Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.21
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buon pomeriggio. Avverto che il
processo verbale della seduta precedente è posto a disposizione
degli onorevoli deputati che intendano prenderne visione ed è
considerato approvato in assenza di osservazioni in contrario nella
presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ha chiesto di parlare
sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie Presidente. Abbiamo presentato un'interpellanza
urgente, come Partito Democratico, in ordine alla vicenda che ha
arricchito la cronaca parlamentare la scorsa settimana e mi
riferisco alla bocciatura da parte del CGA del Piano rifiuti.
Il CGA ha respinto al mittente il Piano rifiuti perché,
sostanzialmente, ha ritenuto che non è leggibile, parla di
vischiosità normativa, quindi non è comprensibile. Ci chiediamo,
allora, come mai gli enti che hanno espresso il parere, soprattutto
quelli che esercitano la discrezionalità tecnica, si siano invece
potuti esprimere.
Riteniamo, ed è il testo ed il cuore dell'interpellanza, che
quindi il procedimento, dopo che il Piano rifiuti venga corretta,
riparta da capo per l'acquisizione, a quel punto sì, dei pareri su
un testo comprensibile.
Riteniamo, e fa parte anche della richiesta al Governo, che
l'Assessore Pierobon venga in Aula a discutere in questa sede un
argomento così importante e che ha conseguenze così rilevanti per
l'interesse dei siciliani.
Quindi, le chiediamo, Presidente, alla prima Conferenza dei
Capigruppo utile, di affrontare questa questione.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Scusate, tutti questi interventi che
sono pervenuti riguardano il dibattito sui rifiuti o sull'ordine
dei lavori? Perché se è sul dibattito dei rifiuti ho già preso nota
di quello che mi ha detto l'onorevole Barbagallo e ne parleremo
immediatamente in Conferenza dei Capigruppo. Pero, vorrei pregarvi
di evitare di aprire il dibattito ora su questo tema dei rifiuti,
poi lo apriremo nel momento in cui convocheremo l'Aula per questo.
Onorevole Caronia, il suo intervento non è ai sensi dell'articolo
83. E' sull'ordine dei lavori. Prego.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori. In realtà, il mio intervento ha una
connotazione effettivamente più da articolo 83, se mi consente
però...
PRESIDENTE. Alla fine allora. Onorevole Caronia, la ringrazio.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente, Assessori, colleghi, la scorsa
settimana il Governo della Regione ha deliberato il ritiro del
Rendiconto 2019. Rendiconto che, su indicazione della Corte dei
conti, presentava circa 300 milioni di euro di residui attivi che
andavano cancellati ed erano risalenti agli anni 2016-2017. Motivo
per il quale ad oggi noi ci ritroviamo senza un rendiconto che era
stato approvato - lei lo ricorderà sicuramente - ad agosto del 2020
e siamo all'inizio di febbraio 2021 e non abbiamo un bilancio sul
quale basarci.
Siccome lo ritengo - forse è la prima volta che accade in Sicilia
- molto grave, anche alla luce delle dichiarazioni che leggiamo
dalla stampa e che non sappiamo se anche lei ne ha avuto conferma,
cioè della volontà del Governo regionale di presentare una legge
finanziaria, un bilancio ad anno corrente senza avere un
rendiconto, cosa che la norma espressamente vieta perché dice che
fin quando non viene parificato il rendiconto dell'anno precedente
non si può procedere a nulla se non all'assestamento.
Le chiederemo cortesemente, se fosse possibile e se il Governo lo
ritiene opportuno, venire a relazionare in Aula, perché ad oggi la
Regione siciliana, dopo l'accordo sulla parifica del 2018, di fatto
è totalmente sprovvista di documenti finanziari economici dai quali
poterci muovere, emendare ed organizzare il futuro di questa
Regione.
Ora, siccome lo apprendiamo dalla Stampa e non sappiamo se la
Giunta domani, dopodomani, proverà a deliberare quello che è un
atto che, a nostro avviso - poi gli Uffici magari ci diranno se è
possibile o meno - intendono deliberare un nuovo bilancio e una
nuova finanziaria, vorremmo capire in base a che cosa e in base a
quale norma intendono farlo e, soprattutto, se lei intende
avallare, portare all'attenzione delle Commissioni, della
Commissione Bilancio la finanziaria senza avere un rendiconto né
normale né parificato. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, è evidente che - anche su questo
è inutile aprire un dibattito - il Governo nel momento in cui
presenta la finanziaria senza avere fatto ulteriori mosse o
aggiustamenti, se lo presenta sulla base del risultato del
rendiconto approvato dalla Corte dei conti, quindi con quella cifra
diversa. Questo è fin troppo ovvio, non è che potrebbero fare
diversamente. Quindi, il Governo è assolutamente autorizzato a
presentare la finanziaria, è ovvio con le risultanze dei conti che
sono state considerate dalla Corte dei conti. Comunque, su questo
poi risponderà il Governo.
Onorevole Assessore, poi le darò la parola alla fine. Ci sono
altri due interventi: l'onorevole Lupo e l'onorevole Trizzino. Poi
darò la parola all'assessore Cordaro che l'aveva chiesto,
addirittura, per primo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, intervengo anch'io sul bilancio, lei in
parte ha risposto però credo che sia corretto che il Governo venga
in Aula a riferire dove questo rendiconto e su che cosa era
sbagliato, perché leggiamo tutti dalla Stampa, però mi sembra un
modo anche francamente mortificante per questo Parlamento
apprendere le notizie dalla Stampa.
Al di là di quello che dicono i giornali, è possibile che
l'Assessore per l'economia venga in Aula a riferire perché è stato
ritirato il rendiconto? Questa è la domanda.
PRESIDENTE. Ho personalmente chiesto all'Assessore per l'economia
un minimo di spiegazione.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, il mio Gruppo aderisce alla richiesta
che faceva poc'anzi il collega Barbagallo in merito al piano dei
rifiuti. Noi in più occasioni
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, non apriamo l'argomento la prego,
perché anch'io credo che aderirò per forza, cioè aderirà tutta
l'Assemblea a questa richiesta e, quindi, quando ne parleremo poi
affronteremo l'argomento.
TRIZZINO. Apprezzo che anche lei aderisce a questa iniziativa.
PRESIDENTE. Io credo che sia obbligatorio che il Governo
TRIZZINO. Per me è più che sufficiente questa sua manifestazione
di interesse comune.
PRESIDENTE. Non io perché mi chiamo in una maniera piuttosto che
in un'altra, credo che sia un obbligo, nel momento in cui c'è stato
questo problema, che il Governo riferisca in Aula e presenti un
nuovo piano modificato rispetto alle indicazioni che ci sono state
date. Per cui, non ci trovo niente di strano e lo considero quasi
obbligatorio.
TRIZZINO. Allora mi permetterò di intervenire quando sarà
convocata l'Aula per questo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa, onorevole Laccoto?
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E infatti, se anche l'onorevole Laccoto vuole parlare
del piano dei rifiuti gli tolgo subito la parola. Prego, onorevole
Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, io non voglio parlare del piano
rifiuti hanno parlato gli altri; c'è un problema molto più
pressante per la Sicilia che è l'emergenza attuale rifiuti.
Io chiederei al Presidente un dibattito con l'Assessore per
l'energia per comprendere quali iniziativa vuole prendere in questo
momento perché
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la prego, non faccia interrogazioni
dirette qui in Aula, poi il Governo risponderà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io desidero assolutamente in maniera sobria rassicurare
i siciliani e anche in maniera molto veloce, intanto sul piano
rifiuti. Non è stato bocciato nessun piano rifiuti, lo dico ai
colleghi, ma lo dico - ripeto - soprattutto ai siciliani. Il CGA ha
sospeso il medesimo piano tecnicamente chiedendo di inserire e
precisare alcune norme precettive.
Questo, signor Presidente dell'Assemblea, è già stato fatto, le
integrazioni sono già state inviate all'Ufficio Legislativo e
Legale e, quindi, nelle prossime settimane, se non nei prossimi
giorni e comunque dopo che l'Ufficio Legislativo e Legale avrà dato
il parere di rito, il Piano verrà rinviato con le integrazioni,
quindi non si tratta né di un piano bocciato né della eventualità -
signor Presidente vorrei rassicurare anche lei - di un nuovo piano
rifiuti.
Si tratta, esclusivamente, come ho detto, di ragioni che,
comunque, troveranno approfondimento, fermo restando che
l'Assessore, all'indomani ovviamente di questa trenta giorni che
credo sia utile far passare per capire quale sarà l'esito relativo,
è disponibile a venire in Aula.
Per quanto riguarda invece il tema del rendiconto, signor
Presidente, è chiaro che non sta né in cielo né in terra, immagino
sia legato al dictum il fatto che la Regione possa approvare la
legge di stabilità senza rendiconto.
Il percorso anche in questo caso è, assolutamente, sotto controllo
e d'altronde, siccome entro questa settimana così come da impegno
preso, al massimo all'inizio della prossima, la legge di bilancio e
la legge di stabilità, o meglio il disegno di bilancio e il disegno
di legge di stabilità, saranno all'attenzione dell'Aula, in quella
occasione, signor Presidente e onorevoli colleghi, l'Assessore al
bilancio ha dato la sua, ovvia direi io, disponibilità per spiegare
il percorso perché evidentemente, prima di entrare nel merito della
legge di stabilità, bisogna raccontare - cosa che farà l'Assessore
Armao - come ci siamo arrivati.
Detto questo, signor Presidente, adesso mi rivolgo ai colleghi per
formulare una richiesta tecnica.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, attenda un attimo che io così dico
ai colleghi, sulla base di quello che lei ha dichiarato, per quanto
riguarda il rendiconto, era ovvio che fosse così nel senso che il
rendiconto c'è poi, se c'è, se il rendiconto arriva a una cifra
rispetto ad un'altra, su questo è un fatto che riguarda il rapporto
tra voi e la Corte, vedrete quello che si deve fare.
Per quanto riguarda invece il Piano rifiuti, siccome, e su questo
non posso che dare ragione ai colleghi, non è che noi ne abbiamo
un'informativa precisa, sappiamo quello che c'è scritto sui
giornali, e dai giornali si evince - diversamente rispetto alla
sospensione per motivi tecnici - più palesemente un fatto di non
dico bocciatura, ma di blocco.
Allora, su questo, se il Governo ritiene che si tratta soltanto di
alcuni aggiustamenti tecnici che sono stati richiesti dal CGA e che
stanno per presentarli, io chiedo, soltanto a lei in qualità di
Governo, poi all'Assessore Pierobon, ovviamente, di conseguenza, se
in maniera serena e cortese, senza bisogno di andare a fare
nient'altro, possa un giorno - entro questi giorni - prima che si
faccia questa soluzione, venire magari in Commissione per poter
chiarire qual è la questione e così evitiamo che si crei, anche da
parte nostra un allarmismo, che si crea proprio per mancanza di
informazione Assessore, non per cattiva volontà da parte del
Parlamento nei confronti del piano rifiuti che anzi tutti stiamo
auspicando che si possa fare il più presto possibile.
Per cui la prego di chiederlo all'Assessore Pierobon se può venire
a chiarire queste cose, poi, se il risultato sarà alcuni piccoli
aggiustamenti e chiarimenti che sono quelli richiesti dal CGA sul
piano rifiuti certamente non c'è bisogno di rimandarlo in Aula,
questo è fin troppo ovvio, però averne quanto meno conoscenza
precisa da parte dell'Assessore in modo che sappiamo di che cosa si
tratta, sarebbe un qualcosa di auspicabile, dopo di che le ridò la
parola sia per prendere atto di questo che le ho chiesto, sia per
dire invece quello che riteneva di dovere dire su altri argomenti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, signor
Presidente, lo farò senz'altro.
Ci tengo però a ribadire un dato, le notizie che ho dato sul piano
rifiuti sono legate a un dibattito assolutamente informale ma molto
concreto che si è tenuto in Giunta, perché, ovviamente, la buona
riuscita del percorso del piano rifiuti sta a cuore per primo al
Presidente della Regione oltre che a tutto il Governo.
Quindi, avendo letto questi proclami, in molti casi proclami, ci
siamo confrontati con l'Assessore Pierobon, le rassicurazioni che
io ho rassegnato all'Aula sono infatti sue ma questo non toglie che
come lei chiede, e come i colleghi chiedono, chiederemo
all'Assessore Pierobon di comunicare dati ufficiali all'Aula in
modo che possa anche essere in condizione di dire quali sono queste
indicazioni prescrittive che andranno inserite nel piano rifiuti
prima di rinviarlo al CGA e prima, quindi, che possa essere, come
noi tutti auspichiamo, approvato definitivamente.
PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda, basta in Commissione. Se poi
la Commissione dovesse ritenere, invece, di mandarli in Aula per
qualche motivo, lo farà la Commissione. Basta che, però, arrivi in
Commissione, che si chiarisca il fatto in Commissione, per quanto
mi riguarda, è più che sufficiente.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'onorevole Savarino ci ascolta, sono certo che, come
fa sempre, si attiverà.
Per quanto riguarda, invece, l'argomento che volevo sottoporre
all'attenzione dei colleghi: abbiamo risolto insieme, il 26
gennaio, alcune problematiche legate alla legge sul governo del
territorio. Con la norma approvata il 26 gennaio, appunto, l'atto
correttivo che, come previsto, essendo stato redatto in assoluta
sinergia e dopo un confronto concreto di idee con i ministeri
dell'ambiente, dei beni culturali, della giustizia ed il
dipartimento affari regionali, abbiamo risolto una serie di
problemi che hanno incidenza diretta su quel mondo e, quindi, su
una ripartenza auspicata, sia sotto il profilo urbanistico che
sotto il profilo dell'edilizia.
Sono arrivate, a seguito di un'audizione, che è stata organizzata
e che si è svolta in IV Commissione, la Commissione Ambiente ,
alcune richieste dal mondo dei costruttori, dall'ANCE -
l'onorevole Cracolici, credo, fosse collegato, se non mi ricordo
male - ed altri colleghi, e dagli Ordini degli architetti e degli
ingegneri, alcune richieste precise su temi di carattere
legislativo, e, quindi, che contemplano la modalità del generale e
dell'astratto, posto che, viene richiesto a questa Assemblea di
esprimersi in maniera precisa e, se del caso, anche tempestiva, sul
recepimento del decreto semplificazioni, il decreto n. 76 del 2020,
che è stato trasformato in legge, nella legge n. 120 dell'11
settembre 2020 Misure urgenti per la semplificazione .
Il problema è che la legge regionale del 2016, che ha normato
questo argomento, non ha agito in maniera uniforme, perché per
alcune fattispecie ha operato il recepimento dinamico, per altre
fattispecie, invece, il recepimento è intervenuto con alcune
modifiche ed alcuni emendamenti.
Non potendosi, quindi, risolvere il problema, con una norma di
principio che dica: E' recepita la legge semplificazioni. , gli
uffici dell'urbanistica, col direttore Beringhieri, in primis, si
sono messi al lavoro, insieme agli uffici della IV Commissione, per
redigere un testo di legge che potesse dare una risposta di sistema
a questa richiesta assolutamente trasversale.
Al fine di semplificare e di velocizzare l'iter, si è ritenuto, ed
è questa la richiesta che faccio a nome del Governo, ma che ha
trovato il contributo ed il consenso della IV Commissione, di
intervenire sul disegno di legge sul riordino dell'edilizia; a
questo punto mi rivolgo a lei signor Presidente, che è già in Aula
e che ha già superato il vaglio della IV Commissione, per declinare
questa esigenza, facendo di quel disegno di legge, il disegno di
legge, appunto, sul riordino dell'edilizia, due stralci.
Un primo stralcio che metterà insieme tutte le norme che
permettano il recepimento del disegno di legge sulle
semplificazioni, al quale verranno aggiunte norme che sono nel
disegno di legge sul riordino dell'edilizia ma che sono state
approvate in Commissione in maniera unanime.
Le altre norme, che sono più complesse o che presentano delle
situazioni di confronto più incisivo in Aula, verranno destinate ad
uno stralcio 2.
Per cui, signor Presidente, se lei autorizza questo percorso,
posto che lo stralcio 1 si potrebbe anche trattare immediatamente,
fermo restando che gli emendamenti che sono già stati presentati
restano assolutamente vigenti, e, se lei potesse dare, per lo
stralcio 1, in ragione delle norme sulla semplificazione, un
termine per gli emendamenti, assolutamente veloce, potremmo
trattarlo immediatamente, destinando lo stralcio 2 ad un periodo
immediatamente successivo all'approvazione della legge di
stabilità.
PRESIDENTE. Assessore, io su questo argomento, non avendo nulla in
contrario perché questo iter possa essere approvato, chiedo però
l'intervento della Presidente della Commissione per dirmi se è
d'accordo su tutto questo.
Voi, in Commissione, avete già verificato lo stralcio? Se è già
stato fatto tutto in Commissione e, quindi, la richiesta sua mi
arriva anche dalla Presidente della Commissione, per quanto mi
riguarda il problema è risolto.
SAVARINO, presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della IV Commissione. Sì, signor Presidente.
Abbiamo già inviato una lettera formale alla Presidenza in cui
indichiamo quali sono gli articoli su cui la Commissione si è
espressa, in riunione oggi, che possano far parte del primo
stralcio.
Sono, per lo più, norme che servono alla semplificazione su cui
c'è un accordo condiviso.
Quindi abbiamo, di fatto, diviso questo disegno di legge, che è di
38 articoli in due parti: uno da 20 e uno da 18.
Nella prima parte, visto che abbiamo l'urgenza - una finestra
molto breve - perché poi ci sarà la Finanziaria, la legge di
stabilità, abbiamo messo le norme quelle più condivise, quindi con
meno dibattito in Aula e che sono state sollecitate - come ha detto
bene l'assessore poc'anzi - da più parti, sia ordini professionali,
che associazioni di categoria che colleghi anche, per cui questa
parte può avere un iter più veloce.
Ho già, formalmente, mandato una lettera su come gli articoli che
abbiamo condiviso debbano essere trattati nel primo stralcio e
quelli nel secondo, per cui io rimetto alla Presidenza, se vuole mi
dicevano dalla Segreteria generale che gli emendamenti rimangono
quelli già presentati.
Però, se è il caso, potremmo anche aprire una finestra breve, di
un'ora sola, perché già gli emendamenti sono presentati, se c'è
qualche esigenza dell'ultimo momento anche di un'ora soltanto su
questo primo stralcio, in modo tale che andiamo in maniera veloce.
PRESIDENTE. Presidente Savarino, prima di dare la parola ad altri.
Noi lasceremmo, quindi, secondo la vostra proposta, all'ordine dei
lavori il disegno di legge così com'è, nel momento in cui lo
esaminiamo facciamo lo stralcio qua in Aula o volete presentare
una perché se si fa lo stralcio, direttamente, per me non c'è
problema, quindi, appena arriviamo al punto all'ordine dei lavori
di questo disegno di legge la Presidenza che lavorandoci prima, -
tanto non è immediata, ci sono prima altre cose - stralcia quello
che voi avete ritenuto di dovere stralciare e va avanti col resto.
Per quanto riguarda gli emendamenti, io mantengo gli emendamenti
relativi a quello che rimane nella prima parte, ovvio, perché sennò
gli altri sarebbero tutti aggiuntivi.
Per cui chiediamo agli Uffici se possono fare questo lavoro,
quindi non darei spazio di nessun tipo per altri emendamenti perché
ormai ci sono, quindi nemmeno quell'ora che chiedeva.
Ovviamente, la Commissione dovendo se ce ne fosse necessità,
però, eviterei di riaprire il termine degli emendamenti.
Prima degli altri, ha chiesto di intervenire l'onorevole
Barbagallo al quale do la parola.
BARBAGALLO. Signor Presidente, volevo dare il mio contributo a
queste riflessioni.
Nella ricostruzione dei fatti le ricordo che noi insistiamo da
mesi affinché questo disegno di legge, fatta eccezione per
l'articolo 20, venga trattato con la massima urgenza in Aula.
Facendo seguito, quindi, alle cose che abbiamo detto, non c'è
motivo di riaprire il termine per gli emendamenti.
L'interesse, credo, quello che si aspettano i siciliani è che
l'Aula esiti questo nel più breve tempo possibile.
Rifletto a voce alta, evidenziando che nella nota di lettura che
gli Uffici dell'Assemblea hanno fornito all'Aula, ci sono due, tre,
questioni, in particolare sull'articolo 5 e sull'articolo 3 che non
necessitano di una riapertura dei termini degli emendamenti ma
possiamo benissimo accompagnare le riflessioni che ha fatto il
Servizio Studi per evitare impugnative.
Aggiungo che, con riferimento ad alcune norme che oggi sono
oggetto di stralcio, in particolare quello dell'articolo 12, il
Partito si è speso più volte per ammettere anche in Sicilia la
doppia conformità come in altre regioni, quindi se ci sono le
condizioni noi potremmo pure sviluppare questo ragionamento.
PRESIDENTE. A prescindere dall'articolo 12, se la Commissione ha
già fatto un lavoro sugli articoli che vanno stralciati per essere
mandati dopo e su quelli che rimangono nel primo stralcio non
apriamo il dibattito oggi, se c'è l'articolo 12 bene, se non c'è
l'articolo 12 la Commissione ha già fatto questa valutazione.
Ho già ricevuto la risposta dagli uffici che mi dicono che nel
giro di pochissimo tempo faranno l'analisi degli emendamenti per
capire quelli che vanno nel primo stralcio e quelli che saranno
destinati al secondo, per cui possiamo tranquillamente andare
avanti.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Sì, signor Presidente, brevissimamente, io pur non
facendo parte della IV Commissione ho oggi assistito ai lavori
della IV Commissione, e prendo spunto dall'intervento
dell'onorevole Barbagallo, siccome apparentemente c'erano diversi
emendamenti sull'articolo 12, l'articolo 12 è uno di quegli
articoli che è stato rinviato al secondo stralcio.
Però, preso atto della dichiarazione dell'onorevole Barbagallo, e
siccome su questo articolo 12 vi è una sostanziale - tranne
qualche piccola eccezione - diciamo, una unanimità di vedute
all'interno dell'Assemblea, io chiedo se possa essere inserito
anche nel primo stralcio la previsione dell'articolo 12.
PRESIDENTE. Scusate, la Commissione ha già verificato il primo
stralcio, quali sono gli articoli? Basta, allora non affrontiamo
l'argomento oggi, verificheremo, poi, quello che la Commissione ha
fatto, credo che l'abbia fatto, se è stato approvato quanto meno
con la maggioranza, se non addirittura con l'accordo di tutti.
Per cui, onorevole Assenza vediamo quello che ha fatto, beh, non
lo so non lo voglio sapere poi lo andremo a verificare.
E allora, possiamo iniziare con l'ordine del giorno, con i disegni
di legge che sono previsti nell'ordine del giorno? Ma l'assessore
Armao non c'è, no? Perché, assessore Cordaro, l'ordine del giorno
prevede le disposizioni finanziarie ed il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale il cui
relatore è l'onorevole Savona, ma non c'è l'assessore Armao.
Possiamo andare avanti? Benissimo.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e ripartenza
del sistema produttivo regionale. Disposizioni varie (893/A - IV
Stralcio)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi prima di passare alla discussione
del disegno di legge Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai
processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie (893/A - IV Stralcio), comunico che la
Presidenza, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento e di analoghe
decisioni precedentemente assunte ha deliberato di stralciare dal
disegno di legge 893/A - IV Stralcio, iscritto all'ordine del
giorno dell'Aula, l'articolo 13 recante norme in materia di
svolgimento di attività economica delle ZES e delle aree di
sviluppo industriale al fine di consentire l'approvazione di un
testo organico di riforma della materia previa adeguata attività
istruttoria da parte della Commissione di merito.
Pertanto, il testo del suddetto articolo 13, unitamente ai
relativi emendamenti, è trasmesso alla III Commissione Attività
produttive affinché sia esaminato in autonomo disegno di legge.
L'Assemblea ne prende atto.
Andiamo alla discussione del disegno di legge, il fascicolo
l'avete tutti, la Commissione Bilancio ? L'onorevole Savona, c'è?
L'avevo visto poco fa, sì.
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto.
Possiamo chiamare l'onorevole Savona per favore? Ci sono altri
rappresentanti della Commissione Bilancio intanto? Barbagallo è
vice presidente della Commissione? Ah, certo, intanto se prende
posto.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Sì, Presidente, buonasera. Non mi è molto chiaro come si
vuole procedere in ordine a questo disegno di legge, stante che, è
vero le prime due norme sono di competenza dell'assessore alla
funzione pubblica ma, già a partire dagli articoli immediatamente
successivi si passa a norme che riguardano l'IRCA la cui competenza
risiede e ricade in capo all'assessore Turano che, come è noto a
tutti, purtroppo, in questo momento si trova in autoisolamento
domiciliare a causa delle vicende che hanno investito il suo
autista. E, lo stesso assessore Armao non è presente.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, intanto mi dicono che l'assessore
Armao è in arrivo, ma poi comunque il Governo è più che
rappresentato, non è che noi ci possiamo fermare perché l'autista
dell'assessore è risultato positivo, come dire, immagino che gli
assessori presenti siano nelle condizioni di gestire la norma poi
se invece non lo fossero me lo dovrà chiedere il Governo di
fermarmi, non posso essere io a non avere fiducia negli assessori
presenti, dicendo che voglio Armao o Turano.
Se il Governo mi chiede di fermarmi perché preferisce che il
disegno di legge sia assistito dall'assessore di riferimento, io lo
farò, ma non possiamo essere noi a deciderlo.
Onorevole Savona, su questa norma, ho appena comunicato lo
stralcio dell'articolo 13 Turano', diciamo, per il resto ci deve
dare qualche comunicazione o possiamo iniziare?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Possiamo
iniziare.
PRESIDENTE. Possiamo iniziare, benissimo.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Titolo I
Disposizioni finanziarie e per il sostegno alla crescita
Art. 1.
Incremento facoltà assunzionali
(ex art. 6 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019,
n. 14 e successive modifiche ed integrazioni, le parole ed al 50
per cento sono sostituite dalle parole ed al 70 per cento .
2. Nei limiti del 50 per cento delle facoltà assunzionali di cui
al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019, n.
14 e successive modifiche ed integrazioni, trovano applicazione, a
decorrere dall'anno 2021, anche ai fini del conferimento degli
incarichi dirigenziali non generali, le disposizioni di cui ai
commi 5 bis e 6 dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165 e successive modifiche ed integrazioni. Nelle more
della riforma organica della dirigenza della Regione, i limiti
percentuali ivi richiamati si intendono riferiti, rispettivamente,
al numero dei dipartimenti regionali e strutture equiparate per gli
incarichi di dirigente generale, ed alla dotazione organica della
dirigenza determinata per il 2021 in applicazione del comma 3
dell'articolo 49 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
successive modifiche ed integrazioni per gli incarichi dirigenziali
non generali.
3. A decorrere dall'anno 2021 sono estese agli enti pubblici
economici le previsioni di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 4
della legge regionale 6 agosto 2019, n. 14 e successive modifiche
ed integrazioni, secondo una percentuale di assunzioni non
superiore al 50 per cento della dotazione prevista nelle rispettive
piante organiche.
4. Al fine di accelerare il ricambio generazionale del personale
del comparto non dirigenziale, è consentito il cumulo delle risorse
destinate alle assunzioni di cui al comma 3 dell'articolo 4 della
legge regionale 6 agosto 2019, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni con quelle previste dal comma 2 dello stesso articolo,
nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella
finanziaria».
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 1 perché questo disegno di legge, che in parte credo
sia stato elaborato prima della firma dell'accordo con lo Stato di
metà gennaio e, quindi, in realtà credo che risenta di alcuni
aspetti che sono in assoluta contraddizione con l'accordo che ha
firmato la Regione con lo Stato, sia in materia assunzionale , sia
in materia delle risorse
Allora, intendiamoci, dobbiamo fare disegni di legge - mi ascolti
Presidente con lei parlo, Presidente Miccichè.
PRESIDENTE. La ascolto attentamente tanto che sto lavorando su
quello che lei sta dicendo.
CRACOLICI. Bravo.
PRESIDENTE. Non si preoccupi di me. Sono io a dovermi preoccupare
di lei. Prego.
CRACOLICI. E fa bene a preoccuparsi.
Detto questo, faccio, come dire, una questione, non so come
chiamarla, pregiudiziale, preventiva, decidete voi come definirla,
cioè, ripulite il testo dalle cose che sono in contraddizione con
quello che avete firmato, e non c'entra la Funzione pubblica qua
perché è chiaro che la norma è di competenza della funzione
pubblica ma l'accordo lo ha firmato il Bilancio.
Allora, siccome rischiamo di fare norme propaganda. Allora,
abbiamo firmato un accordo che hanno bloccato le assunzioni. Qui
vorremmo fare una legge per consentire nuove assunzioni.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei ha notato gli emendamenti,
c'è un emendamento del Governo che lo sopprime per cui se andiamo
avanti ci rendiamo conto che
CRACOLICI. Ma non era più facile che venisse stralciato
PRESIDENTE. Ma se c'è l'emendamento del Governo, l'emendamento del
Governo sopprime i commi 1, 2 e 3. Lascia
CRACOLICI. E poi mi spiega perché non il 4?
PRESIDENTE. Lascia soltanto il 4 ma ha delle motivazioni per
averlo lasciato ma che non riguarda il fatto delle assunzioni per
cui credo che la Presidenza non può che farlo votare perché
l'articolo 4 non riguarda assunzioni ma riguarda altre cose, il
comma 4
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Diamo la parola all'assessore Zambuto, con piacere,
perché almeno in mia presenza è la prima volta che gli do la
parola. Ne ha facoltà.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Catalfamo e Figuccia sono
in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione sul disegno di legge n. 893/A - IV
Stralcio
ZAMBUTO, assessore e per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, mi consentirete,
prima di passare all'argomento in discussione, di volgere a voi ed
all'Istituzione parlamentare il mio rispettoso saluto nell'incarico
a cui sono stato chiamato dal Presidente della Regione.
Sono cosciente di avere di fronte una sfida impegnativa, dovendomi
confrontare con due incombenze delicate ed importanti come quelle
relative al funzionamento della macchina regionale e quelle
relative al rapporto con il mondo delle autonomie locali, una sfida
ancora più complessa nel difficile momento che stiamo affrontando
con l'Amministrazione chiamata a gestire una situazione nuova e una
serie di interventi necessari per rispondere alle difficoltà delle
imprese, della famiglia, dell'intera società siciliana.
E' una situazione che ha egualmente gravato sugli enti locali
chiamati ad essere prima linea nel momento di difficoltà, ed è
proprio per queste ragioni che con impegno e con onore voglio
svolgere la mia funzione convinto che troverò da parte di tutti i
parlamentari, pur nella differenza di orientamenti politici e
ruoli, un contributo attento e fattivo nello sforzo di affrontare e
superare problematiche vecchie e nuove e guardare con ottimismo ad
un futuro di ripresa per la nostra Sicilia.
Andando al testo, oggi all'esame dell'Aula, gli articoli 1 e 2
contengono disposizioni di specifico interesse per il funzionamento
dell'Amministrazione regionale.
E', infatti, innegabile, e ce ne siamo accorti - ancora di più in
questo lungo anno di emergenza pandemica - come disporre di un
apparato burocratico moderno, ben organizzato, agile sia una
esigenza imprescindibile per assicurare un buono andamento dei
servizi e degli uffici e per rispondere efficacemente alle mutate
accresciute necessità.
La macchina regionale sconta tra l'altro l'età media ormai elevata
del personale per l'esigenza di una compiuta transizione verso
l'amministrazione digitale.
Un'Amministrazione veloce che ha bisogno - diceva bene il
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana - di persone che le
diano corpo con una forma mentis digitale molto diversa da quella
analogica del passato.
Ecco perché la questione dell'immissione di nuove risorse, di
giovani brillanti non può essere più elusa o rinviata, a maggior
ragione quando ci troviamo a scontare gli effetti di un blocco del
turn-over prolungatosi per moltissimi anni, con carenze
particolarmente evidenti, in alcuni uffici e servizi, anche in
posizioni strategiche per il buon andamento del sistema regionale.
Reputo importante, pertanto, quanto previsto sia all'articolo 1 in
termini di spazi assunzionali e coerentemente le norme relative ai
procedimenti di reclutamento indicati all'articolo 2.
In particolare, nelle more dell'auspicabile riordino definitivo
del comparto dirigenziale che ci consentirà di superare la storica
criticità della terza fascia, i commi 1 e 2 dell'articolo 1 creano
le condizioni per la copertura, secondo il principio del concorso
pubblico, dell'esigenze obiettive che si sono manifestate, specie
in riferimento a posizioni che richiedono specifiche competenze
tecniche e settoriali non sempre presenti nell'organico.
PRESIDENTE. Assessore, però, come lei sa questo il Governo stesso
ha chiesto di sopprimerli, questi commi.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Su questo c'è stato una modifica, sono stati modificati
questi.
PRESIDENTE. Il Governo ha presentato un emendamento che chiede di
sopprimere i commi 1, 2 e 3. E' l'emendamento 1.8.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Possiamo
sospendere due minuti, così li vediamo?
PRESIDENTE. Allora, il motivo per cui il Governo ha chiesto di
sopprimerli è perché siccome riguardano assunzioni, io sono no
d'accordo con lei, di più, però è stato firmato un accordo con lo
Stato, per cui non è più possibile fare assunzioni.
Scusate, siccome l'Assessore Cordaro mi chiede una sospensione di
cinque minuti è ovvio che io gliela concedo.
(Proteste da parte dei deputati)
PRESIDENTE. Di che cosa vi lamentate.
(Proteste da parte dei deputati)
PRESIDENTE. Scusatemi, l'Assessore Cordaro mi ha chiesto cinque
minuti di pausa e ovviamente ..
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà. Ma non so di che cosa vi state
lamentando, quale è il vostro problema.
(interventi fuori microfono)
CRACOLICI. Presidente per dare un suggerimento e non vorrei che il
nuovo assessore si trovi in imbarazzo con una norma che
sinceramente.
E allora, la questione è questa. In questo disegno di legge
ancorché sia la competenza dell'Assessore alla funzione pubblica è
materia che ha effetto economico-finanziario.
E' opportuno che questo disegno di legge si affronti con Armao
perché è lui, io l'avevo detto tra le righe, siccome è il Governo
.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, siccome stiamo parlando di
un'altra cosa. L'assessore mi ha chiesto cinque minuti di
sospensione. Questo argomento
CRACOLICI No, di questo stiamo parlando.
PRESIDENTE. Mi hanno detto che l'Assessore Armao sta arrivando ma,
a prescindere da questo, il Governo mi ha chiesto cinque minuti di
sospensione. Se poi, dopo questi cinque minuti, potrebbe anche
chiedermi di accantonare la legge e passare a quella successiva
perché non c'è l'assessore Armao, ne parleremo tra cinque minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.14)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pagana ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita
e ripartenza del sistema produttivo regionale. Disposizioni varie
(n. 893/A - Stralcio IV)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, era assolutamente utile la
proposta dell'Assessore Cordaro di una sospensione di cinque
minuti, perché il Governo si è determinato ad eliminare tutto
l'articolo 1, così evitiamo problemi di ogni tipo. Perfetto.
Si passa all'emendamento 1.5. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Norme per lo svolgimento delle procedure concorsuali
(ex art. 7 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Per lo svolgimento delle procedure concorsuali per il
reclutamento di personale non dirigenziale, l'amministrazione
regionale può avvalersi delle modalità di cui al comma 6
dell'articolo 3 della legge 19 giugno 2019, n. 56 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. Le procedure concorsuali di cui al comma 1 possono essere
svolte attraverso l'utilizzo di tecnologia digitale, secondo le
previsioni di cui ai commi 3, 4, 5 e 7 dell'articolo 247 del
decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Fino alla revisione organica della disciplina regionale in
materia, la nomina delle commissioni esaminatrici da parte
dell'amministrazione regionale avviene con le modalità di cui al
comma 9 dell'articolo 247 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e
successive modifiche ed integrazioni. Alle predette commissioni si
applicano le disposizioni di cui ai commi 11 e 14 dell'articolo 3
della legge 19 giugno 2019, n. 56 e successive modifiche ed
integrazioni».
Si passa all'emendamento 2.1, a firma dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, anch'io
sono d'accordissimo a snellire i concorsi, soprattutto in questa
fase di pandemia e di digitalizzare il più possibile e
digitalizzare bene, però io approfitto per intervenire su questo
articolo per capire perché noi da più di due anni abbiamo un
concorso pubblico che attualmente è bloccato, concorso pubblico
regionale di circa 1.300 posti per i centri dell'impiego, per il
potenziamento dei centri per l'impiego.
Ora, io non capisco, signor Presidente, perché siamo l'ultima
Regione, ci sono i fondi, i fondi sono stati trasferiti e messi a
disposizione dallo Stato e noi da due anni non riusciamo a fare
questo concorso per il potenziamento dei centri per l'impiego.
Sono 1.300 posti che in questa fase di grandissima difficoltà
economica potrebbero dare lavoro a persone che in questo momento
sono in difficoltà e quindi la domanda che faccio al Governo
regionale è Ma l'articolo 2 si potrà applicare pure su questo
benedetto concorso che tutti stanno aspettando?
Ci sono categorie, come gli ex sportellisti, sono lì in attesa di
questo concorso, personale che negli anni è stato utilizzato dalla
Regione ma non si è mai data una possibilità di partecipare a un
concorso, tra l'altro con professionalità che noi possiamo
riutilizzare all'interno dei centri per l'impiego.
E allora la domanda che faccio, signor Presidente, a me può star
bene pure questo articolo e il fatto che andiamo a digitalizzare,
però il perché i concorsi nella Regione siciliana nonostante ci
siano i fondi, nonostante le altre Regioni già sono andati avanti,
non si fanno.
Io voglio capire se è una volontà politica o ci sono problemi
burocratici, non è possibile che in due anni questo concorso rimane
bloccato.
E prima ci rivolgiamo a Ripem e ora probabilmente passeremo a
Formez, cioè noi possiamo approvare qualunque tipo di articolo che
va a sburocratizzare e va a digitalizzare le cose ma se poi i
concorsi non li facciamo; che senso ha approvare questo tipo di
articoli se poi non facciamo i concorsi, cioè è solo pura
propaganda.
Signor Presidente, io chiedo all'Assessore, al Governo, di poter
rispondere sul fatto che i concorsi in questo momento, nella
Regione siciliana, soprattutto questo che riguarda il potenziamento
per i centri dell'impiego risultano essere bloccato.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, io capisco che l'Accordo Stato-Regione
è stato sottoscritto prima della prima edizione di questo disegno
di legge, ora siamo arrivati al quarto stralcio. Ho avuto modo di
vedere che in ogni articolo c'è o un emendamento del Governo o
addirittura un emendamento soppressivo del Governo.
Io mi permetto di suggerire, signor Presidente, il rinvio in
Commissione di questo disegno di legge perché, secondo me, così non
andiamo avanti, ci sono degli articoli importanti che vanno rivisti
e vanno rivisti in Commissione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, diciamo che l'argomento che volevo
trattare prima della sospensione non è per nulla superato, perché
come è stato accennato questa proposta di legge che avevamo
trattato nella prima parte del mese di dicembre contiene alcune
norme che riguardano il fabbisogno di personale e procedure
concorsuali.
Signor Presidente, non sarà passato inosservato a molti che
durante la seduta in cui abbiamo trattato in maniera, secondo me,
fuori dai tempi massimi l'Accordo Stato-Regione si è parlato di
ridurre, praticamente bloccare queste assunzioni, eppure questo
stesso Governo con il piano triennale dei fabbisogni di personale
della Regione siciliana, con la delibera 516 lo aveva, diciamo,
aveva segnato una strada a norma di legge, quindi stabilito dei
fabbisogni, fatto le piante organiche.
Ci fu l'intervento della ex Assessore Grasso, che tutti abbiamo
seguito con attenzione, e lo sconcerto nello scoprire, tra il
gaudio magno di alcuni colleghi deputati che dicevano che questo
accordo aveva salvato la Sicilia, oggi ci troviamo un attimino con
una posizione alquanto imbarazzante, e capisco anche l'Assessore
che deve approvare dei soppressivi proposti dal Governo e io
Presidente avevo preparato e poi magari se si deciderà, se si
proseguirà con la legge, ho depositato un ordine del giorno anche
sulla questione dei centri per l'impiego, vorremmo capire se quel
fabbisogno assunzionale che era anche uno dei motivi della mozione
di sfiducia che fu respinta dal Parlamento nei riguardi
dell'onorevole Scavone, in qualità di assessore al lavoro, perché
ancora la nostra Regione si attarda a fare quei concorsi. Perché, a
questo punto, se questi concorsi e questo fabbisogno ulteriore di
personale della Regione non si potrà fare per via dell'accordo
Stato-Regioni, io mi scuserò con l'Assessore per avergli presentato
la sfiducia per non avere fatto il concorso e gli dirò menomale che
non ha fatto il concorso perché qui il problema è all'origine del
fatto che in questa Assemblea, che questa Assemblea regionale e il
Governo spesso si pongono con una posizione da zerbino nei riguardi
dello Stato. Perché accettando quell'accordo Stato-Regioni ci siamo
letteralmente imbrigliati in un imbuto, non manca seduta in cui
qualche deputato, destra o sinistra o misto, quello che sia, non si
alza e dice che c'è un problema negli uffici, che non c'è
personale, che con quota cento gli uffici si sono svuotati e che ci
sono dei disservizi e che bisogna aumentare il personale.
E allora Presidente, bisognerebbe fare pace con sé stessi ed io
prima della trattazione vorrei che l'Assessore Armao che ha seguito
questo accordo-trattativa ci spieghi un attimino meglio cosa si
intende quando nell'accordo che hanno approvato all'inizio di
questo mese, il 13 mi pare, si è stabilito che c'è un ulteriore
blocco delle assunzioni. Se questo riguarda esclusivamente la
dirigenza, tutto il personale, perché altrimenti questo disegno di
legge sarà qualcosa che o sarà impugnato o non darà alcuna
soddisfazione ai bisogni a cui dobbiamo risposta.
Altra piccola nota a margine, io vorrei dire sul discorso che ha
fatto prima l'onorevole Cordaro, in cui ha detto che la nostra
Regione, anticipando le semplificazioni che abbiamo fatto
quest'estate, senza attendere le semplificazioni, il così detto
Sblocca cantieri' e semplificazioni statali, ha fatto quell'errore
che io a suo tempo le avevo chiesto un attimino di ragionare. Non
andiamo avanti in nome di una semplice semplificazione che poi
diventerà una complicazione perché noi approvando quella legge, e
lei ne è stato uno dei principali sponsor, abbiamo complicato la
vita dei siciliani. E oggi ci ritroviamo a dovere rimaneggiare
quello che se avessimo fatto nel tempo, e nei tempi giusti, non
sarebbe stato un problema.
PRESIDENTE. Allora onorevole Di Mauro, scusi un attimo onorevole
Di Mauro, onorevole Di Caro, e allora, siccome lei mi ha chiesto di
rimandare in Commissione la legge, scusi onorevole Lupo, chiedo
scusa. Come sapete bene, ai sensi dell'articolo 121 quater, io
dovrei mettere in votazione. Vorrei soltanto chiederle una cosa, se
noi questo disegno di legge lo rimandiamo in Commissione, significa
che lo ritrattiamo dopo la Finanziaria. Se lo mantiene io devo
metterlo in votazione e questo non si discute, volevo soltanto
chiedere, ragionando su questo fatto, se è il caso di mantenerlo o
meno. Lo mantenete. Bene
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Benissimo, dopo l'intervento
dell'onorevole Di Mauro bisogna votare l'eventuale rinvio in
Commissione del disegno di legge e si voterà per alzata e seduta.
DI MAURO. Signor Presidente, mi rivolgo al nuovo Assessore per la
funzione pubblica, al quale, ovviamente, do il benvenuto per questa
nuova esperienza che maturerà in questo Governo.
Credo che questo articolo 2 sia anacronistico, come l'articolo 1,
signor Presidente, e passo a spiegarlo, perché credo che sia
corretto farlo.
Questa norma, che è indicata nell'articolo 2, aveva un senso
nell'ambito delle norme che volevamo approvare in base all'articolo
1. L'articolo 1 prevedeva una serie di procedure concorsuali che,
attraverso l'eliminazione, con l'emendamento che ha presentato il
Governo, di fatto è stato ritirato.
Questo articolo 2 inserisce una serie di norme derogatorie che
fanno riferimento alla normativa nazionale.
La normativa nazionale, di cui all'articolo 3 della legge n. 56
del 2019, al comma 3, prima di passare al comma 6, testualmente
recita: Le estensioni di cui al comma 1 sono autorizzate con
decreto, e le procedure di cui all'articolo 35 del decreto
legislativo n. 165, previa richiesta delle amministrazioni
interessate, eccetera, eccetera, le amministrazioni possono
procedere in deroga a quanto previsto dal primo periodo del comma 3
del presente articolo, l'articolo 30 del decreto legislativo n.
165, nel rispetto dell'articolo 4, eccetera, eccetera.
C'è tutta una procedura derogatoria allorquando si fanno i
concorsi per consentire, che cosa? L'assunzione nel triennio
2019/2021.
Noi, con l'eliminazione dell'articolo 1, abbiamo di fatto
recepito, concretamente, quello che è stato l'accordo Stato-
Regione, quindi, sappiamo che non potremo fare concorsi. Questa
norma, quindi, che fa riferimento, addirittura, a procedure
particolari di cui al decreto legge n. 34 del 2020, che è tutto nel
sistema della cosiddetta pandemia , credo che sia ultroneo. Non
solo, ma queste sono norme che hanno un riferimento particolare sul
sistema della sanità. Immaginare, pertanto, di utilizzare le somme
di cui, l'articolato di cui al comma 6, per fare procedure
concorsuali che lo Stato immagina nel triennio 2019/2021, periodo
per il quale noi abbiamo sancito che non possiamo fare assunzioni,
non solo andiamo a recuperare questa norma che aveva un riferimento
agganciato all'articolo 1, ma se l'articolo 1 non esiste, e
sappiamo che c'è un accordo con lo Stato, che non possiamo
procedere ad alcuna assunzione, che senso ha tenere in vita,
praticamente, questa norma?
Perché è una norma che consente procedure derogatorie.
Per quanto ci riguarda, signor Presidente, lo diciamo con molta
franchezza, noi vogliamo, qualora si dovesse riprendere la
procedura dei concorsi, procedere secondo legislazione nazionale.
I quiz, intanto, si fanno con il RIPAM, che è lo stato, si procede
alla selezione per fare accedere un numero che è quello che è
determinato per la procedura dello scritto e poi per l'orale.
Tutte le altre manovre, in presenza di concorsi che non si
potranno fare, non hanno ragione di esistere. Sono norme
derogatorie che, sappiamo che, nel periodo 2021/2023 non potranno
essere applicate.
Lo Stato ha fatto questa norma per consentire di accelerare le
procedure del 2019/2021. Qui sappiamo che concorsi non ne possiamo
fare, quindi, è inutile che parliamo di questo articolo 2.
Invito il Governo, pertanto, a ritirarlo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Tamajo, Galluzzo e Mancuso
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
893/A - Stralcio IV
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, alla luce di quello che stiamo vedendo, che ci sono
delle incomprensioni, anche, a seguito dell'accordo Stato-Regione,
chiedo di spostare il trattamento di questo punto all'ordine del
giorno alla settimana prossima, tanto avrei chiarito tutti gli
aspetti che ci sono all'interno dell'accordo.
PRESIDENTE. C'è, dunque, una richiesta di rinvio alla settimana
prossima, di non trattarlo.
Io direi che, forse, è la cosa migliore, invece che votare il
rinvio in Commissione. Lo fermiamo e lo riprendiamo in mano la
settimana prossima.
Creo che anche avendo il sì dell'onorevole Di Caro, che l'aveva
chiesto - quindi, è una richiesta che devo fare a lui - mi pare la
cosa migliore.
Per cui lo sospendiamo e lo ricominciamo a trattare la settimana
prossima.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, è già stato rinviato. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, colleghi, mi sembra che quando si parla
di rinvio in Commissione si debbano sentire un po' i gruppi.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, non è stato rinviato in Commissione,
l'abbiamo sospeso.
Io ho chiesto la cortesia all'onorevole Di Caro, che mi ha dato il
suo consenso.
FOTI. Desideravo dire che, in merito alla richiesta di rinvio in
Commissione che ha fatto il collega Di Caro, noi eventualmente,
qualora il chiarimento che, mi auguro, ci darà l'assessore Armao,
non fosse esaustivo sulla questione assunzioni sì , assunzioni
no , chiederemo la trattazione di tutti gli altri articoli: IRCAC,
SUPER BONUS, CRIAS, strade del vino.
PRESIDENTE. Siccome, credo, che questa fosse una valutazione mi
sono permesso di aderire alla richiesta dell'onorevole Savona e di
farlo presente perché credo che alcune cose vadano dibattute ed
anche fra noi parlamentari e fra i gruppi. Darci una settimana di
tempo mi sembra la cosa migliore in modo da poter sistemare tutte
queste cose che ci sono da sistemare.
Il rinvio mi è sembrato la cosa più saggia e ringrazio l'onorevole
Savona per questa proposta.
Seguito della discussione del disegno di legge
Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi (n. 686/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge n. 686/A Istituzione nuovo comune denominato
Misiliscemi , relatore onorevole Pellegrino.
E' una proposta che, oltre che provenire dalla Commissione, è una
richiesta di tipo popolare per cui è quanto meno corretto che noi
la si valuta con attenzione e con responsabilità. Poi, la decisione
dell'Aula sarà quella che verrà presa ed ovviamente non sarà
discutibile.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò alla
conclusione dell'iter di questo disegno di legge per dichiarazione
di voto.
Adesso no, mi sono alzata semplicemente per . all'onorevole
Pellegrino ed alla Commissione.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. l.
Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi
1. Con la presente legge, al fine di dare attuazione alla volontà
popolare espressa con referendum autorizzato con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica 9 gennaio 2018, n. 1, è istituito il nuovo comune di
Misiliscemi, mediante scorporo dal comune di Trapani delle frazioni
Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Palma,
Salinagrande e Pietretagliate, secondo quanto disposto dalla
presente legge.
2. Dalla data di istituzione del comune di Misiliscemi e fino
all'insediamento, a seguito delle elezioni amministrative, degli
organi del nuovo comune, le relative funzioni sono esercitate da un
commissario straordinario nominato ai sensi della vigente
legislazione regionale, con i poteri del sindaco, della giunta
comunale e del consiglio comunale.
3. Il commissario straordinario di cui al comma 2 provvede
all'adozione del bilancio di previsione e degli altri documenti
contabili richiesti dalle leggi vigenti.
4. Fino alla nomina dell'organo di revisione del comune di
Misiliscemi le funzioni di revisione contabile sono svolte
dall'organo di revisione in carica nell'originario comune di
Trapani.
5. Gli organi del comune di Misiliscemi, entro sei mesi dalla loro
elezione, approvano lo statuto comunale ed il regolamento di
funzionamento del consiglio comunale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Variazione territoriale fra i comuni di Trapani e Misiliscemi
1. Ai sensi e per gli effetti del comma 1 dell'articolo l è
approvata la modifica dei confini dei territori dei comuni di
Trapani e Misiliscemi, secondo quanto disposto dall'articolo 3».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Nuova delimitazione territoriale fra i comuni di Trapani e
Misiliscemi
1. In conformità alle procedure e prescrizioni previste dagli
articoli 8, 9, 10 e 11 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
30 e successive modifiche ed integrazioni e nel rispetto di quanto
previsto dal decreto presidenziale 24 marzo 2003, n. 8, i confini
dei comuni di Trapani e Misiliscemi sono variati e modificati
secondo le indicazioni del progetto di nuova delimitazione
territoriale approvato dal consiglio comunale di Trapani con
deliberazione n. 69 del 25 maggio 2015.
2. L'estensione delle aree territoriali interessate dal progetto
di variazione dei confini, così come modificata all'esito della
procedura indicata dal comma 1, è quella indicata nell'allegato 1.
Allegato 1
L'istituendo comune autonomo denominato Misiliscemi ha le seguenti
caratteristiche:
a) il territorio include le seguenti n. 8 frazioni: Fontanasalsa,
Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Palma, Salinagrande e
Pietretagliate;
b) le citate n. 8 frazioni hanno una popolazione residente pari a
8.669 abitanti e rappresentano circa il 12,5% degli abitanti del
comune di Trapani che ha una popolazione totale pari a 67.531
abitanti (dati ISTAT al 31/12/2018) mentre la popolazione estiva
del territorio interessato alla variazione territoriale arriva fino
a 25.000 abitanti per la presenza di Marausa Lido;
c) il numero delle abitazioni a residenza principale sono circa
3.000 mentre le abitazioni stagionali sono circa 3.300 e diventano
4.000 considerando Birgi Sottano».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Personale del comune di Misiliscemi
1. Il personale del comune di Trapani che presta servizio nelle
frazioni di Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa,
Palma, Salinagrande e Pietretagliate è trasferito al comune di
Misiliscemi.
2. Il personale trasferito mantiene la posizione giuridica ed
economica in essere all'atto del trasferimento.
3. A decorrere dell'anno di istituzione del comune di Misiliscemi,
le risorse previste dal contratto collettivo di lavoro del comparto
autonomie locali vigente destinate nell'anno di istituzione alle
risorse umane e alla produttività del personale confluiscono nel
bilancio del comune, in un unico fondo avente la medesima
destinazione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Sede del comune di Misiliscemi
1. Fino alla data di entrata in vigore dello statuto del nuovo
comune, la sede legale provvisoria del comune di Misiliscemi è
situata presso la sede del comune di Trapani».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari
1. Alla sistemazione dei rapporti patrimoniali scaturenti dalle
variazioni territoriali previste dalla presente legge si provvede
ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 30».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Clausola di neutralità finanziaria
1. All'attuazione della presente legge si provvede nell'ambito
delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili e,
comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare
come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, colleghi, io intervengo per
dichiarazione di voto per illustrare la posizione del mio gruppo
che - lo chiarisco subito - sarà un'astensione ma un'astensione
motivata ed anche sofferta perché, devo dire, questo disegno di
legge è stato trattato da noi con non poca difficoltà.
Facciamo un excursus per i colleghi che non sono in I Commissione
e vediamo di cosa stiamo parlando.
Il 27 maggio 2018 c'è stato un referendum per la separazione di
alcune contrade del comune di Trapani dal comune stesso e per
l'istituzione di un nuovo comune che conterebbe un numero di
abitanti di circa ottomila e rotte unità.
Questo referendum è pienamente legittimo e per questo dico che la
nostra non può essere una posizione contraria perché la volontà
popolare è sacra, hanno seguito tutto quello che prevede la legge
per essere istituiti come Comuni. Però non posso negare che la
decisione che eventualmente uscirà fuori da quest'Aula è una
decisione secondo noi anacronistica che creerà non pochi problemi
al comune di Trapani in primis, anche perché in Commissione noi
abbiamo udito entrambi i comitati: il comitato per il sì ed il
comitato per il no. Anche l'amministrazione locale abbiamo sentito
e devo dire non c'è stata una presa di posizione netta anche
dall'amministrazione stessa.
Il referendum del 27 maggio si è concluso nel territorio di
Misiliscemi, perché dovete sapere che la legge che istituisce,
grazie alla quale si può istituire questo Comune, prevede un doppio
quorum, un quorum per le frazioni diciamo così, che si dividono dal
Comune centrale ed il quorum per il comune di Trapani. Il quorum è
stato raggiunto solo nelle frazioni, quindi non nel Comune. Cosa ha
determinato questo? Che nella frazione che sarà denominata, il
nuovo comune Misiliscemi hanno votato 3.336 per il sì e 391
cittadini per il no. Il quorum è stato raggiunto per pochissimo,
cinquantadue percento, ed è stato raggiunto grazie anche ai no. Ma
noi non discutiamo su questo, perché per carità è un procedimento
democratico e lo rispettiamo. Nel comune di Trapani c'è la
situazione esattamente opposta, però chiaramente essendo il Comune
molto più grande non si è raggiunto il quorum, ovvero 3.340 no e
410 sì. In totale, se consideriamo il totale, frazioni e Comune di
Trapani, i sì sono stati 3.746 i no sono stati 3.731. Significa
una differenza di 15 voti, che, non so voi, però secondo me, non
può essere rappresentativo, ecco, della volontà di una intera
popolazione, perché è andata a finire che 3.700 persone, 3.750
persone, fondamentalmente stanno decidendo su una popolazione di 68
mila persone.
Però- ripeto - la legge, tra l'altro una legge di questo
Parlamento, di questa Regione, va rispettata, è stata rispettata, è
stato seguito l'iter corretto ed infatti, se io fossi stata nel
Governo regionale, dalla parte del Governo regionale sarei
intervenuta probabilmente prima per evitare che si verificasse
questa circostanza. Sarei intervenuta prima e soprattutto da domani
dovremo discutere di modificare questa legge onde evitare che altri
comuni, sulla scia di questo esperimento, di questa vicenda che si
è creata, possano pensare di andare ad istituire nuovi comuni.
Questo perché, è vero che non ha copertura finanziaria per la
Regione siciliana, ma è vero che le risorse che annualmente vengono
fatte nel riparto per gli enti locali per forza di cose subiranno,
per tutti gli altri Comuni, una diminuzione e per forza di cose,
perché dallo stesso contenitore si dovrà predisporre un riparto non
per 390 Comuni ma per 391 Comuni.
Detto questo io non vorrei essere nei panni dell'assessore perché
mi rendo conto che sarà molto complicato istituire un nuovo Comune
con una nuova Giunta, un nuovo sindaco, un nuovo centro di spese,
per carità non
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, deve finire. Prego.
CIANCIO. Sì, Presidente. Un nuovo centro di spesa quindi è chiaro
che non sarà facile, ed è anche vero che questa situazione
sicuramente è il frutto di anni ed anni di abbandono di queste
frazioni da parte delle varie amministrazioni locali. Quindi
ribadisco la nostra posizione. Noi siamo stati sempre onesti con i
cittadini di Trapani, abbiamo sempre manifestato le nostre
perplessità su questo percorso ma abbiamo un profondo rispetto del
referendum popolare e della volontà dei cittadini.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio.
Scusate, c'è una precisazione. All'articolo 3 si considera
approvato anche l'allegato 1 che faceva parte dell'articolo 3.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto del Gruppo di Attiva Sicilia che sarà
sicuramente un voto favorevole e debbo dire che sono anche
abbastanza sorpreso delle parole della collega Ciancio perché credo
che del Movimento c'era un punto che era il referendum senza
quorum. Lo avevamo nel nostro programma e, quindi, pensare di
astenersi, per me, è una grande sorpresa. Anche perché nella
campagna elettorale per le comunali di Trapani alla quale io
partecipai, il Movimento disse a quegli abitanti che avrebbe
rispettato il voto popolare quindi o a favore o contrario.
Ora, ho avuto l'opportunità di parlare sia con i membri del
Comitato a favore sia con quelli per il Comitato per il No. Debbo
dire che se non si conosce quella realtà e quelle contrade diventa
difficile capire la motivazione alla base di questo processo.
Probabilmente quello che potrebbe verificarsi nel momento in cui
nascerà il comune di Misiliscemi sarà un esperimento molto
importante perché quelle contrade non hanno alcun tipo di servizio
ma il progetto che ho avuto modo di vedere è un progetto molto
ambizioso che punta ad avere dei servizi sotto il profilo fognario,
idrico innovativo, con spese molto inferiori di quelle che
normalmente vengono realizzate per le normali procedure di
realizzazione di questa impiantistica e probabilmente potremmo dare
dignità ad un territorio che da sempre il comune di Trapani ha,
diciamo, lo ha abbandonato.
Quindi, sotto questo profilo, anche per il rispetto che si deve ai
cittadini che una mattina si sono alzati per andare a votare, anche
se sono soltanto quindi la differenza, e 65 mila a Trapani sono
rimasti a casa senza andare a votare, probabilmente, penso che
quest'Aula, sebbene noi siamo assolutamente consapevoli che sia un
voto in controtendenza rispetto a quelle che sono le direzioni a
livello nazionale, in questo particolare caso e soprattutto a causa
dell'iter decennale, credo che quest'Aula non debba esimersi
dall'approvare questo disegno di legge.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo quando
qualcuno si divide vuol dire che qualcosa è andato storto. Ora, non
scendo nel particolare ovviamente del comune di Misiliscemi perché
sono di un'altra provincia, non conosco questa realtà, ma
sicuramente c'è un dato di fatto. Quando i sindaci sono, anzi,
quando si è candidato a sindaco si va nelle frazioni a raccattare
voti, a cercare consenso. Subito, l'indomani delle elezioni, gli
stessi sindaci si dimenticano, ovviamente delle frazioni, e da lì
scatta il meccanismo che ha fatto sì che si rompesse tutto il
sistema, perché ci sono molte frazioni, ovviamente, che si vogliono
distaccare dalle città. E' è ovvio, perché poi i sindaci non
riescono ad investire a fare quelle opere primarie, anche che
servono, nelle frazioni e quindi gli abitanti, i cittadini di
quelle frazioni si sentono abbandonati. Io lo vedo nella mia città
dove abbiamo la frazione di Cassibile e Fontane Bianche che è
assolutamente abbandonata ed il sindaco non risponde certe volte
neanche alla richiesta di accesso agli atti, però, questo è un
altro discorso.
Ora, questo sarà il primo caso, ma nel nostro programma del
Movimento c'era l'accorpamento addirittura dei comuni perché la
frammentazione non porta a nulla, anche perché si dovrà ricostruire
tutto un sistema, ci vorranno dei dipendenti obbligatoriamente, ci
vuole anche chi li farà quei progetti per realizzare le bellissime
idee. Spero che questo avvenga, ma allo stesso tempo, Presidente,
le chiedo: ma è stato fatto uno studio? O, sono state previste le
misure compensative per il comune di Trapani, ad esempio, perché se
non mi sbaglio nel territorio ricade anche l'aeroporto, ricadono
anche le seconde case, c'è tutto un sistema da andare a vedere
perché se questo porterà al dissesto del comune di Trapani, io non
lo so, sto facendo delle ipotesi, io non ero in I Commissione,
questo sarà grave, ovviamente.
Queste analisi sono state fatte? Se sono state fatte sono
aggiornate? Perché queste sono importanti. Noi invece avevamo
presentato un disegno di legge a mia prima firma dove invece
imponiamo ai sindaci che i soldi trasferiti da noi, a livello
regionale, sia le misure ordinarie, sia per investimenti, siccome
noi le diamo in quota pro-capite, anche queste devono essere
distribuite, i comuni li devono distribuire in quota pro-capite
nelle frazioni e quindi che cosa diciamo? Che imponiamo ai sindaci
di utilizzare le somme che noi trasferiamo a loro anche nelle
frazioni, imponendoglielo. Questo poteva essere un modo per
risolvere i problemi a tutte le frazioni e non puntare alla
separazione, alla divisione perché dividere, ripeto, non è qualcosa
che ci dovrebbe appartenere, dovremmo un po' unire.
Quindi Presidente ha espresso la mia collega come voteremo perché
noi ci troviamo con un programma che prevede l'accorpamento e un
referendum che ovviamente va ascoltato perché la voce dei cittadini
va ascoltata, però deve essere questo punto di riflessione,
Presidente, per capire cosa accadrà dopo e questo è importante che
si faccia una discussione seria in questo Parlamento perché non ci
possiamo permettere di avere tutte queste frazioni abbandonate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io mi sono espresso già in
Commissione contro questo provvedimento e non perché voglio negare
il diritto partecipativo dei cittadini che hanno legittimamente
avanzato un quesito, sottoposto a consultazione, però vi ricordo
che la istituzione di nuovi comuni è una competenza della Regione,
al di là, cioè i cittadini hanno un percorso partecipativo previsto
dalla legge, ma la decisione appartiene al Parlamento siciliano.
Ora, la domanda che faccio è questa: noi fino ad oggi, pur tra
mille controversie, abbiamo, come dire, evitato che la Sicilia
fosse un luogo di proliferazione delle piccole patrie, noi
storicamente siamo una terra di borgate, di frazioni, spesso ci
sono frazioni che non hanno nessuna connessione con il comune
madre. Chi conosce la provincia di Palermo sa che la frazione di
Grisì, qua c'è l'onorevole Caputo che è di Monreale, che appartiene
al comune di Monreale, non c'entra nulla con Monreale perché
praticamente più a Camporeale e Partinico, che a Monreale. Però la
ratio quale è sempre stata? Ora, al di là di come si sono definiti
i confini dei comuni, che risale dal periodo dei feudi al periodo
dei lasciti religiosi etc. etc., ma noi abbiamo idea che apriamo
una strada che inevitabilmente porterà questa terra a diventare una
terra di piccole richieste perché ognuno pensa di potersi illudersi
di poter fare il comune da solo avendo maggiori benefici rispetto a
quelli che oggi si hanno?
Questa è una illusione Perché se è vero che, come dire una
strategia moderna di gestione moderna dei servizi comunali, dei
servizi locali è quella di ottimizzare il tutto con un processo di
accorpamento e abbiamo molte difficoltà a farlo perché purtroppo
poi il municipalismo prevale sulla ragione, un esempio per tutti,
San Giuseppe Jato e San Cipirello sono divisi da una pompa di
benzina, cioè il confine che fra i due comuni, ora io dico se noi
apriamo questa strada e lo dico veramente ai colleghi, guardate che
questa Sicilia sarà un processo territoriale di frammentazione che
sarà difficile da governare.
Ora, al di là della bizzarria che in questo testo noi abbiamo
approvato l'articolo 5 che prevede che nelle more dell'approvazione
dello Statuto del luogo comune la sede del comune di Misiliscemi è
presso il comune di Trapani, saremmo di fronte ad una inedita
bizzarria, che un comune è sede di due comuni.
Ora voi capite che tutto questo conferma, diciamo, che al di là
delle aspirazioni - io potrei citarne diverse Palermo, c'è stato il
caso di Sferracavallo, il collega Cordaro sa di che cosa parlo,
sempre a Monreale c'è stato il caso di Pioppo, che ha chiesto di
diventare entità autonoma - ma il Parlamento ha sempre tenuto una
barra per evitare che ci fosse la proliferazione delle piccole
patrie.
Ecco perché io, rispettando il percorso democratico, il processo
democratico dico però che, da legislatore, non mi assumo la
responsabilità di aprire, diciamo, un varco alla unicità del
territorio dei comuni siciliani perché, altrimenti, dividendo si è
sempre più piccoli.
FOTI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Chiedo scusa, il Movimento Cinque Stelle
deve intervenire tutto? Perché io, fino adesso, sto dando la parola
ma siamo in dichiarazione di voto. Teoricamente ne dovrebbe
intervenire uno.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca)
PRESIDENTE Onorevole De Luca, le voglio bene però una cosa è un
minimo trasgredire il regolamento per dare la possibilità di dare
la parola, ma se dovete intervenire tutti diventa un problema. Per
cui, magari, sentitevi un attimo tra di voi. Ne accetterò un altro
paio, c'è l'onorevole Di Paola, poi è stato chiesto dall'onorevole
De Luca e dall'onorevole Campo.
Oggettivamente - sì, l'onorevole Lo Curto fa parte di un altro
Gruppo però - diventa un problema. Non mettetemi in difficoltà, per
favore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi auguro che,
insomma, il mio intervento possa rendere superflui interventi che,
magari, alcuni colleghi hanno pensato di fare dopo.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cracolici lei ha finito di
parlare e l'abbiamo ascoltata. Ora ascoltiamo gli altri.
FOTI. Presidente, vorrei dire che all'ordine del giorno dell'Aula
c'è il disegno di legge 824 che ci è pervenuto dalla prima
commissione. All'interno di questo disegno di legge, in particolare
l'articolo 9, è previsto assolutamente con la linea di pensiero che
non ci si deve ulteriormente frammentare
PRESIDENTE Lei sta parlando di questo disegno di legge? Ha 8
articoli, il 9 non c'è
FOTI. No, Presidente. Io sto parlando dell'894. All'articolo 9 si
parla proprio dei comuni che, eventualmente, in futuro si vorranno
formare, proprio per andare ad arginare questo desiderio di
frammentazione che nei territori sta venendo, come nel caso citato
dall'onorevole Zito, di Cassibile il cui comitato ha inviato a
tutti i gruppi parlamentari una lettera in cui parlano della
volontà di separarsi.
Ora, nel resto d'Italia cosa succede? Nel resto d'Italia c'è una
norma che prevede che, qualora la frazione che si distacca sia
inferiore ai diecimila abitanti non ci si può neppure mettere mano.
E' chiaro che noi non possiamo, come dire, bloccare il processo
democratico e quello che i territori desiderano ma, almeno,
adeguarci a delle norme sensate di carattere statale sì
Per questo, insieme al mio gruppo parlamentare, avevamo presentato
questo emendamento in prima commissione - i colleghi della prima
dovrebbero ricordarlo.
Quindi, quando approveremo l'824, che già è iscritto, ci sarà il
giusto argine alla polverizzazione dei comuni e, se è possibile,
quando ci saranno norme di carattere finanziario, probabilmente,
incentiveremo i comuni, come dire, ad accorparsi per alcune
funzioni, mantenendo la propria identità, il proprio organo
elettivo - come già sta avvenendo in Lombardia e nel Veneto -
mettendoci qualche soldo in più per i comuni che, invece, si
fondono per tutta la parte del personale, delle funzioni assolvendo
così al duplice compito di dare servizi ai cittadini e mantenere
l'identità che, come è stato ben detto, nei nostri territori è
fatta di borghi e piccoli comuni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando la collega
Ciancio definiva, per l'appunto, il voto del Movimento Cinque
Stelle come un voto di astensione qual è la motivazione? Perché se
da un lato è vero che noi abbiamo sempre sostenuto i percorsi
referendari indipendentemente da quanti soggetti si recano alle
urne; dall'altro siamo sempre stati chiaramente contrari alla
formazione di piccoli comuni ma siamo, anzi, per l'aggregazione dei
comuni atteso che questo diventa non solo una sconfitta della
politica ma anche un incredibile dispendio di denaro pubblico.
Nel caso in particolare si creeranno anche problemi importanti
nella città di Trapani che poi voglio vedere questo Governo come
intenderà risolvere, però non riesco a non rilevare l'incongruenza
tra quello che stiamo facendo oggi in Aula e il prossimo testo
degli enti locali dove è entrata una norma, che condivido, che
prevede il divieto di formazione di nuovi comuni al di sotto dei
10.000 abitanti.
E allora questo Governo deve decidersi perché non è un
ragionamento, politicamente accettabile, che questo comune lo
facciamo e gli altri no perché oggi stiamo portando
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le devo dire però che questo
disegno di legge è di iniziativa parlamentare, non era di
iniziativa governativa.
DE LUCA. Senza ombra di dubbio è un'attività parlamentare, ma è
un'attività parlamentare che ha seguito un determinato percorso,
particolarmente accidentato, e sta arrivando in Aula in
concomitanza con un altro disegno di legge, sempre proveniente
dalla I Commissione, che prevede il divieto di realizzazione di
nuovi comuni. Emendamento peraltro che è entrato proprio su imput
del Gruppo parlamentare di Sicilia Attiva che fondamentalmente oggi
ci dice facciamo questo e poi non facciamone più come se le
problematiche di Misiliscemi fossero circoscritte solo a quel
comune, a quel futuro comune, a quella zona.
E allora, da questo punto di vista il Governo dovrebbe anche fare
chiarezza sulle sue intenzioni e sulle conseguenze che ne
deriveranno. Che sulla carta popolarmente possono sembrare buone,
belle e quant'altro, ma a livello di gestione della cosa pubblica
creerà molti problemi oltre ad un aumento della spesa che non credo
che sia anche, visto il recente accordo Stato-Regione, un qualcosa
che possa considerarsi in linea con le necessità di ridurre i
trasferimenti e le spese. E da questo punto di vista vorrei che si
esprimesse anche l'assessore Armao poiché è evidente che questo
disegno di legge comporterà maggiori oneri per la Regione.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, solo per una precisazione perché vero è che con il
quorum strutturale, perché c'è il doppio quorum, si è raggiunto
solamente in relazione alle contrade che erano interessate e non si
è raggiunto il quorum in relazione al resto del territorio
trapanese, però è pure vero che il Consiglio comunale di Trapani,
che rappresenta ovviamente tutti i cittadini trapanesi, si è
espresso favorevolmente allora con una delibera del 2015,
esprimendo il proprio favore in relazione alla erezione a comune di
Misiliscemi.
Quindi mi pare che anche la questione che è stata posta, noi
abbiamo fatto in Commissione una attività ricognitiva, un'attività
di accertamento perché ci siamo limitati a prendere atto di quella
che è la volontà popolare che è stata espressa attraverso il
referendum, che è lo strumento per eccellenza democratico che
abbiamo costituzionalmente. E in aggiunta, debbo dire che in
relazione e in sostituzione del quorum non raggiunto, del quorum
strutturale nell'ambito del resto rispetto alle contrade
interessate, c'è stata la delibera del Consiglio comunale di
Trapani e quindi non abbiamo fatto altro che prendere atto di
quella che è una volontà popolare che si è conclamata, si è
definita.
Il Governo, giustamente, ci ha trasmesso la richiesta e abbiamo
preso atto che è questa la volontà dei cittadini trapanesi e questa
deve essere- ritengo - la volontà e non possiamo in 70 mortificare
la volontà di un territorio che vuole il comune di Misiliscemi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Grazie, Presidente. Do atto dell'ottimo lavoro che il
Presidente della I Commissione, unitamente a tutti i componenti
della medesima Commissione hanno svolto per dare a questo
Parlamento l'opportunità di rendere oggi agibile un voto che
riconosca il principio della partecipazione democratica dei
cittadini come il principio a cui anche i parlamenti debbono
soggiacere. Ed è per questo che io annuncio il voto favorevole del
Gruppo UDC a questo disegno di legge, che è sì convinto alla
nascita di questo comune che spero potrà presto verificarsi,
espletate tutte le procedure di rito, e che rende onore a chi non
si vuole arrendere di fronte alle difficoltà di fronte anche - come
dire - alle sordità delle istituzioni e degli enti locali preposti
a governare i territori. Perché se questi cittadini sono arrivati
ad un punto di non ritorno con il comune di Trapani è perché,
troppe volte, hanno vissuto l'abbandono, il sentirsi marginali
nella politica di un ente locale che deve amministrare servizi per
i loro cittadini.
Basta andarci a Misiliscemi - come ho fatto io, Presidente, ci
andremo insieme - basta andarci per capire quando piove che succede
nelle strade, lo stato dell'illuminazione, le fognature, i servizi
che non esistono. Io mi sono persuasa, dopo un attento studio delle
situazioni, oltre che del disegno di legge, del perché questi
cittadini hanno ragione ed io sono felice di appartenere ad un
Parlamento che non si macchia dell'arroganza istituzionale che il
potere gli conferisce per bocciare, invece, un legittimo percorso
di democrazia e di partecipazione.
Quindi, sono fiera e contenuta di pensare e di credere che il
comune di Misiliscemi questa sera nascerà. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.
Colleghi, prendete posto per la votazione. Come?
(L'onorevole Cracolici chiede che la votazione avvenga per
scrutinio segreto)
PRESIDENTE. Voto segreto? Verifichiamo se è appoggiato. Un attimo
soltanto. Io faccio soltanto una valutazione, che credo mi sia
dovuta. Al di là del referendum popolare che, permettetemi di dire,
quorum o non quorum, oggi si votano maggioranze parlamentari con
meno del 50 per cento del voto, per cui non può essere certamente
la quota di partecipanti. Tutti avevano il diritto; chi non ha
partecipato, peggio per lui Per cui, questo è un fatto
assolutamente regolare. Ma anche sulla proposta di emendamento di
Attiva Sicilia con cui viene inserito il tetto di abitanti. Io
credo che ci sono situazioni in Sicilia che prevedono la naturale
divisione di alcuni comuni, così come ci sono situazioni in Sicilia
che prevedono la naturale unità di alcuni comuni. Ho fatto cenno a
San Giuseppe Jato e a San Cipirello: che senso ha che siano due
comuni.
Ora, io credo che un Parlamento deve avere la possibilità di
valutare a prescindere dal numero e dal nome degli abitanti. Se in
una situazione c'è una situazione oggettivamente tale per cui i due
comuni è difficile che possano stare insieme, ci sono situazioni in
cui una parte del comune è a 20 chilometri dal resto del comune,
con fiumi in mezzo che passano. Che senso ha mantenerlo come unico
comune? Come ci sono situazioni in cui è pazzesco che si tratti di
due comuni, io penso una quota di Palermo ed una quota di un paese
che è praticamente dentro Palermo, non si capisce che senso ha
continuare a tenerla autonomamente come comune.
Non ne faccio certamente né ne farei - lo dico ai colleghi di
Attiva Sicilia - certamente una questione di numero di abitanti,
ma di condizioni. Le condizioni sono tali per cui in alcuni casi è
favorevole staccare una parte del comune. Poi vi ricordo che da
troppi anni il cosiddetto decentramento all'interno dei comuni o
dei grandi comuni è fallito.
Ora io non so se a Palermo ci fosse la situazione di Roma, in cui
ci sono le municipalità vere e proprie, in cui la decisione su
alcuni quartieri della città dipende realmente dalla municipalità e
non dal Consiglio comunale, forse se questo ci fosse ovunque ci
sarebbe meno bisogno di comuni che nascono su piccole realtà,
perché ci sarebbe comunque la capacità decisionale di chi vive
quelle realtà.
Io non trovo niente di scandaloso nella presentazione e nella
eventuale approvazione di questo disegno di legge, anzi vi devo
dire con grande sincerità non mi preoccuperei di eventuali altri
disegni di legge che possono accorpare o dividere in funzione di
realtà, di situazioni reali che hanno bisogno di questo tipo di
situazione; non ne faccio certamente una questione economica, una
questione di numero di abitanti.
Io, certamente, finché sarò vivo non farei presentare mai alla
frazione di Sant'Ambrogio, dove vivo, uno stancamento del comune ma
quella frazione non ha niente a che vedere con Cefalù, è un altro
mondo, ma proprio un altro mondo, però è Cefalù; poi sono veramente
400 abitanti non sarebbe facile creare un comune di 400 persone ma
mi dovrete chiedere ci vivo quotidianamente è un altro mondo, a
partire da internet a finire dall'acqua, a finire dall'energia
elettrica, a finire da tutto Che senso ha che quegli abitanti non
possono avere un rappresentante che provi a risolvere i problemi di
quell'area, diversamente dal comune che è lontano e con
amministratori che, probabilmente, non essendo nati o non vivendo
in quella frazione non hanno tutto questo interesse
C'è una richiesta di voto segreto, mi stupisce perché di fronte a
una volontà popolare di un referendum il voto segreto lo considero
onestamente una cosa non positiva, ma, ovviamente, io lo devo dare
perché se c'è la richiesta e se viene appoggiata è ovvio che io la
devo concedere, ma non trovo veramente niente di strano nell'iter
che è stato compiuto da questo Parlamento per arrivare al voto
finale di questa legge e vi garantisco, casomai qualcuno volesse
farne oggetto per il futuro, non limiterò nessuna presentazione di
disegni di legge che prevedano situazioni laddove riteniamo che
siano necessarie e che, addirittura, siano assolutamente in alcuni
casi quasi obbligatori.
In ogni caso, verifichiamo se la richiesta della votazione per
scrutinio segreto è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini
di Regolamento)
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
«Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi» (n. 686/A)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del disegno
di legge «Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi» (n.
686/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 50
Votanti 34
Maggioranza 18
Favorevoli 21
Contrari 13
Astenuti 12
(L'Assemblea approva)
Pertanto, la norma con cui si istituisce il comune di Misiliscemi
è approvata.
Sulle obiezioni di qualcuno chiedo agli Uffici: il fatto che chi
si astiene non è più segreto è normale? L'astensione del voto non è
considerata né l'uno né l'altra e quindi la macchina lo fa così.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CARONIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, io in realtà stavo intervenendo ad
inizio seduta, ma correttamente ho deciso di intervenire a fine
seduta proprio perché l'argomento esula rispetto a quello che era il
dibattito oggi calendarizzato.
Tenevo a precisare un gravissimo accadimento che, in queste ore,
apprendiamo in maniera molto dettagliata da un comunicato che è
stato emanato poco fa dalla Città metropolitana di Palermo, col
quale comunicato apprendiamo che il servizio di assistenza ai
disabili fatto dal personale alla comunicazione, appunto gli ASACOM
cosiddetti, sono stati sospesi; ma, la cosa ancor più grave, è che i
ragazzi disabili che sono in DAD non possono collegarsi, non posso
avere il loro diritto allo studio riconosciuto perché, purtroppo,
nonostante questo Parlamento abbia votato una norma che ha
approntato le somme per arrivare a pagare, quanto meno, fino alla
fine dell'anno scolastico, nonostante questo Governo abbia decretato
il riparto delle somme dando a Palermo, così come tutte le altre
province, le somme necessarie, nonostante tutto questo, da giorno 1
il servizio di assistenza ai disabili, ai ragazzi disabili, è stato
sospeso inspiegabilmente.
E vorrei dire che la cosa è ancor più grave perché il sindaco
della Città metropolitana, il sindaco Orlando, si è espresso anche
in maniera favorevole, rispetto a quello che a questo Parlamento e
questo Governo hanno fatto, dicendosi pronto ad adoperarsi affinché
subito ci sarebbe stata una ripresa dell'attività.
Ora, poc'anzi, è arrivato un comunicato con il quale, dopo tre
giorni di attesa, si comunica che l'attività in DAD non verrà
supportata e che quindi i ragazzi non potranno collegarsi.
Adesso io mi chiedo - Assessore Lagalla, lei è qui anche in
qualità di Assessore alla formazione, all'istruzione - ma perché
deve essere negato un diritto allo studio a dei ragazzi disabili? Ma
perché sono figli di un dio minore questi ragazzi che non hanno la
possibilità di collegarsi in DAD quando la Regione ha appostato le
somme e il decreto di riparto è stato fatto?
A questo punto coinvolgo anche l'Assessore Zambuto dicendo che
probabilmente la Città metropolitana dovrebbe spiegarci le ragioni
per le quali non attua quelle che sono le linee guida che dicono in
maniera molto chiara, colleghi, che nel caso in cui per qualsiasi
ragione le somme non fossero disponibili, e non è così perché le
somme la Regione le ha stanziate già la scorsa settimana, ad ogni
modo la Provincia, quindi la Città metropolitana, si sostituisce con
il proprio bilancio per evitare proprio disfunzioni nel servizio.
Allora, io credo che se oggi consentiamo che alle categorie più
deboli dobbiamo negare la possibilità di collegarsi a scuola, cioè
se già è il momento di fragilità di questi soggetti è, come dire, è
chiaro che avviene già durante tutto l'anno, ma se in un momento
come questo di pandemia aggiungiamo anche l'aspetto, come dire,
burocratico che complica notevolmente la vita delle famiglie e dei
lavoratori che sono, chiaramente, lì a supportare i disabili, io
credo che veramente stiamo facendo un gravissimo torto a tantissimi
siciliani, in questo caso palermitani, famiglie palermitane che
vedono negato il diritto ai propri figli di avere un'assistenza
scolastica e, quindi, di potere fare scuola.
Allora, io ritengo che questo mio appello debba essere anche
accolto dal Governo perché prontamente quest'Aula, il Governo, ha
accolto, anche il Presidente Micciché è stato molto attento
nell'ultima seduta, abbiamo enfatizzato l'importanza di quanto
essere vicini ai soggetti disabili in questo momento voleva
significare non abbandonare, nonostante l'esercizio provvisorio di
due mesi, una categoria che ha bisogno di queste risorse ed è
impensabile che oggi ci viene comunicato che per una settimana, fino
alla ripresa dell'attività in presenza, i ragazzi non potranno fare
scuola.
Io mi auguro che questo mio appello non rimanga, come dire, nel
nulla, anche perché in questo momento tanti si aspettano, da questo
Governo e da questa Assemblea, delle risposte. Grazie.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Così eventualmente, mi auguro, evitiamo
di fare numerosi interventi qualora la situazione dovesse essere
chiarita. Prego, Assessore.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Grazie, Presidente. Come correttamente ricordato dall'onorevole
Caronia, il Governo regionale ha stanziato le somme attraverso il
Dipartimento delle politiche sociali della famiglia e del lavoro
che, come si sa, è competente per la gestione degli strumenti
disabili; comunque, il nostro Assessorato segue indirettamente la
vicenda.
E', altresì, vero che in tutte le circolari esplicative delle
ordinanze del Presidente della Regione noi abbiamo sempre posto
l'accento specifico sui disabili, ai quali è consentita addirittura
la presenza a scuola pur nei periodi di interruzione delle
attività. Hanno, quindi, un evidente canale privilegiato. Sarà mia
cura avvisare l'assessore Scavone e sollecitare un intervento
presso il Comune di Palermo.
Se, poi, posso rivolgermi alla Presidenza, rispetto al voto che
non risulta dalla dichiarazione di voto, sia io che l'assessore
Cordaro abbiamo votato favorevolmente nella precedente seduta e
prego, quindi, di prenderne nota. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che ci sono parecchi iscritti a
parlare ai sensi dell'articolo 83. Qualora gli argomenti fossero
stati chiariti dall'Assessore, direi che potremmo superare gli
interventi, se sono su altri argomenti...
E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.
AMATA. Grazie Presidente, sarò, assolutamente, velocissima e
breve.
Premesso che io sono per la riapertura delle scuole, assessore
Lagalla la pregherei di restare, sarò brevissima ma è rivolto a lei
il mio intervento. Dicevo, sono per la riapertura delle scuole, ed
in particolare perché la didattica sia fatta in presenza, anche se
a causa della pandemia abbiamo dovuto mettere delle misure
restrittive di distanziamento ed in questo caso la DAD è stata,
sicuramente, importantissima, uno strumento importantissimo per
consentire di continuare la scolarizzazione dei nostri studenti.
Oggi, stiamo pensando, ovviamente, visti i dati, ad un rientro
degli studenti in presenza, però, chiederei all'assessore Lagalla,
al Governo, ed in particolare all'assessore Lagalla, di riflettere
su un dato: se ci fossero dei casi eccezionali, di consentire a
questi studenti che, per esempio, abbiano a casa dei familiari in
isolamento piuttosto che con fragilità particolari, con gravi
patologie, la possibilità di mettere in campo un sistema di DAD
mista, quindi, a distanza per questi casi eccezionali - torno a
ripetere - ma in presenza per tutti gli altri studenti. Grazie,
Assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amata. Anche io sono interessata
all'argomento perché ricorderà, Assessore, che le ho sollecitato
l'attivazione della didattica integrata a distanza, quella per cui,
insomma, caldeggiata in un certo momento storico, prevedeva una
parte di alunni in presenza ed una parte, ove c'erano le
condizioni, da casa, anche per aumentare il diradamento in aula.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Grazie, Presidente. La problematica sollevata trova, già di per sé,
parziale ed automatica soluzione per quanto riguarda eventuali
circostanze eccezionali e documentate, sul piano sanitario, per
quanto riguarda gli studenti delle scuole superiori che, come è
noto, opereranno, dall'8 di febbraio 2021, al 50 per cento in
presenza ed al 50 per cento a distanza.
Per quanto riguarda, invece, il primo ciclo, e cioè fino alla
scuola secondaria di primo grado, attualmente, sia per ordinanza
nazionale, sia per disposizione regionale, le classi operano al 100
per cento della capienza.
Ad oggi, abbiamo censito, dal punto di vista epidemiologico e,
quindi, sottoposto a tampone oltre 120 mila studenti che
costituiscono, in buona sostanza, il 15 per cento dell'intera
popolazione scolastica regionale. Statisticamente significativo si
considera un campione almeno del 5 per cento della popolazione.
E' intendimento del Governo, con una circolare, che è stata
proprio oggi firmata da SOE, ed abbiamo convenuto con questo di
continuare il monitoraggio tanto nei luoghi di raduno, nei drive
in, quanto all'interno delle scuole con una duplice modalità: o su
chiamata del dirigente scolastico in caso di esigenza, ovvero su
considerazione statistica ed epidemiologica delle ASP di
riferimento attraverso le USCA.
Queste circostanze, alle quali fa riferimento l'onorevole
interrogante, ovviamente sono circoscritte a condizioni che
dovrebbero assumere carattere di eccezionalità.
Non poche volte, tuttavia, i dirigenti scolastici evidenziano
difficoltà nell'assicurare modalità asimmetriche di erogazione
della didattica, soprattutto nella scuola primaria e nella
secondaria di primo grado, talvolta per problematiche, esposte o
riferite, di tipo tecnologico, talaltra per la incompatibilità dei
due sistemi, per quanto riferito dai docenti.
Domani, insieme all'assessore Falcone e all'assessore Razza,
incontreremo le organizzazioni sindacali della triplice che ne
hanno fatto richiesta e questo sarà tema, ovviamente, di dialogo
con le rappresentanze sindacali.
Mi riservo, appena ripartite le scuole secondarie di secondo
grado, di convocare ulteriormente la task force regionale dove,
insieme alle organizzazioni di categoria, alle rappresentanze degli
enti locali, dei sindaci e, ovviamente, degli studenti e delle
famiglie, mi impegno a risollevare questo problema per vedere come
esso potrà essere eventualmente riferito ad una piccola parte di
studenti.
Vorrei anche aggiungere che, però, questo dovrebbe prevedere una
sorta di isolamento costante di questi bambini perché se, poi, non
vanno a scuola e vanno al supermercato e vanno al bar e vanno a
fare la passeggiata e vanno al parco è ovvio che le circostanze di
probabilità, l'indice probabilistico è molto maggiore in queste
ultime pertinenze che non all'interno della scuola dove - ricordo -
che il rapporto tra contagio e classi oscilla da 1 ad 1,5. Cioè,
significa che, laddove si porti all'interno della classe un bambino
positivo, la capacità di diffusione ad altri bambini è estremamente
limitata. Qui siamo nella circostanza opposta, cioè quella nella
quale un bambino potrebbe portare a casa da portatore sano un
eventuale contagio rispetto a soggetti particolarmente defedati.
Questa fattispecie sarà da me rappresentata alla task force ed
alle organizzazioni sindacali e vedremo, anche con l'Ufficio
scolastico regionale, di poter trovare una eventuale soluzione che,
nel frattempo, abbiamo trovato per i CIPIA, cioè per i Centri
provinciali di istruzione degli adulti, dove, pur erogandosi una
didattica limitata al primo ciclo, quindi, fino alla terza media,
abbiamo autorizzato i dirigenti scolastici che ce ne hanno fatto
richiesta a poter utilizzare il 50 per cento della platea perché -
come dice la stessa denominazione degli istituti - si tratta di una
popolazione scolastica adulta e, come tale, evidentemente, con lo
stesso livello di rischio degli studenti delle scuole superiori.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Volevo porre l'attenzione su un
tema che, oggi, ha visto coinvolti una serie di manifestanti,
l'ennesima manifestazione dei nastrini , proprio qui, dinanzi a
Palazzo dei Normanni.
Chi sono i nastrini ? Sono un movimento che raggruppa unità di
persone che vengono impiegate nei cantieri di servizio, i
percettori del reddito di cittadinanza ma tanti disoccupati.
Loro cosa desiderano? Una migliore fruizione dei servizi ma,
soprattutto, delle risposte sul fronte occupazionale da parte di
questo Governo regionale.
Veda, Presidente, siamo dinanzi alle porte di una delle crisi
economiche più grandi dal dopoguerra e che verrà acuita
ulteriormente da una pandemia che non sembra assolutamente
arretrare e che getterà nello sconforto tantissime famiglie.
Io credo che debba diventare, debba stare al centro di questo
Parlamento un dibattito sul tema del precariato e soprattutto
dell'impoverimento del tessuto economico.
Occorrono risposte urgenti perché io temo la tenuta del tessuto
sociale. Occorrono interventi tempestivi e che sia tutto l'arco
parlamentare che si debba fare carico di questo grido di allarme,
trovare immediate risposte e strappare definitivamente dalla
marginalità queste famiglie. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, io intervengo su un fatto
molto grave che non è avvenuto qui ma molto lontano da noi, ma non
per questo non è importante; anzi, reputo che sia un fatto
gravissimo e tutte le istituzioni, compreso questo Parlamento
devono prendere in qualche modo posizione.
Due giorni fa c'è stato un colpo di stato in Birmania, un atto
gravissimo che minaccia la democrazia nel mondo. Aung San Suu Kyi
capo del Governo e premio Nobel nel 1991 per la pace è stata
arrestata ed al suo posto si è insediato un regime militare. E' in
gioco la democrazia e tutti i paesi democratici devono prendere
tutti i provvedimenti per ristabilire la pace in quel territorio.
Pertanto, chiedo a questo Parlamento una risoluzione unanime per
chiedere al Governo nazionale di intervenire sulla questione
secondo le regole della storia e la costituzione della Repubblica
Italiana.
Noi ripudiamo ogni forma di Governo non democratica e Aung San Suu
Kyi deve essere liberata immediatamente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano, mi unisco al suo appello.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Non so se l'assessore Lagalla c'è
ancora, comunque mi rivolgo al Governo.
Noi abbiamo stanziato, come Assemblea regionale, quindi nella
legge di guerra, la famosa legge finanziaria di guerra, 10 milioni
di euro per il reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori
della formazione professionale. So che questi 10 milioni di euro,
da decreti che man mano sta emettendo l'Assessorato, verranno
utilizzati per la formazione di questi lavoratori.
Presidente, il punto è se noi formiamo questi lavoratori e ci sono
degli sbocchi lavorativi collegati allora ha un senso, perché
altrimenti noi stiamo spendendo 10 milioni di euro per formare
delle persone su alcune discipline e poi quella formazione non
servirà a nulla, perché se non è collegata direttamente agli
sbocchi lavorativi sono soldi, come dire, che vengono utilizzati
per una formazione effimera.
E allora, la proposta qual è? Utilizziamo quei 10 milioni di euro
eventualmente per farli uscire dal bacino, quindi dare la
possibilità direttamente ai lavoratori della formazione
professionale di utilizzare quelle somme per uscire dall'albo ed,
eventualmente, poi reinventarsi un nuovo posto di lavoro.
Un'altra cosa tengo a precisare, Presidente, sul discorso degli
assistenti alla comunicazione e degli assistenti igienico personale
specialistici la competenza è dell'Assessorato della Famiglia,
l'assessorato Scavone. Noi più volte, Presidente, a
quell'Assessorato abbiamo dato pure delle soluzioni, perché per
quanto riguarda le linee guida abbiamo detto più volte che devono
essere esplicitate meglio. Lo abbiamo detto al dirigente pure del
Dipartimento famiglia durante le audizioni.
Se l'Assessore ed il dirigente reputano che è tutto ok, ma tutto
ok non mi sembra perché poi l'assistenza agli alunni disabili viene
bloccata, se reputano che sia tutto ok, allora che si facciano le
denunce; il Governo regionale faccia le denunce opportune perché
non è possibile che non venga realizzato un servizio così
importante sia per tutti quei lavoratori che ricordo, colleghi, in
questo momento non hanno nessuna copertura economica ed in questa
fase fondamentale di crisi economica noi abbiamo più di duemila
persone che sono senza nessuna copertura economica, oltre il danno
che facciamo agli alunni disabili siciliani e a quelle famiglie.
Un'ultima cosa, signor Presidente, al riguardo sempre su quella
famosa finanziaria di guerra che il presidente Musumeci ha
presentato, come dire, la soluzione a tutti i problemi, avevamo
inserito un articolo, l'articolo 5, comma 7, che dava la
possibilità di un supporto economico a tutte quelle categorie di
lavoratori che in questo momento non stanno lavorando come gli
assistenti alla comunicazione, gli assistenti igienico-personale
specialistici, e la Regione veniva a supporto per il mancato
lavoro.
Perché quest'articolo, così come tantissimi altri articoli, non
sono stati attuati da questo Presidente della Regione? Perché,
solamente ieri, il Presidente della Regione e questo Governo
regionale ha attuato la norma, sempre di quella famosa finanziaria
COVID, che riguarda i liberi professionisti, gli 80 milioni di euro
che devono servire a dare man forte a tutti i liberi professionisti
che sono in difficoltà: sono passati nove mesi e la delibera di
Giunta è arrivata solo ieri in Commissione Bilancio .
E, allora, signor Presidente, noi le soluzioni le portiamo, le
inseriamo all'interno delle leggi, però, queste leggi, poi, non
vengono attuate o vengono attuate male perché, se io vado a
realizzare con 10 milioni di euro dei corsi di formazione che, poi,
non hanno uno sbocco lavorativo, non sono collegati con nessuna
azienda, con nessun ente, sto sprecando quei 10 milioni di euro e
la Regione siciliana, i siciliani, non si possono permettere, in
questa fase, di sprecare fondi. Grazie.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cannata)
PRESIDENTE. Allora, onorevole Cannata, l'ordine del giorno non è
stato distribuito perché è stato valutato come inammissibile, in
quanto la norma prevede che il processo venga assunto a posteriori
dalla Giunta regionale e non a priori attraverso una procedura di
questo tipo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 9 febbraio
2020, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.34 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
250a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 9 febbraio 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) Norme in materia di enti locali . (nn. 824-810 Stralcio I/A)
(Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
3) Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane. (n.
783/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 1614 - Chiarimenti in merito all'anastilòsi, il restauro e la
musealizzazione della copia del Telamone nella Valle dei Templi di
Agrigento.
Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
- Con nota prot. n. 44788/IN.17 del 28 dicembre 2020 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana.
N. 1716 - Interventi in ordine alla riparazione dell'impianto di
climatizzazione del Museo Interdisciplinare regionale di Messina.
Firmatari: Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
- Con nota prot. n. 186/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana.
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 1134 - Chiarimenti circa gli effetti economici di cui al
contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario di
interesse regionale e locale riguardo al ricorso a bus
sostitutivi.
Firmatari: Foti Angela; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 7227/IN.17 del 25 febbraio 2020 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
N. 1582 - Notizie in merito alla realizzazione ed ultimazione
della Ciclovia della Magna Grecia, con riferimento alla tratta
Siracusa-Pozzallo.
Firmatari: Dipasquale Emanuele; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo
Anthony Emanuele; Catanzaro Michele
- La firma dell'on. De Domenico è decaduta a seguito della sua
dichiarazione di ineleggibilità alla carica di deputato regionale
pronunciata dalla corte di Appello di Palermo. (V. seduta n. 214
del 15 settembre 2020).
- Con nota prot. n. 42609/IN.17 dell'11 dicembre 2020 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 1786 - Sollecito chiarimenti circa la prospettata cessazione
delle quote azionarie dell'Aeroporto di Catania.
Firmatari: Papale Alfio
- da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente
N. 1606 - Chiarimenti in merito all'art. 36 della legge regionale
22 febbraio 2019, n. 1, in tema di spettanze dovute ai
professionisti per il rilascio di titoli abilitativi o
autorizzativi.
Firmatari: Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
- Con nota prot. n. 914/IN.17 dell'11 gennaio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
N. 1672 - Intendimenti circa la presenza di rifiuti pericolosi
presso la foce del torrente Floripotema nel territorio di San
Filippo del Mela (ME).
Firmatari: Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Pagana Elena
- Con nota prot. n. 205/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1970 - Chiarimenti urgenti sulle funzionalità del reparto di
cardiologia e sul pronto soccorso dell'ospedale S.Vito e Santo
Spirito di Alcamo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Figuccia Vincenzo
N. 1971 - Interventi a difesa del litorale di Bovo Marina (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Catanzaro Michele
N. 1976 - Chiarimenti in ordine al piano regionale di vaccinazione
anti SARS-Cov2/Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De
Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1969 - Chiarimenti circa l'attuazione della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19, in merito ai procedimenti di pianificazione
urbanistica in corso alla data di entrata in vigore della legge.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Pullara Carmelo
N. 1973 - Chiarimenti sulla chiusura del Museo archeologico
ibleo di via Natalelli in Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1974 - Chiarimenti urgenti concernenti il Consorzio per le
Autostrade Siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Pullara Carmelo
N. 1975 - Chiarimenti circa il costo dei mezzi veloci Liberty
Lines pagato dagli autisti soccorritori e medici del '118'.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Salute
Lo Giudice Danilo
N. 1977 - Iniziative volte all'immediato ripristino dei servizi
sanitari sospesi nel Presidio ospedaliero di base di S. Agata di
Militello (ME) e dei lavori di adeguamento e messa in sicurezza del
punto nascite del comprensorio nebroideo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Laccoto Giuseppe
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
N. 499 - Potenziamento dell'assistenza sanitaria con reclutamento
di nuovo personale anche non specializzato, telemedicina e
careviger.
Lo Curto Eleonora; Bulla Giovanni; Genovese Luigi
Presentata il 25/01/21
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni