chiarimenti che sono quelli richiesti dal  CGA  sul
  piano  rifiuti  certamente non c'è bisogno di rimandarlo  in  Aula,
  questo  è  fin  troppo  ovvio, però averne quanto  meno  conoscenza
  precisa da parte dell'Assessore in modo che sappiamo di che cosa si
  tratta, sarebbe un qualcosa di auspicabile, dopo di che le ridò  la
  parola  sia per prendere atto di questo che le ho chiesto, sia  per
  dire invece quello che riteneva di dovere dire su altri argomenti.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Sì,  signor
  Presidente, lo farò senz'altro.
   Ci tengo però a ribadire un dato, le notizie che ho dato sul piano
  rifiuti sono legate a un dibattito assolutamente informale ma molto
  concreto  che si è tenuto in Giunta, perché, ovviamente,  la  buona
  riuscita  del percorso del piano rifiuti sta a cuore per  primo  al
  Presidente della Regione oltre che a tutto il Governo.
   Quindi,  avendo letto questi proclami, in molti casi proclami,  ci
  siamo  confrontati con l'Assessore Pierobon, le rassicurazioni  che
  io ho rassegnato all'Aula sono infatti sue ma questo non toglie che
  come   lei   chiede,   e  come  i  colleghi  chiedono,   chiederemo
  all'Assessore  Pierobon di comunicare dati  ufficiali  all'Aula  in
  modo che possa anche essere in condizione di dire quali sono queste
  indicazioni  prescrittive che andranno inserite nel  piano  rifiuti
  prima  di rinviarlo al CGA e prima, quindi, che possa essere,  come
  noi tutti auspichiamo, approvato definitivamente.

   PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda, basta in Commissione.  Se  poi
  la  Commissione dovesse ritenere, invece, di mandarli in  Aula  per
  qualche motivo, lo farà la Commissione. Basta che, però, arrivi  in
  Commissione, che si chiarisca il fatto in Commissione,  per  quanto
  mi riguarda, è più che sufficiente.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, l'onorevole Savarino ci ascolta, sono certo  che,  come
  fa sempre, si attiverà.
   Per  quanto  riguarda, invece, l'argomento che  volevo  sottoporre
  all'attenzione  dei  colleghi:  abbiamo  risolto  insieme,  il   26
  gennaio,  alcune  problematiche legate alla legge sul  governo  del
  territorio.  Con la norma approvata il 26 gennaio, appunto,  l'atto
  correttivo  che, come previsto, essendo stato redatto  in  assoluta
  sinergia  e  dopo  un confronto concreto di idee  con  i  ministeri
  dell'ambiente,   dei  beni  culturali,  della   giustizia   ed   il
  dipartimento  affari  regionali,  abbiamo  risolto  una  serie   di
  problemi  che hanno incidenza diretta su quel mondo e,  quindi,  su
  una  ripartenza  auspicata, sia sotto il  profilo  urbanistico  che
  sotto il profilo dell'edilizia.
   Sono  arrivate, a seguito di un'audizione, che è stata organizzata
  e  che  si  è  svolta in IV Commissione, la Commissione  Ambiente ,
  alcune   richieste   dal   mondo  dei  costruttori,   dall'ANCE   -
  l'onorevole  Cracolici, credo, fosse collegato, se non  mi  ricordo
  male  -  ed altri colleghi, e dagli Ordini degli architetti e degli
  ingegneri,   alcune   richieste  precise  su  temi   di   carattere
  legislativo, e, quindi, che contemplano la modalità del generale  e
  dell'astratto,  posto che, viene richiesto a  questa  Assemblea  di
  esprimersi in maniera precisa e, se del caso, anche tempestiva, sul
  recepimento del decreto semplificazioni, il decreto n. 76 del 2020,
  che  è  stato  trasformato in legge, nella  legge  n.  120  dell'11
  settembre 2020  Misure urgenti per la semplificazione .
   Il  problema  è  che la legge regionale del 2016, che  ha  normato
  questo  argomento,  non ha agito in maniera  uniforme,  perché  per
  alcune  fattispecie ha operato il recepimento dinamico,  per  altre
  fattispecie,  invece,  il  recepimento  è  intervenuto  con  alcune
  modifiche ed alcuni emendamenti.
   Non  potendosi, quindi, risolvere il problema, con  una  norma  di
  principio  che  dica:  E' recepita la legge semplificazioni. ,  gli
  uffici  dell'urbanistica, col direttore Beringhieri, in primis,  si
  sono messi al lavoro, insieme agli uffici della IV Commissione, per
  redigere un testo di legge che potesse dare una risposta di sistema
  a questa richiesta assolutamente trasversale.
   Al fine di semplificare e di velocizzare l'iter, si è ritenuto, ed
  è  questa  la richiesta che faccio a nome del Governo,  ma  che  ha
  trovato  il  contributo  ed il consenso della  IV  Commissione,  di
  intervenire  sul  disegno  di legge sul riordino  dell'edilizia;  a
  questo punto mi rivolgo a lei signor Presidente, che è già in  Aula
  e che ha già superato il vaglio della IV Commissione, per declinare
  questa  esigenza, facendo di quel disegno di legge, il  disegno  di
  legge, appunto, sul riordino dell'edilizia, due stralci.
   Un   primo  stralcio  che  metterà  insieme  tutte  le  norme  che
  permettano   il   recepimento   del   disegno   di   legge    sulle
  semplificazioni,  al quale verranno aggiunte  norme  che  sono  nel
  disegno  di  legge  sul riordino dell'edilizia ma  che  sono  state
  approvate in Commissione in maniera unanime.
   Le  altre  norme,  che sono più complesse o che  presentano  delle
  situazioni di confronto più incisivo in Aula, verranno destinate ad
  uno stralcio 2.
   Per  cui,  signor  Presidente, se lei autorizza  questo  percorso,
  posto  che lo stralcio 1 si potrebbe anche trattare immediatamente,
  fermo  restando  che gli emendamenti che sono già stati  presentati
  restano  assolutamente  vigenti, e, se lei  potesse  dare,  per  lo
  stralcio  1,  in  ragione  delle norme  sulla  semplificazione,  un
  termine   per  gli  emendamenti,  assolutamente  veloce,   potremmo
  trattarlo  immediatamente, destinando lo stralcio 2 ad  un  periodo
  immediatamente   successivo   all'approvazione   della   legge   di
  stabilità.

   PRESIDENTE. Assessore, io su questo argomento, non avendo nulla in
  contrario  perché questo iter possa essere approvato,  chiedo  però
  l'intervento  della Presidente della Commissione  per  dirmi  se  è
  d'accordo su tutto questo.
   Voi,  in Commissione, avete già verificato lo stralcio? Se  è  già
  stato  fatto  tutto in Commissione e, quindi, la richiesta  sua  mi
  arriva  anche  dalla Presidente della Commissione,  per  quanto  mi
  riguarda il problema è risolto.

   SAVARINO, presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente della IV Commissione. Sì, signor Presidente.
  Abbiamo  già  inviato una lettera formale alla  Presidenza  in  cui
  indichiamo  quali  sono gli articoli su cui  la  Commissione  si  è
  espressa,  in  riunione  oggi,  che possano  far  parte  del  primo
  stralcio.
   Sono,  per lo più, norme che servono alla semplificazione  su  cui
  c'è un accordo condiviso.
   Quindi abbiamo, di fatto, diviso questo disegno di legge, che è di
  38 articoli in due parti: uno da 20 e uno da 18.
   Nella  prima  parte, visto che abbiamo l'urgenza  -  una  finestra
  molto  breve  -  perché  poi ci sarà la Finanziaria,  la  legge  di
  stabilità, abbiamo messo le norme quelle più condivise, quindi  con
  meno dibattito in Aula e che sono state sollecitate - come ha detto
  bene l'assessore poc'anzi - da più parti, sia ordini professionali,
  che  associazioni di categoria che colleghi anche, per  cui  questa
  parte può avere un iter più veloce.
   Ho  già, formalmente, mandato una lettera su come gli articoli che
  abbiamo  condiviso  debbano essere trattati nel  primo  stralcio  e
  quelli nel secondo, per cui io rimetto alla Presidenza, se vuole mi
  dicevano  dalla  Segreteria generale che gli emendamenti  rimangono
  quelli già presentati.
   Però,  se è il caso, potremmo anche aprire una finestra breve,  di
  un'ora  sola,  perché già gli emendamenti sono presentati,  se  c'è
  qualche  esigenza dell'ultimo momento anche di un'ora  soltanto  su
  questo primo stralcio, in modo tale che andiamo in maniera veloce.

   PRESIDENTE. Presidente Savarino, prima di dare la parola ad altri.
   Noi lasceremmo, quindi, secondo la vostra proposta, all'ordine dei
  lavori  il  disegno  di legge così com'è, nel  momento  in  cui  lo
  esaminiamo  facciamo  lo stralcio qua in Aula o  volete  presentare
  una   perché  se si fa lo stralcio, direttamente, per  me  non  c'è
  problema,  quindi, appena arriviamo al punto all'ordine dei  lavori
  di questo disegno di  legge la Presidenza che lavorandoci prima,  -
  tanto  non è immediata, ci sono prima altre cose -  stralcia quello
  che voi avete ritenuto di dovere stralciare e va avanti col resto.
   Per  quanto  riguarda gli emendamenti, io mantengo gli emendamenti
  relativi a quello che rimane nella prima parte, ovvio, perché sennò
  gli altri sarebbero tutti aggiuntivi.
   Per  cui  chiediamo  agli Uffici se possono  fare  questo  lavoro,
  quindi non darei spazio di nessun tipo per altri emendamenti perché
  ormai ci sono, quindi nemmeno quell'ora che chiedeva.
   Ovviamente,  la  Commissione dovendo   se ce ne  fosse  necessità,
  però, eviterei di riaprire il termine degli emendamenti.
   Prima   degli   altri,  ha  chiesto  di  intervenire   l'onorevole
  Barbagallo al quale do la parola.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, volevo dare il  mio  contributo  a
  queste riflessioni.
   Nella  ricostruzione dei fatti le ricordo che  noi  insistiamo  da
  mesi  affinché  questo  disegno  di  legge,  fatta  eccezione   per
  l'articolo 20, venga trattato con la massima urgenza in Aula.
   Facendo  seguito,  quindi, alle cose che abbiamo  detto,  non  c'è
  motivo di riaprire il termine per gli emendamenti.
   L'interesse,  credo, quello che si aspettano  i  siciliani  è  che
  l'Aula esiti questo nel più breve tempo possibile.
   Rifletto  a voce alta, evidenziando che nella nota di lettura  che
  gli Uffici dell'Assemblea hanno fornito all'Aula, ci sono due, tre,
  questioni, in particolare sull'articolo 5 e sull'articolo 3 che non
  necessitano  di  una  riapertura dei termini degli  emendamenti  ma
  possiamo  benissimo accompagnare le riflessioni  che  ha  fatto  il
  Servizio Studi per evitare impugnative.
   Aggiungo  che,  con  riferimento ad alcune  norme  che  oggi  sono
  oggetto  di  stralcio, in particolare quello dell'articolo  12,  il
  Partito  si  è  speso più volte per ammettere anche in  Sicilia  la
  doppia  conformità  come in altre regioni, quindi  se  ci  sono  le
  condizioni noi potremmo pure sviluppare questo ragionamento.

   PRESIDENTE.  A prescindere dall'articolo 12, se la Commissione  ha
  già  fatto un lavoro sugli articoli che vanno stralciati per essere
  mandati  dopo  e  su  quelli che rimangono nel primo  stralcio  non
  apriamo  il dibattito oggi, se c'è l'articolo 12 bene, se  non  c'è
  l'articolo 12 la Commissione ha già fatto questa valutazione.
   Ho  già  ricevuto la risposta dagli uffici che mi dicono  che  nel
  giro  di  pochissimo tempo faranno l'analisi degli emendamenti  per
  capire  quelli  che vanno nel primo stralcio e quelli  che  saranno
  destinati  al  secondo,  per  cui possiamo  tranquillamente  andare
  avanti.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Sì,  signor  Presidente,  brevissimamente,  io  pur  non
  facendo  parte  della  IV Commissione ho oggi assistito  ai  lavori
  della    IV    Commissione,   e   prendo   spunto   dall'intervento
  dell'onorevole  Barbagallo, siccome apparentemente c'erano  diversi
  emendamenti  sull'articolo  12,  l'articolo  12  è  uno  di  quegli
  articoli che è stato rinviato al secondo stralcio.
   Però, preso atto della dichiarazione dell'onorevole Barbagallo,  e
  siccome  su  questo  articolo 12 vi è  una  sostanziale  -   tranne
  qualche  piccola  eccezione -  diciamo,  una  unanimità  di  vedute
  all'interno  dell'Assemblea, io chiedo  se  possa  essere  inserito
  anche nel primo stralcio la previsione dell'articolo 12.

   PRESIDENTE.  Scusate, la Commissione ha già  verificato  il  primo
  stralcio,  quali  sono gli articoli? Basta, allora non  affrontiamo
  l'argomento oggi, verificheremo, poi, quello che la Commissione  ha
  fatto,  credo che l'abbia fatto, se è stato approvato  quanto  meno
  con la maggioranza, se non addirittura con l'accordo di tutti.
   Per  cui, onorevole Assenza vediamo quello che ha fatto, beh,  non
  lo so non lo voglio sapere poi lo andremo a verificare.
   E allora, possiamo iniziare con l'ordine del giorno, con i disegni
  di  legge  che sono previsti nell'ordine del giorno? Ma l'assessore
  Armao  non c'è, no? Perché, assessore Cordaro, l'ordine del  giorno
  prevede  le disposizioni finanziarie ed il sostegno ai processi  di
  crescita  e  ripartenza  del sistema produttivo  regionale  il  cui
  relatore  è  l'onorevole  Savona, ma  non  c'è  l'assessore  Armao.
  Possiamo andare avanti? Benissimo.


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge   Disposizioni
  finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e  ripartenza
  del  sistema produttivo regionale. Disposizioni varie  (893/A -  IV
  Stralcio)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi prima di passare alla  discussione
  del disegno di legge  Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai
  processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
  Disposizioni  varie   (893/A  -  IV  Stralcio),  comunico  che   la
  Presidenza, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento e di  analoghe
  decisioni  precedentemente assunte ha deliberato di stralciare  dal
  disegno  di  legge  893/A  - IV Stralcio, iscritto  all'ordine  del
  giorno  dell'Aula,  l'articolo  13 recante   norme  in  materia  di
  svolgimento  di  attività  economica delle  ZES  e  delle  aree  di
  sviluppo  industriale  al fine di consentire l'approvazione  di  un
  testo  organico  di riforma della materia previa adeguata  attività
  istruttoria da parte della Commissione di merito.
   Pertanto,  il  testo  del  suddetto  articolo  13,  unitamente  ai
  relativi  emendamenti,  è trasmesso alla III  Commissione  Attività
  produttive affinché sia esaminato in autonomo disegno di legge.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Andiamo  alla  discussione  del disegno  di  legge,  il  fascicolo
  l'avete tutti, la Commissione  Bilancio ? L'onorevole Savona,  c'è?
  L'avevo visto poco fa, sì.
   Invito  i  componenti la Commissione  Bilancio  a prendere  posto.
  Possiamo  chiamare  l'onorevole Savona per favore?  Ci  sono  altri
  rappresentanti della Commissione  Bilancio  intanto?  Barbagallo  è
  vice  presidente  della Commissione? Ah, certo, intanto  se  prende
  posto.

   LO CURTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Sì, Presidente, buonasera. Non mi è molto chiaro come si
  vuole procedere in ordine a questo disegno di legge, stante che,  è
  vero  le  prime  due  norme sono di competenza dell'assessore  alla
  funzione  pubblica ma, già a partire dagli articoli  immediatamente
  successivi si passa a norme che riguardano l'IRCA la cui competenza
  risiede  e ricade in capo all'assessore Turano che, come è  noto  a
  tutti,  purtroppo,  in  questo momento si trova  in  autoisolamento
  domiciliare  a  causa  delle vicende che  hanno  investito  il  suo
  autista. E, lo stesso assessore Armao non è presente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, intanto mi dicono che l'assessore
  Armao  è  in  arrivo,  ma  poi  comunque  il  Governo  è  più   che
  rappresentato,  non è che noi ci possiamo fermare perché  l'autista
  dell'assessore  è risultato positivo, come dire, immagino  che  gli
  assessori  presenti siano nelle condizioni di gestire la norma  poi
  se  invece  non  lo  fossero me lo dovrà  chiedere  il  Governo  di
  fermarmi,  non posso essere io a non avere fiducia negli  assessori
  presenti, dicendo che voglio Armao o Turano.
   Se  il  Governo  mi  chiede di fermarmi perché preferisce  che  il
  disegno di legge sia assistito dall'assessore di riferimento, io lo
  farò, ma non possiamo essere noi a deciderlo.
   Onorevole  Savona,  su  questa  norma,  ho  appena  comunicato  lo
  stralcio dell'articolo 13  Turano', diciamo, per il resto  ci  deve
  dare qualche comunicazione o possiamo iniziare?

   SAVONA,   presidente   della  Commissione  e  relatore.   Possiamo
  iniziare.

   PRESIDENTE. Possiamo iniziare, benissimo.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Titolo I
       Disposizioni finanziarie e per il sostegno alla crescita

                                Art. 1.
                    Incremento facoltà assunzionali
                 (ex art. 6 del ddl 893/A Stralcio I)

   1. Al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019,
  n.  14 e successive modifiche ed integrazioni, le parole  ed al  50
  per cento  sono sostituite dalle parole  ed al 70 per cento .

   2.  Nei limiti del 50 per cento delle facoltà assunzionali di  cui
  al  comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019, n.
  14 e successive modifiche ed integrazioni, trovano applicazione,  a
  decorrere  dall'anno  2021, anche ai fini  del  conferimento  degli
  incarichi  dirigenziali  non generali, le disposizioni  di  cui  ai
  commi  5 bis e 6 dell'articolo 19 del decreto legislativo 30  marzo
  2001,  n.  165 e successive modifiche ed integrazioni.  Nelle  more
  della  riforma  organica della dirigenza della  Regione,  i  limiti
  percentuali  ivi richiamati si intendono riferiti, rispettivamente,
  al numero dei dipartimenti regionali e strutture equiparate per gli
  incarichi  di dirigente generale, ed alla dotazione organica  della
  dirigenza  determinata  per il 2021 in  applicazione  del  comma  3
  dell'articolo  49  della legge regionale 7  maggio  2015,  n.  9  e
  successive modifiche ed integrazioni per gli incarichi dirigenziali
  non generali.

   3.  A  decorrere  dall'anno 2021 sono estese  agli  enti  pubblici
  economici  le  previsioni di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo  4
  della  legge regionale 6 agosto 2019, n. 14 e successive  modifiche
  ed   integrazioni,  secondo  una  percentuale  di  assunzioni   non
  superiore al 50 per cento della dotazione prevista nelle rispettive
  piante organiche.

   4.  Al  fine di accelerare il ricambio generazionale del personale
  del comparto non dirigenziale, è consentito il cumulo delle risorse
  destinate alle assunzioni di cui al comma 3 dell'articolo  4  della
  legge  regionale  6  agosto 2019, n. 14 e successive  modifiche  ed
  integrazioni con quelle previste dal comma 2 dello stesso articolo,
  nel  rispetto  della  programmazione del  fabbisogno  e  di  quella
  finanziaria».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'articolo 1 perché questo disegno di legge, che in parte  credo
  sia stato elaborato prima della firma dell'accordo con lo Stato  di
  metà  gennaio  e,  quindi, in realtà credo che  risenta  di  alcuni
  aspetti  che sono in assoluta contraddizione con l'accordo  che  ha
  firmato la Regione con lo Stato, sia in materia  assunzionale , sia
  in materia delle risorse
   Allora,  intendiamoci, dobbiamo fare disegni di legge - mi ascolti
  Presidente con lei parlo, Presidente Miccichè.

   PRESIDENTE.   La ascolto attentamente tanto che sto  lavorando  su
  quello che lei sta dicendo.

   CRACOLICI. Bravo.

   PRESIDENTE.  Non si preoccupi di me. Sono io a dovermi preoccupare
  di lei. Prego.

   CRACOLICI. E fa bene a preoccuparsi.
   Detto  questo,  faccio,  come dire, una  questione,  non  so  come
  chiamarla,  pregiudiziale, preventiva, decidete voi come definirla,
  cioè,  ripulite il testo dalle cose che sono in contraddizione  con
  quello  che  avete firmato, e non c'entra la Funzione pubblica  qua
  perché  è  chiaro  che  la  norma è di  competenza  della  funzione
  pubblica ma l'accordo lo ha firmato il Bilancio.
   Allora,  siccome  rischiamo  di fare  norme  propaganda.   Allora,
  abbiamo  firmato  un accordo che hanno bloccato le assunzioni.  Qui
  vorremmo fare una legge per consentire nuove assunzioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei ha notato gli emendamenti,
  c'è  un  emendamento del Governo che lo sopprime per cui se andiamo
  avanti ci rendiamo conto che

   CRACOLICI. Ma non era più facile che venisse stralciato

   PRESIDENTE. Ma se c'è l'emendamento del Governo, l'emendamento del
  Governo sopprime i commi 1, 2 e 3. Lascia

   CRACOLICI. E poi mi spiega perché non il 4?

   PRESIDENTE.  Lascia  soltanto il 4 ma  ha  delle  motivazioni  per
  averlo  lasciato ma che non riguarda il fatto delle assunzioni  per
  cui  credo  che  la  Presidenza non può  che  farlo  votare  perché
  l'articolo  4  non riguarda assunzioni ma riguarda altre  cose,  il
  comma 4

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Diamo la parola all'assessore Zambuto,  con  piacere,
  perché  almeno  in  mia presenza è la prima volta  che  gli  do  la
  parola. Ne ha facoltà.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Catalfamo e Figuccia  sono
  in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Riprende la discussione sul disegno di legge n. 893/A - IV
                               Stralcio

   ZAMBUTO,  assessore  e  per  le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli deputati, mi  consentirete,
  prima di passare all'argomento in discussione, di volgere a voi  ed
  all'Istituzione parlamentare il mio rispettoso saluto nell'incarico
  a cui sono stato chiamato dal Presidente della Regione.
   Sono cosciente di avere di fronte una sfida impegnativa, dovendomi
  confrontare  con due incombenze delicate ed importanti come  quelle
  relative  al  funzionamento  della  macchina  regionale  e   quelle
  relative al rapporto con il mondo delle autonomie locali, una sfida
  ancora  più  complessa nel difficile momento che stiamo affrontando
  con l'Amministrazione chiamata a gestire una situazione nuova e una
  serie  di interventi necessari per rispondere alle difficoltà delle
  imprese, della famiglia, dell'intera società siciliana.
   E'  una  situazione  che ha egualmente gravato sugli  enti  locali
  chiamati  ad  essere prima linea nel momento di  difficoltà,  ed  è
  proprio  per  queste  ragioni che con impegno e  con  onore  voglio
  svolgere la mia funzione convinto che troverò da parte di  tutti  i
  parlamentari,  pur  nella  differenza di  orientamenti  politici  e
  ruoli, un contributo attento e fattivo nello sforzo di affrontare e
  superare problematiche vecchie e nuove e guardare con ottimismo  ad
  un futuro di ripresa per la nostra Sicilia.
   Andando  al testo, oggi all'esame dell'Aula, gli articoli  1  e  2
  contengono disposizioni di specifico interesse per il funzionamento
  dell'Amministrazione regionale.
   E', infatti, innegabile, e ce ne siamo accorti -  ancora di più in
  questo  lungo  anno di emergenza pandemica - come  disporre  di  un
  apparato  burocratico  moderno,  ben  organizzato,  agile  sia  una
  esigenza  imprescindibile per assicurare  un  buono  andamento  dei
  servizi  e degli uffici e per rispondere efficacemente alle  mutate
  accresciute necessità.
   La macchina regionale sconta tra l'altro l'età media ormai elevata
  del  personale  per  l'esigenza di una compiuta  transizione  verso
  l'amministrazione digitale.
   Un'Amministrazione  veloce  che  ha  bisogno  -   diceva  bene  il
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana - di persone  che  le
  diano  corpo con una forma mentis digitale molto diversa da  quella
  analogica del passato.
   Ecco  perché  la  questione dell'immissione di nuove  risorse,  di
  giovani  brillanti non può essere più elusa o rinviata,  a  maggior
  ragione quando ci troviamo a scontare gli effetti di un blocco  del
  turn-over   prolungatosi   per   moltissimi   anni,   con   carenze
  particolarmente  evidenti, in alcuni uffici  e  servizi,  anche  in
  posizioni strategiche per il buon andamento del sistema regionale.
   Reputo importante, pertanto, quanto previsto sia all'articolo 1 in
  termini di spazi assunzionali e coerentemente le norme relative  ai
  procedimenti di reclutamento indicati all'articolo 2.
   In  particolare,  nelle more dell'auspicabile riordino  definitivo
  del  comparto dirigenziale che ci consentirà di superare la storica
  criticità della terza fascia, i commi 1 e 2 dell'articolo 1  creano
  le  condizioni per la copertura, secondo il principio del  concorso
  pubblico,  dell'esigenze obiettive che si sono manifestate,  specie
  in  riferimento  a  posizioni che richiedono specifiche  competenze
  tecniche e settoriali non sempre presenti nell'organico.

   PRESIDENTE. Assessore, però, come lei sa questo il Governo  stesso
  ha chiesto di sopprimerli, questi commi.

   ZAMBUTO,  assessore  per  le autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica.   Su questo c'è stato una modifica, sono stati modificati
  questi.

   PRESIDENTE. Il Governo ha presentato un emendamento che chiede  di
  sopprimere i commi 1, 2 e 3. E' l'emendamento 1.8.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Possiamo
  sospendere due minuti, così li vediamo?

   PRESIDENTE.  Allora, il motivo per cui il Governo  ha  chiesto  di
  sopprimerli  è  perché siccome riguardano assunzioni,  io  sono  no
  d'accordo con lei, di più, però è stato firmato un accordo  con  lo
  Stato, per cui non è più possibile fare assunzioni.
   Scusate, siccome l'Assessore Cordaro mi chiede una sospensione  di
  cinque minuti è ovvio che io gliela concedo.

                   (Proteste da parte dei deputati)

   PRESIDENTE. Di che cosa vi lamentate.

                   (Proteste da parte dei deputati)

   PRESIDENTE.  Scusatemi, l'Assessore Cordaro mi ha  chiesto  cinque
  minuti di pausa e ovviamente  ..

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà. Ma non so di che cosa  vi  state
  lamentando, quale è il vostro problema.

                     (interventi fuori microfono)

   CRACOLICI. Presidente per dare un suggerimento e non vorrei che il
  nuovo   assessore  si  trovi  in  imbarazzo  con  una   norma   che
  sinceramente.
   E  allora,  la  questione  è questa. In questo  disegno  di  legge
  ancorché sia la competenza dell'Assessore alla funzione pubblica  è
  materia che ha effetto economico-finanziario.
   E'  opportuno  che questo disegno di legge si affronti  con  Armao
  perché  è lui, io l'avevo detto tra le righe, siccome è il  Governo
   .

   PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici,  siccome  stiamo  parlando   di
  un'altra   cosa.  L'assessore  mi  ha  chiesto  cinque  minuti   di
  sospensione. Questo argomento

   CRACOLICI No, di questo stiamo parlando.

   PRESIDENTE. Mi hanno detto che l'Assessore Armao sta arrivando ma,
  a  prescindere da questo, il Governo mi ha chiesto cinque minuti di
  sospensione.  Se  poi,  dopo questi cinque minuti,  potrebbe  anche
  chiedermi  di  accantonare la legge e passare a  quella  successiva
  perché  non c'è l'assessore Armao, ne parleremo tra cinque  minuti.
  La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.14)

   La seduta è ripresa.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pagana ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende  il  seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge
   Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita
  e  ripartenza del sistema produttivo regionale. Disposizioni varie
  (n. 893/A - Stralcio IV)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  era  assolutamente   utile   la
  proposta  dell'Assessore  Cordaro  di  una  sospensione  di  cinque
  minuti,  perché  il  Governo si è determinato  ad  eliminare  tutto
  l'articolo 1, così evitiamo problemi di ogni tipo. Perfetto.
   Si  passa  all'emendamento  1.5. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2
         Norme per lo svolgimento delle procedure concorsuali
                 (ex art. 7 del ddl 893/A Stralcio I)

   1.   Per  lo  svolgimento  delle  procedure  concorsuali  per   il
  reclutamento   di  personale  non  dirigenziale,  l'amministrazione
  regionale  può  avvalersi  delle  modalità  di  cui  al   comma   6
  dell'articolo  3  della legge 19 giugno 2019, n.  56  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   2.  Le  procedure  concorsuali di cui al comma  1  possono  essere
  svolte  attraverso  l'utilizzo di tecnologia digitale,  secondo  le
  previsioni  di  cui  ai  commi 3, 4, 5 e 7  dell'articolo  247  del
  decreto  legge  19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni
  dalla  legge  17  luglio  2020, n. 77  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   3.  Fino  alla  revisione organica della disciplina  regionale  in
  materia,   la  nomina  delle  commissioni  esaminatrici  da   parte
  dell'amministrazione regionale avviene con le modalità  di  cui  al
  comma 9 dell'articolo 247 del decreto legge 19 maggio 2020, n.  34,
  convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020,  n.  77  e
  successive modifiche ed integrazioni. Alle predette commissioni  si
  applicano  le disposizioni di cui ai commi 11 e 14 dell'articolo  3
  della  legge  19  giugno  2019, n. 56  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni».

   Si passa all'emendamento 2.1, a firma dell'onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, anch'io
  sono  d'accordissimo a snellire i concorsi, soprattutto  in  questa
  fase   di   pandemia  e  di  digitalizzare  il  più   possibile   e
  digitalizzare  bene, però io approfitto per intervenire  su  questo
  articolo  per  capire  perché noi da più di  due  anni  abbiamo  un
  concorso  pubblico  che attualmente è bloccato,  concorso  pubblico
  regionale  di circa 1.300 posti per i centri dell'impiego,  per  il
  potenziamento dei centri per l'impiego.
   Ora,  io  non  capisco, signor Presidente, perché  siamo  l'ultima
  Regione, ci sono i fondi, i fondi sono stati trasferiti e  messi  a
  disposizione  dallo Stato e noi da due anni non  riusciamo  a  fare
  questo concorso per il potenziamento dei centri per l'impiego.
   Sono  1.300  posti  che  in questa fase di grandissima  difficoltà
  economica  potrebbero dare lavoro a persone che in  questo  momento
  sono  in  difficoltà  e  quindi la domanda che  faccio  al  Governo
  regionale  è   Ma l'articolo 2 si potrà applicare  pure  su  questo
  benedetto concorso che tutti stanno aspettando?
   Ci  sono categorie, come gli ex sportellisti, sono lì in attesa di
  questo concorso, personale che negli anni è stato utilizzato  dalla
  Regione  ma non si è mai data una possibilità di partecipare  a  un
  concorso,   tra  l'altro  con  professionalità  che  noi   possiamo
  riutilizzare all'interno dei centri per l'impiego.
   E  allora la domanda che faccio, signor Presidente, a me può  star
  bene  pure  questo articolo e il fatto che andiamo a digitalizzare,
  però  il  perché i concorsi nella Regione siciliana  nonostante  ci
  siano  i fondi, nonostante le altre Regioni già sono andati avanti,
  non si fanno.
   Io  voglio  capire  se è una volontà politica o ci  sono  problemi
  burocratici, non è possibile che in due anni questo concorso rimane
  bloccato.
   E  prima  ci  rivolgiamo a Ripem e ora probabilmente  passeremo  a
  Formez, cioè noi possiamo approvare qualunque tipo di articolo  che
  va  a  sburocratizzare e va a digitalizzare le cose  ma  se  poi  i
  concorsi  non  li facciamo; che senso ha approvare questo  tipo  di
  articoli  se  poi  non  facciamo  i  concorsi,  cioè  è  solo  pura
  propaganda.
   Signor  Presidente, io chiedo all'Assessore, al Governo, di  poter
  rispondere  sul  fatto  che  i concorsi in  questo  momento,  nella
  Regione siciliana, soprattutto questo che riguarda il potenziamento
  per i centri dell'impiego risultano essere bloccato.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, io capisco che l'Accordo Stato-Regione
  è  stato  sottoscritto prima della prima edizione di questo disegno
  di  legge, ora siamo arrivati al quarto stralcio. Ho avuto modo  di
  vedere  che  in  ogni articolo c'è o un emendamento del  Governo  o
  addirittura un emendamento soppressivo del Governo.
   Io  mi  permetto  di suggerire, signor Presidente,  il  rinvio  in
  Commissione di questo disegno di legge perché, secondo me, così non
  andiamo avanti, ci sono degli articoli importanti che vanno rivisti
  e vanno rivisti in Commissione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  diciamo  che  l'argomento  che  volevo
  trattare  prima della sospensione non è per nulla superato,  perché
  come  è  stato  accennato  questa proposta  di  legge  che  avevamo
  trattato  nella  prima parte del mese di dicembre  contiene  alcune
  norme  che  riguardano  il  fabbisogno  di  personale  e  procedure
  concorsuali.
   Signor  Presidente,  non  sarà passato  inosservato  a  molti  che
  durante  la seduta in cui abbiamo trattato in maniera, secondo  me,
  fuori  dai  tempi massimi l'Accordo Stato-Regione si è  parlato  di
  ridurre,  praticamente  bloccare queste assunzioni,  eppure  questo
  stesso  Governo con il piano triennale dei fabbisogni di  personale
  della  Regione  siciliana, con la delibera 516 lo  aveva,  diciamo,
  aveva  segnato  una strada a norma di legge, quindi  stabilito  dei
  fabbisogni, fatto le piante organiche.
   Ci  fu  l'intervento della ex Assessore Grasso, che tutti  abbiamo
  seguito  con  attenzione, e lo sconcerto  nello  scoprire,  tra  il
  gaudio  magno di alcuni colleghi deputati che dicevano  che  questo
  accordo aveva salvato la Sicilia, oggi ci troviamo un attimino  con
  una  posizione  alquanto imbarazzante, e capisco anche  l'Assessore
  che  deve  approvare  dei soppressivi proposti  dal  Governo  e  io
  Presidente  avevo  preparato e poi magari se  si  deciderà,  se  si
  proseguirà  con la legge, ho depositato un ordine del giorno  anche
  sulla  questione dei centri per l'impiego, vorremmo capire se  quel
  fabbisogno assunzionale che era anche uno dei motivi della  mozione
  di   sfiducia   che  fu  respinta  dal  Parlamento   nei   riguardi
  dell'onorevole  Scavone, in qualità di assessore al lavoro,  perché
  ancora la nostra Regione si attarda a fare quei concorsi. Perché, a
  questo  punto, se questi concorsi e questo fabbisogno ulteriore  di
  personale  della  Regione non si potrà fare  per  via  dell'accordo
  Stato-Regioni, io mi scuserò con l'Assessore per avergli presentato
  la sfiducia per non avere fatto il concorso e gli dirò menomale che
  non  ha fatto il concorso perché qui il problema è all'origine  del
  fatto che in questa Assemblea, che questa Assemblea regionale e  il
  Governo spesso si pongono con una posizione da zerbino nei riguardi
  dello Stato. Perché accettando quell'accordo Stato-Regioni ci siamo
  letteralmente  imbrigliati in un imbuto, non manca  seduta  in  cui
  qualche deputato, destra o sinistra o misto, quello che sia, non si
  alza  e  dice  che  c'è  un  problema negli  uffici,  che  non  c'è
  personale, che con quota cento gli uffici si sono svuotati e che ci
  sono dei disservizi e che bisogna aumentare il personale.
   E  allora Presidente, bisognerebbe fare pace con sé stessi  ed  io
  prima della trattazione vorrei che l'Assessore Armao che ha seguito
  questo  accordo-trattativa ci spieghi un attimino  meglio  cosa  si
  intende  quando  nell'accordo  che hanno  approvato  all'inizio  di
  questo  mese,  il 13 mi pare, si è stabilito che c'è  un  ulteriore
  blocco  delle  assunzioni.  Se questo  riguarda  esclusivamente  la
  dirigenza, tutto il personale, perché altrimenti questo disegno  di
  legge  sarà  qualcosa  che  o  sarà impugnato  o  non  darà  alcuna
  soddisfazione ai bisogni a cui dobbiamo risposta.
   Altra  piccola nota a margine, io vorrei dire sul discorso che  ha
  fatto  prima  l'onorevole Cordaro, in cui ha detto  che  la  nostra
  Regione,   anticipando  le  semplificazioni   che   abbiamo   fatto
  quest'estate,  senza attendere le semplificazioni,  il  così  detto
   Sblocca cantieri' e semplificazioni statali, ha fatto quell'errore
  che  io a suo tempo le avevo chiesto un attimino di ragionare.  Non
  andiamo  avanti  in  nome di una semplice semplificazione  che  poi
  diventerà una complicazione perché noi approvando quella  legge,  e
  lei  ne  è stato uno dei principali sponsor, abbiamo complicato  la
  vita  dei  siciliani.  E oggi ci ritroviamo a  dovere  rimaneggiare
  quello  che  se avessimo fatto nel tempo, e nei tempi  giusti,  non
  sarebbe stato un problema.

   PRESIDENTE.  Allora onorevole Di Mauro, scusi un attimo  onorevole
  Di Mauro, onorevole Di Caro, e allora, siccome lei mi ha chiesto di
  rimandare  in  Commissione la legge, scusi onorevole  Lupo,  chiedo
  scusa.  Come  sapete bene, ai sensi dell'articolo  121  quater,  io
  dovrei mettere in votazione. Vorrei soltanto chiederle una cosa, se
  noi questo disegno di legge lo rimandiamo in Commissione, significa
  che  lo  ritrattiamo dopo la Finanziaria. Se lo  mantiene  io  devo
  metterlo  in  votazione  e questo non si discute,  volevo  soltanto
  chiedere, ragionando su questo fatto, se è il caso di mantenerlo  o
  meno. Lo mantenete. Bene

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha   facoltà.  Benissimo,   dopo   l'intervento
  dell'onorevole  Di  Mauro  bisogna  votare  l'eventuale  rinvio  in
  Commissione del disegno di legge e si voterà per alzata e seduta.

   DI  MAURO. Signor Presidente, mi rivolgo al nuovo Assessore per la
  funzione pubblica, al quale, ovviamente, do il benvenuto per questa
  nuova esperienza che maturerà in questo Governo.
   Credo che questo articolo 2 sia anacronistico, come l'articolo  1,
  signor  Presidente,  e  passo a spiegarlo,  perché  credo  che  sia
  corretto farlo.
   Questa  norma,  che  è indicata nell'articolo 2,  aveva  un  senso
  nell'ambito delle norme che volevamo approvare in base all'articolo
  1.  L'articolo 1 prevedeva una serie di procedure concorsuali  che,
  attraverso  l'eliminazione, con l'emendamento che ha presentato  il
  Governo, di fatto è stato ritirato.
   Questo  articolo  2 inserisce una serie di norme  derogatorie  che
  fanno riferimento alla normativa nazionale.
   La  normativa nazionale, di cui all'articolo 3 della legge  n.  56
  del  2019,  al  comma 3, prima di passare al comma 6,  testualmente
  recita:   Le  estensioni  di cui al comma 1  sono  autorizzate  con
  decreto,  e  le  procedure  di  cui  all'articolo  35  del  decreto
  legislativo   n.   165,  previa  richiesta  delle   amministrazioni
  interessate,   eccetera,   eccetera,  le  amministrazioni   possono
  procedere in deroga a quanto previsto dal primo periodo del comma 3
  del  presente  articolo, l'articolo 30 del decreto  legislativo  n.
  165, nel rispetto dell'articolo 4, eccetera, eccetera.
   C'è  tutta  una  procedura  derogatoria  allorquando  si  fanno  i
  concorsi  per  consentire,  che  cosa?  L'assunzione  nel  triennio
  2019/2021.
   Noi,   con  l'eliminazione  dell'articolo  1,  abbiamo  di   fatto
  recepito,  concretamente,  quello  che  è  stato  l'accordo  Stato-
  Regione,  quindi,  sappiamo che non potremo fare  concorsi.  Questa
  norma,   quindi,  che  fa  riferimento,  addirittura,  a  procedure
  particolari di cui al decreto legge n. 34 del 2020, che è tutto nel
  sistema  della  cosiddetta  pandemia , credo che sia ultroneo.  Non
  solo, ma queste sono norme che hanno un riferimento particolare sul
  sistema della sanità. Immaginare, pertanto, di utilizzare le  somme
  di  cui,  l'articolato  di  cui  al comma  6,  per  fare  procedure
  concorsuali  che lo Stato immagina nel triennio 2019/2021,  periodo
  per  il quale noi abbiamo sancito che non possiamo fare assunzioni,
  non solo andiamo a recuperare questa norma che aveva un riferimento
  agganciato  all'articolo  1,  ma se  l'articolo  1  non  esiste,  e
  sappiamo  che  c'è  un  accordo con  lo  Stato,  che  non  possiamo
  procedere  ad  alcuna  assunzione, che senso  ha  tenere  in  vita,
  praticamente, questa norma?
   Perché è una norma che consente procedure derogatorie.
   Per  quanto ci riguarda, signor Presidente, lo diciamo  con  molta
  franchezza,   noi  vogliamo,  qualora  si  dovesse  riprendere   la
  procedura dei concorsi, procedere secondo legislazione nazionale.
   I quiz, intanto, si fanno con il RIPAM, che è lo stato, si procede
  alla  selezione  per fare accedere un numero che  è  quello  che  è
  determinato per la procedura dello scritto e poi per l'orale.
   Tutte  le  altre  manovre, in presenza  di  concorsi  che  non  si
  potranno   fare,  non  hanno  ragione  di  esistere.   Sono   norme
  derogatorie  che, sappiamo che, nel periodo 2021/2023 non  potranno
  essere applicate.
   Lo  Stato  ha  fatto questa norma per consentire di accelerare  le
  procedure del 2019/2021. Qui sappiamo che concorsi non ne  possiamo
  fare, quindi, è inutile che parliamo di questo articolo 2.
   Invito il Governo, pertanto, a ritirarlo.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Tamajo, Galluzzo e  Mancuso
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                          893/A - Stralcio IV

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  alla luce di quello che stiamo vedendo,  che  ci  sono
  delle  incomprensioni, anche, a seguito dell'accordo Stato-Regione,
  chiedo  di  spostare il trattamento di questo punto all'ordine  del
  giorno  alla  settimana prossima, tanto avrei  chiarito  tutti  gli
  aspetti che ci sono all'interno dell'accordo.

   PRESIDENTE.  C'è, dunque, una richiesta di rinvio  alla  settimana
  prossima, di non trattarlo.
   Io  direi  che,  forse, è la cosa migliore, invece che  votare  il
  rinvio  in  Commissione. Lo fermiamo e lo riprendiamo  in  mano  la
  settimana prossima.
   Creo  che  anche avendo il sì dell'onorevole Di Caro, che  l'aveva
  chiesto - quindi, è una richiesta che devo fare a lui - mi pare  la
  cosa migliore.
   Per  cui  lo sospendiamo e lo ricominciamo a trattare la settimana
  prossima.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, è già stato rinviato. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, colleghi, mi sembra che quando si  parla
  di rinvio in Commissione si debbano sentire un po' i gruppi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, non è stato rinviato in  Commissione,
  l'abbiamo sospeso.
   Io ho chiesto la cortesia all'onorevole Di Caro, che mi ha dato il
  suo consenso.

   FOTI.  Desideravo dire che, in merito alla richiesta di rinvio  in
  Commissione  che  ha  fatto il collega Di Caro, noi  eventualmente,
  qualora  il chiarimento che, mi auguro, ci darà l'assessore  Armao,
  non  fosse  esaustivo sulla questione  assunzioni sì ,   assunzioni
  no ,  chiederemo la trattazione di tutti gli altri articoli: IRCAC,
  SUPER BONUS, CRIAS, strade del vino.

   PRESIDENTE.  Siccome, credo, che questa fosse una  valutazione  mi
  sono permesso di aderire alla richiesta dell'onorevole Savona e  di
  farlo  presente  perché credo che alcune cose vadano  dibattute  ed
  anche  fra noi parlamentari e fra i gruppi. Darci una settimana  di
  tempo  mi sembra la cosa migliore in modo da poter sistemare  tutte
  queste cose che ci sono da sistemare.
   Il rinvio mi è sembrato la cosa più saggia e ringrazio l'onorevole
  Savona per questa proposta.


            Seguito della discussione del disegno di legge
      Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi  (n. 686/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge  n. 686/A  Istituzione nuovo  comune  denominato
  Misiliscemi , relatore onorevole Pellegrino.
   E'  una proposta che, oltre che provenire dalla Commissione, è una
  richiesta di tipo popolare per cui è quanto meno corretto  che  noi
  la si valuta con attenzione e con responsabilità. Poi, la decisione
  dell'Aula  sarà  quella  che verrà presa  ed  ovviamente  non  sarà
  discutibile.
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò  alla
  conclusione  dell'iter di questo disegno di legge per dichiarazione
  di voto.
   Adesso  no,  mi  sono  alzata  semplicemente  per .  all'onorevole
  Pellegrino ed alla Commissione.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. l.
            Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi

   1.  Con la presente legge, al fine di dare attuazione alla volontà
  popolare   espressa   con   referendum  autorizzato   con   decreto
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica  9  gennaio  2018, n. 1, è istituito il  nuovo  comune  di
  Misiliscemi, mediante scorporo dal comune di Trapani delle frazioni
  Fontanasalsa,   Guarrato,  Rilievo,  Locogrande,  Marausa,   Palma,
  Salinagrande  e  Pietretagliate,  secondo  quanto  disposto   dalla
  presente legge.

   2.  Dalla  data  di istituzione del comune di Misiliscemi  e  fino
  all'insediamento,  a  seguito delle elezioni amministrative,  degli
  organi del nuovo comune, le relative funzioni sono esercitate da un
  commissario   straordinario  nominato  ai   sensi   della   vigente
  legislazione  regionale,  con i poteri del  sindaco,  della  giunta
  comunale e del consiglio comunale.

   3.  Il  commissario  straordinario di  cui  al  comma  2  provvede
  all'adozione  del  bilancio di previsione e degli  altri  documenti
  contabili richiesti dalle leggi vigenti.

   4.  Fino  alla  nomina  dell'organo di  revisione  del  comune  di
  Misiliscemi   le  funzioni  di  revisione  contabile  sono   svolte
  dall'organo  di  revisione  in  carica  nell'originario  comune  di
  Trapani.

   5. Gli organi del comune di Misiliscemi, entro sei mesi dalla loro
  elezione,  approvano  lo  statuto comunale  ed  il  regolamento  di
  funzionamento del consiglio comunale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
     Variazione territoriale fra i comuni di Trapani e Misiliscemi

   1.  Ai  sensi  e  per  gli effetti del comma 1 dell'articolo  l  è
  approvata  la  modifica  dei confini dei territori  dei  comuni  di
  Trapani e Misiliscemi, secondo quanto disposto dall'articolo 3».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
      Nuova delimitazione territoriale fra i comuni di Trapani e
                              Misiliscemi

   1.  In  conformità  alle procedure e prescrizioni  previste  dagli
  articoli  8, 9, 10 e 11 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.
  30  e successive modifiche ed integrazioni e nel rispetto di quanto
  previsto  dal decreto presidenziale 24 marzo 2003, n. 8, i  confini
  dei  comuni  di  Trapani e Misiliscemi sono  variati  e  modificati
  secondo   le   indicazioni  del  progetto  di  nuova  delimitazione
  territoriale  approvato  dal  consiglio  comunale  di  Trapani  con
  deliberazione n. 69 del 25 maggio 2015.

   2.  L'estensione delle aree territoriali interessate dal  progetto
  di  variazione  dei confini, così come modificata  all'esito  della
  procedura indicata dal comma 1, è quella indicata nell'allegato 1.

   Allegato 1
   L'istituendo comune autonomo denominato Misiliscemi ha le seguenti
  caratteristiche:
   a)  il territorio include le seguenti n. 8 frazioni: Fontanasalsa,
  Guarrato,  Rilievo,  Locogrande,  Marausa,  Palma,  Salinagrande  e
  Pietretagliate;
   b) le citate n. 8 frazioni hanno una popolazione residente pari  a
  8.669  abitanti e rappresentano circa il 12,5% degli  abitanti  del
  comune  di  Trapani  che ha una popolazione totale  pari  a  67.531
  abitanti  (dati  ISTAT al 31/12/2018) mentre la popolazione  estiva
  del territorio interessato alla variazione territoriale arriva fino
  a 25.000 abitanti per la presenza di Marausa Lido;
   c)  il  numero delle abitazioni a residenza principale sono  circa
  3.000  mentre le abitazioni stagionali sono circa 3.300 e diventano
  4.000 considerando Birgi Sottano».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                  Personale del comune di Misiliscemi

   1.  Il  personale del comune di Trapani che presta servizio  nelle
  frazioni  di Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande,  Marausa,
  Palma,  Salinagrande  e Pietretagliate è trasferito  al  comune  di
  Misiliscemi.

   2.  Il  personale  trasferito mantiene la posizione  giuridica  ed
  economica in essere all'atto del trasferimento.

   3. A decorrere dell'anno di istituzione del comune di Misiliscemi,
  le risorse previste dal contratto collettivo di lavoro del comparto
  autonomie  locali  vigente destinate nell'anno di istituzione  alle
  risorse  umane  e alla produttività del personale confluiscono  nel
  bilancio   del  comune,  in  un  unico  fondo  avente  la  medesima
  destinazione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                    Sede del comune di Misiliscemi

   1.  Fino  alla data di entrata in vigore dello statuto  del  nuovo
  comune,  la  sede  legale provvisoria del comune di  Misiliscemi  è
  situata presso la sede del comune di Trapani».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
          Definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari

   1.  Alla  sistemazione dei rapporti patrimoniali scaturenti  dalle
  variazioni  territoriali previste dalla presente legge si  provvede
  ai  sensi dell'articolo 11 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  n. 30».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                  Clausola di neutralità finanziaria

   1.  All'attuazione  della presente legge si  provvede  nell'ambito
  delle  risorse  umane,  strumentali e  finanziarie  disponibili  e,
  comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio  della
  Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E' fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare
  come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,  colleghi,   io   intervengo   per
  dichiarazione  di voto per illustrare la posizione del  mio  gruppo
  che  -  lo  chiarisco subito - sarà un'astensione ma  un'astensione
  motivata  ed  anche sofferta perché, devo dire, questo  disegno  di
  legge è stato trattato da noi con non poca difficoltà.
   Facciamo  un excursus per i colleghi che non sono in I Commissione
  e vediamo di cosa stiamo parlando.
   Il  27  maggio 2018 c'è stato un referendum per la separazione  di
  alcune  contrade  del  comune di Trapani dal comune  stesso  e  per
  l'istituzione  di  un  nuovo comune che  conterebbe  un  numero  di
  abitanti di circa ottomila e rotte unità.
   Questo referendum è pienamente legittimo e per questo dico che  la
  nostra  non  può essere una posizione contraria perché  la  volontà
  popolare  è sacra, hanno seguito tutto quello che prevede la  legge
  per  essere  istituiti come Comuni. Però non posso  negare  che  la
  decisione  che  eventualmente uscirà  fuori  da  quest'Aula  è  una
  decisione  secondo noi anacronistica che creerà non pochi  problemi
  al  comune  di  Trapani in primis, anche perché in Commissione  noi
  abbiamo  udito entrambi i comitati: il comitato per  il  sì  ed  il
  comitato per il no. Anche l'amministrazione locale abbiamo  sentito
  e  devo  dire  non  c'è  stata una presa di posizione  netta  anche
  dall'amministrazione stessa.
   Il  referendum  del  27  maggio si è concluso  nel  territorio  di
  Misiliscemi,  perché  dovete sapere che la  legge  che  istituisce,
  grazie alla quale si può istituire questo Comune, prevede un doppio
  quorum, un quorum per le frazioni diciamo così, che si dividono dal
  Comune centrale ed il quorum per il comune di Trapani. Il quorum  è
  stato raggiunto solo nelle frazioni, quindi non nel Comune. Cosa ha
  determinato  questo?  Che nella frazione che  sarà  denominata,  il
  nuovo  comune  Misiliscemi hanno votato  3.336  per  il  sì  e  391
  cittadini  per  il no. Il quorum è stato raggiunto per  pochissimo,
  cinquantadue percento, ed è stato raggiunto grazie anche ai no.  Ma
  noi  non  discutiamo su questo, perché per carità è un procedimento
  democratico  e  lo  rispettiamo.  Nel  comune  di  Trapani  c'è  la
  situazione esattamente opposta, però chiaramente essendo il  Comune
  molto  più grande non si è raggiunto il quorum, ovvero 3.340  no  e
  410 sì. In totale, se consideriamo il totale, frazioni e Comune  di
  Trapani,  i sì sono stati 3.746 i  no  sono stati 3.731.  Significa
  una  differenza di 15 voti, che, non so voi, però secondo  me,  non
  può  essere  rappresentativo, ecco, della  volontà  di  una  intera
  popolazione,  perché  è andata a finire che  3.700  persone,  3.750
  persone, fondamentalmente stanno decidendo su una popolazione di 68
  mila persone.
   Però-  ripeto  -  la  legge,  tra  l'altro  una  legge  di  questo
  Parlamento, di questa Regione, va rispettata, è stata rispettata, è
  stato  seguito  l'iter corretto ed infatti, se io fossi  stata  nel
  Governo   regionale,  dalla  parte  del  Governo  regionale   sarei
  intervenuta  probabilmente  prima per evitare  che  si  verificasse
  questa circostanza. Sarei intervenuta prima e soprattutto da domani
  dovremo discutere di modificare questa legge onde evitare che altri
  comuni, sulla scia di questo esperimento, di questa vicenda che  si
  è  creata,  possano  pensare di andare ad istituire  nuovi  comuni.
  Questo  perché,  è  vero che non ha copertura  finanziaria  per  la
  Regione siciliana, ma è vero che le risorse che annualmente vengono
  fatte  nel riparto per gli enti locali per forza di cose subiranno,
  per  tutti gli altri Comuni, una diminuzione e per forza  di  cose,
  perché dallo stesso contenitore si dovrà predisporre un riparto non
  per 390 Comuni ma per 391 Comuni.
   Detto  questo io non vorrei essere nei panni dell'assessore perché
  mi  rendo conto che sarà molto complicato istituire un nuovo Comune
  con  una nuova Giunta, un nuovo sindaco, un nuovo centro di  spese,
  per carità non

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, deve finire. Prego.

   CIANCIO. Sì, Presidente. Un nuovo centro di spesa quindi è  chiaro
  che  non  sarà  facile,  ed  è  anche vero  che  questa  situazione
  sicuramente  è  il  frutto di anni ed anni di abbandono  di  queste
  frazioni  da  parte  delle  varie  amministrazioni  locali.  Quindi
  ribadisco la nostra posizione. Noi siamo stati sempre onesti con  i
  cittadini   di  Trapani,  abbiamo  sempre  manifestato  le   nostre
  perplessità su questo percorso ma abbiamo un profondo rispetto  del
  referendum popolare e della volontà dei cittadini.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio.
   Scusate,   c'è  una  precisazione.  All'articolo  3  si  considera
  approvato anche l'allegato 1 che faceva parte dell'articolo 3.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dichiarazione  di  voto  del  Gruppo di  Attiva  Sicilia  che  sarà
  sicuramente  un  voto  favorevole  e  debbo  dire  che  sono  anche
  abbastanza sorpreso delle parole della collega Ciancio perché credo
  che  del  Movimento  c'era  un punto che era  il  referendum  senza
  quorum.  Lo  avevamo  nel nostro programma e,  quindi,  pensare  di
  astenersi,  per  me,  è  una grande sorpresa.  Anche  perché  nella
  campagna  elettorale  per  le comunali di  Trapani  alla  quale  io
  partecipai,  il  Movimento  disse a  quegli  abitanti  che  avrebbe
  rispettato il voto popolare quindi o a favore o contrario.
   Ora,  ho  avuto  l'opportunità di parlare sia  con  i  membri  del
  Comitato  a favore sia con quelli per il Comitato per il No.  Debbo
  dire  che se non si conosce quella realtà e quelle contrade diventa
  difficile  capire  la  motivazione alla base  di  questo  processo.
  Probabilmente  quello che potrebbe verificarsi nel momento  in  cui
  nascerà  il  comune  di  Misiliscemi  sarà  un  esperimento   molto
  importante perché quelle contrade non hanno alcun tipo di  servizio
  ma  il  progetto  che ho avuto modo di vedere è un  progetto  molto
  ambizioso che punta ad avere dei servizi sotto il profilo fognario,
  idrico  innovativo,  con  spese  molto  inferiori  di  quelle   che
  normalmente   vengono  realizzate  per  le  normali  procedure   di
  realizzazione di questa impiantistica e probabilmente potremmo dare
  dignità  ad  un territorio che da sempre il comune di  Trapani  ha,
  diciamo, lo ha abbandonato.
   Quindi, sotto questo profilo, anche per il rispetto che si deve ai
  cittadini che una mattina si sono alzati per andare a votare, anche
  se  sono  soltanto quindi la differenza, e 65 mila a  Trapani  sono
  rimasti  a  casa  senza andare a votare, probabilmente,  penso  che
  quest'Aula, sebbene noi siamo assolutamente consapevoli che sia  un
  voto  in  controtendenza rispetto a quelle che sono le direzioni  a
  livello nazionale, in questo particolare caso e soprattutto a causa
  dell'iter  decennale,  credo  che  quest'Aula  non  debba  esimersi
  dall'approvare questo disegno di legge.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  purtroppo  quando
  qualcuno si divide vuol dire che qualcosa è andato storto. Ora, non
  scendo  nel particolare ovviamente del comune di Misiliscemi perché
  sono   di  un'altra  provincia,  non  conosco  questa  realtà,   ma
  sicuramente  c'è  un  dato di fatto. Quando i sindaci  sono,  anzi,
  quando  si  è candidato a sindaco si va nelle frazioni a raccattare
  voti,  a  cercare consenso. Subito, l'indomani delle elezioni,  gli
  stessi sindaci si dimenticano, ovviamente delle frazioni, e  da  lì
  scatta  il  meccanismo  che ha fatto sì che si  rompesse  tutto  il
  sistema, perché ci sono molte frazioni, ovviamente, che si vogliono
  distaccare  dalle  città.  E' è ovvio, perché  poi  i  sindaci  non
  riescono  ad  investire  a fare quelle opere  primarie,  anche  che
  servono,  nelle  frazioni  e quindi gli abitanti,  i  cittadini  di
  quelle frazioni si sentono abbandonati. Io lo vedo nella mia  città
  dove  abbiamo  la  frazione di Cassibile e Fontane  Bianche  che  è
  assolutamente  abbandonata ed il sindaco non risponde  certe  volte
  neanche  alla  richiesta di accesso agli atti, però,  questo  è  un
  altro discorso.
   Ora,  questo  sarà  il  primo caso, ma nel  nostro  programma  del
  Movimento  c'era  l'accorpamento addirittura dei comuni  perché  la
  frammentazione non porta a nulla, anche perché si dovrà ricostruire
  tutto un sistema, ci vorranno dei dipendenti obbligatoriamente,  ci
  vuole  anche chi li farà quei progetti per realizzare le bellissime
  idee.  Spero  che questo avvenga, ma allo stesso tempo, Presidente,
  le  chiedo: ma è stato fatto uno studio? O, sono state previste  le
  misure compensative per il comune di Trapani, ad esempio, perché se
  non  mi  sbaglio nel territorio ricade anche l'aeroporto,  ricadono
  anche  le  seconde case, c'è tutto un sistema da  andare  a  vedere
  perché se questo porterà al dissesto del comune di Trapani, io  non
  lo  so,  sto  facendo delle ipotesi, io non ero in  I  Commissione,
  questo sarà grave, ovviamente.
   Queste  analisi  sono  state  fatte?  Se  sono  state  fatte  sono
  aggiornate?  Perché  queste  sono importanti.  Noi  invece  avevamo
  presentato  un  disegno  di legge a mia  prima  firma  dove  invece
  imponiamo  ai  sindaci che i soldi trasferiti  da  noi,  a  livello
  regionale,  sia le misure ordinarie, sia per investimenti,  siccome
  noi  le  diamo  in  quota pro-capite, anche  queste  devono  essere
  distribuite,  i  comuni li devono distribuire in  quota  pro-capite
  nelle  frazioni e quindi che cosa diciamo? Che imponiamo ai sindaci
  di  utilizzare  le  somme che noi trasferiamo a  loro  anche  nelle
  frazioni,  imponendoglielo.  Questo  poteva  essere  un  modo   per
  risolvere  i  problemi  a  tutte le frazioni  e  non  puntare  alla
  separazione, alla divisione perché dividere, ripeto, non è qualcosa
  che ci dovrebbe appartenere, dovremmo un po' unire.
   Quindi  Presidente ha espresso la mia collega come voteremo perché
  noi  ci troviamo con un programma che prevede l'accorpamento  e  un
  referendum che ovviamente va ascoltato perché la voce dei cittadini
  va  ascoltata,  però  deve  essere  questo  punto  di  riflessione,
  Presidente, per capire cosa accadrà dopo e questo è importante  che
  si  faccia una discussione seria in questo Parlamento perché non ci
  possiamo permettere di avere tutte queste frazioni abbandonate.

   PRESIDENTE.   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  io  mi  sono  espresso   già   in
  Commissione contro questo provvedimento e non perché voglio  negare
  il  diritto  partecipativo dei cittadini che  hanno  legittimamente
  avanzato  un quesito, sottoposto a consultazione, però  vi  ricordo
  che  la istituzione di nuovi comuni è una competenza della Regione,
  al di là, cioè i cittadini hanno un percorso partecipativo previsto
  dalla legge, ma la decisione appartiene al Parlamento siciliano.
   Ora,  la  domanda che faccio è questa: noi fino ad oggi,  pur  tra
  mille  controversie,  abbiamo, come dire, evitato  che  la  Sicilia
  fosse  un  luogo  di  proliferazione  delle  piccole  patrie,   noi
  storicamente  siamo  una terra di borgate, di frazioni,  spesso  ci
  sono  frazioni  che  non hanno nessuna connessione  con  il  comune
  madre.  Chi  conosce la provincia di Palermo sa che la frazione  di
  Grisì, qua c'è l'onorevole Caputo che è di Monreale, che appartiene
  al  comune  di  Monreale,  non c'entra nulla  con  Monreale  perché
  praticamente più a Camporeale e Partinico, che a Monreale. Però  la
  ratio  quale è sempre stata? Ora, al di là di come si sono definiti
  i  confini dei comuni, che risale dal periodo dei feudi al  periodo
  dei  lasciti  religiosi etc. etc., ma noi abbiamo idea che  apriamo
  una strada che inevitabilmente porterà questa terra a diventare una
  terra di piccole richieste perché ognuno pensa di potersi illudersi
  di poter fare il comune da solo avendo maggiori benefici rispetto a
  quelli che oggi si hanno?
   Questa  è  una  illusione  Perché se è vero  che,  come  dire  una
  strategia  moderna  di gestione moderna dei servizi  comunali,  dei
  servizi locali è quella di ottimizzare il tutto con un processo  di
  accorpamento  e  abbiamo molte difficoltà a farlo perché  purtroppo
  poi  il  municipalismo prevale sulla ragione, un esempio per tutti,
  San  Giuseppe  Jato e San Cipirello sono divisi  da  una  pompa  di
  benzina, cioè il confine che fra i due comuni, ora io dico  se  noi
  apriamo questa strada e lo dico veramente ai colleghi, guardate che
  questa Sicilia sarà un processo territoriale di frammentazione  che
  sarà difficile da governare.
   Ora,  al  di  là della bizzarria che in questo testo  noi  abbiamo
  approvato l'articolo 5 che prevede che nelle more dell'approvazione
  dello Statuto del luogo comune la sede del comune di Misiliscemi  è
  presso  il  comune  di Trapani, saremmo di fronte  ad  una  inedita
  bizzarria, che un comune è sede di due comuni.
   Ora  voi capite che tutto questo conferma, diciamo, che al  di  là
  delle aspirazioni - io potrei citarne diverse Palermo, c'è stato il
  caso  di  Sferracavallo, il collega Cordaro sa di che  cosa  parlo,
  sempre  a  Monreale c'è stato il caso di Pioppo, che ha chiesto  di
  diventare  entità autonoma - ma il Parlamento ha sempre tenuto  una
  barra  per  evitare  che ci fosse la proliferazione  delle  piccole
  patrie.
   Ecco  perché io, rispettando il percorso democratico, il  processo
  democratico  dico  però  che,  da legislatore,  non  mi  assumo  la
  responsabilità  di  aprire,  diciamo, un  varco  alla  unicità  del
  territorio dei comuni siciliani perché, altrimenti, dividendo si  è
  sempre più piccoli.

   FOTI Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà. Chiedo scusa, il Movimento Cinque Stelle
  deve intervenire tutto? Perché io, fino adesso, sto dando la parola
  ma  siamo  in  dichiarazione  di  voto.  Teoricamente  ne  dovrebbe
  intervenire uno.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca)

   PRESIDENTE Onorevole De Luca, le voglio bene però una  cosa  è  un
  minimo  trasgredire il regolamento per dare la possibilità di  dare
  la  parola, ma se dovete intervenire tutti diventa un problema. Per
  cui,  magari, sentitevi un attimo tra di voi. Ne accetterò un altro
  paio,  c'è l'onorevole Di Paola, poi è stato chiesto dall'onorevole
  De Luca e dall'onorevole Campo.
   Oggettivamente  - sì, l'onorevole Lo Curto fa parte  di  un  altro
  Gruppo però - diventa un problema. Non mettetemi in difficoltà, per
  favore.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io mi  auguro  che,
  insomma, il mio intervento possa rendere superflui interventi  che,
  magari, alcuni colleghi hanno pensato di fare dopo.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, onorevole Cracolici lei  ha  finito  di
  parlare e l'abbiamo ascoltata. Ora ascoltiamo gli altri.

   FOTI.  Presidente, vorrei dire che all'ordine del giorno dell'Aula
  c'è  il  disegno  di  legge  824 che ci  è  pervenuto  dalla  prima
  commissione. All'interno di questo disegno di legge, in particolare
  l'articolo 9, è previsto assolutamente con la linea di pensiero che
  non ci si deve ulteriormente frammentare

   PRESIDENTE  Lei  sta parlando di questo disegno  di  legge?  Ha  8
  articoli, il 9 non c'è

   FOTI. No, Presidente. Io sto parlando dell'894. All'articolo 9  si
  parla  proprio dei comuni che, eventualmente, in futuro si vorranno
  formare,  proprio  per  andare  ad  arginare  questo  desiderio  di
  frammentazione che nei territori sta venendo, come nel caso  citato
  dall'onorevole  Zito,  di Cassibile il cui comitato  ha  inviato  a
  tutti  i  gruppi  parlamentari una lettera  in  cui  parlano  della
  volontà di separarsi.
   Ora,  nel resto d'Italia cosa succede? Nel resto d'Italia c'è  una
  norma  che  prevede che, qualora la frazione che  si  distacca  sia
  inferiore ai diecimila abitanti non ci si può neppure mettere mano.
   E'  chiaro  che noi non possiamo, come dire, bloccare il  processo
  democratico  e  quello  che  i  territori  desiderano  ma,  almeno,
  adeguarci a delle norme sensate di carattere statale sì
   Per questo, insieme al mio gruppo parlamentare, avevamo presentato
  questo  emendamento in prima commissione - i colleghi  della  prima
  dovrebbero ricordarlo.
   Quindi,  quando approveremo l'824, che già è iscritto, ci sarà  il
  giusto  argine alla polverizzazione dei comuni e, se  è  possibile,
  quando  ci  saranno norme di carattere finanziario,  probabilmente,
  incentiveremo  i  comuni,  come  dire,  ad  accorparsi  per  alcune
  funzioni,  mantenendo  la  propria  identità,  il  proprio   organo
  elettivo  -  come già sta avvenendo in Lombardia  e  nel  Veneto  -
  mettendoci  qualche  soldo  in più per i  comuni  che,  invece,  si
  fondono per tutta la parte del personale, delle funzioni assolvendo
  così  al  duplice compito di dare servizi ai cittadini e  mantenere
  l'identità  che,  come è stato ben detto, nei  nostri  territori  è
  fatta di borghi e piccoli comuni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando la collega
  Ciancio  definiva,  per  l'appunto, il voto  del  Movimento  Cinque
  Stelle come un voto di astensione qual è la motivazione? Perché  se
  da  un  lato  è  vero che noi abbiamo sempre sostenuto  i  percorsi
  referendari  indipendentemente da quanti soggetti  si  recano  alle
  urne;  dall'altro  siamo  sempre stati  chiaramente  contrari  alla
  formazione di piccoli comuni ma siamo, anzi, per l'aggregazione dei
  comuni  atteso  che  questo diventa non solo  una  sconfitta  della
  politica ma anche un incredibile dispendio di denaro pubblico.
   Nel  caso  in  particolare si creeranno anche problemi  importanti
  nella  città  di Trapani che poi voglio vedere questo Governo  come
  intenderà  risolvere, però non riesco a non rilevare l'incongruenza
  tra  quello  che  stiamo facendo oggi in Aula e il  prossimo  testo
  degli  enti  locali  dove è entrata una norma, che  condivido,  che
  prevede  il divieto di formazione di nuovi comuni al di  sotto  dei
  10.000 abitanti.
   E   allora  questo  Governo  deve  decidersi  perché  non   è   un
  ragionamento,  politicamente  accettabile,  che  questo  comune  lo
  facciamo e gli altri no perché oggi stiamo portando

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, le devo  dire  però  che  questo
  disegno  di  legge  è  di  iniziativa  parlamentare,  non  era   di
  iniziativa governativa.

   DE  LUCA. Senza ombra di dubbio è un'attività parlamentare,  ma  è
  un'attività  parlamentare che ha seguito un  determinato  percorso,
  particolarmente   accidentato,  e  sta   arrivando   in   Aula   in
  concomitanza  con  un  altro disegno di legge,  sempre  proveniente
  dalla  I  Commissione, che prevede il divieto di  realizzazione  di
  nuovi  comuni. Emendamento peraltro che è entrato proprio su  imput
  del Gruppo parlamentare di Sicilia Attiva che fondamentalmente oggi
  ci  dice   facciamo questo e poi non facciamone  più   come  se  le
  problematiche  di  Misiliscemi fossero  circoscritte  solo  a  quel
  comune, a quel futuro comune, a quella zona.
   E  allora, da questo punto di vista il Governo dovrebbe anche fare
  chiarezza  sulle  sue  intenzioni  e  sulle  conseguenze   che   ne
  deriveranno.  Che sulla carta popolarmente possono sembrare  buone,
  belle  e  quant'altro, ma a livello di gestione della cosa pubblica
  creerà molti problemi oltre ad un aumento della spesa che non credo
  che  sia anche, visto il recente accordo Stato-Regione, un qualcosa
  che  possa  considerarsi  in linea con le necessità  di  ridurre  i
  trasferimenti e le spese. E da questo punto di vista vorrei che  si
  esprimesse  anche  l'assessore Armao poiché è evidente  che  questo
  disegno di legge comporterà maggiori oneri per la Regione.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  solo per una precisazione perché vero  è  che  con  il
  quorum  strutturale, perché c'è il doppio quorum,  si  è  raggiunto
  solamente in relazione alle contrade che erano interessate e non si
  è  raggiunto  il  quorum  in  relazione  al  resto  del  territorio
  trapanese,  però è pure vero che il Consiglio comunale di  Trapani,
  che  rappresenta  ovviamente  tutti i  cittadini  trapanesi,  si  è
  espresso   favorevolmente  allora  con  una  delibera   del   2015,
  esprimendo il proprio favore in relazione alla erezione a comune di
  Misiliscemi.
   Quindi  mi  pare  che anche la questione che è  stata  posta,  noi
  abbiamo  fatto in Commissione una attività ricognitiva, un'attività
  di  accertamento perché ci siamo limitati a prendere atto di quella
  che  è  la  volontà  popolare che è stata  espressa  attraverso  il
  referendum,  che  è  lo  strumento per eccellenza  democratico  che
  abbiamo  costituzionalmente.  E in  aggiunta,  debbo  dire  che  in
  relazione  e in sostituzione del quorum non raggiunto,  del  quorum
  strutturale   nell'ambito   del  resto   rispetto   alle   contrade
  interessate,  c'è  stata  la  delibera del  Consiglio  comunale  di
  Trapani  e  quindi  non abbiamo fatto altro che  prendere  atto  di
  quella  che  è  una  volontà popolare che si  è  conclamata,  si  è
  definita.
   Il  Governo, giustamente, ci ha trasmesso la richiesta  e  abbiamo
  preso atto che è questa la volontà dei cittadini trapanesi e questa
  deve  essere- ritengo - la volontà e non possiamo in 70 mortificare
  la volontà di un territorio che vuole il comune di Misiliscemi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO. Grazie, Presidente. Do atto dell'ottimo lavoro  che  il
  Presidente  della  I Commissione, unitamente a tutti  i  componenti
  della   medesima  Commissione  hanno  svolto  per  dare  a   questo
  Parlamento  l'opportunità  di rendere  oggi  agibile  un  voto  che
  riconosca   il  principio  della  partecipazione  democratica   dei
  cittadini  come  il  principio a cui  anche  i  parlamenti  debbono
  soggiacere. Ed è per questo che io annuncio il voto favorevole  del
  Gruppo  UDC  a  questo disegno di legge, che  è  sì  convinto  alla
  nascita  di  questo  comune  che spero  potrà  presto  verificarsi,
  espletate tutte le procedure di rito, e che rende onore a  chi  non
  si vuole arrendere di fronte alle difficoltà di fronte anche - come
  dire  - alle sordità delle istituzioni e degli enti locali preposti
  a  governare i territori. Perché se questi cittadini sono  arrivati
  ad  un  punto  di  non ritorno con il comune di Trapani  è  perché,
  troppe  volte,  hanno  vissuto l'abbandono, il  sentirsi  marginali
  nella politica di un ente locale che deve amministrare servizi  per
  i loro cittadini.
   Basta  andarci  a Misiliscemi - come ho fatto io,  Presidente,  ci
  andremo insieme - basta andarci per capire quando piove che succede
  nelle  strade, lo stato dell'illuminazione, le fognature, i servizi
  che non esistono. Io mi sono persuasa, dopo un attento studio delle
  situazioni,  oltre  che  del disegno di legge,  del  perché  questi
  cittadini  hanno  ragione ed io sono felice di  appartenere  ad  un
  Parlamento che non si macchia dell'arroganza istituzionale  che  il
  potere  gli conferisce per bocciare, invece, un legittimo  percorso
  di democrazia e di partecipazione.
   Quindi,  sono  fiera e contenuta di pensare e di  credere  che  il
  comune di Misiliscemi questa sera nascerà. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.
   Colleghi, prendete posto per la votazione. Come?

      (L'onorevole Cracolici chiede  che la votazione avvenga per
                          scrutinio segreto)

   PRESIDENTE. Voto segreto? Verifichiamo se è appoggiato. Un  attimo
  soltanto.  Io  faccio soltanto una valutazione, che  credo  mi  sia
  dovuta. Al di là del referendum popolare che, permettetemi di dire,
  quorum  o  non quorum, oggi si votano maggioranze parlamentari  con
  meno  del  50 per cento del voto, per cui non può essere certamente
  la  quota  di partecipanti. Tutti avevano il diritto;  chi  non  ha
  partecipato,  peggio  per  lui   Per  cui,  questo   è   un   fatto
  assolutamente  regolare. Ma anche sulla proposta di emendamento  di
   Attiva  Sicilia  con cui viene inserito il tetto di  abitanti.  Io
  credo  che ci sono situazioni in Sicilia che prevedono la  naturale
  divisione di alcuni comuni, così come ci sono situazioni in Sicilia
  che prevedono la naturale unità di alcuni comuni. Ho fatto cenno  a
  San  Giuseppe  Jato e a San Cipirello: che senso ha che  siano  due
  comuni.
   Ora,  io  credo  che  un Parlamento deve avere la  possibilità  di
  valutare  a prescindere dal numero e dal nome degli abitanti. Se in
  una situazione c'è una situazione oggettivamente tale per cui i due
  comuni è difficile che possano stare insieme, ci sono situazioni in
  cui  una  parte del comune è a 20 chilometri dal resto del  comune,
  con  fiumi in mezzo che passano. Che senso ha mantenerlo come unico
  comune? Come ci sono situazioni in cui è pazzesco che si tratti  di
  due  comuni, io penso una quota di Palermo ed una quota di un paese
  che  è  praticamente dentro Palermo, non si capisce  che  senso  ha
  continuare a tenerla autonomamente come comune.
   Non  ne  faccio  certamente né ne farei - lo dico ai  colleghi  di
   Attiva  Sicilia  - certamente una questione di numero di abitanti,
  ma di condizioni. Le condizioni sono tali per cui in alcuni casi  è
  favorevole  staccare una parte del comune. Poi vi  ricordo  che  da
  troppi  anni il cosiddetto decentramento all'interno dei  comuni  o
  dei grandi comuni è fallito.
   Ora  io non so se a Palermo ci fosse la situazione di Roma, in cui
  ci  sono  le  municipalità vere e proprie, in cui la  decisione  su
  alcuni quartieri della città dipende realmente dalla municipalità e
  non  dal  Consiglio comunale, forse se questo ci fosse  ovunque  ci
  sarebbe  meno  bisogno  di comuni che nascono  su  piccole  realtà,
  perché  ci  sarebbe comunque la capacità decisionale  di  chi  vive
  quelle realtà.
   Io  non  trovo  niente di scandaloso nella presentazione  e  nella
  eventuale  approvazione di questo disegno di legge,  anzi  vi  devo
  dire  con  grande sincerità non mi preoccuperei di eventuali  altri
  disegni  di  legge che possono accorpare o dividere in funzione  di
  realtà,  di  situazioni reali che hanno bisogno di questo  tipo  di
  situazione;  non ne faccio certamente una questione economica,  una
  questione di numero di abitanti.
   Io,  certamente,  finché sarò vivo non farei presentare  mai  alla
  frazione di Sant'Ambrogio, dove vivo, uno stancamento del comune ma
  quella  frazione non ha niente a che vedere con Cefalù, è un  altro
  mondo, ma proprio un altro mondo, però è Cefalù; poi sono veramente
  400 abitanti non sarebbe facile creare un comune di 400 persone  ma
  mi  dovrete  chiedere ci vivo quotidianamente è un altro  mondo,  a
  partire  da  internet  a finire  dall'acqua, a finire  dall'energia
  elettrica, a finire da tutto  Che senso ha che quegli abitanti  non
  possono avere un rappresentante che provi a risolvere i problemi di
  quell'area,   diversamente  dal  comune  che  è   lontano   e   con
  amministratori che, probabilmente, non essendo nati o  non  vivendo
  in quella frazione non hanno tutto questo interesse
    C'è una richiesta di voto segreto, mi stupisce perché di fronte a
  una  volontà popolare di un referendum il voto segreto lo considero
  onestamente una cosa non positiva, ma, ovviamente, io lo devo  dare
  perché se c'è la richiesta e se viene appoggiata è ovvio che io  la
  devo  concedere, ma non trovo veramente niente di strano  nell'iter
  che  è  stato  compiuto da questo Parlamento per arrivare  al  voto
  finale  di  questa legge e vi garantisco, casomai qualcuno  volesse
  farne oggetto per il futuro, non limiterò nessuna presentazione  di
  disegni  di  legge che prevedano situazioni laddove  riteniamo  che
  siano  necessarie e che, addirittura, siano assolutamente in alcuni
  casi quasi obbligatori.
   In  ogni  caso,  verifichiamo se la richiesta della votazione  per
  scrutinio segreto è appoggiata.

                         (La richiesta risulta appoggiata a termini
      di Regolamento)


      Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
     «Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi» (n. 686/A)

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto  del  disegno
  di  legge  «Istituzione  nuovo  comune denominato  Misiliscemi»  (n.
  686/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         50
   Votanti             34
   Maggioranza         18
   Favorevoli          21
   Contrari            13
   Astenuti            12

                        (L'Assemblea  approva)

   Pertanto,   la norma con cui si istituisce il comune di Misiliscemi
  è approvata.
    Sulle  obiezioni di qualcuno chiedo agli Uffici: il fatto che  chi
  si astiene non è più segreto è normale? L'astensione del voto non  è
  considerata né l'uno né l'altra e quindi la macchina lo fa così.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CARONIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, io in realtà  stavo  intervenendo  ad
  inizio  seduta,  ma  correttamente ho deciso di intervenire  a  fine
  seduta proprio perché l'argomento esula rispetto a quello che era il
  dibattito oggi calendarizzato.
   Tenevo  a  precisare un gravissimo accadimento che, in queste  ore,
  apprendiamo  in  maniera molto dettagliata da un  comunicato  che  è
  stato  emanato  poco fa dalla Città metropolitana di  Palermo,   col
  quale  comunicato  apprendiamo  che il  servizio  di  assistenza  ai
  disabili fatto dal personale alla comunicazione,  appunto gli ASACOM
  cosiddetti, sono stati sospesi; ma, la cosa ancor più grave, è che i
  ragazzi disabili che sono in DAD non possono collegarsi,  non  posso
  avere  il  loro diritto allo studio riconosciuto perché,  purtroppo,
  nonostante  questo  Parlamento  abbia  votato  una  norma   che   ha
  approntato  le somme per arrivare a pagare, quanto meno,  fino  alla
  fine dell'anno scolastico, nonostante questo Governo abbia decretato
  il  riparto  delle somme dando a Palermo, così come tutte  le  altre
  province, le somme necessarie, nonostante tutto questo, da giorno  1
  il  servizio di assistenza ai disabili, ai ragazzi disabili, è stato
  sospeso inspiegabilmente.
   E  vorrei  dire  che  la cosa è ancor più grave perché  il  sindaco
  della  Città metropolitana, il sindaco Orlando, si è espresso  anche
  in  maniera favorevole, rispetto a quello che a questo Parlamento  e
  questo  Governo hanno fatto, dicendosi pronto ad adoperarsi affinché
  subito ci sarebbe stata una ripresa dell'attività.
   Ora,  poc'anzi,  è arrivato un comunicato con il  quale,  dopo  tre
  giorni  di  attesa,  si comunica che l'attività  in  DAD  non  verrà
  supportata e che quindi i ragazzi non potranno collegarsi.
   Adesso  io  mi  chiedo - Assessore Lagalla,  lei  è  qui  anche  in
  qualità  di  Assessore alla formazione, all'istruzione -  ma  perché
  deve essere negato un diritto allo studio a dei ragazzi disabili? Ma
  perché  sono figli di un dio minore questi ragazzi che non hanno  la
  possibilità  di collegarsi in DAD quando la Regione ha appostato  le
  somme e il decreto di riparto è stato fatto?
   A  questo  punto  coinvolgo anche l'Assessore Zambuto  dicendo  che
  probabilmente la Città metropolitana dovrebbe spiegarci  le  ragioni
  per le quali non attua quelle che sono le linee guida che dicono  in
  maniera  molto  chiara, colleghi, che nel caso in cui per  qualsiasi
  ragione  le  somme non fossero disponibili, e non è così  perché  le
  somme  la Regione le ha stanziate già la scorsa settimana,  ad  ogni
  modo la Provincia, quindi la Città metropolitana, si sostituisce con
  il proprio bilancio per evitare proprio disfunzioni nel servizio.
   Allora,  io  credo che se oggi consentiamo che alle  categorie  più
  deboli  dobbiamo negare la possibilità di collegarsi a scuola,  cioè
  se già è il momento di fragilità di questi soggetti è, come dire,  è
  chiaro  che  avviene già durante tutto l'anno, ma se in  un  momento
  come  questo  di  pandemia aggiungiamo anche l'aspetto,  come  dire,
  burocratico che complica notevolmente la vita delle famiglie  e  dei
  lavoratori  che  sono, chiaramente, lì a supportare i  disabili,  io
  credo  che veramente stiamo facendo un gravissimo torto a tantissimi
  siciliani,  in  questo  caso palermitani, famiglie  palermitane  che
  vedono  negato  il  diritto ai propri figli di  avere  un'assistenza
  scolastica e, quindi, di potere fare scuola.
   Allora,  io  ritengo  che  questo mio appello  debba  essere  anche
  accolto  dal  Governo perché prontamente quest'Aula, il Governo,  ha
  accolto,  anche  il  Presidente  Micciché  è  stato  molto   attento
  nell'ultima  seduta,  abbiamo  enfatizzato  l'importanza  di  quanto
  essere   vicini  ai  soggetti  disabili  in  questo  momento  voleva
  significare  non abbandonare, nonostante l'esercizio provvisorio  di
  due  mesi,  una  categoria che ha bisogno di  queste  risorse  ed  è
  impensabile che oggi ci viene comunicato che per una settimana, fino
  alla  ripresa dell'attività in presenza, i ragazzi non potranno fare
  scuola.
   Io  mi  auguro che questo mio appello non rimanga, come  dire,  nel
  nulla,  anche perché in questo momento tanti si aspettano, da questo
  Governo e da questa Assemblea, delle risposte. Grazie.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Così eventualmente, mi auguro, evitiamo
  di  fare  numerosi interventi qualora la situazione dovesse  essere
  chiarita. Prego, Assessore.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Grazie,  Presidente.   Come correttamente ricordato  dall'onorevole
  Caronia,  il Governo regionale ha stanziato le somme attraverso  il
  Dipartimento  delle politiche sociali della famiglia e  del  lavoro
  che,  come  si  sa,  è competente per la gestione  degli  strumenti
  disabili;  comunque, il nostro Assessorato segue indirettamente  la
  vicenda.
   E',  altresì,  vero  che in tutte le circolari  esplicative  delle
  ordinanze  del  Presidente della Regione noi abbiamo  sempre  posto
  l'accento specifico sui disabili, ai quali è consentita addirittura
  la  presenza  a  scuola  pur  nei  periodi  di  interruzione  delle
  attività. Hanno, quindi, un evidente canale privilegiato. Sarà  mia
  cura  avvisare  l'assessore  Scavone e  sollecitare  un  intervento
  presso il Comune di Palermo.
   Se,  poi,  posso rivolgermi alla Presidenza, rispetto al voto  che
  non  risulta  dalla dichiarazione di voto, sia io  che  l'assessore
  Cordaro  abbiamo  votato favorevolmente nella precedente  seduta  e
  prego, quindi, di prenderne nota.  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  comunico che ci  sono  parecchi  iscritti  a
  parlare  ai  sensi dell'articolo 83. Qualora gli argomenti  fossero
  stati  chiariti  dall'Assessore, direi che  potremmo  superare  gli
  interventi, se sono su altri argomenti...
   E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Grazie  Presidente,  sarò,  assolutamente,  velocissima  e
  breve.
   Premesso  che  io  sono per la riapertura delle scuole,  assessore
  Lagalla la pregherei di restare, sarò brevissima ma è rivolto a lei
  il  mio intervento. Dicevo, sono per la riapertura delle scuole, ed
  in  particolare perché la didattica sia fatta in presenza, anche se
  a   causa  della  pandemia  abbiamo  dovuto  mettere  delle  misure
  restrittive  di distanziamento ed in questo caso la  DAD  è  stata,
  sicuramente,  importantissima,  uno strumento  importantissimo  per
  consentire di continuare la scolarizzazione dei nostri studenti.
   Oggi,  stiamo  pensando, ovviamente, visti i dati, ad  un  rientro
  degli  studenti in presenza, però, chiederei all'assessore Lagalla,
  al  Governo, ed in particolare all'assessore Lagalla, di riflettere
  su  un  dato:  se ci fossero dei casi eccezionali, di consentire  a
  questi  studenti che, per esempio, abbiano a casa dei familiari  in
  isolamento  piuttosto  che  con fragilità  particolari,  con  gravi
  patologie,  la  possibilità di mettere in campo un sistema  di  DAD
  mista,  quindi, a distanza per questi casi eccezionali  -  torno  a
  ripetere  -  ma  in presenza per tutti gli altri studenti.  Grazie,
  Assessore.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Amata. Anche io  sono  interessata
  all'argomento  perché ricorderà, Assessore, che le  ho  sollecitato
  l'attivazione della didattica integrata a distanza, quella per cui,
  insomma,  caldeggiata  in un certo momento storico,  prevedeva  una
  parte  di  alunni  in  presenza  ed  una  parte,  ove  c'erano   le
  condizioni, da casa, anche per aumentare il diradamento in aula.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Grazie, Presidente. La problematica sollevata trova, già di per sé,
  parziale  ed  automatica  soluzione per quanto  riguarda  eventuali
  circostanze  eccezionali e documentate, sul  piano  sanitario,  per
  quanto  riguarda gli studenti delle scuole superiori  che,  come  è
  noto,  opereranno, dall'8 di febbraio 2021, al  50   per  cento  in
  presenza ed al 50 per cento a distanza.
   Per  quanto  riguarda, invece, il primo ciclo, e  cioè  fino  alla
  scuola  secondaria di primo grado, attualmente, sia  per  ordinanza
  nazionale, sia per disposizione regionale, le classi operano al 100
  per cento della capienza.
   Ad  oggi,  abbiamo  censito, dal punto di vista epidemiologico  e,
  quindi,   sottoposto  a  tampone  oltre  120  mila   studenti   che
  costituiscono,  in  buona  sostanza, il 15  per  cento  dell'intera
  popolazione scolastica regionale. Statisticamente significativo  si
  considera un campione almeno del 5 per cento della popolazione.
   E'  intendimento  del  Governo, con una  circolare,  che  è  stata
  proprio  oggi  firmata da SOE, ed abbiamo convenuto con  questo  di
  continuare  il monitoraggio tanto nei luoghi di raduno,  nei  drive
  in, quanto all'interno delle scuole con una duplice modalità: o  su
  chiamata  del dirigente scolastico in caso di esigenza,  ovvero  su
  considerazione   statistica   ed  epidemiologica   delle   ASP   di
  riferimento attraverso le USCA.
   Queste   circostanze,   alle  quali  fa  riferimento   l'onorevole
  interrogante,   ovviamente  sono  circoscritte  a  condizioni   che
  dovrebbero assumere carattere di eccezionalità.
   Non  poche  volte,  tuttavia, i dirigenti  scolastici  evidenziano
  difficoltà  nell'assicurare  modalità  asimmetriche  di  erogazione
  della   didattica,  soprattutto  nella  scuola  primaria  e   nella
  secondaria  di primo grado, talvolta per problematiche,  esposte  o
  riferite, di tipo tecnologico, talaltra per la incompatibilità  dei
  due sistemi, per quanto riferito dai docenti.
   Domani,  insieme  all'assessore  Falcone  e  all'assessore  Razza,
  incontreremo  le  organizzazioni sindacali della  triplice  che  ne
  hanno  fatto richiesta e questo sarà tema, ovviamente,  di  dialogo
  con le rappresentanze sindacali.
   Mi  riservo,  appena  ripartite le scuole  secondarie  di  secondo
  grado,  di  convocare ulteriormente la task force  regionale  dove,
  insieme alle organizzazioni di categoria, alle rappresentanze degli
  enti  locali,  dei  sindaci e, ovviamente, degli studenti  e  delle
  famiglie, mi impegno a risollevare questo problema per vedere  come
  esso  potrà essere eventualmente riferito ad una piccola  parte  di
  studenti.
   Vorrei  anche aggiungere che, però, questo dovrebbe prevedere  una
  sorta di isolamento costante di questi bambini perché se, poi,  non
  vanno  a  scuola e vanno al supermercato e vanno al bar e  vanno  a
  fare la passeggiata e vanno al parco è ovvio che le circostanze  di
  probabilità,  l'indice probabilistico è molto  maggiore  in  queste
  ultime pertinenze che non all'interno della scuola dove - ricordo -
  che  il  rapporto tra contagio e classi oscilla da 1 ad 1,5.  Cioè,
  significa che, laddove si porti all'interno della classe un bambino
  positivo, la capacità di diffusione ad altri bambini è estremamente
  limitata.  Qui siamo nella circostanza opposta, cioè  quella  nella
  quale  un  bambino  potrebbe portare a casa da  portatore  sano  un
  eventuale contagio rispetto a soggetti particolarmente defedati.
   Questa  fattispecie sarà da me rappresentata alla  task  force  ed
  alle  organizzazioni  sindacali  e  vedremo,  anche  con  l'Ufficio
  scolastico regionale, di poter trovare una eventuale soluzione che,
  nel  frattempo,  abbiamo trovato per i CIPIA,  cioè  per  i  Centri
  provinciali  di  istruzione degli adulti, dove, pur erogandosi  una
  didattica  limitata al primo ciclo, quindi, fino alla terza  media,
  abbiamo  autorizzato i dirigenti scolastici che ce ne  hanno  fatto
  richiesta a poter utilizzare il 50 per cento della platea perché  -
  come dice la stessa denominazione degli istituti - si tratta di una
  popolazione scolastica adulta e, come tale, evidentemente,  con  lo
  stesso livello di rischio degli studenti delle scuole superiori.

   PRESIDENTE.  E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.   Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente. Volevo porre l'attenzione  su  un
  tema  che,  oggi,  ha  visto coinvolti una serie  di  manifestanti,
  l'ennesima  manifestazione dei  nastrini , proprio qui,  dinanzi  a
  Palazzo dei Normanni.
   Chi  sono  i  nastrini ? Sono un movimento che raggruppa unità  di
  persone   che  vengono  impiegate  nei  cantieri  di  servizio,   i
  percettori del reddito di cittadinanza ma tanti disoccupati.
   Loro  cosa  desiderano?  Una migliore fruizione  dei  servizi  ma,
  soprattutto, delle risposte sul fronte occupazionale  da  parte  di
  questo Governo regionale.
   Veda,  Presidente,  siamo dinanzi alle porte di  una  delle  crisi
  economiche   più   grandi  dal  dopoguerra  e  che   verrà   acuita
  ulteriormente   da  una  pandemia  che  non  sembra   assolutamente
  arretrare e che getterà nello sconforto tantissime famiglie.
   Io  credo  che  debba diventare, debba stare al centro  di  questo
  Parlamento  un  dibattito  sul tema del  precariato  e  soprattutto
  dell'impoverimento del tessuto economico.
   Occorrono  risposte urgenti perché io temo la tenuta  del  tessuto
  sociale.  Occorrono interventi tempestivi e che  sia  tutto  l'arco
  parlamentare che si debba fare carico di questo grido  di  allarme,
  trovare  immediate  risposte  e  strappare  definitivamente   dalla
  marginalità queste famiglie. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, Governo, io intervengo  su  un  fatto
  molto grave che non è avvenuto qui ma molto lontano da noi, ma  non
  per  questo  non  è  importante; anzi,  reputo  che  sia  un  fatto
  gravissimo  e  tutte  le  istituzioni, compreso  questo  Parlamento
  devono prendere in qualche modo posizione.
   Due  giorni  fa c'è stato un colpo di stato in Birmania,  un  atto
  gravissimo che minaccia la democrazia nel mondo. Aung San  Suu  Kyi
  capo  del  Governo  e premio Nobel nel 1991 per  la  pace  è  stata
  arrestata ed al suo posto si è insediato un regime militare. E'  in
  gioco  la  democrazia e tutti i paesi democratici  devono  prendere
  tutti i provvedimenti per ristabilire la pace in quel territorio.
   Pertanto,  chiedo a questo Parlamento una risoluzione unanime  per
  chiedere  al  Governo  nazionale  di  intervenire  sulla  questione
  secondo  le  regole della storia e la costituzione della Repubblica
  Italiana.
   Noi ripudiamo ogni forma di Governo non democratica e Aung San Suu
  Kyi deve essere liberata immediatamente. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano, mi unisco al suo appello.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie, Presidente. Non so se l'assessore Lagalla  c'è
  ancora, comunque mi rivolgo al Governo.
   Noi  abbiamo  stanziato,  come Assemblea regionale,  quindi  nella
  legge  di guerra, la famosa legge finanziaria di guerra, 10 milioni
  di  euro  per il reinserimento nel mondo del lavoro dei  lavoratori
  della  formazione professionale. So che questi 10 milioni di  euro,
  da  decreti  che  man  mano  sta emettendo l'Assessorato,  verranno
  utilizzati per la formazione di questi lavoratori.
   Presidente, il punto è se noi formiamo questi lavoratori e ci sono
  degli  sbocchi  lavorativi collegati allora  ha  un  senso,  perché
  altrimenti  noi  stiamo spendendo 10 milioni di  euro  per  formare
  delle  persone  su  alcune discipline e poi quella  formazione  non
  servirà  a  nulla,  perché  se  non è collegata  direttamente  agli
  sbocchi  lavorativi  sono soldi, come dire, che vengono  utilizzati
  per una formazione effimera.
   E  allora, la proposta qual è? Utilizziamo quei 10 milioni di euro
  eventualmente  per  farli  uscire  dal  bacino,  quindi   dare   la
  possibilità    direttamente   ai   lavoratori   della    formazione
  professionale  di utilizzare quelle somme per uscire dall'albo  ed,
  eventualmente, poi reinventarsi un nuovo posto di lavoro.
   Un'altra  cosa  tengo a precisare, Presidente, sul discorso  degli
  assistenti alla comunicazione e degli assistenti igienico personale
  specialistici  la  competenza  è dell'Assessorato  della  Famiglia,
  l'assessorato    Scavone.   Noi   più    volte,    Presidente,    a
  quell'Assessorato  abbiamo dato pure delle  soluzioni,  perché  per
  quanto  riguarda le linee guida abbiamo detto più volte che  devono
  essere  esplicitate meglio. Lo abbiamo detto al dirigente pure  del
  Dipartimento famiglia durante le audizioni.
   Se  l'Assessore ed il dirigente reputano che è tutto ok, ma  tutto
  ok non mi sembra perché poi l'assistenza agli alunni disabili viene
  bloccata,  se reputano che sia tutto ok, allora che si facciano  le
  denunce;  il  Governo regionale faccia le denunce opportune  perché
  non   è  possibile  che  non  venga  realizzato  un  servizio  così
  importante sia per tutti quei lavoratori che ricordo, colleghi,  in
  questo  momento non hanno nessuna copertura economica ed in  questa
  fase  fondamentale di crisi economica noi abbiamo  più  di  duemila
  persone che sono senza nessuna copertura economica, oltre il  danno
  che facciamo agli alunni disabili siciliani e a quelle famiglie.
   Un'ultima  cosa, signor Presidente, al riguardo sempre  su  quella
  famosa  finanziaria  di  guerra  che  il  presidente  Musumeci   ha
  presentato,  come  dire, la soluzione a tutti i  problemi,  avevamo
  inserito  un  articolo,  l'articolo  5,  comma  7,  che   dava   la
  possibilità  di un supporto economico a tutte quelle  categorie  di
  lavoratori  che  in  questo momento non stanno lavorando  come  gli
  assistenti  alla  comunicazione, gli assistenti  igienico-personale
  specialistici,  e  la  Regione veniva a  supporto  per  il  mancato
  lavoro.
   Perché  quest'articolo, così come tantissimi altri  articoli,  non
  sono  stati  attuati  da questo Presidente della  Regione?  Perché,
  solamente  ieri,  il  Presidente della  Regione  e  questo  Governo
  regionale  ha attuato la norma, sempre di quella famosa finanziaria
  COVID, che riguarda i liberi professionisti, gli 80 milioni di euro
  che devono servire a dare man forte a tutti i liberi professionisti
  che  sono  in  difficoltà: sono passati nove mesi e la delibera  di
  Giunta è arrivata solo ieri in Commissione  Bilancio .
   E,  allora,  signor Presidente, noi le soluzioni le  portiamo,  le
  inseriamo  all'interno delle leggi, però, queste  leggi,  poi,  non
  vengono  attuate  o  vengono attuate male  perché,  se  io  vado  a
  realizzare con 10 milioni di euro dei corsi di formazione che, poi,
  non  hanno  uno sbocco lavorativo, non sono collegati  con  nessuna
  azienda, con nessun ente, sto sprecando quei 10 milioni di  euro  e
  la  Regione  siciliana, i siciliani, non si possono permettere,  in
  questa fase, di sprecare fondi. Grazie.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cannata)

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Cannata, l'ordine del giorno  non  è
  stato  distribuito  perché è stato valutato come inammissibile,  in
  quanto  la norma prevede che il processo venga assunto a posteriori
  dalla  Giunta regionale e non a priori attraverso una procedura  di
  questo tipo.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  9  febbraio
  2020, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.34 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XX SESSIONE ORDINARIA


                         250a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 9 febbraio 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
           crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
           Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)

           Relatore: on. Savona

         2)  Norme in materia di enti locali . (nn. 824-810 Stralcio I/A)
           (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

         3)  Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane.  (n.
           783/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

         4)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
           n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
           legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
           decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
           (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore per  i beni culturali  e  l'identità
  siciliana

   N.  1614 - Chiarimenti in merito all'anastilòsi, il restauro e la
  musealizzazione della copia del Telamone nella Valle dei Templi di
  Agrigento.
   Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio;  Marano  Jose; De Luca  Antonino;  Pasqua  Giorgio;
  Damante Concetta
   -  Con  nota  prot.  n.  44788/IN.17  del  28  dicembre  2020  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato  l'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana.

   N.  1716 - Interventi in ordine alla riparazione dell'impianto di
  climatizzazione del Museo Interdisciplinare regionale di Messina.
   Firmatari:   Schillaci  Roberta;  Cappello   Francesco;   Ciancio
  Gianina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino   Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta
   -  Con  nota  prot. n. 186/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
  della  Regione  ha  delegato l'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana.

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N.  1134  -  Chiarimenti circa gli effetti economici  di  cui  al
  contratto  di  servizio per il trasporto  pubblico ferroviario  di
  interesse   regionale  e  locale  riguardo  al   ricorso   a   bus
  sostitutivi.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina; Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio
   - Con nota prot. n. 7227/IN.17 del 25 febbraio 2020 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   N.  1582  -  Notizie in merito alla realizzazione ed  ultimazione
  della  Ciclovia della Magna  Grecia,  con riferimento alla  tratta
  Siracusa-Pozzallo.
   Firmatari:  Dipasquale  Emanuele; Cracolici  Antonino;  Gucciardi
  Baldassare;  Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;  Barbagallo
  Anthony Emanuele; Catanzaro Michele
   -  La  firma dell'on. De Domenico è decaduta a seguito della  sua
  dichiarazione di ineleggibilità alla carica di deputato  regionale
  pronunciata dalla corte di Appello di Palermo. (V. seduta  n.  214
  del 15 settembre 2020).
   -  Con  nota  prot.  n.  42609/IN.17  dell'11  dicembre  2020  il
  Presidente   della   Regione  ha  delegato  l'Assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  1786  - Sollecito chiarimenti circa la prospettata cessazione
  delle quote azionarie dell'Aeroporto di Catania.
   Firmatari: Papale Alfio

   - da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente
   N. 1606 - Chiarimenti in merito all'art. 36 della legge regionale
  22   febbraio  2019,  n.  1,  in  tema  di  spettanze  dovute   ai
  professionisti   per   il  rilascio  di   titoli   abilitativi   o
  autorizzativi.
   Firmatari:  Zito  Stefano; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana   Valentina;
  Sunseri   Luigi;  Schillaci  Roberta;  Di  Caro  Giovanni;   Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta
   -  Con nota prot. n. 914/IN.17 dell'11 gennaio 2021 il Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente.

   N.  1672  -  Intendimenti circa la presenza di rifiuti pericolosi
  presso  la  foce  del torrente Floripotema nel territorio  di  San
  Filippo del Mela (ME).
   Firmatari:  Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi Sergio; Pagana Elena
   -  Con  nota  prot. n. 205/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1970  - Chiarimenti urgenti sulle funzionalità del reparto  di
  cardiologia  e  sul pronto soccorso dell'ospedale  S.Vito  e  Santo
  Spirito di Alcamo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Figuccia Vincenzo

   N. 1971 - Interventi a difesa del litorale di Bovo Marina (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Catanzaro Michele

   N. 1976 - Chiarimenti in ordine al piano regionale di vaccinazione
  anti SARS-Cov2/Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Schillaci Roberta;  Di
  Caro  Giovanni;  Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  De
  Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1969 - Chiarimenti circa l'attuazione della legge regionale 13
  agosto  2020,  n.  19, in merito ai procedimenti di  pianificazione
  urbanistica in corso alla data di entrata in vigore della legge.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Pullara Carmelo

   N.  1973  -  Chiarimenti  sulla  chiusura  del  Museo archeologico
  ibleo di via Natalelli in Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Campo  Stefania;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  1974  -  Chiarimenti urgenti concernenti il Consorzio  per  le
  Autostrade Siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Pullara Carmelo

   N.  1975  -  Chiarimenti circa il costo dei mezzi  veloci  Liberty
  Lines pagato dagli autisti soccorritori e medici del '118'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   N.  1977  - Iniziative volte all'immediato ripristino dei  servizi
  sanitari  sospesi nel Presidio ospedaliero di base di S.  Agata  di
  Militello (ME) e dei lavori di adeguamento e messa in sicurezza del
  punto nascite del comprensorio nebroideo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Laccoto Giuseppe

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   N.  499 - Potenziamento dell'assistenza sanitaria con reclutamento
  di   nuovo  personale  anche  non  specializzato,  telemedicina   e
  careviger.
   Lo Curto Eleonora; Bulla Giovanni; Genovese Luigi
   Presentata il 25/01/21

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni