Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.45
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Fava, Gennuso e Galvagno.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
ZITO, segretario:
- Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo di Alzheimer
ed altre forme di demenza (n. 206).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri in
data 14 marzo 2018.
- Norme istitutive delle Aziende Ospedaliere Territoriali (n.
207).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cappello,
Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca A., Di Caro, Di Paola,
Foti, Campo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 14 marzo 2018.
- Pareri sulla nomina dei direttori generali delle aziende
sanitarie (n. 208).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cappello,
Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca A., Di Caro, Di Paola,
Foti, Campo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 14 marzo 2018.
- Ordinamento del governo e dell'amministrazione della Regione.
Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni (n. 211).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cappello,
Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca A., Di Caro, Di Paola,
Foti, Campo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 14 marzo 2018.
- Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1 Misure in
materia di controllo, trasparenza e contenimento della spesa
relativa ai costi della politica (n. 212).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Campo, Cappello, Ciancio, A. De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 14
marzo 2018.
- Misure urgenti per la messa in sicurezza del territorio della
Regione e per la prevenzione del rischio idrogeologico aumentato in
conseguenza dei mutamenti climatici (n. 213).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
data 14 marzo 2018.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
invio in Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
disegno di legge presentato e inviato alla competente Commissione.
ZITO, segretario:
BILANCIO (II)
- Integrazione della legge regionale 10 agosto 2017, n. 13.
Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2016. (n. 210).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 13 marzo 2018.
Inviato il 14 marzo 2018.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni inviati alle competenti Commissioni.
ZITO, segretario:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1. Misure in
materia di controllo, trasparenza e contenimento della spesa
relativa ai costi della politica . (n. 185).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 15 marzo 2018.
- Norme a favore dei privati e delle attività produttive
danneggiati a seguito di eventi calamitosi nella Regione.
Istituzione del Fondo speciale per le emergenze regionali. (n.
186).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 15 marzo 2018.
Parere UE.
- Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza
(IPAB). (n. 188).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 15 marzo 2018.
Parere VI.
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante Inserimento nello Statuto della Regione
Siciliana del nuovo articolo 38 bis in materia di riconoscimento
degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità . (n.
199).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 marzo 2018.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Vendita diretta dei prodotti agricoli. (n. 189).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 14 marzo 2018.
Parere I e IV.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Disposizioni per il riconoscimento della condizione di regione
insulare e per l'accesso della Sicilia ai relativi regimi
derogatori comunitari. (n. 184).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 15 marzo 2018.
Parere III e UE.
- Disposizioni normative sul Governo del territorio. (n. 187).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 15 marzo 2018.
Parere I, III e VI.
- Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento del
consumo del suolo. (n. 190).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 14 marzo 2018.
Parere III.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi per favorire il riconoscimento delle pari opportunità
ai soggetti con disabilità, facilitando l'accesso anche ai servizi
di self-service' che le nuove tecnologie rendono disponibili alla
generalità dei cittadini. (n. 183).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 15 marzo 2018.
Parere III.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò, con note prot. nn.
2469/SG.LEG.PG. e 2507/SG.LEG.PG. del 14 marzo 2018, ha chiesto di
apporre la propria firma ai disegni di legge n. 149 Interventi per
la tutela e la valorizzazione delle specie equine a rischio di
estinzione dell'Asino Ragusano, dell'Asino Grigio Siciliano e
dell'Asino Pantesco e per la promozione del consumo di latte
d'asina per usi alimentari, terapeutici e dietetici , n. 176 Norme
per la tutela della popolazione dall'inquinamento elettromagnetico
generato da impianti di telecomunicazione e radiotelevisivi e n.
199 Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante Inserimento nello Statuto della Regione
Siciliana del nuovo articolo 38 bis in materia di riconoscimento
degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità .
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
disegno di legge ritirato.
ZITO, segretario. Comunico che l'onorevole Catanzaro con nota
prot. n. 2558/SG.LEG.PG. del 15 marzo 2018, ha ritirato il disegno
di legge n. 195 Norme in materia di politiche giovanili.
Istituzione del Forum Regionale dei Giovani e dell'Osservatorio
regionale delle politiche giovanili , presentato in data 8 marzo
2018.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed
assegnata
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla competente
Commissione.
ZITO, segretario:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Piano regionale di propaganda turistica (n. 1/V).
Pervenuto in data 16 marzo 2018.
Inviato in data 16 marzo 2018.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Bilancio'
(II) nella seduta n. 21 del 13 marzo 2018 ha approvato la
risoluzione Ritiro del Decreto presidenziale 29 settembre 2017 in
materia di revisione straordinaria delle società e delle
partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute
dalla Regione siciliana (n. 1/II).
Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
comunicazioni pervenute dal Governo.
ZITO, segretario. Comunico che sono pervenute le seguenti
deliberazioni della Giunta regionale:
- n. 98 del 27 febbraio 2018 relativa a: Delibera CIPE n. 52 del
10 luglio 2017 - Piano di azione e coesione (Programma operativo
complementare) 2014/2020 - Presa d'atto ;
- n. 105 del 6 marzo 2018 relativa a Programma operativo FESR
Sicilia 2014/2020 modificato - Decisione C(2017) 8672 dell'11
dicembre 2017. Adozione definitiva ;
Le predette delibere sono state trasmesse alla II Commissione
legislativa ed alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione europea.
Copia delle stesse è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunico che è pervenuta, altresì, la seguente deliberazione della
Giunta regionale:
- n. 111 del 6 marzo 2018 relativa a Decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
Articoli dall'11 bis all'11 quinquies - Bilancio consolidato della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2016 .
La predetta delibera è stata trasmessa alla II Commissione
legislativa.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
ZITO, segretario:
N. 111 - Compartecipazione alla spesa per il servizio di vigilanza
e salvataggio nelle spiagge libere.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Catanzaro Michele
N. 112 - Chiarimenti in merito ai rinnovi delle patenti di guida
speciali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Figuccia Vincenzo
N. 113 - Riconoscimento quale vittima di mafia di Vincenzo Di
Salvo.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Fava Claudio
N. 114 - Iniziative volte a garantire il ripristino degli organi
di amministrazione dell'Ersu di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Lantieri Annunziata Luisa
N. 115 - Misure urgenti per il porto di Donnalucata (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Campo Stefania; Sunseri Luigi; Foti Angela; Zafarana Valentina;
Marano Jose; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zito Stefano
N. 116 - Problematiche inerenti alla gestione dei teatri
siciliani.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Savarino Giuseppa
N. 117 - Realizzazione dell'arteria di collegamento tra i Comuni
di Alcara Li Fusi e Sant'Agata di Militello (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Sunseri Luigi; Foti
Angela; Zafarana Valentina; Marano Jose; Palmeri Valentina;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena;
Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
ZITO, segretario:
N. 30 - Ristrutturazione degli immobili siti sull'Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Territorio e Ambiente
Barbagallo Anthony Emanuele
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,
l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
ZITO, segretario:
N. 83 - Abilitazione per l'attività di acconciatore e figure
equipollenti.
De Luca Cateno; Galvagno Gaetano; Rizzotto Antonino
Presentata il 13/03/18
N. 84 - Formazione e occupabilità dei giovani nel settore delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT).
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania;
Siragusa Salvatore; De Luca Antonino; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Di Caro Giovanni; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 13/03/18
N. 85 - Efficientamento e coordinamento tra le varie strutture ed
enti regionali del settore agricolo.
Palmeri Valentina; Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Campo Stefania; Siragusa Salvatore; De Luca Antonino; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano Presentata il 14/03/18
N. 86 - Aree strategiche - azione 3.3.4 del PO FESR 2014-2020.
De Luca Cateno; Galvagno Gaetano; Rizzotto Antonino
Presentata il 14/03/18
N. 87 - Realizzazione dell'arteria di collegamento fra i Comuni di
Alcara Li Fusi e Sant'Agata di Militello (ME).
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Di Paola Nunzio;
Campo Stefania; Siragusa Salvatore; De Luca Antonino; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 16/03/18
N. 88 - Iniziative in ordine al piano paesaggistico provinciale di
Siracusa.
Milazzo Giuseppe; Mancuso Michele; Papale Alfio; Ragusa Orazio
Presentata il 19/03/18
N. 89 - Estensione del principio dell''equo compenso' alle
prestazioni rese da tutti i professionisti.
Assenza Giorgio; Aricò Alessandro; Zitelli Giuseppe
Presentata il 19/03/18
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Comunicazione relativa allo svolgimento in Commissione
dell'interrogazione n. 42
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta n. 14 del 13 marzo 2018
della IV Commissione legislativa permanente si è svolta
l'interrogazione n. 42, a firma dell'onorevole Barbagallo, e che lo
stesso deputato, firmatario del suddetto atto ispettivo, si è
dichiarato soddisfatto della risposta fornita dall'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che con nota mail del 13 marzo 2018,
protocollata al n. 2592/AulaPG del 15 marzo successivo, l'onorevole
Catanzaro ha ritirato l'interrogazione n. 110, poiché identica
all'interrogazione n. 104, entrambe a propria firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi in data 15 marzo 2018, ha approvato
all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari:
La II Commissione legislativa permanente Bilancio dovrà
concludere l'esame del DEFR per gli anni 2018-2020, dei disegni di
legge in materia di rendiconto e bilancio consolidati 2016, sì da
consentire all'Aula di avviarne la discussione da martedì 27 marzo
2018, in quanto atti propedeutici ai documenti finanziari veri e
propri;
Il Governo si è formalmente impegnato a trasmettere all'Assemblea,
entro mercoledì 21 marzo 2018, i disegni di legge di bilancio e di
stabilità; qualora tale termine dovesse essere rispettato, le
Commissioni di merito dovranno concludere l'esame delle parti di
competenza entro il 26 marzo 2018; la Commissione Bilancio, per
parte sua, dovrà esitare per l'Aula i predetti documenti finanziari
in data utile perché l'Assemblea possa avviarne la discussione a
decorrere da mercoledì 28 marzo 2018. La discussione in Aula dovrà,
conseguentemente, concludersi entro e non oltre la scadenza
dell'esercizio provvisorio, fissata per il 31 marzo 2018.
Si è, inoltre, convenuto che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari torni a riunirsi il 26 marzo 2018 per
verificare il rispetto dei tempi sopra calendarizzati. Inoltre, la
stessa Conferenza, qualora non fossero in tale data pervenute
formali dimissioni dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, calendarizzerà la mozione di censura nei suoi confronti,
presentata dai deputati del Movimento Cinque Stelle.
COMMISSIONI
La Conferenza ha, infine, deliberato di considerare prioritario
l'esame (ai sensi dell'articolo 41 ter dello Statuto siciliano) del
disegno di legge di modifica dello Statuto in materia di insularità
della Regione (I Commissione); ha, altresì, stabilito di
considerare prioritario l'esame del piano di propaganda turistica
(V Commissione) in corso di presentazione da parte del Governo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Sunseri.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti. Alla
ripresa, con la Presidenza dell'onorevole Miccichè, riprenderanno i
lavori con la trattazione del disegno di legge stralcio che era già
incardinato in Aula.
La seduta, è pertanto, sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore 17.17)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
(Assume la Presidenza il Presidente Miccichè)
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Discussione del disegno di legge «Norme stralciate dall'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2018» (46 Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto 1 dell'ordine del giorno:
discussione del disegno di legge n. 46 Stralcio I/A «Norme
stralciate dall'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario 2018»
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che si pone
all'attenzione dell'Aula contiene una serie di disposizioni di
natura varia, originariamente contenute nel disegno di legge di
iniziativa governativa n. 46 Norme stralciate dall'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2018 .
In particolare, l'articolo 1 reca l'interpretazione autentica di
norme in materia di personale delle società partecipate, al fine di
superare difficoltà applicative in ordine ai requisiti per
l'inserimento nell'albo di cui all'articolo 64 della legge
regionale n. 21 del 2014, chiarendo che tale disposizione deve
intendersi riferita ai dipendenti in servizio presso le società
partecipate al momento della relativa liquidazione. Durante
l'istruttoria legislativa in Commissione è stato chiarito che la
disposizione in esame non genera costi aggiuntivi a carico del
bilancio regionale, in quanto l'inserimento nell'albo non comporta
l'assunzione dei soggetti interessati, che potrà avvenire sulla
base dei fabbisogni delle società richiedenti e della relativa
sostenibilità finanziaria.
L'articolo 2 contiene disposizioni di proroga dei termini previsti
dall'articolo 4 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 in
materia di residua gestione delle reti idriche e degli impianti in
carico all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione. Considerato
che il percorso procedurale previsto dall'articolo 4 summenzionato
per la consegna delle reti e degli impianti non è giunto a
compimento, si rende necessaria, al fine di consentire la
definizione delle attività di presa in consegna da parte dei Comuni
delle reti e delle ulteriori attività di natura tecnico-operativa
nonché amministrativa per la prosecuzione della gestione senza
soluzione di continuità da parte dei Comuni, la proroga dei termini
per le attività commissariali fino al 30 giugno 2018. Sono, di
conseguenza, prorogati anche gli ulteriori termini previsti
dall'articolo 4.
L'articolo 3 prevede disposizioni in materia di programmazione dei
fabbisogni e razionalizzazione della spesa per il personale da
parte della Regione, degli enti pubblici regionali e degli enti
locali del territorio siciliano.
L'articolo 4, inserito durante i lavori della Commissione, prevede
Norme in materia di personale utilizzato nei progetti di cui
all'articolo 4, comma 4, della legge regionale n. 27/2016
estendendo a tale personale le disposizioni di cui all'articolo 3,
commi 10 e 11, della legge regionale n. 27 del 2016.
L'articolo 5 autorizza l'istituzione del Fondo di quiescenza del
personale della Camere di Commercio cui affidare funzioni ed oneri
relativi al trattamento pensionistico del personale camerale
assunto anteriormente all'entrata in vigore della legge regionale
n. 29 del 1995.
Durante l'istruttoria in Commissione è stata precisata che
l'istruttoria della gestione di tale fondo non implica oneri
diretti e indiretti a carico del bilancio della Regione.
L'art. 6, infine, reca modifiche all'art. 50 della legge regionale
n. 9 del 2009 in materia di programmazione regionale unitaria al
fine di assicurare tempi certi e approvazione degli atti di
programmazione regionale e successive modifiche di finanza e di
merito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale, e do lettura dell'articolo 1.
«Articolo 1
Interpretazione autentica di norme in materia di personale delle
società partecipate
1. Il sistema delineato dall'articolo 64 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21, e successive modifiche ed integrazioni, deve
intendersi volto a garantire, a regime, la tutela dei dipendenti
delle società partecipate dalla Regione, in servizio nelle stesse
al momento della relativa liquidazione, mediante la previsione
dell'inserimento nell'albo di cui al comma 1 del medesimo articolo
64».
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ho capito che lei ha letto qualche
articolo in cui dicono che le sedute sono troppo brevi e quindi ha
preso il suo tempo per venire. Ha facoltà di parlare.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, quanti minuti mi sta dando?
PRESIDENTE. Niente, un minuto per miracolo
DE LUCA CATENO. Quindici minuti, signor Presidente, siamo in sede
di discussione generale È ovvio Non abbiamo stabilito
diversamente in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
sono quindici minuti, o sbaglio?
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, stiamo
esaminando un provvedimento che riguarda vari aspetti abbastanza
importanti e che probabilmente era più utile inserire in un quadro
più complessivo, che noi aspettiamo venga presentato dal Governo
con la legge di stabilità, perché oggi, in Commissione Bilancio,
già abbiamo avuto modo di apprezzare la falsità del bilancio
consolidato di gruppo. Perché? Perché guardando anche la delibera
di Giunta che lo ha approvato, è emersa qualcosa di paradossale che
quest'Aula deve sapere, tanto è vero che io ho votato contro e non
approverò nessun bilancio e nessun documento finanziario che non
parta dai legali presupposti che introducono per la prima volta in
Sicilia, dopo una ulteriore deroga che è stata concessa, perché
sapete bene che questo bilancio lo dovevate approvare già mi pare a
settembre scorso.
È stata chiesta una deroga, è stata autorizzata e il Parlamento
siciliano è stato autorizzato ad approvare il bilancio consolidato
di gruppo al 31 marzo del 2018, entro quella data. Che cosa è
successo? Dopo che la Giunta si è insediata, ha cercato ovviamente
di capire come stanno le cose, è stata nominata anche una
Commissione di saggi, signor Presidente, credo che lei lo sappia, e
questa Commissione di saggi ha iniziato un lavoro per capire come
stanno le cose, ciò che è stato ereditato, ciò che da un punto di
vista anche contabile e finanziario poteva essere portato avanti e
ciò che invece non poteva essere portato avanti. In questo quadro,
l'adempimento più importante è stato quello di affrontare tutta la
situazione e il percorso riguardante proprio il consuntivo che per
la prima volta appunto in Sicilia riguarda il bilancio consolidato
di gruppo.
Le società partecipate e gli enti interessati sono oltre
centocinquanta, e credo abbiano risposto all'appello appena in
cinquanta Quindi, a cosa stiamo assistendo Ad un bilancio
consolidato di gruppo che sfugge al controllo di oltre 120
organismi e società che non hanno trasmesso la documentazione
contabile, e tutto ciò che richiede la norma, alla Giunta, non al
singolo deputato.
Attenzione Alla giunta che fa la Giunta nonostante non vengono
trasmessi i documentai e, quindi, per verificare quali enti,
società, quali organismi rientravano nei parametri previsti dalla
legge n. 118, la legge Madia, approva in ogni caso, il bilancio
consuntivo appena quattro, cinque enti ridicoli rispetto a quello
che è il satellite delle società partecipate.
A questo bisogna aggiungere quelli che sono gli antefatti, signor
Presidente, perché quest'Aula purtroppo, sicuramente in un momento
di distrazione, ha provveduto ad abrogare una norma molto
importante, perché il bilancio consolidato di gruppo in Sicilia per
la prima volta, rispetto a quelle che sono state le riforme in
materia di contabilità pubblica, lo aveva inserito nel 2010.
Nel 2010, proprio in virtù di una battaglia che c'è stata in
quest'Aula in occasione della finanziaria 2010, vengono introdotti,
all'interno del sistema contabile regionale, gli articoli 13, 14 e
15 riguardanti la trasparenza dei conti pubblici e riguardanti,
soprattutto, quella che era la situazione contabile, patrimoniale,
finanziaria di tutti gli enti, gli organismi e le società
partecipate finanziate dalla Regione o sottoposte alla vigilanza
della Regione siciliana.
Dopo circa trenta giorni è stato pubblicato a giugno il decreto
attuativo del Presidente della Regione ed è stato scritto a tutte
le società, quindi ai consigli di amministrazione ed ai vari
direttori generali, di trasmettere quella che è la documentazione
richiesta da queste norme.
Queste norme che cosa prevedevano? Non prevedevano altro che la
verifica e, quindi, anche il far emergere l'indebitamento che era
nascosto nelle società partecipate.
Perché? Perché i bilanci della Regione erano attinti da falsità
per una questione molto semplice: i debiti che le società
partecipate occultavano nascevano da un meccanismo molto semplice.
Rimanevano in piedi perché nei propri bilancio risultavano dei
crediti nei confronti della Regione ma nei bilanci della Regione
non risultavano, invece, i debiti nei confronti delle società
partecipate.
Questo che cosa ha comportato? Una creazione di residui attivi e
passivi non veritieri.
Ecco perché nel 2010, con l'assessore Armao, allora assessore per
il bilancio, e con il Presidente Lombardo, ci siamo organizzati in
termini definitivi per cercare di risolvere del tutto questa
situazione.
Cosa succede, però, con la legislatura scorsa? Che, ad un certo
punto, il governo Crocetta si è reso conto che i bilanci che
venivano approvati da questo Parlamento erano falsi perché erano
approvati in violazione di queste norme del 2010.
Ma in particolare, quello che è fondamentale non è soltanto la
falsità dei bilanci perché in violazione di legge regionale ma
quelle norme, introdotte nel 2010, prevedevano la decadenza dei
consigli di amministrazione e dei direttori generali che
procedevano ad assumere personale in violazione del principio del
blocco delle assunzioni al 31 dicembre 2009 - perché con quella
norma si era anche stabilito che non bisognava assolutamente
accrescere la spesa per il personale consolidata al 31 dicembre
2009.
Sempre quella norma prevedeva che tutti gli impegni di spesa
effettuati senza copertura finanziaria da parte dei dirigenti,
avallata dai consigli di amministrazione, causavano la decadenza
con un'altra sanzione aggiuntiva e cioè che per i tre anni
successivi, comunque, non si poteva procedere a dare incarichi né
ai componenti dei consigli di amministrazione, né ai direttori
generali che si fossero resi responsabili della violazione di
queste norme.
Quando il Governo - perché abbiamo fatto una ricerca e ci siamo
resi conto che è stato proprio il Governo - si è reso conto che
erano state fatte assunzioni dal 2010 in poi in violazione di legge
- pare che siano qualche migliaio sparse in varie società e in vari
enti; ad oggi voglio ricordare ai miei colleghi che è impossibile
quantificarle perché queste società non hanno trasmesso le carte
richieste dal Governo e, in ultimo, richieste per fare bilancio
consolidato di gruppo -, ebbene, di tutta questa storia, il Governo
precedente si è accorto ed il buon assessore Baccei ha presentato
un emendamento soppressivo di queste norme. Questo emendamento
soppressivo è stato approvato, con l'articolo 30 del Collegato
alla legge di stabilità dell'anno scorso, del 2017 e, di
conseguenza, la questione è stata accantonata tenendola, però, in
piedi su un profilo, che per sei anni questo Parlamento ha
approvato i bilanci non tenendo conto delle norme che aveva già
approvato nel 2010.
Per farla breve, questa questione oggi ritorna in modo inquietante
perché se guardate l'articolo 1 non c'è altro che il tentativo di
sanare tutte le assunzioni fatte in violazione di legge dal 2010 in
poi. E questo lo dobbiamo dire chiaramente. Poi, questo Parlamento
potrà decidere di fare tutto quello che vuole.
Perché? Perché è stato istituito un albo - lo sappiamo bene, lo
avete discusso - e in questo albo doveva andare a finire tutto quel
personale assunto prima del 31 dicembre 2009 e, attraverso la SAS,
questo personale doveva essere utilizzato secondo quelle che erano
delle commesse che avevano già anche delle relative coperture
finanziarie.
Vorrei ricordare a me stesso che è da due anni che questo
Parlamento dà la copertura finanziaria alla SAS per assumere questo
personale e questo personale per ora è sulla strada, da anni.
Perché? Perché c'è una faida in corso tra vari pezzi di questo
Parlamento. C'è chi cerca di introdurre all'interno di questo albo
personale di enti che non hanno a che vedere con l'albo perché non
sono società partecipate - e il tentativo oggi lo vedremo con un
emendamento presentato -; c'è chi ha tentato già di allargare le
maglie per il personale assunto in servizio dopo il 31 dicembre
2009 perché, ovviamente, dovrebbe scavalcare, secondo i principi di
questi colleghi, quelli che realmente ne hanno già diritto e che
sono stati immessi in servizio al 31 dicembre 2009.
Questo tentativo è chiaro già leggendo l'articolo 1 del
provvedimento che abbiamo qui all'esame ed esattamente è proprio il
comma 2. Il comma 2 che cosa dice? Dice che le cautele previste per
quanto riguarda l'inserimento del personale nell'albo istituito
proprio per il personale assunto nelle società partecipate al 31
dicembre 2009 viene esteso a tutto il personale in servizio
all'atto di liquidazione della società, cioè significa che se una
società è stata messa in liquidazione un anno fa, due anni fa, ma
il personale è stato assunto tre anni fa, quattro anni fa, in
violazione di legge, questo personale, a sua volta, beneficia di
quelle che sono esattamente le cautele previste per il personale
assunto al 31 dicembre 2009.
Dobbiamo essere chiari in questo Parlamento proprio perché è
importante sempre ribadire, presidente Miccichè, che ci sono i
peones, ci sono i cretini e c'è, ovviamente, sempre in un
Parlamento chi ritiene di essere furbo rispetto ai cretini o ai
peones.
Questo Parlamento si deve prendere la responsabilità di stabilire
cosa fare perché possiamo anche sanare tutte le violazioni di
legge, tutto il personale che è stato chiamato per chiamata diretta
in questi enti ed in queste società, ma lo deve stabilire il
Parlamento alla luce del sole e deve parlare chiaramente, invece, a
chi ha acquisito un diritto e che è da anni senza stipendio.
Perché? Perché in questa faida, in questo Parlamento ha preso gli
aventi diritto per i quali era stato previsto l'albo e li ha
lasciati a casa, nonostante è da due anni che ci sono le relative
coperture finanziarie.
Su questo aspetto e, ovviamente, anche su altri aspetti di questa
norma è logico che non posso essere d'accordo, anzi ho presentato
anche degli emendamenti soppressivi, oppure degli emendamenti
modificativi se questo Parlamento vorrà ricondurre alla legalità
quello che era un principio che è stato approvato nel 2010 a tutela
di questo personale.
Logicamente, non ho nulla in contrario nei confronti di alcuno, lo
voglio chiarire, però non è giusto che il Parlamento ad un certo
punto, in un certo momento storico, dopo che abbiamo fatto il libro
bianco sugli sprechi della Regione siciliana nel 2009, dopo che
sono emersi gli imbrogli nel residuo attivo e passivo, dopo che
abbiamo visto che c'erano queste società con questi dirigenti che
continuavano a prendere personale in dispregio delle norme, abbiamo
messo un punto ben preciso e questo Parlamento si è confrontato
allora, stabilendo una volta per tutte che oltre quella data non si
poteva andare
Allora, oggi, richiamo l'attenzione di questo Parlamento a quello
che è stata proprio l'istituzione dell'albo ed a quella che è stata
la costituzione della Sas e chiedo anche perché e come mai a
questo momento non si è proceduto a fare le assegnazioni delle
commesse alla Sas e, quindi, nonostante da due anni ci sia la
copertura finanziaria, non si mettano in servizio intanto gli
aventi diritto; per quelli che non hanno diritto è uno stralcio che
questo Parlamento deve stabilire, una volta per tutte, cosa vuole
fare.
PRESIDENTE. Ricordo che il tempo massimo è di 15 minuti, ma non è
obbligatorio
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho guardato il
testo e mi rivolgo al Presidente della Commissione, dove immagino
sia stato affrontato il testo.
Sull'articolo 1 proverei ad evitare un equivoco che rischia di
essere una pezza peggiore della soluzione, cioè chiamare
interpretazione autentica di una norma che modifica sostanzialmente
i termini non è un'interpretazione perché stiamo cambiando i
riferimenti temporali, quindi, limiterei l'articolo 1 all'obiettivo
che si vuole porre, onorevole Presidente, perché siccome questa
norma è stata già oggetto di impugnative, suggerirei di evitare,
diciamo, cose di nascosto.
Se l'obiettivo è condivisibile o meno, estendere a tutti quelli
che erano in servizio alla data di liquidazione l'iscrizione
all'albo delle società partecipate, ci poniamo questo obiettivo e
lo dichiariamo, ma dire che è un'interpretazione autentica, ci
facciamo ridere addosso.
Seconda questione, onorevole Savona e onorevole Armao - visto che
dipende dal suo Assessorato -, se dobbiamo fare una norma che
estende a tutti quelli in servizio, alla data di liquidazione,
dobbiamo ricordarci che la gran parte del personale che è andato in
servizio, ancorché assunto dopo il 2009, o comunque con procedure
diverse da quelle che la legge stabiliva, sono andati in servizio a
seguito, spesso, di procedure di transazione o addirittura giudizi
dell'autorità giudiziaria, quindi a seguito di sentenze, ci sono
stati provvedimenti di immissione in servizio, di una lunga storia
che riguarda parte del personale assunto per un certo periodo, poi,
il giudice li ha trasformati a tempo indeterminato, alcuni sono
entrati in servizio, altri no, con un paradosso, onorevole Armao -
la associo agli onorevoli, per anzianità -, che ci sono lavoratori
che hanno avuto una sentenza e che sono stati immessi in servizio
perché la società operava, lavoratori che hanno avuto una sentenza
e che non sono stati immessi in servizio perché nel frattempo era
liquidata.
Se facciamo una norma, una cosa non possiamo fare, di fare
un'ingiustizia nell'ingiustizia. Quindi, o il principio
dell'iscrizione all'albo è un principio che si estende sia ai
lavoratori in servizio, o quelli per i quali esistono procedimenti,
pronunce dell'autorità giudiziaria che, poi, non hanno avuto
esecuzione perché è mancato il soggetto che poteva immetterli,
perché è stato nel frattempo liquidato, oppure rischiamo di creare
un papocchio che, altro che ricorsi, ci produrremmo un'enciclopedia
di contenziosi.
Quindi, penso che se dobbiamo affrontare la questione, ripeto,
tanto più - onorevole Savona se lo ricordi che per arrivare agli
obiettivi dobbiamo essere chiari nelle finalità - che la legge 64
del 2014, è stata oggetto di impugnativa e, quindi, è stata
parzialmente pubblicata proprio perché ci sono stati una serie di
rilievi. Non usiamo la dizione interpretazione , perché non è
un'interpretazione autentica, e soprattutto, il Governo -
Assessore, come vede io non ho fatto emendamenti -, in ragione di
un principio di giustizia, cioè che riguarda sia quelli immessi in
servizio a seguito di sentenza (la gran parte), sia quelli che non
sono stati immessi in servizio, malgrado la sentenza, perché non
c'era più il soggetto che li poteva immettere in servizio, hanno
comunque diritto di essere iscritti all'albo. Spero di essere stato
chiaro nei dieci minuti.
PRESIDENTE. Assessore Armao, siccome mi è sembrato corretto
l'intervento dell'onorevole Cracolici e questa Presidenza vorrebbe
evitare che le leggi che vengono approvate possano essere oggetto
di ricorso...
ARMAO, assessore per l'economia. Lo possiamo accantonare.
PRESIDENTE. Quindi lo accantoniamo? Perché, secondo me, se non
volessimo accantonarlo basterebbe chiarire se la norma vale non
solo per questi, ma per tutti, e secondo me si potrebbe andare
avanti. Il concetto di giustizia mi sembra corretto, per cui se
potesse andare bene per tutti, per me...
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accantoniamo. Passiamo
all'articolo 2 e, poi, lo riscriviamo.
PRESIDENTE. Va bene, lo accantoniamo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'articolo 1 è stato accantonato, per
cui interviene sull'articolo 2. Era già preparato? Lo sapeva che
era accantonato?
FIGUCCIA. No, Presidente, in realtà un plauso alla Presidenza
perché sono d'accordo sull'idea di accantonare l'articolo, mi
sembra che siano state poste una serie di considerazioni sul tema
dei diritti, quindi, va bene così.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 1 è stato accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Proroga di termini di cui all'articolo 4 della legge regionale 11
agosto 2017, n. 16
in materia di EAS in liquidazione
1. Le procedure di cui all'articolo 4 comma 2 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16 devono essere completate entro e
non oltre il 30 giugno 2018.
2. La gestione residua delle reti idriche e degli impianti di cui
al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 11 agosto 2017, n.
16 rimane in carico all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione
sino al completamento delle attività di cui al comma 1.
3. Le procedure previste all'articolo 4, comma 4, della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16 sono attuate con tempi e modalità
compatibili con le attività ed i termini di cui al comma 1, al fine
di assicurare il regolare espletamento del servizio idrico e,
comunque, non oltre il 31 dicembre 2019.
4. L'articolo 4, comma 7, della legge regionale 11 agosto 2017, n.
16 trova applicazione a far data dal completamento della consegna
di reti idriche ed impianti da parte dell'Ente Acquedotti Siciliani
in liquidazione e, in ogni caso, entro e non oltre il 30 giugno
2018».
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, stavo
spulciando quelli che sono stati gli emendamenti ritenuti
ammissibili e mi ritrovo, lo dico anche qui agli Uffici, con degli
emendamenti che non sono stati inseriti tra quelli ritenuti
ammissibili, nonostante trattino le medesime materie che questo
articolato tratta. Quindi, vorrei capire, arrivati a questo punto,
come stanno le cose perché tra gli emendamenti che non mi sto
ritrovando ce ne sono alcuni molto importanti e che sono
indispensabili soprattutto per la fase che stiamo iniziando.
Ho visto che è stato ritenuto meritevole, intanto di valutazione,
quello che riguarda la riscrittura dell'articolo 1 e, di
conseguenza, invito la Presidenza a tenere conto esattamente di
tutte le casistiche che sono state previste nel mio emendamento
riguardante la modificazione della formulazione originaria dove
vengono contemplate tutte le casistiche anche riguardanti le
sentenze passate in giudicato e, soprattutto, chiariscono in
termini definitivi la cornice legale riguardante gli aventi diritto
ad essere inseriti nell'albo perché viene ribadito quello che,
comunque, è il principio genetico di questa norma e cioè: personale
in servizio al 31 dicembre 2009, personale che aveva al 31 dicembre
2009 qualunque forma contrattuale in essere e, soprattutto,
personale che ha avuto riconosciuto, successivamente, a seguito di
sentenze, il rapporto di lavoro.
Di conseguenza, per quella che comunque è la riconduzione in un
quadro di legalità dell'albo unico, ritengo che al di là del
mettere da parte l'articolo 1, sul quale mi auguro che nessuno si
possa mai permettere di fare una forzatura per come è stata già
rappresentata, perché parlare, ipotizzare, che nell'albo vada a
finire il personale che è in servizio alla data della messa in
liquidazione delle società significherebbe spostare in avanti di 7
anni, e non sappiamo di quanto, e sanare tutto il personale che in
tutte le società è stato assunto in violazione di legge. Questo per
chiarirci e per ricondurre anche la Presidenza a quello che,
comunque, è un quadro genetico di alcune norme e, pertanto,
ovviamente, non comprendo perché non lo stiamo analizzando.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, siccome è stato accantonato
l'articolo 1, è inutile che ne parliamo. Vediamo come verrà
riformulato.
DE LUCA. Posto che la Presidenza ha, ovviamente, la facoltà di
approfondire ora la questione anche in relazione ai nostri
interventi quello che, invece, non trovo - ed ecco che qui vorrei
capire come stanno le cose - è l'emendamento riguardante le misure
relative alla trasparenza dei conti pubblici del sistema pubblico
regionale allargato.
Questo è un tema che riguarda le società partecipate e, quindi,
non comprendo quale sia stata la valutazione degli Uffici
nell'escluderlo e, quindi, chiedo che venga inserito. Chiaro? E
questa è la prima questione.
PRESIDENTE. Le rispondo che, intanto, non è stato presentato in
Commissione e, poi, non è stato considerato attinente alla materia.
DE LUCA. No, signor Presidente, è stato presentato regolarmente,
assolutamente.
PRESIDENTE. Non in Commissione.
DE LUCA. Che c'entra in Commissione? Non ho capito. Qual è la
questione? Perché in Commissione?
PRESIDENTE. In ogni caso non era attinente alla materia.
DE LUCA. Guardi che, fino alla discussione generale, possiamo
presentare gli emendamenti. Se è cambiato il Regolamento
spiegatemelo perché, arrivato a questo punto, vorrei anche svolgere
il mio ruolo in modo anche dignitoso e corretto.
Allora, questo emendamento è stato presentato nei termini e, di
conseguenza, è per materia collegato all'articolo 1, senza
discussioni. Quindi, lo dobbiamo assolutamente attrarre in quel
contesto.
PRESIDENTE. Le leggo l'articolo 111, 1 bis: non possono essere
presentati in Aula emendamenti che non siano stati presentati e
ritenuti ammissibili dalla competente Commissione, ovvero
strettamente connessi con l'insindacabile apprezzamento del
Presidente.
DE LUCA. Scusi, signor Presidente, se non strettamente
connessi .
PRESIDENTE. Questo è il Regolamento interno dell'ARS.
DE LUCA. Noi dobbiamo capire come ci muoviamo d'ora in poi onde
evitare che succeda un Vietnam in quest'Aula. Siccome si parla di
temi connessi, il termine è corretto ed io a quello mi sono
appellato. E' da cinque anni che non faccio il parlamentare e
credevo di aver dimenticato le norme regolamentari, ma le assicuro
che mi sono attenuto esattamente alla relazione per materia. Noi
stiamo parlando, all'articolo 1, di società partecipate.
PRESIDENTE. Io non mi voglio appellare alle norme regolamentari,
però nel momento in cui gli Uffici hanno ritenuto, sulla base del
Regolamento, di non considerarlo perché non era stato presentato in
Commissione, possiamo parlarne ma non porterà a nulla.
DE LUCA. Presidente, siamo d'accordo, però veda che questa norma
che lei ha letto riguarda due casistiche totalmente diverse. La
presentazione in Aula, entro la discussione generale, è un caso
eccezionale che è previsto esattamente per le materie connesse e
ribadisco quello che, comunque, è l'articolo 1 ed invito gli Uffici
a rivedere la posizione perché questo emendamento è esattamente
connesso alla materia discussa all'articolo 1.
PRESIDENTE. Onorevole, verificherò con gli Uffici. Tenga presente
che però il suo tempo è scaduto da due minuti perché sull'ordine
dei lavori i minuti a disposizione sono cinque e non dieci come
erano stati segnati.
DE LUCA. Non ho capito Presidente.
PRESIDENTE. Avevamo segnato per sbaglio sul monitor dieci minuti,
mentre sull'ordine dei lavori il tempo a disposizione per
intervenire è di cinque minuti, pertanto è già trascorso da due
minuti. Farò un approfondimento della materia con gli Uffici e,
quindi, le darò una risposta appena finisce quest'Aula.
DE LUCA. Vorrei completare, approfittando del tempo che mi ha
graziosamente tolto lei mi prendo due minuti ancora.
L'altro emendamento riguarda sempre un altro aggiuntivo e sono le
sanzioni per quanto riguarda chi procede, sempre in violazione di
legge, all'assunzione del personale nelle Società partecipate. Ed
anche questo è connesso per materia. Poi, un altro emendamento che
non ho visto è all'articolo 5, parliamo di spesa comunitaria cioè
di tema riguardante la velocizzazione della spesa comunitaria. Ho
previsto un emendamento riguardante esattamente i responsabili
delle singole misure che motu proprio non agiscono secondo i
termini programmati dal Governo e fanno sforare sempre i termini
della spesa comunitaria che, spesso e volentieri, non dipende dal
Governo ma dipende dai funzionari responsabili. Ed anche questo non
ho capito perché non è stato così.
PRESIDENTE. Verificherò personalmente anche questo. Grazie.
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole hanno chiesto congedo per la
seduta odierna gli onorevoli Di Caro e Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 46
Stralcio I/A
PRESIDENTE. Eravamo all'articolo 2. Comunico che l'onorevole
Cateno De Luca ha presentato un emendamento soppressivo, 2.1. Lo
mantiene?
DE LUCA. Sì, lo mantengo.
SIRAGUSA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. La richiesta risulta appoggiata?
Stiamo verificando il numero dei congedi.
Si procede alla verifica.
Onorevoli non togliete il tesserino. Si procede nuovamente alla
verifica dei richiedenti.
Ci sono problemi tecnici.
La macchina continua ad insistere che non c'è il quorum ma
l'abbiamo verificato personalmente e possiamo andare avanti nella
votazione.
Questa nuova Assemblea di settanta anziché di novanta crea qualche
problema
Onorevole Cracolici, è un problema dell'impianto.
Abbiamo verificato che sono quattro i richiedenti. Per cui non c'è
problema.
Probabilmente, devo sospendere l'Aula per capire cosa non
funziona, in attesa che il tecnico ci dica cosa succede.
Potrei affermare che in linea di massima il numero legale c'è e
andiamo avanti.
Ad occhio e croce potrei dire che il numero legale c'è.
Sarò ricordato come il Presidente del numero legale Però, mi pare
ci sia.
A scanso di equivoci, quello che tutti voi, colleghi, dovete
sapere è che questa mia decisione, presa il primo giorno - e
teoricamente anche quella che potrei prendere ora - nasce da
precedenti molto autorevoli.
Ricordo che l'onorevole Violante in una seduta importante
CRACOLICI. Ma noi abbiamo un Regolamento diverso.
PRESIDENTE. Non c'è motivo di cambiare Regolamento perché il
Regolamento differenzia nettamente presenti da votanti.
Il Regolamento chiede che siano presenti il 50 per cento più uno
dei deputati, quanti siano i votanti non ne fa alcuna questione.
Relativamente al tesserino, l'onorevole Violante fece addirittura
chiudere le porte della Camera dei Deputati e non si poté neanche
uscire, fece chiudere le porte.
State attenti che faccio chiudere le porte
ARICO'. Se la macchina è rotta, proceda lei al conteggio,
Presidente.
PRESIDENTE. Diciamo che ad occhio e croce il numero c'è
abbondantemente
Facciamo una prova. Verifica dei richiedenti.
CANCELLERI. Dobbiamo uscire fisicamente?
PRESIDENTE. Dovete uscire dal Palazzo Dovete andare via da
Palermo, altrimenti siete presenti
Proviamo a fare la verifica con quattro richiedenti. Il problema
tecnico sussiste. Non saremmo in condizione di fare la verifica.
Sospendo la seduta per cinque minuti per riuscire a trovare la
soluzione, altrimenti devo contare ad occhio.
(La seduta, sospesa alle ore 17.59, è ripresa alle ore 18.02)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede nuovamente alla
verifica dei richiedenti il numero legale.
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21.
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto, la seduta è rinviata
di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 19.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende con la discussione dell'emendamento 2.1,
dell'onorevole De Luca Cateno, interamente soppressivo
dell'articolo 2.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
presentato questo emendamento soppressivo perché era stato chiesto
già più volte, in quest'Aula, ma anche nel dibattito che abbiamo
avuto in Commissione Bilancio, di affrontare il tema dell'emergenza
idrica in termini più complessivi. Ho avuto anche modo, in
quest'Aula, di affrontare un argomento pure abbastanza delicato che
riguarda la provincia di Messina, che riguarda l'AMAM, che riguarda
una gestione truffaldina delle risorse idriche e che sta portando a
Messina, esattamente nell'azienda che gestisce queste risorse, a
una situazione paradossale. Ed è la conseguenza di quello che si è
discusso in quest'Aula quando, a fronte delle dichiarazioni
espresse dal Presidente Musumeci, abbiamo esattamente affrontato
anche quali erano i paradossi nei quali si trovava la situazione
complessiva della gestione delle risorse idriche ma, soprattutto,
il paradosso della città di Messina.
Noi ci troviamo con la città di Messina che prende l'acqua
abusivamente - ora è stata anche emanata una sanzione di trentamila
euro per prelevamento abusivo dell'acqua - la prendiamo a
Fiumefreddo, nell'Alcantara. Questa questione era stata qui
sollevata perché, sostanzialmente, ci ritroviamo con una condotta
idrica di circa settanta chilometri, che attraversa un territorio
ormai totalmente dissestato per la quale si è creata la famosa
emergenza idrica ad ottobre del 2015 ed è intervenuta, allora, la
Regione attraverso l'Ufficio regionale di protezione civile per
mettere a disposizione autobotti e vari interventi che sono
costati, tra una cosa e l'altra, tre, quattro milioni di euro.
In quella sede è stato chiesto, proprio in una apposita Conferenza
di Servizi al Comune di Messina, all'Amministrazione comunale e
quindi all'AMAM, di effettuare delle indagini geologiche per
verificare se nel territorio di Messina, nella città di Messina in
particolare, nelle zone adiacenti ci fossero delle risorse idriche
disponibili per evitare che si continuasse a prelevare dopo oltre
settanta anni l'acqua da Fiumefreddo e dall'Alcantara, spendendo
solo di Enel per portare l'acqua da quel territorio fino ai
serbatoi di Messina appena cinque, sei milioni di euro l'anno di
costi di energia elettrica.
In quel contesto, il Presidente della Regione, al quale ho chiesto
che venisse svolto un intervento ispettivo ben preciso che ancora
aspettiamo ed è passato oltre un mese, ha aderito a quella mia
richiesta, ma allo stato attuale gli effetti che si sono verificati
sono i seguenti: non abbiamo visto, intanto, l'intervento ancora
del Presidente della Regione né se si è materializzato, non so se
esiste qui - lo dico anche ai colleghi di Giunta, guardatemi, a me
gli occhi - si è materializzato l'assessore per l'energia per caso?
Esiste? Sì? Ma è qui presente? No. Non abbiamo ancora avuto modo di
conoscerlo. Naturalmente ci rivolgiamo anche a lui visto che
probabilmente avrà bisogno di un traduttore perché dovrà parlare la
nostra lingua, la dovrà comprendere bene visto che viene da
Bolzano. E spiegare quali sono le anomalie che ci sono in Sicilia
per le quali bisogna intervenire anche con urgenza. L'Assessore
Cordaro magari si farà portatore di questa traduzione.
Abbiamo non solo aspettato questo intervento per cercare di
risolvere questa anomalia in termini definitivi, ma non solo non
c'è stato l'intervento, ma il Presidente dell'AMAM che si era
semplicemente permesso di ricevere da parte mia una richiesta di
accesso agli atti per avere un chiarimento complessivo su come
stavano alcune criticità da noi sollevate, sostanzialmente è stato
decapitato.
La Giunta comunale di Messina ha avviato una procedura per
sostituirlo perché pare che questo Presidente sia stato accusato
dicono almeno quelli che sono i rumors di aver fornito
documentazione al sottoscritto.
Ovviamente per la documentazione, da parlamentare regionale, ne
prendo atto, nei vari uffici regionali non ho bisogno di accedere
direttamente all'AMAM.
La cosa ancora più paradossale qual è? Che nonostante noi avevamo
sollevato anche il fatto che da oltre un anno l'AMAM prelevava
abusivamente l'acqua da Catania nessun intervento di sanatoria era
stato proposto per sanare l'istanza da parte del Comune di Messina.
Il risultato è stato che qualche giorno fa è stata erogata una
prima sanzione di trenta mila euro per prelevamento abusivo.
L'altro effetto qual è stato? Che ieri è scaduto anche il termine
per presentare le istanze per nominare l'amministratore unico
dell'AMAM in sostituzione dell'intero consiglio di amministrazione.
E qui c'è l'altra questione abbastanza paradossale che questo
Governo deve sapere e questo Parlamento deve sapere in
considerazione che da quando abbiamo affrontato l'argomento in Aula
gli effetti sono stati veramente paradossali.
L'AMAM aveva già riformulato il proprio statuto attraverso una
delibera di consiglio comunale e aveva stabilito che in relazione
alla legge Madia, che prevede una semplificazione degli organi di
amministrazione, l'attività che svolge era stata già ben definita
un'attività complessa che comunque avrebbe richiesto lo stesso
consiglio d'amministrazione formato da tre persone.
Questa delibera è stata fatta in consiglio comunale. La Giunta,
pur di decapitare l'AMAM e di mettere il bavaglio definitivo al
Presidente dell'AMAM, ha pensato bene lo stesso di avviare una
procedura per selezionare il nuovo amministratore dell'AMAM. Questo
che cosa significa? E lo dico alla Presidenza, lo dico al Governo e
ai colleghi. Significa che su Messina, rispetto a quelli che sono
paradossi che ormai sono stati scoperchiati, si sta tentando di
gettare un velo pietoso per evitare che emerga quello che abbiamo
tutti quanti denunziato, e cioè che, a seguito dell'intervento
della protezione civile che ha chiesto ed ottenuto da parte
dell'AMAM che venissero svolte delle ricerche idriche, le
risultanze di queste ricerche idriche sono state scolpite in delle
relazioni geologiche che hanno individuato nel territorio adiacente
alla città di Messina, a distanza, circa di quindici chilometri a
sud e a nord della città di Messina, circa 2000 lt d'acqua/secondo,
che potrebbero essere presi con grande facilità e di conseguenza
eliminare una volta per tutte, quella che è questa condotta
riguardante l'approvvigionamento idrico di Messina che parte,
appunto, da 70 km di distanza.
Queste relazioni geologiche sono state occultate. E quando ho
chiesto come mai, si ala Presidente dell'AMAM e anche
all'amministrazione comunale, nessuno ha saputo rispondere.
Qui lo dico a chi rappresenta il Governo, agli assessori, date
anche questo messaggio al nuovo assessore all'energia, bisogna
intervenire con urgenza, perché ci troviamo di fronte ad una
gestione, parassitaria, clientelare, illegittima per molti aspetti
che abbiamo avuto modo di evidenziare proprio in un dossier che
abbiamo già consegnato alla stampa, riguardo a che cosa? A un
mantenimento di una rete di 70 Km che richiede interventi di somma
urgenza, fatte quindi in deroga agli affidamenti, richiede
progettazioni in somma urgenza, in violazione delle norme
riguardanti gli affidamenti anche delle progettazioni, richiede
anche una spesa di 600/700 mila euro l'anno, soltanto di vigilanza
per quanto riguarda anche le fonti di approvvigionamento.
Tutto questo ovviamente che cosa provoca a Messina? Intanto, un
costo eccessivo del servizio, la mancata erogazione dell'acqua in
alcune zone del territorio; perché ci sono ancora alcuni villaggi,
alcuni quartieri che hanno l'acqua razionata.
Rispetto a una tematica che in questo momento sta mettendo in
ginocchio ancora di più la città di Messina e rispetto anche a una
reazione da parte dell'amministrazione comunale che, in luogo di
fornire la documentazione richiesta, le spiegazioni richieste,
agisce con un'azione che ovviamente non può essere assolutamente
considerata rispettosa delle norme e rispettosa della comunità.
Quindi, il mio emendamento ha proprio la finalità di richiamare
l'attenzione da parte del Governo rispetto ad una questione per la
quale si era impegnato in quest'Aula ad intervenire, e nonostante
sia trascorso oltre un mese non è intervenuto, ma nel frattempo,
comunque, l'amministrazione comunale sta continuando a mettere il
bavaglio su una serie di vergogne che stanno danneggiando
continuamente la città di Messina.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, poco fa ho fatto un plauso al suo
intervento che disponeva l'accantonamento dell'articolo 1. Adesso
faccio un appello all'Aula ad un'azione di buon senso rispetto ad
un articolo che è assolutamente prioritario, perché di fatto
proroga i termini di cui all'articolo 4, per la gestione delle
reti.
Si tratta semplicemente, rispetto al tema delle reti idriche,
della possibilità di prorogare la gestione in EAS fino al 30 giugno
2018. Non approvare questo articolo, collega De Luca, significa
lasciare diversi Comuni dell'Isola e, prioritariamente, qualcosa
come una dozzina di Comuni del trapanese che, in assenza di una
struttura consortile legata alla gestione delle reti, si
ritroverebbero di fatto senz'acqua.
Tante volte, trasversalmente, con parlamentari di quest'Aula
abbiamo condotto insieme delle battaglie legate al sistema delle
emergenze idriche, ci siamo ritrovati in diversi territori della
Regione siciliana, a Partinico con la collega del Movimento Cinque
Stelle, ma quel sistema nulla attiene rispetto a questo articolo.
Il tema dell'emergenza idrica è un tema assolutamente prioritario,
con la collega del Movimento Cinque Stelle ci siamo occupati ad
esempio della questione di Gaiato, dove Danilo Dolci ha immaginato
un percorso a suo tempo legato alla priorità dell'irrigazione dei
terreni con finalità agricole, terreni che, ovviamente,
rappresentano l'esigenza di un territorio a vocazione agricola.
Lì, certamente, furono commessi degli errori madornali da parte
delle amministrazioni comunali, e tra queste ad esempio alcuni
Comuni che, cosa fecero, diedero all'AMAP delega totale, per cui la
risoluzione di un problema legato al partinicese, anziché al
territorio di Trapani, oggi è delegata alle municipalizzate.
Sono tutti questi temi che devono rientrare nelle priorità
dell'agenda del Governo, ma che nulla credetemi hanno a che fare
con questo articolo 2. Oggi, fare riferimento a questo articolo 2,
sopprimere l'articolo 2 significa, onorevole De Luca, porre davvero
in ginocchio decine di Comuni che non potrebbero far pace con il
buon senso che invece, certamente, quest'Aula dovrà avere. Quindi,
anche se non c'è l'assessore al ramo, io credo che il parere del
Governo è scontato, è un articolo che d'altra parte rientra tra le
norme stralciate, quindi invito l'Aula ad andare in soccorso a
questi Comuni che ci chiedono effettivamente di evitare che possa
succedere il peggio. L'emergenza idrica in Sicilia c'è, con questo
articolo si pone soluzione rispetto a quei Comuni della provincia
di Trapani.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché questo articolo dà lo spunto per una seria
riflessione sull'argomento idrico.
Abbiamo, in questi giorni, affrontato la questione dell'emergenza
idrica, ma credo che un'emergenza più importante, a proposito di
questo settore, è certamente il tema dell'affidamento del servizio.
L'EAS è parte di questo ragionamento
Continuiamo a fare proroghe dal 2004, rischiamo di creare un fondo
che non riuscirà mai ad essere coperto per via delle spese che
vengono fatte a carico di un ente che è stato sempre e sarà sempre
un mangia-soldi ed io credo che sia arrivato il momento per cui il
Governo deve operare e fare una scelta, e cioè risolvere il tema
dell'affidamento del servizio idrico, perché questo ha certamente
attinenza all'utilizzo delle risorse, soprattutto per quanto
riguarda il rifacimento delle reti idriche.
Spesso ci lamentiamo che le reti hanno una serie di perdite,
addirittura nella mia provincia si parla di un 52% di acqua che
viene perduta nei meandri di una tubazione ormai vetusta perché è
stata realizzata circa 30 anni or sono e non c'è all'orizzonte una
scelta politica. Io credo che sia arrivato il momento di fare
questa scelta perché, facendo la scelta, superiamo qualsiasi
difficoltà che abbiamo durante il percorso dell'affidamento dei
servizi, del rifacimento della rete idrica, delle difficoltà che
nel tempo ha creato l'EAS, e mi auguro che questa sia l'ultima
proroga che noi facciamo perché non c'è ombra di dubbio che un tema
così importante non può sfuggire a quella che è l'attività del
Governo.
Nella scorsa legislatura, la precedente maggioranza si è inventata
un disegno di legge che è stato cassato, o meglio ancora è stato
impugnato dal Governo nazionale, con il risultato che non abbiamo
un provvedimento legislativo, non abbiamo il servizio di
affidamento, abbiamo ancora le reti idriche che non sono state
consegnate ed, in più, rischiamo di non perdere soldi e rischiamo
che queste risorse vengano ad essere nuovamente, posso dire, non
spese e con la perdita di risorse importanti. Ed, allora, io
rivolgo questo appello al Governo perché, al di là dell'articolo in
questione, che ha comunque la sua importanza, possa porsi
l'argomento come primo punto dell'azione politica che deve mettere
in campo questo governo perché da queste soluzioni discende non
solo la soluzione di un problema, non solo una diminuzione delle
tariffe a carico dei cittadini ma, mi permetto di dire, molto
lavoro per tutti coloro i quali hanno un interesse verso il settore
del rifacimento delle tubazioni, per il rifacimento di quelle che
sono, fino ad oggi, una nota dolente della nostra azione politica.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi
rivolgo in particolar modo all'assessore Armao in quanto
vicepresidente, in assenza dell'onorevole Musumeci. Io vorrei
significare a quest'Aula - e vorrei che questo messaggio arrivasse
forte anche al presidente Musumeci - rispetto ad una riflessione
che ci si impone in questo momento. Ciò che è successo poc'anzi, il
voto che ha fatto andare sotto questa maggioranza, ci pone dinnanzi
ad una concretezza, che è l'assenza di una compattezza di questo
Governo e di questa maggioranza. Cosa ne deduco? Che non c'è, ad
oggi, la possibilità di poter andare avanti in maniera serena sui
temi, e chiaramente questo non può essere chiesto alle opposizioni,
si intende
Volevo rappresentare anche all'assessore Armao che in Conferenza
dei Capigruppo abbiamo chiesto, ho chiesto personalmente, che anche
sentendo l'atmosfera che si respira all'esterno, sempre
dell'attuale cosiddetta maggioranza, che abbia una consistenza o
no, oggi mi pare difficile poterlo dire, abbiamo chiesto,
preoccupati per la tenuta, per la possibilità di portare temi che
vadano avanti, da questa Aula verso fuori, verso la Sicilia, che il
presidente Musumeci venga in Aula a riferire non soltanto sulla
tenuta, ma anche a dirci i temi che vuole portare avanti.
Certo non possiamo andare avanti a voti, a maggioranze che non si
capisce quale consistenza abbiano. Quali sono questi temi? Quali
sono le risposte che il presidente Musumeci vuole dare a questa
Sicilia? Perché, parliamoci chiaramente, è tenuto a darle La
Sicilia in questo momento - e non vorrei dire una frase spesso
trita e ritrita , ma è l'unica frase che, chiaramente, definisce
la condizione della nostra Terra - brucia Brucia sotto il profilo
dell'occupazione; brucia sotto il profilo dell'agricoltura; di
tutti i servizi; dei servizi ai disabili.
Signori, noi leggiamo pagine e pagine di conferenze stampa, pagine
e pagine di stampa, di interventi, di invettive e non è possibile
pensare che ci sia un Assessore che tiene, oggi, per conto d'altri,
in ostaggio il presidente Musumeci
Noi chiediamo, responsabilmente, temi, argomenti su cui
individuare chiaramente dei contenuti, su cui si possa essere anche
concordi per la Sicilia. Quindi chiedo, Presidente, che vengano
create le condizioni perché si possa avere un chiaro dibattito e
capire, realmente, dove stiamo andando, se c'è una maggioranza che
possa, se c'è un timoniere al Governo di questa barca o se la
nave sta andando alla deriva Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, avevo
chiesto la parola in ordine all'articolo 2, alle problematiche
delle reti, della provincia di Trapani. Abbiamo fatto un lungo
dibattito, abbiamo visto che ci sono anche delle refluenze sul
contratto che abbiamo stipulato con Siciliacque. Un contratto che
riteniamo debba essere rivisto.
Oggi, però, il Capogruppo del Movimento Cinque Stelle ci pone dei
temi politici sul proseguo non soltanto di questa seduta, ma delle
prossime settimane o, comunque, i lavori che riguarderanno
quest'Aula per le prossime settimane.
Non ritengo che debba venire il Presidente della Regione per
chiarire quello che già lui ha chiarito nelle ultime conferenze
stampa. Questa Aula non ha una maggioranza. L'ha detto L'ha detto
L'ha detto E al di là che siano usciti dalle urne 36 su 70, il
numero dei seggi, e poco importa se erano 36 o 35 o 34 ma, di
fatto, probabilmente, la coalizione di Governo: è questo quello che
siamo, quelli che siamo seduti qui possiamo definirci coalizione
di Governo.
La legge elettorale prevede l'elezione diretta del Presidente
della Regione, non prevede invece la possibilità di dare a
quest'Aula una governance che abbia una maggioranza di almeno il
55, 60 per cento rispetto anche alla legge per gli enti locali. Ne
dovremmo prendere atto. Io non capisco cosa debba venire a dire
qui, oggi, il Presidente della Regione.
Negli interventi che ho avuto modo di tenere all'interno di
quest'Aula, quando abbiamo trattato i temi di emergenza rifiuti ed
acqua, ho detto chiaramente che il nostro movimento, nonché anche
la coalizione di Governo, ritiene di affrontare dei temi che
crediamo siano di tutta la Sicilia e di tutti gli schieramenti
politici. E poi - e mi dispiace che stia creando ilarità nei banchi
del PD, perché probabilmente quello che hanno fatto loro negli
ultimi cinque anni c'è proprio da ridere, mentre oggi loro ridono
alle mie parole e non capisco perché alcuni colleghi continuino a
fare questo e Presidente la prego di richiamarli perché stiamo
trattando dei temi molto importanti in quest'Aula - dobbiamo capire
cosa fare della Sicilia.
L'onorevole Zafarana ha detto: la Sicilia brucia . Su alcuni temi
brucia e brucia da anni e sicuramente questo Governo non ha la
bacchetta magica, ma l'Aula può agevolare un percorso di Governo
sano come è stato intrapreso negli ultimi mesi dagli Assessori qui
presenti e dal Presidente della Regione. Non c'è alcun Assessore
che tiene in ostaggio il Governo regionale e meno che mai il
Presidente della Regione; la maggior parte del Governo, degli
Assessori, sono qui a tenere diciamo la presenza del Governo che
per me è un fatto importante e, a quel punto, vorrei ribaltare la
domanda ai colleghi dell'opposizione, perché quella è opposizione
al Governo e vorrei capire se si vuole fare solo un'opposizione
strumentale o si vogliono approvare degli atti come quello che
stiamo trattando oggi.
Non capisco perché per approvare oggi l'articolo 2 di una norma
stralcio che doveva essere approvata entro il 31 dicembre dell'anno
scorso, ci siano continue dichiarazioni su fatti politici quando
dobbiamo scegliere se restituire le reti, che erano in capo
all'EAS, ai comuni o meno.
Si fanno dibattiti politici infiniti, quantomeno chi ci ascolta da
casa e vede ciò che sta succedendo in quest'Aula, ritengo che abbia
le idee chiare per capire che una parte della politica regionale -
anche ampiamente rappresentata in questi banchi - stia utilizzando
strumentalmente alcuni articoli che i siciliani, o parte di loro,
aspettano solo per fare demagogia politica.
Siamo disponibili affinché si trovino dei ragionamenti condivisi;
l'ho già detto nelle premesse: non siamo maggioranza assoluta in
quest'Aula Dobbiamo far sì che i provvedimenti siano condivisi.
Di cosa dobbiamo parlare? Se dobbiamo restituire o meni le reti
idriche ai comuni, cosa su cui siamo tutti quanti d'accordo?
Ci sono alcuni provvedimenti come questo che la scorsa maggioranza
ci chiedeva. Ricordo esponenti del PD che si sono battuti in
Commissione Bilancio' per accelerare questo processo.
Oggi, vediamo che c'è la voglia di non approvare articoli che
ritengo, fino ad ieri, potevano essere in parte di altre forze
politiche.
Presidente, capisco che lei sia garante dei lavori d'Aula, ma
dobbiamo essere chiari con noi stessi ed il luogo per fare tutto
ciò è il Parlamento.
Dobbiamo guardarci negli occhi e capire, d'ora in poi, se
l'approvazione di un disegno di legge, di una norma presentata dal
Governo sarà il presupposto per creare delle problematiche
politiche di carattere generale oppure facciamo il lavoro per il
quale, ognuno dei presenti si è candidato, cioè di legiferare per
il bene di questa nostra Terra.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, sono responsabile dei lavori di
quest'Aula, infatti, i lavori procedono regolarmente e
correttamente.
E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, in riferimento a questo articolo
sull'EAS volevo far presente un problema, ossia che questa norma,
nei fatti, questa proroga non risolve assolutamente il problema
perché, nei fatti, questo passaggio di reti ed impianti ai comuni
richiede un'implementazione dell'organico e, quindi, di personale
per andare a gestire queste reti e questi impianti ma anche del
personale che possa essere addetto, ad esempio, all'ufficio
fatturazione che è un ruolo che, ad oggi, svolge l'EAS e per il
quale molti comuni avrebbero bisogno, invece, del personale
specifico.
Per quanto riguarda le dotazioni economiche servirebbero delle
somme da destinare a questa gestione, somme che, nello specifico -
da incontri che sono avvenuti anche in Prefettura tra cui un
incontro chiesto dal dirigente Cocina dell'Assessorato
dell'Energia, Dipartimento Acqua e rifiuti, alla presenza dei
sindaci della provincia di Trapani ed alla presenza del Prefetto di
Trapani -, servirebbero a farsi carico dei costi che,
precedentemente, erano a carico dell'EAS; mi riferisco, per
esempio, all'acquisto dell'acqua da Siciliacque, quindi dell'acqua
all'ingrosso e, per quanto riguarda il pagamento dell'energia
elettrica, ad esempio, per le pompe di sollevamento.
Questo passaggio di reti e impianti, nei fatti, richiederebbe una
sorta di accompagnamento da parte dei Governo a questi sindaci, un
accompagnamento anche dell'ATI e quindi dei sindaci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
penso che davvero non abbiamo, ormai, cosa sentire e cosa vedere.
Ci sentiamo comunicare dal Capogruppo di Diventerà Bellissima che
le comunicazioni di un'eventuale maggioranza che non esiste più in
Aula, il Presidente già le ha date telefonicamente o per comunicato
stampa, quindi che cosa volete Cioè, siamo il Parlamento, rimango
senza parole, è il Capogruppo. Ma che scherza? E' una cosa
gravissima Cioè lei pensa che si possa concludere con un
comunicato stampa o con un passaggio da parte del Presidente della
Regione che comunica alla Sicilia che la maggioranza che gli era
stata data dagli elettori non ce l'ha più. E lei che pensa che si
possa concludere questa cosa e per giunta con un rimprovero che fa
qua, al Parlamento, ai parlamentari di opposizione dicendo: ma che
cosa volete No.
Noi non volevamo neanche intervenire su questo dibattito.
Ovviamente il mio è un intervento a titolo personale perché non
sono stato autorizzato dal mio Gruppo, ma mi è venuto proprio
spontaneo per dirle che voi la maggioranza l'avete persa dopo cento
giorni, il precedente Governo cui lei faceva prima riferimento la
maggioranza non ce l'aveva, gli elettori non gliela avevano data.
Voi siete stati così incapaci di perdere. No, no, noi la
maggioranza, poi, l'abbiamo costruita in Aula ed è una cosa diversa
rispetto ad una maggioranza che ti viene data dagli elettori; non
ci sono alibi, non ci sono gli alibi Non ci sono gli alibi
Oggi, dovete venire a dire in Aula come intendete andare in avanti
o vi dovete dimettere Il presidente Musumeci si deve dimettere, si
deve dimettere
Ma se questo non lo fate, non vi preoccupate che vi ci mandiamo
noi a casa Ma voi pensate che possiamo andare avanti così per
quattro anni? Cioè voi pensate che noi per quattro anni, per cinque
anni, possiamo rimanere qui in Aula a votare gli atti che intendete
siano votati? No, non funziona così
In democrazia chi viene eletto governa e chi viene eletto con una
maggioranza governa e quando non ha la maggioranza o trova una
soluzione o se ne va a casa o si dimette. Funziona in questo modo
perché voi la maggioranza ce l'avevate e l'avete persa. Quindi, non
dovete venire qui a fare lezioni ad alcuno e tanto meno, per favore
non sia così imprudente perché la considero un'imprudenza, non sia
così imprudente di venirci a dire che la comunicazione così
delicata di una morte di una maggioranza, di una Sicilia che
conosciamo, che ha le sue difficoltà sicuramente anche per colpe
nostre, quelli che ci siamo stati la scorsa legislatura, ma insieme
a tutte le colpe che abbiamo tutti insieme, caro amico Aricò.
Questa Sicilia l'abbiamo governata per vent'anni e l'abbiamo
governata tutti insieme, sicuramente meno io che lei, ma qui tra
questi banchi c'è davvero tanta di quella responsabilità che ieri
con Crocetta e, oggi, ha visto la Sicilia arrivare in queste
condizioni, quindi non fate lezioni perché non siete in grado di
farne e comunque non venite a chiederci consensi sugli atti
finanziari che sono atti politici e che venga Musumeci a dirci come
caro Vicepresidente, ma io più mi rivolgo al Presidente
dell'Assemblea, sono fresco di solidarietà e ne affido un'altra a
lei ed ha tutta la mia solidarietà, anche lei Presidente, però la
prego, non possiamo continuare così, che venga veramente Musumeci
in Aula a dirci cosa vuole fare, dove dobbiamo andare e come
intende proseguire non solo con la finanziaria e con il bilancio,
ma come intende andare avanti per i problemi che attanagliano la
nostra Isola. E non possiamo pensare che qui ci siano dei camerieri
pronti a votare gli atti utili solamente perché la maggioranza non
esiste più e non per fatti nobili. La maggioranza non esiste perché
qualcuno poi ce lo deve venire a spiegare. E comunque dobbiamo
capire qual è il futuro di questo Parlamento, di questo Governo e
della Sicilia. Non pensate che qui ci siano degli sciocchi
PRESIDENTE. Scusate colleghi, ha chiesto di intervenire il Governo
sulla discussione. Onorevole Cordaro, ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Grazie, signor
Presidente. Onorevoli colleghi, ho ascoltato gli interventi, il
Governo ha ascoltato con estrema attenzione gli interventi che si
sono susseguiti. E' inutile dire che con molti di voi, a cominciare
dall'onorevole Dipasquale ci conosciamo ormai da qualche anno, ne
conosciamo anche la verve retorica e, però, non credo sia questo
l'approccio che possa essere utile per la definizione di un
provvedimento normativo come la legge stralcio che, a parere di
questo Governo, non è di un partito, di un altro, della
maggioranza, dell'opposizione, perché è composto da sei articoli
che sono nell'esclusivo interesse dei siciliani.
Peraltro, i primi interventi in Aula, quello dell'onorevole
Cracolici, gli emendamenti firmati dall'onorevole Cafeo, erano
interventi ed emendamenti, l'intervento stesso dell'onorevole
Palmeri, che militavano verso un miglioramento, una modifica e,
comunque, un confronto democratico che questo Governo ha auspicato
ed auspica.
L'intervento dell'onorevole Aricò - che io nel merito condivido -
non fa altro che fotografare lo scenario che, oggi, viviamo. Però,
è corretto stabilire, e lo faremo tutti insieme, per primi dai
banchi del Governo, se ci sono le ragioni per una sintesi
nell'esclusivo interesse dei siciliani, sintesi dalla quale, in
linea di principio, non può essere escluso nessuno degli eletti di
questo Parlamento.
Credo, però, tuttavia, nell'ascoltare gli interventi dei colleghi
che hanno preceduto il mio, che questa sera, signor Presidente, non
ci siano le condizioni per continuare.
Quindi, le chiedo, a nome del Governo, di rinviare la seduta a
domani mattina. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Credo che sia opportuno che
il Governo faccia due riflessioni e, quindi, sono d'accordo al
rinvio a domani mattina. E' inutile continuare il dibattito che mi
sembra sia stato recepito dal Governo.
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, 21 marzo 2018, alle ore
12.00, con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Norme stralciate dall'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2018 . (n.46 Stralcio I/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 19.49
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio