Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 17.18
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Savarino è in missione oggi e
domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa alla Commissione parlamentare speciale
d'indagine e di studio
PRESIDENTE. In relazione all'istituzione della Commissione
parlamentare speciale d'indagine e di studio prevista dagli ordini
del giorno nn. 87 e 345, concernente il monitoraggio
dell'attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle
politiche regionali, la delegificazione e la semplificazione
normativa , questa Presidenza, proprio in ragione delle finalità
permanenti di interesse generale sottese agli ordini del giorno
citati ed in assenza di indicazioni temporali nei medesimi, ritiene
congruo che la Commissione suddetta rimanga in vita fino alla
scadenza della corrente legislatura.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Sui gravi fatti accaduti ieri nelle zone sommitali dell'Etna
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sui
fatti gravi che sono accaduti ieri nei pressi delle zone sommitali
dell'Etna.
Come sapete, è iniziata un'attività esplosiva ed effusiva di
notevole intensità che ha prodotto un'intensa attività di cenere
vulcanica e veri e propri lapilli di dimensioni mai viste. Come lei
sa, Presidente, siamo abituati sovente a questi fenomeni, ma mai
hanno raggiunto certamente, negli ultimi decenni, il fenomeno ha
raggiunto dimensioni come quelli di ieri.
Ci sono comunità che hanno ricevuto danni evidentissimi, si parla
di 5-6 comuni alle pendici del vulcano, in particolare quelli della
zona sud, da Pedara a Nicolosi, a Mascalucia, a San Giovanni La
Punta, a Gravina sino ad arrivare a Catania.
Abbiamo chiesto ieri a gran voce che il Governo regionale chieda
lo stato di calamità. Vorremmo rassicurazioni urgenti, perché già
da oggi i comuni sono stati costretti ad adottare i primi
provvedimenti indifferibili ed urgenti. C'è un vero e proprio stato
di emergenza soprattutto per garantire le attività ordinarie, quale
l'apertura di esercizi commerciali, l'apertura delle scuole, le
ordinarie attività relative alla viabilità. Abbiamo presentato
anche un'interpellanza urgente per conoscere la condotta del
Governo e ci sono provvedimenti evidenti e indifferibili di cui
aspettiamo nelle prossime ore notizie da parte del Governo.
PRESIDENTE. Questa Presidenza si fa carico di avere certezza che
il Governo prenda atto, sentita la Protezione civile, di tutto
quanto serve per sostenere i comuni nella pulizia delle strade,
delle attività e verificare anche eventuali danni alla produzione
agricola. Grazie.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e ripartenza
del sistema produttivo regionale. Disposizioni varie (n. 893/A -
Stralcio IV)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito della
discussione del disegno di legge Disposizioni finanziarie e per il
sostegno ai processi di crescita e ripartenza del sistema
produttivo regionale. Disposizioni varie (n. 893/A - Stralcio
IV).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Chiedo agli Assistenti di verificare e fare attenzione se ci sono
colleghi che hanno bisogno di una ulteriore distribuzione dei
fascicoli degli emendamenti, per chi non avesse portato i fascicoli
della volta precedente. Prego anche il Governo di volere prendere
posto per cominciare i lavori.
L'articolo 1 è stato bocciato. Si passa, pertanto, all'articolo 2.
Ne do lettura:
«Art. 2.
Norme per lo svolgimento delle procedure concorsuali
(ex art. 7 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Per lo svolgimento delle procedure concorsuali per il
reclutamento di personale non dirigenziale, l'amministrazione
regionale può avvalersi delle modalità di cui al comma 6
dell'articolo 3 della legge 19 giugno 2019, n. 56 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. Le procedure concorsuali di cui al comma 1 possono essere
svolte attraverso l'utilizzo di tecnologia digitale, secondo le
previsioni di cui ai commi 3, 4, 5 e 7 dell'articolo 247 del
decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Fino alla revisione organica della disciplina regionale in
materia, la nomina delle commissioni esaminatrici da parte
dell'amministrazione regionale avviene con le modalità di cui al
comma 9 dell'articolo 247 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e
successive modifiche ed integrazioni. Alle predette commissioni si
applicano le disposizioni di cui ai commi 11 e 14 dell'articolo 3
della legge 19 giugno 2019, n. 56 e successive modifiche ed
integrazioni».
Gli Assistenti parlamentari stanno provvedendo a raggiungere chi
fa cenno e ha bisogno dei fascicoli. Prego i colleghi di prendere
posto in modo da consentire uno svolgimento ordinato dei lavori.
Onorevoli colleghi, se avete ricevuto il fascicolo degli
emendamenti, siamo all'articolo 2. Vi invito a prendere posto.
Sono stati presentati emendamenti soppressivi.
Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Di Paola ed
altri.
Onorevole Di Paola, gli emendamenti soppressivi sono mantenuti o
vengono ritirati?
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, se si ricorda la scorsa volta c'era
l'Assessore in Aula che doveva darci dei chiarimenti per quanto
riguarda questo articolo - l'Assessore per gli enti locali, se non
ricordo male - ci aveva dato una sua versione. Però, da quello
che ho capito, se ci può dare dei chiarimenti.
PRESIDENTE. Abbiamo altri rappresentanti del Governo. L'Assessore
Cordaro ha chiesto di parlare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, le
chiedo di accantonare momentaneamente l'articolo 2 perché
l'Assessore Zambuto sta per arrivare.
PRESIDENTE. L'articolo 2 è accantonato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Consiglio di amministrazione dell'Irca
(ex art. 8 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Alle procedure per la designazione dei componenti del consiglio
di amministrazione dell'Istituto regionale per il credito agevolato
(Irca), istituito con l'articolo 1 della legge regionale 10 luglio
2018, n. 10, non si applicano le disposizioni di cui alla lettera
b) del comma 1 dell'articolo 13 del decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 419 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Al fine di garantire efficacemente la piena attuazione delle
disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
novembre 2012, n. 251, le organizzazioni rappresentative
legittimate propongono, ai fini della nomina dei membri del
consiglio di amministrazione dell'Irca, una doppia designazione di
genere. L'Assessore regionale per le attività produttive individua
i due componenti delle organizzazioni rappresentative legittimate
garantendo all'interno della coppia l'equilibrio di genere.
3. Eventuali disposizioni, anche di natura regolamentare, in
contrasto con le previsioni di cui ai commi 1 e 2 cessano di avere
applicazione».
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'Assessore
Turano mi ha chiamato in questo istante e sta salendo le scale.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 3...
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, se
possiamo sospendere tre minuti invece di continuare ad accantonare.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti. Non appena gli
Assessori arriveranno, ricominceremo i lavori.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore 17.32)
Presidenza del PresidenteMICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo accantonato l'articolo 2,
ed eravamo all'articolo 3.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, sull'articolo 3?
FOTI. Sì, signor Presidente, sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, faccia parlare l'onorevole Foti e
poi interviene lei.
FOTI. Presidente, immagino che stiamo cominciando dall'articolo 3,
vista la presenza dell'assessore di riferimento. L'articolo 3, cari
colleghi, riguarda il famigerato consiglio di amministrazione
dell'IRCA.
Con l'articolo 1 della legge 10/2018 il Governo ha avviato questa
riforma sul credito per le cooperative e per gli artigiani in
generale, con la nascita di questo Istituto che è sulla carta.
Abbiamo visto la nascita, il lento passaggio del regolamento dalle
Commissioni e, adesso, tutti quanti ci chiedevamo ma com'è che non
parte? . Non si sta muovendo tanto neanche la CRIAS, che ancora non
eroga prestiti già da tutto il 2020. Va bene.
Qui parliamo del consiglio di amministrazione, dove c'è una, a mio
modo di vedere, stravagante concezione di come si deve formare: tre
membri governativi, due in rappresentanza delle categorie e ci si è
inceppati sulla questione - ahimè evidentemente dura e spigolosa
per questo Governo - della rappresentanza di genere. Di questa
riserva indiana, dove le donne vengono relegate in maniera pietosa
in tutti i settori, compreso quello dell'Irca.
Si dice, quindi, che per una parte un membro sui tre governativi
lo metteranno gli assessori e la Giunta, il Governo, invece, sui
due membri delle categorie, udite udite quale invenzione. Bene, gli
artigiani proporranno un uomo ed una donna; le cooperative
proporranno un uomo ed una donna, poi, arriverà il Turano
d'Arabia , che sceglierà dall'harem, quale sarà la donna da
scegliere.
Ora, signor Presidente, io trovo disgustosa, disgustoso questo
approccio, dove, addirittura, il Turano d'Arabia, me lo immagino
già che arriva con un bel turbante: Oh, guarda, vediamo quale
donna ci propongono gli artigiani, vediamo quale donna .
Signor Presidente, stiamo rasentando, non il ridicolo, il
delinquenziale, il delinquenziale
Sono, chiaramente ho fatto una proposta diversa. Non capisco,
anzitutto, perché il Governo, su tre membri, ne debba indicare uno,
e le categorie produttive, su due membri, ne debbano indicare uno.
Se dobbiamo andare a centellinare chi si deve beccare questa palla
avvelenata , perché così state trattando le donne, cari membri
della Giunta, io propongo, invece, che la quota rosa, a testa alta
e con orgoglio, la metta tutta quanta il Governo che, già, pecca,
mi dispiace dirlo nelle sue componenti di rappresentanza. Io non ho
nulla, né contro l'assessore Cordaro, né contro l'assessore Turano,
né gli altri assessori che son abnegati dal lavoro. Ma chi glielo
fa fare qualcuno direbbe. Signor Presidente, però, mettere così
che l'assessore regionale per le attività produttive individua due
componenti delle organizzazioni rappresentative, garantendo
all'interno della coppia l'equilibrio di genere. .
Ma, signor Presidente, allora, colleghi, nella proposta emendativa
che vi sottopongo, e vi prego di volerla votare, anzi, per dare
lustro a questo ente e prestigio anche, eventualmente, alla nostra
Regione ed al Governo, che si fregeranno del fatto di non avere
problemi ad indicare, non una, bensì due donne, poi, le categorie
produttive ne vorranno mettere altre, grasso che cola , ben venga.
Signor Presidente, però, la cosa che la scelta, poi, la deve fare
un assessore, in questo caso l'assessore Turano, io la trovo,
veramente, brutta.
Dico, quindi, e modifico, dicendo: alle procedure per la
designazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione
dell'Irca, istituito con l'articolo bla, bla, bla provvede
l'assessore regionale, individua i componenti per il Governo.
Voglio dire, sarebbe anche, un modo carino che non è un obbligo
ma, è un piacere nominare donne competenti che, sicuramente, non
mancano.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, io personalmente le do straragione
su questo argomento. Deciderà, ovviamente, l'Aula poi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, mi sono convinto che, nel corso dei
lavori della seduta precedente, si era stabilito che l'articolo 1 e
l'articolo 2, stante l'accordo Stato-Regione, a proposito del tema
dei concorsi, venivano stralciati, nel senso che la Commissione
ritirava il 4 comma dell'articolo 1, cosa che mi pare già avete
adottato, ed anche l'intero articolo 2, perché parla di procedure
abbreviate in termini di concorso, quando sappiamo che concorsi non
se ne fanno.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, quando torneremo all'articolo 2,
ne riparleremo. Per ora siamo all'articolo 3.
Comunico che l'emendamento soppressivo, a firma degli onorevoli
Fava e Lo Giudice, è stato ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.2 dell'onorevole Foti che
ha appena illustrato. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le Attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 3.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 19
Contrari 19
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Consigli di amministrazione degli enti sottoposti a
controllo
e vigilanza della Regione e delle società partecipate
(ex art. 9 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Dal rinnovo successivo alla data di entrata in vigore della
presente legge, nell'ambito delle designazioni dei componenti dei
consigli di amministrazione degli enti sottoposti a controllo e
vigilanza della Regione e delle società partecipate, è assicurato
il rispetto delle disposizioni di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 30 novembre 2012, n. 251».
L'articolo 4 non ha emendamenti.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. Che dice, onorevole Foti? Il suo voto non può
comparire, è inutile che glielo chiede perché non è corrispondente
al posto. Abbiamo già spiegato cento volte che, in questa votazione
Covid non si rispettano il dato del tabellone non è quello
corrispondente al deputato che ha votato. Per cui, non poteva
esserci il
Invece, credo che lei abbia votato e, in ogni caso, la votazione è
conclusa.
Onorevole Tancredi, siamo già all'articolo 4. Guardi, io posso
dirle che ho votato a favore dell'emendamento dell'onorevole Foti
perché
Scusate, potete controllare se hanno votato gli onorevoli Foti e
Mangiacallo? Se mi danno il verbale lo verifico, in ogni caso
comunque sia la votazione è stata effettuata.
Onorevole Cordaro, si segga prego. Guardi i deputati. Ah, mi
voleva salutare grazie. Un buon pomeriggio.
In ogni caso, chiedo scusa, Foti e Mangiacavallo risultano
votanti.
CRACOLICI. Posso salutarla bene?
PRESIDENTE. onorevole Cracolici, è un piacere averla conosciuta.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche di norme
(ex artt. 1, comma 1, e 10 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Al comma 3 dell'articolo 10 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia sono soppresse.
2. Al comma 7 dell'articolo 10 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3 e successive modifiche ed integrazioni la parola otto
è sostituita dalla seguente: quattro .
3. In deroga alle disposizioni di cui al comma 2, gli incarichi in
essere alla data di entrata in vigore della presente legge restano
validi sino alla naturale scadenza.
4. L'articolo 7 della legge regionale 14 ottobre 2020, n. 23, è
sostituito dal seguente:
Art. 7.
Rendicontazione iniziative sportive 2020
1. In considerazione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 in atto,
le iniziative a valere sull'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 3 della legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 e
successive modifiche ed integrazioni, finanziate per l'anno 2020,
possono essere realizzate entro il 30 giugno 2021 e rendicontate
entro 60 giorni dalla medesima data. .
5. Al comma 5 dell'articolo 3 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni le parole alle
società impegnate nei campionati interregionali sono sostituite
dalle parole ai soggetti non inclusi nel piano di riparto del 2019
di cui alla legge regionale 17 maggio 1984, n. 31 e successive
modifiche ed integrazioni .
6. Al terzo periodo del comma 9 dell'articolo 10 della legge
regionale 12 maggio 2020, n. 9 le parole da in sede di prima
applicazione, sino alle parole e dalle ulteriori prestazioni
previste. sono soppresse».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? Ritirati.
Si passa all'emendamento 5.2 degli onorevole Foti ed altri. Il
parere del Governo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo un
chiarimento dall'assessore perché, assessore Messina, questo mi
pare che sia inapplicabile dal momento che la procedura è definita.
Già ci sono i decreti emessi. Quindi, cioè, secondo me è
inattuabile questo comma perché ci riferiamo noi ad un riparto del
2019 su una legge di stabilità che era riferita a fine dicembre.
Quindi, mi sembra che la procedura e, tra l'altro, da informazioni
assunte dal dipartimento ci sono già i decreti emessi nei confronti
delle società.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io solleciterei
il Governo e la Commissione in particolare a rivedere il giudizio
perché il tema è la rendicontazione di spese che, come è noto,
abbiamo variato, come capitolo di bilancio, a fine dicembre.
Allora, prevederla al 30 giugno 2021 è chiaro che è una forzatura
ma è stata una forzatura anche fare il bilancio in dicembre 2020
per renderlo operativo.
Addirittura, propongo un sub emendamento aggiuntivo, che tutti
gli interventi di cui all'ex articolo 128 - cosa che abbiamo fatto
negli ultimi due anni - mi ascolti, onorevole Cordaro - in questa
norma vengono aggiunti alla rendicontazione degli interventi di cui
all'ex articolo 128 per consentirne la rendicontazione al 30
giugno .
Perché, altrimenti, succede - come spesso è accaduto - che abbiamo
previsto i soldi, siccome gli enti non potevano spenderli prima il
risultato è che rischiano di perderli.
L'abbiamo fatto anche altri anni.
Quindi, io non solo do parere favorevole all'emendamento Foti ma
propongo un sub emendamento con cui estendere la rendicontazione al
30 giugno anche agli interventi di cui all'ex articolo 128.
Se il Governo è d'accordo, lo predisponga il Governo stesso.
PRESIDENTE. Visto che eravamo già in votazione, onorevole Savona,
lei ha seguito? Il suo parere qual è su questo argomento?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Per quanto
riguarda l'emendamento sono contrario. Quella soluzione che apporta
Cracolici è conducente.
PRESIDENTE. Propongo che lo faccia direttamente la Commissione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Lo stiamo
preparando.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Zitelli.
L'Assemblea ne prende atto.
n. 893/A-Stralcio IV
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
893/A-Stralcio IV
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento di
cui parliamo noi lo avevamo presentato al disegno di legge n. 893
iniziale che, poi, è stato spacchettato in quattro disegni di
legge.
In ogni caso, siccome è un emendamento semplice, le chiedo due
minuti, il tempo di formalizzarlo o noi o la Commissione.
PRESIDENTE. Visto che c'è la Commissione che lo sta sistemando è
chiaro che la Commissione stessa lo formalizzi.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.54)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo un attimo
ritornare sull'emendamento 5.4 perché c'è stata un po' la
confusione della votazione insomma ho proposto il soppressivo del
comma 1 dell'articolo 5, anche per avere chiarimenti. Perché
rispetto appunto alla copertura del Fondo di cui parliamo, che è
quello dell'articolo 10, quindi il Fondo per le imprese, nella
misura in cui si vanno a cassare le parole le risorse - che
ricordiamo dalla finanziaria-Covid sono di 150 milioni per le
imprese - garantiti dal Fondo centrale di garanzia , mi sono
chiesta: sopprimiamo il Fondo centrale di garanzia?
E lo posso anche capire, perché probabilmente è un refuso dalla
norma nazionale. Però vorrei chiarimenti dall'Assessore rispetto
alla reale copertura di questo Fondo. Cioè, come la Regione,
ancorché io sia a conoscenza del fatto che la delibera di Giunta è
stata emessa, ha ricevuto anche il parere della Commissione
Bilancio, però mi pare di capire e di intendere che non vi sia
stato l'approfondimento necessario sulla copertura che dovrà andare
sulla garanzia di questi 150 milioni che dovranno essere lavorati
presso l'IRFIS. Quindi, vorrei garanzia, perché altrimenti, il
parere reso e anche gli atti amministrativi conseguenti potrebbero
non poggiare su basi solide, mentre tutti noi siamo interessati
alla possibilità che il credito e i prestiti alle imprese possano
essere erogati quanto prima, con velocità e, soprattutto, con
misure solide.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
n. 893/A-Stralcio IV
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
893/A-Stralcio IV
PRESIDENTE. Assessore Armao, onorevole Turano, potete rispondere
all'onorevole Zafarana?
ARMAO, assessore per l'economia. Con riguardo a questo timore che,
legittimamente, l'onorevole Zafarana prospetta, io posso confermare
che gli stanziamenti sono tutti confermati, stiamo provvedendo in
queste ore alcuni dell'articolo 10 sono già stati erogati - come
è noto - altri ci sono già i decreti, le delibere di Giunta, ed è
imminente la pubblicazione del bando.
Quindi, il Fondo centrale di garanzia è ancora operativo, il Fondo
centrale di garanzia è unico, è quello del Governo nazionale. Lei
dice a chi vi riferite come Fondo centrale di garanzia togliamo
il riferimento al Fondo centrale di garanzia
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Zafarana)
ARMAO, assessore per l'economia. Non la sento
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, parli dal microfono.
ZAFARANA. Per le mie conoscenze, è legittima l'eliminazione così
come previsto dalla norma, del riferimento alle parole garantiti
dal Fondo centrale di garanzia perché è un Fondo nazionale. Ed è
chiaro che le misure regionali non possono essere in questo momento
tutto questo Fondo non nasce a garanzia del Fondo centrale, sono
le misure nazionali che vanno a garanzia del Fondo centrale.
Pertanto, chiedo sicurezza all'Assessore - se può darmi attenzione
V rispetto a quale Fondo andrà a questo punto a garantire le
operazioni di credito che sono a valere su questa misura. Grazie,
tutto qua.
PRESIDENTE. L'Assessore sta parlando al telefono in funzione di
questo problema, non è che sta parlando al telefono con la sua
fidanzata Per cui state tranquilli, aspettiamo che finisca e che
ci dia una risposta.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. La questione - ne parlavo con il
Direttore generale dell'Irfis - probabilmente, merita un ulteriore
approfondimento. Quindi, ritiriamo l'emendamento al comma 1 e
andiamo avanti.
PRESIDENTE. Mi scusi, Assessore, quale sarebbe l'emendamento?
ARMAO, assessore per l'economia. Il comma 1 dell'articolo 5, è
ritirato.
PRESIDENTE. Qual è il vostro problema?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessori, io
condivido la soluzione che ha proposto l'assessore di sospendere
questo tema al momento per una ragione. La norma che abbiamo
approvato col comma 3 all'articolo 10 della legge di stabilità
prevede, prevedeva, che la Regione, alle imprese che partecipavano
al prestito garantito col Fondo di garanzia dello Stato, erogava un
contributo bonus covid di 5000 euro più gli interessi del prestito,
che erano 700, 800 euro.
Se aboliamo il Fondo di garanzia, significa che sarebbe la
Regione, attraverso l'Irfis, ad erogare direttamente il prestito,
quindi non più le banche col fondo di garanzia, ma l'Irfis con il
capitale di cui al comma 1 dell'articolo 10.
Allora, siccome io sono convinto che, se lo facciamo noi, ora il
Governo lo sa, ne abbiamo parlato, l'idea che l'Irfis gestisca
qualche migliaio di pratiche di prestito, rischieremmo, lo dico con
franchezza, di erogarli fra due anni. Allora, è preferibile, così
come abbiamo previsto nella norma, che le imprese che hanno goduto,
potranno godere, del prestito il Fondo di garanzia è ancora valido
fino al 30 giugno, quindi è operativo fino ad epidemia vigente,
quindi per le imprese che partecipano al prestito garantito dallo
Stato, la norma prevede che gli diamo 5000 euro e il contributo di
interesse. Se togliamo il Fondo di garanzia, siamo noi a dovere
erogare l'intero prestito, ecco perché sono d'accordo con il
Governo di togliere, sospendere, in questo momento, la trattazione
del primo comma e rinviarlo ad altra norma.
Credo che il Governo invece, ed è giusto che io lo dica, perché è
un tema di cui mi sono occupato, proporrà, mi ascolti assessore
Armao, l'abolizione, e sempre al comma 3 dell'ultima interlinea,
che è quella che dice che le imprese che possano godere di quel
beneficio non devono aver goduto di altri benefici. Ma poiché con
il sistema click day abbiamo dato 2000 euro a tutti, rischiamo di
impedire a gente che ha avuto solo 2000 euro di poter accedere a
questo beneficio. Quindi, è giusto abolire in quel caso la norma
che fa divieto. Quindi, se l'Assessore
PRESIDENTE. Su questo credo che già è stato presentato
CRACOLICI. Ha presentato un emendamento.
PRESIDENTE. Ma, quindi, qual è la soluzione, assessore Armao?
ARMAO, assessore per l'economia. Per noi, ritiriamo questo e,
quindi, si può stralciare il primo comma.
PRESIDENTE. Quindi, basta votare l'emendamento 5.4 dell'onorevole
Zafarana che sopprime il comma 1, è giusto Assessore? Benissimo,
allora votiamo l'emendamento 5.4 degli onorevoli Zafarana e Di Caro
che sopprime il primo comma. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull'ordine dei lavori
PALMERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Credo che questo sia stato un
chiarimento importante, per cui come vedete le cose si fanno bene
quando vogliamo.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, volevo
intervenire un attimo sull'ordine dei lavori. Vorrei porre un
problema tecnico, diciamo, valutare se possibile di riprendere la
votazione precedente all'articolo 3, sulla norma dal sapore
chiaramente maschilista dell'assessorato alle attività produttive,
in quanto io avevo presentato ero firmatario dell'emendamento,
avevo votato, si era illuminata la mia postazione, però risulto tra
i non votanti .
E, siccome, la votazione è andata in parità tra coloro che hanno
votato favorevolmente e quelli che hanno votato negativamente, è
chiaro che la mia votazione è dirimente in questo caso. Pertanto,
chiedo di valutare il da farsi, se possibile, non so, anche rifare
la votazione, perché l'esito della votazione in questo caso è
chiaro quale doveva essere.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, la votazione è stata effettuata.
L'onorevole Foti, prima, e Mangiacavallo, ritenevano di non avere
votato, invece è risultato che hanno votato. Per cui, io credo che
noi non possiamo riprendere, non possiamo in assoluto, una volta
che la cosa è stata fatta, una votazione avvenuta non si può
riprenderla, questo vale sempre. Ma, in ogni caso, il problema
evidentemente c'è, e lo dice uno che ha votato a favore
dell'emendamento, per cui ho avuto il dispiacere che non sia stato
approvato, ma la votazione è terminata, il voto è quello che è
stato determinato, punto. Cioè, non si può riaprire una votazione
perché uno non ha votato, ha sbagliato a votare, o ritiene che la
macchina non l'abbia segnalato.
Io, ripeto, su questo emendamento dell'onorevole Foti ero
favorevole; parleremo con l'Assessore per vedere se eventualmente
si può, in un secondo momento, sistemare la questione, però
riaprire la votazione è materialmente impossibile.
Benissimo, ora andando avanti vediamo con l'articolo 4 quale sarà.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Quale è stato? L'abbiamo già votato e abbiamo fatto
che cosa rispetto a questo?
Non c'è stato l'emendamento. Scusate, comunque andiamo avanti,
questo è un argomento che prendiamo dopo. E' stato già votato
l'articolo 4, questo è il problema che ha sollevato l'onorevole
Palmeri, ne prendiamo atto, ma la votazione non si può prendere.
n. 893/A-Stralcio IV
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
893/A-Stralcio IV
PRESIDENTE. Quindi siamo all'articolo 5, non possiamo tornare al
4. Andiamo avanti.
Allora, si passa all'emendamento 5.2 dell'onorevole Foti che aveva
parere contrario mi sembra. E quindi, lo ritira onorevole Foti?
Onorevole Foti, non possiamo fermarci ogni volta.
FOTI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. E' ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Ovviamente, l'emendamento 5.9, quello dell'onorevole Marano, che
dovrebbe rendicontare il 2020, è chiaro che è già passato, per cui
non lo possiamo prendere in considerazione.
Si passa all'emendamento 5.12 a firma dell'onorevole Lupo.
E' quello che ha detto l'onorevole, per cui va bene.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Schillaci che dice? E' stato stralciato il comma 5.
Si passa all'emendamento 5.13 del Governo, che è quello cui faceva
riferimento prima l'Assessore Armao, e quindi con il beneficio non
cumulabile con altra agevolazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 5.11 a firma dell'onorevole Zito è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Attività ispettiva su enti vigilati e società partecipate
dell'amministrazione regionale
(ex art. 13 del ddl 893/A Stralcio I)
1. La Regione esercita i controlli sugli enti, gli istituti e le
aziende sottoposte a tutela e vigilanza, ivi incluse le aziende
sanitarie ed ospedaliere, le aziende policlinico ed i consorzi di
bonifica, di norma attraverso gli organi di controllo interno degli
stessi, secondo quanto disposto dall'articolo 53 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, ovvero, nei casi previsti dal comma 3, da soggetti
incaricati dalla Ragioneria generale della Regione.
2. La Regione esercita un sistema di controllo, direzione e
coordinamento sulle proprie società partecipate mediante le
strutture preposte dell'Assessorato regionale dell'economia, che ne
sono responsabili, secondo quanto disciplinato dall'articolo 2
della legge regionale 10 luglio 2018, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni ovvero, nei casi previsti dal comma 3, da soggetti
incaricati dalla Ragioneria generale della Regione.
3. L'attività ispettiva e di verifica giuridico-contabile,
nell'ambito della più generale attività di controllo esercitata da
parte della Ragioneria generale della Regione nei confronti degli
enti, delle aziende vigilate e delle società partecipate
dell'amministrazione regionale, può essere espletata mediante la
collaborazione, oltre che dei dirigenti o funzionari regionali in
servizio iscritti all'albo regionale degli ispettori contabili,
anche di avvocati, commercialisti, aziendalisti, revisori dei
conti, magistrati e avvocati dello Stato in quiescenza, di
dirigenti o funzionari statali e regionali in quiescenza, di
comprovata esperienza in materia contabile o amministrativa, a
seguito dell'iscrizione nel predetto albo regionale, nominati dal
Ragioniere generale della Regione, di concerto con i dirigenti
generali dei dipartimenti dell'amministrazione regionale che svolge
attività di controllo tutorio.
4. Con decreto dell'Assessore regionale dell'economia, sono
determinate le modalità di iscrizione dei soggetti esterni
all'amministrazione regionale all'albo regionale degli ispettori
contabili nonché la misura del compenso e dei rimborsi spese da
corrispondere, al termine dell'incarico, ai soggetti incaricati di
svolgere le attività ispettive di cui al comma 3.
5. I compensi ed i rimborsi spese di cui al comma 4 sono posti a
carico degli enti, delle aziende e delle società soggette
all'ispezione o all'attività di verifica».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Il soppressivo non è ritirato, io
volevo partire in merito a questo argomento, Presidente, su due
fatti che sono sotto gli occhi di tutti. Uno è che la vigilanza, di
fatto non funziona, due è che tutte le politiche di
razionalizzazione delle società degli enti non sono mai state messe
in atto.
Ad oggi noi abbiamo un piano di razionalizzazione che dal 2017,
cioè da quando si è insediato questo Governo, è lo stesso identico
per tutti gli anni.
Nulla sulle società e sugli enti è stato fatto, e se pur in una
prima lettura questo articolo può sembrare, come dire, meritorio di
attenzione, perché sembra che aumenti la vigilanza nei confronti
degli enti, quello che invece viene fuori è che di fatto ci
ritroveremo un dubbio su chi dovrà vigilare.
Perché noi di fatto cosa facciamo in questo momento? Gli organi di
vigilanza dei vari dipartimenti controllano le società e gli enti
che ricadono all'interno della propria amministrazione.
Trimestralmente, queste società e questi enti, dovrebbero
trasmettere dei documenti che certificano le attività contabili di
queste società, questo non avviene e alla fine dell'anno, quando
dobbiamo approvare il bilancio consolidato, ci ritroviamo, su 160
tra enti e società, appena una quarantina ad aver inviato i propri
bilanci, i quali, il più delle volte, sono quasi sempre in
negativo, e per questo ogni anno dobbiamo provvedere a risollevarli
o addirittura a mettere delle pezze ad attività poco chiare che
portano avanti.
Ricorderà benissimo che in periodo di variazione abbiamo
affrontato il problema dell'IRVO, che aveva di fatto depauperato il
proprio fondo previdenziale e noi, in variazione, l'abbiamo dovuto
mettere all'interno delle somme.
Ora, su questo articolo, il primo dubbio che mi viene è,
Presidente, chi dovrà pagare queste persone, perché è esplicito
nell'ultimo comma che si dice che è a carico delle società e degli
enti. Bene, ma quindi noi cosa facciamo? Le società e gli enti
individuano queste persone che pagano attraverso, ovviamente, i
trasferimenti che divengono dalla Regione quindi, direttamente sono
a carico delle società degli enti, ma indirettamente sono a carico
della Regione. E gli stessi dovrebbero controllare al posto
dell'amministrazione, che per norma invece dovrebbe vigilare sulle
società e sugli enti. Quindi creiamo di fatto confusione su chi è
il vigilante e chi è il vigilato, e soprattutto andiamo a
sovraccaricare di spesa gli enti rispetto a quello che avviene in
questo momento.
Altra cosa, vorremo capire da parte del Governo che ha deliberato
anche su questo argomento, ma che poi di fatto non se n'è più
discusso: la Corte dei Conti da più anni richiede una sezione di
controllo specifica sugli enti. Sezione che noi accogliamo di buon
occhio, cioè riteniamo che possa essere di grande aiuto nella
vigilanza degli enti delle società. Ora, vorremmo capire come si
può coordinare questa attività con quella che si sta aggiungendo
all'attività ispettiva che già la Regione fa. Quindi avremmo più
soggetti di fatto vigilanti che vigilati, perché avremmo le
amministrazioni che vigilano; questi soggetti terzi che vengono
nominati dalle società degli enti ed in più avremmo la Corte dei
Conti che continua, in questa sezione apposita, a vigilare gli enti
e le società.
Siccome noi non vorremmo disperdere né energie né denari,
proveremmo un attimino a capire intanto qual è la volontà del
Governo nel portare avanti quella sezione di controllo specifica da
parte della Corte dei Conti, e poi non ci pare assolutamente chiaro
come una società e un ente che nomina con delle proprie somme,
quindi direttamente ricade nel bilancio della società degli enti,
gli stessi controllori che poi dovrebbero controllare la società
stessa. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però poi cominciamo a votare, quindi
invito il Governo a dare le risposte.
CRACOLICI. Signor Presidente, io non so chi ha scritto questa
norma. Intanto pongo un primo quesito: noi abbiamo 160, non so
quanti enti e società, sottoposti a vigilanza della Regione, che
dipendono da diversi dipartimenti, chi dell'agricoltura, chi del
turismo, chi dello sviluppo rurale, beni culturali e bla bla bla.
Con questa norma stiamo dicendo che l'assessorato dell'economia
diventa l'unico controllore di tutti gli enti. La domanda è: scusi,
ma il revisore contabile nominato dall'Assessore per l'economia è o
non è un controllore? Perché qui stiamo prevedendo una sorta di
supplemento di collegio di revisori che a fianco al collegio di
revisori, che ha già un costo, e che è a carico degli enti, ce n'è
un altro, che chiamiamo ispettori' - vorrei fan notare che sono
anche soggetti esterni all'amministrazione - che l'Assessorato
dell'economia nomina per vigilare su enti la cui vigilanza è in
capo ad altri Assessorati.
Io non ho nulla in contrario che la vigilanza possa essere
coordinata e unificata in capo all'assessorato dell'economia, ma
delle due l'una. O eliminiamo i collegi dei revisori nominati dagli
organi di vigilanza formale, e quindi l'assessorato dell'economia
sottopone a vigilanza attraverso il collegio dei revisori, o stiamo
facendo un duplicato. Io credo che questa norma, così com'è, è una
cosiddetta - scusate il francesismo' - norma di incasinamento
amministrativo, altro che semplificazione.
Ecco perché suggerirei all'Aula di approvare l'emendamento
soppressivo, perché così com'è scritta è una norma che non
funzionerà, e che fra l'altro ha degli oneri i quali - vero è che
sono in capo agli enti - ma siccome gli enti sono a finanza
derivata, dovremmo prevedere una copertura finanziaria.
Presidente, non so se mi sta ascoltando - Miccichè - questa è una
norma che ha impatto finanziario perché noi non possiamo prevedere
maggiori oneri in capo agli enti, essendo a finanza derivata, e non
prevederne la copertura.
Se volesse il Governo evitare una norma, cosiddetta
incasinamento', suggerirei al Governo stesso di fare proprio
l'emendamento che sopprime l'articolo.
PRESIDENTE. L'impatto finanziario è per gli enti controllati, non
è per le Regioni?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Se mi consentite una
precisazione, tutte le novità devono essere sviscerate, non solo
perché sono novità devono essere apprezzate secondo una logica del
nuovismo che tutto quello che è nuovo è buono.
Comprendo che di fronte ad un'innovazione che si propone, ci siano
le legittime preoccupazioni.
Il tema qual è? Noi oggi nell'albo degli ispettori non abbiamo più
nessuno. Le ispezioni, quindi, sono problematiche, e vanno fatte
perché non sempre quello che si svolge nella vita ordinaria
dell'ente, anche attraverso il controllo ordinario dell'organo di
revisione, può essere percepito nella sua completezza.
Diverso è quell'atto che invece fa l'ispettore che va presso
l'ente, prende le carte direttamente, non solo quelle che gli fanno
vedere, ha una propulsione certamente incomparabile con quella
degli organi di controllo interno.
Altra cosa che volevo evidenziare. Nulla di nuovo sotto il sole,
nel senso che non si tratta di una novità che introduce la Regione
siciliana. Abbiamo preso - è una proposta che viene dal
Dipartimento della Ragioneria generale - l'ho presentata così come
il Dipartimento l'ha formulata, proprio perché sono convinto delle
affermazioni e delle preoccupazioni del Dipartimento, proprio al
fine di garantire la coerenza e il rispetto degli equilibri
economico-finanziari.
Abbiamo utilizzato il parametro e i criteri del Ministero per lo
sviluppo economico che utilizza una fattispecie identica,
utilizzeremo gli stessi tariffari, le stesse previsioni, proprio
perché è un momento straordinario nel quale la preoccupazione di
tenere il sistema del cosiddetto Gruppo della Pubblica
Amministrazione impone di effettuare interventi
Quelli non sono ispettori, sono commissari. Un'altra cosa
Stiamo parlando delle ispezioni che svolge il Ministero dello
sviluppo economico - le faccio vedere anche il decreto, onorevole,
non ho nessun tipo di preclusione - rispetto ad una proposta e un
bisogno che emerge dalla Ragioneria generale.
Ovviamente è un'attività che sarà sottoposta alla valutazione del
Parlamento man mano che si svolge. Non è un'attività carbonara'
che svolgerà l'Assessorato, continuo confronto con la Commissione
Bilancio' come sempre avviene. E' un momento nel quale dobbiamo
tenere il sistema compatto. Nessuno vuole soverchiare gli enti, ma
non è possibile proseguire con un sistema che non ci consente di
effettuare sostanzialmente le ispezioni.
Per quanto riguarda le coperture, anche qui, non c'è necessità di
copertura perché rientra nell'ambito delle risorse già stanziate.
Non si tratta di risorse ulteriori.
Se avremo modo di consultare il decreto del Ministero dello
Sviluppo economico, che utilizziamo come parametro, i costi sono
bassissimi.
PRESIDENTE. Assessore, per quanto mi riguarda è tutto chiaro. Nel
momento in cui il Governo mi comunica che non c'è impatto
finanziario di nessun tipo, io lo metto in votazione, e quindi
possiamo andare avanti. Se mi fossi convinto così avremmo trovato
una soluzione.
DI CARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Voto palese sul soppressivo? Di quale emendamento,
perché prima ancora di parlare degli emendamenti è iniziato il
dibattito. Quindi, siamo al primo emendamento, il 6.6, cioè la
soppressione dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.6
PRESIDENTE. Allora colleghi, per favore, prendete posto. E poi vi
supplico di stare attenti al metodo della votazione, prima che si
creino altri dubbi. A tessera inserita si preme, mentre si tiene il
dito premuto si alza. Evidentemente ancora non è così chiaro e non
so per quanto tempo ancora dovremo tenere questa soluzione.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 52
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 22
Contrari 16
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Disposizioni in materia di Albo del personale delle
società partecipate in liquidazione
(ex art. 18 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Coloro che hanno maturato il requisito, ai sensi dell'articolo
64 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 e successive
modifiche ed integrazioni nonché ai sensi del comma 1 dell'articolo
4 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 e successive modifiche
ed integrazioni per l'assunzione presso le società partecipate
della Regione e che, per oggettivi impedimenti, non sono stati
inseriti nell'albo, possono essere immessi su espressa richiesta,
da presentarsi entro e non oltre 30 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge».
Il Governo propone un emendamento soppressivo di un articolo dello
stesso Governo? E allora, leviamolo, è inutile.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Grazie, signor Presidente. Intervengo sull'articolo 7, su
cui il Governo ha presentato l'emendamento soppressivo e
francamente volevo capire il perché, perché questo articolo intanto
non ha impegni di spesa. Prevede semplicemente che alcuni soggetti
che hanno lavorato per società partecipate della Regione che sono
andate in liquidazione, e che non sono riusciti ad essere inseriti
per impedimenti vari nell'albo, volevamo con questo articolo che
avevamo concordato con il Governo, dare la possibilità a questi
soggetti di essere semplicemente inseriti nell'albo, cosicché se ci
fosse qualche possibilità, come quella del 2018, dove alcune
società partecipate hanno rivisto l'organico e preso le carenze da
questo albo, davamo la possibilità anche a questi soggetti.
Quindi, vorrei capire come mai il Governo, ora, presenta il
soppressivo dell'articolo.
PRESIDENTE. Io posso solo chiedere al Governo se mantiene
l'emendamento soppressivo. Più di questo non posso fare.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, se c'è una
riscrittura, se lo possiamo accantonare possiamo provare a
riscriverlo.
PRESIDENTE. E quindi che facciamo? Accantoniamo un attimo e poi lo
vediamo, però nel giro di qualche minuto me lo dovete dare. Chi la
deve fare questa riscrittura?
Assessore Armao, che dobbiamo fare? Se voi mantenete il
soppressivo lo votiamo.
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, noi possiamo ammettere
un'iniziativa del genere, purché venga ricondotta nell'ambito degli
accordi che abbiamo concluso, e non fuori dall'accordo. Prendiamo
qualche minuto, vediamo di approfondirlo con gli Uffici, e si
decide.
PRESIDENTE. Va bene, allora intanto è accantonato un attimo.
Onorevole Amata, il Governo ha chiesto di parlare con gli Uffici
e, quindi, lo accantoniamo due minuti.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Disposizioni in materia di strade e di rotte del vino
(ex art. 21 del ddl 893/A Stralcio I)
1. Alla legge regionale 2 agosto 2002, n. 5 e successive modifiche
ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 dell'articolo 5 dopo le parole e/o al turismo sono
aggiunte le seguenti: e comunque prioritariamente le Strade del
vino già costituite e riconosciute .
b) l'articolo 9 è sostituito dal seguente:
Art. 9
Segnaletica delle strade
l. E' fatto obbligo ai comitati di gestione di provvedere alla
realizzazione della segnaletica specifica della strada, relativa
anche all'individuazione delle sedi delle aziende che ne fanno
parte, sulla base della segnaletica tipo predisposta dall'Istituto
regionale del vino e dell'olio e approvata dall'Assessore regionale
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
2. I comuni, i liberi Consorzi comunali e le Città metropolitane
provvedono alla localizzazione e posa in opera della segnaletica
informativa lungo le strade di rispettiva competenza, sentiti i
comitati di gestione».
Gli emendamenti soppressivi sono mantenuti? Onorevole Lupo ed
altri.
LUPO. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.5, a firma dell'onorevole Lupo ed
altri.Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.6, a firma dell'onorevole Foti. Il
parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Disposizioni in materia di commercio su aree pubbliche
(ex art. 22 del ddl 893/A Stralcio I)
1. L'esercizio dell'attività di commercio su aree pubbliche in
forma itinerante, così come definito dalla legge regionale l marzo
1995, n. 18 e successive modifiche e integrazioni, è subordinato
alla presentazione al comune di residenza della Segnalazione
certificata di inizio attività (Scia).
2. La presentazione della Scia di cui al comma l, abilita
l'esercente ad esercitare l'attività in tutti i comuni della
Sicilia, ferme restando eventuali limitazioni di carattere igienico-
sanitario, di ordine pubblico o altro imposte dall'amministrazione
comunale.
3. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore delle disposizioni di
cui al presente articolo, la Regione adotta la modulistica unica
standardizzata in materia di commercio su aree pubbliche».
Comunico che all'articolo 9 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 9.4, a firma dell'onorevole Lupo.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 9.5, a firma del
Governo. Lo dobbiamo numerare, un attimo e lo leggo. E' un
subemendamento.
Sono sicuro che il Governo sarà favorevole. E' l'esenzione dal
Durc, onorevole Turano. Onorevole Lupo, deve essere il Capogruppo a
firmarlo, per favore, addirittura la Commissione, onestamente,
però, credo che la Commissione lo firmerà volentieri.
Onorevole Savona, lo firma lei questo subemendamento?
Viviamo un momento molto difficile, per cui, alcune forzature si
possono fare, secondo me.
C'è una riscrittura, però, subemendata dal suo Gruppo, onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo chiedere all'assessore,
attenzione, che apriamo una guerra civile in Sicilia, perché questo
significa che la Scia ...
PRESIDENTE. Onorevole Caputo e assessore Scavone, vi prego, sta
parlando l'onorevole Cracolici
CRACOLICI. La Scia rilasciata dal comune per l'attività ambulante
autorizza l'ambulante ad andare in tutti i comuni della Sicilia.
Dobbiamo avere chiaro, cioé, che apriamo una guerra tra i comuni
siciliani e tra i venditori ambulanti in tutto il territorio
siciliano. Perché vorrei ricordare che il mercato ambulante, di
norma, è regolato attraverso i cosiddetti mercati regolarizzati,
dove c'è l'assegnazione dei posteggi, cioè tutto quello che
riguarda l'attività
Me lo spieghi, sono sempre pronto a cambiare idea, l'importante è
che capisco di cosa parliamo.
Vi dico, attenzione, che questa è una materia delicata, perché la
licenza dell'esercizio di venditore ambulante, al comune di
Palermo, consentirà al palermitano di andare a Catania e viceversa.
Con tutto quello che ne consegue sulle attività economiche in un
settore complicato e delicato.
Quindi, vorrei che il Governo valutasse l'impatto di questa norma.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore, forse qualcosa che calmieri
un po' questo tipo di situazione non sarebbe opportuno? Comunque,
intanto sentiamo l'onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ad integrazione di
quanto già esposto dal collega Cracolici aggiungo che rischiamo il
caos in tempo di COVID, perché a quel punto il sindaco di qualsiasi
comune non avrà neanche il diritto di essere informato dagli
ambulanti che andranno lì in quel comune, ad esercitare la loro
attività.
Non sarebbe neppure in grado di predisporre un minimo di servizio
d'ordine, di vigilanza, di polizia municipale.
PRESIDENTE. Su questo mi sembra che, però, ci sia un comma per cui
il sindaco deve essere avvertito e può limitare per motivi di
salute, per motivi sanitari o altro.
LUPO. Presidente, avvertito quando? All'ultimo minuto? Non
funziona, Presidente, è un rischio enorme.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Signor Presidente,
si tratta di una norma di semplificazione che permette, con lo
strumento della SCIA da presentare al SUAP, di ottenere
l'autorizzazione.
L'autorizzazione alla licenza di commercio ambulante non autorizza
l'ambulante a fare quello che vuole in tutti i comuni della
Sicilia.
Poi deve avere l'autorizzazione allo stallo, o al parcheggio, in
relazione al tipo di attività.
Stiamo dicendo, onorevole Cracolici, è come uno che guida la
macchina: se ha la patente può guidare su tutte le strade, poi deve
rispettare i regolamenti di tutte le strade.
PRESIDENTE. Mi sembra che questo, però, chiarisca molto la
situazione. E' così come dice l'assessore, quindi è inutile che ne
parliamo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Nessuno può fare
quello che vuole.
PRESIDENTE. Assessore, mi ha convinto. Mi sembra corretto. Non è
quello che dicevate prima, ma se è così la cosa è molto diversa.
CRACOLICI. Se è così come?
PRESIDENTE. La riscrittura, la riscrittura. E' soltanto per
ottenere la licenza di itinerante', punto. Non è che è per
ottenerla dove vuole? Assessore Turano, spieghiamolo meglio.
TURANO, assessore per le attività produttive. La Scia abilita
all'esercizio dell'attività in tutti i comuni siciliani, non
significa che in tutti i comuni siciliani si può presentare
chiunque
Io ho l'autorizzazione a fare l'ambulante perché ho presentato,
presso il comune di mia residenza, la Scia con i requisiti previsti
dalla legge. Dopo di che, se voglio avere lo stallo presso il
comune di Palermo devo rivolgermi al comune di Palermo e chiedere
l'autorizzazione.
PRESIDENTE. Scusate, io credo assessore Turano - perché ho capito
qual è il problema - se noi all'esercizio dell'attività in tutti i
comuni, questa è la questione, allora secondo me quello che voleva
dire e quello che l'ha scritto è che in ogni comune è valido, ma
non perché tutti possano andare ovunque.
Se lo chiariamo meglio, perché il problema è solo quello. Quando
noi diciamo abilita all'esercizio in tutti i comuni sembra che
ognuno è abilitato, già per legge, ad andare in tutti i comuni.
Benissimo, dobbiamo sistemare questo.
Assessore Turano, credo che sia chiarissimo il problema. Noi
dobbiamo cambiare questo, che la Scia abilita in tutti i comuni,
abilita me che sono palermitano in tutti i comuni della Sicilia?
No Questo bisogna cambiare, è soltanto un aggiustamento che
bisogna fare.
CRACOLICI tu puoi stabilire che la Scia abilita nel raggio di
trecento
PRESIDENTE. No, no la Scia abilita nel proprio comune.
CRACOLICI. E' già così La Scia abilita nel proprio comune
PRESIDENTE. E allora, perché dobbiamo aggiungere in tutti i
comuni ?
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
la Scia abilita nel proprio comune ma non possiamo chiedere ad uno
che fa i mercatini di avere l'autorizzazione in ogni comune in
relazione ai requisiti professionali.
Non so se sono chiaro.
PRESIDENTE. Le posso chiedere una cosa? Noi stiamo facendo una
norma di semplificazione per cui l'itinerante ottiene più
facilmente la licenza. Perché dobbiamo andarci ad infilare altre
cose che non ci riguardano? Cioè, noi agevoliamo, col documento che
gli viene dato, poi lasciamo le cose come stanno. Andarle a
cambiare mi sembra sinceramente che si crei confusione, per non
finire più.
Allora, dobbiamo levare questa cosa.
TURANO, assessore per le attività produttive. Se la dobbiamo
levare, leviamola.
PRESIDENTE. Perché non segue il programma? Non è agevolata
comunque? Il rilascio della SCIA non viene agevolato da questa
norma?
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Presidente Savona, io ho da farle un piccolo
rimprovero: queste sono discussioni che andrebbero fatte in
Commissione perché è inutile che, poi, veniamo in Aula a fare
confusione.
La Commissione l'ha valutata questa cosa? Quelle di merito . in
Commissione di merito ovviamente perché creiamo confusione sia al
Presidente che al resto dell'Aula perché io non so come rispondere.
Però, è corretto quello che dicono loro, sembra corretto quello che
dice l'Assessore. Ci deve essere qualcuno che lo verifica.
Per cui, io rimanderei questa norma in III Commissione e lo
verificano. Però, quando arrivano dalle Commissioni devono essere
chiare le cose. Lo dico a tutti i Presidenti di Commissione, non è
che fare il Presidente di Commissione significa bypassare le norme
tanto per In Commissione le cose devono essere studiate in modo
tale che poi si evita di arrivare in Aula e non capire che cosa si
sta dicendo.
Basta, ho già deciso. Rimandiamo questo articolo in Commissione e
ne faremo oggetto
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma è
stata abbastanza discussa in Commissione. Praticamente, io oggi mi
ritrovo la riscrittura.
La riscrittura dice altre cose.
Ma la ratio della norma era quella che dice lei, di semplificare,
perché l'ambulante è costretto a fare più domande in più periodi.
Questo era per sburocratizzare, per semplificare facendo
l'ambulante una sola richiesta all'anno con i vari periodi per
evitare tutte queste SCI, ed era una sola.
Questa era la ratio.
L'articolo 9, così come è stato esitato dalla Commissione...
PRESIDENTE. Così come era stato esitato dalla Commissione andava
bene, questo lei dice.
Però, anche il Presidente Ragusa - che si è sentito coinvolto in
prima persona - dice che è così.
Quindi, qual è la soluzione di questo problema?
LENTINI. Votare l'articolo 9, Presidente, senza fare riscrittura.
PRESIDENTE. Ma c'è l'emendamento del Governo. Quindi, o il Governo
lo ritira
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, in Commissione l'onorevole Lentini ha
presentato questo emendamento che è stato apprezzato.
Gli uffici lo hanno riscritto e la riscrittura contiene i medesimi
elementi.
Se lei legge il comma 2 pone lo stesso problema di quel che c'è
scritto nel comma 5, lettera a).
Ora lo spirito, Presidente, è quello di autorizzare, con una sola
SCIA, a poter svolgere l'attività ovunque.
PRESIDENTE. Colleghi, io riprendo in mano la decisione che avevo
preso.
Va in Commissione e ne parliamo dopo perché non possiamo stare una
giornata a parlare di questa cosa.
L'articolo 9 viene rimandato in Commissione che farà tutte queste
analisi, direttamente in Commissione e, poi, quando tornerà qua
avremo già la soluzione.
Onorevole Lentini che vuole che faccia? Onorevole Lentini lei deve
sapere che c'è un Governo che ha presentato una riscrittura e non
possiamo fare finta che non sia così, per cui proprio per arrivare
a lei io sto chiedendo di mandare in Commissione, si risistemino le
carte perché oggi non potremmo votare, è inutile, appena lo votiamo
viene bocciato tutto, e questo è il punto e perché siccome c'è la
riscrittura del Governo se io lo faccio votare viene bocciato
l'articolo.
Lo vuole messo in votazione? Viene bocciato l'articolo, io non so
se lei conosce le regole dell'Aula appena lo metto in votazione è
bocciato l'articolo, non quello che dice lei, per cui è chiaro che
mandarlo in Commissione significa salvare l'articolo.
Onorevole Lentini la prego, il problema è che qui sono arrivate
due carte di cui una del Governo, e, quindi, io devo mettere in
votazione quella del Governo, se viene bocciato è finito
l'articolo. Onorevole Foti su che cosa vuole parlare? Basta ho
preso la decisione.
Se il Governo lo ritira allora è un altro discorso.
TURANO, assessore per le attività produttive. Non cambia niente,
però, non cambia.
PRESIDENTE. Posso dire colleghi, stiamo ragionando su un
subemendamento da un'ora.
Il disegno di legge ha altro tipo di priorità per cui, se il
Governo ritira il suo emendamento - io devo chiedere, non so bene
che significhi - ma se lo ritira votiamo l'articolo per com'è e
non ne parliamo più, però una soluzione si deve trovare, poi se non
sarà fattibile si voterà una cosa che non sarà fattibile e si
bloccherà dopo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Noi, quando abbiamo trattato gli emendamenti in III
Commissione abbiamo approfondito l'argomento. Oltre a sentire tra
l'altro le categorie e l'Assessorato, il dirigente che ci ha
spiegato che la norma andava bene, ora se il Governo ha presentato
una riscrittura ed ha appena detto - anche se fuori microfono -
che la ritirerebbe, io Presidente non derubricherei la questione
perché...
PRESIDENTE. Se il Governo la ritira metto subito in votazione
l'articolo.
FOTI. Perché? Perché, Presidente...
PRESIDENTE. Onorevole Foti, chiudiamo l'argomento, è ritirato? Se
è ritirato lo metto in votazione se no devo rimandarlo in
Commissione.
FOTI. Attualmente il comparto che partecipa a delle fiere, quindi
non parliamo del fruttaiolo ambulante, onorevole Cracolici,
parliamo di chi partecipa alle feste, che ha dei calendari ben
precisi. Durante quest'anno oltre ad avere avuto delle limitazioni
fortissime il comparto
PRESIDENTE. Onorevole Foti, voglio sapere dal Governo, non
ricominciamo l'argomentazione, voglio sapere dal Governo se è
ritirato? Se è ritirato votiamo l'articolo, se non è ritirato torna
in Commissione.
FOTI. Secondo me va ritirato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive, chiedo
l'accantonamento dell'articolo per cinque minuti, mi sto
consultando con gli uffici.
PRESIDENTE. Facciamolo parlare con gli uffici. Viene accantonato
per qualche minuto l'articolo 9.
Intanto sull'articolo 2, che avevamo precedentemente accantonato,
abbiamo avuto - anche se non è presente - le spiegazioni da parte
dell'Assessore per la funzione pubblica che è l'adozione delle
modalità informatiche per svolgimento e correzione delle prove
scritte, niente di strano, il rinvio a norme statali per nomina e
requisiti componenti dei Commissari di concorso.
Quindi, mi sembra che sia una cosa tranquilla, poi, onorevole Di
Mauro se in questo momento c'è un accordo per cui non si possono
fare concorsi io devo dire che il mio augurio è che questo accordo
tra una settimana possa cambiare, per cui, non è che possiamo non
fare le norme che riguardano eventuali concorsi perché c'è un
accordo tra lo Stato e la Regione che secondo me è stato un po'
bislacco dato che siamo totalmente senza dirigenti, senza
dipendenti e facciamo il blocco delle assunzioni, che è dal '94 che
sono bloccate.
Io vorrei ricordare a tutti che è dal 1994 che non si fa
un'assunzione alla Regione e ancora negli accordi dobbiamo
stabilire che non si possono fare assunzioni dal 1994, siamo nel
2021, tanto per capirci, per cui che invece si facciano queste
regole e dopo di che si spera che si aprono i concorsi per cui io
l'articolo 2.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Allora, Presidente, dobbiamo capirci sulle cose che noi
andiamo ad esaminare. Abbiamo qui davanti a noi una norma che
prevede una serie di procedure per i concorsi.
Fermo restando l'accordo con lo Stato, che purtroppo in questa
fase non prevede, io chiedo al Governo - ma purtroppo manca
l'Assessore per la funzione pubblica - se nonostante l'accordo
vigente c'è la possibilità di fare bandi per un certo numero di
candidati che possono essere assunti dalla Regione.
Signor Presidente, il Parlamento chiede di sapere se ci sono
procedure concorsuali che si possano attivare E credo che sia nel
diritto del Parlamento di saperlo, prima questione Completo e poi
il Governo mi risponde, se c'è un Governo.
La seconda osservazione: noi abbiamo le procedure che sono quelle
del RIPAM che sono procedure che vengono applicate in Italia per
tutte le procedure concorsuali dei Ministeri.
Non capisco la logica di questa scorciatoia, in un momento in cui
sappiamo con certezza che non possiamo fare concorsi.
Quindi, la procedura dei RIPAM è la procedura che viene seguita
per tutti i concorsi fatti dal Ministero. Qui si vuole prendere una
scorciatoia per adottare procedure che secondo il comma, non 6 che
indicate voi, ma fa riferimento al comma 4 per i concorsi 2019/2021
in cui per accelerare si deve sapere i concorsi come debbono essere
fatti, con procedure diverse rispetto al RIPAM che comunque dà
garanzia assoluta.
Il fatto di ricorrere, è chiaro che ci sono concorsi che sono
pronti per essere fatti, desidero sapere quali sono e perché non si
ricorre al RIPAM.
PRESIDENTE. Questo che segnala lei è correttissimo, e questo però
è una domanda che facciamo al Governo che sinceramente con il fatto
di approvare una eventuale norma di semplificazione dei concorsi
non c'entra, è un altro discorso questo.
Lei vuole sapere perché si sta facendo questa cosa.
Benissimo, allora siccome non c'è l'Assessore che le può
rispondere noi stralciamo questo articolo e lo rimandiamo alla
prossima legge che sarà fatta, punto. Non ne parliamo più. Se era
soltanto chiedo scusa prima mi era stato segnalato che
bisognava spiegare che cosa significava l'articolo. Io l'ho
spiegato, se però non è questo il problema ma il problema è quali
sono i concorsi, non c'è l'Assessore che può rispondere quindi
chiuso l'argomento. Andiamo avanti.
L'articolo 2 è stralciato.
Si riprende con l'articolo 7, precedentemente accantonato,
vogliamo sapere se rimandarlo in Commissione.
Onorevoli colleghi, abbiamo verificato che dopo il problema
dell'articolo 9, c'è da rivedere l'articolo 7 che avevamo
accantonato un attimo, e poi ce n'è solo uno su cui possono sorgere
problemi. Per cui, se abbiamo un attimo di pazienza, io lascerei un
attimo accantonati quelli che per adesso sono accantonati, su cui
si vede di trovare una soluzione tra i presentatori e gli Uffici.
Quindi, il 9 lo accantoniamo un attimo pure.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Titolo II
Disposizioni varie
Art. 10.
Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 12
maggio 2020, n. 9
in materia di contributi alle imprese
(ex art. 2 del ddl 893/A Stralcio II)
1. Al comma 16 dell'articolo 10 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) il quarto periodo è soppresso;
b) dopo il sesto periodo è aggiunto il seguente:
Le disposizioni attuative del presente comma sono adottate, per
ambito di materia, con deliberazione della Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per le attività produttive per
quanto attiene alla concessione di contributi alle imprese, ad
eccezione di quelle del comparto floro-vivaistico di competenza
dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea e di quelle del settore editoriale di competenza
dell'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana, sentito il parere delle Commissioni legislative
competenti. ».
c'è il soppressivo. E' ritirato? Vediamo di che cosa si tratta.
Il Governo è favorevole o contrario, all'emendamento
dell'onorevole Marano?
Sono arrivato all'articolo 12 per sbaglio. Scusate, mi sono
saltate 4 pagine insieme invece che una, quindi siamo all'articolo
10 Modifiche in materia di contributi alle imprese .
E' stato presentato dal Governo l'emendamento 10.1 Dopo la parola
imprese' sono aggiunte le seguenti di commercio, anche di
impianto e fiori' e le parole del comparto florovivaistico' sono
sostituite da di quelle floricole' . Che vuol dire? Lo spiega un
attimo?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Il florovivaismo è un'attività di produzione, il
floricolo è un'attività di commercializzazione. Quindi, sono due
attività diverse.
PRESIDENTE. Questa spiegazione che mi ha dato mi fa più ricco in
termini di conoscenza. Assolutamente grazie.
CRACOLICI. Signor Presidente, invece, l'articolo nella sua
interezza fa riferimento a competenze che, ad esempio, nel settore
dell'editoria li mette in capo all'Assessorato ai Beni culturali.
La domanda è una: ma se stiamo facendo ora con l'IRFIS, ed è stato
pubblicato il bando per dare i contributi all'editoria, ma dobbiamo
fare impazzire per forza i siciliani? Cioè da un lato facciamo un
bando con l'IRFIS per erogare i contributi all'editoria, dall'altro
lato facciamo una norma che dice che le competenze sono dei beni
culturali, cioè ma lo facciamo apposta? C'è un concorso che si sta
facendo per rendere difficile la vita ai siciliani? Io sono
allibito dell'improvvisazione delle norme
PRESIDENTE. Il soppresso che significa, un attimo solo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. L'onorevole
Cracolici dimentica una cosa. Nella legge finanziaria, quando fu
accantonata la risorsa di 150 milioni di Euro come contributi alle
imprese, furono nello stesso articolo destinate risorse in capo
alle attività produttive che non erano di competenza delle attività
produttive.
Infatti posso dire una cosa, tanto è vero che, per esempio, si
pensò che per sostenere il comparto dell'editoria che si dovevano
comprare dei libri che non rientrano tra le competenze delle
attività produttive, sì, dei libri, dei libri.
La norma è stata scritta così con l'emendamento che, allora,
propose l'onorevole Fava. Nello stesso emendamento furono inserite
delle risorse in favore del comparto florovivaistico che,
purtuttavia, Presidente, prendevano delle risorse dalla misura
gestita dall'Agricoltura che riguardava il comparto floristico.
Stiamo soltanto scindendo le competenze.
Quindi, quello che riguarda l'agricoltura rimane all'agricoltura,
quello che riguarda la commercializzazione, invece, viene fatto
dall'assessorato alle attività produttive. E' scritto perfetto. Il
direttore ha scritto tutto quello che doveva scrivere per chiarire
i destinatari delle misure e i bandi come dovevano essere fatti.
L'accavallamento delle due cose non ha permesso di poter
PRESIDENTE. Stiamo parlando di un trasferimento di competenze,
giusto?
TURANO, assessore per le attività produttive. Una separazione di
comparti diversi che trovano la legittimazione nell'attingimento
delle risorse, da uno per il comparto del sostegno alle imprese dal
FESR, per il settore floricolo, invece, assessore Scilla mi segue?
all'assessorato all'agricoltura che dà i finanziamenti alle imprese
agricole. Io non posso finanziare imprese agricole, posso...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
TURANO, assessore per le attività produttive. No, non è così.
PRESIDENTE. No, no, conosco l'Assessore Turano, non lo farebbe.
Il Presidente della Commissione ci vuole dire una cosa. Onorevole
Ragusa, prego.
RAGUSA. Grazie, Presidente. Io penso che a questo punto bisogna
chiarire una questione, Assessore Turano, scusi. Noi abbiamo
appostato delle somme che riguardano il florovivaismo che è stata
una battaglia immensa dentro questa Aula.
Ora lei deve essere un po' più chiaro, perché noi a tempi queste
cifre lo avevamo detto per il mondo florovivaistico. Ora lei vuole
scindere chi li commercia e chi li coltiva, se ho capito bene.
Detto questo, non pensa che questa sia ancora una perdita di tempo
per soddisfare l'esigenza del territorio? Perché le dico questo? Mi
ascolti.
Se questa cosa l'abbiamo fatta già l'anno scorso e la gente non ha
ricevuto ancora i fondi, ma non pensa che stralciando questo tipo
di attività bisogna riprendere i capitoli, rimettere in movimento
tutto questo? E' un ritardo secondo me, poi, chiaramente la
politica può fare questo e altro, caro Presidente Miccichè.
Tuttavia io ritendo che le somme così distinte se li poteva gestire
l'Assessore Turano, bastava fare un bando.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Grazie Presidente, a chiarimento di questo articolo,
ricordo a me stessa e all'aula che quando fu approvata la
finanziaria a maggio ci fu proprio la discussione, anzi intervenni
anch'io sul comparto florovivaistico che andava a comprendere non
solo i produttori e, quindi, i vivai ma anche le attività
commerciali.
Chiaramente, se tutto quello che era stanziato, che all'epoca
erano dieci milioni di Euro, e abbiamo stanziato altri dieci
milioni di Euro proprio per finalmente dare respiro e una boccata
di ossigeno a tutto il comparto, le attività commerciali, Assessore
Turano, non erano mai state considerate e io la ringraziai in Aula
per l'attenzione che ha voluto dedicare, ma se non dividevamo gli
stanziamenti ai due assessorati, chiaramente, non potevano essere
dati ad entrambi le categorie.
Con questo emendamento ed articolo facciamo chiarezza e finalmente
si possono fare i bandi e dare quel che è giusto a queste
categorie. Grazie.
PRESIDENTE. Benissimo. Possiamo votare allora? Pongo in votazione
l'emendamento 10.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario dell'onorevole Cracolici.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Modifiche all'articolo 36 della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1
in materia di spettanze ai professionisti per interventi
realizzabili
con il superbonus 110 per cento
(ex art. 7 del ddl 893/A Stralcio II)
1. Dopo il comma 3 dell'articolo 36 della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1 è inserito il seguente:
3 bis. Limitatamente ai soli procedimenti relativi alla fruizione
del superbonus 110 per cento e per tutto il periodo di vigenza
delle relative norme, le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non
trovano applicazione per gli interventi previsti dai commi 1, 4 e 4
bis dell'articolo 119 e dall'articolo 121 del decreto legge 19
maggio 2020, n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 17
luglio 2020, n. 77. ».
All'articolo 11 sono stati presentati due emendamenti soppressivi
che sono ritirati.
Si passa all'emendamento 11.3, a firma dell'onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Grazie Presidente, una pregiudiziale su questo
emendamento perché è stato depositato anche in altri disegni di
legge, oltre a questo è depositato anche nel disegno di legge
edilizia 669 e nella Stabilità.
Io avevo chiesto di trattarlo nel disegno di legge 669 però a me
va bene anche trattarlo in questa sede anche perché ho depositato
un sub emendamento all'11.3.R che spiego brevemente.
Questo articolo come immagino sapete tutti nasce dall'esigenza di
garantire la certezza dei pagamenti a quei professionisti che
lavorano nel settore edile non soltanto architetti ma anche
ingegneri, geologi, geometri, eccetera.
Lo abbiamo approvato all'articolo 36 della manovra finanziaria del
2019, nel corso di questi anni è emersa la necessita di fare alcuni
correttivi, tra cui quelli legati ad esempio alla specificazione
dei titoli all'interno dei quali rientra la certezza dei pagamenti.
Da una analisi che abbiamo condotta anche alla luce di quello che
è emerso dagli uffici tecnici, è uscita l'esigenza di specificare
nel testo di legge che questa norma si applica anche sia per i
titoli di ufficio che per i titoli di parte, cioè CILA e SCIA, cioè
quelli dove il professionista si limita al deposito dell'atto.
E' stato modificato anche l'aspetto rispetto al Modello Unico,
alla luce del fatto che numerosi uffici tecnici segnalavano diverse
interpretazioni e per questo motivo abbiamo deciso di introdurre in
questa norma un modello Unico che è allegato all'articolo.
In chiusura, la parte più delicata, è quella legata al
coordinamento con la norma relativa al Super bonus 110% , una
norma nazionale che permette l'efficientamento energetico degli
edifici.
Questa norma è abbastanza complessa e poteva provocare una serie
di difficoltà nell'applicazione della certezza dei pagamenti, per
questo motivo dopo avere sentito gli ordini professionali delle
consulte, ma anche l'Assessore per ambiente, abbiamo deciso di
introdurre l'istituto della promessa di pagamento, che meglio si
congegna con il sistema della certezza dei pagamenti e dal lato con
l'istituto del superbonus.
Come sapete, il superbonus funziona con due metodi di pagamento: o
la detrazione fiscale o cessione del credito alla banca. In questo
modo il professionista, nel primo caso, verrà pagato o al primo o
al secondo SAL (stato di avanzamento dei lavori) dal committente;
nel secondo caso c'era il caso di cessione del credito alla banca
e, chiaramente, sarà la banca a pagare. In questo modo garantiamo
il funzionamento del superbonus 110% e allo stesso modo la
sicurezza che i professionisti vengano pagati.
Tendo a precisare che l'emendamento è condiviso, oltre che dal
Movimento Cinque Stelle, anche dalla mia collega Angela Foti e,
chiaramente, abbiamo condiviso questa proposta con l'Assessore ed è
- lo ripeto ancora una volta - il frutto di un lavoro congiunto con
tutti gli ordini professionali: architetti, ingegneri ed anche le
consulte regionali. Grazie.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, vuole intervenire su quello che dice
l'onorevole Trizzino? Lei è d'accordo con quello che dice
l'onorevole Trizzino? Noi siamo vagamente d'accordo; c'è qualche
cosa che dobbiamo capire ancora.
FOTI. Grazie, Presidente. Durante la sessione dei lavori di
bilancio, sul disegno di legge n. 893 è stato introdotto questo
articolo 11 che ha dato la possibilità alla IV Commissione ed al
collega Trizzino, che era presentatore della norma sulla certezza
dei pagamenti, di apportare dei giusti correttivi sulla norma
originaria che è già utilizzata con successo nell'arco di questo
anno e mezzo in cui aveva, comunque, tracciato un segnale di
cambiamento e che oggi con i commi, a partire dall'1 al 4,
certamente migliora la performance di questa legge della certezza
dei pagamenti e il comma 5 che viene arricchito e armonizzato
sull'utilizzo del superbonus 110% che introduce funzionalità e
correttezza ovviamente dovuta.
Sarebbe stato bello non dovere fare una legge sulla certezza dei
pagamenti che già la certezza fosse la certezza, però così non è
stato e, tra l'altro, si aggiunge anche una interessante proposta
di modulistica omogenea perché nei comuni ci si era attrezzati un
po' in maniera autonoma con delle modulistiche che spesso
confondevano sia gli uffici che i professionisti.
Quindi, volevo esprimere, oltre ad esserne firmataria, la volontà
del mio Gruppo di votare questo emendamento 11.3.R. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, lei mi aveva chiesto di stralciare
questo articolo. In realtà, il Governo aveva voglia di farlo perché
è anche abbastanza favorevole in linea di massima a farlo. Però,
siccome su questo emendamento 11.3.R gli Uffici mi dicono ci sono
due cose che risultano essere problematiche: la prima è il fatto
che le spettanze professionali inerenti alle operazioni preliminari
- stiamo parlando del bonus casa - sono saldate con le somme
previste per l'acconto sui lavori. Noi non lo possiamo prevedere
per legge come devono essere saldate. Cioè, se il cliente le vuole
saldare diversamente, quindi o mettiamo possono essere
eventualmente ma se il cliente li paga non è che possiamo dire .
Poi l'altra cosa è che l'eventuale mancato pagamento dei compensi
pattuiti e segnalati al professionista che preso atto sospende
l'efficacia del titolo abitativo , anche questo non lo possiamo
mettere per legge.
Io direi una cosa, onorevole Trizzino, siccome ci sono dei punti
da chiarire, ma c'è la voglia di farlo, perché lo vogliamo fare
questo articolo, se noi aderendo alla sua proposta originaria lo
mandiamo nel disegno di legge sull'edilizia, sistemandolo bene per
non creare problemi, perché rischiamo soltanto di fare qualche
pasticcio senza motivo volendolo fare tutti.
TRIZZINO. Va bene.
PRESIDENTE. Allora, lo stralciamo e lo mandiamo nel disegno di
legge edilizia, come abbiamo fatto l'altra volta.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 12
maggio 2020, n. 9
in materia di commissioni spettanti alla Crias
(ex art. 9 del ddl 893/A Stralcio II)
1. All'ultimo periodo del comma 10 dell'articolo 10 della legge
regionale 12 maggio 2020, n. 9 le parole da non superiori allo 0,5
per cento, calcolato sulle somme erogate al netto dei rientri, e le
perdite, ivi comprese le spese derivanti dal mancato rimborso sono
sostituite dalle parole stabilite dall'articolo 13 del Regolamento
delegato (UE), n. 480/2014 della Commissione del 3 marzo 2014 ».
Oltre agli emendamenti soppressivi, è stato presentato
l'emendamento 12.3, a firma dell'onorevole Marano. E' mantenuto?
C'è una riscrittura del Governo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lo spieghi, un attimo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, si
tratta di implementare il fondo della CRIAS con le ulteriori
risorse comunitarie che vengono assegnate. Ogni volta che ci sarà
una risorsa data alla CRIAS, la stessa viene erogata in favore
degli artigiani, quando gli artigiani pagano le rate di mutuo
ritorna di nuovo nel fondo che ritorna di nuovo a finanziare altre
imprese artigiane.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, il mio emendamento estende anche all'IRCAC la
previsione normativa riservata alla CRIAS secondo cui le
Commissioni - Assessore Armao - estende all'IRCAC e anche alla
CRIAS la normativa secondo cui le Commissioni derivanti
PRESIDENTE. L'Assessore è d'accordo.
MARANO. Siccome mi parlava della riscrittura, questo è un'altra
cosa.
(Intervento fuori microfono)
MARANO. Sulle commissioni dello 0,5.
(Intervento fuori microfono)
MARANO. Estensione anche all'IRCAC.
PRESIDENTE. Quindi, è la riscrittura del Governo oppure diamo
l'accordo all'emendamento dell'onorevole Marano?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole. Il 12.4
è del Governo.
PRESIDENTE. L'emendamento 12.3 è a firma dell'onorevole Marano,
il Governo è favorevole?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.4, a firma del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sono le ore 19.10, alle ore 19.15 in punto si
torna in Aula perché devo capire bene perché c'è un attimo di
confusione.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Allora, sospendo la seduta fino alle ore 19.20.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 19.08, è ripresa alle ore 19.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo da sistemare, da
riprendere due articoli che erano stati accantonati, l'articolo 7 e
l'articolo 9.
Se non ricordo male non c'è ne altri. Sul 7 sembra si stato
trovato, almeno con gli Uffici, un accordo, sul 9 vorrei capire.
Siamo all'articolo 9. Ha chiesto di parlare l'Assessore Turano. Ne
ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
io sono nelle condizioni di spiegare l'articolo 9 con maggiori
puntualizzazioni.
Stiamo soltanto dicendo che l'ambulante che ottiene la Scia nel
Comune può andare in tutti i Comuni della Sicilia, per ora la
legislazione, onorevole Dipasquale, prevede questo, è soltanto ai
fini della statistica. Tu con la Scia puoi andare ovunque, lo devi
solo comunicare, così facendo non lo comunichi più ma devi soltanto
rispettare, onorevole Dipasquale posso finire? Devi soltanto
rispettare tutti i regolamenti comunali, e i regolamenti comunali
disciplinano per gli ambulanti della lettera C) che non sono quelli
che hanno stabilmente la fiera settimanale oppure il gazebo fisso,
faccio un esempio, quello che vende frutta e verdura. E poi il
Regolamento comunale dice che non ti puoi fermare a meno di 150
metri dall'altro, che non puoi stare più di due ore o in altri
Comuni: dice che ti puoi fermare a 50 metri, che puoi stare
l'intera mattinata, tutto quello che è la potestà regolamentare
comunale rimane, vi è soltanto la possibilità di esercitare la
propria attività senza la previa comunicazione che oggi, nonostante
venga resa, non può essere impedita dal Comune.
È una semplificazione per l'ambulante.
PRESIDENTE. Benissimo. Ha chiesto di parlare l'onorevole
Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi parlamentari,
nessuna polemica, infatti non volevo neanche intervenire oggi.
Attualmente come funziona? Ogni Comune ha un regolamento per la
vendita in area pubblica e ce l'ha ogni Comune, chi è che ha fatto
il Sindaco, l'Amministratore lo sa bene, questo Regolamento prevede
in tutti i mercatini, in tutte le aree pubbliche qualsiasi area
pubblica dove si deve fermare l'ambulante o è il mercato -
Presidente, la prego di ascoltarmi perché mi creda è importante,
rischiamo di fare un grande pasticcio - o è un mercato o è uno
spiazzale, perché la vendita sull'area pubblica per gli ambulanti è
regolamentata quasi come un piano regolatore. Ogni area, ogni
città, ogni Comune ha un tot di spazi dove gli ambulanti, sia del
Comune di residenza sia anche quelli di fuori residenza, devono
andare.
Quando viene un ambulante fuori dal Comune di residenza deve
ottenere il posto per quel giorno, paga la TOSAP giornaliera ed
esercita il suo ruolo, ed esercita e fa e svolge il suo servizio.
Nel caso che il posto è libero che la mattina non si presenta
nessuno, pensi che poter occupare quello stesso posto perché non
c'è né tanti, sono limitati i posti, viene messo a sorteggio,
giusto collega? Dopo che viene messo a sorteggio, si paga sempre la
TOSAP giornaliera.
Noi non possiamo inserire un meccanismo di una liberalizzazione
nel territorio regionale, Presidente. Perché, attualmente, questo
già avviene, nel senso io da Palermo posso andare a Ragusa, posso
andare a Modica, a Vittoria, in qualsiasi Comune ma devo esercitare
e devo partecipare con
PRESIDENTE. Questo rimarrebbe così
DIPASQUALE. No, quando voi inserite la possibilità di riconoscere
l'autorizzazione a prescindere dall'autorizzazione del territorio,
voi cosa è che arrecate? Arrechiamo?
PRESIDENTE. E' sempre fermo restando le regole di quel Comune'.
DIPASQUALE. Ma non c'entra, allora è superata. Se fosse come dico
io, non servirebbe questo, è la norma attuale. Invece, così
facendo, voi volete mettere in condizione a chi ha l'autorizzazione
nel Comune di Palermo, di Ragusa, di poter andare ovunque senza
un'ulteriore autorizzazione. E, allora, già è normata. Non serve.
Perché è così, viceversa è un'altra cosa. Quindi l'articolo va
cassato, perché altrimenti si crea confusione, attenzione è una
cosa seria, Presidente.
PRESIDENTE. Allora, scusate. Chiudiamo l'argomento, tanto ognuno
dice la sua, lo mettiamo in votazione, chi ritiene di votarlo lo
vota, chi non ritiene di non votarlo non lo vota.
Si passa all'emendamento 9.5 del Governo.
Onorevoli colleghi, comunico che è in distribuzione un
subemendamento, che pensavo fosse già stato distribuito.
Passiamo un attimo all'articolo 7, precedentemente accantonato, e
poi procediamo con la votazione palese, che è stata richiesta
sull'emendamento dell'articolo 9.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
7.5.
Allora, secondo gli Uffici, il 7.5 risolve il problema, per cui lo
mettiamo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori, diciamo
che continuo a non capire questo articolo. Ora dovremmo eliminare
le parole per l'assunzione presso Società partecipate'.
Dico, l'articolo 7 recita coloro che hanno maturato il requisito,
così come previsto dalla legge regionale 21 del 2014, che non sono
riusciti ad entrare, ad accedere nelle partecipate, per oggettivi
impedimenti . La norma che ci citate, cioè la legge regionale n. 21
del 2014, parla della costituzione dell'albo, e chi entrava
nell'albo? Coloro che erano iscritti, già in servizio presso le
partecipate, avevano un contratto subordinato, a tempo
indeterminato, presso le società in liquidazione, ed assunti
comunque prima del 31 dicembre 2019. Tutti gli altri, al comma 3,
sono esclusi da questo albo. Quindi se avevano maturato il
requisito, teoricamente dovrebbero essere già dentro, non riesco a
capire questo.
Quindi, le mie domande, assessore Armao, prima di votare
l'emendamento sono: ma chi non ha mai fatto un giorno di lavoro, ad
esempio, presso una partecipata, può essere assunto rispetto a
questa norma? E può specificare meglio quali potrebbero essere
questi oggettivi impedimenti, così per chiarire ed evitare che si
creano norme illusorie come stiamo facendo, purtroppo, nelle ultime
settimane, una dietro l'altra, norme che poi non portano a nulla,
fanno illudere i cittadini e le persone e poi rimangono con un
pugno di mosche in mano. Grazie.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorno a ripetere.
Che la norma prevede la possibilità, qualora ci fossero soggetti
che hanno lavorato per Società partecipate dalla Regione, che sono
andate nel frattempo in liquidazione, e per qualche ragione, non è
strano, magari ci può essere stato qualsiasi tipo di impedimento
che non spetta a me che faccio politica di andare a ricercare, né
tantomeno spetta a noi di valutare la parte amministrativa, se i
soggetti hanno quelle caratteristiche che prevede la legge saranno
valutate favorevolmente dagli Uffici. Chiaramente, se non dovessero
avere quei requisiti non possono essere inseriti nell'Albo. Ma
penso che il ruolo della politica sia quella di dare la possibilità
e l'opportunità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.5 della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
I deputati del Movimento Cinque Stelle hanno votato contro.
L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende l'esame dell'articolo 9, precedentemente accantonato.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Barbagallo ed
altri il subemendamento 9.5.1.
Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Il Governo esprime
parere favorevole e peraltro, alla luce di una vecchia circolare
del MISE, già molto impegnato
PRESIDENTE. Assessore, è favorevole? Così votiamo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 9.5.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.5 del Governo, così come
subemendato.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 9.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 52
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 24
Contrari 19
Astenuti 0
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a questo punto rimangono da votare l'articolo
13 e l'articolo 14, che è la norma finale.
Per quanto riguarda l'emendamento sul Teatro di Catania, assessore
Messina, mi dicono che non c'è l'emendamento di cui abbiamo
parlato.
Onorevoli colleghi, c'è un emendamento aggiuntivo che dobbiamo
però votare, che riguarda un problema da risolvere sul Teatro
Bellini di Catania. Lo distribuite per favore? Onorevole Barbagallo
è un problema reale, non è una cosa che comunque devo mettere in
votazione ed è un problema reale perché il Sindaco di Catania me lo
ha sollevato come problema reale e quindi, quanto meno, lo devo
mettere in votazione, poi se l'Assemblea lo boccia è un problema di
democrazia e non lo posso porre.
Si sta fotocopiando e si distribuisce. Onorevole Barbagallo, un
momento.
BARBAGALLO. Signor Presidente, trovo deplorevole questo modo di
procedere. Non c'è nessuna urgenza per cambiare il Presidente del
Teatro di Catania. Nessuna urgenza. La gente in Sicilia ha mille
problemi, francamente per il Presidente del Teatro Bellini può
restare benissimo la norma che è stata cambiata qualche anno fa.
PRESIDENTE. Mi si scrive, chiedo scusa ..
BARBAGALLO. No, lo trovo ingiusto, Presidente. Lei è il rispetto
del garante delle regole in questa Aula. Il sindaco di Catania non
può, con una telefonata, rompere il percorso che prevede la
votazione in Commissione, che la Commissione V si esprima sul
parere, con il Presidente della Commissione che oggi non c'è
neanche in Aula, per decidere il cambio del Presidente del Teatro
Bellini di Catania, che ha un regolamento che è sopravvissuto negli
anni. Non è morto nessuno, segua il rispetto delle regole, vada in
V Commissione, con la legge di merito e l'Aula voterà. Le
scorciatoie per nessuno, neanche per il potentissimo Sindaco di
Catania.
PRESIDENTE. Non credo che sia un potentissimo sindaco, è un
sindaco. Onorevole Barbagallo stia tranquillo
Scusate, signori, un attimo solo, vi sto leggendo quale è la
motivazione che mi è stata scritta e io non posso che tenerne
conto, poi l'Aula si determina, però mi si scrive che l'urgenza è
dovuta all'imminente costituzione del Consiglio d'Amministrazione
dell'Ente del Teatro Bellini che verrebbe a costituirsi con la
vecchia norma. Tale costituzione dovrebbe avvenire secondo quanto
previsto dalla norma vigente, per cui come una norma nazionale,
quindi stiamo cercando soltanto di...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Che cosa cambierebbe questo, scusi?
BARBAGALLO. Lei dovrebbe rappresentare a questa Aula come stanno
le cose.
PRESIDENTE. Scusate, assessore Messina, tranquilli, io per quanto
sia il Regolamento, se lo ritengo effettivamente urgente non c'è
regolamento che tiene, se invece ora non è urgente non lo votiamo.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, vorrei sottolineare che questa norma è stata
cambiata qualche anno fa da questa Aula disattendendo quanto accade
in tutto il resto d'Europa, in tutto il resto d'Italia, dove nei
Teatri controllati dalla Regione e i Teatri comunali, come il caso
del Teatro Bellini, il Presidente del Consiglio di Amministrazione
è il sindaco di Catania per il semplice fatto che l'immobile è di
proprietà del Comune di Catania, per cui il principio secondo cui
la Sicilia debba essere l'unica Regione d'Europa che non si attiene
a questa prerogativa ci sembra alquanto strana, tant'è che per
trent'anni è stato in questo modo.
Qualche anno fa è stato deciso di cambiarlo ma le motivazioni non
sono
PRESIDENTE. Assessore Messina, chiedo scusa, colleghi, vi chiedo
un attimo di attenzione. Pur volendo assolutamente, tant'è che
l'avevo portato per aitare quella che mi era sembrata un'urgenza,
però, così come è stata fatta una legge che l'ha modificato
rispetto al resto d'Europa.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Una
norma, Presidente.
PRESIDENTE. Una norma. Credo che, onestamente - e lo faremo in
tempi velocissimi - debba essere apprezzato dalla Commissione.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo scusa, vorrei solo ricordarle che noi dobbiamo procedere
entro febbraio, cioè entro questo mese, alla nomina del nuovo
Consiglio di Amministrazione.
Onorevole Cracolici, l'emendamento è stato presentato con il
disegno di legge n. 893 nell'anno 2020, quindi l'emendamento 31
dicembre si intende corrente anno 2020. Già siamo in scadenza.
Abbiamo potuto prorogare, per una questione semplicemente
burocratica, l'approvazione del Consiglio di Amministrazione del
nuovo Statuto, significa che noi questo mese nominiamo il Consiglio
di Amministrazione e dopo un mese decade e lo dobbiamo rivotare
facendo ridere tutta Italia e tutta Europa.
PRESIDENTE. Assessore Messina, siccome noi abbiamo - come dire -
questo impegno della finanziaria che si deve fare in tempi
brevissimi, credo che sapendolo prima e avvertendo la Commissione è
un qualcosa che può essere valutata anche nella finanziaria. Però,
oggettivamente, metterlo in votazione oggi, in queste condizioni,
diventa praticamente impossibile.
Chiamerò io stesso il sindaco di Catania per spiegare qual è la
questione però, onestamente, non mi sento di metterlo in votazione.
C'è un emendamento aggiuntivo del Governo che risolve un problema
di impugnativa, per cui se l'Assessore Cordaro può spiegarlo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'emendamento A.46, in buona sostanza, finisce per
eliminare, per far cessare la materia del contendere su una
osservazione che viene mossa dal Ministero dell'Ambiente -
ovviamente dal Ministro Costa - che noi eliminando il secondo comma
di questa norma risolviamo, così come ci veniva richiesto dal
Ministero.
Quindi vi chiedo di votarlo in modo da eliminare una contesa di
legittimità che non ha motivo di sussistere.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io non vorrei fare un torto
all'assessore Messina. Non possiamo utilizzare due pesi e due
misure.
PRESIDENTE. Scusi, mentre quello su di Catania ho fatto una
valutazione, su questo c'è una impugnativa da risolvere.
BARBAGALLO. Io voglio essere onesto, non è che mi piace fare
questo ruolo del guastafeste'?
PRESIDENTE. Però le riesce benino
BARBAGALLO. Un po' abbiamo l'interesse tutti, cioè quello di
lavorare per la Sicilia, per i siciliani e possibilmente
rispettando le regole. In questa vicenda del PUDM - e vorrei il
conforto dagli Uffici - c'è una normativa comunitaria che prevede
il passaggio, quindi per noi l'impugnativa non è per niente
superata.
Anche in questo caso manca il parere della Commissione IV, come
lei ha notato manca il Presidente della Commissione in Aula. Serve
fare un approfondimento. Io l'assicuro, Presidente, e vorrei che
fosse messo a verbale, che questo problema non viene risolto.
PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Cordaro che vedrà che le
darà ragione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi viene
difficile dare ragione all'onorevole Barbagallo. anche perché le
chiederei - come sta facendo ora - di esprimersi con un sorriso
ogni tanto perché si mette lario' - non c'è motivo Sono sempre
pronto a fare ragionamenti politici.
Vorrei dire, a parte questo, onorevole Barbagallo, non ho alcuna
difficoltà né intendo mettere in difficoltà la Presidenza, ma noi
come Governo regionale stiamo semplicemente mettendo nero su bianco
quello che ci dice il Ministero al fine di far cessare la materia
del contendere di una prudenziale impugnativa. Non stiamo facendo
altro. Dopodichè se volete che questo articolo passi dalla IV
Commissione, nessuna difficoltà. Ne discuteremo in IV Commissione.
PRESIDENTE. Facciamolo con le regole, Assessore. Considero sempre
gli aggiuntivi se sono cose che realmente hanno una motivazione,
state tranquilli che non ci sarà Regolamento che tiene, li farò
votare. Però, questi li possiamo fare tranquillamente attraverso le
Commissioni senza problemi.
Mi dispiace non averli visti prima, altrimenti lo dicevo prima.
....Ma l'articolo 14 l'abbiamo già votato... ()
n. 893/A - Stralcio IV
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita
e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai
processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 50
Votanti 36
Maggioranza 19
Favorevoli 23
Contrari 13
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'inizio della seduta non avevo
letto le risultanze della Conferenza dei Capigruppo che ha previsto
come tempi massimi, se potessimo fare più brevemente le cose siamo
disposti a cambiarlo anche da domani, in linea di massima da
giovedì 18 a martedì 23 febbraio le Commissioni di merito
esamineranno la finanziaria, mercoledì 24 fino a mercoledì 3 verrà
esaminata in Commissione Bilancio .
Domenica 7 marzo sarà fissato il termine per la presentazione
degli emendamenti.
La discussione del bilancio avverrà lunedì 8 marzo e la
discussione della finanziaria a partire da martedì 9 marzo.
Questo è quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
A seguire gli onorevoli Lupo, Di Paola e Schillaci.
ZITO. Signor Presidente, sicuramente molti sapranno come, ad
esempio, a Palazzolo molti ristoratori proprietari di bar, di
agriturismo eccetera, hanno protestato, hanno occupato addirittura
il comune perché non hanno ristori ed essendo in zona arancione dai
primi di febbraio, non sono aperti così come dovrebbero essere, e
non hanno le stesse entrate che avevano un tempo.
Il 26 gennaio il Presidente della Regione è andato lì e cosa ha
fatto, caro Presidente?
Si è fatto una chiacchierata con questi ristoratori che erano
contenti anche di avere visto il Presidente della Regione lì a
Palazzolo.
Fatto sta che ieri o l'altro ieri abbiamo ricevuto la finanziaria
2021 e su 71, 72 articoli, non c'è nulla come ristori a queste
persone. Nulla per i ristoratori, nulla per gli agriturismo, nulla
per i bar, assolutamente nulla
Abbiamo visto che il Presidente della Regione è andato a farsi una
passeggiata a Palazzolo, a farsi una chiacchierata ed è tornato
indietro.
Ovviamente questa cosa è inaccettabile, perché noi dei ristori
ancora li possiamo fare perché ancora sugli FSC ci sono delle
somme. E allora stanziamo, facciamo un emendamento. Noi già lo
stiamo predisponendo - ma doveva essere il Governo a farlo - quindi
sarà a firma mia e dei colleghi del Movimento, proprio per
ristorare in qualche modo queste persone, che sono lì in attesa che
qualcuno le aiuti oltre che ascoltarli.
Quindi il Presidente della Regione la prossima volta, oltre ad
ascoltare, deve cominciare a scrivere le norme per aiutare queste
categorie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
approfitto della presenza dell'assessore Armao in Aula per chiedere
lumi riguardo i fitti passivi, gli affitti della Regione siciliana.
Perché Presidente, qualche giorno fa
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi scusi, l'onorevole Di Paola si
sta rivolgendo all'assessore Armao.
DI PAOLA. Qualche giorno fa, Presidente, un collaboratore del
Presidente Musumeci, nonché ex direttore generale, ha fatto una
dichiarazione in cui sosteneva che, in pratica, la Regione paga
circa 60 milioni di euro di affitti l'anno. Di questi 60 milioni di
euro, 40 milioni riguardano il fondo FIPS.
Signor Presidente, circa un anno fa, ho fatto un'interrogazione a
questo Governo regionale, all'assessore Armao, con risposta
scritta, dove chiedevo l'ammontare degli affitti della Regione
siciliana.
Ebbene Presidente, assessore, la risposta che mi è stata data da
parte del Dipartimento è di 40 milioni di euro. Ora, dico, c'è una
forte incongruenza, c'è una forte diversità rispetto a quello che
sostiene un collaboratore del Presidente Musumeci, che è anche ex
direttore generale, e la risposta che mi è stata data in forma
scritta da parte dell'assessore e da parte del Dipartimento.
Visto che c'è l'assessore qui in Aula, se in qualche modo mi può
dare lumi su questa cosa: gli affitti che noi paghiamo ammontano a
40 milioni di euro o a 60 milioni di euro? Dove sta la verità,
Presidente?
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, sono stati depositati alcuni ordini del
giorno. La Presidenza si impegna a farli distribuire nelle prossime
sedute con gli Assessori di riferimento, perché in questo momento
manca l'assessore Turano e ce n'era uno proprio sui ristori del
comparto Horeca ed altri. Quindi, nelle prossime sedute, e
certamente in Finanziaria, saranno discussi.
Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, prendo la parola per presentare,
appunto, un ordine del giorno in merito al Villino Messina
Verderame, che l'assessore Armao conosce perfettamente. E' uno dei
gioielli palermitani del liberty, sopravvissuto all'olocausto del
sacco di Palermo.
Ora, sappiamo benissimo che è stato acquisito al patrimonio della
Regione, che era stato stanziato un finanziamento per la
riqualificazione, perché il Villino, costruito nel 1915
dall'architetto Benfratello, che era un erede di Ernesto Basile,
che ha ereditato l'Art Nouveau, questo è stato oggetto di degrado e
di abbandono per diversi anni.
Lo abbiamo recuperato, non abbiamo ancora riqualificato il bene,
ma io intervengo perché, ritenuto che la V Commissione di questa
Assemblea regionale ha approvato una legge che prevede un polo
museale, quindi la creazione di una rete dei beni del liberty di
tutta la Sicilia, considerato che il Villino Verderame è vicino
alla Villa Pottino, che è un altro esempio, che è vicino Villa
Trabia, io chiedo un impegno formale e sostanziale da parte di
questo Governo affinché si dia al Villino Messina Verderame una
destinazione d'uso congrua, che venga aperto alla cittadinanza,
agli studenti, agli studiosi, perché è davvero un gioiello e,
sinceramente, farlo diventare un sito di un ufficio qualunque dalla
Pubblica Amministrazione, sarebbe davvero una mancata opportunità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, colleghi, cittadini, volevo
approfittare della presenza dell'assessore Armao e ricollegarmi a
quanto richiesto dal collega Di Paola, perché le dichiarazioni che
oggi sono state rilasciate sono, particolarmente, allarmanti. Non
solo perché c'è da capire qual è l'entità di questi affitti, se 40,
se 60 milioni ma, perché la cosa che è assurda è che c'è una grave
divergenza anche su quanti soldi, cioè se 24 o 40 milioni finisco
a questo fondo FIPRS in cui c'è il 35 per cento della Regione, ma
anche sulla composizione dell'altro 65 per cento, cioè sulla
composizione di questa quota privata che, stando a quello che
questo collaboratore del Presidente, che era anche RUP di
quest'opera, ha dichiarato, cioè che alcune società sarebbero per
altro offshore o, comunque, questi fondi andrebbero a finire anche
in dei luoghi dove ci sono delle agevolazioni fiscali importanti.
Dovremmo cercare, un attimino, di fare chiarezza sia su questo
fondo oltre che sull'entità, anche su chi compone questo fondo,
cioè chi è il partner della Regione. Perché se la Regione
siciliana, se davvero vuole intraprendere un percorso virtuoso, non
solo di risparmi ma anche fatto di legalità e di trasparenza, non
può avere come socio un'entità oscura, un'incertezza, un non so
chi sono i miei soci.
La Regione siciliana, da questo punto di vista, deve fare
chiarezza, deve guardare dentro sé stessa. Chi sono i soci della
Regione siciliana? Come possiamo consentire che non sappiamo chi
sono i nostri soci che si prendono il 65 per cento di 40 o di 60
milioni che siano? Di 24 o di 40 milioni che siano?Noi non sappiamo
dove va a finire il 60 per cento dei soldi che paghiamo?
Da questo punto di vista non è tollerabile Non è neanche
tollerabile che ci sia una così grande contraddizione sulle somme,
perché questi dati, che sono stati anche offerti in risposta ad
un'interrogazione con richiesta di risposta scritta, un dirigente
generale non può, eventualmente, rispondere andando a verificare
quali sono i beni, semplicemente, che sono afferibili al suo
assessorato. Perché se si chiede quanti soldi finiscono al FIPRS,
tu non puoi rispondermi come se tutto ciò che c'è nelle partecipate
o, addirittura, in altri due assessorati, si faceva riferimento
all'assessorato alla cultura ed ad un altro assessorato, e non si
tengono in considerazione.
Assessore, questa cosa è gravissima Assessore, questa cosa va
oltre ogni più fervida immaginazione. Ed abbiamo bisogno di
risposte chiari, trasparenti e pubbliche. E la invito, veramente, a
fare chiarezza, perché io sono sicuro che lei ci darà una risposta
soddisfacente. Ma a questo giro di posta, la risposta deve essere
anche accompagnata da carte scritte, chiare, nero su bianco, che
non siano soggette ad interpretazione.
La prego di fare chiarezza. Ne va della dignità del Governo che
lei rappresenta e di questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, intervengo sul tema
vaccini pregando il vicepresidente della Regione e l'assessore
Cordaro di farsi portatori di questa mia richiesta, diciamo, di
chiarimento, rispetto al tema dei vaccini per gli ultraottantenni.
Sono stato raggiunto, proprio, durante i lavori d'Aula, da un
messaggio, inoltratomi da una persona ultraottantenne, per altro,
con altre patologie, che ha tentato di prenotarsi per il vaccino e
ha ricevuto questo tipo di risposta: Nessuna disponibilità, i
centri vaccinali che fanno riferimento al CAP inserito, al momento
non hanno disponibilità per la vaccinazione. Puoi eventualmente
provare a cercare in altri CAP della regione.
Ora, io posso capire, che in un certo momento in una determinata
zona di una città della nostra Regione, possano essersi esaurite le
dosi dei vaccini e, quindi, non è più possibile fare una
prenotazione. Lo posso capire, in teoria, perché quanto meno
prenota questa persona, anche per il mese di maggio, magari poi gli
dirai che l'appuntamento è rinviato o meno. Ma non posso accettare
che si dica Puoi eventualmente provare a cercare in altri CAP
della Regione . Ma cosa dovrebbe fare un anziano ultraottantenne?
Tentare la sorte? Mettersi a cercare in qualche CAP di altre zone
rispetto a quella di residenza, nella speranza di trovare un CAP
dove forse sono avanzati, o sono disponibili, dei vaccini?
Allora io credo che, invece di spostare gli ammalati, è più
semplice spostare le dosi dei vaccini. Che si faccia un sistema di
prenotazione, anche su base provinciale o regionale, e laddove c'è
una disponibilità di dosi di vaccini, non utilizzati, si mettano a
disposizione di quelle aree territoriali dove, invece, le dosi dei
vaccini sono terminate e invece c'è una richiesta da parte di
ammalati che non si possono sentire rispondere che forse il vaccino
è disponibile a Favignana Perché è successo anche questo che sono
state prenotate fuori dal comune, in altre realtà perfino isolane,
persone ultraottantenni che, ovviamente, non sono in grado di
muoversi a piacimento, tanto meno di prendere un aliscafo per
raggiungere un'isola minore
Allora, Presidente, a me che accada tutto questo dispiace perché
so bene quanti sacrifici stanno facendo i lavoratori delle ASP e
tutti coloro che sono impegnati nella somministrazione dei vaccini.
Questi, però, sono errori di programmazione, di politica sanitaria
che hanno un responsabile che si chiama Ruggero Razza Non è
possibile che non ci sia mai un momento in cui il vertice
dell'Assessorato sanità non risponde delle cose che non funzionano,
scaricando sugli altri.
Chi ha dato disposizione di questo tipo di comunicazione? Chi ha
predisposto questo tipo di piattaforma per la gestione del sistema
di prenotazione per i vaccini? Qua parliamo della vita della gente,
perché quando una persona ultraottantenne, ha altre patologie, non
potere fruire in tempo del vaccino anti covid significa rischiare
la vita Mi chiedo, in tutto questo, che fino ha fatto, Presidente,
l'accordo che l'Assessorato sanità avrebbe dovuto raggiungere con i
medici di medicina generale, perché se in questo sistema di
prenotazione si fossero minimamente coinvolti i medici di famiglia
e i medici di medicina generale, dando loro anche un ruolo di
programmazione per la prenotazione per i vaccini e per la
somministrazione, io penso che quanto meno le cose andrebbero molto
meglio.
Mi auguro che il Governo regionale voglia rispondere. Ho girato il
messaggio anche al Presidente della Regione perché ritengo che
questa sia davvero una questione gravissima.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come comunicato, a seguito della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari la seduta è
rinviata - assessore Armao, lei vuole dare qualche chiarimento sui
fitti passivi? - è rinviata a venerdì 5 marzo 2021, alle ore 11.00,
fermo restando che, qualora i lavori della Commissione Bilancio
dovessero concludersi prima, riceverete comunicazione perché prima
facciamo, meglio è.
Prego, assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, trovo singolare discutere di affermazioni che sono
affermazioni giornalistiche di un ex dirigente della regione che
non si è mai occupato, non essendo mai stato dirigente delle
finanze, di fitti passivi. Sebbene l'ing. D'Urso abbia la mia stima
per la sua capacità amministrativa le sue esternazioni su vicende
che non attengono a compiti che egli ha svolto, non credo che
possano essere oggetto di confronto parlamentare. Resta la
responsabilità delle affermazioni e, poi, le conseguenze che esse
determineranno.
Per quanto riguarda, invece, la verità dei fatti, io non posso che
rifarmi alla risposta scritta, quindi, assumendomi la
responsabilità delle cose che ho scritto, detto e firmato circa
l'entità del pagamento che attiene a circa 20 milioni di euro, 20 e
qualcosa, 20 e 400.
Onorevole De Luca, io di questa cosa sono stato talmente attento,
analista ed osservatore che, già quando ero assessore per
l'economia, non solo ebbi una intensa interlocuzione con la Procura
della Corte dei conti su questa cosa - interrompendo pure termini
di prescrizione sulle delibere che hanno originato tutto questo -
ma, addirittura, promossi azioni di responsabilità o chiesi di
promuovere azioni di responsabilità nei confronti degli
amministratori della società che al tempo gestiva questi rapporti
nel precedente Governo.
Quindi, su questa vicenda da parte mia non c'è stata mai nessun
tipo di indulgenza, ma solo l'applicazione di regole e ad un
emendamento a mia firma dell'ultima legge di stabilità del 2012,
ascrivibile la norma che ha liberato la Regione dalla SPI per la
cessione degli immobili perché si è previsto, con
quell'emendamento, che la Regione potesse - cosa che prima non
poteva fare - disporre dei propri immobili se non ricorrendo,
appunto, alla SPI.
Da quel momento in poi ci liberammo e, quindi, la Regione non fu
più vincolata, che tutto quel che faceva doveva passare
necessariamente dalla SPI.
Quindi, credo che tutto mi si possa ascrivere tranne che di
essere, in qualche modo, anzi ho sempre contestato quell'operazione
che, oggettivamente, non fu un'operazione lungimirante - tant'è che
i risultati sono stati sempre contestati da tutti sul piano
finanziario.
E, tuttavia, la Procura della Repubblica ha più volte sequestrato
gli atti, ma le cose sono rimaste allo state delle analisi
inquirenti. Anche la Procura della Corte dei conti ha chiesto di
interrompere i termini ma, poi, le cose non hanno avuto un esito
giudiziario.
Quindi, è chiaro che, di fronte ad un'attività che si è in qualche
modo conclusa con la prescrizione dei termini, da parte nostra non
resta che, in contratto vigente, adottare tutte le misure che
consentono di tutelare le ragioni dell'amministrazione - ivi
comprese le riduzioni dei canoni secondo i parametri adottati nel
2013, cosa che il dirigente generale ha intrapreso, anche assistito
dall'Avvocatura dello Stato - però, noi ci muoviamo nell'ambito
della regola.
Lei è un giurista ed anche gli altri che sono intervenuti
conoscono bene le regole del diritto e, quindi, sapete bene che,
una volta che il contratto è vigente, fino a quel momento
Altra cosa è, poi, i componenti della compagine del fondo oltre la
Sicilia che sono - che io sappia, da quel che ho letto e da quel
che si legge - oramai sostanzialmente banche perché attraverso
meccanismi di cessione si è giunti sostanzialmente ad una
riferibilità sostanziale alle banche.
Quindi, non mi pare che ci siano scenari oggi più riconducibili a
terzi ma sostanzialmente al sistema bancario.
Ovviamente, se è necessario ed opportuno io informerò nuovamente
la Procura della Corte dei conti e la Procura della Repubblica se
ravviso, e se ravvisiamo con i miei dirigenti, eventi e fatti che
siano in contrasto con la legge. Altrimenti dobbiamo in qualche
modo cercare di condurre, fino alla fine, questa vicenda e
chiuderla prima possibile, soprattutto con la realizzazione del
centro direzionale perché la vera soluzione di questa vicenda, e
per uscirne definitivamente, è quella di lasciare questi immobili,
costruire il centro direzionale e finalmente uscire da questa
questione del fondo, degli immobili. Perché è anche vero che gli
immobili non sono più della Regione, sono del fondo e, quindi,
comunque ci dobbiamo porre il problema di dove dobbiamo svolgere la
funzione pubblica che non ammette soluzioni di continuità. Quindi
sotto questo profilo e concludo da parte nostra c'è l'esigenza di
mantenere l'attività negli uffici e consentire di prestare ossequio
ai contratti se non prestiamo ossequio ai contratti finiamo in
contenzioso e ne rispondiamo come amministrazione.
Da quello che è emerso sostanzialmente il sistema attraverso una
serie di cessioni e di indebitamenti oramai da quello che mi è
parso di capire il sistema è sostanzialmente, sono state le banche
che oramai hanno la guida di queste posizioni, però ecco ripeto,
noi non abbiamo una interlocuzione perché l'assetto delle
partecipazioni oramai è consolidato quindi non è che dentro il
Fondo c'è una interlocuzione con i soci privati, questa
ripartizione Regione e parti private avrà un esito solo quando
saranno venduti gli immobili e il fondo assegnerà gli esiti della
vendita ma allo stato la nostra interlocuzione è esclusivamente con
il fondo FIPRS e con il suo gestore Prelios, quindi sostanzialmente
l'interlocutore della Regione anche contrattuale è Prelios e non
c'è nessun tipo di conto corrente presso cui viene effettuato il
bonifico dei 20 milioni annuali è Prelios Italia, quindi
contrattualmente la controparte, l'interlocutore giuridico è
Prelios, e quindi una società italiana.
Quello che si descrive come scenario è il fondo a monte che
opererà solo quando sarà, saranno ceduti gli immobili e verrà
ridistribuita la somma complessiva, pagato il debito che deve
andare ai partecipanti al fondo. Quindi una cosa è il gestore e il
nostro interlocutore, l'altra cosa è la compagine del fondo.
Da parte mia, ovviamente, la piena disponibilità ad andare in
Commissione, io sono a vostra disposizione anche come
documentazione. Lo sapete.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a venerdì, 5
marzo 2021, alle ore 11.00.
La seduta è tolta alle ore 20.23 (*)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
con e-mail del 4 marzo 2021, la seduta n. 253, già convocata per il
giorno 5 marzo 2021, alle ore 11.00, è stata rinviata all'8 marzo
successivo, alle ore 17.00, con il medesimo ordine del giorno.
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXI SESSIONE ORDINARIA
253a SEDUTA PUBBLICA
Lunedì 8 marzo 2021 - ore 17.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 1621 - Chiarimenti circa la prevalenza del contenuto dei Piani
paesaggistici sui Piani urbanistici e loro recepimento.
Firmatari: Tancredi Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Pagana Elena
- Con nota prot. n. 44791/IN.17 del 28 dicembre 2020, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana.
N. 1714 - Chiarimenti in merito al corretto funzionamento del
sistema antincendio dell'Antiquarium e del Museo 'Pirro Marconi'
siti all'interno del Parco archeologico di Himera (PA).
Firmatari: Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
- Con nota prot. n. 213/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2021/2023 (n. 961).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 15 febbraio 2021.
Inviato il 15 febbraio 2021.
Parere I, III, IV, V, VI e UE.
- Legge di stabilità 2021/2023 (n. 962).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 15 febbraio 2021.
Inviato il 15 febbraio 2021.
Parere I, III, IV, V, VI e UE.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale (n.
960).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 febbraio 2021.
Inviato il 12 febbraio 2021.
Parere I, IV e V.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Schema di progetto di legge voto da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Delega al Governo per il recepimento delle
direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea
- legge di delegazione europea 2019-2020 Recepimento della
direttiva europea (UE) 2018/1808 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 14 novembre 2018 recante modifica della direttiva
2010/13/UE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri
concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva
sui servizi di media audiovisivi), in considerazione
dell'evoluzione delle realtà del mercato) (n. 955).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 febbraio 2021.
Inviato il 12 febbraio 2021.
- Istituzione del Fondo permanente per la caratterizzazione (n.
957).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 febbraio 2021.
Inviato il 12 febbraio 2021.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana recante Abolizione vincolo di permanenza triennale ai
dirigenti scolastici assunti nell'anno scolastico 2019-2020 (n.
956).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 febbraio 2021.
Inviato il 12 febbraio 2021.
- Disposizioni per la stabilizzazione del personale ASU (n. 959).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 febbraio 2021.
Inviato il 12 febbraio 2021.
Parere I.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione del servizio di psicologia di cure primarie (n.
958).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato l'11 febbraio 2021.
Inviato il 12 febbraio 2021.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Vincenzo Figuccia, con nota prot. n.
993-ARS/2020 del 10 febbraio 2021 ha chiesto di apporre la propria
firma al disegno di legge n. 717 Modifiche all'articolo 5 della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 27. Definizione di annualità e
stagionalità delle strutture turistico-ricettive .
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
competente Commissione
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione osservatorio regionale del Gioco d'azzardo (n.
164/VI).
Pervenuto in data 5 febbraio 2021.
Inviato in data 9 febbraio 2021.
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente Parco fluviale dell'Alcantara - Designazione Presidente (n.
162/I).
Reso in data 9 febbraio 2021.
Inviato in data 10 febbraio 2021.
- Ente Parco Floristella - Designazione Presidente (n. 163/I).
Reso in data 9 febbraio 2021.
Inviato in data 10 febbraio 2021.
BILANCIO (II) -
COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- Fondo sviluppo e coesione Patto per il sud Interventi di
Riqualificazione funzionale e renderizzazione dei resti del Tempio
di Venere Ericina - ID 34 . Riprogrammazione fondi per
finanziamento intervento di Rifunzionalizzazione e restauro
conservativo del Convento dei Cappuccini (n. 160/II-UE).
Reso dalla Commissione UE in data 26 gennaio 2021.
Reso dalla II Commissione in data 9 febbraio 2021.
Inviato in data 10 febbraio 2021.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si Comunica che la V Commissione Cultura, formazione e lavoro'
nella seduta n. 202 del 2 febbraio 2021 ha approvato la risoluzione
Ritiro in autotutela dei decreti assessoriali n. 74 e n. 78
dell'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana' (n. 8/V).
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1998 - Ulteriori chiarimenti in merito alle iniziative volte
all'aumento di produzione di mascherine e altri dispositivi di
protezione individuale per il contenimento della diffusione del
virus Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2003 - Iniziative per inserire i tamponi molecolari e gli esami
sierologici nella lista degli esami diagnostici e di laboratorio in
regime di convenzione ai fini della diagnosi del Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Figuccia Vincenzo
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 2001 - Notizie sul piano di protezione vaccinale prioritaria
dei soggetti con disabilità e contestualmente dei 'caregiver', dei
genitori, familiari e badanti che si fanno carico dei medesimi
soggetti non autosufficienti.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1999 - Notizie sull'iter di attuazione degli interventi
relativi alla Ciclovia Magna Grecia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2000 - Campagna vaccinale farmacisti nel territorio di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lo Giudice Danilo
N. 2002 - Interventi urgenti per istituzione nuove corse di
collegamento tra il porto turistico di Riposto e la città di
Taormina con il versante nord dell'Etna Piano Provenzana.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zitelli Giuseppe
N. 2004 - Stato di attuazione e future implementazioni del sistema
tessera sanitaria (TS) nell'ambito dello sviluppo della Carta
regionale dei servizi della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
N. 506 - Contributo a fondo perduto per i comuni ospitanti
santuari meta di pellegrinaggi in Sicilia.
Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
Presentata il 9/02/21
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni
() Frase di sottofondo estrapolata dall'audio della seduta.