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Resoconto d'Aula della Seduta n. 25 di martedì 20 marzo 2018
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   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè

   La seduta è aperta alle ore 16.45

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Fava, Gennuso e Galvagno.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   ZITO, segretario:

   - Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo di Alzheimer
  ed altre forme di demenza (n. 206).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri  in
  data 14 marzo 2018.

   -  Norme  istitutive  delle Aziende Ospedaliere  Territoriali  (n.
  207).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Cappello,
  Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca A., Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Campo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 14 marzo 2018.

   -  Pareri  sulla  nomina  dei  direttori  generali  delle  aziende
  sanitarie (n. 208).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Cappello,
  Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca A., Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Campo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 14 marzo 2018.

   -  Ordinamento  del governo e dell'amministrazione della  Regione.
  Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
  modifiche ed integrazioni (n. 211).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Cappello,
  Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca A., Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Campo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 14 marzo 2018.

   -  Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1  Misure  in
  materia  di  controllo,  trasparenza  e  contenimento  della  spesa
  relativa ai costi della politica  (n. 212).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Campo,  Cappello,  Ciancio, A. De Luca, Di Caro,  Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in  data  14
  marzo 2018.

   -  Misure  urgenti per la messa in sicurezza del territorio  della
  Regione e per la prevenzione del rischio idrogeologico aumentato in
  conseguenza dei mutamenti climatici (n. 213).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
  data 14 marzo 2018.

    Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
                         invio in Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  disegno di legge presentato e inviato alla competente Commissione.

   ZITO, segretario:
                             BILANCIO (II)

   -  Integrazione  della  legge regionale 10  agosto  2017,  n.  13.
  Approvazione del rendiconto generale della Regione per  l'esercizio
  finanziario 2016. (n. 210).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 13 marzo 2018.
   Inviato il 14 marzo 2018.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni inviati alle competenti Commissioni.

   ZITO, segretario:
                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1.  Misure in
  materia  di  controllo,  trasparenza  e  contenimento  della  spesa
  relativa ai costi della politica .   (n. 185).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 15 marzo 2018.

   -   Norme  a  favore  dei  privati  e  delle  attività  produttive
  danneggiati   a   seguito  di  eventi  calamitosi  nella   Regione.
  Istituzione  del  Fondo  speciale per le emergenze  regionali.  (n.
  186).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 15 marzo 2018.
   Parere UE.

   - Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza
  (IPAB). (n. 188).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 15 marzo 2018.
   Parere VI.

   -  Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma  2
  dello  Statuto  recante   Inserimento nello Statuto  della  Regione
  Siciliana  del  nuovo articolo 38 bis in materia di  riconoscimento
  degli  svantaggi  derivanti dalla condizione  di  insularità .  (n.
  199).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 marzo 2018.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Vendita diretta dei prodotti agricoli. (n. 189).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 14 marzo 2018.
   Parere I e IV.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Disposizioni per il riconoscimento della condizione di  regione
  insulare   e  per  l'accesso  della  Sicilia  ai  relativi   regimi
  derogatori comunitari. (n. 184).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 15 marzo 2018.
   Parere III e UE.

   - Disposizioni normative sul Governo del territorio. (n. 187).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 15 marzo 2018.
   Parere I, III e VI.

   -  Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento  del
  consumo del suolo. (n. 190).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 14 marzo 2018.
   Parere III.
                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Interventi per favorire il riconoscimento delle pari opportunità
  ai  soggetti con disabilità, facilitando l'accesso anche ai servizi
  di   self-service' che le nuove tecnologie rendono disponibili alla
  generalità dei cittadini. (n. 183).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 15 marzo 2018.
   Parere III.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Aricò, con  note  prot.  nn.
  2469/SG.LEG.PG. e 2507/SG.LEG.PG. del 14 marzo 2018, ha chiesto  di
  apporre la propria firma ai disegni di legge n. 149  Interventi per
  la  tutela  e  la valorizzazione delle specie equine a  rischio  di
  estinzione  dell'Asino  Ragusano,  dell'Asino  Grigio  Siciliano  e
  dell'Asino  Pantesco  e  per la promozione  del  consumo  di  latte
  d'asina per usi alimentari, terapeutici e dietetici , n. 176  Norme
  per  la tutela della popolazione dall'inquinamento elettromagnetico
  generato da impianti di telecomunicazione e radiotelevisivi   e  n.
  199   Schema  di  progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma  2
  dello  Statuto  recante   Inserimento nello Statuto  della  Regione
  Siciliana  del  nuovo articolo 38 bis in materia di  riconoscimento
  degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità .

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  disegno di legge ritirato.

   ZITO,  segretario.  Comunico che l'onorevole  Catanzaro  con  nota
  prot.  n. 2558/SG.LEG.PG. del 15 marzo 2018, ha ritirato il disegno
  di   legge  n.  195   Norme  in  materia  di  politiche  giovanili.
  Istituzione  del  Forum Regionale dei Giovani  e  dell'Osservatorio
  regionale  delle politiche giovanili , presentato in data  8  marzo
  2018.

           Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed
                               assegnata
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  richiesta   di  parere   pervenuta  ed  assegnata  alla  competente
  Commissione.

   ZITO, segretario:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Piano regionale di propaganda turistica (n.  1/V).
      Pervenuto in data 16 marzo 2018.
      Inviato in data 16 marzo 2018.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che la Commissione  legislativa   Bilancio'
  (II)  nella  seduta  n.  21  del 13  marzo  2018  ha  approvato  la
  risoluzione  Ritiro del Decreto presidenziale 29 settembre 2017  in
  materia   di   revisione  straordinaria  delle  società   e   delle
  partecipazioni  societarie direttamente o indirettamente  possedute
  dalla Regione siciliana  (n. 1/II).

         Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  comunicazioni pervenute dal Governo.

   ZITO,   segretario.  Comunico  che  sono  pervenute  le   seguenti
  deliberazioni della Giunta regionale:

   -  n. 98 del 27 febbraio 2018 relativa a:  Delibera CIPE n. 52 del
  10  luglio  2017 - Piano di azione e coesione (Programma  operativo
  complementare) 2014/2020 - Presa d'atto ;
   -  n.  105  del 6 marzo 2018 relativa a  Programma operativo  FESR
  Sicilia  2014/2020  modificato  - Decisione  C(2017)  8672  dell'11
  dicembre 2017. Adozione definitiva ;
   Le  predette  delibere sono state trasmesse  alla  II  Commissione
  legislativa  ed  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione europea.

   Copia  delle  stesse è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

   Comunico che è pervenuta, altresì, la seguente deliberazione della
  Giunta regionale:
   -  n.  111  del  6  marzo 2018 relativa a  Decreto legislativo  23
  giugno  2011,  n.  118  e  successive  modifiche  ed  integrazioni.
  Articoli dall'11 bis all'11 quinquies - Bilancio consolidato  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2016 .
   La  predetta  delibera  è  stata  trasmessa  alla  II  Commissione
  legislativa.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   ZITO, segretario:

   N. 111 - Compartecipazione alla spesa per il servizio di vigilanza
  e salvataggio nelle spiagge libere.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Catanzaro Michele

   N.  112 - Chiarimenti in merito ai rinnovi delle patenti di  guida
  speciali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N.  113  -  Riconoscimento quale vittima di mafia di  Vincenzo  Di
  Salvo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Fava Claudio

   N.  114  - Iniziative volte a garantire il ripristino degli organi
  di amministrazione dell'Ersu di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lantieri Annunziata Luisa

   N. 115 - Misure urgenti per il porto di Donnalucata (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Campo  Stefania;  Sunseri Luigi; Foti Angela; Zafarana  Valentina;
  Marano Jose; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zito Stefano

   N.   116   -  Problematiche  inerenti  alla  gestione  dei  teatri
  siciliani.
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Savarino Giuseppa

   N.  117  - Realizzazione dell'arteria di collegamento tra i Comuni
  di Alcara Li Fusi e Sant'Agata di Militello (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Cancelleri  Giovanni  Carlo; Campo Stefania; Sunseri  Luigi;  Foti
  Angela;   Zafarana  Valentina;  Marano  Jose;  Palmeri   Valentina;
  Cappello  Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Mangiacavallo Matteo;  Pagana  Elena;
  Pasqua  Giorgio;  Schillaci Roberta; Siragusa  Salvatore;  Tancredi
  Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interpellanza presentata.

   ZITO, segretario:

   N. 30 - Ristrutturazione degli immobili siti sull'Etna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Barbagallo Anthony Emanuele

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il Governo abbia fatto alcuna  dichiarazione,
  l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
  giorno per essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   ZITO, segretario:

   N.  83  -  Abilitazione  per l'attività di acconciatore  e  figure
  equipollenti.
   De Luca Cateno; Galvagno Gaetano; Rizzotto Antonino
   Presentata il 13/03/18

   N.  84  - Formazione e occupabilità dei giovani nel settore  delle
  tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT).
   Di  Paola   Nunzio;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Campo Stefania;
  Siragusa  Salvatore; De Luca Antonino; Cappello Francesco;  Ciancio
  Gianina;  Di  Caro  Giovanni;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina; Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 13/03/18

   N.  85 - Efficientamento e coordinamento tra le varie strutture ed
  enti regionali del settore agricolo.
   Palmeri  Valentina;  Di Paola Nunzio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Campo  Stefania;  Siragusa Salvatore; De  Luca  Antonino;  Cappello
  Francesco;   Ciancio  Gianina;  Di  Caro  Giovanni;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano Presentata il 14/03/18

   N. 86 - Aree strategiche - azione 3.3.4 del PO FESR 2014-2020.
   De Luca Cateno; Galvagno Gaetano; Rizzotto Antonino
   Presentata il 14/03/18

   N. 87 - Realizzazione dell'arteria di collegamento fra i Comuni di
  Alcara Li Fusi e Sant'Agata di Militello (ME).
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina;  Di  Paola  Nunzio;
  Campo  Stefania;  Siragusa  Salvatore; De Luca  Antonino;  Cappello
  Francesco;   Ciancio  Gianina;  Di  Caro  Giovanni;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 16/03/18
   N. 88 - Iniziative in ordine al piano paesaggistico provinciale di
  Siracusa.
   Milazzo Giuseppe; Mancuso Michele; Papale Alfio; Ragusa Orazio
   Presentata il 19/03/18

   N.  89  -  Estensione  del  principio  dell''equo  compenso'  alle
  prestazioni rese da tutti i professionisti.
   Assenza Giorgio; Aricò Alessandro; Zitelli Giuseppe
   Presentata il 19/03/18

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

        Comunicazione relativa allo svolgimento in Commissione
                       dell'interrogazione n. 42

   PRESIDENTE.  Comunico che nella seduta n. 14  del  13  marzo  2018
  della   IV   Commissione  legislativa  permanente   si   è   svolta
  l'interrogazione n. 42, a firma dell'onorevole Barbagallo, e che lo
  stesso  deputato,  firmatario del suddetto  atto  ispettivo,  si  è
  dichiarato   soddisfatto  della  risposta  fornita   dall'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente.

   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  con nota  mail   del  13  marzo  2018,
  protocollata al n. 2592/AulaPG del 15 marzo successivo, l'onorevole
  Catanzaro  ha  ritirato l'interrogazione n.  110,  poiché  identica
  all'interrogazione n. 104, entrambe a propria  firma.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


    Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, riunitasi in data 15 marzo 2018, ha approvato
  all'unanimità   il   seguente   programma-calendario   dei   lavori
  parlamentari:

   La   II   Commissione  legislativa  permanente   Bilancio    dovrà
  concludere l'esame del DEFR per gli anni 2018-2020, dei disegni  di
  legge in materia di rendiconto e  bilancio consolidati 2016, sì  da
  consentire all'Aula di avviarne la discussione da martedì 27  marzo
  2018,  in quanto atti propedeutici ai documenti finanziari  veri  e
  propri;
   Il Governo si è formalmente impegnato a trasmettere all'Assemblea,
  entro mercoledì 21 marzo 2018, i disegni di legge di bilancio e  di
  stabilità;  qualora  tale  termine dovesse  essere  rispettato,  le
  Commissioni  di merito dovranno concludere l'esame delle  parti  di
  competenza  entro  il 26 marzo 2018; la Commissione  Bilancio,  per
  parte sua, dovrà esitare per l'Aula i predetti documenti finanziari
  in  data  utile perché l'Assemblea possa avviarne la discussione  a
  decorrere da mercoledì 28 marzo 2018. La discussione in Aula dovrà,
  conseguentemente,   concludersi  entro  e  non  oltre  la  scadenza
  dell'esercizio provvisorio, fissata  per il 31 marzo 2018.

   Si  è,  inoltre,  convenuto che la Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  torni  a  riunirsi  il  26  marzo  2018   per
  verificare il rispetto dei tempi sopra calendarizzati. Inoltre,  la
  stessa  Conferenza,  qualora non fossero in  tale  data   pervenute
  formali dimissioni dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
  siciliana, calendarizzerà la mozione di censura nei suoi confronti,
  presentata dai deputati del Movimento Cinque Stelle.

   COMMISSIONI

   La  Conferenza  ha, infine, deliberato di considerare  prioritario
  l'esame (ai sensi dell'articolo 41 ter dello Statuto siciliano) del
  disegno di legge di modifica dello Statuto in materia di insularità
  della   Regione   (I  Commissione);  ha,  altresì,   stabilito   di
  considerare prioritario l'esame del  piano di propaganda  turistica
  (V Commissione) in corso di presentazione da parte del Governo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Sunseri.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  sospendo la seduta per cinque  minuti.  Alla
  ripresa, con la Presidenza dell'onorevole Miccichè, riprenderanno i
  lavori con la trattazione del disegno di legge stralcio che era già
  incardinato in Aula.
   La seduta, è pertanto, sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore 17.17)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


             (Assume la Presidenza il Presidente Miccichè)


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


   Discussione del disegno di legge «Norme stralciate dall'esercizio
  provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
                        2018» (46 Stralcio I/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  1  dell'ordine   del   giorno:
  discussione  del  disegno  di  legge  n.  46  Stralcio  I/A  «Norme
  stralciate  dall'esercizio provvisorio del bilancio  della  Regione
  per l'esercizio finanziario 2018»
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il disegno di legge  che  si  pone
  all'attenzione  dell'Aula  contiene una serie  di  disposizioni  di
  natura  varia, originariamente contenute nel disegno  di  legge  di
  iniziativa  governativa  n.  46   Norme  stralciate  dall'esercizio
  provvisorio  del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
  2018 .
   In  particolare, l'articolo 1 reca l'interpretazione autentica  di
  norme in materia di personale delle società partecipate, al fine di
  superare   difficoltà  applicative  in  ordine  ai  requisiti   per
  l'inserimento  nell'albo  di  cui  all'articolo  64   della   legge
  regionale  n.  21  del 2014, chiarendo che tale  disposizione  deve
  intendersi  riferita ai dipendenti in servizio  presso  le  società
  partecipate   al  momento  della  relativa  liquidazione.   Durante
  l'istruttoria  legislativa in Commissione è stato chiarito  che  la
  disposizione  in  esame non genera costi aggiuntivi  a  carico  del
  bilancio  regionale, in quanto l'inserimento nell'albo non comporta
  l'assunzione  dei  soggetti interessati, che potrà  avvenire  sulla
  base  dei  fabbisogni delle società richiedenti  e  della  relativa
  sostenibilità finanziaria.
   L'articolo 2 contiene disposizioni di proroga dei termini previsti
  dall'articolo  4 della legge regionale 11 agosto  2017,  n.  16  in
  materia di residua gestione delle reti idriche e degli impianti  in
  carico  all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione.  Considerato
  che  il percorso procedurale previsto dall'articolo 4 summenzionato
  per  la  consegna  delle  reti e degli  impianti  non  è  giunto  a
  compimento,   si  rende  necessaria,  al  fine  di  consentire   la
  definizione delle attività di presa in consegna da parte dei Comuni
  delle  reti  e delle ulteriori attività di natura tecnico-operativa
  nonché  amministrativa  per la prosecuzione  della  gestione  senza
  soluzione di continuità da parte dei Comuni, la proroga dei termini
  per  le  attività commissariali fino al 30 giugno  2018.  Sono,  di
  conseguenza,   prorogati  anche  gli  ulteriori  termini   previsti
  dall'articolo 4.
   L'articolo 3 prevede disposizioni in materia di programmazione dei
  fabbisogni  e  razionalizzazione della spesa per  il  personale  da
  parte  della  Regione, degli enti pubblici regionali e  degli  enti
  locali del territorio siciliano.
   L'articolo 4, inserito durante i lavori della Commissione, prevede
   Norme  in  materia  di personale utilizzato nei  progetti  di  cui
  all'articolo  4,  comma  4,  della  legge  regionale  n.   27/2016
  estendendo a tale personale le disposizioni di cui all'articolo  3,
  commi 10 e 11, della legge regionale n. 27 del 2016.
   L'articolo  5 autorizza l'istituzione del Fondo di quiescenza  del
  personale della Camere di Commercio cui affidare funzioni ed  oneri
  relativi   al  trattamento  pensionistico  del  personale  camerale
  assunto  anteriormente all'entrata in vigore della legge  regionale
  n. 29 del 1995.
   Durante  l'istruttoria  in  Commissione  è  stata  precisata   che
  l'istruttoria  della  gestione  di tale  fondo  non  implica  oneri
  diretti e indiretti a carico del bilancio della Regione.
   L'art. 6, infine, reca modifiche all'art. 50 della legge regionale
  n.  9  del 2009 in materia di programmazione regionale unitaria  al
  fine  di  assicurare  tempi  certi e  approvazione  degli  atti  di
  programmazione  regionale e successive modifiche di  finanza  e  di
  merito.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale, e do lettura dell'articolo 1.

                              «Articolo 1
   Interpretazione autentica di norme in materia di personale delle
                          società partecipate

   1.  Il sistema delineato dall'articolo 64 della legge regionale 12
  agosto  2014,  n. 21, e successive modifiche ed integrazioni,  deve
  intendersi  volto a garantire, a regime, la tutela  dei  dipendenti
  delle  società partecipate dalla Regione, in servizio nelle  stesse
  al  momento  della  relativa liquidazione, mediante  la  previsione
  dell'inserimento nell'albo di cui al comma 1 del medesimo  articolo
  64».

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ho capito che lei ha letto  qualche
  articolo in cui dicono che le sedute sono troppo brevi e quindi  ha
  preso il suo tempo per venire. Ha facoltà di parlare.

   DE LUCA CATENO. Signor Presidente, quanti minuti mi sta dando?

   PRESIDENTE. Niente, un minuto per miracolo

   DE  LUCA CATENO. Quindici minuti, signor Presidente, siamo in sede
  di   discussione   generale   È  ovvio    Non   abbiamo   stabilito
  diversamente in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
  sono quindici minuti, o sbaglio?
   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori,   stiamo
  esaminando  un  provvedimento che riguarda vari aspetti  abbastanza
  importanti e che probabilmente era più utile inserire in un  quadro
  più  complessivo, che noi aspettiamo venga presentato  dal  Governo
  con  la  legge di stabilità, perché oggi, in Commissione  Bilancio,
  già  abbiamo  avuto  modo  di apprezzare la  falsità  del  bilancio
  consolidato  di gruppo. Perché? Perché guardando anche la  delibera
  di Giunta che lo ha approvato, è emersa qualcosa di paradossale che
  quest'Aula deve sapere, tanto è vero che io ho votato contro e  non
  approverò  nessun bilancio e nessun documento finanziario  che  non
  parta dai legali presupposti che introducono per la prima volta  in
  Sicilia,  dopo  una ulteriore deroga che è stata  concessa,  perché
  sapete bene che questo bilancio lo dovevate approvare già mi pare a
  settembre scorso.
   È  stata  chiesta una deroga, è stata autorizzata e il  Parlamento
  siciliano  è stato autorizzato ad approvare il bilancio consolidato
  di  gruppo  al  31 marzo del 2018, entro quella data.  Che  cosa  è
  successo?  Dopo che la Giunta si è insediata, ha cercato ovviamente
  di  capire  come  stanno  le  cose,  è  stata  nominata  anche  una
  Commissione di saggi, signor Presidente, credo che lei lo sappia, e
  questa  Commissione di saggi ha iniziato un lavoro per capire  come
  stanno  le cose, ciò che è stato ereditato, ciò che da un punto  di
  vista anche contabile e finanziario poteva essere portato avanti  e
  ciò  che invece non poteva essere portato avanti. In questo quadro,
  l'adempimento più importante è stato quello di affrontare tutta  la
  situazione e il percorso riguardante proprio il consuntivo che  per
  la  prima volta appunto in Sicilia riguarda il bilancio consolidato
  di gruppo.
   Le   società  partecipate  e  gli  enti  interessati  sono   oltre
  centocinquanta,  e  credo abbiano risposto  all'appello  appena  in
  cinquanta   Quindi,  a  cosa  stiamo  assistendo   Ad  un  bilancio
  consolidato  di  gruppo  che  sfugge  al  controllo  di  oltre  120
  organismi  e  società  che  non hanno trasmesso  la  documentazione
  contabile, e tutto ciò che richiede la norma, alla Giunta,  non  al
  singolo deputato.
   Attenzione   Alla giunta che fa la Giunta nonostante  non  vengono
  trasmessi  i  documentai  e,  quindi, per  verificare  quali  enti,
  società,  quali organismi rientravano nei parametri previsti  dalla
  legge  n.  118, la legge Madia, approva in ogni caso,  il  bilancio
  consuntivo appena quattro, cinque enti ridicoli rispetto  a  quello
  che è il satellite delle società partecipate.
   A  questo bisogna aggiungere quelli che sono gli antefatti, signor
  Presidente, perché quest'Aula purtroppo, sicuramente in un  momento
  di   distrazione,  ha  provveduto  ad  abrogare  una  norma   molto
  importante, perché il bilancio consolidato di gruppo in Sicilia per
  la  prima  volta, rispetto a quelle che sono state  le  riforme  in
  materia di contabilità pubblica, lo aveva inserito nel 2010.
   Nel  2010,  proprio in virtù di una battaglia  che  c'è  stata  in
  quest'Aula in occasione della finanziaria 2010, vengono introdotti,
  all'interno del sistema contabile regionale, gli articoli 13, 14  e
  15  riguardanti  la trasparenza dei conti pubblici  e  riguardanti,
  soprattutto,  quella che era la situazione contabile, patrimoniale,
  finanziaria  di  tutti  gli  enti,  gli  organismi  e  le   società
  partecipate  finanziate dalla Regione o sottoposte  alla  vigilanza
  della Regione siciliana.
   Dopo  circa  trenta giorni è stato pubblicato a giugno il  decreto
  attuativo del Presidente della Regione ed è stato scritto  a  tutte
  le  società,  quindi  ai  consigli di amministrazione  ed  ai  vari
  direttori  generali, di trasmettere quella che è la  documentazione
  richiesta da queste norme.
   Queste  norme che cosa prevedevano? Non prevedevano altro  che  la
  verifica e, quindi, anche il far emergere l'indebitamento  che  era
  nascosto nelle società partecipate.
   Perché?  Perché i bilanci della Regione erano attinti  da  falsità
  per   una  questione  molto  semplice:  i  debiti  che  le  società
  partecipate occultavano nascevano da un meccanismo molto  semplice.
  Rimanevano  in  piedi  perché nei propri bilancio  risultavano  dei
  crediti  nei  confronti della Regione ma nei bilanci della  Regione
  non  risultavano,  invece,  i debiti nei  confronti  delle  società
  partecipate.
   Questo  che cosa ha comportato? Una creazione di residui attivi  e
  passivi non veritieri.
   Ecco perché nel 2010, con l'assessore Armao, allora assessore  per
  il  bilancio, e con il Presidente Lombardo, ci siamo organizzati in
  termini  definitivi  per  cercare di  risolvere  del  tutto  questa
  situazione.
   Cosa  succede, però, con la legislatura scorsa? Che, ad  un  certo
  punto,  il  governo  Crocetta si è reso conto  che  i  bilanci  che
  venivano  approvati da questo Parlamento erano falsi  perché  erano
  approvati in violazione di queste norme del 2010.
   Ma  in  particolare, quello che è fondamentale non è  soltanto  la
  falsità  dei  bilanci perché in violazione di  legge  regionale  ma
  quelle  norme,  introdotte nel 2010, prevedevano la  decadenza  dei
  consigli   di   amministrazione  e  dei  direttori   generali   che
  procedevano  ad assumere personale in violazione del principio  del
  blocco  delle  assunzioni al 31 dicembre 2009 - perché  con  quella
  norma  si  era  anche  stabilito che  non  bisognava  assolutamente
  accrescere  la  spesa per il personale consolidata al  31  dicembre
  2009.
   Sempre  quella  norma  prevedeva che tutti gli  impegni  di  spesa
  effettuati  senza  copertura finanziaria da  parte  dei  dirigenti,
  avallata  dai  consigli di amministrazione, causavano la  decadenza
  con  un'altra  sanzione  aggiuntiva e  cioè  che  per  i  tre  anni
  successivi,  comunque, non si poteva procedere a dare incarichi  né
  ai  componenti  dei consigli di amministrazione,  né  ai  direttori
  generali  che  si  fossero resi responsabili  della  violazione  di
  queste norme.
   Quando  il Governo - perché abbiamo fatto una ricerca e  ci  siamo
  resi  conto  che è stato proprio il Governo - si è reso  conto  che
  erano state fatte assunzioni dal 2010 in poi in violazione di legge
  - pare che siano qualche migliaio sparse in varie società e in vari
  enti;  ad  oggi voglio ricordare ai miei colleghi che è impossibile
  quantificarle  perché queste società non hanno trasmesso  le  carte
  richieste  dal  Governo e, in ultimo, richieste per  fare  bilancio
  consolidato di gruppo -, ebbene, di tutta questa storia, il Governo
  precedente  si è accorto ed il buon assessore Baccei ha  presentato
  un  emendamento  soppressivo di queste  norme.  Questo  emendamento
  soppressivo  è  stato approvato, con l'articolo 30 del   Collegato
  alla   legge  di  stabilità  dell'anno  scorso,  del  2017  e,   di
  conseguenza, la questione è stata accantonata tenendola,  però,  in
  piedi  su  un  profilo,  che  per sei  anni  questo  Parlamento  ha
  approvato  i  bilanci non tenendo conto delle norme che  aveva  già
  approvato nel 2010.
   Per farla breve, questa questione oggi ritorna in modo inquietante
  perché  se guardate l'articolo 1 non c'è altro che il tentativo  di
  sanare tutte le assunzioni fatte in violazione di legge dal 2010 in
  poi.  E questo lo dobbiamo dire chiaramente. Poi, questo Parlamento
  potrà decidere di fare tutto quello che vuole.
   Perché?  Perché è stato istituito un albo - lo sappiamo  bene,  lo
  avete discusso - e in questo albo doveva andare a finire tutto quel
  personale assunto prima del 31 dicembre 2009 e, attraverso la  SAS,
  questo personale doveva essere utilizzato secondo quelle che  erano
  delle  commesse  che  avevano già anche  delle  relative  coperture
  finanziarie.
   Vorrei  ricordare  a  me  stesso che è  da  due  anni  che  questo
  Parlamento dà la copertura finanziaria alla SAS per assumere questo
  personale  e  questo  personale per ora è sulla  strada,  da  anni.
  Perché?  Perché  c'è una faida in corso tra vari  pezzi  di  questo
  Parlamento. C'è chi cerca di introdurre all'interno di questo  albo
  personale di enti che non hanno a che vedere con l'albo perché  non
  sono  società partecipate - e il tentativo oggi lo vedremo  con  un
  emendamento  presentato -; c'è chi ha tentato già di  allargare  le
  maglie  per  il personale assunto in servizio dopo il  31  dicembre
  2009 perché, ovviamente, dovrebbe scavalcare, secondo i principi di
  questi  colleghi, quelli che realmente ne hanno già diritto  e  che
  sono stati immessi in servizio al 31 dicembre 2009.
   Questo   tentativo  è  chiaro  già  leggendo  l'articolo   1   del
  provvedimento che abbiamo qui all'esame ed esattamente è proprio il
  comma 2. Il comma 2 che cosa dice? Dice che le cautele previste per
  quanto  riguarda  l'inserimento del personale  nell'albo  istituito
  proprio  per il personale assunto nelle società partecipate  al  31
  dicembre  2009  viene  esteso  a tutto  il  personale  in  servizio
  all'atto di liquidazione della società, cioè significa che  se  una
  società è stata messa in liquidazione un anno fa, due anni  fa,  ma
  il  personale  è  stato assunto tre anni fa, quattro  anni  fa,  in
  violazione  di legge, questo personale, a sua volta,  beneficia  di
  quelle  che  sono esattamente le cautele previste per il  personale
  assunto al 31 dicembre 2009.
   Dobbiamo  essere  chiari  in questo Parlamento  proprio  perché  è
  importante  sempre ribadire, presidente Miccichè,  che  ci  sono  i
  peones,  ci  sono  i  cretini  e  c'è,  ovviamente,  sempre  in  un
  Parlamento  chi ritiene di essere furbo rispetto ai  cretini  o  ai
  peones.
   Questo  Parlamento si deve prendere la responsabilità di stabilire
  cosa  fare  perché  possiamo anche sanare tutte  le  violazioni  di
  legge, tutto il personale che è stato chiamato per chiamata diretta
  in  questi  enti  ed  in queste società, ma lo  deve  stabilire  il
  Parlamento alla luce del sole e deve parlare chiaramente, invece, a
  chi  ha  acquisito  un  diritto e che è da  anni  senza  stipendio.
  Perché?  Perché in questa faida, in questo Parlamento ha preso  gli
  aventi  diritto  per  i quali era stato previsto  l'albo  e  li  ha
  lasciati  a casa, nonostante è da due anni che ci sono le  relative
  coperture finanziarie.
   Su  questo aspetto e, ovviamente, anche su altri aspetti di questa
  norma  è  logico che non posso essere d'accordo, anzi ho presentato
  anche  degli  emendamenti  soppressivi,  oppure  degli  emendamenti
  modificativi  se questo Parlamento vorrà ricondurre  alla  legalità
  quello che era un principio che è stato approvato nel 2010 a tutela
  di questo personale.
   Logicamente, non ho nulla in contrario nei confronti di alcuno, lo
  voglio  chiarire, però non è giusto che il Parlamento ad  un  certo
  punto, in un certo momento storico, dopo che abbiamo fatto il libro
  bianco  sugli  sprechi della Regione siciliana nel 2009,  dopo  che
  sono  emersi  gli imbrogli nel residuo attivo e passivo,  dopo  che
  abbiamo  visto che c'erano queste società con questi dirigenti  che
  continuavano a prendere personale in dispregio delle norme, abbiamo
  messo  un  punto ben preciso e questo Parlamento si  è  confrontato
  allora, stabilendo una volta per tutte che oltre quella data non si
  poteva andare
   Allora, oggi, richiamo l'attenzione di questo Parlamento a  quello
  che è stata proprio l'istituzione dell'albo ed a quella che è stata
  la  costituzione della Sas  e chiedo anche  perché  e  come  mai  a
  questo  momento  non  si è proceduto a fare le  assegnazioni  delle
  commesse  alla  Sas e, quindi, nonostante da due  anni  ci  sia  la
  copertura  finanziaria,  non si mettano  in  servizio  intanto  gli
  aventi diritto; per quelli che non hanno diritto è uno stralcio che
  questo  Parlamento deve stabilire, una volta per tutte, cosa  vuole
  fare.

   PRESIDENTE. Ricordo che il tempo massimo è di 15 minuti, ma non  è
  obbligatorio
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho guardato  il
  testo  e  mi rivolgo al Presidente della Commissione, dove immagino
  sia stato affrontato il testo.
   Sull'articolo  1 proverei ad evitare un equivoco  che  rischia  di
  essere   una   pezza  peggiore  della  soluzione,   cioè   chiamare
  interpretazione autentica di una norma che modifica sostanzialmente
  i  termini  non  è  un'interpretazione perché  stiamo  cambiando  i
  riferimenti temporali, quindi, limiterei l'articolo 1 all'obiettivo
  che  si  vuole  porre, onorevole Presidente, perché siccome  questa
  norma  è  stata già oggetto di impugnative, suggerirei di  evitare,
  diciamo, cose di nascosto.
   Se  l'obiettivo è condivisibile o meno, estendere a  tutti  quelli
  che  erano  in  servizio  alla  data di  liquidazione  l'iscrizione
  all'albo  delle società partecipate, ci poniamo questo obiettivo  e
  lo  dichiariamo,  ma  dire che è un'interpretazione  autentica,  ci
  facciamo ridere addosso.
   Seconda questione, onorevole Savona e onorevole Armao - visto  che
  dipende  dal  suo  Assessorato -, se dobbiamo fare  una  norma  che
  estende  a  tutti  quelli in servizio, alla data  di  liquidazione,
  dobbiamo ricordarci che la gran parte del personale che è andato in
  servizio,  ancorché assunto dopo il 2009, o comunque con  procedure
  diverse da quelle che la legge stabiliva, sono andati in servizio a
  seguito, spesso, di procedure di transazione o addirittura  giudizi
  dell'autorità  giudiziaria, quindi a seguito di sentenze,  ci  sono
  stati  provvedimenti di immissione in servizio, di una lunga storia
  che riguarda parte del personale assunto per un certo periodo, poi,
  il  giudice  li ha trasformati a tempo indeterminato,  alcuni  sono
  entrati in servizio, altri no, con un paradosso, onorevole Armao  -
  la  associo agli onorevoli, per anzianità -, che ci sono lavoratori
  che  hanno avuto una sentenza e che sono stati immessi in  servizio
  perché  la società operava, lavoratori che hanno avuto una sentenza
  e  che non sono stati immessi in servizio perché nel frattempo  era
  liquidata.
   Se  facciamo  una  norma,  una cosa non  possiamo  fare,  di  fare
  un'ingiustizia   nell'ingiustizia.   Quindi,   o    il    principio
  dell'iscrizione  all'albo è un principio  che  si  estende  sia  ai
  lavoratori in servizio, o quelli per i quali esistono procedimenti,
  pronunce  dell'autorità  giudiziaria  che,  poi,  non  hanno  avuto
  esecuzione  perché  è  mancato il soggetto che  poteva  immetterli,
  perché  è stato nel frattempo liquidato, oppure rischiamo di creare
  un papocchio che, altro che ricorsi, ci produrremmo un'enciclopedia
  di contenziosi.
   Quindi,  penso  che  se dobbiamo affrontare la questione,  ripeto,
  tanto  più  - onorevole Savona se lo ricordi che per arrivare  agli
  obiettivi dobbiamo essere chiari nelle finalità - che la  legge  64
  del  2014,  è  stata  oggetto di impugnativa  e,  quindi,  è  stata
  parzialmente pubblicata proprio perché ci sono stati una  serie  di
  rilievi.  Non  usiamo la dizione  interpretazione ,  perché  non  è
  un'interpretazione   autentica,  e  soprattutto,   il   Governo   -
  Assessore,  come vede io non ho fatto emendamenti -, in ragione  di
  un  principio di giustizia, cioè che riguarda sia quelli immessi in
  servizio a seguito di sentenza (la gran parte), sia quelli che  non
  sono  stati  immessi in servizio, malgrado la sentenza, perché  non
  c'era  più  il soggetto che li poteva immettere in servizio,  hanno
  comunque diritto di essere iscritti all'albo. Spero di essere stato
  chiaro nei dieci minuti.

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao,  siccome  mi  è  sembrato  corretto
  l'intervento dell'onorevole Cracolici e questa Presidenza  vorrebbe
  evitare  che le leggi che vengono approvate possano essere  oggetto
  di ricorso...

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo possiamo accantonare.

   PRESIDENTE.  Quindi lo accantoniamo? Perché, secondo  me,  se  non
  volessimo  accantonarlo basterebbe chiarire se la  norma  vale  non
  solo  per  questi,  ma per tutti, e secondo me si  potrebbe  andare
  avanti.  Il  concetto di giustizia mi sembra corretto, per  cui  se
  potesse andare bene per tutti, per me...

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Lo  accantoniamo.   Passiamo
  all'articolo 2 e, poi, lo riscriviamo.

   PRESIDENTE. Va bene, lo accantoniamo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. L'articolo 1 è stato accantonato,  per
  cui  interviene sull'articolo 2. Era già preparato? Lo  sapeva  che
  era accantonato?

   FIGUCCIA.  No,  Presidente, in realtà un  plauso  alla  Presidenza
  perché  sono  d'accordo  sull'idea di  accantonare  l'articolo,  mi
  sembra  che siano state poste una serie di considerazioni sul  tema
  dei diritti, quindi, va bene così.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 1 è stato accantonato.
   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
   Proroga di termini di cui all'articolo 4 della legge regionale 11
                          agosto 2017, n. 16
                   in materia di EAS in liquidazione

   1.  Le  procedure  di  cui all'articolo  4  comma  2  della  legge
  regionale  11 agosto 2017, n. 16 devono essere completate  entro  e
  non oltre il 30 giugno 2018.

   2.  La gestione residua delle reti idriche e degli impianti di cui
  al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 11 agosto 2017, n.
  16  rimane  in carico all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione
  sino al completamento delle attività di cui al comma 1.

   3.  Le  procedure previste all'articolo 4, comma  4,  della  legge
  regionale  11 agosto 2017, n. 16 sono attuate con tempi e  modalità
  compatibili con le attività ed i termini di cui al comma 1, al fine
  di  assicurare  il  regolare espletamento del  servizio  idrico  e,
  comunque, non oltre il 31 dicembre 2019.

   4. L'articolo 4, comma 7, della legge regionale 11 agosto 2017, n.
  16  trova  applicazione a far data dal completamento della consegna
  di reti idriche ed impianti da parte dell'Ente Acquedotti Siciliani
  in  liquidazione e, in ogni caso, entro e non oltre  il  30  giugno
  2018».


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  stavo
  spulciando   quelli   che  sono  stati  gli  emendamenti   ritenuti
  ammissibili e mi ritrovo, lo dico anche qui agli Uffici, con  degli
  emendamenti  che  non  sono  stati  inseriti  tra  quelli  ritenuti
  ammissibili,  nonostante trattino le medesime  materie  che  questo
  articolato tratta. Quindi, vorrei capire, arrivati a questo  punto,
  come  stanno  le  cose perché tra gli emendamenti che  non  mi  sto
  ritrovando  ce  ne  sono  alcuni  molto  importanti  e   che   sono
  indispensabili soprattutto per la fase che stiamo iniziando.
   Ho  visto che è stato ritenuto meritevole, intanto di valutazione,
  quello   che  riguarda  la  riscrittura  dell'articolo  1   e,   di
  conseguenza,  invito  la Presidenza a tenere conto  esattamente  di
  tutte  le  casistiche che sono state previste nel  mio  emendamento
  riguardante  la  modificazione della formulazione  originaria  dove
  vengono  contemplate  tutte  le  casistiche  anche  riguardanti  le
  sentenze  passate  in  giudicato  e,  soprattutto,  chiariscono  in
  termini definitivi la cornice legale riguardante gli aventi diritto
  ad  essere  inseriti  nell'albo perché viene ribadito  quello  che,
  comunque, è il principio genetico di questa norma e cioè: personale
  in servizio al 31 dicembre 2009, personale che aveva al 31 dicembre
  2009   qualunque  forma  contrattuale  in  essere  e,  soprattutto,
  personale che ha avuto riconosciuto, successivamente, a seguito  di
  sentenze, il rapporto di lavoro.
   Di  conseguenza, per quella che comunque è la riconduzione  in  un
  quadro  di  legalità dell'albo unico, ritengo  che  al  di  là  del
  mettere  da parte l'articolo 1, sul quale mi auguro che nessuno  si
  possa  mai  permettere di fare una forzatura per come è  stata  già
  rappresentata,  perché parlare, ipotizzare, che  nell'albo  vada  a
  finire  il  personale che è in servizio alla data  della  messa  in
  liquidazione delle società significherebbe spostare in avanti di  7
  anni, e non sappiamo di quanto, e sanare tutto il personale che  in
  tutte le società è stato assunto in violazione di legge. Questo per
  chiarirci  e  per  ricondurre anche la  Presidenza  a  quello  che,
  comunque,  è  un  quadro  genetico di  alcune  norme  e,  pertanto,
  ovviamente, non comprendo perché non lo stiamo analizzando.

   PRESIDENTE.   Onorevole  De  Luca,  siccome  è  stato  accantonato
  l'articolo  1,  è  inutile  che  ne parliamo.  Vediamo  come  verrà
  riformulato.

   DE  LUCA.  Posto che la Presidenza ha, ovviamente, la  facoltà  di
  approfondire  ora  la  questione  anche  in  relazione  ai   nostri
  interventi  quello che, invece, non trovo - ed ecco che qui  vorrei
  capire  come stanno le cose - è l'emendamento riguardante le misure
  relative  alla trasparenza dei conti pubblici del sistema  pubblico
  regionale allargato.
   Questo  è  un tema che riguarda le società partecipate e,  quindi,
  non   comprendo  quale  sia  stata  la  valutazione  degli   Uffici
  nell'escluderlo  e,  quindi, chiedo che venga inserito.  Chiaro?  E
  questa è la prima questione.

   PRESIDENTE.  Le rispondo che, intanto, non è stato  presentato  in
  Commissione e, poi, non è stato considerato attinente alla materia.

   DE  LUCA.  No, signor Presidente, è stato presentato regolarmente,
  assolutamente.

   PRESIDENTE. Non in Commissione.

   DE  LUCA.  Che c'entra in Commissione? Non ho capito.  Qual  è  la
  questione? Perché in Commissione?

   PRESIDENTE. In ogni caso non era attinente alla materia.

   DE  LUCA.  Guardi  che, fino alla discussione  generale,  possiamo
  presentare   gli   emendamenti.  Se  è  cambiato   il   Regolamento
  spiegatemelo perché, arrivato a questo punto, vorrei anche svolgere
  il mio ruolo in modo anche dignitoso e corretto.
   Allora,  questo emendamento è stato presentato nei termini  e,  di
  conseguenza,  è  per  materia  collegato  all'articolo   1,   senza
  discussioni.  Quindi, lo dobbiamo assolutamente  attrarre  in  quel
  contesto.

   PRESIDENTE.  Le  leggo l'articolo 111, 1 bis:  non possono  essere
  presentati  in  Aula emendamenti che non siano stati  presentati  e
  ritenuti   ammissibili   dalla   competente   Commissione,   ovvero
  strettamente   connessi  con  l'insindacabile   apprezzamento   del
  Presidente.

   DE   LUCA.   Scusi,  signor  Presidente,    se  non   strettamente
  connessi  .

   PRESIDENTE. Questo è il Regolamento interno dell'ARS.

   DE  LUCA.  Noi dobbiamo capire come ci muoviamo d'ora in poi  onde
  evitare che succeda un  Vietnam  in quest'Aula. Siccome si parla di
  temi  connessi,  il  termine è corretto ed  io  a  quello  mi  sono
  appellato.  E'  da  cinque anni che non faccio  il  parlamentare  e
  credevo  di aver dimenticato le norme regolamentari, ma le assicuro
  che  mi  sono attenuto esattamente alla relazione per materia.  Noi
  stiamo parlando, all'articolo 1, di società partecipate.

   PRESIDENTE.  Io  non mi voglio appellare alle norme regolamentari,
  però  nel momento in cui gli Uffici hanno ritenuto, sulla base  del
  Regolamento, di non considerarlo perché non era stato presentato in
  Commissione, possiamo parlarne ma non porterà a nulla.

   DE  LUCA. Presidente, siamo d'accordo, però veda che questa  norma
  che  lei  ha  letto riguarda due casistiche totalmente diverse.  La
  presentazione  in Aula, entro la discussione generale,  è  un  caso
  eccezionale  che è previsto esattamente per le materie  connesse  e
  ribadisco quello che, comunque, è l'articolo 1 ed invito gli Uffici
  a  rivedere  la  posizione perché questo emendamento è  esattamente
  connesso alla materia discussa all'articolo 1.

   PRESIDENTE. Onorevole, verificherò con gli Uffici. Tenga  presente
  che  però  il  suo tempo è scaduto da due minuti perché sull'ordine
  dei  lavori  i minuti a disposizione sono cinque e non  dieci  come
  erano stati segnati.

   DE LUCA. Non ho capito Presidente.

   PRESIDENTE. Avevamo segnato per sbaglio sul monitor dieci  minuti,
  mentre   sull'ordine  dei  lavori  il  tempo  a  disposizione   per
  intervenire  è  di cinque minuti, pertanto è già trascorso  da  due
  minuti.  Farò  un approfondimento della materia con gli  Uffici  e,
  quindi, le darò una risposta appena finisce quest'Aula.

   DE  LUCA.  Vorrei completare, approfittando del tempo  che  mi  ha
   graziosamente  tolto lei mi prendo due minuti ancora.
   L'altro emendamento riguarda sempre un altro aggiuntivo e sono  le
  sanzioni  per quanto riguarda chi procede, sempre in violazione  di
  legge,  all'assunzione del personale nelle Società partecipate.  Ed
  anche questo è connesso per materia. Poi, un altro emendamento  che
  non  ho visto è all'articolo 5, parliamo di spesa comunitaria  cioè
  di  tema riguardante la velocizzazione della spesa comunitaria.  Ho
  previsto  un  emendamento  riguardante esattamente  i  responsabili
  delle  singole  misure  che motu proprio  non  agiscono  secondo  i
  termini  programmati dal Governo e fanno sforare sempre  i  termini
  della  spesa comunitaria che, spesso e volentieri, non dipende  dal
  Governo ma dipende dai funzionari responsabili. Ed anche questo non
  ho capito perché non è stato così.

   PRESIDENTE. Verificherò personalmente anche questo. Grazie.


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole hanno chiesto congedo per  la
  seduta odierna gli onorevoli Di Caro e  Barbagallo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 46
                             Stralcio I/A

   PRESIDENTE.   Eravamo  all'articolo 2.  Comunico  che  l'onorevole
  Cateno  De Luca ha presentato un emendamento soppressivo,  2.1.  Lo
  mantiene?

   DE LUCA. Sì, lo mantengo.

   SIRAGUSA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. La richiesta risulta appoggiata?
   Stiamo verificando il numero dei congedi.
   Si procede alla verifica.
   Onorevoli  non  togliete il tesserino. Si procede nuovamente  alla
  verifica dei richiedenti.
   Ci sono problemi tecnici.
   La  macchina  continua  ad insistere che  non  c'è  il  quorum  ma
  l'abbiamo  verificato personalmente e possiamo andare avanti  nella
  votazione.
   Questa nuova Assemblea di settanta anziché di novanta crea qualche
  problema
   Onorevole Cracolici, è un problema dell'impianto.
   Abbiamo verificato che sono quattro i richiedenti. Per cui non c'è
  problema.
   Probabilmente,  devo  sospendere  l'Aula  per  capire   cosa   non
  funziona, in attesa che il tecnico ci dica cosa succede.
   Potrei  affermare che in linea di massima il numero legale  c'è  e
  andiamo avanti.
   Ad occhio e croce potrei dire che il numero legale c'è.
   Sarò ricordato come il Presidente del numero legale  Però, mi pare
  ci sia.
   A  scanso  di  equivoci,  quello che tutti voi,  colleghi,  dovete
  sapere  è  che  questa mia decisione, presa il  primo  giorno  -  e
  teoricamente  anche  quella che potrei  prendere  ora  -  nasce  da
  precedenti molto autorevoli.
   Ricordo che l'onorevole Violante in una seduta importante

   CRACOLICI. Ma noi abbiamo un Regolamento diverso.

   PRESIDENTE.  Non  c'è  motivo di cambiare  Regolamento  perché  il
  Regolamento differenzia nettamente presenti da votanti.
   Il  Regolamento chiede che siano presenti il 50 per cento più  uno
  dei deputati, quanti siano i votanti non ne fa alcuna questione.
   Relativamente al tesserino, l'onorevole Violante fece  addirittura
  chiudere  le porte della Camera dei Deputati e non si poté  neanche
  uscire, fece chiudere le porte.
   State attenti che faccio chiudere le porte

   ARICO'.  Se  la  macchina  è  rotta,  proceda  lei  al  conteggio,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Diciamo  che  ad  occhio  e  croce  il   numero   c'è
  abbondantemente
   Facciamo una prova. Verifica dei richiedenti.

   CANCELLERI. Dobbiamo uscire fisicamente?

   PRESIDENTE.  Dovete  uscire  dal Palazzo   Dovete  andare  via  da
  Palermo, altrimenti siete presenti
   Proviamo  a fare la verifica con quattro richiedenti. Il  problema
  tecnico sussiste. Non saremmo in condizione di fare la verifica.
   Sospendo  la  seduta per cinque minuti per riuscire a  trovare  la
  soluzione, altrimenti devo contare ad occhio.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.59, è ripresa alle ore 18.02)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  procede  nuovamente   alla
  verifica dei richiedenti il numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  21.

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto, la seduta è rinviata
  di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 19.09)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si riprende con la discussione dell'emendamento  2.1,
  dell'onorevole    De    Luca   Cateno,   interamente    soppressivo
  dell'articolo 2.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA  CATENO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  presentato questo emendamento soppressivo perché era stato  chiesto
  già  più  volte, in quest'Aula, ma anche nel dibattito che  abbiamo
  avuto in Commissione Bilancio, di affrontare il tema dell'emergenza
  idrica  in  termini  più  complessivi.  Ho  avuto  anche  modo,  in
  quest'Aula, di affrontare un argomento pure abbastanza delicato che
  riguarda la provincia di Messina, che riguarda l'AMAM, che riguarda
  una gestione truffaldina delle risorse idriche e che sta portando a
  Messina,  esattamente nell'azienda che gestisce queste  risorse,  a
  una situazione paradossale. Ed è la conseguenza di quello che si  è
  discusso   in  quest'Aula  quando,  a  fronte  delle  dichiarazioni
  espresse  dal  Presidente Musumeci, abbiamo esattamente  affrontato
  anche  quali  erano i paradossi nei quali si trovava la  situazione
  complessiva  della gestione delle risorse idriche ma,  soprattutto,
  il paradosso della città di Messina.
   Noi  ci  troviamo  con  la  città di Messina  che  prende  l'acqua
  abusivamente - ora è stata anche emanata una sanzione di trentamila
  euro   per  prelevamento  abusivo  dell'acqua  -  la  prendiamo   a
  Fiumefreddo,  nell'Alcantara.  Questa  questione  era   stata   qui
  sollevata  perché, sostanzialmente, ci ritroviamo con una  condotta
  idrica  di  circa settanta chilometri, che attraversa un territorio
  ormai  totalmente  dissestato per la quale si è  creata  la  famosa
  emergenza  idrica ad ottobre del 2015 ed è intervenuta, allora,  la
  Regione  attraverso  l'Ufficio regionale di protezione  civile  per
  mettere  a  disposizione  autobotti  e  vari  interventi  che  sono
  costati, tra una cosa e l'altra, tre, quattro milioni di euro.
   In quella sede è stato chiesto, proprio in una apposita Conferenza
  di  Servizi  al Comune di Messina, all'Amministrazione  comunale  e
  quindi  all'AMAM,  di  effettuare  delle  indagini  geologiche  per
  verificare se nel territorio di Messina, nella città di Messina  in
  particolare, nelle zone adiacenti ci fossero delle risorse  idriche
  disponibili per evitare che si continuasse a prelevare  dopo  oltre
  settanta  anni  l'acqua da Fiumefreddo e dall'Alcantara,  spendendo
  solo  di  Enel  per  portare l'acqua da  quel  territorio  fino  ai
  serbatoi  di Messina appena cinque, sei milioni di euro  l'anno  di
  costi di energia elettrica.
   In quel contesto, il Presidente della Regione, al quale ho chiesto
  che  venisse svolto un intervento ispettivo ben preciso che  ancora
  aspettiamo  ed  è passato oltre un mese, ha aderito  a  quella  mia
  richiesta, ma allo stato attuale gli effetti che si sono verificati
  sono  i  seguenti: non abbiamo visto, intanto, l'intervento  ancora
  del  Presidente della Regione né se si è materializzato, non so  se
  esiste qui - lo dico anche ai colleghi di Giunta, guardatemi, a  me
  gli occhi - si è materializzato l'assessore per l'energia per caso?
  Esiste? Sì? Ma è qui presente? No. Non abbiamo ancora avuto modo di
  conoscerlo.  Naturalmente  ci rivolgiamo  anche  a  lui  visto  che
  probabilmente avrà bisogno di un traduttore perché dovrà parlare la
  nostra  lingua,  la  dovrà  comprendere bene  visto  che  viene  da
  Bolzano.  E spiegare quali sono le anomalie che ci sono in  Sicilia
  per  le  quali  bisogna intervenire anche con urgenza.  L'Assessore
  Cordaro magari si farà portatore di questa traduzione.
   Abbiamo  non  solo  aspettato questo  intervento  per  cercare  di
  risolvere  questa anomalia in termini definitivi, ma non  solo  non
  c'è  stato  l'intervento, ma il Presidente  dell'AMAM  che  si  era
  semplicemente  permesso di ricevere da parte mia una  richiesta  di
  accesso  agli  atti  per avere un chiarimento complessivo  su  come
  stavano alcune criticità da noi sollevate, sostanzialmente è  stato
  decapitato.
   La  Giunta  comunale  di  Messina ha  avviato  una  procedura  per
  sostituirlo  perché pare che questo Presidente sia  stato  accusato
  dicono   almeno   quelli  che  sono  i  rumors  di   aver   fornito
  documentazione al sottoscritto.
   Ovviamente  per la documentazione, da parlamentare  regionale,  ne
  prendo  atto, nei vari uffici regionali non ho bisogno di  accedere
  direttamente all'AMAM.
   La  cosa ancora più paradossale qual è? Che nonostante noi avevamo
  sollevato  anche  il  fatto che da oltre un anno  l'AMAM  prelevava
  abusivamente l'acqua da Catania nessun intervento di sanatoria  era
  stato proposto per sanare l'istanza da parte del Comune di Messina.
   Il  risultato  è stato che qualche giorno fa è stata  erogata  una
  prima  sanzione  di  trenta  mila euro  per  prelevamento  abusivo.
  L'altro  effetto qual è stato? Che ieri è scaduto anche il  termine
  per  presentare  le  istanze  per nominare  l'amministratore  unico
  dell'AMAM in sostituzione dell'intero consiglio di amministrazione.
   E  qui  c'è  l'altra questione abbastanza paradossale  che  questo
  Governo   deve   sapere  e  questo  Parlamento   deve   sapere   in
  considerazione che da quando abbiamo affrontato l'argomento in Aula
  gli effetti sono stati veramente paradossali.
   L'AMAM  aveva  già riformulato il proprio statuto  attraverso  una
  delibera  di consiglio comunale e aveva stabilito che in  relazione
  alla  legge Madia, che prevede una semplificazione degli organi  di
  amministrazione, l'attività che svolge era stata già  ben  definita
  un'attività  complessa  che comunque avrebbe  richiesto  lo  stesso
  consiglio d'amministrazione formato da tre persone.
   Questa  delibera è stata fatta in consiglio comunale.  La  Giunta,
  pur  di  decapitare l'AMAM e di mettere il bavaglio  definitivo  al
  Presidente  dell'AMAM,  ha pensato bene lo stesso  di  avviare  una
  procedura per selezionare il nuovo amministratore dell'AMAM. Questo
  che cosa significa? E lo dico alla Presidenza, lo dico al Governo e
  ai  colleghi. Significa che su Messina, rispetto a quelli che  sono
  paradossi  che  ormai sono stati scoperchiati, si sta  tentando  di
  gettare  un velo pietoso per evitare che emerga quello che  abbiamo
  tutti  quanti  denunziato,  e cioè che, a  seguito  dell'intervento
  della  protezione  civile  che  ha chiesto  ed  ottenuto  da  parte
  dell'AMAM   che  venissero  svolte  delle  ricerche   idriche,   le
  risultanze di queste ricerche idriche sono state scolpite in  delle
  relazioni geologiche che hanno individuato nel territorio adiacente
  alla  città di Messina, a distanza, circa di quindici chilometri  a
  sud e a nord della città di Messina, circa 2000 lt d'acqua/secondo,
  che  potrebbero  essere presi con grande facilità e di  conseguenza
  eliminare  una  volta  per  tutte, quella  che  è  questa  condotta
  riguardante  l'approvvigionamento  idrico  di  Messina  che  parte,
  appunto, da 70 km di distanza.
   Queste  relazioni  geologiche sono state occultate.  E  quando  ho
  chiesto   come   mai,   si  ala  Presidente   dell'AMAM   e   anche
  all'amministrazione comunale, nessuno ha saputo rispondere.
   Qui  lo  dico  a chi rappresenta il Governo, agli assessori,  date
  anche  questo  messaggio  al nuovo assessore  all'energia,  bisogna
  intervenire  con  urgenza,  perché ci troviamo  di  fronte  ad  una
  gestione, parassitaria, clientelare, illegittima per molti  aspetti
  che  abbiamo  avuto modo di evidenziare proprio in un  dossier  che
  abbiamo  già  consegnato alla stampa, riguardo a  che  cosa?  A  un
  mantenimento di una rete di 70 Km che richiede interventi di  somma
  urgenza,   fatte  quindi  in  deroga  agli  affidamenti,   richiede
  progettazioni   in  somma  urgenza,  in  violazione   delle   norme
  riguardanti  gli  affidamenti anche delle  progettazioni,  richiede
  anche  una spesa di 600/700 mila euro l'anno, soltanto di vigilanza
  per quanto riguarda anche le fonti di approvvigionamento.
   Tutto  questo ovviamente che cosa provoca a Messina?  Intanto,  un
  costo  eccessivo del servizio, la mancata erogazione dell'acqua  in
  alcune  zone del territorio; perché ci sono ancora alcuni villaggi,
  alcuni quartieri che hanno l'acqua razionata.
   Rispetto  a  una  tematica che in questo momento sta  mettendo  in
  ginocchio ancora di più la città di Messina e rispetto anche a  una
  reazione  da parte dell'amministrazione comunale che, in  luogo  di
  fornire  la  documentazione  richiesta, le  spiegazioni  richieste,
  agisce  con  un'azione che ovviamente non può essere  assolutamente
  considerata rispettosa delle norme e rispettosa della comunità.
   Quindi,  il  mio emendamento ha proprio la finalità di  richiamare
  l'attenzione da parte del Governo rispetto ad una questione per  la
  quale  si  era impegnato in quest'Aula ad intervenire, e nonostante
  sia  trascorso  oltre un mese non è intervenuto, ma nel  frattempo,
  comunque,  l'amministrazione comunale sta continuando a mettere  il
  bavaglio   su   una  serie  di  vergogne  che  stanno  danneggiando
  continuamente la città di Messina.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, poco fa ho fatto un  plauso  al  suo
  intervento che disponeva l'accantonamento dell'articolo  1.  Adesso
  faccio  un appello all'Aula ad un'azione di buon senso rispetto  ad
  un  articolo  che  è  assolutamente prioritario,  perché  di  fatto
  proroga  i  termini  di cui all'articolo 4, per la  gestione  delle
  reti.
   Si  tratta  semplicemente, rispetto al tema  delle  reti  idriche,
  della possibilità di prorogare la gestione in EAS fino al 30 giugno
  2018.  Non  approvare questo articolo, collega De  Luca,  significa
  lasciare  diversi  Comuni dell'Isola e, prioritariamente,  qualcosa
  come  una  dozzina di Comuni del trapanese che, in assenza  di  una
  struttura   consortile  legata  alla  gestione   delle   reti,   si
  ritroverebbero di fatto senz'acqua.
   Tante  volte,  trasversalmente,  con  parlamentari  di  quest'Aula
  abbiamo  condotto insieme delle battaglie legate al  sistema  delle
  emergenze  idriche, ci siamo ritrovati in diversi  territori  della
  Regione siciliana, a Partinico con la collega del Movimento  Cinque
  Stelle, ma quel sistema nulla attiene rispetto a questo articolo.
   Il tema dell'emergenza idrica è un tema assolutamente prioritario,
  con  la  collega del Movimento Cinque Stelle ci siamo  occupati  ad
  esempio  della questione di Gaiato, dove Danilo Dolci ha immaginato
  un  percorso a suo tempo legato alla priorità dell'irrigazione  dei
  terreni   con   finalità   agricole,   terreni   che,   ovviamente,
  rappresentano l'esigenza di un territorio a vocazione agricola.
   Lì,  certamente, furono commessi degli errori madornali  da  parte
  delle  amministrazioni  comunali, e tra queste  ad  esempio  alcuni
  Comuni che, cosa fecero, diedero all'AMAP delega totale, per cui la
  risoluzione  di  un  problema  legato al  partinicese,  anziché  al
  territorio di Trapani, oggi è delegata alle municipalizzate.
   Sono  tutti  questi  temi  che  devono  rientrare  nelle  priorità
  dell'agenda del Governo, ma che nulla credetemi hanno  a  che  fare
  con questo articolo 2. Oggi, fare riferimento a questo articolo  2,
  sopprimere l'articolo 2 significa, onorevole De Luca, porre davvero
  in  ginocchio decine di Comuni che non potrebbero far pace  con  il
  buon  senso che invece, certamente, quest'Aula dovrà avere. Quindi,
  anche  se  non c'è l'assessore al ramo, io credo che il parere  del
  Governo è scontato, è un articolo che d'altra parte rientra tra  le
  norme  stralciate,  quindi invito l'Aula ad andare  in  soccorso  a
  questi  Comuni che ci chiedono effettivamente di evitare che  possa
  succedere il peggio. L'emergenza idrica in Sicilia c'è, con  questo
  articolo  si pone soluzione rispetto a quei Comuni della  provincia
  di Trapani.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  perché  questo articolo dà lo  spunto  per  una  seria
  riflessione sull'argomento idrico.
   Abbiamo,  in questi giorni, affrontato la questione dell'emergenza
  idrica,  ma  credo che un'emergenza più importante, a proposito  di
  questo settore, è certamente il tema dell'affidamento del servizio.
  L'EAS è parte di questo ragionamento
   Continuiamo a fare proroghe dal 2004, rischiamo di creare un fondo
  che  non  riuscirà mai ad essere coperto per via  delle  spese  che
  vengono fatte a carico di un ente che è stato sempre e sarà  sempre
  un  mangia-soldi ed io credo che sia arrivato il momento per cui il
  Governo  deve operare e fare una scelta, e cioè risolvere  il  tema
  dell'affidamento del servizio idrico, perché questo  ha  certamente
  attinenza  all'utilizzo  delle  risorse,  soprattutto  per   quanto
  riguarda il rifacimento delle reti idriche.
   Spesso  ci  lamentiamo  che le reti hanno una  serie  di  perdite,
  addirittura  nella mia provincia si parla di un 52%  di  acqua  che
  viene  perduta nei meandri di una tubazione ormai vetusta perché  è
  stata realizzata circa 30 anni or sono e non c'è all'orizzonte  una
  scelta  politica.  Io credo che sia arrivato  il  momento  di  fare
  questa  scelta  perché,  facendo  la  scelta,  superiamo  qualsiasi
  difficoltà  che  abbiamo durante il percorso  dell'affidamento  dei
  servizi,  del  rifacimento della rete idrica, delle difficoltà  che
  nel  tempo  ha  creato l'EAS, e mi auguro che questa  sia  l'ultima
  proroga che noi facciamo perché non c'è ombra di dubbio che un tema
  così  importante  non può sfuggire a quella che  è  l'attività  del
  Governo.
   Nella scorsa legislatura, la precedente maggioranza si è inventata
  un  disegno di legge che è stato cassato, o meglio ancora  è  stato
  impugnato  dal Governo nazionale, con il risultato che non  abbiamo
  un   provvedimento  legislativo,  non  abbiamo   il   servizio   di
  affidamento,  abbiamo ancora le reti idriche  che  non  sono  state
  consegnate  ed, in più, rischiamo di non perdere soldi e  rischiamo
  che  queste risorse vengano ad essere nuovamente, posso  dire,  non
  spese  e  con  la  perdita di risorse importanti.  Ed,  allora,  io
  rivolgo questo appello al Governo perché, al di là dell'articolo in
  questione,   che  ha  comunque  la  sua  importanza,  possa   porsi
  l'argomento come primo punto dell'azione politica che deve  mettere
  in  campo  questo governo perché da queste soluzioni  discende  non
  solo  la  soluzione di un problema, non solo una diminuzione  delle
  tariffe  a  carico  dei cittadini ma, mi permetto  di  dire,  molto
  lavoro per tutti coloro i quali hanno un interesse verso il settore
  del  rifacimento delle tubazioni, per il rifacimento di quelle  che
  sono, fino ad oggi, una nota dolente della nostra azione politica.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  mi
  rivolgo   in   particolar  modo  all'assessore  Armao   in   quanto
  vicepresidente,  in  assenza  dell'onorevole  Musumeci.  Io  vorrei
  significare a quest'Aula - e vorrei che questo messaggio  arrivasse
  forte  anche  al presidente Musumeci - rispetto ad una  riflessione
  che ci si impone in questo momento. Ciò che è successo poc'anzi, il
  voto che ha fatto andare sotto questa maggioranza, ci pone dinnanzi
  ad  una  concretezza, che è l'assenza di una compattezza di  questo
  Governo  e di questa maggioranza. Cosa ne deduco? Che non  c'è,  ad
  oggi,  la possibilità di poter andare avanti in maniera serena  sui
  temi, e chiaramente questo non può essere chiesto alle opposizioni,
  si intende
   Volevo  rappresentare anche all'assessore Armao che in  Conferenza
  dei Capigruppo abbiamo chiesto, ho chiesto personalmente, che anche
  sentendo   l'atmosfera   che   si   respira   all'esterno,   sempre
  dell'attuale  cosiddetta maggioranza, che abbia una  consistenza  o
  no,   oggi   mi  pare  difficile  poterlo  dire,  abbiamo  chiesto,
  preoccupati per la tenuta, per la possibilità di portare  temi  che
  vadano avanti, da questa Aula verso fuori, verso la Sicilia, che il
  presidente  Musumeci venga in Aula a riferire  non  soltanto  sulla
  tenuta, ma anche a dirci i temi che vuole portare avanti.
   Certo non possiamo andare avanti a voti, a maggioranze che non  si
  capisce  quale consistenza abbiano. Quali sono questi  temi?  Quali
  sono  le  risposte che il presidente Musumeci vuole dare  a  questa
  Sicilia?  Perché,  parliamoci chiaramente, è  tenuto  a  darle   La
  Sicilia  in  questo momento - e non vorrei dire  una  frase  spesso
   trita  e  ritrita , ma è l'unica frase che, chiaramente, definisce
  la  condizione della nostra Terra - brucia  Brucia sotto il profilo
  dell'occupazione;  brucia  sotto il  profilo  dell'agricoltura;  di
  tutti i servizi; dei servizi ai disabili.
   Signori, noi leggiamo pagine e pagine di conferenze stampa, pagine
  e  pagine  di stampa, di interventi, di invettive e non è possibile
  pensare che ci sia un Assessore che tiene, oggi, per conto d'altri,
  in ostaggio il presidente Musumeci
   Noi   chiediamo,   responsabilmente,  temi,   argomenti   su   cui
  individuare chiaramente dei contenuti, su cui si possa essere anche
  concordi  per  la Sicilia. Quindi chiedo, Presidente,  che  vengano
  create  le  condizioni perché si possa avere un chiaro dibattito  e
  capire, realmente, dove stiamo andando, se c'è una maggioranza  che
  possa,  se c'è un  timoniere  al Governo di questa barca  o  se  la
  nave sta andando alla deriva  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  avevo
  chiesto  la  parola  in ordine all'articolo 2,  alle  problematiche
  delle  reti,  della provincia di Trapani. Abbiamo  fatto  un  lungo
  dibattito,  abbiamo  visto che ci sono anche  delle  refluenze  sul
  contratto  che abbiamo stipulato con Siciliacque. Un contratto  che
  riteniamo debba essere rivisto.
   Oggi, però, il Capogruppo del Movimento Cinque Stelle ci pone  dei
  temi  politici sul proseguo non soltanto di questa seduta, ma delle
  prossime   settimane  o,  comunque,  i  lavori  che   riguarderanno
  quest'Aula per le prossime settimane.
   Non  ritengo  che  debba venire il Presidente  della  Regione  per
  chiarire  quello  che già lui ha chiarito nelle  ultime  conferenze
  stampa. Questa Aula non ha una maggioranza. L'ha detto  L'ha detto
  L'ha  detto  E al di là che siano usciti dalle urne 36  su  70,  il
  numero  dei  seggi, e poco importa se erano 36 o 35  o  34  ma,  di
  fatto, probabilmente, la coalizione di Governo: è questo quello che
  siamo,  quelli che siamo seduti qui possiamo definirci   coalizione
  di Governo.
   La  legge  elettorale  prevede l'elezione diretta  del  Presidente
  della  Regione,  non  prevede  invece  la  possibilità  di  dare  a
  quest'Aula  una governance che abbia una maggioranza di  almeno  il
  55, 60 per cento rispetto anche alla legge per gli enti locali.  Ne
  dovremmo  prendere atto. Io non capisco cosa debba  venire  a  dire
  qui, oggi, il Presidente della Regione.
   Negli  interventi  che  ho  avuto modo di  tenere  all'interno  di
  quest'Aula, quando abbiamo trattato i temi di emergenza rifiuti  ed
  acqua,  ho detto chiaramente che il nostro movimento, nonché  anche
  la  coalizione  di  Governo, ritiene di  affrontare  dei  temi  che
  crediamo  siano  di  tutta la Sicilia e di tutti  gli  schieramenti
  politici. E poi - e mi dispiace che stia creando ilarità nei banchi
  del  PD,  perché  probabilmente quello che hanno fatto  loro  negli
  ultimi  cinque anni c'è proprio da ridere, mentre oggi loro  ridono
  alle  mie parole e non capisco perché alcuni colleghi continuino  a
  fare  questo  e  Presidente la prego di richiamarli  perché  stiamo
  trattando dei temi molto importanti in quest'Aula - dobbiamo capire
  cosa fare della Sicilia.
   L'onorevole Zafarana ha detto:  la Sicilia brucia . Su alcuni temi
  brucia  e  brucia da anni e sicuramente questo Governo  non  ha  la
  bacchetta  magica, ma l'Aula può agevolare un percorso  di  Governo
  sano come è stato intrapreso negli ultimi mesi dagli Assessori  qui
  presenti  e  dal Presidente della Regione. Non c'è alcun  Assessore
  che  tiene  in  ostaggio il Governo regionale e  meno  che  mai  il
  Presidente  della  Regione; la maggior  parte  del  Governo,  degli
  Assessori, sono qui a tenere diciamo  la presenza  del Governo  che
  per  me è un fatto importante e, a quel punto, vorrei ribaltare  la
  domanda  ai  colleghi dell'opposizione, perché quella è opposizione
  al  Governo  e  vorrei capire se si vuole fare solo  un'opposizione
  strumentale  o  si vogliono approvare degli atti  come  quello  che
  stiamo trattando oggi.
   Non  capisco perché per approvare oggi l'articolo 2 di  una  norma
  stralcio che doveva essere approvata entro il 31 dicembre dell'anno
  scorso,  ci  siano continue dichiarazioni su fatti politici  quando
  dobbiamo  scegliere  se  restituire le  reti,  che  erano  in  capo
  all'EAS, ai comuni o meno.
   Si fanno dibattiti politici infiniti, quantomeno chi ci ascolta da
  casa e vede ciò che sta succedendo in quest'Aula, ritengo che abbia
  le idee chiare per capire che una parte della politica regionale  -
  anche  ampiamente rappresentata in questi banchi - stia utilizzando
  strumentalmente alcuni articoli che i siciliani, o parte  di  loro,
  aspettano solo per fare demagogia politica.
   Siamo  disponibili affinché si trovino dei ragionamenti condivisi;
  l'ho  già  detto nelle premesse: non siamo maggioranza assoluta  in
  quest'Aula  Dobbiamo far sì che i provvedimenti siano condivisi.
   Di  cosa  dobbiamo parlare? Se dobbiamo restituire o meni le  reti
  idriche ai comuni, cosa su cui siamo tutti quanti d'accordo?
   Ci sono alcuni provvedimenti come questo che la scorsa maggioranza
  ci  chiedeva.  Ricordo  esponenti del PD che  si  sono  battuti  in
  Commissione  Bilancio' per accelerare questo processo.
   Oggi,  vediamo  che  c'è la voglia di non approvare  articoli  che
  ritengo,  fino  ad ieri, potevano essere in parte  di  altre  forze
  politiche.
   Presidente,  capisco  che lei sia garante dei  lavori  d'Aula,  ma
  dobbiamo  essere chiari con noi stessi ed il luogo per  fare  tutto
  ciò è il Parlamento.
   Dobbiamo  guardarci  negli  occhi  e  capire,  d'ora  in  poi,  se
  l'approvazione di un disegno di legge, di una norma presentata  dal
  Governo   sarà   il  presupposto  per  creare  delle  problematiche
  politiche  di carattere generale oppure facciamo il lavoro  per  il
  quale,  ognuno dei presenti si è candidato, cioè di legiferare  per
  il bene di questa nostra Terra.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Aricò, sono  responsabile  dei  lavori  di
  quest'Aula,   infatti,   i   lavori   procedono   regolarmente    e
  correttamente.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente,  in riferimento  a  questo  articolo
  sull'EAS  volevo far presente un problema, ossia che questa  norma,
  nei  fatti,  questa proroga non risolve assolutamente  il  problema
  perché,  nei fatti, questo passaggio di reti ed impianti ai  comuni
  richiede  un'implementazione dell'organico e, quindi, di  personale
  per  andare  a gestire queste reti e questi impianti ma  anche  del
  personale   che  possa  essere  addetto,  ad  esempio,  all'ufficio
  fatturazione  che è un ruolo che, ad oggi, svolge l'EAS  e  per  il
  quale   molti  comuni  avrebbero  bisogno,  invece,  del  personale
  specifico.
   Per  quanto  riguarda le dotazioni economiche  servirebbero  delle
  somme da destinare a questa gestione, somme che, nello specifico  -
  da  incontri  che  sono  avvenuti anche in Prefettura  tra  cui  un
  incontro    chiesto    dal   dirigente   Cocina    dell'Assessorato
  dell'Energia,  Dipartimento  Acqua e  rifiuti,  alla  presenza  dei
  sindaci della provincia di Trapani ed alla presenza del Prefetto di
  Trapani   -,   servirebbero  a  farsi   carico   dei   costi   che,
  precedentemente,  erano  a  carico  dell'EAS;  mi  riferisco,   per
  esempio,  all'acquisto dell'acqua da Siciliacque, quindi dell'acqua
  all'ingrosso  e,  per  quanto riguarda  il  pagamento  dell'energia
  elettrica, ad esempio, per le pompe di sollevamento.
   Questo passaggio di reti e impianti, nei fatti, richiederebbe  una
  sorta di accompagnamento da parte dei Governo a questi sindaci,  un
  accompagnamento anche dell'ATI e quindi dei sindaci.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  penso  che davvero non abbiamo, ormai, cosa sentire e cosa  vedere.
  Ci sentiamo comunicare dal Capogruppo di  Diventerà Bellissima  che
  le  comunicazioni di un'eventuale maggioranza che non esiste più in
  Aula, il Presidente già le ha date telefonicamente o per comunicato
  stampa,  quindi che cosa volete  Cioè, siamo il Parlamento, rimango
  senza  parole,  è  il  Capogruppo. Ma  che  scherza?  E'  una  cosa
  gravissima   Cioè  lei  pensa  che  si  possa  concludere  con   un
  comunicato stampa o con un passaggio da parte del Presidente  della
  Regione  che comunica alla Sicilia che la maggioranza che  gli  era
  stata  data dagli elettori non ce l'ha più. E lei che pensa che  si
  possa concludere questa cosa e per giunta con un rimprovero che  fa
  qua, al Parlamento, ai parlamentari di opposizione dicendo:  ma che
  cosa volete  No.
   Noi   non   volevamo  neanche  intervenire  su  questo  dibattito.
  Ovviamente  il  mio è un intervento a titolo personale  perché  non
  sono  stato  autorizzato dal mio Gruppo, ma  mi  è  venuto  proprio
  spontaneo per dirle che voi la maggioranza l'avete persa dopo cento
  giorni,  il precedente Governo cui lei faceva prima riferimento  la
  maggioranza  non ce l'aveva, gli elettori non gliela avevano  data.
  Voi  siete  stati  così  incapaci  di  perdere.  No,  no,  noi   la
  maggioranza, poi, l'abbiamo costruita in Aula ed è una cosa diversa
  rispetto  ad una maggioranza che ti viene data dagli elettori;  non
  ci sono alibi, non ci sono gli alibi  Non ci sono gli alibi
   Oggi, dovete venire a dire in Aula come intendete andare in avanti
  o vi dovete dimettere  Il presidente Musumeci si deve dimettere, si
  deve dimettere
   Ma  se  questo non lo fate, non vi preoccupate che vi ci  mandiamo
  noi  a  casa   Ma voi pensate che possiamo andare avanti  così  per
  quattro anni? Cioè voi pensate che noi per quattro anni, per cinque
  anni, possiamo rimanere qui in Aula a votare gli atti che intendete
  siano votati? No, non funziona così
   In  democrazia chi viene eletto governa e chi viene eletto con una
  maggioranza  governa  e quando non ha la maggioranza  o  trova  una
  soluzione  o se ne va a casa o si dimette. Funziona in questo  modo
  perché voi la maggioranza ce l'avevate e l'avete persa. Quindi, non
  dovete venire qui a fare lezioni ad alcuno e tanto meno, per favore
  non  sia così imprudente perché la considero un'imprudenza, non sia
  così  imprudente  di  venirci  a dire  che  la  comunicazione  così
  delicata  di  una  morte di una maggioranza,  di  una  Sicilia  che
  conosciamo,  che ha le sue difficoltà sicuramente anche  per  colpe
  nostre, quelli che ci siamo stati la scorsa legislatura, ma insieme
  a tutte le colpe che abbiamo tutti insieme, caro amico Aricò.
   Questa  Sicilia  l'abbiamo  governata per  vent'anni  e  l'abbiamo
  governata  tutti insieme, sicuramente meno io che lei, ma  qui  tra
  questi  banchi c'è davvero tanta di quella responsabilità che  ieri
  con  Crocetta  e,  oggi,  ha visto la Sicilia  arrivare  in  queste
  condizioni,  quindi non fate lezioni perché non siete in  grado  di
  farne  e  comunque  non  venite  a chiederci  consensi  sugli  atti
  finanziari che sono atti politici e che venga Musumeci a dirci come
  caro   Vicepresidente,   ma  io  più  mi  rivolgo   al   Presidente
  dell'Assemblea, sono fresco di solidarietà e ne affido  un'altra  a
  lei  ed ha tutta la mia solidarietà, anche lei Presidente, però  la
  prego,  non possiamo continuare così,  che venga veramente Musumeci
  in  Aula  a  dirci  cosa vuole fare, dove dobbiamo  andare  e  come
  intende  proseguire non solo con la finanziaria e con il  bilancio,
  ma  come  intende andare avanti per i problemi che attanagliano  la
  nostra Isola. E non possiamo pensare che qui ci siano dei camerieri
  pronti a votare gli atti utili solamente perché la maggioranza  non
  esiste più e non per fatti nobili. La maggioranza non esiste perché
  qualcuno  poi  ce  lo deve venire a spiegare. E  comunque  dobbiamo
  capire  qual è il futuro di questo Parlamento, di questo Governo  e
  della Sicilia. Non pensate che qui ci siano degli sciocchi

   PRESIDENTE. Scusate colleghi, ha chiesto di intervenire il Governo
  sulla discussione. Onorevole Cordaro, ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore per il territorio e ambiente.  Grazie,  signor
  Presidente.  Onorevoli colleghi, ho ascoltato  gli  interventi,  il
  Governo ha ascoltato con estrema attenzione gli interventi  che  si
  sono susseguiti. E' inutile dire che con molti di voi, a cominciare
  dall'onorevole Dipasquale ci conosciamo ormai da qualche  anno,  ne
  conosciamo  anche la verve retorica e, però, non credo  sia  questo
  l'approccio  che  possa  essere utile  per  la  definizione  di  un
  provvedimento  normativo come la legge stralcio che,  a  parere  di
  questo   Governo,  non  è  di  un  partito,  di  un  altro,   della
  maggioranza,  dell'opposizione, perché è composto da  sei  articoli
  che sono nell'esclusivo interesse dei siciliani.
   Peraltro,  i  primi  interventi  in  Aula,  quello  dell'onorevole
  Cracolici,  gli  emendamenti  firmati dall'onorevole  Cafeo,  erano
  interventi   ed  emendamenti,  l'intervento  stesso  dell'onorevole
  Palmeri,  che  militavano verso un miglioramento, una  modifica  e,
  comunque,  un confronto democratico che questo Governo ha auspicato
  ed auspica.
   L'intervento dell'onorevole Aricò - che io nel merito condivido  -
  non  fa altro che fotografare lo scenario che, oggi, viviamo. Però,
  è  corretto  stabilire, e lo faremo tutti insieme,  per  primi  dai
  banchi  del  Governo,  se  ci  sono  le  ragioni  per  una  sintesi
  nell'esclusivo  interesse dei siciliani, sintesi  dalla  quale,  in
  linea di principio, non può essere escluso nessuno degli eletti  di
  questo Parlamento.
   Credo,  però, tuttavia, nell'ascoltare gli interventi dei colleghi
  che hanno preceduto il mio, che questa sera, signor Presidente, non
  ci siano le condizioni per continuare.
   Quindi,  le  chiedo, a nome del Governo, di rinviare la  seduta  a
  domani mattina. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Credo che sia opportuno che
  il  Governo  faccia  due riflessioni e, quindi, sono  d'accordo  al
  rinvio a domani mattina. E' inutile continuare il dibattito che  mi
  sembra sia stato recepito dal Governo.


   Presidenza del vicepresidente Cancelleri

   Presidenza del Presidente Miccichè


   Pertanto, la seduta  è rinviata a domani, 21 marzo 2018, alle  ore
  12.00, con il seguente ordine del giorno:

      I  -Comunicazioni
  II  -  Discussione del disegno di legge:

        - Norme stralciate dall'esercizio provvisorio del bilancio della
            Regione per l'esercizio finanziario 2018 . (n.46 Stralcio I/A)
            (Seguito)

            Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 19.49

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio