Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 11.21
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in
assenza di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa a mozioni superate dall'approvazione di
ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che a seguito dell'approvazione, nella
seduta d'Aula n. 248 del 2 febbraio 2021, degli ordini del
giorno nn. 426, 427, 428, 429, 430 e 431, sono da intendersi
superate, rispettivamente le mozioni nn. 475, 457, 444, 300, 478
e 436 in quanto analogo contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Regione
Comunicazioni del Governo sui servizi di assistenza ai
disabili nella Regione
PRESIDENTE. Iniziamo i lavori di questa 251 seduta e si passa
agli argomenti posti all'ordine del giorno e precisamente alle
comunicazioni del Governo sui servizi di assistenza ai disabili
nella Regione. Ieri c'è stato un dibattito, è stato chiesto di
inserire all'ordine del giorno questo argomento che fa seguito a
tutta la discussione che c'è stata in sede della V Commissione.
Vedo il Presidente, onorevole Di Caro, qui in Aula. Se, per
piacere, può riferire all'Aula i contenuti della discussione in
maniera tale che poi, se c'è un prosieguo nella discussione e i
colleghi la chiedono, fare intervenire il Governo.
DI CARO. Signor Presidente, come lei ben riassumeva prima,
ieri in V Commissione abbiamo analizzato e trattato la vicenda
delicatissima che riguarda molti studenti siciliani disabili che
non riescono ad accedere nei luoghi del sapere perché privi di
assistenza all'autonomia, alla comunicazione e agli assistenti
igienico-personale. Abbiamo ricevuto decine di istanze da
sindacati, associazioni, anche familiari, che non riescono a
portare i propri bambini a scuola.
E' stata - i colleghi erano presenti - una audizione
abbastanza lunga e anche nei toni accesa; non siamo riusciti a
concludere di fatto, come si può addivenire, ad una soluzione di
questo problema che riguarda - ripeto - studenti disabili,
bambini disabili; in qualche modo è stata prospettata una via
d'uscita per questo tipo di problema.
Non abbiamo fatto in tempo ad ascoltare l'Assessore Scavone
perché abbiamo saputo che era, per motivi familiari, impegnato
e, quindi, non era nelle condizioni di partecipare. Devo dire la
verità, quanto esposto dal dottore Greco non ha convinto molti
commissari e molti degli intervenuti all'audizione e abbiamo
chiesto, ringrazio per questo l'Assessore per la solerzia e la
celerità, risposta qui in Aula delle numerose istanze pervenute
ieri in Commissione. Grazie.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro.
Si sono iscritti a parlare anche gli onorevoli Schillaci e
Caronia. Però, colleghi, non apriamo un dibattito visto che
abbiamo l'Assessore e, probabilmente, ci potrà anche dare
delucidazioni in merito.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Grazie. Presidente. Assessore, la ringrazio intanto
per la celerità e per la sua presenza oggi in Aula perché
l'assessore comunque è molto sensibile alla tematica e lo ha
sempre dimostrato. Però vede, Assessore, abbiamo fatto
tantissime audizioni in V Commissione ed è sembrato quasi un
gioco dell'oca; cioè, siamo ritornati di nuovo ad un anno fa
quando abbiamo iniziato a parlare di questi ragazzi, abili
diversamente, che in questo momento viene negato loro il diritto
allo studio. E stiamo parlando di un diritto che è difeso dalla
nostra Costituzione e per i quali i tagli di spesa non sono
previsti, sanciti da direttive europee.
Quindi, noi desideriamo davvero - e lo dico a tutti i
colleghi, a tutto l'arco parlamentare - trovare delle soluzioni
definitive su questo argomento, perché non è più tollerabile
avere servizi da Paesi di terzo mondo.
Noi non dobbiamo consentire che i nostri ragazzi restino a
casa o che gli venga erogato, come nel caso degli assistenti
all'autonomia e alla comunicazione, dei servizi ad
intermittenza. Noi dobbiamo pianificare e organizzare meglio;
non possiamo più tollerare che i genitori prendano delle ferie
per restare a casa ad accudire i propri figli.
Quindi, Assessore, ieri abbiamo assistito in audizione, lei
non c'era, l'ennesimo tentativo di scaricabarile tra
istituzioni, non è più tollerabile.
La Città metropolitana ha chiarito che c'è stato un decreto da
parte del suo Assessorato con uno stanziamento di 15 milioni e
ha espressamente evidenziato che si tratta di servizi che
precludono l'assistenza igienico-personale difendendosi e
facendosi scudo con il parere del CGA. Un parere - ricordiamolo
- che non è vincolante. Noi abbiamo della normativa chiara,
l'articolo 17 della legge n. 66/2017 mettono in evidenza
l'autonomia della Regione siciliana su questi argomenti. Quindi,
diciamolo, è soltanto una scelta politica, non possiamo
difenderci e fare scudo con un parere del CGA.
E allora io, Assessore, al di là dell'istituzione del tavolo
permanente che siamo tutti d'accordo che può avere una
prospettiva per l'organizzazione e la pianificazione futura di
questi servizi, io le chiedo assolutamente, essendo una scelta
politica, o si fa rifare un parere del CGA, un nuovo parere
perché il parere - diciamolo - è stato chiesto in un modo
assolutamente fuorviante, la risposta del CGA non poteva che
essere quella. Allora chiediamo un altro parere, dicendo se la
Regione siciliana per questo tipo di servizi che, ricordiamolo,
non possono essere esplicati dai collaboratori scolastici, dal
personale dipendente ATA, perché quello è un servizio di base,
quello di cui stiamo parlando noi è un servizio integrativo
specialistico, perché i disabili gravi non possono assolutamente
andare a scuola col servizio fatto dai collaboratori scolastici
che hanno una preparazione e una formazione di 40 ore a
differenza di personale OSA e OSS che hanno elaborato una
esperienza sul campo più che ventennale.
E poi, mi chiedo, la Regione siciliana ha speso tantissimi
soldi per formare questo personale e, quindi, che facciamo?
Buttiamo a mare tutti gli investimenti sulle risorse umane che
abbiamo fatto fino ad oggi?
Io credo che sia arrivato il momento di sederci al tavolo e,
veramente, capire come questa Regione siciliana non neghi più il
diritto allo studio a questi ragazzi.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dico se volevamo sentire
l'Assessore, magari, poi, si poteva replicare.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
in realtà ritengo, per carità, sempre un'ottima occasione quella
del confronto soprattutto con il Governo però, in realtà, noi
abbiamo già anche con il presidente Di Caro fatto ieri una
Commissione dove abbiamo ampliamente sviscerato quali erano le
problematiche igienico-sanitarie, siamo anche andati oltre,
abbiamo anche affrontato il tema degli ASACOM, per carità, siamo
qui e ne parliamo, però, ritengo che sia non assolutamente
incisivo, perché non ci sono elementi oggi che ritengo possano
essere riferiti, però per carità è sempre un'ottima occasione.
Io ritengo che ci sia un tema di fondo, che il Governo ha
ampiamente condiviso e abbiamo condiviso anche in Commissione
che è quello di aprire un tavolo tecnico, serio, con lo Stato,
affinché igienico-sanitari della Regione siciliano non vengano
dispersi in termini di forze lavorative ma che, soprattutto,
venga reso un servizio accurato, così come è stato fatto negli
ultimi 20 anni.
Il parere del CGA, per quello che mi riguarda, poiché noi
dobbiamo attenerci a ciò che la legge ci dice, attribuisce le
competenze dell'igienico-sanitario al Ministero della Pubblica
istruzione, pertanto, gli Ata che sono stati formati con 30 ore
proprio all'inizio di questo anno scolastico - abbiamo anche
qui il decreto con il quale sono stati stabilite anche le
modalità dello svolgimento di questo corso evidenzia un
elemento: lo Stato avoca a sè un'attività che è l'igienico-
sanitario.
Ovviamente lo fa con un personale formato in maniera
assolutamente a nostro modo di vedere non esaustivo perché 30
ore, a fronte di chi dopo 20 anni di attività, peraltro dopo
essersi formato attraverso corsi Oss facendo a proprio carico o
attraverso fondi che sono stati fatti a suo tempo, finanziati
dalla formazione professionale, è chiaro che dopo 20 anni di
esperienza ha acquisito un know-how, una conoscenza, una
capacità di gestire soggetti fragili che, certamente, è nelle
cose e, ovviamente, più attenta, accurata, più efficace rispetto
alla gestione di un ragazzo disabile perché non si maneggia un
oggetto, né tantomeno un manufatto, ma stiamo parlando di
soggetti fragili ai quali vengono resi dei servizi che hanno,
chiaramente, necessità di ampie competenze.
Il tema, adesso, ovviamente, è uno: esiste all'interno degli
enti che poi gestiscono i servizi e, quindi, le ex provincie, le
città metropolitane, una gestione piuttosto discrezionale.
Certamente questo è un tema che noi dobbiamo rilevare ma,
voglio dire, anche facendo riferimento a quello che è stato il
caso della provincia di Palermo o, come dire la città
metropolitana di Palermo che in relazione all'attività ASACOM,
nonostante il Parlamento ed il Governo in maniera tempestiva,
più che tempestiva, abbiano dato le risorse e le abbiano appunto
decretate con un decreto di riparto immediato, ha bloccato per
otto giorni il servizio.
Così come per esempio si rileva che nella provincia di
Messina, nella provincia di Trapani, l'attività dell'igienico-
sanitario prosegue, mentre nelle altre provincie questo non
avviene.
Allora è chiaro che, da parte degli enti che gestiscono il
servizio, è necessario che ci sia anche chiarezza, perché parlo
della mia provincia che è quella che conosco meglio, quando da
parte dell'Ente provincia vengono chiesti agli istituti
scolastici che dovevano fare richiesta dei servizi integrativi
proprio per impiegare le figure igienico-sanitarie vengono
mandati dei progetti alla persona che sono assolutamente privi
di un piano economico, che non abbiano anche una contezza anche
di quello che può incidere dal punto di vista economico,
ovviamente la Regione, in questo caso il Dipartimento alla
famiglia, si trova spiazzata perché io non posso credere che
dopo tanti anni di gestione di un servizio come questo non si
conoscano i costi unitari del personale igienico-sanitario.
Quindi, i progetti che sono stati presentati che, comunque,
alcune provincie hanno presentato, sono state rigettati perché,
ovviamente, non avevano quelle condizioni minimali per essere
presi in condizione.
Allora, io ritengo che questo rimpallo che, purtroppo, le
città metropolitane, alcune città metropolitane, stanno mettendo
in atto, è soltanto a svantaggio della comunità fragile dei
soggetti disabili.
In merito agli igienico-sanitari, ho presentato un ordine del
giorno, insieme al collega Pullara, con il quale noi chiediamo
con forza che l'assessore faccia sentire il peso della nostra
competenza regionale, proponendo una formula o, comunque, un
metodo di inserimento di questi soggetti altamente
professionalizzati, all'interno di quello che è il personale ATA
già esistente, affiancandolo e, mi permetto di dire,
surrogandolo, perché, nonostante si dica che non ci sia alcuna
disfunzione, purtroppo, si rileva, da parte delle famiglie, che
ci sono molti, molti genitori che non mandano i propri figli a
scuola poiché l'assistenza igienico-sanitaria non viene
espletata nella maniera più corretta e, quindi, si ha timore di
lasciare il figlio in mano a chi non lo sa gestire.
Siccome, allora, il problema esiste, oggi, ritengo, in un
certo senso aggiuntivo questo nostro incontro, perché, bene o
male, avevamo già delineato un percorso in Commissione.
Non si nega mai il confronto, anzi ben venga. Ritengo, però,
che sia essenziale che l'Assessore continui in quello che è un
proposito che, per altro, aveva già enunciato, cioè quello di
creare un tavolo tecnico permanente con lo Stato
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la invito a concludere, perché
già il tempo è scaduto.
CARONIA. Sto concludendo. Dicevo, un tavolo tecnico che
permetta a questi operatori, di diventare, di fatto, personale
ATA ausiliare insieme a quelli che già attualmente, diciamo che
lo Stato ha reperito, o meglio il ministero ha reperito,
affinché questo sia un servizio fatto in maniera estremamente
professionale.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, deve concludere.
CARONIA. Ho concluso.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, ringrazio l'Assessore per la
presenza di questa mattina.
Assessore, ne abbiamo parlato già, da mesi parliamo di questo
problema, e questo problema deve essere risolto a medio termine
ed a lungo termine.
Cerco di fare, signor Presidente
PRESIDENTE. Colleghi, il tema è appassionante e vi prego di
seguire l'intervento dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Assessore, ieri, il Direttore generale del suo
Dipartimento, non è stato per nulla chiaro. E le spiego perché.
Il 29 gennaio, puntualmente, è stata fatta la delibera da
parte del direttore generale che va a dividere le somme alle
città metropolitane ed ai liberi consorzi.
All'interno della delibera, nell'articolo 1, il direttore
generale, inserisce il capitolo, da cui prende queste somme e la
dicitura del capitolo. Nella dicitura del capitolo, ovviamente,
c'è ancora l'igienico-sanitario, c'è ancora la voce igienico-
sanitario.
Ora, Assessore, noi è da tempo che abbiamo chiarito la
differenza tra le competenze del personale ATA sull'igienico-
sanitario, che sono delle competenze di base e le competenze da
parte dell'igienico-sanitario, chiamiamolo specialistico,
chiamiamolo complesso, che si va ad utilizzare quando il
dirigente scolastico fa un piano individuale per quel bambino
che ha delle disabilità.
Se il dirigente scolastico, assessore, fa il piano individuale
e questo piano individuale viene inviato, come è possibile che,
poi, ieri, il direttore generale mi dice che il piano
individuale deve essere, come dire, arricchito di maggiore
documentazione?
Qui, allora, c'è qualcosa che non va, e c'è un rimpallo chiaro
di responsabilità tra le città metropolitane, i liberi consorzi
ed il dipartimento regionale, tant'è, così come ha detto anche
chi mi ha preceduto, che alcune città metropolitane ed alcuni
liberi consorzi hanno fatto partire il servizio senza alcun
disagio per gli alunni e per le famiglie dei disabili. Questa,
quindi, è già un'anomalia. Ed è un'anomalia forte.
Le abbiamo chiesto più volte, e qua deve essere la politica a
fare chiarezza, assessore, di prendere in mano questa situazione
e di chiarire, effettivamente come stanno le cose perché sul
discorso del personale ATA che deve fare l'assistenza igienico-
sanitaria di base, lo abbiamo capito, non lo ripetiamo e il
direttore generale ieri ha nuovamente ripetuto questo discorso
del CGA. Lo abbiamo capito. A me interessa l'assistenza igienico-
sanitaria specialistica, complessa, che viene richiesta dai
dirigenti scolastici con un piano individuale sul bambino e che,
ad oggi, non è stata attivata, punto primo.
L'altra cosa strana, se cioè arriva la delibera il 29 gennaio
perché la Città metropolitana di Palermo il 9 febbraio non
attiva nemmeno l'assistenza alla comunicazione, assessore,
l'assistenza alla comunicazione e lì non c'è tutto il discorso
del CGA.
L'assistenza alla comunicazione non viene attivata. E, allora,
qui assessore, la politica ad un certo punto perché poi ci
possono essere questi rimpalli di responsabilità, ma la politica
ad un certo punto deve prendere delle posizioni chiare e forti.
Se c'è qualcosa che non va, si fanno eventualmente le denunce
perché non è possibile che ci siano, mi si dice: Se io mi sono
sentito telefonicamente con Tizio con Caio , perché qui stiamo
rischiando fortemente che se all'interno delle scuole avviene
una disgrazia di chi sarà, poi, la responsabilità? Di chi sarà
la responsabilità? Perché il dirigente scolastico fa il piano
individuale, il direttore generale mi dice che deve essere
arricchito maggiormente, l'assistenza alla comunicazione non
viene avviata, nonostante ci sono le somme.
E allora, qui, cari colleghi, c'è qualcosa che non va e,
Presidente, diciamo questa cosa, diciamo siamo sensibili tutti,
indipendentemente dal partito politico.
Io, qui oggi, non voglio nemmeno fare un attacco politico
perché sarebbe anche semplice fare un attacco politico a questo
Governo regionale, però, o si fa chiarezza, assessore, oppure
dico non accetteremo più il rimpallo di responsabilità
burocratiche perché se la politica dà gli input, dà le
soluzioni, dà le proposte e poi non vengono attuate, se c'è un
problema di fondi, diciamolo, perché se c'è un problema di
fondi, diciamolo
C'è un problema di fondi e vediamo come intervenire perché poi
dico, la cosa è chiara: non nascondiamoci dietro il parere del
CGA. Non nascondiamoci più, Presidente, e spero che l'assessore
risponderà a questa cosa.
Non nascondiamoci più dietro il parere del CGA perché abbiamo
capito nettamente qual è la differenza tra assistenza di base e
assistenza specialistica.
Ora, se questa assistenza specialistica .
PRESIDENTE. Deve concludere.
DI PAOLA . e - concludo, Presidente - la vogliamo attivare,
Assessore? Vogliamo capire, ci deve dare gli strumenti su come
attivarla perché il rimpallo di responsabilità non è più
possibile ed aggiungo quest'ultima cosa, Presidente, prima che
lo dimentico, ricordiamoci che noi per tutto il periodo Covid
l'assistenza agli alunni disabili non l'abbiamo fatta, quindi,
abbiamo fondi che sono rimasti dall'anno scorso perché non li
abbiamo utilizzati, perché non c'è stata scuola.
E, allora, voglio capire, assessore, ma questi fondi che fine
hanno fatto? Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali ed il lavoro, Scavone.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Grazie Presidente, buongiorno a lei, buongiorno agli
onorevoli deputati, agli Assessori presenti, sono contento
stamattina di essere venuto qui in Aula. Ieri, purtroppo, quando
mi hanno cercato ero in autostrada avendo tardato la mia venuta
a Palermo, mi sono reso prontamente disponibile perché credo che
questo problema di cui abbiamo parlato tante volte, farò tutta
la ricostruzione delle cose che abbiamo non solo detto, ma anche
fatto, però, non sono mai troppe le volte, le opportunità di
riflessione se non si arriva insieme - e forse oggi possiamo
consumare, come dire, questo passaggio - ad una soluzione per
imporre ciò che è giusto e cioè fosse uno solo dei ragazzi che
non riesce ad avere garantito il suo diritto, dobbiamo trovare
una maniera perché questo avvenga.
Parliamo molto della vicenda del CGA, prima del CGA che si
esprime l'8 maggio dell'anno scorso, l'Ufficio legislativo del
Ministero - voglio ricordare - fa un parere e lo manda proprio
al CGA della Sicilia, nella quale dice con chiarezza quali sono
le competenze dello Stato e quali sono le competenze della
Regione sottolineando che nelle competenze dello Stato c'è
quella della Pubblica istruzione, della Formazione e, in questo
caso, anche quella dell'Assistenza igienico-personale, attività
garantita da un personale, ricorda il Ministero, ATA con un
contratto di lavoro e anche una copertura economica rispetto a
una competenza acquisita attraverso un corso che il Ministero ha
attivato per loro.
Questo è il parere del 6 aprile 2020, n. 1340, al quale poi
segue quello che sarà il parere del CGA n. 115 dell'8 maggio. Io
lo ricordo solo per dire che questi sono pareri che ci ricordano
competenze e ci vincolano sul piano normativo quindi dire che i
pareri non ci vincolino, chiaramente è una considerazione forse
non troppo puntuale.
Ed è la ragione per cui, io posso anche comprendere; alcune
amministrazioni locali forse hanno trovato un pretesto, forse ci
fanno, forse hanno ragione o una preoccupazione o avevano una
preoccupazione di un'eventuale aggressione da parte degli organi
giurisdizionali di tipo contabile che poteva essere all'inizio
la ragione per cui il servizio aveva messo un po' in imbarazzo
tutti.
E allora con la nota del 12 giugno il sottoscritto si
preoccupò immediatamente di evitare che ci potessero essere
interruzioni del servizio in una fase in cui incombeva il Covid
ed eravamo stati in una condizione di lockdown, come dire,
preventivo e, però, andavamo incontro all'estate poi c'è stato
lo sciogliete le righe'.
Per evitare la fragilità più fragile di tutta, che è quella
dei bambini disabili, venisse a essere schiacciata da questo
disordine, da questa indicazione fuorviante io, immediatamente,
mandai una nota dicendo intanto va garantita, le risorse ci
sono, era il periodo degli esami, va garantita l'assistenza e
l'accompagnamento agli esami, poi, ovviamente, vedremo tutto il
resto e tutto il resto fu la convocazione del direttore
dell'Ufficio scolastico regionale Suraniti avvenuta il 24 giugno
nella quale, tra l'altro, ci trovammo un po' in difficoltà
perché Suraniti affermò, e questo ve lo ricordate, con molta
tranquillità, che la scuola in Sicilia sarebbe stata
assolutamente autonoma, che aveva la facoltà di deroga
nell'assunzione del personale ATA, che aveva le risorse per
formare questo personale ATA e, pertanto, le nostre
preoccupazioni dovevano essere, come dire, messe da parte perché
la scuola ne aveva la responsabilità e ne avrebbe avuto la
possibilità.
Nonostante questo, avendo io una grande preoccupazione, come
dire, avendo previsto, sono grato che ieri ho ricevuto una nota
del Coordinamento H che sottolinea la qualità dell'intuizione
della delibera di Giunta, il 23 luglio mi porto la famosa
delibera di Giunta nella quale dico: è vero che il Ministero
dice questo, è vero che il CGA dice questo, pur tuttavia due
aspetti, probabilmente la copertura della scuola non potrà
essere omogenea e poi c'è il rischio di interrompere quello che
è il rapporto personale sul piano della sensibilità, anche della
riconoscibilità del rapporto tra disabile e suo operatore,
pertanto, la Regione ritiene che al di là dell'assistenza di
base possa essere, su richiesta dei dirigenti scolastici tra
l'altro come già individuato dalla circolare Stancanelli del
2005, richiesta la possibilità di servizi aggiuntivi,
migliorativi e integrativi anche extra-scolastici.
Quindi, non solo da garantire nel momento della scuola ma
anche fuori dalla scuola, al punto che noi non abbiamo mai
sottratto una lira a quelli che erano i capitoli di bilancio che
tra l'altro avevano garantito la copertura, prevedere una
copertura dell'anno, siamo al luglio del 2020 e, come
correttamente è stato detto dall'ultimo degli interventi
dell'onorevole Di Paola, come dire, siamo in una fase in cui il
Covid sicuramente avrebbe determinato per questa ragione delle
economie.
A questo punto noi abbiamo anche ricordato al Ministro che in
virtù della norma del '98, nella quale ovviamente partiva questa
competenza sottolineata e ribadita dal MIUR, ma dico di più
dalla 112 cioè dal momento in cui le competenze dello Stato
furono trasferite ai Comuni per quanto riguarda le scuole
primarie e alle province per quanto riguarda le scuole
secondarie - sottolineo questo aspetto che significa che fino
al 2016 la Regione non c'entrava completamente - oggi la
Regione c'entra per la semplice ragione che nel 2016 abolite le
province la competenza è stata attratta alla Regione, quindi la
Regione ha la competenza sulle scuole, si prevedeva comunque che
a tutela e a garanzia della disabilità vi era facoltà di mettere
in campo degli accordi di programma perché fosse garantita
un'assistenza adeguata.
Con la nota dell'8 settembre, questo lo scriviamo al Ministro
Azzolina: C'è questa situazione in Sicilia, voi ci garantite
che siete autonomi nella gestione, Suraniti sottolinea che è
autonomissima' la gestione, pur tuttavia noi abbiamo una
preoccupazione e chiediamo un accordo di programma che
intervenga su due aspetti: la tutela del disabile e la tutela
anche dei posti di lavoro, perché insieme, ovviamente,
all'abbandono di un'assistenza diretta nei confronti del
disabile il rischio vero è che ci sarebbe stata, come c'è stata,
probabilmente, un interruzione di un servizio che ricadeva su
alcune centinaia di lavoratori, probabilmente 1800 lavoratori.
Il Ministro Azzolina la incontriamo almeno due volte in video-
conferenza e anche fisicamente, nel frattempo mandiamo due note
ai sindaci che sono quella dell'8 settembre, la stesso mandata
ai Commissari Straordinari, alle Città Metropolitane, dei Liberi
Consorzi per l'attuazione della delibera e poi ribadiamo
un'ulteriore circolare esplicativa il 24 settembre scriviamo al
Dirigente dell'Ufficio Scolastico regionale al quale chiediamo
le modalità di erogazione del servizio di assistenza igienico-
personale agli alunni disabili e gli chiediamo delle notizie.
La voglio leggere questa, non vi annoio leggendo tutte le
altre, la nota n. 9 perché a questa ne seguirà un'altra rispetto
alla quale devo dire che non abbiamo ricevuto alcuna risposta e
al signor Direttore dell'Ufficio scolastico regionale chiediamo:
Attesa la conclamata titolarità della competenza a fornire
l'attività in questione in capo all'istituzione scolastica come
più volte rivendicata dal Ministero, dalla sua persona, il
Consiglio di Giustizia amministrativa - eccetera -, chiediamo
se si è espletato o sia in corso di espletamento il programma di
formazione del personale, se abbia avuto luogo un monitoraggio
circa l'attuale grado di formazione del personale ATA e circa
la consistenza numerica dello stesso, infine, si richiede se
siano state avviate le assunzioni in deroga come preannunziato
nel corso dei pregressi contatti, se sia autorizzato il
personale con specifica esperienza lavorativa e cioè gli
assistenti igienico-personali come da noi più volte suggerito.
Si rimane in attesa di cortese sollecito riscontro al fine di
valutare eventuali iniziative a garanzia dei diritti degli
alunni diversamente abili , nota rispetto alla quale non abbiamo
ricevuto risposta.
A questo punto, il giorno dopo, scriviamo all'Azzolina
ricordando la richiesta di un accordo di programma che
fondamentalmente punti a risolvere le criticità che allora
arrivavano dai familiari e che arrivavano dagli assistenti
igienico-personali; il 19 ottobre riscriviamo al Ministro
sollecitando una risposta. Tredici giorni dopo riceviamo dal
Ministro questa risposta: Sul punto, giova, invero, precisare
che questo Ministero, per il tramite dell'Ufficio scolastico
regionale, ha attivato in relazione alle vostre sollecitazioni
un monitoraggio teso ad acquisire un quadro analitico delle
criticità in presenza, delle quali sarebbero scaturite le
riferite lamentale dei familiari. Questa rilevazione disegna uno
scenario differente, meno preoccupante rispetto a quello
rappresentato dalla Regione. Emerge, infatti, che sono stati
individuati al 95 per cento delle scuole i collaboratori
scolastici che partecipano ai corsi di formazione della durata
di 60 ore, attivati già dall'amministrazione periferica. Inoltre
il monitoraggio fa evincere che il numero delle scuole che
presentano reali problemi è assolutamente contenuto .
Quindi, il Ministero ci risponde quasi in maniera
impertinente, come dire, sottolineando che le nostre
preoccupazioni erano fondate sul nulla.
A questo punto il giorno dopo scriviamo un'ulteriore nota al
dirigente scolastico regionale, che non aveva risposto alle note
precedenti: Alcuni liberi Consorzi hanno riscontrato la
suddetta nota, specificando che dal territorio le criticità
emerse sono da attribuire al personale ATA. Si chiede, pertanto
- quindi l'Ufficio scolastico regionale non risponde - alcune
Città metropolitane e liberi Consorzi, rispondono, dicendo che
il personale ATA, da quello che era il loro rilievo, era
insufficiente - si chiede, pertanto, di conoscere, ai fini di
una fattiva collaborazione, i seguenti dati, anticipati già con
protocollo ecc. ecc., non pervenuti, su: numero di iscritti
nell'anno 2020/2021; numero di quelli che attualmente
frequentano gli istituti scolastici; numero di alunni disabili
che necessitano di assistenza igienico-specialistica sanitaria e
che il personale ATA non può trattare; numero del personale ATA
suddiviso per province e impegnato negli istituti scolastici .
2 novembre 2020. Nessuna risposta.
Siccome noi l'osso non lo molliamo e la preoccupazione
l'abbiamo, nonostante vi debba dire che non abbiamo più ricevuto
formalmente una sola segnalazione, solo ieri abbiamo ricevuto
una nota del Coordinamento H, dopo una mia sollecitazione
all'assessore Lagalla, al quale ho chiesto: è possibile che non
hai una sola nota, che non hai una sola scuola o un solo
genitore che scrive? Dice: No, non ne ho .
Dopodiché dopo 12 ore mi ha chiamato dicendo: So che il
gruppo Coordinamento H sta mandando una nota, tra l'altro molto
cortese. Stamattina ho sentito anche la presidente del gruppo,
alla quale ho chiesto - e poi vi dirò perché - quello che stiamo
facendo e la collaborazione .
Quindi noi, di fatto, non abbiamo registrato nessuna
segnalazione.
Però mi viene riferito che a Palermo, in maniera particolare,
nella città metropolitana di Palermo, il dirigente scolastico
regionale - e siamo a cavallo tra dicembre e gennaio - anticipa
l'interruzione dei servizi.
E' la ragione per cui non solo mi precipito a fare il decreto
di trasferimento delle risorse, ma grazie al vostro voto d'Aula,
all'emendamento del Governo, l'emendamento dell'onorevole
Caronia e di qualche altro, aggiungiamo 10 milioni di euro ai
dodicesimi che già avevamo trasferito.
Tanto che noi andiamo a trasferire già 15 milioni di euro, che
servono a coprire i servizi già garantiti nel 2020 e nel 2019
per i primi quattro mesi dell'anno, quando, ovviamente, le
condizioni attuali di bilancio ci avrebbero imposto la copertura
fino a febbraio, proprio per evitare che si ciurlasse nel manico
- nella città metropolitana di Palermo qualche cosa sicuramente
non funziona, cosa per la quale ho parlato più volte con il suo
presidente, cioè il sindaco Leoluca Orlando - e si mettesse in
fibrillazione il mondo dei disabili, le famiglie dei disabili e
il sistema.
Altra cosa, però, ve la devo dire. Contemporaneamente cosa
succede? Che mentre - l'ho detto un attimo fa - non ricevo,
perché sono molto attento alla ricezione di mail, eccetera, da
mesi nessuna lamentela, non una sola lamentela che giunga dalle
famiglie o dalle scuole o quant'altro, ricevo o riceve il
Dipartimento, dalla città metropolitana di Palermo, 34 progetti
che sembrano fotocopia, rispetto a 56 istituti scolastici che
insistono nella città metropolitana di Palermo e, quindi, nella
provincia di Palermo, chiedendo ovviamente, la validazione dei
progetti, il che è una farneticazione e, certamente, è una cosa
sulla quale ci stiamo interrogando. L'ufficio li rimanda
indietro, dicendo, la competenza è dei comuni per quanto
riguarda le scuole primarie; delle città metropolitane, per
quanto riguarda i licei, le somme le abbiamo trasferite - e le
abbiamo trasferite, rispondo all'onorevole Di Paola - in quel
capitolo che, intanto è un vecchio capitolo, la dizione del
nomenclatore può essere cambiata solo con norma, quindi, quando
si fa un decreto del Dipartimento non si può cambiare la
dizione. Aggiungo, che ci sia un oggetto ampio è utile, non è
inutile, è utile, anche perché abbiamo detto in una famosa
delibera di luglio, anche interventi extra scolastici e questo
ci garantisce, come ci ha garantito nel passato, per una
copertura ampia di quelli che sono gli interventi integrativi
nei confronti dei bambini e per quelli che sono gli interventi
dell'Asacom che voglio ricordare in questa sede, per la prima
volta, per la prima volta ha avuto scritto quelle che sono le
linee guida che sono diventate riferimento nazionale, con una
copertura complessiva per tutta la Regione, rispetto alla quale
non ci si muove, in assenza di riferimento dei costi, perché si
è fatto anche qui riferimento a quelli che sono i corsi
standard, noi li abbiamo fissati, legandoli a quelli degli
accordi di lavoro, corso standard base, rispetto al quale,
ovviamente, il processo è partito.
Quindi, siamo in una fase nella quale, tra l'altro - ecco
perché dicevo stamattina ho sentito la coordinatrice del gruppo
H -, abbiamo finalmente, in questa terra di Sicilia, un garante
per i disabili che, ho già presentato ai vari gruppi di lavoro
che ci sono e che sto man mano presentando in tutte le
occasioni, che è la dottoressa Tata, abbiamo fatto un avviso
pubblico ed abbiamo, credo, arruolato una persona di grande
competenza, specifica in neuro psichiatria infantile di cui ha
avuto la responsabilità nella sua realtà, con la quale abbiamo
già concordato questo percorso, se voi lo condividete: nello
spirito della legge per la tutela del diritto allo studio e
all'inclusione scolastica degli studenti con condizione di
disabilità, nota che è datata, già da dieci giorni, si fa
promotrice e chiede la disponibilità a costituire una task force
inter-istituzionale, rispetto alla quale vorrei i vostri
suggerimenti, un vostro contributo, perché da questa cosa ne
usciamo solo insieme, Governo e Assemblea e organo legislativo,
insieme, partecipi, come dire in una riflessione condivisa
perché si faccia ciò che è possibile fare, inchiodando enti
locali, città metropolitane e quant'altro a un dovere di
responsabilità, che è la serietà, rispetto a un problema così
drammatico, rispetto al quale, mi dovete consentire, registro
spesso - e non è questo il caso - alcune strumentalizzazioni.
Nelle more delle normative nazionali, definire procedure,
anche temporanee per la Sicilia, con l'obiettivo di evitare
disagi e disservizi ai minori e alle loro famiglie. Già da
quest'anno scolastico rappresenterebbe una grande prova di
sensibilità da parte della nostra Regione. Sottolineo inoltre
l'importanza che questa task force potrebbe assumere per
lavorare insieme sul progetto di vita e siamo all'articolo 14
della 328, che qualcuno di voi ha ricordato negli interventi
precedenti, tenuto in primo piano dal D.L. 66/17, anche questo
ho ricordato, vero atto di inclusione della persona con
disabilità e vengo al nodo finale di tutto.
Questi bambini hanno un PI, hanno un piano individuale e lo
stabilisce la legge e il piano individuale è fatto dalle UVM che
sono nelle ASL, e dalle UVM che insieme ad ASL e Comuni, con gli
assistenti sociali, hanno il dovere di definire e cioè le loro
esclusive necessità. A scuola, gli organi scolastici hanno
l'obbligo della redazione del PEI che è il piano educativo
individuale, che è parte del piano individuale. Quindi, quello
che il bambino deve avere già stabilito e scritto nel piano
individuale, che dobbiamo pretendere sia fatto dalle UVM e dai
Comuni, e dobbiamo pretendere, sapere e obbligare i dirigenti
scolastici ad una puntuale richiesta integrativa del PEI. Che mi
arrivino 34 progetti fotocopia nel quale i dirigenti scolastici,
forse, senza rendersi conto di quello che hanno scritto, caro
onorevole Pullara, ma a che Scavone non sfugge, scrivono
abbiamo personale ATA sufficiente per gli adempimenti
istituzionali, pulizia e quant'altro, perciò vi chiediamo
l'integrazione , è una cosa rispetto alla quale ci dobbiamo
interrogare.
Quindi, ben venga questa occasione di ulteriore confronto che
solo se, davvero, mettiamo in campo, e se voi lo condividete,
una task force con tutti i soggetti di campo, cioè il Governo,
il garante dei disabili, la struttura legislativa nella sua
articolazione che può essere non solo la Commissione, vedete
voi, è una questione di sensibilità, probabilmente, veniamo
fuori da un problema rispetto al quale si è troppo speculato.
Credo che, come Governo, ripeto, qui la risposta non è mai
quella giusta, quella adeguata perché ad un problema così
drammatico non c'è mai una risposta adeguata, ma è stato come un
segugio addosso a ogni organo istituzionale, a ogni ente,
continuamente da quando si è posto il problema con una cadenza
che ho voluto ricordare agli atti, e non ho ricordato, le tante
occasioni di confronto via webinar, e anche fisicamente in
Commissione, proprio per evitare che si arrivasse a un momento
di difficoltà.
Sicuramente, c'è ancora qualche situazione critica, ripeto,
formalmente non è arrivata né al mio Dipartimento, né al
Dipartimento di Lagalla, ma è chiaro che c'è, c'è un
comportamento difforme tra le città metropolitane e i liberi
consorzi, vi è una realtà che continua ad essere a macchia di
leopardo in tutta la Sicilia, vi è una specificità tutta
palermitana sulla quale, almeno io ho il dovere di interrogarmi
e di approfondire e, quindi, spero di avere ricostruito ancora
una volta tutto quello che è stato fatto, fino proprio ad oggi,
e ascoltando con attenzione quello che può essere il contributo
dell'Aula, sono pronto, ribadisco, ad offrire questa possibilità
di lavorare insieme in una task force che definisca quanto ci
sia consentito sul piano normativo perché la Regione non può
legiferare su una competenza esclusiva del Governo nazionale che
è, appunto, in materia della scuola, e però abbiamo il dovere
della tutela della salute, dell'attenzione, ovviamente, nei
confronti dei bambini disabili, del loro diritto a frequentare
la scuola, di avere un percorso normale di formazione e delle
loro famiglie.
PRESIDENTE. Ci sono diverse richieste di intervento. Sono
iscritti a parlare gli onorevoli Figuccia, Pullara e Lo Curto.
Per quanto riguarda i colleghi che hanno parlato in
precedenza, esclusivamente - voglio precisare - darò due minuti
perentori. Grazie.
Vorrei anche dire che è stato depositato un ordine del giorno
che dovreste già avere, che è stato recapitato all'Assessore su
cui, magari, se poi vuole esprimerci il suo parere possiamo fare
una votazione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. In realtà, di questa vicenda che
viene evidenziata, Assessore, che è una vicenda evidentemente di
una gravità enorme, perché la vicenda a cui lei fa riferimento,
Assessore, su questi progetti, diciamocelo, fotocopia , che
sono pervenuti all'Assessorato da parte della città
metropolitana, credo che vada fatto un lavoro per verificare che
cosa ci sta dietro.
Partiamo dall'idea che la disabilità possa entrare in tutte le
famiglie e al tema della disabilità si arriva davvero per le
strade più difficili e certamente più inaspettate: l'ecografia
di una mamma in gravidanza a cui verrà detto che il proprio
figlio, speciale, l'essere vivente che ha atteso, che ha sognato
sarà l'essere vivente che amerà sopra ogni cosa e sarà un bimbo
con bisogni speciali; alla disabilità si può arrivare per una
telefonata a seguito di un incidente stradale che ci fa scoprire
che il nostro più caro affetto rimarrà vittima di una
disabilità.
Ecco, la disabilità è qualcosa con la quale tutti possiamo
confrontarci e l'idea che non ci sia il giusto approccio da
parte delle istituzioni è veramente disarmante. Quindi, penso
che lei abbia colto, Assessore, davvero nel segno quando fa
riferimento all'interlocuzione necessaria e indispensabile con
il Ministero. Lei ha colto perfettamente nel segno quando fa
riferimento all'idea che non possono esserci distrazioni e che
vanno tutti inchiodati alle loro responsabilità.
Io vedo che lei sta facendo, in questi mesi, davvero uno
sforzo incredibile con dei risultati importanti e voglio
rassegnarle la piena e totale, non solo adesione a questo genere
di impegno ma disponibilità rispetto agli strumenti che sta
mettendo in campo, a partire dalla figura del garante,
continuando con questo sistema della task force.
Le chiedo davvero, da parlamentare regionale di questa
provincia di Palermo, che su questa vicenda della città
metropolitana possa farsi luce, perché non si può prendere sotto
gamba questa vicenda che lei, giustamente, sta mettendo in luce
e sta denunciando, perché così la percepisco di fronte ad un
tema di tale gravità.
Bisogna verificare le somme che sono state assegnate alla
città metropolitana di Palermo, come tutte le altre città; è
inaccettabile che vengano presentati progetti fotocopia quando
sappiamo bene che la storia di vita di ciascuno dei soggetti, di
ciascuno dei ragazzi disabili è una storia di vita che chiama in
causa un progetto educativo individualizzato, che chiama in
campo delle strategie che mettono insieme delle equipe
multidisciplinari rispetto alle quali, giustamente, non può
essere la figura dell'ATA che consideriamo una figura
assolutamente indispensabile per lo svolgimento di una serie di
servizi ma che, giustamente, non ha avuto una formazione, non ha
avuto quel percorso di specializzazione che ha portato il
personale che, invece, è stato formato con queste competenze.
Mi chiedo, Assessore, se non sia opportuno pensare ad una
Commissione d'indagine per comprendere cosa stia accadendo a
Palermo perché, probabilmente, la linea di confine talvolta tra
l'approssimazione e, invece, un modo allegro di gestire le cose
è spesso davvero labile.
Complimenti per aver messo luce su questo argomento e le
chiedo formalmente, se non sia ipotizzabile, un lavoro specifico
sulla città, perché no, con una Commissione di indagine su
questo tema. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha facoltà.
PULLARA. Grazie Presidente, grazie due volte per avermi dato
la parola. Intervengo perché, onestamente, non l'avevo pensato,
ma avendo presentato l'ordine del giorno con la collega Caronia,
insomma, era intervenuta lei e avevo abdicato, ma chiamato in
causa dall'assessore Scavone non posso che intervenire.
Assessore, veniamo dalla stessa esperienza perché abbiamo
fatto sanità e la sanità vuole l'utente, la persona al centro.
Ho sentito parlare di note, di risposte, di task force, però in
mezzo a tutte queste carte ci sono i bambini e le loro famiglie
e a lei questo sicuramente non sfugge.
Così come per quanto riguarda i progetti fotocopia, per carità
saranno anche fotocopia ma sono gli stessi problemi di tutti,
penso che la fotocopia è perché tutti vivono lo stesso problema,
allora il ragionamento lo dobbiamo fare al contrario, dobbiamo
provare, Assessore, ad eliminare un po' di carte e a trovare la
soluzione che è un'altra cosa, la gente ci vota e siamo seduti
qua non perché gli forniamo un'elencazione rubricata di
documenti ma perché forniamo risposte alle loro esigenze e sono
certo che a lei non mancherà lo spirito di iniziativa al di là
del corretto formalismo e a noi, Parlamento, come lo dimostra la
seduta di oggi e le presenze, sicuramente, non mancherà
sostenere con ogni forza qualsiasi iniziativa legislativa con
ricadute economiche per dare a questi piccoli bambini
un'assistenza in un momento intimo che non è un momento
qualsiasi, in un momento intimo e consentire alle famiglie di
mandare questi bambini serenamente a scuola. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pullara.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
prendo atto del buon lavoro fatto dal nostro Assessore nel
prendersi cura di tutte le iniziative necessarie a dare e a
mantenere la continuità dell'assistenza igienico-personale così
come di quella all'autonomia a cui hanno diritto i bambini, i
ragazzi, i giovani disabili che frequentano le nostre scuole.
È ben noto a tutti che sono un dirigente scolastico, quindi,
conosco ampiamente tutte le vicende legate alla difficoltà di
garantire davvero pari diritti a chi ha una diversità che lo
pone in una condizione, come dire, di diversità, di differenza,
ecco, di trattamento.
Purtroppo, la scuola ha le risorse che ha e mi sovviene
davvero difficile pensare che le scuole abbiano risorse a
sufficienza, sia dal punto di vista dell'autonomia finanziaria,
sia dal punto di vista delle risorse materiali umane che si
mettono a disposizione e mi riferisco al personale ATA, il quale
personale ATA, pur con tutta la buona volontà che può mostrare
anche l'incentivo economico che riceve - a suo tempo io ricordo
che prendevano circa seicento, settecento euro l'anno in più
rispetto al loro stipendio normale, ordinario per garantire
l'assistenza igienico-personale agli alunni disabili -,
tuttavia, nel dovere esplicitare una serie di funzioni che sono
legate alla propria mansione, non ultima quella della vigilanza
oltre che della pulizia degli ambienti scolastici, la cura della
relazione ed anche con le famiglie, eccetera, l'assistenza ai
bambini che normalmente fanno durante le ore del loro servizio
per evitare anche danni, incidenti, insomma la cura educativa
che comunque loro compete, mi risulta veramente difficile
pensare che le scuole abbiano tra il loro organico ATA tali e
tante di quelle risorse che possano sufficientemente, non dico
in maniera ottimale, ma addirittura sufficientemente garantire
la piena integrazione, il pieno diritto all'autonomia,
all'autosufficienza, all'assistenza igienico-personale, non
parliamo di quello all'autonomia e alla comunicazione che,
certamente, richiede un'ulteriore specializzazione che è ben
oltre, ovviamente, le competenze del personale ATA e va
garantita con le forme che già conosciamo attraverso cui la
famiglia stessa chiede il reclutamento di questo personale
all'ente gestore che è, di volta in volta, o il comune o la
città metropolitana.
Quindi, valuto che lei ha fatto un ottimo lavoro anche nel
rendicontare a quest'Aula, a questo Parlamento, quanto sia stato
importante per il Governo seguire questi processi e questi
percorsi.
Tuttavia, non abbiamo risolto le problematiche e voglio non a
favore dei colleghi che, certamente - io sono una che non so
copiare neanche da me stessa, dalla bella alla brutta copia,
riscrivo le cose, quindi, ogni tanto faccio anche impazzire
l'addetto stampa del mio Gruppo perché, come dire, cambio sempre
tutto in corso d'opera, quindi, non è facile seguire una persona
magmatica come me -, però mi rendo conto che i problemi sono
analoghi nelle scuole che, al di là del singolo percorso
individualizzato che all'interno della scuola viene definito
attraverso il piano individualizzato dell'insegnamento, che
viene redatto secondo le formule, i criteri, le persone i
soggetti specialistici che ci sono nel mezzo, poi ci sono
problemi di carattere materiale, di carattere proprio
organizzativo, di carattere legato alla specificità di ogni
scuola che rendono analogo il problema, lo rendono palpabile per
quello che è.
Quindi, non mi stupisco, anche se mi è difficile da
comprendere, ripeto, perché non copio neanche da me stessa, come
sia possibile che siano arrivati 34 progetti fotocopia. Non lo
so, non lo capisco. Sarebbe utile, mi piacerebbe anche
guardarli, perché sono una che ama leggere e poi i fatti di
scuola li conosco e li comprendo, più facilmente di altre cose.
Noi in Commissione Bilancio' ci siamo fatti carico di
sostenere l'idea che, al di là delle interpretazioni di natura
burocratese, si andasse oltre la possibilità di restare dentro i
dodicesimi previsti dal fatto che non siamo ancora in possesso
di un bilancio, però, assessore, riteniamo doveroso
intraprendere se lei valuterà che ci sono delle inadempienze nei
confronti del Ministro, per dire, che è il soggetto
istituzionale più alto in carica che, ovviamente, ricomprende
tutte le singole amministrazioni regionali che sono i vari
uffici dell'USR, e in Sicilia abbiamo l'USR Sicilia, valuti lei
se non sia il caso - e mi troverà al suo fianco senza se e senza
ma - intraprendere anche azioni legali perché il Ministro possa
essere anche condannato.
Io, personalmente, le dico ed è storia che è scritta negli
atti della mia vita professionale, quindi rimangono agli atti
della scuola che ho diretto, ho di fronte alle ripetute e
reiterate indifferenti parole scritte, a suo tempo, dall'USR
Sicilia, mi perdoni un solo secondo, per il cui conto parlava
anche l'Ufficio scolastico territoriale di competenza che era
quello di Trapani, io di fronte all'indifferenza, alla legge
finanziaria a cui venivano fatti soggiacere i diritti dei
bambini disabili, ad un certo punto ho consigliato ai genitori
di adire le vie legali. Ebbene, è stato condannato il Ministero.
Il Ministero della Pubblica Istruzione, con una sentenza
veramente epocale, perché non esiste legge di bilancio che possa
essere superiore al diritto che viene sancito dalla legge degli
alunni disabili ad avere tutto, tutto, come dire, tutti i
servizi a cui hanno diritto.
Chiudo con una cosa, con un suggerimento
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la invito a concludere.
LO CURTO. Sì, ho concluso, signor Presidente.
Questa cosa la voglio dire perché dobbiamo capire che non
esiste un capo che è al di sopra della legge. La legge è legge e
va fatta rispettare. Viene rispettata da tutti, compresi i
Ministri e compresi i Capi di Governo. Anche noi, quindi, siamo
nelle condizioni di fare rispettare il diritto, se questo
diritto viene leso e viene riconosciuta la lesione.
Detto ciò, a Marsala si verifica una cosa: esiste un solo
Istituto
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto
LO CURTO. No, lo voglio dire, perché, non mi capita domani,
signor Presidente, la prego. Ed è bene che se ne parli perché il
Parlamento ascolti.
PRESIDENTE. Ci sono i lavori in Commissione, gli altri
colleghi si sono attenuti al tempo. La prego di non mettermi in
imbarazzo. Concluda.
LO CURTO. Un secondo
PRESIDENTE. Concluda. Non mi costringa a staccare il
microfono.
LO CURTO. Esiste un Istituto, in Sicilia, l'unico per
audiofonolesi, che era un convitto. A Marsala esiste, da secoli.
Ora questo convitto è passato, non è più scuola. Si fa solo
un'assistenza integrata ed integrativa alla scuola. Per effetto
della norma regionale che lei ha citato, la finanziaria del
2016, le competenze passano al comune. Il comune si rifiuta di
riconoscere a questi alunni, alunni delle scuole, comunque, che
frequentano le scuole, la dovuta assistenza.
Le chiedo, Assessore, di fare una circolare esplicativa,
perché ci sono dirigenti e funzionari che non hanno la capacità
di interpretare il loro ruolo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la prego di concludere il suo
intervento.
Sono iscritti a parlare, per una brevissima replica, gli
onorevoli Schillaci, Caronia, Di Paola e Caputo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, ringrazio l'Assessore per il suo
puntuale excursus che ha fatto, però, vede Assessore, la verità
è che, oggi, i nostri ragazzi sono a casa. Sono a casa, non
vanno a scuola e gli viene negato un diritto.
Ed io credo che su questo, Assessore, lei debba attenzionare
il suo Assessorato perché, secondo me, ci sono profili per
procedere perché viene negato un diritto che è sancito dalla
Costituzione e che una legge di questo Parlamento, la n. 10 del
2019, ha ulteriormente ribadito.
Torno un attimo, però, alle sue dichiarazioni.
Veda, abbiamo perso tempo. Abbiamo perso un anno perché lei,
in quest'Aula, a noi dell'opposizione ha detto: Va bene,
proviamo a vedere di considerare questi servizi non di base,
perché i collaboratori scolastici non possono erogare, a detta
di tutti, questo tipo di servizi integrativi, allora, vediamo di
considerarli come dei servizi specialistici ed elaboriamo dei
progetti .
Abbiamo perso tempo, Assessore. Non occorreva elaborare dei
progetti. Abbiamo elaborato e prodotto carte su carte,
inutilmente. Oltretutto, lei mi sta dicendo dei progetti che
hanno, anche, una certa opacità.
Questa è una cosa che, poi, lei vedrà con i suoi uffici, farà
un percorso diverso ma a noi interessa portare i ragazzi a
scuola.
Non occorrono i progetti, già ci sono i piani individuali.
Bastava una semplice circolare da parte dell'Assessore, che
chiedeva, attraverso gli enti locali
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, concluda.
SCHILLACI. Concludo, dicendo che occorreva, bastava farsi dare
dai dirigenti scolastici i fabbisogni. Non occorrevano progetti.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
Raccomando sempre i tempi contingentati.
CARONIA. Sarò ancora più breve perché ritengo il mio
intervento quasi del tutto assorbito da ciò che ha detto
l'onorevole Pullara.
Vorrei, semplicemente, come dire, in due parole, anzi in una
parola, rappresentare all'Assessore l'importanza di questo
ordine del giorno che, sostanzialmente, riassume le ragioni per
le quali, oggi, abbiamo fatto, secondo me, questo intervento,
cioè quello che, poi, in qualche modo, è ciò
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, la collega sta illustrando
l'ordine del giorno. La prego, se lei vuole intervenire si
iscriva, ma non può disturbare l'intervento dell'onorevole
Caronia.
Prego, onorevole Caronia.
CARONIA. Grazie, Presidente. Dicevo, quindi, sarò rapidissima
perché il senso di questo ordine del giorno mi sembra
abbastanza, come dire, nella parte dell'impegno del Governo,
sostanzialmente ciò che ha detto.
Noi non l'abbiamo chiamata task force ma l'abbiamo chiamato
tavolo tecnico per affrontare, in maniera congrua, quello che è
un problema di legge. Il CGA ha dato queste indicazioni molto
precise. Questo tipo di servizio non lo possiamo perdere.
L'obiettivo, chiaramente nelle more, è quello di dare assistenza
ora, subito, attraverso i sistemi questi di servizi integrativi,
ovviamente, rivedendo e sollecitando le province, gli enti, come
dire, le Città metropolitane, affinché le progettualità siano
congrue perché, presidente poc'anzi anche lei, so che ha seguito
molto la vicenda.
Conosciamo tutti quali sono sia i fabbisogni, sia gli importi
che sono necessari per poter dare seguito a questo servizio.
Quindi, non credo che sia così complesso per le province e per
gli istituti scolastici formulare delle proposte congrue. E, mi
permetto di dire solo questo, non soltanto, per esempio, alla
provincia di Palermo, giusto perché è la mia, 36 scuole, ma
esteso a tutte quanto le scuole perché se gli operatori socio-
assistenziali oggi sono 180, non avrebbe senso mandare alcuni ed
altri no, non avrebbe proprio una logica.
Quindi, in questo senso, era la spiegazione del nostro ordine
del giorno che mi auguro che sia apprezzato positivamente dal
Governo ma anche dall'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
Poi sono iscritti a parlare gli onorevoli Caputo, Lentini e
Dipasquale.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora, ieri
il dirigente ha detto che la Regione non entra in merito ai PEI.
Oggi, l'Assessore, ci dice invece che ci sono dei PEI che sono
similari tra di loro. Ora, le disabilità, io non entro in merito
alla disabilità, lei ha detto che ci sono dei PEI che sono
similari, che possono essere, che ci sono dei PEI che sono
similari.
E allora, Assessore, ci sono disabilità, l'autismo, la
tetraparesi spastica che sono similari. Dico, trovo inaudito che
un bambino che nasca con disabilità nella Città metropolitana di
Messina possa avere il servizio aggiuntivo sull'igienico
sanitario ed un bambino siciliano che nasce nella Città
metropolitana di Palermo o in qualche altro Libero Consorzio non
ha questo servizio. E' inaudito, Assessore
E, ripeto, non facciamo confusione con il personale ATA. Il
personale ATA non accompagna il bambino disabile in bagno e non
è possibile che sia il genitore ad andare a scuola e ad
accompagnare il bambino disabile in bagno. I PEI sono stati
fatti e ci sono pure delle Pec che sono state inviate dai
genitori alle Città metropolitane, Liberi Consorzi ed anche in
dipartimento ci sono delle Pec, e possono essere riscontrabili,
che richiedono questo servizio. Ci sono pure i PEI.
Lo scorso Governo regionale, Presidente, è stato travolto per
quanto riguarda la gestione della disabilità. Noi abbiamo
provato, Assessore, a dare delle soluzioni, a fare delle
proposte, ma a questo punto, poi, ci saranno le famiglie dei
genitori che, come dire, faranno le opportune considerazioni e
poi si vedrà se è un problema con il Ministero o è un problema
regionale dove si disattendono delle leggi regionali.
Chiudo, Presidente, dicendo una cosa. In finanziaria abbiamo
inserito l'articolo 5, comma 7, per venire incontro a tutti
questi lavoratori, assistenti alla comunicazione e assistenti
igienico-sanitari che durante la pandemia non hanno lavorato,
non hanno lavorato E, ad oggi, questo articolo e questo comma
non è stato attuato. Assessore, quando l'attuiamo questo
articolo per dare, come dire, un aiuto a questi lavoratori che
durante la pandemia non hanno lavorato perché le scuole sono
rimaste chiuse? Abbiamo fatto l'articolo, c'è il comma,
attuiamolo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi
deputati, sarò molto breve anche perché i temi esposti finora
dai miei colleghi, ovviamente, riassumono anche il mio pensiero
e l'estrema necessità di un intervento immediato.
Io la ringrazio, Assessore, non solo per la presenza e per la
sua attività che ha svolto finora. Ho avuto modo di apprezzare
già a luglio di quest'anno la sua sensibilità nel momento in cui
sono stati effettuati diversi incontri ai quali lei poi ha dato
seguito con la delibera del mese di luglio del 2020. Tutti ci
aspettavamo da quella delibera, effettivamente, che il problema
potesse essere non risolto, ma affrontato e, quanto meno,
garantito il servizio che avevamo in un certo senso da tempo
allarmato sia per quanto riguarda la situazione più importante
degli studenti disabili, ma anche quello dei lavoratori.
Noi in Commissione chiediamo ancora oggi che questa delibera
venga data esecuzione, ma oltre alle tematiche che abbiamo posto
ieri al dirigente generale del suo Assessorato, abbiamo chiesto
proprio per evitare che questi progetti non vengono esaminati o
vengono ritenuti di carattere generico che vengano emesse delle
linee guide per dare la possibilità e ai dirigenti, ma io direi
anche ai comuni, di poter seguire le caratteristiche che
permettano di ottenere questi servizi aggiuntivi. Io ho
incontrato diversi dirigenti e apprezzo anche che lei oggi nel
suo intervento ha citato la nota che le è stata inviata dal
Coordinamento H e so che l'ha incontrata, ha incontrato il
Presidente, e, appunto per questo, io le chiedo, Assessore, di
dare attuazione a queste unità di valutazione multidimensionali
per attuare proprio i piani personalizzati che costituiscono i
progetti di vita che garantiscono i servizi ai disabili così
come prevede l'articolo 14 della legge 328 del 2000.
Io, per questo e anche sotto questo aspetto, le chiedo proprio
che questo piano integrativo, come parte integrante di questo
progetto, possa essere attuato perché tramite questa previsione
noi sicuramente, non solo affronteremo, ma daremo la possibilità
di garantire il servizio non per la restante parte dell'anno
scolastico ma sicuramente per quello che dovremo affrontare
nell'anno prossimo. Io, per questo, e sin d'ora do la
disponibilità a rendermi parte attiva per attuarmi, per attuare,
questa proposta con la speranza che l'Assessorato e i suoi
uffici possano darne piena attuazione. La ringrazio, Assessore.
PRESIDENTE. L'onorevole Lentini rinuncia all'intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi
parlamentari, il mio sarà un intervento, Assessore, costruttivo
e propositivo, non a caso il Partito democratico non è neanche
intervenuto nella prima frase proprio perché volevamo ascoltare
l'Assessore perché riteniamo che la questione che riguarda
veramente questo servizio è così delicata e così importante che
non si presta né a forme di attacchi pretestuosi o, ecco,
polemici almeno fino alla fine io dico nei confronti
dell'Assessore, tanto meno neanche io mi aspetto dalla
maggioranza quegli atteggiamenti di cercare di scaricare
responsabilità al Governo nazionale ora li dobbiamo
perseguitiamo i ministri, ora li ammazziamo, li denunziamo, poi
vediamo anche l'Europa, l'America . Cioè, io ritengo che non
servono né attacchi d'ufficio né posizione strumentali
dell'opposizione e neanche difese della maggioranza a maggior
ragione spostando il problema verso quelle che sono
responsabilità nazionali.
Noi abbiamo un problema, il problema ce l'abbiamo in Sicilia,
è un problema serio e lì, Assessore, ci sono cose che sono solo
di sua competenza, cioè noi dobbiamo mettere in condizione il
servizio di funzionare e funzionare subito. Cioè non possiamo, e
lei ne ha gli strumenti necessari e utili per poterlo fare.
Io penso che questo dibattito e questo confronto sia stato
utile e io sono sicuro a nome del Partito democratico le
riconsegniamo questa ulteriore fiducia che è la fiducia che
diamo a lei per far ripartire questo servizio e farlo partire
bene con tutte quelle questioni che sono rimaste in sospeso
anche dal punto di vista dell'applicazione normativa. Quindi, il
nostro approccio su questa vicenda e su questa questione è di
questo tipo, però ovviamente ci aspettiamo da lei risposte
concrete, risposte immediate perché questa non è una
problematica che non può non essere risolta in breve tempo.
Presentazione e votazione dell'ordine del giorno n. 434
PRESIDENTE. E' stato presentato l'ordine del giorno n. 434, a
firma degli onorevoli Caronia ed altri. Il parere del Governo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
16.00 per il seguito dell'ordine del giorno.
(La seduta, sospesa alle ore 12.41, è ripresa alle ore 16.03)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi il
Governo, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.43)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi, buon pomeriggio.
Comunico che è appena terminata una riunione della I
Commissione, sugli enti locali. Contemporaneamente, da uno
scambio di battute che abbiamo avuto, scusate se mi date un
attimo di attenzione, anche dietro di me come al solito. Grazie.
Scusatemi, colleghi, se state un attimo in silenzio vediamo di
capire l'ordine dei lavori quale deve essere. Siccome
l'Assessore Cordaro nel fascicolo che riguardava lo stralcio sul
riordino dell'edilizia non ha trovato, nel senso che non c'è,
non nel senso che non li abbia trovati lui, tutta la serie di
articoli che riguardavano quello sulla semplificazione e
dovevano essere uniti, io non ho nessuna difficoltà ad
accettarli anche come aggiuntivi questi emendamenti però non c'è
dubbio che devono essere visti dagli Uffici e quant'altro.
Per quanto mi riguarda non c'è problema a sistemare la vicenda
anche direttamente in Aula, però avendo invece una certa urgenza
il disegno di legge sugli enti locali, io riterrei per un fatto
di ordine, di serenità di tutti, che noi, e se la Presidente
Savarino è d'accordo, mi piacerebbe che questa situazione di
questo disegno di legge fosse riordinata in Commissione perché,
come dire, qua rischiamo di fare altrettanta confusione.
Questa sarebbe la mia proposta, ma non rimandarla in
Commissione, io non chiedo di rimandare la legge in Commissione,
io chiedo soltanto che, materialmente, si faccia ordine negli
Uffici della Commissione su quello che è, quindi aggiungendo
questi articoli e che invece di essere considerati aggiuntivi li
inseriamo direttamente nel fascicolo e la votiamo domani; non
credo che ci sia un problema, anche perché quello che invece
dall'altro lato emerge è che sugli enti locali ci sono delle
norme che se dovessero essere approvate da quest'Aula devono
essere approvate urgentemente perché si creerebbero problemi
sulle elezioni prossime, sia delle province che dei comuni, in
funzione di alcune modifiche che gli emendamenti vorrebbero
apportare e, quindi, è necessario, oggi, comunque fare quella
sugli enti locali.
Sull'ordine dei lavori
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro le do la parola, però diciamo
che salvo problemi di emergenze che non intravedo, diciamo che
questa è la decisione. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, salvo complicazioni, come si dice in situazioni più
drammatiche di queste, non è ovviamente il mio intervento un
intervento destinato a confutare quello che lei ha detto, ci
mancherebbe. Vorrei però ricordare a lei che questo lavoro di
collazione tra le norme di recepimento del DL semplificazioni
e lo stralcio I che riguarda le norme del DL sul riordino
dell'edilizia che hanno trovato tutti d'accordo in Commissione e
i Gruppi parlamentari, è già stato fatto.
Io non ho alcuna difficoltà ad andare a domani, ma vorrei
ricordare che i colleghi della IV Commissione, ricordo il
collega Barbagallo per il Gruppo Partito Democratico, piuttosto
che i colleghi Trizzino e Zito per il Gruppo Movimento Cinque
Stelle e tutti gli altri colleghi della maggioranza, a partire
dalla Presidente Savarino, erano presenti: questo è un lavoro
che è stato fatto in assoluta concordia nell'interesse esclusivo
di chi aspetta che il Decreto legge semplificazioni venga
recepito nella normativa regionale, per cui, ribadisco da parte
mia nessuna difficoltà ad andare a domani in ragione
dell'evidente incomprensione, visto che ritenevamo che avendo
fatto proprio questo lavoro in Commissione, signor Presidente,
avremmo trovato già all'interno dello stralcio I anche le norme
che recepiscono il DL semplificazioni . Non essendoci le norme
sul DL semplificazioni e lavorando mentre noi stiamo parlando,
perché lo stanno già facendo, Presidente e colleghi, gli Uffici
dell'assessorato e gli Uffici della IV Commissione per svolgere
materialmente questa attività, per quanto mi riguarda nulla
quaestio a rinviare a domani la trattazione.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, io non cerco di scoprire se
questa cosa è vera o non è vera, dò assolutamente per certo che
c'è questo accordo in Commissione e ne abbiano anche parlato in
Aula, per cui pure pubblicamente, quello che dico è una cosa
semplicissima, le soluzioni possibili sono due: una che vengano
presentati ora degli emendamenti, un emendamento per ogni
articolo del DL semplificazioni piuttosto che un unico
emendamento che li comprenda tutti, io non lo so, ma qui non ci
sono, per cui o andiamo avanti con il disegno di legge e
vengono presentati ma visto e considerato che c'è una premura
sul disegno di legge degli enti locali
(voce fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. Perché ha preso la parola se era già stato deciso?
Questo è stato deciso, che, con la Commissione
(voce fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, non c'è bisogno di spiegare
cose che sono già chiare. Non è che noi cerchiamo chi è che ha
sbagliato nel fare il fascicolo, a questa Presidenza ieri è
arrivata la richiesta di stralcio, dalla legge originaria, di
una ventina di articoli. Abbiamo, a seguito dell'intervento
dell'onorevole Savarino e del Governo, stralciato quegli
articoli. Del Decreto semplificazioni qui in Presidenza non è
arrivato niente, quindi dobbiamo dare il tempo che arrivi e
secondo me si può fare in ordine non presentando emendamenti,
che secondo me sarebbe sbagliato, ma risistemando il disegno di
legge aggiungendo quegli articoli che c'erano.
Benissimo, Abbiamo chiuso l'argomento.
I/A
Seguito della discussione del disegno di legge
Norme in materia di enti locali . (nn. 824-810 Stralcio
I/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Norme in
materia di enti locali» (nn. 824-810 Stralcio I/A).
Avverto che immediatamente dopo l'Aula, non avendolo potuto
fare prima, convoco una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per sapere il disegno sull'edilizia se farla domani
o rinviarla alla settimana prossima.
Finiamo con il disegno di legge sugli enti locali e subito
dopo si terrà una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in cui decideremo cosa fare.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. l.
Modifiche all'articolo 109 bis della legge regionale 15 marzo
1963, n. 16
in materia di mancata approvazione dei bilanci di previsione
e dei rendiconti di gestione degli enti locali
1. All'articolo 109 bis della legge regionale 15 marzo 1963,
n. 16, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo ed al secondo comma dopo le parole approvazione
del bilancio sono aggiunte le parole di previsione ;
b) al terzo comma le parole e rimane sospeso nelle more
della definizione della procedura di applicazione della sanzione
dello scioglimento sono soppresse;
c) il quarto comma è sostituito dal seguente 4. La mancata
approvazione del rendiconto di gestione nei termini di legge
comporta la trasmissione della delibera consiliare e dei
relativi atti alla Procura generale della Corte dei Conti per le
eventuali determinazioni di competenza. ».
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è sugli enti locali, prego.
SAVARINO. Grazie, Presidente. Io avevo presentato un
emendamento sull'articolo 1, ma dopo lunga discussione con
l'Assessore e anche col Presidente della Commissione e i
colleghi in Commissione, il principio che viene messo finalmente
in chiaro dall'articolo 1 prodotto dalla Commissione I, cioè che
solo la non approvazione del bilancio di previsione dà come
conseguenza lo scioglimento, e non anche i rendiconti, come
inopportunamente in questi anni invece è successo.
PRESIDENTE. Sono d'accordissimo con la Commissione e con lei.
SAVARINO. Quindi ritiro il mio emendamento, perché questa
norma già chiarisce che quindi soltanto il bilancio di
previsione può dare seguito, come sanzione, allo scioglimento,
sembrava eccessivo tutto il resto.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.2 è dunque ritirato. L'emendamento
1.1 è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.3.
CANNATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANNATA. Signor Presidente, componenti della Giunta, colleghi,
sostanzialmente la riproposizione, che non è altro che una
riscrittura della lettera c) per come è stata formulata da parte
della Commissione, consente di chiarire al meglio quella che è
l'interpretazione da parte dell'articolo 58 della l. r. n. 26
del 1 settembre 1993.
Sostanzialmente, quindi, fino ad oggi che il Parlamento non si
era mai pronunciato su un vuoto legislativo, che è quello di
chiarire che la sospensione e quindi, di conseguenza, da parte
del Consiglio comunale, che lo scioglimento è causa solamente
laddove non approva, appunto, il bilancio di previsione; con
questa norma finalmente noi copriamo un vuoto legislativo,
rettificando che si tratta invece del rendiconto di gestione.
Quindi, le conseguenze non sono le medesime che si applicano
allo scioglimento, ma occorre però colmare ulteriormente il
vuoto legislativo dando una corretta interpretazione
all'articolo 58, perché, altrimenti, si crea ulteriormente
sempre un vuoto, nel momento in cui si vanno a disporre e ad
applicare queste norme.
Nello specifico tra l'altro, come sappiamo, i Consigli che ad
oggi sono stati coinvolti sono quelli di Siracusa e Sciacca, e
al riguardo io pure ho l'avallo da parte dell'Ufficio legale
riferito al ricorso che è stato innescato da parte dei
consiglieri comunali di Siracusa, con riguardo appunto
l'impugnativa della norma, chiaramente si specifica che,
appunto, la mancata approvazione del rendiconto di gestione non
può avere queste conseguenze.
Di conseguenza oggi, noi, nel momento in cui andiamo a
legiferare e finalmente mettere un punto fermo, non possiamo che
avere come conseguenza di interpretare correttamente anche
l'articolo 58.
Quindi ne chiedo l'approvazione, perché solamente così si può
finalmente colmare una lacuna che ad oggi ha portato delle
conseguenze quale, appunto, è quella della democrazia dei
consiglieri che si vedono applicate delle sanzioni che non erano
assolutamente previste fino ad oggi in alcun testo normativo
regionale.
PRESIDENTE. Grazie, c'è un dibattito anche all'interno della
Presidenza su questo articolo, su questo emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi
dispiace, lo faccio anche con affetto nei confronti della
collega.
Qui non si tratta, noi non stiamo interpretando una legge
perché c'era un vuoto, noi stiamo modificando una legge che,
sulla base dell'attuale, non interpretazione, ma i Testi unici
degli enti locali hanno sempre equiparato il bilancio di
previsione all'atto di rendiconto finale di un comune, questo,
fino ad oggi, è stato il principio giuridico su cui ci sono,
come dire, anche, sentenze - collega - dei TAR e del CGA che si
sono espressi in ragione delle norme vigenti.
Noi con questo disegno di legge stiamo modificando le norme
vigenti, stiamo dicendo che una cosa è il bilancio di
previsione, altra cosa è il rendiconto, che hanno conseguenze
diverse per la vita degli enti locali, mentre per i primi
manteniamo la sanzione dello scioglimento, anche perché non si
capisce se un consiglio comunale ha una maggioranza che la pensa
diversamente dalla proposta della Giunta, modifica l'atto di
previsione; mentre sul rendiconto, poiché è immodificabile
perché sono spese effettuate, è evidente che non può esserci una
sanzione di decadenza. Questa è la norma che stiamo proponendo.
Ma questa norma, signor Presidente, non può interpretarsi
retroattivamente perché non è un'interpretazione, noi stiamo
modificando i principi vigenti sul Testo unico degli enti locali
con una nuova norma in cui diciamo: una cosa è il bilancio di
previsione, altra cosa è il rendiconto generale .
Ecco perché insistere su un'idea che possiamo interpretare
retroattivamente una norma è illogico dal punto di vista
legislativo, lo dico ai colleghi, perché noi non è che possiamo
fare norme che hanno efficacia retroattiva, perché la legge
entra in vigore nel momento in cui sarà pubblicata in Gazzetta
ufficiale, non può entrare in vigore prima che venga pubblicata.
Quindi, lo dico ai colleghi perché aprire questa discussione
diventa, anche, un modo che giuridicamente ci porta fuori
strada.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Cannata, io, intanto che andiamo
avanti, vorrei chiederle di parlare un attimo con gli Uffici
perché è escluso che si possa fare questa cosa, proprio escluso,
mi dispiace dirglielo perché il problema non è di tipo politico,
è un fatto, cioè nel senso che una norma, per quanto
interpretativa, non può annullare effetti già maturati con altre
leggi.
Come dire, non possiamo fare niente, lo possiamo fare da oggi,
non possiamo annullare effetti già maturati con altre leggi.
Per cui, come dire, è una cosa, materialmente sì, lei, però,
piuttosto che parlare, veda, siccome lei mi ha detto che aveva
dei precedenti e altri documenti, li comunichi qui agli Uffici,
però le garantisco che è difficile che si possa cambiare.
Accantono l'articolo e l'emendamento un attimo, lo faremo
dopo, andiamo avanti e poi alla fine lo riprendiamo.
E quindi a questo punto si passa all'articolo 2, perché era
l'unico emendamento che rimaneva sull'articolo 1.
Ne do lettura:
«Art. 2.
Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 26 agosto
1992, n. 7
in materia di incompatibilità con la carica di assessore
comunale
1. All'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7
e successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 7 è
aggiunto il seguente:
7 bis. La carica di assessore comunale è incompatibile con la
carica di
Assessore presso altro comune. Il soggetto che viene nominato
assessore in due comuni diversi, deve optare per una delle
cariche entro cinque giorni dall'ultimo atto di nomina. »
Si passa all'emendamento 2.1 a firma della Commissione, che è
un emendamento tecnico.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su questo emendamento? Ne ha facoltà.
ARICO'. No, Presidente, non ho avuto modo di vederlo, però
volevo attenzionare l'Aula su un vulnus del legislatore, nel
senso che è capitato più volte che alcuni consiglieri comunali
facessero anche gli assessori in altri comuni. E allora, vorrei
capire se è una cosa che può avere un senso mantenere, o
comunque non impedire, o comunque al pari degli assessori
comunali, anche i consiglieri comunali dovrebbero essere
incompatibili con cariche assessoriali in altri comuni d'Italia,
tutto qui. Volevo attenzionare, purtroppo io non sono in I
Commissione, quindi non ho potuto mai attenzionare.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, io sinceramente pensavo che fosse
già così, ma se non lo è, c'è un emendamento che lo evita? Lo
avete presentato?
ARICO'. Volevo capire se ci sono i tempi di scrivere un
emendamento, se la Commissione è favorevole. Purtroppo non ho
partecipato ai lavori della Commissione.
PRESIDENTE. Bene, fatelo. Se effettivamente è come dice lei -
che è un fatto curioso oggettivamente - proviamo a sistemarlo.
Se qualcuno presenta un emendamento, se è la Commissione stessa
ancora meglio, lo facciamo votare sicuramente.
Intanto, se avete ricevuto il 2.1 della Commissione, lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Quindi, l'articolo 2 non ha altri emendamenti. Pongo in
votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 26 agosto 1992,
n. 7
in materia di numero massimo di mandati del sindaco
All'articolo 3 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 3 è aggiunto
il seguente:
3 bis. In conformità a quanto disposto dal comma 138
dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56 nei comuni con
popolazione fino a 3.000 abitanti non si applicano le
disposizioni di cui al comma 3. Ai sindaci dei medesimi comuni è
comunque consentito un numero massimo di tre mandati».
Ritira gli emendamenti soppressivi, onorevole Ciancio?
CIANCIO. No, Presidente, il primo non lo ritiro.
PRESIDENTE. Il 3.1, dell'onorevole Barbagallo, porta da tre
mila a cinque mila abitanti i comuni per il terzo mandato.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, questo articolo, che ci è stato
richiesto, e finalmente, probabilmente, non diciamo gatto se non
è nel sacco, oggi dovrebbe diventare legge, è stato richiesto da
tantissimi sindaci dei piccoli comuni, finalmente insomma nella
prospettiva delle prossime elezioni, sperando che la morsa della
pandemia si allenti, potranno proporsi per il terzo mandato.
Io ho inserito una parola, ed è la proposta del 3.2, in cui si
parla di consecutivi, perché nella definizione dell'articolo 3,
quando l'ho formulato come emendamento in Commissione, non avevo
inserito questa parola che invece rende più compiuto e corretta
nell'interpretazione la norma.
Per quanto riguarda il fatto di portare a cinque mila abitanti
la soglia del numero di abitanti dei comuni, esprimo favore nei
riguardi di questa proposta. Non l'avevo fatta perché mi
sembrava un po' azzardosa nei riguardi di una Commissione che
nel tempo, non so perché, si era un po' messa di traverso,
addirittura ai soli tre mila abitanti. Quindi, appongo anche io
la mia firma ed ho concluso.
PRESIDENTE. L'emendamento Barbagallo, che è praticamente
firmato da tutti, da quello che ho capito, o quasi da tutti, da
chi lo vota vuol dire che è firmato.
Quindi, pongo in votazione l'emendamento 3.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Dipasquale, quello sulle province è dopo non è
adesso. Ci sono ancora altri articoli da vedere. E' un
aggiuntivo, ne parliamo dopo, non è sull'articolo è un
aggiuntivo, quindi ne parliamo dopo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Genovese, Zitelli e
Galvagno hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
I/A
Riprende la discussione del disegno di legge «Norme in materia
di enti locali»
(nn. 824-810A - Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, forse ci siamo capiti male prima,
il 3.3 non era ritirato.
PRESIDENTE. Lei mi ha detto che era ritirato.
CIANCIO. Siccome abbiamo votato, vorrei che rimanesse agli
atti che il Gruppo Movimento Cinque Stelle è contrario a questo
articolo.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Riduzione numero sottoscrizioni per la presentazione di liste
e candidature durante l'emergenza epidemiologica da Covid-19
1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza
epidemiologica da Covid-19 deliberato dal Consiglio dei
Ministri, per le elezioni degli organi degli enti di area vasta
e per le elezioni comunali il numero minimo di sottoscrizioni
richiesto per la presentazione delle liste e delle candidature è
ridotto ad un terzo».
All'articolo 4 non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Nomina di commissari straordinari a seguito
dell'annullamento delle elezioni comunali
1. Il secondo comma dell'articolo 56 del decreto legislativo
del Presidente della Regione 20 agosto 1960, n. 3 e successive
modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Nel caso in cui sia stata pronunciata sentenza che comporta
la necessità della ripetizione, anche parziale, della
consultazione elettorale, l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica provvede alla gestione dell'ente
locale mediante la nomina di un commissario straordinario,
individuato con le modalità di cui all'articolo 55
dell'ordinamento amministrativo degli enti locali nella Regione
siciliana approvato con la legge regionale 15 marzo 1963, n. 16
e successive modifiche ed integrazioni».
All'articolo 5 non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Rimborso spese commissari straordinari
1. Al comma 4 dell'articolo 55 dell'ordinamento amministrativo
degli enti locali nella Regione siciliana approvato con la legge
regionale 15 marzo 1963, n. 16, dopo le parole Giunta
regionale sono aggiunte le parole nonché il rimborso delle
spese di viaggio, vitto ed alloggio, effettivamente sostenute
con le modalità ed i limiti previsti dalle leggi 18 dicembre
1973, n. 836 e 26 luglio 1978, n. 417».
All'articolo 6 è stato presentato un emendamento soppressivo a
firma degli onorevoli Cannata e Amata.
Onorevole Amata è ritirato?
AMATA. Sì.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Commissario straordinario in caso di sospensione
dalla carica di Sindaco metropolitano
1. All'articolo 12 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15
e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 2 dopo le parole che lo sostituisce nei casi di
assenza o impedimento sono aggiunte le parole nonché nel caso
di sospensione dall'esercizio della funzione a seguito di
provvedimento prefettizio emesso ai sensi dell'articolo 11 del
decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 ;
b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. Nei casi di sospensione dalla carica del Sindaco
metropolitano, a seguito di provvedimento prefettizio emesso ai
sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo n. 235/2012,
qualora l'ente si trovi contemporaneamente privo sia del
Vicesindaco sia del consiglio metropolitano, alla gestione della
Città metropolitana provvede l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica mediante la nomina di un
commissario straordinario, con le modalità di cui all'articolo
55 dell'ordinamento amministrativo degli enti locali nella
Regione siciliana approvato con la legge regionale 15 marzo
1963, n. 16 e successive modificazioni ed integrazioni. Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano anche nel
caso di cessazione dalla carica del sindaco del comune ove ha
sede la Città metropolitana. .
2. Dall'applicazione del presente articolo non discendono
nuovi o maggiori oneri a carico della finanzia pubblica».
All'articolo 7 è stato presentato un emendamento dalla
Commissione che sopprime il comma 2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Commissari ad acta in materia di gestione integrata dei
rifiuti
1. Al comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9, le parole con decreto dell'Assessore regionale per
le autonomie locali e la funzione pubblica sono sostituite
dalle parole con decreto dell'Assessore regionale per l'energia
e i servizi di pubblica utilità».
All'articolo 8 è stato presentato un emendamento a firma degli
onorevoli Palmeri e Tancredi, Foti, Pagana e Mangiacavallo.
Gli onorevoli Palmeri e Tancredi lo ritirano.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30.
Istituzione di nuovi comuni
1. All'articolo 8 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
30 e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) il comma 6 è sostituito dal seguente Fatti salvi i casi di
fusione tra più comuni, non possono essere istituiti nuovi
comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti o la cui
costituzione comporti, come conseguenza, che altri comuni
restino con una popolazione inferiore a 10.000 abitanti. ;
b) i commi 6 bis e 7 ter sono abrogati».
All'articolo 9 è stato presentato un emendamento a firma degli
onorevoli Cannata e Amata.
Onorevole Cannata, lo ritira?
CANNATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANNATA. Signor Presidente, all'articolo 9 ho presentato un
soppressivo perché, sostanzialmente, non facciamo altro che
innalzare improvvisamente il limite del numero degli abitanti
per la costituzione di nuovi Comuni.
Io faccio l'esempio della frazione di Cassibile, Fontane
Bianche, che ad oggi ha portato ed avviato l'iter per potere
scorporarsi dalla città di Siracusa.
Ho proposto, appunto, il soppressivo perché trovo
assolutamente ingiusto che chi abbia già avviato un iter di
scorporo ad oggi si vede interrotto improvvisamente la
possibilità di portare a compimento questa proceduta.
Se lei mi consente, se non mettiamo in votazione il
soppressivo, potremmo anche, eventualmente, riscrivere la norma.
Con alcuni colleghi qui in Aula abbiamo già proposto una
formulazione in modo da consentire di salvare chi ad oggi ha
avviato questo iter, che possa completare l'istruttoria.
PRESIDENTE. Onorevole Cannata, ora possiamo vedere con chi ha
scritto questo articolo, quindi con la Commissione, come
discutere.
Devo dire che io sono abbastanza in linea con quello che lei
dice, perché il numero di abitanti non è significativo per la
costituzione di un Comune. Ci sono Comuni grandi, Comuni piccoli
e piccolissimi, credo che sia molto più indicativo la situazione
geografica e altro tipo di situazioni che non quello del numero
di abitanti perché veramente non mi è chiaro perché diecimila e
non venti o cinque.
CANNATA. Su questo infatti, se lei mi consente, potremmo anche
riscrivere la norma.
PRESIDENTE. Siccome l'onorevole Foti credo l'aveva proposto in
Commissione e l'aveva fatto approvare, se c'è una volontà di
rivederlo io lo sospendo e lo vediamo dopo.
L'onorevole Cafeo aveva chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, io intervengo non solo per, come
dire, condividere il discorso di un aggiustamento sulla
riscrittura dell'emendamento, perché non è che riguarda
solamente, come citato dalla collega Cannata, la vicenda di chi
ha già individuato un percorso, il termine è come diceva
PRESIDENTE. Le devo dire che questo m'interesserebbe poco,
perché non lo possiamo fare in funzione di quello.
CAFEO. Appunto. Le dico, invece, la riflessione fatta dal
Presidente di inserire oltre al termine del numero degli
abitanti anche che questo articolo vale ma quando non ci sono
distanze superiori ai dieci chilometri, ai quindici chilometri,
cioè di situazioni particolari, dobbiamo prevedere anche la
possibilità per situazioni oggettivamente di difficoltà di
distanze e quindi di garantire determinati servizi. Va bene per
me il numero dei diecimila abitanti, però non castriamoci
l'opportunità che ci possano essere delle condizioni tali in
alcuni casi in cui la distanza geografica diventa più importante
del numero degli abitanti.
PRESIDENTE. Sì, la verità è che bisognerebbe dire che deve
essere motivato, ora possibili motivazioni ce ne sono cento
però, ripeto, ci sono Comuni che sono veramente divisi in due,
che non hanno niente a che vedere una parte con l'altra, ora non
è che sono i diecimila abitanti che lo fanno tenere in piedi o
meno, cioè se se ne vanno più di diecimila lo possiamo fare, se
invece se ne vanno ottomila no. Cioè, non capisco veramente qual
è la ratio. I problemi ci sono, dobbiamo spingere a non fare
nuovi Comuni, sono d'accordo, ma se ci sono motivazioni reali
non sono certamente quelle del numero degli abitanti.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io ho presentato questo articolo in
Commissione. Vorrei che si facesse chiarezza, non è né
all'improvviso né a caso. Questa norma è esattamente estrapolata
da un decreto legislativo che vige già dal 2000 a livello
nazionale, parliamo del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto
2000, Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti
Locali, l'art. 15 dove si parla di fusioni e istituzione di
nuovi Comuni, quindi la norma nazionale prevede sia la fusione
di più piccoli Comuni, perché l'orientamento, Presidente, è
quello di accorpare mantenendo la denominazione dei Comuni.
Infatti, si possono accorpare le funzioni amministrative e
rendere più performanti nel rispetto della tradizione non solo
siciliana ma italiana che vede ben oltre cinquemila piccoli
Comuni con un testo che prevede espressamente il rispetto della
Costituzione, cioè gli articoli 117 e 133 in cui le Regioni
possono modificare le circoscrizioni territoriali dei Comuni,
sentite le popolazioni interessate nelle forme previste dalla
legge regionale, salvo casi di fusione fra più Comuni, possono
essere istituiti nuovi Comuni a patto che . E poi uguale come
abbiamo visto nell'emendamento, cioè che almeno abbiano una
corposità stimata a diecimila abitanti e che la parte che viene,
come dire, lasciata non scenda sotto i diecimila abitanti,
quindi non c'è alcuna fantasia o creatività ma si aggancia alla
norma nazionale. Ora, è vero che abbiamo potestà e quindi
possiamo anche abbassare la soglia
PRESIDENTE. No, ma si deve ragionare su tutto.
FOTI. Esatto. Quindi, non c'è nessuna volontà né di vessare,
né di accarezzare le velleità autonomistiche da parte di
frazioni o parti, come possono essere Sferracavallo o nel caso
di Siracusa della località, della frazione di Cassibile.
E' chiaro che la scorsa settimana - perché non dobbiamo essere
come il pesciolino che perde la memoria ogni trenta secondi - la
scorsa settimana, abbiamo avuto il caso del
trecentonovantunesimo comune siciliano. Quando si è affrontato
il dibattito, tutti i Gruppi parlamentari si sono espressi
dicendo che, in effetti, come dire, si saluta chiaramente con
favore la volontà cittadina, la volontà popolare che si
organizza, che fa un referendum, che fa i comitati e quant'altro
anche perché lo stabilisce, e difende questa prerogativa è
difesa dalla Costituzione e anche dalla norma nazionale.
Però in tanti, in tanti, in tanti abbiamo detto attenzione
alla polverizzazione dei nostri comuni che, in effetti, non sono
poi neanche così pochi.
Ora, siccome ancora l'Aula si deve esprimere sulla votazione
di questa norma, se ci sono istanze che, però, siano ragionevoli
io vorrei invitare i colleghi che stanno riscrivendo l'articolo
a non scendere sotto una soglia che vada cinque, tre, quattro,
mille abitanti perché altrimenti ad ogni soffio, ad ogni battito
d'ali nascerà un nuovo comune e l'Assemblea, la scorsa
settimana, ha avuto modo, in maniera ampia non solo più in
commissione, di discutere questa cosa e, quindi, cerchiamo di
essere ragionevoli.
Ora è chiaro che, se c'è la volontà da parte di un territorio
che magari ha avviato l'iter, che ha fatto istanza, che ha fatto
il referendum, che ha protocollato una documentazione, un
dossier tecnico, che l'ha depositato in assessorato lungi da me
l'idea di mortificare però, se c'è qualcosa che da anni, anni ed
anni aleggia nei territori ma che di concreto non ha nulla io mi
farei una domanda, cari colleghi.
A questo proposito c'è anche la proposta di alcuni colleghi
che, nell'ambito perché uno dei principali problemi, Presidente,
è quello che questi territori si sentono abbandonati dal palazzo
di città, diciamocelo chiaramente, perché i sindaci e i
consiglieri trovano più interessante rivolgere la loro
attenzione e cura nei riguardi di chi abita nei centri storici
e, invece, abbandonano le periferie.
Allora puntiamo su una norma, e io so che ce ne sono
depositate ad esempio quella dell'onorevole Zito, che prevede
un'attenta, proporzionale assegnazione delle risorse, impegni
finanziari dei comuni proprio sugli ambiti dei territori
satellite e delle frazioni.
Però, quando la cura è peggio della malattia io penso che non
si faccia un favore ma si vada, semplicemente, ad accarezzare
PRESIDENTE Onorevole Foti, vorrei dirle che quella norma a cui
lei fa riferimento, che io ricordo molto bene, fu fatta a
livello nazionale non per stabilire il minimo degli abitanti di
un comune ma fu fatta col tentativo non riuscito, infatti, di
accorpare tutta una serie di comuni in Italia non tenendo
minimamente conto che ci sono situazioni, in Italia come in
Sicilia, che non possono andare. Onorevole Foti, sto parlando
con lei. Il Molise ha trecentomila abitanti e centotrentasei
comuni con trecentomila abitanti perché ci sono motivi storici
che obbligano ogni comune che ha la sua torre, la sua bandiera
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
Scusi, onorevole Foti, io sto dicendo che la storia del numero
di abitanti con la legge a cui fa riferimento lei, fece un
fallimento totale nel senso che non se ne accorpò uno in
tutt'Italia Fu fatta quella legge e non se ne sono accorpati
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
Onorevole Foti, non mi gridi perché tanto non ci sentono da
casa, non sento io, non sentono loro quindi, se vuole, poi le do
la parola. Quella legge fu un fallimento totale, glielo posso
garantire perché ero nella maggioranza di governo che l'aveva
proposta per cui so le liti che ci furono in quell'occasione
perché ci sono situazioni in cui millecinquecento abitanti non
vogliono saperne dei millecinquecento che ci sono di fronte
perché hanno storicamente situazioni di divisioni.
Ora qui non credo che ci siano situazioni di questo genere,
forse Catania-Palermo ma gli altri non credo tanto, ma non credo
nemmeno che il numero degli abitanti possa essere un parametro
da prendere in considerazione su un problema che è di tutt'altro
tipo, specialmente di tipo geografico secondo me.
Io ho già detto l'altra volta, il posto, la mia frazione che
essendo quattrocento abitanti, ovviamente, non potrà essere mai
un comune, ma comunque vive una situazione di infinito disagio
rispetto al comune di cui fa parte, perché è lontanissima. Siamo
più vicini a Castelbuono che non a Cefalù, per cui di fatto
Cefalù la considera, sì, se c'è un sindaco che è bravo considera
anche la frazione nostra, se se ne frega non viene considerata
proprio. Non arriva l'acqua, non abbiamo l'ADSL.
Perché? Perché è un mondo a parte.
E allora, ripeto, non voglio proporre di fare comune la
frazione di Sant'Ambrogio che ha soltanto 400 abitanti e quindi
non lo potrà essere mai, ma non posso neanche immaginare che il
problema sia il numero degli abitanti. Ma io sto dicendo la mia
come deputato.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi gli onorevoli Cracolici e Lo
Curto.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli deputati, sì mi dispiace
appunto non vedere, però, signor Presidente, ho bisogno della
sua attenzione.
PRESIDENTE. Sì, io le do la massima attenzione, se il Governo
si sta un attimo
ZITO. Ma anche dell'Assessore per gli enti locali, perché è
importante.
PRESIDENTE. Il tavolo del Governo, potete uscire? Tanto altri
che sono qua ci sono, uscite e chiaccherate, non è possibile
qua.
ZITO. Come già anticipato dalla collega, io avevo presentato
un emendamento che purtroppo non trovo all'articolo 9
riguardante proprio le frazioni. E già l'avevo anticipato
durante la discussione sul Comune di Misiliscemi. Praticamente
questo emendamento che è immediato rispetto ad un percorso di
separazione, questo non ce lo dobbiamo scordare, perché se
andiamo a vedere l'iter di Misiliscemi è durato quindici anni.
Questo emendamento che cosa propone, signor Presidente.
PRESIDENTE. Io devo invitare formalmente il Governo, assessore
Falcone, devo invitare formalmente, onorevole Cordaro, il
Governo a stare attento all'intervento che si fa oppure a uscire
perché gli altri vorrebbero stare attenti.
ZITO. Questo emendamento, che poi era un disegno di legge
trasformato in emendamento, pone rimedio alle dimenticanze,
diciamo così, delle frazioni da parte dei sindaci.
Cosa vuol dire? Noi ogni anno trasferiamo ai comuni delle
somme sia per investimenti, sia quote ordinarie ed è in base pro
capite.
I comuni sono obbligati a spendere in quota pro capite nelle
frazioni che sono individuate, ripeto, non è un concetto
astratto quello di frazione, ma esiste nell'articolo 15 del
TUEL, quindi nella legge n. 267/2000, di destinare questi soldi
lì, così da avere un ritorno immediato.
Perché noi non dobbiamo illudere neanche le persone perché io
ho sentito anche la questione di Cassibile che do pure ragione
agli abitanti di Cassibile quando c'è un sindaco che si
dimentica totalmente di loro e quindi capisco che se ne vogliono
andare.
Purtroppo, c'è da dire che era stato presentato un ordine del
giorno, perché si era interrotto l'iter perché non si erano
raccolte le firme, ora non mi ricordo qual era il problema
giuridico, si era presentato la settimana scorsa un ordine del
giorno ed è stato dichiarato inammissibile perché appunto è una
decisione presa a posteriori e non precedentemente.
Il discorso sostanzialmente è questo. Cosa vogliamo fare?
Quella è una norma nazionale. Noi possiamo legiferare, per
l'amor di Dio, e decidere un numero maggiore, inferiore, però la
separazione, ed io qua vorrei chiedere anche all'Assessore per
gli enti locali a che cosa può portare la frammentazione? A dei
giovamenti, a non giovamenti? Fermo restando, come dice lei, i
casi particolari dove effettivamente sono totalmente abbandonati
o sono o vogliono una sorta di indipendenza perché sono in
contrasto. Però quanto meno l'aiuto immediato con
quell'emendamento che le chiedo di riprendere e vedere di
inserirlo nell'articolo 9 può essere un aiuto subito e non dopo
quindici anni dopo che si è separato, dopo che si è fatto il
referendum, dopo che si è fatta la legge, eccetera, eccetera.
Quindi, da questo punto di vista le chiedo di valutare proprio
quell'emendamento che purtroppo non trovo nell'articolato.
PRESIDENTE. E allora, io vorrei un attimo, prima di dare la
parola all'onorevole Cracolici e poi Lo Curto, vorrei capire, la
Commissione ha immaginato su questo problema, è stato fatto un
ragionamento? Perché se no, io comunque metto in votazione a
monte, però, secondo me, è un emendamento che può essere
migliorato, lo dico sinceramente, e non dicendo settemila,
ottomila, ma trovando una soluzione diversa.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, noi ci siamo adeguati esclusivamente a quella che è
la normativa nazionale.
PRESIDENTE. Sì, ma la normativa nazionale, ripeto, fu una
norma che fu fatta e che fallì miseramente, che non creò nessun
tipo di risultato perché si scoprì dopo che ci sono situazioni
come il Molise con 130 comuni e 300 mila abitanti, se fosse così
i comuni dovrebbero essere trenta, cioè ne dovrebbero sparire
100, capite bene che ovviamente non è possibile per cui noi con
la nostra autonomia se troviamo una soluzione migliore,
diversamente lo facciamo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io volevo semplicemente dire,
anche precisando quello che ha detto il Presidente Micciché, in
Sicilia vige una legge ad oggi che fa divieto ai comuni di nuova
istituzione se inferiori a 5000 abitanti. Questa è la legge
vigente.
La collega Foti ha presentato questa norma che sostanzialmente
porta questo limite da 5000 a 10000 adeguandosi all'ordinamento
nazionale degli enti locali, cioè presidente Micciché la legge
che fa divieto di istituire nuovi comuni in Sicilia sopra i
10000 abitanti c'è dal 1990, è la 142 del 1990 che ha stabilito,
oltre i procedimenti di fusione, il limite oltre il quale non si
possono istituire nuovi comuni.
Attenzione - e lo dico con cognizione di causa - l'istituzione
di nuovi comuni non è solo una prerogativa degli enti locali
siciliani perché ricordo che una quota del finanziamento ai
comuni arriva dal ministero degli interni e quindi dallo stato.
Siamo nell'era dei cosiddetti fabbisogni standard sia per la
fiscalità locale sia per i servizi sociali. Noi possiamo
istituire quello che vogliamo, ma attenzione che lo stato non ci
darà un euro, rischiamo di fare la fine delle province quando
noi abbiamo perso tempo e alla fine le province siciliane sono
uscite fuori dal fondo di redistribuzione delle province
italiane.
Allora io dico presidente su queste questioni differenziarsi
eccessivamente significa danneggiare i comuni siciliani sia
quelli che c'erano sia quelli che ci saranno perché la norma ha
effetti finanziari sul bilancio dello stato e vedrete che anche
la norma Misiliscemi avrà delle obiezioni di natura finanziaria
da parte dello stato perché fatta in difformità all'ordinamento
nazionale.
Io pertanto sulla norma Foti sono d'accordo proprio perché
riporta il limite fissato dalla 142 del 1990 alla legislazione
siciliana, ripeto, non perché io ami i grandi comuni a
differenza dei piccoli comuni o viceversa, semplicemente perché
stiamo parlando di risorse e una parte di queste risorse saranno
distribuite dallo stato con parametri che devono essere
concordati con lo stato, quanto meno preventivamente e non che
istituiamo i comuni e poi gli chiediamo i finanziamenti perché
così non funzionerà.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la norma attuale è quella dei
5000, portarla a 10000 significa che anche Misiliscemi la
dovevamo bocciare ieri, comunque in ogni caso io non è che
posso, però attenzione credo che sull'argomento ne abbiamo
dibattuto troppo, se l'onorevole Tancredi vuole intervenire,
dopo di che si mette in votazione.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
il ragionamento che fa la collega Foti è assolutamente
condivisibile e ci mette in linea con quella che è la normativa
nazionale, fermo restando che credo che sia opportuno, per non
fare torto a nessuno in questa regione, visto anche l'andamento
pluriennale degli iter avviati, mettere un'aggiunta che è questa
semplicissima fatti salvi gli iter già avviati'. In questa
maniera non facciamo torto a nessuno.
PRESIDENTE. Iter, che si intende per iter? Che ne hanno
discusso in Consiglio comunale?
TANCREDI. L'iter istitutivo, l'iter istitutivo ha un percorso
di solito di diverse tappe. L'avere avviato l'iter per tempo
salva questo tipo di percorso. Anche perché come giustamente lei
diceva non dovrebbe essere il limite degli abitanti ma dovrebbe
essere un argomento ragionevole.
Ma aggiungere altri paletti, la distanza e quant'altro
probabilmente renderebbe molto complicata l'interpretazione
della norma e invece in questa maniera, tutti gli iter che sono
stati già avviati, e non credo siano decine verrebbero salvati.
Questa è una semplice aggiunta che potremmo inserire
tranquillamente. Basta fare un sub emendamento all'articolo e ci
vuole un attimo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto. Chiedo
scusa, finiamo il giro degli interventi. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, la mia proposta è di rinviare
l'articolo in Commissione perché ritengo che sul tema si debba
potere intervenire.
PRESIDENTE. L'articolo non si può rinviare. Si può stralciare.
LO CURTO. Lo possiamo stralciare lasciando adesso le cose come
stanno e successivamente la Commissione ci potrà tornare, perché
mi pare che sia complessa la situazione e non sia facile
dirimere quale sia in questo momento il modo giusto per
intervenire.
PRESIDENTE. Io sono d'accordissimo ma deve essere d'accordo
l'Aula. Intanto la Commissione e poi l'Aula. Se l'Aula si
determina ad evitare questo argomento e lo facciamo oggetto di
nuova legge studiandola in maniera più completa io ne sono
felicissimo. L'Aula è d'accordo? Possiamo anche avere una
indicazione. Vedo tanti sì e allora se anche la Commissione è
d'accordo, stralciamo questo articolo. Ha ragione l'onorevole Lo
Curto, non è che è da bocciare, è da rivedere. Però siccome ci
sono i tempi per mandare avanti quest'altra legge. Non possiamo
fermarci un giorno per cui lo stralciamo, e se ne fa oggetto di
una nuova legge. Non mi sembra che ci sia niente di strano. Vedo
tanti sì. Se siete d'accordo facciamo così. Aspetto soltanto un
ok della Commissione però. Se la Commissione è d'accordo lo
stralciamo e se ne fa oggetto di una nuova legge quando sarà.
L'Aula vedo che tutti mi fanno segnale positivo con il pollice
alzato. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
Così lo vediamo immediatamente. Va bene stralciato.
Pertanto, questo articolo lo rimandiamo in Commissione e si
farà successivamente.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Modifica all'articolo 14 della legge regionale 26 agosto 1992,
n. 7
in materia di incarichi ad esperti
1. L'articolo 14 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 14.
Incarichi ad esperti
1. Il sindaco può conferire incarichi a tempo determinato,
rinnovabili, che non costituiscono rapporto di pubblico impiego,
ad esperti estranei all'amministrazione. L'oggetto e la finalità
dell'incarico devono essere definiti all'atto del conferimento e
possono anche riferirsi ad attività di supporto agli uffici in
materie di particolare complessità, per le quali l'ente abbia
documentabili carenze delle specifiche professionalità. Fra gli
incarichi che possono essere conferiti ad esperti è annoverabile
anche quello di portavoce del sindaco previsto dalla legge 7
giugno 2000, n. 150 e successive modifiche ed integrazioni.
2. I1 numero degli incarichi di cui al comma 1 non può essere
superiore a:
a) due nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti;
b) tre nei comuni con popolazione superiore a 30.000 e fino a
250.000 abitanti;
c) quattro nei comuni con popolazione superiore a 250.000
abitanti.
3. Gli esperti nominati ai sensi del presente articolo devono
essere dotati di documentata professionalità. In caso di nomina
di soggetto non provvisto di laurea, l'atto di conferimento
dell'incarico deve essere ampiamente motivato.
4. Il sindaco annualmente trasmette al consiglio comunale una
dettagliata relazione sull'attività svolta dagli esperti da lui
nominati.
5. Agli esperti è corrisposto un compenso mensile non
superiore allo stipendio tabellare previsto per la qualifica
unica dirigenziale dal CCNL del comparto Regioni ed Autonomie
Locali. Sono, altresì, consentiti conferimenti di incarichi a
titolo gratuito, nei limiti di cui al comma 2, ove il soggetto
individuato accetti espressamente, all'atto del conferimento, la
gratuità della prestazione.
6. Ad un medesimo soggetto non possono essere conferiti
contemporaneamente più di due incarichi ai sensi del presente
articolo. L'incarico di esperto è compatibile con altri
incarichi di collaborazione esterna e/o di consulenza, purché
gli incarichi non comportino conflitti di interesse».
Ci sono delle riscritture da parte della Commissione. Prego,
onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, in aggiunta agli incarichi ad esperti' va anche
previsto l'incarico al portavoce previsto dall'articolo 7 della
legge 7 giugno 2000 della nostra Legge nazionale.
PRESIDENTE. E' senza, ha invarianza finanziaria.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, si
tratta degli enti locali tra l'altro.
PRESIDENTE. Sempre da parte dei Comuni. Per me non c'è
problema.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.3 a firma degli onorevoli
Zafarana, Di Caro. E' da riformulare se viene mantenuto. E'
mantenuto?
In ogni caso bisognerebbe riformularlo, perché così com'è non
può essere approvato perché bisogna inserire il divieto di
conferimento degli incarichi negli ultimi sei mesi di mandato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Signor Presidente, la proposta è quella di prevedere
per questi incarichi ad esperti che non possono essere fatti nel
cosiddetto semestre bianco prima delle elezioni che debbano
essere dotati di documentata professionalità, cioè dopo le
parole documentata professionalità aggiungere le parole non
aver riportato condanne penali passate in giudicato e poi anche
l'incompatibilità per un Assessore o un vicesindaco di poter
svolgere il ruolo di esperto, a titolo chiaramente oneroso,
perché di questo stiamo parlando, presso un altro Comune. Sono
delle riflessioni diciamo sul funzionamento in generale di
questa opportunità che viene data appunto
PRESIDENTE. Sì, onorevole Zafarana, lei è d'accordo alla
riformulazione? Perché così come è non lo potremmo accettare.
ZAFARANA. Io ho capito dal Presidente Pellegrino che la
riformulazione non va a mutare nulla nella sostanza.
PRESIDENTE. Non cambia la sostanza.
La potremmo riformulare scrivendo C'è il divieto di
conferimento degli incarichi degli ultimi sei mesi del mandato ,
non passati quattro anni.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. No, no,
negli ultimi sei mesi. Così si era concordato.
PRESIDENTE. E quindi lo dobbiamo riformulare o è considerato
così? No, bisogna riformularlo.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. L'avevamo
già preparato, Presidente.
PRESIDENTE. L'avevate già preparato? Perfetto. Attenzione, mi
sembra di capire che non si possano conferire quelli che sono
conferiti prima che durano di più rimangono. Questo è fin troppo
ovvio.
Si passa all'esame dell'emendamento 10.4, a firma degli
onorevoli Zafarana ed altri, è inammissibile per cui non lo
possiamo accettare.
Si passa all'esame dell'emendamento 10.2, che prevede
l'inconferibilità dell'incarico ad esperti. E' già disciplinato
l'argomento del 10.2, onorevole Zafarana. Quindi è, come dire,
lo dica lei, tanto stiamo riscrivendo un attimo l'emendamento
10.3.
ZAFARANA. Sì, il terzo emendamento va a dire sostanzialmente
che chi è nella Giunta, Assessore o vicesindaco in un Comune,
non possa svolgere incarico di esperto in un altro Comune, è un
ragionamento politico che offro all'Aula e chiaramente poi
l'Aula si determinerà come meglio ritiene, ci mancherebbe.
PRESIDENTE. Scusate, io devo soltanto decidere se metterlo in
votazione, poi se non lo volete votare non lo votate. Perché mi
dicono gli Uffici che è già previsto, quindi è assolutamente
superfluo.
Va bene, l'emendamento 10.2 lo eliminiamo perché è già
previsto così. Benissimo, invece la riformulazione - non abbiamo
però il tempo di darvelo, un attimo solo - la riformulazione
dell'onorevole Zafarana del 10.3 è così: Gli incarichi di cui
al comma 1 non possono essere conferiti negli ultimi sei mesi
del mandato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dobbiamo tornare un attimo all'articolo 1
per il problema dell'onorevole Cannata.
Il vero dibattito inizia ora. Onorevole Cannata, come dire, io
sono dispiaciuto perché capisco perfettamente il suo punto di
vista perché ha subito a mio avviso un'ingiustizia pochi mesi
fa, ma che possiamo fare? E' possibile, gli Uffici per favore, è
possibile l'emendamento Cannata all'articolo 1? Scusi,
Segretario generale, parliamo agli Uffici, piuttosto che
metterlo per norma, una volta che c'è la legge, i Consiglieri di
Siracusa o di Sciacca che sia, non possono rivolgersi al giudice
chiedendo di essere riammessi visto e considerato che c'è la
nuova legge?
Non è possibile infatti, è sicuro questo.
Per ora è stato fatto, però non c'era la legge. Ora che c'è la
legge, ma se dal punto di vista amministrativo lo possono fare
io non ho problemi, ma metterlo in legge non è possibile.
(voce fuori microfono dell'onorevole Cannata)
Lo so che non è possibile, però a limite, lo risolvono
amministrativamente. Onorevole Sammartino, non è che ogni
problema che ha lei è importantissimo, e quando ce l'ha la
Cannata no, per cui faccia parlare l'onorevole Cannata
serenamente.
CANNATA. Signor Presidente, io non comprendo quale sia la
difficoltà oggi a emanare una norma che interpreta
autenticamente quello che è l'articolo 58, che è un'altra cosa
diversa rispetto all'articolo 109.
Oggi finalmente, per come ha detto l'onorevole Cracolici,
questo Parlamento prende una decisione ferma e colma un vuoto
legislativo, quindi il bilancio di previsione avrà come
conseguenza da parte dei consiglieri la loro sospensione e
quindi vanno a casa , per dirla in termini brevi; quando invece
non si approva il rendiconto di gestione, e quindi si parla di
consuntivo, stiamo legiferando dicendo che non è così. Si
trasmettono gli atti solamente per poterne verificare, senza che
sia una conseguenza negativa e catastrofica che è quella di
mandare a casa la democrazia.
Nel momento in cui noi mettiamo questo punto fermo, però, c'è
un articolo ben preciso, che è un articolo 58 che veniva
interpretato in maniera errata e ha portato a queste conseguenze
che oggi ci ritroviamo, quindi nel momento in cui noi andiamo a
legiferare e mettiamo un punto sull'articolo 109, dobbiamo anche
chiarire cosa diceva l'articolo 58.
Sulle norme di interpretazione autentica, anche mi preme
sottolineare, che questo Parlamento si è pronunciato fino alle
scorse settimane, dando dei titoli a chiare lettere
interpretazione autentica dell'articolo x, dell'articolo y
quindi non comprendo perché questa norma oggi non possa ricevere
un'interpretazione autentica, considerato che comunque non
colmiamo tutto il vuoto legislativo e si apre quindi il problema
su questo articolo 58.
Ripeto, questa teoria che oggi io sto dicendo è già approvata
da parte di una pronuncia di un TAR e anche l'Ufficio
legislativo della Presidenza ha riconosciuto correttamente
quello che noi oggi stiamo mettendo nero su bianco, quindi né
più né meno.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Cannata, stiamo ragionando su un
problema di tipo tecnico-giuridico. Io sono d'accordo con lei, e
considero un'ingiustizia che due Consigli comunali siano stati
sciolti per la non approvazione del rendiconto, la considero una
follia addirittura, e quindi un'ingiustizia.
Se i consiglieri che sono stati sciolti per questo motivo, una
volta che c'è la nuova legge, fanno una attività per potere
riprendere la loro posizione e lo decide lo stesso giudice che
comunque li ha sospesi, perché non è che noi possiamo, sulla
base di una decisione che è stata presa da un giudice, fare la
legge e dire: non vale più quello che è stato fatto , perché
quello che è stato fatto è stato fatto.
Però io credo che è logico che queste persone fanno il nuovo
ricorso, sulla base di una nuova legge, e sarà il giudice a
scegliere. Noi non possiamo oggi riassumere, come dire,
riattivare un Consiglio comunale che su una sentenza è stato
sciolto. Non so se è chiaro, non è soltanto un fatto del
precedente o del retroattivo, è un problema che non possiamo in
nessuna maniera risolvere. Se c'è la legge nuova, i consiglieri
comunali
CANNATA. Mi deve consentire, Presidente, noi esercitiamo un
potere che è quello legislativo, lei lo sta confondendo con un
altro potere, che è quello giudiziario. Questo Parlamento non è
che è rimesso ad un potere giudiziario, non è che posso
legiferare in base a quello che decide il TAR.
PRESIDENTE. Stia attenta, è difficile che io per legge possa
tirare fuori uno che è in galera, quando è stato condannato.
CANNATA. Siamo due poteri separati e diversi, quindi sto
dicendo che oggi questo Parlamento deve dare un
PRESIDENTE. Nessun Parlamento può decidere per legge che uno
che è stato condannato da domani è libero. Può avere la grazia,
ma non può essere fatto per legge.
CANNATA. Chiedo che venga messo ai voti il mio emendamento, a
questo punto. Se non c'è un'improcedibilità o
un'inammissibilità, per legge, su questo mio emendamento, chiedo
che venga messo ai voti.
PRESIDENTE. L'emendamento è inammissibile. Il concetto è
giusto, se lo dovessimo mettere ai voti, io voterei sì, voterei
a favore, purtroppo è inammissibile e non lo possiamo
considerare, dobbiamo solo votare la legge.
Se prendete posto. No, dobbiamo votare, intanto l'articolo 1.
CANNATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Dovete stare sereni, l'onorevole Cannata ha tutto
il diritto di chiedere e di ottenere la parola. Sta facendo un
ragionamento serio e su cui ha, anche, dal punto di vista della
logica, ragione. Per cui lasciatela parlare. Ne ha facoltà.
CANNATA. Signor Presidente la ringrazio. La norma per come
inoltre, a parte l'inammissibilità del mio emendamento, per come
è stata formulata in Commissione, crea dei problemi evidenti a
tutti i sindaci perché per come noi oggi l'approviamo dice la
mancata approvazione del rendiconto nei termini di legge
comporta la trasmissione : sappiamo benissimo che nei termini di
legge nessun consiglio comunale riesce, comunque, ad approvare
il rendiconto. Quindi, con questa norma portiamo un ulteriore
aggravamento nella gestione comunale, quindi anche io suggerisco
- se l'Aula vuole prendere questo suggerimento - che nei
termini di legge va cassata e, inoltre, non va trasmesso
solamente alla Procura della Corte dei conti ma andrebbe
trasmessa, tuttalpiù, all'assessorato delle autonomie locali e
della funzione pubblica.
Quindi, in ogni caso, per come questo articolo, oggi, è
proposto contiene delle incongruenze che, se mi permette,
Presidente, non sono assolutamente sostenibili, quindi chiedo
anche l'approvazione da parte dei sindaci oggi, non so se c'è
l'onorevole Margherita La Rocca Ruvolo o Danilo Lo Giudice, che
potranno confermare quello che mai avviene nei termini di legge.
Quindi oggi dovremmo praticamente mettere in moto anche una
maratona nell'approvazione del rendiconto di gestione, anche
questa è una forte incongruenza che mi lascia perplessa.
PRESIDENTE. Allora, ancora una volta, onorevole Cannata, io le
do ragione, e perché è stata messa questa cosa della Corte dei
conti io non lo capisco.
(Intervento fuori microfono)
Onorevole Catanzaro, lei deve stare sereno, noi stiamo votando
una legge che coinvolge la vita di tutti i sindaci siciliani,
per cui se c'è qualche problema e fosse necessaria una
sospensione della seduta per capirlo io lo farò, per cui state
sereni. Non c'è premura per votare questa legge.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
No, me lo avete insegnato voi del PD ed io lo uso
continuamente. Il termine stai sereno , onorevole Cracolici,
vorrebbe che io non usassi il termine stai sereno , ma mi è
stato insegnato da autorevoli esponenti del PD e lo usiamo
regolarmente. È diventato ormai, come dire, addirittura nelle
nuove enciclopedie viene scritto.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io sono d'accordo con
l'osservazione fatta dalla collega Cannata perché è chiaro che
nei termini di legge, oggi, non c'è nessun comune che può, molte
volte, arrivare a fare il rendiconto per diversi motivi: intanto
perché mancano le figure specialistiche dei ragionieri, se lei
prende mille comuni, in ottocento comuni mancano i ragionieri;
seconda cosa perché ci sono, naturalmente, dei problemi, dei
ritardi da parte della Regione, molte volte, nell'erogazione
delle somme e ci sono una serie di situazioni particolari che
impediscono di fare il rendiconto nei termini di legge.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Laccoto, perché in tutta
questa confusione, è stato predisposto l'emendamento che serve
per modificare?
LACCOTO. Ma l'emendamento è molto facile, c'è l'Assessore per
le autonomie locali e la funzione pubblica.
PRESIDENTE. Ho capito, facile o difficile, c'è o non c'è? Io
ho un compito. Ah, lo state scrivendo. Benissimo.
LACCOTO. Non è solo questo, bisogna togliere nei termini di
legge e anche alla procura della Corte dei Conti che non
c'entra niente.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, mi fate chiedere, non perché
non mi fidi degli altri, ma l'avvocato a cui io faccio
riferimento sempre è Assenza, essendo anche dentro il Consiglio
di Presidenza. In Consiglio di Presidenza che faremmo?
Bisognerebbe mandarlo?
ASSENZA. La lettera c) è abrogata.
PRESIDENTE. Come?
ASSENZA. La lettera c) è abrogata.
PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento è che la lettera c) è
abrogata?
Allora pongo in votazione l'emendamento; chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Cannata, questo abbiamo fatto, è stato abrogato
tutto.
Va bene così, Presidente Pellegrino?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.
Presidente, anche perché, per quello che può valere
PRESIDENTE. La volete sentire l'onorevole Cannata un attimo?
Dice che così invece... Onorevole Cannata, il suo spazio è
finito, basta così, va bene così onorevole Cannata.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.
Presidente, gli Uffici comunque trasmettono tutto alla Corte dei
conti, quindi va bene, sopprimiamolo.
PRESIDENTE. Va bene. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dobbiamo votare il disegno di legge.
Mi dicono che va bene così, né io né lei siamo avvocati, tutti
gli avvocati dicono che va bene. Onorevole Cannata, non
approfitti della sua giornata da protagonista.
Allora, colleghi, se vi sedete dobbiamo votare il disegno di
legge. Certo, dopo le province, un minuto.
Allora, scusate colleghi, nonostante io le avessi volute
evitare, però l'onorevole Dipasquale mi obbliga a guardare gli
aggiuntivi. Questi aggiuntivi, che non è uno, da quello che sto
vedendo purtroppo, fosse uno soltanto, invece sono tanti.
Intanto Commissione, sono tutti aggiuntivi che possiamo
effettivamente valutare, onorevole Ciancio? C'è quello sulle
province per il rinvio.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Non sono
ancora stati distribuiti in Aula, Presidente.
PRESIDENTE. E allora distribuiamoli.
Essendo giunti al vero quid della legge, sospendiamo cinque
minuti perché dobbiamo vedere due cose con la Commissione. Sono
le ore 17.53, alle ore 18.15 riprendremo l'Aula.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ora 17.53, è ripresa alle ore 18.24)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
824-810 Stralcio I/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
824-810 Stralcio I/A
PRESIDENTE. Colleghi, tranquilli, faremo le cose per bene come
sempre.
Onorevole Pellegrino, la Commissione ha valutato nel merito
questi emendamenti?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, gli
emendamenti che possono essere trattati sono A2, A4, A4.1, poi
A6, A9, A10 con riscrittura.
PRESIDENTE. A6 e poi? L'emendamento A9 io non ce l'ho.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. A10, A9
no. L'emendamento A10 con una riscrittura.
PRESIDENTE. A10R perché è stato già riscritto.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. E poi
l'emendamento A12.
PRESIDENTE. Allora, se questi vanno bene li potete distribuire
a tutti, per favore? Si stanno distribuendo questi aggiuntivi,
che sono aggiuntivi per modo di dire, perché comunque riguardano
nel merito la questione che stiamo valutando.
Onorevoli colleghi, l'onorevole Aricò c'è? Norme di spesa
non ne possiamo prevedere, ovviamente, per cui le possiamo
presentare in finanziaria, ma non qua.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho capito, se ci sono spese non si possono
accettare, ora vedremo, non lo so, ma se sono previste spese non
è possibile farli passare.
Averli ricevuti è un conto Quello dei permessi quale sarebbe?
L'emendamento A4, appena mi arriva deciderò. Se prevede spesa
non è ammissibile, onorevole Aricò.
Di questi emendamenti che mi sono stati presentati, uno che mi
è stato presentato ora dall'onorevole Aricò, e che prevede un
problema di indennità di sindaci, assessori e quanto, non lo
possiamo prendere in considerazione. Lo possiamo mettere in
finanziaria, oggi non possiamo prevedere spese.
La stessa cosa io ritengo che è quello sui permessi, perché
non avendo un'idea sull'impatto che possa avere sui comuni, dal
punto di vista finanziario - l'emendamento A4 - quello che
prevede l'incremento del monte ore di cui dispongono i sindaci
lavoratori e dipendenti di permessi retribuiti, rischia di
aumentare l'esborso dei comuni, perché se aumentano le ore di
permesso, aumenta pure il rimborso del comune.
Io sono d'accordo con la norma, ma È la stessa motivazione
per cui sto dicendo no all'onorevole Aricò, che anche lui ha
perfettamente ragione, però oggi siamo in dodicesimi, finché non
viene fatta la finanziaria, nuove norme che possono prevedere
spesa
Ora qua c'è certamente un impatto economico sul bilancio dei
comuni, è inimmaginabile pensare che non ci sia, per cui fermo
restando la validità, io non sto discutendo minimamente sulla
validità dell'emendamento, sto dicendo che probabilmente, quando
ne avete discusso, non si è fatto attenzione sul fatto che siamo
in dodicesimi.
Io non posso, materialmente, prevedere nessun disegno di legge
che preveda anche un centesimo di spesa, proprio non la possiamo
considerare - ripeto - fermo restando che mi impegno ad essere
il primo a votarlo quando lo presentiamo in finanziaria, perché
la considero giusta, ma ora come ora è ovvio che è una cosa che
sto facendo anche a malincuore, ma non ne posso fare a meno.
Quindi, noi possiamo tenere in considerazione questi
emendamenti aggiuntivi; scusate, quali sono quelli che possiamo
tenere in considerazione? Permessi dei lavoratori dipendenti per
partecipazione a sedute, l'emendamento A.2 va bene, non c'è
problema, perché sono sempre due ore di permesso invece che
partire dalla data di convocazione, partono dalla data di
effettivo inizio.
L'emendamento A.4 lo stiamo togliendo.
Questo emendamento A.2 lo sto facendo votare perché rimangono
due ore, cioè, non è incremento dei permessi, rimangono due ore
vengono spostate soltanto, anziché dal momento della
convocazione della Commissione, dal momento dell'effettivo
insediamento e, quindi, questo si può fare, sempre due ore sono,
quindi non cambia niente, quindi non c'è un impatto di nessun
tipo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, solo per dirle che non ha un
incremento di spesa sul bilancio regionale, parliamo dei fondi
comunali
PRESIDENTE. Scusi, non ha importanza.
FIGUCCIA... per cui diciamo che noi oggi abbiamo, sulla scia
di una antipolitica, non so come definirla, noi obblighiamo i
sindaci...
PRESIDENTE. Sono d'accordissimo con lei.
FIGUCCIA noi obblighiamo i sindaci che oggi sono quelli che
vanno ad occuparsi del sistema della rete fognaria,
dell'illuminazione, delle strade, fra due giorni saranno lì con
la chiave a svitare i tubi
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei e se ne sta
parlando già da tempo per potere fare
FIGUCCIA. E siccome la normativa, così com'è passata, è
assolutamente iniqua, lei pensi che, come tutti sappiamo, il
sindaco nel proprio comune rappresenta lo Stato poi, con tutto
il rispetto, le chiama il funzionario della pubblica
amministrazione dove lavora e dice: sindaco, dove sei? E dove
sono, qua a lavorare per il mio comune.
Noi così non diamo la possibilità ai sindaci di esercitare il
loro mandato. Così facendo i sindaci lo potranno fare soltanto
PRESIDENTE. Ripeto, nel merito lei ha perfettamente ragione.
FIGUCCIA. o i baroni o i disoccupati. Io penso che sul piano
tecnico, ribadisco, che non c'è un impegno di spesa sul bilancio
regionale, ma è una dimensione che attiene i fondi dei comuni,
per cui la stessa misura con la quale noi trattiamo la
possibilità di incidere sui permessi per i consigli comunali...
PRESIDENTE. Infatti neanche su quelli dell'emendamento A.2
rimangono due ore di permesso, è soltanto un spostamento di
orario, per cui non c'è problema, sempre due ore sono e due ore
rimangono.
FIGUCCIA. Ma qualcuno può dire che incide sul bilancio
regionale?
PRESIDENTE. No, no, attenzione - ora do la parola
all'onorevole Cracolici - l'emendamento A.2 dice che la modifica
della durata dei permessi non parte dal momento della
convocazione, ma sempre due ore, non dal momento della
convocazione dell'assemblea ma dal momento dell'effettivo
inizio.
È identico, onorevole Aricò.
FIGUCCIA. Presidente, scusi se insisto.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, le chiedo scusa, sa qual era il
problema prima? Che siccome veniva convocato per le ore 9.00,
poi iniziava alle ore 10.00 e finiva che lui aveva il permesso
di due ore, ma ne poteva usufruire di uno, perché in quell'altra
ora non c'era niente.
Invece si fa soltanto per ripeto siccome sul merito avete
perfettamente ragione e non ho dubbi su questo, però cerchiamo
di concludere la giornata di oggi approvando la legge.
Se le dico sinceramente che non sono ammissibili, ma glielo
dico realmente essendo, non favorevole con lei, molto di più,
prendendomi l'impegno personale che questo problema va
assolutamente affrontato nel momento in cui la finanziaria è
passata ed è stata fatta, o addirittura in finanziaria stessa,
se vogliamo, ma io in questo momento ho l'obbligo, cioè, come
dire, non mi è consentito poterli approvare.
Le chiedo veramente scusa e ripeto, nel merito sono
assolutamente d'accordo con lei e la ringrazio anche di avere
sollevato il problema. Allora, iniziamo con le votazioni.
FOTI. Signor Presidente
PRESIDENTE. Un momento, ora in ordine, nel merito per fare una
questione di ordine, ora ho detto quelli che non sono
ammissibili.
Nel merito, perché quell'emendamento che dice lei, in parte è
certamente ammissibile per cui dobbiamo vedere come sistemarlo.
Pongo in votazione l'emendamento A2. Il parere della
Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
ARICO'. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, Governo, colleghi, io non posso che
essere favorevole all'emendamento dell'onorevole Cracolici, che
prevede lo spostamento dell'orario, così come al pari
dell'onorevole Figuccia, che prevede una maggiorazione degli
orari da quarantotto a settantadue ore.
E le dico che incidono allo stesso modo sull'impianto di
bilancio, sia della Regione che dei comuni, allo stesso modo
l'emendamento A2 firmato da Cracolici, che l'emendamento A4
dell'onorevole Figuccia, perché? Non sono due ore di permesso.
Il lavoratore dipendente è giustificato due ore prima
dell'inizio della seduta.
L'onorevole Cracolici, giustamente, e sono assolutamente
d'accordo, dice ma se la seduta è convocata per le ore 16.00, e
alla fine inizia alle ore 18.00 o alle ore 19.00, il lavoratore
è giustificato dalle 19.00 meno due ore in poi, o è giustificato
ad andare in orario alla seduta? , e sono d'accordo, ma
sicuramente c'è un impatto economico maggiore per le casse
comunali perché pagheremo il ritardo della convocazione
dell'Aula.
PRESIDENTE. Perché il rimborso avviene per due ore.
ARICO'. No, no.
PRESIDENTE. Certo che è così.
ARICO'. No, è giustificato da due ore prima.
PRESIDENTE. Per due ore punto.
ARICO'. No, Presidente, e probabilmente lo spiegherà anche
l'onorevole Cracolici subito dopo.
PRESIDENTE. È un problema che invece che dalle ore 15.00,
dalle ore 16.00, ma gli orari sono quelli che sono.
ARICO'. Presidente, no, perché se la seduta dura dieci ore,
lui sarà giustificato per dieci ore, più le due ore precedenti.
PRESIDENTE. Ma rispetto ad oggi non cambia niente, cambia che
è giustificato invece che dalle 15.00 alle 18.00, dalle 16.00
alle 19.00, non cambia niente dal punto di vista dell'impatto
economico, per favore.
ARICO'. No, Presidente. Cambia allo stesso modo rispetto
all'emendamento A4 e mi dispiace che non sia stato accettato
nemmeno l'emendamento nostro di Diventerà Bellissima per
aumentare l'indennità alle giunte comunali.
PRESIDENTE. Vi chiedo scusa, siccome io ho un obbligo - sono
fondi comunali che riguardano comunque l'impianto della finanza
per tutti - vi prego, non insistiamo su cose che tanto si
possono mettere.
Ripeto, sono talmente favorevole che figuratevi se mi sto
inventando qualcosa per non farlo, per cui credetemi non
insistiamo su cose che non sono fattibili, dai chiudiamo questo
argomento.
Si passa all'emendamento A6.
Perché sia chiaro: sull'A6 il problema non è quello che è
l'interpretazione che noi dobbiamo dare, è la legge, punto. Nel
momento in cui la legge prevede che in una votazione sono fatte
le salve le operazioni elettorali già concluse, significa che
sono fatte salve, cioè non ci potrà nessuno spostamento da una
lista ad un'altra, assolutamente, cioè, quelle liste sono state
già presentate e quelle sono. Quello che non è possibile fare,
e che io non posso consentire, è che se oggi a distanza di
centoventi giorni da quella data qualcuno si vuole presentare
con un'altra lista perché sono passati intanto non aveva
diciotto anni e oggi ce li ha , il mondo della politica è in
continua evoluzione, per cui quello non è possibile vietarlo, è
certamente già vietato il fatto del passaggio da una lista ad
un'altra, perché siccome sono fatte salve le azioni che sono già
concluse, sono concluse, non si toccano.
Per cui, questo vorrei che fosse chiaro, la do io
l'interpretazione, per cui con questa interpretazione non ci
sono dubbi, ma noi non possiamo ledere i diritti di chi si vuole
candidare perché ha compiuto diciotto anni ieri.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie Presidente. Purtroppo la storia infinita di
Tremestieri, in quanto tale, si protrae in quest'Aula.
Stiamo continuando a fare forzature su questo benedetto comune
che dovrebbe andare al voto.
Questa discussione noi l'abbiamo già fatta, voglio rassicurare
i colleghi, noi siamo stati, nel mese scorso, due settimane di
fila a parlare delle elezioni di Tremestieri e tutto il fulcro
del discorso era se il procedimento si doveva intendere
congelato o no.
Dai verbali della Commissione, dagli interventi in Aula, dai
documenti che si sono analizzati, dal Servizio Studi è stata
chiara la volontà del legislatore che diceva: Quella norma
serve a congelare il procedimento .
A cosa è dovuto questo problema? Al fatto che non abbiamo una
norma che disciplina il rinvio per le amministrazioni locali per
cause di forza maggiore.
Nel resto d'Italia, dove quando c'è un rinvio per cause di
forza maggiore ma anche per le province perché per le province
abbiamo una norma del genere, sono fatte salve e rimangono
sospesi i termini, quindi viene congelato il procedimento e
vengono indette le elezioni nei termini di 60 giorni.
Noi non avendo una norma che disciplina il caso specifico, ci
siamo trovati a dover gestire questo errore fatto
dall'Assessorato - mi piace ricordarlo perché noi stiamo
mettendo una pezza all'enorme errore che è stato fatto
dall'Assessorato nella prima sospensione e rinvio delle elezioni
a Tremestieri - e con la norma che abbiamo approvato a dicembre
pensavamo di aver messo un punto alla questione, cosa è
successo? Che purtroppo sempre lo stesso Assessorato,
evidentemente si vogliono molto male, hanno deciso che
l'interpretazione che dovevano dare a quella norma non era
quella che era evidente dalla discussione d'Aula ma doveva
essere un'altra, ovvero che si possono, comunque, presentare
altre liste e non era quello che si era discusso in quest'Aula.
Quindi, questa discussione era già stata fatta, quello che
serve purtroppo - e dico purtroppo perché avrei evitato
sinceramente di intervenire ancora una volta su questo tema -
quello che stiamo facendo è di interpretare una norma che il
Parlamento ha già votato e che prevede il congelamento delle
operazioni anche se non sono 60 e sono 120, proprio perché non
c'è un caso analogo e non c'è una norma che disciplina questa
fattispecie; in questo caso stiamo sistemando queste cose e gli
errori continui che si sono fatti su questo benedetto Comune in
questo modo.
Continuare ad interpretare e a inventare fattispecie che non
esistono perché il procedimento o è concluso oppure si riapre
per tutti, non c'è una via di mezzo, non ci sono ibridi, stiamo
sbagliando e la prossima settimana se non interveniamo si
presenteranno le liste e ci saranno tantissimi problemi, quindi
in questo modo noi stiamo mettendo una pezza ai diversi errori
che sono stati fatti, soprattutto e in primis dal Governo
regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, il concetto di volontà del
legislatore non è un optional, la volontà del legislatore è
quello che poi tutti a livello amministrativo dovranno seguire.
La volontà del legislatore, come ho detto poco fa, è
chiarissima, cioè le operazioni concluse sono concluse, noi non
possiamo consentire dopo 120 giorni, perché se fossimo nei
limiti dei 60 siccome c'è un precedente nazionale ci potremmo
anche ragionare, ma essendo passati già 120 giorni noi non
possiamo ledere i diritti di tutti coloro che si vogliono
candidare e, quindi, fatte salve, considerate intoccabili le
operazioni già concluse, se oggi c'è un giovane che si vuole
misurare e vuole candidarsi a sindaco a Tremestieri deve poterlo
fare ma, ripeto, fermo restando le operazioni già concluse, cioè
dalle liste presentate non si può toccare niente.
Questo non è vero che è un ibrido, non è nemmeno una soluzione
di compromesso è la legge come è stata approvata.
Per me se fosse necessario, lo possiamo scrivere ma lo sto
dicendo al microfono quindi nei verbali con una chiarezza tale
che non ci può essere un'interpretazione a quello che sto
dicendo.
L'altra volta, evidentemente, l'Assessorato ha ritenuto che
questa chiarezza non ci fosse, oggi, la stiamo esprimendo in
maniera totale per cui non è possibile muovere liste che sono
già state presentate su cui il procedimento è considerato chiuso
ma se c'è un'altra lista Micciché - che ha fatto diciotto anni
ieri - e che si vuole misurare contro la vecchia politica che
non sopporta e quindi quelli che sono attualmente candidati, lo
deve potere fare perché noi non glielo possiamo vietare. Punto.
Come dire? Non ci possono essere interpretazioni su questo, è
così.
E, quindi, chiunque in assessorato abbiano intenzione di fare
diversamente, credo, che questo mio verbale d'Aula di oggi sia
chiarificatore in senso assoluto.
L'Assessore agli Enti locali che, peraltro, lo comunico anche
a verbale in modo che non ci siano dubbi, l'assessore agli Enti
locali, con cui ovviamente mi sono consultato prima, mi dà il
suo assenso totale sull'interpretazione che oggi ho spiegato.
Punto.
Per cui, come dire, io non posso ledere i diritti di chi si
vuole candidare oggi, ma quelli che hanno fatto le operazioni
sono quelle e sono concluse.
Un subemendamento con la mia spiegazione? Onorevole
Sammartino, basta. Le sto dicendo che non ci potrà essere
nessuno al mondo che la pensa diversamente. Il comma 1 si può
votare tranquillamente, almeno secondo me.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, grazie. Mi permetta innanzitutto
di ricordare all'Aula che oggi è il 10 febbraio, è la giornata
del ricordo
PRESIDENTE. Ha fatto bene a ricordarlo perché l'avrei dovuto
fare io e chiedo scusa se non l'ho fatto prima.
ASSENZA dei martiri
PRESIDENTE. Bravo, onorevole Assenza. Grazie.
ASSENZA della macelleria titina e dell'esodo veramente
biblico a cui fu costretta la popolazione istriana. Quindi, io
mi sono permesso di invitarla a fine lavori, di dedicare qualche
minuto a questa giornata.
PRESIDENTE. Assolutamente, ha fatto bene a farlo.
ASSENZA. Ciò premesso, signor Presidente, questo emendamento è
il frutto avvelenato di una legge sbagliata contro la quale io
mi sono opposto con tutte le mie modestissime forze ma che però
è passata, cioè il voler cristallizzare in una camicia di forza
una situazione che a distanza di mesi, inevitabilmente, si
evolve ma che addirittura si voglia, oggi, introdurre il
principio che sia vietato, assolutamente, presentare nuove liste
è un assurdo, e ha fatto bene lei a dire che sul secondo comma
non c'è possibilità nemmeno di entrare nel merito.
Però io, anche sul primo comma, mi sforzo di ragionare un po'
con una certa lucidità. Ma se i rinvii sono dettati da cause di
forza maggiore chi può dire a priori che la forza maggiore si
esaurisca in sessanta giorni e non richieda novanta giorni o
richieda centoventi giorni? Ma questo è un emendamento che va
dichiarato inammissibile tout court.
Anche il primo comma non ha ragione di esistere perché è una
contraddizione in termini con l'esigenza del rinvio, se il
rinvio è dettato da forze maggiori, fino a quando c'è la forza,
fino a quando c'è lo stato di necessità, fino a quando c'è la
dichiarazione dello stato di emergenza, sia essa trenta,
sessanta, novanta, centoventi, trecentosessanta, il rinvio può
operare.
Quindi, io invito veramente la Presidenza a non far votare su
questo
PRESIDENTE. Però, scusi onorevole Assenza, per chiarire, se le
elezioni vengono annullate, si indicono nuove elezioni perché
c'è un problema di causa maggiore è un conto, ma finché
rimangono sospese noi una soluzione la dobbiamo trovare per cui
il problema è che se il governo ritenesse di annullarle e le
indice di nuovo il problema è già risolto, ma finché sono
finché c'è la data fissata fra dieci giorni
ASSENZA. E chi dice che poi deve essere sessanta, novanta
PRESIDENTE. Nel momento in cui si dovrà di nuovo rinviare io
immagino che verranno annullate e se ne indiranno nuove nel
momento in cui sarà possibile farle perché non è che possiamo
mantenere la sospensione dell'elezione a vita. Già secondo me è
assai centoventi giorni che sono passati.
Cioè, in questo momento il Parlamento sta sforzandosi a
mantenere con un minimo di logica, spero, la democrazia
all'interno di questo comune. Cioè, le elezioni sono state
indette, sono state completate le operazioni di voto, se non
vengono annullate, ma soltanto sospese, finché sono sospese è
chiaro che, a distanza di centoventi giorni, qualcuno che si
vuole candidare, si candida.
ASSENZA. Per Tremestieri si sta andando a votare, nulla
quaestio. Per Vittoria e per San Biagio Platani si voterà
successivamente, però io dico, siccome noi stiamo facendo la
norma, al comma 1, di carattere generale, non è che si riferisce
a questo o a quell'altro comune, si riferisce ai casi di forza
maggiore che, eventualmente, richiedano la necessità di spostare
le elezioni. Fissare un termine a questo permanere della causa
di forza maggiore mi sembra, proprio, una contraddizione in
termini. Fin quando vi è la forza maggiore si giustifica la
sospensione, quando viene meno non si giustifica più
PRESIDENTE. Siccome esiste una norma nazionale che prevede
che, a un certo punto, le elezioni possono essere, per causa di
forza maggiore, annullate, noi, in questo momento stiamo facendo
un qualcosa, finché non essendo state annullate ma soltanto
sospese, perché così come è stato fatto a livello nazionale si
cerchi una soluzione di giustizia in cui si mantengano le
operazioni che sono state fatte, ma nell'eventualità in cui ci
fosse qualcuno che si vuole candidare nuovo noi non possiamo -
per me è una cosa fondamentale - ledere i diritti principali di
un elettore sia attivo che passivo.
Per cui nel momento in cui qualcuno si volesse candidare non
glielo possiamo vietare, ma dobbiamo fare ma è ovvio che è tutta
una situazione forzata dal fatto che continuano ad essere
sospese.
Allora, se fossero state annullate le elezioni il problema non
ci sarebbe. Purtroppo non sono state annullate, continuano ad
essere rinviate e, quindi, dobbiamo trovare una soluzione per
rendere democratiche queste elezioni.
ASSENZA. Presidente, per carità, io mantengo le mie
perplessità. Voterò contro il primo comma. Sul secondo comma
penso che non dobbiamo neanche entrare in votazione.
PRESIDENTE. Il secondo comma è inammissibile. Nemmeno lo
votiamo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
scusarmi con l'onorevole Assenza. Credevo che avesse completato
il suo intervento in merito al riferimento che ha fatto alla
giornata che. Oggi. si celebra, e volevo - e mi dispiaccio di
non averlo fatto questa mattina - comunicare all'Aula che, in
qualità di Vicepresidente, mi sono recata alla manifestazione
che si è celebrata questa mattina qui a Palermo in via
PRESIDENTE. Onorevole Foti, o si toglie la mascherina o si
mette vicino al microfono perché non si sente niente. Grazie.
FOTI. Signor Presidente, mi scuso che ho provato ad
interrompere il collega Assenza, ma mi sembrava che aveva
concluso sull'argomento che aveva, insomma, chiesto all'Aula
PRESIDENTE. Si era capito, non c'è bisogno di scusarsi.
FOTI. Un momento di riflessione. Volevo dire e comunicare che,
in qualità di Vicepresidente, questa mattina mi sono recata alla
manifestazione, alla commemorazione, che è stata svolta a
Palermo, presso la villetta dedicata alle vittime delle Foibe
anche insieme ad una delegazione di assessori proprio per
ricordare questa brutta pagina della nostra storia e, quindi, mi
unisco all'invito da parte dell'onorevole Assenza di dedicare un
minuto di ricordo per questa vicenda. Grazie.
Poi, diciamo, in merito al disegno di legge io, poi,
interverrò man mano, però mi sembrava giusto.
PRESIDENTE. Su proposta dell'onorevole Assenza, a cui aderiamo
in maniera totale, finite le votazioni rimaniamo per un
dibattito e per quello che ognuno di noi ritiene di voler dire
su quel genocidio. Però, ora stiamo votando, per cui in mezzo
non si può fare.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io, come ho
fatto già altre volte, sulla vicenda di Tremestieri non volevo
intervenire. In primo luogo perché non fa onore a questo
Parlamento, perché la vicenda di Tremestieri non ha nessuna
delle caratteristiche normative. Se l'assessore Zambuto mi
ascolta, anche perché farebbe bene ad ascoltarmi
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, per favore.
BARBAGALLO. La vicenda di Tremestieri, dicevo, non ha nessuna
delle caratteristiche delle norme che quest'Aula è chiamata a
votare. Cioè, non è né una norma generale, né una norma
astratta. E non fa onore a quest'Aula il fatto di discutere dopo
mesi della stessa vicenda.
Sommessamente, lo dico all'onorevole Assenza di cui ho troppa
stima per non dire le cose come stanno, signor Presidente, qua
non siamo di fronte ad un caso di forza maggiore. Qua c'è stata
una scelta della Giunta di Governo il 2 ottobre, senza alcuna
norma di supporto, di rinviare l'elezione 48 ore prima, e c'è
una palese violazione dei diritti fondamentali del cittadino,
quello dell'elettorato attivo. Ed è una violazione che è
avvenuta sotto gli occhi dei siciliani per cui, assessore
Zambuto, abbiamo presentato un'interrogazione urgente il 2
ottobre scorso, e ancora oggi non abbiamo avuto risposta. E
chiede giustizia non il Partito Democratico, chiede giustizia la
città di Tremestieri e tutta la Sicilia.
Per cui, a mio giudizio, e non solo, l'obbligo è intanto
quello di dare una risposta e capire, e comunicare ai siciliani
qual è la norma in base alla quale la Giunta di Governo il 2
ottobre non ha fatto votare i cittadini di Tremestieri.
Aggiungo, signor Presidente, che rispetto alle cose che lei ha
detto, e di cui prendiamo atto, io credo che c'è un ordine degli
emendamenti e bisogna votare, perché le cose che lei ha detto,
signor Presidente, è giusto che le dicesse il Governo.
L'Assessore e i suoi Uffici dovrebbero comunicare oggi all'Aula,
in questo momento così delicato, qual è la situazione dei
candidati. E, per essere chiari, se un candidato ha accettato
una candidatura in una lista, è ammissibile che rinunci alla
candidatura? La risposta che danno gli Uffici è sì
E se c'è il termine aperto, può presentare una candidatura in
un'altra lista? Signor Presidente, su questo aspetto occorre
fare chiarezza.
Ci sono diversi emendamenti delle forze parlamentari su cui
l'Assemblea è chiamata a pronunciarsi con chiarezza per cui
sull'inammissibilità di un emendamento, di una parte
dell'emendamento, noi siamo completamente contrari, e mi rivolgo
agli Uffici.
Bisogna fare chiarezza su questo aspetto, perché fino adesso
chiarezza non ce n'è stata completamente. E credo che per la
buona istituzione e per il buon nome dell'istituzione che
rappresentiamo, stasera bisogna fare chiarezza, perché questa
situazione è diventata insopportabile.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, intanto la potestà di
decidere sull'ammissibilità o meno è della Presidenza
dell'Assemblea e non del Governo.
È ovvio che sul problema dell'inammissibilità non ho bisogno
di confrontarmi con nessuno.
Sul problema, invece, particolare, di Tremestieri, della
fattibilità di alcune cose o meno, è ovvio che mi sono
confrontato con il Governo e ho già fatto una dichiarazione.
Credo che sia assolutamente inequivocabile.
Poi il resto del suo intervento è un intervento che qui dovrà
dire qualcosa se vuole il Governo, ma certamente io valuto il
fatto che un'elezione non sia stata fatta e stiamo ora andando a
rifarla, cercando di farla nella maniera più democratica
possibile, senza togliere niente e senza regalare niente a
nessuno.
Per cui credo che la soluzione che sia stata trovata, per
quanto quasi obbligatoria da parte mia in termini parlamentari,
credo che sia anche una soluzione che abbia anche una sua
logica. E per cui mantenendo le liste ferme per come sono, se
c'è uno che si è candidato a sindaco per il centrodestra non può
candidarsi per il centrosinistra o viceversa. Può stare
tranquillo che adesso la situazione è assolutamente chiara. Ce
l'hanno chiara gli Uffici, ma ce l'ha chiara più che altro e più
ancora di noi l'assessore Zambuto, con cui ci siamo confrontati
su questo argomento.
Quindi possiamo andare avanti. Finita questa, velocemente, se
ci riusciamo questi altri tre emendamenti aggiuntivi, poi se ci
possiamo fermare dieci minuti anche per dare spazio a chi vuole
correttamente fare un suo intervento sulla memoria drammatica
delle Foibe.
Pongo, pertanto, in votazione soltanto il comma 1 che è valido
dell'emendamento A6, con il parere favorevole della Commissione
e del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. DiventeràBellissima o solo lei? Tutto
DiventeràBellissima . Benissimo.
Si passa all'emendamento A10.R, che riguarda il rinvio delle
province. E' chiaro che è stato modificato, entro trenta giorni
dall'insediamento degli eletti .
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, noi voteremo contro a questo
emendamento, contro o astensione, comunque non siamo favorevoli
ad un rinvio. Che rimanga agli atti parlamentari. Grazie.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare in qualità di deputato.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo stasera nella mia
veste di parlamentare regionale per segnalare a quest'Aula la
mia assoluta contrarietà a un emendamento che tende a rinviare
il voto democratico, ancorché di secondo livello, che questa
stessa Assemblea volle in armonia al Parlamento, alla norma del
Parlamento nazionale, quando nel 2014 si vollero sopprimere gli
enti sovracomunali, gli enti di area vasta, gli enti che sino a
qualche tempo fa venivano denominati province.
Ebbene, sono passati circa 6 anni e mezzo, e le condizioni di
questi enti sono sotto gli occhi di tutti. Sono passati 6 anni e
mezzo e le condizioni di queste province, delle strade
provinciali, degli immobili di edilizia scolastica di secondo
grado, la stessa attenzione nei confronti dei disabili, delle
categorie fragili, dei ciechi, di coloro che oggi hanno
maggiormente bisogno di un aiuto, sono sotto gli occhi di tutti.
E cosa stiamo facendo?
E' da due anni che questa Assemblea, con una scusa e con
un'altra vuole sempre rinviare le elezioni impedendo che, in
maniera democratica, i consiglieri comunali e i sindaci possono
esprimere il loro voto e possono dare delle governance
democraticamente elette, ancorché di secondo grado, lo voglio
sottolineare per l'ennesima volta, a questi enti di area vasta.
Allora, non dobbiamo lamentarci quando poi i siciliani ci
additeranno come i responsabili di questa condizione a cui
stiamo sottoponendo le province. Qualche giorno fa sono stato in
lungo e in largo a Caltanissetta, vedendo una condizione
vergognosa delle strade e ancorché noi come Governo regionale,
come Governo Musumeci stiamo mettendo centinaia di milioni a
disposizione, poi abbiamo le province che non riescono a fare un
progetto, abbiamo le province che ci chiedono, abbiamo i tecnici
che chiedono il sostegno e il supporto dei geni civili i quali,
per quanto generosi possono essere, non possono supplire a
quella che è una funzione che dipende direttamente dalle
province.
Stessa cosa per quanto riguarda l'edilizia scolastica di
secondo grado, ci sono decine, se non centinaia di immobili che
non vengono manutenuti, e non vengono manutenuti malgrado gli
impegni che questo Governo regionale ha messo in campo. Ci sono
decine di finanziamenti bloccati nelle province perché i
funzionari non riescono ad avere quella sensibilità nei
confronti degli impegni per il Territorio.
Allora io chiedo ufficialmente a questa Aula abbiamo e
abbiate un sussulto di orgoglio', ridiamo la parola ai
consiglieri e ai sindaci per potere ripristinare una democrazia,
per potere ripristinare gli organi di Governo, al fine di potere
consentire a tutti di potere operare in una democrazia.
Chiudo Presidente dicendo una cosa. Chi dice che si voterà da
qui a breve in 43 comuni, e saranno chiamati al voto 466 mila
persone, quindi meno del 10 per cento, dice una bugia. Perché
oggi gli attuali consiglieri uscenti che si appresteranno a
votare nel giugno prossimo potranno esprimere legittimamente il
diritto di elettorato attivo e il diritto di elettorato passivo.
Allora, se così è, qual è il motivo, quale gioco politico ci
deve essere sotto per non portare le province a votare. Quale
giochetto di palazzo ancora deve costringere questa Assemblea a
diventare domani lo zimbello di 5 milioni di siciliani. Io
invito tutti, tutti i 69 colleghi che insieme a me compongono
questa istituzione, questa prestigiosa istituzione ad avere un
sussulto di orgoglio e a dire mandiamo via questa situazione di
commissariamento', e allora respingiamo questo emendamento, tra
l'altro aggiuntivo. Un emendamento che non doveva nemmeno
affluire a questa Aula. Comunque è giusto poterlo portare al
giudizio di tutti, però malgrado questo io vi dico votiamo
contro e, personalmente, sono fermamente contrario e solo
perché il 28 e 29 marzo si possono espletare, effettuare
legittimamente, queste elezioni di secondo grado.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole
Calderone. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'accorato
intervento dell'onorevole Falcone trova certamente condivisione
anche da parte del sottoscritto e del Gruppo che ho l'onore e il
piacere di rappresentare.
Veda onorevole Falcone, non è soltanto un problema di
risolvere le criticità che ci sono nelle nuove province
siciliane. E' un problema di ristabilire la democrazia, perché
quando si dà la possibilità, sia pure in una elezione cosiddetta
di secondo livello, agli elettori di secondo livello di votare,
viene ristabilito un principio democratico. Quando invece non si
dà questa possibilità, signor Presidente e signori colleghi, per
giochi politici, per giochi politici signor Assessore Falcone,
ecco che la democrazia rimane come sospesa.
Un partito come il nostro che dei principi democratici ha
fatto la bandiera, non può permettere, indipendentemente dalle
convenienze politiche, che venga ulteriormente rinviato questo
appuntamento elettorale. Certo, ci costerà fatica, impegno, in
un momento particolarmente drammatico, in un momento storico
particolarmente drammatico come quello che stiamo vivendo, come
quello che caratterizza il nostro tempo, richiederà un impegno
supplementare. Però, vedete colleghi, affermare i principi
democratici, e quindi il voto, dare una rappresentanza eletta
perché l'elezione di secondo livello non è una elezione di
seconda categoria. Vale per tutti la prestigiosa elezione del
Presidente della Repubblica, che altro non è che una elezione di
secondo livello, sebbene noi, parte di noi, siamo per la
Repubblica presidenziale, signor Assessore e anche da tanto
tempo siamo per la Repubblica presidenziale.
Oggi ricorre una triste ricorrenza. Poi ce ne darà la
possibilità il signor Presidente di parlare di un criminale
comunista, perché di questo si è trattato, di un criminale
indegno e infame comunista quale è stato Tito. Ma poi ne
riparleremo nel momento in cui il Presidente ce ne darà facoltà.
Quindi, ripristiniamo la democrazia, siamo contrari al rinvio
del voto e prepariamoci a votare. Forza Italia è fermamente
convinta che bisogna passare al voto, a fine marzo credo sia, il
28 o il 29 marzo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà. Poi votiamo.
LO CURTO. Parlo da lì, Presidente.
PRESIDENTE. Mi sembra che c'è più assembramento da quel lato
che non da quello, veramente. Prego.
LO CURTO. Signor Presidente, preferisco parlare da qui perché
là mi sembra che quel vetro, dopo tutti questi interventi,
probabilmente raccoglie un buon numero di fiati, ecco, li
trattiene un poco e non è molto favorevole alle condizioni di
prevenzione dal Covid.
Allora, intervengo sulla vicenda perché nelle parole molto
accorate dell'onorevole Falcone c'è anche un atto di accusa nei
confronti del Parlamento, che a suo dire sarebbe incline a non
volere votare, e di rinvio in rinvio praticamente c'è un rinvio
della democrazia.
Io voglio semplicemente ricordare, io non sono tra coloro
voterò secondo la mia coscienza, naturalmente, però mi dispiace
che si possa fare di tutta l'erba un fascio. A capo dell'ex
provincia di Trapani c'è un galantuomo, un magistrato, scelto
come tutti gli altri da questo Governo, anche dal Governo
precedente, ma questo Governo li ha confermati. Un galantuomo
che ha lavorato come la sua coscienza di servitore dello Stato
gli obbliga di lavorare, con attenzione alle scuole, con le
difficoltà di bilancio, con attenzione alle strade, con tutti
quei servizi che devono essere garantiti. Immagino che questo lo
abbiano fatto tutti. Poi se c'è l'esigenza, ed è vera e reale,
di procedere ad un percorso di maggiore democrazia perché si dia
ai territori, ai Comuni, ai sindaci, ai consiglieri comunali,
l'opportunità di esprimersi nella governance del proprio
territorio, questo è legittimo, ha ragione l'onorevole Falcone.
Ma ricordiamoci che questa è una democrazia azzoppata, è una
democrazia mortificata, non è la libera espressione del voto, e
non sono questi i costi a carico della politica che andavano
tagliati, questi sono costi a carico della democrazia, che non
si può esprimere, che sono stati tagliati, diciamo le cose come
vanno dette. Qualcuno forse qui dentro quest'Aula avrà un mea
culpa da farsi perdonare, non siamo tra costoro indubbiamente,
perché noi non abbiamo votato l'azzeramento delle province e
soprattutto, mi sia consentito dire, che anche da uno sguardo
così per quello che c'è, non è che le province non funzionano
attualmente perché sono tutti incapaci coloro che sono al
governo della provincia, ma perché i mezzi, le risorse, gli
uomini, gli uffici tecnici, sono quelle le difficoltà.
Io mi auguro che nell'immediato futuro, quando troveremo il
modo di votare, mi auguro il prima possibile, si possa, come
dire, determinare che ci sia una governance che sia all'altezza
dei compiti, tenendo presenti anche il limite stesso della
democrazia che si pone nel momento in cui il sindaco della città
più grande o città metropolitana diventa ed è di fatto sindaco
della provincia, quindi stiamo parlando di cose che con la
democrazia, onestamente, mi sembra che c'entrino poco.
Questo lo devo a quest'Aula e alla mia coscienza, perché io
sono una che vota sempre in libertà e in autonomia, e ho anche
il coraggio di dire ciò che penso e di esprimerlo attraverso i
miei comportamenti, le mie condotte e il mio voto.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io ho chiesto di parlare dopo
avere ascoltato l'Assessore Falcone, e l'ho sentito da
Assessore, non da deputato, perché ha fatto una serie di rilievi
relativamente al fatto che le province in questi anni non hanno
potuto operare nelle strade, nelle scuole, dimenticando che
certamente il tema delle strade e delle scuole non dipende né
dai commissari, né dagli organi elettivi, né dai sindaci
metropolitani nelle tre Città metropolitane dove si sono
insediati gli attuali amministratori.
Potrebbe anche avere avuto un supporto, cosa che questo
Governo non ha consentito, visto che c'è una legge che lo
prevede, di istituire le assemblee previste dalla legge, le
assemblee dei sindaci in ogni libero Consorzio. Non si capisce
perché i 330 sindaci in atto eletti e operativi nei propri
comuni che devono far parte dei liberi Consorzi e delle Città
metropolitane ad oggi, malgrado la legge approvata da questo
Parlamento, non sono stati insediati.
Allora, se dobbiamo fare propaganda, ognuno la può fare come
vuole, se le province, le strade provinciali, non funzionano, il
problema sono delle risorse e dei progetti che non siete
comunque stati in grado di supportare per le strutture
amministrative delle province, non per chi farà il sindaco o il
presidente del libero Consorzio.
Anche io sento un vulnus, dopo molti anni, del tema
dell'elezione non fatta, però vorrei ricordare a questo
Parlamento che l'ultima legge che abbiamo approvato in Aula
aveva in Commissione, e mi era sembrato che ci era una unanimità
in Commissione, e sappiamo tutti che quando c'è un'unanimità le
cose vanno, come dire, de plano, di prevedere il turno elettivo
per i liberi Consorzi nel periodo che era di luglio, credo. Era
stato approvato in Commissione, anche perché siamo in piena
pandemia, vorrei ricordarlo, per cui questo tema è come se fosse
scomparso, quando si discute di una questione assai delicata,
dove dovremo preoccuparci di fare i vaccini ai siciliani e non
di garantire immediatamente la necessità del gioco politico
rispetto alla sicurezza anche dei politici che dovrebbero andare
a votare e farsi eleggere eventualmente nelle assemblee
provinciali.
Allora, in quella norma era previsto un tempo, avevamo
definito un tempo di concordia, in Aula, legittimamente, è stato
presentato un emendamento, approvato dall'Aula per alzata e
seduta, devo dire purtroppo nella disattenzione dell'Aula, o
almeno da parte del sottoscritto, e certamente si è arrivati poi
a quella data che ha obbligato il Governo a indire le elezioni
per il 28 marzo.
Se oggi l'Aula, anche in ragione delle condizioni in cui siamo
in questo momento in Sicilia, legate alla condizione pandemica,
propone di rinviare questo appuntamento, è vero, anche nel
passato è stato rinviato, ma oggi mi pare che ci sono le
condizioni sanitarie che giustificano questo provvedimento, e
parlare di vulnus democratico per il fatto che si rinvia di
qualche mese l'elezione, lo considero una bestemmia. È un atto
di propaganda politica di un Governo che deve risolvere i
problemi e non deve raccontare i problemi che ci sono.
Presidenza del Presidente MICCICHÈ
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Il parere del Governo mi
sembra di capire che sia negativo, il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole, il Governo è difficile che mi possa
chiedere di votare così, se me lo chiede qualche Capogruppo. C'è
una richiesta di voto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.10R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A.10R
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 60
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 38
Contrari 16
Astenuti 1
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.12. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo pure. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11, contenente la norma finale. Ne do
lettura:
«Art. 11.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Se prendete posto, dobbiamo votare la legge. Onorevoli Tamajo,
Cracolici, c'è da votare la legge. Prego, se prendete tutti
posto per favore.
Possiamo aprire la votazione? Ne vedo troppi in piedi.
FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente. Noi del Gruppo parlamentare di
Attiva Sicilia in larga parte siamo favorevoli a questa legge,
abbiamo cercato di contribuire con spirito costruttivo,
inserendo un dibattito finalmente sulla possibilità nei piccoli
comuni che, in maniera continuativa, il sindaco possa riproporsi
per essere eletto e poi, magari, se è stato anche bravo, la
cittadinanza gli concorderà anche il terzo mandato.
Abbiamo collaborato fattivamente portando finalmente per i
comuni che dovranno andare alle elezioni, la possibilità già
consentita dal maggio 2020, di raccogliere le firme ridotte
semplicemente ad un terzo, questo per garantire il processo
democratico e limitare le possibilità di contagio da parte del
Covid.
Presidente, io mi auguro che la Commissione, in maniera
rapida, discuta quell'articolo che è stato stralciato in maniera
compiuta, affinché anche in Sicilia si possa meglio chiarire
quali sono i percorsi da individuare per le fusioni, ed
eventuali creazioni di nuovi comuni, senza che così venditori di
stelle possano andare in giro accarezzando l'idea che tanti
cittadini, magari delusi dalla politica, dai propri comuni,
decidano di staccarsi.
In merito alle elezioni provinciali, Presidente, in effetti è
vero, sono tanti anni che rimandiamo, speriamo veramente che sia
l'ultima, perché alla prossima proporremo che le elezioni
provinciali vengano rimandate almeno fino all'insediamento del
consiglio comunale di Misiliscemi, quindi, insomma, sto
scherzando, però già dalla scorsa legislatura abbiamo dato
proroghe, proroghe, proroghe, e veramente sta diventando una
Odissea.
Io la voglio ringraziare Presidente, inoltre, per avere
chiarito qui in Aula la vicenda di quell'emendamento aggiuntivo,
e avere stralciato il secondo comma, che era un ulteriore
tentativo di comprimere la democrazia in un comune che, mi
auguro senza rischi per la salute dei cittadini, andrà ad
elezioni a marzo; e qui c'è il riferimento, e mi permetta un
attimino una critica nei riguardi del Governo regionale, che ha
recepito lo spostamento delle elezioni a Vittoria e San Biagio
Platani nel mese di maggio, che sicuramente sarà un mese in cui
la pandemia sarà meno incombente, e invece, per i cittadini di
Tremestieri, questa cosa non è potuta avvenire.
Saranno momenti difficili, perché è chiaro che le relazioni
interpersonali dovranno aumentare, però, almeno, sarà stata
fatta salva la democrazia da questo ennesimo attacco,
dimostrazione plastica che si usano più pesi e più misure a
seconda della convenienza.
In merito alle altre norme, come vi dicevo, il mio gruppo
voterà a favore.
Desideravo chiedere, se si distribuiranno gli ordini del
giorno, il consenso da parte del Governo in merito a due
tematiche, una che riguarda lo spreco alimentare. Presidente, le
continue aperture e chiusure dei ristoranti, dei bar e dei
caffè, hanno provocato un'enorme dispersione di risorse
alimentari. In un ordine del giorno, che ci è stato sollecitato
proprio nel giorno della lotta allo spreco alimentare, affinché
attraverso gli enti locali e le reti delle associazioni, si
metta a regime un sistema di miglioramento, di riduzione dello
spreco, che soprattutto in questi mesi ha visto agire tantissime
realtà a favore dei bisognosi, ma soprattutto preservare una
risorsa importante, che è quella dell'alimentazione in sostanza.
Per quanto riguarda l'altro ordine del giorno, è indirizzato
più squisitamente all'assessore Zambuto, e chiediamo se può,
attraverso il dipartimento della funzione pubblica, fare una
ricognizione dei precari che desiderano uscire dal bacino del
precariato.
Come sapete, colleghi, abbiamo già fatto una norma, sono
parecchi, colleghi, i precari che hanno scelto il percorso di
fuoriuscita dal bacino con un incentivo economico che finalmente
li ha liberati da questa catena. Adesso noi chiediamo - qui c'è
l'ex assessore, che evidentemente ci fa un cenno che forse la
ricognizione è già in corso, si deve rifare una norma, come dice
correttamente l'ex assessore, e dargli copertura - però, intanto
cominciare a stimare i fabbisogni, perché sono tanti i precari
che in un primo momento non volevano utilizzare quella norma,
perché speravano in una stabilizzazione o altri percorsi, e che
ora invece desidererebbero poter accedere ad una nuova misura
che ripeta quella che già abbiamo approvato qui in Aula qualche
anno fa, la ringrazio.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
legge, ovviamente un po' eterogenea, contiene una norma che
invero comincia a ridare alla politica quel senso che aveva
qualche anno addietro, perché sull'onda di facili populismi si
era introdotta questa, a mio modo di vedere, inopportuna
limitazione alla possibilità di un sindaco che ha fatto bene, di
continuare a fare. E nei paesi con pochi abitanti era veramente
difficile ogni volta, dopo il secondo mandato, andare ad
individuare altre persone che potevano fare il sindaco con
assoluto decoro e soprattutto competenza.
Oggi credo che il Parlamento siciliano, adeguandosi fino a tre
mila abitanti ad una norma nazionale, e introducendo questa
novità fino a cinque mila abitanti, che forse taglia in maniera
convinta, per il mio tramite e per il tramite dell'onorevole
Grasso, firmato e sottoscritto, è stata introdotta e verrà
introdotta, da qui a qualche minuto - credo siano tutti
favorevoli - una norma che consente ai cittadini sindaci nei
comuni fino a cinque mila abitanti, di tentare per la terza
volta di governare il proprio paese. Non viene leso nessun
diritto, anzi vengono esaltati i diritti dell'elettore, perché
se il sindaco ha fatto male c'è l'elezione che andrà a sancire i
suoi errori e certamente determinerà la sua sconfitta.
Quindi, era un grave vulnus anche questo della democrazia,
quella di limitare i mandati per i sindaci. Ricorderà,
Presidente Micciché, come io e l'onorevole Grasso siamo venuti
più volte insieme a tanti sindaci, che riguardavano i comuni
fino a tre mila abitanti, per perorare una giusta, corretta e
legittima causa. Lo abbiamo fatto con convinzione, ci è stata
data la possibilità di elevare a cinque mila abitanti, e io sono
convinto che l'esperienza e il buon governo dei sindaci potrà
continuare almeno per un altro mandato.
Auspico che in un futuro - spero essere veramente prossimo da
un punto di vista temporale - questa limitazione non abbia più
ad esistere in senso generale, perché chi è bravo va votato ed
ha diritto di governare, chi non è bravo va censurato e viene
decretata la sua sconfitta.
Questa è la norma che più mi ha appassionato in questo
apparato normativo, e Forza Italia voterà favorevolmente a
questa legge che perviene e riguarda gli enti locali.
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Signor Presidente, per quanto riguarda la norma che
sancirà la possibilità di dare un altro mandato ai sindaci
rispetto ai due soli mandati mi ritengo parzialmente
soddisfatto, perché credo che quando si vota con delle norme
elettorali dove il corpo elettorale viene chiamato ad eleggere
ogni singolo eletto, che sia sindaco, consigliere comunale,
parlamentare, avere un numero di mandati prestabiliti non aiuta
la democrazia, perché è il popolo che deve scegliere gli eletti.
E il messaggio che voglio mandare riguarda proprio ciò che
accade a livello nazionale, dove i nostri senatori e i nostri
deputati non sono eletti direttamente dal popolo, ma nominati ed
inseriti in liste, e ecco lì io farei al massimo un mandato.
Quindi siamo favorevoli come Gruppo parlamentare
DiventeràBellissima a questa norma che appunto sancisce un
principio che, secondo me, va esteso ulteriormente, e spero che
il Parlamento nazionale recepisca la necessità che non sono i
limiti dei mandati a creare i presupposti positivi per la
democrazia, ma è la libertà del popolo di scegliersi coloro che
devono rappresentare il popolo stesso.
PRESIDENTE. Abbiamo terminato con le dichiarazioni di voto. E'
stato presentato l'ordine del giorno n. 435, a firma
dell'onorevole Cannata, che l'Assessore accetta come
raccomandazione.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io intervengo per dichiarazione
di voto per il Partito Democratico.
Innanzitutto ringrazio il Capogruppo, onorevole Lupo, per
avermene dato la possibilità. Noi abbiamo dato il nostro
contributo, è un contributo positivo, riusciamo - almeno quando
veniamo messi in condizione - a fare la nostra parte e pensiamo
di averlo migliorato questo atto.
L'abbiamo fatto, l'hanno fatto i consiglieri Lupo e Cracolici
e i colleghi in Commissione, e di questo voglio ringraziare
anche il Presidente Pellegrino, insieme a tutta la Commissione,
anche per quella parte dove poi ho partecipato io.
Noi abbiamo creduto nel terzo mandato, abbiamo anche pensato a
spostare il limite di 3.000 a 5.000 abitanti, perché abbiamo
ritenuto giusto farlo raccogliendo le istanze dei sindaci,
dell'Anci, ma poi alla fine quando è stato votato dall'Aula
abbiamo avuto la soddisfazione di avere la condivisione anche
dell'Aula, e poi anche altre cose.
Io penso che abbiamo fatto bene tutti insieme, quando ci
mettiamo a lavorare nell'interesse della Sicilia lo facciamo, e
lo facciamo bene. Non mi è piaciuto l'intervento dell'Assessore
Falcone che, secondo me, non ci stava, perché è stato un attacco
nei confronti del Parlamento e di chi aveva proposto, che era il
sottoscritto, un emendamento per il rinvio delle province che
aveva un significato. Bene ha detto l'onorevole Cracolici ma
cosa ci raccontate a noi, voi avete avuto i commissari, avete il
governo, se volevate fare funzionare le province e sistemare le
strade provinciali, potevate farlo benissimo, la responsabilità
è tutta vostra e non c'entrano le elezioni, noi dobbiamo andare
a votare e siamo i primi a voler votare .
Presidente, a me dispiace una cosa, io l'emendamento l'ho
dovuto cambiare su indicazioni sue, e c'era una condivisione
anche del Presidente della Regione sull'ipotesi di spostare le
elezioni, almeno così avevo capito, può darsi che ho capito
male
PRESIDENTE. Questo certamente non c'era
DIPASQUALE. Eh?
PRESIDENTE. Non c'era questo sinceramente.
DIPASQUALE. Perfetto, allora ho capito male, diciamo che ho
capito male, mi è dispiaciuto che ci sono ho capito male,
pazienza. Mi è dispiaciuto che il Gruppo mi è dispiaciuto che
alcuni gruppi non hanno voluto votare il rinvio delle elezioni,
perché è un fatto democratico, quando si lascia fuori da
un'elezione provinciale, anche di secondo livello, una città
come Vittoria, che è la nona città in Sicilia, che rappresenta
un terzo degli elettori della provincia, davvero era uno
scandalo.
Mi dispiace per i colleghi e per i Gruppi parlamentari che
hanno votato contro, ringrazio il Movimento Cinque Stelle,
ringrazio l'EU, ringrazio Italia Viva, ringrazio il gruppo
dell'Udc, ringrazio tutti coloro che, oltre il mio partito,
hanno permesso e permetteranno e permetterete alla città di
Vittoria di poter partecipare all'elezione provinciale. Io a
tutti voi voglio trasmettere il grazie, il grazie da parte di
questa comunità che ingiustamente era stata lasciata fuori, e
che grazie a voi ora ritorna a poter pensare di partecipare alle
elezioni provinciali.
PRESIDENTE. Benissimo. Siamo pronti? Possiamo procedere?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
Come, onorevole Lupo? E' stato presentato? C'è un ordine del
giorno del Gruppo parlamentare di ? Ah di tutti? Ah no, ma
questo no, scusi, allora l'errore è mio. Io l'ho visto questo
ordine del giorno ma io, come dire, chiedere al Governo però
impegna il Governo a dare attuazione alle disposizioni di
legge... , mi sembra che non c'è bisogno di fare un ordine del
giorno. Credo che il Governo sia
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, lei ha ragione e condivido. Il problema è
che la legge che il Parlamento ha votato prima della pausa
estiva, cioè di insediare le assemblee dei sindaci, dei liberi
consorzi e delle città metropolitane, non è stata attuata. Io
credo che intanto insediamo gli organi che si possono insediare,
le assemblee dei sindaci sono composte di diritto da tutti i
sindaci del territorio provinciale. Perché non si insediano?
Hanno compiti statutari ben precisi, credo che queste si possano
insediare, poi si faranno le elezioni di secondo livello per
eleggere i Consigli e i Presidenti dei liberi consorzi, ma
laddove si possono insediare assemblee dei sindaci, la legge lo
prevede, chiedo al Governo di verificare perché non si
insediano. Peraltro pare che in alcune realtà si stiano
insediando ed in altre no, il che mi parrebbe assurdo.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi faccio allora carico
personalmente di invitare il Governo a farmi sapere qual è la
situazione e invitarli a farlo, però non faccio votare un ordine
del giorno che impegna il Governo, perché non lo ritengo un
fatto idoneo a questo Parlamento.
nn. 824-810A - Stralcio I/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di enti locali» (nn. 824-810A - Stralcio
I/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme in materia di enti locali»
(nn. 824-810A - Stralcio I/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 58
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 38
Contrari 0
Astenuti 13
(L'Assemblea approva)
Sul disegno di legge di Bilancio e stabilità regionale
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, mi permetta una cosa. Noi
abbiamo avuto dal Governo l'informazione che entro il 28
febbraio dovremmo approvare la finanziaria. Noi siamo a un
giorno che già, difficilmente, ci può consentire questa data.
Per cui, se potessimo avere qualche indicazione precisa su come
operare, perché diversamente
Chiedo scusa deputati, io ho fatto una domanda seria al
Governo, perché ho bisogno seriamente di capire come impostare
il lavoro, anche a partire dalla prossima settimana se si può
fare Aula, se non ne possiamo fare. Per cui, avrei bisogno di
qualche informazione. Non le chiedo di darla in diretta, se lei
non ce l'ha. Se lei ce l'ha, sono felice se me la può dare in
diretta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì,
Presidente, io ho sentito per altre ragioni il Ragioniere
generale, il quale mi ha detto che, al massimo, domani gli atti
verranno trasmessi all'Assemblea regionale. Per cui, in ragione
del fatto che domani, credo, sia l'11 febbraio, immagino che ci
siano tutti i tempi per approvare la finanziaria il 28 febbraio,
la legge di stabilità, mantenendo così, rispettando quel patto
che il Governo regionale ha assunto nei confronti del Governo
Conte.
PRESIDENTE. E' un patto che voi avete fatto, è un impegno che
voi avete preso, ma poi è il Parlamento che lo deve attuare, in
qualche maniera. Vorremmo essere certi che ci siano i tempi,
perché sennò comincio ad avere problemi con le Commissioni, con
gli Uffici e con tutto il resto. Per cui vi prego di tenere in
considerazione che i tempi del Parlamento sono quelli che sono.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Scusi, onorevole Di Caro, io vorrei
che però tutti i colleghi, o almeno quelli che vogliono, però mi
piacerebbe se fossero tanti, restassero dieci minuti, perché
credo che sia assolutamente corretto fare quella, non dico
commemorazione, perché non è una commemorazione, ma quel ricordo
vista quella giornata della memoria che include tutte le stragi
che ci sono state, mi piacerebbe che ci fossero dieci minuti,
ridare la parole all'onorevole Assenza e ognuno di noi che, se
vuole parlare, può farlo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ammiro
tantissimo la professione dei giornalisti. Loro devono fare il
loro mestiere, devono divulgare le notizie, fanno il loro dovere
quando ricevono delle notizie. Però io dico e mi chiedo, e
chiedo ai colleghi ed anche al Governo, quando deve finire la
vergogna di venire a sapere che la finanziaria è stata ultimata
attraverso i mezzi di informazione. Perché continuano ad uscire
notizie legate ad alcuni articoli della finanziaria che noi non
conosciamo. Ora l'assessore ci dice che entro domani la
finanziaria arriverà all'Assemblea regionale siciliana, mentre
ai giornalisti arriva prima.
Faccio alcuni esempi. Il ripianamento di un debito di trecento
milioni di euro facendo cassa sulle pensioni dei dipendenti
regionali; la equiparazione dei diritti dei familiari di vittime
di mafia per vittime in altri incidenti, nello specifico in un
incidente aereo.
Io vorrei, Presidente, non ora, ne parlavamo poco fa col
Presidente Lupo, che martedì ci fosse una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in cui si calendarizza,
giorno per giorno anche sabato e domenica, su quello che
dobbiamo fare in merito a questa finanziaria perché, davvero,
questo Governo regionale ha sottoscritto un impegno col Governo
nazionale in cui, entro il 28 di questo mese, si dovrebbe
raggiungere la votazione finale della finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, però l'articolo 83 prevede
altro. Su questo io avevo già chiesto le informazioni al Governo
che ce le ha date.
DI CARO. Mi faccia finire. Abbiamo diciotto giorni di tempo.
Ora, se noi ci sediamo martedì prossimo non ora, perché a quanto
pare ci saranno altri venti minuti, riusciamo a calendarizzare
tutto.
Commemorazione delle vittime delle Foibe
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, non tolga il compito al
Presidente dell'Assemblea delle cose che dobbiamo fare. Io
vorrei, se l'onorevole Assenza vuole fare un intervento. Io una
sola cosa sulle Foibe posso dire. Ovviamente era un periodo
della mia vita in cui ero non esistevo, praticamente, o
comunque ero fin troppo piccolo. Però ho conosciuto una persona,
che è stato membro di questo Parlamento per tanto tempo, che era
l'onorevole Benito Paolone, che aveva il padre, che ha avuto il
padre vittima del massacro delle Foibe.
E mi ricordo quando mi raccontò quell'episodio, che lui vide
in diretta, vide prendere il padre, lo vide trascinare e lo vide
buttare giù dentro queste fosse che c'erano là in Jugoslavia.
Devo dire che io quel racconto là, pur essendo un uomo che
come tanti sapete sono sempre stato contrario a qualsiasi tipo
di violenza, ma quella mi sembrò una cosa terribile, veramente
terribile, quando Benito Paolone, oggi buonanima anche lui, mi
raccontò quell'episodio, e come me lo raccontava con le lacrime
che gli uscivano dagli occhi, mi sono reso conto che è stata una
cosa molto più forte di quanto io stesso non l'avessi immaginata
fino a quel giorno.
Per cui credo che questo sia un ricordo che non tutti noi
abbiamo perché, ripeto, in quel periodo le informazioni
arrivavano, e certamente non a quelli della nostra età, per cui
non l'abbiamo certamente potuto vivere, ma nemmeno è di quelle
cose di cui ci hanno parlato spesso i nostri genitori, vi devo
dire la verità. Mentre su altro tipo di stragi in tutto il mondo
siamo stati tempestati dai fatti giornalistici e anche dalle
informazioni che in famiglia stesso si prendevano e si avevano
dai racconti, dalle nonne agli zii, ai parenti, agli amici,
bene, quella era, sinceramente una memoria molto, molto flebile
nella testa degli italiani, e l'ho notato personalmente.
E quando ascoltai Benito Paolone che fece questo racconto
eravamo io, mia moglie e lui, quindi eravamo soltanto noi tre,
quando mi fece questo racconto veramente non riuscii a dormire
quella notte perché deve essere stato un qualcosa di
terrificante, proprio di terrificante. Non si capisce come a
destra o a sinistra ci possano essere stati periodi della storia
che abbiano permesso questo tipo di violenza nei confronti degli
esseri umani, per cui do volentieri la parola all'onorevole
Assenza perché possa fare un suo piccolo intervento di memoria
dell'argomento, e poi ovviamente a chi me lo chiederà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per la
sensibilità che ha avuto nel volere accogliere la richiesta di
dedicare il dovuto, penso, ricordo ai martiri delle Foibe che
sono stati per lungo tempo nei ghetti, dimenticati, oscurati da
decenni, nei decenni successivi alla fine del secondo conflitto
mondiale e quando noi abbiamo studiato quei periodi nei libri di
storia di questo fenomeno, di questa tragedia non vi era
traccia.
E dobbiamo dire grazie al primo Governo Berlusconi se si ebbe
il coraggio di voltare pagina e di istituire questa giornata del
ricordo, che oggi debbo riconoscere con piacere, veramente, e
con il dovuto rispetto anche agli avversari politici, è
diventata patrimonio quasi unanime della comunità nazionale.
Che dire, si parla di migliaia di morti. Di migliaia di morti
che venivano prelevati nelle case della Dalmazia, di Fiume,
dell'Istria e condotti a forza in queste depressioni carsiche,
in queste cavità naturali dove, uccidendo il primo, si legavano
con la catena i corpi degli altri, e il morto con il suo peso
trascinava giù i vivi. Vivi che lo rimanevano anche per ore, se
non per giorni, e quindi alla tragedia in sé si aggiungeva anche
il dramma vero di persone che si vedevano morire minuto dopo
minuto, e che noi abbiamo avuto la ventura di apprendere dal
racconto dei pochi sopravvissuti.
Ma ai morti si aggiunse anche la tragedia di un popolo, quello
istriano, quello di origine italiana che abitava quelle zone che
dopo che la Jugoslavia fece l'annessione completa di quei
territori fu costretta a forza ad abbandonare i propri beni, i
propri affetti, i propri averi e quant'altro, e come un vero e
proprio fiume umano si allontanava con tutti i mezzi, spesso
anche a piedi, per rientrare in Italia.
Aveva avuto la bontà di ricordare l'episodio del padre,
l'onorevole Benito Paolone, al quale mi fa piacere oggi fare
riferimento, anche perché in occasione della tremenda malattia
che poi lo portò alla morte ebbe la ventura di avere una visita
privata personale dell'allora Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, che per una giornata intera gli tenne la mano per
consolarlo. Sono ricordi che non si dimenticano. Quindi, dicevo,
il dramma di un esodo. Arrivati in Italia non tutti ebbero la
capacità, la prontezza di accogliere questi istriani. La Sicilia
in questo si caratterizzò positivamente, perché centinaia di
esodi istriani trovarono una seconda patria proprio in Sicilia e
poterono partire per ricostruirsi, seppure con grande fatica, un
avvenire.
Quindi mi fa veramente piacere, ringrazio la Presidenza,
ringrazio tutti i colleghi rimasti, di dedicare il nostro
pensiero devoto, rispettoso e anche fervido, di augurio che il
futuro ci possa esimere dal vivere nuovamente tragedie del
genere, e quindi ritrovarsi assieme a condividere questo
pensiero perché evidentemente rispetto a queste tragedie,
perdonatemi, non ci possono essere morti di serie A o di serie
B. Le vittime della guerra, le vittime della dittatura sono
tutte da rispettare e ricordare con lo stesso accorato pensiero
e grato ricordo. Grazie.
PRESIDENTE. Facciamo intervenire i colleghi che lo hanno
richiesto, poi dedichiamo un minuto di raccoglimento a questo
ricordo e poi chiudiamo la seduta.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ringraziare anche l'onorevole Assenza per averci messo in
condizione di condividere questo ricordo, e il dolore che questo
ricordo porta. Sono d'accordo con lui, la storia spesso ci ha
regalato morti di serie A e morti di serie B. Credo che un atto
di giustizia morale, umana, sia quello di restituire piena
dignità a ogni dolore che questo Paese ha conosciuto. E la
tragedia Foibe è una tragedia che merita di essere ricordata,
raccontata anche come monito.
Mi permetta, Presidente, di associare al ricordo oggi 10
febbraio dei morti delle Foibe, anche la memoria che ci arriva
il 27 gennaio sull'Olocausto, che in questo caso non abbiamo
fatto in quest'Aula, perché ricordare 6 milioni e mezzo di ebrei
trucidati nei campi di sterminio e purtroppo anche il contributo
che questo Paese diede con le leggi razziali del '38 è anche
questo monito dal quale non dobbiamo mai allontanare la nostra
memoria. Grazie.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente dopo
anni ed anni di assurdo ed inconcepibile oblio, il recupero
della memoria li ha resi pagine di storia. Oggi, 10 febbraio, è
il giorno dedicato al ricordo delle tante vittime delle Foibe e
dell'esodo da Fiume, Istria e Dalmazia. Ricordo a me stessa e a
chi mi ascolta oggi che l'unica e sola colpa loro era quella di
essere italiani. Si colleghi, quella di essere italiani Abbiamo
dunque l'obbligo ed il dovere di impegnarci a preservare la
memoria del loro sacrificio. Un sacrificio costato la vita a
migliaia di persone uccise e perseguitate dai comunisti di Tito,
ripeto con una sola colpa: di essere italiani.
Più volte il mio partito, nella persona della Presidente
Giorgia Meloni, nella considerazione che le vittime delle Foibe
meritano rispetto e giustizia, ha chiesto e continuerà a
chiedere che venga revocata la medaglia della Repubblica
italiana al maresciallo Tito. E' davvero per noi italiani
inaccettabile che il responsabile di questa carneficina resti
insignito della più alta onorificenza della nazione concessa nel
lontano 1969. La medaglia gli fu conferita in un periodo storico
in cui calava il silenzio su questa vicenda che veniva
censurata, nascosta. Per un problema burocratico, purtroppo, non
può essere revocata una onorificenza ai defunti che,
evidentemente, non possono fare ricorso.
Il mio partito, a livello nazionale, ha presentato una
proposta di legge per permettere che tale riconoscimento possa
essere revocato anche ai defunti. Ad oggi però, purtroppo, è
ferma nelle Commissioni di merito. Ci auguriamo in un cambio di
passo e che, finalmente, il silenzio di questi decenni si
trasformi almeno in una dignità del ricordo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Amata.
E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, anch'io cercherò di essere sintetica.
Cosa penso? Penso che non ci sia nulla di più ingiusto che si
possa aggiungere a quello che hanno subìto i martiri delle Foibe
che riservare per loro un trattamento di serie A o di serie B. i
martiri sono martiri, le stragi sono stragi. Non può esistere il
tentativo, nessuno si può atteggiare a fare la gara ad una
strage che è stata più strage dell'altra. Questo ce lo dobbiamo
e ce lo dobbiamo perché il nostro impegno deve essere quello di
capire, agire in modo che se vogliamo che la società si evolva,
che ci sia uno sviluppo, questo sviluppo deve avanzare su tutti
i fronti. Questo avviene quando non si fa più disparità. Quindi,
non nascondiamoci dietro ad un dito. Per decenni c'è stato
qualcuno che ha sfruttato l'idea che ci potesse essere una
strage che fosse più strage dell'altra, una strage che fosse più
o meno giustificata da fantasiose teorie che svilivano,
sviliscono chi le pronuncia e chi le concepisce.
Oggi ho partecipato a questo incontro, a questa
commemorazione. Non c'erano i bambini come solitamente c'erano
ogni anno per via delle misure di contenimento però, ecco, trovo
che sia estremamente giusto in questa Aula dedicare qualche
minuto di riflessione e di preghiera, perché no, a quelle
persone che hanno subìto una delle torture più indicibili che la
storia ci ha consegnato. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, anche il Partito Democratico
si associa agli interventi che hanno fatto i colleghi nel giorno
della memoria per ricordare i martiri delle Foibe.
Nel mio intervento io mi vorrei soffermare su un aspetto a
margine della tragedia delle Foibe ed è quello che ha riguardato
in particolare gli esuli istriani la Sicilia. E lo dico con un
pizzico di orgoglio, in particolare la comunità dove sono nato e
cresciuto si è fatta carico di accogliere diversi esuli
istriani.
Il 10 febbraio del 47 arrivarono nella mia comunità, proprio
li lasciarono ai piedi della chiesa, due giovanissime bambine
che venivano da Pola che insieme con la loro famiglia dovettero
scegliere in pochi concitati momenti se restare o se andare, se
fermarsi a Roma o continuare a scendere e, alla fine, la
destinazione per tanti fu la Sicilia; e la Sicilia, per storia,
tradizione, indole, ha mantenuto sempre questa caratteristica
dell'accoglienza, dell'hospitium siculo che nella storia ha reso
sempre onore ai siciliani. Prima del 1947 era già successo con
gli sfollati di Caporetto, con gli esuli veneti e lo abbiamo
ribadito, questa forza, questa capacità di accoglienza l'abbiamo
ribadita nel 1947 con gli esuli istriani.
Credo che la testimonianza vera, viva, della forza di
quell'integrazione, dell'accoglienza è ancora viva in tante
comunità siciliane e la circostanza che nel giorno del ricordo,
oltre alla tragedia ci sia anche questo aspetto, questo barlume
di speranza, testimonia che in ogni tragedia dell'umanità alla
fine c'è sempre un punto di forza, speranza, progresso e
sviluppo per dare alle giovani generazioni, a coloro che
ricordano questo momento, la forza di guardare con la fiducia,
con la speranza dovuta, al futuro.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, due date: 27
gennaio e 10 febbraio, per ricordare ciò che deve imprimersi
nella coscienza di ogni persona che si richiama a valori
democratici. Due date per ricordare due momenti della storia
vicini temporalmente, vicini nella logica e nella costruzione
della mostruosità che è stata commessa da uomini contro altri
uomini; ma una differenza c'è stata tra l'eccidio delle Foibe e
la soluzione finale a cui venivano destinati, sono state
destinate 6 milioni di vite umane, ebrei, zingari, omosessuali,
oppositori di regime nazista, che certamente sono stati avviati
alla morte dopo la pianificazione scientifica della loro fine,
perché lì si voleva eliminare totalmente una razza e, insieme a
quella razza, anche il resto.
Non c'è - è stato detto - un crimine peggiore dell'altro, sono
i fatti della storia con cui oggi, come dire, facciamo i conti
anche noi e io penso che ricordare l'eccidio delle Foibe, su cui
a lungo la storia non ha mai parlato, i libri di storia non lo
ricordano e solo da poco tempo si comincia così a discutere e a
cercare di capire se mai ce ne possa essere una ragione, quale
potesse essere la ragione e non c'è, non è stata mai trovata,
se non nella necessità di individuare nella morte della
democrazia, nella dittatura, il male assoluto.
Ricordiamocelo che noi oggi siamo in democrazia, possiamo
parlare, possiamo incontrarci, scontrarci, avere qualunque forma
di contrarietà e di contrapposizione, ma viviamo in un Paese
democratico che è stato scritto con il sangue di chi ha pagato
con la propria vita perché noi vivessimo da donne e uomini
liberi.
Il giorno della memoria è il giorno del ricordo, ma dovremo
presto - io penso - fare i conti con la storia che stiamo
vivendo e di cui nessuno parla, perché, signor Presidente, ci
sono luoghi del mondo dove attualmente si compiono stragi, dove
attualmente la gente muore, dove chi affronta il male affronta
qualunque pericolo e anche il rischio di morire e perché fugge
molto spesso da posti nei quali le libertà sono negate.
Allora, io credo che l'impegno di questo Parlamento - e la
ringrazio, signor Presidente, per avere voluto, su stimolo
dell'onorevole collega Giorgio Assenza, avere dedicato questo
momento di riflessione comune a fatti della storia che ci
appartengono - però pensiamo, ecco, che tutti noi dobbiamo
essere impegnati in quanto istituzione democratica, uomini e
donne delle istituzioni, affinché anche laddove il nostro
sguardo non arriva, laddove l'informazione non c'è, dove
l'industria dell'informazione non è riuscita ad accendere i
riflettori, bisogna guardare, cominciare a guardare, perché non
è vero che certe malvagità sono degli animali. La belva umana,
la belva umana è solo umana, non è una belva: l'uomo è capace,
solo l'uomo è capace di pianificare in questo modo tali stragi e
tali malvagità. Quindi, pensiamo a quello che accade altrove,
non nel passato, il passato ci serva, appunto, per non essere
anche noi complici silenti di altre stragi che possono
succedere, che stanno succedendo e che accadono sotto i nostri
occhi e con il complice silenzio di chi dovrebbe intervenire e
non fa nulla perché cessino.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.
Per il Governo do la parola all'assessore Cordaro. Scusi,
assessore Cordaro, oggi non so perché mi continuo a confondere.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.
DI CARO. Grazie, Presidente. Rapidamente per dire che il 27
gennaio scorso era un mercoledì e io ho ricordato le vittime
dello sterminio nazifascista, le ho ricordato anche il nome di
un nostro compaesano, non so se si ricorda, di Calogero Marrone,
e oggi vorrei ricordare brevemente le vittime delle Foibe per
dire che il sangue versato è tutto dello stesso colore, non c'è
appartenenza politica, non c'è credo. I morti del secolo scorso,
a causa della follia della bestia umana - come diceva
giustamente poco fa la collega - vanno ricordati e vanno
ricordati tutti.
Io poco fa riflettevo sul dramma di essere profughi, cioè di
trovarsi in una condizione agiata nel proprio territorio di
appartenenza, ed essere costretti ad andarsene, non cercare una
destinazione per trovarsi meglio, ma essere costretti ad
andarsene e trovare inizialmente un luogo alieno, spesso non in
Sicilia, diceva bene poco fa l'onorevole Barbagallo, spesso gli
esuli, e i profughi della Dalmazia, venivano visti con un poco
di diffidenza dai nostri stessi connazionali, e il concetto
torna sempre quello, del negazionismo.
Le stragi delle Foibe spesso e volentieri anche in alcuni
paesi del Nord Italia tendono ad essere dimenticati. Ci sono
alcune vie di alcune città del Nord Italia che ricordano alcuni
protagonisti drammatici di queste stragi. Alcuni consiglieri
comunali hanno cercato di far togliere queste denominazioni da
queste vie, ma ancora non ci sono riusciti.
Ecco, abbiamo fatto bene a ricordare oggi le vittime delle
Foibe, abbiamo fatto bene il 27 gennaio a ricordare le vittime
dello sterminio nazifascista, perché è sempre bene farlo perché
non accada mai più un simile dramma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Di Caro.
Assessore Cordaro, ha facoltà di parlare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Desidero rivolgere un saluto, un ringraziamento e un
plauso, intanto a lei, Presidente, per avere avuto la
sensibilità di porre all'attenzione di quest'Aula questo
argomento così delicato e così importante e all'onorevole
Assenza per avere dato la stura a questo momento sentito di
riflessione.
Il 10 febbraio si ricorda, appunto, la giornata delle Foibe,
giornata istituita nel 2004, dopo tanti, troppi decenni dalle
date in cui quel massacro fu compiuto. Mi piace dire che il
fatto di accumunare il massacro dei lager nazisti dei Gulag
sovietici, delle Foibe jugoslave, rende tutti noi uguali dinanzi
ai fatti della storia e deve farci guardare con rinnovata
intensità a situazioni che, in momenti probabilmente pieni di
diffidenza e superficialità, hanno diviso gli italiani.
Dico questo perché non ci possono essere, non ci devono essere
più morti di questo genere, ma dico questo perché non ci devono
e non ci possono essere morti di serie A e morti di serie B,
perché se fosse possibile l'ignominia della storia delle Foibe è
ancora più drammatica se si consideri che non si sa neanche
quanti furono i morti, c'è chi parla di 3.000, c'è chi parla di
5.000, di 11.000 morti senza nome, morti senza una sepoltura,
morti senza una croce.
A questo martirio si aggiunse, poi, l'esodo; un esodo, anche
in questo caso, assolutamente travolgente e di cui non si ha
memoria chiara perché si parla di 250.000 esuli, ma anche di
350.000 esuli e tutto questo ci dimostra, soprattutto in ragione
di una tardiva memoria, che purtroppo, come sempre accade, la
storia la scrivono i vincitori.
Questo deve valere da monito per tutti noi: la storia va
letta, la storia va correttamente interpretata e la memoria deve
restare al centro della vita di ciascun cittadino soprattutto,
come nel nostro caso, se riveste un ruolo istituzionale.
Spesso dico, quando mi rivolgo ai morti di mafia, che senza
memoria non c'è futuro. Ecco, oggi, tutti insieme, ed è questo
davvero il dato importante, stiamo facendo memoria per preparare
un migliore futuro e, quindi, il cordoglio del Presidente della
Regione Musumeci e del Governo regionale alle vittime delle
Foibe e ai loro familiari. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Bene, ci alziamo e facciamo un minuto di
raccoglimento prima di concludere la seduta.
(Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
silenzio)
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di
parlare.
attuazione delle leggi
Comunicazione di istituzione della Commissione per la verifica
di attuazione delle leggi
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Turano,
comunico che è stata istituita la Commissione verifica di
attuazione delle leggi. Vi leggo velocemente chi sono i
componenti di questa Commissione: per il Movimento Cinque Stelle
gli onorevoli Di Caro, Di Paola e Zafarana; per Forza Italia gli
onorevoli Caronia, Mancuso e Ternullo; per il Partito
Democratico l'onorevole Dipasquale; per DiventeràBellissima
l'onorevole Assenza; per Attiva Sicilia l'onorevole Tancredi;
per Popolari e Autonomisti l'onorevole Lentini; per Sicilia
Futura - Italia Viva l'onorevole Cafeo; per l'UDC l'onorevole
Bulla; per Fratelli d'Italia l'onorevole Cannata; per Lega
Sicilia l'onorevole Catalfamo; per il Gruppo Misto l'onorevole
Pullara.
Comunicherò alla prima seduta del Parlamento il giorno di
insediamento di questa Commissione che sarà lo stesso giorno in
cui riapriremo la seduta e in quella stessa giornata ci sarà la
convocazione.
Sul Maxiprocesso di Palermo del 10 febbraio 1986
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
Presidente, colleghi, mi date solo dieci secondo di tempo?
Perché ho ascoltato, chiaramente, l'assessore Cordaro che ha
rappresentato perfettamente l'idea di tutto il Governo sul punto
che abbiamo appena finito di trattare, però io mi permetto
sommessamente, Presidente, di dire che il 10 febbraio di 35 anni
fa in Sicilia si è scritta una pagina che ha rappresentato la
svolta: una svolta sociale, una svolta che ha emozionato intere
generazioni, una svolta che ha cambiato il volto della Sicilia.
Lo dico perché 35 anni fa è cominciato il Maxiprocesso, io
credo che questa, Presidente, il Maxiprocesso ha rappresentato
una svolta in tanti di noi, ci sono state molte persone che
prima la pensavano in un modo e dopo hanno cominciato a pensarla
in un altro modo.
Io penso che il 10 febbraio per la Sicilia rappresenti una
giornata importante. Lo volevo rassegnare al Presidente
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Turano.
La seduta è conclusa ed è rinviata a martedì, 16 febbraio
2021, alle ore 16.00, con il relativo ordine del giorno. Però,
io prima devo assolutamente vedere i Capigruppo, per cui poi ci
metteremo d'accordo sulla Conferenza dei Capigruppo. Mentre
dobbiamo fare una riunione, lo dico a quelli che sono presenti,
di Consiglio di Presidenza se non vado errato, la convocheremo.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20.20 (*)
(*)D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai
deputati con e-mail del 15 febbraio 2021, la seduta n. 252, già
convocata per il giorno 16 febbraio 2021, alle ore 16.00, è
stata rinviata al 17 febbraio successivo, alle ore 17.00, con
il medesimo ordine del giorno.
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XX SESSIONE ORDINARIA
252a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 17 febbraio 2021 - ore 17.00
ORDINE DEL GIORNO
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di
crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto
2016, n. 16 recante Recepimento del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2011, n. 380 . (nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1992 - Chiarimenti sulla modifica della modalità di
caricamento dei risultati dei tamponi antigenici per il
rilevamento del Covid-19 e sul livello di efficenza e
trasparenza della nuova procedura.
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1995 - Chiarimenti in ordine allo stato di avanzamento
degli interventi di ripristino della strada provinciale 24 nel
tratto Caltavuturo/Scillato.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1993 - Chiarimenti in merito alle procedure elettorali per
le elezioni amministrative che si terranno il 14 e 15 marzo 2021
presso il Comune di Tremestieri Etneo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
N. 1994 - Chiarimenti sui disservizi verificatisi a Belpasso
(CT), in occasione dello screening di massa per il Covid-19, in
data 31 gennaio 2021.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
N. 1996 - Chiarimenti in merito ai progetti di
realizzazione di una struttura socio-sanitaria destinata ad
ospitare una r.s.a. da n. 50 posti letto e una c.t.a. da n. 20
posti letto e di realizzazione di un sottovia stradale, mediante
la soppressione dei PLA nel Comune di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
N. 1997 - Notizie in merito alla provenienza e alla garanzia
dei dispositivi di protezione individuali destinati agli
operatori sanitari, alle scuole, agli enti pubblici e alla
cittadinanza acquistati dal Governo della Regione nonché sui
relativi costi.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Attività produttive
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 379 - Misure urgenti per i commercianti codice ATECO 463810
esclusi dal d.l. n. 149 del 2020.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Genovese Luigi
N. 380 - Criticità inerenti al Piano regionale di gestione dei
rifiuti.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Trizzino Giampiero; Barbagallo Anthony Emanuele
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 504 - Condanna del colpo di stato nel Myanmar (Birmania).
Savarino Giuseppa; Aricò Alessandro; Assenza Giorgio; Zitelli
Giuseppe; Galluzzo Giuseppe
Presentata il 2/02/21
N. 505 - Iniziative presso il Governo della Repubblica per il
rispetto del processo di pacificazione del conflitto nella
regione del Nagorno-Karabak tra Armenia e Azerbaigian.
Calderone Tommaso A.; Savona Riccardo; Caronia Maria Anna;
Grasso Bernardette Felice; La Rocca Ruvolo Margherita; Papale
Alfio; Pellegrino Stefano; Gallo Riccardo; Mancuso Michele;
Ternullo Daniela; Caputo Mario
Presentata il 8/02/21
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.