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Resoconto d'Aula della Seduta n. 252 di mercoledì 17 febbraio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 17.18

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Savarino è in missione oggi e
  domani.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione relativa alla Commissione parlamentare speciale
                        d'indagine e di studio

   PRESIDENTE.   In   relazione  all'istituzione  della   Commissione
  parlamentare speciale d'indagine e di studio prevista dagli  ordini
  del   giorno   nn.   87   e  345,  concernente    il   monitoraggio
  dell'attuazione  delle leggi e la valutazione degli  effetti  delle
  politiche   regionali,  la  delegificazione  e  la  semplificazione
  normativa ,  questa Presidenza, proprio in ragione  delle  finalità
  permanenti  di  interesse generale sottese agli ordini  del  giorno
  citati ed in assenza di indicazioni temporali nei medesimi, ritiene
  congruo  che  la  Commissione suddetta rimanga in  vita  fino  alla
  scadenza della corrente legislatura.

   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.


     Sui gravi fatti accaduti ieri nelle zone sommitali dell'Etna

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  sui
  fatti  gravi che sono accaduti ieri nei pressi delle zone sommitali
  dell'Etna.
   Come  sapete,  è  iniziata un'attività esplosiva  ed  effusiva  di
  notevole  intensità che ha prodotto un'intensa attività  di  cenere
  vulcanica e veri e propri lapilli di dimensioni mai viste. Come lei
  sa,  Presidente, siamo abituati sovente a questi fenomeni,  ma  mai
  hanno  raggiunto certamente, negli ultimi decenni, il  fenomeno  ha
  raggiunto dimensioni come quelli di ieri.
   Ci  sono comunità che hanno ricevuto danni evidentissimi, si parla
  di 5-6 comuni alle pendici del vulcano, in particolare quelli della
  zona  sud,  da Pedara a Nicolosi, a Mascalucia, a San  Giovanni  La
  Punta, a Gravina sino ad arrivare a Catania.
   Abbiamo  chiesto ieri a gran voce che il Governo regionale  chieda
  lo  stato di calamità. Vorremmo rassicurazioni urgenti, perché  già
  da  oggi  i  comuni  sono  stati  costretti  ad  adottare  i  primi
  provvedimenti indifferibili ed urgenti. C'è un vero e proprio stato
  di emergenza soprattutto per garantire le attività ordinarie, quale
  l'apertura  di  esercizi commerciali, l'apertura delle  scuole,  le
  ordinarie  attività  relative  alla viabilità.  Abbiamo  presentato
  anche  un'interpellanza  urgente  per  conoscere  la  condotta  del
  Governo  e  ci sono provvedimenti evidenti e indifferibili  di  cui
  aspettiamo nelle prossime ore notizie da parte del Governo.

   PRESIDENTE.  Questa Presidenza si fa carico di avere certezza  che
  il  Governo  prenda atto, sentita la Protezione  civile,  di  tutto
  quanto  serve  per sostenere i comuni nella pulizia  delle  strade,
  delle  attività e verificare anche eventuali danni alla  produzione
  agricola. Grazie.


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge   Disposizioni
  finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e  ripartenza
  del sistema produttivo regionale.  Disposizioni varie  (n. 893/A  -
  Stralcio IV)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  seguito   della
  discussione del disegno di legge  Disposizioni finanziarie e per il
  sostegno   ai  processi  di  crescita  e  ripartenza  del   sistema
  produttivo  regionale.  Disposizioni varie  (n.  893/A  -  Stralcio
  IV).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Chiedo agli Assistenti di verificare e fare attenzione se ci  sono
  colleghi  che  hanno  bisogno  di una ulteriore  distribuzione  dei
  fascicoli degli emendamenti, per chi non avesse portato i fascicoli
  della  volta precedente. Prego anche il Governo di volere  prendere
  posto per cominciare i lavori.
   L'articolo 1 è stato bocciato. Si passa, pertanto, all'articolo 2.
  Ne do lettura:

                               «Art. 2.
         Norme per lo svolgimento delle procedure concorsuali
                  (ex art. 7 del ddl 893/A Stralcio I)

   1.   Per  lo  svolgimento  delle  procedure  concorsuali  per   il
  reclutamento   di  personale  non  dirigenziale,  l'amministrazione
  regionale  può  avvalersi  delle  modalità  di  cui  al   comma   6
  dell'articolo  3  della legge 19 giugno 2019, n.  56  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   2.  Le  procedure  concorsuali di cui al comma  1  possono  essere
  svolte  attraverso  l'utilizzo di tecnologia digitale,  secondo  le
  previsioni  di  cui  ai  commi 3, 4, 5 e 7  dell'articolo  247  del
  decreto  legge  19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni
  dalla  legge  17  luglio  2020, n. 77  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   3.  Fino  alla  revisione organica della disciplina  regionale  in
  materia,   la  nomina  delle  commissioni  esaminatrici  da   parte
  dell'amministrazione regionale avviene con le modalità  di  cui  al
  comma 9 dell'articolo 247 del decreto legge 19 maggio 2020, n.  34,
  convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020,  n.  77  e
  successive modifiche ed integrazioni. Alle predette commissioni  si
  applicano  le disposizioni di cui ai commi 11 e 14 dell'articolo  3
  della  legge  19  giugno  2019, n. 56  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni».

   Gli  Assistenti parlamentari stanno provvedendo a raggiungere  chi
  fa  cenno  e ha bisogno dei fascicoli. Prego i colleghi di prendere
  posto in modo da consentire uno svolgimento ordinato dei lavori.
   Onorevoli   colleghi,  se  avete  ricevuto  il   fascicolo   degli
  emendamenti, siamo all'articolo 2. Vi invito a prendere posto.
   Sono stati presentati emendamenti soppressivi.
   Si  passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Di Paola ed
  altri.
   Onorevole Di Paola,  gli emendamenti soppressivi  sono mantenuti o
  vengono ritirati?

   DI PAOLA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Presidente,  se  si  ricorda  la  scorsa  volta  c'era
  l'Assessore  in  Aula che doveva darci dei chiarimenti  per  quanto
  riguarda questo articolo - l'Assessore per gli enti locali, se  non
  ricordo  male -   ci aveva dato una sua versione.  Però, da  quello
  che ho capito, se ci può dare dei chiarimenti.

   PRESIDENTE.  Abbiamo altri rappresentanti del Governo. L'Assessore
  Cordaro ha chiesto di parlare.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  le
  chiedo   di   accantonare  momentaneamente  l'articolo   2   perché
  l'Assessore Zambuto sta per arrivare.

   PRESIDENTE. L'articolo 2 è accantonato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                Consiglio di amministrazione dell'Irca
                  (ex art. 8 del ddl 893/A Stralcio I)

   1. Alle procedure per la designazione dei componenti del consiglio
  di amministrazione dell'Istituto regionale per il credito agevolato
  (Irca), istituito con l'articolo 1 della legge regionale 10  luglio
  2018,  n. 10, non si applicano le disposizioni di cui alla  lettera
  b)  del comma 1 dell'articolo 13 del decreto legislativo 29 ottobre
  1999, n. 419 e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Al  fine di garantire efficacemente la piena attuazione  delle
  disposizioni  di cui al decreto del Presidente della Repubblica  30
  novembre   2012,   n.   251,   le  organizzazioni   rappresentative
  legittimate  propongono,  ai  fini  della  nomina  dei  membri  del
  consiglio di amministrazione dell'Irca, una doppia designazione  di
  genere.  L'Assessore regionale per le attività produttive individua
  i  due  componenti delle organizzazioni rappresentative legittimate
  garantendo all'interno della coppia l'equilibrio di genere.

   3.  Eventuali  disposizioni,  anche di  natura  regolamentare,  in
  contrasto con le previsioni di cui ai commi 1 e 2 cessano di  avere
  applicazione».

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  L'Assessore
  Turano mi ha chiamato in questo istante e sta salendo le scale.

   PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 3...

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   No,  se
  possiamo sospendere tre minuti invece di continuare ad accantonare.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti. Non  appena  gli
  Assessori arriveranno, ricominceremo i lavori.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore 17.32)

                  Presidenza del PresidenteMICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo accantonato l'articolo  2,
  ed eravamo all'articolo 3.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, sull'articolo 3?

   FOTI. Sì, signor Presidente, sull'articolo 3.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, faccia parlare l'onorevole Foti  e
  poi interviene lei.

   FOTI. Presidente, immagino che stiamo cominciando dall'articolo 3,
  vista la presenza dell'assessore di riferimento. L'articolo 3, cari
  colleghi,  riguarda  il  famigerato  consiglio  di  amministrazione
  dell'IRCA.
   Con  l'articolo 1 della legge 10/2018 il Governo ha avviato questa
  riforma  sul  credito  per le cooperative e per  gli  artigiani  in
  generale,  con  la nascita di questo Istituto che  è  sulla  carta.
  Abbiamo visto la nascita, il lento passaggio del regolamento  dalle
  Commissioni e, adesso, tutti quanti ci chiedevamo  ma com'è che non
  parte? . Non si sta muovendo tanto neanche la CRIAS, che ancora non
  eroga prestiti già da tutto il 2020. Va bene.
   Qui parliamo del consiglio di amministrazione, dove c'è una, a mio
  modo di vedere, stravagante concezione di come si deve formare: tre
  membri governativi, due in rappresentanza delle categorie e ci si è
  inceppati  sulla questione - ahimè evidentemente dura  e  spigolosa
  per  questo  Governo - della rappresentanza di  genere.  Di  questa
  riserva  indiana, dove le donne vengono relegate in maniera pietosa
  in tutti i settori, compreso quello dell'Irca.
   Si  dice,  quindi, che per una parte un membro sui tre governativi
  lo  metteranno gli assessori e la Giunta, il Governo,  invece,  sui
  due membri delle categorie, udite udite quale invenzione. Bene, gli
  artigiani   proporranno  un  uomo  ed  una  donna;  le  cooperative
  proporranno  un  uomo  ed  una  donna,  poi,  arriverà  il   Turano
  d'Arabia ,  che  sceglierà  dall'harem,  quale  sarà  la  donna  da
  scegliere.
   Ora,  signor  Presidente, io trovo disgustosa,  disgustoso  questo
  approccio,  dove, addirittura, il Turano d'Arabia, me  lo  immagino
  già  che  arriva  con un bel turbante:  Oh, guarda,  vediamo  quale
  donna ci propongono gli artigiani, vediamo quale donna   .
   Signor   Presidente,  stiamo  rasentando,  non  il  ridicolo,   il
  delinquenziale, il delinquenziale
   Sono,  chiaramente   ho fatto una proposta diversa.  Non  capisco,
  anzitutto, perché il Governo, su tre membri, ne debba indicare uno,
  e  le categorie produttive, su due membri, ne debbano indicare uno.
  Se dobbiamo andare a centellinare chi si deve beccare questa  palla
  avvelenata ,  perché  così state trattando le  donne,  cari  membri
  della Giunta, io propongo, invece, che la quota rosa, a testa  alta
  e  con  orgoglio, la metta tutta quanta il Governo che, già, pecca,
  mi dispiace dirlo nelle sue componenti di rappresentanza. Io non ho
  nulla, né contro l'assessore Cordaro, né contro l'assessore Turano,
  né  gli altri assessori che son abnegati dal lavoro.  Ma chi glielo
  fa  fare   qualcuno direbbe. Signor Presidente, però, mettere  così
  che  l'assessore regionale per le attività produttive individua due
  componenti   delle   organizzazioni   rappresentative,   garantendo
  all'interno della coppia l'equilibrio di genere. .
   Ma, signor Presidente, allora, colleghi, nella proposta emendativa
  che  vi  sottopongo, e vi prego di volerla votare, anzi,  per  dare
  lustro  a questo ente e prestigio anche, eventualmente, alla nostra
  Regione  ed  al Governo, che si fregeranno del fatto di  non  avere
  problemi  ad indicare, non una, bensì due donne, poi, le  categorie
  produttive ne vorranno mettere altre,  grasso che cola , ben venga.
   Signor Presidente, però, la cosa che la scelta, poi, la deve  fare
  un  assessore,  in  questo caso l'assessore Turano,  io  la  trovo,
  veramente, brutta.
   Dico,  quindi,  e  modifico,  dicendo:   alle  procedure  per   la
  designazione   dei  componenti  del  Consiglio  di  Amministrazione
  dell'Irca,  istituito  con  l'articolo bla,  bla,  bla     provvede
  l'assessore regionale, individua i componenti per il Governo.
   Voglio  dire, sarebbe anche, un modo carino che non è  un  obbligo
  ma,  è  un piacere nominare donne competenti che, sicuramente,  non
  mancano.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, io personalmente le do   straragione
  su questo argomento. Deciderà, ovviamente, l'Aula poi.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, mi sono convinto che, nel corso  dei
  lavori della seduta precedente, si era stabilito che l'articolo 1 e
  l'articolo 2, stante l'accordo Stato-Regione, a proposito del  tema
  dei  concorsi,  venivano stralciati, nel senso che  la  Commissione
  ritirava  il 4  comma dell'articolo 1, cosa che mi pare  già  avete
  adottato,  ed anche l'intero articolo 2, perché parla di  procedure
  abbreviate in termini di concorso, quando sappiamo che concorsi non
  se ne fanno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, quando torneremo all'articolo  2,
  ne riparleremo. Per ora siamo all'articolo 3.
   Comunico  che  l'emendamento soppressivo, a firma degli  onorevoli
  Fava e Lo Giudice, è stato ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.2 dell'onorevole  Foti  che
  ha appena illustrato. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le Attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 3.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 3.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            52
   Votanti             38
   Maggioranza         20
   Favorevoli          19
   Contrari            19
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
          Consigli di amministrazione degli enti sottoposti a
                               controllo
         e vigilanza della Regione e delle società partecipate
                  (ex art. 9 del ddl 893/A Stralcio I)

   1.  Dal  rinnovo successivo alla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge, nell'ambito delle designazioni dei componenti  dei
  consigli  di  amministrazione degli enti sottoposti a  controllo  e
  vigilanza  della Regione e delle società partecipate, è  assicurato
  il  rispetto  delle disposizioni di cui al decreto  del  Presidente
  della Repubblica 30 novembre 2012, n. 251».

   L'articolo 4 non ha emendamenti.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
   PRESIDENTE.  Che  dice,  onorevole  Foti?  Il  suo  voto  non  può
  comparire,  è inutile che glielo chiede perché non è corrispondente
  al posto. Abbiamo già spiegato cento volte che, in questa votazione
  Covid  non  si  rispettano   il dato del  tabellone  non  è  quello
  corrispondente  al  deputato che ha votato.  Per  cui,  non  poteva
  esserci il
   Invece, credo che lei abbia votato e, in ogni caso, la votazione è
  conclusa.
   Onorevole  Tancredi, siamo già all'articolo 4.  Guardi,  io  posso
  dirle  che ho votato a favore dell'emendamento dell'onorevole  Foti
  perché
   Scusate, potete controllare se hanno votato gli onorevoli  Foti  e
  Mangiacallo?  Se  mi  danno il verbale lo verifico,  in  ogni  caso
  comunque sia la votazione è stata effettuata.
   Onorevole  Cordaro,  si segga prego. Guardi  i  deputati.  Ah,  mi
  voleva salutare grazie. Un buon pomeriggio.
   In  ogni  caso,  chiedo  scusa,  Foti  e  Mangiacavallo  risultano
  votanti.

   CRACOLICI. Posso salutarla bene?

   PRESIDENTE.  onorevole Cracolici, è un piacere averla conosciuta.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                          Modifiche di norme
          (ex artt. 1, comma 1, e 10 del ddl 893/A Stralcio I)

   1.  Al  comma 3 dell'articolo 10 della legge regionale  12  maggio
  2020,  n.  9  e  successive  modifiche ed integrazioni,  le  parole
   garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia  sono soppresse.

   2.  Al  comma  7 dell'articolo 10 della legge regionale  17  marzo
  2016,  n. 3 e successive modifiche ed integrazioni la parola  otto
  è sostituita dalla seguente:  quattro .

   3. In deroga alle disposizioni di cui al comma 2, gli incarichi in
  essere  alla data di entrata in vigore della presente legge restano
  validi sino alla naturale scadenza.

   4.  L'articolo 7 della legge regionale 14 ottobre 2020, n.  23,  è
  sostituito dal seguente:

    Art. 7.
   Rendicontazione iniziative sportive 2020

   1. In considerazione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 in atto,
  le   iniziative  a  valere  sull'autorizzazione  di  spesa  di  cui
  all'articolo  3  della  legge regionale 12  maggio  2020,  n.  9  e
  successive  modifiche ed integrazioni, finanziate per l'anno  2020,
  possono  essere  realizzate entro il 30 giugno 2021 e  rendicontate
  entro 60 giorni dalla medesima data. .

   5.  Al  comma  5 dell'articolo 3 della legge regionale  12  maggio
  2020,  n. 9 e successive modifiche ed integrazioni le parole   alle
  società  impegnate nei campionati interregionali   sono  sostituite
  dalle parole  ai soggetti non inclusi nel piano di riparto del 2019
  di  cui  alla  legge regionale 17 maggio 1984, n. 31  e  successive
  modifiche ed integrazioni .

   6.  Al  terzo  periodo del comma 9 dell'articolo  10  della  legge
  regionale  12  maggio 2020, n. 9 le parole da   in  sede  di  prima
  applicazione,   sino  alle  parole  e dalle  ulteriori  prestazioni
  previste.  sono soppresse».

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? Ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 5.2 degli onorevole Foti ed  altri.  Il
  parere del Governo?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  desideravo  un
  chiarimento  dall'assessore perché, assessore  Messina,  questo  mi
  pare che sia inapplicabile dal momento che la procedura è definita.
  Già  ci  sono  i  decreti  emessi.  Quindi,  cioè,  secondo  me   è
  inattuabile questo comma perché ci riferiamo noi ad un riparto  del
  2019 su una legge di stabilità che era riferita a fine dicembre.
   Quindi, mi sembra che la procedura e, tra l'altro, da informazioni
  assunte dal dipartimento ci sono già i decreti emessi nei confronti
  delle società.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io solleciterei
  il  Governo e la Commissione in particolare a rivedere il  giudizio
  perché  il  tema è la rendicontazione di spese che,  come  è  noto,
  abbiamo variato, come capitolo di bilancio, a fine dicembre.
   Allora,  prevederla al 30 giugno 2021 è chiaro che è una forzatura
  ma  è  stata una forzatura anche fare il bilancio in dicembre  2020
  per renderlo operativo.
   Addirittura,  propongo un sub emendamento aggiuntivo,  che   tutti
  gli  interventi di cui all'ex articolo 128 - cosa che abbiamo fatto
  negli  ultimi due anni - mi ascolti, onorevole Cordaro - in  questa
  norma vengono aggiunti alla rendicontazione degli interventi di cui
  all'ex  articolo  128  per  consentirne la  rendicontazione  al  30
  giugno .
   Perché, altrimenti, succede - come spesso è accaduto - che abbiamo
  previsto i soldi, siccome gli enti non potevano spenderli prima  il
  risultato è che rischiano di perderli.
   L'abbiamo fatto anche altri anni.
   Quindi,  io non solo do parere favorevole all'emendamento Foti  ma
  propongo un sub emendamento con cui estendere la rendicontazione al
  30 giugno anche agli interventi di cui all'ex articolo 128.
   Se il Governo è d'accordo, lo predisponga il Governo stesso.

   PRESIDENTE. Visto che eravamo già in votazione, onorevole  Savona,
  lei ha seguito? Il suo parere qual è su questo argomento?

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Per  quanto
  riguarda l'emendamento sono contrario. Quella soluzione che apporta
  Cracolici è conducente.

   PRESIDENTE. Propongo che lo faccia direttamente la Commissione.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Lo   stiamo
  preparando.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Zitelli.

   L'Assemblea ne prende atto.

   n. 893/A-Stralcio IV

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                           893/A-Stralcio IV

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento di
  cui  parliamo noi lo avevamo presentato al disegno di legge n.  893
  iniziale  che,  poi,  è stato spacchettato in  quattro  disegni  di
  legge.
   In  ogni  caso, siccome è un emendamento semplice, le  chiedo  due
  minuti, il tempo di formalizzarlo o noi o la Commissione.

   PRESIDENTE.  Visto che c'è la Commissione che lo sta sistemando  è
  chiaro che la Commissione stessa lo formalizzi.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.54)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo un  attimo
  ritornare  sull'emendamento  5.4  perché  c'è  stata  un   po'   la
  confusione della votazione insomma   ho proposto il soppressivo del
  comma  1  dell'articolo  5,  anche per  avere  chiarimenti.  Perché
  rispetto  appunto alla copertura del Fondo di cui parliamo,  che  è
  quello  dell'articolo  10, quindi il Fondo per  le  imprese,  nella
  misura  in  cui  si  vanno a cassare le parole  le  risorse  -  che
  ricordiamo  dalla  finanziaria-Covid sono di  150  milioni  per  le
  imprese  -  garantiti  dal Fondo centrale  di  garanzia ,  mi  sono
  chiesta: sopprimiamo il Fondo centrale di garanzia?
   E  lo  posso anche capire, perché probabilmente è un refuso  dalla
  norma  nazionale.  Però vorrei chiarimenti dall'Assessore  rispetto
  alla  reale  copertura  di questo Fondo.  Cioè,  come  la  Regione,
  ancorché io sia a conoscenza del fatto che la delibera di Giunta  è
  stata  emessa,  ha  ricevuto  anche  il  parere  della  Commissione
  Bilancio,  però  mi pare di capire e di intendere che  non  vi  sia
  stato l'approfondimento necessario sulla copertura che dovrà andare
  sulla  garanzia di questi 150 milioni che dovranno essere  lavorati
  presso  l'IRFIS.  Quindi, vorrei garanzia,  perché  altrimenti,  il
  parere  reso e anche gli atti amministrativi conseguenti potrebbero
  non  poggiare  su  basi solide, mentre tutti noi siamo  interessati
  alla  possibilità che il credito e i prestiti alle imprese  possano
  essere  erogati  quanto  prima, con velocità  e,  soprattutto,  con
  misure solide.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Fava ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   n. 893/A-Stralcio IV

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                           893/A-Stralcio IV

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, onorevole Turano, potete  rispondere
  all'onorevole Zafarana?

   ARMAO, assessore per l'economia. Con riguardo a questo timore che,
  legittimamente, l'onorevole Zafarana prospetta, io posso confermare
  che  gli stanziamenti sono tutti confermati, stiamo provvedendo  in
  queste ore   alcuni dell'articolo 10 sono già stati erogati -  come
  è  noto - altri ci sono già i decreti, le delibere di Giunta, ed  è
  imminente la pubblicazione del bando.
   Quindi, il Fondo centrale di garanzia è ancora operativo, il Fondo
  centrale  di garanzia è unico, è quello del Governo nazionale.  Lei
  dice   a  chi vi riferite come Fondo centrale di garanzia  togliamo
  il riferimento al Fondo centrale di garanzia

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Zafarana)

   ARMAO, assessore per l'economia. Non la sento

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, parli dal microfono.

   ZAFARANA.  Per le mie conoscenze, è legittima l'eliminazione  così
  come  previsto dalla norma, del riferimento alle parole   garantiti
  dal  Fondo centrale di garanzia  perché è un Fondo nazionale. Ed  è
  chiaro che le misure regionali non possono essere in questo momento
     tutto questo Fondo non nasce a garanzia del Fondo centrale, sono
  le misure nazionali che vanno a garanzia del Fondo centrale.
   Pertanto, chiedo sicurezza all'Assessore - se può darmi attenzione
  V  rispetto  a  quale  Fondo andrà a questo punto  a  garantire  le
  operazioni  di credito che sono a valere su questa misura.  Grazie,
  tutto qua.

   PRESIDENTE.  L'Assessore sta parlando al telefono in  funzione  di
  questo  problema,  non è che sta parlando al telefono  con  la  sua
  fidanzata  Per cui state tranquilli, aspettiamo che finisca  e  che
  ci dia una risposta.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. La questione - ne parlavo con  il
  Direttore  generale dell'Irfis - probabilmente, merita un ulteriore
  approfondimento.  Quindi,  ritiriamo l'emendamento  al  comma  1  e
  andiamo avanti.

   PRESIDENTE. Mi scusi, Assessore, quale sarebbe l'emendamento?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Il comma 1 dell'articolo  5,  è
  ritirato.

   PRESIDENTE. Qual è il vostro problema?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevole colleghi,  Assessori,  io
  condivido  la  soluzione che ha proposto l'assessore di  sospendere
  questo  tema  al  momento per una ragione.  La  norma  che  abbiamo
  approvato  col  comma 3 all'articolo 10 della  legge  di  stabilità
  prevede,  prevedeva, che la Regione, alle imprese che partecipavano
  al prestito garantito col Fondo di garanzia dello Stato, erogava un
  contributo bonus covid di 5000 euro più gli interessi del prestito,
  che erano 700, 800 euro.
   Se  aboliamo  il  Fondo  di  garanzia, significa  che  sarebbe  la
  Regione,  attraverso l'Irfis, ad erogare direttamente il  prestito,
  quindi  non più le banche col fondo di garanzia, ma l'Irfis con  il
  capitale di cui al comma 1 dell'articolo 10.
   Allora, siccome io sono convinto che, se lo facciamo noi,  ora  il
  Governo  lo  sa,  ne abbiamo parlato, l'idea che  l'Irfis  gestisca
  qualche migliaio di pratiche di prestito, rischieremmo, lo dico con
  franchezza,  di erogarli fra due anni. Allora, è preferibile,  così
  come abbiamo previsto nella norma, che le imprese che hanno goduto,
  potranno godere, del prestito il Fondo di garanzia è ancora  valido
  fino  al  30  giugno, quindi è operativo fino ad epidemia  vigente,
  quindi  per le imprese che partecipano al prestito garantito  dallo
  Stato, la norma prevede che gli diamo 5000 euro e il contributo  di
  interesse.  Se togliamo il Fondo di garanzia, siamo  noi  a  dovere
  erogare  l'intero  prestito,  ecco perché  sono  d'accordo  con  il
  Governo  di togliere, sospendere, in questo momento, la trattazione
  del primo comma e rinviarlo ad altra norma.
   Credo che il Governo invece, ed è giusto che io lo dica, perché  è
  un  tema  di  cui mi sono occupato, proporrà, mi ascolti  assessore
  Armao,  l'abolizione,  e sempre al comma 3 dell'ultima  interlinea,
  che  è  quella che dice che le imprese che possano godere  di  quel
  beneficio  non devono aver goduto di altri benefici. Ma poiché  con
  il  sistema click day abbiamo dato 2000 euro a tutti, rischiamo  di
  impedire  a  gente che ha avuto solo 2000 euro di poter accedere  a
  questo  beneficio. Quindi, è giusto abolire in quel caso  la  norma
  che fa divieto. Quindi, se l'Assessore

   PRESIDENTE. Su questo credo che già è stato presentato

   CRACOLICI. Ha presentato un emendamento.

   PRESIDENTE. Ma, quindi, qual è la soluzione, assessore Armao?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Per noi,  ritiriamo  questo  e,
  quindi, si può stralciare il primo comma.

   PRESIDENTE.  Quindi, basta votare l'emendamento 5.4 dell'onorevole
  Zafarana  che  sopprime il comma 1, è giusto Assessore?  Benissimo,
  allora votiamo l'emendamento 5.4 degli onorevoli Zafarana e Di Caro
  che  sopprime il primo comma. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


                        Sull'ordine dei lavori

   PALMERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Credo  che  questo  sia  stato   un
  chiarimento importante, per cui come vedete le cose si  fanno  bene
  quando vogliamo.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  volevo
  intervenire  un  attimo  sull'ordine dei lavori.  Vorrei  porre  un
  problema  tecnico, diciamo, valutare se possibile di riprendere  la
  votazione  precedente  all'articolo  3,  sulla  norma  dal   sapore
  chiaramente  maschilista dell'assessorato alle attività produttive,
  in  quanto   io  avevo presentato  ero firmatario dell'emendamento,
  avevo votato, si era illuminata la mia postazione, però risulto tra
  i non votanti .
   E,  siccome, la votazione è andata in parità tra coloro che  hanno
  votato  favorevolmente e quelli che hanno votato  negativamente,  è
  chiaro  che la mia votazione è dirimente in questo caso.  Pertanto,
  chiedo  di valutare il da farsi, se possibile, non so, anche rifare
  la  votazione,  perché l'esito della votazione  in  questo  caso  è
  chiaro quale doveva essere.

   PRESIDENTE.  Onorevole Palmeri, la votazione è  stata  effettuata.
  L'onorevole Foti, prima, e Mangiacavallo, ritenevano di  non  avere
  votato, invece è risultato che hanno votato. Per cui, io credo  che
  noi  non  possiamo riprendere, non possiamo in assoluto, una  volta
  che  la  cosa  è  stata fatta, una votazione avvenuta  non  si  può
  riprenderla,  questo  vale sempre. Ma, in ogni  caso,  il  problema
  evidentemente  c'è,  e  lo  dice  uno  che  ha  votato   a   favore
  dell'emendamento, per cui ho avuto il dispiacere che non sia  stato
  approvato,  ma  la votazione è terminata, il voto è  quello  che  è
  stato  determinato, punto. Cioè, non si può riaprire una  votazione
  perché  uno non ha votato, ha sbagliato a votare, o ritiene che  la
  macchina non l'abbia segnalato.
   Io,   ripeto,  su  questo  emendamento  dell'onorevole  Foti   ero
  favorevole;  parleremo con l'Assessore per vedere se  eventualmente
  si  può,  in  un  secondo  momento, sistemare  la  questione,  però
  riaprire la votazione è materialmente impossibile.
   Benissimo, ora andando avanti vediamo con l'articolo 4 quale sarà.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Quale è stato? L'abbiamo già votato e  abbiamo  fatto
  che cosa rispetto a questo?
   Non  c'è  stato  l'emendamento. Scusate, comunque andiamo  avanti,
  questo  è  un  argomento che prendiamo dopo. E'  stato  già  votato
  l'articolo  4,  questo  è il problema che ha sollevato  l'onorevole
  Palmeri, ne prendiamo atto, ma la votazione non si può prendere.

   n. 893/A-Stralcio IV

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                           893/A-Stralcio IV

   PRESIDENTE. Quindi siamo all'articolo 5, non possiamo  tornare  al
  4. Andiamo avanti.
   Allora, si passa all'emendamento 5.2 dell'onorevole Foti che aveva
  parere contrario mi sembra. E quindi, lo ritira onorevole Foti?
   Onorevole Foti, non possiamo fermarci ogni volta.

   FOTI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. E' ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Ovviamente,  l'emendamento 5.9, quello dell'onorevole Marano,  che
  dovrebbe rendicontare il 2020, è chiaro che è già passato, per  cui
  non lo possiamo prendere in considerazione.
   Si passa all'emendamento 5.12 a firma dell'onorevole Lupo.

   E' quello che ha detto l'onorevole, per cui va bene.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Schillaci che dice? E' stato stralciato il comma 5.
   Si passa all'emendamento 5.13 del Governo, che è quello cui faceva
  riferimento prima l'Assessore Armao, e quindi con il beneficio  non
  cumulabile con altra agevolazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 5.11 a firma dell'onorevole Zito è precluso.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
       Attività ispettiva su enti vigilati e società partecipate
                    dell'amministrazione regionale
                 (ex art. 13 del ddl 893/A Stralcio I)

   1.  La Regione esercita i controlli sugli enti, gli istituti e  le
  aziende  sottoposte  a tutela e vigilanza, ivi incluse  le  aziende
  sanitarie  ed ospedaliere, le aziende policlinico ed i consorzi  di
  bonifica, di norma attraverso gli organi di controllo interno degli
  stessi,  secondo  quanto  disposto  dall'articolo  53  della  legge
  regionale  28  dicembre  2004,  n. 17  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  ovvero, nei casi previsti dal comma 3,  da  soggetti
  incaricati dalla Ragioneria generale della Regione.

   2.  La  Regione  esercita  un sistema di  controllo,  direzione  e
  coordinamento  sulle  proprie  società  partecipate   mediante   le
  strutture preposte dell'Assessorato regionale dell'economia, che ne
  sono  responsabili,  secondo  quanto disciplinato  dall'articolo  2
  della  legge regionale 10 luglio 2018, n. 10 e successive modifiche
  ed  integrazioni ovvero, nei casi previsti dal comma 3, da soggetti
  incaricati dalla Ragioneria generale della Regione.

   3.   L'attività   ispettiva  e  di  verifica  giuridico-contabile,
  nell'ambito della più generale attività di controllo esercitata  da
  parte  della Ragioneria generale della Regione nei confronti  degli
  enti,   delle   aziende   vigilate  e  delle  società   partecipate
  dell'amministrazione  regionale, può essere espletata  mediante  la
  collaborazione, oltre che dei dirigenti o funzionari  regionali  in
  servizio  iscritti  all'albo regionale degli  ispettori  contabili,
  anche  di  avvocati,  commercialisti,  aziendalisti,  revisori  dei
  conti,  magistrati  e  avvocati  dello  Stato  in  quiescenza,   di
  dirigenti  o  funzionari  statali e  regionali  in  quiescenza,  di
  comprovata  esperienza  in materia contabile  o  amministrativa,  a
  seguito  dell'iscrizione nel predetto albo regionale, nominati  dal
  Ragioniere  generale  della Regione, di concerto  con  i  dirigenti
  generali dei dipartimenti dell'amministrazione regionale che svolge
  attività di controllo tutorio.

   4.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  dell'economia,  sono
  determinate   le  modalità  di  iscrizione  dei  soggetti   esterni
  all'amministrazione  regionale all'albo regionale  degli  ispettori
  contabili  nonché  la misura del compenso e dei rimborsi  spese  da
  corrispondere, al termine dell'incarico, ai soggetti incaricati  di
  svolgere le attività ispettive di cui al comma 3.

   5.  I compensi ed i rimborsi spese di cui al comma 4 sono posti  a
  carico   degli  enti,  delle  aziende  e  delle  società   soggette
  all'ispezione o all'attività di verifica».

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. Il soppressivo non  è  ritirato,  io
  volevo  partire  in merito a questo argomento, Presidente,  su  due
  fatti che sono sotto gli occhi di tutti. Uno è che la vigilanza, di
  fatto   non   funziona,   due  è  che   tutte   le   politiche   di
  razionalizzazione delle società degli enti non sono mai state messe
  in atto.
   Ad  oggi  noi abbiamo un piano di razionalizzazione che dal  2017,
  cioè  da quando si è insediato questo Governo, è lo stesso identico
  per tutti gli anni.
   Nulla  sulle società e sugli enti è stato fatto, e se pur  in  una
  prima lettura questo articolo può sembrare, come dire, meritorio di
  attenzione,  perché sembra che aumenti la vigilanza  nei  confronti
  degli  enti,  quello  che invece viene fuori  è  che  di  fatto  ci
  ritroveremo un dubbio su chi dovrà vigilare.
   Perché noi di fatto cosa facciamo in questo momento? Gli organi di
  vigilanza dei vari dipartimenti controllano le società e  gli  enti
  che    ricadono    all'interno   della   propria   amministrazione.
  Trimestralmente,   queste   società  e  questi   enti,   dovrebbero
  trasmettere dei documenti che certificano le attività contabili  di
  queste  società,  questo non avviene e alla fine dell'anno,  quando
  dobbiamo approvare il bilancio consolidato, ci ritroviamo,  su  160
  tra  enti e società, appena una quarantina ad aver inviato i propri
  bilanci,  i  quali,  il  più  delle volte,  sono  quasi  sempre  in
  negativo, e per questo ogni anno dobbiamo provvedere a risollevarli
  o  addirittura  a mettere delle pezze ad attività poco  chiare  che
  portano avanti.
   Ricorderà   benissimo  che  in  periodo  di   variazione   abbiamo
  affrontato il problema dell'IRVO, che aveva di fatto depauperato il
  proprio fondo previdenziale e noi, in variazione, l'abbiamo  dovuto
  mettere all'interno delle somme.
   Ora,  su  questo  articolo,  il  primo  dubbio  che  mi  viene  è,
  Presidente,  chi  dovrà pagare queste persone, perché  è  esplicito
  nell'ultimo comma che si dice che è a carico delle società e  degli
  enti.  Bene,  ma quindi noi cosa facciamo? Le società  e  gli  enti
  individuano  queste  persone che pagano attraverso,  ovviamente,  i
  trasferimenti che divengono dalla Regione quindi, direttamente sono
  a  carico delle società degli enti, ma indirettamente sono a carico
  della  Regione.  E  gli  stessi  dovrebbero  controllare  al  posto
  dell'amministrazione, che per norma invece dovrebbe vigilare  sulle
  società e sugli enti. Quindi creiamo di fatto confusione su  chi  è
  il  vigilante  e  chi  è  il  vigilato,  e  soprattutto  andiamo  a
  sovraccaricare di spesa gli enti rispetto a quello che  avviene  in
  questo momento.
   Altra  cosa, vorremo capire da parte del Governo che ha deliberato
  anche  su  questo argomento, ma che poi di fatto  non  se  n'è  più
  discusso:  la Corte dei Conti da più anni richiede una  sezione  di
  controllo specifica sugli enti. Sezione che noi accogliamo di  buon
  occhio,  cioè  riteniamo che possa essere  di  grande  aiuto  nella
  vigilanza  degli enti delle società. Ora, vorremmo capire  come  si
  può  coordinare  questa attività con quella che si sta  aggiungendo
  all'attività  ispettiva che già la Regione fa. Quindi  avremmo  più
  soggetti  di  fatto  vigilanti  che  vigilati,  perché  avremmo  le
  amministrazioni  che vigilano; questi soggetti  terzi  che  vengono
  nominati  dalle società degli enti ed in più avremmo la  Corte  dei
  Conti che continua, in questa sezione apposita, a vigilare gli enti
  e le società.
   Siccome   noi  non  vorremmo  disperdere  né  energie  né  denari,
  proveremmo  un  attimino a capire intanto qual  è  la  volontà  del
  Governo nel portare avanti quella sezione di controllo specifica da
  parte della Corte dei Conti, e poi non ci pare assolutamente chiaro
  come  una  società  e un ente che nomina con delle  proprie  somme,
  quindi  direttamente ricade nel bilancio della società degli  enti,
  gli  stessi  controllori che poi dovrebbero controllare la  società
  stessa. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Però poi cominciamo a votare,  quindi
  invito il Governo a dare le risposte.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io non so chi  ha  scritto  questa
  norma.  Intanto  pongo un primo quesito: noi abbiamo  160,  non  so
  quanti  enti  e società, sottoposti a vigilanza della Regione,  che
  dipendono  da diversi dipartimenti, chi dell'agricoltura,  chi  del
  turismo, chi dello sviluppo rurale, beni culturali e bla bla bla.
   Con  questa  norma stiamo dicendo che l'assessorato  dell'economia
  diventa l'unico controllore di tutti gli enti. La domanda è: scusi,
  ma il revisore contabile nominato dall'Assessore per l'economia è o
  non  è  un  controllore? Perché qui stiamo prevedendo una sorta  di
  supplemento  di  collegio di revisori che a fianco al  collegio  di
  revisori, che ha già un costo, e che è a carico degli enti, ce  n'è
  un  altro, che chiamiamo  ispettori' - vorrei fan notare  che  sono
  anche  soggetti  esterni all'amministrazione  -  che  l'Assessorato
  dell'economia  nomina per vigilare su enti la cui  vigilanza  è  in
  capo ad altri Assessorati.
   Io  non  ho  nulla  in  contrario che la  vigilanza  possa  essere
  coordinata  e  unificata in capo all'assessorato dell'economia,  ma
  delle due l'una. O eliminiamo i collegi dei revisori nominati dagli
  organi  di  vigilanza formale, e quindi l'assessorato dell'economia
  sottopone a vigilanza attraverso il collegio dei revisori, o stiamo
  facendo un duplicato. Io credo che questa norma, così com'è, è  una
  cosiddetta  -  scusate  il  francesismo' - norma  di  incasinamento
  amministrativo, altro che semplificazione.
   Ecco   perché   suggerirei  all'Aula  di  approvare  l'emendamento
  soppressivo,  perché  così  com'è  scritta  è  una  norma  che  non
  funzionerà, e che fra l'altro ha degli oneri i quali - vero  è  che
  sono  in  capo  agli  enti - ma siccome gli  enti  sono  a  finanza
  derivata, dovremmo prevedere una copertura finanziaria.
   Presidente, non so se mi sta ascoltando - Miccichè  - questa è una
  norma  che ha impatto finanziario perché noi non possiamo prevedere
  maggiori oneri in capo agli enti, essendo a finanza derivata, e non
  prevederne la copertura.
   Se    volesse   il   Governo   evitare   una   norma,   cosiddetta
   incasinamento',  suggerirei  al Governo  stesso  di  fare  proprio
  l'emendamento che sopprime l'articolo.

   PRESIDENTE. L'impatto finanziario è per gli enti controllati,  non
  è per le Regioni?

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore   per   l'economia.  Se   mi   consentite   una
  precisazione,  tutte le novità devono essere sviscerate,  non  solo
  perché sono novità devono essere apprezzate secondo una logica  del
  nuovismo che tutto quello che è nuovo è buono.
   Comprendo che di fronte ad un'innovazione che si propone, ci siano
  le legittime preoccupazioni.
   Il tema qual è? Noi oggi nell'albo degli ispettori non abbiamo più
  nessuno.  Le  ispezioni, quindi, sono problematiche, e vanno  fatte
  perché  non  sempre  quello  che si  svolge  nella  vita  ordinaria
  dell'ente,  anche attraverso il controllo ordinario dell'organo  di
  revisione, può essere percepito nella sua completezza.
   Diverso  è  quell'atto  che invece fa l'ispettore  che  va  presso
  l'ente, prende le carte direttamente, non solo quelle che gli fanno
  vedere,  ha  una  propulsione certamente incomparabile  con  quella
  degli organi di controllo interno.
   Altra  cosa che volevo evidenziare. Nulla di nuovo sotto il  sole,
  nel  senso che non si tratta di una novità che introduce la Regione
  siciliana.   Abbiamo  preso  -  è  una  proposta  che   viene   dal
  Dipartimento della Ragioneria generale - l'ho presentata così  come
  il  Dipartimento l'ha formulata, proprio perché sono convinto delle
  affermazioni  e delle preoccupazioni del Dipartimento,  proprio  al
  fine  di  garantire  la  coerenza e  il  rispetto  degli  equilibri
  economico-finanziari.
   Abbiamo utilizzato il parametro e i criteri del Ministero  per  lo
  sviluppo   economico   che  utilizza  una   fattispecie   identica,
  utilizzeremo  gli  stessi tariffari, le stesse previsioni,  proprio
  perché  è  un momento straordinario nel quale la preoccupazione  di
  tenere   il   sistema   del   cosiddetto  Gruppo   della   Pubblica
  Amministrazione impone di effettuare interventi
   Quelli non sono ispettori, sono commissari. Un'altra cosa
   Stiamo  parlando  delle ispezioni che svolge  il  Ministero  dello
  sviluppo  economico - le faccio vedere anche il decreto, onorevole,
  non  ho nessun tipo di preclusione - rispetto ad una proposta e  un
  bisogno che emerge dalla Ragioneria generale.
   Ovviamente è un'attività che sarà sottoposta alla valutazione  del
  Parlamento  man  mano che si svolge. Non è un'attività   carbonara'
  che  svolgerà l'Assessorato, continuo confronto con la  Commissione
   Bilancio'  come sempre avviene. E' un momento nel  quale  dobbiamo
  tenere il sistema compatto. Nessuno vuole soverchiare gli enti,  ma
  non  è  possibile proseguire con un sistema che non ci consente  di
  effettuare sostanzialmente le ispezioni.
   Per quanto riguarda le coperture, anche qui, non c'è necessità  di
  copertura  perché rientra nell'ambito delle risorse già  stanziate.
  Non si tratta di risorse ulteriori.
   Se  avremo  modo  di  consultare il decreto  del  Ministero  dello
  Sviluppo  economico, che utilizziamo come parametro, i  costi  sono
  bassissimi.

   PRESIDENTE. Assessore, per quanto mi riguarda è tutto chiaro.  Nel
  momento  in  cui  il  Governo  mi  comunica  che  non  c'è  impatto
  finanziario  di  nessun tipo, io lo metto in  votazione,  e  quindi
  possiamo  andare avanti. Se mi fossi convinto così avremmo  trovato
  una soluzione.

   DI CARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Voto  palese sul soppressivo? Di  quale  emendamento,
  perché  prima  ancora di parlare degli emendamenti  è  iniziato  il
  dibattito.  Quindi, siamo al primo emendamento,  il  6.6,  cioè  la
  soppressione dell'articolo.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.6

   PRESIDENTE. Allora colleghi, per favore, prendete posto. E poi  vi
  supplico di stare attenti al metodo della votazione, prima  che  si
  creino altri dubbi. A tessera inserita si preme, mentre si tiene il
  dito premuto si alza. Evidentemente ancora non è così chiaro e  non
  so per quanto tempo ancora dovremo tenere questa soluzione.
   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti .          52
   Votanti             38
   Maggioranza         20
   Favorevoli          22
   Contrari            16
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
          Disposizioni in materia di Albo del personale delle
                  società partecipate in liquidazione
                 (ex art. 18 del ddl 893/A Stralcio I)

   1.  Coloro che hanno maturato il requisito, ai sensi dell'articolo
  64  della  legge  regionale  12 agosto 2014,  n.  21  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché ai sensi del comma 1 dell'articolo
  4  della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 e successive modifiche
  ed  integrazioni  per  l'assunzione presso le  società  partecipate
  della  Regione  e che, per oggettivi impedimenti,  non  sono  stati
  inseriti  nell'albo, possono essere immessi su espressa  richiesta,
  da presentarsi entro e non oltre 30 giorni dalla data di entrata in
  vigore della presente legge».

   Il Governo propone un emendamento soppressivo di un articolo dello
  stesso Governo? E allora, leviamolo, è inutile.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA. Grazie, signor Presidente. Intervengo sull'articolo  7,  su
  cui   il   Governo  ha  presentato  l'emendamento   soppressivo   e
  francamente volevo capire il perché, perché questo articolo intanto
  non  ha impegni di spesa. Prevede semplicemente che alcuni soggetti
  che  hanno lavorato per società partecipate della Regione che  sono
  andate  in liquidazione, e che non sono riusciti ad essere inseriti
  per  impedimenti vari nell'albo, volevamo con questo  articolo  che
  avevamo  concordato  con il Governo, dare la possibilità  a  questi
  soggetti di essere semplicemente inseriti nell'albo, cosicché se ci
  fosse  qualche  possibilità,  come quella  del  2018,  dove  alcune
  società partecipate hanno rivisto l'organico e preso le carenze  da
  questo albo, davamo la possibilità anche a questi soggetti.
   Quindi,  vorrei  capire  come mai il  Governo,  ora,  presenta  il
  soppressivo dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Io  posso  solo  chiedere  al  Governo  se   mantiene
  l'emendamento soppressivo. Più di questo non posso fare.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Presidente,   se   c'è   una
  riscrittura,  se  lo  possiamo  accantonare  possiamo   provare   a
  riscriverlo.

   PRESIDENTE. E quindi che facciamo? Accantoniamo un attimo e poi lo
  vediamo, però nel giro di qualche minuto me lo dovete dare. Chi  la
  deve fare questa riscrittura?
   Assessore   Armao,  che  dobbiamo  fare?  Se  voi   mantenete   il
  soppressivo lo votiamo.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Allora, noi possiamo  ammettere
  un'iniziativa del genere, purché venga ricondotta nell'ambito degli
  accordi  che abbiamo concluso, e non fuori dall'accordo.  Prendiamo
  qualche  minuto,  vediamo di approfondirlo con  gli  Uffici,  e  si
  decide.

   PRESIDENTE. Va bene, allora intanto è accantonato un attimo.
   Onorevole  Amata, il Governo ha chiesto di parlare con gli  Uffici
  e, quindi, lo accantoniamo due minuti.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
         Disposizioni in materia di strade e di rotte del vino
                  (ex art. 21 del ddl 893/A Stralcio I)

   1. Alla legge regionale 2 agosto 2002, n. 5 e successive modifiche
  ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 2 dell'articolo 5 dopo le parole  e/o al turismo  sono
  aggiunte  le seguenti:  e comunque prioritariamente le  Strade  del
  vino già costituite e riconosciute .

   b) l'articolo 9 è sostituito dal seguente:

                                 Art. 9
                       Segnaletica delle strade

   l.  E'  fatto  obbligo ai comitati di gestione di provvedere  alla
  realizzazione  della segnaletica specifica della  strada,  relativa
  anche  all'individuazione delle sedi delle  aziende  che  ne  fanno
  parte,  sulla base della segnaletica tipo predisposta dall'Istituto
  regionale del vino e dell'olio e approvata dall'Assessore regionale
  per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.

   2.  I  comuni, i liberi Consorzi comunali e le Città metropolitane
  provvedono  alla  localizzazione e posa in opera della  segnaletica
  informativa  lungo  le strade di rispettiva competenza,  sentiti  i
  comitati di gestione».

   Gli  emendamenti  soppressivi sono mantenuti?  Onorevole  Lupo  ed
  altri.

   LUPO. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  8.5, a firma  dell'onorevole  Lupo  ed
  altri.Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.6, a firma  dell'onorevole  Foti.  Il
  parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
        Disposizioni in materia di commercio su aree pubbliche
                 (ex art. 22 del ddl 893/A Stralcio I)

   1.  L'esercizio  dell'attività di commercio su aree  pubbliche  in
  forma  itinerante, così come definito dalla legge regionale l marzo
  1995,  n.  18  e successive modifiche e integrazioni, è subordinato
  alla  presentazione  al  comune  di residenza  della   Segnalazione
  certificata di inizio attività  (Scia).

   2.  La  presentazione  della  Scia di  cui  al  comma  l,  abilita
  l'esercente  ad  esercitare l'attività  in  tutti  i  comuni  della
  Sicilia, ferme restando eventuali limitazioni di carattere igienico-
  sanitario,  di ordine pubblico o altro imposte dall'amministrazione
  comunale.

   3.  Entro  30 giorni dall'entrata in vigore delle disposizioni  di
  cui  al  presente articolo, la Regione adotta la modulistica  unica
  standardizzata in materia di commercio su aree pubbliche».

   Comunico  che  all'articolo  9  è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo 9.4, a firma dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 9.5,  a  firma  del
  Governo.  Lo  dobbiamo  numerare, un  attimo  e  lo  leggo.  E'  un
  subemendamento.
   Sono  sicuro  che  il Governo sarà favorevole. E' l'esenzione  dal
  Durc, onorevole Turano. Onorevole Lupo, deve essere il Capogruppo a
  firmarlo,  per  favore,  addirittura la  Commissione,  onestamente,
  però, credo che la Commissione lo firmerà volentieri.
   Onorevole Savona, lo firma lei questo subemendamento?
   Viviamo  un momento molto difficile, per cui, alcune forzature  si
  possono fare, secondo me.
   C'è  una  riscrittura, però, subemendata dal suo Gruppo, onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  volevo  chiedere  all'assessore,
  attenzione, che apriamo una guerra civile in Sicilia, perché questo
  significa che la Scia ...

   PRESIDENTE.  Onorevole Caputo e assessore Scavone, vi  prego,  sta
  parlando l'onorevole Cracolici

   CRACOLICI. La Scia rilasciata dal comune per l'attività  ambulante
  autorizza  l'ambulante ad andare in tutti i comuni  della  Sicilia.
  Dobbiamo  avere chiaro, cioé, che apriamo una guerra tra  i  comuni
  siciliani  e  tra  i  venditori ambulanti in  tutto  il  territorio
  siciliano.  Perché  vorrei ricordare che il mercato  ambulante,  di
  norma,  è  regolato attraverso i cosiddetti mercati  regolarizzati,
  dove  c'è  l'assegnazione  dei  posteggi,  cioè  tutto  quello  che
  riguarda l'attività
   Me lo spieghi, sono sempre pronto a cambiare idea, l'importante  è
  che capisco di cosa parliamo.
   Vi  dico, attenzione, che questa è una materia delicata, perché la
  licenza  dell'esercizio  di  venditore  ambulante,  al  comune   di
  Palermo, consentirà al palermitano di andare a Catania e viceversa.
  Con  tutto quello che ne consegue sulle attività economiche  in  un
  settore complicato e delicato.
   Quindi, vorrei che il Governo valutasse l'impatto di questa norma.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore, forse qualcosa che  calmieri
  un  po'  questo tipo di situazione non sarebbe opportuno? Comunque,
  intanto sentiamo l'onorevole Lupo.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ad integrazione  di
  quanto già esposto dal collega Cracolici aggiungo che rischiamo  il
  caos in tempo di COVID, perché a quel punto il sindaco di qualsiasi
  comune  non  avrà  neanche  il diritto di  essere  informato  dagli
  ambulanti  che  andranno lì in quel comune, ad esercitare  la  loro
  attività.
   Non  sarebbe neppure in grado di predisporre un minimo di servizio
  d'ordine, di vigilanza, di polizia municipale.

   PRESIDENTE. Su questo mi sembra che, però, ci sia un comma per cui
  il  sindaco  deve  essere avvertito e può limitare  per  motivi  di
  salute, per motivi sanitari o altro.

   LUPO.   Presidente,  avvertito  quando?  All'ultimo  minuto?   Non
  funziona, Presidente, è un rischio enorme.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le Attività produttive. Signor  Presidente,
  si  tratta  di  una norma di semplificazione che permette,  con  lo
  strumento   della   SCIA  da  presentare  al  SUAP,   di   ottenere
  l'autorizzazione.
   L'autorizzazione alla licenza di commercio ambulante non autorizza
  l'ambulante  a  fare  quello che vuole  in  tutti  i  comuni  della
  Sicilia.
   Poi  deve avere l'autorizzazione allo stallo, o al parcheggio,  in
  relazione al tipo di attività.
   Stiamo  dicendo,  onorevole Cracolici, è come  uno  che  guida  la
  macchina: se ha la patente può guidare su tutte le strade, poi deve
  rispettare i regolamenti di tutte le strade.

   PRESIDENTE.  Mi  sembra  che  questo,  però,  chiarisca  molto  la
  situazione. E' così come dice l'assessore, quindi è inutile che  ne
  parliamo.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Nessuno  può  fare
  quello che vuole.

   PRESIDENTE. Assessore, mi ha convinto. Mi sembra corretto.  Non  è
  quello che dicevate prima, ma se è così la cosa è molto diversa.

   CRACOLICI. Se è così come?

   PRESIDENTE.  La  riscrittura,  la  riscrittura.  E'  soltanto  per
  ottenere  la  licenza  di  itinerante', punto.  Non  è  che  è  per
  ottenerla dove vuole? Assessore Turano, spieghiamolo meglio.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive.  La  Scia  abilita
  all'esercizio  dell'attività  in  tutti  i  comuni  siciliani,  non
  significa  che  in  tutti  i  comuni siciliani  si  può  presentare
  chiunque
   Io  ho  l'autorizzazione a fare l'ambulante perché ho  presentato,
  presso il comune di mia residenza, la Scia con i requisiti previsti
  dalla  legge.  Dopo  di che, se voglio avere lo  stallo  presso  il
  comune  di Palermo devo rivolgermi al comune di Palermo e  chiedere
  l'autorizzazione.

   PRESIDENTE. Scusate, io credo assessore Turano - perché ho  capito
  qual è il problema - se noi all'esercizio dell'attività in tutti  i
  comuni, questa è la questione, allora secondo me quello che  voleva
  dire  e  quello che l'ha scritto è che in ogni comune è valido,  ma
  non perché tutti possano andare ovunque.
   Se  lo  chiariamo meglio, perché il problema è solo quello. Quando
  noi  diciamo  abilita all'esercizio in tutti i comuni   sembra  che
  ognuno  è  abilitato, già per legge, ad andare in tutti  i  comuni.
  Benissimo, dobbiamo sistemare questo.
   Assessore  Turano,  credo  che sia chiarissimo  il  problema.  Noi
  dobbiamo  cambiare questo, che la Scia abilita in tutti  i  comuni,
  abilita  me  che sono palermitano in tutti i comuni della  Sicilia?
  No   Questo  bisogna  cambiare,  è soltanto  un  aggiustamento  che
  bisogna fare.

   CRACOLICI    tu puoi stabilire che la Scia abilita nel  raggio  di
  trecento

   PRESIDENTE. No, no la Scia abilita nel proprio comune.

   CRACOLICI. E' già così  La Scia abilita nel proprio comune

   PRESIDENTE.  E  allora,  perché dobbiamo aggiungere   in  tutti  i
  comuni ?

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  la  Scia abilita nel proprio comune ma non possiamo chiedere ad uno
  che  fa  i  mercatini di avere l'autorizzazione in ogni  comune  in
  relazione ai requisiti professionali.
   Non so se sono chiaro.

   PRESIDENTE.  Le  posso chiedere una cosa? Noi stiamo  facendo  una
  norma   di   semplificazione  per  cui  l'itinerante  ottiene   più
  facilmente  la  licenza. Perché dobbiamo andarci ad infilare  altre
  cose che non ci riguardano? Cioè, noi agevoliamo, col documento che
  gli  viene  dato,  poi  lasciamo le cose  come  stanno.  Andarle  a
  cambiare  mi  sembra sinceramente che si crei confusione,  per  non
  finire più.
   Allora, dobbiamo levare questa cosa.

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Se  la  dobbiamo
  levare, leviamola.

   PRESIDENTE.  Perché  non  segue  il  programma?  Non  è  agevolata
  comunque?  Il  rilascio della SCIA non viene  agevolato  da  questa
  norma?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, Presidente.

   PRESIDENTE.  Presidente  Savona,  io  ho  da  farle   un   piccolo
  rimprovero:  queste  sono  discussioni  che  andrebbero  fatte   in
  Commissione  perché  è inutile che, poi, veniamo  in  Aula  a  fare
  confusione.
   La  Commissione l'ha valutata questa cosa? Quelle di  merito .  in
  Commissione di merito ovviamente perché creiamo confusione  sia  al
  Presidente che al resto dell'Aula perché io non so come rispondere.
  Però, è corretto quello che dicono loro, sembra corretto quello che
  dice l'Assessore. Ci deve essere qualcuno che lo verifica.
   Per  cui,  io  rimanderei questa norma in  III  Commissione  e  lo
  verificano.  Però, quando arrivano dalle Commissioni devono  essere
  chiare le cose. Lo dico a tutti i Presidenti di Commissione, non  è
  che  fare il Presidente di Commissione significa bypassare le norme
  tanto  per  In Commissione le cose devono essere studiate  in  modo
  tale che poi si evita di arrivare in Aula e non capire che cosa  si
  sta dicendo.
   Basta, ho già deciso. Rimandiamo questo articolo in Commissione  e
  ne faremo oggetto

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questa  norma  è
  stata abbastanza discussa in Commissione. Praticamente, io oggi  mi
  ritrovo la riscrittura.
   La riscrittura dice altre cose.
   Ma  la ratio della norma era quella che dice lei, di semplificare,
  perché  l'ambulante è costretto a fare più domande in più  periodi.
  Questo   era   per   sburocratizzare,  per   semplificare   facendo
  l'ambulante  una  sola richiesta all'anno con i  vari  periodi  per
  evitare tutte queste SCI, ed era una sola.
   Questa era la ratio.
   L'articolo 9, così come è stato esitato dalla Commissione...

   PRESIDENTE.  Così come era stato esitato dalla Commissione  andava
  bene, questo lei dice.
   Però,  anche il Presidente Ragusa - che si è sentito coinvolto  in
  prima persona - dice che è così.
   Quindi, qual è la soluzione di questo problema?

   LENTINI. Votare l'articolo 9, Presidente, senza fare riscrittura.

   PRESIDENTE. Ma c'è l'emendamento del Governo. Quindi, o il Governo
  lo ritira

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,   in  Commissione  l'onorevole   Lentini   ha
  presentato questo emendamento che è stato apprezzato.
   Gli uffici lo hanno riscritto e la riscrittura contiene i medesimi
  elementi.
   Se  lei  legge il comma 2 pone lo stesso problema di quel che  c'è
  scritto nel comma 5, lettera a).
   Ora  lo spirito, Presidente, è quello di autorizzare, con una sola
  SCIA, a poter svolgere l'attività ovunque.

   PRESIDENTE. Colleghi, io riprendo in mano la decisione  che  avevo
  preso.
   Va in Commissione e ne parliamo dopo perché non possiamo stare una
  giornata a parlare di questa cosa.
   L'articolo 9 viene rimandato in Commissione che farà tutte  queste
  analisi,  direttamente in Commissione e, poi,  quando  tornerà  qua
  avremo già la soluzione.
   Onorevole Lentini che vuole che faccia? Onorevole Lentini lei deve
  sapere che c'è un Governo che ha presentato una riscrittura  e  non
  possiamo  fare finta che non sia così, per cui proprio per arrivare
  a lei io sto chiedendo di mandare in Commissione, si risistemino le
  carte perché oggi non potremmo votare, è inutile, appena lo votiamo
  viene  bocciato tutto, e questo è il punto e perché siccome c'è  la
  riscrittura  del  Governo  se io lo faccio  votare  viene  bocciato
  l'articolo.
   Lo  vuole messo in votazione? Viene bocciato l'articolo, io non so
  se lei conosce le regole dell'Aula  appena lo metto in votazione  è
  bocciato l'articolo, non  quello che dice lei, per cui è chiaro che
  mandarlo in Commissione significa salvare l'articolo.
   Onorevole  Lentini la prego, il problema è che qui  sono  arrivate
  due  carte  di cui una del Governo, e, quindi, io devo  mettere  in
  votazione   quella  del  Governo,  se  viene  bocciato   è   finito
  l'articolo.  Onorevole  Foti su che cosa vuole  parlare?  Basta  ho
  preso la decisione.
   Se il Governo lo ritira allora è un altro discorso.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Non cambia  niente,
  però, non cambia.

   PRESIDENTE.   Posso  dire  colleghi,  stiamo  ragionando   su   un
  subemendamento da un'ora.
   Il  disegno  di  legge ha altro tipo di priorità per  cui,  se  il
  Governo ritira il suo emendamento -  io devo chiedere, non so  bene
  che  significhi -  ma se lo ritira votiamo l'articolo per  com'è  e
  non ne parliamo più, però una soluzione si deve trovare, poi se non
  sarà  fattibile  si  voterà una cosa che non sarà  fattibile  e  si
  bloccherà dopo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Noi,  quando  abbiamo  trattato  gli  emendamenti  in   III
  Commissione  abbiamo approfondito l'argomento. Oltre a sentire  tra
  l'altro  le  categorie  e l'Assessorato, il  dirigente  che  ci  ha
  spiegato  che la norma andava bene, ora se il Governo ha presentato
  una  riscrittura ed ha appena detto -  anche se fuori microfono   -
  che  la  ritirerebbe, io Presidente non derubricherei la  questione
  perché...

   PRESIDENTE.  Se  il  Governo la ritira metto subito  in  votazione
  l'articolo.

   FOTI. Perché? Perché, Presidente...

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, chiudiamo l'argomento, è ritirato?  Se
  è  ritirato  lo  metto  in  votazione  se  no  devo  rimandarlo  in
  Commissione.

   FOTI.  Attualmente il comparto che partecipa a delle fiere, quindi
  non   parliamo  del  fruttaiolo  ambulante,  onorevole   Cracolici,
  parliamo  di  chi  partecipa alle feste, che ha dei  calendari  ben
  precisi.  Durante quest'anno oltre ad avere avuto delle limitazioni
  fortissime il comparto

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  voglio  sapere  dal  Governo,   non
  ricominciamo  l'argomentazione, voglio  sapere  dal  Governo  se  è
  ritirato? Se è ritirato votiamo l'articolo, se non è ritirato torna
  in Commissione.

   FOTI. Secondo me va ritirato.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'assessore  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO,    assessore   per   le   attività   produttive,    chiedo
  l'accantonamento   dell'articolo  per   cinque   minuti,   mi   sto
  consultando con gli uffici.

   PRESIDENTE.  Facciamolo parlare con gli uffici. Viene  accantonato
  per qualche minuto l'articolo 9.
   Intanto  sull'articolo 2, che avevamo precedentemente accantonato,
  abbiamo avuto - anche se non è presente -  le spiegazioni da  parte
  dell'Assessore  per  la funzione pubblica che  è  l'adozione  delle
  modalità  informatiche  per svolgimento e  correzione  delle  prove
  scritte,  niente di strano, il rinvio a norme statali per nomina  e
  requisiti componenti dei Commissari di concorso.
   Quindi,  mi sembra che sia una cosa tranquilla, poi, onorevole  Di
  Mauro  se  in questo momento c'è un accordo per cui non si  possono
  fare  concorsi io devo dire che il mio augurio è che questo accordo
  tra  una settimana possa cambiare, per cui, non è che possiamo  non
  fare  le  norme  che riguardano eventuali concorsi  perché  c'è  un
  accordo  tra  lo Stato e la Regione che secondo me è stato  un  po'
  bislacco   dato   che  siamo  totalmente  senza  dirigenti,   senza
  dipendenti e facciamo il blocco delle assunzioni, che è dal '94 che
  sono bloccate.
   Io  vorrei  ricordare  a  tutti che è  dal  1994  che  non  si  fa
  un'assunzione   alla  Regione  e  ancora  negli  accordi   dobbiamo
  stabilire  che non si possono fare assunzioni dal 1994,  siamo  nel
  2021,  tanto  per  capirci, per cui che invece si  facciano  queste
  regole  e dopo di che si spera che si aprono i concorsi per cui  io
  l'articolo 2.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Allora, Presidente, dobbiamo capirci sulle cose che noi
  andiamo  ad  esaminare. Abbiamo qui davanti a  noi  una  norma  che
  prevede una serie di procedure per i concorsi.
   Fermo  restando  l'accordo con lo Stato, che purtroppo  in  questa
  fase  non  prevede,  io  chiedo al Governo  -  ma  purtroppo  manca
  l'Assessore  per  la  funzione pubblica - se  nonostante  l'accordo
  vigente  c'è  la possibilità di fare bandi per un certo  numero  di
  candidati che possono essere assunti dalla Regione.
   Signor  Presidente,  il Parlamento chiede di  sapere  se  ci  sono
  procedure concorsuali che si possano attivare  E credo che sia  nel
  diritto del Parlamento di saperlo, prima questione  Completo e  poi
  il Governo mi risponde, se c'è un Governo.
   La  seconda osservazione: noi abbiamo le procedure che sono quelle
  del  RIPAM  che sono procedure che vengono applicate in Italia  per
  tutte le procedure concorsuali dei Ministeri.
   Non  capisco la logica di questa scorciatoia, in un momento in cui
  sappiamo con certezza che non possiamo fare concorsi.
   Quindi,  la  procedura dei RIPAM è la procedura che viene  seguita
  per tutti i concorsi fatti dal Ministero. Qui si vuole prendere una
  scorciatoia per adottare procedure che secondo il comma, non 6  che
  indicate voi, ma fa riferimento al comma 4 per i concorsi 2019/2021
  in cui per accelerare si deve sapere i concorsi come debbono essere
  fatti,  con  procedure diverse rispetto al RIPAM  che  comunque  dà
  garanzia assoluta.
   Il  fatto  di  ricorrere, è chiaro che ci sono concorsi  che  sono
  pronti per essere fatti, desidero sapere quali sono e perché non si
  ricorre al RIPAM.

   PRESIDENTE. Questo che segnala lei è correttissimo, e questo  però
  è una domanda che facciamo al Governo che sinceramente con il fatto
  di  approvare  una eventuale norma di semplificazione dei  concorsi
  non c'entra, è un altro discorso questo.
   Lei vuole sapere perché si sta facendo questa cosa.
   Benissimo,  allora  siccome  non  c'è  l'Assessore  che   le   può
  rispondere  noi  stralciamo questo articolo e  lo  rimandiamo  alla
  prossima legge che sarà fatta, punto. Non ne parliamo più.  Se  era
  soltanto     chiedo  scusa     prima mi  era  stato  segnalato  che
  bisognava  spiegare  che  cosa  significava  l'articolo.  Io   l'ho
  spiegato, se però non è questo il problema ma il problema  è  quali
  sono  i  concorsi,  non c'è l'Assessore che può  rispondere  quindi
  chiuso l'argomento. Andiamo avanti.
   L'articolo 2 è stralciato.
   Si   riprende   con  l'articolo  7,  precedentemente  accantonato,
  vogliamo sapere se rimandarlo in Commissione.
   Onorevoli  colleghi,  abbiamo  verificato  che  dopo  il  problema
  dell'articolo  9,  c'è  da  rivedere  l'articolo  7   che   avevamo
  accantonato un attimo, e poi ce n'è solo uno su cui possono sorgere
  problemi. Per cui, se abbiamo un attimo di pazienza, io lascerei un
  attimo  accantonati quelli che per adesso sono accantonati, su  cui
  si vede di trovare una soluzione tra i presentatori e gli Uffici.
   Quindi, il 9 lo accantoniamo un attimo pure.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                              «Titolo II
                          Disposizioni varie

                               Art. 10.
          Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 12
                           maggio 2020, n. 9
                 in materia di contributi alle imprese
                  (ex art. 2 del ddl 893/A Stralcio II)

   1.  Al  comma 16 dell'articolo 10 della legge regionale 12  maggio
  2020, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
  seguenti modifiche:

   a) il quarto periodo è soppresso;

   b) dopo il sesto periodo è aggiunto il seguente:

    Le  disposizioni attuative del presente comma sono adottate,  per
  ambito  di  materia,  con deliberazione della Giunta  regionale  su
  proposta  dell'Assessore regionale per le attività  produttive  per
  quanto  attiene  alla concessione di contributi  alle  imprese,  ad
  eccezione  di  quelle del comparto floro-vivaistico  di  competenza
  dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
  pesca mediterranea e di quelle del settore editoriale di competenza
  dell'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   e   l'identità
  siciliana,   sentito   il  parere  delle  Commissioni   legislative
  competenti. ».

   c'è il soppressivo. E' ritirato? Vediamo di che cosa si tratta.
   Il    Governo    è   favorevole   o   contrario,   all'emendamento
  dell'onorevole Marano?
   Sono  arrivato  all'articolo  12 per  sbaglio.  Scusate,  mi  sono
  saltate  4 pagine insieme invece che una, quindi siamo all'articolo
  10  Modifiche in materia di contributi alle imprese .
   E' stato presentato dal Governo l'emendamento 10.1  Dopo la parola
   imprese'  sono  aggiunte  le  seguenti   di  commercio,  anche  di
  impianto  e fiori' e le parole  del comparto florovivaistico'  sono
  sostituite da  di quelle floricole' . Che vuol dire? Lo  spiega  un
  attimo?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Il  florovivaismo  è  un'attività  di  produzione,  il
  floricolo  è un'attività di commercializzazione. Quindi,  sono  due
  attività diverse.

   PRESIDENTE. Questa spiegazione che mi ha dato mi fa più  ricco  in
  termini di conoscenza. Assolutamente grazie.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  invece,  l'articolo   nella   sua
  interezza fa riferimento a competenze che, ad esempio, nel  settore
  dell'editoria li mette in capo all'Assessorato ai Beni culturali.
   La domanda è una: ma se stiamo facendo ora con l'IRFIS, ed è stato
  pubblicato il bando per dare i contributi all'editoria, ma dobbiamo
  fare  impazzire per forza i siciliani? Cioè da un lato facciamo  un
  bando con l'IRFIS per erogare i contributi all'editoria, dall'altro
  lato  facciamo una norma che dice che le competenze sono  dei  beni
  culturali, cioè ma lo facciamo apposta? C'è un concorso che si  sta
  facendo  per  rendere  difficile la  vita  ai  siciliani?  Io  sono
  allibito dell'improvvisazione delle norme

   PRESIDENTE. Il soppresso che significa, un attimo solo.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,   assessore   per  le  attività  produttive.   L'onorevole
  Cracolici  dimentica una cosa. Nella legge finanziaria,  quando  fu
  accantonata la risorsa di 150 milioni di Euro come contributi  alle
  imprese,  furono  nello stesso articolo destinate risorse  in  capo
  alle attività produttive che non erano di competenza delle attività
  produttive.
   Infatti  posso  dire una cosa, tanto è vero che, per  esempio,  si
  pensò  che per sostenere il comparto dell'editoria che si  dovevano
  comprare  dei  libri  che  non rientrano tra  le  competenze  delle
  attività produttive, sì, dei libri, dei libri.
   La  norma  è  stata  scritta così con l'emendamento  che,  allora,
  propose  l'onorevole Fava. Nello stesso emendamento furono inserite
  delle   risorse   in  favore  del  comparto  florovivaistico   che,
  purtuttavia,  Presidente,  prendevano delle  risorse  dalla  misura
  gestita  dall'Agricoltura che riguardava  il  comparto  floristico.
  Stiamo soltanto scindendo le competenze.
   Quindi,  quello che riguarda l'agricoltura rimane all'agricoltura,
  quello  che  riguarda la commercializzazione, invece,  viene  fatto
  dall'assessorato alle attività produttive. E' scritto perfetto.  Il
  direttore ha scritto tutto quello che doveva scrivere per  chiarire
  i  destinatari  delle misure e i bandi come dovevano essere  fatti.
  L'accavallamento delle due cose non ha permesso di poter

   PRESIDENTE.  Stiamo  parlando di un trasferimento  di  competenze,
  giusto?

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Una separazione  di
  comparti  diversi  che trovano la legittimazione  nell'attingimento
  delle risorse, da uno per il comparto del sostegno alle imprese dal
  FESR,  per il settore floricolo, invece, assessore Scilla mi segue?
  all'assessorato all'agricoltura che dà i finanziamenti alle imprese
  agricole. Io non posso finanziare imprese agricole, posso...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   TURANO, assessore per le attività produttive. No, non è così.

   PRESIDENTE. No, no, conosco l'Assessore Turano, non lo farebbe.
   Il  Presidente della Commissione ci vuole dire una cosa. Onorevole
  Ragusa, prego.

   RAGUSA.  Grazie, Presidente. Io penso che a questo  punto  bisogna
  chiarire  una  questione,  Assessore  Turano,  scusi.  Noi  abbiamo
  appostato delle somme che riguardano il florovivaismo che  è  stata
  una battaglia immensa dentro questa Aula.
   Ora  lei deve essere un po' più chiaro, perché noi a tempi  queste
  cifre  lo avevamo detto per il mondo florovivaistico. Ora lei vuole
  scindere  chi  li  commercia e chi li coltiva, se ho  capito  bene.
  Detto  questo, non pensa che questa sia ancora una perdita di tempo
  per soddisfare l'esigenza del territorio? Perché le dico questo? Mi
  ascolti.
   Se questa cosa l'abbiamo fatta già l'anno scorso e la gente non ha
  ricevuto  ancora i fondi, ma non pensa che stralciando questo  tipo
  di  attività bisogna riprendere i capitoli, rimettere in  movimento
  tutto  questo?  E'  un  ritardo secondo  me,  poi,  chiaramente  la
  politica  può  fare  questo  e  altro,  caro  Presidente  Miccichè.
  Tuttavia io ritendo che le somme così distinte se li poteva gestire
  l'Assessore Turano, bastava fare un bando.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA.   Grazie  Presidente,  a chiarimento  di  questo  articolo,
  ricordo  a  me  stessa  e  all'aula  che  quando  fu  approvata  la
  finanziaria a maggio ci fu proprio la discussione, anzi  intervenni
  anch'io  sul comparto florovivaistico che andava a comprendere  non
  solo  i  produttori  e,  quindi,  i  vivai  ma  anche  le  attività
  commerciali.
   Chiaramente,  se  tutto  quello che era stanziato,  che  all'epoca
  erano  dieci  milioni  di  Euro, e abbiamo  stanziato  altri  dieci
  milioni  di Euro proprio per finalmente dare respiro e una  boccata
  di ossigeno a tutto il comparto, le attività commerciali, Assessore
  Turano, non erano mai state considerate e io la ringraziai in  Aula
  per  l'attenzione che ha voluto dedicare, ma se non dividevamo  gli
  stanziamenti  ai due assessorati, chiaramente, non potevano  essere
  dati ad entrambi le categorie.
   Con questo emendamento ed articolo facciamo chiarezza e finalmente
  si  possono  fare  i  bandi  e dare quel  che  è  giusto  a  queste
  categorie. Grazie.

   PRESIDENTE. Benissimo. Possiamo votare allora? Pongo in  votazione
  l'emendamento 10.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E' approvato con il voto contrario dell'onorevole Cracolici.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
          Modifiche all'articolo 36 della legge regionale 22
                          febbraio 2019, n. 1
       in materia di spettanze ai professionisti per interventi
                             realizzabili
                    con il superbonus 110 per cento
                  (ex art. 7 del ddl 893/A Stralcio II)

   1.  Dopo  il  comma  3 dell'articolo 36 della legge  regionale  22
  febbraio 2019, n. 1 è inserito il seguente:

    3 bis. Limitatamente ai soli procedimenti relativi alla fruizione
  del  superbonus  110  per cento e per tutto il periodo  di  vigenza
  delle  relative norme, le disposizioni di cui ai commi 2  e  3  non
  trovano applicazione per gli interventi previsti dai commi 1, 4 e 4
  bis  dell'articolo  119 e dall'articolo 121 del  decreto  legge  19
  maggio  2020,  n. 34 convertito con modificazioni  dalla  legge  17
  luglio 2020, n. 77. ».

   All'articolo 11 sono stati presentati due emendamenti  soppressivi
  che sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 11.3, a firma dell'onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Grazie   Presidente,  una  pregiudiziale   su   questo
  emendamento  perché è stato depositato anche in  altri  disegni  di
  legge,  oltre  a  questo è depositato anche nel  disegno  di  legge
  edilizia 669 e nella Stabilità.
   Io  avevo chiesto di trattarlo nel disegno di legge 669 però a  me
  va  bene  anche trattarlo in questa sede anche perché ho depositato
  un sub emendamento all'11.3.R che spiego brevemente.
   Questo articolo come immagino sapete tutti nasce dall'esigenza  di
  garantire  la  certezza  dei pagamenti a  quei  professionisti  che
  lavorano  nel  settore  edile  non  soltanto  architetti  ma  anche
  ingegneri, geologi, geometri, eccetera.
   Lo abbiamo approvato all'articolo 36 della manovra finanziaria del
  2019, nel corso di questi anni è emersa la necessita di fare alcuni
  correttivi,  tra  cui quelli legati ad esempio alla  specificazione
  dei titoli all'interno dei quali rientra la certezza dei pagamenti.
   Da  una analisi che abbiamo condotta anche alla luce di quello che
  è  emerso  dagli uffici tecnici, è uscita l'esigenza di specificare
  nel  testo  di legge che questa norma si applica anche  sia  per  i
  titoli di ufficio che per i titoli di parte, cioè CILA e SCIA, cioè
  quelli dove il professionista si limita al deposito dell'atto.
   E'  stato  modificato anche l'aspetto rispetto al  Modello  Unico,
  alla luce del fatto che numerosi uffici tecnici segnalavano diverse
  interpretazioni e per questo motivo abbiamo deciso di introdurre in
  questa norma un modello Unico che è allegato all'articolo.
   In   chiusura,  la  parte  più  delicata,  è  quella   legata   al
  coordinamento  con  la norma relativa al  Super  bonus  110% ,  una
  norma  nazionale  che permette l'efficientamento  energetico  degli
  edifici.
   Questa  norma è abbastanza complessa e poteva provocare una  serie
  di  difficoltà nell'applicazione della certezza dei pagamenti,  per
  questo  motivo  dopo  avere sentito gli ordini professionali  delle
  consulte,  ma  anche l'Assessore per ambiente,  abbiamo  deciso  di
  introdurre  l'istituto della promessa di pagamento, che  meglio  si
  congegna con il sistema della certezza dei pagamenti e dal lato con
  l'istituto del superbonus.
   Come sapete, il superbonus funziona con due metodi di pagamento: o
  la  detrazione fiscale o cessione del credito alla banca. In questo
  modo  il professionista, nel primo caso, verrà pagato o al primo  o
  al  secondo  SAL (stato di avanzamento dei lavori) dal committente;
  nel  secondo caso c'era il caso di cessione del credito alla  banca
  e,  chiaramente, sarà la banca a pagare. In questo modo  garantiamo
  il  funzionamento  del  superbonus  110%  e  allo  stesso  modo  la
  sicurezza che i professionisti vengano pagati.
   Tendo  a  precisare che l'emendamento è condiviso, oltre  che  dal
  Movimento  Cinque Stelle, anche dalla mia collega  Angela  Foti  e,
  chiaramente, abbiamo condiviso questa proposta con l'Assessore ed è
  - lo ripeto ancora una volta - il frutto di un lavoro congiunto con
  tutti  gli ordini professionali: architetti, ingegneri ed anche  le
  consulte regionali. Grazie.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, vuole intervenire su quello  che  dice
  l'onorevole  Trizzino?  Lei  è  d'accordo  con  quello   che   dice
  l'onorevole  Trizzino? Noi siamo vagamente d'accordo;  c'è  qualche
  cosa che dobbiamo capire ancora.

   FOTI.  Grazie,  Presidente.  Durante la  sessione  dei  lavori  di
  bilancio,  sul  disegno di legge n. 893 è stato  introdotto  questo
  articolo  11 che ha dato la possibilità alla IV Commissione  ed  al
  collega  Trizzino, che era presentatore della norma sulla  certezza
  dei  pagamenti,  di  apportare dei giusti  correttivi  sulla  norma
  originaria  che è già utilizzata con successo nell'arco  di  questo
  anno  e  mezzo  in  cui aveva, comunque, tracciato  un  segnale  di
  cambiamento  e  che  oggi  con i commi,  a  partire  dall'1  al  4,
  certamente  migliora la performance di questa legge della  certezza
  dei  pagamenti  e  il  comma 5 che viene arricchito  e  armonizzato
  sull'utilizzo  del  superbonus 110% che  introduce  funzionalità  e
  correttezza ovviamente dovuta.
   Sarebbe  stato bello non dovere fare una legge sulla certezza  dei
  pagamenti  che già la certezza fosse la certezza, però così  non  è
  stato  e,  tra l'altro, si aggiunge anche una interessante proposta
  di  modulistica omogenea perché nei comuni ci si era attrezzati  un
  po'   in   maniera  autonoma  con  delle  modulistiche  che  spesso
  confondevano sia gli uffici che i professionisti.
   Quindi,  volevo esprimere, oltre ad esserne firmataria, la volontà
  del mio Gruppo di votare questo emendamento 11.3.R. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, lei mi aveva chiesto di stralciare
  questo articolo. In realtà, il Governo aveva voglia di farlo perché
  è  anche  abbastanza favorevole in linea di massima a farlo.  Però,
  siccome  su questo emendamento 11.3.R gli Uffici mi dicono ci  sono
  due  cose  che risultano essere problematiche: la prima è il  fatto
  che le spettanze professionali inerenti alle operazioni preliminari
  -  stiamo  parlando del  bonus casa  - sono saldate  con  le  somme
  previste  per  l'acconto sui lavori. Noi non lo possiamo  prevedere
  per  legge come devono essere saldate. Cioè, se il cliente le vuole
  saldare   diversamente,   quindi   o   mettiamo    possono   essere
  eventualmente   ma se il cliente li paga non è che possiamo  dire .
  Poi  l'altra cosa è che  l'eventuale mancato pagamento dei compensi
  pattuiti  e  segnalati al professionista che  preso  atto  sospende
  l'efficacia  del titolo abitativo  , anche questo non  lo  possiamo
  mettere per legge.
   Io  direi una cosa, onorevole Trizzino, siccome ci sono dei  punti
  da  chiarire,  ma c'è la voglia di farlo, perché lo  vogliamo  fare
  questo  articolo, se noi aderendo alla sua proposta  originaria  lo
  mandiamo nel disegno di legge sull'edilizia, sistemandolo bene  per
  non  creare  problemi, perché rischiamo soltanto  di  fare  qualche
  pasticcio senza motivo volendolo fare tutti.

   TRIZZINO. Va bene.

   PRESIDENTE.  Allora, lo stralciamo e lo mandiamo  nel  disegno  di
  legge edilizia, come abbiamo fatto l'altra volta.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
          Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 12
                           maggio 2020, n. 9
            in materia di commissioni spettanti alla Crias
                  (ex art. 9 del ddl 893/A Stralcio II)

   1.  All'ultimo periodo del comma 10 dell'articolo 10  della  legge
  regionale 12 maggio 2020, n. 9 le parole da  non superiori allo 0,5
  per cento, calcolato sulle somme erogate al netto dei rientri, e le
  perdite, ivi comprese le spese derivanti dal mancato rimborso  sono
  sostituite dalle parole  stabilite dall'articolo 13 del Regolamento
  delegato (UE), n. 480/2014 della Commissione del 3 marzo 2014 ».

   Oltre   agli   emendamenti   soppressivi,   è   stato   presentato
  l'emendamento 12.3, a firma dell'onorevole Marano. E' mantenuto?
   C'è una riscrittura del Governo.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lo spieghi, un attimo.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  si
  tratta  di  implementare  il fondo della  CRIAS  con  le  ulteriori
  risorse  comunitarie che vengono assegnate. Ogni volta che ci  sarà
  una  risorsa  data  alla CRIAS, la stessa viene erogata  in  favore
  degli  artigiani,  quando gli artigiani pagano  le  rate  di  mutuo
  ritorna di nuovo nel fondo che ritorna di nuovo a finanziare  altre
  imprese artigiane.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. Presidente, il mio emendamento estende anche all'IRCAC  la
  previsione   normativa  riservata  alla  CRIAS   secondo   cui   le
  Commissioni  -  Assessore Armao - estende all'IRCAC  e  anche  alla
  CRIAS la normativa secondo cui le Commissioni derivanti

   PRESIDENTE. L'Assessore è d'accordo.

   MARANO.  Siccome mi parlava della riscrittura, questo  è  un'altra
  cosa.

                     (Intervento fuori microfono)

   MARANO. Sulle commissioni dello 0,5.

                     (Intervento fuori microfono)

   MARANO. Estensione anche all'IRCAC.

   PRESIDENTE.  Quindi,  è la riscrittura del  Governo  oppure  diamo
  l'accordo all'emendamento dell'onorevole Marano?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole. Il  12.4
  è del Governo.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 12.3 è a  firma dell'onorevole  Marano,
  il Governo è favorevole?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.4, a firma del Governo. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 12, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sono le ore 19.10, alle ore 19.15 in punto  si
  torna  in  Aula  perché devo capire bene perché c'è  un  attimo  di
  confusione.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Allora, sospendo la seduta fino alle ore 19.20.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta sospesa alle ore 19.08, è ripresa alle ore 19.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  abbiamo   da   sistemare,   da
  riprendere due articoli che erano stati accantonati, l'articolo 7 e
  l'articolo 9.
   Se  non  ricordo  male non c'è ne altri. Sul  7  sembra  si  stato
  trovato, almeno con gli Uffici, un accordo, sul 9 vorrei capire.
   Siamo all'articolo 9. Ha chiesto di parlare l'Assessore Turano. Ne
  ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  io  sono  nelle  condizioni di spiegare l'articolo 9  con  maggiori
  puntualizzazioni.
   Stiamo  soltanto dicendo che l'ambulante che ottiene la  Scia  nel
  Comune  può  andare  in tutti i Comuni della Sicilia,  per  ora  la
  legislazione, onorevole Dipasquale, prevede questo, è  soltanto  ai
  fini  della statistica. Tu con la Scia puoi andare ovunque, lo devi
  solo comunicare, così facendo non lo comunichi più ma devi soltanto
  rispettare,  onorevole  Dipasquale  posso  finire?  Devi   soltanto
  rispettare  tutti i regolamenti comunali, e i regolamenti  comunali
  disciplinano per gli ambulanti della lettera C) che non sono quelli
  che  hanno stabilmente la fiera settimanale oppure il gazebo fisso,
  faccio  un  esempio, quello che vende frutta e verdura.  E  poi  il
  Regolamento  comunale dice che non ti puoi fermare a  meno  di  150
  metri  dall'altro, che non puoi stare più di due  ore  o  in  altri
  Comuni:  dice  che  ti  puoi fermare a 50  metri,  che  puoi  stare
  l'intera  mattinata,  tutto quello che è la  potestà  regolamentare
  comunale  rimane,  vi è soltanto la possibilità  di  esercitare  la
  propria attività senza la previa comunicazione che oggi, nonostante
  venga resa, non può essere impedita dal Comune.
   È una semplificazione per l'ambulante.

   PRESIDENTE.   Benissimo.   Ha  chiesto  di   parlare   l'onorevole
  Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessore, colleghi  parlamentari,
  nessuna  polemica,  infatti  non volevo neanche  intervenire  oggi.
  Attualmente  come  funziona? Ogni Comune ha un regolamento  per  la
  vendita in area pubblica e ce l'ha ogni Comune, chi è che ha  fatto
  il Sindaco, l'Amministratore lo sa bene, questo Regolamento prevede
  in  tutti  i  mercatini, in tutte le aree pubbliche qualsiasi  area
  pubblica  dove  si  deve  fermare l'ambulante  o  è  il  mercato  -
  Presidente,  la prego di ascoltarmi perché mi creda  è  importante,
  rischiamo  di  fare un grande pasticcio - o è un mercato  o  è  uno
  spiazzale, perché la vendita sull'area pubblica per gli ambulanti è
  regolamentata  quasi  come  un piano regolatore.  Ogni  area,  ogni
  città,  ogni Comune ha un tot di spazi dove gli ambulanti, sia  del
  Comune  di  residenza sia anche quelli di fuori  residenza,  devono
  andare.
   Quando  viene  un  ambulante fuori dal Comune  di  residenza  deve
  ottenere  il  posto per quel giorno, paga la TOSAP  giornaliera  ed
  esercita il suo ruolo, ed esercita e fa e svolge il suo servizio.
   Nel  caso  che  il posto è libero che la mattina non  si  presenta
  nessuno,  pensi che poter occupare quello stesso posto  perché  non
  c'è  né  tanti,  sono  limitati i posti, viene messo  a  sorteggio,
  giusto collega? Dopo che viene messo a sorteggio, si paga sempre la
  TOSAP giornaliera.
   Noi  non  possiamo  inserire un meccanismo di una liberalizzazione
  nel  territorio regionale, Presidente. Perché, attualmente,  questo
  già  avviene, nel senso io da Palermo posso andare a Ragusa,  posso
  andare a Modica, a Vittoria, in qualsiasi Comune ma devo esercitare
  e devo partecipare con

   PRESIDENTE. Questo rimarrebbe così

   DIPASQUALE.  No, quando voi inserite la possibilità di riconoscere
  l'autorizzazione a prescindere dall'autorizzazione del  territorio,
  voi cosa è che arrecate? Arrechiamo?

   PRESIDENTE. E' sempre  fermo restando le regole di quel Comune'.

   DIPASQUALE. Ma non c'entra, allora è superata. Se fosse come  dico
  io,  non  servirebbe  questo,  è la  norma  attuale.  Invece,  così
  facendo, voi volete mettere in condizione a chi ha l'autorizzazione
  nel  Comune  di  Palermo, di Ragusa, di poter andare ovunque  senza
  un'ulteriore autorizzazione. E, allora, già è normata.  Non  serve.
  Perché  è  così,  viceversa è un'altra cosa. Quindi  l'articolo  va
  cassato,  perché  altrimenti si crea confusione, attenzione  è  una
  cosa seria, Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora, scusate. Chiudiamo l'argomento, tanto  ognuno
  dice  la  sua, lo mettiamo in votazione, chi ritiene di votarlo  lo
  vota, chi non ritiene di non votarlo non lo vota.
   Si passa all'emendamento 9.5 del Governo.
   Onorevoli   colleghi,   comunico  che  è   in   distribuzione   un
  subemendamento, che pensavo fosse già stato distribuito.
   Passiamo un attimo all'articolo 7, precedentemente accantonato,  e
  poi  procediamo  con  la votazione palese, che  è  stata  richiesta
  sull'emendamento dell'articolo 9.
   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  7.5.
   Allora, secondo gli Uffici, il 7.5 risolve il problema, per cui lo
  mettiamo  in  votazione.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevole colleghi, assessori,  diciamo
  che  continuo a non capire questo articolo. Ora dovremmo  eliminare
  le parole  per l'assunzione presso Società partecipate'.
   Dico, l'articolo 7 recita  coloro che hanno maturato il requisito,
  così  come previsto dalla legge regionale 21 del 2014, che non sono
  riusciti  ad entrare, ad accedere nelle partecipate, per  oggettivi
  impedimenti . La norma che ci citate, cioè la legge regionale n. 21
  del  2014,  parla  della  costituzione  dell'albo,  e  chi  entrava
  nell'albo?  Coloro  che erano iscritti, già in servizio  presso  le
  partecipate,   avevano   un   contratto   subordinato,   a    tempo
  indeterminato,  presso  le  società  in  liquidazione,  ed  assunti
  comunque  prima del 31 dicembre 2019. Tutti gli altri, al comma  3,
  sono  esclusi  da  questo  albo.  Quindi  se  avevano  maturato  il
  requisito, teoricamente dovrebbero essere già dentro, non riesco  a
  capire questo.
   Quindi,   le  mie  domande,  assessore  Armao,  prima  di   votare
  l'emendamento sono: ma chi non ha mai fatto un giorno di lavoro, ad
  esempio,  presso  una partecipata, può essere  assunto  rispetto  a
  questa  norma?  E  può specificare meglio quali  potrebbero  essere
  questi  oggettivi impedimenti, così per chiarire ed evitare che  si
  creano norme illusorie come stiamo facendo, purtroppo, nelle ultime
  settimane, una dietro l'altra, norme che poi non portano  a  nulla,
  fanno  illudere  i  cittadini e le persone e poi rimangono  con  un
  pugno di mosche in mano. Grazie.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorno a ripetere.
  Che  la  norma prevede la possibilità, qualora ci fossero  soggetti
  che  hanno lavorato per Società partecipate dalla Regione, che sono
  andate nel frattempo in liquidazione, e per qualche ragione, non  è
  strano,  magari  ci può essere stato qualsiasi tipo di  impedimento
  che  non spetta a me che faccio politica di andare a ricercare,  né
  tantomeno  spetta a noi di valutare la parte amministrativa,  se  i
  soggetti hanno quelle caratteristiche che prevede la legge  saranno
  valutate favorevolmente dagli Uffici. Chiaramente, se non dovessero
  avere  quei  requisiti  non possono essere inseriti  nell'Albo.  Ma
  penso che il ruolo della politica sia quella di dare la possibilità
  e l'opportunità.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   l'emendamento   7.5   della
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   I deputati del Movimento Cinque Stelle hanno votato contro.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si riprende l'esame dell'articolo 9, precedentemente accantonato.
   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Barbagallo  ed
  altri il subemendamento 9.5.1.
   Il parere del Governo?

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Il Governo  esprime
  parere  favorevole  e peraltro, alla luce di una vecchia  circolare
  del MISE, già molto impegnato

   PRESIDENTE. Assessore, è favorevole? Così votiamo.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento  9.5.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 9.5  del  Governo,  così  come
  subemendato.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 9.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti .          52
   Votanti             43
   Maggioranza         22
   Favorevoli          24
   Contrari            19
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, a questo punto rimangono da votare l'articolo
  13 e l'articolo 14, che è la norma finale.
   Per quanto riguarda l'emendamento sul Teatro di Catania, assessore
  Messina,  mi  dicono  che  non  c'è l'emendamento  di  cui  abbiamo
  parlato.
   Onorevoli  colleghi,  c'è un emendamento aggiuntivo  che  dobbiamo
  però  votare,  che  riguarda un problema da  risolvere  sul  Teatro
  Bellini di Catania. Lo distribuite per favore? Onorevole Barbagallo
  è  un  problema reale, non è una cosa che comunque devo mettere  in
  votazione ed è un problema reale perché il Sindaco di Catania me lo
  ha  sollevato  come problema reale e quindi, quanto meno,  lo  devo
  mettere in votazione, poi se l'Assemblea lo boccia è un problema di
  democrazia e non lo posso porre.
   Si  sta  fotocopiando e si distribuisce. Onorevole Barbagallo,  un
  momento.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, trovo deplorevole questo  modo  di
  procedere.  Non c'è nessuna urgenza per cambiare il Presidente  del
  Teatro  di Catania. Nessuna urgenza. La gente in Sicilia  ha  mille
  problemi,  francamente  per il Presidente del  Teatro  Bellini  può
  restare benissimo la norma che è stata cambiata qualche anno fa.

   PRESIDENTE. Mi si scrive, chiedo scusa ..

   BARBAGALLO.  No, lo trovo ingiusto, Presidente. Lei è il  rispetto
  del  garante delle regole in questa Aula. Il sindaco di Catania non
  può,  con  una  telefonata,  rompere il  percorso  che  prevede  la
  votazione  in  Commissione, che la Commissione  V  si  esprima  sul
  parere,  con  il  Presidente della Commissione  che  oggi  non  c'è
  neanche  in Aula, per decidere il cambio del Presidente del  Teatro
  Bellini di Catania, che ha un regolamento che è sopravvissuto negli
  anni. Non è morto nessuno, segua il rispetto delle regole, vada  in
  V  Commissione,  con  la  legge  di  merito  e  l'Aula  voterà.  Le
  scorciatoie  per  nessuno, neanche per il potentissimo  Sindaco  di
  Catania.

   PRESIDENTE.  Non  credo  che  sia un potentissimo  sindaco,  è  un
  sindaco. Onorevole Barbagallo stia tranquillo
   Scusate,  signori,  un attimo solo, vi sto  leggendo  quale  è  la
  motivazione  che  mi  è stata scritta e io non  posso  che  tenerne
  conto,  poi l'Aula si determina, però mi si scrive che l'urgenza  è
  dovuta  all'imminente costituzione del Consiglio  d'Amministrazione
  dell'Ente  del  Teatro Bellini che verrebbe a  costituirsi  con  la
  vecchia  norma. Tale costituzione dovrebbe avvenire secondo  quanto
  previsto  dalla  norma vigente, per cui come una  norma  nazionale,
  quindi stiamo cercando soltanto di...

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Che cosa cambierebbe questo, scusi?

   BARBAGALLO.  Lei dovrebbe rappresentare a questa Aula come  stanno
  le cose.

   PRESIDENTE. Scusate, assessore Messina, tranquilli, io per  quanto
  sia  il  Regolamento, se lo ritengo effettivamente urgente non  c'è
  regolamento che tiene, se invece ora non è urgente non lo votiamo.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, vorrei sottolineare che questa  norma  è  stata
  cambiata qualche anno fa da questa Aula disattendendo quanto accade
  in  tutto  il resto d'Europa, in tutto il resto d'Italia, dove  nei
  Teatri controllati dalla Regione e i Teatri comunali, come il  caso
  del  Teatro Bellini, il Presidente del Consiglio di Amministrazione
  è  il sindaco di Catania per il semplice fatto che l'immobile è  di
  proprietà  del Comune di Catania, per cui il principio secondo  cui
  la Sicilia debba essere l'unica Regione d'Europa che non si attiene
  a  questa  prerogativa ci sembra alquanto strana,  tant'è  che  per
  trent'anni è stato in questo modo.
   Qualche anno fa è stato deciso di cambiarlo ma le motivazioni  non
  sono

   PRESIDENTE. Assessore Messina, chiedo scusa, colleghi,  vi  chiedo
  un  attimo  di  attenzione. Pur volendo assolutamente,  tant'è  che
  l'avevo  portato per aitare quella che mi era sembrata  un'urgenza,
  però,  così  come  è  stata  fatta una legge  che  l'ha  modificato
  rispetto al resto d'Europa.

   MESSINA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.  Una
  norma, Presidente.

   PRESIDENTE.  Una norma. Credo che, onestamente - e  lo  faremo  in
  tempi velocissimi - debba essere apprezzato dalla Commissione.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo  scusa,  vorrei solo ricordarle che noi  dobbiamo  procedere
  entro  febbraio,  cioè  entro questo mese, alla  nomina  del  nuovo
  Consiglio di Amministrazione.
   Onorevole  Cracolici,  l'emendamento è  stato  presentato  con  il
  disegno  di  legge n. 893 nell'anno 2020, quindi l'emendamento   31
  dicembre   si  intende corrente anno 2020. Già siamo  in  scadenza.
  Abbiamo   potuto   prorogare,  per  una   questione   semplicemente
  burocratica,  l'approvazione del Consiglio di  Amministrazione  del
  nuovo Statuto, significa che noi questo mese nominiamo il Consiglio
  di  Amministrazione  e dopo un mese decade e lo  dobbiamo  rivotare
  facendo ridere tutta Italia e tutta Europa.

   PRESIDENTE. Assessore Messina, siccome noi abbiamo - come  dire  -
  questo  impegno  della  finanziaria  che  si  deve  fare  in  tempi
  brevissimi, credo che sapendolo prima e avvertendo la Commissione è
  un  qualcosa che può essere valutata anche nella finanziaria. Però,
  oggettivamente,  metterlo in votazione oggi, in queste  condizioni,
  diventa praticamente impossibile.
   Chiamerò  io stesso il sindaco di Catania per spiegare qual  è  la
  questione però, onestamente, non mi sento di metterlo in votazione.
   C'è  un emendamento aggiuntivo del Governo che risolve un problema
  di impugnativa, per cui se l'Assessore Cordaro può spiegarlo.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  l'emendamento  A.46, in buona  sostanza,  finisce  per
  eliminare,  per  far  cessare  la materia  del  contendere  su  una
  osservazione   che  viene  mossa  dal  Ministero  dell'Ambiente   -
  ovviamente dal Ministro Costa - che noi eliminando il secondo comma
  di  questa  norma  risolviamo, così come ci  veniva  richiesto  dal
  Ministero.
   Quindi  vi  chiedo di votarlo in modo da eliminare una contesa  di
  legittimità che non ha motivo di sussistere.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  io  non  vorrei  fare  un  torto
  all'assessore  Messina.  Non possiamo utilizzare  due  pesi  e  due
  misure.

   PRESIDENTE.  Scusi,  mentre quello su  di  Catania  ho  fatto  una
  valutazione, su questo c'è una impugnativa da risolvere.

   BARBAGALLO.  Io  voglio essere onesto, non è  che  mi  piace  fare
  questo ruolo del  guastafeste'?

   PRESIDENTE. Però le riesce benino

   BARBAGALLO.  Un  po'  abbiamo l'interesse tutti,  cioè  quello  di
  lavorare   per   la  Sicilia,  per  i  siciliani  e   possibilmente
  rispettando  le regole. In questa vicenda del PUDM -  e  vorrei  il
  conforto  dagli Uffici - c'è una normativa comunitaria che  prevede
  il  passaggio,  quindi  per  noi l'impugnativa  non  è  per  niente
  superata.
   Anche  in  questo caso manca il parere della Commissione IV,  come
  lei  ha notato manca il Presidente della Commissione in Aula. Serve
  fare  un  approfondimento. Io l'assicuro, Presidente, e vorrei  che
  fosse messo a verbale, che questo problema non viene risolto.

   PRESIDENTE.  Do la parola all'assessore Cordaro che vedrà  che  le
  darà ragione.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Mi  viene
  difficile  dare ragione all'onorevole Barbagallo. anche  perché  le
  chiederei  -  come sta facendo ora - di esprimersi con  un  sorriso
  ogni  tanto  perché si mette  lario' - non c'è motivo  Sono  sempre
  pronto a fare ragionamenti politici.
   Vorrei  dire, a parte questo, onorevole Barbagallo, non ho  alcuna
  difficoltà né intendo mettere in difficoltà la Presidenza,  ma  noi
  come Governo regionale stiamo semplicemente mettendo nero su bianco
  quello  che ci dice il Ministero al fine di far cessare la  materia
  del  contendere di una prudenziale impugnativa. Non stiamo  facendo
  altro.  Dopodichè  se  volete che questo articolo  passi  dalla  IV
  Commissione, nessuna difficoltà. Ne discuteremo in IV Commissione.

   PRESIDENTE. Facciamolo con le regole, Assessore. Considero  sempre
  gli  aggiuntivi  se sono cose che realmente hanno una  motivazione,
  state  tranquilli che non ci sarà Regolamento che  tiene,  li  farò
  votare. Però, questi li possiamo fare tranquillamente attraverso le
  Commissioni senza problemi.
   Mi dispiace non averli visti prima, altrimenti lo dicevo prima.
   ....Ma l'articolo 14 l'abbiamo già votato...  ()

   n. 893/A - Stralcio IV

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita
            e ripartenza del sistema produttivo regionale.
             Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge  Disposizioni finanziarie e per il sostegno  ai
  processi  di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale.
  Disposizioni varie . (n. 893/A - Stralcio IV).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti .          50
   Votanti             36
   Maggioranza         19
   Favorevoli          23
   Contrari            13
   Astenuti            5

                         (L'Assemblea approva)

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'inizio della seduta non  avevo
  letto le risultanze della Conferenza dei Capigruppo che ha previsto
  come  tempi massimi, se potessimo fare più brevemente le cose siamo
  disposti  a  cambiarlo  anche da domani, in  linea  di  massima  da
  giovedì  18  a  martedì  23  febbraio  le  Commissioni  di   merito
  esamineranno la finanziaria, mercoledì 24 fino a mercoledì 3  verrà
  esaminata in Commissione  Bilancio .
   Domenica  7  marzo  sarà fissato il termine per  la  presentazione
  degli emendamenti.
   La   discussione  del  bilancio  avverrà  lunedì  8  marzo  e   la
  discussione della finanziaria a partire da martedì 9 marzo.
   Questo è quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
   A seguire gli onorevoli Lupo, Di Paola e Schillaci.

   ZITO.  Signor  Presidente, sicuramente  molti  sapranno  come,  ad
  esempio,  a  Palazzolo  molti ristoratori proprietari  di  bar,  di
  agriturismo  eccetera, hanno protestato, hanno occupato addirittura
  il comune perché non hanno ristori ed essendo in zona arancione dai
  primi  di febbraio, non sono aperti così come dovrebbero essere,  e
  non hanno le stesse entrate che avevano un tempo.
   Il  26  gennaio il Presidente della Regione è andato lì e cosa  ha
  fatto, caro Presidente?
   Si  è  fatto  una chiacchierata con questi ristoratori  che  erano
  contenti  anche  di avere visto il Presidente della  Regione  lì  a
  Palazzolo.
   Fatto  sta che ieri o l'altro ieri abbiamo ricevuto la finanziaria
  2021  e  su  71, 72 articoli, non c'è nulla come ristori  a  queste
  persone. Nulla per i ristoratori, nulla per gli agriturismo,  nulla
  per i bar, assolutamente nulla
   Abbiamo visto che il Presidente della Regione è andato a farsi una
  passeggiata  a Palazzolo, a farsi una chiacchierata  ed  è  tornato
  indietro.
   Ovviamente  questa cosa è inaccettabile, perché  noi  dei  ristori
  ancora  li  possiamo fare perché ancora sugli  FSC  ci  sono  delle
  somme.  E  allora stanziamo, facciamo un emendamento.  Noi  già  lo
  stiamo predisponendo - ma doveva essere il Governo a farlo - quindi
  sarà  a  firma  mia  e  dei  colleghi del  Movimento,  proprio  per
  ristorare in qualche modo queste persone, che sono lì in attesa che
  qualcuno le aiuti oltre che ascoltarli.
   Quindi  il  Presidente della Regione la prossima volta,  oltre  ad
  ascoltare,  deve cominciare a scrivere le norme per aiutare  queste
  categorie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  approfitto della presenza dell'assessore Armao in Aula per chiedere
  lumi riguardo i fitti passivi, gli affitti della Regione siciliana.
  Perché Presidente, qualche giorno fa

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi scusi, l'onorevole Di Paola si
  sta rivolgendo all'assessore Armao.

   DI  PAOLA.  Qualche  giorno fa, Presidente, un  collaboratore  del
  Presidente  Musumeci, nonché ex direttore generale,  ha  fatto  una
  dichiarazione  in cui sosteneva che, in pratica,  la  Regione  paga
  circa 60 milioni di euro di affitti l'anno. Di questi 60 milioni di
  euro, 40 milioni riguardano il fondo FIPS.
   Signor Presidente, circa un anno fa, ho fatto un'interrogazione  a
  questo   Governo  regionale,  all'assessore  Armao,  con   risposta
  scritta,  dove  chiedevo l'ammontare degli  affitti  della  Regione
  siciliana.
   Ebbene  Presidente, assessore, la risposta che mi è stata data  da
  parte del Dipartimento è di 40 milioni di euro. Ora, dico, c'è  una
  forte  incongruenza, c'è una forte diversità rispetto a quello  che
  sostiene  un collaboratore del Presidente Musumeci, che è anche  ex
  direttore  generale,  e la risposta che mi è stata  data  in  forma
  scritta da parte dell'assessore e da parte del Dipartimento.
   Visto  che c'è l'assessore qui in Aula, se in qualche modo mi  può
  dare lumi su questa cosa: gli affitti che noi paghiamo ammontano  a
  40  milioni  di  euro o a 60 milioni di euro? Dove sta  la  verità,
  Presidente?

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi,  sono  stati  depositati  alcuni  ordini  del
  giorno. La Presidenza si impegna a farli distribuire nelle prossime
  sedute  con gli Assessori di riferimento, perché in questo  momento
  manca  l'assessore Turano e ce n'era uno proprio  sui  ristori  del
  comparto  Horeca  ed  altri.  Quindi,  nelle  prossime  sedute,   e
  certamente in Finanziaria, saranno discussi.
   Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, prendo la parola  per  presentare,
  appunto,  un  ordine  del  giorno  in  merito  al  Villino  Messina
  Verderame, che l'assessore Armao conosce perfettamente. E' uno  dei
  gioielli  palermitani del liberty, sopravvissuto all'olocausto  del
  sacco di Palermo.
   Ora,  sappiamo benissimo che è stato acquisito al patrimonio della
  Regione,   che  era  stato  stanziato  un  finanziamento   per   la
  riqualificazione,   perché   il   Villino,   costruito   nel   1915
  dall'architetto  Benfratello, che era un erede di  Ernesto  Basile,
  che ha ereditato l'Art Nouveau, questo è stato oggetto di degrado e
  di abbandono per diversi anni.
   Lo  abbiamo recuperato, non abbiamo ancora riqualificato il  bene,
  ma  io  intervengo perché, ritenuto che la V Commissione di  questa
  Assemblea  regionale  ha approvato una legge che  prevede  un  polo
  museale,  quindi la creazione di una rete dei beni del  liberty  di
  tutta  la  Sicilia, considerato che il Villino Verderame  è  vicino
  alla  Villa  Pottino, che è un altro esempio, che  è  vicino  Villa
  Trabia,  io  chiedo un impegno formale e sostanziale  da  parte  di
  questo  Governo  affinché si dia al Villino Messina  Verderame  una
  destinazione  d'uso  congrua, che venga aperto  alla  cittadinanza,
  agli  studenti,  agli  studiosi, perché è davvero  un  gioiello  e,
  sinceramente, farlo diventare un sito di un ufficio qualunque dalla
  Pubblica Amministrazione, sarebbe davvero una mancata opportunità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  colleghi,   cittadini,   volevo
  approfittare  della presenza dell'assessore Armao e ricollegarmi  a
  quanto richiesto dal collega Di Paola, perché le dichiarazioni  che
  oggi  sono state rilasciate sono, particolarmente, allarmanti.  Non
  solo perché c'è da capire qual è l'entità di questi affitti, se 40,
  se  60 milioni ma, perché la cosa che è assurda è che c'è una grave
  divergenza anche su quanti soldi, cioè se 24 o 40 milioni   finisco
  a  questo fondo FIPRS in cui c'è il 35 per cento della Regione,  ma
  anche  sulla  composizione  dell'altro 65  per  cento,  cioè  sulla
  composizione  di  questa quota privata  che, stando  a  quello  che
  questo   collaboratore  del  Presidente,  che  era  anche  RUP   di
  quest'opera,  ha dichiarato, cioè che alcune società sarebbero  per
  altro  offshore o, comunque, questi fondi andrebbero a finire anche
  in dei luoghi dove ci sono delle agevolazioni fiscali importanti.
   Dovremmo  cercare, un attimino, di fare chiarezza  sia  su  questo
  fondo  oltre  che sull'entità, anche su chi compone  questo  fondo,
  cioè  chi  è  il  partner  della  Regione.  Perché  se  la  Regione
  siciliana, se davvero vuole intraprendere un percorso virtuoso, non
  solo  di risparmi ma anche fatto di legalità e di trasparenza,  non
  può  avere come socio un'entità oscura, un'incertezza, un  non  so
  chi sono i miei soci.
   La  Regione  siciliana,  da  questo  punto  di  vista,  deve  fare
  chiarezza,  deve guardare dentro sé stessa. Chi sono i  soci  della
  Regione  siciliana? Come possiamo consentire che non  sappiamo  chi
  sono  i nostri soci che si prendono il 65 per cento di 40 o  di  60
  milioni che siano? Di 24 o di 40 milioni che siano?Noi non sappiamo
  dove va a finire il 60 per cento dei soldi che paghiamo?
   Da  questo  punto  di  vista  non è  tollerabile   Non  è  neanche
  tollerabile che ci sia una così grande contraddizione sulle  somme,
  perché  questi  dati, che sono stati anche offerti in  risposta  ad
  un'interrogazione con richiesta di risposta scritta,  un  dirigente
  generale  non  può, eventualmente, rispondere andando a  verificare
  quali  sono  i  beni,  semplicemente, che sono  afferibili  al  suo
  assessorato. Perché se si chiede quanti soldi finiscono  al  FIPRS,
  tu non puoi rispondermi come se tutto ciò che c'è nelle partecipate
  o,  addirittura,  in  altri due assessorati, si faceva  riferimento
  all'assessorato alla cultura ed ad un altro assessorato, e  non  si
  tengono in considerazione.
   Assessore,  questa cosa è gravissima  Assessore,  questa  cosa  va
  oltre  ogni  più  fervida  immaginazione.  Ed  abbiamo  bisogno  di
  risposte chiari, trasparenti e pubbliche. E la invito, veramente, a
  fare  chiarezza, perché io sono sicuro che lei ci darà una risposta
  soddisfacente. Ma a questo giro di posta, la risposta  deve  essere
  anche  accompagnata da carte scritte, chiare, nero su  bianco,  che
  non siano soggette ad interpretazione.
   La  prego  di fare chiarezza. Ne va della dignità del Governo  che
  lei rappresenta e di questa Regione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, intervengo sul  tema
  vaccini  pregando  il  vicepresidente della Regione  e  l'assessore
  Cordaro  di  farsi portatori di questa mia richiesta,  diciamo,  di
  chiarimento, rispetto al tema dei vaccini per gli ultraottantenni.
   Sono  stato  raggiunto, proprio, durante i lavori  d'Aula,  da  un
  messaggio,  inoltratomi da una persona ultraottantenne, per  altro,
  con altre patologie, che ha tentato di prenotarsi per il vaccino  e
  ha  ricevuto  questo  tipo di risposta:  Nessuna  disponibilità,  i
  centri  vaccinali che fanno riferimento al CAP inserito, al momento
  non  hanno  disponibilità per la vaccinazione.  Puoi  eventualmente
  provare a cercare in altri CAP della regione.
   Ora,  io  posso capire, che in un certo momento in una determinata
  zona di una città della nostra Regione, possano essersi esaurite le
  dosi  dei  vaccini  e,  quindi,  non  è  più  possibile  fare   una
  prenotazione.  Lo  posso  capire, in  teoria,  perché  quanto  meno
  prenota questa persona, anche per il mese di maggio, magari poi gli
  dirai  che l'appuntamento è rinviato o meno. Ma non posso accettare
  che  si  dica   Puoi eventualmente provare a cercare in  altri  CAP
  della  Regione .  Ma cosa dovrebbe fare un anziano ultraottantenne?
  Tentare  la sorte? Mettersi a cercare in qualche CAP di altre  zone
  rispetto  a quella di residenza, nella speranza di trovare  un  CAP
  dove forse sono avanzati, o sono disponibili, dei vaccini?
   Allora  io  credo  che, invece di spostare  gli  ammalati,  è  più
  semplice spostare le dosi dei vaccini. Che si faccia un sistema  di
  prenotazione, anche su base provinciale o regionale, e laddove  c'è
  una disponibilità di dosi di vaccini, non utilizzati, si mettano  a
  disposizione di quelle aree territoriali dove, invece, le dosi  dei
  vaccini  sono  terminate e invece c'è una  richiesta  da  parte  di
  ammalati che non si possono sentire rispondere che forse il vaccino
  è  disponibile a Favignana  Perché è successo anche questo che sono
  state  prenotate fuori dal comune, in altre realtà perfino isolane,
  persone  ultraottantenni che, ovviamente,  non  sono  in  grado  di
  muoversi  a  piacimento,  tanto meno di prendere  un  aliscafo  per
  raggiungere un'isola minore
   Allora,  Presidente, a me che accada tutto questo dispiace  perché
  so  bene quanti sacrifici stanno facendo i lavoratori delle  ASP  e
  tutti coloro che sono impegnati nella somministrazione dei vaccini.
   Questi, però, sono errori di programmazione, di politica sanitaria
  che  hanno  un  responsabile che si chiama  Ruggero  Razza   Non  è
  possibile  che  non  ci  sia  mai un  momento  in  cui  il  vertice
  dell'Assessorato sanità non risponde delle cose che non funzionano,
  scaricando sugli altri.
   Chi  ha dato disposizione di questo tipo di comunicazione? Chi  ha
  predisposto questo tipo di piattaforma per la gestione del  sistema
  di prenotazione per i vaccini? Qua parliamo della vita della gente,
  perché quando una persona ultraottantenne, ha altre patologie,  non
  potere  fruire in tempo del vaccino anti covid significa  rischiare
  la vita  Mi chiedo, in tutto questo, che fino ha fatto, Presidente,
  l'accordo che l'Assessorato sanità avrebbe dovuto raggiungere con i
  medici  di  medicina  generale, perché  se  in  questo  sistema  di
  prenotazione si fossero minimamente coinvolti i medici di  famiglia
  e  i  medici  di medicina generale, dando loro anche  un  ruolo  di
  programmazione  per  la  prenotazione  per  i  vaccini  e  per   la
  somministrazione, io penso che quanto meno le cose andrebbero molto
  meglio.
   Mi auguro che il Governo regionale voglia rispondere. Ho girato il
  messaggio  anche  al  Presidente della Regione perché  ritengo  che
  questa sia davvero una questione gravissima.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, come comunicato, a seguito  della
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  la  seduta  è
  rinviata - assessore Armao, lei vuole dare qualche chiarimento  sui
  fitti passivi? - è rinviata a venerdì 5 marzo 2021, alle ore 11.00,
  fermo  restando che, qualora i lavori della Commissione   Bilancio
  dovessero concludersi prima, riceverete comunicazione perché  prima
  facciamo, meglio è.
   Prego, assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  trovo  singolare  discutere  di  affermazioni  che  sono
  affermazioni  giornalistiche di un ex dirigente della  regione  che
  non  si  è  mai  occupato, non essendo mai  stato  dirigente  delle
  finanze, di fitti passivi. Sebbene l'ing. D'Urso abbia la mia stima
  per  la  sua capacità amministrativa le sue esternazioni su vicende
  che  non  attengono  a compiti che egli ha svolto,  non  credo  che
  possano   essere  oggetto  di  confronto  parlamentare.  Resta   la
  responsabilità delle affermazioni e, poi, le conseguenze  che  esse
  determineranno.
   Per quanto riguarda, invece, la verità dei fatti, io non posso che
  rifarmi    alla   risposta   scritta,   quindi,   assumendomi    la
  responsabilità  delle cose che ho scritto, detto  e  firmato  circa
  l'entità del pagamento che attiene a circa 20 milioni di euro, 20 e
  qualcosa, 20 e 400.
   Onorevole De Luca, io di questa cosa sono stato talmente  attento,
  analista   ed  osservatore  che,  già  quando  ero  assessore   per
  l'economia, non solo ebbi una intensa interlocuzione con la Procura
  della  Corte dei conti su questa cosa - interrompendo pure  termini
  di  prescrizione sulle delibere che hanno originato tutto questo  -
  ma,  addirittura,  promossi azioni di responsabilità  o  chiesi  di
  promuovere   azioni   di   responsabilità   nei   confronti   degli
  amministratori  della società che al tempo gestiva questi  rapporti
  nel precedente Governo.
   Quindi,  su  questa vicenda da parte mia non c'è stata mai  nessun
  tipo  di  indulgenza, ma solo l'applicazione di  regole  e   ad  un
  emendamento  a mia firma dell'ultima legge di stabilità  del  2012,
  ascrivibile la norma che ha liberato la Regione dalla  SPI  per  la
  cessione    degli    immobili   perché   si   è    previsto,    con
  quell'emendamento,  che la Regione potesse -  cosa  che  prima  non
  poteva  fare  -  disporre dei propri immobili  se  non  ricorrendo,
  appunto, alla SPI.
   Da  quel momento in poi ci liberammo e, quindi, la Regione non  fu
  più   vincolata,   che  tutto  quel  che  faceva   doveva   passare
  necessariamente dalla SPI.
   Quindi,  credo  che  tutto  mi si possa ascrivere  tranne  che  di
  essere, in qualche modo, anzi ho sempre contestato quell'operazione
  che, oggettivamente, non fu un'operazione lungimirante - tant'è che
  i  risultati  sono  stati  sempre contestati  da  tutti  sul  piano
  finanziario.
   E,  tuttavia, la Procura della Repubblica ha più volte sequestrato
  gli  atti,  ma  le  cose  sono rimaste  allo  state  delle  analisi
  inquirenti.  Anche la Procura della Corte dei conti ha  chiesto  di
  interrompere  i termini ma, poi, le cose non hanno avuto  un  esito
  giudiziario.
   Quindi, è chiaro che, di fronte ad un'attività che si è in qualche
  modo conclusa con la prescrizione dei termini, da parte nostra  non
  resta  che,  in  contratto vigente, adottare tutte  le  misure  che
  consentono  di  tutelare  le  ragioni  dell'amministrazione  -  ivi
  comprese  le riduzioni dei canoni secondo i parametri adottati  nel
  2013, cosa che il dirigente generale ha intrapreso, anche assistito
  dall'Avvocatura  dello  Stato - però, noi ci  muoviamo  nell'ambito
  della regola.
   Lei  è  un  giurista  ed  anche  gli altri  che  sono  intervenuti
  conoscono  bene le regole del diritto e, quindi, sapete  bene  che,
  una volta che il contratto è vigente, fino a quel momento
   Altra cosa è, poi, i componenti della compagine del fondo oltre la
  Sicilia  che sono - che io sappia, da quel che ho letto e  da  quel
  che  si  legge  -  oramai sostanzialmente banche perché  attraverso
  meccanismi  di  cessione  si  è  giunti  sostanzialmente   ad   una
  riferibilità sostanziale alle banche.
   Quindi, non mi pare che ci siano scenari oggi più riconducibili  a
  terzi ma sostanzialmente al sistema bancario.
   Ovviamente,  se è necessario ed opportuno io informerò  nuovamente
  la  Procura della Corte dei conti e la Procura della Repubblica  se
  ravviso,  e se ravvisiamo con i miei dirigenti, eventi e fatti  che
  siano  in  contrasto con la legge. Altrimenti dobbiamo  in  qualche
  modo  cercare  di  condurre,  fino  alla  fine,  questa  vicenda  e
  chiuderla  prima  possibile, soprattutto con la  realizzazione  del
  centro  direzionale perché la vera soluzione di questa  vicenda,  e
  per  uscirne definitivamente, è quella di lasciare questi immobili,
  costruire  il  centro  direzionale e finalmente  uscire  da  questa
  questione  del fondo, degli immobili. Perché è anche vero  che  gli
  immobili  non  sono più della Regione, sono del  fondo  e,  quindi,
  comunque ci dobbiamo porre il problema di dove dobbiamo svolgere la
  funzione  pubblica che non ammette soluzioni di continuità.  Quindi
  sotto  questo profilo e concludo da parte nostra c'è l'esigenza  di
  mantenere l'attività negli uffici e consentire di prestare ossequio
  ai  contratti  se  non prestiamo ossequio ai contratti  finiamo  in
  contenzioso e ne rispondiamo come amministrazione.
   Da  quello che è emerso sostanzialmente il sistema attraverso  una
  serie  di  cessioni e di indebitamenti oramai da quello che   mi  è
  parso  di capire il sistema è sostanzialmente, sono state le banche
  che  oramai  hanno la guida di queste posizioni, però ecco  ripeto,
  noi   non   abbiamo  una  interlocuzione  perché  l'assetto   delle
  partecipazioni  oramai è consolidato quindi non  è  che  dentro  il
  Fondo   c'è   una   interlocuzione  con  i  soci  privati,   questa
  ripartizione  Regione  e parti private avrà un  esito  solo  quando
  saranno  venduti gli immobili e il fondo assegnerà gli esiti  della
  vendita ma allo stato la nostra interlocuzione è esclusivamente con
  il fondo FIPRS e con il suo gestore Prelios, quindi sostanzialmente
  l'interlocutore della Regione anche contrattuale è  Prelios  e  non
  c'è  nessun  tipo di conto corrente presso cui viene effettuato  il
  bonifico   dei   20  milioni  annuali  è  Prelios  Italia,   quindi
  contrattualmente  la  controparte,  l'interlocutore   giuridico   è
  Prelios, e quindi una società italiana.
   Quello  che  si  descrive come scenario è il  fondo  a  monte  che
  opererà  solo  quando  sarà, saranno ceduti gli  immobili  e  verrà
  ridistribuita  la  somma complessiva, pagato  il  debito  che  deve
  andare ai partecipanti al fondo. Quindi una cosa è il gestore e  il
  nostro interlocutore, l'altra cosa è la compagine del fondo.
   Da  parte  mia, ovviamente, la piena disponibilità  ad  andare  in
  Commissione,   io   sono   a   vostra   disposizione   anche   come
  documentazione. Lo sapete.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a venerdì,  5
  marzo 2021, alle ore 11.00.

                 La seduta è tolta alle ore 20.23 (*)


   (*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
  con e-mail del 4 marzo 2021, la seduta n. 253, già convocata per il
  giorno  5 marzo 2021, alle ore 11.00, è stata rinviata all'8  marzo
  successivo, alle ore 17.00,  con il medesimo ordine del giorno.
   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXI SESSIONE ORDINARIA


                         253a SEDUTA PUBBLICA
                    Lunedì 8 marzo 2021 - ore 17.00
                           ORDINE DEL GIORNO

   -COMUNICAZIONI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N. 1621 - Chiarimenti circa la prevalenza del contenuto dei Piani
  paesaggistici sui Piani urbanistici e loro recepimento.
   Firmatari:  Tancredi  Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena
   -  Con  nota  prot.  n.  44791/IN.17 del  28  dicembre  2020,  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato  l'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana.

   N.  1714  -  Chiarimenti in merito al corretto funzionamento  del
  sistema  antincendio dell'Antiquarium e del Museo 'Pirro  Marconi'
  siti all'interno del Parco archeologico di Himera (PA).
   Firmatari:  Sunseri Luigi; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano;  Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;  Di
  Paola  Nunzio;  Marano  Jose; De Luca  Antonino;  Pasqua  Giorgio;
  Damante Concetta
   -  Con  nota  prot. n. 213/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
  della  Regione  ha  delegato l'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

   -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per il  triennio
  2021/2023 (n. 961).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 15 febbraio 2021.
   Inviato il 15 febbraio 2021.
   Parere I, III, IV, V, VI e UE.

   - Legge di stabilità 2021/2023 (n. 962).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 15 febbraio 2021.
   Inviato il 15 febbraio 2021.
   Parere I, III, IV, V, VI e UE.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale (n.
  960).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 febbraio 2021.
   Inviato il 12 febbraio 2021.
   Parere I, IV e V.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Schema di progetto di legge voto da proporre al Parlamento della
  Repubblica,  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  siciliana,  recante   Delega al Governo per  il  recepimento  delle
  direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione  europea
  -   legge  di  delegazione  europea  2019-2020   Recepimento  della
  direttiva  europea  (UE)  2018/1808 del Parlamento  europeo  e  del
  Consiglio  del  14 novembre 2018 recante modifica  della  direttiva
  2010/13/UE,  relativa al coordinamento di determinate  disposizioni
  legislative,  regolamentari  e amministrative  degli  Stati  membri
  concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva
  sui    servizi    di    media   audiovisivi),   in   considerazione
  dell'evoluzione delle realtà del mercato)  (n. 955).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 febbraio 2021.
   Inviato il 12 febbraio 2021.

   -  Istituzione  del Fondo permanente per la caratterizzazione  (n.
  957).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 febbraio 2021.
   Inviato il 12 febbraio 2021.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  siciliana  recante  Abolizione vincolo di permanenza  triennale  ai
  dirigenti  scolastici assunti nell'anno scolastico  2019-2020   (n.
  956).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 febbraio 2021.
   Inviato il 12 febbraio 2021.

   - Disposizioni per la stabilizzazione del personale ASU (n. 959).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 febbraio 2021.
   Inviato il 12 febbraio 2021.
   Parere I.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Istituzione  del  servizio di psicologia di cure  primarie  (n.
  958).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato l'11 febbraio 2021.
   Inviato il 12 febbraio 2021.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica che l'onorevole Vincenzo Figuccia, con nota prot.  n.
  993-ARS/2020 del 10 febbraio 2021 ha chiesto di apporre la  propria
  firma  al disegno di legge n. 717  Modifiche all'articolo  5  della
  legge  regionale 6 aprile 1996, n. 27. Definizione di  annualità  e
  stagionalità delle strutture turistico-ricettive .

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
                        competente Commissione

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Istituzione  osservatorio regionale  del  Gioco  d'azzardo  (n.
  164/VI).
   Pervenuto in data 5 febbraio 2021.
   Inviato in data 9 febbraio 2021.

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Ente Parco fluviale dell'Alcantara - Designazione Presidente (n.
  162/I).
   Reso in data 9 febbraio 2021.
   Inviato in data 10 febbraio 2021.

   - Ente Parco Floristella - Designazione Presidente (n. 163/I).
   Reso in data 9 febbraio 2021.
   Inviato in data 10 febbraio 2021.

                            BILANCIO (II) -
         COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  Fondo  sviluppo  e  coesione  Patto per il sud   Interventi  di
   Riqualificazione funzionale e renderizzazione dei resti del Tempio
  di   Venere   Ericina   -  ID  34 .  Riprogrammazione   fondi   per
  finanziamento  intervento  di   Rifunzionalizzazione   e   restauro
  conservativo del Convento dei Cappuccini  (n. 160/II-UE).
   Reso dalla Commissione UE in data 26 gennaio 2021.
   Reso dalla II Commissione in data 9 febbraio 2021.
   Inviato in data 10 febbraio 2021.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si  Comunica che la V Commissione  Cultura, formazione  e  lavoro'
  nella seduta n. 202 del 2 febbraio 2021 ha approvato la risoluzione
   Ritiro  in  autotutela dei decreti assessoriali  n.  74  e  n.  78
  dell'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   e   l'identità
  siciliana' (n. 8/V).

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1998  - Ulteriori chiarimenti in merito alle iniziative  volte
  all'aumento  di  produzione di mascherine e  altri  dispositivi  di
  protezione  individuale per il contenimento  della  diffusione  del
  virus Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N. 2003 - Iniziative per inserire i tamponi molecolari e gli esami
  sierologici nella lista degli esami diagnostici e di laboratorio in
  regime di convenzione ai fini della diagnosi del Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Figuccia Vincenzo

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  2001  -  Notizie sul piano di protezione vaccinale prioritaria
  dei  soggetti con disabilità e contestualmente dei 'caregiver', dei
  genitori,  familiari  e badanti che si fanno  carico  dei  medesimi
  soggetti non autosufficienti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1999  -  Notizie  sull'iter  di  attuazione  degli  interventi
  relativi alla Ciclovia Magna Grecia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zito   Stefano;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N. 2000 - Campagna vaccinale farmacisti nel territorio di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   N.  2002  -  Interventi  urgenti per istituzione  nuove  corse  di
  collegamento  tra  il  porto turistico di Riposto  e  la  città  di
  Taormina con il versante nord dell'Etna Piano Provenzana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zitelli Giuseppe

   N. 2004 - Stato di attuazione e future implementazioni del sistema
  tessera  sanitaria  (TS)  nell'ambito dello  sviluppo  della  Carta
  regionale dei servizi della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   N.  506  -  Contributo  a  fondo perduto per  i  comuni  ospitanti
  santuari meta di pellegrinaggi in Sicilia.
   Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
   Presentata il 9/02/21

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni


   () Frase di sottofondo estrapolata dall'audio della seduta.